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+*** START OF THE PROJECT GUTENBERG EBOOK 79032 ***
+
+ KENILWORTH
+
+
+ DI
+ WALTER SCOTT
+
+ VOLGARIZZATO
+
+ DAL
+ Professore Gaetano Barbieri.
+
+ »E beltade e virtù, congiunte al paro
+ »L’eccelsa figlia di Tudor fregiaro;
+ »Tremi chi nanti a noi con felli accenti
+ »L’augusto nome lacerar s’attenti
+ IL CRITICO.
+
+ TOMO QUARTO.
+
+
+
+ NAPOLI,
+ Presso R. MAROTTA e VANSPANDOCH.
+ 1825.
+
+
+
+
+KENILWORTH.
+
+
+
+
+CAPITOLO PRIMO.
+
+ Troppo ancor tollerai. Con detti oscuri
+ Per l’intricato labirinto il filo
+ Tolto m’avete. Olà. Se miglior senno
+ Vostre labbra non regge, io ben saprommi
+ Dal mio cospetto allontanar chi audace
+ Da mia bontade cimentar presume.
+ _Beaumont et Fletcher._
+
+
+Non è nostro divisamento seguire l’esempio del più volte citato
+Roberto Laneham nel raccontare minutamente ciascuna delle feste che
+si celebrarono in Kenilworth. Ne basti il dire che dopo quel fuoco
+d’artifizio alla cui descrizione giovonne l’eloquenza di questo
+donzello del Consiglio, la Regina dopo avere attraversata la torre
+di _Mortimero_, entrò nella corte di Kenilworth, passando fra mezzo
+ad una lunga sequela di Divinità del Paganesimo, e di antichi eroi,
+che prostrati le offerivano omaggio e doni, sintantochè giunse al
+primo salone del castello decorato con pompa addicevole a sì grande
+ricevimento. Nulla pareggiava lo sfarzo delle preziose tappezzerie che
+l’ornavano, e torcie intrise di balsami vi spargeano ad un tempo luce
+e profumi intantochè gratissima musicale armonia faceva incanto agli
+orecchi. All’estremità del salone sorgeva un maestoso baldacchino che
+ombrava il trono d’Elisabetta; e dietro ad esso aprivasi una porta che
+metteva ad appartamenti adorni colla massima profusione, e che vennero
+assegnati alla Regina e alle matrone del suo corteggio.
+
+Il conte di Leicester porse il braccio ad Elisabetta nell’ascendere il
+trono, ove sedutasi questa, le si prostrò innanzi il favorito, e con
+modi in cui s’accordavano ottimamente una rispettosa e cavalleresca
+galanteria, e i sentimenti d’un’affezione la più leale, baciò la mano
+offertagli dalla Sovrana, ringraziandola con accenti di vivissima
+riconoscenza dell’onor compartitogli, onore massimo di quanti un
+monarca possa concedere ad un suddito. Tanta leggiadria spirava il
+Conte in quell’atteggiamento, che per poco la Regina non s’adoprò a
+prolungare una tal parte di scena più di quanto rigorosamente doveasi.
+Nel ritrarre la propria mano, le permise di scorrere mollemente,
+siccome a caso, sulla bella capigliatura del Conte, in profumate anella
+cadente; e i moti d’interna compiacenza, che nel volto di quella
+Sovrana si palesarono, ben fecero accorti gli spettatori, com’ella
+avrebbe di buon grado sostituito a quest’atto che parea involontario
+una lieve carezza. Si rialzò finalmente il Leicester; e postosi in
+vicinanza del Trono, tessè in bell’ordine ad Elisabetta la descrizione
+di quanto erasi divisato per riceverla ed intertenerla; e tutti questi
+divisamenti la Regina approvò con quella grazia che ad essa era
+connaturale. Allora il Conte le chiese per sè e pei gentiluomini, che
+fin lì la scortarono permissione di allontanarsi per pochi istanti,
+onde ricomparirle innanzi con abiti più convenevoli, e meglio degni
+della sua Corte. «In tal breve assenza nostra, ei soggiunse, questi
+signori (accennando in dir ciò Varney, Blount, Tressiliano ed altri)
+che ebbero tempo di cambiare le loro vesti avranno l’onore di rimanersi
+presso la Maestà Vostra.»
+
+«V’acconsento, o signore, la Regina rispose. M’accorgo che sareste
+un ottimo direttore di teatro, poichè sapete sì opportunamente
+valervi di una doppia banda di attori. Quanto a noi, per questa
+sera vi faremo minori complimenti, perchè non abbiamo divisato
+di spogliarci dell’abito con cui venimmo. Ci ha prodotto qualche
+stanchezza un viaggio, che il concorso de’ nostri fedelissimi sudditi
+rendè altrettanto lungo, quanto nel fece delizioso l’amore che ci
+dimostrarono.»
+
+Dopo ricevutane la permissione, il Leicester si ritirò, e seco pur
+si ritrassero gli altri gentiluomini, che aveano scortata la Regina.
+Quelli che giunsero i primi, e che già si erano vestiti nel modo
+convenevole a quella solennità, rimasero nel salone, ma per essere di
+grado inferiori agli altri che uscirono, si tenevano ad una distanza
+rispettosa dal trono. L’acuto sguardo della Regina ben ravvisò in
+mezzo a quella moltitudine e Raleigh e due o tre altri gentiluomini,
+ch’ella conoscea di persona. Fatto segno a questi d’avvicinarsi, li
+salutò in grazioso modo, e primo nell’essere ben accolto si fu il
+Raleigh, troppo ben rammentandosi la Sovrana le avventure del mantello
+e delle strofette. Più volte ella si volse a lui onde le spiegasse il
+nome e i gradi di quelli che le stavano alla presenza, e si mostrò
+soddisfatta delle risposte a mano a mano datele dal Raleigh, poichè
+oltre all’essere esatte, condite erano all’uopo di vezzi e di arguzie.
+«E chi è quell’uom rustico (diss’ella accennando Tressiliano) quell’uom
+rustico, il cui disadorno abito fa torto alla buona fisonomia?»
+
+«Se vostra Maestà brama saperlo, è un poeta.»
+
+«Lo indovinai quasi al sol vederne il vestito. Ho conosciuti alcuni
+_poeti_ tanto distratti che gettavano i loro mantelli in mezzo al
+fango.»
+
+«Sarà stato perchè il sole ne abbarbagliava le menti siccome gli occhi.»
+
+Elisabetta sorrise, e lasciò languire questo discorso. «Ma, signor
+Raleigh, vi ho chiesto il nome di quella persona, e voi me n’additaste
+in vece la professione.»
+
+Di fatto Raleigh avrebbe voluto differir l’istante di nominare l’amico
+suo Tressiliano, non credendo esserne occasione ben augurosa per lui il
+motivo onde avea chiamati sopra di sè gli sguardi della Regina. Ma dopo
+questi ultimi detti di Elisabetta non gli fu più lecita la reticenza.
+
+«Egli chiamasi Tressiliano.»
+
+«Tressiliano! rispose Elisabetta, il Menelao del nostro romanzo! Per
+verità si è abbigliato in guisa che fa le scuse della sua Elena. Ma
+dov’è Farnham?[1]... si dice Farnham?.... In somma l’uomo del conte di
+Leicester... il Paride della contea di Devon.»
+
+Raleigh, profferì il nome di Varney, e con maggiore ripugnanza ancora
+lo indicò alla Regina, perchè nel costui abbigliamento aveva sfoggiata
+tutta l’arte propria il sartore; laonde questo Varney annunziavasi
+favorevolmente a primo aspetto, oltrechè se mancava di grazie, un certo
+discernimento e l’uso di vivere nel mondo cortigianesco supplivano in
+tal qual modo a sì fatta mancanza.
+
+La Regina andava contemplando a vicenda Tressiliano e Varney. «Io
+credo, diss’ella, che questo signor Tressiliano il poeta, troppo dotto,
+giurerei, per ricordarsi alla presenza di chi dovea comparire, è uno
+di que’ tali per cui Goffredo Chaucer disse: _Il più saggio fra i
+letterati non è sempre il più saggio fra gli uomini_. L’altro, Varney,
+è un furfante, però ha lingua dorata, me ne ricordo, e son certa che la
+bella fuggitiva non mancò di buone ragioni per divenire infedele.»
+
+Raleigh non sapea che rispondere, persuaso che avrebbe fatto mal
+ufizio a Tressiliano col contraddir la Regina, e sembrandogli anzi che
+sarebbe stata ottima cosa al medesimo, se finalmente Elisabetta avesse
+intromessa la propria autorità per definire una bisogna, che occupava
+tutto l’animo dell’amico, concentratosi con funesta ostinazione in
+quest’unica idea. Mentre Raleigh volgea tai cose nella mente, s’aperse
+la porta, ed il Leicester accompagnato da molti del suo parentado, e
+della nobiltà a lui partigiana rientrò nel salone. Portava un vestito
+di velluto bianco ricchissimo che contribuiva a farne spiccare il
+maestoso portamento, la grazia, e le belle proporzioni della persona;
+tal che parve ad ognuno il più avvenente fra quanti cavalieri si
+fossero mai visti. Anche il Sussex e gli altri gentiluomini andavano
+fregiati di ricche vesti, ma la grazia e la magnificenza del Leicester
+tutti oscuravali. Elisabetta lo accolse con affabilità straordinaria.
+«Rimane tuttavia da giudicarsi, diss’ella, una processura spettante
+alla regale nostra giurisdizione, processura che mi sta nell’animo, e
+come donna e come madre di tutti i miei sudditi.»
+
+Un fremito involontario soprapprese il Leicester nell’atto che
+inchinavasi per protestare obbedienza ad ogni volere della Regina.
+Fremette, e agghiacciò del pari Varney, i cui sguardi non s’erano
+in tutta quella sera distolti dal suo padrone. Dal cambiamento
+comunque lieve che accadde nella fisonomia del Conte, Varney comprese
+subitamente qual fosse la cosa di cui la Regina interteneva il suo
+favorito; ma questi fece al proprio animo tale sforzo da poter fingere
+l’intrepidezza, che alla sua politica tortuosa volevasi; ed allorchè la
+Regina soggiunse: «Noi parliamo di Varney e di Tressiliano... Milord,
+questa Signora è qui?....» il Conte potè senza titubazione rispondere:
+«Nobile principessa, ella non è venuta.»
+
+Aggrottò Elisabetta le ciglia, e mordendosi il labbro, non diede che
+questa sola risposta: «Per altro, Milord, il nostro comando fu chiaro e
+preciso!»
+
+«E sarebbe adempiuto, illustre Sovrana, non fosse stato che un semplice
+desiderio. Ma, fatevi innanzi, Varney. Questo gentiluomo farà noto a
+vostra Maestà il motivo per cui la _ridetta Signora_ (che le labbra
+di Leicester si ribellavano al chiamarla _moglie di Varney_), non può
+comparire alla regale presenza.»
+
+Avanzatosi Varney, sostenne senza esitare quanto credeva egli stesso;
+che _la parte citata a comparire dinanzi a sua Maestà_ (non più di
+Leicester ardiva egli chiamarla _sua moglie_) era nell’assoluta
+impotenza di corrispondere alla chiamata.
+
+«Ecco, proseguì a dire, l’attestato di un abilissimo medico, il cui
+sapere e la cui probità sono pienamente conosciuti a sua Signoria di
+Leicester. Eccone un altro di un devoto protestante, uomo dabbene e
+d’intatta fama, del sig. Antonio Foster, che alberga in sua casa la
+figlia di sir Robsart. Provano entrambi questi ricapiti che l’assalì
+tale infermità, per cui non le fu possibile intraprendere il viaggio.»
+
+«La cosa cambia d’aspetto, (disse la Regina ricevendo i ricapiti
+ed esaminandone il contenuto). Fate avvicinare Tressiliano. Sig.
+Tressiliano, noi prendiamo vivissima parte allo stato dell’animo
+vostro, tanto più che da esso non sa dipartirsi l’immagine di questa
+Amy Robsart, o diremo Amy Varney. Ma che volete? Il poter nostro,
+ne siano grazie a Dio, e all’obbedienza che ci prestano i fedeli
+sudditi Inglesi, ha bensì qualche estensione. Pur vi sono tai cose,
+che si sottraggono a questo dominio. Noi non possiamo, a cagion
+d’esempio, comandare agli affetti d’una giovinetta inconsiderata, nè
+costringerla a preferire il sapere e il retto sentire alla elegante
+veste d’un cortigiano. Tal cosa non è in nostro arbitrio più di quanto
+lo sia impedire gli effetti della infermità che a quanto apparisce
+la soprapprese, e non le permette di trovarsi alla nostra presenza,
+siccome ne avevamo dato il comando. Più possenti de’ nostri ordini
+sono i due attestati del medico che le presta cura, e dell’onesto suo
+ospite, i quali entrambi fanno fede di tale infermità.»
+
+«Chiedo permissione alla Maestà vostra di dirle che simili attestati
+non dicono la verità,» rispose tantosto Tressiliano, che in
+quell’istante paventando gli effetti di una sì perigliosa impostura
+dimenticò la promessa fatta ad Amy.
+
+«Che ascolto, o Signore? sclamò la Regina. Voi porreste in dubbio la
+veracità di Leicester? Però vi sarà dato tutto il campo a difendervi.
+Alla nostra presenza hanno diritto di parlare così il primo come
+l’ultimo, così il più favorito come il più ignorato de’ nostri sudditi.
+Voi sarete dunque ascoltato senza interrompimenti. Ma temete del
+parlar vostro se manca di prove. A voi, prendete ed esaminate questi
+attestati. Diteci seriamente se dubitate, e su quai fondamenti dubitate
+della loro autenticità.»
+
+Intantochè la Regina così favellava, tornò alla mente di Tressiliano la
+promessa fatta ad Amy, e tal ricordanza combattè l’ardente desio ch’era
+in esso di dismentire formalmente questi attestati, dei quali niuno
+meglio di lui sapea la fallacia. Ma questa sua irresolutezza gli fece
+torto e nell’animo d’Elisabetta e in quello de’ circostanti. Voltava
+le carte, siccome un idiota incapace d’intenderne il contenuto; sicchè
+l’impazienza postasi fin da prima nell’animo della Regina, divenne in
+quell’istante manifesta ad ognuno.
+
+«Voi siete un letterato, soggiuns’ella, e un letterato di merito, così
+mi fu detto. Per altro, siete d’una lentezza sorprendente, quando non
+fa d’uopo che leggere due parole. Veniamo dunque alla conclusione.
+Questi attestati sono veri, o sono falsi?»
+
+Crebbero in un modo a tutti palese l’imbarazzo e la titubazione di
+Tressiliano, il quale non volea per una parte riconoscer per veri
+tali ricapiti, che forse avrebbe dovuto fra breve chiarir come falsi,
+e bramava per l’altra mantenere la promessa fatta ad Amy, e darle il
+tempo, com’ella il chiese, di perorare da se medesima la propria causa.
+Laonde, dopo aver detto interrottamente: _Regina! Regina!_ prese per
+ultimo l’espediente di darle questa risposta: «La Maestà vostra mi
+costringe a profferire sopra ricapiti, la cui autenticità, innanzi
+tutt’altra cosa, dovrebb’essere provata da coloro che se ne valgono in
+propria difesa.»
+
+«Sig. Tressiliano, voi siete buon avvocato, siccome buon poeta (disse
+la Regina lasciando sovr’esso uno sguardo in cui tutto se ne esprimea
+lo scontento). Io credea veramente che questi scritti essendo stati
+presentati al cospetto del nobile conte di Leicester, cui appartiene
+questo castello, ed essendone chiamato in testimonio l’onore del Conte,
+dovesse bastar ciò per convincervi che sono veraci. Nondimeno, poichè
+durate nel bramare le formalità, Varney, o voi piuttosto Leicester,
+perchè questo affare adesso riguarda voi (detti lanciati a caso, ma che
+fecero fremere il Conte), dite, qual prova avete della verità di tali
+attestati?»
+
+Varney si affrettò a rispondere prima di Leicester: «Il giovine conte
+di Oxford, che qui trovasi, conosce la scrittura del sig. Foster.»
+
+Il conte d’Oxford, giovane libertino e dissipatore, che avea più
+d’una volta avute somme ad interesse, anche onesto, dal Foster, dopo
+l’inchiesta fattagliene attestò, come il Foster fosse un rispettabile
+ed opulento _Franklin_[2], accertando ad un tempo ravvisarsene il
+carattere in uno di que’ ricapiti.
+
+«E chi riconoscerà il carattere del dottore? soggiunse allor la Regina.
+Mi sembra ch’egli si nomini Alasco.»
+
+Il Masters medico di Sua Maestà, che non avea dimenticato l’oltraggio
+sofferto a Say’s-Court, e persuaso che la sua testimonianza fosse per
+tornar grata al Leicester, quanto spiacevole al Sussex ed ai partigiani
+di questo Conte, protestò aver fatto di molte consulte col dottore
+Alasco, essere questi un uomo fornito di vasto sapere, benchè quanto
+al suo sistema di medicare non lo giudicasse sulla buona via. Il conte
+di Huntingdon cognato del lord Leicester, e la contessa di Rutland
+ne fecero parimente gli encomi, e tutti si chiamarono a mente la
+scrittura delle sue ricette, simile affatto, diceano, al carattere del
+certificato su cui cadeva il discorso.
+
+«Spero finalmente, sig. Tressiliano, che si potrà chiudere tal
+discussione, soggiunse allor la Regina. Prima del finire di questa
+notte noi prenderemo alcune risoluzioni onde persuadere sir Ugo Robsart
+ad acconsentire alle nozze di sua figlia. Quanto a voi, avete fatto il
+vostro dovere, e al di là del vostro dovere. Ma noi non apparterremmo
+al sesso femminile, se l’animo nostro non fosse proclive a compiangere
+le persone che amore ha ferite. Dunque vi perdoniamo l’arditezza che
+dimostraste, e vi perdoniamo anche la sconvenevolezza di quei vostri
+stivali, la cui infezione ha quasi soffocati i profumi di milord
+Leicester.»
+
+L’essere eccessivamente delicata di odorato era fra i distintivi
+organici di Elisabetta, e ne diede lungo tempo dopo una prova, allorchè
+scacciò dal suo cospetto il conte di Essex, non reo d’altro che di
+essersi presentato a lei, siccome Tressiliano, cogli stivali alquanto
+imbrattati di fango.
+
+In questo mezzo, Tressiliano ebbe il tempo di raccogliere le proprie
+idee, e riaversi dalla sorpresa prodottagli da un’impostura, sostenuta
+con tanta audacia, e che dismentiva fatti de’ quali fu testimonio egli
+stesso. Laonde si precipitò ai piedi della Regina, e tenendola per la
+veste, le disse:
+
+«Regina, se voi siete cristiana, s’egli è vero che regnate per rendere
+giustizia eguale a tutti i vostri sudditi... per ascoltarli, come voi
+sperate di essere ascoltata, e com’io ve l’auguro (Dio secondi il mio
+voto!) a quel tribunale innanzi a cui un giorno tutti compariremo,
+degnatevi concedermi un lieve favore. Non vi affrettate a pronunziare
+giudizio. Concedetemi soltanto ventiquattr’ore di tempo. Dopo sì breve
+indugio vi proverò a tutta evidenza la fallacia degli attestati onde si
+fa credere che questa giovane infelice in tal momento si trovi inferma
+nella contea di Oxford.»
+
+«Lasciatemi, o signore (disse Elisabetta, sorpresa da un impeto che ben
+dovea parerle stravagante, comunque fosse pel maschile suo animo forza
+bastante per non concepirne timore). Quest’uomo senza dubbio è pazzo.
+Il mio figlioccio Harrington potrebbe dargli una parte nel suo _Orlando
+Furioso_. Però nel tenore della sua follia ravviso alcuna strana
+singolarità. Parlate, Tressiliano: a qual cosa vi sottomettete voi,
+se trascorse le ventiquattr’ore, non potete dimostrar falso un fatto
+provato con modi tanto solenni, siccome lo è l’infermità della figlia
+di sir Robsart?»
+
+«Regina, a portare il mio capo sotto la mannaia,» rispose subito
+Tressiliano.
+
+«Eh! questi sono propositi da pazzo. E qual capo è mai caduto in
+Inghilterra, se nol percosse il voler della legge? Io vi domando,
+purchè però vi rimanga senno bastante a potermi comprendere, se quando
+v’accorgerete dell’assurdità del vostro assunto col vederlo andare a
+vôto, mi confesserete sinceramente qual fu l’intenzione, che aveste nel
+cimentarvi a sostenerlo.»
+
+Si tacque Tressiliano, condotto da tale inchiesta a titubar nuovamente;
+perchè pensava egli: «Se in questo intervallo Amy si riconciliasse col
+proprio marito, quanto mal ufizio le presterei se svelassi misteri
+obbrobriosi ad un uomo col quale ella dovrà sempre vivere, e se facessi
+toccar con mano ad una saggia e prudente Sovrana come fu sorpresa
+con falsi attestati!» Tale incertezza portò nuovo imbarazzo e negli
+sguardi, e nella voce, e nel contegno di Tressiliano. Per la qual
+cosa, allorchè la Regina in severo tuono e corrucciata in viso gli
+replicò l’inchiesta medesima, ei le rispose con interrotte parole, che
+forse!... cioè!... secondo le circostanze!... avrebbe spiegati i motivi
+del suo operare.
+
+«Oh! per l’anima del re Enrico, sclamò quella Sovrana, qui cova
+assolutamente o demenza o malvagità. Raleigh, il tuo amico è troppo
+pindarico per potere starsene alla mia presenza; conducilo teco,
+liberami dal vederlo, perchè potrebbe accadergli peggio. I suoi slanci
+sono troppo impetuosi in tutt’altro luogo che non sia il Parnaso, o San
+Luca. Tu però ritorna, poichè lo avrai condotto in luogo sicuro. Quanto
+avremmo desiderato conoscere questa beltà che fa sì tremendo guasto nel
+cervello d’un uomo decantato dianzi per la Sua saggezza!»
+
+Tressiliano voleva dire altre cose alla Regina, ma Raleigh costretto ad
+ubbidire agli ordini avuti, ne lo impedì, fattosi soccorrere da Blount
+per condurlo fuor del salone, parte suo malgrado, e parte anche non
+contro sua voglia, poichè incominciava ad avvedersi egli stesso, come
+un più lungo rimanersi peggiorasse anzichè migliorare i suoi interessi.
+
+Allorchè furono giunti nell’anticamera, Raleigh pregò il Blount a far
+sì, che Tressiliano venisse condotto negli appartamenti preparati alle
+persone del corteggio di Sussex, e che se era d’uopo vi si mettesse la
+guardia.
+
+«Tale stravagante passione, diss’egli, e l’infermità della donna
+che ne è lo scopo, hanno stravolto in singolar modo il suo ingegno,
+aggiustatissimo per l’addietro. Ma speriamo, un breve riposo calmerà
+questo impeto. Solamente badate a non lasciarlo uscire. È già assai
+male impressionato per lui l’animo di Sua Maestà; poche nuove
+provocazioni basterebbero perch’ella gli trovasse un ritiro più
+ingrato, e custodi più malaugurosi.»
+
+«Io lo giudicai a dirittura pazzo (soggiunse Nicolò Blount, dando
+un’occhiata alle sue calze cremesine, ed alle sue gialle rosette)
+allorchè posi mente a que’ maledetti stivali che offesero le narici
+della Regina. Voglio vederlo rinchiuso, e torno subitamente. Ma dimmi,
+Walter, la Regina non ha chiesto chi mi fossi? Ho creduto accorgermi
+d’una sua occhiata volta sopra di me.»
+
+«Venti occhiate! sì, venti occhiate sopra di te! e le ho assicurato
+che sei un bravo soldato, un... ma per l’amor del Cielo conduciti via
+Tressiliano.»
+
+«Vado, vado, rispose Blount. Ti dirò bene, che comincio ad avvezzarmi
+a questa vita cortigianesca. Non è poi un passatempo tanto cattivo.
+Se non altro, offre modi d’innalzarsi. Dunque, Walter, amico mio, le
+dicesti che sono un bravo soldato, e _un_... _un_ che cos’altro?»
+
+«_Un_... tutto che non si può esprimere. Ma spacciati dunque, in nome
+di Dio!»
+
+Tressiliano, senza opporre resistenza, e senza movere verun’inchiesta,
+seguì Blount, o a dir meglio si lasciò condurre nell’appartamento di
+Raleigh, sofferendo d’essere collocato in un letto sulle cinghie, che
+in uno di que’ gabinetti era stato apparecchiato ad uso di qualche
+servo. Nè tardò ad avvedersi che ogni sforzo per parte sua diverrebbe
+inutile a conciliargli le premure e i soccorsi degli amici, sintantochè
+il compire delle ventiquattr’ore da lui consacrate con promessa a
+rimanersi inoperoso, non gli facesse abilità di svelare tutte le cose,
+o veramente non gli togliesse ogni desiderio e pretesto di frammettersi
+in quanto riguardava il destino d’Amy, forse vicina ad unirsi col suo
+rapitore.
+
+Dovette Tressiliano adoperare molta fatica, e assai rimostranze, fatte
+con calma e dolcezza, per evitare la molestia di vedersi accampati
+nella sua stanza due uomini della guardia del conte di Sussex.
+Finalmente Blount in veggendolo tranquillo nel letto, diede due o tre
+calci, maledicendoli con tutto il cuore, a quegli stivali del mal
+augurio, i quali, giusta le nuove massime abbracciate dal Blount, erano
+stati il sintomo concludente, o forse anche la primaria cagione del
+disastro cui soggiaceva il suo amico. Per tal modo gli sforzi generosi
+e disinteressati operati da Tressiliano per la liberazione d’una donna,
+da cui non ebbe che ingratitudine, non gli partorirono in quel giorno
+migliori conseguenze del cadere in disfavore della Regina, e del farsi
+riguardare niente meno che pazzo dai propri amici.
+
+
+
+
+CAPITOLO II.
+
+ I Sovrani anche i più saggi s’ingannano
+ spesse volte siccome gli uomini di più
+ bassa lega, e abbiam veduto alcuni
+ di questi monarchi colle reali loro
+ mani fregiar della ciarpa di cavaliere
+ indegne spalle, sol meritevoli del
+ marchio del carnefice. Che vuol farsi?
+ Questi re certamente nelle loro azioni
+ avevano per iscopo il meglio, ma non
+ si può domandar conto ad essi che
+ dell’intenzione, non già dell’evento.
+
+ _Antica Commedia._
+
+
+«Ella è cosa ben crudele, disse la Regina dopo la partenza di
+Tressiliano, il vedere un uomo, fornito dianzi di saggezza e dottrina
+ora ridotto ad avere il cervello affatto guasto. Le prove evidenti
+che ha date di follia dimostrano parimente essere prive di fondamento
+le accuse ch’egli ha promosse. Laonde, signor di Leicester, noi non
+abbiamo dimenticato l’inchiesta che ci avete fatta pel vostro fedele
+servo Varney, i cui pregi e la cui lealtà vogliono avere il suo
+compenso dalla Sovrana, poichè a voi sono utili. Così il favore che
+siamo per compartirgli diverrà un premio dell’affetto zelante che
+ponete in servirci. Vi concediamo adunque la grazia che sollecitaste
+per Varney, e tanto più volentieri in tal giorno, che ricevendo
+ospitalità in vostra casa, vi dobbiamo anche per tale riguardo qualche
+prova d’animo grato. Si aggiugne che questa prova particolare di nostra
+benevolenza apporterà qualche sollievo al buon cavaliere di Devon, a
+sir Ugo Robsart, divenuto suo malgrado suocero di Varney; e spero per
+tal via riconciliarlo più facilmente col genero. A me la vostra spada,
+sig. di Leicester.»
+
+La prese ella con molto riguardo, e la sguainò, e mentre le Milady,
+che le stavano di corteggio, volgeano altrove il capo prese da un
+brivido, finto o vero che fosse, gli occhi della Regina si portarono
+avidamente a mirare il lustro e i ricchi ornamenti damascati di quella
+scintillante lama.
+
+«Se fossi stata uomo, diss’ella, credo che non avrei ceduto a nessuno
+de’ miei antenati nel desiderio di possedere una bella spada. Mi
+diletto molto nel contemplare le armi; e simile alla _fata Morgana_,
+di cui lessi le avventure in un libro italiano... Oh! perchè mai qui
+non trovasi il mio figlioccio Harrington? Egli mi rammenterebbe il
+tratto di romanzo che vorrei citare... Certamente mi sarebbe grato il
+poter aggiustare i miei capelli, e la mia acconciatura dinanzi ad uno
+specchio d’acciaio, siccome è questo... Riccardo Varney, avanzatevi,
+e mettetevi in ginocchio. _In nome di Dio; e di San Giorgio, noi vi
+facciamo Cavaliere! Siate fedele, valoroso, e felice_... sir Riccardo
+Varney, alzatevi.»
+
+Così fece il Varney, e si ritirò inchinando con gran rispetto la
+Sovrana, che tanto insigne onore gli conferiva.
+
+«Domani, aggiunse la Regina, noi vi armeremo dello sperone nella
+cappella del Castello, e così daremo fine alla cerimonia. Intanto,
+vogliamo che abbiate un altro fratello d’armi. Ma poichè la giustizia
+dee regolare la distribuzione delle nostre grazie, abbiam divisato di
+consultare a tal uopo il nostro cugino, il conte di Sussex.»
+
+Questo Pari, che dopo il suo arrivo a Kenilworth, ed anzi sin dal
+principio del viaggio erasi visto oscurar dal Leicester, portava
+ombrata da tetre nubi la fronte. L’aria sua di scontento non potè
+sfuggire alla Regina, che sperò serenarne l’animo, e nel medesimo tempo
+conformarsi al proprio sistema di _bilancia politica_[3], concedendo
+un contrassegno particolare di favore al conte di Sussex, allor quando
+parea più compiuto il trionfo di chi gli era rivale.
+
+All’ordine che ne ricevette da Elisabetta il Sussex, fu sollecito ad
+avvicinarsile, e la Regina gli chiese qual fosse fra i gentiluomini del
+suo seguito cui darebbe voto di preferenza nella imminente promozione.
+Ma quel Conte con maggior sincerità che accortezza, rispose: che
+avrebbe osato parlare a favore di Tressiliano, cui si credeva debitore
+della vita, e che d’altra parte, chiaro per sapere e per pregi
+militari, discendea da una famiglia scevra di macchie: «Ma, soggiunse
+di poi, temo che gli avvenimenti di questa notte!...» E qui si fermò.
+
+«Vedo con piacere una tale circospezione per parte della Signoria
+vostra, disse Elisabetta. Dopo quanto è accaduto, i nostri sudditi
+avrebbero ragione di giudicare la loro Regina non meno stolta di quel
+povero gentiluomo (perchè non credo mossa da cattive intenzioni la sua
+condotta) avrebbero, dissi, ragione di giudicare stolta la loro Regina,
+se prescegliessimo un tal momento, onde largheggiargli di favore.»
+
+«Quand’è così, rispose il Conte alquanto scompigliato, la Maestà Vostra
+mi permetterà di additarle il mio scudiere, il sig. Nicolò Blount. Egli
+è gentiluomo di buona casa, ed anche abbastanza antica. Ha servito
+nella Scozia e nell’Irlanda, e porta sul proprio corpo onorevoli
+cicatrici.»
+
+Elisabetta non potè far di meno di stringersi leggermente nelle spalle
+a tal seconda proposta; e la duchessa di Rutland ben lesse negli occhi
+della Regina come questa avesse sperato, che il Sussex le nomerebbe
+Raleigh, ponendola così in grado di soddisfare i propri desiderii ad un
+tempo, e di fare onore alla raccomandazione del Conte. Laonde, quale
+donna avveduta nell’arti cortigianesche, aspettò prima che la Regina
+acconsentisse all’inchiesta fattale a favore di Blount; poi soggiunse,
+che avendo que’ due potenti Pari avuta la permissione d’indicare un
+candidato alla cavalleria, ella oserebbe a nome di tutte le matrone
+presenti supplicare per un eguale favore.
+
+«Non sarei donna, se ricusassi cotale inchiesta,» sorridendo la Regina
+rispose.
+
+«Supplico adunque la Maestà vostra in nome di tutte queste Lady,
+aggiunse allor la Duchessa, ad innalzare al grado di cavaliere Walter
+Raleigh, che per lustro di nascita, e pei bei fatti d’armi, e per la
+solerzia da lui posta nel servire il nostro sesso colla spada non meno
+che colla penna, si è fatto degno di tale onore.»
+
+«Ringrazio queste Lady, rispose Elisabetta col contento sul labbro, e
+condiscendo alla loro inchiesta. L’amabile scudiere _senza mantello_
+diverrà il prode cavaliere _senza mantello_, come voi altre lo
+desiderate: fate dunque venire a noi i due candidati.»
+
+Blount per anche non ritornava; onde il Raleigh si avanzò solo e
+prostratosi, ricevè dalle mani della Sovrana il titolo di cavaliere,
+che pochi meritavano al pari di lui; tanto andava adorno di pregi.
+
+Nicolò Blount arrivò qualche momento dopo, e seppe dal labbro di
+Sussex, che egli incontrò alla porta della sala, le intenzioni
+favorevoli della Regina, e l’ordine avuto di farlo appressare al trono.
+Egli è uno spettacolo non molto raro, e ad un tempo penoso e ridicolo
+il vedere un uomo fornito di un criterio posato e non fatto agli
+slanci, allorchè, o la civetteria di avvenente donna, o qualsivoglia
+altro motivo lo traggono in quelle inezie che s’addicono soltanto
+all’amabile giovinezza, o a coloro in cui l’abito fe’ di queste una
+seconda natura. A tale condizione trovavasi il povero Blount, la cui
+testa era già sconcertata dalla ricchezza del suo abbigliamento, e che
+si era fitto in animo di dovere adattare a questo il proprio contegno.
+La subitanea novella di una tal promozione diede compiuto trionfo
+a quello spirito di leggerezza e di vanagloria che faceva guerra
+all’indole di lui primitiva, e d’improvviso trasformò un uomo semplice
+e di modi ruvidi anzi che no in un farfallino della specie più strana e
+ridicola che mai si fosse veduta.
+
+Il candidato cavaliere si avanzò nel salone, che per sua disgrazia
+gli conveniva attraversare da cima a fondo. Volgeva la punta del
+piede al di fuori con tanta caricatura, che la parte posteriore
+della gamba presentandosi ognora la prima, somigliava assai ad uno
+di quegli antichi coltelli a lama ricurva. In tutto il restante del
+suo portamento il Blount non dismentiva questa andatura grottesca.
+E tal mescolanza d’imbarazzo e di vanaglorioso contento era cosa sì
+compiutamente ridicola che i partigiani di Leicester non poterono
+rattenere un maligno sorriso, cui parteciparono senza volerlo alcuni
+pure fra i gentiluomini del Sussex, benchè costretti a mordersi dalla
+rabbia le dita. Lo stesso Sussex perdendo la pazienza, si vide alla
+necessità di dirgli all’orecchio: «Maledetto Blount non sai dunque
+camminare come fa un uomo e un soldato?» Tale rimprovero lo fece
+fremere e si fermò sgomentito, allorchè volgendo un guardo alle sue
+rosette gialle e alle sue calze rosse, prese nuova fidanza, e tornò a
+camminar come prima.
+
+La Regina accolse il povero Blount cavaliere con una ripugnanza che
+non dava luogo ad equivoco. Perchè inoltre è da sapersi ch’ella
+era al sommo riguardosa nel conferire questi titoli d’onore, de’
+quali dopo lei gli Stuardi largheggiarono con sì poca politica, che
+gl’impoverirono d’una gran parte dell’antico lor pregio. Non appena il
+Blount si fu allontanato, che la Regina volgendosi alla duchessa di
+Rutland, così disse: «Lo spirito di noi altre donne, mia cara Rutland,
+supera d’assai lo spirito di queste creature che portan giubba e
+calzoni. Dei tre cavalieri proposti, il tuo candidato solamente era
+degno di questo titolo.»
+
+«Sir Riccardo Varney, l’amico di milord Leicester... ha certamente il
+suo merito...» la Duchessa soggiunse.
+
+«Varney, replicò la Regina, ha la fisonomia torva e la lingua melata.
+Temo bene non disonori il titolo che ha ricevuto. Basta! Io avea già
+promesso ciò da lungo tempo. Ma quel Sussex assolutamente ha perduto
+il cervello. La prima volta ci propone un matto della natura di
+Tressiliano; poi dopo, un vero campagnuolo è il suo secondo protetto.
+Ti giuro, mia cara Rutland, che quando mi stava davanti, facendo
+contorsioni e smorfie, come se la zuppa troppo calda gli avesse
+scottato il palato, ho fatto fatica, allorchè doveva percotergli
+l’omero colla spada, a non fracassargli in vece la testa.»
+
+«Vostra Maestà nondimeno gli ha dato un abbraccio alquanto aspro, disse
+la Duchessa: noi abbiamo udito la lama della spada sonar sul suo collo,
+e il pover uomo ha fatto un moto come di chi si credesse ferito.»
+
+«Non seppi astenermene, mia cara amica, rispose la Regina... Ma noi
+manderemo questo sir Nicolò nell’Irlanda o nella Scozia, o in qualunque
+altro paese, purchè liberiamo la nostra Corte da tale cavalier
+campagnuolo.»
+
+Dopo sì fatte osservazioni della Regina, la conversazione divenne
+generale; nè tardò il Leicester a supplicare sua Maestà perchè volesse
+venire a prendere la sua sede al banchetto.
+
+Dovettero i convitati attraversare la corte interna del castello per
+giugnere ai nuovi edifizi ove trovavasi la vasta sala della mensa, già
+imbandita di una cena degna di sì bel giorno.
+
+In questo tragitto i novelli cavalieri si videro circondati dagli
+araldi, dagli uomini d’armi e dai canterini che gridavano secondo
+l’usanza: _generosità, generosità, o i primi fra i prodi cavalieri_.
+Tale acclamazione, antica assai, intendeva ad eccitare la generosità
+dei candidati a favore di quelli, il cui mestiere stavasi o nel
+custodire le armature o nel celebrare con allegri canti le imprese de’
+novelli cavalieri. Coloro ai quali s’indirigevano tali sollecitazioni,
+lor corrisposero con molta liberalità. Il Varney adoperò cortesia, e
+ricercata modestia nel distribuire i suoi donativi. Raleigh accompagnò
+i propri di quella grazia disinvolta che appartiene soltanto alle
+persone assuefatte al viver dei Grandi. Il povero Blount diede tutto
+ciò che del suo assegnamento d’un anno il sartore gli aveva lasciato.
+In mezzo a quello scompiglio del suo animo traeva fuori le monete, poi
+si fermava a contemplarle, indi le distribuiva particolarmente a questo
+e a quello, coll’aria inquieta e col contegno d’un sagristano che fa la
+limosina ai poverelli della parrocchia.
+
+Sì fatte liberalità vennero accolte fra i ringraziamenti e i _vivat_
+di costume. Ma poichè coloro che ne profittarono erano pressochè tutti
+persone poste al servigio del Leicester, il nome del Varney era quello
+che in mezzo a più vivi applausi si ripetesse. Soprattutto il Lambourne
+faceasi discernere co’ suoi schiamazzi: «Lunga vita a sir Riccardo
+Varney — Salute e onore a sir Riccardo — Non fu mai creato più degno
+cavaliere (ed aggiugneva abbassando la voce) incominciando dai tempi
+del valoroso sir Pandaro di Troia[4],» conclusione che fece ridere
+chiunque si trovò assai vicino per poterla udire.
+
+Sarebbe cosa superflua l’intertenerci più a lungo delle feste di questa
+sera, le quali furono sì brillanti, e tanto contentarono la Regina,
+che il Leicester ritirandosi nel suo appartamento, vi si portò affatto
+ebbro d’ambiziose speranze. Stava colà il Varney, che spogliatosi del
+ricco suo vestimento, in abito semplice e modesto aspettava il padrone
+per compiere le fazioni che giusta il suo ufizio spettavangli allorchè
+il Conte si metteva in letto.
+
+«Che vedo, sir Riccardo? disse sorridendo il Leicester, queste umili
+vesti non si confanno alla nuova dignità cui siete innalzato.»
+
+«La rinunzierei, rispose il Varney, sol ch’io immaginassi mi potesse
+allontanare dalla Signoria vostra.»
+
+«Lo vedo, tu sei un servo riconoscente, soggiunse il Leicester;
+ma non ti permetterò il fare alcuna cosa, che possa pregiudicarti
+nell’opinione degli altri.»
+
+A malgrado di questi detti, il Conte accettava i servigi del nuovo
+cavaliere, che diede a divedere in prestarglieli tanto contento quanto
+ne dimostrava colle parole.
+
+«Non ho paura delle male lingue, rispose a tale osservazione del Conte
+il Varney, perchè non v’è in tutto questo castello (permettete adunque
+ch’io vi levi il collare), non v’è in tutto questo castello alcuno che
+non si aspetti di vedere persone ben poste in più alto grado di questo
+ch’or debbo alla vostra bontà, di vederle, dico, tenersi onorate in
+adempiere presso voi gli ufizi di camerlingo.»
+
+«Sì: ciò potrebbe accadere,» disse il Conte mettendo un involontario
+sospiro; poi soggiunse: «Dammi la mia veste da camera, o Varney, è
+d’uopo ch’io contempli il Cielo. Dimmi non dovrebb’essere ben tosto
+luna piena?»
+
+«Credo di sì, Milord, lo mette almeno l’almanacco.»
+
+Stava in quell’appartamento una finestra che aprendosi, mettea su
+piccolo poggio di pietra, merlato com’era d’uso in tutti i castelli
+d’architettura gotica. Spalancandola il Conte, vide dinanzi a sè gran
+parte del lago e del bosco che copriva l’opposta sponda. I raggi della
+luna posavano immobili sull’onda azzurra e sui folti gruppi degli olmi
+e delle quercie che si mostravano in maggiore distanza. L’astro della
+notte in mezzo al suo corso scorgeasi cinto da mille stelle secondarie.
+Calma profonda regnava sulla terra, solamente interrotta a quando a
+quando dalle voci delle sentinelle e dal lontano abbaiamento de’ veltri
+svegliati dagli apparecchi d’una caccia magnifica, che divisavasi pel
+nuovo giorno.
+
+Contemplò il Leicester la volta del firmamento, e gli atti suoi e
+il suo contegno esprimevano come si stesse assorto in un’estasi
+irrequieta, intantochè il Varney, tenutosi all’ombra della parte
+interna di quella stanza, potea, senz’esser veduto, osservare con
+segreto giubilo il suo signore, che stendea le braccia verso i corpi
+celesti.
+
+«O voi globi di vivace fiamma (tal fu l’invocazione che indirisse loro
+questo uomo ambiziosissimo), voi scorrete taciturni l’orbita della
+misteriosa vostra carriera. Ma la saggezza vi attribuì una loquela.
+Ditemi adunque qual sia l’alto destino a me serbato? La grandezza che
+agogno, sarà ella brillante, sublime, durevole quanto la vostra? o
+sarei io condannato a non risplendere che qual lampo fugace in mezzo
+alle tenebre della notte per ricadere indi verso la terra, simile agli
+avanzi di que’ fuochi d’artifizio, onde gli uomini tentano imitare i
+vostri raggi?»
+
+Rimirò ancora il Cielo per un minuto o due, indi rientrò nella stanza,
+mentre Varney si mostrava inteso a riporre entro una cassetta i
+gioielli, che il Conte aveva posati sopra una tavola.
+
+«Che pensa del mio oroscopo Alasco? richiese il Conte. Gli è vero che
+tu mel dicesti, ma me ne sono dimenticato, perchè non ho seria fiducia
+in quest’arte.»
+
+«Pure, v’ha degli uomini istrutti che pensano altrimenti, rispose
+Varney, e se io debbo dire sinceramente il mio avviso alla Signoria
+vostra, comunque non istrutto, sono fra quelli.»
+
+«Ah! come Saule in mezzo ai profeti!... soggiunse il Conte. Io credea
+che tu professassi in vece un assoluto scetticismo su di tutte quelle
+cose che non puoi o vedere, o intendere, o toccare, o gustare, o
+ascoltare, in somma pensai limitata alla sola prova de’ sensi la tua
+credulità.»
+
+«Potrebbe anch’essere che il desiderio di vedere adempiuta la
+predizione dell’astrologo mi rendesse più credulo in questo giorno.
+Alasco disse, che il vostro pianeta favorevole si trova nella sua
+_culminazione_, e che l’_influenza contraria_ (nè volle più chiaramente
+spiegarsi) benchè non affatto vinta, è evidentemente nel suo
+_retrogrado_. Furono questi, mi sembra, i suoi propri termini.»
+
+«Sì, veramente questi, replicò il Leicester, osservando una
+recapitolazione di calcoli astrologici, ch’ei si tenea fra le mani;
+l’_influenza_ più forte sarà prevalente, e a quanto credo, l’ora fatale
+è passata. Aiutatemi, o Riccardo, a spogliarmi della mia veste da
+camera, e rimanete un qualche momento, tanto che io mi ponga in letto.
+Credo che le fatiche di questa giornata mi abbiano messo la febbre nel
+sangue; ei scorre per le mie vene ardente al pari di piombo liquefatto.
+Aspetta anche un poco, te ne prego, vorrei pure sentirmi gli occhi
+gravi dal sonno.»
+
+Il Varney rimase officiosamente vicino al letto del suo signore; indi
+pose una lampada d’argento massiccio insieme ad una spada sopra una
+tavola di marmo che era presso del capezzale. Fu allora che il Conte,
+fosse per non essere incomodato dalla luce della lampada, o fosse
+per nascondere il proprio volto a Varney, abbassò quanta parte di
+cortina bastava ad entrambi questi due scopi. Il Varney nel tornare
+ov’era prima, sedè colle spalle volte al Conte in tal modo, da fargli
+comprendere che in lui non era il disegno di spiarne la fisonomia, o
+indovinarne i moti dell’animo; poi aspettò che Leicester incominciasse
+a parlar della cosa, che il teneva meditabondo.
+
+Il Conte, dopo avere per qualche tempo aspettato invano che il suo
+scudiere fosse primo a dar motivo ai discorsi si fece a dire in tal
+guisa: «Dunque, Varney, si va parlando della bontà che la Regina ha per
+me?»
+
+«E come vorreste, o Milord, che si tacesse di cosa tanto manifesta?»
+
+«Di fatto, ella è una buona padrona, soggiunse il Conte; ma fu la
+Saggezza stessa che scrisse: non ti fidare soverchio sulla buona grazia
+dei principi.»
+
+«La sentenza è ottima e vera, sempre quando però non si abbia
+l’accortezza di collegare i nostri cogl’interessi loro in tal guisa, da
+tenerli in pugno come il falco prima di permettergli il volo.»
+
+«Indovino a che intende il tuo discorso, disse il Leicester con
+impazienza, nè m’impedisce il comprenderlo tutta la circospezione che
+metti nel farlo. Vuoi significarmi, che sposerei la Regina, sol che il
+volessi.»
+
+«La Signoria vostra lo disse, e non io. Ma che rileva qual di noi
+due l’abbia detto? Sopra ogni cento persone ve n’ha novantanove in
+Inghilterra che credono la medesima cosa.»
+
+«Sì, (disse il Leicester, ravvolgendosi per il letto) ma la centesima
+è meglio istrutta delle novantanove. E tu! tu, a ragion d’esempio,
+conosci tali ostacoli che non si possono superare.»
+
+«E nondimeno, la cosa debb’essere, se vogliamo aver fede alle stelle,»
+disse posatamente l’astuto Varney.
+
+«Che cosa dici? Eh! ch’io so non credere tu nè all’astrologia, nè a
+verun’altra cosa.»
+
+«Domando perdono alla Signoria vostra, ella è nell’errore. Io credo a
+certi presagi dell’avvenire. Non dubito per portarne un esempio, che se
+pioverà in aprile, vi saranno fiori nel maggio, che se farà bel sole,
+il grano diverrà maturo. E nella mia filosofia naturale trovo parecchie
+cose che mi trarrebbero a prestar fede alle stelle, se le stelle le
+predicessero. Ne deriva quindi che non mi asterrò certamente dall’aver
+fiducia in questi eventi, i quali generalmente sono aspettati siccome
+desiderati, per ciò solo che gli astrologi credettero d’averli letti
+nel Cielo.»
+
+«Hai ragione (disse Leicester smaniando più fortemente nel letto).
+Tutti desiderano queste nozze. Ne ho ricevute congratulazioni dalle
+chiese riformate dell’Allemagna, de’ Paesi Bassi e della Svizzera,
+tutte persuase che dipenda da tali nozze la salute d’Europa. La Francia
+non sarebbe per opporsi al loro effettuarsi, e la fazione dominante
+della Scozia le avrebbe siccome una sua guarentigia; la Spagna le teme,
+ma non ha forza di contrariarle; e contuttocciò vi è noto che sì fatto
+avvenimento è impossibile.»
+
+«Non vedo tutta questa impossibilità. La Contessa è incomodata nella
+salute.»
+
+«Sciagurato! (sclamò Leicester alzandosi dal letto ed afferrando la
+spada posta sopra la tavola) abbandona questi pensieri esecrabili.
+Vorresti forse assassinarla?»
+
+«Per chi mi prende la Signoria vostra? (disse il Varney pompeggiando
+di tutta quella dignità che s’addirebbe alla calunniata innocenza).
+Non mi è sfuggito alcun accento che possa dar motivo a tanto orribili
+imputazioni. Solamente dissi che la Contessa è inferma, e comunque
+amabile e teneramente amata, non è per ciò men soggetta alla legge
+universale. Ella potrebbe morire, e la Signoria Vostra rimanere in
+libertà.»
+
+«Lungi da me un’idea sì desolante! Che non se ne parli più mai!»
+
+«Auguro la buona notte alla Signoria vostra,» e in dir questo si alzò
+Varney, il quale finse interpretare le ultime parole del Conte siccome
+un comando d’andarsene. Ma lo rattenne il Leicester.
+
+«Tu non mi fuggirai così, compare matto. E credo in vero, che il tuo
+nuovo grado ti abbia fatto dar volta al cervello. Dimmi dunque, tu non
+riguardi questi ostacoli come invincibili?»
+
+«Milord, permettetemi. Piaccia a Dio di concedere lunga vita alla
+vostra bella Contessa, benchè nè l’amore che le portate, nè i miei voti
+abbiano forza di renderla immortale. Ma viva pur ella quanto lungamente
+è da desiderarsi per la sua e per la vostra felicità! questi nodi a mio
+avviso non v’impediscono di farvi re d’Inghilterra.»
+
+«Eccone una d’altro conio! Tu sei pazzo; assolutamente pazzo, povero il
+mio Varney!»
+
+«Eppure! vorrei come son sicuro di quanto dico, esserlo di possedere
+un giorno una bella e buona signoria. Ignorate forse, come in altri
+paesi può starsi un maritaggio _di mano manca_ fra persone di grado
+diverso, e che tal maritaggio non costringe il marito a ricusare nodi
+più convenevoli al suo stato?»
+
+«Sì veramente; intesi dire, che quest’uso veniva praticato
+nell’Allemagna.»
+
+«Vi dirò di più. Si pretende che i dottori delle università straniere
+aggiungano forza a questa duplicità di nozze col peso di vari testi
+della scrittura. In fine poi qual gran male sarebbe? L’amabile compagna
+che vi siete prescelta avrebbe tutti i migliori vostri momenti, quelli
+cioè del riposo, che son pur quelli in cui l’animo si apre con libertà
+in seno all’amore ed all’amicizia. Non danno per la sua fama: non pace
+tolta alla sua coscienza. Allora, voi siete padrone di provvedere a
+tutto, se il Cielo vi fa felice di prole. Potete poi anche riserbare
+ad Elisabetta dieci volte più tempo e dieci volte più amore di quanto
+mai don Filippo di Spagna non ne abbia consacrato a Maria, sorella
+d’Elisabetta. E nondimeno sapete che quella moglie di don Filippo ad
+onta di tanta negligenza e freddezza amò assai suo marito. Non sono
+necessarie a tal fine che bocca chiusa e fronte aperta, ed è in voi
+tutto l’arbitrio di tenervi ad un tempo e la vostra Eleonora, e la
+vostra bella Rosamonda. Lasciate a me l’incarico di trovarvi un ritiro,
+ove non giunga mai a penetrare l’occhio geloso della Regina.»
+
+Il Leicester mantenne per qualche tempo il silenzio poi sospirando
+disse: «No, la cosa è impossibile. Addio, Varney... Rimanete un altro
+istante. Che giudicate voi di Tressiliano e del disordinamento della
+sua mente? Non potrebb’egli essere che questo delirio ed il negletto
+abito con cui si presentò agli sguardi della Sovrana, avessero secondi
+fini? Ch’ei credesse forse d’eccitare nell’animo d’Elisabetta quella
+compassione non solita a negarsi giammai ad un amante abbandonato dalla
+sua donna, e tratto perciò fuor di senno?»
+
+Varney diede in grande scoppio di risa, e ridendo rispondea: «Oh!
+Tressiliano non pensa a tal cosa.»
+
+«Spiegati, non t’intendo. Nè tu ridi mai che sotto il tuo riso non covi
+qualche malizia.»
+
+«Volea dire, o Signore, che Tressiliano ha trovato l’espediente il più
+sicuro per non morire d’affanno. Si è provveduto d’un divagamento,
+d’una compagnia. La sorella d’una specie di commediante, cred’io,
+alloggia seco lui in quella camera della torre di _Merwyn_ che per
+motivi particolari io avea ordinato gli fosse assegnata.»
+
+«Si è fatta un’amica, tu il credi, si è fatta un’amica?»
+
+«Certamente! Milord, ma una di quelle amiche, che vanno nelle stanze
+dei gentiluomini ad aspettare ore intere tantochè giungano.»
+
+«In fede mia è tal novelletta, che sarà ottima da raccontarsi a tempo
+e luogo. Già per massima non ho mai creduto a questi dotti che hanno
+la fisonomia di bacchettoni. Ma bene! sig. Tressiliano, voi almeno
+non fate cerimonie in mia casa. Se do passata a questa libertà ch’ei
+si prende, può ringraziarne una certa ricordanza che mi dura tuttora.
+Nondimeno, Varney, tenete l’occhio sopra di lui.»
+
+«Per vegghiarlo meglio appunto lo alloggiai nella torre di _Merwyn_,
+ove gli fa la guardia il mio servo, vigilantissimo comunque sia il
+primo beone che viva su questa terra. Intendo Michele Lambourne,
+quell’uomo di cui altre volte ho parlato a _Vostra Maestà_.»
+
+«_Vostra Maestà!_ Che significa un tale epiteto?»
+
+«È un epiteto, Milord, che se non istò bene attento, mi corre al labbro
+senza che io il voglia; ma mi sembra epiteto sì naturale, che non ho
+cuore di ritrattarlo.»
+
+«In somma, mi confermo in questo ognor più: la tua recente dignità ti
+ha sconcertato il cervello; i nuovi onori vanno alla testa, come il
+buon vino.»
+
+«Possa la Signoria vostra parlarne ben tosto per esperienza!» e in
+questa Varney si ritirò augurando al suo signore la buona notte.
+
+
+
+
+CAPITOLO III.
+
+ «Ecco la vittima in vicinanza dell’empio
+ che la tradisce, a guisa di cerva
+ giacente a piedi del cacciatore, che
+ offre a nobil matrona, signora della
+ caccia, la spada ignuda, per portare il
+ colpo estremo allo spirante animale.
+
+ _Il Taglialegna_.
+
+
+N’è d’uopo far ritorno all’appartamento di _Merwyn_; o piuttosto al
+carcere dell’infelice contessa di Leicester, che per qualche tempo
+seppe frenare l’impazienza e l’inquietezza fra cui avvolgeasi. Ella ben
+sentiva come in mezzo al tumulto, inevitabile in sì fatto giorno, era
+tra le cose possibili, che la sua lettera non fosse così presto giunta
+a Leicester, e che per altra parte non gli era lecito il sottrarsi
+improvvisamente al suo servigio presso Elisabetta per venire a visitar
+lei in quell’asilo recondito. «Comprendo che non posso sperare di
+vederlo prima di notte, pensava ella fra se medesima. So che farà ogni
+possibile per anticiparmi tale contento. Pur m’accorgo che dovrò portar
+con pazienza questo ritardo.»
+
+Ciò nullameno non passò istante che ella non si aspettasse il Conte,
+e mentre volea persuadere a se stessa il contrario, ogni lieve rumor
+ch’ella udia, gli dipignea il Conte frettoloso di correre fra le sue
+braccia.
+
+Le fatiche del precedente viaggio, e l’agitazione, ben naturale in chi
+sofferiva tanto penosa incertezza, diedero tale scotimento ai suoi
+nervi ch’ella omai si temeva incapace di aver forza per quegli eventi
+quali si fossero che l’aspettavano. Ma comunque viziata anzi che no
+in sua fanciullezza, robusti ne erano l’animo ed il temperamento; chè
+alla robustezza del secondo genere avea molto contribuito l’esercizio
+di cacciar sovente in compagnia di suo padre. Ella chiamò in soccorso
+attorno di sè tutte le proprie forze, e ben comprendendo come il suo
+futuro destino dipendesse in gran parte dall’intrepidezza che avrebbe
+serbata, pregò silenziosa il cielo volesse reggerla, e fece ad un tempo
+proposito di non cedere ad alcun moto dell’animo che fosse inteso ad
+indebolirla.
+
+Pure allor quando la maggior campana del castello, che posta sulla
+torre di _Cesare_ distava poco dall’altra di _Merwyn_, incominciò ad
+annunziare l’arrivo della Corte, tal suono fu oltre ogni dire penoso
+ad organi delicati, che l’interno turbamento rendea men atti a forti
+impressioni; laonde non potea rattenersi al mettere un dolente grido
+ogni qual volta udiva il cupo squillar di quel bronzo.
+
+E peggio fu poi allora che vide la picciola stanza in cui stavasi
+come innondata da flutti di luce, mandata ivi dai razzi che
+s’incrocicchiavano per l’aria a guisa di fantasmi di fuoco, o di
+salamandre che eseguissero bizzarre danze nella regione de’ Silfi. Le
+parve in quell’istante, che ognun di que’ razzi scoppiasse in tanta
+vicinanza de’ suoi occhi ond’ella ne sentisse il calore.
+
+Pur lottò contro questi terrori fantastici, superando se medesima tanto
+da mettersi alla finestra e contemplare uno spettacolo che, in altri
+tempi, e vago e maestoso le sarebbe comparso. Le torri magnifiche del
+castello andavano ornate di ghirlande di fuochi artifiziali, o coronate
+da un pallido vapore. La superficie del lago scintillava siccome ferro
+nella fornace, mentre i razzi lanciati all’aria, e cadenti senza
+spegnersi nell’acqua, rassembravano draghi incantati che giostrassero
+sopra un lago di fuoco.
+
+Diremmo quasi che per brevi istanti ella ebbe diletto d’uno spettacolo
+tanto nuovo per lei.
+
+«Io crederei (tali erano le sue meditazioni) tutto questo essere
+effetto d’arte magica, se il povero Tressiliano non mi avesse insegnato
+ad apprezzare al giusto le cose... Gran Dio! questi vani splendori
+sarebbero mai l’emblema delle speranze ch’io nutro? La felicità che ho
+provata sarebbe forse una scintilla, presta ad essere inghiottita entro
+un mare di tenebre?... un chiarore effimero, che si solleva un momento
+nell’aria sol per far di più alto la sua caduta?... O Leicester!
+dopo quanto mi dicesti, dopo quanto tu mi giurasti, ho da credere
+che tu sia il mago al cui cenno nascono tanti prodigi, e che la tua
+Amy non si rimanga a vederli se non se come una donna esiliata, anzi
+prigioniera?... quell’Amy che era il tuo amore, la tua vita!»
+
+La continua musica che risonava dalle diverse bande del castello, or
+più distanti or più vicine, le mantenevano variatamente nell’animo
+le stesse idee dolorose. L’armonia più lontana e più dolce sembrava
+accordarsi meglio colle sue pene; e l’altra come più romoreggiante e
+più gaia parea far quasi insulto all’infortunio, cui soggiacea.
+
+«Questa musica appartiene a me, se appartiene _a lui_; ma non è in
+mia facoltà l’interromperla. Oh! farei cessare questi suoni troppo
+rumorosi. Il più infimo fra i contadinelli, postosi in danza, ha per
+regolare la musica più potere che non ne ho io padrona di tutti questi
+luoghi.»
+
+Cessato a poco a poco il suono degli strumenti, la Contessa abbandonò
+la finestra d’ond’era stata ad ascoltarli. Comunque fosse innoltrata la
+notte, tanto era in quella stanza il chiaror della luna, che Amy potè
+ordinarvi le cose come le piacque meglio. Ella sperava che Leicester
+non avrebbe tardato di recarsi a lei tostochè il tutto fosse più
+tranquillo entro il castello. Ma doveva ad un tempo temere ch’altre
+persone non venissero a disturbarla. Nè più sicura teneasi per avere
+ella la chiave della stanza; poichè Tressiliano era entrato con tanta
+facilità benchè la porta fosse chiusa internamente. Laonde tutta la
+diligenza che potè usare in tal circostanza si ridusse a collocar
+la tavola per traverso, affinchè il rumore l’avvertisse se qualcuno
+facea prova di penetrare lì entro. Dopo aver dunque praticata questa
+necessaria cautela, l’infelice Amy si gettò sul suo letticciuolo, tutta
+assorta ne’ pensieri che le dava un aspettar sì penoso, e contando
+ogni minuto finchè sonasse un’ora dopo la mezzanotte. La natura
+spossata finalmente potè più di quanto avevan potuto e il cordoglio e
+l’inquietezza; laonde Amy fu vinta dal sonno. Sì: ella dormì... Dorme
+l’Indiano nelle pause frapposte ai tormenti cui lo assoggettano i suoi
+crudeli padroni. Così del pari i tormenti del cuore stancano finalmente
+la forza in lui di sentirli, nè rinnovellano i loro assalti che presa
+nuova lena nel durar d’un sonno letargico.
+
+La Contessa pertanto dormì alcune ore; e sognò trovarsi nell’antico
+soggiorno di Cumnor, attenta coll’orecchio se udiva il fischio, onde
+Leicester facea nota la sua giunta fin dal cortile allor quando con una
+delle segrete sue visite la veniva a sorprendere gratamente. Poi le
+parve udire in vece lo squillo d’un corno da caccia, e quella stessa
+sinfonia, cui l’aveva usata il padre suo ogni qualvolta stendea morto
+un cervo, sinfonia che i cacciatori nomavano _della morte_. Credè indi
+correre ad una finestra che guardava nella corte, ov’era molta turba di
+gente raccolta in lugubri vesti, e il vecchio curato che recitava meste
+preci, e Mumblazen messo in antico uniforme d’araldo e tenendo uno
+scudo che presentava gli emblemi di cui si fa mostra ne’ funerali; ossa
+incrocicchiate e cranii e oriuoli a polvere posti attorno allo stemma
+gentilizio cui sormontava una corona di Conte. E vedea il vecchio
+genitore, che con sorriso per lei terribile sì le diceva: _Amy, che ti
+sembra del blasone di questo stemma?_ e dopo tali parole le sonava di
+nuovo all’orecchio la musica _della morte_, e in questa si risvegliò. E
+udì veramente suono di corno da caccia, anzi di molti, che empieano il
+castello non d’armonia ferale, ma che annunziavano a tutti gli ospiti
+di Kenilworth una lieta alba, e la caccia del cervo, da cui nel vicino
+parco doveano cominciare i sollazzi di quella giornata.
+
+«Egli non pensa a me, andava ripetendo fra se medesima Amy. Fastoso di
+avere una Regina per ospite, poco gli grava che in quest’angolo oscuro
+del suo palagio languisca una misera donna, omai tratta a disperazione
+da un’incertezza la più dolorosa.»
+
+D’improvviso un romore che le parve ascoltare all’uscio, come se
+alcuno avesse cercato d’aprirlo di soppiatto, portò nell’animo suo un
+delizioso sentimento di gioia cui però la tema si frammettea. Tantosto
+sorta, si affrettò a liberar la porta dalla sbarra che vi avea posta
+ella stessa, ma innanzi aprirla, ebbe la cautela di chiedere: _Sei tu
+mio amore?_
+
+E il sommesso mormorio d’una voce che le rispondea: _Sì, mia Contessa_,
+non le lasciando più dubbio veruno, aperse la porta, sclamando
+_Leicester!_ e gettò le braccia attorno al collo di quello straniero
+che rimanea sulla soglia avvolto nel suo mantello.
+
+Ma costui era in vece lo scellerato Lambourne, che sì rispose, in
+suo stile: «Non è del tutto, del tutto Leicester, o mia leggiadra e
+tenerissima duchessa, ma è tal uomo che equivale bene a Leicester.»
+
+Immantinente con una forza che non avrebbe mai creduto di possedere,
+Amy respinse quell’uomo indegno e si sciolse dalle sue braccia,
+arretratasi fino in mezzo alla stanza, ove la disperazione le diè
+coraggio a fermarsi.
+
+Costui seguendola fin lì, lasciò cadere il mantello che il volto gli
+ricopriva. Allora fu che Amy riconobbe il servo di Varney, quell’uomo,
+da cui men che da tutt’altri di questa terra avrebbe voluto essere
+riconosciuta, se si eccettui l’indegno padrone che lo stipendiava. Ma
+portando ella ancora il suo abito da viaggio, e Lambourne non essendo
+stato ammesso che una sola volta al cospetto di lei nel castello di
+Cumnor, sperò che egli non così agevolmente la ravviserebbe, com’ella
+riconobbe appieno quel ribaldo, che Giannina le avea fatto osservare
+dalla finestra, e lo avea dipinto coi colori che a costui pertenevano,
+tutte le volte che dopo accompagnato Varney nel castello di Foster,
+s’interteneva nella corte ad aspettare il padrone.
+
+E tali considerazioni avrebbero maggiormente accresciuta in Amy la
+fidanza di rimanergli ignota, se si fosse accorta che costui era briaco
+oltre ogni confine; ma il fare una tale scoperta le sarebbe stato
+tutt’altro che conforto per quanto spetta al rischio di trovarsi sola a
+tale ora, in tal luogo, con uomo giunto a quello stato e di sì perversa
+natura.
+
+Il Lambourne chiuse la porta appena entrò, ed incrocicchiate le braccia
+come in atto di schernire la donna che non conoscea, prese a favellarle
+in tai sconci modi:
+
+«Ascoltami, bella Callipoli, amabile contessa de’ cenci, divina
+duchessa de’ cantucci reconditi; se ti vuoi prendere il fastidio di
+raggrupparti in te stessa, come un cuoco raggruppa un uccello tolto
+dallo spiedo, e ciò per farmi più gradevole il diletto di trinciare...
+ti assolvo da questa briga... La tua prima franchezza mi piaceva assai
+più; sì, mi piaceva assai più (e in ciò dire fece un passo innanzi e
+barcollò)... come ti dico, mi piaceva più, ed il metodo che hai preso
+ora, non mi garba.... come non mi garba questo maledetto pavimento,
+lasciato, credo, in alto e basso dal diavolo, e che mette un galantuomo
+in pericolo di rompersi il collo, se non si tiene all’erta come un
+saltatore sulla corda tesa.»
+
+«Fermati, disse la Contessa, non ti accostare se t’è cara la vita.»
+
+«Anche minacce! Come sta questa faccenda, o signora? Ma potete voi
+trovare un uomo più compagnevole di Michele Lambourne? Figlia mia, ho
+viaggiato in America, ove l’oro nasce da sè, e ne ho portate tai grosse
+verghe....»
+
+«Mio caro amico (disse la Contessa atterrita dal tuono d’audacia e di
+sicurezza nella quale si teneva il malvagio) mio caro amico, esci te ne
+prego e lasciami sola.»
+
+«Gli è quello che dirò a te, mia carina, quando saremo stanchi l’uno
+dell’altro.... ma non prima.»
+
+Allora l’afferrò per un braccio, ed Amy incapace di resistenza, si
+difendeva unicamente colle sue grida.
+
+«Eh via! gridate quando volete, dicea il Lambourne così tenendola. Ho
+udito il flutto nel suo più forte mugghiare. Figuratevi se mi prendo
+fastidio dello strillar d’una donna! Il miagolare d’un gatto mi fa la
+stessa impressione... Mi porti il diavolo.... se a queste orecchie non
+sono arrivate le urla di cento donne in un colpo, quando abbiam preso
+una fortezza d’assalto.»
+
+Nondimeno le grida di Amy attrassero in quella stanza un difensore
+non aspettato. Lorenzo Staple cui giunse il suono di questi strepiti
+fino nella sua stanza da letto, corse a proposito per impedire che la
+Contessa fosse scoperta e fors’anche per salvarla da una più atroce
+violenza. Non che questo Lorenzo non fosse egli pure briaco la sua
+parte per una conseguenza tuttor durevole della crapola del dì innanzi;
+ma per buona sorte la sua ubbriachezza avea presa indole affatto
+diversa da quella del Lambourne.
+
+«Che cosa è tutto questo bordello nella mia prigione? diss’egli. E che?
+un uomo e una donna appollaiati nella medesima stanza! Gli è contro
+tutte le regole. Oh! voglio che si serbi decenza ne’ miei dominii! Sì,
+per S. Pietro _in Vinculis_.»
+
+Allora il Lambourne: «Scendi presto la scala, affrettati, cane
+d’imbriaco, non vedi che questa donna ed io vogliam restar soli?»
+
+«Ottimo e degno signore (esclamò allor la Contessa, indirigendosi a
+quel guardiano), salvatemi da quest’uomo, salvatemi per pietà!»
+
+«Questo si chiama parlar bene! soggiunse allora Lorenzo. Io porto
+affetto ai miei prigionieri, e ne tengo in custodia di tanto buoni
+quanto quelli di Newgate, o dell’altre prigioni di Londra. Laonde
+questa donna, appartenendo alla mia greggia, non vi sia chi la molesti
+entro il suo ovile. Michele! o lasciala in pace, o per Dio! t’accoppo
+colle mie chiavi.»
+
+«Voglio piuttosto fare un sanguinaccio col tuo diafragma (rispose il
+Lambourne mettendo una mano alla squarcina, e tenendo la Contessa
+coll’altra). Laonde pensa ai casi tuoi, vecchia ostrica, che hai tutto
+il tuo catta pane in un mazzo di chiavi.»
+
+Lorenzo fermò il braccio di Michele impedendogli di sguainare la
+sciabola, e mentre il Lambourne lo rispigneva, la Contessa fece tale
+sforzo, che pervenuta a sciogliersi dalle mani di quello scellerato, e
+lanciandosi verso la porta, uscì della stanza, e con indicibile agilità
+fece quant’era la scala: già fin dall’atto dei primi suoi passi aveva
+udito, il che le accrebbe in quell’istante sbigottimento, il romore
+fatto dai due campioni che stramazzarono entrambi. Essendo rimasto
+aperto l’ultimo sportello, ne profittò, e trovossi tutta abbrividita
+nel _luogo di delizia_ che le parve il più favorevole per sottrarsi a
+nuova persecuzione.
+
+Intanto Lorenzo e Michele s’avvoltarono pel pavimento stringendosi
+fortemente l’un contra l’altro. Per buona ventura di ciascun d’essi,
+non aveano sguainate le sciabole. Lorenzo però trovò modo di lanciar
+le pesanti sue chiavi in volto al Lambourne, che per vendicarsi prese
+sì fortemente per il collo il guardiano della torre, che gli fece
+uscir sangue dalla bocca e dalle narici. Erano in tale stato, quando
+un ufiziale della casa di Leicester, mosso da quello strepito entrò e
+pervenne non senza durar molta fatica a disgiugnere i due combattenti.
+
+«Possa entrambi soffocarvi la peste, e voi sopra tutti, maestro
+Lambourne! Sì disse quel caritatevole mediatore. Che diavolo fate lì,
+battendovi come due cani che s’azzuffano in un macello?»
+
+Sorse da terra il Lambourne, e calmato alquanto dalla mediazione di
+questo terzo, lo riguardò con minore impudenza, che non fosse in lui
+d’uso: «Se vuoi saperlo, ci battiamo per una donna.»
+
+«Una donna! dov’è?» soggiunse l’ufiziale.
+
+«Sarà scomparsa, disse il Lambourne guardandosi intorno; se
+però Lorenzo non se l’è trangugiata. Quel suo lordo ventraccio,
+nell’inghiottire misere donzelle ed orfani oppressi, non la cede alla
+gola dei giganti ricordati dalla storia del re Arturo. Costui non ha
+altro nudrimento, e si divora le povere creature in corpo, anima, e
+sostanze.»
+
+«Sì, sì; ma qui non cade la quistione, soggiunse alzatosi da terra
+Lorenzo. Ho avuto sotto il dominio delle mie chiavi molta gente che
+valea meglio di te, la intendi, maestro Lambourne? E prima che le
+cose sieno finite, ci cascherai tu pure; e la tua sfrontatezza non ti
+salverà sempre le gambe dalla catena, nè il collo dallo spago.»
+
+Pronunziate appena da Lorenzo queste parole, Michele voleva gettarsi
+un’altra volta sovr’esso.
+
+«Orsù, non ricominciate, gridò imperiosamente quello scudiere, o
+chiamerò un tale che farà far giudizio ad entrambi. Intendo maestro
+Varney, o vogliamo dire Sir Riccardo, che appunto ho veduto, son pochi
+istanti, attraversare la corte.»
+
+«Dici tu vero? (gli chiese bestemmiando il Lambourne, indi corse al
+bacino e alla brocca). A te maledetto elemento, fa ora l’ufizio tuo.
+Credea essermi per sempre liberato da te, trascorrendo nel galleggiare
+da _Orione_ l’intera notte, chè mi sembrava essere divenuto un
+turacciolo di sughero, sopra un barile di birra.»
+
+Si lavò, ciò dicendo, il volto e le mani, e riparò alla presta il
+disordinamento dell’abito.
+
+Intanto lo scudiere seriamente volgeasi al guardiano: «Che gli facesti
+dunque? vedi come n’è enfiato il volto.»
+
+«Oh! è una piccola impressione fatta dalla chiave del mio gabinetto,
+marchio troppo nobile ancora pel ceffo di quell’animal di galera.
+Nessuno debbe attentarsi ad oltraggiare i miei prigionieri; sono eglino
+i miei gioielli, e troppo mi rileva l’immunità della cassetta ove li
+custodisco. Però cessino le vostre grida, o Signora... Ma qui era pure
+una donna!»
+
+«Credo che siate matti per tempo e l’uno e l’altro, soggiunse allor lo
+scudiere. Io qui non ho veduto donne, e per parlare aggiustatamente
+nemmeno uomini, ma solamente due animali che si ravvolgeano l’un
+l’altro sul pavimento.»
+
+«Oh misero me! Lorenzo sclamò. La prigione è stata forzata! questo è il
+tutto, la prigione di Kenilworth è stata forzata! Chi l’avrebbe detto,
+della più forte prigione che siavi incominciando dal nostro paese e
+portandosi fino alla terra di Galles? d’una torre, ove e cavalieri
+e conti e re hanno dormito con tanta sicurezza quanta se ne trova
+nella torre di Londra! Ella è forzata, i prigionieri fuggirono, e il
+guardiano di essa corre rischio di venir appiccato!»
+
+Così parlando si ritrasse nella propria stanza per continuare a
+bell’agio le sue lamentazioni, o piuttosto per ricuperare dormendo la
+ragione andatagli a diporto.
+
+Il Lambourne e lo scudiere il seguiron d’appresso, e ben lor tornò,
+perchè costui, seguendo il suo stile, avea chiuso lo sportello, che non
+erano anche usciti, e se non fossero stati in tempo per farlo riaprire,
+rimanevano trappolati là d’onde la Contessa si liberò.
+
+Come il dicemmo, l’infelice Amy erasi rifuggita nel _luogo di delizia_,
+ch’ella avea già considerato standosi alla finestra della torre di
+_Merwyn_. Nell’atto della ricuperata libertà il primo pensiere corsole
+all’animo fu che in mezzo ai boschetti, ai frascati, alle statue e
+alle grotte onde quel luogo abbellivasi, avrebbe facilmente trovato
+un asilo, ove starsi nascosta sintantochè le comparisse qualcuno atto
+a proteggerla, e degno ch’ella gli confidasse le sue angoscie, e
+proclive a sentirne pietà, tale in fine che le procacciasse una via di
+abboccarsi col Conte.
+
+«Oh potessi vedere Wayland! Saprei finalmente se la mia lettera fu
+consegnata. Ovvero, m’incontrassi almeno in Tressiliano! Costretta a
+scegliere fra’ mali sarebbe anche minore l’espormi alla collera di
+Dudley, svelando il mio stato ad un gentiluomo d’onore a fronte del
+rischio di sofferir nuovi insulti dalla ciurma invereconda di questo
+fatale castello. Oh! non mi commetterò più mai a starmi chiusa entro
+una stanza! Aspetterò..... starò all’erta..... Fra tanta moltitudine di
+persone, non ne troverò io una sola buona, e capace di sentir pietà del
+mio affanno?»
+
+Veramente, Amy vedea trascorrere dinanzi a sè molti gruppi di quegli
+ospiti, che attraversavano il _luogo di delizia_. Ma numerosi troppo
+erano tai drappelli per incoraggiarla a presentarsi, e per altra parte
+non sembravano fuorchè intesi a ridere e a folleggiare in una giornata
+che parea sacra unicamente al diletto.
+
+Il ritiro ch’ella avea scelto involavala ad ogni sguardo; ed era una
+grotta di rustici ornamenti tappezzata, in fondo a cui zampillava
+una fontana, luogo opportunissimo ad Amy per tenervisi ascosa, o per
+iscoprirsi a qualcuno che vago di sottrarsi alla folla, e in compagnia
+de’ propri pensieri, cercasse in quel romantico asilo un riposo. Ella
+si mirò nello specchio cui offerivale il cheto bacino della fontana;
+e sin dalla propria immagine fu atterrita, tanto si vedea cambiata e
+sformata. Certamente, nel disegno di fidarsi ad altri, le venne pure
+in mente, che una persona del suo sesso sarebbe stata più inclinata ad
+impietosire di lei; ma dopo essersi riguardata, temette se si scontrava
+in tale persona non esserne anzi con ribrezzo rispinta.
+
+Quindi ragionando, come ragionar dovea una giovinetta che dà qualche
+peso e si confida al potere delle forme sue e dei suoi vezzi, svestì
+l’abito da viaggio, che ne copriva un più adorno, e mise a terra
+il suo largo cappello, i quali arnesi tenne vicino a sè in modo da
+poterli prendere prima che qualche persona giugnesse al fondo di quella
+grotta, se per mala sorte le persone entratevi fossero state Varney, o
+Lambourne, che nuovamente le rendessero necessario il travestirsi.
+
+Tal sopravvesta, di cui Wayland la provvide nel viaggio, somigliava
+a quelle delle commedianti che doveano aver parte negli spettacoli
+apparecchiati per la Regina. Quella fontana adunque prestò ufizio
+di specchio e di brocca ad Amy, che ne profittò per assettarsi
+affrettatamente: indi tenendosi fra le mani lo scrignetto delle sue
+gioie, che pur poteva divenirle utile a procacciarsi intercessori,
+si adagiò sopra un sedile di verzura posto in fondo alla grotta,
+aspettando ivi soccorso unicamente dal caso.
+
+
+
+
+CAPITOLO IV.
+
+ Così nibbio talor ratto in suo volo
+ Corre a ghermir la timida pernice,
+ Che instupidita manca di consiglio
+ Per fermarsi o fuggir dal crudo artiglio.
+ _Prior_.
+
+
+Accadde in questo giorno sì memorabile, che fra le cacciatrici più
+sollecite di prevenire il mattino si trovò la Principessa medesima, la
+Regina vergine d’Inghilterra. Non so se a caso, o per un effetto della
+cortesia, che il Leicester dovette ad una Sovrana in ver lui prodiga
+di tanti onori, non appena Elisabetta avea posto il piede sulla soglia
+della porta, si vide innanzi il Conte, che le domandò, tantochè si
+terminavano gli apparecchi della caccia, se le sarebbe tornato in grado
+visitare il _luogo di delizia_, e i giardini del castello.
+
+Al che avendo acconsentito la Regina, ed appoggiandosi al braccio di
+Leicester, scesero sul terrazzo innoltrandosi fino ai giardini. Le dame
+di Corte, quali persone antiveggenti, e comportandosi come avrebbero
+voluto ch’altri facessero con se medesime, credettero loro dovere
+il non seguire in troppa vicinanza la Principessa; e paghe di non
+perderne coll’occhio le tracce, lasciarono libertà ai segreti colloqui
+che, senza spiegarlo, potea desiderar la Sovrana col ragguardevole
+personaggio, in cui ella vedea non solamente il proprio ospite in
+quell’istante, ma il primo fra i suoi servi ch’ella onorava di
+considerazione e favore. Le ridette Milady ammiravano intanto le grazie
+che sfoggiava l’illustre coppia, vestiti entrambi d’abiti da caccia,
+ricchi in loro semplicità quanto lo erano gli sfarzosi del giorno
+trascorso.
+
+L’abito della Sovrana, tessuto di seta azzurra e guernito di galloni
+e cordelline d’argento alla foggia delle antiche Amazzoni, giovava
+ammirabilmente nel farne spiccare le belle forme della persona, e la
+dignità del portamento, perchè consuetudine di comando e naturale
+orgoglio aveano giunto a queste forme non so quale apparenza di
+maschile, che lor toglieva alcun poco di vezzo, quando Elisabetta
+andava ornata degli abiti al sesso di lei addicevoli.
+
+Vestito il Leicester di panno verde di Lincoln con preziosi ricami
+d’oro, lo cignea sontuoso pendaglio cui raccomandati erano il corno e
+il coltello da caccia che tenea luogo di spada. Nè men leggiadro sotto
+tale abito mostravasi il Conte che sotto quelli, ond’era solito pararsi
+ossia alla Corte, ossia assistendo a cerimonie militari. Poichè tanto
+ne era perfetta la struttura de’ muscoli, onde ad ogni veste addossata,
+detta l’avresti quella che meglio a lui convenivasi.
+
+Certamente non pervennero a noi per intero i discorsi che ebbero
+insieme i due personaggi, ma acuti e finissimi oltre ogni dire sono
+gli occhi e le orecchie de’ cortigiani, per lo che alcune fra le
+persone di seguito pretesero essersi accorte che non mai in altre
+occasioni Elisabetta avea sì volentieri addolcito il rigore del regio
+decoro per dar luogo ad accenti da’ quali traspariva tenerezza e soave
+perplessità. Più lento erane il passo, e quasi parve dimentica di
+quella severità che dominava ne’ modi soliti del suo andamento.
+
+Tenea chini gli occhi, e mostrava una irresoluta intenzione di
+allontanarsi dal Conte, ma con quell’esterno atteggiamento, che nelle
+femmine non di rado annunzia come ciò che sentono internamente sia
+diverso da quanto manifestano al di fuori. La duchessa di Rutland
+che più dell’altre ebbe coraggio di avvicinarsi alla Regina credette
+avere scorta una lagrima su quel ciglio, ed un improvviso rossor sulle
+guance. «Soprappiù, aggiugnea la Duchessa, i suoi sguardi si volsero
+altrove per non iscontrarsi ne’ miei; eh sì! le occhiate solite di
+questa Sovrana avrebbero forza d’intimidire un leone». I nostri
+leggitori indovineranno agevolmente quale oroscopo si trasse da tali
+sintomi, nè forse si mancò di fondamento nel trarlo.
+
+Un segreto colloquio fra due persone di sesso differente decide
+il più delle volte de’ loro destini, e le guida oltre alla meta,
+ch’elleno stesse forse avean preveduta. La galanteria si mesce
+all’intertenimento, e alla galanteria a gradi a gradi l’amore. I
+potenti al par de’ pastori, in que’ momenti di crisi, dicono più di
+quanto avrebbero voluto dire, e le regine, fattesi in ciò pari alle
+semplici villanelle, ascoltano più lungo tempo di quel che avrebbero
+voluto ascoltare.
+
+Intanto i cavalli nitrivano nella corte, e impazienti rodevano i loro
+morsi, i veltri abbaiavano, e i bracchieri e gl’intendenti della
+caccia doleansi, che colle ore della rugiada lasciate trascorrere,
+si andavano sperdendo le orme impresse sull’erba dal cervo. Ma il
+Leicester volgea nell’animo un’altra caccia, e per dir meglio si
+trovò, senz’averlo previsto, in arringo a guisa di cacciatore ardente
+in seguir l’orme d’una muta di bracchi, che il caso gli presentò. La
+Regina, donna avvenente e cortese, orgoglio dell’Inghilterra, speranza
+della Francia e dell’Olanda, e terror della Spagna, manifestò forse più
+che di costume l’interna compiacenza in udir sensi di una galanteria
+romanzesca a lei accetta mai sempre, e il Conte, o ambizione o vanità,
+o entrambe il movessero, crebbe la misura di seducenti frasi che vedea
+ben accolte, sintantochè il suo linguaggio si trasformò nella grata
+importunità d’un amante felice.
+
+«No, Dudley, gli dicea con accenti interrotti Elisabetta, è forza
+ch’io rimanga la madre del mio popolo. Que’ cari nodi che formano
+il contento di giovin donzella posta in tutt’altro grado, non sono
+conceduti a noi assise sul trono... No, Leicester, mettete modo alle
+vostre espressioni... se fossi come tutt’altra, libera di procacciarmi
+a mio grado felicità... allora il confesso... ma ciò non è possibile!
+no... non è possibile!... Ordinate si differisca la caccia... che si
+differisca sol di mezz’ora!... Lasciatemi, Milord!»
+
+«Io lasciarvi, eccelsa donna! V’avrebbe offesa una fiamma che non ebbi
+forza d’ascondere?»
+
+«No, Leicester, non è per questo; ma è una chimera; non voglio più
+udirne parlare. Andate... Però non vi scostate di troppo... Abbiate
+cura che nessuno venga a frastornarmi. Voglio esser sola.»
+
+Mentr’ella pronunziava tali parole, Dudley la inchinò profondamente, e
+si ritirò con volto mesto e sparuto. Fermossi la Regina a contemplarlo
+intanto ch’ei si allontanava, così meditando ella fra se medesima: «Se
+fosse possibile!... se fosse unicamente possibile!... ma no, no!...
+Elisabetta non debb’essere che sposa e madre al suo regno.»
+
+Assorta in tali pensieri, e sollecita di evitare alcuno che le parve
+accostarsi, entrò prestamente nella grotta, ove stavasi la sua
+sfortunata rivale.
+
+Comunque il colloquio, per suo stesso volere interrotto, avesse
+lasciata sì profonda agitazione nell’animo di Elisabetta, ella andava
+fornita d’una di quelle indoli ferme e risolute, che tostamente
+riacquistavano il loro imperio. Poteasi paragonare quel cuore ad uno
+degli antichi monumenti, che ci ricordano i tempi dei Druidi, mobili
+sul loro punto d’appoggio. Il Dio dell’amore, comunque rappresentato
+sotto figura di fanciullino, potea crollarne i sentimenti, ma tutta la
+forza d’Ercole non bastava a far loro perdere l’equilibrio.
+
+Ella innoltravasi a lenti passi entro la grotta; nè giunta erane
+a mezzo, che già gli sguardi di lei aveano ricuperata la primiera
+dignità, e il portamento suo tutti i modi autorevoli per cui fu solita
+contraddistinguersi.
+
+S’accorse in quell’istante d’una donna seduta presso una colonna
+d’alabastro, al cui piede stava il bacino di quella limpida fontana,
+che una mezza luce di giorno schiariva.
+
+La memoria classica d’Elisabetta, col presentarle all’animo l’istoria
+di Numa e di Egeria, la trasse a credere, che qualche Italiano scultore
+avesse voluto rappresentare in quel luogo la ninfa, le cui inspirazioni
+forniron Roma di leggi; ma più addentrandosi incominciò a dubitare,
+se l’obbietto che le si offeriva alla vista fosse una statua, o non
+veramente una donna.
+
+L’infelice Amy immobile si rimanea, divisa fra il desio di confidare il
+suo stato ad una persona del proprio sesso e la confusione sorta in lei
+all’aspetto di donna sì maestosa; chè comunque ella non avesse visto
+giammai Elisabetta, pur si trasse a credere fortemente di scorgere la
+Regina degli Inglesi dinanzi a sè.
+
+Abbandonato finalmente il suo sedile di verzura, fece un passo
+alla volta dell’augusta straniera, ma poi ricordandosi quanto si
+fosse mostrato atterrito Leicester alla sola tema, che le sue nozze
+divenissero palesi alla Regina, ristette col piede innanzi pallida e
+immota come la colonna d’alabastro cui dianzi si sorreggea. La sua
+veste d’un color verde chiaro, fra l’ombre di quell’antro, rassembrava
+il panneggiamento di greca ninfa, e per poco non ritrasse Elisabetta
+nella primiera illusione.
+
+Ella si fermò distante alcuni passi dalla Contessa, fissando
+attentamente le pupille su quella dianzi supposta Naiade. La prima
+sorpresa che avea fatta immobile Amy, diede luogo al rispetto; onde la
+donzella abbassò taciturna lo sguardo, e chinò il capo, incapace di
+sostenere il guardo maestoso della Regnante.
+
+La natura dell’abito che Amy portava, e lo scrignetto ch’ella si tenea
+fra le mani, persuasero ad Elisabetta che questa beltà taciturna
+avesse l’incarico di sostenere una parte in alcuna delle allegorie da
+rappresentarsi ne’ diversi luoghi del parco ove compariva la Regina, e
+che presa da rispettoso timore al vederla, si fosse dimenticata i versi
+preparati in omaggio della Sovrana, o le fosse mancato il coraggio per
+recitarli. Sollecita però di rincorarla si fece a dirle affettuosamente:
+
+«Perchè dunque, o vaga ninfa di questa grotta, vi lasciate soggiogare
+dalla possanza di quel mago, cui gli uomini imposero nome _timore_...
+noi siamo la giurata nemica di un tale mago, e qui venimmo a
+scioglierne l’incanto. Parlate. Vel comandiamo.»
+
+In vece di rispondere, la Contessa si gettò a’ piedi della Regina,
+lasciando cader lo scrignetto, e giugnendo le mani, e sollevando verso
+Elisabetta quelle pupille, in cui e il timore e la preghiera pigneansi
+in modo sì compassionevole che ne fu tocco altamente l’animo della
+Regina.
+
+«Che significa questo? diss’ella. Voi mi sembrate turbata più di quanto
+è naturale per una semplice dimenticanza. Alzatevi, giovinetta. Qual
+cosa bramate da noi?»
+
+«La vostra protezione, o Regina,» rispose titubando la supplichevol
+donzella.
+
+«Non avvi fanciulla nell’Inghilterra che non abbia ad essa diritto,
+purchè la meriti; ma la vostra sventura sembra aver cagioni più serie
+che non lo è una colpa involontaria di memoria. Ond’è che mi chiedete
+di protezione? Chi vi ha fatto oltraggio?»
+
+Amy si diede a pensare qual cosa le convenisse rispondere per sottrarsi
+ai rischi fra cui s’avvolgea senza compromettere lo sposo, e passando
+da un’idea all’altra, ed in mezzo alla confusione che ne turbava lo
+spirito, si lasciò fuggire queste parole. «Oh Dio! non so nulla.»
+
+«Questa fanciulla delira! (sclamò la Regina impazientita, perchè nel
+contegno tenuto d’Amy scorgea tali circostanze che se per una parte
+l’eccitavano a compassione, irritavano per l’altra la sua curiosità).
+Confidatemi i vostri mali. Posso guarirli. Rispondetemi, e avvertite
+ch’io non uso ripetere le mie inchieste.»
+
+«Domando... imploro, disse balbutendo l’infelice Contessa, imploro la
+vostra protezione... contro Varney.» Indi si tacque come se già avesse
+pronunziato il detto che decidea di sua sorte. Rispose tosto la Regina:
+
+«E che? Varney! sir Riccardo Varney! il servo di lord Leicester! E qual
+cosa avvi tra voi e lui di comune?»
+
+«Io era... io era sua prigioniera. Attentò ai miei giorni. Sono fuggita
+per... per...»
+
+«Per venire senz’altro a porvi sotto la mia assistenza. L’avrete, se
+però ne siete degna. Voglio conoscere minutamente questo affare. Io
+già l’indovino (soggiunse gettando sovra lei uno sguardo fatto per
+indagarne i nascondigli i più segreti dell’animo). Voi siete Amy figlia
+di sir Ugo Robsart di Lidcote Hall.»
+
+«Perdonatemi, ah! perdonatemi, gran Regina,» sclamò Amy prostrandosi
+nuovamente ai piedi d’Elisabetta.
+
+«E che debbo io perdonarti, fanciulla solamente inconsiderata? Non
+sei tu dunque la figliuola del buon sir Ugo? Avresti mai smarrita
+la ragione? Narrami quanto accadde. Tu ingannasti il vecchio e
+rispettabile tuo genitore. Ti facesti giuoco del signor Tressiliano, e
+divenisti sposa a Varney.»
+
+Si rialzò a tali accenti il coraggio di Amy che interrompendo la Regina
+sì disse: «No, Regina, no. Non sono quella figlia disonorata di cui
+credete parlare; non la moglie d’un abbietto schiavo, che è pure il più
+detestabile fra tutti gli uomini. No, non sono congiunta con Varney; e
+mi piacerebbe meglio esserlo colla morte.»
+
+In udir la veemenza di tale linguaggio fattasi attonita la Regina,
+rimase muta un istante. Poi soggiunse: «Sia lode al Cielo! Vedo che non
+potete spiegarvi più chiaramente sopra un argomento che ci riguarda.
+Ma ditemi (soggiunse ella in tuono autorevole, chè già i detti d’Amy
+aveano destato nel cuore d’Elisabetta un senso vago di gelosia, onde
+la curiosità divenne in essa ardentissima). Ditemi dunque qual è il
+vostro sposo... il vostro amante. È d’uopo ch’io sappia la verità, e
+nol dimenticate: sarebbe meglio per voi l’esservi presa giuoco d’una
+lionessa che non d’Elisabetta.»
+
+Trascinata come da una inevitabile fatalità che schiudeva il precipizio
+sotto i suoi piedi, e atterrita dalle parole imperiose e dai gesti
+minaccevoli di quella offesa Sovrana, Amy permise alla propria
+disperazione tal breve risposta: «Il conte di Leicester sa tutto.»
+
+«Il Conte di Leicester! sclamò Elisabetta, il conte di Leicester!
+ripetè ancora con accenti di massimo sdegno. Intendo, foste prezzolata
+per sostener questa parte. Tu calunnii Leicester. Egli non si abbassa
+a creature tue pari. Sì: fosti prezzolata per coprire d’infamia questo
+nobile Pari, il gentiluomo il più chiaro di tutta Inghilterra. Ma,
+foss’egli il nostro ministro favorito, fosse ancora qualche cosa di
+più, tu sarai ascoltata liberamente, ed alla sua presenza. Seguimi,
+seguimi sull’istante.»
+
+Amy, presa da spavento si ritrasse; e la Regina, che credè leggere in
+questo spavento una confessione di commesso inganno fatto da quella
+infelice, divenne furiosa e la afferrò per un braccio, indi uscendo
+precipitosa dalla grotta, attraversò come se avesse l’ali, il gran
+viale del _luogo di delizia_, traendo con sè l’atterrita Contessa,
+ch’ella teneva ancor per il braccio, e che avea sì poca forza onde
+seguirla.
+
+Stavasi in quell’ora Leicester in mezzo a brillante drappello di
+gentiluomini e matrone assembratisi sotto elegante portico, situato
+in fondo del viale. Era questo il corteggio venuto ivi ad aspettare
+che gli ordini di sua Maestà dessero incominciamento alla caccia, e
+ognuno s’immagina quali furono le maraviglie dei circostanti allorchè,
+invece di veder giugnere ad essi Elisabetta col portamento usato della
+sua dignità, ferì il loro sguardo quel violento correre, per cui fu
+quasi un punto l’avvedersi di lei in lontananza, e l’essere ella in
+mezzo di loro. Ognuno atterrì in quell’istante all’aspetto de’ suoi
+lineamenti che solamente sdegno e agitazione spiravano, della sua
+capigliatura caduta in disordine, de’ suoi occhi scintillanti, come
+accadeva ogni qualvolta il furore d’Enrico VIII ne invasava la figlia.
+Minore non fu la sorpresa nell’osservare la donna pallida, estenuata,
+e bella ancora benchè semiviva, cui la Regina teneva per forza con una
+mano, mentre coll’altra allontanava le matrone e i Lordi, che le si
+affollavano intorno. «Milord di Leicester dov’è?» chies’ella d’un tuono
+che agghiacciò per lo spavento tutti que’ cortigiani. «Mostratevi,
+Leicester.»
+
+Se in un bel giorno di state allorchè più tranquilla e ridente mostrasi
+la campagna, il fulmine scoppiato da un cielo sgombro di nubi rompesse
+ai piedi del viaggiatore, più tremenda non ne sarebbe in lui la
+sorpresa di quella che fu eccitata nel Leicester da uno spettacolo
+cui giammai non erasi preparato. Egli stavasi in allora accogliendo,
+e ributtando con artificiosa modestia le velate congratulazioni che
+gl’indirigevano i cortigiani intorno alle prove di favore, spinte a
+quanto pareva al più alto grado nell’intertenimento che egli ebbe in
+quella mattina colla Sovrana; e molti già anticipavano ad esso gli
+encomi addicevoli ad uomo che stava per togliersi dal grado di loro
+eguale per assumerne altro ben più sublime. E fu appunto nell’istante
+in cui si abbellivano ancor le sue labbra dell’orgoglioso e mal
+nascosto sorriso onde sottraevasi a tante congratulazioni, che la
+Regina ardente e fremente di sdegno comparve in mezzo dell’assemblea.
+Mentre con una mano sosteneva la Contessa quasi priva di senso,
+l’additava coll’altra mano ai cortigiani, e domandò ad essi: _Conoscete
+voi questa donna?_ con tuono di voce che loro parve uscir della tromba
+fatale, che nel dì del giudizio chiamerà i vivi ed i morti.
+
+Come nel giorno di quel terribile squillo il colpevole supplicherà le
+montagne a riversarsi sul proprio capo, il Leicester in suo segreto
+pensiero implorava quel portico, che l’orgoglio suo fabbricò, a
+crollare e seppellire lui sotto le proprie rovine. Ma que’ sassi furono
+sordi a’ suoi voti, e il fondatore dell’edifizio, quasi colpito da
+segreta forza, si trasse a’ piedi d’Elisabetta, e prosternò la fronte
+su quel pavimento di marmo, che la Regina pestava co’ piedi.
+
+«Leicester, diss’ella, con voce fatta tremebonda dallo sdegno, poteva
+io immaginarmi che tu cospirassi contro di me?... contro di me tua
+Sovrana!... contro di me tua amica!... e troppo.... credula alle tue
+parole. La confusione che ti ha preso mi svela la perfidia dell’animo
+tuo. Trema sciagurato! Tel giuro per quanto v’ha di più sacrosanto, il
+tuo capo, uomo ingannatore ed abbietto, è più in pericolo che nol fu
+quello del padre tuo.»
+
+Se mancò al Leicester quella forza che viene dall’innocenza, naturale
+grandezza d’animo ne sostenne il coraggio. Sollevando quella sua
+fronte, su cui mille contrari affetti pigneansi, rispose alla Regina:
+
+«Questo mio capo non può cadere che dopo un giudizio pronunziato dai
+miei pari... Al cospetto di essi mi giustificherò, ma non dinanzi ad
+una principessa, capace di ricompensare in tal guisa i generosi servigi
+che le prestai.»
+
+«Che ascolto? Nobili Lordi, sclamò Elisabetta guardando intorno di se,
+si osa disfidare la mia possanza! Si osa portarmi oltraggio in questo
+medesimo castello, che l’uomo orgoglioso tiene sol da un mio dono!...
+Sig. Shrewsbury, voi siete maresciallo d’Inghilterra: denunziate il
+Conte come colpevole d’alto tradimento.»
+
+«E chi debbo denunziare? (chiese non senza grande maraviglia il
+Shrewsbury, che giugnea in quell’istante) Chi?»
+
+«E poss’io parlar d’altri che di questo traditore, di questo Dudley
+conte di Leicester?... Mio cugino Hunsdon, partite, adunate tutti i
+nostri gentiluomini, assicuratevi di lui senza indugio... Correte,
+voglio essere ubbidita.»
+
+Hunsdon, vecchio non uso per sua indole a far cerimonie, ed a cui in
+oltre il parentado coi Boleni dava diritto di parlare con maggior
+libertà alla Regina, rispose con ardimentosa franchezza: «Sì, correrò,
+e domani la Maestà vostra mi manderà alla torre di Londra per essermi
+troppo affrettato nell’ubbidirla. Vi supplico d’aver un poco di
+pazienza.»
+
+«Di pazienza!... gran Dio! sclamò la Regina. Guai chi pronunzia
+un’altra volta _pazienza_ dinanzi a me. Voi... Voi non sapete il
+delitto, onde costui si è fatto colpevole!»
+
+Amy, che in tale intervallo avea ripresi alquanto i suoi sensi, in
+veggendo il proprio sposo in preda ai furori d’una oltraggiata Regina,
+dimenticò in quello istante (e ben molte femmine amanti ne avrebbero in
+allora seguito l’esempio), dimenticò le ingiurie fattele dal Leicester
+e il proprio rischio. Laonde invasa da subitaneo terrore, si gettò
+a’ piedi della Regina, sclamando: «Egli è innocente, Maestà, egli è
+innocente!... Non avvi al mondo chi possa imputar colpe al nobile
+Leicester!»
+
+«Ma e che? rispose la Regina, non mi diceste voi noti per intero i casi
+vostri al Leicester?»
+
+«Io, Regina, lo dissi? (rispose quell’infelice tosto dimentica d’ogni
+considerazione di propria convenienza e riguardo), oh! se il dissi
+calunniai questo nobile Pari! Gran Dio, siatemi giudice voi se ho
+creduto sol per un istante Leicester partecipe di disegni che dovessero
+tornarmi funesti!»
+
+«Donna, soggiunse Elisabetta, io saprò i fini di quanto dici, di quanto
+fai, o la mia collera!.... Trema! la collera dei re è un fuoco vorace.
+Essa t’inaridirà, ti struggerà come rovo dentro d’una fornace.»
+
+Nell’udir tali accenti di minacce profferiti dalla Sovrana, il cuor
+generoso di Leicester si riscosse allo sdegno, e vide in uno a quanto
+grave obbrobrio egli sarebbesi condannato per sempre, quandochè,
+difeso in cotal modo dall’eroico affetto della sua Amy, l’avesse di
+poi abbandonata all’ire della Regina. Già rialzava con dignità la sua
+fronte; e stava per chiarirsi altamente il protettore di Amy, allorchè
+Varney, Varney messogli a fianco dal destino qual suo genio cattivo,
+torvo negli occhi, e colle vesti disordinate corse precipitoso dinanzi
+alla Regina.
+
+«Che vuole costui?» domandò la Sovrana.
+
+Allora il Varney, siccome uom preso da vergogna e tristezza cadde ai
+piedi di Elisabetta, sclamando: «Perdono, mia Regina, perdono!... O
+almeno il braccio della tremenda vostra giustizia si aggravi sopra di
+me, sopra di me che solamente lo merito, e risparmiate il mio nobile,
+il mio generoso padrone. Egli è innocente.»
+
+Amy, che stavasi tuttavia prostrata, in vedersi al fianco l’odievole
+uomo, si rialzò tosto, ed era per rifuggirsi presso Leicester, ma la
+rattennero ancora il timore di nuocergli, e la perplessità cui lo vide
+tratto al subito comparire di questo sciagurato confidente, venuto ivi
+per aprire scena novella. Abbrividì, mise un grido con fioca voce, e
+supplicò Elisabetta la facesse rinchiudere nel più stretto carcere...
+«Ma allontanatemi, sclamò, da costui, capace di distruggere quel poco
+di ragione che mi rimane... Allontanatemi dal più scellerato degli
+uomini.»
+
+«Che ascolto, figlia mia! (soggiunse allor la Regina, nella cui mente
+i detti d’Amy destarono novelle idee) Che vi ha dunque fatto questo
+cavaliere, per trattarlo in simile guisa? Qual colpa gli rampognate?»
+
+«Tutti i miei affanni, o Regina, tutti gli oltraggi a cui sono esposta,
+e peggio ancora... Egli ha disseminata la discordia là dove dovea pur
+regnare la pace. Sì, diventerei folle, se fossi costretta a vedermelo
+innanzi più lungo tempo.»
+
+«Folle! credo che la ragione non abbia aspettato questo momento per
+abbandonarvi... Sig. Hunsdon, assumetevi la custodia della giovane
+sfortunata, e procuratele un ricovero onesto e sicuro sintantochè ne
+piaccia richiamarla alla nostra presenza.»
+
+Due o tre matrone del corteggio d’Elisabetta, o tocche fossero da
+compassione per una giovinetta così atta ad eccitare tal sentimento, o
+le movesse altro fine, s’offersero di custodirla. Ma la Regina rispose
+loro queste poche parole: «No, mie care Milady. Voi tutte, la dio
+mercè, avete orecchio fino e lingua sciolta... Gli orecchi del nostro
+cugino Hunsdon sono più ottusi, e la lingua talvolta ruvida, ma almeno
+assai circospetta... Hunsdon, datevi pensiere che nessuno le parli.»
+
+«Per la Vergine (disse Hunsdon nell’atto di prendersi fra le vigorose
+sue braccia Amy, caduta in deliquio), ella è una leggiadra fanciulla, e
+benchè la nudrice or assegnatale da sua Maestà sia ruvidetta alquanto,
+non con minor zelo per questo si presterà al proprio ufizio. La giovane
+è sicura presso di me, come se fosse una delle mie figlie.»
+
+Nel profferire tali accenti trasse con sè la Contessa, che non oppose
+veruna resistenza; onde la lunga e bianca barba del lord Hunsdon fu
+vista confondersi colle nere trecce d’Amy, che appoggiò il capo sulle
+larghe spalle del nuovo custode. La Regina li seguì collo sguardo
+per qualche tempo. Già, grazie a quella prerogativa che le rendea sì
+agevole il riprendere l’imperio di se medesima, ella avea bandito dai
+lineamenti del proprio volto qualunque segnale d’interna agitazione, e
+parea volesse far perdere ai circostanti ogni ricordanza dell’impeto
+cui erasi abbandonata; per lo che disse con calma: «Gli è vero: il sig.
+di Hunsdon è una nudrice assai ruvida per sì tenera giovinetta.»
+
+«Milord Hunsdon, soggiunse il decano di St-Asaph, nè intendo per ciò
+scemargli l’altre sue nobili prerogative, ha un parlar troppo libero,
+e spesse volte mette nel suo dire certi giuramenti superstiziosi, che
+sanno di papismo e di paganesimo.»
+
+«Gli è mal di famiglia, sig. Decano, rispose la Regina, voltasi con
+acerbità all’Ecclesiastico reverendo. Si potrebbe a me pure far gli
+stessi rimproveri. I Boleni possedettero ognora franchezza e vivacità,
+più gelosi d’esprimere quanto pensavano, che non di scegliere le frasi;
+e in mia parola! Spero che questo modo di affermare almeno non sarà
+peccato.... Sto incerta, se il sangue dei Boleni non siasi piuttosto
+raffreddato nel mescolarsi con quel dei Tudor.»
+
+Un grazioso sorriso accompagnò questi ultimi detti della Regina,
+che girava attorno i propri occhi cercando quasi a non saputa di se
+medesima quelli di Leicester, in verso cui le parve essere stata troppo
+severa sul fondamento d’un sospetto che ella cominciò a sperar fosse
+ingiusto.
+
+Ma tal guardo della Regina ben altra impressione fece sul Conte, poco
+proclive in allora ad accettare queste mute offerte di riconciliazione.
+Gli occhi di lui, interpreti sol di rimorso, aveano seguito quella
+infelice, che il lord Hunsdon seco traeva; onde tenea il fronte
+mestamente chino verso terra. Elisabetta invece credè scorgere in
+quella fisonomia lo sforzo di frenar l’ira, vero gastigo d’un uomo
+orgoglioso accusato a torto, anzichè la vergogna di chi si conosce
+colpevole. Ne distolse con dispetto gli sguardi, e portandoli sopra
+Varney, sì disse: «Parlate sir Riccardo, spiegateci questi enigmi; voi
+avete libero l’uso de’ sensi e della parola, che cerchiamo invano negli
+altri.»
+
+I quai detti vennero seguiti da un’altra occhiata volta al Leicester.
+Ma l’astuto Varney si affrettò ad aggiustare la sua storia in questa
+guisa.
+
+«L’occhio della Maestà vostra, cui nulla sfugge, avrà a quest’ora
+scoperto qual sia la crudele infermità che opprime la mia sventurata
+compagna. Tale infermità io non volli accennata nel certificato del
+medico per desio di nascondere quanto poteasi più lungo tempo quella
+sventura, che ora è comparsa con tanto scandalo.»
+
+«Ella dunque ha smarrita la sua ragione! Gli è ciò per vero dire su di
+cui non eravamo più in dubbio. Io la rinvenni meditabonda in questa
+grotta... ad ogni parola ch’ella profferiva, e che io le strappava
+di bocca quasi per via di tortura, quell’infelice si contraddicea.
+Ma d’onde è che si ritrova in questo castello? Perchè non la faceste
+rinchiudere in luogo sicuro?»
+
+«Regina, disse Varney, il degno gentiluomo al quale io l’aveva
+affidata, il sig. Antonio Foster è ora qui giunto per annunziarmi come
+fosse fuggita, valendosi di quell’arti, in cui unicamente sono accorte
+le persone che soggiaciono a sì spaventoso disastro. Voi potreste udire
+le cose da lui medesimo.»
+
+«Riserberemo ciò a miglior tempo, soggiunse la Regina; ma sir Riccardo,
+a quanto parmi la vostra domestica felicità non può destare invidia
+nell’animo di nessuno. La moglie vostra si scaglia in amarissime accuse
+contro di voi, e credei svenisse al solo vedervi.»
+
+«Egli è dell’indole di sì crudele infermità, rispose il Varney,
+l’inspirare in chi n’è afflitto l’orrore verso coloro che ne’ lucidi
+intervalli sono scopo di maggior affetto.»
+
+«Ciò è quanto abbiamo inteso dire talvolta, ripigliò Elisabetta; ed è
+quanto il nostro animo è inclinato a credere.»
+
+«Oso supplicare la Maestà vostra, allor soggiunse Varney, a voler
+ordinare che l’infelice mia sposa venga restituita alla protezione de’
+suoi amici.»
+
+Fremette il Leicester, ma fatta forza a se stesso, sedò il turbamento
+del proprio animo, intanto che Elisabetta rispose affrettatamente al
+Varney: «Questo è un correr troppo, sig. Varney. Noi vogliamo che
+Masters, il nostro medico, c’informi tantosto sulla salute di questa
+persona, e sullo stato della sua mente, ed in appresso ordineremo
+quanto si crederà più convenevole. A voi intanto è conceduto il
+vederla. Se fra voi altri fosse nato alcun dissapore, cosa che può
+succedere anche fra sposi che teneramente si amino, fate che torni la
+conjugale concordia, ma fatelo in modo da non portare scandali in mezzo
+alla nostra Corte, e da non incomodar noi ad intertenerci sopra un
+affare di tal natura.»
+
+Il Varney fece un umile inchino senza rispondere.
+
+Elisabetta si diede nuovamente a riguardare Leicester con tale
+affabilità, che la mostrò grandemente commossa dallo stato in cui, ad
+avviso di lei, era l’animo del favorito, poi tali accenti gli volse:
+«La discordia, come lo dice un poeta Italiano, sa insinuarsi e ne’
+silenziosi conventi, e nell’interno delle famiglie, onde temiamo che
+neanco le nostre guardie e i nostri servi sieno da tanto di vietarle
+tutte le volte l’accesso nella nostra Corte. Milord Leicester, voi mi
+parete irritato; noi pure lo siamo contro di voi. Ma vogliamo assumere
+la parte di lione, e dar noi il primo esempio del perdonare.»
+
+Il Leicester si sforzò di richiamare le apparenze della serenità sulla
+fronte, ma troppo profondamente stava scolpito il dolor nel suo animo,
+perchè vi riuscisse; e quanto potè sovra se stesso fu il rispondere
+essergli tolto per parte sua il piacere di perdonare, perchè la persona
+cui tal perdono avrebbe dovuto indirigersi era per sua natura incapace
+di avere torti verso di lui.
+
+Elisabetta soddisfatta, a quanto parve, di tali detti, esternò la sua
+brama di veder cominciare le feste della mattina; e tantosto risonarono
+i corni da caccia, e i veltri si diedero ad abbaiare, i cavalli a
+contrassegnar colle zampe la loro impazienza; ma i gentiluomini e le
+matrone della Corte portavano a que’ diporti impressioni nell’animo ben
+diverse da quelle che sentirono quando il mattutino suono della caccia
+li risvegliò. Il timore, il dubbio, la curiosa impazienza si leggevano
+su tutti i volti, e ciascuno susurrava misteriose parole all’orecchio
+dell’altro.
+
+Blount prese questa occasione per dir sotto voce a Raleigh: «Questa
+burrasca è capitata come un colpo di vento nel Mediterraneo.»
+
+«_Varium et mutabile!_» rispose Raleigh collo stesso tuono di voce.
+
+«Oh! non so altro di tuo latino, disse il Blount, e mi limito
+a ringraziare il Cielo perchè non permise a Tressiliano che si
+commettesse al mare in mezzo ad un turbine sì tremendo. Ei naufragava,
+non è da dubitarne, perchè non sa governar le vele ai venti di Corte.»
+
+«Poteva impararlo da te,» rispose sorridendo Raleigh.
+
+«Perchè no? rispose il nostro Blount; io ho messo il tempo a profitto
+al pari di te, al pari di te son cavaliere, e nominato anche prima di
+te.»
+
+«Che il Cielo ti dia ora un poco di spirito soggiunse Raleigh; ma in
+rispetto di Tressiliano, lo sa Dio s’io arrivo ad intendere nulla di
+quanto fa. Egli mi ha detto questa mattina di non volere abbandonare la
+stanza prima del termine in circa di dodici ore, avere a ciò obbligata
+la sua parola; e temo bene che la pazzia in cui è caduta la donna per
+cui egli folleggia non sarà per lui un soccorso ad accelerarne il
+risanamento. Oggi abbiamo luna piena; e il cervello degli uomini ne
+sente l’influenza al pari del lievito. Ma silenzio! il corno da caccia
+rimbomba dalla montagna. Affrettiamoci, convien galoppare, e poichè
+siamo cavalieri, è forza in tal giorno meritarci i nostri speroni.»
+
+
+
+
+CAPITOLO V.
+
+ Sincerità, prima delle virtù! Possano
+ gli uomini non si dipartire mai da’
+ tuoi sicuri sentieri; quando anche
+ squarciatesi le viscere della terra,
+ uscisse dal fondo degli abissi una
+ voce che persuadesse ai viventi le vie
+ tortuose della simulazione!
+
+ _Douglas_.
+
+
+Solamente dopo una caccia lunga e felice, e dopo il banchetto
+apprestato sull’istante che la Regina ricomparve al castello, potè il
+Leicester trovarsi con Varney in disparte. Quest’ultimo tacendo col
+massimo riguardo le trame adoperate contro la salute della Contessa,
+narrò tutte le particolarità della fuga cui ella si risolvette, e le
+narrò tai quali le aveva intese dal Foster, che tutto spaventato era
+venuto ad arrecarne in Kenilworth la notizia. Laonde il Leicester
+ignaro delle vere cagioni che la costrinsero ad un tal passo, non
+suppose altro motivo che un’impaziente e gelosa brama di assumere il
+grado di contessa di Leicester. Fermo nella qual persuasione si adontò
+della leggerezza, onde Amy trasgredendo gli ordini dello sposo, lo
+esponeva agli sdegni d’Elisabetta.
+
+«Io diedi, così ragionava egli, a questa figlia d’un oscuro gentiluomo
+di Devon, il più bel nome che siavi in tutta Inghilterra, io l’ho fatta
+partecipe del mio talamo e d’ogni mia fortuna. Non le chiedo che un
+istante di sofferenza innanzi di pubblicare il trionfo da lei riportato
+sopra mille rivali; e l’orgogliosa donna preferisce il rischio di
+perdersi, e di perder me seco lei: e l’alternativa di spingermi in
+un abisso di mali, o di forzarmi ad espedienti fatti per degradarmi
+ai miei occhi medesimi, le piace meglio che il rimanersi ancora per
+qualche tempo in una oscurità, cui fu avvezza sin dal suo nascere! Ella
+che mostrò in ogni occasione animo sì docile, sì dilicato, e soave e
+fedele, lasciarsi trascinare dai capricci della vanità in tal momento
+che si poteva pretendere moderazione dalla persona, anche la più
+insensata! Gli è un farsi giuoco di me.»
+
+«Se la signora vuole lasciarsi condurre e sostenere la parte che le
+circostanze comandano, ella è ancora in tempo, e noi potremo uscire di
+queste strette,» disse Varney.
+
+«Non v’ha dubbio, o Riccardo, rispose il Leicester, nè vedo omai
+migliore rimedio. Osservai che quando la Regina la chiamò tua moglie,
+non v’è stato nessuno, che la disingannasse. Ora si è fatta cosa
+inevitabile ch’ella mantenga un tal titolo, fintantochè sia allontanata
+da Kenilworth.»
+
+«Ed anche lungo tempo dopo, aggiunse Varney, perchè io penso che molto
+tempo debba trascorrere prima che ella possa portare il titolo di
+contessa di Leicester. Tremerei per essa e per voi se lo assumesse
+tanto che dura il vivere della Regina. Ma la Signoria vostra può
+giudicare su di tai cose assai meglio di me; come il sol uomo che sia
+in grado di sapere quai propositi sul principio di questa mattina siano
+stati tenuti tra il lord Leicester e la Sovrana.»
+
+«Ben parli, o Varney, soggiunse il Leicester. In questa mattina io
+mi regolai come il più stolto, il più sconsigliato degli uomini; e
+qualunque volta queste sfortunate nozze venissero all’orecchio di
+Elisabetta, ella non potrebbe far di meno di vedere nel mio contegno un
+premeditato disprezzo, colpa che da una donna non si perdona giammai.
+Noi facemmo quest’oggi l’infausta esperienza che un solo sospetto basta
+a trarmi nel precipizio; e pavento, e ben pavento che tal rovina non
+sia fuorchè differita.»
+
+«Voi credete adunque la Regina implacabile nel suo risentimento?»
+soggiunse Varney.
+
+«Non posso neanco dire implacabile, rispose il Conte, perchè ad onta
+della sublimità del suo grado, ho trovato in essa tanta condiscendenza
+da offerirmi l’occasione di riparare una colpa, che ella attribuì
+solamente ad impeto ingenito della mia indole.»
+
+«Ah! rispose Varney, vero dicono gl’Italiani: nelle amorose discordie,
+chi meglio ama è sempre il più inclinato a confessarsi colpevole. Se
+pertanto si giugne a nascondere le vostre nozze, voi siete sempre nella
+medesima condizione al cospetto di sua Maestà.»
+
+Sospirò il Leicester, tacque un istante, indi rispose: «Varney, ti
+credo sincero, nè ti nasconderò quindi tutto quello ch’io penso. No, la
+mia condizione non è più la stessa. Parlai stamane ad Elisabetta, e le
+parlai sopra tale argomento, che non è più lecito l’abbandonarlo senza
+offendere vivamente l’amor proprio di una donna. Pure non oso ritornare
+sul discorso medesimo. No: ella non mi perdonerà giammai l’essere stato
+cagione e testimonio della sua debolezza.»
+
+«Pure fa d’uopo appigliarsi ad un partito, o signore, disse il Varney,
+e fa d’uopo appigliarvisi prontamente.»
+
+«Non me ne rimane più alcuno, rispose il Leicester col tuono d’uomo
+scoraggiato. Io mi vedo pari a colui che inerpicandosi ad una montagna
+ingombra per ogni dove di precipizi, trova pochi passi lontan della
+vetta ostacoli tali onde non gli è permesso nè il salire oltre, nè
+tampoco il tornare addietro. Vedo il pinacolo dinanzi a me senza
+poterlo aggiugnere, e nel medesimo tempo mi si apre una voragine sotto
+i piedi che sta per inghiottirmi, allorquando il mio braccio stanco,
+e la mia mente smarrita non mi danno soccorsi per reggermi in una
+situazione tanto precaria.»
+
+«Giudicate meglio dello stato vostro, o Milord. Esamineremo gli
+espedienti, che intanto furono presi. Se si arriva a tenere nascoste
+alla Regina queste nozze, nulla avvi onde mettersi in disperazione.
+Corro in questo punto a ritrovare la vostra sposa. Non già ch’io
+ignori quanto ella mi detesti, perchè parlando colla Signoria vostra,
+mi mostrai sempre, (e la Contessa il sospetta) di contrario avviso a
+far valere quelli ch’ella chiama suoi diritti. Ma la quistione di un
+tale istante non cade sopra odii, od antipatie. È mestieri ch’ella
+m’ascolti, e riuscirò a provarle la necessità di sottomettersi alle
+circostanze, e tanta sarà l’efficacia del mio dire da condurla, non ne
+dubito, a convenire in tutti quegli espedienti, che l’interesse vostro
+comanda.»
+
+«No, Varney, disse il Leicester, ho pensato a quanto doveva farsi; e ad
+Amy voglio parlare io medesimo.»
+
+A tali accenti il Varney provò per se stesso tutto quel terrore, di cui
+si finse compreso per la salvezza del suo padrone.
+
+«Oh! vostra Signoria non debbe avventurarsi a veder la Contessa!»
+
+«Gli è un partito già preso, rispose il Leicester. Trovami tosto un
+abito di livrea, mi farò credere tuo servo alla sentinella, giacchè sei
+tu il solo che abbia la permissione di vedere Amy.»
+
+«Ma, Milord!...»
+
+«Non mi garbano i _ma_, soggiunse il Conte. Adempirò quanto ho
+risoluto. Hunsdon debb’essere a dormire nella torre di _St-Lowe_, noi
+ci porteremo colà per la via di questo segreto corritoio senza rischio
+d’incontrare alcuno; o s’anco ci abbattessimo in Hunsdon, egli m’è
+piuttosto amico che inimico, ed ha un ingegno tardo quanto vuolsi a
+credere tutto ciò che mi parrà espediente il dargli ad intendere. Orsù!
+quest’abito di livrea! Non più indugi!»
+
+A Varney non rimaneva miglior espediente dell’ubbidire. In due minuti
+il Conte avea compito il travestimento e calato sino agli occhi il
+suo berrettone, seguì il Varney lungo il corritoio che guidava agli
+appartamenti di Hunsdon, passaggio segreto tanto, che nel superarlo non
+era a temersi curiosità d’importuni, e sì oscuro a quell’ora che vi si
+vedea appena luce bastante per discernere gli obbietti. Così pervennero
+alla porta. Ivi il signor Hunsdon, osservantissimo d’ogni militare
+cautela, avea posto un soldato di sentinella. Era costui un Montanaro,
+che non fece ostacolo a lasciarli passare, e si contentò dire in suo
+linguaggio al Varney. «Possa tu riuscire a far tacere questa matta! I
+suoi gemiti m’hanno rotta la testa di tal maniera, che vorrei piuttosto
+montar la guardia nel deserto di Caslandia, vicino ad una montagna di
+neve!»
+
+Frettolosi di entrare, chiusero la porta dietro di sè.
+
+«Oh! venga, se v’è un demonio protettore, ad assistermi in tale
+istante, disse fra se medesimo il Varney, perchè la mia barca è in
+mezzo agli scogli!»
+
+La Contessa, colle vesti e colle chiome disordinate, stavasi seduta
+sopra una specie di canapè, ove ogni suo atteggiamento mostrava
+l’immensa afflizione che la premea; e volto il guardo là d’onde venian
+le persone, lo fisò sopra Varney, esclamando: «Sciagurato! Sei qui per
+eseguire alcuno de’ tuoi disegni infernali?»
+
+Leicester troncò il corso alle rampogne, aprendo il mantello, e con
+tuono più imperioso che tenero, sì dicendole: «Gli è a me, o Signora,
+che dovete rivolgervi, e non a Riccardo Varney.»
+
+Tai detti operarono un subitaneo cambiamento negli sguardi e ne’ modi
+d’Amy, che dopo avere sclamato: «Dudley! Dudley! ecco adunque ch’io
+ti riveggio!» più presta del lampo, lanciossegli al collo, e senza
+prendersi cura che fosse ivi il Varney, colmò di accarezzamenti il
+suo sposo, e ne bagnò il volto di lagrime, lasciando sfuggire per
+intervalli alcuni monosillabi disordinati e sconnessi; soavi e tenere
+espressioni, che l’amore inspira alle anime appassionate.
+
+Il Leicester si credeva in diritto di querelarsi contro una donna,
+che avea violato in tal guisa i comandi del marito, compromettendolo
+al rischio, cui si trovò in quella mattina. Ma qual è il genere di
+risentimento che non avesse ceduto a tai testimonianze d’amore, venute
+da tanto amabile creatura? Lo scompiglio di quelle vesti, e quella
+mescolanza di tema e di cordoglio, che avrebbe invilita la beltà di
+tutt’altra donna, rendea più care le forme d’Amy. Il Leicester accolse
+le carezze della sposa con una soavità di modi, da cui però trapelava
+la tristezza che l’opprimea. Amy se n’avvide cessato in lei il primo
+impeto della gioia nel vedere ben corrisposta la sua tenerezza, e
+dimandò palpitando al Conte s’ei si sentisse male.
+
+«Non sono infermo di corpo, egli rispose, o mia Amy.»
+
+«Se ciò è, anche la mia salute è vigorosa. Oh! Dudley quanto male mi
+stetti, oh! male assai dopo l’ultima volta che ti vidi! Perchè non
+chiamo averti veduto essermi toccata una parte nell’orribile scena che
+accadde in giardino. Ho sofferto infermità, cordogli, pericoli. Ma or
+ti riveggio; e mi sento felice e tranquilla.»
+
+«Oimè! Amy, tu mi perdesti.»
+
+«Io, Signore! (disse Amy, ed in tal dire scomparve quel raggio di gioia
+che brillato le era sugli occhi). Come avrei io potuto nuocere all’uomo
+che amo più di me stessa?»
+
+«Non è per farvi rimprovero, Amy, ma non siete forse in questo luogo
+ad onta de’ miei divieti i più formali, e la vostra presenza non mette
+ella in pericolo voi e me?»
+
+«Sarebb’egli vero? sclamò Amy coll’accento del massimo dolore. Oh!
+perchè mai rimarrovvi più lungo tempo? Pure, se sapeste quali timori
+mi costrinsero a fuggir da Cumnor!... Ma non voglio qui parlare di
+me medesima, e ciò dissi or solamente perchè fintantochè vi sieno
+altri partiti da prendere, non sarà mai che di mia buona voglia io
+ritorni colà! Ciò nondimeno se fosse ciò indispensabile per la vostra
+salvezza!.....»
+
+«Noi sceglieremo, Amy, qualch’altro ricovero, soggiunse il Leicester,
+e vi trasferirete in uno de’ miei castelli del Nort, portando, ma per
+pochi giorni, lo spero, il titolo di moglie di Varney.»
+
+«Che ascolto, Milord di Leicester! sclamò ella in gran fretta, e
+togliendosi dalle sue braccia. E siete voi che date a vostra moglie
+il disonorante consiglio di confessarsi la sposa d’un altro? E questo
+altro è un Varney!»
+
+«Signora, vi parlo seriamente. Varney è un leale servo, un servo
+fedele, messo a parte d’ogni mio segreto. Vorrei piuttosto perdere la
+mano diritta che privarmi in tale occasione de’ suoi servigi. Voi non
+avete alcun motivo per disprezzarlo, siccome fate.»
+
+«Io potrei provarvi, o Milord, che non me ne mancano, rispose la
+Contessa, e già un solo mio sguardo lo fa impallidire. Ma non accuserò
+io l’uomo che vi è necessario quanto la mano diritta. Piaccia al
+cielo, ch’egli sia sempre sincero in verso di voi, ma comunque possa
+esserlo, badate a non fidarvene troppo. È un dirvi assai il protestare,
+che soltanto la forza può costrignermi a seguitarlo, e che mai non
+acconsentirò a riconoscerlo per mio sposo.»
+
+«Signora, non sarà questa che una finzione di breve tempo, rispose il
+Leicester irritato dalle opposizioni; una finzione necessaria alla
+vostra salvezza, ed anche alla mia, che hanno compromessa i vostri
+capricci e la smania di mettervi in possesso d’un grado e d’un diritto
+che io vi concedei a sola patta di tenere per qualche tempo nascoste
+le nostre nozze. Se un tal partito vi spiace, rammentate che voi sola
+ne avete procurata ad entrambi la necessità. Non v’è altro rimedio;
+e conviene or sottomettersi a tutto ciò che l’imprudente leggerezza
+vostra rendè indispensabile. Ve lo comando.»
+
+«Non mi è lecito, rispose Amy, il bilanciare quando vengono al
+confronto de’ comandi vostri quelli dell’onore e della coscienza. No,
+Milord, non vi ubbidirò io questa volta. Voi potete, se così vi piace,
+perdere il vostro onore col farvi seguace di una tortuosa politica; ma
+io non farò mai nessuna cosa che lo degradi. E con qual coraggio, o
+signore, ravvisereste voi una sposa e casta e pura e degna di dividere
+con voi le vostre prerogative in colei, che abbiurando un così insigne
+carattere si desse a trascorrere l’Inghilterra qual moglie d’un uomo
+abbominevole quanto è Varney?»
+
+«Milord! (si frammise tosto in tal discorso Varney) la vostra sposa
+sfortunatamente è troppo impressionata a mio danno per prestare
+orecchio alle offerte ch’io sto per proporle. Pure dovrebbero esserle
+più aggradevoli del partito posto da voi. L’animo suo non è sì mal
+propenso per riguardo del sig. Edmondo Tressiliano: egli seconderebbe,
+non v’ha dubbio, un’inchiesta fattagli da Milady, per averlo compagno
+nel trasportarsi al paterno soggiorno di Lidcote. Ivi ella potrebbe
+rimanersene in sicurezza sintantochè venisse tempo da potere svelare il
+mistero.»
+
+Stavasi muto il Leicester contemplando attentamente l’infelice
+Contessa, che leggeva negli occhi del marito il risentimento ed il
+sospetto. Ella quindi si limitò a dire al proposito dei suggerimenti
+del maligno Varney:
+
+«Piacesse al Cielo ch’or mi trovassi nella casa del padre mio!
+Nell’atto di dipartirmene non pensai certamente di abbandonar con essa
+l’onore e la pace dell’animo.»
+
+Varney continuò coi modi d’uomo che suggerisce un consiglio: «Ben vedo
+che tale espediente ne costrignerebbe ad iniziare persone estranee nei
+nostri arcani; ma la signora Contessa, lo spero, si farebbe guatante
+dell’onorato silenzio di Tressiliano e degl’individui della propria
+famiglia.»
+
+«Taci subito, disse il Conte a Varney, o giuro al cielo! ti passo a
+traverso i fianchi questa mia spada, se tu parli ancora di confidare i
+segreti di Leicester a Tressiliano.»
+
+«E perchè no? soggiunse Amy, ogni qual volta non fossero segreti di
+tal natura da confidarsi piuttosto a gente della specie di Varney
+anzichè ad un uomo di onore. Milord! Milord! non mi guardate con occhio
+corrucciato per questi detti. Essi contengono la verità, ed io son
+degna di palesarvela. Per amor vostro ho tradito un dì Tressiliano;
+non sarò ingiusta una seconda volta verso di lui col tacermi allora
+che si mette in dubbio il suo onore. Posso ben sopportare, soggiunse
+ella fisandosi col guardo in Varney, che alla mia presenza si porti la
+maschera dell’ipocrisia, ma non che la virtù sia calunniata.»
+
+Tacquero tutti alcuni momenti dopo tai detti. Leicester, comunque
+irritato stavasi irresoluto, chè ben vedea per altra parte di chiedere
+cosa ingiusta. Varney, ostentando grande umiltà e quel simulato dolore
+che all’ipocrisia s’appartiene, tenea chinati a terra gli sguardi.
+
+In tale angustioso momento la Contessa diede a divedere tal forza
+di carattere, che l’avrebbe condotta ad essere, se così volea il
+destino, uno fra i migliori ornamenti delle persone poste nel grado
+ad essa dovuto. Ella si avanzò con passo grave e misurato verso il
+Leicester, e vestendo tal aria di dignità, che lo sguardo di lei,
+comunque ne trapelasse tenera affezione di sposa, cercava invano di
+temperare quella fermezza cui danno diritto soltanto una pura coscienza
+e un retto cuore[5]. «Ascoltatemi Milord, voi manifestaste i vostri
+disegni intesi a sciogliervi d’impaccio in sì periglioso momento.
+Sfortunatamente non mi è lecito secondarli. Cotest’uomo ha suggerito un
+diverso avviso, contro di cui non ho altra obbiezione fuorchè il sapere
+che spiace a voi. La Signoria vostra acconsentirebbe ella ad ascoltare
+ancora quel partito che una donna giovane e timida, ma la più tenera
+fra le spose crede il più convenevole nel caso estremo a cui siamo
+venuti?»
+
+Non rispose il Conte; ma un suo chinar di capo fece comprendere alla
+Contessa ch’ella potea favellare liberamente.
+
+«Tutte le sventure fra cui ci avvolgiamo, non hanno, ella prese a
+dire, che una sola sorgente, ed è quella misteriosa doppiezza che vi
+si vuol costringere a sostenere. Liberatevi una volta, o Milord, dalla
+tirannide di una cabala abbietta: mostratevi vero gentiluomo Inglese,
+mostratevi quel cavaliere che ravvisa nella verità il principio d’ogni
+onore, ed a cui l’onore è più caro dell’aura ch’egli respira. Prendete
+per mano la vostra sposa infelice; guidatela ai piedi di Elisabetta;
+ditele che in un istante di delirio vi sedussero le vane apparenze
+d’una beltà, di cui non rimane più alcun vestigio; ditele che uniste la
+vostra alla destra di Amy Robsart. Così voi mi renderete giustizia, o
+Milord, e la renderete parimente al vostro onore; e se allora la legge,
+o la possanza della Regina vi sforzano a disgiugnervi da me, non sarà
+più ch’io m’opponga all’amara separazione; sol che mi sia conceduto di
+andarmene senza disonore a nascondere il cordoglio, la desolazione di
+questo cuore nell’ignorato ritiro da cui mi toglieste.»
+
+Scorgeasi tanta dignità, e tanta tenerezza ad un tempo in tali accenti
+della Contessa, che ne furono ridesti tutti quei sentimenti nobili e
+generosi, che fatto era per provare l’animo di Leicester. Parve gli si
+aprissero gli occhi in quell’istante, e la doppiezza onde s’era fatto
+colpevole gli si parò innanzi in compagnia de’ rimorsi e della vergogna.
+
+«Non sono degno di te, diletta Amy; proruppe allora in tai detti; non
+ne son degno, poichè ho potuto esitare fra un cuore siccome il tuo, e
+tutte le seducenti promesse dell’ambizione. Oh! qual sarà l’amarezza
+di questo mio cuore umiliato all’atto di dovere scoprire io medesimo
+dinanzi ai miei giubilanti nemici, e ai miei attoniti partigiani, tutti
+gli avvolgimenti della mia obbrobriosa politica. E la Regina? Ebbene!
+Ella si prenda il mio capo siccome non si stette dal minacciarlo.»
+
+«Il vostro capo, o signore! La Contessa esclamò; e sarebbe questo
+in pena d’aver usato di quella libertà che non è negata a nessun
+Inglese, della libertà di scegliersi una moglie? Che ascolto? Una sola
+diffidenza dunque nella giustizia della Regina, un timore chimerico,
+sono i vani spauracchi, onde abbandonereste il sentiero che vi sta
+aperto innanzi, il sentiero il più onorevole ad un tempo ed il più
+sicuro!»
+
+«Oh! mia Amy! tu non sai...» Ma si rattenne il Dudley dal continuare il
+periodo ed aggiunse, opportunamente interrompendosi: «Per altro ella
+non troverà in me la facil preda d’una vendetta arbitraria. Non mi
+mancano parenti ed amici; nè io, pari a Norfolco, mi lascerò trascinare
+al supplizio, come si trae all’altare una vittima. Non temete di nulla,
+o mia Amy. Voi troverete Dudley degno di portar questo nome. Corro
+tosto a confidarmi ad alcuno fra’ miei amici della cui fedeltà mi è
+lecito ripromettermi; perchè nello stato a cui son giunte le cose, non
+mi maraviglierei d’essere imprigionato entro il mio castello medesimo.»
+
+«No, Milord, non vi cimentate a turbare uno stato tranquillo col
+ribellarvi. Voi non avete amici più sicuri della vostra franchezza,
+del vostro onore. Forte di questi confederati, non potete paventare
+di nulla, nè anche in mezzo ad un esercito di nemici o d’invidiosi
+della vostra gloria. Senza il soccorso de’ confederati che v’additai,
+divengono inutili tutti gli altri. Oh! non a torto, o mio nobil
+Signore, dipingono disarmata la verità.»
+
+«Ma la saggezza, o Amy, va guernita di tale armatura che nessun dardo
+la offende. Non ti studiare, o sposa, di stogliermi dalle vie, che
+dovrò calcare per rendere meno perigliosa la mia confessione, poichè a
+tal venimmo di doverla chiamar confessione. Credilo: sono anche troppo
+i rischi che mi si preparano intorno. Lasciati regolare da me. Varney,
+ne è d’uopo uscire di questo luogo. Addio, cara Amy, che ben presto
+divulgherò per mia moglie, a costo di que’ pericoli che non mi sarà
+duro l’affrontare in ripensando a’ tuoi pregi. Fra poco ti giugneran
+mie contezze.»
+
+Indi abbracciandola teneramente, s’avvolse nel suo mantello, e
+accompagnato da Varney uscì di quella stanza. Prima d’esserne fuori,
+il Varney le fece profondo inchino, e nel rialzare la fronte le volse
+tal guardo, quasi ansioso di scorgere se, e in quai termini, ei fosse
+compreso nell’atto di riconciliazione conchiuso tra la Contessa e il
+suo sposo. Amy si fisò sopra di lui, ma senza mostrare di porgli mente
+più di quel che avrebbe fatto ad uomo lontano.
+
+«Ella è che mi ha spinto ad estremo passo, disse fra i denti costui.
+Uno di noi due è sacro omai alla morte. Sentii fin qui certo ritegno,
+mosso, mal saprei dirlo, se da pietà o da timore. Il fatale espediente
+mi ripugnava. Ma il dado è tratto. Uno di noi due è sacro alla morte.»
+
+Nell’articolar tali accenti, il Varney osservò con sorpresa che un
+picciolo ragazzo, fermato dalla sentinella, si era fatto incontro
+al Leicester e gli parlava. Era il Varney uno di que’ politici, cui
+nessuna cosa pareva indifferente. Prese dunque ad interrogare la
+sentinella, da cui ebbe per risposta, che il fanciullo l’avea pregata
+di far giugnere uno scrignetto alla Signora delirante; commissione,
+di cui la stessa sentinella non volle incaricarsi, perchè contraria
+alle istruzioni che avea ricevute. Soddisfatta su di ciò la propria
+curiosità, il malvagio scudiere s’accostò al suo padrone, e gl’intese
+dire: «Va bene, mio fanciullo, lo scrignetto sarà consegnato.»
+
+«Io ve ne sarò quanto mai obbligato, mio buon Signore,» rispose il
+fanciullo che come lampo scomparve.
+
+Il Leicester, seguito sempre dal Varney, tornò in gran fretta ai suoi
+appartamenti privati, tenendo lo stesso corritoio che dianzi gli avea
+condotti alla torre di _St-Lowe_.
+
+
+
+
+CAPITOLO VI.
+
+ Ruppe d’Imene i sacri patti, è rea,
+ E ’l seduttor suo vile appien t’è noto.
+ _Novella dell’Inverno_.
+
+
+Appena entrato nel suo gabinetto il Conte, diede mano al libretto
+de’ ricordi, e si pose a scrivere, ora parlando con Varney, ora con
+se medesimo: «Ve ne son molti il cui destino è collegato col mio....
+Quelli soprattutto che si stanno ne’ primi gradi...... Avvene di
+tali ancora che se si ricordano le mie beneficenze, e i pericoli cui
+rimarrebbero compromessi, non mi lasceranno morire senza soccorrermi.
+Vediamo. Knolle è per me; e in conseguenza col suo ministerio il
+saranno ancora Guernsey e Iersey. Lorsey è governatore dell’isola
+di Wight; mio cognato Lungtengdon e Pembrock comandano nel paese di
+Galles. Coll’aiuto di Bedford sono miei i Puritani, e i loro interessi
+che hanno tanto peso in tutte le sedizioni. Mio fratello di Warwick
+è potente al pari di me. Io regolo a mia voglia sir Owe Hopton il
+governatore della torre di Londra. In questo luogo sta il tesoro
+pubblico. Oh! mio padre, e l’avo mio non avrebbero mai portate le loro
+teste sul palco se avessero combinate sì bene le proprie imprese. Che
+vuol dire quel mesto sguardo, o Varney? Credilo, un albero che ha sì
+profonde radici non cade facilmente atterrato dal turbine.»
+
+«Oimè! Milord,» disse Varney con un accento di dolore contraffatto a
+maraviglia, e ricomponendo i suoi sguardi a quell’aria di mestizia che
+eccitò l’interrogazione del Conte.
+
+«_Oimè_! Replicò il conte di Leicester, e perchè _oimè_, sir
+Riccardo? La vostra nuova dignità non v’inspira altra esclamazione
+più coraggiosa, quando sta per aprirsi una sì nobile lotta? Se mai
+questo _oimè_ indicasse disegno in voi di evitare lo scontro, potete
+abbandonare il castello ed anche unirvi ai miei nemici, se ciò meglio
+vi piace.»
+
+«No, rispose il confidente, Varney saprà morire e combattere al
+fianco vostro. Perdonatemi se compreso da sollecitudine per tutto
+quello che vi risguarda, io vedo forse più chiaramente le cose di
+quanto a voi lo permetta la nobiltà del vostro cuore. Io vedo, sì,
+gl’insuperabili ostacoli che v’attorniano per ogni dove. Siete forte e
+potente, o Signore, lo so; ma permettetemi il dirlo senza offendervi,
+tale non siete che per favore della Regina: sintantochè esso vi dura,
+voi avrete, salvo il titolo reale, tutti i dritti d’un Monarca; ma
+supponete ch’ella vi tolga questo favore; vi trovate derelitto più
+presto che non rimase inaridita la zucca del profeta. Derelitto il
+ripeto, se vi ribellate alla Regina; nè il sarete soltanto in mezzo
+a questo paese, in mezzo a questa provincia; ma nel centro dello
+stesso vostro castello, fra i vostri vassalli, fra i vostri amici, fra
+i vostri congiunti, vi faranno prigioniero, nè tarderete ad essere
+giudicato, se così il vorrà la Sovrana. Pensate a Norfolco, o Milord,
+al potente duca di Nortumberlandia, allo spettabile Westmoreland.
+Pensate che tutti coloro i quali vollero resistere a sì avveduta
+principessa, rimasero tutti o morti o prigionieri, o errano fuggitivi.
+Il soglio d’Elisabetta non viene a paragone di tant’altri sogli, cui
+basta una congiura per rovesciarli; esso ha per sue basi l’amore e
+la riconoscenza de’ popoli. Voi potete dividerlo, se il volete, con
+lei; ma nè voi, nè altra potenza o straniera o domestica perverrà ad
+abbatterlo... Che dico? nemmeno a crollarlo.»
+
+Costui in allora si tacque, ed il Leicester gettò lungi da sè il
+libretto dei ricordi con aria di non curanza e dispetto.
+
+«Fo a tuo modo, soggiunse, e in fine poco rileva se la sincerità o
+il timore ti hanno fatto parlare. Però non sia mai che io cada senza
+resistenza. Va a dar ordine, onde quelli fra i miei vassalli che
+servirono sotto di me nell’Irlanda si conducano ad uno ad uno nella
+torre principale; che i miei gentiluomini e i miei amici si mettano in
+istato di difesa, come se temessero venir assaliti dai partigiani del
+Sussex: dissemina sospetti e timori fra gli abitanti della città, fa
+che s’armino, e ad un dato segnale stiano pronti ad impadronirsi de’
+soldati posti alla guardia della Regina.»
+
+«Permettetemi ripetervi, o Milord, soggiunse mestamente Varney,
+quest’ultimo vostro ordine, di far cioè tutti gli apparecchi opportuni
+a disarmare all’uopo la guardia della Regina; e permettetemi ad un
+tempo di rammentarvi che questo è un atto d’alto tradimento: nondimeno
+sarete ubbidito.»
+
+«Nulla monta, soggiunse con un accento di disperazione il Leicester,
+nulla monta; l’infamia mi sta alle spalle, il precipizio dinanzi agli
+occhi; è d’uopo ch’io mi mostri a viso scoperto.»
+
+Venne indi altra pausa di silenzio, che poscia Varney interruppe in
+tal guisa: «Eccoci finalmente arrivati a quell’istante che io temea da
+lungo tempo! Eccomi al bivio o d’essere vil testimonio della caduta del
+miglior fra i padroni, o di svelare quanto avrei desiderato sepolto in
+profondissimo obblio, se altro labbro diverso da quel di Varney non ve
+ne arrecava l’infausta scoperta.»
+
+«Ora che dici tu? O piuttosto che intendi dire? rispose il Conte. Ti
+avverto che non abbiamo tempo da perdere in ciance. È giunta ora di
+fatti.»
+
+«Quanto mi è forza dire, sarà ben tosto detto, o Milord. Piacesse al
+cielo che sì breve fosse la vostra risposta! Queste nozze sono la sola
+cagione onde dobbiamo romperci colla Regina, non è egli vero, Milord?»
+
+«Tu lo sai al pari di me. A che tende questa insulsa domanda?»
+
+«Perdonate Milord, non è insulsa. Vi sono tali uomini, che
+sagrificherebbero sostanze e vita per possedere un ricco diamante. Nè
+voglio ridir su di ciò. Ma prima di fare un tal sagrifizio, ogni ragion
+di prudenza non insegnerebbe almeno l’assicurarsi se questo diamante
+sia immune da macchie?»
+
+«Come sarebbe a dire? (soggiunse Leicester guatando bieco il suo
+confidente). Di chi parli tu?»
+
+«Parlo... della Contessa, Milord! sono costretto a parlare di lei. Sì,
+ne parlerò, dovesse anche la Signoria vostra dar guiderdone di morte al
+mio zelo!»
+
+«La morte.... puoi forse meritarla dalle mie mani medesime. Nondimeno
+parla. Ti sto ascoltando.»
+
+«Ebbene, o Milord, mi armerò di coraggio, che qui non tanto io parlo
+per la mia vita, quanto per gl’interessi del mio Signore. Giammai
+non mi piacquero le misteriose corrispondenze che questa Signora ha
+serbate con Edmondo Tressiliano. Voi lo conoscete, o Milord, nè v’è
+ignoto averle costui sulle prime inspirato un tale affetto, di cui se
+la vostra Signoria trionfò, il trionfo non fu disgiunto da qualche
+difficoltà. Voi vedeste con qual calore l’uomo di Cornovaglia sostenne
+contro di me gl’interessi della Contessa. Lo scopo evidente ch’egli si
+prefiggeva, era quello di costringere la Signoria vostra a confessare
+pubblicamente queste, ch’io dirò sempre, malaugurose nozze, ed è
+parimente tal pubblicazione che Milady vorrebbe ad ogni costo da voi.»
+
+Il Leicester accolse tai detti con un forzato sorriso: «Intendo, buon
+Riccardo. Tu stai meditando ora il modo di sagrificare il tuo onore,
+ed anche quello di un’altra persona, a fine di stogliermi da un’ardua
+impresa. Ma... ricordati (aggiunse con tuono cupo, siccome irresoluto)
+che è la Contessa di Leicester quella di cui favelli.»
+
+«Lo so; ma favello parimente per l’interesse del conte di Leicester.
+Ho appena cominciato, o Signore, le cose che debbo dire. Credo
+fermissimamente, che sin d’allor quando voi entraste personaggio in
+tal dramma, Tressiliano tutto quanto operò, lo operò d’accordo colla
+Contessa.»
+
+«Tu spacci stravaganze colla calma d’un predicatore. Ma dove e come
+poterono accordarsi?»
+
+«Dove, e come! Milord, per mala sorte, non posso che troppo chiaramente
+additarvelo. Poco prima che venisse presentato in nome di Tressiliano
+il memoriale, onde la Regina arse di tanto sdegno nella sua Corte, io
+incontrai, con mia grande sorpresa, questo Tressiliano medesimo alla
+porta segreta del parco di Cumnor.»
+
+«Tu l’incontrasti, sciagurato, nè lo stendesti morto dinanzi a te?»
+
+«Ci precipitammo l’un sopra l’altro, e s’io non ponea un piede in
+fallo, vostra Signoria non avrebbe mai più veduto costui.»
+
+Lo stupore tolse per qualche tempo la parola all’attonito Leicester,
+che finalmente si disse: «Quali prove confermano quanto asserisci?
+Poichè siccome la punizione debb’essere grande, voglio esaminare
+freddamente, e circospettamente... Gran Dio! ma no... voglio esaminare
+freddamente e circospettamente,» e tal proposito ripetè più d’una
+fiata, come per ritrarne qualche calma ad ogni fiata che il ripetea.
+Poi mordendosi le labbra, quasi timoroso di lasciarsi sfuggire accenti
+conformi alla tempesta che infieriva entro il suo animo, sclamò: «Hai
+tu altre prove?»
+
+«Troppe, o Milord. E così le avessi conosciute sol io! Poteano allora
+andar sepolte in una eterna dimenticanza; ma il mio servo Michele
+Lambourne fu testimonio del tutto, ed è pur quegli che agevolò a
+Tressiliano l’ingresso in Cumnor. Per ciò solo presi al mio servigio
+questo Lambourne, e per ciò solo non me ne sono liberato dappoi,
+comunque tristo il conosca; ma volli mantenermi in grado di frenarne la
+lingua.»
+
+E qui il perfido confidente si fece a dimostrare, come agevole gli
+sarebbe il convalidare quanto egli asserì e coll’attestazione di Tony
+Foster, e colle testimonianze di diverse persone presenti allorchè
+insieme patteggiarono il Lambourne e Tressiliano, e presenti pure
+al momento che questi due individui partirono insieme dall’Osteria
+dell’_Orso nero_. Nè in tal racconto il Varney avventurò altra falsità,
+che maligne insinuazioni, destramente intese ad indur persuasione che
+il colloquio avutosi da Amy con Tressiliano in Cumnor fosse durato più
+di quanto durò veramente.
+
+«E perchè non ne fui avvertito, (disse il Leicester, la cui fisonomia
+ad ogn’istante s’annuvolava di più). Perchè tutti voi altri, e tu
+principalmente, o Varney, perchè nascondermi questi fatti?»
+
+«Perchè la Contessa, rispose lo scellerato, ne assicurò, che
+Tressiliano a non saputa e a malgrado di lei s’introdusse in quel
+castello; perchè conchiusi da questo che il colloquio non avesse
+portato disonore alla Signoria vostra, perchè finalmente giudicai, o
+Milord, che la Contessa medesima ve ne avrebbe fatto consapevole in
+appresso; nè Milord ignora con quanta ripugnanza si porge orecchio a
+sospetti che feriscono persone amate, e la Dio mercè, non son io nè
+un disseminatore di zizzanie, nè un referendario per farmi il primo a
+divulgare cose di tal natura.»
+
+«Ma siete poi troppo pronto ad ammetterle, sig. Riccardo. Come sapete
+voi che tale colloquio sia stato colpevole, siccome il vorreste far
+credere? La contessa di Leicester, a quanto m’è avviso, può ben
+rimanere alcuni istanti con una persona qual è Tressiliano, senza che
+ne conseguano o disdoro per me, o sospetti contro di lei.»
+
+«Certamente, o Milord, e se tale opinione non fosse stata in me, neanco
+avrei custodito sì lungo tempo un segreto di simil fatta. Ma debbo or
+dirvi ciò che dà forza a presunzioni contrarie. Tressiliano si mette
+in corrispondenza con un tapino ostiere di Cumnor e ciò collo scopo di
+agevolare la fuga della signora Contessa; manda uno de’ suoi messi, che
+siccome spero, avrem ben tosto sotto chiave nella torre di _Merwyn_,
+perchè Killegren e Lambsbey stanno inseguendolo. L’ostiere riceve un
+anello in prezzo di buoni ufici e silenzio. La Signoria vostra potrebbe
+anche aver visto questo anello nelle dita di Tressiliano. Egli è
+qui[6]. Il messo mandato dal Cornovagliese giunge a Cumnor travestito
+da merciaiuolo, ha segreti colloqui colla Contessa, fuggono l’uno e
+l’altra nel durar della notte. Involano, tanta è la colpevole loro
+premura, un cavallo ad un povero scimunito, che incontrano lungo il
+cammino. Arrivano finalmente al castello, e la Contessa di Leicester
+trova un asilo!... non oso dire ove lo trovi!»
+
+«Parla, te lo comando, parla sinchè conservo ancora tanta pazienza per
+ascoltarti.»
+
+«Poichè il volete, rispose Varney, la Contessa si trasferì
+immediatamente nell’appartamento di Tressiliano, ove rimase parecchie
+ore, non vi dirò se sola, od in sua compagnia. Vi dissi già come
+Tressiliano si tenesse una sua conquista nella stanza assegnatagli. Ma
+non avrei sognato giammai che questa conquista....»
+
+«Fosse Amy, vuoi dire, rispose il Leicester, ma questa è un’impostura
+nera quanto il vapor dell’Inferno! Ch’ella sia ambiziosa, leggiera,
+impaziente, posso crederlo: è donna, e ciò basta. Ma tradirmi! non mai!
+non mai! La prova, la prova di quanto osi asserire!» sclamò egli con
+forza.
+
+«Ieri dopo il mezzogiorno vi si fece condurre da Carol ella stessa.
+Lambourne e il guardiano della torre di _Merwyn_ ve la trovarono di
+buonissim’ora questa mattina.»
+
+«E Tressiliano era con lei?» soggiunse il Conte rapidamente.
+
+«No, Milord, dovete ben ricordarvi, che Tressiliano ha passata l’intera
+notte sotto la vigilanza di Blount.»
+
+«E Carol e gli altri servi la riconobbero?»
+
+«No, mio signore. Carol e Lorenzo Staples non l’aveano mai vista, e
+il suo travestimento ha fatto che Lambourne non la ravvisasse per la
+Contessa; ma nel volerle impedire la fuga da quelle stanze raccolsero
+un suo guanto caduto, e questo guanto, sua Signoria lo riconoscerà
+certamente!»
+
+E in ciò dire rimise al Conte il guanto, su di cui stava ricamato a
+perle lo stemma della casa di Leicester.
+
+«Sì, ravviso i doni che le feci io medesimo; l’altro di tali guanti
+copriva quel braccio che in questo giorno stesso ella avvolgeva al
+mio collo,» accenti che vennero pronunziati in mezzo a violentissima
+agitazione.
+
+«Sua Signoria potrebbe procacciarsi, coll’interrogare la Contessa,
+maggiori prove sulla verità del mio asserto[7].»
+
+«Non fa d’uopo, non fa d’uopo (rispose il Conte che tutti i tormenti
+dell’inferno straziavano). Questa verità mi sta innanzi agli occhi
+scritta in caratteri di fuoco. Vedo l’infamia di costei. Chi può negar
+fede all’evidenza? Sommo Dio! Per questa abbietta creatura io stava
+cimentando le vite de’ migliori fra’ miei amici! io stava per crollare
+un trono! io stava per portare e ferro e fuoco nel seno d’un regno
+tranquillo, per combattere la generosa Sovrana che mi fece quello ch’io
+sono, e che se non era questo orrendo nodo, m’avrebbe già sollevato
+al maggior grado ch’uom possa sperare! E tutto ciò per una donna
+collegatasi coi miei accaniti nemici!.... Ma tu sciagurato! perchè non
+parlasti più presto?»
+
+«Milord, io ben sapea che una lagrima della Contessa vi avrebbe fatto
+dimenticar tutto quanto avessi potuto dirvi; nè per altra parte io ebbi
+tal chiarezza dei fatti se non se questa mattina, allorchè l’improvviso
+arrivo di Foster, e le confessioni cui costrinse egli l’ostiere
+dell’_Orso nero_, m’hanno istrutto della sua fuga da Cumnor, e fatto me
+più solerte nelle ricerche di quanto sfortunatamente ho scoperto.»
+
+«Or sia lode al Cielo, ministro di luce al mio fatal disinganno! Tanta
+è l’evidenza del tradimento, che non vi sarà in tutta Inghilterra
+chi possa tacciarmi di una vendetta ingiusta o troppo sollecita.
+Chi l’avrebbe creduto, o Varney? Tanto giovane, tanto bella, sì
+carezzevole, e sì menzognera! Comprendo ora la fonte di quell’odio
+implacabile che giurò a te, mio fedele, diletto mio servo. Costei
+abborriva un uomo, studioso di far cadere le sue inique trame, e pel
+cui braccio fu quasi privo di vita il vile che la seducea.»
+
+«Non le diedi mai altro motivo di odiarmi, o Milord; ma ella sapea come
+i miei consigli s’adoperassero a scemare la possanza che s’arrogò sopra
+di voi, mi sapea costantemente preparato a cimentar la mia vita contro
+i vostri nemici.»
+
+«Or ben lo vedo. E nondimeno, Varney, quale apparenza di grandezza
+d’animo metteva la perfida nell’esortarmi di commettere agli sdegni
+della Regina il mio capo anzichè nascondermi più lungo tempo sotto il
+velo dell’impostura! Mi parea che l’angelo della Verità non potesse
+parlare più persuasivo linguaggio! ed è egli possibile, o Varney? La
+menzogna adunque la più atroce potrà in tal guisa ostentare le forme
+della verità, e l’infamia coprirsi sotto la maschera della virtù?
+Varney, tu mi prestasti buon servigio fin dalla fanciullezza. Devi
+a me ogni tuo innalzamento, puoi dovermene di maggiori; ma assumiti
+ora l’incarico di meditare in mia vece. Il tuo ingegno fu mai sempre
+acuto e profondo. Pensa! non potrebb’ella essere innocente? Sforzati a
+provarmi che è tale, e quanto fin ora operai in tuo favore sarà stato
+un nulla, in confronto del compenso che tu n’avrai.»
+
+L’inconsolabil dolore che straziava l’anima del Conte si dipinse con
+tanta forza nel pronunziare di questi ultimi accenti, onde ne fu quasi
+scosso l’indurito cuor di Varney[8], che in mezzo ai funesti disegni
+suggeritigli da scellerata ambizione, non cessava d’amare il suo
+protettore, d’amarlo però come amar poteva un Varney. Ma tornò tosto a
+raffermarsi negl’iniqui divisamenti, e domò ogni rimorso, in pensando,
+come quel dolor passeggiero cui egli stava per cagionare al Leicester,
+agevolerebbe a questo il sentiero di quel trono, ch’Elisabetta già si
+mostrava inclinata a dividere col favorito, e dal quale lo rispingeva,
+in sentenza di Varney, il solo viver d’Amy. Perseverò quindi nella
+infernale politica, e dopo avere pensato un istante sulla risposta da
+farsi a quella commovente inchiesta dell’angoscioso Leicester, gli
+rispose col fissarlo di un mesto sguardo, che dicea quasi: _Le cerco
+invano una scusa_. Poi rialzando il capo prese per un istante il
+contegno di uomo, cui brillasse un raggio di speranza che per breve
+passò pure nell’animo del misero Conte, ma seppe l’empio confidente far
+sì che non v’allignasse, e tali ne furono i detti: «Però, s’ella era
+veramente colpevole, perchè avventurarsi a venire fra queste mura?.....
+Gli è vero, che un tal passo s’accorda col desiderio continuo in lei
+d’essere riconosciuta Contessa di Leicester.»
+
+«Così è! così è! (sclamò in cupo tuono il Conte, innanzi cui dileguossi
+tosto il lampo della concetta speranza). Tu non leggi com’io ne’
+profondi avvolgimenti del cuor d’una femmina. Varney, indovino tutto.
+Ella non vuole rinunziare al titolo e al grado dell’uomo infelice
+divenutole sposo, e se cieco nel mio delirio avessi inalberato lo
+stendardo della ribellione, o se lo sdegno d’Elisabetta avesse fatto
+cadere il mio capo, come questa mattina ne udii dal labbro di lei la
+minaccia, il ricco assegnamento che la legge concede alla vedova d’un
+Leicester, non sarebbe stato cattivo incerto per quel miserabile di
+Tressiliano. Il vedi! Ella mi sollecitava ad affrontare un pericolo
+che poteva esserle utile. Ah! non parlarmi, non parlarmi in favore di
+costei, o Riccardo. Voglio il suo sangue.»
+
+«Milord, l’eccesso del vostro dolore si palesa al furore che anima
+questi detti.»
+
+«Te lo replico, cessa dal parlarmi in suo favore. Ella m’ha disonorato.
+Ella avrebbe voluto il mio esterminio. Non vi è più legame di sorte
+alcuna fra me e questa femmina. Ella morirà, come s’aspetta morire
+ad una perfida, ad un’adultera moglie, colpevole innanzi a Dio, e
+innanzi agli uomini.... Or ch’io penso!... Che si contiene in questa
+cassetta? Il fanciullo che me la consegnò per farla pervenire ad Amy
+nominò ancor Tressiliano. Sì: _se non vi riesce darla a lei, datela
+al sig. Tressiliano_. Furono queste le sue parole... Oh Dio!... E in
+quell’istante pur mi sorpresero, ma ammaliato dagli ultimi detti di
+quell’indegna, assorto ne’ gravi divisamenti che concepii sol per
+essa.... Oh! queste parole mi tornano ora con maggior forza alla
+mente. Gli è lo scrignetto delle sue gioie. Aprilo, Varney, forzane la
+cerniera col tuo pugnale.»
+
+«Un giorno ella disdegnò valersene per rompere il nodo che tenea chiusa
+una lettera[9] (a ciò meditava il Varney nel prestarsi al cenno del suo
+padrone). Amy Robsart! quest’arme oggi avrà una parte più rilevante nel
+destino che ti s’appresta.»
+
+Nel tempo stesso che costui facea tali considerazioni, il suo
+pugnaletto a triangolo fu la leva, cui cedè la cerniera argentea
+dello scrignetto. Nè appena ciò vide il Leicester, che ne strappò il
+coperchio, e trattine i gioielli che v’eran racchiusi, li gettò preso
+da rabbia sul suolo, intantochè i suoi occhi cercavano avidamente
+qualche lettera o biglietto, che ponesse in evidenza sempre maggiore
+le colpe immaginarie della sfortunata Contessa. Indi calpestando i
+diamanti sparsi all’intorno di sè:
+
+«Egli è, sclamava in tal guisa, ch’io anniento questi miserabili
+pegni, per cui vendesti il tuo corpo e l’anima tua, per cui ti
+consacrasti ad una morte innanzi tempo, per cui condannasti me ai
+rimorsi e ad un’eterna disperazione. Non parlarmi di perdono, o
+Riccardo. La sentenza di costei è già pronunziata!» E replicando ancora
+questi ultimi fatali accenti, si lanciò entro un contiguo gabinetto,
+chiudendone a catenaccio la porta.
+
+Varney lo accompagnò cogli sguardi, divenuti allora men atti a quel suo
+maligno sorriso; solo effetto onde la sopita umanità potea farsi ancora
+sentire in quell’anima scellerata. «Io ne compiango la debolezza, si
+dicea costui fra se stesso; l’amore lo ha trasformato in un fanciullo.
+Egli getta, egli infrange queste gemme. S’affretterà egualmente ad
+infrangere il gioiello ben più fragile d’esse, ch’egli amò finora con
+tanto ardore. Ma le sue furie cesseranno, cessata la cagione da cui
+son mosse. Egli non sa valutare nè le cose, nè il vero lor prezzo.
+Questa prerogativa, natura la riserbò soltanto a Varney. Leicester,
+divenuto re, non penserà fra quai procelle di superate passioni sarà
+giunto sul trono; non penserà a ciò più di quel che un nocchiero
+mediti, toccato il porto, i pericoli affrontati nella sua corsa. Ma
+giova che non restino così sul pavimento questi testimoni d’un cieco
+furore. Sarebbero troppo ricca preda per la ciurma, che rassetta
+l’appartamento.»
+
+Mentre Varney intendeva a raccogliere le gemme ed a collocarle entro
+il cassettino segreto d’un armadio che a sorte trovavasi aperto, vide
+dischiusa una parte d’uscio del gabinetto ov’entrò prima il Conte, nè
+quel vano era coperto dalla cortina. Leicester pose fuori il capo, e
+tanto oppresse ne apparivano le pupille, e tanto pallide le labbra,
+che fremette il Varney, e appena gli occhi dell’uno si scontrarono in
+quelli dell’altro, abbassò la fronte il Leicester, e di nuovo chiuse
+quella porta. Per due volte la riaperse, e per due volte vi si affacciò
+nella medesima guisa senza pronunziare un solo accento, onde il Varney
+incominciò veramente a credere la ragione del suo signore affatto
+smarrita. La terza volta però questi fece al confidente un cenno
+d’avvicinarsi, e Varney entrando seco nel gabinetto potè avvedersi che
+non da delirio derivava quel turbamento, ma da barbaro disegno che il
+Conte stava allor meditando, ma da fiera lotta che contrarie passioni
+moveano nell’animo di chi il concepiva. Passarono un’ora discorrendo
+insieme, dopo di che il Conte cambiate in tutta fretta le vesti, tornò
+a fare la sua corte alla Sovrana.
+
+
+
+
+CAPITOLO VII.
+
+ Voi avete sbandita la gioia e portato il
+ disordine nella festa.
+
+ _Shak._
+
+
+Nel durar della mensa e delle feste di questa rilevante giornata, i
+modi di Leicester e di Varney furono ben diversi da quello che per
+solito si mostravano fino a quel giorno. Riccardo Varney si era fatto
+conoscere uomo operoso e fornito d’intelligenza, anzichè dedito ai
+piaceri. Gli affari ne pareano il naturale elemento. In mezzo alle
+feste e alle gioie ch’ei sapea regolare maestrevolmente, la parte sua
+riduceasi a quella di semplice spettatore, o se talvolta intendeva
+l’animo ad esse gli era piuttosto per deridere in guisa caustica e
+severa i convitati, che per partecipare ai loro sollazzi.
+
+Ma avresti detto che in tal giorno l’indole ne fosse cambiata. Continuo
+nel mettersi di brigata coi giovani signori, e colle amabili donne
+di quella Corte, spirava ogni suo atto e detto tal gaiezza vivace
+e leggiera ad un tempo, che i ganimedi i più leggiadri nol potean
+superare. Coloro ch’erano avvezzi a riguardarlo siccome uomo sempre
+immerso ne’ divisamenti i più gravi dell’ambizione, e pronto a lanciar
+sarcasmi contro coloro, che non sanno usar del tempo se non se per
+godere d’ogni diletto che lor s’appresenta, vedeano maravigliando,
+com’egli esternasse uno spirito amabile, una gioia sciolta, una fronte
+serena al pari di loro. Ma con qual arte potea l’infernale ipocrisia
+di costui coprir col velo di soave giocondità i più atroci pensamenti
+ch’uom possa immaginare? Il segreto di un tal palliamento il conoscono
+solamente quelli, che gli somigliano, se pur avvi chi gli somigli.
+Varney avea ricevuto altissimo ingegno dalla natura, dono che ad opere
+malvage egli unicamente converse.
+
+Ben tutt’altro era di Leicester. Comunque usato a comportarsi da
+cortigiano, a parer gaio, uficioso, libero d’ogn’altra cura oltre
+quella di promovere i piaceri, quand’anche segretamente il rodeano le
+angoscie dell’ambizione, dell’odio e della gelosia, allora il suo cuore
+stavasi in preda ad un più terribile nemico, che non lasciavagli un
+istante sol di riposo. Ben si leggea nello smarrimento di quegli occhi
+e nel turbamento di quella fronte come fosse co’ suoi pensieri lunge
+dal teatro, ove in quell’istante avea parte. Continuo sforzo scorgeasi
+nel suo parlare, nel suo operare, e sembrava quasi avesse perduto
+affatto la posseduta consuetudine di comandare ad uno spirito acuto, e
+pieghevole ad un leggiadrissimo corpo, prerogative, onde cotanto già
+prevalea. Ma niun atto, niun accento erano più in lui la conseguenza
+della sua volontà, ma venian da un automa che aspetta per moversi
+l’impulso d’interna molla. Le parole gli usciano del labbro ad una ad
+una e sconnesse, sicchè mostravano in lui il bisogno di pensare a ciò
+che dovea dire, poi di pensare al modo di dirlo; e avresti perfino
+creduto che quando pronunciava una frase gli volesse molta fatica
+d’attenzione per non dimenticare l’altra che la precedè.
+
+L’effetto che queste continuate distrazioni operarono sul contegno
+e sul modo di conversare del cortigiano più leggiadro che vi fosse
+nell’Inghilterra apparve manifestamente a tutti coloro che gli si
+appressarono, nè sfuggì del certo al guardo finissimo della principessa
+la più accorta di quel secolo. Nè si sarebbe taciuta sopra tale
+stranezza e quasi negligenza dei riguardi dovutile, se non l’avesse
+attribuita alla vivacità, ond’ella nell’uscire della fatal grotta gli
+avea dato a conoscere il suo regale scontento. Giudicò adunque che
+ne durasse ancor l’impressione nell’animo del favorito, e che tal
+rimembranza gl’impacciasse a malgrado di lui medesimo, quelle grazie e
+que’ vezzi che sì giocondamente per solito il rendean compagnevole.
+
+Nè sì tosto le si presentò tale idea, cotanto lusinghiera al cuore di
+femmina, scusò in proprio animo quanto era di sconvenevole verso lei
+nella condotta di Leicester; ed i circostanti cortigiani stupirono
+in veggendo, che anzichè trovarsi offesa delle reiterate distrazioni
+del favorito (colpe ch’ella non era usa a perdonare) studiavasi di
+offerirgli occasioni a riprendere coraggio, e gliene agevolava i modi
+con una indulgenza non connaturale ad essa in simili casi. Pure ognun
+prevedea che sì fatta indulgenza non poteva essere di lunga durata, e
+che Elisabetta cedendo alla forza primitiva della sua indole, stava
+già per irritarsi del contegno di Leicester, allorchè venne a questo
+per parte di Varney un avviso onde volesse trasferirsi nel contiguo
+appartamento. Dopo essersi lasciato chiamare due volte alzossi, e fece
+atto di volere uscire in tutta fretta, poi arrestatosi d’improvviso
+chiese alla Regina la permissione di allontanarsi per affari premurosi.
+
+«Come vi piace, o Milord, le diss’ella. Non ignoriamo che la nostra
+presenza in questo luogo vi dee cagionare affari non preveduti ed
+istantanei. Nondimeno se vi è grato che Elisabetta si consideri da
+voi accolta come noi accoglieremmo un ospite ben veduto nella nostra
+reggia, vi preghiamo a pensare un poco meno ai nostri piaceri, ed
+invece a darne a conoscere la vostra giocondità meglio che da alcune
+ore nol fate. Si ricetti un principe od un contadino, la cordialità è
+sempre la migliore fra le accoglienze. Andate, Milord; noi speriamo al
+vostro ritorno di vedervi più serena la fronte, e di scorgere in voi
+quell’amabile scioltezza, cui avete accostumati i vostri amici.»
+
+Tutta la risposta di Leicester si stette in un rispettoso inchino,
+indi uscì; e giunto alla porta dell’appartamento, incontrò Varney, che
+trattolo con grande sollecitudine in disparte gli disse all’orecchio:
+«Il tutto va a dovere.»
+
+«Masters l’ha egli veduta?» chiese il Conte.
+
+«Sì, Milord, nè avendo ella voluto rispondere alle sue interrogazioni,
+nè dargli spiegazione sul motivo del suo silenzio, questo medico
+attesterà esser ella di fatto presa da un’infermità di mente, nè
+rimanere ad operar miglior cosa del rimetterla fra le mani de’ suoi
+amici. L’occasione è sicura per allontanarla giusta quanto si risolvè.»
+
+«Ma Tressiliano?» rispose Leicester.
+
+«Gli si terrà per ora occulta la partenza, che debb’essere questa sera,
+e domani penseremo a lui.»
+
+«No, per l’anima mia! esclamò Leicester, di Tressiliano voglio
+vendicarmi colle mie mani medesime.»
+
+«Voi, Milord, vendicarvi d’un uomo di sì lieve conto qual è
+Tressiliano! Oh! no, mio signore. Egli ha sempre mostrato desiderio di
+correre terre straniere. Prenderommi io cura di lui, e riposatevi sopra
+di me che non tornerà sì presto a raccontar la storia de’ suoi viaggi.»
+
+«No, giur’al Cielo, Varney! Chiami tu di lieve conto un nemico da cui
+m’ebbi sì profonda ferita, che il viver mio non sarà d’or innanzi
+fuorchè una vicenda di rimorsi e di cordogli! No. Anzichè perdere il
+diletto di vendicarmi colle mie proprie mani di un tale sciagurato,
+andrò io medesimo a svelare ogni cosa ad Elisabetta, ad implorare la
+sua vendetta sulla testa dei colpevoli e sulla mia.»
+
+Varney scorse non senza concepirne terrore tanta essere la
+perturbazione di animo nel Conte, che non giugnendosi a sedarla, egli
+era ben anco capace di portarsi a quest’atto estremo di disperazione,
+atto estremo che avrebbe irreparabilmente mandati a vôto gli ambiziosi
+disegni che così per sè come pel proprio padrone avea divisati costui.
+Ma il furore del Conte vie più raccoltosi quanto più fu concentrato
+parea non ammetterebbe argini se straripava; gli fiammeggiavano gli
+occhi, mal fermo ne era il suon della voce, livida bava gli scendea
+dalle labbra.
+
+Pure il suo confidente giunse a padroneggiarlo in mezzo a questa
+estrema tempesta. «Mio signore, gli diss’egli traendolo innanzi ad uno
+specchio, guardatevi in questo cristallo, e giudicate voi stesso se una
+così alterata fisonomia sia quella d’uomo capace di prender partito da
+se medesimo in una circostanza cotanto grave?»
+
+«Che pretendi adunque fare di me? (disse il Leicester, colpito dal
+cambiamento della propria fisonomia nel tempo stesso che s’adontava
+della libertà presasi da un suo subordinato). Sono io il tuo suddito,
+il tuo vassallo? o divenni forse lo schiavo d’un mio servo?»
+
+«No, Milord (disse Varney mostrando una fermezza, che sarebbe stata
+bella in tutt’altri, e per tutt’altra occasione); ma se vi piace
+comandare, comandate a voi stesso ed alle vostre passioni. Arrossisco,
+io che vi servo fin da’ prim’anni di vostra infanzia, al vedere la
+debolezza che dimostrate in tal punto. Correte ai piedi d’Elisabetta;
+confessate le contratte nozze. Accusate siccome adulteri la moglie
+vostra e il suo amante. Promulgate alla presenza di tutta la Corte
+che foste il trastullo d’una giovinetta di villaggio, e del suo
+erudito zerbino. Fatelo, Milord; ma ricevete prima le salutazioni
+di Riccardo Varney, che rinunzia a tutti i beni di cui lo colmaste.
+Egli potè prestar servitù al grande, al magnanimo Leicester, egli era
+più orgoglioso d’obbedire a lui che di comandare ad altri; ma questo
+istesso Leicester che si digrada da se medesimo, che cede al menomo
+colpo d’avversa fortuna, i cui sublimi divisamenti si dileguano come
+fumo al più leggier soffio delle passioni, non è questi l’uomo cui
+acconsentirà Varney di servire. Varney porta un’anima tanto superiore a
+quella di Leicester, quanto gli è inferiore per ricchezze e per grado.»
+
+E nell’ultimo asserto Varney non era ipocrita, comunque la fermezza
+d’animo di cui pompeggiava non fosse in esso che crudeltà e profonda
+dissimulazione; ma ei sentiva veramente in sè le superiorità onde
+vantavasi; e in tal momento la premura d’assicurare quello ch’ei
+chiamava _alto destino_ di Leicester, ne animava i gesti e prestava
+alla costui voce gli accenti d’una insolita commozione.
+
+E fu questo che soggiogò finalmente il Leicester. Parve all’infelice
+Conte di vedersi già abbandonato fin dal migliore fra’ suoi amici,
+onde stendendo le mani verso il Varney pronunziò tali parole. «Non
+abbandonarmi. Che vuoi tu ch’io faccia?»
+
+«Che voi siate voi stesso, mio nobil padrone (disse il Varney, baciando
+la mano al Conte dopo avergliela stretta con rispettoso affetto) che
+voi siate voi stesso, e superiore agl’impeti di quelle passioni, che
+sconvolgono l’anime vulgari. Siete voi il primo che abbia provato
+tradimenti in amore? Il primo al quale una giovane capricciosa e
+leggiera abbia inspirato un affetto, di cui ella siasi fatta giuoco in
+appresso? V’abbandonerete adunque ad una forsennata disperazione, sol
+perchè non foste più saggio che l’uomo più saggio del mondo nol fu?
+Ch’ella sia per voi come se non vissuta giammai. Che la ricordanza di
+lei si cancelli dalla vostra mente come indegna d’avervi mai avuta una
+sede. Che l’ardimentoso disegno da voi concetto stamane si faccia quasi
+decreto emesso da un ente supremo, atto di indipendente giustizia. Ella
+meritò la morte, ella muoia.»
+
+Mentre Varney favellava in tal guisa, la mano del Conte gli premea con
+forza la sua. Al veder Leicester immoto col labbro superiore stretto
+all’inferiore e con aggrottate ciglia, sarebbesi detto operasse sforzi
+onde dal confidente si trasfondesse in lui quella fermezza fredda,
+atroce, inumana, che i costui detti gli persuadevano. Allorchè tacque
+il Varney, Leicester gli stringea tuttavia la mano. Finalmente con
+ricercata tranquillità giunse a pronunziare queste parole: «Acconsento:
+ella muoia. Ma almeno mi si conceda versar una lagrima.»
+
+«No, mio signore, rispose con forza il Varney, che scorse nel ciglio
+già inumidito del padrone, come la pietà di leggieri avrebbe ripreso il
+suo imperio. No, mio signore. Ora sono inopportune le lagrime. È d’uopo
+pensare a Tressiliano.»
+
+«Oh! questo sol nome basterebbe a cambiar le lagrime in sangue. Varney,
+vi ho pensato. Ho risoluto, Tressiliano sarà mia vittima.»
+
+«Ella è una follia, Milord; ma voi siete potente troppo ond’io presuma
+arrestare il braccio della vostra vendetta. Scegliete solamente e il
+tempo e il destro, e non vi cimentate finchè l’uno e l’altro non vi
+s’appresentino.»
+
+«Farò quanto vorrai, purchè non ti opponga a questo disegno.»
+
+«Ebbene, o Milord, disse il Varney, incominciate dunque col fare
+scomparire dal vostro volto quella fisonomia cupa e smarrita, che
+trae sopra di voi gli sguardi di tutta la Corte, e che la Regina non
+vi avrebbe mai perdonata se in questo giorno non si facesse ella uno
+studio d’usarvi ogni sorta di riguardo.»
+
+«Ho dunque dato a scorgere verso lei tanta incuria? soggiunse il
+Leicester, che pareva uscisse d’un sogno. Io credeva aver composti
+adattatamente il contegno e la fisonomia; ma non temere di nessuna
+cosa. Ora è in pace il mio spirito. Io sono tranquillo. Il mio oroscopo
+sarà compiuto, e tutte le facoltà dell’animo mio si adopreranno a
+secondare il destino che mi s’appresta. Non temere per me, ti dico.
+Io torno presso della Regina. Non la cederò a te nel far sì che i
+miei sguardi o i miei detti non tradiscano il mio interno. Non hai tu
+null’altro da dirmi?»
+
+«Debbo pregarvi a consegnarmi quell’anello che vi serve ad uso di
+sigillo. Mi diviene necessario per provare a quei vostri servi del cui
+ministerio mi sarà d’uopo, che mi valgo d’essi per vostro ordine.»
+
+Trattosi dal dito l’anello, il Leicester lo consegnò con volto cupo e
+smarrito al Varney, e solamente aggiunse a mezza voce ma con accento
+terribile, questi detti: «Qualunque cosa tu eseguisca, opera con
+prontezza.»
+
+Intanto la prolungata assenza del Conte facea nascere ansietà
+e sorpresa in coloro che si stavano nella sala del trono, ed i
+Leicesteriani assai s’allegrarono, poichè il videro entrare con tal
+contegno che facea crederne l’animo sgombro d’ogni molesta cura.
+
+Il Conte di fatto mantenne per tutto quel giorno la promessa data al
+Varney, che fin d’allora si credè sciolto dalla necessità di sostenere
+una parte brillante che alla sua indole repugnava, e riprese a mano
+a mano le consuetudini gravi e severe, e quello spirito satirico ed
+indagatore a lui famigliare.
+
+Il Leicester si comportò presso Elisabetta com’uomo il quale
+profondamente ne conoscea e la forza d’animo, e le fralezze, che
+sotto due o tre aspetti adombravano i pregi di questa Regina. Troppo
+avveduto per non dare a divedere istantaneo salto dal contegno che
+serbava prima di ritrarsi col Varney al contegno presente, compose
+fin sulle prime dell’avvicinarsi ad Elisabetta e gli atteggiamenti e
+le parole ad una dolce malinconia, da cui trapelava tenero affetto
+in ver la Sovrana. E questo sentimento pareva aumentarsi vie più
+in proporzione de’ contrassegni di favore ch’egli ne ricevea, e il
+trasse a proteste amorevoli le più fervorose, le più assidue, le più
+delicate e persuasive e ad un tempo le più rispettose, che mai suddito
+abbia indiritte a Sovrana. L’udiva siccome estatica Elisabetta, in
+cui avresti detto addormirsi la gelosia del potere, e venir meno la
+risoluzione fermata in prima d’evitare ogni vincolo domestico per darsi
+unicamente alle cure del regno. In fine la stella di Dudley dominò
+anche una volta sull’orizzonte della corte Inglese.
+
+Ma tale trionfo che sulla natura e sulla propria coscienza andava
+riportando il Leicester, fu avvelenato per più riprese, non solamente
+dalle rampogne di un interno sentimento mal tollerante dello sforzo
+cui colpevoli divisamenti lo costrigneano, ma ben anche da altre
+circostanze che nel durare del banchetto e delle feste svegliavano
+nell’animo del Conte un’idea divenutagli tremendo supplizio.
+
+La prima di tali circostanze fu la seguente. Terminata la mensa,
+stavano i cortigiani aspettando nella gran sala una sontuosa mascherata
+che dovea contribuire ai passatempi di quella sera, ed intanto il
+Leicester adoperava l’amenità del suo ingegno nel dir leggiadri motti
+intorno il lord Wellonghby, Raleigh, e molt’altri cortigiani, allorchè
+la Regina prese a dirgli con brio: «Milord, noi ordineremo vi si tratti
+come reo d’alto tradimento, se continuate in tal guisa a farci morire
+dal ridere. Ma giunge in tempo l’uomo che ha la prerogativa di rendervi
+serio a suo talento. Ecco il bravo medico Masters, che non v’ha dubbio
+ne arreca notizie della nostra povera supplicante lady Varney. Spero,
+signore, che non ci abbandonerete or che si discute una querela di
+sposi, argomento sul quale non abbiamo esperienza per poter pronunziare
+senza il soccorso d’un buon consiglio. Ebbene, Masters, che pensate voi
+di questa povera delirante?»
+
+Il sorriso onde si avvivarono fino a quel punto le labbra di Leicester,
+a tai detti della Regina vi si fermò, come se lo avesse sovr’esse
+scolpito lo scarpello di Michel Angelo, o del Chauntry, immobilità che
+durogli tutto il tempo speso dal medico nel suo riferto.
+
+«Lady Varney, graziosa Sovrana, si mantiene in un cupo silenzio, nè
+vuol meco spiegarsi sullo stato di sua salute; ferma inoltre nel non
+voler rispondere alle interrogazioni d’alcun altra persona, ella chiede
+di perorare la propria causa dinanzi alla Maestà vostra.»
+
+«Il Cielo me ne liberi! sclamò la Regina; abbiam già sofferto
+abbastanza delle turbolenze e delle discordie, che sembrano seguire
+questa donna infelice ovunque ella si trae. Non siete voi del mio
+parere, o signore?» soggiunse Elisabetta volgendo a Leicester tal
+guardo, ove pigneasi il rincrescimento delle cose accadute nel _luogo
+di delizia_ alla presenza d’Amy. Il Leicester rispose con profondo
+inchino, poichè gli tornò vano ogni sforzo inteso ad esprimere con
+parole che _tale era parimente il suo avviso_.
+
+«Voi siete vendicativo, o signore, disse allor la Regina, ma sapremo
+punirvene a tempo e luogo opportuno. Torniamo alla nostra guastafeste,
+a lady Varney. Che vi pare o Masters, dello stato suo di salute?»
+
+«Maestà, ella è immersa in una nera malinconia, come vel dissi, rispose
+il Masters; ella non vuol sottomettersi ad alcuna prescrizione medica
+più che rispondere alle mie inchieste. La credo invasata da un delirio,
+che mi sembra del genere _ipocondriaco_ anzichè del _frenetico_ e
+stimerei opportuno, che il marito la facesse curare in propria casa
+lontano da tutto questo tumulto, che ne turba vie più la debole mente,
+e le mostra immaginari fantasmi. Ella si lascia sfuggire parole per
+cui un estraneo la giudicherebbe qualche gran personaggio travestito,
+qualche contessa, o che so io? principessa!... Il Cielo l’aiuti. Son
+queste le solite _allucinazioni_ degli sfortunati soprappresi da morbi
+di tal natura.»
+
+«Ebbene, disse la Regina, si faccia tosto partire, e venga affidata
+alle cure di Varney; ma ch’ella abbandoni senza indugio il castello.
+Se tal è il suo delirio, in fede mia! ella potrebbe anche immaginarsi
+d’essere qui la padrona. Ella è però una grande sventura che così
+avvenente donzella abbia perduta la ragione in sì fatta guisa. Che ne
+dite, Milord?»
+
+«Ella è veramente una grande sventura,» replicò il Conte lasciando
+scorgere il contraggenio di chi risponde per obbligo sol di rispondere.
+
+«Ma che? soggiunse Elisabetta, non la pensate siccome noi intorno
+l’avvenenza di questa giovinetta? Per vero dire ho veduto uomini
+preferire l’occhio maschile e maestoso di Giunone a queste bellezze
+delicate, che chinano il capo siccome giglio se il gambo n’è infranto.
+Sì, Milord: gli uomini sono tai nemici del nostro sesso che la pugna li
+diletta più della vittoria, e simili a vigorosi atleti, amano le donne
+in proporzione della resistenza che da queste si vedono opporre. Mi
+unisco a voi, mia Rutland, nel giudicare che se si potesse costrignere
+Leicester a sposare una figurina di cera qual è la giovane Robsart, ciò
+tornerebbe allo stesso col fare ch’ei si augurasse la morte dopo il
+primo mese di matrimonio.»
+
+Nel profferire tali accenti, volse ella uno sguardo cotanto espressivo
+al Conte, che a malgrado dei rimproveri d’odiosa doppiezza mossigli
+dalla coscienza, trovò forza bastante per dire ad Elisabetta, essere
+l’amor di Leicester un amor sottomesso più di quanto ella il credea,
+poichè volto a persona, cui obbedirebbe sempre, non comanderebbe
+giammai.
+
+Fattasi rossa in volto la Regina, impose silenzio al Conte, e intanto
+gli occhi di lei manifestavano la speranza che ella avea di non essere
+obbedita.
+
+In tale momento il suono delle trombe e il romor dei tamburi che si
+fece udir da un balcone annunziò l’arrivo della mascherata; onde per
+allora il Leicester fu libero dallo stato orribile di sforzo, e di
+simulazione in cui l’avea posto la sua politica tenebrosa.
+
+La mascherata che tosto entrò dividevasi in quattro separate bande,
+composte ciascuna di sei personaggi principali, e di altri sei che a
+qualche distanza portavano fiaccole. Tai gruppi rappresentavano le
+diverse nazioni che a mano a mano avevano occupata l’Inghilterra.
+
+I Bretoni aborigeni che entrarono i primi, venivano condotti da due
+druidi, i cui bianchi capelli andavano coronati di quercia, e che
+portavano in mano un ramo di vischio. Il drappello che seguiva i
+venerandi vegliardi, era accompagnato da due Bardi in bianca veste, che
+per intervalli toccavano le loro arpe ed intonavano cantici ad onore
+di Belo o del Sole. Furono scelti a rappresentare i Bretoni quelli fra
+i gentiluomini della Corte che prevalevano agli altri per altezza di
+statura e per robustezza; la loro maschera vedeasi fregiata di lunga
+barba e lunga capigliatura; pelli di volpe e d’orso vestianli. Tutta la
+parte superiore del loro corpo mostravasi coperta d’un drappo serico
+color di carne, su di cui scorgeansi bizzarramente delineate varie
+figure di corpi celesti, e d’animali e d’altre cose allegoriche, per
+lo che rassembravano al giusto que’ nostri maggiori, contro la cui
+independenza i Romani attentarono.
+
+I figli del Lazio che portarono la civiltà all’Inghilterra venivano
+dopo i Bretoni. Chi vestiva le maschere nel loro carattere aveva con
+tutta verità imitati i grandi elmi, gli abiti guerreschi usati da
+quell’illustre nazione, i suoi scudi fitti ed angusti, e quella corta
+spada a due tagli, che la fece trionfatrice del mondo. L’aquila Romana
+precedea quel drappello, mentre i due porta stendardi cantavano un inno
+in lode del Dio della guerra; li seguivano i combattenti col portamento
+grave e sicuro d’uomini che aspiravano alla conquista dell’Universo.
+
+Il terzo gruppo rappresentava i Sassoni, coperti delle pelli d’orso
+che portavano seco dalle foreste della Germania. Armati il braccio di
+quella terribile lor picozza di punta e taglio che fece tanta strage
+de’ primitivi Bretoni, li precedeano due Scaldi, cantori che intonavano
+le lodi di Odino.
+
+Venivano finalmente i cavalieri Normanni, vestiti della lor ferrea
+maglia, e coperti dai loro elmi d’acciaio. Due _menestrelli_[10] che
+cantavano le guerre, e le donne si presentavano i primi di questa
+schiera.
+
+Tutti i ridetti personaggi entrarono serbando il massimo ordine nella
+sala, dopo essersi arrestati prima alcun tempo alla soglia, affinchè
+gli spettatori potessero innanzi contemplarli a lor agio; indi fecero
+il giro della sala per dispiegare le loro file. I personaggi principali
+posero dietro a sè gli altri, incaricati delle fiaccole, e si
+collocarono dalle due bande della sala in guisa, che i Romani stessero
+rimpetto ai Bretoni, ed i Sassoni ai Normanni. Parve allora che una
+parte guardasse con occhio sorpreso l’opposta; alla sorpresa succedè
+lo sdegno, espresso con gesti minaccevoli, indi ad un segnale dato
+dalle bande di musica militare poste in orchestra, questi finti nemici
+sguainarono le loro spade, e marciarono gli uni contro degli altri
+in cadenza, ed eseguendo una specie di danza militare; batteano coi
+loro acciari l’armatura degli avversari ogni volta che si scontravano
+insieme secondo le norme di quella danza. Fu spettacolo bizzarro a
+vedersi il buon ordine onde quelle diverse truppe a malgrado delle loro
+fazioni che apparivano sì irregolari, serbavano sempre il tempo, e si
+mescolavano, si disgiugnevano, tornavano ai loro posti, come il voleano
+i vari tuoni di musica.
+
+Tali danze allegoriche rappresentavano i combattimenti che accaddero
+fra i diversi popoli, che occuparono altra volta il territorio della
+Gran Brettagna.
+
+Finalmente dopo molte fazioni che assai dilettosamente intertennero
+gli astanti, s’udì uno di quegli squilli di tromba nunzi soliti d’una
+battaglia, o d’una vittoria; ed a questo le persone immascherate
+interruppero le loro danze, e raunatesi ognuna presso i loro capi,
+parve dividessero l’attenzione degli spettatori, conversi ad osservare
+qual cosa a questo suono di tromba dovesse succedere.
+
+Spalancatisi entrambi i battitoi della porta, apparve un incantatore.
+Era egli il celebre mago Merlino, messo in abito strano e misterioso,
+che indicava la sua doppia nascita, e l’arte magica ch’ei possedea.
+Dinanzi e dietro a lui folleggiavano e facevano scambietti per aria
+molti personaggi stravaganti, che rappresentavano gli spiriti pronti ad
+ubbidire i comandamenti del mago, parte di festa sì gradevole ai servi
+ed agli altri vassalli, che parecchi d’essi dimenticando il rispetto
+dovuto alla Regina penetrarono fin nella sala.
+
+Il conte di Leicester accorgendosi, che i suoi uficiali avrebbero
+durato fatica ad allontanar questa ciurma, senza che accadesse
+qualche disordine alla presenza di Elisabetta, si alzò egli stesso
+trasferendosi in mezzo al salone; ma la Regina con tratto di bontà
+non nuovo in lei, mostrò desiderio che si permettesse al popolo di
+assistere a quel passatempo. Per vero, il Leicester aveva anche
+colto volentieri tale pretesto per allontanarsi dalla Regina, e per
+sollevarsi alcuni istanti dal penoso incarico di nascondere sotto
+velo di giocondità e di galanteria lo strazio che faceano del suo
+animo il rimorso, la vergogna, lo sdegno e la sete della vendetta.
+D’un gesto e d’un guardo impose silenzio a quella moltitudine; ma in
+vece di tornarsene presso la Sovrana, s’avvolse nel suo mantello, e
+mescolandosi alla folla, rimase in tal qual modo un oscuro spettatore
+dell’ultima parte di quel divertimento. Avanzatosi Merlino in mezzo
+alla sala, colla sua bacchetta magica fe’ un cenno alle bande rivali,
+onde si assembrassero attorno di lui; indi con un discorso in versi
+annunziò ad esse, come l’isola della Gran Brettagna fosse allor
+governata da una vergine regale, cui per voler del destino tutte le
+parti combattenti doveano indistintamente prestare omaggio, e aspettar
+da lei sola una sentenza intorno ai diritti, che ciascuna delle
+medesime contendea, ond’essere riconosciuta qual primo stipite, da
+cui traevano origine i presenti isolani, sudditi di quella angelica
+principessa.
+
+Docili a tal ordine, le diverse bande marciarono al suono d’una
+musica grave ed armoniosa, passando successivamente dinanzi al trono
+d’Elisabetta, cui offerivano rispettosi omaggi, ciascuna secondo lo
+stile della nazione rappresentata. Tali omaggi accogliea la Regina con
+quella grazia e con quella cortesia, che solea contraddistinguerne
+ogn’atto fin dall’istante del suo giugnere a Kenilworth.
+
+I capi delle diverse bande addussero allora, ciascun per la propria, i
+motivi onde si credeano avere diritti a tal preminenza; ed ascoltati
+che gli ebbe tutti Elisabetta fece loro questa graziosa risposta: Ben
+dispiacerle di non essere meglio istrutta per decidere la difficile
+quistione che il famoso Merlino le aveva proposta: pur sembrarle che
+non vi fosse una sola di queste nazioni, la quale potesse pretendere
+preminenza sopra dell’altra intorno il merito di avere contribuito a
+render gl’Inglesi tali quali ella allora li governava; esserle avviso,
+che il suo popolo avesse ricevuto da ognuno dei diversi popoli qualcuna
+delle varie qualità nel cui complesso stavasi l’indole della nazione.
+«Così, proseguiva ella, l’Inglese debbe agli antichi Bretoni il suo
+coraggio e quell’indomabile ardore che gli fa amare la libertà, ai
+Romani il suo valore disciplinato nell’arti della guerra, l’amor delle
+lettere, e l’interna civiltà del paese; ai Sassoni le savie e giuste
+leggi di cui si vanta; ai cavalieri Normanni la cortesia e la generosa
+passion della gloria.»
+
+Merlino non esitò nel rispondere che di fatto era d’uopo si trovassero
+unite tutte le virtù e le prerogative presso gl’Inglesi onde formare la
+prima fra le nazioni, e la sola degna della felicità di cui godevano
+sotto il regno della grande Elisabetta.
+
+Dopo di che la musica si fece nuovamente udire; e le bande
+immascherate, e Merlino, e il suo corteggio incominciavano a ritirarsi,
+allorchè il Leicester che stavasi all’estremità della sala sentì
+qualcuno che lo tirava per il mantello, e gli diceva all’orecchio:
+«Bramo senza indugio un istante di colloquio con voi.»
+
+
+
+
+CAPITOLO VIII.
+
+ A qual venn’io, ch’ogni rumor m’agghiaccia!
+ _Macbeth_.
+
+
+_Bramo senza indugio un istante di colloquio con voi._ Tai detti erano
+semplici di per se stessi; ma il Leicester trovavasi in uno di que’
+momenti d’agitazione, in cui l’animo smarrito scorge ne’ casi i più
+ordinari un lato sinistro ed affannoso; onde si volse con vivacità per
+esaminare da capo a piedi la persona che sì gli parlava.
+
+L’apparenza esterna di tale individuo non presentava alcuna cosa
+meritevole di particolare osservazione. Vestito in giubba e mantello
+corto di seta, neri, gli copria il volto una maschera parimente nera,
+ed a quanto appariva facea parte delle persone immascherate di cui
+componeasi il corteggio di Merlino, benchè il suo travestimento non
+presentasse le stravaganze onde si contraddistinguevano gli altri di
+quella turba.
+
+«Chi siete voi? che bramate da me?» disse Leicester, non senza
+manifestare col tuono della voce il turbamento che gli premea l’animo.
+
+«Non domando nulla, che possa pregiudicarvi o Milord. Voi vedrete al
+contrario non poter essere per voi che vantaggiose e onorevoli le mie
+intenzioni, semprechè sappiate valutarle al giusto. Ma è d’uopo che io
+vi parli da solo a solo.»
+
+«Io non parlo con persone sconosciute che non mi dicano il loro nome
+(rispose il Leicester, nel cui animo l’inchiesta dello straniero avea
+destati vaghi sospetti) e le persone ch’io conosco debbono prendere
+momento più opportuno per domandarmi udienza.»
+
+Detto ciò, stava per ritirarsi, ma l’uomo immascherato il fermò di bel
+nuovo.
+
+«Chi parla alla Signoria vostra sopra cose, dalle quali l’onore della
+Signoria vostra dipende, ha diritto sui vostri momenti, qual che sia il
+genere d’affari, che dobbiate abbandonare per dargli attenzione.»
+
+«Ascolto io bene? Il mio onore! Chi ardisce metterlo in dubbio?» disse
+il Leicester.
+
+«La vostra condotta, o Milord, potrebbe sola dar fondamenti onde
+accusarlo; e per quest’unico motivo io desiderava intertenermi con voi.»
+
+«Voi siete un temerario, così proruppe il Leicester. Voi abusate della
+franchigia che offrono queste giornate d’ospitalità. Ringraziate un
+tale riguardo s’io non ve ne punisco. Qual è il vostro nome?»
+
+«Edmondo Tressiliano di Cornovaglia, rispose l’uomo immascherato: la
+mia lingua fu legata per ventiquattro ore da un giuramento. Questo
+intervallo è trascorso. Posso ora spiegarmi; ed è un solo rispetto alla
+Signoria vostra, se a lei mi volgo per prima cosa.»
+
+Alto stupore comprese nel più profondo dell’animo il Conte all’udir
+pronunciare tal nome dall’uomo ch’ei più detestava, e da cui si credea
+in tanto fiera guisa oltraggiato. Rimase immoto un istante; poi la
+sorpresa fece luogo tantosto al bisogno della vendetta, imperioso in
+Leicester, quanto lo è la sete al viaggiator del Deserto. Ciò nullameno
+gli rimase tanta forza sopra di se medesimo per non trapassare il petto
+dell’uomo, ad avviso di Leicester, scellerato e impudente sì, che
+dopo averlo ridotto alla disperazione, osava inverecondamente mettere
+ad estrema prova la pazienza della persona oltraggiata. Deliberò di
+nascondere per l’istante ogni sintomo d interna agitazione, onde
+comprendere in tutta l’estension loro i divisamenti di Tressiliano,
+e prendersi una più sicura vendetta: perciò rispose con voce che un
+concentramento di sdegno rendeva intelligibile appena.
+
+«Che domanda da me il sig. Tressiliano?»
+
+«Giustizia,» rispose Tressiliano con tuono tranquillo e fermo ad un
+tempo.
+
+«Giustizia! soggiunse il Leicester; tutti gli uomini hanno diritto ad
+ottenerla. Voi più d’ogni altro sig. Tressiliano! Accertatevi che vi
+sarà fatta giustizia!»
+
+«Nè io m’aspettava meno dalla nobiltà del vostro carattere; disse allor
+Tressiliano; ma ne strigne il tempo; fa d’uopo ch’io vi parli in questa
+notte medesima. Posso venirvi a trovare nel vostro appartamento?»
+
+«No, proruppe in fiero tuono il Leicester, non è sotto un tetto, nè
+in una casa di mia ragione che noi dobbiamo vederci; bensì sotto alla
+volta del Cielo.»
+
+«Voi siete scontento, o Milord, riprese a dir Tressiliano, bench’io
+non veda alcuna cosa che possa eccitarvi a sdegno. Però il luogo m’è
+indifferente; purchè mi concediate una mezz’ora non interrotta.»
+
+«Basterà più breve tempo lo spero, rispose il Leicester: trovatevi
+con me nel _luogo di delizia_, appena ritiratasi la Regina ne’ suoi
+appartamenti.»
+
+«Mi basta,» e in ciò dir Tressiliano lasciò il Leicester in preda
+ad agitate meditazioni che parve per allora ne occupassero l’animo
+interamente.
+
+«Il Cielo, così dicea fra se stesso, si mostra finalmente propizio a’
+miei voti, ed offre alla mia vendetta quel perfido che impresse una
+macchia indelebile sul mio nome; lo sciagurato che mi fece provare
+angoscie tanto crudeli. Or non debbo più querelarmi del mio destino;
+poichè mi presenta modi di scoprire gli artifizi, onde il malvagio
+presume ancora assonnarmi. Oh! saprò smascherare e punire ad un tempo
+la sua perfidia. Ora è forza che io torni a sottomettermi al mio giogo;
+ma sento che mi parrà lieve. A mezzanotte al più tardi sonerà l’ora di
+mia vendetta.»
+
+In mezzo a tali considerazioni, che non lasciavano tregua al suo
+spirito, il Leicester attraversò di nuovo la calca, che schiudevasi
+innanzi a lui, e riprese sede a fianco della Regina, invidiato ed
+ammirato da ciascuno de’ circostanti. Oh! se il cuore dell’uomo cui si
+portava cotanta invidia, avesse potuto comparire nel suo vero stato
+a quella numerosa assemblea, se si fosse potuto scorgere le lotte
+che vi movevano la colpevole ambizione, la persuasione dell’amore
+tradito, la sete orribile della vendetta, le furie compagne agli atroci
+divisamenti, idee che si succedevano l’una all’altre, quasi spettri
+suscitati dagli abissi ad aggirarsi nel cerchio d’infernal maga, qual
+ente vi sarebbe stato, dal cortigiano il più ambizioso scendendo al
+servo il più abbietto, che avesse voluto cambiar la sua sorte col
+signore di Kenilworth, col favorito di Elisabetta?[11]
+
+Nuovi tormenti lo aspettavano a fianco della Regina.
+
+«Voi giugnete a tempo, Milord, gli diss’ella, voi giugnete a tempo
+per farvi giudice in una contesa nata fra queste Milady. Sir Riccardo
+Varney è venuto a chiederci la permissione di allontanarsi dal castello
+per accompagnare la sua moglie inferma, e a fine di ottenere il nostro
+beneplacito ci ha data sicurezza del vostro. Del certo non è nostra
+intenzione di stoglierlo dal prestare affettuose cure ad una persona
+tanto meritevole di compassione, ma non possiamo tacervi una cosa.
+Questo Varney in tal giorno si mostrò rapito in estasi dai vezzi delle
+nostre dame..... e lo credereste? la nostra duchessa di Rutland è
+persuasa ch’ei non accompagnerà sua moglie al di là del lago, se pur
+non la manda ad abitare i palagi di cristallo, de’ quali ci parlò la
+magica ninfa, per tornarsene vedovo e sciolto, a rasciugar le sue
+lagrime, e a cercar conforto alla perdita fra gl’incanti e le seduzioni
+del femminile nostro corteggio. Che ne dite, o Milord? Noi abbiamo
+veduto il vostro Varney sotto quattro diversi travestimenti. Ma voi che
+lo conoscete più profondamente, lo giudicate tanto cattivo da usare sì
+barbaro trattamento alla moglie?»
+
+Se il Leicester si trovasse confuso, ognun lo immagina, ma il
+rischio del mostrarsi smarrito era troppo grave, e per altra parte
+indispensabile una risposta. «Queste Milady, si spacciò egli in tal
+guisa, o hanno ben poca opinione della loro costanza se suppongono che
+una donna possa meritare tal sorte, o giudicano troppo severamente il
+nostro sesso col pensare esservi tal uomo capace di assoggettare una
+innocente a sì fatto castigo.»
+
+«Lo udite, Milady? soggiunse Elisabetta. Egli è, come il rimanente
+degli uomini, che ci trattano con crudeltà, poi cercano giustificarla
+col tacciarne d’incostanti.»
+
+«La Maestà vostra non voglia dir _noi_, replicò il Conte: sostengo che,
+quando appartengono ad ordine inferiore, così i pianeti come le donne
+hanno rivoluzioni e fasi irregolari, ma chi avvi sì ardito per accusare
+il sole di mutabilità, o d’incostanza la grande Elisabetta?»
+
+La conversazione poco dopo prese andamento men periglioso per il
+Leicester, che continuò ad assumervi parte operosa, ad onta degli
+affanni che ne straziavano l’anima, e sì gratamente intertenne
+Elisabetta, che la campana del castello avea sonata mezzanotte prima
+che questa regina si fosse ritirata; circostanza rara nelle regolari
+sue consuetudini. La partenza della Sovrana fu il segnale a cui
+l’assemblea si disciolse, trasferendosi ognuno ai propri appartamenti
+chi meditando sulle ricreazioni godute in quel giorno, chi deliziandosi
+anticipatamente nel pensare a quelle della domane.
+
+L’infelice signore di Kenilworth, egli, da cui solo derivavano queste
+feste cotanto magnifiche si ritrasse per darsi a sollecitudini ben
+diverse; e si fu la prima ordinare al servo che lo seguiva, gli venisse
+tosto innanzi Varney; ma tornò il messo poco dopo annunziandogli,
+essere già trascorsa un’ora dacchè il Varney aveva abbandonato il
+castello uscendone per la porta di soccorso insieme a tre persone,
+l’una delle quali era rinchiusa entro d’una lettica.
+
+«Com’è che a tal ora la guardia lo ha lasciato uscire? Io non credea
+ch’ei partisse prima dell’alba.»
+
+«Egli addusse tai ragioni che persuasero le sentinelle; poi a quanto
+m’han raccontato, mostrò loro un anello di vostra Signoria.»
+
+«Sì, disse il Conte, me ne ricordo, ma non è men vero ch’egli si è
+affrettato di troppo. Dimmi (continuando a parlare a quel servo), t’è
+noto, se qui sia rimasto alcun del suo seguito?»
+
+«Sì certamente. Allora quando il signor Varney stava per partire, non
+si potè ritrovare Michele Lambourne, cosa per la quale sir Riccardo
+andò in tutte le collere. Momenti fa, ho veduto lo stesso Lambourne
+affaccendato a mettere la sella al suo cavallo per correre dietro di
+gran galoppo al padrone.»
+
+«Mandalo a me tostamente. Debbo dargli un ordine da portare a Varney.»
+
+Partì il servo a quest’uopo, ed intanto il Leicester camminando su e
+giù pel suo appartamento tai cose andava fra sè meditando.
+
+«Varney eccede in zelo. Sarà, voglio crederlo, effetto dell’essersi
+affezionato alla mia persona. Nondimeno ha egli pure i suoi disegni,
+e non va a rilento quando gli preme farli riuscire. S’io m’innalzo,
+s’innalza egli del pari. Già l’ho veduto anche più del dovere
+sollecito di liberarmi da quell’inciampo che mi chiude la via del
+trono!.... Più del dovere?.... Però!.... io non debbo sopportare
+l’affronto, l’umiliazione a cui m’ha tratto costei... Sì, debb’essere
+punita, ma debbe esserlo dopo più mature considerazioni. M’accorgo
+anticipatamente, che gli espedienti troppo precipitosi desterebbero nel
+mio cuore tutte le furie d’inferno. No! per ora basta una vittima, e
+questa vittima mi sta aspettando.»
+
+Prese affrettatamente quanto facea di mestieri a scrivere, e gettò
+sulla carta queste poche linee.
+
+ «SIR RICCARDO VARNEY,
+
+ Abbiamo risoluto differire l’esecuzione di quanto fu commesso alle
+ vostre cure, e vi ordiniamo ne’ più stretti termini di non andar
+ oltre per tutto ciò che s’aspetta alla nostra Contessa, a meno
+ di non ricevere da noi ulteriori comandi. Vi ordiniamo parimente
+ di ritornare a Kenilworth, non appena avrete posto in luogo
+ sicuro il deposito a voi affidato. Se per avventura l’adempimento
+ di questo dovere vi desse maggiori indugi che noi stessi non
+ c’immaginiamo, al ricevere della presente ordinanza ci rimetterete
+ tosto, valendovi d’un messo pronto e fedele, il nostro anello,
+ di cui abbisogniamo sull’istante. Noi riposiamo nella sicurezza
+ della obbedienza la più esatta per parte vostra, e su di ciò
+ raccomandandovi alla divina custodia, ci sottoscriviamo vostro
+ amico e buon padrone.
+
+ R. LEICESTER.
+
+ Dal nostro castello di Kenilworth, giorno decimo di luglio, anno di
+ grazia 1575.»
+
+Intanto che il Leicester terminava, e suggellava tal lettera, scortato
+dal servo entrò nell’appartamento Michele Lambourne, colle gambe entro
+stivaloni che gli venivano sino alla coscia, col mantello legato
+attorno al corpo da una cintura ad uso di chi dee cavalcare, e coperto
+da un cappellaccio di feltro, come i corrieri costumano.
+
+«In qual grado servi tu?» il Conte gli disse.
+
+«Nel grado di scudiere del grande scudiere della Signoria vostra,»
+rispose il Lambourne con quel suo tuono di sfrontatezza ordinaria.
+
+«Metti da un canto la sfacciataggine. Le buffonerie che ti puoi
+permettere con sir Riccardo Varney, non sono buone per me. Solamente
+rispondimi. In quanto tempo ti riprometti di raggiugnere il tuo
+padrone?»
+
+«In un’ora, o Milord, se il cavaliere o il cavallo ci durano,» rispose
+Lambourne, che fece tosto passaggio dal tuono pressochè famigliare ai
+modi il più profondamente rispettosi.
+
+Il Conte lo squadrava da capo a piedi: «Ho udito parlare di te,
+come d’uomo infaticabile nel servigio, ma troppo dedito al vino, e
+accattabrighe, sicchè non so bene se convenga il fidarti negozi di alto
+rilievo.»
+
+«Milord, fui soldato, marinaro, viaggiatore, avventuriere, mestieri
+tutti nei quali si gode del tempo presente, perchè non avvi mai
+sicurezza del dì successivo; ma benchè questo tempo molte volte io
+l’abbia mal impiegato, non ho mai posto in dimenticanza quanto si dee
+ad un padrone.»
+
+«Fa ch’io me n’avvegga in tal circostanza, e te ne verrà bene. Rimetti
+prontamente, e con tutta l’accuratezza questa lettera nelle mani di sir
+Riccardo Varney.»
+
+«La mia incumbenza non si estende più in là?» soggiunse il Lambourne.
+
+«No, rispose il Conte, ma riguardo come affare di massima importanza
+che ella sia eseguita a dovere e con sollecitudine.»
+
+«Non risparmierò nè le mie cure, nè il mio cavallo,» e dopo avere così
+risposto il Lambourne si ritirò immediatamente, e nell’attraversare il
+lungo corritoio e nel discendere per la scaletta segreta, borbottava
+fra se medesimo: «Ecco a che si riduce questa segreta udienza, onde io
+era già salito in tanta speranza! Che io caschi morto! Avrei giurato
+che il Conte abbisognasse della mia assistenza per qualche segreto
+maneggio, e il tutto sta in una lettera da portar via! Nondimeno sia
+fatta la sua volontà! E sua Signoria dice benissimo. Me ne verrà bene
+per un’altra volta. Il fanciullo va carpone prima di camminare, ed è
+giusto che un novizio cortigiano, come son io, faccia lo stesso....
+Ma diamo un poco un’occhiatina a questa lettera, che il nostro Conte
+ha suggellata con tanta negligenza.» Compiuto ch’ebbe tale disegno si
+credè rapito in estasi, ed esclamò: «La Contessa! la Contessa! Giur’al
+cielo ho scoperto un segreto che o farà la mia fortuna, o mi rovina per
+sempre. Ma va innanzi o mio Baiardo, soggiunse egli mentre conducea
+nel cortile il suo cavallo; va innanzi perchè i miei speroni e i tuoi
+fianchi sono in procinto di stringere nuovamente amicizia.»
+
+Salì dunque a cavallo il Lambourne, abbandonando il castello, ed uscì
+per la portella di soccorso, ove trovò gli ordini lasciati dal Varney
+affinchè non gli si contendesse il passaggio.
+
+Non appena il Lambourne ed il servo si erano partiti dalla stanza di
+Leicester, questi cambiò le magnifiche vesti in altre più semplici,
+ed avvoltosi nel suo mantello, e presa in mano una lucerna, tenne la
+via del corritoio, d’onde scese ad una porticella che mettea nella
+corte vicina all’ingresso del _luogo di delizia_. Le considerazioni
+cui si dava egli in allora erano d’un’indole più tranquilla e più
+risoluta che da lungo tempo nol fossero state, e studiavasi di assumere
+quel contegno, che a’ suoi occhi medesimi fosse giusto, fermo però
+nell’opinione d’essere egli l’offeso, non il colpevole.
+
+«Soffersi il più grave degli oltraggi! Tal si era il senso di queste
+meditazioni; e nondimeno ho ricusato di prenderne quell’immediata
+vendetta che era in mio potere per riserbarmi quella sola voluta
+dall’onore. Ma ne deriverà perciò che un nodo profanato in un giorno
+da questa perfida donna debba legarmi per tutta la vita, ed oppormi
+impacci nella brillante carriera, che i miei destini mi apersero? No:
+vi sono altri modi d’infrangere sì fatti lacci senza attentare ai
+giorni di quella che mi tradì. Dinanzi a Dio sono libero d’un legame
+ch’ella stessa ha distrutto. Molti e molti regni separeranno lei e me
+d’ora innanzi: l’immenso oceano starà frapposto tra noi: ed i flutti
+che ne’ loro abissi inghiottirono intere flotte, rimarranno i soli
+depositari di questo infausto segreto.»
+
+Con sì fatti ragionamenti procurava il Leicester di calmare la propria
+coscienza. Di fatto egli avea ritrattati gli ordini atroci d’una
+vendetta, che bramò troppo nel primo impeto dello sdegno. E quanto
+alle mire ambiziose, erano queste divenute per tal modo inseparabili
+dai suoi atti e dai suoi disegni, che non era più nemmeno in facoltà
+di lui il risolversi d’abbandonarle. Quella sola vendetta cui divisava
+limitarsi, prese a’ suoi occhi un color di giustizia, e perfino di
+moderazione e di generosità.
+
+In tale stato trovavasi l’animo dell’uomo ambizioso, e che veramente
+si credea provocato, allorchè entrò nel magnifico ricinto del _luogo
+di delizia_, che la luna adorna del massimo suo splendore chiariva.
+I raggi ne venivano ripercossi da tutti i marmi bianchicci ond’erano
+costrutti i cancelli e gli altri ornamenti architettonici di quel
+delizioso sito. Non una leggiera nuvoletta ingombrava l’azzurrina volta
+de’ cieli; laonde la prospettiva che stavasi innanzi potea vedersi in
+quella guisa, come se il sole avesse abbandonato allor l’orizzonte.
+Le numerose statue di bianco marmo al chiarore di quella pallida luce
+sembravano altrettanti spettri, che avvolti in bianchi drappi uscissero
+delle lor tombe. Le fontane che in brillanti zampilli descrivevano la
+loro curva nell’aere, ricadeano indi nei propri bacini in forma di
+pioggia che inargentavano i raggi della luna. Calda oltremodo era stata
+quella giornata; spirava lungo il terrazzo un dolce orezzo notturno,
+leggiero al pari d’aura agitata dal ventaglio d’avvenente donzella.
+Gli usignuoli avevano costrutti numerosi nidi nel contiguo giardino,
+e questi armoniosi cantori delle notti estive cercavan compenso del
+silenzio serbato per tutto il giorno nell’intonare deliziosi concerti,
+i cui accordi, or vivaci e giulivi, or patetici, corrispondevano, detto
+sarebbesi, all’estasi prodotta in essi dal cheto e soave spettacolo di
+que’ giardini allegrati dalla lor melodia.
+
+Ma il Leicester pensava a tutt’altro che al mormorio dell’acque, al
+chiaror della luna, o ai canti degli usignuoli, e dignitoso e a passi
+lenti trascorrea quel terrazzo da un’estremità all’altra, avvolto nel
+suo mantello, e tenendo sotto il braccio la spada, nè gli veniva fatto
+di veder cos’alcuna che a figura umana si assomigliasse.
+
+«Fui scherno, diceva egli, della mia stessa generosità, lasciai
+sfuggirmi quello scellerato, e forse a quest’ora egli ha fatta libera
+la sua adultera amante, che sì debolmente è scortata.»
+
+Tali ne erano i sospetti, che tantosto si dileguarono, allor quando
+s’accorse di un uomo che dopo avere attraversato il portico, veniva a
+lui lentamente, ed oscurava colla propria ombra gli obbietti innanzi ai
+quali avvicinandosi trascorrea.
+
+«Ferirò io, prima che il suono di questa odievole voce mi giunga
+all’orecchio? (pensò il Leicester nell’atto di mettere la mano
+all’impugnatura della sua spada). Ma no: voglio sapere a che tendano
+i suoi vili divisamenti: voglio conoscere, comunque orribile ne sia
+l’esame, tutti i raggruppamenti, gli avvolgimenti di questo rettile
+impuro, innanzi ch’io adoperi la forza mia a stritolarlo.»
+
+Abbandonata colla mano l’elsa della spada, mosse lentamente ver
+Tressiliano, cercando di raccogliere attorno al suo animo quella calma
+di cui sentivasi capace.
+
+Tressiliano il salutò con molto riguardo, alla quale salutazione
+corrispose il Conte chinando disdegnosamente il capo, e dicendogli:
+
+«Voi volevate parlarmi in segreto, o Signore! Eccomi a voi. Sto
+ascoltandovi.»
+
+«Milord, quanto debbo comunicarvi mi sta sì a cuore, e bramo tanto
+di avere in voi un ascoltatore paziente, e persin favorevole, che
+incomincerò prima dal giustificarmi sopra tutte quelle circostanze che
+potessero avere impressionato sinistramente intorno a me l’animo della
+Signoria vostra. Voi mi credete vostro nemico?»
+
+«Non pare ch’io ne abbia qualche motivo?» Rispose il Conte, in veggendo
+che Tressiliano aspettava una risposta.
+
+«Voi siete ingiusto, o Milord. Io mi protesto amico del conte di
+Sussex, che i cortigiani nomano vostro rivale; ma non ne sono o la
+creatura o il partigiano, nè aspettai questo momento ad accorgermi che
+le Corti e i loro maneggi non si confanno nè colla mia indole, nè colle
+mie idee.»
+
+«Certamente! rispose il Leicester. Avvi cure più degne d’un dotto
+che gode tanta fama quanto il sig. Tressiliano; ma l’amore ha i suoi
+maneggi, non meno che l’ambizione.»
+
+«M’accorgo, Milord, che voi date troppo peso all’antico affetto ch’io
+nudrii per l’infelice persona di cui debbo or favellare, e immaginate
+forse ch’io ne abbia assunta la causa, mosso piuttosto da uno spirito
+di rivalità, che da un sentimento di giustizia.»
+
+«Quali che siano le mie idee a tal proposito, procedete innanzi nel
+vostro discorso, o Signore. Fin qui non m’avete parlato che di voi
+medesimo; gli è un argomento per certo grave ed importantissimo; ma
+che non mi riguarda personalmente in un modo sì rilevante da farmi
+abbandonare il riposo per venire ad intertenermene. Risparmiate di
+farmi udire più lunghe frasi, o Signore, e dite quel che vi rimane a
+dire, se pur è vero che abbiate da parlarmi di cose che si riferiscano
+a me. Terminato che sia il vostro discorso, io pure a mia volta ho
+altre cose da comunicarvi.»
+
+«Quando ciò sia, entro senza preamboli in argomento, o Milord, e
+poichè trattasi di tal materia che va strettamente congiunta all’onore
+della Signoria vostra, son certo che non riguarderete come perduto
+il tempo trascorso in udirmi. Debbo domandar conto alla Signoria
+vostra dell’infelice Amy Robsart, la cui storia non vi è che troppo
+conosciuta. Rimprovero acerbamente me stesso di non aver preso questa
+via sulle prime, e di non avervi sulle prime fatto giudice tra me,
+e lo scellerato che l’oltraggiò. Milord, ell’è giunta a sottrarsi
+all’illegale cattività di Cumnor: la vita di lei era in pericolo:
+ella ha sperato che le sue rimostranze produrrebbero qualche effetto
+sopra l’animo d’un indegno marito: ella mi strappò la promessa di non
+mettermi nell’arringo di suo difensore, fintantochè ella stessa non
+avesse esperimentato ogni sforzo per far riconoscere da costui i propri
+diritti.»
+
+«Signore, dimenticate voi di qual persona parlate?»
+
+«Parlo del suo indegno sposo, e il rispetto che ho per voi non sa
+trovare linguaggio più mite onde additarlo. La persona infelice per
+cui m’adopero viene sottratta a’ miei sguardi, e la tengono celata
+in qualche angolo recondito di questo castello, se all’ora in cui
+parlo non trovasi già rinchiusa in un di que’ nascondigli, opportuni
+ai malvagi per mandare a fine scellerati disegni. A questi disegni
+è d’uopo finalmente troncare il corso. Parlo con tanto coraggio,
+invigorito dall’autorità, che lo stesso padre della giovane in me
+trasmise. Questo fatal maritaggio vuol essere pubblicato e provato
+alla presenza della Regina. Amy dee finalmente essere liberata dalla
+sua schiavitù, e posta in grado di fare quanto vorrà di se stessa.
+Permettetemi d’aggiugnere, non trovarsi persona, il cui onore esiga
+tanto imperiosamente che si faccia diritto a tale inchiesta, quanto
+nella presente circostanza la Signoria vostra lo è.»
+
+Rimase attonito, e quasi fatto di pietra, il Conte in udir l’uomo,
+da cui si credea oltraggiato nella più crudel guisa, difendere colla
+fermezza di chi non ha nulla da rimproverarsi la causa della sua
+colpevole amante (che tale Dudley la credea) quasi che ella fosse
+innocentissima fra tutte le donne, ed egli, Tressiliano, un imparziale
+proteggitore. Nè certo a scemare tale sorpresa contribuiva il fervore
+posto dal gentiluomo di Cornovaglia nel chiedere per Amy quel grado e
+quegli onori, che in senso di Leicester cotesta donna aveva inviliti,
+e che, siccome più apparivano le cose, ella avrebbe poscia divisi
+col suo inverecondo campione. Laonde trascorse più d’un minuto dopo
+l’arringa di Tressiliano, innanzi che il Conte si riavesse dal proprio
+stordimento; e per chi consideri in qual persuasione trovavasi l’animo
+del secondo, allorchè si condusse in questo ricinto, non parrà strano,
+se finalmente cedè ai moti dell’ira, fattosi cieco a qualunque altro
+riguardo.
+
+«Vi ho ascoltato senza interrompervi, sig. Tressiliano, e ringrazio
+Dio, poichè ha fino a questo giorno risparmiato alle mie orecchie il
+disgusto di udir gli accenti d’un uomo malvagio quanto sfrontato. La
+frusta di un carnefice sarebbe strumento più convenevole a punirti che
+non la spada d’un cavaliere. Nondimeno mettiti in parata, o scellerato;
+difenditi.»
+
+Dicendo le quali ultime cose, lasciò cadersi il mantello, e colla
+spada guernita ancora di fodero percosse fortemente Tressiliano, indi
+tantosto la sguainò, fattosi primo ad assalirlo. Già i detti ingiuriosi
+che Tressiliano sapeva di non meritare, aveano prodotto in questo un
+istantaneo stupore, non dissimile a quello onde rimase attonito il
+Conte allorchè ascoltò i primi accenti dell’altro. Ma non appena alle
+ingiurie tenne dietro sì fatto oltraggio, che escludeva ogn’altra
+idea fuorchè quella del venire all’armi, la sorpresa diede luogo
+al risentimento il più vivo nell’animo di Tressiliano, che sguainò
+parimente la spada, e comunque men destro in valersene che nol fosse
+il Conte, trovò nullameno vigor bastante per sostenere da valoroso il
+cimento, tanto più che la mente del Cornovagliese era più tranquilla
+assai di quella del Leicester, la cui condotta l’altro non poteva
+attribuire che a vera frenesia, o alla forza di qualche inesplicabile
+illusione.
+
+Si durava da più minuti combattendo senza che alcuno de’ due rivali
+avesse ricevuto ferite, allorchè d’improvviso si udì suono di voci e di
+passi affrettati sotto il portico, che mettea nel terrazzo.
+
+«Noi siamo interrotti, disse al suo antagonista il Leicester,
+seguitemi.»
+
+Nel medesimo tempo si fece ascoltare tal voce: «Sì, in fede mia! costui
+ha ragione: sono persone che si battono.»
+
+Allora il Leicester condusse Tressiliano ad un frascato posto dietro
+ad una fontana, che fu loro di nascondiglio. Intanto che sei _Yeomen_
+della guardia reale trascorreano il viale maestro del _luogo di
+delizia_, si fece udire uno di que’ soldati che diceva all’altro:
+
+«Non ci verrà mai fatto per questa notte trovarli in mezzo a queste
+fontane e a queste grotte, veri covi di scoiattoli e di conigli.
+Laonde, se non gl’incontriamo prima d’essere in fondo, torneremo
+addietro, e basterà mettere una sentinella all’ingresso del sito
+per assicurarci quando sarà giorno che i nostri schermidori non ci
+scappino.»
+
+«Bella impresa veramente! diceva un altro, sguainare la spada in tanta
+vicinanza alla dimora della Regina, e può dirsi anche nel suo palagio
+medesimo. Saranno, non v’ha dubbio, due smargiassi presi dal vino. Mi
+spiacerebbe quasi se li raggiugnessimo; perchè la loro colpa, non è
+vero? è punita col taglio della mano destra. Sarebbe a dirla, un brutto
+caso il perderla per aver toccata una lama, che appunto vuol essere
+tenuta con quella mano.»
+
+«Eh! se si parla di smargiassi e di accattabrighe tu non ti stai
+addietro, mio caro amico, un altro di que’ soldati gli soggiugnea. Ma
+bada al fatto tuo, perchè la legge è al giusto qual la citasti.»
+
+«Sì, replicò il primo, volendo interpretarla a tutto rigore. Questo
+palagio per altro non appartiene alla Regina, ma a milord Leicester.»
+
+«Se non hanno altra circostanza che li favorisca, disse allora il
+secondo, non la vedo tanto bella per essi, perchè se la graziosissima
+nostra sovrana è regina, come lo è, grazie a Dio, milord Leicester non
+è lontano dall’esser re.»
+
+«Taci, bestia, entrò di mezzo un terzo. Chi t’assicura che qualcheduno
+non sia qui ad ascoltarci?»
+
+Così proseguirono la loro corsa, facendo una specie d’indagine assai
+negligente, e molto più intesi, giusta quanto pareva, a continuare la
+loro conversazione, che a discoprire que’ notturni perturbatori.
+
+Allorchè Leicester s’accorse che i soldati avevano oltrepassato il
+terrazzo, diede cenno a Tressiliano di seguirlo, e prendendo dirittura
+opposta a quella cui si erano avviate le guardie, fece coll’avversario
+tutto il portico, senza che alcuno s’accorgesse di loro. Indi il Conte
+accompagnò lo stesso Tressiliano alla torre di _Merwyn_, ove questi
+avea tornato a prendere alloggiamento, e gli disse prima di separarsi
+da lui:
+
+«Se è coraggio in te bastante per terminare il combattimento interrotto
+in tal guisa, tienti domani poco discosto da me, allorchè la Corte
+uscirà. Troveremo istante opportuno, e da me ne avrai il segnale.»
+
+«Milord, rispose Tressiliano, in tutt’altra occasione, avrei potuto
+chiedervi il motivo dello strano furore che vi accieca contra la mia
+persona; ma l’insulto che mi faceste vuol esser cancellato solo col
+sangue, e foste voi giunto pur anche al sublime grado, cui aspira la
+vostra ambizione, il mio onore oltraggiato debbe avere la sua vendetta.»
+
+In guisa tal si divisero; ma le avventure di quella notte non erano
+terminate ancora per Leicester. Costretto a passare per la torre
+di _St-Lowe_ onde giugnere al corritoio segreto che guidava al suo
+appartamento, si scontrò nel lord Hunsdon, che tenea sguainata sotto il
+braccio la spada.
+
+«Anche voi, milord Leicester, sì prese a dire il vecchio Capitano,
+foste svegliato da questo _chi va là_? Ma va benissimo dalla parte di
+tutti i diavoli! Qui in questo vostro castello la notte non è meno
+romorosa del giorno. Non sono due ore che mi destarono le urla di
+quella povera pazza, di quella lady Varney, che suo marito conducea via
+a viva forza. E vi giuro bene che vi ha voluto tutta la forza degli
+ordini dati da voi e di quelli che prima ebbi dalla Regina perchè io
+non mi mettessi in mezzo di questo negozio, e perchè io non la finissi
+spaccando le tempia a quel vostro favorito Varney. Adesso poi liti e
+duelli nel luogo... luogo... Come chiamate voi quel terrazzo lastricato
+ove metteste tutte le vostre carabattole?»
+
+La prima parte di tale discorso fu un colpo d’acuto stile al Leicester,
+che si limitò a rispondere all’altro aver egli pure udito lo
+scricchiolar delle spade, ed essere disceso per fare stare a dovere i
+temerari che osarono battersi in tanta vicinanza della Regina.
+
+«Quand’è così, disse Hunsdon, spero bene che la Signoria vostra vorrà
+accompagnarmi.»
+
+Il Leicester pertanto si trovò nella necessità di tornare addietro
+fino al _luogo di delizia_ insieme al vecchio parente della Regina;
+il quale giunto sul luogo udì narrarsi dagli uomini di guardia (erano
+questi sotto l’immediato comando di Hunsdon) come fosse stata inutile
+ogni ricerca intesa a scoprire gli autori dello scompiglio; ond’egli
+in guiderdone della fatiga che aveano fatta indarno, li presentò d’una
+dozzina delle sue solite imprecazioni, trattandoli come gente pigra e
+da nulla.
+
+Ed anche il Leicester trovò ben fatto di mostrarsi corrucciato per lo
+stesso motivo; ma finalmente pervenne a capacitare il lord Hunsdon, che
+tutto questo soqquadro non poteva in sostanza aver origine se non se
+dalla sconsigliatezza di due giovinastri che aveano forse bevuto al di
+là, e assai castigati dalla paura d’esser presi da chi gl’inseguiva.
+
+Il lord Hunsdon, che non era poi egli stesso fra gli ultimi devoti al
+dio Bacco, convenne che il vino scusava in parte molte delle pazzie che
+ne derivavano. «Però, soggiunse, se la Signoria vostra non mette un po’
+meno di liberalità nella regola della sua casa, e soprattutto qualche
+maggiore economia nella distribuzione del vino, dell’_ala_ e de’
+liquori, vedo che non potrò esentarmi dal far alloggiare in prigione
+qualcuno di questi garbati giovanotti e dal regalarli di non so quanti
+colpi di frusta. Con questo le auguro la felicissima notte.»
+
+Si trovavano allora appunto a quell’ingresso della torre di _St-Lowe_
+ove s’incontrarono la prima volta, e contento il Leicester di potersi
+spacciare d’un tale compagno gli augurò del pari la buona notte,
+e recatosi in dirittura al corritoio segreto, riprese la lucerna,
+lasciatavi dianzi, e che vicina a spegnersi durò quanto bastava a
+rischiarargli di pallido lume il cammino sintantochè fosse al suo
+appartamento.
+
+
+
+
+CAPITOLO IX.
+
+ «State su, state su, se preziosa
+ »Vita pur v’è; non mi venite addosso.
+ »Vel canto in versi, e non vel dico in prosa.
+ »A manca e a dritta i calci a più non posso
+ »Mena la bestia mia; chè baldanzosa
+ »La rende nobiltà fitta nell’osso;
+ »Nobiltà, che suo padre ebbe ai tornei,
+ »Ch’alla figlia d’Enrico offria Dudlei.»
+ _Mascherata de’ barbagianni_ — Ben Jonson.
+
+
+Il passatempo che stavasi apparecchiando pel successivo giorno
+ad Elisabetta ed alla sua Corte era una battaglia fra i Danesi
+e gl’Inglesi, la quale doveva essere rappresentata dai fedeli e
+coraggiosi abitanti di Coventry, giusta una costumanza da lungo tempo
+mantenutasi in quell’antico borgo, e guarentita autentica dalle vecchie
+loro croniche.
+
+I cittadini divisi in due bande, Sassoni, e Danesi, recitavano in
+versi sufficientemente aspri, accompagnati da botte ancor più aspre
+che costoro si menavano, le contese delle due prodi nazioni, e il
+valor magnanimo delle amazzoni Inglesi, che ebbero la più gran parte
+nella generale strage dei Danesi, accaduta nel secondo martedì dopo
+pasqua, dell’anno di grazia 1012. Tale lotta che fu lungo tempo il
+favorito sollazzo degli abitanti di Coventry, era stata a quanto
+sembra proibita dal rigorismo d’alcuni ministri d’un’austera setta,
+i quali aveano acquistata grande prevalenza sopra la Magistratura.
+Perciò que’ borghesi indirissero istanze alla Regina, affinchè venisse
+loro restituito questo patrio divertimento, ed anzi per ottenere la
+permissione di offerirne lo spettacolo a sua Maestà. Allor quando
+tale argomento si discusse nel consiglio privato, solito per la
+maggiore celerità degli affari a seguire ovunque portavasi la Regina,
+l’inchiesta del popolo di Coventry, benchè disapprovata da alcuni
+membri più severi di quell’assemblea, incontrò grazia al cospetto di
+Elisabetta. Ella trovò che passatempi di tal natura intertenevano
+innocentemente molte persone, che prive d’essi avrebbero impiegato
+in più perniciosi giuochi il proprio tempo, e che i loro predicatori
+comunque commendabili per dottrina e pei santi fini che gli animavano,
+mostravansi di soverchio acerbi nel negare i modi di ricrearsi al lor
+gregge.
+
+Avutasi pertanto causa vinta dagli abitanti di Coventry, dopo un
+banchetto, che mastro Laneham chiama _colezione d’ambrosia_, i
+principali personaggi della Corte, seguendo sua Maestà, si trasferirono
+in folla alla torre _della Galleria_ per vedere avvicinarsi le due
+truppe nemiche, Inglese e Danese.
+
+Ad un dato segno si schiuse per riceverli lo steccato del parco; ed
+entrarono tutti insieme i fantaccini ed i cavalieri, perchè i più
+ambiziosi fra i borghesi ed i coltivatori si erano addossate bizzarre
+vesti che in tal qual modo imitavano quelle dei cavalieri, e così
+intendevansi rappresentare il corpo nobile delle due nazioni. Ciò
+nullameno onde evitare ogni sinistro, non fu permesso ai medesimi il
+montare veri cavalli; costretti quindi a valersi di quei corridori
+di legno, onde ebbe in altri tempi il suo vezzo principale la danza
+moresca, e che vediamo anche ai dì nostri sul teatro nella grande
+battaglia, con cui viene terminata la tragedia del sig. Bayes. Nè
+d’arnesi men singolari, che la cavalleria, pompeggiava l’infanteria;
+la quale comparsa potea riguardarsi quasi una parodia di quegli
+spettacoli più splendidi, ne’ quali i nobili avendo parte, imitavano
+colla possibile fedeltà i personaggi rappresentati. Nè la festa di
+cui parliamo era soltanto parodia a motivo dei cavalli di legno, e
+delle combinazioni bizzarre e ridicole di vesti, che quegli attori
+d’una classe inferiore sfoggiavano non ne sapendo di più, e che noi ci
+asterremo dal descrivere per non interrompere il corso della nostra
+storia; ma ad accrescere materia di riso aggiugneasi la qualità delle
+lor armi, che sebbene capaci di portare vigorosi colpi, non erano che
+lunghe pertiche in vece di lancie, ed i bastoni teneano luogo di spade.
+Le armi da difesa poi così per la fanteria come per la cavalleria erano
+caschetti e scudi di fitto cuoio.
+
+Il capitano Coxe (quel celebre buffone di Coventry, autore d’una
+biblioteca di ballate, d’almanacchi, e di storielle, che legate in
+carta pecora, ed annodate con uno spago, vengono anche oggidì cercate
+avidamente dagli antiquari) era egli stesso l’ingegnoso ordinator della
+festa. Avanzavasi gagliardamente sul suo cavallo conducendo le bande
+Inglesi. «Feroce all’aspetto, dice il Laneham, brandiva la sua lunga
+sciabola, qual si conveniva ad uno sperimentato guerriero, che avea
+portato l’armi all’assedio di Bologna sotto il padre della Regina, il
+re Enrico.» Questo Generale pertanto fu il primo a far carriera; e
+passò vicino alla galleria, seguito da’ suoi compagni. Poi abbassando
+rispettosamente innanzi alla Regina l’impugnatura della spada fece tale
+corbetta, che non mai cavalli di legno a due gambe ne avevano fatta una
+simile.
+
+Indi continuando in suo cammino con tutta la schiera de’ fantaccini
+e de’ cavalieri, li schierò abilmente in ordine di battaglia
+all’estremità del ponte, aspettando che i suoi antagonisti fossero
+preparati all’assalto.
+
+Nè gli fu d’uopo indugiar lungo tempo; perchè i Danesi, così infanteria
+come cavalleria, non inferiori nè di numero nè di coraggio agl’Inglesi,
+arrivarono quasi nell’istante medesimo; e preceduti dal suono della
+cornamusa del Nort, strumento della nazione, ubbidivano ai comandi
+d’un abile condottiero, il quale nella perizia della guerra non la
+cedeva che al capitano Coxe, se però non eragli eguale. I Danesi,
+siccome assalitori, si collocarono sotto la torre _della Galleria_,
+posta rimpetto a quella _di Mortimero_, e prese che ebbero tutte le
+necessarie cautele fu dato il segno della battaglia.
+
+Molta moderazione dimostrarono i combattenti nel primo scontro; perchè
+ciascuna delle due parti temeva essere respinta sino al lago. Ma col
+giugnere de’ rinforzi la scaramuccia si trasformò in combattimento
+accanito. Gli uni si lanciaron su gli altri, che sembravano, come si
+esprime il donzello della camera del Consiglio, _montoni ardenti di
+gelosia_; e gli urti scambievoli erano tanto furiosi, che a coppie
+stramazzavano al suolo, e faceano strano fracasso quelle sciabole di
+legno che si scontravano negli elmi; ed accadde per reiterate riprese
+ciò che i campioni più esperimentati delle due bande temevano: i
+cancelli laterali, fors’anche ad arte mal rinfrancati, cedettero
+alla forza di quelle spinte, di modo che il coraggio della maggior
+parte illanguidì. E tale accidente sarebbe divenuto più serio di
+quanto volevasi in una lotta fatta per divertire, poichè parecchi di
+que’ campioni non sapevano nuotare, e quelli ancor che lo sapevano
+si trovarono impacciati dalle loro infrante armature di legno e di
+cartone. Ma ogni cosa erasi preveduta, onde stavano pronti molti
+battelli per raccogliere i guerrieri che soggiacessero a tale disastro,
+e per isbarcarli sulla terra ferma. Ivi tutti molli e sconfortati
+cercavano l’obblio dell’avuta sconfitta nella copia d’_ala_ calda, e
+di spiritosi liquori che vennero ad essi somministrati colla massima
+liberalità; e tal ne era l’effetto, che non mostravano più alcuna
+vaghezza di rimettersi in quel pericoloso certame.
+
+Il solo capitano Coxe, balzato due volte dal ponte nel lago egli ed
+il suo cavallo di legno, e giudicandosi nondimeno capace d’affrontar
+quanti pericoli siensi giammai offerti agli eroi favoriti dell’antica
+cavalleria, agli Amadigi, ai Beliani, ai Bevi, e a Guido di Warwick,
+il cui personaggio egli rappresentava, il solo capitano Coxe, lo
+ripetiamo, dopo due disgrazie di tal fatta si lanciò in mezzo al più
+folto della mischia, colle vesti e colla gualdrappa del cavallo tutte
+imbevute d’acqua, e giunse per due volte a ridestare colla voce e
+coll’esempio il coraggio degl’Inglesi, che pareva inchinasse; tal
+che finalmente la vittoria loro sopra i Danesi divenne, siccom’era
+convenevole e giusto, compiuta e decisiva. Meritevole quindi che un
+mezzo secolo dopo la facesse immortale la penna di Ben Jonson, il quale
+giudicò non potere un ballo immascherato aprirsi degnamente da verun
+altro fuorchè dall’ombra del capitano Coxe, montato sul formidabile suo
+corridore di legno.
+
+Questi passatempi campestri, e per vero dire grossolani anzichè no, mal
+parranno forse accordarsi coll’idea che il leggitore dovea concepire e
+d’una ricreazione preparatasi per Elisabetta, per quella Principessa,
+che nel durar del suo regno fece fiorire in guisa tanto brillante
+le lettere, e d’uno spettacolo rappresentato dinanzi una Corte, cui
+presedea la donna la più reputata così per l’osservanza in ch’ebbe mai
+sempre ogni sorte di convenevolezze, come per saggezza e spirito, e per
+gusto finissimo e dilicato.
+
+Ma fosse politica in essa il prendere parte a que’ diletti popolari, o
+vogliasi dire che Enrico VIII avesse trasfuso alcuno de’ propri gusti
+nella sua prole, gli è certo ch’ella rise di tutto cuore sul modo onde
+la popolazione di Coventry dipinse, o piuttosto mise in parodia le
+consuetudini cavalleresche. Ma finalmente vogliosa di una ricreazione
+più conforme al suo genio che questi spettacoli burleschi nol fossero,
+chiamò a se vicini il lord Hunsdon, e il conte di Sussex col quale
+aperse un intertenimento sopra cose a lei più gradevoli, nel che ebbe
+parimente, a quanto parve, lo scopo di compensare questo uomo illustre
+del disgusto forse arrecatogli dalle lunghe udienze particolari, onde
+in quell’intervallo si vide onorato il Leicester. La compiacenza che la
+Sovrana dava a divedere nel ridere e scherzare co’ suoi generali, fornì
+al Favorito l’occasione ch’ei stava aspettando di ritrarsi dal regale
+cospetto. E così bene egli colse l’istante, onde il suo allontanarsi
+fu attribuito dai cortigiani a cortesia, che gli persuadesse lasciar
+libero al rivale il campo di avvicinarsi ad Elisabetta, anzichè
+profittare del vantaggio che la sua qualità di signor del castello
+offerivagli a poter sempre mettersi di mezzo siccome barriera fra i
+propri emuli e la Regina.
+
+Ma il Leicester pensava in allora a tutt’altra cosa fuorchè al
+dimostrarsi così generoso rivale; nè appena vide la Regina in colloquio
+col Sussex e col lord Hunsdon, dietro ai quali stavasi sir Nicolò
+Blount, spalancando da un orecchio all’altro la bocca ad ogni parola
+che udiva pronunziare, il Leicester fece un cenno a Tressiliano, che
+in tutto quel tempo non avea mai partiti gli occhi da quanto il Conte
+facea.
+
+Il Leicester pertanto s’innoltrò dalla banda del parco, rompendo
+le ondate degli spettatori, che si beavano ammirando il battagliar
+degl’Inglesi contra i Danesi. Poi quando, non senza avere superata
+qualche difficoltà si vide fuori di quella calca, volse il capo per
+verificare se Tressiliano se n’era spacciato al pari di lui, ed
+accorgendosi che questi lo seguia da vicino, s’avviò ad un piccolo
+boschetto, ove gli aspettava un servo con due cavalli forniti di
+sella. Asceso sopra uno di essi additò per cenni a Tressiliano di fare
+altrettanto sull’altro. Il Cornovagliese lo secondò senza profferire un
+solo accento.
+
+Il Leicester punse i fianchi del suo corridore, e galoppò senza posa
+fino ad uno spartato luogo, cinto di spessissime quercie, lontano un
+miglio dal castello, e situato in parte contraria affatto a quella ove
+la curiosità attraeva la piena degli spettatori. Allora discese, e
+legato il suo cavallo ad un albero, altro non disse che queste parole:
+«Qui non corriamo rischio di venire interrotti»; indi posto il mantello
+suo sulla sella, sguainò la spada.
+
+Fece egual cosa Tressiliano, che solamente non potè ristarsi dal
+dire: «Milord, chiunque mi conosce sa ch’io non pavento la morte ogni
+qualvolta sia compromesso il mio onore. Credo potere senza avvilirmi
+domandare in nome di quanto è più sacro giusta le leggi dello stesso
+onore, per qual motivo la Signoria vostra si è tratta a farmi un
+oltraggio siccome quello che ora mette l’uno a fronte dell’altro, nello
+stato in cui ci troviamo.»
+
+«Se voi non amate aver tali prove del mio disprezzo, mettetevi tosto in
+difesa, o temete ch’io rinnovelli il trattamento onde vi querelate.»
+
+«Non ne farà d’uopo. Dio sia giudice fra di noi, e ricada sul vostro
+capo il sangue vostro, se voi succumbete!»
+
+Terminate queste parole si avvicinarono, e diedero principio
+all’assalto.
+
+Il Leicester che sapea profondamente l’arte della scherma, imparò nella
+scorsa notte a ben conoscere la forza di Tressiliano ed a sentire la
+necessità d’usare molta cautela, e di assicurarsi la vendetta col
+non volerla troppo affrettata. Continuò molti minuti la pugna, e la
+maestria e la fortuna eguali erano d’entrambe le parti, allor quando
+Tressiliano avventurando con eccessivo impeto una botta al Leicester,
+questi riuscito a pararla pose l’avversario in mal punto; tanto che
+potè disarmarlo, e riversarlo sul suolo. Sorrise ferocemente il Conte
+in vedere la punta della propria spada non lontana più di due pollici
+dal collo dell’inimico. Postogli un piede sul petto, gli comandò
+confessasse le infami colpe, onde si era fatto reo verso di lui, indi
+si preparasse alla morte.
+
+«Non ho colpe, nè infamie da rimproverarmi nella condotta che tenni
+verso di te, Tressiliano rispose. Meglio di te son preparato a morire.
+Usa, come ti piace del riportato vantaggio, e possa Iddio perdonarti!
+Io non ti diedi nessun motivo di perseguitarmi coll’odio tuo.»
+
+«Nessun motivo! sclamò il Conte, nessun motivo! Ma perchè parlar io con
+un ente sì vile? Muori, siccome vivesti.»
+
+E già rialzato avea il braccio, risoluto a portargli l’estremo colpo,
+quando sentì arrestarselo da alcuno che gli stava dietro alle spalle.
+
+Furibondo ei si volse per isciogliersi da tale ostacolo non mai
+preveduto, e vide colla massima delle sorprese che chi gli tenea il
+braccio era un fanciullo d’aspetto il più straordinario; e lo tenea sì
+vigorosamente, che gli sforzi operati dal Conte a fine di spacciarsene
+diedero tempo a Tressiliano di rialzarsi e di riprendere la sua spada.
+Il Leicester gli si avventò lanciando sovr’esso guardi inveleniti
+siccome prima, e con più furore sarebbe rincominciata la pugna, se il
+fanciullo gettatosi a’ piedi del Conte, non lo avesse con voce stridula
+ed acutissima supplicato ad ascoltarlo un istante.
+
+«Levati e lasciami, disse Leicester, o pel giusto Iddio!... proverai
+quel che la mia spada si valga. Qual interesse è in te di togliermi la
+mia vendetta?»
+
+«Un interesse potentissimo, rispose senza intimidire il fanciullo,
+perchè la mia sola pazzia è cagione di questa sanguinosa contesa, e
+lo sarà fors’anche di mali assai più terribili. Oh! se voi volete
+goder la gioia d’una pura coscienza, oh! se voi sperate dormire
+i vostri sonni liberi dal tormento crudelissimo de’ rimorsi, oh!
+trascorrete, trascorrete questa lettera solamente, poi farete quel che
+vi aggrada.» E questi detti movea con tale istanza, cui i lineamenti
+del volto e la singolarità della voce prestavano non so qual vezzo
+fantastico, e nel tempo medesimo faceva vedere al Conte una lettera
+annodata da lunga treccia di capelli. Comunque cieco di rabbia nel
+vedersi sfuggir dalle mani in guisa tanto strana la sua vendetta,
+non seppe il Conte resistere a questo supplicante d’un genere sì
+straordinario. Gli strappò dalle mani la lettera, impallidì nello
+scorgerne la soprascritta, slegò con tremebonda destra il nodo che la
+chiudea, e portatine gli occhi sul contenuto, vacillò e sarebbe caduto
+all’indietro, se nol reggea il tronco di un albero. Rimase un istante
+in quella positura, cogli occhi fisi sulla lettera, e colla punta della
+spada rivolta al suolo, sicchè non parea più pensasse di modo alcuno
+alla presenza d’un nemico ch’egli avea sì spietatamente aizzato, e
+venuto in tutto il destro di assalirlo con vantaggio a sua volta. Ma
+troppo nobile era l’anima di Tressiliano per pensare ad una sì fatta
+vendetta. Egli stavasi non men del Conte immobile per la sorpresa,
+tenendosi però ognor pronto a schermirsi, se fosse stato d’uopo, contro
+qualunque subitaneo assalto d’un inimico ch’ei sospettava sempre più
+essere vittima soltanto d’una inconcepibile frenesia. Gli parve per
+vero dire ravvisar nel fanciullo quel ragazzo che avea fatto seco a
+correre intorno all’antro del maniscalco, perchè tal era la figura di
+Dick, che non la dimenticava sì di leggieri chi l’avea vista una volta.
+«Ma come giunto qui in tal momento? considerava fra se medesimo; perchè
+interporsi con tanto fervore nella nostra contesa? e quel che più mi
+sorprende, perchè il costui frammettersi ha potuto tanto sull’animo di
+Leicester?»
+
+Ma tal si era quella lettera da produrre effetti ben ancora più
+maravigliosi; e fu quella stessa che l’infelice Amy aveva scritta al
+suo sposo onde rendergli noti i motivi che la costrinsero a fuggire da
+Cumnor, e i modi dell’eseguito divisamento. In essa instruivalo come
+si fosse rifuggita a Kenilworth, soltanto per implorare la protezione
+del marito; in essa spiegava circostanze da cui appariva il perchè si
+fosse trovata nella stanza di Tressiliano; in essa pregava il Conte a
+procurarle senza indugio un ricovero più convenevole che la torre _di
+Merwyn_ non le offeriva. Terminavasi questa lettera colle proteste le
+più solenni d’un inviolabile affetto, e di una sommessione sott’ogni
+riguardo assoluta alle volontà dello sposo, e principalmente per quanto
+si riferiva al tenore di vita ignorata ch’egli da lei pretendeva, e di
+cui si chiamava contenta purchè non fosse oltre affidata alla custodia
+di Varney.
+
+Percorso ch’ebbe l’intero foglio il Leicester, gli cadde queste di
+mano. «Prendete, diss’egli, la mia spada, o Tressiliano, e trapassatemi
+il cuore, com’io volea pochi momenti dianzi trafiggere il vostro.»
+
+«Milord, rispose Tressiliano, voi mi faceste una grande ingiustizia,
+ma un segreto presentimento ripeteva al mio animo, che questa doveva
+essere la conseguenza di qualche inesplicabile errore.»
+
+«Fatale errore! (Soggiunse il Leicester nell’atto stesso in cui
+rimetteva la lettera a Tressiliano). Mi si è fatto credere scellerato
+un uomo d’onore, e un servo infido e dissoluto vestì a’ miei occhi il
+carattere del migliore fra gli uomini! Oh tristo d’un fanciullo! perchè
+mi giugne questa lettera solo adesso? A che indugiò, ove trovasi lo
+sciagurato che doveva recarmela?»
+
+«Non ardisco dirvelo, Milord (rispose il fanciullo, e facea nel tempo
+stesso le sue consuete prove di allontanarsi e di mettersi fuori del
+pericolo d’essere raggiunto). Ma ecco il messo.»
+
+Arrivò in quel punto stesso Wayland; che interrogato dal Leicester,
+gli narrò tutte le particolarità della fuga presa insieme con Amy;
+gli orribili espedienti dei malvagi che rendettero necessaria tal
+fuga, e il desiderio ch’ella avea di mettersi sotto la protezione del
+marito. Ed in prova di quanto asseriva, citò la testimonianza de’
+servi del castello, i quali, soggiugneva egli, non poteano del certo
+aver dimenticate le premurose istanze ch’ella fece appena giuntavi
+ond’essere condotta al conte di Leicester.
+
+«Ah scellerati! sclamò il Conte. Ma di tutti più infame, più scellerato
+Varney! E Amy or che parliamo è in poter di costui!»
+
+«Ma _costui_, disse tosto Tressiliano, spero non avrà ricevuti comandi
+che le possano tornare funesti.»
+
+«No, no, rispose precipitosamente il Leicester; dissi alcune cose nel
+primo impeto di furore, ma quest’ordine è compiutamente ritrattato, un
+corriere è partito in tutta fretta. Ora ella si trova.... ella deve
+trovarsi in piena sicurezza.»
+
+«Sì disse Tressiliano, ella _deve_ trovarsi in piena sicurezza, ed io
+_devo_ esserne certo. I miei dispareri particolari con voi sono finiti,
+o Milord; ma ne restano altri su cui debbo chiedere conto al seduttore
+di Amy Robsart, a quel seduttore che di Varney si fece manto onde
+coprire le proprie colpe.»
+
+«Il _seduttore_ d’Amy! replicò in terribile tuono Leicester. Dite il
+suo sposo, il suo sposo ingannato, accecato, il suo indegno sposo. Ella
+è di fatto la contessa di Leicester, quanto è vero ch’io sono armato
+cavaliere. Non avvi genere di giustizia ch’io non sia pronto a renderle
+di mio buon grado. Non ho d’uopo dirvi che se avvisaste essere in voi
+gli espedienti per costringermi a ciò, non li temo.»
+
+Tanta era la generosità di Tressiliano, che gl’impedì di arrestarsi
+sulle personali considerazioni, cui dava luogo quest’ultima parte della
+risposta del Conte, e tutte le sue idee si raccolsero immantinente
+a meditare sulla sorte d’Amy Robsart. Non aveva egli una illimitata
+fiducia nelle risoluzioni, che temea volubili, del Leicester, e per
+altra parte ne scorgea l’animo troppo fieramente agitato per potere
+assicurarsi che la fredda ragione lo avrebbe sola condotto. Per ultimo
+non credeva Amy fuor di pericolo finchè la sapea fra le mani delle
+perfide creature del Conte.
+
+«Milord, diss’egli colla massima calma, non ho mente d’offendervi, ed
+ora sono lontano più che mai dal voler cercare contese, ma i doveri
+che mi astringono a sir Ugo Robsart, vogliono ch’io in questo istante
+medesimo mi conduca alla Regina per farle note le cose accadute, e per
+adoperarmi, onde il grado di Amy Robsart venga riconosciuto siccome è
+di dovere.»
+
+«No, Signore, il Conte replicò con nobile disdegno; non siate cotanto
+ardito per frammettervi in un affare che mi riguarda personalmente;
+la voce sola di Dudley dee promulgare l’infamia di cui si è coperto
+Dudley[12]. Corro sull’istante a farne consapevole Elisabetta, poi
+veloce come il lampo sarò a Cumnor.»
+
+Così parlando distaccò il cavallo, e montatovi sopra, s’avviò, correndo
+a tutta briglia, al castello.
+
+Nè meno impaziente di condursi a quella volta Tressiliano salì egli
+pure a cavallo; il che vedendosi da Flibbertigibbet, questi gli disse:
+«Ah Signore! portatemi con voi; la mia storia non è per anco finita. Ho
+bisogno della vostra protezione.»
+
+Il gentiluomo di Cornovaglia secondò l’inchiesta del fanciullo, che in
+rispettosissimi modi gli confessò lungo la strada com’egli, Dick, si
+credesse avere diritto alla confidenza di Wayland, come lo avessero
+punto i misteriosi avvolgimenti, onde lo stesso Wayland evitava di
+appagarne la curiosità allor quando veniva da lui richiesto sullo
+stato della Signora, a questo maniscalco affidata, come in fine per
+vendicarsi avesse furtivamente tolta di dosso a Wayland quella lettera
+d’Amy, che tardata al Leicester, produsse cotanti inconvenienti.
+Aggiunse però in propria difesa essere stata intenzione in lui di
+restituire la stessa lettera in quella sera medesima, non dubitando
+che il suo vecchio amico non si trovasse al castello per sostenere
+la parte d’Arione; avergli per vero dire fatta molta sensazione il
+nome accennato nella soprascritta, ma essergli noto che non prima di
+quell’ora potea giugnere al castello il conte di Leicester, ne più
+presto quindi eseguire la sua commissione Wayland.
+
+«Ma continuò il fanciullo, Wayland non si vide più» (e i nostri
+leggitori sanno come lo avesse posto fuori del castello il Lambourne).
+«Mi diedi, ma invano, tutta la sollecitudine per trovarlo. Cercai in
+allora un’occasione che non mi venne prima d’ora, onde parlare alla
+Signoria vostra[13]. Allora sì, cominciai a temere le conseguenze dello
+scherzo fatto all’amico, vedendomi detentore d’una lettera indiritta
+ad un personaggio cotanto ragguardevole, quale si è il conte di
+Leicester. Prima dell’allontanamento di Wayland potei accorgermi che
+egli non si curava punto, anzi temeva d’incontrarsi in Lambourne e in
+Varney. Pensai quindi che tale lettera fosse da rimettersi nelle mani
+stesse del Conte, e che forse avrei dato danno a chi l’avea scritta col
+fidarla a qualunque altra persona. Cercai bene d’ottenere un’udienza da
+milord Leicester; ma quella canaglia de’ suoi servi a’ quali mi volsi a
+tal uopo mi respingevano colle male parole, fosse per vedermi piuttosto
+brutto, fosse perchè i miei abiti non mi annunziavano per un signore.»
+
+Narrò in appresso, come si fosse trovato vicino ad aggiugnere il
+desiderato scopo, allorchè in mezzo alle praticate indagini gli
+accadde trovar nella grotta lo scrignetto ch’ei ben sapeva appartenere
+all’infelice Contessa, avendoglielo veduto nel breve tempo ch’ella
+viaggiò di conserva coi commedianti, perchè niuna cosa sfuggiva
+all’occhio vispo di quel fanciullo. Dopo essersi dato premura onde
+consegnare alla Contessa o a Tressiliano quella cassettina, ei la pose
+per ultimo (e vedemmo per quale combinazione) fra le mani medesime
+del Leicester, ma il travestimento di questo personaggio gli impedì
+ravvisarlo.
+
+Parve propizia a Dick la sera della mascherata, e vedea imminente
+l’istante di poter parlare al Conte egli stesso, ma Tressiliano il
+prevenne. Fino d’orecchio quanto lo era d’ingegno, udì i due campioni
+che si diedero convegno nel _luogo di delizia_, e gli venne vaghezza
+d’entrar terzo ne’ lor colloqui, e di spiarne i passi; perchè già lo
+mettevano in tal quale inquietezza le strane voci che intorno alla
+signora si andavano divulgando fra le persone di servigio.
+
+Un incidente non preveduto gl’impedì di seguire da vicino l’orme del
+Conte, onde giunto sotto del portico trovò gli avversari alle prese.
+Avvertì di gente che si batteva la guardia, nè dubitò oltre, che la
+burla da esso fatta non fosse la cagione di una tale disfida, di cui
+potevano essere tanto funeste le conseguenze. Da starsi nascosto
+sotto del portico, udì il secondo patto di disfida, in cui Leicester
+e Tressiliano convennero. Per ciò non tenne che sovr’essi l’occhio
+intantochè i paesani di Coventry battagliavano. Allora a grande sua
+maraviglia, scorse in mezzo alla folla Wayland travestito con molta
+arte, ma non quanta voleasi per ingannar l’acuto sguardo del fanciullo
+collega. Si sottrassero insieme alla calca per confidarsi lo stato
+loro scambievole. Flibbertigibbet confessò al maniscalco tutto quanto
+abbiamo or raccontato, e l’altro a sua volta gli narrò, come lo avesse
+ricondotto in quel luogo l’altissima agitazione che il fece paventare
+per la giovane Amy, appena in un villaggio dieci miglia distante da
+Kenilworth, ove trovossi quella mattina, intese che fin nella notte
+precedente aveano abbandonato il castello del Conte così Varney come
+Lambourne, uomini a suo avviso capaci d’ogni più nero attentato.
+
+Mentre di queste cose s’intertenevano Wayland e Dick, videro
+Tressiliano e Leicester che si erano spacciati dalla calca, e li
+seguirono fino al luogo, ove montarono a cavallo. Ivi fu che Dick,
+della cui sveltezza hanno già avute riprove i nostri leggitori,
+giunse in tempo a salvare a Tressiliano la vita. Era lo stesso Dick
+pervenuto a questa conclusione del suo racconto, allorchè egli ed il
+Cornovagliese si trovarono dinanzi alla torre _della Galleria_.
+
+
+
+
+CAPITOLO X.
+
+ Dal balcon dell’orïente
+ Le tenèbre della notte
+ Schiude il sol, che fuggon rotte
+ Per virtù del suo splendor
+ Veritade, astro possente,
+ Se da lunge sol ti sveli,
+ Sperdi l’ombre più crudeli
+ Dell’inganno e dell’error.
+ _Antica ballata_.
+
+
+Nel tempo che Tressiliano attraversava il ponte, che fu dianzi arena
+di spettacolo così tumultuoso, non potè far di meno di non osservare
+un’alterazione sorta in tutte le fisonomie nel durare della breve sua
+lontananza. La burlesca battaglia era finita; ma i lottatori anzichè
+pensare a dimettere i loro travestimenti, si erano raunati in diversi
+gruppi, siccome avrebbero fatto gli abitanti d’una città scompigliata
+da qualunque annunzio straordinario e malauguroso.
+
+Nè in miglior aspetto trovò le cose, giunto al cortile esterno. I
+servi, le persone del corteggio di Leicester, gli ufiziali subalterni
+del castello stavano assembrati in vari drappelli essi pure, e l’uno
+susurrava all’orecchio dell’altro, e tutti teneano fisi i loro sguardi
+verso la finestra del gran salone, dipignendosi nel volto d’ognuno
+inquietezza e mistero.
+
+La prima persona di sua particolare conoscenza in cui Tressiliano
+scontrossi fu sir Nicolò Blount, che senza dar tempo all’altro
+d’interrogarlo, lo fermò con queste parole:
+
+«Dio ti perdoni Tressiliano! ma tu sei fatto più per essere
+buon campagnuolo che uomo di Corte. Non sai che cosa sia quella
+sollecitudine necessaria a chi fa parte del corteggio di sua Maestà.
+Sei domandato al castello, desiderato, aspettato; niuno può sostenere
+nel presente affare le veci tue, ed ecco che arrivi con un simiotto sul
+collo del tuo cavallo, come se tu fossi la balia di qualche diavoletto
+lattante, o avessi l’incarico di fargli prendere un poco di aria.»
+
+«Che parli? che c’è di nuovo?» disse Tressiliano, lasciando andare il
+ragazzo, che si lanciò a terra colla leggerezza d’una piuma e scendendo
+nel medesimo tempo egli stesso.
+
+«In fede mia che cosa ci sia di nuovo, non v’è chi lo sappia, replicò
+il Blount: non lo so nemmen io, che ho odorato fino quanto mai
+cortigiano possa vantarsene. Ti dirò solamente che milord di Leicester
+ha traversato galoppando il cortile, e galoppando con tal furia....
+avresti detto volesse accoppar tutti quelli che si trovavano dove
+passava: ha domandato un’udienza alla Regina: e mentre parliamo, sta
+rinchiuso con essa, con Walsingham, e con Burleigh. Hanno chiesto di
+te; ma a nessuno è noto, se si tratti di tradimento, o di qualche cosa
+ancora di peggio.»
+
+«Per il giusto Iddio! il nostro Blount ha ragione, disse Raleigh,
+sopraggiunto in quell’istante. Tressiliano, è d’uopo che tu ti porti
+immantinente al cospetto della Regina.»
+
+«Non precipitar tanto le cose, mio caro Raleigh, soggiunse Blount, e
+pensa a quei suoi stivaloni. Tressiliano, da parte di Dio! fa a mio
+modo; va nella mia stanza e mettiti quelle mie brache di seta color di
+rosa; non le ho portate che due volte.»
+
+«Eh via! rispose Tressiliano. Amico Blount, tu pensa soltanto ad aver
+cura di questo ragazzo; trattalo con dolcezza; ma guarda bene che non
+ti sfugga; egli può essere più necessario di quanto t’immagini.»
+
+Detto ciò Tressiliano, seguì frettolosamente Raleigh, lasciando lì
+quel buon galantuomo di Blount, che tenea con una mano il fanciullo,
+e la briglia del cavallo coll’altra, accompagnando per lungo tempo
+coll’occhio Tressiliano.
+
+«Considero che nessuno mi chiama a parte di questi misteri! dicea
+Blount fra se stesso, e Tressiliano mi pianta qui a far la guardia ad
+un cavallo e ad un ragazzo. Pazienza il cavallo! perchè per natura sono
+inclinato a queste bestie se le trovo di buona fatta, ma dovermi anche
+prender la briga di questa leggiadra creatura! D’onde venite voi mio
+bel comparino?»
+
+«Dalle maremme,» rispose Flibbertigibbet.
+
+«Eh! che cose vi hai imparato, mio caro bamboccio?»
+
+«A trappolare le oche dai piedi larghi, e dalle calze gialle.»
+
+«Che ti venga la peste! disse Blount, guardando le immense rosette
+delle sue scarpe. Se ella è così, il diavolo si porti il primo che ti
+chiede più nulla!»
+
+Intanto Tressiliano attraversò in tutta la sua lunghezza il grande
+salone; ove si vedeano per ogni parte crocchi di cortigiani attoniti, e
+che parlavano fra loro in modo misterioso; gli occhi d’ognuno stavano
+immobili verso la porta d’ingresso che metteva all’appartamento
+particolare della Regina. Raleigh additò questa porta a Tressiliano,
+il quale picchiò, e venne introdotto nell’istante medesimo. In quel
+momento era spettacolo non privo di vezzo il vedere tutte le persone di
+fuori torcere i colli per iscorgere pur qualche cosa coll’occhio entro
+di quell’appartamento; ma la cortina che copriva l’uscio ricadde troppo
+presto, perchè la loro curiosità potesse venire appagata.
+
+Entrato appena Tressiliano, non senza interna palpitazione trovossi
+alla presenza di Elisabetta. Questa facea grandi passi lungo la stanza,
+in preda a violentissima agitazione, che nemmeno pareva ella si curasse
+nascondere, intantochè due o tre fra i consiglieri più ammessi alla
+regal confidenza, si andavano guardando inquietamente l’un l’altro,
+ed aspettavano per parlare che si calmasse lo sdegno della Sovrana.
+Dinanzi al regal seggio ov’ella prima si stette, e che vedevasi ancora
+smosso dal suo posto per l’impeto, onde Elisabetta l’abbandonò,
+vedeasi genuflesso Leicester, colle braccia incrocicchiate sul petto,
+gli sguardi chini al suolo, immobile, muto siccome statua sopra una
+tomba; a fianco di lui era il lord Shrewsbury, in que’ giorni conte
+maresciallo dell’Inghilterra, che tenea il bastone spettante alla
+propria dignità. La spada del Leicester staccata dal pendaglio, giacea
+dinanzi ad esso sul pavimento.
+
+«Ebbene, Signore! (disse la Regina, facendo alcuni passi verso
+Tressiliano, e battendo il piede col gesto e nell’atteggiamento
+d’Enrico VIII in persona). Voi la sapete tutta, questa bella tresca!
+voi siete complice dell’inganno di cui fu zimbello la nostra persona!
+voi medesimo foste una fra le principali cagioni dell’ingiustizia che
+abbiamo commessa!»
+
+Tressiliano cadde prosteso dinanzi alla Regina, e il suo accorgimento
+gli fece vedere quanto sarebbe stato per lui rischioso il difendersi in
+un momento ch’ella era oltre modo irritata.
+
+«Sei dunque muto Tressiliano? continuò Elisabetta. Tu conoscevi questo
+maneggio! Tu lo conoscevi, non è egli vero?»
+
+«Io ignorava, mi è forza dire alla Maestà vostra, rispose finalmente
+Tressiliano, che questa infelice Signora fosse Milady, la contessa di
+Leicester.»
+
+«E chi è, che la riconoscerà in questo grado? rispose furiosa
+Elisabetta, per la morte di Dio! Milady! Contessa di Leicester!
+La Amy Dudley, dico io, e sua gran fortuna se non dovrà ben tosto
+sottoscriversi: vedova del traditore Roberto Dudley!»
+
+«Regina, soggiunse allora Leicester, trattate me come vi piace, ma non
+punite questo gentiluomo; egli è affatto innocente.»
+
+«Sì certo, che gli gioverà la tua intercessione!» disse la Regina,
+abbandonando Tressiliano, che lentamente si rialzò, e correndo con
+grand’impeto verso Leicester, che conservava sempre la stessa positura.
+«Sì certamente, tu sei un valevole intercessore! Oh! uomo doppiamente
+infedele, doppiamente spergiuro! tu la cui scelleratezza mi ha fatta
+ridicola agli occhi de’ miei sudditi, odiosa a me stessa! Vorrei
+strapparmi questi occhi per punirli del loro accecamento.»
+
+Burleigh allora si fece coraggioso a parlarle: «Augusta donna,
+rammentate che siete Regina, regina d’Inghilterra, madre de’ vostri
+sudditi: non vi abbandonate al torrente di questa collera tanto
+impetuosa.»
+
+Si volse ver lui Elisabetta, ed una lagrima brillò in quell’occhio
+fiero, ed infiammato dall’ira: «Burleigh, diss’ella, tu sei un uomo
+di stato: ma non comprendi, non puoi comprendere quai cordogli, quai
+obbrobri costui abbia versato nel mio seno.»
+
+Serbando la massima circospezione, e mostrandole ad un tempo profondo
+rispetto, Burleigh prese la mano della Regina, di cui vedea straziarsi
+il cuore, indi trasse l’irata donna in disparte verso il vano d’una
+finestra che sottraevasi agli sguardi degli spettatori.
+
+«Regina, diss’egli, io sono ministro ma nondimeno sono uomo. Ho
+incanutito ne’ vostri consigli. Non bramo che la vostra gloria e la
+vostra felicità! calmatevi, ve ne supplico!»
+
+«Ah Burleigh, tu non sai!...» E in ciò dire copiose lagrime a malgrado
+dei suoi sforzi per rattenerle rigarono le guance d’Elisabetta.
+
+«Io so, io so tutto, mia gloriosa Sovrana. Oh! guardatevi dal non dar
+luogo ad altri di sospettare quello che ignoravano.»
+
+«Ah! (soggiunse Elisabetta facendo tal pausa come persona cui si
+presentano alla mente nuovi pensieri) Burleigh, tu hai ragione, ogni
+ragione. Tutto sia fuorchè il disonore. Tutto fuorchè la confessione
+della mia debolezza; tutto fuorchè comparire ingannata, sprezzata. Per
+la morte di Dio! questa idea sola basta a trarmi in disperazione.»
+
+«Date a divedere l’accostumato vostro coraggio, o mia Sovrana,
+soggiunse il Burleigh. Innalzatevi al disopra d’una fralezza, che
+niun Inglese sospetterà giammai nella sua Elisabetta; a meno che ella
+medesima colla violenza di manifestato affanno non ne porti il fatale
+convincimento fin entro il cuor de’ suoi sudditi.»
+
+«Di qual fralezza parlate, o Milord? sclamò fattasi più dignitosa
+Elisabetta. Tal vostro dire intenderebbe forse a mostrarvi persuaso
+che il favore onde onorai un traditore orgoglioso prendesse origine da
+qualche tenera affezione?» Poi incapace di sostenere l’altero tuono
+ch’ella aveva assunto, lo ammollì dicendo: «Deh! perchè cercherò io di
+palliarti la verità, di palliarla a te, o mio servo saggio e fedele?»
+
+Burleigh si chinò per baciare affettuosamente la mano d’Elisabetta, e,
+cosa rara negli annali delle corti, una lagrima sincera cadde dagli
+occhi del ministro a bagnar la mano del suo Monarca[14].
+
+Forse questo interno convincimento di aver commosso l’animo di Burleigh
+confortò Elisabetta a meglio sopportare l’umiliazione cui soggiacea,
+ed a por qualche limite al risentimento; ma potè in essa non meno il
+timore di scoprire al pubblico con una eccedente manifestazione di
+sdegno il sofferto oltraggio, e una perturbazione d’animo, che la
+Regina e la donna desideravano egualmente nascondere. Ella si scostò
+da Burleigh e trascorse più volte la sala in aria severa, sintantochè
+i suoi lineamenti avessero ricuperata la consueta dignità, e il suo
+portamento quella grandezza nobile e maestosa che era connaturale ad
+una tanta Regina.
+
+«La nostra Sovrana è divenuta un’altra volta la saggia Elisabetta,
+disse Burleigh a Walsingham sotto voce. Osservate tutto quanto ella sta
+adesso per operare, e badate bene a non contraddirla.»
+
+Elisabetta si avvicinò allora a Leicester, e d’un tuono tranquillo
+pronunziò questi accenti:
+
+«Milord Shrewsbury, noi vi liberiamo dell’incarico del vostro
+prigioniero. Milord di Leicester, alzatevi, e riprendete la vostra
+spada. Un quarto d’ora penoso trascorso sotto la vigilanza del nostro
+Maresciallo, non è a quanto ne sembra, o Milord, un gastigo troppo
+severo per la doppiezza di cui vi rendeste sì lungo tempo colpevole
+verso di noi. Vogliamo dunque udire il rimanente di tale storia.»
+Collocatasi indi nel proprio seggio: «Accostatevi, Tressiliano, ella
+disse, e narrate quanto sapete.»
+
+Tressiliano adoperò tutta la connaturale sua generosità nel tessere il
+proprio racconto, onde omise quanto il potè tutte le circostanze, che
+erano di natura da pregiudicare il Leicester, e tacque soprattutto che
+aveva dovuto per due volte battersi con esso. Gli è da credersi, che
+con tale contegno l’uomo di Cornovaglia rendesse il massimo de’ servigi
+al Conte; perchè se la Regina in quell’istante avesse potuto trovare in
+lui qualche torto, e quindi un pretesto di sfogare il suo sdegno senza
+fare apparire sentimenti de’ quali arrossiva, mal forse ne sarebbe
+accaduto al favorito in disgrazia. Terminata ch’ebbe Tressiliano la
+sua narrazione, Elisabetta meditò pochi istanti, indi favellò in cotal
+guisa:
+
+«Noi prenderemo al servigio nostro questo Wayland, e collocheremo
+il fanciullo negli ufizi della nostra segreteria di Stato, affinchè
+impari per l’avvenire l’inviolabile riguardo che si debbe alle
+lettere. Quanto a voi, Tressiliano, aveste torto nel non palesarci
+interamente la verità; e la promessa di segreto con cui vi legaste ad
+Amy, era imprudente ad un tempo e colpevole verso la nostra persona.
+Ciò nondimeno, poichè confermaste la promessa coll’obbligare la
+parola d’onore a questa sventurata Signora, diveniva dovere d’uomo e
+di gentiluomo il mantenere scrupolosamente la data fede. Bilanciate
+tutte le circostanze, noi vi stimiamo per la condotta che serbaste in
+tale andamento di cose. Milord di Leicester, ora tocca a voi dirci la
+verità, cosa che avete troppo negletta da qualche tempo.»
+
+Indi con successive interrogazioni gli tolse quasi a forza dalle
+labbra tutta la storia, e della conoscenza da prima incontrata con
+Amy Robsart, e delle loro nozze, e della gelosia, e delle cagioni che
+ne diedero motivo al Conte, e di molte altre particolarità. Questa
+confessione del Leicester, chè ben confessione potea chiamarsi, fu
+strappata a più pezzi e riprese; ciò nullameno riuscì assai esatta,
+eccetto che il Conte tralasciò affatto di narrare, come avesse
+acconsentito ai divisamenti scellerati, che formò il Varney sopra
+la vita della Contessa. Pur tale idea era quella che più gravemente
+affannava il Leicester, e comunque in gran parte lo tranquillasse il
+contr’ordine espresso in chiarissimi termini, che aveva inviato al
+Varney, suo disegno era di trasferirsi personalmente a Cumnor, appena
+congedatosi dalla Regina: poichè non dubitava egli che questa Sovrana
+non fosse per abbandonar sull’istante il castello di Kenilworth.
+
+Ma troppo affrettato erasi ne’ suoi conti il Leicester. Certamente
+la presenza e le confessioni di lui divenivano fiele ed assenzio per
+una padrona che dianzi lo amava cotanto. Ma priva ella d’un modo
+più immediato di vendicarsi, ben si avvide come le sue inchieste
+torturassero l’infedele amante, e le traeva in lungo con tale
+intenzione, non più badando al proprio sofferire, di quel che le mani
+del selvaggio s’accorgano dell’infocamento delle tenaglie adoperate a
+straziare le carni dell’inimico.
+
+Giunse però istante, che l’altero Conte, simile a cervo ridotto ad
+estrema ambascia, fece comprendere come fosse stanca la sua pazienza:
+«Regina, diss’egli, io fui grandemente colpevole, più forse ancora
+che nol deste a divedere in mezzo al vostro giusto risentimento. Ciò
+nonostante, permettetemi il dirlo, o Regina, comunque grave, comunque
+imperdonabile sia il mio delitto, non fu commesso senza provocazione, e
+quando si volesse ammettere che la bellezza, e l’affabile dignità hanno
+forza di sedurre il debole cuore dell’uomo, potrei citarle entrambe
+siccome motivi, che m’indussero a nascondere alla Maestà vostra un tale
+segreto.»
+
+Grandemente colpita apparve la Regina da sì fatta risposta, che il
+Conte ebbe cura non fosse intesa fuorchè da lei solamente; e colpita
+sì che non seppe qual cosa rispondergli sull’istante. Ma il Conte osò
+troppo col voler profittare di questo momentaneo vantaggio.
+
+«La Maestà vostra, diss’egli, mostratasi già a riguardo mio tanto
+indulgente, mi permetterà implorare la sua regale clemenza in favore di
+quelle espressioni, le quali, solamente ieri non venivano riguardate,
+che come _leggerissime offese_.»
+
+Presa da sdegno allor la Regina, e tenendo fermi gli occhi sul Conte
+tanto che gli parlò, tal si fu il tenore della sua risposta: «Per il
+giusto Iddio! Milord, la tua sfrontatezza passa ogni limite; ma essa
+non ti gioverà nulla. (Indi voltasi all’assemblea col tuono del più
+feroce sarcasmo): Venite Lordi, venite tutti ad ascoltare una novità:
+le nozze clandestine di milord di Leicester hanno tolto uno sposo a me,
+e un Re all’Inghilterra. Non si può negare, che i gusti di sua Signoria
+siano affatto patriarcali: non gli bastava una sola moglie, e riserbava
+a noi l’onore della sua mano sinistra. Ora domando io, non è questo
+l’eccesso della temerità? Ch’io non abbia potuto onorarlo con qualche
+contrassegno di regio favore, senzachè egli già si presuma avere in
+pugno la mia corona e la mia mano? Voi però Lordi, lo spero, voi
+portate miglior opinione della vostra Regina; ed io sento per questo
+ambizioso la compassione che mi desterebbe un fanciullo, allorchè si
+vede scoppiar fra le mani un globo di sapone. Gli è ora di recarsi alla
+sala del ricevimento. Milord di Leicester, vi comandiamo di seguirci e
+di non allontanarvi da noi.»
+
+Ognuno in quella stavasi impaziente per la curiosità, ed universale fu
+lo stupore, allorchè la Sovrana così parlò ai circostanti:
+
+«Le ricreazioni di Kenilworth non sono ancor terminate, Milordi e
+Milady: ne rimane da celebrare le nozze del nobile proprietario.»
+
+E qui destossi un generale mormorio di maraviglia; ma continuò la
+Regina:
+
+«Null’avvi di più sicuro, e ve ne diamo noi la nostra reale parola.
+Egli ce ne ha fatto un segreto per riserbarne il piacere di una tale
+sorpresa. Voi morite di curiosità, ben me n’accorgo, di conoscere la
+fortunata sposa del Conte di Leicester. Ella è Amy Robsart, quella
+medesima, la quale perchè nulla mancasse ai divertimenti del giorno
+scorso, vi sostenea la parte di moglie d’un servo del medesimo Conte,
+di Varney.»
+
+«In nome di Dio, gran Regina! (soggiunse il Conte che le si avvicinò
+portando scolpiti sul volto l’umiltà, il dolore, la vergogna, e
+parlando sotto voce abbastanza perchè altri non lo ascoltassero)
+prendetevi il mio capo, siccome lo minacciaste nell’impeto del vostro
+sdegno, e risparmiatemi questi insulti; non vogliate calpestare col
+regal vostro piede un verme già stritolato.»
+
+«Un verme Milord! (e in dir ciò contraffece il tuono del
+supplicante...) Oh! dite piuttosto un serpente, egli è un rettile
+più nobile, e meno inesatto sarebbe il paragone..... Il serpente
+intorpidito, agghiacciato a voi ben noto, che riprese calore in tal
+seno....»
+
+«Per l’amore di voi, Regina, e per riguardo a me stesso finchè mi resta
+ancora qualche lume di ragione....»
+
+«Parlate a voce più alta, o Milord, e più di lontano se vi piace; il
+vostro fiato guasta le pieghe al nostro collare. Qual cosa avete da
+domandarci?»
+
+«La permissione, disse con voce sommessa il misero Conte, di
+trasferirmi tosto a Cumnor.»
+
+«Sarà, cred’io, per condurvi la vostra sposa! L’idea è ottima, perchè
+a quanto intendemmo dire, ella si trova in assai cattive mani. Ma,
+Milord, voi non potete andarvi in persona. Abbiamo divisato di passare
+alcuni altri giorni in questo castello di Kenilworth: non sarebbe
+troppa compitezza per parte vostra il privarci della presenza del
+nostro ospite, tanto che ne piacerà farvi dimora. E con vostra buona
+licenza, noi non siamo d’avviso d’assoggettarci a tale affronto al
+cospetto de’ nostri sudditi. Tressiliano andrà in vece vostra a Cumnor
+e lo accompagnerà uno de’ nostri gentiluomini di camera, affinchè
+Milord di Leicester non torni ad essere geloso del suo antico rivale.
+Chi vuoi avere per tuo compagno di viaggio, o Tressiliano?»
+
+Tressiliano pronunziò con umile sommessione il nome di Raleigh.
+
+«Sì veramente! disse la Regina: hai fatto un’ottima scelta. Raleigh
+è di recente armato cavaliere, e liberare una donna dalla prigionia
+non è un cattivo principio nella carriera delle belle avventure.
+Miei signori e signore, dovete sapere che il soggiorno di Cumnor non
+vale nulla meglio d’una prigione.... Poi vi hanno preso stanza certi
+cavalieri di mal talento, che brameremmo, sotto buona guardia, avere in
+nostro potere. A voi, nostro segretario; consegnerete a Tressiliano e a
+Raleigh un’ordinanza, affinchè si assicurino delle persone di Riccardo
+Varney e d’Alasco. Li vogliamo qui o morti o vivi. Prendete con voi
+la scorta che sarà sufficiente. Signori, conducete milady Leicester
+a Kenilworth con tutti gli onori dovuti al suo grado. Non perdete un
+istante. Dio v’accompagni!»
+
+I due gentiluomini incaricati di tale comando chinarono rispettosamente
+il capo ed uscirono.
+
+Chi varrà a descrivere il modo onde si terminò in Kenilworth cotale
+giornata? La Regina rimastavi, siccome parve, a solo disegno
+d’insultare, e mortificare il conte di Leicester, si mostrò esperta in
+tutti gli affinamenti di femminile vendetta, quanto lo era nell’arte
+di governare con saggezza i suoi popoli. La Corte non secondò che
+troppo la mente della Sovrana; onde il signore di Kenilworth, in mezzo
+a feste da lui ordinate, e nel suo proprio castello, provò sotto ogni
+aspetto qual sia la sorte di un cortigiano caduto in disgrazia; e
+l’annunziavano a lui così il contegno freddo e poco rispettoso de’
+suoi partigiani, pronti ad abbandonarlo, come la mal repressa gioia di
+coloro, che già erano i suoi chiariti avversari. Soli, Sussex serbando
+quella franchezza militare adatta all’indole sua generosa, Burleigh e
+Walsingham, servendo ad un accorgimento che facea loro vedere più da
+lontano le cose, ed alcune matrone, mosse da quella compassione, che è
+caratteristica del lor sesso, questi, dissi, furono i soli in una corte
+sì numerosa, che in quella sera mostrassero a Leicester la fisonomia
+del mattino.
+
+Dudley si era accostumato a riguardare il favor delle Corti siccome
+scopo principale della sua vita; laonde non è maraviglia, se tutti
+gli altri sentimenti dell’animo suo per alcun tempo rimasero assorti
+in mezzo a quelli de’ tormenti, onde l’altero suo spirito si vedea
+martoriato da una non interrotta sequela di picciole umiliazioni e di
+studiati disprezzi, de’ quali era divenuto il bersaglio. Ma ritrattosi
+la notte in sua stanza, gli si offerse al guardo quella lunga e
+bellissima treccia di capelli, che servì ad annodare la lettera di Amy,
+ed ebbero quei capelli la virtù magica d’un talismano per ridestare
+nel cuore di lui sentimenti più nobili e più soavi. Mille volte egli
+baciò que’ capelli, e ripensando che stava sempre in suo arbitrio il
+ritrarsi nel delizioso soggiorno di Kenilworth, degno veramente d’un
+Sovrano, e condurvi gioconda vita colla tenera ed avvenente compagna,
+in cui poneva omai ogni speranza di futura beatitudine, tale idea il
+confortò sì fattamente, che non solo vide in essa una via di sottrarsi
+alle acerbità cui soggiacque il dì innanzi, ma quella ben anche di
+sollevarsi al di sopra della vendetta onde la regina Inglese il
+percosse.
+
+Per la qual cosa, nel giorno successivo, il Leicester diè a divedere
+sì nobile serenità d’animo, sì generosa indifferenza sul contegno che
+verso la persona di lui serbavano gli ospiti, e tanta sollecitudine
+ad un tempo affinchè nulla mancasse ai loro diletti, e per ultimo sì
+rispettosa magnanimità nel sopportare pazientemente le mortificazioni,
+onde cercava amareggiargli l’animo Elisabetta, che perfino questa
+Sovrana si credè costretta ad assumere novelli modi ver lui, i quali
+comunque freddi ed alteri, non furono omai di tal natura ch’ei
+potesse riguardarli siccome strali vibrati contro di lui. Che anzi
+la stessa Regina, voltasi a coloro che credeano blandirla coll’usar
+maniere men convenevoli al Conte, lor fece intendere col tuono della
+rampogna, come, sintantochè rimaneano a Kenilworth, avessero l’obbligo
+di prestare al Leicester tutti quei riguardi, che qual signore del
+Castello gli erano dovuti. In somma nel volgere di ventiquattro ore
+le cose aveano preso sì diverso aspetto che le persone più pratiche e
+destre nell’oceano della Corte, prevedendo perfino la possibilità di
+vedere riasceso in favore il Leicester, vestirono un contegno adatto,
+se ad essi ne fosse venuto l’uopo, a farsi merito di non averlo
+abbandonato nel giorno della sciagura. Ma gli è omai tempo di togliersi
+alle mene cortigianesche per seguire nel loro viaggio il Cornovagliese
+e Raleigh.
+
+Oltre a Wayland, seguiva questi due gentiluomini, un ajutante di campo
+della Regina, e due vigorosi servi. Ognuno di tale brigata era armato
+a tutto punto, e il viaggio faceasi con quanta sollecitudine potea
+conciliarsi colla necessità di far conto de’ cavalli, che uno sforzo
+troppo violento, attesa la lunghezza della corsa, avrebbe sciupati.
+Ben cercarono indizi sulla via tenuta dal Varney, ma sendo stato nel
+durar della notte il viaggio di costui, nessuna traccia lor venne fatto
+raccoglierne.
+
+Giunti ad un picciolo villaggio lontano dodici miglia da Kenilworth,
+ove si fermarono per dar riposo ai cavalli, videro farsi loro incontro
+un povero ecclesiastico, curato di quel luogo, che uscendo d’un angusto
+abituro veniva per chiedere se alcuno di quel drappello s’intendesse
+di chirurgia, e per pregarlo ad entrar pochi istanti nella capanna per
+visitare un moribondo.
+
+Wayland, l’empirico, si offerse tosto a mettere in opera tutto il suo
+sapere; ed intanto che il curato lo introducea nell’additato luogo, udì
+narrarsi, come alcuni contadini, che nella mattina dell’antecedente
+giorno si portavano ai lor lavori, avessero trovato sulla strada
+maestra, dieci miglia lontano dal villaggio, un uomo ferito, che poi il
+curato ricettò nella propria abitazione, e come la ferita, derivatagli
+da un’arme da fuoco ed evidentemente mortale, avesse portata sì
+violenta febbre al paziente, che gl’impediva il tenere alcun seguìto
+discorso, onde niuno era giunto a comprendere se lo avesse condotto a
+quel deplorabile stato o rissa, od opera d’assassini. Entrò Wayland in
+un’oscura cameretta; ma non appena sollevatesi dal curato le cortine
+del letto, riconobbe ai lineamenti comunque alterati del moribondo
+la figura di Michele Lambourne. Immantinente Wayland, con pretesto
+di andar a prendere qualche cosa di cui abbisognava, uscì frettoloso
+per avvertire di questo avvenimento straordinario i compagni. Grande
+inquietudine allora prese Tressiliano e Raleigh, i quali seguirono
+in tutta fretta Wayland per assistere all’ultim’ore del vivere di
+Lambourne.
+
+Quello sciagurato trovavasi in quel punto alle angoscie di morte, nè
+da morte lo avrebbe salvato, non diremo Wayland, ma neanco un chirurgo
+il più esperto nell’arte sua, perchè la palla gli aveva attraversato
+il corpo da una parte all’altra. Gli rimaneva ancor qualche poco l’uso
+de’ sensi, e ne sia prova, che riconobbe Tressiliano, e per cenni lo
+sollecitò ad inchinarsi al suo capezzal della morte. Avvicinatosi
+Tressiliano, il moribondo pronunziò interrotti accenti, fra’ quali
+i nomi di Varney e di lady Leicester si fecero udire, ma la cosa
+unicamente chiara si fu la conclusione, che eccitava Tressiliano a
+far presto per non arrivar troppo tardi. Indarno s’adoperò lo stesso
+Tressiliano onde ottenere più intelligibili indizi, perchè il Lambourne
+cadde in delirio, ed allorchè questi gli si volse anche una volta per
+conciliarsene l’attenzione fu sol per pregarlo di far sapere all’oste
+dell’_Orso nero_, _che finalmente il suo nipote era morto..... ma nel
+proprio letto_[15]. Un istante dopo venne una convulsione a verificarne
+la profezia, e tale incidente, e soprattutto le penultime frasi del
+Lambourne non valsero che ad eccitare nell’animo de’ nostri viaggiatori
+un’affannosa perplessità sulla sorte della Contessa. Addoppiarono di
+premura nel rimanente del loro viaggio, chiedendo cavalli in nome della
+Regina tutte le volte che quelli su cui stavansi divenivano inetti alla
+corsa.
+
+
+
+
+CAPITOLO XI.
+
+ Tre volte rintronò di morte il tetro
+ Suon la squilla feral; di quelle fosse
+ Ogn’eco ripetè dolente metro
+ Di moribondi lai; tre volte scosse,
+ Il corvo i tardi vanni, e con sinistri
+ Colpi le vette di Cumnor percosse.
+ _Mickle_.
+
+
+Or n’è d’uopo far ritorno a quella parte della nostra storia, allorchè
+vedemmo Varney, incoraggiato dagli arbitrii che il Conte gli conferì
+e dalla regale permissione di vedere Amy ogni qualvolta il volea,
+darsi tutta la sollecitudine onde impedire che si scoprissero le
+scellerate sue trame, ed allontanare quindi dal castello di Kenilworth
+la sfortunata Contessa. Egli avea per vero divisato di non partire
+che nel dì successivo a quello in cui ricevette dal Conte il fatale
+anello; ma temendo non se ne ammollisse l’animo in quell’intervallo, o
+non gli venisse desio di vedere una seconda volta la moglie, deliberò
+con un’immediata partenza distruggere persino la possibilità di un
+avvenimento, in cui vedea col palesarsi de’ suoi infami divisamenti,
+compiuta la propria rovina. In tale idea fece chiamare il Lambourne
+e grandemente, come il dicemmo, irritossi, allorchè seppe che questo
+complice servo era uscito del castello per darsi bel tempo nel vicino
+villaggio od altrove; ma non dubitando ch’ei non fosse di ritorno
+tantosto, lasciò ordine affinchè costui si allestisse ad accompagnarlo,
+o a seguirlo se non rientrava in tempo di uscire con lui.
+
+Ed intanto si prevalse del ministerio d’altro servo, di nome Robin
+Tider, cui erano in parte noti i misteri di Cumnor, ove più d’una
+volta si portò in compagnia del padrone. Cotest’uomo, che quanto
+all’indole si assomigliava molto al Lambourne, comunque, nè accorto
+nè dissoluto al pari di lui, ricevette comando dal Varney di mettere
+la sella a tre cavalli, e di preparare una lettica, tenendosi presto
+al partire. Lo sconcerto intellettuale di Amy, creduto generalmente
+quanto credeasi ch’ella fosse moglie dello scudiere di Leicester,
+fu scusa bastante a spiegare il modo misterioso che teneasi nel
+rimoverla dal castello, e sperò il ribaldo diverrebbe parimente scusa
+per lui, se le grida e la resistenza della infelice Contessa lo
+avessero costretto a giustificarsi. Ma ai suoi neri disegni diveniva
+parimente indispensabile l’assistenza di Tony Foster, onde s’avviò ad
+accertarsene.
+
+Il Foster di mal umore, ed insociabile di sua natura, stanco inoltre
+del cammino fatto da Cumnor a Kenilworth per annunziare la fuga
+della Contessa, si tolse per tempo di mezzo alle gozzoviglie; e già
+ritiratosi nella propria stanza, dormiva profondamente, allorchè
+vi entrò Varney, già vestito compiutamente da viaggio, e con una
+lanterna cieca alla mano. Si fermò un istante per ascoltare quali cose
+borbottasse costui che sognava, e ne udì chiaramente queste voci:
+«_Ave Maria, ora pro nobis_.... No, non deve dire così... Liberaci dal
+male... Ah! va meglio.»
+
+«Il malandrino fa orazione dormendo, disse Varney, e confonde insieme
+i rituali, nuovo ed antico. Avrai bisogno di maggiori orazioni, amico
+mio, se finiremo insieme la faccenda per cui ti cerco[16]. Ho! Ho! uomo
+santo, beatissimo penitente, svegliati. Il diavolo non ti ha per anche
+licenziato dal suo servizio.»
+
+E nel dir queste cose scosse per un braccio il dormiente, e con tale
+scotimento gli ruppe il corso delle prime idee, onde questi si diede a
+gridare: «Al ladro! al ladro! morirò in difesa del mio oro, del mio oro
+guadagnato con tanta fatica, e a sì caro prezzo. Dov’è Giannina? Non le
+sarebbe già accaduta qualche disgrazia?»
+
+«Nessuna, storditaccio che sei con tutti que’ tuoi muggiti! Non ti
+vergogni di far tanto baccano?»
+
+Intanto il Foster ebbe tempo di svegliarsi compiutamente, e sedutosi
+sul letto chiese a Varney che cosa significasse quella visita ad una
+tal ora: «Essa non mi presagisce nulla di buono,» aggiunse.
+
+«La tua profezia è falsa, mio caro sant’Antonio; perchè la mia visita
+annunzia esser giunta l’ora che il tuo contratto enfiteutico si cambi
+in atto di proprietà. Che ne dici?»
+
+«Se tu me l’avessi detto a chiaror di giorno, me ne sarei rallegrato;
+ma in quest’ora di mal augurio, illuminato da quella luce sepolcrale
+che porti con te, e mentre il pallor del tuo volto fa un chiaroscuro
+spaventevole colla leggerezza delle tue parole, mi vedo costretto ad
+angustiarmi sulle commissioni che stai per impormi, anzichè rallegrarmi
+del compenso che mi prometti.»
+
+«Che cosa ti viene in mente, o vecchio stolido? Tutto l’affar si riduce
+a ricondurre al castello di Cumnor l’antica tua prigioniera.»
+
+«Tutto si riduce qui? Eppure il tuo volto ha un color cadaverico, e ad
+alterarlo in sì fatto modo non vi vogliono freddure. Non è propriamente
+altro?»
+
+«Oh! non altro. Al più, al più una bagattelluccia di giunta!»
+
+«Ah! risoggiunse il Foster, la tua pallidezza aumenta sempre più ad
+ogn’istante.»
+
+«Non ci badare, disse Varney, tu non mi vedi in fisonomia che alla
+squallida luce di questa lanterna. Alzati ed opera. Pensa a Cumnor ed
+al tuo atto di proprietà. E ti par poco? Potrai fondare una bottega di
+congregazioni ebdomadarie, ed assegnare a Giannina una dote sì ricca,
+come se fosse la figlia d’un barone. Settanta e più lire sterline!»
+
+«_Settantanove lire sterline, cinque scellini, e cinque soldi e mezzo,
+oltre il valor delle legna_, così Foster portò ad esattezza il conto. E
+tutto questo in proprietà?»
+
+«Tutto, mio caro collega, fin gli scoiattoli del sito, in somma tutto.
+Non verrà uno zingaro a tagliare un pezzetto di legna, non un ragazzo
+ad acchiappare un nido d’uccelli sopra i tuoi fondi, se non ti pagano
+il valore delle cose che portano via. Tu il vedi, non può andare di
+meglio per te. Spicciati adunque, e fa il tuo fagotto più presto che
+puoi. I cavalli sono sellati, tutto è pronto. Non manca se non se quel
+rompicollo d’inferno del Lambourne, che sarà a fare qualcuna delle sue
+diavolerie.»
+
+«Ecco, sir Riccardo, quel che vi frutta il non dar retta ai miei buoni
+consigli! Ve l’ho sempre detto: questo beone, questo scapestrato vi
+mancherà quando ne avrete più di bisogno. Io avrei potuto in vece di
+costui provvedervi d’un qualche giovane sobrio, e contegnoso.»
+
+«Sicuramente! qualche ipocrita della tua congregazione! Ma potrà venire
+all’uopo anche questi. Grazie a Dio, avremo bisogno d’operai d’ogni
+specie. Ottimamente! Non dimenticare le tue pistole. Su via, andiamo.»
+
+«Ove si deve andare prima di tutto?»
+
+«Alla stanza di Milady, e bada bene ch’ella dee venire con noi. Tu non
+sei uomo, cred’io, da lasciarti intimidire dalle sue grida.»
+
+«No: semprechè per altro possiamo avvalorare la nostra condotta con
+qualche passo di santa Scrittura. Avvene uno che dice: _donne, ubbidite
+ai vostri mariti_. Ditemi adunque: gli ordini di Milord ci mettono
+abbastanza al sicuro, caso che adoperassimo la violenza?»
+
+«Ma guarda Tony! È questo il suo anello.» Ribattute così dal Varney
+le obbiezioni del suo collega, andarono di conserva all’appartamento
+del lord Hunsdon, e fattisi conoscere dalla sentinella quali esecutori
+d’un disegno approvato dalla Regina e dal conte di Leicester, entrarono
+nell’appartamento dell’infelice Contessa.
+
+Ognuno immagina l’orrore onde fu compresa Amy, allorchè destatasi
+d’improvviso, vide al fianco del suo letto Varney, l’uomo ch’ella
+temeva ed odiava maggiormente su questa terra; e in sì tristo punto,
+le fu quasi conforto l’accorgersi, ch’ei non era solo, comunque grandi
+motivi avesse parimente d’abborrirne il compagno.
+
+«Signora, le disse il Varney, non è il tempo questo di far cerimonie.
+Milord di Leicester, costretto dall’impero delle circostanze vi comanda
+venire con noi a Cumnor; ecco il suo anello, ch’io vi fo vedere come
+contrassegno de’ suoi formali voleri.»
+
+«Ella è un’impostura, rispose la Contessa; tu gl’involasti un
+tal pegno... Tu che ti senti capace di tutte le scelleratezze,
+incominciando dalla più atroce e venendo ad ogn’altra più abbietta!»
+
+«Quanto v’annunzio, o Signora, riprese a dire il Varney, è vero, e
+tanto vero, che se non vi preparate a secondarci, noi saremo costretti
+adoperare la violenza per eseguire gli ordini di cui siamo incaricati.»
+
+«La violenza!.... Tu non oseresti venire a tale espediente..... Vile
+che sei!»
+
+«Ciò è quanto, o Signora, rimane a provarsi (soggiunse il Varney che
+aveva calcolato sul terrore, siccome unico espediente a soggiogare
+quell’anima nobilmente altera). Non mi riducete dunque a tale
+estremità, o troverete in me un ruvido cameriere.»
+
+All’udir tale minaccia l’infelice Amy mandò grida sì spaventevoli che
+se in quel castello non l’avessero fermamente creduta delirante, le
+sarebbero corsi in aiuto e il lord Hunsdon, e molt’altri; ma accortasi
+che le sue grida erano vane, s’indirisse al Foster, supplicandolo ne’
+modi i più commoventi, ed in nome dell’onore, e dell’innocenza della
+figlia di lui Giannina a non comportare che la sposa d’un Leicester
+fosse trattata con tanta indegnità.
+
+«Che vi pensate voi, o Signora? allor disse il Foster; le donne debbono
+stare soggette ai loro mariti: questa è una legge che loro vien fatta
+dalla Scrittura. Se vi vestite da voi medesima per venire con noi, se
+non opponete resistenza, non vi sarà chi vi tocchi colla punta di un
+dito, sintantochè almeno io sia libero di scaricare una pistola.»
+
+Non vedendo ella giugnere alcun soccorso, e in qualche modo rassicurata
+dalla risposta del Foster, a malgrado del tuono burbero in cui fu
+pronunziata, ella promise di abbandonare il letto e vestirsi, semprechè
+i suoi tiranni volessero ritirarsi nella stanza contigua. Allora il
+Varney l’accertò ch’ella non avea nulla da temere pel proprio onore, e
+per la propria sicurezza sintanto ch’egli la tenea in custodia, e di
+più promise non avvicinarsele, poichè s’accorgeva di essere per lei
+oggetto tanto sgradevole.
+
+«Il vostro sposo, soggiunse costui, sarà a Cumnor ventiquattro ore dopo
+di voi.»
+
+Confortata alquanto da tale promessa, cui però molto non s’affidava, la
+sfortunata Amy si vestì al lume della lanterna, che il Varney le lasciò
+nella stanza mentre nell’altra si trasferiva.
+
+Sorse ella dal suo letto, piangendo a cald’occhi, tremando, implorando
+il Cielo; e compresa da sentimenti ben diversi da quelli che provò
+un giorno, allorchè adornandosi le stava d’appresso il contento che
+appartiene ad una beltà consapevole dell’impero de’ propri vezzi.
+
+Ella impiegava più che il poteva lungo tempo a vestirsi; ma finalmente
+spaventata dagli accenti d’impazienza che le facea udire il Varney, fu
+costretta ad annunziare a quei mostri ch’ell’era già pronta.
+
+Nell’istante che si metteva in cammino, ella si tenne vicino al Foster,
+dando sì chiaramente a conoscere la tema inspiratale dal Varney, che
+questi credè opportuno l’accertarla con giuramento d’aver tutt’altra
+intenzione fuorchè quella d’avvicinarsele.
+
+«Se acconsentite, diss’egli, ad obbedire pazientemente ai voleri del
+vostro sposo, non mi vedrete che rade volte; e vi lascerò fra le mani
+del condottiere che il vostro buon gusto a me preferisce.»
+
+«I voleri del mio sposo! sclamò ella, ma!... Sono i voleri di Dio, e
+tal motivo mi dee bastare.... Seguirò il signor Foster colla docilità
+d’una vittima che viene tratta al sagrifizio. Foster almeno è padre, e
+mi userà i riguardi della decenza, se non quelli dell’umanità. Ma tu,
+o Varney, te lo ripeto, dovessero pur anche essermi queste le ultime
+parole, entrambi tai sentimenti sono estranei per te.»
+
+Fu il Varney pago di risponderle stare in lei la scelta di chi dovea
+accompagnarla; e marciò primo per additare il cammino. La Contessa,
+sorretta, e quasi trascinata dal Foster venne condotta dalla torre di
+_St-Lowe_ alla porta di soccorso, ove Tider stava aspettandola con
+cavalli e con una lettica. Ella si lasciò collocare entro questa sorte
+di calesse, guidato da Tider; e mostrò gradire che mentre il Foster
+si tenea vicino alla sua lettica, l’odioso Varney le stesse addietro
+in qualche distanza. In mezzo all’ombre della notte costui scomparve
+affatto ai suoi occhi.
+
+Amy, che ancora non glielo impedivano le tortuosità del cammino, volse
+gli ultimi sguardi ver quelle maestose torri, retaggio del suo sposo, e
+che brillavano tuttavia della festiva illuminazione fattasi in quella
+notte. Ma poichè non le fu dato oltre il vederle, lasciò ricadere il
+capo sul proprio seno, e raggruppandosi nella lettica si pose nelle
+mani della Providenza.
+
+Al desiderio che Varney aveva di procacciare nel durar del viaggio
+tranquillità alla Contessa, aggiugneasi un bisogno, conforme affatto al
+divisato colpevole scopo, d’intertenersi senza testimoni col Lambourne,
+dal quale sperava essere bentosto raggiunto.
+
+Ei conosceva l’indole di questo malvagio, avida, capace freddamente
+d’ogni crudeltà, e risoluta ad un tempo, ond’ei lo riguardava come
+l’uomo il più atto a secondarlo.
+
+Erano oltre due ore ch’ei si trovava in cammino, quando udì il galoppar
+di un cavallo, nè tardò Michele Lambourne ad essergli d’appresso.
+
+Impazientito come era Varney della tardanza di costui durissimamente
+l’accolse:
+
+«Sfaccendato, ubbriacone! la tua pigrizia, la tua mala condotta ti
+metteranno ben presto la corda al collo, e vorrei fosse domani.»
+
+Sì fatto stile di rampogna non piacque punto al Lambourne che dimenticò
+la solita docilità, perchè gli avevano oltre ogni misura scaldata la
+testa non solamente la copia delle beviture, ma la vanità di avere
+avuto una specie d’intertenimento confidenziale con sua Signoria di
+Leicester, e la maggiore di essersi impadronito d’un segreto che
+pungeva la costui curiosità.
+
+Le risposte pertanto date al Varney intendevano a significare, ch’ei
+non avrebbe sofferti modi arroganti dal primo cavaliere del mondo; che
+il lord Leicester lo aveva tenuto seco per affari d’alta importanza;
+che una scusa di tal natura poteva ben bastare ad un Varney, ad un
+Varney che in sostanza era un servitore come il Lambourne.
+
+Poca non fu la sorpresa dell’altro, quando udì parlarsi in tal
+temerario tuono, ma reputando ciò, solo effetto del vino bevuto da
+Michele, fe’ vista di non accorgersene, e s’accinse invece ad indagare
+l’animo di questo servo con politiche interrogazioni: «Acconsentirebbe
+il Lambourne ad allontanare certo unico ostacolo che impediva il Conte
+di salire a quell’alto grado, in cui soltanto gli sarebbe agevole il
+rimunerare al di là de’ lor desiderii i suoi servi fedeli?»
+
+Michele per allora la fece da stupido come se non intendesse a che
+mirava il discorso di Varney, il quale tantosto gli spiegò in chiari
+termini come l’ostacolo, di cui egli favellava, fosse la persona
+trasportata in lettica.
+
+«Ottimamente sir Riccardo! Ma fate ben attenzione a quello che sto
+adesso per dirvi, rispose Michele: vi sono tali uni, che la sanno più
+lunga di tali altri, mi capite? E vi è anche diversità fra malvagi
+e malvagi. Al proposito di cui mi parlate, io conosco la mente di
+Milord meglio di voi, perchè mi ha confidato tutto. A voi! I suoi
+ordini stanno in questa lettera, e ascoltate mo quali furono le
+ultime sue parole: Michele Lambourne, mi ha egli detto, (perchè sua
+Signoria mi parla come si parla ad uomo che porta spada, e non mi dice
+_sfaccendato, ubbriacone_, nè mi regala d’altri titoli di simil natura,
+come certuni, cui il fumo delle nuove dignità è andato alla testa).
+Il Varney (m’ha detto egli, sapete?) deve avere tutto il rispetto
+possibile per la mia Contessa..... V’incarico di tenerlo d’occhio, sig.
+Lambourne, e di ridomandargli in chiari termini il mio anello.»
+
+«Sì? rispose freddamente Varney. Ti ha egli proprio detto questo? Tu
+sai dunque ogni cosa?»
+
+«Ogni cosa, ogni cosa, e voi opererete con molto giudizio procurando di
+restarmi amico, sintantochè fra noi due possiamo darci bel tempo.»
+
+«E non era presente nessuno quando ti parlava Milord?» domandò ancora
+Varney.
+
+«Non un’anima vivente! Pensate voi che Milord Leicester volesse
+confidare i suoi segreti a tutt’altr’uomo, il quale non fosse risoluto
+al pari di me?»
+
+«Davvero?» disse Varney, e in questa girò il guardo attorno, e in lungo
+e in largo di quella strada che i raggi della luna schiarivano. Si
+trovavano appunto attraversando una vasta macchia. La lettica era un
+miglio innanzi di loro, e troppo lontana perchè potessero essere veduti
+o intesi da quelli che la scortavano. Dietro d’essi regnava un cupo
+silenzio: tutto annunziava che non v’erano testimoni. Varney pertanto
+ricominciò con Lambourne il suo colloquio.
+
+«Tu vorresti dunque rivolgerti contro il tuo padrone! contro l’uomo che
+ti ha aperto la strada ai favori della Corte! contro la persona di cui
+tu fosti in tal qual modo il novizio, o Michele; contro chi in somma ti
+mostrò la vastità e ad un tempo gli scogli della cabala!»
+
+«Piacciavi non chiamarmi così secco secco, _Michele_. Il mio nome può
+essere preceduto dal titolo di _Signore_ quanto quello di qualcun
+altro; del rimanente poi, se sono stato novizio, il tempo del noviziato
+è finito, e ho risoluto di passare a mia volta maestro.»
+
+«Abbiti dunque il tuo salario, o insensato,» e dir ciò, e aver dato di
+mano ad una pistola, e attraversar d’una palla il corpo a Lambourne,
+furono per Varney una sola cosa.
+
+Quello sciagurato cadde da cavallo, e Varney il credè morto sul
+colpo. L’uccisore, sceso a terra, ne visitò le saccocce, volgendone
+all’infuori la fodera, onde le persone che si scontrerebbero in quel
+miserabile lo credessero assassinato dai ladri. Prese la lettera del
+Conte, ed anche la borsa di Lambourne, che contenea tuttavia alcune
+monete d’oro; perchè nell’animo dello scellerato combinavasi un
+bizzarro accoppiamento di sentimenti. Dopo aver portata in mano questa
+borsa sino ad un fiumicello che bipartiva per traverso la strada, la
+gettò nell’acqua lontano da sè quanto la sua forza il potea: tali
+strane reminiscenze d’onore si provano persino dalle anime le più
+accostumate al delitto. Questo uomo feroce, e privo di rimorsi, avrebbe
+creduto digradarsi, conservando alcune monete d’oro, appartenute a
+quello sgraziato, ch’ei fece spietatamente vittima d’un’infernale
+politica.
+
+L’uccisore caricò di nuovo la pistola dopo averne diligentemente
+rasciugato la canna e la cartella dell’acciarino, onde fare scomparire
+ogni traccia di scoppio recente, indi si fece a seguire in tutta
+calma, e tenendosi sempre nella stessa distanza, la lettica; che non
+parea vero a costui d’essersi con tanta disinvoltura disciolto di
+quell’importuno testimonio delle sue malvagità, e nel medesimo tempo
+apportatore d’un comando che Varney avea tutt’altra mente fuorchè
+d’eseguire, reputando sua gran ventura il poter far credere che non gli
+era pervenuto.
+
+Si compiè il viaggio con tal prestezza che ben comprovò come poco
+si avesse in conto la salute di quell’infelice a cui danno venne
+intrapreso. Le stazioni erano sempre in que’ luoghi, ove Varney
+avea qualche sorte di prevalenza, ed ove poteva esser creduta senza
+difficoltà la spacciata follia della giovane di Lidcote, caso che ella
+avesse voluto far prova di ricorrere alla compassione di coloro co’
+quali nel durar delle pause si sarebbe trovata. Ma oltrechè ella non
+vide speranza di adoperare con vantaggio questo espediente, le facea
+troppo orrore la presenza del Varney, e il suo starsi tranquilla era il
+solo patto sotto cui quel ribaldo le promise di tenersele lontano nello
+scortarla.
+
+I frequenti misteriosi viaggi che in compagnia del conte di Leicester
+aveva fatti a Cumnor il Varney, gli acquistarono considerazione
+presso tutte le poste di ricambio, e gli fu quindi agevole il trovar
+prestamente cavalli tutte le volte che ne abbisognò. Laonde la lettica
+ove stava quella deplorabile vittima era già vicina a Cumnor in quella
+notte medesima che venne dopo la partenza di Kenilworth.
+
+Allora Varney si accostò alla lettica, ma chetamente, come per
+intervalli lo avea fatto lungo il cammino, e chiese al Foster: «Che fa
+ella?»
+
+«Dorme, gli rispose l’altro. Vorrei fossimo presto a casa; le vengono
+affatto meno le forze.»
+
+«Il riposo la ristorerà, e ben presto dormirà più lungo sonno,
+risoggiunse il malvagio..... pensiamo, giunti, a metterla in un luogo
+sicuro.»
+
+«E perchè non nel suo appartamento? rispose il Foster. Già non v’è più
+Giannina, perchè questa, dopo averla ben bene sgridata, la mandai a
+stare con sua zia. Delle vecchie fantesche possiamo star certi.... esse
+odiano di tutto cuore questa signora.»
+
+«Nemmeno perciò voglio che ci fidiamo di loro, mio bell’amico. N’è
+d’uopo racchiuderla nella stanza ove tieni in serbo il tuo oro.»
+
+«Il mio oro! disse Tony mostrandosi molto agitato. Che intendete voi
+dire, e di qual oro parlate? Iddio m’assista! non ho oro. Vorrei ben
+averne!...»
+
+«Oh! ti possa soffocare la peste, scimunito animale! Chi pensa al tuo
+oro? Se fosse in me questa sete non ho io cento vie più sicure per
+impadronirmene? In somma, la tua stanza da letto, che tu fortificasti
+in un modo tanto bizzarro, sarà il carcere della Contessa, e tu
+tanghero, andrai a sprofondarti ne’ morbidissimi materassi, che le
+servivano per l’addietro. Già posso accertarti, che il Conte non ti
+ridomanderà mai le ricche suppellettili di quelle quattro stanze.»
+
+La quale ultima considerazione rendè più maneggevole il Foster, che
+chiese unicamente al Varney la permissione di andare avanti per
+apparecchiare ogni cosa, ed incalzando cogli speroni il cavallo, lasciò
+la lettica sotto la scorta di Tider e di Varney, i quali la seguivano
+ad una distanza di sessanta passi.
+
+Giunta a Cumnor la Contessa, domandò di Giannina con gran premura, e
+fortemente si turbò in udendo, che non potea più far conti sul servigio
+di questa ottima giovinetta.
+
+«Mia figlia mi sta a cuore, o Signora, le disse il Foster, con
+quell’aria sua cipigliosa, nè ho gran vaghezza che impari a mentire, e
+a macchinar fughe; su di tal particolare è già istrutta più ch’io non
+l’avrei voluto, con buona licenza della Signoria vostra.»
+
+Spossata dal viaggio, e tutta via spaventata dalle circostanze che
+il precedettero, la Contessa non mostrò risentirsi dell’arrogante
+acerbezza di tali detti, e si limitò a manifestare mansuetamente il
+desiderio di ritirarsi nelle proprie stanze.
+
+«Sì, sì, borbottò il Foster; l’inchiesta è ragionevole; ma con vostra
+sopportazione voi non andrete più in quell’appartamento, pieno, stivato
+di vanità mondane. Per questa notte dormirete in un luogo più sicuro.»
+
+«Piacesse a Dio, nella mia tomba! soggiunse la Contessa; ma noi
+fremiamo, anche nol volendo, all’idea della separazione che farà
+l’anima dal nostro corpo.»
+
+«Voi non avete alcun motivo perchè vi faccia fremere tale idea, disse
+Tony; Milord arriva qui al nuovo giorno, e sicuramente tornerete in
+grazia con lui.»
+
+«Ma verrà egli? verrà egli sicuramente, buon Foster?»
+
+«Sì, sì! _buon Foster_. Ma si vedrà qual _buon Foster_ sarò domani
+quando parlerete di me con Milord! Benchè tutto quello che ho fatto sia
+stato fatto unicamente per conformarmi ai comandi ricevuti da lui.»
+
+«Voi sarete il mio protettore, un protettore alquanto ruvido per vero
+dire, nondimeno mio protettore. Oh! se Giannina fosse qui!»
+
+«Ella sta meglio dov’è. Basta una signora della vostra tempera
+a scompigliare la testa d’una ragazza. Ma, vi abbisogna qualche
+reficiamento?»
+
+«Oh! no, no! La mia stanza, la mia stanza! Spero bene che potrò
+chiuderla per di dentro.»
+
+«Più che padrona! purchè io il sia altrettanto di chiuderla per di
+fuori,» ed in questa prese una lucerna, e condusse Amy in una parte di
+quell’edifizio, ove ella non era stata giammai. Convenne fare una lunga
+scala a chiocciola per giugnervi, e li precedeva una delle vecchie
+fantesche tenendo in mano una lampada.
+
+Giunti al pianerottolo che seguiva l’ultimo gradino, attraversarono una
+strettissima loggia di legno di quercia; e in fondo ad essa vedeasi
+una grossa porta, che chiudea l’ingresso alla stanza del vecchio
+avaro. Sfornita una tale stanza d’ogni arredo fatto per l’agiatezza
+dell’abitarvi, non le mancava di prigione che il nome.
+
+Fermatosi sulla soglia della porta il Foster, consegnò la lampada alla
+Contessa, nè permise alla fantesca il seguirla. Amy entrò tostamente,
+e dopo averla chiusa assicurò la porta coi numerosi catenacci di cui
+Foster l’avea provveduta.
+
+In tutto questo intervallo il Varney si stette nascosto a piè della
+scala; ma udendo il romore de’ catenacci venne sulla punta de’ piedi,
+e Foster gli accennò coll’occhio, quasi compiacendosi del proprio
+ingegno inventivo, una macchina nascosta nel muro, il cui giuoco potea
+facilmente e senza strepito abbassare una parte di loggia a guisa di
+ponte levatoio, e togliere così ogni comunicazione fra la porta della
+camera di Tony e il pianerottolo posto all’estremità superiore della
+scala. La cordicella che metteva in lavoro la macchina, per solito
+Foster se la tenea nella stanza onde premunirsi contra una esterna
+invasione; ma or che la bisogna era di custodire un prigioniero, egli
+raccomandò al pianerottolo la fune; ed anzi fece vedere al Varney
+l’esperimento di abbassare questa specie di ponte levatoio.
+
+L’altro si diede tosto ad esaminare la macchina con grand’attenzione, e
+questa attenzione soprattutto rivolse a contemplare l’immenso vano che
+quel trabocchello apriva schiudendosi.
+
+Tetra oscurità vi dominava, ed era quella cavità profondissima,
+poichè discendeva agli ultimi sotterranei, come il Foster lo disse
+all’orecchio a Varney. Dopo che questi ebbe misurato per più riprese
+col guardo la profondità della voragine, tutto venne rimesso
+all’ordinario; indi costoro si trasferirono congiuntamente alla sala
+del castello.
+
+Colà pervenuti, il Varney disse a Tony di far portare da cena, e vino
+del migliore in tanto ch’egli conduceasi in traccia di Alasco. «Vi
+saranno faccende anche per lui, e conviene metterlo di buon umore.»
+
+Foster intese il senso di questi detti, ma senza fare alcuna
+rimostranza, credette soddisfare alla sua coscienza col mandare un
+gemebondo sospiro. La vecchia assicurò Varney, che fin da quando egli
+si partì, Alasco non avea, si può dire, nè mangiato nè bevuto, rimasto
+continuamente rinchiuso nel suo laboratorio, e mostrando credere di
+tanta importanza i propri lavori, come se la durata del mondo ne
+dipendesse.
+
+«Gl’insegnerò io, che il mondo aspetta qualch’altra cosa da lui,»
+soggiunse il Varney, che prese una lucerna per andare a trovare
+l’alchimista.
+
+Ritornò indi nè tanto presto, e pallido era e contraffatto, comunque il
+sorriso abituale in costui gli stesse ancor sulle labbra. «Il nostro
+amico è sfumato!» tali ne furono le parole.
+
+«Come? Che intendete voi dire? soggiunse il Foster. Fuggito
+forse?... Oh Dio! le mie quaranta lire sterline, che costui doveva
+decuplicare!... Ricorrerò subito alla giustizia.»
+
+«No: t’insegno un modo più facile di ricuperarle.»
+
+«Qual modo? sclamò Foster, qual modo? Voglio le mie quaranta lire...
+Certamente io le credeva moltiplicate, ma ch’io non perda almeno il
+capitale.»
+
+«Va dunque ad appiccarti, ed a citare Alasco alla grande cancelleria
+del diavolo, perchè si è là adesso che devi portar la sua lite.»
+
+«Come? spieghiamoci. È fors’egli morto?»
+
+«Appunto. Egli è morto, e la sua testa, il suo corpo son gonfi... Egli
+stava mescolando le sue droghe infernali; gli è caduta la maschera di
+cristallo, onde per solito si riparava il volto; il veleno volatile gli
+è entrato nel cervello, ed ha operato il suo effetto.»
+
+«_Sancta Maria!_ (sclamò il Foster, poi ricordandosi ch’era divenuto
+puritano) cioè volli dire, Dio ci salvi nella sua misericordia
+dall’avarizia e da tutti i sette peccati mortali... Ma ditemi: la
+_protezione_, a vostro giudizio, era già consumata? Vi siete accorto,
+che nei crogiuoli stessero verghe d’oro?»
+
+«No, caro amico, non ho guardato che il cadavere. Oh lo schifoso
+spettacolo! Se vedessi! Alasco è enfiato, come sarebbe un uomo esposto
+dopo tre giorni sopra la ruota... Uh! Uh! Fa presto. Versami una tazza
+di vino.»
+
+«Voglio andare colà, soggiunse Foster, voglio esaminare io
+medesimo....» E prese la lucerna a tal fine. Ma giunto all’uscio si
+fermò titubando: «Non venite meco, sig. Varney?»
+
+«A che fare? Ho veduto e ho gustato di quell’atmosfera più del bisogno
+per perderne l’appetito. Però ho aperte le finestre e rinnovata
+l’aria. Ne uscirono vortici di vapore sulfureo e d’altre materie che
+soffocavano, come se lì entro avesse stanziato il demonio.»
+
+«Eh! Non potrebbe anch’essere che questa morte fosse stata opera dello
+stesso demonio?» soggiunse il Foster, sempre esitando. «Ho inteso dire
+che in tali momenti e con tal genere di persone egli può tutto quello
+che vuole.»
+
+«Se quel demonio che ti sei creato in tua testa, ti conturba
+l’immaginazione, per questa volta rimanti tranquillo. Bisognerebbe poi
+che fosse un demonio irragionevole affatto. Qui, in brevissimo tempo,
+egli ha avuto due bocconi squisiti.»
+
+«Come due bocconi? Che significa ciò? Che volete voi dire?»
+
+«Lo saprai a suo tempo; e poi oggi gli si prepara un altro
+banchetto.... Oh! ma tu stimerai la vivanda troppo delicata per il
+palato del diavolo. _Ella_ avrà salmi, concerti celestiali di serafini,
+non è egli vero?»
+
+All’udir tai detti Tony Foster s’avvicinò lentamente alla tavola, e
+disse con voce sommessa:
+
+«Buon Dio! Sir Riccardo: converrà dunque venire a tal punto?»
+
+«Sì certamente, Tony; o a parte l’idea d’un fondo in tua proprietà.»
+
+«L’ho predetto sempre che la faccenda andrebbe a finire così. Ma come
+faremo sir Riccardo? Per qualunque cosa al mondo io non vorrei portare
+le mani sovr’essa.»
+
+«Di questo, non so biasimartene; e ne avrei ribrezzo, se ho da dirtela,
+io stesso. Vedo che ci tocca augurarci Alasco e la sua manna... ed
+anche quel cane di Lambourne.»
+
+«Come sarebbe a dire? Dov’è dunque restato Lambourne?»
+
+«Non interrogarmi d’altro. Tu lo rivedrai un giorno come t’insegna la
+tua credenza. Ma torniamo ai nostri affari più seri. Voglio insegnarti
+un lacciuolo per acchiappare una capinera. Dimmi Tony, quella trappola
+in alto, quella macchina di tua invenzione, non può parere sicura,
+anche quando le sono tolti i sostegni?»
+
+«Sicuramente, rispose Foster. Essa di per se medesima non si abbassa,
+se qualcuno non la preme.»
+
+«E se la Signora, presa da voglia di fuggire, vi passasse sopra, il
+peso del suo corpo basterebbe a darle la volta?»
+
+«Basterebbe il peso d’un sorcio.»
+
+«Or bene! Ella morirebbe nel tentare una fuga. Nè tu, nè io ci avremmo
+colpa, mio bravo Tony. Andiamo a dormire.... Concerteremo meglio le
+nostre cose domani.»
+
+Nel dì successivo, sul far della sera, Varney chiamò il Foster per dar
+compimento all’infame loro disegno.
+
+Era già stato preso un pretesto per mandare al villaggio Tider e il
+vecchio servo di Tony. Il Foster visitò in persona la prigione della
+Contessa, come per vedere se nulla le abbisognasse.
+
+E qualche forza ebbero pure su questo ribaldo la mansuetudine e la
+pazienza della misera prigioniera, sì ch’ei non potè starsi dal
+raccomandarle anche con calore, di non mettere il piede sulla soglia
+della porta, sintantochè il lord Leicester non fosse arrivato. «Io
+spero, costui soggiunse, che non tarderà.» Amy promise rassegnarsi
+con pazienza a quella cattività; e Foster corse a raggiugnere il suo
+complice, sentendosi in parte sollevata la coscienza dal peso che
+l’opprimeva.
+
+«Io l’ho avvertita, diceva fra se stesso. Ella è un’insidia priva di
+conseguenza quella che si lascia vedere ad un uccelletto nell’atto di
+tenderla.»
+
+Partitosi adunque dalla stanza della Contessa senza chiuderne la
+porta al di fuori, levò i sostegni del trabocchello, che rimase in
+equilibrio per la lieve forza del combaciamento tra la sua estremità e
+il pianerottolo.
+
+I due ribaldi si ritrassero a pian terreno per aspettare ivi ciò che
+accaderebbe; ma fin qui aspettarono indarno. Il Varney si diede a
+meditare passeggiando su e giù per la stanza, e tenea nascosto il volto
+nel suo mantello, che scoperse improvviso dicendo: «In fede mia! non
+vi fu mai donna sì pazza da trascurare una tanto bella occasione di
+fuggire.»
+
+«Forse ella ha risoluto, rispose Foster, di aspettare l’arrivo di suo
+marito.»
+
+«Gli è vero, verissimo! (sclamò il Varney che immantinente uscì della
+porta), io non vi aveva per anche pensato.»
+
+Scorsi erano appena due minuti quando il Foster udì lo scalpitar d’un
+cavallo nella corte, ed un fischio simile al consueto segnale, onde il
+Conte faceva noto il suo arrivo. Un istante dopo la porta di Amy si
+aperse, e tantosto cedè il trabocchello. S’udì il romor prolungato di
+una caduta... un piccol gemito... e ogni cosa fu terminata.
+
+Allora il Varney si fece alla parte esterna di una finestra e con
+voce, il cui accento esprimeva una mescolanza atroce di fremito, e di
+ostentata giocondità, chiese a Foster:
+
+«Ebbene, la capinera è presa? Il tutto è finito?»
+
+«Iddio ci perdoni!» Null’altro il Foster seppe rispondere.
+
+«Stolto! soggiunse il Varney, non hai tu adempiuto il tuo ufizio? La
+tua ricompensa non è ella sicura? Or guarda nel sotterraneo. Qual cosa
+vedi tu là in quel fondo?»
+
+«Non vedo fuorchè vesti bianche affastellate che sembrano un mucchio di
+neve. Oh mio Dio.! Ella alza un braccio.»
+
+«Gettagli qualche cosa addosso per levarla di stento. Tony, la cassa
+de’ tuoi denari, sai ch’ella pesa!»
+
+«Varney, tu sei un demonio in carne umana. Non v’è più bisogno di
+nulla. Amy Robsart non è più.»
+
+«Eccoci tolti da ogni impaccio! sclamò Varney entrando in quella
+stanza, d’onde era uscito per accelerare il misfatto. Io non mi credeva
+tanto abile ad imitare il fischio del Conte.»
+
+«Oh! Se v’è un Cielo vendicatore, tu hai ben meritato di provarlo tale,
+proseguì il Foster, e tu lo proverai; tu la uccidesti col renderle
+ministri di morte gli affetti più teneri del suo cuore. Gli è un far
+bollire l’agnello nel latte della propria sua madre.»
+
+«Tu sei un imbecille, un fanatico, riprese a dire il Varney,
+componiamci ora a mentir la sorpresa e a spargere intorno scompiglio su
+questa morte. Il corpo dee rimanersi dov’è.»
+
+Ma tanta scelleraggine non andò lungo tempo impunita; perchè mentre
+i malvagi stavano consigliando, sopravvennero Tressiliano e Raleigh,
+i quali avendo incontrati nel villaggio Tider e l’altro servo, li
+costrinsero ad accompagnarli, e col loro ministerio s’introdussero nel
+castello.
+
+Tony Foster fuggì non sì tosto li vide entrare, e siccome pratico di
+tutte le segrete vie di quell’abitazione, s’involò alle loro ricerche.
+Ma il Varney fu sorpreso nello stesso luogo, ed anzichè manifestare
+verun rimorso, sembrò che quell’anima d’inferno prendesse diletto
+dall’additare il luogo, ove era la insanguinata salma della Contessa,
+disfidando ad un tempo chi potesse provare aver egli parte a tal morte.
+
+Tressiliano al contemplare il lacero corpo della donna, così
+bella dianzi, e da lui amata cotanto, fu colpito da sì terribile
+disperazione, che Raleigh trovossi costretto ad usare la forza per
+allontanarlo da tale vista acerbissima, ed a prendersi cura da se solo
+di quanto era mestieri eseguire dopo l’avvenimento fatale.
+
+Varney dimise bentosto il pensiero di nascondere nè il delitto, nè le
+cagioni che il mossero a commetterlo, e addusse per motivo di tale
+inaspettata sincerità, che comunque una gran parte di quanto egli
+confessava, non avesse potuto aver fondamento se non se di sospetti,
+pur questi sospetti medesimi sarebbero bastati a privarlo della
+confidenza di Leicester, e a distruggere tutto il sistema de’ suoi
+ambiziosi divisamenti.
+
+«Del rimanente, costui soggiunse, io non nacqui per condurre
+nell’esilio e nella proscrizione gli avanzi di una vita disonorata, nè
+per fare sì che la mia morte divenga spettacolo alla ciurmaglia.»
+
+Tali erano questi detti, che diedero a temere non volesse attentare ai
+propri giorni; onde si ebbe cura di rimover da lui tutto quanto avrebbe
+potuto giovargli a tal uopo. Ma pari a certi eroi dell’antichità
+portava sempre con sè una picciola dose di veleno potentissimo,
+preparatogli senza dubbio dal dottore Demetrio Alasco, e ch’egli
+trangugiò nel durare della notte.
+
+Fu rinvenuto morto alla mattina del dì successivo, nè a quanto
+appariva, sofferse lunga agonia; perchè ne’ lineamenti del suo volto,
+ancorchè morto, leggeansi ancora le impronte di quel riso sardonico che
+gli fu tanto famigliare. Ma la morte dell’empio è eterna, come dice la
+Scrittura.
+
+La sorte del costui complice rimase lungo tempo sconosciuta. Il
+castello di Cumnor, dopo il commesso tradimento, fu abbandonato; perchè
+i servi credettero avere udito vicino alla stanza, che fu poi detta la
+_Camera di lady Dudley_, e grida, e gemiti, ed altri suoni straordinari.
+
+Scorsi alcuni anni, Giannina, non ricevendone notizia alcuna, divenne
+padrona delle sostanze del padre, e le divise con Wayland, che lasciata
+affatto la vita del venturiere, fu tra gli onesti impiegati della
+regale casa d’Elisabetta.
+
+E lungo tempo dopo la morte di questi sposi, il loro figlio
+primogenito, inteso a fare alcune ricerche nel castello, scoperse nella
+_Camera di lady Dudley_ un segreto passaggio, chiuso da una porta di
+ferro che aprivasi dietro il letto. Conducea questa porta ad una specie
+di celletta, ove trovossi una cassa piena di oro, e sovr’essa uno
+scheletro; onde allor solamente apparve qual fu la fine di Tony Foster.
+Egli era fuggito in questo segreto luogo, l’uscio del quale chiudeasi
+per di dentro con una molla, ma avendo dimenticata al di fuori la
+chiave onde unicamente poteva aprirsi, rimase egli stesso vittima degli
+espedienti adoperati per custodire quest’oro al cui acquisto aveva
+venduta la salute della propria anima.
+
+Gli è credibile che le grida e i gemiti uditi dai servi non fossero del
+tutto immaginari, ma venissero dal misero agonizzante che implorasse
+aiuto.
+
+Giunta a Kenilworth la notizia dell’atroce destino cui soggiacque la
+contessa di Leicester, furono interrotte immantinente tutte le feste.
+Il Conte, ritrattosi dalla Corte, non si abbandonò lungo tempo che
+ai suoi rimorsi. Ma poichè il Varney nelle confessioni fatte innanzi
+morire nulla disse di pregiudizievole alla fama del suo protettore, il
+Leicester divenne per la Regina scopo di compassione anzichè di sdegno.
+Elisabetta lo richiamò finalmente presso di sè, colmandolo di nuovi
+onori e qual uomo di Stato e qual favorito. Il rimanente della vita
+di questo personaggio è noto assai dalla storia; ma sarebbesi in tal
+qual modo scorta la giustizia del Cielo nella sua fine, se giusta una
+tradizione generalmente accolta, fosse vero ch’ei morì vittima di un
+veleno preparato ad un altro.
+
+La morte di sir Ugo Robsart seguì bentosto quella della figlia. Egli
+instituì suo erede Tressiliano; ma nè l’allettante independenza del
+viver campestre, nè le promesse di Elisabetta che lo invitava alla
+Corte, valsero a stoglierlo dalla profonda malinconia che si stanziò
+nel suo cuore. Finalmente dopo avere provveduto all’esistenza degli
+antichi amici e de’ vecchi servi di sir Ugo, col suo fedele Raleigh,
+s’imbarcò nella spedizione fatta alla Virginia; e giovane d’anni,
+ma fatto vecchio dai cordogli, morì di morte immatura in una terra
+straniera.
+
+In quanto spetta ai personaggi secondari della nostra storia ci
+contenteremo dire, che lo spirito del Blount s’ingentilì in proporzione
+che le sue rosette gialle appassirono, e diremo soprattutto ch’ei
+si comportò qual valoroso uficiale nei campi della guerra, suo vero
+elemento più che nol fosse la Corte. Quanto a Flibbertigibbet,
+l’ingegno suo disinvolto lo trasse in considerazione e favore presso il
+gran Tesoriere dell’Inghilterra, Guglielmo Cecil di Burleigh.
+
+ . . . . . . .
+
+Tutto ciò che può dirsi abbozzo della presente storia, leggesi nelle
+antichità della contea di Berk, scritte dall’Athmole; e n’è pure
+sovente discorso nell’altre opere ov’è menzionato il conte di Leicester.
+
+L’ingegnoso traduttore del Camoens, Guglielmo Giulio Mickle, ha
+composto sulla tragica morte della Contessa una commovente elegìa,
+intitolata: _Il Castello di Cumnor_, e terminata coi seguenti versi:
+
+ Da lunge sol quel diroccato resto
+ Osa guatar del loco, che ancor serba
+ Dal rio fatto d’Amy grido funesto,
+ La pastorella, e tanto le inacerba
+ Dolore il cor, che ne disvia gli armenti,
+ Quasi fosse velen di Cumnor l’erba.
+ Nè passeggier di notte è che s’attenti
+ Accostarsi a que’ merli, e n’ha ribrezzo
+ Tal, che suon crede di ferali accenti
+ Fin molle susurrar d’estivo orezzo.
+
+
+ FINE DI KENILWORTH.
+
+
+
+
+NOTE:
+
+
+[1] Quanto è maestro il pennello di Walter Scott nel non dimenticare
+nessuna lievissima tinta purchè atta a rendere vie più veri i suoi
+personaggi! Una Regina orgogliosa, quanto lo era Elisabetta, si sarebbe
+vergognata, mostrando di ricordarsi minutamente i nomi di persone
+ultime nella sua Corte. E che con questo sbaglio di nome abbia voluto
+accennar ciò Walter Scott, apparirà manifestamente a chi rammenti, che
+sul principio del Romanzo, il conte di Leicester, voglioso d’essere
+re, ed a cui piacea farla da re, parlando di Tressiliano con Amy, non
+sapea pronunziarne il nome, e profferiva invece l’altro ch’ei si creò
+sull’istante, _Travaillon_, T. I, pag. 202.
+
+[2] Classe di nobili, che viene dopo i Baroni e di cui si parla più a
+lungo nell’_Ivanhoe_, altro romanzo di Walter Scott.
+
+[3] _Balancing policy_: sembra che questo giuoco d’altalena sia stato
+d’usanza, incominciato per lo meno dal tempo degl’Imperatori Romani, e
+venendo in giù quanto si vuole.
+
+[4] Pandaro, personaggio di _Troilo e Criseide_ in Shakespeare, che ha
+qualche somiglianza col _Bonneau_ della _Pulcella_.
+
+[5]
+
+ Se non che la coscienza m’assecura
+ La bella compagnia che l’uom francheggia
+ Sotto l’usbergo del sentirsi pura.
+ _Dante_.
+
+[6] Si osservi che il Foster prima di partirsi da Cumnor per venire a
+Kenilworth nunzio della fuga d’Amy, avrà naturalmente fatte indagini
+sul modo di questa fuga, ed avrà parimente interrogato Giles Gosling,
+che comunque propenso a Tressiliano, protestò già di non volersi
+mettere in brighe principalmente col conte di Leicester o co’ suoi
+partigiani. Si osservi in oltre che Varney avea già a lungo parlato con
+Foster. Comunque tai cose vengano schiarite nel progresso del dialogo,
+ho creduto non inopportuno il rammentarle, onde meglio apparisca che
+l’autore in questo tratto del suo romanzo non può essere incolpato di
+mettere a tortura indebita l’ingegno d’un attento leggitore.
+
+[7] Osservisi qui ancora la maestria del pittor romanziere. Se in
+tutt’altro istante tai detti avesse pronunziati il Varney si sarebbe
+posto al grave pericolo d’un confronto. Ma lo scaltro accolse l’istante
+degli _accenti pronunziati_ (dal Leicester) _in mezzo a violentissima
+agitazione_, l’istante in cui già lo vedea persuaso della reità della
+moglie, ed in cui per conseguenza un tale suggerimento, oltre a non
+essere rischioso a chi ’l profferiva, gli procacciava fede maggiore.
+
+[8] Alcuno potrebbe far questa obbiezione che sembra presentarsi
+spontanea: _Ma Varney era egli più in tempo di tornare addietro
+senza perdersi affatto? È egli possibile che un uomo indurato nella
+scelleratezza, e giunto al passo cui era giunto costui, bilanciasse
+nemmeno un istante fra un rimorso venuto troppo tardi, ed il proprio
+annientamento?_ Tale obbiezione però perde forza; allorchè si consideri
+che Varney poteva a tutti gl’istanti vedere Amy, e che ogni qual
+volta avesse date prove non equivoche di pentimento a questa donna,
+oltre ogni dire virtuosa, credula, compassionevole, ella era tale da
+perdonargli e da sottrarlo col tacerne i commessi attentati ai furori
+del Conte.
+
+[9] V. Tom. 1. pag. 126.
+
+[10] Nome di cantori girovaghi, assai giulivi, da cui vennero indi i
+buffoni.
+
+[11]
+
+ Oh! se color che invidiosi or sono
+ Del grado altero, d’onde a me gli omaggi
+ Vengon di cieche turbe, entro quest’alma
+ Il duol leggesser che la rode, e l’aspro
+ Martir di rattenerlo, non sì abbietto
+ Un sol fôra di lor, che sè in Dudley
+ Disïasse cangiar.
+ _Schiller_. Maria Stuarda.
+
+[12] Arte ammirabile dell’autore del romanzo! Dopo tai detti chi non
+ama Leicester? Chi non è proclive a perdonargli i fatali errori, in cui
+lo trasse la sua colpevole e cieca ambizione? Chi quasi non lo assolve
+anticipatamente delle crudeli conseguenze, che questi errori medesimi
+son per produrre?
+
+[13] Il fanciullo sapea fin da quando si disgiunse dal maniscalco, che
+questi era al servigio di Tressiliano.
+
+[14] Chi non è proclive a piangere con Burleigh all’udire questi ultimi
+accenti della Regina? Pur tali detti non sono che la confessione di
+un’amante, che si sforza invano di nascondere la passione che la
+signoreggia. Ma questa amante è la grande Elisabetta, e chi ne dipinge
+la lotta d’affetti cui ella soggiace, è Walter Scott.
+
+[15] Vedi il congedo di Giles Gosling e Michele Lambourne al tom. 1.
+pag. 216, 217.
+
+[16] E a questo passo e a diversi altri del presente capitolo, fino
+alla terribile sua conclusione, richiamo i leggitori alla nota posta a
+pag. 124 del 3.º tomo.
+
+
+
+
+
+Nota del Trascrittore
+
+Ortografia e punteggiatura originali sono state mantenute, correggendo
+senza annotazione minimi errori tipografici.
+
+*** END OF THE PROJECT GUTENBERG EBOOK 79032 ***
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+</head>
+
+<body>
+<div style='text-align:center'>*** START OF THE PROJECT GUTENBERG EBOOK 79032 ***</div>
+
+
+<div class="booktitle">
+<h1>
+KENILWORTH
+<span class="smaller">TOMO QUARTO.</span>
+</h1>
+</div>
+
+<hr class="silver">
+
+<div class="titlepage">
+<p class="main-t">
+KENILWORTH
+</p>
+
+<p class="pad2 x-small">
+DI
+</p>
+
+<p class="pad1 x-large">
+WALTER SCOTT
+</p>
+
+<p class="pad2 small">
+VOLGARIZZATO
+</p>
+
+<p class="pad1 small">
+DAL</p>
+
+<p>
+<i>Professore</i> <span class="large">Gaetano Barbieri</span>.
+</p>
+
+<div class="poem-container">
+<div class="poem inl"><div class="stanza">
+<p class="i01">»E beltade e virtù, congiunte al paro</p>
+<p class="i01">»L’eccelsa figlia di Tudor fregiaro;</p>
+<p class="i01">»Tremi chi nanti a noi con felli accenti</p>
+<p class="i01">»L’augusto nome lacerar s’attenti</p>
+<p class="i12"> <span class="smcap">Il Critico</span>.</p>
+</div></div>
+</div>
+
+<p>
+TOMO QUARTO.
+</p>
+
+<p class="pad2">
+<span class="large g">NAPOLI</span>,<br>
+<span class="smcap">Presso R. MAROTTA e VANSPANDOCH.</span><br>
+1825.
+</p>
+</div>
+
+<hr class="silver">
+
+<div class="chapter">
+<p>
+<span class="pagenum" id="Page_5">[5]</span>
+</p>
+
+<p class="title">
+KENILWORTH.
+</p>
+
+<h2 class="nosp">CAPITOLO PRIMO.</h2>
+</div>
+
+<div class="poem-container">
+<div class="poem inl"><div class="stanza">
+<p class="i01">Troppo ancor tollerai. Con detti oscuri</p>
+<p class="i01">Per l’intricato labirinto il filo</p>
+<p class="i01">Tolto m’avete. Olà. Se miglior senno</p>
+<p class="i01">Vostre labbra non regge, io ben saprommi</p>
+<p class="i01">Dal mio cospetto allontanar chi audace</p>
+<p class="i01">Da mia bontade cimentar presume.</p>
+<p class="i05"> <i>Beaumont et Fletcher.</i></p>
+</div></div>
+</div>
+
+<p>
+Non è nostro divisamento seguire l’esempio
+del più volte citato Roberto Laneham
+nel raccontare minutamente ciascuna delle
+feste che si celebrarono in Kenilworth. Ne
+basti il dire che dopo quel fuoco d’artifizio
+alla cui descrizione giovonne l’eloquenza
+di questo donzello del Consiglio,
+la Regina dopo avere attraversata la torre
+di <i>Mortimero</i>, entrò nella corte di Kenilworth,
+passando fra mezzo ad una lunga
+sequela di Divinità del Paganesimo, e di
+antichi eroi, che prostrati le offerivano
+omaggio e doni, sintantochè giunse al primo
+salone del castello decorato con pompa
+<span class="pagenum" id="Page_6">[6]</span>
+addicevole a sì grande ricevimento. Nulla
+pareggiava lo sfarzo delle preziose tappezzerie
+che l’ornavano, e torcie intrise di
+balsami vi spargeano ad un tempo luce e
+profumi intantochè gratissima musicale
+armonia faceva incanto agli orecchi. All’estremità
+del salone sorgeva un maestoso
+baldacchino che ombrava il trono d’Elisabetta;
+e dietro ad esso aprivasi una porta
+che metteva ad appartamenti adorni colla
+massima profusione, e che vennero assegnati
+alla Regina e alle matrone del suo
+corteggio.
+</p>
+
+<p>
+Il conte di Leicester porse il braccio
+ad Elisabetta nell’ascendere il trono, ove
+sedutasi questa, le si prostrò innanzi il
+favorito, e con modi in cui s’accordavano
+ottimamente una rispettosa e cavalleresca
+galanteria, e i sentimenti d’un’affezione
+la più leale, baciò la mano offertagli
+dalla Sovrana, ringraziandola con
+accenti di vivissima riconoscenza dell’onor
+compartitogli, onore massimo di quanti
+un monarca possa concedere ad un suddito.
+Tanta leggiadria spirava il Conte in
+quell’atteggiamento, che per poco la Regina
+non s’adoprò a prolungare una tal
+parte di scena più di quanto rigorosamente
+doveasi. Nel ritrarre la propria mano,
+le permise di scorrere mollemente, siccome
+a caso, sulla bella capigliatura del
+<span class="pagenum" id="Page_7">[7]</span>
+Conte, in profumate anella cadente; e i
+moti d’interna compiacenza, che nel volto
+di quella Sovrana si palesarono, ben
+fecero accorti gli spettatori, com’ella avrebbe
+di buon grado sostituito a quest’atto
+che parea involontario una lieve carezza.
+Si rialzò finalmente il Leicester; e postosi
+in vicinanza del Trono, tessè in bell’ordine
+ad Elisabetta la descrizione di quanto erasi
+divisato per riceverla ed intertenerla; e
+tutti questi divisamenti la Regina approvò
+con quella grazia che ad essa era connaturale.
+Allora il Conte le chiese per sè e
+pei gentiluomini, che fin lì la scortarono
+permissione di allontanarsi per pochi
+istanti, onde ricomparirle innanzi con abiti
+più convenevoli, e meglio degni della
+sua Corte. «In tal breve assenza nostra,
+ei soggiunse, questi signori (accennando
+in dir ciò Varney, Blount, Tressiliano ed
+altri) che ebbero tempo di cambiare le
+loro vesti avranno l’onore di rimanersi
+presso la Maestà Vostra.»
+</p>
+
+<p>
+«V’acconsento, o signore, la Regina
+rispose. M’accorgo che sareste un ottimo
+direttore di teatro, poichè sapete sì opportunamente
+valervi di una doppia banda
+di attori. Quanto a noi, per questa sera
+vi faremo minori complimenti, perchè non
+abbiamo divisato di spogliarci dell’abito
+con cui venimmo. Ci ha prodotto qualche
+<span class="pagenum" id="Page_8">[8]</span>
+stanchezza un viaggio, che il concorso
+de’ nostri fedelissimi sudditi rendè altrettanto
+lungo, quanto nel fece delizioso
+l’amore che ci dimostrarono.»
+</p>
+
+<p>
+Dopo ricevutane la permissione, il Leicester
+si ritirò, e seco pur si ritrassero
+gli altri gentiluomini, che aveano scortata
+la Regina. Quelli che giunsero i primi,
+e che già si erano vestiti nel modo convenevole
+a quella solennità, rimasero nel
+salone, ma per essere di grado inferiori
+agli altri che uscirono, si tenevano ad
+una distanza rispettosa dal trono. L’acuto
+sguardo della Regina ben ravvisò in mezzo
+a quella moltitudine e Raleigh e due o
+tre altri gentiluomini, ch’ella conoscea
+di persona. Fatto segno a questi d’avvicinarsi,
+li salutò in grazioso modo, e primo
+nell’essere ben accolto si fu il Raleigh,
+troppo ben rammentandosi la Sovrana le
+avventure del mantello e delle strofette.
+Più volte ella si volse a lui onde le spiegasse
+il nome e i gradi di quelli che le
+stavano alla presenza, e si mostrò soddisfatta
+delle risposte a mano a mano
+datele dal Raleigh, poichè oltre all’essere
+esatte, condite erano all’uopo di
+vezzi e di arguzie. «E chi è quell’uom
+rustico (diss’ella accennando Tressiliano)
+quell’uom rustico, il cui disadorno abito
+fa torto alla buona fisonomia?»
+</p>
+
+<p>
+<span class="pagenum" id="Page_9">[9]</span>
+</p>
+
+<p>
+«Se vostra Maestà brama saperlo, è
+un poeta.»
+</p>
+
+<p>
+«Lo indovinai quasi al sol vederne il
+vestito. Ho conosciuti alcuni <i>poeti</i> tanto
+distratti che gettavano i loro mantelli in
+mezzo al fango.»
+</p>
+
+<p>
+«Sarà stato perchè il sole ne abbarbagliava
+le menti siccome gli occhi.»
+</p>
+
+<p>
+Elisabetta sorrise, e lasciò languire
+questo discorso. «Ma, signor Raleigh,
+vi ho chiesto il nome di quella persona,
+e voi me n’additaste in vece la professione.»
+</p>
+
+<p>
+Di fatto Raleigh avrebbe voluto differir
+l’istante di nominare l’amico suo
+Tressiliano, non credendo esserne occasione
+ben augurosa per lui il motivo
+onde avea chiamati sopra di sè gli sguardi
+della Regina. Ma dopo questi ultimi
+detti di Elisabetta non gli fu più lecita la
+reticenza.
+</p>
+
+<p>
+«Egli chiamasi Tressiliano.»
+</p>
+
+<p>
+«Tressiliano! rispose Elisabetta, il Menelao
+del nostro romanzo! Per verità si è
+abbigliato in guisa che fa le scuse della
+sua Elena. Ma dov’è Farnham?&#8205;<a class="tag" id="tag1" href="#note1">[1]</a>... si
+<span class="pagenum" id="Page_10">[10]</span>
+dice Farnham?.... In somma l’uomo
+del conte di Leicester... il Paride della
+contea di Devon.»
+</p>
+
+<p>
+Raleigh, profferì il nome di Varney, e
+con maggiore ripugnanza ancora lo indicò
+alla Regina, perchè nel costui abbigliamento
+aveva sfoggiata tutta l’arte
+propria il sartore; laonde questo Varney
+annunziavasi favorevolmente a primo
+aspetto, oltrechè se mancava di grazie,
+un certo discernimento e l’uso di vivere
+nel mondo cortigianesco supplivano in
+tal qual modo a sì fatta mancanza.
+</p>
+
+<p>
+La Regina andava contemplando a vicenda
+Tressiliano e Varney. «Io credo,
+diss’ella, che questo signor Tressiliano il
+poeta, troppo dotto, giurerei, per ricordarsi
+alla presenza di chi dovea comparire,
+è uno di que’ tali per cui Goffredo
+Chaucer disse: <i>Il più saggio fra i letterati
+non è sempre il più saggio fra gli uomini</i>.
+<span class="pagenum" id="Page_11">[11]</span>
+L’altro, Varney, è un furfante, però ha
+lingua dorata, me ne ricordo, e son certa
+che la bella fuggitiva non mancò di buone
+ragioni per divenire infedele.»
+</p>
+
+<p>
+Raleigh non sapea che rispondere, persuaso
+che avrebbe fatto mal ufizio a Tressiliano
+col contraddir la Regina, e sembrandogli
+anzi che sarebbe stata ottima
+cosa al medesimo, se finalmente Elisabetta
+avesse intromessa la propria autorità per
+definire una bisogna, che occupava tutto
+l’animo dell’amico, concentratosi con funesta
+ostinazione in quest’unica idea. Mentre
+Raleigh volgea tai cose nella mente, s’aperse
+la porta, ed il Leicester accompagnato
+da molti del suo parentado, e della nobiltà
+a lui partigiana rientrò nel salone.
+Portava un vestito di velluto bianco ricchissimo
+che contribuiva a farne spiccare
+il maestoso portamento, la grazia, e le
+belle proporzioni della persona; tal che
+parve ad ognuno il più avvenente fra quanti
+cavalieri si fossero mai visti. Anche il
+Sussex e gli altri gentiluomini andavano
+fregiati di ricche vesti, ma la grazia e la
+magnificenza del Leicester tutti oscuravali.
+Elisabetta lo accolse con affabilità straordinaria.
+«Rimane tuttavia da giudicarsi,
+diss’ella, una processura spettante alla
+regale nostra giurisdizione, processura
+<span class="pagenum" id="Page_12">[12]</span>
+che mi sta nell’animo, e come donna e
+come madre di tutti i miei sudditi.»
+</p>
+
+<p>
+Un fremito involontario soprapprese il
+Leicester nell’atto che inchinavasi per
+protestare obbedienza ad ogni volere della
+Regina. Fremette, e agghiacciò del pari
+Varney, i cui sguardi non s’erano in tutta
+quella sera distolti dal suo padrone. Dal
+cambiamento comunque lieve che accadde
+nella fisonomia del Conte, Varney comprese
+subitamente qual fosse la cosa di cui
+la Regina interteneva il suo favorito; ma
+questi fece al proprio animo tale sforzo
+da poter fingere l’intrepidezza, che alla
+sua politica tortuosa volevasi; ed allorchè
+la Regina soggiunse: «Noi parliamo
+di Varney e di Tressiliano... Milord, questa
+Signora è qui?....» il Conte potè
+senza titubazione rispondere: «Nobile
+principessa, ella non è venuta.»
+</p>
+
+<p>
+Aggrottò Elisabetta le ciglia, e mordendosi
+il labbro, non diede che questa
+sola risposta: «Per altro, Milord, il
+nostro comando fu chiaro e preciso!»
+</p>
+
+<p>
+«E sarebbe adempiuto, illustre Sovrana,
+non fosse stato che un semplice desiderio.
+Ma, fatevi innanzi, Varney. Questo
+gentiluomo farà noto a vostra Maestà il
+motivo per cui la <i>ridetta Signora</i> (che
+le labbra di Leicester si ribellavano al
+<span class="pagenum" id="Page_13">[13]</span>
+chiamarla <i>moglie di Varney</i>), non può
+comparire alla regale presenza.»
+</p>
+
+<p>
+Avanzatosi Varney, sostenne senza
+esitare quanto credeva egli stesso; che <i>la
+parte citata a comparire dinanzi a sua
+Maestà</i> (non più di Leicester ardiva egli
+chiamarla <i>sua moglie</i>) era nell’assoluta
+impotenza di corrispondere alla chiamata.
+</p>
+
+<p>
+«Ecco, proseguì a dire, l’attestato di
+un abilissimo medico, il cui sapere e la
+cui probità sono pienamente conosciuti a
+sua Signoria di Leicester. Eccone un altro
+di un devoto protestante, uomo dabbene
+e d’intatta fama, del sig. Antonio
+Foster, che alberga in sua casa la figlia
+di sir Robsart. Provano entrambi questi
+ricapiti che l’assalì tale infermità, per
+cui non le fu possibile intraprendere il
+viaggio.»
+</p>
+
+<p>
+«La cosa cambia d’aspetto, (disse la
+Regina ricevendo i ricapiti ed esaminandone
+il contenuto). Fate avvicinare Tressiliano.
+Sig. Tressiliano, noi prendiamo
+vivissima parte allo stato dell’animo vostro,
+tanto più che da esso non sa dipartirsi
+l’immagine di questa Amy Robsart,
+o diremo Amy Varney. Ma che
+volete? Il poter nostro, ne siano grazie
+a Dio, e all’obbedienza che ci prestano
+i fedeli sudditi Inglesi, ha bensì qualche
+estensione. Pur vi sono tai cose, che si
+<span class="pagenum" id="Page_14">[14]</span>
+sottraggono a questo dominio. Noi non
+possiamo, a cagion d’esempio, comandare
+agli affetti d’una giovinetta inconsiderata,
+nè costringerla a preferire il
+sapere e il retto sentire alla elegante
+veste d’un cortigiano. Tal cosa non è
+in nostro arbitrio più di quanto lo sia
+impedire gli effetti della infermità che
+a quanto apparisce la soprapprese, e non
+le permette di trovarsi alla nostra presenza,
+siccome ne avevamo dato il comando.
+Più possenti de’ nostri ordini sono
+i due attestati del medico che le presta
+cura, e dell’onesto suo ospite, i quali
+entrambi fanno fede di tale infermità.»
+</p>
+
+<p>
+«Chiedo permissione alla Maestà vostra
+di dirle che simili attestati non dicono la
+verità,» rispose tantosto Tressiliano, che
+in quell’istante paventando gli effetti di
+una sì perigliosa impostura dimenticò la
+promessa fatta ad Amy.
+</p>
+
+<p>
+«Che ascolto, o Signore? sclamò la
+Regina. Voi porreste in dubbio la veracità
+di Leicester? Però vi sarà dato tutto il
+campo a difendervi. Alla nostra presenza
+hanno diritto di parlare così il primo come
+l’ultimo, così il più favorito come il più
+ignorato de’ nostri sudditi. Voi sarete dunque
+ascoltato senza interrompimenti. Ma
+temete del parlar vostro se manca di prove.
+A voi, prendete ed esaminate questi
+<span class="pagenum" id="Page_15">[15]</span>
+attestati. Diteci seriamente se dubitate, e
+su quai fondamenti dubitate della loro
+autenticità.»
+</p>
+
+<p>
+Intantochè la Regina così favellava,
+tornò alla mente di Tressiliano la promessa
+fatta ad Amy, e tal ricordanza
+combattè l’ardente desio ch’era in esso
+di dismentire formalmente questi attestati,
+dei quali niuno meglio di lui sapea la
+fallacia. Ma questa sua irresolutezza gli
+fece torto e nell’animo d’Elisabetta e
+in quello de’ circostanti. Voltava le carte,
+siccome un idiota incapace d’intenderne
+il contenuto; sicchè l’impazienza postasi
+fin da prima nell’animo della Regina,
+divenne in quell’istante manifesta
+ad ognuno.
+</p>
+
+<p>
+«Voi siete un letterato, soggiuns’ella,
+e un letterato di merito, così mi fu detto.
+Per altro, siete d’una lentezza sorprendente,
+quando non fa d’uopo che leggere
+due parole. Veniamo dunque alla conclusione.
+Questi attestati sono veri, o sono
+falsi?»
+</p>
+
+<p>
+Crebbero in un modo a tutti palese
+l’imbarazzo e la titubazione di Tressiliano,
+il quale non volea per una parte
+riconoscer per veri tali ricapiti, che forse
+avrebbe dovuto fra breve chiarir come
+falsi, e bramava per l’altra mantenere
+la promessa fatta ad Amy, e darle il
+<span class="pagenum" id="Page_16">[16]</span>
+tempo, com’ella il chiese, di perorare da
+se medesima la propria causa. Laonde,
+dopo aver detto interrottamente: <i>Regina!
+Regina!</i> prese per ultimo l’espediente di
+darle questa risposta: «La Maestà vostra
+mi costringe a profferire sopra ricapiti,
+la cui autenticità, innanzi tutt’altra cosa,
+dovrebb’essere provata da coloro che se
+ne valgono in propria difesa.»
+</p>
+
+<p>
+«Sig. Tressiliano, voi siete buon avvocato,
+siccome buon poeta (disse la Regina
+lasciando sovr’esso uno sguardo in
+cui tutto se ne esprimea lo scontento). Io
+credea veramente che questi scritti essendo
+stati presentati al cospetto del nobile
+conte di Leicester, cui appartiene
+questo castello, ed essendone chiamato in
+testimonio l’onore del Conte, dovesse
+bastar ciò per convincervi che sono veraci.
+Nondimeno, poichè durate nel bramare
+le formalità, Varney, o voi piuttosto
+Leicester, perchè questo affare adesso
+riguarda voi (detti lanciati a caso, ma
+che fecero fremere il Conte), dite,
+qual prova avete della verità di tali attestati?»
+</p>
+
+<p>
+Varney si affrettò a rispondere prima
+di Leicester: «Il giovine conte di Oxford,
+che qui trovasi, conosce la scrittura
+del sig. Foster.»
+</p>
+
+<p>
+Il conte d’Oxford, giovane libertino
+<span class="pagenum" id="Page_17">[17]</span>
+e dissipatore, che avea più d’una volta
+avute somme ad interesse, anche onesto,
+dal Foster, dopo l’inchiesta fattagliene
+attestò, come il Foster fosse un rispettabile
+ed opulento <i>Franklin</i>&#8205;<a class="tag" id="tag2" href="#note2">[2]</a>, accertando
+ad un tempo ravvisarsene il carattere
+in uno di que’ ricapiti.
+</p>
+
+<p>
+«E chi riconoscerà il carattere del
+dottore? soggiunse allor la Regina. Mi
+sembra ch’egli si nomini Alasco.»
+</p>
+
+<p>
+Il Masters medico di Sua Maestà,
+che non avea dimenticato l’oltraggio sofferto
+a Say’s-Court, e persuaso che la
+sua testimonianza fosse per tornar grata
+al Leicester, quanto spiacevole al Sussex
+ed ai partigiani di questo Conte,
+protestò aver fatto di molte consulte col
+dottore Alasco, essere questi un uomo
+fornito di vasto sapere, benchè quanto
+al suo sistema di medicare non lo giudicasse
+sulla buona via. Il conte di Huntingdon
+cognato del lord Leicester, e la
+contessa di Rutland ne fecero parimente
+gli encomi, e tutti si chiamarono
+a mente la scrittura delle sue ricette,
+simile affatto, diceano, al carattere
+<span class="pagenum" id="Page_18">[18]</span>
+del certificato su cui cadeva il discorso.
+</p>
+
+<p>
+«Spero finalmente, sig. Tressiliano,
+che si potrà chiudere tal discussione,
+soggiunse allor la Regina. Prima del finire
+di questa notte noi prenderemo alcune
+risoluzioni onde persuadere sir Ugo
+Robsart ad acconsentire alle nozze di
+sua figlia. Quanto a voi, avete fatto il
+vostro dovere, e al di là del vostro dovere.
+Ma noi non apparterremmo al sesso
+femminile, se l’animo nostro non fosse
+proclive a compiangere le persone che
+amore ha ferite. Dunque vi perdoniamo
+l’arditezza che dimostraste, e vi perdoniamo
+anche la sconvenevolezza di quei
+vostri stivali, la cui infezione ha quasi
+soffocati i profumi di milord Leicester.»
+</p>
+
+<p>
+L’essere eccessivamente delicata di odorato
+era fra i distintivi organici di Elisabetta,
+e ne diede lungo tempo dopo
+una prova, allorchè scacciò dal suo cospetto
+il conte di Essex, non reo d’altro
+che di essersi presentato a lei, siccome
+Tressiliano, cogli stivali alquanto
+imbrattati di fango.
+</p>
+
+<p>
+In questo mezzo, Tressiliano ebbe il
+tempo di raccogliere le proprie idee, e
+riaversi dalla sorpresa prodottagli da un’impostura,
+sostenuta con tanta audacia, e
+che dismentiva fatti de’ quali fu testimonio
+<span class="pagenum" id="Page_19">[19]</span>
+egli stesso. Laonde si precipitò ai
+piedi della Regina, e tenendola per la
+veste, le disse:
+</p>
+
+<p>
+«Regina, se voi siete cristiana, s’egli
+è vero che regnate per rendere giustizia
+eguale a tutti i vostri sudditi...
+per ascoltarli, come voi sperate di essere
+ascoltata, e com’io ve l’auguro
+(Dio secondi il mio voto!) a quel tribunale
+innanzi a cui un giorno tutti
+compariremo, degnatevi concedermi un
+lieve favore. Non vi affrettate a pronunziare
+giudizio. Concedetemi soltanto
+ventiquattr’ore di tempo. Dopo sì breve
+indugio vi proverò a tutta evidenza
+la fallacia degli attestati onde si fa credere
+che questa giovane infelice in tal
+momento si trovi inferma nella contea
+di Oxford.»
+</p>
+
+<p>
+«Lasciatemi, o signore (disse Elisabetta,
+sorpresa da un impeto che ben
+dovea parerle stravagante, comunque
+fosse pel maschile suo animo forza bastante
+per non concepirne timore). Quest’uomo
+senza dubbio è pazzo. Il mio
+figlioccio Harrington potrebbe dargli una
+parte nel suo <i>Orlando Furioso</i>. Però nel
+tenore della sua follia ravviso alcuna
+strana singolarità. Parlate, Tressiliano:
+a qual cosa vi sottomettete voi, se trascorse
+le ventiquattr’ore, non potete dimostrar
+<span class="pagenum" id="Page_20">[20]</span>
+falso un fatto provato con modi
+tanto solenni, siccome lo è l’infermità
+della figlia di sir Robsart?»
+</p>
+
+<p>
+«Regina, a portare il mio capo sotto
+la mannaia,» rispose subito Tressiliano.
+</p>
+
+<p>
+«Eh! questi sono propositi da pazzo.
+E qual capo è mai caduto in Inghilterra,
+se nol percosse il voler della
+legge? Io vi domando, purchè però vi
+rimanga senno bastante a potermi comprendere,
+se quando v’accorgerete dell’assurdità
+del vostro assunto col vederlo
+andare a vôto, mi confesserete sinceramente
+qual fu l’intenzione, che aveste
+nel cimentarvi a sostenerlo.»
+</p>
+
+<p>
+Si tacque Tressiliano, condotto da
+tale inchiesta a titubar nuovamente; perchè
+pensava egli: «Se in questo intervallo
+Amy si riconciliasse col proprio
+marito, quanto mal ufizio le presterei
+se svelassi misteri obbrobriosi ad un uomo
+col quale ella dovrà sempre vivere,
+e se facessi toccar con mano ad una saggia
+e prudente Sovrana come fu sorpresa
+con falsi attestati!» Tale incertezza
+portò nuovo imbarazzo e negli
+sguardi, e nella voce, e nel contegno di
+Tressiliano. Per la qual cosa, allorchè
+la Regina in severo tuono e corrucciata
+in viso gli replicò l’inchiesta medesima,
+ei le rispose con interrotte parole,
+<span class="pagenum" id="Page_21">[21]</span>
+che forse!... cioè!... secondo
+le circostanze!... avrebbe spiegati i motivi
+del suo operare.
+</p>
+
+<p>
+«Oh! per l’anima del re Enrico,
+sclamò quella Sovrana, qui cova assolutamente
+o demenza o malvagità. Raleigh,
+il tuo amico è troppo pindarico
+per potere starsene alla mia presenza;
+conducilo teco, liberami dal vederlo,
+perchè potrebbe accadergli peggio. I suoi
+slanci sono troppo impetuosi in tutt’altro
+luogo che non sia il Parnaso, o
+San Luca. Tu però ritorna, poichè lo
+avrai condotto in luogo sicuro. Quanto
+avremmo desiderato conoscere questa beltà
+che fa sì tremendo guasto nel cervello
+d’un uomo decantato dianzi per
+la Sua saggezza!»
+</p>
+
+<p>
+Tressiliano voleva dire altre cose alla
+Regina, ma Raleigh costretto ad ubbidire
+agli ordini avuti, ne lo impedì,
+fattosi soccorrere da Blount per condurlo
+fuor del salone, parte suo malgrado,
+e parte anche non contro sua
+voglia, poichè incominciava ad avvedersi
+egli stesso, come un più lungo
+rimanersi peggiorasse anzichè migliorare
+i suoi interessi.
+</p>
+
+<p>
+Allorchè furono giunti nell’anticamera,
+Raleigh pregò il Blount a far sì,
+che Tressiliano venisse condotto negli
+<span class="pagenum" id="Page_22">[22]</span>
+appartamenti preparati alle persone del
+corteggio di Sussex, e che se era d’uopo
+vi si mettesse la guardia.
+</p>
+
+<p>
+«Tale stravagante passione, diss’egli,
+e l’infermità della donna che ne
+è lo scopo, hanno stravolto in singolar
+modo il suo ingegno, aggiustatissimo
+per l’addietro. Ma speriamo, un breve
+riposo calmerà questo impeto. Solamente
+badate a non lasciarlo uscire. È già assai
+male impressionato per lui l’animo
+di Sua Maestà; poche nuove provocazioni
+basterebbero perch’ella gli trovasse
+un ritiro più ingrato, e custodi
+più malaugurosi.»
+</p>
+
+<p>
+«Io lo giudicai a dirittura pazzo (soggiunse
+Nicolò Blount, dando un’occhiata
+alle sue calze cremesine, ed alle sue
+gialle rosette) allorchè posi mente a que’
+maledetti stivali che offesero le narici
+della Regina. Voglio vederlo rinchiuso,
+e torno subitamente. Ma dimmi, Walter,
+la Regina non ha chiesto chi mi
+fossi? Ho creduto accorgermi d’una sua
+occhiata volta sopra di me.»
+</p>
+
+<p>
+«Venti occhiate! sì, venti occhiate
+sopra di te! e le ho assicurato che sei
+un bravo soldato, un... ma per l’amor
+del Cielo conduciti via Tressiliano.»
+</p>
+
+<p>
+«Vado, vado, rispose Blount. Ti dirò
+bene, che comincio ad avvezzarmi
+<span class="pagenum" id="Page_23">[23]</span>
+a questa vita cortigianesca. Non è poi
+un passatempo tanto cattivo. Se non altro,
+offre modi d’innalzarsi. Dunque,
+Walter, amico mio, le dicesti che sono
+un bravo soldato, e <i>un</i>... <i>un</i> che
+cos’altro?»
+</p>
+
+<p>
+«<i>Un</i>... tutto che non si può esprimere.
+Ma spacciati dunque, in nome
+di Dio!»
+</p>
+
+<p>
+Tressiliano, senza opporre resistenza,
+e senza movere verun’inchiesta, seguì
+Blount, o a dir meglio si lasciò condurre
+nell’appartamento di Raleigh, sofferendo
+d’essere collocato in un letto sulle
+cinghie, che in uno di que’ gabinetti
+era stato apparecchiato ad uso di qualche
+servo. Nè tardò ad avvedersi che
+ogni sforzo per parte sua diverrebbe inutile
+a conciliargli le premure e i soccorsi
+degli amici, sintantochè il compire
+delle ventiquattr’ore da lui consacrate
+con promessa a rimanersi inoperoso,
+non gli facesse abilità di svelare
+tutte le cose, o veramente non gli togliesse
+ogni desiderio e pretesto di frammettersi
+in quanto riguardava il destino
+d’Amy, forse vicina ad unirsi col suo
+rapitore.
+</p>
+
+<p>
+Dovette Tressiliano adoperare molta
+fatica, e assai rimostranze, fatte con calma
+e dolcezza, per evitare la molestia
+<span class="pagenum" id="Page_24">[24]</span>
+di vedersi accampati nella sua stanza due
+uomini della guardia del conte di Sussex.
+Finalmente Blount in veggendolo
+tranquillo nel letto, diede due o tre calci,
+maledicendoli con tutto il cuore,
+a quegli stivali del mal augurio, i quali,
+giusta le nuove massime abbracciate
+dal Blount, erano stati il sintomo concludente,
+o forse anche la primaria cagione
+del disastro cui soggiaceva il suo
+amico. Per tal modo gli sforzi generosi
+e disinteressati operati da Tressiliano
+per la liberazione d’una donna, da cui
+non ebbe che ingratitudine, non gli partorirono
+in quel giorno migliori conseguenze
+del cadere in disfavore della Regina,
+e del farsi riguardare niente meno
+che pazzo dai propri amici.
+</p>
+
+<div class="chapter">
+<p><span class="pagenum" id="Page_25">[25]</span></p>
+
+<h2 class="nosp">CAPITOLO II.</h2>
+</div>
+
+<div class="blockchap">
+<p>
+I Sovrani anche i più saggi s’ingannano
+spesse volte siccome gli
+uomini di più bassa lega, e abbiam
+veduto alcuni di questi monarchi
+colle reali loro mani fregiar
+della ciarpa di cavaliere indegne
+spalle, sol meritevoli del
+marchio del carnefice. Che vuol
+farsi? Questi re certamente nelle
+loro azioni avevano per iscopo
+il meglio, ma non si può domandar
+conto ad essi che dell’intenzione,
+non già dell’evento.
+</p>
+
+<p class="indr">
+<i>Antica Commedia.</i>
+</p>
+</div>
+
+<p>
+«Ella è cosa ben crudele, disse la Regina
+dopo la partenza di Tressiliano, il
+vedere un uomo, fornito dianzi di saggezza
+e dottrina ora ridotto ad avere il
+cervello affatto guasto. Le prove evidenti
+che ha date di follia dimostrano parimente
+essere prive di fondamento le
+accuse ch’egli ha promosse. Laonde,
+signor di Leicester, noi non abbiamo
+dimenticato l’inchiesta che ci avete
+fatta pel vostro fedele servo Varney,
+i cui pregi e la cui lealtà vogliono
+<span class="pagenum" id="Page_26">[26]</span>
+avere il suo compenso dalla Sovrana,
+poichè a voi sono utili. Così il
+favore che siamo per compartirgli diverrà
+un premio dell’affetto zelante che ponete
+in servirci. Vi concediamo adunque
+la grazia che sollecitaste per Varney,
+e tanto più volentieri in tal giorno,
+che ricevendo ospitalità in vostra casa,
+vi dobbiamo anche per tale riguardo
+qualche prova d’animo grato. Si aggiugne
+che questa prova particolare di
+nostra benevolenza apporterà qualche sollievo
+al buon cavaliere di Devon, a sir
+Ugo Robsart, divenuto suo malgrado suocero
+di Varney; e spero per tal via riconciliarlo
+più facilmente col genero. A
+me la vostra spada, sig. di Leicester.»
+</p>
+
+<p>
+La prese ella con molto riguardo, e
+la sguainò, e mentre le Milady, che
+le stavano di corteggio, volgeano altrove
+il capo prese da un brivido, finto
+o vero che fosse, gli occhi della Regina
+si portarono avidamente a mirare il
+lustro e i ricchi ornamenti damascati di
+quella scintillante lama.
+</p>
+
+<p>
+«Se fossi stata uomo, diss’ella, credo
+che non avrei ceduto a nessuno de’ miei
+antenati nel desiderio di possedere una
+bella spada. Mi diletto molto nel contemplare
+le armi; e simile alla <i>fata Morgana</i>,
+di cui lessi le avventure in un
+<span class="pagenum" id="Page_27">[27]</span>
+libro italiano... Oh! perchè mai qui
+non trovasi il mio figlioccio Harrington?
+Egli mi rammenterebbe il tratto di romanzo
+che vorrei citare... Certamente
+mi sarebbe grato il poter aggiustare i
+miei capelli, e la mia acconciatura dinanzi
+ad uno specchio d’acciaio, siccome
+è questo... Riccardo Varney, avanzatevi,
+e mettetevi in ginocchio. <i>In nome
+di Dio; e di San Giorgio, noi vi facciamo
+Cavaliere! Siate fedele, valoroso,
+e felice</i>... sir Riccardo Varney, alzatevi.»
+</p>
+
+<p>
+Così fece il Varney, e si ritirò inchinando
+con gran rispetto la Sovrana,
+che tanto insigne onore gli conferiva.
+</p>
+
+<p>
+«Domani, aggiunse la Regina, noi vi
+armeremo dello sperone nella cappella del
+Castello, e così daremo fine alla cerimonia.
+Intanto, vogliamo che abbiate
+un altro fratello d’armi. Ma poichè la
+giustizia dee regolare la distribuzione delle
+nostre grazie, abbiam divisato di consultare
+a tal uopo il nostro cugino, il
+conte di Sussex.»
+</p>
+
+<p>
+Questo Pari, che dopo il suo arrivo a
+Kenilworth, ed anzi sin dal principio
+del viaggio erasi visto oscurar dal Leicester,
+portava ombrata da tetre nubi la
+fronte. L’aria sua di scontento non potè
+sfuggire alla Regina, che sperò serenarne
+<span class="pagenum" id="Page_28">[28]</span>
+l’animo, e nel medesimo tempo conformarsi
+al proprio sistema di <i>bilancia
+politica</i>&#8205;<a class="tag" id="tag3" href="#note3">[3]</a>, concedendo un contrassegno
+particolare di favore al conte di Sussex,
+allor quando parea più compiuto il trionfo
+di chi gli era rivale.
+</p>
+
+<p>
+All’ordine che ne ricevette da Elisabetta
+il Sussex, fu sollecito ad avvicinarsile,
+e la Regina gli chiese qual
+fosse fra i gentiluomini del suo seguito
+cui darebbe voto di preferenza nella imminente
+promozione. Ma quel Conte con
+maggior sincerità che accortezza, rispose:
+che avrebbe osato parlare a favore
+di Tressiliano, cui si credeva debitore
+della vita, e che d’altra parte, chiaro
+per sapere e per pregi militari, discendea
+da una famiglia scevra di macchie:
+«Ma, soggiunse di poi, temo che gli
+avvenimenti di questa notte!...» E
+qui si fermò.
+</p>
+
+<p>
+«Vedo con piacere una tale circospezione
+per parte della Signoria vostra,
+disse Elisabetta. Dopo quanto è accaduto,
+i nostri sudditi avrebbero ragione di
+giudicare la loro Regina non meno stolta
+<span class="pagenum" id="Page_29">[29]</span>
+di quel povero gentiluomo (perchè
+non credo mossa da cattive intenzioni la
+sua condotta) avrebbero, dissi, ragione
+di giudicare stolta la loro Regina,
+se prescegliessimo un tal momento, onde
+largheggiargli di favore.»
+</p>
+
+<p>
+«Quand’è così, rispose il Conte alquanto
+scompigliato, la Maestà Vostra mi permetterà
+di additarle il mio scudiere,
+il sig. Nicolò Blount. Egli è gentiluomo
+di buona casa, ed anche abbastanza antica.
+Ha servito nella Scozia e nell’Irlanda,
+e porta sul proprio corpo onorevoli
+cicatrici.»
+</p>
+
+<p>
+Elisabetta non potè far di meno di
+stringersi leggermente nelle spalle a tal
+seconda proposta; e la duchessa di Rutland
+ben lesse negli occhi della Regina
+come questa avesse sperato, che il Sussex
+le nomerebbe Raleigh, ponendola
+così in grado di soddisfare i propri desiderii
+ad un tempo, e di fare onore
+alla raccomandazione del Conte. Laonde,
+quale donna avveduta nell’arti cortigianesche,
+aspettò prima che la Regina
+acconsentisse all’inchiesta fattale a
+favore di Blount; poi soggiunse, che
+avendo que’ due potenti Pari avuta la
+permissione d’indicare un candidato alla
+cavalleria, ella oserebbe a nome di
+tutte le matrone presenti supplicare per
+un eguale favore.
+</p>
+
+<p>
+<span class="pagenum" id="Page_30">[30]</span>
+</p>
+
+<p>
+«Non sarei donna, se ricusassi cotale
+inchiesta,» sorridendo la Regina
+rispose.
+</p>
+
+<p>
+«Supplico adunque la Maestà vostra
+in nome di tutte queste Lady, aggiunse
+allor la Duchessa, ad innalzare al grado
+di cavaliere Walter Raleigh, che
+per lustro di nascita, e pei bei fatti d’armi,
+e per la solerzia da lui posta nel
+servire il nostro sesso colla spada non
+meno che colla penna, si è fatto degno
+di tale onore.»
+</p>
+
+<p>
+«Ringrazio queste Lady, rispose Elisabetta
+col contento sul labbro, e condiscendo
+alla loro inchiesta. L’amabile
+scudiere <i>senza mantello</i> diverrà il prode
+cavaliere <i>senza mantello</i>, come voi
+altre lo desiderate: fate dunque venire
+a noi i due candidati.»
+</p>
+
+<p>
+Blount per anche non ritornava; onde
+il Raleigh si avanzò solo e prostratosi,
+ricevè dalle mani della Sovrana il
+titolo di cavaliere, che pochi meritavano
+al pari di lui; tanto andava adorno
+di pregi.
+</p>
+
+<p>
+Nicolò Blount arrivò qualche momento
+dopo, e seppe dal labbro di Sussex,
+che egli incontrò alla porta della
+sala, le intenzioni favorevoli della Regina,
+e l’ordine avuto di farlo appressare
+al trono. Egli è uno spettacolo non
+<span class="pagenum" id="Page_31">[31]</span>
+molto raro, e ad un tempo penoso e
+ridicolo il vedere un uomo fornito di un
+criterio posato e non fatto agli slanci,
+allorchè, o la civetteria di avvenente
+donna, o qualsivoglia altro motivo lo
+traggono in quelle inezie che s’addicono
+soltanto all’amabile giovinezza, o a
+coloro in cui l’abito fe’ di queste una
+seconda natura. A tale condizione
+trovavasi il povero Blount, la cui testa
+era già sconcertata dalla ricchezza
+del suo abbigliamento, e che si era
+fitto in animo di dovere adattare a questo
+il proprio contegno. La subitanea
+novella di una tal promozione diede compiuto
+trionfo a quello spirito di leggerezza
+e di vanagloria che faceva guerra
+all’indole di lui primitiva, e d’improvviso
+trasformò un uomo semplice e
+di modi ruvidi anzi che no in un farfallino
+della specie più strana e ridicola
+che mai si fosse veduta.
+</p>
+
+<p>
+Il candidato cavaliere si avanzò nel
+salone, che per sua disgrazia gli conveniva
+attraversare da cima a fondo.
+Volgeva la punta del piede al di fuori
+con tanta caricatura, che la parte posteriore
+della gamba presentandosi ognora
+la prima, somigliava assai ad uno di
+quegli antichi coltelli a lama ricurva.
+In tutto il restante del suo portamento
+<span class="pagenum" id="Page_32">[32]</span>
+il Blount non dismentiva questa andatura
+grottesca. E tal mescolanza d’imbarazzo
+e di vanaglorioso contento era
+cosa sì compiutamente ridicola che i partigiani
+di Leicester non poterono rattenere
+un maligno sorriso, cui parteciparono
+senza volerlo alcuni pure fra i gentiluomini
+del Sussex, benchè costretti
+a mordersi dalla rabbia le dita. Lo stesso
+Sussex perdendo la pazienza, si vide
+alla necessità di dirgli all’orecchio: «Maledetto
+Blount non sai dunque camminare
+come fa un uomo e un soldato?»
+Tale rimprovero lo fece fremere e si
+fermò sgomentito, allorchè volgendo un
+guardo alle sue rosette gialle e alle sue
+calze rosse, prese nuova fidanza, e tornò
+a camminar come prima.
+</p>
+
+<p>
+La Regina accolse il povero Blount
+cavaliere con una ripugnanza che non
+dava luogo ad equivoco. Perchè inoltre
+è da sapersi ch’ella era al sommo riguardosa
+nel conferire questi titoli d’onore,
+de’ quali dopo lei gli Stuardi largheggiarono
+con sì poca politica, che
+gl’impoverirono d’una gran parte dell’antico
+lor pregio. Non appena il Blount
+si fu allontanato, che la Regina
+volgendosi alla duchessa di Rutland, così
+disse: «Lo spirito di noi altre donne,
+mia cara Rutland, supera d’assai
+<span class="pagenum" id="Page_33">[33]</span>
+lo spirito di queste creature che portan
+giubba e calzoni. Dei tre cavalieri proposti,
+il tuo candidato solamente era
+degno di questo titolo.»
+</p>
+
+<p>
+«Sir Riccardo Varney, l’amico di
+milord Leicester... ha certamente il suo
+merito...» la Duchessa soggiunse.
+</p>
+
+<p>
+«Varney, replicò la Regina, ha la
+fisonomia torva e la lingua melata. Temo
+bene non disonori il titolo che ha
+ricevuto. Basta! Io avea già promesso
+ciò da lungo tempo. Ma quel Sussex
+assolutamente ha perduto il cervello. La
+prima volta ci propone un matto della
+natura di Tressiliano; poi dopo, un vero
+campagnuolo è il suo secondo protetto.
+Ti giuro, mia cara Rutland, che
+quando mi stava davanti, facendo contorsioni
+e smorfie, come se la zuppa troppo
+calda gli avesse scottato il palato,
+ho fatto fatica, allorchè doveva percotergli
+l’omero colla spada, a non fracassargli
+in vece la testa.»
+</p>
+
+<p>
+«Vostra Maestà nondimeno gli ha dato
+un abbraccio alquanto aspro, disse
+la Duchessa: noi abbiamo udito la lama
+della spada sonar sul suo collo, e
+il pover uomo ha fatto un moto come
+di chi si credesse ferito.»
+</p>
+
+<p>
+«Non seppi astenermene, mia cara
+amica, rispose la Regina... Ma noi
+<span class="pagenum" id="Page_34">[34]</span>
+manderemo questo sir Nicolò nell’Irlanda
+o nella Scozia, o in qualunque altro
+paese, purchè liberiamo la nostra
+Corte da tale cavalier campagnuolo.»
+</p>
+
+<p>
+Dopo sì fatte osservazioni della Regina,
+la conversazione divenne generale;
+nè tardò il Leicester a supplicare sua
+Maestà perchè volesse venire a prendere
+la sua sede al banchetto.
+</p>
+
+<p>
+Dovettero i convitati attraversare la
+corte interna del castello per giugnere
+ai nuovi edifizi ove trovavasi la vasta
+sala della mensa, già imbandita di una
+cena degna di sì bel giorno.
+</p>
+
+<p>
+In questo tragitto i novelli cavalieri
+si videro circondati dagli araldi, dagli
+uomini d’armi e dai canterini che gridavano
+secondo l’usanza: <i>generosità, generosità,
+o i primi fra i prodi cavalieri</i>.
+Tale acclamazione, antica assai, intendeva
+ad eccitare la generosità dei candidati
+a favore di quelli, il cui mestiere stavasi
+o nel custodire le armature o nel celebrare
+con allegri canti le imprese de’ novelli cavalieri.
+Coloro ai quali s’indirigevano tali
+sollecitazioni, lor corrisposero con molta
+liberalità. Il Varney adoperò cortesia,
+e ricercata modestia nel distribuire
+i suoi donativi. Raleigh accompagnò i propri
+di quella grazia disinvolta che appartiene
+soltanto alle persone assuefatte
+<span class="pagenum" id="Page_35">[35]</span>
+al viver dei Grandi. Il povero Blount
+diede tutto ciò che del suo assegnamento
+d’un anno il sartore gli aveva lasciato.
+In mezzo a quello scompiglio del suo animo
+traeva fuori le monete, poi si fermava
+a contemplarle, indi le distribuiva
+particolarmente a questo e a quello, coll’aria
+inquieta e col contegno d’un sagristano
+che fa la limosina ai poverelli della
+parrocchia.
+</p>
+
+<p>
+Sì fatte liberalità vennero accolte fra
+i ringraziamenti e i <i>vivat</i> di costume. Ma
+poichè coloro che ne profittarono erano
+pressochè tutti persone poste al servigio
+del Leicester, il nome del Varney era
+quello che in mezzo a più vivi applausi
+si ripetesse. Soprattutto il Lambourne faceasi
+discernere co’ suoi schiamazzi: «Lunga
+vita a sir Riccardo Varney — Salute
+e onore a sir Riccardo — Non fu mai
+creato più degno cavaliere (ed aggiugneva
+abbassando la voce) incominciando dai
+tempi del valoroso sir Pandaro di Troia&#8205;<a class="tag" id="tag4" href="#note4">[4]</a>,»
+conclusione che fece ridere chiunque
+si trovò assai vicino per poterla udire.
+</p>
+
+<p>
+Sarebbe cosa superflua l’intertenerci
+<span class="pagenum" id="Page_36">[36]</span>
+più a lungo delle feste di questa sera, le
+quali furono sì brillanti, e tanto contentarono
+la Regina, che il Leicester ritirandosi
+nel suo appartamento, vi si portò
+affatto ebbro d’ambiziose speranze. Stava
+colà il Varney, che spogliatosi del ricco
+suo vestimento, in abito semplice e modesto
+aspettava il padrone per compiere
+le fazioni che giusta il suo ufizio spettavangli
+allorchè il Conte si metteva in letto.
+</p>
+
+<p>
+«Che vedo, sir Riccardo? disse sorridendo
+il Leicester, queste umili vesti
+non si confanno alla nuova dignità cui
+siete innalzato.»
+</p>
+
+<p>
+«La rinunzierei, rispose il Varney,
+sol ch’io immaginassi mi potesse allontanare
+dalla Signoria vostra.»
+</p>
+
+<p>
+«Lo vedo, tu sei un servo riconoscente,
+soggiunse il Leicester; ma non ti permetterò
+il fare alcuna cosa, che possa pregiudicarti
+nell’opinione degli altri.»
+</p>
+
+<p>
+A malgrado di questi detti, il Conte
+accettava i servigi del nuovo cavaliere,
+che diede a divedere in prestarglieli tanto
+contento quanto ne dimostrava colle
+parole.
+</p>
+
+<p>
+«Non ho paura delle male lingue, rispose
+a tale osservazione del Conte il Varney,
+perchè non v’è in tutto questo castello
+(permettete adunque ch’io vi levi
+il collare), non v’è in tutto questo castello
+<span class="pagenum" id="Page_37">[37]</span>
+alcuno che non si aspetti di vedere
+persone ben poste in più alto grado di
+questo ch’or debbo alla vostra bontà, di
+vederle, dico, tenersi onorate in adempiere
+presso voi gli ufizi di camerlingo.»
+</p>
+
+<p>
+«Sì: ciò potrebbe accadere,» disse il
+Conte mettendo un involontario sospiro;
+poi soggiunse: «Dammi la mia veste da
+camera, o Varney, è d’uopo ch’io contempli
+il Cielo. Dimmi non dovrebb’essere
+ben tosto luna piena?»
+</p>
+
+<p>
+«Credo di sì, Milord, lo mette almeno
+l’almanacco.»
+</p>
+
+<p>
+Stava in quell’appartamento una finestra
+che aprendosi, mettea su piccolo
+poggio di pietra, merlato com’era d’uso
+in tutti i castelli d’architettura gotica.
+Spalancandola il Conte, vide dinanzi a
+sè gran parte del lago e del bosco che
+copriva l’opposta sponda. I raggi della
+luna posavano immobili sull’onda azzurra
+e sui folti gruppi degli olmi e delle quercie
+che si mostravano in maggiore distanza.
+L’astro della notte in mezzo al suo
+corso scorgeasi cinto da mille stelle secondarie.
+Calma profonda regnava sulla
+terra, solamente interrotta a quando a
+quando dalle voci delle sentinelle e dal
+lontano abbaiamento de’ veltri svegliati
+dagli apparecchi d’una caccia magnifica,
+che divisavasi pel nuovo giorno.
+</p>
+
+<p>
+<span class="pagenum" id="Page_38">[38]</span>
+</p>
+
+<p>
+Contemplò il Leicester la volta del firmamento,
+e gli atti suoi e il suo contegno
+esprimevano come si stesse assorto
+in un’estasi irrequieta, intantochè il Varney,
+tenutosi all’ombra della parte interna
+di quella stanza, potea, senz’esser
+veduto, osservare con segreto giubilo il
+suo signore, che stendea le braccia verso
+i corpi celesti.
+</p>
+
+<p>
+«O voi globi di vivace fiamma (tal
+fu l’invocazione che indirisse loro questo
+uomo ambiziosissimo), voi scorrete taciturni
+l’orbita della misteriosa vostra carriera.
+Ma la saggezza vi attribuì una loquela.
+Ditemi adunque qual sia l’alto destino
+a me serbato? La grandezza che
+agogno, sarà ella brillante, sublime, durevole
+quanto la vostra? o sarei io condannato
+a non risplendere che qual lampo
+fugace in mezzo alle tenebre della notte
+per ricadere indi verso la terra, simile
+agli avanzi di que’ fuochi d’artifizio,
+onde gli uomini tentano imitare i vostri
+raggi?»
+</p>
+
+<p>
+Rimirò ancora il Cielo per un minuto
+o due, indi rientrò nella stanza, mentre
+Varney si mostrava inteso a riporre
+entro una cassetta i gioielli, che il Conte
+aveva posati sopra una tavola.
+</p>
+
+<p>
+«Che pensa del mio oroscopo Alasco?
+richiese il Conte. Gli è vero che tu mel
+<span class="pagenum" id="Page_39">[39]</span>
+dicesti, ma me ne sono dimenticato, perchè
+non ho seria fiducia in quest’arte.»
+</p>
+
+<p>
+«Pure, v’ha degli uomini istrutti che
+pensano altrimenti, rispose Varney, e se
+io debbo dire sinceramente il mio avviso
+alla Signoria vostra, comunque non istrutto,
+sono fra quelli.»
+</p>
+
+<p>
+«Ah! come Saule in mezzo ai profeti!...
+soggiunse il Conte. Io credea che
+tu professassi in vece un assoluto scetticismo
+su di tutte quelle cose che non puoi
+o vedere, o intendere, o toccare, o gustare,
+o ascoltare, in somma pensai limitata
+alla sola prova de’ sensi la tua
+credulità.»
+</p>
+
+<p>
+«Potrebbe anch’essere che il desiderio
+di vedere adempiuta la predizione
+dell’astrologo mi rendesse più credulo
+in questo giorno. Alasco disse, che il
+vostro pianeta favorevole si trova nella sua
+<i>culminazione</i>, e che l’<i>influenza contraria</i>
+(nè volle più chiaramente spiegarsi) benchè
+non affatto vinta, è evidentemente
+nel suo <i>retrogrado</i>. Furono questi, mi
+sembra, i suoi propri termini.»
+</p>
+
+<p>
+«Sì, veramente questi, replicò il Leicester,
+osservando una recapitolazione di
+calcoli astrologici, ch’ei si tenea fra le
+mani; l’<i>influenza</i> più forte sarà prevalente,
+e a quanto credo, l’ora fatale è
+passata. Aiutatemi, o Riccardo, a spogliarmi
+<span class="pagenum" id="Page_40">[40]</span>
+della mia veste da camera, e rimanete
+un qualche momento, tanto che
+io mi ponga in letto. Credo che le fatiche
+di questa giornata mi abbiano messo
+la febbre nel sangue; ei scorre per le
+mie vene ardente al pari di piombo liquefatto.
+Aspetta anche un poco, te ne
+prego, vorrei pure sentirmi gli occhi gravi
+dal sonno.»
+</p>
+
+<p>
+Il Varney rimase officiosamente vicino
+al letto del suo signore; indi pose una
+lampada d’argento massiccio insieme ad
+una spada sopra una tavola di marmo che
+era presso del capezzale. Fu allora che il
+Conte, fosse per non essere incomodato
+dalla luce della lampada, o fosse per nascondere
+il proprio volto a Varney, abbassò
+quanta parte di cortina bastava ad
+entrambi questi due scopi. Il Varney nel
+tornare ov’era prima, sedè colle spalle
+volte al Conte in tal modo, da fargli comprendere
+che in lui non era il disegno di
+spiarne la fisonomia, o indovinarne i moti
+dell’animo; poi aspettò che Leicester
+incominciasse a parlar della cosa, che il
+teneva meditabondo.
+</p>
+
+<p>
+Il Conte, dopo avere per qualche tempo
+aspettato invano che il suo scudiere fosse
+primo a dar motivo ai discorsi si fece a
+dire in tal guisa: «Dunque, Varney, si
+va parlando della bontà che la Regina ha
+per me?»
+</p>
+
+<p>
+<span class="pagenum" id="Page_41">[41]</span>
+</p>
+
+<p>
+«E come vorreste, o Milord, che si
+tacesse di cosa tanto manifesta?»
+</p>
+
+<p>
+«Di fatto, ella è una buona padrona,
+soggiunse il Conte; ma fu la Saggezza
+stessa che scrisse: non ti fidare soverchio
+sulla buona grazia dei principi.»
+</p>
+
+<p>
+«La sentenza è ottima e vera, sempre
+quando però non si abbia l’accortezza di
+collegare i nostri cogl’interessi loro in tal
+guisa, da tenerli in pugno come il falco
+prima di permettergli il volo.»
+</p>
+
+<p>
+«Indovino a che intende il tuo discorso,
+disse il Leicester con impazienza, nè
+m’impedisce il comprenderlo tutta la circospezione
+che metti nel farlo. Vuoi significarmi,
+che sposerei la Regina, sol
+che il volessi.»
+</p>
+
+<p>
+«La Signoria vostra lo disse, e non io.
+Ma che rileva qual di noi due l’abbia
+detto? Sopra ogni cento persone ve n’ha
+novantanove in Inghilterra che credono
+la medesima cosa.»
+</p>
+
+<p>
+«Sì, (disse il Leicester, ravvolgendosi
+per il letto) ma la centesima è meglio
+istrutta delle novantanove. E tu! tu, a
+ragion d’esempio, conosci tali ostacoli che
+non si possono superare.»
+</p>
+
+<p>
+«E nondimeno, la cosa debb’essere,
+se vogliamo aver fede alle stelle,» disse
+posatamente l’astuto Varney.
+</p>
+
+<p>
+«Che cosa dici? Eh! ch’io so non
+<span class="pagenum" id="Page_42">[42]</span>
+credere tu nè all’astrologia, nè a verun’altra
+cosa.»
+</p>
+
+<p>
+«Domando perdono alla Signoria vostra,
+ella è nell’errore. Io credo a certi
+presagi dell’avvenire. Non dubito per
+portarne un esempio, che se pioverà in
+aprile, vi saranno fiori nel maggio, che
+se farà bel sole, il grano diverrà maturo.
+E nella mia filosofia naturale trovo parecchie
+cose che mi trarrebbero a prestar
+fede alle stelle, se le stelle le predicessero.
+Ne deriva quindi che non mi
+asterrò certamente dall’aver fiducia in
+questi eventi, i quali generalmente sono
+aspettati siccome desiderati, per ciò solo
+che gli astrologi credettero d’averli letti
+nel Cielo.»
+</p>
+
+<p>
+«Hai ragione (disse Leicester smaniando
+più fortemente nel letto). Tutti
+desiderano queste nozze. Ne ho ricevute
+congratulazioni dalle chiese riformate dell’Allemagna,
+de’ Paesi Bassi e della Svizzera,
+tutte persuase che dipenda da tali
+nozze la salute d’Europa. La Francia non
+sarebbe per opporsi al loro effettuarsi,
+e la fazione dominante della Scozia le
+avrebbe siccome una sua guarentigia; la
+Spagna le teme, ma non ha forza di
+contrariarle; e contuttocciò vi è noto che
+sì fatto avvenimento è impossibile.»
+</p>
+
+<p>
+«Non vedo tutta questa impossibilità.
+<span class="pagenum" id="Page_43">[43]</span>
+La Contessa è incomodata nella salute.»
+</p>
+
+<p>
+«Sciagurato! (sclamò Leicester alzandosi
+dal letto ed afferrando la spada posta
+sopra la tavola) abbandona questi pensieri
+esecrabili. Vorresti forse assassinarla?»
+</p>
+
+<p>
+«Per chi mi prende la Signoria vostra?
+(disse il Varney pompeggiando di
+tutta quella dignità che s’addirebbe alla
+calunniata innocenza). Non mi è sfuggito
+alcun accento che possa dar motivo a tanto
+orribili imputazioni. Solamente dissi
+che la Contessa è inferma, e comunque
+amabile e teneramente amata, non è per
+ciò men soggetta alla legge universale.
+Ella potrebbe morire, e la Signoria Vostra
+rimanere in libertà.»
+</p>
+
+<p>
+«Lungi da me un’idea sì desolante!
+Che non se ne parli più mai!»
+</p>
+
+<p>
+«Auguro la buona notte alla Signoria
+vostra,» e in dir questo si alzò Varney,
+il quale finse interpretare le ultime parole
+del Conte siccome un comando d’andarsene.
+Ma lo rattenne il Leicester.
+</p>
+
+<p>
+«Tu non mi fuggirai così, compare
+matto. E credo in vero, che il tuo nuovo
+grado ti abbia fatto dar volta al cervello.
+Dimmi dunque, tu non riguardi questi
+ostacoli come invincibili?»
+</p>
+
+<p>
+«Milord, permettetemi. Piaccia a Dio
+di concedere lunga vita alla vostra bella
+Contessa, benchè nè l’amore che le
+<span class="pagenum" id="Page_44">[44]</span>
+portate, nè i miei voti abbiano forza di
+renderla immortale. Ma viva pur ella
+quanto lungamente è da desiderarsi per
+la sua e per la vostra felicità! questi
+nodi a mio avviso non v’impediscono di
+farvi re d’Inghilterra.»
+</p>
+
+<p>
+«Eccone una d’altro conio! Tu sei
+pazzo; assolutamente pazzo, povero il mio
+Varney!»
+</p>
+
+<p>
+«Eppure! vorrei come son sicuro di
+quanto dico, esserlo di possedere un giorno
+una bella e buona signoria. Ignorate
+forse, come in altri paesi può starsi un
+maritaggio <i>di mano manca</i> fra persone di
+grado diverso, e che tal maritaggio non
+costringe il marito a ricusare nodi più convenevoli
+al suo stato?»
+</p>
+
+<p>
+«Sì veramente; intesi dire, che quest’uso
+veniva praticato nell’Allemagna.»
+</p>
+
+<p>
+«Vi dirò di più. Si pretende che i dottori
+delle università straniere aggiungano
+forza a questa duplicità di nozze col peso
+di vari testi della scrittura. In fine poi
+qual gran male sarebbe? L’amabile compagna
+che vi siete prescelta avrebbe tutti
+i migliori vostri momenti, quelli cioè del
+riposo, che son pur quelli in cui l’animo
+si apre con libertà in seno all’amore
+ed all’amicizia. Non danno per la sua fama:
+non pace tolta alla sua coscienza.
+Allora, voi siete padrone di provvedere a
+<span class="pagenum" id="Page_45">[45]</span>
+tutto, se il Cielo vi fa felice di prole.
+Potete poi anche riserbare ad Elisabetta
+dieci volte più tempo e dieci volte più
+amore di quanto mai don Filippo di Spagna
+non ne abbia consacrato a Maria,
+sorella d’Elisabetta. E nondimeno sapete
+che quella moglie di don Filippo ad
+onta di tanta negligenza e freddezza amò
+assai suo marito. Non sono necessarie a
+tal fine che bocca chiusa e fronte aperta,
+ed è in voi tutto l’arbitrio di tenervi ad
+un tempo e la vostra Eleonora, e la vostra
+bella Rosamonda. Lasciate a me
+l’incarico di trovarvi un ritiro, ove non
+giunga mai a penetrare l’occhio geloso
+della Regina.»
+</p>
+
+<p>
+Il Leicester mantenne per qualche
+tempo il silenzio poi sospirando disse:
+«No, la cosa è impossibile. Addio,
+Varney... Rimanete un altro istante. Che
+giudicate voi di Tressiliano e del disordinamento
+della sua mente? Non potrebb’egli
+essere che questo delirio ed il
+negletto abito con cui si presentò agli
+sguardi della Sovrana, avessero secondi
+fini? Ch’ei credesse forse d’eccitare nell’animo
+d’Elisabetta quella compassione
+non solita a negarsi giammai ad un amante
+abbandonato dalla sua donna, e tratto
+perciò fuor di senno?»
+</p>
+
+<p>
+Varney diede in grande scoppio di risa,
+<span class="pagenum" id="Page_46">[46]</span>
+e ridendo rispondea: «Oh! Tressiliano
+non pensa a tal cosa.»
+</p>
+
+<p>
+«Spiegati, non t’intendo. Nè tu ridi
+mai che sotto il tuo riso non covi qualche
+malizia.»
+</p>
+
+<p>
+«Volea dire, o Signore, che Tressiliano
+ha trovato l’espediente il più sicuro
+per non morire d’affanno. Si è provveduto
+d’un divagamento, d’una compagnia.
+La sorella d’una specie di commediante,
+cred’io, alloggia seco lui in quella
+camera della torre di <i>Merwyn</i> che per
+motivi particolari io avea ordinato gli
+fosse assegnata.»
+</p>
+
+<p>
+«Si è fatta un’amica, tu il credi, si
+è fatta un’amica?»
+</p>
+
+<p>
+«Certamente! Milord, ma una di quelle
+amiche, che vanno nelle stanze dei gentiluomini
+ad aspettare ore intere tantochè
+giungano.»
+</p>
+
+<p>
+«In fede mia è tal novelletta, che sarà
+ottima da raccontarsi a tempo e luogo.
+Già per massima non ho mai creduto a
+questi dotti che hanno la fisonomia di
+bacchettoni. Ma bene! sig. Tressiliano,
+voi almeno non fate cerimonie in mia
+casa. Se do passata a questa libertà ch’ei
+si prende, può ringraziarne una certa
+ricordanza che mi dura tuttora. Nondimeno,
+Varney, tenete l’occhio sopra di lui.»
+</p>
+
+<p>
+«Per vegghiarlo meglio appunto lo
+<span class="pagenum" id="Page_47">[47]</span>
+alloggiai nella torre di <i>Merwyn</i>, ove gli
+fa la guardia il mio servo, vigilantissimo
+comunque sia il primo beone che viva su
+questa terra. Intendo Michele Lambourne,
+quell’uomo di cui altre volte ho parlato
+a <i>Vostra Maestà</i>.»
+</p>
+
+<p>
+«<i>Vostra Maestà!</i> Che significa un tale
+epiteto?»
+</p>
+
+<p>
+«È un epiteto, Milord, che se non istò
+bene attento, mi corre al labbro senza
+che io il voglia; ma mi sembra epiteto
+sì naturale, che non ho cuore di ritrattarlo.»
+</p>
+
+<p>
+«In somma, mi confermo in questo
+ognor più: la tua recente dignità ti ha
+sconcertato il cervello; i nuovi onori vanno
+alla testa, come il buon vino.»
+</p>
+
+<p>
+«Possa la Signoria vostra parlarne ben
+tosto per esperienza!» e in questa Varney
+si ritirò augurando al suo signore la
+buona notte.
+</p>
+
+<div class="chapter">
+<p><span class="pagenum" id="Page_48">[48]</span></p>
+
+<h2 class="nosp">CAPITOLO III.</h2>
+</div>
+
+<div class="blockchap">
+<p>
+«Ecco la vittima in vicinanza dell’empio
+che la tradisce, a guisa
+di cerva giacente a piedi del cacciatore,
+che offre a nobil matrona,
+signora della caccia, la
+spada ignuda, per portare il colpo
+estremo allo spirante animale.
+</p>
+
+<p class="indr">
+<i>Il Taglialegna</i>.
+</p>
+</div>
+
+<p>
+N’è d’uopo far ritorno all’appartamento
+di <i>Merwyn</i>; o piuttosto al carcere dell’infelice
+contessa di Leicester, che per
+qualche tempo seppe frenare l’impazienza
+e l’inquietezza fra cui avvolgeasi. Ella
+ben sentiva come in mezzo al tumulto,
+inevitabile in sì fatto giorno, era tra le
+cose possibili, che la sua lettera non fosse
+così presto giunta a Leicester, e che per
+altra parte non gli era lecito il sottrarsi
+improvvisamente al suo servigio presso
+Elisabetta per venire a visitar lei in
+quell’asilo recondito. «Comprendo che
+non posso sperare di vederlo prima di
+notte, pensava ella fra se medesima. So
+che farà ogni possibile per anticiparmi
+<span class="pagenum" id="Page_49">[49]</span>
+tale contento. Pur m’accorgo che dovrò
+portar con pazienza questo ritardo.»
+</p>
+
+<p>
+Ciò nullameno non passò istante che
+ella non si aspettasse il Conte, e mentre
+volea persuadere a se stessa il contrario,
+ogni lieve rumor ch’ella udia, gli dipignea
+il Conte frettoloso di correre fra le
+sue braccia.
+</p>
+
+<p>
+Le fatiche del precedente viaggio, e l’agitazione,
+ben naturale in chi sofferiva
+tanto penosa incertezza, diedero tale scotimento
+ai suoi nervi ch’ella omai si temeva
+incapace di aver forza per quegli
+eventi quali si fossero che l’aspettavano.
+Ma comunque viziata anzi che no in sua
+fanciullezza, robusti ne erano l’animo
+ed il temperamento; chè alla robustezza
+del secondo genere avea molto contribuito
+l’esercizio di cacciar sovente in compagnia
+di suo padre. Ella chiamò in soccorso
+attorno di sè tutte le proprie forze,
+e ben comprendendo come il suo futuro
+destino dipendesse in gran parte dall’intrepidezza
+che avrebbe serbata, pregò
+silenziosa il cielo volesse reggerla, e fece
+ad un tempo proposito di non cedere
+ad alcun moto dell’animo che fosse inteso
+ad indebolirla.
+</p>
+
+<p>
+Pure allor quando la maggior campana
+del castello, che posta sulla torre di <i>Cesare</i>
+distava poco dall’altra di <i>Merwyn</i>,
+<span class="pagenum" id="Page_50">[50]</span>
+incominciò ad annunziare l’arrivo della
+Corte, tal suono fu oltre ogni dire penoso
+ad organi delicati, che l’interno
+turbamento rendea men atti a forti impressioni;
+laonde non potea rattenersi
+al mettere un dolente grido ogni qual
+volta udiva il cupo squillar di quel bronzo.
+</p>
+
+<p>
+E peggio fu poi allora che vide la picciola
+stanza in cui stavasi come innondata
+da flutti di luce, mandata ivi dai
+razzi che s’incrocicchiavano per l’aria
+a guisa di fantasmi di fuoco, o di salamandre
+che eseguissero bizzarre danze
+nella regione de’ Silfi. Le parve in quell’istante,
+che ognun di que’ razzi scoppiasse
+in tanta vicinanza de’ suoi occhi
+ond’ella ne sentisse il calore.
+</p>
+
+<p>
+Pur lottò contro questi terrori fantastici,
+superando se medesima tanto da
+mettersi alla finestra e contemplare uno
+spettacolo che, in altri tempi, e vago
+e maestoso le sarebbe comparso. Le torri
+magnifiche del castello andavano ornate
+di ghirlande di fuochi artifiziali, o coronate
+da un pallido vapore. La superficie
+del lago scintillava siccome ferro
+nella fornace, mentre i razzi lanciati
+all’aria, e cadenti senza spegnersi nell’acqua,
+rassembravano draghi incantati
+che giostrassero sopra un lago di fuoco.
+</p>
+
+<p>
+Diremmo quasi che per brevi istanti
+<span class="pagenum" id="Page_51">[51]</span>
+ella ebbe diletto d’uno spettacolo tanto
+nuovo per lei.
+</p>
+
+<p>
+«Io crederei (tali erano le sue meditazioni)
+tutto questo essere effetto d’arte
+magica, se il povero Tressiliano non mi
+avesse insegnato ad apprezzare al giusto
+le cose... Gran Dio! questi vani splendori
+sarebbero mai l’emblema delle speranze
+ch’io nutro? La felicità che ho
+provata sarebbe forse una scintilla, presta
+ad essere inghiottita entro un mare di
+tenebre?... un chiarore effimero, che si
+solleva un momento nell’aria sol per far
+di più alto la sua caduta?... O Leicester!
+dopo quanto mi dicesti, dopo quanto tu
+mi giurasti, ho da credere che tu sia
+il mago al cui cenno nascono tanti prodigi,
+e che la tua Amy non si rimanga a
+vederli se non se come una donna esiliata,
+anzi prigioniera?... quell’Amy che
+era il tuo amore, la tua vita!»
+</p>
+
+<p>
+La continua musica che risonava dalle
+diverse bande del castello, or più distanti
+or più vicine, le mantenevano variatamente
+nell’animo le stesse idee dolorose.
+L’armonia più lontana e più dolce
+sembrava accordarsi meglio colle sue pene;
+e l’altra come più romoreggiante e più
+gaia parea far quasi insulto all’infortunio,
+cui soggiacea.
+</p>
+
+<p>
+«Questa musica appartiene a me, se
+<span class="pagenum" id="Page_52">[52]</span>
+appartiene <i>a lui</i>; ma non è in mia facoltà
+l’interromperla. Oh! farei cessare
+questi suoni troppo rumorosi. Il più infimo
+fra i contadinelli, postosi in danza,
+ha per regolare la musica più potere
+che non ne ho io padrona di tutti questi
+luoghi.»
+</p>
+
+<p>
+Cessato a poco a poco il suono degli
+strumenti, la Contessa abbandonò la finestra
+d’ond’era stata ad ascoltarli. Comunque
+fosse innoltrata la notte, tanto
+era in quella stanza il chiaror della luna,
+che Amy potè ordinarvi le cose come
+le piacque meglio. Ella sperava che Leicester
+non avrebbe tardato di recarsi a
+lei tostochè il tutto fosse più tranquillo
+entro il castello. Ma doveva ad un tempo
+temere ch’altre persone non venissero a
+disturbarla. Nè più sicura teneasi per
+avere ella la chiave della stanza; poichè
+Tressiliano era entrato con tanta
+facilità benchè la porta fosse chiusa internamente.
+Laonde tutta la diligenza
+che potè usare in tal circostanza si ridusse
+a collocar la tavola per traverso,
+affinchè il rumore l’avvertisse se qualcuno
+facea prova di penetrare lì entro.
+Dopo aver dunque praticata questa necessaria
+cautela, l’infelice Amy si gettò
+sul suo letticciuolo, tutta assorta ne’
+pensieri che le dava un aspettar sì penoso,
+<span class="pagenum" id="Page_53">[53]</span>
+e contando ogni minuto finchè sonasse
+un’ora dopo la mezzanotte. La natura
+spossata finalmente potè più di quanto
+avevan potuto e il cordoglio e l’inquietezza;
+laonde Amy fu vinta dal sonno.
+Sì: ella dormì... Dorme l’Indiano nelle
+pause frapposte ai tormenti cui lo assoggettano
+i suoi crudeli padroni. Così
+del pari i tormenti del cuore stancano
+finalmente la forza in lui di sentirli, nè
+rinnovellano i loro assalti che presa nuova
+lena nel durar d’un sonno letargico.
+</p>
+
+<p>
+La Contessa pertanto dormì alcune ore;
+e sognò trovarsi nell’antico soggiorno
+di Cumnor, attenta coll’orecchio se
+udiva il fischio, onde Leicester facea
+nota la sua giunta fin dal cortile allor quando
+con una delle segrete sue visite la
+veniva a sorprendere gratamente. Poi le
+parve udire in vece lo squillo d’un corno
+da caccia, e quella stessa sinfonia, cui
+l’aveva usata il padre suo ogni qualvolta
+stendea morto un cervo, sinfonia che i
+cacciatori nomavano <i>della morte</i>. Credè
+indi correre ad una finestra che guardava
+nella corte, ov’era molta turba di gente
+raccolta in lugubri vesti, e il vecchio
+curato che recitava meste preci, e Mumblazen
+messo in antico uniforme d’araldo
+e tenendo uno scudo che presentava gli
+emblemi di cui si fa mostra ne’ funerali;
+<span class="pagenum" id="Page_54">[54]</span>
+ossa incrocicchiate e cranii e oriuoli a
+polvere posti attorno allo stemma gentilizio
+cui sormontava una corona di Conte.
+E vedea il vecchio genitore, che con
+sorriso per lei terribile sì le diceva: <i>Amy,
+che ti sembra del blasone di questo stemma?</i>
+e dopo tali parole le sonava di nuovo
+all’orecchio la musica <i>della morte</i>, e in
+questa si risvegliò. E udì veramente suono
+di corno da caccia, anzi di molti, che
+empieano il castello non d’armonia ferale,
+ma che annunziavano a tutti gli
+ospiti di Kenilworth una lieta alba, e
+la caccia del cervo, da cui nel vicino
+parco doveano cominciare i sollazzi di
+quella giornata.
+</p>
+
+<p>
+«Egli non pensa a me, andava ripetendo
+fra se medesima Amy. Fastoso
+di avere una Regina per ospite, poco
+gli grava che in quest’angolo oscuro
+del suo palagio languisca una misera
+donna, omai tratta a disperazione da
+un’incertezza la più dolorosa.»
+</p>
+
+<p>
+D’improvviso un romore che le parve
+ascoltare all’uscio, come se alcuno avesse
+cercato d’aprirlo di soppiatto, portò
+nell’animo suo un delizioso sentimento
+di gioia cui però la tema si frammettea.
+Tantosto sorta, si affrettò a liberar
+la porta dalla sbarra che vi avea posta
+ella stessa, ma innanzi aprirla, ebbe la
+<span class="pagenum" id="Page_55">[55]</span>
+cautela di chiedere: <i>Sei tu mio amore?</i>
+</p>
+
+<p>
+E il sommesso mormorio d’una voce
+che le rispondea: <i>Sì, mia Contessa</i>,
+non le lasciando più dubbio veruno,
+aperse la porta, sclamando <i>Leicester!</i> e
+gettò le braccia attorno al collo di quello
+straniero che rimanea sulla soglia avvolto
+nel suo mantello.
+</p>
+
+<p>
+Ma costui era in vece lo scellerato
+Lambourne, che sì rispose, in suo stile:
+«Non è del tutto, del tutto Leicester,
+o mia leggiadra e tenerissima duchessa,
+ma è tal uomo che equivale bene a Leicester.»
+</p>
+
+<p>
+Immantinente con una forza che non
+avrebbe mai creduto di possedere, Amy
+respinse quell’uomo indegno e si sciolse
+dalle sue braccia, arretratasi fino in mezzo
+alla stanza, ove la disperazione le diè
+coraggio a fermarsi.
+</p>
+
+<p>
+Costui seguendola fin lì, lasciò cadere
+il mantello che il volto gli ricopriva.
+Allora fu che Amy riconobbe il servo
+di Varney, quell’uomo, da cui men che
+da tutt’altri di questa terra avrebbe voluto
+essere riconosciuta, se si eccettui
+l’indegno padrone che lo stipendiava.
+Ma portando ella ancora il suo abito da
+viaggio, e Lambourne non essendo stato
+ammesso che una sola volta al cospetto
+di lei nel castello di Cumnor, sperò che
+<span class="pagenum" id="Page_56">[56]</span>
+egli non così agevolmente la ravviserebbe,
+com’ella riconobbe appieno quel ribaldo,
+che Giannina le avea fatto osservare dalla
+finestra, e lo avea dipinto coi colori che
+a costui pertenevano, tutte le volte che
+dopo accompagnato Varney nel castello di
+Foster, s’interteneva nella corte ad aspettare
+il padrone.
+</p>
+
+<p>
+E tali considerazioni avrebbero maggiormente
+accresciuta in Amy la fidanza
+di rimanergli ignota, se si fosse accorta
+che costui era briaco oltre ogni confine;
+ma il fare una tale scoperta le sarebbe
+stato tutt’altro che conforto per quanto
+spetta al rischio di trovarsi sola a tale
+ora, in tal luogo, con uomo giunto a
+quello stato e di sì perversa natura.
+</p>
+
+<p>
+Il Lambourne chiuse la porta appena
+entrò, ed incrocicchiate le braccia come
+in atto di schernire la donna che non conoscea,
+prese a favellarle in tai sconci
+modi:
+</p>
+
+<p>
+«Ascoltami, bella Callipoli, amabile
+contessa de’ cenci, divina duchessa de’
+cantucci reconditi; se ti vuoi prendere il
+fastidio di raggrupparti in te stessa, come
+un cuoco raggruppa un uccello tolto dallo
+spiedo, e ciò per farmi più gradevole il
+diletto di trinciare... ti assolvo da questa
+briga... La tua prima franchezza mi piaceva
+assai più; sì, mi piaceva assai più
+<span class="pagenum" id="Page_57">[57]</span>
+(e in ciò dire fece un passo innanzi e
+barcollò)... come ti dico, mi piaceva più,
+ed il metodo che hai preso ora, non mi garba....
+come non mi garba questo maledetto
+pavimento, lasciato, credo, in alto e basso
+dal diavolo, e che mette un galantuomo
+in pericolo di rompersi il collo, se non
+si tiene all’erta come un saltatore sulla
+corda tesa.»
+</p>
+
+<p>
+«Fermati, disse la Contessa, non ti
+accostare se t’è cara la vita.»
+</p>
+
+<p>
+«Anche minacce! Come sta questa faccenda,
+o signora? Ma potete voi trovare
+un uomo più compagnevole di Michele
+Lambourne? Figlia mia, ho viaggiato
+in America, ove l’oro nasce da sè,
+e ne ho portate tai grosse verghe....»
+</p>
+
+<p>
+«Mio caro amico (disse la Contessa
+atterrita dal tuono d’audacia e di sicurezza
+nella quale si teneva il malvagio)
+mio caro amico, esci te ne prego e lasciami
+sola.»
+</p>
+
+<p>
+«Gli è quello che dirò a te, mia carina,
+quando saremo stanchi l’uno dell’altro....
+ma non prima.»
+</p>
+
+<p>
+Allora l’afferrò per un braccio, ed Amy
+incapace di resistenza, si difendeva unicamente
+colle sue grida.
+</p>
+
+<p>
+«Eh via! gridate quando volete, dicea
+il Lambourne così tenendola. Ho udito il
+flutto nel suo più forte mugghiare. Figuratevi
+<span class="pagenum" id="Page_58">[58]</span>
+se mi prendo fastidio dello strillar
+d’una donna! Il miagolare d’un gatto
+mi fa la stessa impressione... Mi porti il
+diavolo.... se a queste orecchie non sono
+arrivate le urla di cento donne in un
+colpo, quando abbiam preso una fortezza
+d’assalto.»
+</p>
+
+<p>
+Nondimeno le grida di Amy attrassero
+in quella stanza un difensore non aspettato.
+Lorenzo Staple cui giunse il suono
+di questi strepiti fino nella sua stanza da
+letto, corse a proposito per impedire che
+la Contessa fosse scoperta e fors’anche
+per salvarla da una più atroce violenza.
+Non che questo Lorenzo non fosse egli
+pure briaco la sua parte per una conseguenza
+tuttor durevole della crapola del
+dì innanzi; ma per buona sorte la sua
+ubbriachezza avea presa indole affatto
+diversa da quella del Lambourne.
+</p>
+
+<p>
+«Che cosa è tutto questo bordello nella
+mia prigione? diss’egli. E che? un uomo
+e una donna appollaiati nella medesima
+stanza! Gli è contro tutte le regole.
+Oh! voglio che si serbi decenza ne’ miei
+dominii! Sì, per S. Pietro <i>in Vinculis</i>.»
+</p>
+
+<p>
+Allora il Lambourne: «Scendi presto
+la scala, affrettati, cane d’imbriaco, non
+vedi che questa donna ed io vogliam restar
+soli?»
+</p>
+
+<p>
+«Ottimo e degno signore (esclamò allor
+<span class="pagenum" id="Page_59">[59]</span>
+la Contessa, indirigendosi a quel guardiano),
+salvatemi da quest’uomo, salvatemi
+per pietà!»
+</p>
+
+<p>
+«Questo si chiama parlar bene! soggiunse
+allora Lorenzo. Io porto affetto
+ai miei prigionieri, e ne tengo in custodia
+di tanto buoni quanto quelli di
+Newgate, o dell’altre prigioni di Londra.
+Laonde questa donna, appartenendo
+alla mia greggia, non vi sia chi la molesti
+entro il suo ovile. Michele! o lasciala
+in pace, o per Dio! t’accoppo colle mie
+chiavi.»
+</p>
+
+<p>
+«Voglio piuttosto fare un sanguinaccio
+col tuo diafragma (rispose il Lambourne
+mettendo una mano alla squarcina,
+e tenendo la Contessa coll’altra).
+Laonde pensa ai casi tuoi, vecchia ostrica,
+che hai tutto il tuo catta pane in un
+mazzo di chiavi.»
+</p>
+
+<p>
+Lorenzo fermò il braccio di Michele
+impedendogli di sguainare la sciabola, e
+mentre il Lambourne lo rispigneva, la
+Contessa fece tale sforzo, che pervenuta
+a sciogliersi dalle mani di quello scellerato,
+e lanciandosi verso la porta, uscì
+della stanza, e con indicibile agilità fece
+quant’era la scala: già fin dall’atto dei
+primi suoi passi aveva udito, il che le
+accrebbe in quell’istante sbigottimento,
+il romore fatto dai due campioni che stramazzarono
+<span class="pagenum" id="Page_60">[60]</span>
+entrambi. Essendo rimasto
+aperto l’ultimo sportello, ne profittò, e
+trovossi tutta abbrividita nel <i>luogo di delizia</i>
+che le parve il più favorevole per
+sottrarsi a nuova persecuzione.
+</p>
+
+<p>
+Intanto Lorenzo e Michele s’avvoltarono
+pel pavimento stringendosi fortemente
+l’un contra l’altro. Per buona
+ventura di ciascun d’essi, non aveano
+sguainate le sciabole. Lorenzo però trovò
+modo di lanciar le pesanti sue chiavi in
+volto al Lambourne, che per vendicarsi
+prese sì fortemente per il collo il guardiano
+della torre, che gli fece uscir sangue
+dalla bocca e dalle narici. Erano in
+tale stato, quando un ufiziale della casa
+di Leicester, mosso da quello strepito
+entrò e pervenne non senza durar molta
+fatica a disgiugnere i due combattenti.
+</p>
+
+<p>
+«Possa entrambi soffocarvi la peste,
+e voi sopra tutti, maestro Lambourne!
+Sì disse quel caritatevole mediatore. Che
+diavolo fate lì, battendovi come due cani
+che s’azzuffano in un macello?»
+</p>
+
+<p>
+Sorse da terra il Lambourne, e calmato
+alquanto dalla mediazione di questo
+terzo, lo riguardò con minore impudenza,
+che non fosse in lui d’uso: «Se vuoi
+saperlo, ci battiamo per una donna.»
+</p>
+
+<p>
+«Una donna! dov’è?» soggiunse l’ufiziale.
+</p>
+
+<p>
+<span class="pagenum" id="Page_61">[61]</span>
+</p>
+
+<p>
+«Sarà scomparsa, disse il Lambourne
+guardandosi intorno; se però Lorenzo
+non se l’è trangugiata. Quel suo lordo
+ventraccio, nell’inghiottire misere donzelle
+ed orfani oppressi, non la cede alla
+gola dei giganti ricordati dalla storia del
+re Arturo. Costui non ha altro nudrimento,
+e si divora le povere creature
+in corpo, anima, e sostanze.»
+</p>
+
+<p>
+«Sì, sì; ma qui non cade la quistione,
+soggiunse alzatosi da terra Lorenzo.
+Ho avuto sotto il dominio delle mie chiavi
+molta gente che valea meglio di te, la
+intendi, maestro Lambourne? E prima
+che le cose sieno finite, ci cascherai tu
+pure; e la tua sfrontatezza non ti salverà
+sempre le gambe dalla catena, nè il collo
+dallo spago.»
+</p>
+
+<p>
+Pronunziate appena da Lorenzo queste
+parole, Michele voleva gettarsi un’altra
+volta sovr’esso.
+</p>
+
+<p>
+«Orsù, non ricominciate, gridò imperiosamente
+quello scudiere, o chiamerò
+un tale che farà far giudizio ad entrambi.
+Intendo maestro Varney, o vogliamo
+dire Sir Riccardo, che appunto ho
+veduto, son pochi istanti, attraversare
+la corte.»
+</p>
+
+<p>
+«Dici tu vero? (gli chiese bestemmiando
+il Lambourne, indi corse al bacino
+e alla brocca). A te maledetto elemento,
+<span class="pagenum" id="Page_62">[62]</span>
+fa ora l’ufizio tuo. Credea essermi
+per sempre liberato da te, trascorrendo
+nel galleggiare da <i>Orione</i> l’intera
+notte, chè mi sembrava essere divenuto
+un turacciolo di sughero, sopra un barile
+di birra.»
+</p>
+
+<p>
+Si lavò, ciò dicendo, il volto e le
+mani, e riparò alla presta il disordinamento
+dell’abito.
+</p>
+
+<p>
+Intanto lo scudiere seriamente volgeasi
+al guardiano: «Che gli facesti dunque?
+vedi come n’è enfiato il volto.»
+</p>
+
+<p>
+«Oh! è una piccola impressione fatta
+dalla chiave del mio gabinetto, marchio
+troppo nobile ancora pel ceffo di quell’animal
+di galera. Nessuno debbe attentarsi
+ad oltraggiare i miei prigionieri;
+sono eglino i miei gioielli, e troppo mi
+rileva l’immunità della cassetta ove li
+custodisco. Però cessino le vostre grida,
+o Signora... Ma qui era pure una
+donna!»
+</p>
+
+<p>
+«Credo che siate matti per tempo e
+l’uno e l’altro, soggiunse allor lo scudiere.
+Io qui non ho veduto donne, e
+per parlare aggiustatamente nemmeno uomini,
+ma solamente due animali che si
+ravvolgeano l’un l’altro sul pavimento.»
+</p>
+
+<p>
+«Oh misero me! Lorenzo sclamò.
+La prigione è stata forzata! questo è il
+tutto, la prigione di Kenilworth è stata
+<span class="pagenum" id="Page_63">[63]</span>
+forzata! Chi l’avrebbe detto, della più
+forte prigione che siavi incominciando
+dal nostro paese e portandosi fino alla
+terra di Galles? d’una torre, ove e
+cavalieri e conti e re hanno dormito con
+tanta sicurezza quanta se ne trova nella
+torre di Londra! Ella è forzata, i prigionieri
+fuggirono, e il guardiano di essa
+corre rischio di venir appiccato!»
+</p>
+
+<p>
+Così parlando si ritrasse nella propria
+stanza per continuare a bell’agio le sue
+lamentazioni, o piuttosto per ricuperare
+dormendo la ragione andatagli a diporto.
+</p>
+
+<p>
+Il Lambourne e lo scudiere il seguiron
+d’appresso, e ben lor tornò, perchè costui,
+seguendo il suo stile, avea chiuso
+lo sportello, che non erano anche usciti,
+e se non fossero stati in tempo per farlo
+riaprire, rimanevano trappolati là d’onde
+la Contessa si liberò.
+</p>
+
+<p>
+Come il dicemmo, l’infelice Amy erasi
+rifuggita nel <i>luogo di delizia</i>, ch’ella
+avea già considerato standosi alla finestra
+della torre di <i>Merwyn</i>. Nell’atto della ricuperata
+libertà il primo pensiere corsole
+all’animo fu che in mezzo ai boschetti,
+ai frascati, alle statue e alle grotte onde
+quel luogo abbellivasi, avrebbe facilmente
+trovato un asilo, ove starsi nascosta sintantochè
+le comparisse qualcuno atto a
+proteggerla, e degno ch’ella gli confidasse
+<span class="pagenum" id="Page_64">[64]</span>
+le sue angoscie, e proclive a sentirne
+pietà, tale in fine che le procacciasse
+una via di abboccarsi col Conte.
+</p>
+
+<p>
+«Oh potessi vedere Wayland! Saprei
+finalmente se la mia lettera fu consegnata.
+Ovvero, m’incontrassi almeno
+in Tressiliano! Costretta a scegliere fra’
+mali sarebbe anche minore l’espormi alla
+collera di Dudley, svelando il mio stato
+ad un gentiluomo d’onore a fronte del
+rischio di sofferir nuovi insulti dalla ciurma
+invereconda di questo fatale castello.
+Oh! non mi commetterò più mai a starmi
+chiusa entro una stanza! Aspetterò.....
+starò all’erta..... Fra tanta moltitudine
+di persone, non ne troverò io una sola
+buona, e capace di sentir pietà del mio
+affanno?»
+</p>
+
+<p>
+Veramente, Amy vedea trascorrere dinanzi
+a sè molti gruppi di quegli ospiti,
+che attraversavano il <i>luogo di delizia</i>. Ma
+numerosi troppo erano tai drappelli per
+incoraggiarla a presentarsi, e per altra
+parte non sembravano fuorchè intesi a
+ridere e a folleggiare in una giornata che
+parea sacra unicamente al diletto.
+</p>
+
+<p>
+Il ritiro ch’ella avea scelto involavala
+ad ogni sguardo; ed era una grotta di
+rustici ornamenti tappezzata, in fondo a
+cui zampillava una fontana, luogo opportunissimo
+ad Amy per tenervisi ascosa,
+<span class="pagenum" id="Page_65">[65]</span>
+o per iscoprirsi a qualcuno che vago di
+sottrarsi alla folla, e in compagnia de’
+propri pensieri, cercasse in quel romantico
+asilo un riposo. Ella si mirò nello
+specchio cui offerivale il cheto bacino
+della fontana; e sin dalla propria immagine
+fu atterrita, tanto si vedea cambiata
+e sformata. Certamente, nel disegno di
+fidarsi ad altri, le venne pure in mente,
+che una persona del suo sesso sarebbe
+stata più inclinata ad impietosire di lei;
+ma dopo essersi riguardata, temette se si
+scontrava in tale persona non esserne
+anzi con ribrezzo rispinta.
+</p>
+
+<p>
+Quindi ragionando, come ragionar dovea
+una giovinetta che dà qualche peso
+e si confida al potere delle forme sue e
+dei suoi vezzi, svestì l’abito da viaggio,
+che ne copriva un più adorno, e mise
+a terra il suo largo cappello, i quali
+arnesi tenne vicino a sè in modo da poterli
+prendere prima che qualche persona
+giugnesse al fondo di quella grotta, se
+per mala sorte le persone entratevi fossero
+state Varney, o Lambourne, che nuovamente
+le rendessero necessario il travestirsi.
+</p>
+
+<p>
+Tal sopravvesta, di cui Wayland la
+provvide nel viaggio, somigliava a quelle
+delle commedianti che doveano aver parte
+negli spettacoli apparecchiati per la Regina.
+<span class="pagenum" id="Page_66">[66]</span>
+Quella fontana adunque prestò ufizio
+di specchio e di brocca ad Amy, che
+ne profittò per assettarsi affrettatamente:
+indi tenendosi fra le mani lo scrignetto
+delle sue gioie, che pur poteva divenirle
+utile a procacciarsi intercessori, si
+adagiò sopra un sedile di verzura posto in
+fondo alla grotta, aspettando ivi soccorso
+unicamente dal caso.
+</p>
+
+<div class="chapter">
+<p><span class="pagenum" id="Page_67">[67]</span></p>
+
+<h2 class="nosp">CAPITOLO IV.</h2>
+</div>
+
+<div class="poem-container">
+<div class="poem inl"><div class="stanza">
+<p class="i01">Così nibbio talor ratto in suo volo</p>
+<p class="i01">Corre a ghermir la timida pernice,</p>
+<p class="i01">Che instupidita manca di consiglio</p>
+<p class="i01">Per fermarsi o fuggir dal crudo artiglio.</p>
+<p class="i12"> <i>Prior</i>.</p>
+</div></div>
+</div>
+
+<p>
+Accadde in questo giorno sì memorabile,
+che fra le cacciatrici più sollecite di
+prevenire il mattino si trovò la Principessa
+medesima, la Regina vergine d’Inghilterra.
+Non so se a caso, o per un
+effetto della cortesia, che il Leicester
+dovette ad una Sovrana in ver lui prodiga
+di tanti onori, non appena Elisabetta
+avea posto il piede sulla soglia
+della porta, si vide innanzi il Conte,
+che le domandò, tantochè si terminavano
+gli apparecchi della caccia, se le
+sarebbe tornato in grado visitare il <i>luogo
+di delizia</i>, e i giardini del castello.
+</p>
+
+<p>
+Al che avendo acconsentito la Regina,
+ed appoggiandosi al braccio di Leicester,
+scesero sul terrazzo innoltrandosi fino ai
+giardini. Le dame di Corte, quali persone
+antiveggenti, e comportandosi come
+<span class="pagenum" id="Page_68">[68]</span>
+avrebbero voluto ch’altri facessero con
+se medesime, credettero loro dovere il
+non seguire in troppa vicinanza la Principessa;
+e paghe di non perderne coll’occhio
+le tracce, lasciarono libertà ai segreti
+colloqui che, senza spiegarlo, potea
+desiderar la Sovrana col ragguardevole
+personaggio, in cui ella vedea non solamente
+il proprio ospite in quell’istante,
+ma il primo fra i suoi servi ch’ella onorava
+di considerazione e favore. Le ridette
+Milady ammiravano intanto le grazie
+che sfoggiava l’illustre coppia, vestiti
+entrambi d’abiti da caccia, ricchi
+in loro semplicità quanto lo erano gli
+sfarzosi del giorno trascorso.
+</p>
+
+<p>
+L’abito della Sovrana, tessuto di seta
+azzurra e guernito di galloni e cordelline
+d’argento alla foggia delle antiche Amazzoni,
+giovava ammirabilmente nel farne
+spiccare le belle forme della persona, e
+la dignità del portamento, perchè consuetudine
+di comando e naturale orgoglio
+aveano giunto a queste forme non so
+quale apparenza di maschile, che lor
+toglieva alcun poco di vezzo, quando
+Elisabetta andava ornata degli abiti al
+sesso di lei addicevoli.
+</p>
+
+<p>
+Vestito il Leicester di panno verde di
+Lincoln con preziosi ricami d’oro, lo cignea
+sontuoso pendaglio cui raccomandati
+<span class="pagenum" id="Page_69">[69]</span>
+erano il corno e il coltello da caccia che
+tenea luogo di spada. Nè men leggiadro
+sotto tale abito mostravasi il Conte che
+sotto quelli, ond’era solito pararsi ossia
+alla Corte, ossia assistendo a cerimonie militari.
+Poichè tanto ne era perfetta la
+struttura de’ muscoli, onde ad ogni veste
+addossata, detta l’avresti quella che meglio
+a lui convenivasi.
+</p>
+
+<p>
+Certamente non pervennero a noi per
+intero i discorsi che ebbero insieme i
+due personaggi, ma acuti e finissimi oltre
+ogni dire sono gli occhi e le orecchie
+de’ cortigiani, per lo che alcune fra le
+persone di seguito pretesero essersi accorte
+che non mai in altre occasioni Elisabetta
+avea sì volentieri addolcito il rigore
+del regio decoro per dar luogo ad
+accenti da’ quali traspariva tenerezza e
+soave perplessità. Più lento erane il passo,
+e quasi parve dimentica di quella severità
+che dominava ne’ modi soliti del suo
+andamento.
+</p>
+
+<p>
+Tenea chini gli occhi, e mostrava una
+irresoluta intenzione di allontanarsi dal
+Conte, ma con quell’esterno atteggiamento,
+che nelle femmine non di rado annunzia
+come ciò che sentono internamente
+sia diverso da quanto manifestano al di
+fuori. La duchessa di Rutland che più
+dell’altre ebbe coraggio di avvicinarsi
+<span class="pagenum" id="Page_70">[70]</span>
+alla Regina credette avere scorta una lagrima
+su quel ciglio, ed un improvviso
+rossor sulle guance. «Soprappiù, aggiugnea
+la Duchessa, i suoi sguardi si
+volsero altrove per non iscontrarsi ne’
+miei; eh sì! le occhiate solite di questa
+Sovrana avrebbero forza d’intimidire un
+leone». I nostri leggitori indovineranno
+agevolmente quale oroscopo si trasse da
+tali sintomi, nè forse si mancò di fondamento
+nel trarlo.
+</p>
+
+<p>
+Un segreto colloquio fra due persone
+di sesso differente decide il più delle
+volte de’ loro destini, e le guida oltre
+alla meta, ch’elleno stesse forse avean
+preveduta. La galanteria si mesce all’intertenimento,
+e alla galanteria a gradi a gradi
+l’amore. I potenti al par de’ pastori, in
+que’ momenti di crisi, dicono più di quanto
+avrebbero voluto dire, e le regine,
+fattesi in ciò pari alle semplici villanelle,
+ascoltano più lungo tempo di quel che
+avrebbero voluto ascoltare.
+</p>
+
+<p>
+Intanto i cavalli nitrivano nella corte,
+e impazienti rodevano i loro morsi, i
+veltri abbaiavano, e i bracchieri e gl’intendenti
+della caccia doleansi, che colle
+ore della rugiada lasciate trascorrere, si
+andavano sperdendo le orme impresse
+sull’erba dal cervo. Ma il Leicester volgea
+nell’animo un’altra caccia, e per
+<span class="pagenum" id="Page_71">[71]</span>
+dir meglio si trovò, senz’averlo previsto,
+in arringo a guisa di cacciatore ardente
+in seguir l’orme d’una muta di
+bracchi, che il caso gli presentò. La Regina,
+donna avvenente e cortese, orgoglio
+dell’Inghilterra, speranza della Francia
+e dell’Olanda, e terror della Spagna,
+manifestò forse più che di costume l’interna
+compiacenza in udir sensi di una
+galanteria romanzesca a lei accetta mai
+sempre, e il Conte, o ambizione o vanità,
+o entrambe il movessero, crebbe
+la misura di seducenti frasi che vedea
+ben accolte, sintantochè il suo linguaggio
+si trasformò nella grata importunità
+d’un amante felice.
+</p>
+
+<p>
+«No, Dudley, gli dicea con accenti
+interrotti Elisabetta, è forza ch’io rimanga
+la madre del mio popolo. Que’ cari
+nodi che formano il contento di giovin
+donzella posta in tutt’altro grado, non
+sono conceduti a noi assise sul trono...
+No, Leicester, mettete modo alle
+vostre espressioni... se fossi come tutt’altra,
+libera di procacciarmi a mio grado
+felicità... allora il confesso... ma ciò
+non è possibile! no... non è possibile!...
+Ordinate si differisca la caccia... che
+si differisca sol di mezz’ora!... Lasciatemi,
+Milord!»
+</p>
+
+<p>
+«Io lasciarvi, eccelsa donna! V’avrebbe
+<span class="pagenum" id="Page_72">[72]</span>
+offesa una fiamma che non ebbi forza
+d’ascondere?»
+</p>
+
+<p>
+«No, Leicester, non è per questo;
+ma è una chimera; non voglio più udirne
+parlare. Andate... Però non vi scostate
+di troppo... Abbiate cura che
+nessuno venga a frastornarmi. Voglio esser
+sola.»
+</p>
+
+<p>
+Mentr’ella pronunziava tali parole,
+Dudley la inchinò profondamente, e si
+ritirò con volto mesto e sparuto. Fermossi
+la Regina a contemplarlo intanto
+ch’ei si allontanava, così meditando ella
+fra se medesima: «Se fosse possibile!...
+se fosse unicamente possibile!... ma no,
+no!... Elisabetta non debb’essere che
+sposa e madre al suo regno.»
+</p>
+
+<p>
+Assorta in tali pensieri, e sollecita di
+evitare alcuno che le parve accostarsi,
+entrò prestamente nella grotta, ove stavasi
+la sua sfortunata rivale.
+</p>
+
+<p>
+Comunque il colloquio, per suo stesso
+volere interrotto, avesse lasciata sì profonda
+agitazione nell’animo di Elisabetta,
+ella andava fornita d’una di quelle indoli
+ferme e risolute, che tostamente riacquistavano
+il loro imperio. Poteasi paragonare
+quel cuore ad uno degli antichi
+monumenti, che ci ricordano i tempi dei
+Druidi, mobili sul loro punto d’appoggio.
+Il Dio dell’amore, comunque rappresentato
+<span class="pagenum" id="Page_73">[73]</span>
+sotto figura di fanciullino,
+potea crollarne i sentimenti, ma tutta
+la forza d’Ercole non bastava a far loro
+perdere l’equilibrio.
+</p>
+
+<p>
+Ella innoltravasi a lenti passi entro la
+grotta; nè giunta erane a mezzo, che già
+gli sguardi di lei aveano ricuperata la
+primiera dignità, e il portamento suo tutti
+i modi autorevoli per cui fu solita contraddistinguersi.
+</p>
+
+<p>
+S’accorse in quell’istante d’una donna
+seduta presso una colonna d’alabastro, al
+cui piede stava il bacino di quella limpida
+fontana, che una mezza luce di giorno
+schiariva.
+</p>
+
+<p>
+La memoria classica d’Elisabetta, col
+presentarle all’animo l’istoria di Numa
+e di Egeria, la trasse a credere, che
+qualche Italiano scultore avesse voluto
+rappresentare in quel luogo la ninfa, le
+cui inspirazioni forniron Roma di leggi;
+ma più addentrandosi incominciò a dubitare,
+se l’obbietto che le si offeriva alla
+vista fosse una statua, o non veramente
+una donna.
+</p>
+
+<p>
+L’infelice Amy immobile si rimanea,
+divisa fra il desio di confidare il suo
+stato ad una persona del proprio sesso e
+la confusione sorta in lei all’aspetto di
+donna sì maestosa; chè comunque ella
+non avesse visto giammai Elisabetta, pur
+<span class="pagenum" id="Page_74">[74]</span>
+si trasse a credere fortemente di scorgere
+la Regina degli Inglesi dinanzi a sè.
+</p>
+
+<p>
+Abbandonato finalmente il suo sedile
+di verzura, fece un passo alla volta dell’augusta
+straniera, ma poi ricordandosi
+quanto si fosse mostrato atterrito Leicester
+alla sola tema, che le sue nozze divenissero
+palesi alla Regina, ristette col
+piede innanzi pallida e immota come la
+colonna d’alabastro cui dianzi si sorreggea.
+La sua veste d’un color verde chiaro, fra
+l’ombre di quell’antro, rassembrava il panneggiamento
+di greca ninfa, e per poco
+non ritrasse Elisabetta nella primiera illusione.
+</p>
+
+<p>
+Ella si fermò distante alcuni passi dalla
+Contessa, fissando attentamente le pupille
+su quella dianzi supposta Naiade. La prima
+sorpresa che avea fatta immobile Amy,
+diede luogo al rispetto; onde la donzella
+abbassò taciturna lo sguardo, e chinò
+il capo, incapace di sostenere il guardo
+maestoso della Regnante.
+</p>
+
+<p>
+La natura dell’abito che Amy portava,
+e lo scrignetto ch’ella si tenea fra le mani,
+persuasero ad Elisabetta che questa beltà
+taciturna avesse l’incarico di sostenere una
+parte in alcuna delle allegorie da rappresentarsi
+ne’ diversi luoghi del parco ove
+compariva la Regina, e che presa da rispettoso
+timore al vederla, si fosse dimenticata
+<span class="pagenum" id="Page_75">[75]</span>
+i versi preparati in omaggio della
+Sovrana, o le fosse mancato il coraggio
+per recitarli. Sollecita però di rincorarla
+si fece a dirle affettuosamente:
+</p>
+
+<p>
+«Perchè dunque, o vaga ninfa di
+questa grotta, vi lasciate soggiogare dalla
+possanza di quel mago, cui gli uomini
+imposero nome <i>timore</i>... noi siamo la
+giurata nemica di un tale mago, e qui
+venimmo a scioglierne l’incanto. Parlate.
+Vel comandiamo.»
+</p>
+
+<p>
+In vece di rispondere, la Contessa si
+gettò a’ piedi della Regina, lasciando cader
+lo scrignetto, e giugnendo le mani,
+e sollevando verso Elisabetta quelle pupille,
+in cui e il timore e la preghiera
+pigneansi in modo sì compassionevole
+che ne fu tocco altamente l’animo della
+Regina.
+</p>
+
+<p>
+«Che significa questo? diss’ella. Voi
+mi sembrate turbata più di quanto è
+naturale per una semplice dimenticanza.
+Alzatevi, giovinetta. Qual cosa bramate
+da noi?»
+</p>
+
+<p>
+«La vostra protezione, o Regina,» rispose
+titubando la supplichevol donzella.
+</p>
+
+<p>
+«Non avvi fanciulla nell’Inghilterra
+che non abbia ad essa diritto, purchè la
+meriti; ma la vostra sventura sembra aver
+cagioni più serie che non lo è una colpa
+involontaria di memoria. Ond’è che mi
+<span class="pagenum" id="Page_76">[76]</span>
+chiedete di protezione? Chi vi ha fatto
+oltraggio?»
+</p>
+
+<p>
+Amy si diede a pensare qual cosa le
+convenisse rispondere per sottrarsi ai rischi
+fra cui s’avvolgea senza compromettere lo
+sposo, e passando da un’idea all’altra,
+ed in mezzo alla confusione che ne turbava
+lo spirito, si lasciò fuggire queste parole.
+«Oh Dio! non so nulla.»
+</p>
+
+<p>
+«Questa fanciulla delira! (sclamò la
+Regina impazientita, perchè nel contegno
+tenuto d’Amy scorgea tali circostanze che
+se per una parte l’eccitavano a compassione,
+irritavano per l’altra la sua curiosità).
+Confidatemi i vostri mali. Posso guarirli.
+Rispondetemi, e avvertite ch’io non uso
+ripetere le mie inchieste.»
+</p>
+
+<p>
+«Domando... imploro, disse balbutendo
+l’infelice Contessa, imploro la
+vostra protezione... contro Varney.» Indi
+si tacque come se già avesse pronunziato il
+detto che decidea di sua sorte. Rispose
+tosto la Regina:
+</p>
+
+<p>
+«E che? Varney! sir Riccardo Varney!
+il servo di lord Leicester! E qual cosa
+avvi tra voi e lui di comune?»
+</p>
+
+<p>
+«Io era... io era sua prigioniera.
+Attentò ai miei giorni. Sono fuggita
+per... per...»
+</p>
+
+<p>
+«Per venire senz’altro a porvi sotto
+la mia assistenza. L’avrete, se però ne
+<span class="pagenum" id="Page_77">[77]</span>
+siete degna. Voglio conoscere minutamente
+questo affare. Io già l’indovino
+(soggiunse gettando sovra lei uno sguardo
+fatto per indagarne i nascondigli i
+più segreti dell’animo). Voi siete Amy
+figlia di sir Ugo Robsart di Lidcote
+Hall.»
+</p>
+
+<p>
+«Perdonatemi, ah! perdonatemi, gran
+Regina,» sclamò Amy prostrandosi nuovamente
+ai piedi d’Elisabetta.
+</p>
+
+<p>
+«E che debbo io perdonarti, fanciulla
+solamente inconsiderata? Non sei tu dunque
+la figliuola del buon sir Ugo? Avresti
+mai smarrita la ragione? Narrami quanto
+accadde. Tu ingannasti il vecchio e rispettabile
+tuo genitore. Ti facesti giuoco del
+signor Tressiliano, e divenisti sposa a
+Varney.»
+</p>
+
+<p>
+Si rialzò a tali accenti il coraggio di
+Amy che interrompendo la Regina sì disse:
+«No, Regina, no. Non sono quella figlia
+disonorata di cui credete parlare; non la
+moglie d’un abbietto schiavo, che è pure
+il più detestabile fra tutti gli uomini. No,
+non sono congiunta con Varney; e mi
+piacerebbe meglio esserlo colla morte.»
+</p>
+
+<p>
+In udir la veemenza di tale linguaggio
+fattasi attonita la Regina, rimase muta un
+istante. Poi soggiunse: «Sia lode al Cielo!
+Vedo che non potete spiegarvi più chiaramente
+sopra un argomento che ci riguarda.
+<span class="pagenum" id="Page_78">[78]</span>
+Ma ditemi (soggiunse ella in
+tuono autorevole, chè già i detti d’Amy
+aveano destato nel cuore d’Elisabetta un
+senso vago di gelosia, onde la curiosità
+divenne in essa ardentissima). Ditemi
+dunque qual è il vostro sposo... il vostro
+amante. È d’uopo ch’io sappia la verità,
+e nol dimenticate: sarebbe meglio per voi
+l’esservi presa giuoco d’una lionessa che
+non d’Elisabetta.»
+</p>
+
+<p>
+Trascinata come da una inevitabile fatalità
+che schiudeva il precipizio sotto i
+suoi piedi, e atterrita dalle parole imperiose
+e dai gesti minaccevoli di quella
+offesa Sovrana, Amy permise alla propria
+disperazione tal breve risposta: «Il conte
+di Leicester sa tutto.»
+</p>
+
+<p>
+«Il Conte di Leicester! sclamò Elisabetta,
+il conte di Leicester! ripetè ancora
+con accenti di massimo sdegno. Intendo,
+foste prezzolata per sostener questa parte.
+Tu calunnii Leicester. Egli non si abbassa
+a creature tue pari. Sì: fosti prezzolata
+per coprire d’infamia questo nobile Pari,
+il gentiluomo il più chiaro di tutta
+Inghilterra. Ma, foss’egli il nostro ministro
+favorito, fosse ancora qualche cosa
+di più, tu sarai ascoltata liberamente, ed
+alla sua presenza. Seguimi, seguimi sull’istante.»
+</p>
+
+<p>
+Amy, presa da spavento si ritrasse; e la
+<span class="pagenum" id="Page_79">[79]</span>
+Regina, che credè leggere in questo spavento
+una confessione di commesso inganno
+fatto da quella infelice, divenne
+furiosa e la afferrò per un braccio, indi
+uscendo precipitosa dalla grotta, attraversò
+come se avesse l’ali, il gran viale
+del <i>luogo di delizia</i>, traendo con sè l’atterrita
+Contessa, ch’ella teneva ancor per
+il braccio, e che avea sì poca forza onde
+seguirla.
+</p>
+
+<p>
+Stavasi in quell’ora Leicester in mezzo
+a brillante drappello di gentiluomini e
+matrone assembratisi sotto elegante portico,
+situato in fondo del viale. Era questo
+il corteggio venuto ivi ad aspettare che
+gli ordini di sua Maestà dessero incominciamento
+alla caccia, e ognuno s’immagina
+quali furono le maraviglie dei circostanti
+allorchè, invece di veder giugnere ad essi
+Elisabetta col portamento usato della sua
+dignità, ferì il loro sguardo quel violento
+correre, per cui fu quasi un punto l’avvedersi
+di lei in lontananza, e l’essere
+ella in mezzo di loro. Ognuno atterrì in
+quell’istante all’aspetto de’ suoi lineamenti
+che solamente sdegno e agitazione spiravano,
+della sua capigliatura caduta in
+disordine, de’ suoi occhi scintillanti,
+come accadeva ogni qualvolta il furore
+d’Enrico VIII ne invasava la figlia. Minore
+non fu la sorpresa nell’osservare la donna
+<span class="pagenum" id="Page_80">[80]</span>
+pallida, estenuata, e bella ancora benchè
+semiviva, cui la Regina teneva per forza
+con una mano, mentre coll’altra allontanava
+le matrone e i Lordi, che le si
+affollavano intorno. «Milord di Leicester
+dov’è?» chies’ella d’un tuono che
+agghiacciò per lo spavento tutti que’ cortigiani.
+«Mostratevi, Leicester.»
+</p>
+
+<p>
+Se in un bel giorno di state allorchè
+più tranquilla e ridente mostrasi la campagna,
+il fulmine scoppiato da un cielo
+sgombro di nubi rompesse ai piedi del
+viaggiatore, più tremenda non ne sarebbe
+in lui la sorpresa di quella che fu eccitata
+nel Leicester da uno spettacolo cui giammai
+non erasi preparato. Egli stavasi in
+allora accogliendo, e ributtando con artificiosa
+modestia le velate congratulazioni
+che gl’indirigevano i cortigiani intorno
+alle prove di favore, spinte a quanto pareva
+al più alto grado nell’intertenimento
+che egli ebbe in quella mattina colla Sovrana;
+e molti già anticipavano ad esso
+gli encomi addicevoli ad uomo che stava
+per togliersi dal grado di loro eguale per
+assumerne altro ben più sublime. E fu
+appunto nell’istante in cui si abbellivano
+ancor le sue labbra dell’orgoglioso e mal
+nascosto sorriso onde sottraevasi a tante
+congratulazioni, che la Regina ardente e
+fremente di sdegno comparve in mezzo
+<span class="pagenum" id="Page_81">[81]</span>
+dell’assemblea. Mentre con una mano
+sosteneva la Contessa quasi priva di senso,
+l’additava coll’altra mano ai cortigiani, e
+domandò ad essi: <i>Conoscete voi questa
+donna?</i> con tuono di voce che loro parve
+uscir della tromba fatale, che nel dì del
+giudizio chiamerà i vivi ed i morti.
+</p>
+
+<p>
+Come nel giorno di quel terribile squillo
+il colpevole supplicherà le montagne a
+riversarsi sul proprio capo, il Leicester
+in suo segreto pensiero implorava quel
+portico, che l’orgoglio suo fabbricò, a
+crollare e seppellire lui sotto le proprie
+rovine. Ma que’ sassi furono sordi a’ suoi
+voti, e il fondatore dell’edifizio, quasi
+colpito da segreta forza, si trasse a’ piedi
+d’Elisabetta, e prosternò la fronte su quel
+pavimento di marmo, che la Regina pestava
+co’ piedi.
+</p>
+
+<p>
+«Leicester, diss’ella, con voce fatta tremebonda
+dallo sdegno, poteva io immaginarmi
+che tu cospirassi contro di me?...
+contro di me tua Sovrana!... contro di
+me tua amica!... e troppo.... credula
+alle tue parole. La confusione che ti ha
+preso mi svela la perfidia dell’animo tuo.
+Trema sciagurato! Tel giuro per quanto
+v’ha di più sacrosanto, il tuo capo,
+uomo ingannatore ed abbietto, è più
+in pericolo che nol fu quello del padre
+tuo.»
+</p>
+
+<p>
+<span class="pagenum" id="Page_82">[82]</span>
+</p>
+
+<p>
+Se mancò al Leicester quella forza che
+viene dall’innocenza, naturale grandezza
+d’animo ne sostenne il coraggio. Sollevando
+quella sua fronte, su cui mille
+contrari affetti pigneansi, rispose alla
+Regina:
+</p>
+
+<p>
+«Questo mio capo non può cadere che
+dopo un giudizio pronunziato dai miei
+pari... Al cospetto di essi mi giustificherò,
+ma non dinanzi ad una principessa,
+capace di ricompensare in tal guisa
+i generosi servigi che le prestai.»
+</p>
+
+<p>
+«Che ascolto? Nobili Lordi, sclamò
+Elisabetta guardando intorno di se, si
+osa disfidare la mia possanza! Si osa
+portarmi oltraggio in questo medesimo
+castello, che l’uomo orgoglioso tiene sol
+da un mio dono!... Sig. Shrewsbury,
+voi siete maresciallo d’Inghilterra: denunziate
+il Conte come colpevole d’alto
+tradimento.»
+</p>
+
+<p>
+«E chi debbo denunziare? (chiese non
+senza grande maraviglia il Shrewsbury,
+che giugnea in quell’istante) Chi?»
+</p>
+
+<p>
+«E poss’io parlar d’altri che di questo
+traditore, di questo Dudley conte di
+Leicester?... Mio cugino Hunsdon, partite,
+adunate tutti i nostri gentiluomini,
+assicuratevi di lui senza indugio... Correte,
+voglio essere ubbidita.»
+</p>
+
+<p>
+Hunsdon, vecchio non uso per sua
+<span class="pagenum" id="Page_83">[83]</span>
+indole a far cerimonie, ed a cui in oltre
+il parentado coi Boleni dava diritto di
+parlare con maggior libertà alla Regina,
+rispose con ardimentosa franchezza: «Sì,
+correrò, e domani la Maestà vostra mi
+manderà alla torre di Londra per essermi
+troppo affrettato nell’ubbidirla. Vi supplico
+d’aver un poco di pazienza.»
+</p>
+
+<p>
+«Di pazienza!... gran Dio! sclamò la
+Regina. Guai chi pronunzia un’altra volta
+<i>pazienza</i> dinanzi a me. Voi... Voi non
+sapete il delitto, onde costui si è fatto
+colpevole!»
+</p>
+
+<p>
+Amy, che in tale intervallo avea ripresi
+alquanto i suoi sensi, in veggendo il
+proprio sposo in preda ai furori d’una
+oltraggiata Regina, dimenticò in quello
+istante (e ben molte femmine amanti ne
+avrebbero in allora seguito l’esempio),
+dimenticò le ingiurie fattele dal Leicester
+e il proprio rischio. Laonde invasa da
+subitaneo terrore, si gettò a’ piedi della
+Regina, sclamando: «Egli è innocente,
+Maestà, egli è innocente!... Non avvi al
+mondo chi possa imputar colpe al nobile
+Leicester!»
+</p>
+
+<p>
+«Ma e che? rispose la Regina, non
+mi diceste voi noti per intero i casi vostri
+al Leicester?»
+</p>
+
+<p>
+«Io, Regina, lo dissi? (rispose quell’infelice
+tosto dimentica d’ogni considerazione
+<span class="pagenum" id="Page_84">[84]</span>
+di propria convenienza e riguardo),
+oh! se il dissi calunniai questo
+nobile Pari! Gran Dio, siatemi giudice voi
+se ho creduto sol per un istante Leicester
+partecipe di disegni che dovessero tornarmi
+funesti!»
+</p>
+
+<p>
+«Donna, soggiunse Elisabetta, io saprò
+i fini di quanto dici, di quanto fai,
+o la mia collera!.... Trema! la collera
+dei re è un fuoco vorace. Essa t’inaridirà,
+ti struggerà come rovo dentro d’una
+fornace.»
+</p>
+
+<p>
+Nell’udir tali accenti di minacce
+profferiti dalla Sovrana, il cuor generoso
+di Leicester si riscosse allo sdegno, e
+vide in uno a quanto grave obbrobrio
+egli sarebbesi condannato per sempre,
+quandochè, difeso in cotal modo dall’eroico
+affetto della sua Amy, l’avesse di
+poi abbandonata all’ire della Regina. Già
+rialzava con dignità la sua fronte; e stava
+per chiarirsi altamente il protettore di
+Amy, allorchè Varney, Varney messogli
+a fianco dal destino qual suo genio
+cattivo, torvo negli occhi, e colle vesti
+disordinate corse precipitoso dinanzi alla
+Regina.
+</p>
+
+<p>
+«Che vuole costui?» domandò la Sovrana.
+</p>
+
+<p>
+Allora il Varney, siccome uom preso
+da vergogna e tristezza cadde ai piedi di
+<span class="pagenum" id="Page_85">[85]</span>
+Elisabetta, sclamando: «Perdono, mia
+Regina, perdono!... O almeno il braccio
+della tremenda vostra giustizia si aggravi
+sopra di me, sopra di me che solamente
+lo merito, e risparmiate il mio
+nobile, il mio generoso padrone. Egli
+è innocente.»
+</p>
+
+<p>
+Amy, che stavasi tuttavia prostrata,
+in vedersi al fianco l’odievole uomo, si
+rialzò tosto, ed era per rifuggirsi presso
+Leicester, ma la rattennero ancora il timore
+di nuocergli, e la perplessità cui
+lo vide tratto al subito comparire di questo
+sciagurato confidente, venuto ivi per
+aprire scena novella. Abbrividì, mise un
+grido con fioca voce, e supplicò Elisabetta
+la facesse rinchiudere nel più
+stretto carcere... «Ma allontanatemi,
+sclamò, da costui, capace di distruggere
+quel poco di ragione che mi rimane...
+Allontanatemi dal più scellerato
+degli uomini.»
+</p>
+
+<p>
+«Che ascolto, figlia mia! (soggiunse
+allor la Regina, nella cui mente i detti
+d’Amy destarono novelle idee) Che vi
+ha dunque fatto questo cavaliere, per
+trattarlo in simile guisa? Qual colpa gli
+rampognate?»
+</p>
+
+<p>
+«Tutti i miei affanni, o Regina, tutti
+gli oltraggi a cui sono esposta, e peggio
+ancora... Egli ha disseminata la discordia
+<span class="pagenum" id="Page_86">[86]</span>
+là dove dovea pur regnare la pace.
+Sì, diventerei folle, se fossi costretta a
+vedermelo innanzi più lungo tempo.»
+</p>
+
+<p>
+«Folle! credo che la ragione non abbia
+aspettato questo momento per abbandonarvi...
+Sig. Hunsdon, assumetevi
+la custodia della giovane sfortunata,
+e procuratele un ricovero onesto e sicuro
+sintantochè ne piaccia richiamarla alla
+nostra presenza.»
+</p>
+
+<p>
+Due o tre matrone del corteggio d’Elisabetta,
+o tocche fossero da compassione
+per una giovinetta così atta ad eccitare
+tal sentimento, o le movesse altro
+fine, s’offersero di custodirla. Ma la Regina
+rispose loro queste poche parole:
+«No, mie care Milady. Voi tutte, la
+dio mercè, avete orecchio fino e lingua
+sciolta... Gli orecchi del nostro cugino
+Hunsdon sono più ottusi, e la lingua
+talvolta ruvida, ma almeno assai circospetta...
+Hunsdon, datevi pensiere che
+nessuno le parli.»
+</p>
+
+<p>
+«Per la Vergine (disse Hunsdon nell’atto
+di prendersi fra le vigorose sue
+braccia Amy, caduta in deliquio), ella
+è una leggiadra fanciulla, e benchè la
+nudrice or assegnatale da sua Maestà sia
+ruvidetta alquanto, non con minor zelo
+per questo si presterà al proprio ufizio.
+La giovane è sicura presso di me, come
+se fosse una delle mie figlie.»
+</p>
+
+<p>
+<span class="pagenum" id="Page_87">[87]</span>
+</p>
+
+<p>
+Nel profferire tali accenti trasse con sè
+la Contessa, che non oppose veruna resistenza;
+onde la lunga e bianca barba
+del lord Hunsdon fu vista confondersi
+colle nere trecce d’Amy, che appoggiò
+il capo sulle larghe spalle del nuovo custode.
+La Regina li seguì collo sguardo
+per qualche tempo. Già, grazie a quella
+prerogativa che le rendea sì agevole il
+riprendere l’imperio di se medesima,
+ella avea bandito dai lineamenti del proprio
+volto qualunque segnale d’interna
+agitazione, e parea volesse far perdere
+ai circostanti ogni ricordanza dell’impeto
+cui erasi abbandonata; per lo che disse
+con calma: «Gli è vero: il sig. di Hunsdon
+è una nudrice assai ruvida per sì tenera
+giovinetta.»
+</p>
+
+<p>
+«Milord Hunsdon, soggiunse il decano
+di St-Asaph, nè intendo per ciò scemargli
+l’altre sue nobili prerogative, ha un
+parlar troppo libero, e spesse volte mette
+nel suo dire certi giuramenti superstiziosi,
+che sanno di papismo e di paganesimo.»
+</p>
+
+<p>
+«Gli è mal di famiglia, sig. Decano,
+rispose la Regina, voltasi con acerbità
+all’Ecclesiastico reverendo. Si potrebbe
+a me pure far gli stessi rimproveri. I
+Boleni possedettero ognora franchezza e
+vivacità, più gelosi d’esprimere quanto
+<span class="pagenum" id="Page_88">[88]</span>
+pensavano, che non di scegliere le frasi;
+e in mia parola! Spero che questo
+modo di affermare almeno non sarà
+peccato.... Sto incerta, se il sangue
+dei Boleni non siasi piuttosto raffreddato
+nel mescolarsi con quel dei
+Tudor.»
+</p>
+
+<p>
+Un grazioso sorriso accompagnò questi
+ultimi detti della Regina, che girava attorno
+i propri occhi cercando quasi a
+non saputa di se medesima quelli di Leicester,
+in verso cui le parve essere stata
+troppo severa sul fondamento d’un sospetto
+che ella cominciò a sperar fosse
+ingiusto.
+</p>
+
+<p>
+Ma tal guardo della Regina ben altra
+impressione fece sul Conte, poco proclive
+in allora ad accettare queste mute offerte
+di riconciliazione. Gli occhi di lui, interpreti
+sol di rimorso, aveano seguito
+quella infelice, che il lord Hunsdon seco
+traeva; onde tenea il fronte mestamente
+chino verso terra. Elisabetta invece credè
+scorgere in quella fisonomia lo sforzo
+di frenar l’ira, vero gastigo d’un uomo
+orgoglioso accusato a torto, anzichè la
+vergogna di chi si conosce colpevole. Ne
+distolse con dispetto gli sguardi, e portandoli
+sopra Varney, sì disse: «Parlate
+sir Riccardo, spiegateci questi enigmi;
+voi avete libero l’uso de’ sensi e
+<span class="pagenum" id="Page_89">[89]</span>
+della parola, che cerchiamo invano negli
+altri.»
+</p>
+
+<p>
+I quai detti vennero seguiti da un’altra
+occhiata volta al Leicester. Ma l’astuto
+Varney si affrettò ad aggiustare la
+sua storia in questa guisa.
+</p>
+
+<p>
+«L’occhio della Maestà vostra, cui nulla
+sfugge, avrà a quest’ora scoperto qual
+sia la crudele infermità che opprime la
+mia sventurata compagna. Tale infermità
+io non volli accennata nel certificato del
+medico per desio di nascondere quanto
+poteasi più lungo tempo quella sventura,
+che ora è comparsa con tanto scandalo.»
+</p>
+
+<p>
+«Ella dunque ha smarrita la sua ragione!
+Gli è ciò per vero dire su di cui
+non eravamo più in dubbio. Io la rinvenni
+meditabonda in questa grotta...
+ad ogni parola ch’ella profferiva, e che
+io le strappava di bocca quasi per via
+di tortura, quell’infelice si contraddicea.
+Ma d’onde è che si ritrova in questo
+castello? Perchè non la faceste rinchiudere
+in luogo sicuro?»
+</p>
+
+<p>
+«Regina, disse Varney, il degno gentiluomo
+al quale io l’aveva affidata, il
+sig. Antonio Foster è ora qui giunto per
+annunziarmi come fosse fuggita, valendosi
+di quell’arti, in cui unicamente
+sono accorte le persone che soggiaciono
+a sì spaventoso disastro. Voi potreste udire
+le cose da lui medesimo.»
+</p>
+
+<p>
+<span class="pagenum" id="Page_90">[90]</span>
+</p>
+
+<p>
+«Riserberemo ciò a miglior tempo,
+soggiunse la Regina; ma sir Riccardo,
+a quanto parmi la vostra domestica felicità
+non può destare invidia nell’animo
+di nessuno. La moglie vostra si scaglia
+in amarissime accuse contro di voi,
+e credei svenisse al solo vedervi.»
+</p>
+
+<p>
+«Egli è dell’indole di sì crudele infermità,
+rispose il Varney, l’inspirare
+in chi n’è afflitto l’orrore verso coloro
+che ne’ lucidi intervalli sono scopo di
+maggior affetto.»
+</p>
+
+<p>
+«Ciò è quanto abbiamo inteso dire
+talvolta, ripigliò Elisabetta; ed è quanto
+il nostro animo è inclinato a credere.»
+</p>
+
+<p>
+«Oso supplicare la Maestà vostra, allor
+soggiunse Varney, a voler ordinare
+che l’infelice mia sposa venga restituita
+alla protezione de’ suoi amici.»
+</p>
+
+<p>
+Fremette il Leicester, ma fatta forza
+a se stesso, sedò il turbamento del proprio
+animo, intanto che Elisabetta rispose
+affrettatamente al Varney: «Questo è un
+correr troppo, sig. Varney. Noi vogliamo
+che Masters, il nostro medico, c’informi
+tantosto sulla salute di questa
+persona, e sullo stato della sua mente,
+ed in appresso ordineremo quanto si crederà
+più convenevole. A voi intanto è
+conceduto il vederla. Se fra voi altri
+fosse nato alcun dissapore, cosa che può
+<span class="pagenum" id="Page_91">[91]</span>
+succedere anche fra sposi che teneramente
+si amino, fate che torni la conjugale
+concordia, ma fatelo in modo da non
+portare scandali in mezzo alla nostra
+Corte, e da non incomodar noi ad intertenerci
+sopra un affare di tal natura.»
+</p>
+
+<p>
+Il Varney fece un umile inchino senza
+rispondere.
+</p>
+
+<p>
+Elisabetta si diede nuovamente a riguardare
+Leicester con tale affabilità,
+che la mostrò grandemente commossa
+dallo stato in cui, ad avviso di lei, era
+l’animo del favorito, poi tali accenti
+gli volse: «La discordia, come lo dice
+un poeta Italiano, sa insinuarsi e ne’ silenziosi
+conventi, e nell’interno delle famiglie,
+onde temiamo che neanco le nostre
+guardie e i nostri servi sieno da tanto
+di vietarle tutte le volte l’accesso nella
+nostra Corte. Milord Leicester, voi mi
+parete irritato; noi pure lo siamo contro
+di voi. Ma vogliamo assumere la parte
+di lione, e dar noi il primo esempio del
+perdonare.»
+</p>
+
+<p>
+Il Leicester si sforzò di richiamare le
+apparenze della serenità sulla fronte, ma
+troppo profondamente stava scolpito il
+dolor nel suo animo, perchè vi riuscisse;
+e quanto potè sovra se stesso fu il
+rispondere essergli tolto per parte sua il
+piacere di perdonare, perchè la persona
+<span class="pagenum" id="Page_92">[92]</span>
+cui tal perdono avrebbe dovuto indirigersi
+era per sua natura incapace di avere
+torti verso di lui.
+</p>
+
+<p>
+Elisabetta soddisfatta, a quanto parve,
+di tali detti, esternò la sua brama di veder
+cominciare le feste della mattina; e tantosto
+risonarono i corni da caccia, e i
+veltri si diedero ad abbaiare, i cavalli
+a contrassegnar colle zampe la loro impazienza;
+ma i gentiluomini e le matrone
+della Corte portavano a que’ diporti impressioni
+nell’animo ben diverse da quelle
+che sentirono quando il mattutino suono
+della caccia li risvegliò. Il timore, il
+dubbio, la curiosa impazienza si leggevano
+su tutti i volti, e ciascuno susurrava
+misteriose parole all’orecchio dell’altro.
+</p>
+
+<p>
+Blount prese questa occasione per dir
+sotto voce a Raleigh: «Questa burrasca
+è capitata come un colpo di vento nel
+Mediterraneo.»
+</p>
+
+<p>
+«<i>Varium et mutabile!</i>» rispose Raleigh
+collo stesso tuono di voce.
+</p>
+
+<p>
+«Oh! non so altro di tuo latino, disse
+il Blount, e mi limito a ringraziare il
+Cielo perchè non permise a Tressiliano
+che si commettesse al mare in mezzo ad
+un turbine sì tremendo. Ei naufragava,
+non è da dubitarne, perchè non sa governar
+le vele ai venti di Corte.»
+</p>
+
+<p>
+«Poteva impararlo da te,» rispose sorridendo
+Raleigh.
+</p>
+
+<p>
+<span class="pagenum" id="Page_93">[93]</span>
+</p>
+
+<p>
+«Perchè no? rispose il nostro Blount;
+io ho messo il tempo a profitto al pari
+di te, al pari di te son cavaliere, e nominato
+anche prima di te.»
+</p>
+
+<p>
+«Che il Cielo ti dia ora un poco di spirito
+soggiunse Raleigh; ma in rispetto di
+Tressiliano, lo sa Dio s’io arrivo ad intendere
+nulla di quanto fa. Egli mi ha
+detto questa mattina di non volere abbandonare
+la stanza prima del termine
+in circa di dodici ore, avere a ciò obbligata
+la sua parola; e temo bene che la
+pazzia in cui è caduta la donna per cui
+egli folleggia non sarà per lui un soccorso
+ad accelerarne il risanamento. Oggi abbiamo
+luna piena; e il cervello degli
+uomini ne sente l’influenza al pari del
+lievito. Ma silenzio! il corno da caccia
+rimbomba dalla montagna. Affrettiamoci,
+convien galoppare, e poichè siamo
+cavalieri, è forza in tal giorno meritarci
+i nostri speroni.»
+</p>
+
+<div class="chapter">
+<p><span class="pagenum" id="Page_94">[94]</span></p>
+
+<h2 class="nosp">CAPITOLO V.</h2>
+</div>
+
+<div class="blockchap">
+<p>
+Sincerità, prima delle virtù! Possano
+gli uomini non si dipartire
+mai da’ tuoi sicuri sentieri; quando
+anche squarciatesi le viscere
+della terra, uscisse dal fondo degli
+abissi una voce che persuadesse
+ai viventi le vie tortuose della simulazione!
+</p>
+
+<p class="indr">
+<i>Douglas</i>.
+</p>
+</div>
+
+<p>
+Solamente dopo una caccia lunga e felice,
+e dopo il banchetto apprestato sull’istante
+che la Regina ricomparve al castello,
+potè il Leicester trovarsi con Varney
+in disparte. Quest’ultimo tacendo col
+massimo riguardo le trame adoperate contro
+la salute della Contessa, narrò tutte
+le particolarità della fuga cui ella si risolvette,
+e le narrò tai quali le aveva
+intese dal Foster, che tutto spaventato
+era venuto ad arrecarne in Kenilworth
+la notizia. Laonde il Leicester ignaro
+delle vere cagioni che la costrinsero ad
+un tal passo, non suppose altro motivo
+che un’impaziente e gelosa brama di
+assumere il grado di contessa di Leicester.
+<span class="pagenum" id="Page_95">[95]</span>
+Fermo nella qual persuasione si
+adontò della leggerezza, onde Amy trasgredendo
+gli ordini dello sposo, lo esponeva
+agli sdegni d’Elisabetta.
+</p>
+
+<p>
+«Io diedi, così ragionava egli, a questa
+figlia d’un oscuro gentiluomo di Devon,
+il più bel nome che siavi in tutta
+Inghilterra, io l’ho fatta partecipe del
+mio talamo e d’ogni mia fortuna. Non
+le chiedo che un istante di sofferenza
+innanzi di pubblicare il trionfo da lei
+riportato sopra mille rivali; e l’orgogliosa
+donna preferisce il rischio di perdersi,
+e di perder me seco lei: e l’alternativa
+di spingermi in un abisso di mali,
+o di forzarmi ad espedienti fatti per degradarmi
+ai miei occhi medesimi, le piace
+meglio che il rimanersi ancora per qualche
+tempo in una oscurità, cui fu avvezza
+sin dal suo nascere! Ella che mostrò
+in ogni occasione animo sì docile, sì dilicato,
+e soave e fedele, lasciarsi trascinare
+dai capricci della vanità in tal
+momento che si poteva pretendere moderazione
+dalla persona, anche la più
+insensata! Gli è un farsi giuoco di me.»
+</p>
+
+<p>
+«Se la signora vuole lasciarsi condurre
+e sostenere la parte che le circostanze
+comandano, ella è ancora in tempo, e
+noi potremo uscire di queste strette,» disse
+Varney.
+</p>
+
+<p>
+<span class="pagenum" id="Page_96">[96]</span>
+</p>
+
+<p>
+«Non v’ha dubbio, o Riccardo, rispose
+il Leicester, nè vedo omai migliore
+rimedio. Osservai che quando la Regina
+la chiamò tua moglie, non v’è stato
+nessuno, che la disingannasse. Ora si è
+fatta cosa inevitabile ch’ella mantenga
+un tal titolo, fintantochè sia allontanata
+da Kenilworth.»
+</p>
+
+<p>
+«Ed anche lungo tempo dopo, aggiunse
+Varney, perchè io penso che molto
+tempo debba trascorrere prima che ella
+possa portare il titolo di contessa di Leicester.
+Tremerei per essa e per voi se
+lo assumesse tanto che dura il vivere
+della Regina. Ma la Signoria vostra può
+giudicare su di tai cose assai meglio di
+me; come il sol uomo che sia in grado
+di sapere quai propositi sul principio
+di questa mattina siano stati tenuti tra
+il lord Leicester e la Sovrana.»
+</p>
+
+<p>
+«Ben parli, o Varney, soggiunse il
+Leicester. In questa mattina io mi regolai
+come il più stolto, il più sconsigliato
+degli uomini; e qualunque volta queste
+sfortunate nozze venissero all’orecchio di
+Elisabetta, ella non potrebbe far di meno
+di vedere nel mio contegno un premeditato
+disprezzo, colpa che da una donna
+non si perdona giammai. Noi facemmo
+quest’oggi l’infausta esperienza che un
+solo sospetto basta a trarmi nel precipizio;
+<span class="pagenum" id="Page_97">[97]</span>
+e pavento, e ben pavento che tal
+rovina non sia fuorchè differita.»
+</p>
+
+<p>
+«Voi credete adunque la Regina implacabile
+nel suo risentimento?» soggiunse
+Varney.
+</p>
+
+<p>
+«Non posso neanco dire implacabile,
+rispose il Conte, perchè ad onta della
+sublimità del suo grado, ho trovato in
+essa tanta condiscendenza da offerirmi
+l’occasione di riparare una colpa, che
+ella attribuì solamente ad impeto ingenito
+della mia indole.»
+</p>
+
+<p>
+«Ah! rispose Varney, vero dicono
+gl’Italiani: nelle amorose discordie, chi
+meglio ama è sempre il più inclinato a
+confessarsi colpevole. Se pertanto si giugne
+a nascondere le vostre nozze, voi
+siete sempre nella medesima condizione
+al cospetto di sua Maestà.»
+</p>
+
+<p>
+Sospirò il Leicester, tacque un istante,
+indi rispose: «Varney, ti credo sincero,
+nè ti nasconderò quindi tutto quello ch’io
+penso. No, la mia condizione non è
+più la stessa. Parlai stamane ad Elisabetta,
+e le parlai sopra tale argomento,
+che non è più lecito l’abbandonarlo
+senza offendere vivamente l’amor proprio
+di una donna. Pure non oso ritornare sul
+discorso medesimo. No: ella non mi perdonerà
+giammai l’essere stato cagione e
+testimonio della sua debolezza.»
+</p>
+
+<p>
+<span class="pagenum" id="Page_98">[98]</span>
+</p>
+
+<p>
+«Pure fa d’uopo appigliarsi ad un partito,
+o signore, disse il Varney, e fa d’uopo
+appigliarvisi prontamente.»
+</p>
+
+<p>
+«Non me ne rimane più alcuno, rispose
+il Leicester col tuono d’uomo scoraggiato.
+Io mi vedo pari a colui che
+inerpicandosi ad una montagna ingombra
+per ogni dove di precipizi, trova
+pochi passi lontan della vetta ostacoli tali
+onde non gli è permesso nè il salire oltre,
+nè tampoco il tornare addietro. Vedo
+il pinacolo dinanzi a me senza poterlo
+aggiugnere, e nel medesimo tempo mi si
+apre una voragine sotto i piedi che sta
+per inghiottirmi, allorquando il mio braccio
+stanco, e la mia mente smarrita non
+mi danno soccorsi per reggermi in una situazione
+tanto precaria.»
+</p>
+
+<p>
+«Giudicate meglio dello stato vostro,
+o Milord. Esamineremo gli espedienti,
+che intanto furono presi. Se si arriva a
+tenere nascoste alla Regina queste nozze,
+nulla avvi onde mettersi in disperazione.
+Corro in questo punto a ritrovare la vostra
+sposa. Non già ch’io ignori quanto
+ella mi detesti, perchè parlando colla Signoria
+vostra, mi mostrai sempre, (e la
+Contessa il sospetta) di contrario avviso
+a far valere quelli ch’ella chiama suoi
+diritti. Ma la quistione di un tale istante
+non cade sopra odii, od antipatie. È mestieri
+<span class="pagenum" id="Page_99">[99]</span>
+ch’ella m’ascolti, e riuscirò a provarle
+la necessità di sottomettersi alle circostanze,
+e tanta sarà l’efficacia del mio
+dire da condurla, non ne dubito, a convenire
+in tutti quegli espedienti, che l’interesse
+vostro comanda.»
+</p>
+
+<p>
+«No, Varney, disse il Leicester, ho
+pensato a quanto doveva farsi; e ad Amy
+voglio parlare io medesimo.»
+</p>
+
+<p>
+A tali accenti il Varney provò per se
+stesso tutto quel terrore, di cui si finse
+compreso per la salvezza del suo padrone.
+</p>
+
+<p>
+«Oh! vostra Signoria non debbe avventurarsi
+a veder la Contessa!»
+</p>
+
+<p>
+«Gli è un partito già preso, rispose il
+Leicester. Trovami tosto un abito di livrea,
+mi farò credere tuo servo alla sentinella,
+giacchè sei tu il solo che abbia
+la permissione di vedere Amy.»
+</p>
+
+<p>
+«Ma, Milord!...»
+</p>
+
+<p>
+«Non mi garbano i <i>ma</i>, soggiunse il
+Conte. Adempirò quanto ho risoluto. Hunsdon
+debb’essere a dormire nella torre di
+<i>St-Lowe</i>, noi ci porteremo colà per la
+via di questo segreto corritoio senza rischio
+d’incontrare alcuno; o s’anco ci
+abbattessimo in Hunsdon, egli m’è piuttosto
+amico che inimico, ed ha un ingegno
+tardo quanto vuolsi a credere tutto
+ciò che mi parrà espediente il dargli ad
+intendere. Orsù! quest’abito di livrea!
+Non più indugi!»
+</p>
+
+<p>
+<span class="pagenum" id="Page_100">[100]</span>
+</p>
+
+<p>
+A Varney non rimaneva miglior espediente
+dell’ubbidire. In due minuti il
+Conte avea compito il travestimento e calato
+sino agli occhi il suo berrettone, seguì
+il Varney lungo il corritoio che guidava
+agli appartamenti di Hunsdon, passaggio
+segreto tanto, che nel superarlo
+non era a temersi curiosità d’importuni,
+e sì oscuro a quell’ora che vi si vedea
+appena luce bastante per discernere gli
+obbietti. Così pervennero alla porta. Ivi
+il signor Hunsdon, osservantissimo d’ogni
+militare cautela, avea posto un soldato
+di sentinella. Era costui un Montanaro,
+che non fece ostacolo a lasciarli passare,
+e si contentò dire in suo linguaggio al
+Varney. «Possa tu riuscire a far tacere
+questa matta! I suoi gemiti m’hanno rotta
+la testa di tal maniera, che vorrei
+piuttosto montar la guardia nel deserto di
+Caslandia, vicino ad una montagna di
+neve!»
+</p>
+
+<p>
+Frettolosi di entrare, chiusero la porta
+dietro di sè.
+</p>
+
+<p>
+«Oh! venga, se v’è un demonio protettore,
+ad assistermi in tale istante, disse
+fra se medesimo il Varney, perchè la mia
+barca è in mezzo agli scogli!»
+</p>
+
+<p>
+La Contessa, colle vesti e colle chiome
+disordinate, stavasi seduta sopra una specie
+di canapè, ove ogni suo atteggiamento
+<span class="pagenum" id="Page_101">[101]</span>
+mostrava l’immensa afflizione che la premea;
+e volto il guardo là d’onde venian
+le persone, lo fisò sopra Varney, esclamando:
+«Sciagurato! Sei qui per eseguire
+alcuno de’ tuoi disegni infernali?»
+</p>
+
+<p>
+Leicester troncò il corso alle rampogne,
+aprendo il mantello, e con tuono più imperioso
+che tenero, sì dicendole: «Gli
+è a me, o Signora, che dovete rivolgervi,
+e non a Riccardo Varney.»
+</p>
+
+<p>
+Tai detti operarono un subitaneo cambiamento
+negli sguardi e ne’ modi d’Amy, che
+dopo avere sclamato: «Dudley! Dudley!
+ecco adunque ch’io ti riveggio!»
+più presta del lampo, lanciossegli al collo,
+e senza prendersi cura che fosse ivi il
+Varney, colmò di accarezzamenti il suo
+sposo, e ne bagnò il volto di lagrime,
+lasciando sfuggire per intervalli alcuni
+monosillabi disordinati e sconnessi; soavi
+e tenere espressioni, che l’amore inspira
+alle anime appassionate.
+</p>
+
+<p>
+Il Leicester si credeva in diritto di querelarsi
+contro una donna, che avea violato
+in tal guisa i comandi del marito,
+compromettendolo al rischio, cui si trovò
+in quella mattina. Ma qual è il genere
+di risentimento che non avesse ceduto a
+tai testimonianze d’amore, venute da tanto
+amabile creatura? Lo scompiglio di quelle
+vesti, e quella mescolanza di tema e di
+<span class="pagenum" id="Page_102">[102]</span>
+cordoglio, che avrebbe invilita la beltà
+di tutt’altra donna, rendea più care le
+forme d’Amy. Il Leicester accolse le carezze
+della sposa con una soavità di modi,
+da cui però trapelava la tristezza che
+l’opprimea. Amy se n’avvide cessato in
+lei il primo impeto della gioia nel vedere
+ben corrisposta la sua tenerezza, e dimandò
+palpitando al Conte s’ei si sentisse
+male.
+</p>
+
+<p>
+«Non sono infermo di corpo, egli rispose,
+o mia Amy.»
+</p>
+
+<p>
+«Se ciò è, anche la mia salute è vigorosa.
+Oh! Dudley quanto male mi stetti,
+oh! male assai dopo l’ultima volta
+che ti vidi! Perchè non chiamo averti
+veduto essermi toccata una parte nell’orribile
+scena che accadde in giardino. Ho
+sofferto infermità, cordogli, pericoli.
+Ma or ti riveggio; e mi sento felice e
+tranquilla.»
+</p>
+
+<p>
+«Oimè! Amy, tu mi perdesti.»
+</p>
+
+<p>
+«Io, Signore! (disse Amy, ed in tal
+dire scomparve quel raggio di gioia che
+brillato le era sugli occhi). Come avrei
+io potuto nuocere all’uomo che amo più
+di me stessa?»
+</p>
+
+<p>
+«Non è per farvi rimprovero, Amy,
+ma non siete forse in questo luogo ad
+onta de’ miei divieti i più formali, e la
+vostra presenza non mette ella in pericolo
+voi e me?»
+</p>
+
+<p>
+<span class="pagenum" id="Page_103">[103]</span>
+</p>
+
+<p>
+«Sarebb’egli vero? sclamò Amy coll’accento
+del massimo dolore. Oh! perchè
+mai rimarrovvi più lungo tempo?
+Pure, se sapeste quali timori mi costrinsero
+a fuggir da Cumnor!... Ma non voglio
+qui parlare di me medesima, e ciò
+dissi or solamente perchè fintantochè vi
+sieno altri partiti da prendere, non sarà
+mai che di mia buona voglia io ritorni
+colà! Ciò nondimeno se fosse ciò indispensabile
+per la vostra salvezza!.....»
+</p>
+
+<p>
+«Noi sceglieremo, Amy, qualch’altro
+ricovero, soggiunse il Leicester, e vi
+trasferirete in uno de’ miei castelli del
+Nort, portando, ma per pochi giorni,
+lo spero, il titolo di moglie di Varney.»
+</p>
+
+<p>
+«Che ascolto, Milord di Leicester!
+sclamò ella in gran fretta, e togliendosi
+dalle sue braccia. E siete voi che date a
+vostra moglie il disonorante consiglio di
+confessarsi la sposa d’un altro? E questo
+altro è un Varney!»
+</p>
+
+<p>
+«Signora, vi parlo seriamente. Varney
+è un leale servo, un servo fedele,
+messo a parte d’ogni mio segreto. Vorrei
+piuttosto perdere la mano diritta che
+privarmi in tale occasione de’ suoi servigi.
+Voi non avete alcun motivo per disprezzarlo,
+siccome fate.»
+</p>
+
+<p>
+«Io potrei provarvi, o Milord, che
+non me ne mancano, rispose la Contessa,
+<span class="pagenum" id="Page_104">[104]</span>
+e già un solo mio sguardo lo fa impallidire.
+Ma non accuserò io l’uomo che
+vi è necessario quanto la mano diritta.
+Piaccia al cielo, ch’egli sia sempre sincero
+in verso di voi, ma comunque possa
+esserlo, badate a non fidarvene troppo.
+È un dirvi assai il protestare, che
+soltanto la forza può costrignermi a seguitarlo,
+e che mai non acconsentirò a
+riconoscerlo per mio sposo.»
+</p>
+
+<p>
+«Signora, non sarà questa che una
+finzione di breve tempo, rispose il Leicester
+irritato dalle opposizioni; una finzione
+necessaria alla vostra salvezza, ed
+anche alla mia, che hanno compromessa
+i vostri capricci e la smania di mettervi
+in possesso d’un grado e d’un diritto che
+io vi concedei a sola patta di tenere per
+qualche tempo nascoste le nostre nozze.
+Se un tal partito vi spiace, rammentate
+che voi sola ne avete procurata ad entrambi
+la necessità. Non v’è altro rimedio;
+e conviene or sottomettersi a tutto
+ciò che l’imprudente leggerezza vostra
+rendè indispensabile. Ve lo comando.»
+</p>
+
+<p>
+«Non mi è lecito, rispose Amy, il
+bilanciare quando vengono al confronto
+de’ comandi vostri quelli dell’onore e della
+coscienza. No, Milord, non vi ubbidirò
+io questa volta. Voi potete, se così vi
+piace, perdere il vostro onore col farvi
+<span class="pagenum" id="Page_105">[105]</span>
+seguace di una tortuosa politica; ma io
+non farò mai nessuna cosa che lo degradi.
+E con qual coraggio, o signore, ravvisereste
+voi una sposa e casta e pura e
+degna di dividere con voi le vostre prerogative
+in colei, che abbiurando un così
+insigne carattere si desse a trascorrere
+l’Inghilterra qual moglie d’un uomo abbominevole
+quanto è Varney?»
+</p>
+
+<p>
+«Milord! (si frammise tosto in tal
+discorso Varney) la vostra sposa sfortunatamente
+è troppo impressionata a mio
+danno per prestare orecchio alle offerte
+ch’io sto per proporle. Pure dovrebbero
+esserle più aggradevoli del partito posto
+da voi. L’animo suo non è sì mal propenso
+per riguardo del sig. Edmondo
+Tressiliano: egli seconderebbe, non v’ha
+dubbio, un’inchiesta fattagli da Milady,
+per averlo compagno nel trasportarsi al
+paterno soggiorno di Lidcote. Ivi ella
+potrebbe rimanersene in sicurezza sintantochè
+venisse tempo da potere svelare il
+mistero.»
+</p>
+
+<p>
+Stavasi muto il Leicester contemplando
+attentamente l’infelice Contessa, che leggeva
+negli occhi del marito il risentimento
+ed il sospetto. Ella quindi si limitò a
+dire al proposito dei suggerimenti del maligno
+Varney:
+</p>
+
+<p>
+«Piacesse al Cielo ch’or mi trovassi
+<span class="pagenum" id="Page_106">[106]</span>
+nella casa del padre mio! Nell’atto di dipartirmene
+non pensai certamente di abbandonar
+con essa l’onore e la pace
+dell’animo.»
+</p>
+
+<p>
+Varney continuò coi modi d’uomo che
+suggerisce un consiglio: «Ben vedo che
+tale espediente ne costrignerebbe ad iniziare
+persone estranee nei nostri arcani;
+ma la signora Contessa, lo spero, si farebbe
+guatante dell’onorato silenzio di
+Tressiliano e degl’individui della propria
+famiglia.»
+</p>
+
+<p>
+«Taci subito, disse il Conte a Varney,
+o giuro al cielo! ti passo a traverso
+i fianchi questa mia spada, se tu parli
+ancora di confidare i segreti di Leicester
+a Tressiliano.»
+</p>
+
+<p>
+«E perchè no? soggiunse Amy, ogni
+qual volta non fossero segreti di tal natura
+da confidarsi piuttosto a gente della
+specie di Varney anzichè ad un uomo di
+onore. Milord! Milord! non mi guardate
+con occhio corrucciato per questi detti.
+Essi contengono la verità, ed io son
+degna di palesarvela. Per amor vostro
+ho tradito un dì Tressiliano; non sarò
+ingiusta una seconda volta verso di lui
+col tacermi allora che si mette in dubbio
+il suo onore. Posso ben sopportare, soggiunse
+ella fisandosi col guardo in Varney,
+che alla mia presenza si porti la maschera
+<span class="pagenum" id="Page_107">[107]</span>
+dell’ipocrisia, ma non che la virtù
+sia calunniata.»
+</p>
+
+<p>
+Tacquero tutti alcuni momenti dopo tai
+detti. Leicester, comunque irritato stavasi
+irresoluto, chè ben vedea per altra parte
+di chiedere cosa ingiusta. Varney, ostentando
+grande umiltà e quel simulato dolore
+che all’ipocrisia s’appartiene, tenea
+chinati a terra gli sguardi.
+</p>
+
+<p>
+In tale angustioso momento la Contessa
+diede a divedere tal forza di carattere,
+che l’avrebbe condotta ad essere,
+se così volea il destino, uno fra i migliori
+ornamenti delle persone poste nel grado
+ad essa dovuto. Ella si avanzò con passo
+grave e misurato verso il Leicester, e vestendo
+tal aria di dignità, che lo sguardo
+di lei, comunque ne trapelasse tenera affezione
+di sposa, cercava invano di temperare
+quella fermezza cui danno diritto
+soltanto una pura coscienza e un retto
+cuore&#8205;<a class="tag" id="tag5" href="#note5">[5]</a>. «Ascoltatemi Milord, voi manifestaste
+i vostri disegni intesi a sciogliervi
+d’impaccio in sì periglioso momento. Sfortunatamente
+non mi è lecito secondarli.
+<span class="pagenum" id="Page_108">[108]</span>
+Cotest’uomo ha suggerito un diverso avviso,
+contro di cui non ho altra obbiezione
+fuorchè il sapere che spiace a voi. La
+Signoria vostra acconsentirebbe ella ad
+ascoltare ancora quel partito che una donna
+giovane e timida, ma la più tenera
+fra le spose crede il più convenevole nel
+caso estremo a cui siamo venuti?»
+</p>
+
+<p>
+Non rispose il Conte; ma un suo chinar
+di capo fece comprendere alla Contessa
+ch’ella potea favellare liberamente.
+</p>
+
+<p>
+«Tutte le sventure fra cui ci avvolgiamo,
+non hanno, ella prese a dire, che
+una sola sorgente, ed è quella misteriosa
+doppiezza che vi si vuol costringere a
+sostenere. Liberatevi una volta, o Milord,
+dalla tirannide di una cabala abbietta:
+mostratevi vero gentiluomo Inglese, mostratevi
+quel cavaliere che ravvisa nella
+verità il principio d’ogni onore, ed a cui
+l’onore è più caro dell’aura ch’egli respira.
+Prendete per mano la vostra sposa
+infelice; guidatela ai piedi di Elisabetta;
+ditele che in un istante di delirio
+vi sedussero le vane apparenze d’una
+beltà, di cui non rimane più alcun vestigio;
+ditele che uniste la vostra alla
+destra di Amy Robsart. Così voi mi renderete
+giustizia, o Milord, e la renderete
+parimente al vostro onore; e se
+allora la legge, o la possanza della Regina
+<span class="pagenum" id="Page_109">[109]</span>
+vi sforzano a disgiugnervi da me,
+non sarà più ch’io m’opponga all’amara
+separazione; sol che mi sia conceduto
+di andarmene senza disonore a nascondere
+il cordoglio, la desolazione di questo
+cuore nell’ignorato ritiro da cui mi
+toglieste.»
+</p>
+
+<p>
+Scorgeasi tanta dignità, e tanta tenerezza
+ad un tempo in tali accenti della
+Contessa, che ne furono ridesti tutti
+quei sentimenti nobili e generosi, che fatto
+era per provare l’animo di Leicester.
+Parve gli si aprissero gli occhi in quell’istante,
+e la doppiezza onde s’era fatto
+colpevole gli si parò innanzi in compagnia
+de’ rimorsi e della vergogna.
+</p>
+
+<p>
+«Non sono degno di te, diletta Amy;
+proruppe allora in tai detti; non ne son
+degno, poichè ho potuto esitare fra un
+cuore siccome il tuo, e tutte le seducenti
+promesse dell’ambizione. Oh! qual sarà
+l’amarezza di questo mio cuore umiliato
+all’atto di dovere scoprire io medesimo
+dinanzi ai miei giubilanti nemici, e ai
+miei attoniti partigiani, tutti gli avvolgimenti
+della mia obbrobriosa politica. E
+la Regina? Ebbene! Ella si prenda il
+mio capo siccome non si stette dal minacciarlo.»
+</p>
+
+<p>
+«Il vostro capo, o signore! La Contessa
+esclamò; e sarebbe questo in pena
+<span class="pagenum" id="Page_110">[110]</span>
+d’aver usato di quella libertà che non
+è negata a nessun Inglese, della libertà
+di scegliersi una moglie? Che ascolto?
+Una sola diffidenza dunque nella giustizia
+della Regina, un timore chimerico,
+sono i vani spauracchi, onde abbandonereste
+il sentiero che vi sta aperto innanzi,
+il sentiero il più onorevole ad
+un tempo ed il più sicuro!»
+</p>
+
+<p>
+«Oh! mia Amy! tu non sai...» Ma
+si rattenne il Dudley dal continuare il
+periodo ed aggiunse, opportunamente interrompendosi:
+«Per altro ella non troverà
+in me la facil preda d’una vendetta
+arbitraria. Non mi mancano parenti ed
+amici; nè io, pari a Norfolco, mi lascerò
+trascinare al supplizio, come si
+trae all’altare una vittima. Non temete
+di nulla, o mia Amy. Voi troverete Dudley
+degno di portar questo nome. Corro
+tosto a confidarmi ad alcuno fra’ miei
+amici della cui fedeltà mi è lecito ripromettermi;
+perchè nello stato a cui son
+giunte le cose, non mi maraviglierei d’essere
+imprigionato entro il mio castello
+medesimo.»
+</p>
+
+<p>
+«No, Milord, non vi cimentate a turbare
+uno stato tranquillo col ribellarvi.
+Voi non avete amici più sicuri della vostra
+franchezza, del vostro onore. Forte
+di questi confederati, non potete paventare
+<span class="pagenum" id="Page_111">[111]</span>
+di nulla, nè anche in mezzo ad
+un esercito di nemici o d’invidiosi della
+vostra gloria. Senza il soccorso de’ confederati
+che v’additai, divengono inutili
+tutti gli altri. Oh! non a torto, o mio
+nobil Signore, dipingono disarmata la
+verità.»
+</p>
+
+<p>
+«Ma la saggezza, o Amy, va guernita
+di tale armatura che nessun dardo
+la offende. Non ti studiare, o sposa,
+di stogliermi dalle vie, che dovrò calcare
+per rendere meno perigliosa la mia
+confessione, poichè a tal venimmo di doverla
+chiamar confessione. Credilo: sono
+anche troppo i rischi che mi si preparano
+intorno. Lasciati regolare da me. Varney,
+ne è d’uopo uscire di questo
+luogo. Addio, cara Amy, che ben presto
+divulgherò per mia moglie, a costo
+di que’ pericoli che non mi sarà duro l’affrontare
+in ripensando a’ tuoi pregi. Fra
+poco ti giugneran mie contezze.»
+</p>
+
+<p>
+Indi abbracciandola teneramente, s’avvolse
+nel suo mantello, e accompagnato
+da Varney uscì di quella stanza. Prima
+d’esserne fuori, il Varney le fece profondo
+inchino, e nel rialzare la fronte le
+volse tal guardo, quasi ansioso di scorgere
+se, e in quai termini, ei fosse compreso
+nell’atto di riconciliazione conchiuso
+tra la Contessa e il suo sposo. Amy si
+<span class="pagenum" id="Page_112">[112]</span>
+fisò sopra di lui, ma senza mostrare di
+porgli mente più di quel che avrebbe
+fatto ad uomo lontano.
+</p>
+
+<p>
+«Ella è che mi ha spinto ad estremo
+passo, disse fra i denti costui. Uno di noi
+due è sacro omai alla morte. Sentii fin
+qui certo ritegno, mosso, mal saprei dirlo,
+se da pietà o da timore. Il fatale
+espediente mi ripugnava. Ma il dado è
+tratto. Uno di noi due è sacro alla morte.»
+</p>
+
+<p>
+Nell’articolar tali accenti, il Varney
+osservò con sorpresa che un picciolo
+ragazzo, fermato dalla sentinella, si era
+fatto incontro al Leicester e gli parlava.
+Era il Varney uno di que’ politici, cui
+nessuna cosa pareva indifferente. Prese
+dunque ad interrogare la sentinella, da
+cui ebbe per risposta, che il fanciullo
+l’avea pregata di far giugnere uno scrignetto
+alla Signora delirante; commissione,
+di cui la stessa sentinella non volle
+incaricarsi, perchè contraria alle istruzioni
+che avea ricevute. Soddisfatta su di
+ciò la propria curiosità, il malvagio scudiere
+s’accostò al suo padrone, e gl’intese
+dire: «Va bene, mio fanciullo, lo
+scrignetto sarà consegnato.»
+</p>
+
+<p>
+«Io ve ne sarò quanto mai obbligato,
+mio buon Signore,» rispose il fanciullo
+che come lampo scomparve.
+</p>
+
+<p>
+Il Leicester, seguito sempre dal Varney,
+<span class="pagenum" id="Page_113">[113]</span>
+tornò in gran fretta ai suoi appartamenti
+privati, tenendo lo stesso corritoio che
+dianzi gli avea condotti alla torre di <i>St-Lowe</i>.
+</p>
+
+<div class="chapter">
+<p><span class="pagenum" id="Page_114">[114]</span></p>
+
+<h2 class="nosp">CAPITOLO VI.</h2>
+</div>
+
+<div class="poem-container">
+<div class="poem inl"><div class="stanza">
+<p class="i01">Ruppe d’Imene i sacri patti, è rea,</p>
+<p class="i01">E ’l seduttor suo vile appien t’è noto.</p>
+<p class="i07"> <i>Novella dell’Inverno</i>.</p>
+</div></div>
+</div>
+
+<p>
+Appena entrato nel suo gabinetto il Conte,
+diede mano al libretto de’ ricordi, e
+si pose a scrivere, ora parlando con Varney,
+ora con se medesimo: «Ve ne son
+molti il cui destino è collegato col mio....
+Quelli soprattutto che si stanno ne’ primi
+gradi...... Avvene di tali ancora che se
+si ricordano le mie beneficenze, e i pericoli
+cui rimarrebbero compromessi, non
+mi lasceranno morire senza soccorrermi.
+Vediamo. Knolle è per me; e in conseguenza
+col suo ministerio il saranno ancora
+Guernsey e Iersey. Lorsey è governatore
+dell’isola di Wight; mio cognato
+Lungtengdon e Pembrock comandano nel
+paese di Galles. Coll’aiuto di Bedford
+sono miei i Puritani, e i loro interessi
+che hanno tanto peso in tutte le sedizioni.
+Mio fratello di Warwick è potente al pari
+di me. Io regolo a mia voglia sir Owe
+<span class="pagenum" id="Page_115">[115]</span>
+Hopton il governatore della torre di
+Londra. In questo luogo sta il tesoro
+pubblico. Oh! mio padre, e l’avo mio
+non avrebbero mai portate le loro teste
+sul palco se avessero combinate sì bene
+le proprie imprese. Che vuol dire quel
+mesto sguardo, o Varney? Credilo, un
+albero che ha sì profonde radici non cade
+facilmente atterrato dal turbine.»
+</p>
+
+<p>
+«Oimè! Milord,» disse Varney con un
+accento di dolore contraffatto a maraviglia,
+e ricomponendo i suoi sguardi a
+quell’aria di mestizia che eccitò l’interrogazione
+del Conte.
+</p>
+
+<p>
+«<i>Oimè</i>! Replicò il conte di Leicester,
+e perchè <i>oimè</i>, sir Riccardo? La vostra
+nuova dignità non v’inspira altra esclamazione
+più coraggiosa, quando sta per
+aprirsi una sì nobile lotta? Se mai questo
+<i>oimè</i> indicasse disegno in voi di evitare
+lo scontro, potete abbandonare il castello
+ed anche unirvi ai miei nemici,
+se ciò meglio vi piace.»
+</p>
+
+<p>
+«No, rispose il confidente, Varney saprà
+morire e combattere al fianco vostro.
+Perdonatemi se compreso da sollecitudine
+per tutto quello che vi risguarda, io vedo
+forse più chiaramente le cose di quanto
+a voi lo permetta la nobiltà del vostro
+cuore. Io vedo, sì, gl’insuperabili ostacoli
+che v’attorniano per ogni dove. Siete
+<span class="pagenum" id="Page_116">[116]</span>
+forte e potente, o Signore, lo so; ma
+permettetemi il dirlo senza offendervi, tale
+non siete che per favore della Regina:
+sintantochè esso vi dura, voi avrete,
+salvo il titolo reale, tutti i dritti d’un
+Monarca; ma supponete ch’ella vi tolga
+questo favore; vi trovate derelitto più
+presto che non rimase inaridita la zucca
+del profeta. Derelitto il ripeto, se vi
+ribellate alla Regina; nè il sarete soltanto
+in mezzo a questo paese, in mezzo
+a questa provincia; ma nel centro dello
+stesso vostro castello, fra i vostri vassalli,
+fra i vostri amici, fra i vostri congiunti,
+vi faranno prigioniero, nè tarderete
+ad essere giudicato, se così il
+vorrà la Sovrana. Pensate a Norfolco,
+o Milord, al potente duca di Nortumberlandia,
+allo spettabile Westmoreland.
+Pensate che tutti coloro i quali vollero
+resistere a sì avveduta principessa, rimasero
+tutti o morti o prigionieri, o
+errano fuggitivi. Il soglio d’Elisabetta
+non viene a paragone di tant’altri sogli,
+cui basta una congiura per rovesciarli;
+esso ha per sue basi l’amore e la riconoscenza
+de’ popoli. Voi potete dividerlo,
+se il volete, con lei; ma nè voi, nè altra
+potenza o straniera o domestica perverrà
+ad abbatterlo... Che dico? nemmeno
+a crollarlo.»
+</p>
+
+<p>
+<span class="pagenum" id="Page_117">[117]</span>
+</p>
+
+<p>
+Costui in allora si tacque, ed il Leicester
+gettò lungi da sè il libretto dei ricordi
+con aria di non curanza e dispetto.
+</p>
+
+<p>
+«Fo a tuo modo, soggiunse, e in fine
+poco rileva se la sincerità o il timore ti
+hanno fatto parlare. Però non sia mai che
+io cada senza resistenza. Va a dar ordine,
+onde quelli fra i miei vassalli che servirono
+sotto di me nell’Irlanda si conducano
+ad uno ad uno nella torre principale;
+che i miei gentiluomini e i miei
+amici si mettano in istato di difesa, come
+se temessero venir assaliti dai partigiani
+del Sussex: dissemina sospetti e
+timori fra gli abitanti della città, fa che
+s’armino, e ad un dato segnale stiano
+pronti ad impadronirsi de’ soldati posti
+alla guardia della Regina.»
+</p>
+
+<p>
+«Permettetemi ripetervi, o Milord,
+soggiunse mestamente Varney, quest’ultimo
+vostro ordine, di far cioè tutti gli
+apparecchi opportuni a disarmare all’uopo
+la guardia della Regina; e permettetemi
+ad un tempo di rammentarvi che questo
+è un atto d’alto tradimento: nondimeno
+sarete ubbidito.»
+</p>
+
+<p>
+«Nulla monta, soggiunse con un accento
+di disperazione il Leicester, nulla
+monta; l’infamia mi sta alle spalle, il
+precipizio dinanzi agli occhi; è d’uopo
+ch’io mi mostri a viso scoperto.»
+</p>
+
+<p>
+<span class="pagenum" id="Page_118">[118]</span>
+</p>
+
+<p>
+Venne indi altra pausa di silenzio, che
+poscia Varney interruppe in tal guisa:
+«Eccoci finalmente arrivati a quell’istante
+che io temea da lungo tempo! Eccomi
+al bivio o d’essere vil testimonio della
+caduta del miglior fra i padroni, o di
+svelare quanto avrei desiderato sepolto
+in profondissimo obblio, se altro labbro
+diverso da quel di Varney non ve ne arrecava
+l’infausta scoperta.»
+</p>
+
+<p>
+«Ora che dici tu? O piuttosto che intendi
+dire? rispose il Conte. Ti avverto
+che non abbiamo tempo da perdere in
+ciance. È giunta ora di fatti.»
+</p>
+
+<p>
+«Quanto mi è forza dire, sarà ben tosto
+detto, o Milord. Piacesse al cielo
+che sì breve fosse la vostra risposta! Queste
+nozze sono la sola cagione onde dobbiamo
+romperci colla Regina, non è egli
+vero, Milord?»
+</p>
+
+<p>
+«Tu lo sai al pari di me. A che tende
+questa insulsa domanda?»
+</p>
+
+<p>
+«Perdonate Milord, non è insulsa. Vi
+sono tali uomini, che sagrificherebbero
+sostanze e vita per possedere un ricco diamante.
+Nè voglio ridir su di ciò. Ma prima
+di fare un tal sagrifizio, ogni ragion
+di prudenza non insegnerebbe almeno l’assicurarsi
+se questo diamante sia immune
+da macchie?»
+</p>
+
+<p>
+«Come sarebbe a dire? (soggiunse
+<span class="pagenum" id="Page_119">[119]</span>
+Leicester guatando bieco il suo confidente).
+Di chi parli tu?»
+</p>
+
+<p>
+«Parlo... della Contessa, Milord!
+sono costretto a parlare di lei. Sì, ne parlerò,
+dovesse anche la Signoria vostra dar
+guiderdone di morte al mio zelo!»
+</p>
+
+<p>
+«La morte.... puoi forse meritarla
+dalle mie mani medesime. Nondimeno parla.
+Ti sto ascoltando.»
+</p>
+
+<p>
+«Ebbene, o Milord, mi armerò di
+coraggio, che qui non tanto io parlo per
+la mia vita, quanto per gl’interessi del
+mio Signore. Giammai non mi piacquero
+le misteriose corrispondenze che questa
+Signora ha serbate con Edmondo Tressiliano.
+Voi lo conoscete, o Milord, nè
+v’è ignoto averle costui sulle prime inspirato
+un tale affetto, di cui se la vostra
+Signoria trionfò, il trionfo non fu disgiunto
+da qualche difficoltà. Voi vedeste
+con qual calore l’uomo di Cornovaglia
+sostenne contro di me gl’interessi della
+Contessa. Lo scopo evidente ch’egli si
+prefiggeva, era quello di costringere la
+Signoria vostra a confessare pubblicamente
+queste, ch’io dirò sempre, malaugurose
+nozze, ed è parimente tal pubblicazione
+che Milady vorrebbe ad ogni costo
+da voi.»
+</p>
+
+<p>
+Il Leicester accolse tai detti con un
+forzato sorriso: «Intendo, buon Riccardo.
+<span class="pagenum" id="Page_120">[120]</span>
+Tu stai meditando ora il modo di sagrificare
+il tuo onore, ed anche quello di
+un’altra persona, a fine di stogliermi
+da un’ardua impresa. Ma... ricordati
+(aggiunse con tuono cupo, siccome irresoluto)
+che è la Contessa di Leicester
+quella di cui favelli.»
+</p>
+
+<p>
+«Lo so; ma favello parimente per l’interesse
+del conte di Leicester. Ho appena
+cominciato, o Signore, le cose che
+debbo dire. Credo fermissimamente, che
+sin d’allor quando voi entraste personaggio
+in tal dramma, Tressiliano tutto quanto
+operò, lo operò d’accordo colla Contessa.»
+</p>
+
+<p>
+«Tu spacci stravaganze colla calma
+d’un predicatore. Ma dove e come poterono
+accordarsi?»
+</p>
+
+<p>
+«Dove, e come! Milord, per mala sorte,
+non posso che troppo chiaramente
+additarvelo. Poco prima che venisse presentato
+in nome di Tressiliano il memoriale,
+onde la Regina arse di tanto sdegno
+nella sua Corte, io incontrai, con mia
+grande sorpresa, questo Tressiliano medesimo
+alla porta segreta del parco di
+Cumnor.»
+</p>
+
+<p>
+«Tu l’incontrasti, sciagurato, nè lo
+stendesti morto dinanzi a te?»
+</p>
+
+<p>
+«Ci precipitammo l’un sopra l’altro,
+e s’io non ponea un piede in fallo, vostra
+<span class="pagenum" id="Page_121">[121]</span>
+Signoria non avrebbe mai più veduto
+costui.»
+</p>
+
+<p>
+Lo stupore tolse per qualche tempo la
+parola all’attonito Leicester, che finalmente
+si disse: «Quali prove confermano
+quanto asserisci? Poichè siccome la punizione
+debb’essere grande, voglio esaminare
+freddamente, e circospettamente...
+Gran Dio! ma no... voglio esaminare
+freddamente e circospettamente,» e tal
+proposito ripetè più d’una fiata, come
+per ritrarne qualche calma ad ogni fiata
+che il ripetea. Poi mordendosi le labbra,
+quasi timoroso di lasciarsi sfuggire accenti
+conformi alla tempesta che infieriva entro
+il suo animo, sclamò: «Hai tu altre
+prove?»
+</p>
+
+<p>
+«Troppe, o Milord. E così le avessi
+conosciute sol io! Poteano allora andar
+sepolte in una eterna dimenticanza; ma
+il mio servo Michele Lambourne fu testimonio
+del tutto, ed è pur quegli che
+agevolò a Tressiliano l’ingresso in Cumnor.
+Per ciò solo presi al mio servigio
+questo Lambourne, e per ciò solo non
+me ne sono liberato dappoi, comunque
+tristo il conosca; ma volli mantenermi
+in grado di frenarne la lingua.»
+</p>
+
+<p>
+E qui il perfido confidente si fece a
+dimostrare, come agevole gli sarebbe il
+convalidare quanto egli asserì e coll’attestazione
+<span class="pagenum" id="Page_122">[122]</span>
+di Tony Foster, e colle testimonianze
+di diverse persone presenti allorchè
+insieme patteggiarono il Lambourne
+e Tressiliano, e presenti pure al momento
+che questi due individui partirono
+insieme dall’Osteria dell’<i>Orso nero</i>.
+Nè in tal racconto il Varney avventurò
+altra falsità, che maligne insinuazioni,
+destramente intese ad indur persuasione
+che il colloquio avutosi da Amy con Tressiliano
+in Cumnor fosse durato più di
+quanto durò veramente.
+</p>
+
+<p>
+«E perchè non ne fui avvertito, (disse
+il Leicester, la cui fisonomia ad ogn’istante
+s’annuvolava di più). Perchè tutti
+voi altri, e tu principalmente, o Varney,
+perchè nascondermi questi fatti?»
+</p>
+
+<p>
+«Perchè la Contessa, rispose lo scellerato,
+ne assicurò, che Tressiliano a
+non saputa e a malgrado di lei s’introdusse
+in quel castello; perchè conchiusi
+da questo che il colloquio non avesse portato
+disonore alla Signoria vostra, perchè
+finalmente giudicai, o Milord, che
+la Contessa medesima ve ne avrebbe fatto
+consapevole in appresso; nè Milord ignora
+con quanta ripugnanza si porge orecchio
+a sospetti che feriscono persone amate,
+e la Dio mercè, non son io nè un
+disseminatore di zizzanie, nè un referendario
+per farmi il primo a divulgare cose
+di tal natura.»
+</p>
+
+<p>
+<span class="pagenum" id="Page_123">[123]</span>
+</p>
+
+<p>
+«Ma siete poi troppo pronto ad ammetterle,
+sig. Riccardo. Come sapete voi
+che tale colloquio sia stato colpevole, siccome
+il vorreste far credere? La contessa
+di Leicester, a quanto m’è avviso, può
+ben rimanere alcuni istanti con una persona
+qual è Tressiliano, senza che ne
+conseguano o disdoro per me, o sospetti
+contro di lei.»
+</p>
+
+<p>
+«Certamente, o Milord, e se tale opinione
+non fosse stata in me, neanco avrei
+custodito sì lungo tempo un segreto di simil
+fatta. Ma debbo or dirvi ciò che dà
+forza a presunzioni contrarie. Tressiliano
+si mette in corrispondenza con un tapino
+ostiere di Cumnor e ciò collo scopo
+di agevolare la fuga della signora Contessa;
+manda uno de’ suoi messi, che siccome
+spero, avrem ben tosto sotto chiave
+nella torre di <i>Merwyn</i>, perchè Killegren
+e Lambsbey stanno inseguendolo.
+L’ostiere riceve un anello in prezzo di
+buoni ufici e silenzio. La Signoria vostra
+potrebbe anche aver visto questo anello
+nelle dita di Tressiliano. Egli è qui&#8205;<a class="tag" id="tag6" href="#note6">[6]</a>.
+<span class="pagenum" id="Page_124">[124]</span>
+Il messo mandato dal Cornovagliese giunge
+a Cumnor travestito da merciaiuolo,
+ha segreti colloqui colla Contessa, fuggono
+l’uno e l’altra nel durar della notte.
+Involano, tanta è la colpevole loro premura,
+un cavallo ad un povero scimunito,
+che incontrano lungo il cammino.
+Arrivano finalmente al castello, e la Contessa
+di Leicester trova un asilo!... non
+oso dire ove lo trovi!»
+</p>
+
+<p>
+«Parla, te lo comando, parla sinchè
+conservo ancora tanta pazienza per ascoltarti.»
+</p>
+
+<p>
+«Poichè il volete, rispose Varney, la
+Contessa si trasferì immediatamente nell’appartamento
+di Tressiliano, ove rimase
+parecchie ore, non vi dirò se sola, od
+in sua compagnia. Vi dissi già come Tressiliano
+si tenesse una sua conquista nella
+stanza assegnatagli. Ma non avrei sognato
+giammai che questa conquista....»
+</p>
+
+<p>
+<span class="pagenum" id="Page_125">[125]</span>
+</p>
+
+<p>
+«Fosse Amy, vuoi dire, rispose il Leicester,
+ma questa è un’impostura nera
+quanto il vapor dell’Inferno! Ch’ella sia
+ambiziosa, leggiera, impaziente, posso
+crederlo: è donna, e ciò basta. Ma tradirmi!
+non mai! non mai! La prova, la
+prova di quanto osi asserire!» sclamò
+egli con forza.
+</p>
+
+<p>
+«Ieri dopo il mezzogiorno vi si fece condurre
+da Carol ella stessa. Lambourne e
+il guardiano della torre di <i>Merwyn</i> ve la
+trovarono di buonissim’ora questa mattina.»
+</p>
+
+<p>
+«E Tressiliano era con lei?» soggiunse
+il Conte rapidamente.
+</p>
+
+<p>
+«No, Milord, dovete ben ricordarvi,
+che Tressiliano ha passata l’intera notte
+sotto la vigilanza di Blount.»
+</p>
+
+<p>
+«E Carol e gli altri servi la riconobbero?»
+</p>
+
+<p>
+«No, mio signore. Carol e Lorenzo
+Staples non l’aveano mai vista, e il suo
+travestimento ha fatto che Lambourne non
+la ravvisasse per la Contessa; ma nel volerle
+impedire la fuga da quelle stanze
+raccolsero un suo guanto caduto, e questo
+guanto, sua Signoria lo riconoscerà
+certamente!»
+</p>
+
+<p>
+E in ciò dire rimise al Conte il guanto,
+su di cui stava ricamato a perle lo
+stemma della casa di Leicester.
+</p>
+
+<p>
+<span class="pagenum" id="Page_126">[126]</span>
+</p>
+
+<p>
+«Sì, ravviso i doni che le feci io medesimo;
+l’altro di tali guanti copriva quel
+braccio che in questo giorno stesso ella
+avvolgeva al mio collo,» accenti che vennero
+pronunziati in mezzo a violentissima
+agitazione.
+</p>
+
+<p>
+«Sua Signoria potrebbe procacciarsi,
+coll’interrogare la Contessa, maggiori prove
+sulla verità del mio asserto&#8205;<a class="tag" id="tag7" href="#note7">[7]</a>.»
+</p>
+
+<p>
+«Non fa d’uopo, non fa d’uopo (rispose
+il Conte che tutti i tormenti dell’inferno
+straziavano). Questa verità mi
+sta innanzi agli occhi scritta in caratteri
+di fuoco. Vedo l’infamia di costei.
+Chi può negar fede all’evidenza? Sommo
+Dio! Per questa abbietta creatura io stava
+cimentando le vite de’ migliori fra’ miei
+amici! io stava per crollare un trono!
+io stava per portare e ferro e fuoco nel
+seno d’un regno tranquillo, per combattere
+la generosa Sovrana che mi fece
+<span class="pagenum" id="Page_127">[127]</span>
+quello ch’io sono, e che se non era questo
+orrendo nodo, m’avrebbe già sollevato
+al maggior grado ch’uom possa sperare!
+E tutto ciò per una donna collegatasi
+coi miei accaniti nemici!.... Ma
+tu sciagurato! perchè non parlasti più
+presto?»
+</p>
+
+<p>
+«Milord, io ben sapea che una lagrima
+della Contessa vi avrebbe fatto dimenticar
+tutto quanto avessi potuto dirvi;
+nè per altra parte io ebbi tal chiarezza
+dei fatti se non se questa mattina, allorchè
+l’improvviso arrivo di Foster, e
+le confessioni cui costrinse egli l’ostiere
+dell’<i>Orso nero</i>, m’hanno istrutto della
+sua fuga da Cumnor, e fatto me più solerte
+nelle ricerche di quanto sfortunatamente
+ho scoperto.»
+</p>
+
+<p>
+«Or sia lode al Cielo, ministro di
+luce al mio fatal disinganno! Tanta è
+l’evidenza del tradimento, che non vi
+sarà in tutta Inghilterra chi possa tacciarmi
+di una vendetta ingiusta o troppo
+sollecita. Chi l’avrebbe creduto, o Varney?
+Tanto giovane, tanto bella, sì carezzevole,
+e sì menzognera! Comprendo
+ora la fonte di quell’odio implacabile
+che giurò a te, mio fedele, diletto mio
+servo. Costei abborriva un uomo, studioso
+di far cadere le sue inique trame, e pel
+<span class="pagenum" id="Page_128">[128]</span>
+cui braccio fu quasi privo di vita il vile
+che la seducea.»
+</p>
+
+<p>
+«Non le diedi mai altro motivo di
+odiarmi, o Milord; ma ella sapea come
+i miei consigli s’adoperassero a scemare
+la possanza che s’arrogò sopra di voi, mi
+sapea costantemente preparato a cimentar
+la mia vita contro i vostri nemici.»
+</p>
+
+<p>
+«Or ben lo vedo. E nondimeno, Varney,
+quale apparenza di grandezza d’animo
+metteva la perfida nell’esortarmi di
+commettere agli sdegni della Regina il
+mio capo anzichè nascondermi più lungo
+tempo sotto il velo dell’impostura! Mi
+parea che l’angelo della Verità non potesse
+parlare più persuasivo linguaggio!
+ed è egli possibile, o Varney? La menzogna
+adunque la più atroce potrà in tal
+guisa ostentare le forme della verità, e
+l’infamia coprirsi sotto la maschera della
+virtù? Varney, tu mi prestasti buon servigio
+fin dalla fanciullezza. Devi a me
+ogni tuo innalzamento, puoi dovermene
+di maggiori; ma assumiti ora l’incarico
+di meditare in mia vece. Il tuo ingegno
+fu mai sempre acuto e profondo. Pensa!
+non potrebb’ella essere innocente? Sforzati
+a provarmi che è tale, e quanto
+fin ora operai in tuo favore sarà stato
+un nulla, in confronto del compenso che
+tu n’avrai.»
+</p>
+
+<p>
+<span class="pagenum" id="Page_129">[129]</span>
+</p>
+
+<p>
+L’inconsolabil dolore che straziava l’anima
+del Conte si dipinse con tanta forza
+nel pronunziare di questi ultimi accenti,
+onde ne fu quasi scosso l’indurito
+cuor di Varney&#8205;<a class="tag" id="tag8" href="#note8">[8]</a>, che in mezzo ai funesti
+disegni suggeritigli da scellerata
+ambizione, non cessava d’amare il suo
+protettore, d’amarlo però come amar
+poteva un Varney. Ma tornò tosto a raffermarsi
+negl’iniqui divisamenti, e domò
+ogni rimorso, in pensando, come quel
+dolor passeggiero cui egli stava per cagionare
+al Leicester, agevolerebbe a questo
+il sentiero di quel trono, ch’Elisabetta
+già si mostrava inclinata a dividere
+col favorito, e dal quale lo rispingeva, in
+sentenza di Varney, il solo viver d’Amy.
+<span class="pagenum" id="Page_130">[130]</span>
+Perseverò quindi nella infernale politica,
+e dopo avere pensato un istante sulla
+risposta da farsi a quella commovente
+inchiesta dell’angoscioso Leicester, gli
+rispose col fissarlo di un mesto sguardo,
+che dicea quasi: <i>Le cerco invano una
+scusa</i>. Poi rialzando il capo prese per un
+istante il contegno di uomo, cui brillasse
+un raggio di speranza che per breve
+passò pure nell’animo del misero Conte,
+ma seppe l’empio confidente far sì che
+non v’allignasse, e tali ne furono i detti:
+«Però, s’ella era veramente colpevole,
+perchè avventurarsi a venire fra
+queste mura?..... Gli è vero, che
+un tal passo s’accorda col desiderio continuo
+in lei d’essere riconosciuta Contessa
+di Leicester.»
+</p>
+
+<p>
+«Così è! così è! (sclamò in cupo tuono
+il Conte, innanzi cui dileguossi tosto
+il lampo della concetta speranza). Tu
+non leggi com’io ne’ profondi avvolgimenti
+del cuor d’una femmina. Varney, indovino
+tutto. Ella non vuole rinunziare al
+titolo e al grado dell’uomo infelice divenutole
+sposo, e se cieco nel mio delirio
+avessi inalberato lo stendardo della
+ribellione, o se lo sdegno d’Elisabetta
+avesse fatto cadere il mio capo, come
+questa mattina ne udii dal labbro di lei
+la minaccia, il ricco assegnamento che
+<span class="pagenum" id="Page_131">[131]</span>
+la legge concede alla vedova d’un Leicester,
+non sarebbe stato cattivo incerto
+per quel miserabile di Tressiliano. Il
+vedi! Ella mi sollecitava ad affrontare
+un pericolo che poteva esserle utile. Ah!
+non parlarmi, non parlarmi in favore
+di costei, o Riccardo. Voglio il suo
+sangue.»
+</p>
+
+<p>
+«Milord, l’eccesso del vostro dolore
+si palesa al furore che anima questi detti.»
+</p>
+
+<p>
+«Te lo replico, cessa dal parlarmi in
+suo favore. Ella m’ha disonorato. Ella
+avrebbe voluto il mio esterminio. Non vi
+è più legame di sorte alcuna fra me e
+questa femmina. Ella morirà, come s’aspetta
+morire ad una perfida, ad un’adultera
+moglie, colpevole innanzi a Dio,
+e innanzi agli uomini.... Or ch’io penso!...
+Che si contiene in questa cassetta?
+Il fanciullo che me la consegnò per farla
+pervenire ad Amy nominò ancor Tressiliano.
+Sì: <i>se non vi riesce darla a lei,
+datela al sig. Tressiliano</i>. Furono queste
+le sue parole... Oh Dio!... E in
+quell’istante pur mi sorpresero, ma ammaliato
+dagli ultimi detti di quell’indegna,
+assorto ne’ gravi divisamenti che
+concepii sol per essa.... Oh! queste
+parole mi tornano ora con maggior forza
+alla mente. Gli è lo scrignetto delle sue
+<span class="pagenum" id="Page_132">[132]</span>
+gioie. Aprilo, Varney, forzane la cerniera
+col tuo pugnale.»
+</p>
+
+<p>
+«Un giorno ella disdegnò valersene per
+rompere il nodo che tenea chiusa una lettera&#8205;<a class="tag" id="tag9" href="#note9">[9]</a>
+(a ciò meditava il Varney nel
+prestarsi al cenno del suo padrone). Amy
+Robsart! quest’arme oggi avrà una parte
+più rilevante nel destino che ti s’appresta.»
+</p>
+
+<p>
+Nel tempo stesso che costui facea tali
+considerazioni, il suo pugnaletto a triangolo
+fu la leva, cui cedè la cerniera
+argentea dello scrignetto. Nè appena ciò
+vide il Leicester, che ne strappò il coperchio,
+e trattine i gioielli che v’eran
+racchiusi, li gettò preso da rabbia sul
+suolo, intantochè i suoi occhi cercavano
+avidamente qualche lettera o biglietto,
+che ponesse in evidenza sempre maggiore
+le colpe immaginarie della sfortunata Contessa.
+Indi calpestando i diamanti sparsi
+all’intorno di sè:
+</p>
+
+<p>
+«Egli è, sclamava in tal guisa, ch’io
+anniento questi miserabili pegni, per
+cui vendesti il tuo corpo e l’anima tua,
+per cui ti consacrasti ad una morte innanzi
+tempo, per cui condannasti me ai
+rimorsi e ad un’eterna disperazione. Non
+parlarmi di perdono, o Riccardo. La
+<span class="pagenum" id="Page_133">[133]</span>
+sentenza di costei è già pronunziata!» E
+replicando ancora questi ultimi fatali accenti,
+si lanciò entro un contiguo gabinetto,
+chiudendone a catenaccio la porta.
+</p>
+
+<p>
+Varney lo accompagnò cogli sguardi,
+divenuti allora men atti a quel suo maligno
+sorriso; solo effetto onde la sopita
+umanità potea farsi ancora sentire in
+quell’anima scellerata. «Io ne compiango
+la debolezza, si dicea costui fra se
+stesso; l’amore lo ha trasformato in un
+fanciullo. Egli getta, egli infrange queste
+gemme. S’affretterà egualmente ad infrangere
+il gioiello ben più fragile d’esse,
+ch’egli amò finora con tanto ardore. Ma
+le sue furie cesseranno, cessata la cagione
+da cui son mosse. Egli non sa valutare
+nè le cose, nè il vero lor prezzo.
+Questa prerogativa, natura la riserbò soltanto
+a Varney. Leicester, divenuto re,
+non penserà fra quai procelle di superate
+passioni sarà giunto sul trono; non penserà
+a ciò più di quel che un nocchiero
+mediti, toccato il porto, i pericoli affrontati
+nella sua corsa. Ma giova che
+non restino così sul pavimento questi testimoni
+d’un cieco furore. Sarebbero troppo
+ricca preda per la ciurma, che rassetta
+l’appartamento.»
+</p>
+
+<p>
+Mentre Varney intendeva a raccogliere
+le gemme ed a collocarle entro il cassettino
+<span class="pagenum" id="Page_134">[134]</span>
+segreto d’un armadio che a sorte
+trovavasi aperto, vide dischiusa una parte
+d’uscio del gabinetto ov’entrò prima il
+Conte, nè quel vano era coperto dalla
+cortina. Leicester pose fuori il capo, e
+tanto oppresse ne apparivano le pupille,
+e tanto pallide le labbra, che fremette
+il Varney, e appena gli occhi dell’uno
+si scontrarono in quelli dell’altro, abbassò
+la fronte il Leicester, e di nuovo
+chiuse quella porta. Per due volte la
+riaperse, e per due volte vi si affacciò
+nella medesima guisa senza pronunziare
+un solo accento, onde il Varney incominciò
+veramente a credere la ragione
+del suo signore affatto smarrita. La terza
+volta però questi fece al confidente un
+cenno d’avvicinarsi, e Varney entrando
+seco nel gabinetto potè avvedersi che non
+da delirio derivava quel turbamento,
+ma da barbaro disegno che il Conte stava
+allor meditando, ma da fiera lotta che
+contrarie passioni moveano nell’animo di
+chi il concepiva. Passarono un’ora discorrendo
+insieme, dopo di che il Conte
+cambiate in tutta fretta le vesti, tornò
+a fare la sua corte alla Sovrana.
+</p>
+
+<div class="chapter">
+<p><span class="pagenum" id="Page_135">[135]</span></p>
+
+<h2 class="nosp">CAPITOLO VII.</h2>
+</div>
+
+<div class="blockchap">
+<p>
+Voi avete sbandita la gioia e portato
+il disordine nella festa.
+</p>
+
+<p class="indr">
+<i>Shak.</i>
+</p>
+</div>
+
+<p>
+Nel durar della mensa e delle feste
+di questa rilevante giornata, i modi di
+Leicester e di Varney furono ben diversi
+da quello che per solito si mostravano
+fino a quel giorno. Riccardo Varney si
+era fatto conoscere uomo operoso e fornito
+d’intelligenza, anzichè dedito ai piaceri.
+Gli affari ne pareano il naturale elemento.
+In mezzo alle feste e alle gioie
+ch’ei sapea regolare maestrevolmente, la
+parte sua riduceasi a quella di semplice
+spettatore, o se talvolta intendeva l’animo
+ad esse gli era piuttosto per deridere
+in guisa caustica e severa i convitati,
+che per partecipare ai loro sollazzi.
+</p>
+
+<p>
+Ma avresti detto che in tal giorno l’indole
+ne fosse cambiata. Continuo nel mettersi
+di brigata coi giovani signori, e
+colle amabili donne di quella Corte,
+<span class="pagenum" id="Page_136">[136]</span>
+spirava ogni suo atto e detto tal gaiezza
+vivace e leggiera ad un tempo, che i
+ganimedi i più leggiadri nol potean superare.
+Coloro ch’erano avvezzi a riguardarlo
+siccome uomo sempre immerso ne’
+divisamenti i più gravi dell’ambizione,
+e pronto a lanciar sarcasmi contro coloro,
+che non sanno usar del tempo se non
+se per godere d’ogni diletto che lor s’appresenta,
+vedeano maravigliando, com’egli
+esternasse uno spirito amabile, una
+gioia sciolta, una fronte serena al pari
+di loro. Ma con qual arte potea l’infernale
+ipocrisia di costui coprir col velo
+di soave giocondità i più atroci pensamenti
+ch’uom possa immaginare? Il
+segreto di un tal palliamento il conoscono
+solamente quelli, che gli somigliano,
+se pur avvi chi gli somigli. Varney
+avea ricevuto altissimo ingegno dalla
+natura, dono che ad opere malvage
+egli unicamente converse.
+</p>
+
+<p>
+Ben tutt’altro era di Leicester. Comunque
+usato a comportarsi da cortigiano,
+a parer gaio, uficioso, libero d’ogn’altra
+cura oltre quella di promovere i
+piaceri, quand’anche segretamente il rodeano
+le angoscie dell’ambizione, dell’odio
+e della gelosia, allora il suo cuore
+stavasi in preda ad un più terribile nemico,
+<span class="pagenum" id="Page_137">[137]</span>
+che non lasciavagli un istante sol
+di riposo. Ben si leggea nello smarrimento
+di quegli occhi e nel turbamento di quella
+fronte come fosse co’ suoi pensieri lunge
+dal teatro, ove in quell’istante avea
+parte. Continuo sforzo scorgeasi nel suo
+parlare, nel suo operare, e sembrava
+quasi avesse perduto affatto la posseduta
+consuetudine di comandare ad uno spirito
+acuto, e pieghevole ad un leggiadrissimo
+corpo, prerogative, onde cotanto
+già prevalea. Ma niun atto, niun
+accento erano più in lui la conseguenza
+della sua volontà, ma venian da un automa
+che aspetta per moversi l’impulso
+d’interna molla. Le parole gli usciano
+del labbro ad una ad una e sconnesse,
+sicchè mostravano in lui il bisogno di
+pensare a ciò che dovea dire, poi di
+pensare al modo di dirlo; e avresti perfino
+creduto che quando pronunciava una
+frase gli volesse molta fatica d’attenzione
+per non dimenticare l’altra che la
+precedè.
+</p>
+
+<p>
+L’effetto che queste continuate distrazioni
+operarono sul contegno e sul modo
+di conversare del cortigiano più leggiadro
+che vi fosse nell’Inghilterra apparve manifestamente
+a tutti coloro che gli si appressarono,
+nè sfuggì del certo al guardo
+finissimo della principessa la più accorta
+<span class="pagenum" id="Page_138">[138]</span>
+di quel secolo. Nè si sarebbe taciuta sopra
+tale stranezza e quasi negligenza dei
+riguardi dovutile, se non l’avesse attribuita
+alla vivacità, ond’ella nell’uscire
+della fatal grotta gli avea dato a conoscere
+il suo regale scontento. Giudicò adunque
+che ne durasse ancor l’impressione nell’animo
+del favorito, e che tal rimembranza
+gl’impacciasse a malgrado di lui
+medesimo, quelle grazie e que’ vezzi che
+sì giocondamente per solito il rendean
+compagnevole.
+</p>
+
+<p>
+Nè sì tosto le si presentò tale idea, cotanto
+lusinghiera al cuore di femmina,
+scusò in proprio animo quanto era di
+sconvenevole verso lei nella condotta di
+Leicester; ed i circostanti cortigiani stupirono
+in veggendo, che anzichè trovarsi
+offesa delle reiterate distrazioni del favorito
+(colpe ch’ella non era usa a perdonare)
+studiavasi di offerirgli occasioni
+a riprendere coraggio, e gliene agevolava
+i modi con una indulgenza non connaturale
+ad essa in simili casi. Pure ognun
+prevedea che sì fatta indulgenza non poteva
+essere di lunga durata, e che Elisabetta
+cedendo alla forza primitiva della
+sua indole, stava già per irritarsi del contegno
+di Leicester, allorchè venne a questo
+per parte di Varney un avviso onde
+volesse trasferirsi nel contiguo appartamento.
+<span class="pagenum" id="Page_139">[139]</span>
+Dopo essersi lasciato chiamare
+due volte alzossi, e fece atto di volere
+uscire in tutta fretta, poi arrestatosi
+d’improvviso chiese alla Regina la permissione
+di allontanarsi per affari premurosi.
+</p>
+
+<p>
+«Come vi piace, o Milord, le diss’ella.
+Non ignoriamo che la nostra presenza in
+questo luogo vi dee cagionare affari non
+preveduti ed istantanei. Nondimeno se vi
+è grato che Elisabetta si consideri da voi
+accolta come noi accoglieremmo un ospite
+ben veduto nella nostra reggia, vi preghiamo
+a pensare un poco meno ai nostri
+piaceri, ed invece a darne a conoscere la
+vostra giocondità meglio che da alcune
+ore nol fate. Si ricetti un principe od
+un contadino, la cordialità è sempre la
+migliore fra le accoglienze. Andate, Milord;
+noi speriamo al vostro ritorno di
+vedervi più serena la fronte, e di scorgere
+in voi quell’amabile scioltezza, cui
+avete accostumati i vostri amici.»
+</p>
+
+<p>
+Tutta la risposta di Leicester si stette
+in un rispettoso inchino, indi uscì; e
+giunto alla porta dell’appartamento, incontrò
+Varney, che trattolo con grande
+sollecitudine in disparte gli disse all’orecchio:
+«Il tutto va a dovere.»
+</p>
+
+<p>
+«Masters l’ha egli veduta?» chiese il
+Conte.
+</p>
+
+<p>
+<span class="pagenum" id="Page_140">[140]</span>
+</p>
+
+<p>
+«Sì, Milord, nè avendo ella voluto
+rispondere alle sue interrogazioni, nè dargli
+spiegazione sul motivo del suo silenzio,
+questo medico attesterà esser ella di
+fatto presa da un’infermità di mente,
+nè rimanere ad operar miglior cosa del
+rimetterla fra le mani de’ suoi amici. L’occasione
+è sicura per allontanarla giusta
+quanto si risolvè.»
+</p>
+
+<p>
+«Ma Tressiliano?» rispose Leicester.
+</p>
+
+<p>
+«Gli si terrà per ora occulta la partenza,
+che debb’essere questa sera, e
+domani penseremo a lui.»
+</p>
+
+<p>
+«No, per l’anima mia! esclamò Leicester,
+di Tressiliano voglio vendicarmi
+colle mie mani medesime.»
+</p>
+
+<p>
+«Voi, Milord, vendicarvi d’un uomo
+di sì lieve conto qual è Tressiliano! Oh!
+no, mio signore. Egli ha sempre mostrato
+desiderio di correre terre straniere. Prenderommi
+io cura di lui, e riposatevi sopra
+di me che non tornerà sì presto a raccontar
+la storia de’ suoi viaggi.»
+</p>
+
+<p>
+«No, giur’al Cielo, Varney! Chiami
+tu di lieve conto un nemico da cui m’ebbi
+sì profonda ferita, che il viver mio
+non sarà d’or innanzi fuorchè una vicenda
+di rimorsi e di cordogli! No. Anzichè
+perdere il diletto di vendicarmi colle
+mie proprie mani di un tale sciagurato,
+andrò io medesimo a svelare ogni cosa
+<span class="pagenum" id="Page_141">[141]</span>
+ad Elisabetta, ad implorare la sua vendetta
+sulla testa dei colpevoli e sulla
+mia.»
+</p>
+
+<p>
+Varney scorse non senza concepirne
+terrore tanta essere la perturbazione di
+animo nel Conte, che non giugnendosi
+a sedarla, egli era ben anco capace di
+portarsi a quest’atto estremo di disperazione,
+atto estremo che avrebbe irreparabilmente
+mandati a vôto gli ambiziosi
+disegni che così per sè come pel proprio padrone
+avea divisati costui. Ma il furore
+del Conte vie più raccoltosi quanto
+più fu concentrato parea non ammetterebbe
+argini se straripava; gli fiammeggiavano
+gli occhi, mal fermo ne era il
+suon della voce, livida bava gli scendea
+dalle labbra.
+</p>
+
+<p>
+Pure il suo confidente giunse a padroneggiarlo
+in mezzo a questa estrema tempesta.
+«Mio signore, gli diss’egli traendolo
+innanzi ad uno specchio, guardatevi
+in questo cristallo, e giudicate voi
+stesso se una così alterata fisonomia sia
+quella d’uomo capace di prender partito
+da se medesimo in una circostanza cotanto
+grave?»
+</p>
+
+<p>
+«Che pretendi adunque fare di me?
+(disse il Leicester, colpito dal cambiamento
+della propria fisonomia nel tempo
+stesso che s’adontava della libertà presasi
+<span class="pagenum" id="Page_142">[142]</span>
+da un suo subordinato). Sono io il
+tuo suddito, il tuo vassallo? o divenni
+forse lo schiavo d’un mio servo?»
+</p>
+
+<p>
+«No, Milord (disse Varney mostrando
+una fermezza, che sarebbe stata bella
+in tutt’altri, e per tutt’altra occasione);
+ma se vi piace comandare, comandate a
+voi stesso ed alle vostre passioni. Arrossisco,
+io che vi servo fin da’ prim’anni
+di vostra infanzia, al vedere la debolezza
+che dimostrate in tal punto. Correte ai
+piedi d’Elisabetta; confessate le contratte
+nozze. Accusate siccome adulteri la moglie
+vostra e il suo amante. Promulgate
+alla presenza di tutta la Corte che foste
+il trastullo d’una giovinetta di villaggio,
+e del suo erudito zerbino. Fatelo, Milord;
+ma ricevete prima le salutazioni
+di Riccardo Varney, che rinunzia a tutti
+i beni di cui lo colmaste. Egli potè prestar
+servitù al grande, al magnanimo Leicester,
+egli era più orgoglioso d’obbedire
+a lui che di comandare ad altri; ma
+questo istesso Leicester che si digrada da
+se medesimo, che cede al menomo colpo
+d’avversa fortuna, i cui sublimi divisamenti
+si dileguano come fumo al più leggier
+soffio delle passioni, non è questi
+l’uomo cui acconsentirà Varney di servire.
+Varney porta un’anima tanto superiore
+a quella di Leicester, quanto
+<span class="pagenum" id="Page_143">[143]</span>
+gli è inferiore per ricchezze e per grado.»
+</p>
+
+<p>
+E nell’ultimo asserto Varney non era
+ipocrita, comunque la fermezza d’animo
+di cui pompeggiava non fosse in esso che
+crudeltà e profonda dissimulazione; ma
+ei sentiva veramente in sè le superiorità
+onde vantavasi; e in tal momento la premura
+d’assicurare quello ch’ei chiamava
+<i>alto destino</i> di Leicester, ne animava i
+gesti e prestava alla costui voce gli accenti
+d’una insolita commozione.
+</p>
+
+<p>
+E fu questo che soggiogò finalmente
+il Leicester. Parve all’infelice Conte di
+vedersi già abbandonato fin dal migliore
+fra’ suoi amici, onde stendendo le mani
+verso il Varney pronunziò tali parole.
+«Non abbandonarmi. Che vuoi tu ch’io
+faccia?»
+</p>
+
+<p>
+«Che voi siate voi stesso, mio nobil
+padrone (disse il Varney, baciando la
+mano al Conte dopo avergliela stretta con
+rispettoso affetto) che voi siate voi stesso,
+e superiore agl’impeti di quelle passioni,
+che sconvolgono l’anime vulgari.
+Siete voi il primo che abbia provato tradimenti
+in amore? Il primo al quale una
+giovane capricciosa e leggiera abbia inspirato
+un affetto, di cui ella siasi fatta
+giuoco in appresso? V’abbandonerete adunque
+ad una forsennata disperazione,
+sol perchè non foste più saggio che l’uomo
+<span class="pagenum" id="Page_144">[144]</span>
+più saggio del mondo nol fu? Ch’ella
+sia per voi come se non vissuta giammai.
+Che la ricordanza di lei si cancelli dalla
+vostra mente come indegna d’avervi mai
+avuta una sede. Che l’ardimentoso disegno
+da voi concetto stamane si faccia quasi
+decreto emesso da un ente supremo, atto
+di indipendente giustizia. Ella meritò la
+morte, ella muoia.»
+</p>
+
+<p>
+Mentre Varney favellava in tal guisa,
+la mano del Conte gli premea con forza
+la sua. Al veder Leicester immoto col labbro
+superiore stretto all’inferiore e con
+aggrottate ciglia, sarebbesi detto operasse
+sforzi onde dal confidente si trasfondesse
+in lui quella fermezza fredda, atroce, inumana,
+che i costui detti gli persuadevano.
+Allorchè tacque il Varney, Leicester
+gli stringea tuttavia la mano. Finalmente
+con ricercata tranquillità giunse
+a pronunziare queste parole: «Acconsento:
+ella muoia. Ma almeno mi si conceda versar
+una lagrima.»
+</p>
+
+<p>
+«No, mio signore, rispose con forza
+il Varney, che scorse nel ciglio già inumidito
+del padrone, come la pietà di
+leggieri avrebbe ripreso il suo imperio.
+No, mio signore. Ora sono inopportune
+le lagrime. È d’uopo pensare a Tressiliano.»
+</p>
+
+<p>
+«Oh! questo sol nome basterebbe a
+<span class="pagenum" id="Page_145">[145]</span>
+cambiar le lagrime in sangue. Varney,
+vi ho pensato. Ho risoluto, Tressiliano
+sarà mia vittima.»
+</p>
+
+<p>
+«Ella è una follia, Milord; ma voi
+siete potente troppo ond’io presuma arrestare
+il braccio della vostra vendetta.
+Scegliete solamente e il tempo e il destro,
+e non vi cimentate finchè l’uno e l’altro
+non vi s’appresentino.»
+</p>
+
+<p>
+«Farò quanto vorrai, purchè non ti
+opponga a questo disegno.»
+</p>
+
+<p>
+«Ebbene, o Milord, disse il Varney,
+incominciate dunque col fare scomparire
+dal vostro volto quella fisonomia cupa e
+smarrita, che trae sopra di voi gli sguardi
+di tutta la Corte, e che la Regina non vi
+avrebbe mai perdonata se in questo giorno
+non si facesse ella uno studio d’usarvi
+ogni sorta di riguardo.»
+</p>
+
+<p>
+«Ho dunque dato a scorgere verso lei
+tanta incuria? soggiunse il Leicester, che
+pareva uscisse d’un sogno. Io credeva
+aver composti adattatamente il contegno
+e la fisonomia; ma non temere di nessuna
+cosa. Ora è in pace il mio spirito. Io sono
+tranquillo. Il mio oroscopo sarà compiuto,
+e tutte le facoltà dell’animo mio si
+adopreranno a secondare il destino che
+mi s’appresta. Non temere per me, ti
+dico. Io torno presso della Regina. Non
+la cederò a te nel far sì che i miei
+<span class="pagenum" id="Page_146">[146]</span>
+sguardi o i miei detti non tradiscano il
+mio interno. Non hai tu null’altro da
+dirmi?»
+</p>
+
+<p>
+«Debbo pregarvi a consegnarmi quell’anello
+che vi serve ad uso di sigillo.
+Mi diviene necessario per provare a quei
+vostri servi del cui ministerio mi sarà
+d’uopo, che mi valgo d’essi per vostro
+ordine.»
+</p>
+
+<p>
+Trattosi dal dito l’anello, il Leicester
+lo consegnò con volto cupo e smarrito al
+Varney, e solamente aggiunse a mezza
+voce ma con accento terribile, questi
+detti: «Qualunque cosa tu eseguisca,
+opera con prontezza.»
+</p>
+
+<p>
+Intanto la prolungata assenza del Conte
+facea nascere ansietà e sorpresa in coloro
+che si stavano nella sala del trono, ed i
+Leicesteriani assai s’allegrarono, poichè
+il videro entrare con tal contegno che
+facea crederne l’animo sgombro d’ogni
+molesta cura.
+</p>
+
+<p>
+Il Conte di fatto mantenne per tutto
+quel giorno la promessa data al Varney,
+che fin d’allora si credè sciolto dalla necessità
+di sostenere una parte brillante
+che alla sua indole repugnava, e riprese
+a mano a mano le consuetudini gravi e
+severe, e quello spirito satirico ed indagatore
+a lui famigliare.
+</p>
+
+<p>
+Il Leicester si comportò presso Elisabetta
+<span class="pagenum" id="Page_147">[147]</span>
+com’uomo il quale profondamente
+ne conoscea e la forza d’animo, e le fralezze,
+che sotto due o tre aspetti adombravano
+i pregi di questa Regina. Troppo
+avveduto per non dare a divedere
+istantaneo salto dal contegno che serbava
+prima di ritrarsi col Varney al contegno
+presente, compose fin sulle prime dell’avvicinarsi
+ad Elisabetta e gli atteggiamenti
+e le parole ad una dolce malinconia,
+da cui trapelava tenero affetto
+in ver la Sovrana. E questo sentimento
+pareva aumentarsi vie più in proporzione
+de’ contrassegni di favore ch’egli ne
+ricevea, e il trasse a proteste amorevoli
+le più fervorose, le più assidue, le più
+delicate e persuasive e ad un tempo le
+più rispettose, che mai suddito abbia indiritte
+a Sovrana. L’udiva siccome estatica
+Elisabetta, in cui avresti detto addormirsi
+la gelosia del potere, e venir
+meno la risoluzione fermata in prima
+d’evitare ogni vincolo domestico per darsi
+unicamente alle cure del regno. In fine
+la stella di Dudley dominò anche una
+volta sull’orizzonte della corte Inglese.
+</p>
+
+<p>
+Ma tale trionfo che sulla natura e sulla
+propria coscienza andava riportando il
+Leicester, fu avvelenato per più riprese,
+non solamente dalle rampogne di un interno
+sentimento mal tollerante dello sforzo
+<span class="pagenum" id="Page_148">[148]</span>
+cui colpevoli divisamenti lo costrigneano,
+ma ben anche da altre circostanze
+che nel durare del banchetto e
+delle feste svegliavano nell’animo del
+Conte un’idea divenutagli tremendo supplizio.
+</p>
+
+<p>
+La prima di tali circostanze fu la seguente.
+Terminata la mensa, stavano i
+cortigiani aspettando nella gran sala una
+sontuosa mascherata che dovea contribuire
+ai passatempi di quella sera, ed
+intanto il Leicester adoperava l’amenità
+del suo ingegno nel dir leggiadri motti
+intorno il lord Wellonghby, Raleigh, e
+molt’altri cortigiani, allorchè la Regina
+prese a dirgli con brio: «Milord,
+noi ordineremo vi si tratti come reo d’alto
+tradimento, se continuate in tal guisa
+a farci morire dal ridere. Ma giunge in
+tempo l’uomo che ha la prerogativa di
+rendervi serio a suo talento. Ecco il
+bravo medico Masters, che non v’ha
+dubbio ne arreca notizie della nostra
+povera supplicante lady Varney. Spero,
+signore, che non ci abbandonerete
+or che si discute una querela di sposi,
+argomento sul quale non abbiamo esperienza
+per poter pronunziare senza il
+soccorso d’un buon consiglio. Ebbene,
+Masters, che pensate voi di questa povera
+delirante?»
+</p>
+
+<p>
+<span class="pagenum" id="Page_149">[149]</span>
+</p>
+
+<p>
+Il sorriso onde si avvivarono fino a quel
+punto le labbra di Leicester, a tai detti
+della Regina vi si fermò, come se lo
+avesse sovr’esse scolpito lo scarpello di
+Michel Angelo, o del Chauntry, immobilità
+che durogli tutto il tempo speso dal
+medico nel suo riferto.
+</p>
+
+<p>
+«Lady Varney, graziosa Sovrana, si
+mantiene in un cupo silenzio, nè vuol
+meco spiegarsi sullo stato di sua salute;
+ferma inoltre nel non voler rispondere
+alle interrogazioni d’alcun altra persona,
+ella chiede di perorare la propria causa
+dinanzi alla Maestà vostra.»
+</p>
+
+<p>
+«Il Cielo me ne liberi! sclamò la Regina;
+abbiam già sofferto abbastanza delle
+turbolenze e delle discordie, che sembrano
+seguire questa donna infelice ovunque
+ella si trae. Non siete voi del mio
+parere, o signore?» soggiunse Elisabetta
+volgendo a Leicester tal guardo, ove pigneasi
+il rincrescimento delle cose accadute
+nel <i>luogo di delizia</i> alla presenza d’Amy.
+Il Leicester rispose con profondo inchino,
+poichè gli tornò vano ogni sforzo inteso
+ad esprimere con parole che <i>tale era parimente
+il suo avviso</i>.
+</p>
+
+<p>
+«Voi siete vendicativo, o signore, disse
+allor la Regina, ma sapremo punirvene
+a tempo e luogo opportuno. Torniamo
+alla nostra guastafeste, a lady Varney.
+<span class="pagenum" id="Page_150">[150]</span>
+Che vi pare o Masters, dello stato suo
+di salute?»
+</p>
+
+<p>
+«Maestà, ella è immersa in una nera
+malinconia, come vel dissi, rispose il
+Masters; ella non vuol sottomettersi ad
+alcuna prescrizione medica più che rispondere
+alle mie inchieste. La credo invasata
+da un delirio, che mi sembra del
+genere <i>ipocondriaco</i> anzichè del <i>frenetico</i>
+e stimerei opportuno, che il marito la
+facesse curare in propria casa lontano
+da tutto questo tumulto, che ne turba
+vie più la debole mente, e le mostra immaginari
+fantasmi. Ella si lascia sfuggire
+parole per cui un estraneo la giudicherebbe
+qualche gran personaggio travestito,
+qualche contessa, o che so io? principessa!...
+Il Cielo l’aiuti. Son queste
+le solite <i>allucinazioni</i> degli sfortunati
+soprappresi da morbi di tal natura.»
+</p>
+
+<p>
+«Ebbene, disse la Regina, si faccia
+tosto partire, e venga affidata alle cure
+di Varney; ma ch’ella abbandoni senza
+indugio il castello. Se tal è il suo delirio,
+in fede mia! ella potrebbe anche
+immaginarsi d’essere qui la padrona. Ella
+è però una grande sventura che così avvenente
+donzella abbia perduta la ragione
+in sì fatta guisa. Che ne dite, Milord?»
+</p>
+
+<p>
+«Ella è veramente una grande sventura,»
+replicò il Conte lasciando scorgere
+<span class="pagenum" id="Page_151">[151]</span>
+il contraggenio di chi risponde per obbligo
+sol di rispondere.
+</p>
+
+<p>
+«Ma che? soggiunse Elisabetta, non
+la pensate siccome noi intorno l’avvenenza
+di questa giovinetta? Per vero
+dire ho veduto uomini preferire l’occhio
+maschile e maestoso di Giunone a queste
+bellezze delicate, che chinano il capo
+siccome giglio se il gambo n’è infranto.
+Sì, Milord: gli uomini sono tai nemici
+del nostro sesso che la pugna li diletta
+più della vittoria, e simili a vigorosi
+atleti, amano le donne in proporzione
+della resistenza che da queste si vedono
+opporre. Mi unisco a voi, mia Rutland,
+nel giudicare che se si potesse costrignere
+Leicester a sposare una figurina
+di cera qual è la giovane Robsart, ciò
+tornerebbe allo stesso col fare ch’ei si
+augurasse la morte dopo il primo mese
+di matrimonio.»
+</p>
+
+<p>
+Nel profferire tali accenti, volse ella
+uno sguardo cotanto espressivo al Conte,
+che a malgrado dei rimproveri d’odiosa
+doppiezza mossigli dalla coscienza, trovò
+forza bastante per dire ad Elisabetta,
+essere l’amor di Leicester un amor sottomesso
+più di quanto ella il credea, poichè
+volto a persona, cui obbedirebbe
+sempre, non comanderebbe giammai.
+</p>
+
+<p>
+Fattasi rossa in volto la Regina, impose
+<span class="pagenum" id="Page_152">[152]</span>
+silenzio al Conte, e intanto gli occhi
+di lei manifestavano la speranza che
+ella avea di non essere obbedita.
+</p>
+
+<p>
+In tale momento il suono delle trombe
+e il romor dei tamburi che si fece udir
+da un balcone annunziò l’arrivo della mascherata;
+onde per allora il Leicester fu
+libero dallo stato orribile di sforzo, e di
+simulazione in cui l’avea posto la sua politica
+tenebrosa.
+</p>
+
+<p>
+La mascherata che tosto entrò dividevasi
+in quattro separate bande, composte
+ciascuna di sei personaggi principali, e
+di altri sei che a qualche distanza portavano
+fiaccole. Tai gruppi rappresentavano
+le diverse nazioni che a mano a
+mano avevano occupata l’Inghilterra.
+</p>
+
+<p>
+I Bretoni aborigeni che entrarono i primi,
+venivano condotti da due druidi, i
+cui bianchi capelli andavano coronati di
+quercia, e che portavano in mano un ramo
+di vischio. Il drappello che seguiva
+i venerandi vegliardi, era accompagnato
+da due Bardi in bianca veste, che per intervalli
+toccavano le loro arpe ed intonavano
+cantici ad onore di Belo o del Sole.
+Furono scelti a rappresentare i Bretoni
+quelli fra i gentiluomini della Corte che
+prevalevano agli altri per altezza di statura
+e per robustezza; la loro maschera
+vedeasi fregiata di lunga barba e lunga
+<span class="pagenum" id="Page_153">[153]</span>
+capigliatura; pelli di volpe e d’orso vestianli.
+Tutta la parte superiore del loro
+corpo mostravasi coperta d’un drappo
+serico color di carne, su di cui scorgeansi
+bizzarramente delineate varie figure di
+corpi celesti, e d’animali e d’altre cose
+allegoriche, per lo che rassembravano
+al giusto que’ nostri maggiori, contro
+la cui independenza i Romani attentarono.
+</p>
+
+<p>
+I figli del Lazio che portarono la civiltà
+all’Inghilterra venivano dopo i Bretoni.
+Chi vestiva le maschere nel loro carattere
+aveva con tutta verità imitati i
+grandi elmi, gli abiti guerreschi usati
+da quell’illustre nazione, i suoi scudi
+fitti ed angusti, e quella corta spada
+a due tagli, che la fece trionfatrice del
+mondo. L’aquila Romana precedea quel
+drappello, mentre i due porta stendardi
+cantavano un inno in lode del Dio della
+guerra; li seguivano i combattenti col
+portamento grave e sicuro d’uomini che
+aspiravano alla conquista dell’Universo.
+</p>
+
+<p>
+Il terzo gruppo rappresentava i Sassoni,
+coperti delle pelli d’orso che portavano
+seco dalle foreste della Germania.
+Armati il braccio di quella terribile lor
+picozza di punta e taglio che fece tanta
+strage de’ primitivi Bretoni, li precedeano
+due Scaldi, cantori che intonavano le lodi
+di Odino.
+</p>
+
+<p>
+<span class="pagenum" id="Page_154">[154]</span>
+</p>
+
+<p>
+Venivano finalmente i cavalieri Normanni,
+vestiti della lor ferrea maglia,
+e coperti dai loro elmi d’acciaio. Due
+<i>menestrelli</i>&#8205;<a class="tag" id="tag10" href="#note10">[10]</a> che cantavano le guerre,
+e le donne si presentavano i primi di questa
+schiera.
+</p>
+
+<p>
+Tutti i ridetti personaggi entrarono serbando
+il massimo ordine nella sala, dopo
+essersi arrestati prima alcun tempo alla
+soglia, affinchè gli spettatori potessero
+innanzi contemplarli a lor agio; indi fecero
+il giro della sala per dispiegare le
+loro file. I personaggi principali posero
+dietro a sè gli altri, incaricati delle fiaccole,
+e si collocarono dalle due bande
+della sala in guisa, che i Romani stessero
+rimpetto ai Bretoni, ed i Sassoni
+ai Normanni. Parve allora che una parte
+guardasse con occhio sorpreso l’opposta;
+alla sorpresa succedè lo sdegno, espresso
+con gesti minaccevoli, indi ad un segnale
+dato dalle bande di musica militare poste
+in orchestra, questi finti nemici sguainarono
+le loro spade, e marciarono gli uni
+contro degli altri in cadenza, ed eseguendo
+una specie di danza militare;
+<span class="pagenum" id="Page_155">[155]</span>
+batteano coi loro acciari l’armatura degli
+avversari ogni volta che si scontravano
+insieme secondo le norme di quella danza.
+Fu spettacolo bizzarro a vedersi il buon
+ordine onde quelle diverse truppe a malgrado
+delle loro fazioni che apparivano
+sì irregolari, serbavano sempre il tempo,
+e si mescolavano, si disgiugnevano, tornavano
+ai loro posti, come il voleano i
+vari tuoni di musica.
+</p>
+
+<p>
+Tali danze allegoriche rappresentavano
+i combattimenti che accaddero fra i
+diversi popoli, che occuparono altra volta
+il territorio della Gran Brettagna.
+</p>
+
+<p>
+Finalmente dopo molte fazioni che assai
+dilettosamente intertennero gli astanti,
+s’udì uno di quegli squilli di tromba
+nunzi soliti d’una battaglia, o d’una
+vittoria; ed a questo le persone immascherate
+interruppero le loro danze, e
+raunatesi ognuna presso i loro capi, parve
+dividessero l’attenzione degli spettatori,
+conversi ad osservare qual cosa a questo
+suono di tromba dovesse succedere.
+</p>
+
+<p>
+Spalancatisi entrambi i battitoi della
+porta, apparve un incantatore. Era egli
+il celebre mago Merlino, messo in abito
+strano e misterioso, che indicava la sua
+doppia nascita, e l’arte magica ch’ei
+possedea. Dinanzi e dietro a lui folleggiavano
+e facevano scambietti per aria
+<span class="pagenum" id="Page_156">[156]</span>
+molti personaggi stravaganti, che rappresentavano
+gli spiriti pronti ad ubbidire i
+comandamenti del mago, parte di festa
+sì gradevole ai servi ed agli altri vassalli,
+che parecchi d’essi dimenticando il rispetto
+dovuto alla Regina penetrarono fin
+nella sala.
+</p>
+
+<p>
+Il conte di Leicester accorgendosi, che
+i suoi uficiali avrebbero durato fatica ad
+allontanar questa ciurma, senza che accadesse
+qualche disordine alla presenza
+di Elisabetta, si alzò egli stesso trasferendosi
+in mezzo al salone; ma la Regina
+con tratto di bontà non nuovo in lei,
+mostrò desiderio che si permettesse al popolo
+di assistere a quel passatempo. Per
+vero, il Leicester aveva anche colto volentieri
+tale pretesto per allontanarsi dalla
+Regina, e per sollevarsi alcuni istanti
+dal penoso incarico di nascondere sotto
+velo di giocondità e di galanteria lo strazio
+che faceano del suo animo il rimorso,
+la vergogna, lo sdegno e la sete della
+vendetta. D’un gesto e d’un guardo impose
+silenzio a quella moltitudine; ma
+in vece di tornarsene presso la Sovrana,
+s’avvolse nel suo mantello, e mescolandosi
+alla folla, rimase in tal qual modo
+un oscuro spettatore dell’ultima parte di
+quel divertimento. Avanzatosi Merlino
+in mezzo alla sala, colla sua bacchetta
+<span class="pagenum" id="Page_157">[157]</span>
+magica fe’ un cenno alle bande rivali,
+onde si assembrassero attorno di lui;
+indi con un discorso in versi annunziò
+ad esse, come l’isola della Gran Brettagna
+fosse allor governata da una vergine
+regale, cui per voler del destino tutte
+le parti combattenti doveano indistintamente
+prestare omaggio, e aspettar da
+lei sola una sentenza intorno ai diritti,
+che ciascuna delle medesime contendea,
+ond’essere riconosciuta qual primo
+stipite, da cui traevano origine i presenti
+isolani, sudditi di quella angelica
+principessa.
+</p>
+
+<p>
+Docili a tal ordine, le diverse bande
+marciarono al suono d’una musica grave
+ed armoniosa, passando successivamente
+dinanzi al trono d’Elisabetta, cui offerivano
+rispettosi omaggi, ciascuna secondo
+lo stile della nazione rappresentata.
+Tali omaggi accogliea la Regina con
+quella grazia e con quella cortesia, che
+solea contraddistinguerne ogn’atto fin dall’istante
+del suo giugnere a Kenilworth.
+</p>
+
+<p>
+I capi delle diverse bande addussero
+allora, ciascun per la propria, i motivi
+onde si credeano avere diritti a tal preminenza;
+ed ascoltati che gli ebbe tutti
+Elisabetta fece loro questa graziosa risposta:
+Ben dispiacerle di non essere
+meglio istrutta per decidere la difficile
+<span class="pagenum" id="Page_158">[158]</span>
+quistione che il famoso Merlino le aveva
+proposta: pur sembrarle che non vi fosse
+una sola di queste nazioni, la quale potesse
+pretendere preminenza sopra dell’altra
+intorno il merito di avere contribuito
+a render gl’Inglesi tali quali ella
+allora li governava; esserle avviso, che il
+suo popolo avesse ricevuto da ognuno dei
+diversi popoli qualcuna delle varie qualità
+nel cui complesso stavasi l’indole
+della nazione. «Così, proseguiva ella,
+l’Inglese debbe agli antichi Bretoni il
+suo coraggio e quell’indomabile ardore
+che gli fa amare la libertà, ai Romani
+il suo valore disciplinato nell’arti della
+guerra, l’amor delle lettere, e l’interna
+civiltà del paese; ai Sassoni le savie e
+giuste leggi di cui si vanta; ai cavalieri
+Normanni la cortesia e la generosa
+passion della gloria.»
+</p>
+
+<p>
+Merlino non esitò nel rispondere che
+di fatto era d’uopo si trovassero unite
+tutte le virtù e le prerogative presso gl’Inglesi
+onde formare la prima fra le nazioni,
+e la sola degna della felicità di
+cui godevano sotto il regno della grande
+Elisabetta.
+</p>
+
+<p>
+Dopo di che la musica si fece nuovamente
+udire; e le bande immascherate,
+e Merlino, e il suo corteggio incominciavano
+a ritirarsi, allorchè il Leicester
+<span class="pagenum" id="Page_159">[159]</span>
+che stavasi all’estremità della sala sentì
+qualcuno che lo tirava per il mantello,
+e gli diceva all’orecchio: «Bramo senza
+indugio un istante di colloquio con voi.»
+</p>
+
+<div class="chapter">
+<p><span class="pagenum" id="Page_160">[160]</span></p>
+
+<h2 class="nosp">CAPITOLO VIII.</h2>
+</div>
+
+<div class="poem-container">
+<div class="poem inl"><div class="stanza">
+<p class="i01">A qual venn’io, ch’ogni rumor m’agghiaccia!</p>
+<p class="i13"> <i>Macbeth</i>.</p>
+</div></div>
+</div>
+
+<p>
+<i>Bramo senza indugio un istante di colloquio
+con voi.</i> Tai detti erano semplici
+di per se stessi; ma il Leicester trovavasi
+in uno di que’ momenti d’agitazione,
+in cui l’animo smarrito scorge ne’ casi i
+più ordinari un lato sinistro ed affannoso;
+onde si volse con vivacità per esaminare
+da capo a piedi la persona che
+sì gli parlava.
+</p>
+
+<p>
+L’apparenza esterna di tale individuo
+non presentava alcuna cosa meritevole di
+particolare osservazione. Vestito in giubba
+e mantello corto di seta, neri, gli
+copria il volto una maschera parimente
+nera, ed a quanto appariva facea parte
+delle persone immascherate di cui componeasi
+il corteggio di Merlino, benchè
+il suo travestimento non presentasse le
+stravaganze onde si contraddistinguevano
+gli altri di quella turba.
+</p>
+
+<p>
+<span class="pagenum" id="Page_161">[161]</span>
+</p>
+
+<p>
+«Chi siete voi? che bramate da me?»
+disse Leicester, non senza manifestare col
+tuono della voce il turbamento che gli
+premea l’animo.
+</p>
+
+<p>
+«Non domando nulla, che possa pregiudicarvi
+o Milord. Voi vedrete al contrario
+non poter essere per voi che vantaggiose
+e onorevoli le mie intenzioni,
+semprechè sappiate valutarle al giusto. Ma
+è d’uopo che io vi parli da solo a solo.»
+</p>
+
+<p>
+«Io non parlo con persone sconosciute
+che non mi dicano il loro nome (rispose
+il Leicester, nel cui animo l’inchiesta
+dello straniero avea destati vaghi sospetti)
+e le persone ch’io conosco debbono
+prendere momento più opportuno
+per domandarmi udienza.»
+</p>
+
+<p>
+Detto ciò, stava per ritirarsi, ma l’uomo
+immascherato il fermò di bel nuovo.
+</p>
+
+<p>
+«Chi parla alla Signoria vostra sopra
+cose, dalle quali l’onore della Signoria
+vostra dipende, ha diritto sui vostri momenti,
+qual che sia il genere d’affari,
+che dobbiate abbandonare per dargli
+attenzione.»
+</p>
+
+<p>
+«Ascolto io bene? Il mio onore! Chi
+ardisce metterlo in dubbio?» disse il Leicester.
+</p>
+
+<p>
+«La vostra condotta, o Milord, potrebbe
+sola dar fondamenti onde accusarlo;
+<span class="pagenum" id="Page_162">[162]</span>
+e per quest’unico motivo io desiderava
+intertenermi con voi.»
+</p>
+
+<p>
+«Voi siete un temerario, così proruppe
+il Leicester. Voi abusate della franchigia
+che offrono queste giornate d’ospitalità.
+Ringraziate un tale riguardo s’io
+non ve ne punisco. Qual è il vostro
+nome?»
+</p>
+
+<p>
+«Edmondo Tressiliano di Cornovaglia,
+rispose l’uomo immascherato: la mia lingua
+fu legata per ventiquattro ore da un
+giuramento. Questo intervallo è trascorso.
+Posso ora spiegarmi; ed è un solo rispetto
+alla Signoria vostra, se a lei mi
+volgo per prima cosa.»
+</p>
+
+<p>
+Alto stupore comprese nel più profondo
+dell’animo il Conte all’udir pronunciare
+tal nome dall’uomo ch’ei più detestava,
+e da cui si credea in tanto fiera guisa
+oltraggiato. Rimase immoto un istante;
+poi la sorpresa fece luogo tantosto al
+bisogno della vendetta, imperioso in Leicester,
+quanto lo è la sete al viaggiator
+del Deserto. Ciò nullameno gli rimase
+tanta forza sopra di se medesimo per
+non trapassare il petto dell’uomo, ad
+avviso di Leicester, scellerato e impudente
+sì, che dopo averlo ridotto alla
+disperazione, osava inverecondamente
+mettere ad estrema prova la pazienza
+<span class="pagenum" id="Page_163">[163]</span>
+della persona oltraggiata. Deliberò di
+nascondere per l’istante ogni sintomo d
+interna agitazione, onde comprendere in
+tutta l’estension loro i divisamenti di
+Tressiliano, e prendersi una più sicura
+vendetta: perciò rispose con voce che un
+concentramento di sdegno rendeva intelligibile
+appena.
+</p>
+
+<p>
+«Che domanda da me il sig. Tressiliano?»
+</p>
+
+<p>
+«Giustizia,» rispose Tressiliano con
+tuono tranquillo e fermo ad un tempo.
+</p>
+
+<p>
+«Giustizia! soggiunse il Leicester;
+tutti gli uomini hanno diritto ad ottenerla. Voi
+più d’ogni altro sig. Tressiliano!
+Accertatevi che vi sarà fatta
+giustizia!»
+</p>
+
+<p>
+«Nè io m’aspettava meno dalla nobiltà
+del vostro carattere; disse allor
+Tressiliano; ma ne strigne il tempo; fa
+d’uopo ch’io vi parli in questa notte
+medesima. Posso venirvi a trovare nel
+vostro appartamento?»
+</p>
+
+<p>
+«No, proruppe in fiero tuono il Leicester,
+non è sotto un tetto, nè in una
+casa di mia ragione che noi dobbiamo
+vederci; bensì sotto alla volta del Cielo.»
+</p>
+
+<p>
+«Voi siete scontento, o Milord, riprese
+a dir Tressiliano, bench’io non veda alcuna
+cosa che possa eccitarvi a sdegno.
+Però il luogo m’è indifferente; purchè
+<span class="pagenum" id="Page_164">[164]</span>
+mi concediate una mezz’ora non interrotta.»
+</p>
+
+<p>
+«Basterà più breve tempo lo spero,
+rispose il Leicester: trovatevi con me nel
+<i>luogo di delizia</i>, appena ritiratasi la Regina
+ne’ suoi appartamenti.»
+</p>
+
+<p>
+«Mi basta,» e in ciò dir Tressiliano
+lasciò il Leicester in preda ad agitate
+meditazioni che parve per allora ne occupassero
+l’animo interamente.
+</p>
+
+<p>
+«Il Cielo, così dicea fra se stesso,
+si mostra finalmente propizio a’ miei voti,
+ed offre alla mia vendetta quel perfido
+che impresse una macchia indelebile sul
+mio nome; lo sciagurato che mi fece
+provare angoscie tanto crudeli. Or non
+debbo più querelarmi del mio destino;
+poichè mi presenta modi di scoprire gli
+artifizi, onde il malvagio presume ancora
+assonnarmi. Oh! saprò smascherare
+e punire ad un tempo la sua perfidia.
+Ora è forza che io torni a sottomettermi
+al mio giogo; ma sento che mi parrà
+lieve. A mezzanotte al più tardi sonerà
+l’ora di mia vendetta.»
+</p>
+
+<p>
+In mezzo a tali considerazioni, che
+non lasciavano tregua al suo spirito, il
+Leicester attraversò di nuovo la calca,
+che schiudevasi innanzi a lui, e riprese
+sede a fianco della Regina, invidiato ed
+ammirato da ciascuno de’ circostanti. Oh!
+<span class="pagenum" id="Page_165">[165]</span>
+se il cuore dell’uomo cui si portava cotanta
+invidia, avesse potuto comparire
+nel suo vero stato a quella numerosa
+assemblea, se si fosse potuto scorgere
+le lotte che vi movevano la colpevole ambizione,
+la persuasione dell’amore tradito,
+la sete orribile della vendetta, le furie
+compagne agli atroci divisamenti, idee
+che si succedevano l’una all’altre, quasi
+spettri suscitati dagli abissi ad aggirarsi
+nel cerchio d’infernal maga, qual ente
+vi sarebbe stato, dal cortigiano il più
+ambizioso scendendo al servo il più abbietto,
+che avesse voluto cambiar la sua
+sorte col signore di Kenilworth, col favorito
+di Elisabetta?&#8205;<a class="tag" id="tag11" href="#note11">[11]</a>
+</p>
+
+<p>
+Nuovi tormenti lo aspettavano a fianco
+della Regina.
+</p>
+
+<p>
+«Voi giugnete a tempo, Milord, gli
+diss’ella, voi giugnete a tempo per farvi
+giudice in una contesa nata fra queste
+Milady. Sir Riccardo Varney è venuto
+<span class="pagenum" id="Page_166">[166]</span>
+a chiederci la permissione di allontanarsi
+dal castello per accompagnare la sua moglie
+inferma, e a fine di ottenere il nostro
+beneplacito ci ha data sicurezza del
+vostro. Del certo non è nostra intenzione
+di stoglierlo dal prestare affettuose cure
+ad una persona tanto meritevole di compassione,
+ma non possiamo tacervi una
+cosa. Questo Varney in tal giorno si mostrò
+rapito in estasi dai vezzi delle nostre
+dame..... e lo credereste? la nostra
+duchessa di Rutland è persuasa ch’ei
+non accompagnerà sua moglie al di
+là del lago, se pur non la manda ad abitare
+i palagi di cristallo, de’ quali ci
+parlò la magica ninfa, per tornarsene
+vedovo e sciolto, a rasciugar le sue lagrime,
+e a cercar conforto alla perdita fra
+gl’incanti e le seduzioni del femminile
+nostro corteggio. Che ne dite, o Milord?
+Noi abbiamo veduto il vostro Varney sotto
+quattro diversi travestimenti. Ma voi che
+lo conoscete più profondamente, lo giudicate
+tanto cattivo da usare sì barbaro
+trattamento alla moglie?»
+</p>
+
+<p>
+Se il Leicester si trovasse confuso, ognun
+lo immagina, ma il rischio del mostrarsi
+smarrito era troppo grave, e per altra
+parte indispensabile una risposta. «Queste
+Milady, si spacciò egli in tal guisa,
+o hanno ben poca opinione della loro
+<span class="pagenum" id="Page_167">[167]</span>
+costanza se suppongono che una donna
+possa meritare tal sorte, o giudicano troppo
+severamente il nostro sesso col pensare
+esservi tal uomo capace di assoggettare
+una innocente a sì fatto castigo.»
+</p>
+
+<p>
+«Lo udite, Milady? soggiunse Elisabetta.
+Egli è, come il rimanente degli
+uomini, che ci trattano con crudeltà,
+poi cercano giustificarla col tacciarne d’incostanti.»
+</p>
+
+<p>
+«La Maestà vostra non voglia dir
+<i>noi</i>, replicò il Conte: sostengo che, quando
+appartengono ad ordine inferiore, così
+i pianeti come le donne hanno rivoluzioni
+e fasi irregolari, ma chi avvi sì
+ardito per accusare il sole di mutabilità,
+o d’incostanza la grande Elisabetta?»
+</p>
+
+<p>
+La conversazione poco dopo prese andamento
+men periglioso per il Leicester,
+che continuò ad assumervi parte operosa,
+ad onta degli affanni che ne straziavano
+l’anima, e sì gratamente intertenne Elisabetta,
+che la campana del castello avea
+sonata mezzanotte prima che questa regina
+si fosse ritirata; circostanza rara
+nelle regolari sue consuetudini. La partenza
+della Sovrana fu il segnale a cui
+l’assemblea si disciolse, trasferendosi
+ognuno ai propri appartamenti chi meditando
+sulle ricreazioni godute in quel
+giorno, chi deliziandosi anticipatamente
+nel pensare a quelle della domane.
+</p>
+
+<p>
+<span class="pagenum" id="Page_168">[168]</span>
+</p>
+
+<p>
+L’infelice signore di Kenilworth, egli,
+da cui solo derivavano queste feste cotanto
+magnifiche si ritrasse per darsi a
+sollecitudini ben diverse; e si fu la prima
+ordinare al servo che lo seguiva, gli
+venisse tosto innanzi Varney; ma tornò
+il messo poco dopo annunziandogli, essere
+già trascorsa un’ora dacchè il Varney
+aveva abbandonato il castello uscendone
+per la porta di soccorso insieme
+a tre persone, l’una delle quali era
+rinchiusa entro d’una lettica.
+</p>
+
+<p>
+«Com’è che a tal ora la guardia lo
+ha lasciato uscire? Io non credea ch’ei
+partisse prima dell’alba.»
+</p>
+
+<p>
+«Egli addusse tai ragioni che persuasero
+le sentinelle; poi a quanto m’han
+raccontato, mostrò loro un anello di
+vostra Signoria.»
+</p>
+
+<p>
+«Sì, disse il Conte, me ne ricordo,
+ma non è men vero ch’egli si è affrettato
+di troppo. Dimmi (continuando a
+parlare a quel servo), t’è noto, se qui
+sia rimasto alcun del suo seguito?»
+</p>
+
+<p>
+«Sì certamente. Allora quando il signor
+Varney stava per partire, non si
+potè ritrovare Michele Lambourne, cosa
+per la quale sir Riccardo andò in tutte
+le collere. Momenti fa, ho veduto lo
+stesso Lambourne affaccendato a mettere
+la sella al suo cavallo per correre dietro
+di gran galoppo al padrone.»
+</p>
+
+<p>
+<span class="pagenum" id="Page_169">[169]</span>
+</p>
+
+<p>
+«Mandalo a me tostamente. Debbo dargli
+un ordine da portare a Varney.»
+</p>
+
+<p>
+Partì il servo a quest’uopo, ed intanto
+il Leicester camminando su e giù pel suo
+appartamento tai cose andava fra sè meditando.
+</p>
+
+<p>
+«Varney eccede in zelo. Sarà, voglio
+crederlo, effetto dell’essersi affezionato
+alla mia persona. Nondimeno ha egli pure
+i suoi disegni, e non va a rilento quando
+gli preme farli riuscire. S’io m’innalzo,
+s’innalza egli del pari. Già l’ho veduto
+anche più del dovere sollecito di liberarmi
+da quell’inciampo che mi chiude la
+via del trono!.... Più del dovere?....
+Però!.... io non debbo sopportare l’affronto,
+l’umiliazione a cui m’ha tratto
+costei... Sì, debb’essere punita, ma debbe
+esserlo dopo più mature considerazioni.
+M’accorgo anticipatamente, che gli espedienti
+troppo precipitosi desterebbero nel
+mio cuore tutte le furie d’inferno. No!
+per ora basta una vittima, e questa vittima
+mi sta aspettando.»
+</p>
+
+<p>
+Prese affrettatamente quanto facea di
+mestieri a scrivere, e gettò sulla carta
+queste poche linee.
+</p>
+
+<div class="blockquote">
+<p class="indl">
+«<span class="smcap">Sir Riccardo Varney</span>,
+</p>
+
+<p>
+Abbiamo risoluto differire l’esecuzione
+di quanto fu commesso alle vostre
+<span class="pagenum" id="Page_170">[170]</span>
+cure, e vi ordiniamo ne’ più stretti termini
+di non andar oltre per tutto ciò che
+s’aspetta alla nostra Contessa, a meno
+di non ricevere da noi ulteriori comandi.
+Vi ordiniamo parimente di ritornare a
+Kenilworth, non appena avrete posto in
+luogo sicuro il deposito a voi affidato.
+Se per avventura l’adempimento di questo
+dovere vi desse maggiori indugi che
+noi stessi non c’immaginiamo, al ricevere
+della presente ordinanza ci rimetterete
+tosto, valendovi d’un messo pronto e fedele,
+il nostro anello, di cui abbisogniamo
+sull’istante. Noi riposiamo nella sicurezza
+della obbedienza la più esatta
+per parte vostra, e su di ciò raccomandandovi
+alla divina custodia, ci sottoscriviamo
+vostro amico e buon padrone.
+</p>
+
+<p class="indr">
+<span class="smcap">R. Leicester</span>.
+</p>
+
+<p>
+Dal nostro castello di Kenilworth, giorno decimo
+di luglio, anno di grazia 1575.»
+</p>
+</div>
+
+<p>
+Intanto che il Leicester terminava, e
+suggellava tal lettera, scortato dal servo
+entrò nell’appartamento Michele Lambourne,
+colle gambe entro stivaloni che
+gli venivano sino alla coscia, col mantello
+legato attorno al corpo da una cintura
+ad uso di chi dee cavalcare, e coperto
+<span class="pagenum" id="Page_171">[171]</span>
+da un cappellaccio di feltro, come
+i corrieri costumano.
+</p>
+
+<p>
+«In qual grado servi tu?» il Conte
+gli disse.
+</p>
+
+<p>
+«Nel grado di scudiere del grande scudiere
+della Signoria vostra,» rispose il
+Lambourne con quel suo tuono di sfrontatezza
+ordinaria.
+</p>
+
+<p>
+«Metti da un canto la sfacciataggine.
+Le buffonerie che ti puoi permettere con
+sir Riccardo Varney, non sono buone
+per me. Solamente rispondimi. In quanto
+tempo ti riprometti di raggiugnere il tuo
+padrone?»
+</p>
+
+<p>
+«In un’ora, o Milord, se il cavaliere
+o il cavallo ci durano,» rispose Lambourne,
+che fece tosto passaggio dal
+tuono pressochè famigliare ai modi il
+più profondamente rispettosi.
+</p>
+
+<p>
+Il Conte lo squadrava da capo a piedi:
+«Ho udito parlare di te, come d’uomo
+infaticabile nel servigio, ma troppo dedito
+al vino, e accattabrighe, sicchè
+non so bene se convenga il fidarti negozi
+di alto rilievo.»
+</p>
+
+<p>
+«Milord, fui soldato, marinaro, viaggiatore,
+avventuriere, mestieri tutti nei
+quali si gode del tempo presente, perchè
+non avvi mai sicurezza del dì successivo;
+ma benchè questo tempo molte volte io
+l’abbia mal impiegato, non ho mai posto
+<span class="pagenum" id="Page_172">[172]</span>
+in dimenticanza quanto si dee ad un
+padrone.»
+</p>
+
+<p>
+«Fa ch’io me n’avvegga in tal circostanza,
+e te ne verrà bene. Rimetti
+prontamente, e con tutta l’accuratezza
+questa lettera nelle mani di sir Riccardo
+Varney.»
+</p>
+
+<p>
+«La mia incumbenza non si estende
+più in là?» soggiunse il Lambourne.
+</p>
+
+<p>
+«No, rispose il Conte, ma riguardo
+come affare di massima importanza che
+ella sia eseguita a dovere e con sollecitudine.»
+</p>
+
+<p>
+«Non risparmierò nè le mie cure, nè
+il mio cavallo,» e dopo avere così risposto
+il Lambourne si ritirò immediatamente,
+e nell’attraversare il lungo corritoio
+e nel discendere per la scaletta segreta,
+borbottava fra se medesimo: «Ecco
+a che si riduce questa segreta udienza,
+onde io era già salito in tanta speranza!
+Che io caschi morto! Avrei giurato che
+il Conte abbisognasse della mia assistenza
+per qualche segreto maneggio, e il tutto
+sta in una lettera da portar via! Nondimeno
+sia fatta la sua volontà! E sua Signoria
+dice benissimo. Me ne verrà bene
+per un’altra volta. Il fanciullo va carpone
+prima di camminare, ed è giusto
+che un novizio cortigiano, come son io,
+faccia lo stesso.... Ma diamo un poco un’occhiatina
+<span class="pagenum" id="Page_173">[173]</span>
+a questa lettera, che il nostro
+Conte ha suggellata con tanta negligenza.»
+Compiuto ch’ebbe tale disegno si
+credè rapito in estasi, ed esclamò: «La
+Contessa! la Contessa! Giur’al cielo ho
+scoperto un segreto che o farà la mia
+fortuna, o mi rovina per sempre. Ma
+va innanzi o mio Baiardo, soggiunse egli
+mentre conducea nel cortile il suo cavallo;
+va innanzi perchè i miei speroni e
+i tuoi fianchi sono in procinto di stringere
+nuovamente amicizia.»
+</p>
+
+<p>
+Salì dunque a cavallo il Lambourne,
+abbandonando il castello, ed uscì per
+la portella di soccorso, ove trovò gli ordini
+lasciati dal Varney affinchè non gli
+si contendesse il passaggio.
+</p>
+
+<p>
+Non appena il Lambourne ed il servo
+si erano partiti dalla stanza di Leicester,
+questi cambiò le magnifiche vesti in altre
+più semplici, ed avvoltosi nel suo
+mantello, e presa in mano una lucerna,
+tenne la via del corritoio, d’onde scese
+ad una porticella che mettea nella corte
+vicina all’ingresso del <i>luogo di delizia</i>.
+Le considerazioni cui si dava egli in allora
+erano d’un’indole più tranquilla e
+più risoluta che da lungo tempo nol fossero
+state, e studiavasi di assumere quel
+contegno, che a’ suoi occhi medesimi
+fosse giusto, fermo però nell’opinione
+<span class="pagenum" id="Page_174">[174]</span>
+d’essere egli l’offeso, non il colpevole.
+</p>
+
+<p>
+«Soffersi il più grave degli oltraggi!
+Tal si era il senso di queste meditazioni;
+e nondimeno ho ricusato di prenderne
+quell’immediata vendetta che era in
+mio potere per riserbarmi quella sola voluta
+dall’onore. Ma ne deriverà perciò
+che un nodo profanato in un giorno da
+questa perfida donna debba legarmi per
+tutta la vita, ed oppormi impacci nella
+brillante carriera, che i miei destini mi
+apersero? No: vi sono altri modi d’infrangere
+sì fatti lacci senza attentare ai
+giorni di quella che mi tradì. Dinanzi a
+Dio sono libero d’un legame ch’ella stessa
+ha distrutto. Molti e molti regni separeranno
+lei e me d’ora innanzi: l’immenso
+oceano starà frapposto tra noi:
+ed i flutti che ne’ loro abissi inghiottirono
+intere flotte, rimarranno i soli
+depositari di questo infausto segreto.»
+</p>
+
+<p>
+Con sì fatti ragionamenti procurava il
+Leicester di calmare la propria coscienza.
+Di fatto egli avea ritrattati gli ordini atroci
+d’una vendetta, che bramò troppo
+nel primo impeto dello sdegno. E quanto
+alle mire ambiziose, erano queste divenute
+per tal modo inseparabili dai suoi
+atti e dai suoi disegni, che non era più
+nemmeno in facoltà di lui il risolversi
+d’abbandonarle. Quella sola vendetta cui
+<span class="pagenum" id="Page_175">[175]</span>
+divisava limitarsi, prese a’ suoi occhi un
+color di giustizia, e perfino di moderazione
+e di generosità.
+</p>
+
+<p>
+In tale stato trovavasi l’animo dell’uomo
+ambizioso, e che veramente si credea
+provocato, allorchè entrò nel magnifico
+ricinto del <i>luogo di delizia</i>, che la luna
+adorna del massimo suo splendore chiariva.
+I raggi ne venivano ripercossi da
+tutti i marmi bianchicci ond’erano costrutti
+i cancelli e gli altri ornamenti
+architettonici di quel delizioso sito. Non
+una leggiera nuvoletta ingombrava l’azzurrina
+volta de’ cieli; laonde la prospettiva
+che stavasi innanzi potea vedersi
+in quella guisa, come se il sole avesse
+abbandonato allor l’orizzonte. Le numerose
+statue di bianco marmo al chiarore
+di quella pallida luce sembravano altrettanti
+spettri, che avvolti in bianchi drappi
+uscissero delle lor tombe. Le fontane
+che in brillanti zampilli descrivevano la
+loro curva nell’aere, ricadeano indi nei
+propri bacini in forma di pioggia che
+inargentavano i raggi della luna. Calda
+oltremodo era stata quella giornata; spirava
+lungo il terrazzo un dolce orezzo
+notturno, leggiero al pari d’aura agitata
+dal ventaglio d’avvenente donzella. Gli
+usignuoli avevano costrutti numerosi nidi
+nel contiguo giardino, e questi armoniosi
+<span class="pagenum" id="Page_176">[176]</span>
+cantori delle notti estive cercavan compenso
+del silenzio serbato per tutto il
+giorno nell’intonare deliziosi concerti,
+i cui accordi, or vivaci e giulivi, or
+patetici, corrispondevano, detto sarebbesi,
+all’estasi prodotta in essi dal cheto
+e soave spettacolo di que’ giardini allegrati
+dalla lor melodia.
+</p>
+
+<p>
+Ma il Leicester pensava a tutt’altro
+che al mormorio dell’acque, al chiaror
+della luna, o ai canti degli usignuoli,
+e dignitoso e a passi lenti trascorrea
+quel terrazzo da un’estremità all’altra,
+avvolto nel suo mantello, e tenendo sotto
+il braccio la spada, nè gli veniva fatto
+di veder cos’alcuna che a figura umana
+si assomigliasse.
+</p>
+
+<p>
+«Fui scherno, diceva egli, della mia
+stessa generosità, lasciai sfuggirmi quello
+scellerato, e forse a quest’ora egli ha
+fatta libera la sua adultera amante, che
+sì debolmente è scortata.»
+</p>
+
+<p>
+Tali ne erano i sospetti, che tantosto
+si dileguarono, allor quando s’accorse
+di un uomo che dopo avere attraversato
+il portico, veniva a lui lentamente, ed
+oscurava colla propria ombra gli obbietti
+innanzi ai quali avvicinandosi trascorrea.
+</p>
+
+<p>
+«Ferirò io, prima che il suono di
+questa odievole voce mi giunga all’orecchio?
+(pensò il Leicester nell’atto di
+<span class="pagenum" id="Page_177">[177]</span>
+mettere la mano all’impugnatura della
+sua spada). Ma no: voglio sapere a che
+tendano i suoi vili divisamenti: voglio
+conoscere, comunque orribile ne sia l’esame,
+tutti i raggruppamenti, gli avvolgimenti
+di questo rettile impuro, innanzi
+ch’io adoperi la forza mia a stritolarlo.»
+</p>
+
+<p>
+Abbandonata colla mano l’elsa della
+spada, mosse lentamente ver Tressiliano,
+cercando di raccogliere attorno al
+suo animo quella calma di cui sentivasi
+capace.
+</p>
+
+<p>
+Tressiliano il salutò con molto riguardo,
+alla quale salutazione corrispose il
+Conte chinando disdegnosamente il capo,
+e dicendogli:
+</p>
+
+<p>
+«Voi volevate parlarmi in segreto, o
+Signore! Eccomi a voi. Sto ascoltandovi.»
+</p>
+
+<p>
+«Milord, quanto debbo comunicarvi
+mi sta sì a cuore, e bramo tanto di avere
+in voi un ascoltatore paziente, e
+persin favorevole, che incomincerò prima
+dal giustificarmi sopra tutte quelle
+circostanze che potessero avere impressionato
+sinistramente intorno a me l’animo
+della Signoria vostra. Voi mi credete
+vostro nemico?»
+</p>
+
+<p>
+«Non pare ch’io ne abbia qualche
+motivo?» Rispose il Conte, in veggendo
+che Tressiliano aspettava una risposta.
+</p>
+
+<p>
+<span class="pagenum" id="Page_178">[178]</span>
+</p>
+
+<p>
+«Voi siete ingiusto, o Milord. Io mi
+protesto amico del conte di Sussex, che
+i cortigiani nomano vostro rivale; ma
+non ne sono o la creatura o il partigiano,
+nè aspettai questo momento ad accorgermi
+che le Corti e i loro maneggi
+non si confanno nè colla mia indole, nè
+colle mie idee.»
+</p>
+
+<p>
+«Certamente! rispose il Leicester. Avvi
+cure più degne d’un dotto che gode tanta
+fama quanto il sig. Tressiliano; ma l’amore
+ha i suoi maneggi, non meno che
+l’ambizione.»
+</p>
+
+<p>
+«M’accorgo, Milord, che voi date
+troppo peso all’antico affetto ch’io nudrii
+per l’infelice persona di cui debbo
+or favellare, e immaginate forse ch’io
+ne abbia assunta la causa, mosso piuttosto
+da uno spirito di rivalità, che da
+un sentimento di giustizia.»
+</p>
+
+<p>
+«Quali che siano le mie idee a tal proposito,
+procedete innanzi nel vostro discorso,
+o Signore. Fin qui non m’avete
+parlato che di voi medesimo; gli è un
+argomento per certo grave ed importantissimo;
+ma che non mi riguarda personalmente
+in un modo sì rilevante da
+farmi abbandonare il riposo per venire
+ad intertenermene. Risparmiate di farmi
+udire più lunghe frasi, o Signore, e dite
+quel che vi rimane a dire, se pur è vero
+<span class="pagenum" id="Page_179">[179]</span>
+che abbiate da parlarmi di cose che si
+riferiscano a me. Terminato che sia il
+vostro discorso, io pure a mia volta ho
+altre cose da comunicarvi.»
+</p>
+
+<p>
+«Quando ciò sia, entro senza preamboli
+in argomento, o Milord, e poichè trattasi di
+tal materia che va strettamente congiunta
+all’onore della Signoria vostra, son certo
+che non riguarderete come perduto il
+tempo trascorso in udirmi. Debbo domandar
+conto alla Signoria vostra dell’infelice
+Amy Robsart, la cui storia non vi
+è che troppo conosciuta. Rimprovero
+acerbamente me stesso di non aver preso
+questa via sulle prime, e di non avervi
+sulle prime fatto giudice tra me, e lo
+scellerato che l’oltraggiò. Milord, ell’è
+giunta a sottrarsi all’illegale cattività di
+Cumnor: la vita di lei era in pericolo:
+ella ha sperato che le sue rimostranze
+produrrebbero qualche effetto sopra l’animo
+d’un indegno marito: ella mi strappò
+la promessa di non mettermi nell’arringo
+di suo difensore, fintantochè ella
+stessa non avesse esperimentato ogni
+sforzo per far riconoscere da costui i propri
+diritti.»
+</p>
+
+<p>
+«Signore, dimenticate voi di qual
+persona parlate?»
+</p>
+
+<p>
+«Parlo del suo indegno sposo, e il
+rispetto che ho per voi non sa trovare
+<span class="pagenum" id="Page_180">[180]</span>
+linguaggio più mite onde additarlo. La
+persona infelice per cui m’adopero viene
+sottratta a’ miei sguardi, e la tengono
+celata in qualche angolo recondito di
+questo castello, se all’ora in cui parlo
+non trovasi già rinchiusa in un di que’
+nascondigli, opportuni ai malvagi per
+mandare a fine scellerati disegni. A questi
+disegni è d’uopo finalmente troncare
+il corso. Parlo con tanto coraggio, invigorito
+dall’autorità, che lo stesso padre
+della giovane in me trasmise. Questo
+fatal maritaggio vuol essere pubblicato
+e provato alla presenza della Regina. Amy
+dee finalmente essere liberata dalla sua
+schiavitù, e posta in grado di fare quanto
+vorrà di se stessa. Permettetemi d’aggiugnere,
+non trovarsi persona, il cui onore
+esiga tanto imperiosamente che si faccia
+diritto a tale inchiesta, quanto nella
+presente circostanza la Signoria vostra
+lo è.»
+</p>
+
+<p>
+Rimase attonito, e quasi fatto di pietra,
+il Conte in udir l’uomo, da cui si
+credea oltraggiato nella più crudel guisa,
+difendere colla fermezza di chi non ha
+nulla da rimproverarsi la causa della
+sua colpevole amante (che tale Dudley
+la credea) quasi che ella fosse innocentissima
+fra tutte le donne, ed egli, Tressiliano,
+un imparziale proteggitore. Nè
+<span class="pagenum" id="Page_181">[181]</span>
+certo a scemare tale sorpresa contribuiva
+il fervore posto dal gentiluomo di Cornovaglia
+nel chiedere per Amy quel grado
+e quegli onori, che in senso di Leicester
+cotesta donna aveva inviliti, e che,
+siccome più apparivano le cose, ella avrebbe
+poscia divisi col suo inverecondo campione.
+Laonde trascorse più d’un minuto
+dopo l’arringa di Tressiliano, innanzi
+che il Conte si riavesse dal proprio
+stordimento; e per chi consideri in
+qual persuasione trovavasi l’animo del secondo,
+allorchè si condusse in questo
+ricinto, non parrà strano, se finalmente
+cedè ai moti dell’ira, fattosi cieco a qualunque
+altro riguardo.
+</p>
+
+<p>
+«Vi ho ascoltato senza interrompervi,
+sig. Tressiliano, e ringrazio Dio, poichè
+ha fino a questo giorno risparmiato
+alle mie orecchie il disgusto di udir gli
+accenti d’un uomo malvagio quanto sfrontato.
+La frusta di un carnefice sarebbe
+strumento più convenevole a punirti che
+non la spada d’un cavaliere. Nondimeno
+mettiti in parata, o scellerato; difenditi.»
+</p>
+
+<p>
+Dicendo le quali ultime cose, lasciò
+cadersi il mantello, e colla spada guernita
+ancora di fodero percosse fortemente
+Tressiliano, indi tantosto la sguainò, fattosi
+primo ad assalirlo. Già i detti ingiuriosi
+che Tressiliano sapeva di non meritare,
+<span class="pagenum" id="Page_182">[182]</span>
+aveano prodotto in questo un istantaneo
+stupore, non dissimile a quello
+onde rimase attonito il Conte allorchè
+ascoltò i primi accenti dell’altro. Ma non
+appena alle ingiurie tenne dietro sì fatto
+oltraggio, che escludeva ogn’altra idea
+fuorchè quella del venire all’armi, la
+sorpresa diede luogo al risentimento il
+più vivo nell’animo di Tressiliano, che
+sguainò parimente la spada, e comunque
+men destro in valersene che nol fosse
+il Conte, trovò nullameno vigor bastante
+per sostenere da valoroso il cimento,
+tanto più che la mente del Cornovagliese
+era più tranquilla assai di quella del
+Leicester, la cui condotta l’altro non
+poteva attribuire che a vera frenesia,
+o alla forza di qualche inesplicabile illusione.
+</p>
+
+<p>
+Si durava da più minuti combattendo
+senza che alcuno de’ due rivali avesse
+ricevuto ferite, allorchè d’improvviso
+si udì suono di voci e di passi affrettati
+sotto il portico, che mettea nel
+terrazzo.
+</p>
+
+<p>
+«Noi siamo interrotti, disse al suo
+antagonista il Leicester, seguitemi.»
+</p>
+
+<p>
+Nel medesimo tempo si fece ascoltare
+tal voce: «Sì, in fede mia! costui ha
+ragione: sono persone che si battono.»
+</p>
+
+<p>
+Allora il Leicester condusse Tressiliano
+<span class="pagenum" id="Page_183">[183]</span>
+ad un frascato posto dietro ad una fontana,
+che fu loro di nascondiglio. Intanto
+che sei <i>Yeomen</i> della guardia reale
+trascorreano il viale maestro del <i>luogo
+di delizia</i>, si fece udire uno di que’
+soldati che diceva all’altro:
+</p>
+
+<p>
+«Non ci verrà mai fatto per questa
+notte trovarli in mezzo a queste fontane
+e a queste grotte, veri covi di scoiattoli
+e di conigli. Laonde, se non gl’incontriamo
+prima d’essere in fondo, torneremo
+addietro, e basterà mettere una sentinella
+all’ingresso del sito per assicurarci
+quando sarà giorno che i nostri
+schermidori non ci scappino.»
+</p>
+
+<p>
+«Bella impresa veramente! diceva un
+altro, sguainare la spada in tanta vicinanza
+alla dimora della Regina, e può
+dirsi anche nel suo palagio medesimo.
+Saranno, non v’ha dubbio, due smargiassi
+presi dal vino. Mi spiacerebbe quasi
+se li raggiugnessimo; perchè la loro colpa,
+non è vero? è punita col taglio
+della mano destra. Sarebbe a dirla, un
+brutto caso il perderla per aver toccata
+una lama, che appunto vuol essere tenuta
+con quella mano.»
+</p>
+
+<p>
+«Eh! se si parla di smargiassi e di
+accattabrighe tu non ti stai addietro,
+mio caro amico, un altro di que’ soldati
+gli soggiugnea. Ma bada al fatto tuo,
+<span class="pagenum" id="Page_184">[184]</span>
+perchè la legge è al giusto qual la citasti.»
+</p>
+
+<p>
+«Sì, replicò il primo, volendo interpretarla
+a tutto rigore. Questo palagio
+per altro non appartiene alla Regina,
+ma a milord Leicester.»
+</p>
+
+<p>
+«Se non hanno altra circostanza che
+li favorisca, disse allora il secondo, non
+la vedo tanto bella per essi, perchè se la
+graziosissima nostra sovrana è regina,
+come lo è, grazie a Dio, milord Leicester
+non è lontano dall’esser re.»
+</p>
+
+<p>
+«Taci, bestia, entrò di mezzo un terzo.
+Chi t’assicura che qualcheduno non sia
+qui ad ascoltarci?»
+</p>
+
+<p>
+Così proseguirono la loro corsa, facendo
+una specie d’indagine assai negligente,
+e molto più intesi, giusta quanto
+pareva, a continuare la loro conversazione,
+che a discoprire que’ notturni perturbatori.
+</p>
+
+<p>
+Allorchè Leicester s’accorse che i soldati
+avevano oltrepassato il terrazzo, diede
+cenno a Tressiliano di seguirlo, e prendendo
+dirittura opposta a quella cui si
+erano avviate le guardie, fece coll’avversario
+tutto il portico, senza che alcuno
+s’accorgesse di loro. Indi il Conte
+accompagnò lo stesso Tressiliano alla torre
+di <i>Merwyn</i>, ove questi avea tornato a
+prendere alloggiamento, e gli disse prima
+di separarsi da lui:
+</p>
+
+<p>
+<span class="pagenum" id="Page_185">[185]</span>
+</p>
+
+<p>
+«Se è coraggio in te bastante per
+terminare il combattimento interrotto in
+tal guisa, tienti domani poco discosto
+da me, allorchè la Corte uscirà. Troveremo
+istante opportuno, e da me ne
+avrai il segnale.»
+</p>
+
+<p>
+«Milord, rispose Tressiliano, in tutt’altra
+occasione, avrei potuto chiedervi
+il motivo dello strano furore che vi accieca
+contra la mia persona; ma l’insulto
+che mi faceste vuol esser cancellato solo
+col sangue, e foste voi giunto pur anche
+al sublime grado, cui aspira la vostra ambizione,
+il mio onore oltraggiato debbe
+avere la sua vendetta.»
+</p>
+
+<p>
+In guisa tal si divisero; ma le avventure
+di quella notte non erano terminate
+ancora per Leicester. Costretto a passare
+per la torre di <i>St-Lowe</i> onde giugnere
+al corritoio segreto che guidava al suo
+appartamento, si scontrò nel lord Hunsdon,
+che tenea sguainata sotto il braccio
+la spada.
+</p>
+
+<p>
+«Anche voi, milord Leicester, sì prese
+a dire il vecchio Capitano, foste svegliato
+da questo <i>chi va là</i>? Ma va benissimo
+dalla parte di tutti i diavoli! Qui in questo
+vostro castello la notte non è meno
+romorosa del giorno. Non sono due ore
+che mi destarono le urla di quella povera
+pazza, di quella lady Varney, che
+<span class="pagenum" id="Page_186">[186]</span>
+suo marito conducea via a viva forza.
+E vi giuro bene che vi ha voluto tutta
+la forza degli ordini dati da voi e di
+quelli che prima ebbi dalla Regina perchè
+io non mi mettessi in mezzo di questo
+negozio, e perchè io non la finissi spaccando
+le tempia a quel vostro favorito
+Varney. Adesso poi liti e duelli nel luogo...
+luogo... Come chiamate voi quel terrazzo
+lastricato ove metteste tutte le vostre
+carabattole?»
+</p>
+
+<p>
+La prima parte di tale discorso fu un
+colpo d’acuto stile al Leicester, che si
+limitò a rispondere all’altro aver egli
+pure udito lo scricchiolar delle spade,
+ed essere disceso per fare stare a dovere
+i temerari che osarono battersi in tanta
+vicinanza della Regina.
+</p>
+
+<p>
+«Quand’è così, disse Hunsdon, spero
+bene che la Signoria vostra vorrà accompagnarmi.»
+</p>
+
+<p>
+Il Leicester pertanto si trovò nella necessità
+di tornare addietro fino al <i>luogo
+di delizia</i> insieme al vecchio parente della
+Regina; il quale giunto sul luogo udì narrarsi
+dagli uomini di guardia (erano questi
+sotto l’immediato comando di Hunsdon)
+come fosse stata inutile ogni ricerca
+intesa a scoprire gli autori dello
+scompiglio; ond’egli in guiderdone della
+fatiga che aveano fatta indarno, li presentò
+<span class="pagenum" id="Page_187">[187]</span>
+d’una dozzina delle sue solite imprecazioni,
+trattandoli come gente pigra
+e da nulla.
+</p>
+
+<p>
+Ed anche il Leicester trovò ben fatto
+di mostrarsi corrucciato per lo stesso motivo;
+ma finalmente pervenne a capacitare
+il lord Hunsdon, che tutto questo
+soqquadro non poteva in sostanza aver
+origine se non se dalla sconsigliatezza di
+due giovinastri che aveano forse bevuto
+al di là, e assai castigati dalla paura
+d’esser presi da chi gl’inseguiva.
+</p>
+
+<p>
+Il lord Hunsdon, che non era poi egli
+stesso fra gli ultimi devoti al dio Bacco,
+convenne che il vino scusava in parte molte
+delle pazzie che ne derivavano. «Però,
+soggiunse, se la Signoria vostra non mette
+un po’ meno di liberalità nella regola della
+sua casa, e soprattutto qualche maggiore
+economia nella distribuzione del vino,
+dell’<i>ala</i> e de’ liquori, vedo che non
+potrò esentarmi dal far alloggiare in prigione
+qualcuno di questi garbati giovanotti
+e dal regalarli di non so quanti
+colpi di frusta. Con questo le auguro la
+felicissima notte.»
+</p>
+
+<p>
+Si trovavano allora appunto a quell’ingresso
+della torre di <i>St-Lowe</i> ove s’incontrarono
+la prima volta, e contento il
+Leicester di potersi spacciare d’un tale
+compagno gli augurò del pari la buona
+<span class="pagenum" id="Page_188">[188]</span>
+notte, e recatosi in dirittura al corritoio
+segreto, riprese la lucerna, lasciatavi
+dianzi, e che vicina a spegnersi durò
+quanto bastava a rischiarargli di pallido
+lume il cammino sintantochè fosse al
+suo appartamento.
+</p>
+
+<div class="chapter">
+<p><span class="pagenum" id="Page_189">[189]</span></p>
+
+<h2 class="nosp">CAPITOLO IX.</h2>
+</div>
+
+<div class="poem-container">
+<div class="poem inl"><div class="stanza">
+<p class="i01">«State su, state su, se preziosa</p>
+<p class="i02"> »Vita pur v’è; non mi venite addosso.</p>
+<p class="i02"> »Vel canto in versi, e non vel dico in prosa.</p>
+<p class="i02"> »A manca e a dritta i calci a più non posso</p>
+<p class="i02"> »Mena la bestia mia; chè baldanzosa</p>
+<p class="i02"> »La rende nobiltà fitta nell’osso;</p>
+<p class="i02"> »Nobiltà, che suo padre ebbe ai tornei,</p>
+<p class="i02"> »Ch’alla figlia d’Enrico offria Dudlei.»</p>
+<p class="i03"> <i>Mascherata de’ barbagianni</i> — Ben Jonson.</p>
+</div></div>
+</div>
+
+<p>
+Il passatempo che stavasi apparecchiando
+pel successivo giorno ad Elisabetta
+ed alla sua Corte era una battaglia fra i
+Danesi e gl’Inglesi, la quale doveva essere
+rappresentata dai fedeli e coraggiosi
+abitanti di Coventry, giusta una costumanza
+da lungo tempo mantenutasi in
+quell’antico borgo, e guarentita autentica
+dalle vecchie loro croniche.
+</p>
+
+<p>
+I cittadini divisi in due bande, Sassoni,
+e Danesi, recitavano in versi sufficientemente
+aspri, accompagnati da botte
+ancor più aspre che costoro si menavano,
+le contese delle due prodi nazioni, e il
+valor magnanimo delle amazzoni Inglesi,
+<span class="pagenum" id="Page_190">[190]</span>
+che ebbero la più gran parte nella generale
+strage dei Danesi, accaduta nel secondo
+martedì dopo pasqua, dell’anno
+di grazia 1012. Tale lotta che fu lungo
+tempo il favorito sollazzo degli abitanti
+di Coventry, era stata a quanto sembra
+proibita dal rigorismo d’alcuni ministri
+d’un’austera setta, i quali aveano acquistata
+grande prevalenza sopra la Magistratura.
+Perciò que’ borghesi indirissero
+istanze alla Regina, affinchè venisse loro
+restituito questo patrio divertimento,
+ed anzi per ottenere la permissione di
+offerirne lo spettacolo a sua Maestà. Allor
+quando tale argomento si discusse
+nel consiglio privato, solito per la maggiore
+celerità degli affari a seguire
+ovunque portavasi la Regina, l’inchiesta
+del popolo di Coventry, benchè disapprovata
+da alcuni membri più severi
+di quell’assemblea, incontrò grazia al
+cospetto di Elisabetta. Ella trovò che passatempi
+di tal natura intertenevano innocentemente
+molte persone, che prive
+d’essi avrebbero impiegato in più perniciosi
+giuochi il proprio tempo, e che
+i loro predicatori comunque commendabili
+per dottrina e pei santi fini che gli
+animavano, mostravansi di soverchio acerbi
+nel negare i modi di ricrearsi al lor
+gregge.
+</p>
+
+<p>
+<span class="pagenum" id="Page_191">[191]</span>
+</p>
+
+<p>
+Avutasi pertanto causa vinta dagli abitanti
+di Coventry, dopo un banchetto,
+che mastro Laneham chiama <i>colezione
+d’ambrosia</i>, i principali personaggi della
+Corte, seguendo sua Maestà, si trasferirono
+in folla alla torre <i>della Galleria</i>
+per vedere avvicinarsi le due truppe nemiche,
+Inglese e Danese.
+</p>
+
+<p>
+Ad un dato segno si schiuse per riceverli
+lo steccato del parco; ed entrarono
+tutti insieme i fantaccini ed i cavalieri,
+perchè i più ambiziosi fra i borghesi
+ed i coltivatori si erano addossate
+bizzarre vesti che in tal qual modo imitavano
+quelle dei cavalieri, e così intendevansi
+rappresentare il corpo nobile
+delle due nazioni. Ciò nullameno onde
+evitare ogni sinistro, non fu permesso
+ai medesimi il montare veri cavalli; costretti
+quindi a valersi di quei corridori
+di legno, onde ebbe in altri tempi il
+suo vezzo principale la danza moresca,
+e che vediamo anche ai dì nostri sul teatro
+nella grande battaglia, con cui viene
+terminata la tragedia del sig. Bayes.
+Nè d’arnesi men singolari, che la cavalleria,
+pompeggiava l’infanteria; la
+quale comparsa potea riguardarsi quasi
+una parodia di quegli spettacoli più
+splendidi, ne’ quali i nobili avendo parte,
+imitavano colla possibile fedeltà i personaggi
+<span class="pagenum" id="Page_192">[192]</span>
+rappresentati. Nè la festa di cui
+parliamo era soltanto parodia a motivo
+dei cavalli di legno, e delle combinazioni
+bizzarre e ridicole di vesti, che quegli
+attori d’una classe inferiore sfoggiavano
+non ne sapendo di più, e che noi
+ci asterremo dal descrivere per non interrompere
+il corso della nostra storia;
+ma ad accrescere materia di riso aggiugneasi
+la qualità delle lor armi, che sebbene
+capaci di portare vigorosi colpi,
+non erano che lunghe pertiche in vece
+di lancie, ed i bastoni teneano luogo
+di spade. Le armi da difesa poi così per
+la fanteria come per la cavalleria erano
+caschetti e scudi di fitto cuoio.
+</p>
+
+<p>
+Il capitano Coxe (quel celebre buffone
+di Coventry, autore d’una biblioteca di
+ballate, d’almanacchi, e di storielle,
+che legate in carta pecora, ed annodate
+con uno spago, vengono anche oggidì
+cercate avidamente dagli antiquari) era
+egli stesso l’ingegnoso ordinator della
+festa. Avanzavasi gagliardamente sul suo
+cavallo conducendo le bande Inglesi. «Feroce
+all’aspetto, dice il Laneham, brandiva
+la sua lunga sciabola, qual si conveniva
+ad uno sperimentato guerriero, che
+avea portato l’armi all’assedio di Bologna
+sotto il padre della Regina, il re
+Enrico.» Questo Generale pertanto fu
+<span class="pagenum" id="Page_193">[193]</span>
+il primo a far carriera; e passò vicino
+alla galleria, seguito da’ suoi compagni.
+Poi abbassando rispettosamente innanzi
+alla Regina l’impugnatura della spada
+fece tale corbetta, che non mai cavalli
+di legno a due gambe ne avevano fatta
+una simile.
+</p>
+
+<p>
+Indi continuando in suo cammino con
+tutta la schiera de’ fantaccini e de’ cavalieri,
+li schierò abilmente in ordine di
+battaglia all’estremità del ponte, aspettando
+che i suoi antagonisti fossero preparati
+all’assalto.
+</p>
+
+<p>
+Nè gli fu d’uopo indugiar lungo tempo;
+perchè i Danesi, così infanteria come
+cavalleria, non inferiori nè di numero
+nè di coraggio agl’Inglesi, arrivarono
+quasi nell’istante medesimo; e preceduti
+dal suono della cornamusa del Nort,
+strumento della nazione, ubbidivano ai
+comandi d’un abile condottiero, il quale
+nella perizia della guerra non la cedeva
+che al capitano Coxe, se però non eragli
+eguale. I Danesi, siccome assalitori,
+si collocarono sotto la torre <i>della Galleria</i>,
+posta rimpetto a quella <i>di Mortimero</i>,
+e prese che ebbero tutte le
+necessarie cautele fu dato il segno della
+battaglia.
+</p>
+
+<p>
+Molta moderazione dimostrarono i combattenti
+nel primo scontro; perchè ciascuna
+<span class="pagenum" id="Page_194">[194]</span>
+delle due parti temeva essere respinta
+sino al lago. Ma col giugnere de’
+rinforzi la scaramuccia si trasformò in
+combattimento accanito. Gli uni si lanciaron
+su gli altri, che sembravano,
+come si esprime il donzello della camera
+del Consiglio, <i>montoni ardenti di
+gelosia</i>; e gli urti scambievoli erano tanto
+furiosi, che a coppie stramazzavano al
+suolo, e faceano strano fracasso quelle
+sciabole di legno che si scontravano negli
+elmi; ed accadde per reiterate riprese
+ciò che i campioni più esperimentati
+delle due bande temevano: i cancelli
+laterali, fors’anche ad arte mal
+rinfrancati, cedettero alla forza di quelle
+spinte, di modo che il coraggio della
+maggior parte illanguidì. E tale accidente
+sarebbe divenuto più serio di quanto volevasi
+in una lotta fatta per divertire,
+poichè parecchi di que’ campioni non
+sapevano nuotare, e quelli ancor che
+lo sapevano si trovarono impacciati dalle
+loro infrante armature di legno e di cartone.
+Ma ogni cosa erasi preveduta,
+onde stavano pronti molti battelli per
+raccogliere i guerrieri che soggiacessero
+a tale disastro, e per isbarcarli sulla
+terra ferma. Ivi tutti molli e sconfortati
+cercavano l’obblio dell’avuta sconfitta
+nella copia d’<i>ala</i> calda, e di spiritosi
+<span class="pagenum" id="Page_195">[195]</span>
+liquori che vennero ad essi somministrati
+colla massima liberalità; e tal ne era
+l’effetto, che non mostravano più alcuna
+vaghezza di rimettersi in quel pericoloso
+certame.
+</p>
+
+<p>
+Il solo capitano Coxe, balzato due
+volte dal ponte nel lago egli ed il suo
+cavallo di legno, e giudicandosi nondimeno
+capace d’affrontar quanti pericoli
+siensi giammai offerti agli eroi favoriti
+dell’antica cavalleria, agli Amadigi,
+ai Beliani, ai Bevi, e a Guido di
+Warwick, il cui personaggio egli rappresentava,
+il solo capitano Coxe, lo
+ripetiamo, dopo due disgrazie di tal fatta
+si lanciò in mezzo al più folto della mischia,
+colle vesti e colla gualdrappa del
+cavallo tutte imbevute d’acqua, e giunse
+per due volte a ridestare colla voce e
+coll’esempio il coraggio degl’Inglesi, che
+pareva inchinasse; tal che finalmente
+la vittoria loro sopra i Danesi divenne,
+siccom’era convenevole e giusto, compiuta
+e decisiva. Meritevole quindi che
+un mezzo secolo dopo la facesse immortale
+la penna di Ben Jonson, il quale
+giudicò non potere un ballo immascherato
+aprirsi degnamente da verun altro
+fuorchè dall’ombra del capitano Coxe,
+montato sul formidabile suo corridore di
+legno.
+</p>
+
+<p>
+<span class="pagenum" id="Page_196">[196]</span>
+</p>
+
+<p>
+Questi passatempi campestri, e per vero
+dire grossolani anzichè no, mal parranno
+forse accordarsi coll’idea che il leggitore
+dovea concepire e d’una ricreazione
+preparatasi per Elisabetta, per
+quella Principessa, che nel durar del
+suo regno fece fiorire in guisa tanto
+brillante le lettere, e d’uno spettacolo
+rappresentato dinanzi una Corte, cui presedea
+la donna la più reputata così per
+l’osservanza in ch’ebbe mai sempre ogni
+sorte di convenevolezze, come per saggezza
+e spirito, e per gusto finissimo
+e dilicato.
+</p>
+
+<p>
+Ma fosse politica in essa il prendere
+parte a que’ diletti popolari, o vogliasi
+dire che Enrico VIII avesse trasfuso alcuno
+de’ propri gusti nella sua prole, gli è
+certo ch’ella rise di tutto cuore sul modo
+onde la popolazione di Coventry dipinse,
+o piuttosto mise in parodia le consuetudini
+cavalleresche. Ma finalmente vogliosa
+di una ricreazione più conforme al
+suo genio che questi spettacoli burleschi
+nol fossero, chiamò a se vicini il lord
+Hunsdon, e il conte di Sussex col quale
+aperse un intertenimento sopra cose a lei
+più gradevoli, nel che ebbe parimente,
+a quanto parve, lo scopo di compensare
+questo uomo illustre del disgusto forse
+arrecatogli dalle lunghe udienze particolari,
+<span class="pagenum" id="Page_197">[197]</span>
+onde in quell’intervallo si vide
+onorato il Leicester. La compiacenza che
+la Sovrana dava a divedere nel ridere e
+scherzare co’ suoi generali, fornì al Favorito
+l’occasione ch’ei stava aspettando
+di ritrarsi dal regale cospetto. E così
+bene egli colse l’istante, onde il suo allontanarsi
+fu attribuito dai cortigiani a
+cortesia, che gli persuadesse lasciar libero
+al rivale il campo di avvicinarsi
+ad Elisabetta, anzichè profittare del
+vantaggio che la sua qualità di signor
+del castello offerivagli a poter sempre
+mettersi di mezzo siccome barriera fra
+i propri emuli e la Regina.
+</p>
+
+<p>
+Ma il Leicester pensava in allora a
+tutt’altra cosa fuorchè al dimostrarsi così
+generoso rivale; nè appena vide la
+Regina in colloquio col Sussex e col lord
+Hunsdon, dietro ai quali stavasi sir Nicolò
+Blount, spalancando da un orecchio
+all’altro la bocca ad ogni parola
+che udiva pronunziare, il Leicester fece
+un cenno a Tressiliano, che in tutto
+quel tempo non avea mai partiti gli occhi
+da quanto il Conte facea.
+</p>
+
+<p>
+Il Leicester pertanto s’innoltrò dalla
+banda del parco, rompendo le ondate
+degli spettatori, che si beavano ammirando
+il battagliar degl’Inglesi contra i
+Danesi. Poi quando, non senza avere
+<span class="pagenum" id="Page_198">[198]</span>
+superata qualche difficoltà si vide fuori
+di quella calca, volse il capo per verificare
+se Tressiliano se n’era spacciato
+al pari di lui, ed accorgendosi che questi
+lo seguia da vicino, s’avviò ad un
+piccolo boschetto, ove gli aspettava un
+servo con due cavalli forniti di sella.
+Asceso sopra uno di essi additò per cenni
+a Tressiliano di fare altrettanto sull’altro.
+Il Cornovagliese lo secondò senza
+profferire un solo accento.
+</p>
+
+<p>
+Il Leicester punse i fianchi del suo
+corridore, e galoppò senza posa fino
+ad uno spartato luogo, cinto di spessissime
+quercie, lontano un miglio dal castello,
+e situato in parte contraria affatto
+a quella ove la curiosità attraeva
+la piena degli spettatori. Allora discese,
+e legato il suo cavallo ad un albero,
+altro non disse che queste parole: «Qui
+non corriamo rischio di venire interrotti»;
+indi posto il mantello suo sulla sella,
+sguainò la spada.
+</p>
+
+<p>
+Fece egual cosa Tressiliano, che solamente
+non potè ristarsi dal dire: «Milord,
+chiunque mi conosce sa ch’io non
+pavento la morte ogni qualvolta sia compromesso
+il mio onore. Credo potere senza
+avvilirmi domandare in nome di quanto
+è più sacro giusta le leggi dello stesso
+onore, per qual motivo la Signoria vostra
+<span class="pagenum" id="Page_199">[199]</span>
+si è tratta a farmi un oltraggio siccome
+quello che ora mette l’uno a fronte
+dell’altro, nello stato in cui ci troviamo.»
+</p>
+
+<p>
+«Se voi non amate aver tali prove
+del mio disprezzo, mettetevi tosto in difesa,
+o temete ch’io rinnovelli il trattamento
+onde vi querelate.»
+</p>
+
+<p>
+«Non ne farà d’uopo. Dio sia giudice
+fra di noi, e ricada sul vostro capo
+il sangue vostro, se voi succumbete!»
+</p>
+
+<p>
+Terminate queste parole si avvicinarono,
+e diedero principio all’assalto.
+</p>
+
+<p>
+Il Leicester che sapea profondamente
+l’arte della scherma, imparò nella scorsa
+notte a ben conoscere la forza di Tressiliano
+ed a sentire la necessità d’usare
+molta cautela, e di assicurarsi la vendetta
+col non volerla troppo affrettata.
+Continuò molti minuti la pugna, e la
+maestria e la fortuna eguali erano
+d’entrambe le parti, allor quando Tressiliano
+avventurando con eccessivo impeto
+una botta al Leicester, questi riuscito
+a pararla pose l’avversario in mal
+punto; tanto che potè disarmarlo, e riversarlo
+sul suolo. Sorrise ferocemente
+il Conte in vedere la punta della propria
+spada non lontana più di due pollici
+dal collo dell’inimico. Postogli un
+piede sul petto, gli comandò confessasse
+<span class="pagenum" id="Page_200">[200]</span>
+le infami colpe, onde si era fatto reo
+verso di lui, indi si preparasse alla
+morte.
+</p>
+
+<p>
+«Non ho colpe, nè infamie da rimproverarmi
+nella condotta che tenni verso
+di te, Tressiliano rispose. Meglio di
+te son preparato a morire. Usa, come
+ti piace del riportato vantaggio, e possa
+Iddio perdonarti! Io non ti diedi nessun
+motivo di perseguitarmi coll’odio tuo.»
+</p>
+
+<p>
+«Nessun motivo! sclamò il Conte,
+nessun motivo! Ma perchè parlar
+io con un ente sì vile? Muori, siccome
+vivesti.»
+</p>
+
+<p>
+E già rialzato avea il braccio, risoluto
+a portargli l’estremo colpo, quando sentì
+arrestarselo da alcuno che gli stava dietro
+alle spalle.
+</p>
+
+<p>
+Furibondo ei si volse per isciogliersi
+da tale ostacolo non mai preveduto, e
+vide colla massima delle sorprese che
+chi gli tenea il braccio era un fanciullo
+d’aspetto il più straordinario; e lo tenea
+sì vigorosamente, che gli sforzi operati
+dal Conte a fine di spacciarsene diedero
+tempo a Tressiliano di rialzarsi e
+di riprendere la sua spada. Il Leicester
+gli si avventò lanciando sovr’esso guardi
+inveleniti siccome prima, e con più furore
+sarebbe rincominciata la pugna, se
+il fanciullo gettatosi a’ piedi del Conte,
+<span class="pagenum" id="Page_201">[201]</span>
+non lo avesse con voce stridula ed acutissima
+supplicato ad ascoltarlo un istante.
+</p>
+
+<p>
+«Levati e lasciami, disse Leicester,
+o pel giusto Iddio!... proverai quel che
+la mia spada si valga. Qual interesse è
+in te di togliermi la mia vendetta?»
+</p>
+
+<p>
+«Un interesse potentissimo, rispose
+senza intimidire il fanciullo, perchè la
+mia sola pazzia è cagione di questa sanguinosa
+contesa, e lo sarà fors’anche di
+mali assai più terribili. Oh! se voi volete
+goder la gioia d’una pura coscienza,
+oh! se voi sperate dormire i vostri
+sonni liberi dal tormento crudelissimo
+de’ rimorsi, oh! trascorrete, trascorrete
+questa lettera solamente, poi farete quel
+che vi aggrada.» E questi detti movea
+con tale istanza, cui i lineamenti del
+volto e la singolarità della voce prestavano
+non so qual vezzo fantastico, e
+nel tempo medesimo faceva vedere al
+Conte una lettera annodata da lunga
+treccia di capelli. Comunque cieco di
+rabbia nel vedersi sfuggir dalle mani in
+guisa tanto strana la sua vendetta, non
+seppe il Conte resistere a questo supplicante
+d’un genere sì straordinario. Gli
+strappò dalle mani la lettera, impallidì
+nello scorgerne la soprascritta, slegò con
+tremebonda destra il nodo che la chiudea,
+e portatine gli occhi sul contenuto,
+<span class="pagenum" id="Page_202">[202]</span>
+vacillò e sarebbe caduto all’indietro, se
+nol reggea il tronco di un albero. Rimase
+un istante in quella positura, cogli
+occhi fisi sulla lettera, e colla punta
+della spada rivolta al suolo, sicchè non
+parea più pensasse di modo alcuno alla
+presenza d’un nemico ch’egli avea sì
+spietatamente aizzato, e venuto in tutto
+il destro di assalirlo con vantaggio a sua
+volta. Ma troppo nobile era l’anima di
+Tressiliano per pensare ad una sì fatta
+vendetta. Egli stavasi non men del Conte
+immobile per la sorpresa, tenendosi però
+ognor pronto a schermirsi, se fosse stato
+d’uopo, contro qualunque subitaneo assalto
+d’un inimico ch’ei sospettava sempre
+più essere vittima soltanto d’una
+inconcepibile frenesia. Gli parve per vero
+dire ravvisar nel fanciullo quel ragazzo
+che avea fatto seco a correre intorno all’antro
+del maniscalco, perchè tal era
+la figura di Dick, che non la dimenticava
+sì di leggieri chi l’avea vista una
+volta. «Ma come giunto qui in tal momento?
+considerava fra se medesimo;
+perchè interporsi con tanto fervore nella
+nostra contesa? e quel che più mi sorprende,
+perchè il costui frammettersi ha
+potuto tanto sull’animo di Leicester?»
+</p>
+
+<p>
+Ma tal si era quella lettera da produrre
+effetti ben ancora più maravigliosi; e fu
+<span class="pagenum" id="Page_203">[203]</span>
+quella stessa che l’infelice Amy aveva
+scritta al suo sposo onde rendergli noti
+i motivi che la costrinsero a fuggire
+da Cumnor, e i modi dell’eseguito divisamento.
+In essa instruivalo come si
+fosse rifuggita a Kenilworth, soltanto
+per implorare la protezione del marito;
+in essa spiegava circostanze da cui
+appariva il perchè si fosse trovata nella
+stanza di Tressiliano; in essa pregava
+il Conte a procurarle senza indugio un
+ricovero più convenevole che la torre
+<i>di Merwyn</i> non le offeriva. Terminavasi
+questa lettera colle proteste le più solenni
+d’un inviolabile affetto, e di una sommessione
+sott’ogni riguardo assoluta alle
+volontà dello sposo, e principalmente
+per quanto si riferiva al tenore di vita
+ignorata ch’egli da lei pretendeva, e
+di cui si chiamava contenta purchè non
+fosse oltre affidata alla custodia di Varney.
+</p>
+
+<p>
+Percorso ch’ebbe l’intero foglio il Leicester,
+gli cadde queste di mano. «Prendete,
+diss’egli, la mia spada, o Tressiliano,
+e trapassatemi il cuore, com’io
+volea pochi momenti dianzi trafiggere il
+vostro.»
+</p>
+
+<p>
+«Milord, rispose Tressiliano, voi mi
+faceste una grande ingiustizia, ma un
+segreto presentimento ripeteva al mio animo,
+che questa doveva essere la conseguenza
+<span class="pagenum" id="Page_204">[204]</span>
+di qualche inesplicabile errore.»
+</p>
+
+<p>
+«Fatale errore! (Soggiunse il Leicester
+nell’atto stesso in cui rimetteva la
+lettera a Tressiliano). Mi si è fatto credere
+scellerato un uomo d’onore, e un
+servo infido e dissoluto vestì a’ miei occhi
+il carattere del migliore fra gli uomini!
+Oh tristo d’un fanciullo! perchè
+mi giugne questa lettera solo adesso? A
+che indugiò, ove trovasi lo sciagurato
+che doveva recarmela?»
+</p>
+
+<p>
+«Non ardisco dirvelo, Milord (rispose
+il fanciullo, e facea nel tempo
+stesso le sue consuete prove di allontanarsi
+e di mettersi fuori del pericolo d’essere
+raggiunto). Ma ecco il messo.»
+</p>
+
+<p>
+Arrivò in quel punto stesso Wayland;
+che interrogato dal Leicester, gli narrò
+tutte le particolarità della fuga presa insieme
+con Amy; gli orribili espedienti
+dei malvagi che rendettero necessaria tal
+fuga, e il desiderio ch’ella avea di mettersi
+sotto la protezione del marito. Ed
+in prova di quanto asseriva, citò la
+testimonianza de’ servi del castello, i
+quali, soggiugneva egli, non poteano
+del certo aver dimenticate le premurose
+istanze ch’ella fece appena giuntavi
+ond’essere condotta al conte di
+Leicester.
+</p>
+
+<p>
+«Ah scellerati! sclamò il Conte. Ma
+<span class="pagenum" id="Page_205">[205]</span>
+di tutti più infame, più scellerato Varney!
+E Amy or che parliamo è in poter
+di costui!»
+</p>
+
+<p>
+«Ma <i>costui</i>, disse tosto Tressiliano,
+spero non avrà ricevuti comandi che le
+possano tornare funesti.»
+</p>
+
+<p>
+«No, no, rispose precipitosamente il
+Leicester; dissi alcune cose nel primo
+impeto di furore, ma quest’ordine è
+compiutamente ritrattato, un corriere è
+partito in tutta fretta. Ora ella si trova....
+ella deve trovarsi in piena sicurezza.»
+</p>
+
+<p>
+«Sì disse Tressiliano, ella <i>deve</i> trovarsi
+in piena sicurezza, ed io <i>devo</i> esserne
+certo. I miei dispareri particolari
+con voi sono finiti, o Milord; ma ne restano
+altri su cui debbo chiedere conto al
+seduttore di Amy Robsart, a quel seduttore
+che di Varney si fece manto onde
+coprire le proprie colpe.»
+</p>
+
+<p>
+«Il <i>seduttore</i> d’Amy! replicò in terribile
+tuono Leicester. Dite il suo sposo,
+il suo sposo ingannato, accecato, il suo
+indegno sposo. Ella è di fatto la contessa
+di Leicester, quanto è vero ch’io
+sono armato cavaliere. Non avvi genere
+di giustizia ch’io non sia pronto a renderle
+di mio buon grado. Non ho d’uopo
+dirvi che se avvisaste essere in voi
+gli espedienti per costringermi a ciò,
+non li temo.»
+</p>
+
+<p>
+<span class="pagenum" id="Page_206">[206]</span>
+</p>
+
+<p>
+Tanta era la generosità di Tressiliano,
+che gl’impedì di arrestarsi sulle personali
+considerazioni, cui dava luogo quest’ultima
+parte della risposta del Conte,
+e tutte le sue idee si raccolsero immantinente
+a meditare sulla sorte d’Amy
+Robsart. Non aveva egli una illimitata
+fiducia nelle risoluzioni, che temea volubili,
+del Leicester, e per altra parte
+ne scorgea l’animo troppo fieramente agitato
+per potere assicurarsi che la fredda
+ragione lo avrebbe sola condotto. Per ultimo
+non credeva Amy fuor di pericolo
+finchè la sapea fra le mani delle perfide
+creature del Conte.
+</p>
+
+<p>
+«Milord, diss’egli colla massima calma,
+non ho mente d’offendervi, ed ora
+sono lontano più che mai dal voler cercare
+contese, ma i doveri che mi astringono
+a sir Ugo Robsart, vogliono ch’io
+in questo istante medesimo mi conduca
+alla Regina per farle note le cose accadute,
+e per adoperarmi, onde il grado
+di Amy Robsart venga riconosciuto siccome
+è di dovere.»
+</p>
+
+<p>
+«No, Signore, il Conte replicò con
+nobile disdegno; non siate cotanto ardito
+per frammettervi in un affare che mi
+riguarda personalmente; la voce sola di
+Dudley dee promulgare l’infamia di cui
+<span class="pagenum" id="Page_207">[207]</span>
+si è coperto Dudley&#8205;<a class="tag" id="tag12" href="#note12">[12]</a>. Corro sull’istante
+a farne consapevole Elisabetta, poi veloce
+come il lampo sarò a Cumnor.»
+</p>
+
+<p>
+Così parlando distaccò il cavallo, e montatovi
+sopra, s’avviò, correndo a tutta
+briglia, al castello.
+</p>
+
+<p>
+Nè meno impaziente di condursi a
+quella volta Tressiliano salì egli pure a
+cavallo; il che vedendosi da Flibbertigibbet,
+questi gli disse: «Ah Signore!
+portatemi con voi; la mia storia non è
+per anco finita. Ho bisogno della vostra
+protezione.»
+</p>
+
+<p>
+Il gentiluomo di Cornovaglia secondò
+l’inchiesta del fanciullo, che in rispettosissimi
+modi gli confessò lungo la strada
+com’egli, Dick, si credesse avere
+diritto alla confidenza di Wayland, come
+lo avessero punto i misteriosi avvolgimenti,
+onde lo stesso Wayland evitava
+di appagarne la curiosità allor quando
+veniva da lui richiesto sullo stato della
+Signora, a questo maniscalco affidata,
+<span class="pagenum" id="Page_208">[208]</span>
+come in fine per vendicarsi avesse furtivamente
+tolta di dosso a Wayland quella
+lettera d’Amy, che tardata al Leicester,
+produsse cotanti inconvenienti. Aggiunse
+però in propria difesa essere stata
+intenzione in lui di restituire la stessa
+lettera in quella sera medesima, non
+dubitando che il suo vecchio amico
+non si trovasse al castello per sostenere
+la parte d’Arione; avergli per vero dire
+fatta molta sensazione il nome accennato
+nella soprascritta, ma essergli noto che
+non prima di quell’ora potea giugnere
+al castello il conte di Leicester, ne più
+presto quindi eseguire la sua commissione
+Wayland.
+</p>
+
+<p>
+«Ma continuò il fanciullo, Wayland
+non si vide più» (e i nostri leggitori
+sanno come lo avesse posto fuori del
+castello il Lambourne). «Mi diedi, ma
+invano, tutta la sollecitudine per trovarlo.
+Cercai in allora un’occasione che
+non mi venne prima d’ora, onde parlare
+alla Signoria vostra&#8205;<a class="tag" id="tag13" href="#note13">[13]</a>. Allora sì, cominciai
+a temere le conseguenze dello
+scherzo fatto all’amico, vedendomi detentore
+<span class="pagenum" id="Page_209">[209]</span>
+d’una lettera indiritta ad un
+personaggio cotanto ragguardevole, quale
+si è il conte di Leicester. Prima dell’allontanamento
+di Wayland potei accorgermi
+che egli non si curava punto,
+anzi temeva d’incontrarsi in Lambourne
+e in Varney. Pensai quindi che tale lettera
+fosse da rimettersi nelle mani stesse
+del Conte, e che forse avrei dato danno
+a chi l’avea scritta col fidarla a qualunque
+altra persona. Cercai bene d’ottenere
+un’udienza da milord Leicester;
+ma quella canaglia de’ suoi servi a’ quali
+mi volsi a tal uopo mi respingevano colle
+male parole, fosse per vedermi piuttosto
+brutto, fosse perchè i miei abiti non
+mi annunziavano per un signore.»
+</p>
+
+<p>
+Narrò in appresso, come si fosse trovato
+vicino ad aggiugnere il desiderato
+scopo, allorchè in mezzo alle praticate
+indagini gli accadde trovar nella grotta
+lo scrignetto ch’ei ben sapeva appartenere
+all’infelice Contessa, avendoglielo
+veduto nel breve tempo ch’ella viaggiò
+di conserva coi commedianti, perchè niuna
+cosa sfuggiva all’occhio vispo di quel
+fanciullo. Dopo essersi dato premura onde
+consegnare alla Contessa o a Tressiliano
+quella cassettina, ei la pose per ultimo
+(e vedemmo per quale combinazione) fra
+le mani medesime del Leicester, ma il
+<span class="pagenum" id="Page_210">[210]</span>
+travestimento di questo personaggio gli
+impedì ravvisarlo.
+</p>
+
+<p>
+Parve propizia a Dick la sera della mascherata,
+e vedea imminente l’istante di
+poter parlare al Conte egli stesso, ma
+Tressiliano il prevenne. Fino d’orecchio
+quanto lo era d’ingegno, udì i due campioni
+che si diedero convegno nel <i>luogo
+di delizia</i>, e gli venne vaghezza d’entrar
+terzo ne’ lor colloqui, e di spiarne
+i passi; perchè già lo mettevano in tal
+quale inquietezza le strane voci che intorno
+alla signora si andavano divulgando
+fra le persone di servigio.
+</p>
+
+<p>
+Un incidente non preveduto gl’impedì
+di seguire da vicino l’orme del Conte,
+onde giunto sotto del portico trovò gli
+avversari alle prese. Avvertì di gente che
+si batteva la guardia, nè dubitò oltre,
+che la burla da esso fatta non fosse la cagione
+di una tale disfida, di cui potevano
+essere tanto funeste le conseguenze.
+Da starsi nascosto sotto del portico, udì
+il secondo patto di disfida, in cui Leicester
+e Tressiliano convennero. Per ciò
+non tenne che sovr’essi l’occhio intantochè
+i paesani di Coventry battagliavano.
+Allora a grande sua maraviglia,
+scorse in mezzo alla folla Wayland travestito
+con molta arte, ma non quanta
+voleasi per ingannar l’acuto sguardo del
+<span class="pagenum" id="Page_211">[211]</span>
+fanciullo collega. Si sottrassero insieme
+alla calca per confidarsi lo stato loro
+scambievole. Flibbertigibbet confessò al
+maniscalco tutto quanto abbiamo or raccontato,
+e l’altro a sua volta gli narrò,
+come lo avesse ricondotto in quel luogo
+l’altissima agitazione che il fece paventare
+per la giovane Amy, appena in un
+villaggio dieci miglia distante da Kenilworth,
+ove trovossi quella mattina, intese
+che fin nella notte precedente aveano
+abbandonato il castello del Conte
+così Varney come Lambourne, uomini
+a suo avviso capaci d’ogni più nero attentato.
+</p>
+
+<p>
+Mentre di queste cose s’intertenevano
+Wayland e Dick, videro Tressiliano e
+Leicester che si erano spacciati dalla
+calca, e li seguirono fino al luogo, ove
+montarono a cavallo. Ivi fu che Dick,
+della cui sveltezza hanno già avute riprove
+i nostri leggitori, giunse in tempo
+a salvare a Tressiliano la vita. Era lo
+stesso Dick pervenuto a questa conclusione
+del suo racconto, allorchè egli
+ed il Cornovagliese si trovarono dinanzi
+alla torre <i>della Galleria</i>.
+</p>
+
+<div class="chapter">
+<p><span class="pagenum" id="Page_212">[212]</span></p>
+
+<h2 class="nosp">CAPITOLO X.</h2>
+</div>
+
+<div class="poem-container">
+<div class="poem inl"><div class="stanza">
+<p class="i01">Dal balcon dell’oriente</p>
+<p class="i02"> Le tenèbre della notte</p>
+<p class="i02"> Schiude il sol, che fuggon rotte</p>
+<p class="i02"> Per virtù del suo splendor</p>
+<p class="i01">Veritade, astro possente,</p>
+<p class="i02"> Se da lunge sol ti sveli,</p>
+<p class="i02"> Sperdi l’ombre più crudeli</p>
+<p class="i02"> Dell’inganno e dell’error.</p>
+<p class="i08"> <i>Antica ballata</i>.</p>
+</div></div>
+</div>
+
+<p>
+Nel tempo che Tressiliano attraversava
+il ponte, che fu dianzi arena di spettacolo
+così tumultuoso, non potè far di
+meno di non osservare un’alterazione sorta
+in tutte le fisonomie nel durare della
+breve sua lontananza. La burlesca battaglia
+era finita; ma i lottatori anzichè pensare
+a dimettere i loro travestimenti, si
+erano raunati in diversi gruppi, siccome
+avrebbero fatto gli abitanti d’una
+città scompigliata da qualunque annunzio
+straordinario e malauguroso.
+</p>
+
+<p>
+Nè in miglior aspetto trovò le cose,
+giunto al cortile esterno. I servi, le persone
+del corteggio di Leicester, gli ufiziali
+<span class="pagenum" id="Page_213">[213]</span>
+subalterni del castello stavano assembrati
+in vari drappelli essi pure, e
+l’uno susurrava all’orecchio dell’altro,
+e tutti teneano fisi i loro sguardi verso
+la finestra del gran salone, dipignendosi
+nel volto d’ognuno inquietezza e mistero.
+</p>
+
+<p>
+La prima persona di sua particolare
+conoscenza in cui Tressiliano scontrossi
+fu sir Nicolò Blount, che senza dar
+tempo all’altro d’interrogarlo, lo fermò
+con queste parole:
+</p>
+
+<p>
+«Dio ti perdoni Tressiliano! ma tu
+sei fatto più per essere buon campagnuolo
+che uomo di Corte. Non sai che
+cosa sia quella sollecitudine necessaria a
+chi fa parte del corteggio di sua Maestà.
+Sei domandato al castello, desiderato,
+aspettato; niuno può sostenere nel presente
+affare le veci tue, ed ecco che
+arrivi con un simiotto sul collo del tuo
+cavallo, come se tu fossi la balia di
+qualche diavoletto lattante, o avessi l’incarico
+di fargli prendere un poco di aria.»
+</p>
+
+<p>
+«Che parli? che c’è di nuovo?» disse
+Tressiliano, lasciando andare il ragazzo,
+che si lanciò a terra colla leggerezza
+d’una piuma e scendendo nel medesimo
+tempo egli stesso.
+</p>
+
+<p>
+«In fede mia che cosa ci sia di nuovo,
+non v’è chi lo sappia, replicò il
+Blount: non lo so nemmen io, che ho
+<span class="pagenum" id="Page_214">[214]</span>
+odorato fino quanto mai cortigiano possa
+vantarsene. Ti dirò solamente che milord
+di Leicester ha traversato galoppando il
+cortile, e galoppando con tal furia....
+avresti detto volesse accoppar tutti quelli
+che si trovavano dove passava: ha domandato
+un’udienza alla Regina: e mentre
+parliamo, sta rinchiuso con essa, con
+Walsingham, e con Burleigh. Hanno
+chiesto di te; ma a nessuno è noto, se
+si tratti di tradimento, o di qualche cosa
+ancora di peggio.»
+</p>
+
+<p>
+«Per il giusto Iddio! il nostro Blount
+ha ragione, disse Raleigh, sopraggiunto
+in quell’istante. Tressiliano, è d’uopo
+che tu ti porti immantinente al cospetto
+della Regina.»
+</p>
+
+<p>
+«Non precipitar tanto le cose, mio
+caro Raleigh, soggiunse Blount, e pensa
+a quei suoi stivaloni. Tressiliano, da
+parte di Dio! fa a mio modo; va nella
+mia stanza e mettiti quelle mie brache
+di seta color di rosa; non le ho portate
+che due volte.»
+</p>
+
+<p>
+«Eh via! rispose Tressiliano. Amico
+Blount, tu pensa soltanto ad aver cura
+di questo ragazzo; trattalo con dolcezza;
+ma guarda bene che non ti sfugga;
+egli può essere più necessario di quanto
+t’immagini.»
+</p>
+
+<p>
+Detto ciò Tressiliano, seguì frettolosamente
+<span class="pagenum" id="Page_215">[215]</span>
+Raleigh, lasciando lì quel buon
+galantuomo di Blount, che tenea con
+una mano il fanciullo, e la briglia del
+cavallo coll’altra, accompagnando per
+lungo tempo coll’occhio Tressiliano.
+</p>
+
+<p>
+«Considero che nessuno mi chiama a
+parte di questi misteri! dicea Blount
+fra se stesso, e Tressiliano mi pianta qui
+a far la guardia ad un cavallo e ad un
+ragazzo. Pazienza il cavallo! perchè per
+natura sono inclinato a queste bestie se
+le trovo di buona fatta, ma dovermi
+anche prender la briga di questa leggiadra
+creatura! D’onde venite voi mio bel
+comparino?»
+</p>
+
+<p>
+«Dalle maremme,» rispose Flibbertigibbet.
+</p>
+
+<p>
+«Eh! che cose vi hai imparato, mio
+caro bamboccio?»
+</p>
+
+<p>
+«A trappolare le oche dai piedi larghi,
+e dalle calze gialle.»
+</p>
+
+<p>
+«Che ti venga la peste! disse Blount,
+guardando le immense rosette delle sue
+scarpe. Se ella è così, il diavolo si
+porti il primo che ti chiede più nulla!»
+</p>
+
+<p>
+Intanto Tressiliano attraversò in tutta
+la sua lunghezza il grande salone; ove
+si vedeano per ogni parte crocchi di cortigiani
+attoniti, e che parlavano fra loro
+in modo misterioso; gli occhi d’ognuno
+stavano immobili verso la porta d’ingresso
+<span class="pagenum" id="Page_216">[216]</span>
+che metteva all’appartamento particolare
+della Regina. Raleigh additò questa
+porta a Tressiliano, il quale picchiò,
+e venne introdotto nell’istante medesimo.
+In quel momento era spettacolo non privo
+di vezzo il vedere tutte le persone di
+fuori torcere i colli per iscorgere pur
+qualche cosa coll’occhio entro di quell’appartamento;
+ma la cortina che copriva
+l’uscio ricadde troppo presto, perchè
+la loro curiosità potesse venire appagata.
+</p>
+
+<p>
+Entrato appena Tressiliano, non senza
+interna palpitazione trovossi alla presenza
+di Elisabetta. Questa facea grandi
+passi lungo la stanza, in preda a violentissima
+agitazione, che nemmeno pareva
+ella si curasse nascondere, intantochè
+due o tre fra i consiglieri più ammessi
+alla regal confidenza, si andavano
+guardando inquietamente l’un l’altro,
+ed aspettavano per parlare che si calmasse
+lo sdegno della Sovrana. Dinanzi
+al regal seggio ov’ella prima si stette,
+e che vedevasi ancora smosso dal suo
+posto per l’impeto, onde Elisabetta l’abbandonò,
+vedeasi genuflesso Leicester,
+colle braccia incrocicchiate sul petto,
+gli sguardi chini al suolo, immobile,
+muto siccome statua sopra una tomba;
+a fianco di lui era il lord Shrewsbury,
+<span class="pagenum" id="Page_217">[217]</span>
+in que’ giorni conte maresciallo dell’Inghilterra,
+che tenea il bastone spettante
+alla propria dignità. La spada del Leicester
+staccata dal pendaglio, giacea dinanzi
+ad esso sul pavimento.
+</p>
+
+<p>
+«Ebbene, Signore! (disse la Regina,
+facendo alcuni passi verso Tressiliano,
+e battendo il piede col gesto e nell’atteggiamento
+d’Enrico VIII in persona).
+Voi la sapete tutta, questa bella tresca!
+voi siete complice dell’inganno di cui fu
+zimbello la nostra persona! voi medesimo
+foste una fra le principali cagioni
+dell’ingiustizia che abbiamo commessa!»
+</p>
+
+<p>
+Tressiliano cadde prosteso dinanzi alla
+Regina, e il suo accorgimento gli fece vedere
+quanto sarebbe stato per lui rischioso
+il difendersi in un momento ch’ella
+era oltre modo irritata.
+</p>
+
+<p>
+«Sei dunque muto Tressiliano? continuò
+Elisabetta. Tu conoscevi questo
+maneggio! Tu lo conoscevi, non è egli
+vero?»
+</p>
+
+<p>
+«Io ignorava, mi è forza dire alla
+Maestà vostra, rispose finalmente Tressiliano,
+che questa infelice Signora fosse
+Milady, la contessa di Leicester.»
+</p>
+
+<p>
+«E chi è, che la riconoscerà in questo
+grado? rispose furiosa Elisabetta, per
+la morte di Dio! Milady! Contessa di
+Leicester! La Amy Dudley, dico io, e
+<span class="pagenum" id="Page_218">[218]</span>
+sua gran fortuna se non dovrà ben tosto
+sottoscriversi: vedova del traditore
+Roberto Dudley!»
+</p>
+
+<p>
+«Regina, soggiunse allora Leicester,
+trattate me come vi piace, ma non punite
+questo gentiluomo; egli è affatto innocente.»
+</p>
+
+<p>
+«Sì certo, che gli gioverà la tua intercessione!»
+disse la Regina, abbandonando
+Tressiliano, che lentamente si
+rialzò, e correndo con grand’impeto
+verso Leicester, che conservava sempre
+la stessa positura. «Sì certamente, tu sei
+un valevole intercessore! Oh! uomo doppiamente
+infedele, doppiamente spergiuro!
+tu la cui scelleratezza mi ha fatta
+ridicola agli occhi de’ miei sudditi,
+odiosa a me stessa! Vorrei strapparmi
+questi occhi per punirli del loro accecamento.»
+</p>
+
+<p>
+Burleigh allora si fece coraggioso a
+parlarle: «Augusta donna, rammentate
+che siete Regina, regina d’Inghilterra,
+madre de’ vostri sudditi: non vi abbandonate
+al torrente di questa collera tanto
+impetuosa.»
+</p>
+
+<p>
+Si volse ver lui Elisabetta, ed una
+lagrima brillò in quell’occhio fiero, ed
+infiammato dall’ira: «Burleigh, diss’ella,
+tu sei un uomo di stato: ma non
+comprendi, non puoi comprendere quai
+<span class="pagenum" id="Page_219">[219]</span>
+cordogli, quai obbrobri costui abbia versato
+nel mio seno.»
+</p>
+
+<p>
+Serbando la massima circospezione, e
+mostrandole ad un tempo profondo rispetto,
+Burleigh prese la mano della
+Regina, di cui vedea straziarsi il cuore,
+indi trasse l’irata donna in disparte verso
+il vano d’una finestra che sottraevasi
+agli sguardi degli spettatori.
+</p>
+
+<p>
+«Regina, diss’egli, io sono ministro
+ma nondimeno sono uomo. Ho incanutito
+ne’ vostri consigli. Non bramo che
+la vostra gloria e la vostra felicità! calmatevi,
+ve ne supplico!»
+</p>
+
+<p>
+«Ah Burleigh, tu non sai!...» E in
+ciò dire copiose lagrime a malgrado dei
+suoi sforzi per rattenerle rigarono le
+guance d’Elisabetta.
+</p>
+
+<p>
+«Io so, io so tutto, mia gloriosa Sovrana.
+Oh! guardatevi dal non dar luogo
+ad altri di sospettare quello che ignoravano.»
+</p>
+
+<p>
+«Ah! (soggiunse Elisabetta facendo
+tal pausa come persona cui si presentano
+alla mente nuovi pensieri) Burleigh,
+tu hai ragione, ogni ragione.
+Tutto sia fuorchè il disonore. Tutto fuorchè
+la confessione della mia debolezza;
+tutto fuorchè comparire ingannata, sprezzata.
+Per la morte di Dio! questa idea
+sola basta a trarmi in disperazione.»
+</p>
+
+<p>
+<span class="pagenum" id="Page_220">[220]</span>
+</p>
+
+<p>
+«Date a divedere l’accostumato vostro
+coraggio, o mia Sovrana, soggiunse
+il Burleigh. Innalzatevi al disopra d’una
+fralezza, che niun Inglese sospetterà giammai
+nella sua Elisabetta; a meno che
+ella medesima colla violenza di manifestato
+affanno non ne porti il fatale convincimento
+fin entro il cuor de’ suoi
+sudditi.»
+</p>
+
+<p>
+«Di qual fralezza parlate, o Milord?
+sclamò fattasi più dignitosa Elisabetta.
+Tal vostro dire intenderebbe forse a mostrarvi
+persuaso che il favore onde onorai
+un traditore orgoglioso prendesse
+origine da qualche tenera affezione?»
+Poi incapace di sostenere l’altero tuono
+ch’ella aveva assunto, lo ammollì dicendo:
+«Deh! perchè cercherò io di
+palliarti la verità, di palliarla a te, o
+mio servo saggio e fedele?»
+</p>
+
+<p>
+Burleigh si chinò per baciare affettuosamente
+la mano d’Elisabetta, e, cosa
+rara negli annali delle corti, una lagrima
+sincera cadde dagli occhi del ministro
+a bagnar la mano del suo Monarca&#8205;<a class="tag" id="tag14" href="#note14">[14]</a>.
+</p>
+
+<p>
+<span class="pagenum" id="Page_221">[221]</span>
+</p>
+
+<p>
+Forse questo interno convincimento di
+aver commosso l’animo di Burleigh confortò
+Elisabetta a meglio sopportare l’umiliazione
+cui soggiacea, ed a por qualche
+limite al risentimento; ma potè in essa
+non meno il timore di scoprire al pubblico
+con una eccedente manifestazione
+di sdegno il sofferto oltraggio, e una
+perturbazione d’animo, che la Regina
+e la donna desideravano egualmente nascondere.
+Ella si scostò da Burleigh e
+trascorse più volte la sala in aria severa,
+sintantochè i suoi lineamenti avessero
+ricuperata la consueta dignità, e
+il suo portamento quella grandezza nobile
+e maestosa che era connaturale ad
+una tanta Regina.
+</p>
+
+<p>
+«La nostra Sovrana è divenuta un’altra
+volta la saggia Elisabetta, disse Burleigh
+a Walsingham sotto voce. Osservate
+tutto quanto ella sta adesso per
+operare, e badate bene a non contraddirla.»
+</p>
+
+<p>
+Elisabetta si avvicinò allora a Leicester,
+e d’un tuono tranquillo pronunziò
+questi accenti:
+</p>
+
+<p>
+<span class="pagenum" id="Page_222">[222]</span>
+</p>
+
+<p>
+«Milord Shrewsbury, noi vi liberiamo
+dell’incarico del vostro prigioniero.
+Milord di Leicester, alzatevi, e riprendete
+la vostra spada. Un quarto d’ora
+penoso trascorso sotto la vigilanza del
+nostro Maresciallo, non è a quanto ne
+sembra, o Milord, un gastigo troppo
+severo per la doppiezza di cui vi rendeste
+sì lungo tempo colpevole verso di
+noi. Vogliamo dunque udire il rimanente
+di tale storia.» Collocatasi indi nel
+proprio seggio: «Accostatevi, Tressiliano,
+ella disse, e narrate quanto sapete.»
+</p>
+
+<p>
+Tressiliano adoperò tutta la connaturale
+sua generosità nel tessere il proprio
+racconto, onde omise quanto il potè
+tutte le circostanze, che erano di natura
+da pregiudicare il Leicester, e tacque
+soprattutto che aveva dovuto per due
+volte battersi con esso. Gli è da credersi,
+che con tale contegno l’uomo di Cornovaglia
+rendesse il massimo de’ servigi
+al Conte; perchè se la Regina in quell’istante
+avesse potuto trovare in lui
+qualche torto, e quindi un pretesto di
+sfogare il suo sdegno senza fare apparire
+sentimenti de’ quali arrossiva, mal forse
+ne sarebbe accaduto al favorito in disgrazia.
+Terminata ch’ebbe Tressiliano la
+sua narrazione, Elisabetta meditò pochi
+istanti, indi favellò in cotal guisa:
+</p>
+
+<p>
+<span class="pagenum" id="Page_223">[223]</span>
+</p>
+
+<p>
+«Noi prenderemo al servigio nostro
+questo Wayland, e collocheremo il fanciullo
+negli ufizi della nostra segreteria
+di Stato, affinchè impari per l’avvenire
+l’inviolabile riguardo che si debbe alle
+lettere. Quanto a voi, Tressiliano,
+aveste torto nel non palesarci interamente
+la verità; e la promessa di segreto
+con cui vi legaste ad Amy, era
+imprudente ad un tempo e colpevole verso
+la nostra persona. Ciò nondimeno,
+poichè confermaste la promessa coll’obbligare
+la parola d’onore a questa sventurata
+Signora, diveniva dovere d’uomo
+e di gentiluomo il mantenere scrupolosamente
+la data fede. Bilanciate tutte le
+circostanze, noi vi stimiamo per la condotta
+che serbaste in tale andamento di
+cose. Milord di Leicester, ora tocca a
+voi dirci la verità, cosa che avete troppo
+negletta da qualche tempo.»
+</p>
+
+<p>
+Indi con successive interrogazioni gli
+tolse quasi a forza dalle labbra tutta la
+storia, e della conoscenza da prima incontrata
+con Amy Robsart, e delle loro
+nozze, e della gelosia, e delle cagioni
+che ne diedero motivo al Conte, e di
+molte altre particolarità. Questa confessione
+del Leicester, chè ben confessione
+potea chiamarsi, fu strappata a più pezzi
+e riprese; ciò nullameno riuscì assai esatta,
+<span class="pagenum" id="Page_224">[224]</span>
+eccetto che il Conte tralasciò affatto
+di narrare, come avesse acconsentito
+ai divisamenti scellerati, che formò
+il Varney sopra la vita della Contessa.
+Pur tale idea era quella che più gravemente
+affannava il Leicester, e comunque
+in gran parte lo tranquillasse il
+contr’ordine espresso in chiarissimi termini,
+che aveva inviato al Varney, suo
+disegno era di trasferirsi personalmente
+a Cumnor, appena congedatosi dalla Regina:
+poichè non dubitava egli che questa
+Sovrana non fosse per abbandonar
+sull’istante il castello di Kenilworth.
+</p>
+
+<p>
+Ma troppo affrettato erasi ne’ suoi conti
+il Leicester. Certamente la presenza e le
+confessioni di lui divenivano fiele ed assenzio
+per una padrona che dianzi lo
+amava cotanto. Ma priva ella d’un modo
+più immediato di vendicarsi, ben si
+avvide come le sue inchieste torturassero
+l’infedele amante, e le traeva in
+lungo con tale intenzione, non più badando
+al proprio sofferire, di quel che
+le mani del selvaggio s’accorgano dell’infocamento
+delle tenaglie adoperate a
+straziare le carni dell’inimico.
+</p>
+
+<p>
+Giunse però istante, che l’altero Conte,
+simile a cervo ridotto ad estrema ambascia,
+fece comprendere come fosse stanca
+la sua pazienza: «Regina, diss’egli,
+<span class="pagenum" id="Page_225">[225]</span>
+io fui grandemente colpevole, più forse
+ancora che nol deste a divedere in mezzo
+al vostro giusto risentimento. Ciò nonostante,
+permettetemi il dirlo, o Regina,
+comunque grave, comunque imperdonabile
+sia il mio delitto, non fu commesso
+senza provocazione, e quando si volesse
+ammettere che la bellezza, e l’affabile
+dignità hanno forza di sedurre il debole
+cuore dell’uomo, potrei citarle entrambe
+siccome motivi, che m’indussero a
+nascondere alla Maestà vostra un tale
+segreto.»
+</p>
+
+<p>
+Grandemente colpita apparve la Regina
+da sì fatta risposta, che il Conte
+ebbe cura non fosse intesa fuorchè da
+lei solamente; e colpita sì che non seppe
+qual cosa rispondergli sull’istante. Ma
+il Conte osò troppo col voler profittare
+di questo momentaneo vantaggio.
+</p>
+
+<p>
+«La Maestà vostra, diss’egli, mostratasi
+già a riguardo mio tanto indulgente,
+mi permetterà implorare la sua
+regale clemenza in favore di quelle espressioni,
+le quali, solamente ieri non venivano
+riguardate, che come <i>leggerissime
+offese</i>.»
+</p>
+
+<p>
+Presa da sdegno allor la Regina, e
+tenendo fermi gli occhi sul Conte tanto
+che gli parlò, tal si fu il tenore della
+sua risposta: «Per il giusto Iddio! Milord,
+<span class="pagenum" id="Page_226">[226]</span>
+la tua sfrontatezza passa ogni limite;
+ma essa non ti gioverà nulla.
+(Indi voltasi all’assemblea col tuono
+del più feroce sarcasmo): Venite Lordi,
+venite tutti ad ascoltare una novità:
+le nozze clandestine di milord di Leicester
+hanno tolto uno sposo a me,
+e un Re all’Inghilterra. Non si può
+negare, che i gusti di sua Signoria siano
+affatto patriarcali: non gli bastava
+una sola moglie, e riserbava a noi l’onore
+della sua mano sinistra. Ora domando io,
+non è questo l’eccesso della temerità?
+Ch’io non abbia potuto onorarlo con qualche
+contrassegno di regio favore, senzachè
+egli già si presuma avere in pugno
+la mia corona e la mia mano? Voi però
+Lordi, lo spero, voi portate miglior
+opinione della vostra Regina; ed io sento
+per questo ambizioso la compassione che
+mi desterebbe un fanciullo, allorchè si
+vede scoppiar fra le mani un globo di
+sapone. Gli è ora di recarsi alla sala del
+ricevimento. Milord di Leicester, vi comandiamo
+di seguirci e di non allontanarvi
+da noi.»
+</p>
+
+<p>
+Ognuno in quella stavasi impaziente
+per la curiosità, ed universale fu lo stupore,
+allorchè la Sovrana così parlò ai
+circostanti:
+</p>
+
+<p>
+«Le ricreazioni di Kenilworth non sono
+<span class="pagenum" id="Page_227">[227]</span>
+ancor terminate, Milordi e Milady:
+ne rimane da celebrare le nozze del nobile
+proprietario.»
+</p>
+
+<p>
+E qui destossi un generale mormorio
+di maraviglia; ma continuò la Regina:
+</p>
+
+<p>
+«Null’avvi di più sicuro, e ve ne
+diamo noi la nostra reale parola. Egli
+ce ne ha fatto un segreto per riserbarne
+il piacere di una tale sorpresa. Voi
+morite di curiosità, ben me n’accorgo, di
+conoscere la fortunata sposa del Conte
+di Leicester. Ella è Amy Robsart, quella
+medesima, la quale perchè nulla mancasse
+ai divertimenti del giorno scorso, vi
+sostenea la parte di moglie d’un servo
+del medesimo Conte, di Varney.»
+</p>
+
+<p>
+«In nome di Dio, gran Regina! (soggiunse
+il Conte che le si avvicinò portando
+scolpiti sul volto l’umiltà, il dolore,
+la vergogna, e parlando sotto voce
+abbastanza perchè altri non lo ascoltassero)
+prendetevi il mio capo, siccome
+lo minacciaste nell’impeto del vostro sdegno,
+e risparmiatemi questi insulti; non
+vogliate calpestare col regal vostro piede
+un verme già stritolato.»
+</p>
+
+<p>
+«Un verme Milord! (e in dir ciò contraffece
+il tuono del supplicante...) Oh!
+dite piuttosto un serpente, egli è un rettile
+più nobile, e meno inesatto sarebbe
+il paragone..... Il serpente intorpidito,
+<span class="pagenum" id="Page_228">[228]</span>
+agghiacciato a voi ben noto, che
+riprese calore in tal seno....»
+</p>
+
+<p>
+«Per l’amore di voi, Regina, e per
+riguardo a me stesso finchè mi resta ancora
+qualche lume di ragione....»
+</p>
+
+<p>
+«Parlate a voce più alta, o Milord,
+e più di lontano se vi piace; il vostro
+fiato guasta le pieghe al nostro collare.
+Qual cosa avete da domandarci?»
+</p>
+
+<p>
+«La permissione, disse con voce sommessa
+il misero Conte, di trasferirmi
+tosto a Cumnor.»
+</p>
+
+<p>
+«Sarà, cred’io, per condurvi la vostra
+sposa! L’idea è ottima, perchè a
+quanto intendemmo dire, ella si trova
+in assai cattive mani. Ma, Milord, voi
+non potete andarvi in persona. Abbiamo
+divisato di passare alcuni altri giorni
+in questo castello di Kenilworth: non
+sarebbe troppa compitezza per parte vostra
+il privarci della presenza del nostro
+ospite, tanto che ne piacerà farvi dimora. E
+con vostra buona licenza, noi
+non siamo d’avviso d’assoggettarci a tale
+affronto al cospetto de’ nostri sudditi. Tressiliano
+andrà in vece vostra a Cumnor
+e lo accompagnerà uno de’ nostri
+gentiluomini di camera, affinchè Milord
+di Leicester non torni ad essere geloso
+del suo antico rivale. Chi vuoi avere
+per tuo compagno di viaggio, o Tressiliano?»
+</p>
+
+<p>
+<span class="pagenum" id="Page_229">[229]</span>
+</p>
+
+<p>
+Tressiliano pronunziò con umile sommessione
+il nome di Raleigh.
+</p>
+
+<p>
+«Sì veramente! disse la Regina: hai
+fatto un’ottima scelta. Raleigh è di recente
+armato cavaliere, e liberare una
+donna dalla prigionia non è un cattivo
+principio nella carriera delle belle avventure.
+Miei signori e signore, dovete
+sapere che il soggiorno di Cumnor
+non vale nulla meglio d’una prigione....
+Poi vi hanno preso stanza certi cavalieri
+di mal talento, che brameremmo, sotto
+buona guardia, avere in nostro potere. A
+voi, nostro segretario; consegnerete
+a Tressiliano e a Raleigh un’ordinanza,
+affinchè si assicurino delle persone di
+Riccardo Varney e d’Alasco. Li vogliamo
+qui o morti o vivi. Prendete con
+voi la scorta che sarà sufficiente. Signori,
+conducete milady Leicester a Kenilworth
+con tutti gli onori dovuti al
+suo grado. Non perdete un istante. Dio
+v’accompagni!»
+</p>
+
+<p>
+I due gentiluomini incaricati di tale
+comando chinarono rispettosamente il
+capo ed uscirono.
+</p>
+
+<p>
+Chi varrà a descrivere il modo onde
+si terminò in Kenilworth cotale giornata?
+La Regina rimastavi, siccome parve,
+a solo disegno d’insultare, e mortificare
+il conte di Leicester, si mostrò esperta
+<span class="pagenum" id="Page_230">[230]</span>
+in tutti gli affinamenti di femminile vendetta,
+quanto lo era nell’arte di governare
+con saggezza i suoi popoli. La Corte
+non secondò che troppo la mente della
+Sovrana; onde il signore di Kenilworth,
+in mezzo a feste da lui ordinate, e nel
+suo proprio castello, provò sotto ogni
+aspetto qual sia la sorte di un cortigiano
+caduto in disgrazia; e l’annunziavano
+a lui così il contegno freddo e poco
+rispettoso de’ suoi partigiani, pronti ad
+abbandonarlo, come la mal repressa gioia
+di coloro, che già erano i suoi chiariti
+avversari. Soli, Sussex serbando quella
+franchezza militare adatta all’indole sua
+generosa, Burleigh e Walsingham, servendo
+ad un accorgimento che facea loro
+vedere più da lontano le cose, ed alcune
+matrone, mosse da quella compassione,
+che è caratteristica del lor sesso,
+questi, dissi, furono i soli in una corte
+sì numerosa, che in quella sera mostrassero
+a Leicester la fisonomia del mattino.
+</p>
+
+<p>
+Dudley si era accostumato a riguardare
+il favor delle Corti siccome scopo principale
+della sua vita; laonde non è maraviglia,
+se tutti gli altri sentimenti
+dell’animo suo per alcun tempo rimasero
+assorti in mezzo a quelli de’ tormenti,
+onde l’altero suo spirito si vedea martoriato
+da una non interrotta sequela
+<span class="pagenum" id="Page_231">[231]</span>
+di picciole umiliazioni e di studiati
+disprezzi, de’ quali era divenuto il bersaglio.
+Ma ritrattosi la notte in sua stanza,
+gli si offerse al guardo quella lunga e
+bellissima treccia di capelli, che servì
+ad annodare la lettera di Amy, ed ebbero
+quei capelli la virtù magica d’un
+talismano per ridestare nel cuore di lui
+sentimenti più nobili e più soavi. Mille
+volte egli baciò que’ capelli, e ripensando
+che stava sempre in suo arbitrio
+il ritrarsi nel delizioso soggiorno di Kenilworth,
+degno veramente d’un Sovrano,
+e condurvi gioconda vita colla tenera
+ed avvenente compagna, in cui poneva
+omai ogni speranza di futura beatitudine,
+tale idea il confortò sì fattamente,
+che non solo vide in essa una via di
+sottrarsi alle acerbità cui soggiacque il
+dì innanzi, ma quella ben anche di sollevarsi
+al di sopra della vendetta onde
+la regina Inglese il percosse.
+</p>
+
+<p>
+Per la qual cosa, nel giorno successivo,
+il Leicester diè a divedere sì nobile
+serenità d’animo, sì generosa indifferenza
+sul contegno che verso la persona
+di lui serbavano gli ospiti, e tanta
+sollecitudine ad un tempo affinchè nulla
+mancasse ai loro diletti, e per ultimo sì
+rispettosa magnanimità nel sopportare pazientemente
+le mortificazioni, onde cercava
+<span class="pagenum" id="Page_232">[232]</span>
+amareggiargli l’animo Elisabetta,
+che perfino questa Sovrana si credè costretta
+ad assumere novelli modi ver lui,
+i quali comunque freddi ed alteri, non
+furono omai di tal natura ch’ei potesse
+riguardarli siccome strali vibrati contro
+di lui. Che anzi la stessa Regina, voltasi
+a coloro che credeano blandirla coll’usar
+maniere men convenevoli al Conte,
+lor fece intendere col tuono della rampogna,
+come, sintantochè rimaneano a
+Kenilworth, avessero l’obbligo di prestare
+al Leicester tutti quei riguardi, che qual
+signore del Castello gli erano dovuti. In
+somma nel volgere di ventiquattro ore le
+cose aveano preso sì diverso aspetto
+che le persone più pratiche e destre
+nell’oceano della Corte, prevedendo
+perfino la possibilità di vedere riasceso
+in favore il Leicester, vestirono un contegno
+adatto, se ad essi ne fosse venuto
+l’uopo, a farsi merito di non averlo abbandonato
+nel giorno della sciagura. Ma
+gli è omai tempo di togliersi alle mene
+cortigianesche per seguire nel loro viaggio
+il Cornovagliese e Raleigh.
+</p>
+
+<p>
+Oltre a Wayland, seguiva questi due
+gentiluomini, un ajutante di campo della
+Regina, e due vigorosi servi. Ognuno
+di tale brigata era armato a tutto
+punto, e il viaggio faceasi con quanta
+<span class="pagenum" id="Page_233">[233]</span>
+sollecitudine potea conciliarsi colla necessità
+di far conto de’ cavalli, che uno
+sforzo troppo violento, attesa la lunghezza
+della corsa, avrebbe sciupati. Ben cercarono
+indizi sulla via tenuta dal Varney,
+ma sendo stato nel durar della
+notte il viaggio di costui, nessuna traccia
+lor venne fatto raccoglierne.
+</p>
+
+<p>
+Giunti ad un picciolo villaggio lontano
+dodici miglia da Kenilworth, ove si
+fermarono per dar riposo ai cavalli, videro
+farsi loro incontro un povero ecclesiastico,
+curato di quel luogo, che uscendo
+d’un angusto abituro veniva per chiedere
+se alcuno di quel drappello s’intendesse
+di chirurgia, e per pregarlo ad
+entrar pochi istanti nella capanna per
+visitare un moribondo.
+</p>
+
+<p>
+Wayland, l’empirico, si offerse tosto
+a mettere in opera tutto il suo sapere;
+ed intanto che il curato lo introducea
+nell’additato luogo, udì narrarsi, come
+alcuni contadini, che nella mattina dell’antecedente
+giorno si portavano ai lor
+lavori, avessero trovato sulla strada maestra,
+dieci miglia lontano dal villaggio,
+un uomo ferito, che poi il curato ricettò
+nella propria abitazione, e come
+la ferita, derivatagli da un’arme da
+fuoco ed evidentemente mortale, avesse
+portata sì violenta febbre al paziente,
+<span class="pagenum" id="Page_234">[234]</span>
+che gl’impediva il tenere alcun seguìto
+discorso, onde niuno era giunto a comprendere
+se lo avesse condotto a quel
+deplorabile stato o rissa, od opera d’assassini.
+Entrò Wayland in un’oscura cameretta;
+ma non appena sollevatesi dal
+curato le cortine del letto, riconobbe ai
+lineamenti comunque alterati del moribondo
+la figura di Michele Lambourne.
+Immantinente Wayland, con pretesto di
+andar a prendere qualche cosa di cui
+abbisognava, uscì frettoloso per avvertire
+di questo avvenimento straordinario
+i compagni. Grande inquietudine allora
+prese Tressiliano e Raleigh, i quali seguirono
+in tutta fretta Wayland per assistere
+all’ultim’ore del vivere di Lambourne.
+</p>
+
+<p>
+Quello sciagurato trovavasi in quel punto
+alle angoscie di morte, nè da morte
+lo avrebbe salvato, non diremo Wayland,
+ma neanco un chirurgo il più esperto
+nell’arte sua, perchè la palla gli aveva
+attraversato il corpo da una parte all’altra.
+Gli rimaneva ancor qualche poco
+l’uso de’ sensi, e ne sia prova, che riconobbe
+Tressiliano, e per cenni lo sollecitò
+ad inchinarsi al suo capezzal della
+morte. Avvicinatosi Tressiliano, il moribondo
+pronunziò interrotti accenti, fra’
+quali i nomi di Varney e di lady Leicester
+<span class="pagenum" id="Page_235">[235]</span>
+si fecero udire, ma la cosa unicamente
+chiara si fu la conclusione, che
+eccitava Tressiliano a far presto per non
+arrivar troppo tardi. Indarno s’adoperò
+lo stesso Tressiliano onde ottenere più
+intelligibili indizi, perchè il Lambourne
+cadde in delirio, ed allorchè questi
+gli si volse anche una volta per conciliarsene
+l’attenzione fu sol per pregarlo
+di far sapere all’oste dell’<i>Orso nero</i>,
+<i>che finalmente il suo nipote era morto.....
+ma nel proprio letto</i>&#8205;<a class="tag" id="tag15" href="#note15">[15]</a>. Un istante
+dopo venne una convulsione a verificarne
+la profezia, e tale incidente, e
+soprattutto le penultime frasi del Lambourne
+non valsero che ad eccitare nell’animo
+de’ nostri viaggiatori un’affannosa
+perplessità sulla sorte della Contessa. Addoppiarono
+di premura nel rimanente
+del loro viaggio, chiedendo cavalli in
+nome della Regina tutte le volte che
+quelli su cui stavansi divenivano inetti
+alla corsa.
+</p>
+
+<div class="chapter">
+<p><span class="pagenum" id="Page_236">[236]</span></p>
+
+<h2 class="nosp">CAPITOLO XI.</h2>
+</div>
+
+<div class="poem-container">
+<div class="poem inl"><div class="stanza">
+<p class="i01">Tre volte rintronò di morte il tetro</p>
+<p class="i02"> Suon la squilla feral; di quelle fosse</p>
+<p class="i02"> Ogn’eco ripetè dolente metro</p>
+<p class="i01">Di moribondi lai; tre volte scosse,</p>
+<p class="i02"> Il corvo i tardi vanni, e con sinistri</p>
+<p class="i02"> Colpi le vette di Cumnor percosse.</p>
+<p class="i12"> <i>Mickle</i>.</p>
+</div></div>
+</div>
+
+<p>
+Or n’è d’uopo far ritorno a quella parte
+della nostra storia, allorchè vedemmo
+Varney, incoraggiato dagli arbitrii che
+il Conte gli conferì e dalla regale permissione
+di vedere Amy ogni qualvolta
+il volea, darsi tutta la sollecitudine onde
+impedire che si scoprissero le scellerate
+sue trame, ed allontanare quindi dal castello
+di Kenilworth la sfortunata Contessa.
+Egli avea per vero divisato di non
+partire che nel dì successivo a quello in
+cui ricevette dal Conte il fatale anello;
+ma temendo non se ne ammollisse l’animo
+in quell’intervallo, o non gli venisse
+desio di vedere una seconda volta la moglie,
+deliberò con un’immediata partenza
+distruggere persino la possibilità di
+<span class="pagenum" id="Page_237">[237]</span>
+un avvenimento, in cui vedea col palesarsi
+de’ suoi infami divisamenti, compiuta
+la propria rovina. In tale idea fece
+chiamare il Lambourne e grandemente,
+come il dicemmo, irritossi, allorchè
+seppe che questo complice servo era
+uscito del castello per darsi bel tempo
+nel vicino villaggio od altrove; ma non
+dubitando ch’ei non fosse di ritorno tantosto,
+lasciò ordine affinchè costui si
+allestisse ad accompagnarlo, o a seguirlo
+se non rientrava in tempo di uscire
+con lui.
+</p>
+
+<p>
+Ed intanto si prevalse del ministerio
+d’altro servo, di nome Robin Tider,
+cui erano in parte noti i misteri di Cumnor,
+ove più d’una volta si portò in
+compagnia del padrone. Cotest’uomo,
+che quanto all’indole si assomigliava
+molto al Lambourne, comunque, nè accorto
+nè dissoluto al pari di lui, ricevette
+comando dal Varney di mettere la
+sella a tre cavalli, e di preparare una
+lettica, tenendosi presto al partire. Lo
+sconcerto intellettuale di Amy, creduto
+generalmente quanto credeasi ch’ella
+fosse moglie dello scudiere di Leicester,
+fu scusa bastante a spiegare il modo misterioso
+che teneasi nel rimoverla dal
+castello, e sperò il ribaldo diverrebbe
+parimente scusa per lui, se le grida e
+<span class="pagenum" id="Page_238">[238]</span>
+la resistenza della infelice Contessa lo
+avessero costretto a giustificarsi. Ma ai
+suoi neri disegni diveniva parimente indispensabile
+l’assistenza di Tony Foster,
+onde s’avviò ad accertarsene.
+</p>
+
+<p>
+Il Foster di mal umore, ed insociabile
+di sua natura, stanco inoltre del
+cammino fatto da Cumnor a Kenilworth
+per annunziare la fuga della Contessa,
+si tolse per tempo di mezzo alle gozzoviglie;
+e già ritiratosi nella propria stanza,
+dormiva profondamente, allorchè vi
+entrò Varney, già vestito compiutamente
+da viaggio, e con una lanterna cieca
+alla mano. Si fermò un istante per ascoltare
+quali cose borbottasse costui che
+sognava, e ne udì chiaramente queste
+voci: «<i>Ave Maria, ora pro nobis</i>....
+No, non deve dire così... Liberaci dal
+male... Ah! va meglio.»
+</p>
+
+<p>
+«Il malandrino fa orazione dormendo,
+disse Varney, e confonde insieme
+i rituali, nuovo ed antico. Avrai bisogno
+di maggiori orazioni, amico mio,
+se finiremo insieme la faccenda per cui ti
+cerco&#8205;<a class="tag" id="tag16" href="#note16">[16]</a>. Ho! Ho! uomo santo, beatissimo
+<span class="pagenum" id="Page_239">[239]</span>
+penitente, svegliati. Il diavolo
+non ti ha per anche licenziato dal suo
+servizio.»
+</p>
+
+<p>
+E nel dir queste cose scosse per un
+braccio il dormiente, e con tale scotimento
+gli ruppe il corso delle prime idee, onde
+questi si diede a gridare: «Al ladro!
+al ladro! morirò in difesa del mio oro,
+del mio oro guadagnato con tanta fatica,
+e a sì caro prezzo. Dov’è Giannina?
+Non le sarebbe già accaduta qualche
+disgrazia?»
+</p>
+
+<p>
+«Nessuna, storditaccio che sei con
+tutti que’ tuoi muggiti! Non ti vergogni
+di far tanto baccano?»
+</p>
+
+<p>
+Intanto il Foster ebbe tempo di svegliarsi
+compiutamente, e sedutosi sul letto
+chiese a Varney che cosa significasse
+quella visita ad una tal ora: «Essa non
+mi presagisce nulla di buono,» aggiunse.
+</p>
+
+<p>
+«La tua profezia è falsa, mio caro
+sant’Antonio; perchè la mia visita annunzia
+esser giunta l’ora che il tuo contratto
+enfiteutico si cambi in atto di proprietà.
+Che ne dici?»
+</p>
+
+<p>
+«Se tu me l’avessi detto a chiaror di
+giorno, me ne sarei rallegrato; ma in
+quest’ora di mal augurio, illuminato da
+quella luce sepolcrale che porti con te,
+e mentre il pallor del tuo volto fa un
+chiaroscuro spaventevole colla leggerezza
+<span class="pagenum" id="Page_240">[240]</span>
+delle tue parole, mi vedo costretto ad angustiarmi
+sulle commissioni che stai per
+impormi, anzichè rallegrarmi del compenso
+che mi prometti.»
+</p>
+
+<p>
+«Che cosa ti viene in mente, o vecchio
+stolido? Tutto l’affar si riduce a
+ricondurre al castello di Cumnor l’antica
+tua prigioniera.»
+</p>
+
+<p>
+«Tutto si riduce qui? Eppure il tuo
+volto ha un color cadaverico, e ad alterarlo
+in sì fatto modo non vi vogliono
+freddure. Non è propriamente altro?»
+</p>
+
+<p>
+«Oh! non altro. Al più, al più una
+bagattelluccia di giunta!»
+</p>
+
+<p>
+«Ah! risoggiunse il Foster, la tua
+pallidezza aumenta sempre più ad ogn’istante.»
+</p>
+
+<p>
+«Non ci badare, disse Varney, tu
+non mi vedi in fisonomia che alla squallida
+luce di questa lanterna. Alzati ed
+opera. Pensa a Cumnor ed al tuo atto
+di proprietà. E ti par poco? Potrai fondare
+una bottega di congregazioni ebdomadarie,
+ed assegnare a Giannina una dote
+sì ricca, come se fosse la figlia d’un
+barone. Settanta e più lire sterline!»
+</p>
+
+<p>
+«<i>Settantanove lire sterline, cinque scellini,
+e cinque soldi e mezzo, oltre il valor
+delle legna</i>, così Foster portò ad
+esattezza il conto. E tutto questo in proprietà?»
+</p>
+
+<p>
+<span class="pagenum" id="Page_241">[241]</span>
+</p>
+
+<p>
+«Tutto, mio caro collega, fin gli scoiattoli
+del sito, in somma tutto. Non verrà
+uno zingaro a tagliare un pezzetto di
+legna, non un ragazzo ad acchiappare un
+nido d’uccelli sopra i tuoi fondi, se non
+ti pagano il valore delle cose che portano
+via. Tu il vedi, non può andare
+di meglio per te. Spicciati adunque, e
+fa il tuo fagotto più presto che puoi. I
+cavalli sono sellati, tutto è pronto. Non
+manca se non se quel rompicollo d’inferno
+del Lambourne, che sarà a fare qualcuna
+delle sue diavolerie.»
+</p>
+
+<p>
+«Ecco, sir Riccardo, quel che vi frutta
+il non dar retta ai miei buoni consigli!
+Ve l’ho sempre detto: questo beone, questo
+scapestrato vi mancherà quando ne
+avrete più di bisogno. Io avrei potuto
+in vece di costui provvedervi d’un
+qualche giovane sobrio, e contegnoso.»
+</p>
+
+<p>
+«Sicuramente! qualche ipocrita della
+tua congregazione! Ma potrà venire all’uopo
+anche questi. Grazie a Dio, avremo
+bisogno d’operai d’ogni specie. Ottimamente!
+Non dimenticare le tue pistole.
+Su via, andiamo.»
+</p>
+
+<p>
+«Ove si deve andare prima di tutto?»
+</p>
+
+<p>
+«Alla stanza di Milady, e bada bene
+ch’ella dee venire con noi. Tu non sei
+uomo, cred’io, da lasciarti intimidire
+dalle sue grida.»
+</p>
+
+<p>
+<span class="pagenum" id="Page_242">[242]</span>
+</p>
+
+<p>
+«No: semprechè per altro possiamo
+avvalorare la nostra condotta con qualche
+passo di santa Scrittura. Avvene uno
+che dice: <i>donne, ubbidite ai vostri mariti</i>.
+Ditemi adunque: gli ordini di Milord
+ci mettono abbastanza al sicuro,
+caso che adoperassimo la violenza?»
+</p>
+
+<p>
+«Ma guarda Tony! È questo il suo
+anello.» Ribattute così dal Varney le
+obbiezioni del suo collega, andarono di
+conserva all’appartamento del lord Hunsdon,
+e fattisi conoscere dalla sentinella
+quali esecutori d’un disegno approvato
+dalla Regina e dal conte di Leicester,
+entrarono nell’appartamento dell’infelice
+Contessa.
+</p>
+
+<p>
+Ognuno immagina l’orrore onde fu
+compresa Amy, allorchè destatasi d’improvviso,
+vide al fianco del suo letto
+Varney, l’uomo ch’ella temeva ed odiava
+maggiormente su questa terra; e in sì
+tristo punto, le fu quasi conforto l’accorgersi,
+ch’ei non era solo, comunque
+grandi motivi avesse parimente d’abborrirne
+il compagno.
+</p>
+
+<p>
+«Signora, le disse il Varney, non è
+il tempo questo di far cerimonie. Milord
+di Leicester, costretto dall’impero delle
+circostanze vi comanda venire con noi a
+Cumnor; ecco il suo anello, ch’io vi
+fo vedere come contrassegno de’ suoi formali
+voleri.»
+</p>
+
+<p>
+<span class="pagenum" id="Page_243">[243]</span>
+</p>
+
+<p>
+«Ella è un’impostura, rispose la Contessa;
+tu gl’involasti un tal pegno...
+Tu che ti senti capace di tutte le scelleratezze,
+incominciando dalla più atroce
+e venendo ad ogn’altra più abbietta!»
+</p>
+
+<p>
+«Quanto v’annunzio, o Signora, riprese
+a dire il Varney, è vero, e tanto
+vero, che se non vi preparate a secondarci,
+noi saremo costretti adoperare la
+violenza per eseguire gli ordini di cui
+siamo incaricati.»
+</p>
+
+<p>
+«La violenza!.... Tu non oseresti
+venire a tale espediente..... Vile che
+sei!»
+</p>
+
+<p>
+«Ciò è quanto, o Signora, rimane
+a provarsi (soggiunse il Varney che
+aveva calcolato sul terrore, siccome unico
+espediente a soggiogare quell’anima nobilmente
+altera). Non mi riducete dunque
+a tale estremità, o troverete in me
+un ruvido cameriere.»
+</p>
+
+<p>
+All’udir tale minaccia l’infelice Amy
+mandò grida sì spaventevoli che se in
+quel castello non l’avessero fermamente
+creduta delirante, le sarebbero corsi in
+aiuto e il lord Hunsdon, e molt’altri;
+ma accortasi che le sue grida erano vane,
+s’indirisse al Foster, supplicandolo
+ne’ modi i più commoventi, ed in nome
+dell’onore, e dell’innocenza della figlia
+di lui Giannina a non comportare che
+<span class="pagenum" id="Page_244">[244]</span>
+la sposa d’un Leicester fosse trattata con
+tanta indegnità.
+</p>
+
+<p>
+«Che vi pensate voi, o Signora? allor
+disse il Foster; le donne debbono stare
+soggette ai loro mariti: questa è una legge
+che loro vien fatta dalla Scrittura. Se
+vi vestite da voi medesima per venire
+con noi, se non opponete resistenza,
+non vi sarà chi vi tocchi colla punta di
+un dito, sintantochè almeno io sia libero
+di scaricare una pistola.»
+</p>
+
+<p>
+Non vedendo ella giugnere alcun soccorso,
+e in qualche modo rassicurata
+dalla risposta del Foster, a malgrado
+del tuono burbero in cui fu pronunziata,
+ella promise di abbandonare il letto
+e vestirsi, semprechè i suoi tiranni volessero
+ritirarsi nella stanza contigua.
+Allora il Varney l’accertò ch’ella non
+avea nulla da temere pel proprio onore,
+e per la propria sicurezza sintanto ch’egli
+la tenea in custodia, e di più promise
+non avvicinarsele, poichè s’accorgeva
+di essere per lei oggetto tanto
+sgradevole.
+</p>
+
+<p>
+«Il vostro sposo, soggiunse costui, sarà
+a Cumnor ventiquattro ore dopo di voi.»
+</p>
+
+<p>
+Confortata alquanto da tale promessa,
+cui però molto non s’affidava, la sfortunata
+Amy si vestì al lume della lanterna,
+che il Varney le lasciò nella stanza
+mentre nell’altra si trasferiva.
+</p>
+
+<p>
+<span class="pagenum" id="Page_245">[245]</span>
+</p>
+
+<p>
+Sorse ella dal suo letto, piangendo a
+cald’occhi, tremando, implorando il
+Cielo; e compresa da sentimenti ben diversi
+da quelli che provò un giorno,
+allorchè adornandosi le stava d’appresso
+il contento che appartiene ad una beltà
+consapevole dell’impero de’ propri vezzi.
+</p>
+
+<p>
+Ella impiegava più che il poteva lungo
+tempo a vestirsi; ma finalmente spaventata
+dagli accenti d’impazienza che
+le facea udire il Varney, fu costretta ad
+annunziare a quei mostri ch’ell’era già
+pronta.
+</p>
+
+<p>
+Nell’istante che si metteva in cammino,
+ella si tenne vicino al Foster, dando
+sì chiaramente a conoscere la tema inspiratale
+dal Varney, che questi credè
+opportuno l’accertarla con giuramento
+d’aver tutt’altra intenzione fuorchè quella
+d’avvicinarsele.
+</p>
+
+<p>
+«Se acconsentite, diss’egli, ad obbedire
+pazientemente ai voleri del vostro
+sposo, non mi vedrete che rade volte;
+e vi lascerò fra le mani del condottiere
+che il vostro buon gusto a me preferisce.»
+</p>
+
+<p>
+«I voleri del mio sposo! sclamò ella,
+ma!... Sono i voleri di Dio, e tal motivo
+mi dee bastare.... Seguirò il signor
+Foster colla docilità d’una vittima
+che viene tratta al sagrifizio. Foster almeno
+<span class="pagenum" id="Page_246">[246]</span>
+è padre, e mi userà i riguardi
+della decenza, se non quelli dell’umanità.
+Ma tu, o Varney, te lo ripeto,
+dovessero pur anche essermi queste le
+ultime parole, entrambi tai sentimenti
+sono estranei per te.»
+</p>
+
+<p>
+Fu il Varney pago di risponderle stare
+in lei la scelta di chi dovea accompagnarla;
+e marciò primo per additare il
+cammino. La Contessa, sorretta, e quasi
+trascinata dal Foster venne condotta dalla
+torre di <i>St-Lowe</i> alla porta di soccorso,
+ove Tider stava aspettandola con cavalli
+e con una lettica. Ella si lasciò collocare
+entro questa sorte di calesse, guidato
+da Tider; e mostrò gradire che mentre
+il Foster si tenea vicino alla sua
+lettica, l’odioso Varney le stesse addietro
+in qualche distanza. In mezzo all’ombre
+della notte costui scomparve affatto
+ai suoi occhi.
+</p>
+
+<p>
+Amy, che ancora non glielo impedivano
+le tortuosità del cammino, volse
+gli ultimi sguardi ver quelle maestose
+torri, retaggio del suo sposo, e che brillavano
+tuttavia della festiva illuminazione
+fattasi in quella notte. Ma poichè non
+le fu dato oltre il vederle, lasciò ricadere
+il capo sul proprio seno, e raggruppandosi
+nella lettica si pose nelle
+mani della Providenza.
+</p>
+
+<p>
+<span class="pagenum" id="Page_247">[247]</span>
+</p>
+
+<p>
+Al desiderio che Varney aveva di procacciare
+nel durar del viaggio tranquillità
+alla Contessa, aggiugneasi un bisogno,
+conforme affatto al divisato colpevole
+scopo, d’intertenersi senza testimoni col
+Lambourne, dal quale sperava essere
+bentosto raggiunto.
+</p>
+
+<p>
+Ei conosceva l’indole di questo malvagio,
+avida, capace freddamente d’ogni
+crudeltà, e risoluta ad un tempo, ond’ei
+lo riguardava come l’uomo il più
+atto a secondarlo.
+</p>
+
+<p>
+Erano oltre due ore ch’ei si trovava
+in cammino, quando udì il galoppar di
+un cavallo, nè tardò Michele Lambourne
+ad essergli d’appresso.
+</p>
+
+<p>
+Impazientito come era Varney della
+tardanza di costui durissimamente l’accolse:
+</p>
+
+<p>
+«Sfaccendato, ubbriacone! la tua pigrizia,
+la tua mala condotta ti metteranno
+ben presto la corda al collo, e vorrei
+fosse domani.»
+</p>
+
+<p>
+Sì fatto stile di rampogna non piacque
+punto al Lambourne che dimenticò la
+solita docilità, perchè gli avevano oltre
+ogni misura scaldata la testa non solamente
+la copia delle beviture, ma la
+vanità di avere avuto una specie d’intertenimento
+confidenziale con sua Signoria
+di Leicester, e la maggiore di essersi impadronito
+<span class="pagenum" id="Page_248">[248]</span>
+d’un segreto che pungeva la
+costui curiosità.
+</p>
+
+<p>
+Le risposte pertanto date al Varney
+intendevano a significare, ch’ei non
+avrebbe sofferti modi arroganti dal primo
+cavaliere del mondo; che il lord
+Leicester lo aveva tenuto seco per affari
+d’alta importanza; che una scusa di tal
+natura poteva ben bastare ad un Varney,
+ad un Varney che in sostanza era
+un servitore come il Lambourne.
+</p>
+
+<p>
+Poca non fu la sorpresa dell’altro,
+quando udì parlarsi in tal temerario tuono,
+ma reputando ciò, solo effetto del
+vino bevuto da Michele, fe’ vista di non
+accorgersene, e s’accinse invece ad indagare
+l’animo di questo servo con politiche
+interrogazioni: «Acconsentirebbe
+il Lambourne ad allontanare certo unico
+ostacolo che impediva il Conte di salire
+a quell’alto grado, in cui soltanto gli
+sarebbe agevole il rimunerare al di là
+de’ lor desiderii i suoi servi fedeli?»
+</p>
+
+<p>
+Michele per allora la fece da stupido
+come se non intendesse a che mirava il
+discorso di Varney, il quale tantosto gli
+spiegò in chiari termini come l’ostacolo,
+di cui egli favellava, fosse la persona
+trasportata in lettica.
+</p>
+
+<p>
+«Ottimamente sir Riccardo! Ma fate
+ben attenzione a quello che sto adesso
+<span class="pagenum" id="Page_249">[249]</span>
+per dirvi, rispose Michele: vi sono tali
+uni, che la sanno più lunga di tali altri,
+mi capite? E vi è anche diversità
+fra malvagi e malvagi. Al proposito di
+cui mi parlate, io conosco la mente di Milord
+meglio di voi, perchè mi ha confidato
+tutto. A voi! I suoi ordini stanno in questa
+lettera, e ascoltate mo quali furono le
+ultime sue parole: Michele Lambourne,
+mi ha egli detto, (perchè sua Signoria
+mi parla come si parla ad uomo che
+porta spada, e non mi dice <i>sfaccendato,
+ubbriacone</i>, nè mi regala d’altri titoli
+di simil natura, come certuni, cui il
+fumo delle nuove dignità è andato alla
+testa). Il Varney (m’ha detto egli, sapete?)
+deve avere tutto il rispetto possibile
+per la mia Contessa..... V’incarico
+di tenerlo d’occhio, sig. Lambourne, e
+di ridomandargli in chiari termini il mio
+anello.»
+</p>
+
+<p>
+«Sì? rispose freddamente Varney. Ti
+ha egli proprio detto questo? Tu sai
+dunque ogni cosa?»
+</p>
+
+<p>
+«Ogni cosa, ogni cosa, e voi opererete
+con molto giudizio procurando di
+restarmi amico, sintantochè fra noi due
+possiamo darci bel tempo.»
+</p>
+
+<p>
+«E non era presente nessuno quando
+ti parlava Milord?» domandò ancora
+Varney.
+</p>
+
+<p>
+<span class="pagenum" id="Page_250">[250]</span>
+</p>
+
+<p>
+«Non un’anima vivente! Pensate voi
+che Milord Leicester volesse confidare i
+suoi segreti a tutt’altr’uomo, il quale
+non fosse risoluto al pari di me?»
+</p>
+
+<p>
+«Davvero?» disse Varney, e in questa
+girò il guardo attorno, e in lungo e
+in largo di quella strada che i raggi
+della luna schiarivano. Si trovavano appunto
+attraversando una vasta macchia.
+La lettica era un miglio innanzi di loro,
+e troppo lontana perchè potessero essere
+veduti o intesi da quelli che la scortavano.
+Dietro d’essi regnava un cupo silenzio:
+tutto annunziava che non v’erano
+testimoni. Varney pertanto ricominciò
+con Lambourne il suo colloquio.
+</p>
+
+<p>
+«Tu vorresti dunque rivolgerti contro
+il tuo padrone! contro l’uomo che ti ha
+aperto la strada ai favori della Corte!
+contro la persona di cui tu fosti in tal
+qual modo il novizio, o Michele; contro
+chi in somma ti mostrò la vastità e ad
+un tempo gli scogli della cabala!»
+</p>
+
+<p>
+«Piacciavi non chiamarmi così secco
+secco, <i>Michele</i>. Il mio nome può essere
+preceduto dal titolo di <i>Signore</i> quanto
+quello di qualcun altro; del rimanente
+poi, se sono stato novizio, il tempo del
+noviziato è finito, e ho risoluto di passare
+a mia volta maestro.»
+</p>
+
+<p>
+«Abbiti dunque il tuo salario, o insensato,»
+<span class="pagenum" id="Page_251">[251]</span>
+e dir ciò, e aver dato di mano
+ad una pistola, e attraversar d’una palla
+il corpo a Lambourne, furono per Varney
+una sola cosa.
+</p>
+
+<p>
+Quello sciagurato cadde da cavallo,
+e Varney il credè morto sul colpo. L’uccisore,
+sceso a terra, ne visitò le saccocce,
+volgendone all’infuori la fodera,
+onde le persone che si scontrerebbero
+in quel miserabile lo credessero assassinato
+dai ladri. Prese la lettera del Conte,
+ed anche la borsa di Lambourne, che
+contenea tuttavia alcune monete d’oro;
+perchè nell’animo dello scellerato combinavasi
+un bizzarro accoppiamento di
+sentimenti. Dopo aver portata in mano
+questa borsa sino ad un fiumicello che
+bipartiva per traverso la strada, la gettò
+nell’acqua lontano da sè quanto la sua
+forza il potea: tali strane reminiscenze
+d’onore si provano persino dalle anime
+le più accostumate al delitto. Questo uomo
+feroce, e privo di rimorsi, avrebbe
+creduto digradarsi, conservando alcune
+monete d’oro, appartenute a quello sgraziato,
+ch’ei fece spietatamente vittima
+d’un’infernale politica.
+</p>
+
+<p>
+L’uccisore caricò di nuovo la pistola
+dopo averne diligentemente rasciugato la
+canna e la cartella dell’acciarino, onde
+fare scomparire ogni traccia di scoppio
+<span class="pagenum" id="Page_252">[252]</span>
+recente, indi si fece a seguire in tutta
+calma, e tenendosi sempre nella stessa
+distanza, la lettica; che non parea vero
+a costui d’essersi con tanta disinvoltura
+disciolto di quell’importuno testimonio
+delle sue malvagità, e nel medesimo
+tempo apportatore d’un comando che
+Varney avea tutt’altra mente fuorchè
+d’eseguire, reputando sua gran ventura
+il poter far credere che non gli era
+pervenuto.
+</p>
+
+<p>
+Si compiè il viaggio con tal prestezza
+che ben comprovò come poco si avesse
+in conto la salute di quell’infelice a cui
+danno venne intrapreso. Le stazioni erano
+sempre in que’ luoghi, ove Varney
+avea qualche sorte di prevalenza, ed
+ove poteva esser creduta senza difficoltà
+la spacciata follia della giovane di Lidcote,
+caso che ella avesse voluto far
+prova di ricorrere alla compassione di
+coloro co’ quali nel durar delle pause
+si sarebbe trovata. Ma oltrechè ella non
+vide speranza di adoperare con vantaggio
+questo espediente, le facea troppo
+orrore la presenza del Varney, e il suo
+starsi tranquilla era il solo patto sotto
+cui quel ribaldo le promise di tenersele
+lontano nello scortarla.
+</p>
+
+<p>
+I frequenti misteriosi viaggi che in
+compagnia del conte di Leicester aveva
+<span class="pagenum" id="Page_253">[253]</span>
+fatti a Cumnor il Varney, gli acquistarono
+considerazione presso tutte le poste
+di ricambio, e gli fu quindi agevole
+il trovar prestamente cavalli tutte le volte
+che ne abbisognò. Laonde la lettica ove
+stava quella deplorabile vittima era già
+vicina a Cumnor in quella notte medesima
+che venne dopo la partenza di Kenilworth.
+</p>
+
+<p>
+Allora Varney si accostò alla lettica,
+ma chetamente, come per intervalli
+lo avea fatto lungo il cammino, e chiese
+al Foster: «Che fa ella?»
+</p>
+
+<p>
+«Dorme, gli rispose l’altro. Vorrei fossimo
+presto a casa; le vengono affatto
+meno le forze.»
+</p>
+
+<p>
+«Il riposo la ristorerà, e ben presto
+dormirà più lungo sonno, risoggiunse il
+malvagio..... pensiamo, giunti, a metterla
+in un luogo sicuro.»
+</p>
+
+<p>
+«E perchè non nel suo appartamento?
+rispose il Foster. Già non v’è più Giannina,
+perchè questa, dopo averla ben
+bene sgridata, la mandai a stare con sua
+zia. Delle vecchie fantesche possiamo star
+certi.... esse odiano di tutto cuore questa
+signora.»
+</p>
+
+<p>
+«Nemmeno perciò voglio che ci fidiamo
+di loro, mio bell’amico. N’è d’uopo
+racchiuderla nella stanza ove tieni in
+serbo il tuo oro.»
+</p>
+
+<p>
+<span class="pagenum" id="Page_254">[254]</span>
+</p>
+
+<p>
+«Il mio oro! disse Tony mostrandosi
+molto agitato. Che intendete voi dire, e
+di qual oro parlate? Iddio m’assista! non
+ho oro. Vorrei ben averne!...»
+</p>
+
+<p>
+«Oh! ti possa soffocare la peste, scimunito
+animale! Chi pensa al tuo oro?
+Se fosse in me questa sete non ho io
+cento vie più sicure per impadronirmene?
+In somma, la tua stanza da letto,
+che tu fortificasti in un modo tanto bizzarro,
+sarà il carcere della Contessa, e
+tu tanghero, andrai a sprofondarti ne’
+morbidissimi materassi, che le servivano
+per l’addietro. Già posso accertarti, che
+il Conte non ti ridomanderà mai le ricche
+suppellettili di quelle quattro stanze.»
+</p>
+
+<p>
+La quale ultima considerazione rendè
+più maneggevole il Foster, che chiese
+unicamente al Varney la permissione di
+andare avanti per apparecchiare ogni cosa,
+ed incalzando cogli speroni il cavallo,
+lasciò la lettica sotto la scorta di Tider
+e di Varney, i quali la seguivano ad una
+distanza di sessanta passi.
+</p>
+
+<p>
+Giunta a Cumnor la Contessa, domandò
+di Giannina con gran premura, e
+fortemente si turbò in udendo, che non
+potea più far conti sul servigio di questa
+ottima giovinetta.
+</p>
+
+<p>
+«Mia figlia mi sta a cuore, o Signora,
+le disse il Foster, con quell’aria sua cipigliosa,
+<span class="pagenum" id="Page_255">[255]</span>
+nè ho gran vaghezza che impari
+a mentire, e a macchinar fughe;
+su di tal particolare è già istrutta più
+ch’io non l’avrei voluto, con buona
+licenza della Signoria vostra.»
+</p>
+
+<p>
+Spossata dal viaggio, e tutta via spaventata
+dalle circostanze che il precedettero,
+la Contessa non mostrò risentirsi
+dell’arrogante acerbezza di tali detti,
+e si limitò a manifestare mansuetamente
+il desiderio di ritirarsi nelle proprie
+stanze.
+</p>
+
+<p>
+«Sì, sì, borbottò il Foster; l’inchiesta
+è ragionevole; ma con vostra sopportazione
+voi non andrete più in quell’appartamento,
+pieno, stivato di vanità
+mondane. Per questa notte dormirete in
+un luogo più sicuro.»
+</p>
+
+<p>
+«Piacesse a Dio, nella mia tomba!
+soggiunse la Contessa; ma noi fremiamo,
+anche nol volendo, all’idea della
+separazione che farà l’anima dal nostro
+corpo.»
+</p>
+
+<p>
+«Voi non avete alcun motivo perchè
+vi faccia fremere tale idea, disse Tony;
+Milord arriva qui al nuovo giorno,
+e sicuramente tornerete in grazia
+con lui.»
+</p>
+
+<p>
+«Ma verrà egli? verrà egli sicuramente,
+buon Foster?»
+</p>
+
+<p>
+«Sì, sì! <i>buon Foster</i>. Ma si vedrà
+<span class="pagenum" id="Page_256">[256]</span>
+qual <i>buon Foster</i> sarò domani quando
+parlerete di me con Milord! Benchè tutto
+quello che ho fatto sia stato fatto unicamente
+per conformarmi ai comandi ricevuti
+da lui.»
+</p>
+
+<p>
+«Voi sarete il mio protettore, un protettore
+alquanto ruvido per vero dire,
+nondimeno mio protettore. Oh! se Giannina
+fosse qui!»
+</p>
+
+<p>
+«Ella sta meglio dov’è. Basta una
+signora della vostra tempera a scompigliare
+la testa d’una ragazza. Ma, vi
+abbisogna qualche reficiamento?»
+</p>
+
+<p>
+«Oh! no, no! La mia stanza, la
+mia stanza! Spero bene che potrò chiuderla
+per di dentro.»
+</p>
+
+<p>
+«Più che padrona! purchè io il sia
+altrettanto di chiuderla per di fuori,»
+ed in questa prese una lucerna, e condusse
+Amy in una parte di quell’edifizio,
+ove ella non era stata giammai.
+Convenne fare una lunga scala a chiocciola
+per giugnervi, e li precedeva una
+delle vecchie fantesche tenendo in mano
+una lampada.
+</p>
+
+<p>
+Giunti al pianerottolo che seguiva l’ultimo
+gradino, attraversarono una strettissima
+loggia di legno di quercia; e in
+fondo ad essa vedeasi una grossa porta,
+che chiudea l’ingresso alla stanza del
+vecchio avaro. Sfornita una tale stanza
+<span class="pagenum" id="Page_257">[257]</span>
+d’ogni arredo fatto per l’agiatezza dell’abitarvi,
+non le mancava di prigione
+che il nome.
+</p>
+
+<p>
+Fermatosi sulla soglia della porta il
+Foster, consegnò la lampada alla Contessa,
+nè permise alla fantesca il seguirla.
+Amy entrò tostamente, e dopo averla
+chiusa assicurò la porta coi numerosi
+catenacci di cui Foster l’avea provveduta.
+</p>
+
+<p>
+In tutto questo intervallo il Varney
+si stette nascosto a piè della scala; ma
+udendo il romore de’ catenacci venne
+sulla punta de’ piedi, e Foster gli accennò
+coll’occhio, quasi compiacendosi
+del proprio ingegno inventivo, una macchina
+nascosta nel muro, il cui giuoco
+potea facilmente e senza strepito abbassare
+una parte di loggia a guisa di ponte
+levatoio, e togliere così ogni comunicazione
+fra la porta della camera di Tony
+e il pianerottolo posto all’estremità
+superiore della scala. La cordicella che
+metteva in lavoro la macchina, per solito
+Foster se la tenea nella stanza onde
+premunirsi contra una esterna invasione;
+ma or che la bisogna era di custodire
+un prigioniero, egli raccomandò al pianerottolo
+la fune; ed anzi fece vedere
+al Varney l’esperimento di abbassare
+questa specie di ponte levatoio.
+</p>
+
+<p>
+<span class="pagenum" id="Page_258">[258]</span>
+</p>
+
+<p>
+L’altro si diede tosto ad esaminare la
+macchina con grand’attenzione, e questa
+attenzione soprattutto rivolse a contemplare
+l’immenso vano che quel trabocchello
+apriva schiudendosi.
+</p>
+
+<p>
+Tetra oscurità vi dominava, ed era
+quella cavità profondissima, poichè discendeva
+agli ultimi sotterranei, come il
+Foster lo disse all’orecchio a Varney.
+Dopo che questi ebbe misurato per più
+riprese col guardo la profondità della voragine,
+tutto venne rimesso all’ordinario;
+indi costoro si trasferirono congiuntamente
+alla sala del castello.
+</p>
+
+<p>
+Colà pervenuti, il Varney disse a Tony
+di far portare da cena, e vino del migliore
+in tanto ch’egli conduceasi in
+traccia di Alasco. «Vi saranno faccende
+anche per lui, e conviene metterlo di
+buon umore.»
+</p>
+
+<p>
+Foster intese il senso di questi detti,
+ma senza fare alcuna rimostranza, credette
+soddisfare alla sua coscienza col
+mandare un gemebondo sospiro. La vecchia
+assicurò Varney, che fin da quando
+egli si partì, Alasco non avea, si può
+dire, nè mangiato nè bevuto, rimasto
+continuamente rinchiuso nel suo laboratorio,
+e mostrando credere di tanta importanza
+i propri lavori, come se la durata
+del mondo ne dipendesse.
+</p>
+
+<p>
+<span class="pagenum" id="Page_259">[259]</span>
+</p>
+
+<p>
+«Gl’insegnerò io, che il mondo aspetta
+qualch’altra cosa da lui,» soggiunse il
+Varney, che prese una lucerna per andare
+a trovare l’alchimista.
+</p>
+
+<p>
+Ritornò indi nè tanto presto, e pallido
+era e contraffatto, comunque il sorriso
+abituale in costui gli stesse ancor
+sulle labbra. «Il nostro amico è sfumato!»
+tali ne furono le parole.
+</p>
+
+<p>
+«Come? Che intendete voi dire? soggiunse
+il Foster. Fuggito forse?... Oh
+Dio! le mie quaranta lire sterline, che
+costui doveva decuplicare!... Ricorrerò
+subito alla giustizia.»
+</p>
+
+<p>
+«No: t’insegno un modo più facile
+di ricuperarle.»
+</p>
+
+<p>
+«Qual modo? sclamò Foster, qual
+modo? Voglio le mie quaranta lire...
+Certamente io le credeva moltiplicate,
+ma ch’io non perda almeno il capitale.»
+</p>
+
+<p>
+«Va dunque ad appiccarti, ed a citare
+Alasco alla grande cancelleria del
+diavolo, perchè si è là adesso che devi
+portar la sua lite.»
+</p>
+
+<p>
+«Come? spieghiamoci. È fors’egli
+morto?»
+</p>
+
+<p>
+«Appunto. Egli è morto, e la sua
+testa, il suo corpo son gonfi... Egli stava
+mescolando le sue droghe infernali; gli
+è caduta la maschera di cristallo, onde
+<span class="pagenum" id="Page_260">[260]</span>
+per solito si riparava il volto; il veleno
+volatile gli è entrato nel cervello, ed ha
+operato il suo effetto.»
+</p>
+
+<p>
+«<i>Sancta Maria!</i> (sclamò il Foster,
+poi ricordandosi ch’era divenuto puritano)
+cioè volli dire, Dio ci salvi nella
+sua misericordia dall’avarizia e da tutti
+i sette peccati mortali... Ma ditemi: la
+<i>protezione</i>, a vostro giudizio, era già
+consumata? Vi siete accorto, che nei
+crogiuoli stessero verghe d’oro?»
+</p>
+
+<p>
+«No, caro amico, non ho guardato
+che il cadavere. Oh lo schifoso spettacolo!
+Se vedessi! Alasco è enfiato, come
+sarebbe un uomo esposto dopo tre giorni
+sopra la ruota... Uh! Uh! Fa presto.
+Versami una tazza di vino.»
+</p>
+
+<p>
+«Voglio andare colà, soggiunse Foster,
+voglio esaminare io medesimo....»
+E prese la lucerna a tal fine. Ma giunto
+all’uscio si fermò titubando: «Non venite
+meco, sig. Varney?»
+</p>
+
+<p>
+«A che fare? Ho veduto e ho gustato
+di quell’atmosfera più del bisogno per perderne
+l’appetito. Però ho aperte le finestre
+e rinnovata l’aria. Ne uscirono
+vortici di vapore sulfureo e d’altre materie
+che soffocavano, come se lì entro
+avesse stanziato il demonio.»
+</p>
+
+<p>
+«Eh! Non potrebbe anch’essere che
+questa morte fosse stata opera dello stesso
+<span class="pagenum" id="Page_261">[261]</span>
+demonio?» soggiunse il Foster, sempre
+esitando. «Ho inteso dire che in tali momenti
+e con tal genere di persone egli
+può tutto quello che vuole.»
+</p>
+
+<p>
+«Se quel demonio che ti sei creato
+in tua testa, ti conturba l’immaginazione,
+per questa volta rimanti tranquillo.
+Bisognerebbe poi che fosse un demonio
+irragionevole affatto. Qui, in brevissimo
+tempo, egli ha avuto due bocconi
+squisiti.»
+</p>
+
+<p>
+«Come due bocconi? Che significa ciò?
+Che volete voi dire?»
+</p>
+
+<p>
+«Lo saprai a suo tempo; e poi oggi
+gli si prepara un altro banchetto.... Oh!
+ma tu stimerai la vivanda troppo delicata
+per il palato del diavolo. <i>Ella</i> avrà
+salmi, concerti celestiali di serafini, non
+è egli vero?»
+</p>
+
+<p>
+All’udir tai detti Tony Foster s’avvicinò
+lentamente alla tavola, e disse con
+voce sommessa:
+</p>
+
+<p>
+«Buon Dio! Sir Riccardo: converrà
+dunque venire a tal punto?»
+</p>
+
+<p>
+«Sì certamente, Tony; o a parte l’idea
+d’un fondo in tua proprietà.»
+</p>
+
+<p>
+«L’ho predetto sempre che la faccenda
+andrebbe a finire così. Ma come faremo
+sir Riccardo? Per qualunque cosa al
+mondo io non vorrei portare le mani
+sovr’essa.»
+</p>
+
+<p>
+<span class="pagenum" id="Page_262">[262]</span>
+</p>
+
+<p>
+«Di questo, non so biasimartene; e
+ne avrei ribrezzo, se ho da dirtela, io
+stesso. Vedo che ci tocca augurarci Alasco
+e la sua manna... ed anche quel cane
+di Lambourne.»
+</p>
+
+<p>
+«Come sarebbe a dire? Dov’è dunque
+restato Lambourne?»
+</p>
+
+<p>
+«Non interrogarmi d’altro. Tu lo rivedrai
+un giorno come t’insegna la tua
+credenza. Ma torniamo ai nostri affari
+più seri. Voglio insegnarti un lacciuolo
+per acchiappare una capinera. Dimmi
+Tony, quella trappola in alto, quella
+macchina di tua invenzione, non può
+parere sicura, anche quando le sono tolti
+i sostegni?»
+</p>
+
+<p>
+«Sicuramente, rispose Foster. Essa di
+per se medesima non si abbassa, se qualcuno
+non la preme.»
+</p>
+
+<p>
+«E se la Signora, presa da voglia di
+fuggire, vi passasse sopra, il peso del
+suo corpo basterebbe a darle la volta?»
+</p>
+
+<p>
+«Basterebbe il peso d’un sorcio.»
+</p>
+
+<p>
+«Or bene! Ella morirebbe nel tentare
+una fuga. Nè tu, nè io ci avremmo colpa,
+mio bravo Tony. Andiamo a dormire....
+Concerteremo meglio le nostre cose
+domani.»
+</p>
+
+<p>
+Nel dì successivo, sul far della sera,
+Varney chiamò il Foster per dar compimento
+all’infame loro disegno.
+</p>
+
+<p>
+<span class="pagenum" id="Page_263">[263]</span>
+</p>
+
+<p>
+Era già stato preso un pretesto per
+mandare al villaggio Tider e il vecchio
+servo di Tony. Il Foster visitò in persona
+la prigione della Contessa, come
+per vedere se nulla le abbisognasse.
+</p>
+
+<p>
+E qualche forza ebbero pure su questo
+ribaldo la mansuetudine e la pazienza
+della misera prigioniera, sì ch’ei non
+potè starsi dal raccomandarle anche con
+calore, di non mettere il piede sulla soglia
+della porta, sintantochè il lord Leicester
+non fosse arrivato. «Io spero, costui
+soggiunse, che non tarderà.» Amy
+promise rassegnarsi con pazienza a quella
+cattività; e Foster corse a raggiugnere
+il suo complice, sentendosi in parte sollevata
+la coscienza dal peso che l’opprimeva.
+</p>
+
+<p>
+«Io l’ho avvertita, diceva fra se stesso.
+Ella è un’insidia priva di conseguenza
+quella che si lascia vedere ad un
+uccelletto nell’atto di tenderla.»
+</p>
+
+<p>
+Partitosi adunque dalla stanza della
+Contessa senza chiuderne la porta al di
+fuori, levò i sostegni del trabocchello,
+che rimase in equilibrio per la lieve
+forza del combaciamento tra la sua estremità
+e il pianerottolo.
+</p>
+
+<p>
+I due ribaldi si ritrassero a pian terreno
+per aspettare ivi ciò che accaderebbe;
+ma fin qui aspettarono indarno.
+<span class="pagenum" id="Page_264">[264]</span>
+Il Varney si diede a meditare passeggiando
+su e giù per la stanza, e tenea
+nascosto il volto nel suo mantello, che
+scoperse improvviso dicendo: «In fede
+mia! non vi fu mai donna sì pazza da
+trascurare una tanto bella occasione di
+fuggire.»
+</p>
+
+<p>
+«Forse ella ha risoluto, rispose Foster,
+di aspettare l’arrivo di suo marito.»
+</p>
+
+<p>
+«Gli è vero, verissimo! (sclamò il
+Varney che immantinente uscì della porta),
+io non vi aveva per anche pensato.»
+</p>
+
+<p>
+Scorsi erano appena due minuti quando
+il Foster udì lo scalpitar d’un cavallo
+nella corte, ed un fischio simile al consueto
+segnale, onde il Conte faceva noto
+il suo arrivo. Un istante dopo la porta
+di Amy si aperse, e tantosto cedè il trabocchello.
+S’udì il romor prolungato di
+una caduta... un piccol gemito... e ogni
+cosa fu terminata.
+</p>
+
+<p>
+Allora il Varney si fece alla parte
+esterna di una finestra e con voce, il
+cui accento esprimeva una mescolanza
+atroce di fremito, e di ostentata giocondità,
+chiese a Foster:
+</p>
+
+<p>
+«Ebbene, la capinera è presa? Il tutto
+è finito?»
+</p>
+
+<p>
+«Iddio ci perdoni!» Null’altro il Foster
+seppe rispondere.
+</p>
+
+<p>
+«Stolto! soggiunse il Varney, non
+<span class="pagenum" id="Page_265">[265]</span>
+hai tu adempiuto il tuo ufizio? La tua
+ricompensa non è ella sicura? Or
+guarda nel sotterraneo. Qual cosa vedi
+tu là in quel fondo?»
+</p>
+
+<p>
+«Non vedo fuorchè vesti bianche affastellate
+che sembrano un mucchio di
+neve. Oh mio Dio.! Ella alza un braccio.»
+</p>
+
+<p>
+«Gettagli qualche cosa addosso per
+levarla di stento. Tony, la cassa de’ tuoi
+denari, sai ch’ella pesa!»
+</p>
+
+<p>
+«Varney, tu sei un demonio in carne
+umana. Non v’è più bisogno di nulla.
+Amy Robsart non è più.»
+</p>
+
+<p>
+«Eccoci tolti da ogni impaccio! sclamò
+Varney entrando in quella stanza,
+d’onde era uscito per accelerare il misfatto.
+Io non mi credeva tanto abile ad
+imitare il fischio del Conte.»
+</p>
+
+<p>
+«Oh! Se v’è un Cielo vendicatore,
+tu hai ben meritato di provarlo tale,
+proseguì il Foster, e tu lo proverai;
+tu la uccidesti col renderle ministri di
+morte gli affetti più teneri del suo cuore.
+Gli è un far bollire l’agnello nel latte
+della propria sua madre.»
+</p>
+
+<p>
+«Tu sei un imbecille, un fanatico,
+riprese a dire il Varney, componiamci
+ora a mentir la sorpresa e a spargere
+intorno scompiglio su questa morte. Il
+corpo dee rimanersi dov’è.»
+</p>
+
+<p>
+Ma tanta scelleraggine non andò lungo
+<span class="pagenum" id="Page_266">[266]</span>
+tempo impunita; perchè mentre i malvagi
+stavano consigliando, sopravvennero
+Tressiliano e Raleigh, i quali avendo incontrati
+nel villaggio Tider e l’altro servo,
+li costrinsero ad accompagnarli, e
+col loro ministerio s’introdussero nel castello.
+</p>
+
+<p>
+Tony Foster fuggì non sì tosto li vide
+entrare, e siccome pratico di tutte le
+segrete vie di quell’abitazione, s’involò
+alle loro ricerche. Ma il Varney fu sorpreso
+nello stesso luogo, ed anzichè manifestare
+verun rimorso, sembrò che quell’anima
+d’inferno prendesse diletto dall’additare
+il luogo, ove era la insanguinata
+salma della Contessa, disfidando ad
+un tempo chi potesse provare aver egli
+parte a tal morte.
+</p>
+
+<p>
+Tressiliano al contemplare il lacero
+corpo della donna, così bella dianzi, e
+da lui amata cotanto, fu colpito da sì
+terribile disperazione, che Raleigh trovossi
+costretto ad usare la forza per allontanarlo
+da tale vista acerbissima, ed
+a prendersi cura da se solo di quanto era
+mestieri eseguire dopo l’avvenimento
+fatale.
+</p>
+
+<p>
+Varney dimise bentosto il pensiero di
+nascondere nè il delitto, nè le cagioni
+che il mossero a commetterlo, e addusse
+per motivo di tale inaspettata sincerità,
+<span class="pagenum" id="Page_267">[267]</span>
+che comunque una gran parte di quanto
+egli confessava, non avesse potuto aver
+fondamento se non se di sospetti, pur
+questi sospetti medesimi sarebbero bastati
+a privarlo della confidenza di Leicester,
+e a distruggere tutto il sistema
+de’ suoi ambiziosi divisamenti.
+</p>
+
+<p>
+«Del rimanente, costui soggiunse, io
+non nacqui per condurre nell’esilio e
+nella proscrizione gli avanzi di una vita
+disonorata, nè per fare sì che la mia
+morte divenga spettacolo alla ciurmaglia.»
+</p>
+
+<p>
+Tali erano questi detti, che diedero
+a temere non volesse attentare ai propri
+giorni; onde si ebbe cura di rimover
+da lui tutto quanto avrebbe potuto giovargli
+a tal uopo. Ma pari a certi eroi
+dell’antichità portava sempre con sè una
+picciola dose di veleno potentissimo,
+preparatogli senza dubbio dal dottore
+Demetrio Alasco, e ch’egli trangugiò
+nel durare della notte.
+</p>
+
+<p>
+Fu rinvenuto morto alla mattina del dì
+successivo, nè a quanto appariva, sofferse
+lunga agonia; perchè ne’ lineamenti
+del suo volto, ancorchè morto, leggeansi
+ancora le impronte di quel riso sardonico
+che gli fu tanto famigliare. Ma la
+morte dell’empio è eterna, come dice
+la Scrittura.
+</p>
+
+<p>
+La sorte del costui complice rimase lungo
+<span class="pagenum" id="Page_268">[268]</span>
+tempo sconosciuta. Il castello di Cumnor,
+dopo il commesso tradimento, fu
+abbandonato; perchè i servi credettero
+avere udito vicino alla stanza, che fu
+poi detta la <i>Camera di lady Dudley</i>,
+e grida, e gemiti, ed altri suoni straordinari.
+</p>
+
+<p>
+Scorsi alcuni anni, Giannina, non
+ricevendone notizia alcuna, divenne padrona
+delle sostanze del padre, e le divise
+con Wayland, che lasciata affatto
+la vita del venturiere, fu tra gli onesti
+impiegati della regale casa d’Elisabetta.
+</p>
+
+<p>
+E lungo tempo dopo la morte di questi
+sposi, il loro figlio primogenito, inteso
+a fare alcune ricerche nel castello,
+scoperse nella <i>Camera di lady Dudley</i>
+un segreto passaggio, chiuso da una porta
+di ferro che aprivasi dietro il letto.
+Conducea questa porta ad una specie di
+celletta, ove trovossi una cassa piena di
+oro, e sovr’essa uno scheletro; onde
+allor solamente apparve qual fu la fine
+di Tony Foster. Egli era fuggito in questo
+segreto luogo, l’uscio del quale chiudeasi
+per di dentro con una molla, ma
+avendo dimenticata al di fuori la chiave
+onde unicamente poteva aprirsi, rimase
+egli stesso vittima degli espedienti adoperati
+per custodire quest’oro al cui acquisto
+aveva venduta la salute della propria
+anima.
+</p>
+
+<p>
+<span class="pagenum" id="Page_269">[269]</span>
+</p>
+
+<p>
+Gli è credibile che le grida e i gemiti
+uditi dai servi non fossero del tutto immaginari,
+ma venissero dal misero agonizzante
+che implorasse aiuto.
+</p>
+
+<p>
+Giunta a Kenilworth la notizia dell’atroce
+destino cui soggiacque la contessa
+di Leicester, furono interrotte immantinente
+tutte le feste. Il Conte, ritrattosi
+dalla Corte, non si abbandonò lungo
+tempo che ai suoi rimorsi. Ma poichè
+il Varney nelle confessioni fatte innanzi
+morire nulla disse di pregiudizievole alla
+fama del suo protettore, il Leicester divenne
+per la Regina scopo di compassione
+anzichè di sdegno. Elisabetta lo
+richiamò finalmente presso di sè, colmandolo
+di nuovi onori e qual uomo di
+Stato e qual favorito. Il rimanente della
+vita di questo personaggio è noto assai
+dalla storia; ma sarebbesi in tal qual
+modo scorta la giustizia del Cielo nella
+sua fine, se giusta una tradizione generalmente
+accolta, fosse vero ch’ei morì
+vittima di un veleno preparato ad un
+altro.
+</p>
+
+<p>
+La morte di sir Ugo Robsart seguì
+bentosto quella della figlia. Egli instituì
+suo erede Tressiliano; ma nè l’allettante
+independenza del viver campestre,
+nè le promesse di Elisabetta che lo
+invitava alla Corte, valsero a stoglierlo
+<span class="pagenum" id="Page_270">[270]</span>
+dalla profonda malinconia che si stanziò
+nel suo cuore. Finalmente dopo avere
+provveduto all’esistenza degli antichi
+amici e de’ vecchi servi di sir Ugo, col
+suo fedele Raleigh, s’imbarcò nella spedizione
+fatta alla Virginia; e giovane
+d’anni, ma fatto vecchio dai cordogli,
+morì di morte immatura in una terra
+straniera.
+</p>
+
+<p>
+In quanto spetta ai personaggi secondari
+della nostra storia ci contenteremo
+dire, che lo spirito del Blount s’ingentilì
+in proporzione che le sue rosette
+gialle appassirono, e diremo soprattutto
+ch’ei si comportò qual valoroso uficiale
+nei campi della guerra, suo vero elemento
+più che nol fosse la Corte. Quanto
+a Flibbertigibbet, l’ingegno suo disinvolto
+lo trasse in considerazione e favore
+presso il gran Tesoriere dell’Inghilterra,
+Guglielmo Cecil di Burleigh.
+</p>
+
+<p class="dots">················</p>
+
+<p>
+Tutto ciò che può dirsi abbozzo della
+presente storia, leggesi nelle antichità
+della contea di Berk, scritte dall’Athmole;
+e n’è pure sovente discorso
+nell’altre opere ov’è menzionato il conte
+di Leicester.
+</p>
+
+<p>
+L’ingegnoso traduttore del Camoens,
+Guglielmo Giulio Mickle, ha composto
+<span class="pagenum" id="Page_271">[271]</span>
+sulla tragica morte della Contessa una commovente
+elegìa, intitolata: <i>Il Castello di
+Cumnor</i>, e terminata coi seguenti versi:
+</p>
+
+<div class="poem"><div class="stanza">
+<p class="i01">Da lunge sol quel diroccato resto</p>
+<p class="i02"> Osa guatar del loco, che ancor serba</p>
+<p class="i02"> Dal rio fatto d’Amy grido funesto,</p>
+<p class="i01">La pastorella, e tanto le inacerba</p>
+<p class="i02"> Dolore il cor, che ne disvia gli armenti,</p>
+<p class="i02"> Quasi fosse velen di Cumnor l’erba.</p>
+<p class="i01">Nè passeggier di notte è che s’attenti</p>
+<p class="i02"> Accostarsi a que’ merli, e n’ha ribrezzo</p>
+<p class="i02"> Tal, che suon crede di ferali accenti</p>
+<p class="i01">Fin molle susurrar d’estivo orezzo.</p>
+</div></div>
+
+<p class="pad2 center large">
+FINE DI KENILWORTH.
+</p>
+
+<hr class="silver">
+
+<div class="footnotes">
+
+<h2>
+NOTE:
+</h2>
+
+<div class="footnote" id="note1">
+<p><span class="label"><a href="#tag1">1</a>.&#160;&#160;</span>Quanto è maestro il pennello di Walter Scott
+nel non dimenticare nessuna lievissima tinta purchè
+atta a rendere vie più veri i suoi personaggi! Una
+Regina orgogliosa, quanto lo era Elisabetta, si sarebbe
+vergognata, mostrando di ricordarsi minutamente
+i nomi di persone ultime nella sua Corte.
+E che con questo sbaglio di nome abbia voluto
+accennar ciò Walter Scott, apparirà manifestamente
+a chi rammenti, che sul principio del Romanzo,
+il conte di Leicester, voglioso d’essere re, ed a
+cui piacea farla da re, parlando di Tressiliano con
+Amy, non sapea pronunziarne il nome, e profferiva
+invece l’altro ch’ei si creò sull’istante, <i>Travaillon</i>,
+T. I, pag. 202.</p>
+</div>
+
+<div class="footnote" id="note2">
+<p><span class="label"><a href="#tag2">2</a>.&#160;&#160;</span>Classe di nobili, che viene dopo i Baroni e
+di cui si parla più a lungo nell’<i>Ivanhoe</i>, altro romanzo
+di Walter Scott.</p>
+</div>
+
+<div class="footnote" id="note3">
+<p><span class="label"><a href="#tag3">3</a>.&#160;&#160;</span><i>Balancing policy</i>: sembra che questo giuoco
+d’altalena sia stato d’usanza, incominciato per lo
+meno dal tempo degl’Imperatori Romani, e venendo
+in giù quanto si vuole.</p>
+</div>
+
+<div class="footnote" id="note4">
+<p><span class="label"><a href="#tag4">4</a>.&#160;&#160;</span>Pandaro, personaggio di <i>Troilo e Criseide</i> in
+Shakespeare, che ha qualche somiglianza col <i>Bonneau</i>
+della <i>Pulcella</i>.</p>
+</div>
+
+<div class="footnote" id="note5">
+<p><span class="label"><a href="#tag5">5</a>.&#160;&#160;</span></p>
+
+<div class="poem"><div class="stanza">
+<p class="i01">Se non che la coscienza m’assecura</p>
+<p class="i01">La bella compagnia che l’uom francheggia</p>
+<p class="i01">Sotto l’usbergo del sentirsi pura.</p>
+<p class="i14"> <i>Dante</i>.</p>
+</div></div>
+<p>
+</p>
+</div>
+
+<div class="footnote" id="note6">
+<p><span class="label"><a href="#tag6">6</a>.&#160;&#160;</span>Si osservi che il Foster prima di partirsi da
+Cumnor per venire a Kenilworth nunzio della fuga
+d’Amy, avrà naturalmente fatte indagini sul modo
+di questa fuga, ed avrà parimente interrogato Giles
+Gosling, che comunque propenso a Tressiliano,
+protestò già di non volersi mettere in brighe principalmente
+col conte di Leicester o co’ suoi partigiani.
+Si osservi in oltre che Varney avea già a lungo
+parlato con Foster. Comunque tai cose vengano schiarite
+nel progresso del dialogo, ho creduto non inopportuno
+il rammentarle, onde meglio apparisca che
+l’autore in questo tratto del suo romanzo non può
+essere incolpato di mettere a tortura indebita l’ingegno
+d’un attento leggitore.</p>
+</div>
+
+<div class="footnote" id="note7">
+<p><span class="label"><a href="#tag7">7</a>.&#160;&#160;</span>Osservisi qui ancora la maestria del pittor romanziere.
+Se in tutt’altro istante tai detti avesse
+pronunziati il Varney si sarebbe posto al grave pericolo
+d’un confronto. Ma lo scaltro accolse l’istante
+degli <i>accenti pronunziati</i> (dal Leicester) <i>in mezzo
+a violentissima agitazione</i>, l’istante in cui già lo
+vedea persuaso della reità della moglie, ed in cui
+per conseguenza un tale suggerimento, oltre a non
+essere rischioso a chi ’l profferiva, gli procacciava
+fede maggiore.</p>
+</div>
+
+<div class="footnote" id="note8">
+<p><span class="label"><a href="#tag8">8</a>.&#160;&#160;</span>Alcuno potrebbe far questa obbiezione che sembra
+presentarsi spontanea: <i>Ma Varney era egli più
+in tempo di tornare addietro senza perdersi affatto?
+È egli possibile che un uomo indurato nella
+scelleratezza, e giunto al passo cui era giunto costui,
+bilanciasse nemmeno un istante fra un rimorso
+venuto troppo tardi, ed il proprio annientamento?</i>
+Tale obbiezione però perde forza; allorchè
+si consideri che Varney poteva a tutti gl’istanti
+vedere Amy, e che ogni qual volta avesse date prove
+non equivoche di pentimento a questa donna, oltre
+ogni dire virtuosa, credula, compassionevole, ella
+era tale da perdonargli e da sottrarlo col tacerne i
+commessi attentati ai furori del Conte.</p>
+</div>
+
+<div class="footnote" id="note9">
+<p><span class="label"><a href="#tag9">9</a>.&#160;&#160;</span>V. Tom. 1. pag. 126.</p>
+</div>
+
+<div class="footnote" id="note10">
+<p><span class="label"><a href="#tag10">10</a>.&#160;&#160;</span>Nome di cantori girovaghi, assai giulivi, da cui
+vennero indi i buffoni.</p>
+</div>
+
+<div class="footnote" id="note11">
+<p><span class="label"><a href="#tag11">11</a>.&#160;&#160;</span></p>
+
+<div class="poem"><div class="stanza">
+<p class="i01">Oh! se color che invidiosi or sono</p>
+<p class="i01">Del grado altero, d’onde a me gli omaggi</p>
+<p class="i01">Vengon di cieche turbe, entro quest’alma</p>
+<p class="i01">Il duol leggesser che la rode, e l’aspro</p>
+<p class="i01">Martir di rattenerlo, non sì abbietto</p>
+<p class="i01">Un sol fôra di lor, che sè in Dudley</p>
+<p class="i01">Disïasse cangiar.</p>
+<p class="i06"> <i>Schiller</i>. Maria Stuarda.</p>
+</div></div>
+<p>
+</p>
+</div>
+
+<div class="footnote" id="note12">
+<p><span class="label"><a href="#tag12">12</a>.&#160;&#160;</span>Arte ammirabile dell’autore del romanzo!
+Dopo tai detti chi non ama Leicester? Chi non è
+proclive a perdonargli i fatali errori, in cui lo
+trasse la sua colpevole e cieca ambizione? Chi quasi
+non lo assolve anticipatamente delle crudeli conseguenze,
+che questi errori medesimi son per produrre?</p>
+</div>
+
+<div class="footnote" id="note13">
+<p><span class="label"><a href="#tag13">13</a>.&#160;&#160;</span>Il fanciullo sapea fin da quando si disgiunse
+dal maniscalco, che questi era al servigio di Tressiliano.</p>
+</div>
+
+<div class="footnote" id="note14">
+<p><span class="label"><a href="#tag14">14</a>.&#160;&#160;</span>Chi non è proclive a piangere con Burleigh
+all’udire questi ultimi accenti della Regina? Pur
+tali detti non sono che la confessione di un’amante,
+che si sforza invano di nascondere la passione
+che la signoreggia. Ma questa amante è la grande
+Elisabetta, e chi ne dipinge la lotta d’affetti cui
+ella soggiace, è Walter Scott.</p>
+</div>
+
+<div class="footnote" id="note15">
+<p><span class="label"><a href="#tag15">15</a>.&#160;&#160;</span>Vedi il congedo di Giles Gosling e Michele Lambourne
+al tom. 1. pag. 216, 217.</p>
+</div>
+
+<div class="footnote" id="note16">
+<p><span class="label"><a href="#tag16">16</a>.&#160;&#160;</span>E a questo passo e a diversi altri del presente
+capitolo, fino alla terribile sua conclusione,
+richiamo i leggitori alla nota posta a pag. 124 del
+3.º tomo.</p>
+</div>
+</div>
+
+<div class="tnote">
+<p class="tntitle">
+Nota del Trascrittore
+</p>
+
+<p>
+Ortografia e punteggiatura originali sono state mantenute, correggendo senza annotazione
+minimi errori tipografici.
+</p>
+
+<p>
+Copertina creata dal trascrittore e posta nel pubblico dominio.
+</p>
+</div>
+<div style='text-align:center'>*** END OF THE PROJECT GUTENBERG EBOOK 79032 ***</div>
+</body>
+</html>
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