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Se miglior senno + Vostre labbra non regge, io ben saprommi + Dal mio cospetto allontanar chi audace + Da mia bontade cimentar presume. + _Beaumont et Fletcher._ + + +Non è nostro divisamento seguire l’esempio del più volte citato +Roberto Laneham nel raccontare minutamente ciascuna delle feste che +si celebrarono in Kenilworth. Ne basti il dire che dopo quel fuoco +d’artifizio alla cui descrizione giovonne l’eloquenza di questo +donzello del Consiglio, la Regina dopo avere attraversata la torre +di _Mortimero_, entrò nella corte di Kenilworth, passando fra mezzo +ad una lunga sequela di Divinità del Paganesimo, e di antichi eroi, +che prostrati le offerivano omaggio e doni, sintantochè giunse al +primo salone del castello decorato con pompa addicevole a sì grande +ricevimento. Nulla pareggiava lo sfarzo delle preziose tappezzerie che +l’ornavano, e torcie intrise di balsami vi spargeano ad un tempo luce +e profumi intantochè gratissima musicale armonia faceva incanto agli +orecchi. All’estremità del salone sorgeva un maestoso baldacchino che +ombrava il trono d’Elisabetta; e dietro ad esso aprivasi una porta che +metteva ad appartamenti adorni colla massima profusione, e che vennero +assegnati alla Regina e alle matrone del suo corteggio. + +Il conte di Leicester porse il braccio ad Elisabetta nell’ascendere il +trono, ove sedutasi questa, le si prostrò innanzi il favorito, e con +modi in cui s’accordavano ottimamente una rispettosa e cavalleresca +galanteria, e i sentimenti d’un’affezione la più leale, baciò la mano +offertagli dalla Sovrana, ringraziandola con accenti di vivissima +riconoscenza dell’onor compartitogli, onore massimo di quanti un +monarca possa concedere ad un suddito. Tanta leggiadria spirava il +Conte in quell’atteggiamento, che per poco la Regina non s’adoprò a +prolungare una tal parte di scena più di quanto rigorosamente doveasi. +Nel ritrarre la propria mano, le permise di scorrere mollemente, +siccome a caso, sulla bella capigliatura del Conte, in profumate anella +cadente; e i moti d’interna compiacenza, che nel volto di quella +Sovrana si palesarono, ben fecero accorti gli spettatori, com’ella +avrebbe di buon grado sostituito a quest’atto che parea involontario +una lieve carezza. Si rialzò finalmente il Leicester; e postosi in +vicinanza del Trono, tessè in bell’ordine ad Elisabetta la descrizione +di quanto erasi divisato per riceverla ed intertenerla; e tutti questi +divisamenti la Regina approvò con quella grazia che ad essa era +connaturale. Allora il Conte le chiese per sè e pei gentiluomini, che +fin lì la scortarono permissione di allontanarsi per pochi istanti, +onde ricomparirle innanzi con abiti più convenevoli, e meglio degni +della sua Corte. «In tal breve assenza nostra, ei soggiunse, questi +signori (accennando in dir ciò Varney, Blount, Tressiliano ed altri) +che ebbero tempo di cambiare le loro vesti avranno l’onore di rimanersi +presso la Maestà Vostra.» + +«V’acconsento, o signore, la Regina rispose. M’accorgo che sareste +un ottimo direttore di teatro, poichè sapete sì opportunamente +valervi di una doppia banda di attori. Quanto a noi, per questa +sera vi faremo minori complimenti, perchè non abbiamo divisato +di spogliarci dell’abito con cui venimmo. Ci ha prodotto qualche +stanchezza un viaggio, che il concorso de’ nostri fedelissimi sudditi +rendè altrettanto lungo, quanto nel fece delizioso l’amore che ci +dimostrarono.» + +Dopo ricevutane la permissione, il Leicester si ritirò, e seco pur +si ritrassero gli altri gentiluomini, che aveano scortata la Regina. +Quelli che giunsero i primi, e che già si erano vestiti nel modo +convenevole a quella solennità, rimasero nel salone, ma per essere di +grado inferiori agli altri che uscirono, si tenevano ad una distanza +rispettosa dal trono. L’acuto sguardo della Regina ben ravvisò in +mezzo a quella moltitudine e Raleigh e due o tre altri gentiluomini, +ch’ella conoscea di persona. Fatto segno a questi d’avvicinarsi, li +salutò in grazioso modo, e primo nell’essere ben accolto si fu il +Raleigh, troppo ben rammentandosi la Sovrana le avventure del mantello +e delle strofette. Più volte ella si volse a lui onde le spiegasse il +nome e i gradi di quelli che le stavano alla presenza, e si mostrò +soddisfatta delle risposte a mano a mano datele dal Raleigh, poichè +oltre all’essere esatte, condite erano all’uopo di vezzi e di arguzie. +«E chi è quell’uom rustico (diss’ella accennando Tressiliano) quell’uom +rustico, il cui disadorno abito fa torto alla buona fisonomia?» + +«Se vostra Maestà brama saperlo, è un poeta.» + +«Lo indovinai quasi al sol vederne il vestito. Ho conosciuti alcuni +_poeti_ tanto distratti che gettavano i loro mantelli in mezzo al +fango.» + +«Sarà stato perchè il sole ne abbarbagliava le menti siccome gli occhi.» + +Elisabetta sorrise, e lasciò languire questo discorso. «Ma, signor +Raleigh, vi ho chiesto il nome di quella persona, e voi me n’additaste +in vece la professione.» + +Di fatto Raleigh avrebbe voluto differir l’istante di nominare l’amico +suo Tressiliano, non credendo esserne occasione ben augurosa per lui il +motivo onde avea chiamati sopra di sè gli sguardi della Regina. Ma dopo +questi ultimi detti di Elisabetta non gli fu più lecita la reticenza. + +«Egli chiamasi Tressiliano.» + +«Tressiliano! rispose Elisabetta, il Menelao del nostro romanzo! Per +verità si è abbigliato in guisa che fa le scuse della sua Elena. Ma +dov’è Farnham?[1]... si dice Farnham?.... In somma l’uomo del conte di +Leicester... il Paride della contea di Devon.» + +Raleigh, profferì il nome di Varney, e con maggiore ripugnanza ancora +lo indicò alla Regina, perchè nel costui abbigliamento aveva sfoggiata +tutta l’arte propria il sartore; laonde questo Varney annunziavasi +favorevolmente a primo aspetto, oltrechè se mancava di grazie, un certo +discernimento e l’uso di vivere nel mondo cortigianesco supplivano in +tal qual modo a sì fatta mancanza. + +La Regina andava contemplando a vicenda Tressiliano e Varney. «Io +credo, diss’ella, che questo signor Tressiliano il poeta, troppo dotto, +giurerei, per ricordarsi alla presenza di chi dovea comparire, è uno +di que’ tali per cui Goffredo Chaucer disse: _Il più saggio fra i +letterati non è sempre il più saggio fra gli uomini_. L’altro, Varney, +è un furfante, però ha lingua dorata, me ne ricordo, e son certa che la +bella fuggitiva non mancò di buone ragioni per divenire infedele.» + +Raleigh non sapea che rispondere, persuaso che avrebbe fatto mal +ufizio a Tressiliano col contraddir la Regina, e sembrandogli anzi che +sarebbe stata ottima cosa al medesimo, se finalmente Elisabetta avesse +intromessa la propria autorità per definire una bisogna, che occupava +tutto l’animo dell’amico, concentratosi con funesta ostinazione in +quest’unica idea. Mentre Raleigh volgea tai cose nella mente, s’aperse +la porta, ed il Leicester accompagnato da molti del suo parentado, e +della nobiltà a lui partigiana rientrò nel salone. Portava un vestito +di velluto bianco ricchissimo che contribuiva a farne spiccare il +maestoso portamento, la grazia, e le belle proporzioni della persona; +tal che parve ad ognuno il più avvenente fra quanti cavalieri si +fossero mai visti. Anche il Sussex e gli altri gentiluomini andavano +fregiati di ricche vesti, ma la grazia e la magnificenza del Leicester +tutti oscuravali. Elisabetta lo accolse con affabilità straordinaria. +«Rimane tuttavia da giudicarsi, diss’ella, una processura spettante +alla regale nostra giurisdizione, processura che mi sta nell’animo, e +come donna e come madre di tutti i miei sudditi.» + +Un fremito involontario soprapprese il Leicester nell’atto che +inchinavasi per protestare obbedienza ad ogni volere della Regina. +Fremette, e agghiacciò del pari Varney, i cui sguardi non s’erano +in tutta quella sera distolti dal suo padrone. Dal cambiamento +comunque lieve che accadde nella fisonomia del Conte, Varney comprese +subitamente qual fosse la cosa di cui la Regina interteneva il suo +favorito; ma questi fece al proprio animo tale sforzo da poter fingere +l’intrepidezza, che alla sua politica tortuosa volevasi; ed allorchè la +Regina soggiunse: «Noi parliamo di Varney e di Tressiliano... Milord, +questa Signora è qui?....» il Conte potè senza titubazione rispondere: +«Nobile principessa, ella non è venuta.» + +Aggrottò Elisabetta le ciglia, e mordendosi il labbro, non diede che +questa sola risposta: «Per altro, Milord, il nostro comando fu chiaro e +preciso!» + +«E sarebbe adempiuto, illustre Sovrana, non fosse stato che un semplice +desiderio. Ma, fatevi innanzi, Varney. Questo gentiluomo farà noto a +vostra Maestà il motivo per cui la _ridetta Signora_ (che le labbra +di Leicester si ribellavano al chiamarla _moglie di Varney_), non può +comparire alla regale presenza.» + +Avanzatosi Varney, sostenne senza esitare quanto credeva egli stesso; +che _la parte citata a comparire dinanzi a sua Maestà_ (non più di +Leicester ardiva egli chiamarla _sua moglie_) era nell’assoluta +impotenza di corrispondere alla chiamata. + +«Ecco, proseguì a dire, l’attestato di un abilissimo medico, il cui +sapere e la cui probità sono pienamente conosciuti a sua Signoria di +Leicester. Eccone un altro di un devoto protestante, uomo dabbene e +d’intatta fama, del sig. Antonio Foster, che alberga in sua casa la +figlia di sir Robsart. Provano entrambi questi ricapiti che l’assalì +tale infermità, per cui non le fu possibile intraprendere il viaggio.» + +«La cosa cambia d’aspetto, (disse la Regina ricevendo i ricapiti +ed esaminandone il contenuto). Fate avvicinare Tressiliano. Sig. +Tressiliano, noi prendiamo vivissima parte allo stato dell’animo +vostro, tanto più che da esso non sa dipartirsi l’immagine di questa +Amy Robsart, o diremo Amy Varney. Ma che volete? Il poter nostro, +ne siano grazie a Dio, e all’obbedienza che ci prestano i fedeli +sudditi Inglesi, ha bensì qualche estensione. Pur vi sono tai cose, +che si sottraggono a questo dominio. Noi non possiamo, a cagion +d’esempio, comandare agli affetti d’una giovinetta inconsiderata, nè +costringerla a preferire il sapere e il retto sentire alla elegante +veste d’un cortigiano. Tal cosa non è in nostro arbitrio più di quanto +lo sia impedire gli effetti della infermità che a quanto apparisce +la soprapprese, e non le permette di trovarsi alla nostra presenza, +siccome ne avevamo dato il comando. Più possenti de’ nostri ordini +sono i due attestati del medico che le presta cura, e dell’onesto suo +ospite, i quali entrambi fanno fede di tale infermità.» + +«Chiedo permissione alla Maestà vostra di dirle che simili attestati +non dicono la verità,» rispose tantosto Tressiliano, che in +quell’istante paventando gli effetti di una sì perigliosa impostura +dimenticò la promessa fatta ad Amy. + +«Che ascolto, o Signore? sclamò la Regina. Voi porreste in dubbio la +veracità di Leicester? Però vi sarà dato tutto il campo a difendervi. +Alla nostra presenza hanno diritto di parlare così il primo come +l’ultimo, così il più favorito come il più ignorato de’ nostri sudditi. +Voi sarete dunque ascoltato senza interrompimenti. Ma temete del +parlar vostro se manca di prove. A voi, prendete ed esaminate questi +attestati. Diteci seriamente se dubitate, e su quai fondamenti dubitate +della loro autenticità.» + +Intantochè la Regina così favellava, tornò alla mente di Tressiliano la +promessa fatta ad Amy, e tal ricordanza combattè l’ardente desio ch’era +in esso di dismentire formalmente questi attestati, dei quali niuno +meglio di lui sapea la fallacia. Ma questa sua irresolutezza gli fece +torto e nell’animo d’Elisabetta e in quello de’ circostanti. Voltava +le carte, siccome un idiota incapace d’intenderne il contenuto; sicchè +l’impazienza postasi fin da prima nell’animo della Regina, divenne in +quell’istante manifesta ad ognuno. + +«Voi siete un letterato, soggiuns’ella, e un letterato di merito, così +mi fu detto. Per altro, siete d’una lentezza sorprendente, quando non +fa d’uopo che leggere due parole. Veniamo dunque alla conclusione. +Questi attestati sono veri, o sono falsi?» + +Crebbero in un modo a tutti palese l’imbarazzo e la titubazione di +Tressiliano, il quale non volea per una parte riconoscer per veri +tali ricapiti, che forse avrebbe dovuto fra breve chiarir come falsi, +e bramava per l’altra mantenere la promessa fatta ad Amy, e darle il +tempo, com’ella il chiese, di perorare da se medesima la propria causa. +Laonde, dopo aver detto interrottamente: _Regina! Regina!_ prese per +ultimo l’espediente di darle questa risposta: «La Maestà vostra mi +costringe a profferire sopra ricapiti, la cui autenticità, innanzi +tutt’altra cosa, dovrebb’essere provata da coloro che se ne valgono in +propria difesa.» + +«Sig. Tressiliano, voi siete buon avvocato, siccome buon poeta (disse +la Regina lasciando sovr’esso uno sguardo in cui tutto se ne esprimea +lo scontento). Io credea veramente che questi scritti essendo stati +presentati al cospetto del nobile conte di Leicester, cui appartiene +questo castello, ed essendone chiamato in testimonio l’onore del Conte, +dovesse bastar ciò per convincervi che sono veraci. Nondimeno, poichè +durate nel bramare le formalità, Varney, o voi piuttosto Leicester, +perchè questo affare adesso riguarda voi (detti lanciati a caso, ma che +fecero fremere il Conte), dite, qual prova avete della verità di tali +attestati?» + +Varney si affrettò a rispondere prima di Leicester: «Il giovine conte +di Oxford, che qui trovasi, conosce la scrittura del sig. Foster.» + +Il conte d’Oxford, giovane libertino e dissipatore, che avea più +d’una volta avute somme ad interesse, anche onesto, dal Foster, dopo +l’inchiesta fattagliene attestò, come il Foster fosse un rispettabile +ed opulento _Franklin_[2], accertando ad un tempo ravvisarsene il +carattere in uno di que’ ricapiti. + +«E chi riconoscerà il carattere del dottore? soggiunse allor la Regina. +Mi sembra ch’egli si nomini Alasco.» + +Il Masters medico di Sua Maestà, che non avea dimenticato l’oltraggio +sofferto a Say’s-Court, e persuaso che la sua testimonianza fosse per +tornar grata al Leicester, quanto spiacevole al Sussex ed ai partigiani +di questo Conte, protestò aver fatto di molte consulte col dottore +Alasco, essere questi un uomo fornito di vasto sapere, benchè quanto +al suo sistema di medicare non lo giudicasse sulla buona via. Il conte +di Huntingdon cognato del lord Leicester, e la contessa di Rutland +ne fecero parimente gli encomi, e tutti si chiamarono a mente la +scrittura delle sue ricette, simile affatto, diceano, al carattere del +certificato su cui cadeva il discorso. + +«Spero finalmente, sig. Tressiliano, che si potrà chiudere tal +discussione, soggiunse allor la Regina. Prima del finire di questa +notte noi prenderemo alcune risoluzioni onde persuadere sir Ugo Robsart +ad acconsentire alle nozze di sua figlia. Quanto a voi, avete fatto il +vostro dovere, e al di là del vostro dovere. Ma noi non apparterremmo +al sesso femminile, se l’animo nostro non fosse proclive a compiangere +le persone che amore ha ferite. Dunque vi perdoniamo l’arditezza che +dimostraste, e vi perdoniamo anche la sconvenevolezza di quei vostri +stivali, la cui infezione ha quasi soffocati i profumi di milord +Leicester.» + +L’essere eccessivamente delicata di odorato era fra i distintivi +organici di Elisabetta, e ne diede lungo tempo dopo una prova, allorchè +scacciò dal suo cospetto il conte di Essex, non reo d’altro che di +essersi presentato a lei, siccome Tressiliano, cogli stivali alquanto +imbrattati di fango. + +In questo mezzo, Tressiliano ebbe il tempo di raccogliere le proprie +idee, e riaversi dalla sorpresa prodottagli da un’impostura, sostenuta +con tanta audacia, e che dismentiva fatti de’ quali fu testimonio egli +stesso. Laonde si precipitò ai piedi della Regina, e tenendola per la +veste, le disse: + +«Regina, se voi siete cristiana, s’egli è vero che regnate per rendere +giustizia eguale a tutti i vostri sudditi... per ascoltarli, come voi +sperate di essere ascoltata, e com’io ve l’auguro (Dio secondi il mio +voto!) a quel tribunale innanzi a cui un giorno tutti compariremo, +degnatevi concedermi un lieve favore. Non vi affrettate a pronunziare +giudizio. Concedetemi soltanto ventiquattr’ore di tempo. Dopo sì breve +indugio vi proverò a tutta evidenza la fallacia degli attestati onde si +fa credere che questa giovane infelice in tal momento si trovi inferma +nella contea di Oxford.» + +«Lasciatemi, o signore (disse Elisabetta, sorpresa da un impeto che ben +dovea parerle stravagante, comunque fosse pel maschile suo animo forza +bastante per non concepirne timore). Quest’uomo senza dubbio è pazzo. +Il mio figlioccio Harrington potrebbe dargli una parte nel suo _Orlando +Furioso_. Però nel tenore della sua follia ravviso alcuna strana +singolarità. Parlate, Tressiliano: a qual cosa vi sottomettete voi, +se trascorse le ventiquattr’ore, non potete dimostrar falso un fatto +provato con modi tanto solenni, siccome lo è l’infermità della figlia +di sir Robsart?» + +«Regina, a portare il mio capo sotto la mannaia,» rispose subito +Tressiliano. + +«Eh! questi sono propositi da pazzo. E qual capo è mai caduto in +Inghilterra, se nol percosse il voler della legge? Io vi domando, +purchè però vi rimanga senno bastante a potermi comprendere, se quando +v’accorgerete dell’assurdità del vostro assunto col vederlo andare a +vôto, mi confesserete sinceramente qual fu l’intenzione, che aveste nel +cimentarvi a sostenerlo.» + +Si tacque Tressiliano, condotto da tale inchiesta a titubar nuovamente; +perchè pensava egli: «Se in questo intervallo Amy si riconciliasse col +proprio marito, quanto mal ufizio le presterei se svelassi misteri +obbrobriosi ad un uomo col quale ella dovrà sempre vivere, e se facessi +toccar con mano ad una saggia e prudente Sovrana come fu sorpresa +con falsi attestati!» Tale incertezza portò nuovo imbarazzo e negli +sguardi, e nella voce, e nel contegno di Tressiliano. Per la qual +cosa, allorchè la Regina in severo tuono e corrucciata in viso gli +replicò l’inchiesta medesima, ei le rispose con interrotte parole, che +forse!... cioè!... secondo le circostanze!... avrebbe spiegati i motivi +del suo operare. + +«Oh! per l’anima del re Enrico, sclamò quella Sovrana, qui cova +assolutamente o demenza o malvagità. Raleigh, il tuo amico è troppo +pindarico per potere starsene alla mia presenza; conducilo teco, +liberami dal vederlo, perchè potrebbe accadergli peggio. I suoi slanci +sono troppo impetuosi in tutt’altro luogo che non sia il Parnaso, o San +Luca. Tu però ritorna, poichè lo avrai condotto in luogo sicuro. Quanto +avremmo desiderato conoscere questa beltà che fa sì tremendo guasto nel +cervello d’un uomo decantato dianzi per la Sua saggezza!» + +Tressiliano voleva dire altre cose alla Regina, ma Raleigh costretto ad +ubbidire agli ordini avuti, ne lo impedì, fattosi soccorrere da Blount +per condurlo fuor del salone, parte suo malgrado, e parte anche non +contro sua voglia, poichè incominciava ad avvedersi egli stesso, come +un più lungo rimanersi peggiorasse anzichè migliorare i suoi interessi. + +Allorchè furono giunti nell’anticamera, Raleigh pregò il Blount a far +sì, che Tressiliano venisse condotto negli appartamenti preparati alle +persone del corteggio di Sussex, e che se era d’uopo vi si mettesse la +guardia. + +«Tale stravagante passione, diss’egli, e l’infermità della donna +che ne è lo scopo, hanno stravolto in singolar modo il suo ingegno, +aggiustatissimo per l’addietro. Ma speriamo, un breve riposo calmerà +questo impeto. Solamente badate a non lasciarlo uscire. È già assai +male impressionato per lui l’animo di Sua Maestà; poche nuove +provocazioni basterebbero perch’ella gli trovasse un ritiro più +ingrato, e custodi più malaugurosi.» + +«Io lo giudicai a dirittura pazzo (soggiunse Nicolò Blount, dando +un’occhiata alle sue calze cremesine, ed alle sue gialle rosette) +allorchè posi mente a que’ maledetti stivali che offesero le narici +della Regina. Voglio vederlo rinchiuso, e torno subitamente. Ma dimmi, +Walter, la Regina non ha chiesto chi mi fossi? Ho creduto accorgermi +d’una sua occhiata volta sopra di me.» + +«Venti occhiate! sì, venti occhiate sopra di te! e le ho assicurato +che sei un bravo soldato, un... ma per l’amor del Cielo conduciti via +Tressiliano.» + +«Vado, vado, rispose Blount. Ti dirò bene, che comincio ad avvezzarmi +a questa vita cortigianesca. Non è poi un passatempo tanto cattivo. +Se non altro, offre modi d’innalzarsi. Dunque, Walter, amico mio, le +dicesti che sono un bravo soldato, e _un_... _un_ che cos’altro?» + +«_Un_... tutto che non si può esprimere. Ma spacciati dunque, in nome +di Dio!» + +Tressiliano, senza opporre resistenza, e senza movere verun’inchiesta, +seguì Blount, o a dir meglio si lasciò condurre nell’appartamento di +Raleigh, sofferendo d’essere collocato in un letto sulle cinghie, che +in uno di que’ gabinetti era stato apparecchiato ad uso di qualche +servo. Nè tardò ad avvedersi che ogni sforzo per parte sua diverrebbe +inutile a conciliargli le premure e i soccorsi degli amici, sintantochè +il compire delle ventiquattr’ore da lui consacrate con promessa a +rimanersi inoperoso, non gli facesse abilità di svelare tutte le cose, +o veramente non gli togliesse ogni desiderio e pretesto di frammettersi +in quanto riguardava il destino d’Amy, forse vicina ad unirsi col suo +rapitore. + +Dovette Tressiliano adoperare molta fatica, e assai rimostranze, fatte +con calma e dolcezza, per evitare la molestia di vedersi accampati +nella sua stanza due uomini della guardia del conte di Sussex. +Finalmente Blount in veggendolo tranquillo nel letto, diede due o tre +calci, maledicendoli con tutto il cuore, a quegli stivali del mal +augurio, i quali, giusta le nuove massime abbracciate dal Blount, erano +stati il sintomo concludente, o forse anche la primaria cagione del +disastro cui soggiaceva il suo amico. Per tal modo gli sforzi generosi +e disinteressati operati da Tressiliano per la liberazione d’una donna, +da cui non ebbe che ingratitudine, non gli partorirono in quel giorno +migliori conseguenze del cadere in disfavore della Regina, e del farsi +riguardare niente meno che pazzo dai propri amici. + + + + +CAPITOLO II. + + I Sovrani anche i più saggi s’ingannano + spesse volte siccome gli uomini di più + bassa lega, e abbiam veduto alcuni + di questi monarchi colle reali loro + mani fregiar della ciarpa di cavaliere + indegne spalle, sol meritevoli del + marchio del carnefice. Che vuol farsi? + Questi re certamente nelle loro azioni + avevano per iscopo il meglio, ma non + si può domandar conto ad essi che + dell’intenzione, non già dell’evento. + + _Antica Commedia._ + + +«Ella è cosa ben crudele, disse la Regina dopo la partenza di +Tressiliano, il vedere un uomo, fornito dianzi di saggezza e dottrina +ora ridotto ad avere il cervello affatto guasto. Le prove evidenti +che ha date di follia dimostrano parimente essere prive di fondamento +le accuse ch’egli ha promosse. Laonde, signor di Leicester, noi non +abbiamo dimenticato l’inchiesta che ci avete fatta pel vostro fedele +servo Varney, i cui pregi e la cui lealtà vogliono avere il suo +compenso dalla Sovrana, poichè a voi sono utili. Così il favore che +siamo per compartirgli diverrà un premio dell’affetto zelante che +ponete in servirci. Vi concediamo adunque la grazia che sollecitaste +per Varney, e tanto più volentieri in tal giorno, che ricevendo +ospitalità in vostra casa, vi dobbiamo anche per tale riguardo qualche +prova d’animo grato. Si aggiugne che questa prova particolare di nostra +benevolenza apporterà qualche sollievo al buon cavaliere di Devon, a +sir Ugo Robsart, divenuto suo malgrado suocero di Varney; e spero per +tal via riconciliarlo più facilmente col genero. A me la vostra spada, +sig. di Leicester.» + +La prese ella con molto riguardo, e la sguainò, e mentre le Milady, +che le stavano di corteggio, volgeano altrove il capo prese da un +brivido, finto o vero che fosse, gli occhi della Regina si portarono +avidamente a mirare il lustro e i ricchi ornamenti damascati di quella +scintillante lama. + +«Se fossi stata uomo, diss’ella, credo che non avrei ceduto a nessuno +de’ miei antenati nel desiderio di possedere una bella spada. Mi +diletto molto nel contemplare le armi; e simile alla _fata Morgana_, +di cui lessi le avventure in un libro italiano... Oh! perchè mai qui +non trovasi il mio figlioccio Harrington? Egli mi rammenterebbe il +tratto di romanzo che vorrei citare... Certamente mi sarebbe grato il +poter aggiustare i miei capelli, e la mia acconciatura dinanzi ad uno +specchio d’acciaio, siccome è questo... Riccardo Varney, avanzatevi, +e mettetevi in ginocchio. _In nome di Dio; e di San Giorgio, noi vi +facciamo Cavaliere! Siate fedele, valoroso, e felice_... sir Riccardo +Varney, alzatevi.» + +Così fece il Varney, e si ritirò inchinando con gran rispetto la +Sovrana, che tanto insigne onore gli conferiva. + +«Domani, aggiunse la Regina, noi vi armeremo dello sperone nella +cappella del Castello, e così daremo fine alla cerimonia. Intanto, +vogliamo che abbiate un altro fratello d’armi. Ma poichè la giustizia +dee regolare la distribuzione delle nostre grazie, abbiam divisato di +consultare a tal uopo il nostro cugino, il conte di Sussex.» + +Questo Pari, che dopo il suo arrivo a Kenilworth, ed anzi sin dal +principio del viaggio erasi visto oscurar dal Leicester, portava +ombrata da tetre nubi la fronte. L’aria sua di scontento non potè +sfuggire alla Regina, che sperò serenarne l’animo, e nel medesimo tempo +conformarsi al proprio sistema di _bilancia politica_[3], concedendo +un contrassegno particolare di favore al conte di Sussex, allor quando +parea più compiuto il trionfo di chi gli era rivale. + +All’ordine che ne ricevette da Elisabetta il Sussex, fu sollecito ad +avvicinarsile, e la Regina gli chiese qual fosse fra i gentiluomini del +suo seguito cui darebbe voto di preferenza nella imminente promozione. +Ma quel Conte con maggior sincerità che accortezza, rispose: che +avrebbe osato parlare a favore di Tressiliano, cui si credeva debitore +della vita, e che d’altra parte, chiaro per sapere e per pregi +militari, discendea da una famiglia scevra di macchie: «Ma, soggiunse +di poi, temo che gli avvenimenti di questa notte!...» E qui si fermò. + +«Vedo con piacere una tale circospezione per parte della Signoria +vostra, disse Elisabetta. Dopo quanto è accaduto, i nostri sudditi +avrebbero ragione di giudicare la loro Regina non meno stolta di quel +povero gentiluomo (perchè non credo mossa da cattive intenzioni la sua +condotta) avrebbero, dissi, ragione di giudicare stolta la loro Regina, +se prescegliessimo un tal momento, onde largheggiargli di favore.» + +«Quand’è così, rispose il Conte alquanto scompigliato, la Maestà Vostra +mi permetterà di additarle il mio scudiere, il sig. Nicolò Blount. Egli +è gentiluomo di buona casa, ed anche abbastanza antica. Ha servito +nella Scozia e nell’Irlanda, e porta sul proprio corpo onorevoli +cicatrici.» + +Elisabetta non potè far di meno di stringersi leggermente nelle spalle +a tal seconda proposta; e la duchessa di Rutland ben lesse negli occhi +della Regina come questa avesse sperato, che il Sussex le nomerebbe +Raleigh, ponendola così in grado di soddisfare i propri desiderii ad un +tempo, e di fare onore alla raccomandazione del Conte. Laonde, quale +donna avveduta nell’arti cortigianesche, aspettò prima che la Regina +acconsentisse all’inchiesta fattale a favore di Blount; poi soggiunse, +che avendo que’ due potenti Pari avuta la permissione d’indicare un +candidato alla cavalleria, ella oserebbe a nome di tutte le matrone +presenti supplicare per un eguale favore. + +«Non sarei donna, se ricusassi cotale inchiesta,» sorridendo la Regina +rispose. + +«Supplico adunque la Maestà vostra in nome di tutte queste Lady, +aggiunse allor la Duchessa, ad innalzare al grado di cavaliere Walter +Raleigh, che per lustro di nascita, e pei bei fatti d’armi, e per la +solerzia da lui posta nel servire il nostro sesso colla spada non meno +che colla penna, si è fatto degno di tale onore.» + +«Ringrazio queste Lady, rispose Elisabetta col contento sul labbro, e +condiscendo alla loro inchiesta. L’amabile scudiere _senza mantello_ +diverrà il prode cavaliere _senza mantello_, come voi altre lo +desiderate: fate dunque venire a noi i due candidati.» + +Blount per anche non ritornava; onde il Raleigh si avanzò solo e +prostratosi, ricevè dalle mani della Sovrana il titolo di cavaliere, +che pochi meritavano al pari di lui; tanto andava adorno di pregi. + +Nicolò Blount arrivò qualche momento dopo, e seppe dal labbro di +Sussex, che egli incontrò alla porta della sala, le intenzioni +favorevoli della Regina, e l’ordine avuto di farlo appressare al trono. +Egli è uno spettacolo non molto raro, e ad un tempo penoso e ridicolo +il vedere un uomo fornito di un criterio posato e non fatto agli +slanci, allorchè, o la civetteria di avvenente donna, o qualsivoglia +altro motivo lo traggono in quelle inezie che s’addicono soltanto +all’amabile giovinezza, o a coloro in cui l’abito fe’ di queste una +seconda natura. A tale condizione trovavasi il povero Blount, la cui +testa era già sconcertata dalla ricchezza del suo abbigliamento, e che +si era fitto in animo di dovere adattare a questo il proprio contegno. +La subitanea novella di una tal promozione diede compiuto trionfo +a quello spirito di leggerezza e di vanagloria che faceva guerra +all’indole di lui primitiva, e d’improvviso trasformò un uomo semplice +e di modi ruvidi anzi che no in un farfallino della specie più strana e +ridicola che mai si fosse veduta. + +Il candidato cavaliere si avanzò nel salone, che per sua disgrazia +gli conveniva attraversare da cima a fondo. Volgeva la punta del +piede al di fuori con tanta caricatura, che la parte posteriore +della gamba presentandosi ognora la prima, somigliava assai ad uno +di quegli antichi coltelli a lama ricurva. In tutto il restante del +suo portamento il Blount non dismentiva questa andatura grottesca. +E tal mescolanza d’imbarazzo e di vanaglorioso contento era cosa sì +compiutamente ridicola che i partigiani di Leicester non poterono +rattenere un maligno sorriso, cui parteciparono senza volerlo alcuni +pure fra i gentiluomini del Sussex, benchè costretti a mordersi dalla +rabbia le dita. Lo stesso Sussex perdendo la pazienza, si vide alla +necessità di dirgli all’orecchio: «Maledetto Blount non sai dunque +camminare come fa un uomo e un soldato?» Tale rimprovero lo fece +fremere e si fermò sgomentito, allorchè volgendo un guardo alle sue +rosette gialle e alle sue calze rosse, prese nuova fidanza, e tornò a +camminar come prima. + +La Regina accolse il povero Blount cavaliere con una ripugnanza che +non dava luogo ad equivoco. Perchè inoltre è da sapersi ch’ella +era al sommo riguardosa nel conferire questi titoli d’onore, de’ +quali dopo lei gli Stuardi largheggiarono con sì poca politica, che +gl’impoverirono d’una gran parte dell’antico lor pregio. Non appena il +Blount si fu allontanato, che la Regina volgendosi alla duchessa di +Rutland, così disse: «Lo spirito di noi altre donne, mia cara Rutland, +supera d’assai lo spirito di queste creature che portan giubba e +calzoni. Dei tre cavalieri proposti, il tuo candidato solamente era +degno di questo titolo.» + +«Sir Riccardo Varney, l’amico di milord Leicester... ha certamente il +suo merito...» la Duchessa soggiunse. + +«Varney, replicò la Regina, ha la fisonomia torva e la lingua melata. +Temo bene non disonori il titolo che ha ricevuto. Basta! Io avea già +promesso ciò da lungo tempo. Ma quel Sussex assolutamente ha perduto +il cervello. La prima volta ci propone un matto della natura di +Tressiliano; poi dopo, un vero campagnuolo è il suo secondo protetto. +Ti giuro, mia cara Rutland, che quando mi stava davanti, facendo +contorsioni e smorfie, come se la zuppa troppo calda gli avesse +scottato il palato, ho fatto fatica, allorchè doveva percotergli +l’omero colla spada, a non fracassargli in vece la testa.» + +«Vostra Maestà nondimeno gli ha dato un abbraccio alquanto aspro, disse +la Duchessa: noi abbiamo udito la lama della spada sonar sul suo collo, +e il pover uomo ha fatto un moto come di chi si credesse ferito.» + +«Non seppi astenermene, mia cara amica, rispose la Regina... Ma noi +manderemo questo sir Nicolò nell’Irlanda o nella Scozia, o in qualunque +altro paese, purchè liberiamo la nostra Corte da tale cavalier +campagnuolo.» + +Dopo sì fatte osservazioni della Regina, la conversazione divenne +generale; nè tardò il Leicester a supplicare sua Maestà perchè volesse +venire a prendere la sua sede al banchetto. + +Dovettero i convitati attraversare la corte interna del castello per +giugnere ai nuovi edifizi ove trovavasi la vasta sala della mensa, già +imbandita di una cena degna di sì bel giorno. + +In questo tragitto i novelli cavalieri si videro circondati dagli +araldi, dagli uomini d’armi e dai canterini che gridavano secondo +l’usanza: _generosità, generosità, o i primi fra i prodi cavalieri_. +Tale acclamazione, antica assai, intendeva ad eccitare la generosità +dei candidati a favore di quelli, il cui mestiere stavasi o nel +custodire le armature o nel celebrare con allegri canti le imprese de’ +novelli cavalieri. Coloro ai quali s’indirigevano tali sollecitazioni, +lor corrisposero con molta liberalità. Il Varney adoperò cortesia, e +ricercata modestia nel distribuire i suoi donativi. Raleigh accompagnò +i propri di quella grazia disinvolta che appartiene soltanto alle +persone assuefatte al viver dei Grandi. Il povero Blount diede tutto +ciò che del suo assegnamento d’un anno il sartore gli aveva lasciato. +In mezzo a quello scompiglio del suo animo traeva fuori le monete, poi +si fermava a contemplarle, indi le distribuiva particolarmente a questo +e a quello, coll’aria inquieta e col contegno d’un sagristano che fa la +limosina ai poverelli della parrocchia. + +Sì fatte liberalità vennero accolte fra i ringraziamenti e i _vivat_ +di costume. Ma poichè coloro che ne profittarono erano pressochè tutti +persone poste al servigio del Leicester, il nome del Varney era quello +che in mezzo a più vivi applausi si ripetesse. Soprattutto il Lambourne +faceasi discernere co’ suoi schiamazzi: «Lunga vita a sir Riccardo +Varney — Salute e onore a sir Riccardo — Non fu mai creato più degno +cavaliere (ed aggiugneva abbassando la voce) incominciando dai tempi +del valoroso sir Pandaro di Troia[4],» conclusione che fece ridere +chiunque si trovò assai vicino per poterla udire. + +Sarebbe cosa superflua l’intertenerci più a lungo delle feste di questa +sera, le quali furono sì brillanti, e tanto contentarono la Regina, +che il Leicester ritirandosi nel suo appartamento, vi si portò affatto +ebbro d’ambiziose speranze. Stava colà il Varney, che spogliatosi del +ricco suo vestimento, in abito semplice e modesto aspettava il padrone +per compiere le fazioni che giusta il suo ufizio spettavangli allorchè +il Conte si metteva in letto. + +«Che vedo, sir Riccardo? disse sorridendo il Leicester, queste umili +vesti non si confanno alla nuova dignità cui siete innalzato.» + +«La rinunzierei, rispose il Varney, sol ch’io immaginassi mi potesse +allontanare dalla Signoria vostra.» + +«Lo vedo, tu sei un servo riconoscente, soggiunse il Leicester; +ma non ti permetterò il fare alcuna cosa, che possa pregiudicarti +nell’opinione degli altri.» + +A malgrado di questi detti, il Conte accettava i servigi del nuovo +cavaliere, che diede a divedere in prestarglieli tanto contento quanto +ne dimostrava colle parole. + +«Non ho paura delle male lingue, rispose a tale osservazione del Conte +il Varney, perchè non v’è in tutto questo castello (permettete adunque +ch’io vi levi il collare), non v’è in tutto questo castello alcuno che +non si aspetti di vedere persone ben poste in più alto grado di questo +ch’or debbo alla vostra bontà, di vederle, dico, tenersi onorate in +adempiere presso voi gli ufizi di camerlingo.» + +«Sì: ciò potrebbe accadere,» disse il Conte mettendo un involontario +sospiro; poi soggiunse: «Dammi la mia veste da camera, o Varney, è +d’uopo ch’io contempli il Cielo. Dimmi non dovrebb’essere ben tosto +luna piena?» + +«Credo di sì, Milord, lo mette almeno l’almanacco.» + +Stava in quell’appartamento una finestra che aprendosi, mettea su +piccolo poggio di pietra, merlato com’era d’uso in tutti i castelli +d’architettura gotica. Spalancandola il Conte, vide dinanzi a sè gran +parte del lago e del bosco che copriva l’opposta sponda. I raggi della +luna posavano immobili sull’onda azzurra e sui folti gruppi degli olmi +e delle quercie che si mostravano in maggiore distanza. L’astro della +notte in mezzo al suo corso scorgeasi cinto da mille stelle secondarie. +Calma profonda regnava sulla terra, solamente interrotta a quando a +quando dalle voci delle sentinelle e dal lontano abbaiamento de’ veltri +svegliati dagli apparecchi d’una caccia magnifica, che divisavasi pel +nuovo giorno. + +Contemplò il Leicester la volta del firmamento, e gli atti suoi e +il suo contegno esprimevano come si stesse assorto in un’estasi +irrequieta, intantochè il Varney, tenutosi all’ombra della parte +interna di quella stanza, potea, senz’esser veduto, osservare con +segreto giubilo il suo signore, che stendea le braccia verso i corpi +celesti. + +«O voi globi di vivace fiamma (tal fu l’invocazione che indirisse loro +questo uomo ambiziosissimo), voi scorrete taciturni l’orbita della +misteriosa vostra carriera. Ma la saggezza vi attribuì una loquela. +Ditemi adunque qual sia l’alto destino a me serbato? La grandezza che +agogno, sarà ella brillante, sublime, durevole quanto la vostra? o +sarei io condannato a non risplendere che qual lampo fugace in mezzo +alle tenebre della notte per ricadere indi verso la terra, simile agli +avanzi di que’ fuochi d’artifizio, onde gli uomini tentano imitare i +vostri raggi?» + +Rimirò ancora il Cielo per un minuto o due, indi rientrò nella stanza, +mentre Varney si mostrava inteso a riporre entro una cassetta i +gioielli, che il Conte aveva posati sopra una tavola. + +«Che pensa del mio oroscopo Alasco? richiese il Conte. Gli è vero che +tu mel dicesti, ma me ne sono dimenticato, perchè non ho seria fiducia +in quest’arte.» + +«Pure, v’ha degli uomini istrutti che pensano altrimenti, rispose +Varney, e se io debbo dire sinceramente il mio avviso alla Signoria +vostra, comunque non istrutto, sono fra quelli.» + +«Ah! come Saule in mezzo ai profeti!... soggiunse il Conte. Io credea +che tu professassi in vece un assoluto scetticismo su di tutte quelle +cose che non puoi o vedere, o intendere, o toccare, o gustare, o +ascoltare, in somma pensai limitata alla sola prova de’ sensi la tua +credulità.» + +«Potrebbe anch’essere che il desiderio di vedere adempiuta la +predizione dell’astrologo mi rendesse più credulo in questo giorno. +Alasco disse, che il vostro pianeta favorevole si trova nella sua +_culminazione_, e che l’_influenza contraria_ (nè volle più chiaramente +spiegarsi) benchè non affatto vinta, è evidentemente nel suo +_retrogrado_. Furono questi, mi sembra, i suoi propri termini.» + +«Sì, veramente questi, replicò il Leicester, osservando una +recapitolazione di calcoli astrologici, ch’ei si tenea fra le mani; +l’_influenza_ più forte sarà prevalente, e a quanto credo, l’ora fatale +è passata. Aiutatemi, o Riccardo, a spogliarmi della mia veste da +camera, e rimanete un qualche momento, tanto che io mi ponga in letto. +Credo che le fatiche di questa giornata mi abbiano messo la febbre nel +sangue; ei scorre per le mie vene ardente al pari di piombo liquefatto. +Aspetta anche un poco, te ne prego, vorrei pure sentirmi gli occhi +gravi dal sonno.» + +Il Varney rimase officiosamente vicino al letto del suo signore; indi +pose una lampada d’argento massiccio insieme ad una spada sopra una +tavola di marmo che era presso del capezzale. Fu allora che il Conte, +fosse per non essere incomodato dalla luce della lampada, o fosse +per nascondere il proprio volto a Varney, abbassò quanta parte di +cortina bastava ad entrambi questi due scopi. Il Varney nel tornare +ov’era prima, sedè colle spalle volte al Conte in tal modo, da fargli +comprendere che in lui non era il disegno di spiarne la fisonomia, o +indovinarne i moti dell’animo; poi aspettò che Leicester incominciasse +a parlar della cosa, che il teneva meditabondo. + +Il Conte, dopo avere per qualche tempo aspettato invano che il suo +scudiere fosse primo a dar motivo ai discorsi si fece a dire in tal +guisa: «Dunque, Varney, si va parlando della bontà che la Regina ha per +me?» + +«E come vorreste, o Milord, che si tacesse di cosa tanto manifesta?» + +«Di fatto, ella è una buona padrona, soggiunse il Conte; ma fu la +Saggezza stessa che scrisse: non ti fidare soverchio sulla buona grazia +dei principi.» + +«La sentenza è ottima e vera, sempre quando però non si abbia +l’accortezza di collegare i nostri cogl’interessi loro in tal guisa, da +tenerli in pugno come il falco prima di permettergli il volo.» + +«Indovino a che intende il tuo discorso, disse il Leicester con +impazienza, nè m’impedisce il comprenderlo tutta la circospezione che +metti nel farlo. Vuoi significarmi, che sposerei la Regina, sol che il +volessi.» + +«La Signoria vostra lo disse, e non io. Ma che rileva qual di noi +due l’abbia detto? Sopra ogni cento persone ve n’ha novantanove in +Inghilterra che credono la medesima cosa.» + +«Sì, (disse il Leicester, ravvolgendosi per il letto) ma la centesima +è meglio istrutta delle novantanove. E tu! tu, a ragion d’esempio, +conosci tali ostacoli che non si possono superare.» + +«E nondimeno, la cosa debb’essere, se vogliamo aver fede alle stelle,» +disse posatamente l’astuto Varney. + +«Che cosa dici? Eh! ch’io so non credere tu nè all’astrologia, nè a +verun’altra cosa.» + +«Domando perdono alla Signoria vostra, ella è nell’errore. Io credo a +certi presagi dell’avvenire. Non dubito per portarne un esempio, che se +pioverà in aprile, vi saranno fiori nel maggio, che se farà bel sole, +il grano diverrà maturo. E nella mia filosofia naturale trovo parecchie +cose che mi trarrebbero a prestar fede alle stelle, se le stelle le +predicessero. Ne deriva quindi che non mi asterrò certamente dall’aver +fiducia in questi eventi, i quali generalmente sono aspettati siccome +desiderati, per ciò solo che gli astrologi credettero d’averli letti +nel Cielo.» + +«Hai ragione (disse Leicester smaniando più fortemente nel letto). +Tutti desiderano queste nozze. Ne ho ricevute congratulazioni dalle +chiese riformate dell’Allemagna, de’ Paesi Bassi e della Svizzera, +tutte persuase che dipenda da tali nozze la salute d’Europa. La Francia +non sarebbe per opporsi al loro effettuarsi, e la fazione dominante +della Scozia le avrebbe siccome una sua guarentigia; la Spagna le teme, +ma non ha forza di contrariarle; e contuttocciò vi è noto che sì fatto +avvenimento è impossibile.» + +«Non vedo tutta questa impossibilità. La Contessa è incomodata nella +salute.» + +«Sciagurato! (sclamò Leicester alzandosi dal letto ed afferrando la +spada posta sopra la tavola) abbandona questi pensieri esecrabili. +Vorresti forse assassinarla?» + +«Per chi mi prende la Signoria vostra? (disse il Varney pompeggiando +di tutta quella dignità che s’addirebbe alla calunniata innocenza). +Non mi è sfuggito alcun accento che possa dar motivo a tanto orribili +imputazioni. Solamente dissi che la Contessa è inferma, e comunque +amabile e teneramente amata, non è per ciò men soggetta alla legge +universale. Ella potrebbe morire, e la Signoria Vostra rimanere in +libertà.» + +«Lungi da me un’idea sì desolante! Che non se ne parli più mai!» + +«Auguro la buona notte alla Signoria vostra,» e in dir questo si alzò +Varney, il quale finse interpretare le ultime parole del Conte siccome +un comando d’andarsene. Ma lo rattenne il Leicester. + +«Tu non mi fuggirai così, compare matto. E credo in vero, che il tuo +nuovo grado ti abbia fatto dar volta al cervello. Dimmi dunque, tu non +riguardi questi ostacoli come invincibili?» + +«Milord, permettetemi. Piaccia a Dio di concedere lunga vita alla +vostra bella Contessa, benchè nè l’amore che le portate, nè i miei voti +abbiano forza di renderla immortale. Ma viva pur ella quanto lungamente +è da desiderarsi per la sua e per la vostra felicità! questi nodi a mio +avviso non v’impediscono di farvi re d’Inghilterra.» + +«Eccone una d’altro conio! Tu sei pazzo; assolutamente pazzo, povero il +mio Varney!» + +«Eppure! vorrei come son sicuro di quanto dico, esserlo di possedere +un giorno una bella e buona signoria. Ignorate forse, come in altri +paesi può starsi un maritaggio _di mano manca_ fra persone di grado +diverso, e che tal maritaggio non costringe il marito a ricusare nodi +più convenevoli al suo stato?» + +«Sì veramente; intesi dire, che quest’uso veniva praticato +nell’Allemagna.» + +«Vi dirò di più. Si pretende che i dottori delle università straniere +aggiungano forza a questa duplicità di nozze col peso di vari testi +della scrittura. In fine poi qual gran male sarebbe? L’amabile compagna +che vi siete prescelta avrebbe tutti i migliori vostri momenti, quelli +cioè del riposo, che son pur quelli in cui l’animo si apre con libertà +in seno all’amore ed all’amicizia. Non danno per la sua fama: non pace +tolta alla sua coscienza. Allora, voi siete padrone di provvedere a +tutto, se il Cielo vi fa felice di prole. Potete poi anche riserbare +ad Elisabetta dieci volte più tempo e dieci volte più amore di quanto +mai don Filippo di Spagna non ne abbia consacrato a Maria, sorella +d’Elisabetta. E nondimeno sapete che quella moglie di don Filippo ad +onta di tanta negligenza e freddezza amò assai suo marito. Non sono +necessarie a tal fine che bocca chiusa e fronte aperta, ed è in voi +tutto l’arbitrio di tenervi ad un tempo e la vostra Eleonora, e la +vostra bella Rosamonda. Lasciate a me l’incarico di trovarvi un ritiro, +ove non giunga mai a penetrare l’occhio geloso della Regina.» + +Il Leicester mantenne per qualche tempo il silenzio poi sospirando +disse: «No, la cosa è impossibile. Addio, Varney... Rimanete un altro +istante. Che giudicate voi di Tressiliano e del disordinamento della +sua mente? Non potrebb’egli essere che questo delirio ed il negletto +abito con cui si presentò agli sguardi della Sovrana, avessero secondi +fini? Ch’ei credesse forse d’eccitare nell’animo d’Elisabetta quella +compassione non solita a negarsi giammai ad un amante abbandonato dalla +sua donna, e tratto perciò fuor di senno?» + +Varney diede in grande scoppio di risa, e ridendo rispondea: «Oh! +Tressiliano non pensa a tal cosa.» + +«Spiegati, non t’intendo. Nè tu ridi mai che sotto il tuo riso non covi +qualche malizia.» + +«Volea dire, o Signore, che Tressiliano ha trovato l’espediente il più +sicuro per non morire d’affanno. Si è provveduto d’un divagamento, +d’una compagnia. La sorella d’una specie di commediante, cred’io, +alloggia seco lui in quella camera della torre di _Merwyn_ che per +motivi particolari io avea ordinato gli fosse assegnata.» + +«Si è fatta un’amica, tu il credi, si è fatta un’amica?» + +«Certamente! Milord, ma una di quelle amiche, che vanno nelle stanze +dei gentiluomini ad aspettare ore intere tantochè giungano.» + +«In fede mia è tal novelletta, che sarà ottima da raccontarsi a tempo +e luogo. Già per massima non ho mai creduto a questi dotti che hanno +la fisonomia di bacchettoni. Ma bene! sig. Tressiliano, voi almeno +non fate cerimonie in mia casa. Se do passata a questa libertà ch’ei +si prende, può ringraziarne una certa ricordanza che mi dura tuttora. +Nondimeno, Varney, tenete l’occhio sopra di lui.» + +«Per vegghiarlo meglio appunto lo alloggiai nella torre di _Merwyn_, +ove gli fa la guardia il mio servo, vigilantissimo comunque sia il +primo beone che viva su questa terra. Intendo Michele Lambourne, +quell’uomo di cui altre volte ho parlato a _Vostra Maestà_.» + +«_Vostra Maestà!_ Che significa un tale epiteto?» + +«È un epiteto, Milord, che se non istò bene attento, mi corre al labbro +senza che io il voglia; ma mi sembra epiteto sì naturale, che non ho +cuore di ritrattarlo.» + +«In somma, mi confermo in questo ognor più: la tua recente dignità ti +ha sconcertato il cervello; i nuovi onori vanno alla testa, come il +buon vino.» + +«Possa la Signoria vostra parlarne ben tosto per esperienza!» e in +questa Varney si ritirò augurando al suo signore la buona notte. + + + + +CAPITOLO III. + + «Ecco la vittima in vicinanza dell’empio + che la tradisce, a guisa di cerva + giacente a piedi del cacciatore, che + offre a nobil matrona, signora della + caccia, la spada ignuda, per portare il + colpo estremo allo spirante animale. + + _Il Taglialegna_. + + +N’è d’uopo far ritorno all’appartamento di _Merwyn_; o piuttosto al +carcere dell’infelice contessa di Leicester, che per qualche tempo +seppe frenare l’impazienza e l’inquietezza fra cui avvolgeasi. Ella ben +sentiva come in mezzo al tumulto, inevitabile in sì fatto giorno, era +tra le cose possibili, che la sua lettera non fosse così presto giunta +a Leicester, e che per altra parte non gli era lecito il sottrarsi +improvvisamente al suo servigio presso Elisabetta per venire a visitar +lei in quell’asilo recondito. «Comprendo che non posso sperare di +vederlo prima di notte, pensava ella fra se medesima. So che farà ogni +possibile per anticiparmi tale contento. Pur m’accorgo che dovrò portar +con pazienza questo ritardo.» + +Ciò nullameno non passò istante che ella non si aspettasse il Conte, +e mentre volea persuadere a se stessa il contrario, ogni lieve rumor +ch’ella udia, gli dipignea il Conte frettoloso di correre fra le sue +braccia. + +Le fatiche del precedente viaggio, e l’agitazione, ben naturale in chi +sofferiva tanto penosa incertezza, diedero tale scotimento ai suoi +nervi ch’ella omai si temeva incapace di aver forza per quegli eventi +quali si fossero che l’aspettavano. Ma comunque viziata anzi che no +in sua fanciullezza, robusti ne erano l’animo ed il temperamento; chè +alla robustezza del secondo genere avea molto contribuito l’esercizio +di cacciar sovente in compagnia di suo padre. Ella chiamò in soccorso +attorno di sè tutte le proprie forze, e ben comprendendo come il suo +futuro destino dipendesse in gran parte dall’intrepidezza che avrebbe +serbata, pregò silenziosa il cielo volesse reggerla, e fece ad un tempo +proposito di non cedere ad alcun moto dell’animo che fosse inteso ad +indebolirla. + +Pure allor quando la maggior campana del castello, che posta sulla +torre di _Cesare_ distava poco dall’altra di _Merwyn_, incominciò ad +annunziare l’arrivo della Corte, tal suono fu oltre ogni dire penoso +ad organi delicati, che l’interno turbamento rendea men atti a forti +impressioni; laonde non potea rattenersi al mettere un dolente grido +ogni qual volta udiva il cupo squillar di quel bronzo. + +E peggio fu poi allora che vide la picciola stanza in cui stavasi +come innondata da flutti di luce, mandata ivi dai razzi che +s’incrocicchiavano per l’aria a guisa di fantasmi di fuoco, o di +salamandre che eseguissero bizzarre danze nella regione de’ Silfi. Le +parve in quell’istante, che ognun di que’ razzi scoppiasse in tanta +vicinanza de’ suoi occhi ond’ella ne sentisse il calore. + +Pur lottò contro questi terrori fantastici, superando se medesima tanto +da mettersi alla finestra e contemplare uno spettacolo che, in altri +tempi, e vago e maestoso le sarebbe comparso. Le torri magnifiche del +castello andavano ornate di ghirlande di fuochi artifiziali, o coronate +da un pallido vapore. La superficie del lago scintillava siccome ferro +nella fornace, mentre i razzi lanciati all’aria, e cadenti senza +spegnersi nell’acqua, rassembravano draghi incantati che giostrassero +sopra un lago di fuoco. + +Diremmo quasi che per brevi istanti ella ebbe diletto d’uno spettacolo +tanto nuovo per lei. + +«Io crederei (tali erano le sue meditazioni) tutto questo essere +effetto d’arte magica, se il povero Tressiliano non mi avesse insegnato +ad apprezzare al giusto le cose... Gran Dio! questi vani splendori +sarebbero mai l’emblema delle speranze ch’io nutro? La felicità che ho +provata sarebbe forse una scintilla, presta ad essere inghiottita entro +un mare di tenebre?... un chiarore effimero, che si solleva un momento +nell’aria sol per far di più alto la sua caduta?... O Leicester! +dopo quanto mi dicesti, dopo quanto tu mi giurasti, ho da credere +che tu sia il mago al cui cenno nascono tanti prodigi, e che la tua +Amy non si rimanga a vederli se non se come una donna esiliata, anzi +prigioniera?... quell’Amy che era il tuo amore, la tua vita!» + +La continua musica che risonava dalle diverse bande del castello, or +più distanti or più vicine, le mantenevano variatamente nell’animo +le stesse idee dolorose. L’armonia più lontana e più dolce sembrava +accordarsi meglio colle sue pene; e l’altra come più romoreggiante e +più gaia parea far quasi insulto all’infortunio, cui soggiacea. + +«Questa musica appartiene a me, se appartiene _a lui_; ma non è in +mia facoltà l’interromperla. Oh! farei cessare questi suoni troppo +rumorosi. Il più infimo fra i contadinelli, postosi in danza, ha per +regolare la musica più potere che non ne ho io padrona di tutti questi +luoghi.» + +Cessato a poco a poco il suono degli strumenti, la Contessa abbandonò +la finestra d’ond’era stata ad ascoltarli. Comunque fosse innoltrata la +notte, tanto era in quella stanza il chiaror della luna, che Amy potè +ordinarvi le cose come le piacque meglio. Ella sperava che Leicester +non avrebbe tardato di recarsi a lei tostochè il tutto fosse più +tranquillo entro il castello. Ma doveva ad un tempo temere ch’altre +persone non venissero a disturbarla. Nè più sicura teneasi per avere +ella la chiave della stanza; poichè Tressiliano era entrato con tanta +facilità benchè la porta fosse chiusa internamente. Laonde tutta la +diligenza che potè usare in tal circostanza si ridusse a collocar +la tavola per traverso, affinchè il rumore l’avvertisse se qualcuno +facea prova di penetrare lì entro. Dopo aver dunque praticata questa +necessaria cautela, l’infelice Amy si gettò sul suo letticciuolo, tutta +assorta ne’ pensieri che le dava un aspettar sì penoso, e contando +ogni minuto finchè sonasse un’ora dopo la mezzanotte. La natura +spossata finalmente potè più di quanto avevan potuto e il cordoglio e +l’inquietezza; laonde Amy fu vinta dal sonno. Sì: ella dormì... Dorme +l’Indiano nelle pause frapposte ai tormenti cui lo assoggettano i suoi +crudeli padroni. Così del pari i tormenti del cuore stancano finalmente +la forza in lui di sentirli, nè rinnovellano i loro assalti che presa +nuova lena nel durar d’un sonno letargico. + +La Contessa pertanto dormì alcune ore; e sognò trovarsi nell’antico +soggiorno di Cumnor, attenta coll’orecchio se udiva il fischio, onde +Leicester facea nota la sua giunta fin dal cortile allor quando con una +delle segrete sue visite la veniva a sorprendere gratamente. Poi le +parve udire in vece lo squillo d’un corno da caccia, e quella stessa +sinfonia, cui l’aveva usata il padre suo ogni qualvolta stendea morto +un cervo, sinfonia che i cacciatori nomavano _della morte_. Credè indi +correre ad una finestra che guardava nella corte, ov’era molta turba di +gente raccolta in lugubri vesti, e il vecchio curato che recitava meste +preci, e Mumblazen messo in antico uniforme d’araldo e tenendo uno +scudo che presentava gli emblemi di cui si fa mostra ne’ funerali; ossa +incrocicchiate e cranii e oriuoli a polvere posti attorno allo stemma +gentilizio cui sormontava una corona di Conte. E vedea il vecchio +genitore, che con sorriso per lei terribile sì le diceva: _Amy, che ti +sembra del blasone di questo stemma?_ e dopo tali parole le sonava di +nuovo all’orecchio la musica _della morte_, e in questa si risvegliò. E +udì veramente suono di corno da caccia, anzi di molti, che empieano il +castello non d’armonia ferale, ma che annunziavano a tutti gli ospiti +di Kenilworth una lieta alba, e la caccia del cervo, da cui nel vicino +parco doveano cominciare i sollazzi di quella giornata. + +«Egli non pensa a me, andava ripetendo fra se medesima Amy. Fastoso di +avere una Regina per ospite, poco gli grava che in quest’angolo oscuro +del suo palagio languisca una misera donna, omai tratta a disperazione +da un’incertezza la più dolorosa.» + +D’improvviso un romore che le parve ascoltare all’uscio, come se +alcuno avesse cercato d’aprirlo di soppiatto, portò nell’animo suo un +delizioso sentimento di gioia cui però la tema si frammettea. Tantosto +sorta, si affrettò a liberar la porta dalla sbarra che vi avea posta +ella stessa, ma innanzi aprirla, ebbe la cautela di chiedere: _Sei tu +mio amore?_ + +E il sommesso mormorio d’una voce che le rispondea: _Sì, mia Contessa_, +non le lasciando più dubbio veruno, aperse la porta, sclamando +_Leicester!_ e gettò le braccia attorno al collo di quello straniero +che rimanea sulla soglia avvolto nel suo mantello. + +Ma costui era in vece lo scellerato Lambourne, che sì rispose, in +suo stile: «Non è del tutto, del tutto Leicester, o mia leggiadra e +tenerissima duchessa, ma è tal uomo che equivale bene a Leicester.» + +Immantinente con una forza che non avrebbe mai creduto di possedere, +Amy respinse quell’uomo indegno e si sciolse dalle sue braccia, +arretratasi fino in mezzo alla stanza, ove la disperazione le diè +coraggio a fermarsi. + +Costui seguendola fin lì, lasciò cadere il mantello che il volto gli +ricopriva. Allora fu che Amy riconobbe il servo di Varney, quell’uomo, +da cui men che da tutt’altri di questa terra avrebbe voluto essere +riconosciuta, se si eccettui l’indegno padrone che lo stipendiava. Ma +portando ella ancora il suo abito da viaggio, e Lambourne non essendo +stato ammesso che una sola volta al cospetto di lei nel castello di +Cumnor, sperò che egli non così agevolmente la ravviserebbe, com’ella +riconobbe appieno quel ribaldo, che Giannina le avea fatto osservare +dalla finestra, e lo avea dipinto coi colori che a costui pertenevano, +tutte le volte che dopo accompagnato Varney nel castello di Foster, +s’interteneva nella corte ad aspettare il padrone. + +E tali considerazioni avrebbero maggiormente accresciuta in Amy la +fidanza di rimanergli ignota, se si fosse accorta che costui era briaco +oltre ogni confine; ma il fare una tale scoperta le sarebbe stato +tutt’altro che conforto per quanto spetta al rischio di trovarsi sola a +tale ora, in tal luogo, con uomo giunto a quello stato e di sì perversa +natura. + +Il Lambourne chiuse la porta appena entrò, ed incrocicchiate le braccia +come in atto di schernire la donna che non conoscea, prese a favellarle +in tai sconci modi: + +«Ascoltami, bella Callipoli, amabile contessa de’ cenci, divina +duchessa de’ cantucci reconditi; se ti vuoi prendere il fastidio di +raggrupparti in te stessa, come un cuoco raggruppa un uccello tolto +dallo spiedo, e ciò per farmi più gradevole il diletto di trinciare... +ti assolvo da questa briga... La tua prima franchezza mi piaceva assai +più; sì, mi piaceva assai più (e in ciò dire fece un passo innanzi e +barcollò)... come ti dico, mi piaceva più, ed il metodo che hai preso +ora, non mi garba.... come non mi garba questo maledetto pavimento, +lasciato, credo, in alto e basso dal diavolo, e che mette un galantuomo +in pericolo di rompersi il collo, se non si tiene all’erta come un +saltatore sulla corda tesa.» + +«Fermati, disse la Contessa, non ti accostare se t’è cara la vita.» + +«Anche minacce! Come sta questa faccenda, o signora? Ma potete voi +trovare un uomo più compagnevole di Michele Lambourne? Figlia mia, ho +viaggiato in America, ove l’oro nasce da sè, e ne ho portate tai grosse +verghe....» + +«Mio caro amico (disse la Contessa atterrita dal tuono d’audacia e di +sicurezza nella quale si teneva il malvagio) mio caro amico, esci te ne +prego e lasciami sola.» + +«Gli è quello che dirò a te, mia carina, quando saremo stanchi l’uno +dell’altro.... ma non prima.» + +Allora l’afferrò per un braccio, ed Amy incapace di resistenza, si +difendeva unicamente colle sue grida. + +«Eh via! gridate quando volete, dicea il Lambourne così tenendola. Ho +udito il flutto nel suo più forte mugghiare. Figuratevi se mi prendo +fastidio dello strillar d’una donna! Il miagolare d’un gatto mi fa la +stessa impressione... Mi porti il diavolo.... se a queste orecchie non +sono arrivate le urla di cento donne in un colpo, quando abbiam preso +una fortezza d’assalto.» + +Nondimeno le grida di Amy attrassero in quella stanza un difensore +non aspettato. Lorenzo Staple cui giunse il suono di questi strepiti +fino nella sua stanza da letto, corse a proposito per impedire che la +Contessa fosse scoperta e fors’anche per salvarla da una più atroce +violenza. Non che questo Lorenzo non fosse egli pure briaco la sua +parte per una conseguenza tuttor durevole della crapola del dì innanzi; +ma per buona sorte la sua ubbriachezza avea presa indole affatto +diversa da quella del Lambourne. + +«Che cosa è tutto questo bordello nella mia prigione? diss’egli. E che? +un uomo e una donna appollaiati nella medesima stanza! Gli è contro +tutte le regole. Oh! voglio che si serbi decenza ne’ miei dominii! Sì, +per S. Pietro _in Vinculis_.» + +Allora il Lambourne: «Scendi presto la scala, affrettati, cane +d’imbriaco, non vedi che questa donna ed io vogliam restar soli?» + +«Ottimo e degno signore (esclamò allor la Contessa, indirigendosi a +quel guardiano), salvatemi da quest’uomo, salvatemi per pietà!» + +«Questo si chiama parlar bene! soggiunse allora Lorenzo. Io porto +affetto ai miei prigionieri, e ne tengo in custodia di tanto buoni +quanto quelli di Newgate, o dell’altre prigioni di Londra. Laonde +questa donna, appartenendo alla mia greggia, non vi sia chi la molesti +entro il suo ovile. Michele! o lasciala in pace, o per Dio! t’accoppo +colle mie chiavi.» + +«Voglio piuttosto fare un sanguinaccio col tuo diafragma (rispose il +Lambourne mettendo una mano alla squarcina, e tenendo la Contessa +coll’altra). Laonde pensa ai casi tuoi, vecchia ostrica, che hai tutto +il tuo catta pane in un mazzo di chiavi.» + +Lorenzo fermò il braccio di Michele impedendogli di sguainare la +sciabola, e mentre il Lambourne lo rispigneva, la Contessa fece tale +sforzo, che pervenuta a sciogliersi dalle mani di quello scellerato, e +lanciandosi verso la porta, uscì della stanza, e con indicibile agilità +fece quant’era la scala: già fin dall’atto dei primi suoi passi aveva +udito, il che le accrebbe in quell’istante sbigottimento, il romore +fatto dai due campioni che stramazzarono entrambi. Essendo rimasto +aperto l’ultimo sportello, ne profittò, e trovossi tutta abbrividita +nel _luogo di delizia_ che le parve il più favorevole per sottrarsi a +nuova persecuzione. + +Intanto Lorenzo e Michele s’avvoltarono pel pavimento stringendosi +fortemente l’un contra l’altro. Per buona ventura di ciascun d’essi, +non aveano sguainate le sciabole. Lorenzo però trovò modo di lanciar +le pesanti sue chiavi in volto al Lambourne, che per vendicarsi prese +sì fortemente per il collo il guardiano della torre, che gli fece +uscir sangue dalla bocca e dalle narici. Erano in tale stato, quando +un ufiziale della casa di Leicester, mosso da quello strepito entrò e +pervenne non senza durar molta fatica a disgiugnere i due combattenti. + +«Possa entrambi soffocarvi la peste, e voi sopra tutti, maestro +Lambourne! Sì disse quel caritatevole mediatore. Che diavolo fate lì, +battendovi come due cani che s’azzuffano in un macello?» + +Sorse da terra il Lambourne, e calmato alquanto dalla mediazione di +questo terzo, lo riguardò con minore impudenza, che non fosse in lui +d’uso: «Se vuoi saperlo, ci battiamo per una donna.» + +«Una donna! dov’è?» soggiunse l’ufiziale. + +«Sarà scomparsa, disse il Lambourne guardandosi intorno; se +però Lorenzo non se l’è trangugiata. Quel suo lordo ventraccio, +nell’inghiottire misere donzelle ed orfani oppressi, non la cede alla +gola dei giganti ricordati dalla storia del re Arturo. Costui non ha +altro nudrimento, e si divora le povere creature in corpo, anima, e +sostanze.» + +«Sì, sì; ma qui non cade la quistione, soggiunse alzatosi da terra +Lorenzo. Ho avuto sotto il dominio delle mie chiavi molta gente che +valea meglio di te, la intendi, maestro Lambourne? E prima che le +cose sieno finite, ci cascherai tu pure; e la tua sfrontatezza non ti +salverà sempre le gambe dalla catena, nè il collo dallo spago.» + +Pronunziate appena da Lorenzo queste parole, Michele voleva gettarsi +un’altra volta sovr’esso. + +«Orsù, non ricominciate, gridò imperiosamente quello scudiere, o +chiamerò un tale che farà far giudizio ad entrambi. Intendo maestro +Varney, o vogliamo dire Sir Riccardo, che appunto ho veduto, son pochi +istanti, attraversare la corte.» + +«Dici tu vero? (gli chiese bestemmiando il Lambourne, indi corse al +bacino e alla brocca). A te maledetto elemento, fa ora l’ufizio tuo. +Credea essermi per sempre liberato da te, trascorrendo nel galleggiare +da _Orione_ l’intera notte, chè mi sembrava essere divenuto un +turacciolo di sughero, sopra un barile di birra.» + +Si lavò, ciò dicendo, il volto e le mani, e riparò alla presta il +disordinamento dell’abito. + +Intanto lo scudiere seriamente volgeasi al guardiano: «Che gli facesti +dunque? vedi come n’è enfiato il volto.» + +«Oh! è una piccola impressione fatta dalla chiave del mio gabinetto, +marchio troppo nobile ancora pel ceffo di quell’animal di galera. +Nessuno debbe attentarsi ad oltraggiare i miei prigionieri; sono eglino +i miei gioielli, e troppo mi rileva l’immunità della cassetta ove li +custodisco. Però cessino le vostre grida, o Signora... Ma qui era pure +una donna!» + +«Credo che siate matti per tempo e l’uno e l’altro, soggiunse allor lo +scudiere. Io qui non ho veduto donne, e per parlare aggiustatamente +nemmeno uomini, ma solamente due animali che si ravvolgeano l’un +l’altro sul pavimento.» + +«Oh misero me! Lorenzo sclamò. La prigione è stata forzata! questo è il +tutto, la prigione di Kenilworth è stata forzata! Chi l’avrebbe detto, +della più forte prigione che siavi incominciando dal nostro paese e +portandosi fino alla terra di Galles? d’una torre, ove e cavalieri +e conti e re hanno dormito con tanta sicurezza quanta se ne trova +nella torre di Londra! Ella è forzata, i prigionieri fuggirono, e il +guardiano di essa corre rischio di venir appiccato!» + +Così parlando si ritrasse nella propria stanza per continuare a +bell’agio le sue lamentazioni, o piuttosto per ricuperare dormendo la +ragione andatagli a diporto. + +Il Lambourne e lo scudiere il seguiron d’appresso, e ben lor tornò, +perchè costui, seguendo il suo stile, avea chiuso lo sportello, che non +erano anche usciti, e se non fossero stati in tempo per farlo riaprire, +rimanevano trappolati là d’onde la Contessa si liberò. + +Come il dicemmo, l’infelice Amy erasi rifuggita nel _luogo di delizia_, +ch’ella avea già considerato standosi alla finestra della torre di +_Merwyn_. Nell’atto della ricuperata libertà il primo pensiere corsole +all’animo fu che in mezzo ai boschetti, ai frascati, alle statue e +alle grotte onde quel luogo abbellivasi, avrebbe facilmente trovato +un asilo, ove starsi nascosta sintantochè le comparisse qualcuno atto +a proteggerla, e degno ch’ella gli confidasse le sue angoscie, e +proclive a sentirne pietà, tale in fine che le procacciasse una via di +abboccarsi col Conte. + +«Oh potessi vedere Wayland! Saprei finalmente se la mia lettera fu +consegnata. Ovvero, m’incontrassi almeno in Tressiliano! Costretta a +scegliere fra’ mali sarebbe anche minore l’espormi alla collera di +Dudley, svelando il mio stato ad un gentiluomo d’onore a fronte del +rischio di sofferir nuovi insulti dalla ciurma invereconda di questo +fatale castello. Oh! non mi commetterò più mai a starmi chiusa entro +una stanza! Aspetterò..... starò all’erta..... Fra tanta moltitudine di +persone, non ne troverò io una sola buona, e capace di sentir pietà del +mio affanno?» + +Veramente, Amy vedea trascorrere dinanzi a sè molti gruppi di quegli +ospiti, che attraversavano il _luogo di delizia_. Ma numerosi troppo +erano tai drappelli per incoraggiarla a presentarsi, e per altra parte +non sembravano fuorchè intesi a ridere e a folleggiare in una giornata +che parea sacra unicamente al diletto. + +Il ritiro ch’ella avea scelto involavala ad ogni sguardo; ed era una +grotta di rustici ornamenti tappezzata, in fondo a cui zampillava +una fontana, luogo opportunissimo ad Amy per tenervisi ascosa, o per +iscoprirsi a qualcuno che vago di sottrarsi alla folla, e in compagnia +de’ propri pensieri, cercasse in quel romantico asilo un riposo. Ella +si mirò nello specchio cui offerivale il cheto bacino della fontana; +e sin dalla propria immagine fu atterrita, tanto si vedea cambiata e +sformata. Certamente, nel disegno di fidarsi ad altri, le venne pure +in mente, che una persona del suo sesso sarebbe stata più inclinata ad +impietosire di lei; ma dopo essersi riguardata, temette se si scontrava +in tale persona non esserne anzi con ribrezzo rispinta. + +Quindi ragionando, come ragionar dovea una giovinetta che dà qualche +peso e si confida al potere delle forme sue e dei suoi vezzi, svestì +l’abito da viaggio, che ne copriva un più adorno, e mise a terra +il suo largo cappello, i quali arnesi tenne vicino a sè in modo da +poterli prendere prima che qualche persona giugnesse al fondo di quella +grotta, se per mala sorte le persone entratevi fossero state Varney, o +Lambourne, che nuovamente le rendessero necessario il travestirsi. + +Tal sopravvesta, di cui Wayland la provvide nel viaggio, somigliava +a quelle delle commedianti che doveano aver parte negli spettacoli +apparecchiati per la Regina. Quella fontana adunque prestò ufizio +di specchio e di brocca ad Amy, che ne profittò per assettarsi +affrettatamente: indi tenendosi fra le mani lo scrignetto delle sue +gioie, che pur poteva divenirle utile a procacciarsi intercessori, +si adagiò sopra un sedile di verzura posto in fondo alla grotta, +aspettando ivi soccorso unicamente dal caso. + + + + +CAPITOLO IV. + + Così nibbio talor ratto in suo volo + Corre a ghermir la timida pernice, + Che instupidita manca di consiglio + Per fermarsi o fuggir dal crudo artiglio. + _Prior_. + + +Accadde in questo giorno sì memorabile, che fra le cacciatrici più +sollecite di prevenire il mattino si trovò la Principessa medesima, la +Regina vergine d’Inghilterra. Non so se a caso, o per un effetto della +cortesia, che il Leicester dovette ad una Sovrana in ver lui prodiga +di tanti onori, non appena Elisabetta avea posto il piede sulla soglia +della porta, si vide innanzi il Conte, che le domandò, tantochè si +terminavano gli apparecchi della caccia, se le sarebbe tornato in grado +visitare il _luogo di delizia_, e i giardini del castello. + +Al che avendo acconsentito la Regina, ed appoggiandosi al braccio di +Leicester, scesero sul terrazzo innoltrandosi fino ai giardini. Le dame +di Corte, quali persone antiveggenti, e comportandosi come avrebbero +voluto ch’altri facessero con se medesime, credettero loro dovere +il non seguire in troppa vicinanza la Principessa; e paghe di non +perderne coll’occhio le tracce, lasciarono libertà ai segreti colloqui +che, senza spiegarlo, potea desiderar la Sovrana col ragguardevole +personaggio, in cui ella vedea non solamente il proprio ospite in +quell’istante, ma il primo fra i suoi servi ch’ella onorava di +considerazione e favore. Le ridette Milady ammiravano intanto le grazie +che sfoggiava l’illustre coppia, vestiti entrambi d’abiti da caccia, +ricchi in loro semplicità quanto lo erano gli sfarzosi del giorno +trascorso. + +L’abito della Sovrana, tessuto di seta azzurra e guernito di galloni +e cordelline d’argento alla foggia delle antiche Amazzoni, giovava +ammirabilmente nel farne spiccare le belle forme della persona, e la +dignità del portamento, perchè consuetudine di comando e naturale +orgoglio aveano giunto a queste forme non so quale apparenza di +maschile, che lor toglieva alcun poco di vezzo, quando Elisabetta +andava ornata degli abiti al sesso di lei addicevoli. + +Vestito il Leicester di panno verde di Lincoln con preziosi ricami +d’oro, lo cignea sontuoso pendaglio cui raccomandati erano il corno e +il coltello da caccia che tenea luogo di spada. Nè men leggiadro sotto +tale abito mostravasi il Conte che sotto quelli, ond’era solito pararsi +ossia alla Corte, ossia assistendo a cerimonie militari. Poichè tanto +ne era perfetta la struttura de’ muscoli, onde ad ogni veste addossata, +detta l’avresti quella che meglio a lui convenivasi. + +Certamente non pervennero a noi per intero i discorsi che ebbero +insieme i due personaggi, ma acuti e finissimi oltre ogni dire sono +gli occhi e le orecchie de’ cortigiani, per lo che alcune fra le +persone di seguito pretesero essersi accorte che non mai in altre +occasioni Elisabetta avea sì volentieri addolcito il rigore del regio +decoro per dar luogo ad accenti da’ quali traspariva tenerezza e soave +perplessità. Più lento erane il passo, e quasi parve dimentica di +quella severità che dominava ne’ modi soliti del suo andamento. + +Tenea chini gli occhi, e mostrava una irresoluta intenzione di +allontanarsi dal Conte, ma con quell’esterno atteggiamento, che nelle +femmine non di rado annunzia come ciò che sentono internamente sia +diverso da quanto manifestano al di fuori. La duchessa di Rutland +che più dell’altre ebbe coraggio di avvicinarsi alla Regina credette +avere scorta una lagrima su quel ciglio, ed un improvviso rossor sulle +guance. «Soprappiù, aggiugnea la Duchessa, i suoi sguardi si volsero +altrove per non iscontrarsi ne’ miei; eh sì! le occhiate solite di +questa Sovrana avrebbero forza d’intimidire un leone». I nostri +leggitori indovineranno agevolmente quale oroscopo si trasse da tali +sintomi, nè forse si mancò di fondamento nel trarlo. + +Un segreto colloquio fra due persone di sesso differente decide +il più delle volte de’ loro destini, e le guida oltre alla meta, +ch’elleno stesse forse avean preveduta. La galanteria si mesce +all’intertenimento, e alla galanteria a gradi a gradi l’amore. I +potenti al par de’ pastori, in que’ momenti di crisi, dicono più di +quanto avrebbero voluto dire, e le regine, fattesi in ciò pari alle +semplici villanelle, ascoltano più lungo tempo di quel che avrebbero +voluto ascoltare. + +Intanto i cavalli nitrivano nella corte, e impazienti rodevano i loro +morsi, i veltri abbaiavano, e i bracchieri e gl’intendenti della +caccia doleansi, che colle ore della rugiada lasciate trascorrere, +si andavano sperdendo le orme impresse sull’erba dal cervo. Ma il +Leicester volgea nell’animo un’altra caccia, e per dir meglio si +trovò, senz’averlo previsto, in arringo a guisa di cacciatore ardente +in seguir l’orme d’una muta di bracchi, che il caso gli presentò. La +Regina, donna avvenente e cortese, orgoglio dell’Inghilterra, speranza +della Francia e dell’Olanda, e terror della Spagna, manifestò forse più +che di costume l’interna compiacenza in udir sensi di una galanteria +romanzesca a lei accetta mai sempre, e il Conte, o ambizione o vanità, +o entrambe il movessero, crebbe la misura di seducenti frasi che vedea +ben accolte, sintantochè il suo linguaggio si trasformò nella grata +importunità d’un amante felice. + +«No, Dudley, gli dicea con accenti interrotti Elisabetta, è forza +ch’io rimanga la madre del mio popolo. Que’ cari nodi che formano +il contento di giovin donzella posta in tutt’altro grado, non sono +conceduti a noi assise sul trono... No, Leicester, mettete modo alle +vostre espressioni... se fossi come tutt’altra, libera di procacciarmi +a mio grado felicità... allora il confesso... ma ciò non è possibile! +no... non è possibile!... Ordinate si differisca la caccia... che si +differisca sol di mezz’ora!... Lasciatemi, Milord!» + +«Io lasciarvi, eccelsa donna! V’avrebbe offesa una fiamma che non ebbi +forza d’ascondere?» + +«No, Leicester, non è per questo; ma è una chimera; non voglio più +udirne parlare. Andate... Però non vi scostate di troppo... Abbiate +cura che nessuno venga a frastornarmi. Voglio esser sola.» + +Mentr’ella pronunziava tali parole, Dudley la inchinò profondamente, e +si ritirò con volto mesto e sparuto. Fermossi la Regina a contemplarlo +intanto ch’ei si allontanava, così meditando ella fra se medesima: «Se +fosse possibile!... se fosse unicamente possibile!... ma no, no!... +Elisabetta non debb’essere che sposa e madre al suo regno.» + +Assorta in tali pensieri, e sollecita di evitare alcuno che le parve +accostarsi, entrò prestamente nella grotta, ove stavasi la sua +sfortunata rivale. + +Comunque il colloquio, per suo stesso volere interrotto, avesse +lasciata sì profonda agitazione nell’animo di Elisabetta, ella andava +fornita d’una di quelle indoli ferme e risolute, che tostamente +riacquistavano il loro imperio. Poteasi paragonare quel cuore ad uno +degli antichi monumenti, che ci ricordano i tempi dei Druidi, mobili +sul loro punto d’appoggio. Il Dio dell’amore, comunque rappresentato +sotto figura di fanciullino, potea crollarne i sentimenti, ma tutta la +forza d’Ercole non bastava a far loro perdere l’equilibrio. + +Ella innoltravasi a lenti passi entro la grotta; nè giunta erane +a mezzo, che già gli sguardi di lei aveano ricuperata la primiera +dignità, e il portamento suo tutti i modi autorevoli per cui fu solita +contraddistinguersi. + +S’accorse in quell’istante d’una donna seduta presso una colonna +d’alabastro, al cui piede stava il bacino di quella limpida fontana, +che una mezza luce di giorno schiariva. + +La memoria classica d’Elisabetta, col presentarle all’animo l’istoria +di Numa e di Egeria, la trasse a credere, che qualche Italiano scultore +avesse voluto rappresentare in quel luogo la ninfa, le cui inspirazioni +forniron Roma di leggi; ma più addentrandosi incominciò a dubitare, +se l’obbietto che le si offeriva alla vista fosse una statua, o non +veramente una donna. + +L’infelice Amy immobile si rimanea, divisa fra il desio di confidare il +suo stato ad una persona del proprio sesso e la confusione sorta in lei +all’aspetto di donna sì maestosa; chè comunque ella non avesse visto +giammai Elisabetta, pur si trasse a credere fortemente di scorgere la +Regina degli Inglesi dinanzi a sè. + +Abbandonato finalmente il suo sedile di verzura, fece un passo +alla volta dell’augusta straniera, ma poi ricordandosi quanto si +fosse mostrato atterrito Leicester alla sola tema, che le sue nozze +divenissero palesi alla Regina, ristette col piede innanzi pallida e +immota come la colonna d’alabastro cui dianzi si sorreggea. La sua +veste d’un color verde chiaro, fra l’ombre di quell’antro, rassembrava +il panneggiamento di greca ninfa, e per poco non ritrasse Elisabetta +nella primiera illusione. + +Ella si fermò distante alcuni passi dalla Contessa, fissando +attentamente le pupille su quella dianzi supposta Naiade. La prima +sorpresa che avea fatta immobile Amy, diede luogo al rispetto; onde la +donzella abbassò taciturna lo sguardo, e chinò il capo, incapace di +sostenere il guardo maestoso della Regnante. + +La natura dell’abito che Amy portava, e lo scrignetto ch’ella si tenea +fra le mani, persuasero ad Elisabetta che questa beltà taciturna +avesse l’incarico di sostenere una parte in alcuna delle allegorie da +rappresentarsi ne’ diversi luoghi del parco ove compariva la Regina, e +che presa da rispettoso timore al vederla, si fosse dimenticata i versi +preparati in omaggio della Sovrana, o le fosse mancato il coraggio per +recitarli. Sollecita però di rincorarla si fece a dirle affettuosamente: + +«Perchè dunque, o vaga ninfa di questa grotta, vi lasciate soggiogare +dalla possanza di quel mago, cui gli uomini imposero nome _timore_... +noi siamo la giurata nemica di un tale mago, e qui venimmo a +scioglierne l’incanto. Parlate. Vel comandiamo.» + +In vece di rispondere, la Contessa si gettò a’ piedi della Regina, +lasciando cader lo scrignetto, e giugnendo le mani, e sollevando verso +Elisabetta quelle pupille, in cui e il timore e la preghiera pigneansi +in modo sì compassionevole che ne fu tocco altamente l’animo della +Regina. + +«Che significa questo? diss’ella. Voi mi sembrate turbata più di quanto +è naturale per una semplice dimenticanza. Alzatevi, giovinetta. Qual +cosa bramate da noi?» + +«La vostra protezione, o Regina,» rispose titubando la supplichevol +donzella. + +«Non avvi fanciulla nell’Inghilterra che non abbia ad essa diritto, +purchè la meriti; ma la vostra sventura sembra aver cagioni più serie +che non lo è una colpa involontaria di memoria. Ond’è che mi chiedete +di protezione? Chi vi ha fatto oltraggio?» + +Amy si diede a pensare qual cosa le convenisse rispondere per sottrarsi +ai rischi fra cui s’avvolgea senza compromettere lo sposo, e passando +da un’idea all’altra, ed in mezzo alla confusione che ne turbava lo +spirito, si lasciò fuggire queste parole. «Oh Dio! non so nulla.» + +«Questa fanciulla delira! (sclamò la Regina impazientita, perchè nel +contegno tenuto d’Amy scorgea tali circostanze che se per una parte +l’eccitavano a compassione, irritavano per l’altra la sua curiosità). +Confidatemi i vostri mali. Posso guarirli. Rispondetemi, e avvertite +ch’io non uso ripetere le mie inchieste.» + +«Domando... imploro, disse balbutendo l’infelice Contessa, imploro la +vostra protezione... contro Varney.» Indi si tacque come se già avesse +pronunziato il detto che decidea di sua sorte. Rispose tosto la Regina: + +«E che? Varney! sir Riccardo Varney! il servo di lord Leicester! E qual +cosa avvi tra voi e lui di comune?» + +«Io era... io era sua prigioniera. Attentò ai miei giorni. Sono fuggita +per... per...» + +«Per venire senz’altro a porvi sotto la mia assistenza. L’avrete, se +però ne siete degna. Voglio conoscere minutamente questo affare. Io +già l’indovino (soggiunse gettando sovra lei uno sguardo fatto per +indagarne i nascondigli i più segreti dell’animo). Voi siete Amy figlia +di sir Ugo Robsart di Lidcote Hall.» + +«Perdonatemi, ah! perdonatemi, gran Regina,» sclamò Amy prostrandosi +nuovamente ai piedi d’Elisabetta. + +«E che debbo io perdonarti, fanciulla solamente inconsiderata? Non +sei tu dunque la figliuola del buon sir Ugo? Avresti mai smarrita +la ragione? Narrami quanto accadde. Tu ingannasti il vecchio e +rispettabile tuo genitore. Ti facesti giuoco del signor Tressiliano, e +divenisti sposa a Varney.» + +Si rialzò a tali accenti il coraggio di Amy che interrompendo la Regina +sì disse: «No, Regina, no. Non sono quella figlia disonorata di cui +credete parlare; non la moglie d’un abbietto schiavo, che è pure il più +detestabile fra tutti gli uomini. No, non sono congiunta con Varney; e +mi piacerebbe meglio esserlo colla morte.» + +In udir la veemenza di tale linguaggio fattasi attonita la Regina, +rimase muta un istante. Poi soggiunse: «Sia lode al Cielo! Vedo che non +potete spiegarvi più chiaramente sopra un argomento che ci riguarda. +Ma ditemi (soggiunse ella in tuono autorevole, chè già i detti d’Amy +aveano destato nel cuore d’Elisabetta un senso vago di gelosia, onde +la curiosità divenne in essa ardentissima). Ditemi dunque qual è il +vostro sposo... il vostro amante. È d’uopo ch’io sappia la verità, e +nol dimenticate: sarebbe meglio per voi l’esservi presa giuoco d’una +lionessa che non d’Elisabetta.» + +Trascinata come da una inevitabile fatalità che schiudeva il precipizio +sotto i suoi piedi, e atterrita dalle parole imperiose e dai gesti +minaccevoli di quella offesa Sovrana, Amy permise alla propria +disperazione tal breve risposta: «Il conte di Leicester sa tutto.» + +«Il Conte di Leicester! sclamò Elisabetta, il conte di Leicester! +ripetè ancora con accenti di massimo sdegno. Intendo, foste prezzolata +per sostener questa parte. Tu calunnii Leicester. Egli non si abbassa +a creature tue pari. Sì: fosti prezzolata per coprire d’infamia questo +nobile Pari, il gentiluomo il più chiaro di tutta Inghilterra. Ma, +foss’egli il nostro ministro favorito, fosse ancora qualche cosa di +più, tu sarai ascoltata liberamente, ed alla sua presenza. Seguimi, +seguimi sull’istante.» + +Amy, presa da spavento si ritrasse; e la Regina, che credè leggere in +questo spavento una confessione di commesso inganno fatto da quella +infelice, divenne furiosa e la afferrò per un braccio, indi uscendo +precipitosa dalla grotta, attraversò come se avesse l’ali, il gran +viale del _luogo di delizia_, traendo con sè l’atterrita Contessa, +ch’ella teneva ancor per il braccio, e che avea sì poca forza onde +seguirla. + +Stavasi in quell’ora Leicester in mezzo a brillante drappello di +gentiluomini e matrone assembratisi sotto elegante portico, situato +in fondo del viale. Era questo il corteggio venuto ivi ad aspettare +che gli ordini di sua Maestà dessero incominciamento alla caccia, e +ognuno s’immagina quali furono le maraviglie dei circostanti allorchè, +invece di veder giugnere ad essi Elisabetta col portamento usato della +sua dignità, ferì il loro sguardo quel violento correre, per cui fu +quasi un punto l’avvedersi di lei in lontananza, e l’essere ella in +mezzo di loro. Ognuno atterrì in quell’istante all’aspetto de’ suoi +lineamenti che solamente sdegno e agitazione spiravano, della sua +capigliatura caduta in disordine, de’ suoi occhi scintillanti, come +accadeva ogni qualvolta il furore d’Enrico VIII ne invasava la figlia. +Minore non fu la sorpresa nell’osservare la donna pallida, estenuata, +e bella ancora benchè semiviva, cui la Regina teneva per forza con una +mano, mentre coll’altra allontanava le matrone e i Lordi, che le si +affollavano intorno. «Milord di Leicester dov’è?» chies’ella d’un tuono +che agghiacciò per lo spavento tutti que’ cortigiani. «Mostratevi, +Leicester.» + +Se in un bel giorno di state allorchè più tranquilla e ridente mostrasi +la campagna, il fulmine scoppiato da un cielo sgombro di nubi rompesse +ai piedi del viaggiatore, più tremenda non ne sarebbe in lui la +sorpresa di quella che fu eccitata nel Leicester da uno spettacolo +cui giammai non erasi preparato. Egli stavasi in allora accogliendo, +e ributtando con artificiosa modestia le velate congratulazioni che +gl’indirigevano i cortigiani intorno alle prove di favore, spinte a +quanto pareva al più alto grado nell’intertenimento che egli ebbe in +quella mattina colla Sovrana; e molti già anticipavano ad esso gli +encomi addicevoli ad uomo che stava per togliersi dal grado di loro +eguale per assumerne altro ben più sublime. E fu appunto nell’istante +in cui si abbellivano ancor le sue labbra dell’orgoglioso e mal +nascosto sorriso onde sottraevasi a tante congratulazioni, che la +Regina ardente e fremente di sdegno comparve in mezzo dell’assemblea. +Mentre con una mano sosteneva la Contessa quasi priva di senso, +l’additava coll’altra mano ai cortigiani, e domandò ad essi: _Conoscete +voi questa donna?_ con tuono di voce che loro parve uscir della tromba +fatale, che nel dì del giudizio chiamerà i vivi ed i morti. + +Come nel giorno di quel terribile squillo il colpevole supplicherà le +montagne a riversarsi sul proprio capo, il Leicester in suo segreto +pensiero implorava quel portico, che l’orgoglio suo fabbricò, a +crollare e seppellire lui sotto le proprie rovine. Ma que’ sassi furono +sordi a’ suoi voti, e il fondatore dell’edifizio, quasi colpito da +segreta forza, si trasse a’ piedi d’Elisabetta, e prosternò la fronte +su quel pavimento di marmo, che la Regina pestava co’ piedi. + +«Leicester, diss’ella, con voce fatta tremebonda dallo sdegno, poteva +io immaginarmi che tu cospirassi contro di me?... contro di me tua +Sovrana!... contro di me tua amica!... e troppo.... credula alle tue +parole. La confusione che ti ha preso mi svela la perfidia dell’animo +tuo. Trema sciagurato! Tel giuro per quanto v’ha di più sacrosanto, il +tuo capo, uomo ingannatore ed abbietto, è più in pericolo che nol fu +quello del padre tuo.» + +Se mancò al Leicester quella forza che viene dall’innocenza, naturale +grandezza d’animo ne sostenne il coraggio. Sollevando quella sua +fronte, su cui mille contrari affetti pigneansi, rispose alla Regina: + +«Questo mio capo non può cadere che dopo un giudizio pronunziato dai +miei pari... Al cospetto di essi mi giustificherò, ma non dinanzi ad +una principessa, capace di ricompensare in tal guisa i generosi servigi +che le prestai.» + +«Che ascolto? Nobili Lordi, sclamò Elisabetta guardando intorno di se, +si osa disfidare la mia possanza! Si osa portarmi oltraggio in questo +medesimo castello, che l’uomo orgoglioso tiene sol da un mio dono!... +Sig. Shrewsbury, voi siete maresciallo d’Inghilterra: denunziate il +Conte come colpevole d’alto tradimento.» + +«E chi debbo denunziare? (chiese non senza grande maraviglia il +Shrewsbury, che giugnea in quell’istante) Chi?» + +«E poss’io parlar d’altri che di questo traditore, di questo Dudley +conte di Leicester?... Mio cugino Hunsdon, partite, adunate tutti i +nostri gentiluomini, assicuratevi di lui senza indugio... Correte, +voglio essere ubbidita.» + +Hunsdon, vecchio non uso per sua indole a far cerimonie, ed a cui in +oltre il parentado coi Boleni dava diritto di parlare con maggior +libertà alla Regina, rispose con ardimentosa franchezza: «Sì, correrò, +e domani la Maestà vostra mi manderà alla torre di Londra per essermi +troppo affrettato nell’ubbidirla. Vi supplico d’aver un poco di +pazienza.» + +«Di pazienza!... gran Dio! sclamò la Regina. Guai chi pronunzia +un’altra volta _pazienza_ dinanzi a me. Voi... Voi non sapete il +delitto, onde costui si è fatto colpevole!» + +Amy, che in tale intervallo avea ripresi alquanto i suoi sensi, in +veggendo il proprio sposo in preda ai furori d’una oltraggiata Regina, +dimenticò in quello istante (e ben molte femmine amanti ne avrebbero in +allora seguito l’esempio), dimenticò le ingiurie fattele dal Leicester +e il proprio rischio. Laonde invasa da subitaneo terrore, si gettò +a’ piedi della Regina, sclamando: «Egli è innocente, Maestà, egli è +innocente!... Non avvi al mondo chi possa imputar colpe al nobile +Leicester!» + +«Ma e che? rispose la Regina, non mi diceste voi noti per intero i casi +vostri al Leicester?» + +«Io, Regina, lo dissi? (rispose quell’infelice tosto dimentica d’ogni +considerazione di propria convenienza e riguardo), oh! se il dissi +calunniai questo nobile Pari! Gran Dio, siatemi giudice voi se ho +creduto sol per un istante Leicester partecipe di disegni che dovessero +tornarmi funesti!» + +«Donna, soggiunse Elisabetta, io saprò i fini di quanto dici, di quanto +fai, o la mia collera!.... Trema! la collera dei re è un fuoco vorace. +Essa t’inaridirà, ti struggerà come rovo dentro d’una fornace.» + +Nell’udir tali accenti di minacce profferiti dalla Sovrana, il cuor +generoso di Leicester si riscosse allo sdegno, e vide in uno a quanto +grave obbrobrio egli sarebbesi condannato per sempre, quandochè, +difeso in cotal modo dall’eroico affetto della sua Amy, l’avesse di +poi abbandonata all’ire della Regina. Già rialzava con dignità la sua +fronte; e stava per chiarirsi altamente il protettore di Amy, allorchè +Varney, Varney messogli a fianco dal destino qual suo genio cattivo, +torvo negli occhi, e colle vesti disordinate corse precipitoso dinanzi +alla Regina. + +«Che vuole costui?» domandò la Sovrana. + +Allora il Varney, siccome uom preso da vergogna e tristezza cadde ai +piedi di Elisabetta, sclamando: «Perdono, mia Regina, perdono!... O +almeno il braccio della tremenda vostra giustizia si aggravi sopra di +me, sopra di me che solamente lo merito, e risparmiate il mio nobile, +il mio generoso padrone. Egli è innocente.» + +Amy, che stavasi tuttavia prostrata, in vedersi al fianco l’odievole +uomo, si rialzò tosto, ed era per rifuggirsi presso Leicester, ma la +rattennero ancora il timore di nuocergli, e la perplessità cui lo vide +tratto al subito comparire di questo sciagurato confidente, venuto ivi +per aprire scena novella. Abbrividì, mise un grido con fioca voce, e +supplicò Elisabetta la facesse rinchiudere nel più stretto carcere... +«Ma allontanatemi, sclamò, da costui, capace di distruggere quel poco +di ragione che mi rimane... Allontanatemi dal più scellerato degli +uomini.» + +«Che ascolto, figlia mia! (soggiunse allor la Regina, nella cui mente +i detti d’Amy destarono novelle idee) Che vi ha dunque fatto questo +cavaliere, per trattarlo in simile guisa? Qual colpa gli rampognate?» + +«Tutti i miei affanni, o Regina, tutti gli oltraggi a cui sono esposta, +e peggio ancora... Egli ha disseminata la discordia là dove dovea pur +regnare la pace. Sì, diventerei folle, se fossi costretta a vedermelo +innanzi più lungo tempo.» + +«Folle! credo che la ragione non abbia aspettato questo momento per +abbandonarvi... Sig. Hunsdon, assumetevi la custodia della giovane +sfortunata, e procuratele un ricovero onesto e sicuro sintantochè ne +piaccia richiamarla alla nostra presenza.» + +Due o tre matrone del corteggio d’Elisabetta, o tocche fossero da +compassione per una giovinetta così atta ad eccitare tal sentimento, o +le movesse altro fine, s’offersero di custodirla. Ma la Regina rispose +loro queste poche parole: «No, mie care Milady. Voi tutte, la dio +mercè, avete orecchio fino e lingua sciolta... Gli orecchi del nostro +cugino Hunsdon sono più ottusi, e la lingua talvolta ruvida, ma almeno +assai circospetta... Hunsdon, datevi pensiere che nessuno le parli.» + +«Per la Vergine (disse Hunsdon nell’atto di prendersi fra le vigorose +sue braccia Amy, caduta in deliquio), ella è una leggiadra fanciulla, e +benchè la nudrice or assegnatale da sua Maestà sia ruvidetta alquanto, +non con minor zelo per questo si presterà al proprio ufizio. La giovane +è sicura presso di me, come se fosse una delle mie figlie.» + +Nel profferire tali accenti trasse con sè la Contessa, che non oppose +veruna resistenza; onde la lunga e bianca barba del lord Hunsdon fu +vista confondersi colle nere trecce d’Amy, che appoggiò il capo sulle +larghe spalle del nuovo custode. La Regina li seguì collo sguardo +per qualche tempo. Già, grazie a quella prerogativa che le rendea sì +agevole il riprendere l’imperio di se medesima, ella avea bandito dai +lineamenti del proprio volto qualunque segnale d’interna agitazione, e +parea volesse far perdere ai circostanti ogni ricordanza dell’impeto +cui erasi abbandonata; per lo che disse con calma: «Gli è vero: il sig. +di Hunsdon è una nudrice assai ruvida per sì tenera giovinetta.» + +«Milord Hunsdon, soggiunse il decano di St-Asaph, nè intendo per ciò +scemargli l’altre sue nobili prerogative, ha un parlar troppo libero, +e spesse volte mette nel suo dire certi giuramenti superstiziosi, che +sanno di papismo e di paganesimo.» + +«Gli è mal di famiglia, sig. Decano, rispose la Regina, voltasi con +acerbità all’Ecclesiastico reverendo. Si potrebbe a me pure far gli +stessi rimproveri. I Boleni possedettero ognora franchezza e vivacità, +più gelosi d’esprimere quanto pensavano, che non di scegliere le frasi; +e in mia parola! Spero che questo modo di affermare almeno non sarà +peccato.... Sto incerta, se il sangue dei Boleni non siasi piuttosto +raffreddato nel mescolarsi con quel dei Tudor.» + +Un grazioso sorriso accompagnò questi ultimi detti della Regina, +che girava attorno i propri occhi cercando quasi a non saputa di se +medesima quelli di Leicester, in verso cui le parve essere stata troppo +severa sul fondamento d’un sospetto che ella cominciò a sperar fosse +ingiusto. + +Ma tal guardo della Regina ben altra impressione fece sul Conte, poco +proclive in allora ad accettare queste mute offerte di riconciliazione. +Gli occhi di lui, interpreti sol di rimorso, aveano seguito quella +infelice, che il lord Hunsdon seco traeva; onde tenea il fronte +mestamente chino verso terra. Elisabetta invece credè scorgere in +quella fisonomia lo sforzo di frenar l’ira, vero gastigo d’un uomo +orgoglioso accusato a torto, anzichè la vergogna di chi si conosce +colpevole. Ne distolse con dispetto gli sguardi, e portandoli sopra +Varney, sì disse: «Parlate sir Riccardo, spiegateci questi enigmi; voi +avete libero l’uso de’ sensi e della parola, che cerchiamo invano negli +altri.» + +I quai detti vennero seguiti da un’altra occhiata volta al Leicester. +Ma l’astuto Varney si affrettò ad aggiustare la sua storia in questa +guisa. + +«L’occhio della Maestà vostra, cui nulla sfugge, avrà a quest’ora +scoperto qual sia la crudele infermità che opprime la mia sventurata +compagna. Tale infermità io non volli accennata nel certificato del +medico per desio di nascondere quanto poteasi più lungo tempo quella +sventura, che ora è comparsa con tanto scandalo.» + +«Ella dunque ha smarrita la sua ragione! Gli è ciò per vero dire su di +cui non eravamo più in dubbio. Io la rinvenni meditabonda in questa +grotta... ad ogni parola ch’ella profferiva, e che io le strappava +di bocca quasi per via di tortura, quell’infelice si contraddicea. +Ma d’onde è che si ritrova in questo castello? Perchè non la faceste +rinchiudere in luogo sicuro?» + +«Regina, disse Varney, il degno gentiluomo al quale io l’aveva +affidata, il sig. Antonio Foster è ora qui giunto per annunziarmi come +fosse fuggita, valendosi di quell’arti, in cui unicamente sono accorte +le persone che soggiaciono a sì spaventoso disastro. Voi potreste udire +le cose da lui medesimo.» + +«Riserberemo ciò a miglior tempo, soggiunse la Regina; ma sir Riccardo, +a quanto parmi la vostra domestica felicità non può destare invidia +nell’animo di nessuno. La moglie vostra si scaglia in amarissime accuse +contro di voi, e credei svenisse al solo vedervi.» + +«Egli è dell’indole di sì crudele infermità, rispose il Varney, +l’inspirare in chi n’è afflitto l’orrore verso coloro che ne’ lucidi +intervalli sono scopo di maggior affetto.» + +«Ciò è quanto abbiamo inteso dire talvolta, ripigliò Elisabetta; ed è +quanto il nostro animo è inclinato a credere.» + +«Oso supplicare la Maestà vostra, allor soggiunse Varney, a voler +ordinare che l’infelice mia sposa venga restituita alla protezione de’ +suoi amici.» + +Fremette il Leicester, ma fatta forza a se stesso, sedò il turbamento +del proprio animo, intanto che Elisabetta rispose affrettatamente al +Varney: «Questo è un correr troppo, sig. Varney. Noi vogliamo che +Masters, il nostro medico, c’informi tantosto sulla salute di questa +persona, e sullo stato della sua mente, ed in appresso ordineremo +quanto si crederà più convenevole. A voi intanto è conceduto il +vederla. Se fra voi altri fosse nato alcun dissapore, cosa che può +succedere anche fra sposi che teneramente si amino, fate che torni la +conjugale concordia, ma fatelo in modo da non portare scandali in mezzo +alla nostra Corte, e da non incomodar noi ad intertenerci sopra un +affare di tal natura.» + +Il Varney fece un umile inchino senza rispondere. + +Elisabetta si diede nuovamente a riguardare Leicester con tale +affabilità, che la mostrò grandemente commossa dallo stato in cui, ad +avviso di lei, era l’animo del favorito, poi tali accenti gli volse: +«La discordia, come lo dice un poeta Italiano, sa insinuarsi e ne’ +silenziosi conventi, e nell’interno delle famiglie, onde temiamo che +neanco le nostre guardie e i nostri servi sieno da tanto di vietarle +tutte le volte l’accesso nella nostra Corte. Milord Leicester, voi mi +parete irritato; noi pure lo siamo contro di voi. Ma vogliamo assumere +la parte di lione, e dar noi il primo esempio del perdonare.» + +Il Leicester si sforzò di richiamare le apparenze della serenità sulla +fronte, ma troppo profondamente stava scolpito il dolor nel suo animo, +perchè vi riuscisse; e quanto potè sovra se stesso fu il rispondere +essergli tolto per parte sua il piacere di perdonare, perchè la persona +cui tal perdono avrebbe dovuto indirigersi era per sua natura incapace +di avere torti verso di lui. + +Elisabetta soddisfatta, a quanto parve, di tali detti, esternò la sua +brama di veder cominciare le feste della mattina; e tantosto risonarono +i corni da caccia, e i veltri si diedero ad abbaiare, i cavalli a +contrassegnar colle zampe la loro impazienza; ma i gentiluomini e le +matrone della Corte portavano a que’ diporti impressioni nell’animo ben +diverse da quelle che sentirono quando il mattutino suono della caccia +li risvegliò. Il timore, il dubbio, la curiosa impazienza si leggevano +su tutti i volti, e ciascuno susurrava misteriose parole all’orecchio +dell’altro. + +Blount prese questa occasione per dir sotto voce a Raleigh: «Questa +burrasca è capitata come un colpo di vento nel Mediterraneo.» + +«_Varium et mutabile!_» rispose Raleigh collo stesso tuono di voce. + +«Oh! non so altro di tuo latino, disse il Blount, e mi limito +a ringraziare il Cielo perchè non permise a Tressiliano che si +commettesse al mare in mezzo ad un turbine sì tremendo. Ei naufragava, +non è da dubitarne, perchè non sa governar le vele ai venti di Corte.» + +«Poteva impararlo da te,» rispose sorridendo Raleigh. + +«Perchè no? rispose il nostro Blount; io ho messo il tempo a profitto +al pari di te, al pari di te son cavaliere, e nominato anche prima di +te.» + +«Che il Cielo ti dia ora un poco di spirito soggiunse Raleigh; ma in +rispetto di Tressiliano, lo sa Dio s’io arrivo ad intendere nulla di +quanto fa. Egli mi ha detto questa mattina di non volere abbandonare la +stanza prima del termine in circa di dodici ore, avere a ciò obbligata +la sua parola; e temo bene che la pazzia in cui è caduta la donna per +cui egli folleggia non sarà per lui un soccorso ad accelerarne il +risanamento. Oggi abbiamo luna piena; e il cervello degli uomini ne +sente l’influenza al pari del lievito. Ma silenzio! il corno da caccia +rimbomba dalla montagna. Affrettiamoci, convien galoppare, e poichè +siamo cavalieri, è forza in tal giorno meritarci i nostri speroni.» + + + + +CAPITOLO V. + + Sincerità, prima delle virtù! Possano + gli uomini non si dipartire mai da’ + tuoi sicuri sentieri; quando anche + squarciatesi le viscere della terra, + uscisse dal fondo degli abissi una + voce che persuadesse ai viventi le vie + tortuose della simulazione! + + _Douglas_. + + +Solamente dopo una caccia lunga e felice, e dopo il banchetto +apprestato sull’istante che la Regina ricomparve al castello, potè il +Leicester trovarsi con Varney in disparte. Quest’ultimo tacendo col +massimo riguardo le trame adoperate contro la salute della Contessa, +narrò tutte le particolarità della fuga cui ella si risolvette, e le +narrò tai quali le aveva intese dal Foster, che tutto spaventato era +venuto ad arrecarne in Kenilworth la notizia. Laonde il Leicester +ignaro delle vere cagioni che la costrinsero ad un tal passo, non +suppose altro motivo che un’impaziente e gelosa brama di assumere il +grado di contessa di Leicester. Fermo nella qual persuasione si adontò +della leggerezza, onde Amy trasgredendo gli ordini dello sposo, lo +esponeva agli sdegni d’Elisabetta. + +«Io diedi, così ragionava egli, a questa figlia d’un oscuro gentiluomo +di Devon, il più bel nome che siavi in tutta Inghilterra, io l’ho fatta +partecipe del mio talamo e d’ogni mia fortuna. Non le chiedo che un +istante di sofferenza innanzi di pubblicare il trionfo da lei riportato +sopra mille rivali; e l’orgogliosa donna preferisce il rischio di +perdersi, e di perder me seco lei: e l’alternativa di spingermi in +un abisso di mali, o di forzarmi ad espedienti fatti per degradarmi +ai miei occhi medesimi, le piace meglio che il rimanersi ancora per +qualche tempo in una oscurità, cui fu avvezza sin dal suo nascere! Ella +che mostrò in ogni occasione animo sì docile, sì dilicato, e soave e +fedele, lasciarsi trascinare dai capricci della vanità in tal momento +che si poteva pretendere moderazione dalla persona, anche la più +insensata! Gli è un farsi giuoco di me.» + +«Se la signora vuole lasciarsi condurre e sostenere la parte che le +circostanze comandano, ella è ancora in tempo, e noi potremo uscire di +queste strette,» disse Varney. + +«Non v’ha dubbio, o Riccardo, rispose il Leicester, nè vedo omai +migliore rimedio. Osservai che quando la Regina la chiamò tua moglie, +non v’è stato nessuno, che la disingannasse. Ora si è fatta cosa +inevitabile ch’ella mantenga un tal titolo, fintantochè sia allontanata +da Kenilworth.» + +«Ed anche lungo tempo dopo, aggiunse Varney, perchè io penso che molto +tempo debba trascorrere prima che ella possa portare il titolo di +contessa di Leicester. Tremerei per essa e per voi se lo assumesse +tanto che dura il vivere della Regina. Ma la Signoria vostra può +giudicare su di tai cose assai meglio di me; come il sol uomo che sia +in grado di sapere quai propositi sul principio di questa mattina siano +stati tenuti tra il lord Leicester e la Sovrana.» + +«Ben parli, o Varney, soggiunse il Leicester. In questa mattina io +mi regolai come il più stolto, il più sconsigliato degli uomini; e +qualunque volta queste sfortunate nozze venissero all’orecchio di +Elisabetta, ella non potrebbe far di meno di vedere nel mio contegno un +premeditato disprezzo, colpa che da una donna non si perdona giammai. +Noi facemmo quest’oggi l’infausta esperienza che un solo sospetto basta +a trarmi nel precipizio; e pavento, e ben pavento che tal rovina non +sia fuorchè differita.» + +«Voi credete adunque la Regina implacabile nel suo risentimento?» +soggiunse Varney. + +«Non posso neanco dire implacabile, rispose il Conte, perchè ad onta +della sublimità del suo grado, ho trovato in essa tanta condiscendenza +da offerirmi l’occasione di riparare una colpa, che ella attribuì +solamente ad impeto ingenito della mia indole.» + +«Ah! rispose Varney, vero dicono gl’Italiani: nelle amorose discordie, +chi meglio ama è sempre il più inclinato a confessarsi colpevole. Se +pertanto si giugne a nascondere le vostre nozze, voi siete sempre nella +medesima condizione al cospetto di sua Maestà.» + +Sospirò il Leicester, tacque un istante, indi rispose: «Varney, ti +credo sincero, nè ti nasconderò quindi tutto quello ch’io penso. No, la +mia condizione non è più la stessa. Parlai stamane ad Elisabetta, e le +parlai sopra tale argomento, che non è più lecito l’abbandonarlo senza +offendere vivamente l’amor proprio di una donna. Pure non oso ritornare +sul discorso medesimo. No: ella non mi perdonerà giammai l’essere stato +cagione e testimonio della sua debolezza.» + +«Pure fa d’uopo appigliarsi ad un partito, o signore, disse il Varney, +e fa d’uopo appigliarvisi prontamente.» + +«Non me ne rimane più alcuno, rispose il Leicester col tuono d’uomo +scoraggiato. Io mi vedo pari a colui che inerpicandosi ad una montagna +ingombra per ogni dove di precipizi, trova pochi passi lontan della +vetta ostacoli tali onde non gli è permesso nè il salire oltre, nè +tampoco il tornare addietro. Vedo il pinacolo dinanzi a me senza +poterlo aggiugnere, e nel medesimo tempo mi si apre una voragine sotto +i piedi che sta per inghiottirmi, allorquando il mio braccio stanco, +e la mia mente smarrita non mi danno soccorsi per reggermi in una +situazione tanto precaria.» + +«Giudicate meglio dello stato vostro, o Milord. Esamineremo gli +espedienti, che intanto furono presi. Se si arriva a tenere nascoste +alla Regina queste nozze, nulla avvi onde mettersi in disperazione. +Corro in questo punto a ritrovare la vostra sposa. Non già ch’io +ignori quanto ella mi detesti, perchè parlando colla Signoria vostra, +mi mostrai sempre, (e la Contessa il sospetta) di contrario avviso a +far valere quelli ch’ella chiama suoi diritti. Ma la quistione di un +tale istante non cade sopra odii, od antipatie. È mestieri ch’ella +m’ascolti, e riuscirò a provarle la necessità di sottomettersi alle +circostanze, e tanta sarà l’efficacia del mio dire da condurla, non ne +dubito, a convenire in tutti quegli espedienti, che l’interesse vostro +comanda.» + +«No, Varney, disse il Leicester, ho pensato a quanto doveva farsi; e ad +Amy voglio parlare io medesimo.» + +A tali accenti il Varney provò per se stesso tutto quel terrore, di cui +si finse compreso per la salvezza del suo padrone. + +«Oh! vostra Signoria non debbe avventurarsi a veder la Contessa!» + +«Gli è un partito già preso, rispose il Leicester. Trovami tosto un +abito di livrea, mi farò credere tuo servo alla sentinella, giacchè sei +tu il solo che abbia la permissione di vedere Amy.» + +«Ma, Milord!...» + +«Non mi garbano i _ma_, soggiunse il Conte. Adempirò quanto ho +risoluto. Hunsdon debb’essere a dormire nella torre di _St-Lowe_, noi +ci porteremo colà per la via di questo segreto corritoio senza rischio +d’incontrare alcuno; o s’anco ci abbattessimo in Hunsdon, egli m’è +piuttosto amico che inimico, ed ha un ingegno tardo quanto vuolsi a +credere tutto ciò che mi parrà espediente il dargli ad intendere. Orsù! +quest’abito di livrea! Non più indugi!» + +A Varney non rimaneva miglior espediente dell’ubbidire. In due minuti +il Conte avea compito il travestimento e calato sino agli occhi il +suo berrettone, seguì il Varney lungo il corritoio che guidava agli +appartamenti di Hunsdon, passaggio segreto tanto, che nel superarlo non +era a temersi curiosità d’importuni, e sì oscuro a quell’ora che vi si +vedea appena luce bastante per discernere gli obbietti. Così pervennero +alla porta. Ivi il signor Hunsdon, osservantissimo d’ogni militare +cautela, avea posto un soldato di sentinella. Era costui un Montanaro, +che non fece ostacolo a lasciarli passare, e si contentò dire in suo +linguaggio al Varney. «Possa tu riuscire a far tacere questa matta! I +suoi gemiti m’hanno rotta la testa di tal maniera, che vorrei piuttosto +montar la guardia nel deserto di Caslandia, vicino ad una montagna di +neve!» + +Frettolosi di entrare, chiusero la porta dietro di sè. + +«Oh! venga, se v’è un demonio protettore, ad assistermi in tale +istante, disse fra se medesimo il Varney, perchè la mia barca è in +mezzo agli scogli!» + +La Contessa, colle vesti e colle chiome disordinate, stavasi seduta +sopra una specie di canapè, ove ogni suo atteggiamento mostrava +l’immensa afflizione che la premea; e volto il guardo là d’onde venian +le persone, lo fisò sopra Varney, esclamando: «Sciagurato! Sei qui per +eseguire alcuno de’ tuoi disegni infernali?» + +Leicester troncò il corso alle rampogne, aprendo il mantello, e con +tuono più imperioso che tenero, sì dicendole: «Gli è a me, o Signora, +che dovete rivolgervi, e non a Riccardo Varney.» + +Tai detti operarono un subitaneo cambiamento negli sguardi e ne’ modi +d’Amy, che dopo avere sclamato: «Dudley! Dudley! ecco adunque ch’io +ti riveggio!» più presta del lampo, lanciossegli al collo, e senza +prendersi cura che fosse ivi il Varney, colmò di accarezzamenti il +suo sposo, e ne bagnò il volto di lagrime, lasciando sfuggire per +intervalli alcuni monosillabi disordinati e sconnessi; soavi e tenere +espressioni, che l’amore inspira alle anime appassionate. + +Il Leicester si credeva in diritto di querelarsi contro una donna, +che avea violato in tal guisa i comandi del marito, compromettendolo +al rischio, cui si trovò in quella mattina. Ma qual è il genere di +risentimento che non avesse ceduto a tai testimonianze d’amore, venute +da tanto amabile creatura? Lo scompiglio di quelle vesti, e quella +mescolanza di tema e di cordoglio, che avrebbe invilita la beltà di +tutt’altra donna, rendea più care le forme d’Amy. Il Leicester accolse +le carezze della sposa con una soavità di modi, da cui però trapelava +la tristezza che l’opprimea. Amy se n’avvide cessato in lei il primo +impeto della gioia nel vedere ben corrisposta la sua tenerezza, e +dimandò palpitando al Conte s’ei si sentisse male. + +«Non sono infermo di corpo, egli rispose, o mia Amy.» + +«Se ciò è, anche la mia salute è vigorosa. Oh! Dudley quanto male mi +stetti, oh! male assai dopo l’ultima volta che ti vidi! Perchè non +chiamo averti veduto essermi toccata una parte nell’orribile scena che +accadde in giardino. Ho sofferto infermità, cordogli, pericoli. Ma or +ti riveggio; e mi sento felice e tranquilla.» + +«Oimè! Amy, tu mi perdesti.» + +«Io, Signore! (disse Amy, ed in tal dire scomparve quel raggio di gioia +che brillato le era sugli occhi). Come avrei io potuto nuocere all’uomo +che amo più di me stessa?» + +«Non è per farvi rimprovero, Amy, ma non siete forse in questo luogo +ad onta de’ miei divieti i più formali, e la vostra presenza non mette +ella in pericolo voi e me?» + +«Sarebb’egli vero? sclamò Amy coll’accento del massimo dolore. Oh! +perchè mai rimarrovvi più lungo tempo? Pure, se sapeste quali timori +mi costrinsero a fuggir da Cumnor!... Ma non voglio qui parlare di +me medesima, e ciò dissi or solamente perchè fintantochè vi sieno +altri partiti da prendere, non sarà mai che di mia buona voglia io +ritorni colà! Ciò nondimeno se fosse ciò indispensabile per la vostra +salvezza!.....» + +«Noi sceglieremo, Amy, qualch’altro ricovero, soggiunse il Leicester, +e vi trasferirete in uno de’ miei castelli del Nort, portando, ma per +pochi giorni, lo spero, il titolo di moglie di Varney.» + +«Che ascolto, Milord di Leicester! sclamò ella in gran fretta, e +togliendosi dalle sue braccia. E siete voi che date a vostra moglie +il disonorante consiglio di confessarsi la sposa d’un altro? E questo +altro è un Varney!» + +«Signora, vi parlo seriamente. Varney è un leale servo, un servo +fedele, messo a parte d’ogni mio segreto. Vorrei piuttosto perdere la +mano diritta che privarmi in tale occasione de’ suoi servigi. Voi non +avete alcun motivo per disprezzarlo, siccome fate.» + +«Io potrei provarvi, o Milord, che non me ne mancano, rispose la +Contessa, e già un solo mio sguardo lo fa impallidire. Ma non accuserò +io l’uomo che vi è necessario quanto la mano diritta. Piaccia al +cielo, ch’egli sia sempre sincero in verso di voi, ma comunque possa +esserlo, badate a non fidarvene troppo. È un dirvi assai il protestare, +che soltanto la forza può costrignermi a seguitarlo, e che mai non +acconsentirò a riconoscerlo per mio sposo.» + +«Signora, non sarà questa che una finzione di breve tempo, rispose il +Leicester irritato dalle opposizioni; una finzione necessaria alla +vostra salvezza, ed anche alla mia, che hanno compromessa i vostri +capricci e la smania di mettervi in possesso d’un grado e d’un diritto +che io vi concedei a sola patta di tenere per qualche tempo nascoste +le nostre nozze. Se un tal partito vi spiace, rammentate che voi sola +ne avete procurata ad entrambi la necessità. Non v’è altro rimedio; +e conviene or sottomettersi a tutto ciò che l’imprudente leggerezza +vostra rendè indispensabile. Ve lo comando.» + +«Non mi è lecito, rispose Amy, il bilanciare quando vengono al +confronto de’ comandi vostri quelli dell’onore e della coscienza. No, +Milord, non vi ubbidirò io questa volta. Voi potete, se così vi piace, +perdere il vostro onore col farvi seguace di una tortuosa politica; ma +io non farò mai nessuna cosa che lo degradi. E con qual coraggio, o +signore, ravvisereste voi una sposa e casta e pura e degna di dividere +con voi le vostre prerogative in colei, che abbiurando un così insigne +carattere si desse a trascorrere l’Inghilterra qual moglie d’un uomo +abbominevole quanto è Varney?» + +«Milord! (si frammise tosto in tal discorso Varney) la vostra sposa +sfortunatamente è troppo impressionata a mio danno per prestare +orecchio alle offerte ch’io sto per proporle. Pure dovrebbero esserle +più aggradevoli del partito posto da voi. L’animo suo non è sì mal +propenso per riguardo del sig. Edmondo Tressiliano: egli seconderebbe, +non v’ha dubbio, un’inchiesta fattagli da Milady, per averlo compagno +nel trasportarsi al paterno soggiorno di Lidcote. Ivi ella potrebbe +rimanersene in sicurezza sintantochè venisse tempo da potere svelare il +mistero.» + +Stavasi muto il Leicester contemplando attentamente l’infelice +Contessa, che leggeva negli occhi del marito il risentimento ed il +sospetto. Ella quindi si limitò a dire al proposito dei suggerimenti +del maligno Varney: + +«Piacesse al Cielo ch’or mi trovassi nella casa del padre mio! +Nell’atto di dipartirmene non pensai certamente di abbandonar con essa +l’onore e la pace dell’animo.» + +Varney continuò coi modi d’uomo che suggerisce un consiglio: «Ben vedo +che tale espediente ne costrignerebbe ad iniziare persone estranee nei +nostri arcani; ma la signora Contessa, lo spero, si farebbe guatante +dell’onorato silenzio di Tressiliano e degl’individui della propria +famiglia.» + +«Taci subito, disse il Conte a Varney, o giuro al cielo! ti passo a +traverso i fianchi questa mia spada, se tu parli ancora di confidare i +segreti di Leicester a Tressiliano.» + +«E perchè no? soggiunse Amy, ogni qual volta non fossero segreti di +tal natura da confidarsi piuttosto a gente della specie di Varney +anzichè ad un uomo di onore. Milord! Milord! non mi guardate con occhio +corrucciato per questi detti. Essi contengono la verità, ed io son +degna di palesarvela. Per amor vostro ho tradito un dì Tressiliano; +non sarò ingiusta una seconda volta verso di lui col tacermi allora +che si mette in dubbio il suo onore. Posso ben sopportare, soggiunse +ella fisandosi col guardo in Varney, che alla mia presenza si porti la +maschera dell’ipocrisia, ma non che la virtù sia calunniata.» + +Tacquero tutti alcuni momenti dopo tai detti. Leicester, comunque +irritato stavasi irresoluto, chè ben vedea per altra parte di chiedere +cosa ingiusta. Varney, ostentando grande umiltà e quel simulato dolore +che all’ipocrisia s’appartiene, tenea chinati a terra gli sguardi. + +In tale angustioso momento la Contessa diede a divedere tal forza +di carattere, che l’avrebbe condotta ad essere, se così volea il +destino, uno fra i migliori ornamenti delle persone poste nel grado +ad essa dovuto. Ella si avanzò con passo grave e misurato verso il +Leicester, e vestendo tal aria di dignità, che lo sguardo di lei, +comunque ne trapelasse tenera affezione di sposa, cercava invano di +temperare quella fermezza cui danno diritto soltanto una pura coscienza +e un retto cuore[5]. «Ascoltatemi Milord, voi manifestaste i vostri +disegni intesi a sciogliervi d’impaccio in sì periglioso momento. +Sfortunatamente non mi è lecito secondarli. Cotest’uomo ha suggerito un +diverso avviso, contro di cui non ho altra obbiezione fuorchè il sapere +che spiace a voi. La Signoria vostra acconsentirebbe ella ad ascoltare +ancora quel partito che una donna giovane e timida, ma la più tenera +fra le spose crede il più convenevole nel caso estremo a cui siamo +venuti?» + +Non rispose il Conte; ma un suo chinar di capo fece comprendere alla +Contessa ch’ella potea favellare liberamente. + +«Tutte le sventure fra cui ci avvolgiamo, non hanno, ella prese a +dire, che una sola sorgente, ed è quella misteriosa doppiezza che vi +si vuol costringere a sostenere. Liberatevi una volta, o Milord, dalla +tirannide di una cabala abbietta: mostratevi vero gentiluomo Inglese, +mostratevi quel cavaliere che ravvisa nella verità il principio d’ogni +onore, ed a cui l’onore è più caro dell’aura ch’egli respira. Prendete +per mano la vostra sposa infelice; guidatela ai piedi di Elisabetta; +ditele che in un istante di delirio vi sedussero le vane apparenze +d’una beltà, di cui non rimane più alcun vestigio; ditele che uniste la +vostra alla destra di Amy Robsart. Così voi mi renderete giustizia, o +Milord, e la renderete parimente al vostro onore; e se allora la legge, +o la possanza della Regina vi sforzano a disgiugnervi da me, non sarà +più ch’io m’opponga all’amara separazione; sol che mi sia conceduto di +andarmene senza disonore a nascondere il cordoglio, la desolazione di +questo cuore nell’ignorato ritiro da cui mi toglieste.» + +Scorgeasi tanta dignità, e tanta tenerezza ad un tempo in tali accenti +della Contessa, che ne furono ridesti tutti quei sentimenti nobili e +generosi, che fatto era per provare l’animo di Leicester. Parve gli si +aprissero gli occhi in quell’istante, e la doppiezza onde s’era fatto +colpevole gli si parò innanzi in compagnia de’ rimorsi e della vergogna. + +«Non sono degno di te, diletta Amy; proruppe allora in tai detti; non +ne son degno, poichè ho potuto esitare fra un cuore siccome il tuo, e +tutte le seducenti promesse dell’ambizione. Oh! qual sarà l’amarezza +di questo mio cuore umiliato all’atto di dovere scoprire io medesimo +dinanzi ai miei giubilanti nemici, e ai miei attoniti partigiani, tutti +gli avvolgimenti della mia obbrobriosa politica. E la Regina? Ebbene! +Ella si prenda il mio capo siccome non si stette dal minacciarlo.» + +«Il vostro capo, o signore! La Contessa esclamò; e sarebbe questo +in pena d’aver usato di quella libertà che non è negata a nessun +Inglese, della libertà di scegliersi una moglie? Che ascolto? Una sola +diffidenza dunque nella giustizia della Regina, un timore chimerico, +sono i vani spauracchi, onde abbandonereste il sentiero che vi sta +aperto innanzi, il sentiero il più onorevole ad un tempo ed il più +sicuro!» + +«Oh! mia Amy! tu non sai...» Ma si rattenne il Dudley dal continuare il +periodo ed aggiunse, opportunamente interrompendosi: «Per altro ella +non troverà in me la facil preda d’una vendetta arbitraria. Non mi +mancano parenti ed amici; nè io, pari a Norfolco, mi lascerò trascinare +al supplizio, come si trae all’altare una vittima. Non temete di nulla, +o mia Amy. Voi troverete Dudley degno di portar questo nome. Corro +tosto a confidarmi ad alcuno fra’ miei amici della cui fedeltà mi è +lecito ripromettermi; perchè nello stato a cui son giunte le cose, non +mi maraviglierei d’essere imprigionato entro il mio castello medesimo.» + +«No, Milord, non vi cimentate a turbare uno stato tranquillo col +ribellarvi. Voi non avete amici più sicuri della vostra franchezza, +del vostro onore. Forte di questi confederati, non potete paventare +di nulla, nè anche in mezzo ad un esercito di nemici o d’invidiosi +della vostra gloria. Senza il soccorso de’ confederati che v’additai, +divengono inutili tutti gli altri. Oh! non a torto, o mio nobil +Signore, dipingono disarmata la verità.» + +«Ma la saggezza, o Amy, va guernita di tale armatura che nessun dardo +la offende. Non ti studiare, o sposa, di stogliermi dalle vie, che +dovrò calcare per rendere meno perigliosa la mia confessione, poichè a +tal venimmo di doverla chiamar confessione. Credilo: sono anche troppo +i rischi che mi si preparano intorno. Lasciati regolare da me. Varney, +ne è d’uopo uscire di questo luogo. Addio, cara Amy, che ben presto +divulgherò per mia moglie, a costo di que’ pericoli che non mi sarà +duro l’affrontare in ripensando a’ tuoi pregi. Fra poco ti giugneran +mie contezze.» + +Indi abbracciandola teneramente, s’avvolse nel suo mantello, e +accompagnato da Varney uscì di quella stanza. Prima d’esserne fuori, +il Varney le fece profondo inchino, e nel rialzare la fronte le volse +tal guardo, quasi ansioso di scorgere se, e in quai termini, ei fosse +compreso nell’atto di riconciliazione conchiuso tra la Contessa e il +suo sposo. Amy si fisò sopra di lui, ma senza mostrare di porgli mente +più di quel che avrebbe fatto ad uomo lontano. + +«Ella è che mi ha spinto ad estremo passo, disse fra i denti costui. +Uno di noi due è sacro omai alla morte. Sentii fin qui certo ritegno, +mosso, mal saprei dirlo, se da pietà o da timore. Il fatale espediente +mi ripugnava. Ma il dado è tratto. Uno di noi due è sacro alla morte.» + +Nell’articolar tali accenti, il Varney osservò con sorpresa che un +picciolo ragazzo, fermato dalla sentinella, si era fatto incontro +al Leicester e gli parlava. Era il Varney uno di que’ politici, cui +nessuna cosa pareva indifferente. Prese dunque ad interrogare la +sentinella, da cui ebbe per risposta, che il fanciullo l’avea pregata +di far giugnere uno scrignetto alla Signora delirante; commissione, +di cui la stessa sentinella non volle incaricarsi, perchè contraria +alle istruzioni che avea ricevute. Soddisfatta su di ciò la propria +curiosità, il malvagio scudiere s’accostò al suo padrone, e gl’intese +dire: «Va bene, mio fanciullo, lo scrignetto sarà consegnato.» + +«Io ve ne sarò quanto mai obbligato, mio buon Signore,» rispose il +fanciullo che come lampo scomparve. + +Il Leicester, seguito sempre dal Varney, tornò in gran fretta ai suoi +appartamenti privati, tenendo lo stesso corritoio che dianzi gli avea +condotti alla torre di _St-Lowe_. + + + + +CAPITOLO VI. + + Ruppe d’Imene i sacri patti, è rea, + E ’l seduttor suo vile appien t’è noto. + _Novella dell’Inverno_. + + +Appena entrato nel suo gabinetto il Conte, diede mano al libretto +de’ ricordi, e si pose a scrivere, ora parlando con Varney, ora con +se medesimo: «Ve ne son molti il cui destino è collegato col mio.... +Quelli soprattutto che si stanno ne’ primi gradi...... Avvene di +tali ancora che se si ricordano le mie beneficenze, e i pericoli cui +rimarrebbero compromessi, non mi lasceranno morire senza soccorrermi. +Vediamo. Knolle è per me; e in conseguenza col suo ministerio il +saranno ancora Guernsey e Iersey. Lorsey è governatore dell’isola +di Wight; mio cognato Lungtengdon e Pembrock comandano nel paese di +Galles. Coll’aiuto di Bedford sono miei i Puritani, e i loro interessi +che hanno tanto peso in tutte le sedizioni. Mio fratello di Warwick +è potente al pari di me. Io regolo a mia voglia sir Owe Hopton il +governatore della torre di Londra. In questo luogo sta il tesoro +pubblico. Oh! mio padre, e l’avo mio non avrebbero mai portate le loro +teste sul palco se avessero combinate sì bene le proprie imprese. Che +vuol dire quel mesto sguardo, o Varney? Credilo, un albero che ha sì +profonde radici non cade facilmente atterrato dal turbine.» + +«Oimè! Milord,» disse Varney con un accento di dolore contraffatto a +maraviglia, e ricomponendo i suoi sguardi a quell’aria di mestizia che +eccitò l’interrogazione del Conte. + +«_Oimè_! Replicò il conte di Leicester, e perchè _oimè_, sir +Riccardo? La vostra nuova dignità non v’inspira altra esclamazione +più coraggiosa, quando sta per aprirsi una sì nobile lotta? Se mai +questo _oimè_ indicasse disegno in voi di evitare lo scontro, potete +abbandonare il castello ed anche unirvi ai miei nemici, se ciò meglio +vi piace.» + +«No, rispose il confidente, Varney saprà morire e combattere al +fianco vostro. Perdonatemi se compreso da sollecitudine per tutto +quello che vi risguarda, io vedo forse più chiaramente le cose di +quanto a voi lo permetta la nobiltà del vostro cuore. Io vedo, sì, +gl’insuperabili ostacoli che v’attorniano per ogni dove. Siete forte e +potente, o Signore, lo so; ma permettetemi il dirlo senza offendervi, +tale non siete che per favore della Regina: sintantochè esso vi dura, +voi avrete, salvo il titolo reale, tutti i dritti d’un Monarca; ma +supponete ch’ella vi tolga questo favore; vi trovate derelitto più +presto che non rimase inaridita la zucca del profeta. Derelitto il +ripeto, se vi ribellate alla Regina; nè il sarete soltanto in mezzo +a questo paese, in mezzo a questa provincia; ma nel centro dello +stesso vostro castello, fra i vostri vassalli, fra i vostri amici, fra +i vostri congiunti, vi faranno prigioniero, nè tarderete ad essere +giudicato, se così il vorrà la Sovrana. Pensate a Norfolco, o Milord, +al potente duca di Nortumberlandia, allo spettabile Westmoreland. +Pensate che tutti coloro i quali vollero resistere a sì avveduta +principessa, rimasero tutti o morti o prigionieri, o errano fuggitivi. +Il soglio d’Elisabetta non viene a paragone di tant’altri sogli, cui +basta una congiura per rovesciarli; esso ha per sue basi l’amore e +la riconoscenza de’ popoli. Voi potete dividerlo, se il volete, con +lei; ma nè voi, nè altra potenza o straniera o domestica perverrà ad +abbatterlo... Che dico? nemmeno a crollarlo.» + +Costui in allora si tacque, ed il Leicester gettò lungi da sè il +libretto dei ricordi con aria di non curanza e dispetto. + +«Fo a tuo modo, soggiunse, e in fine poco rileva se la sincerità o +il timore ti hanno fatto parlare. Però non sia mai che io cada senza +resistenza. Va a dar ordine, onde quelli fra i miei vassalli che +servirono sotto di me nell’Irlanda si conducano ad uno ad uno nella +torre principale; che i miei gentiluomini e i miei amici si mettano in +istato di difesa, come se temessero venir assaliti dai partigiani del +Sussex: dissemina sospetti e timori fra gli abitanti della città, fa +che s’armino, e ad un dato segnale stiano pronti ad impadronirsi de’ +soldati posti alla guardia della Regina.» + +«Permettetemi ripetervi, o Milord, soggiunse mestamente Varney, +quest’ultimo vostro ordine, di far cioè tutti gli apparecchi opportuni +a disarmare all’uopo la guardia della Regina; e permettetemi ad un +tempo di rammentarvi che questo è un atto d’alto tradimento: nondimeno +sarete ubbidito.» + +«Nulla monta, soggiunse con un accento di disperazione il Leicester, +nulla monta; l’infamia mi sta alle spalle, il precipizio dinanzi agli +occhi; è d’uopo ch’io mi mostri a viso scoperto.» + +Venne indi altra pausa di silenzio, che poscia Varney interruppe in +tal guisa: «Eccoci finalmente arrivati a quell’istante che io temea da +lungo tempo! Eccomi al bivio o d’essere vil testimonio della caduta del +miglior fra i padroni, o di svelare quanto avrei desiderato sepolto in +profondissimo obblio, se altro labbro diverso da quel di Varney non ve +ne arrecava l’infausta scoperta.» + +«Ora che dici tu? O piuttosto che intendi dire? rispose il Conte. Ti +avverto che non abbiamo tempo da perdere in ciance. È giunta ora di +fatti.» + +«Quanto mi è forza dire, sarà ben tosto detto, o Milord. Piacesse al +cielo che sì breve fosse la vostra risposta! Queste nozze sono la sola +cagione onde dobbiamo romperci colla Regina, non è egli vero, Milord?» + +«Tu lo sai al pari di me. A che tende questa insulsa domanda?» + +«Perdonate Milord, non è insulsa. Vi sono tali uomini, che +sagrificherebbero sostanze e vita per possedere un ricco diamante. Nè +voglio ridir su di ciò. Ma prima di fare un tal sagrifizio, ogni ragion +di prudenza non insegnerebbe almeno l’assicurarsi se questo diamante +sia immune da macchie?» + +«Come sarebbe a dire? (soggiunse Leicester guatando bieco il suo +confidente). Di chi parli tu?» + +«Parlo... della Contessa, Milord! sono costretto a parlare di lei. Sì, +ne parlerò, dovesse anche la Signoria vostra dar guiderdone di morte al +mio zelo!» + +«La morte.... puoi forse meritarla dalle mie mani medesime. Nondimeno +parla. Ti sto ascoltando.» + +«Ebbene, o Milord, mi armerò di coraggio, che qui non tanto io parlo +per la mia vita, quanto per gl’interessi del mio Signore. Giammai +non mi piacquero le misteriose corrispondenze che questa Signora ha +serbate con Edmondo Tressiliano. Voi lo conoscete, o Milord, nè v’è +ignoto averle costui sulle prime inspirato un tale affetto, di cui se +la vostra Signoria trionfò, il trionfo non fu disgiunto da qualche +difficoltà. Voi vedeste con qual calore l’uomo di Cornovaglia sostenne +contro di me gl’interessi della Contessa. Lo scopo evidente ch’egli si +prefiggeva, era quello di costringere la Signoria vostra a confessare +pubblicamente queste, ch’io dirò sempre, malaugurose nozze, ed è +parimente tal pubblicazione che Milady vorrebbe ad ogni costo da voi.» + +Il Leicester accolse tai detti con un forzato sorriso: «Intendo, buon +Riccardo. Tu stai meditando ora il modo di sagrificare il tuo onore, +ed anche quello di un’altra persona, a fine di stogliermi da un’ardua +impresa. Ma... ricordati (aggiunse con tuono cupo, siccome irresoluto) +che è la Contessa di Leicester quella di cui favelli.» + +«Lo so; ma favello parimente per l’interesse del conte di Leicester. +Ho appena cominciato, o Signore, le cose che debbo dire. Credo +fermissimamente, che sin d’allor quando voi entraste personaggio in +tal dramma, Tressiliano tutto quanto operò, lo operò d’accordo colla +Contessa.» + +«Tu spacci stravaganze colla calma d’un predicatore. Ma dove e come +poterono accordarsi?» + +«Dove, e come! Milord, per mala sorte, non posso che troppo chiaramente +additarvelo. Poco prima che venisse presentato in nome di Tressiliano +il memoriale, onde la Regina arse di tanto sdegno nella sua Corte, io +incontrai, con mia grande sorpresa, questo Tressiliano medesimo alla +porta segreta del parco di Cumnor.» + +«Tu l’incontrasti, sciagurato, nè lo stendesti morto dinanzi a te?» + +«Ci precipitammo l’un sopra l’altro, e s’io non ponea un piede in +fallo, vostra Signoria non avrebbe mai più veduto costui.» + +Lo stupore tolse per qualche tempo la parola all’attonito Leicester, +che finalmente si disse: «Quali prove confermano quanto asserisci? +Poichè siccome la punizione debb’essere grande, voglio esaminare +freddamente, e circospettamente... Gran Dio! ma no... voglio esaminare +freddamente e circospettamente,» e tal proposito ripetè più d’una +fiata, come per ritrarne qualche calma ad ogni fiata che il ripetea. +Poi mordendosi le labbra, quasi timoroso di lasciarsi sfuggire accenti +conformi alla tempesta che infieriva entro il suo animo, sclamò: «Hai +tu altre prove?» + +«Troppe, o Milord. E così le avessi conosciute sol io! Poteano allora +andar sepolte in una eterna dimenticanza; ma il mio servo Michele +Lambourne fu testimonio del tutto, ed è pur quegli che agevolò a +Tressiliano l’ingresso in Cumnor. Per ciò solo presi al mio servigio +questo Lambourne, e per ciò solo non me ne sono liberato dappoi, +comunque tristo il conosca; ma volli mantenermi in grado di frenarne la +lingua.» + +E qui il perfido confidente si fece a dimostrare, come agevole gli +sarebbe il convalidare quanto egli asserì e coll’attestazione di Tony +Foster, e colle testimonianze di diverse persone presenti allorchè +insieme patteggiarono il Lambourne e Tressiliano, e presenti pure +al momento che questi due individui partirono insieme dall’Osteria +dell’_Orso nero_. Nè in tal racconto il Varney avventurò altra falsità, +che maligne insinuazioni, destramente intese ad indur persuasione che +il colloquio avutosi da Amy con Tressiliano in Cumnor fosse durato più +di quanto durò veramente. + +«E perchè non ne fui avvertito, (disse il Leicester, la cui fisonomia +ad ogn’istante s’annuvolava di più). Perchè tutti voi altri, e tu +principalmente, o Varney, perchè nascondermi questi fatti?» + +«Perchè la Contessa, rispose lo scellerato, ne assicurò, che +Tressiliano a non saputa e a malgrado di lei s’introdusse in quel +castello; perchè conchiusi da questo che il colloquio non avesse +portato disonore alla Signoria vostra, perchè finalmente giudicai, o +Milord, che la Contessa medesima ve ne avrebbe fatto consapevole in +appresso; nè Milord ignora con quanta ripugnanza si porge orecchio a +sospetti che feriscono persone amate, e la Dio mercè, non son io nè +un disseminatore di zizzanie, nè un referendario per farmi il primo a +divulgare cose di tal natura.» + +«Ma siete poi troppo pronto ad ammetterle, sig. Riccardo. Come sapete +voi che tale colloquio sia stato colpevole, siccome il vorreste far +credere? La contessa di Leicester, a quanto m’è avviso, può ben +rimanere alcuni istanti con una persona qual è Tressiliano, senza che +ne conseguano o disdoro per me, o sospetti contro di lei.» + +«Certamente, o Milord, e se tale opinione non fosse stata in me, neanco +avrei custodito sì lungo tempo un segreto di simil fatta. Ma debbo or +dirvi ciò che dà forza a presunzioni contrarie. Tressiliano si mette +in corrispondenza con un tapino ostiere di Cumnor e ciò collo scopo di +agevolare la fuga della signora Contessa; manda uno de’ suoi messi, che +siccome spero, avrem ben tosto sotto chiave nella torre di _Merwyn_, +perchè Killegren e Lambsbey stanno inseguendolo. L’ostiere riceve un +anello in prezzo di buoni ufici e silenzio. La Signoria vostra potrebbe +anche aver visto questo anello nelle dita di Tressiliano. Egli è +qui[6]. Il messo mandato dal Cornovagliese giunge a Cumnor travestito +da merciaiuolo, ha segreti colloqui colla Contessa, fuggono l’uno e +l’altra nel durar della notte. Involano, tanta è la colpevole loro +premura, un cavallo ad un povero scimunito, che incontrano lungo il +cammino. Arrivano finalmente al castello, e la Contessa di Leicester +trova un asilo!... non oso dire ove lo trovi!» + +«Parla, te lo comando, parla sinchè conservo ancora tanta pazienza per +ascoltarti.» + +«Poichè il volete, rispose Varney, la Contessa si trasferì +immediatamente nell’appartamento di Tressiliano, ove rimase parecchie +ore, non vi dirò se sola, od in sua compagnia. Vi dissi già come +Tressiliano si tenesse una sua conquista nella stanza assegnatagli. Ma +non avrei sognato giammai che questa conquista....» + +«Fosse Amy, vuoi dire, rispose il Leicester, ma questa è un’impostura +nera quanto il vapor dell’Inferno! Ch’ella sia ambiziosa, leggiera, +impaziente, posso crederlo: è donna, e ciò basta. Ma tradirmi! non mai! +non mai! La prova, la prova di quanto osi asserire!» sclamò egli con +forza. + +«Ieri dopo il mezzogiorno vi si fece condurre da Carol ella stessa. +Lambourne e il guardiano della torre di _Merwyn_ ve la trovarono di +buonissim’ora questa mattina.» + +«E Tressiliano era con lei?» soggiunse il Conte rapidamente. + +«No, Milord, dovete ben ricordarvi, che Tressiliano ha passata l’intera +notte sotto la vigilanza di Blount.» + +«E Carol e gli altri servi la riconobbero?» + +«No, mio signore. Carol e Lorenzo Staples non l’aveano mai vista, e +il suo travestimento ha fatto che Lambourne non la ravvisasse per la +Contessa; ma nel volerle impedire la fuga da quelle stanze raccolsero +un suo guanto caduto, e questo guanto, sua Signoria lo riconoscerà +certamente!» + +E in ciò dire rimise al Conte il guanto, su di cui stava ricamato a +perle lo stemma della casa di Leicester. + +«Sì, ravviso i doni che le feci io medesimo; l’altro di tali guanti +copriva quel braccio che in questo giorno stesso ella avvolgeva al +mio collo,» accenti che vennero pronunziati in mezzo a violentissima +agitazione. + +«Sua Signoria potrebbe procacciarsi, coll’interrogare la Contessa, +maggiori prove sulla verità del mio asserto[7].» + +«Non fa d’uopo, non fa d’uopo (rispose il Conte che tutti i tormenti +dell’inferno straziavano). Questa verità mi sta innanzi agli occhi +scritta in caratteri di fuoco. Vedo l’infamia di costei. Chi può negar +fede all’evidenza? Sommo Dio! Per questa abbietta creatura io stava +cimentando le vite de’ migliori fra’ miei amici! io stava per crollare +un trono! io stava per portare e ferro e fuoco nel seno d’un regno +tranquillo, per combattere la generosa Sovrana che mi fece quello ch’io +sono, e che se non era questo orrendo nodo, m’avrebbe già sollevato +al maggior grado ch’uom possa sperare! E tutto ciò per una donna +collegatasi coi miei accaniti nemici!.... Ma tu sciagurato! perchè non +parlasti più presto?» + +«Milord, io ben sapea che una lagrima della Contessa vi avrebbe fatto +dimenticar tutto quanto avessi potuto dirvi; nè per altra parte io ebbi +tal chiarezza dei fatti se non se questa mattina, allorchè l’improvviso +arrivo di Foster, e le confessioni cui costrinse egli l’ostiere +dell’_Orso nero_, m’hanno istrutto della sua fuga da Cumnor, e fatto me +più solerte nelle ricerche di quanto sfortunatamente ho scoperto.» + +«Or sia lode al Cielo, ministro di luce al mio fatal disinganno! Tanta +è l’evidenza del tradimento, che non vi sarà in tutta Inghilterra +chi possa tacciarmi di una vendetta ingiusta o troppo sollecita. +Chi l’avrebbe creduto, o Varney? Tanto giovane, tanto bella, sì +carezzevole, e sì menzognera! Comprendo ora la fonte di quell’odio +implacabile che giurò a te, mio fedele, diletto mio servo. Costei +abborriva un uomo, studioso di far cadere le sue inique trame, e pel +cui braccio fu quasi privo di vita il vile che la seducea.» + +«Non le diedi mai altro motivo di odiarmi, o Milord; ma ella sapea come +i miei consigli s’adoperassero a scemare la possanza che s’arrogò sopra +di voi, mi sapea costantemente preparato a cimentar la mia vita contro +i vostri nemici.» + +«Or ben lo vedo. E nondimeno, Varney, quale apparenza di grandezza +d’animo metteva la perfida nell’esortarmi di commettere agli sdegni +della Regina il mio capo anzichè nascondermi più lungo tempo sotto il +velo dell’impostura! Mi parea che l’angelo della Verità non potesse +parlare più persuasivo linguaggio! ed è egli possibile, o Varney? La +menzogna adunque la più atroce potrà in tal guisa ostentare le forme +della verità, e l’infamia coprirsi sotto la maschera della virtù? +Varney, tu mi prestasti buon servigio fin dalla fanciullezza. Devi +a me ogni tuo innalzamento, puoi dovermene di maggiori; ma assumiti +ora l’incarico di meditare in mia vece. Il tuo ingegno fu mai sempre +acuto e profondo. Pensa! non potrebb’ella essere innocente? Sforzati a +provarmi che è tale, e quanto fin ora operai in tuo favore sarà stato +un nulla, in confronto del compenso che tu n’avrai.» + +L’inconsolabil dolore che straziava l’anima del Conte si dipinse con +tanta forza nel pronunziare di questi ultimi accenti, onde ne fu quasi +scosso l’indurito cuor di Varney[8], che in mezzo ai funesti disegni +suggeritigli da scellerata ambizione, non cessava d’amare il suo +protettore, d’amarlo però come amar poteva un Varney. Ma tornò tosto a +raffermarsi negl’iniqui divisamenti, e domò ogni rimorso, in pensando, +come quel dolor passeggiero cui egli stava per cagionare al Leicester, +agevolerebbe a questo il sentiero di quel trono, ch’Elisabetta già si +mostrava inclinata a dividere col favorito, e dal quale lo rispingeva, +in sentenza di Varney, il solo viver d’Amy. Perseverò quindi nella +infernale politica, e dopo avere pensato un istante sulla risposta da +farsi a quella commovente inchiesta dell’angoscioso Leicester, gli +rispose col fissarlo di un mesto sguardo, che dicea quasi: _Le cerco +invano una scusa_. Poi rialzando il capo prese per un istante il +contegno di uomo, cui brillasse un raggio di speranza che per breve +passò pure nell’animo del misero Conte, ma seppe l’empio confidente far +sì che non v’allignasse, e tali ne furono i detti: «Però, s’ella era +veramente colpevole, perchè avventurarsi a venire fra queste mura?..... +Gli è vero, che un tal passo s’accorda col desiderio continuo in lei +d’essere riconosciuta Contessa di Leicester.» + +«Così è! così è! (sclamò in cupo tuono il Conte, innanzi cui dileguossi +tosto il lampo della concetta speranza). Tu non leggi com’io ne’ +profondi avvolgimenti del cuor d’una femmina. Varney, indovino tutto. +Ella non vuole rinunziare al titolo e al grado dell’uomo infelice +divenutole sposo, e se cieco nel mio delirio avessi inalberato lo +stendardo della ribellione, o se lo sdegno d’Elisabetta avesse fatto +cadere il mio capo, come questa mattina ne udii dal labbro di lei la +minaccia, il ricco assegnamento che la legge concede alla vedova d’un +Leicester, non sarebbe stato cattivo incerto per quel miserabile di +Tressiliano. Il vedi! Ella mi sollecitava ad affrontare un pericolo +che poteva esserle utile. Ah! non parlarmi, non parlarmi in favore di +costei, o Riccardo. Voglio il suo sangue.» + +«Milord, l’eccesso del vostro dolore si palesa al furore che anima +questi detti.» + +«Te lo replico, cessa dal parlarmi in suo favore. Ella m’ha disonorato. +Ella avrebbe voluto il mio esterminio. Non vi è più legame di sorte +alcuna fra me e questa femmina. Ella morirà, come s’aspetta morire +ad una perfida, ad un’adultera moglie, colpevole innanzi a Dio, e +innanzi agli uomini.... Or ch’io penso!... Che si contiene in questa +cassetta? Il fanciullo che me la consegnò per farla pervenire ad Amy +nominò ancor Tressiliano. Sì: _se non vi riesce darla a lei, datela +al sig. Tressiliano_. Furono queste le sue parole... Oh Dio!... E in +quell’istante pur mi sorpresero, ma ammaliato dagli ultimi detti di +quell’indegna, assorto ne’ gravi divisamenti che concepii sol per +essa.... Oh! queste parole mi tornano ora con maggior forza alla +mente. Gli è lo scrignetto delle sue gioie. Aprilo, Varney, forzane la +cerniera col tuo pugnale.» + +«Un giorno ella disdegnò valersene per rompere il nodo che tenea chiusa +una lettera[9] (a ciò meditava il Varney nel prestarsi al cenno del suo +padrone). Amy Robsart! quest’arme oggi avrà una parte più rilevante nel +destino che ti s’appresta.» + +Nel tempo stesso che costui facea tali considerazioni, il suo +pugnaletto a triangolo fu la leva, cui cedè la cerniera argentea +dello scrignetto. Nè appena ciò vide il Leicester, che ne strappò il +coperchio, e trattine i gioielli che v’eran racchiusi, li gettò preso +da rabbia sul suolo, intantochè i suoi occhi cercavano avidamente +qualche lettera o biglietto, che ponesse in evidenza sempre maggiore +le colpe immaginarie della sfortunata Contessa. Indi calpestando i +diamanti sparsi all’intorno di sè: + +«Egli è, sclamava in tal guisa, ch’io anniento questi miserabili +pegni, per cui vendesti il tuo corpo e l’anima tua, per cui ti +consacrasti ad una morte innanzi tempo, per cui condannasti me ai +rimorsi e ad un’eterna disperazione. Non parlarmi di perdono, o +Riccardo. La sentenza di costei è già pronunziata!» E replicando ancora +questi ultimi fatali accenti, si lanciò entro un contiguo gabinetto, +chiudendone a catenaccio la porta. + +Varney lo accompagnò cogli sguardi, divenuti allora men atti a quel suo +maligno sorriso; solo effetto onde la sopita umanità potea farsi ancora +sentire in quell’anima scellerata. «Io ne compiango la debolezza, si +dicea costui fra se stesso; l’amore lo ha trasformato in un fanciullo. +Egli getta, egli infrange queste gemme. S’affretterà egualmente ad +infrangere il gioiello ben più fragile d’esse, ch’egli amò finora con +tanto ardore. Ma le sue furie cesseranno, cessata la cagione da cui +son mosse. Egli non sa valutare nè le cose, nè il vero lor prezzo. +Questa prerogativa, natura la riserbò soltanto a Varney. Leicester, +divenuto re, non penserà fra quai procelle di superate passioni sarà +giunto sul trono; non penserà a ciò più di quel che un nocchiero +mediti, toccato il porto, i pericoli affrontati nella sua corsa. Ma +giova che non restino così sul pavimento questi testimoni d’un cieco +furore. Sarebbero troppo ricca preda per la ciurma, che rassetta +l’appartamento.» + +Mentre Varney intendeva a raccogliere le gemme ed a collocarle entro +il cassettino segreto d’un armadio che a sorte trovavasi aperto, vide +dischiusa una parte d’uscio del gabinetto ov’entrò prima il Conte, nè +quel vano era coperto dalla cortina. Leicester pose fuori il capo, e +tanto oppresse ne apparivano le pupille, e tanto pallide le labbra, +che fremette il Varney, e appena gli occhi dell’uno si scontrarono in +quelli dell’altro, abbassò la fronte il Leicester, e di nuovo chiuse +quella porta. Per due volte la riaperse, e per due volte vi si affacciò +nella medesima guisa senza pronunziare un solo accento, onde il Varney +incominciò veramente a credere la ragione del suo signore affatto +smarrita. La terza volta però questi fece al confidente un cenno +d’avvicinarsi, e Varney entrando seco nel gabinetto potè avvedersi che +non da delirio derivava quel turbamento, ma da barbaro disegno che il +Conte stava allor meditando, ma da fiera lotta che contrarie passioni +moveano nell’animo di chi il concepiva. Passarono un’ora discorrendo +insieme, dopo di che il Conte cambiate in tutta fretta le vesti, tornò +a fare la sua corte alla Sovrana. + + + + +CAPITOLO VII. + + Voi avete sbandita la gioia e portato il + disordine nella festa. + + _Shak._ + + +Nel durar della mensa e delle feste di questa rilevante giornata, i +modi di Leicester e di Varney furono ben diversi da quello che per +solito si mostravano fino a quel giorno. Riccardo Varney si era fatto +conoscere uomo operoso e fornito d’intelligenza, anzichè dedito ai +piaceri. Gli affari ne pareano il naturale elemento. In mezzo alle +feste e alle gioie ch’ei sapea regolare maestrevolmente, la parte sua +riduceasi a quella di semplice spettatore, o se talvolta intendeva +l’animo ad esse gli era piuttosto per deridere in guisa caustica e +severa i convitati, che per partecipare ai loro sollazzi. + +Ma avresti detto che in tal giorno l’indole ne fosse cambiata. Continuo +nel mettersi di brigata coi giovani signori, e colle amabili donne +di quella Corte, spirava ogni suo atto e detto tal gaiezza vivace +e leggiera ad un tempo, che i ganimedi i più leggiadri nol potean +superare. Coloro ch’erano avvezzi a riguardarlo siccome uomo sempre +immerso ne’ divisamenti i più gravi dell’ambizione, e pronto a lanciar +sarcasmi contro coloro, che non sanno usar del tempo se non se per +godere d’ogni diletto che lor s’appresenta, vedeano maravigliando, +com’egli esternasse uno spirito amabile, una gioia sciolta, una fronte +serena al pari di loro. Ma con qual arte potea l’infernale ipocrisia +di costui coprir col velo di soave giocondità i più atroci pensamenti +ch’uom possa immaginare? Il segreto di un tal palliamento il conoscono +solamente quelli, che gli somigliano, se pur avvi chi gli somigli. +Varney avea ricevuto altissimo ingegno dalla natura, dono che ad opere +malvage egli unicamente converse. + +Ben tutt’altro era di Leicester. Comunque usato a comportarsi da +cortigiano, a parer gaio, uficioso, libero d’ogn’altra cura oltre +quella di promovere i piaceri, quand’anche segretamente il rodeano le +angoscie dell’ambizione, dell’odio e della gelosia, allora il suo cuore +stavasi in preda ad un più terribile nemico, che non lasciavagli un +istante sol di riposo. Ben si leggea nello smarrimento di quegli occhi +e nel turbamento di quella fronte come fosse co’ suoi pensieri lunge +dal teatro, ove in quell’istante avea parte. Continuo sforzo scorgeasi +nel suo parlare, nel suo operare, e sembrava quasi avesse perduto +affatto la posseduta consuetudine di comandare ad uno spirito acuto, e +pieghevole ad un leggiadrissimo corpo, prerogative, onde cotanto già +prevalea. Ma niun atto, niun accento erano più in lui la conseguenza +della sua volontà, ma venian da un automa che aspetta per moversi +l’impulso d’interna molla. Le parole gli usciano del labbro ad una ad +una e sconnesse, sicchè mostravano in lui il bisogno di pensare a ciò +che dovea dire, poi di pensare al modo di dirlo; e avresti perfino +creduto che quando pronunciava una frase gli volesse molta fatica +d’attenzione per non dimenticare l’altra che la precedè. + +L’effetto che queste continuate distrazioni operarono sul contegno +e sul modo di conversare del cortigiano più leggiadro che vi fosse +nell’Inghilterra apparve manifestamente a tutti coloro che gli si +appressarono, nè sfuggì del certo al guardo finissimo della principessa +la più accorta di quel secolo. Nè si sarebbe taciuta sopra tale +stranezza e quasi negligenza dei riguardi dovutile, se non l’avesse +attribuita alla vivacità, ond’ella nell’uscire della fatal grotta gli +avea dato a conoscere il suo regale scontento. Giudicò adunque che +ne durasse ancor l’impressione nell’animo del favorito, e che tal +rimembranza gl’impacciasse a malgrado di lui medesimo, quelle grazie e +que’ vezzi che sì giocondamente per solito il rendean compagnevole. + +Nè sì tosto le si presentò tale idea, cotanto lusinghiera al cuore di +femmina, scusò in proprio animo quanto era di sconvenevole verso lei +nella condotta di Leicester; ed i circostanti cortigiani stupirono +in veggendo, che anzichè trovarsi offesa delle reiterate distrazioni +del favorito (colpe ch’ella non era usa a perdonare) studiavasi di +offerirgli occasioni a riprendere coraggio, e gliene agevolava i modi +con una indulgenza non connaturale ad essa in simili casi. Pure ognun +prevedea che sì fatta indulgenza non poteva essere di lunga durata, e +che Elisabetta cedendo alla forza primitiva della sua indole, stava +già per irritarsi del contegno di Leicester, allorchè venne a questo +per parte di Varney un avviso onde volesse trasferirsi nel contiguo +appartamento. Dopo essersi lasciato chiamare due volte alzossi, e fece +atto di volere uscire in tutta fretta, poi arrestatosi d’improvviso +chiese alla Regina la permissione di allontanarsi per affari premurosi. + +«Come vi piace, o Milord, le diss’ella. Non ignoriamo che la nostra +presenza in questo luogo vi dee cagionare affari non preveduti ed +istantanei. Nondimeno se vi è grato che Elisabetta si consideri da +voi accolta come noi accoglieremmo un ospite ben veduto nella nostra +reggia, vi preghiamo a pensare un poco meno ai nostri piaceri, ed +invece a darne a conoscere la vostra giocondità meglio che da alcune +ore nol fate. Si ricetti un principe od un contadino, la cordialità è +sempre la migliore fra le accoglienze. Andate, Milord; noi speriamo al +vostro ritorno di vedervi più serena la fronte, e di scorgere in voi +quell’amabile scioltezza, cui avete accostumati i vostri amici.» + +Tutta la risposta di Leicester si stette in un rispettoso inchino, +indi uscì; e giunto alla porta dell’appartamento, incontrò Varney, che +trattolo con grande sollecitudine in disparte gli disse all’orecchio: +«Il tutto va a dovere.» + +«Masters l’ha egli veduta?» chiese il Conte. + +«Sì, Milord, nè avendo ella voluto rispondere alle sue interrogazioni, +nè dargli spiegazione sul motivo del suo silenzio, questo medico +attesterà esser ella di fatto presa da un’infermità di mente, nè +rimanere ad operar miglior cosa del rimetterla fra le mani de’ suoi +amici. L’occasione è sicura per allontanarla giusta quanto si risolvè.» + +«Ma Tressiliano?» rispose Leicester. + +«Gli si terrà per ora occulta la partenza, che debb’essere questa sera, +e domani penseremo a lui.» + +«No, per l’anima mia! esclamò Leicester, di Tressiliano voglio +vendicarmi colle mie mani medesime.» + +«Voi, Milord, vendicarvi d’un uomo di sì lieve conto qual è +Tressiliano! Oh! no, mio signore. Egli ha sempre mostrato desiderio di +correre terre straniere. Prenderommi io cura di lui, e riposatevi sopra +di me che non tornerà sì presto a raccontar la storia de’ suoi viaggi.» + +«No, giur’al Cielo, Varney! Chiami tu di lieve conto un nemico da cui +m’ebbi sì profonda ferita, che il viver mio non sarà d’or innanzi +fuorchè una vicenda di rimorsi e di cordogli! No. Anzichè perdere il +diletto di vendicarmi colle mie proprie mani di un tale sciagurato, +andrò io medesimo a svelare ogni cosa ad Elisabetta, ad implorare la +sua vendetta sulla testa dei colpevoli e sulla mia.» + +Varney scorse non senza concepirne terrore tanta essere la +perturbazione di animo nel Conte, che non giugnendosi a sedarla, egli +era ben anco capace di portarsi a quest’atto estremo di disperazione, +atto estremo che avrebbe irreparabilmente mandati a vôto gli ambiziosi +disegni che così per sè come pel proprio padrone avea divisati costui. +Ma il furore del Conte vie più raccoltosi quanto più fu concentrato +parea non ammetterebbe argini se straripava; gli fiammeggiavano gli +occhi, mal fermo ne era il suon della voce, livida bava gli scendea +dalle labbra. + +Pure il suo confidente giunse a padroneggiarlo in mezzo a questa +estrema tempesta. «Mio signore, gli diss’egli traendolo innanzi ad uno +specchio, guardatevi in questo cristallo, e giudicate voi stesso se una +così alterata fisonomia sia quella d’uomo capace di prender partito da +se medesimo in una circostanza cotanto grave?» + +«Che pretendi adunque fare di me? (disse il Leicester, colpito dal +cambiamento della propria fisonomia nel tempo stesso che s’adontava +della libertà presasi da un suo subordinato). Sono io il tuo suddito, +il tuo vassallo? o divenni forse lo schiavo d’un mio servo?» + +«No, Milord (disse Varney mostrando una fermezza, che sarebbe stata +bella in tutt’altri, e per tutt’altra occasione); ma se vi piace +comandare, comandate a voi stesso ed alle vostre passioni. Arrossisco, +io che vi servo fin da’ prim’anni di vostra infanzia, al vedere la +debolezza che dimostrate in tal punto. Correte ai piedi d’Elisabetta; +confessate le contratte nozze. Accusate siccome adulteri la moglie +vostra e il suo amante. Promulgate alla presenza di tutta la Corte +che foste il trastullo d’una giovinetta di villaggio, e del suo +erudito zerbino. Fatelo, Milord; ma ricevete prima le salutazioni +di Riccardo Varney, che rinunzia a tutti i beni di cui lo colmaste. +Egli potè prestar servitù al grande, al magnanimo Leicester, egli era +più orgoglioso d’obbedire a lui che di comandare ad altri; ma questo +istesso Leicester che si digrada da se medesimo, che cede al menomo +colpo d’avversa fortuna, i cui sublimi divisamenti si dileguano come +fumo al più leggier soffio delle passioni, non è questi l’uomo cui +acconsentirà Varney di servire. Varney porta un’anima tanto superiore a +quella di Leicester, quanto gli è inferiore per ricchezze e per grado.» + +E nell’ultimo asserto Varney non era ipocrita, comunque la fermezza +d’animo di cui pompeggiava non fosse in esso che crudeltà e profonda +dissimulazione; ma ei sentiva veramente in sè le superiorità onde +vantavasi; e in tal momento la premura d’assicurare quello ch’ei +chiamava _alto destino_ di Leicester, ne animava i gesti e prestava +alla costui voce gli accenti d’una insolita commozione. + +E fu questo che soggiogò finalmente il Leicester. Parve all’infelice +Conte di vedersi già abbandonato fin dal migliore fra’ suoi amici, +onde stendendo le mani verso il Varney pronunziò tali parole. «Non +abbandonarmi. Che vuoi tu ch’io faccia?» + +«Che voi siate voi stesso, mio nobil padrone (disse il Varney, baciando +la mano al Conte dopo avergliela stretta con rispettoso affetto) che +voi siate voi stesso, e superiore agl’impeti di quelle passioni, che +sconvolgono l’anime vulgari. Siete voi il primo che abbia provato +tradimenti in amore? Il primo al quale una giovane capricciosa e +leggiera abbia inspirato un affetto, di cui ella siasi fatta giuoco in +appresso? V’abbandonerete adunque ad una forsennata disperazione, sol +perchè non foste più saggio che l’uomo più saggio del mondo nol fu? +Ch’ella sia per voi come se non vissuta giammai. Che la ricordanza di +lei si cancelli dalla vostra mente come indegna d’avervi mai avuta una +sede. Che l’ardimentoso disegno da voi concetto stamane si faccia quasi +decreto emesso da un ente supremo, atto di indipendente giustizia. Ella +meritò la morte, ella muoia.» + +Mentre Varney favellava in tal guisa, la mano del Conte gli premea con +forza la sua. Al veder Leicester immoto col labbro superiore stretto +all’inferiore e con aggrottate ciglia, sarebbesi detto operasse sforzi +onde dal confidente si trasfondesse in lui quella fermezza fredda, +atroce, inumana, che i costui detti gli persuadevano. Allorchè tacque +il Varney, Leicester gli stringea tuttavia la mano. Finalmente con +ricercata tranquillità giunse a pronunziare queste parole: «Acconsento: +ella muoia. Ma almeno mi si conceda versar una lagrima.» + +«No, mio signore, rispose con forza il Varney, che scorse nel ciglio +già inumidito del padrone, come la pietà di leggieri avrebbe ripreso il +suo imperio. No, mio signore. Ora sono inopportune le lagrime. È d’uopo +pensare a Tressiliano.» + +«Oh! questo sol nome basterebbe a cambiar le lagrime in sangue. Varney, +vi ho pensato. Ho risoluto, Tressiliano sarà mia vittima.» + +«Ella è una follia, Milord; ma voi siete potente troppo ond’io presuma +arrestare il braccio della vostra vendetta. Scegliete solamente e il +tempo e il destro, e non vi cimentate finchè l’uno e l’altro non vi +s’appresentino.» + +«Farò quanto vorrai, purchè non ti opponga a questo disegno.» + +«Ebbene, o Milord, disse il Varney, incominciate dunque col fare +scomparire dal vostro volto quella fisonomia cupa e smarrita, che +trae sopra di voi gli sguardi di tutta la Corte, e che la Regina non +vi avrebbe mai perdonata se in questo giorno non si facesse ella uno +studio d’usarvi ogni sorta di riguardo.» + +«Ho dunque dato a scorgere verso lei tanta incuria? soggiunse il +Leicester, che pareva uscisse d’un sogno. Io credeva aver composti +adattatamente il contegno e la fisonomia; ma non temere di nessuna +cosa. Ora è in pace il mio spirito. Io sono tranquillo. Il mio oroscopo +sarà compiuto, e tutte le facoltà dell’animo mio si adopreranno a +secondare il destino che mi s’appresta. Non temere per me, ti dico. +Io torno presso della Regina. Non la cederò a te nel far sì che i +miei sguardi o i miei detti non tradiscano il mio interno. Non hai tu +null’altro da dirmi?» + +«Debbo pregarvi a consegnarmi quell’anello che vi serve ad uso di +sigillo. Mi diviene necessario per provare a quei vostri servi del cui +ministerio mi sarà d’uopo, che mi valgo d’essi per vostro ordine.» + +Trattosi dal dito l’anello, il Leicester lo consegnò con volto cupo e +smarrito al Varney, e solamente aggiunse a mezza voce ma con accento +terribile, questi detti: «Qualunque cosa tu eseguisca, opera con +prontezza.» + +Intanto la prolungata assenza del Conte facea nascere ansietà +e sorpresa in coloro che si stavano nella sala del trono, ed i +Leicesteriani assai s’allegrarono, poichè il videro entrare con tal +contegno che facea crederne l’animo sgombro d’ogni molesta cura. + +Il Conte di fatto mantenne per tutto quel giorno la promessa data al +Varney, che fin d’allora si credè sciolto dalla necessità di sostenere +una parte brillante che alla sua indole repugnava, e riprese a mano +a mano le consuetudini gravi e severe, e quello spirito satirico ed +indagatore a lui famigliare. + +Il Leicester si comportò presso Elisabetta com’uomo il quale +profondamente ne conoscea e la forza d’animo, e le fralezze, che +sotto due o tre aspetti adombravano i pregi di questa Regina. Troppo +avveduto per non dare a divedere istantaneo salto dal contegno che +serbava prima di ritrarsi col Varney al contegno presente, compose +fin sulle prime dell’avvicinarsi ad Elisabetta e gli atteggiamenti e +le parole ad una dolce malinconia, da cui trapelava tenero affetto +in ver la Sovrana. E questo sentimento pareva aumentarsi vie più +in proporzione de’ contrassegni di favore ch’egli ne ricevea, e il +trasse a proteste amorevoli le più fervorose, le più assidue, le più +delicate e persuasive e ad un tempo le più rispettose, che mai suddito +abbia indiritte a Sovrana. L’udiva siccome estatica Elisabetta, in +cui avresti detto addormirsi la gelosia del potere, e venir meno la +risoluzione fermata in prima d’evitare ogni vincolo domestico per darsi +unicamente alle cure del regno. In fine la stella di Dudley dominò +anche una volta sull’orizzonte della corte Inglese. + +Ma tale trionfo che sulla natura e sulla propria coscienza andava +riportando il Leicester, fu avvelenato per più riprese, non solamente +dalle rampogne di un interno sentimento mal tollerante dello sforzo +cui colpevoli divisamenti lo costrigneano, ma ben anche da altre +circostanze che nel durare del banchetto e delle feste svegliavano +nell’animo del Conte un’idea divenutagli tremendo supplizio. + +La prima di tali circostanze fu la seguente. Terminata la mensa, +stavano i cortigiani aspettando nella gran sala una sontuosa mascherata +che dovea contribuire ai passatempi di quella sera, ed intanto il +Leicester adoperava l’amenità del suo ingegno nel dir leggiadri motti +intorno il lord Wellonghby, Raleigh, e molt’altri cortigiani, allorchè +la Regina prese a dirgli con brio: «Milord, noi ordineremo vi si tratti +come reo d’alto tradimento, se continuate in tal guisa a farci morire +dal ridere. Ma giunge in tempo l’uomo che ha la prerogativa di rendervi +serio a suo talento. Ecco il bravo medico Masters, che non v’ha dubbio +ne arreca notizie della nostra povera supplicante lady Varney. Spero, +signore, che non ci abbandonerete or che si discute una querela di +sposi, argomento sul quale non abbiamo esperienza per poter pronunziare +senza il soccorso d’un buon consiglio. Ebbene, Masters, che pensate voi +di questa povera delirante?» + +Il sorriso onde si avvivarono fino a quel punto le labbra di Leicester, +a tai detti della Regina vi si fermò, come se lo avesse sovr’esse +scolpito lo scarpello di Michel Angelo, o del Chauntry, immobilità che +durogli tutto il tempo speso dal medico nel suo riferto. + +«Lady Varney, graziosa Sovrana, si mantiene in un cupo silenzio, nè +vuol meco spiegarsi sullo stato di sua salute; ferma inoltre nel non +voler rispondere alle interrogazioni d’alcun altra persona, ella chiede +di perorare la propria causa dinanzi alla Maestà vostra.» + +«Il Cielo me ne liberi! sclamò la Regina; abbiam già sofferto +abbastanza delle turbolenze e delle discordie, che sembrano seguire +questa donna infelice ovunque ella si trae. Non siete voi del mio +parere, o signore?» soggiunse Elisabetta volgendo a Leicester tal +guardo, ove pigneasi il rincrescimento delle cose accadute nel _luogo +di delizia_ alla presenza d’Amy. Il Leicester rispose con profondo +inchino, poichè gli tornò vano ogni sforzo inteso ad esprimere con +parole che _tale era parimente il suo avviso_. + +«Voi siete vendicativo, o signore, disse allor la Regina, ma sapremo +punirvene a tempo e luogo opportuno. Torniamo alla nostra guastafeste, +a lady Varney. Che vi pare o Masters, dello stato suo di salute?» + +«Maestà, ella è immersa in una nera malinconia, come vel dissi, rispose +il Masters; ella non vuol sottomettersi ad alcuna prescrizione medica +più che rispondere alle mie inchieste. La credo invasata da un delirio, +che mi sembra del genere _ipocondriaco_ anzichè del _frenetico_ e +stimerei opportuno, che il marito la facesse curare in propria casa +lontano da tutto questo tumulto, che ne turba vie più la debole mente, +e le mostra immaginari fantasmi. Ella si lascia sfuggire parole per +cui un estraneo la giudicherebbe qualche gran personaggio travestito, +qualche contessa, o che so io? principessa!... Il Cielo l’aiuti. Son +queste le solite _allucinazioni_ degli sfortunati soprappresi da morbi +di tal natura.» + +«Ebbene, disse la Regina, si faccia tosto partire, e venga affidata +alle cure di Varney; ma ch’ella abbandoni senza indugio il castello. +Se tal è il suo delirio, in fede mia! ella potrebbe anche immaginarsi +d’essere qui la padrona. Ella è però una grande sventura che così +avvenente donzella abbia perduta la ragione in sì fatta guisa. Che ne +dite, Milord?» + +«Ella è veramente una grande sventura,» replicò il Conte lasciando +scorgere il contraggenio di chi risponde per obbligo sol di rispondere. + +«Ma che? soggiunse Elisabetta, non la pensate siccome noi intorno +l’avvenenza di questa giovinetta? Per vero dire ho veduto uomini +preferire l’occhio maschile e maestoso di Giunone a queste bellezze +delicate, che chinano il capo siccome giglio se il gambo n’è infranto. +Sì, Milord: gli uomini sono tai nemici del nostro sesso che la pugna li +diletta più della vittoria, e simili a vigorosi atleti, amano le donne +in proporzione della resistenza che da queste si vedono opporre. Mi +unisco a voi, mia Rutland, nel giudicare che se si potesse costrignere +Leicester a sposare una figurina di cera qual è la giovane Robsart, ciò +tornerebbe allo stesso col fare ch’ei si augurasse la morte dopo il +primo mese di matrimonio.» + +Nel profferire tali accenti, volse ella uno sguardo cotanto espressivo +al Conte, che a malgrado dei rimproveri d’odiosa doppiezza mossigli +dalla coscienza, trovò forza bastante per dire ad Elisabetta, essere +l’amor di Leicester un amor sottomesso più di quanto ella il credea, +poichè volto a persona, cui obbedirebbe sempre, non comanderebbe +giammai. + +Fattasi rossa in volto la Regina, impose silenzio al Conte, e intanto +gli occhi di lei manifestavano la speranza che ella avea di non essere +obbedita. + +In tale momento il suono delle trombe e il romor dei tamburi che si +fece udir da un balcone annunziò l’arrivo della mascherata; onde per +allora il Leicester fu libero dallo stato orribile di sforzo, e di +simulazione in cui l’avea posto la sua politica tenebrosa. + +La mascherata che tosto entrò dividevasi in quattro separate bande, +composte ciascuna di sei personaggi principali, e di altri sei che a +qualche distanza portavano fiaccole. Tai gruppi rappresentavano le +diverse nazioni che a mano a mano avevano occupata l’Inghilterra. + +I Bretoni aborigeni che entrarono i primi, venivano condotti da due +druidi, i cui bianchi capelli andavano coronati di quercia, e che +portavano in mano un ramo di vischio. Il drappello che seguiva i +venerandi vegliardi, era accompagnato da due Bardi in bianca veste, che +per intervalli toccavano le loro arpe ed intonavano cantici ad onore +di Belo o del Sole. Furono scelti a rappresentare i Bretoni quelli fra +i gentiluomini della Corte che prevalevano agli altri per altezza di +statura e per robustezza; la loro maschera vedeasi fregiata di lunga +barba e lunga capigliatura; pelli di volpe e d’orso vestianli. Tutta la +parte superiore del loro corpo mostravasi coperta d’un drappo serico +color di carne, su di cui scorgeansi bizzarramente delineate varie +figure di corpi celesti, e d’animali e d’altre cose allegoriche, per +lo che rassembravano al giusto que’ nostri maggiori, contro la cui +independenza i Romani attentarono. + +I figli del Lazio che portarono la civiltà all’Inghilterra venivano +dopo i Bretoni. Chi vestiva le maschere nel loro carattere aveva con +tutta verità imitati i grandi elmi, gli abiti guerreschi usati da +quell’illustre nazione, i suoi scudi fitti ed angusti, e quella corta +spada a due tagli, che la fece trionfatrice del mondo. L’aquila Romana +precedea quel drappello, mentre i due porta stendardi cantavano un inno +in lode del Dio della guerra; li seguivano i combattenti col portamento +grave e sicuro d’uomini che aspiravano alla conquista dell’Universo. + +Il terzo gruppo rappresentava i Sassoni, coperti delle pelli d’orso +che portavano seco dalle foreste della Germania. Armati il braccio di +quella terribile lor picozza di punta e taglio che fece tanta strage +de’ primitivi Bretoni, li precedeano due Scaldi, cantori che intonavano +le lodi di Odino. + +Venivano finalmente i cavalieri Normanni, vestiti della lor ferrea +maglia, e coperti dai loro elmi d’acciaio. Due _menestrelli_[10] che +cantavano le guerre, e le donne si presentavano i primi di questa +schiera. + +Tutti i ridetti personaggi entrarono serbando il massimo ordine nella +sala, dopo essersi arrestati prima alcun tempo alla soglia, affinchè +gli spettatori potessero innanzi contemplarli a lor agio; indi fecero +il giro della sala per dispiegare le loro file. I personaggi principali +posero dietro a sè gli altri, incaricati delle fiaccole, e si +collocarono dalle due bande della sala in guisa, che i Romani stessero +rimpetto ai Bretoni, ed i Sassoni ai Normanni. Parve allora che una +parte guardasse con occhio sorpreso l’opposta; alla sorpresa succedè +lo sdegno, espresso con gesti minaccevoli, indi ad un segnale dato +dalle bande di musica militare poste in orchestra, questi finti nemici +sguainarono le loro spade, e marciarono gli uni contro degli altri +in cadenza, ed eseguendo una specie di danza militare; batteano coi +loro acciari l’armatura degli avversari ogni volta che si scontravano +insieme secondo le norme di quella danza. Fu spettacolo bizzarro a +vedersi il buon ordine onde quelle diverse truppe a malgrado delle loro +fazioni che apparivano sì irregolari, serbavano sempre il tempo, e si +mescolavano, si disgiugnevano, tornavano ai loro posti, come il voleano +i vari tuoni di musica. + +Tali danze allegoriche rappresentavano i combattimenti che accaddero +fra i diversi popoli, che occuparono altra volta il territorio della +Gran Brettagna. + +Finalmente dopo molte fazioni che assai dilettosamente intertennero +gli astanti, s’udì uno di quegli squilli di tromba nunzi soliti d’una +battaglia, o d’una vittoria; ed a questo le persone immascherate +interruppero le loro danze, e raunatesi ognuna presso i loro capi, +parve dividessero l’attenzione degli spettatori, conversi ad osservare +qual cosa a questo suono di tromba dovesse succedere. + +Spalancatisi entrambi i battitoi della porta, apparve un incantatore. +Era egli il celebre mago Merlino, messo in abito strano e misterioso, +che indicava la sua doppia nascita, e l’arte magica ch’ei possedea. +Dinanzi e dietro a lui folleggiavano e facevano scambietti per aria +molti personaggi stravaganti, che rappresentavano gli spiriti pronti ad +ubbidire i comandamenti del mago, parte di festa sì gradevole ai servi +ed agli altri vassalli, che parecchi d’essi dimenticando il rispetto +dovuto alla Regina penetrarono fin nella sala. + +Il conte di Leicester accorgendosi, che i suoi uficiali avrebbero +durato fatica ad allontanar questa ciurma, senza che accadesse +qualche disordine alla presenza di Elisabetta, si alzò egli stesso +trasferendosi in mezzo al salone; ma la Regina con tratto di bontà +non nuovo in lei, mostrò desiderio che si permettesse al popolo di +assistere a quel passatempo. Per vero, il Leicester aveva anche +colto volentieri tale pretesto per allontanarsi dalla Regina, e per +sollevarsi alcuni istanti dal penoso incarico di nascondere sotto +velo di giocondità e di galanteria lo strazio che faceano del suo +animo il rimorso, la vergogna, lo sdegno e la sete della vendetta. +D’un gesto e d’un guardo impose silenzio a quella moltitudine; ma in +vece di tornarsene presso la Sovrana, s’avvolse nel suo mantello, e +mescolandosi alla folla, rimase in tal qual modo un oscuro spettatore +dell’ultima parte di quel divertimento. Avanzatosi Merlino in mezzo +alla sala, colla sua bacchetta magica fe’ un cenno alle bande rivali, +onde si assembrassero attorno di lui; indi con un discorso in versi +annunziò ad esse, come l’isola della Gran Brettagna fosse allor +governata da una vergine regale, cui per voler del destino tutte le +parti combattenti doveano indistintamente prestare omaggio, e aspettar +da lei sola una sentenza intorno ai diritti, che ciascuna delle +medesime contendea, ond’essere riconosciuta qual primo stipite, da +cui traevano origine i presenti isolani, sudditi di quella angelica +principessa. + +Docili a tal ordine, le diverse bande marciarono al suono d’una +musica grave ed armoniosa, passando successivamente dinanzi al trono +d’Elisabetta, cui offerivano rispettosi omaggi, ciascuna secondo lo +stile della nazione rappresentata. Tali omaggi accogliea la Regina con +quella grazia e con quella cortesia, che solea contraddistinguerne +ogn’atto fin dall’istante del suo giugnere a Kenilworth. + +I capi delle diverse bande addussero allora, ciascun per la propria, i +motivi onde si credeano avere diritti a tal preminenza; ed ascoltati +che gli ebbe tutti Elisabetta fece loro questa graziosa risposta: Ben +dispiacerle di non essere meglio istrutta per decidere la difficile +quistione che il famoso Merlino le aveva proposta: pur sembrarle che +non vi fosse una sola di queste nazioni, la quale potesse pretendere +preminenza sopra dell’altra intorno il merito di avere contribuito a +render gl’Inglesi tali quali ella allora li governava; esserle avviso, +che il suo popolo avesse ricevuto da ognuno dei diversi popoli qualcuna +delle varie qualità nel cui complesso stavasi l’indole della nazione. +«Così, proseguiva ella, l’Inglese debbe agli antichi Bretoni il suo +coraggio e quell’indomabile ardore che gli fa amare la libertà, ai +Romani il suo valore disciplinato nell’arti della guerra, l’amor delle +lettere, e l’interna civiltà del paese; ai Sassoni le savie e giuste +leggi di cui si vanta; ai cavalieri Normanni la cortesia e la generosa +passion della gloria.» + +Merlino non esitò nel rispondere che di fatto era d’uopo si trovassero +unite tutte le virtù e le prerogative presso gl’Inglesi onde formare la +prima fra le nazioni, e la sola degna della felicità di cui godevano +sotto il regno della grande Elisabetta. + +Dopo di che la musica si fece nuovamente udire; e le bande +immascherate, e Merlino, e il suo corteggio incominciavano a ritirarsi, +allorchè il Leicester che stavasi all’estremità della sala sentì +qualcuno che lo tirava per il mantello, e gli diceva all’orecchio: +«Bramo senza indugio un istante di colloquio con voi.» + + + + +CAPITOLO VIII. + + A qual venn’io, ch’ogni rumor m’agghiaccia! + _Macbeth_. + + +_Bramo senza indugio un istante di colloquio con voi._ Tai detti erano +semplici di per se stessi; ma il Leicester trovavasi in uno di que’ +momenti d’agitazione, in cui l’animo smarrito scorge ne’ casi i più +ordinari un lato sinistro ed affannoso; onde si volse con vivacità per +esaminare da capo a piedi la persona che sì gli parlava. + +L’apparenza esterna di tale individuo non presentava alcuna cosa +meritevole di particolare osservazione. Vestito in giubba e mantello +corto di seta, neri, gli copria il volto una maschera parimente nera, +ed a quanto appariva facea parte delle persone immascherate di cui +componeasi il corteggio di Merlino, benchè il suo travestimento non +presentasse le stravaganze onde si contraddistinguevano gli altri di +quella turba. + +«Chi siete voi? che bramate da me?» disse Leicester, non senza +manifestare col tuono della voce il turbamento che gli premea l’animo. + +«Non domando nulla, che possa pregiudicarvi o Milord. Voi vedrete al +contrario non poter essere per voi che vantaggiose e onorevoli le mie +intenzioni, semprechè sappiate valutarle al giusto. Ma è d’uopo che io +vi parli da solo a solo.» + +«Io non parlo con persone sconosciute che non mi dicano il loro nome +(rispose il Leicester, nel cui animo l’inchiesta dello straniero avea +destati vaghi sospetti) e le persone ch’io conosco debbono prendere +momento più opportuno per domandarmi udienza.» + +Detto ciò, stava per ritirarsi, ma l’uomo immascherato il fermò di bel +nuovo. + +«Chi parla alla Signoria vostra sopra cose, dalle quali l’onore della +Signoria vostra dipende, ha diritto sui vostri momenti, qual che sia il +genere d’affari, che dobbiate abbandonare per dargli attenzione.» + +«Ascolto io bene? Il mio onore! Chi ardisce metterlo in dubbio?» disse +il Leicester. + +«La vostra condotta, o Milord, potrebbe sola dar fondamenti onde +accusarlo; e per quest’unico motivo io desiderava intertenermi con voi.» + +«Voi siete un temerario, così proruppe il Leicester. Voi abusate della +franchigia che offrono queste giornate d’ospitalità. Ringraziate un +tale riguardo s’io non ve ne punisco. Qual è il vostro nome?» + +«Edmondo Tressiliano di Cornovaglia, rispose l’uomo immascherato: la +mia lingua fu legata per ventiquattro ore da un giuramento. Questo +intervallo è trascorso. Posso ora spiegarmi; ed è un solo rispetto alla +Signoria vostra, se a lei mi volgo per prima cosa.» + +Alto stupore comprese nel più profondo dell’animo il Conte all’udir +pronunciare tal nome dall’uomo ch’ei più detestava, e da cui si credea +in tanto fiera guisa oltraggiato. Rimase immoto un istante; poi la +sorpresa fece luogo tantosto al bisogno della vendetta, imperioso in +Leicester, quanto lo è la sete al viaggiator del Deserto. Ciò nullameno +gli rimase tanta forza sopra di se medesimo per non trapassare il petto +dell’uomo, ad avviso di Leicester, scellerato e impudente sì, che +dopo averlo ridotto alla disperazione, osava inverecondamente mettere +ad estrema prova la pazienza della persona oltraggiata. Deliberò di +nascondere per l’istante ogni sintomo d interna agitazione, onde +comprendere in tutta l’estension loro i divisamenti di Tressiliano, +e prendersi una più sicura vendetta: perciò rispose con voce che un +concentramento di sdegno rendeva intelligibile appena. + +«Che domanda da me il sig. Tressiliano?» + +«Giustizia,» rispose Tressiliano con tuono tranquillo e fermo ad un +tempo. + +«Giustizia! soggiunse il Leicester; tutti gli uomini hanno diritto ad +ottenerla. Voi più d’ogni altro sig. Tressiliano! Accertatevi che vi +sarà fatta giustizia!» + +«Nè io m’aspettava meno dalla nobiltà del vostro carattere; disse allor +Tressiliano; ma ne strigne il tempo; fa d’uopo ch’io vi parli in questa +notte medesima. Posso venirvi a trovare nel vostro appartamento?» + +«No, proruppe in fiero tuono il Leicester, non è sotto un tetto, nè +in una casa di mia ragione che noi dobbiamo vederci; bensì sotto alla +volta del Cielo.» + +«Voi siete scontento, o Milord, riprese a dir Tressiliano, bench’io +non veda alcuna cosa che possa eccitarvi a sdegno. Però il luogo m’è +indifferente; purchè mi concediate una mezz’ora non interrotta.» + +«Basterà più breve tempo lo spero, rispose il Leicester: trovatevi +con me nel _luogo di delizia_, appena ritiratasi la Regina ne’ suoi +appartamenti.» + +«Mi basta,» e in ciò dir Tressiliano lasciò il Leicester in preda +ad agitate meditazioni che parve per allora ne occupassero l’animo +interamente. + +«Il Cielo, così dicea fra se stesso, si mostra finalmente propizio a’ +miei voti, ed offre alla mia vendetta quel perfido che impresse una +macchia indelebile sul mio nome; lo sciagurato che mi fece provare +angoscie tanto crudeli. Or non debbo più querelarmi del mio destino; +poichè mi presenta modi di scoprire gli artifizi, onde il malvagio +presume ancora assonnarmi. Oh! saprò smascherare e punire ad un tempo +la sua perfidia. Ora è forza che io torni a sottomettermi al mio giogo; +ma sento che mi parrà lieve. A mezzanotte al più tardi sonerà l’ora di +mia vendetta.» + +In mezzo a tali considerazioni, che non lasciavano tregua al suo +spirito, il Leicester attraversò di nuovo la calca, che schiudevasi +innanzi a lui, e riprese sede a fianco della Regina, invidiato ed +ammirato da ciascuno de’ circostanti. Oh! se il cuore dell’uomo cui si +portava cotanta invidia, avesse potuto comparire nel suo vero stato +a quella numerosa assemblea, se si fosse potuto scorgere le lotte +che vi movevano la colpevole ambizione, la persuasione dell’amore +tradito, la sete orribile della vendetta, le furie compagne agli atroci +divisamenti, idee che si succedevano l’una all’altre, quasi spettri +suscitati dagli abissi ad aggirarsi nel cerchio d’infernal maga, qual +ente vi sarebbe stato, dal cortigiano il più ambizioso scendendo al +servo il più abbietto, che avesse voluto cambiar la sua sorte col +signore di Kenilworth, col favorito di Elisabetta?[11] + +Nuovi tormenti lo aspettavano a fianco della Regina. + +«Voi giugnete a tempo, Milord, gli diss’ella, voi giugnete a tempo +per farvi giudice in una contesa nata fra queste Milady. Sir Riccardo +Varney è venuto a chiederci la permissione di allontanarsi dal castello +per accompagnare la sua moglie inferma, e a fine di ottenere il nostro +beneplacito ci ha data sicurezza del vostro. Del certo non è nostra +intenzione di stoglierlo dal prestare affettuose cure ad una persona +tanto meritevole di compassione, ma non possiamo tacervi una cosa. +Questo Varney in tal giorno si mostrò rapito in estasi dai vezzi delle +nostre dame..... e lo credereste? la nostra duchessa di Rutland è +persuasa ch’ei non accompagnerà sua moglie al di là del lago, se pur +non la manda ad abitare i palagi di cristallo, de’ quali ci parlò la +magica ninfa, per tornarsene vedovo e sciolto, a rasciugar le sue +lagrime, e a cercar conforto alla perdita fra gl’incanti e le seduzioni +del femminile nostro corteggio. Che ne dite, o Milord? Noi abbiamo +veduto il vostro Varney sotto quattro diversi travestimenti. Ma voi che +lo conoscete più profondamente, lo giudicate tanto cattivo da usare sì +barbaro trattamento alla moglie?» + +Se il Leicester si trovasse confuso, ognun lo immagina, ma il +rischio del mostrarsi smarrito era troppo grave, e per altra parte +indispensabile una risposta. «Queste Milady, si spacciò egli in tal +guisa, o hanno ben poca opinione della loro costanza se suppongono che +una donna possa meritare tal sorte, o giudicano troppo severamente il +nostro sesso col pensare esservi tal uomo capace di assoggettare una +innocente a sì fatto castigo.» + +«Lo udite, Milady? soggiunse Elisabetta. Egli è, come il rimanente +degli uomini, che ci trattano con crudeltà, poi cercano giustificarla +col tacciarne d’incostanti.» + +«La Maestà vostra non voglia dir _noi_, replicò il Conte: sostengo che, +quando appartengono ad ordine inferiore, così i pianeti come le donne +hanno rivoluzioni e fasi irregolari, ma chi avvi sì ardito per accusare +il sole di mutabilità, o d’incostanza la grande Elisabetta?» + +La conversazione poco dopo prese andamento men periglioso per il +Leicester, che continuò ad assumervi parte operosa, ad onta degli +affanni che ne straziavano l’anima, e sì gratamente intertenne +Elisabetta, che la campana del castello avea sonata mezzanotte prima +che questa regina si fosse ritirata; circostanza rara nelle regolari +sue consuetudini. La partenza della Sovrana fu il segnale a cui +l’assemblea si disciolse, trasferendosi ognuno ai propri appartamenti +chi meditando sulle ricreazioni godute in quel giorno, chi deliziandosi +anticipatamente nel pensare a quelle della domane. + +L’infelice signore di Kenilworth, egli, da cui solo derivavano queste +feste cotanto magnifiche si ritrasse per darsi a sollecitudini ben +diverse; e si fu la prima ordinare al servo che lo seguiva, gli venisse +tosto innanzi Varney; ma tornò il messo poco dopo annunziandogli, +essere già trascorsa un’ora dacchè il Varney aveva abbandonato il +castello uscendone per la porta di soccorso insieme a tre persone, +l’una delle quali era rinchiusa entro d’una lettica. + +«Com’è che a tal ora la guardia lo ha lasciato uscire? Io non credea +ch’ei partisse prima dell’alba.» + +«Egli addusse tai ragioni che persuasero le sentinelle; poi a quanto +m’han raccontato, mostrò loro un anello di vostra Signoria.» + +«Sì, disse il Conte, me ne ricordo, ma non è men vero ch’egli si è +affrettato di troppo. Dimmi (continuando a parlare a quel servo), t’è +noto, se qui sia rimasto alcun del suo seguito?» + +«Sì certamente. Allora quando il signor Varney stava per partire, non +si potè ritrovare Michele Lambourne, cosa per la quale sir Riccardo +andò in tutte le collere. Momenti fa, ho veduto lo stesso Lambourne +affaccendato a mettere la sella al suo cavallo per correre dietro di +gran galoppo al padrone.» + +«Mandalo a me tostamente. Debbo dargli un ordine da portare a Varney.» + +Partì il servo a quest’uopo, ed intanto il Leicester camminando su e +giù pel suo appartamento tai cose andava fra sè meditando. + +«Varney eccede in zelo. Sarà, voglio crederlo, effetto dell’essersi +affezionato alla mia persona. Nondimeno ha egli pure i suoi disegni, +e non va a rilento quando gli preme farli riuscire. S’io m’innalzo, +s’innalza egli del pari. Già l’ho veduto anche più del dovere +sollecito di liberarmi da quell’inciampo che mi chiude la via del +trono!.... Più del dovere?.... Però!.... io non debbo sopportare +l’affronto, l’umiliazione a cui m’ha tratto costei... Sì, debb’essere +punita, ma debbe esserlo dopo più mature considerazioni. M’accorgo +anticipatamente, che gli espedienti troppo precipitosi desterebbero nel +mio cuore tutte le furie d’inferno. No! per ora basta una vittima, e +questa vittima mi sta aspettando.» + +Prese affrettatamente quanto facea di mestieri a scrivere, e gettò +sulla carta queste poche linee. + + «SIR RICCARDO VARNEY, + + Abbiamo risoluto differire l’esecuzione di quanto fu commesso alle + vostre cure, e vi ordiniamo ne’ più stretti termini di non andar + oltre per tutto ciò che s’aspetta alla nostra Contessa, a meno + di non ricevere da noi ulteriori comandi. Vi ordiniamo parimente + di ritornare a Kenilworth, non appena avrete posto in luogo + sicuro il deposito a voi affidato. Se per avventura l’adempimento + di questo dovere vi desse maggiori indugi che noi stessi non + c’immaginiamo, al ricevere della presente ordinanza ci rimetterete + tosto, valendovi d’un messo pronto e fedele, il nostro anello, + di cui abbisogniamo sull’istante. Noi riposiamo nella sicurezza + della obbedienza la più esatta per parte vostra, e su di ciò + raccomandandovi alla divina custodia, ci sottoscriviamo vostro + amico e buon padrone. + + R. LEICESTER. + + Dal nostro castello di Kenilworth, giorno decimo di luglio, anno di + grazia 1575.» + +Intanto che il Leicester terminava, e suggellava tal lettera, scortato +dal servo entrò nell’appartamento Michele Lambourne, colle gambe entro +stivaloni che gli venivano sino alla coscia, col mantello legato +attorno al corpo da una cintura ad uso di chi dee cavalcare, e coperto +da un cappellaccio di feltro, come i corrieri costumano. + +«In qual grado servi tu?» il Conte gli disse. + +«Nel grado di scudiere del grande scudiere della Signoria vostra,» +rispose il Lambourne con quel suo tuono di sfrontatezza ordinaria. + +«Metti da un canto la sfacciataggine. Le buffonerie che ti puoi +permettere con sir Riccardo Varney, non sono buone per me. Solamente +rispondimi. In quanto tempo ti riprometti di raggiugnere il tuo +padrone?» + +«In un’ora, o Milord, se il cavaliere o il cavallo ci durano,» rispose +Lambourne, che fece tosto passaggio dal tuono pressochè famigliare ai +modi il più profondamente rispettosi. + +Il Conte lo squadrava da capo a piedi: «Ho udito parlare di te, +come d’uomo infaticabile nel servigio, ma troppo dedito al vino, e +accattabrighe, sicchè non so bene se convenga il fidarti negozi di alto +rilievo.» + +«Milord, fui soldato, marinaro, viaggiatore, avventuriere, mestieri +tutti nei quali si gode del tempo presente, perchè non avvi mai +sicurezza del dì successivo; ma benchè questo tempo molte volte io +l’abbia mal impiegato, non ho mai posto in dimenticanza quanto si dee +ad un padrone.» + +«Fa ch’io me n’avvegga in tal circostanza, e te ne verrà bene. Rimetti +prontamente, e con tutta l’accuratezza questa lettera nelle mani di sir +Riccardo Varney.» + +«La mia incumbenza non si estende più in là?» soggiunse il Lambourne. + +«No, rispose il Conte, ma riguardo come affare di massima importanza +che ella sia eseguita a dovere e con sollecitudine.» + +«Non risparmierò nè le mie cure, nè il mio cavallo,» e dopo avere così +risposto il Lambourne si ritirò immediatamente, e nell’attraversare il +lungo corritoio e nel discendere per la scaletta segreta, borbottava +fra se medesimo: «Ecco a che si riduce questa segreta udienza, onde io +era già salito in tanta speranza! Che io caschi morto! Avrei giurato +che il Conte abbisognasse della mia assistenza per qualche segreto +maneggio, e il tutto sta in una lettera da portar via! Nondimeno sia +fatta la sua volontà! E sua Signoria dice benissimo. Me ne verrà bene +per un’altra volta. Il fanciullo va carpone prima di camminare, ed è +giusto che un novizio cortigiano, come son io, faccia lo stesso.... +Ma diamo un poco un’occhiatina a questa lettera, che il nostro Conte +ha suggellata con tanta negligenza.» Compiuto ch’ebbe tale disegno si +credè rapito in estasi, ed esclamò: «La Contessa! la Contessa! Giur’al +cielo ho scoperto un segreto che o farà la mia fortuna, o mi rovina per +sempre. Ma va innanzi o mio Baiardo, soggiunse egli mentre conducea +nel cortile il suo cavallo; va innanzi perchè i miei speroni e i tuoi +fianchi sono in procinto di stringere nuovamente amicizia.» + +Salì dunque a cavallo il Lambourne, abbandonando il castello, ed uscì +per la portella di soccorso, ove trovò gli ordini lasciati dal Varney +affinchè non gli si contendesse il passaggio. + +Non appena il Lambourne ed il servo si erano partiti dalla stanza di +Leicester, questi cambiò le magnifiche vesti in altre più semplici, +ed avvoltosi nel suo mantello, e presa in mano una lucerna, tenne la +via del corritoio, d’onde scese ad una porticella che mettea nella +corte vicina all’ingresso del _luogo di delizia_. Le considerazioni +cui si dava egli in allora erano d’un’indole più tranquilla e più +risoluta che da lungo tempo nol fossero state, e studiavasi di assumere +quel contegno, che a’ suoi occhi medesimi fosse giusto, fermo però +nell’opinione d’essere egli l’offeso, non il colpevole. + +«Soffersi il più grave degli oltraggi! Tal si era il senso di queste +meditazioni; e nondimeno ho ricusato di prenderne quell’immediata +vendetta che era in mio potere per riserbarmi quella sola voluta +dall’onore. Ma ne deriverà perciò che un nodo profanato in un giorno +da questa perfida donna debba legarmi per tutta la vita, ed oppormi +impacci nella brillante carriera, che i miei destini mi apersero? No: +vi sono altri modi d’infrangere sì fatti lacci senza attentare ai +giorni di quella che mi tradì. Dinanzi a Dio sono libero d’un legame +ch’ella stessa ha distrutto. Molti e molti regni separeranno lei e me +d’ora innanzi: l’immenso oceano starà frapposto tra noi: ed i flutti +che ne’ loro abissi inghiottirono intere flotte, rimarranno i soli +depositari di questo infausto segreto.» + +Con sì fatti ragionamenti procurava il Leicester di calmare la propria +coscienza. Di fatto egli avea ritrattati gli ordini atroci d’una +vendetta, che bramò troppo nel primo impeto dello sdegno. E quanto +alle mire ambiziose, erano queste divenute per tal modo inseparabili +dai suoi atti e dai suoi disegni, che non era più nemmeno in facoltà +di lui il risolversi d’abbandonarle. Quella sola vendetta cui divisava +limitarsi, prese a’ suoi occhi un color di giustizia, e perfino di +moderazione e di generosità. + +In tale stato trovavasi l’animo dell’uomo ambizioso, e che veramente +si credea provocato, allorchè entrò nel magnifico ricinto del _luogo +di delizia_, che la luna adorna del massimo suo splendore chiariva. +I raggi ne venivano ripercossi da tutti i marmi bianchicci ond’erano +costrutti i cancelli e gli altri ornamenti architettonici di quel +delizioso sito. Non una leggiera nuvoletta ingombrava l’azzurrina volta +de’ cieli; laonde la prospettiva che stavasi innanzi potea vedersi in +quella guisa, come se il sole avesse abbandonato allor l’orizzonte. +Le numerose statue di bianco marmo al chiarore di quella pallida luce +sembravano altrettanti spettri, che avvolti in bianchi drappi uscissero +delle lor tombe. Le fontane che in brillanti zampilli descrivevano la +loro curva nell’aere, ricadeano indi nei propri bacini in forma di +pioggia che inargentavano i raggi della luna. Calda oltremodo era stata +quella giornata; spirava lungo il terrazzo un dolce orezzo notturno, +leggiero al pari d’aura agitata dal ventaglio d’avvenente donzella. +Gli usignuoli avevano costrutti numerosi nidi nel contiguo giardino, +e questi armoniosi cantori delle notti estive cercavan compenso del +silenzio serbato per tutto il giorno nell’intonare deliziosi concerti, +i cui accordi, or vivaci e giulivi, or patetici, corrispondevano, detto +sarebbesi, all’estasi prodotta in essi dal cheto e soave spettacolo di +que’ giardini allegrati dalla lor melodia. + +Ma il Leicester pensava a tutt’altro che al mormorio dell’acque, al +chiaror della luna, o ai canti degli usignuoli, e dignitoso e a passi +lenti trascorrea quel terrazzo da un’estremità all’altra, avvolto nel +suo mantello, e tenendo sotto il braccio la spada, nè gli veniva fatto +di veder cos’alcuna che a figura umana si assomigliasse. + +«Fui scherno, diceva egli, della mia stessa generosità, lasciai +sfuggirmi quello scellerato, e forse a quest’ora egli ha fatta libera +la sua adultera amante, che sì debolmente è scortata.» + +Tali ne erano i sospetti, che tantosto si dileguarono, allor quando +s’accorse di un uomo che dopo avere attraversato il portico, veniva a +lui lentamente, ed oscurava colla propria ombra gli obbietti innanzi ai +quali avvicinandosi trascorrea. + +«Ferirò io, prima che il suono di questa odievole voce mi giunga +all’orecchio? (pensò il Leicester nell’atto di mettere la mano +all’impugnatura della sua spada). Ma no: voglio sapere a che tendano +i suoi vili divisamenti: voglio conoscere, comunque orribile ne sia +l’esame, tutti i raggruppamenti, gli avvolgimenti di questo rettile +impuro, innanzi ch’io adoperi la forza mia a stritolarlo.» + +Abbandonata colla mano l’elsa della spada, mosse lentamente ver +Tressiliano, cercando di raccogliere attorno al suo animo quella calma +di cui sentivasi capace. + +Tressiliano il salutò con molto riguardo, alla quale salutazione +corrispose il Conte chinando disdegnosamente il capo, e dicendogli: + +«Voi volevate parlarmi in segreto, o Signore! Eccomi a voi. Sto +ascoltandovi.» + +«Milord, quanto debbo comunicarvi mi sta sì a cuore, e bramo tanto +di avere in voi un ascoltatore paziente, e persin favorevole, che +incomincerò prima dal giustificarmi sopra tutte quelle circostanze che +potessero avere impressionato sinistramente intorno a me l’animo della +Signoria vostra. Voi mi credete vostro nemico?» + +«Non pare ch’io ne abbia qualche motivo?» Rispose il Conte, in veggendo +che Tressiliano aspettava una risposta. + +«Voi siete ingiusto, o Milord. Io mi protesto amico del conte di +Sussex, che i cortigiani nomano vostro rivale; ma non ne sono o la +creatura o il partigiano, nè aspettai questo momento ad accorgermi che +le Corti e i loro maneggi non si confanno nè colla mia indole, nè colle +mie idee.» + +«Certamente! rispose il Leicester. Avvi cure più degne d’un dotto +che gode tanta fama quanto il sig. Tressiliano; ma l’amore ha i suoi +maneggi, non meno che l’ambizione.» + +«M’accorgo, Milord, che voi date troppo peso all’antico affetto ch’io +nudrii per l’infelice persona di cui debbo or favellare, e immaginate +forse ch’io ne abbia assunta la causa, mosso piuttosto da uno spirito +di rivalità, che da un sentimento di giustizia.» + +«Quali che siano le mie idee a tal proposito, procedete innanzi nel +vostro discorso, o Signore. Fin qui non m’avete parlato che di voi +medesimo; gli è un argomento per certo grave ed importantissimo; ma +che non mi riguarda personalmente in un modo sì rilevante da farmi +abbandonare il riposo per venire ad intertenermene. Risparmiate di +farmi udire più lunghe frasi, o Signore, e dite quel che vi rimane a +dire, se pur è vero che abbiate da parlarmi di cose che si riferiscano +a me. Terminato che sia il vostro discorso, io pure a mia volta ho +altre cose da comunicarvi.» + +«Quando ciò sia, entro senza preamboli in argomento, o Milord, e +poichè trattasi di tal materia che va strettamente congiunta all’onore +della Signoria vostra, son certo che non riguarderete come perduto +il tempo trascorso in udirmi. Debbo domandar conto alla Signoria +vostra dell’infelice Amy Robsart, la cui storia non vi è che troppo +conosciuta. Rimprovero acerbamente me stesso di non aver preso questa +via sulle prime, e di non avervi sulle prime fatto giudice tra me, +e lo scellerato che l’oltraggiò. Milord, ell’è giunta a sottrarsi +all’illegale cattività di Cumnor: la vita di lei era in pericolo: +ella ha sperato che le sue rimostranze produrrebbero qualche effetto +sopra l’animo d’un indegno marito: ella mi strappò la promessa di non +mettermi nell’arringo di suo difensore, fintantochè ella stessa non +avesse esperimentato ogni sforzo per far riconoscere da costui i propri +diritti.» + +«Signore, dimenticate voi di qual persona parlate?» + +«Parlo del suo indegno sposo, e il rispetto che ho per voi non sa +trovare linguaggio più mite onde additarlo. La persona infelice per +cui m’adopero viene sottratta a’ miei sguardi, e la tengono celata +in qualche angolo recondito di questo castello, se all’ora in cui +parlo non trovasi già rinchiusa in un di que’ nascondigli, opportuni +ai malvagi per mandare a fine scellerati disegni. A questi disegni +è d’uopo finalmente troncare il corso. Parlo con tanto coraggio, +invigorito dall’autorità, che lo stesso padre della giovane in me +trasmise. Questo fatal maritaggio vuol essere pubblicato e provato +alla presenza della Regina. Amy dee finalmente essere liberata dalla +sua schiavitù, e posta in grado di fare quanto vorrà di se stessa. +Permettetemi d’aggiugnere, non trovarsi persona, il cui onore esiga +tanto imperiosamente che si faccia diritto a tale inchiesta, quanto +nella presente circostanza la Signoria vostra lo è.» + +Rimase attonito, e quasi fatto di pietra, il Conte in udir l’uomo, +da cui si credea oltraggiato nella più crudel guisa, difendere colla +fermezza di chi non ha nulla da rimproverarsi la causa della sua +colpevole amante (che tale Dudley la credea) quasi che ella fosse +innocentissima fra tutte le donne, ed egli, Tressiliano, un imparziale +proteggitore. Nè certo a scemare tale sorpresa contribuiva il fervore +posto dal gentiluomo di Cornovaglia nel chiedere per Amy quel grado e +quegli onori, che in senso di Leicester cotesta donna aveva inviliti, +e che, siccome più apparivano le cose, ella avrebbe poscia divisi +col suo inverecondo campione. Laonde trascorse più d’un minuto dopo +l’arringa di Tressiliano, innanzi che il Conte si riavesse dal proprio +stordimento; e per chi consideri in qual persuasione trovavasi l’animo +del secondo, allorchè si condusse in questo ricinto, non parrà strano, +se finalmente cedè ai moti dell’ira, fattosi cieco a qualunque altro +riguardo. + +«Vi ho ascoltato senza interrompervi, sig. Tressiliano, e ringrazio +Dio, poichè ha fino a questo giorno risparmiato alle mie orecchie il +disgusto di udir gli accenti d’un uomo malvagio quanto sfrontato. La +frusta di un carnefice sarebbe strumento più convenevole a punirti che +non la spada d’un cavaliere. Nondimeno mettiti in parata, o scellerato; +difenditi.» + +Dicendo le quali ultime cose, lasciò cadersi il mantello, e colla +spada guernita ancora di fodero percosse fortemente Tressiliano, indi +tantosto la sguainò, fattosi primo ad assalirlo. Già i detti ingiuriosi +che Tressiliano sapeva di non meritare, aveano prodotto in questo un +istantaneo stupore, non dissimile a quello onde rimase attonito il +Conte allorchè ascoltò i primi accenti dell’altro. Ma non appena alle +ingiurie tenne dietro sì fatto oltraggio, che escludeva ogn’altra +idea fuorchè quella del venire all’armi, la sorpresa diede luogo +al risentimento il più vivo nell’animo di Tressiliano, che sguainò +parimente la spada, e comunque men destro in valersene che nol fosse +il Conte, trovò nullameno vigor bastante per sostenere da valoroso il +cimento, tanto più che la mente del Cornovagliese era più tranquilla +assai di quella del Leicester, la cui condotta l’altro non poteva +attribuire che a vera frenesia, o alla forza di qualche inesplicabile +illusione. + +Si durava da più minuti combattendo senza che alcuno de’ due rivali +avesse ricevuto ferite, allorchè d’improvviso si udì suono di voci e di +passi affrettati sotto il portico, che mettea nel terrazzo. + +«Noi siamo interrotti, disse al suo antagonista il Leicester, +seguitemi.» + +Nel medesimo tempo si fece ascoltare tal voce: «Sì, in fede mia! costui +ha ragione: sono persone che si battono.» + +Allora il Leicester condusse Tressiliano ad un frascato posto dietro +ad una fontana, che fu loro di nascondiglio. Intanto che sei _Yeomen_ +della guardia reale trascorreano il viale maestro del _luogo di +delizia_, si fece udire uno di que’ soldati che diceva all’altro: + +«Non ci verrà mai fatto per questa notte trovarli in mezzo a queste +fontane e a queste grotte, veri covi di scoiattoli e di conigli. +Laonde, se non gl’incontriamo prima d’essere in fondo, torneremo +addietro, e basterà mettere una sentinella all’ingresso del sito +per assicurarci quando sarà giorno che i nostri schermidori non ci +scappino.» + +«Bella impresa veramente! diceva un altro, sguainare la spada in tanta +vicinanza alla dimora della Regina, e può dirsi anche nel suo palagio +medesimo. Saranno, non v’ha dubbio, due smargiassi presi dal vino. Mi +spiacerebbe quasi se li raggiugnessimo; perchè la loro colpa, non è +vero? è punita col taglio della mano destra. Sarebbe a dirla, un brutto +caso il perderla per aver toccata una lama, che appunto vuol essere +tenuta con quella mano.» + +«Eh! se si parla di smargiassi e di accattabrighe tu non ti stai +addietro, mio caro amico, un altro di que’ soldati gli soggiugnea. Ma +bada al fatto tuo, perchè la legge è al giusto qual la citasti.» + +«Sì, replicò il primo, volendo interpretarla a tutto rigore. Questo +palagio per altro non appartiene alla Regina, ma a milord Leicester.» + +«Se non hanno altra circostanza che li favorisca, disse allora il +secondo, non la vedo tanto bella per essi, perchè se la graziosissima +nostra sovrana è regina, come lo è, grazie a Dio, milord Leicester non +è lontano dall’esser re.» + +«Taci, bestia, entrò di mezzo un terzo. Chi t’assicura che qualcheduno +non sia qui ad ascoltarci?» + +Così proseguirono la loro corsa, facendo una specie d’indagine assai +negligente, e molto più intesi, giusta quanto pareva, a continuare la +loro conversazione, che a discoprire que’ notturni perturbatori. + +Allorchè Leicester s’accorse che i soldati avevano oltrepassato il +terrazzo, diede cenno a Tressiliano di seguirlo, e prendendo dirittura +opposta a quella cui si erano avviate le guardie, fece coll’avversario +tutto il portico, senza che alcuno s’accorgesse di loro. Indi il Conte +accompagnò lo stesso Tressiliano alla torre di _Merwyn_, ove questi +avea tornato a prendere alloggiamento, e gli disse prima di separarsi +da lui: + +«Se è coraggio in te bastante per terminare il combattimento interrotto +in tal guisa, tienti domani poco discosto da me, allorchè la Corte +uscirà. Troveremo istante opportuno, e da me ne avrai il segnale.» + +«Milord, rispose Tressiliano, in tutt’altra occasione, avrei potuto +chiedervi il motivo dello strano furore che vi accieca contra la mia +persona; ma l’insulto che mi faceste vuol esser cancellato solo col +sangue, e foste voi giunto pur anche al sublime grado, cui aspira la +vostra ambizione, il mio onore oltraggiato debbe avere la sua vendetta.» + +In guisa tal si divisero; ma le avventure di quella notte non erano +terminate ancora per Leicester. Costretto a passare per la torre +di _St-Lowe_ onde giugnere al corritoio segreto che guidava al suo +appartamento, si scontrò nel lord Hunsdon, che tenea sguainata sotto il +braccio la spada. + +«Anche voi, milord Leicester, sì prese a dire il vecchio Capitano, +foste svegliato da questo _chi va là_? Ma va benissimo dalla parte di +tutti i diavoli! Qui in questo vostro castello la notte non è meno +romorosa del giorno. Non sono due ore che mi destarono le urla di +quella povera pazza, di quella lady Varney, che suo marito conducea via +a viva forza. E vi giuro bene che vi ha voluto tutta la forza degli +ordini dati da voi e di quelli che prima ebbi dalla Regina perchè io +non mi mettessi in mezzo di questo negozio, e perchè io non la finissi +spaccando le tempia a quel vostro favorito Varney. Adesso poi liti e +duelli nel luogo... luogo... Come chiamate voi quel terrazzo lastricato +ove metteste tutte le vostre carabattole?» + +La prima parte di tale discorso fu un colpo d’acuto stile al Leicester, +che si limitò a rispondere all’altro aver egli pure udito lo +scricchiolar delle spade, ed essere disceso per fare stare a dovere i +temerari che osarono battersi in tanta vicinanza della Regina. + +«Quand’è così, disse Hunsdon, spero bene che la Signoria vostra vorrà +accompagnarmi.» + +Il Leicester pertanto si trovò nella necessità di tornare addietro +fino al _luogo di delizia_ insieme al vecchio parente della Regina; +il quale giunto sul luogo udì narrarsi dagli uomini di guardia (erano +questi sotto l’immediato comando di Hunsdon) come fosse stata inutile +ogni ricerca intesa a scoprire gli autori dello scompiglio; ond’egli +in guiderdone della fatiga che aveano fatta indarno, li presentò d’una +dozzina delle sue solite imprecazioni, trattandoli come gente pigra e +da nulla. + +Ed anche il Leicester trovò ben fatto di mostrarsi corrucciato per lo +stesso motivo; ma finalmente pervenne a capacitare il lord Hunsdon, che +tutto questo soqquadro non poteva in sostanza aver origine se non se +dalla sconsigliatezza di due giovinastri che aveano forse bevuto al di +là, e assai castigati dalla paura d’esser presi da chi gl’inseguiva. + +Il lord Hunsdon, che non era poi egli stesso fra gli ultimi devoti al +dio Bacco, convenne che il vino scusava in parte molte delle pazzie che +ne derivavano. «Però, soggiunse, se la Signoria vostra non mette un po’ +meno di liberalità nella regola della sua casa, e soprattutto qualche +maggiore economia nella distribuzione del vino, dell’_ala_ e de’ +liquori, vedo che non potrò esentarmi dal far alloggiare in prigione +qualcuno di questi garbati giovanotti e dal regalarli di non so quanti +colpi di frusta. Con questo le auguro la felicissima notte.» + +Si trovavano allora appunto a quell’ingresso della torre di _St-Lowe_ +ove s’incontrarono la prima volta, e contento il Leicester di potersi +spacciare d’un tale compagno gli augurò del pari la buona notte, +e recatosi in dirittura al corritoio segreto, riprese la lucerna, +lasciatavi dianzi, e che vicina a spegnersi durò quanto bastava a +rischiarargli di pallido lume il cammino sintantochè fosse al suo +appartamento. + + + + +CAPITOLO IX. + + «State su, state su, se preziosa + »Vita pur v’è; non mi venite addosso. + »Vel canto in versi, e non vel dico in prosa. + »A manca e a dritta i calci a più non posso + »Mena la bestia mia; chè baldanzosa + »La rende nobiltà fitta nell’osso; + »Nobiltà, che suo padre ebbe ai tornei, + »Ch’alla figlia d’Enrico offria Dudlei.» + _Mascherata de’ barbagianni_ — Ben Jonson. + + +Il passatempo che stavasi apparecchiando pel successivo giorno +ad Elisabetta ed alla sua Corte era una battaglia fra i Danesi +e gl’Inglesi, la quale doveva essere rappresentata dai fedeli e +coraggiosi abitanti di Coventry, giusta una costumanza da lungo tempo +mantenutasi in quell’antico borgo, e guarentita autentica dalle vecchie +loro croniche. + +I cittadini divisi in due bande, Sassoni, e Danesi, recitavano in +versi sufficientemente aspri, accompagnati da botte ancor più aspre +che costoro si menavano, le contese delle due prodi nazioni, e il +valor magnanimo delle amazzoni Inglesi, che ebbero la più gran parte +nella generale strage dei Danesi, accaduta nel secondo martedì dopo +pasqua, dell’anno di grazia 1012. Tale lotta che fu lungo tempo il +favorito sollazzo degli abitanti di Coventry, era stata a quanto +sembra proibita dal rigorismo d’alcuni ministri d’un’austera setta, +i quali aveano acquistata grande prevalenza sopra la Magistratura. +Perciò que’ borghesi indirissero istanze alla Regina, affinchè venisse +loro restituito questo patrio divertimento, ed anzi per ottenere la +permissione di offerirne lo spettacolo a sua Maestà. Allor quando +tale argomento si discusse nel consiglio privato, solito per la +maggiore celerità degli affari a seguire ovunque portavasi la Regina, +l’inchiesta del popolo di Coventry, benchè disapprovata da alcuni +membri più severi di quell’assemblea, incontrò grazia al cospetto di +Elisabetta. Ella trovò che passatempi di tal natura intertenevano +innocentemente molte persone, che prive d’essi avrebbero impiegato +in più perniciosi giuochi il proprio tempo, e che i loro predicatori +comunque commendabili per dottrina e pei santi fini che gli animavano, +mostravansi di soverchio acerbi nel negare i modi di ricrearsi al lor +gregge. + +Avutasi pertanto causa vinta dagli abitanti di Coventry, dopo un +banchetto, che mastro Laneham chiama _colezione d’ambrosia_, i +principali personaggi della Corte, seguendo sua Maestà, si trasferirono +in folla alla torre _della Galleria_ per vedere avvicinarsi le due +truppe nemiche, Inglese e Danese. + +Ad un dato segno si schiuse per riceverli lo steccato del parco; ed +entrarono tutti insieme i fantaccini ed i cavalieri, perchè i più +ambiziosi fra i borghesi ed i coltivatori si erano addossate bizzarre +vesti che in tal qual modo imitavano quelle dei cavalieri, e così +intendevansi rappresentare il corpo nobile delle due nazioni. Ciò +nullameno onde evitare ogni sinistro, non fu permesso ai medesimi il +montare veri cavalli; costretti quindi a valersi di quei corridori +di legno, onde ebbe in altri tempi il suo vezzo principale la danza +moresca, e che vediamo anche ai dì nostri sul teatro nella grande +battaglia, con cui viene terminata la tragedia del sig. Bayes. Nè +d’arnesi men singolari, che la cavalleria, pompeggiava l’infanteria; +la quale comparsa potea riguardarsi quasi una parodia di quegli +spettacoli più splendidi, ne’ quali i nobili avendo parte, imitavano +colla possibile fedeltà i personaggi rappresentati. Nè la festa di +cui parliamo era soltanto parodia a motivo dei cavalli di legno, e +delle combinazioni bizzarre e ridicole di vesti, che quegli attori +d’una classe inferiore sfoggiavano non ne sapendo di più, e che noi ci +asterremo dal descrivere per non interrompere il corso della nostra +storia; ma ad accrescere materia di riso aggiugneasi la qualità delle +lor armi, che sebbene capaci di portare vigorosi colpi, non erano che +lunghe pertiche in vece di lancie, ed i bastoni teneano luogo di spade. +Le armi da difesa poi così per la fanteria come per la cavalleria erano +caschetti e scudi di fitto cuoio. + +Il capitano Coxe (quel celebre buffone di Coventry, autore d’una +biblioteca di ballate, d’almanacchi, e di storielle, che legate in +carta pecora, ed annodate con uno spago, vengono anche oggidì cercate +avidamente dagli antiquari) era egli stesso l’ingegnoso ordinator della +festa. Avanzavasi gagliardamente sul suo cavallo conducendo le bande +Inglesi. «Feroce all’aspetto, dice il Laneham, brandiva la sua lunga +sciabola, qual si conveniva ad uno sperimentato guerriero, che avea +portato l’armi all’assedio di Bologna sotto il padre della Regina, il +re Enrico.» Questo Generale pertanto fu il primo a far carriera; e +passò vicino alla galleria, seguito da’ suoi compagni. Poi abbassando +rispettosamente innanzi alla Regina l’impugnatura della spada fece tale +corbetta, che non mai cavalli di legno a due gambe ne avevano fatta una +simile. + +Indi continuando in suo cammino con tutta la schiera de’ fantaccini +e de’ cavalieri, li schierò abilmente in ordine di battaglia +all’estremità del ponte, aspettando che i suoi antagonisti fossero +preparati all’assalto. + +Nè gli fu d’uopo indugiar lungo tempo; perchè i Danesi, così infanteria +come cavalleria, non inferiori nè di numero nè di coraggio agl’Inglesi, +arrivarono quasi nell’istante medesimo; e preceduti dal suono della +cornamusa del Nort, strumento della nazione, ubbidivano ai comandi +d’un abile condottiero, il quale nella perizia della guerra non la +cedeva che al capitano Coxe, se però non eragli eguale. I Danesi, +siccome assalitori, si collocarono sotto la torre _della Galleria_, +posta rimpetto a quella _di Mortimero_, e prese che ebbero tutte le +necessarie cautele fu dato il segno della battaglia. + +Molta moderazione dimostrarono i combattenti nel primo scontro; perchè +ciascuna delle due parti temeva essere respinta sino al lago. Ma col +giugnere de’ rinforzi la scaramuccia si trasformò in combattimento +accanito. Gli uni si lanciaron su gli altri, che sembravano, come si +esprime il donzello della camera del Consiglio, _montoni ardenti di +gelosia_; e gli urti scambievoli erano tanto furiosi, che a coppie +stramazzavano al suolo, e faceano strano fracasso quelle sciabole di +legno che si scontravano negli elmi; ed accadde per reiterate riprese +ciò che i campioni più esperimentati delle due bande temevano: i +cancelli laterali, fors’anche ad arte mal rinfrancati, cedettero +alla forza di quelle spinte, di modo che il coraggio della maggior +parte illanguidì. E tale accidente sarebbe divenuto più serio di +quanto volevasi in una lotta fatta per divertire, poichè parecchi di +que’ campioni non sapevano nuotare, e quelli ancor che lo sapevano +si trovarono impacciati dalle loro infrante armature di legno e di +cartone. Ma ogni cosa erasi preveduta, onde stavano pronti molti +battelli per raccogliere i guerrieri che soggiacessero a tale disastro, +e per isbarcarli sulla terra ferma. Ivi tutti molli e sconfortati +cercavano l’obblio dell’avuta sconfitta nella copia d’_ala_ calda, e +di spiritosi liquori che vennero ad essi somministrati colla massima +liberalità; e tal ne era l’effetto, che non mostravano più alcuna +vaghezza di rimettersi in quel pericoloso certame. + +Il solo capitano Coxe, balzato due volte dal ponte nel lago egli ed +il suo cavallo di legno, e giudicandosi nondimeno capace d’affrontar +quanti pericoli siensi giammai offerti agli eroi favoriti dell’antica +cavalleria, agli Amadigi, ai Beliani, ai Bevi, e a Guido di Warwick, +il cui personaggio egli rappresentava, il solo capitano Coxe, lo +ripetiamo, dopo due disgrazie di tal fatta si lanciò in mezzo al più +folto della mischia, colle vesti e colla gualdrappa del cavallo tutte +imbevute d’acqua, e giunse per due volte a ridestare colla voce e +coll’esempio il coraggio degl’Inglesi, che pareva inchinasse; tal +che finalmente la vittoria loro sopra i Danesi divenne, siccom’era +convenevole e giusto, compiuta e decisiva. Meritevole quindi che un +mezzo secolo dopo la facesse immortale la penna di Ben Jonson, il quale +giudicò non potere un ballo immascherato aprirsi degnamente da verun +altro fuorchè dall’ombra del capitano Coxe, montato sul formidabile suo +corridore di legno. + +Questi passatempi campestri, e per vero dire grossolani anzichè no, mal +parranno forse accordarsi coll’idea che il leggitore dovea concepire e +d’una ricreazione preparatasi per Elisabetta, per quella Principessa, +che nel durar del suo regno fece fiorire in guisa tanto brillante +le lettere, e d’uno spettacolo rappresentato dinanzi una Corte, cui +presedea la donna la più reputata così per l’osservanza in ch’ebbe mai +sempre ogni sorte di convenevolezze, come per saggezza e spirito, e per +gusto finissimo e dilicato. + +Ma fosse politica in essa il prendere parte a que’ diletti popolari, o +vogliasi dire che Enrico VIII avesse trasfuso alcuno de’ propri gusti +nella sua prole, gli è certo ch’ella rise di tutto cuore sul modo onde +la popolazione di Coventry dipinse, o piuttosto mise in parodia le +consuetudini cavalleresche. Ma finalmente vogliosa di una ricreazione +più conforme al suo genio che questi spettacoli burleschi nol fossero, +chiamò a se vicini il lord Hunsdon, e il conte di Sussex col quale +aperse un intertenimento sopra cose a lei più gradevoli, nel che ebbe +parimente, a quanto parve, lo scopo di compensare questo uomo illustre +del disgusto forse arrecatogli dalle lunghe udienze particolari, onde +in quell’intervallo si vide onorato il Leicester. La compiacenza che la +Sovrana dava a divedere nel ridere e scherzare co’ suoi generali, fornì +al Favorito l’occasione ch’ei stava aspettando di ritrarsi dal regale +cospetto. E così bene egli colse l’istante, onde il suo allontanarsi +fu attribuito dai cortigiani a cortesia, che gli persuadesse lasciar +libero al rivale il campo di avvicinarsi ad Elisabetta, anzichè +profittare del vantaggio che la sua qualità di signor del castello +offerivagli a poter sempre mettersi di mezzo siccome barriera fra i +propri emuli e la Regina. + +Ma il Leicester pensava in allora a tutt’altra cosa fuorchè al +dimostrarsi così generoso rivale; nè appena vide la Regina in colloquio +col Sussex e col lord Hunsdon, dietro ai quali stavasi sir Nicolò +Blount, spalancando da un orecchio all’altro la bocca ad ogni parola +che udiva pronunziare, il Leicester fece un cenno a Tressiliano, che +in tutto quel tempo non avea mai partiti gli occhi da quanto il Conte +facea. + +Il Leicester pertanto s’innoltrò dalla banda del parco, rompendo +le ondate degli spettatori, che si beavano ammirando il battagliar +degl’Inglesi contra i Danesi. Poi quando, non senza avere superata +qualche difficoltà si vide fuori di quella calca, volse il capo per +verificare se Tressiliano se n’era spacciato al pari di lui, ed +accorgendosi che questi lo seguia da vicino, s’avviò ad un piccolo +boschetto, ove gli aspettava un servo con due cavalli forniti di +sella. Asceso sopra uno di essi additò per cenni a Tressiliano di fare +altrettanto sull’altro. Il Cornovagliese lo secondò senza profferire un +solo accento. + +Il Leicester punse i fianchi del suo corridore, e galoppò senza posa +fino ad uno spartato luogo, cinto di spessissime quercie, lontano un +miglio dal castello, e situato in parte contraria affatto a quella ove +la curiosità attraeva la piena degli spettatori. Allora discese, e +legato il suo cavallo ad un albero, altro non disse che queste parole: +«Qui non corriamo rischio di venire interrotti»; indi posto il mantello +suo sulla sella, sguainò la spada. + +Fece egual cosa Tressiliano, che solamente non potè ristarsi dal +dire: «Milord, chiunque mi conosce sa ch’io non pavento la morte ogni +qualvolta sia compromesso il mio onore. Credo potere senza avvilirmi +domandare in nome di quanto è più sacro giusta le leggi dello stesso +onore, per qual motivo la Signoria vostra si è tratta a farmi un +oltraggio siccome quello che ora mette l’uno a fronte dell’altro, nello +stato in cui ci troviamo.» + +«Se voi non amate aver tali prove del mio disprezzo, mettetevi tosto in +difesa, o temete ch’io rinnovelli il trattamento onde vi querelate.» + +«Non ne farà d’uopo. Dio sia giudice fra di noi, e ricada sul vostro +capo il sangue vostro, se voi succumbete!» + +Terminate queste parole si avvicinarono, e diedero principio +all’assalto. + +Il Leicester che sapea profondamente l’arte della scherma, imparò nella +scorsa notte a ben conoscere la forza di Tressiliano ed a sentire la +necessità d’usare molta cautela, e di assicurarsi la vendetta col +non volerla troppo affrettata. Continuò molti minuti la pugna, e la +maestria e la fortuna eguali erano d’entrambe le parti, allor quando +Tressiliano avventurando con eccessivo impeto una botta al Leicester, +questi riuscito a pararla pose l’avversario in mal punto; tanto che +potè disarmarlo, e riversarlo sul suolo. Sorrise ferocemente il Conte +in vedere la punta della propria spada non lontana più di due pollici +dal collo dell’inimico. Postogli un piede sul petto, gli comandò +confessasse le infami colpe, onde si era fatto reo verso di lui, indi +si preparasse alla morte. + +«Non ho colpe, nè infamie da rimproverarmi nella condotta che tenni +verso di te, Tressiliano rispose. Meglio di te son preparato a morire. +Usa, come ti piace del riportato vantaggio, e possa Iddio perdonarti! +Io non ti diedi nessun motivo di perseguitarmi coll’odio tuo.» + +«Nessun motivo! sclamò il Conte, nessun motivo! Ma perchè parlar io con +un ente sì vile? Muori, siccome vivesti.» + +E già rialzato avea il braccio, risoluto a portargli l’estremo colpo, +quando sentì arrestarselo da alcuno che gli stava dietro alle spalle. + +Furibondo ei si volse per isciogliersi da tale ostacolo non mai +preveduto, e vide colla massima delle sorprese che chi gli tenea il +braccio era un fanciullo d’aspetto il più straordinario; e lo tenea sì +vigorosamente, che gli sforzi operati dal Conte a fine di spacciarsene +diedero tempo a Tressiliano di rialzarsi e di riprendere la sua spada. +Il Leicester gli si avventò lanciando sovr’esso guardi inveleniti +siccome prima, e con più furore sarebbe rincominciata la pugna, se il +fanciullo gettatosi a’ piedi del Conte, non lo avesse con voce stridula +ed acutissima supplicato ad ascoltarlo un istante. + +«Levati e lasciami, disse Leicester, o pel giusto Iddio!... proverai +quel che la mia spada si valga. Qual interesse è in te di togliermi la +mia vendetta?» + +«Un interesse potentissimo, rispose senza intimidire il fanciullo, +perchè la mia sola pazzia è cagione di questa sanguinosa contesa, e +lo sarà fors’anche di mali assai più terribili. Oh! se voi volete +goder la gioia d’una pura coscienza, oh! se voi sperate dormire +i vostri sonni liberi dal tormento crudelissimo de’ rimorsi, oh! +trascorrete, trascorrete questa lettera solamente, poi farete quel che +vi aggrada.» E questi detti movea con tale istanza, cui i lineamenti +del volto e la singolarità della voce prestavano non so qual vezzo +fantastico, e nel tempo medesimo faceva vedere al Conte una lettera +annodata da lunga treccia di capelli. Comunque cieco di rabbia nel +vedersi sfuggir dalle mani in guisa tanto strana la sua vendetta, +non seppe il Conte resistere a questo supplicante d’un genere sì +straordinario. Gli strappò dalle mani la lettera, impallidì nello +scorgerne la soprascritta, slegò con tremebonda destra il nodo che la +chiudea, e portatine gli occhi sul contenuto, vacillò e sarebbe caduto +all’indietro, se nol reggea il tronco di un albero. Rimase un istante +in quella positura, cogli occhi fisi sulla lettera, e colla punta della +spada rivolta al suolo, sicchè non parea più pensasse di modo alcuno +alla presenza d’un nemico ch’egli avea sì spietatamente aizzato, e +venuto in tutto il destro di assalirlo con vantaggio a sua volta. Ma +troppo nobile era l’anima di Tressiliano per pensare ad una sì fatta +vendetta. Egli stavasi non men del Conte immobile per la sorpresa, +tenendosi però ognor pronto a schermirsi, se fosse stato d’uopo, contro +qualunque subitaneo assalto d’un inimico ch’ei sospettava sempre più +essere vittima soltanto d’una inconcepibile frenesia. Gli parve per +vero dire ravvisar nel fanciullo quel ragazzo che avea fatto seco a +correre intorno all’antro del maniscalco, perchè tal era la figura di +Dick, che non la dimenticava sì di leggieri chi l’avea vista una volta. +«Ma come giunto qui in tal momento? considerava fra se medesimo; perchè +interporsi con tanto fervore nella nostra contesa? e quel che più mi +sorprende, perchè il costui frammettersi ha potuto tanto sull’animo di +Leicester?» + +Ma tal si era quella lettera da produrre effetti ben ancora più +maravigliosi; e fu quella stessa che l’infelice Amy aveva scritta al +suo sposo onde rendergli noti i motivi che la costrinsero a fuggire da +Cumnor, e i modi dell’eseguito divisamento. In essa instruivalo come +si fosse rifuggita a Kenilworth, soltanto per implorare la protezione +del marito; in essa spiegava circostanze da cui appariva il perchè si +fosse trovata nella stanza di Tressiliano; in essa pregava il Conte a +procurarle senza indugio un ricovero più convenevole che la torre _di +Merwyn_ non le offeriva. Terminavasi questa lettera colle proteste le +più solenni d’un inviolabile affetto, e di una sommessione sott’ogni +riguardo assoluta alle volontà dello sposo, e principalmente per quanto +si riferiva al tenore di vita ignorata ch’egli da lei pretendeva, e di +cui si chiamava contenta purchè non fosse oltre affidata alla custodia +di Varney. + +Percorso ch’ebbe l’intero foglio il Leicester, gli cadde queste di +mano. «Prendete, diss’egli, la mia spada, o Tressiliano, e trapassatemi +il cuore, com’io volea pochi momenti dianzi trafiggere il vostro.» + +«Milord, rispose Tressiliano, voi mi faceste una grande ingiustizia, +ma un segreto presentimento ripeteva al mio animo, che questa doveva +essere la conseguenza di qualche inesplicabile errore.» + +«Fatale errore! (Soggiunse il Leicester nell’atto stesso in cui +rimetteva la lettera a Tressiliano). Mi si è fatto credere scellerato +un uomo d’onore, e un servo infido e dissoluto vestì a’ miei occhi il +carattere del migliore fra gli uomini! Oh tristo d’un fanciullo! perchè +mi giugne questa lettera solo adesso? A che indugiò, ove trovasi lo +sciagurato che doveva recarmela?» + +«Non ardisco dirvelo, Milord (rispose il fanciullo, e facea nel tempo +stesso le sue consuete prove di allontanarsi e di mettersi fuori del +pericolo d’essere raggiunto). Ma ecco il messo.» + +Arrivò in quel punto stesso Wayland; che interrogato dal Leicester, +gli narrò tutte le particolarità della fuga presa insieme con Amy; +gli orribili espedienti dei malvagi che rendettero necessaria tal +fuga, e il desiderio ch’ella avea di mettersi sotto la protezione del +marito. Ed in prova di quanto asseriva, citò la testimonianza de’ +servi del castello, i quali, soggiugneva egli, non poteano del certo +aver dimenticate le premurose istanze ch’ella fece appena giuntavi +ond’essere condotta al conte di Leicester. + +«Ah scellerati! sclamò il Conte. Ma di tutti più infame, più scellerato +Varney! E Amy or che parliamo è in poter di costui!» + +«Ma _costui_, disse tosto Tressiliano, spero non avrà ricevuti comandi +che le possano tornare funesti.» + +«No, no, rispose precipitosamente il Leicester; dissi alcune cose nel +primo impeto di furore, ma quest’ordine è compiutamente ritrattato, un +corriere è partito in tutta fretta. Ora ella si trova.... ella deve +trovarsi in piena sicurezza.» + +«Sì disse Tressiliano, ella _deve_ trovarsi in piena sicurezza, ed io +_devo_ esserne certo. I miei dispareri particolari con voi sono finiti, +o Milord; ma ne restano altri su cui debbo chiedere conto al seduttore +di Amy Robsart, a quel seduttore che di Varney si fece manto onde +coprire le proprie colpe.» + +«Il _seduttore_ d’Amy! replicò in terribile tuono Leicester. Dite il +suo sposo, il suo sposo ingannato, accecato, il suo indegno sposo. Ella +è di fatto la contessa di Leicester, quanto è vero ch’io sono armato +cavaliere. Non avvi genere di giustizia ch’io non sia pronto a renderle +di mio buon grado. Non ho d’uopo dirvi che se avvisaste essere in voi +gli espedienti per costringermi a ciò, non li temo.» + +Tanta era la generosità di Tressiliano, che gl’impedì di arrestarsi +sulle personali considerazioni, cui dava luogo quest’ultima parte della +risposta del Conte, e tutte le sue idee si raccolsero immantinente +a meditare sulla sorte d’Amy Robsart. Non aveva egli una illimitata +fiducia nelle risoluzioni, che temea volubili, del Leicester, e per +altra parte ne scorgea l’animo troppo fieramente agitato per potere +assicurarsi che la fredda ragione lo avrebbe sola condotto. Per ultimo +non credeva Amy fuor di pericolo finchè la sapea fra le mani delle +perfide creature del Conte. + +«Milord, diss’egli colla massima calma, non ho mente d’offendervi, ed +ora sono lontano più che mai dal voler cercare contese, ma i doveri +che mi astringono a sir Ugo Robsart, vogliono ch’io in questo istante +medesimo mi conduca alla Regina per farle note le cose accadute, e per +adoperarmi, onde il grado di Amy Robsart venga riconosciuto siccome è +di dovere.» + +«No, Signore, il Conte replicò con nobile disdegno; non siate cotanto +ardito per frammettervi in un affare che mi riguarda personalmente; +la voce sola di Dudley dee promulgare l’infamia di cui si è coperto +Dudley[12]. Corro sull’istante a farne consapevole Elisabetta, poi +veloce come il lampo sarò a Cumnor.» + +Così parlando distaccò il cavallo, e montatovi sopra, s’avviò, correndo +a tutta briglia, al castello. + +Nè meno impaziente di condursi a quella volta Tressiliano salì egli +pure a cavallo; il che vedendosi da Flibbertigibbet, questi gli disse: +«Ah Signore! portatemi con voi; la mia storia non è per anco finita. Ho +bisogno della vostra protezione.» + +Il gentiluomo di Cornovaglia secondò l’inchiesta del fanciullo, che in +rispettosissimi modi gli confessò lungo la strada com’egli, Dick, si +credesse avere diritto alla confidenza di Wayland, come lo avessero +punto i misteriosi avvolgimenti, onde lo stesso Wayland evitava di +appagarne la curiosità allor quando veniva da lui richiesto sullo +stato della Signora, a questo maniscalco affidata, come in fine per +vendicarsi avesse furtivamente tolta di dosso a Wayland quella lettera +d’Amy, che tardata al Leicester, produsse cotanti inconvenienti. +Aggiunse però in propria difesa essere stata intenzione in lui di +restituire la stessa lettera in quella sera medesima, non dubitando +che il suo vecchio amico non si trovasse al castello per sostenere +la parte d’Arione; avergli per vero dire fatta molta sensazione il +nome accennato nella soprascritta, ma essergli noto che non prima di +quell’ora potea giugnere al castello il conte di Leicester, ne più +presto quindi eseguire la sua commissione Wayland. + +«Ma continuò il fanciullo, Wayland non si vide più» (e i nostri +leggitori sanno come lo avesse posto fuori del castello il Lambourne). +«Mi diedi, ma invano, tutta la sollecitudine per trovarlo. Cercai in +allora un’occasione che non mi venne prima d’ora, onde parlare alla +Signoria vostra[13]. Allora sì, cominciai a temere le conseguenze dello +scherzo fatto all’amico, vedendomi detentore d’una lettera indiritta +ad un personaggio cotanto ragguardevole, quale si è il conte di +Leicester. Prima dell’allontanamento di Wayland potei accorgermi che +egli non si curava punto, anzi temeva d’incontrarsi in Lambourne e in +Varney. Pensai quindi che tale lettera fosse da rimettersi nelle mani +stesse del Conte, e che forse avrei dato danno a chi l’avea scritta col +fidarla a qualunque altra persona. Cercai bene d’ottenere un’udienza da +milord Leicester; ma quella canaglia de’ suoi servi a’ quali mi volsi a +tal uopo mi respingevano colle male parole, fosse per vedermi piuttosto +brutto, fosse perchè i miei abiti non mi annunziavano per un signore.» + +Narrò in appresso, come si fosse trovato vicino ad aggiugnere il +desiderato scopo, allorchè in mezzo alle praticate indagini gli +accadde trovar nella grotta lo scrignetto ch’ei ben sapeva appartenere +all’infelice Contessa, avendoglielo veduto nel breve tempo ch’ella +viaggiò di conserva coi commedianti, perchè niuna cosa sfuggiva +all’occhio vispo di quel fanciullo. Dopo essersi dato premura onde +consegnare alla Contessa o a Tressiliano quella cassettina, ei la pose +per ultimo (e vedemmo per quale combinazione) fra le mani medesime +del Leicester, ma il travestimento di questo personaggio gli impedì +ravvisarlo. + +Parve propizia a Dick la sera della mascherata, e vedea imminente +l’istante di poter parlare al Conte egli stesso, ma Tressiliano il +prevenne. Fino d’orecchio quanto lo era d’ingegno, udì i due campioni +che si diedero convegno nel _luogo di delizia_, e gli venne vaghezza +d’entrar terzo ne’ lor colloqui, e di spiarne i passi; perchè già lo +mettevano in tal quale inquietezza le strane voci che intorno alla +signora si andavano divulgando fra le persone di servigio. + +Un incidente non preveduto gl’impedì di seguire da vicino l’orme del +Conte, onde giunto sotto del portico trovò gli avversari alle prese. +Avvertì di gente che si batteva la guardia, nè dubitò oltre, che la +burla da esso fatta non fosse la cagione di una tale disfida, di cui +potevano essere tanto funeste le conseguenze. Da starsi nascosto +sotto del portico, udì il secondo patto di disfida, in cui Leicester +e Tressiliano convennero. Per ciò non tenne che sovr’essi l’occhio +intantochè i paesani di Coventry battagliavano. Allora a grande sua +maraviglia, scorse in mezzo alla folla Wayland travestito con molta +arte, ma non quanta voleasi per ingannar l’acuto sguardo del fanciullo +collega. Si sottrassero insieme alla calca per confidarsi lo stato +loro scambievole. Flibbertigibbet confessò al maniscalco tutto quanto +abbiamo or raccontato, e l’altro a sua volta gli narrò, come lo avesse +ricondotto in quel luogo l’altissima agitazione che il fece paventare +per la giovane Amy, appena in un villaggio dieci miglia distante da +Kenilworth, ove trovossi quella mattina, intese che fin nella notte +precedente aveano abbandonato il castello del Conte così Varney come +Lambourne, uomini a suo avviso capaci d’ogni più nero attentato. + +Mentre di queste cose s’intertenevano Wayland e Dick, videro +Tressiliano e Leicester che si erano spacciati dalla calca, e li +seguirono fino al luogo, ove montarono a cavallo. Ivi fu che Dick, +della cui sveltezza hanno già avute riprove i nostri leggitori, +giunse in tempo a salvare a Tressiliano la vita. Era lo stesso Dick +pervenuto a questa conclusione del suo racconto, allorchè egli ed il +Cornovagliese si trovarono dinanzi alla torre _della Galleria_. + + + + +CAPITOLO X. + + Dal balcon dell’orïente + Le tenèbre della notte + Schiude il sol, che fuggon rotte + Per virtù del suo splendor + Veritade, astro possente, + Se da lunge sol ti sveli, + Sperdi l’ombre più crudeli + Dell’inganno e dell’error. + _Antica ballata_. + + +Nel tempo che Tressiliano attraversava il ponte, che fu dianzi arena +di spettacolo così tumultuoso, non potè far di meno di non osservare +un’alterazione sorta in tutte le fisonomie nel durare della breve sua +lontananza. La burlesca battaglia era finita; ma i lottatori anzichè +pensare a dimettere i loro travestimenti, si erano raunati in diversi +gruppi, siccome avrebbero fatto gli abitanti d’una città scompigliata +da qualunque annunzio straordinario e malauguroso. + +Nè in miglior aspetto trovò le cose, giunto al cortile esterno. I +servi, le persone del corteggio di Leicester, gli ufiziali subalterni +del castello stavano assembrati in vari drappelli essi pure, e l’uno +susurrava all’orecchio dell’altro, e tutti teneano fisi i loro sguardi +verso la finestra del gran salone, dipignendosi nel volto d’ognuno +inquietezza e mistero. + +La prima persona di sua particolare conoscenza in cui Tressiliano +scontrossi fu sir Nicolò Blount, che senza dar tempo all’altro +d’interrogarlo, lo fermò con queste parole: + +«Dio ti perdoni Tressiliano! ma tu sei fatto più per essere +buon campagnuolo che uomo di Corte. Non sai che cosa sia quella +sollecitudine necessaria a chi fa parte del corteggio di sua Maestà. +Sei domandato al castello, desiderato, aspettato; niuno può sostenere +nel presente affare le veci tue, ed ecco che arrivi con un simiotto sul +collo del tuo cavallo, come se tu fossi la balia di qualche diavoletto +lattante, o avessi l’incarico di fargli prendere un poco di aria.» + +«Che parli? che c’è di nuovo?» disse Tressiliano, lasciando andare il +ragazzo, che si lanciò a terra colla leggerezza d’una piuma e scendendo +nel medesimo tempo egli stesso. + +«In fede mia che cosa ci sia di nuovo, non v’è chi lo sappia, replicò +il Blount: non lo so nemmen io, che ho odorato fino quanto mai +cortigiano possa vantarsene. Ti dirò solamente che milord di Leicester +ha traversato galoppando il cortile, e galoppando con tal furia.... +avresti detto volesse accoppar tutti quelli che si trovavano dove +passava: ha domandato un’udienza alla Regina: e mentre parliamo, sta +rinchiuso con essa, con Walsingham, e con Burleigh. Hanno chiesto di +te; ma a nessuno è noto, se si tratti di tradimento, o di qualche cosa +ancora di peggio.» + +«Per il giusto Iddio! il nostro Blount ha ragione, disse Raleigh, +sopraggiunto in quell’istante. Tressiliano, è d’uopo che tu ti porti +immantinente al cospetto della Regina.» + +«Non precipitar tanto le cose, mio caro Raleigh, soggiunse Blount, e +pensa a quei suoi stivaloni. Tressiliano, da parte di Dio! fa a mio +modo; va nella mia stanza e mettiti quelle mie brache di seta color di +rosa; non le ho portate che due volte.» + +«Eh via! rispose Tressiliano. Amico Blount, tu pensa soltanto ad aver +cura di questo ragazzo; trattalo con dolcezza; ma guarda bene che non +ti sfugga; egli può essere più necessario di quanto t’immagini.» + +Detto ciò Tressiliano, seguì frettolosamente Raleigh, lasciando lì +quel buon galantuomo di Blount, che tenea con una mano il fanciullo, +e la briglia del cavallo coll’altra, accompagnando per lungo tempo +coll’occhio Tressiliano. + +«Considero che nessuno mi chiama a parte di questi misteri! dicea +Blount fra se stesso, e Tressiliano mi pianta qui a far la guardia ad +un cavallo e ad un ragazzo. Pazienza il cavallo! perchè per natura sono +inclinato a queste bestie se le trovo di buona fatta, ma dovermi anche +prender la briga di questa leggiadra creatura! D’onde venite voi mio +bel comparino?» + +«Dalle maremme,» rispose Flibbertigibbet. + +«Eh! che cose vi hai imparato, mio caro bamboccio?» + +«A trappolare le oche dai piedi larghi, e dalle calze gialle.» + +«Che ti venga la peste! disse Blount, guardando le immense rosette +delle sue scarpe. Se ella è così, il diavolo si porti il primo che ti +chiede più nulla!» + +Intanto Tressiliano attraversò in tutta la sua lunghezza il grande +salone; ove si vedeano per ogni parte crocchi di cortigiani attoniti, e +che parlavano fra loro in modo misterioso; gli occhi d’ognuno stavano +immobili verso la porta d’ingresso che metteva all’appartamento +particolare della Regina. Raleigh additò questa porta a Tressiliano, +il quale picchiò, e venne introdotto nell’istante medesimo. In quel +momento era spettacolo non privo di vezzo il vedere tutte le persone di +fuori torcere i colli per iscorgere pur qualche cosa coll’occhio entro +di quell’appartamento; ma la cortina che copriva l’uscio ricadde troppo +presto, perchè la loro curiosità potesse venire appagata. + +Entrato appena Tressiliano, non senza interna palpitazione trovossi +alla presenza di Elisabetta. Questa facea grandi passi lungo la stanza, +in preda a violentissima agitazione, che nemmeno pareva ella si curasse +nascondere, intantochè due o tre fra i consiglieri più ammessi alla +regal confidenza, si andavano guardando inquietamente l’un l’altro, +ed aspettavano per parlare che si calmasse lo sdegno della Sovrana. +Dinanzi al regal seggio ov’ella prima si stette, e che vedevasi ancora +smosso dal suo posto per l’impeto, onde Elisabetta l’abbandonò, +vedeasi genuflesso Leicester, colle braccia incrocicchiate sul petto, +gli sguardi chini al suolo, immobile, muto siccome statua sopra una +tomba; a fianco di lui era il lord Shrewsbury, in que’ giorni conte +maresciallo dell’Inghilterra, che tenea il bastone spettante alla +propria dignità. La spada del Leicester staccata dal pendaglio, giacea +dinanzi ad esso sul pavimento. + +«Ebbene, Signore! (disse la Regina, facendo alcuni passi verso +Tressiliano, e battendo il piede col gesto e nell’atteggiamento +d’Enrico VIII in persona). Voi la sapete tutta, questa bella tresca! +voi siete complice dell’inganno di cui fu zimbello la nostra persona! +voi medesimo foste una fra le principali cagioni dell’ingiustizia che +abbiamo commessa!» + +Tressiliano cadde prosteso dinanzi alla Regina, e il suo accorgimento +gli fece vedere quanto sarebbe stato per lui rischioso il difendersi in +un momento ch’ella era oltre modo irritata. + +«Sei dunque muto Tressiliano? continuò Elisabetta. Tu conoscevi questo +maneggio! Tu lo conoscevi, non è egli vero?» + +«Io ignorava, mi è forza dire alla Maestà vostra, rispose finalmente +Tressiliano, che questa infelice Signora fosse Milady, la contessa di +Leicester.» + +«E chi è, che la riconoscerà in questo grado? rispose furiosa +Elisabetta, per la morte di Dio! Milady! Contessa di Leicester! +La Amy Dudley, dico io, e sua gran fortuna se non dovrà ben tosto +sottoscriversi: vedova del traditore Roberto Dudley!» + +«Regina, soggiunse allora Leicester, trattate me come vi piace, ma non +punite questo gentiluomo; egli è affatto innocente.» + +«Sì certo, che gli gioverà la tua intercessione!» disse la Regina, +abbandonando Tressiliano, che lentamente si rialzò, e correndo con +grand’impeto verso Leicester, che conservava sempre la stessa positura. +«Sì certamente, tu sei un valevole intercessore! Oh! uomo doppiamente +infedele, doppiamente spergiuro! tu la cui scelleratezza mi ha fatta +ridicola agli occhi de’ miei sudditi, odiosa a me stessa! Vorrei +strapparmi questi occhi per punirli del loro accecamento.» + +Burleigh allora si fece coraggioso a parlarle: «Augusta donna, +rammentate che siete Regina, regina d’Inghilterra, madre de’ vostri +sudditi: non vi abbandonate al torrente di questa collera tanto +impetuosa.» + +Si volse ver lui Elisabetta, ed una lagrima brillò in quell’occhio +fiero, ed infiammato dall’ira: «Burleigh, diss’ella, tu sei un uomo +di stato: ma non comprendi, non puoi comprendere quai cordogli, quai +obbrobri costui abbia versato nel mio seno.» + +Serbando la massima circospezione, e mostrandole ad un tempo profondo +rispetto, Burleigh prese la mano della Regina, di cui vedea straziarsi +il cuore, indi trasse l’irata donna in disparte verso il vano d’una +finestra che sottraevasi agli sguardi degli spettatori. + +«Regina, diss’egli, io sono ministro ma nondimeno sono uomo. Ho +incanutito ne’ vostri consigli. Non bramo che la vostra gloria e la +vostra felicità! calmatevi, ve ne supplico!» + +«Ah Burleigh, tu non sai!...» E in ciò dire copiose lagrime a malgrado +dei suoi sforzi per rattenerle rigarono le guance d’Elisabetta. + +«Io so, io so tutto, mia gloriosa Sovrana. Oh! guardatevi dal non dar +luogo ad altri di sospettare quello che ignoravano.» + +«Ah! (soggiunse Elisabetta facendo tal pausa come persona cui si +presentano alla mente nuovi pensieri) Burleigh, tu hai ragione, ogni +ragione. Tutto sia fuorchè il disonore. Tutto fuorchè la confessione +della mia debolezza; tutto fuorchè comparire ingannata, sprezzata. Per +la morte di Dio! questa idea sola basta a trarmi in disperazione.» + +«Date a divedere l’accostumato vostro coraggio, o mia Sovrana, +soggiunse il Burleigh. Innalzatevi al disopra d’una fralezza, che +niun Inglese sospetterà giammai nella sua Elisabetta; a meno che ella +medesima colla violenza di manifestato affanno non ne porti il fatale +convincimento fin entro il cuor de’ suoi sudditi.» + +«Di qual fralezza parlate, o Milord? sclamò fattasi più dignitosa +Elisabetta. Tal vostro dire intenderebbe forse a mostrarvi persuaso +che il favore onde onorai un traditore orgoglioso prendesse origine da +qualche tenera affezione?» Poi incapace di sostenere l’altero tuono +ch’ella aveva assunto, lo ammollì dicendo: «Deh! perchè cercherò io di +palliarti la verità, di palliarla a te, o mio servo saggio e fedele?» + +Burleigh si chinò per baciare affettuosamente la mano d’Elisabetta, e, +cosa rara negli annali delle corti, una lagrima sincera cadde dagli +occhi del ministro a bagnar la mano del suo Monarca[14]. + +Forse questo interno convincimento di aver commosso l’animo di Burleigh +confortò Elisabetta a meglio sopportare l’umiliazione cui soggiacea, +ed a por qualche limite al risentimento; ma potè in essa non meno il +timore di scoprire al pubblico con una eccedente manifestazione di +sdegno il sofferto oltraggio, e una perturbazione d’animo, che la +Regina e la donna desideravano egualmente nascondere. Ella si scostò +da Burleigh e trascorse più volte la sala in aria severa, sintantochè +i suoi lineamenti avessero ricuperata la consueta dignità, e il suo +portamento quella grandezza nobile e maestosa che era connaturale ad +una tanta Regina. + +«La nostra Sovrana è divenuta un’altra volta la saggia Elisabetta, +disse Burleigh a Walsingham sotto voce. Osservate tutto quanto ella sta +adesso per operare, e badate bene a non contraddirla.» + +Elisabetta si avvicinò allora a Leicester, e d’un tuono tranquillo +pronunziò questi accenti: + +«Milord Shrewsbury, noi vi liberiamo dell’incarico del vostro +prigioniero. Milord di Leicester, alzatevi, e riprendete la vostra +spada. Un quarto d’ora penoso trascorso sotto la vigilanza del nostro +Maresciallo, non è a quanto ne sembra, o Milord, un gastigo troppo +severo per la doppiezza di cui vi rendeste sì lungo tempo colpevole +verso di noi. Vogliamo dunque udire il rimanente di tale storia.» +Collocatasi indi nel proprio seggio: «Accostatevi, Tressiliano, ella +disse, e narrate quanto sapete.» + +Tressiliano adoperò tutta la connaturale sua generosità nel tessere il +proprio racconto, onde omise quanto il potè tutte le circostanze, che +erano di natura da pregiudicare il Leicester, e tacque soprattutto che +aveva dovuto per due volte battersi con esso. Gli è da credersi, che +con tale contegno l’uomo di Cornovaglia rendesse il massimo de’ servigi +al Conte; perchè se la Regina in quell’istante avesse potuto trovare in +lui qualche torto, e quindi un pretesto di sfogare il suo sdegno senza +fare apparire sentimenti de’ quali arrossiva, mal forse ne sarebbe +accaduto al favorito in disgrazia. Terminata ch’ebbe Tressiliano la +sua narrazione, Elisabetta meditò pochi istanti, indi favellò in cotal +guisa: + +«Noi prenderemo al servigio nostro questo Wayland, e collocheremo +il fanciullo negli ufizi della nostra segreteria di Stato, affinchè +impari per l’avvenire l’inviolabile riguardo che si debbe alle +lettere. Quanto a voi, Tressiliano, aveste torto nel non palesarci +interamente la verità; e la promessa di segreto con cui vi legaste ad +Amy, era imprudente ad un tempo e colpevole verso la nostra persona. +Ciò nondimeno, poichè confermaste la promessa coll’obbligare la +parola d’onore a questa sventurata Signora, diveniva dovere d’uomo e +di gentiluomo il mantenere scrupolosamente la data fede. Bilanciate +tutte le circostanze, noi vi stimiamo per la condotta che serbaste in +tale andamento di cose. Milord di Leicester, ora tocca a voi dirci la +verità, cosa che avete troppo negletta da qualche tempo.» + +Indi con successive interrogazioni gli tolse quasi a forza dalle +labbra tutta la storia, e della conoscenza da prima incontrata con +Amy Robsart, e delle loro nozze, e della gelosia, e delle cagioni che +ne diedero motivo al Conte, e di molte altre particolarità. Questa +confessione del Leicester, chè ben confessione potea chiamarsi, fu +strappata a più pezzi e riprese; ciò nullameno riuscì assai esatta, +eccetto che il Conte tralasciò affatto di narrare, come avesse +acconsentito ai divisamenti scellerati, che formò il Varney sopra +la vita della Contessa. Pur tale idea era quella che più gravemente +affannava il Leicester, e comunque in gran parte lo tranquillasse il +contr’ordine espresso in chiarissimi termini, che aveva inviato al +Varney, suo disegno era di trasferirsi personalmente a Cumnor, appena +congedatosi dalla Regina: poichè non dubitava egli che questa Sovrana +non fosse per abbandonar sull’istante il castello di Kenilworth. + +Ma troppo affrettato erasi ne’ suoi conti il Leicester. Certamente +la presenza e le confessioni di lui divenivano fiele ed assenzio per +una padrona che dianzi lo amava cotanto. Ma priva ella d’un modo +più immediato di vendicarsi, ben si avvide come le sue inchieste +torturassero l’infedele amante, e le traeva in lungo con tale +intenzione, non più badando al proprio sofferire, di quel che le mani +del selvaggio s’accorgano dell’infocamento delle tenaglie adoperate a +straziare le carni dell’inimico. + +Giunse però istante, che l’altero Conte, simile a cervo ridotto ad +estrema ambascia, fece comprendere come fosse stanca la sua pazienza: +«Regina, diss’egli, io fui grandemente colpevole, più forse ancora +che nol deste a divedere in mezzo al vostro giusto risentimento. Ciò +nonostante, permettetemi il dirlo, o Regina, comunque grave, comunque +imperdonabile sia il mio delitto, non fu commesso senza provocazione, e +quando si volesse ammettere che la bellezza, e l’affabile dignità hanno +forza di sedurre il debole cuore dell’uomo, potrei citarle entrambe +siccome motivi, che m’indussero a nascondere alla Maestà vostra un tale +segreto.» + +Grandemente colpita apparve la Regina da sì fatta risposta, che il +Conte ebbe cura non fosse intesa fuorchè da lei solamente; e colpita +sì che non seppe qual cosa rispondergli sull’istante. Ma il Conte osò +troppo col voler profittare di questo momentaneo vantaggio. + +«La Maestà vostra, diss’egli, mostratasi già a riguardo mio tanto +indulgente, mi permetterà implorare la sua regale clemenza in favore di +quelle espressioni, le quali, solamente ieri non venivano riguardate, +che come _leggerissime offese_.» + +Presa da sdegno allor la Regina, e tenendo fermi gli occhi sul Conte +tanto che gli parlò, tal si fu il tenore della sua risposta: «Per il +giusto Iddio! Milord, la tua sfrontatezza passa ogni limite; ma essa +non ti gioverà nulla. (Indi voltasi all’assemblea col tuono del più +feroce sarcasmo): Venite Lordi, venite tutti ad ascoltare una novità: +le nozze clandestine di milord di Leicester hanno tolto uno sposo a me, +e un Re all’Inghilterra. Non si può negare, che i gusti di sua Signoria +siano affatto patriarcali: non gli bastava una sola moglie, e riserbava +a noi l’onore della sua mano sinistra. Ora domando io, non è questo +l’eccesso della temerità? Ch’io non abbia potuto onorarlo con qualche +contrassegno di regio favore, senzachè egli già si presuma avere in +pugno la mia corona e la mia mano? Voi però Lordi, lo spero, voi +portate miglior opinione della vostra Regina; ed io sento per questo +ambizioso la compassione che mi desterebbe un fanciullo, allorchè si +vede scoppiar fra le mani un globo di sapone. Gli è ora di recarsi alla +sala del ricevimento. Milord di Leicester, vi comandiamo di seguirci e +di non allontanarvi da noi.» + +Ognuno in quella stavasi impaziente per la curiosità, ed universale fu +lo stupore, allorchè la Sovrana così parlò ai circostanti: + +«Le ricreazioni di Kenilworth non sono ancor terminate, Milordi e +Milady: ne rimane da celebrare le nozze del nobile proprietario.» + +E qui destossi un generale mormorio di maraviglia; ma continuò la +Regina: + +«Null’avvi di più sicuro, e ve ne diamo noi la nostra reale parola. +Egli ce ne ha fatto un segreto per riserbarne il piacere di una tale +sorpresa. Voi morite di curiosità, ben me n’accorgo, di conoscere la +fortunata sposa del Conte di Leicester. Ella è Amy Robsart, quella +medesima, la quale perchè nulla mancasse ai divertimenti del giorno +scorso, vi sostenea la parte di moglie d’un servo del medesimo Conte, +di Varney.» + +«In nome di Dio, gran Regina! (soggiunse il Conte che le si avvicinò +portando scolpiti sul volto l’umiltà, il dolore, la vergogna, e +parlando sotto voce abbastanza perchè altri non lo ascoltassero) +prendetevi il mio capo, siccome lo minacciaste nell’impeto del vostro +sdegno, e risparmiatemi questi insulti; non vogliate calpestare col +regal vostro piede un verme già stritolato.» + +«Un verme Milord! (e in dir ciò contraffece il tuono del +supplicante...) Oh! dite piuttosto un serpente, egli è un rettile +più nobile, e meno inesatto sarebbe il paragone..... Il serpente +intorpidito, agghiacciato a voi ben noto, che riprese calore in tal +seno....» + +«Per l’amore di voi, Regina, e per riguardo a me stesso finchè mi resta +ancora qualche lume di ragione....» + +«Parlate a voce più alta, o Milord, e più di lontano se vi piace; il +vostro fiato guasta le pieghe al nostro collare. Qual cosa avete da +domandarci?» + +«La permissione, disse con voce sommessa il misero Conte, di +trasferirmi tosto a Cumnor.» + +«Sarà, cred’io, per condurvi la vostra sposa! L’idea è ottima, perchè +a quanto intendemmo dire, ella si trova in assai cattive mani. Ma, +Milord, voi non potete andarvi in persona. Abbiamo divisato di passare +alcuni altri giorni in questo castello di Kenilworth: non sarebbe +troppa compitezza per parte vostra il privarci della presenza del +nostro ospite, tanto che ne piacerà farvi dimora. E con vostra buona +licenza, noi non siamo d’avviso d’assoggettarci a tale affronto al +cospetto de’ nostri sudditi. Tressiliano andrà in vece vostra a Cumnor +e lo accompagnerà uno de’ nostri gentiluomini di camera, affinchè +Milord di Leicester non torni ad essere geloso del suo antico rivale. +Chi vuoi avere per tuo compagno di viaggio, o Tressiliano?» + +Tressiliano pronunziò con umile sommessione il nome di Raleigh. + +«Sì veramente! disse la Regina: hai fatto un’ottima scelta. Raleigh +è di recente armato cavaliere, e liberare una donna dalla prigionia +non è un cattivo principio nella carriera delle belle avventure. +Miei signori e signore, dovete sapere che il soggiorno di Cumnor non +vale nulla meglio d’una prigione.... Poi vi hanno preso stanza certi +cavalieri di mal talento, che brameremmo, sotto buona guardia, avere in +nostro potere. A voi, nostro segretario; consegnerete a Tressiliano e a +Raleigh un’ordinanza, affinchè si assicurino delle persone di Riccardo +Varney e d’Alasco. Li vogliamo qui o morti o vivi. Prendete con voi +la scorta che sarà sufficiente. Signori, conducete milady Leicester +a Kenilworth con tutti gli onori dovuti al suo grado. Non perdete un +istante. Dio v’accompagni!» + +I due gentiluomini incaricati di tale comando chinarono rispettosamente +il capo ed uscirono. + +Chi varrà a descrivere il modo onde si terminò in Kenilworth cotale +giornata? La Regina rimastavi, siccome parve, a solo disegno +d’insultare, e mortificare il conte di Leicester, si mostrò esperta in +tutti gli affinamenti di femminile vendetta, quanto lo era nell’arte +di governare con saggezza i suoi popoli. La Corte non secondò che +troppo la mente della Sovrana; onde il signore di Kenilworth, in mezzo +a feste da lui ordinate, e nel suo proprio castello, provò sotto ogni +aspetto qual sia la sorte di un cortigiano caduto in disgrazia; e +l’annunziavano a lui così il contegno freddo e poco rispettoso de’ +suoi partigiani, pronti ad abbandonarlo, come la mal repressa gioia di +coloro, che già erano i suoi chiariti avversari. Soli, Sussex serbando +quella franchezza militare adatta all’indole sua generosa, Burleigh e +Walsingham, servendo ad un accorgimento che facea loro vedere più da +lontano le cose, ed alcune matrone, mosse da quella compassione, che è +caratteristica del lor sesso, questi, dissi, furono i soli in una corte +sì numerosa, che in quella sera mostrassero a Leicester la fisonomia +del mattino. + +Dudley si era accostumato a riguardare il favor delle Corti siccome +scopo principale della sua vita; laonde non è maraviglia, se tutti +gli altri sentimenti dell’animo suo per alcun tempo rimasero assorti +in mezzo a quelli de’ tormenti, onde l’altero suo spirito si vedea +martoriato da una non interrotta sequela di picciole umiliazioni e di +studiati disprezzi, de’ quali era divenuto il bersaglio. Ma ritrattosi +la notte in sua stanza, gli si offerse al guardo quella lunga e +bellissima treccia di capelli, che servì ad annodare la lettera di Amy, +ed ebbero quei capelli la virtù magica d’un talismano per ridestare +nel cuore di lui sentimenti più nobili e più soavi. Mille volte egli +baciò que’ capelli, e ripensando che stava sempre in suo arbitrio il +ritrarsi nel delizioso soggiorno di Kenilworth, degno veramente d’un +Sovrano, e condurvi gioconda vita colla tenera ed avvenente compagna, +in cui poneva omai ogni speranza di futura beatitudine, tale idea il +confortò sì fattamente, che non solo vide in essa una via di sottrarsi +alle acerbità cui soggiacque il dì innanzi, ma quella ben anche di +sollevarsi al di sopra della vendetta onde la regina Inglese il +percosse. + +Per la qual cosa, nel giorno successivo, il Leicester diè a divedere +sì nobile serenità d’animo, sì generosa indifferenza sul contegno che +verso la persona di lui serbavano gli ospiti, e tanta sollecitudine +ad un tempo affinchè nulla mancasse ai loro diletti, e per ultimo sì +rispettosa magnanimità nel sopportare pazientemente le mortificazioni, +onde cercava amareggiargli l’animo Elisabetta, che perfino questa +Sovrana si credè costretta ad assumere novelli modi ver lui, i quali +comunque freddi ed alteri, non furono omai di tal natura ch’ei +potesse riguardarli siccome strali vibrati contro di lui. Che anzi +la stessa Regina, voltasi a coloro che credeano blandirla coll’usar +maniere men convenevoli al Conte, lor fece intendere col tuono della +rampogna, come, sintantochè rimaneano a Kenilworth, avessero l’obbligo +di prestare al Leicester tutti quei riguardi, che qual signore del +Castello gli erano dovuti. In somma nel volgere di ventiquattro ore +le cose aveano preso sì diverso aspetto che le persone più pratiche e +destre nell’oceano della Corte, prevedendo perfino la possibilità di +vedere riasceso in favore il Leicester, vestirono un contegno adatto, +se ad essi ne fosse venuto l’uopo, a farsi merito di non averlo +abbandonato nel giorno della sciagura. Ma gli è omai tempo di togliersi +alle mene cortigianesche per seguire nel loro viaggio il Cornovagliese +e Raleigh. + +Oltre a Wayland, seguiva questi due gentiluomini, un ajutante di campo +della Regina, e due vigorosi servi. Ognuno di tale brigata era armato +a tutto punto, e il viaggio faceasi con quanta sollecitudine potea +conciliarsi colla necessità di far conto de’ cavalli, che uno sforzo +troppo violento, attesa la lunghezza della corsa, avrebbe sciupati. +Ben cercarono indizi sulla via tenuta dal Varney, ma sendo stato nel +durar della notte il viaggio di costui, nessuna traccia lor venne fatto +raccoglierne. + +Giunti ad un picciolo villaggio lontano dodici miglia da Kenilworth, +ove si fermarono per dar riposo ai cavalli, videro farsi loro incontro +un povero ecclesiastico, curato di quel luogo, che uscendo d’un angusto +abituro veniva per chiedere se alcuno di quel drappello s’intendesse +di chirurgia, e per pregarlo ad entrar pochi istanti nella capanna per +visitare un moribondo. + +Wayland, l’empirico, si offerse tosto a mettere in opera tutto il suo +sapere; ed intanto che il curato lo introducea nell’additato luogo, udì +narrarsi, come alcuni contadini, che nella mattina dell’antecedente +giorno si portavano ai lor lavori, avessero trovato sulla strada +maestra, dieci miglia lontano dal villaggio, un uomo ferito, che poi il +curato ricettò nella propria abitazione, e come la ferita, derivatagli +da un’arme da fuoco ed evidentemente mortale, avesse portata sì +violenta febbre al paziente, che gl’impediva il tenere alcun seguìto +discorso, onde niuno era giunto a comprendere se lo avesse condotto a +quel deplorabile stato o rissa, od opera d’assassini. Entrò Wayland in +un’oscura cameretta; ma non appena sollevatesi dal curato le cortine +del letto, riconobbe ai lineamenti comunque alterati del moribondo +la figura di Michele Lambourne. Immantinente Wayland, con pretesto +di andar a prendere qualche cosa di cui abbisognava, uscì frettoloso +per avvertire di questo avvenimento straordinario i compagni. Grande +inquietudine allora prese Tressiliano e Raleigh, i quali seguirono +in tutta fretta Wayland per assistere all’ultim’ore del vivere di +Lambourne. + +Quello sciagurato trovavasi in quel punto alle angoscie di morte, nè +da morte lo avrebbe salvato, non diremo Wayland, ma neanco un chirurgo +il più esperto nell’arte sua, perchè la palla gli aveva attraversato +il corpo da una parte all’altra. Gli rimaneva ancor qualche poco l’uso +de’ sensi, e ne sia prova, che riconobbe Tressiliano, e per cenni lo +sollecitò ad inchinarsi al suo capezzal della morte. Avvicinatosi +Tressiliano, il moribondo pronunziò interrotti accenti, fra’ quali +i nomi di Varney e di lady Leicester si fecero udire, ma la cosa +unicamente chiara si fu la conclusione, che eccitava Tressiliano a +far presto per non arrivar troppo tardi. Indarno s’adoperò lo stesso +Tressiliano onde ottenere più intelligibili indizi, perchè il Lambourne +cadde in delirio, ed allorchè questi gli si volse anche una volta per +conciliarsene l’attenzione fu sol per pregarlo di far sapere all’oste +dell’_Orso nero_, _che finalmente il suo nipote era morto..... ma nel +proprio letto_[15]. Un istante dopo venne una convulsione a verificarne +la profezia, e tale incidente, e soprattutto le penultime frasi del +Lambourne non valsero che ad eccitare nell’animo de’ nostri viaggiatori +un’affannosa perplessità sulla sorte della Contessa. Addoppiarono di +premura nel rimanente del loro viaggio, chiedendo cavalli in nome della +Regina tutte le volte che quelli su cui stavansi divenivano inetti alla +corsa. + + + + +CAPITOLO XI. + + Tre volte rintronò di morte il tetro + Suon la squilla feral; di quelle fosse + Ogn’eco ripetè dolente metro + Di moribondi lai; tre volte scosse, + Il corvo i tardi vanni, e con sinistri + Colpi le vette di Cumnor percosse. + _Mickle_. + + +Or n’è d’uopo far ritorno a quella parte della nostra storia, allorchè +vedemmo Varney, incoraggiato dagli arbitrii che il Conte gli conferì +e dalla regale permissione di vedere Amy ogni qualvolta il volea, +darsi tutta la sollecitudine onde impedire che si scoprissero le +scellerate sue trame, ed allontanare quindi dal castello di Kenilworth +la sfortunata Contessa. Egli avea per vero divisato di non partire +che nel dì successivo a quello in cui ricevette dal Conte il fatale +anello; ma temendo non se ne ammollisse l’animo in quell’intervallo, o +non gli venisse desio di vedere una seconda volta la moglie, deliberò +con un’immediata partenza distruggere persino la possibilità di un +avvenimento, in cui vedea col palesarsi de’ suoi infami divisamenti, +compiuta la propria rovina. In tale idea fece chiamare il Lambourne +e grandemente, come il dicemmo, irritossi, allorchè seppe che questo +complice servo era uscito del castello per darsi bel tempo nel vicino +villaggio od altrove; ma non dubitando ch’ei non fosse di ritorno +tantosto, lasciò ordine affinchè costui si allestisse ad accompagnarlo, +o a seguirlo se non rientrava in tempo di uscire con lui. + +Ed intanto si prevalse del ministerio d’altro servo, di nome Robin +Tider, cui erano in parte noti i misteri di Cumnor, ove più d’una +volta si portò in compagnia del padrone. Cotest’uomo, che quanto +all’indole si assomigliava molto al Lambourne, comunque, nè accorto +nè dissoluto al pari di lui, ricevette comando dal Varney di mettere +la sella a tre cavalli, e di preparare una lettica, tenendosi presto +al partire. Lo sconcerto intellettuale di Amy, creduto generalmente +quanto credeasi ch’ella fosse moglie dello scudiere di Leicester, +fu scusa bastante a spiegare il modo misterioso che teneasi nel +rimoverla dal castello, e sperò il ribaldo diverrebbe parimente scusa +per lui, se le grida e la resistenza della infelice Contessa lo +avessero costretto a giustificarsi. Ma ai suoi neri disegni diveniva +parimente indispensabile l’assistenza di Tony Foster, onde s’avviò ad +accertarsene. + +Il Foster di mal umore, ed insociabile di sua natura, stanco inoltre +del cammino fatto da Cumnor a Kenilworth per annunziare la fuga +della Contessa, si tolse per tempo di mezzo alle gozzoviglie; e già +ritiratosi nella propria stanza, dormiva profondamente, allorchè +vi entrò Varney, già vestito compiutamente da viaggio, e con una +lanterna cieca alla mano. Si fermò un istante per ascoltare quali cose +borbottasse costui che sognava, e ne udì chiaramente queste voci: +«_Ave Maria, ora pro nobis_.... No, non deve dire così... Liberaci dal +male... Ah! va meglio.» + +«Il malandrino fa orazione dormendo, disse Varney, e confonde insieme +i rituali, nuovo ed antico. Avrai bisogno di maggiori orazioni, amico +mio, se finiremo insieme la faccenda per cui ti cerco[16]. Ho! Ho! uomo +santo, beatissimo penitente, svegliati. Il diavolo non ti ha per anche +licenziato dal suo servizio.» + +E nel dir queste cose scosse per un braccio il dormiente, e con tale +scotimento gli ruppe il corso delle prime idee, onde questi si diede a +gridare: «Al ladro! al ladro! morirò in difesa del mio oro, del mio oro +guadagnato con tanta fatica, e a sì caro prezzo. Dov’è Giannina? Non le +sarebbe già accaduta qualche disgrazia?» + +«Nessuna, storditaccio che sei con tutti que’ tuoi muggiti! Non ti +vergogni di far tanto baccano?» + +Intanto il Foster ebbe tempo di svegliarsi compiutamente, e sedutosi +sul letto chiese a Varney che cosa significasse quella visita ad una +tal ora: «Essa non mi presagisce nulla di buono,» aggiunse. + +«La tua profezia è falsa, mio caro sant’Antonio; perchè la mia visita +annunzia esser giunta l’ora che il tuo contratto enfiteutico si cambi +in atto di proprietà. Che ne dici?» + +«Se tu me l’avessi detto a chiaror di giorno, me ne sarei rallegrato; +ma in quest’ora di mal augurio, illuminato da quella luce sepolcrale +che porti con te, e mentre il pallor del tuo volto fa un chiaroscuro +spaventevole colla leggerezza delle tue parole, mi vedo costretto ad +angustiarmi sulle commissioni che stai per impormi, anzichè rallegrarmi +del compenso che mi prometti.» + +«Che cosa ti viene in mente, o vecchio stolido? Tutto l’affar si riduce +a ricondurre al castello di Cumnor l’antica tua prigioniera.» + +«Tutto si riduce qui? Eppure il tuo volto ha un color cadaverico, e ad +alterarlo in sì fatto modo non vi vogliono freddure. Non è propriamente +altro?» + +«Oh! non altro. Al più, al più una bagattelluccia di giunta!» + +«Ah! risoggiunse il Foster, la tua pallidezza aumenta sempre più ad +ogn’istante.» + +«Non ci badare, disse Varney, tu non mi vedi in fisonomia che alla +squallida luce di questa lanterna. Alzati ed opera. Pensa a Cumnor ed +al tuo atto di proprietà. E ti par poco? Potrai fondare una bottega di +congregazioni ebdomadarie, ed assegnare a Giannina una dote sì ricca, +come se fosse la figlia d’un barone. Settanta e più lire sterline!» + +«_Settantanove lire sterline, cinque scellini, e cinque soldi e mezzo, +oltre il valor delle legna_, così Foster portò ad esattezza il conto. E +tutto questo in proprietà?» + +«Tutto, mio caro collega, fin gli scoiattoli del sito, in somma tutto. +Non verrà uno zingaro a tagliare un pezzetto di legna, non un ragazzo +ad acchiappare un nido d’uccelli sopra i tuoi fondi, se non ti pagano +il valore delle cose che portano via. Tu il vedi, non può andare di +meglio per te. Spicciati adunque, e fa il tuo fagotto più presto che +puoi. I cavalli sono sellati, tutto è pronto. Non manca se non se quel +rompicollo d’inferno del Lambourne, che sarà a fare qualcuna delle sue +diavolerie.» + +«Ecco, sir Riccardo, quel che vi frutta il non dar retta ai miei buoni +consigli! Ve l’ho sempre detto: questo beone, questo scapestrato vi +mancherà quando ne avrete più di bisogno. Io avrei potuto in vece di +costui provvedervi d’un qualche giovane sobrio, e contegnoso.» + +«Sicuramente! qualche ipocrita della tua congregazione! Ma potrà venire +all’uopo anche questi. Grazie a Dio, avremo bisogno d’operai d’ogni +specie. Ottimamente! Non dimenticare le tue pistole. Su via, andiamo.» + +«Ove si deve andare prima di tutto?» + +«Alla stanza di Milady, e bada bene ch’ella dee venire con noi. Tu non +sei uomo, cred’io, da lasciarti intimidire dalle sue grida.» + +«No: semprechè per altro possiamo avvalorare la nostra condotta con +qualche passo di santa Scrittura. Avvene uno che dice: _donne, ubbidite +ai vostri mariti_. Ditemi adunque: gli ordini di Milord ci mettono +abbastanza al sicuro, caso che adoperassimo la violenza?» + +«Ma guarda Tony! È questo il suo anello.» Ribattute così dal Varney +le obbiezioni del suo collega, andarono di conserva all’appartamento +del lord Hunsdon, e fattisi conoscere dalla sentinella quali esecutori +d’un disegno approvato dalla Regina e dal conte di Leicester, entrarono +nell’appartamento dell’infelice Contessa. + +Ognuno immagina l’orrore onde fu compresa Amy, allorchè destatasi +d’improvviso, vide al fianco del suo letto Varney, l’uomo ch’ella +temeva ed odiava maggiormente su questa terra; e in sì tristo punto, +le fu quasi conforto l’accorgersi, ch’ei non era solo, comunque grandi +motivi avesse parimente d’abborrirne il compagno. + +«Signora, le disse il Varney, non è il tempo questo di far cerimonie. +Milord di Leicester, costretto dall’impero delle circostanze vi comanda +venire con noi a Cumnor; ecco il suo anello, ch’io vi fo vedere come +contrassegno de’ suoi formali voleri.» + +«Ella è un’impostura, rispose la Contessa; tu gl’involasti un +tal pegno... Tu che ti senti capace di tutte le scelleratezze, +incominciando dalla più atroce e venendo ad ogn’altra più abbietta!» + +«Quanto v’annunzio, o Signora, riprese a dire il Varney, è vero, e +tanto vero, che se non vi preparate a secondarci, noi saremo costretti +adoperare la violenza per eseguire gli ordini di cui siamo incaricati.» + +«La violenza!.... Tu non oseresti venire a tale espediente..... Vile +che sei!» + +«Ciò è quanto, o Signora, rimane a provarsi (soggiunse il Varney che +aveva calcolato sul terrore, siccome unico espediente a soggiogare +quell’anima nobilmente altera). Non mi riducete dunque a tale +estremità, o troverete in me un ruvido cameriere.» + +All’udir tale minaccia l’infelice Amy mandò grida sì spaventevoli che +se in quel castello non l’avessero fermamente creduta delirante, le +sarebbero corsi in aiuto e il lord Hunsdon, e molt’altri; ma accortasi +che le sue grida erano vane, s’indirisse al Foster, supplicandolo ne’ +modi i più commoventi, ed in nome dell’onore, e dell’innocenza della +figlia di lui Giannina a non comportare che la sposa d’un Leicester +fosse trattata con tanta indegnità. + +«Che vi pensate voi, o Signora? allor disse il Foster; le donne debbono +stare soggette ai loro mariti: questa è una legge che loro vien fatta +dalla Scrittura. Se vi vestite da voi medesima per venire con noi, se +non opponete resistenza, non vi sarà chi vi tocchi colla punta di un +dito, sintantochè almeno io sia libero di scaricare una pistola.» + +Non vedendo ella giugnere alcun soccorso, e in qualche modo rassicurata +dalla risposta del Foster, a malgrado del tuono burbero in cui fu +pronunziata, ella promise di abbandonare il letto e vestirsi, semprechè +i suoi tiranni volessero ritirarsi nella stanza contigua. Allora il +Varney l’accertò ch’ella non avea nulla da temere pel proprio onore, e +per la propria sicurezza sintanto ch’egli la tenea in custodia, e di +più promise non avvicinarsele, poichè s’accorgeva di essere per lei +oggetto tanto sgradevole. + +«Il vostro sposo, soggiunse costui, sarà a Cumnor ventiquattro ore dopo +di voi.» + +Confortata alquanto da tale promessa, cui però molto non s’affidava, la +sfortunata Amy si vestì al lume della lanterna, che il Varney le lasciò +nella stanza mentre nell’altra si trasferiva. + +Sorse ella dal suo letto, piangendo a cald’occhi, tremando, implorando +il Cielo; e compresa da sentimenti ben diversi da quelli che provò +un giorno, allorchè adornandosi le stava d’appresso il contento che +appartiene ad una beltà consapevole dell’impero de’ propri vezzi. + +Ella impiegava più che il poteva lungo tempo a vestirsi; ma finalmente +spaventata dagli accenti d’impazienza che le facea udire il Varney, fu +costretta ad annunziare a quei mostri ch’ell’era già pronta. + +Nell’istante che si metteva in cammino, ella si tenne vicino al Foster, +dando sì chiaramente a conoscere la tema inspiratale dal Varney, che +questi credè opportuno l’accertarla con giuramento d’aver tutt’altra +intenzione fuorchè quella d’avvicinarsele. + +«Se acconsentite, diss’egli, ad obbedire pazientemente ai voleri del +vostro sposo, non mi vedrete che rade volte; e vi lascerò fra le mani +del condottiere che il vostro buon gusto a me preferisce.» + +«I voleri del mio sposo! sclamò ella, ma!... Sono i voleri di Dio, e +tal motivo mi dee bastare.... Seguirò il signor Foster colla docilità +d’una vittima che viene tratta al sagrifizio. Foster almeno è padre, e +mi userà i riguardi della decenza, se non quelli dell’umanità. Ma tu, +o Varney, te lo ripeto, dovessero pur anche essermi queste le ultime +parole, entrambi tai sentimenti sono estranei per te.» + +Fu il Varney pago di risponderle stare in lei la scelta di chi dovea +accompagnarla; e marciò primo per additare il cammino. La Contessa, +sorretta, e quasi trascinata dal Foster venne condotta dalla torre di +_St-Lowe_ alla porta di soccorso, ove Tider stava aspettandola con +cavalli e con una lettica. Ella si lasciò collocare entro questa sorte +di calesse, guidato da Tider; e mostrò gradire che mentre il Foster +si tenea vicino alla sua lettica, l’odioso Varney le stesse addietro +in qualche distanza. In mezzo all’ombre della notte costui scomparve +affatto ai suoi occhi. + +Amy, che ancora non glielo impedivano le tortuosità del cammino, volse +gli ultimi sguardi ver quelle maestose torri, retaggio del suo sposo, e +che brillavano tuttavia della festiva illuminazione fattasi in quella +notte. Ma poichè non le fu dato oltre il vederle, lasciò ricadere il +capo sul proprio seno, e raggruppandosi nella lettica si pose nelle +mani della Providenza. + +Al desiderio che Varney aveva di procacciare nel durar del viaggio +tranquillità alla Contessa, aggiugneasi un bisogno, conforme affatto al +divisato colpevole scopo, d’intertenersi senza testimoni col Lambourne, +dal quale sperava essere bentosto raggiunto. + +Ei conosceva l’indole di questo malvagio, avida, capace freddamente +d’ogni crudeltà, e risoluta ad un tempo, ond’ei lo riguardava come +l’uomo il più atto a secondarlo. + +Erano oltre due ore ch’ei si trovava in cammino, quando udì il galoppar +di un cavallo, nè tardò Michele Lambourne ad essergli d’appresso. + +Impazientito come era Varney della tardanza di costui durissimamente +l’accolse: + +«Sfaccendato, ubbriacone! la tua pigrizia, la tua mala condotta ti +metteranno ben presto la corda al collo, e vorrei fosse domani.» + +Sì fatto stile di rampogna non piacque punto al Lambourne che dimenticò +la solita docilità, perchè gli avevano oltre ogni misura scaldata la +testa non solamente la copia delle beviture, ma la vanità di avere +avuto una specie d’intertenimento confidenziale con sua Signoria di +Leicester, e la maggiore di essersi impadronito d’un segreto che +pungeva la costui curiosità. + +Le risposte pertanto date al Varney intendevano a significare, ch’ei +non avrebbe sofferti modi arroganti dal primo cavaliere del mondo; che +il lord Leicester lo aveva tenuto seco per affari d’alta importanza; +che una scusa di tal natura poteva ben bastare ad un Varney, ad un +Varney che in sostanza era un servitore come il Lambourne. + +Poca non fu la sorpresa dell’altro, quando udì parlarsi in tal +temerario tuono, ma reputando ciò, solo effetto del vino bevuto da +Michele, fe’ vista di non accorgersene, e s’accinse invece ad indagare +l’animo di questo servo con politiche interrogazioni: «Acconsentirebbe +il Lambourne ad allontanare certo unico ostacolo che impediva il Conte +di salire a quell’alto grado, in cui soltanto gli sarebbe agevole il +rimunerare al di là de’ lor desiderii i suoi servi fedeli?» + +Michele per allora la fece da stupido come se non intendesse a che +mirava il discorso di Varney, il quale tantosto gli spiegò in chiari +termini come l’ostacolo, di cui egli favellava, fosse la persona +trasportata in lettica. + +«Ottimamente sir Riccardo! Ma fate ben attenzione a quello che sto +adesso per dirvi, rispose Michele: vi sono tali uni, che la sanno più +lunga di tali altri, mi capite? E vi è anche diversità fra malvagi +e malvagi. Al proposito di cui mi parlate, io conosco la mente di +Milord meglio di voi, perchè mi ha confidato tutto. A voi! I suoi +ordini stanno in questa lettera, e ascoltate mo quali furono le +ultime sue parole: Michele Lambourne, mi ha egli detto, (perchè sua +Signoria mi parla come si parla ad uomo che porta spada, e non mi dice +_sfaccendato, ubbriacone_, nè mi regala d’altri titoli di simil natura, +come certuni, cui il fumo delle nuove dignità è andato alla testa). +Il Varney (m’ha detto egli, sapete?) deve avere tutto il rispetto +possibile per la mia Contessa..... V’incarico di tenerlo d’occhio, sig. +Lambourne, e di ridomandargli in chiari termini il mio anello.» + +«Sì? rispose freddamente Varney. Ti ha egli proprio detto questo? Tu +sai dunque ogni cosa?» + +«Ogni cosa, ogni cosa, e voi opererete con molto giudizio procurando di +restarmi amico, sintantochè fra noi due possiamo darci bel tempo.» + +«E non era presente nessuno quando ti parlava Milord?» domandò ancora +Varney. + +«Non un’anima vivente! Pensate voi che Milord Leicester volesse +confidare i suoi segreti a tutt’altr’uomo, il quale non fosse risoluto +al pari di me?» + +«Davvero?» disse Varney, e in questa girò il guardo attorno, e in lungo +e in largo di quella strada che i raggi della luna schiarivano. Si +trovavano appunto attraversando una vasta macchia. La lettica era un +miglio innanzi di loro, e troppo lontana perchè potessero essere veduti +o intesi da quelli che la scortavano. Dietro d’essi regnava un cupo +silenzio: tutto annunziava che non v’erano testimoni. Varney pertanto +ricominciò con Lambourne il suo colloquio. + +«Tu vorresti dunque rivolgerti contro il tuo padrone! contro l’uomo che +ti ha aperto la strada ai favori della Corte! contro la persona di cui +tu fosti in tal qual modo il novizio, o Michele; contro chi in somma ti +mostrò la vastità e ad un tempo gli scogli della cabala!» + +«Piacciavi non chiamarmi così secco secco, _Michele_. Il mio nome può +essere preceduto dal titolo di _Signore_ quanto quello di qualcun +altro; del rimanente poi, se sono stato novizio, il tempo del noviziato +è finito, e ho risoluto di passare a mia volta maestro.» + +«Abbiti dunque il tuo salario, o insensato,» e dir ciò, e aver dato di +mano ad una pistola, e attraversar d’una palla il corpo a Lambourne, +furono per Varney una sola cosa. + +Quello sciagurato cadde da cavallo, e Varney il credè morto sul +colpo. L’uccisore, sceso a terra, ne visitò le saccocce, volgendone +all’infuori la fodera, onde le persone che si scontrerebbero in quel +miserabile lo credessero assassinato dai ladri. Prese la lettera del +Conte, ed anche la borsa di Lambourne, che contenea tuttavia alcune +monete d’oro; perchè nell’animo dello scellerato combinavasi un +bizzarro accoppiamento di sentimenti. Dopo aver portata in mano questa +borsa sino ad un fiumicello che bipartiva per traverso la strada, la +gettò nell’acqua lontano da sè quanto la sua forza il potea: tali +strane reminiscenze d’onore si provano persino dalle anime le più +accostumate al delitto. Questo uomo feroce, e privo di rimorsi, avrebbe +creduto digradarsi, conservando alcune monete d’oro, appartenute a +quello sgraziato, ch’ei fece spietatamente vittima d’un’infernale +politica. + +L’uccisore caricò di nuovo la pistola dopo averne diligentemente +rasciugato la canna e la cartella dell’acciarino, onde fare scomparire +ogni traccia di scoppio recente, indi si fece a seguire in tutta +calma, e tenendosi sempre nella stessa distanza, la lettica; che non +parea vero a costui d’essersi con tanta disinvoltura disciolto di +quell’importuno testimonio delle sue malvagità, e nel medesimo tempo +apportatore d’un comando che Varney avea tutt’altra mente fuorchè +d’eseguire, reputando sua gran ventura il poter far credere che non gli +era pervenuto. + +Si compiè il viaggio con tal prestezza che ben comprovò come poco +si avesse in conto la salute di quell’infelice a cui danno venne +intrapreso. Le stazioni erano sempre in que’ luoghi, ove Varney +avea qualche sorte di prevalenza, ed ove poteva esser creduta senza +difficoltà la spacciata follia della giovane di Lidcote, caso che ella +avesse voluto far prova di ricorrere alla compassione di coloro co’ +quali nel durar delle pause si sarebbe trovata. Ma oltrechè ella non +vide speranza di adoperare con vantaggio questo espediente, le facea +troppo orrore la presenza del Varney, e il suo starsi tranquilla era il +solo patto sotto cui quel ribaldo le promise di tenersele lontano nello +scortarla. + +I frequenti misteriosi viaggi che in compagnia del conte di Leicester +aveva fatti a Cumnor il Varney, gli acquistarono considerazione +presso tutte le poste di ricambio, e gli fu quindi agevole il trovar +prestamente cavalli tutte le volte che ne abbisognò. Laonde la lettica +ove stava quella deplorabile vittima era già vicina a Cumnor in quella +notte medesima che venne dopo la partenza di Kenilworth. + +Allora Varney si accostò alla lettica, ma chetamente, come per +intervalli lo avea fatto lungo il cammino, e chiese al Foster: «Che fa +ella?» + +«Dorme, gli rispose l’altro. Vorrei fossimo presto a casa; le vengono +affatto meno le forze.» + +«Il riposo la ristorerà, e ben presto dormirà più lungo sonno, +risoggiunse il malvagio..... pensiamo, giunti, a metterla in un luogo +sicuro.» + +«E perchè non nel suo appartamento? rispose il Foster. Già non v’è più +Giannina, perchè questa, dopo averla ben bene sgridata, la mandai a +stare con sua zia. Delle vecchie fantesche possiamo star certi.... esse +odiano di tutto cuore questa signora.» + +«Nemmeno perciò voglio che ci fidiamo di loro, mio bell’amico. N’è +d’uopo racchiuderla nella stanza ove tieni in serbo il tuo oro.» + +«Il mio oro! disse Tony mostrandosi molto agitato. Che intendete voi +dire, e di qual oro parlate? Iddio m’assista! non ho oro. Vorrei ben +averne!...» + +«Oh! ti possa soffocare la peste, scimunito animale! Chi pensa al tuo +oro? Se fosse in me questa sete non ho io cento vie più sicure per +impadronirmene? In somma, la tua stanza da letto, che tu fortificasti +in un modo tanto bizzarro, sarà il carcere della Contessa, e tu +tanghero, andrai a sprofondarti ne’ morbidissimi materassi, che le +servivano per l’addietro. Già posso accertarti, che il Conte non ti +ridomanderà mai le ricche suppellettili di quelle quattro stanze.» + +La quale ultima considerazione rendè più maneggevole il Foster, che +chiese unicamente al Varney la permissione di andare avanti per +apparecchiare ogni cosa, ed incalzando cogli speroni il cavallo, lasciò +la lettica sotto la scorta di Tider e di Varney, i quali la seguivano +ad una distanza di sessanta passi. + +Giunta a Cumnor la Contessa, domandò di Giannina con gran premura, e +fortemente si turbò in udendo, che non potea più far conti sul servigio +di questa ottima giovinetta. + +«Mia figlia mi sta a cuore, o Signora, le disse il Foster, con +quell’aria sua cipigliosa, nè ho gran vaghezza che impari a mentire, e +a macchinar fughe; su di tal particolare è già istrutta più ch’io non +l’avrei voluto, con buona licenza della Signoria vostra.» + +Spossata dal viaggio, e tutta via spaventata dalle circostanze che +il precedettero, la Contessa non mostrò risentirsi dell’arrogante +acerbezza di tali detti, e si limitò a manifestare mansuetamente il +desiderio di ritirarsi nelle proprie stanze. + +«Sì, sì, borbottò il Foster; l’inchiesta è ragionevole; ma con vostra +sopportazione voi non andrete più in quell’appartamento, pieno, stivato +di vanità mondane. Per questa notte dormirete in un luogo più sicuro.» + +«Piacesse a Dio, nella mia tomba! soggiunse la Contessa; ma noi +fremiamo, anche nol volendo, all’idea della separazione che farà +l’anima dal nostro corpo.» + +«Voi non avete alcun motivo perchè vi faccia fremere tale idea, disse +Tony; Milord arriva qui al nuovo giorno, e sicuramente tornerete in +grazia con lui.» + +«Ma verrà egli? verrà egli sicuramente, buon Foster?» + +«Sì, sì! _buon Foster_. Ma si vedrà qual _buon Foster_ sarò domani +quando parlerete di me con Milord! Benchè tutto quello che ho fatto sia +stato fatto unicamente per conformarmi ai comandi ricevuti da lui.» + +«Voi sarete il mio protettore, un protettore alquanto ruvido per vero +dire, nondimeno mio protettore. Oh! se Giannina fosse qui!» + +«Ella sta meglio dov’è. Basta una signora della vostra tempera +a scompigliare la testa d’una ragazza. Ma, vi abbisogna qualche +reficiamento?» + +«Oh! no, no! La mia stanza, la mia stanza! Spero bene che potrò +chiuderla per di dentro.» + +«Più che padrona! purchè io il sia altrettanto di chiuderla per di +fuori,» ed in questa prese una lucerna, e condusse Amy in una parte di +quell’edifizio, ove ella non era stata giammai. Convenne fare una lunga +scala a chiocciola per giugnervi, e li precedeva una delle vecchie +fantesche tenendo in mano una lampada. + +Giunti al pianerottolo che seguiva l’ultimo gradino, attraversarono una +strettissima loggia di legno di quercia; e in fondo ad essa vedeasi +una grossa porta, che chiudea l’ingresso alla stanza del vecchio +avaro. Sfornita una tale stanza d’ogni arredo fatto per l’agiatezza +dell’abitarvi, non le mancava di prigione che il nome. + +Fermatosi sulla soglia della porta il Foster, consegnò la lampada alla +Contessa, nè permise alla fantesca il seguirla. Amy entrò tostamente, +e dopo averla chiusa assicurò la porta coi numerosi catenacci di cui +Foster l’avea provveduta. + +In tutto questo intervallo il Varney si stette nascosto a piè della +scala; ma udendo il romore de’ catenacci venne sulla punta de’ piedi, +e Foster gli accennò coll’occhio, quasi compiacendosi del proprio +ingegno inventivo, una macchina nascosta nel muro, il cui giuoco potea +facilmente e senza strepito abbassare una parte di loggia a guisa di +ponte levatoio, e togliere così ogni comunicazione fra la porta della +camera di Tony e il pianerottolo posto all’estremità superiore della +scala. La cordicella che metteva in lavoro la macchina, per solito +Foster se la tenea nella stanza onde premunirsi contra una esterna +invasione; ma or che la bisogna era di custodire un prigioniero, egli +raccomandò al pianerottolo la fune; ed anzi fece vedere al Varney +l’esperimento di abbassare questa specie di ponte levatoio. + +L’altro si diede tosto ad esaminare la macchina con grand’attenzione, e +questa attenzione soprattutto rivolse a contemplare l’immenso vano che +quel trabocchello apriva schiudendosi. + +Tetra oscurità vi dominava, ed era quella cavità profondissima, +poichè discendeva agli ultimi sotterranei, come il Foster lo disse +all’orecchio a Varney. Dopo che questi ebbe misurato per più riprese +col guardo la profondità della voragine, tutto venne rimesso +all’ordinario; indi costoro si trasferirono congiuntamente alla sala +del castello. + +Colà pervenuti, il Varney disse a Tony di far portare da cena, e vino +del migliore in tanto ch’egli conduceasi in traccia di Alasco. «Vi +saranno faccende anche per lui, e conviene metterlo di buon umore.» + +Foster intese il senso di questi detti, ma senza fare alcuna +rimostranza, credette soddisfare alla sua coscienza col mandare un +gemebondo sospiro. La vecchia assicurò Varney, che fin da quando egli +si partì, Alasco non avea, si può dire, nè mangiato nè bevuto, rimasto +continuamente rinchiuso nel suo laboratorio, e mostrando credere di +tanta importanza i propri lavori, come se la durata del mondo ne +dipendesse. + +«Gl’insegnerò io, che il mondo aspetta qualch’altra cosa da lui,» +soggiunse il Varney, che prese una lucerna per andare a trovare +l’alchimista. + +Ritornò indi nè tanto presto, e pallido era e contraffatto, comunque il +sorriso abituale in costui gli stesse ancor sulle labbra. «Il nostro +amico è sfumato!» tali ne furono le parole. + +«Come? Che intendete voi dire? soggiunse il Foster. Fuggito +forse?... Oh Dio! le mie quaranta lire sterline, che costui doveva +decuplicare!... Ricorrerò subito alla giustizia.» + +«No: t’insegno un modo più facile di ricuperarle.» + +«Qual modo? sclamò Foster, qual modo? Voglio le mie quaranta lire... +Certamente io le credeva moltiplicate, ma ch’io non perda almeno il +capitale.» + +«Va dunque ad appiccarti, ed a citare Alasco alla grande cancelleria +del diavolo, perchè si è là adesso che devi portar la sua lite.» + +«Come? spieghiamoci. È fors’egli morto?» + +«Appunto. Egli è morto, e la sua testa, il suo corpo son gonfi... Egli +stava mescolando le sue droghe infernali; gli è caduta la maschera di +cristallo, onde per solito si riparava il volto; il veleno volatile gli +è entrato nel cervello, ed ha operato il suo effetto.» + +«_Sancta Maria!_ (sclamò il Foster, poi ricordandosi ch’era divenuto +puritano) cioè volli dire, Dio ci salvi nella sua misericordia +dall’avarizia e da tutti i sette peccati mortali... Ma ditemi: la +_protezione_, a vostro giudizio, era già consumata? Vi siete accorto, +che nei crogiuoli stessero verghe d’oro?» + +«No, caro amico, non ho guardato che il cadavere. Oh lo schifoso +spettacolo! Se vedessi! Alasco è enfiato, come sarebbe un uomo esposto +dopo tre giorni sopra la ruota... Uh! Uh! Fa presto. Versami una tazza +di vino.» + +«Voglio andare colà, soggiunse Foster, voglio esaminare io +medesimo....» E prese la lucerna a tal fine. Ma giunto all’uscio si +fermò titubando: «Non venite meco, sig. Varney?» + +«A che fare? Ho veduto e ho gustato di quell’atmosfera più del bisogno +per perderne l’appetito. Però ho aperte le finestre e rinnovata +l’aria. Ne uscirono vortici di vapore sulfureo e d’altre materie che +soffocavano, come se lì entro avesse stanziato il demonio.» + +«Eh! Non potrebbe anch’essere che questa morte fosse stata opera dello +stesso demonio?» soggiunse il Foster, sempre esitando. «Ho inteso dire +che in tali momenti e con tal genere di persone egli può tutto quello +che vuole.» + +«Se quel demonio che ti sei creato in tua testa, ti conturba +l’immaginazione, per questa volta rimanti tranquillo. Bisognerebbe poi +che fosse un demonio irragionevole affatto. Qui, in brevissimo tempo, +egli ha avuto due bocconi squisiti.» + +«Come due bocconi? Che significa ciò? Che volete voi dire?» + +«Lo saprai a suo tempo; e poi oggi gli si prepara un altro +banchetto.... Oh! ma tu stimerai la vivanda troppo delicata per il +palato del diavolo. _Ella_ avrà salmi, concerti celestiali di serafini, +non è egli vero?» + +All’udir tai detti Tony Foster s’avvicinò lentamente alla tavola, e +disse con voce sommessa: + +«Buon Dio! Sir Riccardo: converrà dunque venire a tal punto?» + +«Sì certamente, Tony; o a parte l’idea d’un fondo in tua proprietà.» + +«L’ho predetto sempre che la faccenda andrebbe a finire così. Ma come +faremo sir Riccardo? Per qualunque cosa al mondo io non vorrei portare +le mani sovr’essa.» + +«Di questo, non so biasimartene; e ne avrei ribrezzo, se ho da dirtela, +io stesso. Vedo che ci tocca augurarci Alasco e la sua manna... ed +anche quel cane di Lambourne.» + +«Come sarebbe a dire? Dov’è dunque restato Lambourne?» + +«Non interrogarmi d’altro. Tu lo rivedrai un giorno come t’insegna la +tua credenza. Ma torniamo ai nostri affari più seri. Voglio insegnarti +un lacciuolo per acchiappare una capinera. Dimmi Tony, quella trappola +in alto, quella macchina di tua invenzione, non può parere sicura, +anche quando le sono tolti i sostegni?» + +«Sicuramente, rispose Foster. Essa di per se medesima non si abbassa, +se qualcuno non la preme.» + +«E se la Signora, presa da voglia di fuggire, vi passasse sopra, il +peso del suo corpo basterebbe a darle la volta?» + +«Basterebbe il peso d’un sorcio.» + +«Or bene! Ella morirebbe nel tentare una fuga. Nè tu, nè io ci avremmo +colpa, mio bravo Tony. Andiamo a dormire.... Concerteremo meglio le +nostre cose domani.» + +Nel dì successivo, sul far della sera, Varney chiamò il Foster per dar +compimento all’infame loro disegno. + +Era già stato preso un pretesto per mandare al villaggio Tider e il +vecchio servo di Tony. Il Foster visitò in persona la prigione della +Contessa, come per vedere se nulla le abbisognasse. + +E qualche forza ebbero pure su questo ribaldo la mansuetudine e la +pazienza della misera prigioniera, sì ch’ei non potè starsi dal +raccomandarle anche con calore, di non mettere il piede sulla soglia +della porta, sintantochè il lord Leicester non fosse arrivato. «Io +spero, costui soggiunse, che non tarderà.» Amy promise rassegnarsi +con pazienza a quella cattività; e Foster corse a raggiugnere il suo +complice, sentendosi in parte sollevata la coscienza dal peso che +l’opprimeva. + +«Io l’ho avvertita, diceva fra se stesso. Ella è un’insidia priva di +conseguenza quella che si lascia vedere ad un uccelletto nell’atto di +tenderla.» + +Partitosi adunque dalla stanza della Contessa senza chiuderne la +porta al di fuori, levò i sostegni del trabocchello, che rimase in +equilibrio per la lieve forza del combaciamento tra la sua estremità e +il pianerottolo. + +I due ribaldi si ritrassero a pian terreno per aspettare ivi ciò che +accaderebbe; ma fin qui aspettarono indarno. Il Varney si diede a +meditare passeggiando su e giù per la stanza, e tenea nascosto il volto +nel suo mantello, che scoperse improvviso dicendo: «In fede mia! non +vi fu mai donna sì pazza da trascurare una tanto bella occasione di +fuggire.» + +«Forse ella ha risoluto, rispose Foster, di aspettare l’arrivo di suo +marito.» + +«Gli è vero, verissimo! (sclamò il Varney che immantinente uscì della +porta), io non vi aveva per anche pensato.» + +Scorsi erano appena due minuti quando il Foster udì lo scalpitar d’un +cavallo nella corte, ed un fischio simile al consueto segnale, onde il +Conte faceva noto il suo arrivo. Un istante dopo la porta di Amy si +aperse, e tantosto cedè il trabocchello. S’udì il romor prolungato di +una caduta... un piccol gemito... e ogni cosa fu terminata. + +Allora il Varney si fece alla parte esterna di una finestra e con +voce, il cui accento esprimeva una mescolanza atroce di fremito, e di +ostentata giocondità, chiese a Foster: + +«Ebbene, la capinera è presa? Il tutto è finito?» + +«Iddio ci perdoni!» Null’altro il Foster seppe rispondere. + +«Stolto! soggiunse il Varney, non hai tu adempiuto il tuo ufizio? La +tua ricompensa non è ella sicura? Or guarda nel sotterraneo. Qual cosa +vedi tu là in quel fondo?» + +«Non vedo fuorchè vesti bianche affastellate che sembrano un mucchio di +neve. Oh mio Dio.! Ella alza un braccio.» + +«Gettagli qualche cosa addosso per levarla di stento. Tony, la cassa +de’ tuoi denari, sai ch’ella pesa!» + +«Varney, tu sei un demonio in carne umana. Non v’è più bisogno di +nulla. Amy Robsart non è più.» + +«Eccoci tolti da ogni impaccio! sclamò Varney entrando in quella +stanza, d’onde era uscito per accelerare il misfatto. Io non mi credeva +tanto abile ad imitare il fischio del Conte.» + +«Oh! Se v’è un Cielo vendicatore, tu hai ben meritato di provarlo tale, +proseguì il Foster, e tu lo proverai; tu la uccidesti col renderle +ministri di morte gli affetti più teneri del suo cuore. Gli è un far +bollire l’agnello nel latte della propria sua madre.» + +«Tu sei un imbecille, un fanatico, riprese a dire il Varney, +componiamci ora a mentir la sorpresa e a spargere intorno scompiglio su +questa morte. Il corpo dee rimanersi dov’è.» + +Ma tanta scelleraggine non andò lungo tempo impunita; perchè mentre +i malvagi stavano consigliando, sopravvennero Tressiliano e Raleigh, +i quali avendo incontrati nel villaggio Tider e l’altro servo, li +costrinsero ad accompagnarli, e col loro ministerio s’introdussero nel +castello. + +Tony Foster fuggì non sì tosto li vide entrare, e siccome pratico di +tutte le segrete vie di quell’abitazione, s’involò alle loro ricerche. +Ma il Varney fu sorpreso nello stesso luogo, ed anzichè manifestare +verun rimorso, sembrò che quell’anima d’inferno prendesse diletto +dall’additare il luogo, ove era la insanguinata salma della Contessa, +disfidando ad un tempo chi potesse provare aver egli parte a tal morte. + +Tressiliano al contemplare il lacero corpo della donna, così +bella dianzi, e da lui amata cotanto, fu colpito da sì terribile +disperazione, che Raleigh trovossi costretto ad usare la forza per +allontanarlo da tale vista acerbissima, ed a prendersi cura da se solo +di quanto era mestieri eseguire dopo l’avvenimento fatale. + +Varney dimise bentosto il pensiero di nascondere nè il delitto, nè le +cagioni che il mossero a commetterlo, e addusse per motivo di tale +inaspettata sincerità, che comunque una gran parte di quanto egli +confessava, non avesse potuto aver fondamento se non se di sospetti, +pur questi sospetti medesimi sarebbero bastati a privarlo della +confidenza di Leicester, e a distruggere tutto il sistema de’ suoi +ambiziosi divisamenti. + +«Del rimanente, costui soggiunse, io non nacqui per condurre +nell’esilio e nella proscrizione gli avanzi di una vita disonorata, nè +per fare sì che la mia morte divenga spettacolo alla ciurmaglia.» + +Tali erano questi detti, che diedero a temere non volesse attentare ai +propri giorni; onde si ebbe cura di rimover da lui tutto quanto avrebbe +potuto giovargli a tal uopo. Ma pari a certi eroi dell’antichità +portava sempre con sè una picciola dose di veleno potentissimo, +preparatogli senza dubbio dal dottore Demetrio Alasco, e ch’egli +trangugiò nel durare della notte. + +Fu rinvenuto morto alla mattina del dì successivo, nè a quanto +appariva, sofferse lunga agonia; perchè ne’ lineamenti del suo volto, +ancorchè morto, leggeansi ancora le impronte di quel riso sardonico che +gli fu tanto famigliare. Ma la morte dell’empio è eterna, come dice la +Scrittura. + +La sorte del costui complice rimase lungo tempo sconosciuta. Il +castello di Cumnor, dopo il commesso tradimento, fu abbandonato; perchè +i servi credettero avere udito vicino alla stanza, che fu poi detta la +_Camera di lady Dudley_, e grida, e gemiti, ed altri suoni straordinari. + +Scorsi alcuni anni, Giannina, non ricevendone notizia alcuna, divenne +padrona delle sostanze del padre, e le divise con Wayland, che lasciata +affatto la vita del venturiere, fu tra gli onesti impiegati della +regale casa d’Elisabetta. + +E lungo tempo dopo la morte di questi sposi, il loro figlio +primogenito, inteso a fare alcune ricerche nel castello, scoperse nella +_Camera di lady Dudley_ un segreto passaggio, chiuso da una porta di +ferro che aprivasi dietro il letto. Conducea questa porta ad una specie +di celletta, ove trovossi una cassa piena di oro, e sovr’essa uno +scheletro; onde allor solamente apparve qual fu la fine di Tony Foster. +Egli era fuggito in questo segreto luogo, l’uscio del quale chiudeasi +per di dentro con una molla, ma avendo dimenticata al di fuori la +chiave onde unicamente poteva aprirsi, rimase egli stesso vittima degli +espedienti adoperati per custodire quest’oro al cui acquisto aveva +venduta la salute della propria anima. + +Gli è credibile che le grida e i gemiti uditi dai servi non fossero del +tutto immaginari, ma venissero dal misero agonizzante che implorasse +aiuto. + +Giunta a Kenilworth la notizia dell’atroce destino cui soggiacque la +contessa di Leicester, furono interrotte immantinente tutte le feste. +Il Conte, ritrattosi dalla Corte, non si abbandonò lungo tempo che +ai suoi rimorsi. Ma poichè il Varney nelle confessioni fatte innanzi +morire nulla disse di pregiudizievole alla fama del suo protettore, il +Leicester divenne per la Regina scopo di compassione anzichè di sdegno. +Elisabetta lo richiamò finalmente presso di sè, colmandolo di nuovi +onori e qual uomo di Stato e qual favorito. Il rimanente della vita +di questo personaggio è noto assai dalla storia; ma sarebbesi in tal +qual modo scorta la giustizia del Cielo nella sua fine, se giusta una +tradizione generalmente accolta, fosse vero ch’ei morì vittima di un +veleno preparato ad un altro. + +La morte di sir Ugo Robsart seguì bentosto quella della figlia. Egli +instituì suo erede Tressiliano; ma nè l’allettante independenza del +viver campestre, nè le promesse di Elisabetta che lo invitava alla +Corte, valsero a stoglierlo dalla profonda malinconia che si stanziò +nel suo cuore. Finalmente dopo avere provveduto all’esistenza degli +antichi amici e de’ vecchi servi di sir Ugo, col suo fedele Raleigh, +s’imbarcò nella spedizione fatta alla Virginia; e giovane d’anni, +ma fatto vecchio dai cordogli, morì di morte immatura in una terra +straniera. + +In quanto spetta ai personaggi secondari della nostra storia ci +contenteremo dire, che lo spirito del Blount s’ingentilì in proporzione +che le sue rosette gialle appassirono, e diremo soprattutto ch’ei +si comportò qual valoroso uficiale nei campi della guerra, suo vero +elemento più che nol fosse la Corte. Quanto a Flibbertigibbet, +l’ingegno suo disinvolto lo trasse in considerazione e favore presso il +gran Tesoriere dell’Inghilterra, Guglielmo Cecil di Burleigh. + + . . . . . . . + +Tutto ciò che può dirsi abbozzo della presente storia, leggesi nelle +antichità della contea di Berk, scritte dall’Athmole; e n’è pure +sovente discorso nell’altre opere ov’è menzionato il conte di Leicester. + +L’ingegnoso traduttore del Camoens, Guglielmo Giulio Mickle, ha +composto sulla tragica morte della Contessa una commovente elegìa, +intitolata: _Il Castello di Cumnor_, e terminata coi seguenti versi: + + Da lunge sol quel diroccato resto + Osa guatar del loco, che ancor serba + Dal rio fatto d’Amy grido funesto, + La pastorella, e tanto le inacerba + Dolore il cor, che ne disvia gli armenti, + Quasi fosse velen di Cumnor l’erba. + Nè passeggier di notte è che s’attenti + Accostarsi a que’ merli, e n’ha ribrezzo + Tal, che suon crede di ferali accenti + Fin molle susurrar d’estivo orezzo. + + + FINE DI KENILWORTH. + + + + +NOTE: + + +[1] Quanto è maestro il pennello di Walter Scott nel non dimenticare +nessuna lievissima tinta purchè atta a rendere vie più veri i suoi +personaggi! Una Regina orgogliosa, quanto lo era Elisabetta, si sarebbe +vergognata, mostrando di ricordarsi minutamente i nomi di persone +ultime nella sua Corte. E che con questo sbaglio di nome abbia voluto +accennar ciò Walter Scott, apparirà manifestamente a chi rammenti, che +sul principio del Romanzo, il conte di Leicester, voglioso d’essere +re, ed a cui piacea farla da re, parlando di Tressiliano con Amy, non +sapea pronunziarne il nome, e profferiva invece l’altro ch’ei si creò +sull’istante, _Travaillon_, T. I, pag. 202. + +[2] Classe di nobili, che viene dopo i Baroni e di cui si parla più a +lungo nell’_Ivanhoe_, altro romanzo di Walter Scott. + +[3] _Balancing policy_: sembra che questo giuoco d’altalena sia stato +d’usanza, incominciato per lo meno dal tempo degl’Imperatori Romani, e +venendo in giù quanto si vuole. + +[4] Pandaro, personaggio di _Troilo e Criseide_ in Shakespeare, che ha +qualche somiglianza col _Bonneau_ della _Pulcella_. + +[5] + + Se non che la coscienza m’assecura + La bella compagnia che l’uom francheggia + Sotto l’usbergo del sentirsi pura. + _Dante_. + +[6] Si osservi che il Foster prima di partirsi da Cumnor per venire a +Kenilworth nunzio della fuga d’Amy, avrà naturalmente fatte indagini +sul modo di questa fuga, ed avrà parimente interrogato Giles Gosling, +che comunque propenso a Tressiliano, protestò già di non volersi +mettere in brighe principalmente col conte di Leicester o co’ suoi +partigiani. Si osservi in oltre che Varney avea già a lungo parlato con +Foster. Comunque tai cose vengano schiarite nel progresso del dialogo, +ho creduto non inopportuno il rammentarle, onde meglio apparisca che +l’autore in questo tratto del suo romanzo non può essere incolpato di +mettere a tortura indebita l’ingegno d’un attento leggitore. + +[7] Osservisi qui ancora la maestria del pittor romanziere. Se in +tutt’altro istante tai detti avesse pronunziati il Varney si sarebbe +posto al grave pericolo d’un confronto. Ma lo scaltro accolse l’istante +degli _accenti pronunziati_ (dal Leicester) _in mezzo a violentissima +agitazione_, l’istante in cui già lo vedea persuaso della reità della +moglie, ed in cui per conseguenza un tale suggerimento, oltre a non +essere rischioso a chi ’l profferiva, gli procacciava fede maggiore. + +[8] Alcuno potrebbe far questa obbiezione che sembra presentarsi +spontanea: _Ma Varney era egli più in tempo di tornare addietro +senza perdersi affatto? È egli possibile che un uomo indurato nella +scelleratezza, e giunto al passo cui era giunto costui, bilanciasse +nemmeno un istante fra un rimorso venuto troppo tardi, ed il proprio +annientamento?_ Tale obbiezione però perde forza; allorchè si consideri +che Varney poteva a tutti gl’istanti vedere Amy, e che ogni qual +volta avesse date prove non equivoche di pentimento a questa donna, +oltre ogni dire virtuosa, credula, compassionevole, ella era tale da +perdonargli e da sottrarlo col tacerne i commessi attentati ai furori +del Conte. + +[9] V. Tom. 1. pag. 126. + +[10] Nome di cantori girovaghi, assai giulivi, da cui vennero indi i +buffoni. + +[11] + + Oh! se color che invidiosi or sono + Del grado altero, d’onde a me gli omaggi + Vengon di cieche turbe, entro quest’alma + Il duol leggesser che la rode, e l’aspro + Martir di rattenerlo, non sì abbietto + Un sol fôra di lor, che sè in Dudley + Disïasse cangiar. + _Schiller_. Maria Stuarda. + +[12] Arte ammirabile dell’autore del romanzo! Dopo tai detti chi non +ama Leicester? Chi non è proclive a perdonargli i fatali errori, in cui +lo trasse la sua colpevole e cieca ambizione? Chi quasi non lo assolve +anticipatamente delle crudeli conseguenze, che questi errori medesimi +son per produrre? + +[13] Il fanciullo sapea fin da quando si disgiunse dal maniscalco, che +questi era al servigio di Tressiliano. + +[14] Chi non è proclive a piangere con Burleigh all’udire questi ultimi +accenti della Regina? Pur tali detti non sono che la confessione di +un’amante, che si sforza invano di nascondere la passione che la +signoreggia. Ma questa amante è la grande Elisabetta, e chi ne dipinge +la lotta d’affetti cui ella soggiace, è Walter Scott. + +[15] Vedi il congedo di Giles Gosling e Michele Lambourne al tom. 1. +pag. 216, 217. + +[16] E a questo passo e a diversi altri del presente capitolo, fino +alla terribile sua conclusione, richiamo i leggitori alla nota posta a +pag. 124 del 3.º tomo. + + + + + +Nota del Trascrittore + +Ortografia e punteggiatura originali sono state mantenute, correggendo +senza annotazione minimi errori tipografici. + +*** END OF THE PROJECT GUTENBERG EBOOK 79032 *** diff --git a/79032-h/79032-h.htm b/79032-h/79032-h.htm new file mode 100644 index 0000000..3daa97a --- /dev/null +++ b/79032-h/79032-h.htm @@ -0,0 +1,11136 @@ +<!DOCTYPE html> +<html lang="it"> +<head> + <meta charset="UTF-8"> + <meta name="viewport" content="width=device-width, initial-scale=1"> + <title>Kenilworth, vol. 4 | Project Gutenberg</title> + <link rel="icon" href="images/cover.jpg" type="image/x-cover"> + <style> +body {margin-left: 10%; 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MAROTTA e VANSPANDOCH.</span><br> +1825. +</p> +</div> + +<hr class="silver"> + +<div class="chapter"> +<p> +<span class="pagenum" id="Page_5">[5]</span> +</p> + +<p class="title"> +KENILWORTH. +</p> + +<h2 class="nosp">CAPITOLO PRIMO.</h2> +</div> + +<div class="poem-container"> +<div class="poem inl"><div class="stanza"> +<p class="i01">Troppo ancor tollerai. Con detti oscuri</p> +<p class="i01">Per l’intricato labirinto il filo</p> +<p class="i01">Tolto m’avete. Olà. Se miglior senno</p> +<p class="i01">Vostre labbra non regge, io ben saprommi</p> +<p class="i01">Dal mio cospetto allontanar chi audace</p> +<p class="i01">Da mia bontade cimentar presume.</p> +<p class="i05"> <i>Beaumont et Fletcher.</i></p> +</div></div> +</div> + +<p> +Non è nostro divisamento seguire l’esempio +del più volte citato Roberto Laneham +nel raccontare minutamente ciascuna delle +feste che si celebrarono in Kenilworth. Ne +basti il dire che dopo quel fuoco d’artifizio +alla cui descrizione giovonne l’eloquenza +di questo donzello del Consiglio, +la Regina dopo avere attraversata la torre +di <i>Mortimero</i>, entrò nella corte di Kenilworth, +passando fra mezzo ad una lunga +sequela di Divinità del Paganesimo, e di +antichi eroi, che prostrati le offerivano +omaggio e doni, sintantochè giunse al primo +salone del castello decorato con pompa +<span class="pagenum" id="Page_6">[6]</span> +addicevole a sì grande ricevimento. Nulla +pareggiava lo sfarzo delle preziose tappezzerie +che l’ornavano, e torcie intrise di +balsami vi spargeano ad un tempo luce e +profumi intantochè gratissima musicale +armonia faceva incanto agli orecchi. All’estremità +del salone sorgeva un maestoso +baldacchino che ombrava il trono d’Elisabetta; +e dietro ad esso aprivasi una porta +che metteva ad appartamenti adorni colla +massima profusione, e che vennero assegnati +alla Regina e alle matrone del suo +corteggio. +</p> + +<p> +Il conte di Leicester porse il braccio +ad Elisabetta nell’ascendere il trono, ove +sedutasi questa, le si prostrò innanzi il +favorito, e con modi in cui s’accordavano +ottimamente una rispettosa e cavalleresca +galanteria, e i sentimenti d’un’affezione +la più leale, baciò la mano offertagli +dalla Sovrana, ringraziandola con +accenti di vivissima riconoscenza dell’onor +compartitogli, onore massimo di quanti +un monarca possa concedere ad un suddito. +Tanta leggiadria spirava il Conte in +quell’atteggiamento, che per poco la Regina +non s’adoprò a prolungare una tal +parte di scena più di quanto rigorosamente +doveasi. Nel ritrarre la propria mano, +le permise di scorrere mollemente, siccome +a caso, sulla bella capigliatura del +<span class="pagenum" id="Page_7">[7]</span> +Conte, in profumate anella cadente; e i +moti d’interna compiacenza, che nel volto +di quella Sovrana si palesarono, ben +fecero accorti gli spettatori, com’ella avrebbe +di buon grado sostituito a quest’atto +che parea involontario una lieve carezza. +Si rialzò finalmente il Leicester; e postosi +in vicinanza del Trono, tessè in bell’ordine +ad Elisabetta la descrizione di quanto erasi +divisato per riceverla ed intertenerla; e +tutti questi divisamenti la Regina approvò +con quella grazia che ad essa era connaturale. +Allora il Conte le chiese per sè e +pei gentiluomini, che fin lì la scortarono +permissione di allontanarsi per pochi +istanti, onde ricomparirle innanzi con abiti +più convenevoli, e meglio degni della +sua Corte. «In tal breve assenza nostra, +ei soggiunse, questi signori (accennando +in dir ciò Varney, Blount, Tressiliano ed +altri) che ebbero tempo di cambiare le +loro vesti avranno l’onore di rimanersi +presso la Maestà Vostra.» +</p> + +<p> +«V’acconsento, o signore, la Regina +rispose. M’accorgo che sareste un ottimo +direttore di teatro, poichè sapete sì opportunamente +valervi di una doppia banda +di attori. Quanto a noi, per questa sera +vi faremo minori complimenti, perchè non +abbiamo divisato di spogliarci dell’abito +con cui venimmo. Ci ha prodotto qualche +<span class="pagenum" id="Page_8">[8]</span> +stanchezza un viaggio, che il concorso +de’ nostri fedelissimi sudditi rendè altrettanto +lungo, quanto nel fece delizioso +l’amore che ci dimostrarono.» +</p> + +<p> +Dopo ricevutane la permissione, il Leicester +si ritirò, e seco pur si ritrassero +gli altri gentiluomini, che aveano scortata +la Regina. Quelli che giunsero i primi, +e che già si erano vestiti nel modo convenevole +a quella solennità, rimasero nel +salone, ma per essere di grado inferiori +agli altri che uscirono, si tenevano ad +una distanza rispettosa dal trono. L’acuto +sguardo della Regina ben ravvisò in mezzo +a quella moltitudine e Raleigh e due o +tre altri gentiluomini, ch’ella conoscea +di persona. Fatto segno a questi d’avvicinarsi, +li salutò in grazioso modo, e primo +nell’essere ben accolto si fu il Raleigh, +troppo ben rammentandosi la Sovrana le +avventure del mantello e delle strofette. +Più volte ella si volse a lui onde le spiegasse +il nome e i gradi di quelli che le +stavano alla presenza, e si mostrò soddisfatta +delle risposte a mano a mano +datele dal Raleigh, poichè oltre all’essere +esatte, condite erano all’uopo di +vezzi e di arguzie. «E chi è quell’uom +rustico (diss’ella accennando Tressiliano) +quell’uom rustico, il cui disadorno abito +fa torto alla buona fisonomia?» +</p> + +<p> +<span class="pagenum" id="Page_9">[9]</span> +</p> + +<p> +«Se vostra Maestà brama saperlo, è +un poeta.» +</p> + +<p> +«Lo indovinai quasi al sol vederne il +vestito. Ho conosciuti alcuni <i>poeti</i> tanto +distratti che gettavano i loro mantelli in +mezzo al fango.» +</p> + +<p> +«Sarà stato perchè il sole ne abbarbagliava +le menti siccome gli occhi.» +</p> + +<p> +Elisabetta sorrise, e lasciò languire +questo discorso. «Ma, signor Raleigh, +vi ho chiesto il nome di quella persona, +e voi me n’additaste in vece la professione.» +</p> + +<p> +Di fatto Raleigh avrebbe voluto differir +l’istante di nominare l’amico suo +Tressiliano, non credendo esserne occasione +ben augurosa per lui il motivo +onde avea chiamati sopra di sè gli sguardi +della Regina. Ma dopo questi ultimi +detti di Elisabetta non gli fu più lecita la +reticenza. +</p> + +<p> +«Egli chiamasi Tressiliano.» +</p> + +<p> +«Tressiliano! rispose Elisabetta, il Menelao +del nostro romanzo! Per verità si è +abbigliato in guisa che fa le scuse della +sua Elena. Ma dov’è Farnham?‍<a class="tag" id="tag1" href="#note1">[1]</a>... si +<span class="pagenum" id="Page_10">[10]</span> +dice Farnham?.... In somma l’uomo +del conte di Leicester... il Paride della +contea di Devon.» +</p> + +<p> +Raleigh, profferì il nome di Varney, e +con maggiore ripugnanza ancora lo indicò +alla Regina, perchè nel costui abbigliamento +aveva sfoggiata tutta l’arte +propria il sartore; laonde questo Varney +annunziavasi favorevolmente a primo +aspetto, oltrechè se mancava di grazie, +un certo discernimento e l’uso di vivere +nel mondo cortigianesco supplivano in +tal qual modo a sì fatta mancanza. +</p> + +<p> +La Regina andava contemplando a vicenda +Tressiliano e Varney. «Io credo, +diss’ella, che questo signor Tressiliano il +poeta, troppo dotto, giurerei, per ricordarsi +alla presenza di chi dovea comparire, +è uno di que’ tali per cui Goffredo +Chaucer disse: <i>Il più saggio fra i letterati +non è sempre il più saggio fra gli uomini</i>. +<span class="pagenum" id="Page_11">[11]</span> +L’altro, Varney, è un furfante, però ha +lingua dorata, me ne ricordo, e son certa +che la bella fuggitiva non mancò di buone +ragioni per divenire infedele.» +</p> + +<p> +Raleigh non sapea che rispondere, persuaso +che avrebbe fatto mal ufizio a Tressiliano +col contraddir la Regina, e sembrandogli +anzi che sarebbe stata ottima +cosa al medesimo, se finalmente Elisabetta +avesse intromessa la propria autorità per +definire una bisogna, che occupava tutto +l’animo dell’amico, concentratosi con funesta +ostinazione in quest’unica idea. Mentre +Raleigh volgea tai cose nella mente, s’aperse +la porta, ed il Leicester accompagnato +da molti del suo parentado, e della nobiltà +a lui partigiana rientrò nel salone. +Portava un vestito di velluto bianco ricchissimo +che contribuiva a farne spiccare +il maestoso portamento, la grazia, e le +belle proporzioni della persona; tal che +parve ad ognuno il più avvenente fra quanti +cavalieri si fossero mai visti. Anche il +Sussex e gli altri gentiluomini andavano +fregiati di ricche vesti, ma la grazia e la +magnificenza del Leicester tutti oscuravali. +Elisabetta lo accolse con affabilità straordinaria. +«Rimane tuttavia da giudicarsi, +diss’ella, una processura spettante alla +regale nostra giurisdizione, processura +<span class="pagenum" id="Page_12">[12]</span> +che mi sta nell’animo, e come donna e +come madre di tutti i miei sudditi.» +</p> + +<p> +Un fremito involontario soprapprese il +Leicester nell’atto che inchinavasi per +protestare obbedienza ad ogni volere della +Regina. Fremette, e agghiacciò del pari +Varney, i cui sguardi non s’erano in tutta +quella sera distolti dal suo padrone. Dal +cambiamento comunque lieve che accadde +nella fisonomia del Conte, Varney comprese +subitamente qual fosse la cosa di cui +la Regina interteneva il suo favorito; ma +questi fece al proprio animo tale sforzo +da poter fingere l’intrepidezza, che alla +sua politica tortuosa volevasi; ed allorchè +la Regina soggiunse: «Noi parliamo +di Varney e di Tressiliano... Milord, questa +Signora è qui?....» il Conte potè +senza titubazione rispondere: «Nobile +principessa, ella non è venuta.» +</p> + +<p> +Aggrottò Elisabetta le ciglia, e mordendosi +il labbro, non diede che questa +sola risposta: «Per altro, Milord, il +nostro comando fu chiaro e preciso!» +</p> + +<p> +«E sarebbe adempiuto, illustre Sovrana, +non fosse stato che un semplice desiderio. +Ma, fatevi innanzi, Varney. Questo +gentiluomo farà noto a vostra Maestà il +motivo per cui la <i>ridetta Signora</i> (che +le labbra di Leicester si ribellavano al +<span class="pagenum" id="Page_13">[13]</span> +chiamarla <i>moglie di Varney</i>), non può +comparire alla regale presenza.» +</p> + +<p> +Avanzatosi Varney, sostenne senza +esitare quanto credeva egli stesso; che <i>la +parte citata a comparire dinanzi a sua +Maestà</i> (non più di Leicester ardiva egli +chiamarla <i>sua moglie</i>) era nell’assoluta +impotenza di corrispondere alla chiamata. +</p> + +<p> +«Ecco, proseguì a dire, l’attestato di +un abilissimo medico, il cui sapere e la +cui probità sono pienamente conosciuti a +sua Signoria di Leicester. Eccone un altro +di un devoto protestante, uomo dabbene +e d’intatta fama, del sig. Antonio +Foster, che alberga in sua casa la figlia +di sir Robsart. Provano entrambi questi +ricapiti che l’assalì tale infermità, per +cui non le fu possibile intraprendere il +viaggio.» +</p> + +<p> +«La cosa cambia d’aspetto, (disse la +Regina ricevendo i ricapiti ed esaminandone +il contenuto). Fate avvicinare Tressiliano. +Sig. Tressiliano, noi prendiamo +vivissima parte allo stato dell’animo vostro, +tanto più che da esso non sa dipartirsi +l’immagine di questa Amy Robsart, +o diremo Amy Varney. Ma che +volete? Il poter nostro, ne siano grazie +a Dio, e all’obbedienza che ci prestano +i fedeli sudditi Inglesi, ha bensì qualche +estensione. Pur vi sono tai cose, che si +<span class="pagenum" id="Page_14">[14]</span> +sottraggono a questo dominio. Noi non +possiamo, a cagion d’esempio, comandare +agli affetti d’una giovinetta inconsiderata, +nè costringerla a preferire il +sapere e il retto sentire alla elegante +veste d’un cortigiano. Tal cosa non è +in nostro arbitrio più di quanto lo sia +impedire gli effetti della infermità che +a quanto apparisce la soprapprese, e non +le permette di trovarsi alla nostra presenza, +siccome ne avevamo dato il comando. +Più possenti de’ nostri ordini sono +i due attestati del medico che le presta +cura, e dell’onesto suo ospite, i quali +entrambi fanno fede di tale infermità.» +</p> + +<p> +«Chiedo permissione alla Maestà vostra +di dirle che simili attestati non dicono la +verità,» rispose tantosto Tressiliano, che +in quell’istante paventando gli effetti di +una sì perigliosa impostura dimenticò la +promessa fatta ad Amy. +</p> + +<p> +«Che ascolto, o Signore? sclamò la +Regina. Voi porreste in dubbio la veracità +di Leicester? Però vi sarà dato tutto il +campo a difendervi. Alla nostra presenza +hanno diritto di parlare così il primo come +l’ultimo, così il più favorito come il più +ignorato de’ nostri sudditi. Voi sarete dunque +ascoltato senza interrompimenti. Ma +temete del parlar vostro se manca di prove. +A voi, prendete ed esaminate questi +<span class="pagenum" id="Page_15">[15]</span> +attestati. Diteci seriamente se dubitate, e +su quai fondamenti dubitate della loro +autenticità.» +</p> + +<p> +Intantochè la Regina così favellava, +tornò alla mente di Tressiliano la promessa +fatta ad Amy, e tal ricordanza +combattè l’ardente desio ch’era in esso +di dismentire formalmente questi attestati, +dei quali niuno meglio di lui sapea la +fallacia. Ma questa sua irresolutezza gli +fece torto e nell’animo d’Elisabetta e +in quello de’ circostanti. Voltava le carte, +siccome un idiota incapace d’intenderne +il contenuto; sicchè l’impazienza postasi +fin da prima nell’animo della Regina, +divenne in quell’istante manifesta +ad ognuno. +</p> + +<p> +«Voi siete un letterato, soggiuns’ella, +e un letterato di merito, così mi fu detto. +Per altro, siete d’una lentezza sorprendente, +quando non fa d’uopo che leggere +due parole. Veniamo dunque alla conclusione. +Questi attestati sono veri, o sono +falsi?» +</p> + +<p> +Crebbero in un modo a tutti palese +l’imbarazzo e la titubazione di Tressiliano, +il quale non volea per una parte +riconoscer per veri tali ricapiti, che forse +avrebbe dovuto fra breve chiarir come +falsi, e bramava per l’altra mantenere +la promessa fatta ad Amy, e darle il +<span class="pagenum" id="Page_16">[16]</span> +tempo, com’ella il chiese, di perorare da +se medesima la propria causa. Laonde, +dopo aver detto interrottamente: <i>Regina! +Regina!</i> prese per ultimo l’espediente di +darle questa risposta: «La Maestà vostra +mi costringe a profferire sopra ricapiti, +la cui autenticità, innanzi tutt’altra cosa, +dovrebb’essere provata da coloro che se +ne valgono in propria difesa.» +</p> + +<p> +«Sig. Tressiliano, voi siete buon avvocato, +siccome buon poeta (disse la Regina +lasciando sovr’esso uno sguardo in +cui tutto se ne esprimea lo scontento). Io +credea veramente che questi scritti essendo +stati presentati al cospetto del nobile +conte di Leicester, cui appartiene +questo castello, ed essendone chiamato in +testimonio l’onore del Conte, dovesse +bastar ciò per convincervi che sono veraci. +Nondimeno, poichè durate nel bramare +le formalità, Varney, o voi piuttosto +Leicester, perchè questo affare adesso +riguarda voi (detti lanciati a caso, ma +che fecero fremere il Conte), dite, +qual prova avete della verità di tali attestati?» +</p> + +<p> +Varney si affrettò a rispondere prima +di Leicester: «Il giovine conte di Oxford, +che qui trovasi, conosce la scrittura +del sig. Foster.» +</p> + +<p> +Il conte d’Oxford, giovane libertino +<span class="pagenum" id="Page_17">[17]</span> +e dissipatore, che avea più d’una volta +avute somme ad interesse, anche onesto, +dal Foster, dopo l’inchiesta fattagliene +attestò, come il Foster fosse un rispettabile +ed opulento <i>Franklin</i>‍<a class="tag" id="tag2" href="#note2">[2]</a>, accertando +ad un tempo ravvisarsene il carattere +in uno di que’ ricapiti. +</p> + +<p> +«E chi riconoscerà il carattere del +dottore? soggiunse allor la Regina. Mi +sembra ch’egli si nomini Alasco.» +</p> + +<p> +Il Masters medico di Sua Maestà, +che non avea dimenticato l’oltraggio sofferto +a Say’s-Court, e persuaso che la +sua testimonianza fosse per tornar grata +al Leicester, quanto spiacevole al Sussex +ed ai partigiani di questo Conte, +protestò aver fatto di molte consulte col +dottore Alasco, essere questi un uomo +fornito di vasto sapere, benchè quanto +al suo sistema di medicare non lo giudicasse +sulla buona via. Il conte di Huntingdon +cognato del lord Leicester, e la +contessa di Rutland ne fecero parimente +gli encomi, e tutti si chiamarono +a mente la scrittura delle sue ricette, +simile affatto, diceano, al carattere +<span class="pagenum" id="Page_18">[18]</span> +del certificato su cui cadeva il discorso. +</p> + +<p> +«Spero finalmente, sig. Tressiliano, +che si potrà chiudere tal discussione, +soggiunse allor la Regina. Prima del finire +di questa notte noi prenderemo alcune +risoluzioni onde persuadere sir Ugo +Robsart ad acconsentire alle nozze di +sua figlia. Quanto a voi, avete fatto il +vostro dovere, e al di là del vostro dovere. +Ma noi non apparterremmo al sesso +femminile, se l’animo nostro non fosse +proclive a compiangere le persone che +amore ha ferite. Dunque vi perdoniamo +l’arditezza che dimostraste, e vi perdoniamo +anche la sconvenevolezza di quei +vostri stivali, la cui infezione ha quasi +soffocati i profumi di milord Leicester.» +</p> + +<p> +L’essere eccessivamente delicata di odorato +era fra i distintivi organici di Elisabetta, +e ne diede lungo tempo dopo +una prova, allorchè scacciò dal suo cospetto +il conte di Essex, non reo d’altro +che di essersi presentato a lei, siccome +Tressiliano, cogli stivali alquanto +imbrattati di fango. +</p> + +<p> +In questo mezzo, Tressiliano ebbe il +tempo di raccogliere le proprie idee, e +riaversi dalla sorpresa prodottagli da un’impostura, +sostenuta con tanta audacia, e +che dismentiva fatti de’ quali fu testimonio +<span class="pagenum" id="Page_19">[19]</span> +egli stesso. Laonde si precipitò ai +piedi della Regina, e tenendola per la +veste, le disse: +</p> + +<p> +«Regina, se voi siete cristiana, s’egli +è vero che regnate per rendere giustizia +eguale a tutti i vostri sudditi... +per ascoltarli, come voi sperate di essere +ascoltata, e com’io ve l’auguro +(Dio secondi il mio voto!) a quel tribunale +innanzi a cui un giorno tutti +compariremo, degnatevi concedermi un +lieve favore. Non vi affrettate a pronunziare +giudizio. Concedetemi soltanto +ventiquattr’ore di tempo. Dopo sì breve +indugio vi proverò a tutta evidenza +la fallacia degli attestati onde si fa credere +che questa giovane infelice in tal +momento si trovi inferma nella contea +di Oxford.» +</p> + +<p> +«Lasciatemi, o signore (disse Elisabetta, +sorpresa da un impeto che ben +dovea parerle stravagante, comunque +fosse pel maschile suo animo forza bastante +per non concepirne timore). Quest’uomo +senza dubbio è pazzo. Il mio +figlioccio Harrington potrebbe dargli una +parte nel suo <i>Orlando Furioso</i>. Però nel +tenore della sua follia ravviso alcuna +strana singolarità. Parlate, Tressiliano: +a qual cosa vi sottomettete voi, se trascorse +le ventiquattr’ore, non potete dimostrar +<span class="pagenum" id="Page_20">[20]</span> +falso un fatto provato con modi +tanto solenni, siccome lo è l’infermità +della figlia di sir Robsart?» +</p> + +<p> +«Regina, a portare il mio capo sotto +la mannaia,» rispose subito Tressiliano. +</p> + +<p> +«Eh! questi sono propositi da pazzo. +E qual capo è mai caduto in Inghilterra, +se nol percosse il voler della +legge? Io vi domando, purchè però vi +rimanga senno bastante a potermi comprendere, +se quando v’accorgerete dell’assurdità +del vostro assunto col vederlo +andare a vôto, mi confesserete sinceramente +qual fu l’intenzione, che aveste +nel cimentarvi a sostenerlo.» +</p> + +<p> +Si tacque Tressiliano, condotto da +tale inchiesta a titubar nuovamente; perchè +pensava egli: «Se in questo intervallo +Amy si riconciliasse col proprio +marito, quanto mal ufizio le presterei +se svelassi misteri obbrobriosi ad un uomo +col quale ella dovrà sempre vivere, +e se facessi toccar con mano ad una saggia +e prudente Sovrana come fu sorpresa +con falsi attestati!» Tale incertezza +portò nuovo imbarazzo e negli +sguardi, e nella voce, e nel contegno di +Tressiliano. Per la qual cosa, allorchè +la Regina in severo tuono e corrucciata +in viso gli replicò l’inchiesta medesima, +ei le rispose con interrotte parole, +<span class="pagenum" id="Page_21">[21]</span> +che forse!... cioè!... secondo +le circostanze!... avrebbe spiegati i motivi +del suo operare. +</p> + +<p> +«Oh! per l’anima del re Enrico, +sclamò quella Sovrana, qui cova assolutamente +o demenza o malvagità. Raleigh, +il tuo amico è troppo pindarico +per potere starsene alla mia presenza; +conducilo teco, liberami dal vederlo, +perchè potrebbe accadergli peggio. I suoi +slanci sono troppo impetuosi in tutt’altro +luogo che non sia il Parnaso, o +San Luca. Tu però ritorna, poichè lo +avrai condotto in luogo sicuro. Quanto +avremmo desiderato conoscere questa beltà +che fa sì tremendo guasto nel cervello +d’un uomo decantato dianzi per +la Sua saggezza!» +</p> + +<p> +Tressiliano voleva dire altre cose alla +Regina, ma Raleigh costretto ad ubbidire +agli ordini avuti, ne lo impedì, +fattosi soccorrere da Blount per condurlo +fuor del salone, parte suo malgrado, +e parte anche non contro sua +voglia, poichè incominciava ad avvedersi +egli stesso, come un più lungo +rimanersi peggiorasse anzichè migliorare +i suoi interessi. +</p> + +<p> +Allorchè furono giunti nell’anticamera, +Raleigh pregò il Blount a far sì, +che Tressiliano venisse condotto negli +<span class="pagenum" id="Page_22">[22]</span> +appartamenti preparati alle persone del +corteggio di Sussex, e che se era d’uopo +vi si mettesse la guardia. +</p> + +<p> +«Tale stravagante passione, diss’egli, +e l’infermità della donna che ne +è lo scopo, hanno stravolto in singolar +modo il suo ingegno, aggiustatissimo +per l’addietro. Ma speriamo, un breve +riposo calmerà questo impeto. Solamente +badate a non lasciarlo uscire. È già assai +male impressionato per lui l’animo +di Sua Maestà; poche nuove provocazioni +basterebbero perch’ella gli trovasse +un ritiro più ingrato, e custodi +più malaugurosi.» +</p> + +<p> +«Io lo giudicai a dirittura pazzo (soggiunse +Nicolò Blount, dando un’occhiata +alle sue calze cremesine, ed alle sue +gialle rosette) allorchè posi mente a que’ +maledetti stivali che offesero le narici +della Regina. Voglio vederlo rinchiuso, +e torno subitamente. Ma dimmi, Walter, +la Regina non ha chiesto chi mi +fossi? Ho creduto accorgermi d’una sua +occhiata volta sopra di me.» +</p> + +<p> +«Venti occhiate! sì, venti occhiate +sopra di te! e le ho assicurato che sei +un bravo soldato, un... ma per l’amor +del Cielo conduciti via Tressiliano.» +</p> + +<p> +«Vado, vado, rispose Blount. Ti dirò +bene, che comincio ad avvezzarmi +<span class="pagenum" id="Page_23">[23]</span> +a questa vita cortigianesca. Non è poi +un passatempo tanto cattivo. Se non altro, +offre modi d’innalzarsi. Dunque, +Walter, amico mio, le dicesti che sono +un bravo soldato, e <i>un</i>... <i>un</i> che +cos’altro?» +</p> + +<p> +«<i>Un</i>... tutto che non si può esprimere. +Ma spacciati dunque, in nome +di Dio!» +</p> + +<p> +Tressiliano, senza opporre resistenza, +e senza movere verun’inchiesta, seguì +Blount, o a dir meglio si lasciò condurre +nell’appartamento di Raleigh, sofferendo +d’essere collocato in un letto sulle +cinghie, che in uno di que’ gabinetti +era stato apparecchiato ad uso di qualche +servo. Nè tardò ad avvedersi che +ogni sforzo per parte sua diverrebbe inutile +a conciliargli le premure e i soccorsi +degli amici, sintantochè il compire +delle ventiquattr’ore da lui consacrate +con promessa a rimanersi inoperoso, +non gli facesse abilità di svelare +tutte le cose, o veramente non gli togliesse +ogni desiderio e pretesto di frammettersi +in quanto riguardava il destino +d’Amy, forse vicina ad unirsi col suo +rapitore. +</p> + +<p> +Dovette Tressiliano adoperare molta +fatica, e assai rimostranze, fatte con calma +e dolcezza, per evitare la molestia +<span class="pagenum" id="Page_24">[24]</span> +di vedersi accampati nella sua stanza due +uomini della guardia del conte di Sussex. +Finalmente Blount in veggendolo +tranquillo nel letto, diede due o tre calci, +maledicendoli con tutto il cuore, +a quegli stivali del mal augurio, i quali, +giusta le nuove massime abbracciate +dal Blount, erano stati il sintomo concludente, +o forse anche la primaria cagione +del disastro cui soggiaceva il suo +amico. Per tal modo gli sforzi generosi +e disinteressati operati da Tressiliano +per la liberazione d’una donna, da cui +non ebbe che ingratitudine, non gli partorirono +in quel giorno migliori conseguenze +del cadere in disfavore della Regina, +e del farsi riguardare niente meno +che pazzo dai propri amici. +</p> + +<div class="chapter"> +<p><span class="pagenum" id="Page_25">[25]</span></p> + +<h2 class="nosp">CAPITOLO II.</h2> +</div> + +<div class="blockchap"> +<p> +I Sovrani anche i più saggi s’ingannano +spesse volte siccome gli +uomini di più bassa lega, e abbiam +veduto alcuni di questi monarchi +colle reali loro mani fregiar +della ciarpa di cavaliere indegne +spalle, sol meritevoli del +marchio del carnefice. Che vuol +farsi? Questi re certamente nelle +loro azioni avevano per iscopo +il meglio, ma non si può domandar +conto ad essi che dell’intenzione, +non già dell’evento. +</p> + +<p class="indr"> +<i>Antica Commedia.</i> +</p> +</div> + +<p> +«Ella è cosa ben crudele, disse la Regina +dopo la partenza di Tressiliano, il +vedere un uomo, fornito dianzi di saggezza +e dottrina ora ridotto ad avere il +cervello affatto guasto. Le prove evidenti +che ha date di follia dimostrano parimente +essere prive di fondamento le +accuse ch’egli ha promosse. Laonde, +signor di Leicester, noi non abbiamo +dimenticato l’inchiesta che ci avete +fatta pel vostro fedele servo Varney, +i cui pregi e la cui lealtà vogliono +<span class="pagenum" id="Page_26">[26]</span> +avere il suo compenso dalla Sovrana, +poichè a voi sono utili. Così il +favore che siamo per compartirgli diverrà +un premio dell’affetto zelante che ponete +in servirci. Vi concediamo adunque +la grazia che sollecitaste per Varney, +e tanto più volentieri in tal giorno, +che ricevendo ospitalità in vostra casa, +vi dobbiamo anche per tale riguardo +qualche prova d’animo grato. Si aggiugne +che questa prova particolare di +nostra benevolenza apporterà qualche sollievo +al buon cavaliere di Devon, a sir +Ugo Robsart, divenuto suo malgrado suocero +di Varney; e spero per tal via riconciliarlo +più facilmente col genero. A +me la vostra spada, sig. di Leicester.» +</p> + +<p> +La prese ella con molto riguardo, e +la sguainò, e mentre le Milady, che +le stavano di corteggio, volgeano altrove +il capo prese da un brivido, finto +o vero che fosse, gli occhi della Regina +si portarono avidamente a mirare il +lustro e i ricchi ornamenti damascati di +quella scintillante lama. +</p> + +<p> +«Se fossi stata uomo, diss’ella, credo +che non avrei ceduto a nessuno de’ miei +antenati nel desiderio di possedere una +bella spada. Mi diletto molto nel contemplare +le armi; e simile alla <i>fata Morgana</i>, +di cui lessi le avventure in un +<span class="pagenum" id="Page_27">[27]</span> +libro italiano... Oh! perchè mai qui +non trovasi il mio figlioccio Harrington? +Egli mi rammenterebbe il tratto di romanzo +che vorrei citare... Certamente +mi sarebbe grato il poter aggiustare i +miei capelli, e la mia acconciatura dinanzi +ad uno specchio d’acciaio, siccome +è questo... Riccardo Varney, avanzatevi, +e mettetevi in ginocchio. <i>In nome +di Dio; e di San Giorgio, noi vi facciamo +Cavaliere! Siate fedele, valoroso, +e felice</i>... sir Riccardo Varney, alzatevi.» +</p> + +<p> +Così fece il Varney, e si ritirò inchinando +con gran rispetto la Sovrana, +che tanto insigne onore gli conferiva. +</p> + +<p> +«Domani, aggiunse la Regina, noi vi +armeremo dello sperone nella cappella del +Castello, e così daremo fine alla cerimonia. +Intanto, vogliamo che abbiate +un altro fratello d’armi. Ma poichè la +giustizia dee regolare la distribuzione delle +nostre grazie, abbiam divisato di consultare +a tal uopo il nostro cugino, il +conte di Sussex.» +</p> + +<p> +Questo Pari, che dopo il suo arrivo a +Kenilworth, ed anzi sin dal principio +del viaggio erasi visto oscurar dal Leicester, +portava ombrata da tetre nubi la +fronte. L’aria sua di scontento non potè +sfuggire alla Regina, che sperò serenarne +<span class="pagenum" id="Page_28">[28]</span> +l’animo, e nel medesimo tempo conformarsi +al proprio sistema di <i>bilancia +politica</i>‍<a class="tag" id="tag3" href="#note3">[3]</a>, concedendo un contrassegno +particolare di favore al conte di Sussex, +allor quando parea più compiuto il trionfo +di chi gli era rivale. +</p> + +<p> +All’ordine che ne ricevette da Elisabetta +il Sussex, fu sollecito ad avvicinarsile, +e la Regina gli chiese qual +fosse fra i gentiluomini del suo seguito +cui darebbe voto di preferenza nella imminente +promozione. Ma quel Conte con +maggior sincerità che accortezza, rispose: +che avrebbe osato parlare a favore +di Tressiliano, cui si credeva debitore +della vita, e che d’altra parte, chiaro +per sapere e per pregi militari, discendea +da una famiglia scevra di macchie: +«Ma, soggiunse di poi, temo che gli +avvenimenti di questa notte!...» E +qui si fermò. +</p> + +<p> +«Vedo con piacere una tale circospezione +per parte della Signoria vostra, +disse Elisabetta. Dopo quanto è accaduto, +i nostri sudditi avrebbero ragione di +giudicare la loro Regina non meno stolta +<span class="pagenum" id="Page_29">[29]</span> +di quel povero gentiluomo (perchè +non credo mossa da cattive intenzioni la +sua condotta) avrebbero, dissi, ragione +di giudicare stolta la loro Regina, +se prescegliessimo un tal momento, onde +largheggiargli di favore.» +</p> + +<p> +«Quand’è così, rispose il Conte alquanto +scompigliato, la Maestà Vostra mi permetterà +di additarle il mio scudiere, +il sig. Nicolò Blount. Egli è gentiluomo +di buona casa, ed anche abbastanza antica. +Ha servito nella Scozia e nell’Irlanda, +e porta sul proprio corpo onorevoli +cicatrici.» +</p> + +<p> +Elisabetta non potè far di meno di +stringersi leggermente nelle spalle a tal +seconda proposta; e la duchessa di Rutland +ben lesse negli occhi della Regina +come questa avesse sperato, che il Sussex +le nomerebbe Raleigh, ponendola +così in grado di soddisfare i propri desiderii +ad un tempo, e di fare onore +alla raccomandazione del Conte. Laonde, +quale donna avveduta nell’arti cortigianesche, +aspettò prima che la Regina +acconsentisse all’inchiesta fattale a +favore di Blount; poi soggiunse, che +avendo que’ due potenti Pari avuta la +permissione d’indicare un candidato alla +cavalleria, ella oserebbe a nome di +tutte le matrone presenti supplicare per +un eguale favore. +</p> + +<p> +<span class="pagenum" id="Page_30">[30]</span> +</p> + +<p> +«Non sarei donna, se ricusassi cotale +inchiesta,» sorridendo la Regina +rispose. +</p> + +<p> +«Supplico adunque la Maestà vostra +in nome di tutte queste Lady, aggiunse +allor la Duchessa, ad innalzare al grado +di cavaliere Walter Raleigh, che +per lustro di nascita, e pei bei fatti d’armi, +e per la solerzia da lui posta nel +servire il nostro sesso colla spada non +meno che colla penna, si è fatto degno +di tale onore.» +</p> + +<p> +«Ringrazio queste Lady, rispose Elisabetta +col contento sul labbro, e condiscendo +alla loro inchiesta. L’amabile +scudiere <i>senza mantello</i> diverrà il prode +cavaliere <i>senza mantello</i>, come voi +altre lo desiderate: fate dunque venire +a noi i due candidati.» +</p> + +<p> +Blount per anche non ritornava; onde +il Raleigh si avanzò solo e prostratosi, +ricevè dalle mani della Sovrana il +titolo di cavaliere, che pochi meritavano +al pari di lui; tanto andava adorno +di pregi. +</p> + +<p> +Nicolò Blount arrivò qualche momento +dopo, e seppe dal labbro di Sussex, +che egli incontrò alla porta della +sala, le intenzioni favorevoli della Regina, +e l’ordine avuto di farlo appressare +al trono. Egli è uno spettacolo non +<span class="pagenum" id="Page_31">[31]</span> +molto raro, e ad un tempo penoso e +ridicolo il vedere un uomo fornito di un +criterio posato e non fatto agli slanci, +allorchè, o la civetteria di avvenente +donna, o qualsivoglia altro motivo lo +traggono in quelle inezie che s’addicono +soltanto all’amabile giovinezza, o a +coloro in cui l’abito fe’ di queste una +seconda natura. A tale condizione +trovavasi il povero Blount, la cui testa +era già sconcertata dalla ricchezza +del suo abbigliamento, e che si era +fitto in animo di dovere adattare a questo +il proprio contegno. La subitanea +novella di una tal promozione diede compiuto +trionfo a quello spirito di leggerezza +e di vanagloria che faceva guerra +all’indole di lui primitiva, e d’improvviso +trasformò un uomo semplice e +di modi ruvidi anzi che no in un farfallino +della specie più strana e ridicola +che mai si fosse veduta. +</p> + +<p> +Il candidato cavaliere si avanzò nel +salone, che per sua disgrazia gli conveniva +attraversare da cima a fondo. +Volgeva la punta del piede al di fuori +con tanta caricatura, che la parte posteriore +della gamba presentandosi ognora +la prima, somigliava assai ad uno di +quegli antichi coltelli a lama ricurva. +In tutto il restante del suo portamento +<span class="pagenum" id="Page_32">[32]</span> +il Blount non dismentiva questa andatura +grottesca. E tal mescolanza d’imbarazzo +e di vanaglorioso contento era +cosa sì compiutamente ridicola che i partigiani +di Leicester non poterono rattenere +un maligno sorriso, cui parteciparono +senza volerlo alcuni pure fra i gentiluomini +del Sussex, benchè costretti +a mordersi dalla rabbia le dita. Lo stesso +Sussex perdendo la pazienza, si vide +alla necessità di dirgli all’orecchio: «Maledetto +Blount non sai dunque camminare +come fa un uomo e un soldato?» +Tale rimprovero lo fece fremere e si +fermò sgomentito, allorchè volgendo un +guardo alle sue rosette gialle e alle sue +calze rosse, prese nuova fidanza, e tornò +a camminar come prima. +</p> + +<p> +La Regina accolse il povero Blount +cavaliere con una ripugnanza che non +dava luogo ad equivoco. Perchè inoltre +è da sapersi ch’ella era al sommo riguardosa +nel conferire questi titoli d’onore, +de’ quali dopo lei gli Stuardi largheggiarono +con sì poca politica, che +gl’impoverirono d’una gran parte dell’antico +lor pregio. Non appena il Blount +si fu allontanato, che la Regina +volgendosi alla duchessa di Rutland, così +disse: «Lo spirito di noi altre donne, +mia cara Rutland, supera d’assai +<span class="pagenum" id="Page_33">[33]</span> +lo spirito di queste creature che portan +giubba e calzoni. Dei tre cavalieri proposti, +il tuo candidato solamente era +degno di questo titolo.» +</p> + +<p> +«Sir Riccardo Varney, l’amico di +milord Leicester... ha certamente il suo +merito...» la Duchessa soggiunse. +</p> + +<p> +«Varney, replicò la Regina, ha la +fisonomia torva e la lingua melata. Temo +bene non disonori il titolo che ha +ricevuto. Basta! Io avea già promesso +ciò da lungo tempo. Ma quel Sussex +assolutamente ha perduto il cervello. La +prima volta ci propone un matto della +natura di Tressiliano; poi dopo, un vero +campagnuolo è il suo secondo protetto. +Ti giuro, mia cara Rutland, che +quando mi stava davanti, facendo contorsioni +e smorfie, come se la zuppa troppo +calda gli avesse scottato il palato, +ho fatto fatica, allorchè doveva percotergli +l’omero colla spada, a non fracassargli +in vece la testa.» +</p> + +<p> +«Vostra Maestà nondimeno gli ha dato +un abbraccio alquanto aspro, disse +la Duchessa: noi abbiamo udito la lama +della spada sonar sul suo collo, e +il pover uomo ha fatto un moto come +di chi si credesse ferito.» +</p> + +<p> +«Non seppi astenermene, mia cara +amica, rispose la Regina... Ma noi +<span class="pagenum" id="Page_34">[34]</span> +manderemo questo sir Nicolò nell’Irlanda +o nella Scozia, o in qualunque altro +paese, purchè liberiamo la nostra +Corte da tale cavalier campagnuolo.» +</p> + +<p> +Dopo sì fatte osservazioni della Regina, +la conversazione divenne generale; +nè tardò il Leicester a supplicare sua +Maestà perchè volesse venire a prendere +la sua sede al banchetto. +</p> + +<p> +Dovettero i convitati attraversare la +corte interna del castello per giugnere +ai nuovi edifizi ove trovavasi la vasta +sala della mensa, già imbandita di una +cena degna di sì bel giorno. +</p> + +<p> +In questo tragitto i novelli cavalieri +si videro circondati dagli araldi, dagli +uomini d’armi e dai canterini che gridavano +secondo l’usanza: <i>generosità, generosità, +o i primi fra i prodi cavalieri</i>. +Tale acclamazione, antica assai, intendeva +ad eccitare la generosità dei candidati +a favore di quelli, il cui mestiere stavasi +o nel custodire le armature o nel celebrare +con allegri canti le imprese de’ novelli cavalieri. +Coloro ai quali s’indirigevano tali +sollecitazioni, lor corrisposero con molta +liberalità. Il Varney adoperò cortesia, +e ricercata modestia nel distribuire +i suoi donativi. Raleigh accompagnò i propri +di quella grazia disinvolta che appartiene +soltanto alle persone assuefatte +<span class="pagenum" id="Page_35">[35]</span> +al viver dei Grandi. Il povero Blount +diede tutto ciò che del suo assegnamento +d’un anno il sartore gli aveva lasciato. +In mezzo a quello scompiglio del suo animo +traeva fuori le monete, poi si fermava +a contemplarle, indi le distribuiva +particolarmente a questo e a quello, coll’aria +inquieta e col contegno d’un sagristano +che fa la limosina ai poverelli della +parrocchia. +</p> + +<p> +Sì fatte liberalità vennero accolte fra +i ringraziamenti e i <i>vivat</i> di costume. Ma +poichè coloro che ne profittarono erano +pressochè tutti persone poste al servigio +del Leicester, il nome del Varney era +quello che in mezzo a più vivi applausi +si ripetesse. Soprattutto il Lambourne faceasi +discernere co’ suoi schiamazzi: «Lunga +vita a sir Riccardo Varney — Salute +e onore a sir Riccardo — Non fu mai +creato più degno cavaliere (ed aggiugneva +abbassando la voce) incominciando dai +tempi del valoroso sir Pandaro di Troia‍<a class="tag" id="tag4" href="#note4">[4]</a>,» +conclusione che fece ridere chiunque +si trovò assai vicino per poterla udire. +</p> + +<p> +Sarebbe cosa superflua l’intertenerci +<span class="pagenum" id="Page_36">[36]</span> +più a lungo delle feste di questa sera, le +quali furono sì brillanti, e tanto contentarono +la Regina, che il Leicester ritirandosi +nel suo appartamento, vi si portò +affatto ebbro d’ambiziose speranze. Stava +colà il Varney, che spogliatosi del ricco +suo vestimento, in abito semplice e modesto +aspettava il padrone per compiere +le fazioni che giusta il suo ufizio spettavangli +allorchè il Conte si metteva in letto. +</p> + +<p> +«Che vedo, sir Riccardo? disse sorridendo +il Leicester, queste umili vesti +non si confanno alla nuova dignità cui +siete innalzato.» +</p> + +<p> +«La rinunzierei, rispose il Varney, +sol ch’io immaginassi mi potesse allontanare +dalla Signoria vostra.» +</p> + +<p> +«Lo vedo, tu sei un servo riconoscente, +soggiunse il Leicester; ma non ti permetterò +il fare alcuna cosa, che possa pregiudicarti +nell’opinione degli altri.» +</p> + +<p> +A malgrado di questi detti, il Conte +accettava i servigi del nuovo cavaliere, +che diede a divedere in prestarglieli tanto +contento quanto ne dimostrava colle +parole. +</p> + +<p> +«Non ho paura delle male lingue, rispose +a tale osservazione del Conte il Varney, +perchè non v’è in tutto questo castello +(permettete adunque ch’io vi levi +il collare), non v’è in tutto questo castello +<span class="pagenum" id="Page_37">[37]</span> +alcuno che non si aspetti di vedere +persone ben poste in più alto grado di +questo ch’or debbo alla vostra bontà, di +vederle, dico, tenersi onorate in adempiere +presso voi gli ufizi di camerlingo.» +</p> + +<p> +«Sì: ciò potrebbe accadere,» disse il +Conte mettendo un involontario sospiro; +poi soggiunse: «Dammi la mia veste da +camera, o Varney, è d’uopo ch’io contempli +il Cielo. Dimmi non dovrebb’essere +ben tosto luna piena?» +</p> + +<p> +«Credo di sì, Milord, lo mette almeno +l’almanacco.» +</p> + +<p> +Stava in quell’appartamento una finestra +che aprendosi, mettea su piccolo +poggio di pietra, merlato com’era d’uso +in tutti i castelli d’architettura gotica. +Spalancandola il Conte, vide dinanzi a +sè gran parte del lago e del bosco che +copriva l’opposta sponda. I raggi della +luna posavano immobili sull’onda azzurra +e sui folti gruppi degli olmi e delle quercie +che si mostravano in maggiore distanza. +L’astro della notte in mezzo al suo +corso scorgeasi cinto da mille stelle secondarie. +Calma profonda regnava sulla +terra, solamente interrotta a quando a +quando dalle voci delle sentinelle e dal +lontano abbaiamento de’ veltri svegliati +dagli apparecchi d’una caccia magnifica, +che divisavasi pel nuovo giorno. +</p> + +<p> +<span class="pagenum" id="Page_38">[38]</span> +</p> + +<p> +Contemplò il Leicester la volta del firmamento, +e gli atti suoi e il suo contegno +esprimevano come si stesse assorto +in un’estasi irrequieta, intantochè il Varney, +tenutosi all’ombra della parte interna +di quella stanza, potea, senz’esser +veduto, osservare con segreto giubilo il +suo signore, che stendea le braccia verso +i corpi celesti. +</p> + +<p> +«O voi globi di vivace fiamma (tal +fu l’invocazione che indirisse loro questo +uomo ambiziosissimo), voi scorrete taciturni +l’orbita della misteriosa vostra carriera. +Ma la saggezza vi attribuì una loquela. +Ditemi adunque qual sia l’alto destino +a me serbato? La grandezza che +agogno, sarà ella brillante, sublime, durevole +quanto la vostra? o sarei io condannato +a non risplendere che qual lampo +fugace in mezzo alle tenebre della notte +per ricadere indi verso la terra, simile +agli avanzi di que’ fuochi d’artifizio, +onde gli uomini tentano imitare i vostri +raggi?» +</p> + +<p> +Rimirò ancora il Cielo per un minuto +o due, indi rientrò nella stanza, mentre +Varney si mostrava inteso a riporre +entro una cassetta i gioielli, che il Conte +aveva posati sopra una tavola. +</p> + +<p> +«Che pensa del mio oroscopo Alasco? +richiese il Conte. Gli è vero che tu mel +<span class="pagenum" id="Page_39">[39]</span> +dicesti, ma me ne sono dimenticato, perchè +non ho seria fiducia in quest’arte.» +</p> + +<p> +«Pure, v’ha degli uomini istrutti che +pensano altrimenti, rispose Varney, e se +io debbo dire sinceramente il mio avviso +alla Signoria vostra, comunque non istrutto, +sono fra quelli.» +</p> + +<p> +«Ah! come Saule in mezzo ai profeti!... +soggiunse il Conte. Io credea che +tu professassi in vece un assoluto scetticismo +su di tutte quelle cose che non puoi +o vedere, o intendere, o toccare, o gustare, +o ascoltare, in somma pensai limitata +alla sola prova de’ sensi la tua +credulità.» +</p> + +<p> +«Potrebbe anch’essere che il desiderio +di vedere adempiuta la predizione +dell’astrologo mi rendesse più credulo +in questo giorno. Alasco disse, che il +vostro pianeta favorevole si trova nella sua +<i>culminazione</i>, e che l’<i>influenza contraria</i> +(nè volle più chiaramente spiegarsi) benchè +non affatto vinta, è evidentemente +nel suo <i>retrogrado</i>. Furono questi, mi +sembra, i suoi propri termini.» +</p> + +<p> +«Sì, veramente questi, replicò il Leicester, +osservando una recapitolazione di +calcoli astrologici, ch’ei si tenea fra le +mani; l’<i>influenza</i> più forte sarà prevalente, +e a quanto credo, l’ora fatale è +passata. Aiutatemi, o Riccardo, a spogliarmi +<span class="pagenum" id="Page_40">[40]</span> +della mia veste da camera, e rimanete +un qualche momento, tanto che +io mi ponga in letto. Credo che le fatiche +di questa giornata mi abbiano messo +la febbre nel sangue; ei scorre per le +mie vene ardente al pari di piombo liquefatto. +Aspetta anche un poco, te ne +prego, vorrei pure sentirmi gli occhi gravi +dal sonno.» +</p> + +<p> +Il Varney rimase officiosamente vicino +al letto del suo signore; indi pose una +lampada d’argento massiccio insieme ad +una spada sopra una tavola di marmo che +era presso del capezzale. Fu allora che il +Conte, fosse per non essere incomodato +dalla luce della lampada, o fosse per nascondere +il proprio volto a Varney, abbassò +quanta parte di cortina bastava ad +entrambi questi due scopi. Il Varney nel +tornare ov’era prima, sedè colle spalle +volte al Conte in tal modo, da fargli comprendere +che in lui non era il disegno di +spiarne la fisonomia, o indovinarne i moti +dell’animo; poi aspettò che Leicester +incominciasse a parlar della cosa, che il +teneva meditabondo. +</p> + +<p> +Il Conte, dopo avere per qualche tempo +aspettato invano che il suo scudiere fosse +primo a dar motivo ai discorsi si fece a +dire in tal guisa: «Dunque, Varney, si +va parlando della bontà che la Regina ha +per me?» +</p> + +<p> +<span class="pagenum" id="Page_41">[41]</span> +</p> + +<p> +«E come vorreste, o Milord, che si +tacesse di cosa tanto manifesta?» +</p> + +<p> +«Di fatto, ella è una buona padrona, +soggiunse il Conte; ma fu la Saggezza +stessa che scrisse: non ti fidare soverchio +sulla buona grazia dei principi.» +</p> + +<p> +«La sentenza è ottima e vera, sempre +quando però non si abbia l’accortezza di +collegare i nostri cogl’interessi loro in tal +guisa, da tenerli in pugno come il falco +prima di permettergli il volo.» +</p> + +<p> +«Indovino a che intende il tuo discorso, +disse il Leicester con impazienza, nè +m’impedisce il comprenderlo tutta la circospezione +che metti nel farlo. Vuoi significarmi, +che sposerei la Regina, sol +che il volessi.» +</p> + +<p> +«La Signoria vostra lo disse, e non io. +Ma che rileva qual di noi due l’abbia +detto? Sopra ogni cento persone ve n’ha +novantanove in Inghilterra che credono +la medesima cosa.» +</p> + +<p> +«Sì, (disse il Leicester, ravvolgendosi +per il letto) ma la centesima è meglio +istrutta delle novantanove. E tu! tu, a +ragion d’esempio, conosci tali ostacoli che +non si possono superare.» +</p> + +<p> +«E nondimeno, la cosa debb’essere, +se vogliamo aver fede alle stelle,» disse +posatamente l’astuto Varney. +</p> + +<p> +«Che cosa dici? Eh! ch’io so non +<span class="pagenum" id="Page_42">[42]</span> +credere tu nè all’astrologia, nè a verun’altra +cosa.» +</p> + +<p> +«Domando perdono alla Signoria vostra, +ella è nell’errore. Io credo a certi +presagi dell’avvenire. Non dubito per +portarne un esempio, che se pioverà in +aprile, vi saranno fiori nel maggio, che +se farà bel sole, il grano diverrà maturo. +E nella mia filosofia naturale trovo parecchie +cose che mi trarrebbero a prestar +fede alle stelle, se le stelle le predicessero. +Ne deriva quindi che non mi +asterrò certamente dall’aver fiducia in +questi eventi, i quali generalmente sono +aspettati siccome desiderati, per ciò solo +che gli astrologi credettero d’averli letti +nel Cielo.» +</p> + +<p> +«Hai ragione (disse Leicester smaniando +più fortemente nel letto). Tutti +desiderano queste nozze. Ne ho ricevute +congratulazioni dalle chiese riformate dell’Allemagna, +de’ Paesi Bassi e della Svizzera, +tutte persuase che dipenda da tali +nozze la salute d’Europa. La Francia non +sarebbe per opporsi al loro effettuarsi, +e la fazione dominante della Scozia le +avrebbe siccome una sua guarentigia; la +Spagna le teme, ma non ha forza di +contrariarle; e contuttocciò vi è noto che +sì fatto avvenimento è impossibile.» +</p> + +<p> +«Non vedo tutta questa impossibilità. +<span class="pagenum" id="Page_43">[43]</span> +La Contessa è incomodata nella salute.» +</p> + +<p> +«Sciagurato! (sclamò Leicester alzandosi +dal letto ed afferrando la spada posta +sopra la tavola) abbandona questi pensieri +esecrabili. Vorresti forse assassinarla?» +</p> + +<p> +«Per chi mi prende la Signoria vostra? +(disse il Varney pompeggiando di +tutta quella dignità che s’addirebbe alla +calunniata innocenza). Non mi è sfuggito +alcun accento che possa dar motivo a tanto +orribili imputazioni. Solamente dissi +che la Contessa è inferma, e comunque +amabile e teneramente amata, non è per +ciò men soggetta alla legge universale. +Ella potrebbe morire, e la Signoria Vostra +rimanere in libertà.» +</p> + +<p> +«Lungi da me un’idea sì desolante! +Che non se ne parli più mai!» +</p> + +<p> +«Auguro la buona notte alla Signoria +vostra,» e in dir questo si alzò Varney, +il quale finse interpretare le ultime parole +del Conte siccome un comando d’andarsene. +Ma lo rattenne il Leicester. +</p> + +<p> +«Tu non mi fuggirai così, compare +matto. E credo in vero, che il tuo nuovo +grado ti abbia fatto dar volta al cervello. +Dimmi dunque, tu non riguardi questi +ostacoli come invincibili?» +</p> + +<p> +«Milord, permettetemi. Piaccia a Dio +di concedere lunga vita alla vostra bella +Contessa, benchè nè l’amore che le +<span class="pagenum" id="Page_44">[44]</span> +portate, nè i miei voti abbiano forza di +renderla immortale. Ma viva pur ella +quanto lungamente è da desiderarsi per +la sua e per la vostra felicità! questi +nodi a mio avviso non v’impediscono di +farvi re d’Inghilterra.» +</p> + +<p> +«Eccone una d’altro conio! Tu sei +pazzo; assolutamente pazzo, povero il mio +Varney!» +</p> + +<p> +«Eppure! vorrei come son sicuro di +quanto dico, esserlo di possedere un giorno +una bella e buona signoria. Ignorate +forse, come in altri paesi può starsi un +maritaggio <i>di mano manca</i> fra persone di +grado diverso, e che tal maritaggio non +costringe il marito a ricusare nodi più convenevoli +al suo stato?» +</p> + +<p> +«Sì veramente; intesi dire, che quest’uso +veniva praticato nell’Allemagna.» +</p> + +<p> +«Vi dirò di più. Si pretende che i dottori +delle università straniere aggiungano +forza a questa duplicità di nozze col peso +di vari testi della scrittura. In fine poi +qual gran male sarebbe? L’amabile compagna +che vi siete prescelta avrebbe tutti +i migliori vostri momenti, quelli cioè del +riposo, che son pur quelli in cui l’animo +si apre con libertà in seno all’amore +ed all’amicizia. Non danno per la sua fama: +non pace tolta alla sua coscienza. +Allora, voi siete padrone di provvedere a +<span class="pagenum" id="Page_45">[45]</span> +tutto, se il Cielo vi fa felice di prole. +Potete poi anche riserbare ad Elisabetta +dieci volte più tempo e dieci volte più +amore di quanto mai don Filippo di Spagna +non ne abbia consacrato a Maria, +sorella d’Elisabetta. E nondimeno sapete +che quella moglie di don Filippo ad +onta di tanta negligenza e freddezza amò +assai suo marito. Non sono necessarie a +tal fine che bocca chiusa e fronte aperta, +ed è in voi tutto l’arbitrio di tenervi ad +un tempo e la vostra Eleonora, e la vostra +bella Rosamonda. Lasciate a me +l’incarico di trovarvi un ritiro, ove non +giunga mai a penetrare l’occhio geloso +della Regina.» +</p> + +<p> +Il Leicester mantenne per qualche +tempo il silenzio poi sospirando disse: +«No, la cosa è impossibile. Addio, +Varney... Rimanete un altro istante. Che +giudicate voi di Tressiliano e del disordinamento +della sua mente? Non potrebb’egli +essere che questo delirio ed il +negletto abito con cui si presentò agli +sguardi della Sovrana, avessero secondi +fini? Ch’ei credesse forse d’eccitare nell’animo +d’Elisabetta quella compassione +non solita a negarsi giammai ad un amante +abbandonato dalla sua donna, e tratto +perciò fuor di senno?» +</p> + +<p> +Varney diede in grande scoppio di risa, +<span class="pagenum" id="Page_46">[46]</span> +e ridendo rispondea: «Oh! Tressiliano +non pensa a tal cosa.» +</p> + +<p> +«Spiegati, non t’intendo. Nè tu ridi +mai che sotto il tuo riso non covi qualche +malizia.» +</p> + +<p> +«Volea dire, o Signore, che Tressiliano +ha trovato l’espediente il più sicuro +per non morire d’affanno. Si è provveduto +d’un divagamento, d’una compagnia. +La sorella d’una specie di commediante, +cred’io, alloggia seco lui in quella +camera della torre di <i>Merwyn</i> che per +motivi particolari io avea ordinato gli +fosse assegnata.» +</p> + +<p> +«Si è fatta un’amica, tu il credi, si +è fatta un’amica?» +</p> + +<p> +«Certamente! Milord, ma una di quelle +amiche, che vanno nelle stanze dei gentiluomini +ad aspettare ore intere tantochè +giungano.» +</p> + +<p> +«In fede mia è tal novelletta, che sarà +ottima da raccontarsi a tempo e luogo. +Già per massima non ho mai creduto a +questi dotti che hanno la fisonomia di +bacchettoni. Ma bene! sig. Tressiliano, +voi almeno non fate cerimonie in mia +casa. Se do passata a questa libertà ch’ei +si prende, può ringraziarne una certa +ricordanza che mi dura tuttora. Nondimeno, +Varney, tenete l’occhio sopra di lui.» +</p> + +<p> +«Per vegghiarlo meglio appunto lo +<span class="pagenum" id="Page_47">[47]</span> +alloggiai nella torre di <i>Merwyn</i>, ove gli +fa la guardia il mio servo, vigilantissimo +comunque sia il primo beone che viva su +questa terra. Intendo Michele Lambourne, +quell’uomo di cui altre volte ho parlato +a <i>Vostra Maestà</i>.» +</p> + +<p> +«<i>Vostra Maestà!</i> Che significa un tale +epiteto?» +</p> + +<p> +«È un epiteto, Milord, che se non istò +bene attento, mi corre al labbro senza +che io il voglia; ma mi sembra epiteto +sì naturale, che non ho cuore di ritrattarlo.» +</p> + +<p> +«In somma, mi confermo in questo +ognor più: la tua recente dignità ti ha +sconcertato il cervello; i nuovi onori vanno +alla testa, come il buon vino.» +</p> + +<p> +«Possa la Signoria vostra parlarne ben +tosto per esperienza!» e in questa Varney +si ritirò augurando al suo signore la +buona notte. +</p> + +<div class="chapter"> +<p><span class="pagenum" id="Page_48">[48]</span></p> + +<h2 class="nosp">CAPITOLO III.</h2> +</div> + +<div class="blockchap"> +<p> +«Ecco la vittima in vicinanza dell’empio +che la tradisce, a guisa +di cerva giacente a piedi del cacciatore, +che offre a nobil matrona, +signora della caccia, la +spada ignuda, per portare il colpo +estremo allo spirante animale. +</p> + +<p class="indr"> +<i>Il Taglialegna</i>. +</p> +</div> + +<p> +N’è d’uopo far ritorno all’appartamento +di <i>Merwyn</i>; o piuttosto al carcere dell’infelice +contessa di Leicester, che per +qualche tempo seppe frenare l’impazienza +e l’inquietezza fra cui avvolgeasi. Ella +ben sentiva come in mezzo al tumulto, +inevitabile in sì fatto giorno, era tra le +cose possibili, che la sua lettera non fosse +così presto giunta a Leicester, e che per +altra parte non gli era lecito il sottrarsi +improvvisamente al suo servigio presso +Elisabetta per venire a visitar lei in +quell’asilo recondito. «Comprendo che +non posso sperare di vederlo prima di +notte, pensava ella fra se medesima. So +che farà ogni possibile per anticiparmi +<span class="pagenum" id="Page_49">[49]</span> +tale contento. Pur m’accorgo che dovrò +portar con pazienza questo ritardo.» +</p> + +<p> +Ciò nullameno non passò istante che +ella non si aspettasse il Conte, e mentre +volea persuadere a se stessa il contrario, +ogni lieve rumor ch’ella udia, gli dipignea +il Conte frettoloso di correre fra le +sue braccia. +</p> + +<p> +Le fatiche del precedente viaggio, e l’agitazione, +ben naturale in chi sofferiva +tanto penosa incertezza, diedero tale scotimento +ai suoi nervi ch’ella omai si temeva +incapace di aver forza per quegli +eventi quali si fossero che l’aspettavano. +Ma comunque viziata anzi che no in sua +fanciullezza, robusti ne erano l’animo +ed il temperamento; chè alla robustezza +del secondo genere avea molto contribuito +l’esercizio di cacciar sovente in compagnia +di suo padre. Ella chiamò in soccorso +attorno di sè tutte le proprie forze, +e ben comprendendo come il suo futuro +destino dipendesse in gran parte dall’intrepidezza +che avrebbe serbata, pregò +silenziosa il cielo volesse reggerla, e fece +ad un tempo proposito di non cedere +ad alcun moto dell’animo che fosse inteso +ad indebolirla. +</p> + +<p> +Pure allor quando la maggior campana +del castello, che posta sulla torre di <i>Cesare</i> +distava poco dall’altra di <i>Merwyn</i>, +<span class="pagenum" id="Page_50">[50]</span> +incominciò ad annunziare l’arrivo della +Corte, tal suono fu oltre ogni dire penoso +ad organi delicati, che l’interno +turbamento rendea men atti a forti impressioni; +laonde non potea rattenersi +al mettere un dolente grido ogni qual +volta udiva il cupo squillar di quel bronzo. +</p> + +<p> +E peggio fu poi allora che vide la picciola +stanza in cui stavasi come innondata +da flutti di luce, mandata ivi dai +razzi che s’incrocicchiavano per l’aria +a guisa di fantasmi di fuoco, o di salamandre +che eseguissero bizzarre danze +nella regione de’ Silfi. Le parve in quell’istante, +che ognun di que’ razzi scoppiasse +in tanta vicinanza de’ suoi occhi +ond’ella ne sentisse il calore. +</p> + +<p> +Pur lottò contro questi terrori fantastici, +superando se medesima tanto da +mettersi alla finestra e contemplare uno +spettacolo che, in altri tempi, e vago +e maestoso le sarebbe comparso. Le torri +magnifiche del castello andavano ornate +di ghirlande di fuochi artifiziali, o coronate +da un pallido vapore. La superficie +del lago scintillava siccome ferro +nella fornace, mentre i razzi lanciati +all’aria, e cadenti senza spegnersi nell’acqua, +rassembravano draghi incantati +che giostrassero sopra un lago di fuoco. +</p> + +<p> +Diremmo quasi che per brevi istanti +<span class="pagenum" id="Page_51">[51]</span> +ella ebbe diletto d’uno spettacolo tanto +nuovo per lei. +</p> + +<p> +«Io crederei (tali erano le sue meditazioni) +tutto questo essere effetto d’arte +magica, se il povero Tressiliano non mi +avesse insegnato ad apprezzare al giusto +le cose... Gran Dio! questi vani splendori +sarebbero mai l’emblema delle speranze +ch’io nutro? La felicità che ho +provata sarebbe forse una scintilla, presta +ad essere inghiottita entro un mare di +tenebre?... un chiarore effimero, che si +solleva un momento nell’aria sol per far +di più alto la sua caduta?... O Leicester! +dopo quanto mi dicesti, dopo quanto tu +mi giurasti, ho da credere che tu sia +il mago al cui cenno nascono tanti prodigi, +e che la tua Amy non si rimanga a +vederli se non se come una donna esiliata, +anzi prigioniera?... quell’Amy che +era il tuo amore, la tua vita!» +</p> + +<p> +La continua musica che risonava dalle +diverse bande del castello, or più distanti +or più vicine, le mantenevano variatamente +nell’animo le stesse idee dolorose. +L’armonia più lontana e più dolce +sembrava accordarsi meglio colle sue pene; +e l’altra come più romoreggiante e più +gaia parea far quasi insulto all’infortunio, +cui soggiacea. +</p> + +<p> +«Questa musica appartiene a me, se +<span class="pagenum" id="Page_52">[52]</span> +appartiene <i>a lui</i>; ma non è in mia facoltà +l’interromperla. Oh! farei cessare +questi suoni troppo rumorosi. Il più infimo +fra i contadinelli, postosi in danza, +ha per regolare la musica più potere +che non ne ho io padrona di tutti questi +luoghi.» +</p> + +<p> +Cessato a poco a poco il suono degli +strumenti, la Contessa abbandonò la finestra +d’ond’era stata ad ascoltarli. Comunque +fosse innoltrata la notte, tanto +era in quella stanza il chiaror della luna, +che Amy potè ordinarvi le cose come +le piacque meglio. Ella sperava che Leicester +non avrebbe tardato di recarsi a +lei tostochè il tutto fosse più tranquillo +entro il castello. Ma doveva ad un tempo +temere ch’altre persone non venissero a +disturbarla. Nè più sicura teneasi per +avere ella la chiave della stanza; poichè +Tressiliano era entrato con tanta +facilità benchè la porta fosse chiusa internamente. +Laonde tutta la diligenza +che potè usare in tal circostanza si ridusse +a collocar la tavola per traverso, +affinchè il rumore l’avvertisse se qualcuno +facea prova di penetrare lì entro. +Dopo aver dunque praticata questa necessaria +cautela, l’infelice Amy si gettò +sul suo letticciuolo, tutta assorta ne’ +pensieri che le dava un aspettar sì penoso, +<span class="pagenum" id="Page_53">[53]</span> +e contando ogni minuto finchè sonasse +un’ora dopo la mezzanotte. La natura +spossata finalmente potè più di quanto +avevan potuto e il cordoglio e l’inquietezza; +laonde Amy fu vinta dal sonno. +Sì: ella dormì... Dorme l’Indiano nelle +pause frapposte ai tormenti cui lo assoggettano +i suoi crudeli padroni. Così +del pari i tormenti del cuore stancano +finalmente la forza in lui di sentirli, nè +rinnovellano i loro assalti che presa nuova +lena nel durar d’un sonno letargico. +</p> + +<p> +La Contessa pertanto dormì alcune ore; +e sognò trovarsi nell’antico soggiorno +di Cumnor, attenta coll’orecchio se +udiva il fischio, onde Leicester facea +nota la sua giunta fin dal cortile allor quando +con una delle segrete sue visite la +veniva a sorprendere gratamente. Poi le +parve udire in vece lo squillo d’un corno +da caccia, e quella stessa sinfonia, cui +l’aveva usata il padre suo ogni qualvolta +stendea morto un cervo, sinfonia che i +cacciatori nomavano <i>della morte</i>. Credè +indi correre ad una finestra che guardava +nella corte, ov’era molta turba di gente +raccolta in lugubri vesti, e il vecchio +curato che recitava meste preci, e Mumblazen +messo in antico uniforme d’araldo +e tenendo uno scudo che presentava gli +emblemi di cui si fa mostra ne’ funerali; +<span class="pagenum" id="Page_54">[54]</span> +ossa incrocicchiate e cranii e oriuoli a +polvere posti attorno allo stemma gentilizio +cui sormontava una corona di Conte. +E vedea il vecchio genitore, che con +sorriso per lei terribile sì le diceva: <i>Amy, +che ti sembra del blasone di questo stemma?</i> +e dopo tali parole le sonava di nuovo +all’orecchio la musica <i>della morte</i>, e in +questa si risvegliò. E udì veramente suono +di corno da caccia, anzi di molti, che +empieano il castello non d’armonia ferale, +ma che annunziavano a tutti gli +ospiti di Kenilworth una lieta alba, e +la caccia del cervo, da cui nel vicino +parco doveano cominciare i sollazzi di +quella giornata. +</p> + +<p> +«Egli non pensa a me, andava ripetendo +fra se medesima Amy. Fastoso +di avere una Regina per ospite, poco +gli grava che in quest’angolo oscuro +del suo palagio languisca una misera +donna, omai tratta a disperazione da +un’incertezza la più dolorosa.» +</p> + +<p> +D’improvviso un romore che le parve +ascoltare all’uscio, come se alcuno avesse +cercato d’aprirlo di soppiatto, portò +nell’animo suo un delizioso sentimento +di gioia cui però la tema si frammettea. +Tantosto sorta, si affrettò a liberar +la porta dalla sbarra che vi avea posta +ella stessa, ma innanzi aprirla, ebbe la +<span class="pagenum" id="Page_55">[55]</span> +cautela di chiedere: <i>Sei tu mio amore?</i> +</p> + +<p> +E il sommesso mormorio d’una voce +che le rispondea: <i>Sì, mia Contessa</i>, +non le lasciando più dubbio veruno, +aperse la porta, sclamando <i>Leicester!</i> e +gettò le braccia attorno al collo di quello +straniero che rimanea sulla soglia avvolto +nel suo mantello. +</p> + +<p> +Ma costui era in vece lo scellerato +Lambourne, che sì rispose, in suo stile: +«Non è del tutto, del tutto Leicester, +o mia leggiadra e tenerissima duchessa, +ma è tal uomo che equivale bene a Leicester.» +</p> + +<p> +Immantinente con una forza che non +avrebbe mai creduto di possedere, Amy +respinse quell’uomo indegno e si sciolse +dalle sue braccia, arretratasi fino in mezzo +alla stanza, ove la disperazione le diè +coraggio a fermarsi. +</p> + +<p> +Costui seguendola fin lì, lasciò cadere +il mantello che il volto gli ricopriva. +Allora fu che Amy riconobbe il servo +di Varney, quell’uomo, da cui men che +da tutt’altri di questa terra avrebbe voluto +essere riconosciuta, se si eccettui +l’indegno padrone che lo stipendiava. +Ma portando ella ancora il suo abito da +viaggio, e Lambourne non essendo stato +ammesso che una sola volta al cospetto +di lei nel castello di Cumnor, sperò che +<span class="pagenum" id="Page_56">[56]</span> +egli non così agevolmente la ravviserebbe, +com’ella riconobbe appieno quel ribaldo, +che Giannina le avea fatto osservare dalla +finestra, e lo avea dipinto coi colori che +a costui pertenevano, tutte le volte che +dopo accompagnato Varney nel castello di +Foster, s’interteneva nella corte ad aspettare +il padrone. +</p> + +<p> +E tali considerazioni avrebbero maggiormente +accresciuta in Amy la fidanza +di rimanergli ignota, se si fosse accorta +che costui era briaco oltre ogni confine; +ma il fare una tale scoperta le sarebbe +stato tutt’altro che conforto per quanto +spetta al rischio di trovarsi sola a tale +ora, in tal luogo, con uomo giunto a +quello stato e di sì perversa natura. +</p> + +<p> +Il Lambourne chiuse la porta appena +entrò, ed incrocicchiate le braccia come +in atto di schernire la donna che non conoscea, +prese a favellarle in tai sconci +modi: +</p> + +<p> +«Ascoltami, bella Callipoli, amabile +contessa de’ cenci, divina duchessa de’ +cantucci reconditi; se ti vuoi prendere il +fastidio di raggrupparti in te stessa, come +un cuoco raggruppa un uccello tolto dallo +spiedo, e ciò per farmi più gradevole il +diletto di trinciare... ti assolvo da questa +briga... La tua prima franchezza mi piaceva +assai più; sì, mi piaceva assai più +<span class="pagenum" id="Page_57">[57]</span> +(e in ciò dire fece un passo innanzi e +barcollò)... come ti dico, mi piaceva più, +ed il metodo che hai preso ora, non mi garba.... +come non mi garba questo maledetto +pavimento, lasciato, credo, in alto e basso +dal diavolo, e che mette un galantuomo +in pericolo di rompersi il collo, se non +si tiene all’erta come un saltatore sulla +corda tesa.» +</p> + +<p> +«Fermati, disse la Contessa, non ti +accostare se t’è cara la vita.» +</p> + +<p> +«Anche minacce! Come sta questa faccenda, +o signora? Ma potete voi trovare +un uomo più compagnevole di Michele +Lambourne? Figlia mia, ho viaggiato +in America, ove l’oro nasce da sè, +e ne ho portate tai grosse verghe....» +</p> + +<p> +«Mio caro amico (disse la Contessa +atterrita dal tuono d’audacia e di sicurezza +nella quale si teneva il malvagio) +mio caro amico, esci te ne prego e lasciami +sola.» +</p> + +<p> +«Gli è quello che dirò a te, mia carina, +quando saremo stanchi l’uno dell’altro.... +ma non prima.» +</p> + +<p> +Allora l’afferrò per un braccio, ed Amy +incapace di resistenza, si difendeva unicamente +colle sue grida. +</p> + +<p> +«Eh via! gridate quando volete, dicea +il Lambourne così tenendola. Ho udito il +flutto nel suo più forte mugghiare. Figuratevi +<span class="pagenum" id="Page_58">[58]</span> +se mi prendo fastidio dello strillar +d’una donna! Il miagolare d’un gatto +mi fa la stessa impressione... Mi porti il +diavolo.... se a queste orecchie non sono +arrivate le urla di cento donne in un +colpo, quando abbiam preso una fortezza +d’assalto.» +</p> + +<p> +Nondimeno le grida di Amy attrassero +in quella stanza un difensore non aspettato. +Lorenzo Staple cui giunse il suono +di questi strepiti fino nella sua stanza da +letto, corse a proposito per impedire che +la Contessa fosse scoperta e fors’anche +per salvarla da una più atroce violenza. +Non che questo Lorenzo non fosse egli +pure briaco la sua parte per una conseguenza +tuttor durevole della crapola del +dì innanzi; ma per buona sorte la sua +ubbriachezza avea presa indole affatto +diversa da quella del Lambourne. +</p> + +<p> +«Che cosa è tutto questo bordello nella +mia prigione? diss’egli. E che? un uomo +e una donna appollaiati nella medesima +stanza! Gli è contro tutte le regole. +Oh! voglio che si serbi decenza ne’ miei +dominii! Sì, per S. Pietro <i>in Vinculis</i>.» +</p> + +<p> +Allora il Lambourne: «Scendi presto +la scala, affrettati, cane d’imbriaco, non +vedi che questa donna ed io vogliam restar +soli?» +</p> + +<p> +«Ottimo e degno signore (esclamò allor +<span class="pagenum" id="Page_59">[59]</span> +la Contessa, indirigendosi a quel guardiano), +salvatemi da quest’uomo, salvatemi +per pietà!» +</p> + +<p> +«Questo si chiama parlar bene! soggiunse +allora Lorenzo. Io porto affetto +ai miei prigionieri, e ne tengo in custodia +di tanto buoni quanto quelli di +Newgate, o dell’altre prigioni di Londra. +Laonde questa donna, appartenendo +alla mia greggia, non vi sia chi la molesti +entro il suo ovile. Michele! o lasciala +in pace, o per Dio! t’accoppo colle mie +chiavi.» +</p> + +<p> +«Voglio piuttosto fare un sanguinaccio +col tuo diafragma (rispose il Lambourne +mettendo una mano alla squarcina, +e tenendo la Contessa coll’altra). +Laonde pensa ai casi tuoi, vecchia ostrica, +che hai tutto il tuo catta pane in un +mazzo di chiavi.» +</p> + +<p> +Lorenzo fermò il braccio di Michele +impedendogli di sguainare la sciabola, e +mentre il Lambourne lo rispigneva, la +Contessa fece tale sforzo, che pervenuta +a sciogliersi dalle mani di quello scellerato, +e lanciandosi verso la porta, uscì +della stanza, e con indicibile agilità fece +quant’era la scala: già fin dall’atto dei +primi suoi passi aveva udito, il che le +accrebbe in quell’istante sbigottimento, +il romore fatto dai due campioni che stramazzarono +<span class="pagenum" id="Page_60">[60]</span> +entrambi. Essendo rimasto +aperto l’ultimo sportello, ne profittò, e +trovossi tutta abbrividita nel <i>luogo di delizia</i> +che le parve il più favorevole per +sottrarsi a nuova persecuzione. +</p> + +<p> +Intanto Lorenzo e Michele s’avvoltarono +pel pavimento stringendosi fortemente +l’un contra l’altro. Per buona +ventura di ciascun d’essi, non aveano +sguainate le sciabole. Lorenzo però trovò +modo di lanciar le pesanti sue chiavi in +volto al Lambourne, che per vendicarsi +prese sì fortemente per il collo il guardiano +della torre, che gli fece uscir sangue +dalla bocca e dalle narici. Erano in +tale stato, quando un ufiziale della casa +di Leicester, mosso da quello strepito +entrò e pervenne non senza durar molta +fatica a disgiugnere i due combattenti. +</p> + +<p> +«Possa entrambi soffocarvi la peste, +e voi sopra tutti, maestro Lambourne! +Sì disse quel caritatevole mediatore. Che +diavolo fate lì, battendovi come due cani +che s’azzuffano in un macello?» +</p> + +<p> +Sorse da terra il Lambourne, e calmato +alquanto dalla mediazione di questo +terzo, lo riguardò con minore impudenza, +che non fosse in lui d’uso: «Se vuoi +saperlo, ci battiamo per una donna.» +</p> + +<p> +«Una donna! dov’è?» soggiunse l’ufiziale. +</p> + +<p> +<span class="pagenum" id="Page_61">[61]</span> +</p> + +<p> +«Sarà scomparsa, disse il Lambourne +guardandosi intorno; se però Lorenzo +non se l’è trangugiata. Quel suo lordo +ventraccio, nell’inghiottire misere donzelle +ed orfani oppressi, non la cede alla +gola dei giganti ricordati dalla storia del +re Arturo. Costui non ha altro nudrimento, +e si divora le povere creature +in corpo, anima, e sostanze.» +</p> + +<p> +«Sì, sì; ma qui non cade la quistione, +soggiunse alzatosi da terra Lorenzo. +Ho avuto sotto il dominio delle mie chiavi +molta gente che valea meglio di te, la +intendi, maestro Lambourne? E prima +che le cose sieno finite, ci cascherai tu +pure; e la tua sfrontatezza non ti salverà +sempre le gambe dalla catena, nè il collo +dallo spago.» +</p> + +<p> +Pronunziate appena da Lorenzo queste +parole, Michele voleva gettarsi un’altra +volta sovr’esso. +</p> + +<p> +«Orsù, non ricominciate, gridò imperiosamente +quello scudiere, o chiamerò +un tale che farà far giudizio ad entrambi. +Intendo maestro Varney, o vogliamo +dire Sir Riccardo, che appunto ho +veduto, son pochi istanti, attraversare +la corte.» +</p> + +<p> +«Dici tu vero? (gli chiese bestemmiando +il Lambourne, indi corse al bacino +e alla brocca). A te maledetto elemento, +<span class="pagenum" id="Page_62">[62]</span> +fa ora l’ufizio tuo. Credea essermi +per sempre liberato da te, trascorrendo +nel galleggiare da <i>Orione</i> l’intera +notte, chè mi sembrava essere divenuto +un turacciolo di sughero, sopra un barile +di birra.» +</p> + +<p> +Si lavò, ciò dicendo, il volto e le +mani, e riparò alla presta il disordinamento +dell’abito. +</p> + +<p> +Intanto lo scudiere seriamente volgeasi +al guardiano: «Che gli facesti dunque? +vedi come n’è enfiato il volto.» +</p> + +<p> +«Oh! è una piccola impressione fatta +dalla chiave del mio gabinetto, marchio +troppo nobile ancora pel ceffo di quell’animal +di galera. Nessuno debbe attentarsi +ad oltraggiare i miei prigionieri; +sono eglino i miei gioielli, e troppo mi +rileva l’immunità della cassetta ove li +custodisco. Però cessino le vostre grida, +o Signora... Ma qui era pure una +donna!» +</p> + +<p> +«Credo che siate matti per tempo e +l’uno e l’altro, soggiunse allor lo scudiere. +Io qui non ho veduto donne, e +per parlare aggiustatamente nemmeno uomini, +ma solamente due animali che si +ravvolgeano l’un l’altro sul pavimento.» +</p> + +<p> +«Oh misero me! Lorenzo sclamò. +La prigione è stata forzata! questo è il +tutto, la prigione di Kenilworth è stata +<span class="pagenum" id="Page_63">[63]</span> +forzata! Chi l’avrebbe detto, della più +forte prigione che siavi incominciando +dal nostro paese e portandosi fino alla +terra di Galles? d’una torre, ove e +cavalieri e conti e re hanno dormito con +tanta sicurezza quanta se ne trova nella +torre di Londra! Ella è forzata, i prigionieri +fuggirono, e il guardiano di essa +corre rischio di venir appiccato!» +</p> + +<p> +Così parlando si ritrasse nella propria +stanza per continuare a bell’agio le sue +lamentazioni, o piuttosto per ricuperare +dormendo la ragione andatagli a diporto. +</p> + +<p> +Il Lambourne e lo scudiere il seguiron +d’appresso, e ben lor tornò, perchè costui, +seguendo il suo stile, avea chiuso +lo sportello, che non erano anche usciti, +e se non fossero stati in tempo per farlo +riaprire, rimanevano trappolati là d’onde +la Contessa si liberò. +</p> + +<p> +Come il dicemmo, l’infelice Amy erasi +rifuggita nel <i>luogo di delizia</i>, ch’ella +avea già considerato standosi alla finestra +della torre di <i>Merwyn</i>. Nell’atto della ricuperata +libertà il primo pensiere corsole +all’animo fu che in mezzo ai boschetti, +ai frascati, alle statue e alle grotte onde +quel luogo abbellivasi, avrebbe facilmente +trovato un asilo, ove starsi nascosta sintantochè +le comparisse qualcuno atto a +proteggerla, e degno ch’ella gli confidasse +<span class="pagenum" id="Page_64">[64]</span> +le sue angoscie, e proclive a sentirne +pietà, tale in fine che le procacciasse +una via di abboccarsi col Conte. +</p> + +<p> +«Oh potessi vedere Wayland! Saprei +finalmente se la mia lettera fu consegnata. +Ovvero, m’incontrassi almeno +in Tressiliano! Costretta a scegliere fra’ +mali sarebbe anche minore l’espormi alla +collera di Dudley, svelando il mio stato +ad un gentiluomo d’onore a fronte del +rischio di sofferir nuovi insulti dalla ciurma +invereconda di questo fatale castello. +Oh! non mi commetterò più mai a starmi +chiusa entro una stanza! Aspetterò..... +starò all’erta..... Fra tanta moltitudine +di persone, non ne troverò io una sola +buona, e capace di sentir pietà del mio +affanno?» +</p> + +<p> +Veramente, Amy vedea trascorrere dinanzi +a sè molti gruppi di quegli ospiti, +che attraversavano il <i>luogo di delizia</i>. Ma +numerosi troppo erano tai drappelli per +incoraggiarla a presentarsi, e per altra +parte non sembravano fuorchè intesi a +ridere e a folleggiare in una giornata che +parea sacra unicamente al diletto. +</p> + +<p> +Il ritiro ch’ella avea scelto involavala +ad ogni sguardo; ed era una grotta di +rustici ornamenti tappezzata, in fondo a +cui zampillava una fontana, luogo opportunissimo +ad Amy per tenervisi ascosa, +<span class="pagenum" id="Page_65">[65]</span> +o per iscoprirsi a qualcuno che vago di +sottrarsi alla folla, e in compagnia de’ +propri pensieri, cercasse in quel romantico +asilo un riposo. Ella si mirò nello +specchio cui offerivale il cheto bacino +della fontana; e sin dalla propria immagine +fu atterrita, tanto si vedea cambiata +e sformata. Certamente, nel disegno di +fidarsi ad altri, le venne pure in mente, +che una persona del suo sesso sarebbe +stata più inclinata ad impietosire di lei; +ma dopo essersi riguardata, temette se si +scontrava in tale persona non esserne +anzi con ribrezzo rispinta. +</p> + +<p> +Quindi ragionando, come ragionar dovea +una giovinetta che dà qualche peso +e si confida al potere delle forme sue e +dei suoi vezzi, svestì l’abito da viaggio, +che ne copriva un più adorno, e mise +a terra il suo largo cappello, i quali +arnesi tenne vicino a sè in modo da poterli +prendere prima che qualche persona +giugnesse al fondo di quella grotta, se +per mala sorte le persone entratevi fossero +state Varney, o Lambourne, che nuovamente +le rendessero necessario il travestirsi. +</p> + +<p> +Tal sopravvesta, di cui Wayland la +provvide nel viaggio, somigliava a quelle +delle commedianti che doveano aver parte +negli spettacoli apparecchiati per la Regina. +<span class="pagenum" id="Page_66">[66]</span> +Quella fontana adunque prestò ufizio +di specchio e di brocca ad Amy, che +ne profittò per assettarsi affrettatamente: +indi tenendosi fra le mani lo scrignetto +delle sue gioie, che pur poteva divenirle +utile a procacciarsi intercessori, si +adagiò sopra un sedile di verzura posto in +fondo alla grotta, aspettando ivi soccorso +unicamente dal caso. +</p> + +<div class="chapter"> +<p><span class="pagenum" id="Page_67">[67]</span></p> + +<h2 class="nosp">CAPITOLO IV.</h2> +</div> + +<div class="poem-container"> +<div class="poem inl"><div class="stanza"> +<p class="i01">Così nibbio talor ratto in suo volo</p> +<p class="i01">Corre a ghermir la timida pernice,</p> +<p class="i01">Che instupidita manca di consiglio</p> +<p class="i01">Per fermarsi o fuggir dal crudo artiglio.</p> +<p class="i12"> <i>Prior</i>.</p> +</div></div> +</div> + +<p> +Accadde in questo giorno sì memorabile, +che fra le cacciatrici più sollecite di +prevenire il mattino si trovò la Principessa +medesima, la Regina vergine d’Inghilterra. +Non so se a caso, o per un +effetto della cortesia, che il Leicester +dovette ad una Sovrana in ver lui prodiga +di tanti onori, non appena Elisabetta +avea posto il piede sulla soglia +della porta, si vide innanzi il Conte, +che le domandò, tantochè si terminavano +gli apparecchi della caccia, se le +sarebbe tornato in grado visitare il <i>luogo +di delizia</i>, e i giardini del castello. +</p> + +<p> +Al che avendo acconsentito la Regina, +ed appoggiandosi al braccio di Leicester, +scesero sul terrazzo innoltrandosi fino ai +giardini. Le dame di Corte, quali persone +antiveggenti, e comportandosi come +<span class="pagenum" id="Page_68">[68]</span> +avrebbero voluto ch’altri facessero con +se medesime, credettero loro dovere il +non seguire in troppa vicinanza la Principessa; +e paghe di non perderne coll’occhio +le tracce, lasciarono libertà ai segreti +colloqui che, senza spiegarlo, potea +desiderar la Sovrana col ragguardevole +personaggio, in cui ella vedea non solamente +il proprio ospite in quell’istante, +ma il primo fra i suoi servi ch’ella onorava +di considerazione e favore. Le ridette +Milady ammiravano intanto le grazie +che sfoggiava l’illustre coppia, vestiti +entrambi d’abiti da caccia, ricchi +in loro semplicità quanto lo erano gli +sfarzosi del giorno trascorso. +</p> + +<p> +L’abito della Sovrana, tessuto di seta +azzurra e guernito di galloni e cordelline +d’argento alla foggia delle antiche Amazzoni, +giovava ammirabilmente nel farne +spiccare le belle forme della persona, e +la dignità del portamento, perchè consuetudine +di comando e naturale orgoglio +aveano giunto a queste forme non so +quale apparenza di maschile, che lor +toglieva alcun poco di vezzo, quando +Elisabetta andava ornata degli abiti al +sesso di lei addicevoli. +</p> + +<p> +Vestito il Leicester di panno verde di +Lincoln con preziosi ricami d’oro, lo cignea +sontuoso pendaglio cui raccomandati +<span class="pagenum" id="Page_69">[69]</span> +erano il corno e il coltello da caccia che +tenea luogo di spada. Nè men leggiadro +sotto tale abito mostravasi il Conte che +sotto quelli, ond’era solito pararsi ossia +alla Corte, ossia assistendo a cerimonie militari. +Poichè tanto ne era perfetta la +struttura de’ muscoli, onde ad ogni veste +addossata, detta l’avresti quella che meglio +a lui convenivasi. +</p> + +<p> +Certamente non pervennero a noi per +intero i discorsi che ebbero insieme i +due personaggi, ma acuti e finissimi oltre +ogni dire sono gli occhi e le orecchie +de’ cortigiani, per lo che alcune fra le +persone di seguito pretesero essersi accorte +che non mai in altre occasioni Elisabetta +avea sì volentieri addolcito il rigore +del regio decoro per dar luogo ad +accenti da’ quali traspariva tenerezza e +soave perplessità. Più lento erane il passo, +e quasi parve dimentica di quella severità +che dominava ne’ modi soliti del suo +andamento. +</p> + +<p> +Tenea chini gli occhi, e mostrava una +irresoluta intenzione di allontanarsi dal +Conte, ma con quell’esterno atteggiamento, +che nelle femmine non di rado annunzia +come ciò che sentono internamente +sia diverso da quanto manifestano al di +fuori. La duchessa di Rutland che più +dell’altre ebbe coraggio di avvicinarsi +<span class="pagenum" id="Page_70">[70]</span> +alla Regina credette avere scorta una lagrima +su quel ciglio, ed un improvviso +rossor sulle guance. «Soprappiù, aggiugnea +la Duchessa, i suoi sguardi si +volsero altrove per non iscontrarsi ne’ +miei; eh sì! le occhiate solite di questa +Sovrana avrebbero forza d’intimidire un +leone». I nostri leggitori indovineranno +agevolmente quale oroscopo si trasse da +tali sintomi, nè forse si mancò di fondamento +nel trarlo. +</p> + +<p> +Un segreto colloquio fra due persone +di sesso differente decide il più delle +volte de’ loro destini, e le guida oltre +alla meta, ch’elleno stesse forse avean +preveduta. La galanteria si mesce all’intertenimento, +e alla galanteria a gradi a gradi +l’amore. I potenti al par de’ pastori, in +que’ momenti di crisi, dicono più di quanto +avrebbero voluto dire, e le regine, +fattesi in ciò pari alle semplici villanelle, +ascoltano più lungo tempo di quel che +avrebbero voluto ascoltare. +</p> + +<p> +Intanto i cavalli nitrivano nella corte, +e impazienti rodevano i loro morsi, i +veltri abbaiavano, e i bracchieri e gl’intendenti +della caccia doleansi, che colle +ore della rugiada lasciate trascorrere, si +andavano sperdendo le orme impresse +sull’erba dal cervo. Ma il Leicester volgea +nell’animo un’altra caccia, e per +<span class="pagenum" id="Page_71">[71]</span> +dir meglio si trovò, senz’averlo previsto, +in arringo a guisa di cacciatore ardente +in seguir l’orme d’una muta di +bracchi, che il caso gli presentò. La Regina, +donna avvenente e cortese, orgoglio +dell’Inghilterra, speranza della Francia +e dell’Olanda, e terror della Spagna, +manifestò forse più che di costume l’interna +compiacenza in udir sensi di una +galanteria romanzesca a lei accetta mai +sempre, e il Conte, o ambizione o vanità, +o entrambe il movessero, crebbe +la misura di seducenti frasi che vedea +ben accolte, sintantochè il suo linguaggio +si trasformò nella grata importunità +d’un amante felice. +</p> + +<p> +«No, Dudley, gli dicea con accenti +interrotti Elisabetta, è forza ch’io rimanga +la madre del mio popolo. Que’ cari +nodi che formano il contento di giovin +donzella posta in tutt’altro grado, non +sono conceduti a noi assise sul trono... +No, Leicester, mettete modo alle +vostre espressioni... se fossi come tutt’altra, +libera di procacciarmi a mio grado +felicità... allora il confesso... ma ciò +non è possibile! no... non è possibile!... +Ordinate si differisca la caccia... che +si differisca sol di mezz’ora!... Lasciatemi, +Milord!» +</p> + +<p> +«Io lasciarvi, eccelsa donna! V’avrebbe +<span class="pagenum" id="Page_72">[72]</span> +offesa una fiamma che non ebbi forza +d’ascondere?» +</p> + +<p> +«No, Leicester, non è per questo; +ma è una chimera; non voglio più udirne +parlare. Andate... Però non vi scostate +di troppo... Abbiate cura che +nessuno venga a frastornarmi. Voglio esser +sola.» +</p> + +<p> +Mentr’ella pronunziava tali parole, +Dudley la inchinò profondamente, e si +ritirò con volto mesto e sparuto. Fermossi +la Regina a contemplarlo intanto +ch’ei si allontanava, così meditando ella +fra se medesima: «Se fosse possibile!... +se fosse unicamente possibile!... ma no, +no!... Elisabetta non debb’essere che +sposa e madre al suo regno.» +</p> + +<p> +Assorta in tali pensieri, e sollecita di +evitare alcuno che le parve accostarsi, +entrò prestamente nella grotta, ove stavasi +la sua sfortunata rivale. +</p> + +<p> +Comunque il colloquio, per suo stesso +volere interrotto, avesse lasciata sì profonda +agitazione nell’animo di Elisabetta, +ella andava fornita d’una di quelle indoli +ferme e risolute, che tostamente riacquistavano +il loro imperio. Poteasi paragonare +quel cuore ad uno degli antichi +monumenti, che ci ricordano i tempi dei +Druidi, mobili sul loro punto d’appoggio. +Il Dio dell’amore, comunque rappresentato +<span class="pagenum" id="Page_73">[73]</span> +sotto figura di fanciullino, +potea crollarne i sentimenti, ma tutta +la forza d’Ercole non bastava a far loro +perdere l’equilibrio. +</p> + +<p> +Ella innoltravasi a lenti passi entro la +grotta; nè giunta erane a mezzo, che già +gli sguardi di lei aveano ricuperata la +primiera dignità, e il portamento suo tutti +i modi autorevoli per cui fu solita contraddistinguersi. +</p> + +<p> +S’accorse in quell’istante d’una donna +seduta presso una colonna d’alabastro, al +cui piede stava il bacino di quella limpida +fontana, che una mezza luce di giorno +schiariva. +</p> + +<p> +La memoria classica d’Elisabetta, col +presentarle all’animo l’istoria di Numa +e di Egeria, la trasse a credere, che +qualche Italiano scultore avesse voluto +rappresentare in quel luogo la ninfa, le +cui inspirazioni forniron Roma di leggi; +ma più addentrandosi incominciò a dubitare, +se l’obbietto che le si offeriva alla +vista fosse una statua, o non veramente +una donna. +</p> + +<p> +L’infelice Amy immobile si rimanea, +divisa fra il desio di confidare il suo +stato ad una persona del proprio sesso e +la confusione sorta in lei all’aspetto di +donna sì maestosa; chè comunque ella +non avesse visto giammai Elisabetta, pur +<span class="pagenum" id="Page_74">[74]</span> +si trasse a credere fortemente di scorgere +la Regina degli Inglesi dinanzi a sè. +</p> + +<p> +Abbandonato finalmente il suo sedile +di verzura, fece un passo alla volta dell’augusta +straniera, ma poi ricordandosi +quanto si fosse mostrato atterrito Leicester +alla sola tema, che le sue nozze divenissero +palesi alla Regina, ristette col +piede innanzi pallida e immota come la +colonna d’alabastro cui dianzi si sorreggea. +La sua veste d’un color verde chiaro, fra +l’ombre di quell’antro, rassembrava il panneggiamento +di greca ninfa, e per poco +non ritrasse Elisabetta nella primiera illusione. +</p> + +<p> +Ella si fermò distante alcuni passi dalla +Contessa, fissando attentamente le pupille +su quella dianzi supposta Naiade. La prima +sorpresa che avea fatta immobile Amy, +diede luogo al rispetto; onde la donzella +abbassò taciturna lo sguardo, e chinò +il capo, incapace di sostenere il guardo +maestoso della Regnante. +</p> + +<p> +La natura dell’abito che Amy portava, +e lo scrignetto ch’ella si tenea fra le mani, +persuasero ad Elisabetta che questa beltà +taciturna avesse l’incarico di sostenere una +parte in alcuna delle allegorie da rappresentarsi +ne’ diversi luoghi del parco ove +compariva la Regina, e che presa da rispettoso +timore al vederla, si fosse dimenticata +<span class="pagenum" id="Page_75">[75]</span> +i versi preparati in omaggio della +Sovrana, o le fosse mancato il coraggio +per recitarli. Sollecita però di rincorarla +si fece a dirle affettuosamente: +</p> + +<p> +«Perchè dunque, o vaga ninfa di +questa grotta, vi lasciate soggiogare dalla +possanza di quel mago, cui gli uomini +imposero nome <i>timore</i>... noi siamo la +giurata nemica di un tale mago, e qui +venimmo a scioglierne l’incanto. Parlate. +Vel comandiamo.» +</p> + +<p> +In vece di rispondere, la Contessa si +gettò a’ piedi della Regina, lasciando cader +lo scrignetto, e giugnendo le mani, +e sollevando verso Elisabetta quelle pupille, +in cui e il timore e la preghiera +pigneansi in modo sì compassionevole +che ne fu tocco altamente l’animo della +Regina. +</p> + +<p> +«Che significa questo? diss’ella. Voi +mi sembrate turbata più di quanto è +naturale per una semplice dimenticanza. +Alzatevi, giovinetta. Qual cosa bramate +da noi?» +</p> + +<p> +«La vostra protezione, o Regina,» rispose +titubando la supplichevol donzella. +</p> + +<p> +«Non avvi fanciulla nell’Inghilterra +che non abbia ad essa diritto, purchè la +meriti; ma la vostra sventura sembra aver +cagioni più serie che non lo è una colpa +involontaria di memoria. Ond’è che mi +<span class="pagenum" id="Page_76">[76]</span> +chiedete di protezione? Chi vi ha fatto +oltraggio?» +</p> + +<p> +Amy si diede a pensare qual cosa le +convenisse rispondere per sottrarsi ai rischi +fra cui s’avvolgea senza compromettere lo +sposo, e passando da un’idea all’altra, +ed in mezzo alla confusione che ne turbava +lo spirito, si lasciò fuggire queste parole. +«Oh Dio! non so nulla.» +</p> + +<p> +«Questa fanciulla delira! (sclamò la +Regina impazientita, perchè nel contegno +tenuto d’Amy scorgea tali circostanze che +se per una parte l’eccitavano a compassione, +irritavano per l’altra la sua curiosità). +Confidatemi i vostri mali. Posso guarirli. +Rispondetemi, e avvertite ch’io non uso +ripetere le mie inchieste.» +</p> + +<p> +«Domando... imploro, disse balbutendo +l’infelice Contessa, imploro la +vostra protezione... contro Varney.» Indi +si tacque come se già avesse pronunziato il +detto che decidea di sua sorte. Rispose +tosto la Regina: +</p> + +<p> +«E che? Varney! sir Riccardo Varney! +il servo di lord Leicester! E qual cosa +avvi tra voi e lui di comune?» +</p> + +<p> +«Io era... io era sua prigioniera. +Attentò ai miei giorni. Sono fuggita +per... per...» +</p> + +<p> +«Per venire senz’altro a porvi sotto +la mia assistenza. L’avrete, se però ne +<span class="pagenum" id="Page_77">[77]</span> +siete degna. Voglio conoscere minutamente +questo affare. Io già l’indovino +(soggiunse gettando sovra lei uno sguardo +fatto per indagarne i nascondigli i +più segreti dell’animo). Voi siete Amy +figlia di sir Ugo Robsart di Lidcote +Hall.» +</p> + +<p> +«Perdonatemi, ah! perdonatemi, gran +Regina,» sclamò Amy prostrandosi nuovamente +ai piedi d’Elisabetta. +</p> + +<p> +«E che debbo io perdonarti, fanciulla +solamente inconsiderata? Non sei tu dunque +la figliuola del buon sir Ugo? Avresti +mai smarrita la ragione? Narrami quanto +accadde. Tu ingannasti il vecchio e rispettabile +tuo genitore. Ti facesti giuoco del +signor Tressiliano, e divenisti sposa a +Varney.» +</p> + +<p> +Si rialzò a tali accenti il coraggio di +Amy che interrompendo la Regina sì disse: +«No, Regina, no. Non sono quella figlia +disonorata di cui credete parlare; non la +moglie d’un abbietto schiavo, che è pure +il più detestabile fra tutti gli uomini. No, +non sono congiunta con Varney; e mi +piacerebbe meglio esserlo colla morte.» +</p> + +<p> +In udir la veemenza di tale linguaggio +fattasi attonita la Regina, rimase muta un +istante. Poi soggiunse: «Sia lode al Cielo! +Vedo che non potete spiegarvi più chiaramente +sopra un argomento che ci riguarda. +<span class="pagenum" id="Page_78">[78]</span> +Ma ditemi (soggiunse ella in +tuono autorevole, chè già i detti d’Amy +aveano destato nel cuore d’Elisabetta un +senso vago di gelosia, onde la curiosità +divenne in essa ardentissima). Ditemi +dunque qual è il vostro sposo... il vostro +amante. È d’uopo ch’io sappia la verità, +e nol dimenticate: sarebbe meglio per voi +l’esservi presa giuoco d’una lionessa che +non d’Elisabetta.» +</p> + +<p> +Trascinata come da una inevitabile fatalità +che schiudeva il precipizio sotto i +suoi piedi, e atterrita dalle parole imperiose +e dai gesti minaccevoli di quella +offesa Sovrana, Amy permise alla propria +disperazione tal breve risposta: «Il conte +di Leicester sa tutto.» +</p> + +<p> +«Il Conte di Leicester! sclamò Elisabetta, +il conte di Leicester! ripetè ancora +con accenti di massimo sdegno. Intendo, +foste prezzolata per sostener questa parte. +Tu calunnii Leicester. Egli non si abbassa +a creature tue pari. Sì: fosti prezzolata +per coprire d’infamia questo nobile Pari, +il gentiluomo il più chiaro di tutta +Inghilterra. Ma, foss’egli il nostro ministro +favorito, fosse ancora qualche cosa +di più, tu sarai ascoltata liberamente, ed +alla sua presenza. Seguimi, seguimi sull’istante.» +</p> + +<p> +Amy, presa da spavento si ritrasse; e la +<span class="pagenum" id="Page_79">[79]</span> +Regina, che credè leggere in questo spavento +una confessione di commesso inganno +fatto da quella infelice, divenne +furiosa e la afferrò per un braccio, indi +uscendo precipitosa dalla grotta, attraversò +come se avesse l’ali, il gran viale +del <i>luogo di delizia</i>, traendo con sè l’atterrita +Contessa, ch’ella teneva ancor per +il braccio, e che avea sì poca forza onde +seguirla. +</p> + +<p> +Stavasi in quell’ora Leicester in mezzo +a brillante drappello di gentiluomini e +matrone assembratisi sotto elegante portico, +situato in fondo del viale. Era questo +il corteggio venuto ivi ad aspettare che +gli ordini di sua Maestà dessero incominciamento +alla caccia, e ognuno s’immagina +quali furono le maraviglie dei circostanti +allorchè, invece di veder giugnere ad essi +Elisabetta col portamento usato della sua +dignità, ferì il loro sguardo quel violento +correre, per cui fu quasi un punto l’avvedersi +di lei in lontananza, e l’essere +ella in mezzo di loro. Ognuno atterrì in +quell’istante all’aspetto de’ suoi lineamenti +che solamente sdegno e agitazione spiravano, +della sua capigliatura caduta in +disordine, de’ suoi occhi scintillanti, +come accadeva ogni qualvolta il furore +d’Enrico VIII ne invasava la figlia. Minore +non fu la sorpresa nell’osservare la donna +<span class="pagenum" id="Page_80">[80]</span> +pallida, estenuata, e bella ancora benchè +semiviva, cui la Regina teneva per forza +con una mano, mentre coll’altra allontanava +le matrone e i Lordi, che le si +affollavano intorno. «Milord di Leicester +dov’è?» chies’ella d’un tuono che +agghiacciò per lo spavento tutti que’ cortigiani. +«Mostratevi, Leicester.» +</p> + +<p> +Se in un bel giorno di state allorchè +più tranquilla e ridente mostrasi la campagna, +il fulmine scoppiato da un cielo +sgombro di nubi rompesse ai piedi del +viaggiatore, più tremenda non ne sarebbe +in lui la sorpresa di quella che fu eccitata +nel Leicester da uno spettacolo cui giammai +non erasi preparato. Egli stavasi in +allora accogliendo, e ributtando con artificiosa +modestia le velate congratulazioni +che gl’indirigevano i cortigiani intorno +alle prove di favore, spinte a quanto pareva +al più alto grado nell’intertenimento +che egli ebbe in quella mattina colla Sovrana; +e molti già anticipavano ad esso +gli encomi addicevoli ad uomo che stava +per togliersi dal grado di loro eguale per +assumerne altro ben più sublime. E fu +appunto nell’istante in cui si abbellivano +ancor le sue labbra dell’orgoglioso e mal +nascosto sorriso onde sottraevasi a tante +congratulazioni, che la Regina ardente e +fremente di sdegno comparve in mezzo +<span class="pagenum" id="Page_81">[81]</span> +dell’assemblea. Mentre con una mano +sosteneva la Contessa quasi priva di senso, +l’additava coll’altra mano ai cortigiani, e +domandò ad essi: <i>Conoscete voi questa +donna?</i> con tuono di voce che loro parve +uscir della tromba fatale, che nel dì del +giudizio chiamerà i vivi ed i morti. +</p> + +<p> +Come nel giorno di quel terribile squillo +il colpevole supplicherà le montagne a +riversarsi sul proprio capo, il Leicester +in suo segreto pensiero implorava quel +portico, che l’orgoglio suo fabbricò, a +crollare e seppellire lui sotto le proprie +rovine. Ma que’ sassi furono sordi a’ suoi +voti, e il fondatore dell’edifizio, quasi +colpito da segreta forza, si trasse a’ piedi +d’Elisabetta, e prosternò la fronte su quel +pavimento di marmo, che la Regina pestava +co’ piedi. +</p> + +<p> +«Leicester, diss’ella, con voce fatta tremebonda +dallo sdegno, poteva io immaginarmi +che tu cospirassi contro di me?... +contro di me tua Sovrana!... contro di +me tua amica!... e troppo.... credula +alle tue parole. La confusione che ti ha +preso mi svela la perfidia dell’animo tuo. +Trema sciagurato! Tel giuro per quanto +v’ha di più sacrosanto, il tuo capo, +uomo ingannatore ed abbietto, è più +in pericolo che nol fu quello del padre +tuo.» +</p> + +<p> +<span class="pagenum" id="Page_82">[82]</span> +</p> + +<p> +Se mancò al Leicester quella forza che +viene dall’innocenza, naturale grandezza +d’animo ne sostenne il coraggio. Sollevando +quella sua fronte, su cui mille +contrari affetti pigneansi, rispose alla +Regina: +</p> + +<p> +«Questo mio capo non può cadere che +dopo un giudizio pronunziato dai miei +pari... Al cospetto di essi mi giustificherò, +ma non dinanzi ad una principessa, +capace di ricompensare in tal guisa +i generosi servigi che le prestai.» +</p> + +<p> +«Che ascolto? Nobili Lordi, sclamò +Elisabetta guardando intorno di se, si +osa disfidare la mia possanza! Si osa +portarmi oltraggio in questo medesimo +castello, che l’uomo orgoglioso tiene sol +da un mio dono!... Sig. Shrewsbury, +voi siete maresciallo d’Inghilterra: denunziate +il Conte come colpevole d’alto +tradimento.» +</p> + +<p> +«E chi debbo denunziare? (chiese non +senza grande maraviglia il Shrewsbury, +che giugnea in quell’istante) Chi?» +</p> + +<p> +«E poss’io parlar d’altri che di questo +traditore, di questo Dudley conte di +Leicester?... Mio cugino Hunsdon, partite, +adunate tutti i nostri gentiluomini, +assicuratevi di lui senza indugio... Correte, +voglio essere ubbidita.» +</p> + +<p> +Hunsdon, vecchio non uso per sua +<span class="pagenum" id="Page_83">[83]</span> +indole a far cerimonie, ed a cui in oltre +il parentado coi Boleni dava diritto di +parlare con maggior libertà alla Regina, +rispose con ardimentosa franchezza: «Sì, +correrò, e domani la Maestà vostra mi +manderà alla torre di Londra per essermi +troppo affrettato nell’ubbidirla. Vi supplico +d’aver un poco di pazienza.» +</p> + +<p> +«Di pazienza!... gran Dio! sclamò la +Regina. Guai chi pronunzia un’altra volta +<i>pazienza</i> dinanzi a me. Voi... Voi non +sapete il delitto, onde costui si è fatto +colpevole!» +</p> + +<p> +Amy, che in tale intervallo avea ripresi +alquanto i suoi sensi, in veggendo il +proprio sposo in preda ai furori d’una +oltraggiata Regina, dimenticò in quello +istante (e ben molte femmine amanti ne +avrebbero in allora seguito l’esempio), +dimenticò le ingiurie fattele dal Leicester +e il proprio rischio. Laonde invasa da +subitaneo terrore, si gettò a’ piedi della +Regina, sclamando: «Egli è innocente, +Maestà, egli è innocente!... Non avvi al +mondo chi possa imputar colpe al nobile +Leicester!» +</p> + +<p> +«Ma e che? rispose la Regina, non +mi diceste voi noti per intero i casi vostri +al Leicester?» +</p> + +<p> +«Io, Regina, lo dissi? (rispose quell’infelice +tosto dimentica d’ogni considerazione +<span class="pagenum" id="Page_84">[84]</span> +di propria convenienza e riguardo), +oh! se il dissi calunniai questo +nobile Pari! Gran Dio, siatemi giudice voi +se ho creduto sol per un istante Leicester +partecipe di disegni che dovessero tornarmi +funesti!» +</p> + +<p> +«Donna, soggiunse Elisabetta, io saprò +i fini di quanto dici, di quanto fai, +o la mia collera!.... Trema! la collera +dei re è un fuoco vorace. Essa t’inaridirà, +ti struggerà come rovo dentro d’una +fornace.» +</p> + +<p> +Nell’udir tali accenti di minacce +profferiti dalla Sovrana, il cuor generoso +di Leicester si riscosse allo sdegno, e +vide in uno a quanto grave obbrobrio +egli sarebbesi condannato per sempre, +quandochè, difeso in cotal modo dall’eroico +affetto della sua Amy, l’avesse di +poi abbandonata all’ire della Regina. Già +rialzava con dignità la sua fronte; e stava +per chiarirsi altamente il protettore di +Amy, allorchè Varney, Varney messogli +a fianco dal destino qual suo genio +cattivo, torvo negli occhi, e colle vesti +disordinate corse precipitoso dinanzi alla +Regina. +</p> + +<p> +«Che vuole costui?» domandò la Sovrana. +</p> + +<p> +Allora il Varney, siccome uom preso +da vergogna e tristezza cadde ai piedi di +<span class="pagenum" id="Page_85">[85]</span> +Elisabetta, sclamando: «Perdono, mia +Regina, perdono!... O almeno il braccio +della tremenda vostra giustizia si aggravi +sopra di me, sopra di me che solamente +lo merito, e risparmiate il mio +nobile, il mio generoso padrone. Egli +è innocente.» +</p> + +<p> +Amy, che stavasi tuttavia prostrata, +in vedersi al fianco l’odievole uomo, si +rialzò tosto, ed era per rifuggirsi presso +Leicester, ma la rattennero ancora il timore +di nuocergli, e la perplessità cui +lo vide tratto al subito comparire di questo +sciagurato confidente, venuto ivi per +aprire scena novella. Abbrividì, mise un +grido con fioca voce, e supplicò Elisabetta +la facesse rinchiudere nel più +stretto carcere... «Ma allontanatemi, +sclamò, da costui, capace di distruggere +quel poco di ragione che mi rimane... +Allontanatemi dal più scellerato +degli uomini.» +</p> + +<p> +«Che ascolto, figlia mia! (soggiunse +allor la Regina, nella cui mente i detti +d’Amy destarono novelle idee) Che vi +ha dunque fatto questo cavaliere, per +trattarlo in simile guisa? Qual colpa gli +rampognate?» +</p> + +<p> +«Tutti i miei affanni, o Regina, tutti +gli oltraggi a cui sono esposta, e peggio +ancora... Egli ha disseminata la discordia +<span class="pagenum" id="Page_86">[86]</span> +là dove dovea pur regnare la pace. +Sì, diventerei folle, se fossi costretta a +vedermelo innanzi più lungo tempo.» +</p> + +<p> +«Folle! credo che la ragione non abbia +aspettato questo momento per abbandonarvi... +Sig. Hunsdon, assumetevi +la custodia della giovane sfortunata, +e procuratele un ricovero onesto e sicuro +sintantochè ne piaccia richiamarla alla +nostra presenza.» +</p> + +<p> +Due o tre matrone del corteggio d’Elisabetta, +o tocche fossero da compassione +per una giovinetta così atta ad eccitare +tal sentimento, o le movesse altro +fine, s’offersero di custodirla. Ma la Regina +rispose loro queste poche parole: +«No, mie care Milady. Voi tutte, la +dio mercè, avete orecchio fino e lingua +sciolta... Gli orecchi del nostro cugino +Hunsdon sono più ottusi, e la lingua +talvolta ruvida, ma almeno assai circospetta... +Hunsdon, datevi pensiere che +nessuno le parli.» +</p> + +<p> +«Per la Vergine (disse Hunsdon nell’atto +di prendersi fra le vigorose sue +braccia Amy, caduta in deliquio), ella +è una leggiadra fanciulla, e benchè la +nudrice or assegnatale da sua Maestà sia +ruvidetta alquanto, non con minor zelo +per questo si presterà al proprio ufizio. +La giovane è sicura presso di me, come +se fosse una delle mie figlie.» +</p> + +<p> +<span class="pagenum" id="Page_87">[87]</span> +</p> + +<p> +Nel profferire tali accenti trasse con sè +la Contessa, che non oppose veruna resistenza; +onde la lunga e bianca barba +del lord Hunsdon fu vista confondersi +colle nere trecce d’Amy, che appoggiò +il capo sulle larghe spalle del nuovo custode. +La Regina li seguì collo sguardo +per qualche tempo. Già, grazie a quella +prerogativa che le rendea sì agevole il +riprendere l’imperio di se medesima, +ella avea bandito dai lineamenti del proprio +volto qualunque segnale d’interna +agitazione, e parea volesse far perdere +ai circostanti ogni ricordanza dell’impeto +cui erasi abbandonata; per lo che disse +con calma: «Gli è vero: il sig. di Hunsdon +è una nudrice assai ruvida per sì tenera +giovinetta.» +</p> + +<p> +«Milord Hunsdon, soggiunse il decano +di St-Asaph, nè intendo per ciò scemargli +l’altre sue nobili prerogative, ha un +parlar troppo libero, e spesse volte mette +nel suo dire certi giuramenti superstiziosi, +che sanno di papismo e di paganesimo.» +</p> + +<p> +«Gli è mal di famiglia, sig. Decano, +rispose la Regina, voltasi con acerbità +all’Ecclesiastico reverendo. Si potrebbe +a me pure far gli stessi rimproveri. I +Boleni possedettero ognora franchezza e +vivacità, più gelosi d’esprimere quanto +<span class="pagenum" id="Page_88">[88]</span> +pensavano, che non di scegliere le frasi; +e in mia parola! Spero che questo +modo di affermare almeno non sarà +peccato.... Sto incerta, se il sangue +dei Boleni non siasi piuttosto raffreddato +nel mescolarsi con quel dei +Tudor.» +</p> + +<p> +Un grazioso sorriso accompagnò questi +ultimi detti della Regina, che girava attorno +i propri occhi cercando quasi a +non saputa di se medesima quelli di Leicester, +in verso cui le parve essere stata +troppo severa sul fondamento d’un sospetto +che ella cominciò a sperar fosse +ingiusto. +</p> + +<p> +Ma tal guardo della Regina ben altra +impressione fece sul Conte, poco proclive +in allora ad accettare queste mute offerte +di riconciliazione. Gli occhi di lui, interpreti +sol di rimorso, aveano seguito +quella infelice, che il lord Hunsdon seco +traeva; onde tenea il fronte mestamente +chino verso terra. Elisabetta invece credè +scorgere in quella fisonomia lo sforzo +di frenar l’ira, vero gastigo d’un uomo +orgoglioso accusato a torto, anzichè la +vergogna di chi si conosce colpevole. Ne +distolse con dispetto gli sguardi, e portandoli +sopra Varney, sì disse: «Parlate +sir Riccardo, spiegateci questi enigmi; +voi avete libero l’uso de’ sensi e +<span class="pagenum" id="Page_89">[89]</span> +della parola, che cerchiamo invano negli +altri.» +</p> + +<p> +I quai detti vennero seguiti da un’altra +occhiata volta al Leicester. Ma l’astuto +Varney si affrettò ad aggiustare la +sua storia in questa guisa. +</p> + +<p> +«L’occhio della Maestà vostra, cui nulla +sfugge, avrà a quest’ora scoperto qual +sia la crudele infermità che opprime la +mia sventurata compagna. Tale infermità +io non volli accennata nel certificato del +medico per desio di nascondere quanto +poteasi più lungo tempo quella sventura, +che ora è comparsa con tanto scandalo.» +</p> + +<p> +«Ella dunque ha smarrita la sua ragione! +Gli è ciò per vero dire su di cui +non eravamo più in dubbio. Io la rinvenni +meditabonda in questa grotta... +ad ogni parola ch’ella profferiva, e che +io le strappava di bocca quasi per via +di tortura, quell’infelice si contraddicea. +Ma d’onde è che si ritrova in questo +castello? Perchè non la faceste rinchiudere +in luogo sicuro?» +</p> + +<p> +«Regina, disse Varney, il degno gentiluomo +al quale io l’aveva affidata, il +sig. Antonio Foster è ora qui giunto per +annunziarmi come fosse fuggita, valendosi +di quell’arti, in cui unicamente +sono accorte le persone che soggiaciono +a sì spaventoso disastro. Voi potreste udire +le cose da lui medesimo.» +</p> + +<p> +<span class="pagenum" id="Page_90">[90]</span> +</p> + +<p> +«Riserberemo ciò a miglior tempo, +soggiunse la Regina; ma sir Riccardo, +a quanto parmi la vostra domestica felicità +non può destare invidia nell’animo +di nessuno. La moglie vostra si scaglia +in amarissime accuse contro di voi, +e credei svenisse al solo vedervi.» +</p> + +<p> +«Egli è dell’indole di sì crudele infermità, +rispose il Varney, l’inspirare +in chi n’è afflitto l’orrore verso coloro +che ne’ lucidi intervalli sono scopo di +maggior affetto.» +</p> + +<p> +«Ciò è quanto abbiamo inteso dire +talvolta, ripigliò Elisabetta; ed è quanto +il nostro animo è inclinato a credere.» +</p> + +<p> +«Oso supplicare la Maestà vostra, allor +soggiunse Varney, a voler ordinare +che l’infelice mia sposa venga restituita +alla protezione de’ suoi amici.» +</p> + +<p> +Fremette il Leicester, ma fatta forza +a se stesso, sedò il turbamento del proprio +animo, intanto che Elisabetta rispose +affrettatamente al Varney: «Questo è un +correr troppo, sig. Varney. Noi vogliamo +che Masters, il nostro medico, c’informi +tantosto sulla salute di questa +persona, e sullo stato della sua mente, +ed in appresso ordineremo quanto si crederà +più convenevole. A voi intanto è +conceduto il vederla. Se fra voi altri +fosse nato alcun dissapore, cosa che può +<span class="pagenum" id="Page_91">[91]</span> +succedere anche fra sposi che teneramente +si amino, fate che torni la conjugale +concordia, ma fatelo in modo da non +portare scandali in mezzo alla nostra +Corte, e da non incomodar noi ad intertenerci +sopra un affare di tal natura.» +</p> + +<p> +Il Varney fece un umile inchino senza +rispondere. +</p> + +<p> +Elisabetta si diede nuovamente a riguardare +Leicester con tale affabilità, +che la mostrò grandemente commossa +dallo stato in cui, ad avviso di lei, era +l’animo del favorito, poi tali accenti +gli volse: «La discordia, come lo dice +un poeta Italiano, sa insinuarsi e ne’ silenziosi +conventi, e nell’interno delle famiglie, +onde temiamo che neanco le nostre +guardie e i nostri servi sieno da tanto +di vietarle tutte le volte l’accesso nella +nostra Corte. Milord Leicester, voi mi +parete irritato; noi pure lo siamo contro +di voi. Ma vogliamo assumere la parte +di lione, e dar noi il primo esempio del +perdonare.» +</p> + +<p> +Il Leicester si sforzò di richiamare le +apparenze della serenità sulla fronte, ma +troppo profondamente stava scolpito il +dolor nel suo animo, perchè vi riuscisse; +e quanto potè sovra se stesso fu il +rispondere essergli tolto per parte sua il +piacere di perdonare, perchè la persona +<span class="pagenum" id="Page_92">[92]</span> +cui tal perdono avrebbe dovuto indirigersi +era per sua natura incapace di avere +torti verso di lui. +</p> + +<p> +Elisabetta soddisfatta, a quanto parve, +di tali detti, esternò la sua brama di veder +cominciare le feste della mattina; e tantosto +risonarono i corni da caccia, e i +veltri si diedero ad abbaiare, i cavalli +a contrassegnar colle zampe la loro impazienza; +ma i gentiluomini e le matrone +della Corte portavano a que’ diporti impressioni +nell’animo ben diverse da quelle +che sentirono quando il mattutino suono +della caccia li risvegliò. Il timore, il +dubbio, la curiosa impazienza si leggevano +su tutti i volti, e ciascuno susurrava +misteriose parole all’orecchio dell’altro. +</p> + +<p> +Blount prese questa occasione per dir +sotto voce a Raleigh: «Questa burrasca +è capitata come un colpo di vento nel +Mediterraneo.» +</p> + +<p> +«<i>Varium et mutabile!</i>» rispose Raleigh +collo stesso tuono di voce. +</p> + +<p> +«Oh! non so altro di tuo latino, disse +il Blount, e mi limito a ringraziare il +Cielo perchè non permise a Tressiliano +che si commettesse al mare in mezzo ad +un turbine sì tremendo. Ei naufragava, +non è da dubitarne, perchè non sa governar +le vele ai venti di Corte.» +</p> + +<p> +«Poteva impararlo da te,» rispose sorridendo +Raleigh. +</p> + +<p> +<span class="pagenum" id="Page_93">[93]</span> +</p> + +<p> +«Perchè no? rispose il nostro Blount; +io ho messo il tempo a profitto al pari +di te, al pari di te son cavaliere, e nominato +anche prima di te.» +</p> + +<p> +«Che il Cielo ti dia ora un poco di spirito +soggiunse Raleigh; ma in rispetto di +Tressiliano, lo sa Dio s’io arrivo ad intendere +nulla di quanto fa. Egli mi ha +detto questa mattina di non volere abbandonare +la stanza prima del termine +in circa di dodici ore, avere a ciò obbligata +la sua parola; e temo bene che la +pazzia in cui è caduta la donna per cui +egli folleggia non sarà per lui un soccorso +ad accelerarne il risanamento. Oggi abbiamo +luna piena; e il cervello degli +uomini ne sente l’influenza al pari del +lievito. Ma silenzio! il corno da caccia +rimbomba dalla montagna. Affrettiamoci, +convien galoppare, e poichè siamo +cavalieri, è forza in tal giorno meritarci +i nostri speroni.» +</p> + +<div class="chapter"> +<p><span class="pagenum" id="Page_94">[94]</span></p> + +<h2 class="nosp">CAPITOLO V.</h2> +</div> + +<div class="blockchap"> +<p> +Sincerità, prima delle virtù! Possano +gli uomini non si dipartire +mai da’ tuoi sicuri sentieri; quando +anche squarciatesi le viscere +della terra, uscisse dal fondo degli +abissi una voce che persuadesse +ai viventi le vie tortuose della simulazione! +</p> + +<p class="indr"> +<i>Douglas</i>. +</p> +</div> + +<p> +Solamente dopo una caccia lunga e felice, +e dopo il banchetto apprestato sull’istante +che la Regina ricomparve al castello, +potè il Leicester trovarsi con Varney +in disparte. Quest’ultimo tacendo col +massimo riguardo le trame adoperate contro +la salute della Contessa, narrò tutte +le particolarità della fuga cui ella si risolvette, +e le narrò tai quali le aveva +intese dal Foster, che tutto spaventato +era venuto ad arrecarne in Kenilworth +la notizia. Laonde il Leicester ignaro +delle vere cagioni che la costrinsero ad +un tal passo, non suppose altro motivo +che un’impaziente e gelosa brama di +assumere il grado di contessa di Leicester. +<span class="pagenum" id="Page_95">[95]</span> +Fermo nella qual persuasione si +adontò della leggerezza, onde Amy trasgredendo +gli ordini dello sposo, lo esponeva +agli sdegni d’Elisabetta. +</p> + +<p> +«Io diedi, così ragionava egli, a questa +figlia d’un oscuro gentiluomo di Devon, +il più bel nome che siavi in tutta +Inghilterra, io l’ho fatta partecipe del +mio talamo e d’ogni mia fortuna. Non +le chiedo che un istante di sofferenza +innanzi di pubblicare il trionfo da lei +riportato sopra mille rivali; e l’orgogliosa +donna preferisce il rischio di perdersi, +e di perder me seco lei: e l’alternativa +di spingermi in un abisso di mali, +o di forzarmi ad espedienti fatti per degradarmi +ai miei occhi medesimi, le piace +meglio che il rimanersi ancora per qualche +tempo in una oscurità, cui fu avvezza +sin dal suo nascere! Ella che mostrò +in ogni occasione animo sì docile, sì dilicato, +e soave e fedele, lasciarsi trascinare +dai capricci della vanità in tal +momento che si poteva pretendere moderazione +dalla persona, anche la più +insensata! Gli è un farsi giuoco di me.» +</p> + +<p> +«Se la signora vuole lasciarsi condurre +e sostenere la parte che le circostanze +comandano, ella è ancora in tempo, e +noi potremo uscire di queste strette,» disse +Varney. +</p> + +<p> +<span class="pagenum" id="Page_96">[96]</span> +</p> + +<p> +«Non v’ha dubbio, o Riccardo, rispose +il Leicester, nè vedo omai migliore +rimedio. Osservai che quando la Regina +la chiamò tua moglie, non v’è stato +nessuno, che la disingannasse. Ora si è +fatta cosa inevitabile ch’ella mantenga +un tal titolo, fintantochè sia allontanata +da Kenilworth.» +</p> + +<p> +«Ed anche lungo tempo dopo, aggiunse +Varney, perchè io penso che molto +tempo debba trascorrere prima che ella +possa portare il titolo di contessa di Leicester. +Tremerei per essa e per voi se +lo assumesse tanto che dura il vivere +della Regina. Ma la Signoria vostra può +giudicare su di tai cose assai meglio di +me; come il sol uomo che sia in grado +di sapere quai propositi sul principio +di questa mattina siano stati tenuti tra +il lord Leicester e la Sovrana.» +</p> + +<p> +«Ben parli, o Varney, soggiunse il +Leicester. In questa mattina io mi regolai +come il più stolto, il più sconsigliato +degli uomini; e qualunque volta queste +sfortunate nozze venissero all’orecchio di +Elisabetta, ella non potrebbe far di meno +di vedere nel mio contegno un premeditato +disprezzo, colpa che da una donna +non si perdona giammai. Noi facemmo +quest’oggi l’infausta esperienza che un +solo sospetto basta a trarmi nel precipizio; +<span class="pagenum" id="Page_97">[97]</span> +e pavento, e ben pavento che tal +rovina non sia fuorchè differita.» +</p> + +<p> +«Voi credete adunque la Regina implacabile +nel suo risentimento?» soggiunse +Varney. +</p> + +<p> +«Non posso neanco dire implacabile, +rispose il Conte, perchè ad onta della +sublimità del suo grado, ho trovato in +essa tanta condiscendenza da offerirmi +l’occasione di riparare una colpa, che +ella attribuì solamente ad impeto ingenito +della mia indole.» +</p> + +<p> +«Ah! rispose Varney, vero dicono +gl’Italiani: nelle amorose discordie, chi +meglio ama è sempre il più inclinato a +confessarsi colpevole. Se pertanto si giugne +a nascondere le vostre nozze, voi +siete sempre nella medesima condizione +al cospetto di sua Maestà.» +</p> + +<p> +Sospirò il Leicester, tacque un istante, +indi rispose: «Varney, ti credo sincero, +nè ti nasconderò quindi tutto quello ch’io +penso. No, la mia condizione non è +più la stessa. Parlai stamane ad Elisabetta, +e le parlai sopra tale argomento, +che non è più lecito l’abbandonarlo +senza offendere vivamente l’amor proprio +di una donna. Pure non oso ritornare sul +discorso medesimo. No: ella non mi perdonerà +giammai l’essere stato cagione e +testimonio della sua debolezza.» +</p> + +<p> +<span class="pagenum" id="Page_98">[98]</span> +</p> + +<p> +«Pure fa d’uopo appigliarsi ad un partito, +o signore, disse il Varney, e fa d’uopo +appigliarvisi prontamente.» +</p> + +<p> +«Non me ne rimane più alcuno, rispose +il Leicester col tuono d’uomo scoraggiato. +Io mi vedo pari a colui che +inerpicandosi ad una montagna ingombra +per ogni dove di precipizi, trova +pochi passi lontan della vetta ostacoli tali +onde non gli è permesso nè il salire oltre, +nè tampoco il tornare addietro. Vedo +il pinacolo dinanzi a me senza poterlo +aggiugnere, e nel medesimo tempo mi si +apre una voragine sotto i piedi che sta +per inghiottirmi, allorquando il mio braccio +stanco, e la mia mente smarrita non +mi danno soccorsi per reggermi in una situazione +tanto precaria.» +</p> + +<p> +«Giudicate meglio dello stato vostro, +o Milord. Esamineremo gli espedienti, +che intanto furono presi. Se si arriva a +tenere nascoste alla Regina queste nozze, +nulla avvi onde mettersi in disperazione. +Corro in questo punto a ritrovare la vostra +sposa. Non già ch’io ignori quanto +ella mi detesti, perchè parlando colla Signoria +vostra, mi mostrai sempre, (e la +Contessa il sospetta) di contrario avviso +a far valere quelli ch’ella chiama suoi +diritti. Ma la quistione di un tale istante +non cade sopra odii, od antipatie. È mestieri +<span class="pagenum" id="Page_99">[99]</span> +ch’ella m’ascolti, e riuscirò a provarle +la necessità di sottomettersi alle circostanze, +e tanta sarà l’efficacia del mio +dire da condurla, non ne dubito, a convenire +in tutti quegli espedienti, che l’interesse +vostro comanda.» +</p> + +<p> +«No, Varney, disse il Leicester, ho +pensato a quanto doveva farsi; e ad Amy +voglio parlare io medesimo.» +</p> + +<p> +A tali accenti il Varney provò per se +stesso tutto quel terrore, di cui si finse +compreso per la salvezza del suo padrone. +</p> + +<p> +«Oh! vostra Signoria non debbe avventurarsi +a veder la Contessa!» +</p> + +<p> +«Gli è un partito già preso, rispose il +Leicester. Trovami tosto un abito di livrea, +mi farò credere tuo servo alla sentinella, +giacchè sei tu il solo che abbia +la permissione di vedere Amy.» +</p> + +<p> +«Ma, Milord!...» +</p> + +<p> +«Non mi garbano i <i>ma</i>, soggiunse il +Conte. Adempirò quanto ho risoluto. Hunsdon +debb’essere a dormire nella torre di +<i>St-Lowe</i>, noi ci porteremo colà per la +via di questo segreto corritoio senza rischio +d’incontrare alcuno; o s’anco ci +abbattessimo in Hunsdon, egli m’è piuttosto +amico che inimico, ed ha un ingegno +tardo quanto vuolsi a credere tutto +ciò che mi parrà espediente il dargli ad +intendere. Orsù! quest’abito di livrea! +Non più indugi!» +</p> + +<p> +<span class="pagenum" id="Page_100">[100]</span> +</p> + +<p> +A Varney non rimaneva miglior espediente +dell’ubbidire. In due minuti il +Conte avea compito il travestimento e calato +sino agli occhi il suo berrettone, seguì +il Varney lungo il corritoio che guidava +agli appartamenti di Hunsdon, passaggio +segreto tanto, che nel superarlo +non era a temersi curiosità d’importuni, +e sì oscuro a quell’ora che vi si vedea +appena luce bastante per discernere gli +obbietti. Così pervennero alla porta. Ivi +il signor Hunsdon, osservantissimo d’ogni +militare cautela, avea posto un soldato +di sentinella. Era costui un Montanaro, +che non fece ostacolo a lasciarli passare, +e si contentò dire in suo linguaggio al +Varney. «Possa tu riuscire a far tacere +questa matta! I suoi gemiti m’hanno rotta +la testa di tal maniera, che vorrei +piuttosto montar la guardia nel deserto di +Caslandia, vicino ad una montagna di +neve!» +</p> + +<p> +Frettolosi di entrare, chiusero la porta +dietro di sè. +</p> + +<p> +«Oh! venga, se v’è un demonio protettore, +ad assistermi in tale istante, disse +fra se medesimo il Varney, perchè la mia +barca è in mezzo agli scogli!» +</p> + +<p> +La Contessa, colle vesti e colle chiome +disordinate, stavasi seduta sopra una specie +di canapè, ove ogni suo atteggiamento +<span class="pagenum" id="Page_101">[101]</span> +mostrava l’immensa afflizione che la premea; +e volto il guardo là d’onde venian +le persone, lo fisò sopra Varney, esclamando: +«Sciagurato! Sei qui per eseguire +alcuno de’ tuoi disegni infernali?» +</p> + +<p> +Leicester troncò il corso alle rampogne, +aprendo il mantello, e con tuono più imperioso +che tenero, sì dicendole: «Gli +è a me, o Signora, che dovete rivolgervi, +e non a Riccardo Varney.» +</p> + +<p> +Tai detti operarono un subitaneo cambiamento +negli sguardi e ne’ modi d’Amy, che +dopo avere sclamato: «Dudley! Dudley! +ecco adunque ch’io ti riveggio!» +più presta del lampo, lanciossegli al collo, +e senza prendersi cura che fosse ivi il +Varney, colmò di accarezzamenti il suo +sposo, e ne bagnò il volto di lagrime, +lasciando sfuggire per intervalli alcuni +monosillabi disordinati e sconnessi; soavi +e tenere espressioni, che l’amore inspira +alle anime appassionate. +</p> + +<p> +Il Leicester si credeva in diritto di querelarsi +contro una donna, che avea violato +in tal guisa i comandi del marito, +compromettendolo al rischio, cui si trovò +in quella mattina. Ma qual è il genere +di risentimento che non avesse ceduto a +tai testimonianze d’amore, venute da tanto +amabile creatura? Lo scompiglio di quelle +vesti, e quella mescolanza di tema e di +<span class="pagenum" id="Page_102">[102]</span> +cordoglio, che avrebbe invilita la beltà +di tutt’altra donna, rendea più care le +forme d’Amy. Il Leicester accolse le carezze +della sposa con una soavità di modi, +da cui però trapelava la tristezza che +l’opprimea. Amy se n’avvide cessato in +lei il primo impeto della gioia nel vedere +ben corrisposta la sua tenerezza, e dimandò +palpitando al Conte s’ei si sentisse +male. +</p> + +<p> +«Non sono infermo di corpo, egli rispose, +o mia Amy.» +</p> + +<p> +«Se ciò è, anche la mia salute è vigorosa. +Oh! Dudley quanto male mi stetti, +oh! male assai dopo l’ultima volta +che ti vidi! Perchè non chiamo averti +veduto essermi toccata una parte nell’orribile +scena che accadde in giardino. Ho +sofferto infermità, cordogli, pericoli. +Ma or ti riveggio; e mi sento felice e +tranquilla.» +</p> + +<p> +«Oimè! Amy, tu mi perdesti.» +</p> + +<p> +«Io, Signore! (disse Amy, ed in tal +dire scomparve quel raggio di gioia che +brillato le era sugli occhi). Come avrei +io potuto nuocere all’uomo che amo più +di me stessa?» +</p> + +<p> +«Non è per farvi rimprovero, Amy, +ma non siete forse in questo luogo ad +onta de’ miei divieti i più formali, e la +vostra presenza non mette ella in pericolo +voi e me?» +</p> + +<p> +<span class="pagenum" id="Page_103">[103]</span> +</p> + +<p> +«Sarebb’egli vero? sclamò Amy coll’accento +del massimo dolore. Oh! perchè +mai rimarrovvi più lungo tempo? +Pure, se sapeste quali timori mi costrinsero +a fuggir da Cumnor!... Ma non voglio +qui parlare di me medesima, e ciò +dissi or solamente perchè fintantochè vi +sieno altri partiti da prendere, non sarà +mai che di mia buona voglia io ritorni +colà! Ciò nondimeno se fosse ciò indispensabile +per la vostra salvezza!.....» +</p> + +<p> +«Noi sceglieremo, Amy, qualch’altro +ricovero, soggiunse il Leicester, e vi +trasferirete in uno de’ miei castelli del +Nort, portando, ma per pochi giorni, +lo spero, il titolo di moglie di Varney.» +</p> + +<p> +«Che ascolto, Milord di Leicester! +sclamò ella in gran fretta, e togliendosi +dalle sue braccia. E siete voi che date a +vostra moglie il disonorante consiglio di +confessarsi la sposa d’un altro? E questo +altro è un Varney!» +</p> + +<p> +«Signora, vi parlo seriamente. Varney +è un leale servo, un servo fedele, +messo a parte d’ogni mio segreto. Vorrei +piuttosto perdere la mano diritta che +privarmi in tale occasione de’ suoi servigi. +Voi non avete alcun motivo per disprezzarlo, +siccome fate.» +</p> + +<p> +«Io potrei provarvi, o Milord, che +non me ne mancano, rispose la Contessa, +<span class="pagenum" id="Page_104">[104]</span> +e già un solo mio sguardo lo fa impallidire. +Ma non accuserò io l’uomo che +vi è necessario quanto la mano diritta. +Piaccia al cielo, ch’egli sia sempre sincero +in verso di voi, ma comunque possa +esserlo, badate a non fidarvene troppo. +È un dirvi assai il protestare, che +soltanto la forza può costrignermi a seguitarlo, +e che mai non acconsentirò a +riconoscerlo per mio sposo.» +</p> + +<p> +«Signora, non sarà questa che una +finzione di breve tempo, rispose il Leicester +irritato dalle opposizioni; una finzione +necessaria alla vostra salvezza, ed +anche alla mia, che hanno compromessa +i vostri capricci e la smania di mettervi +in possesso d’un grado e d’un diritto che +io vi concedei a sola patta di tenere per +qualche tempo nascoste le nostre nozze. +Se un tal partito vi spiace, rammentate +che voi sola ne avete procurata ad entrambi +la necessità. Non v’è altro rimedio; +e conviene or sottomettersi a tutto +ciò che l’imprudente leggerezza vostra +rendè indispensabile. Ve lo comando.» +</p> + +<p> +«Non mi è lecito, rispose Amy, il +bilanciare quando vengono al confronto +de’ comandi vostri quelli dell’onore e della +coscienza. No, Milord, non vi ubbidirò +io questa volta. Voi potete, se così vi +piace, perdere il vostro onore col farvi +<span class="pagenum" id="Page_105">[105]</span> +seguace di una tortuosa politica; ma io +non farò mai nessuna cosa che lo degradi. +E con qual coraggio, o signore, ravvisereste +voi una sposa e casta e pura e +degna di dividere con voi le vostre prerogative +in colei, che abbiurando un così +insigne carattere si desse a trascorrere +l’Inghilterra qual moglie d’un uomo abbominevole +quanto è Varney?» +</p> + +<p> +«Milord! (si frammise tosto in tal +discorso Varney) la vostra sposa sfortunatamente +è troppo impressionata a mio +danno per prestare orecchio alle offerte +ch’io sto per proporle. Pure dovrebbero +esserle più aggradevoli del partito posto +da voi. L’animo suo non è sì mal propenso +per riguardo del sig. Edmondo +Tressiliano: egli seconderebbe, non v’ha +dubbio, un’inchiesta fattagli da Milady, +per averlo compagno nel trasportarsi al +paterno soggiorno di Lidcote. Ivi ella +potrebbe rimanersene in sicurezza sintantochè +venisse tempo da potere svelare il +mistero.» +</p> + +<p> +Stavasi muto il Leicester contemplando +attentamente l’infelice Contessa, che leggeva +negli occhi del marito il risentimento +ed il sospetto. Ella quindi si limitò a +dire al proposito dei suggerimenti del maligno +Varney: +</p> + +<p> +«Piacesse al Cielo ch’or mi trovassi +<span class="pagenum" id="Page_106">[106]</span> +nella casa del padre mio! Nell’atto di dipartirmene +non pensai certamente di abbandonar +con essa l’onore e la pace +dell’animo.» +</p> + +<p> +Varney continuò coi modi d’uomo che +suggerisce un consiglio: «Ben vedo che +tale espediente ne costrignerebbe ad iniziare +persone estranee nei nostri arcani; +ma la signora Contessa, lo spero, si farebbe +guatante dell’onorato silenzio di +Tressiliano e degl’individui della propria +famiglia.» +</p> + +<p> +«Taci subito, disse il Conte a Varney, +o giuro al cielo! ti passo a traverso +i fianchi questa mia spada, se tu parli +ancora di confidare i segreti di Leicester +a Tressiliano.» +</p> + +<p> +«E perchè no? soggiunse Amy, ogni +qual volta non fossero segreti di tal natura +da confidarsi piuttosto a gente della +specie di Varney anzichè ad un uomo di +onore. Milord! Milord! non mi guardate +con occhio corrucciato per questi detti. +Essi contengono la verità, ed io son +degna di palesarvela. Per amor vostro +ho tradito un dì Tressiliano; non sarò +ingiusta una seconda volta verso di lui +col tacermi allora che si mette in dubbio +il suo onore. Posso ben sopportare, soggiunse +ella fisandosi col guardo in Varney, +che alla mia presenza si porti la maschera +<span class="pagenum" id="Page_107">[107]</span> +dell’ipocrisia, ma non che la virtù +sia calunniata.» +</p> + +<p> +Tacquero tutti alcuni momenti dopo tai +detti. Leicester, comunque irritato stavasi +irresoluto, chè ben vedea per altra parte +di chiedere cosa ingiusta. Varney, ostentando +grande umiltà e quel simulato dolore +che all’ipocrisia s’appartiene, tenea +chinati a terra gli sguardi. +</p> + +<p> +In tale angustioso momento la Contessa +diede a divedere tal forza di carattere, +che l’avrebbe condotta ad essere, +se così volea il destino, uno fra i migliori +ornamenti delle persone poste nel grado +ad essa dovuto. Ella si avanzò con passo +grave e misurato verso il Leicester, e vestendo +tal aria di dignità, che lo sguardo +di lei, comunque ne trapelasse tenera affezione +di sposa, cercava invano di temperare +quella fermezza cui danno diritto +soltanto una pura coscienza e un retto +cuore‍<a class="tag" id="tag5" href="#note5">[5]</a>. «Ascoltatemi Milord, voi manifestaste +i vostri disegni intesi a sciogliervi +d’impaccio in sì periglioso momento. Sfortunatamente +non mi è lecito secondarli. +<span class="pagenum" id="Page_108">[108]</span> +Cotest’uomo ha suggerito un diverso avviso, +contro di cui non ho altra obbiezione +fuorchè il sapere che spiace a voi. La +Signoria vostra acconsentirebbe ella ad +ascoltare ancora quel partito che una donna +giovane e timida, ma la più tenera +fra le spose crede il più convenevole nel +caso estremo a cui siamo venuti?» +</p> + +<p> +Non rispose il Conte; ma un suo chinar +di capo fece comprendere alla Contessa +ch’ella potea favellare liberamente. +</p> + +<p> +«Tutte le sventure fra cui ci avvolgiamo, +non hanno, ella prese a dire, che +una sola sorgente, ed è quella misteriosa +doppiezza che vi si vuol costringere a +sostenere. Liberatevi una volta, o Milord, +dalla tirannide di una cabala abbietta: +mostratevi vero gentiluomo Inglese, mostratevi +quel cavaliere che ravvisa nella +verità il principio d’ogni onore, ed a cui +l’onore è più caro dell’aura ch’egli respira. +Prendete per mano la vostra sposa +infelice; guidatela ai piedi di Elisabetta; +ditele che in un istante di delirio +vi sedussero le vane apparenze d’una +beltà, di cui non rimane più alcun vestigio; +ditele che uniste la vostra alla +destra di Amy Robsart. Così voi mi renderete +giustizia, o Milord, e la renderete +parimente al vostro onore; e se +allora la legge, o la possanza della Regina +<span class="pagenum" id="Page_109">[109]</span> +vi sforzano a disgiugnervi da me, +non sarà più ch’io m’opponga all’amara +separazione; sol che mi sia conceduto +di andarmene senza disonore a nascondere +il cordoglio, la desolazione di questo +cuore nell’ignorato ritiro da cui mi +toglieste.» +</p> + +<p> +Scorgeasi tanta dignità, e tanta tenerezza +ad un tempo in tali accenti della +Contessa, che ne furono ridesti tutti +quei sentimenti nobili e generosi, che fatto +era per provare l’animo di Leicester. +Parve gli si aprissero gli occhi in quell’istante, +e la doppiezza onde s’era fatto +colpevole gli si parò innanzi in compagnia +de’ rimorsi e della vergogna. +</p> + +<p> +«Non sono degno di te, diletta Amy; +proruppe allora in tai detti; non ne son +degno, poichè ho potuto esitare fra un +cuore siccome il tuo, e tutte le seducenti +promesse dell’ambizione. Oh! qual sarà +l’amarezza di questo mio cuore umiliato +all’atto di dovere scoprire io medesimo +dinanzi ai miei giubilanti nemici, e ai +miei attoniti partigiani, tutti gli avvolgimenti +della mia obbrobriosa politica. E +la Regina? Ebbene! Ella si prenda il +mio capo siccome non si stette dal minacciarlo.» +</p> + +<p> +«Il vostro capo, o signore! La Contessa +esclamò; e sarebbe questo in pena +<span class="pagenum" id="Page_110">[110]</span> +d’aver usato di quella libertà che non +è negata a nessun Inglese, della libertà +di scegliersi una moglie? Che ascolto? +Una sola diffidenza dunque nella giustizia +della Regina, un timore chimerico, +sono i vani spauracchi, onde abbandonereste +il sentiero che vi sta aperto innanzi, +il sentiero il più onorevole ad +un tempo ed il più sicuro!» +</p> + +<p> +«Oh! mia Amy! tu non sai...» Ma +si rattenne il Dudley dal continuare il +periodo ed aggiunse, opportunamente interrompendosi: +«Per altro ella non troverà +in me la facil preda d’una vendetta +arbitraria. Non mi mancano parenti ed +amici; nè io, pari a Norfolco, mi lascerò +trascinare al supplizio, come si +trae all’altare una vittima. Non temete +di nulla, o mia Amy. Voi troverete Dudley +degno di portar questo nome. Corro +tosto a confidarmi ad alcuno fra’ miei +amici della cui fedeltà mi è lecito ripromettermi; +perchè nello stato a cui son +giunte le cose, non mi maraviglierei d’essere +imprigionato entro il mio castello +medesimo.» +</p> + +<p> +«No, Milord, non vi cimentate a turbare +uno stato tranquillo col ribellarvi. +Voi non avete amici più sicuri della vostra +franchezza, del vostro onore. Forte +di questi confederati, non potete paventare +<span class="pagenum" id="Page_111">[111]</span> +di nulla, nè anche in mezzo ad +un esercito di nemici o d’invidiosi della +vostra gloria. Senza il soccorso de’ confederati +che v’additai, divengono inutili +tutti gli altri. Oh! non a torto, o mio +nobil Signore, dipingono disarmata la +verità.» +</p> + +<p> +«Ma la saggezza, o Amy, va guernita +di tale armatura che nessun dardo +la offende. Non ti studiare, o sposa, +di stogliermi dalle vie, che dovrò calcare +per rendere meno perigliosa la mia +confessione, poichè a tal venimmo di doverla +chiamar confessione. Credilo: sono +anche troppo i rischi che mi si preparano +intorno. Lasciati regolare da me. Varney, +ne è d’uopo uscire di questo +luogo. Addio, cara Amy, che ben presto +divulgherò per mia moglie, a costo +di que’ pericoli che non mi sarà duro l’affrontare +in ripensando a’ tuoi pregi. Fra +poco ti giugneran mie contezze.» +</p> + +<p> +Indi abbracciandola teneramente, s’avvolse +nel suo mantello, e accompagnato +da Varney uscì di quella stanza. Prima +d’esserne fuori, il Varney le fece profondo +inchino, e nel rialzare la fronte le +volse tal guardo, quasi ansioso di scorgere +se, e in quai termini, ei fosse compreso +nell’atto di riconciliazione conchiuso +tra la Contessa e il suo sposo. Amy si +<span class="pagenum" id="Page_112">[112]</span> +fisò sopra di lui, ma senza mostrare di +porgli mente più di quel che avrebbe +fatto ad uomo lontano. +</p> + +<p> +«Ella è che mi ha spinto ad estremo +passo, disse fra i denti costui. Uno di noi +due è sacro omai alla morte. Sentii fin +qui certo ritegno, mosso, mal saprei dirlo, +se da pietà o da timore. Il fatale +espediente mi ripugnava. Ma il dado è +tratto. Uno di noi due è sacro alla morte.» +</p> + +<p> +Nell’articolar tali accenti, il Varney +osservò con sorpresa che un picciolo +ragazzo, fermato dalla sentinella, si era +fatto incontro al Leicester e gli parlava. +Era il Varney uno di que’ politici, cui +nessuna cosa pareva indifferente. Prese +dunque ad interrogare la sentinella, da +cui ebbe per risposta, che il fanciullo +l’avea pregata di far giugnere uno scrignetto +alla Signora delirante; commissione, +di cui la stessa sentinella non volle +incaricarsi, perchè contraria alle istruzioni +che avea ricevute. Soddisfatta su di +ciò la propria curiosità, il malvagio scudiere +s’accostò al suo padrone, e gl’intese +dire: «Va bene, mio fanciullo, lo +scrignetto sarà consegnato.» +</p> + +<p> +«Io ve ne sarò quanto mai obbligato, +mio buon Signore,» rispose il fanciullo +che come lampo scomparve. +</p> + +<p> +Il Leicester, seguito sempre dal Varney, +<span class="pagenum" id="Page_113">[113]</span> +tornò in gran fretta ai suoi appartamenti +privati, tenendo lo stesso corritoio che +dianzi gli avea condotti alla torre di <i>St-Lowe</i>. +</p> + +<div class="chapter"> +<p><span class="pagenum" id="Page_114">[114]</span></p> + +<h2 class="nosp">CAPITOLO VI.</h2> +</div> + +<div class="poem-container"> +<div class="poem inl"><div class="stanza"> +<p class="i01">Ruppe d’Imene i sacri patti, è rea,</p> +<p class="i01">E ’l seduttor suo vile appien t’è noto.</p> +<p class="i07"> <i>Novella dell’Inverno</i>.</p> +</div></div> +</div> + +<p> +Appena entrato nel suo gabinetto il Conte, +diede mano al libretto de’ ricordi, e +si pose a scrivere, ora parlando con Varney, +ora con se medesimo: «Ve ne son +molti il cui destino è collegato col mio.... +Quelli soprattutto che si stanno ne’ primi +gradi...... Avvene di tali ancora che se +si ricordano le mie beneficenze, e i pericoli +cui rimarrebbero compromessi, non +mi lasceranno morire senza soccorrermi. +Vediamo. Knolle è per me; e in conseguenza +col suo ministerio il saranno ancora +Guernsey e Iersey. Lorsey è governatore +dell’isola di Wight; mio cognato +Lungtengdon e Pembrock comandano nel +paese di Galles. Coll’aiuto di Bedford +sono miei i Puritani, e i loro interessi +che hanno tanto peso in tutte le sedizioni. +Mio fratello di Warwick è potente al pari +di me. Io regolo a mia voglia sir Owe +<span class="pagenum" id="Page_115">[115]</span> +Hopton il governatore della torre di +Londra. In questo luogo sta il tesoro +pubblico. Oh! mio padre, e l’avo mio +non avrebbero mai portate le loro teste +sul palco se avessero combinate sì bene +le proprie imprese. Che vuol dire quel +mesto sguardo, o Varney? Credilo, un +albero che ha sì profonde radici non cade +facilmente atterrato dal turbine.» +</p> + +<p> +«Oimè! Milord,» disse Varney con un +accento di dolore contraffatto a maraviglia, +e ricomponendo i suoi sguardi a +quell’aria di mestizia che eccitò l’interrogazione +del Conte. +</p> + +<p> +«<i>Oimè</i>! Replicò il conte di Leicester, +e perchè <i>oimè</i>, sir Riccardo? La vostra +nuova dignità non v’inspira altra esclamazione +più coraggiosa, quando sta per +aprirsi una sì nobile lotta? Se mai questo +<i>oimè</i> indicasse disegno in voi di evitare +lo scontro, potete abbandonare il castello +ed anche unirvi ai miei nemici, +se ciò meglio vi piace.» +</p> + +<p> +«No, rispose il confidente, Varney saprà +morire e combattere al fianco vostro. +Perdonatemi se compreso da sollecitudine +per tutto quello che vi risguarda, io vedo +forse più chiaramente le cose di quanto +a voi lo permetta la nobiltà del vostro +cuore. Io vedo, sì, gl’insuperabili ostacoli +che v’attorniano per ogni dove. Siete +<span class="pagenum" id="Page_116">[116]</span> +forte e potente, o Signore, lo so; ma +permettetemi il dirlo senza offendervi, tale +non siete che per favore della Regina: +sintantochè esso vi dura, voi avrete, +salvo il titolo reale, tutti i dritti d’un +Monarca; ma supponete ch’ella vi tolga +questo favore; vi trovate derelitto più +presto che non rimase inaridita la zucca +del profeta. Derelitto il ripeto, se vi +ribellate alla Regina; nè il sarete soltanto +in mezzo a questo paese, in mezzo +a questa provincia; ma nel centro dello +stesso vostro castello, fra i vostri vassalli, +fra i vostri amici, fra i vostri congiunti, +vi faranno prigioniero, nè tarderete +ad essere giudicato, se così il +vorrà la Sovrana. Pensate a Norfolco, +o Milord, al potente duca di Nortumberlandia, +allo spettabile Westmoreland. +Pensate che tutti coloro i quali vollero +resistere a sì avveduta principessa, rimasero +tutti o morti o prigionieri, o +errano fuggitivi. Il soglio d’Elisabetta +non viene a paragone di tant’altri sogli, +cui basta una congiura per rovesciarli; +esso ha per sue basi l’amore e la riconoscenza +de’ popoli. Voi potete dividerlo, +se il volete, con lei; ma nè voi, nè altra +potenza o straniera o domestica perverrà +ad abbatterlo... Che dico? nemmeno +a crollarlo.» +</p> + +<p> +<span class="pagenum" id="Page_117">[117]</span> +</p> + +<p> +Costui in allora si tacque, ed il Leicester +gettò lungi da sè il libretto dei ricordi +con aria di non curanza e dispetto. +</p> + +<p> +«Fo a tuo modo, soggiunse, e in fine +poco rileva se la sincerità o il timore ti +hanno fatto parlare. Però non sia mai che +io cada senza resistenza. Va a dar ordine, +onde quelli fra i miei vassalli che servirono +sotto di me nell’Irlanda si conducano +ad uno ad uno nella torre principale; +che i miei gentiluomini e i miei +amici si mettano in istato di difesa, come +se temessero venir assaliti dai partigiani +del Sussex: dissemina sospetti e +timori fra gli abitanti della città, fa che +s’armino, e ad un dato segnale stiano +pronti ad impadronirsi de’ soldati posti +alla guardia della Regina.» +</p> + +<p> +«Permettetemi ripetervi, o Milord, +soggiunse mestamente Varney, quest’ultimo +vostro ordine, di far cioè tutti gli +apparecchi opportuni a disarmare all’uopo +la guardia della Regina; e permettetemi +ad un tempo di rammentarvi che questo +è un atto d’alto tradimento: nondimeno +sarete ubbidito.» +</p> + +<p> +«Nulla monta, soggiunse con un accento +di disperazione il Leicester, nulla +monta; l’infamia mi sta alle spalle, il +precipizio dinanzi agli occhi; è d’uopo +ch’io mi mostri a viso scoperto.» +</p> + +<p> +<span class="pagenum" id="Page_118">[118]</span> +</p> + +<p> +Venne indi altra pausa di silenzio, che +poscia Varney interruppe in tal guisa: +«Eccoci finalmente arrivati a quell’istante +che io temea da lungo tempo! Eccomi +al bivio o d’essere vil testimonio della +caduta del miglior fra i padroni, o di +svelare quanto avrei desiderato sepolto +in profondissimo obblio, se altro labbro +diverso da quel di Varney non ve ne arrecava +l’infausta scoperta.» +</p> + +<p> +«Ora che dici tu? O piuttosto che intendi +dire? rispose il Conte. Ti avverto +che non abbiamo tempo da perdere in +ciance. È giunta ora di fatti.» +</p> + +<p> +«Quanto mi è forza dire, sarà ben tosto +detto, o Milord. Piacesse al cielo +che sì breve fosse la vostra risposta! Queste +nozze sono la sola cagione onde dobbiamo +romperci colla Regina, non è egli +vero, Milord?» +</p> + +<p> +«Tu lo sai al pari di me. A che tende +questa insulsa domanda?» +</p> + +<p> +«Perdonate Milord, non è insulsa. Vi +sono tali uomini, che sagrificherebbero +sostanze e vita per possedere un ricco diamante. +Nè voglio ridir su di ciò. Ma prima +di fare un tal sagrifizio, ogni ragion +di prudenza non insegnerebbe almeno l’assicurarsi +se questo diamante sia immune +da macchie?» +</p> + +<p> +«Come sarebbe a dire? (soggiunse +<span class="pagenum" id="Page_119">[119]</span> +Leicester guatando bieco il suo confidente). +Di chi parli tu?» +</p> + +<p> +«Parlo... della Contessa, Milord! +sono costretto a parlare di lei. Sì, ne parlerò, +dovesse anche la Signoria vostra dar +guiderdone di morte al mio zelo!» +</p> + +<p> +«La morte.... puoi forse meritarla +dalle mie mani medesime. Nondimeno parla. +Ti sto ascoltando.» +</p> + +<p> +«Ebbene, o Milord, mi armerò di +coraggio, che qui non tanto io parlo per +la mia vita, quanto per gl’interessi del +mio Signore. Giammai non mi piacquero +le misteriose corrispondenze che questa +Signora ha serbate con Edmondo Tressiliano. +Voi lo conoscete, o Milord, nè +v’è ignoto averle costui sulle prime inspirato +un tale affetto, di cui se la vostra +Signoria trionfò, il trionfo non fu disgiunto +da qualche difficoltà. Voi vedeste +con qual calore l’uomo di Cornovaglia +sostenne contro di me gl’interessi della +Contessa. Lo scopo evidente ch’egli si +prefiggeva, era quello di costringere la +Signoria vostra a confessare pubblicamente +queste, ch’io dirò sempre, malaugurose +nozze, ed è parimente tal pubblicazione +che Milady vorrebbe ad ogni costo +da voi.» +</p> + +<p> +Il Leicester accolse tai detti con un +forzato sorriso: «Intendo, buon Riccardo. +<span class="pagenum" id="Page_120">[120]</span> +Tu stai meditando ora il modo di sagrificare +il tuo onore, ed anche quello di +un’altra persona, a fine di stogliermi +da un’ardua impresa. Ma... ricordati +(aggiunse con tuono cupo, siccome irresoluto) +che è la Contessa di Leicester +quella di cui favelli.» +</p> + +<p> +«Lo so; ma favello parimente per l’interesse +del conte di Leicester. Ho appena +cominciato, o Signore, le cose che +debbo dire. Credo fermissimamente, che +sin d’allor quando voi entraste personaggio +in tal dramma, Tressiliano tutto quanto +operò, lo operò d’accordo colla Contessa.» +</p> + +<p> +«Tu spacci stravaganze colla calma +d’un predicatore. Ma dove e come poterono +accordarsi?» +</p> + +<p> +«Dove, e come! Milord, per mala sorte, +non posso che troppo chiaramente +additarvelo. Poco prima che venisse presentato +in nome di Tressiliano il memoriale, +onde la Regina arse di tanto sdegno +nella sua Corte, io incontrai, con mia +grande sorpresa, questo Tressiliano medesimo +alla porta segreta del parco di +Cumnor.» +</p> + +<p> +«Tu l’incontrasti, sciagurato, nè lo +stendesti morto dinanzi a te?» +</p> + +<p> +«Ci precipitammo l’un sopra l’altro, +e s’io non ponea un piede in fallo, vostra +<span class="pagenum" id="Page_121">[121]</span> +Signoria non avrebbe mai più veduto +costui.» +</p> + +<p> +Lo stupore tolse per qualche tempo la +parola all’attonito Leicester, che finalmente +si disse: «Quali prove confermano +quanto asserisci? Poichè siccome la punizione +debb’essere grande, voglio esaminare +freddamente, e circospettamente... +Gran Dio! ma no... voglio esaminare +freddamente e circospettamente,» e tal +proposito ripetè più d’una fiata, come +per ritrarne qualche calma ad ogni fiata +che il ripetea. Poi mordendosi le labbra, +quasi timoroso di lasciarsi sfuggire accenti +conformi alla tempesta che infieriva entro +il suo animo, sclamò: «Hai tu altre +prove?» +</p> + +<p> +«Troppe, o Milord. E così le avessi +conosciute sol io! Poteano allora andar +sepolte in una eterna dimenticanza; ma +il mio servo Michele Lambourne fu testimonio +del tutto, ed è pur quegli che +agevolò a Tressiliano l’ingresso in Cumnor. +Per ciò solo presi al mio servigio +questo Lambourne, e per ciò solo non +me ne sono liberato dappoi, comunque +tristo il conosca; ma volli mantenermi +in grado di frenarne la lingua.» +</p> + +<p> +E qui il perfido confidente si fece a +dimostrare, come agevole gli sarebbe il +convalidare quanto egli asserì e coll’attestazione +<span class="pagenum" id="Page_122">[122]</span> +di Tony Foster, e colle testimonianze +di diverse persone presenti allorchè +insieme patteggiarono il Lambourne +e Tressiliano, e presenti pure al momento +che questi due individui partirono +insieme dall’Osteria dell’<i>Orso nero</i>. +Nè in tal racconto il Varney avventurò +altra falsità, che maligne insinuazioni, +destramente intese ad indur persuasione +che il colloquio avutosi da Amy con Tressiliano +in Cumnor fosse durato più di +quanto durò veramente. +</p> + +<p> +«E perchè non ne fui avvertito, (disse +il Leicester, la cui fisonomia ad ogn’istante +s’annuvolava di più). Perchè tutti +voi altri, e tu principalmente, o Varney, +perchè nascondermi questi fatti?» +</p> + +<p> +«Perchè la Contessa, rispose lo scellerato, +ne assicurò, che Tressiliano a +non saputa e a malgrado di lei s’introdusse +in quel castello; perchè conchiusi +da questo che il colloquio non avesse portato +disonore alla Signoria vostra, perchè +finalmente giudicai, o Milord, che +la Contessa medesima ve ne avrebbe fatto +consapevole in appresso; nè Milord ignora +con quanta ripugnanza si porge orecchio +a sospetti che feriscono persone amate, +e la Dio mercè, non son io nè un +disseminatore di zizzanie, nè un referendario +per farmi il primo a divulgare cose +di tal natura.» +</p> + +<p> +<span class="pagenum" id="Page_123">[123]</span> +</p> + +<p> +«Ma siete poi troppo pronto ad ammetterle, +sig. Riccardo. Come sapete voi +che tale colloquio sia stato colpevole, siccome +il vorreste far credere? La contessa +di Leicester, a quanto m’è avviso, può +ben rimanere alcuni istanti con una persona +qual è Tressiliano, senza che ne +conseguano o disdoro per me, o sospetti +contro di lei.» +</p> + +<p> +«Certamente, o Milord, e se tale opinione +non fosse stata in me, neanco avrei +custodito sì lungo tempo un segreto di simil +fatta. Ma debbo or dirvi ciò che dà +forza a presunzioni contrarie. Tressiliano +si mette in corrispondenza con un tapino +ostiere di Cumnor e ciò collo scopo +di agevolare la fuga della signora Contessa; +manda uno de’ suoi messi, che siccome +spero, avrem ben tosto sotto chiave +nella torre di <i>Merwyn</i>, perchè Killegren +e Lambsbey stanno inseguendolo. +L’ostiere riceve un anello in prezzo di +buoni ufici e silenzio. La Signoria vostra +potrebbe anche aver visto questo anello +nelle dita di Tressiliano. Egli è qui‍<a class="tag" id="tag6" href="#note6">[6]</a>. +<span class="pagenum" id="Page_124">[124]</span> +Il messo mandato dal Cornovagliese giunge +a Cumnor travestito da merciaiuolo, +ha segreti colloqui colla Contessa, fuggono +l’uno e l’altra nel durar della notte. +Involano, tanta è la colpevole loro premura, +un cavallo ad un povero scimunito, +che incontrano lungo il cammino. +Arrivano finalmente al castello, e la Contessa +di Leicester trova un asilo!... non +oso dire ove lo trovi!» +</p> + +<p> +«Parla, te lo comando, parla sinchè +conservo ancora tanta pazienza per ascoltarti.» +</p> + +<p> +«Poichè il volete, rispose Varney, la +Contessa si trasferì immediatamente nell’appartamento +di Tressiliano, ove rimase +parecchie ore, non vi dirò se sola, od +in sua compagnia. Vi dissi già come Tressiliano +si tenesse una sua conquista nella +stanza assegnatagli. Ma non avrei sognato +giammai che questa conquista....» +</p> + +<p> +<span class="pagenum" id="Page_125">[125]</span> +</p> + +<p> +«Fosse Amy, vuoi dire, rispose il Leicester, +ma questa è un’impostura nera +quanto il vapor dell’Inferno! Ch’ella sia +ambiziosa, leggiera, impaziente, posso +crederlo: è donna, e ciò basta. Ma tradirmi! +non mai! non mai! La prova, la +prova di quanto osi asserire!» sclamò +egli con forza. +</p> + +<p> +«Ieri dopo il mezzogiorno vi si fece condurre +da Carol ella stessa. Lambourne e +il guardiano della torre di <i>Merwyn</i> ve la +trovarono di buonissim’ora questa mattina.» +</p> + +<p> +«E Tressiliano era con lei?» soggiunse +il Conte rapidamente. +</p> + +<p> +«No, Milord, dovete ben ricordarvi, +che Tressiliano ha passata l’intera notte +sotto la vigilanza di Blount.» +</p> + +<p> +«E Carol e gli altri servi la riconobbero?» +</p> + +<p> +«No, mio signore. Carol e Lorenzo +Staples non l’aveano mai vista, e il suo +travestimento ha fatto che Lambourne non +la ravvisasse per la Contessa; ma nel volerle +impedire la fuga da quelle stanze +raccolsero un suo guanto caduto, e questo +guanto, sua Signoria lo riconoscerà +certamente!» +</p> + +<p> +E in ciò dire rimise al Conte il guanto, +su di cui stava ricamato a perle lo +stemma della casa di Leicester. +</p> + +<p> +<span class="pagenum" id="Page_126">[126]</span> +</p> + +<p> +«Sì, ravviso i doni che le feci io medesimo; +l’altro di tali guanti copriva quel +braccio che in questo giorno stesso ella +avvolgeva al mio collo,» accenti che vennero +pronunziati in mezzo a violentissima +agitazione. +</p> + +<p> +«Sua Signoria potrebbe procacciarsi, +coll’interrogare la Contessa, maggiori prove +sulla verità del mio asserto‍<a class="tag" id="tag7" href="#note7">[7]</a>.» +</p> + +<p> +«Non fa d’uopo, non fa d’uopo (rispose +il Conte che tutti i tormenti dell’inferno +straziavano). Questa verità mi +sta innanzi agli occhi scritta in caratteri +di fuoco. Vedo l’infamia di costei. +Chi può negar fede all’evidenza? Sommo +Dio! Per questa abbietta creatura io stava +cimentando le vite de’ migliori fra’ miei +amici! io stava per crollare un trono! +io stava per portare e ferro e fuoco nel +seno d’un regno tranquillo, per combattere +la generosa Sovrana che mi fece +<span class="pagenum" id="Page_127">[127]</span> +quello ch’io sono, e che se non era questo +orrendo nodo, m’avrebbe già sollevato +al maggior grado ch’uom possa sperare! +E tutto ciò per una donna collegatasi +coi miei accaniti nemici!.... Ma +tu sciagurato! perchè non parlasti più +presto?» +</p> + +<p> +«Milord, io ben sapea che una lagrima +della Contessa vi avrebbe fatto dimenticar +tutto quanto avessi potuto dirvi; +nè per altra parte io ebbi tal chiarezza +dei fatti se non se questa mattina, allorchè +l’improvviso arrivo di Foster, e +le confessioni cui costrinse egli l’ostiere +dell’<i>Orso nero</i>, m’hanno istrutto della +sua fuga da Cumnor, e fatto me più solerte +nelle ricerche di quanto sfortunatamente +ho scoperto.» +</p> + +<p> +«Or sia lode al Cielo, ministro di +luce al mio fatal disinganno! Tanta è +l’evidenza del tradimento, che non vi +sarà in tutta Inghilterra chi possa tacciarmi +di una vendetta ingiusta o troppo +sollecita. Chi l’avrebbe creduto, o Varney? +Tanto giovane, tanto bella, sì carezzevole, +e sì menzognera! Comprendo +ora la fonte di quell’odio implacabile +che giurò a te, mio fedele, diletto mio +servo. Costei abborriva un uomo, studioso +di far cadere le sue inique trame, e pel +<span class="pagenum" id="Page_128">[128]</span> +cui braccio fu quasi privo di vita il vile +che la seducea.» +</p> + +<p> +«Non le diedi mai altro motivo di +odiarmi, o Milord; ma ella sapea come +i miei consigli s’adoperassero a scemare +la possanza che s’arrogò sopra di voi, mi +sapea costantemente preparato a cimentar +la mia vita contro i vostri nemici.» +</p> + +<p> +«Or ben lo vedo. E nondimeno, Varney, +quale apparenza di grandezza d’animo +metteva la perfida nell’esortarmi di +commettere agli sdegni della Regina il +mio capo anzichè nascondermi più lungo +tempo sotto il velo dell’impostura! Mi +parea che l’angelo della Verità non potesse +parlare più persuasivo linguaggio! +ed è egli possibile, o Varney? La menzogna +adunque la più atroce potrà in tal +guisa ostentare le forme della verità, e +l’infamia coprirsi sotto la maschera della +virtù? Varney, tu mi prestasti buon servigio +fin dalla fanciullezza. Devi a me +ogni tuo innalzamento, puoi dovermene +di maggiori; ma assumiti ora l’incarico +di meditare in mia vece. Il tuo ingegno +fu mai sempre acuto e profondo. Pensa! +non potrebb’ella essere innocente? Sforzati +a provarmi che è tale, e quanto +fin ora operai in tuo favore sarà stato +un nulla, in confronto del compenso che +tu n’avrai.» +</p> + +<p> +<span class="pagenum" id="Page_129">[129]</span> +</p> + +<p> +L’inconsolabil dolore che straziava l’anima +del Conte si dipinse con tanta forza +nel pronunziare di questi ultimi accenti, +onde ne fu quasi scosso l’indurito +cuor di Varney‍<a class="tag" id="tag8" href="#note8">[8]</a>, che in mezzo ai funesti +disegni suggeritigli da scellerata +ambizione, non cessava d’amare il suo +protettore, d’amarlo però come amar +poteva un Varney. Ma tornò tosto a raffermarsi +negl’iniqui divisamenti, e domò +ogni rimorso, in pensando, come quel +dolor passeggiero cui egli stava per cagionare +al Leicester, agevolerebbe a questo +il sentiero di quel trono, ch’Elisabetta +già si mostrava inclinata a dividere +col favorito, e dal quale lo rispingeva, in +sentenza di Varney, il solo viver d’Amy. +<span class="pagenum" id="Page_130">[130]</span> +Perseverò quindi nella infernale politica, +e dopo avere pensato un istante sulla +risposta da farsi a quella commovente +inchiesta dell’angoscioso Leicester, gli +rispose col fissarlo di un mesto sguardo, +che dicea quasi: <i>Le cerco invano una +scusa</i>. Poi rialzando il capo prese per un +istante il contegno di uomo, cui brillasse +un raggio di speranza che per breve +passò pure nell’animo del misero Conte, +ma seppe l’empio confidente far sì che +non v’allignasse, e tali ne furono i detti: +«Però, s’ella era veramente colpevole, +perchè avventurarsi a venire fra +queste mura?..... Gli è vero, che +un tal passo s’accorda col desiderio continuo +in lei d’essere riconosciuta Contessa +di Leicester.» +</p> + +<p> +«Così è! così è! (sclamò in cupo tuono +il Conte, innanzi cui dileguossi tosto +il lampo della concetta speranza). Tu +non leggi com’io ne’ profondi avvolgimenti +del cuor d’una femmina. Varney, indovino +tutto. Ella non vuole rinunziare al +titolo e al grado dell’uomo infelice divenutole +sposo, e se cieco nel mio delirio +avessi inalberato lo stendardo della +ribellione, o se lo sdegno d’Elisabetta +avesse fatto cadere il mio capo, come +questa mattina ne udii dal labbro di lei +la minaccia, il ricco assegnamento che +<span class="pagenum" id="Page_131">[131]</span> +la legge concede alla vedova d’un Leicester, +non sarebbe stato cattivo incerto +per quel miserabile di Tressiliano. Il +vedi! Ella mi sollecitava ad affrontare +un pericolo che poteva esserle utile. Ah! +non parlarmi, non parlarmi in favore +di costei, o Riccardo. Voglio il suo +sangue.» +</p> + +<p> +«Milord, l’eccesso del vostro dolore +si palesa al furore che anima questi detti.» +</p> + +<p> +«Te lo replico, cessa dal parlarmi in +suo favore. Ella m’ha disonorato. Ella +avrebbe voluto il mio esterminio. Non vi +è più legame di sorte alcuna fra me e +questa femmina. Ella morirà, come s’aspetta +morire ad una perfida, ad un’adultera +moglie, colpevole innanzi a Dio, +e innanzi agli uomini.... Or ch’io penso!... +Che si contiene in questa cassetta? +Il fanciullo che me la consegnò per farla +pervenire ad Amy nominò ancor Tressiliano. +Sì: <i>se non vi riesce darla a lei, +datela al sig. Tressiliano</i>. Furono queste +le sue parole... Oh Dio!... E in +quell’istante pur mi sorpresero, ma ammaliato +dagli ultimi detti di quell’indegna, +assorto ne’ gravi divisamenti che +concepii sol per essa.... Oh! queste +parole mi tornano ora con maggior forza +alla mente. Gli è lo scrignetto delle sue +<span class="pagenum" id="Page_132">[132]</span> +gioie. Aprilo, Varney, forzane la cerniera +col tuo pugnale.» +</p> + +<p> +«Un giorno ella disdegnò valersene per +rompere il nodo che tenea chiusa una lettera‍<a class="tag" id="tag9" href="#note9">[9]</a> +(a ciò meditava il Varney nel +prestarsi al cenno del suo padrone). Amy +Robsart! quest’arme oggi avrà una parte +più rilevante nel destino che ti s’appresta.» +</p> + +<p> +Nel tempo stesso che costui facea tali +considerazioni, il suo pugnaletto a triangolo +fu la leva, cui cedè la cerniera +argentea dello scrignetto. Nè appena ciò +vide il Leicester, che ne strappò il coperchio, +e trattine i gioielli che v’eran +racchiusi, li gettò preso da rabbia sul +suolo, intantochè i suoi occhi cercavano +avidamente qualche lettera o biglietto, +che ponesse in evidenza sempre maggiore +le colpe immaginarie della sfortunata Contessa. +Indi calpestando i diamanti sparsi +all’intorno di sè: +</p> + +<p> +«Egli è, sclamava in tal guisa, ch’io +anniento questi miserabili pegni, per +cui vendesti il tuo corpo e l’anima tua, +per cui ti consacrasti ad una morte innanzi +tempo, per cui condannasti me ai +rimorsi e ad un’eterna disperazione. Non +parlarmi di perdono, o Riccardo. La +<span class="pagenum" id="Page_133">[133]</span> +sentenza di costei è già pronunziata!» E +replicando ancora questi ultimi fatali accenti, +si lanciò entro un contiguo gabinetto, +chiudendone a catenaccio la porta. +</p> + +<p> +Varney lo accompagnò cogli sguardi, +divenuti allora men atti a quel suo maligno +sorriso; solo effetto onde la sopita +umanità potea farsi ancora sentire in +quell’anima scellerata. «Io ne compiango +la debolezza, si dicea costui fra se +stesso; l’amore lo ha trasformato in un +fanciullo. Egli getta, egli infrange queste +gemme. S’affretterà egualmente ad infrangere +il gioiello ben più fragile d’esse, +ch’egli amò finora con tanto ardore. Ma +le sue furie cesseranno, cessata la cagione +da cui son mosse. Egli non sa valutare +nè le cose, nè il vero lor prezzo. +Questa prerogativa, natura la riserbò soltanto +a Varney. Leicester, divenuto re, +non penserà fra quai procelle di superate +passioni sarà giunto sul trono; non penserà +a ciò più di quel che un nocchiero +mediti, toccato il porto, i pericoli affrontati +nella sua corsa. Ma giova che +non restino così sul pavimento questi testimoni +d’un cieco furore. Sarebbero troppo +ricca preda per la ciurma, che rassetta +l’appartamento.» +</p> + +<p> +Mentre Varney intendeva a raccogliere +le gemme ed a collocarle entro il cassettino +<span class="pagenum" id="Page_134">[134]</span> +segreto d’un armadio che a sorte +trovavasi aperto, vide dischiusa una parte +d’uscio del gabinetto ov’entrò prima il +Conte, nè quel vano era coperto dalla +cortina. Leicester pose fuori il capo, e +tanto oppresse ne apparivano le pupille, +e tanto pallide le labbra, che fremette +il Varney, e appena gli occhi dell’uno +si scontrarono in quelli dell’altro, abbassò +la fronte il Leicester, e di nuovo +chiuse quella porta. Per due volte la +riaperse, e per due volte vi si affacciò +nella medesima guisa senza pronunziare +un solo accento, onde il Varney incominciò +veramente a credere la ragione +del suo signore affatto smarrita. La terza +volta però questi fece al confidente un +cenno d’avvicinarsi, e Varney entrando +seco nel gabinetto potè avvedersi che non +da delirio derivava quel turbamento, +ma da barbaro disegno che il Conte stava +allor meditando, ma da fiera lotta che +contrarie passioni moveano nell’animo di +chi il concepiva. Passarono un’ora discorrendo +insieme, dopo di che il Conte +cambiate in tutta fretta le vesti, tornò +a fare la sua corte alla Sovrana. +</p> + +<div class="chapter"> +<p><span class="pagenum" id="Page_135">[135]</span></p> + +<h2 class="nosp">CAPITOLO VII.</h2> +</div> + +<div class="blockchap"> +<p> +Voi avete sbandita la gioia e portato +il disordine nella festa. +</p> + +<p class="indr"> +<i>Shak.</i> +</p> +</div> + +<p> +Nel durar della mensa e delle feste +di questa rilevante giornata, i modi di +Leicester e di Varney furono ben diversi +da quello che per solito si mostravano +fino a quel giorno. Riccardo Varney si +era fatto conoscere uomo operoso e fornito +d’intelligenza, anzichè dedito ai piaceri. +Gli affari ne pareano il naturale elemento. +In mezzo alle feste e alle gioie +ch’ei sapea regolare maestrevolmente, la +parte sua riduceasi a quella di semplice +spettatore, o se talvolta intendeva l’animo +ad esse gli era piuttosto per deridere +in guisa caustica e severa i convitati, +che per partecipare ai loro sollazzi. +</p> + +<p> +Ma avresti detto che in tal giorno l’indole +ne fosse cambiata. Continuo nel mettersi +di brigata coi giovani signori, e +colle amabili donne di quella Corte, +<span class="pagenum" id="Page_136">[136]</span> +spirava ogni suo atto e detto tal gaiezza +vivace e leggiera ad un tempo, che i +ganimedi i più leggiadri nol potean superare. +Coloro ch’erano avvezzi a riguardarlo +siccome uomo sempre immerso ne’ +divisamenti i più gravi dell’ambizione, +e pronto a lanciar sarcasmi contro coloro, +che non sanno usar del tempo se non +se per godere d’ogni diletto che lor s’appresenta, +vedeano maravigliando, com’egli +esternasse uno spirito amabile, una +gioia sciolta, una fronte serena al pari +di loro. Ma con qual arte potea l’infernale +ipocrisia di costui coprir col velo +di soave giocondità i più atroci pensamenti +ch’uom possa immaginare? Il +segreto di un tal palliamento il conoscono +solamente quelli, che gli somigliano, +se pur avvi chi gli somigli. Varney +avea ricevuto altissimo ingegno dalla +natura, dono che ad opere malvage +egli unicamente converse. +</p> + +<p> +Ben tutt’altro era di Leicester. Comunque +usato a comportarsi da cortigiano, +a parer gaio, uficioso, libero d’ogn’altra +cura oltre quella di promovere i +piaceri, quand’anche segretamente il rodeano +le angoscie dell’ambizione, dell’odio +e della gelosia, allora il suo cuore +stavasi in preda ad un più terribile nemico, +<span class="pagenum" id="Page_137">[137]</span> +che non lasciavagli un istante sol +di riposo. Ben si leggea nello smarrimento +di quegli occhi e nel turbamento di quella +fronte come fosse co’ suoi pensieri lunge +dal teatro, ove in quell’istante avea +parte. Continuo sforzo scorgeasi nel suo +parlare, nel suo operare, e sembrava +quasi avesse perduto affatto la posseduta +consuetudine di comandare ad uno spirito +acuto, e pieghevole ad un leggiadrissimo +corpo, prerogative, onde cotanto +già prevalea. Ma niun atto, niun +accento erano più in lui la conseguenza +della sua volontà, ma venian da un automa +che aspetta per moversi l’impulso +d’interna molla. Le parole gli usciano +del labbro ad una ad una e sconnesse, +sicchè mostravano in lui il bisogno di +pensare a ciò che dovea dire, poi di +pensare al modo di dirlo; e avresti perfino +creduto che quando pronunciava una +frase gli volesse molta fatica d’attenzione +per non dimenticare l’altra che la +precedè. +</p> + +<p> +L’effetto che queste continuate distrazioni +operarono sul contegno e sul modo +di conversare del cortigiano più leggiadro +che vi fosse nell’Inghilterra apparve manifestamente +a tutti coloro che gli si appressarono, +nè sfuggì del certo al guardo +finissimo della principessa la più accorta +<span class="pagenum" id="Page_138">[138]</span> +di quel secolo. Nè si sarebbe taciuta sopra +tale stranezza e quasi negligenza dei +riguardi dovutile, se non l’avesse attribuita +alla vivacità, ond’ella nell’uscire +della fatal grotta gli avea dato a conoscere +il suo regale scontento. Giudicò adunque +che ne durasse ancor l’impressione nell’animo +del favorito, e che tal rimembranza +gl’impacciasse a malgrado di lui +medesimo, quelle grazie e que’ vezzi che +sì giocondamente per solito il rendean +compagnevole. +</p> + +<p> +Nè sì tosto le si presentò tale idea, cotanto +lusinghiera al cuore di femmina, +scusò in proprio animo quanto era di +sconvenevole verso lei nella condotta di +Leicester; ed i circostanti cortigiani stupirono +in veggendo, che anzichè trovarsi +offesa delle reiterate distrazioni del favorito +(colpe ch’ella non era usa a perdonare) +studiavasi di offerirgli occasioni +a riprendere coraggio, e gliene agevolava +i modi con una indulgenza non connaturale +ad essa in simili casi. Pure ognun +prevedea che sì fatta indulgenza non poteva +essere di lunga durata, e che Elisabetta +cedendo alla forza primitiva della +sua indole, stava già per irritarsi del contegno +di Leicester, allorchè venne a questo +per parte di Varney un avviso onde +volesse trasferirsi nel contiguo appartamento. +<span class="pagenum" id="Page_139">[139]</span> +Dopo essersi lasciato chiamare +due volte alzossi, e fece atto di volere +uscire in tutta fretta, poi arrestatosi +d’improvviso chiese alla Regina la permissione +di allontanarsi per affari premurosi. +</p> + +<p> +«Come vi piace, o Milord, le diss’ella. +Non ignoriamo che la nostra presenza in +questo luogo vi dee cagionare affari non +preveduti ed istantanei. Nondimeno se vi +è grato che Elisabetta si consideri da voi +accolta come noi accoglieremmo un ospite +ben veduto nella nostra reggia, vi preghiamo +a pensare un poco meno ai nostri +piaceri, ed invece a darne a conoscere la +vostra giocondità meglio che da alcune +ore nol fate. Si ricetti un principe od +un contadino, la cordialità è sempre la +migliore fra le accoglienze. Andate, Milord; +noi speriamo al vostro ritorno di +vedervi più serena la fronte, e di scorgere +in voi quell’amabile scioltezza, cui +avete accostumati i vostri amici.» +</p> + +<p> +Tutta la risposta di Leicester si stette +in un rispettoso inchino, indi uscì; e +giunto alla porta dell’appartamento, incontrò +Varney, che trattolo con grande +sollecitudine in disparte gli disse all’orecchio: +«Il tutto va a dovere.» +</p> + +<p> +«Masters l’ha egli veduta?» chiese il +Conte. +</p> + +<p> +<span class="pagenum" id="Page_140">[140]</span> +</p> + +<p> +«Sì, Milord, nè avendo ella voluto +rispondere alle sue interrogazioni, nè dargli +spiegazione sul motivo del suo silenzio, +questo medico attesterà esser ella di +fatto presa da un’infermità di mente, +nè rimanere ad operar miglior cosa del +rimetterla fra le mani de’ suoi amici. L’occasione +è sicura per allontanarla giusta +quanto si risolvè.» +</p> + +<p> +«Ma Tressiliano?» rispose Leicester. +</p> + +<p> +«Gli si terrà per ora occulta la partenza, +che debb’essere questa sera, e +domani penseremo a lui.» +</p> + +<p> +«No, per l’anima mia! esclamò Leicester, +di Tressiliano voglio vendicarmi +colle mie mani medesime.» +</p> + +<p> +«Voi, Milord, vendicarvi d’un uomo +di sì lieve conto qual è Tressiliano! Oh! +no, mio signore. Egli ha sempre mostrato +desiderio di correre terre straniere. Prenderommi +io cura di lui, e riposatevi sopra +di me che non tornerà sì presto a raccontar +la storia de’ suoi viaggi.» +</p> + +<p> +«No, giur’al Cielo, Varney! Chiami +tu di lieve conto un nemico da cui m’ebbi +sì profonda ferita, che il viver mio +non sarà d’or innanzi fuorchè una vicenda +di rimorsi e di cordogli! No. Anzichè +perdere il diletto di vendicarmi colle +mie proprie mani di un tale sciagurato, +andrò io medesimo a svelare ogni cosa +<span class="pagenum" id="Page_141">[141]</span> +ad Elisabetta, ad implorare la sua vendetta +sulla testa dei colpevoli e sulla +mia.» +</p> + +<p> +Varney scorse non senza concepirne +terrore tanta essere la perturbazione di +animo nel Conte, che non giugnendosi +a sedarla, egli era ben anco capace di +portarsi a quest’atto estremo di disperazione, +atto estremo che avrebbe irreparabilmente +mandati a vôto gli ambiziosi +disegni che così per sè come pel proprio padrone +avea divisati costui. Ma il furore +del Conte vie più raccoltosi quanto +più fu concentrato parea non ammetterebbe +argini se straripava; gli fiammeggiavano +gli occhi, mal fermo ne era il +suon della voce, livida bava gli scendea +dalle labbra. +</p> + +<p> +Pure il suo confidente giunse a padroneggiarlo +in mezzo a questa estrema tempesta. +«Mio signore, gli diss’egli traendolo +innanzi ad uno specchio, guardatevi +in questo cristallo, e giudicate voi +stesso se una così alterata fisonomia sia +quella d’uomo capace di prender partito +da se medesimo in una circostanza cotanto +grave?» +</p> + +<p> +«Che pretendi adunque fare di me? +(disse il Leicester, colpito dal cambiamento +della propria fisonomia nel tempo +stesso che s’adontava della libertà presasi +<span class="pagenum" id="Page_142">[142]</span> +da un suo subordinato). Sono io il +tuo suddito, il tuo vassallo? o divenni +forse lo schiavo d’un mio servo?» +</p> + +<p> +«No, Milord (disse Varney mostrando +una fermezza, che sarebbe stata bella +in tutt’altri, e per tutt’altra occasione); +ma se vi piace comandare, comandate a +voi stesso ed alle vostre passioni. Arrossisco, +io che vi servo fin da’ prim’anni +di vostra infanzia, al vedere la debolezza +che dimostrate in tal punto. Correte ai +piedi d’Elisabetta; confessate le contratte +nozze. Accusate siccome adulteri la moglie +vostra e il suo amante. Promulgate +alla presenza di tutta la Corte che foste +il trastullo d’una giovinetta di villaggio, +e del suo erudito zerbino. Fatelo, Milord; +ma ricevete prima le salutazioni +di Riccardo Varney, che rinunzia a tutti +i beni di cui lo colmaste. Egli potè prestar +servitù al grande, al magnanimo Leicester, +egli era più orgoglioso d’obbedire +a lui che di comandare ad altri; ma +questo istesso Leicester che si digrada da +se medesimo, che cede al menomo colpo +d’avversa fortuna, i cui sublimi divisamenti +si dileguano come fumo al più leggier +soffio delle passioni, non è questi +l’uomo cui acconsentirà Varney di servire. +Varney porta un’anima tanto superiore +a quella di Leicester, quanto +<span class="pagenum" id="Page_143">[143]</span> +gli è inferiore per ricchezze e per grado.» +</p> + +<p> +E nell’ultimo asserto Varney non era +ipocrita, comunque la fermezza d’animo +di cui pompeggiava non fosse in esso che +crudeltà e profonda dissimulazione; ma +ei sentiva veramente in sè le superiorità +onde vantavasi; e in tal momento la premura +d’assicurare quello ch’ei chiamava +<i>alto destino</i> di Leicester, ne animava i +gesti e prestava alla costui voce gli accenti +d’una insolita commozione. +</p> + +<p> +E fu questo che soggiogò finalmente +il Leicester. Parve all’infelice Conte di +vedersi già abbandonato fin dal migliore +fra’ suoi amici, onde stendendo le mani +verso il Varney pronunziò tali parole. +«Non abbandonarmi. Che vuoi tu ch’io +faccia?» +</p> + +<p> +«Che voi siate voi stesso, mio nobil +padrone (disse il Varney, baciando la +mano al Conte dopo avergliela stretta con +rispettoso affetto) che voi siate voi stesso, +e superiore agl’impeti di quelle passioni, +che sconvolgono l’anime vulgari. +Siete voi il primo che abbia provato tradimenti +in amore? Il primo al quale una +giovane capricciosa e leggiera abbia inspirato +un affetto, di cui ella siasi fatta +giuoco in appresso? V’abbandonerete adunque +ad una forsennata disperazione, +sol perchè non foste più saggio che l’uomo +<span class="pagenum" id="Page_144">[144]</span> +più saggio del mondo nol fu? Ch’ella +sia per voi come se non vissuta giammai. +Che la ricordanza di lei si cancelli dalla +vostra mente come indegna d’avervi mai +avuta una sede. Che l’ardimentoso disegno +da voi concetto stamane si faccia quasi +decreto emesso da un ente supremo, atto +di indipendente giustizia. Ella meritò la +morte, ella muoia.» +</p> + +<p> +Mentre Varney favellava in tal guisa, +la mano del Conte gli premea con forza +la sua. Al veder Leicester immoto col labbro +superiore stretto all’inferiore e con +aggrottate ciglia, sarebbesi detto operasse +sforzi onde dal confidente si trasfondesse +in lui quella fermezza fredda, atroce, inumana, +che i costui detti gli persuadevano. +Allorchè tacque il Varney, Leicester +gli stringea tuttavia la mano. Finalmente +con ricercata tranquillità giunse +a pronunziare queste parole: «Acconsento: +ella muoia. Ma almeno mi si conceda versar +una lagrima.» +</p> + +<p> +«No, mio signore, rispose con forza +il Varney, che scorse nel ciglio già inumidito +del padrone, come la pietà di +leggieri avrebbe ripreso il suo imperio. +No, mio signore. Ora sono inopportune +le lagrime. È d’uopo pensare a Tressiliano.» +</p> + +<p> +«Oh! questo sol nome basterebbe a +<span class="pagenum" id="Page_145">[145]</span> +cambiar le lagrime in sangue. Varney, +vi ho pensato. Ho risoluto, Tressiliano +sarà mia vittima.» +</p> + +<p> +«Ella è una follia, Milord; ma voi +siete potente troppo ond’io presuma arrestare +il braccio della vostra vendetta. +Scegliete solamente e il tempo e il destro, +e non vi cimentate finchè l’uno e l’altro +non vi s’appresentino.» +</p> + +<p> +«Farò quanto vorrai, purchè non ti +opponga a questo disegno.» +</p> + +<p> +«Ebbene, o Milord, disse il Varney, +incominciate dunque col fare scomparire +dal vostro volto quella fisonomia cupa e +smarrita, che trae sopra di voi gli sguardi +di tutta la Corte, e che la Regina non vi +avrebbe mai perdonata se in questo giorno +non si facesse ella uno studio d’usarvi +ogni sorta di riguardo.» +</p> + +<p> +«Ho dunque dato a scorgere verso lei +tanta incuria? soggiunse il Leicester, che +pareva uscisse d’un sogno. Io credeva +aver composti adattatamente il contegno +e la fisonomia; ma non temere di nessuna +cosa. Ora è in pace il mio spirito. Io sono +tranquillo. Il mio oroscopo sarà compiuto, +e tutte le facoltà dell’animo mio si +adopreranno a secondare il destino che +mi s’appresta. Non temere per me, ti +dico. Io torno presso della Regina. Non +la cederò a te nel far sì che i miei +<span class="pagenum" id="Page_146">[146]</span> +sguardi o i miei detti non tradiscano il +mio interno. Non hai tu null’altro da +dirmi?» +</p> + +<p> +«Debbo pregarvi a consegnarmi quell’anello +che vi serve ad uso di sigillo. +Mi diviene necessario per provare a quei +vostri servi del cui ministerio mi sarà +d’uopo, che mi valgo d’essi per vostro +ordine.» +</p> + +<p> +Trattosi dal dito l’anello, il Leicester +lo consegnò con volto cupo e smarrito al +Varney, e solamente aggiunse a mezza +voce ma con accento terribile, questi +detti: «Qualunque cosa tu eseguisca, +opera con prontezza.» +</p> + +<p> +Intanto la prolungata assenza del Conte +facea nascere ansietà e sorpresa in coloro +che si stavano nella sala del trono, ed i +Leicesteriani assai s’allegrarono, poichè +il videro entrare con tal contegno che +facea crederne l’animo sgombro d’ogni +molesta cura. +</p> + +<p> +Il Conte di fatto mantenne per tutto +quel giorno la promessa data al Varney, +che fin d’allora si credè sciolto dalla necessità +di sostenere una parte brillante +che alla sua indole repugnava, e riprese +a mano a mano le consuetudini gravi e +severe, e quello spirito satirico ed indagatore +a lui famigliare. +</p> + +<p> +Il Leicester si comportò presso Elisabetta +<span class="pagenum" id="Page_147">[147]</span> +com’uomo il quale profondamente +ne conoscea e la forza d’animo, e le fralezze, +che sotto due o tre aspetti adombravano +i pregi di questa Regina. Troppo +avveduto per non dare a divedere +istantaneo salto dal contegno che serbava +prima di ritrarsi col Varney al contegno +presente, compose fin sulle prime dell’avvicinarsi +ad Elisabetta e gli atteggiamenti +e le parole ad una dolce malinconia, +da cui trapelava tenero affetto +in ver la Sovrana. E questo sentimento +pareva aumentarsi vie più in proporzione +de’ contrassegni di favore ch’egli ne +ricevea, e il trasse a proteste amorevoli +le più fervorose, le più assidue, le più +delicate e persuasive e ad un tempo le +più rispettose, che mai suddito abbia indiritte +a Sovrana. L’udiva siccome estatica +Elisabetta, in cui avresti detto addormirsi +la gelosia del potere, e venir +meno la risoluzione fermata in prima +d’evitare ogni vincolo domestico per darsi +unicamente alle cure del regno. In fine +la stella di Dudley dominò anche una +volta sull’orizzonte della corte Inglese. +</p> + +<p> +Ma tale trionfo che sulla natura e sulla +propria coscienza andava riportando il +Leicester, fu avvelenato per più riprese, +non solamente dalle rampogne di un interno +sentimento mal tollerante dello sforzo +<span class="pagenum" id="Page_148">[148]</span> +cui colpevoli divisamenti lo costrigneano, +ma ben anche da altre circostanze +che nel durare del banchetto e +delle feste svegliavano nell’animo del +Conte un’idea divenutagli tremendo supplizio. +</p> + +<p> +La prima di tali circostanze fu la seguente. +Terminata la mensa, stavano i +cortigiani aspettando nella gran sala una +sontuosa mascherata che dovea contribuire +ai passatempi di quella sera, ed +intanto il Leicester adoperava l’amenità +del suo ingegno nel dir leggiadri motti +intorno il lord Wellonghby, Raleigh, e +molt’altri cortigiani, allorchè la Regina +prese a dirgli con brio: «Milord, +noi ordineremo vi si tratti come reo d’alto +tradimento, se continuate in tal guisa +a farci morire dal ridere. Ma giunge in +tempo l’uomo che ha la prerogativa di +rendervi serio a suo talento. Ecco il +bravo medico Masters, che non v’ha +dubbio ne arreca notizie della nostra +povera supplicante lady Varney. Spero, +signore, che non ci abbandonerete +or che si discute una querela di sposi, +argomento sul quale non abbiamo esperienza +per poter pronunziare senza il +soccorso d’un buon consiglio. Ebbene, +Masters, che pensate voi di questa povera +delirante?» +</p> + +<p> +<span class="pagenum" id="Page_149">[149]</span> +</p> + +<p> +Il sorriso onde si avvivarono fino a quel +punto le labbra di Leicester, a tai detti +della Regina vi si fermò, come se lo +avesse sovr’esse scolpito lo scarpello di +Michel Angelo, o del Chauntry, immobilità +che durogli tutto il tempo speso dal +medico nel suo riferto. +</p> + +<p> +«Lady Varney, graziosa Sovrana, si +mantiene in un cupo silenzio, nè vuol +meco spiegarsi sullo stato di sua salute; +ferma inoltre nel non voler rispondere +alle interrogazioni d’alcun altra persona, +ella chiede di perorare la propria causa +dinanzi alla Maestà vostra.» +</p> + +<p> +«Il Cielo me ne liberi! sclamò la Regina; +abbiam già sofferto abbastanza delle +turbolenze e delle discordie, che sembrano +seguire questa donna infelice ovunque +ella si trae. Non siete voi del mio +parere, o signore?» soggiunse Elisabetta +volgendo a Leicester tal guardo, ove pigneasi +il rincrescimento delle cose accadute +nel <i>luogo di delizia</i> alla presenza d’Amy. +Il Leicester rispose con profondo inchino, +poichè gli tornò vano ogni sforzo inteso +ad esprimere con parole che <i>tale era parimente +il suo avviso</i>. +</p> + +<p> +«Voi siete vendicativo, o signore, disse +allor la Regina, ma sapremo punirvene +a tempo e luogo opportuno. Torniamo +alla nostra guastafeste, a lady Varney. +<span class="pagenum" id="Page_150">[150]</span> +Che vi pare o Masters, dello stato suo +di salute?» +</p> + +<p> +«Maestà, ella è immersa in una nera +malinconia, come vel dissi, rispose il +Masters; ella non vuol sottomettersi ad +alcuna prescrizione medica più che rispondere +alle mie inchieste. La credo invasata +da un delirio, che mi sembra del +genere <i>ipocondriaco</i> anzichè del <i>frenetico</i> +e stimerei opportuno, che il marito la +facesse curare in propria casa lontano +da tutto questo tumulto, che ne turba +vie più la debole mente, e le mostra immaginari +fantasmi. Ella si lascia sfuggire +parole per cui un estraneo la giudicherebbe +qualche gran personaggio travestito, +qualche contessa, o che so io? principessa!... +Il Cielo l’aiuti. Son queste +le solite <i>allucinazioni</i> degli sfortunati +soprappresi da morbi di tal natura.» +</p> + +<p> +«Ebbene, disse la Regina, si faccia +tosto partire, e venga affidata alle cure +di Varney; ma ch’ella abbandoni senza +indugio il castello. Se tal è il suo delirio, +in fede mia! ella potrebbe anche +immaginarsi d’essere qui la padrona. Ella +è però una grande sventura che così avvenente +donzella abbia perduta la ragione +in sì fatta guisa. Che ne dite, Milord?» +</p> + +<p> +«Ella è veramente una grande sventura,» +replicò il Conte lasciando scorgere +<span class="pagenum" id="Page_151">[151]</span> +il contraggenio di chi risponde per obbligo +sol di rispondere. +</p> + +<p> +«Ma che? soggiunse Elisabetta, non +la pensate siccome noi intorno l’avvenenza +di questa giovinetta? Per vero +dire ho veduto uomini preferire l’occhio +maschile e maestoso di Giunone a queste +bellezze delicate, che chinano il capo +siccome giglio se il gambo n’è infranto. +Sì, Milord: gli uomini sono tai nemici +del nostro sesso che la pugna li diletta +più della vittoria, e simili a vigorosi +atleti, amano le donne in proporzione +della resistenza che da queste si vedono +opporre. Mi unisco a voi, mia Rutland, +nel giudicare che se si potesse costrignere +Leicester a sposare una figurina +di cera qual è la giovane Robsart, ciò +tornerebbe allo stesso col fare ch’ei si +augurasse la morte dopo il primo mese +di matrimonio.» +</p> + +<p> +Nel profferire tali accenti, volse ella +uno sguardo cotanto espressivo al Conte, +che a malgrado dei rimproveri d’odiosa +doppiezza mossigli dalla coscienza, trovò +forza bastante per dire ad Elisabetta, +essere l’amor di Leicester un amor sottomesso +più di quanto ella il credea, poichè +volto a persona, cui obbedirebbe +sempre, non comanderebbe giammai. +</p> + +<p> +Fattasi rossa in volto la Regina, impose +<span class="pagenum" id="Page_152">[152]</span> +silenzio al Conte, e intanto gli occhi +di lei manifestavano la speranza che +ella avea di non essere obbedita. +</p> + +<p> +In tale momento il suono delle trombe +e il romor dei tamburi che si fece udir +da un balcone annunziò l’arrivo della mascherata; +onde per allora il Leicester fu +libero dallo stato orribile di sforzo, e di +simulazione in cui l’avea posto la sua politica +tenebrosa. +</p> + +<p> +La mascherata che tosto entrò dividevasi +in quattro separate bande, composte +ciascuna di sei personaggi principali, e +di altri sei che a qualche distanza portavano +fiaccole. Tai gruppi rappresentavano +le diverse nazioni che a mano a +mano avevano occupata l’Inghilterra. +</p> + +<p> +I Bretoni aborigeni che entrarono i primi, +venivano condotti da due druidi, i +cui bianchi capelli andavano coronati di +quercia, e che portavano in mano un ramo +di vischio. Il drappello che seguiva +i venerandi vegliardi, era accompagnato +da due Bardi in bianca veste, che per intervalli +toccavano le loro arpe ed intonavano +cantici ad onore di Belo o del Sole. +Furono scelti a rappresentare i Bretoni +quelli fra i gentiluomini della Corte che +prevalevano agli altri per altezza di statura +e per robustezza; la loro maschera +vedeasi fregiata di lunga barba e lunga +<span class="pagenum" id="Page_153">[153]</span> +capigliatura; pelli di volpe e d’orso vestianli. +Tutta la parte superiore del loro +corpo mostravasi coperta d’un drappo +serico color di carne, su di cui scorgeansi +bizzarramente delineate varie figure di +corpi celesti, e d’animali e d’altre cose +allegoriche, per lo che rassembravano +al giusto que’ nostri maggiori, contro +la cui independenza i Romani attentarono. +</p> + +<p> +I figli del Lazio che portarono la civiltà +all’Inghilterra venivano dopo i Bretoni. +Chi vestiva le maschere nel loro carattere +aveva con tutta verità imitati i +grandi elmi, gli abiti guerreschi usati +da quell’illustre nazione, i suoi scudi +fitti ed angusti, e quella corta spada +a due tagli, che la fece trionfatrice del +mondo. L’aquila Romana precedea quel +drappello, mentre i due porta stendardi +cantavano un inno in lode del Dio della +guerra; li seguivano i combattenti col +portamento grave e sicuro d’uomini che +aspiravano alla conquista dell’Universo. +</p> + +<p> +Il terzo gruppo rappresentava i Sassoni, +coperti delle pelli d’orso che portavano +seco dalle foreste della Germania. +Armati il braccio di quella terribile lor +picozza di punta e taglio che fece tanta +strage de’ primitivi Bretoni, li precedeano +due Scaldi, cantori che intonavano le lodi +di Odino. +</p> + +<p> +<span class="pagenum" id="Page_154">[154]</span> +</p> + +<p> +Venivano finalmente i cavalieri Normanni, +vestiti della lor ferrea maglia, +e coperti dai loro elmi d’acciaio. Due +<i>menestrelli</i>‍<a class="tag" id="tag10" href="#note10">[10]</a> che cantavano le guerre, +e le donne si presentavano i primi di questa +schiera. +</p> + +<p> +Tutti i ridetti personaggi entrarono serbando +il massimo ordine nella sala, dopo +essersi arrestati prima alcun tempo alla +soglia, affinchè gli spettatori potessero +innanzi contemplarli a lor agio; indi fecero +il giro della sala per dispiegare le +loro file. I personaggi principali posero +dietro a sè gli altri, incaricati delle fiaccole, +e si collocarono dalle due bande +della sala in guisa, che i Romani stessero +rimpetto ai Bretoni, ed i Sassoni +ai Normanni. Parve allora che una parte +guardasse con occhio sorpreso l’opposta; +alla sorpresa succedè lo sdegno, espresso +con gesti minaccevoli, indi ad un segnale +dato dalle bande di musica militare poste +in orchestra, questi finti nemici sguainarono +le loro spade, e marciarono gli uni +contro degli altri in cadenza, ed eseguendo +una specie di danza militare; +<span class="pagenum" id="Page_155">[155]</span> +batteano coi loro acciari l’armatura degli +avversari ogni volta che si scontravano +insieme secondo le norme di quella danza. +Fu spettacolo bizzarro a vedersi il buon +ordine onde quelle diverse truppe a malgrado +delle loro fazioni che apparivano +sì irregolari, serbavano sempre il tempo, +e si mescolavano, si disgiugnevano, tornavano +ai loro posti, come il voleano i +vari tuoni di musica. +</p> + +<p> +Tali danze allegoriche rappresentavano +i combattimenti che accaddero fra i +diversi popoli, che occuparono altra volta +il territorio della Gran Brettagna. +</p> + +<p> +Finalmente dopo molte fazioni che assai +dilettosamente intertennero gli astanti, +s’udì uno di quegli squilli di tromba +nunzi soliti d’una battaglia, o d’una +vittoria; ed a questo le persone immascherate +interruppero le loro danze, e +raunatesi ognuna presso i loro capi, parve +dividessero l’attenzione degli spettatori, +conversi ad osservare qual cosa a questo +suono di tromba dovesse succedere. +</p> + +<p> +Spalancatisi entrambi i battitoi della +porta, apparve un incantatore. Era egli +il celebre mago Merlino, messo in abito +strano e misterioso, che indicava la sua +doppia nascita, e l’arte magica ch’ei +possedea. Dinanzi e dietro a lui folleggiavano +e facevano scambietti per aria +<span class="pagenum" id="Page_156">[156]</span> +molti personaggi stravaganti, che rappresentavano +gli spiriti pronti ad ubbidire i +comandamenti del mago, parte di festa +sì gradevole ai servi ed agli altri vassalli, +che parecchi d’essi dimenticando il rispetto +dovuto alla Regina penetrarono fin +nella sala. +</p> + +<p> +Il conte di Leicester accorgendosi, che +i suoi uficiali avrebbero durato fatica ad +allontanar questa ciurma, senza che accadesse +qualche disordine alla presenza +di Elisabetta, si alzò egli stesso trasferendosi +in mezzo al salone; ma la Regina +con tratto di bontà non nuovo in lei, +mostrò desiderio che si permettesse al popolo +di assistere a quel passatempo. Per +vero, il Leicester aveva anche colto volentieri +tale pretesto per allontanarsi dalla +Regina, e per sollevarsi alcuni istanti +dal penoso incarico di nascondere sotto +velo di giocondità e di galanteria lo strazio +che faceano del suo animo il rimorso, +la vergogna, lo sdegno e la sete della +vendetta. D’un gesto e d’un guardo impose +silenzio a quella moltitudine; ma +in vece di tornarsene presso la Sovrana, +s’avvolse nel suo mantello, e mescolandosi +alla folla, rimase in tal qual modo +un oscuro spettatore dell’ultima parte di +quel divertimento. Avanzatosi Merlino +in mezzo alla sala, colla sua bacchetta +<span class="pagenum" id="Page_157">[157]</span> +magica fe’ un cenno alle bande rivali, +onde si assembrassero attorno di lui; +indi con un discorso in versi annunziò +ad esse, come l’isola della Gran Brettagna +fosse allor governata da una vergine +regale, cui per voler del destino tutte +le parti combattenti doveano indistintamente +prestare omaggio, e aspettar da +lei sola una sentenza intorno ai diritti, +che ciascuna delle medesime contendea, +ond’essere riconosciuta qual primo +stipite, da cui traevano origine i presenti +isolani, sudditi di quella angelica +principessa. +</p> + +<p> +Docili a tal ordine, le diverse bande +marciarono al suono d’una musica grave +ed armoniosa, passando successivamente +dinanzi al trono d’Elisabetta, cui offerivano +rispettosi omaggi, ciascuna secondo +lo stile della nazione rappresentata. +Tali omaggi accogliea la Regina con +quella grazia e con quella cortesia, che +solea contraddistinguerne ogn’atto fin dall’istante +del suo giugnere a Kenilworth. +</p> + +<p> +I capi delle diverse bande addussero +allora, ciascun per la propria, i motivi +onde si credeano avere diritti a tal preminenza; +ed ascoltati che gli ebbe tutti +Elisabetta fece loro questa graziosa risposta: +Ben dispiacerle di non essere +meglio istrutta per decidere la difficile +<span class="pagenum" id="Page_158">[158]</span> +quistione che il famoso Merlino le aveva +proposta: pur sembrarle che non vi fosse +una sola di queste nazioni, la quale potesse +pretendere preminenza sopra dell’altra +intorno il merito di avere contribuito +a render gl’Inglesi tali quali ella +allora li governava; esserle avviso, che il +suo popolo avesse ricevuto da ognuno dei +diversi popoli qualcuna delle varie qualità +nel cui complesso stavasi l’indole +della nazione. «Così, proseguiva ella, +l’Inglese debbe agli antichi Bretoni il +suo coraggio e quell’indomabile ardore +che gli fa amare la libertà, ai Romani +il suo valore disciplinato nell’arti della +guerra, l’amor delle lettere, e l’interna +civiltà del paese; ai Sassoni le savie e +giuste leggi di cui si vanta; ai cavalieri +Normanni la cortesia e la generosa +passion della gloria.» +</p> + +<p> +Merlino non esitò nel rispondere che +di fatto era d’uopo si trovassero unite +tutte le virtù e le prerogative presso gl’Inglesi +onde formare la prima fra le nazioni, +e la sola degna della felicità di +cui godevano sotto il regno della grande +Elisabetta. +</p> + +<p> +Dopo di che la musica si fece nuovamente +udire; e le bande immascherate, +e Merlino, e il suo corteggio incominciavano +a ritirarsi, allorchè il Leicester +<span class="pagenum" id="Page_159">[159]</span> +che stavasi all’estremità della sala sentì +qualcuno che lo tirava per il mantello, +e gli diceva all’orecchio: «Bramo senza +indugio un istante di colloquio con voi.» +</p> + +<div class="chapter"> +<p><span class="pagenum" id="Page_160">[160]</span></p> + +<h2 class="nosp">CAPITOLO VIII.</h2> +</div> + +<div class="poem-container"> +<div class="poem inl"><div class="stanza"> +<p class="i01">A qual venn’io, ch’ogni rumor m’agghiaccia!</p> +<p class="i13"> <i>Macbeth</i>.</p> +</div></div> +</div> + +<p> +<i>Bramo senza indugio un istante di colloquio +con voi.</i> Tai detti erano semplici +di per se stessi; ma il Leicester trovavasi +in uno di que’ momenti d’agitazione, +in cui l’animo smarrito scorge ne’ casi i +più ordinari un lato sinistro ed affannoso; +onde si volse con vivacità per esaminare +da capo a piedi la persona che +sì gli parlava. +</p> + +<p> +L’apparenza esterna di tale individuo +non presentava alcuna cosa meritevole di +particolare osservazione. Vestito in giubba +e mantello corto di seta, neri, gli +copria il volto una maschera parimente +nera, ed a quanto appariva facea parte +delle persone immascherate di cui componeasi +il corteggio di Merlino, benchè +il suo travestimento non presentasse le +stravaganze onde si contraddistinguevano +gli altri di quella turba. +</p> + +<p> +<span class="pagenum" id="Page_161">[161]</span> +</p> + +<p> +«Chi siete voi? che bramate da me?» +disse Leicester, non senza manifestare col +tuono della voce il turbamento che gli +premea l’animo. +</p> + +<p> +«Non domando nulla, che possa pregiudicarvi +o Milord. Voi vedrete al contrario +non poter essere per voi che vantaggiose +e onorevoli le mie intenzioni, +semprechè sappiate valutarle al giusto. Ma +è d’uopo che io vi parli da solo a solo.» +</p> + +<p> +«Io non parlo con persone sconosciute +che non mi dicano il loro nome (rispose +il Leicester, nel cui animo l’inchiesta +dello straniero avea destati vaghi sospetti) +e le persone ch’io conosco debbono +prendere momento più opportuno +per domandarmi udienza.» +</p> + +<p> +Detto ciò, stava per ritirarsi, ma l’uomo +immascherato il fermò di bel nuovo. +</p> + +<p> +«Chi parla alla Signoria vostra sopra +cose, dalle quali l’onore della Signoria +vostra dipende, ha diritto sui vostri momenti, +qual che sia il genere d’affari, +che dobbiate abbandonare per dargli +attenzione.» +</p> + +<p> +«Ascolto io bene? Il mio onore! Chi +ardisce metterlo in dubbio?» disse il Leicester. +</p> + +<p> +«La vostra condotta, o Milord, potrebbe +sola dar fondamenti onde accusarlo; +<span class="pagenum" id="Page_162">[162]</span> +e per quest’unico motivo io desiderava +intertenermi con voi.» +</p> + +<p> +«Voi siete un temerario, così proruppe +il Leicester. Voi abusate della franchigia +che offrono queste giornate d’ospitalità. +Ringraziate un tale riguardo s’io +non ve ne punisco. Qual è il vostro +nome?» +</p> + +<p> +«Edmondo Tressiliano di Cornovaglia, +rispose l’uomo immascherato: la mia lingua +fu legata per ventiquattro ore da un +giuramento. Questo intervallo è trascorso. +Posso ora spiegarmi; ed è un solo rispetto +alla Signoria vostra, se a lei mi +volgo per prima cosa.» +</p> + +<p> +Alto stupore comprese nel più profondo +dell’animo il Conte all’udir pronunciare +tal nome dall’uomo ch’ei più detestava, +e da cui si credea in tanto fiera guisa +oltraggiato. Rimase immoto un istante; +poi la sorpresa fece luogo tantosto al +bisogno della vendetta, imperioso in Leicester, +quanto lo è la sete al viaggiator +del Deserto. Ciò nullameno gli rimase +tanta forza sopra di se medesimo per +non trapassare il petto dell’uomo, ad +avviso di Leicester, scellerato e impudente +sì, che dopo averlo ridotto alla +disperazione, osava inverecondamente +mettere ad estrema prova la pazienza +<span class="pagenum" id="Page_163">[163]</span> +della persona oltraggiata. Deliberò di +nascondere per l’istante ogni sintomo d +interna agitazione, onde comprendere in +tutta l’estension loro i divisamenti di +Tressiliano, e prendersi una più sicura +vendetta: perciò rispose con voce che un +concentramento di sdegno rendeva intelligibile +appena. +</p> + +<p> +«Che domanda da me il sig. Tressiliano?» +</p> + +<p> +«Giustizia,» rispose Tressiliano con +tuono tranquillo e fermo ad un tempo. +</p> + +<p> +«Giustizia! soggiunse il Leicester; +tutti gli uomini hanno diritto ad ottenerla. Voi +più d’ogni altro sig. Tressiliano! +Accertatevi che vi sarà fatta +giustizia!» +</p> + +<p> +«Nè io m’aspettava meno dalla nobiltà +del vostro carattere; disse allor +Tressiliano; ma ne strigne il tempo; fa +d’uopo ch’io vi parli in questa notte +medesima. Posso venirvi a trovare nel +vostro appartamento?» +</p> + +<p> +«No, proruppe in fiero tuono il Leicester, +non è sotto un tetto, nè in una +casa di mia ragione che noi dobbiamo +vederci; bensì sotto alla volta del Cielo.» +</p> + +<p> +«Voi siete scontento, o Milord, riprese +a dir Tressiliano, bench’io non veda alcuna +cosa che possa eccitarvi a sdegno. +Però il luogo m’è indifferente; purchè +<span class="pagenum" id="Page_164">[164]</span> +mi concediate una mezz’ora non interrotta.» +</p> + +<p> +«Basterà più breve tempo lo spero, +rispose il Leicester: trovatevi con me nel +<i>luogo di delizia</i>, appena ritiratasi la Regina +ne’ suoi appartamenti.» +</p> + +<p> +«Mi basta,» e in ciò dir Tressiliano +lasciò il Leicester in preda ad agitate +meditazioni che parve per allora ne occupassero +l’animo interamente. +</p> + +<p> +«Il Cielo, così dicea fra se stesso, +si mostra finalmente propizio a’ miei voti, +ed offre alla mia vendetta quel perfido +che impresse una macchia indelebile sul +mio nome; lo sciagurato che mi fece +provare angoscie tanto crudeli. Or non +debbo più querelarmi del mio destino; +poichè mi presenta modi di scoprire gli +artifizi, onde il malvagio presume ancora +assonnarmi. Oh! saprò smascherare +e punire ad un tempo la sua perfidia. +Ora è forza che io torni a sottomettermi +al mio giogo; ma sento che mi parrà +lieve. A mezzanotte al più tardi sonerà +l’ora di mia vendetta.» +</p> + +<p> +In mezzo a tali considerazioni, che +non lasciavano tregua al suo spirito, il +Leicester attraversò di nuovo la calca, +che schiudevasi innanzi a lui, e riprese +sede a fianco della Regina, invidiato ed +ammirato da ciascuno de’ circostanti. Oh! +<span class="pagenum" id="Page_165">[165]</span> +se il cuore dell’uomo cui si portava cotanta +invidia, avesse potuto comparire +nel suo vero stato a quella numerosa +assemblea, se si fosse potuto scorgere +le lotte che vi movevano la colpevole ambizione, +la persuasione dell’amore tradito, +la sete orribile della vendetta, le furie +compagne agli atroci divisamenti, idee +che si succedevano l’una all’altre, quasi +spettri suscitati dagli abissi ad aggirarsi +nel cerchio d’infernal maga, qual ente +vi sarebbe stato, dal cortigiano il più +ambizioso scendendo al servo il più abbietto, +che avesse voluto cambiar la sua +sorte col signore di Kenilworth, col favorito +di Elisabetta?‍<a class="tag" id="tag11" href="#note11">[11]</a> +</p> + +<p> +Nuovi tormenti lo aspettavano a fianco +della Regina. +</p> + +<p> +«Voi giugnete a tempo, Milord, gli +diss’ella, voi giugnete a tempo per farvi +giudice in una contesa nata fra queste +Milady. Sir Riccardo Varney è venuto +<span class="pagenum" id="Page_166">[166]</span> +a chiederci la permissione di allontanarsi +dal castello per accompagnare la sua moglie +inferma, e a fine di ottenere il nostro +beneplacito ci ha data sicurezza del +vostro. Del certo non è nostra intenzione +di stoglierlo dal prestare affettuose cure +ad una persona tanto meritevole di compassione, +ma non possiamo tacervi una +cosa. Questo Varney in tal giorno si mostrò +rapito in estasi dai vezzi delle nostre +dame..... e lo credereste? la nostra +duchessa di Rutland è persuasa ch’ei +non accompagnerà sua moglie al di +là del lago, se pur non la manda ad abitare +i palagi di cristallo, de’ quali ci +parlò la magica ninfa, per tornarsene +vedovo e sciolto, a rasciugar le sue lagrime, +e a cercar conforto alla perdita fra +gl’incanti e le seduzioni del femminile +nostro corteggio. Che ne dite, o Milord? +Noi abbiamo veduto il vostro Varney sotto +quattro diversi travestimenti. Ma voi che +lo conoscete più profondamente, lo giudicate +tanto cattivo da usare sì barbaro +trattamento alla moglie?» +</p> + +<p> +Se il Leicester si trovasse confuso, ognun +lo immagina, ma il rischio del mostrarsi +smarrito era troppo grave, e per altra +parte indispensabile una risposta. «Queste +Milady, si spacciò egli in tal guisa, +o hanno ben poca opinione della loro +<span class="pagenum" id="Page_167">[167]</span> +costanza se suppongono che una donna +possa meritare tal sorte, o giudicano troppo +severamente il nostro sesso col pensare +esservi tal uomo capace di assoggettare +una innocente a sì fatto castigo.» +</p> + +<p> +«Lo udite, Milady? soggiunse Elisabetta. +Egli è, come il rimanente degli +uomini, che ci trattano con crudeltà, +poi cercano giustificarla col tacciarne d’incostanti.» +</p> + +<p> +«La Maestà vostra non voglia dir +<i>noi</i>, replicò il Conte: sostengo che, quando +appartengono ad ordine inferiore, così +i pianeti come le donne hanno rivoluzioni +e fasi irregolari, ma chi avvi sì +ardito per accusare il sole di mutabilità, +o d’incostanza la grande Elisabetta?» +</p> + +<p> +La conversazione poco dopo prese andamento +men periglioso per il Leicester, +che continuò ad assumervi parte operosa, +ad onta degli affanni che ne straziavano +l’anima, e sì gratamente intertenne Elisabetta, +che la campana del castello avea +sonata mezzanotte prima che questa regina +si fosse ritirata; circostanza rara +nelle regolari sue consuetudini. La partenza +della Sovrana fu il segnale a cui +l’assemblea si disciolse, trasferendosi +ognuno ai propri appartamenti chi meditando +sulle ricreazioni godute in quel +giorno, chi deliziandosi anticipatamente +nel pensare a quelle della domane. +</p> + +<p> +<span class="pagenum" id="Page_168">[168]</span> +</p> + +<p> +L’infelice signore di Kenilworth, egli, +da cui solo derivavano queste feste cotanto +magnifiche si ritrasse per darsi a +sollecitudini ben diverse; e si fu la prima +ordinare al servo che lo seguiva, gli +venisse tosto innanzi Varney; ma tornò +il messo poco dopo annunziandogli, essere +già trascorsa un’ora dacchè il Varney +aveva abbandonato il castello uscendone +per la porta di soccorso insieme +a tre persone, l’una delle quali era +rinchiusa entro d’una lettica. +</p> + +<p> +«Com’è che a tal ora la guardia lo +ha lasciato uscire? Io non credea ch’ei +partisse prima dell’alba.» +</p> + +<p> +«Egli addusse tai ragioni che persuasero +le sentinelle; poi a quanto m’han +raccontato, mostrò loro un anello di +vostra Signoria.» +</p> + +<p> +«Sì, disse il Conte, me ne ricordo, +ma non è men vero ch’egli si è affrettato +di troppo. Dimmi (continuando a +parlare a quel servo), t’è noto, se qui +sia rimasto alcun del suo seguito?» +</p> + +<p> +«Sì certamente. Allora quando il signor +Varney stava per partire, non si +potè ritrovare Michele Lambourne, cosa +per la quale sir Riccardo andò in tutte +le collere. Momenti fa, ho veduto lo +stesso Lambourne affaccendato a mettere +la sella al suo cavallo per correre dietro +di gran galoppo al padrone.» +</p> + +<p> +<span class="pagenum" id="Page_169">[169]</span> +</p> + +<p> +«Mandalo a me tostamente. Debbo dargli +un ordine da portare a Varney.» +</p> + +<p> +Partì il servo a quest’uopo, ed intanto +il Leicester camminando su e giù pel suo +appartamento tai cose andava fra sè meditando. +</p> + +<p> +«Varney eccede in zelo. Sarà, voglio +crederlo, effetto dell’essersi affezionato +alla mia persona. Nondimeno ha egli pure +i suoi disegni, e non va a rilento quando +gli preme farli riuscire. S’io m’innalzo, +s’innalza egli del pari. Già l’ho veduto +anche più del dovere sollecito di liberarmi +da quell’inciampo che mi chiude la +via del trono!.... Più del dovere?.... +Però!.... io non debbo sopportare l’affronto, +l’umiliazione a cui m’ha tratto +costei... Sì, debb’essere punita, ma debbe +esserlo dopo più mature considerazioni. +M’accorgo anticipatamente, che gli espedienti +troppo precipitosi desterebbero nel +mio cuore tutte le furie d’inferno. No! +per ora basta una vittima, e questa vittima +mi sta aspettando.» +</p> + +<p> +Prese affrettatamente quanto facea di +mestieri a scrivere, e gettò sulla carta +queste poche linee. +</p> + +<div class="blockquote"> +<p class="indl"> +«<span class="smcap">Sir Riccardo Varney</span>, +</p> + +<p> +Abbiamo risoluto differire l’esecuzione +di quanto fu commesso alle vostre +<span class="pagenum" id="Page_170">[170]</span> +cure, e vi ordiniamo ne’ più stretti termini +di non andar oltre per tutto ciò che +s’aspetta alla nostra Contessa, a meno +di non ricevere da noi ulteriori comandi. +Vi ordiniamo parimente di ritornare a +Kenilworth, non appena avrete posto in +luogo sicuro il deposito a voi affidato. +Se per avventura l’adempimento di questo +dovere vi desse maggiori indugi che +noi stessi non c’immaginiamo, al ricevere +della presente ordinanza ci rimetterete +tosto, valendovi d’un messo pronto e fedele, +il nostro anello, di cui abbisogniamo +sull’istante. Noi riposiamo nella sicurezza +della obbedienza la più esatta +per parte vostra, e su di ciò raccomandandovi +alla divina custodia, ci sottoscriviamo +vostro amico e buon padrone. +</p> + +<p class="indr"> +<span class="smcap">R. Leicester</span>. +</p> + +<p> +Dal nostro castello di Kenilworth, giorno decimo +di luglio, anno di grazia 1575.» +</p> +</div> + +<p> +Intanto che il Leicester terminava, e +suggellava tal lettera, scortato dal servo +entrò nell’appartamento Michele Lambourne, +colle gambe entro stivaloni che +gli venivano sino alla coscia, col mantello +legato attorno al corpo da una cintura +ad uso di chi dee cavalcare, e coperto +<span class="pagenum" id="Page_171">[171]</span> +da un cappellaccio di feltro, come +i corrieri costumano. +</p> + +<p> +«In qual grado servi tu?» il Conte +gli disse. +</p> + +<p> +«Nel grado di scudiere del grande scudiere +della Signoria vostra,» rispose il +Lambourne con quel suo tuono di sfrontatezza +ordinaria. +</p> + +<p> +«Metti da un canto la sfacciataggine. +Le buffonerie che ti puoi permettere con +sir Riccardo Varney, non sono buone +per me. Solamente rispondimi. In quanto +tempo ti riprometti di raggiugnere il tuo +padrone?» +</p> + +<p> +«In un’ora, o Milord, se il cavaliere +o il cavallo ci durano,» rispose Lambourne, +che fece tosto passaggio dal +tuono pressochè famigliare ai modi il +più profondamente rispettosi. +</p> + +<p> +Il Conte lo squadrava da capo a piedi: +«Ho udito parlare di te, come d’uomo +infaticabile nel servigio, ma troppo dedito +al vino, e accattabrighe, sicchè +non so bene se convenga il fidarti negozi +di alto rilievo.» +</p> + +<p> +«Milord, fui soldato, marinaro, viaggiatore, +avventuriere, mestieri tutti nei +quali si gode del tempo presente, perchè +non avvi mai sicurezza del dì successivo; +ma benchè questo tempo molte volte io +l’abbia mal impiegato, non ho mai posto +<span class="pagenum" id="Page_172">[172]</span> +in dimenticanza quanto si dee ad un +padrone.» +</p> + +<p> +«Fa ch’io me n’avvegga in tal circostanza, +e te ne verrà bene. Rimetti +prontamente, e con tutta l’accuratezza +questa lettera nelle mani di sir Riccardo +Varney.» +</p> + +<p> +«La mia incumbenza non si estende +più in là?» soggiunse il Lambourne. +</p> + +<p> +«No, rispose il Conte, ma riguardo +come affare di massima importanza che +ella sia eseguita a dovere e con sollecitudine.» +</p> + +<p> +«Non risparmierò nè le mie cure, nè +il mio cavallo,» e dopo avere così risposto +il Lambourne si ritirò immediatamente, +e nell’attraversare il lungo corritoio +e nel discendere per la scaletta segreta, +borbottava fra se medesimo: «Ecco +a che si riduce questa segreta udienza, +onde io era già salito in tanta speranza! +Che io caschi morto! Avrei giurato che +il Conte abbisognasse della mia assistenza +per qualche segreto maneggio, e il tutto +sta in una lettera da portar via! Nondimeno +sia fatta la sua volontà! E sua Signoria +dice benissimo. Me ne verrà bene +per un’altra volta. Il fanciullo va carpone +prima di camminare, ed è giusto +che un novizio cortigiano, come son io, +faccia lo stesso.... Ma diamo un poco un’occhiatina +<span class="pagenum" id="Page_173">[173]</span> +a questa lettera, che il nostro +Conte ha suggellata con tanta negligenza.» +Compiuto ch’ebbe tale disegno si +credè rapito in estasi, ed esclamò: «La +Contessa! la Contessa! Giur’al cielo ho +scoperto un segreto che o farà la mia +fortuna, o mi rovina per sempre. Ma +va innanzi o mio Baiardo, soggiunse egli +mentre conducea nel cortile il suo cavallo; +va innanzi perchè i miei speroni e +i tuoi fianchi sono in procinto di stringere +nuovamente amicizia.» +</p> + +<p> +Salì dunque a cavallo il Lambourne, +abbandonando il castello, ed uscì per +la portella di soccorso, ove trovò gli ordini +lasciati dal Varney affinchè non gli +si contendesse il passaggio. +</p> + +<p> +Non appena il Lambourne ed il servo +si erano partiti dalla stanza di Leicester, +questi cambiò le magnifiche vesti in altre +più semplici, ed avvoltosi nel suo +mantello, e presa in mano una lucerna, +tenne la via del corritoio, d’onde scese +ad una porticella che mettea nella corte +vicina all’ingresso del <i>luogo di delizia</i>. +Le considerazioni cui si dava egli in allora +erano d’un’indole più tranquilla e +più risoluta che da lungo tempo nol fossero +state, e studiavasi di assumere quel +contegno, che a’ suoi occhi medesimi +fosse giusto, fermo però nell’opinione +<span class="pagenum" id="Page_174">[174]</span> +d’essere egli l’offeso, non il colpevole. +</p> + +<p> +«Soffersi il più grave degli oltraggi! +Tal si era il senso di queste meditazioni; +e nondimeno ho ricusato di prenderne +quell’immediata vendetta che era in +mio potere per riserbarmi quella sola voluta +dall’onore. Ma ne deriverà perciò +che un nodo profanato in un giorno da +questa perfida donna debba legarmi per +tutta la vita, ed oppormi impacci nella +brillante carriera, che i miei destini mi +apersero? No: vi sono altri modi d’infrangere +sì fatti lacci senza attentare ai +giorni di quella che mi tradì. Dinanzi a +Dio sono libero d’un legame ch’ella stessa +ha distrutto. Molti e molti regni separeranno +lei e me d’ora innanzi: l’immenso +oceano starà frapposto tra noi: +ed i flutti che ne’ loro abissi inghiottirono +intere flotte, rimarranno i soli +depositari di questo infausto segreto.» +</p> + +<p> +Con sì fatti ragionamenti procurava il +Leicester di calmare la propria coscienza. +Di fatto egli avea ritrattati gli ordini atroci +d’una vendetta, che bramò troppo +nel primo impeto dello sdegno. E quanto +alle mire ambiziose, erano queste divenute +per tal modo inseparabili dai suoi +atti e dai suoi disegni, che non era più +nemmeno in facoltà di lui il risolversi +d’abbandonarle. Quella sola vendetta cui +<span class="pagenum" id="Page_175">[175]</span> +divisava limitarsi, prese a’ suoi occhi un +color di giustizia, e perfino di moderazione +e di generosità. +</p> + +<p> +In tale stato trovavasi l’animo dell’uomo +ambizioso, e che veramente si credea +provocato, allorchè entrò nel magnifico +ricinto del <i>luogo di delizia</i>, che la luna +adorna del massimo suo splendore chiariva. +I raggi ne venivano ripercossi da +tutti i marmi bianchicci ond’erano costrutti +i cancelli e gli altri ornamenti +architettonici di quel delizioso sito. Non +una leggiera nuvoletta ingombrava l’azzurrina +volta de’ cieli; laonde la prospettiva +che stavasi innanzi potea vedersi +in quella guisa, come se il sole avesse +abbandonato allor l’orizzonte. Le numerose +statue di bianco marmo al chiarore +di quella pallida luce sembravano altrettanti +spettri, che avvolti in bianchi drappi +uscissero delle lor tombe. Le fontane +che in brillanti zampilli descrivevano la +loro curva nell’aere, ricadeano indi nei +propri bacini in forma di pioggia che +inargentavano i raggi della luna. Calda +oltremodo era stata quella giornata; spirava +lungo il terrazzo un dolce orezzo +notturno, leggiero al pari d’aura agitata +dal ventaglio d’avvenente donzella. Gli +usignuoli avevano costrutti numerosi nidi +nel contiguo giardino, e questi armoniosi +<span class="pagenum" id="Page_176">[176]</span> +cantori delle notti estive cercavan compenso +del silenzio serbato per tutto il +giorno nell’intonare deliziosi concerti, +i cui accordi, or vivaci e giulivi, or +patetici, corrispondevano, detto sarebbesi, +all’estasi prodotta in essi dal cheto +e soave spettacolo di que’ giardini allegrati +dalla lor melodia. +</p> + +<p> +Ma il Leicester pensava a tutt’altro +che al mormorio dell’acque, al chiaror +della luna, o ai canti degli usignuoli, +e dignitoso e a passi lenti trascorrea +quel terrazzo da un’estremità all’altra, +avvolto nel suo mantello, e tenendo sotto +il braccio la spada, nè gli veniva fatto +di veder cos’alcuna che a figura umana +si assomigliasse. +</p> + +<p> +«Fui scherno, diceva egli, della mia +stessa generosità, lasciai sfuggirmi quello +scellerato, e forse a quest’ora egli ha +fatta libera la sua adultera amante, che +sì debolmente è scortata.» +</p> + +<p> +Tali ne erano i sospetti, che tantosto +si dileguarono, allor quando s’accorse +di un uomo che dopo avere attraversato +il portico, veniva a lui lentamente, ed +oscurava colla propria ombra gli obbietti +innanzi ai quali avvicinandosi trascorrea. +</p> + +<p> +«Ferirò io, prima che il suono di +questa odievole voce mi giunga all’orecchio? +(pensò il Leicester nell’atto di +<span class="pagenum" id="Page_177">[177]</span> +mettere la mano all’impugnatura della +sua spada). Ma no: voglio sapere a che +tendano i suoi vili divisamenti: voglio +conoscere, comunque orribile ne sia l’esame, +tutti i raggruppamenti, gli avvolgimenti +di questo rettile impuro, innanzi +ch’io adoperi la forza mia a stritolarlo.» +</p> + +<p> +Abbandonata colla mano l’elsa della +spada, mosse lentamente ver Tressiliano, +cercando di raccogliere attorno al +suo animo quella calma di cui sentivasi +capace. +</p> + +<p> +Tressiliano il salutò con molto riguardo, +alla quale salutazione corrispose il +Conte chinando disdegnosamente il capo, +e dicendogli: +</p> + +<p> +«Voi volevate parlarmi in segreto, o +Signore! Eccomi a voi. Sto ascoltandovi.» +</p> + +<p> +«Milord, quanto debbo comunicarvi +mi sta sì a cuore, e bramo tanto di avere +in voi un ascoltatore paziente, e +persin favorevole, che incomincerò prima +dal giustificarmi sopra tutte quelle +circostanze che potessero avere impressionato +sinistramente intorno a me l’animo +della Signoria vostra. Voi mi credete +vostro nemico?» +</p> + +<p> +«Non pare ch’io ne abbia qualche +motivo?» Rispose il Conte, in veggendo +che Tressiliano aspettava una risposta. +</p> + +<p> +<span class="pagenum" id="Page_178">[178]</span> +</p> + +<p> +«Voi siete ingiusto, o Milord. Io mi +protesto amico del conte di Sussex, che +i cortigiani nomano vostro rivale; ma +non ne sono o la creatura o il partigiano, +nè aspettai questo momento ad accorgermi +che le Corti e i loro maneggi +non si confanno nè colla mia indole, nè +colle mie idee.» +</p> + +<p> +«Certamente! rispose il Leicester. Avvi +cure più degne d’un dotto che gode tanta +fama quanto il sig. Tressiliano; ma l’amore +ha i suoi maneggi, non meno che +l’ambizione.» +</p> + +<p> +«M’accorgo, Milord, che voi date +troppo peso all’antico affetto ch’io nudrii +per l’infelice persona di cui debbo +or favellare, e immaginate forse ch’io +ne abbia assunta la causa, mosso piuttosto +da uno spirito di rivalità, che da +un sentimento di giustizia.» +</p> + +<p> +«Quali che siano le mie idee a tal proposito, +procedete innanzi nel vostro discorso, +o Signore. Fin qui non m’avete +parlato che di voi medesimo; gli è un +argomento per certo grave ed importantissimo; +ma che non mi riguarda personalmente +in un modo sì rilevante da +farmi abbandonare il riposo per venire +ad intertenermene. Risparmiate di farmi +udire più lunghe frasi, o Signore, e dite +quel che vi rimane a dire, se pur è vero +<span class="pagenum" id="Page_179">[179]</span> +che abbiate da parlarmi di cose che si +riferiscano a me. Terminato che sia il +vostro discorso, io pure a mia volta ho +altre cose da comunicarvi.» +</p> + +<p> +«Quando ciò sia, entro senza preamboli +in argomento, o Milord, e poichè trattasi di +tal materia che va strettamente congiunta +all’onore della Signoria vostra, son certo +che non riguarderete come perduto il +tempo trascorso in udirmi. Debbo domandar +conto alla Signoria vostra dell’infelice +Amy Robsart, la cui storia non vi +è che troppo conosciuta. Rimprovero +acerbamente me stesso di non aver preso +questa via sulle prime, e di non avervi +sulle prime fatto giudice tra me, e lo +scellerato che l’oltraggiò. Milord, ell’è +giunta a sottrarsi all’illegale cattività di +Cumnor: la vita di lei era in pericolo: +ella ha sperato che le sue rimostranze +produrrebbero qualche effetto sopra l’animo +d’un indegno marito: ella mi strappò +la promessa di non mettermi nell’arringo +di suo difensore, fintantochè ella +stessa non avesse esperimentato ogni +sforzo per far riconoscere da costui i propri +diritti.» +</p> + +<p> +«Signore, dimenticate voi di qual +persona parlate?» +</p> + +<p> +«Parlo del suo indegno sposo, e il +rispetto che ho per voi non sa trovare +<span class="pagenum" id="Page_180">[180]</span> +linguaggio più mite onde additarlo. La +persona infelice per cui m’adopero viene +sottratta a’ miei sguardi, e la tengono +celata in qualche angolo recondito di +questo castello, se all’ora in cui parlo +non trovasi già rinchiusa in un di que’ +nascondigli, opportuni ai malvagi per +mandare a fine scellerati disegni. A questi +disegni è d’uopo finalmente troncare +il corso. Parlo con tanto coraggio, invigorito +dall’autorità, che lo stesso padre +della giovane in me trasmise. Questo +fatal maritaggio vuol essere pubblicato +e provato alla presenza della Regina. Amy +dee finalmente essere liberata dalla sua +schiavitù, e posta in grado di fare quanto +vorrà di se stessa. Permettetemi d’aggiugnere, +non trovarsi persona, il cui onore +esiga tanto imperiosamente che si faccia +diritto a tale inchiesta, quanto nella +presente circostanza la Signoria vostra +lo è.» +</p> + +<p> +Rimase attonito, e quasi fatto di pietra, +il Conte in udir l’uomo, da cui si +credea oltraggiato nella più crudel guisa, +difendere colla fermezza di chi non ha +nulla da rimproverarsi la causa della +sua colpevole amante (che tale Dudley +la credea) quasi che ella fosse innocentissima +fra tutte le donne, ed egli, Tressiliano, +un imparziale proteggitore. Nè +<span class="pagenum" id="Page_181">[181]</span> +certo a scemare tale sorpresa contribuiva +il fervore posto dal gentiluomo di Cornovaglia +nel chiedere per Amy quel grado +e quegli onori, che in senso di Leicester +cotesta donna aveva inviliti, e che, +siccome più apparivano le cose, ella avrebbe +poscia divisi col suo inverecondo campione. +Laonde trascorse più d’un minuto +dopo l’arringa di Tressiliano, innanzi +che il Conte si riavesse dal proprio +stordimento; e per chi consideri in +qual persuasione trovavasi l’animo del secondo, +allorchè si condusse in questo +ricinto, non parrà strano, se finalmente +cedè ai moti dell’ira, fattosi cieco a qualunque +altro riguardo. +</p> + +<p> +«Vi ho ascoltato senza interrompervi, +sig. Tressiliano, e ringrazio Dio, poichè +ha fino a questo giorno risparmiato +alle mie orecchie il disgusto di udir gli +accenti d’un uomo malvagio quanto sfrontato. +La frusta di un carnefice sarebbe +strumento più convenevole a punirti che +non la spada d’un cavaliere. Nondimeno +mettiti in parata, o scellerato; difenditi.» +</p> + +<p> +Dicendo le quali ultime cose, lasciò +cadersi il mantello, e colla spada guernita +ancora di fodero percosse fortemente +Tressiliano, indi tantosto la sguainò, fattosi +primo ad assalirlo. Già i detti ingiuriosi +che Tressiliano sapeva di non meritare, +<span class="pagenum" id="Page_182">[182]</span> +aveano prodotto in questo un istantaneo +stupore, non dissimile a quello +onde rimase attonito il Conte allorchè +ascoltò i primi accenti dell’altro. Ma non +appena alle ingiurie tenne dietro sì fatto +oltraggio, che escludeva ogn’altra idea +fuorchè quella del venire all’armi, la +sorpresa diede luogo al risentimento il +più vivo nell’animo di Tressiliano, che +sguainò parimente la spada, e comunque +men destro in valersene che nol fosse +il Conte, trovò nullameno vigor bastante +per sostenere da valoroso il cimento, +tanto più che la mente del Cornovagliese +era più tranquilla assai di quella del +Leicester, la cui condotta l’altro non +poteva attribuire che a vera frenesia, +o alla forza di qualche inesplicabile illusione. +</p> + +<p> +Si durava da più minuti combattendo +senza che alcuno de’ due rivali avesse +ricevuto ferite, allorchè d’improvviso +si udì suono di voci e di passi affrettati +sotto il portico, che mettea nel +terrazzo. +</p> + +<p> +«Noi siamo interrotti, disse al suo +antagonista il Leicester, seguitemi.» +</p> + +<p> +Nel medesimo tempo si fece ascoltare +tal voce: «Sì, in fede mia! costui ha +ragione: sono persone che si battono.» +</p> + +<p> +Allora il Leicester condusse Tressiliano +<span class="pagenum" id="Page_183">[183]</span> +ad un frascato posto dietro ad una fontana, +che fu loro di nascondiglio. Intanto +che sei <i>Yeomen</i> della guardia reale +trascorreano il viale maestro del <i>luogo +di delizia</i>, si fece udire uno di que’ +soldati che diceva all’altro: +</p> + +<p> +«Non ci verrà mai fatto per questa +notte trovarli in mezzo a queste fontane +e a queste grotte, veri covi di scoiattoli +e di conigli. Laonde, se non gl’incontriamo +prima d’essere in fondo, torneremo +addietro, e basterà mettere una sentinella +all’ingresso del sito per assicurarci +quando sarà giorno che i nostri +schermidori non ci scappino.» +</p> + +<p> +«Bella impresa veramente! diceva un +altro, sguainare la spada in tanta vicinanza +alla dimora della Regina, e può +dirsi anche nel suo palagio medesimo. +Saranno, non v’ha dubbio, due smargiassi +presi dal vino. Mi spiacerebbe quasi +se li raggiugnessimo; perchè la loro colpa, +non è vero? è punita col taglio +della mano destra. Sarebbe a dirla, un +brutto caso il perderla per aver toccata +una lama, che appunto vuol essere tenuta +con quella mano.» +</p> + +<p> +«Eh! se si parla di smargiassi e di +accattabrighe tu non ti stai addietro, +mio caro amico, un altro di que’ soldati +gli soggiugnea. Ma bada al fatto tuo, +<span class="pagenum" id="Page_184">[184]</span> +perchè la legge è al giusto qual la citasti.» +</p> + +<p> +«Sì, replicò il primo, volendo interpretarla +a tutto rigore. Questo palagio +per altro non appartiene alla Regina, +ma a milord Leicester.» +</p> + +<p> +«Se non hanno altra circostanza che +li favorisca, disse allora il secondo, non +la vedo tanto bella per essi, perchè se la +graziosissima nostra sovrana è regina, +come lo è, grazie a Dio, milord Leicester +non è lontano dall’esser re.» +</p> + +<p> +«Taci, bestia, entrò di mezzo un terzo. +Chi t’assicura che qualcheduno non sia +qui ad ascoltarci?» +</p> + +<p> +Così proseguirono la loro corsa, facendo +una specie d’indagine assai negligente, +e molto più intesi, giusta quanto +pareva, a continuare la loro conversazione, +che a discoprire que’ notturni perturbatori. +</p> + +<p> +Allorchè Leicester s’accorse che i soldati +avevano oltrepassato il terrazzo, diede +cenno a Tressiliano di seguirlo, e prendendo +dirittura opposta a quella cui si +erano avviate le guardie, fece coll’avversario +tutto il portico, senza che alcuno +s’accorgesse di loro. Indi il Conte +accompagnò lo stesso Tressiliano alla torre +di <i>Merwyn</i>, ove questi avea tornato a +prendere alloggiamento, e gli disse prima +di separarsi da lui: +</p> + +<p> +<span class="pagenum" id="Page_185">[185]</span> +</p> + +<p> +«Se è coraggio in te bastante per +terminare il combattimento interrotto in +tal guisa, tienti domani poco discosto +da me, allorchè la Corte uscirà. Troveremo +istante opportuno, e da me ne +avrai il segnale.» +</p> + +<p> +«Milord, rispose Tressiliano, in tutt’altra +occasione, avrei potuto chiedervi +il motivo dello strano furore che vi accieca +contra la mia persona; ma l’insulto +che mi faceste vuol esser cancellato solo +col sangue, e foste voi giunto pur anche +al sublime grado, cui aspira la vostra ambizione, +il mio onore oltraggiato debbe +avere la sua vendetta.» +</p> + +<p> +In guisa tal si divisero; ma le avventure +di quella notte non erano terminate +ancora per Leicester. Costretto a passare +per la torre di <i>St-Lowe</i> onde giugnere +al corritoio segreto che guidava al suo +appartamento, si scontrò nel lord Hunsdon, +che tenea sguainata sotto il braccio +la spada. +</p> + +<p> +«Anche voi, milord Leicester, sì prese +a dire il vecchio Capitano, foste svegliato +da questo <i>chi va là</i>? Ma va benissimo +dalla parte di tutti i diavoli! Qui in questo +vostro castello la notte non è meno +romorosa del giorno. Non sono due ore +che mi destarono le urla di quella povera +pazza, di quella lady Varney, che +<span class="pagenum" id="Page_186">[186]</span> +suo marito conducea via a viva forza. +E vi giuro bene che vi ha voluto tutta +la forza degli ordini dati da voi e di +quelli che prima ebbi dalla Regina perchè +io non mi mettessi in mezzo di questo +negozio, e perchè io non la finissi spaccando +le tempia a quel vostro favorito +Varney. Adesso poi liti e duelli nel luogo... +luogo... Come chiamate voi quel terrazzo +lastricato ove metteste tutte le vostre +carabattole?» +</p> + +<p> +La prima parte di tale discorso fu un +colpo d’acuto stile al Leicester, che si +limitò a rispondere all’altro aver egli +pure udito lo scricchiolar delle spade, +ed essere disceso per fare stare a dovere +i temerari che osarono battersi in tanta +vicinanza della Regina. +</p> + +<p> +«Quand’è così, disse Hunsdon, spero +bene che la Signoria vostra vorrà accompagnarmi.» +</p> + +<p> +Il Leicester pertanto si trovò nella necessità +di tornare addietro fino al <i>luogo +di delizia</i> insieme al vecchio parente della +Regina; il quale giunto sul luogo udì narrarsi +dagli uomini di guardia (erano questi +sotto l’immediato comando di Hunsdon) +come fosse stata inutile ogni ricerca +intesa a scoprire gli autori dello +scompiglio; ond’egli in guiderdone della +fatiga che aveano fatta indarno, li presentò +<span class="pagenum" id="Page_187">[187]</span> +d’una dozzina delle sue solite imprecazioni, +trattandoli come gente pigra +e da nulla. +</p> + +<p> +Ed anche il Leicester trovò ben fatto +di mostrarsi corrucciato per lo stesso motivo; +ma finalmente pervenne a capacitare +il lord Hunsdon, che tutto questo +soqquadro non poteva in sostanza aver +origine se non se dalla sconsigliatezza di +due giovinastri che aveano forse bevuto +al di là, e assai castigati dalla paura +d’esser presi da chi gl’inseguiva. +</p> + +<p> +Il lord Hunsdon, che non era poi egli +stesso fra gli ultimi devoti al dio Bacco, +convenne che il vino scusava in parte molte +delle pazzie che ne derivavano. «Però, +soggiunse, se la Signoria vostra non mette +un po’ meno di liberalità nella regola della +sua casa, e soprattutto qualche maggiore +economia nella distribuzione del vino, +dell’<i>ala</i> e de’ liquori, vedo che non +potrò esentarmi dal far alloggiare in prigione +qualcuno di questi garbati giovanotti +e dal regalarli di non so quanti +colpi di frusta. Con questo le auguro la +felicissima notte.» +</p> + +<p> +Si trovavano allora appunto a quell’ingresso +della torre di <i>St-Lowe</i> ove s’incontrarono +la prima volta, e contento il +Leicester di potersi spacciare d’un tale +compagno gli augurò del pari la buona +<span class="pagenum" id="Page_188">[188]</span> +notte, e recatosi in dirittura al corritoio +segreto, riprese la lucerna, lasciatavi +dianzi, e che vicina a spegnersi durò +quanto bastava a rischiarargli di pallido +lume il cammino sintantochè fosse al +suo appartamento. +</p> + +<div class="chapter"> +<p><span class="pagenum" id="Page_189">[189]</span></p> + +<h2 class="nosp">CAPITOLO IX.</h2> +</div> + +<div class="poem-container"> +<div class="poem inl"><div class="stanza"> +<p class="i01">«State su, state su, se preziosa</p> +<p class="i02"> »Vita pur v’è; non mi venite addosso.</p> +<p class="i02"> »Vel canto in versi, e non vel dico in prosa.</p> +<p class="i02"> »A manca e a dritta i calci a più non posso</p> +<p class="i02"> »Mena la bestia mia; chè baldanzosa</p> +<p class="i02"> »La rende nobiltà fitta nell’osso;</p> +<p class="i02"> »Nobiltà, che suo padre ebbe ai tornei,</p> +<p class="i02"> »Ch’alla figlia d’Enrico offria Dudlei.»</p> +<p class="i03"> <i>Mascherata de’ barbagianni</i> — Ben Jonson.</p> +</div></div> +</div> + +<p> +Il passatempo che stavasi apparecchiando +pel successivo giorno ad Elisabetta +ed alla sua Corte era una battaglia fra i +Danesi e gl’Inglesi, la quale doveva essere +rappresentata dai fedeli e coraggiosi +abitanti di Coventry, giusta una costumanza +da lungo tempo mantenutasi in +quell’antico borgo, e guarentita autentica +dalle vecchie loro croniche. +</p> + +<p> +I cittadini divisi in due bande, Sassoni, +e Danesi, recitavano in versi sufficientemente +aspri, accompagnati da botte +ancor più aspre che costoro si menavano, +le contese delle due prodi nazioni, e il +valor magnanimo delle amazzoni Inglesi, +<span class="pagenum" id="Page_190">[190]</span> +che ebbero la più gran parte nella generale +strage dei Danesi, accaduta nel secondo +martedì dopo pasqua, dell’anno +di grazia 1012. Tale lotta che fu lungo +tempo il favorito sollazzo degli abitanti +di Coventry, era stata a quanto sembra +proibita dal rigorismo d’alcuni ministri +d’un’austera setta, i quali aveano acquistata +grande prevalenza sopra la Magistratura. +Perciò que’ borghesi indirissero +istanze alla Regina, affinchè venisse loro +restituito questo patrio divertimento, +ed anzi per ottenere la permissione di +offerirne lo spettacolo a sua Maestà. Allor +quando tale argomento si discusse +nel consiglio privato, solito per la maggiore +celerità degli affari a seguire +ovunque portavasi la Regina, l’inchiesta +del popolo di Coventry, benchè disapprovata +da alcuni membri più severi +di quell’assemblea, incontrò grazia al +cospetto di Elisabetta. Ella trovò che passatempi +di tal natura intertenevano innocentemente +molte persone, che prive +d’essi avrebbero impiegato in più perniciosi +giuochi il proprio tempo, e che +i loro predicatori comunque commendabili +per dottrina e pei santi fini che gli +animavano, mostravansi di soverchio acerbi +nel negare i modi di ricrearsi al lor +gregge. +</p> + +<p> +<span class="pagenum" id="Page_191">[191]</span> +</p> + +<p> +Avutasi pertanto causa vinta dagli abitanti +di Coventry, dopo un banchetto, +che mastro Laneham chiama <i>colezione +d’ambrosia</i>, i principali personaggi della +Corte, seguendo sua Maestà, si trasferirono +in folla alla torre <i>della Galleria</i> +per vedere avvicinarsi le due truppe nemiche, +Inglese e Danese. +</p> + +<p> +Ad un dato segno si schiuse per riceverli +lo steccato del parco; ed entrarono +tutti insieme i fantaccini ed i cavalieri, +perchè i più ambiziosi fra i borghesi +ed i coltivatori si erano addossate +bizzarre vesti che in tal qual modo imitavano +quelle dei cavalieri, e così intendevansi +rappresentare il corpo nobile +delle due nazioni. Ciò nullameno onde +evitare ogni sinistro, non fu permesso +ai medesimi il montare veri cavalli; costretti +quindi a valersi di quei corridori +di legno, onde ebbe in altri tempi il +suo vezzo principale la danza moresca, +e che vediamo anche ai dì nostri sul teatro +nella grande battaglia, con cui viene +terminata la tragedia del sig. Bayes. +Nè d’arnesi men singolari, che la cavalleria, +pompeggiava l’infanteria; la +quale comparsa potea riguardarsi quasi +una parodia di quegli spettacoli più +splendidi, ne’ quali i nobili avendo parte, +imitavano colla possibile fedeltà i personaggi +<span class="pagenum" id="Page_192">[192]</span> +rappresentati. Nè la festa di cui +parliamo era soltanto parodia a motivo +dei cavalli di legno, e delle combinazioni +bizzarre e ridicole di vesti, che quegli +attori d’una classe inferiore sfoggiavano +non ne sapendo di più, e che noi +ci asterremo dal descrivere per non interrompere +il corso della nostra storia; +ma ad accrescere materia di riso aggiugneasi +la qualità delle lor armi, che sebbene +capaci di portare vigorosi colpi, +non erano che lunghe pertiche in vece +di lancie, ed i bastoni teneano luogo +di spade. Le armi da difesa poi così per +la fanteria come per la cavalleria erano +caschetti e scudi di fitto cuoio. +</p> + +<p> +Il capitano Coxe (quel celebre buffone +di Coventry, autore d’una biblioteca di +ballate, d’almanacchi, e di storielle, +che legate in carta pecora, ed annodate +con uno spago, vengono anche oggidì +cercate avidamente dagli antiquari) era +egli stesso l’ingegnoso ordinator della +festa. Avanzavasi gagliardamente sul suo +cavallo conducendo le bande Inglesi. «Feroce +all’aspetto, dice il Laneham, brandiva +la sua lunga sciabola, qual si conveniva +ad uno sperimentato guerriero, che +avea portato l’armi all’assedio di Bologna +sotto il padre della Regina, il re +Enrico.» Questo Generale pertanto fu +<span class="pagenum" id="Page_193">[193]</span> +il primo a far carriera; e passò vicino +alla galleria, seguito da’ suoi compagni. +Poi abbassando rispettosamente innanzi +alla Regina l’impugnatura della spada +fece tale corbetta, che non mai cavalli +di legno a due gambe ne avevano fatta +una simile. +</p> + +<p> +Indi continuando in suo cammino con +tutta la schiera de’ fantaccini e de’ cavalieri, +li schierò abilmente in ordine di +battaglia all’estremità del ponte, aspettando +che i suoi antagonisti fossero preparati +all’assalto. +</p> + +<p> +Nè gli fu d’uopo indugiar lungo tempo; +perchè i Danesi, così infanteria come +cavalleria, non inferiori nè di numero +nè di coraggio agl’Inglesi, arrivarono +quasi nell’istante medesimo; e preceduti +dal suono della cornamusa del Nort, +strumento della nazione, ubbidivano ai +comandi d’un abile condottiero, il quale +nella perizia della guerra non la cedeva +che al capitano Coxe, se però non eragli +eguale. I Danesi, siccome assalitori, +si collocarono sotto la torre <i>della Galleria</i>, +posta rimpetto a quella <i>di Mortimero</i>, +e prese che ebbero tutte le +necessarie cautele fu dato il segno della +battaglia. +</p> + +<p> +Molta moderazione dimostrarono i combattenti +nel primo scontro; perchè ciascuna +<span class="pagenum" id="Page_194">[194]</span> +delle due parti temeva essere respinta +sino al lago. Ma col giugnere de’ +rinforzi la scaramuccia si trasformò in +combattimento accanito. Gli uni si lanciaron +su gli altri, che sembravano, +come si esprime il donzello della camera +del Consiglio, <i>montoni ardenti di +gelosia</i>; e gli urti scambievoli erano tanto +furiosi, che a coppie stramazzavano al +suolo, e faceano strano fracasso quelle +sciabole di legno che si scontravano negli +elmi; ed accadde per reiterate riprese +ciò che i campioni più esperimentati +delle due bande temevano: i cancelli +laterali, fors’anche ad arte mal +rinfrancati, cedettero alla forza di quelle +spinte, di modo che il coraggio della +maggior parte illanguidì. E tale accidente +sarebbe divenuto più serio di quanto volevasi +in una lotta fatta per divertire, +poichè parecchi di que’ campioni non +sapevano nuotare, e quelli ancor che +lo sapevano si trovarono impacciati dalle +loro infrante armature di legno e di cartone. +Ma ogni cosa erasi preveduta, +onde stavano pronti molti battelli per +raccogliere i guerrieri che soggiacessero +a tale disastro, e per isbarcarli sulla +terra ferma. Ivi tutti molli e sconfortati +cercavano l’obblio dell’avuta sconfitta +nella copia d’<i>ala</i> calda, e di spiritosi +<span class="pagenum" id="Page_195">[195]</span> +liquori che vennero ad essi somministrati +colla massima liberalità; e tal ne era +l’effetto, che non mostravano più alcuna +vaghezza di rimettersi in quel pericoloso +certame. +</p> + +<p> +Il solo capitano Coxe, balzato due +volte dal ponte nel lago egli ed il suo +cavallo di legno, e giudicandosi nondimeno +capace d’affrontar quanti pericoli +siensi giammai offerti agli eroi favoriti +dell’antica cavalleria, agli Amadigi, +ai Beliani, ai Bevi, e a Guido di +Warwick, il cui personaggio egli rappresentava, +il solo capitano Coxe, lo +ripetiamo, dopo due disgrazie di tal fatta +si lanciò in mezzo al più folto della mischia, +colle vesti e colla gualdrappa del +cavallo tutte imbevute d’acqua, e giunse +per due volte a ridestare colla voce e +coll’esempio il coraggio degl’Inglesi, che +pareva inchinasse; tal che finalmente +la vittoria loro sopra i Danesi divenne, +siccom’era convenevole e giusto, compiuta +e decisiva. Meritevole quindi che +un mezzo secolo dopo la facesse immortale +la penna di Ben Jonson, il quale +giudicò non potere un ballo immascherato +aprirsi degnamente da verun altro +fuorchè dall’ombra del capitano Coxe, +montato sul formidabile suo corridore di +legno. +</p> + +<p> +<span class="pagenum" id="Page_196">[196]</span> +</p> + +<p> +Questi passatempi campestri, e per vero +dire grossolani anzichè no, mal parranno +forse accordarsi coll’idea che il leggitore +dovea concepire e d’una ricreazione +preparatasi per Elisabetta, per +quella Principessa, che nel durar del +suo regno fece fiorire in guisa tanto +brillante le lettere, e d’uno spettacolo +rappresentato dinanzi una Corte, cui presedea +la donna la più reputata così per +l’osservanza in ch’ebbe mai sempre ogni +sorte di convenevolezze, come per saggezza +e spirito, e per gusto finissimo +e dilicato. +</p> + +<p> +Ma fosse politica in essa il prendere +parte a que’ diletti popolari, o vogliasi +dire che Enrico VIII avesse trasfuso alcuno +de’ propri gusti nella sua prole, gli è +certo ch’ella rise di tutto cuore sul modo +onde la popolazione di Coventry dipinse, +o piuttosto mise in parodia le consuetudini +cavalleresche. Ma finalmente vogliosa +di una ricreazione più conforme al +suo genio che questi spettacoli burleschi +nol fossero, chiamò a se vicini il lord +Hunsdon, e il conte di Sussex col quale +aperse un intertenimento sopra cose a lei +più gradevoli, nel che ebbe parimente, +a quanto parve, lo scopo di compensare +questo uomo illustre del disgusto forse +arrecatogli dalle lunghe udienze particolari, +<span class="pagenum" id="Page_197">[197]</span> +onde in quell’intervallo si vide +onorato il Leicester. La compiacenza che +la Sovrana dava a divedere nel ridere e +scherzare co’ suoi generali, fornì al Favorito +l’occasione ch’ei stava aspettando +di ritrarsi dal regale cospetto. E così +bene egli colse l’istante, onde il suo allontanarsi +fu attribuito dai cortigiani a +cortesia, che gli persuadesse lasciar libero +al rivale il campo di avvicinarsi +ad Elisabetta, anzichè profittare del +vantaggio che la sua qualità di signor +del castello offerivagli a poter sempre +mettersi di mezzo siccome barriera fra +i propri emuli e la Regina. +</p> + +<p> +Ma il Leicester pensava in allora a +tutt’altra cosa fuorchè al dimostrarsi così +generoso rivale; nè appena vide la +Regina in colloquio col Sussex e col lord +Hunsdon, dietro ai quali stavasi sir Nicolò +Blount, spalancando da un orecchio +all’altro la bocca ad ogni parola +che udiva pronunziare, il Leicester fece +un cenno a Tressiliano, che in tutto +quel tempo non avea mai partiti gli occhi +da quanto il Conte facea. +</p> + +<p> +Il Leicester pertanto s’innoltrò dalla +banda del parco, rompendo le ondate +degli spettatori, che si beavano ammirando +il battagliar degl’Inglesi contra i +Danesi. Poi quando, non senza avere +<span class="pagenum" id="Page_198">[198]</span> +superata qualche difficoltà si vide fuori +di quella calca, volse il capo per verificare +se Tressiliano se n’era spacciato +al pari di lui, ed accorgendosi che questi +lo seguia da vicino, s’avviò ad un +piccolo boschetto, ove gli aspettava un +servo con due cavalli forniti di sella. +Asceso sopra uno di essi additò per cenni +a Tressiliano di fare altrettanto sull’altro. +Il Cornovagliese lo secondò senza +profferire un solo accento. +</p> + +<p> +Il Leicester punse i fianchi del suo +corridore, e galoppò senza posa fino +ad uno spartato luogo, cinto di spessissime +quercie, lontano un miglio dal castello, +e situato in parte contraria affatto +a quella ove la curiosità attraeva +la piena degli spettatori. Allora discese, +e legato il suo cavallo ad un albero, +altro non disse che queste parole: «Qui +non corriamo rischio di venire interrotti»; +indi posto il mantello suo sulla sella, +sguainò la spada. +</p> + +<p> +Fece egual cosa Tressiliano, che solamente +non potè ristarsi dal dire: «Milord, +chiunque mi conosce sa ch’io non +pavento la morte ogni qualvolta sia compromesso +il mio onore. Credo potere senza +avvilirmi domandare in nome di quanto +è più sacro giusta le leggi dello stesso +onore, per qual motivo la Signoria vostra +<span class="pagenum" id="Page_199">[199]</span> +si è tratta a farmi un oltraggio siccome +quello che ora mette l’uno a fronte +dell’altro, nello stato in cui ci troviamo.» +</p> + +<p> +«Se voi non amate aver tali prove +del mio disprezzo, mettetevi tosto in difesa, +o temete ch’io rinnovelli il trattamento +onde vi querelate.» +</p> + +<p> +«Non ne farà d’uopo. Dio sia giudice +fra di noi, e ricada sul vostro capo +il sangue vostro, se voi succumbete!» +</p> + +<p> +Terminate queste parole si avvicinarono, +e diedero principio all’assalto. +</p> + +<p> +Il Leicester che sapea profondamente +l’arte della scherma, imparò nella scorsa +notte a ben conoscere la forza di Tressiliano +ed a sentire la necessità d’usare +molta cautela, e di assicurarsi la vendetta +col non volerla troppo affrettata. +Continuò molti minuti la pugna, e la +maestria e la fortuna eguali erano +d’entrambe le parti, allor quando Tressiliano +avventurando con eccessivo impeto +una botta al Leicester, questi riuscito +a pararla pose l’avversario in mal +punto; tanto che potè disarmarlo, e riversarlo +sul suolo. Sorrise ferocemente +il Conte in vedere la punta della propria +spada non lontana più di due pollici +dal collo dell’inimico. Postogli un +piede sul petto, gli comandò confessasse +<span class="pagenum" id="Page_200">[200]</span> +le infami colpe, onde si era fatto reo +verso di lui, indi si preparasse alla +morte. +</p> + +<p> +«Non ho colpe, nè infamie da rimproverarmi +nella condotta che tenni verso +di te, Tressiliano rispose. Meglio di +te son preparato a morire. Usa, come +ti piace del riportato vantaggio, e possa +Iddio perdonarti! Io non ti diedi nessun +motivo di perseguitarmi coll’odio tuo.» +</p> + +<p> +«Nessun motivo! sclamò il Conte, +nessun motivo! Ma perchè parlar +io con un ente sì vile? Muori, siccome +vivesti.» +</p> + +<p> +E già rialzato avea il braccio, risoluto +a portargli l’estremo colpo, quando sentì +arrestarselo da alcuno che gli stava dietro +alle spalle. +</p> + +<p> +Furibondo ei si volse per isciogliersi +da tale ostacolo non mai preveduto, e +vide colla massima delle sorprese che +chi gli tenea il braccio era un fanciullo +d’aspetto il più straordinario; e lo tenea +sì vigorosamente, che gli sforzi operati +dal Conte a fine di spacciarsene diedero +tempo a Tressiliano di rialzarsi e +di riprendere la sua spada. Il Leicester +gli si avventò lanciando sovr’esso guardi +inveleniti siccome prima, e con più furore +sarebbe rincominciata la pugna, se +il fanciullo gettatosi a’ piedi del Conte, +<span class="pagenum" id="Page_201">[201]</span> +non lo avesse con voce stridula ed acutissima +supplicato ad ascoltarlo un istante. +</p> + +<p> +«Levati e lasciami, disse Leicester, +o pel giusto Iddio!... proverai quel che +la mia spada si valga. Qual interesse è +in te di togliermi la mia vendetta?» +</p> + +<p> +«Un interesse potentissimo, rispose +senza intimidire il fanciullo, perchè la +mia sola pazzia è cagione di questa sanguinosa +contesa, e lo sarà fors’anche di +mali assai più terribili. Oh! se voi volete +goder la gioia d’una pura coscienza, +oh! se voi sperate dormire i vostri +sonni liberi dal tormento crudelissimo +de’ rimorsi, oh! trascorrete, trascorrete +questa lettera solamente, poi farete quel +che vi aggrada.» E questi detti movea +con tale istanza, cui i lineamenti del +volto e la singolarità della voce prestavano +non so qual vezzo fantastico, e +nel tempo medesimo faceva vedere al +Conte una lettera annodata da lunga +treccia di capelli. Comunque cieco di +rabbia nel vedersi sfuggir dalle mani in +guisa tanto strana la sua vendetta, non +seppe il Conte resistere a questo supplicante +d’un genere sì straordinario. Gli +strappò dalle mani la lettera, impallidì +nello scorgerne la soprascritta, slegò con +tremebonda destra il nodo che la chiudea, +e portatine gli occhi sul contenuto, +<span class="pagenum" id="Page_202">[202]</span> +vacillò e sarebbe caduto all’indietro, se +nol reggea il tronco di un albero. Rimase +un istante in quella positura, cogli +occhi fisi sulla lettera, e colla punta +della spada rivolta al suolo, sicchè non +parea più pensasse di modo alcuno alla +presenza d’un nemico ch’egli avea sì +spietatamente aizzato, e venuto in tutto +il destro di assalirlo con vantaggio a sua +volta. Ma troppo nobile era l’anima di +Tressiliano per pensare ad una sì fatta +vendetta. Egli stavasi non men del Conte +immobile per la sorpresa, tenendosi però +ognor pronto a schermirsi, se fosse stato +d’uopo, contro qualunque subitaneo assalto +d’un inimico ch’ei sospettava sempre +più essere vittima soltanto d’una +inconcepibile frenesia. Gli parve per vero +dire ravvisar nel fanciullo quel ragazzo +che avea fatto seco a correre intorno all’antro +del maniscalco, perchè tal era +la figura di Dick, che non la dimenticava +sì di leggieri chi l’avea vista una +volta. «Ma come giunto qui in tal momento? +considerava fra se medesimo; +perchè interporsi con tanto fervore nella +nostra contesa? e quel che più mi sorprende, +perchè il costui frammettersi ha +potuto tanto sull’animo di Leicester?» +</p> + +<p> +Ma tal si era quella lettera da produrre +effetti ben ancora più maravigliosi; e fu +<span class="pagenum" id="Page_203">[203]</span> +quella stessa che l’infelice Amy aveva +scritta al suo sposo onde rendergli noti +i motivi che la costrinsero a fuggire +da Cumnor, e i modi dell’eseguito divisamento. +In essa instruivalo come si +fosse rifuggita a Kenilworth, soltanto +per implorare la protezione del marito; +in essa spiegava circostanze da cui +appariva il perchè si fosse trovata nella +stanza di Tressiliano; in essa pregava +il Conte a procurarle senza indugio un +ricovero più convenevole che la torre +<i>di Merwyn</i> non le offeriva. Terminavasi +questa lettera colle proteste le più solenni +d’un inviolabile affetto, e di una sommessione +sott’ogni riguardo assoluta alle +volontà dello sposo, e principalmente +per quanto si riferiva al tenore di vita +ignorata ch’egli da lei pretendeva, e +di cui si chiamava contenta purchè non +fosse oltre affidata alla custodia di Varney. +</p> + +<p> +Percorso ch’ebbe l’intero foglio il Leicester, +gli cadde queste di mano. «Prendete, +diss’egli, la mia spada, o Tressiliano, +e trapassatemi il cuore, com’io +volea pochi momenti dianzi trafiggere il +vostro.» +</p> + +<p> +«Milord, rispose Tressiliano, voi mi +faceste una grande ingiustizia, ma un +segreto presentimento ripeteva al mio animo, +che questa doveva essere la conseguenza +<span class="pagenum" id="Page_204">[204]</span> +di qualche inesplicabile errore.» +</p> + +<p> +«Fatale errore! (Soggiunse il Leicester +nell’atto stesso in cui rimetteva la +lettera a Tressiliano). Mi si è fatto credere +scellerato un uomo d’onore, e un +servo infido e dissoluto vestì a’ miei occhi +il carattere del migliore fra gli uomini! +Oh tristo d’un fanciullo! perchè +mi giugne questa lettera solo adesso? A +che indugiò, ove trovasi lo sciagurato +che doveva recarmela?» +</p> + +<p> +«Non ardisco dirvelo, Milord (rispose +il fanciullo, e facea nel tempo +stesso le sue consuete prove di allontanarsi +e di mettersi fuori del pericolo d’essere +raggiunto). Ma ecco il messo.» +</p> + +<p> +Arrivò in quel punto stesso Wayland; +che interrogato dal Leicester, gli narrò +tutte le particolarità della fuga presa insieme +con Amy; gli orribili espedienti +dei malvagi che rendettero necessaria tal +fuga, e il desiderio ch’ella avea di mettersi +sotto la protezione del marito. Ed +in prova di quanto asseriva, citò la +testimonianza de’ servi del castello, i +quali, soggiugneva egli, non poteano +del certo aver dimenticate le premurose +istanze ch’ella fece appena giuntavi +ond’essere condotta al conte di +Leicester. +</p> + +<p> +«Ah scellerati! sclamò il Conte. Ma +<span class="pagenum" id="Page_205">[205]</span> +di tutti più infame, più scellerato Varney! +E Amy or che parliamo è in poter +di costui!» +</p> + +<p> +«Ma <i>costui</i>, disse tosto Tressiliano, +spero non avrà ricevuti comandi che le +possano tornare funesti.» +</p> + +<p> +«No, no, rispose precipitosamente il +Leicester; dissi alcune cose nel primo +impeto di furore, ma quest’ordine è +compiutamente ritrattato, un corriere è +partito in tutta fretta. Ora ella si trova.... +ella deve trovarsi in piena sicurezza.» +</p> + +<p> +«Sì disse Tressiliano, ella <i>deve</i> trovarsi +in piena sicurezza, ed io <i>devo</i> esserne +certo. I miei dispareri particolari +con voi sono finiti, o Milord; ma ne restano +altri su cui debbo chiedere conto al +seduttore di Amy Robsart, a quel seduttore +che di Varney si fece manto onde +coprire le proprie colpe.» +</p> + +<p> +«Il <i>seduttore</i> d’Amy! replicò in terribile +tuono Leicester. Dite il suo sposo, +il suo sposo ingannato, accecato, il suo +indegno sposo. Ella è di fatto la contessa +di Leicester, quanto è vero ch’io +sono armato cavaliere. Non avvi genere +di giustizia ch’io non sia pronto a renderle +di mio buon grado. Non ho d’uopo +dirvi che se avvisaste essere in voi +gli espedienti per costringermi a ciò, +non li temo.» +</p> + +<p> +<span class="pagenum" id="Page_206">[206]</span> +</p> + +<p> +Tanta era la generosità di Tressiliano, +che gl’impedì di arrestarsi sulle personali +considerazioni, cui dava luogo quest’ultima +parte della risposta del Conte, +e tutte le sue idee si raccolsero immantinente +a meditare sulla sorte d’Amy +Robsart. Non aveva egli una illimitata +fiducia nelle risoluzioni, che temea volubili, +del Leicester, e per altra parte +ne scorgea l’animo troppo fieramente agitato +per potere assicurarsi che la fredda +ragione lo avrebbe sola condotto. Per ultimo +non credeva Amy fuor di pericolo +finchè la sapea fra le mani delle perfide +creature del Conte. +</p> + +<p> +«Milord, diss’egli colla massima calma, +non ho mente d’offendervi, ed ora +sono lontano più che mai dal voler cercare +contese, ma i doveri che mi astringono +a sir Ugo Robsart, vogliono ch’io +in questo istante medesimo mi conduca +alla Regina per farle note le cose accadute, +e per adoperarmi, onde il grado +di Amy Robsart venga riconosciuto siccome +è di dovere.» +</p> + +<p> +«No, Signore, il Conte replicò con +nobile disdegno; non siate cotanto ardito +per frammettervi in un affare che mi +riguarda personalmente; la voce sola di +Dudley dee promulgare l’infamia di cui +<span class="pagenum" id="Page_207">[207]</span> +si è coperto Dudley‍<a class="tag" id="tag12" href="#note12">[12]</a>. Corro sull’istante +a farne consapevole Elisabetta, poi veloce +come il lampo sarò a Cumnor.» +</p> + +<p> +Così parlando distaccò il cavallo, e montatovi +sopra, s’avviò, correndo a tutta +briglia, al castello. +</p> + +<p> +Nè meno impaziente di condursi a +quella volta Tressiliano salì egli pure a +cavallo; il che vedendosi da Flibbertigibbet, +questi gli disse: «Ah Signore! +portatemi con voi; la mia storia non è +per anco finita. Ho bisogno della vostra +protezione.» +</p> + +<p> +Il gentiluomo di Cornovaglia secondò +l’inchiesta del fanciullo, che in rispettosissimi +modi gli confessò lungo la strada +com’egli, Dick, si credesse avere +diritto alla confidenza di Wayland, come +lo avessero punto i misteriosi avvolgimenti, +onde lo stesso Wayland evitava +di appagarne la curiosità allor quando +veniva da lui richiesto sullo stato della +Signora, a questo maniscalco affidata, +<span class="pagenum" id="Page_208">[208]</span> +come in fine per vendicarsi avesse furtivamente +tolta di dosso a Wayland quella +lettera d’Amy, che tardata al Leicester, +produsse cotanti inconvenienti. Aggiunse +però in propria difesa essere stata +intenzione in lui di restituire la stessa +lettera in quella sera medesima, non +dubitando che il suo vecchio amico +non si trovasse al castello per sostenere +la parte d’Arione; avergli per vero dire +fatta molta sensazione il nome accennato +nella soprascritta, ma essergli noto che +non prima di quell’ora potea giugnere +al castello il conte di Leicester, ne più +presto quindi eseguire la sua commissione +Wayland. +</p> + +<p> +«Ma continuò il fanciullo, Wayland +non si vide più» (e i nostri leggitori +sanno come lo avesse posto fuori del +castello il Lambourne). «Mi diedi, ma +invano, tutta la sollecitudine per trovarlo. +Cercai in allora un’occasione che +non mi venne prima d’ora, onde parlare +alla Signoria vostra‍<a class="tag" id="tag13" href="#note13">[13]</a>. Allora sì, cominciai +a temere le conseguenze dello +scherzo fatto all’amico, vedendomi detentore +<span class="pagenum" id="Page_209">[209]</span> +d’una lettera indiritta ad un +personaggio cotanto ragguardevole, quale +si è il conte di Leicester. Prima dell’allontanamento +di Wayland potei accorgermi +che egli non si curava punto, +anzi temeva d’incontrarsi in Lambourne +e in Varney. Pensai quindi che tale lettera +fosse da rimettersi nelle mani stesse +del Conte, e che forse avrei dato danno +a chi l’avea scritta col fidarla a qualunque +altra persona. Cercai bene d’ottenere +un’udienza da milord Leicester; +ma quella canaglia de’ suoi servi a’ quali +mi volsi a tal uopo mi respingevano colle +male parole, fosse per vedermi piuttosto +brutto, fosse perchè i miei abiti non +mi annunziavano per un signore.» +</p> + +<p> +Narrò in appresso, come si fosse trovato +vicino ad aggiugnere il desiderato +scopo, allorchè in mezzo alle praticate +indagini gli accadde trovar nella grotta +lo scrignetto ch’ei ben sapeva appartenere +all’infelice Contessa, avendoglielo +veduto nel breve tempo ch’ella viaggiò +di conserva coi commedianti, perchè niuna +cosa sfuggiva all’occhio vispo di quel +fanciullo. Dopo essersi dato premura onde +consegnare alla Contessa o a Tressiliano +quella cassettina, ei la pose per ultimo +(e vedemmo per quale combinazione) fra +le mani medesime del Leicester, ma il +<span class="pagenum" id="Page_210">[210]</span> +travestimento di questo personaggio gli +impedì ravvisarlo. +</p> + +<p> +Parve propizia a Dick la sera della mascherata, +e vedea imminente l’istante di +poter parlare al Conte egli stesso, ma +Tressiliano il prevenne. Fino d’orecchio +quanto lo era d’ingegno, udì i due campioni +che si diedero convegno nel <i>luogo +di delizia</i>, e gli venne vaghezza d’entrar +terzo ne’ lor colloqui, e di spiarne +i passi; perchè già lo mettevano in tal +quale inquietezza le strane voci che intorno +alla signora si andavano divulgando +fra le persone di servigio. +</p> + +<p> +Un incidente non preveduto gl’impedì +di seguire da vicino l’orme del Conte, +onde giunto sotto del portico trovò gli +avversari alle prese. Avvertì di gente che +si batteva la guardia, nè dubitò oltre, +che la burla da esso fatta non fosse la cagione +di una tale disfida, di cui potevano +essere tanto funeste le conseguenze. +Da starsi nascosto sotto del portico, udì +il secondo patto di disfida, in cui Leicester +e Tressiliano convennero. Per ciò +non tenne che sovr’essi l’occhio intantochè +i paesani di Coventry battagliavano. +Allora a grande sua maraviglia, +scorse in mezzo alla folla Wayland travestito +con molta arte, ma non quanta +voleasi per ingannar l’acuto sguardo del +<span class="pagenum" id="Page_211">[211]</span> +fanciullo collega. Si sottrassero insieme +alla calca per confidarsi lo stato loro +scambievole. Flibbertigibbet confessò al +maniscalco tutto quanto abbiamo or raccontato, +e l’altro a sua volta gli narrò, +come lo avesse ricondotto in quel luogo +l’altissima agitazione che il fece paventare +per la giovane Amy, appena in un +villaggio dieci miglia distante da Kenilworth, +ove trovossi quella mattina, intese +che fin nella notte precedente aveano +abbandonato il castello del Conte +così Varney come Lambourne, uomini +a suo avviso capaci d’ogni più nero attentato. +</p> + +<p> +Mentre di queste cose s’intertenevano +Wayland e Dick, videro Tressiliano e +Leicester che si erano spacciati dalla +calca, e li seguirono fino al luogo, ove +montarono a cavallo. Ivi fu che Dick, +della cui sveltezza hanno già avute riprove +i nostri leggitori, giunse in tempo +a salvare a Tressiliano la vita. Era lo +stesso Dick pervenuto a questa conclusione +del suo racconto, allorchè egli +ed il Cornovagliese si trovarono dinanzi +alla torre <i>della Galleria</i>. +</p> + +<div class="chapter"> +<p><span class="pagenum" id="Page_212">[212]</span></p> + +<h2 class="nosp">CAPITOLO X.</h2> +</div> + +<div class="poem-container"> +<div class="poem inl"><div class="stanza"> +<p class="i01">Dal balcon dell’oriente</p> +<p class="i02"> Le tenèbre della notte</p> +<p class="i02"> Schiude il sol, che fuggon rotte</p> +<p class="i02"> Per virtù del suo splendor</p> +<p class="i01">Veritade, astro possente,</p> +<p class="i02"> Se da lunge sol ti sveli,</p> +<p class="i02"> Sperdi l’ombre più crudeli</p> +<p class="i02"> Dell’inganno e dell’error.</p> +<p class="i08"> <i>Antica ballata</i>.</p> +</div></div> +</div> + +<p> +Nel tempo che Tressiliano attraversava +il ponte, che fu dianzi arena di spettacolo +così tumultuoso, non potè far di +meno di non osservare un’alterazione sorta +in tutte le fisonomie nel durare della +breve sua lontananza. La burlesca battaglia +era finita; ma i lottatori anzichè pensare +a dimettere i loro travestimenti, si +erano raunati in diversi gruppi, siccome +avrebbero fatto gli abitanti d’una +città scompigliata da qualunque annunzio +straordinario e malauguroso. +</p> + +<p> +Nè in miglior aspetto trovò le cose, +giunto al cortile esterno. I servi, le persone +del corteggio di Leicester, gli ufiziali +<span class="pagenum" id="Page_213">[213]</span> +subalterni del castello stavano assembrati +in vari drappelli essi pure, e +l’uno susurrava all’orecchio dell’altro, +e tutti teneano fisi i loro sguardi verso +la finestra del gran salone, dipignendosi +nel volto d’ognuno inquietezza e mistero. +</p> + +<p> +La prima persona di sua particolare +conoscenza in cui Tressiliano scontrossi +fu sir Nicolò Blount, che senza dar +tempo all’altro d’interrogarlo, lo fermò +con queste parole: +</p> + +<p> +«Dio ti perdoni Tressiliano! ma tu +sei fatto più per essere buon campagnuolo +che uomo di Corte. Non sai che +cosa sia quella sollecitudine necessaria a +chi fa parte del corteggio di sua Maestà. +Sei domandato al castello, desiderato, +aspettato; niuno può sostenere nel presente +affare le veci tue, ed ecco che +arrivi con un simiotto sul collo del tuo +cavallo, come se tu fossi la balia di +qualche diavoletto lattante, o avessi l’incarico +di fargli prendere un poco di aria.» +</p> + +<p> +«Che parli? che c’è di nuovo?» disse +Tressiliano, lasciando andare il ragazzo, +che si lanciò a terra colla leggerezza +d’una piuma e scendendo nel medesimo +tempo egli stesso. +</p> + +<p> +«In fede mia che cosa ci sia di nuovo, +non v’è chi lo sappia, replicò il +Blount: non lo so nemmen io, che ho +<span class="pagenum" id="Page_214">[214]</span> +odorato fino quanto mai cortigiano possa +vantarsene. Ti dirò solamente che milord +di Leicester ha traversato galoppando il +cortile, e galoppando con tal furia.... +avresti detto volesse accoppar tutti quelli +che si trovavano dove passava: ha domandato +un’udienza alla Regina: e mentre +parliamo, sta rinchiuso con essa, con +Walsingham, e con Burleigh. Hanno +chiesto di te; ma a nessuno è noto, se +si tratti di tradimento, o di qualche cosa +ancora di peggio.» +</p> + +<p> +«Per il giusto Iddio! il nostro Blount +ha ragione, disse Raleigh, sopraggiunto +in quell’istante. Tressiliano, è d’uopo +che tu ti porti immantinente al cospetto +della Regina.» +</p> + +<p> +«Non precipitar tanto le cose, mio +caro Raleigh, soggiunse Blount, e pensa +a quei suoi stivaloni. Tressiliano, da +parte di Dio! fa a mio modo; va nella +mia stanza e mettiti quelle mie brache +di seta color di rosa; non le ho portate +che due volte.» +</p> + +<p> +«Eh via! rispose Tressiliano. Amico +Blount, tu pensa soltanto ad aver cura +di questo ragazzo; trattalo con dolcezza; +ma guarda bene che non ti sfugga; +egli può essere più necessario di quanto +t’immagini.» +</p> + +<p> +Detto ciò Tressiliano, seguì frettolosamente +<span class="pagenum" id="Page_215">[215]</span> +Raleigh, lasciando lì quel buon +galantuomo di Blount, che tenea con +una mano il fanciullo, e la briglia del +cavallo coll’altra, accompagnando per +lungo tempo coll’occhio Tressiliano. +</p> + +<p> +«Considero che nessuno mi chiama a +parte di questi misteri! dicea Blount +fra se stesso, e Tressiliano mi pianta qui +a far la guardia ad un cavallo e ad un +ragazzo. Pazienza il cavallo! perchè per +natura sono inclinato a queste bestie se +le trovo di buona fatta, ma dovermi +anche prender la briga di questa leggiadra +creatura! D’onde venite voi mio bel +comparino?» +</p> + +<p> +«Dalle maremme,» rispose Flibbertigibbet. +</p> + +<p> +«Eh! che cose vi hai imparato, mio +caro bamboccio?» +</p> + +<p> +«A trappolare le oche dai piedi larghi, +e dalle calze gialle.» +</p> + +<p> +«Che ti venga la peste! disse Blount, +guardando le immense rosette delle sue +scarpe. Se ella è così, il diavolo si +porti il primo che ti chiede più nulla!» +</p> + +<p> +Intanto Tressiliano attraversò in tutta +la sua lunghezza il grande salone; ove +si vedeano per ogni parte crocchi di cortigiani +attoniti, e che parlavano fra loro +in modo misterioso; gli occhi d’ognuno +stavano immobili verso la porta d’ingresso +<span class="pagenum" id="Page_216">[216]</span> +che metteva all’appartamento particolare +della Regina. Raleigh additò questa +porta a Tressiliano, il quale picchiò, +e venne introdotto nell’istante medesimo. +In quel momento era spettacolo non privo +di vezzo il vedere tutte le persone di +fuori torcere i colli per iscorgere pur +qualche cosa coll’occhio entro di quell’appartamento; +ma la cortina che copriva +l’uscio ricadde troppo presto, perchè +la loro curiosità potesse venire appagata. +</p> + +<p> +Entrato appena Tressiliano, non senza +interna palpitazione trovossi alla presenza +di Elisabetta. Questa facea grandi +passi lungo la stanza, in preda a violentissima +agitazione, che nemmeno pareva +ella si curasse nascondere, intantochè +due o tre fra i consiglieri più ammessi +alla regal confidenza, si andavano +guardando inquietamente l’un l’altro, +ed aspettavano per parlare che si calmasse +lo sdegno della Sovrana. Dinanzi +al regal seggio ov’ella prima si stette, +e che vedevasi ancora smosso dal suo +posto per l’impeto, onde Elisabetta l’abbandonò, +vedeasi genuflesso Leicester, +colle braccia incrocicchiate sul petto, +gli sguardi chini al suolo, immobile, +muto siccome statua sopra una tomba; +a fianco di lui era il lord Shrewsbury, +<span class="pagenum" id="Page_217">[217]</span> +in que’ giorni conte maresciallo dell’Inghilterra, +che tenea il bastone spettante +alla propria dignità. La spada del Leicester +staccata dal pendaglio, giacea dinanzi +ad esso sul pavimento. +</p> + +<p> +«Ebbene, Signore! (disse la Regina, +facendo alcuni passi verso Tressiliano, +e battendo il piede col gesto e nell’atteggiamento +d’Enrico VIII in persona). +Voi la sapete tutta, questa bella tresca! +voi siete complice dell’inganno di cui fu +zimbello la nostra persona! voi medesimo +foste una fra le principali cagioni +dell’ingiustizia che abbiamo commessa!» +</p> + +<p> +Tressiliano cadde prosteso dinanzi alla +Regina, e il suo accorgimento gli fece vedere +quanto sarebbe stato per lui rischioso +il difendersi in un momento ch’ella +era oltre modo irritata. +</p> + +<p> +«Sei dunque muto Tressiliano? continuò +Elisabetta. Tu conoscevi questo +maneggio! Tu lo conoscevi, non è egli +vero?» +</p> + +<p> +«Io ignorava, mi è forza dire alla +Maestà vostra, rispose finalmente Tressiliano, +che questa infelice Signora fosse +Milady, la contessa di Leicester.» +</p> + +<p> +«E chi è, che la riconoscerà in questo +grado? rispose furiosa Elisabetta, per +la morte di Dio! Milady! Contessa di +Leicester! La Amy Dudley, dico io, e +<span class="pagenum" id="Page_218">[218]</span> +sua gran fortuna se non dovrà ben tosto +sottoscriversi: vedova del traditore +Roberto Dudley!» +</p> + +<p> +«Regina, soggiunse allora Leicester, +trattate me come vi piace, ma non punite +questo gentiluomo; egli è affatto innocente.» +</p> + +<p> +«Sì certo, che gli gioverà la tua intercessione!» +disse la Regina, abbandonando +Tressiliano, che lentamente si +rialzò, e correndo con grand’impeto +verso Leicester, che conservava sempre +la stessa positura. «Sì certamente, tu sei +un valevole intercessore! Oh! uomo doppiamente +infedele, doppiamente spergiuro! +tu la cui scelleratezza mi ha fatta +ridicola agli occhi de’ miei sudditi, +odiosa a me stessa! Vorrei strapparmi +questi occhi per punirli del loro accecamento.» +</p> + +<p> +Burleigh allora si fece coraggioso a +parlarle: «Augusta donna, rammentate +che siete Regina, regina d’Inghilterra, +madre de’ vostri sudditi: non vi abbandonate +al torrente di questa collera tanto +impetuosa.» +</p> + +<p> +Si volse ver lui Elisabetta, ed una +lagrima brillò in quell’occhio fiero, ed +infiammato dall’ira: «Burleigh, diss’ella, +tu sei un uomo di stato: ma non +comprendi, non puoi comprendere quai +<span class="pagenum" id="Page_219">[219]</span> +cordogli, quai obbrobri costui abbia versato +nel mio seno.» +</p> + +<p> +Serbando la massima circospezione, e +mostrandole ad un tempo profondo rispetto, +Burleigh prese la mano della +Regina, di cui vedea straziarsi il cuore, +indi trasse l’irata donna in disparte verso +il vano d’una finestra che sottraevasi +agli sguardi degli spettatori. +</p> + +<p> +«Regina, diss’egli, io sono ministro +ma nondimeno sono uomo. Ho incanutito +ne’ vostri consigli. Non bramo che +la vostra gloria e la vostra felicità! calmatevi, +ve ne supplico!» +</p> + +<p> +«Ah Burleigh, tu non sai!...» E in +ciò dire copiose lagrime a malgrado dei +suoi sforzi per rattenerle rigarono le +guance d’Elisabetta. +</p> + +<p> +«Io so, io so tutto, mia gloriosa Sovrana. +Oh! guardatevi dal non dar luogo +ad altri di sospettare quello che ignoravano.» +</p> + +<p> +«Ah! (soggiunse Elisabetta facendo +tal pausa come persona cui si presentano +alla mente nuovi pensieri) Burleigh, +tu hai ragione, ogni ragione. +Tutto sia fuorchè il disonore. Tutto fuorchè +la confessione della mia debolezza; +tutto fuorchè comparire ingannata, sprezzata. +Per la morte di Dio! questa idea +sola basta a trarmi in disperazione.» +</p> + +<p> +<span class="pagenum" id="Page_220">[220]</span> +</p> + +<p> +«Date a divedere l’accostumato vostro +coraggio, o mia Sovrana, soggiunse +il Burleigh. Innalzatevi al disopra d’una +fralezza, che niun Inglese sospetterà giammai +nella sua Elisabetta; a meno che +ella medesima colla violenza di manifestato +affanno non ne porti il fatale convincimento +fin entro il cuor de’ suoi +sudditi.» +</p> + +<p> +«Di qual fralezza parlate, o Milord? +sclamò fattasi più dignitosa Elisabetta. +Tal vostro dire intenderebbe forse a mostrarvi +persuaso che il favore onde onorai +un traditore orgoglioso prendesse +origine da qualche tenera affezione?» +Poi incapace di sostenere l’altero tuono +ch’ella aveva assunto, lo ammollì dicendo: +«Deh! perchè cercherò io di +palliarti la verità, di palliarla a te, o +mio servo saggio e fedele?» +</p> + +<p> +Burleigh si chinò per baciare affettuosamente +la mano d’Elisabetta, e, cosa +rara negli annali delle corti, una lagrima +sincera cadde dagli occhi del ministro +a bagnar la mano del suo Monarca‍<a class="tag" id="tag14" href="#note14">[14]</a>. +</p> + +<p> +<span class="pagenum" id="Page_221">[221]</span> +</p> + +<p> +Forse questo interno convincimento di +aver commosso l’animo di Burleigh confortò +Elisabetta a meglio sopportare l’umiliazione +cui soggiacea, ed a por qualche +limite al risentimento; ma potè in essa +non meno il timore di scoprire al pubblico +con una eccedente manifestazione +di sdegno il sofferto oltraggio, e una +perturbazione d’animo, che la Regina +e la donna desideravano egualmente nascondere. +Ella si scostò da Burleigh e +trascorse più volte la sala in aria severa, +sintantochè i suoi lineamenti avessero +ricuperata la consueta dignità, e +il suo portamento quella grandezza nobile +e maestosa che era connaturale ad +una tanta Regina. +</p> + +<p> +«La nostra Sovrana è divenuta un’altra +volta la saggia Elisabetta, disse Burleigh +a Walsingham sotto voce. Osservate +tutto quanto ella sta adesso per +operare, e badate bene a non contraddirla.» +</p> + +<p> +Elisabetta si avvicinò allora a Leicester, +e d’un tuono tranquillo pronunziò +questi accenti: +</p> + +<p> +<span class="pagenum" id="Page_222">[222]</span> +</p> + +<p> +«Milord Shrewsbury, noi vi liberiamo +dell’incarico del vostro prigioniero. +Milord di Leicester, alzatevi, e riprendete +la vostra spada. Un quarto d’ora +penoso trascorso sotto la vigilanza del +nostro Maresciallo, non è a quanto ne +sembra, o Milord, un gastigo troppo +severo per la doppiezza di cui vi rendeste +sì lungo tempo colpevole verso di +noi. Vogliamo dunque udire il rimanente +di tale storia.» Collocatasi indi nel +proprio seggio: «Accostatevi, Tressiliano, +ella disse, e narrate quanto sapete.» +</p> + +<p> +Tressiliano adoperò tutta la connaturale +sua generosità nel tessere il proprio +racconto, onde omise quanto il potè +tutte le circostanze, che erano di natura +da pregiudicare il Leicester, e tacque +soprattutto che aveva dovuto per due +volte battersi con esso. Gli è da credersi, +che con tale contegno l’uomo di Cornovaglia +rendesse il massimo de’ servigi +al Conte; perchè se la Regina in quell’istante +avesse potuto trovare in lui +qualche torto, e quindi un pretesto di +sfogare il suo sdegno senza fare apparire +sentimenti de’ quali arrossiva, mal forse +ne sarebbe accaduto al favorito in disgrazia. +Terminata ch’ebbe Tressiliano la +sua narrazione, Elisabetta meditò pochi +istanti, indi favellò in cotal guisa: +</p> + +<p> +<span class="pagenum" id="Page_223">[223]</span> +</p> + +<p> +«Noi prenderemo al servigio nostro +questo Wayland, e collocheremo il fanciullo +negli ufizi della nostra segreteria +di Stato, affinchè impari per l’avvenire +l’inviolabile riguardo che si debbe alle +lettere. Quanto a voi, Tressiliano, +aveste torto nel non palesarci interamente +la verità; e la promessa di segreto +con cui vi legaste ad Amy, era +imprudente ad un tempo e colpevole verso +la nostra persona. Ciò nondimeno, +poichè confermaste la promessa coll’obbligare +la parola d’onore a questa sventurata +Signora, diveniva dovere d’uomo +e di gentiluomo il mantenere scrupolosamente +la data fede. Bilanciate tutte le +circostanze, noi vi stimiamo per la condotta +che serbaste in tale andamento di +cose. Milord di Leicester, ora tocca a +voi dirci la verità, cosa che avete troppo +negletta da qualche tempo.» +</p> + +<p> +Indi con successive interrogazioni gli +tolse quasi a forza dalle labbra tutta la +storia, e della conoscenza da prima incontrata +con Amy Robsart, e delle loro +nozze, e della gelosia, e delle cagioni +che ne diedero motivo al Conte, e di +molte altre particolarità. Questa confessione +del Leicester, chè ben confessione +potea chiamarsi, fu strappata a più pezzi +e riprese; ciò nullameno riuscì assai esatta, +<span class="pagenum" id="Page_224">[224]</span> +eccetto che il Conte tralasciò affatto +di narrare, come avesse acconsentito +ai divisamenti scellerati, che formò +il Varney sopra la vita della Contessa. +Pur tale idea era quella che più gravemente +affannava il Leicester, e comunque +in gran parte lo tranquillasse il +contr’ordine espresso in chiarissimi termini, +che aveva inviato al Varney, suo +disegno era di trasferirsi personalmente +a Cumnor, appena congedatosi dalla Regina: +poichè non dubitava egli che questa +Sovrana non fosse per abbandonar +sull’istante il castello di Kenilworth. +</p> + +<p> +Ma troppo affrettato erasi ne’ suoi conti +il Leicester. Certamente la presenza e le +confessioni di lui divenivano fiele ed assenzio +per una padrona che dianzi lo +amava cotanto. Ma priva ella d’un modo +più immediato di vendicarsi, ben si +avvide come le sue inchieste torturassero +l’infedele amante, e le traeva in +lungo con tale intenzione, non più badando +al proprio sofferire, di quel che +le mani del selvaggio s’accorgano dell’infocamento +delle tenaglie adoperate a +straziare le carni dell’inimico. +</p> + +<p> +Giunse però istante, che l’altero Conte, +simile a cervo ridotto ad estrema ambascia, +fece comprendere come fosse stanca +la sua pazienza: «Regina, diss’egli, +<span class="pagenum" id="Page_225">[225]</span> +io fui grandemente colpevole, più forse +ancora che nol deste a divedere in mezzo +al vostro giusto risentimento. Ciò nonostante, +permettetemi il dirlo, o Regina, +comunque grave, comunque imperdonabile +sia il mio delitto, non fu commesso +senza provocazione, e quando si volesse +ammettere che la bellezza, e l’affabile +dignità hanno forza di sedurre il debole +cuore dell’uomo, potrei citarle entrambe +siccome motivi, che m’indussero a +nascondere alla Maestà vostra un tale +segreto.» +</p> + +<p> +Grandemente colpita apparve la Regina +da sì fatta risposta, che il Conte +ebbe cura non fosse intesa fuorchè da +lei solamente; e colpita sì che non seppe +qual cosa rispondergli sull’istante. Ma +il Conte osò troppo col voler profittare +di questo momentaneo vantaggio. +</p> + +<p> +«La Maestà vostra, diss’egli, mostratasi +già a riguardo mio tanto indulgente, +mi permetterà implorare la sua +regale clemenza in favore di quelle espressioni, +le quali, solamente ieri non venivano +riguardate, che come <i>leggerissime +offese</i>.» +</p> + +<p> +Presa da sdegno allor la Regina, e +tenendo fermi gli occhi sul Conte tanto +che gli parlò, tal si fu il tenore della +sua risposta: «Per il giusto Iddio! Milord, +<span class="pagenum" id="Page_226">[226]</span> +la tua sfrontatezza passa ogni limite; +ma essa non ti gioverà nulla. +(Indi voltasi all’assemblea col tuono +del più feroce sarcasmo): Venite Lordi, +venite tutti ad ascoltare una novità: +le nozze clandestine di milord di Leicester +hanno tolto uno sposo a me, +e un Re all’Inghilterra. Non si può +negare, che i gusti di sua Signoria siano +affatto patriarcali: non gli bastava +una sola moglie, e riserbava a noi l’onore +della sua mano sinistra. Ora domando io, +non è questo l’eccesso della temerità? +Ch’io non abbia potuto onorarlo con qualche +contrassegno di regio favore, senzachè +egli già si presuma avere in pugno +la mia corona e la mia mano? Voi però +Lordi, lo spero, voi portate miglior +opinione della vostra Regina; ed io sento +per questo ambizioso la compassione che +mi desterebbe un fanciullo, allorchè si +vede scoppiar fra le mani un globo di +sapone. Gli è ora di recarsi alla sala del +ricevimento. Milord di Leicester, vi comandiamo +di seguirci e di non allontanarvi +da noi.» +</p> + +<p> +Ognuno in quella stavasi impaziente +per la curiosità, ed universale fu lo stupore, +allorchè la Sovrana così parlò ai +circostanti: +</p> + +<p> +«Le ricreazioni di Kenilworth non sono +<span class="pagenum" id="Page_227">[227]</span> +ancor terminate, Milordi e Milady: +ne rimane da celebrare le nozze del nobile +proprietario.» +</p> + +<p> +E qui destossi un generale mormorio +di maraviglia; ma continuò la Regina: +</p> + +<p> +«Null’avvi di più sicuro, e ve ne +diamo noi la nostra reale parola. Egli +ce ne ha fatto un segreto per riserbarne +il piacere di una tale sorpresa. Voi +morite di curiosità, ben me n’accorgo, di +conoscere la fortunata sposa del Conte +di Leicester. Ella è Amy Robsart, quella +medesima, la quale perchè nulla mancasse +ai divertimenti del giorno scorso, vi +sostenea la parte di moglie d’un servo +del medesimo Conte, di Varney.» +</p> + +<p> +«In nome di Dio, gran Regina! (soggiunse +il Conte che le si avvicinò portando +scolpiti sul volto l’umiltà, il dolore, +la vergogna, e parlando sotto voce +abbastanza perchè altri non lo ascoltassero) +prendetevi il mio capo, siccome +lo minacciaste nell’impeto del vostro sdegno, +e risparmiatemi questi insulti; non +vogliate calpestare col regal vostro piede +un verme già stritolato.» +</p> + +<p> +«Un verme Milord! (e in dir ciò contraffece +il tuono del supplicante...) Oh! +dite piuttosto un serpente, egli è un rettile +più nobile, e meno inesatto sarebbe +il paragone..... Il serpente intorpidito, +<span class="pagenum" id="Page_228">[228]</span> +agghiacciato a voi ben noto, che +riprese calore in tal seno....» +</p> + +<p> +«Per l’amore di voi, Regina, e per +riguardo a me stesso finchè mi resta ancora +qualche lume di ragione....» +</p> + +<p> +«Parlate a voce più alta, o Milord, +e più di lontano se vi piace; il vostro +fiato guasta le pieghe al nostro collare. +Qual cosa avete da domandarci?» +</p> + +<p> +«La permissione, disse con voce sommessa +il misero Conte, di trasferirmi +tosto a Cumnor.» +</p> + +<p> +«Sarà, cred’io, per condurvi la vostra +sposa! L’idea è ottima, perchè a +quanto intendemmo dire, ella si trova +in assai cattive mani. Ma, Milord, voi +non potete andarvi in persona. Abbiamo +divisato di passare alcuni altri giorni +in questo castello di Kenilworth: non +sarebbe troppa compitezza per parte vostra +il privarci della presenza del nostro +ospite, tanto che ne piacerà farvi dimora. E +con vostra buona licenza, noi +non siamo d’avviso d’assoggettarci a tale +affronto al cospetto de’ nostri sudditi. Tressiliano +andrà in vece vostra a Cumnor +e lo accompagnerà uno de’ nostri +gentiluomini di camera, affinchè Milord +di Leicester non torni ad essere geloso +del suo antico rivale. Chi vuoi avere +per tuo compagno di viaggio, o Tressiliano?» +</p> + +<p> +<span class="pagenum" id="Page_229">[229]</span> +</p> + +<p> +Tressiliano pronunziò con umile sommessione +il nome di Raleigh. +</p> + +<p> +«Sì veramente! disse la Regina: hai +fatto un’ottima scelta. Raleigh è di recente +armato cavaliere, e liberare una +donna dalla prigionia non è un cattivo +principio nella carriera delle belle avventure. +Miei signori e signore, dovete +sapere che il soggiorno di Cumnor +non vale nulla meglio d’una prigione.... +Poi vi hanno preso stanza certi cavalieri +di mal talento, che brameremmo, sotto +buona guardia, avere in nostro potere. A +voi, nostro segretario; consegnerete +a Tressiliano e a Raleigh un’ordinanza, +affinchè si assicurino delle persone di +Riccardo Varney e d’Alasco. Li vogliamo +qui o morti o vivi. Prendete con +voi la scorta che sarà sufficiente. Signori, +conducete milady Leicester a Kenilworth +con tutti gli onori dovuti al +suo grado. Non perdete un istante. Dio +v’accompagni!» +</p> + +<p> +I due gentiluomini incaricati di tale +comando chinarono rispettosamente il +capo ed uscirono. +</p> + +<p> +Chi varrà a descrivere il modo onde +si terminò in Kenilworth cotale giornata? +La Regina rimastavi, siccome parve, +a solo disegno d’insultare, e mortificare +il conte di Leicester, si mostrò esperta +<span class="pagenum" id="Page_230">[230]</span> +in tutti gli affinamenti di femminile vendetta, +quanto lo era nell’arte di governare +con saggezza i suoi popoli. La Corte +non secondò che troppo la mente della +Sovrana; onde il signore di Kenilworth, +in mezzo a feste da lui ordinate, e nel +suo proprio castello, provò sotto ogni +aspetto qual sia la sorte di un cortigiano +caduto in disgrazia; e l’annunziavano +a lui così il contegno freddo e poco +rispettoso de’ suoi partigiani, pronti ad +abbandonarlo, come la mal repressa gioia +di coloro, che già erano i suoi chiariti +avversari. Soli, Sussex serbando quella +franchezza militare adatta all’indole sua +generosa, Burleigh e Walsingham, servendo +ad un accorgimento che facea loro +vedere più da lontano le cose, ed alcune +matrone, mosse da quella compassione, +che è caratteristica del lor sesso, +questi, dissi, furono i soli in una corte +sì numerosa, che in quella sera mostrassero +a Leicester la fisonomia del mattino. +</p> + +<p> +Dudley si era accostumato a riguardare +il favor delle Corti siccome scopo principale +della sua vita; laonde non è maraviglia, +se tutti gli altri sentimenti +dell’animo suo per alcun tempo rimasero +assorti in mezzo a quelli de’ tormenti, +onde l’altero suo spirito si vedea martoriato +da una non interrotta sequela +<span class="pagenum" id="Page_231">[231]</span> +di picciole umiliazioni e di studiati +disprezzi, de’ quali era divenuto il bersaglio. +Ma ritrattosi la notte in sua stanza, +gli si offerse al guardo quella lunga e +bellissima treccia di capelli, che servì +ad annodare la lettera di Amy, ed ebbero +quei capelli la virtù magica d’un +talismano per ridestare nel cuore di lui +sentimenti più nobili e più soavi. Mille +volte egli baciò que’ capelli, e ripensando +che stava sempre in suo arbitrio +il ritrarsi nel delizioso soggiorno di Kenilworth, +degno veramente d’un Sovrano, +e condurvi gioconda vita colla tenera +ed avvenente compagna, in cui poneva +omai ogni speranza di futura beatitudine, +tale idea il confortò sì fattamente, +che non solo vide in essa una via di +sottrarsi alle acerbità cui soggiacque il +dì innanzi, ma quella ben anche di sollevarsi +al di sopra della vendetta onde +la regina Inglese il percosse. +</p> + +<p> +Per la qual cosa, nel giorno successivo, +il Leicester diè a divedere sì nobile +serenità d’animo, sì generosa indifferenza +sul contegno che verso la persona +di lui serbavano gli ospiti, e tanta +sollecitudine ad un tempo affinchè nulla +mancasse ai loro diletti, e per ultimo sì +rispettosa magnanimità nel sopportare pazientemente +le mortificazioni, onde cercava +<span class="pagenum" id="Page_232">[232]</span> +amareggiargli l’animo Elisabetta, +che perfino questa Sovrana si credè costretta +ad assumere novelli modi ver lui, +i quali comunque freddi ed alteri, non +furono omai di tal natura ch’ei potesse +riguardarli siccome strali vibrati contro +di lui. Che anzi la stessa Regina, voltasi +a coloro che credeano blandirla coll’usar +maniere men convenevoli al Conte, +lor fece intendere col tuono della rampogna, +come, sintantochè rimaneano a +Kenilworth, avessero l’obbligo di prestare +al Leicester tutti quei riguardi, che qual +signore del Castello gli erano dovuti. In +somma nel volgere di ventiquattro ore le +cose aveano preso sì diverso aspetto +che le persone più pratiche e destre +nell’oceano della Corte, prevedendo +perfino la possibilità di vedere riasceso +in favore il Leicester, vestirono un contegno +adatto, se ad essi ne fosse venuto +l’uopo, a farsi merito di non averlo abbandonato +nel giorno della sciagura. Ma +gli è omai tempo di togliersi alle mene +cortigianesche per seguire nel loro viaggio +il Cornovagliese e Raleigh. +</p> + +<p> +Oltre a Wayland, seguiva questi due +gentiluomini, un ajutante di campo della +Regina, e due vigorosi servi. Ognuno +di tale brigata era armato a tutto +punto, e il viaggio faceasi con quanta +<span class="pagenum" id="Page_233">[233]</span> +sollecitudine potea conciliarsi colla necessità +di far conto de’ cavalli, che uno +sforzo troppo violento, attesa la lunghezza +della corsa, avrebbe sciupati. Ben cercarono +indizi sulla via tenuta dal Varney, +ma sendo stato nel durar della +notte il viaggio di costui, nessuna traccia +lor venne fatto raccoglierne. +</p> + +<p> +Giunti ad un picciolo villaggio lontano +dodici miglia da Kenilworth, ove si +fermarono per dar riposo ai cavalli, videro +farsi loro incontro un povero ecclesiastico, +curato di quel luogo, che uscendo +d’un angusto abituro veniva per chiedere +se alcuno di quel drappello s’intendesse +di chirurgia, e per pregarlo ad +entrar pochi istanti nella capanna per +visitare un moribondo. +</p> + +<p> +Wayland, l’empirico, si offerse tosto +a mettere in opera tutto il suo sapere; +ed intanto che il curato lo introducea +nell’additato luogo, udì narrarsi, come +alcuni contadini, che nella mattina dell’antecedente +giorno si portavano ai lor +lavori, avessero trovato sulla strada maestra, +dieci miglia lontano dal villaggio, +un uomo ferito, che poi il curato ricettò +nella propria abitazione, e come +la ferita, derivatagli da un’arme da +fuoco ed evidentemente mortale, avesse +portata sì violenta febbre al paziente, +<span class="pagenum" id="Page_234">[234]</span> +che gl’impediva il tenere alcun seguìto +discorso, onde niuno era giunto a comprendere +se lo avesse condotto a quel +deplorabile stato o rissa, od opera d’assassini. +Entrò Wayland in un’oscura cameretta; +ma non appena sollevatesi dal +curato le cortine del letto, riconobbe ai +lineamenti comunque alterati del moribondo +la figura di Michele Lambourne. +Immantinente Wayland, con pretesto di +andar a prendere qualche cosa di cui +abbisognava, uscì frettoloso per avvertire +di questo avvenimento straordinario +i compagni. Grande inquietudine allora +prese Tressiliano e Raleigh, i quali seguirono +in tutta fretta Wayland per assistere +all’ultim’ore del vivere di Lambourne. +</p> + +<p> +Quello sciagurato trovavasi in quel punto +alle angoscie di morte, nè da morte +lo avrebbe salvato, non diremo Wayland, +ma neanco un chirurgo il più esperto +nell’arte sua, perchè la palla gli aveva +attraversato il corpo da una parte all’altra. +Gli rimaneva ancor qualche poco +l’uso de’ sensi, e ne sia prova, che riconobbe +Tressiliano, e per cenni lo sollecitò +ad inchinarsi al suo capezzal della +morte. Avvicinatosi Tressiliano, il moribondo +pronunziò interrotti accenti, fra’ +quali i nomi di Varney e di lady Leicester +<span class="pagenum" id="Page_235">[235]</span> +si fecero udire, ma la cosa unicamente +chiara si fu la conclusione, che +eccitava Tressiliano a far presto per non +arrivar troppo tardi. Indarno s’adoperò +lo stesso Tressiliano onde ottenere più +intelligibili indizi, perchè il Lambourne +cadde in delirio, ed allorchè questi +gli si volse anche una volta per conciliarsene +l’attenzione fu sol per pregarlo +di far sapere all’oste dell’<i>Orso nero</i>, +<i>che finalmente il suo nipote era morto..... +ma nel proprio letto</i>‍<a class="tag" id="tag15" href="#note15">[15]</a>. Un istante +dopo venne una convulsione a verificarne +la profezia, e tale incidente, e +soprattutto le penultime frasi del Lambourne +non valsero che ad eccitare nell’animo +de’ nostri viaggiatori un’affannosa +perplessità sulla sorte della Contessa. Addoppiarono +di premura nel rimanente +del loro viaggio, chiedendo cavalli in +nome della Regina tutte le volte che +quelli su cui stavansi divenivano inetti +alla corsa. +</p> + +<div class="chapter"> +<p><span class="pagenum" id="Page_236">[236]</span></p> + +<h2 class="nosp">CAPITOLO XI.</h2> +</div> + +<div class="poem-container"> +<div class="poem inl"><div class="stanza"> +<p class="i01">Tre volte rintronò di morte il tetro</p> +<p class="i02"> Suon la squilla feral; di quelle fosse</p> +<p class="i02"> Ogn’eco ripetè dolente metro</p> +<p class="i01">Di moribondi lai; tre volte scosse,</p> +<p class="i02"> Il corvo i tardi vanni, e con sinistri</p> +<p class="i02"> Colpi le vette di Cumnor percosse.</p> +<p class="i12"> <i>Mickle</i>.</p> +</div></div> +</div> + +<p> +Or n’è d’uopo far ritorno a quella parte +della nostra storia, allorchè vedemmo +Varney, incoraggiato dagli arbitrii che +il Conte gli conferì e dalla regale permissione +di vedere Amy ogni qualvolta +il volea, darsi tutta la sollecitudine onde +impedire che si scoprissero le scellerate +sue trame, ed allontanare quindi dal castello +di Kenilworth la sfortunata Contessa. +Egli avea per vero divisato di non +partire che nel dì successivo a quello in +cui ricevette dal Conte il fatale anello; +ma temendo non se ne ammollisse l’animo +in quell’intervallo, o non gli venisse +desio di vedere una seconda volta la moglie, +deliberò con un’immediata partenza +distruggere persino la possibilità di +<span class="pagenum" id="Page_237">[237]</span> +un avvenimento, in cui vedea col palesarsi +de’ suoi infami divisamenti, compiuta +la propria rovina. In tale idea fece +chiamare il Lambourne e grandemente, +come il dicemmo, irritossi, allorchè +seppe che questo complice servo era +uscito del castello per darsi bel tempo +nel vicino villaggio od altrove; ma non +dubitando ch’ei non fosse di ritorno tantosto, +lasciò ordine affinchè costui si +allestisse ad accompagnarlo, o a seguirlo +se non rientrava in tempo di uscire +con lui. +</p> + +<p> +Ed intanto si prevalse del ministerio +d’altro servo, di nome Robin Tider, +cui erano in parte noti i misteri di Cumnor, +ove più d’una volta si portò in +compagnia del padrone. Cotest’uomo, +che quanto all’indole si assomigliava +molto al Lambourne, comunque, nè accorto +nè dissoluto al pari di lui, ricevette +comando dal Varney di mettere la +sella a tre cavalli, e di preparare una +lettica, tenendosi presto al partire. Lo +sconcerto intellettuale di Amy, creduto +generalmente quanto credeasi ch’ella +fosse moglie dello scudiere di Leicester, +fu scusa bastante a spiegare il modo misterioso +che teneasi nel rimoverla dal +castello, e sperò il ribaldo diverrebbe +parimente scusa per lui, se le grida e +<span class="pagenum" id="Page_238">[238]</span> +la resistenza della infelice Contessa lo +avessero costretto a giustificarsi. Ma ai +suoi neri disegni diveniva parimente indispensabile +l’assistenza di Tony Foster, +onde s’avviò ad accertarsene. +</p> + +<p> +Il Foster di mal umore, ed insociabile +di sua natura, stanco inoltre del +cammino fatto da Cumnor a Kenilworth +per annunziare la fuga della Contessa, +si tolse per tempo di mezzo alle gozzoviglie; +e già ritiratosi nella propria stanza, +dormiva profondamente, allorchè vi +entrò Varney, già vestito compiutamente +da viaggio, e con una lanterna cieca +alla mano. Si fermò un istante per ascoltare +quali cose borbottasse costui che +sognava, e ne udì chiaramente queste +voci: «<i>Ave Maria, ora pro nobis</i>.... +No, non deve dire così... Liberaci dal +male... Ah! va meglio.» +</p> + +<p> +«Il malandrino fa orazione dormendo, +disse Varney, e confonde insieme +i rituali, nuovo ed antico. Avrai bisogno +di maggiori orazioni, amico mio, +se finiremo insieme la faccenda per cui ti +cerco‍<a class="tag" id="tag16" href="#note16">[16]</a>. Ho! Ho! uomo santo, beatissimo +<span class="pagenum" id="Page_239">[239]</span> +penitente, svegliati. Il diavolo +non ti ha per anche licenziato dal suo +servizio.» +</p> + +<p> +E nel dir queste cose scosse per un +braccio il dormiente, e con tale scotimento +gli ruppe il corso delle prime idee, onde +questi si diede a gridare: «Al ladro! +al ladro! morirò in difesa del mio oro, +del mio oro guadagnato con tanta fatica, +e a sì caro prezzo. Dov’è Giannina? +Non le sarebbe già accaduta qualche +disgrazia?» +</p> + +<p> +«Nessuna, storditaccio che sei con +tutti que’ tuoi muggiti! Non ti vergogni +di far tanto baccano?» +</p> + +<p> +Intanto il Foster ebbe tempo di svegliarsi +compiutamente, e sedutosi sul letto +chiese a Varney che cosa significasse +quella visita ad una tal ora: «Essa non +mi presagisce nulla di buono,» aggiunse. +</p> + +<p> +«La tua profezia è falsa, mio caro +sant’Antonio; perchè la mia visita annunzia +esser giunta l’ora che il tuo contratto +enfiteutico si cambi in atto di proprietà. +Che ne dici?» +</p> + +<p> +«Se tu me l’avessi detto a chiaror di +giorno, me ne sarei rallegrato; ma in +quest’ora di mal augurio, illuminato da +quella luce sepolcrale che porti con te, +e mentre il pallor del tuo volto fa un +chiaroscuro spaventevole colla leggerezza +<span class="pagenum" id="Page_240">[240]</span> +delle tue parole, mi vedo costretto ad angustiarmi +sulle commissioni che stai per +impormi, anzichè rallegrarmi del compenso +che mi prometti.» +</p> + +<p> +«Che cosa ti viene in mente, o vecchio +stolido? Tutto l’affar si riduce a +ricondurre al castello di Cumnor l’antica +tua prigioniera.» +</p> + +<p> +«Tutto si riduce qui? Eppure il tuo +volto ha un color cadaverico, e ad alterarlo +in sì fatto modo non vi vogliono +freddure. Non è propriamente altro?» +</p> + +<p> +«Oh! non altro. Al più, al più una +bagattelluccia di giunta!» +</p> + +<p> +«Ah! risoggiunse il Foster, la tua +pallidezza aumenta sempre più ad ogn’istante.» +</p> + +<p> +«Non ci badare, disse Varney, tu +non mi vedi in fisonomia che alla squallida +luce di questa lanterna. Alzati ed +opera. Pensa a Cumnor ed al tuo atto +di proprietà. E ti par poco? Potrai fondare +una bottega di congregazioni ebdomadarie, +ed assegnare a Giannina una dote +sì ricca, come se fosse la figlia d’un +barone. Settanta e più lire sterline!» +</p> + +<p> +«<i>Settantanove lire sterline, cinque scellini, +e cinque soldi e mezzo, oltre il valor +delle legna</i>, così Foster portò ad +esattezza il conto. E tutto questo in proprietà?» +</p> + +<p> +<span class="pagenum" id="Page_241">[241]</span> +</p> + +<p> +«Tutto, mio caro collega, fin gli scoiattoli +del sito, in somma tutto. Non verrà +uno zingaro a tagliare un pezzetto di +legna, non un ragazzo ad acchiappare un +nido d’uccelli sopra i tuoi fondi, se non +ti pagano il valore delle cose che portano +via. Tu il vedi, non può andare +di meglio per te. Spicciati adunque, e +fa il tuo fagotto più presto che puoi. I +cavalli sono sellati, tutto è pronto. Non +manca se non se quel rompicollo d’inferno +del Lambourne, che sarà a fare qualcuna +delle sue diavolerie.» +</p> + +<p> +«Ecco, sir Riccardo, quel che vi frutta +il non dar retta ai miei buoni consigli! +Ve l’ho sempre detto: questo beone, questo +scapestrato vi mancherà quando ne +avrete più di bisogno. Io avrei potuto +in vece di costui provvedervi d’un +qualche giovane sobrio, e contegnoso.» +</p> + +<p> +«Sicuramente! qualche ipocrita della +tua congregazione! Ma potrà venire all’uopo +anche questi. Grazie a Dio, avremo +bisogno d’operai d’ogni specie. Ottimamente! +Non dimenticare le tue pistole. +Su via, andiamo.» +</p> + +<p> +«Ove si deve andare prima di tutto?» +</p> + +<p> +«Alla stanza di Milady, e bada bene +ch’ella dee venire con noi. Tu non sei +uomo, cred’io, da lasciarti intimidire +dalle sue grida.» +</p> + +<p> +<span class="pagenum" id="Page_242">[242]</span> +</p> + +<p> +«No: semprechè per altro possiamo +avvalorare la nostra condotta con qualche +passo di santa Scrittura. Avvene uno +che dice: <i>donne, ubbidite ai vostri mariti</i>. +Ditemi adunque: gli ordini di Milord +ci mettono abbastanza al sicuro, +caso che adoperassimo la violenza?» +</p> + +<p> +«Ma guarda Tony! È questo il suo +anello.» Ribattute così dal Varney le +obbiezioni del suo collega, andarono di +conserva all’appartamento del lord Hunsdon, +e fattisi conoscere dalla sentinella +quali esecutori d’un disegno approvato +dalla Regina e dal conte di Leicester, +entrarono nell’appartamento dell’infelice +Contessa. +</p> + +<p> +Ognuno immagina l’orrore onde fu +compresa Amy, allorchè destatasi d’improvviso, +vide al fianco del suo letto +Varney, l’uomo ch’ella temeva ed odiava +maggiormente su questa terra; e in sì +tristo punto, le fu quasi conforto l’accorgersi, +ch’ei non era solo, comunque +grandi motivi avesse parimente d’abborrirne +il compagno. +</p> + +<p> +«Signora, le disse il Varney, non è +il tempo questo di far cerimonie. Milord +di Leicester, costretto dall’impero delle +circostanze vi comanda venire con noi a +Cumnor; ecco il suo anello, ch’io vi +fo vedere come contrassegno de’ suoi formali +voleri.» +</p> + +<p> +<span class="pagenum" id="Page_243">[243]</span> +</p> + +<p> +«Ella è un’impostura, rispose la Contessa; +tu gl’involasti un tal pegno... +Tu che ti senti capace di tutte le scelleratezze, +incominciando dalla più atroce +e venendo ad ogn’altra più abbietta!» +</p> + +<p> +«Quanto v’annunzio, o Signora, riprese +a dire il Varney, è vero, e tanto +vero, che se non vi preparate a secondarci, +noi saremo costretti adoperare la +violenza per eseguire gli ordini di cui +siamo incaricati.» +</p> + +<p> +«La violenza!.... Tu non oseresti +venire a tale espediente..... Vile che +sei!» +</p> + +<p> +«Ciò è quanto, o Signora, rimane +a provarsi (soggiunse il Varney che +aveva calcolato sul terrore, siccome unico +espediente a soggiogare quell’anima nobilmente +altera). Non mi riducete dunque +a tale estremità, o troverete in me +un ruvido cameriere.» +</p> + +<p> +All’udir tale minaccia l’infelice Amy +mandò grida sì spaventevoli che se in +quel castello non l’avessero fermamente +creduta delirante, le sarebbero corsi in +aiuto e il lord Hunsdon, e molt’altri; +ma accortasi che le sue grida erano vane, +s’indirisse al Foster, supplicandolo +ne’ modi i più commoventi, ed in nome +dell’onore, e dell’innocenza della figlia +di lui Giannina a non comportare che +<span class="pagenum" id="Page_244">[244]</span> +la sposa d’un Leicester fosse trattata con +tanta indegnità. +</p> + +<p> +«Che vi pensate voi, o Signora? allor +disse il Foster; le donne debbono stare +soggette ai loro mariti: questa è una legge +che loro vien fatta dalla Scrittura. Se +vi vestite da voi medesima per venire +con noi, se non opponete resistenza, +non vi sarà chi vi tocchi colla punta di +un dito, sintantochè almeno io sia libero +di scaricare una pistola.» +</p> + +<p> +Non vedendo ella giugnere alcun soccorso, +e in qualche modo rassicurata +dalla risposta del Foster, a malgrado +del tuono burbero in cui fu pronunziata, +ella promise di abbandonare il letto +e vestirsi, semprechè i suoi tiranni volessero +ritirarsi nella stanza contigua. +Allora il Varney l’accertò ch’ella non +avea nulla da temere pel proprio onore, +e per la propria sicurezza sintanto ch’egli +la tenea in custodia, e di più promise +non avvicinarsele, poichè s’accorgeva +di essere per lei oggetto tanto +sgradevole. +</p> + +<p> +«Il vostro sposo, soggiunse costui, sarà +a Cumnor ventiquattro ore dopo di voi.» +</p> + +<p> +Confortata alquanto da tale promessa, +cui però molto non s’affidava, la sfortunata +Amy si vestì al lume della lanterna, +che il Varney le lasciò nella stanza +mentre nell’altra si trasferiva. +</p> + +<p> +<span class="pagenum" id="Page_245">[245]</span> +</p> + +<p> +Sorse ella dal suo letto, piangendo a +cald’occhi, tremando, implorando il +Cielo; e compresa da sentimenti ben diversi +da quelli che provò un giorno, +allorchè adornandosi le stava d’appresso +il contento che appartiene ad una beltà +consapevole dell’impero de’ propri vezzi. +</p> + +<p> +Ella impiegava più che il poteva lungo +tempo a vestirsi; ma finalmente spaventata +dagli accenti d’impazienza che +le facea udire il Varney, fu costretta ad +annunziare a quei mostri ch’ell’era già +pronta. +</p> + +<p> +Nell’istante che si metteva in cammino, +ella si tenne vicino al Foster, dando +sì chiaramente a conoscere la tema inspiratale +dal Varney, che questi credè +opportuno l’accertarla con giuramento +d’aver tutt’altra intenzione fuorchè quella +d’avvicinarsele. +</p> + +<p> +«Se acconsentite, diss’egli, ad obbedire +pazientemente ai voleri del vostro +sposo, non mi vedrete che rade volte; +e vi lascerò fra le mani del condottiere +che il vostro buon gusto a me preferisce.» +</p> + +<p> +«I voleri del mio sposo! sclamò ella, +ma!... Sono i voleri di Dio, e tal motivo +mi dee bastare.... Seguirò il signor +Foster colla docilità d’una vittima +che viene tratta al sagrifizio. Foster almeno +<span class="pagenum" id="Page_246">[246]</span> +è padre, e mi userà i riguardi +della decenza, se non quelli dell’umanità. +Ma tu, o Varney, te lo ripeto, +dovessero pur anche essermi queste le +ultime parole, entrambi tai sentimenti +sono estranei per te.» +</p> + +<p> +Fu il Varney pago di risponderle stare +in lei la scelta di chi dovea accompagnarla; +e marciò primo per additare il +cammino. La Contessa, sorretta, e quasi +trascinata dal Foster venne condotta dalla +torre di <i>St-Lowe</i> alla porta di soccorso, +ove Tider stava aspettandola con cavalli +e con una lettica. Ella si lasciò collocare +entro questa sorte di calesse, guidato +da Tider; e mostrò gradire che mentre +il Foster si tenea vicino alla sua +lettica, l’odioso Varney le stesse addietro +in qualche distanza. In mezzo all’ombre +della notte costui scomparve affatto +ai suoi occhi. +</p> + +<p> +Amy, che ancora non glielo impedivano +le tortuosità del cammino, volse +gli ultimi sguardi ver quelle maestose +torri, retaggio del suo sposo, e che brillavano +tuttavia della festiva illuminazione +fattasi in quella notte. Ma poichè non +le fu dato oltre il vederle, lasciò ricadere +il capo sul proprio seno, e raggruppandosi +nella lettica si pose nelle +mani della Providenza. +</p> + +<p> +<span class="pagenum" id="Page_247">[247]</span> +</p> + +<p> +Al desiderio che Varney aveva di procacciare +nel durar del viaggio tranquillità +alla Contessa, aggiugneasi un bisogno, +conforme affatto al divisato colpevole +scopo, d’intertenersi senza testimoni col +Lambourne, dal quale sperava essere +bentosto raggiunto. +</p> + +<p> +Ei conosceva l’indole di questo malvagio, +avida, capace freddamente d’ogni +crudeltà, e risoluta ad un tempo, ond’ei +lo riguardava come l’uomo il più +atto a secondarlo. +</p> + +<p> +Erano oltre due ore ch’ei si trovava +in cammino, quando udì il galoppar di +un cavallo, nè tardò Michele Lambourne +ad essergli d’appresso. +</p> + +<p> +Impazientito come era Varney della +tardanza di costui durissimamente l’accolse: +</p> + +<p> +«Sfaccendato, ubbriacone! la tua pigrizia, +la tua mala condotta ti metteranno +ben presto la corda al collo, e vorrei +fosse domani.» +</p> + +<p> +Sì fatto stile di rampogna non piacque +punto al Lambourne che dimenticò la +solita docilità, perchè gli avevano oltre +ogni misura scaldata la testa non solamente +la copia delle beviture, ma la +vanità di avere avuto una specie d’intertenimento +confidenziale con sua Signoria +di Leicester, e la maggiore di essersi impadronito +<span class="pagenum" id="Page_248">[248]</span> +d’un segreto che pungeva la +costui curiosità. +</p> + +<p> +Le risposte pertanto date al Varney +intendevano a significare, ch’ei non +avrebbe sofferti modi arroganti dal primo +cavaliere del mondo; che il lord +Leicester lo aveva tenuto seco per affari +d’alta importanza; che una scusa di tal +natura poteva ben bastare ad un Varney, +ad un Varney che in sostanza era +un servitore come il Lambourne. +</p> + +<p> +Poca non fu la sorpresa dell’altro, +quando udì parlarsi in tal temerario tuono, +ma reputando ciò, solo effetto del +vino bevuto da Michele, fe’ vista di non +accorgersene, e s’accinse invece ad indagare +l’animo di questo servo con politiche +interrogazioni: «Acconsentirebbe +il Lambourne ad allontanare certo unico +ostacolo che impediva il Conte di salire +a quell’alto grado, in cui soltanto gli +sarebbe agevole il rimunerare al di là +de’ lor desiderii i suoi servi fedeli?» +</p> + +<p> +Michele per allora la fece da stupido +come se non intendesse a che mirava il +discorso di Varney, il quale tantosto gli +spiegò in chiari termini come l’ostacolo, +di cui egli favellava, fosse la persona +trasportata in lettica. +</p> + +<p> +«Ottimamente sir Riccardo! Ma fate +ben attenzione a quello che sto adesso +<span class="pagenum" id="Page_249">[249]</span> +per dirvi, rispose Michele: vi sono tali +uni, che la sanno più lunga di tali altri, +mi capite? E vi è anche diversità +fra malvagi e malvagi. Al proposito di +cui mi parlate, io conosco la mente di Milord +meglio di voi, perchè mi ha confidato +tutto. A voi! I suoi ordini stanno in questa +lettera, e ascoltate mo quali furono le +ultime sue parole: Michele Lambourne, +mi ha egli detto, (perchè sua Signoria +mi parla come si parla ad uomo che +porta spada, e non mi dice <i>sfaccendato, +ubbriacone</i>, nè mi regala d’altri titoli +di simil natura, come certuni, cui il +fumo delle nuove dignità è andato alla +testa). Il Varney (m’ha detto egli, sapete?) +deve avere tutto il rispetto possibile +per la mia Contessa..... V’incarico +di tenerlo d’occhio, sig. Lambourne, e +di ridomandargli in chiari termini il mio +anello.» +</p> + +<p> +«Sì? rispose freddamente Varney. Ti +ha egli proprio detto questo? Tu sai +dunque ogni cosa?» +</p> + +<p> +«Ogni cosa, ogni cosa, e voi opererete +con molto giudizio procurando di +restarmi amico, sintantochè fra noi due +possiamo darci bel tempo.» +</p> + +<p> +«E non era presente nessuno quando +ti parlava Milord?» domandò ancora +Varney. +</p> + +<p> +<span class="pagenum" id="Page_250">[250]</span> +</p> + +<p> +«Non un’anima vivente! Pensate voi +che Milord Leicester volesse confidare i +suoi segreti a tutt’altr’uomo, il quale +non fosse risoluto al pari di me?» +</p> + +<p> +«Davvero?» disse Varney, e in questa +girò il guardo attorno, e in lungo e +in largo di quella strada che i raggi +della luna schiarivano. Si trovavano appunto +attraversando una vasta macchia. +La lettica era un miglio innanzi di loro, +e troppo lontana perchè potessero essere +veduti o intesi da quelli che la scortavano. +Dietro d’essi regnava un cupo silenzio: +tutto annunziava che non v’erano +testimoni. Varney pertanto ricominciò +con Lambourne il suo colloquio. +</p> + +<p> +«Tu vorresti dunque rivolgerti contro +il tuo padrone! contro l’uomo che ti ha +aperto la strada ai favori della Corte! +contro la persona di cui tu fosti in tal +qual modo il novizio, o Michele; contro +chi in somma ti mostrò la vastità e ad +un tempo gli scogli della cabala!» +</p> + +<p> +«Piacciavi non chiamarmi così secco +secco, <i>Michele</i>. Il mio nome può essere +preceduto dal titolo di <i>Signore</i> quanto +quello di qualcun altro; del rimanente +poi, se sono stato novizio, il tempo del +noviziato è finito, e ho risoluto di passare +a mia volta maestro.» +</p> + +<p> +«Abbiti dunque il tuo salario, o insensato,» +<span class="pagenum" id="Page_251">[251]</span> +e dir ciò, e aver dato di mano +ad una pistola, e attraversar d’una palla +il corpo a Lambourne, furono per Varney +una sola cosa. +</p> + +<p> +Quello sciagurato cadde da cavallo, +e Varney il credè morto sul colpo. L’uccisore, +sceso a terra, ne visitò le saccocce, +volgendone all’infuori la fodera, +onde le persone che si scontrerebbero +in quel miserabile lo credessero assassinato +dai ladri. Prese la lettera del Conte, +ed anche la borsa di Lambourne, che +contenea tuttavia alcune monete d’oro; +perchè nell’animo dello scellerato combinavasi +un bizzarro accoppiamento di +sentimenti. Dopo aver portata in mano +questa borsa sino ad un fiumicello che +bipartiva per traverso la strada, la gettò +nell’acqua lontano da sè quanto la sua +forza il potea: tali strane reminiscenze +d’onore si provano persino dalle anime +le più accostumate al delitto. Questo uomo +feroce, e privo di rimorsi, avrebbe +creduto digradarsi, conservando alcune +monete d’oro, appartenute a quello sgraziato, +ch’ei fece spietatamente vittima +d’un’infernale politica. +</p> + +<p> +L’uccisore caricò di nuovo la pistola +dopo averne diligentemente rasciugato la +canna e la cartella dell’acciarino, onde +fare scomparire ogni traccia di scoppio +<span class="pagenum" id="Page_252">[252]</span> +recente, indi si fece a seguire in tutta +calma, e tenendosi sempre nella stessa +distanza, la lettica; che non parea vero +a costui d’essersi con tanta disinvoltura +disciolto di quell’importuno testimonio +delle sue malvagità, e nel medesimo +tempo apportatore d’un comando che +Varney avea tutt’altra mente fuorchè +d’eseguire, reputando sua gran ventura +il poter far credere che non gli era +pervenuto. +</p> + +<p> +Si compiè il viaggio con tal prestezza +che ben comprovò come poco si avesse +in conto la salute di quell’infelice a cui +danno venne intrapreso. Le stazioni erano +sempre in que’ luoghi, ove Varney +avea qualche sorte di prevalenza, ed +ove poteva esser creduta senza difficoltà +la spacciata follia della giovane di Lidcote, +caso che ella avesse voluto far +prova di ricorrere alla compassione di +coloro co’ quali nel durar delle pause +si sarebbe trovata. Ma oltrechè ella non +vide speranza di adoperare con vantaggio +questo espediente, le facea troppo +orrore la presenza del Varney, e il suo +starsi tranquilla era il solo patto sotto +cui quel ribaldo le promise di tenersele +lontano nello scortarla. +</p> + +<p> +I frequenti misteriosi viaggi che in +compagnia del conte di Leicester aveva +<span class="pagenum" id="Page_253">[253]</span> +fatti a Cumnor il Varney, gli acquistarono +considerazione presso tutte le poste +di ricambio, e gli fu quindi agevole +il trovar prestamente cavalli tutte le volte +che ne abbisognò. Laonde la lettica ove +stava quella deplorabile vittima era già +vicina a Cumnor in quella notte medesima +che venne dopo la partenza di Kenilworth. +</p> + +<p> +Allora Varney si accostò alla lettica, +ma chetamente, come per intervalli +lo avea fatto lungo il cammino, e chiese +al Foster: «Che fa ella?» +</p> + +<p> +«Dorme, gli rispose l’altro. Vorrei fossimo +presto a casa; le vengono affatto +meno le forze.» +</p> + +<p> +«Il riposo la ristorerà, e ben presto +dormirà più lungo sonno, risoggiunse il +malvagio..... pensiamo, giunti, a metterla +in un luogo sicuro.» +</p> + +<p> +«E perchè non nel suo appartamento? +rispose il Foster. Già non v’è più Giannina, +perchè questa, dopo averla ben +bene sgridata, la mandai a stare con sua +zia. Delle vecchie fantesche possiamo star +certi.... esse odiano di tutto cuore questa +signora.» +</p> + +<p> +«Nemmeno perciò voglio che ci fidiamo +di loro, mio bell’amico. N’è d’uopo +racchiuderla nella stanza ove tieni in +serbo il tuo oro.» +</p> + +<p> +<span class="pagenum" id="Page_254">[254]</span> +</p> + +<p> +«Il mio oro! disse Tony mostrandosi +molto agitato. Che intendete voi dire, e +di qual oro parlate? Iddio m’assista! non +ho oro. Vorrei ben averne!...» +</p> + +<p> +«Oh! ti possa soffocare la peste, scimunito +animale! Chi pensa al tuo oro? +Se fosse in me questa sete non ho io +cento vie più sicure per impadronirmene? +In somma, la tua stanza da letto, +che tu fortificasti in un modo tanto bizzarro, +sarà il carcere della Contessa, e +tu tanghero, andrai a sprofondarti ne’ +morbidissimi materassi, che le servivano +per l’addietro. Già posso accertarti, che +il Conte non ti ridomanderà mai le ricche +suppellettili di quelle quattro stanze.» +</p> + +<p> +La quale ultima considerazione rendè +più maneggevole il Foster, che chiese +unicamente al Varney la permissione di +andare avanti per apparecchiare ogni cosa, +ed incalzando cogli speroni il cavallo, +lasciò la lettica sotto la scorta di Tider +e di Varney, i quali la seguivano ad una +distanza di sessanta passi. +</p> + +<p> +Giunta a Cumnor la Contessa, domandò +di Giannina con gran premura, e +fortemente si turbò in udendo, che non +potea più far conti sul servigio di questa +ottima giovinetta. +</p> + +<p> +«Mia figlia mi sta a cuore, o Signora, +le disse il Foster, con quell’aria sua cipigliosa, +<span class="pagenum" id="Page_255">[255]</span> +nè ho gran vaghezza che impari +a mentire, e a macchinar fughe; +su di tal particolare è già istrutta più +ch’io non l’avrei voluto, con buona +licenza della Signoria vostra.» +</p> + +<p> +Spossata dal viaggio, e tutta via spaventata +dalle circostanze che il precedettero, +la Contessa non mostrò risentirsi +dell’arrogante acerbezza di tali detti, +e si limitò a manifestare mansuetamente +il desiderio di ritirarsi nelle proprie +stanze. +</p> + +<p> +«Sì, sì, borbottò il Foster; l’inchiesta +è ragionevole; ma con vostra sopportazione +voi non andrete più in quell’appartamento, +pieno, stivato di vanità +mondane. Per questa notte dormirete in +un luogo più sicuro.» +</p> + +<p> +«Piacesse a Dio, nella mia tomba! +soggiunse la Contessa; ma noi fremiamo, +anche nol volendo, all’idea della +separazione che farà l’anima dal nostro +corpo.» +</p> + +<p> +«Voi non avete alcun motivo perchè +vi faccia fremere tale idea, disse Tony; +Milord arriva qui al nuovo giorno, +e sicuramente tornerete in grazia +con lui.» +</p> + +<p> +«Ma verrà egli? verrà egli sicuramente, +buon Foster?» +</p> + +<p> +«Sì, sì! <i>buon Foster</i>. Ma si vedrà +<span class="pagenum" id="Page_256">[256]</span> +qual <i>buon Foster</i> sarò domani quando +parlerete di me con Milord! Benchè tutto +quello che ho fatto sia stato fatto unicamente +per conformarmi ai comandi ricevuti +da lui.» +</p> + +<p> +«Voi sarete il mio protettore, un protettore +alquanto ruvido per vero dire, +nondimeno mio protettore. Oh! se Giannina +fosse qui!» +</p> + +<p> +«Ella sta meglio dov’è. Basta una +signora della vostra tempera a scompigliare +la testa d’una ragazza. Ma, vi +abbisogna qualche reficiamento?» +</p> + +<p> +«Oh! no, no! La mia stanza, la +mia stanza! Spero bene che potrò chiuderla +per di dentro.» +</p> + +<p> +«Più che padrona! purchè io il sia +altrettanto di chiuderla per di fuori,» +ed in questa prese una lucerna, e condusse +Amy in una parte di quell’edifizio, +ove ella non era stata giammai. +Convenne fare una lunga scala a chiocciola +per giugnervi, e li precedeva una +delle vecchie fantesche tenendo in mano +una lampada. +</p> + +<p> +Giunti al pianerottolo che seguiva l’ultimo +gradino, attraversarono una strettissima +loggia di legno di quercia; e in +fondo ad essa vedeasi una grossa porta, +che chiudea l’ingresso alla stanza del +vecchio avaro. Sfornita una tale stanza +<span class="pagenum" id="Page_257">[257]</span> +d’ogni arredo fatto per l’agiatezza dell’abitarvi, +non le mancava di prigione +che il nome. +</p> + +<p> +Fermatosi sulla soglia della porta il +Foster, consegnò la lampada alla Contessa, +nè permise alla fantesca il seguirla. +Amy entrò tostamente, e dopo averla +chiusa assicurò la porta coi numerosi +catenacci di cui Foster l’avea provveduta. +</p> + +<p> +In tutto questo intervallo il Varney +si stette nascosto a piè della scala; ma +udendo il romore de’ catenacci venne +sulla punta de’ piedi, e Foster gli accennò +coll’occhio, quasi compiacendosi +del proprio ingegno inventivo, una macchina +nascosta nel muro, il cui giuoco +potea facilmente e senza strepito abbassare +una parte di loggia a guisa di ponte +levatoio, e togliere così ogni comunicazione +fra la porta della camera di Tony +e il pianerottolo posto all’estremità +superiore della scala. La cordicella che +metteva in lavoro la macchina, per solito +Foster se la tenea nella stanza onde +premunirsi contra una esterna invasione; +ma or che la bisogna era di custodire +un prigioniero, egli raccomandò al pianerottolo +la fune; ed anzi fece vedere +al Varney l’esperimento di abbassare +questa specie di ponte levatoio. +</p> + +<p> +<span class="pagenum" id="Page_258">[258]</span> +</p> + +<p> +L’altro si diede tosto ad esaminare la +macchina con grand’attenzione, e questa +attenzione soprattutto rivolse a contemplare +l’immenso vano che quel trabocchello +apriva schiudendosi. +</p> + +<p> +Tetra oscurità vi dominava, ed era +quella cavità profondissima, poichè discendeva +agli ultimi sotterranei, come il +Foster lo disse all’orecchio a Varney. +Dopo che questi ebbe misurato per più +riprese col guardo la profondità della voragine, +tutto venne rimesso all’ordinario; +indi costoro si trasferirono congiuntamente +alla sala del castello. +</p> + +<p> +Colà pervenuti, il Varney disse a Tony +di far portare da cena, e vino del migliore +in tanto ch’egli conduceasi in +traccia di Alasco. «Vi saranno faccende +anche per lui, e conviene metterlo di +buon umore.» +</p> + +<p> +Foster intese il senso di questi detti, +ma senza fare alcuna rimostranza, credette +soddisfare alla sua coscienza col +mandare un gemebondo sospiro. La vecchia +assicurò Varney, che fin da quando +egli si partì, Alasco non avea, si può +dire, nè mangiato nè bevuto, rimasto +continuamente rinchiuso nel suo laboratorio, +e mostrando credere di tanta importanza +i propri lavori, come se la durata +del mondo ne dipendesse. +</p> + +<p> +<span class="pagenum" id="Page_259">[259]</span> +</p> + +<p> +«Gl’insegnerò io, che il mondo aspetta +qualch’altra cosa da lui,» soggiunse il +Varney, che prese una lucerna per andare +a trovare l’alchimista. +</p> + +<p> +Ritornò indi nè tanto presto, e pallido +era e contraffatto, comunque il sorriso +abituale in costui gli stesse ancor +sulle labbra. «Il nostro amico è sfumato!» +tali ne furono le parole. +</p> + +<p> +«Come? Che intendete voi dire? soggiunse +il Foster. Fuggito forse?... Oh +Dio! le mie quaranta lire sterline, che +costui doveva decuplicare!... Ricorrerò +subito alla giustizia.» +</p> + +<p> +«No: t’insegno un modo più facile +di ricuperarle.» +</p> + +<p> +«Qual modo? sclamò Foster, qual +modo? Voglio le mie quaranta lire... +Certamente io le credeva moltiplicate, +ma ch’io non perda almeno il capitale.» +</p> + +<p> +«Va dunque ad appiccarti, ed a citare +Alasco alla grande cancelleria del +diavolo, perchè si è là adesso che devi +portar la sua lite.» +</p> + +<p> +«Come? spieghiamoci. È fors’egli +morto?» +</p> + +<p> +«Appunto. Egli è morto, e la sua +testa, il suo corpo son gonfi... Egli stava +mescolando le sue droghe infernali; gli +è caduta la maschera di cristallo, onde +<span class="pagenum" id="Page_260">[260]</span> +per solito si riparava il volto; il veleno +volatile gli è entrato nel cervello, ed ha +operato il suo effetto.» +</p> + +<p> +«<i>Sancta Maria!</i> (sclamò il Foster, +poi ricordandosi ch’era divenuto puritano) +cioè volli dire, Dio ci salvi nella +sua misericordia dall’avarizia e da tutti +i sette peccati mortali... Ma ditemi: la +<i>protezione</i>, a vostro giudizio, era già +consumata? Vi siete accorto, che nei +crogiuoli stessero verghe d’oro?» +</p> + +<p> +«No, caro amico, non ho guardato +che il cadavere. Oh lo schifoso spettacolo! +Se vedessi! Alasco è enfiato, come +sarebbe un uomo esposto dopo tre giorni +sopra la ruota... Uh! Uh! Fa presto. +Versami una tazza di vino.» +</p> + +<p> +«Voglio andare colà, soggiunse Foster, +voglio esaminare io medesimo....» +E prese la lucerna a tal fine. Ma giunto +all’uscio si fermò titubando: «Non venite +meco, sig. Varney?» +</p> + +<p> +«A che fare? Ho veduto e ho gustato +di quell’atmosfera più del bisogno per perderne +l’appetito. Però ho aperte le finestre +e rinnovata l’aria. Ne uscirono +vortici di vapore sulfureo e d’altre materie +che soffocavano, come se lì entro +avesse stanziato il demonio.» +</p> + +<p> +«Eh! Non potrebbe anch’essere che +questa morte fosse stata opera dello stesso +<span class="pagenum" id="Page_261">[261]</span> +demonio?» soggiunse il Foster, sempre +esitando. «Ho inteso dire che in tali momenti +e con tal genere di persone egli +può tutto quello che vuole.» +</p> + +<p> +«Se quel demonio che ti sei creato +in tua testa, ti conturba l’immaginazione, +per questa volta rimanti tranquillo. +Bisognerebbe poi che fosse un demonio +irragionevole affatto. Qui, in brevissimo +tempo, egli ha avuto due bocconi +squisiti.» +</p> + +<p> +«Come due bocconi? Che significa ciò? +Che volete voi dire?» +</p> + +<p> +«Lo saprai a suo tempo; e poi oggi +gli si prepara un altro banchetto.... Oh! +ma tu stimerai la vivanda troppo delicata +per il palato del diavolo. <i>Ella</i> avrà +salmi, concerti celestiali di serafini, non +è egli vero?» +</p> + +<p> +All’udir tai detti Tony Foster s’avvicinò +lentamente alla tavola, e disse con +voce sommessa: +</p> + +<p> +«Buon Dio! Sir Riccardo: converrà +dunque venire a tal punto?» +</p> + +<p> +«Sì certamente, Tony; o a parte l’idea +d’un fondo in tua proprietà.» +</p> + +<p> +«L’ho predetto sempre che la faccenda +andrebbe a finire così. Ma come faremo +sir Riccardo? Per qualunque cosa al +mondo io non vorrei portare le mani +sovr’essa.» +</p> + +<p> +<span class="pagenum" id="Page_262">[262]</span> +</p> + +<p> +«Di questo, non so biasimartene; e +ne avrei ribrezzo, se ho da dirtela, io +stesso. Vedo che ci tocca augurarci Alasco +e la sua manna... ed anche quel cane +di Lambourne.» +</p> + +<p> +«Come sarebbe a dire? Dov’è dunque +restato Lambourne?» +</p> + +<p> +«Non interrogarmi d’altro. Tu lo rivedrai +un giorno come t’insegna la tua +credenza. Ma torniamo ai nostri affari +più seri. Voglio insegnarti un lacciuolo +per acchiappare una capinera. Dimmi +Tony, quella trappola in alto, quella +macchina di tua invenzione, non può +parere sicura, anche quando le sono tolti +i sostegni?» +</p> + +<p> +«Sicuramente, rispose Foster. Essa di +per se medesima non si abbassa, se qualcuno +non la preme.» +</p> + +<p> +«E se la Signora, presa da voglia di +fuggire, vi passasse sopra, il peso del +suo corpo basterebbe a darle la volta?» +</p> + +<p> +«Basterebbe il peso d’un sorcio.» +</p> + +<p> +«Or bene! Ella morirebbe nel tentare +una fuga. Nè tu, nè io ci avremmo colpa, +mio bravo Tony. Andiamo a dormire.... +Concerteremo meglio le nostre cose +domani.» +</p> + +<p> +Nel dì successivo, sul far della sera, +Varney chiamò il Foster per dar compimento +all’infame loro disegno. +</p> + +<p> +<span class="pagenum" id="Page_263">[263]</span> +</p> + +<p> +Era già stato preso un pretesto per +mandare al villaggio Tider e il vecchio +servo di Tony. Il Foster visitò in persona +la prigione della Contessa, come +per vedere se nulla le abbisognasse. +</p> + +<p> +E qualche forza ebbero pure su questo +ribaldo la mansuetudine e la pazienza +della misera prigioniera, sì ch’ei non +potè starsi dal raccomandarle anche con +calore, di non mettere il piede sulla soglia +della porta, sintantochè il lord Leicester +non fosse arrivato. «Io spero, costui +soggiunse, che non tarderà.» Amy +promise rassegnarsi con pazienza a quella +cattività; e Foster corse a raggiugnere +il suo complice, sentendosi in parte sollevata +la coscienza dal peso che l’opprimeva. +</p> + +<p> +«Io l’ho avvertita, diceva fra se stesso. +Ella è un’insidia priva di conseguenza +quella che si lascia vedere ad un +uccelletto nell’atto di tenderla.» +</p> + +<p> +Partitosi adunque dalla stanza della +Contessa senza chiuderne la porta al di +fuori, levò i sostegni del trabocchello, +che rimase in equilibrio per la lieve +forza del combaciamento tra la sua estremità +e il pianerottolo. +</p> + +<p> +I due ribaldi si ritrassero a pian terreno +per aspettare ivi ciò che accaderebbe; +ma fin qui aspettarono indarno. +<span class="pagenum" id="Page_264">[264]</span> +Il Varney si diede a meditare passeggiando +su e giù per la stanza, e tenea +nascosto il volto nel suo mantello, che +scoperse improvviso dicendo: «In fede +mia! non vi fu mai donna sì pazza da +trascurare una tanto bella occasione di +fuggire.» +</p> + +<p> +«Forse ella ha risoluto, rispose Foster, +di aspettare l’arrivo di suo marito.» +</p> + +<p> +«Gli è vero, verissimo! (sclamò il +Varney che immantinente uscì della porta), +io non vi aveva per anche pensato.» +</p> + +<p> +Scorsi erano appena due minuti quando +il Foster udì lo scalpitar d’un cavallo +nella corte, ed un fischio simile al consueto +segnale, onde il Conte faceva noto +il suo arrivo. Un istante dopo la porta +di Amy si aperse, e tantosto cedè il trabocchello. +S’udì il romor prolungato di +una caduta... un piccol gemito... e ogni +cosa fu terminata. +</p> + +<p> +Allora il Varney si fece alla parte +esterna di una finestra e con voce, il +cui accento esprimeva una mescolanza +atroce di fremito, e di ostentata giocondità, +chiese a Foster: +</p> + +<p> +«Ebbene, la capinera è presa? Il tutto +è finito?» +</p> + +<p> +«Iddio ci perdoni!» Null’altro il Foster +seppe rispondere. +</p> + +<p> +«Stolto! soggiunse il Varney, non +<span class="pagenum" id="Page_265">[265]</span> +hai tu adempiuto il tuo ufizio? La tua +ricompensa non è ella sicura? Or +guarda nel sotterraneo. Qual cosa vedi +tu là in quel fondo?» +</p> + +<p> +«Non vedo fuorchè vesti bianche affastellate +che sembrano un mucchio di +neve. Oh mio Dio.! Ella alza un braccio.» +</p> + +<p> +«Gettagli qualche cosa addosso per +levarla di stento. Tony, la cassa de’ tuoi +denari, sai ch’ella pesa!» +</p> + +<p> +«Varney, tu sei un demonio in carne +umana. Non v’è più bisogno di nulla. +Amy Robsart non è più.» +</p> + +<p> +«Eccoci tolti da ogni impaccio! sclamò +Varney entrando in quella stanza, +d’onde era uscito per accelerare il misfatto. +Io non mi credeva tanto abile ad +imitare il fischio del Conte.» +</p> + +<p> +«Oh! Se v’è un Cielo vendicatore, +tu hai ben meritato di provarlo tale, +proseguì il Foster, e tu lo proverai; +tu la uccidesti col renderle ministri di +morte gli affetti più teneri del suo cuore. +Gli è un far bollire l’agnello nel latte +della propria sua madre.» +</p> + +<p> +«Tu sei un imbecille, un fanatico, +riprese a dire il Varney, componiamci +ora a mentir la sorpresa e a spargere +intorno scompiglio su questa morte. Il +corpo dee rimanersi dov’è.» +</p> + +<p> +Ma tanta scelleraggine non andò lungo +<span class="pagenum" id="Page_266">[266]</span> +tempo impunita; perchè mentre i malvagi +stavano consigliando, sopravvennero +Tressiliano e Raleigh, i quali avendo incontrati +nel villaggio Tider e l’altro servo, +li costrinsero ad accompagnarli, e +col loro ministerio s’introdussero nel castello. +</p> + +<p> +Tony Foster fuggì non sì tosto li vide +entrare, e siccome pratico di tutte le +segrete vie di quell’abitazione, s’involò +alle loro ricerche. Ma il Varney fu sorpreso +nello stesso luogo, ed anzichè manifestare +verun rimorso, sembrò che quell’anima +d’inferno prendesse diletto dall’additare +il luogo, ove era la insanguinata +salma della Contessa, disfidando ad +un tempo chi potesse provare aver egli +parte a tal morte. +</p> + +<p> +Tressiliano al contemplare il lacero +corpo della donna, così bella dianzi, e +da lui amata cotanto, fu colpito da sì +terribile disperazione, che Raleigh trovossi +costretto ad usare la forza per allontanarlo +da tale vista acerbissima, ed +a prendersi cura da se solo di quanto era +mestieri eseguire dopo l’avvenimento +fatale. +</p> + +<p> +Varney dimise bentosto il pensiero di +nascondere nè il delitto, nè le cagioni +che il mossero a commetterlo, e addusse +per motivo di tale inaspettata sincerità, +<span class="pagenum" id="Page_267">[267]</span> +che comunque una gran parte di quanto +egli confessava, non avesse potuto aver +fondamento se non se di sospetti, pur +questi sospetti medesimi sarebbero bastati +a privarlo della confidenza di Leicester, +e a distruggere tutto il sistema +de’ suoi ambiziosi divisamenti. +</p> + +<p> +«Del rimanente, costui soggiunse, io +non nacqui per condurre nell’esilio e +nella proscrizione gli avanzi di una vita +disonorata, nè per fare sì che la mia +morte divenga spettacolo alla ciurmaglia.» +</p> + +<p> +Tali erano questi detti, che diedero +a temere non volesse attentare ai propri +giorni; onde si ebbe cura di rimover +da lui tutto quanto avrebbe potuto giovargli +a tal uopo. Ma pari a certi eroi +dell’antichità portava sempre con sè una +picciola dose di veleno potentissimo, +preparatogli senza dubbio dal dottore +Demetrio Alasco, e ch’egli trangugiò +nel durare della notte. +</p> + +<p> +Fu rinvenuto morto alla mattina del dì +successivo, nè a quanto appariva, sofferse +lunga agonia; perchè ne’ lineamenti +del suo volto, ancorchè morto, leggeansi +ancora le impronte di quel riso sardonico +che gli fu tanto famigliare. Ma la +morte dell’empio è eterna, come dice +la Scrittura. +</p> + +<p> +La sorte del costui complice rimase lungo +<span class="pagenum" id="Page_268">[268]</span> +tempo sconosciuta. Il castello di Cumnor, +dopo il commesso tradimento, fu +abbandonato; perchè i servi credettero +avere udito vicino alla stanza, che fu +poi detta la <i>Camera di lady Dudley</i>, +e grida, e gemiti, ed altri suoni straordinari. +</p> + +<p> +Scorsi alcuni anni, Giannina, non +ricevendone notizia alcuna, divenne padrona +delle sostanze del padre, e le divise +con Wayland, che lasciata affatto +la vita del venturiere, fu tra gli onesti +impiegati della regale casa d’Elisabetta. +</p> + +<p> +E lungo tempo dopo la morte di questi +sposi, il loro figlio primogenito, inteso +a fare alcune ricerche nel castello, +scoperse nella <i>Camera di lady Dudley</i> +un segreto passaggio, chiuso da una porta +di ferro che aprivasi dietro il letto. +Conducea questa porta ad una specie di +celletta, ove trovossi una cassa piena di +oro, e sovr’essa uno scheletro; onde +allor solamente apparve qual fu la fine +di Tony Foster. Egli era fuggito in questo +segreto luogo, l’uscio del quale chiudeasi +per di dentro con una molla, ma +avendo dimenticata al di fuori la chiave +onde unicamente poteva aprirsi, rimase +egli stesso vittima degli espedienti adoperati +per custodire quest’oro al cui acquisto +aveva venduta la salute della propria +anima. +</p> + +<p> +<span class="pagenum" id="Page_269">[269]</span> +</p> + +<p> +Gli è credibile che le grida e i gemiti +uditi dai servi non fossero del tutto immaginari, +ma venissero dal misero agonizzante +che implorasse aiuto. +</p> + +<p> +Giunta a Kenilworth la notizia dell’atroce +destino cui soggiacque la contessa +di Leicester, furono interrotte immantinente +tutte le feste. Il Conte, ritrattosi +dalla Corte, non si abbandonò lungo +tempo che ai suoi rimorsi. Ma poichè +il Varney nelle confessioni fatte innanzi +morire nulla disse di pregiudizievole alla +fama del suo protettore, il Leicester divenne +per la Regina scopo di compassione +anzichè di sdegno. Elisabetta lo +richiamò finalmente presso di sè, colmandolo +di nuovi onori e qual uomo di +Stato e qual favorito. Il rimanente della +vita di questo personaggio è noto assai +dalla storia; ma sarebbesi in tal qual +modo scorta la giustizia del Cielo nella +sua fine, se giusta una tradizione generalmente +accolta, fosse vero ch’ei morì +vittima di un veleno preparato ad un +altro. +</p> + +<p> +La morte di sir Ugo Robsart seguì +bentosto quella della figlia. Egli instituì +suo erede Tressiliano; ma nè l’allettante +independenza del viver campestre, +nè le promesse di Elisabetta che lo +invitava alla Corte, valsero a stoglierlo +<span class="pagenum" id="Page_270">[270]</span> +dalla profonda malinconia che si stanziò +nel suo cuore. Finalmente dopo avere +provveduto all’esistenza degli antichi +amici e de’ vecchi servi di sir Ugo, col +suo fedele Raleigh, s’imbarcò nella spedizione +fatta alla Virginia; e giovane +d’anni, ma fatto vecchio dai cordogli, +morì di morte immatura in una terra +straniera. +</p> + +<p> +In quanto spetta ai personaggi secondari +della nostra storia ci contenteremo +dire, che lo spirito del Blount s’ingentilì +in proporzione che le sue rosette +gialle appassirono, e diremo soprattutto +ch’ei si comportò qual valoroso uficiale +nei campi della guerra, suo vero elemento +più che nol fosse la Corte. Quanto +a Flibbertigibbet, l’ingegno suo disinvolto +lo trasse in considerazione e favore +presso il gran Tesoriere dell’Inghilterra, +Guglielmo Cecil di Burleigh. +</p> + +<p class="dots">················</p> + +<p> +Tutto ciò che può dirsi abbozzo della +presente storia, leggesi nelle antichità +della contea di Berk, scritte dall’Athmole; +e n’è pure sovente discorso +nell’altre opere ov’è menzionato il conte +di Leicester. +</p> + +<p> +L’ingegnoso traduttore del Camoens, +Guglielmo Giulio Mickle, ha composto +<span class="pagenum" id="Page_271">[271]</span> +sulla tragica morte della Contessa una commovente +elegìa, intitolata: <i>Il Castello di +Cumnor</i>, e terminata coi seguenti versi: +</p> + +<div class="poem"><div class="stanza"> +<p class="i01">Da lunge sol quel diroccato resto</p> +<p class="i02"> Osa guatar del loco, che ancor serba</p> +<p class="i02"> Dal rio fatto d’Amy grido funesto,</p> +<p class="i01">La pastorella, e tanto le inacerba</p> +<p class="i02"> Dolore il cor, che ne disvia gli armenti,</p> +<p class="i02"> Quasi fosse velen di Cumnor l’erba.</p> +<p class="i01">Nè passeggier di notte è che s’attenti</p> +<p class="i02"> Accostarsi a que’ merli, e n’ha ribrezzo</p> +<p class="i02"> Tal, che suon crede di ferali accenti</p> +<p class="i01">Fin molle susurrar d’estivo orezzo.</p> +</div></div> + +<p class="pad2 center large"> +FINE DI KENILWORTH. +</p> + +<hr class="silver"> + +<div class="footnotes"> + +<h2> +NOTE: +</h2> + +<div class="footnote" id="note1"> +<p><span class="label"><a href="#tag1">1</a>.  </span>Quanto è maestro il pennello di Walter Scott +nel non dimenticare nessuna lievissima tinta purchè +atta a rendere vie più veri i suoi personaggi! Una +Regina orgogliosa, quanto lo era Elisabetta, si sarebbe +vergognata, mostrando di ricordarsi minutamente +i nomi di persone ultime nella sua Corte. +E che con questo sbaglio di nome abbia voluto +accennar ciò Walter Scott, apparirà manifestamente +a chi rammenti, che sul principio del Romanzo, +il conte di Leicester, voglioso d’essere re, ed a +cui piacea farla da re, parlando di Tressiliano con +Amy, non sapea pronunziarne il nome, e profferiva +invece l’altro ch’ei si creò sull’istante, <i>Travaillon</i>, +T. I, pag. 202.</p> +</div> + +<div class="footnote" id="note2"> +<p><span class="label"><a href="#tag2">2</a>.  </span>Classe di nobili, che viene dopo i Baroni e +di cui si parla più a lungo nell’<i>Ivanhoe</i>, altro romanzo +di Walter Scott.</p> +</div> + +<div class="footnote" id="note3"> +<p><span class="label"><a href="#tag3">3</a>.  </span><i>Balancing policy</i>: sembra che questo giuoco +d’altalena sia stato d’usanza, incominciato per lo +meno dal tempo degl’Imperatori Romani, e venendo +in giù quanto si vuole.</p> +</div> + +<div class="footnote" id="note4"> +<p><span class="label"><a href="#tag4">4</a>.  </span>Pandaro, personaggio di <i>Troilo e Criseide</i> in +Shakespeare, che ha qualche somiglianza col <i>Bonneau</i> +della <i>Pulcella</i>.</p> +</div> + +<div class="footnote" id="note5"> +<p><span class="label"><a href="#tag5">5</a>.  </span></p> + +<div class="poem"><div class="stanza"> +<p class="i01">Se non che la coscienza m’assecura</p> +<p class="i01">La bella compagnia che l’uom francheggia</p> +<p class="i01">Sotto l’usbergo del sentirsi pura.</p> +<p class="i14"> <i>Dante</i>.</p> +</div></div> +<p> +</p> +</div> + +<div class="footnote" id="note6"> +<p><span class="label"><a href="#tag6">6</a>.  </span>Si osservi che il Foster prima di partirsi da +Cumnor per venire a Kenilworth nunzio della fuga +d’Amy, avrà naturalmente fatte indagini sul modo +di questa fuga, ed avrà parimente interrogato Giles +Gosling, che comunque propenso a Tressiliano, +protestò già di non volersi mettere in brighe principalmente +col conte di Leicester o co’ suoi partigiani. +Si osservi in oltre che Varney avea già a lungo +parlato con Foster. Comunque tai cose vengano schiarite +nel progresso del dialogo, ho creduto non inopportuno +il rammentarle, onde meglio apparisca che +l’autore in questo tratto del suo romanzo non può +essere incolpato di mettere a tortura indebita l’ingegno +d’un attento leggitore.</p> +</div> + +<div class="footnote" id="note7"> +<p><span class="label"><a href="#tag7">7</a>.  </span>Osservisi qui ancora la maestria del pittor romanziere. +Se in tutt’altro istante tai detti avesse +pronunziati il Varney si sarebbe posto al grave pericolo +d’un confronto. Ma lo scaltro accolse l’istante +degli <i>accenti pronunziati</i> (dal Leicester) <i>in mezzo +a violentissima agitazione</i>, l’istante in cui già lo +vedea persuaso della reità della moglie, ed in cui +per conseguenza un tale suggerimento, oltre a non +essere rischioso a chi ’l profferiva, gli procacciava +fede maggiore.</p> +</div> + +<div class="footnote" id="note8"> +<p><span class="label"><a href="#tag8">8</a>.  </span>Alcuno potrebbe far questa obbiezione che sembra +presentarsi spontanea: <i>Ma Varney era egli più +in tempo di tornare addietro senza perdersi affatto? +È egli possibile che un uomo indurato nella +scelleratezza, e giunto al passo cui era giunto costui, +bilanciasse nemmeno un istante fra un rimorso +venuto troppo tardi, ed il proprio annientamento?</i> +Tale obbiezione però perde forza; allorchè +si consideri che Varney poteva a tutti gl’istanti +vedere Amy, e che ogni qual volta avesse date prove +non equivoche di pentimento a questa donna, oltre +ogni dire virtuosa, credula, compassionevole, ella +era tale da perdonargli e da sottrarlo col tacerne i +commessi attentati ai furori del Conte.</p> +</div> + +<div class="footnote" id="note9"> +<p><span class="label"><a href="#tag9">9</a>.  </span>V. Tom. 1. pag. 126.</p> +</div> + +<div class="footnote" id="note10"> +<p><span class="label"><a href="#tag10">10</a>.  </span>Nome di cantori girovaghi, assai giulivi, da cui +vennero indi i buffoni.</p> +</div> + +<div class="footnote" id="note11"> +<p><span class="label"><a href="#tag11">11</a>.  </span></p> + +<div class="poem"><div class="stanza"> +<p class="i01">Oh! se color che invidiosi or sono</p> +<p class="i01">Del grado altero, d’onde a me gli omaggi</p> +<p class="i01">Vengon di cieche turbe, entro quest’alma</p> +<p class="i01">Il duol leggesser che la rode, e l’aspro</p> +<p class="i01">Martir di rattenerlo, non sì abbietto</p> +<p class="i01">Un sol fôra di lor, che sè in Dudley</p> +<p class="i01">Disïasse cangiar.</p> +<p class="i06"> <i>Schiller</i>. Maria Stuarda.</p> +</div></div> +<p> +</p> +</div> + +<div class="footnote" id="note12"> +<p><span class="label"><a href="#tag12">12</a>.  </span>Arte ammirabile dell’autore del romanzo! +Dopo tai detti chi non ama Leicester? Chi non è +proclive a perdonargli i fatali errori, in cui lo +trasse la sua colpevole e cieca ambizione? Chi quasi +non lo assolve anticipatamente delle crudeli conseguenze, +che questi errori medesimi son per produrre?</p> +</div> + +<div class="footnote" id="note13"> +<p><span class="label"><a href="#tag13">13</a>.  </span>Il fanciullo sapea fin da quando si disgiunse +dal maniscalco, che questi era al servigio di Tressiliano.</p> +</div> + +<div class="footnote" id="note14"> +<p><span class="label"><a href="#tag14">14</a>.  </span>Chi non è proclive a piangere con Burleigh +all’udire questi ultimi accenti della Regina? Pur +tali detti non sono che la confessione di un’amante, +che si sforza invano di nascondere la passione +che la signoreggia. Ma questa amante è la grande +Elisabetta, e chi ne dipinge la lotta d’affetti cui +ella soggiace, è Walter Scott.</p> +</div> + +<div class="footnote" id="note15"> +<p><span class="label"><a href="#tag15">15</a>.  </span>Vedi il congedo di Giles Gosling e Michele Lambourne +al tom. 1. pag. 216, 217.</p> +</div> + +<div class="footnote" id="note16"> +<p><span class="label"><a href="#tag16">16</a>.  </span>E a questo passo e a diversi altri del presente +capitolo, fino alla terribile sua conclusione, +richiamo i leggitori alla nota posta a pag. 124 del +3.º tomo.</p> +</div> +</div> + +<div class="tnote"> +<p class="tntitle"> +Nota del Trascrittore +</p> + +<p> +Ortografia e punteggiatura originali sono state mantenute, correggendo senza annotazione +minimi errori tipografici. +</p> + +<p> +Copertina creata dal trascrittore e posta nel pubblico dominio. +</p> +</div> +<div style='text-align:center'>*** END OF THE PROJECT GUTENBERG EBOOK 79032 ***</div> +</body> +</html> diff --git a/79032-h/images/cover.jpg b/79032-h/images/cover.jpg Binary files differnew file mode 100644 index 0000000..16996ad --- /dev/null +++ b/79032-h/images/cover.jpg diff --git a/LICENSE.txt b/LICENSE.txt new file mode 100644 index 0000000..6c72794 --- /dev/null +++ b/LICENSE.txt @@ -0,0 +1,11 @@ +This book, including all associated images, markup, improvements, +metadata, and any other content or labor, has been confirmed to be +in the PUBLIC DOMAIN IN THE UNITED STATES. + +Procedures for determining public domain status are described in +the "Copyright How-To" at https://www.gutenberg.org. + +No investigation has been made concerning possible copyrights in +jurisdictions other than the United States. 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