summaryrefslogtreecommitdiff
path: root/17852-8.txt
diff options
context:
space:
mode:
authorRoger Frank <rfrank@pglaf.org>2025-10-15 04:52:03 -0700
committerRoger Frank <rfrank@pglaf.org>2025-10-15 04:52:03 -0700
commitfe9e2e47d4c3dc52520e2aa567c57545e8ea6473 (patch)
treec1dccb89715e25abef1bdc3a31c45553c45ebcf8 /17852-8.txt
initial commit of ebook 17852HEADmain
Diffstat (limited to '17852-8.txt')
-rw-r--r--17852-8.txt6353
1 files changed, 6353 insertions, 0 deletions
diff --git a/17852-8.txt b/17852-8.txt
new file mode 100644
index 0000000..866aec6
--- /dev/null
+++ b/17852-8.txt
@@ -0,0 +1,6353 @@
+The Project Gutenberg EBook of Senz'Amore, by La Marchesa Colombi
+
+This eBook is for the use of anyone anywhere at no cost and with
+almost no restrictions whatsoever. You may copy it, give it away or
+re-use it under the terms of the Project Gutenberg License included
+with this eBook or online at www.gutenberg.org
+
+
+Title: Senz'Amore
+
+Author: La Marchesa Colombi
+
+Release Date: February 24, 2006 [EBook #17852]
+
+Language: Italian
+
+Character set encoding: ISO-8859-1
+
+*** START OF THIS PROJECT GUTENBERG EBOOK SENZ'AMORE ***
+
+
+
+
+Produced by Carlo Traverso, Claudio Paganelli and the
+Online Distributed Proofreading Team at http://www.pgdp.net
+(This file was produced from images generously made
+available by Biblioteca Nazionale Braidense - Milano at
+http://www.braidense.it/dire.html)
+
+
+
+
+
+
+ LA MARCHESA COLOMBI
+
+ SENZ'AMORE
+
+
+
+ MILANO
+
+ ALFREDO BRIGOLA e C.--EDITORI
+ Via A. Manzoni, 5.
+ PROPRIETÀ. LETTERARIA
+
+ Varese, Tip. Macchi e Brusa.
+
+
+
+
+PREFAZIONE.
+
+
+Il proto, nel comporre questo libro, si meravigliava, di trovare
+tratto tratto della gente innamorata. Come mai, dacchè il volume è
+intolato _Senz'Amore?_ E, da quel proto coscienzioso e prudente che è,
+mi metteva nelle bozze di stampa un bel punto d'interrogazione in
+margine ad ogni scenetta d'amore, ad ogni palpito, per quanto segreto,
+che sembrasse a lui aver per movente il sentimento proscritto dal
+libro, e che l'aveva in realtà.
+
+Perchè i lettori non abbiano a spedirmi essi pure i loro punti
+interrogativi, i quali, non avendo il comodo delle bozze di stampa,
+dovrebbero venire per posta costando a loro la spesa del francobollo,
+o peggio dovrebbero venire in qualche articolo critico, costando a me
+il dispiacere d'un rimprovero ingiusto, metto in questa pagina la mia
+risposta ai punti d'interrogazione del proto, e con essa rispondo
+anticipatamente anche a quelli dei lettori.
+
+Intitolando questi racconti: _Senz'Amore,_ ho voluto alludere alla
+tristezza, alla solitudine, all'abbandono sconsolante di molte
+esistenze, sulle quali la grande passione che nacque con Adamo e che
+morrà soltanto coll'ultimo uomo, se pure morrà, non ha sparso le sue
+grandi commozioni, le sue gioie vive ed i suoi vivi dolori Ho voluto
+dire che le miserie umane sono infinitamente più cupe quando non hanno
+quel conforto: e che, fra i poveri, fra gli infelici, fra i
+diseredati, i soli assolutamente diseredati, assolutamente infelici,
+assolutamente poveri, sono quelli che non amarono, o non furono amati:
+la povera Cecchina della _Fede,_ la madre di Marco nella
+_Confessione,_ le due vecchie delle _Vite squallide_, _Le
+Affittacamere_, Vicentino il prete, Pietro ed il ciuchino delle
+_Briciole d'Epulone_.
+
+Non è una tesi che mi sono proposta, e non ho inteso insegnar nulla nè
+rimediare a nulla. Non si può mettere l'amore dove non c'è; e, ad ogni
+modo, non so chi la provvidenza potrebbe incaricare di questa briga.
+Ho voluto fare degli studi dal vero su questo tema, come nell'altro
+volume che seguirà questo,--quando seguirà,--e che s'intitolerà
+_Amore_, studierò il conforto che questo sentimento può recare alle
+miserie della vita, e di che illusioni, di che poesia, di che sorrisi,
+di che idealità può arricchire le più povere esistenze.
+
+Saranno due studi che avrò fatto per amor dell'arte, come un pittore
+fa degli studi di paesaggio o di figura, senza pretendere di bandire
+la legge dell'amore, o di imporre una multa a chi non è innamorato.
+
+Avrei fatto a meno di scrivere questa prima pagina, quando era già
+composta l'ultima, se i dubbi del proto non mi avessero fatto temere
+che il mio titolo potesse far prendere in isbaglio il volume per un
+libro di morale o un libro di scuola, che proprio, con mio sommo
+rincrescimento, non è.
+
+
+
+
+PSICOLOGIA COMPARATA.
+
+
+Il pollaiolo fece entrare il cuoco di casa Trestelle nella
+retrobottega, a vedere il suo nuovo apparecchio per l'ingrassamento
+meccanico dei volatili. Lo aveva fatto venire da Parigi; una riduzione
+di quello inventato da Odile Martin; costava cinquecento lire. Era una
+grande stìa, o piuttosto un piccolo carcere cellulare di forma
+cilindrica. I polli avevano una cella per ciascuno; erano incatenati
+pei piedi al fondo; non si potevano muovere, nè vedevano nulla a
+destra nè a manca. Udivano gli altri prigionieri gorgogliare qualche
+_cocò-cocò_, o mandare una specie di rantolo; e sporgevano il capo
+curiosamente dal vano dinanzi della stìa; ma non vedevano che la
+penombra vuota della stanzaccia, che era quasi una cantina, perchè si
+dovevano scendere parecchi scalini per arrivarci, ed era debolmente
+rischiarata da due fori aperti nell'alto della parete.
+
+Dagli occhi di quei polli sì vedeva che erano tutti impensieriti.
+Rispondevano _cocò-cocò_ sullo stesso tono sommesso, poi tornavano a
+sporgere il capo colle pupille lucenti come fiammelle, ed il loro
+sguardo, ed il movere inquieto del collo parevano dire:
+
+--Dove sono quegli altri?
+
+Quella stìa di nuovo genere non aveva nè beccatoio nè beverino.
+
+--E il becchime? domandò il cuoco di casa Trestelle.
+
+--Il becchime non ingrassa, sentenziò il pollaiolo coll'aria di chi la
+sa lunga. State a vedere qual è il mangime che fa la fortuna dei polli
+e la nostra.
+
+Prese colla destra un tubo di gomma infisso in una caldaia dove c'era
+una miscela di latte e farina d'orzo; afferrò colla sinistra il becco
+d'una gallina, e v'introdusse il bocchino del tubo; poi, premendo col
+piede un pedale, mise in moto una pompa, che mandò la razione voluta
+dalla caldaia nello stomaco della bestia.
+
+--Ecco, disse togliendo il tubo e passando ad _operare_ il pollo della
+cella seguente. Per otto ore questa gallina è provveduta.
+
+--Non mangerà altro? domandò il cuoco stupefatto.
+
+--Ha avuta la sua misura rispose il pollaiolo. Guardate; «Centilitri
+venticinque»; ed accennò una lastra di latta con quella cifra incisa,
+infissa sulla parete esterna della cella. Ogni pollo aveva la sua
+razione indicata a quel modo, come la dieta dei malati sui letti
+dell'ospedale.
+
+Ce n'erano di grassissimi, immersi in una specie di sonnolenza ebete,
+come ghiottoni assorti nella beatitudine del chilo. Soltanto quando la
+macchina girava sul perno, ciondolavano stupidamente sulle gambe,
+sproporzionate al peso del corpo, socchiudevano gli occhi un momento,
+poi ricadevano nel loro sopore.
+
+C'erano dei capponi dagli occhi ardenti come brace, che si scotevano
+tutti in uno sforzo supremo per tirar su una gamba sotto l'ala. Ma la
+catena era ben salda, ed i due piedi dovevano rimanere immobili sul
+fondo della prigione; ed i capponi gorgogliavano una specie
+d'imprecazione e gli occhi fosforescenti mandavano lampi.
+
+La gallina invece, la pollastrella ch'era stata cibata per la prima,
+aveva la testina fine, i movimenti del collo ondulati, le penne
+lucenti, ed il suo corpo, floridamente arrotondato dall'assoluto
+riposo e dalla nutrizione conveniente, non era ancora deformato dalla
+pinguedine.
+
+Appena il pollaiolo ebbe finito di nutrirla, diede una scossettina al
+capo, allungò il collo per ingollare del tutto il latte a la farina
+d'orzo che le avevano messo in corpo, poi guardò in giù avidamente
+come cercando qualche cosa da beccare.
+
+Ma era ad un piano alto; c'erano molte celle sotto la sua, per cui il
+pavimento rimaneva lontano, ed in quella semi-oscurità non le riusciva
+di vederlo. Dubitando forse de' suoi occhi, sperando nel buio, spinse
+due o tre volte il becco in giù, più in giù, quanto glielo permise la
+legatura dei piedi; ma non toccò nulla, e si ritrasse.
+
+Il cuoco si fece più accosto, e guardò nella cella. La gallina s'era
+accovacciata, e rimaneva immobile cogli occhi chiusi come se dormisse.
+Ma, traverso le palpebre sottili, l'occhio si moveva, ed un pigolìo
+sommesso e lieto accompagnava il suo respiro.
+
+Tratto tratto apriva gli occhi, poi li richiudeva in fretta, come
+premurosa di ripigliare il filo d'un sogno caro. Forse, nell'ardore
+del desiderio giovanile, si figurava di razzolare nello spazio
+sterminato d'un'aia; sognava, in quel beato dormiveglia, la vita
+rumorosa d'un cortile rustico; una ressa di tacchini, di anatre, di
+oche, di polli che s'incrociavano, si urtavano, vociavano alto, e le
+liti dei galli, che facevano accorrere ed ammutolivano di sgomento, la
+folla del pollame.
+
+Due o tre volte le sfuggì una voce gongolante, un _ohhh!_ gutturale e
+prolungato, e mostrò un momento gli occhi ridenti di gioia. Chi sa che
+non rivedesse colla fantasia da gallina, gli sciami di piccioni
+bianchi, turchini, violetti, i bei polli volanti nell'aria, che
+scendono nei cortili a narrare le vastità azzurre dell'orizzonte,
+devastano in fretta e in furia il becchime e ripartono a volo. E le
+aiuole verdi, e la delizia di aprirsi un varco nella frescura
+dell'insalata ancora bianca, del prezzemolo tenerello, delle fragole
+bagnate di rugiada, come nei labirinti d'una foresta, e l'emozione
+viva d'affrontare la granata dell'ortolana, o di scansarla dietro i
+cavoli grandi!.. Solo chi è nato per vivere all'aperto, nell'infinita
+libertà dei campi, può immaginare che visioni di verde, d'azzurro, di
+sole, potevano balenare a quegli occhi chiusi! Ed il galletto
+innamorato che segue la gallina colla testa alta, e la cresta
+rosseggiante, che le si pianta dinanzi con una gambina alzata, assorto
+in ammirazione fissandola cogli occhi sanguigni...
+
+Ad un tratto s'udì sorgere dal cortile d'un pollaiolo accanto la voce
+giuliva d'un galletto libero:
+
+--_Chicchirichi!!!_
+
+La gallina si rizzò d'un balzo; le penne le si gonfiarono intorno, la
+cresta si fece scarlatta, e, tutta fremente di gioia, sporse il capino
+dalla cella, e voltando il collo a scatti di qua e di là, guardò nel
+vuoto cogli occhi dilatati, come se vedesse gli orti, l'aia, il gallo;
+e, dal fondo del cuore, mise fuori anch'essa una voce acuta,
+giubilante come una risata:
+
+--_Chicchirichìiiii!!!_
+
+--«Gallina che canta da gallo, temporale o disgrazia» disse il cuoco,
+il quale, malgrado i suoi vent'anni di vita cittadina, non aveva
+dimenticati i proverbi del basso Novarese dov'era nato; e se ne andò
+canticchiando fra i denti una vecchia canzone burlesca:
+
+ «Senza galletto, la mia gallina
+ O poverina--come farà...»
+
+Ma le dava un'intonazione malinconica, allentava le cadenze, pareva
+che cantasse il _Miserere_; e finì la strofetta con un sospiro, poi
+camminò a lungo in silenzio, borbottando solo di tratto in tratto:
+Poveretta!
+
+
+Giunto a casa, depose le provviste in cucina, poi salì finchè c'erano
+scale, alle soffitte dove i padroni gli avevano assegnata una camera.
+C'erano parecchi usci sul pianerottolo, ed uno era socchiuso. Prima di
+aprire il suo, il cuoco spinse quello, ed entrò. Era una camera lunga
+e stretta, coll'ingresso ad un capo ed una finestrella all'altro.
+Pareva un _omnibus_. Contro la parete destra, accanto all'uscio, c'era
+un lettuccio poco più largo appunto del sedile di un _omnibus_; nella
+parete di contro c'era il camino, ed ai due lati del camino, un
+cassettone ed un armadio nel muro per le stoviglie, la pentola, il
+secchio, la mestola e tutti gli arnesi da cucina. Ai piedi del letto
+si rizzava l'asta d'un attaccapanni mobile, le cui gruccie
+scomparivano sotto un carico di vestiti, coperti tutt'in giro da una
+vecchia gonnella scolorita, stretta in alto da un cordone passato in
+una guaina, e ricadente giù molle come un ombrello senza stecche, che
+dava a quel mobile economico un'apparenza misteriosa. Sembrava un
+trabicolo, sembrava una incubatrice per i bachi, e, pel momento, la
+sua rotondità ricordò al cuoco la macchina per ingrassare i polli, e
+gli strappò ancora un sospiro.
+
+--Sempre malinconico, signor Battista?--gli disse la sua vicina di
+soffitta, con un sorriso amichevole, alzando gli occhi dal tombolo sul
+quale stava rammendando una trina di Honiton.
+
+Era una giovane sui vent'anni, ma così mingherlina, pallida e bassina
+di statura, che ne dimostrava sedici, a dir molto. Non aveva altri
+parenti che la madre; ed anche con quella non viveva insieme, sebbene
+abitassero nello stesso casamento.
+
+La madre serviva una zitellona sola ed inferma giù nei mezzanini; un
+servizio pesante, perchè doveva fare da cuoca, da cameriera, ed anche
+da infermiera, di giorno e di notte, dormendo accanto alla padrona, e
+spesso vegliandola. Questa la pagava pochino, e la manteneva a
+stecchetto cogli avanzi del suo mangiare da malata, ed in compenso
+esigeva di molto, e guai se la serva l'abbandonava un dieci minuti per
+salire dalla figliola. Ma aveva l'astuzia di farle balenare la
+speranza d'un buon legato, e la povera donna si sacrificava e
+sopportava tutto, pensando le due belle camerine che avrebbero poi
+mobigliate lei e la sua Teresa con quel denaro, e che vita tranquilla
+avrebbero passata insieme, lavorando senza ammazzarcisi.
+
+Per questo la Teresa rimaneva sola nella soffitta, ma la madre le
+teneva gli occhi sopra, e badava chi saliva e scendeva. Del resto,
+erano precauzioni superflue; la Teresa era una buona figliola,
+tranquilla, e la sua giornata era così occupata che non aveva tempo di
+badare ad altro che al suo lavoro. Dall'alba alla sera era sempre là
+sotto la finestrella alta, col tombolo in grembo, puntando e
+ripuntando nei fori delle trine degli eserciti di spilli, colla
+maestria d'un generale che dirige una manovra.
+
+Era una buona operaia. Le signore se l'erano raccomandata l'una
+all'altra e le affidavano trine di molto prezzo. Quel lavoro le
+fruttava a sufficienza per i suoi modesti bisogni; ma era faticoso,
+difficile; e doveva eseguirlo rapidamente per non ritenere a lungo
+quegli oggetti di valore. Per accontentare tutte le sue pratiche,
+doveva lavorare di giorno e di sera, assiduamente, anche la festa,
+sempre con quel tombolo sulle ginocchia, sempre sotto quella
+finestrella, per raccogliere quanta più luce poteva sulla trina in
+riparazione. L'inverno ce n'era poca della luce là dentro; ma quando
+veniva l'aprile, giù dal finestrino cadeva una striscia chiara,
+rosseggiante nelle ore meridiane ch'era una delizia. Sovente la Teresa
+alzava il capo dal tombolo e rimaneva cogli occhi fissi su quel
+quadrato turchino di cielo che vedeva traverso la finestra, e ne
+pensava la vastità, e l'infinito paese che ricopriva. Era come un
+paesaggio che Michetti avesse dipinto per lei, ed essa ci vedeva tutto
+il mondo, come un infermo, che ammira le bellezze della natura in una
+marina appesa alla parete di contro al suo letto, e s'imbarca su
+quelle navi minuscole, e traversa gli oceani, e sfida pericoli
+immaginarii.
+
+--Sempre malinconico, signor Battista?--Aveva detto la fanciulla che,
+nella serenità confidente de' suoi vent'anni, sorrideva spesso delle
+tristezze incomprensibili del vecchio. Ed allora Battista le aveva
+detto della macchina per l'ingrassamento meccanico dei volatili.
+
+--Una barbarie! Tenere quelle bestie al buio senza mangiare nè bere;
+perchè non si poteva dir mangiare il ricevere tre volte al giorno un
+nutrimento nello stomaco senza averne sentito il gusto.
+
+La Teresa lo ascoltava stupefatta. «Sì; era crudele. Povere bestie!
+Farle vivacchiare a quel modo prive d'aria e di luce, toglier loro la
+libertà di starnazzare, e d'appollaiarsi, condannarle a non gustar mai
+le delizie del greppo, contrariare tutti gli istinti della loro
+natura! e perchè? Per il vantaggio di pochi signori che al loro
+_greppo_ troveranno un bocconcino più saporito.... Povere bestie!
+Povere bestie!»
+
+E la fanciulla, che passava la vita rinchiusa in quella stanzetta,
+colle mani e gli occhi forzatamente intenti sul tombolo, s'inteneriva
+sulla sorte crudele dei polli prigionieri.
+
+--È così bella la libertà! diceva. E correre per la campagna verde...
+
+--Come la conosce la campagna, lei che non esce mai da questa stanza?
+domandò il cuoco.
+
+--Ci sono stata una volta, quando andavo a scuola ad imparare il
+mestiere. La maestra, pel suo onomastico, ci condusse tutte a pranzare
+a Sesto. Allora ne ho visti dei polli felici. C'era una covata di
+pulcini che beccava pigolando beatamente sopra un letamaio; ed avevano
+l'aria soddisfatta e ghiottona come tanti bimbi intorno alla vetrina
+d'un confettiere.
+
+Continuò a lavorare in silenzio, sorridendo alle sue memorie, poi
+riprese:
+
+--È tutto bello per loro quando si trovano nel loro ambiente rustico.
+C'era un'enorme scrofa, disfatta dalla eccessiva pinguedine, che
+sonnecchiava grugnendo ai piedi del letamaio al quale si addossava,
+colla pancia stesa e tremolante come una vescica piena d'acqua o una
+pelle di olio. Ed i pulcini, beccando e pigolando, scesero giù l'uno
+dopo l'altro su quella vasta superficie nerastra; e passeggiavano come
+sopra una piazza, cacciando il becco fra i crini, e comunicandosi a
+vicenda le loro impressioni con dei _pi pi pi_ pieni di meraviglia. Ce
+ne fu uno che imprese un viaggio d'esplorazione nei labirinti d'un
+orecchio; ma la scrofa, sentendosi solleticata, diede uno scossone che
+lo fece cadere a terra con tutti i suoi compagni. E che pigolìo
+allora, che chiocciare della mamma spaurita, che batter d'ali, che
+vocio per tutto il cortile!...
+
+Smosse parecchi spilli, intrecciò i capi di filo facendo risuonare i
+fusi innumerevoli che si urtavano, poi, sorridendo sempre alle sue
+immagini serene, tornò a dire:
+
+--Com'è bella la campagna!
+
+--E neppure oggi non esce? domandò il cuoco. Se vedesse che giornata,
+che sole!
+
+--Che! Non ho tempo neppure di farmi la minestra. Non so quando mi
+potrò muovere; ho un lavoro straordinario. Le signore hanno bisogno
+delle trine per le bagnature; s'io vado a spasso chi le prepara? Debbo
+star qui tutto il giorno e tutta la sera chi sa fin quando; e la mamma
+pure ha bisogno che lavori per darle un po' di quattrini....
+
+Il cuoco ridiscese alla sua cucina più malinconico di prima,
+strascicando ancora più lentamente le cadenze della sua canzone:
+
+
+ «Senza galletto, la mia gallina
+ O poverina--come farà....»
+
+
+E la Teresa continuò ad armeggiare cogli spilli e coi fusi. Tratto
+tratto alzava il capo e lo spingeva indietro girandolo da destra a
+sinistra per isgranchirsi il collo indolorito dal lungo star curvo.
+Più volte si coperse gli occhi con una mano, e li tenne stretti per
+riposarli. Poi ripigliava con maggior lena il lavoro; ed intanto
+ripensava la miseria di quei polli: «Quanto dovevano essere infelici!
+Certo non cantavano più là dentro; dovevano morire di malinconia.»
+
+Sull'imbrunire, mentre la Teresa si curvava cogli occhi fin sul
+tombolo per profittare dell'ultimo barlume di giorno, s'udì una voce
+d'uomo, giovane ed alta che cantava:
+
+ «Morettina dove vai?
+ Vado a Monza sul tranvai.»
+
+
+La Teresa stette un momento a sentire, poi posò il tombolo, salì in
+piedi sulla sedia, e s'affacciò al finestrino che metteva sul tetto.
+Guardò quella distesa sterminata di tetti e comignoli e gronde e
+grondaie e cupole di chiese e campanili, e più lontano, come una
+fascia verde, le cime degli ippocastani dei bastioni; poi l'azzurro,
+l'azzurro chiaro, infinito, come se dopo i bastioni ci fosse il mare.
+E le parve di vedere la campagna de' suoi ricordi; le parve d'esser
+laggiù, non più bambina con la maestra trinaia, in un'osteria di
+Sesto, ma giovinetta innamorata della libertà, dell'aria pura, della
+natura bella, e di camminare, di camminare sotto i viali verdi,
+sull'erba umida e fresca.
+
+ «Morettina dove vai?
+ Vado a Monza sul tranvai....»
+
+ripeteva un po' in falsetto quella voce di tenore.
+
+E la Teresa pensava d'andare a Monza sul tranvai, col suo vestito da
+festa; e quel giovane che cantava, quello o un altro, era là sulla
+panchetta del tranvai che l'aspettava. Andavano insieme; lui la
+guardava negli occhi e lei si sentiva arrosire. Non parlavano, ma
+erano felici, felici in silenzio, finchè scendevano alla stazione, si
+pigliavano a braccetto, e via pel viale fin giù nel parco, dove
+sedevano accanto, sull'erba verde, sotto il cielo turchino...
+
+Le balzava il cuore di commozione, le brillavano gli occhi guardando
+nell'ombra che era scesa tutt'intorno sulla città, e lei pure colla
+voce tremante si mise a cantare:
+
+ «Morettina dove vai?
+ Vado a Monza sul tranvai
+ Vado a Monza sul tranvai...»
+
+
+Il cuoco, che stava rigovernando giù in fondo al cortile presso la
+finestra della cucina, alzò il capo verso il tetto che non vedeva, ed
+esclamò malinconicamente:
+
+--Com'è bella la gioventù!
+
+
+
+
+UNA CONFESSIONE
+
+RACCONTO.
+
+
+--A martedì, disse Marco, stringendo lungamente la mano della sua
+sposa e guardandola fisso.
+
+--A martedì, rispose lei, abbassando gli occhi e facendosi rossa come
+una fiamma. Egli si chinò e la baciò sulla fronte il che sollevò un
+vocío di commenti giulivi da parte della mamma, delle amiche, e di
+vari signori. Ma, nè Marco nè la Maria mostrarono d'udire quegli
+scherzi. Per loro nulla era più serio del sentimento che li turbava.
+Si strinsero la mano di nuovo e si separarono in silenzio.
+
+Erano alla stazione di Camerlata. Marco salì in convoglio per tornare
+a Milano. La sposa colla sua mamma ed alcuni conoscenti, montarono in
+varie carrozzelle da nolo per tornare alla villa, tra Gradate e
+Portichetto.
+
+Le nozze dei due giovani si dovevano celebrare il martedì prossimo a
+Gradate, ed era appunto la sera del giovedì, quattro giorni prima, che
+Marco si separava per l'ultima volta dalla sua sposa. Aveva passata
+quasi una settimana alla villa della vedova Nardi, che stava per
+diventare sua suocera, ed in quel tempo s'era fatta la richiesta al
+Municipio, s'erano presentate le carte necessarie, e Marco ne
+riportava le copie a Milano, per riporle fra i documenti di famiglia.
+
+Salito nel vagone guardò traverso lo steccato la Maria che saliva in
+carrozza, svelta ed elegante; nell'oscurità della sera non vedeva che
+la linea della persona disegnata dal vestito chiaro. Ma l'aveva nel
+pensiero, nel cuore, negli occhi, e gli pareva di distinguere il viso
+lungo e delicato, la pelle bianca, i grandi occhi turchini ombreggiati
+da ciglia scure, la fronte larga e bassa, ed i bei capelli biondi che
+le facevano intorno una frangia di riccioli.
+
+Non s'amavano d'un lungo amore da romanzo, non erano cugini nè amici
+d'infanzia. Un conoscente comune aveva detto a Marco:
+
+--Dovresti sposare la signorina Nardi. Non è ricca, ma ha una trentina
+di mille lire, è semplice, colta, gentile, timida come una bambina
+dinanzi agli estranei, ma in famiglia è allegra, schietta e
+coraggiosa. E sopratutto è buona; profondamente buona.
+
+--Non la conosco, aveva risposto Marco.
+
+--Non conosci quella bionda alta e sottile che incontriamo spesso,
+quando siamo a Como, sulla strada di Camerlata in compagnia di una
+signora matura, che è sua madre?
+
+Era la mamma di Marco che prendeva parte al discorso per richiamargli
+alla mente la giovinetta. Suo figlio aveva venticinque anni passati;
+ella desiderava che si ammogliasse, ed osservava le fanciulle che
+incontrava, per cercare una nuora. Quella le era andata a genio; era
+anch'essa, come Marco, figlia unica d'una vedova; l'analogia della
+situazione poteva essere una causa d'amicizia, un vincolo fra le due
+mamme.
+
+Marco si ricordò infatti quella giovinetta. L'aveva osservata poco;
+gli era sembrata una bambina. Ma dopo quel discorso ci pensò, se la
+richiamò alla mente, bella, ingenua nella sua gioventù immacolata, e
+provò un turbamento al pensare che quella fanciulletta candida la
+darebbero a lui, che potrebbe essere sua, vivere con lui nella più
+stretta intimità.
+
+Il giorno dopo gli riesci d'incontrarla che usciva di casa colla
+madre; la seguì da lontano, inebriandosi all'idea di possedere quella
+bella figurina bionda, che gli altri osavano appena guardare, dinnanzi
+alla quale si dovevano studiare delle perifrasi per velare i discorsi
+meno che puri, ed evitare ogni parola ardita. La vide farsi rossa
+rossa nel salutare un signore che aveva inchinata sua madre, e pensò
+che quel rossore verginale egli potrebbe, forse tra poco, baciarlo.
+
+La signora Bellazio incaricò l'amico, da cui era venuta la prima
+proposta, di fare la domanda di matrimonio; le signore Nardi madre e
+figlia conoscevano Marco di persona, e la Maria si fece molto rossa
+quando sua madre le domandò come lo trovasse.
+
+Il portatore dell'imbasciata fu incaricato d'invitare i signori
+Bellazio a passare una giornata alla villa Nardi presso Gradate; e
+Marco vi andò agitatissimo, turbato da mille curiosità, impazienze,
+paure. Era già innamorato, e quando ripartì la sera per Milano, non
+solo era fidanzato, ma era certo d'essere amato dalla Maria.
+
+
+Erano passate sei settimane soltanto, e Marco tornava un'altra volta a
+Milano solo; ma era l'ultima. Fra quattro giorni doveva andare a
+Gradate, prendersi la sua bella sposa, e partire con lei per un luogo
+qualsiasi; lui solo con lei sola. Quell'amore di due mesi era più
+caldo che un amore d'infanzia, che una passione contrastata da anni.
+Serbavano tutta la loro freschezza d'impressioni, non avevano esaurita
+la gioia di vedersi, di parlarsi, di studiarsi; si promettevano ancora
+un mondo di scoperte e di rivelazioni nella conoscenza più intima.
+C'era nel cuore di Marco la commozione profonda di chi aspetta una
+gioia sicura. Non si impazientava. Si deliziava di pensare a quel
+breve passato; di sentire la sua tenerezza, di figurarsi quella di lei
+ricordandone le parole, gli sguardi, i rossori; e di pregustare la
+felicità che si era assicurata. Era una commozione che lo faceva
+piangere, ma anche il piangere gli riesciva dolce.
+
+Arrivò a Milano tardi. Sua madre era già a letto. S'affaccendava tutto
+il giorno fuori di casa, nel nuovo alloggio che avevano appigionato,
+per apparecchiare il quartierino degli sposi, accanto al quale s'era
+riservate tre stanzette per sè; e quando rientrava nella casa che
+stava per abbandonare, era tanto stanca che andava subito a dormire.
+
+Marco invece era troppo eccitato quella sera per aver sonno. Aprì la
+cassetta della scrivania nella quale doveva riporre i documenti di
+famiglia che aveva riportati. Pose la sua fede di battesimo in una
+busta con quelle de' suoi fratelli e d'una sorella. Erano stati
+quattro, ed ora si trovava solo.
+
+Mise un sospiro, che passò come un soffio lieve sul giubilo del suo
+cuore, poi prese una seconda busta, sulla quale era scritto di mano di
+sua madre: «Fedi mortuarie.»
+
+Anche là ce n'erano parecchie, tutte piegate insieme l'una nell'altra
+per ordine di data. Marco aperse il piego e si pose a leggerle:
+«Alberto Bellazio; morto il 20 gennaio 1873, nato il 2 febbraio 1847.»
+
+--Aveva ventisei anni, povero Alberto, pensò Marco. Ora ne avrebbe
+ventotto, sarebbe già ammogliato; aveva un'amore d'infanzia colla
+signorina Montani.... E si figurò quella graziosa donnina giovane alle
+sue nozze; invece da parte sua non c'erano altri parenti che sua madre
+da invitare.
+
+Mise da parte quella fede, e guardò l'altra che stava sotto:
+
+«Elena Bellazio, maritata Villa, morta il 4 luglio 1871, nata il 10
+agosto 1845.»
+
+--Anche lei aveva ventisette anni, ed ha lasciati quei due bambini
+tanto gracili, che il padre dovette andare a stabilirsi in riviera per
+tenerli vivi coll'aria e coi bagni di mare.
+
+La gioia di Marco era offuscata. Il pensiero di quei cari morti che
+gli lasciavano tanto vuoto intorno, di quei nipotini la cui vita era
+tanto incerta, lo rattristava. C'era ancora una fede da togliere prima
+di mettere a posto quella del padre.
+
+«Vittorio Bellazio morto il 30 settembre 1868, nato il 2 agosto 1843.»
+
+A ventiquattro anni non ancora compiti. Si moriva tutti tanto giovani
+nella sua famiglia! Povera mamma! Di quattro figli ne aveva già
+sepolti tre. Ed era stata sola a sopportare quegli immensi dolori. Il
+marito l'aveva perduto da tanti anni, quando i figli erano ancora
+piccini. Marco non l'aveva neppure conosciuto. Era nato da poche
+settimane, quando il padre era morto, dopo sei anni di matrimonio. Sei
+anni, povera mamma, e poi venticinque di solitudine. E non s'era
+rimaritata, non aveva amato più. Tutti quegli anni di gioventù li
+aveva consacrati ai suoi figli...
+
+Marco rimaneva intento su quella carta, col capo fra le mani,
+fantasticando tutto quel passato triste, quelle date funebri che
+avevano funestata la sua famiglia; e non poteva scacciarsi dal
+pensiero quell'età: ventisette anni. Tutti erano morti prima di
+compire i ventotto. E lui ne aveva quasi ventisei.
+
+Se anche lui avesse dovuto morire fra un anno, fra pochi mesi! E
+lasciare la sua sposa vedova, così giovinetta... E magari con un
+bambino; un bambino gracile, malaticcio, come i figli della povera
+Elena... E condannarla ad una vita d'abnegazione e senz'amore come
+quella della sua mamma!.. Oh Dio Dio! Ma perchè morivano tutti. a
+quell'età? Che maledizione li perseguitava?
+
+Lui era sempre stato assente in quelle circostanze. Aveva passati sei
+anni in Isvizzera; i particolari delle malattie che gli avevano
+portati via tre fratelli li ignorava. Ma doveva essere una soia
+identica malattia; una triste eredità di famiglia.
+
+Impaziente, nervoso, frugò ancora fra le carte, e tirò fuori le
+dichiarazioni mortuarie del medico, delle quali sua madre aveva
+serbate le copie.
+
+«Tisi polmonare. Tubercolosi. Tisi galoppante...»
+
+Marco s'era fatto pallidissimo, fino le labbra erano bianche. Tremava
+tutto, aveva le mani diaccie, ed un infinito abbattimento lo invadeva
+come se stesse per morire.
+
+--La tisi non perdona. Io pure dovrò andarmene come i miei fratelli.
+Questo pensiero si formulò nel cervello di Marco come una verità
+accertata, indiscutibile. Gli pareva impossibile di non averlo saputo
+prima. Era alto e sottile; era magro anzi. Ecco perchè sua madre non
+gli aveva mai voluto parlare delle malattie de' suoi poveri morti.
+
+Gli diceva che quel discorso la rattristava troppo. Ma invece, era per
+non impensierir lui, che lo sfuggiva. E suo padre pure era morto prima
+dei ventotto anni, d'una malattia di languore, diceva la vedova.
+Doveva essere lo stesso male che si era riprodotto nei figli. Marco
+esaminò le dichiarazioni mediche che rimanevano, spiegazzando le carte
+con mano febbrile. Anche il padre era morto di tisi polmonare.
+
+Marco ripensò i bambini di sua sorella pallidi e biondi, colle manine
+lunghe o la vocina esile.--Così sarà tutta la nostra generazione. La
+mia, perchè quei bambini non vivranno tanto da procreare altri
+infelici...
+
+Tutti i sogni ridenti che aveva portati da Gradate erano dileguati;
+pareva che gli avessero steso dinanzi un velo nero fitto.
+
+Vedeva sè stesso debole, steso in una poltrona, e la sua bella sposa
+dimagrita, curva sulla culla d'un bimbo moribondo, in una casa
+malinconica...
+
+Piangeva un pianto silenzioso, desolato; piangeva la sua salute
+perduta, le sue speranze morte, il suo amore...
+
+--Dovrò confessar tutto alla Maria ed a sua madre. Non voglio
+ingannarle. In coscienza non potrei farlo. Se accetta di dividere la
+mia vita di sventura...
+
+Quella scena triste tornò a passargli dinnanzi al pensiero; e la Maria
+era vestita a bruno, ed il bimbo moriva...
+
+--Se accetta? Ma son io che non debbo accettare il suo sacrificio. Son
+io che debbo rinunciare a sacrificare una povera giovane, a mettere al
+mondo dei bimbi malati, ad eternare la disgrazia che pesa sulla mia
+famiglia...
+
+Sonò il tocco dopo mezzanotte. Alla metà di settembre le nottate
+cominciano ad essere fredde. Marco sentì un brivido percorrergli le
+reni, ed un impeto di tosse gli scosse un momento il petto. Crollò il
+capo, come per dire: «Ecco, sono andato.»
+
+Poi prese un foglio di carta e si mise a scrivere. La penna scorreva,
+scorreva nervosamente, le righe si coprivano con grande rapidità, ed
+intanto i singhiozzi lo scotevano tutto, e tratto tratto qualche
+lagrima cadeva sul foglio. Si asciugava gli occhi perchè non ci vedeva
+più, e tirava via a scrivere, a scrivere. Era un addio disperato,
+tragico, alla sua sposa. Non doveva vederla più, ed esser forte. La
+sua coscienza glielo comandava; voleva obbedire coraggiosamente, pel
+bene di lei. Poi cominciava a dirgliene la ragione. E si fermava a
+piangere su quelle morti immature, su quelle tombe, e s'inteneriva, e
+s'abbandonava a ricordare i suoi sogni di felicità svaniti per sempre,
+a fare grandi proteste d'amore e di devozione malgrado tutto, fino
+alla morte, alla sua morte solitaria...
+
+Traverso i vetri chiusi della finestra si vedeva già il bianco
+dell'alba che non pareva ancora luce, e Marco non aveva finito di
+scrivere, e piangeva sempre. Continuò ad accumulare le pagine, triste,
+desolato, ed ogni volta che la brezza mattutina, gli dava un brivido,
+provava come il terrore della morte.
+
+
+Quando, più tardi, entrò nella camera della sua mamma, la povera donna
+fu impaurita, tanto era pallido in viso, cogli occhi cerchiati e
+profondamente mesti.
+
+--Che cosa ti accade, Marco? Per carità! gridò balzandogli incontro.
+
+Egli si lasciò andare come morto sopra una sedia, e cedette ancora ad
+un impeto di pianto. Poi, facendosi forza, vergognoso di quell'atto di
+debolezza, si asciugò gli occhi, cercò di rinfrancare la voce, e
+disse:
+
+--Non è nulla, mamma; non istò male per ora; soltanto, sento una
+sensazione di freddo in mezzo alle scapole, ed ho un po' di tosse...
+
+La mamma si fece bianca bianca, ed un'espressione di inesprimibile
+angoscia le alterò il volto. Aveva udite tante volte quelle parole!
+
+--Ma da quando hai la tosse? domandò tutta tremante. Da quando ti è
+venuto questo male?
+
+--Chi lo sa? È il nostro male di famiglia; ne portiamo il germe
+nascendo... Ma questo non importa, soggiunse Marco sedendo accanto
+alla signora Bellazio, che a quel discorso era caduta sulla sedia in
+una profonda desolazione. Non importa ch'io viva qualche anno più o
+meno. Quello che mi affligge è di non averci pensato, avanti di
+contrarre un'impegno colla Maria... Io non ho diritto di prender
+moglie per trasmettere ai figli la disgrazia che ha colpiti tutti
+noi...
+
+E le disse la sua risoluzione, tornando a commuoversi.
+
+--Staremo fra noi, mamma. Mi assisterai tu come hai assistiti gli
+altri, ed almeno non avremo rimorsi...
+
+Le preghiere, le persuasioni della madre non valsero a nulla; era così
+convinto di dover morire che si sentiva già staccato da tutto;
+studiava in sè i sintomi del male, e vedeva coll'immaginazione il
+quadro della sua fine.
+
+Tutto quello che la signora Bellazio potè ottenere fu che non
+prendesse una risoluzione prima d'aver parlato col medico.
+
+Lei non poteva credere che Marco fosse malato.
+
+--Sei sempre stato forte, andava ripetendo. È la prima volta che dici
+d'aver la tosse. E poi, non rassomigli a nessuno de' tuoi fratelli, nè
+al babbo, poveretto. Rassomigli a me che sono robusta. Ma che! Ma che!
+Tu non hai nulla...
+
+Il tempo incalzava. Si chiamò il medico il giorno stesso; il dottor
+Andreoni, un vecchio che aveva assistiti tutti i figli ed il marito
+della signora Bellazio. Egli fece una lunga oscultazione, esaminò il
+giovane minutamente, e si mostrò soddisfatto del suo stato.
+
+--Non solo non ha la menoma lesione ai polmoni, disse, ma non ha
+nessuna disposizione ad averne. Ha un bel torace ampio, e
+l'apparecchio respiratorio non potrebbe essere meglio costituito. Stai
+di buon animo, figliolo. Potrai morire di qualsiasi male, perchè tutti
+si muore, ma non morrai di tisi.
+
+La signora Bellazio piangeva di gioia a quelle parole. E Marco pure
+parve rassicurato. Soltanto disse che aveva ricevuto una scossa, che,
+qualunque ne fosse la causa, pel momento non si sentiva bene. E senza
+mandare quella lettera disperata che aveva scritta, volle ad ogni
+costo che si differissero le nozze per qualche tempo, finchè egli non
+si sentisse completamente ristabilito in salute.
+
+La signora Bellazio andò in persona a Gradate il giorno stesso per
+evitare che si facessero gli ultimi apparecchi; espose le circostanze
+che avevano inquietata pel momento la coscienza delicata di Marco, ed
+ottenne dalla signora Nardi, non solo una facile adesione, ma una
+vivissima approvazione per quella misura di prudenza, che mirava a non
+esporre sua figlia ad un matrimonio disgraziato. Le due vedove si
+separarono amichevolmente:
+
+--I ragazzi sono giovani, conclusero; quando Marco sarà guarito, se la
+Maria sarà ancora libera, si riuniranno.
+
+In casa Bellazio si riprese la solita vita. Da circa un anno, Marco
+aveva ottenuto il posto di direttore meccanico in una grande officina.
+Passati quei giorni di turbamento, ricominciò ad uscire il mattino pe'
+suoi lavori, ed a passare la giornata fuori. Era taciturno, e questo
+faceva meraviglia perchè aveva un carattere naturalmente sereno ed
+espansivo. Ma sua madre attribuì quella malinconia all'allontanamento
+della sposa, alle speranze che aveva lasciate svanire, e non gliene
+parlò. Alla fine di settembre madre e figlio andarono ad abitare il
+nuovo alloggio preparato per gli sposi; ma la sposa non c'era, e
+l'inaugurazione del quartierino elegante fu tutt'altro che festosa. La
+camera nuziale rimase chiusa, e Marco si fece mettere un letto nello
+studio, una stanzetta piccola dove stava rinchiuso tutte le ore che
+non erano reclamate dalle sue occupazioni fuori di casa, assorto in
+lunghe letture.
+
+Sua madre avrebbe preferito di passare la sera in compagnia, o di
+vederlo andar fuori e divertirsi; ma egli rispondeva sempre:
+
+--Questa sera non ho voglia di parlare; preferisco leggere un poco;
+sarà per domani, mamma. Ma il domani di star allegro e di divertirsi
+non veniva mai.
+
+--Non ti senti bene? domandava spesso sua madre. Ma egli la
+rassicurava: era soltanto un po' stanco... E lei confidava che col
+carnevale tornerebbe allegro, e si riprenderebbero le relazioni colle
+signore Nardi.
+
+L'ottobre passò uggioso a quel modo. Neppure l'ora del piccolo pranzo
+di famiglia, che altre volte era tanto animata dalle ciarle di Marco,
+dalle sue dimostrazioni affettuose verso la mamma, dalle loro
+discussioni sulla musica, sull'esposizione di Brera, sulle mode, sulle
+nuove pubblicazioni, ora era silenziosa e triste. Marco mangiava poco
+e distrattamente, ed appena aveva finito, pigliava un giornale o un
+libro per aspettare il caffè, poi se ne andava nella sua camera.
+
+Qualche volta la signora Bellazio lo pregava di accompagnarla a
+teatro. «Al Manzoni c'era la compagnia Pietriboni che dava una nuova
+commedia di Ferrari. Al Dal Verme c'era l'opera semiseria con artisti
+buoni...» Marco non si faceva pregare; ma rimaneva tutta la serata in
+fondo al palco, senza prestare la menoma attenzione allo spettacolo.
+
+In novembre il dottor Andreoni, che andava qualche volta a passare la
+sera colla signora Bellazio, le disse:
+
+--Che cos'ha Marco? Questa mane l'ho incontrato; era un po' abbattuto,
+e serio serio. Ha in mente ancora quella malinconia della tisi?
+
+--No, rispose la madre. Dice che non ci pensa più; ma di certo ha
+cambiato carattere dopo che ha mandato a monte il matrimonio.
+
+--Cerchi di ravvicinarlo alla sposa. Dacchè è rassicurato sulla sua
+salute, non c'è più ragione che rinunci a' suoi disegni. L'amore della
+sposa, il cambiamento di vita, l'orgasmo delle nozze, gli faranno del
+bene. Non mi piace quella tristezza.
+
+La signora Bellazio ne parlò al figlio:
+
+--Ora che sei persuaso di non essere ammalato, perchè non vai a fare
+una visita alle signore Nardi che sono tornate in città?
+
+--Non mi pare il caso, rispose Marco. Dacchè abbiamo rotto il
+matrimonio...
+
+--Rimandato soltanto, a tempo indeterminato; e fra noi non c'è stato
+nessun dissapore. Temevi per la tua salute, hai preso tempo a
+riflettere. Ora stai bene, la tua affezione è sempre la stessa per la
+Maria, mi figuro. È naturale che tu ritorni a lei.
+
+--È ancora troppo presto, disse Marco. E poi, non si sa che
+impressione abbia fatto sulla Maria il mio distacco. Preferisco
+incontrarla in società, vedere prima come si contiene, se si mostra
+risentita, se ha cambiato pensiero...
+
+Ma in società Marco non ci andava. Diceva sempre che era stanco, che
+aveva da scrivere, e differiva di volta in volta. Si faceva sempre più
+misantropo.
+
+Il dicembre fu molto rigido. Ci furono delle grandi nevicate che
+rendevano le contrade quasi impraticabili. Andando all'officina, dove
+per la fine dell'anno si dovevano fare delle riforme e degli
+ingrandimenti, Marco si prese un'infreddatura, che lo obbligò a stare
+qualche giorno a letto. La signora Bellazio fece subito chiamare il
+medico, e quando questi entrò in camera, Marco disse:
+
+--Ci siamo, dottore; ora comincia la tosse.
+
+--E domani finirà, rispose il medico ridendo; poi, dopo averlo
+visitato, soggiunse:
+
+--Ti sei buscata una bronchite; leggera, ma che ti farà stare a letto
+una settimana.
+
+Marco sorrise con aria incredula, e non rispose.
+
+Dopo cinque o sei giorni si alzò, ma sempre più triste. Il dottor
+Andreoni lo trovò seduto in una poltrona colle mani pendenti, il capo
+chino, un'aria da vittima rassegnata, come se fosse stato infermo
+tutta la vita. Gli applicò il termometro sotto l'ascella, lo esaminò,
+poi disse:
+
+--Sei guarito; abbiti un po' di cura per alcuni giorni ancora, e non
+c'è altro. Sta di buon animo.
+
+--Sì, sì, sono guarito; ripetè Marco col solito piglio incredulo.
+
+--Perchè lo dici a quel modo? Cosa ti senti?
+
+--Nulla mi sento. Sto benissimo. Fra sei mesi starò anche meglio. Non
+vede come ingrasso? E mostrò le sue mani, che infatti, da qualche
+tempo, erano smagrite, como tutta la sua persona.
+
+--Sfido! Se non mangi...
+
+--Si mangia a seconda dell'appetito che si ha, e si ha appetito a
+seconda della salute.
+
+--Ma la salute, mio caro, dipende anche molto dalle disposizioni
+d'animo in cui viviamo. Tu, da un pezzo in qua, ti dai alla vita
+solitaria, alla malinconia. Se credi che questo regime ti giovi...
+
+--Caro dottore; io non sono più pauroso d'un altro. La morte non mi
+spaventa; ma ammetterà che la prospettiva di finire come i miei poveri
+fratelli, di lasciar qui la mamma sola, dopo averle straziato il cuore
+con una lunga malattia, non è fatta per mettermi di buon umore.
+
+--Ma dove la vedi questa prospettiva? domandò il medico; t'assicuro
+che sei forte, che stai benissimo.
+
+Marco mostrò parecchi trattati di medicina che aveva sulla scrivania,
+e che da qualche tempo erano diventati i suoi libri prediletti, e
+disse:
+
+--Questi sono più sinceri di lei, dottore; mi dicono la verità che lei
+vorrebbe nascondermi, e mi fanno bene, perchè mi preparano
+all'avvenire che mi aspetta.
+
+Il dottore si trattenne a lungo a discorrere con lui; gli espose
+minutamente il suo stato di salute, la sua costituzione, quali gli
+risultavano dalle ripetute visite, precisamente come avrebbe fatto con
+un collega chiamato in consulto. Ma Marco gli rispondeva colla solita
+ragione del male ereditario. Quell'idea gli si era fitta in mente con
+una forza spaventosa, e gl'impediva di apprezzare qualsiasi argomento
+in contrario.
+
+I giorni passarono, venne il gennaio, cominciarono le feste del
+carnevale, e Marco continuava a stare in casa come un convalescente.
+Quando gli dicevano di uscire rispondeva che faceva freddo, che il
+tempo era umido, e rimaneva per lunghe ore immobile nella poltrona, e
+guardava fuori dalla finestra con certi occhi da moribondo che saluta
+la luce, che faceva veramente pietà.
+
+Il medico cominciò a mettersi in pensiero seriamente.
+
+--Se vai di questo passo, ti ammalerai davvero, gli diceva.
+
+Ma tutto era inutile, e Marco dimagrava visibilmente.
+
+Sul finir di gennaio il dottor Andreoni prese a parte la signora
+Bellazio e le disse:
+
+--Mia cara signora, bisogna assolutamente che quel ragazzo cambi modo
+di vivere, se non vuole ammalarsi. Sono quattro mesi che si sta
+crucciando con un'idea penosa; è dimagrato, e quella malinconia
+potrebbe procurargli il male che teme.
+
+--Ma cosa posso fare? domandava la povera donna piangendo; ho tentato
+ogni mezzo, gli ho proposto di viaggiare, ho invitati i suoi amici,
+l'ho obbligato ad accompagnarmi fuori; ma, con chicchessia e dovunque,
+la sua tristezza non lo abbandona mai. Cosa posso fare, mio Dio?
+
+--Cerchi di persuaderlo che non ha nessun male, che non ha
+disposizione alla tisi; non c'è altro. Infatti non ci ha disposizione,
+glielo assicuro io in coscienza.
+
+
+Dopo un lungo colloquio col medico, che passò una parte della serata
+con lei, la signora Bellazio entrò da Marco, pallida ed abbattuta,
+cogli occhi ancora rossi, ed un gran peso sul cuore. Era una scena
+desolante. Avere in sè la certezza che il suo ultimo figlio era sano,
+che avrebbe potuto vivere, e vederlo spegnersi volontariamente per un
+pensiero ostinato, vederlo andare incontro alla morte straziante de'
+suoi poveri fratelli, era una tortura, per quella madre già tanto
+sventurata.
+
+Eppure in quel momento era evidente che un'altra agitazione la
+turbava. Lottava con sè stessa. Sentiva d'avere un dovere da compiere,
+e non ne aveva la forza.
+
+Un momento s'accostò al figlio, e susurrò: «Senti, Marco;» poi le
+mancò il coraggio di proseguire; una timidezza invincibile le
+strozzava le parole in gola. Quello che doveva dire era troppo
+difficile.
+
+Sull'imbrunire, rinfrancata dalla penombra che la avvolgeva come in un
+velo, cominciò:
+
+--Senti, Marco; debbo dirti una cosa...
+
+Ma quand'egli le alzò in viso i suoi occhioni indifferenti con
+un'aspettazione senza interessamento, si intimidì un'altra volta, e
+soggiunse fremendo:
+
+--No; non posso. Vi sono delle confessioni difficili; troppo
+difficili, per una povera donna.
+
+Andò fin sull'uscio per ritirarsi nella sua camera, poi tornò
+indietro, nervosa, eccitata, ed esclamò:
+
+--E tuttavia non posso lasciarti passar la notte così. Da' retta, tu
+non sei malato, non puoi esserlo; capisci che non puoi esserlo;
+capisci che non puoi? Che sono io che te lo dico?
+
+--Tu ne sai di molto, rispose Marco, col suo sorriso rassegnato. Lo
+dici oggi perchè l'avrai udito dal medico. Ma se non è oggi sarà
+domani. Quando si è di quel ceppo....
+
+--Ma se _non sei_ di quel ceppo! gridò la povera donna, nascondendosi
+il volto fra le mani e scoppiando in singhiozzi.
+
+--Mamma!... esclamò Marco balzando in piedi.
+
+Ma la vide in una convulsione di pianto, avvilita, vergognosa, e non
+osò dir altro.
+
+Ella rimase un momento, forse aspettando una interrogazione
+conciliante sulla colpa che confessava, poi uscì sempre piangendo e
+senza scoprirsi il volto.
+
+
+Marco non ebbe il coraggio di trattenerla. Provava un'ignota
+sensazione di vergogna come se il colpevole fosse stato lui. Ad un
+tratto si sentì travolto in tutt'altro ordine di sentimenti e d'idee.
+Il germe del male di famiglia non c'era; non potè pensarci più. Ma
+sentì un'onta pesargli addosso, come un nemico da combattere, e tutto
+il suo sangue si mise a ribollirgli nelle vene. Non era debole, non
+era malato, ed aveva un avvenire dinanzi a sè. Sentì di dover agire,
+ed il primo pensiero che gli si affacciò alla mente fu per sua madre.
+
+L'aveva vista piangere di vergogna, e ne sentiva una grande pietà.
+Avrebbe voluto andare ad abbracciarla, a dirle che comprendeva quanta
+abnegazione doveva esserle costata la rivelazione di quel segreto; che
+quell'atto di lealtà espiava molto; che l'amava sempre, che voleva
+perdonarle. Pensava delle scuse per lei; la sua gioventù, l'infermità
+del marito, forse un matrimonio contratto senza amore; ma al momento
+d'avviarsi gli mancò il coraggio.
+
+Dacchè era al mondo, era avvezzo a trattarla con tanto rispetto, che
+gli sarebbe sembrato d'insultarla facendo allusione a quanto lei aveva
+confessato. Era un argomento di cui non era possibile parlare fra
+loro. Non avrebbe osato neppure di rivederla per qualche tempo;
+sarebbe bastato che i loro occhi si fossero incontrati, per
+confonderli e farli arrossire tutti e due.
+
+Si diede a pensare seriamente che cosa potrebbe fare.
+
+Dopo quella rivelazione le cose erano mutate per lui. Il patrimonio
+del signor Bellazio non gli apparteneva. Egli poteva, per salvare
+l'onore di sua madre, portarne il nome, ma non voleva appropriarsene
+il denaro. Quando aveva domandata la mano della Maria era quasi ricco;
+ora possedeva soltanto il suo impiego e poche migliaia di lire
+guadagnate nella sua brevissima carriera da ingegnere, e che aveva già
+spese in parte per addobbare la sua nuova casa.
+
+--Se mi ama davvero, questo non dovrebbe cambiare le sue risoluzioni,
+pensò. E stabilì di andare dalle signore Nardi la mattina seguente.
+
+Quanto a sua madre, non si sentiva la forza di rivederla pel momento.
+Scrisse un biglietto:
+
+ «Mamma cara,
+
+«Perdonami se vado via per alcuni giorni senza salutarti; e consolati
+nel tuo cuore amoroso, pensando che sono guarito dalle ubbie che mi
+tormentavano,
+
+«Vado dalle signore Nardi. Le mie circostanze sono un po' mutate. Non
+so se la sposa che avevo scelta quando mi credevo ricco s'accontenterà
+ora d'un povero giovane senza patrimonio.
+
+«Perchè sai che non ne ho, non posso averne. L'usufrutto appartiene a
+te, e la proprietà della sostanza Bellazio spetta ai figli della mia
+povera sorella.
+
+«Ho fede nell'affezione e nella generosità della Maria, e credo che il
+matrimonio si farà egualmente e presto. In tal caso accompagnerò
+quelle signore a Gradate, perchè desidero di maritarmi quietamente in
+campagna, e poi anderò a fare un breve viaggio per aspettare il giorno
+delle nozze. Allora ci rivedremo, mia cara mamma, e vivremo sempre
+uniti, nel nostro bel quartierino, che la tua bontà ci ha preparato, e
+dove la camera nuziale non sarà più chiusa. Parleremo dell'avvenire
+che ci aspetta, soltanto dell'avvenire; e saremo tutti felici. Tu pure
+sarai felice, mamma cara e venerata sempre.
+
+ «_Il tuo_ MARCO.»
+
+
+Quando la mattina volle consegnare la lettera alla cameriera, da
+rimettere a sua madre appena si fosse svegliata, gli fu risposto che
+la signora aveva dovuto uscire di buon'ora, ed aveva lasciato nella
+sua camera un'imbasciata per lui.
+
+Marco entrò subito nella camera di sua madre, e trovò infatti un
+biglietto sulla scrivania diretto a lui.
+
+--«Non posso assistere alle tue nozze, scriveva la povera donna, nè
+vivere, come avevo sognato, presso di te. Non si può illudersi che il
+male non si espii presto o tardi; e questa è la mia espiazione. Vado a
+Nervi presso i bambini della povera Elena, e se il loro babbo mi
+vorrà, rimarrò con loro. Posso sperare almeno che tu mi scriva?»
+
+L'umiltà di quella lettera fece male al cuore buono di Marco. Ma egli
+non potè a meno di approvare quella separazione.
+
+Erano appena le nove, e sarebbe stato impossibile andare a quell'ora
+in casa Nardi. Impiegò il tempo che gli rimaneva da aspettare, a
+scrivere una lettera a sua madre, invece di quella che aveva
+preparata. Le notificò la sua risoluzione di rinunciare al patrimonio
+Bellazio, ed aggiunse dei rimpianti per la sua lontananza e delle
+espressioni affettuose, molto al disotto però della tenerezza
+vivissima che provava in quel momento per lei. Temeva che qualsiasi
+manifestazione insolita potesse parere un'allusione alla confessione
+ricevuta, e si trattenne per non dir troppo.
+
+Dalle signore Nardi, Marco trovò facilmente il modo di spiegare come
+si fossero dissipati i dubbi che lo tormentavano circa la sua salute.
+L'assicurazione ripetuta del medico dopo un'osservazione di quattro
+mesi, era più che sufficiente a persuadere chiunque della sua buona
+costituzione. Ma fu imbarazzato per addurre una ragione soddisfacente
+del suo improvviso cambiamento di stato. Non c'era tempo da pensarci
+su, e dovette appigliarsi al solito pretesto delle speculazioni mal
+riescite. Gli era rimasto soltanto un piccolo capitale, che aveva
+sacrificato per fare una rendita vitalizia a sua madre, affinchè
+potesse godere le agiatezze alle quali era avvezza....
+
+Se si fosse trattato di persone più cupide ed esperte di affari,
+sarebbero forse nate discussioni sulla legalità della cosa. Ma la
+Maria era innamorata, e non badava ad altro; e la madre, vedova
+anch'essa, approvò di buon grado quello che un figlio devoto aveva
+fatto per un'altra madre vedova. Del resto gli sposi, tra tutti e due,
+potevano mettere insieme circa dieci mila lire all'anno; Marco era
+avviato in una buona carriera e la sua condizione prometteva di
+migliorare sempre; era ancora un discreto partito. Quelle ragioni
+d'interesse spiegarono anche l'allontanamento improvviso della signora
+Bellazio. Certo fra lei ed il figlio c'era stata qualche discussione
+che, per quanto accomodata, lasciava un lieve screzio, e li faceva
+desiderare di non far casa comune.
+
+Le nozze, il viaggio, quelle prime sorprese della felicità,
+assorbirono talmente Marco, che non ebbe testa di pensare a nulla.
+Mandò due telegrammi a Nervi, nei quali non faceva che dare nuove
+ottime di sè e della sposa, e sfogare la sua gioia. Fu soltanto al
+ritorno, coll'animo più tranquillo, che cominciò ad avvedersi d'un
+grande riserbo nelle lettere di sua madre.
+
+Erano scarse e brevi; parlavano pochissimo di lei, e più dei bambini,
+che crescevano sempre bellini e gracili. Marco aveva risentita tanta
+riconoscenza per l'abnegazione, con cui quella povera donna, ch'egli
+avrebbe onorata sempre come una santa, s'era avvilita con una
+confessione tanto penosa, pur di rassicurarlo sulla sua salute, che
+non capiva come mai ella non gli tenesse conto di tanta gratitudine e
+di tanta indulgenza. Dal canto suo la madre, in quella prima lettera
+di Marco, dove anche le parole di perdono e d'amore erano tenute nei
+limiti del linguaggio abituale, per timore d'offenderla con
+un'allusione al suo errore, aveva trovata una freddezza, che non la
+faceva pentire di certo della sua confessione eroica, ma gliela faceva
+considerare mal compensata.
+
+Ella si andava ripetendo la vecchia storia di Cristo e della Maddalena
+che ha incoraggiati tanti errori, e imbaldanziti tanti colpevoli, e
+pensava che Marco era stato crudelmente severo verso di lei, che gli
+aveva consacrata tutta la vita. Quel rifiuto del patrimonio non
+l'aveva preveduto, e la crucciò profondamente. Avvezza ad una vita
+molto agiata, le pareva che Marco dovesse patire delle privazioni. E
+d'altra parte, a che titolo poteva insistere perchè accettasse quel
+danaro? Non osò parlarne; non osò neppure mandare il dono di nozze che
+aveva preparato per la sposa; tutti i suoi gioielli nuziali rilegati a
+nuovo. Era ancora una ricchezza di casa Bellazio; la respingerebbero
+di certo, e lei fremeva al solo pensiero di quell'affronto.
+
+Dal canto suo Marco diceva:
+
+--Povera donna. Nell'impeto dell'affetto materno la sua coscienza le
+ha strappato quella confessione: ma ora rimpiange l'aureola d'onestà
+che ha dovuto sacrificarmi, e nel suo orgoglio offeso non mi perdona
+d'averla involontariamente obbligata ad un'umiliazione.
+
+Finirono per credere ciascuno ad un risentimento che in realtà non
+esisteva nell'altro. Cioè, esisteva, sì, nell'animo di Marco, un
+immenso rammarico per quella colpa della madre. Come mai aveva
+offuscata la sua bella riputazione di donna onesta? E chi era
+quell'uomo? Ci pensava con fastidio, e non avrebbe voluto conoscerlo.
+Non gli perdonava d'aver avvilita sua madre. E quel povero marito
+malato, debole, condannato ad una morte immatura, e, per colmo di
+sventura, tradito, prendeva nel suo cuore generoso il posto del padre
+che disprezzava. Di tutto questo si era proposto di non lasciar
+trasparire nulla alla sua povera mamma, e di perdonare, di perdonar
+tutto, di gettare un velo sul passato, ricordandosi soltanto la sua
+lunga vita di solitudine e di dolore e di devozione materna.
+
+Ma la freddezza di lei inasprì il suo giudizio, ed egli finì per
+pensare:
+
+--Infine, se si allontana da me, se non vuol vivere colla mia sposa
+onesta, vuol dire che sa di non meritarlo, o che non mi ama quanto io
+credevo.
+
+E rivolse tutto il suo affetto alla propria famiglia, la quale andò
+d'anno in anno aumentando d'un piccolo essere, che reclamava un
+grandissimo posto nel suo cuore e ne' suoi pensieri.
+
+Quando i bambini furono quattro, e la Maria, un po' stanca, sentì il
+bisogno d'un aiuto, Marco non osò pregare sua madre di venire a vivere
+in casa sua. S'era allontanata di sua volontà, non gli aveva fatto
+neppure una visita in sei anni; non conosceva nessuno de' suoi figli;
+non lo amava più. Egli diceva fra sè:
+
+--Accade alle volte che una donna onesta, trascinata in fallo da un
+momento di passione, prenda in uggia il figlio che le ricorda
+quell'ora vergognosa della sua vita. Io poi, che fatalmente dovetti
+saper tutto....
+
+Fu la madre di sua moglie che andò a vivere con loro per assistere la
+Maria nelle sue cure materne.
+
+Marco provò un momento d'imbarazzo quando dovette annunciare alla
+signora Bellazio quella novità. Due volte cominciò una lettera su
+quell'argomento, ma non gli riescì di concluder nulla. Finì per dire
+la cosa semplicemente, come una circostanza secondaria in una lettera
+delle solite, senza mostrare di darci maggior importanza.
+
+«Mia suocera, che in causa dei bambini è venuta a vivere in famiglia
+con noi, m'incarica di unire i suoi saluti affettuosi ai nostri....»
+
+La risposta, sebbene molto ritardata, era piena di malinconia. La
+mamma ritrovava tutta la sua tenerezza. «Si struggeva di vedere Marco.
+Sapeva che la vita attiva lo aveva fortificato, che era anzi sulla via
+d'ingrassare. Il medico glie lo aveva scritto. Le era riserbata quella
+gioia dopo tanti dolori, di sapere che suo figlio vivrebbe lungamente,
+sano, con una famiglia rigogliosa. Oh quanto desiderava di vederla
+quella famiglia, quanto!»
+
+Marco, nel segreto del suo studio, pianse su quella lettera della
+madre. «Ella si teneva in corrispondenza col medico per essere
+informata della sua salute, povera donna. Egli l'aveva accusata a
+torto di non amarlo. Non era che il sentimento della sua umiliazione
+che la teneva lontana.»
+
+
+Marco non aveva mai avuto bisogno di cure mediche in quei sei anni.
+Aveva un florido appetito, digeriva senza avvedersene, dormiva bene,
+resisteva alla fatica; il suo umore era sereno ed uguale, i suoi nervi
+tranquilli. La Maria, nei lievi incomodi delle sue crisi materne,
+aveva desiderato d'essere assistita dal suo medico di famiglia, che
+più tardi aveva curati anche i bambini nelle loro piccole malattie.
+
+Il vecchio medico Andreoni era stato lasciato da parte. Marco lo aveva
+incontrato qualche volta qua e là, ma aveva appena scambiate poche
+parole, e l'aveva lasciato senza invitarlo a visitare sua moglie. Gli
+rimaneva un resto d'imbarazzo per la scena della sua tisi supposta;
+non sapeva in che termini la signora Bellazio gli avesse spiegata la
+guarigione di quell'idea fissa. Temeva che sapesse tutto, perchè
+godeva da anni la confidenza della famiglia. Ed il dottore era tanto
+vecchio, e d'un'onestà così esemplare e riconosciuta, che Marco si
+trovava male dinanzi a lui, pensando che forse giudicava severamente
+sua madre.
+
+Ma, al ricevere da lei quella lettera affettuosa, provò un gran
+desiderio di rivedere il vecchio amico della sua famiglia. Dacchè sua
+madre gli scriveva, e riceveva da lui le informazioni sulla salute del
+figlio, era certo ch'egli la teneva sempre nella stessa
+considerazione, e non sapeva nulla.
+
+Non osò andarlo a trovare dopo tanto tempo, ma frequentò il circolo
+politico dove l'aveva incontrato qualche volta, sperando in una
+combinazione fortunata. Sgraziatamente la combinazione non capitò, e,
+domandando ad un conoscente, seppe che il dottor Andreoni era
+ammalato.
+
+Allora non esitò più, ed andò a vederlo. Non era una malattia grave;
+era un accesso di podagra che impediva al vecchio quasi ottuagenario
+di uscire di casa. La vista di Marco gli fece un piacere vivissimo.
+Gli strinse le mani, tanto commosso, che alla prima non potè parlare;
+poi gli disse:
+
+--Dammi un buon bacio, figliolo; e raccontami come stai e cosa fai.
+
+Marco lo informò della sua situazione, della sua famiglia, di tutto.
+
+--Cinque bambini! esclamò il vecchio. Daranno molto da fare alla tua
+sposa.
+
+--C'è la sua mamma che l'aiuta, disse Marco un po' imbarazzato.
+
+--Ma non vive con voialtri, osservò il vecchio,
+
+--Sì, da qualche mese facciamo casa comune; appunto per i bambini....
+
+--Ah! Era il posto della tua povera mamma, quello! sospirò il medico.
+
+--Ma quegli altri due laggiù che sono orfani, hanno tanto bisogno di
+lei, s'affrettò a rispondere Marco.
+
+--È vero, è vero, soggiunse il medico. E la tua salute come va? Ci hai
+più pensato alla tisi?
+
+--Che! Non ci ho disposizione; disse Marco. Ora ingrasso davvero. E
+poi ho fatte le mie prove. Capirà che la direzione d'un'officina così
+vasta non mi lascia molto riposo. Alle volte mi tocca di salire venti,
+trenta chilometri al giorno, in montagna, per vedere dei materiali;
+non posso badare nè al sole nè all'umidità; eppure non ho mai avuto
+una tosse. Sono refrattario.
+
+--E non hai paura che quel male si sviluppi?
+
+--Che! È stata un'impressione giovanile. Ero appunto nell'età in cui
+sono morti tutti i miei. Ma ora l'ho passata quell'età, e di parecchi
+anni, purtroppo.
+
+--Quanti anni hai?
+
+--M'avvio verso i trentatrè,
+
+--Dunque ora sei sicuro. Ed il medico continuò a parlargli di
+quell'argomento. Gli narrò molti casi, di famiglie colpite da una
+malattia ereditaria, nelle quali poi il contagio s'era arrestato per
+non ripetersi più per molte e molte generazioni. Del resto Marco non
+ci pensava più da un pezzo, ed anche indipendentemente dalla ragione
+suprema che gli aveva data sua madre, non capiva come mai avesse
+potuto lasciarsi impressionare a quel modo.
+
+Quando si alzò per congedarsi, il vecchio gli disse:
+
+--Non permetterai che, quando potrò uscire, io venga a conoscere la
+tua signora?
+
+Marco accolse quella domanda con gioia; provava un vero sollievo a
+quel ravvicinamento. Infatti, circa due settimane dopo, il dottor
+Andreoni andò in casa Bellazio, si fece subito amico colla Maria e
+volle vedere tutti i bambini che trovò belli e floridi. Più li
+esaminava e più si metteva di buon umore.
+
+--Che toraci! esclamava, e che organi vocali! Questo deve rassicurarti
+sullo stato dei loro polmoni.
+
+Marco sorrideva di compiacenza. Aveva infatti la calma serena d'un
+uomo felice.
+
+--Se li vedesse tua madre! disse il medico. Una nube passò sulla
+fronte di Marco. Forse quella stessa salute di lui e dei figli, non
+farebbe che richiamarle il ricordo vergognoso della loro origine.
+
+Intanto le nuove di Nervi erano consolanti a proposito dei nipotini di
+Marco. L'aria marina aveva rifrancata la loro costituzione debole. La
+ginnastica, un buon regime igienico, avevano contribuito a risanarli.
+
+Tutti e due avevano scelta la carriera militare, e si disponevano ad
+entrare in un collegio dì marina.
+
+
+Una mattina Marco ricevette un biglietto dal dottor Andreoni che lo
+pregava di recarsi da lui, e vi corse subito.
+
+--Non sono venuto io da te perchè avevo bisogno di parlarti da solo,
+disse il vecchio appena lo vide entrare. Aveva un'aria assai grave, e
+Marco si impauri.
+
+--La mamma è ammalata? domandò ansiosamente.
+
+--No, figliolo. Tua madre è sana e forte, ed è lei che ha trasfuso in
+te quell'onda di sangue puro che ti ha salvato.
+
+Marco chinò il capo, e non disse nulla.
+
+--Sicuro, ripigliò il medico. Lei, lei sola, capisci?
+
+L'imbarazzo di Marco cresceva. Cosa voleva dire quell'allusione? Alzò
+gli occhi imbarazzato, un po' severo, come per far comprendere al suo
+vecchio amico che quel discorso era indiscreto. Ma il dottore
+continuò:
+
+--Al suo sangue robusto devi la tua salute fisica; ed al suo cuore
+generoso ed eroico, devi la tua salute morale.
+
+Tacque un minuto, guardando il giovine onestamente negli occhi, poi
+vedendolo turbato e commosso soggiunse:
+
+--Ti ha ingannato! È sempre stata la più onesta delle mogli, adorava
+il suo povero marito, ed adora te, perchè sei tutto quanto le è
+rimasto di lui.
+
+Marco si alzò con impeto, tutto pallido e tremante come per correre ad
+abbracciare sua madre. Poi si gettò al collo del vecchio, e rompendo
+in un pianto convulso esclamò:
+
+--Oh, dottore! Mi dica che è vero!
+
+--L'ha immaginato lei, nella sua disperazione quell'inganno pietoso.
+Me lo disse più tardi, ed io non potei che approvarlo, dacchè ti aveva
+guarito dall'idea fissa che ti perseguitava; ma non sapevo che dovesse
+costarle tanto dolore, nè durar tanto. Speravo che tu la richiamassi,
+e che avreste continuato a vivere insieme fino al giorno in cui,
+vedendoti rassicurato, ella potesse giustificarsi con questa lettera.
+
+E gli porse una lettera suggellata. Marco l'aperse, e, traverso le
+lagrime che gli velavano gli occhi, lesse:
+
+«Figlio mio, legittimo e caro:
+
+«Il medico mi dice che, se non riesco a rassicurarti sulla tua salute,
+la tua vita e la tua ragione sono in pericolo.
+
+«Finora non vissi che per te, ti sacrificai la mia gioventù; ora ti
+sacrifico assai più: l'orgoglio d'essere stimata da te. Affronto il
+tuo disprezzo per salvarti; mi accuso d'una colpa che non ha commessa;
+ma quando sarò morta, il dottore, o chi ne riceverà l'incarico da lui,
+ti consegnerà questo foglio. Ed allora saprai che oggi ho mentito per
+salvarti, ma che non ho mai mancato a' miei doveri di moglie; e
+rispetterai ancora la mia memoria.»
+
+Quella lettera portava la data di circa otto anni prima; il giorno
+indimenticabile di quella rivelazione.
+
+Il povero giovane si disperò, pianse come se avesse ricevuto un
+annunzio di sventura. Non poteva perdonare a sè stesso di avere
+creduto quell'enormità, d'aver lasciato sua madre sotto il peso di
+quell'accusa. Diceva al vecchio parole crudeli perchè aveva permesso
+quel sacrificio inumano, poi lo baciava, e lo bagnava di lagrime, e lo
+benediva per averglielo rivelato.
+
+
+La mattina del giorno seguente, dopo la colazione, la signora Bellazio
+madre stava nella stanza da pranzo di suo genero a Nervi, preparando
+il corredo dei giovani marinai, tutta intenta a numerare le camicie,
+le calze, le pezzuole. Ma era triste. Quei fanciulli, che aveva
+cresciuti con tanta cura, se ne andavano; il padre voleva stabilirsi
+alla Spezia per essere vicino a loro. E lei doveva di nuovo cambiar
+paese, trovarsi un'altra volta fra gente ignota, lontana da tutti
+quelli che amava. Suo genero, del resto, aveva poco più di
+quarant'anni. Era amantissimo dei grandi viaggi; era lui che aveva
+insinuato ai figli l'idea di scegliere quella carriera. Alla prima
+partenza, di certo egli si sarebbe imbarcato per seguirli; e lei
+sarebbe rimasta sola, ora che cominciava a sentirsi vecchia,
+
+--Arrivano dei signori, nonna, disse il più giovane dei suoi nipoti,
+entrando tutto eccitato; sono scesi or ora al cancello del cortile.
+
+La signora Bellazio si scosse di dosso qualche filo bianco, che le era
+rimasto dal riavviare la biancheria, e s'avviò verso l'uscio per
+andare nel salotto.
+
+Ma, prima che ci arrivasse, vide entrare il vecchio medico, che le
+aperse le braccia, e le disse:
+
+--Sono qui tutti, e sanno ogni cosa. L'ho detto; non ne potevo più;
+ora che lei rimaneva sola...
+
+E Marco si precipitò al collo di sua madre, singhiozzando come un
+bambino; e dopo un primo sfogo le mise intorno tutti i suoi figli, e
+sua moglie, dicendo:
+
+--Oh, mamma cara! mamma santa!
+
+La Maria s'era inginocchiata presso la suocera e le baciava le mani,
+mentre i bambini, a cui avevano detto di abbracciare la nonna,
+esclamavano giubilanti:
+
+--Un'altra nonna! un'altra nonna!
+
+
+
+
+VITE SQUALLIDE.
+
+
+Erano due vecchie zitelle, e vivevano sole. La signora Rosa, tutta
+piccina, tutta giallina per una malattia epatica, portava una
+cuffietta bianca con alcune cocche di nastro turchino. La trina ed il
+tulle erano di cotone, rilavati ed insaldati finchè ci potevano
+reggere; ed il nastro aveva conservata appena una pallida tinta del
+turchino primitivo. Nessuno, neppure tra i più vecchi conoscenti, si
+ricordava d'aver mai visto la signora Rosa senza la cuffia; il fatto
+era che quella cuffia l'aveva adottata prima di compir i quindici
+anni, quando aveva sofferto per la prima volta un'itterizia acutissima
+che non era poi mai guarita del tutto, e l'aveva accompagnata
+fedelmente per tutta la sua povera vita. La signora Caterina invece
+era forte e robusta, alta come un granatiere; ed anche i suoi modi
+bruschi e la sua intelligenza rudimentale, sarebbero stati più adatti
+ad un soldato che ad una signora. Signora, tanto per dire; ed equivale
+a donna del ceto civile; ma quelle due sorelle erano poverissime.
+Possedevano di patrimonio comune ed indiviso, seimila lire, le quali,
+collocate presso un banchiere amico e lontano parente, fruttavano una
+somma netta di trecento lire all'anno.
+
+Fino a pochi anni prima che io le conoscessi molto davvicino, le due
+zitellone avevano avuto la madre completamente cieca. A quell'epoca un
+cugino parroco, cedeva alla vecchia parente un quartierino, annesso
+alla sua parrocchia di S. Giovanni; quattro camere ed un giardinetto.
+Lo cedeva gratuitamente, a condizione che le tre donne tenessero in
+ordine la biancheria della chiesa ed i paramenti.
+
+Con quanta coscienza adempivano a quell'impegno! La domenica e tutte
+le feste comandate mettevano da parte i lavori dai quali cavavano da
+vivere, e, dalla mattina alla sera, s'affrettavano ad intrecciare alte
+trine a maglie complicate, per le tovaglie dell'altare. La signora
+Rosa, che sapeva lavorar di fino, ricamava a punto buono l'animetta
+per coprire il calice, il corporale, le cotte; orlava finamente i
+camici, gli amitti, ed i purificatori. Non c'era sagrestia più ben
+tenuta di quella di S. Giovanni.
+
+La signora Caterina aveva la passione dei fiori; una passione muta,
+senza espansioni, e modestissima. Non ricercava piante esotiche o
+fiori di specie rara; curava devotamente i suoi geranî, i suoi
+oleandri, le limonarie, le aspedistre, ed era felice di moltiplicarli,
+di coprirne tutto il parapetto e tutte le aiuole del piccolo giardino.
+Era la sua unica distrazione, il suo solo piacere.
+
+
+Le trecento lire di rendita delle tre donne non bastavano al loro
+vitto, per quanto modesto. Ed esse lavoravano per un negozio.
+Lavoravano assiduamente, un lavoro monotono e mal compensato, e ci
+mettevano uno zelo da artista. La signora Rosa cuciva biancherie
+finissime, faceva trafori che parevano trine, rammendi che non
+lasciavano più trovare la traccia della laceratura. La signora
+Caterina non lavorava che a punto di calza; ma in quello era maestra.
+Le venivano dal negozio delle calze colorate a disegni strani, delle
+uose dello spessore di due centimetri, giubbini e mutande modellati
+come maglie da teatro, coperte da letto d'un lavoro complicatissimo.
+
+Lei prendeva quei modelli con mal garbo, dichiarava che erano
+sciocchezze, che un bel punto semplice valeva sempre meglio, che, del
+resto, lei non era capace d'imitare quelle corbellerie; che, neppure
+sapendo, l'avrebbe fatto, perchè non metteva conto; erano idee da
+gente leggera; preferiva perdere la pratica del negozio che
+sottomettersi a fare quelle stranezze....
+
+Intanto guardava, esaminava ben bene il modello co' suoi occhi loschi,
+preparava i ferri in misura, la lana, infilava i punti, e, dopo
+qualche tentativo più o meno felice, riesciva sempre a copiare la
+nuova maglia.
+
+Allora cominciava a sorridere colla sua povera bocca storta, un
+sorriso muto e gongolante di legittimo orgoglio. E si metteva a quel
+nuovo lavoro con ardore, immaginava tutte le applicazioni che gli si
+potevano dare, se ne innamorava, disprezzava tutti i punti dell'anno
+precedente; poi, quando il nuovo cominciava a passar di moda, si
+ribellava, protestava, s'aggrappava a quell'ultimo capriccio, finchè
+non ne veniva un altro ad innamorarla daccapo. Erano i suoi soli
+amori, da vent'anni in poi, ed erano sempre amori degli altri, che le
+venivano imposti.
+
+Una volta sola nella sua vita aveva avuto un amore suo, un amore
+d'elezione. Era come un romanzo la storia della signora Caterina; lei
+non ne parlava mai, ma la signora Rosa si compiaceva di raccontarla
+sommessamente, guardando sua sorella con un'ammirazione retrospettiva,
+che nessuno poteva più condividere.
+
+
+Da giovinetta, la signora Caterina era bellissima di volto come di
+persona; allora c'era ancora suo padre, negoziante di generi
+coloniali, che guadagnava molto; la famiglia viveva benino, e quella
+bella fanciulla consolava i genitori del cruccio d'avere la
+primogenita malata, ed invecchiata anzi tempo col suo pallore
+giallognolo e la sua cuffia. Quando la Caterina ebbe vent'anni, le
+misero il primo vestito da ballo e la condussero ad una festa. Là fece
+la conquista d'un professore di contrabasso dell'orchestra della Scala
+di Milano, che si trovava a Novara per la gran Messa in musica della
+festa di S. Gaudenzio.
+
+Prima di ripartire per Milano, egli domandò la Caterina in isposa; e
+si combinarono le nozze col consenso di tutti, per la prossima Pasqua.
+Durante quei mesi, lo sposo faceva frequenti gite a Novara. Non era nè
+molto giovane nè molto bello; aveva una persona colossale, un viso
+paffuto e colorito, troppo colorito. Ma era gioviale, buono,
+espansivo; la Caterina ne fu presto innamorata come un'eroina da
+romanzo. L'abito da ballo fu riposto nell'armadio, perchè il
+corpulento fidanzato non si sentiva bastantemente leggero per danzare,
+e non amava di vedere la sua bella sposa danzare cogli altri: ella non
+rimpianse quel piacere appena assaporato; il suo amore si compiaceva
+del sacrificio.
+
+Dal dì di S. Gaudenzio, che è il 22 gennaio, alla Pasqua, corsero
+dieci settimane, e furono dieci visite dello sposo, dieci gioie mute e
+frenate per la Caterina, che lo vedeva in presenza dei suoi, gioiva e
+palpitava di sentirselo accanto, ma non osava aprir bocca, e lo
+guardava appena. La decima visita, però, doveva unirli per sempre; e
+lo sposo, che giunse la sera, era tripudiante, esaltato, pazzo d'amore
+e di felicità. La Caterina piangeva in silenzio; si sentiva tanto
+contenta e tanto amata, che ne era commossa.
+
+La mattina, vestita da sposa, e pallida pel turbamento interno, era
+più bella che non fosse stata mai. Rimaneva muta dinanzi allo
+specchio, guardandosi fissa, come se quella bella figura le riescisse
+nuova, e sorridendo forse al pensiero della gioia che proverebbe il
+suo sposo al vederla. La piaceva di sentirsi ammirata. Scese le scale,
+voltandosi indietro per vedersi lo strascico dell'abito bianco; era il
+suo primo abito a strascico.
+
+C'erano tutti gl'invitati, e le carrozze erano alla porta. Soltanto lo
+sposo non era comparso.
+
+Aspettarono un quarto d'ora, poi giunse il sagrestano a dire che in
+Duomo tutto era pronto, e che il parroco si impazientava, perchè
+c'erano molti ammalati di vaiuolo, che aspettavano i sacramenti.
+
+--Infatti c'è il Tale che sta male, ed il Talaltro che è moribondo,
+disse il padre della sposa che conosceva tutte le famiglie della
+città. Questo vaiuolo fa strage, da pochi giorni in qua.
+
+Si mandò un garzone del negozio all'albergo a chiamare lo sposo, per
+non far attendere il parroco più a lungo. Lo sposo dormiva
+saporitamente. Bussa e ribussa, non c'era verso di farsi udire; e
+l'uscio della camera era chiuso internamente. Era un giovane
+assestato; aveva con sè il denaro pel viaggio da nozze, aveva dei
+gioielli, e non s'era fidato, con quel sonno di piombo che benediva le
+sue notti, a lasciar l'uscio aperto in una pubblica locanda.
+
+Vedendo che il giovane del negozio non tornava nè collo sposo nè colla
+risposta, il suocero ci andò lui, e volle che l'albergatore facesse
+aprir l'uscio del suo futuro genero.
+
+--Ieri sera era in allegria, ha bevuto anche qualche bicchiere di
+marsala; chissà quando si sveglierebbe, a lasciarlo fare.
+
+L'albergatore aveva una seconda chiave, colla quale riescì a spingere
+fuor dalla toppa quella che c'era di dentro, e poi ad aprire.
+Entrarono nella camera. Le imposte erano chiuse, e lo sposo dormiva
+sempre.
+
+--Che sonno da marmotta!, disse l'albergatore. E spalancando le
+imposte, fece entrare un bel raggio bianco di sole invernale che
+illuminò tutta la stanza.
+
+In quella la voce del suocero esclamò:
+
+--Per Dio! Si doveva prevederlo, che era una disgrazia!
+
+Il giovane giaceva col capo rovesciato sui guanciali, il volto
+pavonazzo, gli occhi iniettati e grossi come se fossero per uscire
+dall'orbite, e la bocca contorta, dalla quale pendeva la lingua
+stretta fra i denti, ed orribilmente gonfiata. Era morto d'apoplessia.
+
+Si fece di tutto per ingannare la Caterina. Si disse d'un telegramma,
+che lo aveva chiamato improvvisamente a Milano, che tornerebbe... Ma
+non c'era apparenza di verità. Il matrimonio sospeso, il turbamento
+mal dissimulato di tutti, le fecero indovinare una catastrofe, e la
+misero in una convulsione terribile. Piangeva, urlava, sragionava, si
+strappava i capelli e le vesti, voleva fuggire, voleva gettarsi dalle
+finestre.
+
+Bisognò chiamare il medico, il vecchio medico di sua sorella Rosa, che
+era sempre in cura pel suo fegato. Per disgrazia, appunto quel giorno
+il medico era a letto con un'infreddatura. Gli altri erano tutti in
+giro per le visite mattutine; e nè in casa nè alle farmacie si
+potevano trovare. Intanto la ragazza dava in ismanie, pareva che
+impazzisse.
+
+Finalmente il padre pensò ad un malato di vaiuolo, presso il quale un
+medico aveva passata la notte, perchè l'infermo era aggravatissimo. Vi
+accorse, e trovò appunto il dottore che usciva dalla camera del
+moribondo. Non gli parve vero di condurlo subito da sua figlia, che a
+forza di calmanti si tranquillò, sebbene rimanesse inconsolabile.
+
+Era guarita dalla convulsione; però, dopo alcuni giorni, fu presa dal
+vaiuolo, che si sviluppò violento, terribile. Il medico le aveva
+portata l'infezione. La sua forte natura, la sua gioventù lottarono
+lungamente, e trionfarono del male; ma la bella fanciulla rimase
+orrenda. La bocca era contorta, gli occhi loschi; la pelle violacea e
+fortemente butterata pareva la corteccia d'un popone; ed uno
+stiramento di nervi sotto la guancia sinistra, torceva perennemente il
+collo da quella parte. Così erano finite la gioventù e la bellezza
+della signora Caterina. Quelle dieci visite dello sposo, avevano
+riassunta tutta la parte di poesia e d'amore, concessa alla sua povera
+vita.
+
+Dopo d'allora erano passati molti anni. Il padre era morto, lasciando
+gli affari del negozio in cattivo stato; e le due sorelle,
+invecchiate, s'erano trovate povere colla madre cieca, e s'erano
+ritirate nella casa del prete, dove, per dodici anni, avevano fatto la
+stessa vita di lavoro e di reclusione solitaria.
+
+Dopo dodici anni, la madre cieca si era spenta quietamente, senza
+malattia grave, senza dolore. Ed allora il prete aveva reclamato il
+suo quartierino.
+
+Quando io le vedevo giornalmente, la casa di San Giovanni non era più
+che una memoria rimpianta del loro monotono passato. La signora
+Caterina non aveva più fiori. Abitavano sulla piazza del mercato di
+contro alla nostra casa. Avevano una camera da letto, dove dormivano
+tutte e due, ed una prima stanza che chiamavano sala, ma che in realtà
+sarebbe stata una cucina. C'era un camino, nel quale la signora
+Caterina cucinava il pranzo, una tavola coperta di marmo bianco, che
+era il mobile di lusso, l'orgoglio delle due sorelle, due seggiole
+poste ai lati del balcone, e, contro la parete di faccia alla tavola,
+un mobile misterioso coperto con un tappeto verde. Quel mobile erano i
+fornelli; ma non funzionavano da fornelli. Nei due vani, destinati ad
+accogliere il carbone acceso, erano stati messi due grandi bacini di
+terra, che lungo il giorno stavano coperti da un'asse sul quale si
+stendeva il tappeto. Nel vuoto sotto i fornelli c'era il secchio
+coll'acqua, c'era la mestola e c'erano due casseruole lucenti, avanzo
+della passata grandezza, che non s'adoperavano mai.
+
+Per quanto di buon'ora si alzassero i vicini, nessuno riesciva mai ad
+essere tanto sollecito da prevenire le due zitellone. Quanto a me, a
+qualunque ora scendessi dal letto, le vedevo sempre sedute ai due lati
+del balcone, con due panierini di vimini ai piedi per riporvi le lane,
+il filo, le forbici, e tutti gli arnesi da lavoro. La signora Rosa
+cuciva, tenendosi il lavoro sulla punta del naso perchè era miope; e
+la signora Caterina faceva calze con una rapidità sorprendente, dalla
+parte del cuore, perchè non poteva voltare il capo dall'altro lato.
+Aveva raccolta qualche novità da raccontare alla sorella, perchè a
+quell'ora aveva già fatta la sua corsa giù nella piazza del mercato,
+per le provviste della giornata. Narrava il prezzo delle ova, del
+burro, dei legumi, e se dalla fruttaiola l'aveva servita la madre o la
+figlia, e quanta gente c'era dal salumaio. La signora Rosa ascoltava
+in silenzio; aveva i gusti più fini, e quelle ciarle da mercato non la
+interessavano.
+
+Quando mancava un quarto d'ora al mezzodì, la signora Caterina posava
+il lavoro nel suo panierino, allontanava il paracamino, accendeva il
+fuoco e con un pentolino ed una padelletta, che stavano appunto
+nascoste sotto il camino, preparava il pranzo: una zuppa di magro,
+oppure condita col lardo, e delle ova o della verdura.
+
+Al mezzodì tutto era pronto, e le due sorelle pranzavano, civilmente,
+con una bella tovaglia pulita sulla tavola di marmo. Poi la signora
+Rosa, colle sue mani gialline e delicate, toglieva il tappeto che
+copriva i fornelli, alzava l'asse, e nei due bacini, rigovernava. Non
+ho mai capito perchè quella faccenda la facesse appunto lei, che aveva
+bisogno di serbare il suo ricamo candidissimo. Forse perchè era tanto
+esigente sulla pulizia, e non si fidava della rigovernatura sollecita
+che avrebbe fatta sua sorella. Ad ogni modo le sue mani non serbavano
+la menoma traccia di quell'ingrata operazione; erano sempre morbide e
+gialline, ed il ricamo non ne pativa. Al tocco il camino era di nuovo
+mascherato dal paracamino, i fornelli, ricoperti dall'asse e dal
+tappeto, avevano ripresa la loro aria misteriosa di sarcofago, e le
+due sorelle erano sedute al loro posto ai lati del balcone, coi loro
+lavori, che non ismettevano più fino alla sera.
+
+Quando imbruniva, profittavano del breve momento in cui non era tanto
+buio da accendere il lume, per cenare con pane e noci, o pane e frutta
+fresca, a seconda della stagione. Poi accendevano una lampadetta ad
+olio, e tornavano a lavorare fino alle nove. Dacchè erano venute ad
+abitare di contro, la sera la passavano spessissimo da noi. Ma sempre
+lavorando. In casa loro, il balcone aperto era l'unico distintivo
+dell'estate; il caldanino ai piedi era l'unico distintivo
+dell'inverno. Il fuoco non era mai acceso nel camino fuorchè quando
+s'aveva a preparare il pranzo. Stufe non ce n'erano. I caldanini erano
+fatti colla carbonella e duravano tutto il giorno; e dovevano
+prepararli in quelle ore mattutine che non mi riescì mai di
+sorprendere, quando nessuno, tranne le due zitellone, era fuori dal
+letto. Da venti, da trenta, da quarant'anni facevano sempre quella
+vita, tutti i giorni eguale, meschina, arida, senza un bene,
+strascicando una salute sciupata in una sequela di privazioni.
+All'estate l'aria era cattiva. Tutti s'andava in campagna; Novara
+rimaneva deserta. Le due sorelle s'affacciavano al balcone per vederci
+salire in carrozza, colle valigie, la mattina della partenza; ci
+salutavano colla mano, e prima che la carrozza avesse voltata la
+cantonata, erano ancora sedute ai loro posti, coi loro lavori.
+Passavano per noi tre mesi di gite, di vendemmie, di merende, di balli
+campestri, di recite di beneficenza, di spassi d'ogni maniera; ed alla
+fine di novembre, arrivando in città, sbucando sulla piazza, le prime
+cose a vedersi erano la signora Rosa e la signora Caterina ai due lati
+del balcone, coi due panierini, e la calza, ed il ricamo.
+
+Veniva il carnovale; c'erano i teatri, i balli, noi s'andava fuori
+quasi ogni sera; le due zitellone non potevano più venire a lavorare
+in compagnia; ma la loro vita non mutava; era sempre quella, sempre
+eguale, regolata come un orologio; sempre le stesse cose alle stesse
+ore. Eppure non si lagnavano mai, ed erano sempre pulite, e pei giorni
+di festa serbavano un vestito di seta nera; andavano superbe delle
+loro trecento lire di rendita, e la signora Caterina diceva: «E non
+sono imbarazzata a guadagnarne altrettante». La signora Rosa sorrideva
+in silenzio, perchè in realtà la maggior parte di quel magro guadagno
+era dovuto a' suoi fini lavori; ma la signora Caterina, che era la più
+forte, si considerava come capo della casa, e parlava sempre in prima
+persona.
+
+
+Un giorno, un unico giorno indimenticabile, le vidi capitare a casa
+nostra in un'ora insolita, mentre era chiaro, e si sarebbe potuto
+lavorare. La signora Caterina era più rossa, più violacea del solito;
+la signora Rosa era più gialla, ed ansimava di più. Entrarono nello
+studio del mio padrigno, e chiusero l'uscio.
+
+S'udì un parlare concitato, poi dei singhiozzi; poi l'uscio si aperse
+e la signora Rosa uscì per la prima col viso inondato di lagrime; ma
+neppur il pianto convulso aveva potuto arrossare la sua faccina
+anemica; era giallina come al solito; soltanto gli occhi natavano
+nelle lagrime e la faccia era lucida. La signora Caterina si soffiava
+il naso, e diceva, facendo l'indifferente: «C'è una nebbia quest'oggi
+che la si taglierebbe col coltello». Mio padrigno aveva la parrucca di
+sghembo coll'incavo d'un orecchio in mezzo alla fronte; segno di gran
+turbamento di spirito. Uscì subito colle zitellone.
+
+Il banchiere, amico e lontano parente, pressa il quale erano collocate
+le seimila lire famose delle povere donne, era fallito.
+
+Per più d'un mese non udii parlar d'altro che di fallimento, di
+sindaci di fallimento, tanto per cento, ecc. ecc. Non credevo di veder
+più la fine di quel discorso; e mi faceva una gran pena. La signora
+Rosa non era più giallina, ma color d'arancio, e non mangiava più. La
+signora Caterina, malgrado la diminuzione della rendita, faceva delle
+spese stravaganti per preparare dei piattini alla sorella. Comperava
+del cervello di capretto; un giorno mise persino al fuoco una delle
+casseruole relegate sotto i fornelli. La signora Rosa sorrideva d'un
+sorriso mesto, e contemplava con ammirazione la sua sorella burbera e
+buona, che non se ne avvedeva perchè non poteva voltare il capo.
+
+
+Ci fu un grande andirivieni in tribunale; e poi una mattina le due
+donne vennero da noi, portando qualche cosa nel grembiule. La signora
+Rosa aveva sempre quel sorriso desolato; ma la signora Caterina era
+raggiante di gioia. Nel grembiule aveva tremila lire; il cinquanta per
+cento ottenuto dal sindaco del fallimento sul loro capitale. Quel
+capitale lei non lo aveva mai veduto, era come nominale. Invece le
+tremila lire le sentiva, vedeva luccicare i marenghi nel suo
+grembiule; alla sua corta intelligenza riesciva impossibile di
+comprendere che aveva fatta una perdita, mentre aveva tutto quel
+denaro che le tintinniva in grembo; le pareva d'essere arricchita, e
+rideva del suo riso muto e gongolante, dicendo alla sorella:
+
+--Via! Ti posso dare molti fritti di cervello, con tutto questo.
+
+Mio padrigno trovò modo d'impiegare quelle tremila lire al sei per
+cento. Ma tuttavia v'erano sempre centoventi lire all'anno di meno: il
+prezzo della pigione. Senz'allontanarsi dalla piazza le povere donne
+mutarono alloggio e presero una camera sola. Poi ripigliarono la
+solita vita lavorando ancora di più, mangiando ancora meno, facendo
+durare più a lungo le cuffie della signora Rosa, i vestiti, le scarpe;
+ma serbandosi sempre pulite, e nei giorni di festa portando sempre il
+vestito di seta nera.
+
+Mio padrigno morì; la nostra famiglia si disperse. Io fui assente da
+Novara parecchi anni; quando ci tornai, di passaggio, le due zitellone
+erano ancora sedute ai due lati del balcone, coi due panierini ed i
+due lavori. La signora Rosa ricamava cogli occhiali, la signora
+Caterina aveva delle rughe che complicavano ancora più i rabeschi
+fatti dal vaiuolo sul suo volto violaceo. Si intrattenevano ancora,
+una del romanzo della signora Caterina, l'altra dell'avventura del
+fallimento.
+
+Sempre malate, sempre miserabili, sempre laboriose, sempre rassegnate,
+hanno bisogno di tutte le forze, di tutto il coraggio, e di tutte le
+ore della loro povera vita, per mantenerla in quello squallore. Ora
+debbono essere vecchie del tutto; in quell'età in cui i mali si
+aggravano, il lavoro riesce più difficile, e le forze mancano per
+sopportare le privazioni.
+
+Ma finchè la morte o l'infermità non le avranno atterrate, lavoreranno
+ancora, lavoreranno sempre, lavoreranno l'una per l'altra, e,
+nell'assenza d'ogni speranza, la loro anima semplice e mite non
+conoscerà la disperazione.
+
+Ricchi generosi che amate di far il bene, e cercate le miserie
+tragiche nelle cronache dei giornali, quando le due seggiole saranno
+abbandonate ai lati del piccolo balcone, possa il caso o Dio farvi
+alzare lo sguardo a quei posti deserti. Forse nei loro lettini bianchi
+le due vecchie piangeranno per la prima volta di non poter lavorare.
+Forse la più malata sarà già morta, e la superstite, nella sua
+miseria, soffrirà sola.
+
+
+
+
+LE BRICIOLE D'EPULONE.
+
+
+«Quei poveri _spostati!_ Quegli infelicissimi che debbono vivere con
+una rendita insufficiente ai loro bisogni!» È un tema di discorso dei
+più commoventi. Non c'è famiglia che non ne conosca qualcheduno, o
+anche parecchi, e non ne senta una grande pietà. La sera d'inverno,
+quando la vampa attirata dall'aria, russa ed ansima nella stufa, e la
+lampada velata da un paralume spande intorno una luce mite, e l'acqua
+pel tè gorgoglia nella cuccuma, e la tavola è coperta di giornali, di
+disegni, di ricami, di fotografie, di romanzi che ci hanno occupati
+piacevolmente un'ora prima, e ci occuperanno ancora allo stesso modo
+più tardi, o il domani, ci rannicchiamo ben bene nelle poltroncine a
+molla, sui divani morbidi, e, nella generosità del nostro cuore,
+facciamo un confronto straziante fra la nostra esistenza e quella di
+quei poveri spostati. «Vi sono degli impiegati a cento lire al mese e
+con una speranza d'avanzamento così lento! Dovranno avere i capelli
+grigi per arrivare a dugento lire. E i maestri di scuola? E questi? E
+questi altri? Ce n'è che si struggono per guadagnare tre lire al
+giorno. Pare incredibile; eppure è una crudele verità.
+
+«Il peggio è per quelli che erano in una condizione migliore; trovarsi
+ad un tratto impoveriti, e dover rinunciare alle loro abitudini
+d'agiatezza! Perchè, infine, erano avvezzi a vivere _come noi!_ E
+debbono accontentarsi di pranzare in un'osteria a due lire, di dormire
+in una cameruccia mobiliata, e magari di cercarsi un sovraccarico di
+lavoro per potersi pagare i vestiti e le scarpe, e passar la serata a
+fare delle traduzioni, o tenere in ordine il libro mastro di un
+negozio. E pochi anni prima andavano in carrozza...»
+
+Conobbi molte persone buone e ricche, le quali s'intenerivano fino al
+pianto per quelle miserie. Gli spostati erano l'oggetto della loro
+massima compassione, ed inventavano ogni sorta di sotterfugi delicati
+per alleviare le difficoltà della loro vita, senza umiliarli. «Quelli
+che sono sempre stati poveri, dicevano, fanno minor pena, perchè sono
+avvezzi a quella vita, non si vergognano, possono fare ogni sorta di
+lavori, possono mendicare, e se la cavano sempre. Ma i _poveri in
+guanti_ che debbono serbare una certa apparenza di benessere...»
+
+Una contessa ne conosceva uno che era figlio di un ricchissimo
+possidente. Soltanto pochi anni prima la sua famiglia era due volte
+millenaria; aveva carrozza, non se ne parla nemmanco, e servitù, ed
+una mensa ospitale; sempre gente a pranzo, sempre invitati a
+villeggiare nella sua bella campagna, e per lui maestri di lingue,
+maestri di musica, di scherma, d'equitazione, e che bei cavalli da
+sella! E l'aveva goduta fino a ventun anno questa cuccagna. Poi il
+padre s'era messo nelle speculazioni, tutto gli era andato male, e
+s'era ridotto con nulla; era morto povero. Ed il figlio era venuto a
+Milano con cinquanta lire al mese.
+
+Dio! se ho dovuto udirne, e farne, delle esclamazioni su quel
+miserrimo caso! E se n'ho ascoltate delle ammirazioni per quel giovane
+coraggioso, che s'accontentava di quella condizione finchè non gli
+capitasse di meglio! La contessa pietosa gli aveva offerta una
+cameruccia con pochi mobili in una sua casa che affittava ad operai,
+tanto per risparmiargli la spesa della pigione. Avevano scritto ad una
+parente di lui agiata, e l'avevano indotta a dargli ancora venti lire
+al mese. Facevano settanta lire in tutto, e con quelle il giovane
+martire riusciva a vivere; ed era sempre d'umore sereno, serbava
+sempre i suoi modi da gentiluomo, ed aveva tanta cura de' suoi abiti,
+reliquie della passata grandezza, che non isfigurava punto in società.
+Ma che privazioni doveva soffrire! Non fumava, se non quando qualche
+conoscente gli offriva un sigaro, il dopo pranzo, perchè spesso
+l'invitavano a pranzo. Ma di solito andava a desinare all'osteria
+solo. E qualcuno aveva osservato che qualche volta non beveva vino e
+non prendeva frutta. Una minestra, un piatto di carne, ed un po' di
+formaggio.... Un eroe addirittura!
+
+
+Conoscevo la vita dei contadini nelle risaie del Novarese, e nella
+bassa Lombardia, e sul Piacentino nella vallata del Po; paesi di
+febbre, di pellagra; conoscevo i quartieri più poveri della grande
+città. E certi spettacoli induriscono il cuore. Quella minestra, quel
+piatto di carne, quel formaggio, non mi strappavano nemmeno un
+sospiro.
+
+La miseria umana m'aveva confidati ben altri dolori! Alcune finestre
+interne del mio quartiere aprivano appunto sul cortile dell'osteria,
+dove il giovane milionario decaduto, e molti altri infelici dai minimi
+stipendi, compievano ogni giorno l'atto eroico di pranzare con due
+lire, e magari con meno.
+
+Una quantità di camerieri e cuochi e guatteri erano in moto fin
+dall'alba a mettere in ordine e pulire ogni cosa; c'era una donna che
+passava delle ore accoppiando grembiuli da cucina, e tovaglioli, e
+tovaglie sporchi prima di darli al bucato; c'era un uomo che tutto il
+santo giorno girava il manubrio del tostino. Ogni mattina veniva il
+carro chiuso del panettiere, col pane comune, ed il pane da caffè; poi
+il carro del macellaio, quello del pollame, quello delle ova; un
+ortolano portava dei grandi panieri di verdura e di frutta; ed in
+tutte le stagioni, anche nel cuore dell'inverno, un contadino
+conduceva un carro di ghiaccio. Appena arrivato buttava addosso al
+cavallo sudato una coperta di lana, poi saliva sul carro e cominciava
+a scaricare quella massa gelata, coi piedi nel ghiaccio, maneggiando
+con forza il badile, riscaldandosi, sudando, senza punto badare a
+coprirsi come aveva coperto il cavallo.
+
+Tutti costoro lavoravano a preparare quel miserabile pranzo a due
+lire, ed anche a meno. Poi i camerieri, i guatteri, quanti servivano
+all'osteria, mangiavano gli avanzi dei poveri spostati. E gli altri
+tornavano alle loro case e si nutrivano d'una minestra condita col
+lardo, o d'un po' di polenta non condita affatto.
+
+Al confronto, il pranzo a due lire era un banchetto da Epulone, e
+tutta quella gente ne raccoglieva le briciole. Ma c'era anche un
+Lazzaro che moriva di fame alla porta.
+
+
+Verso le sette del mattino entrava nel cortile, aprendosi la via tra
+quell'andirivieni di provveditori, il carro d'un allevatore di maiali,
+colla grande botte nella quale raccoglieva la rigovernatura per
+ingrassare le sue bestie. Quel villano aveva un servitore, un
+trovatello, che sua moglie aveva preso a baliatico all'ospedale, e che
+s'era tenuto per mandarlo fuori a custodire i maiali. Da dieci anni
+faceva quel mestiere, e la mattina veniva in città col padrone, per
+vuotare nella botte i secchi della rigovernatura. Quand'era freddo o
+pioveva, il villano si rinvoltava bene in un grosso pastrano, e si
+tirava sulle gambe una copertaccia di lana; ma il servitore aveva
+sempre gli stessi calzoni e la stessa giubba di fustagno; e attraverso
+gli strappi, sulle ginocchia ed altrove, si vedevano le carni
+assiderate. Non aveva calze, portava le scarpe vecchie del padrone,
+che lasciavano uscire le dita, ed erano tanto grandi che s'empivano
+d'acqua ed i piedi ci andavano a sguazzo.
+
+«Ma lui era giovane, diceva il villano. Alla sua età non doveva aver
+bisogno di coprirsi, nè poteva soffrire dell'umidità; e se non fosse
+stato un principio di pellagra a renderlo così pigro e malandato, un
+ragazzo come quello, a sedici anni, avrebbe dovuto esser forte come un
+toro. Ed invece non era buono a nulla; e bisbetico! In certi momenti
+si buttava in terra, e si rotolava, ed urlava come un pazzo; e
+dicevano che anche quello era un effetto della pellagra; un brutto
+effetto per un padrone che si teneva in casa quel ragazzo da quand'era
+poppante. Ma lui era un buon padrone; e purchè, malato o sano, il
+ragazzo lavorasse, anche pellagroso non lo mandava via, e continuava,
+a dargli la polenta come gliel'aveva data sempre, ed a lasciarlo
+dormire sul fienile. Il fienile era aperto ai quattro venti, e la
+polenta era fatta col grano fermentato; ma a sedici anni non si è
+sensibili a queste cose, e se Pietro non avesse avuto la pellagra,
+avrebbe dovuto esser forte come un toro.»
+
+Scendevano dal carro tutti e due; il padrone entrava all'osteria per
+mangiar un boccone. Pietro apriva la cassetta sotto il sedile del
+carro, e tirava fuori un pezzo di pane di gran turco; poi prendeva un
+secchio, e col secchio in una mano ed il pane nell'altra,
+mangiucchiando ed andando a trasciconi, cominciava il trasporto della
+rigovernatura.
+
+Quando usciva col secchio pieno, riponeva il pane nello sparato della
+camicia, alzava il secchio con tutte e due le braccia, e versava nella
+botte una broda scura e densa, nella quale nuotavano degli avanzi
+spoltigliati. Qualche volta, prima di versare il secchio, lo posava
+sulla botte, immergeva il braccio fino al gomito in quel luridume, e
+lo rimoveva per far venire a galla quello che c'era di solido; e se
+vedeva qualche avanzo di carne o di pesce, li pescava, li rinvoltava
+in un cencio di pezzuola turchina, e li nascondeva sotto una coperta
+umidiccia che faceva da cuscino al sedile del carro; poi tra un
+secchio e l'altro, quando il suo-padrone non c'era, andava a sollevare
+la coperta ed addentava avidamente quei rimasugli.
+
+I monelli ed i guatteri si divertivano di quel selvaggio. Lo spiavano
+per coglierlo sul fatto, e quando stava per mordere al suo pasto, gli
+gridavano imitando i camerieri che servivano i signori nell'osteria:
+«Filetto al sugo! Costolette alla marsigliese! Servito!» Pietro non
+capiva la burla, ma capiva che lo burlavano, e mostrava i pugni ai
+monelli.
+
+Quasi alla stess'ora della botte di Pietro, sovente assai prima,
+arrivava il carro d'un ortolano che veniva a prendere le spazzature.
+Era tirato da un asino magro e piccino. L'ortolano staccava il ciuco,
+lo legava con una corda ad un anello infisso nel muro, poi apriva la
+botola delle spazzature, e prima di buttarle sul carro, le rimoveva
+per vedere cosa c'era di buono; e trovava sempre qualche limone
+ammuffito, qualche mela mézza, che metteva da parte sull'orlo della
+botola; anche il ciuco adocchiava delle cose appetitose, dei torsoli
+di frutta o di cavolo. Ma la corda era troppo corta e non poteva
+arrivarci; ed il padrone gli legava il muso in un sacco di fieno
+ispido come paglia: doveva mangiar quello; mangiarlo col muso legato
+per non distrarsi. Intanto tutti i monelli che passavano gli tiravano
+la coda: ci si attaccavano per dondolarsi, abbandonandosi a
+quell'appoggio con tutto il loro peso. Il povero ciuchino scuoteva la
+testa.
+
+Avevo preso a cuore quell'essere umano e quella bestia che morivano
+lentamente, ogni giorno un poco, per la crudeltà degli uomini.
+
+
+Una mattina di febbraio mi alzai ed apersi le imposte un po' più
+presto del solito. Il ciuchino era solo al suo posto: ma non aveva il
+muso legato nel sacco: era troppo malato. Aveva un largo tumore in
+fondo al dorso sopra la coda, e teneva, le orecchie basse, e tratto
+tratto rabbrividiva tutto. Pioveva da tutto il giorno innanzi, da
+tutta la notte: una pioggia fitta, incessante, diaccia. Il cielo era
+grigio come di piombo, l'aria rigida, un fanghiccio nerognolo copriva
+il cortile e la pioggia cadeva, cadeva.
+
+La botte di Pietro entrò, tutta lucente dalla lunga lavatura. Il
+padrone ed il cavallo erano coperti da un cencio di lana inzuppato.
+Pietro era vestito co' soliti abiti: stava tutto raggrinchiato, come
+se volesse farsi entrare le gambe e le braccia nel torso per
+riscaldarle. Si lasciò cadere dal carro tutto d'un pezzo, e rimase là
+tremando e scotendosi, colla facciona gialla così grossa che pareva
+ingrassato.
+
+Il padrone gli buttò contro il secchio, e lo spinse verso l'uscio
+dell'osteria gridandogli:
+
+--Muoviti, fannullone!
+
+Rabbrividì lungamente dondolando il capo, poi s'avviò strisciando i
+piedi nel fango o col dorso curvato, mentre il padrone gli veniva
+dietro borbottando:
+
+--E dire che ha sedici anni! Ho avuto fortuna con costui!
+
+Quella mattina Pietro immergeva più lungamente il braccio nella
+rigovernatura fumante. Quel calore gli faceva bene. Ma era lento,
+lento: penava a muoversi, e le vene della fronte erano turgide come se
+stessero per iscoppiare. Nel terzo secchio trovò un pezzo di
+costoletta, e s'affrettò a cavar fuori la pezzuola umida ed a
+rinvoltarcelo dentro: ma non fece in tempo a portarlo sotto il sedile:
+udì la voce del padrone che veniva fuori coll'ortolano e ricacciò la
+pezzuola e tutto nello sparato della camicia. I due uomini
+s'accostarono al ciuco, ed esaminarono il tumore. I monelli, a forza
+di tirargli la coda, l'avevano ridotto in quello stato.
+
+--Non mi riesce di farlo suppurare per quanti impiastri ci metta,
+disse l'ortolano impensierito dalla paura di perdere la bestia.
+
+--Bisogna tagliarlo, suggerì l'allevatore di maiali.
+
+--Sie? Chiamare il veterinario, che mi prenderà due lire!
+
+--È sempre meglio che condurlo alla scuola dei veterinari, dove,
+invece di curarle, le bestie malate le fanno morire con un'acquetta,
+per guardarci dentro e studiare le malattie.
+
+L'ortolano rimaneva impaurito dinanzi a quest'alternativa, e l'altro
+riprese:
+
+--Del resto si può fare anche senza del veterinario. Se aveste un
+temperino....
+
+Il padrone del ciuco entrò nell'osteria, e ne uscì con un cameriere in
+abito nero e sparato bianco, che pareva un signore. Aveva anche un
+temperino in mano, e sorrideva di quei due villani, e dell'asino, e
+del male, e di tutto.
+
+--Dov'è che si deve fare questa grande operazione? domandò con aria di
+sprezzo, accostandosi al ciuco ed arricciando il naso, perchè la
+botola delle spazzature aperta mandava un puzzo atroce.
+
+I due contadini, un guattero, un carbonaio, alcuni garzoni delle
+botteghe vicine, gli si fecero intorno curiosi.
+
+--Ma piove, gridò il cameriere; non sentite che la pioggia bagna? E
+diede uno spintone all'asino per cacciarlo più contro il muro e
+mettersi lui al riparo sotto la grondaia mentre lo operava. Gli altri
+non badavano a quella pioggerella minuta, e strinsero il cerchio per
+veder a tagliare e ad uscire il sangue.
+
+Pietro pure voleva vedere, e cercò di farsi posto; ma il suo padrone
+lo cacciò via. Egli si mise a strascicarsi intorno, tentando di
+rizzarsi sulle spalle degli altri; ma tutti lo respingevano, ed era
+troppo piccolo per vedere stando dietro. Allora s'affrettò,
+inciampando e dondolando, fino al suo carro, e salì in piedi a
+cassetto. Era un po' lontano, ma era alto, e di là vedeva tutto.
+Fremeva d'impazienza e di curiosità. Allungava il collo, protendeva la
+testa enorme, e la sua facciona gialla, più gialla del solito, quasi
+livida, sembrava animarsi in quell'eccitazione dell'aspettativa
+feroce. Fissava gli occhi iniettati e lucenti sulle mani del
+cameriere, sul dorso gonfio dell'asino, come assetato di sangue, come
+se dovessero cavarlo alla bestia per darlo da bere a lui.
+
+Rideva di un riso muto, colla bocca aperta e le labbra tese sui denti
+grigi; rideva da far paura.
+
+Il bel cameriere immerse il temperino nella pelle tumefatta, e lo
+spinse forte innanzi, aprendo un largo taglio. Il sangue sprizzò, si
+stese, fece una larga macchia rosseggiante sul dorso della povera
+bestia, che tremò tutta ed alzò prodigiosamente il capo in uno spasimo
+silenzioso. Alla vista del sangue il pellagroso, dall'alto del carro,
+lasciò sfuggire una risata rauca e stonata, una risata da briaco o da
+pazzo. Poi sciolse frettoloso la sua pezzuola bagnata, e morse
+avidamente il pezzo di costoletta.
+
+--_Filet de boeuf_ al madera! Servito! gli gridò sghignazzando un
+guattero che usciva dall'osteria. Pietro alzò i pugni; ma l'altro
+tornò a dire: «Ecco il madera!» E gli scaraventò nel viso un
+rimasuglio di rigovernatura rimasta nel secchio.
+
+Il pellagroso rivolse a lui la faccia grondante di quel luridume, coi
+denti stretti, ed i pugni serrati e tremanti in atto minaccioso. Il
+guattero continuò a ridere, ed a contraffarlo; e Pietro più
+rabbiosamente gli scoteva contro i pugni irrigiditi, e si faceva più
+rosso negli occhi e più livido nel viso. Poi cominciò a ridere, a
+ridere forte con un suono opprimente di rantolo; e ad un tratto, coi
+pugni alti e senza cessar di ridere, parve che si spingesse innanzi
+come se si avventasse contro il guattero, e piombò dal carro.
+
+Tutti gli corsero curiosamente intorno, abbandonando il ciuco che era
+stato medicato e non divertiva più, Pietro si dibatteva ed ululava
+sommesso, e dalla bocca gli usciva una schiuma bianca.
+
+--È il _brutto male_, disse l'ortolano dal ciuco.
+
+--È l'epilessia, corresse il cameriere elegante, ripulendo il
+temperino nel grembiule del guattero.
+
+--No; è la pellagra, disse il padrone di Pietro. Mi fa spesso questa
+scena. Ora mi toccherà di metterlo sul carro come un morto, e per
+tutto il giorno non lavorerà più.
+
+E mentre, coll'aiuto dell'ortolano e del carbonaio, lo sollevava con
+mal garbo, andava borbottando:
+
+--E dire che ha sedici anni! Un bell'affare che ho fatto a pigliarmi
+questo mangiapane!
+
+Intanto l'asino, abbandonato a sè stesso, scosse lungamente il capo ed
+il dorso indolorito; poi adocchiò il mucchio di frutta mézze e di
+torsoli raccolti dal suo padrone sull'orlo della botola; allungò il
+collo, allungò il muso, si spinse tutto innanzi tendendo la corda, che
+scricchiolò sull'anello e parve vicina a spezzarsi, fiutò lungamente,
+sfiorò col muso la provvista appetitosa, e riuscì ad afferrare colla
+punta delle labbra un torso di cavolo.
+
+Guardò il carro della rigovernatura che usciva lento e cigolando dal
+cortile, ed a piedi del sedile, raggomitolato come un cencio, il solo
+ragazzo che non gli aveva mai fatto alcun male, che non gli aveva mai
+tirata la coda. Scosse le orecchie, poi addentò beatamente quel
+torsolo bianco e succoso, vero cibo da ciuco malato, che non gli
+sarebbe toccato di certo, se quel ragazzo, cadendo dal carro, non
+avesse fatto accorrere l'ortolano lontano da' suoi averi. E, se mai
+gli asini pensano, dovette pensare che la provvidenza è grande.
+
+
+
+
+LE AFFITTACAMERE,
+
+
+I.
+
+La prima che conobbi diceva d'appartenere ad una famiglia patrizia.
+Non ho mai cercato dì verificare la sua nobiltà, ma avrebbe potuto
+essere autentica, perchè non è raro il caso di nobili decadute che
+sbarcano magramente i loro ultimi lunari, facendo l'affittacamere. Ad
+ogni modo però, il sangue azzurro doveva averlo avuto soltanto dalla
+madre, dacchè si chiamava borghesemente signora Giuditta, e viveva
+d'una piccola pensione che le pagava il governo come figlia
+d'impiegato governativo, sebbene ai tempi remoti di suo padre, Milano
+fosse ancora sotto il governo austriaco.
+
+Rammentava una parentela numerosissima. Una serie di fratelli, di
+sorelle, tutti sposati a gente ricca e titolata; zii e cugini che
+avevano palazzi e servitù numerosa, e carrozze e cavalli. Aveva la
+manìa delle grandezze. Di tutti quei personaggi, se pure esistevano,
+non si vedeva mai l'ombra. O erano morti, o non pensavano punto a
+quella povera mummia. Ma lei aveva bisogno di parlarne, perchè,
+nell'isolamento in cui viveva, quegli esseri assenti o immaginari le
+creavano una famiglia illusoria, che non mancava mai di presentare a'
+suoi pigionanti, e mettevano nella sua triste vita da vecchia
+indigente, dei pensieri di lusso che la insuperbivano.
+
+La signora Giuditta confessava di non essere più giovane, sebbene non
+dicesse mai la sua età. A vederla le si sarebbero dati cento anni;
+forse non li aveva tutti; ma era una rovina; magra come uno scheletro,
+colla lunga persona incurvata ed il volto tormentato da rughe che
+traversavano in ogni senso la pelle flaccida. Le erano rimasti i
+capelli, altra volta biondi, ora d'un grigio giallognolo, e li
+pettinava alla moda de' suoi tempi, in due grossi riccioli ai lati
+della fronte. Non aveva più denti in bocca, e portava una vecchia
+dentiera, dono d'una sua nobile parente, la quale non poteva più
+servirsene perchè la molla non teneva più. Quella dentiera era causa
+di episodi spaventosi. Sovente, a mezzo d'uno degli interminabili
+discorsi sconclusionati della signora Giuditta, le si vedevano tutti i
+denti irrompere terribilmente fuori dalla bocca; ed ella s'affrettava
+con ambe le mani a respingerli dentro, e li rimetteva a posto a bocca
+chiusa, con un rumore d'ossame che dava i brividi. Aveva l'abitudine
+di star a letto tardi, ed entrando da lei prima del mezzodì, si aveva
+la mortificazione di sorprenderla colla bocca vuota e nera come una
+caverna, dalla quale uscivano parole biasciate ed incomprensibili,
+mentre, sul tavolino da notte, quella mandibola gialla di cadavere,
+metteva paura. Altre volte il congegno guasto della dentiera troppo
+aperto, rifiutava di chiudersi; e la signora Giuditta rimaneva colla
+bocca spalancata, vociando: «Ah! ah!...» e doveva fuggire in camera a
+togliersi la dentiera per poterla richiudere.
+
+Le trecentosessanta lire della sua pensione non bastavano di certo
+alla zitellona per provvedersi vitto ed alloggio. Aveva dei mobili,
+avanzi della passata grandezza, i quali, distribuiti nelle due camere
+che affittava mobiliate, le costituivano una piccola rendita. Ma guai
+se una di quelle camere fosse rimasta qualche mese vuota! Sarebbe
+stato un disastro per la povera donna, che, pagata la pigione del suo
+quartierino, calcolava su quattrocento lire circa, per vivere tutto
+l'anno.
+
+Lei abitava un bugigattolo mezzo buio, con una cucinetta buia del
+tutto, nella quale l'unico fuoco che s'accendeva era la fiammella a
+spirito della macchina da caffè. Le sole camere chiare erano quelle
+che affittava.
+
+Malgrado la sua povertà, la signora Giuditta non accettava nessun
+inquilino ad occhi chiusi. Ne prendeva informazioni, poi gli fissava
+l'ora di ritirarsi la sera, gli proibiva di far chiasso in camera,
+faceva delle oneste restrizioni sulle persone che poteva ricevere, e
+lo avvertiva che non gli avrebbe data la chiave del portone. Preferiva
+affittare alle donne. Vergognosa com'era della sua povertà, viveva
+affatto da sola, non era neppure desiderata in compagnia di certo,
+dacchè appunto solitudine e miseria ne avevano fatto un essere
+lamentevolmente ridicolo. Non vedeva altri che i suoi pigionanti, e su
+loro faceva pesare tutta la socievolezza del suo carattere, e tutta la
+sua curiosità di vecchia. Voleva sapere i loro interessi e raccontare
+i suoi. Per lo più aveva in casa artisti da teatro, scrittori,
+pittori, poeti, concertisti di passaggio, gente più o meno rinomata. A
+quei contatti la vanità femminile della vecchia era sempre eccitata;
+lei pure voleva essere qualche cosa ed avere dei trionfi da narrare. E
+non potendoli trovare nel presente, li evocava dal passato. Erano
+sempre lo splendore della sua famiglia, la parentela illustre, e poi
+la bellezza della sua gioventù. Una volta, alla Scala il vicerè aveva
+domandato: «Chi è quella bella _popola?_» Un'altra volta ci doveva
+essere _un concorso a premio per le più belle gambe di Milano;_ poi
+era andato a monte, ma se si fosse fatto, il premio sarebbe toccato a
+lei. Molti scultori e pittori avrebbero voluto averla per modello;
+soltanto il suo decoro non le aveva permesso di prodigare alle arti i
+tesori della sua bellezza. E le proposte di matrimonio che aveva
+avute! Tutte di giovani bellissimi, facoltosissimi, nobili come tanti
+re. Non diceva mai perchè non ne avesse accettata nessuna.
+
+Delle sue strettezze non parlava mai. Usciva sull'imbrunire, e
+rientrava in casa portando sotto lo scialle qualche pezzo di carne
+rifredda, comperata da un rosticciere pel suo desinare. Ci aggiungeva,
+a titolo di minestra, un caffè e latte che riscaldava sul fornellino a
+spirito, e non altro. Ma ne faceva grande mistero, e, per mangiar quel
+boccone, si rinchiudeva durante un'ora e più, dicendo pomposamente:
+«Vado a pranzo.»
+
+Aveva un salotto. Il locale più angusto, più mal situato del
+quartierino; un buco da cui non si sarebbe potato cavare nessun
+partito; una stanzuccia di passaggio. Le stoffe dei mobili sbiadite, i
+legni senza lucido, le cornici scrostate, s'univano alla signora
+Giuditta per affermare che avevano veduti tempi migliori. Sopra una
+scansìa facevano bella mostra delle confettiere di cartone scolorito,
+qualche pezzo d'argento Cristophle che ricordava l'incoronazione di
+Napoleone primo, e delle chicchere di porcellana, vecchie senza essere
+antiche, religiosamente coperte da un velo verde, che doveva aver
+fatto cinquant'anni prima il viaggio da nozze sul cappello di qualche
+sorella della proprietaria. Disopra al camino eternamente spento, fra
+molte fotografie ingiallite, era appeso in una cornicina di cartone,
+qualche cosa come uno specchietto vecchio a cui mancasse in più luoghi
+la foglia. Quello specchietto era stato altre volte un dagherrotipo
+che, collocato di sghembo, con un raggio di sole che lo battesse in
+diagonale, in un dato punto della stanza, ed in certe ore speciali,
+rifletteva un non so che, come un profilo intagliato nell'acciaio. Ma
+il tempo aveva cancellato ogni cosa; e non rimaneva che un vetro
+macchiato, sul quale soltanto l'entusiasmo cieco della signora
+Giuditta s'illudeva di vedere il ritratto del Modena, il pigionante
+illustre fra gli illustri, che aveva fatta la gloria della sua casa.
+Quel salotto, l'affittacamere lo metteva a disposizione de' suoi
+pigionali; preferiva che ricevessero là che nelle loro stanze, e
+quand'era riescita a far gelare un visitatore in quel buco, aveva
+l'aria d'aver fatto una larghezza all'inquilino che aveva ricevuta la
+visita, e diceva: «Così vedranno che lei abita in una casa ammodo.»
+Poi domandava se aveva fatto vedere a quel signore la sua galleria
+fotografica di pigionanti illustri. «Gli ha mostrato il ritratto della
+Marchionni? Del Boccomini? Del Modena?» Era la sua ambizione aver
+gente famosa in casa sua.
+
+Le persone ignote per quanto buone, cordiali, e se anche pagavano
+meglio delle altre, non le nominava mai.
+
+La signora Giuditta usciva così poco dal suo guscio che la vedevo di
+rado. Ma ogni tanto andavo a domandarne nuove. Un giorno, dopo
+un'assenza di parecchi mesi da Milano, entrai nella sua porta per
+salire a vederla.
+
+--È morta, mi disse il portinaio. È morta di vaiuolo nero
+all'ospedale.
+
+--Perchè all'ospedale? domandai.
+
+--Gli inquilini delle sue stanze erano fuggiti appena saputo il suo
+male, ed era rimasta sola.
+
+--Ed i suoi parenti?
+
+--È venuto un nipote, mi rispose ancora il portinaio, ma soltanto dopo
+che era morta per portar via i mobili.
+
+--Non furono venduti pei funerali?
+
+--Nossignora. I funerali li pagò quella donnina che veniva spesso ad
+abitare una delle sue camere mobigliate.
+
+--Quale donnina?
+
+--Non la conosceva? È la moglie d'un commesso viaggiatore, e, quando
+il marito era in viaggio e lei non poteva seguirlo, veniva dalla
+signora Giuditta per non rimaner sola. Le voleva bene; era l'unica che
+andasse a prendere sue nuove all'ospedale....
+
+Non era nella galleria dei pigionanti illustri quella, e la povera
+vecchia non me ne aveva mai parlato.
+
+Mutati i particolari della dentiera, dei riccioli, con qualche
+variante nelle piccole manìe, le affittacamere di condizione civile
+somigliano tutte dal più al meno alla signora Giuditta. Per loro
+quella magra industria rappresenta la fine d'una vita delusa; una
+tavola di salvamento a cui si aggrappano per non morire d'inedia,
+quando hanno perduto famiglia, agiatezza, gioventù ed illusioni.
+
+Ce ne sono altre invece, che non furono mai più fortunate, che vengono
+dal popolo; per quelle la professione dell'affittacamere non è una
+fine ma un principio, un punto di partenza per giungere a gloriosi
+ideali. Ne cito un esempio nel capitolo seguente.
+
+
+II.
+
+La madre aveva servito molti anni in una casa signorile. La sua
+padrona, morendo, le aveva lasciati dei mobili, coi quali la Teresa
+era tornata in famiglia a deplorare co' suoi la spilorceria della
+morta.
+
+--Non ho avuto fortuna, diceva. Ci sono delle signore che hanno
+qualche affezione da nascondere, debbono ricevere lettere, visite,
+uscire senza farsi scorgere, e senza l'aiuto della cameriera non fanno
+nulla. Oppure fanno dei debiti colla sarta, colla modista, bisogna
+farle star zitte perchè il marito non gridi, ed è ancora la cameriera
+che cerca una somma in prestito, va ad impegnare i gioielli, a vendere
+qualche cosa; ed allora la padrona non guarda pel sottile, le mancie
+corrono, si hanno dei doni, si può raggranellar del denaro per non
+morire poi nella miseria. A me invece è toccata una padrona che non
+vedeva più in là del naso; marito e figli, figli e marito; nessun
+lusso; ed in casa lavorava che era una vergogna. A questo modo una
+cameriera rimane sempre povera. Non è come la cuoca che maneggia il
+denaro; per noi se non capita una circostanza....
+
+La Teresa aveva un marito, operaio sfaccendato, un figlio quasi sordo
+e quasi muto, inetto a qualsiasi mestiere, e due figlie.
+
+Dopo aver disprezzati quei mobili «dei cenci, che non metteva conto di
+dir grazie, buoni da far legna per l'inverno, che una donna ricca
+avrebbe dovuto vergognarsi di lasciarli in eredità, ecc.» ciascuno vi
+adagiò sopra le sue speranze.
+
+--«Mobiliare delle camere da affittare,» Questa fu l'idea concepita ed
+approvata da tutta la famiglia. Ma ogni individuo la considerava sotto
+un punto di vista speciale.
+
+--I mobili sono miei; se ne caveremo da vivere, la padrona di casa
+sarò io sola, suggeriva l'orgoglio della Teresa.
+
+--Ci sarà sempre qualche poltrona o qualche tavola da restaurare, si
+dovranno stendere i tappeti, appiccar le cortine od i capoletti; sarà
+una scusa per lasciar la bottega, e non far più il falegname,
+calcolava l'infingardaggine del marito.
+
+--S'avranno in casa degli artisti, degli ufficiali, dei signori; ci
+faranno la corte, e troveremo da maritarci bene e saremo ricche. Era
+l'ideale delle ragazze.
+
+E tutti d'accordo pensavano:
+
+--Quello stupido Michele, che non sa parlare e ci sta sulle spalle a
+tutti, terrà pulite le camere e servirà i pigionanti. Sarà un modo di
+cavarne partito.
+
+Quando conobbi quella gente erano molti anni che facevano
+l'affittacamere.
+
+L'ideale della Teresa s'era avverato in parte. La faceva da padrona
+dispotica col marito e lo tiranneggiava. Ma le figlie tiranneggiavano
+lei. Avevano voluto tenere dei pigionali a dozzina, e la Teresa era
+stata obbligata a cucinare il pranzo, ed a servire a tavola, dove
+c'era sempre il suo posto, ma non le si dava tempo di sedere. Era una
+vecchietta secca ed arcigna, che si faceva gli occhi cisposi a forza
+di rimpiangere la spilorceria della defunta padrona, la grettezza dei
+pigionanti, la pigrizia del marito, la meschinità della professione,
+l'ingratitudine degli uomini....
+
+Il marito aveva infatti lasciata da anni la bottega, ma era curvo a
+forza di piegarsi ai comandi di tutti; le tre donne gli rinfacciavano
+il pane che mangiava; gli facevano fare ogni sorta di lavori in casa,
+ma non ne tenevano conto; ed egli faceva tutto male e di malavoglia;
+ma qualche cosa doveva pur fare, e non aveva mai un soldo in tasca, e
+passava le giornate sonnecchiando sotto una tempesta di rimproveri,
+lasciando dire, e mangiando quel che gli davano, seduto al focolare
+come un gatto domestico.
+
+La figlia maggiore, Ernesta, era vecchia, anemica, un po' calva; le
+mancavano parecchi denti, ed aveva il lobo d'un orecchio spaccato. Da
+un gran pezzo aveva lasciato il mestiere di modista, e teneva in
+ordine la biancheria delle camere e degli inquilini. Era sempre in
+moto, sempre affaccendata; si pettinava a metà del giorno, qualche
+volta la sera; se il lavoro era soverchio non si pettinava affatto.
+Strascicava le ciabatte, portava dei vestiti tutti frittelle, colla
+pedana sfilacciata, la vita disadatta, i gangherini o i bottoni
+mancanti, ed una vecchia pezzuola annodata al collo. Ed in
+quell'arnese, se s'imbatteva coi pigionanti, si metteva a discorrere
+di _partizioni_, di _scritture_, di _quartali_, d'impresari, di
+soprani _pastosi_, di tenori che _baritoneggiano_, di _do di
+petto_.... conosceva tutto il gergo teatrale, e se ne gloriava.
+Toglieva la fascia ai giornali teatrali degli artisti che aveva in
+casa, e li scorreva curiosamente, poi diceva alla madre o alla
+sorella, o, in mancanza di quelle, anche al padre:
+
+--Ha avuto un _gran successo_ a Lisbona. Ha fatto furore al Covent
+Garden nella _Linda_. È _scritturato_ a Bukarest con quaranta mila
+lire per venticinque recite e la _beneficiata_....
+
+--Quello è un grande artista! Che fortuna deve fare! È un fenomeno!
+
+E tutta la famiglia stava in ammirazione di quell'innominato che
+chiamavano sempre _lui_, e l'Ernesta si pavoneggiava, e godeva, come
+se si fosse trattato di lei stessa o di suo marito. Si abbandonava a
+narrare dei particolari gloriosi della carriera di _lui_: dame che se
+n'erano innamorate, giovani dell'_alta aristocrazia_ che avevano
+staccati i cavalli dalla carrozza e l'avevano strascinata all'albergo,
+serenate, doni di gran valore, versi.... Chiunque li avesse uditi
+parlare con quella passione, con quell'entusiasmo, avrebbe creduto che
+quella gente ricordasse un caro assente, un figliolo, la gloria e
+l'amore della famiglia.
+
+Invece _lui_ era stato l'amante dell'Ernesta; l'aveva trascinata con
+sè per qualche tempo di teatro in teatro, facendola stare nelle quinte
+ad aspettarlo con un mantello per coprirlo quando rientrava sudato,
+facendole portare la scatola da toletta, cucire gli accessori dei
+costumi. Poi un bel giorno lui aveva sposata una prima donna ricca, e
+l'Ernesta era tornata a casa coll'orecchio fesso da uno schiaffo, che
+le aveva fatto saltare l'orecchino da un capo all'altro del teatro.
+
+E di quelle scene brutali ne aveva sofferte molte, a giudicarne dallo
+stato in cui era ridotta; e sui primi tempi dopo il suo ritorno non
+aveva osato mostrarsi per le strade di Milano, aveva pianto, aveva
+mandato ogni sorta d'imprecazioni. Ma le imprecazioni erano sempre
+state rivolte alla moglie. Tutto l'odio dell'Ernesta e della sua
+famiglia era per quella donna. «Se non fosse entrata di mezzo lei coi
+suoi denari, presto o tardi l'Ernesta sarebbe riescita a sposarlo, ed
+ora sarebbe moglie d'un grande artista, e ricca, ed in grado di
+aiutare i suoi....»
+
+La slealtà, il carattere violento, i trattamenti brutali di _lui_,
+s'erano andati cancellando dalla loro memoria man mano ch'egli saliva
+in rinomanza. Non potevano voler male ad un uomo che aveva acquistato
+tanto nome e tanto denaro. La loro cupidigia e la loro vanità erano
+lusingate solo dall'idea che essi avevano avuto in casa il tenore
+famoso, che l'Ernesta era stata due anni con lui, e possedeva ancora
+delle lettere sue!
+
+Intanto la figlia minore era cresciuta e s'era fatta una bella
+giovane. A quindici anni, prima assai d'avere ben imparato il mestiere
+di sartora, aveva lasciata la scuola di sartoria perchè le altre
+scolare erano troppo volgari; non poteva adattarsi a vivere con loro.
+
+Non già che la Teresa avesse mai pensato di far istruire la figlia.
+L'aveva mandata alle scuole comunali, finchè non l'aveva creduta in
+grado di essere accettata da una sarta per fare le imbasciate e
+portare lo scatolone, e poi non ci aveva pensato più. Ma la Maddalena
+aveva ascoltate fin da bambina le reminiscenze teatrali della sorella,
+e ne era sempre stata orgogliosa. Poi era cresciuta nella compagnia
+dei cantanti, attori, giornalisti, ufficiali, che occupavano le stanze
+mobiliate. Quei signori l'avevano vezzeggiata da bambina, e
+corteggiata appena s'era fatta adolescente. Un giovane tenente, che
+aveva passato più di sei mesi a Milano, le aveva insegnato un po' di
+francese, usando per libri di testo i romanzi di _Dumas père_. La
+Maddalena se n'era appassionata. Credeva d'averci imparata la storia
+di Francia, e quando poteva parlare di Maria Antonietta, di Luigi
+decimosesto, della rivoluzione, di Marat, si dava l'aria di saperla
+lunga. Quel tenente era stato il suo primo amore; un amore
+sentimentale da giovinetta. Poi era partito e non se n'era saputo più
+nulla; gli era succeduto il cronista d'un giornale teatrale, che aveva
+portato da leggere alla Maddalena delle romanze, dei libretti d'opera,
+e le aveva letti lui stesso dei versi del Fusinato, e le Lettere a
+Maria dell'Aleardi, sulle quali la Maddalena aveva versate molte
+lagrime, all'indirizzo del tenente. Ne aveva imparati dei brani a
+memoria, che declamava con enfasi, sbagliando le pause.
+
+Tutte queste sentimentalità erano state causa del disaccordo tra la
+Maddalena e le sue compagne di scuola alla sartoria. Lei si credeva da
+più di loro, e voleva sfoggiare il suo sapere. Loro la trovavano
+stravagante e la burlavano.
+
+Quando la Maddalena si mise a lavorare in casa, tra che non sapeva
+ancora il mestiere, tra che pensava a tutt'altro, fece un grande
+sciupìo di roba, disgustò le prime pratiche, e le rimase tutto il
+tempo immaginabile per leggicchiare e declamare, e fare le
+chiacchierine galanti cogli inquilini delle stanze mobiliate.
+
+Nello stesso casamento, al pian terreno, c'era un giovane tappezziere
+che s'era innamorato della sartorina; ma lei si credeva nata ad alti
+destini, e diceva che «_colla sua educazione_, non avrebbe mai potuto
+adattarsi a sposare un operaio. Era avvezza a vivere _in una società
+più alta_». E la famiglia partecipava alle sue illusioni.
+
+Anzichè scoraggiarsi pel caso disgraziato dell'Ernesta, ne traevano
+degli argomenti in appoggio alla loro vanità. Vedete un po', dicevano,
+che fortuna ha fatto quello là, e che gloria si è acquistata. Se
+l'Ernesta fosse sua moglie, ora sarebbe come una regina. E invece, se
+avesse sposato un operaio, sarebbe una povera donna, e si logorerebbe
+la vita a lavorare pel marito e pei figli. Non ci sono che gli
+artisti; il mondo è per loro.
+
+Che l'Ernesta poi non fosse stata sposata, e fosse finita così
+miseramente, era per loro un caso eccezionale da attribuirsi
+all'incontro fatale di quella prima donna ricca. La Maddalena sarebbe
+certo più fortunata.
+
+C'era sempre fra i pigionanti qualche preferito, pel quale si
+appassionavano tutti, madre, padre e figlio; quello era il candidato
+alle nozze della Maddalena. Portava dei biglietti d'ingresso pei
+teatri, accompagnava le due sorelle, vestite troppo in gala, ed ornate
+di vecchi cappellini e piume e gioielli falsi, avanzi di qualche
+cantante passata per le loro stanze mobiliate, pagava un gelato, o un
+bocconcino da cena al ritorno, che godevano tutti in famiglia sulla
+tavola della cucina; e questo bastava per farlo entrare in grazia:
+«Era gentiluomo, le aveva accompagnate rispettosamente come fossero
+state due dame; e generoso; e con che bontà si era messo a cenare in
+famiglia; si vedeva subito una persona bene educata; se la Maddalena
+sapeva accaparrarselo....»
+
+Poi il candidato se ne andava pei fatti suoi senza domandare la mano
+della ragazza, e diventava un briccone o poco meno.
+
+La Maddalena era troppo romanzesca per badare al denaro; per lei
+l'ingegno era tutto. Si innamorò d'un attore drammatico affatto
+ignoto, che era succeduto al cronista del giornale di teatri, nel
+sottoscala. Era poverissimo, ma si sentiva destinato alla gloria.
+Ammirava la cultura straordinaria della sartina; la dichiarava capace
+di comprenderlo, e sovente la sera recitava per lei sola delle scene,
+che _nessun altro attore sapeva interpretare_. Tutta la famiglia si
+commoveva, piangeva, lo trovava sublime. Poi, «con quella bontà delle
+persone d'ingegno», diceva la Maddalena, la faceva provare a recitare
+anche lei. E lei declamava con enfasi dei versi di libretti d'opera,
+che erano la sua passione; ce n'erano di quelli che la facevano sempre
+piangere, specialmente quelli della _Traviata: «Croce e delizia al
+cor»_.
+
+Per la Maddalena e per l'attore fu il contrario. Cominciarono dalla
+delizia. La croce venne dopo vari mesi, quando egli trovò da
+collocarsi in una buona compagnia, e partì dicendo, col suo bel
+accento romano, che andava _«a cogliere allori per la sua fanciulla»_.
+
+E ne ebbe infatti di quegli allori che, sebbene senza radici e
+destinati ad appassire presto, giovano sempre ad un artista. Ma quanto
+ad offrirli alla «sua fanciulla» non ci pensò affatto. La Maddalena
+cominciò dallo scrivere lettere piene di fiducia e d'amore, e dal
+parlare con tutti del suo fidanzato, del suo sposo, coll'idea di dare
+all'assente una prova di fedeltà. Ma l'assente non ne tenne conto, e
+la povera giovane passò per quella lunga serie di giorni affannosi, in
+cui la donna innamorata aspetta ogni mattina una lettera che non
+viene, riprende a sperare ogni sera, e torna ad esser delusa il
+domani, fa mille congetture dolorose, trema, poi riscrive, poi aspetta
+daccapo, finchè il sospetto le si insinua nel cuore, si rafforza,
+cresce fino alla disperazione.
+
+La disperazione della Maddalena fu doppiamente grande, perchè le
+nacque una bambina, ed in quella circostanza il padre, chiamato con
+suppliche e telegrammi, rispose con una lettera fredda, esprimendo dei
+dubbi sulla sua paternità. «La casa era sempre piena di giovinotti, la
+Maddalena chiacchierava con tutti, e lui non poteva sapere fino a che
+punto fossero andate le loro relazioni».
+
+In un giorno di scoraggiamento l'Ernesta, che aveva sempre in mente
+delle scene teatrali, disse:
+
+--Se ora il tappezziere venisse a dirti: «Io t'amo sempre, perdono
+tutto, tua figlia sarà mia figlia; vuoi sposarmi?»
+
+La Maddalena crollò il capo e rispose:
+
+--Non potrei adattarmi. Sono avvezza alle persone ben educate, ben
+vestite, che parlano bene. Poi soggiunse guardando la sua bambinetta
+che giocava per terra:
+
+--Quando l'Aida sarà grande (le avevano messo quel nome d'opera)
+baderò bene di non affittare che a giovani già avviati nella loro
+carriera. Se Alberto non avesse avuto bisogno di allontanarsi da me
+per guadagnarsi nome e denaro, non mi avrebbe dimenticata.
+
+
+
+
+FEDE.
+
+/* O let him whose sorrow
+ No relief find,
+ Trust in God and borrow
+ Ease for heart and mind.
+
+ _(Inno protestante)_.
+
+
+Ormai non era più possibile negare che l'unico figlio ed erede del
+professore Trestelle, filosofo materialista, aveva un'ombra scura
+intorno al labbro superiore. E, dacchè questa verità era stata
+riconosciuta, le esigenze del signorino avevano rotto ogni freno. Le
+sue scarpe non erano mai lucide a sufficenza; ed i colori e la finezza
+delle calze erano argomento di lunghe e minute istruzioni, e di
+altrettante lagnanze; i solini riescivano sempre o troppo o poco
+insaldati, e nessuna tavolozza possedeva la tinta precisa di turchino
+che avrebbero dovuto avere.
+
+La zia Giuliana, sorella del professore materialista, e la serva,
+erano affaccendate tutto il santo giorno per tenere in ordine il
+guardaroba del Don Giovanni in erba; ed intanto il governo della casa,
+la cucina ed il resto, andavano alla peggio.
+
+Un giorno il professore filosofo, che nella sua qualità di
+materialista, alla tavola ci badava molto, chiamò sua sorella, posò
+gli occhiali sul volume di Darwin che stava leggendo, e disse:
+
+--Così non si va avanti. Bisogna prendere una donna che si occupi
+esclusivamente della cucina.
+
+La zia Giuliana cominciò le ricerche, e le aspiranti si succedettero a
+processione, e ciascuna aveva da narrare una storia commovente per
+raccomandarsi.
+
+Il professore materialista rideva del suo riso da scettico a quelle
+narrazioni, e rimandava le postulanti.
+
+Finalmente si presentò una vecchia smilza e lunga, vestita di nero,
+tutta ravviata e pulita, con uno scialle nero che le copriva il capo e
+veniva ad incrociarsi sul petto.
+
+--Come vi chiamate? domandò la zia Giuliana.
+
+--Cecchina.
+
+--Siete maritata?
+
+--Sono vedova.
+
+Il professore, che assisteva a quel dialogo, smise di leggere,
+accavallò le gambe, e, preparando il sorriso scettico, stette a
+sentire la barbarie del marito. Ma la Cecchina non diceva nulla.
+Allora cominciò lui per incoraggiarla:
+
+--E vostro marito....
+
+--Mio marito è morto, che Dio l'abbia in gloria.
+
+Il sorriso scettico si accentuò terribilmente, ed il professore
+ripresa:
+
+--E non v'ha lasciato nulla?
+
+--M'ha lasciato tre figlioli.
+
+--E con questi tre figlioli siete obbligata a servire?
+
+--Sono poveri ed hanno famiglia; se lavorano loro, è giusto che
+lavori anch'io.
+
+--E vivete sola?
+
+--Nossignore. Sto col più giovane dei miei figli e colla nuora.
+
+--Andate d'accordo colla nuora?
+
+--Si cerca di sopportarsi con pazienza, da buoni cristiani....
+
+Il professore, senza alzar gli occhi dal libro, disse:
+
+--Non credo che facciate al caso nostro. Si cercava una cuoca.
+
+--Scusi tanto, riprese la Cecchina. Mi era stato detto che si
+contenterebbe d'un mangiare semplice.... Scusi tanto.
+
+E s'avviò verso l'uscio. Ma la zia Giuliana le teneva dietro cogli
+occhi. Sapeva che la cucina casalinga e pulita era il debole di suo
+fratello, e la pulizia di quella donna la incantava. Perciò indovinò
+che non sarebbe disapprovata trattenendo la cuoca, e le domandò:
+
+--E voi lo sapete fare un mangiare semplice e buono?
+
+--I miei signori si contentavano, rispose la Cecchina.
+
+--Perchè li avete lasciati i vostri padroni?
+
+--Perchè i figli s'erano fatti grandi e volevano un cuoco.
+
+La zia Giuliana disse che prenderebbe informazioni; ed infatti le fu
+confermato quanto la Cecchina aveva detto. Per dieci anni aveva
+servito nella famiglia d'un avvocato. La signora aveva una malattia in
+una gamba, e la povera donna l'aveva sempre curata, medicata,
+assistita. Poi l'aveva vegliata assiduamente quand'era stata per
+morire; ma morta lei, i figli avevano trovato che un cuoco avrebbe
+dato alla casa più lustro di quella povera vecchia, ed avevano
+licenziata la Cecchina senza nessun compenso pe' suoi lunghi e fedeli
+servigi, tranne il salario convenuto.
+
+La Cecchina aveva cinquantasei anni, ma ne dimostrava almeno dieci di
+più. Aveva pochi capelli, quasi tutti bianchi, gli occhi infossati
+nelle orbite, e due solchi alle tempia, che facevano pensare ai crani
+umani allineati negli ossari; le guance erano due cavità, ed il mento
+sporgeva innanzi pel ravvicinamento delle gengive, a cui erano mancati
+quasi tutti i denti. Eppure dalla fronte, dalla linea diritta del
+naso, dalla piccolezza della bocca, e dall'ovale del volto, si capiva
+ancora che quella donna era stata bella.
+
+La zia Giuliana disse che, fra le cuoche che s'erano offerte, quella
+era la migliore per ogni rispetto, ed il professore, sempre
+brontolando che era una beghina, una baciapile, un'ignorante, finì per
+accettarla al suo servizio.
+
+E beghina era infatti la Cecchina. Ogni mattina, prima d'andare dai
+padroni, entrava in chiesa a sentire la messa, e la sera, nel tornare
+a casa sua, passava ancora a dire un'Avemmaria. Ma era laboriosa,
+discreta, onesta; e la zia Giuliana, che badava a mantenere l'ordine
+della famiglia ed era tollerante per il resto, lasciava che suo
+fratello gridasse contro la «strana confusione d'idee di quella donna
+e gli errori grossolani, e fatali al progredire della civiltà», e si
+teneva preziosa la nuova serva, e le pigliava a voler bene, e la
+interrogava sul suo passato.
+
+
+C'erano degli episodi strazianti, delle scene tragiche in
+quell'esistenza oscura e desolata.
+
+La Cecchina era figlia d'un salumaio di Como, che aveva un po' di
+quattrini e soltanto quattro figlioli; tre maschi e quell'unica
+fanciulla. S'era maritata a diciassette anni con un uomo vicino ai
+quaranta, che aveva una vecchia relazione con una mugnaia di
+Borgovico.
+
+Naturalmente, di quella relazione la Cecchina non ne sapeva nulla
+allora; ma il marito, che era un barocciaio e faceva continui
+trasporti di grano al mulino, aveva sposato quella giovinetta più per
+i soldi del babbo che per lei; tanto più che il babbo salumaio, aveva
+una cera da moribondo pel mal di fegato che soffriva, e non gli si
+sarebbero dati sei mesi di vita; i figli maschi se n'erano andati pel
+mondo, chi a Lecco, chi a Varese, ed uno fino a Milano; ed il
+barocciaio calcolava che, morto il vecchio, avrebbe fatto casa comune
+colla suocera, e sopratutto banco comune nella bottega. Tutto questo
+andava molto a sangue alla mugnaia, la quale, per il denaro, avrebbe
+venduta l'anima al diavolo, e tanto più facilmente aveva venduto il
+suo carrettiere a quella giovinetta, sicura come era di ricomprarlo
+con un'occhiata furba de' suoi occhi trentenni.
+
+Non occorre dire che, dopo il matrimonio, Ambrogio continuò, grazie al
+grano ed al mulino, la sua tresca colla mugnaia grassa come una
+quaglia, serbando alla giovane sposa gli amplessi violenti delle sue
+ore d'ebbrezza, e le busse delle ore tristi, quando l'altra lo
+tribolava per avere i quattrini, che il suocero si ostinava a serbare,
+con quel filo di vita epatica, che gli durava Dio sa come.
+
+Intanto madre natura, che non è punto sentimentale, badava a fare il
+suo compito senza curarsi se il carrettiere fosse ubbriaco od
+innamorato; e nella casa della giovine sposa i bambini si tenevano
+dietro l'uno all'altro come le canne dell'organo; ce n'erano già tre,
+due maschi ed una bimba.
+
+Ed il salumaio non moriva. Anzi, contro ogni aspettativa, un bel
+giorno gli morì la moglie di polmonite. La povera Cecchina pianse
+amaramente la perdita della sua mamma; ed il carrettiere riformò il
+suo programma, e pensò di andar a vivere col suocero il quale, oltre a
+mantenergli la moglie ed i figlioli, gli avrebbe lasciato metter mano
+nella cassetta del banco.
+
+Ma il suocero, epatico e malandato com'era, si trovava per l'appunto
+nella stessa condizione di lui; aveva un'amante; e la recente
+vedovanza gli permetteva di sposarla. Figurarsi se voleva in casa
+tutta quella tribù di figlia e genero e bambini, a disturbargli la
+luna di miele! Lo avesse pur voluto lui, c'era la seconda moglie che
+ci metteva riparo, perchè alla cassetta del banco voleva starci lei;
+era quello l'unico amore che l'aveva spinta nelle braccia magre del
+vecchio salumaio.
+
+Allora il barocciaio sfogò contro la Cecchina tutta l'amarezza della
+sua delusione, e furono rampogne, busse, miserie d'ogni sorta, fino al
+giorno tremendo in cui la poveretta si vide portare a casa il marito
+moribondo sopra una barella.
+
+--Aveva il viso, i capelli, il collo, tutti coperti di sangue, narrava
+la Cecchina; e non si capiva neppure dove fosse la ferita. Quando vidi
+quell'orrore, mi posi a gridare: «Madonna santa! com'è stato?» E gli
+uomini che lo avevano portato mi risposero: «È per quella strega
+bionda di Borgovico. Ha saputo che Ermanno il barcaiolo le bazzicava
+in casa, e ci andava dopo di lui; e lui, nell'uscire, lo ha aspettato
+alla porta, e quando l'ha visto venire, gli è balzato incontro colla
+sua frusta da carrettiere, gridando:--«Vai dentro se n'hai il cuore,
+che ti stacco il collo con questa corda, guarda!» Ma l'altro, che va
+sempre col coltello affilato in tasca, ha detto: «Serbala per le
+bestie la tua corda da frusta, villano: questo taglia meglio, per Dio
+santo!» E lo ha steso in terra d'un colpo».
+
+La Cecchina abbassava la voce nel raccontare quelle infamie, e
+sopratutto le bestemmie, come se temesse che il Padre Eterno avesse a
+sentirla di lassù. Ma la zia Giuliana la interrogava con tanto cuore,
+che lei si faceva animo a raccontar tutto, e proseguiva:
+
+--Mandai una vicina a chiamare il medico, e misi in fascie un lenzuolo
+buono, per bendare la testa a mio marito, e mi veniva il pianto dal
+cuore, perchè, malgrado tutto, era il mio uomo, ed avevo quei
+figlioli; ed avrei fatto ogni cosa per assisterlo ed alleviargli il
+male. Ma appena potè parlare, egli domandò la sua mugnaia; la chiamava
+piangendo, «che quell'altro brigante non gliel'avesse a portar via».
+Cosa farci? Era moribondo, e la volontà dei moribondi non si deve
+contrariare. Mi toccò a me d'andarla a cercare, e pregarla di venire
+se non voleva farlo morir disperato. E poi dovetti starmene in un
+canto a veder lui che si buttava con le braccia fuori dal letto
+incontro a quella donna, e la supplicava:
+
+«Oh Maddalena, non mi abbandonare, che t'ho voluto tanto bene; non mi
+abbandonare!» E morì pregando lei come se fosse stata la Madonna.
+
+Rimasta vedova, la Cecchina aveva dovuto provvedere per parecchi anni
+a sè ed ai figli col solo lavoro delle sue mani. Aveva fatto la
+lavandaia, la serva, la barcaiola, la filatrice. Poi i figli avevano
+cominciato a guadagnare qualche cosa. Ma, avvezzi ad esser mantenuti
+dalla mamma, si facevano tirare pei denti a dar qualche soldino in
+casa, e soltanto la figliola, tornando dalla filanda, portava tutti i
+denari della settimana alla Cecchina, e non domandava nulla.
+
+C'era un altro giorno doloroso, un altro nuvolone nero su
+quell'orizzonte grigio, su cui il sole non aveva mai mandato un raggio
+di calore nè di luce.
+
+La Cecchina, istigata dalla zia Giuliana, narrava la partenza di suo
+figlio per l'esercito, mentre il professore sorbiva, lento lento, il
+caffè.
+
+--Giovanni era stato esente dalla leva perchè era il primo ed io era
+vedova, diceva la vecchia; e pochi mesi dopo aveva preso moglie e se
+n'era andato a Dongo a lavorare nella fabbrica di ghisa. L'anno dopo
+dovette andare Michele alla leva; quello non c'era modo di salvarlo.
+Quando dovette partire, spogliai la casa di tutto quanto avevo. Quella
+poca tela messa da parte per la ragazza la vendetti; e poi gli diedi
+fin il mio anello nuziale, che lo vendesse a Milano per procurarsi
+qualche soldo. La mia figliola, poveretta, diceva: «Dategli tutto,
+mamma; accontentatelo, perchè sarà lui che dovrà darvi pane quando
+sarete vecchia; io me ne vado con questa tosse; m'ha uccisa la
+filanda». Io non credevo, perchè era tanto giovane e, dalla tosse in
+fuori, non pareva malata; era più stanca che altro; con un po' di
+riposo avrebbe ripreso colore e sarebbe tornata come prima; ne ero
+sicura. Quello che mi crucciava era Michele, che se ne andava via fin
+in capo al mondo, dove c'erano i briganti.
+
+
+--Quella mattina, me la ricordo sempre. Tirava un vento che il
+battello a vapore saltava sul lago come un cervo nel bosco, e veniva
+giù una pioggerella diaccia, che era come sentirsi cadere addosso
+tante punte d'aghi. Quando mi alzai, Michele era già uscito; e la
+Teresa dormiva nel mio letto tutta rossa in volto come un fiore;
+dormiva il dolce sonno della gioventù; ed io pensai: «Che morire!
+questa la salvo per me; il re non me la prende questa, e fra un mese
+sarà guarita; non si muore con quei colori, e con quel sonno
+profondo».
+
+--Ed uscii in punta di piedi pensando a quella consolazione che mi
+restava, in mezzo a tanti guai. Quando mi accorsi che pioveva, non
+tornai neppure indietro a pigliare l'ombrello per non svegliare la mia
+figliola. Per che cosa svegliarla? per condurla a piangere laggiù alla
+stazione? C'è sempre tempo di piangere a questo mondo.
+
+Ci volle un bel tratto a giungere a Camerlata, e quando arrivai ero
+fradicia. La folla dei coscritti e dei parenti s'era riparata sotto la
+piccola tettoia, dove si stava pigiati che non si poteva muovere un
+dito. Ma io ero alta, e rizzandomi in punta di piedi, potevo cercare
+il mio figliolo al disopra delle teste degli altri. Dopo molto
+guardare, mi riescì di scorgerla in un angolo la sua testa bruna e
+riccioluta. Michele era là, rincantucciato in fondo alla stazione, col
+viso rivolto al muro; e guardava in terra. Mi sentii serrare il cuore.
+Ero sicura che pensava alla sua mamma, e si nascondeva la faccia, per
+non farsi scorgere che ci pativa tanto ad abbandonarmi; non era un
+ragazzo espansivo, ma in quel momento il suo cuore di figlio doveva
+farsi sentire. Chiamai più volte: «Michele! Michele!» Ma non mi udì.
+Allora feci a spintoni, senza badare alle maledizioni ed agli urti che
+mi rispondevano, ed a forza di fare, mi riescì di arrivargli vicino,
+tanto da potergli toccare una spalla. Si voltò in fretta, ed aveva gli
+occhi rossi e grossi come pugni. Gli stesi le braccia singhiozzando:
+«Sono qui, Michele, sono io». E mi pareva che dovessi morire là sul
+suo cuore, oppure andargli dietro dove il re lo mandava.
+
+Ma lui non me le stese le sue braccia. Il capo solo aveva voltato
+verso di me, e la persona era ancora rivolta al muro, e le sue mani
+posavano sulle spalle d'una ragazza pallida, che piangeva senza
+asciugarsi le lagrime.
+
+--Oh mamma! mi disse, cosa vi è saltato in mente di venir fuori con
+questo tempo?
+
+Io non potei rispondere; avevo un gruppo in gola, ed un freddo mi
+correva nelle vene, come quando avevo veduto il mio uomo morire colle
+mani sulle mani della sua mugnaia. Mi caddero le braccia, e rimasi là
+senza dir nulla; egli mi susurrò spingendo il capo indietro:
+
+--Andate, mamma, andate a casa; non lasciate sola quella poveretta,
+che se ne va alla malora, se ne va.
+
+Che il signore mi perdoni, perchè in quel momento non ci ho veduto
+più, e gli ho gridato:
+
+--Taci, malaugurio! Non ti basta di abbandonare la tua mamma come un
+cane per badare a far all'amore, mi vuoi far morire quella sola
+figliola che mi vuol bene! Non troverai mai bene a questo mondo,
+guarda!
+
+M'era appena scappata di bocca quella parola, che ero pentita; ma
+avevano aperto i cancelli, e tutti s'erano pigiati per uscire. Mi
+trovai là, vergognosa di quanto avevo detto, abbandonata, estranea a
+tutti in mezzo a quella gente che si baciava e piangeva l'un per
+l'altro. Il cuore di mio figlio se l'era preso quella giovane che non
+aveva fatto nulla per lui. Ed io, che lo avevo allevato, e che m'ero
+distrutta lavorando per dargli pane, ero così mortificata d'essere
+andata là a sorprenderli, come se avessi fatta un'azionaccia.
+
+Gli avevo portato un dispiacere e delle male parole all'ultim'ora, per
+mia memoria. Non osai più accostarmi. Lo vidi che dal vagone
+continuava a parlare con la sua ragazza ed a stringerle la mano
+traverso lo sportello, ed a guardarla con quegli occhioni gonfi, dove
+c'era tanto amore da riempiere il cuore a dieci mamme; ma non ne
+toccano alle povere mamme di quegli amori e di quelle occhiate là.
+Neppure quando il treno si mise a fischiare, per dire: «Badate, si va
+via; affrettatevi a salutare le vostre mamme»; neppure allora pensò a
+cercarmi. Le carrozze si allontanarono adagio, adagio, poi più in
+fretta, più in fretta, e lui sempre fisso a guardare quella giovane,
+come se lo avesse messo al mondo lei; e quando il treno era tanto
+lontano che stava per scomparire, si vedeva ancora una cosa che
+sporgeva dal finestrino e s'agitava adagio, adagio, con un movimento
+di grande malinconia: era la testa di Michele che salutava la sua
+ragazza.
+
+--Ecco; l'uomo non è che un animale, disse il professore materialista,
+che, senza parere, aveva dato retta a quel discorso, e seconda gli
+istinti della natura.
+
+E la Cecchina, che non aveva capito le sue parole, disse, appunto come
+se rispondesse:
+
+--Se non fosse stato il pensiero della religione, io l'avrei
+strangolata quella giovane, che mi rubava il cuore di mio figlio. Ma
+pensavo che questa vita passa presto, e ne viene un'altra dove saremo
+tutti uguali, poveri e ricchi, e chi più avrà patito troverà più
+compenso....
+
+Il professore mise fuori una risatina scettica, e la Cecchina,
+credendo che riflessa di quanto leggeva nel libro, abbassò la voce e
+disse, parlando alla zia Giuliana:
+
+--È sempre la speranza d'una vita migliore che ci dà la forza di
+sopportare i dolori di questa vita qui.
+
+
+Una mattina che Ettore doveva andare a caccia, fece un casa del
+diavolo perchè la Cecchina tardava a giungere con certe calze di lana
+forti, che aveva avuto l'incarico di preparargli per quel giorno.
+
+--Non può tardar molto, disse la zia Giuliana; sarà andata alla messa.
+
+--Ma è insopportabile questa beghina, gridò il giovinotto. Ci fa
+aspettar tutti pel suo pregiudizio della messa. Cosa spera cavarne? Il
+pane siamo noi che glielo diamo.
+
+--Bisogna aver pazienza, osservò la zia; è una buona donna.
+
+--La morale, sentenziò il professore, può svolgersi e progredire da
+sè, distaccandosi dalla religione.
+
+--Ma che cosa promette la morale a questi disgraziati, che non hanno
+avuto un'ora di gioia in tutta la loro vita? Che compenso può dare per
+tutti i dolori che hanno patito? domandò la zia.
+
+--Se fossero meno ignoranti, rispose il professore,
+comprenderebbero....
+
+--Ah! se lo fossero, meno ignoranti! Ma intanto sono così; e
+patiscono, ed hanno patito dacchè sono al mondo; e dacchè sono al
+mondo si sono rassegnati, perchè hanno creduto ad un compenso nel
+mondo di là. Ma va ad illuminarli colla tua scienza; va a dirgli che
+il mondo di là non esiste; che quando avranno ben tribolato finchè
+resta fiato nei loro poveri polmoni, andranno sotterra, e sarà finito
+tutto; che delle gioie che gli altri godono, degli amori che ci
+consolano, de' tuoi buoni pranzi, del bel fuoco a cui ti scaldi, della
+poltrona morbida dove siedi comodamente a chiacchierare per
+distruggere la loro fede, non ne proveranno mai le dolcezze; che se
+furono diseredati in questa vita, peggio per loro; che l'altra non è
+che un sogno.... Provati ad illuminare la loro ignoranza prima di
+farli eguali a te, e vedrai se si rassegneranno ancora, e se non
+diranno che, poichè non c'è una vita migliore, vogliono ad ogni costo
+la loro parte di bene in questa.
+
+La sera, nell'ora in cui il tepore del caminetto ed il caffè caldo e
+profumato tenevano legato il filosofo nella sua poltrona, la zia
+Giuliana interrogò la Cecchina sulla sua figliola.
+
+--Oh! Dio! Di tutti i miei dolori, quello è stato il più crudele,
+esclamò la vecchia. Da quel giorno che Michele me l'aveva detto, non
+potei più levarmelo dalla mente che se ne andava. Più la vedevo rossa,
+e più pensavo: «Ecco; ha la febbre che la brucia di dentro». La
+condussi all'ospitale, ma non la vollero tenere; e mi dissero che
+bisognava nutrirla bene. Sempre carne e vino buono. Dove le potevo
+pigliare queste cose io? Lavoravo come un ciuco; tutto il giorno alla
+fonte a lavare, che mi si raggranchivano le gambe pel gelo; tutta la
+notte ad agucchiare, dormendo appena tanto da non morire; ma ci voleva
+altro. Quando passavo dinnanzi al caffè e vedevo dei giovinotti forti
+e robusti che mangiavano delle bistecche, mi sentivo tutto il sangue,
+tutto il mio sangue di madre, che ribolliva: e dover tornare a casa a
+darle della minestra di riso a quella poveretta! E così se n'è andata;
+l'ho vista morire ogni giorno un poco, finchè una mattina mi disse:
+
+--Mamma, torna presto dalla fontana, perchè mi sento come se dovessi
+andarmene quest'oggi.
+
+Anch'io lo sentivo, e mi si schiantava il cuore. Non andai alla fonte;
+andai dal parroco, e per quella volta non ebbi vergogna a dirgli che
+mi desse qualche cosa per fare un brodo a quella povera creatura cara.
+
+Ma quando tornai colla carne, era già fredda. Neppure vederla morire,
+m'è toccato! Ah! se non fosse il pensiero di ritrovarla nel mondo di
+là....
+
+--Non aveste mai una consolazione in tanti anni, che ci narrate sempre
+dolori? domandò la zia Giuliana.
+
+--Mai! esclamò la Cocchina, coll'accento della verità. Poi,
+riprendendosi, soggiunse:
+
+--La mia consolazione è di pregare il Signore che mi riunisca alla mia
+figliola nell'altra vita, e che dia del bene a' miei figli che sono
+tanto poveri che si induriscono il cuore e diventano persino cattivi.
+
+La zia Giuliana prese dal tavolino il trattato di filosofia e lo porse
+malignamente al professore. Ma quella sera il filosofo non lesse
+forte, e la mattina dopo, quando Ettore ricominciava a gridare contro
+la bigotteria della Cecchina, che per andare a pregucchiare gli faceva
+aspettare il caffè, fu il babbo stesso che disse:
+
+--Lasciala stare, povera donna.... Poichè la sua fede le fa del
+bene....
+
+
+
+
+TRE PAIA D'ALARI.
+
+
+Il maestro Cavalletti aveva la moglie, otto figlioli, sè stesso ed una
+servetta da mantenere; è vero che esercitava due professioni: dava
+lezioni di pianoforte ad una lira per lezione--prezzo da provincia,--e
+sonava la viola nell'orchestra del teatro, quando il teatro era
+aperto, che è quanto dire soltanto nel carnovale. Ma erano sempre
+undici persone a vivere sul lavoro di dieci dita. È facile immaginare
+come scarseggiassero i mobili in quella casa. Però non mancava un così
+detto pianoforte, vecchia spinetta scordata ed inaccordabile, sulla
+quale tutti i membri della famiglia sapevano eseguire un pezzo ad
+orecchio, non escluso l'ultimo bambino di cinque anni, che sonava la
+prima battuta del _Parigi, o cara,_ con un ditino solo.
+
+Il più vecchio della casa era il babbo, che non aveva ancora
+quarant'anni; erano tutti sani, tutti belli, tutti allegri. Dal
+mattino alla sera la spinetta non si chiudeva mai, e le sue note
+stridenti straziavano senza posa i nervi dei vicini; ma i Cavalletti
+avevano dei nervi robusti, e sopportavano con serenità olimpica le
+stonature, le voci rauche ed affannose di quell'invalida, che da tempi
+immemorabili formava il diletto della famiglia.
+
+Un'altra cosa, che durava da tempi immemorabili, e che non era
+tollerata con altrettanta rassegnazione, specialmente dalla signora
+Cavalletti, era l'assenza completa degli alari nel camino. Ogni volta
+che s'accendeva il fuoco, bisognava architettare con infinito studio
+l'edificio delle legna per tenerle sollevate senza quegli arnesi
+indispensabili. Ma, appena il fascio di rami era bruciato nel mezzo,
+_crac_, si piegava, e tutte le legna precipitavano giù nella cenere,
+soffocavano la vampa e spegnevano il fuoco. Bisognava ricominciare
+daccapo, per riescire, su per giù, agli stessi risultati, e dopo vari
+esperimenti, la cenere pioveva fuori dal caminetto, le legna
+sporgevano nere, polverose, aggressive, tutta la famiglia aveva le
+mani tinte, e la stanza era più diaccia di prima; le ragazze si
+lagnavano d'aver insudiciato il ricamo, i ragazzi ridevano, ed i
+parenti, visto il caso disperato, concludevano che il meglio era
+andarsi a coricare; si risparmiava freddo, legna e fatica. Soltanto la
+signora Cavalletti mentre ricopriva colla cenere quel simulacro di
+fuoco, diceva: «Se ci fossero gli alari!...»
+
+
+Una mattina il maestro, nell'uscir di casa, vide dal portinaio due
+alari di ferro. Era la fine dell'anno, l'epoca dei pagamenti, ed il
+borsellino del maestro non era del tutto a secco.
+
+Si pose a contemplare quei due arnesi, formati da pochi bastoncini di
+ferro, che parevano due croci.
+
+--Li vuol comperare? disse il portinaio. Sono dell'inquilino del terzo
+piano che li vuol rinnovare.
+
+--Quanto costano? domandò il maestro, nel quale la tentazione si era
+svegliata affamata, come una marmotta che si desta dopo sei mesi di
+sonno.
+
+--Non saprei; ma poco di certo, rispose il portinaio; li hanno dati
+alla cuoca; è lei che li vende.
+
+Si chiamò la cuoca, si scambiarono domande ed offerte, ed il maestro
+finì per pagare due lire e cinquanta centesimi quegli alari, che
+risalirono trionfalmente i tre piani da cui erano discesi, ed uno di
+più, e furono accolti dalla signora Cavalletti coll'entusiasmo con cui
+si accoglie l'appagamento d'un ideale.
+
+Quel giorno la serva rientrando dal mercato, i ragazzi e le giovinette
+tornando dalla scuola, trovarono i bambini in capo alla scala, che,
+cogli occhi luccicanti ed il sorriso che scopriva i dentini bianchi,
+facevano a chi darebbe primo la grande novella e gridavano tutti col
+più alto tono della loro vocina:
+
+--Sai che ci sono gli alari! Ci sono gli alari!
+
+I nuovi venuti, senza nemmeno posare il cappello, colla cartella dei
+libri a tracolla, correvano a vedere, e tutti gli altri dietro per
+gioire della loro ammirazione. Anche il maestro, che aveva fatto
+l'acquisto, quando giunse a pranzo ricevette da tutta la famiglia in
+coro il grande annunzio, e sebbene rispondesse ridendo: «Li ho
+comperati io», dovette andar a vedere gli alari a posto nel camino
+spento, salvo ad ammirarli dopo pranzo nell'esercizio delle loro
+funzioni. Quel giorno il desinare fu corto. Tutti erano impazienti di
+dar fuoco alle legna. E la sera nessuno ebbe sonno, nessuno si tinse
+le mani, la signora Cavalletti non ebbe nulla da fare col fuoco, che
+crepitava allegro fra rami e ceppi solidamente sorretti dagli alari.
+Tutta la famiglia, raccolta intorno al camino, apprezzava la nuova
+agiatezza che s'era procurata, e ne godeva.
+
+--Era una spesa necessaria, diceva il capo di casa.
+
+--E ne avremo finchè vivremo noi, e poi li lasceremo ai nostri figli,
+soggiungeva la madre.
+
+--Così il caminetto fa buona figura, osservavano le ragazze, e se
+capitasse qualche amico, non si avrebbe a tremare di vedergli rovinare
+il focolare domestico sulle scarpe, per disgustarlo delle gioie della
+famiglia.
+
+E capitò infatti qualcheduno, e si fecero cuocere le castagne per
+festeggiare l'acquisto degli alari.
+
+Tutti si coricarono tardi, ben riscaldati e contenti; il fuoco, che
+era stato fino allora una fonte di lagnanze, di disturbi e di liti,
+divenne un elemento di benessere nelle serate d'inverno, e la famiglia
+Cavalletti, dopo l'acquisto degli alari, ebbe un desiderio di meno ed
+un piacere di più.
+
+
+L'inquilino del terzo piano era un romanziere; uomo d'ingegno, di
+spirito, colto, amabile, riesciva piacevolissimo in compagnia. Aveva
+la moglie ed una figliola di sedici anni, colte esse pure, che
+sapevano intrattenere il capo di casa, e tenergli testa nelle
+conversazioni, spesso un po' fantastiche, un po' sottili, colle quali
+rallegrava, e qualche volta turbava anche, le sue serate domestiche.
+Il dottor Valeri passava spesso la sera dal signor Carpi, che abitava
+il primo piano del casamento: un riccone che aveva molti quattrini e
+li spendeva allegramente.
+
+Appunto una sera, entrando nel salotto sfarzoso del suo vicino, il
+dottore vide luccicare nel caminetto due alari monumentali di bronzo
+dorato. Non avevano gran pregio per il disegno, e non erano neppure di
+molto buon gusto. Ma costavano parecchie centinaia di lire, ed il
+proprietario, che li aveva fatti venire da Parigi, ne andava superbo,
+senza troppo badare alle linee più o meno artistiche; erano due alari
+da gran signore, tutti ne convenivano. Cosa si doveva pretendere di
+più?
+
+--Che progresso! esclamava il signor Carpi giubilando. Quando penso a
+certi vecchi alari di ferro che ho trovati nel castello di Trestelle
+quando l'ho comperato, e che ornavano il focolare ospitale di quei
+marchesi! Io non sono marchese; i miei avi non so che fossero alle
+crociate; eppure con questi alari se ne comprerebbero dieci paia di
+quelli là. Al punto cui sono giunti ora il _comfort_ e l'eleganza, la
+vita riesce veramente bella.
+
+E, sdraiato in una comoda poltrona, gioiva del suo splendido acquisto,
+che aggiungeva un lusso di più alle tante ricchezze della sua casa.
+
+
+Fu appunto quella sera che il dottor Valeri, amante del bello come
+tutti i poeti, alla vista di quei sontuosi alari di cattivo gusto,
+sentì tutta la miseria de' suoi rustici alari di ferro, e provò il
+desiderio d'averne un paio più eleganti dei suoi, e di miglior gusto
+di quelli del Carpi. Il giorno dopo andò egli stesso nel miglior
+negozio della città, fece metter sossopra ogni cosa, fece una scelta,
+poi si pentì, poi scelse di nuovo; mutò parere una dozzina di volte, e
+finì per comprare due buoni alari di ferro nichellato, con _motivi_ di
+bronzo dorato, che pagò circa un centinaio di lire. Regalò alla cuoca
+i loro modesti predecessori, che passarono a deliziare la famiglia del
+quarto piano, e collocò nel caminetto i nuovi alari maestosi e
+lucenti.
+
+Ma non si è poeti senza essere un po' filosofi, e non si è filosofi
+senza essere cavillosi, senza almanaccare e far lunari a proposito di
+tutto, senza cercare in ogni cosa il pelo nell'ovo, a costo di
+rendersi infelici.
+
+Quella sera il dottor Valeri, stando accanto al fuoco, incominciò ad
+osservare ben davvicino coll'occhialetto i nuovi alari, poi disse:
+
+--Questi lavori francesi hanno però sempre qualcosa che non soddisfa
+interamente il gusto. Li chiamano lavori d'arte industriale, ma
+«_Maurice ne fait rien, c'est Lazare qui fait tout_». L'arte ci entra
+per 5 e l'industria per 95. Sono cose fatte bene, ma, anche in quelle
+che hanno maggior apparenza di lusso, si vede la lesineria, la
+preoccuzione del far presto e del buon mercato. In ogni disegno, in
+ogni fregio, apparisce l'avidità del fabbricante, che pensa a
+risparmiare cinquanta centesimi di metallo e di lavoro.
+
+--Via! disse la signora Valeri, non cominciamo a guastarci il piacere
+di quest'acquisto col troppo sottilizzarci sopra. È un fatto che di
+alari simili se ne vedono pochi.
+
+--Se ne vedono pochi! esclamò il dottor Valeri. E non sai che il
+fabbricante ne manda migliaia e migliaia di questo stessissimo modello
+per tutto il mondo? Già, sono copiati, e male, da un paio d'alari del
+museo di Cluny, che ricordo benissimo, e che vidi anche incisi in un
+libro del Lacroix. Figurarsi che gusto, avere un oggetto che conoscevo
+a memoria prima di possederlo, e che forse m'accadrà d'incontrare
+domani in dieci case d'amici. Metteva conto di spender cento lire per
+questo!
+
+--Cento lire! sospirò la signorina. E pensare che c'è tanta gente che
+muore di freddo, e che con cento lire si potrebbero comperare venti
+quintali di legna! Pensare che quei poveri naufraghi della _Jeannette_
+vanno errando fra le nevi ed i ghiacci della Siberia, senza fuoco e
+senza pane!
+
+--Ci si trovano per loro volontà, disse la mamma, nè possiamo
+aiutarli.
+
+--Sì; ma la loro volontà è stata eroica, e quell'eroismo frutta a loro
+tanti patimenti, i piedi gelati, la tisi, l'oftalmia, forse la morte;
+e noi perchè siamo indolenti, ci godiamo le poltrone soffici, il fuoco
+e gli alari.... È la giustizia di questo mondo.
+
+--Fortunatamente queste miserie sono rare, osservò la signora Valeri.
+Qui non ne vediamo.
+
+--Ma ne vediamo delle altre non meno strazianti, ribattè la ragazza.
+Alla villa dei signori Icchese, che pure sono dei padroni buoni e
+generosi, c'è nel casamento dei contadini un vecchio, infermo da
+molti, molti anni. La mattina, tutti i suoi di casa vanno a lavorare
+in campagna, e lui rimane solo; non può voltarsi se altri non l'aiuta;
+deve passare la giornata, otto, dieci ore, sempre nella stessa
+positura; gli dolgono le ossa fino allo spasimo, gli si lacera la
+pelle, gli si formano delle piaghe; ma deve rimanere là, immobile sul
+fianco indolenzito, senza un cane che lo assista; ed è un capo di
+casa, un padre di famiglia. E quando i giovani rientrano dai campi,
+stanchi, affamati, lo voltano con mal garbo, infastiditi di quella
+nuova fatica. Ha il letto in una stanza a terreno, proprio di contro
+alla finestra; e quando io passavo nel cortile, e lo vedevo là, con
+quegli occhi fissi e desolati, in quell'abbandono, fra quelle coperte
+miserabili e sporche, vecchio, sofferente, inebetito, sentivo vergogna
+della mia gioventù, della mia salute, de' miei bei vestiti, e passavo
+tutta curva per non far nascere nella sua mente un confronto
+disperante.
+
+--Tu l'hai veduto soltanto in quest'ultimo periodo della sua vita; in
+gioventù sarà stato felice. Intanto ha dei figli, dunque ebbe degli
+amori e delle gioie. Credi pure, bimba, che queste disuguaglianze
+profondamente ingiuste non possono esistere; la somma della felicità e
+dell'infelicità è distribuita equamente per ogni vita umana.
+
+--Tu non sai forse, disse il dottor Valeri alla moglie, che questo,
+prima di te, lo disse il Leopardi. Io ci ho pensato a lungo, ed ho
+finito col persuadermi che è vero; perchè i piaceri non si gustano se
+non relativamente alla condizione in cui si vive. Se quel vecchio
+fosse trasportato nello stato nostro, godrebbe una beatitudine
+infinita, esulterebbe di gioia. Se egli pensasse a noi, supporrebbe
+che noi viviamo una vita di delizie. Invece il nostro animo è
+nient'altro che tranquillo, ed in un angolo del nostro cuore veglia la
+malinconia. E se nella condizione nostra mettessimo ora un gran
+signore, il signor Carpi, per esempio, si troverebbe miserabile.
+
+--Eppure, babbo, non puoi negare che abbiamo gustati dei giorni di
+vera felicità, e speriamo di gustarne ancora; mentre quel vecchio....
+
+--Quel vecchio avrà esauriti i suoi. Noi abbiamo goduti dei giorni di
+felicità? Li sconteremo più tardi colle ricordanze e coi confronti.
+L'ha detto anche Dante che la ricordanza dei giorni felici è il
+maggiore dei dolori. È un fatto che la somma della felicità è uguale
+per ogni vita umana. Quanto più uno s'affretta a goderla, a
+restringerla in un breve spazio di tempo, tanto più squallidi
+rimangono gli anni sui quali l'ha presa in anticipazione. Una donna
+che è molto bella, molto amata in gioventù, esaurisce tutte le sue
+gioie, e poi passa il resto de' suoi giorni a rimpiangere la bellezza
+perduta, a desolarsi della sua decadenza, del suo isolamento.
+Napoleone I a Sant'Elena era di certo più infelice de' suoi compagni,
+perchè era caduto da più alto, aveva goduto di più. A noi stessi,
+questa sera danno piacere questi alari nuovi, ma domani la serata ci
+parrà più vuota perchè non avremo un'altra novità da gustare.
+Qualunque cosa facciamo, non possiamo che trasportare da un giorno
+all'altro la poca gioia assegnata a ciascun giorno, e mangiare
+anticipatamente la rendita dei giorni futuri.
+
+Rimasero tutti per qualche momento silenziosi, guardando il fuoco
+malinconicamente.
+
+Intanto entrò la serva, tutta animata e sorridente, e, nell'accendere
+i lumi per i padroni, disse:
+
+--Scendo ora dal quarto piano. Si è fatto un gran ridere; si sono
+mangiate le castagne; una vera festa per quegli alari che hanno
+comperato.
+
+--Ne sono contenti? domandò il dottor Valeri.
+
+--Altro che contenti! Felici! esclamò la serva.
+
+--Ecco, concluse la signora Valeri; loro sono felici, e noi... Sapete
+che ho da dirvi? Che è un guaio lavorar troppo col cervello, che...
+«_Ah! ne raisonnons pas, c'est bien assez de vivre_».
+
+
+
+
+NELL'AZZURRO.
+
+
+Era una giornata serena dello scorso agosto. Il cielo era tutto
+azzurro cupo, tranquillo, senza una nube bianchiccia o cinerea, che
+macchiasse di un'ombra nera le pendici rocciose dei monti; senza
+neppure quegli screzi rosei a tinte luminose e calde, che sono,
+sull'infinita serenità del cielo, come l'espressione dell'affetto
+sulla bellezza d'un volto.
+
+Il sole alto del meriggio spandeva una luce bianca, abbagliante,
+monotona sul vasto piano della Brianza, ed appena le masse enormi
+delle montagne gettavano delle ombre scure sulle colline sottostanti.
+
+Nelle adiacenze della villa tutto era fresco e rinverdito dalle
+pioggie recenti; i fiori abbondavano, e, con quel resto di profumo
+scampato alle frequenti lavature degli acquazzoni, attiravano i
+piccoli sciami di farfalle bianche, a svolazzarci intorno il loro
+giorno di vita.
+
+M'avanzai sulla scalinata fuori dalle sale vaste ed ariose, facendo
+lunghe inspirazioni di quell'aria buona, e pensando che i contadini,
+se si nutrono male, se lavorano come negri, se patiscono ogni sorta di
+disagi, hanno però quel grande compenso dell'aria vasta, abbondante,
+pura dai miasmi e dalle esalazioni malsane delle grandi città. Hanno
+la luce, lo spazio e l'immensa bellezza della natura....
+
+Pensavo codesto allontanandomi via via dalla villa, isolata nel suo
+largo piano di giardini e pergole e boschetti, ed avviandomi verso un
+gruppo di case coloniche sferzate dal sollione. Mi ricordavo i bei
+quadri del Santoro Rubens, tanto ammirati all'Esposizione di Torino,
+ed un po' trascurati dai critici; quei gruppi di case bianche, un po'
+screpolate, un po' scrostate, battute dal sole ardente del mezzodì,
+povere, nude, di cui la grande bellezza è la verità. E pensavo, come
+avevo pensato dinanzi ai quadri del Santoro, che avrei voluto vivere
+in quelle case, che il bello non è soltanto nelle ville e nei palazzi
+signorili; che, forse, la villa maestosa che mi ero lasciata dietro,
+era meno pittoresca di quei casamenti miserabili, a cui l'arte non
+avrebbe avuto bisogno d'aggiungere nulla, nulla fuorchè il loro
+immenso sfondo di cielo azzurro, per farne un bel quadro.
+
+In tutto questo c'è la bellezza della semplicità, della natura. I
+contadini godono il meglio della creazione: vivono una vita primitiva,
+che è la vera vita, naturale, senza artifizi, e crescono più forti di
+noi, ed hanno meno impegni e meno crucci; e non hanno il cuore
+avvelenato dai nostri dubbi e dal nostro scetticismo, e conservano gli
+affetti vergini e forti. Oh, la pace serena delle campagne!....
+
+Di passo in passo, e di paradosso in paradosso, giunsi nel cortile dei
+coloni. Sebbene avessi gli abiti corti, dovetti rialzarli qua, e poi
+là, e poi ancora là, per non insudiciarli in certe pozzanghere
+melmose, che le oche sorseggiavano beatamente, dimenando la coda in
+segno di piacere.
+
+Una serie di pollai e di porcili, catapecchie di canne e di legna
+erette alla peggio, facevano un semicerchio di fronte alle case. Ogni
+famiglia aveva il suo, ed il cortile ne era circuito ed enormemente
+ristretto. Ed ogni famiglia possedeva il suo letamaio appena fuori
+dell'uscio. Sotto la vampa del sole, quelle grandi masse in
+putrefazione fermentavano, ed esalavano un puzzo atroce che avvelenava
+l'aria. E tra casa e casa, i fasci di canapa, rizzati ad asciugare,
+confondevano le loro esalazioni pestifere con quelle dei pollai, dei
+porcili, del letame. Erano ondate di malaria che mi sentivo entrare
+per la bocca, pel naso, per tutti i pori, e mi davano un senso di
+paura che mi limitava il respiro, come se, ad ogni inspirazione,
+dovessi ingoiare i germi di una malattia.
+
+Ma i contadini non ne facevano caso. Le donne erano sedute sui
+rispettivi usci coi bambini in collo; i fanciulletti ruzzolavano in
+terra nel sudiciume, mangiucchiando un resto di zuppa, fatta con pane
+dì granturco e brodo di acqua e lardo. E gli uomini, che avevano
+finito quel banchetto, s'occupavano, chi a rassettare la canapa, chi a
+frenare col badile certi rigagnolotti nerastri e viscidi, che
+sfuggivano dalla base dei letamai, ricchezze disperse, che
+s'infiltravano nel suolo infecondo del cortile e delle stanze terrene.
+
+Una giovane bruna, massiccia, con due larghi occhioni stupidi e
+chiari, annaspava matasse di seta, piangendo in silenzio; un pianto
+cruccioso, soffocato, punto drammatico, un vero pianto di dolore; un
+pianto di madre.
+
+Non poteva parlare; furono le altre donne della sua casa, Maddalena la
+cognata, e la vecchia nonna, che risposero per lei. Aveva una bimba
+moribonda.
+
+--Sono i denti, disse la nonna. È più d'un mese che sta male a quel
+modo; ma ora avrà presto finito.....
+
+--In casa nostra i maschi sono forti, ma le bimbe non si salvano,
+soggiunse la Maddalena. Io ne ho perdute sei.... o sette?....
+
+--Sette, suggerì la nonna.
+
+--È vero, sette. Sono morte tutte. Cosa farci? Sono cose preparate.
+
+--Il Signore ce le dà, il Signore ce le piglia, tornò a dire la
+vecchia, a cui il puzzo del letamaio insegnava l'apatica rassegnazione
+di Giobbe,
+
+Un singhiozzo infrenabile della povera mamma; desolata, rispose a
+quella sentenza crudele. Continuò a girare l'aspo con una mano sola,
+mentre coll'altra alzava il grembiule, e vi nascondeva dentro le sue
+lagrime silenziose.
+
+Salii al piano disopra per vedere la bimba malata. La finestra della
+stanza da letto era chiusa, e, di fuori, una specie di tettoia di
+paglia scendeva giù come una tenda, per intercettare quella poca luce
+che avrebbe potuto entrare da quell'apertura troppo stretta. Un odore
+di granturco, di frutti conservati, di saponata e di panni sporchi,
+respingeva indietro. La bimba moribonda era stesa sulla culla, e
+ravvoltolata in una quantità assurda di pannolini, di fascio, di
+gonnellino, di scialli, tutta roba di colore sospetto, che esalava un
+odore scellerato. Aveva coperto anche il viso con un cencio di
+salvietta.
+
+In quell'ora ardente, in quei giorni canicolari, la cosa che faceva
+più spavento a quel cuore di madre, era l'aria; e soffocava la sua
+creaturina sotto quel mucchio di sudiciume per preservarla dal freddo.
+
+La piccina era tutta gonfia, e sulle sue piccole membra arrotondate
+dall'edema, dovunque c'era una di quelle fossette che sono la grande
+bellezza dei bambini, il tempo aveva deposto una traccia nera. Non
+potei a meno di farlo notare alla madre, e di domandarle se non lavava
+la sua figliola.
+
+Mi rispose che attribuiva la sua malattia all'averle lavati i piedini
+un mese prima, _in luglio, coll'acqua del pozzo_.
+
+Le diedi un po' sulla voce; cercai di persuaderla che l'acqua non fa
+male, che la nettezza è il primo elemento di salute, che i bambini
+vanno lavati spesso, ecc., ecc.
+
+Quelle donne m'ascoltavano meravigliate e la Maddalena disse:
+
+--Ecco. Noi s'ha tanta paura a toccare i bambini coll'acqua fredda, e
+loro, che sono signori, non ci badano manco. _Forse_ non si farebbe
+male a lavarli, come dice lei.
+
+E la nonna, dopo un momento di riflessione, fece questa scoperta
+peregrina:
+
+--E sarebbero anche più puliti!
+
+Ridiscesi quel rompicollo di scala buia, e tornai nel cortile, seguita
+dalle tre donne.
+
+La Maddalena teneva in braccio una piccola trovatella, che aveva presa
+a baliatico dall'ospedale, dopo aver sepolta, come la madre dei
+Macabei, la sua settima figliola. Era una bimba sottile fino alla
+trasparenza, delicata e bianca come un gelsomino, ma bella come
+l'amore dei mortali ne crea di rado.
+
+--Madonna santa! Dice che è bella codesta? esclamò la nonna. Se pare
+un morticino!
+
+--Sarebbe forse bella, disse la Maddalena che ci metteva
+dell'ambizione, se non fosse tanto distrutta e senza colore.
+
+--Ma come volete che i bambini stieno bene con questo putridume
+d'intorno? Perchè avete messo la canapa qui? Non sapete che guasta
+l'aria, che la rende malsana?....
+
+--Lo crede, signora? disse con aria di dubbio. Noi ci si è avvezzi e
+non si sente nulla. Si potrebbe ben metterla un po' più lontano la
+canapa.
+
+--E i letamai? soggiunsi incoraggiata da questa mezza concessione.
+Perchè non li trasportate giù nei campi lontano dall'abitato?
+
+--Oh provvidenza cara! esclamò la nonna ridendo. E tutti si misero a
+ridere; poi un uomo si fece innanzi appoggiato al badile con un
+atteggiamento dottorale e mi disse:
+
+--Ce lo metterebbe lei il suo scrigno, laggiù nei campi? Il letamaio,
+si figuri che sia il nostro scrigno; è di lì che caviamo quel poco
+pane. Se lo mettiamo lontano, come si fa a sorvegliarlo perchè non ce
+lo rubino?
+
+--Ma intanto qui l'aria si guasta, ed i bambini muoiono. Sospirai
+scoraggiata da quell'argomentazione troppo convincente.
+
+--Questo è vero che ne muoiono tanti, confermò la madre dei Macabei.
+Ma cosa farci?
+
+E la vecchia soggiunse:
+
+--Vanno a star più bene di noi. Hanno finito di tribolare.
+
+La madre della piccola malata continuava ad annaspare in silenzio,
+ingoiando tratto tratto un singhiozzo; ed ogni tanto mi guardava con
+certi occhi ebeti, traverso le lagrime, che facevano piangere. Non
+avevo mai visto dolore più represso e muto nella sua intensità. Se ne
+vergognava, e faceva sforzi inauditi per dissimularlo.
+
+Il giorno dopo, quando tornai nel cortile, la bambina era morta.
+
+--E la Teresa? domandai. È lassù presso il cadaverino della sua
+figliola?
+
+--Che! mi risposero. È andata alla Madonna del Bosco. Dice che vuol
+star là tutto il giorno.
+
+Se n'era andata, mentre il corpo della piccola morta era sempre là
+nella culla.
+
+--È andata sola? domandai. Suo marito non è con lei?
+
+--Oh signora! Suo marito è nei campi a lavorare.
+
+--Povera donna! sospirai, addolorata dalla grande sventura che le era
+toccata.
+
+--Crede, che m'è dispiaciuto anche a me? disse la nonna, dubitando
+quasi ch'io potessi prestar fede a tanta sensibilità.
+
+--Ed alla mamma rincresce _anche_ di più; soggiunse la Maddalena, che
+era riescita a questa scoperta dopo i suoi sette esperimenti.
+
+Più tardi vidi il marito della Teresa seduto sul sasso davanti
+all'uscio col figliolo primogenito sulle ginocchia. Lo carezzava
+leggermente colle sue grosse mani; pareva un padre amoroso; credo che
+lo fosse realmente per quel fanciullo robusto; ma una bimba di pochi
+mesi, è troppo piccola e fragile cosa, per quelle rozze nature; non ha
+ancora una personalità; sembra a loro una puerilità il piangere per
+quell'inezia muta ed inerte nelle sue fasce, come si piange per una
+persona matura. Gli domandai della moglie, e mi rispose con aria da
+uomo che la sa lunga:
+
+--Io gliel'ho detto alla mia donna, che non istia a far scene: che non
+va bene. Vuol ammalarsi anche lei?
+
+--E la lasciate laggiù sola, alla Madonna?
+
+Pietro mi guardò, poi si guardarono l'un l'altro, lui, la nonna e la
+cognata un po' confusi. Non capivano cosa pretendessi.
+
+--Quando tornerà? domandai.
+
+--Ma! disse la nonna. Non l'ha detto. Ha i suoi parenti da quelle
+parti; forse anderà da loro.
+
+--Ma verrà prima di sera?
+
+--Chissà! rispose il marito. Potrebbe restare a dormire da' suoi.
+
+Erano tutti tranquilli. Nessuno si mostrava afflitto per la bimba
+morta, nessuno era inquieto per la madre, il cui dolore, in mezzo a
+quella rozza apatia, pareva un caso patologico, un esaltamento.
+Cercavano anzi di scusarla, mi dicevano che era giovane, che era la
+prima volta che le moriva una creatura, e che era accaduta la
+disgrazia quando non ci era ancora preparata. E ripetevano come per
+riabilitarla ai miei occhi:
+
+--Ma fra qualche giorno le passerà, e non ci penserà più.
+
+Ero tormentata dal pensiero di quella donna abbandonata a sè stessa,
+con quel gran dolore, in un luogo solitario. Pensavo ad alcune mie
+amiche inconsolabili, che, dopo molti anni, piangono ancora amaramente
+i figlioletti perduti, e soffrono al vedere un bambino di quell'età.
+Pensavo di che compianto, di che doglianze, di che venerazione noi
+circondiamo quel santo dolore di madre, senza che ci riesca tuttavia
+di mitigarlo. E fremevo all'idea di quell'anima desolata e sola
+nell'isolamento della campagna, senza una parola amica per
+confortarla, senza uno sguardo amoroso che vegliasse su di lei. Ai
+piedi della Madonna del Bosco sapevo che scorre l'Adda; e sapevo pure
+a che consigli estremi e disperati può condurre un gran dolore.
+
+Tutto il giorno fui in pena; e quando cominciò a farsi buio indussi
+Pietro ad andare in cerca della moglie. Ci andò per compiacermi, senza
+comprendere di cosa avessi paura.
+
+Non c'erano che due chilometri, e tornò presto, tranquillo come
+quand'era partito.
+
+--È andata da' suoi, mi disse. Gliel'ho detto ancora che non deve
+crucciarsi a quel modo. S'avrebbe pari se s'avesse a far così. Anche a
+mio fratello è morta una bimba quest'inverno; e bella, e prosperosa! È
+morta in due giorni di quel male in gola; ed aveva già quattro
+anni....
+
+--Ma anche a lui sarà dispiaciuto...., osservai.
+
+--Siii; sulle prime gli è dispiaciuto tanto; ma cosa farci? È venuto
+con me una giornata; siamo stati fino alla sera a Lecco.....
+
+Prima di lasciare la campagna andai daccapo a vedere della Teresa. Era
+tornata, ma non era in casa. Domandai come stesse:
+
+--Oh le è passato, mi risposero parecchie voci; poi la Maddalena
+soggiunse:
+
+--_Forse_ di dentro le rincresce ancora; ma ora è _ragionevole_.
+
+Passando nell'orto vidi la Teresa, curva a terra che raccoglieva delle
+patate. La chiamai e si rizzò per salutarmi. Aveva gli occhi rossi e
+le lagrime le rigavano il viso. Se le asciugò in fretta col rovescio
+della mano, e si sforzò di sorridere nel dirmi:
+
+--Buon giorno, signora.
+
+Aveva il pianto alla gola e le tremava la voce, povera donna. In
+quella venivano in su due contadini, un giovane ed un vecchio, curvi
+sotto il carico enorme di cinquanta chilogrammi di fieno, che
+portavano sul capo. Sotto quella frangia di erbe penzolanti che li
+soffocava, il loro volto era violaceo, le vene erano turgide, gli
+occhi iniettati per lo sforzo. Le goccie di sudore, dalla fronte
+scendevano sulle ciglia, e prima di cadere pendevano tremolando come
+lagrime. Nel passarci accanto il più vecchio guardò la Teresa, e fece
+l'atto di crollare il capo, che però il peso esorbitante gli
+constringeva all'immobilità, e disse con voce strozzata dallo sforzo:
+
+--È ancora giovane, povera figliola. Lasci passare degli anni, e poi
+lo capirà anche lei, che quelli che stanno meglio sono quelli che se
+ne vanno in paradiso.
+
+Tenni dietro coll'occhio a quella vecchia figura ricurva, schiacciata
+sotto quel carico inumano. Dio gli conservi la fede consolante del
+paradiso!
+
+
+
+
+SENZ'AMORE.
+
+
+I.
+
+--Oggi è venuto alla scuola un ragazzo nuovo, che ha lo stesso nome di
+me! esclamava un fanciulletto di undici anni, in sottanella da
+chierico, entrando tutto affannato nella cucina del signor Dogliani,
+colla cartella a tracolla, e il panierino della colazione sul braccio.
+
+--Oh!
+
+--Ah sì!
+
+--Che ridere! risposero ad una ad una le tre sorelline alle quali
+aveva parlato; ma risposero sbadatamente, senza distogliere la loro
+attenzione dalla cuoca che stava girando lo sprone intorno agli
+agnellotti per frastagliarli a bei festoncini uniformi.
+
+--Tutti e due i nomi! tornò a dire lo scolaretto accostandosi alla
+tavola. E guardava le bambine aspettandosi di vederle molto
+meravigliate.
+
+--Tutti e due i nomi! Vincenzo Dogliani!
+
+Ma le bambine avevano ben altro da fare pel momento che dargli retta.
+La Laura prendeva ad uno ad uno gli agnellotti, e li disponeva giro
+giro sulla tafferia. La Maria, un po' più piccina, che poteva avere
+sette anni, raccoglieva i ritagli di pasta man mano che la cuoca li
+staccava, e li passava all'Elena, la sorella maggiore, già vicina ai
+dieci anni, che ne faceva una pagnotta, la rimpastava e la rispianava,
+col matterello.
+
+Vincenzo stette un tratto a guardarle, poi, vedendo che nessuno gli
+badava, cercò di togliere il matterello all'Elena, col pretesto
+ch'egli aveva maggior forza per maneggiarlo, e la fece stizzire. Tentò
+aiutare la Laura, e si fece dar sulla voce dalla cuoca perchè toccava
+gli agnellotti colle mani sudice; e finì col prendere il vasetto della
+tafferia, e, colla scusa di infarinare gli agnellotti, fece cadere una
+tale pioggia di farina sulla tavola, sulle mani della cuoca, sul capo
+delle bambine, dappertutto, che la cuoca, spazientita, li cacciò fuori
+tutti quattro, e chiuse dispettosamente l'uscio della cucina.
+
+L'Elena si mise a correre ridendo e scotendo il capo per farne cadere
+la farina, e gli altri dietro, tenendosi per gli abiti.
+
+Così entrarono come una raffica nella stanza da pranzo, dove il signor
+Dogliani leggeva un giornale accanto al fuoco mezzo spento, ed una
+giornante stirava la biancheria di bucato sulla tavola a ribalte, che
+più tardi doveva essere allargata ed apparecchiata pel pranzo, ed
+intanto, colle ribalte pendenti e coperta dallo stiratoio, serviva ad
+un uso più modesto.
+
+In casa Dogliani tutto era modesto. Non c'era salotto, nè studio;
+quella stanza da pranzo teneva luogo di tutto; era vasta e ben
+rischiarata da due porte a vetrate che mettevano nel giardino. Presso
+una di quelle porte, che non si apriva mai, c'era un tavolino da
+lavoro dove la Caterina, ch'era l'unica serva di casa, sedeva la sera
+a rammendare il bucato, ed a prepararlo per quella stiratora, la quale
+andava a giornata una volta ogni settimana. Alla parete di contro era
+addossata una vecchia credenza, e presso la credenza c'era l'uscio. Le
+altre pareti erano occupate, una dal camino colla rispettiva cassina
+per la legna, l'altra da una scrivania sulla quale i ragazzi facevano
+i compiti di scuola, quando il signor Dogliani non ci sedeva lui col
+suo librone dei conti.
+
+Il signor Dogliani era un uomo sulla cinquantina, taciturno, spesso
+accigliato, un po' scontroso. Voleva un gran bene ai figli, ma non lo
+sapeva dimostrare, o non voleva; di certo non li accarezzava punto,
+non si intratteneva a chiacchierare e ridere con loro, ed essi erano
+sempre in suggezione col babbo. Del resto era spesso fuori a
+sorvegliare i suoi fondi, ed i figlioli passavano la giornata a
+scuola. Si riunivano soltanto all'ora del pranzo.
+
+Quel giorno, dopo essere entrati con tanto chiasso, le tre bimbe ed il
+fanciulletto ammutolirono subito appena s'avvidero che il babbo era
+già in casa. Lo salutarono, poi si raggrupparono intorno al tavolo per
+guardare la stiratora, che badava a dire: «Laura, non appoggiare i
+gomiti sulla salvietta che non la posso piegare. Maria, tira indietro
+le manine, bada che il ferro scotta.»
+
+Vincenzo credette il momento buono per richiamare l'attenzione delle
+bambine sulla grande nuova che aveva riportata dalla scuola, e che in
+cucina non aveva suscitata tutta la meraviglia ch'egli si era
+promessa.
+
+--Date retta dunque, disse a mezza voce. Oggi è venuto alla scuola un
+ragazzo nuovo che ha lo stesso nome di me; nome e cognome....
+
+Questa volta il risultato fu più inaspettato ancora della prima,
+perchè, mentre le bambine stavano per rispondere, la stiratora urtò
+col piede Vincenzo sotto la tavola, poi si mise un dito sulla bocca,
+accennando che stesse zitto, e che anche le bambine stessero zitte,
+che c'era il babbo.
+
+--Che male c'è?... cominciava a dire Vincenzo, alzando apposta la
+voce, perchè gli pareva che anche il babbo dovesse interessarsi di
+quel fatto, ed ammonire la stiratora che lo lasciasse parlare.
+
+Ma il babbo non intervenne, e l'altra daccapo ad urtargli il piede con
+più forza, ed a fargli dei cenni misteriosi perchè stesse zitto. Poi
+disse:
+
+--Fammi il favore, Vincenzo, domanda alla Caterina se l'altro ferro è
+caldo.
+
+Era una buona donna, vecchia di casa, avvezza a trattare i ragazzi
+senza cerimonie, e Vincenzo obbedì, ed uscì correndo per andare in
+cucina. Ma non poteva capire perchè non s'avesse a parlare dinanzi al
+babbo di quel suo compagno fenomenale. Era così bello d'aver quella
+cosa meravigliosa da raccontare! Dacchè aveva udito la combinazione
+strana di quel nome, era stato ansioso d'andarlo a ripetere a casa, di
+chiacchierarne colle sorelline, e colla Caterina. Perchè mai glielo
+proibivano?
+
+--Perchè mai? domandavano impensierite le bambine che erano corse
+tutte in cucina sulle calcagna del fratello, secondo una loro
+abitudine di partire e di arrivar sempre in frotta come una volata di
+passeri.
+
+--Zitti, ragazzi! esclamò la stiratora, entrando anche lei in cucina
+col ferro in mano col pretesto di cambiarlo. Non parlate di quello
+scolaro nuovo dinanzi al babbo.
+
+--Ma perchè, Rosa? Di', perchè? esclamarono in coro i bambini,
+piantandole in volto i loro otto occhi sbarrati, curiosi, come otto
+punti interrogativi. E la Rosa, sempre affaccendata e misteriosa;
+
+--Perchè gli farebbe dispiacere. Lasciatemi andare, via....
+
+--No, no. Di', che cosa gli importa al babbo? Che cosa c'è da far
+dispiacere?
+
+--Non gli fa dispiacere, lo irrita.
+
+--Ma perchè? Perchè?
+
+--Ve lo dirò poi; lasciatemi andare, che non s'avveda che sono uscita
+per parlare di questo. E cercava di svincolarsi; ma i ragazzi la
+stringevano davvicino:
+
+--No, no. Dillo ora, Rosa. Perchè?
+
+--Perchè quel ragazzo è figlio d'un suo fratello; ma zitti; vi dirò
+tutto questa sera. E profittando dello sbalordimento prodotto da
+quella rivelazione, la Rosa sfuggì alle otto braccia che la
+trattenevano, e tornò al suo lavoro.
+
+Questa volta sì che lo stupore fu grande! Esistevano un fratello del
+babbo, ed un suo figliolo! Dunque essi avevano un cugino! I ragazzi
+perdettero la parola dalla stupefazione, ed invece di correre tutti in
+sala da pranzo dietro la stiratora, come non avrebbero mancato di fare
+in tutt'altra circostanza, rimasero aggruppati sull'uscio della cucina
+a fare delle congetture, a parlare tutti insieme, finchè la cuoca li
+chiamò perchè aiutassero a preparare la tavola, mentre la Maria stava
+ancora domandando a tutti «se un cugino che non si è mai visto resta
+cugino egualmente» senza aver ottenuto una risposta che schiarisse il
+suo dubbio.
+
+Di solito a pranzo il babbo domandava:--Cosa c'è stato di nuovo alla
+scuola? Ed i ragazzi cominciavano a raccontare, si animavano,
+parlavano forte, ridevano o si bisticciavano; e, ad ogni modo, il
+signor Dogliani poteva tacere e pensare a tutt'altro, senza che per
+questo regnasse nel desinare di famiglia quel silenzio glaciale, che
+toglie l'appetito e fa cattivo sangue. Ma quel giorno non la fece la
+domanda che dava la stura alle chiacchiere. Di certo aveva udita la
+famosa nuova di Vincenzo, e non voleva che se ne riparlasse.
+
+Fu un pranzo silenzioso, sbrigato alla lesta; e subito dopo il signor
+Dogliani uscì.
+
+Si può figurarsi con che furia i ragazzi si precipitarono in cucina
+intorno alla Rosa che finiva di mangiare, per farle dire di quello zio
+e di quel cugino.
+
+
+II.
+
+--Sì; il vostro babbo aveva un fratello, disse la Rosa; ed erano
+venuti su insieme come voialtri, e, da uomini fatti, vivevano ancora
+uniti. Possedevano questa casa in Santhià, ed un po' di terreno che
+non bastava a farli vivere. Quell'altro, il signor Teodoro, faceva dei
+grandi affittamenti di prati e risaie; e vostro padre dirigeva i
+lavori, teneva i conti, badava al raccolto, alle vendite. Così gli
+interessi comuni prosperavano. Ma quando tutti e due pigliarono moglie
+quasi nello stesso tempo, dovettero separarsi. Allora il babbo si
+tenne la casa; al signor Teodoro toccarono quei pochi fondi di
+famiglia; e ciascuno tirò via ad affittar terreni ed a farli fruttare
+per suo conto. Questo fratello qui era di umore tranquillo, pensava a
+lungo prima di fare una cosa, e non la faceva se non la credeva buona;
+e la vostra povera mamma era una donnina di casa, modesta, che
+lavorava dalla mattina alla sera. Quegli altri invece, se il marito
+era allegro e sbadato e temerario, la moglie lo era due volte tanto.
+«Se si facesse quell'affidamento di diecimila lire?» diceva lui.
+«Facciamolo anche di quindicimila», diceva la moglie. E, conchiuso il
+contratto, badavano a raccogliere i frutti del terreno, ma punto punto
+a pagare l'affitto; ed a fine d'anno i raccolti erano goduti,
+quattrini non ne restavano, bisognava ricorrere ai mezzi rovinosi,
+ipotecare quei pochi fondi che erano rimasti dall'eredità paterna,
+vendere. Poi, appena avevano ripiegato alla meglio, non pensavano più
+a malinconie, e ripigliavano la loro vita allegra. C'erano sempre
+frotte di signori di Vercelli invitati in casa loro, e pranzi e cene
+che era una baldoria, e viaggi ad ogni tratto.
+
+I bambini stavano a sentire esterrefatti quelle narrazioni che
+parevano una fola, e tratto tratto scambiavano tra loro degli sguardi
+che esprimevano una grande ammirazione per quello zio splendido e
+giocondo. La stiratora continuò:
+
+--Bisogna anche dire che qui voialtri venivate al mondo in fretta e in
+furia, uno sulle calcagna dell'altro, come fate ora quando correte per
+la casa, e la vostra mamma, buon'anima, non aveva tempo d'uscir
+dall'uscio; mentre laggiù c'era un solo bambino, un po' infermiccio
+che stava seduto in una carriola, e non dava da fare a nessuno.
+
+--Era quello lì della mia scuola? domandò Vincenzo che non poteva
+figurarsi quel ragazzo tanto lungo, seduto in una carriola da bimbo
+infermiccio.
+
+--Era quello, rispose la Rosa. Lo avevano chiamato Vincenzo, come te,
+dal nome di vostro nonno. Come fu, come non fu, un bel giorno
+capitarono qui il signor Teodoro e la moglie, che non ci venivano mai,
+e presero il padrone alle strette, là nella stanza da pranzo, e gli
+fecero una scenata, che li sentivo esclamare e piangere fin fuori
+dall'uscio chiuso. Il fatto era questo: che il signor Teodoro, con
+quella smania di far le cose in grande, e di guadagnare grandi somme,
+si era arrischiato in una speculazione con un negoziante di Vercelli,
+aveva sottoscritto delle carte per avere denaro in prestito; poi era
+venuto il tempo di pagare; le carte erano lì che parlavano chiaro, e
+lui non aveva quattrini. E non c'era modo di uscirne: o pagare, o
+fallire.
+
+--Che cos'è fallire? domandarono i ragazzi.
+
+--È un imbroglio da negozianti che non mi riesce di spiegarvi. Tanto
+non capireste. Ma di certo non è una cosa buona, tutt'altro. E qui il
+padrone strepitava «che non avesse ad accadere quella vergogna, che
+anche lui ne avrebbe patito nella riputazione, che un galantuomo non
+deve fallire....» Poi quando quell'altro parlò chiaro e domandò il
+denaro a lui, ventimila lire che gli occorrevano entro pochi giorni,
+il vostro babbo si consultò con la signora, buon'anima, e poi rispose:
+
+--Senti; queste ventimila lire io e mia moglie le abbiamo messe da
+parte a forza di lavoro e di economia, perchè abbiamo dei figlioli;
+chissà quanto ci vorrà a rifar questa somma, seppure la si rifarà mai
+coi raccolti che non sono più quelli di una volta. Dunque bada a
+pensarci seriamente; se questo denaro ti può salvare dal fallimento,
+pazienza, te lo daremo, e sarà quel che Dio vorrà. Ma se devi fallire
+ad ogni modo, non lo portar via ai nostri poveri bambini, a cui lasci
+già la vergogna e gli toccherebbe la povertà insieme.
+
+Ma quell'altro giurò per tutti i santi: «che con quei quattrini là,
+non solo avrebbe accomodato tutti gli affari suoi, ma avrebbe fatto
+questo e quest'altro, e guadagnato il doppio di quella somma, e che
+l'avrebbe restituita coi frutti», e un mondo di promesse alla sua
+maniera. Qui il babbo non ci credeva a tutte quelle grandezze, perchè
+sapeva che testa aveva suo fratello; ma disse alla signora:
+
+--Questo gli risparmierà il fallimento; cosa vuoi farci? ci va del
+nostro onore.
+
+E lei rispose:
+
+--Ma sì; se è necessario daglieli pure, e qualche santo provvederà.
+
+E gli diedero le ventimila lire per salvare la loro riputazione di
+gente onesta.
+
+Ma non salvarono nulla, perchè il signor Teodoro, quand'ebbe i denari
+in mano, pensò a fare delle grandi speculazioni in America, e scappò
+laggiù lasciando qui tutt'i debiti. A Santhià non si parlava d'altro,
+e qui in casa si è fatto un gran piangere ed un gran vergognarsi.
+D'allora vostro padre, che era già sempre di poche parole, si è fatto
+così silenzioso, ed è divenuto più solitario e scontroso che non era
+prima; perchè gli pareva che la gente nel vederlo dicesse: «Eccolo il
+fratello del fallito». Dio, se ci ha patito! E la vostra povera
+mamma,--io le ho sapute da lei tutte queste cose, che mi voleva bene,
+e mi diceva tutto per isfogarsi,--non fu più lei dopo quel gran
+cruccio, e per la pena di veder suo marito umiliato a quel modo; si
+può dire che è stato quello il principio della sua malattia, povera
+donna, che Dio l'abbia in gloria. Ora sono due anni che il signor
+Teodoro è tornato dall'America con quel figliolino, che s'è rinforzato
+un po'; la moglie gli è morta laggiù in mezzo ai selvaggi; e lui ha
+girato un po' a Vercelli, un po' a Chivasso, un po' a Torino, ha
+finito di consumare quei pochi quattrini che aveva, ed ora è venuto a
+Santhià, e vorrebbe che il fratello si rimettesse a far interessi
+comuni con lui. Glielo ha fatto dire da varie persone, ma il babbo ha
+risposto che lui fa conto di non aver fratelli, dacchè quello che
+aveva non è più degno di portare il suo nome, per la cattiva azione
+che ha fatta. Dice che è stato il disonore della famiglia e la rovina
+de' suoi figli, e non vuol sentirne parlare. Ecco. Dunque, tu,
+Vincenzo, bada a non venir più fuori colla tua novità del ragazzo
+nuovo, che ha il nome eguale al tuo, perchè gli fai dispiacere, al
+babbo. Questa mattina t'ha udito; ho visto io che il giornale gli si è
+messo a tremare nelle mani.
+
+Vincenzo e le due sorelle maggiori avevano ascoltato con grande
+attenzione e curiosità quella lunga chiacchierata, e la prolungarono
+ancora con molte domande sui particolari, mentre la piccola Maria
+dormiva placidamente, colle braccia incrociate sulla tavola ed il
+capino sulle braccia.
+
+
+III.
+
+Da quel giorno il nuovo Vincenzo Dogliani, quel personaggio di cui non
+si poteva parlare ad alta voce, e che aveva una storia, divenne, nella
+immaginazione de' suoi cugini, una specie di eroe da romanzo. Lo
+chiamavano Vicenzino per distinguerlo dal primo Vincenzo, ed appena
+questi tornava dalla scuola, le sorelline, curiose di qualsiasi
+informazioni sul cuginetto, domandavano:
+
+--E Vicenzino?
+
+Vincenzo dal canto suo era sempre pronto a darne notizie.
+
+--Il suo compito è stato il più bello della scuola, Ha avuto nove in
+geografia. Quest'altro mese avrà la medaglia...
+
+Ma le ragazze preferivano altri particolari meno scolastici. Volevano
+sapere se era bello, e quanto era alto, e dove abitava, e se il suo
+babbo non lo accompagnava alla scuola; e, soprattutto, una domanda
+ripetevano ansiosamente ogni giorno:
+
+--Non gli hai parlato?
+
+Sgraziatamente ci volle del tempo avanti che Vincenzo potesse
+rispondere di sì. Vicenzino si teneva in disparte, ed evitava
+studiatamente il cugino. Egli conosceva i rapporti di parentela che
+univano le due famiglie, e le cause che le avevano disunite.
+
+Aveva poco più di dodici anni, ma era un fanciullo riflessivo, e la
+sua intelligenza si era sviluppata presto, grazie alla vita
+avventurosa che gli era toccata. Aveva veduto da piccino il babbo e la
+mamma godersela in continui spassi, poi piangere e smaniare perchè
+avevano speso troppo. Poi, a cinque anni, era stato trasportato a
+Genova, e di là sopra un bastimento; e, durante il lungo tragitto,
+aveva udito suo padre parlare con esaltazione del dono generoso del
+fratello, e dei disegni di speculazioni che faceva lui per far
+fruttare quel danaro, il quale doveva essere la sua salvezza e la sua
+fortuna.
+
+Poi, laggiù in America, erano tornati i mali giorni, i debiti, i guai,
+e si erano scritte lettere al fratello di Santhià sperando da lui
+altri soccorsi. E per quanto, vedendo che le sue lettere rimanevano
+senza risposta ed i soccorsi non giungevano, il signor Teodoro,
+dimentico del beneficio ricevuto, accusasse il fratello di avarizia e
+di non aver cuore, Vicenzino si ricordava quanto aveva udito prima, ed
+il sacrificio che lo zio aveva fatto per loro, e capiva dov'era la
+ragione e dove il torto. In America avevano cominciato dallo stringere
+molte relazioni nella colonia europea; dal dar pranzi e serate, dal
+fare i gran signori. Il signor Teodoro diceva che questo acquistava
+credito; e così le ventimila lire erano sfumate, e dietro quelle erano
+sfumati anche i nuovi amici. E quando Vicenzino aveva veduto la sua
+casa nella miseria, e più tardi la mamma, che non era più elegante nè
+bella, deperire ogni giorno senza nessuno che l'assistesse, aveva
+pensato spesso a quei parenti di Santhià che non aveva mai veduti, ma
+che dovevano esser buoni perchè avevano dato tutto il loro avere al
+suo babbo in un giorno di sventura. Poi aveva pensato, perchè mai non
+li aveva conosciuti quei parenti; perchè mai il suo babbo e la sua
+mamma non li frequentavano affatto quando erano nella prosperità, o,
+almeno, quando se la spassavano? E perchè avevano ricorso a loro
+quando s'erano trovati in quel gran guaio ed abbandonati da tutti? Lo
+sapevano dunque che quelli erano più buoni di tutti? Che erano capaci
+di perdonare il loro lungo abbandono, la loro noncuranza, e di fare
+del bene senza badare al proprio risentimento, soltanto perchè gli
+altri ne avevano bisogno e perchè era bene? Aveva pensato tutto questo
+il piccolo Vicenzino; ed il suo cuoricino di bimbo si struggeva di
+tenerezza per quegli zii che avevano soccorso il suo babbo.
+
+Dacchè aveva cominciato a ragionare, il suo babbo era stato l'amore,
+la gioia ed il cruccio della sua giovane vita. Mentre la sua mente
+precoce vedeva e riconosceva i torti di quell'uomo, il suo cuore ne
+era affascinato. La madre non lo aveva mai vezzeggiato molto; il suo
+amor proprio di bella donna non era lusingato dall'aspetto malaticcio
+di quel bimbo, che fino ai cinque anni era stato quasi incapace di
+camminare; e quando il bimbo, un po' rinvigorito, aveva cominciato a
+crescere, a muoversi come gli altri, e ad essere ammirato per la sua
+bellezza gracile ed un po' effeminata, la povera donna era già tanto
+ammalata che non prendeva più interesse a nulla.
+
+Il padre invece, dacchè suo figlio aveva sviluppata quella gentile ed
+esile persona, che gli dava l'aria d'un piccolo principe, dacchè quel
+volto bianco, quegli occhi turchini, quei lineamenti delicati avevano
+perduta l'espressione penosa della sofferenza, andava superbo della
+bellezza del fanciullo; lo chiamava «il suo arcangelo biondo», si
+gloriava di lui come si era gloriato della moglie quando questa era
+stata oggetto dell'ammirazione di tutti, più per vanità che per
+intensità d'affetto. Il signor Teodoro aveva sempre bisogno di
+insuperbirsi di qualche cosa, di vantare una superiorità qualsiasi.
+Altre volte era andato superbo del suo lusso, della vita signorile che
+menava, del denaro che spendeva. Ora di denaro non ne aveva più, ma
+gli erano rimaste le idee grandiose, alle quali credeva in buona fede:
+immaginava delle speculazioni impossibili, dei grandi affittamenti di
+terreni da pagarsi dopo il primo raccolto, che, ben inteso, doveva
+essere abbondantissimo, e diceva:
+
+--Lasciate soltanto ch'io abbia concluso questo contratto, e poi
+vedrete come farò presto a rifarmi un patrimonio. Pago tanto, raccolgo
+tanto; mi resta tanto di guadagno; e l'anno venturo con questa somma
+in commercio posso cavarne tanto...
+
+Era la storia della donna dal paniere d'ova.
+
+E le sue ricchezze avvenire, dacchè nè lui nè la moglie non erano più
+giovani, le destinava a far brillare suo figlio.
+
+--Ti metterò nel primo collegio d'America; ne uscirai con
+un'educazione da principe; e quando ti condurrò in Italia ti saranno
+aperte tutte le vie. Ti faranno deputato, senatore, ministro....
+
+Si eccitava a quelle idee magnifiche e vane; rizzava orgogliosamente
+il capo, s'impettiva, gli brillavano gli occhi e si sentiva veramente
+felice, come se quei sogni fossero già avverati, ed egli fosse già il
+padre fortunato del primo diplomatico d'Italia.
+
+Se per caso si trovava in possesso di una piccola somma, trascurava di
+pagare i debiti, di comperare le cose più necessarie, per portare un
+abito o un berretto nuovo a Vicenzino.
+
+--Voglio che tu figuri bene, gli diceva contemplandolo; hai un grande
+avvenire, ma per raggiungerlo è necessario salvare le apparenze. Il
+mondo è leggiero, e ci bada molto alle apparenze. Voglio che
+t'ammirino fin d'ora, e che questi americani capiscano che non sei un
+ragazzo comune.
+
+Vicenzino si sentiva intenerito da quelle dimostrazioni, e non osava
+respingere i doni del padre per timore di affliggerlo. Pensava:
+«Povero babbo, mi vuol tanto bene che fa delle pazzie per me». Ed
+adorava quel padre puerile come un gran fanciullone ingenuo, che ha
+bisogno di molta indulgenza. Specialmente dopo la morte di sua madre
+aveva riportato su quell'unico parente tutto l'affetto del suo cuore.
+
+Avrebbe voluto poter consacrare al suo idolo una stima pari all'amore.
+Ma non poteva dimenticare il fatto delle ventimila lire.
+
+Quando poi era tornato in Italia, quel pensiero aveva preso a
+tormentarlo come un incubo. Gli pareva che tutti conoscessero
+l'ingratitudine di suo padre, la sua slealtà, e che lo disprezzassero;
+ed egli si sentiva umiliato, e soffriva dolorosamente di quel
+disprezzo. Uscendo nella strada col babbo, gli parlava con atti di
+devozione, tratto tratto gli baciava la mano, come per dire alla
+gente: «Vedete come lo onoro, io che lo conosco davvicino?» Reagiva
+contro il giudizio del pubblico, che in fondo era anche il suo, e
+pretendeva di modificarlo.
+
+Ma quelli che lo intimidivano di più, erano i suoi parenti
+sconosciuti. Si figurava la casa da dove erano uscite le ventimila
+lire indimenticabili, come il tempio di tutte le virtù, e lo zio,
+grande e terribile come il Padre Eterno nella sua giustizia offesa, lo
+faceva tremare.
+
+Suo padre invece, nella sua inesauribile vanità, non avendo altro di
+cui far pompa pel momento, faceva pompa di quel fratello stimato e
+ricco. Gli attribuiva un patrimonio immaginario, e diceva ai vicini di
+casa:
+
+--Conoscete il signor Anselmo Dogliani, quel riccone?.... Non sembra,
+perchè è modesto, ma se ne ha di quattrini! Io lo so perchè sono suo
+fratello.
+
+Gli operai che abitavano l'umile casamento in cui s'era alloggiato
+lui, non la sapevano tanto lunga; per loro chiunque non lavorava a
+giornata era un signore, ed ammiravano compiacentemente
+quell'inquilino fanfarone, che aveva una parentela così ricca; tanto,
+in quelle ore di riposo, non avevano di meglio a fare.
+
+E l'altro, lusingato, tirava via a raccontare come un giorno il
+fratello gli avesse dato ventimila lire (qualche volta diceva trenta,
+cinquanta) così sulle unghie; e soggiungeva, tronfio come un tacchino
+che fa la ruota:
+
+--Sono passate tutte per queste mani; e ci è passato ben altro! Se ne
+gloriava; non provava nè riconoscenza pel fratello, nè vergogna di sè.
+Si sentiva superiore a quei poveri, ed era felice.
+
+Quando Vicenzino era stato alla vigilia d'andare alla scuola, gli
+aveva detto in presenza dei vicini:
+
+--Domattina alla scuola troverai tuo cugino, il figlio di mio fratello
+Anselmo. Si chiama Vincenzo Dogliani come te. È il nome di nostro
+padre...
+
+Vicenzino si era fatto tutto rosso. Lui, piccino com'era, non traeva
+vanto di quella parentela; si sentiva sulle spalle tutti i torti del
+padre, e l'idea di trovarsi in faccia al cugino lo faceva piangere di
+vergogna.
+
+Appena entrato nella scuola aveva cercato ansiosamente di indovinare
+qual'era il figlio di suo zio; ma non aveva osato domandarne a
+nessuno.
+
+Poi lo aveva veduto vestito da prete, e questo aumentava la sua
+suggezione. Quel costume eccezionale formava l'orgoglio di Vincenzo e
+l'ammirazione de' suoi compagni. Quei riccoli provinciali di Santhià
+consideravano il neo chierico come un ragazzo serbato ad alti destini.
+Sapevano che aveva avuto un pro-zio arcivescovo, dal quale proveniva
+il benefizio ereditario nella sua famiglia; e ripensavano il piviale
+d'oro e la mitra dell'arcivescovo di Vercelli, che era stato l'anno
+innanzi a Santhià per amministrare la cresima. Si figuravano di vedere
+Vincenzo vestito a quel modo, in mezzo ad una nuvola d'incenso, sotto
+un baldacchino bianco ed oro, con tanti preti intorno, andare in giro
+pian piano per la chiesa, dando degli schiaffettini con due dita sulle
+guancie arrossate dei bimbi, e susurrando delle parole latine. Di
+certo non poteva essere un ragazzo come gli altri, uno che doveva
+arrivare a codesto, ed i suoi compagni avevano per lui un certo
+rispetto.
+
+Vicenzino si sentì addirittura avvilito da quella futura autorità
+ecclesiastica. Gli parve che Vincenzo fosse prete apposta, per
+presentare i torti di suo padre al tribunale divino. Si rannicchiò, si
+rimpicciolì nel suo angolo remoto da ultimo venuto, ed evitò persino
+di guardare il cugino, e se ne tenne lontano come un reprobo
+dall'altare. Gli pareva ad ogni momento di vederselo venire innanzi a
+chiamarlo «figlio d'un ingrato». Nella sua mente paragonava i due
+fratelli Dogliani ad Abele e Caino, e tremava di vergogna e di
+spavento.
+
+Invece Vincenzo, che ammirava il parente sconosciuto, per quanto c'era
+di meraviglioso nella sua storia di grandezza, e di miseria, e di
+emigrazione in paesi lontani, era anche lui in suggezione e non osava
+avvicinarlo. E Vicenzino, interpretando anche questo a suo modo,
+pensava: «Ecco, mi sfugge; suo padre gli ha proibito di parlarmi». E
+non ebbe neppure un momento l'idea temeraria di opporsi a quel giusto
+divieto. Continuò a stare in disparte, a non parlare, a non giocare
+con nessuno.
+
+Studiava; lo faceva per inclinazione, e per diventare un grand'uomo,
+come diceva suo padre. Aveva un ideale, un ideale serio e senza
+azzurro, ben differente dagli ideali fantastici dei fanciulli; un
+ideale prosaico da uomo venale: «Guadagnare ventimila lire».
+
+
+IV.
+
+Vincenzo non amava il latino. Quella lingua morta non voleva entrargli
+nella testa. Appena usciva di classe sentiva il bisogno di darsi
+movimento, di gridare, di reagire in tutti i modi a quella quiete
+opprimente. L'idea del cómpito lo crucciava, ed egli rimandava a più
+tardi l'ingrato dovere; e quando per forza ci si metteva, aveva
+tardato tanto che non c'era più tempo per tutto, e lasciava indietro
+il lavoro latino, il più lungo e difficile.
+
+Più volte il signor Anselmo Dogliani aveva ricevuto delle lagnanze dai
+maestri per la negligenza del figlio appunto nel latino, senza il
+quale la carriera ecclesiastica non era possibile. Egli lo aveva
+ammonito severamente, e lo trattava con sussiego, sebbene passasse poi
+le notti a vegliarlo, quando, nelle lunghe e gloriose battaglie a
+palle di neve coi compagni, si buscava delle tossi, che minacciavano
+di schiantargli il suo petto robusto.
+
+Lungo l'inverno Vincenzo pensava: «Avrò tempo a studiare questa
+primavera, quando le giornate saranno più lunghe...» Ma nella
+primavera la campagna era bella, ed era un piacere andare in giro. Per
+studiare c'era tempo gli ultimi mesi...
+
+Un giorno il signor Dogliani gli disse:
+
+--Se quest'anno non passi gli esami, debbo toglierti la sottana, e si
+perde il benefizio, che omai è la nostra sola ricchezza. Queste sono
+le consolazioni che mi dai.
+
+E c'era una tale sfiducia e tanta amarezza in quelle parole, che
+Vincenzo se ne sentiva annientato; lui che aveva creduto di poter
+essere il sostegno della famiglia. Avrebbe dato Dio sa che cosa per
+poter tornare indietro al principio dell'anno, e incominciare l'annata
+in tutt'altro modo, studiando un poco ogni giorno...
+
+Venne il termine dell'anno scolastico; tutti gli altri esami andarono
+così così, tanto da passar la classe. Ma quando Vincenzo si trovò alle
+prese colla traduzione latina si sentì perduto. Vide svanire la sua
+veste da prete, si vide con vergogna ridivenuto un semplice fanciullo
+come gli altri, in pantaloni e giubba, senza la menoma speranza di
+piviale e mitra d'oro.
+
+Ed il babbo, che era tanto afflitto pel benefizio perduto! Quel
+benefizio di certo era una ricchezza, Vincenzo non aveva idea di
+quanto fruttasse; ma gli pareva qualche cosa come le ventimila lire
+portate via dallo zio d'America. Dacchè era al mondo aveva sempre
+udito parlare di quel benefizio. Molte volte gli era venuto
+all'orecchio questo discorso, che l'aveva fatto palpitare d'orgoglio:
+«Se le ragazze non troveranno marito perchè non hanno dote, avranno
+sempre il fratello prete, e non mancheranno di nulla». Gli era
+sembrato d'esserci già, grande e maestoso, nella sua bella casa
+parrocchiale, e di atteggiarsi da sovrano magnifico e generoso,
+raccogliendo le sorelle sotto la sua protezione: «Venite qui tutte. Io
+provvedo». Ed invece, là, nella sala degli esami, doveva convincersi
+che egli non sarebbe mai il fratello prete, dacchè non potrebbe
+entrare in seminario; che non potrebbe mai far nulla pel babbo e per
+le sorelle, e che sarebbe sempre considerato nullo come lo era stato
+fin allora.
+
+Mentre questi pensieri passavano l'un dietro l'altro, lenti e neri
+come un funerale, nella mente di Vincenzo, il tempo concesso al
+cómpito latino scorreva, e sulla pagina bianca non c'erano che delle
+lagrime che gonfiavano in vari punti il foglio. Man mano che uno
+scolaro piegava il lavoro, lo consegnava all'assistente e se ne
+andava, Vincenzo si sentiva più scoraggiato, come se le sue insegne
+ecclesiastiche fossero uscite dall'uscio ad una ad una dietro quei
+ragazzi. Pensava:
+
+--Ecco, quando saranno andati via tutti, e resterò qui solo, dovrò
+dire che non lo so fare il cómpito, ed allora, addio benefizio. Dovrò
+tornare a casa con questa nuova.
+
+S'era già fatto un gran vuoto intorno a lui. Non c'erano più in classe
+che sei o sette scolari di poca vaglia, assai lontani l'uno
+dall'altro. Ora che la vigilanza dell'assistente cominciava a
+stancarsi e sarebbe stato più facile eluderla, Vincenzo non poteva più
+domandare aiuto a nessuno, perchè i suoi vicini erano tutti usciti, ed
+era solo nel banco.
+
+Stava col gomito sinistro sul banco ed il capo appoggiato alla mano,
+mentre colla destra teneva la penna sulla carta nell'atto di scrivere;
+ma non scriveva. Aveva gli occhi fissi in terra tra il sedile ed il
+banco, e piangeva in silenzio.
+
+Ad un tratto, di sotto al sedile, vide sorgere una mano con un
+fogliolino piegato, e posarglielo sulle ginocchia. Vincenzo era troppo
+avvezzo alle gherminelle di scuola per non capire all'istante. Quel
+fogliolino era la traduzione latina, la sua salvezza, la sua veste da
+prete, il seminario, il benefizio, la ricchezza della sua famiglia. La
+gioia lo invase, gli diede un tremito per tutte le membra, un calore
+ardente alle guancie. Ma non gridò, seppe frenarsi. Prese il foglio,
+lo spiegò pian piano in grembo colla mano destra, senza togliere il
+gomito dal banco, senza muovere il capo. Poi ripigliò la penna, e,
+sempre nello stesso atteggiamento, si mise a ricopiare febbrilmente il
+cómpito che gli era piovuto bell'e fatto dal cielo, fremente di veder
+scorrere i minuti, ansioso di arrivare alla fine.
+
+Aveva appena scritte poche parole, quando l'assistente disse parlando
+al fondo della classe dietro a lui:
+
+--Dogliani Vincenzo, laggiù; cosa fai sotto il banco?
+
+--Ho raccolto il foglio che m'era caduto...... rispose colla voce
+turbata Vicenzino. E, consegnata la sua pagina, uscì tutto rosso in
+viso, senza guardare il cugino. Ma questi non ignorava più da che
+parte gli era venuto quel soccorso.
+
+
+V.
+
+Vicenzino fece la strada di corsa. Nell'eccitazione della mente, col
+cuore che gli sussultava, non avrebbe potuto camminare adagio. Se non
+aveva del tutto raggiunto un ideale lungamente vagheggiato, lo aveva
+avvicinato assai, ed aveva intraveduta la possibilità di raggiungerlo.
+
+Dacchè aveva conosciuto Vincenzo, il rimpianto per la vecchia rugine
+di famiglia che lo avviliva in faccia al cugino, era diventato un
+tormento pel suo cuore. Oh, se avesse potuto riparare quel passato!
+Vedersi stendere la mano da quei parenti! Entrare in quella casa! Se
+avesse potuto diventare l'amico di Vincenzo!
+
+Tutto l'anno la sua immaginazione aveva divagato intorno a
+quell'aspirazione, che si andava facendo più intensa, a misura che il
+tempo passava lasciandola insoddisfatta. Fantasticava delle scene
+drammatiche in cui egli con atti eroici salvava la vita a Vincenzo:
+poi scene tenere che lo commovevano fino al pianto. Altre volte erano
+idillî buffi coi quali blandiva dolcemente la sua manía. Pensava di
+uscire solo, di notte, di andare sotto le finestre di Vincenzo e di
+cantare una serenata che aveva udito in teatro:
+
+ «Bella siccome un angelo
+ «Ti vidi e t'adorai...
+
+Diceva _bello_ invece di _bella_, e cantava con una voce un po' falsa
+ed ineguale da adolescente, ma che prometteva di diventare una bella
+voce di tenore, e che possedeva un accento di passione assai raro nei
+tenori da teatro.
+
+Copiava nei libri che gli capitavano sotto mano dei brani declamatorî
+sull'amicizia, e li raccoglieva in un taccuino, dedicandoli nel
+segreto del suo cuore a Vincenzo.
+
+Finalmente gli esami gli avevano fornito il mezzo di dare una prova
+del suo affetto al cugino. Era un mezzo poco drammatico, ma di una
+tale utilità, che Vincenzo l'apprezzò altamente.
+
+Non salì nelle nuvole come il sentimentale Vicenzino; però, appena
+copiata la famosa traduzione latina, corse fuori dalla scuola,
+impaziente di saltare al collo del suo salvatore per ringraziarlo. Ma
+Vicenzino non lo aveva aspettato. Egli non isperava dei
+ringraziamenti. Al confronto delle gesta eroiche che aveva sognate di
+compiere per Vincenzo, quanto aveva fatto gli pareva troppo piccola
+cosa. Ma era felice ad ogni modo di essersi creato un rapporto con
+lui, ed era corso via per la campagna, per deliziarsi con una delle
+sue visioni, non più fantastica ed inverosimile, ma rievocata dal vero
+in tutti i suoi particolari: le lagrime silenziose di Vincenzo che
+sgocciolavano sul foglio bianco, lo sforzo fatto da lui, Vicenzino,
+per avvicinarlo senza essere veduto dall'assistente, ed il turbamento
+e la passione che aveva posta nel compiere quell'atto tanto comune
+nelle scuole, dove è considerato semplicemente una burla ai maestri.
+
+In casa Dogliani fu un gran chiacchierare dei ragazzi sul bel tratto
+di Vicenzino, e le cuginette lo ammirarono molto.
+
+A pranzo il signor Anselmo domandò a Vincenzo con piglio severo:
+
+--E così? l'esame di latino?... e crollò il capo come per dire che non
+ne sperava nulla.
+
+--L'ho fatto bene! gridò Vincenzo con uno scoppio di voce. Tutta la
+pagina senza un errore..... E gesticolava pavoneggiandosi come se
+credesse realmente di averlo fatto lui quel lavoro.
+
+--Oh! Oh! esclamò il babbo. Dio ti benedica, figlio mio. Dio ti
+benedica! E mise un gran sospiro di sollievo, e si rasserenò tutto,
+poi stese la mano traverso la tavola, e disse:
+
+--Via, diamoci una buona stretta di mano come due amici. Ti avevo
+giudicato male, ma vedo che non vuoi affliggermi. Ti ringrazio di
+questa buona nuova.
+
+Vincenzo mise la sua mano in quella del babbo, e scoppiò in un pianto
+dirotto. Era il rimorso, ridestato dalla tenerezza di quelle parole,
+che lo faceva piangere. Ma pochi minuti dopo non ci pensava più, e,
+felice di aver contentato il babbo, guardava le sorelline con
+orgoglio, dall'alto della sua gloria.
+
+Finito il pranzo, tornò ad uscire in cerca di Vicenzino; ma quello
+strano ragazzo non si lasciò vedere, ed egli portò in giro per tutto
+il paese la sua riconoscenza, a rischio di farla raffreddare. Fu
+soltanto pochi giorni dopo che lo incontrò.
+
+Vincenzo s'era fermato a confabulare in istrada con alcuni compagni
+per uno spasso che dovevano pigliarsi la mattina seguente, quando vide
+passare Vicenzino, che s'era fatto rosso al vederlo e camminava lesto
+lesto, come se non lo avesse riconosciuto.
+
+--Oooh! Vicenzinooo!... strillò Vincenzo con quanta voce aveva in
+corpo, e rialzando la sottana, e lasciando cadere in terra il largo
+cappello da prete, raggiunse di corsa il cugino, gli buttò le braccia
+sulle spalle per obbligarlo a voltarsi, e gli disse tutto eccitato:
+
+--Anche tu verrai a cercar fanghi con noi domani. È bello, sai, ci si
+diverte tanto...
+
+E rivolgendosi ai compagni che l'avevano seguito da lontano, gridò:
+
+--Verrà anche lui! Voglio che venga perchè è mio cugino, e mio
+amico... e perchè... perchè...
+
+Non lo potè dire il perchè. Gli pareva che gli altri dovessero burlarsi
+di lui, se sapevano che faceva tanto caso di quell'avvenimento
+scolastico. Si voltò invece a guardare Vicenzino e soggiunse:
+
+--Lo sappiamo noi il perchè. E, dandogli un'altra stretta alle spalle,
+lo fece girare due volte intorno a sè, in segno di tenerezza, poi lo
+piantò là, corse a pigliare il suo cappello e se ne andò, gridando da
+lontano:
+
+--Ricordati, Vicenzino! Domattina alle sei, qui, sulla piazza.
+
+Vicenzino fu puntuale come un innamorato, e da quel giorno i due
+fanciulli furono inseparabili. Vincenzo inventava ogni sorta di
+chiassate per quegli ultimi mesi che gli rimanevano di libertà, si
+ubbriacava d'allegria, di rumori, di giochi; correva fino a perdere il
+fiato, faceva salti da rompersi il collo, metteva grida da schiantarsi
+il petto, ed era felice.
+
+Vicenzino lo seguiva dovunque assorto nella gioia di aver raggiunto il
+suo ideale. Avrebbe voluto Vincenzo più quieto, più esclusivamente
+suo. La brigata dei compagni, che si tirava sempre dietro, lo
+manteneva così distratto, che non poteva fissarsi sopra un'idea, e la
+continua eccitazione dei giochi che lo attraevano, paralizzava la sua
+immaginazione ed il suo cuore. Non era possibile ottenere da lui un
+discorso intimo, una confidenza, uno sfogo d'espansione. Era troppo
+divagato. Ma tuttavia era là accanto a Vicenzino; tratto tratto gli
+saltava al collo o gli dava un urtone, non erano più estranei l'uno
+all'altro, si davano del _tu_...
+
+Tutti e due pensavano qualche volta al seminario, che doveva
+separarli. Vincenzo ne parlava con orgoglio. Il seminario era il primo
+passo verso la sua futura grandezza.
+
+--Quando dirò la prima messa, diceva, si farà una gran festa. Il babbo
+darà un pranzo magnifico, perchè il benefizio è mio. Tu mi scriverai
+un sonetto apposta, ed il municipio farà i fuochi d'artificio...
+
+Vicenzino lo ascoltava con deferenza, poi gli domandava dolcemente:
+
+--Mi scriverai quando sarai in seminario? E si consolava un poco della
+loro prossima separazione, riflettendo che, nelle lettere, avrebbe
+osato meglio esprimere tutta la sua tenerezza, domandare un equo
+ricambio di quell'amicizia che sentiva con tanta intensità, e che
+Vincenzo pigliava un po' troppo alla leggera.
+
+
+VI.
+
+Tutto questo accadeva nell'autunno del 1859. Ai primi di novembre
+Vincenzo, che aveva appena compiti i tredici anni, partì da Santhià
+per andare in seminario a Novara.
+
+Il benefizio, legato alla famiglia Dogliani da uno zio arcivescovo di
+Vercelli, non era molto grasso. Era un capitale di trentamila lire
+investite nella casetta abitata dal signor Anselmo ed in un fondo che
+egli coltivava con ogni cura per cavarne il maggior frutto possibile.
+
+Nei piccoli paesi si vive con poco, e quel fondo e un altro dell'egual
+misura all'incirca, che il signor Dogliani prendeva in affitto, gli
+fornivano un'entrata magra, ma sufficiente per vivere co' suoi quattro
+figliuoli.
+
+Aveva indugiato a mettere Vincenzo in seminario finchè non avesse
+passate tutte le classi che poteva fare in paese, dove c'era un
+ginnasio di terza classe per tardare quanto più era possibile ad
+aggravare il bilancio di famiglia con quella pensione.
+
+L'avversione che Vincenzo aveva sempre dimostrata pel latino aveva
+tenuto in pensiero il signor Anselmo tutti quegli anni. Se suo figlio
+fosse fallito agli esami, se fosse stato dichiarato assolutamente
+inabile a quello studio, avrebbe dovuto rinunciare a fargli percorrere
+la carriera ecclesiastica, e per conseguenza al benefizio; e la
+famiglia sarebbe rimasta senz'altro mezzo di sussistenza che il lavoro
+di lui, già avanti negli anni, che poteva mancare da un giorno
+all'altro e lasciare i figli nella miseria.
+
+Per tutte queste considerazioni la buona riuscita dell'esame aveva
+assunta tanta importanza, ed aveva disposto l'animo del padre ad una
+gran deferenza per quel fanciullo, che considerava come il sostegno
+della casa e delle bambine.
+
+Nella quiete del seminario Vincenzo si propose di lavorare seriamente
+per non deludere le aspettative di suo padre, che aveva riposta tanta
+fiducia in lui. L'intelligenza non gli mancava, e meno libero, meno
+distratto, fra condiscepoli già avvezzi alla disciplina della
+comunità, che giuocavano poco e studiavano seriamente, potè egli pure
+applicarsi con ardore a vincere le difficoltà dello studio. Non riescì
+mai a distinguersi fra i primi della scuola, ma superò d'anno in anno
+gli esami, e, compiuti gli studi liceali, ricevette gli ordini minori,
+e fu ammesso al primo corso di teologia.
+
+Fin dai primi mesi della loro separazione, Vicenzino aveva cominciato
+a scrivergli, e quelle lettere, giungendogli nella lontananza di tutti
+i suoi, nel raccoglimento di una vita uniforme e quieta, gli avevano
+risvegliata la fantasia. Quelle proposte d'amicizia fervente ed eroica
+lo avevano appassionato, ed egli aveva riposto in quell'affetto tutto
+l'ardore che metteva prima nei giochi e nei piaceri. Si erano
+scambiati giuramenti di completa fiducia, e di reciproco aiuto, a
+costo di qualunque sacrificio.
+
+Anche Vicenzino aveva lasciato quasi subito Santhià. Suo padre era
+riescito a collocarsi come fattore in un tenimento signorile presso
+Vercelli, dove mandava a scuola il figlio per fargli continuare gli
+studi liceali, dopo i quali intendeva che andasse a Torino
+all'Università, e prendesse una laurea. Era la sua ambizione, ed in
+essa aveva attinto il coraggio di cercare un impiego e di adattarvisi,
+il che gli costava non lieve sacrifizio, sebbene lo avesse ridotto ad
+una specie di sinecura. Si consolava facendola da despota e signore
+coi contadini suoi dipendenti. Intanto il fanciullo, intelligente ed
+amante dello studio, faceva progressi meravigliosi.
+
+Così i due giovani amici erano giunti uno a diciotto, l'altro a
+dicianove anni, senza essersi più riveduti. Nell'inverno del 1864
+Vincenzo trovò nella biblioteca del seminario, fra i libri che era
+permesso agli alunni di leggere: _Il primato morale e civile
+degl'Italiani_, di Gioberti. E, dopo avere scorse le prime pagine con
+fatica, si era venuto via via interessando a quella lettura, che gli
+aveva ravvivato nel cuore il sentimento patriottico fino allora
+latente. Provò un vivissimo desiderio di saperne di più, e, non
+trovando altre opere di quel genere, ne domandò ad un compagno, il
+quale poteva avere dei libri per mezzo di un fratello, che glieli
+consegnava di nascosto nelle visite domenicali. Cosi lesse _Le
+speranze d'Italia_, del Balbo. E quelle vecchie speranze, in gran
+parte conseguite, gli fecero palpitare il cuore. Ripensò quell'immenso
+passaggio di soldati francesi che aveva veduti nel 59. Suo padre, con
+una coccarda tricolore sul cappello, lo aveva condotto a Vercelli,
+dove, in piedi sopra un tavolino da caffè, aveva veduto per ore ed ore
+sfilare soldati e baionette, ed aveva udito gridare: «Viva l'Italia!
+Viva l'Italia!» Anche lui aveva gridato colla sua esile vocina da
+fanciullo, ed i soldati si erano messi a ridere, dicendo: «_Le petit
+prêtre_».
+
+Allora non aveva capito gran cosa; ma ora, a diciotto anni, tutto
+quelle scene gli tornavano in mente, ed il solo ricordo di quelle
+masse esultanti, di quelle armi, di quelle grida di popolo, lo
+esaltavano. Dopo le _Speranze d'Italia_ lesse una raccolta di poesie
+patriottiche, del Berchet, del Foscolo, del Manzoni. Imparò a mente i
+cori del _Conte di Carmagnola_, e la sera li ripeteva tra sè nel
+silenzio del dormitorio buio, e si addormentava mormorando con fervore
+quei canti di guerra. Erano le sue preghiere.
+
+La sua testa si esaltò, il suo sangue giovane cominciò a ribollirgli
+nelle vene, e le mura del seminario gli parvero una prigione, e la
+sottana nera gli riescì grave. Passò dei giorni di ansietà crudeli,
+combattuto tra la smania di correre da suo padre, di gettare la veste
+ed il tricorno, e di dirgli: «Sono italiano, mi devo alla mia patria,
+non voglio essere prete», ed il dolore di portare un colpo simile al
+povero vecchio che aveva fede in lui, e che quella sua risoluzione
+avrebbe ridotto alla miseria. Non aveva più testa allo studio, evitava
+i compagni, smaniava, si strappava i capelli, piangeva disperatamente,
+non scriveva neppure più a Vicenzino, gli pareva d'impazzire. Nelle
+ore di ricreazione, mentre i piccoli seminaristi giocavano, ed i
+grandi discorrevano ad alta voce, egli profittava di quel chiasso, che
+impediva di distinguere i vari suoni, per cantare i vecchi inni del
+1848, che si udivano ancora qualche volta nelle campagne del Piemonte.
+Un giorno fu sorpreso da un assistente mentre strillava con tutta la
+forza de' suoi polmoni--_Va' fuori d'Italia, va' fuori, o
+stranier!_--e fu rinchiuso per castigo in un camerino di penitenza.
+D'allora confuse l'assistente coi tiranni della patria, e quando
+pensava alla redenzione d'Italia, pensava di redimersi dall'Austria e
+da lui.
+
+Circa quel tempo le lettere di Vicenzino cominciarono a farsi meno
+verbose, meno sentimentali. Aveva realmente qualche cosa da scrivere
+all'amico, un'angoscia da confidargli. Suo padre era ammalato. Egli
+cessò di fantasticare sull'amicizia, per descrivere le sofferenze
+dell'infermo, la tosse, l'affanno, le veglie; per riferire i giudizi
+del medico.
+
+Vincenzo aveva voluto bene a quel parente senza conoscerlo, forse per
+una certa analogia nei loro caratteri. La sua malattia lo distolse
+alquanto dai pensieri turbolenti che lo agitavano. Aspettava le nuove
+dell'infermo con ansietà, ed aveva ripreso a scrivere all'amico, per
+dargli coraggio e dirgli parole di simpatia. Un giorno ricevette un
+biglietto brevissimo: «Mio padre è morto quasi improvvisamente, quando
+pareva che cominciasse a star meglio. Sono solo al mondo.»
+
+Erano vicine le feste di Natale. Vincenzo domandò una licenza per
+andar a passarle in famiglia, e partì, impaziente come Damone
+accorrente alla salvezza di Pizia.
+
+Prima di andare a Santhià scese a Vercelli, e corse a vedere il cugino
+nella fattoria dove aveva vissuto quegli ultimi anni con suo padre, e
+dove l'aveva perduto. I due fanciulli erano molto cambiati, ma si
+riconobbero subito. Tutti e due erano cresciuti. Vincenzo era forte,
+quasi grasso, colorito in volto, ed una folta barba nera, sebbene
+accuratamente rasa, gli coloriva di una tinta azzurrina le guance ed
+il mento. Vicenzino invece, più alto del cugino di quasi un palmo, era
+pallido e magro. I suoi dolci occhi turchini erano abbattuti dalle
+veglie e dal pianto, ed i capelli biondi, arruffati sulla fronte gli
+facevano una bella aureola, da arcangelo.
+
+La loro lunga corrispondenza li aveva fatti conoscere così intimamente
+l'uno all'altro, che ogni soggezione era scomparsa fra loro, ed al
+primo vedersi si stesero le braccia, come se, prima di quella
+separazione, avessero già vissuto molto tempo insieme. Vicenzino
+pianse lungamente in silenzio, e Vincenzo non cercò di consolarlo. Se
+lo teneva abbracciato come per fargli sentire che, dopo quel grande
+amore che aveva perduto, gli restava ancora la sua amicizia; ma non
+glielo diceva. Vicenzino però sentiva il cambiamento avvenuto nel
+cugino in quei quattro anni. Lo sentiva egualmente impetuoso, ma
+espansivo, riflessivo, serio, e questo gli faceva bene. Era l'amico
+che egli aveva sognato.
+
+Sfogato l'impeto del dolore, Vincenzo disse:
+
+--Vieni con me. E, con quel fare sicuro ed imperioso che gli aveva
+guadagnata altre volte una facile superiorità sui compagni, gli buttò
+addosso mantello e cappello, e lo condusse alla stazione di Vercelli,
+dove presero il treno che doveva condurli a Santhià.
+
+Arrivati in paese si diressero subito verso la casa Dogliani. Erano
+passate le quattro del pomeriggio, e nevicava; era quasi buio. Quando
+furono a pochi passi dalla porta videro il signor Anselmo che si
+avanzava dalla parte opposta.
+
+--Babbo, gridò Vincenzo. E la sua voce echeggiò nel silenzio della via
+deserta. Il signor Dogliani si fermò; rizzò il capo, che teneva chino
+per ripararsi dal freddo col bavero del mantello, e, vedendo una
+figura lunga e nera da prete, esclamò stupefatto:
+
+--Vincenzo! Sei tu?
+
+--Sì, rispose Vincenzo. Vengo a condurti un figlio di più. E spingendo
+innanzi Vicenzino soggiunse mestamente:
+
+--Suo padre è morto.
+
+Il signor Dogliani tremava tutto come côlto da brividi, e non
+rispondeva, e Vicenzino, mortificato da quel silenzio, vedendosi
+respinto, fece per andarsene. Ma Vincenzo gli riprese il braccio, poi
+accostando il volto a quello del padre e parlandogli sommessamente,
+gli disse:
+
+--Siamo amici da anni, e mi ha reso dei servigi....
+
+Ma il signor Anselmo lo interruppe colla voce tanto commossa, che
+spiegava il suo lungo silenzio:
+
+--È figlio di mio fratello, e basta. Poi, accennando la porta di casa
+colla mano che tremava come una foglia scossa dall'aria, disse a
+Vicenzino:
+
+--Entra.
+
+Nella stanza da pranzo le ragazze aspettavano il babbo per mettersi a
+tavola. L'Elena aveva quattordici anni, e pareva già una signorina. Le
+altre due pure erano cresciute, ed avevano gli abiti troppo corti e le
+gambe troppo lunghe.
+
+Al vedere entrare i due giovani egualmente inaspettati, misero
+un'esclamazione, e balzarono incontro al fratello. Ma il volto pallido
+del signor Anselmo che comparve subito dietro al figlio, aveva qualche
+cosa di più grave del solito, che le fece ammutolire. Egli però disse
+semplicemente alle fanciulle, mettendo una mano sulla spalla di
+Vicenzino:
+
+--Vi conduco un nuovo cugino, lo conoscete?
+
+--Sì, risposero le due ragazze maggiori. E quell'affermazione non
+meravigliò affatto il babbo, che di certo aveva indovinato che da un
+pezzo le sue figlie prendevano a cuore quel parente. Egli le presentò
+ad una ad una, dicendo:
+
+--Elena, la mia primogenita; Laura, la nostra piccola massaia, e
+Maria, che ti farà sopportare i suoi capricci, perchè tra tutti
+l'abbiamo viziata un pochino.
+
+Fu la sola allusione che fece all'installamento del nipote in casa
+sua. Poi tutti si misero a tavola, e la Laura cominciò a scodellare la
+minestra.
+
+
+VII.
+
+Vincenzo doveva passare dieci giorni a Santhià per cominciare l'anno
+nuovo colla sua famiglia. Ma, malgrado la presenza dei due giovani, la
+casa era malinconica e silenziosa. Vicenzino aveva il cuore riboccante
+di riconoscenza, ma sentiva che non avrebbe potuto parlarne senza
+commoversi, ed evitava quell'argomento. Guardava lungamente Vincenzo,
+ed i suoi occhi si empivano di lagrime. La stessa povertà della casa
+che lo aveva ospitato lo commoveva. Le ventimila lire date a suo padre
+acquistavano un valore assai maggiore, dacchè sapeva che il signor
+Anselmo viveva quasi meschinamente, e la sua ammirazione per quello
+zio, facendosi più grande, aumentava la sua tristezza per i ricordi
+del passato.
+
+Anche Vincenzo, con grande stupore delle sue sorelle, parlava poco ed
+era spesso impensierito. Quando, con una vecchia burla che aveva
+sempre lusingata la sua vanità, lo chiamavano arcivescovo, non
+s'insuperbiva più affatto, e con quella cortesia che si usa tra
+fratelli e sorelle, scoteva le spalle e borbottava: «Stupide».
+
+La Laura, discorrendo coll'Elena di quel cambiamento, diceva:
+
+--Non è più tanto vanitoso Vincenzo; si va migliorando.
+
+Ma l'Elena, che non era assorta nelle faccende di casa, per le quali
+non aveva gusto, ed aveva più agio di studiare il fratello, rispondeva
+impensierita:
+
+--Chissà che cos'abbia, povero Vincenzo!
+
+Una mattina che i due giovani erano usciti a fare una lunga
+passeggiata sulla neve gelata della strada maestra, incontrarono un
+gruppo di contadine con dei panieri di ova e pollame, che andavano a
+vendere a Santhià. Una bella donnona sulla trentina, che camminava
+davanti a tutte, dondolandosi sui fianchi, guardò arditamente in
+faccia Vincenzo, poi, ammiccando alle compagne con un riso maligno che
+le scopriva dei bellissimi denti, susurrò abbastanza forte per essere
+udita:
+
+--Che bel prete!
+
+Le altre risero forte.
+
+Vincenzo si fece rosso, i suoi occhi lampeggiarono di sdegno; mosse un
+passo innanzi come se volesse attaccar briga; ma subito si frenò, e
+mormorò con rabbia:
+
+--Sciocche! Villane!
+
+Vicenzino, che aveva abbassato gli occhi per pudore, fu meravigliato
+di quel risentimento, e disse:
+
+--Via, non t'ha detto nulla di male, infine.....
+
+--Sono villane, ripetè Vincenzo con denti stretti. Non sanno veder un
+uomo vestito di nero senza chiamarlo prete.
+
+--Ti fanno un onore anticipato, tornò a dire Vicenzino con piglio
+conciliativo; se non sei ancora prete lo sarai.
+
+Vincenzo stette un po' senza rispondere, guardando in terra, poi disse
+colla voce strozzata:
+
+--Già, lo sarò.
+
+Vicenzino si fermò sui due piedi e fissò in volto il cugino. Questi
+era acceso come una fiamma, teneva gli occhi chini a terra, e si
+mordeva rabbiosamente le labbra. Vicenzino gli prese le mani e gli
+domandò con affetto, ma coll'accento imperioso di un amico che ha
+diritto di conoscere i segreti dell'amico:
+
+--Che cos'hai?
+
+Vincenzo non rispose e scosse il capo come per dire: «A che serve? È
+un caso disperato». E due lucciconi, che gli tremavano sugli occhi,
+caddero come due perle sulle mani congiunte dei due amici.
+
+--Non sei contento di far il prete? tornò a domandare Vicenzino.
+
+--Saresti contento tu? rispose l'altro con uno scoppio di voce che
+tradì un singhiozzo.
+
+--Io non ho la vocazione.
+
+--Ed io l'ho la vocazione? Ho il benefizio; ho il dovere di conservare
+quella rendita al babbo che è vecchio, alle sorelle che non hanno
+dote... Eccola la mia vocazione! Debbo sagrificarmi per gli altri;
+sagrificarmi tutta la vita.
+
+--Eri pur contento del tuo stato, prima.... insistè Vicenzino.
+
+--Prima ero un ragazzo. Non pensavo neppure d'aver una patria. Credevo
+che le guerre si facessero solamente nei libri di Storia. Perchè non
+avevo mai visto un Tedesco qui, non pensavo che vi sono delle
+provincie d'Italia che essi invadono.....
+
+E raccontò le sue letture, le sue febbri d'entusiasmo patriottico, le
+lagrime divorate in segreto.... Parlava con enfasi, piangeva, tremava
+tutto ed esclamava disperatamente:
+
+--Dovrò rimanere inerte come un vile! Come un vile!
+
+Vicenzino aveva già espresso all'amico il suo piano d'avvenire:
+compiere da sè in casa quell'anno di studi per non obbligare lo zio a
+pagargli una pensione a Vercelli; poi prendere il diploma di maestro
+superiore, e collocarsi come insegnante nel ginnasio pareggiato di
+Santhià per guadagnarsi la vita, durante il tempo che gli mancava
+ancora prima di essere chiamato alla coscrizione. Ma egli pure aveva
+sentimenti patriottici e si proponeva, se durante quei tre anni
+Vittorio Emanuele od altri avessero _fatto qualche cosa_, di
+arruolarsi come volontario.
+
+Egli comprese dunque l'afflizione di Vincenzo, la sua lotta crudele
+tra il dovere di figlio e quello di cittadino, e, non vedendo altro
+mezzo di consolarlo, gli disse:
+
+--Chi impedisce ad un prete di battersi quando occorra per la sua
+patria?
+
+--Nulla glielo impedisce nell'eccitamento di una crisi politica,
+nell'ardore di una battaglia; ma il giorno dopo tornerà ad essere
+estraneo a tutto quel che si fa pel suo paese; sarà sempre un prete,
+ed io sento che son nato per essere un soldato. Oh, se non avessi quel
+benefizio che mi lega...
+
+--Se tu fossi cappellano d'un reggimento..., del _mio reggimento_....,
+disse Vicenzino.
+
+Nella sua desolazione Vincenzo s'aggrappò a quell'idea che gli
+permetteva di fare una vita attiva, di vivere in caserma, di battersi,
+di raccogliere i feriti, di assisterli, di conservare alla sua
+famiglia il benefizio del quale viveva, essendo meno prete ed un po'
+soldato. Ne parlarono a lungo, e Vincenzo, coll'ardore che metteva in
+ogni cosa, finì coll'innamorarsi della sua missione di cappellano, e
+gli ultimi giorni della sua vacanza apparve animato, eccitato,
+contento, e partì colla fantasia riscaldata, facendo giurare a
+Vicenzino di tenerlo informato di quanto si preparerebbe per la
+liberazione di Venezia, e di chiamarlo al primo sintomo di prossima
+guerra.
+
+
+VIII.
+
+Prima d'andare a rinchiudersi, Vincenzo pensò a provvedersi di libri,
+per isfogare colla lettura, la passione che gli ferveva nel cuore.
+Comperò i romanzi di Guerrazzi, di Massimo d'Azeglio, di Tommaso
+Grossi, e li lesse e rilesse con l'avidità di chi morde un frutto
+proibito.
+
+Ma, accanto ad ogni maschia figura d'eroe, egli trovava una dolce
+figura di donna, il cui nome si confondeva con quello della patria nel
+pensiero del guerriero innamorato. E, a misura che il tempo passava,
+il conforto che il povero seminarista aveva trovato nell'idea di farsi
+cappellano di reggimento, prete-soldato, non gli bastava più; tornava
+a sorgergli nell'anima, più ardente di prima, la ribellione contro il
+suo destino. Alle scene di guerra che avevano turbata la sua fantasia,
+ora succedevano le scene d'amore, che la turbavano ben più. Gli
+bastava di portare lo sguardo sulla tonsura de' suoi compagni, per
+sentirsi tutto ardere di sdegno. L'uscire in istrada colla lunga fila
+dei seminaristi era un supplizio per lui. Gli pareva che gli uomini
+ridessero nell'incontrarlo, e che le donne, nel guardarlo, non
+arrossissero come arrossivano guardando gli altri giovani della sua
+età. Si ricordava la contadina rubiconda che sulla strada di Santhià
+gli aveva detto: «Che bel prete!» E si mordeva i pugni e piangeva di
+rabbia. Egli non sarebbe mai altro che un bel prete!
+
+Quei due anni, dal sessantaquattro al sessantasei, furono due anni di
+tortura per lui. La sua veste nera gli era divenuta addirittura
+odiosa. Non osava confidare a Vicenzino le angoscie segrete che lo
+agitavano; si vedeva preso inesorabilmente nella fatale alternativa di
+essere un cattivo prete o un figlio crudele, troppo debole per
+accettare il sacrificio, troppo buono per liberarsene ad ogni costo.
+
+Intanto Vicenzino viveva nell'azzurro di un bel sogno d'amore. Stando
+in casa coll'Elena, omai vicina ai quindici anni, bionda, pallida,
+sentimentale come lui, dal cuore generoso, dalla mente elevata, era
+venuto a poco a poco a trattarla con intimità fraterna.
+
+La Laura era nata massaia. Trottava tutto il giorno per la casa, dalla
+cantina al solaio, badando alla cucina, alla guardaroba, alle
+provviste per l'inverno, dando ordini, ricevendo conti. La Maria
+andava ancora alla scuola, e quand'era in casa correva sempre sulle
+calcagna della sorella più attiva. L'Elena invece aveva dei gusti
+signorili. Le sue mani erano sempre bianche, e ne aveva una cura
+grandissima; portava i suoi vestiti, più che modesti, con un garbo
+squisito, e trovava sempre modo d'avere un fiore nei capelli e qualche
+nastro sul petto. Delle faccende domestiche aveva scelta la più
+pulita. Riceveva e raccomodava il bucato. Il tavolino da lavoro dove
+altre volte si occupava come sapeva meglio la Caterina, ora era
+diventato il posto dell'Elena, che ne aveva coperto il cuscino con un
+ricamo, e ci aveva messo accanto un bel cesto di vimini ricamato
+anch'esso, nel quale riponeva la biancheria da rammendare. Nella
+cassetta del tavolino teneva sempre qualche libro, e tratto tratto
+lasciava il lavoro per leggere un poco.
+
+Vicenzino studiava allo scrittoio poco discosto, e quando aveva
+finito, non aveva che da voltare la sedia per trovarsi accanto al
+tavolino dell'Elena, in faccia a lei. Le parlava del libro che stava
+leggendo, delle lettere di Vincenzo, della sua infanzia triste da
+fanciullo malato, dell'America; le confidava i suoi disegni
+d'avvenire.
+
+--Sono avvezzo a studiare da solo. Nel tempo che sarò soldato studierò
+sempre, assiduamente, e quando ritornerò, potrò avere il diploma
+superiore per insegnare nei licei. Allora avrò una buona situazione.
+
+Non diceva di più. L'Elena era troppo bambina perchè egli osasse
+parlarle d'amore. Ma pensava che nei due anni che gli rimanevano,
+avanti di essere chiamato alla coscrizione, la bambina sarebbe
+diventata una giovane, e l'avrebbe amato, e prima di partire per
+quella lunga assenza, col cappotto e la giberna, egli le avrebbe
+svelato il suo segreto, ed avrebbe portato con sè, nella vita rumorosa
+delle caserme, nelle marce faticose, nell'uggia delle manovre,
+nell'eccitazione della guerra, la soave fiducia d'essere amato, di
+trovare al suo ritorno quella dolce fanciulla bionda che lo avrebbe
+aspettato, che gli porgerebbe la mano, e gli direbbe «sono tua». E la
+situazione, guadagnata con tanto studio e tanta fatica, egli potrebbe
+dividerla con lei, colla sua sposa, solo con lei, in un lungo avvenire
+d'amore e di pace.
+
+
+IX.
+
+Ma prima che la coscrizione chiamasse Vicenzino a portare il cappotto
+e la giberna, il movimento del 1866 per la liberazione del Veneto,
+venne a fare un'utile diversione nelle idee dei due giovani. Appena
+Vicenzino potè scrivere segretamente all'amico, che Garibaldi
+raccoglieva i volontari per una prossima guerra, il povero seminarista
+dimenticò i suoi segreti dolori, e, bollente di patriottismo, non
+pensò che ad ottenere da suo padre il permesso d'uscire
+temporariamente dalla sua prigione per andare a battersi. Il signor
+Anselmo Dogliani non era uomo da opporsi.
+
+Verso la fine di maggio i due cugini partirono per Milano, eccitati
+dalla novità del viaggio, dei nuovi paesi, della guerra, comperando ad
+ogni stazione giornali e proclami, stringendo amicizia coi giovani
+della loro età che viaggiavano verso la stessa meta, sognando la
+camicia rossa e la vittoria.
+
+Ma furono presto separati. Vicenzino rimase ferito nel primo scontro a
+Ponte Caffaro, e fu trasportato all'Ospedale di Salò. Vincenzo andò
+solo a Monte Suello ed a Bezzecca, col cuore diviso tra l'entusiasmo
+della guerra e l'ansietà per l'amico lontano; ed appena i corpi
+volontari furono sciolti, corse a raggiungerlo. Vicenzino era fuor di
+pericolo, ed in istato di essere condotto a casa. Ma era ancora
+debolissimo; il viaggio era lungo, il caldo opprimente. Bisognò farlo
+viaggiare comodamente, lasciarlo riposare una notte a Milano, un'altra
+a Novara. Vincenzo lo accompagnava con una sollecitudine
+affettuosissima, scegliendo i treni del mattino per evitargli l'ardore
+dei vagoni infocati dal sole di agosto, procurandogli i brodi
+sostanziosi di cui aveva bisogno, reggendolo fra le sue braccia quando
+doveva fare qualche passo. Vicenzino, colla mente confusa dalla
+eccessiva debolezza, senza voce per parlare, sentiva dolcemente quella
+tenerezza da amico, e la confondeva nel suo pensiero coll'altra
+tenerezza lungamente sognata; e, malgrado le sue sofferenze ed i
+disagi del viaggio, assorto in una specie di vaneggiamento sereno, si
+sentiva felice.
+
+Vincenzo invece, appena cessato l'eccitamento della battaglia, aveva
+pensato con raccapriccio al ritorno in seminario, ove doveva ricevere
+gli ordini maggiori alla fine d'agosto, dopo pochi giorni soltanto:
+gli ordini maggiori che lo consacravano prete, che lo obbligavano a
+rinunciare per sempre ai sogni inebrianti della sua gioventù. E si era
+fatto cupo, silenzioso, scoraggiato, e tratto tratto un impeto d'ira
+gli faceva salire il sangue al volto, o la profonda disperazione gli
+strappava le lagrime.
+
+Quando, arrivati a Santhià, i due giovani entrarono in casa, l'uno
+appoggiato all'altro, le fanciulle, che erano corse ad incontrarli,
+nell'entusiasmo che in quei giorni riscaldava tutti i cuori, li
+abbracciarono tutti e due come due fratelli. Vincenzo, coll'animo in
+tempesta, rimase freddo; non era più il giovane ardente di due mesi
+prima: un'ombra di tristezza profonda oscurava il suo volto. Ma la
+fine inaspettata e sconfortante della campagna, gli forniva un
+pretesto per nascondere i suoi veri sentimenti. Alle domande inquiete
+dell'Elena e di suo padre, rispondeva:
+
+--Non credevo che le cose dovessero finire a questo modo.
+
+Vicenzino solo non s'avvedeva di nulla. Appena aveva sentito sulle sue
+guancie le labbra della Elena, s'era messo a tremare, ed era scoppiato
+in un pianto convulso. Era troppo debole per quella sorpresa di
+felicità.
+
+--È la stanchezza, s'era detto in casa; è un accesso nervoso. E
+Vincenzo, che non vedeva l'ora di sottrarsi agli sguardi del padre e
+delle sorelle, aveva portato quasi di peso il cugino in camera, e
+l'aveva fatto coricare. Sfinito, in uno stato di prostrazione, vicino
+a svenire, Vicenzino sorrideva come un estatico. Poco dopo Vincenzo
+gli domandò:
+
+--Come stai?
+
+--Sono felice, susurrò l'ammalato.
+
+Vincenzo si scostò dal letto premendosi i pugni sugli occhi, battendo
+i piedi in terra, fremendo per tutto il corpo. Rimase a lungo colla
+faccia rivolta alla finestra aperta, come se contemplasse lo splendido
+tramonto che irradiava la cima delle Alpi lontane, come tante punte
+d'oro, e chiudeva l'orizzonte turchino con un'immensa striscia d'un
+rosso infocato. Ma il povero giovane non vedeva nulla, e stava voltato
+così per divorare le sue lagrime senza farsi scorgere. Era una
+precauzione superflua. Vicenzino guardava nel vuoto, nell'ideale; non
+si accorse di quella disperazione, e, con un filo di voce, chiamò:
+
+--Vincenzo!
+
+L'eccesso della sua felicità gli pesava sulla coscienza come un
+rimorso. Sentiva di doverla rivelare all'amico; l'aveva attinta nella
+sua casa, gli era venuta da lui, ed aveva potuto fargliene un segreto!
+Alla sua fantasia indebolita questo sembrava un atto di mala fede, una
+colpa. Vincenzo si avvicinò, cupo, senza parlare, e l'ammalato gli
+disse:
+
+--Ho un segreto da rivelarti.
+
+L'altro non rispose, ed egli, credendo che aspettasse quella
+rivelazione, riprese:
+
+--Ora non ho forza. Ti scriverò. Poi mormorò: Sono tanto felice!
+
+Vincenzo lo abbracciò con impeto, tanto stretto che gli fece male, poi
+uscì singhiozzando.
+
+Rimase ancora alcuni giorni in famiglia, finchè vide Vicenzino un po'
+rinforzato dalle cure e dall'agiatezza della casa. Ma il tempo
+stringeva. Era martedì, e la domenica seguente doveva ricevere gli
+ordini maggiori. Il signor Dogliani sembrava inquieto, temeva che
+Vincenzo non avesse tempo di prepararsi alla cerimonia, e lo esortava
+a tornare in seminario. Vincenzo non si fece più pregare. La mattina
+del mercoledì salutò con infinita tenerezza tutti i suoi, abbracciò il
+padre piangendo, e partì. Ma quando fu per salire in vagone disse a
+Vicenzino che l'aveva accompagnato in carrozza col signor Dogliani
+alla stazione:
+
+--Non ti senti la forza di venire fino a San Germano? Sono pochi
+minuti di corsa in ferrovia; anche tu, babbo; accompagnami ancora
+questo trattino.
+
+--Temo che Vicenzino si stanchi, rispose il signor Dogliani, e non sia
+poi in grado di venir domenica a Novara per la cerimonia; vogliamo
+esserci tutti; è una gran giornata domenica....
+
+Vincenzo non rispose altro. Strinse forte la mano a tutti e due, e
+salì in fretta nel vagone.
+
+
+X.
+
+Vicenzino si rimetteva rapidamente. L'Elena, dacchè era tornato così
+malato, gli usava delle cure gentili ed amorevoli che lo inebriavano.
+Nell'eccesso della gioia il giovane convalescente doveva far violenza
+a sè stesso per non lasciar irrompere la passione che lo agitava.
+Voleva confidarsi prima a Vincenzo; subito dopo la cerimonia, la
+domenica, sperava di averlo un momento solo con sè, e di rivelargli
+quel segreto che non poteva più contenere.
+
+--Sarà la prima confessione che riceverà, pensava; e mi sembrerà
+d'essere già unito a lei quando mi avrà ascoltato....
+
+Il venerdì, dopo pranzo, si era trovato solo coll'Elena presso il
+solito tavolino, che gli richiamava tante dolci memorie. Parlavano di
+Vincenzo, del gran giorno dell'ordinazione; ma Vicenzino era
+distratto. Dalla finestra aperta la luce chiara batteva sul capo
+dell'Elena, ed un leggero soffio d'aria le agitava i riccioli sulla
+fronte e sul collo. Egli la guardava avidamente, pallido, tremante, e
+ripensava il bacio di quelle labbra che aveva sentito sulle guancie la
+sera del suo ritorno.
+
+--Non l'hai osservato anche tu? domandò la Elena che aveva parlato fin
+allora della tristezza misteriosa di Vincenzo.
+
+--Che cosa? rispose Vicenzino che, assorto nella sua estasi d'amore,
+non aveva capito nulla. L'Elena lo guardò meravigliata, co' suoi
+grandi occhi grigi e limpidi. Ma, all'incontrare quello sguardo,
+Vicenzino si fece rosso come una fiamma, e, sentendo di non poter
+tacere più a lungo, si alzò ed uscì in giardino.
+
+Passeggiò un pezzo, agitato, nervoso, commosso, ma profondamente
+felice. Gli era sembrato di leggere una speranza in quegli occhi
+grigi. Non aveva più che un giorno da aspettare, poi potrebbe parlare
+del suo amore; parlarne a lei. Vincenzo glielo avrebbe permesso. Si
+figurava quel momento, ripeteva fra sè: «O Elena, quanto ti amo!...»
+
+In quella vide uscire in giardino la piccola Maria con una lettera in
+mano. Mentre si avanzava verso di lui per consegnargliela, guardava la
+soprascritta e diceva, come se parlasse tra sè:
+
+--Sembra la mano di Vincenzo; ma non può essere perchè non viene da
+Novara. Non viene neppure dalla posta; l'ha portata un contadino.
+
+Però quella lettera era proprio di Vincenzo. Anche Vicenzino
+nell'aprirla pensava: «Come mai non viene da Novara?» Ma appena n'ebbe
+scorse poche righe, gridò:
+
+--Ah per Dio! poveri noi!
+
+E, respingendo la bambina che gli stava curiosamente dinnanzi, prese
+la rincorsa ed uscì senza cappello, correndo come un matto.
+
+Quella lettera era il solito addio dei suicida, e cominciava colla
+solita frase:
+
+--«Quando riceverai questa lettera avrò cessato di vivere». Poi
+spiegava disordinatamente le sue ragioni: «Non posso ricevere gli
+ordini maggiori senza commettere un sacrilegio; e d'altra parte non
+posso rinunciare alla carriera ecclesiastica perchè ridurrei mio
+padre, che si fa vecchio e malaticcio, alla miseria. Capisco che la
+mia morte non rimedia a nulla, ma non ho il coraggio di vivere. Non ho
+voluto rientrare in seminario. Ho errato tutti questi giorni per la
+campagna come un'anima in pena, cercando la soluzione al terribile
+problema della mia vita; ma non l'ho trovata. Non so far nulla, non
+sono in grado di guadagnar nulla. Dopo aver rovinato mio padre ne'
+suoi ultimi anni, dovrei vivere a sue spese. Vedi che non è possibile;
+sarebbe una vergogna, un delitto. Preferisco morire...»
+
+Vicenzino fermava tutti i contadini che vedeva per domandare
+affannosamente, fremendo d'impazienza:
+
+--Sei tu che hai portata questa lettera a casa Dogliani?
+
+Tutti dicevano di no; ed egli correva, di su, di giù, come un matto,
+agitando la lettera in alto, guardando tutti supplichevolmente, e
+gridando:
+
+--Chi l'ha portata? Ma chi l'ha portata? Dove posso cercarlo? Mio Dio,
+dove? dove?
+
+Poi, mentre si avviava, sempre di corsa, per una strada che metteva
+fuor dal paese, senza sapere dove andasse, si vide venire innanzi il
+signor Dogliani seguito da un contadino, e l'udì gridare tutto
+stupito:
+
+--Ho trovato quest'uomo, che dice d'aver portata una lettera di
+Vincenzo, che è a San Germano, all'albergo del Gallo...
+
+--Ah! a San Germano! Sei chilometri! urlò Vicenzino; e via, con una
+corsa disperata verso la strada maestra.
+
+--Seguitelo, seguitelo; non vedete che impazzisce? gridava il signor
+Dogliani tremando tutto sulle vecchie gambe. Intanto il contadino era
+riuscito a raggiungere Vicenzino, e gli aveva strappata la lettera che
+egli continuava ad agitare in alto senza sapere quel che facesse. Ma
+non potè fermarlo.
+
+Il signor Dogliani guardava quell'uomo venire verso di lui col foglio
+in mano, e pareva che ne avesse paura. Quando l'ebbe preso fece per
+leggere, ma era già troppo buio, e dovette accostarsi al lume d'una
+bottega; mormorava:
+
+--Che cos'ha? Cos'è accaduto?
+
+Poi, quando ebbe cominciato a leggere, vacillò come un ubbriaco.
+Scosse due o tre volte nervosamente il capo, ma continuò a leggere
+cogli occhi fissi sul foglio, tremando a verga, e sussultanto di
+tratto in tratto. Ma non gridava, non diceva nulla, e guardava sempre
+il foglio.
+
+I pochi contadini che, allarmati dalle smanie di Vicenzino, si erano
+fatti intorno al vecchio, furono pronti a sorreggerlo quando barcollò,
+e videro che aveva gli occhi vitrei come impietriti e non leggeva più
+da un pezzo.
+
+
+XI.
+
+Intanto Vicenzino proseguiva la sua corsa sfrenata, fremendo all'idea
+di non giungere in tempo, singhiozzando, smaniando ad alta voce. Dopo
+un tratto vide venire una carrozza, e le si precipitò contro a rischio
+di farsi sfracellare, gridando colla voce strozzata dall'ansimare
+violento:
+
+--Lasciatemi salire; presto; bisogna che io sia a San Germano fra un
+quarto d'ora.
+
+Era la carrozza di una famiglia signorile di Santhià; il cocchiere
+conosceva il piccolo Dogliani, l'_americano_, e lo tirò su quasi senza
+fermare, dicendo:
+
+--Perchè non pigliare la strada ferrata, se aveva tanta fretta?
+
+A quel pensiero Vicenzino si cacciò le mani nei capelli e mise un
+grido furioso.
+
+«Aveva lasciato morire il cugino per la sua balordaggine!» Come mai
+non aveva pensato alla strada ferrata? Era impazzito di certo...
+
+E fece per balzar giù dalla carrozza, come se volesse prendere il
+treno. Davvero il dolore e lo spavento lo facevano delirare. Il
+cocchiere lo trattenne, e, un po' colle buone, un po' colla violenza,
+riuscì a persuaderlo che il treno era passato da mezz'ora, per
+conseguenza prima che egli avesse ricevuta la lettera di Vincenzo. Era
+commosso anche lui da quella disperazione, e frustava i cavalli senza
+pietà, e li faceva volare addirittura sulla strada maestra. Ma
+Vicenzino si impazientiva di rimanere inerte in carrozza; batteva i
+piedi furiosamente, si mordeva i pugni, si strappava i capelli.
+
+Appena vide il campanile della chiesa di San Germano, cercò un'altra
+volta di buttarsi giù, come per arrivare più presto all'albergo; ma il
+cocchiere lo frenò ancora giurandogli che arriverebbero prima colla
+carrozza; ed infatti, dopo due minuti, si fermava all'albergo del
+Gallo, dove Vicenzino saltò nell'atrio e infilò la scala, senza neppur
+aver aperto lo sportello della carrozza.
+
+L'oste corse fuori dalla cucina, e gli gridò dietro:
+
+--Dove va? Eh, signore, dove va? E l'altro, senza fermarsi:
+
+--C'è qui mio cugino; un giovane che si è chiuso in camera per
+uccidersi; se pure non s'è buttato in acqua.... Presto, presto, per
+carità!...
+
+Fu un allarme generale. Oste, ostessa, tutta la famiglia, tutto il
+vicinato invase la scala e si avventò all'uscio dell'unico ospite
+dell'albergo.
+
+--Ha detto che si coricava presto perchè non istava bene.....
+borbottava l'oste tutto impaurito. Chi poteva pensare?...
+
+L'uscio non era neppure chiuso a chiave. Vincenzo sapeva che in quella
+modesta locanda di villaggio non c'era caso che i camerieri entrassero
+a sorprenderlo. Il povero giovane era steso sul letto, colle vene dei
+polsi aperte, pallido, freddo, morto. Il braccio destro pendeva giù
+dal letto, ed il sangue sgocciolava ancora per terra. Il sinistro era
+steso lungo il fianco ed immerso nel sangue che aveva inzuppate
+lenzuola e coperte. Ma un grumo che si era fermato sulla ferita aveva
+arrestato l'emorragia.
+
+--Oh mio Dio! Se gli fosse rimasto tanto sangue da farlo rivivere!
+esclamò Vicenzino; e, mentre fasciava stretto l'altro braccio,
+gridava:
+
+--Chiamate il medico, il farmacista, chiunque può aiutarlo.
+
+L'oste spinse un ragazzo fuori dell'uscio, dicendogli:
+
+--Va, corri.
+
+Ma si strinse nelle spalle sfiduciato, e tutti crollavano il capo.
+Quel giovane era morto.
+
+La voce di una tragedia all'albergo del Gallo, era già corsa da un
+capo all'altro del paese; e il medico, che passava la serata in
+farmacia, si era affrettato spontaneamente, e s'avviava su per le
+scale, appunto quando il ragazzo scendeva in cerca di lui. Lo respinse
+per salire più presto, ed entrò affannato nella camera, domandando:
+
+--Cosa c'è? Cos'è stato?
+
+Tutti si scostarono per lasciarlo avvicinare al cadavere; ma appena
+egli lo vide, gridò:
+
+--Per Dio! è troppo tardi. L'avete lasciato morire!...
+
+--No, no! urlò Vicenzino. Senta, non può essere morto. Guardi; qui il
+sangue si è rappreso.
+
+Il medico esaminò il povero giacente, gli applicò un orecchio sul
+petto, e rimase quasi un minuto oscultando; quando si rizzò, il suo
+volto non esprimeva nulla di consolante. Strinse forte il torace del
+paziente, lo scosse ripetutamente, poi oscultò di nuovo. Nella camera
+regnava un silenzio solenne. Tutti gli occhi erano fissi sul medico.
+Vicenzino, che lo spiava più avidamente di tutti, appena lo vide
+risollevare il capo, mise un grido di gioia. Infatti il medico disse:
+
+--C'è un battito lievissimo, irregolare, ma c'è. E subito prendendo il
+moribondo per le spalle, lo tirò sino alla sponda del letto, e gli
+abbassò il capo fin quasi in terra, poi si mise a stropicciargli forte
+tutto il corpo. Dopo alcuni minuti la pelle cominciò ad arrossire un
+pochino, e le pulsazioni si fecero più distinte. Ma il malato era
+talmente dissanguato, che non ricuperava i sensi. Il rum, l'etere,
+tutti i cordiali portati sollecitamente dal farmacista, non riescirono
+a farlo rinvenire.
+
+--Povero giovane, disse il medico; questo non è di quelli che si
+suicidano soltanto un poco per commuovere la gente. L'ha fatto sul
+serio.
+
+--Ma non morrà? implorò Vicenzino. Non è possibile, non deve morire!
+
+Il medico si strinse nelle spalle, ed applicò al paziente due
+vescicanti che aveva fatti preparare. Sotto l'azione di quella prova
+dolorosa, Vincenzo ebbe un lieve sussulto, e poco dopo mosse una mano,
+come per portarla alla parte dolente.
+
+Ma non fu che un cenno, a cui le forze non risposero, e, dalla bocca
+aperta, non uscì alcuna, voce. Tuttavia la respirazione si era fatta
+quasi regolare, e, dopo circa mezz'ora di cure energiche, Vincenzo
+aperse gli occhi e fissando le pupille dilatate sul volto di Vicenzino
+che gli stava dinnanzi, parve riconoscerlo.
+
+Tuttavia la sentenza del medico non fu consolante.
+
+--Ha perduto troppo sangue, disse; è impossibile che si riabbia da sè.
+Soltanto la trasfusione potrebbe salvarlo.
+
+Vicenzino si rizzò, impetuoso ed ardente come un eroe che corre al
+sacrifizio, gridando:
+
+--Oh il mio sangue, tutto il mio sangue per lui!
+
+Ma anche questa volta il suo eroismo fu inutile.
+
+L'oste possedeva un agnello, ed il medico preferì aprire le vene di
+quella bestia, che quelle di un essere umano, il quale non sembrava
+neppur averne di troppo. L'operazione fu fatta con rapidità, e
+l'effetto ne fu quasi immediato.
+
+L'infermo mise due o tre gemiti, girò gli occhi intorno, fece un lieve
+cenno di saluto a Vicenzino, ingoiò qualche cucchiaio di marsala, poi
+ricadde in un assopimento profondo ma tranquillo. Allora il medico
+dettò le prescrizioni per la notte; brodo ristretto, vino, cordiali,
+ed il più assoluto riposo; poi si ritirò, promettendo di tornare il
+mattino, e lasciando buone speranze.
+
+Vicenzino rimase solo dinnanzi a quell'ombra dell'amico adorato, del
+fanciullo forte e felice, che era andato a cercarlo nel suo abbandono,
+che gli aveva dato una casa, una famiglia.
+
+
+XII.
+
+Vicenzino stette un pezzo accanto al letto, contemplando quel bel
+volto di una pallidezza marmorea, quegli occhi profondamente
+infossati, curvandosi coll'orecchio sulle labbra di Vincenzo per
+udirne il respiro lieve come un soffio. Oh! era così felice di poter
+udire quel respiro! Era stato lui che glielo aveva dato. Gli pareva
+che Vincenzo gli appartenesse come cosa sua, dopo che, in un modo
+qualunque, aveva contribuito a richiamarlo alla vita. Provava un
+sentimento grave di responsabilità, come se omai toccasse a lui di
+render conto al mondo della felicità di quell'esistenza che aveva
+voluto ad ogni costo strappare alla morte. La sua amicizia si
+riscaldava d'una tenerezza protettrice, paterna. Sentiva un gran
+desiderio di togliere all'immobilità quella creatura che aveva un po'
+messa al mondo lui, di abbracciarla, di farla parlare, di sentirla
+vivere. Dovette allontanarsi per resistere alla tentazione.
+
+Pian piano, camminando in punta di piedi, andò a sedere accanto alla
+finestra aperta. Nell'immenso buio di quella notte soffocante
+d'agosto, nel silenzio profondo del villaggio addormentato, la sua
+fantasia da poeta evocava come un'oasi laggiù, lontano, la casa di
+Santhià, coi vetri delle finestre scintillanti al sole, e la porta
+aperta, e sulla soglia il bel vecchio coi capelli bianchi, e le
+fanciulle sorridenti, e tutte le braccia stese verso di lui, portatore
+della lieta novella. Si ricordava tremando il bacio dell'Elena
+quand'era tornato dal campo. Ora tornava da ben altra battaglia. Aveva
+lottato colla morte e riconduceva un figlio a suo padre.
+
+Ad un tratto, un pensiero terribile gli balenò alla mente. Quale
+sarebbe ora l'avvenire di Vincenzo? Aveva voluto uccidersi per non
+farsi prete, ed era per rimetterlo in quella condizione odiosa ch'egli
+l'aveva salvato? Salvarlo dalla morte non era più un bene, se non
+poteva anche salvarlo da quel destino che gli faceva orrore, se non
+poteva renderlo felice. A queste riflessioni gravi e penose, il
+sentimento di responsabilità si faceva sentire potentemente nel cuore
+onesto di Vicenzino, e lo turbava come una minaccia.
+
+Ne' suoi tre mesi di vita militare Vincenzo si era lasciata crescere
+la barba che, con quel pallore da moribondo, con quelle traccie di
+patimento sul volto, gli dava l'aria di un Nazzareno. La fantasia
+eccitabile di Vicenzino se lo figurava nei giorni di tortura che aveva
+passati errando solo per la campagna, implorando come Cristo:
+«Allontanate da me questo calice», quando per allontanarlo si era
+rassegnato a morire a ventun'anni, nel fiore della gioventù e della
+salute. Ed egli, l'amico fedele, il parente vincolato da tanta
+gratitudine, era andato a cercarlo nella pace fredda della morte, per
+dirgli: «Sorgi, povero spirito abbattuto dalle lotte, ricomincia a
+lottare; povero corpo sfinito dalla emorragia, torna a curvarti sotto
+la tua croce». No. Questo non poteva essere. Sarebbe stato crudele.
+Bisognava ad ogni costo che Vincenzo, ricuperando i sensi, potesse
+consolarsi di essere tornato alla vita, e non maledirla un'altra
+volta.
+
+Ma come fare? Come? Persuadendo il signor Dogliani a perdere il
+benefizio? Non sarebbe stato difficile, perchè amava molto suo figlio,
+e non avrebbe voluto punto sacrificarlo. Ma poi, come avrebbe vissuto,
+povero vecchio? Vincenzo l'aveva detto: doveva immolare sè stesso, o
+condannare suo padre alla miseria. Essere un cattivo prete o un figlio
+ingrato.
+
+Vicenzino ripetè a sè stesso tutta la storia del passato. La
+generosità dello zio pe' suoi genitori, la loro sconoscenza, e (nel
+segreto del suo cuore lo diceva con amarezza) la loro slealtà. Si
+rammentò la devozione riconoscente ed il desiderio profondo di
+espansione che avevano travagliata la sua infanzia sentimentale ed i
+sacrifici che avrebbe voluto fare per dimostrare a quei parenti la sua
+gratitudine. Con che cuore avrebbe dato la vita per loro!
+
+Ebbene, ora era venuto il momento di mostrarsi grato, di compensare
+benefizio per benefizio. Era venuta l'ora d'essere eroico. Ma non si
+trattava di buttarsi in Po, di ricevere un colpo di fucile nel petto,
+di quegli atti di devozione istantanei che si compiono in un
+eccitamento di passione e durante un attimo. Era un eroismo di tutti i
+giorni, di tutte le ore, che il suo gran cuore generoso suggeriva alla
+sua immaginazione atterrita. Era l'immolazione della sua libertà, del
+suo avvenire, delle sue aspirazioni, delle sue speranze. Della sua
+libertà, che si sentirebbe vincolata in tutti gli istanti della sua
+vita, del suo avvenire condannato a battere tutt'altra via di quella a
+cui tendevano le sue aspirazioni, delle sue speranze, che gli
+sorgerebbero ogni giorno impetuose nel cuore, per essere di nuovo ogni
+giorno con una lotta violenta respinte e soffocate.
+
+Doveva prendere per sè il calice che Vincenzo aveva voluto
+allontanare, la croce sotto la quale era caduto: una vita senza amore.
+Doveva farsi prete.
+
+Il benefizio, per volere del testatore, in caso che il ramo
+primogenito dei Dogliani non avesse un figlio prete, doveva passare ad
+un figlio del ramo secondogenito, che volesse abbracciare la carriera
+ecclesiastica. E, soltanto nel caso che anche questi mancasse, il
+capitale sarebbe passato ad un'opera pia. Egli solo dunque era come
+fatalmente indicato, per risolvere la situazione dolorosa che aveva
+portato il carattere violento di Vincenzo ad un partito disperato.
+
+Anche l'anima generosa di Vicenzino si ribellava a quell'immenso
+sacrificio. I suoi vent'anni l'impaurivano; il pensiero dell'Elena lo
+faceva piangere.
+
+E pianse lungamente, scosso da forti singhiozzi, un pianto amaro,
+disperato. Aveva sempre dinanzi al pensiero il giorno in cui Vincenzo
+era andato a cercarlo alla fattoria, orfano, solo, miserabile, e
+l'aveva condotto a suo padre; e questi, aprendogli la sua casa, gli
+aveva detto: «Entra.»
+
+Sentiva che doveva tutto in compenso di quella generosa ospitalità;
+eppure rimaneva perplesso, raccapricciava dinanzi all'audacia di
+quella risoluzione.
+
+Prima dell'alba s'udì un rumore affrettato di zoccoli, ed un
+contadinello portò un biglietto desolato dell'Elena.
+
+Il signor Dogliani, riportato in casa la sera come svenuto, era stato
+colpito poco dopo da un attacco d'aploplessia. Soltanto molto tardi
+nella notte aveva ricuperato i sensi e la parola, ma tutto il lato
+destro era rimasto paralizzato. Il medico aveva detto che, quando pure
+potesse guarire, sarebbe infermo pel resto de' suoi giorni. Intanto
+stava ancora assai male, e le figlie, che lo curavano tremando per la
+sua vita, non potevano abbandonarlo, neppure per correre presso
+l'altro malato di San Germano, altrettanto caro.
+
+Erano tutti ansiosissimi per Vincenzo. Sapevano appena dal cocchiere
+che aveva condotto Vicenzino, che non era morto. Il povero vecchio non
+faceva che disperarsi all'idea di perdere il figlio, e di lasciare le
+figliole nella miseria; non v'era modo di calmarlo....
+
+Dinanzi alla scena straziante che gli presentava quella lettera, le
+esitazioni di Vicenzino cessarono. Con un sospiro, che gli veniva dal
+fondo del cuore, gemette: «È necessario.» E scrisse all'Elena un
+biglietto che le mandò dallo stesso contadino:
+
+«Vincenzo è fuori di pericolo; vivrà, e sarà felice. Rassicura il
+babbo; non sarete nella miseria; il beneficio che Vincenzo perde lo
+acquisto io; rimane nella famiglia, dacchè tuo padre m'ha accolto come
+un figlio. _Sarò io il fratello prete._»
+
+Era la prima lettera che scriveva all'Elena; ed era per chiamarsi il
+fratello prete! le lagrime gli oscuravano la vista, e cadevano grosse
+e fitte sulla carta; eppure a lui pareva di compiere un dovere
+inevitabile, di fare una cosa naturale. Pensava: «Chiunque nel caso
+mio farebbe lo stesso.» Era della creta di cui si fanno gli eroi.
+
+
+XIII.
+
+Quando, un'ora dopo, alla luce bianca e melanconica dell'alba,
+Vincenzo si svegliò e gli sorrise, Vicenzino era ancora pallido ed
+abbattuto, ma non piangeva più, ed il suo volto era calmo. Vincenzo si
+guardò intorno trasognato, ingoiò avidamente il brodo ed il vino che
+Vicenzino gli porgeva; poi, a poco a poco, il suo sorriso si dissipò e
+l'espressione del suo volto si fece ansiosa. Gli tornava la memoria, e
+con essa tornavano tutti i dolori della vita. Mise un gran sospiro,
+gli si empirono gli occhi di lagrime, e sussurrò:
+
+--Perchè non m'hai lasciato morire?
+
+Era la parola dolorosa che Vicenzino s'era immaginata di udire, ed
+alla quale s'era preparato a rispondere col sacrificio di tutto il suo
+avvenire. Ma s'era preparato con coraggio, e la sua risoluzione era
+ferma. Gli rispose con la voce un po' commossa, ma semplicemente, e
+sforzandosi di sorridere:
+
+--Perchè hai prese le cose troppo tragicamente, amico. Se non ti
+sentivi proprio di farti prete, perchè non dirlo? Sai pure che a tutto
+c'è rimedio, fuorchè alla morte.
+
+--Non a tutto. Ricordati l'uggiosa circostanza del benefizio che mio
+padre perderebbe. E con che potrebbe vivere, alla sua età? Sai ch'io
+non sono in grado di guadagnar nulla per ora, e chissà fin quando; tu
+stesso dovrai andare soldato fra poco, e non potrai aiutarlo....
+
+--Ma se tu lasci il beneficio, sono io che lo eredito. Ed allora non
+andrò più soldato, e tuo padre vivrà quasi come vive ora....
+
+--Ma tu neppure vuoi esser prete! esclamò Vincenzo. Tu me l'hai
+detto....
+
+--Non avrei voluto altre volte, riprese Vicenzino, chinando il volto
+sulle mani dell'amico per nascondere la sua agitazione, e parlandogli
+sommesso all'orecchio. Ma, dacchè ho provato ad uscire dal paese, a
+vedere un po' di mondo, ho compreso che il movimento, il tumulto, le
+passioni violente, non sono fatti per me....
+
+Il cuore gli batteva da schiantargli il petto, aveva la gola arsa e le
+labbra tremanti. Posò la bocca sulla mano di Vincenzo, e la baciò
+devotamente per prender coraggio e per non alzare il capo.
+
+Vincenzo, nella sua estrema debolezza, era come abbagliato da quella
+rivelazione, e, senza poter cercare di vederci più chiaro, disse
+pensosamente carezzando il capo dell'amico:
+
+--E vorresti farti prete?
+
+--Sì, sussurrò dolcemente Vicenzino colla voce affannata e rotta dalle
+pulsazioni violente del cuore. Prenderò il tuo posto al Seminario. Sai
+che so il latino; che ho studiato un po' di tutto; è la mia vocazione
+lo studio.... Fra un anno, potrò prendere gli Ordini maggiori....
+
+Sentì che un singhiozzo gli soffocava le parole in gola e non disse
+altro. Vincenzo fece uno sforzo per mettersi a sedere sui letto. Poi
+sollevò con tutte e due le mani il capo di Vicenzino, e guardandolo in
+faccia gli disse:
+
+--Ma non pensi che hai vent'anni, e che la vita è lunga? Che sarai
+morto a tutte le gioie? Che non avrai mai una famiglia?
+
+Vicenzino impaurito da quello sguardo, aveva fatto uno sforzo violento
+sopra sè stesso, ed era riescito a dominare la sua commozione. Potè
+rispondere col suo sorriso dolce, che, da adolescente, lo faceva
+paragonare ad un arcangelo:
+
+--Non siete voi altri la mia famiglia? Cercherò di essere non
+collocato lontano da voi; e voi mi amerete un poco....
+
+--Io ti adoro, noi ti adoreremo tutti, insistè Vincenzo. Ma non basta
+per un uomo giovane....
+
+Prima che dicesse di più, Vicenzino s'affrettò a rispondere a quel
+pensiero, che temeva di sentirgli esprimere, e che gli straziava il
+cuore:
+
+--Io non ho amori. Poi si alzò, ed andò ad affacciarsi alla finestra,
+perchè la voce gli si strozzava in gola, e le lagrime gli velavano gli
+occhi.
+
+
+XIV.
+
+Più volte, durante la sua convalescenza, Vincenzo tornò su quel
+discorso che riesciva penosissimo al suo compagno. Ma c'era tale
+giubilo nel cuore del malato, tanto ardore di giovanili speranze, che
+il pensiero della felicità che dava, confortava in parte Vicenzino di
+quella che perdeva. Ogni giorno i due giovani avevano nuove del signor
+Dogliani, il quale benediva il nipote come il salvatore della sua
+famiglia. Era sempre l'Elena che scriveva, e lei pure aveva pel cugino
+parole di fervente gratitudine. Si sentiva che era commossa; c'erano
+delle lagrime nelle sue lettere, e Vicenzino, nel leggerle, pensava
+che il suo sacrificio era stato compreso in tutta la sua grandezza, e
+che un altro cuore soffriva con lui dello stesso dolore. E questo
+pensiero gli dava coraggio.
+
+Appena l'ammalato fu in grado di muoversi, i due giovani tornarono
+insieme a Santhià; e Vicenzino trovò su tutti i volti ed in tutti i
+cuori le traccie della sua bella azione. Nella casa, benchè impoverita
+per l'infermità del padre, regnava il contento per il fratello
+ricuperato e felice; e la fronte grave del vecchio infermo, esprimeva
+la calma e la gioia di vedere assicurato l'avvenire de' suoi figli.
+Egli stese al nipote la sola mano che poteva muovere, e gli disse
+piangendo:
+
+--Dio ti benedica! figlio mio, Dio ti benedica!
+
+Ma le fanciulle non saltarono al collo del loro giovane parente; non
+lo baciarono come quando era tornato dal campo. Gli parlarono con
+affetto e con una gratitudine rispettosa; ed egli fin d'allora sentì
+d'essersi fatto prete.
+
+Rimase pochi giorni in famiglia, poi, col cuore addolorato, ma
+coll'anima forte, partì pel Seminario, mentre Vincenzo, seguendo lo
+slancio del suo carattere impetuoso ed avido d'emozioni, tornava ad
+arruolarsi, ma questa volta nella milizia regolare, per fare la
+carriera del soldato.
+
+Per un anno Vicenzino studiò assiduamente, e, nelle aride discipline
+della teologia morale e dogmatica e del diritto canonico, cercò un
+contrasto alle calde aspirazioni ed ai rimpianti del suo giovane
+cuore. Ma a vent'anni passati, quella vita di reclusione,
+quell'esistenza in comune con una frotta di giovani cresciuti in
+convitto, che avevano tutte le ingenuità e tutte le malizie dei
+collegiali, che si compiacevano di giuochi puerili, di pettegolezzi
+insulsi, era, per la natura gentile di Vicenzino, qualche cosa di
+irritante, che eccitava più che mai i suoi nervi già tesi. Quelle
+risate goffe, quei discorsi scuciti, offendevano il sentimento
+d'abnegazione sublime e grave che gli riempiva il cuore. E la fede
+cieca ed il fervore religioso, vero o apparente, che lo circondavano,
+non trovavano eco in lui. Sentiva di non aver intorno nessuno che
+potesse comprenderlo, e si racchiudeva tristamente in sè stesso.
+
+La notte poi, quando tutti dormivano in quelle lunghe file di letti
+bianchi che parevano tombe, ed egli solo vegliava alla luce scialba
+d'una lanterna, che proiettava negli angoli delle ombre paurose, sotto
+il grande Cristo scarno che biancheggiava in alto colle braccia
+lungamente stese sul fondo nero della croce, gli pareva di trovarsi
+vivo in un cimitero, lo coglieva un senso d'abbandono e di morte,
+sentiva che non era più di questo mondo. E tuttavia questo mondo
+esercitava il suo fascino potente sulla sua fantasia; ed il povero
+giovane subiva lotte crudeli, tentazioni di ribellione, che lo
+impaurivano. E si metteva più accanito allo studio, per consacrare al
+più presto con un voto solenne, quella risoluzione che la foga della
+gioventù faceva ancora vacillare.
+
+Appena ebbe compito il ventunesimo anno, prese il suddiaconato, e fu
+irrevocabilmente prete.
+
+Allora, non avendo più nulla a temere dalla propria debolezza, si
+sentì più calmo. L'idea alta del dovere lo rassicurava, e potè
+dedicarsi con tutta la sua intelligenza allo studio. A 22 anni e 6
+mesi, ottenne di ricevere il presbiterato, e poco dopo lasciò il
+Seminario, ed in capo a pochi mesi, ebbe la fortuna d'essere collocato
+come viceparroco nella parrocchia stessa della famiglia Dogliani, dove
+il parroco già avanti negli anni, aveva bisogno un aiuto, per la parte
+più faticosa del suo ministero.
+
+Ed allora cominciò per Vicenzino la sua triste vita senza amore. La
+sola passione che gli era concessa, era quella del bene; ed egli
+metteva tutto il suo cuore nell'assistere i moribondi, nel soccorrere
+i poveri, nel sollevare gli spiriti abbattuti con parole di conforto e
+di fede. Ma non era un cattolico fervente, aveva idee liberali, e
+questo attenuava di molto agli occhi de' suoi superiori il merito del
+suo zelo. Egli però se ne consolava col pensiero di far vivere la sua
+famiglia adottiva col magro frutto delle sue prime fatiche, e colla
+rendita del suo beneficio. Ma anche questa nobile gioia doveva
+essergli amareggiata e resa difficile. Alla fine del 1870 la nuova
+legge sui beni ecclesiastici minacciò di sopprimergli il benefizio; e
+fu soltanto dopo una lite lunga e dispendiosa per rivendicarlo, che
+potè riaverlo, diminuito d'un terzo.
+
+Dovette cercare di dar lezioni in paese, farsi ripetitore presso vari
+studenti del liceo, per sovvenire ai bisogni della casa e del vecchio
+infermo. Tra i suoi doveri ecclesiastici e quelli d'insegnante, faceva
+una vita laboriosa, occupato tutte le ore del giorno, e spesso
+strappato al sonno la notte, per accorrere al letto di qualche
+ammalato.
+
+Quelle fatiche, nelle quali si esaurivano le sue forze giovanili, lo
+lasciavano prostrato, e la sua mente stanca non aspirava che al breve
+riposo che le era concesso. Così viveva relativamente tranquillo,
+troppo occupato per pensare ad altre eccitazioni, ad altre tempeste.
+Soltanto la presenza dell'Elena qualche volta lo turbava. Uno sguardo,
+una parola amichevole, bastavano a richiamargli al pensiero le dolci
+visioni d'avvenire ch'egli aveva vagheggiate altre volte, ed a
+gonfiargli il cuore di amarezza e di rimpianti. Ma, troppo onesto per
+abbandonarsi a quelle fantasie tentatrici, egli si consolava de' suoi
+sogni svaniti, pensando che una volta, nel segreto del suo cuore
+quella bella fanciulla bionda lo aveva amato. E quel vago ed innocente
+ricordo era la sola gioia della sua vita.
+
+A vent'anni la Laura venne fidanzata ad un giovane napoletano
+impiegato al telegrafo. Ci furono due mesi di agitazione insolita in
+casa. Gli apparrecchi pel corredo, i doni nuziali, i disegni
+d'avvenire, ed un po' il rincrescimento della separazione, perchè lo
+sposo doveva essere traslocato a Milano, occupavano straordinariamente
+le fanciulle. Poi c'erano le visite dello sposo, le sue tenerezze, i
+rossori espressivi della giovinetta, i loro colloqui a mezza voce.
+Vicenzino faceva la parte di vecchio parente; provvedeva a tutto,
+assisteva a quelle visite; pensava alle carte, alla richiesta al
+municipio, alle pubblicazioni, a tutto. Ma in quei giorni era triste e
+nervoso, e la sua alta missione di carità non bastava a consolarlo.
+
+La vigilia delle nozze, mentre gli sposi, colla mano nella mano, erano
+assorti in un lungo silenzio d'amore, la Maria che a diciotto anni
+aveva ancora tutta la spensieratezza d'una fanciulla viziata, disse
+all'Elena:
+
+--Perchè la Laura, che è più giovane, si marita prima di te?
+
+--Io non penso a maritarmi, rispose l'Elena. E c'era un accento di
+malinconia così profonda in quelle semplici parole, che Vicenzino si
+sentì tutto turbato. Essa lo aveva amato, aveva compreso il suo
+sacrificio, ed accettandolo pel bene de' suoi, s'era sacrificata con
+lui. Quando uscì per ritirarsi, nel silenzio della strada buia, il
+giovane prete alzò le braccia al cielo e ringraziò Iddio per quella
+gioia.
+
+Vincenzo doveva arrivare nella notte pel matrimonio della sorella, e
+quando vide l'amico la mattina seguente, gli trovò un aspetto così
+soavemente calmo, così sereno, che non ebbe neppure l'ombra d'un
+sospetto del sacrificio che gli aveva fatto, ed abbraciandolo
+allegramente gli disse:
+
+--Mio bell'arcangelo, eri proprio nato per essere prete.
+
+L'anno seguente si maritò la Maria, ed anche lei se ne andò fuori di
+paese. La casa divenne silenziosa e mesta, troppo vasta, per quel
+vecchio infermo e quella fanciulla. Vicenzino ci tornava ogni sera: il
+vecchio steso in una poltrona leggicchiava un giornale o sonnecchiava.
+L'Elena lavorava al suo tavolino, ed il cugino sedeva dall'altro lato,
+in faccia a lei, come una volta. Parlavano della salute del babbo,
+delle sorelle lontane, di Vincenzo che stava per passare ufficiale;
+erano tanti affetti comuni, tanti vincoli che li legavano. Vicenzino
+narrava de' suoi poveri, de' suoi malati, che l'Elena prendeva molto a
+cuore. La vita omai pareva facile e dolce al giovane prete, confortata
+da quella pura affezione fraterna, e dalla calda amicizia di Vincenzo.
+Omai le prove erano finite, le tempeste erano cessate; qualche anno
+ancora, poi Vicenzino prenderebbe il posto del vecchio parroco che
+pensava a ritirarsi, accoglierebbe i suoi due parenti nella casa
+parrocchiale, e vivrebbero assolutamente in famiglia. E quando, per
+disgrazia, dovesse mancare il sig. Dogliani, sarebbe passato del
+tempo, del tempo assai. I due cugini non sarebbero più giovani,
+avrebbero presa l'abitudine di vivere uniti, e potrebbero continuare a
+vivere così, come buoni fratelli, senza pericolo. E chissà, forse
+allora anche Vincenzo, stanco della vita militare, avrebbe ascoltato
+il consiglio del suo cuore affettuoso e riconoscente, sarebbe venuto a
+vivere presso il suo salvatore, con una sposa e dei bambini,
+riscaldando il suo triste focolare da prete colla vista di quella
+felicità di cui andava debitore a lui. Gli pareva di vederle, intorno
+alla sua mensa, le dolci testine bionde, e di udire la voce di
+Vincenzo a dirgli:
+
+--La gioia d'essere sposo e padre sei tu che me l'hai data.... Quella
+gioia Vicenzino se l'era strappata dal cuore per cederla al cugino; ma
+era contento del suo sacrificio, pensando che l'Elena l'aveva compreso
+e ne aveva accettata la sua parte, che aveva lei pure rinunciato ad
+esser sposa e madre, per esser fedele a quel primo raggio d'amore che
+le era balenato davanti un momento; e che il pensiero di lei tornava
+col suo, alla dolcezza di quel ricordo.
+
+
+XV.
+
+Così passarono due anni. L'Elena ne aveva ventitrè ed aveva già preso
+l'aspetto calmo ed un po' grave d'una zitellona. Si vedeva che aveva
+accettata la sua situazione, e, dal sorriso dolce e sereno che volgeva
+a suo padre ed a Vicenzino, dall'aria riposata colla quale badava alla
+sua casa e prendeva cura di loro, si comprendeva che era contenta;
+quei due affetti bastavano ormai al suo cuore. Vincenzo faceva tratto
+tratto delle visite a Santhià, e riempiva la casa del rumore allegro
+della sua spada e della sua voce gioconda. Era un bell'ufficiale,
+elegante, spiritoso, gaio; e Vicenzino s'aspettava di volta in volta
+la notizia del suo matrimonio. Non poteva tardare. Era per avere una
+famiglia che non aveva voluto essere prete, ed il cuore amoroso di
+Vicenzino si struggeva d'avere la sua parte di quella famiglia
+giovinetta.
+
+Intanto il vecchio parroco sentiva il peso di quei due anni di più, ed
+aveva rinunciato alla sua carica, che, dopo la Pasqua, doveva essere
+occupata da Vicenzino. Mancava poco più d'un mese all'avverarsi del
+melanconico sogno, lungamente vagheggiato, di trasportare il vecchio
+zio e la cugina nella casa parrocchiale, e di stabilirvisi in
+famiglia, pel calmo ed uniforme avvenire che li aspettava. Vicenzino
+si occupava delle riparazioni indispensabili alla casa, e ci metteva
+tutto il suo cuore. Ogni cosa era modesta anzi disadorna. Le mura
+erano bianche in tutte le stanze, senz'altro ornamento che pochi
+quadri sacri. La camera destinata al signor Dogliani era la sola in
+cui ci fosse il pavimento coperto da un tappeto, ed una sedia a
+bracciuoli. Ma l'austerità dell'addobbo era mitigata dai fiori che
+ornavano le finestre, dalla vegetazione abbondante che verdeggiava nel
+piccolo giardino, dalla prospettiva grandiosa dei monti lontani e dei
+colli, dall'aria pura e dal sole che entravano in abbondanza dagli
+ampi finestroni. Semplici com'erano, tanto lui che l'Elena, potevano
+vivere felici in quella parrocchia un poco isolata dal paese; e
+l'Elena avrebbe trovato modo di rendere elegante quella povera dimora,
+col modo grazioso di collocare un mobile, con qualche pianta verde, o
+soltanto colla sua presenza.
+
+Era circa la metà di marzo; le giornate erano già lunghe, ed un tempo
+costantemente splendido anticipava la primavera. Vicenzino era stato
+trattenuto a lungo presso un moribondo, e quella sera giungeva molto
+in ritardo in casa Dogliani. Contro le abitudini freddolose del
+vecchio, la porta a vetrate che dava sul giardino era aperta, ed una
+luce, insolitamente abbagliante, metteva come un gran quadro bianco in
+quella cornice vuota, che si disegnava sul fondo scuro della sera.
+Vicenzino, che era entrato appunto dal giardino per abbreviarsi la
+strada, pensò quale festa ricorresse il domani. L'Elena aveva
+l'abitudine di festeggiare le solennità con qualche improvvisata la
+sera della vigilia per compensare Vicenzino delle maggiori fatiche che
+doveva sostenere in quelle circostanze. Gli suonava qualche bel pezzo
+di musica sacra sul pianoforte, gli faceva trovare tutta una tavola
+coperta di fiori, che poi disponevano insieme per la sua chiesa, dei
+ricami o delle trine fatte da lei per le tovaglie del suo altare. Ma
+no. Il domani non era che la quarta domenica di quaresima.... Cosa
+poteva essere quella novità?
+
+Vicenzino entrò sorridendo, malgrado il suo aspetto stanco e
+abbattuto, come per andare incontro alla lieta novella. Ma non c'era
+nulla di nuovo. Soltanto la due grandi lampade del camino erano
+accese, e, sulla credenza, c'erano ancora delle posate, dei piatti di
+dolci e di frutta, delle bottiglie, come quando c'è stato un invito a
+pranzo.
+
+--Delle novità questa sera? domandò Vicenzino all'Elena che gli era
+andata incontro fino alla porta.
+
+--O, delle grandi novità...., rispose la fanciulla con un accento
+tutto nuovo. Egli la guardò come per interrogarla, e la vide colorita
+in volto, cogli occhi luccicanti, e con una bella rosa nei capelli.
+
+--Che cos'è? Cos'è stato? È tornato Vincenzo? tornò a dire Vicenzino.
+
+No, non ancora. Il babbo ti dirà..., disse l'Elena mettendogli una
+sedia accanto alla poltrona del signor Dogliani. Poi se ne andò al
+pianoforte che era aperto, e si mise a suonare un minuetto, con dei
+_pianissimo_ che sfumavano come un profumo lieve di viola, e degli
+_andante_ che parevano scoppi di risa.
+
+Vicenzino, meravigliato di quella musica tutt'altro che quaresimale,
+domandò allo zio:
+
+--Ma si può sapere che bella cosa è accaduta, che qui si fa festa?
+
+--O, la festa non è per noi, mio caro Vicenzino, sospirò il vecchio.
+Noi resteremo soli, non avrai più che questo povero vecchio infermo
+nella tua bella casa parrocchiale....
+
+Vicenzino si sentì impallidire, e non ebbe la forza di parlare.
+L'infermo riprese:
+
+--La nostra Elena se ne va anche lei.
+
+--È capitato uno sposo? disse Vicenzino tutto tremante.
+
+--O, è un pezzo che è capitato. Sono sette anni che lo aspetta. Era
+nelle Indie... Vicenzino si alzò come per andare a congratularsi colla
+cugina, ma in realtà per nascondere il tremito che lo scoteva tutto.
+
+S'avviò lentamente, si fermò a guardare in giardino, poi chiuse le
+vetrate, mormorando che l'aria era troppo fresca per lo zio; e
+finalmente, pallido ancora ma padrone di sè, andò a sedere presso
+l'Elena, e le domandò:
+
+--Dunque avevi un segreto?
+
+--Sì, disse l'Elena voltandosi a guardarlo coi suoi begli occhi
+limpidi. Ma non devi lagnarti, perchè ne profittavate tutti. Era il
+segreto del mio buon umore, della rassegnazione con cui vedevo passare
+gli anni e partire le mie sorelle. Ero certa che sarebbe tornato.
+
+--Da sette anni? balbettò Vicenzino.
+
+--Sì. Da quando tu eri a Vercelli col tuo povero babbo. Egli passò
+quell'anno qui in permesso; s'era ammalato nel suo primo viaggio al
+Giappone....
+
+--È in marina?
+
+--Sì; nella marina mercantile.
+
+--Ah, era per questo che amavi tanto i libri di viaggi, i vasti
+orizzonti, i quadri di marina....
+
+--Sapevo che quella sarebbe un giorno la mia vita.
+
+--Ma eri certa fin d'allora che pensava a te, che sarebbe tornato?
+
+--Ero certa del suo cuore come lo sono del tuo, rispose l'Elena con
+tutta la fede del suo forte amore, senza dubitare della pena che
+poteva fare al povero prete quel confronto.
+
+--In sette anni non hai mai avuto un dubbio? domandò ancora Vicenzino
+aggrappandosi ad un'ultima speranza, che, almeno in un'ora di dubbio,
+quel giovane cuore si fosse rivolto a lui.
+
+--Mai. Disse risolutamente l'Elena. Se avessi dubitato di lui sarei
+morta.
+
+Vicenzino si sentì morire in cuore l'ultima gioia. Non lo aveva amato
+mai; non lo aveva compreso; non era per lui che era rimasta fanciulla.
+Era per un altro! Anche il suo passato, il solo ricordo che lo
+consolasse, il solo raggio d'amore della sua vita, era spento. Ebbe
+uno di quegli impeti di dolore irresistibili, che possono sopraffare
+anche le anime più forti. Riaperse la porta del giardino, ed uscì a
+capo scoperto nell'oscurità. L'Elena credette che volesse passeggiare
+un poco per continuare il suo interrogatorio, e, devota alla sua
+autorità da fratello prete, si alzò per seguirlo. Ma egli camminava a
+passi concitati e s'era già perduto nel buio della notte.
+
+--Vicenzino non sembra contento del mio matrimonio, disse l'Elena
+rientrando presso il padre, e spingendo la sua poltrona a ruote per
+condurlo a coricarsi.
+
+Il vecchio scosse il capo bianco, e sospirò:
+
+--Gli è che la vita sarà triste per noi. Quanto a me sono vecchio,
+pazienza. Ma lui ha ventisei anni....
+
+
+XVI.
+
+Però il giorno dopo Vicenzino rassicurò l'Elena. Quella sera era
+stanco, e triste per aver assistito fin allora un moribondo. Ma era
+contento della sua felicità, oh, tanto contento. La sua pallidezza e
+gli occhi infossati confermavano che infatti era stanco. L'Elena si
+tranquillò, e la sera stessa gli presentò il suo sposo.
+
+Vicenzino fece per lei quanto aveva fatto per le altre cugine.
+Soltanto, in quei giorni quaresimali, vicino alla Pasqua, colla nuova
+casa da ordinare, era tanto occupato che di rado poteva passare la
+sera cogli sposi. E mentre essi deploravano la sua assenza, egli, solo
+nel suo studio squallido come una cella da frate, si sforzava di
+leggere o di studiare, ma rimaneva sempre cogli occhi fissi senza
+veder nulla, mentre le lagrime gli sgorgavano sulle pagine.
+
+Vincenzo, che giunse in paese pochi giorni prima delle nozze, trovò il
+cugino molto abbattuto. Ma la sua venuta fece tanto piacere a
+Vicenzino, che presto le traccie della sua stanchezza scomparvero. Fu
+soltanto un po' commosso il giorno della cerimonia nel benedire gli
+sposi, e dovette scusarsi di non fare nessun discorso di circostanza
+in causa di quel suo malessere nervoso, per cui alla menoma lettura,
+alla menoma parola un po' tenera, si turbava fino al pianto.
+
+--Resterò io a finire il mio permesso qui per farti guarire, disse
+Vincenzo abbracciandolo allegramente. Io non dico parole tenere.
+
+Ed infatti, partita anche l'Elena, il suo umore gioviale era la sola
+cosa che mettesse un po' di vita in quella casa deserta. Erano già
+traslocati nella casa parrocchiale, ma parecchie camere rimanevano
+chiuse. Vicenzino le aveva preparate per l'Elena. Durante il soggiorno
+di Vincenzo a Santhià, il giovane prete si sentì riscaldare il cuore
+da quell'amicizia che aveva riempita tutta la sua gioventù. E gli
+rinacque la speranza di vedersi crescere intorno i bimbi dell'amico,
+di aiutarlo ad allevarli ed istruirli, di trovare un pascolo pel suo
+cuore amoroso in quei nuovi affetti. Vincenzo non ne parlava mai.
+Forse aveva anche lui un segreto come l'Elena. Forse se lo chiudeva
+nell'anima come lei fin dal giorno in cui aveva preferito morire che
+vivere senz'amore. Ma Vicenzino aveva bisogno di quel conforto ora che
+l'amico stava per lasciarlo; ed il giorno della sua partenza gli
+disse:
+
+--Quando tornerai?
+
+--Chissà! rispose Vincenzo. C'è un tratto da Napoli a qui. Quando
+potrò avere un permesso un po' lungo....
+
+--E.... tornerai solo? domandò Vicenzino esitando.
+
+--Come, solo? ripetè l'altro. Poi, ad un tratto indovinando dal
+sorriso di Vicenzino cosa aveva voluto dirgli, esclamò con una risata:
+
+--Ah! no no. Dio mi scampi! voglio la mia libertà. Il matrimonio non
+lo desiderano che i preti, perchè non lo possono fare.
+
+Vicenzino sentì un brivido corrergli per tutto il corpo. Era per
+questo che si era sacrificato!
+
+Gli anni passarono lenti, monotoni, tristi nella casa parrocchiale. Il
+vecchio s'andò lentamente spegnendo, perdendo ogni giorno una parte
+delle sue facoltà, finchè chiuse gli occhi, ed il giovane parroco
+rimase solo. Solo a trent'anni, senza fervore religioso per riempirgli
+il cuore, camminando faticosamente sull'arida via del dovere. Il suo
+aspetto concentrato e mesto non gli ravvicinava i cuori. Tutti lo
+rispettavano, era circondato di stima, ma non aveva amici. Era sempre
+pallido e magro, la sua persona alta e fine s'incurvava come quella
+d'un vecchio, ed i capelli biondi cominciavano ad incanutire. In paese
+dicevano che si distruggesse a forza di macerazioni e digiuni devoti.
+Lo credevano un santo: nessuno sapeva che era un martire. Qualcuno
+cominciò a dire che era di quei cristiani entusiasti, di cui si fanno
+i missionari. Altri ripeterono che voleva farsi missionario. La voce
+finì per diffondersi in paese: «Il parroco va in missione alle Indie.»
+
+Vicenzino lo seppe, ma non aveva la vocazione nè l'energia per
+quell'impresa. E continuò la sua vita monotona, triste, solitaria.
+
+Un giorno, dopo cinque anni, l'Elena gli scrisse una lettera
+disperata. Suo marito era morto di febbre gialla sul bastimento che li
+riconduceva in Italia. Era sbarcata a Genova con un bambino. Non aveva
+coraggio di vivere fra la gente; il movimento della città la
+spaventava. Gli domandava di accoglierla. «Sarò la custode della tua
+casa, e tu alleverai il mio povero Vicenzino. Mi perdonerai il mio
+immenso dolore. Non sarò una compagnia piacevole come altre volte; ma
+ti compenserò col mio affetto della tua grande bontà, e tu
+m'insegnerai colla tua fede a rassegnarmi...»
+
+Fu l'ultimo sfogo di passione, l'ultima convulsione di pianto, che
+scosse l'anima forte e combattuta di Vicenzino. L'ultima lotta della
+sua vita. Rispose all'Elena.
+
+«Non sai che mi faccio missionario? È un pezzo che nessuno ignora
+questo mio disegno in paese. Non ho più casa da offrirti. Colla
+prossima missione partirò per le Indie. Saluta Vincenzo, e digli che
+si faccia una famiglia anche lui. È triste invecchiar solo.»
+
+
+
+
+FINE.
+
+
+
+
+INDICE
+
+ Psicologia comparata
+ Una confessione
+ Vite squallide
+ Le briciole d'Epulone
+ Le affittacamere
+ Fede
+ Tre paia d'alari
+ Nell'azzurro
+ Senz'amore
+
+
+
+
+
+
+
+End of the Project Gutenberg EBook of Senz'Amore, by La Marchesa Colombi
+
+*** END OF THIS PROJECT GUTENBERG EBOOK SENZ'AMORE ***
+
+***** This file should be named 17852-8.txt or 17852-8.zip *****
+This and all associated files of various formats will be found in:
+ http://www.gutenberg.org/1/7/8/5/17852/
+
+Produced by Carlo Traverso, Claudio Paganelli and the
+Online Distributed Proofreading Team at http://www.pgdp.net
+(This file was produced from images generously made
+available by Biblioteca Nazionale Braidense - Milano at
+http://www.braidense.it/dire.html)
+
+
+Updated editions will replace the previous one--the old editions
+will be renamed.
+
+Creating the works from public domain print editions means that no
+one owns a United States copyright in these works, so the Foundation
+(and you!) can copy and distribute it in the United States without
+permission and without paying copyright royalties. Special rules,
+set forth in the General Terms of Use part of this license, apply to
+copying and distributing Project Gutenberg-tm electronic works to
+protect the PROJECT GUTENBERG-tm concept and trademark. Project
+Gutenberg is a registered trademark, and may not be used if you
+charge for the eBooks, unless you receive specific permission. If you
+do not charge anything for copies of this eBook, complying with the
+rules is very easy. You may use this eBook for nearly any purpose
+such as creation of derivative works, reports, performances and
+research. They may be modified and printed and given away--you may do
+practically ANYTHING with public domain eBooks. Redistribution is
+subject to the trademark license, especially commercial
+redistribution.
+
+
+
+*** START: FULL LICENSE ***
+
+THE FULL PROJECT GUTENBERG LICENSE
+PLEASE READ THIS BEFORE YOU DISTRIBUTE OR USE THIS WORK
+
+To protect the Project Gutenberg-tm mission of promoting the free
+distribution of electronic works, by using or distributing this work
+(or any other work associated in any way with the phrase "Project
+Gutenberg"), you agree to comply with all the terms of the Full Project
+Gutenberg-tm License (available with this file or online at
+http://gutenberg.org/license).
+
+
+Section 1. General Terms of Use and Redistributing Project Gutenberg-tm
+electronic works
+
+1.A. By reading or using any part of this Project Gutenberg-tm
+electronic work, you indicate that you have read, understand, agree to
+and accept all the terms of this license and intellectual property
+(trademark/copyright) agreement. If you do not agree to abide by all
+the terms of this agreement, you must cease using and return or destroy
+all copies of Project Gutenberg-tm electronic works in your possession.
+If you paid a fee for obtaining a copy of or access to a Project
+Gutenberg-tm electronic work and you do not agree to be bound by the
+terms of this agreement, you may obtain a refund from the person or
+entity to whom you paid the fee as set forth in paragraph 1.E.8.
+
+1.B. "Project Gutenberg" is a registered trademark. It may only be
+used on or associated in any way with an electronic work by people who
+agree to be bound by the terms of this agreement. There are a few
+things that you can do with most Project Gutenberg-tm electronic works
+even without complying with the full terms of this agreement. See
+paragraph 1.C below. There are a lot of things you can do with Project
+Gutenberg-tm electronic works if you follow the terms of this agreement
+and help preserve free future access to Project Gutenberg-tm electronic
+works. See paragraph 1.E below.
+
+1.C. The Project Gutenberg Literary Archive Foundation ("the Foundation"
+or PGLAF), owns a compilation copyright in the collection of Project
+Gutenberg-tm electronic works. Nearly all the individual works in the
+collection are in the public domain in the United States. If an
+individual work is in the public domain in the United States and you are
+located in the United States, we do not claim a right to prevent you from
+copying, distributing, performing, displaying or creating derivative
+works based on the work as long as all references to Project Gutenberg
+are removed. Of course, we hope that you will support the Project
+Gutenberg-tm mission of promoting free access to electronic works by
+freely sharing Project Gutenberg-tm works in compliance with the terms of
+this agreement for keeping the Project Gutenberg-tm name associated with
+the work. You can easily comply with the terms of this agreement by
+keeping this work in the same format with its attached full Project
+Gutenberg-tm License when you share it without charge with others.
+
+1.D. The copyright laws of the place where you are located also govern
+what you can do with this work. Copyright laws in most countries are in
+a constant state of change. If you are outside the United States, check
+the laws of your country in addition to the terms of this agreement
+before downloading, copying, displaying, performing, distributing or
+creating derivative works based on this work or any other Project
+Gutenberg-tm work. The Foundation makes no representations concerning
+the copyright status of any work in any country outside the United
+States.
+
+1.E. Unless you have removed all references to Project Gutenberg:
+
+1.E.1. The following sentence, with active links to, or other immediate
+access to, the full Project Gutenberg-tm License must appear prominently
+whenever any copy of a Project Gutenberg-tm work (any work on which the
+phrase "Project Gutenberg" appears, or with which the phrase "Project
+Gutenberg" is associated) is accessed, displayed, performed, viewed,
+copied or distributed:
+
+This eBook is for the use of anyone anywhere at no cost and with
+almost no restrictions whatsoever. You may copy it, give it away or
+re-use it under the terms of the Project Gutenberg License included
+with this eBook or online at www.gutenberg.org
+
+1.E.2. If an individual Project Gutenberg-tm electronic work is derived
+from the public domain (does not contain a notice indicating that it is
+posted with permission of the copyright holder), the work can be copied
+and distributed to anyone in the United States without paying any fees
+or charges. If you are redistributing or providing access to a work
+with the phrase "Project Gutenberg" associated with or appearing on the
+work, you must comply either with the requirements of paragraphs 1.E.1
+through 1.E.7 or obtain permission for the use of the work and the
+Project Gutenberg-tm trademark as set forth in paragraphs 1.E.8 or
+1.E.9.
+
+1.E.3. If an individual Project Gutenberg-tm electronic work is posted
+with the permission of the copyright holder, your use and distribution
+must comply with both paragraphs 1.E.1 through 1.E.7 and any additional
+terms imposed by the copyright holder. Additional terms will be linked
+to the Project Gutenberg-tm License for all works posted with the
+permission of the copyright holder found at the beginning of this work.
+
+1.E.4. Do not unlink or detach or remove the full Project Gutenberg-tm
+License terms from this work, or any files containing a part of this
+work or any other work associated with Project Gutenberg-tm.
+
+1.E.5. Do not copy, display, perform, distribute or redistribute this
+electronic work, or any part of this electronic work, without
+prominently displaying the sentence set forth in paragraph 1.E.1 with
+active links or immediate access to the full terms of the Project
+Gutenberg-tm License.
+
+1.E.6. You may convert to and distribute this work in any binary,
+compressed, marked up, nonproprietary or proprietary form, including any
+word processing or hypertext form. However, if you provide access to or
+distribute copies of a Project Gutenberg-tm work in a format other than
+"Plain Vanilla ASCII" or other format used in the official version
+posted on the official Project Gutenberg-tm web site (www.gutenberg.org),
+you must, at no additional cost, fee or expense to the user, provide a
+copy, a means of exporting a copy, or a means of obtaining a copy upon
+request, of the work in its original "Plain Vanilla ASCII" or other
+form. Any alternate format must include the full Project Gutenberg-tm
+License as specified in paragraph 1.E.1.
+
+1.E.7. Do not charge a fee for access to, viewing, displaying,
+performing, copying or distributing any Project Gutenberg-tm works
+unless you comply with paragraph 1.E.8 or 1.E.9.
+
+1.E.8. You may charge a reasonable fee for copies of or providing
+access to or distributing Project Gutenberg-tm electronic works provided
+that
+
+- You pay a royalty fee of 20% of the gross profits you derive from
+ the use of Project Gutenberg-tm works calculated using the method
+ you already use to calculate your applicable taxes. The fee is
+ owed to the owner of the Project Gutenberg-tm trademark, but he
+ has agreed to donate royalties under this paragraph to the
+ Project Gutenberg Literary Archive Foundation. Royalty payments
+ must be paid within 60 days following each date on which you
+ prepare (or are legally required to prepare) your periodic tax
+ returns. Royalty payments should be clearly marked as such and
+ sent to the Project Gutenberg Literary Archive Foundation at the
+ address specified in Section 4, "Information about donations to
+ the Project Gutenberg Literary Archive Foundation."
+
+- You provide a full refund of any money paid by a user who notifies
+ you in writing (or by e-mail) within 30 days of receipt that s/he
+ does not agree to the terms of the full Project Gutenberg-tm
+ License. You must require such a user to return or
+ destroy all copies of the works possessed in a physical medium
+ and discontinue all use of and all access to other copies of
+ Project Gutenberg-tm works.
+
+- You provide, in accordance with paragraph 1.F.3, a full refund of any
+ money paid for a work or a replacement copy, if a defect in the
+ electronic work is discovered and reported to you within 90 days
+ of receipt of the work.
+
+- You comply with all other terms of this agreement for free
+ distribution of Project Gutenberg-tm works.
+
+1.E.9. If you wish to charge a fee or distribute a Project Gutenberg-tm
+electronic work or group of works on different terms than are set
+forth in this agreement, you must obtain permission in writing from
+both the Project Gutenberg Literary Archive Foundation and Michael
+Hart, the owner of the Project Gutenberg-tm trademark. Contact the
+Foundation as set forth in Section 3 below.
+
+1.F.
+
+1.F.1. Project Gutenberg volunteers and employees expend considerable
+effort to identify, do copyright research on, transcribe and proofread
+public domain works in creating the Project Gutenberg-tm
+collection. Despite these efforts, Project Gutenberg-tm electronic
+works, and the medium on which they may be stored, may contain
+"Defects," such as, but not limited to, incomplete, inaccurate or
+corrupt data, transcription errors, a copyright or other intellectual
+property infringement, a defective or damaged disk or other medium, a
+computer virus, or computer codes that damage or cannot be read by
+your equipment.
+
+1.F.2. LIMITED WARRANTY, DISCLAIMER OF DAMAGES - Except for the "Right
+of Replacement or Refund" described in paragraph 1.F.3, the Project
+Gutenberg Literary Archive Foundation, the owner of the Project
+Gutenberg-tm trademark, and any other party distributing a Project
+Gutenberg-tm electronic work under this agreement, disclaim all
+liability to you for damages, costs and expenses, including legal
+fees. YOU AGREE THAT YOU HAVE NO REMEDIES FOR NEGLIGENCE, STRICT
+LIABILITY, BREACH OF WARRANTY OR BREACH OF CONTRACT EXCEPT THOSE
+PROVIDED IN PARAGRAPH F3. YOU AGREE THAT THE FOUNDATION, THE
+TRADEMARK OWNER, AND ANY DISTRIBUTOR UNDER THIS AGREEMENT WILL NOT BE
+LIABLE TO YOU FOR ACTUAL, DIRECT, INDIRECT, CONSEQUENTIAL, PUNITIVE OR
+INCIDENTAL DAMAGES EVEN IF YOU GIVE NOTICE OF THE POSSIBILITY OF SUCH
+DAMAGE.
+
+1.F.3. LIMITED RIGHT OF REPLACEMENT OR REFUND - If you discover a
+defect in this electronic work within 90 days of receiving it, you can
+receive a refund of the money (if any) you paid for it by sending a
+written explanation to the person you received the work from. If you
+received the work on a physical medium, you must return the medium with
+your written explanation. The person or entity that provided you with
+the defective work may elect to provide a replacement copy in lieu of a
+refund. If you received the work electronically, the person or entity
+providing it to you may choose to give you a second opportunity to
+receive the work electronically in lieu of a refund. If the second copy
+is also defective, you may demand a refund in writing without further
+opportunities to fix the problem.
+
+1.F.4. Except for the limited right of replacement or refund set forth
+in paragraph 1.F.3, this work is provided to you 'AS-IS' WITH NO OTHER
+WARRANTIES OF ANY KIND, EXPRESS OR IMPLIED, INCLUDING BUT NOT LIMITED TO
+WARRANTIES OF MERCHANTIBILITY OR FITNESS FOR ANY PURPOSE.
+
+1.F.5. Some states do not allow disclaimers of certain implied
+warranties or the exclusion or limitation of certain types of damages.
+If any disclaimer or limitation set forth in this agreement violates the
+law of the state applicable to this agreement, the agreement shall be
+interpreted to make the maximum disclaimer or limitation permitted by
+the applicable state law. The invalidity or unenforceability of any
+provision of this agreement shall not void the remaining provisions.
+
+1.F.6. INDEMNITY - You agree to indemnify and hold the Foundation, the
+trademark owner, any agent or employee of the Foundation, anyone
+providing copies of Project Gutenberg-tm electronic works in accordance
+with this agreement, and any volunteers associated with the production,
+promotion and distribution of Project Gutenberg-tm electronic works,
+harmless from all liability, costs and expenses, including legal fees,
+that arise directly or indirectly from any of the following which you do
+or cause to occur: (a) distribution of this or any Project Gutenberg-tm
+work, (b) alteration, modification, or additions or deletions to any
+Project Gutenberg-tm work, and (c) any Defect you cause.
+
+
+Section 2. Information about the Mission of Project Gutenberg-tm
+
+Project Gutenberg-tm is synonymous with the free distribution of
+electronic works in formats readable by the widest variety of computers
+including obsolete, old, middle-aged and new computers. It exists
+because of the efforts of hundreds of volunteers and donations from
+people in all walks of life.
+
+Volunteers and financial support to provide volunteers with the
+assistance they need, is critical to reaching Project Gutenberg-tm's
+goals and ensuring that the Project Gutenberg-tm collection will
+remain freely available for generations to come. In 2001, the Project
+Gutenberg Literary Archive Foundation was created to provide a secure
+and permanent future for Project Gutenberg-tm and future generations.
+To learn more about the Project Gutenberg Literary Archive Foundation
+and how your efforts and donations can help, see Sections 3 and 4
+and the Foundation web page at http://www.pglaf.org.
+
+
+Section 3. Information about the Project Gutenberg Literary Archive
+Foundation
+
+The Project Gutenberg Literary Archive Foundation is a non profit
+501(c)(3) educational corporation organized under the laws of the
+state of Mississippi and granted tax exempt status by the Internal
+Revenue Service. The Foundation's EIN or federal tax identification
+number is 64-6221541. Its 501(c)(3) letter is posted at
+http://pglaf.org/fundraising. Contributions to the Project Gutenberg
+Literary Archive Foundation are tax deductible to the full extent
+permitted by U.S. federal laws and your state's laws.
+
+The Foundation's principal office is located at 4557 Melan Dr. S.
+Fairbanks, AK, 99712., but its volunteers and employees are scattered
+throughout numerous locations. Its business office is located at
+809 North 1500 West, Salt Lake City, UT 84116, (801) 596-1887, email
+business@pglaf.org. Email contact links and up to date contact
+information can be found at the Foundation's web site and official
+page at http://pglaf.org
+
+For additional contact information:
+ Dr. Gregory B. Newby
+ Chief Executive and Director
+ gbnewby@pglaf.org
+
+
+Section 4. Information about Donations to the Project Gutenberg
+Literary Archive Foundation
+
+Project Gutenberg-tm depends upon and cannot survive without wide
+spread public support and donations to carry out its mission of
+increasing the number of public domain and licensed works that can be
+freely distributed in machine readable form accessible by the widest
+array of equipment including outdated equipment. Many small donations
+($1 to $5,000) are particularly important to maintaining tax exempt
+status with the IRS.
+
+The Foundation is committed to complying with the laws regulating
+charities and charitable donations in all 50 states of the United
+States. Compliance requirements are not uniform and it takes a
+considerable effort, much paperwork and many fees to meet and keep up
+with these requirements. We do not solicit donations in locations
+where we have not received written confirmation of compliance. To
+SEND DONATIONS or determine the status of compliance for any
+particular state visit http://pglaf.org
+
+While we cannot and do not solicit contributions from states where we
+have not met the solicitation requirements, we know of no prohibition
+against accepting unsolicited donations from donors in such states who
+approach us with offers to donate.
+
+International donations are gratefully accepted, but we cannot make
+any statements concerning tax treatment of donations received from
+outside the United States. U.S. laws alone swamp our small staff.
+
+Please check the Project Gutenberg Web pages for current donation
+methods and addresses. Donations are accepted in a number of other
+ways including checks, online payments and credit card donations.
+To donate, please visit: http://pglaf.org/donate
+
+
+Section 5. General Information About Project Gutenberg-tm electronic
+works.
+
+Professor Michael S. Hart is the originator of the Project Gutenberg-tm
+concept of a library of electronic works that could be freely shared
+with anyone. For thirty years, he produced and distributed Project
+Gutenberg-tm eBooks with only a loose network of volunteer support.
+
+
+Project Gutenberg-tm eBooks are often created from several printed
+editions, all of which are confirmed as Public Domain in the U.S.
+unless a copyright notice is included. Thus, we do not necessarily
+keep eBooks in compliance with any particular paper edition.
+
+
+Most people start at our Web site which has the main PG search facility:
+
+ http://www.gutenberg.org
+
+This Web site includes information about Project Gutenberg-tm,
+including how to make donations to the Project Gutenberg Literary
+Archive Foundation, how to help produce our new eBooks, and how to
+subscribe to our email newsletter to hear about new eBooks.