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MAROTTA e VANSPANDOCH. + 1825. + + + + +KENILWORTH. + + + + +CAPITOLO PRIMO. + + «Qui ei pose sua fucina, + »Nè aspettar suol la mattina + »Per menar con braccia ignude + »Aspri colpi sull’incude. + »Quelle stanze dell’Averno + »Buio ingombra un fumo eterno, + »Che mal rompon le scintille, + »Benchè svolte a mille a mille + »Fuor del ferro ripercosso, + »E le vampe che il fan rosso.» + _Gay_. + + +Tressiliano, non meno di Giles Gosling, avea riconosciuto essere cosa +comandata dalla prudenza il non farsi vedere ne’ dintorni di Cumnor +da coloro che il caso avesse fatto uscire di letto avanti giorno. +Perciò quell’ostiere gli aveva indicata una via composta di sentieri, +e strade di traverso, cui dovea tenersi successivamente, la quale via +s’egli avesse al giusto seguita, si sarebbe infine trovato sulla strada +maestra di Marlborough. + +Ma, simili ad un altro genere di consigli dati dal Gosling, tali +istruzioni erano più facili da fornirsi, che da mettersi in pratica; +onde le frequenti tortuosità del cammino, l’oscurità della notte, la +niuna conoscenza che Tressiliano aveva del paese, e le considerazioni +malinconiche, lo sviarono sì fattamente, che l’aurora lo trovò non +più innoltrato che nella valle di White-Horse, luogo memorabile per +una vittoria ivi un dì riportata contra i Danesi. Arrivato a quel +punto, si accorse che il suo cavallo avea sferrato un piede dinanzi, +accidente che rendendo zoppo il corridore, minacciava ritardo a chi lo +saliva. Prima cura di Tressiliano fu il domandare a due contadini, che +si trasferivano ai loro lavori, ove potrebbe trovare un maniscalco, +ma n’ebbe tai confuse risposte che nol soddisfecero in modo alcuno. +Sollecito di alleviare il suo cavallo quanto il potea, scese a terra, e +lo condusse a mano verso certo casale, ove sperava trovare un fabbro, +del cui soccorso non potea più far di meno. Giunse colà per un cammino +stretto, pieno di loto e di rotaie, nè vi trovò che alcune miserabili +capanne, e alla porta di esse due o tre contadini in atto di accignersi +ai loro lavori. L’esterno di costoro corrispondeva a quello delle +loro abitazioni. Nondimeno una di tali capanne pareva in migliore +stato, ed una vecchia che ne scopava l’ingresso, aveva una presenza +men ributtante, che non gli altri suoi confinanti. Avvicinatosi a lei +Tressiliano, le ripetè la domanda, che per più riprese ed invano aveva +fatto a diversi di que’ contadini. + +«Un maniscalco! (sclamò la vecchia, e nel guardarlo fece una fisonomia +poco meno che di spaventata). Se vi è, dite, un maniscalco? Vi è +certamente. Ma che cosa volete dal maniscalco?» + +«Che ferri il mio cavallo. Non vedete mia buona donna, che ha perduto +un ferro?» + +«Signor Holyday (si fece a gridare la vecchia senza darsi pensiero di +rispondere a Tressiliano). Sig. Erasmo Holyday, venite qui, di grazia, +fate presto.» + +«_Favete linguis_ (rispose una voce che veniva dall’interno). Io mi +trovo al punto più importante degli studii della mattina, e non li +posso abbandonare.» + +«Bisognerà bene che veniate, sig. Holyday. È qui un viaggiatore, che +domanda ov’e la dimora del maniscalco Wayland, e non voglio essere io +quella che gl’insegni la strada di andare a casa del diavolo. Il suo +cavallo è sferrato.» + +«_Quid mihi cum caballo?_ rispose la medesima voce. Guardate! Non credo +vi sia che un uomo dotto in tutto il cantone, e non si ha da poter +ferrare un cavallo senza di lui!» + +Nondimeno nel terminare queste parole, l’onesto pedagogo si lasciò +vedere; ed il solo suo abito bastava a far conoscere l’arte ch’ei +professava. Ad un corpo lungo, magro, e curvato ad uso di volta, +sovrastava un capo coperto di lunghi capelli neri, che incominciavano +a volgere al grigio. I lineamenti del volto avean l’impronta di un +abituale esercizio d’autorità, impronta, che senza dubbio Dionigi +porto seco allorchè discese dal trono per andare a fare il maestro di +scuola, e passata poi a titolo di legato sulle teste di tutti quelli, +che gli succedettero in tal professione. Dell’abbigliamento di costui +non vedevasi che una lunga sottana di traliccio nero, stretta da un +cinturino di cuoio dello stesso colore, dalla quale pendea in luogo +di sciabola un lungo calamaio da scuola. Il suo staffile si mostrava +dall’altra parte a guisa di frusta d’Arlecchino. Teneva fra le mani un +volume tutto sfasciato, ch’era quello su di cui stava meditando nella +sua stanza. + +Nel vedere un uomo del portamento nobile di Tressiliano, su di che, +il pedagogo poteva intendersene meglio degli altri abitanti di quel +miserabile paese, si levò la berretta e il salutò in questa foggia: +_salve domine. Intelligis ne linguam latinam?_ Tressiliano volle far +prova del suo sapere, e sì gli rispose: _Latinae linguae haud penitus +ignarus, venia tua, domine eruditissime, vernaculam libentius loquar._ + +Tale risposta in latino produsse sul maestro di scuola l’effetto +medesimo, che, a quanto si dice, opera il segno dei franchi muratori +sui fratelli della mestola. Il prese tosto grande sollecitudine in +verso il dotto viaggiatore, ed ascoltò con molta attenzione la storia +del suo cavallo sferrato; poi gli si fece a dire in tuono solenne: +«Ella potrebbe sembrare semplicissima cosa, _doctissime domine_, il +dirvi che distante un miglio incirca _ab hoc tugurio_, avvi il migliore +_faber ferrarius_, il più abile maniscalco, che abbia unqua ferrato +cavallo. Che se tal linguaggio io mi tenessi con voi, ardisco dire che +sareste _voti compos_ o, come si spiega l’uomo volgare, all’apice de’ +vostri voti.» + +«Almeno, disse Tressiliano, avrò una risposta confacevole alla mia +interrogazione, cosa che non par tanto facile in questo paese.» + +«Veramente, soggiunse la vecchia, vi è sempre tempo per mandare +un’anima peccatrice a trovare Belzebù; che torna lo stesso +coll’insegnare ad una creatura vivente la dimora di Wayland.» + +«Zitto, mia cara Gammer Sludge, la interruppe il pedagogo, zitto. +_Curetur ientaculum_, e badate piuttosto a non lasciare il frumento nel +latte, che sta cocendosi. Dovete por mente che questo gentiluomo non è +una delle vostre commari.» Poi volgendosi a Tressiliano: «Dunque, mio +signore, voi vi chiamereste _bis terque felix_, s’io v’insegnassi ove +sta questo maniscalco?» + +«Se non _bis terque felix_, avrei almeno ciò che ora mi manca; cioè un +cavallo capace di condurmi sino alla fine del mio viaggio, e _fuor di +gittata della vostra erudizione_» disse solo in animo suo queste ultime +parole. + +«_O caeca mens mortalium!_ sclamò quel dottor di campagna. Sapete voi +al giusto quello che vi domandate? Disse pur bene Giovenale: _Numinibus +vota exaudita malignis!_» + +«Signore, soggiunse Tressiliano, la vostra erudizione è tanto al +di sopra della mia intelligenza, che vi prego scusarmi, se vado a +procacciarmi in altra parte indizii per me più facili da comprendersi.» + +«Ecco come tutti gli uomini son fatti! Fuggono da chi li vuole +instruire. Quintiliano disse con verità....» + +«Vi prego, signore, non disturbiamo il riposo di questo illustre +Romano, e ditemi se la vostra sapienza degnerà discendere alla mia +pochezza tanto d’informarmi, s’io potrò qui trovare qualche albergo per +far ristorare il mio cavallo finchè lo abbian ferrato.» + +«Questa cosa sarà molto facile, o signore, perchè comunque in questo +povero villaggio, _nostra paupera regna_, non si trovi ciò che chiamasi +_hospitium_ in forma, pure avendo voi qualche cognizione, o almeno +tintura di lettere, impiegherò il mio credito presso la padrona di +casa, perchè ella vi somministri una scodella d’ottimo frumento +cotto nel latte, nudrimento sanissimo, di cui nessun autore latino +parlò. Quanto al vostro cavallo, verrà messo nella stalla, e gli si +appresterà un fascio del miglior fieno, di cui la nostra buona Sludge +va provveduta a dovizia, e provveduta tanto, che la sua vacca vi si +seppellisce dentro fino alle corna; onde potrebbe dirsi _foenum habet +in cornu_. Che se vi piace impartirmi l’onore della vostra compagnia +per far colezione, il banchetto non vi costerà nulla, _ne semissem +quidem_, poichè la nostra Gammer Sludge mi ha grandi obbligazioni per +le cure datemi ad allevare il suo unico erede, Dick, _vel_ Riccardo, +fanciullo che dà grandi speranze, ed al quale felicemente ho fatto far +tutto il viaggio per traverso agli elementi della lingua latina.» + +«Che Dio ve ne renda quel merito che non potrò io, sig. Holyday, +disse allora la vecchia; e quanto a questo degno gentiluomo, se vuole +accettare la nostra colezione, questa comparirà sulla tavola in un +batter d’occhio. Non ho poi l’anima così vile da pretendere nemmeno un +soldo per aver dato da colezione ad un uomo e ad una bestia.» + +Pensando allo stato in cui trovavasi il suo cavallo, Tressiliano non +credè poter far nulla di meglio dell’accettare un invito offertogli +con tanta dottrina per una parte, per l’altra con tanta ospitalità. +Il prese anche lusinga, che quando il buon pedagogo sarebbe una volta +sazio di sfoggiare la sua sapienza, gl’indicherebbe finalmente la +dimora di questo sospirato maniscalco. Entrò dunque nella capanna, e +postosi a tavola con Erasmo Holyday, prese la sua parte di frumento +cotto nel latte, e ascoltò per buona mezz’ora il dotto racconto, che +il maestro gli fece dell’intera sua vita; senza che mai capitasse a +Tressiliano il momento di trarre il discorso sulla cosa per lui più +importante. Il lettore ne avrà per iscusati se non teniamo dietro +al sapiente personaggio in tutte le particolarità di cui presentò +Tressiliano, e se ci limitiamo ad offerirgliene il seguente epilogo. + +Il nostro maestro era nato in Hogsnorton, paese, ove, giusta un +proverbio popolare, i porci sonano l’organo; ed egli interpretava +allegoricamente un tale proverbio, che secondo lui si riferiva ai +porci di Epicuro, fra i quali Orazio si dava vanto di annoverarsi. +Il nome d’Erasmo gli veniva in parte dall’avere avuto per padre il +figlio di una celebre lavandaia, la quale teneva cura della biancheria +di quel sommo filosofo che portava lo stesso nome, e ciò per tutto +il tempo ch’egli rimase ad Oxford; impiego per vero dire non privo +di difficoltà, perchè il ridetto sapiente non aveva al suo comando +che due camicie, l’una delle quali, al dire della stessa lavandaia, +sospirava il momento che l’altra fosse imbianchita. Il sig. Holyday +andava superbo di possedere ancora gli avanzi di una di queste camicie, +che la sua nonna si era appropriata per pareggiare l’ultimo conto. +Ma il nostro Holyday credeva che una cagione ben più possente, e più +rilevante avesse regolata la scelta del nome datogli di Erasmo. Ed +era questa cagione un segreto presentimento venuto nella madre del +fanciullo, quando lo portavano al battesimo, ch’egli possedesse cioè un +genio segreto, per cui la sua fama un dì sorgerebbe a pari con quella +del celebre Olandese. + +Il predicato di maestro di scuola, che univasi nell’Holyday, trasse +costui ad una dissertazione anche più lunga, che non fu quella +instituita sul nome battesimale. Egli inclinava a credere, che portava +questo nome di Holyday, _quasi lucus a non lucendo_, perchè dava poche +vacanze alla sua scolaresca[1]. «Egli è in tal modo, diceva egli, +che il maestro di scuola vien nominato dagli autori classici _ludi +magister_, perchè non permette il giocare ai ragazzi, che gli son +confidati.» Pensava poi ancora, che a tal nome si potesse dare un’altra +interpretazione, e supporre si riferisse ad una prerogativa, ch’ei +dicea possedere in grado eminente, e ch’egli sfoggiava ogni qualvolta +accadea ordinare giochi scenici, danze, o altri divertimenti d’un +giorno festivo[2]. E di questa abilità, a suo dire aveva fatto prova +alla presenza di personaggi d’altissimo riguardo, così in provincia, +come alla corte, e soprattutto dinanzi al nobile conte di Leicester. + +«E benchè sembri, soggiunse egli, che questo personaggio m’abbia ora +posto in dimenticanza, attesi i suoi grandi affari, non ho minor +sicurezza che se dovesse ordinare qualche festa per ricreare sua +Maestà, si vedrebbe più d’un cavaliere, mandato da lui a rintracciare +l’umile capanna di Erasmo Holyday. Intanto, _contentus parvo_, ascolto +i miei allievi che vanno declinando i nomi e coniugando i verbi, e +passo il tempo che mi rimane col soccorso delle muse. E mi credo tanto +beato che ho sempre sottoscritto la mia corrispondenza coi dotti +stranieri, _Erasmus ab die fausto_, e per questo titolo ho goduto della +considerazione dovuta ai sapienti; e vi dirò di più che l’erudito +Diedrich Bucherscochio ha dedicato _Erasmo ab die fausto_ il suo +Trattato sulla lettera greca _Tau_. In somma, o signore, io fui sempre +un uomo felice e distinto.» + +«Possiate lungamente godere di questa medesima felicità, disse +Tressiliano; ma permettete ch’io mi valga dell’istesso vostro +dotto linguaggio, e vi chieda _quid hoc ad Iphycli boves_? Qual +corrispondenza ha tutto ciò con un cavallo sferrato?» + +«_Festina lente:_ noi verremo anche a questo. Dovete sapete, che, due +o tre anni fa, capitò in questi dintorni un uomo, il quale davasi +il nome di dottore Doboobie, benchè probabilmente non sia stato mai +neppure _magister artium_, a meno che non fosse stato creato dottore +per la grazia di un ventre affamato. O se costui aveva qualche grado +nelle scienze, glielo conferì il diavolo, perchè era un uomo furbo, e +che praticava ciò, che i volgari chiamano _magia bianca_. M’accorgo, +signore, che vi date alla impazienza: voi divenite _impatiens morae_. +Ma se un uomo non vi racconta una storia alla sua usanza, qual +mallevadore avete voi che la possa raccontare alla vostra?» + +«Ebbene, signore, raccontatela come volete; fate solamente che non sia +tanto lunga, perchè il tempo stringe.» + +«Io non vi starò dunque a dire (ripigliò l’Holyday con una costanza +invariabile il suo discorso) non vi starò a dire che questo Demetrio +(si faceva egli dare tal nome nei paesi stranieri ove andava) fosse +veramente uno stregone, ma è certo che si dava per iniziato all’ordine +mistico dei Rosa-croce, e per un discepolo del Geber, _ex nomine cuius +venit verbum vernaculum_ gabeur. Costui guariva le ferite compiendo +certi lavori sullo strumento istesso che le avea fatte; dava la buona +ventura per via della Chiromanzia; non aveva d’uopo che d’un setaccio +per discoprire le cose rubate; sapeva raccogliere la semenza di +felce maschia, fornita della virtù di rendere invisibili gli uomini; +pretendeva di essere al momento di trovare la panacea universale, e +possedea l’arte di convertire il piombo di buona qualità in argento, +però di bassa lega.» + +«O in altri termini, disse Tressiliano, era un ciarlatano, un +impostore. Ma tutto questo che cosa ha di comune col mio cavallo, e col +ferro che gli manca?» + +«Con un poco di pazienza lo saprete subito, rispose il prolisso nostro +erudito. Pazienza dunque, o mio signore! la qual parola, al dire di +Marco Tullio Cicerone significa _difficilium rerum diurna perpessio_. +Il detto Demetrio Doboobie pertanto, dopo avere stordito il popolo, +cominciò a pompeggiare _inter magnates_, in mezzo ai gran signori, +ed è verisimile che si sarebbe grandemente innalzato, se, stando ad +una tradizione volgare di cui non posso guarentire l’autenticità, +il diavolo non fosse un giorno venuto per la ricuperazione de’ suoi +possedimenti, trasportandosi seco Demetrio, di cui da quel tempo non +si è più mai inteso parlare. Eccoci ora alla _medulla_, al midollo +della mia storia. Questo dottore Doboobie aveva un servo, uno di quei +poveri diavoli, che si chiamano: _Giovanni-fa-tutto_; lo adoperava egli +ad accendere i suoi fornelli, a misurar le sue droghe, a mescolare +insieme, a descrivere i circoli, ad accarezzare i suoi pazienti _et sic +de caeteris_. Ebbene! Il dottore essendo sparito d’una maniera tanto +straordinaria, d’una maniera che impresse terrore per ogni dove del +contado, il superstite _Fa-tutto_ fu preso dalla fantasia di esclamare +col nostro amico Virgilio: _Uno avulso non deficit alter_. E come fa +un giovine di mercante, che divien capo della bottega, accadendo o la +morte del suo padrone, o che questi dismetta il commercio, Wayland, +(vero nome del nostro _Fa-tutto_) assunse il risicoso mestiere del +suo principale. È vero che il mondo è generalmente propenso a prestar +fede ai discorsi di quei millantatori, i quali prendendo il titolo di +dottori di medicina, e pompeggiando di scienza presa ad imprestito, +non sono in sostanza fuorchè saltimbanchi e ciarlatani. Ma il povero +Wayland non aveva tanta abilità per buttar polvere negli occhi alla +gente; onde non v’era un rustico che non gli volgesse, travestendoli in +sua favella, questi versi di Persio: + + «_Diluis helleborum, certo compescere puncto_ + «_Nescius examen? Vetat hoc natura medendi_.» + +I quali versi, mia buona Gammer Sludge, vogliono dire: _tu ti frammetti +in preparar droghe, tu che non sai in qual dose debbano entrare nella +tua pozione. Il Dio della medicina te lo divieta_. Aggiugnete, o +signore, che il cattivo nome del suo padrone, il fine straordinario e +sospetto che costui avea fatto, o almeno il subitaneo suo scomparire, +faceano sì, che nessuno, eccetto coloro che non credono nulla nè in +questo mondo nè nell’altro, nessuno, dico, andasse a chiedere pareri +al successore di Demetrio. E sarebb’egli probabilmente morto di +fame, se il demonio, che gli si è messo a’ fianchi dopo la morte, o +sparizione, o partenza, come volete chiamarla, del dottore, non gli +avesse inspirato un nuovo espediente. Sia che costui debba al diavolo +tal cognizione, sia che l’abbia imparata in giovinezza, egli ferra i +cavalli meglio che nol faccia il primo maniscalco dell’Inghilterra. +Laonde rinunziando alla cura de’ bipedi, di quegli animali forniti sol +di due gambe, e privi di penne, che i volgari chiamano genere umano, si +limita ora al mestiere di maniscalco.» + +«Oh! ci siamo finalmente! sclamò Tressiliano. E ferra egli veramente a +dovere i cavalli? Ove alloggia? Indicatemi sul momento la sua dimora.» + +«_Oh caeca mens mortalium!_ ho già adoperata un’altra volta questa +citazione, ma cerco invano in tutti gli autori classici un passo capace +di fermare chi vuol correre al suo precipizio. — Ascoltate quai patti +quest’uomo mette al suo lavoro prima di risolvervi a correre il rischio +di fidarvi a lui.» + +«Nessuno gli paga il danaro della sua opera» non potè starsi dal +dire la vecchia, che rimaneva a bocca aperta, e cogli occhi fisi +sul maestro, beandosi ad ogni parola ch’ei pronunziava. Ma questa +interrogazione non andò al verso del dotto Holyday più di quanto gli +fossero piaciute tutte l’altre interrogazioni che il viaggiatore gli +fece sopportare. + +«Zitto là! Gammer Sludge, sclamò egli, _sufflamina_. Tocca a me lo +spiegare per intero come sta la cosa al rispettabile nostro ospite. +Questa buona donna non ha mentito, o signore. Non può dirsi, che questo +_faber ferrarius_, altrimenti detto maniscalco, riceva danaro dalle +mani di nessuno.» + +«Ed è sempre più una prova, che egli ha patto col diavolo, interruppe +nuovamente la vecchia; perchè non vi fu mai buon cristiano che +ricusasse la mercede dell’opera prestata.» + +«Anche questa volta la buona donna ha toccato il punto, disse il +pedagogo: _rem acu tetigit_. Egli è verissimo, che Wayland non prende +danaro, perchè non vuole nemmeno che nessuno lo veda.» + +«Ma come fa, e come può essere, sclamò Tressiliano, che un pazzo, +perchè come tale soltanto io lo riguardo, s’intenda del suo mestiere?» + +«Qui poi, o signore, bisogna far giustizia al diavolo. _Mulciber_, e +tutti i suoi Ciclopi non potrebbero intendersene meglio. Ma non per +questo sarà mai cosa d’uomo saggio il prevalersi dell’opera o del +consiglio d’un tristo, collegato evidentemente coll’autore di tutti i +mali.» + +«Eppure voglio correre questo rischio, sig. Holyday, e poichè il mio +cavallo avrà a quest’ora finito di mangiare la sua biada, non mi rimane +che ringraziarvi della buona accoglienza fattami, e pregarvi ad un +tempo che m’indichiate la dimora di quest’uomo, ond’io possa continuare +il mio cammino.» + +«_Do manus_. Acconsento, chiamando però in testimonio l’Universo, che +vi ho pienamente avvertito del pericolo cui vi esponete bazzicando in +tal foggia con Satanasso. Non vi ci condurrò già io medesimo, ma vi +darò per guida il mio allievo, il piccolo Riccardo. _Ricarde, adsis, +nebulo_.» + +«Con vostra buona licenza, non ne farete niente, gridò tosto la +vecchia. Mettete la vostr’anima in pericolo, se ciò vi dà gusto; ma +il piccolo Dick non si frammetterà in questo negozio. Mi par fin +impossibile, mio caro sig. Holyday, che un uomo, quale vi siete, sogni +solamente di dar sì fatto incarico al vostro scolaro.» + +«Ponete mente, mia cara Gammer Sludge, disse il maestro, che Riccardo +non farà altra cosa, fuorchè salire sulla cima della collina, +e indicare col dito a questo degno forestiere il luogo ove dee +trasferirsi. E poi non può accadergli nessun sinistro, perchè questa +mattina ha letto a digiuno un capitolo dei Settanta, e recitata la sua +lezione del Nuovo Testamento Greco.» + +«È anche vero, soggiunse la nonna, che gli ho cucito entro il collare +della sua camiciuola un ramiscello dell’olmo contro le streghe, e lo +feci fin da quando questo maledetto incantatore cominciò ad operar +sortilegi sugli uomini e sulle bestie». + +«E poichè va spesso per suo diporto a vederlo, come almeno ne ho grande +sospetto, aggiunse il maestro, può bene per una volta avvicinarsi alla +sua casa per far servigio ad un viaggiatore. Dunque _Heus, Ricarde +adsis, quaeso, mi didascale_.» + +L’allievo uditosi chiamare con voce sì caricata, comparve nella +stanza. Al vederne la statura, non gli si sarebbero dati che dodici +o tredici anni, benchè ne avesse probabilmente due di più. Goffa ne +era l’andatura, disavvenenti le forme, mal fatto il corpo; pure nella +fisonomia mostrava spirito, o piuttosto malignità. Avea capelli rossi +e mal composti, un naso stiacciato, un mento fatto a galoscia, due +occhi grigi che pareano forati con un succhiello, e che senza potersi +dir loschi, mandavano raggi alquanto obbliqui, onde non era facile +guardarlo in volto senza esser preso da voglia di ridere. Per compiere +questa pittura ed accrescerle vezzo, Gammer Sludge se lo strinse fra +le braccia, chiamandolo perla di beltà, e colmandolo di carezze, alle +quali egli non corrispondeva meglio che col cercar di sottrarsene. + +«_Ricarde_, gli disse il precettore, fa d’uopo che vi portiate +sull’istante, cioè _protinus_, sulla cima della collina per indicare a +questo signore la fucina del maniscalco Wayland.» + +«Qual bella commissione che mi date! (rispose quel ragazzo, +esprimendosi con maggiore aggiustatezza che non ne avrebbe aspettata da +lui Tressiliano). Chi vi giura poi ch’io ritorni, e che il diavolo non +mi porti via?» + +«Sicuramente, sclamò la vecchia, e voi avreste dovuto pensarci più +d’una volta, sig. Holyday, prima di appoggiare un tale incarico al mio +Beniamino. È questo il modo che mi contraccambiate perchè vi do vitto e +vestito?» + +«_Nugae_, Gammer Sludge; mi fo mallevadore che Satanasso, se pur +Satanasso entra in questa faccenda, non gli tocca solamente uno de’ +suoi capelli. Egli è in grado di ripetere il _Pater noster_ al pari +di chiunque altro, e può scongiurare il demonio in latino: _Eumenidum +stygiumque nefas....._» + +«Ed ho cucito, aggiunse la vecchia, nella manica del suo vestito alcune +foglie di frassino di montagna, ciò che vale più di tutto il vostro +latino; ma non v’è bisogno per questo di andare a cercare il diavolo, +nè i suoi colleghi.» + +«Mio buon giovinetto (disse allora Tressiliano, cui parve leggere nella +fisonomia di quel ragazzo molta propensione a far piuttosto la volontà +propria che quella di nessuno), io vi donerò un _groat_ d’argento[3] se +non ricusate condurmi alla fucina del maniscalco.» + +Riccardo allora fece d’occhio a Tressiliano, come promettendogli di +secondarlo, e disse ad un tempo: «Io condurvi dove sta Wayland! Non +vi ho già detto che il diavolo potrebbe portarmi via, come il gatto, +osservate là, porta via in questo momento una delle galline di mia +nonna?» e nel dir ciò guardava verso la finestra. + +«Al gatto, al gatto» si diede a gridare la vecchia, nè pensando più che +alla sua gallina, corse nel cortile con tutta quella prestezza, che le +permisero le sue gambe. + +«Adesso è il momento, disse Riccardo a Tressiliano. Prendete il +cappello. Tirate di stalla il cavallo, e preparate il _groat_ d’argento +che mi prometteste.» + +«Adagio, adagio, _sufflamina Ricarde_» disse il maestro. + +«Non pensate a me, rispose Riccardo, e pensate in vece al modo di +scusarvi con mia nonna perchè m’avete mandato a casa del diavolo per le +poste.» + +Il pedagogo conoscendo tutto il peso della guarentigia, che stava per +gravitargli addosso, volle unire i gesti ai precetti, onde si avanzò +contra il discepolo per impedirgli il partire. Ma Riccardo, che non +mancava di lestezza, fu d’un salto fuor della capanna, e leggiero al +pari d’un cervo, aggiunse ad una vicina altura, intantochè Holyday +sicuro per esperienza che non avrebbe potuto far a correre col suo +discepolo ebbe ricorso a tutti gli epiteti più carezzevoli, che il +suo vocabolario latino gli suggerisse per determinarlo a tornare +addietro. Ma nè i _mi anime_, nè i _corculum meum_, nè tutte le altre +tenerezze di sì fatta natura produssero alcun effetto. Il tristarello +fece orecchie da mercante, e dall’altura di cui si era impadronito, +saltellando tal quale si descrivono gli spiriti che ballano a chiaro di +luna, facea segno al suo nuovo conoscente di raggiugnerlo prestamente. + +Tressiliano non perdè tempo nel correre alla stalla, e nel ritrarne +il cavallo per seguir tosto il suo piccolo conduttore. Ringraziato il +pedagogo della concedutagli ospitalità, gli fece accettare quasi a +forza una ricompensa, che però parve ne calmasse alquanto il terrore +in cui stavasi, pensando al momento che sarebbe tornata la vecchia. Nè +molto ella indugiò a ricomparire; perchè il cavaliere, e la sua guida +erano ancora poco lontani, allorchè udirono gli acuti strilli d’una +voce femminile, che si mescolavano alle classiche citazioni del dotto +Erasmo Holyday. Ma Riccardo, sordo così alla voce della tenerezza verso +l’ava, come a quelle dell’autorità magistrale, marciava d’un passo +intrepido a fianco di Tressiliano, contentandosi di dire, che se li +prendea la raucedine, poteano lambire la pentola, ove si conserva il +miele; poichè quanto al contenuto, ei se l’era tutto mangiato il dì +innanzi. + + + + +CAPITOLO II. + + »Gli eran, dimora una spelonca oscura, + »Compagno un nano che mettea paura. + _Spencer_. + + +«Siamo ancora molto lontani, mio bel fanciullo?» chiese Tressiliano +alla sua giovine guida, dopo che ebbero fatto alcuni minuti di strada. + +«Come mi chiamate voi?» disse il ragazzo, fissando in esso que’ suoi +due occhi grigi pieni di vivacità. + +«Vi chiamo, mio bel fanciullo. Fors’è che questa cosa vi offende?» + +«Niente affatto. Ma se vi trovaste tuttavia con mia nonna, e con Erasmo +Holyday, potreste cantare con essi a coro quest’antica arietta: + + »Tutt’e tre, diam lode al vero, + »Siamo pazzi da legar: + »Vostro adesso sia il pensiero + »Di trovarne ove alloggiar. + +«E perchè dite così?» + +«Perchè in tutto il mondo non vi sono altri fuori di voi tre che mi +chiamino bel fanciullo. Mia nonna mi dà questo titolo, perchè l’età le +ha indebolita la vista, e la parentela gliel’ha tolta affatto. Il sig. +Holyday perchè vuol dar nel genio alla nonna, e assicurarsi il miglior +posto vicino al fuoco, e la più grande scodella di frumento cotto +nel latte. Quanto a voi, signore, i motivi che avete, li saprete voi +stesso.» + +«Ebbene! Se vi manca la bellezza, non si può dire altrettanto della +malizia. I vostri compagni come vi chiamano?» + +«Lo spirito folletto; ed aggiungono altri complimenti ad onore di +questa mia bellezza. Ma con tutto ciò son più contento di tenermi il +mio brutto volto, che nol sarei se avessi una testa senza cervello, +simile a quella ch’essi portano sulle spalle.» + +«Voi non temete dunque il maniscalco che andiamo a trovare?» + +«Io temerlo! Fosse anche così diavolo come lo fanno questi sciocchi, +nemmeno allora lo temerei. Ma benchè in quest’uomo si trovi qualche +particolarità affatto straordinaria, non è un diavolo più di quello che +lo siate voi; non credeste però, che dicessi tal cosa a tutto il mondo.» + +«E perchè dunque la dite a me?» + +«Perchè voi non mi parete un uomo sullo stampo di quelli che siam +soliti veder tutti i giorni; e benchè io mi conosca orrendo quanto il +peccato, non vorrei per questo che mi reputaste un giumento, tanto più +che avrò qualche giorno una grazia da domandarvi.» + +«E quale è questa grazia, o Riccardo che non devo chiamare mio bel +fanciullo?» + +«Oh! se ve la dicessi adesso, me la neghereste. Aspetterò, per farvi +tale inchiesta, che c’incontriamo insieme alla Corte.» + +«Alla Corte! Divisate d’andare alla Corte?» + +«Ah! Voi siete dunque un uomo fatto all’usanza di tutti gli altri. +Perchè mi vedete sì brutto, andate pensando fra voi stesso: _che cosa +vorrebbe far costui alla Corte?_ Oh! fidatevi in Riccardo Sludge. Non è +per nulla che in questo paese sono stato finora il gallo del pollaio, e +pretendo che la sostanza mi compensi dell’apparenza.» + +«Ma che cosa dirà la vostra nonna Gammer Sludge? che cosa dirà il +signor Erasmo Holyday vostro precettore?» + +«Diranno tutto quel che vorranno. Mia nonna ha assai faccende nel +contare le sue galline, e il maestro nello staffilare i suoi scolari. +Oh! sarebbe gran tempo che gli avrei lasciati a custodire le loro +pecore, e che avrei voltate le calcagna a questo sgraziato villaggio, +se il sig. Holyday non mi promettea di darmi da rappresentare una parte +nella prima festa che sarà regolata da lui; e si dice che se ne stia +preparando una ben grande.» + +«E dove sarà questa gran festa, mio piccolo amico?» + +«In un castello, dalla parte di tramontana, ma lontano assai dalla +contea di Berk, e _Dominus_ pretende che non si potrà farla senza di +lui. Può darsi che abbia ragione. Egli non è pazzo, sappiatelo, la metà +di quello che comparisce, soprattutto quando si mette ad un’impresa +di cui s’intenda. Egli è in grado di recitar versi quanto un bravo +personaggio da teatro, e nonostante se lo incaricaste di portar via un +uovo di sotto un’oca, vi giuro, che si lascerebbe dar beccate dalla +chioccia.» + +«E voi dovete sostenere una parte nella prima festa?» disse +Tressiliano, il quale incominciava a prender diletto nell’intertenersi +con un fanciullo, che mostrava col suo dire di non essere sfornito nè +d’un certo coraggio, nè d’una tal quale accortezza per valutare gli +uomini. + +«Sì: devo sostenere una parte. Il maestro me l’ha promesso, e se non +mi mantiene la parola, tanto peggio per lui. Perchè se gli salta nella +fantasia di volermi mettere il morso fra i denti, e farmi volgere la +testa dalla banda del villaggio, gli do una tal trinciata di briglia +che andrà giù di sella, e si fracasserà tutte l’ossa. Per altro mi +spiacerebbe fargli male; perchè, noioso come lo provaste, si è preso +molti fastidi per insegnarmi tutto quello che sa egli medesimo. Ma +eccoci alla fucina del maniscalco Wayland.» + +«Voi scherzate, caro amico. Io qui non vedo che una collina su di +cui stanno grandi pietre ordinate in circolo. Ne osservo là in mezzo +una più grossa dell’altre, e tutto ciò mi fa ricordare certi antichi +sepolcri, che si vedono tuttavia in Cornovaglia.» + +«Ebbene, quella grossa pietra posta in mezzo all’altre è il banco del +maniscalco. È là che dovete mettere il vostro danaro.» + +«Che significa questa pazzia?» domandò Tressiliano, che cominciava ad +impazientirsi, e a sospettare che il ragazzo si volesse divertire a +spese di lui. + +«È d’uopo (continuò Riccardo facendo una contorsione come di chi vuol +frenare il riso) che voi attacchiate il vostro cavallo a quella pietra, +dove vedete un anello di ferro, e che gettiate un _groat_ d’argento su +quella di mezzo; dopo di che, darete tre fischi, uscirete fuori del +cerchio, e andrete a sedervi dietro di questa macchia, senza guardare +nè a destra nè a manca, sintanto che ascolterete battere il martello. +Allora reciterete tre _pater noster_, ovvero conterete i numeri +dall’uno al cento, che tornerà poi allo stesso. Ritornato indi entro al +cerchio, troverete sfumato il vostro denaro, e ferrato il cavallo.» + +«Sfumato il denaro; è ciò di che non dubito punto; ma quanto al +restante... Ascoltatemi, Riccardo; io non sono il maestro; ma se +vi credeste di usarmi qualcuna delle bindolerie che forse vi saran +famigliari, saprò fare le veci d’Erasmo, e vi giuro che non isfuggirete +al castigo.» + +«Se vi riuscirà trappolarmi» rispose il ragazzo, e in ciò dire fece +gamba con tal prestezza, che Tressiliano, ritardato dal peso de’ +propri stivali non valse a raggiungerlo. E quanto raddoppiava in lui +il dispetto era, che questo piccol ribaldo non sembrava già fuggire +colla fretta di chi si crede in pericolo o di chi ha paura. Si fermava +di distanza in distanza, quasi provocando Tressiliano ad inseguirlo, e +quando se lo vedeva vicino, correva colla rapidità del vento, facendo +giravolte, in modo da non allontanarsi dal cerchio d’onde era partito, +e attorno al quale aggiravasi. + +Stanco finalmente Tressiliano, si fermò, e stava quasi per cessare dal +corrergli dietro, limitandosi a maledire con tutto il cuore il deforme +simiotto che gli fece sì brutto scherzo; allorchè Riccardo collocatosi +sopra una piccola altura, rimpetto a lui, si diede a batter le mani, +ad accennarlo col dito, e a far tutte le smorfie d’un ragazzo che +prende a gabbo chi nol può raggiungere. Non sapeva bene Tressiliano se +dovesse ridere o andare in collera; ma finalmente, deliberato almeno +d’intimorire il ragazzo, risalì a cavallo, giudicando che così gli +sarebbe arrivato addosso senza difficoltà. + +Allorchè Riccardo s’accorse di questo disegno: «Aspettate un momento, +gridò: solo un momento. Piuttosto che vedere lo strazio del vostro bel +cavallo dalle zampe sferrate, tornerò a voi, se però mi promettete di +non toccarmi.» + +«Io non fo patti con un tristo della tua sorte, disse Tressiliano, e +fra un momento tu sarai a mia discrezione.» + +«Forse sì e forse no, sig. viaggiatore. Voi non sapete dunque che +qui vicino sta una palude capace d’inghiottire tutti i cavalli della +guardia della Regina? Io vado a farvi la mia ritirata, e vedremo se vi +darà l’animo di seguirmi fin là.» + +Tressiliano osservò di fatto essere oltre l’altura uno spianato, +coperto di giunchi e pieno di frane; laonde giudicando che per questa +parte almeno Riccardo non lo ingannava, decise conchiuder la pace +con un nemico sì lesto e sì risoluto. — «Vieni, gli disse, vieni, +bricconcello: prometto in fede di gentiluomo che non ti farò alcun +male.» + +Il fanciullo corrispose a tale invito senza titubare un istante, e +scendendo con passo deliberato, avea gli occhi fisi sopra Tressiliano, +che smontato da cavallo, e tenendo in mano la briglia, si sentiva +mancare il fiato per la corsa fatta, intanto che sulla fronte di quel +diavoletto non compariva una sola gocciola di sudore. + +«Ah! direte ora, o perversa creatura; per qual cagione mi trattate in +tal guisa? Qual era il vostro disegno nel raccontarmi l’assurda favola, +che volevate mi prendessi per vera? Conducetemi una volta alla fucina +di questo maniscalco, e vi regalerò di che comprarvi poma per tutto +l’inverno.» + +«Voi potreste donarmi tutte le poma che nascono in un verziere, nè +io saprei ripetervi che le medesime cose. Attaccate il cavallo a +quell’anello, mettete il denaro sulla pietra, date tre fischi e andate +a sedere dietro la macchia. Vi prometto di non dipartirmi dal vostro +fianco, e vi do licenza di torcermi il collo, se due minuti dopo che +saremo seduti, non udirete il maniscalco a batter l’incude.» + +«Bada bene, perchè se tu mi fai fare una figura ridicola per prenderti +spasso, potrei esser tentato a pigliarti in parola. Facciamo dunque +le prime prove sull’effetto del tuo talismano. Ecco il mio cavallo +attaccato a questa pietra, ecco un _groat_ d’argento su quest’altra, e +darò anche i tre fischi.» + +«Oh! non è così che si fischia. Un barbaggianni che non abbia anche +messe le penne, sa far meglio da starsene nel suo nido. Bisogna +fischiare più forte, se volete che il maniscalco vi possa udire. Perchè +chi sa adesso dove si trovi? egli sta forse nelle scuderie del re di +Francia.» + +«Tu m’hai però detto che non è un diavolo.» + +«Uomo o diavolo che sia, ho già capito, converrà che faccia io le +vostre veci.» Detto ciò diede tre fischi acuti tanto, che Tressiliano +si turò le orecchie. «Questo si chiama ben fischiare, soggiunse il +ragazzo, andiamo ora dietro la macchia, o non son più io, se il vostro +_dai piedi sferrati_ non è ferrato dentr’oggi.» + +Tressiliano era curioso di vedere a che intendesse tutto questo +cerimoniale. E per altra parte l’intrepidezza del ragazzo, il quale +mostrava tutt’altra voglia che di fuggire, lo metteva in sospetto +che le conseguenze di un tal affare potessero divenir serie. Pure si +lasciò condurre dietro la macchia, e venutogli in mente che tutto ciò +fosse una gherminella per rubargli il cavallo, non dipartì la propria +mano dal collo di Riccardo, risoluto che questo furfantello divenisse +ostaggio per il corridore. + +«Zitto! disse Riccardo. Siamo al momento. Voi ascolterete lo strepito +d’un martello, che non è stato fabbricato da mano d’uomini, e che ha +la mazza fatta di una pietra che precipitò dalla luna.» Nè passò un +istante, allorchè Tressiliano udì uno strepito, non per vero dire, più +violento di quei che s’ascolta quando un maniscalco ferra un cavallo. +Ma la singolarità delle circostanze, per cui questo strepito si fece +udire, e la natura del luogo, lontano a quanto parea da ogni abitato, +eccitò in Tressiliano un moto involontario e più forte di quello che +la sola sorpresa produce. In quell’istante medesimo guardando in volto +il fanciullo, e, dalla espressione maligna della costui fisonomia, +accorgendosi com’ei godesse di vederlo in tale perplessità, si persuase +nel modo il più fermo che fosse stata ordita anticipatamente una trama, +e fece risoluto proposito di saperne l’autore, e il fine che in far ciò +erasi avuto. + +Nondimeno rimase tranquillo sintantochè udì battere il martello, e ciò +durò appunto il tempo di cui abbisogna un abile maniscalco per ferrare +un cavallo. Ma cessato appena lo strepito, invece di aspettare che +trascorressero i minuti dei _pater noster_ indicati a lui dal ragazzo, +snudando la sciabola si lanciò verso il luogo della scena, e fatto +il giro del bosco, si accorse d’un uomo che portava un grembiule di +cuoio, quai gli usano i maniscalchi, ma stranamente coperto d’una pelle +d’orso col pelo in fuori, e sì avvolto il capo in una berretta della +stessa roba, che ne rimanevano in gran parte nascoste le sue affumicate +sembianze. + +«Tornate addietro, tornate addietro, sig. Tressiliano, gridò a tutta +voce il ragazzo, o vi metterà in quarti. Nessuno può vederlo senza +morire.» E veramente l’invisibile maniscalco, fattosi allora visibile, +alzò il suo martello, e parea si preparasse all’assalto, o per lo meno +alla difesa. + +Allorchè il fanciullo s’avvide, che nè le sue grida, nè i modi +minaccevoli del maniscalco avevano forza di rattenere Tressiliano, che +coll’arme impugnata sempre avanzavasi, cambiò stile, e ad alta voce +volse al fabbro tai detti: «Wayland, guardatevi dal toccarlo. Egli è un +gentiluomo, è un vero gentiluomo, incapace di lasciarsi atterrire.» + +«Tu m’hai dunque tradito, o Flibbertigibbet, (gridò il maniscalco, che +con tal nome solea chiamare il ragazzo). Ma per Dio! facesti un cattivo +mercato.» + +«Chiunque tu sia, disse Tressiliano voltosi al maniscalco, tu non corri +alcun rischio con me, ma è d’uopo che tu mi dica il perchè eserciti il +tuo mestiere in un modo sì misterioso, e sì stravagante.» + +Al qual proposito rispose in tuono minaccevole il fabbro: «Chi è che +ardisce interrogare il guardiano del castello di _Cristallo di Luce_, +il signore del _Leon Verde_, il padrone del _Drago Rosso_? ritirati, +allontanati, prima ch’io chiami dagli abissi _Talpach_ colla sua lancia +di fuoco a ridurti in atomi e in cenere;» ed accompagnò tai detti coi +gesti che loro si confacevano, brandendo in aria formidabile il suo +martello. + +«Taci là, vile impostore, disse Tressiliano: credi tu spaventarmi +con questo dialetto del tuo mestiere? seguimi tosto innanzi ad un +magistrato, se non vuoi sapere come è fatto il filo della mia sciabola.» + +«Acquetati, buon Wayland, disse Riccardo, le parolone non ti gioveranno +nulla in quest’oggi, e conviene prendere la cosa in altro tuono.» + +«Io credo, signore, (disse il maniscalco in aria sommessa, e abbassando +il martello) che quando un pover’uomo fa bene i suoi affari, gli sia +permesso il farli nel modo che più gli conviene. Il vostro cavallo è +ferrato, il maniscalco non avanza nulla. Che vi resta da far meglio del +rimontare a cavallo, e continuare per la vostra via?» + +«Sì, mi resta da far meglio, rispose Tressiliano, perchè è dovere +d’ogni uomo onesto lo smascherare i ciarlatani e gl’impostori. Questo +tuo modo di vivere fa che io ti sospetti d’essere l’uno e l’altro.» + +«Se voi siete a ciò risoluto, o signore, non potrò salvarmi che usando +la forza, nè vorrei adoperarla contro di voi, signor Tressiliano. +(Ognun giudica come il Cavaliere restasse maravigliato in udire il suo +nome profferito da costui). Non che io tema le vostre armi, continuò +il maniscalco, ma perchè mi è noto quanto voi siete generoso ed umano, +e che voi amereste meglio trar dagl’impacci uno sfortunato, anzi che +cagionargliene dei maggiori.» + +«Questo è parlar bene, o Wayland (disse il ragazzo che con inquietudine +aspettava la conclusione di un tale intertenimento). Ma scendiamo nella +vostra caverna: sapete pure che l’aria aperta vi pregiudica nella +salute.» + +«È vero,» rispose il maniscalco, e portandosi verso la macchia, dalla +banda più vicina al cerchio di pietre, ed opposta a quella ove Riccardo +aveva condotto Tressiliano nel durare della misteriosa faccenda, fu +presto ad una porta orizzontale accuratamente nascosta in mezzo agli +sterpi, e dopo averla sollevata, scese sotterra, scomparendo così +agli occhi de’ due circostanti. Comunque punto da grande curiosità +Tressiliano, esitò un momento prima di risolversi a tenergli dietro in +quest’antro, che poteva essere una caverna di malandrini, e crebbe in +lui la perplessità, allor quando udì una voce, che pareva uscisse dalle +più profonde viscere della terra: «Flibbertigibbet, abbi cura d’entrare +per l’ultimo, e di chiudere a dovere il trabocchello.» + +«Quanto avete veduto intorno al maniscalco Wayland vi basta, o +signore?...» domandò lo scaltrito a Tressiliano, accompagnando tale +inchiesta con quel maligno sorriso, che lo mostrava accorto della +titubazione in cui stavasi il Cavaliere. + +«Non mi basta ancora» rispose con fermezza Tressiliano, e preso il +suo partito, scese per la scaletta cui mettea la porta orizzontale, +seguendolo Riccardo, che la chiuse tosto; onde a lieve crepuscolo +che lì vedevasi succedettero buie tenebre. La scala non aveva che un +picciol numero di gradini, e metteva ad una via stretta non più lunga +di venti passi, in fondo alla quale scorgevasi una luce rossiccia. +Ivi giunto Tressiliano, che non pose mai nel fodero la sua sciabola, +e seguito passo a passo dal fanciullo, si trovò sotto una piccola +volta, ov’era una fucina di fabbro ferraio, piena d’acceso carbone, il +cui vapore avrebbe soffocato qualunque vivente, se non fosse sfuggito +per alcune aperture preparatevi con grande arte. Quella luce che +diffondevano il carbone acceso, ed una lampada sospesa da una catena di +ferro, dava a vedere, che oltre all’incude, al mantice, alle tenaglie, +al martello, alle masse di ferro pronte per esser poste in lavoro, +e a tutti gli ordigni necessari ad un maniscalco, si trovavano colà +crogiuoli, lambicchi, storte ed altri apparecchi, de’ quali fa uso la +chimica. La figura grottesca del maniscalco, ed i lineamenti irregolari +e maligni del ragazzo nano, veduti al lume di quel fuoco di carbone e +d’una lampada moribonda, si accordavano sì bene col rimanente di questo +mistico apparato, che in un secolo superstizioso, come era quello, +poteano fare impressione anche sopra animi i più coraggiosi. + +Ma la natura aveva fornito Tressiliano di una grande fermezza di +nervi, e il suo spirito fortificato da studio, e da buona educazione +era incapace di cedere ai vani terrori. Guardandosi adunque d’intorno +domandò nuovamente all’artefice chi egli fosse, e soprattutto dond’era +che sapea il nome di Tressiliano. + +«_Vostro Onore_ dee ricordarsi, disse il maniscalco, che saranno circa +tre anni, un bagattelliere girovago, presentatosi a certo castello +della contea di Devon vi fece pompa delle proprie virtù, al cospetto di +un degno cavaliere e della sua rispettabile comitiva. Comunque regni +poca luce in questa spelonca, scorgo dalla vostra fisonomia che di ciò +non vi siete dimenticato.» + +«Tu dicesti abbastanza» soggiunse Tressiliano, volgendo altrove il +volto, ove leggevansi le amare rimembranze che nell’animo di lui si +risvegliarono a que’ detti del maniscalco. + +«Il bagattelliere, continuò il maniscalco, fece sì bene la sua +parte, che i contadini e i gentiluomini campagnuoli ivi trovatisi di +brigata, s’indussero quasi a credere essere effetto di magia quanto +il giocolatore faceva ad essi vedere. Ma trovavasi in quel luogo una +donzella di quindici anni all’incirca, la più avvenente di quante io +abbia mai viste, il cui volto color di rosa impallidì all’aspetto delle +maraviglie che costui operava.» + +«Taci una volta, disse Tressiliano, taci una volta. Parlasti anche +troppo.» + +«Io non vorrei offendere _vostro Onore_, ma non credeste già avere io +dimenticato, che per calmare i timori di quella vaga fanciulla, le +spiegaste il modo onde si operavano questi incanti, e che metteste a +cattivo passo il povero bagattelliere, scoprendo i misteri della sua +professione con tanta dottrina da farvi credere un suo confratello. Oh +com’era bella! Un solo sorriso di essa valeva più...» + +«Finiscila, te ne supplico: non ho dimenticata la sera di cui mi parli: +essa entra nel piccolo numero delle sere felici ch’io m’abbia mai +conosciute.» + +«Ella dunque se n’è andata (disse il maniscalco che dal sospiro con +cui le parole di Tressiliano vennero accompagnate giudicò morta quella +donzella) e andata per sempre! così giovane, così leggiadra, così amata +da tutti! Ma io domando perdono a _vostro Onore_; vedo che avrei dovuto +battere il ferro sopr’altra incude, e che in vece l’ho conficcato nelle +carni vive.» + +E pronunciò tai detti con un tuono, che lo dimostrava sinceramente +commosso da rincrescimento e pietà, comunque rozzi fossero in lui i +modi di esprimere tai sentimenti. Laonde Tressiliano prese opinione più +favorevole del povero artefice, che egli aveva giudicato da principio +con alquanta severità. Ma nulla è più fatto per cattivare a sè il cuore +d’un uomo sfortunato, siccome il dimostrarsi impietosito delle sciagure +cui egli soggiace. + +«Se non m’inganno, disse Tressiliano dopo un istante di silenzio, tu +eri allora un uomo gioviale, capace d’intertener bene una brigata non +solamente con giuochi, ma facendo racconti ed intonando ballate. D’onde +accade che tu sia divenuto artefice in sì strana guisa, e in questa sì +orribil dimora?» + +«La mia storia non è tanto lunga, rispose Wayland, e se _vostro Onore_ +vuol sedersi, gliela racconterò.» + +Così dicendo, accostò al fuoco uno sgabelletto fatto a treppiedi, +prendendone un altro per sè, come fece pure Riccardo, che sedutosi +appiè del maniscalco, tenea gli occhi fisi sopra di lui; onde le +brutte forme di questo fanciullo schiarite meglio dal fuoco della +fucina, si vedeano accese di una vivissima curiosità. Quindi gli +disse il maniscalco: «Tu pure saprai la storia della mia vita. Ben mi +prestasti servigi tali da meritarti la mia confidenza. Poi, tanto vale +il raccontare le cose mie in tua presenza, che lasciartele indovinare, +perchè la natura non ha mai nascosto un ingegno più acuto sotto una +scorza sì laida. Ebbene, o signore, eccomi ai vostri comandi, ed +incomincio tosto la mia narrazione. Ma non accetterete voi un bicchiere +di _ala_? Non ne vado sprovvisto, benchè mi vediate in sì povero +soggiorno.» + +«Ti ringrazio, disse Tressiliano, ma veniamo alla tua storia perchè ho +poco tempo da perdere.» + +«Non vi pentirete di tale indugio, perchè in questo mentre il vostro +cavallo farà miglior pasto che non lo fece stamane, e avrà maggior +gagliardia pel rimanente del viaggio.» + +Wayland abbandonò per un istante la sua dimora sotterranea, e +ritornatovi dopo qualche minuto, incominciò la sua storia, come si +vedrà nel seguente capitolo. + + + + +CAPITOLO III. + + »Il valor di sue parole + »Può cangiar, s’ei così vuole, + »Tutto questo pavimento + »In un lastrico d’argento. + _Favole di Cantorbery_. + + +«Imparai da giovane l’arte del maniscalco, disse Wayland, e conosceva +questo nobil mestiere al pari d’ogn’altro che cignesse grembiule di +cuoio, e avesse la faccia e le mani annerite dal fumo. Ma stanco di +cantare battendo l’incude, mi diedi a correre il mondo, e così entrai +in conoscenza con un celebre bagattelliere, il quale accorgendosi +che le sue dita cominciavano a farsi men agili ai mestieri dell’arte +professata, pensava all’espediente di educarsi un allievo. Io lo servii +per sei anni, sintantochè fui ricevuto maestro nel novello mio stato. +Me ne appello a _vostro Onore_, sul cui giudizio si può far conto. Non +adempieva io la mia parte passabilmente?» + +«Non si poteva farlo meglio, disse Tressiliano, ma spicciati presto.» + +«Poco dopo il tempo in cui alla vostra presenza feci maravigliata della +mia destrezza la conversazione di sir Ugo Robsart, presi la carriera +del teatro, ove nello scopare il palco, io non aveva chi potesse starmi +a prova fra gli scopatori di granai, anche i più accreditati. Ma le +poma erano sì a buon mercato in quell’anno, che gli spettatori non ne +mangiavano mai che un boccone o due, e gettavano il rimanente sulla +testa dei personaggi a mano a mano del loro comparire sulla scena. +Questo incidente mi disgustò della professione; onde rinunziando la +mezza parte ch’io aveva nella compagnia, lasciai le mele ai miei +colleghi, i coturni al direttore, poi volsi le calcagna al teatro.» + +«E qual nuovo stato abbracciasti tu allora?» domandò Tressiliano. + +«Divenni per metà collega, per metà servitore d’un uomo fornito di +molta sapienza e di poco danaro, che faceva il mestiere di medico.» + +«Che vuol dire, soggiunse Tressiliano, tu eri il pagliaccio del +ciarlatano.» + +«Qualche cosa di più, ottimo signor Tressiliano, permettetemi dirlo; +benchè volendo dar loda al vero, si operasse talora a fortuna, e +quello ch’io aveva imparato ne’ miei primi studii per rendermi utile +ai cavalli, giovò più d’una volta alla specie umana. Perchè in fine +poi, i germi delle malattie sono tutti gli stessi; e se la trementina, +il catrame, la pece, e il grasso di bue, mescolati colla gomma, colla +resina, e con uno spicchio di aglio, hanno virtù di guarire un cavallo +offeso da un chiodo, non vedo ragione perchè la stessa ricetta non +debba far bene ad un uomo trafitto da un colpo di spada. Ma la scienza +del mio maestro andava più in là della mia, e si estendeva sopr’altri +rami. Oltre all’essere un medico pratico de’ più coraggiosi, egli +era anche, se volete, un di quelli che si chiamano _iniziati_. Niuno +meglio di lui leggeva nelle stelle, e coll’aiuto della genetliologia, +come diceva egli, o fosse poi anche in tutt’altra maniera, vi predicea +l’avvenire. Profondissimo chimico, sapeva distillare i semplici, aveva +fatti molti tentativi per fermare il mercurio, e si trovava lì lì per +iscoprire il _lapis philosophorum_. A tale proposito conservo tuttavia +alcuni versi, ch’egli custodiva gelosamente, e se _vostro Onore_ +arriva ad intenderli, è più sapiente di tutti coloro che li lessero, e +probabilmente anche di chi gli ha fatti.» + +Nel medesimo tempo consegnò a Tressiliano un foglio di pergamena, +ov’erano dipinti, e di sopra, e di sotto, e nei margini i segni +zodiacali, e pieno in oltre di caratteri greci, ebraici e talismanici. +Vi stavano in mezzo quattro versi sì bene scritti, che a malgrado +dell’oscurità del luogo, Tressiliano li potè leggere senza fatica. Tale +capolavoro di poesia era il seguente: + + »Si fixum solvas, faciasque volare solutum, + »Et volucrem figas, facient te vivere tutum; + »Si pariat ventum, va’ et auri pondere centum, + »Ventus ubi vult spirat: — Capiat qui capere potest». + +«Tutto quanto v’intendo, disse Tressiliano, è, che l’ultima linea +non è un verso, e che le quattro ultime parole sembrano voler dire: +_m’intenda chi può_.» + +«E v’assicuro bene esser questa la massima, con cui si regolava sempre +il mio degno padrone ed amico, dottor Doboobie. Ma finalmente burlato +dalla propria immaginazione medesima, e impazzito dietro alla sua +cara chimica, spese ingannando se stesso tutto il denaro, che aveva +guadagnato ingannando gli altri. Non ho mai saputo se avesse scoperto a +caso, o fatto fabbricare in segreto egli stesso questo laboratorio ove +era solito venirsi a rinchiudere, lontano così dai suoi infermi come +dai suoi scolari. Fu creduto, che queste lunghe e misteriose assenze +dalla città di Faringdon, luogo ordinario di sua dimora, fossero +prodotte dagli studii delle scienze mistiche, e da un commercio ch’egli +avesse col mondo invisibile. Fece prova d’ingannare me parimente; ed io +voleva fingermi persuaso delle baie onde a mano a mano mi regalava; ma +ben s’accorse ch’io conosceva tutti i suoi segreti, per lo che cominciò +a non garbargli troppo la mia compagnia. Intanto il nome di costui +acquistò celebrità, e la maggior parte di quelli che si conducevano a +consultarlo, venivano persuasissimi ch’ei fosse uno stregone. Dopo di +che, l’ottenuta fama d’essere iniziato nelle scienze occulte, guidò +segretamente ad ascoltarne gli oracoli, personaggi potenti, che il +nominare non sarebbe prudenza; ed i quali macchinavano divisamenti +pericolosi, e che non giova qui il menzionare. Allora insorsero +contr’esso molti nemici, e la cosa si terminò col predicargli la croce +addosso, e col minacciarne la vita; ed io innocente cooperatore de’ +suoi studii, venni soprannominato _il Bastone del diavolo_, titolo +che mi fruttava una scarica di sassi sulla persona ogni qual volta +mi mostrava in qualche vicino villaggio. Per finirla, il mio padrone +disparve improvvisamente, dicendomi che andava a lavorare in questa sua +segreta officina, e vietandomi di venirlo qui a disturbare prima che +fossero trascorsi due giorni. Passato un tale intervallo, mi trasportai +in questo luogo; e rinvenni il fuoco estinto, tutti gli ordigni chimici +in pieno sconquasso, ed una lettera del dotto Doboobie, che dotto ei +soleva chiamarsi da se medesimo. Con questa mi avvisava, che non ci +saremmo più riveduti, lasciandomi in legato le sue suppellettili, e +la pergamena che vi feci vedere. Mi consigliava inoltre di seguire a +tutto punto le istruzioni, che vi si contenevano, essendo quella la via +infallibile di pervenire alla _grand’opera_.» + +«E tu ti sarai tenuto ad un così savio consiglio?» + +«Oh! no signore. Prudente io e sospettoso per natura, oltrechè non +sapeva troppo bene con chi mi avessi a bazzicare, feci una visita +per ogni dove, e fortunatamente la feci prima d’accendere il fuoco, +perchè rinvenni un piccolo barile di polvere ch’egli aveva con gran +cura nascosto sotto il cammino del focolare, venuto cred’io nel +caritatevol disegno di farmi trovare morte e sepoltura in questo +luogo, e ciò appunto nell’atto che mi sarei dato alla _grand’opera_ +della trasmutazione dei metalli. Vi giuro che una tale scoperta mi +fece passare ogni voglia d’Alchimia, e divenni più che mai desideroso +di tornare onestamente all’incude ed al martello. Ma chi voleva far +ferrare un suo cavallo dal _Bastone del Diavolo_? Per buona sorte +contrassi amicizia con questo bravo Flibbertigibbet; che col suo +maestro Erasmo Holyday si trovava in allora a Faringdon, e tale +amicizia mi venne dall’avergli insegnati alcuni segreti, fatti per +piacere ad uno della sua età. Tenemmo consiglio insieme, e risolvemmo, +che non potendo io sperare di procacciarmi avventori col seguire le vie +ordinarie, avrei provato a guadagnarmeli profittando della credulità di +questi villani. Ne sia tutta la lode a Flibbertigibbet, che ha fatto +tutto il mio credito, gli avventori non mi sono mancati. Ma mi avvedo +che sforzo troppo la carta; e temo non la finiscano col credermi uno +stregone, e come tale farmi un brutto servigio. Perciò nulla bramerei +ora di meglio quanto un’occasione di abbandonare la mia fucina, se +trovassi qualche personaggio di gran conto, che mi volesse proteggere +contro la furia della ciurmaglia, caso che venissi ad essere scoperto.» + +«Conosci tu bene le strade di questo paese?» gli domandò Tressiliano. + +«Di notte come di giorno» rispose Wayland. + +«Ma tu non avrai sicuramente cavallo?» + +«Vi chiedo scusa. Mi dimenticai dirvi esser questa la migliore eredità +ch’io mi abbia fatta dal dottore, eccetto due o tre segreti di +medicina, che m’appropriai suo malgrado.» + +«Ebbene, va a lavarti il volto e le mani, butta via questa ridicola +pelle, vestiti il più convenientemente che puoi, e se ti comporterai +con saviezza e fedeltà, ti permetto seguirmi per qualche tempo finchè +siano dimenticati i tuoi giuochi di mano. Credo che non ti manchino +coraggio e destrezza, ed ho intavolati certi affari, che possono +abbisognare d’entrambe queste prerogative.» + +Wayland senza farsi pregare abbracciò un tale partito, assicurando il +suo novello padrone di prestargli fedelissimo ed affezionato servigio. +In pochi minuti, col prendere nuovi abiti e coll’aggiustarsi la barba +e i capelli, si trasformò in guisa tale, che Tressiliano non potè +ristarsi dal dirgli: «Credo che omai non abbisogni di protettore, +perchè chi avvi mai fra quelli che ti conoscevano anticamente, il quale +possa sotto questi abiti ravvisarti?» + +«I miei debitori no, perchè non mi vorrebbero pagare (disse Wayland +scotendo la testa), ma quanto ai creditori di ogni specie, oh! vi dico +bene che non sarebbe sì facile l’accecarli, nè mi terrei sicuro, se non +mi fossi posto sotto la protezione d’un personaggio pari a voi e per +natali e per fama.» + +Detto ciò, prese per uscire della caverna la stessa strada, d’onde +tutti e tre vi erano entrati. Tressiliano lo seguì, e Riccardo che li +raggiunse qualche minuto dopo, comparve carico di tutta la bardatura +di un cavallo. Wayland chiuse quella porta orizzontale, ponendo molta +accuratezza nel ricoprirla; «Chi sa, diss’egli, che non mi torni +un’altra volta a proposito questa caverna? Poi gli ordigni che vi +lascio hanno sempre un qualche valore.» Mandò un fischio, ed un cavallo +che pascolava nella più vicina prateria, comparve a quel segnale a +cui già tal bestia era avvezza. Mentre Wayland mettea la sella al suo +cavallo, Tressiliano saliva sul proprio, dopo averne ristretta la +cinghia. + +Intantochè Wayland montava a cavallo, così gli disse Riccardo. «Voi +siete dunque per abbandonarmi, o antico mio collega, e mi togliete +per sempre il piacere di ridere alle spalle di tutti que’ goffi, che +tremavano dalla testa ai piedi quando io li conducea qui per far +ferrare i loro cavalli dal diavolo e dai suoi ministri?» + +«Che vuoi farci, mio caro Flibbertigibbet? rispose Wayland: anche +i migliori amici, bisogna che si lascino presto o tardi; ma te ne +accerto, mio caro ragazzo, tu sei la sola cosa per cui mi rincresca +abbandonare la vallata di White-Horse.» + +«Oh! non vi dico per questo l’ultimo addio. Voi sarete sicuramente +a quelle belle feste che stanno per celebrarsi, e non mancherò di +trovarmivi io pure; perchè se il sig. Holyday non mi ci vuol condurre, +giuro per la luce di quel sole, che non è mai entrato nella vostra +fucina, mi darà l’animo di venirci da me.» + +«Bada, Flibbertigibbet, a non far corse in fallo.» + +«Voi vorreste far di me un fanciullo, e di que’ fanciulli che corrono +rischio se muovono un solo passo non tenuti per le cordicelle. Oh! +vi proverò il contrario, e non sarete lontano un miglio da queste +pietre, allorchè v’accorgerete che non mi diedero fuor di proposito il +nome di spirito folletto. A quest’ora, e lo saprete fra poco, ho già +meditata una cosa, che vi tornerà di grande vantaggio, purchè sappiate +approfittarne.» + +«Che intendi tu dire?» gli chiese tosto Tressiliano. Ma il fanciullo +non rispose che con una capriola, ed esortandoli entrambi che non +frapponessero alla partenza verun indugio, ne diede ad essi l’esempio, +prendendo a tutte gambe il sentiero della sua capanna, e sfoggiando +tutta quella medesima agilità che dianzi aveva opposta a Tressiliano, +allorchè questi lo volle indarno raggiugnere. + +«Sarebbe inutile il tenergli dietro, disse Wayland, e tanto varrebbe +l’accignersi a seguire una lodola per aria. Per altra parte a che +monterebbe? La miglior cosa da farsi per noi è quella di seguire il suo +consiglio ed andarsene.» + +Tressiliano fece comprendere al compagno il luogo, verso cui bramava +indirizzarsi, e si misero insieme in cammino. + +Non avevano essi fatto un miglio, quando Tressiliano si avvide che il +proprio cavallo era in maggior ardenza di quanta ne avesse avuta il +mattino all’atto in cui lo salì, e tal cosa ei fece osservare a Wayland. + +«Ho piacere che ve ne siate accorto, questi rispose; tale è l’effetto +d’uno dei miei segreti, da me aggiunto alla misura di biada che gli +somministrai. Di qui a sei ore almeno, _vostro Onore_ non abbisognerà +più di servirsi de’ suoi speroni. Credete voi che per nulla io abbia +studiato la medicina e la farmacia?» + +«Spero bene non gli avrai dato nulla, che possa fargli del male.» + +«Credete che gli potesse produr male il latte della cavalla che lo +nudrì? Tanto gliene produrrà il mio segreto.» + +E si diffondeva Wayland in fare encomi all’efficacia di tal suo +segreto, allorchè l’attenzione d’entrambi fu interrotta da uno scoppio, +violento quanto quello di una mina che faccia saltare all’aria i +baluardi d’una città assediata. I due cavalli fecero un salto, nè men +sorpresi si dimostrarono quelli che vi stavano sopra. Si volsero essi, +e verso la parte appunto che abbandonarono, videro una densa colonna di +fumo, che sorgendo altissima, copriva il cielo a guisa di nuvola. + +«Ecco la mia fucina andata al diavolo! (sclamò Wayland, indovinando +subito il motivo di tale scoppio). Ho avuto poco giudizio allorchè +parlai alla presenza di Flibbertigibbet dei divisamenti caritatevoli, +che aveva sulla mia casa il dottor Doboobie. Dovea ben io immaginarmi +che quel demonio di ragazzo non avrebbe avuto più pace se non mandava +a termine tale impresa. Ma adesso bisogna raddoppiare il passo, perchè +questo romore metterà sossopra tutto il paese.» + +Detto ciò, punse leggermente il fianco del suo cavallo, e fattosi +altrettanto da Tressiliano, di gran galoppo si allontanarono da quel +luogo. + +«Era questo dunque il senso misterioso di que’ detti con cui ci lasciò! +soggiunse Tressiliano. Ma ciò è ben altro che una vivacità da ragazzo. +Per poco che avessimo indugiata la partenza, eravamo già sepolti sotto +quelle rovine.» + +«Oh! ci avrebbe avvertiti, disse Wayland, ed ho osservato che tornò +più volte addietro per assicurarsi se eravamo in cammino. Egli è bensì +un vero diavolo quanto a malizia, ma non però un diavolo cattivo. Ci +vorrebbe troppo se dovessi raccontarvi tutte le impertinenze che mi ha +fatte cominciando dal momento che strinsi lega con lui. Ma gli debbo +altresì gratitudine d’avermi prestati rilevanti servigi, e quello +soprattutto di condurmi avventori. Non v’era maggior delizia per lui +quanto il veder que’ poveri contadini, che non ne potevano più di paura +stando dietro la macchia ad udire il rimbombo del mio martello. Io +credo, che la natura abbia messo in quella testa difforme una doppia +quantità di cervello, per dargli almeno il compenso di saper ridere a +spese di quegli sciocchi, che fanno le maraviglie della sua orridezza.» + +«Forse è così, disse Tressiliano. Coloro che la stranezza del loro +esterno separò in tal qual modo dalla società, se non odiano il +rimanente del genere umano, sono certamente propensi a prendersi spasso +delle sue follie, e talvolta ancora, che è peggio, delle disgrazie che +non li toccano.» + +«Però Flibbertigibbet, rispose Wayland, possede tali prerogative per +cui gli si perdonano volentieri le sue stesse furfanterie. Non nego +che si diletta far burle un po’ forti veramente agli estranei, ma +è indicibile la fedeltà, onde si fa pregio verso coloro ai quali è +affezionato, e non è senza motivo, come già vi dissi, ch’io parlo così.» + +Tressiliano non andò più avanti in questo intertenimento, e il loro +viaggio fu continuato senza incidenti, e senza avventure sino alla +città di Marlborough, divenuta celebre di poi per aver dato il suo +nome al più grande generale, eccettone uno, che l’Inghilterra abbia +prodotto. Ivi i nostri due viaggiatori riconobbero nel tempo stesso la +verità di due antichi proverbi, l’un dei quali è, che le cattive novità +hanno le penne, l’altro, che chi sta ad ascoltare alle porte non ode +mai dir bene di se medesimo. + +La corte dell’osteria ove smontarono stava in una specie di sconquasso, +e a stento trovarono essi chi prendesse cura de’ loro cavalli, tanto +ognuno era intento alla notizia sparsa d’intorno, e che correva di +bocca in bocca. Rimasero qualche tempo senza poter discoprire di che si +trattasse, ma finalmente compresero che la cosa agitata da quella gente +li riguardava assai da vicino. + +«Abbiam capito, signori, abbiam capito, (rispose finalmente lo +stalliere alle ripetute chiamate di Tressiliano). In verità so appena +dov’io m’abbia la testa. È passato di qui, son minuti, un viaggiatore, +che ne ha raccontato.... voi altri sicuramente avrete inteso a nominare +il maniscalco Wayland, che abitava, non si sa bene in qual parte della +vallata di White-Horse. Ebbene, questa mattina, il diavolo se lo è +portato via con uno spaventevole fracasso, in mezzo ad una colonna di +fuoco e di fumo, e nel far questo ha mandata all’aria una collina su di +cui vedevasi un cerchio di grosse pietre. A quanto pare, l’abitazione +di Wayland era lì.» + +«Vi dico la verità, tal cosa mi dispiace, disse allora un vecchio +fittaiuolo, poichè questo Wayland, poco importa che avesse o no +patto col diavolo, possedeva eccellenti rimedi contro le malattie +dei cavalli, e d’or innanzi la vedo brutta per que’ galantuomini che +avranno cavalli rognosi, se il demonio non ha dato tempo a Wayland di +far testamento, e di lasciare a qualcheduno il suo segreto.» + +«Dite ottimamente, Gaffer Grimesby, si fece a dire lo stalliere. +Anch’io una volta gli ho condotto un cavallo, nè vi era in tutto il +paese un maniscalco abile al pari di lui.» + +«L’avete veduto, Giacomo?» domandò a questo stalliere madonna Alison +Cicogna, padrona di quell’osteria, la cui insegna presentava l’uccello +di questo nome, vero emblema quanto al collo e alle gambe del marito +della Alison. Chiamavasi questi Goodman Cicogna, ed il contegno +sommesso e rispettoso ch’egli teneva alla presenza della sua cara metà, +ben dimostrava come madonna Alison era degna di portare in vece del +marito anche quella parte di vestimento, che per lo più suol essere +riserbata al solo sesso mascolino. + +Pure in tale occasione, prese coraggio a ripetere in questi termini +l’interrogazione fatta dalla moglie: «Avete veduto il diavolo, Giacomo?» + +«Sì! come doveva io fare a vederlo?» rispose sgarbatamente costui, +perchè in questa casa l’esempio della padrona non inspirava ai famigli +grande rispetto verso quello che li stipendiava. + +«Gli è perchè, se lo aveste veduto, rispose il pacifico Goodman +Cicogna, avrei avuto gusto di sapere come il diavolo sia fatto.» + +«Oh? vi avanzerà tempo per impararlo a conoscere, gli rispose la +carezzevole compagna, sempre che non mutiate registro di vita, e non +cominciate a pensare un po’ più a’ vostri affari senza impacciarvi +tanto in quelli degli altri. Ma però, Giacomo, non sarei malcontenta io +pure d’intendere come fosse fatto questo Wayland.» + +«È quanto mi è impossibile il dirvi, buona padrona Alison (rispose lo +stalliere in modo ben più rispettoso, che non aveva usato col padrone) +perchè non l’ho mai veduto.» + +«Ma senza vederlo, disse allora Gaffer Grimesby, come hai potuto dargli +a comprendere la malattia del tuo cavallo?» + +«La feci scrivere dal maestro di scuola; e mi fu guida il più brutto +aborto di ragazzo, che madre natura abbia formato giammai.» + +«E che rimedio ordinò? — Il cavallo guarì?» — Queste furono le +interrogazioni che s’intesero da molte bande. + +«Non vi dirò il nome di questo rimedio, perchè lo lasciò sopra una +grossa pietra. Mi feci però coraggio per metterne in bocca tanto, +quanto è grosso il pomello di una spilla. Al gusto e all’odore si +sarebbe detto che fosse un miscuglio di corno di cervo e d’erba savina, +stemprati nell’aceto; ma non par possibile che una tal droga di per se +stessa guarisca un cavallo con tanta prontezza. Oh! lo veggo anch’io; +non sarà sì facile d’ora in avanti il risanar dalla rogna i nostri +cavalli.» + +L’amor proprio, che, senza distinzione di stati o di condizioni, fa +nido in tutti gli animi umani, ebbe tanto potere in quel punto sopra +Wayland, che dimenticò il pericolo cui si sarebbe esposto dandosi a +conoscere; onde non potè ristarsi dal volgere di soppiatto un’occhiata +a Tressiliano, sorridendo misteriosamente, e quasi volesse dirgli: «Voi +gli udite! eccovi altrettante prove irrefragabili della mia sapienza.» +Continuava intanto quell’intertenimento. + +«Non fa niente (disse un grave personaggio vestito di nero, e venuto lì +in compagnia di Gaffer Grimesby). È assai meglio veder morire i nostri +cavalli della malattia che vorrà mandar loro il Signore, che farli +curare dal diavolo.» + +«È vero, disse l’ostessa, e sono molto maravigliata, che Giacomo abbia +voluto mettere a repentaglio la sua anima per quella rozza di cavallo.» + +«Dite bene, padrona, rispose Giacomo, ma quella rozza apparteneva al +padrone col quale allora io mi stava. Supponete fosse stata vostra. +Che avreste voi detto, se per paura del diavolo non l’avessi fatta +medicare? Poi, ci pensi il Clero. Ognuno si prenda brighe delle sue +faccende, dice il proverbio. Il ministro della Chiesa pensi al suo +vangelo, e lo stalliere alla sua stregghia.» + +«Io protesto, disse madonna Alison, che Giacomo parla qual deve un buon +cristiano, ed un servo fedele, che non risparmia, nè anima, nè corpo +per l’interesse de’ suoi padroni. Vi dirò bene che il diavolo si è +portato via a tempo questo maniscalco, perchè un uffiziale del cantone +è venuto questa mattina a cercare il vecchio Pinniewink, famoso per +avere fatto i processi a tante streghe, e dovevano andare insieme nella +vallata di White-Horse per arrestare questo Wayland, e convincersi se +era veramente uno stregone. Ho aiutato io medesima il Pinniewink ad +aguzzare le sue molle e i suoi punteruoli, ed ho veduto il decreto +d’arresto spedito dal giudice Blindas.» + +«Sì, che avrebbero fatto molto, disse la vecchia Crank, lavandaja +e cattolica; il diavolo si sarebbe riso di Blindas, del suo ordine +d’arresto, di Pinniewink e delle sue molle; e le carni di Wayland +avrebbero tanta paura del punteruolo, quanta ne ha del ferro da +stirare un collare di tela batista increspato. Ma badate a me, brave +persone. Il diavolo avrebbe egli avuto potere di privarvi con questa +disinvoltura dei vostri maniscalchi e dei vostri artefici, allorchè gli +abati d’Abingdon erano padroni del paese?.... Oh! no per la Vergine. +Essi sapevano scongiurarlo e non lo lasciavano venire avanti. Dite ai +vostri ministri di farne altrettanto.» + +Questo sarcasmo, che feriva la chiesa riformata, mise in mezzo a quella +discussione il tumulto, e Tressiliano ne profittò per entrare con +Wayland nella casa. Goodman che lor tenne dietro li fece entrare in una +stanza particolare, ove li lasciò soli intanto che andò ad ordinare +quella refezione di cui lo chiesero. + +«Voi vedete, o signore, disse allora a Tressiliano Wayland con tuono +grave e trionfante, voi vedete che non v’ingannai, allor quando +mi diedi presso voi per iniziato in tutti i misteri dell’arte del +maniscalco, persona sì ragguardevole appo i Francesi, che diedero così +a lui, come ai primi uffiziali della Corona il nome di _marescialli_. +Questi cani di stallieri, i quali poi sono in sostanza i migliori +giudici in sì fatte cose, ben sanno in quanto pregio debbano aversi i +medicamenti. Vi prendo in testimonio, sig. Tressiliano, se non furono +solamente le voci della calunnia e l’opera della violenza, che mi +costrinsero ad abbandonare questo decoroso ed utile mestiere.» + +«Non mi ristarò mai dal renderti tal giustizia, mio caro amico, ma +parleremo di ciò a miglior tempo, semprechè non credessi tu necessario +all’aumento di tua fama il far conoscenza colle molle e coi punteruoli +del dotto sig. Pinniewink; perchè tu vedi che le stesse persone più +ardenti in tuo favore ti notificano per uno stregone.» + +«Che Dio perdoni a costoro i quali confondono la scienza colla magia! +Ma io spero che un galantuomo possa possedere abilità al pari, e più di +chiunque espertissimo chirurgo abbia mai tastato polso a cavalli, e non +aver patto col diavolo.» + +«Lo spero anch’io. Ma taci ora: è qui l’ostiere, che a quanto mostra in +fisonomia non ha comuni con noi queste speranze.» + +Ognuno dell’osteria era talmente immerso ne’ pensieri di questa +sparizione di Wayland, portato via dal diavolo, e nel confrontare le +diverse tradizioni che su di tale argomento si moltiplicavano e si +ingrandivano ad ogni istante da tutte le bande, che Goodman non potè +farsi aiutare fuorchè dal più giovane de’ suoi garzoni, d’età in circa +ne’ dodici anni, e di nome Sansone. + +«Io vorrei (diss’egli, scusandosi con quegli ospiti sull’averli fatti +aspettare, e mettendo sulla tavola un fiasco di vino) che il diavolo +si fosse portato via mia moglie e tutti i miei famigli in luogo di +questo Wayland, che a ben pesare tutte le cose, non meritava quant’essi +l’onore concedutogli da Satanasso.» + +«La penso anch’io così, buon galantuomo, disse Wayland; e berremo +insieme una tazza di vino all’adempimento dei vostri auguri.» + +«Non è per pretendere di giustificare nessuno, che faccia lega col +diavolo, disse Goodman dopo avere bevuto, ma gli è che.... Avete mai +gustato un vin di Canarie più squisito di questo, miei signori?... +gli è che si vorrebbe aver faccende con una dozzina di rompicolli +come Wayland, anzichè con un diavolo in carne, con cui si è obbligato +trovarsi sempre a tavola ed a letto. Quanto a me, vorrei, anzichè +continuare una tal vita...» + +Ma sul più bello venne interrotto dalla voce aspra della sua metà, che +stava chiamandolo dalla cucina; onde dopo avere chiesto perdono agli +ospiti, uscì affrettatamente di quella stanza. + +Partito appena costui, Wayland pose in opera tutti gli epiteti di +sprezzo, fornitigli dal vocabolario della sua lingua contro questo +ostiere, cui diede nome di gallina tuffata nell’acqua per tale suo +nascondere la testa entro il grembiule della moglie, e soggiunse, che +se le loro cavalcature non avessero avuto gran bisogno di riposo e di +nudrimento, sarebbe stato per pregare il signor Tressiliano a tirare +avanti ancora per qualche miglio, piuttostochè pagar conti ad un uomo, +che era l’infamia del proprio sesso. + +Intanto il comparire d’un buon piatto di garretto di bue condito col +lardo, temperò alquanto il mal umore venuto nel nostro maniscalco, +mal umore che affatto si dileguò all’arrivo di un bellissimo cappone +arrostito in quell’istante, e coperto di falde di lardo, che al dir di +Wayland, spumeggiavano come rugiada di maggio al di sopra di un giglio. +Goodman e la moglie di questo, Alison, divennero allora ai suoi occhi +persone stimabili, industri e persino gentili, che meritavano ogni +genere d’incoraggiamento. + +Giusta l’usanza di que’ tempi, il padrone ed il servo sedettero ad un +medesimo desco, ma il secondo si accorse con dispiacere che l’altro +faceva poco onore alla mensa. Ricordandosi però il turbamento dianzi +nato in Tressiliano all’udir soltanto rammemorare la giovine donzella, +nella cui abitazione l’uno e l’altro si conobbero la prima volta, +temette Wayland di rinovare con indiscrete interrogazioni una ferita, +a quanto gli parea, troppo acerba nel cuore del Cavaliere, e mostrò +di attribuire ad altra cagione la poca voglia di cibarsi che in esso +scorgea. + +«Forse queste vivande non sono assai dilicate per _vostro Onore_ (gli +disse facendo sparire il terzo quarto di cappone, da cui Tressiliano +non avea tolto che un’ala). Ma se aveste alloggiato tanto tempo +quant’io vi stetti nel sotterraneo, a cui Flibbertigibbet ha or or dato +aria, in quel sotterraneo ove io ardiva appena di far cuocere i miei +alimenti per paura d’essere tradito dal fumo, v’accorgereste al pari di +me che un cappone è una squisita vivanda.» + +«Godo che il banchetto sia di tuo aggradimento, rispose Tressiliano; +ma spicciati; questo luogo non è sicuro per te, e i miei affari non mi +permettono di perder tempo.» + +Eglino non si fermarono adunque più di quanto bastò a restituire forza +ed ardore ai loro cavalli, indi con incredibile velocità si spinsero +fino a Bradford, ove passarono la notte. + +Ne partirono allo schiarire della domane; ma per non annoiare il +leggitore col racconto d’inutili particolarità, ci limiteremo a dire, +che attraversarono, senza scontrarsi in avventure, le contee di Wilt +e di Sommerset; ond’era il terzo giorno dacchè Tressiliano partì da +Cumnor, allorchè verso il mezzodì si trovarono al castello di sir Ugo +Robsart, detto Lidcote-Hall sulle frontiere della contea di Devon. + + + + +CAPITOLO IV. + + »Quale invilì furía di nembo il fiore, + »Che fu di questa rocca e vanto e onore? + _Giovanna Baillie_. + + +Il vecchio castello di Lidcote-Hall era situato presso al villaggio del +medesimo nome, contiguo alla grande foresta di Exmoor, ed abbondante +d’ogni specie di selvaggiume. Ivi antichi privilegi spettanti alla +famiglia di Robsart, davano a sir Ugo un diritto riservato di andare +alla caccia, passatempo a lui prediletto sopra tutti gli altri, +come vedemmo. Questo vetusto edifizio poco alto, e che inspirava +venerazione, teneva un grande spazio di terreno, circondato all’intorno +da profondissima fossa. Una torre ottangola, ed un ponte levatoio +lo difendevano contro chi ostilmente avesse preteso avvicinarvisi. +Fabbricata di mattoni questa vecchia fortezza, le muraglie ne erano +sì fattamente coperte di edera, e di altre piante serpeggianti, che +sotto quel tappeto mal potea indovinarsi la materia prima adoperata +nell’edificarla. Ogni angolo della torre andava decorato di una +torricella, nè l’una di tali torricelle somigliava all’altra; il che +si scostava di gran lunga dalla regolare monotonia dell’architettura +gotica moderna. Quadrata era la base di una fra esse, e vi stava un +orologio, ma fermo; la qual cosa sorprese tanto più Tressiliano, che +il signore del luogo, fra l’altre sue innocenti manìe, avea quella +di voler conoscere scrupolosamente le ore e i minuti, fantasia assai +famigliare a tutti coloro, i quali non sanno che farsi del tempo. Nella +stessa guisa vediamo parecchi mercanti spassarsi nel far l’inventario +delle lor mercanzie, quando appunto vi sono minori occasioni di +spacciarle. + +Entravasi nella corte del castello per una strada in volto, appena +dentro la torre. Abbassato in quell’istante era il ponte levatoio, e +socchiuso uno de’ battitoi della porta foderata di ferro. Tressiliano +affrettatosi di attraversare il ponte, entrò nella corte, chiamando +ad alta voce ognun dei servi per nome. Alla prima chiamata non gli +risposero se non se l’eco, che ripetea la sua voce, e parecchi veltri +che abbaiavano dal lor canile situato non lungi dal castello nel +ricinto attorniato dalla fossa. Ei vide finalmente giugnere William +Badger, vecchio favorito di sir Ugo, che gli era ad un tempo, e primo +bracchiere a cavallo, e soprantendente de’ suoi piaceri, e fedele +guardia del corpo. La fronte di quel vegliardo, dianzi cupa, si aperse +alla vista di Tressiliano. + +«Che il Cielo vi protegga, sig. Edmondo Tressiliano! Siete veramente +voi in carne ed in ossa? Avvi dunque alcun raggio di speranza per sir +Ugo? Nessuno sa più quali vie tenere con lui, cioè nol sappiamo nè il +ministro, nè il sig. Mumblazen, nè io.» + +«Sir Ugo adunque sta peggio che non quand’io lo lasciai?» + +«Peggio... no. Starebbe anzi meglio, perchè lo stomaco.... gli +serve bene; ma... è la testa che è sconcertata; non v’è più luogo +da dubitarne. Beve e mangia siccome d’ordinario, ma non dorme, o se +vogliamo dire più acconciamente, non si sveglia mai, perchè è sempre +in una specie di torpore, che non può dirsi nè un vegghiare, nè un +dormire. La governante Swineford si dava a credere che fosse una specie +di paralisia. Ma no, le dissi: il suo male sta nel cuore, solamente nel +cuore.» + +«Nè potete distrarlo con qualcuno dei suoi soliti passatempi?» + +«Non trova più diletto in nessuna cosa. Non tocca più nè la tavola +reale, nè il _shovel-board_; non ha guardato una sola volta il grosso +volume di Blasone del signor Mumblazen. Mi venne in pensiere di fermar +l’orologio, dicendo fra me stesso, che il non udire più sonare le ore +gli darebbe uno scotimento: voi ben sapete che non si stava mai dal +contarle. Tutta opera gettata, in guisa che fo conto ora di tornare a +mettere in lavoro i pesi dell’orologio. Vi dirò sino, che sperando di +farlo andare in collera, mi presi la libertà di camminar sulla coda di +Bungay; vi è noto che cosa mi sarei buscato con ciò in altri tempi. Eh! +non pensò alle grida del povero cane più di quanto avrebbe fatto mente +ad una civetta che strillasse dalla sommità esterna del cammino. In una +parola, perdo la testa io medesimo nel pensarci.» + +«Ebbene, William, mi racconterai il rimanente entrati che saremo in +casa. Ma fa intanto condurre quest’uomo alla credenza, e procura gli +sieno usati tutti i convenienti riguardi. Egli è un artefice, che sa di +molte cose.» + +«Vorrei che sapesse la magia, fosse poi la nera o la bianca, purchè +avesse abilità di portare qualche sollievo al mio povero padrone. +Eh! Tommaso, (gridò egli al cantiniere che si mostrò ad una finestra +bassa della corte). Prendi cura di questo artefice, e (soggiunse con +voce sommessa) abbi occhio ai cucchiai d’argento perchè ho conosciuto +artefici di più d’una fatta.» + +Indi condotto Tressiliano in una sala a pian terreno, il Badger andò a +vedere come stava il padrone, temendo che l’inaspettato ritorno d’un +uomo da esso amato siccome figlio, e che anzi egli si era scelto per +genero, non producesse una impressione troppo violenta nel suo animo. +Ma tornò addietro quasi nel medesimo istante, narrando come sir Ugo +era poco men che sopito nella sua sedia a bracciuoli; che però, appena +darebbe egli sentore di svegliarsi, il signor Mumblazen non avrebbe +mancato d’avvertirne il sig. Tressiliano. + +«Sarà un gran caso se vi riconosce, aggiunse il bracchiere, perchè non +si ricorda il nome d’un solo fra i suoi cani. Otto giorni fa, veramente +io sperai d’aver causa vinta, perchè dopo aver preso la bevanda della +sera nella sua grande tazza d’argento, mi disse: _domani mattina tu +metterai la sella al vecchio Sorrel, e andremo a cacciare sulla collina +di Hazelhurst_. Tutti giubilanti fummo pronti allo spuntare dell’alba, +e salito egli a cavallo, si mise alla caccia secondo l’ordinario, ma +non disse altra parola se non che il vento spirava da ostro, e che +i cani avrebbero fatto male il loro dovere; ma questi non erano per +anche sguinzagliati, quand’egli si fermò d’improvviso, guardò attorno +di sè come uomo che si svegli subitamente da un sogno, e volgendo la +briglia del suo destriero, tornò al castello, lasciando noi padroni di +continuare la caccia senza di lui se così avessimo voluto.» + +«È ben acerbo il racconto che mi fate, o William, disse Tressiliano, ma +speriamo in Dio, perchè omai gli uomini non possono nulla.» + +«Voi non ci arrecate adunque nessuna notizia della nostra giovane +padrona Amy? Ma qual uopo omai di farvi questa interrogazione? Non me +ne dice abbastanza la vostra fisonomia? Eppure io aveva sperato, che se +v’era qualcuno capace di scoprirne la pesta, voi ci sareste riuscito. È +dunque deciso, ed il male è senza rimedio! Ma se arrivo ad incontrare +il Varney a gittata del mio archibugio, oh! non lo sbaglierò. Lo giuro +per il pane e per il sale.» + +Si aperse in quell’istante la porta ed entrò nella sala il sig. +Mumblazen, vecchio magro increspato, le cui guance parevano due mele su +le quali sia passato tutto un inverno: le sue chiome grigie stavano in +parte coperte sotto un piccolo cappello simile ai canestri entro cui si +vendono le fragole a Londra, vale a dire di forma conica. Egli era uno +di quegli uomini gravi, che temono far troppo dispendio di parole nel +salutar qualcheduno. Laonde, chinando solamente il capo e strignendo +la mano a Tressiliano, gli diede a comprendere come gli fosse grato +il rivederlo, e con un cenno lo sollecitò a seguirlo nella stanza di +sir Ugo. William Badger gli accompagnò, senza averne avuto l’ordine +da nessuno, ma troppa curiosità lo pungea di scoprire se la presenza +di Tressiliano trarrebbe infine dal suo torpore un padrone che tanto +eragli caro. + +Sir Ugo Robsart signore di Lidcote, seduto sopra una grande sedia a +bracciuoli, se ne stava in una vasta sala più lunga che larga, le cui +pareti andavano ornate di corna di cervo, e di tutti gli strumenti +necessarj alla caccia tenuti quanto meglio poteasi. La sedia ov’ei +posava era poco distante da un grande cammino, sopra cui vedevansi una +sciabola, ed alcune armi, come usavano i cavalieri, non però troppo +rispettate dalla ruggine. Essendo sir Ugo fornito di un gran volume di +corpo, il solo esercizio della caccia avea posto qualche limite alla +pinguedine, cui egli propendea. Tressiliano credette osservare, che +la specie di letargo nel quale giacevasi il suo vecchio amico, avesse +aumentata questa pinguedine nelle poche settimane che l’altro rimase +lontano. Certamente, era sparita ogni vivacità dagli occhi di quel +vecchio infelice, i quali si portarono tosto sopra il sig. Mumblazen, +che andò a passi lenti a sedersi dinanzi una tavola di quercia su cui +stava aperto un grosso volume in foglio; poi si fissarono con aria +d’incertezza sopra Tressiliano, che veniva dietro al sig. Mumblazen. +Il vecchio ministro, che avea sofferto grandi persecuzioni ai tempi +della regina Maria, stava seduto con un libro in mano nell’altro angolo +dell’appartamento. Salutò egli Tressiliano con faccia mesta, e chiuso +il volume, si diede ad esaminare qual effetto produrrebbe sull’anima di +quell’afflitto genitore la presenza del Cavalier sopraggiunto. + +S’avvicinava Tressiliano, cogli occhi gonfi di lagrime, al buon +vegliardo, che lo avrebbe voluto per genero, ed in proporzione +sembrava, che la ragione riprendesse il suo impero sullo spirito di sir +Ugo. + +Questi mandò un profondo sospiro, come uomo che si riscote da uno stato +di stupidezza; una leggiera convulsione ne agitò tutti i muscoli; e +senza pronunziare parola aperse ambo le braccia, tra le quali si lanciò +Tressiliano, ch’egli si strinse al seno con tenerezza. + +«Non ho io dunque ancora perduto ogni cosa!» sclamò egli, e nel +mandare tali accenti, la natura ebbe ristoro d’abbondanti lagrime, che +gl’innondarono le guance e la bianca barba. + +«Non avrei creduto giammai, disse William Badger, dovere render grazie +a Dio per veder piangere il mio padrone, ma ora lo fo di tutto cuore, +benchè mi senta costretto a piangere in sua compagnia.» + +«Io non ti farò interrogazioni, no: nemmeno una interrogazione, o mio +Edmondo, disse allora sir Ugo. Tu non la trovasti; ovvero la trovasti +sì digradata, che meglio varrebbe averla perduta.» + +Tressiliano non seppe meglio rispondere a quel vecchio infelice che +coprendosi il volto con tutte due le mani. + +«Basta così. Già intesi assai. Non piangere, Edmondo, per essa. Io ho +ragione di piangere, perchè ell’era mia figlia. Tu in vece hai di che +rallegrarti, poichè non divenne tua moglie. Onnipotente Iddio, tu sai +meglio di noi quello che tu ne devi concedere. La mia preghiera d’ogni +sera era di vedere Edmondo sposo d’Amy; se fossi stato esaudito, quanto +più acerbo dolore or proverei!» + +«Consolatevi, mio degno amico, gli disse il Ministro; egli è +impossibile, che la figlia delle nostre speranze, delle nostre tenere +sollecitudini, sia divenuta spregevole siccome lo immaginate.» + +«Oh senza dubbio! sclamò sir Ugo col tuono dell’impazienza, avrei +torto nel chiamarla schiettamente col nome ch’ella merita di portare. +Ne avranno inventato alcun altro, che soni meglio alla Corte. Ivi +l’infamia sa coprirsi d’una vernice brillante. La figlia di un +gentiluomo di campagna, d’un vecchio contadino di Devon, è abbastanza +onorata col divenire la favorita d’un cortigiano.... e d’un Varney! +di quel Varney, il cui avolo ebbe d’uopo de’ soccorsi del padre mio, +allorchè i suoi beni furono confiscati dopo la battaglia di... di... +Eh! vada al diavolo la mia memoria! e state lì, e nessuno mi aiuterebbe +nemmeno a dire quello che voglio dire.» + +«Dopo la battaglia di Bosworth, disse il sig. Mumblazen, che accadde +fra Riccardo il Gobbo, ed Enrico Tudor avolo della presente Regina, +_anno primo_ del regno di Enrico Settimo, 1485 _post Christum natum_.» + +«È questo che io voleva dire; non vi è ragazzo che non sappia tai cose. +Ma la mia povera testa dimentica tutto ciò che amerei ricordarmi, e si +ricorda di tutto ciò che vorrei dimenticarmi. Sai Tressiliano? Il mio +cervello ha vacillato dopo la tua partenza, e anche adesso, credo che +vada a caccia a dispetto del vento.» + +«_Vostro Onore_ farebbe assai meglio col mettersi a letto, disse il +Ministro, e col procurare di prendere qualche ora di riposo. Il dottore +ha lasciato una pozione calmante, e quell’altro medico, che ne sa al +di sopra di tutti i dottori, vuole che per noi s’adoprino tutti gli +espedienti umani a fine di metterci in grado di sopportare le prove, +che ne vengono dalla sua mano.» + +«Voi dite il vero, mio vecchio amico, rispose sir Ugo, e mi sforzerò di +sopportarle qual si conviene ad un uomo: infine ella è una donna che +noi abbiamo perduto. Vedi, Tressiliano (disse il vecchio, traendosi dal +seno un riccio di capelli), la sera innanzi del suo allontanamento, +ella mi abbracciò colmandomi di carezze anche più dell’ordinario, ed io +come un vecchio insensato, la riteneva per questo riccio. Ella prese la +cesoia, sel tolse dalle chiome, e lo lasciò fra queste mie mani quasi +unico ricordo che doveva rimanermi di lei.» + +Tressiliano non fu capace di rispondergli. E pensava fra se medesimo +all’aspra lotta, che in quel momento avrà sofferta entro il suo cuore +la misera fuggitiva. Il ministro stava per dire qualche cosa, allor +quando lo interruppe sir Ugo. + +«So che cosa volete dirmi, non è che un riccio di capelli di una +donna, e sol per opera di una donna, la vergogna, la morte, il peccato +entrarono in questo mondo. E il dotto sig. Mumblazen potrebbe qui +citarmi molte autorità per provarmi l’inferiorità di questo sesso.» + +«Un celebre autore Francese, soggiunse allora il Mumblazen, dice: _che +l’uomo è nato per la guerra e per li consigli_.» + +«Ebbene, disse sir Ugo, procuriamo adunque di comportarci siccome +uomini, intendo con saggezza e coraggio. Edmondo, io ti rivedo +volentieri nel modo istesso che se tu m’avessi apportato migliori +novelle. Ma tanto parlare che abbiam fatto non può a meno di non averne +inaridite le labbra. Amy, ordina che ci portino vino.» Poi ripensando +sull’istante, che quella figlia, un giorno a lui tanto cara, non era +ivi per ascoltarlo, dimenò il capo, e voltosi al ministro: «È deciso, +diss’egli; il cordoglio sta nella mia mente alienata, come la chiesa +di Lidcote nel mio parco. Posso ben perdermi per qualche istante fra +i boschetti e le macchie: ma non sono appena al finire d’un viale, +vedo il campanile, che mi ricorda il sepolcro de’ miei maggiori. +Oh! piacesse al cielo che coll’incominciar di domani io mi stessi +tranquillamente in loro compagnia!» + +Tressiliano e il ministro raddoppiarono di preghiere al vegliardo +per indurlo a mettersi in letto, tantochè finalmente vi riuscirono. +Lo condussero nella stanza sua di riposo, ove Tressiliano rimase con +lui, finchè il sonno venisse a chiuderne le pupille; portatosi di poi +a raggiugnere il ministro, ed a deliberare congiuntamente con lui su +quanto di meglio era da operarsi in una circostanza cotanto malaugurata. + +Non potevano essi escludere il signor Mumblazen da tale colloquio, +e per altra parte non ebbero discaro ch’ei ne fosse partecipe, +perchè, anche non calcolando i soccorsi che potessero venir loro +dall’accortezza di quest’uomo, lo sapevano per indole sì taciturno +da non temere ch’ei commettesse imprudenze. Era egli un vecchio +celibe, venuto da famiglia onesta, ma povera anzi che no, e parente +in lontananza della casa di Robsart. Tale affinità fu il motivo, per +cui già volgeano venti anni dacchè dimorava in quella magione. Accetta +oltre ogni dire era al vecchio signor del castello la compagnia di +questa persona, e ciò soprattutto per la scienza profonda posseduta dal +Mumblazen (nè si estendeva più in là) sopra il Blasone e le genealogie, +e sopra tutte le date storiche che alle genealogie si riferivano. Ma +gli era questo il genere di sapienza più conforme ai gusti di sir Ugo, +che trovava per sè espedientissima cosa l’avere ad ogni uopo pronto un +amico a cui volgersi, se lo tradiva la memoria, o se lo conduceva in +errore intorno i nomi e le date, cosa non rara a succedergli. Allora +Michele Mumblazen non mancava mai dal fornirgli con aggiustatezza +e laconismo quanti mai indizi l’altro potesse desiderare. E benchè +nelle bisogne ordinarie di questo mondo adoperasse il più delle volte +uno stile enigmatico, e mescolato con termini andati a pescar nel +Blasone, la sostanza dei suggerimenti che venivano dal suo labbro non +era da disprezzarsi; onde aveva ragione William Badger nel dire che il +Mumblazen snidava la cacciagione, intanto che gli altri scotevano i +rami. + +«Avremmo noi creduto mai che lo starci col buon Cavaliere ne avesse +tratti a soffrir tanto, signor Edmondo? (gli disse il Ministro): io non +aveva mai più provato simil cordoglio dopo il momento che togliendomi +al mio prediletto ovile, mi costrinsero a lasciarlo alla discrezione di +lupi affamati.» + +«_In anno tertio_ del regno di Maria» disse il signor Mumblazen. + +«In nome del Cielo, signor Edmondo, continuò il Ministro, narrateci se +il vostro tempo fu impiegato meglio del nostro, e se otteneste qualche +notizia della sciagurata giovinetta, che dopo aver fatto per diciotto +anni le delizie di questa casa immersa oggi nel pianto, ne è divenuta +la vergogna e la disperazione? Scopriste voi il luogo ov’ella si +asconde?» + +«Vi è noto il castello di Cumnor?» chiese a lui Tressiliano. + +«Certamente, rispose il Ministro. Era come una casa di campagna, goduta +dagli abati d’Abingdon.» + +«Ed io ne ho veduto lo stemma, aggiunse tosto il Mumblazen, sopra il +cammino di pietra, posto nel salone a pian terreno: è una croce, cui +sovrasta una mitra, fra quattro merli.» + +«Ebbene: è colà, disse Tressiliano, ove quella infelice soggiorna in +compagnia dello scellerato Varney, che la mia sciabola avrebbe punito +di tutti i suoi delitti, se un puro caso non lo sottraeva al mio +furore.» + +«Sia lodata la Divina Providenza, soggiunse il Ministro, poichè +v’impedì, o giovine ardito, di bagnar le mani nel sangue di un vostro +simile. _A me si aspetta il vendicarmi_, dice il Signore: ben varrebbe +meglio il pensare a liberar questa misera dagl’infami lacci in cui +quello sgraziato la tiene.» + +«E che si chiamano, in termine di Blasone, _laquei amoris_» non potè +starsi dal dire il Mumblazen. + +«Egli è appunto su di ciò, che vi chiedo consiglio, diletti amici, +ripigliò Tressiliano. Il mio disegno è gettarmi ai piedi del Trono, e +colà accusare questo scellerato, come perfido, come seduttore, come +violatore in somma di tutte le leggi della ospitalità. La Regina non +negherà darmi ascolto, quand’anco stesse al suo fianco il conte di +Leicester che lo protegge.» + +«La Regina, disse il Ministro, che ha dato sì grande esempio di +continenza ai suoi sudditi, ne darà certamente uno di giustizia contra +questo malfattore. Ma non sarebbe migliore avviso, sig. Tressiliano, +il volgervi a dirittura al conte di Leicester, che è all’immediato +servigio della Regina? Se potete ottenere giustizia da lui, perchè +farvene un potente nemico? E lo diverrebbe certo, se per prima cosa +accusaste dinanzi la Regina quell’uomo che egli tiene non solamente in +grado di suo scudiere, ma di favorito e di confidente.» + +«Sento in me medesimo tal qual ripugnanza contra sì fatto avviso, +Tressiliano rispose. Mi è grave persin l’idea di trattar la causa di +questa figlia infelice di un padre non meno infelice, alla presenza +di tutti altri fuor che a quella della legittima mia Sovrana. Il +Leicester, mi direte voi, tiene un grado elevato, e ve lo concedo; ma +è suddito al pari di noi, nè mi pare ben fatto portare ad esso le mie +querele, allorchè espedienti migliori stanno in mia mano. Nondimeno +mediterò più maturamente il parer che mi date. Intanto mi fa d’uopo +della vostra assistenza per far risolvere sir Ugo a conferirmi un +mandato legale ed ostensibile. Voi comprendete essere in nome di sir +Ugo, e non nel mio ch’io debbo parlare. Poichè il cuore della nostra +Amy si digradò fino ad amare un ente così spregevole, fa di mestieri +almeno che costui la sposi, e le renda in tal guisa quell’unica +giustizia che sta in suo potere di renderle.» + +«Tornerebbe assai meglio (sclamò il Mumblazen con un calore +straordinario in tal uomo) tornerebbe assai meglio che ella morisse +_cælebs et sine prole_, anzichè inquartare i nobili stemmi della casa +di Robsart con quelli d’un simile miscredente.» + +«Se lo scopo che vi prefiggete, come non ne dubito punto, disse +il Ministro, è di salvare quanto ancora si può, l’onore di questa +sventurata fanciulla, persisto sempre sulla necessità d’incominciare le +cose coll’indirigersi al conte di Leicester. Egli è padrone assoluto +nella sua casa non meno di quello che Elisabetta il sia nel suo regno. +Oh! vi prometto che s’egli ne dimostra soltanto un desiderio a Varney, +il fallo commesso da Amy avrà almeno minore pubblicità.» + +«Il vostro raziocinio è giusto, disse con vivacità Tressiliano, sì, +giustissimo; e vi son grato d’avermi fatto pensare a cosa, che il +turbamento dell’animo mio non mi lasciava vedere. Io veramente non +aveva mai sognato in vita mia di trovarmi nella circostanza di chieder +grazia di sorte alcuna al conte di Leicester; ma mi sentirei fin capace +di piegare il ginocchio innanzi a questo orgoglioso Dudley, se ne fosse +premio il diradare soltanto alcun poco la macchia portata al nome della +misera Amy. Voi mi aiuterete adunque ad ottenere da sir Ugo Robsart le +facoltà necessarie?» + +«Certamente che vi aiuterò» rispose il Ministro, intanto che il +Mumblazen col chinar la testa conveniva nelle loro conclusioni. + +«Sarà parimente ben fatto, continuò Tressiliano, che vi teniate pronti, +ove l’uopo il volesse, ad attestare i modi ospitali, con cui il buon +sir Ugo accolse questo traditore in sua casa, e la perfidia, onde +costui gli corrispose, seducendone l’infelice figlia.» + +«Nei primi tempi, disse il Ministro, non parea che Amy trovasse molto +diletto nello starsene con costui; ma dipoi li vidi molto spesso +rimanere insieme.» + +«_Parlamentando_ nel salone, disse il Mumblazen, e _trascorrendo_ nel +giardino.» + +«In una sera della primavera passata, soggiunse il ministro, +gl’incontrai nella foresta del mezzogiorno. Varney era avvolto in +un pastrano bruno, sicchè il viso non se ne vedeva. Si separarono +affrettatamente, allorchè s’accorsero del mio arrivo, ed osservai +ch’ella volse addietro la testa per continuare a guardarlo.» + +«_Teste in profilo_» fece questa osservazione di Blasone il Mumblazen. + +«E nel giorno della fuga riconobbi alla livrea il servo di Varney, che +teneva il cavallo del suo padrone, e il palafreno di miss Amy, entrambi +bardamentati, dietro la muraglia del cimitero.» + +«Ed ora, disse Tressiliano, ella vive confinata in un’oscura prigione. +Vi sono dunque prove di fatto contro quel perfido! Vorrei ch’egli si +cimentasse a negare il proprio delitto per convincerlo con questa +sciabola. Ma è d’uopo ch’io m’allestisca per mettermi in cammino. Voi +intanto, o miei amici, preparate l’animo di sir Ugo a conferirmi il +diritto di fare atti in suo nome.» + +Dopo tai detti, Tressiliano lasciò l’appartamento. + +«Egli è troppo focoso, disse il Ministro, e prego Dio gli conceda tutta +la pazienza, di cui abbisogna chiunque abbia che fare con Varney.» + +«_Pazienza e Varney_, sono due cose, le quali non s’accordano meglio +insieme che metallo sopra metallo giusta le regole del Blasone, disse +tosto il Mumblazen. Colui è più falso d’una _Sirena_, più rapace d’un +_Griffo_, più crudele d’un _Leone rampante_.» + +«Non so, disse il Ministro, se noi possiamo in coscienza, e nello stato +di mente in cui si trova sir Ugo, domandargli che deleghi a nessuno la +sua paterna autorità.» + +«La Reverenza vostra non debbe avere scrupoli su di ciò, (disse William +Badger, che entrava in quel momento) perchè, e scommetterei la vita, il +mio padrone all’atto dello svegliarsi si troverà tutt’altro da quel che +lo vediamo, sono omai trenta giorni.» + +«Tu hai dunque una fiducia ben grande nella pozione ordinata dal +dottore Diddleum?» disse il Ministro. + +«Nessuna affatto, rispose il Badger, e guardate se posso averne; il +padrone non ne ha bevuto una gocciola, perchè si è rotta l’ampolla. +Ma il sig. Tressiliano ha condotto qui un semplicista, il quale ha +composto per sir Ugo una bevanda, che vale per venti pozioni del +dottore Diddleum. Ho parlato a lungo colla persona che vi accenno, e +posso giurarvi che non vi è il più bravo maniscalco....» + +«Un maniscalco!» e volea più dire il Ministro, ma il Badger non lo +lasciò continuare. + +«Sì; un maniscalco, e non ho conosciuto uomo che s’intenda meglio delle +malattie dei cavalli. Figuratevi se vorrà far male ad un cristiano.» + +«Ah disgraziato! sclamò inviperito il Ministro. Somministrare a sir Ugo +una bevanda preparata da un maniscalco! E chi te ne diede l’autorità? +Chi si farà mallevadore per le conseguenze?» + +«Per quanto spetta all’autorità, vostra Reverenza sappia, che me la +sono data da me. Quanto al resto non vedo il bisogno d’un mallevadore: +perchè a quanto parmi, venticinque anni che sto in questo castello, +devono bene avermi dato il diritto di porgere, se occorre, una bevanda +ad un uomo, se ne ho date tante ai cavalli. Oh! quante medicine ho +distribuite nelle scuderie; e a quante bestie ho fatto salassi, e messo +cauteri e ventose!» + +I due consiglieri privati credettero non dover perdere un istante, +per arrecare tale notizia a Tressiliano, il quale chiamò tosto in sua +presenza Wayland e gli domandò, ma in segreto, con qual diritto ei si +fosse avvisato di preparare una bevanda per sir Ugo Robsart. + +«_Vostro Onore_ dee ricordarsi, rispose Wayland, ch’io gli dissi come +fossi entrato nei segreti del mio padrone, cioè del dottore Doboobie, +più di quello ch’egli non avrebbe voluto; e per dir vero se costui mi +prese in tanto contraggenio non gli do torto, perchè molte persone +fornite d’accorgimento, e singolarmente una giovane e bella vedova +d’Abingdon, preferivano le mie ricette alle sue.» + +«Non è questa ora di scherzi, disse Tressiliano. Ti giuro che se la +medicina da cavallo che hai somministrata a sir Ugo reca il menomo +pregiudizio alla sua salute, ti do per sepoltura la parte più profonda +di una delle nostre miniere di stagno.» + +«Oh! non ho per anche assai profittato nel grande _arcanum_ della +trasmutazione dei metalli per desiderare questo soggiorno (rispose +senza scomporsi Wayland). Ma non abbiate paura di nulla, sig. +Tressiliano; William Badger mi ha spiegato con troppa verità lo stato +in cui trovasi il degno Cavaliere, e mi tengo sicuro di non avere fatto +sbaglio nel somministrargli una dose di mandragola, non eccedente il +bisogno di procurargli un sonno dolce e tranquillo, che è quanto fa di +mestieri a rimettere in calma lo spirito agitato di sir Ugo.» + +«Spero, o Wayland, non sarai tu l’uomo che mi tradisca.» + +«Il fatto ve lo proverà. E qual interesse avrei io di nuocere ad un +povero vecchio che vi sta a cuore? Se Gaffer Pinniewink non mi caccia +ora nelle carni il suo punteruolo, e se non mi straccia con quelle +maledette sue tenaglie ogni parte del mio corpo ove si trova qualche +macchia, per vedere se è stata fatta dal diavolo, non è a voi forse +che ne ho tutta l’obbligazione? Il mio più ardente desiderio è che mi +riguardiate tra i più fedeli vostri servitori, e vi sarà prova della +mia buona fede tutto quanto vedrete succedere dopo il sonno che avrà +dormito il vecchio Cavaliere.» + +Nè s’ingannò Wayland nelle sue congetture. La bevanda calmante ch’ei +preparò, fidatosi alla propria esperienza, e che William Badger +somministrò, non dubitando della propria saggezza, produsse il +migliore effetto. Sir Ugo dormì di un sonno lungo e tranquillo, e +nello svegliarsi, non si trovò per vero dire risanato dalla ferita del +cuore, nè dall’indebolimento che aveva sofferto il suo corpo, ma lo +spirito di lui era, più che mai nol fosse stato da qualche tempo, in +grado di giudicare sulle cose che gli venivano proposte. Non convenne +egli sull’istante con Tressiliano intorno al divisamente di portar +suppliche alla Corte, onde ottenere la più possibile riparazione +dell’ingiuria fatta ad Amy. «È d’uopo abbandonarla, egli disse. Ella è +un falco che tien dietro al vento, e che val meno del fischio adoperato +per richiamarlo.» Si giunse nondimeno a convincerlo, che era di suo +debito il cedere al grido di natura, a quel grido che gli parlava a suo +malgrado al cuore, e di acconsentire che Tressiliano facesse per Amy +quanto rimaneva ancora da farsi. Egli sottoscrisse adunque il mandato, +quale il ministro gliel preparò, perchè in quel secolo la greggia di un +pastor d’anime trovava in lui non solamente una guida spirituale, ma un +consigliere che la regolava per gli affari di questa terra. + +Ventiquattr’ore dopo che Tressiliano era tornato a Lidcote-Hall, ogni +cosa stava pronta per la sua seconda partenza, ma erasi dimenticato +un punto rilevante, del quale il sig. Mumblazen fece che gli altri si +ricordassero. «Voi andate alla Corte, sig. Tressiliano, diss’egli, +e non pensate che i colori del vostro stemma debbono essere oro ed +argento, soli colori che vi possono essere ricevuti!» L’osservazione +non era meno giusta che imbarazzante, perchè, nè sotto il regno +d’Elisabetta, nè da poi procedendo fino a quella data che si giudichi +più opportuna, era cosa troppo facile il tener dietro ad un affare che +agitavasi in Corte, per chiunque mancasse d’argento monetato, genere di +derrata alquanto rara a Lidcote-Hall. Tressiliano non trovavasi gran +che in capitali, e le rendite di sir Ugo Robsart erano sempre mangiate +in erba, per cagione dell’ospitalità che a tutti ei praticava. Ma il +promotore della difficoltà fu parimente quegli che la tolse di mezzo. +Il signor Michele Mumblazen presentò un sacchetto di cuoio, entro cui +stavano circa trecento sterlini in monete d’oro e d’argento di ogni +spezie, frutto d’un risparmio d’oltre a venti anni, ch’egli consagrò +senza pronunziar parola al servigio di colui, il quale ricettandolo in +propria casa, gli aveva forniti i modi di accumulare questo piccolo +tesoro. Tressiliano accettò, senza mostrar d’esitare, tal presente +della cordialità, nè fu che stringendosi scambievolmente la mano che +dimostrarono, l’uno la soddisfazione d’impiegare quanto possedeva +all’adempimento d’un sì onorevol disegno, l’altro l’aggradevole +sorpresa di veder dissipato in un modo così istantaneo e non preveduto +un ostacolo, che si presentava da prima siccome insuperabile. + +Intanto che Tressiliano allestiva tutte le cose per partire nel dì +successivo, Wayland chiese parlargli; e dopo aver fatto valere agli +occhi del padrone i favorevoli effetti della bevanda data a sir +Ugo, gli domandò la permissione di accompagnarlo alla Corte. Nè a +condiscendervi era avverso l’animo di Tressiliano, cui la destrezza, +l’accorgimento, e la fecondità d’immaginare espedienti, qualità da lui +ravvisate a prova in questo compagno di viaggio, ben persuasero che +il condurlo con sè cosa anzi utilissima gli sarebbe stata. Ma non era +tolto il mandato d’arresto uscito contro Wayland, il che Tressiliano +gli ricordò, non dimenticando le tenaglie e il punteruolo di Pinniewink. + +Wayland rise di questo. «Chi mai, diss’egli, vuol andare a rintracciare +il maniscalco sotto gli abiti d’una vostra livrea? Poi osservate le mie +basette, e i miei capelli: basta dare altro andamento alle prime, e +tingere in nero i secondi con una preparazione di cui tengo il segreto, +e sfiderò allora il diavolo a riconoscermi.» + +Operò egli questa nuova trasmutazione, e dopo alcuni minuti si presentò +a Tressiliano sotto forme affatto diverse. Ciò nondimeno Tressiliano +esitava ancora nell’accettare gli offertigli servigi, la quale +perplessità facea, che Wayland raddoppiasse ancora d’istanze. + +«Io vi debbo, diss’egli, la vita, e tanto più desidero pagarvi una +parte del mio debito che seppi dal Badger, tali essere i motivi che +vi chiamano alla Corte, da non andare immune da pericolo per voi +una simile spedizione. Non già ch’io mi dia il vanto di essere uno +spadaccino, o uno di que’ bravacci, che vorrebbero ad ogni istante +frammettersi colla sciabola alla mano nelle brighe de’ lor padroni. +Che anzi, per dirvi la verità, amo meglio il termine d’una cena, che +il principio d’una contesa; ma so parimente di poter servire _vostro +Onore_ in siffatto affare, meglio assai di que’ disperati, che +null’altro conoscono fuorchè i moschettoni e gli stili, e so parimente +che questa mia testa val sola più di cento delle loro braccia.» + +Stavasi ancor dubbioso Tressiliano, siccome quegli che conoscendo da +poco tempo questo personaggio straordinario, non sapea troppo al giusto +fin dove gli convenisse concedergli confidenza; e gli sarebbe stato pur +d’uopo confidarsi in lui volendolo rendere utile ai propri divisamenti. +Non si era per anco deliberato, allorchè udì il calpestio d’un cavallo +nella corte, e vide quasi nel medesimo tempo entrar frettolosi nella +sua stanza il Mumblazen e il Badger. + +«Giunse in quest’istante, disse il bracchiere, un servo, a cavallo +della più bella pulledra grigia ch’io m’abbia mai visto in mia vita...» + +«Che ha sul braccio, continuò il Mumblazen, una piastra d’argento, su +di cui vedesi un drago che inghiottisce un pezzo di mattone, fregiato +d’una corona di conte. Questi mi ha rimessa una lettera per voi che ha +lo stemma medesimo nel suggello.» + +Tressiliano prese la lettera, di cui tale era la soprascritta: _Allo +spettabile Edmondo Tressiliano nostro caro parente_, e al disotto della +soprascritta medesima leggeasi: _in tutta fretta, come se vi fosse +pericolo di vita_. Tressiliano si fece tosto a leggere la lettera, e +tale ne era il contenuto: + + _Sig. Tressiliano + nostro buon amico e caro cugino_ + + «Nel momento in cui vi scriviamo, è sì cattivo lo stato di nostra + salute, e sono per altra parte tanto moleste le circostanze in + cui ci troviamo, che è nostro desiderio unire attorno alla nostra + persona tutti quegli amici sul cui affetto possiamo maggiormente + fondarci. Noi vi diamo fra questi la prima sede, sig. Tressiliano, + tanto a cagione dell’amicizia, che ci è noto essere in voi per + nostro riguardo, quanto in considerazione delle altre prerogative + che vi adornano. Vi preghiamo pertanto venirci a trovare il più + presto che potrete al castello di Sav’s-Court, presso Depford, ove + vi parleremo d’affari, che non giudichiamo ben fatto il confidare + alla carta. Nella speranza di vedervi tantosto, siamo il vostro + affezionato parente + + _Ratcliffe_ conte di Sussex». + +«Affrettati, Badger, sclamò Tressiliano, e fa che questo messaggiere +sia subito alla mia presenza». E appena il vide: «Ah! Stevens, siete +voi! come sta dunque Milord?» + +«Male, sig. Tressiliano, male assai, e tanto più egli ha bisogno di +aver buoni amici d’intorno a sè.» + +«Ma quale è il genere della sua infermità? Io non ne aveva ancora +inteso parlare.» + +«Assai brutte apparenze: non altro potrei dirvi, o signore. I medici +non sanno qual cosa giudicarne. Molti della casa sospettano vi entri +opera di tradimento, o di fattucchieria, o fors’anche qualche cosa di +peggio.» + +«Quali ne sono i sintomi?» Chiese tosto il maniscalco, frammettendosi +arditamente in tale discorso. + +«Che mi chiedete?» disse Stevens che non intendeva la domanda. + +«Dove sta il suo male? disse Wayland. In qual parte del corpo si +sente egli peggio?» Stevens si diede a riguardar Tressiliano, come +per comprendere da lui se dovesse rispondere alle interrogazioni di +questo straniero, ed avendone ricevuto un segno affermativo, fece +l’enumerazione de’ sintomi che si univano alla malattia del suo +padrone: perdita successiva di forze, notturne traspirazioni, mancanza +di appetito, debolezza, ec. + +«E a tutto questo andranno congiunti, disse Wayland, un rodente dolor +nello stomaco, ed una lenta febbre?» + +«Appunto» disse lo Stevens alquanto maravigliato. + +«Conosco assai bene questa malattia, soggiunse Wayland, e ne conosco +l’origine. Il vostro padrone ha mangiato, o gli hanno fatto mangiare la +manna di S. Nicolò. Ma ne conosco altresì il rimedio; e il dottore non +dirà che indarno io abbia studiato nella sua officina.» + +«Che intendete voi? (disse Tressiliano aggrottando le ciglia). Pensate +bene che or si parla d’uno fra i primi signori dell’Inghilterra. Non è +questo un momento per far la parte da buffone.» + +«Dio me ne guardi, rispose Wayland. Sostengo che conosco una tal +malattia, e che mi darà l’animo di guarirla. Avete a quest’ora +dimenticato quello che feci per sir Ugo Robsart?» + +«Ebbene! noi partiremo in questo momento, sclamò Tressiliano. Egli è +Dio medesimo che ne chiama.» + +Annunziando il motivo sopravvenutogli onde non aspettare il dì vegnente +a partir dal castello, e tacendo però i sospetti raccontati da Stevens, +e le speranze concette da Wayland, Tressiliano si congedò da sir Ugo, e +di gran galoppo s’avviò per alla volta di Londra, nè altri il seguivano +che Wayland, e il servo del conte di Sussex. + + + + +CAPITOLO V. + + »Ogni specie in sua officina + »Scorgerai di medicina, + »Sali, spiriti, antimonio, + »Egli è, corpo del demonio! + »Il migliore in fra i perfetti, + »Cui nel gregge degli addetti + »Vanti aver d’Alchimia il regno. + »Che se ancor non giunse al segno + «Di scoprire il _Grande Arcano_, + »N’è, per Dio, poco lontano. + _L’Alchimista._ + + +Tressiliano e la sua comitiva composta di due persone, misero la più +grande celerità nel loro viaggio. All’atto del partirsi, questi avea +chiesto a Wayland, se non giudicherebbe prudente consiglio lo evitare +la contea di Berk, ove lo stesso Wayland avea sostenuta una parte così +brillante. Ma il maniscalco gli rispose non avere il menomo timore. Di +fatto egli impiegò troppo bene il breve tempo trascorso nel castello +di Lidcote-Hall a trasformarsi compiutamente. Della sua folta barba, +che avea può dirsi segata, non gli rimanevano che due piccole basette +rivolte sul labbro superiore all’usanza dei militari; ed un sarto del +villaggio, ben pagato a tal fine, adoperò sì acconciamente il suo +sapere nel secondare la mente esternatagli da Wayland, che si sarebbe +detto, questi avesse vent’anni di meno di quanti ne mostrava alcuni +giorni prima. Perchè per lo innanzi a veder quel volto, e quelle mani +annerite dal fumo e dal carbone, quelle chiome disordinate, quella +barba lunga e sconvenevole, ed una statura incurvata dal genere del +suo lavoro, nè lui coperto che da una pelle d’orso, gli si potevano +attribuir cinquant’anni; ma in allora vestito della livrea di +Tressiliano, con la sciabola a fianco ed una targa alla spalla, non ne +appariva che la vera sua età, vale a dire una trentina d’anni. Ed egual +cambiamento aveano preso pur anche gli esterni suoi modi, poichè in +vece della selvatichezza di chi fugge dai boschi, vedeasi in lui una +gagliardia congiunta a destrezza e ad accorgimento, non mancandovi mai +una tal qual dose di sfrontatezza. + +Avendogli Tressiliano domandato il motivo di una metamorfosi tanto +compiuta e singolare, Wayland per tutta risposta gli canticchiò una +strofetta, solita cantarsi in una commedia, allora affatto nuova, che +dava a sperar molto dall’ingegno di chi la compose. Ne giova in questo +luogo il citarla. + + »Caliban, odimi, + »Se da naufragio, + »Se da sinistri + »Vuoi star lontan; + + »Novo il dominio, + »Novi i registri + »Sian del servigio, + »O Caliban. + +Questi versi di cui Tressiliano non si ricordava più, gli fecero venire +a mente, che Wayland era stato commediante, circostanza che rendea +meglio ragione del perchè ei cambiasse con tanta disinvoltura il suo +esterno. E certo il trasmutamento di costui nascondea sì bene l’antico +Wayland, ch’egli non avrebbe temuto, ma anzi desiderato di ripassare +pel luogo, dove fu prima la sua fucina. + +«Sotto queste vesti, gli diss’egli, e divenuto uno del seguito di +_vostro Onore_, non mi sgomenterei di mettermi in faccia al giudice +Blindas, fosse pur giorno di piena adunanza. E mi piacerebbe ancor di +sapere che è divenuto di Flibbertigibbet, il quale farà il diavolo in +questo mondo, se giunge a rompere affatto le briglie con cui cercano +frenarlo la nonna ed il precettore. E vorrei in oltre vedere i guasti +che ha fatti lo scoppio per mezzo alle storte e ai crogiuoli del +dottore Demetrio Doboobie. Corpo del diavolo! so ben io che la memoria +di me rimarrà nella vallata di White-Horse lungo tempo dopo che il +mio corpo sarà sparito da questo mondo; e più d’un contadino verrà +ad attaccare il suo cavallo all’anello, ed a mettere il suo _groat_ +d’argento sopra la pietra del centro, ed a fischiare come un marinaio +nel tempo della bonaccia, per chiamar di sotterra il maniscalco +dell’inferno; ma i cavalli di questa gente avranno tutto il tempo +d’inchiodarsi prima che io abbia il divertimento di mettere ad essi un +sol ferro.» + +La fretta che era in Tressiliano di giugnere presto alla meta del suo +cammino, fece, che questi due viaggiatori non si fermassero più del +tempo necessario a dare riposo e biada ai loro cavalli; e poichè i nomi +del conte di Leicester, o di chiunque si fosse annunziato della sua +comitiva, potevano grandemente su gli animi della moltitudine per tutte +le terre d’onde passarono, credettero prudente cosa il nasconderli, e +il celar parimente il motivo dell’intrapresa peregrinazione. Lancilotto +Wayland, che tale si era il vero nome di costui, ritraeva soprattutto +grande diletto dal deludere la curiosità degli osti e degli stallieri, +facendo loro credere una cosa per l’altra, e spargendo al proposito del +suo padrone tre voci diverse, che si contraddicevano scambievolmente. +Qui Tressiliano era il Lord vicerè dell’Irlanda, venuto incognito +per prendere ordini dalla Regina intorno al famoso ribelle Rory Oge +Mac-Carthy Mac-Mahon; lì un ministro del principe d’Angiò, inviato per +sollecitare le sospirate nozze colla regina Elisabetta; in altri luoghi +il Duca di Medina Sidonia, travestito, che si portava a Londra per +aggiustare i dispareri non anco sedati fra questa Sovrana e Filippo re +di Spagna. + +Tressiliano fu malcontento che si divulgassero tai finzioni, e se ne +dolse per più riprese col maniscalco, dimostrandogli i disordini che +alle menzogne sempre si uniscono, e quello principalmente di volgere +sopra di lui, Tressiliano, l’attenzion pubblica in un modo troppo +vistoso — «Eppure, poichè l’aria e il portamento di _vostro Onore_ +annunziano un uom d’alto affare, gli è ben d’uopo dar qualche ragione +straordinaria, che giustifichi la rapidità con cui viaggiate, e il +grande segreto che custodite sui motivi del vostro viaggio.» + +In proporzione che questi viaggiatori si avvicinavano a Londra, +sminuiva la curiosità da essi eccitata, atteso il grande numero di +stranieri che vanno alla capitale. Entrarono finalmente nella città. + +Era mente di Tressiliano trasferirsi sull’istante a Say’s-Court, presso +Depford, ove in allora il lord Sussex aveva residenza, e ciò ancora +per trovarsi in maggior vicinanza a Greenwich, soggiorno favorito +d’Elisabetta, e paese ad un tempo ov’ella sortì i suoi natali. Era +indispensabile ciò nondimeno il fare una breve pausa a Londra, la qual +pausa divenne più lunga per le istanze vivissime mosse da Wayland, onde +poter fare una corsa per la città. + +«Prendi adunque la tua sciabola e la tua targa, e mi segui, dissegli +Tressiliano. Io parimente ho disegno di vedere diversi luoghi. Andrem +di conserva.» + +Tressiliano avea un motivo segreto per operare in tal modo; ed era +il non credersi abbastanza sicuro della fedeltà di questo novello +servo, onde dispensarsi al sopravvegghiarlo in tal momento, che due +diverse fazioni rivali stavano a fronte l’una dell’altra presso la +corte di Elisabetta. Wayland acconsentì all’aggiustamento propostogli +dal padrone, ma volle stipulare un patto che gli fosse cioè, permesso +di entrare, secondo il crederebbe a proposito, in tale o tal altra +officina di alchimista o di speziale, e di comperarvi le droghe che +gli sarebbero abbisognate. A ciò non si oppose Tressiliano; onde +trascorrendo le strade di Londra, entrarono successivamente in quattro +o cinque botteghe, ed in ognuna di esse Tressiliano osservò, che +Wayland non acquistava mai più d’una droga. Le prime ch’ei domandò si +trovarono speditamente, ma non vi fu l’eguale facilità a procacciarsi +le successive, delle quali costui mostrò desiderio. Nè fu senza +maraviglia di Tressiliano che molte volte ricusò le droghe offertegli, +negando essere quelle ch’egli chiedeva, o almeno della voluta qualità; +e se le facea quindi cambiare, o andava a cercarne altrove delle +migliori. Fuvvi una di tali droghe, che parve impossibile il trovare +per ogni dove. In tal luogo non si conoscea neanco che vi fosse. In +tal altro si sosteneva, non aver questa esistenza che nel cervello +d’alcuni alchimisti. Altrove si offeriva di sostituirle qualche altro +ingrediente fornito, diceasi, e in più alto grado, d’una efficacia +della stessa natura. Per tutto poi mostravasi una certa curiosità di +saper l’uso che si voleva farne. Finalmente un vecchio farmacista +rispose con ischiettezza a Wayland, ch’egli cercherebbe inutilmente una +tal droga per tutta Londra, a meno che non gli riuscisse per avventura +di rinvenirla nella bottega dell’ebreo Yoglan. + +«Gli è quanto io cominciava già a sospettare (disse Wayland qual uomo +impazientito). Vi chiedo perdono, o signore, ma comunque abile fosse un +artefice, ben vedete che non può lavorare senza ordigni. Mi è d’uopo +veder tosto l’Ebreo. Che, se anche una tale necessità pone ritardo +di pochi istanti alla nostra partenza, non temiate di non averne +compenso grandissimo dall’uso ch’io son per fare di questa droga rara e +preziosa. Permettetemi soltanto ch’io vi preceda nel cammino, perchè ne +è di mestieri abbandonare la strada maestra; e arriveremo più presto al +cercato luogo se io ve ne insegno la via.» + +Acconsentì Tressiliano, fattosi a seguitare questo suo condottiero, +che col guidarlo velocemente, e senza impacciarsi, per mezzo ad un +labirinto di viottoli e di traversi, diede a conoscere al suo compagno +quanto fosse pratico di quel rione. Finalmente si fermò nel mezzo di +angusta strada, in fondo a cui si scorgeva il Tamigi, e gli alberi di +due vascelli, i quali non aspettavano che il grosso fiotto per salpare. +La bottega a cui si fermarono, non era chiusa da invetriate, ma vi +tenea vece di vetri una grossa tela stesa sui telai delle finestre; +tutta aperta poi si vedea la parte davanti di quell’edifizio, come +scorgonsi tuttavia oggidì le botteghe dei pescivendoli. Si presentò +ad essi un vecchio, piccolo di statura, e che a vederlo non sarebbesi +detto un Ebreo. Questi lor chiese tosto di che abbisognassero, e appena +Wayland domandò la droga, per cui venuto era sin lì, quel droghiere +fece un atto di gran maraviglia. + +«E come può occorrere all’_Onor vostro_ una droga, non richiestami +ancor da nessuno dopo quarant’anni che fo il mestiere di farmacista in +questa contrada?» + +«Io non ho obbligo alcuno di rispondere a tale interrogazione, disse +Wayland; bramo solamente sapere se avete questa droga, e se me la +volete vendere.» + +«Se ho questa droga, Dio di Mosè! Sicuramente che l’ho. E quanto al +volerla vendere, non son io un mercante?» Dette le quali cose, gli +pose innanzi agli occhi una polvere. «Ma ella è assai cara, continuò +l’Ebreo, e ho dovuto pagarla in oro effettivo, e di peso. Essa viene +dal monte Sinai, ove la nostra santa legge fu promulgata, ed è tal +pianta che non fiorisce più d’una volta per secolo.» + +«Poco m’importa di tutta questa vostra cicalata (disse Wayland, +guardando con occhio di sprezzo la polve offertegli dal Giudeo), ma +ben so trovarsi in tutti i fossi di Aleppo, ed ai comandi di chiunque +voglia il fastidio di raccoglierla, questa cattiva mercanzia che or mi +fate vedere.» + +«Ebbene, (rispose l’Ebreo sempre più maravigliato) io non ne ho di +migliore; e quand’anche ne avessi, non ne venderei senza l’ordinanza +d’un medico, o senza conoscere l’uso, che divisate di farne.» + +Wayland diede a tal proposito una risposta laconica, ed in cotal +linguaggio, che Tressiliano non potè intendere nulla; risposta che +raddoppiò la sorpresa dello Israelita, e gli fece spalancar due grandi +occhi che fissò sopra Wayland, non diversamente da quel che farebbe +taluno, il quale in uno straniero sconosciuto, e in apparenza di lieve +conto, riconoscesse d’improvviso un celebre eroe, o un potentato di +prima sfera. + +«Santo profeta Elia! (sclamò egli, dopo essersi riavuto dai primi +effetti dello stordimento che lo avea colpito, e facendo rapido +passaggio dai modi rubesti e sospettosi ai più sottomessi e servili), +non mi concederete voi l’onore di entrare in quest’umilissimo mio +soggiorno, e di portargli felicità calcandolo co’ vostri piedi? +Ricuserete voi di bere un bicchier di vino unitamente al povero Ebreo +Zaccaria Yoglan? Volete voi vino d’Alemagna.... del Tokai... del +Lacoimo?...» + +«Non ci perdiamo in ciance, disse Wayland, datemi quel che vi chiedo, e +tacete.» + +L’Israelita prese il suo mazzo di chiavi, ed aperto con circospezione +un armadio, chiuso, a quanto vedeasi, più accuratamente che non tutti +gli altri di quella bottega, spinse una molla, d’onde uscì un cassetto +segreto, coperto di cristallo, entro cui trovavasi una polve nera in +assai piccola quantità. Ei l’offerse a Wayland, facendo la fisonomia +d’uomo che per riguardo ad un tal personaggio non sa ricusare veruna +cosa, ma nel tempo medesimo lascia scorgere il contraggenio, e il +dolore di dover cedere solamente un grano di simil tesoro; laonde +avresti detto che due opposti sentimenti si disputavan terreno +nell’animo di costui. + +«Avete voi bilance?» chiese ad esso Wayland. + +L’Ebreo gli mostrò quelle, di cui servivasi d’ordinario nella sua +bottega, ma dando a divedere sì chiaramente una irresolutezza ed un +timore, che non isfuggirono agli occhi acutissimi del nostro maniscalco. + +«Altre bilance ben diverse da queste mi occorrono, gli disse con severi +modi il secondo. Ignorate forse che le cose sante perdono la loro +virtù, se vengono pesate in una bilancia che non sia giusta?» + +Chinò la testa l’Ebreo, e da un cassettino foderato d’acciaio trasse +un paio di bilance che avevano bellissima apparenza. — «Sono queste di +cui mi valgo nelle mie esperienze chimiche (disse costui presentandole +dilicatamente a Wayland). Un pelo della barba del gran Rabbino messo in +uno dei piattelli è assai per far che l’altro si abbassi.» + +«Basta così» rispose Wayland, e prendendo le bilance, vi pesò egli +stesso due dramme di quella polve nera, e avviluppate con gran cura +entro un pezzetto di carta, se le mise in saccoccia, chiedendone il +prezzo. + +«Nulla, signore; non voglio nulla da un personaggio della vostra sorte. +Ma, voi tornerete, lo spero, a vedere il povero Zaccaria? A dare +un’occhiata al suo laboratorio, ove a furia di lavoro, si è disseccata +la zucca, che par quella del santo profeta Giona? Voi vi moverete a +compassione di lui, e gli presterete man soccorrevole onde faccia +qualche passo di più nella _nobile strada_...» + +«Zitto là! (disse Wayland, mettendosi misteriosamente il dito contro +le labbra). Non è cosa impossibile che ci rivediamo. Voi possedete +già lo Schah-Majm, così almeno lo chiamano i vostri Rabbini, la +_creazion generale_. Vegghiate dunque ed orate, perchè è d’uopo che +voi arriviate a conoscere l’elissire Alchahest Sainech prima ch’io +possa entrare in comunicazione con voi.» Corrispondendo allora con una +lieve inclinazione di capo al saluto profondissimo e rispettosissimo +dell’Ebreo, uscì gravemente della bottega, seguendolo il suo padrone, +il cui primo discorso con Wayland si fu il fargli osservare quanto +sarebbe stato convenevole e giusto il pagare a quel mercante, qualunque +ne fosse il valore, la droga da esso fornita. + +«Io pagarla! sclamò Wayland. Voglio mettermi al salario del diavolo, +s’io la pago. Senza la tema di spiacere a _vostro Onore_, avrei +tratto da costui un’oncia o due di purissimo oro, dandogli in cambio +altrettanto peso di polve di mattoni.» + +«Vi consiglio, sin tanto che state al mio servigio, a non fare simili +furfanterie.» + +«Non v’ho detto essere questo il motivo che mi trattiene? Ma... voi le +chiamate furfanterie? Uno scheletro ambulante, ricco abbastanza per +poter lastricare di dollari tutta la sua contrada, che ne leva uno a +fatica dal suo scrigno, e che a guisa di matto, corre dietro al _lapis +philosophorum_! Poi, non era egli stesso nella intenzione d’ingabbiare +un povero papero, se tal mi trovava, col vendermi a peso d’oro una +droga che non costava un soldo? Scaltrito contro scaltrito, disse il +diavolo al carbonaio; e se la sua cattiva polvere valeva le mie corone +d’oro, per Dio! la mia polvere di mattoni poteva ben valere le _corone_ +d’oro di costui.» + +«Questo raziocinio sarà forse opportuno avendo che fare con Ebrei e con +farmacisti. Ma il sig. Wayland pensi bene, ch’io non posso permettere +questi giuochi di mano sintanto ch’egli riceverà stipendio da me. +Avrete terminato, spero, le vostre compere.» + +«Sì, o Signore; e con tutte queste droghe io comporrò in tal giorno +medesimo il vero orvietano, prezioso medicamento, tanto raro, tanto +difficile da trovarsi in Europa; e ciò per mancanza di quella polvere +che ho avuto ora da Yoglan.» + +«Ma perchè non avete comperate tutte le vostre droghe ad una stessa +bottega? Abbiamo perduto quasi un’ora correndo da un mercante +all’altro.» + +«Vel dico subito, signore. Non voglio far sapere il mio segreto a +nessuno; e ben vedete che non sarebbe più segreto, se acquistassi tutte +le mie droghe da uno stesso mercante.» + +Così ragionando se ne tornarono al loro alloggiamento: ed intanto che +Stevens preparava ad essi i cavalli, Wayland, fattosi dare un mortaio +ad imprestito, si rinchiuse nella sua stanza, e spolverizzò, triturò, +mescolò, amalgamò, serbate le debite proporzioni, tutte le acquistate +droghe; e ciò con prontezza e destrezza, tali da ben comprendersi ch’ei +non era novizio nelle opere manuali della farmacia. + +Preparatosi così da Wayland il suo elettuario, i tre nostri viaggiatori +salirono a cavallo, ed una corsa di un’ora li fece essere all’antico +castello di Say’s-Court, ove allora risedeva il conte di Sussex, +castello altra volta appartenuto ad una famiglia Say, ma che da un +secolo in poi era divenuto dominio della antica e ragguardevole +gente di Evelyn. Il rappresentante attuale di questa nobile casa, +tenendo grandemente a cuore tutto ciò che al lord Sussex si riferiva, +aveva in sì fatta occasione ricettati nel suo ostello così il detto +Lord, come la numerosa sua comitiva. Say’s-Court fu in appresso la +residenza del celebre signor Evelyn, autore di un’opera intitolata +_Sylva_, che è tuttavia il manuale di coloro, i quali piantano alberi +nell’Inghilterra; e personaggio rinomato parimente, perchè la vita, i +costumi, e le massime di cotest’uomo, come giova il ravvisarlo dalle +particolarità che si leggono nelle sue memorie, sono tal modello, che +dovrebbero conformarsi ad esso tutti i veri gentiluomini Inglesi. + + + + +CAPITOLO VI. + + »Veramente una gran novità! Due tori + che si battono per amore d’una bella + giovenca, spettatrice e futuro premio + delle loro prodezze! Lasciali fare. + Caduto un d’essi, la mandria sarà fuori + d’impiccio. + + ANTICA COMMEDIA. + + +Say’s-Court era guardata in quel tempo a guisa di una fortezza +assediata, ed i sospetti giugnevano tant’oltre, che allor quando +Tressiliano vi si avvicinò, lo fermarono, e dovette rispondere a ben +molte interrogazioni mossegli dalle sentinelle a piedi e a cavallo, +poste colà d’antiguardia. L’alto grado che il Sussex teneva fra i +personaggi onorati del favore della Regina, e la notoria nè dissimulata +rivalità che era tra lui e il conte di Leicester, faceano che ognuno +riguardasse siccome cosa rilevantissima la conservazione della vita di +quest’uomo, tanto più perchè pendeva tuttavia incerta la lotta, cui +tanto egli quanto il Leicester si erano accinti per soppiantare l’un +l’altro. + +Elisabetta, siccome è stile di tutte le donne che regnano, aveva +abbracciato il metodo di rendere le fazioni strumento al suo governare, +serbando a sè la bilancia fra gli opposti interessi delle medesime, +e la facoltà di concedere preponderanza all’una o all’altra parte, +secondochè il richiedesse la ragione di Stato, o tante volte il +capriccio, perchè da tal debolezza non andò immune questa Regina. +Ricorrere opportunamente ai maneggi, contrapporre una fazione +all’altra, tenere in briglia quella che si credea più salita nella +carriera del regio favore, valendosi della tema inspirata dall’altra +fazione, metter questa, se così ai regii fini tornava, al livello +della prima, nel dimostrarle, se non affetto eguale, egual confidenza, +tai furono l’arti ch’ella usò sempre in tutto il durar del suo regno, +e quelle pur furono che a malgrado delle passioni accese nel suo +cuore dai favoriti, salvarono la monarchia e lo Stato da ogni funesta +conseguenza delle passioni medesime. + +Diverse affatto erano le pretensioni dei due nobili, che allor +contendevano in questo arringo. Quanto ai meriti loro potea dirsi in +generale, che il conte di Sussex aveva prestati maggiori servigi alla +Regina, e che nel Leicester fu l’accortezza di rendersi più gradito +alla donna. Guerriero il Sussex, militò con buon successo nell’Irlanda +e nella Scozia, e soprattutto nella grande ribellione del nord +Britannico, accaduta nel 1569, e spenta in gran parte per la sapienza +militare di questo capitano. Gli erano dunque per naturale conseguenza +partigiani ed amici tutti coloro, che nella carriera dell’armi +agognavano strade d’innalzamento. Uscito inoltre d’una famiglia più +antica e più ragguardevole, che non era quella del suo competitore, +univa in se medesimo i retaggi delle due nobili case dei Fitz-Walter e +dei Ratcliffe; intanto che gli stemmi del conte di Leicester venivano +inviliti dal digradamento tutt’or ricordato dell’avolo suo, abborrito +ministro di Enrico VII, digradamento non certamente ammendato dal +padre dello stesso Leicester, da Dudley Duca di Nortumberlandia, +decapitato a Tower-Hill nel dì 22 di agosto del 1553. Ma bellezza di +forme, grazie, disinvoltura, armi cotanto formidabili alla corte di una +Regina, diedero al Leicester un sopravvento oltre l’uopo per mettere +queste prerogative al paraggio dei servigi militari, della chiarezza +di sangue, e della franca lealtà, che adornavano il Sussex; onde agli +occhi della Corte e del Regno, il Leicester era tenuto per primo nel +cuore di Elisabetta, comunque ella, consentanea al sistema di politica +abbracciato, non ispignesse tant’oltre i segni di tale predilezione, +che il Leicester potesse vantare un compiuto trionfo sulle pretensioni +del rivale. + +L’infermità del Sussex era accaduta appunto in un momento troppo +acconcio a far nascere i gravi sospetti, che si sparsero nel Pubblico +intorno al Leicester; e tali ne furono le conseguenze, che mentre +rimasero altamente costernati gli amici del primo, si diedero a più +alte speranze tutti i partigiani dell’altro. Però siccome in que’ +tempi, ancor favorevoli allo spirito di cavalleria, niuno dimenticava +la possibilità, che la conclusione di qualunque disparere si stesse +sulla punta della spada, gli amici di questi due magnati, si univano, +ciascun per lor parte attorno di essi, mostrandosi armati a poca +distanza dai luoghi ove soggiornava la Corte, e fin nel recinto della +Reggia, facendo pervenire all’orecchio della Sovrana le notizie +di queste mutue contese. Mi era indispensabile l’entrare in tali +particolarità, onde il leggitore potesse intendere più agevolmente i +racconti che vengono dopo. + +Tressiliano, appena arrivato a Say’s-Court, trovò il castello tutto +ingombro dalla gente del seguito del Sussex, e da grande numero di +gentiluomini venuti a porsi al suo fianco. Ogni braccio era armato, ed +accigliata ogni fisonomia, come se si fosse aspettato da un momento +all’altro un violento assalto per parte dell’opposta fazione. Uno di +quegli ufiziali fece entrare Tressiliano nell’anticamera del Conte, +intanto che un altro ufiziale andò ad avvertire lo stesso Conte di +questo parente arrivatogli. Nella ridetta anticamera però non istavano +che due gentiluomini, ed era non immeritevole di osservazione la +differenza di abbigliamento, contegno, e modi fra tali due personaggi. +Il più attempato d’essi, e nondimeno assai giovane, di condizione, a +quanto pareva, distinta, vestiva abito militare, affatto semplice; e +comunque i lineamenti del suo volto annunziassero molto senno, non ne +traspariva forza d’immaginazione o vivacità d’indole. L’altro, ancora +più giovane, cui non si sarebbero dati venti anni, portava un vestito +foggiato all’usanza più recente di que’ tempi, un abito cioè di velluto +cremesino ornato di galloni e ricamato d’oro, ed un berrettone dello +stesso drappo, intorno a cui avvolgevasi per tre volte una catenella +d’oro, che terminavasi in un medaglione. I suoi capelli vedeansi +aggiustati all’incirca come quelli de’ zerbini dei nostri giorni, vale +a dire ritti sulle loro radici, e gli stavano alle orecchie pendenti +d’argento fregiati ciascuno d’una bellissima perla. Ben fatto, di +grande statura, i lineamenti di lui regolari ed aggradevoli esprimevano +sì bene la sua anima, che vi si leggevano fermezza d’indole risoluta, +ardore di spirito intraprendente, consuetudine di meditare, e prontezza +a deliberare. + +Questi due gentiluomini erano ad una medesima panca, seduti l’un +presso l’altro, ma ognun di loro inteso alle proprie considerazioni, +tenea lo sguardo fiso alla parete rimpetto, nè pensavano a parlarsi +scambievolmente. Gli occhi del più attempato null’altro dicevano, se +non se ch’ei stava contemplando nella parete una vecchia intarsiatura +di rovere, gli scudi, le daghe, le ramose corna di cervo, e l’armi +d’ogni specie antiche e moderne, che secondo l’uso di que’ tempi vi +stavano appese. Ma gli occhi del più giovane, sfavillavano del fuoco +dell’immaginazione, onde avresti detto quello spazio vôto che lo +disgiugneva dall’opposto muro essere per lui un teatro, ove la sua +mente comunicasse azione a diversi personaggi, e gli offerisse uno +spettacolo laddove la realtà non presentava cosa veruna. + +Appena Tressiliano entrò, si alzarono l’uno e l’altro per salutarlo, ed +il più giovane soprattutto nel modo più cordiale gli disse. + +«Che siate il ben venuto, o Tressiliano! La vostra filosofia ne ha +privato di voi allorchè questa casa poteva offerire allettamenti +all’ambizione; ma dessa è una filosofia ben onesta, poichè vi ci +riconduce, quando non potete esser partecipe che di rischi.» + +«Milord è dunque infermo sì gravemente?» domandò Tressiliano. + +«Noi temiamo che non vi sia più oltre speranza, rispose il più +attempato, ed ogni cosa conferma la persuasione, essere effetto di +tradimento quanto or si vede.» + +«Nol crediate, disse Tressiliano. Il lord Leicester è uom d’onore.» + +«E perchè dunque tien egli un corteggio composto di veri banditi? +sclamò il più giovane gentiluomo. Sia onesto, se così vi piace, +colui che chiama in aiuto il diavolo; ma non si renderà egli sempre +mallevadore di tutti i mali operati dal diavolo?» + +«Or ditemi, o miei signori, chiese ai medesimi Tressiliano: siete voi +forse i soli amici di Milord, accorsi presso di lui in questo momento, +che dite di tanto pericolo?» + +«Oh! no certo: rispose il più avanzato in età. Qui si trovano e Tracy, +e Markham, ed altri assai, ma ci alterniamo col prestar servigio a due +a due, ed alcuni, ora stanchi, prendono sonno nella galleria posta in +alto.» + +«Ed alcuni altri, disse il giovinetto, sono andati a Depford per +comperare col denaro che hanno potuto raccogliere qualche vecchio +scheletro di vascello. Così allorchè il tutto sarà deciso, e quando il +nobile Lord si troverà collocato nella sepoltura de’ suoi maggiori, +dopo aver pettinato, qual si conviene, i malandrini che ve lo spinsero, +s’imbarcheranno per l’Indie, col cuore alleggerito al par della borsa.» + +«È assai possibile ch’io viaggi in lor compagnia, disse Tressiliano, se +avrò in quel fatale momento compiuto un affare, che mi chiama adesso +alla Corte.» + +«Voi affari alla Corte! sclamarono ad un tempo i due gentiluomini; voi +viaggiare alle Indie!» + +«Come sta una tal cosa, o Tressiliano? continuò il più giovane. Non +siete voi in tal qual maniera maritato? Nè vi metteste già a coperto +contro que’ giuochi di sorte che costringono un uomo a commettersi al +mare, anche allor quando la sua navicella vorrebbe rimanersi tranquilla +nel porto? Qual cosa faceste voi dunque della vostra bella _Indamira_, +che doveva pareggiare la mia _Amoretta_[4] così per bellezza, come per +fedeltà?» + +«Non me ne parlate oltre» disse Tressiliano, volgendo il volto verso +altra parte. + +«A tale stato dunque veniste, o mio povero amico? (disse il più +giovane gentiluomo prendendo affettuosamente fra le sue la mano di +Tressiliano). Non temiate già io tocchi per la seconda volta una ferita +che vedo sì viva nel vostro cuore. Ma voi mi deste una notizia per +me inaspettata quanto sgradevole. È egli dunque deciso che in questa +burrascosa stagione, non sia permesso a nessuno de’ gioviali nostri +compagni il veder salva da naufragio la propria felicità? Io sperava +che voi, almeno voi, mio caro Edmondo, già vi trovaste nel porto. Ma +pur troppo vedo avverarsi il detto di un nostro amico, che portava il +vostro nome medesimo.» + + «Del suol, dell’onda, e dell’eterea sfera + «La Fortuna reina + «Orgogliosa, fera, + «Or solleva or inchina + «Con volubili giri + «La rota, sol di labili contenti, + «E di lunghi martiri + «Dispensiera ai viventi; + «Onde securi ci teniam più in alto, + «Quand’ora è giunta al rovinoso salto. + +Intanto che il nostro amico recitava con tuono commosso ed animato tai +versi di Edmondo Spencer, il suo compagno impaziente correva su e giù +per la stanza. Avvoltosi indi nel proprio mantello, e seduto nuovamente +in sulla panca, «Mi fa maraviglia, o Tressiliano, diss’egli, che voi +diate pascolo alla follia di questo giovine coll’ascoltar le sue baie. +Se nulla vi fosse che autorizzasse il giudicar sinistramente d’una casa +rispettabile e virtuosa, quale si è quella di Milord, ella sarebbe del +certo l’udirvi tal dialetto, o a dir meglio guazzabuglio poetico, che +vi hanno apportato questo nostro Walter e i suoi compagni, studiosi di +sformare in tutti i modi possibili il pretto linguaggio Inglese, che la +misericordia di Dio ne avea conceduto.» + +«Blunt, s’immagina, disse Walter, che il demonio abbia fatto in versi +la sua corte alla nostra madre Eva, e che il senso mistico dell’albero +della scienza del bene e del male non si riferisca fuorchè all’arte di +accozzar rime o di scandere un esametro.» + +In quel punto il ciamberlano del Conte venne annunziando a Tressiliano +che sua Signoria desiderava vederlo. + +Tressiliano trovò il lord Sussex in veste da camera, ma adagiato +sul proprio letto, e fu grandemente spaventato dal vederne per la +malattia alterati di tanto i lineamenti. Il Conte lo accolse nella più +amichevole guisa, ed ignaro delle afflizioni che accoravano questo +suo ospite, gli chiese tosto notizie della figlia di sir Robsart. +Tressiliano si scansò per allora dal rispondere a tale interrogazione +coll’informarsi de’ sintomi che accompagnavano l’infermità di Milord, e +si accorse, maravigliandone, essere questi in ogni parte conformi alla +descrizione fattane da Wayland, dopo le poche cose che lo Stevens ne +aveva raccontate. Non esitò allora a narrare al Conte tutta la storia +dell’uomo preso di recente al proprio servigio, e della sicurezza, +che questi aver presumea di guarirlo. Il Conte ascoltò Tressiliano +con attenzione, ma con aria d’incredulità, sino all’istante che udì +pronunziare il nome di Demetrio. Allora chiamò immediatamente il suo +segretario, ordinandogli portasse una cassetta, che conteneva alcune +carte di grande importanza. + +«Cercate, gli diss’egli, la confessione di quel furfante di cuoco, +che noi sottomettemmo ad un interrogatorio, e vedete se non vi si fa +menzione del nome di un Demetrio.» + +Il segretario trovò il passo additatogli, e lesse quanto segue: + +«Il suddetto, esaminato, dichiara ricordarsi d’aver fatto la salsa al +detto storione, e che il nobile Milord dopo averne mangiato si sentì +subitamente male in salute; che egli, il cuoco, non adoperò se non se +erbe ed ingredienti ordinari, cioè....» + +«Omettete tutta questa nomenclatura, disse il Conte, ed osservate +soltanto se gl’ingredienti di cui si parla, sieno stati comperati da un +erbolaio di nome Demetrio.» + +«Appunto, disse il segretario, ed il cuoco asserisce qui parimente che +dopo quella volta non rivide più lo stesso Demetrio.» + +«Tutto ciò s’accorda colla storia narrata dal tuo nuovo personaggio, o +mio Tressiliano, soggiunse il Conte. Voglio tosto vederlo.» + +Wayland condotto dinanzi a lui, replicò con fermezza la storia, tal +quale l’avea contata da prima, ed una sola circostanza non ne variò. + +«Sarebbe fra le cose possibili, disse il Conte volto a Wayland, che +coloro i quali incominciarono l’opera avessero inviato qui appunto la +tua persona per terminarla. Ma bada bene che se il tuo rimedio avesse +conseguente funeste, la passeresti male tu pure.» + +«Veramente, rispose Wayland, ciò sarebbe un prendere la cosa con +troppo rigore, perchè la guarigione sta nelle mani di Dio, siccome la +morte. Pure acconsento di correre io tutto il rischio. Mi sono avvezzo +a restar sì lungo tempo sotterra, che non mi fa tanto spavento il +tornarvi.» + +«Giacchè in te la sicurezza è sì grande, nè per altra parte i dottori +san più qual cosa farsi per sollevarmi, ripeterò le tue parole +medesime: acconsento di correrne io tutto il rischio. Dammi il tuo +medicamento.» + +«Poichè mi faceste mallevadore della cura, disse Wayland, permettetemi +prima di tutto, ch’io pure per parte mia metta un patto, ed è che +nessun medico v’intervenga.» + +«Gli è giusto, disse Sussex; proviamo ora questo tuo rimedio.» + +Intanto che Wayland lo preparava, i servi del Conte lo spogliarono; +indi si mise in letto. + +«Vi avverto, aggiunse Wayland, che il primo effetto del medicamento +sarà l’eccitare in voi un sonno profondissimo, e converrà che +nell’intervallo di questo sonno si osservi il più alto silenzio in +tutta la stanza, perchè dall’omissione di tal cautela potrebbero +derivare conseguenze sinistre. Io stesso farò la veglia alla Signoria +vostra unitamente a due de’ suoi gentiluomini di camera.» + +«Che tutti si ritirino, disse il Conte, eccetto Stanley, e questo bravo +uomo.» + +«Ed eccetto me, aggiunse Tressiliano. Mi riguarda troppo da vicino +l’effetto di un tale rimedio.» + +«Sia come desiderate, disse il Conte; ma prima d’ogni altra cosa si +facciano venir qui il mio segretario ed il mio ciamberlano.» + +«Signori, (volgendosi a questi appena gli furono alla presenza) vi +voglio qui testimoni, che il nostro onorevole amico Tressiliano non è +mallevadore di sorte alcuna per le conseguenze, quali che si fossero +del medicamento, cui or mi assoggetto. Mi spinse a tal risoluzione +la sola mia volontà, riguardando io il caso, che guida (accennando +Wayland) questo uomo dinanzi a me, siccome un favore del Cielo, +deliberato forse a risanarmi per non prevedute vie dall’infermità +che mi opprime. Se le cose non vanno a seconda della speranza che ho +concetta, richiamatemi alla memoria della nobile mia padrona, e ditele +che morii qual fedele servo le vissi. Auguro a tutti coloro che stanno +d’intorno al trono una purezza d’animo eguale alla mia, ed auguro ad +essi nel prestarle servigio tutta la possibile acutezza d’ingegno, chè +non fu colpa di Tommaso Ratcliffe, se non ne ha posseduto di più.» + +Incrocicchiate indi le sue braccia sul petto, sembrò farsi meditabondo +per un istante. Poi ricevendo dalle mani di Wayland la pozione, +fissò gli occhi sopra di lui, come volendo leggergli sin nel fondo +dell’anima; ma non iscorse in quel volto verun segno d’inquietudine o +di turbamento. + +«Nulla avvi da temere» disse dopo di ciò in aria di sicurezza a +Tressiliano, e tosto si trangugiò la bevanda. + +«Prego Vostra Signoria[5], disse Wayland, a collocarsi nel modo che +le è più comodo per dormire; e voi, o signori, mettetevi immobili e +taciturni come se foste presso al letto di vostra madre in punto di +morte.» + +Il Ciamberlano ed il Segretario si ritirarono, dando ordine che +si chiudessero le porte, e che il più profondo silenzio dominasse +in tutta la casa. Non rimasero altri in quella stanza fuorchè +Stanley, Tressiliano e Wayland, ma molte furono le persone, che non +abbandonarono l’anticamera, per trovarsi pronte a qualunque evento +potesse accadere. + +Non tardò a compiersi quanto aveva predetto Wayland. Il Conte fu preso +da un sonno tanto profondo, che Tressiliano e Stanley temettero non +fosse piuttosto un letargo, da cui non si svegliasse più mai; e lo +stesso Wayland diede alcun segno d’inquietudine. Portava spesse volte +le mani sulle tempia dell’infermo, ed il respiro di esso forte e +frequente, però facile e non interrotto, era la cosa cui facesse egli +maggior attenzione. + + + + +CAPITOLO VII. + + »Ebbene, i miei cari storditi! è questo + il modo di fare il servigio, o di + compiere i propri doveri? Che cosa è + accaduto dello stupido inviato qui per + mio ordine? + + _Shakespeare._ + + +L’istante, in cui le persone si mostrano l’una all’altra in forma +più svantaggiosa, e che produce parimente in ciascheduna una tal +quale molestia, si è quello del primo albeggiare, se sorprende +uomini, che abbiano passata vegghiando tutta la notte. Anche una +donna di bellezza la più peregrina, allorchè lo schiarire del giorno +mette fine ai diletti di una festa da ballo, opererebbe con senno, +sottraendosi agli sguardi sin delle persone più ardenti nell’adorarla +e ammirarla. Produttrice di simile effetto era la luce pallida, +sgradevole ed incomoda, che incominciava a spargersi sopra coloro, +che vegghiato avevano tutta la notte nell’anticamera del conte di +Sussex, luce che mescolava una tinta turchiniccia ai raggi, fra il +rosso e il giallo, mandati tuttavia da quelle lampade cui mancava già +l’alimento alla fiamma, e dalle torce che stavano per ispegnersi. Il +giovine gentiluomo, di cui facemmo parola nel capitolo precedente, +aveva abbandonato questa sala per andare a vedere chi picchiasse alla +porta del castello, e nel suo ritorno rimase sì attonito in vedere il +pallore e la sformazione dei volti di que’ suoi compagni, che esclamò: +«Per l’anima mia, padroni miei, si direbbe che siete altrettanti +barbaggianni. M’aspetto, quando leva il sole, vedervi volar tutti, e +cogli occhi incantati correre alla presta a nascondervi entro il tronco +infracidito d’un vecchio albero, o nel primo buco che trovate d’un muro +diroccato.» + +«Taci là, testa sventata, disse il Blount. Ti par questo un momento da +scherzare, mentre nella vicina stanza l’Onore dell’Inghilterra manda +forse l’estremo sospiro?» + +«Tu ne menti» rispose il Walter. + +«Io mentire! (replicò il Blount, levatosi da sedere), io mentire! Ed è +con me che tu parli in sì fatta guisa?» + +«Sì, bravo Blount, tu ne menti; ma non ti prendere la mosca al naso per +una parola. Io amo ed onoro Milord quanto il faccia alcun altro di voi; +pure se anco piacesse al Cielo di chiamarlo a sè, non direi per questo +sparito l’onore dall’Inghilterra. Ei vi rimarrà sempre sintantochè vi +sarai tu o Blount, sintantochè vi saranno e Markham e Tracy, e tanti +altri nostri camerata.» + +«Fra i quali certamente non ti starai dall’annoverar te medesimo.» + +«Figurati! e soggiungo di più essere io quello che farà valer meglio +l’ingegno compartitoci da Domeneddio.» + +«Ne vorresti far sapere il segreto che hai per giugnere a questa +supremazia?» + +«Perchè no? Voi siete come quelle buone terre dalle quali non si +raccoglie nulla, perchè appunto si crede che non abbisognino di +concime. Io al contrario sono un fondo forse men fertile per se stesso, +ma l’ambizione lo mantiene di continuo in tale fermento che lo farà +produttivo.» + +«La cosa di cui prego il Cielo, si è che tu non divenga matto. Quanto +a me, se noi perdiamo il nobile Conte, dico addio alla Corte, e ai +campi di battaglia. Possedo cinquecento acri di terra nella contea di +Norfolk, e vado a seppellirmivi, ed a cambiare in una vanga la mia +corazza.» + +«Vile metamorfosi! Però fai bene, perchè tu hai veramente una schiena +d’agricoltore; le tue spalle sono incurvate, come se ti abbassassi ad +ogni istante per tenere l’aratro; poi senti odor di terra, invece di +olezzar profumi, come il dovrebbe un cortigiano galante. In vero si +direbbe che tu esci in questo momento di mezzo ad un mucchio di fieno; +nè avresti altra scusa da addurre, se non che la figlia dell’affittuale +è una bella ragazza.» + +«A parte gli scherzi, o Walter, gli disse Tracy, non ne sono questi +nè il tempo, nè il luogo. Dinne piuttosto chi venne a picchiare alla +porta?» + +«Ah! il dottor Masters, medico della Regina, che per ordine immediato +di lei veniva ad informarsi sulla salute del Conte.» + +«Corbezzoli! Sclamò Tracy, non è questo un piccolo contrassegno di +favore. Se il Conte ricupera la salute, il sig. di Leicester potrà +tuttavia avere in lui un emulo formidabile. Ma dov’è dunque il dottore?» + +«Sulla strada di Greenwich (rispose Walter), ed assai arrabbiato.» + +«Come sarebbe a dire? sclamò Tracy. Spero bene che non gli avrai negato +l’ingresso.» + +«Oh certamente! non avrai commessa una tale mattezza!» soggiunse il +Blount. + +«Eppure l’ho congedato con quel garbo, che tu metteresti, o Blount, a +mandar via un mendicante, ovvero tu, o Tracy, un tuo creditore.» + +«Dalla parte di tutti i diavoli, perchè l’hai tu lasciato fuor della +porta?» dimandarono a coro Blount e Tracy. + +«Perchè lo stare fuori della porta conviene meglio alla sua età che +alla mia.» + +«Ma questo atto di tua storditaggine va ad essere la nostra rovina. +Viva ora, o muoia Milord, non otterrà mai più uno sguardo favorevole +dalla Sovrana.» + +«E gli mancheranno i modi di far la fortuna de’ suoi partigiani +(aggiunse Walter sorridendo schernevolmente). Ecco la piaga segreta, +delicata, che non può toccarsi. Signori, io ho fatto sonar men alto +di voi le mie lamentazioni intorno la malattia di Milord, ma quando è +il momento di rendergli servigio, non la cedo a nessuno. Se io avessi +permesso a questo sapiente dottore di penetrare nella camera del +Conte, non comprendete voi, che tra questo medico, e l’altro venuto +con Tressiliano, sarebbe nato un bordello, capace non solamente di +svegliare l’infermo, ma perfino i morti? Credo che una campana a +martello faccia minore strepito d’una disputa insorta fra due dottori.» + +«E chi prenderà sopra di sè il biasimo d’aver contravvenuto agli ordini +della Regina? domandò Tracy; perchè, non v’ha dubbio, il dottore +Masters veniva per comando assoluto di sua Maestà a curare il Conte.» + +«Io mi assumerò questo biasimo, disse Walter, e se ho commessa una +colpa, acconsento esserne castigato.» + +«Fa dunque un addio ai tuoi sogni brillanti, e rinunzia ai favori della +Corte, gli disse il Blount. La tua ambizione avrà bel fermentare, ma +la contea di Devon non vedrà mai in te, che un cadetto di famiglia, +opportuno per rimanersi al lato inferiore della mensa a far parte delle +vivande insieme col cappellano, o per vegghiare che i cani sieno ben +nudriti, e strignere la cinghia al cavallo del suo padrone tutte le +volte che va alla caccia.» + +«No (soggiunse fattosi rosso in volto quel giovinetto), no: non accadrà +nulla di questo, sintantochè si farà la guerra nell’Irlanda e ne’ +Paesi Bassi; sintantochè l’onde dell’Oceano apriranno un cammino ai +pericoli, alla gloria, ed alla fortuna. Il ricco Occidente nasconde +terre tuttavia sconosciute, e vivono nell’Inghilterra anime abbastanza +ardimentose per tentarne la scoperta. Io vi lascio brevi istanti, o +signori, per far la mia ronda, e vedere se le sentinelle sono al lor +sito.» + +«Io credo per certo ch’egli abbia argento vivo invece di sangue» disse +il Blount, che dopo partito il Walter si fece a riguardare Markham. + +«Io dico, rispose Markham, che in quella testa e in quel sangue vi è +quanto basta, o per sorgere a somma altezza, o per far tal caduta da +non più rilevarsene. Però, se il chiudere la porta al dottore Masters +fu un atto di temerario ardimento, non si può negare che con esso rendè +al Conte un segnalato servigio, perchè il compagno di Tressiliano disse +in chiari termini, che svegliare Milord, e dargli la morte sarebbero +state cose contemporanee; e per altra parte il Masters è tale, che +sveglierebbe i sette dormienti, se non vedesse un’ordinanza messa in +buona forma dalla facoltà medica, che autorizzasse la continuazione del +lor sonno.» + +La mattina cominciava ad innoltrarsi, allor quando Tressiliano giunse +nell’anticamera apportatore di lieta notizia, vale a dire che il +conte di Sussex si era svegliato da se medesimo, che sofferiva meno +internamente, che parlava con ilarità, e scorgersi finalmente nella +sua fisonomia tal brio insolito da molto tempo, che parea nunzio +sicuro d’un cambiamento fattosi nello stato di sua salute. Nel tempo +medesimo, Tressiliano, così incaricato dal Conte, si fece raccontare le +cose accadute nel durar della notte, per portarne allo stesso Conte un +riferto. + +Allorchè questi intese il modo, onde il giovine Walter aveva accolto il +medico inviatogli dalla Regina, sorrise da prima; ma dopo aver meditato +un istante, comandò al Blount, suo primo scudiere, facesse allestire +immantinente una barca, e si trasferisse al palazzo di Greenwich, +conducendo seco Walter e Tracy; ed incaricò lo stesso Blount di farsi +interprete presso la Sovrana dell’umile rispetto e della gratitudine in +lui, Sussex, eccitata da tanto regio favore, ed a spiegarle nel tempo +stesso i motivi, che non gli permisero di volgersi ai consigli del +sapiente dottore Masters. + +«Possa venir la peste a un tal ordine (disse il Blount, ritornando +nell’anticamera). S’egli mi avesse comandato di portare un cartello +di disfida al Leicester, avrei forse più passabilmente soddisfatto +al dovere di un tale messaggio. Ma presentarmi innanzi alla +graziosa nostra Sovrana, alla cui presenza tutte le parole debbono +essere inzuccherate, e melate come se uscissero della bottega d’un +confettiere, questo è quanto non mi va a verso per nulla. Partiamo +dunque Tracy, e devi seguirmi, o Walter, tu pure; tu che sei la +cagione di tutto questo intrigo: staremo a vedere se il tuo cervello +fecondissimo di artifizi, potrà venire in soccorso d’un uomo che non sa +parlare, fuorchè lo schietto e buon inglese.» + +«Non temete di nulla, sclamò il Walter. Io vi toglierò da tutti +gl’impicci. Datemi tempo solamente ch’io vada in cerca del mio +mantello.» + +«Del tuo mantello? Non l’hai sulle spalle? Credo che tu perda la testa, +se però mai tu avesti una testa.» + +«Che cosa dici? Questo è un vecchio mantello di Tracy. Pensi tu forse +che io voglia mostrarmi alla Corte, non vestito in abito di cerimonia?» + +«Già la tua cerimonia non sarà sfoggiata che agli occhi dell’usciere, o +di qualche meschino servitore.» + +«Non importa. Voglio mettere il mio mantello, e dar quattro colpi di +spazzola alla mia giubba prima di pormi in cammino.» + +«Questo è ben darsi grandi faccende per un mantello e per una giubba! +Andiamo. Sbrigati in nome del cielo.» + +Nè andò guari, che si trovarono navigando sul maestoso Tamigi, le cui +acque percosse dal sole brillavano in tutto il loro splendore. + +«Ecco due cose che non hanno nulla che le pareggi nell’universo, disse +il Walter a Blount, in cielo il Sole, e sulla terra il Tamigi.» + +«I raggi dell’uno, rispose pacatamente Blount, ci schiariranno per +giugnere a Greenwich, e l’acque dell’altro ci condurrebbero più presto +se fosse ora di grosso fiotto.» + +«Ecco dove vanno a finire tutti i tuoi pensieri, tutte le tue +inquietudini. Tu non trovi ora altra utilità nel re degli elementi, +e nel re de’ fiumi, che quello di aiutare tre poveri diavoli, quali +siamo, tu, Tracy, ed io, nel portarsi a Corte per fare una visita di +cerimonia!» + +«In fede mia, che m’importerebbe assai poco di questa visita! sclamò +il Blount, e risparmierei di tutto buon grado al Sole e al Tamigi +l’incomodo di condurmi laddove io non aveva nessuna voglia di andare, e +laddove m’aspetto per tutta ricompensa d’essere ricevuto come un cane. +E sull’onor mio (soggiunse egli, volgendo gli occhi verso Greenwich, +a cui si avvicinavano a mano a mano), credo bene che avremo fatto un +viaggio inutile, poichè vedo la barca della Regina presso le gradinate +del parco, il che pare indizio, che S. M. voglia andare a diporto +sull’acque.» + +Nè s’ingannava egli di fatto. La bandiera inglese sventolava sulla +barca reale, e già i navicellai della Regina, parati delle lor ricche +livree, avvicinavano questa barca alla gradinata che mena al parco +di Greenwich. Due o tre altre barche poste dietro di questa doveano +contenere quella parte del corteggio di Elisabetta, cui non era lecito +entrar nella prima. Le reali guardie del corpo, tolte dai più begli +uomini dell’Inghilterra, formavano doppia schiera, che incominciava +dalla porta del palagio, venendo fino alla riva dell’acqua; talchè +aspettavasi imminente il giugnere della Regina, benchè fosse assai di +buon’ora. + +«In verità, tutto ciò non presagisce nulla di favorevole, disse +il Blount. Convien dire che la Regina abbia possenti ragioni per +mettersi in viaggio tanto di buon mattino. Noi faremmo assai meglio +col ritornarcene a Say’s-Court, per ragguagliare Milord di quello che +abbiamo veduto.» + +«Di quello che abbiamo veduto! replicò il Walter. E che cosa abbiam +veduto? Una barca, molti navicellai, alcuni soldati vestiti di +scarlatto e armati di labarda. Pensiamo ad adempiere gli ordini di cui +il Conte ne ha incaricati, ed a ragguagliarlo del modo onde la Regina +ci ha ricevuti.» + +Dette queste parole, comandò ai battellieri di avvicinare la barca +a tal parte di riva, ove si potesse scendere a terra, perchè pensò +che un riguardo di rispetto non permetteva loro in tal momento il +valersi della gradinata del parco. Allora d’un leggier salto prese a +sponda, seguito indi dal prudente e circospetto Blount, che parea lo +accompagnasse contro sua voglia. Appena presentatisi alla porta della +reggia, intesero che non si poteva lasciargli entrare, stando allora in +atto d’uscir la Sovrana. Per ottenere ciò nonostante la permissione di +più innoltrarsi, adoperarono il nome del conte di Sussex, ma sì fatto +talismano non producendo verun effetto nell’animo dell’uficiale posto +di guardia alla porta, questi rispose loro, non potersi stogliere nè +poco nè assai dalla consegna avuta. + +«Non te l’aveva io detto? sclamò il Blount. Andiamo dunque, mio caro +Walter, raggiugniamo la nostra barca, e torniamcene a Say’s-Court.» + +«No per Dio; se prima non mi presento alla Regina» rispose +risolutamente l’altro. + +«A quel che vedo, sei matto, arcimatto.» + +«E tu a quel che vedo, sei diventato una gallina tuffata nell’acqua. +E per bacco! ti ho veduto far fronte ad una dozzina di maledetti +Irlandesi, senza che il loro numero ti spaventasse. Ed ora temi che una +bella signora ti volga un guardo corrucciato.» + +Terminava il Walter queste parole, allorchè apertesi le porte del +castello, ne uscirono guardie, poi uscieri, e finalmente Elisabetta +in mezzo alle dame e ai magnati della sua corte, schierati con tale +artifizio, che da qualunque lato lo spettator si trovasse, potea veder +la Regina. Ella era giovane tuttavia, e brillava di tutto quello +splendore che chiamavasi beltà in una Sovrana, ma che avrebbe avuto +nome di apparenza nobile e dignitosa in qualunque grado ella si fosse +trovata. Si appoggiava essa sul braccio del lord Hunsdon, che essendole +parente da lato di madre, ne ricevea spesso tai contrassegni di favore +e di distinzione. + +Walter non si era forse mai veduto tanto vicino alla persona della +sua Sovrana; onde si spinse avanti sino alla fila formata dalle +guardie, per non perdere sì fatta occasione di contemplarla a suo +bell’agio. Blount intanto ne maledicea questa, ch’egli chiamava +imprudenza, facendo di tutto per trarlo addietro. Ma Walter se ne +sciolse ben presto, e permettendo al proprio mantello di ondeggiargli +negligentemente sopra una spalla, dispiegò meglio le grazie d’una bella +statura. Levatosi allora il berrettone, fisò gli occhi sulla Regina +con tal atto, che trasparivano da essi ad un tempo e la rispettosa +curiosità che l’accendeva, ed un’ammirazione quanto viva, altrettanto +modesta. Finalmente le guardie colpite dalla sua avvenente fisonomia +e dalla ricchezza degli abiti, comportarono ch’ei si mettesse di pari +nelle loro file; cosa che non erano solite concedere agli spettatori +d’un grado comune. Per tal modo l’intrepido giovinetto si trovò +pienamente esposto agli sguardi d’Elisabetta, non mai indifferente nè +all’ammirazione ch’ella a buon dritto eccitava, nè ai pregi d’esterna +forma che ella scorgesse in alcuno de’ suoi cortigiani. Giunta in +vicinanza del luogo ove stavasi fermo il Walter, lanciò sovr’esso uno +sguardo, che annunziava bensì qualche sorpresa per l’ardire ch’ei +dimostrava, ma non però nessuna specie di risentimento. Accadde cosa, +che dovette più particolarmente chiamare sopra di lui l’attenzione +della Regina. Era piovuto tutta la notte, ed appunto dinanzi al luogo +occupato dal nostro giovane, vedeasi un tratto di terreno coperto +ancora di fango, e sopra quello dovea passar la Regina, che si fece +a titubare per un istante. Ma non titubò il Walter nel togliersi in +un batter d’occhio il suo mantello, e gettarlo su quella parte di +cammino fangosa, onde la Sovrana vi tragittasse a piedi asciutti. E +tale atto, in cui comprendevansi e cortesia ed affezione di suddito, +accompagnò egli con un rispettoso saluto, cui cresceva grazia il suo +volto copertosi d’improvviso rossore. La Regina tornò ad alzar gli +occhi sopra di lui, e provando un istante di confusione, ed arrossendo +a sua volta, gli fece un gentil cenno col capo; poi affrettatasi in suo +cammino, salì la barca senza profferire una sola parola. + +«Ebbene, re degli storditi, gli disse Blount, adesso sì avrai il +diletto di far passeggiare la spazzola sul tuo mantello. Se era in +te mente di formarne un tappeto per mettervi i piedi, tanto valeva +conservare quello di Tracy; il bigello almeno non teme le macchie.» + +«Questo mantello (disse il Walter, piegandolo in guisa da poterselo +portare sul braccio) non verrà mai spazzolato sintantochè m’appartenga.» + +«E non ti apparterrà lungo tempo, se non ne farai miglior conto. Noi ti +vedremo ben presto _in cuerpo_, come dicono gli Spagnuoli.» + +In questo, il loro colloquio venne interrotto da un usciere della +Regina. + +«Io cerco (diss’egli guardando per tutto con attenzione) un giovine +senza mantello, o con il mantello coperto di fango. Siete voi +senz’altro, diss’egli a Walter: abbiate la bontà di venire con me.» + +«Egli è del mio seguito, disse Blount; io sono il primo scudiere del +nobile conte di Sussex.» + +«Tutto ciò è possibilissimo, rispose l’usciere, ma io porto gli ordini +immediati di Sua Maestà, nè riguardano essi che questo signore.» + +Dette tali parole, si allontanò facendo cenno al Walter di seguirlo, +mentre gli occhi del Blount rimasto addietro gli uscivano della +testa; tanto era l’eccesso della sua maraviglia. «Chi diavolo voleva +immaginare questa faccenda?» finalmente egli sclamò, e scotendo il capo +in aria di chi non vede andar le cose a suo modo, raggiunse la barca, e +se ne tornò solo a Say’s-Court. + +Intanto l’usciere condusse il Walter verso il Tamigi e fino alla grande +gradinata, usandogli sempre i più rispettosi modi; la qual cosa non è +di mal augurio in simili circostanze. Poi lo fece entrare in una delle +picciole barche preste a seguire quella della Regina, che già navigava +rapidamente in mezzo del fiume col favore del grosso fiotto, favore di +cui lamentò la mancanza il nostro Blount nel trasferirsi a Greenwich. + +I due navicellai obbedendo ad un segnale fatto lor dall’usciere, +remigarono con tanta forza, che in pochi minuti si trovarono appresso +alla barca della Regina, ov’ella stavasi seduta sotto magnifico +padiglione con due o tre dame del suo corteggio ed alcuni grandi +uficiali della regia casa. La Sovrana volse più d’una fiata gli occhi +ed alla barca che le si avvicinava ed all’avvenente giovane che sovra +essa venia trasportato, e nel tempo stesso diceva sorridendo alcune +parole alle persone che la corteggiavano. Finalmente uno fra que’ +signori, certamente per avere ordinato così la Regina, fece segno ai +navicellai che accostassero la barca, poi disse a Walter di passare in +quella della Sovrana, al qual cenno egli ubbidì con agilità e grazia +eguali. Ritrattasi la barca che lo avea trasportato, ei venne condotto +alla presenza di Elisabetta. Sostenne esso gli sguardi di Sua Maestà +con una modesta sicurezza, e s’anco un leggiero imbarazzo scorgeasi +in lui, ne avea nuovo spicco la vaghezza delle sue forme. Teneasi +costantemente sul braccio il mantello coperto di fango, e fu questo +come è ben da credersi, che diede alla Regina il primo argomento di +movergli accenti. + +«Voi avete quest’oggi rovinato un ricco mantello, o giovinetto; noi vi +ringraziamo per tale servigio, benchè nel prestarlo vi siate stolto +alcun poco dalle forme ordinarie, e vi abbiate aggiunto alquanta +arditezza.» + +«L’arditezza si fa dovere per un suddito, rispose Walter, quando è +d’uopo d’arditezza nel servire il proprio Sovrano.» + +«Viva Dio! egli ha risposto bene, o Milord (disse la Regina, volgendosi +ad un grave personaggio che stavale a canto, e che solamente le +rispondea con un dignitoso chinar di capo in segno di approvazione). +Ebbene, o giovinetto, la galanteria onde sfoggiasti non andrà priva di +ricompensa. Ti trasferirai presso l’intendente della nostra guardaroba, +e troverai l’ordine perchè ti dia un altro mantello, invece di quello +che danneggiasti per nostro servigio; tu ne avrai uno de’ più ricchi, e +de’ meglio foggiati secondo l’usanza del giorno: te lo prometto in fede +di Principessa.» + +«Non tocca ad un umile servo della Maestà Vostra, disse titubando +Walter, discutere intorno i favori, che degnate concedergli, ma se mi +fosse permesso lo scegliere......» + +«Tu preferiresti che ti si donasse oro, lo indovino, disse +interrompendolo Elisabetta. Oh no, giovane! no. È per me un rossore +il dirlo, ma nella nostra capitale si trovano tanti modi di spendere +il denaro in follie, che il presentarne ai giovani, gli è un gettar +l’olio sul fuoco, un fornirli d’armi contro di lor medesimi. Se il +Cielo mi conceda più lunga vita, metterò un limite a questi disordini. +Ciò nondimeno, tu non sei forse ricco, fors’anche i tuoi parenti son +poveri..... Ebbene, sì, tu avrai denaro; ma è d’uopo tu mi renda conto +dell’uso che vorresti farne.» + +Walter aspettò con pazienza che la Regina avesse terminato il suo dire, +per assicurarla indi modestamente, che dell’offertogli mantello, l’oro +era anche assai meno la meta cui egli aspirasse. + +«E che? sclamò la Regina; nè il nostro oro, nè un mantello ti possono +contentare! Qual cosa brami tu dunque?» + +«Bramo soltanto, o Regina, se non è portar troppo alto le mie +pretensioni, il vostro assenso, ond’io porti sempre questo mantello, +che vi arrecò sì lieve servigio.» + +«Il mio assenso, onde tu porti il tuo mantello! E poss’io negartelo, o +giovinetto?» + +«Oh! questo mantello non è più mio. Dacchè il piede di Vostra Maestà lo +calcò, è divenuto degno di un Principe; egli è troppo sfarzoso per un +uomo della mia condizione.» + +La Regina arrossì nuovamente, e si sforzò di coprire con un riso non +naturale un lieve grado di sorpresa e di confusione, che non le erano +per altro discare. + +«Udiste mai nulla di consimile, o Lordi? La lettura dei romanzi ha +volto il capo a questo povero giovine. È d’uopo io sappia chi egli sia +per mandarlo in istato di sicurezza ai suoi genitori. Chi siete voi, +giovinetto?» + +«Gentiluomo della casa del Conte di Sussex, che mi aveva qui spedito +col suo primo scudiere per arrecare un messaggio alla Maestà Vostra.» + +Pronunziato appena questo nome, l’aria di favore con cui la Regina avea +sino a quell’istante contemplato Walter si dileguò, e diede luogo a +disdegnosi modi e severi. + +«Il lord Sussex, diss’ella, ci ha insegnato in qual prezzo dobbiamo +avere i suoi messaggi, col farne conoscere il conto ch’ei fa de’ +nostri. In questa istessa mattina, e ad un’ora che non è ordinaria, +abbiamo spedito a lui il nostro medico, tosto che sapemmo essere più +seria la sua infermità di quello che si era immaginato da prima. +Non v’è Corte d’Europa in cui si trovasse un uomo più sapiente del +dottore Masters, ed egli presentavasi in nostro nome alla casa di uno +fra i nostri sudditi. Nondimeno trovò la porta di Say’s-Court difesa +da uomini armati di colubrine, come se quel castello fosse stato +situato sulle frontiere della Scozia, e non in vicinanza della nostra +medesima Corte. Ha chiesto in nostro nome che gli si aprisse, ed ha +sofferto l’affronto di un rifiuto. Noi non riceveremo, almeno per +ora, alcuna scusa sul disprezzo, con cui Milord ha contraccambiato un +contrassegno di bontà che fu ancor troppo grande. Vi avverto di ciò, +perchè m’immagino altro non essere lo scopo del vostro messaggio che il +presentarci scuse a nome del Conte.» + +Questi detti furono pronunziati con un tuono, e con gesti tali, onde +ne fremessero tutti que’ cortigiani presenti che parteggiavano per il +Sussex. Ma non ne fu atterrito quel solo a cui il discorso era volto. +Non cessò appena di parlar la Regina, che alzando gli occhi verso di +lei, le disse in modo umile e rispettoso Walter: «Supplico la Maestà +Vostra a permettermi dirle, ch’io non sono incaricato di presentarle +scuse per parte del conte di Sussex.» + +«E di che vi ha dunque incaricato, o signore? (sclamò la Regina con +quell’impeto, che comunque altre nobilissime prerogative d’animo il +bilanciassero, formava la parte principale della sua indole). Vi ha +forse incaricato di giustificarlo, o per la morte di Dio[6] di venir +qui a disfidarci?» + +«Il conte di Sussex, rispose Walter, conosceva tutta la gravezza della +colpa che fu commessa, nè pensò che ad assicurarsi del colpevole e ad +inviarlo a voi per metterlo affatto nel vostro arbitrio. Ma il Conte +dormiva profondamente, quando giunse il dottore Masters, perchè il +suo medico gli avea fatto bere una pozione a tal fine. Questa mattina +soltanto nello svegliarsi seppe il clemente messaggio della Maestà +Vostra, e il rifiuto dato al medico nell’atto ch’egli stava per +entrare.» + +«Ciò cambia lo stato della quistione, disse la Regina con tuono +alquanto più mite. Ma chi fu quello fra i suoi servitori, ardito assai +per negare l’ingresso del castello al mio proprio medico che veniva a +curare il Conte per ordine mio?» + +«Il colpevole vi sta dinanzi, o Regina (rispose Walter accompagnando +con profondo inchino tale risposta). Sopra di me solamente dee cadere +tutto il biasimo di quanto accadde, e giustamente Milord m’inviò al +cospetto vostro, per sottopormi alle conseguenze di un fallo, di cui +egli è tanto innocente, quanto degli atti operati da un uomo desto sono +innocenti i pensieri di chi sta immerso nel sonno.» + +«Tu! Sei tu veramente che negasti l’ingresso di Say’s-Court al mio +medico mandatovi da me medesima! Qual cagione potè inspirare cotanta +audacia ad un giovane sì affezionato... o almeno il cui esterno mostra +tanta affezione alla sua Sovrana?» + +«Regina (disse Walter, che in mezzo all’apparenza di severità, onde +cercava tuttavia coprirsi il volto della Sovrana, scorgeva com’ella +fosse propensa a non avere per imperdonabile un tal delitto), suol +dirsi nel mio paese, che un medico per un certo tempo è il sovrano +del suo ammalato. Ora il mio nobile padrone, nel tempo appunto +ch’io mi rendetti colpevole, si era assoggettato ad un medico, le +cui prescrizioni gli divennero grandemente vantaggiose, e che aveva +pronunziata in pericolo la vita del medesimo, ogni qualvolta si avesse +voluto svegliarlo.» + +«Il tuo padrone avrà data la sua confidenza a qualche miserabile +empirico.» + +«Gli è quanto ignoro, o Regina; so bene ch’ei si risvegliò sta mane +trovandosi molto più sollevato che non lo era da parecchi giorni.» + +In tale momento le persone del corteggio della Regina si guardarono +in volto le une coll’altre, non per comunicarsi cogli sguardi le loro +osservazioni, ma per leggere nelle scambievoli fisonomie l’effetto che +una tal notizia producea negli animi di ciascuno. La Regina rispose +tantosto, senza curarsi di palliare la soddisfazione venutale da tale +notizia: «Per fede mia godo assai in udire ch’egli stia meglio. Ma tu +fosti ben ardito nel ricusare l’ingresso al medico ch’io inviai. Ignori +tu forse quel detto della santa Scrittura, starsi la sicurezza nella +moltitudine dei consigli?[7]» + +«Non lo ignoro, o mia Sovrana; ma intesi anche molti dotti i quali +pretendono che la _sicurezza_, a cui questo passo di scrittura si +riferisce, riguardi il medico e non l’ammalato.» + +«In verità, disse la Regina, non so qual cosa rispondergli perchè non +sono troppo disinvolta nella sposizione dell’Ebraico. Che ne dite voi, +milord di Lincoln? Questo giovane ha egli interpetrato come doveasi il +sacro testo?» + +«Il vocabolo _sicurezza_, o Regina, disse il vescovo di Lincoln, sembra +essere stato accettato con troppa fretta per rendere il senso della +parola Ebraica...» + +«Già ve l’ho detto milord, coll’Ebraico non ho gran confidenza. Or +ditemi, o giovinetto, qual è il vostro nome, qual è la vostra famiglia?» + +«Regina, io mi chiamo Walter Raleigh e sono tra i figli cadetti d’una +famiglia numerosa ma onesta della contea di Devon.» + +«Raleigh! (disse Elisabetta dopo d’avere meditato un istante): non +avete voi militato in Irlanda?» + +«Sì, o Regina; ma non posso aver tanta fortuna, che le poche cose da +me operate colà abbiano fatto pervenire il mio nome sino all’orecchio +della Maestà Vostra.» + +«Oh! Il mio orecchio si estende più in là che nol credete, o Raleigh. +Mi ricordo assai bene d’un giovane che, nella contea di Shannon, difese +il passaggio di un fiume contro una truppa d’Irlandesi ribelli, e che +ne tinse le acque col loro sangue e col proprio.» + +«Se il mio sangue fu versato in quella occasione, (disse il Walter +chinando gli occhi) non ho fatto che soddisfare una parte di mio +debito, perchè tutto il sangue che scorre nelle mie vene è sacro al +servigio di Vostra Maestà.» + +«È assai, disse la Regina, che in età così giovane tu abbia combattuto +sì valorosamente, e tu posseda ad un tempo tanta facondia. Non mi +starò nondimeno dal punirti per avere chiusa la porta in faccia al mio +povero Masters. Quest’uomo rispettabile si è guadagnata una flussione +sull’acque del Tamigi. Egli giugneva da Londra ove avea fatte molte +visite, allorchè gli arrivò il mio comando; pure si fece un dovere, un +affare di coscienza di partir tosto alla volta di Say’s-Court. Io ti +condanno dunque, o Raleigh, a portare coperto di fango il tuo mantello, +sintantochè mi piaccia decretare altrimenti. Ed eccoti l’ornamento +ch’io pretendo tu porti al collo» aggiunse ella, presentandolo d’un +gioiello legato in oro, simile quanto alla forma ad una pedina del +giuoco degli scacchi. + +Walter, al quale la natura avea insegnato tutta quell’arte, cui +solamente dopo una lunga esperienza si fa destra la maggior parte dei +Cortigiani, piegò un ginocchio a terra, imprimendo un bacio sopra la +mano, d’onde gli veniva tal dono. Fors’egli sin da quel punto superava +tutti i circostanti nel saper accoppiare il devoto rispetto che debbesi +ad una Regina, e l’omaggio della galanteria chiesto imperiosamente +dalla beltà. Ed in questo primo tentativo di combinare tai riguardi, +tanto maestrevolmente riuscì, che ne furono paghi e la vanità personale +di Elisabetta, e la sua ambizione di dominare. + +Se la Regina rimase contenta di questo primo abboccamento avuto con +Walter Raleigh, non tardò a coglierne gradevol frutto anche il conte di +Sussex. + +«Lordi, e Milady (sì disse la Regina, volgendosi alle persone del +suo corteggio) poichè ci troviamo già sul Tamigi, credo sarebbe cosa +assai ben fatta il rinunziare al nostro divisamento di trasferirci a +Londra, sostituendogli l’altro di fare una gradevol sorpresa al povero +conte di Sussex. Egli è infermo, e i suoi patimenti raddoppiarono, +non v’ha dubbio, per la tema nata in lui d’averne spiaciuto; mentre +poi l’ingenua confessione di questo giovane stordito lo giustifica +pienamente. Che ne giudicate voi? Non sarebb’ella una bell’opera di +misericordia il recargli tal conforto siccome riuscirà per lui la +visita di una Sovrana alla quale prestò così eminenti servigi?» + +Ben crederà ognuno, che fra coloro, cui si volse la Regina a chiedere +consiglio in sì fatto modo, non ne fu un solo il quale aprisse bocca +per ispiegare contrario avviso. + +«Vostra Maestà, disse il vescovo di Lincoln, è l’aria che ci fa vivere.» + +I militari soggiunsero, la presenza della Sovrana essere siccome la +cote che affila la sciabola del soldato. + +Gli uomini di Stato giudicarono, che l’aspetto della Regina era la luce +rischiaratrice d’ogni consiglio de’ ministri. + +Tutte quelle matrone finalmente s’accordarono in dire, che niun signore +dell’Inghilterra pareggiava il conte di Sussex nel meritare i favori +della sua Sovrana; _senza far pregiudizio ai diritti del Conte di +Leicester_, soggiunsero però quelle che aveano maggiore accorgimento in +politica. Ma la Regina non mostrò di por mente a questa clausola. + +I navicellai pertanto ebbero l’ordine di fermare la barca a Depford +nel luogo il più prossimo a Say’s-Court, affinchè la Regina potesse +soddisfare prontamente questa sollecitudine degna d’una vera madre dei +sudditi, col trasferirsi in persona a rintracciare notizie intorno la +salute del conte di Sussex. + +Walter, che nella scioltezza del suo ingegno prevedea le conseguenze +rilevanti, cui talora davano origine gli avvenimenti più semplici in +apparenza, si fece frettoloso di chiedere alla Regina la permissione +di precederla in una barca leggiera per annunziare sì gradita visita +al suo padrone; ed a tale inchiesta dava disinvoltamente colore col +dire, che un eccesso di gioia e dolce sorpresa, nello stato mal messo +di salute in cui trovavasi il Conte, avrebbe potuto nuocergli se troppo +improvviso, come talvolta il cordiale più ristorativo, amministrato +senza qualche cautela, torna in danno d’un infermo, che una lunga +malattia abbia sfinito. + +Ma, sia che la Regina trovasse troppo presuntuoso il contegno d’un +giovinetto che apriva un avviso alla presenza di lei senza esserne +stato richiesto, o fosse piuttosto il desiderio ch’ella aveva di +verificare se il castello di Say’s-Court ringorgava d’uomini armati ad +uso di piazza di guerra, come ne era stata assicurata, rispose assai +severamente a Raleigh, si riserbasse i suoi consigli pel momento in cui +gli verrebbero domandati. Dopo di che, replicò il comando affinchè si +approdasse a Depford, soggiugnendo: «noi vedremo co’ nostri occhi qual +sia l’ordine di casa che tiene il Conte.» + +Intanto il Walter facea da se medesimo queste meditazioni. «Il Cielo +a quanto pare ha volto verso di noi un occhio di compassione; ma non +vorrei...... I cuori ben fatti non mancano attorno al Conte; ma le +buone teste... Oh! le buone teste sono assai scarse... E la sua salute +è troppo sconcertata perchè possa dar ordini da se stesso. Figuratevi! +Tutti saranno intenti a far colezione quando arriviamo. Blount avrà +innanzi di sè le sue aringhe di Yarmout e un boccale di birra; Tracy +i suoi sanguinacci e un fiasco di vino del Reno; quegli spensierati +di Gallois, Thomas, Ap, Rice e Evan la loro zuppa coi porri, e il +lor formaggio liquefatto, tutte cose che non sanno nè di rosa nè di +gelsomino; e si dice che la Regina abborrisce questi odori gagliardi. +Pensassero almeno a bruciare un poco di ramerino nell’anticamera!.... +Ma voga galera! Fidiamci alla fortuna che per vero dire non mi ha +trattato male questa mattina. Ci ho rimesso un bel mantello; ma spero +di aver già fatto carriera alla Corte. Possa almeno quest’incidente +tornare a vantaggio del rispettabile Sussex!» + +Giunta bentosto la barca a Depford, la Regina scese a terra in mezzo +alle acclamazioni, che non mancavano mai quando ella facea mostra di +sè; e si trasferì a piedi sotto di un baldacchino, e accompagnata da +tutto il suo seguito a Say’s-Court. + +Le gioiose grida di una intera popolazione furono quelle che diedero +al castello il primo annunzio dell’arrivo della Sovrana. E il Sussex +stava appunto consigliando con Tressiliano sui modi da tenersi per +riguadagnare il favore d’Elisabetta, ch’ei temeva avere perduto, +allor quando dal giugnere di lei fu sorpreso, ed in qualche modo +impacciato. Non già ch’egli ignorasse esser costume della Regina il far +di tai visite ai grandi personaggi della Corte, fossero eglino sani o +ammalati: ma un arrivo sì inaspettato non gli lasciava il tempo di fare +per riceverla que’ preparamenti, ch’egli sapeva quanto allettassero +la vanità di tale Regina. Per altra parte, la confusione che dominava +in un castello tutto pieno di militari, e fatta maggiore dalla +circostanza della sua infermità, rendea il soggiorno poco opportuno in +quell’istante ad essere onorato da una regale presenza. + +Imprecando nel suo interno il caso che gli procurava sì d’improvviso +tal graziosa visita, si accinse affrettatamente a discendere con +Tressiliano, che allora appunto aveva terminato di raccontargli la +storia d’Amy. + +«Mio caro amico, conchiuse con dirgli il Sussex, potete star certo che +per riguardi così di giustizia come dell’affezione che ho per voi, vi +sosterrò il più possibile in questo affare. Mancano pochi istanti ad +accorgerci s’io godo ancora di qualche credito presso la Regina, o +se in vece col voler proteggere la vostra inchiesta, non vi diverrei +pregiudizievole, anzichè utile.» + +Così dicendo ei metteva con sollecitudine le braccia entro una specie +di lunga veste foderata di pelliccia, e dava al suo aggiustamento tutta +la cura a lui permessa dai brevi istanti che gli rimanevano prima di +comparire dinanzi alla Sovrana. Ma quand’anco avesse potuto adoperare +la massima diligenza nel suo abbigliamento, non potea questa cancellar +l’orme che una infermità pericolosa aveva lasciate sopra lineamenti +più espressivi di quel che fossero gradevoli. Picciolo inoltre di +statura, comunque una struttura atletica e larghe spalle il rendessero +quanto mai atto agli esercizi militari, la sua comparsa in una sala +non era quella di tal uomo, su cui dovessero fermarsi con ansietà gli +sguardi femminili. E ben supponevasi generalmente, che questo esterno +svantaggioso del conte di Sussex, a malgrado della stima in cui lo +tenea la Regina, gli nuocesse nell’animo di lei, allorquando ella il +paragonava con Leicester, l’uomo più avvenente e il più adorno di +grazie che quella Corte si avesse. + +Tutta la premura che di far presto si diede il Conte non gli permise +che d’essere nella sala sull’istante medesimo in cui vi giugneva la +Regina, e s’avvide che una nube ne ingombrava la fronte; e questa +nube era sorta fin quando ella vide il castello guardato con tanta +accuratezza, come se fosse tempo di guerra, e pieno di soldati e di +gentiluomini armati; onde, fin dai primi accenti ch’ella mosse al +Conte, espresse il disgusto del proprio animo. + +«Ci troviamo noi in una piazza assediata, o Milord? Ovvero per isbaglio +avremmo noi oltrepassato il castello di Say’s-Court, e sarebbe questa +la nostra torre di Londra?» + +Lord Sussex incominciò a balbettare alcuni accenti di scusa. + +«Non fa d’uopo di scusa, o Milord, gli disse la Regina. Non ignoriamo i +dispareri che passano tra voi, ed un altro signore della nostra casa, +ed abbiamo anzi divisato di prendercene serio pensiero, e di frenare +la libertà di cignervi di gente armata, e potrei dire di stipendiati +duellanti, come se in vicinanza della nostra capitale, e a canto +della nostra reale residenza, voi vi preparaste ad una guerra civile +l’uno contro dell’altro. Godiamo però di trovare migliorata la vostra +salute, benchè non abbia potuto averne merito il dotto medico che vi +spedimmo... Risparmiate le scuse, o Milord. So quanto è accaduto a tale +proposito, ed ho ammonito come dovevasi questo giovane spensierato, +questo Walter Raleigh, del quale, sia detto per incidenza, ho divisato +liberare la vostra casa per prenderlo nella nostra. Egli ha certe +qualità d’animo fatte per ramificar meglio in mia Corte, che in mezzo +alla gente armata di cui vi faceste un antemurale.» + +Sussex rispose a tale annunzio con un rispettoso inchino, senza +intender troppo fra se medesimo qual fosse il motivo, onde la Regina +si prendesse tanta cura per questo giovane. Egli la supplicò ad +accettare qualche reficiamento; ma non vi acconsentì la Regina. E +però dopo alcuni complimenti di stile, più freddi assai che non li +dava ad immaginare una visita apparentemente presaga di favore, la +Regina abbandonò il castello di Say’s-Court, ove col suo arrivo gettò +confusione, ed ove col modo di quel dipartirsi, lasciò il dubbio, +l’inquietudine ed il timore. + + + + +CAPITOLO VIII. + + »A me sian tratti entrambi: al mio cospetto + »Questi rivali di vendetta ardenti + »Io voglio esaminar; le accuse udirne, + »Che l’uno all’altro appon; mirar la lotta, + »Ch’han l’invidia, il furor, l’orgoglio accese. + _Shakespeare._ + + +«Ho ricevuto ordine di trasportarmi domani alla Corte, disse il +Leicester a Varney. A quanto si suppone dovrò trovarmi alla presenza +del lord Sussex. La Regina è venuta nel disegno d’intromettersi nelle +nostre querele, ed è questo l’effetto della visita da lei fatta a +Say’s-Court, visita che voi riguardate di così poca importanza.» + +«E continuo a riguardarla per tale, rispose Varney. Ho saputo da +persona che potè udire la maggior parte di quanto ivi detto, essere +più assai la perdita del guadagno che il Sussex ha ritratto da questa +visita. La Regina, nel ritornare alla sua barca, disse che il Castello +di Say’s-Court aveva tutta l’apparenza d’un corpo di guardia; e l’odore +d’uno spedale, o piuttosto d’una di quelle bettole ove si dà pasto per +dieci soldi, aggiunse la contessa di Rutland, sempre ardentissima amica +di vostra Signoria. Il vescovo di Lincoln volle mettervi la sua parola, +e disse doversi attribuire il cattivo ordine in cui lord Sussex teneva +la propria casa, al non essere egli maritato.» + +«Ed a ciò, quale risposta ha fatto la Regina?....» domandò +premurosamente il Leicester. + +«Una risposta non troppo gioviale. Qual bisogno ha d’una moglie lord +Sussex? E qual bisogno ha il vescovo di Lincoln di entrare in questo +proposito? Se il matrimonio è permesso, soggiunse ella, non vedo che in +nessun paese venga comandato dalla legge.» + +«La Regina non ama che gli ecclesiastici si maritino» disse Leicester. + +«E nemmeno i cortigiani» aggiunse Varney. Ma vedendo il Conte che +cambiava di fisonomia, mutò subito registro, narrandogli che tutte le +dame aveano fatto coro nel mettere in ridicolo l’ordine con cui era +tenuta la casa del conte di Sussex, ed aveano detto di più, che Sua +Maestà sarebbe stata ben altrimenti ricevuta nel castello del conte di +Leicester. + +«Voi avete ben raccolte molte notizie, disse Leicester, ma dimenticate +la più importante di tutte, se però non fu vostro disegno il tacermela. +La Regina ha aggiunto un nuovo satellite a tutti quelli ch’ella +desidera veder rivolgersi intorno di lei.» + +«La Signoria vostra intende certamente parlare di Raleigh, di quel +giovane della contea di Devon, del cavaliere del mantello, poichè già +non chiamasi con altro nome alla Corte.» + +«È che potrà un giorno esserlo della Giarrettiera, perchè ha fatto +progressi assai rapidi nella buona grazia della Regina. Essa +ha recitato versi in sua compagnia, e lo ammette già nella sua +intrinsichezza. Quanto a me rinunzierei di buon grado alla parte che +possedo sugl’incostanti favori di questa femmina, ma non mi sento di +permettere che il Sussex, o quest’uomo novamente giunto mi facciano +licenziare. Anche quel Tressiliano è molto avanti nel cuor di Sussex. +Io vorrei risparmiarlo per riguardo a..... Ma vuole egli stesso correre +al suo precipizio. E questo Sussex! si dice ora che abbia ricuperato +interamente la sua salute.» + +«Non vi è bella carriera che non presenti ostacoli, o Milord; +soprattutto quando ella guida a grande innalzamento. La malattia del +Sussex era per noi un favore del Cielo, ed io assai ne sperava. Egli +l’ha superata. Ma non per questo è diventato più formidabile per la +Signoria vostra. Ella si ricorda che lottando contro di lui lo ha +atterrato più d’una volta. Non vi manchi il cuore, o Milord; e andranno +bene tutte le cose.» + +«Il cuore non mi è mai mancato, o Varney.» + +«No: ma vi ha spesse volte tradito. Chi vuol salire un albero non dee +curarsi di tutti i fiori che ha messi la pianta, ma impadronirsi de’ +rami maestri.» + +«Bene bene, (disse con tuono d’impazienza Leicester) comprendo quel +che vuoi dire; ma sarò fermo, e il mio cuore non mi tradirà. Metti in +buon ordine tutto il mio seguito, ed abbi cura che comparisca con tale +splendore da offuscare non solamente il miserabile corteggio da cui +si farà scortare Ratcliffe, ma quello parimente che porteranno seco +i più nobili cortigiani. Che ciascuno sia bene armato, ma senza fare +ostentata mostra delle sue armi, e come se ne andasse cinto piuttosto +per servir l’uso che con disegno di prevalersene. In quanto a te, ti +starai sempre al mio fianco; la tua presenza può essermi necessaria.» + +A non dissimili preparamenti intendeano per parte loro il Sussex e i +suoi partigiani. + +«Il vostro scritto contro Varney, dicea il conte di Sussex a +Tressiliano, si trova in questo momento fra le mani della Regina; +ho fatto che le pervenga per una strada sicura, nè dubito non vi +riusciate. La vostra domanda è fondata sulla giustizia e sull’onore, +delle quali prerogative è zelantissima la Sovrana. Ma è a uopo +confessare che l’Egiziano (nome che il Sussex solea dare al Leicester +a motivo della carnagione alquanto bruna di questo cortigiano) ha +tutto il tempo di parlarle a sua voglia in tempo di pace. Se avessimo +la guerra alle porte, sarei io il miglior favorito d’Elisabetta; ma i +soldati, come i loro scudi e le loro lance, van giù di usanza cessato +il pericolo, ed in vece ottengono preferenza i vestiti di raso, e i +coltelli da caccia. Ebbene, poichè l’usanza è così, sagrificheremo +all’usanza. — Blount, hai tu avuto attenzione che tutto quanto riguarda +la mia casa sia assestato di nuovo? Ma tu non t’intendi meglio di me su +queste attività; ti piacerebbe assai più, il vedo bene, mettere a posto +un picchetto di lancieri.» + +«Raleigh si è preso questo incarico, o Milord. Onde non dubitate; +il vostro corteggio comparirà brillante, come una mattina del mese +di maggio. Quanto poi alla spesa è un’altra cosa. A’ dì nostri si +manterrebbe uno spedale d’invalidi colla somma che è necessaria +solamente a vestire dieci servi da livrea.» + +«Adesso non è tempo di spaventarsi per la spesa, mio Blount. Son grato +a Walter della premura che si è data. Vorrei nondimeno, che non si +fosse dimenticato essere io un vecchio militare, e che avesse conceduto +all’usanza del giorno quella parte soltanto che non le si può ricusare.» + +«Non so dirvelo, o Milord, perchè non ho nessuna cognizione in sì fatta +materia. Posso ben assicurarvi che i vostri parenti ed amici vengono a +ventine per accompagnarvi alla Corte, e che che si faccia Leicester, +spero gli opporremo una fronte non men formidabile della sua.» + +«Però, raccomandate rigorosamente ad ognuno di condursi nel più +pacifico modo; non voglio dispute, a meno che i nostri nemici si +portassero ad aperta violenza. So che si trova più d’una testa calda +fra le persone che m’accompagnano, e mi spiacerebbe assai se la loro +imprudenza desse a quelli qualche vantaggio sopra di me.» + +Tanto era assorto il Conte nel dare questi diversi ordini, che +Tressiliano trovò a fatica l’istante di manifestargli la propria +maraviglia, perchè egli si fosse così affrettato nell’inviare alla +Regina la supplica scritta a nome di sir Ugo Robsart. «Il parere degli +amici di sir Ugo, gli disse Tressiliano, era che le prime appellazioni +fossero portate alla giustizia del Leicester, poichè il colpevole +è uno dei principali ufiziali della sua casa; io ve ne aveva però +ragguagliato.» + +«Per movere questo passo non facea di mestieri volgersi a me (rispose +il Sussex con qualche disdegno), o per lo meno non doveva io essere +preso qual consigliere, ove trattavasi di umiliarsi innanzi a +Leicester; e mi fa maraviglia, che voi, Tressiliano, voi uomo d’onore +e mio amico, abbiate potuto a ciò sottomettervi. Voi dite d’avermene +ragguagliato. Non vi avrò forse inteso, perchè non potea cadermi in +mente che un sì fatto disegno fosse concepito da voi.» + +«Nè io l’ho concepito, o Milord; chè per parte mia avrei sempre +prescelta la strada cui vi siete tenuto, ma gli amici di questo padre +sciagurato.....» + +«Oh! gli amici, gli amici!!! Essi debbono lasciarci condurre gli affari +nel modo che giudichiamo noi il più convenevole. È questo il momento +di accumulare tutte le lagnanze cui hanno dato motivo e il Leicester e +i suoi satelliti. La Regina riguarderà il torto che si riferisce alla +casa di Robsart come uno de’ più gravi argomenti, che presenteremo alle +sue considerazioni. Poi, su di ciò non è più ora di deliberare; la +Regina ha già il vostro scritto dinanzi agli occhi.» + +Tressiliano non potè far di meno di sospettare, che il Sussex volendo +per tutte le possibili vie affortificarsi contro il proprio emulo, si +fosse comportato in tal modo, non tanto per favorire sir Ugo, quanto +per non perdere occasioni di gettar biasimo sopra Leicester, senza poi +darsi il fastidio di esaminare la maggiore o minore probabilità del +buon esito. Ma non vi era strada per tornare addietro, ed il Conte +terminò la discussione congedando tutti quelli che stavano presso lui. +«Ognuno, diss’egli, sia pronto per le undici ore, perchè a mezzo giorno +in punto debbo essere nella sala d’udienza della Regina.» + +Intanto che i due emuli cortigiani si preparavano, ciascun per parte +sua, a comparire al cospetto della Sovrana, la stessa Elisabetta non si +stava priva affatto di tema sul modo onde andrebbe a terminare questo +convegno fra due nemici, forniti di fierezza e l’uno e l’altro, e di +cui ciascuno andava scortato d’una numerosa e risoluta caterva, di due +nemici che si dividevan fra loro, o palesemente o in segreto, tutti i +voti e le speranze della sua Corte. Quanta era, la guardia reale venne +posta sotto le armi, e la Regina ordinò parimente venisse un rinforzo +da Londra. Pubblicò inoltre un bando che proibiva a tutti i nobili di +avvicinarsi al palazzo scortati da un corteggio, che portasse armi da +fuoco, o quelle che allor chiamavansi lung’armi, vale a dire adatte +a servigio di guerra. È stato anche detto, che il gran seriffo della +contea di Kent avesse ricevuti ordini segreti, onde al menomo segnale +stessero pronte a marciare le sue milizie. + +L’ora di questa udienza, che avea costato tanti preparamenti e tante +inquietudini così all’una come all’altra delle due parti, arrivò +finalmente, e nel punto del mezzogiorno, i due Conti, accompagnati +ciascuno da seguito numeroso, entrarono ad un medesimo tempo nella gran +corte del palagio di Greenwich. + +Come se i concerti ne fossero stati presi dianzi, o forse perchè la +Regina avea fatto sapere ai Conti tale essere la sua volontà, giunsero +il Sussex da Depford per acqua, e il Leicester da Londra tenendo la +strada di terra, tal che da due porte opposte comparvero entrambi +nella corte. Tal circostanza, che un nulla era di per se stessa, diede +nonostante una grande prevalenza al Leicester nello spirito del popolo, +perchè quelli che lo scortarono, saliti sopra ricchissimi corridori, +presentavano una maestosa cavalcata, la quale facea più impressione ed +occupava maggiore spazio che non il corteggio di Sussex, necessitato +ad andare a piedi. I due Conti si guardarono l’un l’altro, ma senza +salutarsi, perchè ognun d’essi aspettando forse che l’altro gli desse +qualche contrassegno di cortesia, nessuno voleva essere il primo. Fu +quasi nel medesimo tempo del loro arrivo che la campana del castello +fece udire le ore del mezzogiorno. Spalancatesi tosto le porte del +palagio, i due Conti entrarono dentro con quelle persone delle due +comitive, alle quali il grado loro concedeva tale diritto; gli altri +restarono nella corte, ognuna delle due fazioni lanciando sull’altra +occhiate d’avversione e disprezzo, e sembrando non si desiderasse da +entrambe le parti che un pretesto per venire alle mani; ma da ciò li +rattennero i severi ordini dei loro capi, e fors’anche più la presenza +d’una guardia sotto le armi superiore ad essi di forze. + +In questo mezzo, gli uomini i più distinti di ciascun corteggio avevano +seguito i due Conti fino alla grande anticamera, simili a due fiumi, le +cui acque, costrette ad entrar nel medesimo letto, sembrano confondersi +insieme a fatica. Si schierarono essi, mossi come da istinto, ciascuno +da un diverso lato dell’appartamento, e sembravano solleciti di +rimettere fra loro una linea di separazione, qual trovavasi all’atto +dell’ingresso, e che erasi dileguata per pochi momenti. Quella +anticamera presentava una lunga galleria, dal cui fondo non tardarono +ad aprirsi due battitoi, dinanzi ai quali un usciere annunziò che la +Regina trovavasi nella sua sala d’udienza. I due Conti si avanzarono +a passi lenti e con portamento maestoso verso la porta, seguìto il +Sussex da Tressiliano, da Blount, e da Raleigh, mentre Leicester non +aveva con sè che il solo Varney. L’orgoglio del Leicester fu costretto +cedere all’etichetta della Corte, e salutando il suo rivale con aria +grave e solenne, si fermò per lasciarlo passare innanzi a lui, siccome +Pari di più antica nomina. Il Sussex ne contraccambiò la cortesia con +non minore gravità e cerimonia, indi entrò nella sala di udienza. +Tressiliano e Blount fecero per seguitarlo, ma l’usciere rifiutò ad +essi l’ingresso, adducendo non potere ammettere se non se coloro di cui +gli erano stati dati i nomi in lista. Vedutosi da Raleigh il rifiuto +cui soggiacquero i suoi compagni, si rimaneva in addietro; ma di lui +accortosi l’usciere: «Oh! voi, signore, potete entrare.» Laonde entrò +dopo il conte di Sussex. + +«Seguimi Varney» disse il conte di Leicester che si era tenuto in +disparte per veder entrare Sussex, ed avanzandosi verso la porta stava +per entrare, quando Varney che non si discostava dai suoi passi, e che +facea sfarzo d’un abito dei meglio foggiati all’ultima usanza, ebbe +dall’usciere egual complimento a quello che ricevettero prima di lui +così Blount come Tressiliano. + +«Che vuol dir questo, maestro Bowier? disse il conte di Leicester; +sapete voi chi io mi sia, o ignorate forse che quest’uomo del mio +corteggio è parimente mio amico?» + +«La Signoria vostra mi perdonerà, rispose con fermezza l’usciere; +ma gli ordini che io ho non ammettono eccezioni, ed è mio dovere +l’eseguirli.» + +«Tu sei un temerario (sclamò il Leicester, fattosi rosso in volto), ed +il tuo contegno è parziale. Ardisci farmi un tale affronto, dopo che +hai lasciato passare uno del seguito del conte di Sussex!» + +«Milord, rispose il Bowier, il sig. Raleigh è presentemente al servigio +di Sua Maestà, e gli ordini d’esclusione non lo riguardano.» + +«Tu sei uno sciagurato, uno sconoscente; ma chi ti collocò in questa +carica ha potere per fartene uscire; tu non abuserai più a lungo della +tua autorità.» + +Dimenticò certamente i riguardi della convenienza e della sua politica +ordinaria il Leicester, quando si lasciò sfuggire a voce alta sì +fatte parole. Dopo di che, entrato nella sala d’udienza salutò +rispettosamente la Regina, che vestita con pompa anche maggiore del +solito, e circondata da que’ guerrieri e da quegli uomini di Stato, che +per coraggio e consiglio fecero immortale il suo regno, stavasi pronta +ad accogliere gli omaggi di questi due sudditi. Contraccambiò ella con +graziosi modi il saluto portole dal Conte suo favorito, e volgendo gli +occhi or sopra lui or sopra il conte di Sussex, pareva accignersi a +movere ad essi il discorso, allorchè il Bowier, che non poteva digerire +l’insulto fattogli dal Leicester pubblicamente, ed in atto di adempiere +gli ufizi della sua carica, s’innoltrò tenendo fra le mani la verga +nera, suo distintivo, e si prostrò ai piedi della Regina. + +«Ebbene, Bowier, disse Elisabetta, che cosa è stato? Mi sembra che tu +colga male il tuo tempo per darmi questo contrassegno di rispetto. » + +«Graziosa Sovrana (rispose egli, mentre tutti i cortigiani tremavano +per lui sulle conseguenze di un tale ardimento), io vengo a chiedervi +se nell’esercizio della mia carica io debba ubbidire agli ordini di +vostra Maestà, o a quelli del signor conte di Leicester, il quale mi ha +minacciato pubblicamente gli effetti del suo disfavore, e mi ha inoltre +volti motti ingiuriosi, perchè, conformandomi nè più nè meno agli +ordini di vostra Maestà, non ho lasciato entrare una persona del suo +corteggio.» + +Il sangue di Enrico VIII fermentò in quell’istante nelle vene della sua +figlia, la quale si volse al Leicester con tale aria di severità, che +trasse ad impallidire lui, e tutti gli amici suoi che erano in quella +sala d’udienza. + +«Per la morte di Dio, Milord! (sclamò la Regina, valendosi di questa +sua favorita esclamazione). Che significa ciò? Noi portavamo grande +opinione di voi, e quindi vi avevamo avvicinato alla nostra persona, +ma non perchè doveste nascondere il sole agli altri nostri fedeli +sudditi. Chi vi ha dato il diritto di contraddire i nostri ordini, e +di censurare gli ufiziali della nostra casa? Non si trova in questa +Corte, in tutto quant’è questo regno, fuorchè una sola padrona; e non +soffrirò ch’altri vi comandino. Badate che Bowier non abbia da sofferir +nulla per aver fedelmente adempiuto i propri doveri, perchè ne renderò +mallevadore voi stesso... Andate Bowier, e non temete di nulla. Voi vi +comportaste qual uomo onesto, e qual suddito fedele. Noi non abbiamo +qui un _Maire_ di palazzo.» + +Dette le quali cose gli porse la mano che il Bowier baciò tornando +indi alla sua porta, stupito egli medesimo del buon successo che il +suo ardire aveva ottenuto. Un sorriso di trionfo dilatò le fisonomie +dei partigiani del Sussex, mentre quelli del Leicester chinavano gli +occhi per la confusione, ed egli stesso, componendo il volto alla più +profonda umiltà, non fece il tentativo di dire nemmeno una parola in +propria scusa. + +Nel che operò egli con molto senno. La politica d’Elisabetta intendeva +a mortificarlo, ma non a perderlo, ed era da uomo prudente il lasciarle +la soddisfazione di sfoggiare la sua autorità senza opposizione nè +repliche. Dopo che la Regina ebbe sostenuta la parte, che alla sua +dignità offesa addicevasi, la donna non tardò a sentir compassione +d’un favorito in questa guisa umiliato. L’acuto occhio di Elisabetta +avea già letti gli sguardi di giubilo che l’uno all’altro volgeansi +i partigiani del Sussex, e l’accorgimento di questa Regina volea +tutt’altro fuorchè un trionfo assoluto di nessuna fra le due fazioni. + +«Quanto dissi al lord Leicester (soggiunse ella dopo un momento di +pausa) lo dico a voi parimente, lord Sussex. Voi ancora vi mostrate +alla Corte d’Inghilterra qual corifeo d’una fazione che vi riconosce +per capo.» + +«I miei amici, graziosa Sovrana, disse il Sussex, si mostrarono per +vero dire, e si mostrarono sostenitori della vostra causa nell’Irlanda, +nella Scozia, e contro i ribelli del Nort; ma ignoro in che...» + +«Silenzio, Milord! disse interrompendolo la Regina, avete forse +disegno di venire ad assalto di parole con me? La modestia del conte +di Leicester avrebbe dovuto insegnarvi a tacere allorchè v’indirigo +un rimprovero. Io vi dico, o Milord, che la saggezza del mio avo e +del padre mio, i quali ingentilirono l’Inghilterra, ha vietato ai +nostri nobili il viaggiare con tale corteggio d’uomini armati. Credete +voi, perchè vesto gonna, che lo scettro sia divenuto una rocca fra +le mie mani? Vi fo noto che fra tutti i re della Cristianità, non +ve n’ha alcuno men proclive di quella che ora vi parla, a sofferire +l’oppressione del popolo, o la regia autorità vilipesa, o la pace del +regno turbata dalla smodata arroganza di chicchessia. Lord Leicester, +lord Sussex, io vi comando di essere amici, ovvero, per la corona +che io porto, vi farete un nemico troppo forte perchè gli possiate +resistere.» + +«Regina, disse il conte di Leicester, voi siete l’origine d’ogni onore, +e dovete quindi sapere quello che il mio onore domandi; io lo metto a +vostro arbitrio. Vogliatemi permettere soltanto ch’io aggiunga, non +essere opera mia la discordia accesasi fra il lord Sussex e me, e +ch’egli non ebbe luogo di riguardarmi come suo nemico se non se dopo +avermi fatti insulti ed oltraggi.» + +«In quanto mi riguarda, o Regina, disse il conte di Sussex, io sono +pronto ad uniformarmi ai sovrani vostri ordini; ma bramerei che il +lord Leicester volesse spiegarsi in qual modo gli ho fatto _insulti ed +oltraggi_, per valermi delle sue voci medesime; poichè questo labbro +non ha mai profferito un solo accento, ch’io non sia pronto a sostenere +così a piedi come a cavallo.» + +«E per parte mia, disse il Leicester, salvo sempre il beneplacito della +mia graziosa Sovrana, questo braccio non è men pronto a giustificare +le parole uscitemi del labbro, di quanto possa esserlo il braccio di +chiunque abbia mai portato il nome di Ratcliffe.» + +«Milordi, disse la Regina, tai discorsi non son fatti per tenersi +alla nostra presenza, e se voi non potete sedare le nimistà che vi +disgiungono, vedrete, sapremo trovar modo d’impedirvi che alle medesime +vi abbandoniate. Ch’io vi veda porgervi l’un l’altro la destra, o +Milordi, e promettetemi di porre in dimenticanza ogni disparere.» + +I due nemici si riguardarono con aria d’irresolutezza, e pareva che +niun d’essi volesse muovere il primo passo per obbedire alla Regina. + +«Sussex, disse Elisabetta, io ve ne prego; Leicester, ve lo comando.» + +E il modo con cui questi accenti vennero pronunziati, diede forma di +comando alla preghiera, e di preghiera al comando. Pure i due cavalieri +rimanevano tuttavia immobili. Allora la Regina, alzando la voce in +tuono da far comprendere l’impazienza venuta in lei, e la fermezza +della propria volontà, chiamò un ufiziale del suo seguito. + +«Sir Enrico Lee, gli diss’ella, fate star pronto un picchetto delle mie +guardie, e si allestisca a partir sull’istante una barca. Lord Sussex, +lord Leicester, vi comando anche una volta di darvi la mano, o per la +morte di Dio, quegli che esiterà ad ubbidirmi, prima di ricomparire +alla mia presenza, avrà assaggiato il nostro pane nella nostra torre di +Londra. Abbasserò il vostro orgoglio innanzi che ci separiamo. Ve ne do +parola di Regina.» + +«La prigionia potrebbe sopportarsi, disse il Leicester, ma l’essere +sbandito dalla presenza della Maestà Vostra, sarebbe perdere ad un +tempo la luce del giorno, e della vita. Sussex, eccovi la mia mano.» + +«Ed eccovi la mia, disse il Sussex; io ve l’offro con franchezza, e con +lealtà; ma...» + +«Voi non aggiugnerete alcun’altra cosa, lo interruppe in questo la +Regina. Sono contenta, ed ecco il punto a cui mi era prefissa di +condurvi entrambi (aggiunse ella riguardando con occhio più favorevole +sì l’uno che l’altro). Quando i pastori sono uniti, gli armenti ne +trovano sollievo. Io ve lo annunzierò senza mistero, o Milordi; le +vostre dissensioni hanno cagionato scandalosi disordini per parte delle +persone che vi sono affezionate. Lord Leicester, non avete voi al +vostro servizio un uomo per nome Varney?» + +«Sì, o Regina. Già lo presentai a Vostra Maestà, ed ebbe l’onore di +baciarle la mano all’occasione dell’ultimo viaggio, che la Maestà +Vostra fece a Nonsuch.» + +«Me ne ricordo. La sua apparenza esterna non è cattiva; ma non vidi in +esso nessuna cosa da far tanta impressione, onde una giovinetta ben +nata potesse risolversi a sagrificargli il proprio onore col divenirne +la favorita. Però un tale caso è accaduto. Questo ufiziale del vostro +seguito ha sedotta la figlia d’un buon vecchio cavaliere della contea +di Devon, di sir Ugo Robsart di Lidcote. Ella ha abbandonato per lui la +casa paterna. Che avete voi dunque, lord Leicester? Vi sentireste male? +Il vostro volto è coperto di un pallore di morte.» + +«No, Regina» rispose Leicester, e gli fu d’uopo di far grande forza a +se stesso per pronunziare queste due sole parole. + +«Sicuramente voi vi sentite male (continuò Elisabetta avvicinandosi +a lui colla più viva premura). Si cerchi subito Masters; si chiami +il chirurgo di servigio. Ove son essi adunque e l’uno e l’altro? La +negligenza di costoro ci farà perdere l’uomo, che forma l’orgoglio +della nostra Corte! Sarebbe egli possibile, o Leicester (soggiunse +ancora riguardandolo in atto il più soave) che la tema di essere +incerto nel nostro disfavore avesse prodotto un tale effetto sopra di +voi? Rassicuratevi, nobile Dudley; noi non intendiamo farvi mallevadore +de’ falli d’un uomo che è al vostro servigio; voi non potete preveder +tutto, e ben sappiamo che a più alto scopo intendono i vostri pensieri. +Chi vuol giugnere insino al nido dell’aquila, non s’accorge di coloro +che stanno cercando fanelli fra gli sterpi ond’è ingombra la falda +della montagna.» + +«La udite voi? (disse il Sussex, fattosi all’orecchio di Raleigh). +Convien dire che il diavolo gli presti soccorso. Ciò che basterebbe a +sommergere un altro cento braccia al di sotto del mare, mette a fior +d’acqua costui. Se uno de’ miei ufiziali avesse fatto altrettanto...» + +«Silenzio, Milord! disse Raleigh; per l’amor del cielo silenzio! +Aspettate che il fiotto cambi; non ne credo tanto lontano l’istante.» + +Nè s’apponeva certamente al falso l’accortezza di Raleigh, perchè la +confusione dimostrata dal Leicester era sì grande in tale momento, e +ne parea vinto con tanta forza, che Elisabetta, dopo averlo riguardato +con aria di sorpresa, e vedendo ch’ei non dava risposta alcuna alle +espressioni di straordinaria bontà sfuggitele dal labbro, girò +rapidamente l’occhio sulle fisonomie di tutti i cortigiani, che le +davano intorno, e senza dubbio leggendo in esse alcuna cosa atta a +confermare i sospetti, che già cominciarono a pullulare nell’animo suo, +sclamò d’improvviso: «Ovvero tutto ciò nasconderebbe più di quanto +comparisce a’ miei occhi, o Milord, e più di quanto voi bramereste che +noi scorgessimo? Ov’è questo Varney? V’è qui alcuno che l’abbia veduto?» + +«Se piace alla Maestà Vostra (disse il Bowier che se ne stava alla +porta), egli è quel medesimo al quale ricusai l’ingresso nella sala +d’udienza.» + +«Se mi piace! (replicò con asprezza Elisabetta, la quale in quel +momento non si sentiva d’umore di trovare nessuna cosa che le +piacesse). Non mi piace, nè che alcuno si presenti al mio cospetto +senza averne il comando, nè che si allontani da me un uomo, il quale +dee rispondere ad un’accusa mossa contro di lui.» + +«Se piace a Vostra Maestà (tornò a dire l’usciere per metà spaventato), +s’io sapessi in tale circostanza come condurmi, mi darei ogni +premura...» + +«Voi dovevate spiegarci meglio le cose, e ricevere i nostri comandi. +Voi vi credete un grand’uomo, signor usciere, perchè per vostra cagione +abbiamo rimproverato uno dei primari signori della nostra Corte; ma in +fine, voi non siete nulla di meglio del chiavistello che tiene chiusa +la porta. Fate venir tosto questo Varney. Nella supplica che mi è stata +data si parla anche d’un Tressiliano. Si cerchino l’uno e l’altro.» + +Eseguiti immantinente i cenni della Regina, comparvero innanzi ad +essa e Tressiliano e Varney. Il primo sguardo di questo fu portato +sopra Leicester, il secondo sopra la Regina, le nubi della cui fronte +gli diedero a conoscere essere vicino lo scoppio d’una tempesta. Nè +per altra parte gli occhi costernati del Conte poteano instruirlo +del modo onde governare il suo navilio per farsi pronto a resistere +all’arrembaggio che si preparava; e vie più pericoloso gli si +dimostrava il suo stato, per essere Tressiliano insieme con lui alla +presenza della Regina. Ciò nonostante Varney, altrettanto impudente +quanto poco scrupoloso, e destro e fertile in espedienti, non era tal +uomo da abbandonare il suo vascello prima che andasse a picco. Misurava +inoltre colla sua mente quanto v’era da guadagnare per lui se toglieva +d’impaccio Leicester, e quanto da perdere se gli falliva l’impresa. + +«È egli vero, o sciagurato (gli domandò la Regina, e tal domanda venne +accompagnata da uno di que’ fulminanti sguardi, ai quali poche persone +sapeano reggere senza impallidire) è egli vero che tu avesti l’audacia +di sedurre, e di disonorare una giovane donzella ben nata e bene +allevata, la figlia di sir Ugo Robsart di Lidcote?» + +Il Varney piegò un ginocchio dinanzi alla Regina, e vestendo un +contegno umiliato e contrito, disse non poter negare che vi era stata +qualche corrispondenza d’amore fra lui e Amy Robsart. + +Il Leicester fremette d’indignazione nell’udire costui esprimersi in sì +fatta maniera, e per un istante provò in se medesimo tanto coraggio, +che fu quasi tentato a confessare le nozze contratte segretamente con +Amy, e così sbandirsi da se medesimo dalla Corte, e perdere per propria +opera il favore della Regina; ma volse uno sguardo sopra il Sussex, e +l’idea del trionfo che per tal confessione avrebbe porto al suo rivale +gli chiuse la bocca. «Non sia almeno per ora, meditò fra se stesso; non +è questo l’istante di assicurare tale vittoria a costui»; e rinserrando +un labbro contro dell’altro rimase fermo, immobile, attento ad ogni +detto che Varney pronunciava, e risoluto a nascondere fino all’ultimo +momento un segreto da cui sembrava soltanto dipendere l’aura che lo +circondava. + +La Regina intanto continuava ad interrogare Varney. + +«Qualche corrispondenza d’amore! E di qual genere fu una tale +corrispondenza? Se l’amore che provavi per questa donzella era onesto, +perchè non ne chiedesti la mano al padre suo?» + +«Non osai avventurare tale inchiesta, (rispose il Varney, sempre col +ginocchio a terra), perchè io sapeva che sir Ugo l’aveva promessa ad +un gentiluomo pieno d’onore (chè gli renderò sempre giustizia, benchè +lo sappia a me non propenso), al sig. Edmondo Tressiliano, che or vedo +alla presenza di Vostra Maestà.» + +«E con qual diritto persuadeste una giovane, senza dubbio abusando +della semplicità ed ingenuità ch’era in lei, a contravvenire alla +volontà del padre, a legarsi con voi in corrispondenza d’amore, poichè +questo è il nome che date con volto franco alle vostre sregolatezze?» + +«Regina, ripose Varney, sarebbe vana impresa il perorare la causa +della fralezza umana innanzi ad un giudice a cui questa fralezza è +sconosciuta, o difendere l’amore al cospetto di donna che non cedè +mai a sì fatta passione... benchè la inspiri a tutti coloro che le si +avvicinano» soggiunse costui con voce timida e bassa, e dopo aver fatta +una pausa. + +Elisabetta fece prova di aggrottare il ciglio; pur sorrise a malgrado +di se medesima. «Tu sei un malvagio, gli diss’ella, che spingi oltre +ogni limite l’impudenza. Sposasti almeno questa giovane?» + +Cotal domanda trasse a fremere nuovamente il Leicester, e si sentì +il cuore lacerato da tanti e vari sentimenti, sicchè gli sembrò non +dipendere omai la sua vita se non se dalla risposta che avrebbe data +Varney. Questi, dopo avere titubato, per vero dire, un istante, +rispose: «Sì, o Regina.» + +«Perfido sciagurato!» Non potè ristarsi dallo sclamare il Leicester +spumante di rabbia; ma questo furore fattosi in lui eccessivo, e +l’interruzione posta dalla Regina al suo dire, non gli permisero di +aggiugnere a tale esclamazione una sola parola. + +«Milord, gli diss’ella, con vostra buona licenza, saremo noi che +instruiremo questa processura; non abbiamo anche finito di ascoltare il +vostro ufiziale. Il tuo padrone, il lord Leicester, era egli informato +di questa bella impresa? Dimmi la verità, tel comando; e ti guarentirò +di ogni pericolo per parte di chicchessia.» + +«Graziosa Sovrana, soggiunse Varney, quand’io debba dirvi la verità, +come se fossi al cospetto di Dio, il mio solo padrone ne fu l’origine.» + +«Scellerato! Che ardisci tu dire?» sclamò il Leicester. + +«Prosegui pure (disse la Regina colle guance accese siccome brage e con +occhi fulminanti); nessuno in questo luogo dee ricevere ordini che da +me.» + +«E questi sono onnipossenti, o Regina, rispose il Varney, nè io oserò +celar segreti, che la Maestà Vostra voglia conoscere; ma bramerei che +gli affari del mio padrone non fossero intesi da altri orecchi, fuorchè +da quelli della mia stessa Regina.» + +«Allontanatevi quanti siete (disse Elisabetta a tutti quelli che le +stavano attorno, ed i quali si ritrassero tosto sul fondo della sala). +Ora parla. Che ha di comune il Conte con questa colpevole tresca? Guai +a te se mi racconti la più piccola menzogna, e guai a te parimente se +ti fai a calunniare il Conte!» + +«Lungi da me sì scellerata mira, o Regina. Pure debbo confessare, che +da qualche tempo il mio nobile padrone vive interamente assorto in un +profondo pensiero, di cui non si sa la cagione. Ben si vede col fatto +che questo pensiero lo distoglie da ogni vigilanza sul modo di vivere +delle persone di suo servigio, fra le quali in passato mantenne un +ordine sì rigoroso; ed è tale negligenza, che ci ha condotti fuori +della retta strada. Perciò lo accagionai della colpa onde mi trovo +alla presenza della Maestà Vostra. Di fatto, se egli fosse stato il +padrone rigoroso d’altra volta, non avrei avuto nè i modi, nè il tempo +di cadere in una mancanza, che mi ha posto ora in sua disgrazia, pena +la più crudele che mi possa percotere, eccetto il risentimento della +Maestà Vostra.» + +«E a questa tua colpa il Conte non ha preso parte di nessuna maniera?» + +«No, Regina; ma dopo un certo avvenimento accadutogli, egli non è +più riconoscibile. Osservatelo, Maestà. Vedete com’egli è pallido e +tremebondo! Qual differenza fra questo stato, e l’aria di dignità che +in lui splendea per lo innanzi! Pure che ha egli a temere dalle cose +ch’io posso dire alla Maestà Vostra? Ah Regina! Dopo che egli ricevette +quel fatal plico.....» + +«Qual plico? (lo interruppe con vivacità la Regina) Chi glielo inviava?» + +«Questo è quanto ignoro, o mia Sovrana; ma gli son sì vicino onde non +sia sfuggito alla mia cognizione, che dopo quel tempo ha sempre portato +attorno al collo una treccia di capelli, cui sta sospeso un piccolo +gioiello legato in oro, foggiato a forma di cuore: a questo gioiello ei +volge la parola allora che è solo: non lo abbandona nè dì, nè notte. Vi +giuro, o Regina, che niun Pagano adorò i suoi idoli con più fervore.» + +«Mi è forza dire che in te si trovan congiunte, e malignità +ardimentosa, che ti move a spiar sì d’appresso gli arcani del tuo +padrone, e imprudente loquacità, che ti fa raccontare in questa guisa +le sue follie (disse la Regina arrossendo, ma senza collera). Or via; +qual è il colore della treccia di cui mi parli?» + +«Un poeta direbbe, o Regina, che fu sfilata da una tela d’oro tessuta +per le mani della stessa Minerva; ma a mio avviso, il colore di questa +treccia è più pallido che non quello dell’oro il più puro; e meglio +rassembra l’ultimo raggio che manda il sole in una bella giornata di +primavera.» + +«Veramente, sig. Varney, ora vi trasformate voi stesso in poeta, +(sorridendo la Regina soggiunse): ma io non ho bastante fantasia +per tener dietro alle vostre metafore. Osservate attorno queste +dame; guardate se ve ne sia una... (e nel dir ciò la Regina vestì +l’aria della massima indifferenza) se ve ne sia una i cui capelli vi +rimembrino il colore della treccia che mi descriveste. Avrei gusto di +conoscere questi capelli somiglianti alla tela di Minerva, ovvero..... +com’è che avete detto? all’ultimo.... raggio di sole in una giornata di +primavera.» + +L’accorto Varney si fece successivamente a squadrare coll’occhio +tutte le dame di quella adunanza, indi, ma con aria del più profondo +rispetto, portò gli occhi sulla Regina. + +«Non vedo, diss’egli, alcuna capigliatura che regga ad un tal paragone, +a meno che i miei occhi non si trasportassero laddove non debbono +riguardare.» + +«Che ascolto! Temerario! ardiresti tu dare ad intendere?....» + +«Perdono, Regina (replicò Varney mettendosi una mano dinanzi agli +occhi). Un raggio di sol di maggio mi trasse fuori di me.» + +«Ritirati, disse la Regina; non v’ha più dubbio che tu non deliri»: +indi stogliendosi da lui mosse i suoi passi verso Leicester. + +Una vivissima curiosità mescolata a timori, a speranze, e alle diverse +passioni che tengono agitato chi parteggia alla Corte, s’impadronì +degli animi de’ circostanti per tutto il durare del colloquio che +la Regina ebbe con Varney. Nessuno si permetteva il più leggier +movimento, e astenuti si sarebbero dal respirare, se la natura non +si fosse opposta a tale interruzione del suo ministerio. Contagiosa +era questa atmosfera; ed il Leicester in veggendo tutti quelli che il +circondavano, quai sospirosi, quai tremanti, o pel suo innalzamento +o per la sua caduta, dimenticò in quell’istante tutte le più tenere +inspirazioni d’amore, assorto nella sola idea, che il suo credito +o la sua disgrazia dipendevano da un cenno d’Elisabetta e dalla +fedeltà di Varney. Raccolse in fretta la mente per prepararsi a ben +sostenere la parte nella scena, di cui diveniva allora importantissimo +personaggio; e fortunatamente alcuni sguardi che la Regina volse dalla +sua parte lo istrussero, come, quali che si fossero state le cose +discusse nel segreto colloquio, le conseguenze non potevano essergliene +svantaggiose. Nè in questa incertezza medesima durò lungo tempo, perchè +il modo oltre ogni dire gioviale onde si fece a parlargli Elisabetta lo +additò trionfante e al suo rivale ed a tutta la Corte. + +«Milord, voi avete un servo ben loquace nel vostro Varney. È cosa +molto prudente per parte vostra il non confidargli segreti che possano +farvi danno nella mia opinione, perchè cesserebbero presto dall’esser +segreti.» + +«Egli si renderebbe colpevole (disse il Leicester piegando a terra un +ginocchio) sol col nascondere qualche cosa alla Maestà Vostra. Ma io +bramerei che le fosse così aperto il mio cuore, ond’ella non avesse +d’uopo del ministerio de’ miei servi per leggervi entro.» + +«E che Milord? (disse Elisabetta riguardandolo con bontà). In +quel vostro cuore non si trova qualche piccolo angolo, su di cui +voleste gettare un velo? Vedo che questa interrogazione vi mette +nell’imbarazzo; ma la vostra Regina sa di non dovere esaminare +troppo d’appresso i fini che guidano i più fedeli fra i suoi servi +a ben adempiere i lor doveri, per tema di scoprir qualche cosa, che +potrebbe.... o dovrebbe almeno spiacerle.» + +Rincorato del tutto da queste ultime parole, il Leicester spiegò +inaudita eloquenza nel dipingere alla Regina una rispettosa affezione, +che non aveva limiti verso di lei; e forse in tal momento le parole si +accordarono coi sentimenti del cuore, perchè le variate commozioni, +alle quali fu dianzi in preda, diedero luogo in lui all’entusiasmo, +ed alla fermissima risoluzione di mantenere il suo grado nei favori +della Regina. Laonde egli non comparve giammai ad Elisabetta, nè più +eloquente, nè più leggiadro, nè più facondo, siccome in quell’istante, +che prostrato dinanzi a lei la supplicò a spogliarlo di ogni potere, +ma lasciargli il nome di suo servitore. — «Togliete al povero Dudley, +così diceva, tutto quanto gli deste; immergetelo un’altra volta nello +stato oscuro, d’onde fu per opera vostra ritratto; non gli rimangano +che cappa e spada; ma sofferite ch’ei continui a godere di quanto non +meritò perder giammai, della stima di un’adorata Sovrana.» + +«No, Dudley (rispose Elisabetta, facendogli segno di alzarsi con +una mano, e presentandogli da baciar l’altra), Elisabetta non ha +dimenticato che allor quando eravate un povero gentiluomo, spogliato +della vostra dignità ereditaria, ella era una principessa non meno +povera di voi, e che avventuraste per lei tutto quanto vi fu lasciato +dall’altrui oppressione, e per fin la vita e l’onore. Alzatevi, vi +dico, o Milord, e rendetemi la mia mano; alzatevi e continuate ad +essere quello che foste mai sempre; l’ornamento della nostra Corte, +il sostegno del nostro soglio. Può accadere che la vostra padrona vi +rimproveri di qualche torto, non perciò scorderà ella mai i servigi che +le prestaste. Prendo Dio in testimonio (diss’ella volgendosi a tutti +i cortigiani presenti ad una scena tanto rilevante), che non credo +esservi un Sovrano sulla terra che possa vantarsi d’un servo sì fedele, +com’io ravvisai in ogni circostanza il nobile Conte.» + +Un rumorio di approvazione partì da tutti que’ circostanti che +partigiani erano del Leicester, e gli amici del Sussex non osarono +che opporre un rispettoso silenzio. I loro occhi bassi, e le umiliate +fisonomie ben dimostrarono fino a qual grado li costernasse tal +compiuto e pubblico trionfo de’ loro antagonisti. + +Il primo uso che il Leicester fece del riacquistato favore della +Regina, fu chiederle qual cosa le piacesse decretare intorno a Varney. +«Benchè egli non meriti che il mio sdegno, se però mi fosse permesso +intercedere.....» + +«Io aveva dimenticato questo affare, disse la Regina, e ne fo a me +stessa rimprovero. Noi dobbiamo giustizia al più umile, come al più +elevato de’ nostri sudditi, e vi ringraziamo, o Milord, di avercene +fatto ricordare. Dov’è Tressiliano? dov’è l’accusatore? Si presenti +dinanzi a noi.» + +Tressiliano si avanzò tosto, chinandosi rispettosamente alla Regina. Il +portamento, come dicemmo, di questo cavaliere spirava nobiltà e grazia, +la qual cosa non isfuggì alle acute indagini di Elisabetta. Essa lo +contemplò attentamente, tanto che stavasi in piedi d’innanzi a lei con +aspetto fermo e composto, ma da cui traspariva il profondo cordoglio +ch’egli portava nell’animo. + +«Provo un vero rincrescimento in vederlo, disse la Regina a Leicester; +ho assunte questa mattina informazioni sopra di lui, e ho saputo che è +un uomo istrutto, e soldato valoroso ad un tempo; e basta il vederlo +per esserne convinti. Ma noi altre donne, o Milord, nelle nostre scelte +siamo capricciose. Io avrei detto poc’anzi, stando al solo giudizio +degli occhi, non potersi far confronto fra Tressiliano e il vostro +scudiere; pure questo Varney ha una lingua dorata, e spesse volte nel +cuore di più d’una donna l’amore s’introdusse per la via degli orecchi. +Signor Tressiliano, una freccia perduta non è un arco rotto. Una +tenerezza sincera, com’io credo quella che voi provaste, fu a quanto +sembra mal compensata; ma essendo voi dotto, non dovete ignorare, che +incominciando dalla guerra di Troia e venendo sino ai dì nostri, vi +fu più d’una Cresside ingannatrice. Dimenticate una donna infedele, e +i vostri affetti per l’avvenire abbiano sguardo più antiveggente. Noi +vi parliamo in tal guisa sulla traccia di quanto leggemmo nell’opere +di dotti autori, anzichè colla scorta di una personale intelligenza, +perchè il nostro grado, e il nostro volere allontanarono ben lungi da +noi le lezioni dell’esperienza intorno ad una passion tanto frivola. +Per riguardo al padre di questa nobil donzella, ne raddolciremo +l’angoscia, concedendo al genero di lui qualche carica, che lo metta +in grado di sostenere decorosamente le contratte nozze. Nè voi stesso, +o Tressiliano, verrete dimenticato. Seguite la nostra Corte, e +v’accorgerete che un vero Troilo può sempre far fondamento sulla nostra +buona grazia. Pensate a quanto dice a tal proposito il Shakespeare. +Egli è un vero incantatore; le leggiadre sue bagattelle mi tornano alla +mente, allorchè dovrei pensare ad altre cose. Se non isbaglio sono +questi i suoi versi. + + »Tua per decreto dei Celesti fatta + »Crisëide era già. Ruppe ella stessa + »Un imeneo sì augusto. A Dïomede + »Cessa d’invidïarla? A lui non cedi + »Che infranti avanzi d’un tradito nodo. + +Voi sorridete, lord Southampton! Forse che la mia cattiva memoria fa +zoppicare i versi del vostro favorito? Ma basta così. Non si parli più +a lungo di questa tenuità.» + +Tressiliano si stava sempre dinanzi a lei in atto d’uomo che vorrebbe +essere ascoltato, mentre il rispetto gli tiene chiuse le labbra. +«Ebbene (soggiunse la Regina inclinata per indole ad impazientire) +che volete voi ancora? Questa giovane non può sposarvi tutt’e due. +Ella ha già fatto la sua scelta. Non è forse la migliore, cui potesse +appigliarsi, ma infine ella è presentemente la sposa di Varney.» + +«Se così fosse, graziosa Sovrana, disse Tressiliano, non avrei più +nulla che impetrare dalla vostra giustizia, e sarebbe sopita in me +ogni idea di vendetta; ma di queste seguite nozze vorrei qualche prova +migliore di quel che il sia la parola di Varney.» + +«In tutt’altro luogo, ove si osasse affrontarmi con tale dubbio, disse +Varney, la mia sciabola.....» + +«La tua sciabola! (lo interruppe Tressiliano, lanciando sopra di lui +uno sguardo di sprezzo) ringrazia il rispetto ch’io debbo a sua Maestà: +altrimenti la mia...» + +«Temerari! sclamò la Regina. Silenzio! Dimenticate e l’uno e l’altro +ove siete? Ecco le conseguenze delle vostre dissensioni, o Milordi +(diss’ella volgendo il guardo ora a Leicester ora a Sussex). Le persone +del vostro seguito prendono i vostri sentimenti, il vostro umore, +e sino nella mia Corte, alla mia stessa presenza, s’insultano, si +disfidano ad uso di Rodomonti. Signori, chiunque parlerà di sfoderare +la sciabola per altra causa che per la mia, porterà ai polsi delle mani +tali smaniglie di ferro, che ne sentirà tutto il peso, me ne fo garante +io medesima.» Conservò ella il silenzio un istante, indi assumendo +più dolce tuono: «La mia giustizia nondimeno, ella soggiunse, debbe +intervenire fra questi ardimentosi paladini. Lord Leicester, guarentite +voi sull’onor vostro, cioè fin dove potete saperlo, che il vostro +scudiere dice la verità nell’assicurare che si è fatto sposo ad Amy +Robsart?» + +Era questa tal botta diritta, contro di cui diveniva impossibile la +parata, e dalla quale fu Leicester quasi atterrato. Ma egli si era +compromesso troppo innanzi per poter dare addietro; laonde, dopo avere +titubato un istante, rispose: «Fin quanto io posso sapere, o Regina... +Anzi debbo dire a mia piena ed intera conoscenza... Amy Robsart è +maritata.» + +«Graziosa Sovrana, disse Tressiliano, mi sarebbe egli permesso di +chiedere, in qual tempo, ed in qual luogo questo preteso maritaggio...» + +«Questo preteso maritaggio! sclamò la Regina. La parola del nobile +Conte non ti è un mallevadore bastante della veracità di quanto un suo +servo asserì? Ma voi siete il perditore, o credete esserlo almeno... +e voglio usarvi indulgenza. Questa discussione ci ha intertenuti +abbastanza. Lord Leicester, ho divisato la prossima settimana farvi +una visita nel vostro castello di Kenilworth. Desidero che invitiate a +tenerci ivi compagnia il nostro buono e stimabile amico, il conte di +Sussex.» + +«Se il nobile conte di Sussex (disse il Leicester, salutando il +suo rivale con altrettanto di urbanità che di disinvoltura) vuol +compartirmi sì fatto onore, io riguarderò la sua visita siccome una +prova della stima e dell’amicizia, che la Maestà Vostra desidera +consolidata fra noi.» + +Il Sussex mostrò maggiore imbarazzo. «L’infermità di cui mi risento +ancora, o Regina, non mi fa troppo adatto a contribuire ai diletti di +una festa.» + +«Foste dunque tanto seriamente ammalato? (disse Elisabetta, fattasi +con maggiore attenzione a riguardarlo). Egli è vero che siete +molto cambiato, e me ne duole grandemente. Ma vivete tranquillo. +Vigileremo colla stessa opera nostra alla salute di un suddito, che +ne è sì prezioso, ed al quale abbiamo tante obbligazioni. Il Masters +prescriverà la regola del vostro vivere, e noi faremo eseguire le sue +prescrizioni, ma è d’uopo che voi siate di brigata nel viaggio di +Kenilworth.» + +Ella pronunziò questi detti d’un tuono sì perentorio, ma nel tempo +medesimo pieno di tanta bontà, che il Sussex a malgrado di quanta +ripugnanza fosse in lui a ricevere ospitalità dal proprio rivale, si +vide costretto a fare un profondo inchino, che annunziava alla Regina +essere egli pronto ad ubbidirne i comandi; poi con accattata urbanità +disse al Leicester che avrebbe accettato il suo invito. Nel tempo che +i due Conti si stavano in una reciprocazione di complimenti a tale +proposito, la Regina diceva a mezza voce al suo gran tesoriere. «Mi +sembra, Milord, che le fisonomie di questi due Pari rassomiglino quei +due famosi fiumi classici, l’uno sì nero e melanconico, l’altro sì +nobile e limpido. Il mio vecchio maestro Aschan mi sgriderebbe per aver +io dimenticato il nome dell’autor che ne parla. Credo però sia stato +Cesare. Osservate qual maestosa calma domina sulla fronte di Leicester, +e quai modi sforzati adopera Sussex nel volgere all’altro qualche +accento di cortesia, sol per un riguardo ai nostri ordini.» + +«Lo starsi in dubbio sul favore della Maestà Vostra, rispose il lord +tesoriere, può bastare, cred’io, a spiegare una differenza che non è +sfuggita, come nulla sfugge, agli occhi della nostra Regina.» + +«Un tal dubbio ci farebbe ingiuria, o Milord, replicò Elisabetta. +Entrambi i Conti ne sono cari egualmente, ed impiegheremo con +imparzialità l’uno e l’altro ai vantaggi del nostro regno. Ma il loro +colloquio è durato abbastanza. Lord Sussex, lord Leicester, noi abbiamo +ancora qualche cosa da dirvi. Tressiliano e Varney fanno parte delle +vostre case; desideriamo che ci accompagnino a Kenilworth. E poichè +allora avremo presso di noi Paride e Menelao, vogliamo vedere anche +questa bella Elena, la cui incostanza ha mosso tanto rumore. Varney, tu +condurrai tua moglie a Kenilworth, e preparala a comparirmi dinanzi. +Lord Leicester, incarico voi dell’esecuzione di un tal ordine.» + +Il Conte ed il suo scudiere fecero un rispettoso inchino, indi +rialzando il capo non osarono levar gli occhi verso la Regina, nè l’uno +sopra dell’altro, perchè entrambi credettero in quell’istante veder le +reti della menzogna ch’essi avevano tese, chiudersi sopra di loro per +avvilupparli. + +«Milordi, disse ai Conti la Regina, ci è d’uopo della presenza vostra +al consiglio privato, che andiamo ora ad aprire, e dove importanti cose +si discuteranno. Noi andremo indi a diporto sul fiume, e voi vi ci +accompagnerete. Oh! questa navigazione mi chiama una circostanza alla +mente. Signor cavalier _del mantello_, diss’ella sorridendo a Raleigh, +pensate che d’ora in avanti dovete seguirmi in tutte le mie spedizioni, +onde fatevi somministrare vestimento quale vi si conviene. Voi vi +rivolgerete al grande intendente della nostra guardaroba.» + +Così terminò questa memorabile udienza, nella quale, siccome in tutto +il corso della sua vita, Elisabetta unì i capricci ai quali va di +frequente soggetto il gentil sesso, a quel profondo senno, e a quella +retta politica, che la fanno primeggiare fra quanti Sovrani abbiano mai +portato corona. + + + + +CAPITOLO IX. + + »Già del peregrinar scelta è la meta; + »Discior le vele è quant’omai rimane. + »Tien gli occhi al governal, nocchiero; appresta + »Le faci, e il filo indagator del fondo. + »E basse terre, e scogli a mille a mille + »Quest’oceano insidioso asconde, + »Cui diè più d’un naufragio orribil fama. + _Il Naufragio._ + + +Nel breve intervallo trascorso fra il terminar dell’udienza e l’adunata +del consiglio privato, Leicester ebbe il tempo di meditare, che avea +posto egli stesso il suggello al proprio destino. Egli era impossibile, +così andava questi pensando, che dopo avere, alla presenza di quanto +eravi di più cospicuo nell’Inghilterra, attestato, benchè in termini +ambigui, essere verace l’asserto del Varney, gli fosse più lecito il +contraddirlo, o il dismentirlo, senza compromettersi, non solamente a +perdere il favore di cui godeva alla Corte, ma eziandio ad incorrere +nel risentimento personale della Regina, la quale non gli avrebbe al +certo perdonato di essere stata ingannata; al che aggiugneasi l’idea +non meno spaventosa dell’altre, di vedersi esposto al disprezzo e alla +derisione del rivale, o di tutti i suoi partigiani. La certezza di +tanti pericoli costernava lo spirito di Leicester; e nel tempo medesimo +gli si paravano in tremenda forma allo sguardo tutte le difficoltà +che si opponevano a conservare un segreto, il cui divulgarsi portava +inevitabile ed ultimo crollo al suo onore ed alla sua possanza. Ei +vedevasi allora simile ad uomo, che cammina sopra un diaccio presto ad +infrangersi, ed al quale può essere sola via a salvamento il camminare +avanti con passo fermo e sicuro. Gli conveniva pertanto a qualunque +rischio assicurarsi il favore della Regina, favore acquistato a costo +di tanti sagrifizi, ed unica tavola su cui gli fosse ancora sperabile +l’evitare il naufragio. Nè solamente si limitava ora il suo incarico +al sostenersi in tale favore, ma gli era d’uopo mettervi l’ancora più +tenacemente che mai. Essere il favorito di Elisabetta, o sottoscrivere +alla perdita persin della fama, divenne il bivio a cui egli si vide +ridotto. Ogn’altra considerazione dovette per conseguenza tacer +sull’istante. Laonde cercò sbandire dalla sua memoria l’immagine d’Amy, +che a malgrado di lui vi si presentava, nè gli rimaneva che la rimota +lusinga d’aver tempo in appresso per avvisare ai modi onde svolgersi da +sì crudel labirinto; siccome nocchiero che vede la sua prora minacciata +dagli scogli di Scilla, nè pensa che a schivarli, dimenticando per +allora i più lontani rischi, che gli apparecchia Cariddi sull’altra +riva. + +Tale era lo stato dell’animo del Leicester allora che andò a prendere +la sua consueta sede nel consiglio privato di Elisabetta, e allora che +l’accompagnò di poi nell’andare a diporto sulle acque del Tamigi. Pure +non fece mai siccome in tale occasione maggiore sfarzo d’ingegno, sia +come accortissimo politico, sia come leggiadrissimo cortigiano. + +Giunse egli nel consiglio, allorchè agitavansi le cose intorno la +sfortunata Maria regina di Scozia, che contava allora il settimo +anno della sua cattività in Inghilterra. Il Sussex, ed alcuni altri +parlarono fortemente in favore di questa misera principessa, mettendo +in campo la legge delle nazioni e i diritti dell’ospitalità con detti +sì vigorosi, che comunque non oltrepassassero i limiti del rispetto +e della moderazione, troppo gratamente non risonarono agli orecchi +della Regina. Della qual cosa ben avvedutosi il Leicester, fu pronto +ad abbracciare l’opinione contraria, ponendo in ciò tutto il calore +della più animata eloquenza. Rappresentò la necessità di continuare +a custodire in rigorosa prigionia la Scozzese, siccome espediente +indispensabile alla sicurezza del regno, e soprattutto alla sacra +persona di Elisabetta: «L’ultimo capello del capo di questa Regina +doversi riguardare per più prezioso ed importante che non la vita e la +fortuna di una rivale, fattasi pericolosa coll’armare pretensioni vane +parimente ed ingiuste sul trono dell’Inghilterra, d’una rivale, che dal +fondo ancora del suo carcere si faceva centro alle speranze di tutti i +nemici così interni come esterni di Elisabetta.» Ei terminò il dire col +domandare scusa, se il suo zelo lo aveva trasportato tropp’oltre; ma +«la conservazione della Regina era tal causa che il traeva sempre fuori +dei limiti della sua moderazione ordinaria». + +Elisabetta lo censurò, ma colla massima dolcezza sul troppo peso +ch’egli attribuiva alle cose che la riguardavano personalmente. +Confessò per altro nel tempo medesimo, che avendo piaciuto al Cielo +di collegare gl’interessi di lei con quelli de’ suoi sudditi, credea +far cosa comandata dal dovere prendendo espedienti, che la propria +sicurezza additasse siccome indispensabili. Sperava ella, che qualora +il Consiglio avvisasse la necessità di prolungare la prigionia della +sua sfortunata sorella di Scozia, non troverebbe almen biasimevole, +che la Regina d’Inghilterra pregasse la contessa di Shrewsbury ad +usare alla prigioniera tutti i riguardi compatibili colla necessità +di custodirne la persona. Annunziati per tal modo i propri voleri, +Elisabetta sciolse quell’adunanza. + +Non fu mai veduta sì grande la premura nell’aprirsi le file per dar +passaggio al conte di Leicester, siccome allora che uscendo egli dal +consiglio privato, attraversò le anticamere piene d’una folla di +cortigiani. Giammai gli uscieri non avevano gridato più ad alta voce: +_Fate luogo, fate luogo al nobile Conte_. Mai questo segnale non fu +ubbidito con più di prontezza e di rispetto. Nè mai volti eransi verso +il Leicester tanti occhi di persone, ansiose d’aver qualche sede nel +novero degli umili suoi clienti, o di ottenerne un semplice segno +di non essergli ignoti, intanto che il cuore di parecchi fra i suoi +partigiani ondeggiava fra la brama di offerirgli congratulazioni, e la +tema di parer troppo arditi coll’indirigerle in pubblico ad un uomo +posto in grado cotanto sublime. Tutta la Corte pensava che l’esito +dell’udienza di quel giorno, aspettata dianzi fra mezzo a tante +dubbiezze e perplessità, era il più concludente fra i trionfi del conte +di Leicester. Ognuno avea per cosa indubitabile, che il satellite, +rivale del Leicester, se non potea dirsi interamente offuscato dallo +splendore dell’altro, sarebbe al certo costretto per l’avvenire a +compiere i suoi giri in un’orbita più rimota del sole. Così le cose +vedeva la Corte, e giusta una tal norma si comportavano dal primo +all’ultimo i cortigiani. + +Per altra parte il Leicester non fu giammai più officioso, nè mai +spiccò tanto per cortesia nel restituire i saluti, che d’ogni lato +gli venivano porti; nè mai riuscì tanto felicemente (per adoperare la +frase di tal persona che allora non si stava gran che lontana da esso), +nell’indorare l’opinione che il Pubblico portava sopra di lui. + +Parea ch’ei tenesse in serbo per ciascheduno un saluto, un sorriso, una +parola gradevole; saluti, sorrisi, parole gradevoli, ch’ei distribuiva +in gran parte a tai cortigiani, i cui nomi disparvero da lungo tempo +sotto l’acque del fiume di obblio; ma che indirisse anche talvolta ad +alcuni enti, che ne riesce quasi estraneo l’udirli rammemorare nelle +pratiche più oscure della lor vita, le quali lo furono tanto, ond’or +ci costi fatica il credere, che vi sieno discesi, confrontandole +col prodigioso innalzamento a cui li trasse la riconoscenza dei +posteri. Accenneremo qui alcune tra le frasi che spacciò il Leicester +nell’attraversar che fece queste anticamere. + +«Oh! eccovi Poynings! Come stanno la moglie e la vostra amabile figlia? +Perchè non vengono dunque alla Corte? — La vostra inchiesta non può +essere esaudita, Adams; la Regina non vuole più concedere privilegi non +estendibili; ma mi riuscirà servirvi in altra occasione. — Mio caro +alderman Aylford, la procedura della Città intorno a Queenhithe verrà +continuata con tutta quella sollecitudine che la mia prevalenza potrà +infonderle. — Sig. Edmondo Spencer, vorrei poter sostenere la vostra +supplica, anche per secondare l’amor che porto alle Muse. Ma Dio! +lanciaste sì furiosi sarcasmi contro il lord Tesoriere!» + +«Milord, rispose il poeta, se mi fosse lecito lo spiegarmi....» + +«Venite a vedermi in mia casa, caro Edmondo; non domani, nè dopo +domani, ma il più presto possibile. — Ah William Shakespeare! Matto di +William! Convien dire che tu abbia dato a mio nipote Filippo Sydney +una dose di polvere simpatica; egli non può mettersi in letto se non +ha sotto il guanciale _Venere_ e _Adone_, da te composti. Ti farò +appiccare come il più grande stregone di Europa. Oh! a proposito. Non +ho dimenticato il tuo affare cogli orsi. Me ne prenderò cura.» + +L’Autore comico gli fece un rispettoso saluto; e il Conte, chinata +leggermente la testa, continuò il suo cammino. Così gli è forza narrare +la cosa riferendola a quel secolo. Trasportandola al nostro, dovrebbe +dirsi che un ente immortale avea prestato omaggio ad un uomo. + +La persona alla quale il favorito volse la parola in appresso era uno +de’ più zelanti suoi partigiani, che lo salutò col riso sulle labbra, +e in aria di trionfo: «Sir Francis Denning, gli disse il Leicester, +quest’aria di buon umore vi fa la fisonomia men lunga un terzo di +quello che non l’ho veduta stamane. — Ebbene, signor Bowier! perchè vi +tenete così in disparte? Pensate ch’io conservi odio contro di voi! +Poche ore sono, non faceste che il vostro debito, e se mi ricordassi +mai del nostro piccolo disparere, non sarebbe che per sapervene grado.» + +Il Conte vide allora avanzarsi verso di lui, facendo grandi riverenze, +un personaggio bizzarramente vestito, con giubba di velluto nero +tagliata a festoni, e guernita di raso cremesino. Un pennacchio tolto +dall’ali d’un gallo gli sventolava sul berrettone di velluto ch’ei +teneva in mano, e molto amido ne inrigidiva un enorme collare: le quali +cose unendosi ad una fisonomia in cui non leggevasi che la vivacità di +chi ha grandi pretensioni, annunziavano in lui un ente impastato d’amor +proprio, e sfornito di spirito. Una bacchetta ch’ei tenea fra le mani, +e il tuono d’uom d’affari ch’egli assumea, lo dimostravano insignito +di qualche dignità onde traeva non poca boria. Un colore rosso carico, +che in luogo di starsi sulle sue guance magre e incavate, si era +impadronito di tutta la superficie di un naso proffilato, annunziava +in lui piuttosto la consuetudine dell’intemperanza che quella della +modestia, e il modo con cui si fece a parlare al Conte provò che gli +atti si conformavano all’aspetto. + +«Buon giorno, sig. Roberto Laneham,» disse il Conte senza fermarsi, e +manifestamente desideroso di scansarlo. + +«Ho una supplica da presentare alla Signoria vostra,» disse il Laneham +che arditamente gli tenea dietro. + +«E che cosa contiene ella, _maestro guardiano della porta della camera +del Consiglio_?» + +«Volete dire: _donzello della porta della camera del Consiglio_,» +soggiunse con enfasi il Laneham. + +«Chiama il tuo ufizio col titolo che ti piace; ma qual cosa brami da +me?» + +«Unicamente vorrei dalla Signoria vostra la permissione di far parte +nel viaggio che sta per imprendersi al suo magnifico castello di +Kenilworth.» + +«E perchè questo, Laneham? Non sai tu ch’io debbo aver colà una +compagnia numerosa?» + +«Non tanto numerosa, che vostra Signoria non possa concedervi un po’ +di luogo ad un antico suo servitore. Poi, pensate, o Milord, alla +contingenza che vi si tenga qualche consiglio, e che questa verga +è necessaria per allontanare dalle porte quegli spioni che mettono +l’occhio al buco della serratura, e a tutte le fessure che possono +scorgere. La mia verga è indispensabile al Consiglio quanto lo è un +paramosche alla stalla d’un beccaio.» + +«La tua comparazione fa onore al Consiglio, ma ti prego: non cercare +di giustificarla. Sia come brami, acconsento; vieni a Kenilworth, se +questo ti fa piacere. Non mancherò di pazzi colà, e vi troverai quindi +con chi barattare parola.» + +«E se vi saranno pazzi, o Milord, tanto maggiore soddisfazione ne +avrò. Amo divertirmi alle spalle di un pazzo, quanto un cane levriere +ad inseguir la sua preda. Ma mi sarebbe d’uopo supplicare la Signoria +vostra d’un’altra grazia.» + +«Spicciati adunque: conviene ch’io parta; la Regina sta per uscire.» + +«Io vorrei Milord, condurvi meco una compagna da letto.» + +«Che vuol dir questo? Non ti vergogni?...» + +«Oh Milord, le mie domande stanno fra i limiti del giusto e +dell’onesto. Io ho una moglie curiosa non meno di quella sua antica +progenitrice che mangiò la poma proibita. Or questa moglie, secondo le +regole, non potrei condurmela meco, perchè gli ordini di sua Maestà +vietano rigorosamente ad ogni uficiale di prender seco la moglie ne’ +viaggi che fa la Corte, e ciò per non ingombrare di donne i calessi. Ma +vorrei anche ottenere un’altra grazia da vostra Signoria...» + +«Oh Dio!» + +«Ho tosto finito. Vorrei che deste alla ridetta mia moglie una parte da +sostenere nella vostra festa, in modo che vi potesse comparire sotto +qualche travestimento, senza che gli altri s’accorgessero ch’ella è mia +moglie.» + +«Che il gran diavolo vi porti l’uno e l’altro (sclamò Leicester, che +tanto più perdè la pazienza per le ricordanze che in lui destava un +tale discorso); perchè mi trattieni tu con queste tue baie?» + +Il nostro _usciere della porta della camera del Consiglio_, spaventato +da questo subitaneo accesso di collera, lasciò cadere la bacchetta, +distintivo della carica, e fise sul Conte due grand’occhi stupidi che +mostravano lo sbigottimento ond’era compreso costui, e che tornarono in +mente a Milord non dover egli in quel luogo dar da comprendere nè poco +nè assai le inquietudini del proprio animo. + +«Io voleva solamente convincermi, se tu possegga l’arditezza che si +vuole al tuo ministerio, gli disse il Conte con tuono più mite; vieni +dunque a Kenilworth, e conducivi il diavolo se così brami.» + +«Mia moglie ha ben fatto la parte di diavolo in un mistero, che venne +celebrato, o Milord, ai giorni della regina Maria; ma ci mancherebbe +una bagattella per il corredo.» + +«Tieni una _corona_, ma liberami dalla tua presenza: odo sonare la +campana maggiore del palazzo.» + +Roberto Laneham gli tenne dietro per qualche istante coll’occhio +sorpreso, ed abbassandosi per raccoglier di terra il distintivo della +sua dignità, disse fra se medesimo; «Il nobile Conte in quest’oggi +non è del suo bell’umore; ma quando questi signori ci vanno regalando +corone, noi altre persone di spirito possiamo anche chiudere un occhio +sui loro ghiribizzi, perchè in verità, se non pagassero per ottener +grazia, con noi non la passerebbero bene.» + +Intanto Leicester attraversava gli appartamenti del palazzo, +trascurando in allora que’ riguardi d’urbanità, de’ quali dianzi +era stato sì prodigo; e traendosi il più presto che potè fuor delle +stanze aperte al Pubblico, si fermò in una piccola sala, approfittando +di quella solitudine per abbandonarsi un istante alle proprie +considerazioni. + +«Che cosa dunque son io divenuto, diss’egli a se medesimo, onde i vani +discorsi d’un pazzo, d’un vero cervello d’oca, facciano sopra di me una +tale impressione? Coscienza! tu sei un cane da guardia che svegliano +del pari il lieve calpestio d’un misero sorcio, e il ruggito di un +lione! Nè potrò io dunque con un passo ardito togliermi da uno stato sì +difficile, sì penoso? Se corressi a gettarmi ai piedi d’Elisabetta, a +confessarle il tutto, ad implorarne pietà!...» + +Egli stava in quest’ultima idea, allorchè apertasi la porta, entrò +precipitoso Varney. + +«Sien grazie al Cielo, o Milord, che finalmente vi trovo!» + +«Dì piuttosto grazie al diavolo, del quale sei il ministro.» + +«Sì, sì, grazie a chi volete, ma non perdiamo un istante. La Regina è a +bordo, e domanda ove siete.» + +«Va a dirle che d’improvviso mi è venuto male; perchè viva il Cielo! la +mia testa non può resistere più lungo tempo.» + +«Nulla è più facile del rimanere addietro, o Milord (disse con +amaro sorriso il Varney), perchè nè voi, nè io, che come vostro +primo scudiere dovea seguirvi, a quest’ora abbiamo più luogo nella +barca della Regina. Mentre io mi affannava correndo al palazzo per +rintracciarvi, ho udito che venivano chiamati il nuovo favorito Walter +Raleigh, e il nostro conoscente antico, Tressiliano, per dare ad essi i +nostri posti.» + +«Tu sei un vero demonio, o Varney, (rispose Leicester scotendosi +affrettatamente) ma tu hai causa vinta in tale istante. Ti seguo.» + +Varney non rispose altra cosa, ed additandogli il cammino, passò senza +far cerimonie dinanzi a lui, ed uscito del palagio s’avviò verso il +Tamigi, chè il suo padrone come macchinalmente gli tenea dietro. +Voltosi il Varney per vedere se veramente l’altro il seguiva, si fermò, +e con tuono che sapeva di famigliarità, e quasi autorevole: «Che +vuol dir questo, o Milord? Il vostro mantello cade tutto da un lato, +sbottonata la giubba... permettetemi...» + +«Non v’incomodate, o signore (disse il Conte rimettendosi in tutta +l’aria sua di padrone); quando vi darò ordini, allora penserete ad +eseguirli. Intanto statevene al vostro posto», e passando dinanzi a +lui, s’avviò verso la riva del fiume. + +La barca della Regina trovavasi sul momento del partire, e già +assegnati ad altri erano i posti, riserbati dianzi sulla poppa al +Leicester, e sulla prora al suo scudiere. Ma appena comparve il +Conte, i remi, presti a battere l’acqua, rimasero fermi, come se +i navicellai avessero preveduto, che qualche mutazione stava per +accadere nell’ordinamento di quella nobil brigata. Il rossor delle +guance annunziava l’interno disgusto della Regina, che ebbe ricorso +a quel tuono di freddezza sotto cui nascondono gli alti personaggi +certe agitazioni dell’animo, cui senza invilire la propria dignità non +potrebbero palesare; onde a lui volse queste agghiacciate parole: «Noi +vi abbiamo aspettato, o Milord». + +«Graziosa Sovrana, rispose il Leicester, voi usa a perdonare tante +debolezze sconosciute alla vostra grand’anima, non degnerete di qualche +pietà quei moti, che l’agitazione del cuore comunica al corpo e alla +mente? Io mi presentai a voi questa mane in guisa d’uomo accusato e +sospetto. La vostra bontà penetrò in mezzo alle nubi onde si tentò +oscurare il mio onore. Voi sola mi restituiste questo onore; e cosa più +preziosa ancora, la vostra buona grazia. È egli da maravigliarsi, se, +non ancora essendo stanca d’affliggermi la fortuna, il mio scudiere mi +trovò in tale stato, che mi lasciava appena la forza di trascinarmi +sin qui, ove uno sguardo della Maestà vostra, oh Dio! fino uno sguardo +sdegnoso potè sopra di me quanto Esculapio medesimo avrebbe tentato +invano.» + +«Che ascolto? (sclamò Elisabetta, fissandosi sopra Varney). Tanto ha +sofferto Milord?» + +«Egli soggiacque ad una specie di svenimento, rispose l’astuto Varney, +e ben la Maestà vostra può accorgersene al disordine che è tutt’ora nel +suo aggiustamento; disordine che neanco mi lasciò il tempo di riparare, +tanto egli era frettoloso di comparirvi innanzi, o Regina.» + +«Oh poco monta quanto all’aggiustamento (disse tosto Elisabetta +volgendo uno sguardo sui lineamenti nobili del Conte, ai quali +cresceano novello vezzo le contrarie passioni che ne agitavano lo +spirito). Entrate, Milord, entrate, troveremo luogo per voi. Quanto al +vostro posto, sig. Varney, lo abbiamo assegnato ad altri. Converrà che +vi collochiate in una delle barche di seguito.» + +Varney, fatto un inchino, si ritirò. + +«Voi pure (soggiunse la Regina guardando con gentil modo Raleigh), +nostro giovane cavalier _del mantello_, converrà che voi pure diate +luogo. Prenderete posto nella barca delle nostre dame d’onore; poichè +quanto a Tressiliano, egli ha già sofferto assai dal capriccio delle +donne, onde non vogliamo cambiare le distribuzioni che lo riguardano.» + +Il Leicester entrò adunque nella barca della Regina, la quale fece +ancora altri piccoli cambiamenti di posti con tal arte che finalmente +il Leicester fu assiso accanto di lei. Raleigh si alzò da sedere, +e Tressiliano avrebbe avuta la mal accorta cortesia di offerire il +proprio luogo all’amico; ma un rapido sguardo lanciato sovr’esso +da Walter, di cui pareva elemento naturale la Corte, gli fece +comprendere, che la Regina si poteva tener per offesa se egli mostrava +sì poca cura di profittare del primo favor concedutogli. Tressiliano +adunque rimase senza dir altro al suo luogo, intanto che Raleigh, +salutando profondamente Elisabetta, si accigneva colla fisonomia del +rincrescimento ad uscir della barca. + +Un giovane cortigiano, il galante lord Willonghby credette leggere sul +volto della Regina non so qual cosa che la indicava impietosita di +questo rincrescimento, o vero o artifizioso, dimostrato dal giovane +Walter. + +«Non si conviene a noi vecchi cortigiani, diss’egli con gaia +disinvoltura, il nascondere lo splendor del sole ai novelli. Quando Sua +Maestà ne acconsenta, io mi priverò per un’ora della cosa più deliziosa +a tutti i suoi sudditi, della fortuna di godere la sua presenza, e farò +il sagrifizio di ritrarmi al chiaror delle stelle, togliendomi per +qualche istante la vista di Diana sfavillante di tutta la sua gloria. +Io mi porterò adunque nella barca delle dame d’onore, e cederò a questo +giovane cavaliere un’ora di beatitudine.» + +«Se voi consentite ad abbandonarci, o Milord (gli disse la Regina in +tuono fra il serio e lo scherzevole), converrà che ci adattiamo a +tal sagrifizio. Ma comunque vi diate il nome di vecchio cortigiano, +non siamo in voglia di affidarvi la cura delle nostre dame d’onore. +La venerabile vostra età (soggiunse ella con malizioso sorriso) si +accorderà meglio con quella del nostro gran Tesoriere, che ci segue +nella terza barca, e la cui esperienza può profittarsi ancor della +vostra.» + +Il lord Willonghby si sforzò di palliare con un sorriso il contraggenio +ch’egli aveva all’ammenda posta dalla Regina, e dopo aver porto a +questa un rispettoso saluto, andò a sottomettersi al suo destino nella +barca del lord Burleigh. Leicester che sollecito di divagare il suo +animo dalle triste idee che per entro vi si agitavano, afferrava tutte +quelle occasioni fatte per allegrarlo un istante, non si lasciò sfuggir +la presente. Laonde, appena la barca si fu allontanata dalla riva, e +mentre le bande musicali collocate sull’altra facevano echeggiare il +suono de’ loro strumenti, cui si mescevano le acclamazioni del popolo, +che copriva le due sponde del Tamigi, ebbe sopra di se medesimo assai +dominio, onde non pensar per allora che al brillante stato in cui si +trovava, ed alla necessità di mantenersi nel favore della Regina. Per +la qual cosa sfoggiò con tanto buon successo le grazie compartitegli +dalla natura, che Elisabetta rapita fuor di sè dall’amabile facondia +del cortigiano, e timorosa ad un tempo ch’egli ne sofferisse nella +salute, gli prescrisse in tuono gioviale un silenzio di pochi istanti, +necessario, diss’ella, onde la gaiezza medesima non ne estenuasse le +forze. + +Voltasi allora al conte di Sussex: «Milord, gli disse, dopo aver noi +messo un decreto che condanna a tacersi il conte di Leicester, ci +faremo ad ascoltare i vostri avvisi sopra argomento degno più d’essere +discusso in mezzo alla gioia ed ai suoni musicali, che d’interrompere +la gravità delle consuete nostre deliberazioni. Evvi tra voi chi abbia +notizia d’una supplica presentataci da Orsone Pinnit, guardiano, com’ei +s’intitola, de’ nostri orsi reali? Chi di voi vuol farsene protettore +dinanzi al trono?» + +«Per bacco! disse il conte di Sussex, colla permissione della Maestà +vostra, son qua io. Orsone Pinnit era un valente soldato innanzi che le +sciabole della tribù di Mac-Donough in Irlanda lo rendessero inabile +alla guerra, e credo bene che la Maestà vostra voglia continuare ad +essere, come il fu sempre, la protettrice de’ fedeli suoi servitori.» + +«Certamente è tale la nostra intenzione, disse la Regina; e soprattutto +verso i poveri nostri soldati e marinai, che per sì poca paga mettono +a rischio la loro vita. Noi cederemmo la nostra reggia, (diss’ella, e +in dir ciò le sfolgoravano gli occhi) per costruire uno spedale per +essi, anzichè dovessero ravvisare in noi un’ingrata padrona[8]. Ma ci +siamo allontanati dal nostro discorso.» Onde dopo essersi abbandonata a +questa effusione di patrio amore, riprese il tuono che si conviene alle +cose gioviali: «La supplica di Orsone Pinnit va un po’ più in là; ei si +lamenta del gusto che ha incominciato a prendere il pubblico per gli +spettacoli di nuovo genere, e principalmente della spezie di furore, +con cui si trasporta in folla a vedere le rappresentazioni composte, +dice egli, da un William Shakespeare, il cui nome, m’immagino, non +è ignoto a nessun di voi, o Milordi; e se ne lamenta perchè in +proporzione del crescere di questo gusto, cade in discredito il vezzo +che si aveva di ammirare il maschio spettacolo del combattimento degli +orsi. Egli soggiunge essere una vergogna che uomini Inglesi, divenuti +vaghi di contemplare le prove di sciagurati commedianti, che si +ammazzano da burla, lascino in non curanza i nostri cani ed orsi reali, +che si straziano l’un l’altro con tutta verità. Che dite su di ciò lord +Sussex?» + +«In fede mia, o Regina, rispose il Conte, voi non crederete, che un +vecchio soldato qual mi son io possa dir molte cose in favore dei +combattimenti finti, allorchè si pretende metterli a paragone coi veri. +Pure non so voler male a questo Shakespeare. Egli è un malandrino +vigoroso. Si dice che è zoppo, ma ha maneggiato maravigliosamente il +bastone, e si battè con coraggio col boscaiuolo del vecchio sir Thomas +Lucy di Charlecot, allorchè s’introdusse nel parco per dar la caccia ai +daini del padrone, e per abbracciare la figlia del guardiano.» + +«Vi domando grazia per Shakespeare, Milord; si parlò di tale affare in +consiglio, e la figlia del guardiano non vi entrava per nulla. Non è +nostra mente che si gravi la mano sopra le leggerezze di questo povero +galantuomo. Ditemi piuttosto qual sia la vostra opinione sul suo modo +di recitare, sui suoi componimenti, sul teatro instituito da lui. Il +punto della quistione sta qui, e non nelle follie della sua giovinezza, +non nelle cacce del parco, non nell’altre bizzarrie di cui mi parlate.» + +«Lo creda pure la Maestà vostra, ch’io non voglio male a questo +matto. Ho inteso alcuni de’ suoi versi, e mi è fin sembrato trovarvi +alcune immagini degne di non dispiacere a un guerriero. Ma è tutta +spuma, son tutte bolle, non vi è sostanza, nulla di serio, e credo lo +abbia osservato anche vostra Maestà. Qual vezzo posso io avere nel +contemplare una mezza dozzina di birboni armati di spade irrugginite +e di scudi, di lotte che mi presentano la parodia d’una battaglia, se +metto questo in confronto del nobile spettacolo d’un combattimento +d’orsi? Spettacolo onorato dalla presenza della Maestà vostra, e da +quella de’ suoi illustri predecessori; spettacolo che fra tutti i +regni della Cristianità ha posta in novello grido la nostra contrada +posseditrice di mastini tanto famosi, e d’uomini di sì alto ingegno +che sanno addestrare gli orsi alla pugna. È molto da temersi che +queste due razze non s’imbastardiscano; se gl’Inglesi incominceranno +a dar più volentieri ascolto alle frivole declamazioni d’un istrione +anzichè incoraggiare la più bella immagine della guerra, che si possa +mai offerire in tempo di pace, intendo dire la pugna degli orsi. Là +voi vedete una di queste bestie che si tiene in guardia coll’occhio +rosso siccome brage, e simile a perito capitano, che sta sulle difese +per adescare il nemico a venirlo ad assalire ne’ propri trinceramenti. +Allora sir _Mastino_ fa carriera, e prende lord _Bruin_ alla +gola[9]; ma questi gl’insegna qual sia la ricompensa di coloro, che +abbandonandosi a sconsigliato coraggio in tempo di guerra, dimenticano +le cautele insegnate dalla prudenza. Egli se lo stringe fra le braccia, +e da vigoroso lottatore lo comprime contro il suo seno tanto che +s’oda lo scricchiolare delle coste della vittima, fatte in pezzi con +fracasso simile a quello d’uno scoppio di pistola. In questo momento +arriva un altro mastino non men prode, ma più giudizioso del primo. +Egli s’attacca al labbro inferiore di lord _Bruin_, e vi resta sospeso, +mentre colui perdendo il suo sangue, e mandando urla orribili, cerca +invano sciogliersi dal secondo assalitore. Allora....» + +«In fede mia, disse la Regina, ho veduto più d’una volta il +combattimento degli orsi, e spero vederlo ancora. Voi però lo +descrivete con sì ammirabile verità, che se anche non ne fossi stata +mai spettatrice, me ne avreste data l’idea la più chiara. Ma ascoltiamo +ora qualcun altro che ci parli su questo argomento. Leicester, avete +voi nulla da aggiugnere?» + +«Vostra Maestà dunque permette ch’io mi consideri libero dalla mia +musoliera?» + +«Sì, purchè parliate senza stancarvi. Per altro, allorchè penso che +l’orso e il bastone si trovano negli antichi stemmi di vostra famiglia, +vedo che farei meglio ad ascoltare un oratore meno parziale.» + +«Vi do parola, o Regina, che comunque mio fratello Ambrogio di Warwick, +ed io, portiamo nei nostri stemmi l’antica insegna che vi degnate +ricordare, non siamo per questo meno amici della imparzialità. Vi dirò +dunque in favore dei commedianti che sono bensì mariuoli anzichè no, ma +mariuoli pieni di spirito, e che sollevando l’animo del popolo colle +loro facezie, lo tengono lontano dal frammettersi ne’ pubblici affari, +dall’ascoltar false voci, perfide insinuazioni, discorsi pericolosi. +Chi ha la mente intesa a vedere in qual modo Marlow e Shakespeare +scioglieranno sul teatro un intreccio, non pensa ad esaminare la +condotta dei governanti.» + +«Ma io non m’intendo, o Milord, di allontanare il mio popolo dal far +l’esame della condotta ch’io tengo. Più da vicino ch’ei la consideri, +ne valuterà meglio i veri motivi.» + +«Mi permetta di soggiugnere la Maestà vostra (disse il decano +di Sant’Asaph, puritano al di là d’ogni credere) che costoro di +commedianti non solamente introducono nelle loro parlate espressioni +profane e licenziose, le quali danno moto al peccato ed alla +dissolutezza, ma si permettono ancora considerazioni sul governo, sulla +sua origine, sui fini che dee proporsi, e possono per tal modo seminare +mali umori fra la popolazione; e crollare i fondamenti della società +civile. Aggiugnerò ancora, sempre colla debita permissione di vostra +Maestà, non essere cosa prudente il tollerare, che queste bocche impure +mettano in ridicolo la gravità delle persone pie, bestemmiino il Cielo, +calunniino quelli che governano la terra, e disfidino insomma le umane +leggi e le divine.» + +«Se noi potessimo credere simili abusi e licenze, o Milord, le avremmo +a quest’ora tolte di mezzo. Ma non è giustizia il proibire qualsisia +cosa per ciò solo che è possibile l’abusarne. Quanto poi a Shakespeare, +noi pensiamo trovarsi ne’ suoi componimenti tai squarci che valgono +venti lotte d’orsi. Particolarmente quelle che egli chiama sue +_cronache_[10] possono fornire onesta ricreazione ed utili notizie, non +solamente ai nostri sudditi, ma alle generazioni che verranno dopo di +noi.» + +«Il regno della Maestà vostra, disse il Leicester, non avrà mestieri di +un sì debole soccorso per giugnere alla posterità; pure il Shakespeare +ha toccato con quella maniera sua propria diversi incidenti del +governo di vostra Maestà, e gli ha toccati in guisa da rispondere +vittoriosamente a quanto disse contro di lui sua Reverenza il decano di +Sant’Asaph. Vi sono per esempio alcuni versi... vorrei fosse qui mio +nipote Filippo Sidney, che gli ha sempre fra le labbra. È una specie di +racconto d’incantesimi, vi si parla d’amore, di frecce spuntate... Ah! +comunque sieno belli, son però lontani dall’avvicinarsi soltanto alla +persona ch’essi pretendono additare. Credo che Sidney li ripeta ancor +quando dorme.» + +«Voi ci fate sopportare il supplizio di Tantalo, Milord. Sappiamo bene +che Filippo Sidney è un favorito delle Muse, e ce ne rallegriamo. La +virtù non è mai tanto splendente, siccome allor quando le vanno uniti +il gusto e l’amore delle lettere. Ma non ne dubito; vi sarà qualcuno +fra i nostri giovani cortigiani, nella cui memoria dureranno impresse +tuttavia quelle cose che i vostri affari più serii cancellarono dalla +vostra. Sig. Tressiliano, voi mi foste descritto come un adorator delle +Muse. Vi rammentate voi questi versi?» + +Il cuore di Tressiliano era troppo oppresso dalla tristezza, e +la prospettiva della sua vita gli si mostrava troppo crudelmente +offuscata, perch’ei volesse profittare di tale occasione che gli si +offeriva a volgere sopra di se l’attenzione della Regina. Deliberò +nondimeno far godere di un tal vantaggio al suo giovane amico, più +ambizioso di lui. Allegando adunque un preteso difetto di memoria, +aggiunse, che egli credea si sapessero da Walter Raleigh i versi onde +favellava il conte di Leicester. + +Avendone tosto ricevuto ordine dalla Regina, il Raleigh sorse, e +declamò con grazia non inferiore alla squisitezza del suo sentire la +celebre visione di Oberon, sicchè ne fece gustare la soavità, e col suo +porgere le aggiunse vezzi novelli. + + »Io vidi, oh! in te di scorgerlo virtude + »Stata allor fosse! il pargoletto Amore, + »Baldanzoso in sua possa, e nell’immenso + »Vano dell’etra dispiegando il volo, + »Che del più fido in fra gli strali suoi + »Impoverendo la faretra, all’arco + »Sollecito il commise. Fischiò l’aura + »Rotta dal dardo, cui destra, secura + »Sino a quel dì, vibrò: ma tocca appena + »L’aurata fascia, contro cui battea + »L’invitto cor della maggior Reina + »Che Occidente adorò, de’ guardi un raggio + »Ne fe’ ottuso il ferir; ricadde al piede + »Della Vestale, doppiamente altera, + »Che sfidò il Nume, e serbò intatto il core. + +La voce di Raleigh nel recitare tai versi era alquanto tremebonda, come +di chi avesse dubitato se questo omaggio tornerebbe o no a grado della +sublime persona a cui si volgea. Se tale perplessità era ricercata in +Raleigh, fu un artifizio di buona politica; se reale, non ve n’era +necessità. Questi versi non erano probabilmente nuovi per la Regina, +poichè non è accaduto giammai che un complimento lusinghevole tardi a +pervenire all’orecchio del sovrano per cui fu fatto. Ma ciò non gli +scemò buona accoglienza allorchè le labbra di Raleigh lo pronunziarono. +Dilettata parimente e dai versi, e dal modo ond’erano recitati, e dalle +animate grazie di chi faceva allora da attore, Elisabetta tenendo fisi +gli occhi sopra di Walter, segnava colla mano le pause e gli accenti +di ciascun verso, come le aveste misurato il tempo di un pezzo di +musica[11]. Cessato ch’ebbe Walter dal declamare, la Regina ripetè come +distrattamente l’ultimo verso: + + «Che sfidò il Nume, e serbò intatto il core» + +e nel tempo stesso la sua mano lasciò cadere la supplica del guardiano +degli orsi reali, supplica che il Tamigi accolse favorevolmente nelle +sue acque, incaricatosi di portarla a Sheerness e forse insino ai +gorghi del vasto Oceano. + +Il buon successo ottenuto dal giovane cortigiano spronò d’emulazione +il Leicester, presso a poco siccome un corridore antico raddoppia +di sforzi quando vede un giovane destriero oltrepassarlo nella +carriera. Fece egli cadere il discorso sui giuochi, sui banchetti, +sulle feste e sull’indole di quelli che in mezzo a tali diletti erano +più degli altri scopo al pubblico sguardo. Nel far la qual cosa unì +adattatamente ad acute osservazioni una tinta di critica che tenea +un giusto limite, lontano egualmente dalla profusa scipitezza degli +encomi, e dall’acerbità della satira. Imitò con molta verità il tuono +dell’affettazione e della rustichezza, onde allor quando fece ritorno +ai modi che gli erano connaturali, vie più leggiadro ne apparve. Passò +opportunamente in rassegna i paesi stranieri, i loro costumi, le loro +consuetudini, l’etichetta delle varie corti, le fogge, e il vestire +persino delle matrone, nè procedeva da un argomento all’altro senza +trovare occasione (che non appariva mai ricercata) di volgere un +complimento in soave guisa alla Regina vergine, alla sua Corte ed al +suo governo. Tal fu l’intertenimento del restante di quella navigazione +di diletto, intertenimento ornato dalle osservazioni di alcuni dotti +sugli autori antichi e moderni, ed arricchito di massime di profonda +politica e di sana morale dagli uomini di Stato, che introduceano il +linguaggio della saggezza in mezzo ai propositi più leggieri della +galanteria, necessariamente dominante in una Corte cui presedeva una +femmina. + +Nel far ritorno al palagio, Elisabetta accettò, o a dir meglio scelse +il braccio di Leicester per trasferirsi dalla grande gradinata che +mettea al Tamigi sino alla porta situatale di rimpetto. Parve anzi di +accorgersi al Leicester (non esamineremo qui se fosse un lusinghiero +inganno della sua immaginazione, o verità) che in questo breve tragitto +ella si appoggiasse a lui più di quanto il solo bisogno d’appoggiarsi +il chiedea. Certamente, gli atti e i discorsi d’Elisabetta si +accordarono in tutta quella mattina a fargli credere d’essere giunto +ad un grado di favore oltre alla meta che avea fin allora toccato. La +Regina, gli è vero, indirisse sovente con bontà la parola all’emulo +di Leicester; ma quanto gli disse parea meno inspirato dal cuore, che +necessaria conseguenza di un merito, cui la stessa Elisabetta non +poteva non riconoscere nel conte di Sussex. Finalmente quanto ella +disse di cortese al Sussex, nell’opinione de’ più destri cortigiani +fu contrabbilanciato da un frizzo, che la Regina vibrò a questo +personaggio, all’orecchio per altro di lady Derby: «M’accorgo essere +l’alchimia più capace di prodigi ch’io non credeva: il conte di Sussex +aveva il naso color di rame; vedetelo cambiato in oro.» + +Passò da un labbro ad un altro l’epigramma; e il conte di Leicester +abbandonatosi al suo trionfo, siccome uomo che aveva per primo ed unico +scopo d’ogni azione l’assicurarsi il favore della Sovrana, dimenticò +nell’ebbrezza del momento l’imbarazzo e il pericolo dello stato in cui +si trovava. È certamente comunque strano venga riguardato un modo tale +di ragionare, ei pensava meno in allora ai rischi, cui lo esponeva +il suo segreto maritaggio, che alle prove di bontà onde Elisabetta +onorava a quando a quando il giovane Raleigh. Passeggeri, momentanei si +mostravano questi lampi, ma ne era scopo un giovane degno per le sue +forme di essere modello ad uno scultore, il cui spirito andava ornato +della più accurata coltura, e che univa al valore le grazie ed i vezzi +della galanteria. + +I cortigiani che avevano accompagnata la Regina a quella navigazione +di diporto, vennero invitati a lauto banchetto, che per altro la +Sovrana non onorò di sua presenza. Ragioni di etichetta non le fecero +credere cosa conveniente l’intervenirvi, e si ritrasse come in simile +circostanza era suo uso ad una mensa modesta e frugale insieme a due +delle sue favorite. Levate le mense, tutta la Corte si unì di bel +nuovo ne’ magnifici giardini del palagio, e fu camminando lungh’essi, +allorchè la Regina domandò d’improvviso ad una dama di sua compagnia, +che fosse divenuto del giovane cavalier _del mantello_. + +La lady Paget rispose averlo veduto pochi minuti prima, che da stare +in piedi dinanzi alla finestra d’un padiglione posto sopra il Tamigi, +scriveva alcune cose sopra d’un vetro, valendosi d’un diamante, che le +descrisse qual foggia avesse di legatura. + +«Glielo donai io medesima, disse la Regina, come compenso del mantello +guastato per mia cagione. Ma andiamo da quella parte, o Paget; +sono curiosa di sapere quel ch’egli abbia scritto. Già comincio a +conoscerlo. Egli possede ingegno acutissimo.» + +Entrambe si trasferirono al padiglione; e il giovinetto ne era poco +distante siccome uccellatore che vegghia sulle reti tese da lui +medesimo. La Regina s’accostò alla finestra dalla parte del vetro, su +di cui Raleigh, valendosi del regio donativo, aveva scritto i seguenti +versi. + + »Arduo è il colle, ma mi alletta + »La vaghezza della vetta + »Avrò forza per salir? + +Sorrise la Regina, e li lesse due volte; la prima, ad alta voce, a lady +Paget, la seconda a voce sommessa. «Non comincia male, (diss’ella, dopo +aver meditato un minuto o due) ma non direbbesi che la Musa abbandonò +quella giovane fantasia a mezzo cammino? Questa strofetta ne chiama +un’altra a motivo dell’ultima rima. Sarebbe un atto di carità il +terminare il lavoro. Che ne dite, lady Paget? Fate or prova del vostro +ingegno poetico.» + +La lady Paget, consacratasi, fin cred’io dal suo nascere alla prosa, al +di sopra di quante dame d’onore di regine sieno mai state, si protestò +nell’assoluta impotenza di soccorrere il giovane poeta. + +«Converrà dunque che sacrifichi io stessa alle Muse,» disse Elisabetta. + +«Non vi può essere incenso che torni più aggradevole ad esse, soggiunse +la Lady, nè può immaginarsi onor più grande per le divinità del +Parnasso quanto...» + +«Zitto là! mia Paget, zitto là! Non commettete un sacrilegio contro +le nove sorelle immortali. È vero, che vergini esse pure dovrebbero +prestarsi favorevoli ad una Regina vergine; ma.... rileggiamo un poco +questi versi. + + »Arduo è il colle, ma mi alletta + »La vaghezza della vetta. + »Avrò forza per salir? + +«Non sapendo far di meglio questa risposta vi parrebbe adatta? + + »Non commetterti ad imprese, + »Se il tuo cor le vie scoscese + »Bastan solo ad atterrir». + +La dama d’onore mandò un’esclamazione di gioia e di sorpresa in +considerando la felicità delle due rime che si corrispondevano; e +certamente ne furono applaudite altre assai meno felici, benchè non +composte da autori coronati. + +Incoraggiata dal suffragio della lady Paget, la Regina prese un anello +di diamanti, e scrivendo questa seconda strofetta sotto della prima, +dicea: «Il nostro giovane poeta rimarrà ben sorpreso nel vedere +terminata la sua arietta senza ch’egli abbia in ciò avuto parte». + +La Regina abbandonò il padiglione; ma ritraendosi a lenti passi girò +più volte indietro la testa, onde vide il giovine Walter correre colla +celerità d’una pavoncella verso il luogo da essa abbandonato. «La +traccia della mia polvere ha preso fuoco diss’ella; è tutto quanto io +voleva vedere»; e ridendo di tale incidente insieme con Milady, ritornò +nel palagio raccomandandole di non raccontare a nessuno com’ella si +fosse fatta soccorritrice del giovane poeta. La dama d’onore le promise +un segreto inviolabile, ma con una restrizione mentale in favore del +Leicester, al quale raccontò senza perder tempo questa storiella, non +fatta a dir vero per metterlo di buon umore. + +Intanto il Raleigh che s’accostò, come dicemmo alla finestra, lesse con +indicibile giubilo, e direm con ebbrezza questo incoraggiamento che +la Regina concedeva alla sua ambizione, e coll’animo gonfio di gioia +e di speranze, raggiunse il conte di Sussex, che stava per imbarcarsi +insieme col suo corteggio. + +Il rispetto dovuto alla persona del Conte fece che nel tempo impiegato +per giugnere a Say’s-Court non si motivasse veruna cosa sul ricevimento +fattogli alla Corte; poichè questo, tutt’altro era che un trionfo per +lui. Pervenuto al castello il Conte, estenuato così dallo stato suo +valetudinario, come dalle fatiche di quella giornata, si ritirò nella +sua stanza domandando di vedere Wayland, che lo aveva curato con sì +buon esito. Ma Wayland non si trovava da nessuna parte; ed intanto +che alcuni ufiziali ne andavano in cerca coll’impazienza propria ai +militari e maledicendo questa sua lontananza, gli altri si fecero +in gruppo attorno a Raleigh per congratularsegli della brillante +prospettiva, che innanzi a lui dischiudevasi. + +Egli ebbe ciò nonostante assai discernimento e criterio per tacere +il fatto più conchiudente, quello cioè della strofetta che la Regina +aveva aggiunto alla prima da lui composta; ma altre circostanze già +traspirate, palesavano chiaramente i progressi ottenuti da questo +giovane nel favore di Elisabetta. E queste congratulazioni erano mosse +in alcuni da vero sentimento di amicizia, in altri dalla speranza +che la fortuna di Walter potrebbe accelerare la loro, nella maggior +parte da una mescolanza d’entrambe le considerazioni, in tutti poi dal +riguardo, che un favore conceduto ad un ufiziale del conte di Sussex +diveniva trionfo per ognuno de’ suoi partigiani. Raleigh li ringraziò +della mostratagli affezione, aggiugnendo però con addicevole modestia, +che il buon successo d’un giorno non fa un favorito più di quello che +una sola rondine faccia la primavera. Osservando nondimeno che le +congratulazioni del Blount non si univano a quelle degli altri suoi +colleghi, e trafittone alquanto, gli chiese con franchezza qual fosse +in lui la cagione di tal contegno. + +«Mio caro Walter (gli rispose il Blount con franchezza uguale), io ti +amo tanto quanto possano amarti questi parabolani di tuoi compagni, +che ti stordiscono a furia di complimenti, perchè il sole ora sembra +splendere alle tue finestre; ma io temo per te, Walter, temo per te (e +in dir ciò si coperse gli occhi con una mano, quasi uomo atterrito). +Alla Corte si fanno giuochi di molte spezie. La sete di piacere a +donna avvenente, cambiò spesse volte in soldi le _corone_, e le +corrispondenze rischiose hanno condotto più d’un capo sotto la scure.» + +Pronunziati tai detti, uscì dell’appartamento, intanto che Raleigh +lo seguiva cogli sguardi, lasciando apparire tale espressione di +fisonomia, che prometteva non sarebbe stato inutile sì fatto avviso. + +Entrò in tal momento Stanley, dicendo queste cose a Tressiliano: +«Milord non fa che chiedere di Wayland, e questo Wayland è finalmente +arrivato, ma non vuol portarsi dal Conte se prima non ha parlato con +voi. All’aspetto si direbbe che il suo cervello ha sofferto; vorreste +subitamente vederlo?» + +Tressiliano uscì nel medesimo istante; e fattosi venire alla presenza +Wayland in un altro appartamento, maravigliò egli pure d’una sì +sconcertata fisonomia. + +«Che avete voi dunque? gli chiese egli. Vedeste forse il diavolo?» + +«Peggio, Signore, cento volte peggio! Ho veduto un basilisco. Ringrazio +Dio di essere stato io il primo, e ch’egli non vide me. Il malanno sarà +minore.» + +«In nome del Cielo! spiegatevi: io non v’intendo.» + +«Ho veduto il mio antico padrone. Questa sera un nuovo amico che mi son +procacciato in Londra mi ha condotto all’orologio del palazzo, pensando +che sarei curioso di vedere questo lavoro; e alla finestra d’una +torricella poco distante di lì ho riconosciuto il vecchio dottore.» + +«Ma siete poi sicuro di non esservi ingannato?» + +«Ingannato io! Oh! no no! Chi si è impresso una volta nella testa la +fisonomia di quel briccone lo ravvisa fra un milione d’uomini. Egli +si è ben travestito in un modo singolare; ma non può restar celato al +mio sguardo com’io per grazia del Cielo sono in tempo di fuggire il +suo, nè tenterò la Provvidenza col restargli in vicinanza. Lo stesso +commediante Tarleton non avrebbe bastante abilità nel trasfigurarsi in +modo, che Doboobie presto o tardi non lo ravvisasse. Fa d’uopo che io +parta domani mattina. Dopo il modo onde costui ed io ci abbandonammo, +sarei un uomo morto se respirassi in sua compagnia l’aria medesima.» + +«Ma il conte di Sussex!...» + +«Egli non corre più alcun pericolo, purchè per un certo tempo continui +a prendere tutte le mattine a digiuno tanta porzione d’orvietano, +quanto è la grossezza di una fava. Ma che ei badi a non ricadere.» + +«E come guarentirsene?» + +«Guarentirsene poi!... Vi vorranno le stesse cautele che +s’adoprerebbero contro il diavolo in persona. Soprattutto ch’egli +non mangi se non se carni d’animali ammazzati e cucinati dal suo +proprio cuoco, e ch’egli non comperi mai droghe fuorchè da persone +conosciute e sicure. Che inoltre lo scalco metta, egli stesso, in +tavola le pietanze, e che l’intendente della casa di Milord le faccia +assaggiare prima al cuoco quando le avrà preparate, poi allo scalco +quando le metterà innanzi al padrone. Che il Conte rinunzi ai profumi, +agli unguenti, alle pomate: ch’egli non beva nè mangi in compagnia +di stranieri: che raddoppi di previdenze se va a Kenilworth; ch’egli +faccia valere il pretesto della sua malattia e le ordinanze del suo +medico per iscusare una regola di vivere sì stravagante.» + +«E quanto a voi Wayland, qual cosa divisate fare?» + +«Quanto a me, non ne so nulla. Rimanermi in Inghilterra, no certo. +Andrò in Francia, nella Spagna, nell’Indie, a casa del diavolo se farà +d’uopo, purchè mi trovi lontano da Doboobie, da Demetrio, in somma da +questo sciagurato, qualunque poi sia il nome ch’egli abbia assunto oggi +giorno.» + +«Ebbene! tutto ciò non arriva fuori di tempo. Ho una commissione da +darvi per la contea di Berk, ma in un cantone affatto diverso da quello +ove siete conosciuto; e prima ancora che fosse in voi tale motivo di +allontanarvi di qui, io aveva già divisato d’inviarvi segretamente +colà.» + +Non appena Wayland si mostrò pronto ad eseguire gli ordini di +Tressiliano, questi conoscendo già l’altro istrutto di una parte +de’ motivi, che avevano condotto lui, Tressiliano, alla Corte, non +gliene tacque più alcuno, ed aggiunse i patti ch’egli avea concertati +con Giles Gosling a Cumnor; e parimente le asserzioni che in quella +mattina aveva sostenute alla reale udienza il Varney, e che il conte di +Leicester aveva confermate. + +«Ben v’accorgete, soggiunse questi, nelle circostanze a cui mi trovo +ridotto, quanto mi rilevi il vigilar da vicino ogni piè sospinto +di cotesti uomini senza legge nè fede, parlo del Varney e de’ suoi +complici Foster e Lambourne, e dicasi pur anco del conte di Leicester, +che ho grave sospetto sia ingannatore anzi che ingannato in così +orribil bisogna. Eccovi un anello che porrete nelle mani di Giles +Gosling, siccome pegno che vi ho mandato a lui io medesimo, ed eccovi +una somma d’oro, che sarà triplicata se mi servite con fedeltà. Itene +dunque a Cumnor, e scandagliate tutto quanto ivi accade.» + +«Avrò piacer doppio nel prestarmi a tal cosa, rispose Wayland; +primieramente perchè trattasi di servir _vostro Onore_, che dimostrò +per me tanta bontà; in secondo luogo poi, per allontanarmi alla presta +dal mio vecchio padrone, il quale, se non è il diavolo incarnato in +persona, possede al certo tutte quante diaboliche prerogative abbiano +mai disonorata l’umanità. Ch’ei però badi a non trovarsi meco. Io +cerco ben di scansarlo; ma se si mettesse nell’animo d’inseguirmi, io +mi rivolterò contra lui col furore che invade i tori salvatici della +Scozia. Parto adunque sull’istante. L’_Onor vostro_ vuole degnarsi +ordinare che si ponga la sella al mio cavallo? Io vado intanto per +consegnare a Milord il mio orvietano, distribuito in convenienti dosi, +e gli darò ad un tempo alcuni suggerimenti: indi la sicurezza per lui +della vita si starà soltanto nelle cure, che ne avranno i suoi amici e +i suoi servi. Egli non ha più nulla che temer del passato, ma vada ben +guardingo sull’avvenire.» + +Nel partirsi da Tressiliano, Wayland andò a prendere l’ultimo congedo +dal conte di Sussex, dandogli istruzioni sulla regola di vivere ch’ei +doveva osservare per l’avvenire, e su le cautele da tenersi: indi prese +il cammino di Cumnor senza aspettar la domane. + + + _Fine del secondo volume._ + + + + +NOTE: + + +[1] Holyday, vuole dire in lingua Inglese _giorno di congedo_, o _di +vacanza_. + +[2] Holyday significa ancora _giorno di festa_. + +[3] Moneta d’argento che a quei giorni correva nella Scozia e +nell’Inghilterra. + +[4] Nomi poetici, che a quanto è credibile, davano questi due colti +giovani nelle ballate, che componevano in lode delle loro amanti. + +[5] Il titolo di _Signoria_ era anche più che quello di _Onore_, e +davasi ai Lordi ed al membri del Parlamento. + +[6] _Per la morte di Dio_, esclamazione cui erasi assuefatta la regina +Elisabetta, siccome Enrico IV di Francia all’altra _Ventresaingris_. + +[7] Certe citazioni di passi scritturali, siccome certe esclamazioni o +modi di giuramento posti nella bocca di un Sovrano, moverebbero le risa +ai dì nostri. Ma è necessario che il leggitore si riferisca colla mente +ai tempi, cui questo stesso romanzo si riferisce. + +[8] Il palagio di Greenwich veramente fu convertito in ospedale pe’ +marinai sotto il regno di Guglielmo e di Maria, ed accresciuto indi di +molte fabbriche. + +[9] È quasi inutile l’avvertire che questi _Sir_, e questi _Lordi_ non +sono se non se orsi e cani. + +[10] Così il Shakespeare chiamava quelle sue Tragedie che erano tolte +dalla storia dell’Inghilterra. + +[11] Ciò ne dà a divedere qual fosse allora il gusto della declamazione +in Inghilterra. In Italia almeno, e ai dì nostri, benchè molto scarsi +di buoni attori, non troviamo però buona declamazione quella che a +costo della naturalezza ci fa troppo conoscere la giustezza dei versi. +Il sommo Astigiano ne ha anzi arricchiti d’una poesia che serbando +tutta la sublimità essenziale al verso sciolto, aiuta chi lo recita a +nasconderne la misura. + + + + + +Nota del Trascrittore + +Ortografia e punteggiatura originali sono state mantenute, correggendo +senza annotazione minimi errori tipografici. + +*** END OF THE PROJECT GUTENBERG EBOOK 79030 *** diff --git a/79030-h/79030-h.htm b/79030-h/79030-h.htm new file mode 100644 index 0000000..baeb933 --- /dev/null +++ b/79030-h/79030-h.htm @@ -0,0 +1,10584 @@ +<!DOCTYPE html> +<html lang="it"> +<head> + <meta charset="UTF-8"> + <meta name="viewport" content="width=device-width, initial-scale=1"> + <title>Kenilworth, vol. 2 | Project Gutenberg</title> + <link rel="icon" href="images/cover.jpg" type="image/x-cover"> + <style> +body {margin-left: 10%; 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MAROTTA e VANSPANDOCH.</span><br> +1825. +</p> +</div> + +<hr class="silver"> + +<div class="chapter"> +<p> +<span class="pagenum" id="Page_5">[5]</span> +</p> + +<p class="title"> +KENILWORTH. +</p> + +<h2 class="nosp">CAPITOLO PRIMO.</h2> +</div> + +<div class="poem-container"> +<div class="poem inl"><div class="stanza"> +<p class="i01">«Qui ei pose sua fucina,</p> +<p class="i01">»Nè aspettar suol la mattina</p> +<p class="i01">»Per menar con braccia ignude</p> +<p class="i01">»Aspri colpi sull’incude.</p> +<p class="i01">»Quelle stanze dell’Averno</p> +<p class="i01">»Buio ingombra un fumo eterno,</p> +<p class="i01">»Che mal rompon le scintille,</p> +<p class="i01">»Benchè svolte a mille a mille</p> +<p class="i01">»Fuor del ferro ripercosso,</p> +<p class="i01">»E le vampe che il fan rosso.»</p> +<p class="i10"> <i>Gay</i>.</p> +</div></div> +</div> + +<p> +Tressiliano, non meno di Giles Gosling, +avea riconosciuto essere cosa comandata +dalla prudenza il non farsi vedere +ne’ dintorni di Cumnor da coloro che +il caso avesse fatto uscire di letto avanti +giorno. Perciò quell’ostiere gli aveva indicata +una via composta di sentieri, +e strade di traverso, cui dovea tenersi +successivamente, la quale via s’egli avesse +al giusto seguita, si sarebbe infine +trovato sulla strada maestra di Marlborough. +</p> + +<p> +Ma, simili ad un altro genere di consigli +<span class="pagenum" id="Page_6">[6]</span> +dati dal Gosling, tali istruzioni erano +più facili da fornirsi, che da mettersi +in pratica; onde le frequenti tortuosità +del cammino, l’oscurità della notte, la +niuna conoscenza che Tressiliano aveva +del paese, e le considerazioni malinconiche, +lo sviarono sì fattamente, che l’aurora +lo trovò non più innoltrato che nella +valle di White-Horse, luogo memorabile +per una vittoria ivi un dì riportata contra +i Danesi. Arrivato a quel punto, si accorse +che il suo cavallo avea sferrato un +piede dinanzi, accidente che rendendo +zoppo il corridore, minacciava ritardo a +chi lo saliva. Prima cura di Tressiliano +fu il domandare a due contadini, che si +trasferivano ai loro lavori, ove potrebbe +trovare un maniscalco, ma n’ebbe tai confuse +risposte che nol soddisfecero in modo +alcuno. Sollecito di alleviare il suo +cavallo quanto il potea, scese a terra, +e lo condusse a mano verso certo casale, +ove sperava trovare un fabbro, del cui +soccorso non potea più far di meno. +Giunse colà per un cammino stretto, pieno +di loto e di rotaie, nè vi trovò che +alcune miserabili capanne, e alla porta +di esse due o tre contadini in atto di +accignersi ai loro lavori. L’esterno di +costoro corrispondeva a quello delle loro +abitazioni. Nondimeno una di tali capanne +<span class="pagenum" id="Page_7">[7]</span> +pareva in migliore stato, ed una vecchia +che ne scopava l’ingresso, aveva una +presenza men ributtante, che non gli altri +suoi confinanti. Avvicinatosi a lei +Tressiliano, le ripetè la domanda, che +per più riprese ed invano aveva fatto +a diversi di que’ contadini. +</p> + +<p> +«Un maniscalco! (sclamò la vecchia, +e nel guardarlo fece una fisonomia poco +meno che di spaventata). Se vi è, dite, +un maniscalco? Vi è certamente. Ma che +cosa volete dal maniscalco?» +</p> + +<p> +«Che ferri il mio cavallo. Non vedete +mia buona donna, che ha perduto un +ferro?» +</p> + +<p> +«Signor Holyday (si fece a gridare +la vecchia senza darsi pensiero di rispondere +a Tressiliano). Sig. Erasmo Holyday, +venite qui, di grazia, fate presto.» +</p> + +<p> +«<i>Favete linguis</i> (rispose una voce che +veniva dall’interno). Io mi trovo al punto +più importante degli studii della mattina, +e non li posso abbandonare.» +</p> + +<p> +«Bisognerà bene che veniate, sig. Holyday. +È qui un viaggiatore, che domanda +ov’e la dimora del maniscalco +Wayland, e non voglio essere io quella +che gl’insegni la strada di andare a casa +del diavolo. Il suo cavallo è sferrato.» +</p> + +<p> +«<i>Quid mihi cum caballo?</i> rispose la +medesima voce. Guardate! Non credo +<span class="pagenum" id="Page_8">[8]</span> +vi sia che un uomo dotto in tutto il cantone, +e non si ha da poter ferrare un +cavallo senza di lui!» +</p> + +<p> +Nondimeno nel terminare queste parole, +l’onesto pedagogo si lasciò vedere; +ed il solo suo abito bastava a far conoscere +l’arte ch’ei professava. Ad un corpo +lungo, magro, e curvato ad uso di +volta, sovrastava un capo coperto di lunghi +capelli neri, che incominciavano a +volgere al grigio. I lineamenti del volto +avean l’impronta di un abituale esercizio +d’autorità, impronta, che senza dubbio +Dionigi porto seco allorchè discese +dal trono per andare a fare il maestro +di scuola, e passata poi a titolo di legato +sulle teste di tutti quelli, che gli +succedettero in tal professione. Dell’abbigliamento +di costui non vedevasi che +una lunga sottana di traliccio nero, stretta +da un cinturino di cuoio dello stesso +colore, dalla quale pendea in luogo di +sciabola un lungo calamaio da scuola. Il +suo staffile si mostrava dall’altra parte a +guisa di frusta d’Arlecchino. Teneva +fra le mani un volume tutto sfasciato, +ch’era quello su di cui stava meditando +nella sua stanza. +</p> + +<p> +Nel vedere un uomo del portamento +nobile di Tressiliano, su di che, il pedagogo +poteva intendersene meglio degli +<span class="pagenum" id="Page_9">[9]</span> +altri abitanti di quel miserabile paese, +si levò la berretta e il salutò in questa +foggia: <i>salve domine. Intelligis ne linguam +latinam?</i> Tressiliano volle far prova +del suo sapere, e sì gli rispose: <i>Latinae +linguae haud penitus ignarus, venia +tua, domine eruditissime, vernaculam +libentius loquar.</i> +</p> + +<p> +Tale risposta in latino produsse sul +maestro di scuola l’effetto medesimo, che, +a quanto si dice, opera il segno dei franchi +muratori sui fratelli della mestola. +Il prese tosto grande sollecitudine in verso +il dotto viaggiatore, ed ascoltò con molta +attenzione la storia del suo cavallo sferrato; +poi gli si fece a dire in tuono solenne: +«Ella potrebbe sembrare semplicissima +cosa, <i>doctissime domine</i>, il dirvi +che distante un miglio incirca <i>ab hoc tugurio</i>, +avvi il migliore <i>faber ferrarius</i>, +il più abile maniscalco, che abbia unqua +ferrato cavallo. Che se tal linguaggio +io mi tenessi con voi, ardisco dire +che sareste <i>voti compos</i> o, come si spiega +l’uomo volgare, all’apice de’ vostri +voti.» +</p> + +<p> +«Almeno, disse Tressiliano, avrò una +risposta confacevole alla mia interrogazione, +cosa che non par tanto facile in +questo paese.» +</p> + +<p> +«Veramente, soggiunse la vecchia, +<span class="pagenum" id="Page_10">[10]</span> +vi è sempre tempo per mandare un’anima +peccatrice a trovare Belzebù; che +torna lo stesso coll’insegnare ad una +creatura vivente la dimora di Wayland.» +</p> + +<p> +«Zitto, mia cara Gammer Sludge, la +interruppe il pedagogo, zitto. <i>Curetur +ientaculum</i>, e badate piuttosto a non +lasciare il frumento nel latte, che sta +cocendosi. Dovete por mente che questo +gentiluomo non è una delle vostre commari.» +Poi volgendosi a Tressiliano: +«Dunque, mio signore, voi vi chiamereste +<i>bis terque felix</i>, s’io v’insegnassi +ove sta questo maniscalco?» +</p> + +<p> +«Se non <i>bis terque felix</i>, avrei almeno +ciò che ora mi manca; cioè un +cavallo capace di condurmi sino alla fine +del mio viaggio, e <i>fuor di gittata della +vostra erudizione</i>» disse solo in animo +suo queste ultime parole. +</p> + +<p> +«<i>O caeca mens mortalium!</i> sclamò +quel dottor di campagna. Sapete voi al +giusto quello che vi domandate? Disse +pur bene Giovenale: <i>Numinibus vota +exaudita malignis!</i>» +</p> + +<p> +«Signore, soggiunse Tressiliano, la +vostra erudizione è tanto al di sopra della +mia intelligenza, che vi prego scusarmi, +se vado a procacciarmi in altra parte indizii +per me più facili da comprendersi.» +</p> + +<p> +«Ecco come tutti gli uomini son fatti! +<span class="pagenum" id="Page_11">[11]</span> +Fuggono da chi li vuole instruire. Quintiliano +disse con verità....» +</p> + +<p> +«Vi prego, signore, non disturbiamo +il riposo di questo illustre Romano, e +ditemi se la vostra sapienza degnerà discendere +alla mia pochezza tanto d’informarmi, +s’io potrò qui trovare qualche +albergo per far ristorare il mio cavallo +finchè lo abbian ferrato.» +</p> + +<p> +«Questa cosa sarà molto facile, o signore, +perchè comunque in questo povero +villaggio, <i>nostra paupera regna</i>, +non si trovi ciò che chiamasi <i>hospitium</i> +in forma, pure avendo voi qualche cognizione, +o almeno tintura di lettere, +impiegherò il mio credito presso la padrona +di casa, perchè ella vi somministri +una scodella d’ottimo frumento cotto +nel latte, nudrimento sanissimo, di +cui nessun autore latino parlò. Quanto +al vostro cavallo, verrà messo nella stalla, +e gli si appresterà un fascio del miglior +fieno, di cui la nostra buona Sludge va +provveduta a dovizia, e provveduta tanto, +che la sua vacca vi si seppellisce +dentro fino alle corna; onde potrebbe +dirsi <i>foenum habet in cornu</i>. Che se vi +piace impartirmi l’onore della vostra compagnia +per far colezione, il banchetto +non vi costerà nulla, <i>ne semissem quidem</i>, +poichè la nostra Gammer Sludge mi ha +<span class="pagenum" id="Page_12">[12]</span> +grandi obbligazioni per le cure datemi +ad allevare il suo unico erede, Dick, +<i>vel</i> Riccardo, fanciullo che dà grandi +speranze, ed al quale felicemente ho +fatto far tutto il viaggio per traverso agli +elementi della lingua latina.» +</p> + +<p> +«Che Dio ve ne renda quel merito +che non potrò io, sig. Holyday, disse +allora la vecchia; e quanto a questo degno +gentiluomo, se vuole accettare la nostra +colezione, questa comparirà sulla +tavola in un batter d’occhio. Non ho poi +l’anima così vile da pretendere nemmeno +un soldo per aver dato da colezione +ad un uomo e ad una bestia.» +</p> + +<p> +Pensando allo stato in cui trovavasi il +suo cavallo, Tressiliano non credè poter +far nulla di meglio dell’accettare un +invito offertogli con tanta dottrina per +una parte, per l’altra con tanta ospitalità. +Il prese anche lusinga, che quando +il buon pedagogo sarebbe una volta +sazio di sfoggiare la sua sapienza, gl’indicherebbe +finalmente la dimora di questo +sospirato maniscalco. Entrò dunque +nella capanna, e postosi a tavola con +Erasmo Holyday, prese la sua parte di +frumento cotto nel latte, e ascoltò per +buona mezz’ora il dotto racconto, che +il maestro gli fece dell’intera sua vita; +senza che mai capitasse a Tressiliano il +<span class="pagenum" id="Page_13">[13]</span> +momento di trarre il discorso sulla cosa +per lui più importante. Il lettore ne avrà +per iscusati se non teniamo dietro al +sapiente personaggio in tutte le particolarità +di cui presentò Tressiliano, e se +ci limitiamo ad offerirgliene il seguente +epilogo. +</p> + +<p> +Il nostro maestro era nato in Hogsnorton, +paese, ove, giusta un proverbio popolare, +i porci sonano l’organo; ed egli +interpretava allegoricamente un tale proverbio, +che secondo lui si riferiva ai porci +di Epicuro, fra i quali Orazio si +dava vanto di annoverarsi. Il nome d’Erasmo +gli veniva in parte dall’avere avuto +per padre il figlio di una celebre lavandaia, +la quale teneva cura della biancheria +di quel sommo filosofo che portava +lo stesso nome, e ciò per tutto il +tempo ch’egli rimase ad Oxford; impiego +per vero dire non privo di difficoltà, +perchè il ridetto sapiente non aveva +al suo comando che due camicie, l’una +delle quali, al dire della stessa lavandaia, +sospirava il momento che l’altra +fosse imbianchita. Il sig. Holyday andava +superbo di possedere ancora gli avanzi +di una di queste camicie, che la sua nonna +si era appropriata per pareggiare l’ultimo +conto. Ma il nostro Holyday credeva +che una cagione ben più possente, +<span class="pagenum" id="Page_14">[14]</span> +e più rilevante avesse regolata la scelta +del nome datogli di Erasmo. Ed era questa +cagione un segreto presentimento venuto +nella madre del fanciullo, quando +lo portavano al battesimo, ch’egli possedesse +cioè un genio segreto, per cui la +sua fama un dì sorgerebbe a pari con +quella del celebre Olandese. +</p> + +<p> +Il predicato di maestro di scuola, che +univasi nell’Holyday, trasse costui ad +una dissertazione anche più lunga, che +non fu quella instituita sul nome battesimale. +Egli inclinava a credere, che portava +questo nome di Holyday, <i>quasi lucus +a non lucendo</i>, perchè dava poche +vacanze alla sua scolaresca‍<a class="tag" id="tag1" href="#note1">[1]</a>. «Egli è +in tal modo, diceva egli, che il maestro +di scuola vien nominato dagli autori classici +<i>ludi magister</i>, perchè non permette +il giocare ai ragazzi, che gli son confidati.» +Pensava poi ancora, che a tal nome +si potesse dare un’altra interpretazione, +e supporre si riferisse ad una prerogativa, +ch’ei dicea possedere in grado +eminente, e ch’egli sfoggiava ogni qualvolta +accadea ordinare giochi scenici, danze, +o altri divertimenti d’un giorno +<span class="pagenum" id="Page_15">[15]</span> +festivo‍<a class="tag" id="tag2" href="#note2">[2]</a>. E di questa abilità, a suo +dire aveva fatto prova alla presenza di +personaggi d’altissimo riguardo, così in +provincia, come alla corte, e soprattutto +dinanzi al nobile conte di Leicester. +</p> + +<p> +«E benchè sembri, soggiunse egli, +che questo personaggio m’abbia ora posto +in dimenticanza, attesi i suoi grandi +affari, non ho minor sicurezza che se +dovesse ordinare qualche festa per ricreare +sua Maestà, si vedrebbe più d’un +cavaliere, mandato da lui a rintracciare +l’umile capanna di Erasmo Holyday. Intanto, +<i>contentus parvo</i>, ascolto i miei +allievi che vanno declinando i nomi e +coniugando i verbi, e passo il tempo +che mi rimane col soccorso delle muse. +E mi credo tanto beato che ho sempre +sottoscritto la mia corrispondenza coi dotti +stranieri, <i>Erasmus ab die fausto</i>, e +per questo titolo ho goduto della considerazione +dovuta ai sapienti; e vi dirò +di più che l’erudito Diedrich Bucherscochio +ha dedicato <i>Erasmo ab die fausto</i> +il suo Trattato sulla lettera greca <i>Tau</i>. +In somma, o signore, io fui sempre un +uomo felice e distinto.» +</p> + +<p> +<span class="pagenum" id="Page_16">[16]</span> +</p> + +<p> +«Possiate lungamente godere di questa +medesima felicità, disse Tressiliano; +ma permettete ch’io mi valga dell’istesso +vostro dotto linguaggio, e vi chieda <i>quid +hoc ad Iphycli boves</i>? Qual corrispondenza +ha tutto ciò con un cavallo sferrato?» +</p> + +<p> +«<i>Festina lente:</i> noi verremo anche a +questo. Dovete sapete, che, due o tre +anni fa, capitò in questi dintorni un +uomo, il quale davasi il nome di dottore +Doboobie, benchè probabilmente non +sia stato mai neppure <i>magister artium</i>, +a meno che non fosse stato creato dottore +per la grazia di un ventre affamato. +O se costui aveva qualche grado nelle +scienze, glielo conferì il diavolo, perchè +era un uomo furbo, e che praticava +ciò, che i volgari chiamano <i>magia bianca</i>. +M’accorgo, signore, che vi date +alla impazienza: voi divenite <i>impatiens +morae</i>. Ma se un uomo non vi racconta +una storia alla sua usanza, qual mallevadore +avete voi che la possa raccontare +alla vostra?» +</p> + +<p> +«Ebbene, signore, raccontatela come +volete; fate solamente che non sia tanto +lunga, perchè il tempo stringe.» +</p> + +<p> +«Io non vi starò dunque a dire (ripigliò +l’Holyday con una costanza invariabile +il suo discorso) non vi starò a +<span class="pagenum" id="Page_17">[17]</span> +dire che questo Demetrio (si faceva egli +dare tal nome nei paesi stranieri ove andava) +fosse veramente uno stregone, ma +è certo che si dava per iniziato all’ordine +mistico dei Rosa-croce, e per un +discepolo del Geber, <i>ex nomine cuius venit +verbum vernaculum</i> gabeur. Costui +guariva le ferite compiendo certi lavori +sullo strumento istesso che le avea fatte; +dava la buona ventura per via della +Chiromanzia; non aveva d’uopo che d’un +setaccio per discoprire le cose rubate; +sapeva raccogliere la semenza di felce +maschia, fornita della virtù di rendere +invisibili gli uomini; pretendeva di essere +al momento di trovare la panacea +universale, e possedea l’arte di convertire +il piombo di buona qualità in argento, +però di bassa lega.» +</p> + +<p> +«O in altri termini, disse Tressiliano, +era un ciarlatano, un impostore. +Ma tutto questo che cosa ha di comune +col mio cavallo, e col ferro che gli manca?» +</p> + +<p> +«Con un poco di pazienza lo saprete +subito, rispose il prolisso nostro erudito. +Pazienza dunque, o mio signore! la qual +parola, al dire di Marco Tullio Cicerone +significa <i>difficilium rerum diurna perpessio</i>. +Il detto Demetrio Doboobie pertanto, +dopo avere stordito il popolo, cominciò +<span class="pagenum" id="Page_18">[18]</span> +a pompeggiare <i>inter magnates</i>, +in mezzo ai gran signori, ed è verisimile +che si sarebbe grandemente innalzato, +se, stando ad una tradizione volgare +di cui non posso guarentire l’autenticità, +il diavolo non fosse un giorno +venuto per la ricuperazione de’ suoi +possedimenti, trasportandosi seco Demetrio, +di cui da quel tempo non si è più +mai inteso parlare. Eccoci ora alla <i>medulla</i>, +al midollo della mia storia. Questo +dottore Doboobie aveva un servo, +uno di quei poveri diavoli, che si chiamano: +<i>Giovanni-fa-tutto</i>; lo adoperava +egli ad accendere i suoi fornelli, a misurar +le sue droghe, a mescolare insieme, +a descrivere i circoli, ad accarezzare i +suoi pazienti <i>et sic de caeteris</i>. Ebbene! +Il dottore essendo sparito d’una maniera +tanto straordinaria, d’una maniera +che impresse terrore per ogni dove +del contado, il superstite <i>Fa-tutto</i> fu +preso dalla fantasia di esclamare col nostro +amico Virgilio: <i>Uno avulso non deficit +alter</i>. E come fa un giovine di mercante, +che divien capo della bottega, +accadendo o la morte del suo padrone, +o che questi dismetta il commercio, Wayland, +(vero nome del nostro <i>Fa-tutto</i>) +assunse il risicoso mestiere del suo principale. +È vero che il mondo è generalmente +<span class="pagenum" id="Page_19">[19]</span> +propenso a prestar fede ai discorsi +di quei millantatori, i quali prendendo +il titolo di dottori di medicina, e +pompeggiando di scienza presa ad imprestito, +non sono in sostanza fuorchè saltimbanchi +e ciarlatani. Ma il povero Wayland +non aveva tanta abilità per buttar +polvere negli occhi alla gente; onde +non v’era un rustico che non gli volgesse, +travestendoli in sua favella, questi +versi di Persio: +</p> + +<div class="poem"><div class="stanza"> +<p class="i01">«<i>Diluis helleborum, certo compescere puncto</i></p> +<p class="i01">«<i>Nescius examen? Vetat hoc natura medendi</i>.»</p> +</div></div> + +<p> +I quali versi, mia buona Gammer Sludge, +vogliono dire: <i>tu ti frammetti in +preparar droghe, tu che non sai in qual +dose debbano entrare nella tua pozione. +Il Dio della medicina te lo divieta</i>. Aggiugnete, +o signore, che il cattivo nome +del suo padrone, il fine straordinario e +sospetto che costui avea fatto, o almeno +il subitaneo suo scomparire, faceano +sì, che nessuno, eccetto coloro +che non credono nulla nè in questo +mondo nè nell’altro, nessuno, dico, andasse +a chiedere pareri al successore di +Demetrio. E sarebb’egli probabilmente +morto di fame, se il demonio, che gli +si è messo a’ fianchi dopo la morte, o +sparizione, o partenza, come volete chiamarla, +del dottore, non gli avesse inspirato +<span class="pagenum" id="Page_20">[20]</span> +un nuovo espediente. Sia che costui +debba al diavolo tal cognizione, sia +che l’abbia imparata in giovinezza, egli +ferra i cavalli meglio che nol faccia il +primo maniscalco dell’Inghilterra. Laonde +rinunziando alla cura de’ bipedi, di +quegli animali forniti sol di due gambe, +e privi di penne, che i volgari chiamano genere +umano, si limita ora al mestiere +di maniscalco.» +</p> + +<p> +«Oh! ci siamo finalmente! sclamò +Tressiliano. E ferra egli veramente a +dovere i cavalli? Ove alloggia? Indicatemi +sul momento la sua dimora.» +</p> + +<p> +«<i>Oh caeca mens mortalium!</i> ho già +adoperata un’altra volta questa citazione, +ma cerco invano in tutti gli autori +classici un passo capace di fermare +chi vuol correre al suo precipizio. — Ascoltate +quai patti quest’uomo mette +al suo lavoro prima di risolvervi a correre +il rischio di fidarvi a lui.» +</p> + +<p> +«Nessuno gli paga il danaro della sua +opera» non potè starsi dal dire la vecchia, +che rimaneva a bocca aperta, e +cogli occhi fisi sul maestro, beandosi +ad ogni parola ch’ei pronunziava. Ma +questa interrogazione non andò al verso +del dotto Holyday più di quanto gli fossero +piaciute tutte l’altre interrogazioni +che il viaggiatore gli fece sopportare. +</p> + +<p> +<span class="pagenum" id="Page_21">[21]</span> +</p> + +<p> +«Zitto là! Gammer Sludge, sclamò +egli, <i>sufflamina</i>. Tocca a me lo spiegare +per intero come sta la cosa al rispettabile +nostro ospite. Questa buona +donna non ha mentito, o signore. Non +può dirsi, che questo <i>faber ferrarius</i>, +altrimenti detto maniscalco, riceva danaro +dalle mani di nessuno.» +</p> + +<p> +«Ed è sempre più una prova, che +egli ha patto col diavolo, interruppe +nuovamente la vecchia; perchè non vi +fu mai buon cristiano che ricusasse la +mercede dell’opera prestata.» +</p> + +<p> +«Anche questa volta la buona donna +ha toccato il punto, disse il pedagogo: +<i>rem acu tetigit</i>. Egli è verissimo, che +Wayland non prende danaro, perchè +non vuole nemmeno che nessuno lo veda.» +</p> + +<p> +«Ma come fa, e come può essere, +sclamò Tressiliano, che un pazzo, perchè +come tale soltanto io lo riguardo, +s’intenda del suo mestiere?» +</p> + +<p> +«Qui poi, o signore, bisogna far giustizia +al diavolo. <i>Mulciber</i>, e tutti i suoi +Ciclopi non potrebbero intendersene meglio. +Ma non per questo sarà mai cosa +d’uomo saggio il prevalersi dell’opera +o del consiglio d’un tristo, collegato evidentemente +coll’autore di tutti i mali.» +</p> + +<p> +«Eppure voglio correre questo rischio, +sig. Holyday, e poichè il mio cavallo +<span class="pagenum" id="Page_22">[22]</span> +avrà a quest’ora finito di mangiare la +sua biada, non mi rimane che ringraziarvi +della buona accoglienza fattami, +e pregarvi ad un tempo che m’indichiate +la dimora di quest’uomo, ond’io +possa continuare il mio cammino.» +</p> + +<p> +«<i>Do manus</i>. Acconsento, chiamando però +in testimonio l’Universo, che vi ho +pienamente avvertito del pericolo cui vi +esponete bazzicando in tal foggia con Satanasso. +Non vi ci condurrò già io medesimo, +ma vi darò per guida il mio +allievo, il piccolo Riccardo. <i>Ricarde, +adsis, nebulo</i>.» +</p> + +<p> +«Con vostra buona licenza, non ne +farete niente, gridò tosto la vecchia. Mettete +la vostr’anima in pericolo, se ciò +vi dà gusto; ma il piccolo Dick non si +frammetterà in questo negozio. Mi par +fin impossibile, mio caro sig. Holyday, +che un uomo, quale vi siete, sogni solamente +di dar sì fatto incarico al vostro +scolaro.» +</p> + +<p> +«Ponete mente, mia cara Gammer +Sludge, disse il maestro, che Riccardo +non farà altra cosa, fuorchè salire sulla +cima della collina, e indicare col dito a +questo degno forestiere il luogo ove dee +trasferirsi. E poi non può accadergli +nessun sinistro, perchè questa mattina +ha letto a digiuno un capitolo dei Settanta, +<span class="pagenum" id="Page_23">[23]</span> +e recitata la sua lezione del Nuovo +Testamento Greco.» +</p> + +<p> +«È anche vero, soggiunse la nonna, +che gli ho cucito entro il collare della +sua camiciuola un ramiscello dell’olmo +contro le streghe, e lo feci fin da quando +questo maledetto incantatore cominciò +ad operar sortilegi sugli uomini e sulle +bestie». +</p> + +<p> +«E poichè va spesso per suo diporto +a vederlo, come almeno ne ho grande +sospetto, aggiunse il maestro, può bene +per una volta avvicinarsi alla sua casa +per far servigio ad un viaggiatore. Dunque +<i>Heus, Ricarde adsis, quaeso, mi +didascale</i>.» +</p> + +<p> +L’allievo uditosi chiamare con voce +sì caricata, comparve nella stanza. Al +vederne la statura, non gli si sarebbero +dati che dodici o tredici anni, benchè +ne avesse probabilmente due di più. +Goffa ne era l’andatura, disavvenenti +le forme, mal fatto il corpo; pure nella +fisonomia mostrava spirito, o piuttosto +malignità. Avea capelli rossi e mal composti, +un naso stiacciato, un mento fatto +a galoscia, due occhi grigi che pareano +forati con un succhiello, e che senza +potersi dir loschi, mandavano raggi +alquanto obbliqui, onde non era facile +guardarlo in volto senza esser preso da +<span class="pagenum" id="Page_24">[24]</span> +voglia di ridere. Per compiere questa +pittura ed accrescerle vezzo, Gammer +Sludge se lo strinse fra le braccia, chiamandolo +perla di beltà, e colmandolo di +carezze, alle quali egli non corrispondeva +meglio che col cercar di sottrarsene. +</p> + +<p> +«<i>Ricarde</i>, gli disse il precettore, fa +d’uopo che vi portiate sull’istante, cioè +<i>protinus</i>, sulla cima della collina per +indicare a questo signore la fucina del +maniscalco Wayland.» +</p> + +<p> +«Qual bella commissione che mi date! +(rispose quel ragazzo, esprimendosi con +maggiore aggiustatezza che non ne avrebbe +aspettata da lui Tressiliano). Chi vi +giura poi ch’io ritorni, e che il diavolo +non mi porti via?» +</p> + +<p> +«Sicuramente, sclamò la vecchia, e +voi avreste dovuto pensarci più d’una +volta, sig. Holyday, prima di appoggiare +un tale incarico al mio Beniamino. È +questo il modo che mi contraccambiate +perchè vi do vitto e vestito?» +</p> + +<p> +«<i>Nugae</i>, Gammer Sludge; mi fo mallevadore +che Satanasso, se pur Satanasso +entra in questa faccenda, non gli tocca +solamente uno de’ suoi capelli. Egli è in +grado di ripetere il <i>Pater noster</i> al pari +di chiunque altro, e può scongiurare il +demonio in latino: <i>Eumenidum stygiumque +nefas.....</i>» +</p> + +<p> +<span class="pagenum" id="Page_25">[25]</span> +</p> + +<p> +«Ed ho cucito, aggiunse la vecchia, +nella manica del suo vestito alcune foglie +di frassino di montagna, ciò che +vale più di tutto il vostro latino; ma +non v’è bisogno per questo di andare +a cercare il diavolo, nè i suoi colleghi.» +</p> + +<p> +«Mio buon giovinetto (disse allora +Tressiliano, cui parve leggere nella fisonomia +di quel ragazzo molta propensione +a far piuttosto la volontà propria che +quella di nessuno), io vi donerò un <i>groat</i> +d’argento‍<a class="tag" id="tag3" href="#note3">[3]</a> se non ricusate condurmi +alla fucina del maniscalco.» +</p> + +<p> +Riccardo allora fece d’occhio a Tressiliano, +come promettendogli di secondarlo, +e disse ad un tempo: «Io condurvi +dove sta Wayland! Non vi ho già +detto che il diavolo potrebbe portarmi +via, come il gatto, osservate là, porta +via in questo momento una delle galline +di mia nonna?» e nel dir ciò guardava +verso la finestra. +</p> + +<p> +«Al gatto, al gatto» si diede a gridare +la vecchia, nè pensando più che alla +sua gallina, corse nel cortile con tutta +quella prestezza, che le permisero le +sue gambe. +</p> + +<p> +<span class="pagenum" id="Page_26">[26]</span> +</p> + +<p> +«Adesso è il momento, disse Riccardo +a Tressiliano. Prendete il cappello. +Tirate di stalla il cavallo, e preparate +il <i>groat</i> d’argento che mi prometteste.» +</p> + +<p> +«Adagio, adagio, <i>sufflamina Ricarde</i>» +disse il maestro. +</p> + +<p> +«Non pensate a me, rispose Riccardo, +e pensate in vece al modo di scusarvi +con mia nonna perchè m’avete mandato +a casa del diavolo per le poste.» +</p> + +<p> +Il pedagogo conoscendo tutto il peso +della guarentigia, che stava per gravitargli +addosso, volle unire i gesti ai +precetti, onde si avanzò contra il discepolo +per impedirgli il partire. Ma +Riccardo, che non mancava di lestezza, +fu d’un salto fuor della capanna, +e leggiero al pari d’un cervo, aggiunse +ad una vicina altura, intantochè +Holyday sicuro per esperienza che +non avrebbe potuto far a correre col suo +discepolo ebbe ricorso a tutti gli epiteti +più carezzevoli, che il suo vocabolario +latino gli suggerisse per determinarlo +a tornare addietro. Ma nè i <i>mi +anime</i>, nè i <i>corculum meum</i>, nè tutte le +altre tenerezze di sì fatta natura produssero +alcun effetto. Il tristarello fece orecchie +da mercante, e dall’altura di cui +si era impadronito, saltellando tal quale +<span class="pagenum" id="Page_27">[27]</span> +si descrivono gli spiriti che ballano a +chiaro di luna, facea segno al suo nuovo +conoscente di raggiugnerlo prestamente. +</p> + +<p> +Tressiliano non perdè tempo nel correre +alla stalla, e nel ritrarne il cavallo +per seguir tosto il suo piccolo conduttore. +Ringraziato il pedagogo della +concedutagli ospitalità, gli fece accettare +quasi a forza una ricompensa, che +però parve ne calmasse alquanto il terrore +in cui stavasi, pensando al momento +che sarebbe tornata la vecchia. +Nè molto ella indugiò a ricomparire; +perchè il cavaliere, e la sua guida erano +ancora poco lontani, allorchè udirono +gli acuti strilli d’una voce femminile, +che si mescolavano alle classiche citazioni +del dotto Erasmo Holyday. Ma +Riccardo, sordo così alla voce della tenerezza +verso l’ava, come a quelle dell’autorità +magistrale, marciava d’un passo +intrepido a fianco di Tressiliano, contentandosi +di dire, che se li prendea la +raucedine, poteano lambire la pentola, +ove si conserva il miele; poichè quanto +al contenuto, ei se l’era tutto mangiato +il dì innanzi. +</p> + +<div class="chapter"> +<p><span class="pagenum" id="Page_28">[28]</span></p> + +<h2 class="nosp">CAPITOLO II.</h2> +</div> + +<div class="poem-container"> +<div class="poem inl"><div class="stanza"> +<p class="i01">»Gli eran, dimora una spelonca oscura,</p> +<p class="i01">»Compagno un nano che mettea paura.</p> +<p class="i12"> <i>Spencer</i>.</p> +</div></div> +</div> + +<p> +«Siamo ancora molto lontani, mio bel +fanciullo?» chiese Tressiliano alla sua +giovine guida, dopo che ebbero fatto alcuni +minuti di strada. +</p> + +<p> +«Come mi chiamate voi?» disse il +ragazzo, fissando in esso que’ suoi due +occhi grigi pieni di vivacità. +</p> + +<p> +«Vi chiamo, mio bel fanciullo. Fors’è +che questa cosa vi offende?» +</p> + +<p> +«Niente affatto. Ma se vi trovaste +tuttavia con mia nonna, e con Erasmo +Holyday, potreste cantare con essi a +coro quest’antica arietta: +</p> + +<div class="poem"><div class="stanza"> +<p class="i01">»Tutt’e tre, diam lode al vero,</p> +<p class="i01">»Siamo pazzi da legar:</p> +<p class="i01">»Vostro adesso sia il pensiero</p> +<p class="i01">»Di trovarne ove alloggiar.</p> +</div></div> + +<p> +«E perchè dite così?» +</p> + +<p> +«Perchè in tutto il mondo non vi sono +altri fuori di voi tre che mi chiamino +<span class="pagenum" id="Page_29">[29]</span> +bel fanciullo. Mia nonna mi dà +questo titolo, perchè l’età le ha indebolita +la vista, e la parentela gliel’ha +tolta affatto. Il sig. Holyday perchè vuol +dar nel genio alla nonna, e assicurarsi +il miglior posto vicino al fuoco, e la +più grande scodella di frumento cotto +nel latte. Quanto a voi, signore, i motivi +che avete, li saprete voi stesso.» +</p> + +<p> +«Ebbene! Se vi manca la bellezza, +non si può dire altrettanto della malizia. +I vostri compagni come vi chiamano?» +</p> + +<p> +«Lo spirito folletto; ed aggiungono altri +complimenti ad onore di questa mia +bellezza. Ma con tutto ciò son più contento +di tenermi il mio brutto volto, che +nol sarei se avessi una testa senza cervello, +simile a quella ch’essi portano +sulle spalle.» +</p> + +<p> +«Voi non temete dunque il maniscalco +che andiamo a trovare?» +</p> + +<p> +«Io temerlo! Fosse anche così diavolo +come lo fanno questi sciocchi, nemmeno +allora lo temerei. Ma benchè in +quest’uomo si trovi qualche particolarità +affatto straordinaria, non è un diavolo +più di quello che lo siate voi; non credeste +però, che dicessi tal cosa a tutto +il mondo.» +</p> + +<p> +«E perchè dunque la dite a me?» +</p> + +<p> +<span class="pagenum" id="Page_30">[30]</span> +</p> + +<p> +«Perchè voi non mi parete un uomo +sullo stampo di quelli che siam soliti +veder tutti i giorni; e benchè io mi conosca +orrendo quanto il peccato, non +vorrei per questo che mi reputaste un +giumento, tanto più che avrò qualche +giorno una grazia da domandarvi.» +</p> + +<p> +«E quale è questa grazia, o Riccardo +che non devo chiamare mio bel +fanciullo?» +</p> + +<p> +«Oh! se ve la dicessi adesso, me +la neghereste. Aspetterò, per farvi tale +inchiesta, che c’incontriamo insieme alla +Corte.» +</p> + +<p> +«Alla Corte! Divisate d’andare alla +Corte?» +</p> + +<p> +«Ah! Voi siete dunque un uomo fatto +all’usanza di tutti gli altri. Perchè mi +vedete sì brutto, andate pensando fra voi +stesso: <i>che cosa vorrebbe far costui alla +Corte?</i> Oh! fidatevi in Riccardo Sludge. +Non è per nulla che in questo paese sono +stato finora il gallo del pollaio, e +pretendo che la sostanza mi compensi +dell’apparenza.» +</p> + +<p> +«Ma che cosa dirà la vostra nonna +Gammer Sludge? che cosa dirà il signor +Erasmo Holyday vostro precettore?» +</p> + +<p> +«Diranno tutto quel che vorranno. +Mia nonna ha assai faccende nel contare +le sue galline, e il maestro nello +<span class="pagenum" id="Page_31">[31]</span> +staffilare i suoi scolari. Oh! sarebbe gran +tempo che gli avrei lasciati a custodire +le loro pecore, e che avrei voltate le +calcagna a questo sgraziato villaggio, se +il sig. Holyday non mi promettea di +darmi da rappresentare una parte nella +prima festa che sarà regolata da lui; +e si dice che se ne stia preparando una +ben grande.» +</p> + +<p> +«E dove sarà questa gran festa, mio +piccolo amico?» +</p> + +<p> +«In un castello, dalla parte di tramontana, +ma lontano assai dalla contea +di Berk, e <i>Dominus</i> pretende che non +si potrà farla senza di lui. Può darsi +che abbia ragione. Egli non è pazzo, +sappiatelo, la metà di quello che comparisce, +soprattutto quando si mette ad +un’impresa di cui s’intenda. Egli è in +grado di recitar versi quanto un bravo +personaggio da teatro, e nonostante se +lo incaricaste di portar via un uovo di +sotto un’oca, vi giuro, che si lascerebbe +dar beccate dalla chioccia.» +</p> + +<p> +«E voi dovete sostenere una parte +nella prima festa?» disse Tressiliano, +il quale incominciava a prender diletto +nell’intertenersi con un fanciullo, che +mostrava col suo dire di non essere sfornito +nè d’un certo coraggio, nè d’una +tal quale accortezza per valutare gli uomini. +</p> + +<p> +<span class="pagenum" id="Page_32">[32]</span> +</p> + +<p> +«Sì: devo sostenere una parte. Il +maestro me l’ha promesso, e se non +mi mantiene la parola, tanto peggio per +lui. Perchè se gli salta nella fantasia di +volermi mettere il morso fra i denti, e +farmi volgere la testa dalla banda del villaggio, +gli do una tal trinciata di briglia +che andrà giù di sella, e si fracasserà +tutte l’ossa. Per altro mi spiacerebbe +fargli male; perchè, noioso come +lo provaste, si è preso molti fastidi +per insegnarmi tutto quello che sa egli +medesimo. Ma eccoci alla fucina del +maniscalco Wayland.» +</p> + +<p> +«Voi scherzate, caro amico. Io qui +non vedo che una collina su di cui stanno +grandi pietre ordinate in circolo. Ne +osservo là in mezzo una più grossa dell’altre, +e tutto ciò mi fa ricordare certi +antichi sepolcri, che si vedono tuttavia +in Cornovaglia.» +</p> + +<p> +«Ebbene, quella grossa pietra posta +in mezzo all’altre è il banco del maniscalco. +È là che dovete mettere il vostro +danaro.» +</p> + +<p> +«Che significa questa pazzia?» domandò +Tressiliano, che cominciava ad +impazientirsi, e a sospettare che il ragazzo +si volesse divertire a spese di lui. +</p> + +<p> +«È d’uopo (continuò Riccardo facendo +una contorsione come di chi vuol +<span class="pagenum" id="Page_33">[33]</span> +frenare il riso) che voi attacchiate il +vostro cavallo a quella pietra, dove vedete +un anello di ferro, e che gettiate +un <i>groat</i> d’argento su quella di mezzo; +dopo di che, darete tre fischi, uscirete +fuori del cerchio, e andrete a sedervi +dietro di questa macchia, senza guardare +nè a destra nè a manca, sintanto +che ascolterete battere il martello. Allora +reciterete tre <i>pater noster</i>, ovvero conterete +i numeri dall’uno al cento, che +tornerà poi allo stesso. Ritornato indi +entro al cerchio, troverete sfumato il +vostro denaro, e ferrato il cavallo.» +</p> + +<p> +«Sfumato il denaro; è ciò di che non +dubito punto; ma quanto al restante... +Ascoltatemi, Riccardo; io non sono il +maestro; ma se vi credeste di usarmi +qualcuna delle bindolerie che forse vi +saran famigliari, saprò fare le veci d’Erasmo, +e vi giuro che non isfuggirete al +castigo.» +</p> + +<p> +«Se vi riuscirà trappolarmi» rispose +il ragazzo, e in ciò dire fece gamba +con tal prestezza, che Tressiliano, ritardato +dal peso de’ propri stivali non +valse a raggiungerlo. E quanto raddoppiava +in lui il dispetto era, che questo +piccol ribaldo non sembrava già fuggire +colla fretta di chi si crede in pericolo +o di chi ha paura. Si fermava di +<span class="pagenum" id="Page_34">[34]</span> +distanza in distanza, quasi provocando +Tressiliano ad inseguirlo, e quando se +lo vedeva vicino, correva colla rapidità +del vento, facendo giravolte, in modo +da non allontanarsi dal cerchio d’onde +era partito, e attorno al quale aggiravasi. +</p> + +<p> +Stanco finalmente Tressiliano, si fermò, +e stava quasi per cessare dal corrergli +dietro, limitandosi a maledire con +tutto il cuore il deforme simiotto che gli +fece sì brutto scherzo; allorchè Riccardo +collocatosi sopra una piccola altura, +rimpetto a lui, si diede a batter le mani, +ad accennarlo col dito, e a far tutte +le smorfie d’un ragazzo che prende +a gabbo chi nol può raggiungere. Non +sapeva bene Tressiliano se dovesse ridere +o andare in collera; ma finalmente, +deliberato almeno d’intimorire il ragazzo, +risalì a cavallo, giudicando che +così gli sarebbe arrivato addosso senza +difficoltà. +</p> + +<p> +Allorchè Riccardo s’accorse di questo +disegno: «Aspettate un momento, +gridò: solo un momento. Piuttosto che +vedere lo strazio del vostro bel cavallo +dalle zampe sferrate, tornerò a voi, se +però mi promettete di non toccarmi.» +</p> + +<p> +«Io non fo patti con un tristo della +tua sorte, disse Tressiliano, e fra un momento +tu sarai a mia discrezione.» +</p> + +<p> +<span class="pagenum" id="Page_35">[35]</span> +</p> + +<p> +«Forse sì e forse no, sig. viaggiatore. +Voi non sapete dunque che qui +vicino sta una palude capace d’inghiottire +tutti i cavalli della guardia della +Regina? Io vado a farvi la mia ritirata, +e vedremo se vi darà l’animo di seguirmi +fin là.» +</p> + +<p> +Tressiliano osservò di fatto essere oltre +l’altura uno spianato, coperto di giunchi +e pieno di frane; laonde giudicando +che per questa parte almeno Riccardo +non lo ingannava, decise conchiuder la +pace con un nemico sì lesto e sì risoluto. — «Vieni, +gli disse, vieni, bricconcello: +prometto in fede di gentiluomo +che non ti farò alcun male.» +</p> + +<p> +Il fanciullo corrispose a tale invito +senza titubare un istante, e scendendo con +passo deliberato, avea gli occhi fisi sopra +Tressiliano, che smontato da cavallo, +e tenendo in mano la briglia, si +sentiva mancare il fiato per la corsa fatta, +intanto che sulla fronte di quel diavoletto +non compariva una sola gocciola +di sudore. +</p> + +<p> +«Ah! direte ora, o perversa creatura; +per qual cagione mi trattate in tal guisa? +Qual era il vostro disegno nel raccontarmi +l’assurda favola, che volevate mi prendessi +per vera? Conducetemi una volta +alla fucina di questo maniscalco, e vi +<span class="pagenum" id="Page_36">[36]</span> +regalerò di che comprarvi poma per +tutto l’inverno.» +</p> + +<p> +«Voi potreste donarmi tutte le poma +che nascono in un verziere, nè io saprei +ripetervi che le medesime cose. Attaccate +il cavallo a quell’anello, mettete +il denaro sulla pietra, date tre fischi +e andate a sedere dietro la macchia. Vi +prometto di non dipartirmi dal vostro +fianco, e vi do licenza di torcermi il collo, +se due minuti dopo che saremo seduti, +non udirete il maniscalco a batter l’incude.» +</p> + +<p> +«Bada bene, perchè se tu mi fai fare +una figura ridicola per prenderti spasso, +potrei esser tentato a pigliarti in parola. +Facciamo dunque le prime prove sull’effetto +del tuo talismano. Ecco il mio cavallo +attaccato a questa pietra, ecco un +<i>groat</i> d’argento su quest’altra, e darò +anche i tre fischi.» +</p> + +<p> +«Oh! non è così che si fischia. Un +barbaggianni che non abbia anche messe +le penne, sa far meglio da starsene nel +suo nido. Bisogna fischiare più forte, se +volete che il maniscalco vi possa udire. +Perchè chi sa adesso dove si trovi? egli +sta forse nelle scuderie del re di Francia.» +</p> + +<p> +«Tu m’hai però detto che non è un +diavolo.» +</p> + +<p> +«Uomo o diavolo che sia, ho già +<span class="pagenum" id="Page_37">[37]</span> +capito, converrà che faccia io le vostre +veci.» Detto ciò diede tre fischi acuti +tanto, che Tressiliano si turò le orecchie. +«Questo si chiama ben fischiare, soggiunse +il ragazzo, andiamo ora dietro la +macchia, o non son più io, se il vostro +<i>dai piedi sferrati</i> non è ferrato dentr’oggi.» +</p> + +<p> +Tressiliano era curioso di vedere a +che intendesse tutto questo cerimoniale. +E per altra parte l’intrepidezza del ragazzo, +il quale mostrava tutt’altra voglia +che di fuggire, lo metteva in sospetto +che le conseguenze di un tal affare +potessero divenir serie. Pure si lasciò +condurre dietro la macchia, e venutogli +in mente che tutto ciò fosse una +gherminella per rubargli il cavallo, non +dipartì la propria mano dal collo di Riccardo, +risoluto che questo furfantello divenisse +ostaggio per il corridore. +</p> + +<p> +«Zitto! disse Riccardo. Siamo al momento. +Voi ascolterete lo strepito d’un +martello, che non è stato fabbricato da +mano d’uomini, e che ha la mazza fatta +di una pietra che precipitò dalla luna.» +Nè passò un istante, allorchè Tressiliano +udì uno strepito, non per vero dire, +più violento di quei che s’ascolta quando +un maniscalco ferra un cavallo. Ma +la singolarità delle circostanze, per cui +questo strepito si fece udire, e la natura +<span class="pagenum" id="Page_38">[38]</span> +del luogo, lontano a quanto parea da +ogni abitato, eccitò in Tressiliano un moto +involontario e più forte di quello che +la sola sorpresa produce. In quell’istante +medesimo guardando in volto il fanciullo, +e, dalla espressione maligna della costui +fisonomia, accorgendosi com’ei godesse +di vederlo in tale perplessità, si +persuase nel modo il più fermo che fosse +stata ordita anticipatamente una trama, +e fece risoluto proposito di saperne +l’autore, e il fine che in far ciò erasi +avuto. +</p> + +<p> +Nondimeno rimase tranquillo sintantochè +udì battere il martello, e ciò durò +appunto il tempo di cui abbisogna un +abile maniscalco per ferrare un cavallo. +Ma cessato appena lo strepito, invece di +aspettare che trascorressero i minuti dei +<i>pater noster</i> indicati a lui dal ragazzo, +snudando la sciabola si lanciò verso il +luogo della scena, e fatto il giro del bosco, +si accorse d’un uomo che portava +un grembiule di cuoio, quai gli usano +i maniscalchi, ma stranamente coperto +d’una pelle d’orso col pelo in fuori, +e sì avvolto il capo in una berretta +della stessa roba, che ne rimanevano in +gran parte nascoste le sue affumicate sembianze. +</p> + +<p> +«Tornate addietro, tornate addietro, +<span class="pagenum" id="Page_39">[39]</span> +sig. Tressiliano, gridò a tutta voce il +ragazzo, o vi metterà in quarti. Nessuno +può vederlo senza morire.» E veramente +l’invisibile maniscalco, fattosi +allora visibile, alzò il suo martello, e +parea si preparasse all’assalto, o per lo +meno alla difesa. +</p> + +<p> +Allorchè il fanciullo s’avvide, che nè +le sue grida, nè i modi minaccevoli del +maniscalco avevano forza di rattenere +Tressiliano, che coll’arme impugnata +sempre avanzavasi, cambiò stile, e ad +alta voce volse al fabbro tai detti: «Wayland, +guardatevi dal toccarlo. Egli è +un gentiluomo, è un vero gentiluomo, incapace +di lasciarsi atterrire.» +</p> + +<p> +«Tu m’hai dunque tradito, o Flibbertigibbet, +(gridò il maniscalco, che con +tal nome solea chiamare il ragazzo). Ma +per Dio! facesti un cattivo mercato.» +</p> + +<p> +«Chiunque tu sia, disse Tressiliano +voltosi al maniscalco, tu non corri alcun +rischio con me, ma è d’uopo che tu +mi dica il perchè eserciti il tuo mestiere +in un modo sì misterioso, e sì stravagante.» +</p> + +<p> +Al qual proposito rispose in tuono minaccevole +il fabbro: «Chi è che ardisce +interrogare il guardiano del castello di +<i>Cristallo di Luce</i>, il signore del <i>Leon +Verde</i>, il padrone del <i>Drago Rosso</i>? ritirati, +<span class="pagenum" id="Page_40">[40]</span> +allontanati, prima ch’io chiami +dagli abissi <i>Talpach</i> colla sua lancia di +fuoco a ridurti in atomi e in cenere;» ed +accompagnò tai detti coi gesti che loro +si confacevano, brandendo in aria formidabile +il suo martello. +</p> + +<p> +«Taci là, vile impostore, disse Tressiliano: +credi tu spaventarmi con questo +dialetto del tuo mestiere? seguimi tosto +innanzi ad un magistrato, se non vuoi +sapere come è fatto il filo della mia sciabola.» +</p> + +<p> +«Acquetati, buon Wayland, disse +Riccardo, le parolone non ti gioveranno +nulla in quest’oggi, e conviene prendere +la cosa in altro tuono.» +</p> + +<p> +«Io credo, signore, (disse il maniscalco +in aria sommessa, e abbassando +il martello) che quando un pover’uomo +fa bene i suoi affari, gli sia permesso +il farli nel modo che più gli conviene. +Il vostro cavallo è ferrato, il maniscalco +non avanza nulla. Che vi resta +da far meglio del rimontare a cavallo, +e continuare per la vostra via?» +</p> + +<p> +«Sì, mi resta da far meglio, rispose +Tressiliano, perchè è dovere d’ogni uomo +onesto lo smascherare i ciarlatani e +gl’impostori. Questo tuo modo di vivere +fa che io ti sospetti d’essere l’uno +e l’altro.» +</p> + +<p> +<span class="pagenum" id="Page_41">[41]</span> +</p> + +<p> +«Se voi siete a ciò risoluto, o signore, +non potrò salvarmi che usando la +forza, nè vorrei adoperarla contro di voi, +signor Tressiliano. (Ognun giudica come +il Cavaliere restasse maravigliato in +udire il suo nome profferito da costui). +Non che io tema le vostre armi, continuò +il maniscalco, ma perchè mi è noto +quanto voi siete generoso ed umano, e +che voi amereste meglio trar dagl’impacci +uno sfortunato, anzi che cagionargliene +dei maggiori.» +</p> + +<p> +«Questo è parlar bene, o Wayland (disse +il ragazzo che con inquietudine aspettava +la conclusione di un tale intertenimento). +Ma scendiamo nella vostra caverna: +sapete pure che l’aria aperta vi pregiudica +nella salute.» +</p> + +<p> +«È vero,» rispose il maniscalco, e portandosi +verso la macchia, dalla banda +più vicina al cerchio di pietre, ed opposta +a quella ove Riccardo aveva condotto +Tressiliano nel durare della misteriosa +faccenda, fu presto ad una porta +orizzontale accuratamente nascosta in mezzo +agli sterpi, e dopo averla sollevata, +scese sotterra, scomparendo così agli occhi +de’ due circostanti. Comunque punto +da grande curiosità Tressiliano, esitò un +momento prima di risolversi a tenergli +dietro in quest’antro, che poteva essere +<span class="pagenum" id="Page_42">[42]</span> +una caverna di malandrini, e crebbe +in lui la perplessità, allor quando udì +una voce, che pareva uscisse dalle più +profonde viscere della terra: «Flibbertigibbet, +abbi cura d’entrare per l’ultimo, +e di chiudere a dovere il trabocchello.» +</p> + +<p> +«Quanto avete veduto intorno al maniscalco +Wayland vi basta, o signore?...» +domandò lo scaltrito a Tressiliano, accompagnando +tale inchiesta con quel maligno +sorriso, che lo mostrava accorto +della titubazione in cui stavasi il Cavaliere. +</p> + +<p> +«Non mi basta ancora» rispose con +fermezza Tressiliano, e preso il suo partito, +scese per la scaletta cui mettea la +porta orizzontale, seguendolo Riccardo, +che la chiuse tosto; onde a lieve crepuscolo +che lì vedevasi succedettero buie +tenebre. La scala non aveva che un picciol +numero di gradini, e metteva ad +una via stretta non più lunga di venti +passi, in fondo alla quale scorgevasi +una luce rossiccia. Ivi giunto Tressiliano, +che non pose mai nel fodero la sua sciabola, +e seguito passo a passo dal fanciullo, +si trovò sotto una piccola volta, +ov’era una fucina di fabbro ferraio, piena +d’acceso carbone, il cui vapore avrebbe +soffocato qualunque vivente, se non +<span class="pagenum" id="Page_43">[43]</span> +fosse sfuggito per alcune aperture preparatevi +con grande arte. Quella luce +che diffondevano il carbone acceso, ed +una lampada sospesa da una catena di +ferro, dava a vedere, che oltre all’incude, +al mantice, alle tenaglie, al martello, +alle masse di ferro pronte per +esser poste in lavoro, e a tutti gli ordigni +necessari ad un maniscalco, si trovavano +colà crogiuoli, lambicchi, storte +ed altri apparecchi, de’ quali fa uso la +chimica. La figura grottesca del maniscalco, +ed i lineamenti irregolari e maligni +del ragazzo nano, veduti al lume di +quel fuoco di carbone e d’una lampada +moribonda, si accordavano sì bene +col rimanente di questo mistico apparato, +che in un secolo superstizioso, come +era quello, poteano fare impressione +anche sopra animi i più coraggiosi. +</p> + +<p> +Ma la natura aveva fornito Tressiliano +di una grande fermezza di nervi, e il +suo spirito fortificato da studio, e da +buona educazione era incapace di cedere +ai vani terrori. Guardandosi adunque d’intorno +domandò nuovamente all’artefice +chi egli fosse, e soprattutto dond’era che +sapea il nome di Tressiliano. +</p> + +<p> +«<i>Vostro Onore</i> dee ricordarsi, disse +il maniscalco, che saranno circa tre anni, +un bagattelliere girovago, presentatosi +<span class="pagenum" id="Page_44">[44]</span> +a certo castello della contea di +Devon vi fece pompa delle proprie virtù, +al cospetto di un degno cavaliere e della +sua rispettabile comitiva. Comunque regni +poca luce in questa spelonca, scorgo +dalla vostra fisonomia che di ciò non +vi siete dimenticato.» +</p> + +<p> +«Tu dicesti abbastanza» soggiunse +Tressiliano, volgendo altrove il volto, +ove leggevansi le amare rimembranze che +nell’animo di lui si risvegliarono a que’ +detti del maniscalco. +</p> + +<p> +«Il bagattelliere, continuò il maniscalco, +fece sì bene la sua parte, che i +contadini e i gentiluomini campagnuoli +ivi trovatisi di brigata, s’indussero quasi +a credere essere effetto di magia quanto +il giocolatore faceva ad essi vedere. Ma +trovavasi in quel luogo una donzella di +quindici anni all’incirca, la più avvenente +di quante io abbia mai viste, il +cui volto color di rosa impallidì all’aspetto +delle maraviglie che costui operava.» +</p> + +<p> +«Taci una volta, disse Tressiliano, +taci una volta. Parlasti anche troppo.» +</p> + +<p> +«Io non vorrei offendere <i>vostro Onore</i>, +ma non credeste già avere io dimenticato, +che per calmare i timori di quella +vaga fanciulla, le spiegaste il modo onde +si operavano questi incanti, e che metteste +a cattivo passo il povero bagattelliere, +<span class="pagenum" id="Page_45">[45]</span> +scoprendo i misteri della sua professione +con tanta dottrina da farvi credere +un suo confratello. Oh com’era bella! +Un solo sorriso di essa valeva più...» +</p> + +<p> +«Finiscila, te ne supplico: non ho +dimenticata la sera di cui mi parli: essa +entra nel piccolo numero delle sere felici +ch’io m’abbia mai conosciute.» +</p> + +<p> +«Ella dunque se n’è andata (disse +il maniscalco che dal sospiro con cui le +parole di Tressiliano vennero accompagnate +giudicò morta quella donzella) e andata +per sempre! così giovane, così leggiadra, +così amata da tutti! Ma io domando +perdono a <i>vostro Onore</i>; vedo +che avrei dovuto battere il ferro sopr’altra +incude, e che in vece l’ho conficcato +nelle carni vive.» +</p> + +<p> +E pronunciò tai detti con un tuono, +che lo dimostrava sinceramente commosso +da rincrescimento e pietà, comunque +rozzi fossero in lui i modi di esprimere +tai sentimenti. Laonde Tressiliano prese +opinione più favorevole del povero artefice, +che egli aveva giudicato da principio +con alquanta severità. Ma nulla è +più fatto per cattivare a sè il cuore d’un +uomo sfortunato, siccome il dimostrarsi +impietosito delle sciagure cui egli soggiace. +</p> + +<p> +«Se non m’inganno, disse Tressiliano +dopo un istante di silenzio, tu eri +<span class="pagenum" id="Page_46">[46]</span> +allora un uomo gioviale, capace d’intertener +bene una brigata non solamente +con giuochi, ma facendo racconti ed +intonando ballate. D’onde accade che tu +sia divenuto artefice in sì strana guisa, +e in questa sì orribil dimora?» +</p> + +<p> +«La mia storia non è tanto lunga, +rispose Wayland, e se <i>vostro Onore</i> vuol +sedersi, gliela racconterò.» +</p> + +<p> +Così dicendo, accostò al fuoco uno +sgabelletto fatto a treppiedi, prendendone +un altro per sè, come fece pure Riccardo, +che sedutosi appiè del maniscalco, +tenea gli occhi fisi sopra di lui; onde +le brutte forme di questo fanciullo schiarite +meglio dal fuoco della fucina, si +vedeano accese di una vivissima curiosità. +Quindi gli disse il maniscalco: +«Tu pure saprai la storia della mia vita. +Ben mi prestasti servigi tali da meritarti +la mia confidenza. Poi, tanto vale il +raccontare le cose mie in tua presenza, +che lasciartele indovinare, perchè la natura +non ha mai nascosto un ingegno più +acuto sotto una scorza sì laida. Ebbene, +o signore, eccomi ai vostri comandi, +ed incomincio tosto la mia narrazione. +Ma non accetterete voi un bicchiere +di <i>ala</i>? Non ne vado sprovvisto, benchè +mi vediate in sì povero soggiorno.» +</p> + +<p> +«Ti ringrazio, disse Tressiliano, ma +<span class="pagenum" id="Page_47">[47]</span> +veniamo alla tua storia perchè ho poco +tempo da perdere.» +</p> + +<p> +«Non vi pentirete di tale indugio, +perchè in questo mentre il vostro cavallo +farà miglior pasto che non lo fece stamane, +e avrà maggior gagliardia pel rimanente +del viaggio.» +</p> + +<p> +Wayland abbandonò per un istante la +sua dimora sotterranea, e ritornatovi dopo +qualche minuto, incominciò la sua +storia, come si vedrà nel seguente capitolo. +</p> + +<div class="chapter"> +<p><span class="pagenum" id="Page_48">[48]</span></p> + +<h2 class="nosp">CAPITOLO III.</h2> +</div> + +<div class="poem-container"> +<div class="poem inl"><div class="stanza"> +<p class="i01">»Il valor di sue parole</p> +<p class="i01">»Può cangiar, s’ei così vuole,</p> +<p class="i01">»Tutto questo pavimento</p> +<p class="i01">»In un lastrico d’argento.</p> +<p class="i04"> <i>Favole di Cantorbery</i>.</p> +</div></div> +</div> + +<p> +«Imparai da giovane l’arte del maniscalco, +disse Wayland, e conosceva questo nobil +mestiere al pari d’ogn’altro che cignesse +grembiule di cuoio, e avesse la faccia +e le mani annerite dal fumo. Ma stanco +di cantare battendo l’incude, mi diedi +a correre il mondo, e così entrai in conoscenza +con un celebre bagattelliere, il +quale accorgendosi che le sue dita cominciavano +a farsi men agili ai mestieri +dell’arte professata, pensava all’espediente +di educarsi un allievo. Io lo +servii per sei anni, sintantochè fui ricevuto +maestro nel novello mio stato. +Me ne appello a <i>vostro Onore</i>, sul cui +giudizio si può far conto. Non adempieva +io la mia parte passabilmente?» +</p> + +<p> +«Non si poteva farlo meglio, disse +Tressiliano, ma spicciati presto.» +</p> + +<p> +«Poco dopo il tempo in cui alla vostra +<span class="pagenum" id="Page_49">[49]</span> +presenza feci maravigliata della mia +destrezza la conversazione di sir Ugo Robsart, +presi la carriera del teatro, ove +nello scopare il palco, io non aveva chi +potesse starmi a prova fra gli scopatori +di granai, anche i più accreditati. Ma +le poma erano sì a buon mercato in quell’anno, +che gli spettatori non ne mangiavano +mai che un boccone o due, e +gettavano il rimanente sulla testa dei personaggi +a mano a mano del loro comparire +sulla scena. Questo incidente mi disgustò +della professione; onde rinunziando +la mezza parte ch’io aveva nella compagnia, +lasciai le mele ai miei colleghi, +i coturni al direttore, poi volsi le calcagna +al teatro.» +</p> + +<p> +«E qual nuovo stato abbracciasti tu +allora?» domandò Tressiliano. +</p> + +<p> +«Divenni per metà collega, per metà +servitore d’un uomo fornito di molta +sapienza e di poco danaro, che faceva +il mestiere di medico.» +</p> + +<p> +«Che vuol dire, soggiunse Tressiliano, +tu eri il pagliaccio del ciarlatano.» +</p> + +<p> +«Qualche cosa di più, ottimo signor +Tressiliano, permettetemi dirlo; benchè +volendo dar loda al vero, si operasse talora +a fortuna, e quello ch’io aveva imparato +ne’ miei primi studii per rendermi +utile ai cavalli, giovò più d’una volta +<span class="pagenum" id="Page_50">[50]</span> +alla specie umana. Perchè in fine poi, +i germi delle malattie sono tutti gli stessi; +e se la trementina, il catrame, la pece, +e il grasso di bue, mescolati colla gomma, +colla resina, e con uno spicchio di +aglio, hanno virtù di guarire un cavallo +offeso da un chiodo, non vedo ragione +perchè la stessa ricetta non debba far +bene ad un uomo trafitto da un colpo +di spada. Ma la scienza del mio maestro +andava più in là della mia, e si estendeva +sopr’altri rami. Oltre all’essere un +medico pratico de’ più coraggiosi, egli +era anche, se volete, un di quelli che +si chiamano <i>iniziati</i>. Niuno meglio di lui +leggeva nelle stelle, e coll’aiuto della genetliologia, +come diceva egli, o fosse poi +anche in tutt’altra maniera, vi predicea +l’avvenire. Profondissimo chimico, sapeva +distillare i semplici, aveva fatti molti +tentativi per fermare il mercurio, e +si trovava lì lì per iscoprire il <i>lapis philosophorum</i>. +A tale proposito conservo +tuttavia alcuni versi, ch’egli custodiva +gelosamente, e se <i>vostro Onore</i> arriva +ad intenderli, è più sapiente di tutti coloro +che li lessero, e probabilmente anche +di chi gli ha fatti.» +</p> + +<p> +Nel medesimo tempo consegnò a Tressiliano +un foglio di pergamena, ov’erano +dipinti, e di sopra, e di sotto, e nei +<span class="pagenum" id="Page_51">[51]</span> +margini i segni zodiacali, e pieno in oltre +di caratteri greci, ebraici e talismanici. +Vi stavano in mezzo quattro versi sì +bene scritti, che a malgrado dell’oscurità +del luogo, Tressiliano li potè leggere +senza fatica. Tale capolavoro di poesia +era il seguente: +</p> + +<div class="poem"><div class="stanza"> +<p class="i01">»Si fixum solvas, faciasque volare solutum,</p> +<p class="i01">»Et volucrem figas, facient te vivere tutum;</p> +<p class="i01">»Si pariat ventum, va’ et auri pondere centum,</p> +<p class="i01">»Ventus ubi vult spirat: — Capiat qui capere potest».</p> +</div></div> + +<p> +«Tutto quanto v’intendo, disse Tressiliano, +è, che l’ultima linea non è un +verso, e che le quattro ultime parole +sembrano voler dire: <i>m’intenda chi può</i>.» +</p> + +<p> +«E v’assicuro bene esser questa la +massima, con cui si regolava sempre il +mio degno padrone ed amico, dottor +Doboobie. Ma finalmente burlato dalla +propria immaginazione medesima, e impazzito +dietro alla sua cara chimica, +spese ingannando se stesso tutto il denaro, +che aveva guadagnato ingannando +gli altri. Non ho mai saputo se avesse scoperto +a caso, o fatto fabbricare in segreto +egli stesso questo laboratorio ove era +solito venirsi a rinchiudere, lontano così +dai suoi infermi come dai suoi scolari. Fu +creduto, che queste lunghe e misteriose +assenze dalla città di Faringdon, luogo +<span class="pagenum" id="Page_52">[52]</span> +ordinario di sua dimora, fossero prodotte +dagli studii delle scienze mistiche, +e da un commercio ch’egli avesse col +mondo invisibile. Fece prova d’ingannare +me parimente; ed io voleva fingermi +persuaso delle baie onde a mano +a mano mi regalava; ma ben s’accorse +ch’io conosceva tutti i suoi segreti, per +lo che cominciò a non garbargli troppo +la mia compagnia. Intanto il nome di +costui acquistò celebrità, e la maggior +parte di quelli che si conducevano a +consultarlo, venivano persuasissimi ch’ei +fosse uno stregone. Dopo di che, l’ottenuta +fama d’essere iniziato nelle scienze +occulte, guidò segretamente ad ascoltarne +gli oracoli, personaggi potenti, che il +nominare non sarebbe prudenza; ed i +quali macchinavano divisamenti pericolosi, +e che non giova qui il menzionare. +Allora insorsero contr’esso molti +nemici, e la cosa si terminò col predicargli +la croce addosso, e col minacciarne +la vita; ed io innocente cooperatore +de’ suoi studii, venni soprannominato +<i>il Bastone del diavolo</i>, titolo che +mi fruttava una scarica di sassi sulla +persona ogni qual volta mi mostrava +in qualche vicino villaggio. Per finirla, +il mio padrone disparve improvvisamente, +dicendomi che andava a lavorare in +<span class="pagenum" id="Page_53">[53]</span> +questa sua segreta officina, e vietandomi +di venirlo qui a disturbare prima che +fossero trascorsi due giorni. Passato un +tale intervallo, mi trasportai in questo +luogo; e rinvenni il fuoco estinto, tutti +gli ordigni chimici in pieno sconquasso, +ed una lettera del dotto Doboobie, che +dotto ei soleva chiamarsi da se medesimo. +Con questa mi avvisava, che non +ci saremmo più riveduti, lasciandomi in +legato le sue suppellettili, e la pergamena +che vi feci vedere. Mi consigliava +inoltre di seguire a tutto punto le +istruzioni, che vi si contenevano, essendo +quella la via infallibile di pervenire +alla <i>grand’opera</i>.» +</p> + +<p> +«E tu ti sarai tenuto ad un così savio +consiglio?» +</p> + +<p> +«Oh! no signore. Prudente io e sospettoso +per natura, oltrechè non sapeva +troppo bene con chi mi avessi a bazzicare, +feci una visita per ogni dove, e +fortunatamente la feci prima d’accendere +il fuoco, perchè rinvenni un piccolo barile +di polvere ch’egli aveva con gran +cura nascosto sotto il cammino del focolare, +venuto cred’io nel caritatevol disegno +di farmi trovare morte e sepoltura +in questo luogo, e ciò appunto nell’atto +che mi sarei dato alla <i>grand’opera</i> +della trasmutazione dei metalli. Vi +<span class="pagenum" id="Page_54">[54]</span> +giuro che una tale scoperta mi fece passare +ogni voglia d’Alchimia, e divenni +più che mai desideroso di tornare onestamente +all’incude ed al martello. Ma +chi voleva far ferrare un suo cavallo +dal <i>Bastone del Diavolo</i>? Per buona sorte +contrassi amicizia con questo bravo +Flibbertigibbet; che col suo maestro Erasmo +Holyday si trovava in allora a +Faringdon, e tale amicizia mi venne +dall’avergli insegnati alcuni segreti, fatti +per piacere ad uno della sua età. Tenemmo +consiglio insieme, e risolvemmo, +che non potendo io sperare di procacciarmi +avventori col seguire le vie ordinarie, +avrei provato a guadagnarmeli +profittando della credulità di questi villani. +Ne sia tutta la lode a Flibbertigibbet, +che ha fatto tutto il mio credito, +gli avventori non mi sono mancati. +Ma mi avvedo che sforzo troppo la carta; +e temo non la finiscano col credermi +uno stregone, e come tale farmi un +brutto servigio. Perciò nulla bramerei ora +di meglio quanto un’occasione di abbandonare +la mia fucina, se trovassi qualche +personaggio di gran conto, che mi +volesse proteggere contro la furia della +ciurmaglia, caso che venissi ad essere +scoperto.» +</p> + +<p> +«Conosci tu bene le strade di questo +paese?» gli domandò Tressiliano. +</p> + +<p> +<span class="pagenum" id="Page_55">[55]</span> +</p> + +<p> +«Di notte come di giorno» rispose +Wayland. +</p> + +<p> +«Ma tu non avrai sicuramente cavallo?» +</p> + +<p> +«Vi chiedo scusa. Mi dimenticai dirvi +esser questa la migliore eredità ch’io mi +abbia fatta dal dottore, eccetto due o tre +segreti di medicina, che m’appropriai suo +malgrado.» +</p> + +<p> +«Ebbene, va a lavarti il volto e le +mani, butta via questa ridicola pelle, +vestiti il più convenientemente che puoi, +e se ti comporterai con saviezza e fedeltà, +ti permetto seguirmi per qualche tempo +finchè siano dimenticati i tuoi giuochi +di mano. Credo che non ti manchino +coraggio e destrezza, ed ho intavolati +certi affari, che possono abbisognare +d’entrambe queste prerogative.» +</p> + +<p> +Wayland senza farsi pregare abbracciò +un tale partito, assicurando il suo novello +padrone di prestargli fedelissimo ed affezionato +servigio. In pochi minuti, col prendere +nuovi abiti e coll’aggiustarsi la barba +e i capelli, si trasformò in guisa tale, che +Tressiliano non potè ristarsi dal dirgli: +«Credo che omai non abbisogni di protettore, +perchè chi avvi mai fra quelli che ti +conoscevano anticamente, il quale possa +sotto questi abiti ravvisarti?» +</p> + +<p> +«I miei debitori no, perchè non mi vorrebbero +pagare (disse Wayland scotendo +<span class="pagenum" id="Page_56">[56]</span> +la testa), ma quanto ai creditori di ogni +specie, oh! vi dico bene che non sarebbe +sì facile l’accecarli, nè mi terrei sicuro, +se non mi fossi posto sotto la protezione +d’un personaggio pari a voi e per natali e +per fama.» +</p> + +<p> +Detto ciò, prese per uscire della caverna +la stessa strada, d’onde tutti e tre vi erano +entrati. Tressiliano lo seguì, e Riccardo +che li raggiunse qualche minuto dopo, +comparve carico di tutta la bardatura di +un cavallo. Wayland chiuse quella porta +orizzontale, ponendo molta accuratezza nel +ricoprirla; «Chi sa, diss’egli, che non mi +torni un’altra volta a proposito questa caverna? +Poi gli ordigni che vi lascio hanno +sempre un qualche valore.» Mandò un +fischio, ed un cavallo che pascolava nella +più vicina prateria, comparve a quel segnale +a cui già tal bestia era avvezza. Mentre +Wayland mettea la sella al suo cavallo, +Tressiliano saliva sul proprio, dopo averne +ristretta la cinghia. +</p> + +<p> +Intantochè Wayland montava a cavallo, +così gli disse Riccardo. «Voi siete dunque +per abbandonarmi, o antico mio collega, e +mi togliete per sempre il piacere di ridere +alle spalle di tutti que’ goffi, che tremavano +dalla testa ai piedi quando io li conducea +qui per far ferrare i loro cavalli dal diavolo +e dai suoi ministri?» +</p> + +<p> +<span class="pagenum" id="Page_57">[57]</span> +</p> + +<p> +«Che vuoi farci, mio caro Flibbertigibbet? +rispose Wayland: anche i migliori +amici, bisogna che si lascino presto o tardi; +ma te ne accerto, mio caro ragazzo, tu sei +la sola cosa per cui mi rincresca abbandonare +la vallata di White-Horse.» +</p> + +<p> +«Oh! non vi dico per questo l’ultimo +addio. Voi sarete sicuramente a quelle belle +feste che stanno per celebrarsi, e non mancherò +di trovarmivi io pure; perchè se il sig. +Holyday non mi ci vuol condurre, giuro +per la luce di quel sole, che non è mai entrato +nella vostra fucina, mi darà l’animo +di venirci da me.» +</p> + +<p> +«Bada, Flibbertigibbet, a non far corse +in fallo.» +</p> + +<p> +«Voi vorreste far di me un fanciullo, +e di que’ fanciulli che corrono rischio se +muovono un solo passo non tenuti per le +cordicelle. Oh! vi proverò il contrario, e +non sarete lontano un miglio da queste +pietre, allorchè v’accorgerete che non mi +diedero fuor di proposito il nome di spirito +folletto. A quest’ora, e lo saprete fra poco, +ho già meditata una cosa, che vi tornerà +di grande vantaggio, purchè sappiate approfittarne.» +</p> + +<p> +«Che intendi tu dire?» gli chiese tosto +Tressiliano. Ma il fanciullo non rispose che +con una capriola, ed esortandoli entrambi +che non frapponessero alla partenza verun +<span class="pagenum" id="Page_58">[58]</span> +indugio, ne diede ad essi l’esempio, prendendo +a tutte gambe il sentiero della sua +capanna, e sfoggiando tutta quella medesima +agilità che dianzi aveva opposta a +Tressiliano, allorchè questi lo volle indarno +raggiugnere. +</p> + +<p> +«Sarebbe inutile il tenergli dietro, disse +Wayland, e tanto varrebbe l’accignersi a +seguire una lodola per aria. Per altra parte +a che monterebbe? La miglior cosa da farsi +per noi è quella di seguire il suo consiglio +ed andarsene.» +</p> + +<p> +Tressiliano fece comprendere al compagno +il luogo, verso cui bramava indirizzarsi, +e si misero insieme in cammino. +</p> + +<p> +Non avevano essi fatto un miglio, quando +Tressiliano si avvide che il proprio +cavallo era in maggior ardenza di quanta +ne avesse avuta il mattino all’atto in cui +lo salì, e tal cosa ei fece osservare a Wayland. +</p> + +<p> +«Ho piacere che ve ne siate accorto, +questi rispose; tale è l’effetto d’uno dei +miei segreti, da me aggiunto alla misura di +biada che gli somministrai. Di qui a sei ore +almeno, <i>vostro Onore</i> non abbisognerà più +di servirsi de’ suoi speroni. Credete voi che +per nulla io abbia studiato la medicina e +la farmacia?» +</p> + +<p> +«Spero bene non gli avrai dato nulla, +che possa fargli del male.» +</p> + +<p> +<span class="pagenum" id="Page_59">[59]</span> +</p> + +<p> +«Credete che gli potesse produr male +il latte della cavalla che lo nudrì? Tanto +gliene produrrà il mio segreto.» +</p> + +<p> +E si diffondeva Wayland in fare encomi +all’efficacia di tal suo segreto, allorchè l’attenzione +d’entrambi fu interrotta da uno +scoppio, violento quanto quello di una +mina che faccia saltare all’aria i baluardi +d’una città assediata. I due cavalli fecero +un salto, nè men sorpresi si dimostrarono +quelli che vi stavano sopra. Si volsero essi, +e verso la parte appunto che abbandonarono, +videro una densa colonna di fumo, +che sorgendo altissima, copriva il cielo a +guisa di nuvola. +</p> + +<p> +«Ecco la mia fucina andata al diavolo! +(sclamò Wayland, indovinando subito il +motivo di tale scoppio). Ho avuto poco +giudizio allorchè parlai alla presenza di +Flibbertigibbet dei divisamenti caritatevoli, +che aveva sulla mia casa il dottor +Doboobie. Dovea ben io immaginarmi che +quel demonio di ragazzo non avrebbe avuto +più pace se non mandava a termine tale +impresa. Ma adesso bisogna raddoppiare +il passo, perchè questo romore metterà +sossopra tutto il paese.» +</p> + +<p> +Detto ciò, punse leggermente il fianco +del suo cavallo, e fattosi altrettanto da +Tressiliano, di gran galoppo si allontanarono +da quel luogo. +</p> + +<p> +<span class="pagenum" id="Page_60">[60]</span> +</p> + +<p> +«Era questo dunque il senso misterioso +di que’ detti con cui ci lasciò! soggiunse +Tressiliano. Ma ciò è ben altro che una +vivacità da ragazzo. Per poco che avessimo +indugiata la partenza, eravamo già sepolti +sotto quelle rovine.» +</p> + +<p> +«Oh! ci avrebbe avvertiti, disse Wayland, +ed ho osservato che tornò più volte +addietro per assicurarsi se eravamo in +cammino. Egli è bensì un vero diavolo +quanto a malizia, ma non però un diavolo +cattivo. Ci vorrebbe troppo se dovessi +raccontarvi tutte le impertinenze che mi ha +fatte cominciando dal momento che strinsi +lega con lui. Ma gli debbo altresì gratitudine +d’avermi prestati rilevanti servigi, e +quello soprattutto di condurmi avventori. +Non v’era maggior delizia per lui quanto +il veder que’ poveri contadini, che non ne +potevano più di paura stando dietro la +macchia ad udire il rimbombo del mio martello. +Io credo, che la natura abbia messo +in quella testa difforme una doppia quantità +di cervello, per dargli almeno il compenso +di saper ridere a spese di quegli +sciocchi, che fanno le maraviglie della sua +orridezza.» +</p> + +<p> +«Forse è così, disse Tressiliano. Coloro +che la stranezza del loro esterno separò in +tal qual modo dalla società, se non odiano +il rimanente del genere umano, sono certamente +<span class="pagenum" id="Page_61">[61]</span> +propensi a prendersi spasso delle +sue follie, e talvolta ancora, che è peggio, +delle disgrazie che non li toccano.» +</p> + +<p> +«Però Flibbertigibbet, rispose Wayland, +possede tali prerogative per cui gli si perdonano +volentieri le sue stesse furfanterie. +Non nego che si diletta far burle un po’ +forti veramente agli estranei, ma è indicibile +la fedeltà, onde si fa pregio verso coloro +ai quali è affezionato, e non è senza motivo, +come già vi dissi, ch’io parlo così.» +</p> + +<p> +Tressiliano non andò più avanti in questo +intertenimento, e il loro viaggio fu continuato +senza incidenti, e senza avventure +sino alla città di Marlborough, divenuta +celebre di poi per aver dato il suo nome +al più grande generale, eccettone uno, che +l’Inghilterra abbia prodotto. Ivi i nostri +due viaggiatori riconobbero nel tempo stesso +la verità di due antichi proverbi, l’un +dei quali è, che le cattive novità hanno +le penne, l’altro, che chi sta ad ascoltare +alle porte non ode mai dir bene di se +medesimo. +</p> + +<p> +La corte dell’osteria ove smontarono stava +in una specie di sconquasso, e a stento +trovarono essi chi prendesse cura de’ loro +cavalli, tanto ognuno era intento alla notizia +sparsa d’intorno, e che correva di +bocca in bocca. Rimasero qualche tempo +senza poter discoprire di che si trattasse, +<span class="pagenum" id="Page_62">[62]</span> +ma finalmente compresero che la cosa agitata +da quella gente li riguardava assai da +vicino. +</p> + +<p> +«Abbiam capito, signori, abbiam capito, +(rispose finalmente lo stalliere alle +ripetute chiamate di Tressiliano). In verità +so appena dov’io m’abbia la testa. È +passato di qui, son minuti, un viaggiatore, +che ne ha raccontato.... voi altri sicuramente +avrete inteso a nominare il maniscalco +Wayland, che abitava, non si sa bene in +qual parte della vallata di White-Horse. +Ebbene, questa mattina, il diavolo se lo è +portato via con uno spaventevole fracasso, +in mezzo ad una colonna di fuoco e di fumo, +e nel far questo ha mandata all’aria una +collina su di cui vedevasi un cerchio di +grosse pietre. A quanto pare, l’abitazione +di Wayland era lì.» +</p> + +<p> +«Vi dico la verità, tal cosa mi dispiace, +disse allora un vecchio fittaiuolo, poichè +questo Wayland, poco importa che avesse +o no patto col diavolo, possedeva eccellenti +rimedi contro le malattie dei cavalli, e d’or +innanzi la vedo brutta per que’ galantuomini +che avranno cavalli rognosi, se il demonio +non ha dato tempo a Wayland di far +testamento, e di lasciare a qualcheduno il +suo segreto.» +</p> + +<p> +«Dite ottimamente, Gaffer Grimesby, si +fece a dire lo stalliere. Anch’io una volta +<span class="pagenum" id="Page_63">[63]</span> +gli ho condotto un cavallo, nè vi era in +tutto il paese un maniscalco abile al pari +di lui.» +</p> + +<p> +«L’avete veduto, Giacomo?» domandò +a questo stalliere madonna Alison Cicogna, +padrona di quell’osteria, la cui insegna +presentava l’uccello di questo nome, vero +emblema quanto al collo e alle gambe del +marito della Alison. Chiamavasi questi +Goodman Cicogna, ed il contegno sommesso +e rispettoso ch’egli teneva alla presenza +della sua cara metà, ben dimostrava +come madonna Alison era degna di portare +in vece del marito anche quella parte di +vestimento, che per lo più suol essere riserbata +al solo sesso mascolino. +</p> + +<p> +Pure in tale occasione, prese coraggio a +ripetere in questi termini l’interrogazione +fatta dalla moglie: «Avete veduto il diavolo, +Giacomo?» +</p> + +<p> +«Sì! come doveva io fare a vederlo?» +rispose sgarbatamente costui, perchè in +questa casa l’esempio della padrona non +inspirava ai famigli grande rispetto verso +quello che li stipendiava. +</p> + +<p> +«Gli è perchè, se lo aveste veduto, rispose +il pacifico Goodman Cicogna, avrei +avuto gusto di sapere come il diavolo sia +fatto.» +</p> + +<p> +«Oh? vi avanzerà tempo per impararlo +a conoscere, gli rispose la carezzevole compagna, +<span class="pagenum" id="Page_64">[64]</span> +sempre che non mutiate registro di +vita, e non cominciate a pensare un po’ +più a’ vostri affari senza impacciarvi tanto +in quelli degli altri. Ma però, Giacomo, +non sarei malcontenta io pure d’intendere +come fosse fatto questo Wayland.» +</p> + +<p> +«È quanto mi è impossibile il dirvi, +buona padrona Alison (rispose lo stalliere +in modo ben più rispettoso, che non aveva +usato col padrone) perchè non l’ho mai +veduto.» +</p> + +<p> +«Ma senza vederlo, disse allora Gaffer +Grimesby, come hai potuto dargli a comprendere +la malattia del tuo cavallo?» +</p> + +<p> +«La feci scrivere dal maestro di scuola; +e mi fu guida il più brutto aborto di ragazzo, +che madre natura abbia formato +giammai.» +</p> + +<p> +«E che rimedio ordinò? — Il cavallo +guarì?» — Queste furono le interrogazioni +che s’intesero da molte bande. +</p> + +<p> +«Non vi dirò il nome di questo rimedio, +perchè lo lasciò sopra una grossa pietra. +Mi feci però coraggio per metterne in bocca +tanto, quanto è grosso il pomello di una +spilla. Al gusto e all’odore si sarebbe detto +che fosse un miscuglio di corno di cervo e +d’erba savina, stemprati nell’aceto; ma non +par possibile che una tal droga di per se +stessa guarisca un cavallo con tanta prontezza. +Oh! lo veggo anch’io; non sarà sì +<span class="pagenum" id="Page_65">[65]</span> +facile d’ora in avanti il risanar dalla rogna +i nostri cavalli.» +</p> + +<p> +L’amor proprio, che, senza distinzione +di stati o di condizioni, fa nido in tutti +gli animi umani, ebbe tanto potere in +quel punto sopra Wayland, che dimenticò +il pericolo cui si sarebbe esposto dandosi +a conoscere; onde non potè ristarsi +dal volgere di soppiatto un’occhiata a +Tressiliano, sorridendo misteriosamente, +e quasi volesse dirgli: «Voi gli udite! +eccovi altrettante prove irrefragabili della +mia sapienza.» Continuava intanto quell’intertenimento. +</p> + +<p> +«Non fa niente (disse un grave personaggio +vestito di nero, e venuto lì in +compagnia di Gaffer Grimesby). È assai +meglio veder morire i nostri cavalli della +malattia che vorrà mandar loro il Signore, +che farli curare dal diavolo.» +</p> + +<p> +«È vero, disse l’ostessa, e sono molto +maravigliata, che Giacomo abbia voluto +mettere a repentaglio la sua anima per +quella rozza di cavallo.» +</p> + +<p> +«Dite bene, padrona, rispose Giacomo, +ma quella rozza apparteneva al padrone +col quale allora io mi stava. Supponete +fosse stata vostra. Che avreste voi detto, +se per paura del diavolo non l’avessi fatta +medicare? Poi, ci pensi il Clero. Ognuno +si prenda brighe delle sue faccende, dice +<span class="pagenum" id="Page_66">[66]</span> +il proverbio. Il ministro della Chiesa pensi +al suo vangelo, e lo stalliere alla sua +stregghia.» +</p> + +<p> +«Io protesto, disse madonna Alison, +che Giacomo parla qual deve un buon +cristiano, ed un servo fedele, che non +risparmia, nè anima, nè corpo per l’interesse +de’ suoi padroni. Vi dirò bene che +il diavolo si è portato via a tempo questo +maniscalco, perchè un uffiziale del +cantone è venuto questa mattina a cercare +il vecchio Pinniewink, famoso per avere +fatto i processi a tante streghe, e dovevano +andare insieme nella vallata di White-Horse +per arrestare questo Wayland, e +convincersi se era veramente uno stregone. +Ho aiutato io medesima il Pinniewink ad +aguzzare le sue molle e i suoi punteruoli, +ed ho veduto il decreto d’arresto spedito +dal giudice Blindas.» +</p> + +<p> +«Sì, che avrebbero fatto molto, disse +la vecchia Crank, lavandaja e cattolica; +il diavolo si sarebbe riso di Blindas, del +suo ordine d’arresto, di Pinniewink e +delle sue molle; e le carni di Wayland +avrebbero tanta paura del punteruolo, +quanta ne ha del ferro da stirare un collare +di tela batista increspato. Ma badate +a me, brave persone. Il diavolo avrebbe +egli avuto potere di privarvi con questa +disinvoltura dei vostri maniscalchi e dei +<span class="pagenum" id="Page_67">[67]</span> +vostri artefici, allorchè gli abati d’Abingdon +erano padroni del paese?.... Oh! +no per la Vergine. Essi sapevano scongiurarlo +e non lo lasciavano venire avanti. +Dite ai vostri ministri di farne altrettanto.» +</p> + +<p> +Questo sarcasmo, che feriva la chiesa +riformata, mise in mezzo a quella discussione +il tumulto, e Tressiliano ne profittò +per entrare con Wayland nella casa. +Goodman che lor tenne dietro li fece entrare +in una stanza particolare, ove li +lasciò soli intanto che andò ad ordinare +quella refezione di cui lo chiesero. +</p> + +<p> +«Voi vedete, o signore, disse allora +a Tressiliano Wayland con tuono grave +e trionfante, voi vedete che non v’ingannai, +allor quando mi diedi presso voi +per iniziato in tutti i misteri dell’arte +del maniscalco, persona sì ragguardevole +appo i Francesi, che diedero così a lui, +come ai primi uffiziali della Corona il +nome di <i>marescialli</i>. Questi cani di stallieri, +i quali poi sono in sostanza i migliori +giudici in sì fatte cose, ben sanno +in quanto pregio debbano aversi i medicamenti. +Vi prendo in testimonio, sig. +Tressiliano, se non furono solamente le +voci della calunnia e l’opera della violenza, +che mi costrinsero ad abbandonare +questo decoroso ed utile mestiere.» +</p> + +<p> +<span class="pagenum" id="Page_68">[68]</span> +</p> + +<p> +«Non mi ristarò mai dal renderti tal +giustizia, mio caro amico, ma parleremo +di ciò a miglior tempo, semprechè non +credessi tu necessario all’aumento di tua +fama il far conoscenza colle molle e coi +punteruoli del dotto sig. Pinniewink; +perchè tu vedi che le stesse persone più +ardenti in tuo favore ti notificano per +uno stregone.» +</p> + +<p> +«Che Dio perdoni a costoro i quali +confondono la scienza colla magia! Ma +io spero che un galantuomo possa possedere +abilità al pari, e più di chiunque +espertissimo chirurgo abbia mai tastato +polso a cavalli, e non aver patto col +diavolo.» +</p> + +<p> +«Lo spero anch’io. Ma taci ora: è +qui l’ostiere, che a quanto mostra in +fisonomia non ha comuni con noi queste +speranze.» +</p> + +<p> +Ognuno dell’osteria era talmente immerso +ne’ pensieri di questa sparizione di +Wayland, portato via dal diavolo, e nel +confrontare le diverse tradizioni che su +di tale argomento si moltiplicavano e si +ingrandivano ad ogni istante da tutte le +bande, che Goodman non potè farsi aiutare +fuorchè dal più giovane de’ suoi garzoni, +d’età in circa ne’ dodici anni, e di +nome Sansone. +</p> + +<p> +«Io vorrei (diss’egli, scusandosi con +<span class="pagenum" id="Page_69">[69]</span> +quegli ospiti sull’averli fatti aspettare, e +mettendo sulla tavola un fiasco di vino) +che il diavolo si fosse portato via mia +moglie e tutti i miei famigli in luogo di +questo Wayland, che a ben pesare tutte +le cose, non meritava quant’essi l’onore +concedutogli da Satanasso.» +</p> + +<p> +«La penso anch’io così, buon galantuomo, +disse Wayland; e berremo insieme +una tazza di vino all’adempimento dei +vostri auguri.» +</p> + +<p> +«Non è per pretendere di giustificare +nessuno, che faccia lega col diavolo, +disse Goodman dopo avere bevuto, ma +gli è che.... Avete mai gustato un vin +di Canarie più squisito di questo, miei +signori?... gli è che si vorrebbe aver +faccende con una dozzina di rompicolli +come Wayland, anzichè con un diavolo +in carne, con cui si è obbligato trovarsi +sempre a tavola ed a letto. Quanto a me, +vorrei, anzichè continuare una tal vita...» +</p> + +<p> +Ma sul più bello venne interrotto dalla +voce aspra della sua metà, che stava chiamandolo +dalla cucina; onde dopo avere +chiesto perdono agli ospiti, uscì affrettatamente +di quella stanza. +</p> + +<p> +Partito appena costui, Wayland pose +in opera tutti gli epiteti di sprezzo, fornitigli +dal vocabolario della sua lingua +contro questo ostiere, cui diede nome +<span class="pagenum" id="Page_70">[70]</span> +di gallina tuffata nell’acqua per tale suo +nascondere la testa entro il grembiule +della moglie, e soggiunse, che se le loro +cavalcature non avessero avuto gran bisogno +di riposo e di nudrimento, sarebbe +stato per pregare il signor Tressiliano +a tirare avanti ancora per qualche +miglio, piuttostochè pagar conti ad un +uomo, che era l’infamia del proprio sesso. +</p> + +<p> +Intanto il comparire d’un buon piatto +di garretto di bue condito col lardo, +temperò alquanto il mal umore venuto +nel nostro maniscalco, mal umore che +affatto si dileguò all’arrivo di un bellissimo +cappone arrostito in quell’istante, +e coperto di falde di lardo, che al dir +di Wayland, spumeggiavano come rugiada +di maggio al di sopra di un giglio. +Goodman e la moglie di questo, Alison, +divennero allora ai suoi occhi persone +stimabili, industri e persino gentili, +che meritavano ogni genere d’incoraggiamento. +</p> + +<p> +Giusta l’usanza di que’ tempi, il padrone +ed il servo sedettero ad un medesimo +desco, ma il secondo si accorse +con dispiacere che l’altro faceva poco +onore alla mensa. Ricordandosi però il +turbamento dianzi nato in Tressiliano all’udir +soltanto rammemorare la giovine +donzella, nella cui abitazione l’uno e +<span class="pagenum" id="Page_71">[71]</span> +l’altro si conobbero la prima volta, temette +Wayland di rinovare con indiscrete +interrogazioni una ferita, a quanto +gli parea, troppo acerba nel cuore del +Cavaliere, e mostrò di attribuire ad altra +cagione la poca voglia di cibarsi che +in esso scorgea. +</p> + +<p> +«Forse queste vivande non sono assai +dilicate per <i>vostro Onore</i> (gli disse +facendo sparire il terzo quarto di cappone, +da cui Tressiliano non avea tolto +che un’ala). Ma se aveste alloggiato +tanto tempo quant’io vi stetti nel sotterraneo, +a cui Flibbertigibbet ha or or +dato aria, in quel sotterraneo ove io ardiva +appena di far cuocere i miei alimenti +per paura d’essere tradito dal fumo, +v’accorgereste al pari di me che +un cappone è una squisita vivanda.» +</p> + +<p> +«Godo che il banchetto sia di tuo +aggradimento, rispose Tressiliano; ma +spicciati; questo luogo non è sicuro per +te, e i miei affari non mi permettono +di perder tempo.» +</p> + +<p> +Eglino non si fermarono adunque più +di quanto bastò a restituire forza ed ardore +ai loro cavalli, indi con incredibile +velocità si spinsero fino a Bradford, +ove passarono la notte. +</p> + +<p> +Ne partirono allo schiarire della domane; +ma per non annoiare il leggitore +<span class="pagenum" id="Page_72">[72]</span> +col racconto d’inutili particolarità, ci +limiteremo a dire, che attraversarono, +senza scontrarsi in avventure, le contee +di Wilt e di Sommerset; ond’era il +terzo giorno dacchè Tressiliano partì da +Cumnor, allorchè verso il mezzodì si +trovarono al castello di sir Ugo Robsart, +detto Lidcote-Hall sulle frontiere della +contea di Devon. +</p> + +<div class="chapter"> +<p><span class="pagenum" id="Page_73">[73]</span></p> + +<h2 class="nosp">CAPITOLO IV.</h2> +</div> + +<div class="poem-container"> +<div class="poem inl"><div class="stanza"> +<p class="i01">»Quale invilì furía di nembo il fiore,</p> +<p class="i01">»Che fu di questa rocca e vanto e onore?</p> +<p class="i09"> <i>Giovanna Baillie</i>.</p> +</div></div> +</div> + +<p> +Il vecchio castello di Lidcote-Hall era +situato presso al villaggio del medesimo +nome, contiguo alla grande foresta di +Exmoor, ed abbondante d’ogni specie di +selvaggiume. Ivi antichi privilegi spettanti +alla famiglia di Robsart, davano +a sir Ugo un diritto riservato di andare +alla caccia, passatempo a lui prediletto +sopra tutti gli altri, come vedemmo. Questo +vetusto edifizio poco alto, e che inspirava +venerazione, teneva un grande +spazio di terreno, circondato all’intorno +da profondissima fossa. Una torre ottangola, +ed un ponte levatoio lo difendevano +contro chi ostilmente avesse preteso +avvicinarvisi. Fabbricata di mattoni +questa vecchia fortezza, le muraglie +ne erano sì fattamente coperte di edera, +e di altre piante serpeggianti, che sotto +quel tappeto mal potea indovinarsi la +<span class="pagenum" id="Page_74">[74]</span> +materia prima adoperata nell’edificarla. +Ogni angolo della torre andava decorato +di una torricella, nè l’una di tali torricelle +somigliava all’altra; il che si scostava +di gran lunga dalla regolare monotonia +dell’architettura gotica moderna. +Quadrata era la base di una fra esse, +e vi stava un orologio, ma fermo; la +qual cosa sorprese tanto più Tressiliano, +che il signore del luogo, fra l’altre sue +innocenti manìe, avea quella di voler +conoscere scrupolosamente le ore e i minuti, +fantasia assai famigliare a tutti coloro, +i quali non sanno che farsi del +tempo. Nella stessa guisa vediamo parecchi +mercanti spassarsi nel far l’inventario +delle lor mercanzie, quando appunto +vi sono minori occasioni di spacciarle. +</p> + +<p> +Entravasi nella corte del castello per +una strada in volto, appena dentro la +torre. Abbassato in quell’istante era +il ponte levatoio, e socchiuso uno de’ +battitoi della porta foderata di ferro. +Tressiliano affrettatosi di attraversare il +ponte, entrò nella corte, chiamando ad +alta voce ognun dei servi per nome. +Alla prima chiamata non gli risposero +se non se l’eco, che ripetea la sua voce, +e parecchi veltri che abbaiavano dal +lor canile situato non lungi dal castello +<span class="pagenum" id="Page_75">[75]</span> +nel ricinto attorniato dalla fossa. +Ei vide finalmente giugnere William Badger, +vecchio favorito di sir Ugo, che +gli era ad un tempo, e primo bracchiere +a cavallo, e soprantendente de’ suoi +piaceri, e fedele guardia del corpo. La +fronte di quel vegliardo, dianzi cupa, +si aperse alla vista di Tressiliano. +</p> + +<p> +«Che il Cielo vi protegga, sig. Edmondo +Tressiliano! Siete veramente voi +in carne ed in ossa? Avvi dunque alcun +raggio di speranza per sir Ugo? Nessuno +sa più quali vie tenere con lui, +cioè nol sappiamo nè il ministro, nè il +sig. Mumblazen, nè io.» +</p> + +<p> +«Sir Ugo adunque sta peggio che non +quand’io lo lasciai?» +</p> + +<p> +«Peggio... no. Starebbe anzi meglio, +perchè lo stomaco.... gli serve bene; +ma... è la testa che è sconcertata; non +v’è più luogo da dubitarne. Beve e mangia +siccome d’ordinario, ma non dorme, +o se vogliamo dire più acconciamente, +non si sveglia mai, perchè è sempre in +una specie di torpore, che non può dirsi +nè un vegghiare, nè un dormire. La +governante Swineford si dava a credere +che fosse una specie di paralisia. Ma no, +le dissi: il suo male sta nel cuore, solamente +nel cuore.» +</p> + +<p> +«Nè potete distrarlo con qualcuno dei +suoi soliti passatempi?» +</p> + +<p> +<span class="pagenum" id="Page_76">[76]</span> +</p> + +<p> +«Non trova più diletto in nessuna cosa. +Non tocca più nè la tavola reale, +nè il <i>shovel-board</i>; non ha guardato una +sola volta il grosso volume di Blasone +del signor Mumblazen. Mi venne in pensiere +di fermar l’orologio, dicendo fra +me stesso, che il non udire più sonare +le ore gli darebbe uno scotimento: voi +ben sapete che non si stava mai dal +contarle. Tutta opera gettata, in guisa +che fo conto ora di tornare a mettere +in lavoro i pesi dell’orologio. Vi dirò +sino, che sperando di farlo andare in +collera, mi presi la libertà di camminar +sulla coda di Bungay; vi è noto che cosa +mi sarei buscato con ciò in altri tempi. +Eh! non pensò alle grida del povero +cane più di quanto avrebbe fatto mente +ad una civetta che strillasse dalla sommità +esterna del cammino. In una parola, +perdo la testa io medesimo nel pensarci.» +</p> + +<p> +«Ebbene, William, mi racconterai +il rimanente entrati che saremo in casa. +Ma fa intanto condurre quest’uomo alla +credenza, e procura gli sieno usati tutti +i convenienti riguardi. Egli è un artefice, +che sa di molte cose.» +</p> + +<p> +«Vorrei che sapesse la magia, fosse +poi la nera o la bianca, purchè avesse +abilità di portare qualche sollievo al +<span class="pagenum" id="Page_77">[77]</span> +mio povero padrone. Eh! Tommaso, +(gridò egli al cantiniere che si mostrò +ad una finestra bassa della corte). Prendi +cura di questo artefice, e (soggiunse +con voce sommessa) abbi occhio ai +cucchiai d’argento perchè ho conosciuto +artefici di più d’una fatta.» +</p> + +<p> +Indi condotto Tressiliano in una sala +a pian terreno, il Badger andò a vedere +come stava il padrone, temendo che l’inaspettato +ritorno d’un uomo da esso amato +siccome figlio, e che anzi egli si +era scelto per genero, non producesse +una impressione troppo violenta nel suo +animo. Ma tornò addietro quasi nel medesimo +istante, narrando come sir Ugo +era poco men che sopito nella sua sedia +a bracciuoli; che però, appena darebbe +egli sentore di svegliarsi, il signor +Mumblazen non avrebbe mancato d’avvertirne +il sig. Tressiliano. +</p> + +<p> +«Sarà un gran caso se vi riconosce, +aggiunse il bracchiere, perchè non si ricorda +il nome d’un solo fra i suoi cani. +Otto giorni fa, veramente io sperai d’aver +causa vinta, perchè dopo aver preso +la bevanda della sera nella sua grande +tazza d’argento, mi disse: <i>domani mattina +tu metterai la sella al vecchio Sorrel, +e andremo a cacciare sulla collina di +Hazelhurst</i>. Tutti giubilanti fummo pronti +<span class="pagenum" id="Page_78">[78]</span> +allo spuntare dell’alba, e salito egli a +cavallo, si mise alla caccia secondo l’ordinario, +ma non disse altra parola se +non che il vento spirava da ostro, e che +i cani avrebbero fatto male il loro dovere; +ma questi non erano per anche sguinzagliati, +quand’egli si fermò d’improvviso, +guardò attorno di sè come uomo +che si svegli subitamente da un sogno, +e volgendo la briglia del suo destriero, +tornò al castello, lasciando noi padroni +di continuare la caccia senza di lui se +così avessimo voluto.» +</p> + +<p> +«È ben acerbo il racconto che mi fate, +o William, disse Tressiliano, ma speriamo +in Dio, perchè omai gli uomini +non possono nulla.» +</p> + +<p> +«Voi non ci arrecate adunque nessuna +notizia della nostra giovane padrona +Amy? Ma qual uopo omai di farvi questa +interrogazione? Non me ne dice abbastanza +la vostra fisonomia? Eppure io +aveva sperato, che se v’era qualcuno +capace di scoprirne la pesta, voi ci sareste +riuscito. È dunque deciso, ed il +male è senza rimedio! Ma se arrivo ad +incontrare il Varney a gittata del mio +archibugio, oh! non lo sbaglierò. Lo +giuro per il pane e per il sale.» +</p> + +<p> +Si aperse in quell’istante la porta ed +entrò nella sala il sig. Mumblazen, vecchio +<span class="pagenum" id="Page_79">[79]</span> +magro increspato, le cui guance +parevano due mele su le quali sia passato +tutto un inverno: le sue chiome +grigie stavano in parte coperte sotto un +piccolo cappello simile ai canestri entro +cui si vendono le fragole a Londra, vale +a dire di forma conica. Egli era uno +di quegli uomini gravi, che temono far +troppo dispendio di parole nel salutar +qualcheduno. Laonde, chinando solamente +il capo e strignendo la mano a +Tressiliano, gli diede a comprendere +come gli fosse grato il rivederlo, e con +un cenno lo sollecitò a seguirlo nella +stanza di sir Ugo. William Badger gli +accompagnò, senza averne avuto l’ordine +da nessuno, ma troppa curiosità lo +pungea di scoprire se la presenza di +Tressiliano trarrebbe infine dal suo torpore +un padrone che tanto eragli caro. +</p> + +<p> +Sir Ugo Robsart signore di Lidcote, +seduto sopra una grande sedia a bracciuoli, +se ne stava in una vasta sala più lunga +che larga, le cui pareti andavano +ornate di corna di cervo, e di tutti gli +strumenti necessarj alla caccia tenuti +quanto meglio poteasi. La sedia ov’ei posava +era poco distante da un grande +cammino, sopra cui vedevansi una sciabola, +ed alcune armi, come usavano i +cavalieri, non però troppo rispettate dalla +<span class="pagenum" id="Page_80">[80]</span> +ruggine. Essendo sir Ugo fornito di un +gran volume di corpo, il solo esercizio +della caccia avea posto qualche limite +alla pinguedine, cui egli propendea. Tressiliano +credette osservare, che la specie +di letargo nel quale giacevasi il suo +vecchio amico, avesse aumentata questa +pinguedine nelle poche settimane che l’altro +rimase lontano. Certamente, era sparita +ogni vivacità dagli occhi di quel +vecchio infelice, i quali si portarono +tosto sopra il sig. Mumblazen, che andò +a passi lenti a sedersi dinanzi una +tavola di quercia su cui stava aperto un +grosso volume in foglio; poi si fissarono +con aria d’incertezza sopra Tressiliano, +che veniva dietro al sig. Mumblazen. Il +vecchio ministro, che avea sofferto grandi +persecuzioni ai tempi della regina Maria, +stava seduto con un libro in mano +nell’altro angolo dell’appartamento. Salutò +egli Tressiliano con faccia mesta, e +chiuso il volume, si diede ad esaminare +qual effetto produrrebbe sull’anima di +quell’afflitto genitore la presenza del Cavalier +sopraggiunto. +</p> + +<p> +S’avvicinava Tressiliano, cogli occhi +gonfi di lagrime, al buon vegliardo, che +lo avrebbe voluto per genero, ed in +proporzione sembrava, che la ragione +riprendesse il suo impero sullo spirito +di sir Ugo. +</p> + +<p> +<span class="pagenum" id="Page_81">[81]</span> +</p> + +<p> +Questi mandò un profondo sospiro, +come uomo che si riscote da uno stato +di stupidezza; una leggiera convulsione +ne agitò tutti i muscoli; e senza pronunziare +parola aperse ambo le braccia, tra +le quali si lanciò Tressiliano, ch’egli si +strinse al seno con tenerezza. +</p> + +<p> +«Non ho io dunque ancora perduto +ogni cosa!» sclamò egli, e nel mandare +tali accenti, la natura ebbe ristoro d’abbondanti +lagrime, che gl’innondarono le +guance e la bianca barba. +</p> + +<p> +«Non avrei creduto giammai, disse +William Badger, dovere render grazie a +Dio per veder piangere il mio padrone, +ma ora lo fo di tutto cuore, benchè mi +senta costretto a piangere in sua compagnia.» +</p> + +<p> +«Io non ti farò interrogazioni, no: +nemmeno una interrogazione, o mio Edmondo, +disse allora sir Ugo. Tu non +la trovasti; ovvero la trovasti sì digradata, +che meglio varrebbe averla perduta.» +</p> + +<p> +Tressiliano non seppe meglio rispondere +a quel vecchio infelice che coprendosi +il volto con tutte due le mani. +</p> + +<p> +«Basta così. Già intesi assai. Non +piangere, Edmondo, per essa. Io ho +ragione di piangere, perchè ell’era mia +figlia. Tu in vece hai di che rallegrarti, +poichè non divenne tua moglie. Onnipotente +<span class="pagenum" id="Page_82">[82]</span> +Iddio, tu sai meglio di noi quello +che tu ne devi concedere. La mia +preghiera d’ogni sera era di vedere Edmondo +sposo d’Amy; se fossi stato esaudito, +quanto più acerbo dolore or proverei!» +</p> + +<p> +«Consolatevi, mio degno amico, gli +disse il Ministro; egli è impossibile, che +la figlia delle nostre speranze, delle nostre +tenere sollecitudini, sia divenuta spregevole +siccome lo immaginate.» +</p> + +<p> +«Oh senza dubbio! sclamò sir Ugo col +tuono dell’impazienza, avrei torto nel +chiamarla schiettamente col nome ch’ella +merita di portare. Ne avranno inventato +alcun altro, che soni meglio alla Corte. +Ivi l’infamia sa coprirsi d’una vernice +brillante. La figlia di un gentiluomo di +campagna, d’un vecchio contadino di +Devon, è abbastanza onorata col divenire +la favorita d’un cortigiano.... e +d’un Varney! di quel Varney, il cui +avolo ebbe d’uopo de’ soccorsi del padre +mio, allorchè i suoi beni furono confiscati +dopo la battaglia di... di... Eh! +vada al diavolo la mia memoria! e state +lì, e nessuno mi aiuterebbe nemmeno +a dire quello che voglio dire.» +</p> + +<p> +«Dopo la battaglia di Bosworth, disse +il sig. Mumblazen, che accadde fra Riccardo +il Gobbo, ed Enrico Tudor avolo +<span class="pagenum" id="Page_83">[83]</span> +della presente Regina, <i>anno primo</i> +del regno di Enrico Settimo, 1485 <i>post +Christum natum</i>.» +</p> + +<p> +«È questo che io voleva dire; non +vi è ragazzo che non sappia tai cose. Ma +la mia povera testa dimentica tutto ciò +che amerei ricordarmi, e si ricorda di tutto +ciò che vorrei dimenticarmi. Sai Tressiliano? +Il mio cervello ha vacillato dopo +la tua partenza, e anche adesso, credo +che vada a caccia a dispetto del vento.» +</p> + +<p> +«<i>Vostro Onore</i> farebbe assai meglio +col mettersi a letto, disse il Ministro, +e col procurare di prendere qualche ora +di riposo. Il dottore ha lasciato una pozione +calmante, e quell’altro medico, che +ne sa al di sopra di tutti i dottori, vuole +che per noi s’adoprino tutti gli espedienti +umani a fine di metterci in grado +di sopportare le prove, che ne vengono +dalla sua mano.» +</p> + +<p> +«Voi dite il vero, mio vecchio amico, +rispose sir Ugo, e mi sforzerò di sopportarle +qual si conviene ad un uomo: +infine ella è una donna che noi abbiamo +perduto. Vedi, Tressiliano (disse il vecchio, +traendosi dal seno un riccio di capelli), +la sera innanzi del suo allontanamento, +ella mi abbracciò colmandomi di +carezze anche più dell’ordinario, ed io come +un vecchio insensato, la riteneva per +<span class="pagenum" id="Page_84">[84]</span> +questo riccio. Ella prese la cesoia, sel +tolse dalle chiome, e lo lasciò fra queste +mie mani quasi unico ricordo che doveva +rimanermi di lei.» +</p> + +<p> +Tressiliano non fu capace di rispondergli. +E pensava fra se medesimo all’aspra +lotta, che in quel momento avrà sofferta +entro il suo cuore la misera fuggitiva. +Il ministro stava per dire qualche +cosa, allor quando lo interruppe sir Ugo. +</p> + +<p> +«So che cosa volete dirmi, non è che +un riccio di capelli di una donna, e sol +per opera di una donna, la vergogna, +la morte, il peccato entrarono in questo +mondo. E il dotto sig. Mumblazen potrebbe +qui citarmi molte autorità per +provarmi l’inferiorità di questo sesso.» +</p> + +<p> +«Un celebre autore Francese, soggiunse +allora il Mumblazen, dice: <i>che +l’uomo è nato per la guerra e per li +consigli</i>.» +</p> + +<p> +«Ebbene, disse sir Ugo, procuriamo +adunque di comportarci siccome uomini, +intendo con saggezza e coraggio. +Edmondo, io ti rivedo volentieri nel +modo istesso che se tu m’avessi apportato +migliori novelle. Ma tanto parlare +che abbiam fatto non può a meno di non +averne inaridite le labbra. Amy, ordina +che ci portino vino.» Poi ripensando +sull’istante, che quella figlia, un giorno +<span class="pagenum" id="Page_85">[85]</span> +a lui tanto cara, non era ivi per +ascoltarlo, dimenò il capo, e voltosi al +ministro: «È deciso, diss’egli; il cordoglio +sta nella mia mente alienata, come +la chiesa di Lidcote nel mio parco. Posso +ben perdermi per qualche istante fra +i boschetti e le macchie: ma non sono +appena al finire d’un viale, vedo il campanile, +che mi ricorda il sepolcro de’ miei +maggiori. Oh! piacesse al cielo che coll’incominciar +di domani io mi stessi tranquillamente +in loro compagnia!» +</p> + +<p> +Tressiliano e il ministro raddoppiarono +di preghiere al vegliardo per indurlo +a mettersi in letto, tantochè finalmente +vi riuscirono. Lo condussero nella +stanza sua di riposo, ove Tressiliano +rimase con lui, finchè il sonno venisse +a chiuderne le pupille; portatosi di poi +a raggiugnere il ministro, ed a deliberare +congiuntamente con lui su quanto +di meglio era da operarsi in una circostanza +cotanto malaugurata. +</p> + +<p> +Non potevano essi escludere il signor +Mumblazen da tale colloquio, e per altra +parte non ebbero discaro ch’ei ne fosse +partecipe, perchè, anche non calcolando +i soccorsi che potessero venir loro dall’accortezza +di quest’uomo, lo sapevano per +indole sì taciturno da non temere ch’ei +commettesse imprudenze. Era egli un vecchio +<span class="pagenum" id="Page_86">[86]</span> +celibe, venuto da famiglia onesta, +ma povera anzi che no, e parente in lontananza +della casa di Robsart. Tale affinità +fu il motivo, per cui già volgeano venti +anni dacchè dimorava in quella magione. +Accetta oltre ogni dire era al vecchio signor +del castello la compagnia di questa +persona, e ciò soprattutto per la scienza +profonda posseduta dal Mumblazen (nè si +estendeva più in là) sopra il Blasone e le +genealogie, e sopra tutte le date storiche +che alle genealogie si riferivano. Ma gli era +questo il genere di sapienza più conforme +ai gusti di sir Ugo, che trovava per sè espedientissima +cosa l’avere ad ogni uopo +pronto un amico a cui volgersi, se lo tradiva +la memoria, o se lo conduceva in errore +intorno i nomi e le date, cosa non rara a +succedergli. Allora Michele Mumblazen +non mancava mai dal fornirgli con aggiustatezza +e laconismo quanti mai indizi +l’altro potesse desiderare. E benchè nelle +bisogne ordinarie di questo mondo adoperasse +il più delle volte uno stile enigmatico, +e mescolato con termini andati a +pescar nel Blasone, la sostanza dei suggerimenti +che venivano dal suo labbro non +era da disprezzarsi; onde aveva ragione +William Badger nel dire che il Mumblazen +snidava la cacciagione, intanto che gli altri +scotevano i rami. +</p> + +<p> +<span class="pagenum" id="Page_87">[87]</span> +</p> + +<p> +«Avremmo noi creduto mai che lo starci +col buon Cavaliere ne avesse tratti a +soffrir tanto, signor Edmondo? (gli disse +il Ministro): io non aveva mai più provato +simil cordoglio dopo il momento che +togliendomi al mio prediletto ovile, mi +costrinsero a lasciarlo alla discrezione di +lupi affamati.» +</p> + +<p> +«<i>In anno tertio</i> del regno di Maria» +disse il signor Mumblazen. +</p> + +<p> +«In nome del Cielo, signor Edmondo, +continuò il Ministro, narrateci se il vostro +tempo fu impiegato meglio del nostro, +e se otteneste qualche notizia della +sciagurata giovinetta, che dopo aver fatto +per diciotto anni le delizie di questa casa +immersa oggi nel pianto, ne è divenuta la +vergogna e la disperazione? Scopriste voi +il luogo ov’ella si asconde?» +</p> + +<p> +«Vi è noto il castello di Cumnor?» +chiese a lui Tressiliano. +</p> + +<p> +«Certamente, rispose il Ministro. Era +come una casa di campagna, goduta dagli +abati d’Abingdon.» +</p> + +<p> +«Ed io ne ho veduto lo stemma, aggiunse +tosto il Mumblazen, sopra il cammino +di pietra, posto nel salone a pian terreno: +è una croce, cui sovrasta una mitra, fra +quattro merli.» +</p> + +<p> +«Ebbene: è colà, disse Tressiliano, +ove quella infelice soggiorna in compagnia +<span class="pagenum" id="Page_88">[88]</span> +dello scellerato Varney, che la mia sciabola +avrebbe punito di tutti i suoi delitti, se un +puro caso non lo sottraeva al mio furore.» +</p> + +<p> +«Sia lodata la Divina Providenza, soggiunse +il Ministro, poichè v’impedì, o giovine +ardito, di bagnar le mani nel sangue di +un vostro simile. <i>A me si aspetta il vendicarmi</i>, +dice il Signore: ben varrebbe meglio +il pensare a liberar questa misera dagl’infami +lacci in cui quello sgraziato la tiene.» +</p> + +<p> +«E che si chiamano, in termine di +Blasone, <i>laquei amoris</i>» non potè starsi +dal dire il Mumblazen. +</p> + +<p> +«Egli è appunto su di ciò, che vi chiedo +consiglio, diletti amici, ripigliò Tressiliano. +Il mio disegno è gettarmi ai piedi +del Trono, e colà accusare questo scellerato, +come perfido, come seduttore, come +violatore in somma di tutte le leggi della +ospitalità. La Regina non negherà darmi +ascolto, quand’anco stesse al suo fianco il +conte di Leicester che lo protegge.» +</p> + +<p> +«La Regina, disse il Ministro, che ha +dato sì grande esempio di continenza ai +suoi sudditi, ne darà certamente uno di +giustizia contra questo malfattore. Ma non +sarebbe migliore avviso, sig. Tressiliano, +il volgervi a dirittura al conte di Leicester, +che è all’immediato servigio della +Regina? Se potete ottenere giustizia da +lui, perchè farvene un potente nemico? +<span class="pagenum" id="Page_89">[89]</span> +E lo diverrebbe certo, se per prima cosa +accusaste dinanzi la Regina quell’uomo che +egli tiene non solamente in grado di suo +scudiere, ma di favorito e di confidente.» +</p> + +<p> +«Sento in me medesimo tal qual ripugnanza +contra sì fatto avviso, Tressiliano +rispose. Mi è grave persin l’idea di trattar +la causa di questa figlia infelice di un padre +non meno infelice, alla presenza di tutti +altri fuor che a quella della legittima mia +Sovrana. Il Leicester, mi direte voi, tiene +un grado elevato, e ve lo concedo; ma è +suddito al pari di noi, nè mi pare ben fatto +portare ad esso le mie querele, allorchè +espedienti migliori stanno in mia mano. +Nondimeno mediterò più maturamente il +parer che mi date. Intanto mi fa d’uopo +della vostra assistenza per far risolvere sir +Ugo a conferirmi un mandato legale ed +ostensibile. Voi comprendete essere in nome +di sir Ugo, e non nel mio ch’io debbo parlare. +Poichè il cuore della nostra Amy si +digradò fino ad amare un ente così spregevole, +fa di mestieri almeno che costui la +sposi, e le renda in tal guisa quell’unica +giustizia che sta in suo potere di renderle.» +</p> + +<p> +«Tornerebbe assai meglio (sclamò il +Mumblazen con un calore straordinario +in tal uomo) tornerebbe assai meglio che +ella morisse <i>cælebs et sine prole</i>, anzichè +inquartare i nobili stemmi della casa di +<span class="pagenum" id="Page_90">[90]</span> +Robsart con quelli d’un simile miscredente.» +</p> + +<p> +«Se lo scopo che vi prefiggete, come +non ne dubito punto, disse il Ministro, +è di salvare quanto ancora si può, l’onore +di questa sventurata fanciulla, persisto +sempre sulla necessità d’incominciare le +cose coll’indirigersi al conte di Leicester. +Egli è padrone assoluto nella sua casa non +meno di quello che Elisabetta il sia nel suo +regno. Oh! vi prometto che s’egli ne dimostra +soltanto un desiderio a Varney, il +fallo commesso da Amy avrà almeno minore +pubblicità.» +</p> + +<p> +«Il vostro raziocinio è giusto, disse +con vivacità Tressiliano, sì, giustissimo; +e vi son grato d’avermi fatto pensare a +cosa, che il turbamento dell’animo mio +non mi lasciava vedere. Io veramente non +aveva mai sognato in vita mia di trovarmi +nella circostanza di chieder grazia di +sorte alcuna al conte di Leicester; ma mi +sentirei fin capace di piegare il ginocchio +innanzi a questo orgoglioso Dudley, se ne +fosse premio il diradare soltanto alcun poco +la macchia portata al nome della misera +Amy. Voi mi aiuterete adunque ad +ottenere da sir Ugo Robsart le facoltà necessarie?» +</p> + +<p> +«Certamente che vi aiuterò» rispose +il Ministro, intanto che il Mumblazen col +<span class="pagenum" id="Page_91">[91]</span> +chinar la testa conveniva nelle loro conclusioni. +</p> + +<p> +«Sarà parimente ben fatto, continuò +Tressiliano, che vi teniate pronti, ove +l’uopo il volesse, ad attestare i modi ospitali, +con cui il buon sir Ugo accolse questo +traditore in sua casa, e la perfidia, +onde costui gli corrispose, seducendone +l’infelice figlia.» +</p> + +<p> +«Nei primi tempi, disse il Ministro, +non parea che Amy trovasse molto diletto +nello starsene con costui; ma dipoi +li vidi molto spesso rimanere insieme.» +</p> + +<p> +«<i>Parlamentando</i> nel salone, disse il +Mumblazen, e <i>trascorrendo</i> nel giardino.» +</p> + +<p> +«In una sera della primavera passata, +soggiunse il ministro, gl’incontrai nella +foresta del mezzogiorno. Varney era avvolto +in un pastrano bruno, sicchè il viso +non se ne vedeva. Si separarono affrettatamente, +allorchè s’accorsero del mio arrivo, +ed osservai ch’ella volse addietro la +testa per continuare a guardarlo.» +</p> + +<p> +«<i>Teste in profilo</i>» fece questa osservazione +di Blasone il Mumblazen. +</p> + +<p> +«E nel giorno della fuga riconobbi alla +livrea il servo di Varney, che teneva il +cavallo del suo padrone, e il palafreno +di miss Amy, entrambi bardamentati, +dietro la muraglia del cimitero.» +</p> + +<p> +«Ed ora, disse Tressiliano, ella vive +<span class="pagenum" id="Page_92">[92]</span> +confinata in un’oscura prigione. Vi sono +dunque prove di fatto contro quel perfido! +Vorrei ch’egli si cimentasse a negare +il proprio delitto per convincerlo con questa +sciabola. Ma è d’uopo ch’io m’allestisca +per mettermi in cammino. Voi intanto, +o miei amici, preparate l’animo +di sir Ugo a conferirmi il diritto di fare +atti in suo nome.» +</p> + +<p> +Dopo tai detti, Tressiliano lasciò l’appartamento. +</p> + +<p> +«Egli è troppo focoso, disse il Ministro, +e prego Dio gli conceda tutta la pazienza, +di cui abbisogna chiunque abbia +che fare con Varney.» +</p> + +<p> +«<i>Pazienza e Varney</i>, sono due cose, +le quali non s’accordano meglio insieme +che metallo sopra metallo giusta le regole +del Blasone, disse tosto il Mumblazen. +Colui è più falso d’una <i>Sirena</i>, più +rapace d’un <i>Griffo</i>, più crudele d’un +<i>Leone rampante</i>.» +</p> + +<p> +«Non so, disse il Ministro, se noi possiamo +in coscienza, e nello stato di mente +in cui si trova sir Ugo, domandargli +che deleghi a nessuno la sua paterna autorità.» +</p> + +<p> +«La Reverenza vostra non debbe avere +scrupoli su di ciò, (disse William Badger, +che entrava in quel momento) perchè, e +scommetterei la vita, il mio padrone all’atto +<span class="pagenum" id="Page_93">[93]</span> +dello svegliarsi si troverà tutt’altro +da quel che lo vediamo, sono omai +trenta giorni.» +</p> + +<p> +«Tu hai dunque una fiducia ben grande +nella pozione ordinata dal dottore Diddleum?» +disse il Ministro. +</p> + +<p> +«Nessuna affatto, rispose il Badger, e +guardate se posso averne; il padrone non +ne ha bevuto una gocciola, perchè si è rotta +l’ampolla. Ma il sig. Tressiliano ha condotto +qui un semplicista, il quale ha composto +per sir Ugo una bevanda, che vale +per venti pozioni del dottore Diddleum. +Ho parlato a lungo colla persona che vi +accenno, e posso giurarvi che non vi è +il più bravo maniscalco....» +</p> + +<p> +«Un maniscalco!» e volea più dire +il Ministro, ma il Badger non lo lasciò +continuare. +</p> + +<p> +«Sì; un maniscalco, e non ho conosciuto +uomo che s’intenda meglio delle +malattie dei cavalli. Figuratevi se vorrà +far male ad un cristiano.» +</p> + +<p> +«Ah disgraziato! sclamò inviperito il +Ministro. Somministrare a sir Ugo una bevanda +preparata da un maniscalco! E chi +te ne diede l’autorità? Chi si farà mallevadore +per le conseguenze?» +</p> + +<p> +«Per quanto spetta all’autorità, vostra +Reverenza sappia, che me la sono data da +me. Quanto al resto non vedo il bisogno +<span class="pagenum" id="Page_94">[94]</span> +d’un mallevadore: perchè a quanto parmi, +venticinque anni che sto in questo castello, +devono bene avermi dato il diritto di porgere, +se occorre, una bevanda ad un uomo, +se ne ho date tante ai cavalli. Oh! quante +medicine ho distribuite nelle scuderie; e a +quante bestie ho fatto salassi, e messo cauteri +e ventose!» +</p> + +<p> +I due consiglieri privati credettero non +dover perdere un istante, per arrecare tale +notizia a Tressiliano, il quale chiamò tosto +in sua presenza Wayland e gli domandò, +ma in segreto, con qual diritto ei si fosse +avvisato di preparare una bevanda per sir +Ugo Robsart. +</p> + +<p> +«<i>Vostro Onore</i> dee ricordarsi, rispose +Wayland, ch’io gli dissi come fossi entrato +nei segreti del mio padrone, cioè del dottore +Doboobie, più di quello ch’egli non +avrebbe voluto; e per dir vero se costui mi +prese in tanto contraggenio non gli do torto, +perchè molte persone fornite d’accorgimento, +e singolarmente una giovane e bella +vedova d’Abingdon, preferivano le mie +ricette alle sue.» +</p> + +<p> +«Non è questa ora di scherzi, disse +Tressiliano. Ti giuro che se la medicina +da cavallo che hai somministrata a sir Ugo +reca il menomo pregiudizio alla sua salute, +ti do per sepoltura la parte più profonda +di una delle nostre miniere di stagno.» +</p> + +<p> +<span class="pagenum" id="Page_95">[95]</span> +</p> + +<p> +«Oh! non ho per anche assai profittato +nel grande <i>arcanum</i> della trasmutazione dei +metalli per desiderare questo soggiorno +(rispose senza scomporsi Wayland). Ma +non abbiate paura di nulla, sig. Tressiliano; +William Badger mi ha spiegato con troppa +verità lo stato in cui trovasi il degno Cavaliere, +e mi tengo sicuro di non avere +fatto sbaglio nel somministrargli una dose +di mandragola, non eccedente il bisogno +di procurargli un sonno dolce e tranquillo, +che è quanto fa di mestieri a rimettere in +calma lo spirito agitato di sir Ugo.» +</p> + +<p> +«Spero, o Wayland, non sarai tu +l’uomo che mi tradisca.» +</p> + +<p> +«Il fatto ve lo proverà. E qual interesse +avrei io di nuocere ad un povero vecchio +che vi sta a cuore? Se Gaffer Pinniewink +non mi caccia ora nelle carni il suo punteruolo, +e se non mi straccia con quelle maledette +sue tenaglie ogni parte del mio corpo +ove si trova qualche macchia, per vedere +se è stata fatta dal diavolo, non è a voi forse +che ne ho tutta l’obbligazione? Il mio più +ardente desiderio è che mi riguardiate tra +i più fedeli vostri servitori, e vi sarà prova +della mia buona fede tutto quanto vedrete +succedere dopo il sonno che avrà dormito +il vecchio Cavaliere.» +</p> + +<p> +Nè s’ingannò Wayland nelle sue congetture. +La bevanda calmante ch’ei preparò, +<span class="pagenum" id="Page_96">[96]</span> +fidatosi alla propria esperienza, +e che William Badger somministrò, non +dubitando della propria saggezza, produsse +il migliore effetto. Sir Ugo dormì di un +sonno lungo e tranquillo, e nello svegliarsi, +non si trovò per vero dire risanato dalla +ferita del cuore, nè dall’indebolimento che +aveva sofferto il suo corpo, ma lo spirito +di lui era, più che mai nol fosse stato da +qualche tempo, in grado di giudicare sulle +cose che gli venivano proposte. Non convenne +egli sull’istante con Tressiliano intorno +al divisamente di portar suppliche +alla Corte, onde ottenere la più possibile +riparazione dell’ingiuria fatta ad Amy. «È +d’uopo abbandonarla, egli disse. Ella è un +falco che tien dietro al vento, e che val +meno del fischio adoperato per richiamarlo.» +Si giunse nondimeno a convincerlo, +che era di suo debito il cedere al grido di +natura, a quel grido che gli parlava a suo +malgrado al cuore, e di acconsentire che +Tressiliano facesse per Amy quanto rimaneva +ancora da farsi. Egli sottoscrisse adunque +il mandato, quale il ministro gliel +preparò, perchè in quel secolo la greggia +di un pastor d’anime trovava in lui non +solamente una guida spirituale, ma un +consigliere che la regolava per gli affari di +questa terra. +</p> + +<p> +Ventiquattr’ore dopo che Tressiliano era +<span class="pagenum" id="Page_97">[97]</span> +tornato a Lidcote-Hall, ogni cosa stava +pronta per la sua seconda partenza, ma +erasi dimenticato un punto rilevante, del +quale il sig. Mumblazen fece che gli altri +si ricordassero. «Voi andate alla Corte, +sig. Tressiliano, diss’egli, e non pensate +che i colori del vostro stemma debbono +essere oro ed argento, soli colori che vi possono +essere ricevuti!» L’osservazione +non era meno giusta che imbarazzante, +perchè, nè sotto il regno d’Elisabetta, nè +da poi procedendo fino a quella data che +si giudichi più opportuna, era cosa troppo +facile il tener dietro ad un affare che +agitavasi in Corte, per chiunque mancasse +d’argento monetato, genere di derrata +alquanto rara a Lidcote-Hall. Tressiliano +non trovavasi gran che in capitali, e le +rendite di sir Ugo Robsart erano sempre +mangiate in erba, per cagione dell’ospitalità +che a tutti ei praticava. Ma il promotore +della difficoltà fu parimente quegli che +la tolse di mezzo. Il signor Michele Mumblazen +presentò un sacchetto di cuoio, +entro cui stavano circa trecento sterlini +in monete d’oro e d’argento di ogni spezie, +frutto d’un risparmio d’oltre a venti anni, +ch’egli consagrò senza pronunziar parola +al servigio di colui, il quale ricettandolo +in propria casa, gli aveva forniti i modi di +accumulare questo piccolo tesoro. Tressiliano +<span class="pagenum" id="Page_98">[98]</span> +accettò, senza mostrar d’esitare, tal +presente della cordialità, nè fu che stringendosi +scambievolmente la mano che dimostrarono, +l’uno la soddisfazione d’impiegare +quanto possedeva all’adempimento +d’un sì onorevol disegno, l’altro l’aggradevole +sorpresa di veder dissipato in un modo +così istantaneo e non preveduto un ostacolo, +che si presentava da prima siccome +insuperabile. +</p> + +<p> +Intanto che Tressiliano allestiva tutte +le cose per partire nel dì successivo, +Wayland chiese parlargli; e dopo aver +fatto valere agli occhi del padrone i favorevoli +effetti della bevanda data a sir +Ugo, gli domandò la permissione di accompagnarlo +alla Corte. Nè a condiscendervi +era avverso l’animo di Tressiliano, +cui la destrezza, l’accorgimento, e +la fecondità d’immaginare espedienti, +qualità da lui ravvisate a prova in questo +compagno di viaggio, ben persuasero +che il condurlo con sè cosa anzi +utilissima gli sarebbe stata. Ma non era +tolto il mandato d’arresto uscito contro +Wayland, il che Tressiliano gli ricordò, +non dimenticando le tenaglie e il punteruolo +di Pinniewink. +</p> + +<p> +Wayland rise di questo. «Chi mai, +diss’egli, vuol andare a rintracciare il +maniscalco sotto gli abiti d’una vostra +<span class="pagenum" id="Page_99">[99]</span> +livrea? Poi osservate le mie basette, e i +miei capelli: basta dare altro andamento +alle prime, e tingere in nero i secondi con +una preparazione di cui tengo il segreto, e +sfiderò allora il diavolo a riconoscermi.» +</p> + +<p> +Operò egli questa nuova trasmutazione, +e dopo alcuni minuti si presentò a +Tressiliano sotto forme affatto diverse. +Ciò nondimeno Tressiliano esitava ancora +nell’accettare gli offertigli servigi, la +quale perplessità facea, che Wayland +raddoppiasse ancora d’istanze. +</p> + +<p> +«Io vi debbo, diss’egli, la vita, e +tanto più desidero pagarvi una parte del +mio debito che seppi dal Badger, tali essere +i motivi che vi chiamano alla Corte, +da non andare immune da pericolo +per voi una simile spedizione. Non già +ch’io mi dia il vanto di essere uno spadaccino, +o uno di que’ bravacci, che +vorrebbero ad ogni istante frammettersi +colla sciabola alla mano nelle brighe +de’ lor padroni. Che anzi, per dirvi +la verità, amo meglio il termine d’una +cena, che il principio d’una contesa; +ma so parimente di poter servire <i>vostro +Onore</i> in siffatto affare, meglio assai di +que’ disperati, che null’altro conoscono +fuorchè i moschettoni e gli stili, e so +parimente che questa mia testa val sola +più di cento delle loro braccia.» +</p> + +<p> +<span class="pagenum" id="Page_100">[100]</span> +</p> + +<p> +Stavasi ancor dubbioso Tressiliano, siccome +quegli che conoscendo da poco tempo +questo personaggio straordinario, non +sapea troppo al giusto fin dove gli convenisse +concedergli confidenza; e gli sarebbe +stato pur d’uopo confidarsi in lui +volendolo rendere utile ai propri divisamenti. +Non si era per anco deliberato, +allorchè udì il calpestio d’un cavallo +nella corte, e vide quasi nel medesimo +tempo entrar frettolosi nella sua stanza +il Mumblazen e il Badger. +</p> + +<p> +«Giunse in quest’istante, disse il +bracchiere, un servo, a cavallo della +più bella pulledra grigia ch’io m’abbia +mai visto in mia vita...» +</p> + +<p> +«Che ha sul braccio, continuò il +Mumblazen, una piastra d’argento, su +di cui vedesi un drago che inghiottisce +un pezzo di mattone, fregiato d’una +corona di conte. Questi mi ha rimessa +una lettera per voi che ha lo stemma +medesimo nel suggello.» +</p> + +<p> +Tressiliano prese la lettera, di cui tale +era la soprascritta: <i>Allo spettabile Edmondo +Tressiliano nostro caro parente</i>, +e al disotto della soprascritta medesima +leggeasi: <i>in tutta fretta, come se vi fosse +pericolo di vita</i>. Tressiliano si fece +tosto a leggere la lettera, e tale ne era +il contenuto: +</p> + +<p> +<span class="pagenum" id="Page_101">[101]</span> +</p> + +<div class="blockquote"> +<p class="indl"> +<i>Sig. Tressiliano<br> +nostro buon amico e caro cugino</i> +</p> + +<p> +«Nel momento in cui vi scriviamo, è +sì cattivo lo stato di nostra salute, e sono +per altra parte tanto moleste le circostanze +in cui ci troviamo, che è nostro +desiderio unire attorno alla nostra +persona tutti quegli amici sul cui affetto +possiamo maggiormente fondarci. Noi vi +diamo fra questi la prima sede, sig. Tressiliano, +tanto a cagione dell’amicizia, +che ci è noto essere in voi per nostro +riguardo, quanto in considerazione delle +altre prerogative che vi adornano. Vi +preghiamo pertanto venirci a trovare il +più presto che potrete al castello di +Sav’s-Court, presso Depford, ove vi +parleremo d’affari, che non giudichiamo +ben fatto il confidare alla carta. Nella +speranza di vedervi tantosto, siamo il +vostro affezionato parente +</p> + +<p class="indr"> +<i>Ratcliffe</i> conte di Sussex». +</p> +</div> + +<p> +«Affrettati, Badger, sclamò Tressiliano, +e fa che questo messaggiere sia +subito alla mia presenza». E appena +il vide: «Ah! Stevens, siete voi! come +sta dunque Milord?» +</p> + +<p> +<span class="pagenum" id="Page_102">[102]</span> +</p> + +<p> +«Male, sig. Tressiliano, male assai, +e tanto più egli ha bisogno di aver buoni +amici d’intorno a sè.» +</p> + +<p> +«Ma quale è il genere della sua infermità? +Io non ne aveva ancora inteso +parlare.» +</p> + +<p> +«Assai brutte apparenze: non altro +potrei dirvi, o signore. I medici non sanno +qual cosa giudicarne. Molti della casa +sospettano vi entri opera di tradimento, +o di fattucchieria, o fors’anche qualche +cosa di peggio.» +</p> + +<p> +«Quali ne sono i sintomi?» Chiese +tosto il maniscalco, frammettendosi arditamente +in tale discorso. +</p> + +<p> +«Che mi chiedete?» disse Stevens +che non intendeva la domanda. +</p> + +<p> +«Dove sta il suo male? disse Wayland. +In qual parte del corpo si sente egli +peggio?» Stevens si diede a riguardar +Tressiliano, come per comprendere da lui +se dovesse rispondere alle interrogazioni +di questo straniero, ed avendone ricevuto +un segno affermativo, fece l’enumerazione +de’ sintomi che si univano alla +malattia del suo padrone: perdita successiva +di forze, notturne traspirazioni, +mancanza di appetito, debolezza, ec. +</p> + +<p> +«E a tutto questo andranno congiunti, +disse Wayland, un rodente dolor nello +stomaco, ed una lenta febbre?» +</p> + +<p> +<span class="pagenum" id="Page_103">[103]</span> +</p> + +<p> +«Appunto» disse lo Stevens alquanto +maravigliato. +</p> + +<p> +«Conosco assai bene questa malattia, +soggiunse Wayland, e ne conosco l’origine. +Il vostro padrone ha mangiato, o +gli hanno fatto mangiare la manna di +S. Nicolò. Ma ne conosco altresì il rimedio; +e il dottore non dirà che indarno +io abbia studiato nella sua officina.» +</p> + +<p> +«Che intendete voi? (disse Tressiliano +aggrottando le ciglia). Pensate bene che +or si parla d’uno fra i primi signori dell’Inghilterra. +Non è questo un momento +per far la parte da buffone.» +</p> + +<p> +«Dio me ne guardi, rispose Wayland. +Sostengo che conosco una tal malattia, +e che mi darà l’animo di guarirla. Avete +a quest’ora dimenticato quello che feci +per sir Ugo Robsart?» +</p> + +<p> +«Ebbene! noi partiremo in questo momento, +sclamò Tressiliano. Egli è Dio medesimo +che ne chiama.» +</p> + +<p> +Annunziando il motivo sopravvenutogli +onde non aspettare il dì vegnente a +partir dal castello, e tacendo però i sospetti +raccontati da Stevens, e le speranze +concette da Wayland, Tressiliano si +congedò da sir Ugo, e di gran galoppo +s’avviò per alla volta di Londra, nè altri +il seguivano che Wayland, e il servo del +conte di Sussex. +</p> + +<div class="chapter"> +<p><span class="pagenum" id="Page_104">[104]</span></p> + +<h2 class="nosp">CAPITOLO V.</h2> +</div> + +<div class="poem-container"> +<div class="poem inl"><div class="stanza"> +<p class="i01">»Ogni specie in sua officina</p> +<p class="i01">»Scorgerai di medicina,</p> +<p class="i01">»Sali, spiriti, antimonio,</p> +<p class="i01">»Egli è, corpo del demonio!</p> +<p class="i01">»Il migliore in fra i perfetti,</p> +<p class="i01">»Cui nel gregge degli addetti</p> +<p class="i01">»Vanti aver d’Alchimia il regno.</p> +<p class="i01">»Che se ancor non giunse al segno</p> +<p class="i01">«Di scoprire il <i>Grande Arcano</i>,</p> +<p class="i01">»N’è, per Dio, poco lontano.</p> +<p class="i09"> <i>L’Alchimista.</i></p> +</div></div> +</div> + +<p> +Tressiliano e la sua comitiva composta +di due persone, misero la più grande +celerità nel loro viaggio. All’atto del partirsi, +questi avea chiesto a Wayland, se +non giudicherebbe prudente consiglio lo +evitare la contea di Berk, ove lo stesso +Wayland avea sostenuta una parte così +brillante. Ma il maniscalco gli rispose non +avere il menomo timore. Di fatto egli impiegò +troppo bene il breve tempo trascorso +nel castello di Lidcote-Hall a trasformarsi +compiutamente. Della sua folta barba, che +avea può dirsi segata, non gli rimanevano +che due piccole basette rivolte sul labbro +superiore all’usanza dei militari; ed un +sarto del villaggio, ben pagato a tal fine, +<span class="pagenum" id="Page_105">[105]</span> +adoperò sì acconciamente il suo sapere +nel secondare la mente esternatagli da +Wayland, che si sarebbe detto, questi +avesse vent’anni di meno di quanti ne +mostrava alcuni giorni prima. Perchè per +lo innanzi a veder quel volto, e quelle mani +annerite dal fumo e dal carbone, quelle +chiome disordinate, quella barba lunga +e sconvenevole, ed una statura incurvata +dal genere del suo lavoro, nè lui coperto +che da una pelle d’orso, gli si potevano +attribuir cinquant’anni; ma in allora vestito +della livrea di Tressiliano, con la sciabola +a fianco ed una targa alla spalla, non +ne appariva che la vera sua età, vale a dire +una trentina d’anni. Ed egual cambiamento +aveano preso pur anche gli esterni suoi +modi, poichè in vece della selvatichezza +di chi fugge dai boschi, vedeasi in lui una +gagliardia congiunta a destrezza e ad accorgimento, +non mancandovi mai una tal +qual dose di sfrontatezza. +</p> + +<p> +Avendogli Tressiliano domandato il motivo +di una metamorfosi tanto compiuta e +singolare, Wayland per tutta risposta gli +canticchiò una strofetta, solita cantarsi +in una commedia, allora affatto nuova, +che dava a sperar molto dall’ingegno di +chi la compose. Ne giova in questo luogo +il citarla. +</p> + +<p> +<span class="pagenum" id="Page_106">[106]</span> +</p> + +<div class="poem"><div class="stanza"> +<p class="i01">»Caliban, odimi,</p> +<p class="i01">»Se da naufragio,</p> +<p class="i01">»Se da sinistri</p> +<p class="i01">»Vuoi star lontan;</p> + +</div><div class="stanza"> +<p class="i01">»Novo il dominio,</p> +<p class="i01">»Novi i registri</p> +<p class="i01">»Sian del servigio,</p> +<p class="i01">»O Caliban.</p> +</div></div> + +<p> +Questi versi di cui Tressiliano non si +ricordava più, gli fecero venire a mente, +che Wayland era stato commediante, circostanza +che rendea meglio ragione del +perchè ei cambiasse con tanta disinvoltura +il suo esterno. E certo il trasmutamento +di costui nascondea sì bene l’antico Wayland, +ch’egli non avrebbe temuto, ma +anzi desiderato di ripassare pel luogo, +dove fu prima la sua fucina. +</p> + +<p> +«Sotto queste vesti, gli diss’egli, e +divenuto uno del seguito di <i>vostro Onore</i>, +non mi sgomenterei di mettermi in faccia +al giudice Blindas, fosse pur giorno di +piena adunanza. E mi piacerebbe ancor di +sapere che è divenuto di Flibbertigibbet, il +quale farà il diavolo in questo mondo, se +giunge a rompere affatto le briglie con +cui cercano frenarlo la nonna ed il precettore. +E vorrei in oltre vedere i guasti +che ha fatti lo scoppio per mezzo alle storte +e ai crogiuoli del dottore Demetrio Doboobie. +Corpo del diavolo! so ben io che +la memoria di me rimarrà nella vallata +di White-Horse lungo tempo dopo che il +mio corpo sarà sparito da questo mondo; +<span class="pagenum" id="Page_107">[107]</span> +e più d’un contadino verrà ad attaccare +il suo cavallo all’anello, ed a mettere il +suo <i>groat</i> d’argento sopra la pietra del +centro, ed a fischiare come un marinaio +nel tempo della bonaccia, per chiamar di +sotterra il maniscalco dell’inferno; ma i +cavalli di questa gente avranno tutto il +tempo d’inchiodarsi prima che io abbia +il divertimento di mettere ad essi un sol +ferro.» +</p> + +<p> +La fretta che era in Tressiliano di giugnere +presto alla meta del suo cammino, +fece, che questi due viaggiatori non si fermassero +più del tempo necessario a dare +riposo e biada ai loro cavalli; e poichè i +nomi del conte di Leicester, o di chiunque +si fosse annunziato della sua comitiva, +potevano grandemente su gli animi della +moltitudine per tutte le terre d’onde passarono, +credettero prudente cosa il nasconderli, +e il celar parimente il motivo dell’intrapresa +peregrinazione. Lancilotto +Wayland, che tale si era il vero nome +di costui, ritraeva soprattutto grande diletto +dal deludere la curiosità degli osti +e degli stallieri, facendo loro credere una +cosa per l’altra, e spargendo al proposito +del suo padrone tre voci diverse, che si +contraddicevano scambievolmente. Qui +Tressiliano era il Lord vicerè dell’Irlanda, +venuto incognito per prendere ordini +<span class="pagenum" id="Page_108">[108]</span> +dalla Regina intorno al famoso ribelle +Rory Oge Mac-Carthy Mac-Mahon; lì un +ministro del principe d’Angiò, inviato per +sollecitare le sospirate nozze colla regina +Elisabetta; in altri luoghi il Duca di Medina +Sidonia, travestito, che si portava +a Londra per aggiustare i dispareri non +anco sedati fra questa Sovrana e Filippo +re di Spagna. +</p> + +<p> +Tressiliano fu malcontento che si divulgassero +tai finzioni, e se ne dolse per +più riprese col maniscalco, dimostrandogli +i disordini che alle menzogne sempre +si uniscono, e quello principalmente di +volgere sopra di lui, Tressiliano, l’attenzion +pubblica in un modo troppo vistoso — «Eppure, +poichè l’aria e il portamento +di <i>vostro Onore</i> annunziano un +uom d’alto affare, gli è ben d’uopo dar +qualche ragione straordinaria, che giustifichi +la rapidità con cui viaggiate, e il +grande segreto che custodite sui motivi +del vostro viaggio.» +</p> + +<p> +In proporzione che questi viaggiatori si +avvicinavano a Londra, sminuiva la curiosità +da essi eccitata, atteso il grande numero +di stranieri che vanno alla capitale. +Entrarono finalmente nella città. +</p> + +<p> +Era mente di Tressiliano trasferirsi sull’istante +a Say’s-Court, presso Depford, +ove in allora il lord Sussex aveva residenza, +<span class="pagenum" id="Page_109">[109]</span> +e ciò ancora per trovarsi in maggior +vicinanza a Greenwich, soggiorno favorito +d’Elisabetta, e paese ad un tempo +ov’ella sortì i suoi natali. Era indispensabile +ciò nondimeno il fare una breve pausa +a Londra, la qual pausa divenne più +lunga per le istanze vivissime mosse da +Wayland, onde poter fare una corsa per +la città. +</p> + +<p> +«Prendi adunque la tua sciabola e la +tua targa, e mi segui, dissegli Tressiliano. +Io parimente ho disegno di vedere +diversi luoghi. Andrem di conserva.» +</p> + +<p> +Tressiliano avea un motivo segreto per +operare in tal modo; ed era il non credersi +abbastanza sicuro della fedeltà di +questo novello servo, onde dispensarsi +al sopravvegghiarlo in tal momento, che +due diverse fazioni rivali stavano a fronte +l’una dell’altra presso la corte di Elisabetta. +Wayland acconsentì all’aggiustamento +propostogli dal padrone, ma volle +stipulare un patto che gli fosse cioè, +permesso di entrare, secondo il crederebbe +a proposito, in tale o tal altra +officina di alchimista o di speziale, e +di comperarvi le droghe che gli sarebbero +abbisognate. A ciò non si oppose +Tressiliano; onde trascorrendo le strade +di Londra, entrarono successivamente in +quattro o cinque botteghe, ed in ognuna +<span class="pagenum" id="Page_110">[110]</span> +di esse Tressiliano osservò, che Wayland +non acquistava mai più d’una droga. Le +prime ch’ei domandò si trovarono speditamente, +ma non vi fu l’eguale facilità +a procacciarsi le successive, delle quali +costui mostrò desiderio. Nè fu senza maraviglia +di Tressiliano che molte volte +ricusò le droghe offertegli, negando essere +quelle ch’egli chiedeva, o almeno +della voluta qualità; e se le facea quindi +cambiare, o andava a cercarne altrove +delle migliori. Fuvvi una di tali droghe, +che parve impossibile il trovare per ogni +dove. In tal luogo non si conoscea neanco +che vi fosse. In tal altro si sosteneva, +non aver questa esistenza che nel +cervello d’alcuni alchimisti. Altrove si +offeriva di sostituirle qualche altro ingrediente +fornito, diceasi, e in più alto +grado, d’una efficacia della stessa natura. +Per tutto poi mostravasi una certa curiosità +di saper l’uso che si voleva farne. +Finalmente un vecchio farmacista rispose +con ischiettezza a Wayland, ch’egli cercherebbe +inutilmente una tal droga per +tutta Londra, a meno che non gli riuscisse +per avventura di rinvenirla nella +bottega dell’ebreo Yoglan. +</p> + +<p> +«Gli è quanto io cominciava già a sospettare +(disse Wayland qual uomo impazientito). +Vi chiedo perdono, o signore, +<span class="pagenum" id="Page_111">[111]</span> +ma comunque abile fosse un artefice, ben +vedete che non può lavorare senza ordigni. +Mi è d’uopo veder tosto l’Ebreo. Che, +se anche una tale necessità pone ritardo +di pochi istanti alla nostra partenza, non +temiate di non averne compenso grandissimo +dall’uso ch’io son per fare di questa +droga rara e preziosa. Permettetemi soltanto +ch’io vi preceda nel cammino, perchè +ne è di mestieri abbandonare la strada +maestra; e arriveremo più presto al cercato +luogo se io ve ne insegno la via.» +</p> + +<p> +Acconsentì Tressiliano, fattosi a seguitare +questo suo condottiero, che col guidarlo +velocemente, e senza impacciarsi, +per mezzo ad un labirinto di viottoli e +di traversi, diede a conoscere al suo compagno +quanto fosse pratico di quel rione. +Finalmente si fermò nel mezzo di angusta +strada, in fondo a cui si scorgeva il Tamigi, +e gli alberi di due vascelli, i quali +non aspettavano che il grosso fiotto per +salpare. La bottega a cui si fermarono, +non era chiusa da invetriate, ma vi tenea +vece di vetri una grossa tela stesa +sui telai delle finestre; tutta aperta poi +si vedea la parte davanti di quell’edifizio, +come scorgonsi tuttavia oggidì le +botteghe dei pescivendoli. Si presentò ad +essi un vecchio, piccolo di statura, e +che a vederlo non sarebbesi detto un +<span class="pagenum" id="Page_112">[112]</span> +Ebreo. Questi lor chiese tosto di che abbisognassero, +e appena Wayland domandò +la droga, per cui venuto era sin lì, +quel droghiere fece un atto di gran maraviglia. +</p> + +<p> +«E come può occorrere all’<i>Onor vostro</i> +una droga, non richiestami ancor +da nessuno dopo quarant’anni che fo il +mestiere di farmacista in questa contrada?» +</p> + +<p> +«Io non ho obbligo alcuno di rispondere +a tale interrogazione, disse +Wayland; bramo solamente sapere se +avete questa droga, e se me la volete +vendere.» +</p> + +<p> +«Se ho questa droga, Dio di Mosè! +Sicuramente che l’ho. E quanto al volerla +vendere, non son io un mercante?» +Dette le quali cose, gli pose innanzi agli +occhi una polvere. «Ma ella è assai +cara, continuò l’Ebreo, e ho dovuto pagarla +in oro effettivo, e di peso. Essa +viene dal monte Sinai, ove la nostra +santa legge fu promulgata, ed è tal pianta +che non fiorisce più d’una volta per +secolo.» +</p> + +<p> +«Poco m’importa di tutta questa vostra +cicalata (disse Wayland, guardando +con occhio di sprezzo la polve offertegli +dal Giudeo), ma ben so trovarsi +in tutti i fossi di Aleppo, ed ai comandi +<span class="pagenum" id="Page_113">[113]</span> +di chiunque voglia il fastidio di raccoglierla, +questa cattiva mercanzia che +or mi fate vedere.» +</p> + +<p> +«Ebbene, (rispose l’Ebreo sempre +più maravigliato) io non ne ho di migliore; +e quand’anche ne avessi, non +ne venderei senza l’ordinanza d’un medico, +o senza conoscere l’uso, che divisate +di farne.» +</p> + +<p> +Wayland diede a tal proposito una risposta +laconica, ed in cotal linguaggio, +che Tressiliano non potè intendere nulla; +risposta che raddoppiò la sorpresa dello +Israelita, e gli fece spalancar due grandi +occhi che fissò sopra Wayland, non +diversamente da quel che farebbe taluno, +il quale in uno straniero sconosciuto, +e in apparenza di lieve conto, riconoscesse +d’improvviso un celebre eroe, o +un potentato di prima sfera. +</p> + +<p> +«Santo profeta Elia! (sclamò egli, +dopo essersi riavuto dai primi effetti dello +stordimento che lo avea colpito, e facendo +rapido passaggio dai modi rubesti +e sospettosi ai più sottomessi e servili), +non mi concederete voi l’onore +di entrare in quest’umilissimo mio soggiorno, +e di portargli felicità calcandolo +co’ vostri piedi? Ricuserete voi di bere +un bicchier di vino unitamente al povero +Ebreo Zaccaria Yoglan? Volete voi +<span class="pagenum" id="Page_114">[114]</span> +vino d’Alemagna.... del Tokai... del +Lacoimo?...» +</p> + +<p> +«Non ci perdiamo in ciance, disse +Wayland, datemi quel che vi chiedo, +e tacete.» +</p> + +<p> +L’Israelita prese il suo mazzo di chiavi, +ed aperto con circospezione un armadio, +chiuso, a quanto vedeasi, più accuratamente +che non tutti gli altri di +quella bottega, spinse una molla, d’onde +uscì un cassetto segreto, coperto di cristallo, +entro cui trovavasi una polve +nera in assai piccola quantità. Ei l’offerse +a Wayland, facendo la fisonomia +d’uomo che per riguardo ad un tal personaggio +non sa ricusare veruna cosa, +ma nel tempo medesimo lascia scorgere +il contraggenio, e il dolore di dover cedere +solamente un grano di simil tesoro; +laonde avresti detto che due opposti sentimenti +si disputavan terreno nell’animo +di costui. +</p> + +<p> +«Avete voi bilance?» chiese ad esso +Wayland. +</p> + +<p> +L’Ebreo gli mostrò quelle, di cui servivasi +d’ordinario nella sua bottega, ma +dando a divedere sì chiaramente una irresolutezza +ed un timore, che non isfuggirono +agli occhi acutissimi del nostro +maniscalco. +</p> + +<p> +«Altre bilance ben diverse da queste +<span class="pagenum" id="Page_115">[115]</span> +mi occorrono, gli disse con severi +modi il secondo. Ignorate forse che le +cose sante perdono la loro virtù, se +vengono pesate in una bilancia che non +sia giusta?» +</p> + +<p> +Chinò la testa l’Ebreo, e da un cassettino +foderato d’acciaio trasse un paio +di bilance che avevano bellissima apparenza. — «Sono +queste di cui mi valgo +nelle mie esperienze chimiche (disse costui +presentandole dilicatamente a Wayland). +Un pelo della barba del gran Rabbino +messo in uno dei piattelli è assai +per far che l’altro si abbassi.» +</p> + +<p> +«Basta così» rispose Wayland, e prendendo +le bilance, vi pesò egli stesso due +dramme di quella polve nera, e avviluppate +con gran cura entro un pezzetto +di carta, se le mise in saccoccia, chiedendone +il prezzo. +</p> + +<p> +«Nulla, signore; non voglio nulla da +un personaggio della vostra sorte. Ma, +voi tornerete, lo spero, a vedere il povero +Zaccaria? A dare un’occhiata al suo +laboratorio, ove a furia di lavoro, si è +disseccata la zucca, che par quella del +santo profeta Giona? Voi vi moverete a +compassione di lui, e gli presterete man +soccorrevole onde faccia qualche passo +di più nella <i>nobile strada</i>...» +</p> + +<p> +«Zitto là! (disse Wayland, mettendosi +<span class="pagenum" id="Page_116">[116]</span> +misteriosamente il dito contro le labbra). +Non è cosa impossibile che ci rivediamo. +Voi possedete già lo Schah-Majm, +così almeno lo chiamano i vostri Rabbini, +la <i>creazion generale</i>. Vegghiate dunque +ed orate, perchè è d’uopo che voi +arriviate a conoscere l’elissire Alchahest +Sainech prima ch’io possa entrare in comunicazione +con voi.» Corrispondendo +allora con una lieve inclinazione di capo +al saluto profondissimo e rispettosissimo +dell’Ebreo, uscì gravemente della +bottega, seguendolo il suo padrone, il +cui primo discorso con Wayland si fu il +fargli osservare quanto sarebbe stato convenevole +e giusto il pagare a quel mercante, +qualunque ne fosse il valore, la +droga da esso fornita. +</p> + +<p> +«Io pagarla! sclamò Wayland. Voglio +mettermi al salario del diavolo, s’io la +pago. Senza la tema di spiacere a <i>vostro +Onore</i>, avrei tratto da costui un’oncia +o due di purissimo oro, dandogli in cambio +altrettanto peso di polve di mattoni.» +</p> + +<p> +«Vi consiglio, sin tanto che state al +mio servigio, a non fare simili furfanterie.» +</p> + +<p> +«Non v’ho detto essere questo il motivo +che mi trattiene? Ma... voi le chiamate +furfanterie? Uno scheletro ambulante, +ricco abbastanza per poter lastricare +<span class="pagenum" id="Page_117">[117]</span> +di dollari tutta la sua contrada, che +ne leva uno a fatica dal suo scrigno, e +che a guisa di matto, corre dietro al +<i>lapis philosophorum</i>! Poi, non era egli +stesso nella intenzione d’ingabbiare un +povero papero, se tal mi trovava, col +vendermi a peso d’oro una droga che +non costava un soldo? Scaltrito contro +scaltrito, disse il diavolo al carbonaio; +e se la sua cattiva polvere valeva le mie +corone d’oro, per Dio! la mia polvere +di mattoni poteva ben valere le <i>corone</i> +d’oro di costui.» +</p> + +<p> +«Questo raziocinio sarà forse opportuno +avendo che fare con Ebrei e con +farmacisti. Ma il sig. Wayland pensi bene, +ch’io non posso permettere questi giuochi +di mano sintanto ch’egli riceverà +stipendio da me. Avrete terminato, spero, +le vostre compere.» +</p> + +<p> +«Sì, o Signore; e con tutte queste +droghe io comporrò in tal giorno medesimo +il vero orvietano, prezioso medicamento, +tanto raro, tanto difficile da trovarsi +in Europa; e ciò per mancanza di +quella polvere che ho avuto ora da Yoglan.» +</p> + +<p> +«Ma perchè non avete comperate tutte +le vostre droghe ad una stessa bottega? +Abbiamo perduto quasi un’ora correndo +da un mercante all’altro.» +</p> + +<p> +<span class="pagenum" id="Page_118">[118]</span> +</p> + +<p> +«Vel dico subito, signore. Non voglio +far sapere il mio segreto a nessuno; e +ben vedete che non sarebbe più segreto, +se acquistassi tutte le mie droghe da uno +stesso mercante.» +</p> + +<p> +Così ragionando se ne tornarono al loro +alloggiamento: ed intanto che Stevens +preparava ad essi i cavalli, Wayland, fattosi +dare un mortaio ad imprestito, si +rinchiuse nella sua stanza, e spolverizzò, +triturò, mescolò, amalgamò, serbate le +debite proporzioni, tutte le acquistate +droghe; e ciò con prontezza e destrezza, +tali da ben comprendersi ch’ei non +era novizio nelle opere manuali della farmacia. +</p> + +<p> +Preparatosi così da Wayland il suo elettuario, +i tre nostri viaggiatori salirono +a cavallo, ed una corsa di un’ora li fece +essere all’antico castello di Say’s-Court, +ove allora risedeva il conte di Sussex, +castello altra volta appartenuto ad una +famiglia Say, ma che da un secolo in poi +era divenuto dominio della antica e ragguardevole +gente di Evelyn. Il rappresentante +attuale di questa nobile casa, +tenendo grandemente a cuore tutto ciò +che al lord Sussex si riferiva, aveva in +sì fatta occasione ricettati nel suo ostello +così il detto Lord, come la numerosa sua +comitiva. Say’s-Court fu in appresso la +<span class="pagenum" id="Page_119">[119]</span> +residenza del celebre signor Evelyn, autore +di un’opera intitolata <i>Sylva</i>, che è tuttavia +il manuale di coloro, i quali piantano +alberi nell’Inghilterra; e personaggio +rinomato parimente, perchè la vita, +i costumi, e le massime di cotest’uomo, +come giova il ravvisarlo dalle particolarità +che si leggono nelle sue memorie, +sono tal modello, che dovrebbero conformarsi +ad esso tutti i veri gentiluomini +Inglesi. +</p> + +<div class="chapter"> +<p><span class="pagenum" id="Page_120">[120]</span></p> + +<h2 class="nosp">CAPITOLO VI.</h2> +</div> + +<div class="blockchap"> +<p> +»Veramente una gran novità! +Due tori che si battono per +amore d’una bella giovenca, +spettatrice e futuro premio +delle loro prodezze! Lasciali +fare. Caduto un d’essi, la +mandria sarà fuori d’impiccio. +</p> + +<p class="indr"> +<span class="smcap">Antica Commedia.</span> +</p> +</div> + +<p> +Say’s-Court era guardata in quel tempo +a guisa di una fortezza assediata, ed i +sospetti giugnevano tant’oltre, che allor +quando Tressiliano vi si avvicinò, lo +fermarono, e dovette rispondere a ben +molte interrogazioni mossegli dalle sentinelle +a piedi e a cavallo, poste colà +d’antiguardia. L’alto grado che il Sussex +teneva fra i personaggi onorati del +favore della Regina, e la notoria nè +dissimulata rivalità che era tra lui e +il conte di Leicester, faceano che ognuno +riguardasse siccome cosa rilevantissima +la conservazione della vita di quest’uomo, +tanto più perchè pendeva tuttavia +incerta la lotta, cui tanto egli quanto +<span class="pagenum" id="Page_121">[121]</span> +il Leicester si erano accinti per soppiantare +l’un l’altro. +</p> + +<p> +Elisabetta, siccome è stile di tutte le +donne che regnano, aveva abbracciato il +metodo di rendere le fazioni strumento +al suo governare, serbando a sè la bilancia +fra gli opposti interessi delle medesime, +e la facoltà di concedere preponderanza +all’una o all’altra parte, secondochè +il richiedesse la ragione di Stato, +o tante volte il capriccio, perchè +da tal debolezza non andò immune questa +Regina. Ricorrere opportunamente ai +maneggi, contrapporre una fazione all’altra, +tenere in briglia quella che si +credea più salita nella carriera del regio +favore, valendosi della tema inspirata +dall’altra fazione, metter questa, +se così ai regii fini tornava, al livello della +prima, nel dimostrarle, se non affetto +eguale, egual confidenza, tai furono +l’arti ch’ella usò sempre in tutto il +durar del suo regno, e quelle pur furono +che a malgrado delle passioni accese +nel suo cuore dai favoriti, salvarono +la monarchia e lo Stato da ogni funesta +conseguenza delle passioni medesime. +</p> + +<p> +Diverse affatto erano le pretensioni dei +due nobili, che allor contendevano in +questo arringo. Quanto ai meriti loro +potea dirsi in generale, che il conte di +<span class="pagenum" id="Page_122">[122]</span> +Sussex aveva prestati maggiori servigi alla +Regina, e che nel Leicester fu l’accortezza +di rendersi più gradito alla donna. +Guerriero il Sussex, militò con buon +successo nell’Irlanda e nella Scozia, e +soprattutto nella grande ribellione del nord +Britannico, accaduta nel 1569, e spenta +in gran parte per la sapienza militare +di questo capitano. Gli erano dunque +per naturale conseguenza partigiani ed +amici tutti coloro, che nella carriera dell’armi +agognavano strade d’innalzamento. +Uscito inoltre d’una famiglia più antica +e più ragguardevole, che non era quella +del suo competitore, univa in se medesimo +i retaggi delle due nobili case dei +Fitz-Walter e dei Ratcliffe; intanto che +gli stemmi del conte di Leicester venivano +inviliti dal digradamento tutt’or ricordato +dell’avolo suo, abborrito ministro +di Enrico VII, digradamento non certamente +ammendato dal padre dello stesso +Leicester, da Dudley Duca di Nortumberlandia, +decapitato a Tower-Hill nel +dì 22 di agosto del 1553. Ma bellezza di +forme, grazie, disinvoltura, armi cotanto +formidabili alla corte di una Regina, +diedero al Leicester un sopravvento oltre +l’uopo per mettere queste prerogative +al paraggio dei servigi militari, della +chiarezza di sangue, e della franca lealtà, +<span class="pagenum" id="Page_123">[123]</span> +che adornavano il Sussex; onde agli occhi +della Corte e del Regno, il Leicester +era tenuto per primo nel cuore di Elisabetta, +comunque ella, consentanea al +sistema di politica abbracciato, non ispignesse +tant’oltre i segni di tale predilezione, +che il Leicester potesse vantare +un compiuto trionfo sulle pretensioni del +rivale. +</p> + +<p> +L’infermità del Sussex era accaduta +appunto in un momento troppo acconcio +a far nascere i gravi sospetti, che si sparsero +nel Pubblico intorno al Leicester; e +tali ne furono le conseguenze, che mentre +rimasero altamente costernati gli amici +del primo, si diedero a più alte speranze +tutti i partigiani dell’altro. Però +siccome in que’ tempi, ancor favorevoli +allo spirito di cavalleria, niuno dimenticava +la possibilità, che la conclusione +di qualunque disparere si stesse sulla +punta della spada, gli amici di questi +due magnati, si univano, ciascun per +lor parte attorno di essi, mostrandosi +armati a poca distanza dai luoghi ove +soggiornava la Corte, e fin nel recinto +della Reggia, facendo pervenire all’orecchio +della Sovrana le notizie di queste +mutue contese. Mi era indispensabile +l’entrare in tali particolarità, onde il +<span class="pagenum" id="Page_124">[124]</span> +leggitore potesse intendere più agevolmente +i racconti che vengono dopo. +</p> + +<p> +Tressiliano, appena arrivato a Say’s-Court, +trovò il castello tutto ingombro +dalla gente del seguito del Sussex, e da +grande numero di gentiluomini venuti a +porsi al suo fianco. Ogni braccio era armato, +ed accigliata ogni fisonomia, come +se si fosse aspettato da un momento all’altro +un violento assalto per parte dell’opposta +fazione. Uno di quegli ufiziali +fece entrare Tressiliano nell’anticamera +del Conte, intanto che un altro ufiziale +andò ad avvertire lo stesso Conte di questo +parente arrivatogli. Nella ridetta anticamera +però non istavano che due gentiluomini, +ed era non immeritevole di +osservazione la differenza di abbigliamento, +contegno, e modi fra tali due +personaggi. Il più attempato d’essi, e +nondimeno assai giovane, di condizione, +a quanto pareva, distinta, vestiva abito +militare, affatto semplice; e comunque i +lineamenti del suo volto annunziassero +molto senno, non ne traspariva forza +d’immaginazione o vivacità d’indole. +L’altro, ancora più giovane, cui non +si sarebbero dati venti anni, portava un +vestito foggiato all’usanza più recente +di que’ tempi, un abito cioè di velluto +<span class="pagenum" id="Page_125">[125]</span> +cremesino ornato di galloni e ricamato +d’oro, ed un berrettone dello stesso drappo, +intorno a cui avvolgevasi per tre +volte una catenella d’oro, che terminavasi +in un medaglione. I suoi capelli vedeansi +aggiustati all’incirca come quelli +de’ zerbini dei nostri giorni, vale a dire +ritti sulle loro radici, e gli stavano +alle orecchie pendenti d’argento fregiati +ciascuno d’una bellissima perla. Ben fatto, +di grande statura, i lineamenti di lui +regolari ed aggradevoli esprimevano sì +bene la sua anima, che vi si leggevano +fermezza d’indole risoluta, ardore +di spirito intraprendente, consuetudine +di meditare, e prontezza a deliberare. +</p> + +<p> +Questi due gentiluomini erano ad una +medesima panca, seduti l’un presso l’altro, +ma ognun di loro inteso alle proprie +considerazioni, tenea lo sguardo fiso +alla parete rimpetto, nè pensavano a parlarsi +scambievolmente. Gli occhi del più +attempato null’altro dicevano, se non se +ch’ei stava contemplando nella parete una +vecchia intarsiatura di rovere, gli scudi, +le daghe, le ramose corna di cervo, e +l’armi d’ogni specie antiche e moderne, +che secondo l’uso di que’ tempi vi stavano +appese. Ma gli occhi del più giovane, sfavillavano +del fuoco dell’immaginazione, +onde avresti detto quello spazio vôto che +<span class="pagenum" id="Page_126">[126]</span> +lo disgiugneva dall’opposto muro essere +per lui un teatro, ove la sua mente comunicasse +azione a diversi personaggi, e +gli offerisse uno spettacolo laddove la realtà +non presentava cosa veruna. +</p> + +<p> +Appena Tressiliano entrò, si alzarono +l’uno e l’altro per salutarlo, ed il più +giovane soprattutto nel modo più cordiale +gli disse. +</p> + +<p> +«Che siate il ben venuto, o Tressiliano! +La vostra filosofia ne ha privato di +voi allorchè questa casa poteva offerire +allettamenti all’ambizione; ma dessa è una +filosofia ben onesta, poichè vi ci riconduce, +quando non potete esser partecipe che +di rischi.» +</p> + +<p> +«Milord è dunque infermo sì gravemente?» +domandò Tressiliano. +</p> + +<p> +«Noi temiamo che non vi sia più oltre +speranza, rispose il più attempato, ed +ogni cosa conferma la persuasione, essere +effetto di tradimento quanto or si vede.» +</p> + +<p> +«Nol crediate, disse Tressiliano. Il +lord Leicester è uom d’onore.» +</p> + +<p> +«E perchè dunque tien egli un corteggio +composto di veri banditi? sclamò il +più giovane gentiluomo. Sia onesto, se +così vi piace, colui che chiama in aiuto +il diavolo; ma non si renderà egli sempre +mallevadore di tutti i mali operati dal +diavolo?» +</p> + +<p> +<span class="pagenum" id="Page_127">[127]</span> +</p> + +<p> +«Or ditemi, o miei signori, chiese ai +medesimi Tressiliano: siete voi forse i soli +amici di Milord, accorsi presso di lui in +questo momento, che dite di tanto pericolo?» +</p> + +<p> +«Oh! no certo: rispose il più avanzato +in età. Qui si trovano e Tracy, e +Markham, ed altri assai, ma ci alterniamo +col prestar servigio a due a due, ed +alcuni, ora stanchi, prendono sonno nella +galleria posta in alto.» +</p> + +<p> +«Ed alcuni altri, disse il giovinetto, +sono andati a Depford per comperare col +denaro che hanno potuto raccogliere qualche +vecchio scheletro di vascello. Così allorchè +il tutto sarà deciso, e quando il +nobile Lord si troverà collocato nella sepoltura +de’ suoi maggiori, dopo aver pettinato, +qual si conviene, i malandrini che +ve lo spinsero, s’imbarcheranno per l’Indie, +col cuore alleggerito al par della +borsa.» +</p> + +<p> +«È assai possibile ch’io viaggi in lor +compagnia, disse Tressiliano, se avrò in +quel fatale momento compiuto un affare, +che mi chiama adesso alla Corte.» +</p> + +<p> +«Voi affari alla Corte! sclamarono ad +un tempo i due gentiluomini; voi viaggiare +alle Indie!» +</p> + +<p> +«Come sta una tal cosa, o Tressiliano? +continuò il più giovane. Non siete voi in +<span class="pagenum" id="Page_128">[128]</span> +tal qual maniera maritato? Nè vi metteste +già a coperto contro que’ giuochi di sorte +che costringono un uomo a commettersi al +mare, anche allor quando la sua navicella +vorrebbe rimanersi tranquilla nel porto? +Qual cosa faceste voi dunque della vostra +bella <i>Indamira</i>, che doveva pareggiare la +mia <i>Amoretta</i>‍<a class="tag" id="tag4" href="#note4">[4]</a> così per bellezza, come +per fedeltà?» +</p> + +<p> +«Non me ne parlate oltre» disse Tressiliano, +volgendo il volto verso altra parte. +</p> + +<p> +«A tale stato dunque veniste, o mio +povero amico? (disse il più giovane gentiluomo +prendendo affettuosamente fra le +sue la mano di Tressiliano). Non temiate +già io tocchi per la seconda volta una ferita +che vedo sì viva nel vostro cuore. Ma voi +mi deste una notizia per me inaspettata +quanto sgradevole. È egli dunque deciso +che in questa burrascosa stagione, non sia +permesso a nessuno de’ gioviali nostri compagni +il veder salva da naufragio la propria +felicità? Io sperava che voi, almeno voi, +mio caro Edmondo, già vi trovaste nel +porto. Ma pur troppo vedo avverarsi il +<span class="pagenum" id="Page_129">[129]</span> +detto di un nostro amico, che portava il +vostro nome medesimo.» +</p> + +<div class="poem"><div class="stanza"> +<p class="i01">«Del suol, dell’onda, e dell’eterea sfera</p> +<p class="i01">«La Fortuna reina</p> +<p class="i01">«Orgogliosa, fera,</p> +<p class="i01">«Or solleva or inchina</p> +<p class="i01">«Con volubili giri</p> +<p class="i01">«La rota, sol di labili contenti,</p> +<p class="i01">«E di lunghi martiri</p> +<p class="i01">«Dispensiera ai viventi;</p> +<p class="i01">«Onde securi ci teniam più in alto,</p> +<p class="i01">«Quand’ora è giunta al rovinoso salto.</p> +</div></div> + +<p> +Intanto che il nostro amico recitava con +tuono commosso ed animato tai versi di +Edmondo Spencer, il suo compagno impaziente +correva su e giù per la stanza. +Avvoltosi indi nel proprio mantello, e +seduto nuovamente in sulla panca, «Mi +fa maraviglia, o Tressiliano, diss’egli, che +voi diate pascolo alla follia di questo giovine +coll’ascoltar le sue baie. Se nulla vi +fosse che autorizzasse il giudicar sinistramente +d’una casa rispettabile e virtuosa, +quale si è quella di Milord, ella sarebbe +del certo l’udirvi tal dialetto, o a dir meglio +guazzabuglio poetico, che vi hanno +apportato questo nostro Walter e i suoi +compagni, studiosi di sformare in tutti i +modi possibili il pretto linguaggio Inglese, +che la misericordia di Dio ne avea conceduto.» +</p> + +<p> +<span class="pagenum" id="Page_130">[130]</span> +</p> + +<p> +«Blunt, s’immagina, disse Walter, che +il demonio abbia fatto in versi la sua corte +alla nostra madre Eva, e che il senso mistico +dell’albero della scienza del bene +e del male non si riferisca fuorchè all’arte +di accozzar rime o di scandere un +esametro.» +</p> + +<p> +In quel punto il ciamberlano del Conte +venne annunziando a Tressiliano che sua +Signoria desiderava vederlo. +</p> + +<p> +Tressiliano trovò il lord Sussex in veste +da camera, ma adagiato sul proprio letto, +e fu grandemente spaventato dal vederne +per la malattia alterati di tanto i lineamenti. +Il Conte lo accolse nella più amichevole +guisa, ed ignaro delle afflizioni che accoravano +questo suo ospite, gli chiese tosto +notizie della figlia di sir Robsart. Tressiliano +si scansò per allora dal rispondere a +tale interrogazione coll’informarsi de’ sintomi +che accompagnavano l’infermità di +Milord, e si accorse, maravigliandone, +essere questi in ogni parte conformi alla +descrizione fattane da Wayland, dopo le +poche cose che lo Stevens ne aveva raccontate. +Non esitò allora a narrare al Conte +tutta la storia dell’uomo preso di recente +al proprio servigio, e della sicurezza, che +questi aver presumea di guarirlo. Il Conte +ascoltò Tressiliano con attenzione, ma con +aria d’incredulità, sino all’istante che udì +<span class="pagenum" id="Page_131">[131]</span> +pronunziare il nome di Demetrio. Allora +chiamò immediatamente il suo segretario, +ordinandogli portasse una cassetta, che +conteneva alcune carte di grande importanza. +</p> + +<p> +«Cercate, gli diss’egli, la confessione +di quel furfante di cuoco, che noi sottomettemmo +ad un interrogatorio, e vedete +se non vi si fa menzione del nome di un +Demetrio.» +</p> + +<p> +Il segretario trovò il passo additatogli, +e lesse quanto segue: +</p> + +<p> +«Il suddetto, esaminato, dichiara ricordarsi +d’aver fatto la salsa al detto storione, +e che il nobile Milord dopo averne mangiato +si sentì subitamente male in salute; +che egli, il cuoco, non adoperò se non se +erbe ed ingredienti ordinari, cioè....» +</p> + +<p> +«Omettete tutta questa nomenclatura, +disse il Conte, ed osservate soltanto se gl’ingredienti +di cui si parla, sieno stati comperati +da un erbolaio di nome Demetrio.» +</p> + +<p> +«Appunto, disse il segretario, ed il +cuoco asserisce qui parimente che dopo +quella volta non rivide più lo stesso Demetrio.» +</p> + +<p> +«Tutto ciò s’accorda colla storia narrata +dal tuo nuovo personaggio, o mio +Tressiliano, soggiunse il Conte. Voglio tosto +vederlo.» +</p> + +<p> +Wayland condotto dinanzi a lui, replicò +<span class="pagenum" id="Page_132">[132]</span> +con fermezza la storia, tal quale +l’avea contata da prima, ed una sola +circostanza non ne variò. +</p> + +<p> +«Sarebbe fra le cose possibili, disse +il Conte volto a Wayland, che coloro i +quali incominciarono l’opera avessero inviato +qui appunto la tua persona per terminarla. +Ma bada bene che se il tuo rimedio +avesse conseguente funeste, la passeresti +male tu pure.» +</p> + +<p> +«Veramente, rispose Wayland, ciò sarebbe +un prendere la cosa con troppo rigore, +perchè la guarigione sta nelle mani +di Dio, siccome la morte. Pure acconsento +di correre io tutto il rischio. Mi sono avvezzo +a restar sì lungo tempo sotterra, che non +mi fa tanto spavento il tornarvi.» +</p> + +<p> +«Giacchè in te la sicurezza è sì grande, +nè per altra parte i dottori san più qual +cosa farsi per sollevarmi, ripeterò le tue +parole medesime: acconsento di correrne io +tutto il rischio. Dammi il tuo medicamento.» +</p> + +<p> +«Poichè mi faceste mallevadore della +cura, disse Wayland, permettetemi prima +di tutto, ch’io pure per parte mia +metta un patto, ed è che nessun medico +v’intervenga.» +</p> + +<p> +«Gli è giusto, disse Sussex; proviamo +ora questo tuo rimedio.» +</p> + +<p> +Intanto che Wayland lo preparava, i +servi del Conte lo spogliarono; indi si +mise in letto. +</p> + +<p> +<span class="pagenum" id="Page_133">[133]</span> +</p> + +<p> +«Vi avverto, aggiunse Wayland, che +il primo effetto del medicamento sarà l’eccitare +in voi un sonno profondissimo, e +converrà che nell’intervallo di questo sonno +si osservi il più alto silenzio in tutta +la stanza, perchè dall’omissione di tal cautela +potrebbero derivare conseguenze sinistre. +Io stesso farò la veglia alla Signoria +vostra unitamente a due de’ suoi gentiluomini +di camera.» +</p> + +<p> +«Che tutti si ritirino, disse il Conte, +eccetto Stanley, e questo bravo uomo.» +</p> + +<p> +«Ed eccetto me, aggiunse Tressiliano. +Mi riguarda troppo da vicino l’effetto di +un tale rimedio.» +</p> + +<p> +«Sia come desiderate, disse il Conte; +ma prima d’ogni altra cosa si facciano +venir qui il mio segretario ed il mio ciamberlano.» +</p> + +<p> +«Signori, (volgendosi a questi appena +gli furono alla presenza) vi voglio qui testimoni, +che il nostro onorevole amico +Tressiliano non è mallevadore di sorte +alcuna per le conseguenze, quali che si +fossero del medicamento, cui or mi assoggetto. +Mi spinse a tal risoluzione la +sola mia volontà, riguardando io il caso, +che guida (accennando Wayland) questo +uomo dinanzi a me, siccome un favore +del Cielo, deliberato forse a risanarmi per +non prevedute vie dall’infermità che mi +<span class="pagenum" id="Page_134">[134]</span> +opprime. Se le cose non vanno a seconda +della speranza che ho concetta, richiamatemi +alla memoria della nobile mia padrona, +e ditele che morii qual fedele servo +le vissi. Auguro a tutti coloro che stanno +d’intorno al trono una purezza d’animo +eguale alla mia, ed auguro ad essi nel prestarle +servigio tutta la possibile acutezza +d’ingegno, chè non fu colpa di Tommaso +Ratcliffe, se non ne ha posseduto di più.» +</p> + +<p> +Incrocicchiate indi le sue braccia sul petto, +sembrò farsi meditabondo per un istante. +Poi ricevendo dalle mani di Wayland la +pozione, fissò gli occhi sopra di lui, come +volendo leggergli sin nel fondo dell’anima; +ma non iscorse in quel volto verun segno +d’inquietudine o di turbamento. +</p> + +<p> +«Nulla avvi da temere» disse dopo di +ciò in aria di sicurezza a Tressiliano, e +tosto si trangugiò la bevanda. +</p> + +<p> +«Prego Vostra Signoria‍<a class="tag" id="tag5" href="#note5">[5]</a>, disse Wayland, +a collocarsi nel modo che le è più +comodo per dormire; e voi, o signori, mettetevi +immobili e taciturni come se foste +presso al letto di vostra madre in punto +di morte.» +</p> + +<p> +<span class="pagenum" id="Page_135">[135]</span> +</p> + +<p> +Il Ciamberlano ed il Segretario si ritirarono, +dando ordine che si chiudessero le +porte, e che il più profondo silenzio dominasse +in tutta la casa. Non rimasero altri in +quella stanza fuorchè Stanley, Tressiliano +e Wayland, ma molte furono le persone, +che non abbandonarono l’anticamera, per +trovarsi pronte a qualunque evento potesse +accadere. +</p> + +<p> +Non tardò a compiersi quanto aveva +predetto Wayland. Il Conte fu preso da +un sonno tanto profondo, che Tressiliano +e Stanley temettero non fosse piuttosto un +letargo, da cui non si svegliasse più mai; +e lo stesso Wayland diede alcun segno +d’inquietudine. Portava spesse volte le +mani sulle tempia dell’infermo, ed il respiro +di esso forte e frequente, però facile +e non interrotto, era la cosa cui facesse egli +maggior attenzione. +</p> + +<div class="chapter"> +<p><span class="pagenum" id="Page_136">[136]</span></p> + +<h2 class="nosp">CAPITOLO VII.</h2> +</div> + +<div class="blockchap"> +<p> +»Ebbene, i miei cari storditi! +è questo il modo di fare il +servigio, o di compiere i +propri doveri? Che cosa è +accaduto dello stupido inviato +qui per mio ordine? +</p> + +<p class="indr"> +<i>Shakespeare.</i> +</p> +</div> + +<p> +L’istante, in cui le persone si mostrano +l’una all’altra in forma più svantaggiosa, +e che produce parimente in ciascheduna +una tal quale molestia, si è quello del primo +albeggiare, se sorprende uomini, che +abbiano passata vegghiando tutta la notte. +Anche una donna di bellezza la più peregrina, +allorchè lo schiarire del giorno mette +fine ai diletti di una festa da ballo, opererebbe +con senno, sottraendosi agli sguardi +sin delle persone più ardenti nell’adorarla e +ammirarla. Produttrice di simile effetto era +la luce pallida, sgradevole ed incomoda, +che incominciava a spargersi sopra coloro, +che vegghiato avevano tutta la notte nell’anticamera +del conte di Sussex, luce che +mescolava una tinta turchiniccia ai raggi, +fra il rosso e il giallo, mandati tuttavia +da quelle lampade cui mancava già l’alimento +<span class="pagenum" id="Page_137">[137]</span> +alla fiamma, e dalle torce che stavano +per ispegnersi. Il giovine gentiluomo, +di cui facemmo parola nel capitolo precedente, +aveva abbandonato questa sala per +andare a vedere chi picchiasse alla porta +del castello, e nel suo ritorno rimase sì attonito +in vedere il pallore e la sformazione +dei volti di que’ suoi compagni, che esclamò: +«Per l’anima mia, padroni miei, si direbbe +che siete altrettanti barbaggianni. +M’aspetto, quando leva il sole, vedervi +volar tutti, e cogli occhi incantati correre +alla presta a nascondervi entro il tronco +infracidito d’un vecchio albero, o nel primo +buco che trovate d’un muro diroccato.» +</p> + +<p> +«Taci là, testa sventata, disse il Blount. +Ti par questo un momento da scherzare, +mentre nella vicina stanza l’Onore +dell’Inghilterra manda forse l’estremo +sospiro?» +</p> + +<p> +«Tu ne menti» rispose il Walter. +</p> + +<p> +«Io mentire! (replicò il Blount, levatosi +da sedere), io mentire! Ed è con +me che tu parli in sì fatta guisa?» +</p> + +<p> +«Sì, bravo Blount, tu ne menti; ma +non ti prendere la mosca al naso per +una parola. Io amo ed onoro Milord +quanto il faccia alcun altro di voi; pure se +anco piacesse al Cielo di chiamarlo a sè, +non direi per questo sparito l’onore dall’Inghilterra. +Ei vi rimarrà sempre sintantochè +<span class="pagenum" id="Page_138">[138]</span> +vi sarai tu o Blount, sintantochè +vi saranno e Markham e Tracy, +e tanti altri nostri camerata.» +</p> + +<p> +«Fra i quali certamente non ti starai +dall’annoverar te medesimo.» +</p> + +<p> +«Figurati! e soggiungo di più essere +io quello che farà valer meglio l’ingegno +compartitoci da Domeneddio.» +</p> + +<p> +«Ne vorresti far sapere il segreto che +hai per giugnere a questa supremazia?» +</p> + +<p> +«Perchè no? Voi siete come quelle +buone terre dalle quali non si raccoglie +nulla, perchè appunto si crede che non +abbisognino di concime. Io al contrario +sono un fondo forse men fertile per se +stesso, ma l’ambizione lo mantiene di +continuo in tale fermento che lo farà produttivo.» +</p> + +<p> +«La cosa di cui prego il Cielo, si +è che tu non divenga matto. Quanto a +me, se noi perdiamo il nobile Conte, +dico addio alla Corte, e ai campi di +battaglia. Possedo cinquecento acri di +terra nella contea di Norfolk, e vado +a seppellirmivi, ed a cambiare in una +vanga la mia corazza.» +</p> + +<p> +«Vile metamorfosi! Però fai bene, +perchè tu hai veramente una schiena +d’agricoltore; le tue spalle sono incurvate, +come se ti abbassassi ad ogni istante +per tenere l’aratro; poi senti odor +<span class="pagenum" id="Page_139">[139]</span> +di terra, invece di olezzar profumi, +come il dovrebbe un cortigiano galante. +In vero si direbbe che tu esci in questo +momento di mezzo ad un mucchio di +fieno; nè avresti altra scusa da addurre, +se non che la figlia dell’affittuale è +una bella ragazza.» +</p> + +<p> +«A parte gli scherzi, o Walter, gli +disse Tracy, non ne sono questi nè il +tempo, nè il luogo. Dinne piuttosto chi +venne a picchiare alla porta?» +</p> + +<p> +«Ah! il dottor Masters, medico della +Regina, che per ordine immediato di +lei veniva ad informarsi sulla salute del +Conte.» +</p> + +<p> +«Corbezzoli! Sclamò Tracy, non è +questo un piccolo contrassegno di favore. +Se il Conte ricupera la salute, il sig. +di Leicester potrà tuttavia avere in lui +un emulo formidabile. Ma dov’è dunque +il dottore?» +</p> + +<p> +«Sulla strada di Greenwich (rispose +Walter), ed assai arrabbiato.» +</p> + +<p> +«Come sarebbe a dire? sclamò Tracy. +Spero bene che non gli avrai negato l’ingresso.» +</p> + +<p> +«Oh certamente! non avrai commessa +una tale mattezza!» soggiunse il Blount. +</p> + +<p> +«Eppure l’ho congedato con quel +garbo, che tu metteresti, o Blount, a +mandar via un mendicante, ovvero tu, o +Tracy, un tuo creditore.» +</p> + +<p> +<span class="pagenum" id="Page_140">[140]</span> +</p> + +<p> +«Dalla parte di tutti i diavoli, perchè +l’hai tu lasciato fuor della porta?» dimandarono +a coro Blount e Tracy. +</p> + +<p> +«Perchè lo stare fuori della porta +conviene meglio alla sua età che alla +mia.» +</p> + +<p> +«Ma questo atto di tua storditaggine +va ad essere la nostra rovina. Viva ora, +o muoia Milord, non otterrà mai più +uno sguardo favorevole dalla Sovrana.» +</p> + +<p> +«E gli mancheranno i modi di far la +fortuna de’ suoi partigiani (aggiunse Walter +sorridendo schernevolmente). Ecco +la piaga segreta, delicata, che non può +toccarsi. Signori, io ho fatto sonar men +alto di voi le mie lamentazioni intorno +la malattia di Milord, ma quando è il +momento di rendergli servigio, non la +cedo a nessuno. Se io avessi permesso a +questo sapiente dottore di penetrare nella +camera del Conte, non comprendete voi, +che tra questo medico, e l’altro venuto +con Tressiliano, sarebbe nato un bordello, +capace non solamente di svegliare l’infermo, +ma perfino i morti? Credo che +una campana a martello faccia minore +strepito d’una disputa insorta fra due +dottori.» +</p> + +<p> +«E chi prenderà sopra di sè il biasimo +d’aver contravvenuto agli ordini della +Regina? domandò Tracy; perchè, +<span class="pagenum" id="Page_141">[141]</span> +non v’ha dubbio, il dottore Masters veniva +per comando assoluto di sua Maestà +a curare il Conte.» +</p> + +<p> +«Io mi assumerò questo biasimo, disse +Walter, e se ho commessa una colpa, +acconsento esserne castigato.» +</p> + +<p> +«Fa dunque un addio ai tuoi sogni +brillanti, e rinunzia ai favori della Corte, +gli disse il Blount. La tua ambizione +avrà bel fermentare, ma la contea +di Devon non vedrà mai in te, che un +cadetto di famiglia, opportuno per rimanersi +al lato inferiore della mensa a +far parte delle vivande insieme col cappellano, +o per vegghiare che i cani sieno +ben nudriti, e strignere la cinghia +al cavallo del suo padrone tutte le volte +che va alla caccia.» +</p> + +<p> +«No (soggiunse fattosi rosso in volto +quel giovinetto), no: non accadrà nulla +di questo, sintantochè si farà la guerra +nell’Irlanda e ne’ Paesi Bassi; sintantochè +l’onde dell’Oceano apriranno un +cammino ai pericoli, alla gloria, ed +alla fortuna. Il ricco Occidente nasconde +terre tuttavia sconosciute, e vivono nell’Inghilterra +anime abbastanza ardimentose +per tentarne la scoperta. Io vi lascio +brevi istanti, o signori, per far la mia +ronda, e vedere se le sentinelle sono al +lor sito.» +</p> + +<p> +<span class="pagenum" id="Page_142">[142]</span> +</p> + +<p> +«Io credo per certo ch’egli abbia argento +vivo invece di sangue» disse il +Blount, che dopo partito il Walter si +fece a riguardare Markham. +</p> + +<p> +«Io dico, rispose Markham, che in +quella testa e in quel sangue vi è quanto +basta, o per sorgere a somma altezza, +o per far tal caduta da non più rilevarsene. +Però, se il chiudere la porta al +dottore Masters fu un atto di temerario +ardimento, non si può negare che con +esso rendè al Conte un segnalato servigio, +perchè il compagno di Tressiliano +disse in chiari termini, che svegliare +Milord, e dargli la morte sarebbero state +cose contemporanee; e per altra parte il +Masters è tale, che sveglierebbe i sette +dormienti, se non vedesse un’ordinanza +messa in buona forma dalla facoltà medica, +che autorizzasse la continuazione +del lor sonno.» +</p> + +<p> +La mattina cominciava ad innoltrarsi, +allor quando Tressiliano giunse nell’anticamera +apportatore di lieta notizia, +vale a dire che il conte di Sussex si +era svegliato da se medesimo, che sofferiva +meno internamente, che parlava +con ilarità, e scorgersi finalmente nella +sua fisonomia tal brio insolito da molto +tempo, che parea nunzio sicuro d’un +cambiamento fattosi nello stato di sua +<span class="pagenum" id="Page_143">[143]</span> +salute. Nel tempo medesimo, Tressiliano, +così incaricato dal Conte, si fece +raccontare le cose accadute nel durar +della notte, per portarne allo stesso Conte +un riferto. +</p> + +<p> +Allorchè questi intese il modo, onde +il giovine Walter aveva accolto il medico +inviatogli dalla Regina, sorrise da +prima; ma dopo aver meditato un istante, +comandò al Blount, suo primo scudiere, +facesse allestire immantinente una barca, +e si trasferisse al palazzo di Greenwich, +conducendo seco Walter e Tracy; ed incaricò +lo stesso Blount di farsi interprete +presso la Sovrana dell’umile rispetto e +della gratitudine in lui, Sussex, eccitata +da tanto regio favore, ed a spiegarle nel +tempo stesso i motivi, che non gli permisero +di volgersi ai consigli del sapiente +dottore Masters. +</p> + +<p> +«Possa venir la peste a un tal ordine +(disse il Blount, ritornando nell’anticamera). +S’egli mi avesse comandato +di portare un cartello di disfida al Leicester, +avrei forse più passabilmente soddisfatto +al dovere di un tale messaggio. +Ma presentarmi innanzi alla graziosa nostra +Sovrana, alla cui presenza tutte le +parole debbono essere inzuccherate, e +melate come se uscissero della bottega d’un +confettiere, questo è quanto non mi va +<span class="pagenum" id="Page_144">[144]</span> +a verso per nulla. Partiamo dunque Tracy, +e devi seguirmi, o Walter, tu pure; tu +che sei la cagione di tutto questo intrigo: +staremo a vedere se il tuo cervello fecondissimo +di artifizi, potrà venire in +soccorso d’un uomo che non sa parlare, +fuorchè lo schietto e buon inglese.» +</p> + +<p> +«Non temete di nulla, sclamò il Walter. +Io vi toglierò da tutti gl’impicci. +Datemi tempo solamente ch’io vada in +cerca del mio mantello.» +</p> + +<p> +«Del tuo mantello? Non l’hai sulle +spalle? Credo che tu perda la testa, se +però mai tu avesti una testa.» +</p> + +<p> +«Che cosa dici? Questo è un vecchio +mantello di Tracy. Pensi tu forse che io +voglia mostrarmi alla Corte, non vestito +in abito di cerimonia?» +</p> + +<p> +«Già la tua cerimonia non sarà sfoggiata +che agli occhi dell’usciere, o di +qualche meschino servitore.» +</p> + +<p> +«Non importa. Voglio mettere il mio +mantello, e dar quattro colpi di spazzola +alla mia giubba prima di pormi in +cammino.» +</p> + +<p> +«Questo è ben darsi grandi faccende +per un mantello e per una giubba! Andiamo. +Sbrigati in nome del cielo.» +</p> + +<p> +Nè andò guari, che si trovarono navigando +sul maestoso Tamigi, le cui acque +percosse dal sole brillavano in tutto +il loro splendore. +</p> + +<p> +<span class="pagenum" id="Page_145">[145]</span> +</p> + +<p> +«Ecco due cose che non hanno nulla +che le pareggi nell’universo, disse il Walter +a Blount, in cielo il Sole, e sulla +terra il Tamigi.» +</p> + +<p> +«I raggi dell’uno, rispose pacatamente +Blount, ci schiariranno per giugnere +a Greenwich, e l’acque dell’altro ci +condurrebbero più presto se fosse ora +di grosso fiotto.» +</p> + +<p> +«Ecco dove vanno a finire tutti i +tuoi pensieri, tutte le tue inquietudini. +Tu non trovi ora altra utilità nel re degli +elementi, e nel re de’ fiumi, che +quello di aiutare tre poveri diavoli, +quali siamo, tu, Tracy, ed io, nel +portarsi a Corte per fare una visita di +cerimonia!» +</p> + +<p> +«In fede mia, che m’importerebbe +assai poco di questa visita! sclamò il +Blount, e risparmierei di tutto buon +grado al Sole e al Tamigi l’incomodo +di condurmi laddove io non aveva nessuna +voglia di andare, e laddove m’aspetto +per tutta ricompensa d’essere ricevuto +come un cane. E sull’onor mio +(soggiunse egli, volgendo gli occhi verso +Greenwich, a cui si avvicinavano a +mano a mano), credo bene che avremo +fatto un viaggio inutile, poichè vedo +la barca della Regina presso le gradinate +del parco, il che pare indizio, +<span class="pagenum" id="Page_146">[146]</span> +che S. M. voglia andare a diporto sull’acque.» +</p> + +<p> +Nè s’ingannava egli di fatto. La bandiera +inglese sventolava sulla barca reale, +e già i navicellai della Regina, parati +delle lor ricche livree, avvicinavano +questa barca alla gradinata che mena +al parco di Greenwich. Due o tre +altre barche poste dietro di questa doveano +contenere quella parte del corteggio +di Elisabetta, cui non era lecito entrar +nella prima. Le reali guardie del +corpo, tolte dai più begli uomini dell’Inghilterra, +formavano doppia schiera, +che incominciava dalla porta del +palagio, venendo fino alla riva dell’acqua; +talchè aspettavasi imminente il giugnere +della Regina, benchè fosse assai +di buon’ora. +</p> + +<p> +«In verità, tutto ciò non presagisce +nulla di favorevole, disse il Blount. Convien +dire che la Regina abbia possenti +ragioni per mettersi in viaggio tanto di +buon mattino. Noi faremmo assai meglio +col ritornarcene a Say’s-Court, +per ragguagliare Milord di quello che +abbiamo veduto.» +</p> + +<p> +«Di quello che abbiamo veduto! replicò +il Walter. E che cosa abbiam veduto? +Una barca, molti navicellai, alcuni +soldati vestiti di scarlatto e armati +<span class="pagenum" id="Page_147">[147]</span> +di labarda. Pensiamo ad adempiere +gli ordini di cui il Conte ne ha incaricati, +ed a ragguagliarlo del modo +onde la Regina ci ha ricevuti.» +</p> + +<p> +Dette queste parole, comandò ai battellieri +di avvicinare la barca a tal parte +di riva, ove si potesse scendere a +terra, perchè pensò che un riguardo +di rispetto non permetteva loro in tal +momento il valersi della gradinata del +parco. Allora d’un leggier salto prese +a sponda, seguito indi dal prudente e +circospetto Blount, che parea lo accompagnasse +contro sua voglia. Appena presentatisi +alla porta della reggia, intesero +che non si poteva lasciargli entrare, +stando allora in atto d’uscir la +Sovrana. Per ottenere ciò nonostante la +permissione di più innoltrarsi, adoperarono +il nome del conte di Sussex, ma +sì fatto talismano non producendo verun +effetto nell’animo dell’uficiale posto di +guardia alla porta, questi rispose loro, +non potersi stogliere nè poco nè assai +dalla consegna avuta. +</p> + +<p> +«Non te l’aveva io detto? sclamò il +Blount. Andiamo dunque, mio caro Walter, +raggiugniamo la nostra barca, e +torniamcene a Say’s-Court.» +</p> + +<p> +«No per Dio; se prima non mi presento +alla Regina» rispose risolutamente +l’altro. +</p> + +<p> +<span class="pagenum" id="Page_148">[148]</span> +</p> + +<p> +«A quel che vedo, sei matto, arcimatto.» +</p> + +<p> +«E tu a quel che vedo, sei diventato +una gallina tuffata nell’acqua. E +per bacco! ti ho veduto far fronte ad +una dozzina di maledetti Irlandesi, senza +che il loro numero ti spaventasse. +Ed ora temi che una bella signora ti +volga un guardo corrucciato.» +</p> + +<p> +Terminava il Walter queste parole, +allorchè apertesi le porte del castello, +ne uscirono guardie, poi uscieri, e finalmente +Elisabetta in mezzo alle dame +e ai magnati della sua corte, schierati +con tale artifizio, che da qualunque +lato lo spettator si trovasse, potea veder +la Regina. Ella era giovane tuttavia, +e brillava di tutto quello splendore +che chiamavasi beltà in una Sovrana, +ma che avrebbe avuto nome di +apparenza nobile e dignitosa in qualunque +grado ella si fosse trovata. Si +appoggiava essa sul braccio del lord +Hunsdon, che essendole parente da lato +di madre, ne ricevea spesso tai contrassegni +di favore e di distinzione. +</p> + +<p> +Walter non si era forse mai veduto +tanto vicino alla persona della sua Sovrana; +onde si spinse avanti sino alla +fila formata dalle guardie, per non perdere +sì fatta occasione di contemplarla +<span class="pagenum" id="Page_149">[149]</span> +a suo bell’agio. Blount intanto ne maledicea +questa, ch’egli chiamava imprudenza, +facendo di tutto per trarlo addietro. +Ma Walter se ne sciolse ben presto, +e permettendo al proprio mantello +di ondeggiargli negligentemente sopra una +spalla, dispiegò meglio le grazie d’una +bella statura. Levatosi allora il berrettone, +fisò gli occhi sulla Regina con +tal atto, che trasparivano da essi ad +un tempo e la rispettosa curiosità che +l’accendeva, ed un’ammirazione quanto +viva, altrettanto modesta. Finalmente +le guardie colpite dalla sua avvenente +fisonomia e dalla ricchezza degli +abiti, comportarono ch’ei si mettesse +di pari nelle loro file; cosa che non +erano solite concedere agli spettatori d’un +grado comune. Per tal modo l’intrepido +giovinetto si trovò pienamente esposto +agli sguardi d’Elisabetta, non mai indifferente +nè all’ammirazione ch’ella a +buon dritto eccitava, nè ai pregi d’esterna +forma che ella scorgesse in alcuno +de’ suoi cortigiani. Giunta in vicinanza +del luogo ove stavasi fermo il Walter, +lanciò sovr’esso uno sguardo, che annunziava +bensì qualche sorpresa per l’ardire +ch’ei dimostrava, ma non però +nessuna specie di risentimento. Accadde +cosa, che dovette più particolarmente +<span class="pagenum" id="Page_150">[150]</span> +chiamare sopra di lui l’attenzione della +Regina. Era piovuto tutta la notte, ed +appunto dinanzi al luogo occupato dal +nostro giovane, vedeasi un tratto di terreno +coperto ancora di fango, e sopra +quello dovea passar la Regina, che si +fece a titubare per un istante. Ma non +titubò il Walter nel togliersi in un +batter d’occhio il suo mantello, e gettarlo +su quella parte di cammino fangosa, +onde la Sovrana vi tragittasse a +piedi asciutti. E tale atto, in cui comprendevansi +e cortesia ed affezione di +suddito, accompagnò egli con un rispettoso +saluto, cui cresceva grazia il suo +volto copertosi d’improvviso rossore. +La Regina tornò ad alzar gli occhi sopra +di lui, e provando un istante di +confusione, ed arrossendo a sua volta, +gli fece un gentil cenno col capo; poi +affrettatasi in suo cammino, salì la barca +senza profferire una sola parola. +</p> + +<p> +«Ebbene, re degli storditi, gli disse +Blount, adesso sì avrai il diletto di far +passeggiare la spazzola sul tuo mantello. +Se era in te mente di formarne un tappeto +per mettervi i piedi, tanto valeva +conservare quello di Tracy; il bigello +almeno non teme le macchie.» +</p> + +<p> +«Questo mantello (disse il Walter, +piegandolo in guisa da poterselo portare +<span class="pagenum" id="Page_151">[151]</span> +sul braccio) non verrà mai spazzolato +sintantochè m’appartenga.» +</p> + +<p> +«E non ti apparterrà lungo tempo, +se non ne farai miglior conto. Noi ti +vedremo ben presto <i>in cuerpo</i>, come +dicono gli Spagnuoli.» +</p> + +<p> +In questo, il loro colloquio venne interrotto +da un usciere della Regina. +</p> + +<p> +«Io cerco (diss’egli guardando per +tutto con attenzione) un giovine senza +mantello, o con il mantello coperto di fango. +Siete voi senz’altro, diss’egli a Walter: +abbiate la bontà di venire con me.» +</p> + +<p> +«Egli è del mio seguito, disse Blount; +io sono il primo scudiere del nobile conte +di Sussex.» +</p> + +<p> +«Tutto ciò è possibilissimo, rispose +l’usciere, ma io porto gli ordini immediati +di Sua Maestà, nè riguardano +essi che questo signore.» +</p> + +<p> +Dette tali parole, si allontanò facendo +cenno al Walter di seguirlo, mentre gli +occhi del Blount rimasto addietro gli +uscivano della testa; tanto era l’eccesso +della sua maraviglia. «Chi diavolo voleva +immaginare questa faccenda?» finalmente +egli sclamò, e scotendo il capo +in aria di chi non vede andar le cose +a suo modo, raggiunse la barca, e se +ne tornò solo a Say’s-Court. +</p> + +<p> +Intanto l’usciere condusse il Walter +<span class="pagenum" id="Page_152">[152]</span> +verso il Tamigi e fino alla grande gradinata, +usandogli sempre i più rispettosi +modi; la qual cosa non è di mal augurio +in simili circostanze. Poi lo fece entrare +in una delle picciole barche preste +a seguire quella della Regina, che già +navigava rapidamente in mezzo del fiume +col favore del grosso fiotto, favore +di cui lamentò la mancanza il nostro +Blount nel trasferirsi a Greenwich. +</p> + +<p> +I due navicellai obbedendo ad un segnale +fatto lor dall’usciere, remigarono +con tanta forza, che in pochi minuti si +trovarono appresso alla barca della Regina, +ov’ella stavasi seduta sotto magnifico +padiglione con due o tre dame del +suo corteggio ed alcuni grandi uficiali della +regia casa. La Sovrana volse più d’una +fiata gli occhi ed alla barca che le si avvicinava +ed all’avvenente giovane che sovra +essa venia trasportato, e nel tempo +stesso diceva sorridendo alcune parole alle +persone che la corteggiavano. Finalmente +uno fra que’ signori, certamente +per avere ordinato così la Regina, fece +segno ai navicellai che accostassero la barca, +poi disse a Walter di passare in quella +della Sovrana, al qual cenno egli ubbidì +con agilità e grazia eguali. Ritrattasi +la barca che lo avea trasportato, ei venne +condotto alla presenza di Elisabetta. +<span class="pagenum" id="Page_153">[153]</span> +Sostenne esso gli sguardi di Sua Maestà +con una modesta sicurezza, e s’anco un +leggiero imbarazzo scorgeasi in lui, ne +avea nuovo spicco la vaghezza delle sue +forme. Teneasi costantemente sul braccio +il mantello coperto di fango, e fu questo +come è ben da credersi, che diede +alla Regina il primo argomento di movergli +accenti. +</p> + +<p> +«Voi avete quest’oggi rovinato un ricco +mantello, o giovinetto; noi vi ringraziamo +per tale servigio, benchè nel +prestarlo vi siate stolto alcun poco dalle +forme ordinarie, e vi abbiate aggiunto +alquanta arditezza.» +</p> + +<p> +«L’arditezza si fa dovere per un suddito, +rispose Walter, quando è d’uopo d’arditezza +nel servire il proprio Sovrano.» +</p> + +<p> +«Viva Dio! egli ha risposto bene, o +Milord (disse la Regina, volgendosi ad +un grave personaggio che stavale a canto, +e che solamente le rispondea con un dignitoso +chinar di capo in segno di approvazione). +Ebbene, o giovinetto, la galanteria +onde sfoggiasti non andrà priva di ricompensa. +Ti trasferirai presso l’intendente +della nostra guardaroba, e troverai l’ordine +perchè ti dia un altro mantello, invece di +quello che danneggiasti per nostro servigio; +tu ne avrai uno de’ più ricchi, e de’ meglio +<span class="pagenum" id="Page_154">[154]</span> +foggiati secondo l’usanza del giorno: te lo +prometto in fede di Principessa.» +</p> + +<p> +«Non tocca ad un umile servo della +Maestà Vostra, disse titubando Walter, +discutere intorno i favori, che degnate +concedergli, ma se mi fosse permesso lo +scegliere......» +</p> + +<p> +«Tu preferiresti che ti si donasse oro, +lo indovino, disse interrompendolo Elisabetta. +Oh no, giovane! no. È per me un +rossore il dirlo, ma nella nostra capitale +si trovano tanti modi di spendere il denaro +in follie, che il presentarne ai giovani, +gli è un gettar l’olio sul fuoco, un +fornirli d’armi contro di lor medesimi. Se +il Cielo mi conceda più lunga vita, metterò +un limite a questi disordini. Ciò nondimeno, +tu non sei forse ricco, fors’anche +i tuoi parenti son poveri..... Ebbene, sì, +tu avrai denaro; ma è d’uopo tu mi renda +conto dell’uso che vorresti farne.» +</p> + +<p> +Walter aspettò con pazienza che la Regina +avesse terminato il suo dire, per assicurarla +indi modestamente, che dell’offertogli +mantello, l’oro era anche assai +meno la meta cui egli aspirasse. +</p> + +<p> +«E che? sclamò la Regina; nè il nostro +oro, nè un mantello ti possono contentare! +Qual cosa brami tu dunque?» +</p> + +<p> +«Bramo soltanto, o Regina, se non è +<span class="pagenum" id="Page_155">[155]</span> +portar troppo alto le mie pretensioni, il +vostro assenso, ond’io porti sempre questo +mantello, che vi arrecò sì lieve servigio.» +</p> + +<p> +«Il mio assenso, onde tu porti il tuo +mantello! E poss’io negartelo, o giovinetto?» +</p> + +<p> +«Oh! questo mantello non è più mio. +Dacchè il piede di Vostra Maestà lo calcò, +è divenuto degno di un Principe; +egli è troppo sfarzoso per un uomo della +mia condizione.» +</p> + +<p> +La Regina arrossì nuovamente, e si sforzò +di coprire con un riso non naturale un +lieve grado di sorpresa e di confusione, +che non le erano per altro discare. +</p> + +<p> +«Udiste mai nulla di consimile, o Lordi? +La lettura dei romanzi ha volto il capo +a questo povero giovine. È d’uopo io +sappia chi egli sia per mandarlo in istato +di sicurezza ai suoi genitori. Chi siete voi, +giovinetto?» +</p> + +<p> +«Gentiluomo della casa del Conte di +Sussex, che mi aveva qui spedito col suo +primo scudiere per arrecare un messaggio +alla Maestà Vostra.» +</p> + +<p> +Pronunziato appena questo nome, +l’aria di favore con cui la Regina avea sino +a quell’istante contemplato Walter si +dileguò, e diede luogo a disdegnosi modi +e severi. +</p> + +<p> +<span class="pagenum" id="Page_156">[156]</span> +</p> + +<p> +«Il lord Sussex, diss’ella, ci ha insegnato +in qual prezzo dobbiamo avere i +suoi messaggi, col farne conoscere il conto +ch’ei fa de’ nostri. In questa istessa mattina, +e ad un’ora che non è ordinaria, +abbiamo spedito a lui il nostro medico, +tosto che sapemmo essere più seria la sua +infermità di quello che si era immaginato +da prima. Non v’è Corte d’Europa in cui si +trovasse un uomo più sapiente del dottore +Masters, ed egli presentavasi in nostro nome +alla casa di uno fra i nostri sudditi. +Nondimeno trovò la porta di Say’s-Court +difesa da uomini armati di colubrine, come +se quel castello fosse stato situato sulle +frontiere della Scozia, e non in vicinanza +della nostra medesima Corte. Ha chiesto +in nostro nome che gli si aprisse, ed ha +sofferto l’affronto di un rifiuto. Noi non +riceveremo, almeno per ora, alcuna scusa +sul disprezzo, con cui Milord ha contraccambiato +un contrassegno di bontà che fu +ancor troppo grande. Vi avverto di ciò, +perchè m’immagino altro non essere lo +scopo del vostro messaggio che il presentarci +scuse a nome del Conte.» +</p> + +<p> +Questi detti furono pronunziati con un +tuono, e con gesti tali, onde ne fremessero +tutti que’ cortigiani presenti che parteggiavano +per il Sussex. Ma non ne fu +atterrito quel solo a cui il discorso era +<span class="pagenum" id="Page_157">[157]</span> +volto. Non cessò appena di parlar la Regina, +che alzando gli occhi verso di lei, +le disse in modo umile e rispettoso Walter: +«Supplico la Maestà Vostra a permettermi +dirle, ch’io non sono incaricato di +presentarle scuse per parte del conte di +Sussex.» +</p> + +<p> +«E di che vi ha dunque incaricato, o +signore? (sclamò la Regina con quell’impeto, +che comunque altre nobilissime prerogative +d’animo il bilanciassero, formava +la parte principale della sua indole). Vi +ha forse incaricato di giustificarlo, o per +la morte di Dio‍<a class="tag" id="tag6" href="#note6">[6]</a> di venir qui a disfidarci?» +</p> + +<p> +«Il conte di Sussex, rispose Walter, +conosceva tutta la gravezza della colpa +che fu commessa, nè pensò che ad assicurarsi +del colpevole e ad inviarlo a voi +per metterlo affatto nel vostro arbitrio. +Ma il Conte dormiva profondamente, quando +giunse il dottore Masters, perchè il suo +medico gli avea fatto bere una pozione a +tal fine. Questa mattina soltanto nello svegliarsi +seppe il clemente messaggio della +Maestà Vostra, e il rifiuto dato al medico +nell’atto ch’egli stava per entrare.» +</p> + +<p> +<span class="pagenum" id="Page_158">[158]</span> +</p> + +<p> +«Ciò cambia lo stato della quistione, +disse la Regina con tuono alquanto più +mite. Ma chi fu quello fra i suoi servitori, +ardito assai per negare l’ingresso del +castello al mio proprio medico che veniva +a curare il Conte per ordine mio?» +</p> + +<p> +«Il colpevole vi sta dinanzi, o Regina +(rispose Walter accompagnando con +profondo inchino tale risposta). Sopra di me +solamente dee cadere tutto il biasimo di +quanto accadde, e giustamente Milord m’inviò +al cospetto vostro, per sottopormi +alle conseguenze di un fallo, di cui egli è +tanto innocente, quanto degli atti operati +da un uomo desto sono innocenti i pensieri +di chi sta immerso nel sonno.» +</p> + +<p> +«Tu! Sei tu veramente che negasti +l’ingresso di Say’s-Court al mio medico +mandatovi da me medesima! Qual +cagione potè inspirare cotanta audacia ad +un giovane sì affezionato... o almeno +il cui esterno mostra tanta affezione alla +sua Sovrana?» +</p> + +<p> +«Regina (disse Walter, che in mezzo +all’apparenza di severità, onde cercava +tuttavia coprirsi il volto della Sovrana, +scorgeva com’ella fosse propensa a non +avere per imperdonabile un tal delitto), +suol dirsi nel mio paese, che un medico +per un certo tempo è il sovrano del suo +ammalato. Ora il mio nobile padrone, +<span class="pagenum" id="Page_159">[159]</span> +nel tempo appunto ch’io mi rendetti +colpevole, si era assoggettato ad un medico, +le cui prescrizioni gli divennero +grandemente vantaggiose, e che aveva +pronunziata in pericolo la vita del medesimo, +ogni qualvolta si avesse voluto +svegliarlo.» +</p> + +<p> +«Il tuo padrone avrà data la sua confidenza +a qualche miserabile empirico.» +</p> + +<p> +«Gli è quanto ignoro, o Regina; so +bene ch’ei si risvegliò sta mane trovandosi +molto più sollevato che non lo era +da parecchi giorni.» +</p> + +<p> +In tale momento le persone del corteggio +della Regina si guardarono in volto +le une coll’altre, non per comunicarsi +cogli sguardi le loro osservazioni, ma +per leggere nelle scambievoli fisonomie +l’effetto che una tal notizia producea +negli animi di ciascuno. La Regina rispose +tantosto, senza curarsi di palliare +la soddisfazione venutale da tale notizia: +«Per fede mia godo assai in udire ch’egli +stia meglio. Ma tu fosti ben ardito nel +ricusare l’ingresso al medico ch’io inviai. +Ignori tu forse quel detto della santa +Scrittura, starsi la sicurezza nella moltitudine +dei consigli?‍<a class="tag" id="tag7" href="#note7">[7]</a>» +</p> + +<p> +<span class="pagenum" id="Page_160">[160]</span> +</p> + +<p> +«Non lo ignoro, o mia Sovrana; ma +intesi anche molti dotti i quali pretendono +che la <i>sicurezza</i>, a cui questo passo +di scrittura si riferisce, riguardi il +medico e non l’ammalato.» +</p> + +<p> +«In verità, disse la Regina, non so +qual cosa rispondergli perchè non sono +troppo disinvolta nella sposizione dell’Ebraico. +Che ne dite voi, milord di Lincoln? +Questo giovane ha egli interpetrato +come doveasi il sacro testo?» +</p> + +<p> +«Il vocabolo <i>sicurezza</i>, o Regina, disse +il vescovo di Lincoln, sembra essere +stato accettato con troppa fretta per rendere +il senso della parola Ebraica...» +</p> + +<p> +«Già ve l’ho detto milord, coll’Ebraico +non ho gran confidenza. Or ditemi, +o giovinetto, qual è il vostro nome, +qual è la vostra famiglia?» +</p> + +<p> +«Regina, io mi chiamo Walter Raleigh +e sono tra i figli cadetti d’una famiglia +numerosa ma onesta della contea di Devon.» +</p> + +<p> +«Raleigh! (disse Elisabetta dopo +d’avere meditato un istante): non avete +voi militato in Irlanda?» +</p> + +<p> +<span class="pagenum" id="Page_161">[161]</span> +</p> + +<p> +«Sì, o Regina; ma non posso aver +tanta fortuna, che le poche cose da me +operate colà abbiano fatto pervenire il +mio nome sino all’orecchio della Maestà +Vostra.» +</p> + +<p> +«Oh! Il mio orecchio si estende più +in là che nol credete, o Raleigh. Mi +ricordo assai bene d’un giovane che, nella +contea di Shannon, difese il passaggio +di un fiume contro una truppa d’Irlandesi +ribelli, e che ne tinse le acque +col loro sangue e col proprio.» +</p> + +<p> +«Se il mio sangue fu versato in quella +occasione, (disse il Walter chinando gli +occhi) non ho fatto che soddisfare una +parte di mio debito, perchè tutto il sangue +che scorre nelle mie vene è sacro +al servigio di Vostra Maestà.» +</p> + +<p> +«È assai, disse la Regina, che in età +così giovane tu abbia combattuto sì valorosamente, +e tu posseda ad un tempo +tanta facondia. Non mi starò nondimeno +dal punirti per avere chiusa la porta in +faccia al mio povero Masters. Quest’uomo +rispettabile si è guadagnata una flussione +sull’acque del Tamigi. Egli giugneva +da Londra ove avea fatte molte +visite, allorchè gli arrivò il mio comando; +pure si fece un dovere, un affare +di coscienza di partir tosto alla volta di +Say’s-Court. Io ti condanno dunque, o +<span class="pagenum" id="Page_162">[162]</span> +Raleigh, a portare coperto di fango il +tuo mantello, sintantochè mi piaccia decretare +altrimenti. Ed eccoti l’ornamento +ch’io pretendo tu porti al collo» +aggiunse ella, presentandolo d’un gioiello +legato in oro, simile quanto alla forma +ad una pedina del giuoco degli scacchi. +</p> + +<p> +Walter, al quale la natura avea insegnato +tutta quell’arte, cui solamente dopo +una lunga esperienza si fa destra la maggior +parte dei Cortigiani, piegò un ginocchio +a terra, imprimendo un bacio +sopra la mano, d’onde gli veniva tal dono. +Fors’egli sin da quel punto superava +tutti i circostanti nel saper accoppiare il +devoto rispetto che debbesi ad una Regina, +e l’omaggio della galanteria chiesto imperiosamente +dalla beltà. Ed in questo +primo tentativo di combinare tai riguardi, +tanto maestrevolmente riuscì, che ne furono +paghi e la vanità personale di Elisabetta, +e la sua ambizione di dominare. +</p> + +<p> +Se la Regina rimase contenta di questo +primo abboccamento avuto con Walter +Raleigh, non tardò a coglierne gradevol +frutto anche il conte di Sussex. +</p> + +<p> +«Lordi, e Milady (sì disse la Regina, +volgendosi alle persone del suo corteggio) +poichè ci troviamo già sul Tamigi, +credo sarebbe cosa assai ben fatta il rinunziare +al nostro divisamento di trasferirci +<span class="pagenum" id="Page_163">[163]</span> +a Londra, sostituendogli l’altro di +fare una gradevol sorpresa al povero +conte di Sussex. Egli è infermo, e i +suoi patimenti raddoppiarono, non v’ha +dubbio, per la tema nata in lui d’averne +spiaciuto; mentre poi l’ingenua +confessione di questo giovane stordito lo +giustifica pienamente. Che ne giudicate +voi? Non sarebb’ella una bell’opera di +misericordia il recargli tal conforto siccome +riuscirà per lui la visita di una +Sovrana alla quale prestò così eminenti +servigi?» +</p> + +<p> +Ben crederà ognuno, che fra coloro, +cui si volse la Regina a chiedere consiglio +in sì fatto modo, non ne fu un solo +il quale aprisse bocca per ispiegare +contrario avviso. +</p> + +<p> +«Vostra Maestà, disse il vescovo di +Lincoln, è l’aria che ci fa vivere.» +</p> + +<p> +I militari soggiunsero, la presenza della +Sovrana essere siccome la cote che affila +la sciabola del soldato. +</p> + +<p> +Gli uomini di Stato giudicarono, che +l’aspetto della Regina era la luce rischiaratrice +d’ogni consiglio de’ ministri. +</p> + +<p> +Tutte quelle matrone finalmente s’accordarono +in dire, che niun signore dell’Inghilterra +pareggiava il conte di Sussex +nel meritare i favori della sua Sovrana; +<i>senza far pregiudizio ai diritti +<span class="pagenum" id="Page_164">[164]</span> +del Conte di Leicester</i>, soggiunsero però +quelle che aveano maggiore accorgimento +in politica. Ma la Regina non mostrò +di por mente a questa clausola. +</p> + +<p> +I navicellai pertanto ebbero l’ordine di +fermare la barca a Depford nel luogo il +più prossimo a Say’s-Court, affinchè la +Regina potesse soddisfare prontamente +questa sollecitudine degna d’una vera +madre dei sudditi, col trasferirsi in persona +a rintracciare notizie intorno la salute +del conte di Sussex. +</p> + +<p> +Walter, che nella scioltezza del suo ingegno +prevedea le conseguenze rilevanti, +cui talora davano origine gli avvenimenti +più semplici in apparenza, si fece frettoloso +di chiedere alla Regina la permissione +di precederla in una barca leggiera per +annunziare sì gradita visita al suo padrone; +ed a tale inchiesta dava disinvoltamente +colore col dire, che un eccesso di gioia +e dolce sorpresa, nello stato mal messo di +salute in cui trovavasi il Conte, avrebbe +potuto nuocergli se troppo improvviso, +come talvolta il cordiale più ristorativo, +amministrato senza qualche cautela, torna +in danno d’un infermo, che una lunga +malattia abbia sfinito. +</p> + +<p> +Ma, sia che la Regina trovasse troppo +presuntuoso il contegno d’un giovinetto +che apriva un avviso alla presenza +<span class="pagenum" id="Page_165">[165]</span> +di lei senza esserne stato richiesto, +o fosse piuttosto il desiderio ch’ella +aveva di verificare se il castello di +Say’s-Court ringorgava d’uomini armati +ad uso di piazza di guerra, come +ne era stata assicurata, rispose assai +severamente a Raleigh, si riserbasse i +suoi consigli pel momento in cui gli +verrebbero domandati. Dopo di che, +replicò il comando affinchè si approdasse +a Depford, soggiugnendo: «noi vedremo +co’ nostri occhi qual sia l’ordine +di casa che tiene il Conte.» +</p> + +<p> +Intanto il Walter facea da se medesimo +queste meditazioni. «Il Cielo a +quanto pare ha volto verso di noi un +occhio di compassione; ma non vorrei...... +I cuori ben fatti non mancano +attorno al Conte; ma le buone teste... +Oh! le buone teste sono assai +scarse... E la sua salute è troppo sconcertata +perchè possa dar ordini da se +stesso. Figuratevi! Tutti saranno intenti +a far colezione quando arriviamo. +Blount avrà innanzi di sè le sue aringhe +di Yarmout e un boccale di birra; +Tracy i suoi sanguinacci e un fiasco +di vino del Reno; quegli spensierati di +Gallois, Thomas, Ap, Rice e Evan la +loro zuppa coi porri, e il lor formaggio +liquefatto, tutte cose che non sanno +<span class="pagenum" id="Page_166">[166]</span> +nè di rosa nè di gelsomino; e si +dice che la Regina abborrisce questi +odori gagliardi. Pensassero almeno a +bruciare un poco di ramerino nell’anticamera!.... +Ma voga galera! Fidiamci +alla fortuna che per vero dire non +mi ha trattato male questa mattina. Ci +ho rimesso un bel mantello; ma spero +di aver già fatto carriera alla Corte. +Possa almeno quest’incidente tornare +a vantaggio del rispettabile Sussex!» +</p> + +<p> +Giunta bentosto la barca a Depford, +la Regina scese a terra in mezzo alle +acclamazioni, che non mancavano mai +quando ella facea mostra di sè; e si trasferì +a piedi sotto di un baldacchino, e +accompagnata da tutto il suo seguito a +Say’s-Court. +</p> + +<p> +Le gioiose grida di una intera popolazione +furono quelle che diedero al +castello il primo annunzio dell’arrivo +della Sovrana. E il Sussex stava appunto +consigliando con Tressiliano sui modi +da tenersi per riguadagnare il favore +d’Elisabetta, ch’ei temeva avere perduto, +allor quando dal giugnere di lei +fu sorpreso, ed in qualche modo impacciato. +Non già ch’egli ignorasse esser +costume della Regina il far di tai visite +ai grandi personaggi della Corte, fossero +eglino sani o ammalati: ma un arrivo +<span class="pagenum" id="Page_167">[167]</span> +sì inaspettato non gli lasciava il +tempo di fare per riceverla que’ preparamenti, +ch’egli sapeva quanto allettassero +la vanità di tale Regina. Per altra parte, +la confusione che dominava in un castello +tutto pieno di militari, e fatta maggiore +dalla circostanza della sua infermità, rendea +il soggiorno poco opportuno in quell’istante +ad essere onorato da una regale presenza. +</p> + +<p> +Imprecando nel suo interno il caso che +gli procurava sì d’improvviso tal graziosa +visita, si accinse affrettatamente a discendere +con Tressiliano, che allora appunto +aveva terminato di raccontargli la storia +d’Amy. +</p> + +<p> +«Mio caro amico, conchiuse con dirgli +il Sussex, potete star certo che per riguardi +così di giustizia come dell’affezione che ho +per voi, vi sosterrò il più possibile in questo +affare. Mancano pochi istanti ad accorgerci +s’io godo ancora di qualche credito presso +la Regina, o se in vece col voler proteggere +la vostra inchiesta, non vi diverrei +pregiudizievole, anzichè utile.» +</p> + +<p> +Così dicendo ei metteva con sollecitudine +le braccia entro una specie di lunga veste +foderata di pelliccia, e dava al suo aggiustamento +tutta la cura a lui permessa dai +brevi istanti che gli rimanevano prima +di comparire dinanzi alla Sovrana. Ma +quand’anco avesse potuto adoperare la +<span class="pagenum" id="Page_168">[168]</span> +massima diligenza nel suo abbigliamento, +non potea questa cancellar l’orme che una +infermità pericolosa aveva lasciate sopra +lineamenti più espressivi di quel che fossero +gradevoli. Picciolo inoltre di statura, comunque +una struttura atletica e larghe +spalle il rendessero quanto mai atto agli +esercizi militari, la sua comparsa in una +sala non era quella di tal uomo, su cui dovessero +fermarsi con ansietà gli sguardi +femminili. E ben supponevasi generalmente, +che questo esterno svantaggioso del +conte di Sussex, a malgrado della stima +in cui lo tenea la Regina, gli nuocesse nell’animo +di lei, allorquando ella il paragonava +con Leicester, l’uomo più avvenente e +il più adorno di grazie che quella Corte +si avesse. +</p> + +<p> +Tutta la premura che di far presto si +diede il Conte non gli permise che d’essere +nella sala sull’istante medesimo in cui vi +giugneva la Regina, e s’avvide che una +nube ne ingombrava la fronte; e questa +nube era sorta fin quando ella vide il castello +guardato con tanta accuratezza, come +se fosse tempo di guerra, e pieno di +soldati e di gentiluomini armati; onde, +fin dai primi accenti ch’ella mosse al Conte, +espresse il disgusto del proprio animo. +</p> + +<p> +«Ci troviamo noi in una piazza assediata, +o Milord? Ovvero per isbaglio avremmo +<span class="pagenum" id="Page_169">[169]</span> +noi oltrepassato il castello di Say’s-Court, +e sarebbe questa la nostra torre di Londra?» +</p> + +<p> +Lord Sussex incominciò a balbettare alcuni +accenti di scusa. +</p> + +<p> +«Non fa d’uopo di scusa, o Milord, +gli disse la Regina. Non ignoriamo i dispareri +che passano tra voi, ed un altro +signore della nostra casa, ed abbiamo anzi +divisato di prendercene serio pensiero, e +di frenare la libertà di cignervi di gente +armata, e potrei dire di stipendiati duellanti, +come se in vicinanza della nostra +capitale, e a canto della nostra reale residenza, +voi vi preparaste ad una guerra +civile l’uno contro dell’altro. Godiamo +però di trovare migliorata la vostra salute, +benchè non abbia potuto averne merito +il dotto medico che vi spedimmo... +Risparmiate le scuse, o Milord. So quanto +è accaduto a tale proposito, ed ho ammonito +come dovevasi questo giovane spensierato, +questo Walter Raleigh, del quale, +sia detto per incidenza, ho divisato liberare +la vostra casa per prenderlo nella nostra. +Egli ha certe qualità d’animo fatte +per ramificar meglio in mia Corte, che +in mezzo alla gente armata di cui vi faceste +un antemurale.» +</p> + +<p> +Sussex rispose a tale annunzio con un +rispettoso inchino, senza intender troppo +fra se medesimo qual fosse il motivo, onde +<span class="pagenum" id="Page_170">[170]</span> +la Regina si prendesse tanta cura per questo +giovane. Egli la supplicò ad accettare +qualche reficiamento; ma non vi acconsentì +la Regina. E però dopo alcuni complimenti +di stile, più freddi assai che non +li dava ad immaginare una visita apparentemente +presaga di favore, la Regina +abbandonò il castello di Say’s-Court, +ove col suo arrivo gettò confusione, ed +ove col modo di quel dipartirsi, lasciò +il dubbio, l’inquietudine ed il timore. +</p> + +<div class="chapter"> +<p><span class="pagenum" id="Page_171">[171]</span></p> + +<h2 class="nosp">CAPITOLO VIII.</h2> +</div> + +<div class="poem-container"> +<div class="poem inl"><div class="stanza"> +<p class="i01">»A me sian tratti entrambi: al mio cospetto</p> +<p class="i01">»Questi rivali di vendetta ardenti</p> +<p class="i01">»Io voglio esaminar; le accuse udirne,</p> +<p class="i01">»Che l’uno all’altro appon; mirar la lotta,</p> +<p class="i01">»Ch’han l’invidia, il furor, l’orgoglio accese.</p> +<p class="i13"> <i>Shakespeare.</i></p> +</div></div> +</div> + +<p> +«Ho ricevuto ordine di trasportarmi domani +alla Corte, disse il Leicester a Varney. +A quanto si suppone dovrò trovarmi +alla presenza del lord Sussex. La Regina +è venuta nel disegno d’intromettersi nelle +nostre querele, ed è questo l’effetto della +visita da lei fatta a Say’s-Court, visita che +voi riguardate di così poca importanza.» +</p> + +<p> +«E continuo a riguardarla per tale, +rispose Varney. Ho saputo da persona che +potè udire la maggior parte di quanto ivi +detto, essere più assai la perdita del guadagno +che il Sussex ha ritratto da questa +visita. La Regina, nel ritornare alla sua +barca, disse che il Castello di Say’s-Court +aveva tutta l’apparenza d’un corpo di guardia; +e l’odore d’uno spedale, o piuttosto +d’una di quelle bettole ove si dà pasto +per dieci soldi, aggiunse la contessa di +<span class="pagenum" id="Page_172">[172]</span> +Rutland, sempre ardentissima amica di +vostra Signoria. Il vescovo di Lincoln volle +mettervi la sua parola, e disse doversi attribuire +il cattivo ordine in cui lord Sussex +teneva la propria casa, al non essere +egli maritato.» +</p> + +<p> +«Ed a ciò, quale risposta ha fatto la +Regina?....» domandò premurosamente +il Leicester. +</p> + +<p> +«Una risposta non troppo gioviale. +Qual bisogno ha d’una moglie lord Sussex? +E qual bisogno ha il vescovo di Lincoln di +entrare in questo proposito? Se il matrimonio +è permesso, soggiunse ella, non vedo +che in nessun paese venga comandato dalla +legge.» +</p> + +<p> +«La Regina non ama che gli ecclesiastici +si maritino» disse Leicester. +</p> + +<p> +«E nemmeno i cortigiani» aggiunse +Varney. Ma vedendo il Conte che cambiava +di fisonomia, mutò subito registro, +narrandogli che tutte le dame aveano +fatto coro nel mettere in ridicolo l’ordine +con cui era tenuta la casa del conte di Sussex, +ed aveano detto di più, che Sua Maestà +sarebbe stata ben altrimenti ricevuta nel +castello del conte di Leicester. +</p> + +<p> +«Voi avete ben raccolte molte notizie, +disse Leicester, ma dimenticate la +più importante di tutte, se però non fu +vostro disegno il tacermela. La Regina ha +<span class="pagenum" id="Page_173">[173]</span> +aggiunto un nuovo satellite a tutti quelli +ch’ella desidera veder rivolgersi intorno +di lei.» +</p> + +<p> +«La Signoria vostra intende certamente +parlare di Raleigh, di quel giovane della +contea di Devon, del cavaliere del mantello, +poichè già non chiamasi con altro +nome alla Corte.» +</p> + +<p> +«È che potrà un giorno esserlo della +Giarrettiera, perchè ha fatto progressi assai +rapidi nella buona grazia della Regina. +Essa ha recitato versi in sua compagnia, +e lo ammette già nella sua intrinsichezza. +Quanto a me rinunzierei di buon grado alla +parte che possedo sugl’incostanti favori di +questa femmina, ma non mi sento di permettere +che il Sussex, o quest’uomo novamente +giunto mi facciano licenziare. Anche +quel Tressiliano è molto avanti nel cuor di +Sussex. Io vorrei risparmiarlo per riguardo +a..... Ma vuole egli stesso correre al suo +precipizio. E questo Sussex! si dice ora che +abbia ricuperato interamente la sua salute.» +</p> + +<p> +«Non vi è bella carriera che non presenti +ostacoli, o Milord; soprattutto quando +ella guida a grande innalzamento. La +malattia del Sussex era per noi un favore +del Cielo, ed io assai ne sperava. Egli l’ha +superata. Ma non per questo è diventato +più formidabile per la Signoria vostra. +Ella si ricorda che lottando contro di lui +<span class="pagenum" id="Page_174">[174]</span> +lo ha atterrato più d’una volta. Non vi +manchi il cuore, o Milord; e andranno +bene tutte le cose.» +</p> + +<p> +«Il cuore non mi è mai mancato, o +Varney.» +</p> + +<p> +«No: ma vi ha spesse volte tradito. +Chi vuol salire un albero non dee curarsi +di tutti i fiori che ha messi la pianta, ma +impadronirsi de’ rami maestri.» +</p> + +<p> +«Bene bene, (disse con tuono d’impazienza +Leicester) comprendo quel che vuoi +dire; ma sarò fermo, e il mio cuore non +mi tradirà. Metti in buon ordine tutto il +mio seguito, ed abbi cura che comparisca +con tale splendore da offuscare non solamente +il miserabile corteggio da cui si farà +scortare Ratcliffe, ma quello parimente +che porteranno seco i più nobili cortigiani. +Che ciascuno sia bene armato, ma senza +fare ostentata mostra delle sue armi, e +come se ne andasse cinto piuttosto per +servir l’uso che con disegno di prevalersene. +In quanto a te, ti starai sempre al +mio fianco; la tua presenza può essermi +necessaria.» +</p> + +<p> +A non dissimili preparamenti intendeano +per parte loro il Sussex e i suoi +partigiani. +</p> + +<p> +«Il vostro scritto contro Varney, dicea +il conte di Sussex a Tressiliano, si +trova in questo momento fra le mani della +<span class="pagenum" id="Page_175">[175]</span> +Regina; ho fatto che le pervenga per una +strada sicura, nè dubito non vi riusciate. La +vostra domanda è fondata sulla giustizia +e sull’onore, delle quali prerogative è zelantissima +la Sovrana. Ma è a uopo confessare +che l’Egiziano (nome che il Sussex +solea dare al Leicester a motivo della +carnagione alquanto bruna di questo cortigiano) +ha tutto il tempo di parlarle a +sua voglia in tempo di pace. Se avessimo +la guerra alle porte, sarei io il miglior +favorito d’Elisabetta; ma i soldati, come +i loro scudi e le loro lance, van giù di +usanza cessato il pericolo, ed in vece ottengono +preferenza i vestiti di raso, e i +coltelli da caccia. Ebbene, poichè l’usanza +è così, sagrificheremo all’usanza. — Blount, +hai tu avuto attenzione che tutto +quanto riguarda la mia casa sia assestato +di nuovo? Ma tu non t’intendi meglio di +me su queste attività; ti piacerebbe assai +più, il vedo bene, mettere a posto un +picchetto di lancieri.» +</p> + +<p> +«Raleigh si è preso questo incarico, +o Milord. Onde non dubitate; il vostro +corteggio comparirà brillante, come una +mattina del mese di maggio. Quanto poi +alla spesa è un’altra cosa. A’ dì nostri si +manterrebbe uno spedale d’invalidi colla +somma che è necessaria solamente a vestire +dieci servi da livrea.» +</p> + +<p> +<span class="pagenum" id="Page_176">[176]</span> +</p> + +<p> +«Adesso non è tempo di spaventarsi +per la spesa, mio Blount. Son grato a +Walter della premura che si è data. Vorrei +nondimeno, che non si fosse dimenticato +essere io un vecchio militare, e +che avesse conceduto all’usanza del giorno +quella parte soltanto che non le si può +ricusare.» +</p> + +<p> +«Non so dirvelo, o Milord, perchè non +ho nessuna cognizione in sì fatta materia. +Posso ben assicurarvi che i vostri parenti +ed amici vengono a ventine per accompagnarvi +alla Corte, e che che si faccia Leicester, +spero gli opporremo una fronte non +men formidabile della sua.» +</p> + +<p> +«Però, raccomandate rigorosamente ad +ognuno di condursi nel più pacifico modo; +non voglio dispute, a meno che i nostri +nemici si portassero ad aperta violenza. +So che si trova più d’una testa calda fra le +persone che m’accompagnano, e mi spiacerebbe +assai se la loro imprudenza desse +a quelli qualche vantaggio sopra di me.» +</p> + +<p> +Tanto era assorto il Conte nel dare questi +diversi ordini, che Tressiliano trovò a +fatica l’istante di manifestargli la propria +maraviglia, perchè egli si fosse così affrettato +nell’inviare alla Regina la supplica +scritta a nome di sir Ugo Robsart. «Il +parere degli amici di sir Ugo, gli disse +Tressiliano, era che le prime appellazioni +<span class="pagenum" id="Page_177">[177]</span> +fossero portate alla giustizia del Leicester, +poichè il colpevole è uno dei principali +ufiziali della sua casa; io ve ne aveva però +ragguagliato.» +</p> + +<p> +«Per movere questo passo non facea +di mestieri volgersi a me (rispose il Sussex +con qualche disdegno), o per lo meno +non doveva io essere preso qual consigliere, +ove trattavasi di umiliarsi innanzi a +Leicester; e mi fa maraviglia, che voi, +Tressiliano, voi uomo d’onore e mio amico, +abbiate potuto a ciò sottomettervi. Voi +dite d’avermene ragguagliato. Non vi avrò +forse inteso, perchè non potea cadermi in +mente che un sì fatto disegno fosse concepito +da voi.» +</p> + +<p> +«Nè io l’ho concepito, o Milord; chè +per parte mia avrei sempre prescelta la +strada cui vi siete tenuto, ma gli amici +di questo padre sciagurato.....» +</p> + +<p> +«Oh! gli amici, gli amici!!! Essi debbono +lasciarci condurre gli affari nel modo +che giudichiamo noi il più convenevole. È +questo il momento di accumulare tutte le +lagnanze cui hanno dato motivo e il Leicester +e i suoi satelliti. La Regina riguarderà +il torto che si riferisce alla casa di Robsart +come uno de’ più gravi argomenti, che presenteremo +alle sue considerazioni. Poi, su +di ciò non è più ora di deliberare; la +Regina ha già il vostro scritto dinanzi agli +occhi.» +</p> + +<p> +<span class="pagenum" id="Page_178">[178]</span> +</p> + +<p> +Tressiliano non potè far di meno di +sospettare, che il Sussex volendo per tutte +le possibili vie affortificarsi contro il +proprio emulo, si fosse comportato in tal +modo, non tanto per favorire sir Ugo, quanto +per non perdere occasioni di gettar biasimo +sopra Leicester, senza poi darsi il +fastidio di esaminare la maggiore o minore +probabilità del buon esito. Ma non +vi era strada per tornare addietro, ed il +Conte terminò la discussione congedando +tutti quelli che stavano presso lui. «Ognuno, +diss’egli, sia pronto per le undici +ore, perchè a mezzo giorno in punto debbo +essere nella sala d’udienza della Regina.» +</p> + +<p> +Intanto che i due emuli cortigiani si +preparavano, ciascun per parte sua, a comparire +al cospetto della Sovrana, la stessa +Elisabetta non si stava priva affatto di tema +sul modo onde andrebbe a terminare +questo convegno fra due nemici, forniti +di fierezza e l’uno e l’altro, e di cui ciascuno +andava scortato d’una numerosa e +risoluta caterva, di due nemici che si dividevan +fra loro, o palesemente o in segreto, +tutti i voti e le speranze della sua +Corte. Quanta era, la guardia reale venne +posta sotto le armi, e la Regina ordinò +parimente venisse un rinforzo da Londra. +Pubblicò inoltre un bando che proibiva +<span class="pagenum" id="Page_179">[179]</span> +a tutti i nobili di avvicinarsi al palazzo +scortati da un corteggio, che portasse armi +da fuoco, o quelle che allor chiamavansi +lung’armi, vale a dire adatte a servigio +di guerra. È stato anche detto, che +il gran seriffo della contea di Kent avesse +ricevuti ordini segreti, onde al menomo +segnale stessero pronte a marciare le +sue milizie. +</p> + +<p> +L’ora di questa udienza, che avea costato +tanti preparamenti e tante inquietudini +così all’una come all’altra delle +due parti, arrivò finalmente, e nel punto +del mezzogiorno, i due Conti, accompagnati +ciascuno da seguito numeroso, +entrarono ad un medesimo tempo nella +gran corte del palagio di Greenwich. +</p> + +<p> +Come se i concerti ne fossero stati presi +dianzi, o forse perchè la Regina avea +fatto sapere ai Conti tale essere la sua +volontà, giunsero il Sussex da Depford +per acqua, e il Leicester da Londra tenendo +la strada di terra, tal che da due +porte opposte comparvero entrambi nella +corte. Tal circostanza, che un nulla era +di per se stessa, diede nonostante una +grande prevalenza al Leicester nello spirito +del popolo, perchè quelli che lo scortarono, +saliti sopra ricchissimi corridori, +presentavano una maestosa cavalcata, la +quale facea più impressione ed occupava +<span class="pagenum" id="Page_180">[180]</span> +maggiore spazio che non il corteggio di +Sussex, necessitato ad andare a piedi. I +due Conti si guardarono l’un l’altro, ma +senza salutarsi, perchè ognun d’essi aspettando +forse che l’altro gli desse qualche contrassegno +di cortesia, nessuno voleva essere +il primo. Fu quasi nel medesimo tempo del +loro arrivo che la campana del castello fece +udire le ore del mezzogiorno. Spalancatesi +tosto le porte del palagio, i due Conti +entrarono dentro con quelle persone delle +due comitive, alle quali il grado loro concedeva +tale diritto; gli altri restarono nella +corte, ognuna delle due fazioni lanciando +sull’altra occhiate d’avversione e disprezzo, +e sembrando non si desiderasse da entrambe +le parti che un pretesto per venire +alle mani; ma da ciò li rattennero i severi +ordini dei loro capi, e fors’anche +più la presenza d’una guardia sotto le +armi superiore ad essi di forze. +</p> + +<p> +In questo mezzo, gli uomini i più +distinti di ciascun corteggio avevano seguito +i due Conti fino alla grande anticamera, +simili a due fiumi, le cui acque, +costrette ad entrar nel medesimo letto, +sembrano confondersi insieme a fatica. Si +schierarono essi, mossi come da istinto, +ciascuno da un diverso lato dell’appartamento, +e sembravano solleciti di rimettere +fra loro una linea di separazione, +<span class="pagenum" id="Page_181">[181]</span> +qual trovavasi all’atto dell’ingresso, e che +erasi dileguata per pochi momenti. Quella +anticamera presentava una lunga galleria, +dal cui fondo non tardarono ad aprirsi +due battitoi, dinanzi ai quali un +usciere annunziò che la Regina trovavasi +nella sua sala d’udienza. I due Conti +si avanzarono a passi lenti e con portamento +maestoso verso la porta, seguìto +il Sussex da Tressiliano, da Blount, +e da Raleigh, mentre Leicester non +aveva con sè che il solo Varney. L’orgoglio +del Leicester fu costretto cedere +all’etichetta della Corte, e salutando il +suo rivale con aria grave e solenne, si +fermò per lasciarlo passare innanzi a lui, +siccome Pari di più antica nomina. Il +Sussex ne contraccambiò la cortesia con +non minore gravità e cerimonia, indi entrò +nella sala di udienza. Tressiliano e +Blount fecero per seguitarlo, ma l’usciere +rifiutò ad essi l’ingresso, adducendo +non potere ammettere se non se +coloro di cui gli erano stati dati i nomi +in lista. Vedutosi da Raleigh il rifiuto +cui soggiacquero i suoi compagni, +si rimaneva in addietro; ma di lui accortosi +l’usciere: «Oh! voi, signore, +potete entrare.» Laonde entrò dopo il +conte di Sussex. +</p> + +<p> +«Seguimi Varney» disse il conte di +<span class="pagenum" id="Page_182">[182]</span> +Leicester che si era tenuto in disparte +per veder entrare Sussex, ed avanzandosi +verso la porta stava per entrare, +quando Varney che non si discostava dai +suoi passi, e che facea sfarzo d’un abito +dei meglio foggiati all’ultima usanza, +ebbe dall’usciere egual complimento a +quello che ricevettero prima di lui così +Blount come Tressiliano. +</p> + +<p> +«Che vuol dir questo, maestro Bowier? +disse il conte di Leicester; sapete voi +chi io mi sia, o ignorate forse che quest’uomo +del mio corteggio è parimente +mio amico?» +</p> + +<p> +«La Signoria vostra mi perdonerà, +rispose con fermezza l’usciere; ma gli +ordini che io ho non ammettono eccezioni, +ed è mio dovere l’eseguirli.» +</p> + +<p> +«Tu sei un temerario (sclamò il Leicester, +fattosi rosso in volto), ed il tuo +contegno è parziale. Ardisci farmi un +tale affronto, dopo che hai lasciato passare +uno del seguito del conte di Sussex!» +</p> + +<p> +«Milord, rispose il Bowier, il sig. +Raleigh è presentemente al servigio di +Sua Maestà, e gli ordini d’esclusione +non lo riguardano.» +</p> + +<p> +«Tu sei uno sciagurato, uno sconoscente; +ma chi ti collocò in questa carica +ha potere per fartene uscire; tu +non abuserai più a lungo della tua autorità.» +</p> + +<p> +<span class="pagenum" id="Page_183">[183]</span> +</p> + +<p> +Dimenticò certamente i riguardi della +convenienza e della sua politica ordinaria +il Leicester, quando si lasciò sfuggire +a voce alta sì fatte parole. Dopo di che, +entrato nella sala d’udienza salutò rispettosamente +la Regina, che vestita con +pompa anche maggiore del solito, e circondata +da que’ guerrieri e da quegli +uomini di Stato, che per coraggio e +consiglio fecero immortale il suo regno, +stavasi pronta ad accogliere gli omaggi +di questi due sudditi. Contraccambiò ella +con graziosi modi il saluto portole dal +Conte suo favorito, e volgendo gli occhi +or sopra lui or sopra il conte di Sussex, +pareva accignersi a movere ad essi il +discorso, allorchè il Bowier, che non +poteva digerire l’insulto fattogli dal Leicester +pubblicamente, ed in atto di adempiere +gli ufizi della sua carica, s’innoltrò +tenendo fra le mani la verga nera, +suo distintivo, e si prostrò ai piedi della +Regina. +</p> + +<p> +«Ebbene, Bowier, disse Elisabetta, +che cosa è stato? Mi sembra che tu colga +male il tuo tempo per darmi questo +contrassegno di rispetto. » +</p> + +<p> +«Graziosa Sovrana (rispose egli, mentre +tutti i cortigiani tremavano per lui +sulle conseguenze di un tale ardimento), +io vengo a chiedervi se nell’esercizio della +<span class="pagenum" id="Page_184">[184]</span> +mia carica io debba ubbidire agli ordini +di vostra Maestà, o a quelli del +signor conte di Leicester, il quale mi +ha minacciato pubblicamente gli effetti +del suo disfavore, e mi ha inoltre volti +motti ingiuriosi, perchè, conformandomi +nè più nè meno agli ordini di vostra Maestà, +non ho lasciato entrare una persona +del suo corteggio.» +</p> + +<p> +Il sangue di Enrico VIII fermentò in +quell’istante nelle vene della sua figlia, +la quale si volse al Leicester con tale aria +di severità, che trasse ad impallidire lui, +e tutti gli amici suoi che erano in quella +sala d’udienza. +</p> + +<p> +«Per la morte di Dio, Milord! (sclamò +la Regina, valendosi di questa sua +favorita esclamazione). Che significa ciò? +Noi portavamo grande opinione di voi, +e quindi vi avevamo avvicinato alla nostra +persona, ma non perchè doveste nascondere +il sole agli altri nostri fedeli +sudditi. Chi vi ha dato il diritto di contraddire +i nostri ordini, e di censurare +gli ufiziali della nostra casa? Non si +trova in questa Corte, in tutto quant’è +questo regno, fuorchè una sola padrona; +e non soffrirò ch’altri vi comandino. +Badate che Bowier non abbia da sofferir +nulla per aver fedelmente adempiuto +i propri doveri, perchè ne renderò mallevadore +<span class="pagenum" id="Page_185">[185]</span> +voi stesso... Andate Bowier, +e non temete di nulla. Voi vi comportaste +qual uomo onesto, e qual suddito +fedele. Noi non abbiamo qui un <i>Maire</i> +di palazzo.» +</p> + +<p> +Dette le quali cose gli porse la mano +che il Bowier baciò tornando indi alla +sua porta, stupito egli medesimo del buon +successo che il suo ardire aveva ottenuto. +Un sorriso di trionfo dilatò le fisonomie +dei partigiani del Sussex, mentre quelli +del Leicester chinavano gli occhi per la +confusione, ed egli stesso, componendo +il volto alla più profonda umiltà, non +fece il tentativo di dire nemmeno una +parola in propria scusa. +</p> + +<p> +Nel che operò egli con molto senno. +La politica d’Elisabetta intendeva a mortificarlo, +ma non a perderlo, ed era da +uomo prudente il lasciarle la soddisfazione +di sfoggiare la sua autorità senza +opposizione nè repliche. Dopo che la Regina +ebbe sostenuta la parte, che alla +sua dignità offesa addicevasi, la donna +non tardò a sentir compassione d’un favorito +in questa guisa umiliato. L’acuto +occhio di Elisabetta avea già letti gli +sguardi di giubilo che l’uno all’altro volgeansi +i partigiani del Sussex, e l’accorgimento +di questa Regina volea tutt’altro +fuorchè un trionfo assoluto di nessuna +fra le due fazioni. +</p> + +<p> +<span class="pagenum" id="Page_186">[186]</span> +</p> + +<p> +«Quanto dissi al lord Leicester (soggiunse +ella dopo un momento di pausa) +lo dico a voi parimente, lord Sussex. +Voi ancora vi mostrate alla Corte d’Inghilterra +qual corifeo d’una fazione che +vi riconosce per capo.» +</p> + +<p> +«I miei amici, graziosa Sovrana, disse +il Sussex, si mostrarono per vero dire, +e si mostrarono sostenitori della vostra +causa nell’Irlanda, nella Scozia, e +contro i ribelli del Nort; ma ignoro in +che...» +</p> + +<p> +«Silenzio, Milord! disse interrompendolo +la Regina, avete forse disegno +di venire ad assalto di parole con me? +La modestia del conte di Leicester avrebbe +dovuto insegnarvi a tacere allorchè +v’indirigo un rimprovero. Io vi dico, +o Milord, che la saggezza del mio avo +e del padre mio, i quali ingentilirono +l’Inghilterra, ha vietato ai nostri nobili +il viaggiare con tale corteggio d’uomini +armati. Credete voi, perchè vesto +gonna, che lo scettro sia divenuto una +rocca fra le mie mani? Vi fo noto che +fra tutti i re della Cristianità, non ve +n’ha alcuno men proclive di quella che +ora vi parla, a sofferire l’oppressione +del popolo, o la regia autorità vilipesa, +o la pace del regno turbata dalla smodata +arroganza di chicchessia. Lord Leicester, +<span class="pagenum" id="Page_187">[187]</span> +lord Sussex, io vi comando di +essere amici, ovvero, per la corona che +io porto, vi farete un nemico troppo +forte perchè gli possiate resistere.» +</p> + +<p> +«Regina, disse il conte di Leicester, +voi siete l’origine d’ogni onore, e dovete +quindi sapere quello che il mio +onore domandi; io lo metto a vostro +arbitrio. Vogliatemi permettere soltanto +ch’io aggiunga, non essere opera mia +la discordia accesasi fra il lord Sussex +e me, e ch’egli non ebbe luogo di riguardarmi +come suo nemico se non se +dopo avermi fatti insulti ed oltraggi.» +</p> + +<p> +«In quanto mi riguarda, o Regina, +disse il conte di Sussex, io sono pronto +ad uniformarmi ai sovrani vostri ordini; +ma bramerei che il lord Leicester volesse +spiegarsi in qual modo gli ho fatto +<i>insulti ed oltraggi</i>, per valermi delle +sue voci medesime; poichè questo labbro +non ha mai profferito un solo accento, +ch’io non sia pronto a sostenere +così a piedi come a cavallo.» +</p> + +<p> +«E per parte mia, disse il Leicester, +salvo sempre il beneplacito della mia +graziosa Sovrana, questo braccio non è +men pronto a giustificare le parole uscitemi +del labbro, di quanto possa esserlo +il braccio di chiunque abbia mai portato +il nome di Ratcliffe.» +</p> + +<p> +<span class="pagenum" id="Page_188">[188]</span> +</p> + +<p> +«Milordi, disse la Regina, tai discorsi +non son fatti per tenersi alla nostra +presenza, e se voi non potete sedare +le nimistà che vi disgiungono, vedrete, +sapremo trovar modo d’impedirvi che alle +medesime vi abbandoniate. Ch’io vi +veda porgervi l’un l’altro la destra, o +Milordi, e promettetemi di porre in dimenticanza +ogni disparere.» +</p> + +<p> +I due nemici si riguardarono con aria +d’irresolutezza, e pareva che niun d’essi +volesse muovere il primo passo per obbedire +alla Regina. +</p> + +<p> +«Sussex, disse Elisabetta, io ve ne +prego; Leicester, ve lo comando.» +</p> + +<p> +E il modo con cui questi accenti vennero +pronunziati, diede forma di comando +alla preghiera, e di preghiera al +comando. Pure i due cavalieri rimanevano +tuttavia immobili. Allora la Regina, +alzando la voce in tuono da far +comprendere l’impazienza venuta in lei, +e la fermezza della propria volontà, chiamò +un ufiziale del suo seguito. +</p> + +<p> +«Sir Enrico Lee, gli diss’ella, fate +star pronto un picchetto delle mie guardie, +e si allestisca a partir sull’istante +una barca. Lord Sussex, lord Leicester, +vi comando anche una volta di darvi la +mano, o per la morte di Dio, quegli +che esiterà ad ubbidirmi, prima di ricomparire +<span class="pagenum" id="Page_189">[189]</span> +alla mia presenza, avrà assaggiato +il nostro pane nella nostra torre +di Londra. Abbasserò il vostro orgoglio +innanzi che ci separiamo. Ve ne do parola +di Regina.» +</p> + +<p> +«La prigionia potrebbe sopportarsi, +disse il Leicester, ma l’essere sbandito +dalla presenza della Maestà Vostra, sarebbe +perdere ad un tempo la luce del +giorno, e della vita. Sussex, eccovi la +mia mano.» +</p> + +<p> +«Ed eccovi la mia, disse il Sussex; +io ve l’offro con franchezza, e con lealtà; +ma...» +</p> + +<p> +«Voi non aggiugnerete alcun’altra cosa, +lo interruppe in questo la Regina. +Sono contenta, ed ecco il punto a cui +mi era prefissa di condurvi entrambi +(aggiunse ella riguardando con occhio +più favorevole sì l’uno che l’altro). +Quando i pastori sono uniti, gli armenti +ne trovano sollievo. Io ve lo annunzierò +senza mistero, o Milordi; le vostre +dissensioni hanno cagionato scandalosi disordini +per parte delle persone che vi +sono affezionate. Lord Leicester, non +avete voi al vostro servizio un uomo +per nome Varney?» +</p> + +<p> +«Sì, o Regina. Già lo presentai a Vostra +Maestà, ed ebbe l’onore di baciarle +la mano all’occasione dell’ultimo viaggio, +<span class="pagenum" id="Page_190">[190]</span> +che la Maestà Vostra fece a Nonsuch.» +</p> + +<p> +«Me ne ricordo. La sua apparenza +esterna non è cattiva; ma non vidi in +esso nessuna cosa da far tanta impressione, +onde una giovinetta ben nata +potesse risolversi a sagrificargli il proprio +onore col divenirne la favorita. Però +un tale caso è accaduto. Questo ufiziale +del vostro seguito ha sedotta la +figlia d’un buon vecchio cavaliere della +contea di Devon, di sir Ugo Robsart +di Lidcote. Ella ha abbandonato per lui +la casa paterna. Che avete voi dunque, +lord Leicester? Vi sentireste male? Il +vostro volto è coperto di un pallore di +morte.» +</p> + +<p> +«No, Regina» rispose Leicester, e +gli fu d’uopo di far grande forza a se +stesso per pronunziare queste due sole +parole. +</p> + +<p> +«Sicuramente voi vi sentite male (continuò +Elisabetta avvicinandosi a lui colla +più viva premura). Si cerchi subito Masters; +si chiami il chirurgo di servigio. +Ove son essi adunque e l’uno e l’altro? +La negligenza di costoro ci farà perdere +l’uomo, che forma l’orgoglio della nostra +Corte! Sarebbe egli possibile, o +Leicester (soggiunse ancora riguardandolo +in atto il più soave) che la tema +<span class="pagenum" id="Page_191">[191]</span> +di essere incerto nel nostro disfavore +avesse prodotto un tale effetto sopra di +voi? Rassicuratevi, nobile Dudley; noi +non intendiamo farvi mallevadore de’ falli +d’un uomo che è al vostro servigio; +voi non potete preveder tutto, e ben +sappiamo che a più alto scopo intendono +i vostri pensieri. Chi vuol giugnere insino +al nido dell’aquila, non s’accorge +di coloro che stanno cercando fanelli fra +gli sterpi ond’è ingombra la falda della +montagna.» +</p> + +<p> +«La udite voi? (disse il Sussex, fattosi +all’orecchio di Raleigh). Convien dire +che il diavolo gli presti soccorso. Ciò +che basterebbe a sommergere un altro +cento braccia al di sotto del mare, mette +a fior d’acqua costui. Se uno de’ miei +ufiziali avesse fatto altrettanto...» +</p> + +<p> +«Silenzio, Milord! disse Raleigh; per +l’amor del cielo silenzio! Aspettate che +il fiotto cambi; non ne credo tanto lontano +l’istante.» +</p> + +<p> +Nè s’apponeva certamente al falso l’accortezza +di Raleigh, perchè la confusione +dimostrata dal Leicester era sì grande in +tale momento, e ne parea vinto con tanta +forza, che Elisabetta, dopo averlo riguardato +con aria di sorpresa, e vedendo +ch’ei non dava risposta alcuna alle espressioni +di straordinaria bontà sfuggitele +<span class="pagenum" id="Page_192">[192]</span> +dal labbro, girò rapidamente l’occhio +sulle fisonomie di tutti i cortigiani, che +le davano intorno, e senza dubbio leggendo +in esse alcuna cosa atta a confermare +i sospetti, che già cominciarono a +pullulare nell’animo suo, sclamò d’improvviso: +«Ovvero tutto ciò nasconderebbe +più di quanto comparisce a’ miei +occhi, o Milord, e più di quanto voi +bramereste che noi scorgessimo? Ov’è +questo Varney? V’è qui alcuno che l’abbia +veduto?» +</p> + +<p> +«Se piace alla Maestà Vostra (disse +il Bowier che se ne stava alla porta), +egli è quel medesimo al quale ricusai +l’ingresso nella sala d’udienza.» +</p> + +<p> +«Se mi piace! (replicò con asprezza +Elisabetta, la quale in quel momento +non si sentiva d’umore di trovare nessuna +cosa che le piacesse). Non mi piace, +nè che alcuno si presenti al mio cospetto +senza averne il comando, nè che si allontani +da me un uomo, il quale dee rispondere +ad un’accusa mossa contro di +lui.» +</p> + +<p> +«Se piace a Vostra Maestà (tornò a +dire l’usciere per metà spaventato), +s’io sapessi in tale circostanza come condurmi, +mi darei ogni premura...» +</p> + +<p> +«Voi dovevate spiegarci meglio le +cose, e ricevere i nostri comandi. Voi vi +<span class="pagenum" id="Page_193">[193]</span> +credete un grand’uomo, signor usciere, +perchè per vostra cagione abbiamo rimproverato +uno dei primari signori della +nostra Corte; ma in fine, voi non siete +nulla di meglio del chiavistello che tiene +chiusa la porta. Fate venir tosto questo +Varney. Nella supplica che mi è stata +data si parla anche d’un Tressiliano. Si +cerchino l’uno e l’altro.» +</p> + +<p> +Eseguiti immantinente i cenni della +Regina, comparvero innanzi ad essa e +Tressiliano e Varney. Il primo sguardo +di questo fu portato sopra Leicester, +il secondo sopra la Regina, le nubi della +cui fronte gli diedero a conoscere essere +vicino lo scoppio d’una tempesta. Nè per +altra parte gli occhi costernati del Conte +poteano instruirlo del modo onde governare +il suo navilio per farsi pronto a resistere +all’arrembaggio che si preparava; +e vie più pericoloso gli si dimostrava il +suo stato, per essere Tressiliano insieme +con lui alla presenza della Regina. +Ciò nonostante Varney, altrettanto impudente +quanto poco scrupoloso, e destro +e fertile in espedienti, non era tal +uomo da abbandonare il suo vascello prima +che andasse a picco. Misurava inoltre +colla sua mente quanto v’era da guadagnare +per lui se toglieva d’impaccio +<span class="pagenum" id="Page_194">[194]</span> +Leicester, e quanto da perdere se gli +falliva l’impresa. +</p> + +<p> +«È egli vero, o sciagurato (gli domandò +la Regina, e tal domanda venne accompagnata +da uno di que’ fulminanti +sguardi, ai quali poche persone sapeano +reggere senza impallidire) è egli vero +che tu avesti l’audacia di sedurre, e +di disonorare una giovane donzella ben +nata e bene allevata, la figlia di sir +Ugo Robsart di Lidcote?» +</p> + +<p> +Il Varney piegò un ginocchio dinanzi +alla Regina, e vestendo un contegno +umiliato e contrito, disse non poter +negare che vi era stata qualche corrispondenza +d’amore fra lui e Amy Robsart. +</p> + +<p> +Il Leicester fremette d’indignazione +nell’udire costui esprimersi in sì fatta maniera, +e per un istante provò in se medesimo +tanto coraggio, che fu quasi tentato +a confessare le nozze contratte segretamente +con Amy, e così sbandirsi da +se medesimo dalla Corte, e perdere per +propria opera il favore della Regina; ma +volse uno sguardo sopra il Sussex, e +l’idea del trionfo che per tal confessione +avrebbe porto al suo rivale gli chiuse +la bocca. «Non sia almeno per ora, +meditò fra se stesso; non è questo l’istante +di assicurare tale vittoria a costui»; +<span class="pagenum" id="Page_195">[195]</span> +e rinserrando un labbro contro dell’altro +rimase fermo, immobile, attento ad +ogni detto che Varney pronunciava, e +risoluto a nascondere fino all’ultimo momento +un segreto da cui sembrava soltanto +dipendere l’aura che lo circondava. +</p> + +<p> +La Regina intanto continuava ad interrogare +Varney. +</p> + +<p> +«Qualche corrispondenza d’amore! E +di qual genere fu una tale corrispondenza? +Se l’amore che provavi per questa +donzella era onesto, perchè non ne +chiedesti la mano al padre suo?» +</p> + +<p> +«Non osai avventurare tale inchiesta, +(rispose il Varney, sempre col ginocchio +a terra), perchè io sapeva che sir +Ugo l’aveva promessa ad un gentiluomo +pieno d’onore (chè gli renderò sempre giustizia, +benchè lo sappia a me non propenso), +al sig. Edmondo Tressiliano, +che or vedo alla presenza di Vostra +Maestà.» +</p> + +<p> +«E con qual diritto persuadeste una +giovane, senza dubbio abusando della +semplicità ed ingenuità ch’era in lei, a +contravvenire alla volontà del padre, a +legarsi con voi in corrispondenza d’amore, +poichè questo è il nome che date +con volto franco alle vostre sregolatezze?» +</p> + +<p> +«Regina, ripose Varney, sarebbe vana +impresa il perorare la causa della +<span class="pagenum" id="Page_196">[196]</span> +fralezza umana innanzi ad un giudice a +cui questa fralezza è sconosciuta, o difendere +l’amore al cospetto di donna che +non cedè mai a sì fatta passione... benchè +la inspiri a tutti coloro che le si +avvicinano» soggiunse costui con voce +timida e bassa, e dopo aver fatta una +pausa. +</p> + +<p> +Elisabetta fece prova di aggrottare il +ciglio; pur sorrise a malgrado di se medesima. +«Tu sei un malvagio, gli diss’ella, +che spingi oltre ogni limite l’impudenza. +Sposasti almeno questa giovane?» +</p> + +<p> +Cotal domanda trasse a fremere nuovamente +il Leicester, e si sentì il cuore +lacerato da tanti e vari sentimenti, sicchè +gli sembrò non dipendere omai la +sua vita se non se dalla risposta che +avrebbe data Varney. Questi, dopo avere +titubato, per vero dire, un istante, rispose: +«Sì, o Regina.» +</p> + +<p> +«Perfido sciagurato!» Non potè ristarsi +dallo sclamare il Leicester spumante +di rabbia; ma questo furore fattosi +in lui eccessivo, e l’interruzione +posta dalla Regina al suo dire, non gli +permisero di aggiugnere a tale esclamazione +una sola parola. +</p> + +<p> +«Milord, gli diss’ella, con vostra buona +licenza, saremo noi che instruiremo +questa processura; non abbiamo anche +<span class="pagenum" id="Page_197">[197]</span> +finito di ascoltare il vostro ufiziale. Il +tuo padrone, il lord Leicester, era egli +informato di questa bella impresa? Dimmi +la verità, tel comando; e ti guarentirò +di ogni pericolo per parte di +chicchessia.» +</p> + +<p> +«Graziosa Sovrana, soggiunse Varney, +quand’io debba dirvi la verità, +come se fossi al cospetto di Dio, il mio +solo padrone ne fu l’origine.» +</p> + +<p> +«Scellerato! Che ardisci tu dire?» +sclamò il Leicester. +</p> + +<p> +«Prosegui pure (disse la Regina colle +guance accese siccome brage e con occhi +fulminanti); nessuno in questo luogo +dee ricevere ordini che da me.» +</p> + +<p> +«E questi sono onnipossenti, o Regina, +rispose il Varney, nè io oserò celar +segreti, che la Maestà Vostra voglia +conoscere; ma bramerei che gli affari +del mio padrone non fossero intesi da altri +orecchi, fuorchè da quelli della mia +stessa Regina.» +</p> + +<p> +«Allontanatevi quanti siete (disse +Elisabetta a tutti quelli che le stavano +attorno, ed i quali si ritrassero tosto +sul fondo della sala). Ora parla. Che ha +di comune il Conte con questa colpevole +tresca? Guai a te se mi racconti +la più piccola menzogna, e guai a te +parimente se ti fai a calunniare il Conte!» +</p> + +<p> +<span class="pagenum" id="Page_198">[198]</span> +</p> + +<p> +«Lungi da me sì scellerata mira, o +Regina. Pure debbo confessare, che da +qualche tempo il mio nobile padrone +vive interamente assorto in un profondo +pensiero, di cui non si sa la cagione. +Ben si vede col fatto che questo pensiero +lo distoglie da ogni vigilanza sul +modo di vivere delle persone di suo servigio, +fra le quali in passato mantenne +un ordine sì rigoroso; ed è tale negligenza, +che ci ha condotti fuori della +retta strada. Perciò lo accagionai della +colpa onde mi trovo alla presenza della +Maestà Vostra. Di fatto, se egli fosse +stato il padrone rigoroso d’altra volta, +non avrei avuto nè i modi, nè il tempo +di cadere in una mancanza, che mi ha +posto ora in sua disgrazia, pena la più +crudele che mi possa percotere, eccetto +il risentimento della Maestà Vostra.» +</p> + +<p> +«E a questa tua colpa il Conte non ha +preso parte di nessuna maniera?» +</p> + +<p> +«No, Regina; ma dopo un certo avvenimento +accadutogli, egli non è più riconoscibile. +Osservatelo, Maestà. Vedete +com’egli è pallido e tremebondo! Qual differenza +fra questo stato, e l’aria di dignità +che in lui splendea per lo innanzi! Pure +che ha egli a temere dalle cose ch’io posso +dire alla Maestà Vostra? Ah Regina! Dopo +che egli ricevette quel fatal plico.....» +</p> + +<p> +<span class="pagenum" id="Page_199">[199]</span> +</p> + +<p> +«Qual plico? (lo interruppe con vivacità +la Regina) Chi glielo inviava?» +</p> + +<p> +«Questo è quanto ignoro, o mia Sovrana; +ma gli son sì vicino onde non sia +sfuggito alla mia cognizione, che dopo +quel tempo ha sempre portato attorno al +collo una treccia di capelli, cui sta sospeso +un piccolo gioiello legato in oro, foggiato +a forma di cuore: a questo gioiello ei volge +la parola allora che è solo: non lo abbandona +nè dì, nè notte. Vi giuro, o Regina, +che niun Pagano adorò i suoi idoli con più +fervore.» +</p> + +<p> +«Mi è forza dire che in te si trovan +congiunte, e malignità ardimentosa, che +ti move a spiar sì d’appresso gli arcani +del tuo padrone, e imprudente loquacità, +che ti fa raccontare in questa guisa le sue +follie (disse la Regina arrossendo, ma senza +collera). Or via; qual è il colore della +treccia di cui mi parli?» +</p> + +<p> +«Un poeta direbbe, o Regina, che fu +sfilata da una tela d’oro tessuta per le +mani della stessa Minerva; ma a mio avviso, +il colore di questa treccia è più pallido +che non quello dell’oro il più puro; +e meglio rassembra l’ultimo raggio che +manda il sole in una bella giornata di +primavera.» +</p> + +<p> +«Veramente, sig. Varney, ora vi trasformate +voi stesso in poeta, (sorridendo +<span class="pagenum" id="Page_200">[200]</span> +la Regina soggiunse): ma io non ho bastante +fantasia per tener dietro alle vostre +metafore. Osservate attorno queste +dame; guardate se ve ne sia una... (e +nel dir ciò la Regina vestì l’aria della +massima indifferenza) se ve ne sia una +i cui capelli vi rimembrino il colore della +treccia che mi descriveste. Avrei gusto di +conoscere questi capelli somiglianti alla +tela di Minerva, ovvero..... com’è che +avete detto? all’ultimo.... raggio di sole +in una giornata di primavera.» +</p> + +<p> +L’accorto Varney si fece successivamente +a squadrare coll’occhio tutte le dame +di quella adunanza, indi, ma con aria del +più profondo rispetto, portò gli occhi sulla +Regina. +</p> + +<p> +«Non vedo, diss’egli, alcuna capigliatura +che regga ad un tal paragone, a meno che +i miei occhi non si trasportassero laddove +non debbono riguardare.» +</p> + +<p> +«Che ascolto! Temerario! ardiresti tu +dare ad intendere?....» +</p> + +<p> +«Perdono, Regina (replicò Varney mettendosi +una mano dinanzi agli occhi). Un +raggio di sol di maggio mi trasse fuori +di me.» +</p> + +<p> +«Ritirati, disse la Regina; non v’ha +più dubbio che tu non deliri»: indi stogliendosi +da lui mosse i suoi passi verso +Leicester. +</p> + +<p> +<span class="pagenum" id="Page_201">[201]</span> +</p> + +<p> +Una vivissima curiosità mescolata a +timori, a speranze, e alle diverse passioni +che tengono agitato chi parteggia alla Corte, +s’impadronì degli animi de’ circostanti +per tutto il durare del colloquio che la +Regina ebbe con Varney. Nessuno si permetteva +il più leggier movimento, e astenuti +si sarebbero dal respirare, se la natura +non si fosse opposta a tale interruzione +del suo ministerio. Contagiosa era +questa atmosfera; ed il Leicester in veggendo +tutti quelli che il circondavano, +quai sospirosi, quai tremanti, o pel suo +innalzamento o per la sua caduta, dimenticò +in quell’istante tutte le più tenere +inspirazioni d’amore, assorto nella +sola idea, che il suo credito o la sua disgrazia +dipendevano da un cenno d’Elisabetta +e dalla fedeltà di Varney. Raccolse +in fretta la mente per prepararsi a ben +sostenere la parte nella scena, di cui diveniva +allora importantissimo personaggio; +e fortunatamente alcuni sguardi che +la Regina volse dalla sua parte lo istrussero, +come, quali che si fossero state le +cose discusse nel segreto colloquio, le conseguenze +non potevano essergliene svantaggiose. +Nè in questa incertezza medesima +durò lungo tempo, perchè il modo oltre +ogni dire gioviale onde si fece a parlargli +Elisabetta lo additò trionfante e al +suo rivale ed a tutta la Corte. +</p> + +<p> +<span class="pagenum" id="Page_202">[202]</span> +</p> + +<p> +«Milord, voi avete un servo ben loquace +nel vostro Varney. È cosa molto +prudente per parte vostra il non confidargli +segreti che possano farvi danno nella +mia opinione, perchè cesserebbero presto +dall’esser segreti.» +</p> + +<p> +«Egli si renderebbe colpevole (disse il +Leicester piegando a terra un ginocchio) +sol col nascondere qualche cosa alla Maestà +Vostra. Ma io bramerei che le fosse +così aperto il mio cuore, ond’ella non +avesse d’uopo del ministerio de’ miei servi +per leggervi entro.» +</p> + +<p> +«E che Milord? (disse Elisabetta riguardandolo +con bontà). In quel vostro +cuore non si trova qualche piccolo angolo, +su di cui voleste gettare un velo? Vedo +che questa interrogazione vi mette nell’imbarazzo; +ma la vostra Regina sa di non +dovere esaminare troppo d’appresso i fini +che guidano i più fedeli fra i suoi servi +a ben adempiere i lor doveri, per tema +di scoprir qualche cosa, che potrebbe.... +o dovrebbe almeno spiacerle.» +</p> + +<p> +Rincorato del tutto da queste ultime +parole, il Leicester spiegò inaudita eloquenza +nel dipingere alla Regina una rispettosa +affezione, che non aveva limiti +verso di lei; e forse in tal momento le +parole si accordarono coi sentimenti del +cuore, perchè le variate commozioni, alle +<span class="pagenum" id="Page_203">[203]</span> +quali fu dianzi in preda, diedero luogo in +lui all’entusiasmo, ed alla fermissima risoluzione +di mantenere il suo grado nei +favori della Regina. Laonde egli non comparve +giammai ad Elisabetta, nè più eloquente, +nè più leggiadro, nè più facondo, +siccome in quell’istante, che prostrato +dinanzi a lei la supplicò a spogliarlo di +ogni potere, ma lasciargli il nome di suo +servitore. — «Togliete al povero Dudley, +così diceva, tutto quanto gli deste; immergetelo +un’altra volta nello stato oscuro, +d’onde fu per opera vostra ritratto; +non gli rimangano che cappa e spada; ma +sofferite ch’ei continui a godere di quanto +non meritò perder giammai, della stima +di un’adorata Sovrana.» +</p> + +<p> +«No, Dudley (rispose Elisabetta, facendogli +segno di alzarsi con una mano, +e presentandogli da baciar l’altra), Elisabetta +non ha dimenticato che allor quando +eravate un povero gentiluomo, spogliato +della vostra dignità ereditaria, ella era +una principessa non meno povera di voi, +e che avventuraste per lei tutto quanto vi +fu lasciato dall’altrui oppressione, e per +fin la vita e l’onore. Alzatevi, vi dico, o +Milord, e rendetemi la mia mano; alzatevi +e continuate ad essere quello che foste +mai sempre; l’ornamento della nostra +Corte, il sostegno del nostro soglio. Può +<span class="pagenum" id="Page_204">[204]</span> +accadere che la vostra padrona vi rimproveri +di qualche torto, non perciò scorderà +ella mai i servigi che le prestaste. Prendo +Dio in testimonio (diss’ella volgendosi a +tutti i cortigiani presenti ad una scena +tanto rilevante), che non credo esservi +un Sovrano sulla terra che possa vantarsi +d’un servo sì fedele, com’io ravvisai in +ogni circostanza il nobile Conte.» +</p> + +<p> +Un rumorio di approvazione partì da +tutti que’ circostanti che partigiani erano +del Leicester, e gli amici del Sussex non +osarono che opporre un rispettoso silenzio. +I loro occhi bassi, e le umiliate fisonomie +ben dimostrarono fino a qual grado +li costernasse tal compiuto e pubblico +trionfo de’ loro antagonisti. +</p> + +<p> +Il primo uso che il Leicester fece del +riacquistato favore della Regina, fu chiederle +qual cosa le piacesse decretare intorno +a Varney. «Benchè egli non meriti +che il mio sdegno, se però mi fosse +permesso intercedere.....» +</p> + +<p> +«Io aveva dimenticato questo affare, +disse la Regina, e ne fo a me stessa rimprovero. +Noi dobbiamo giustizia al più umile, +come al più elevato de’ nostri sudditi, +e vi ringraziamo, o Milord, di avercene +fatto ricordare. Dov’è Tressiliano? dov’è +l’accusatore? Si presenti dinanzi a noi.» +</p> + +<p> +Tressiliano si avanzò tosto, chinandosi +<span class="pagenum" id="Page_205">[205]</span> +rispettosamente alla Regina. Il portamento, +come dicemmo, di questo cavaliere +spirava nobiltà e grazia, la qual cosa non +isfuggì alle acute indagini di Elisabetta. +Essa lo contemplò attentamente, tanto +che stavasi in piedi d’innanzi a lei con +aspetto fermo e composto, ma da cui traspariva +il profondo cordoglio ch’egli portava +nell’animo. +</p> + +<p> +«Provo un vero rincrescimento in vederlo, +disse la Regina a Leicester; ho assunte +questa mattina informazioni sopra +di lui, e ho saputo che è un uomo istrutto, +e soldato valoroso ad un tempo; e +basta il vederlo per esserne convinti. Ma +noi altre donne, o Milord, nelle nostre +scelte siamo capricciose. Io avrei detto +poc’anzi, stando al solo giudizio degli occhi, +non potersi far confronto fra Tressiliano +e il vostro scudiere; pure questo +Varney ha una lingua dorata, e spesse volte +nel cuore di più d’una donna l’amore +s’introdusse per la via degli orecchi. Signor +Tressiliano, una freccia perduta non +è un arco rotto. Una tenerezza sincera, +com’io credo quella che voi provaste, fu +a quanto sembra mal compensata; ma essendo +voi dotto, non dovete ignorare, che +incominciando dalla guerra di Troia e venendo +sino ai dì nostri, vi fu più d’una +Cresside ingannatrice. Dimenticate una +<span class="pagenum" id="Page_206">[206]</span> +donna infedele, e i vostri affetti per l’avvenire +abbiano sguardo più antiveggente. Noi +vi parliamo in tal guisa sulla traccia di +quanto leggemmo nell’opere di dotti autori, +anzichè colla scorta di una personale +intelligenza, perchè il nostro grado, +e il nostro volere allontanarono ben +lungi da noi le lezioni dell’esperienza intorno +ad una passion tanto frivola. Per +riguardo al padre di questa nobil donzella, +ne raddolciremo l’angoscia, concedendo +al genero di lui qualche carica, che lo +metta in grado di sostenere decorosamente +le contratte nozze. Nè voi stesso, o Tressiliano, +verrete dimenticato. Seguite la nostra +Corte, e v’accorgerete che un vero +Troilo può sempre far fondamento sulla +nostra buona grazia. Pensate a quanto dice +a tal proposito il Shakespeare. Egli è +un vero incantatore; le leggiadre sue +bagattelle mi tornano alla mente, allorchè +dovrei pensare ad altre cose. Se non isbaglio +sono questi i suoi versi. +</p> + +<div class="poem"><div class="stanza"> +<p class="i01">»Tua per decreto dei Celesti fatta</p> +<p class="i01">»Crisëide era già. Ruppe ella stessa</p> +<p class="i01">»Un imeneo sì augusto. A Dïomede</p> +<p class="i01">»Cessa d’invidïarla? A lui non cedi</p> +<p class="i01">»Che infranti avanzi d’un tradito nodo.</p> +</div></div> + +<p> +Voi sorridete, lord Southampton! Forse +che la mia cattiva memoria fa zoppicare +<span class="pagenum" id="Page_207">[207]</span> +i versi del vostro favorito? Ma basta +così. Non si parli più a lungo di questa +tenuità.» +</p> + +<p> +Tressiliano si stava sempre dinanzi a +lei in atto d’uomo che vorrebbe essere +ascoltato, mentre il rispetto gli tiene chiuse +le labbra. «Ebbene (soggiunse la Regina +inclinata per indole ad impazientire) +che volete voi ancora? Questa giovane +non può sposarvi tutt’e due. Ella ha +già fatto la sua scelta. Non è forse la +migliore, cui potesse appigliarsi, ma infine +ella è presentemente la sposa di +Varney.» +</p> + +<p> +«Se così fosse, graziosa Sovrana, disse +Tressiliano, non avrei più nulla che impetrare +dalla vostra giustizia, e sarebbe +sopita in me ogni idea di vendetta; ma +di queste seguite nozze vorrei qualche +prova migliore di quel che il sia la parola +di Varney.» +</p> + +<p> +«In tutt’altro luogo, ove si osasse affrontarmi +con tale dubbio, disse Varney, +la mia sciabola.....» +</p> + +<p> +«La tua sciabola! (lo interruppe Tressiliano, +lanciando sopra di lui uno sguardo +di sprezzo) ringrazia il rispetto ch’io +debbo a sua Maestà: altrimenti la mia...» +</p> + +<p> +«Temerari! sclamò la Regina. Silenzio! +Dimenticate e l’uno e l’altro ove siete? +Ecco le conseguenze delle vostre +<span class="pagenum" id="Page_208">[208]</span> +dissensioni, o Milordi (diss’ella volgendo +il guardo ora a Leicester ora a Sussex). +Le persone del vostro seguito prendono +i vostri sentimenti, il vostro umore, +e sino nella mia Corte, alla mia stessa +presenza, s’insultano, si disfidano ad +uso di Rodomonti. Signori, chiunque +parlerà di sfoderare la sciabola per altra +causa che per la mia, porterà ai +polsi delle mani tali smaniglie di ferro, +che ne sentirà tutto il peso, me ne fo +garante io medesima.» Conservò ella +il silenzio un istante, indi assumendo +più dolce tuono: «La mia giustizia nondimeno, +ella soggiunse, debbe intervenire +fra questi ardimentosi paladini. Lord +Leicester, guarentite voi sull’onor vostro, +cioè fin dove potete saperlo, che il vostro +scudiere dice la verità nell’assicurare +che si è fatto sposo ad Amy Robsart?» +</p> + +<p> +Era questa tal botta diritta, contro +di cui diveniva impossibile la parata, e +dalla quale fu Leicester quasi atterrato. +Ma egli si era compromesso troppo innanzi +per poter dare addietro; laonde, +dopo avere titubato un istante, rispose: +«Fin quanto io posso sapere, o Regina... +Anzi debbo dire a mia piena ed intera +conoscenza... Amy Robsart è maritata.» +</p> + +<p> +«Graziosa Sovrana, disse Tressiliano, +mi sarebbe egli permesso di chiedere, +<span class="pagenum" id="Page_209">[209]</span> +in qual tempo, ed in qual luogo questo +preteso maritaggio...» +</p> + +<p> +«Questo preteso maritaggio! sclamò +la Regina. La parola del nobile Conte +non ti è un mallevadore bastante della +veracità di quanto un suo servo asserì? +Ma voi siete il perditore, o credete esserlo +almeno... e voglio usarvi indulgenza. +Questa discussione ci ha intertenuti +abbastanza. Lord Leicester, ho divisato +la prossima settimana farvi una +visita nel vostro castello di Kenilworth. +Desidero che invitiate a tenerci ivi compagnia +il nostro buono e stimabile amico, +il conte di Sussex.» +</p> + +<p> +«Se il nobile conte di Sussex (disse +il Leicester, salutando il suo rivale con +altrettanto di urbanità che di disinvoltura) +vuol compartirmi sì fatto onore, io +riguarderò la sua visita siccome una prova +della stima e dell’amicizia, che la +Maestà Vostra desidera consolidata fra +noi.» +</p> + +<p> +Il Sussex mostrò maggiore imbarazzo. +«L’infermità di cui mi risento ancora, +o Regina, non mi fa troppo adatto a +contribuire ai diletti di una festa.» +</p> + +<p> +«Foste dunque tanto seriamente ammalato? +(disse Elisabetta, fattasi con +maggiore attenzione a riguardarlo). Egli è +vero che siete molto cambiato, e me ne +<span class="pagenum" id="Page_210">[210]</span> +duole grandemente. Ma vivete tranquillo. +Vigileremo colla stessa opera nostra alla +salute di un suddito, che ne è sì prezioso, +ed al quale abbiamo tante obbligazioni. +Il Masters prescriverà la regola +del vostro vivere, e noi faremo eseguire +le sue prescrizioni, ma è d’uopo che voi +siate di brigata nel viaggio di Kenilworth.» +</p> + +<p> +Ella pronunziò questi detti d’un tuono +sì perentorio, ma nel tempo medesimo +pieno di tanta bontà, che il Sussex a +malgrado di quanta ripugnanza fosse in +lui a ricevere ospitalità dal proprio rivale, +si vide costretto a fare un profondo +inchino, che annunziava alla Regina +essere egli pronto ad ubbidirne i comandi; +poi con accattata urbanità disse al +Leicester che avrebbe accettato il suo +invito. Nel tempo che i due Conti si +stavano in una reciprocazione di complimenti +a tale proposito, la Regina diceva +a mezza voce al suo gran tesoriere. +«Mi sembra, Milord, che le fisonomie +di questi due Pari rassomiglino quei due +famosi fiumi classici, l’uno sì nero e +melanconico, l’altro sì nobile e limpido. +Il mio vecchio maestro Aschan mi sgriderebbe +per aver io dimenticato il nome +dell’autor che ne parla. Credo però sia +stato Cesare. Osservate qual maestosa calma +<span class="pagenum" id="Page_211">[211]</span> +domina sulla fronte di Leicester, e +quai modi sforzati adopera Sussex nel +volgere all’altro qualche accento di cortesia, +sol per un riguardo ai nostri ordini.» +</p> + +<p> +«Lo starsi in dubbio sul favore della +Maestà Vostra, rispose il lord tesoriere, +può bastare, cred’io, a spiegare una differenza +che non è sfuggita, come nulla +sfugge, agli occhi della nostra Regina.» +</p> + +<p> +«Un tal dubbio ci farebbe ingiuria, +o Milord, replicò Elisabetta. Entrambi +i Conti ne sono cari egualmente, ed impiegheremo +con imparzialità l’uno e l’altro +ai vantaggi del nostro regno. Ma il +loro colloquio è durato abbastanza. Lord +Sussex, lord Leicester, noi abbiamo ancora +qualche cosa da dirvi. Tressiliano e +Varney fanno parte delle vostre case; desideriamo +che ci accompagnino a Kenilworth. +E poichè allora avremo presso di +noi Paride e Menelao, vogliamo vedere +anche questa bella Elena, la cui incostanza +ha mosso tanto rumore. Varney, tu +condurrai tua moglie a Kenilworth, e preparala +a comparirmi dinanzi. Lord Leicester, +incarico voi dell’esecuzione di un +tal ordine.» +</p> + +<p> +Il Conte ed il suo scudiere fecero un +rispettoso inchino, indi rialzando il capo +non osarono levar gli occhi verso la Regina, +<span class="pagenum" id="Page_212">[212]</span> +nè l’uno sopra dell’altro, perchè +entrambi credettero in quell’istante veder +le reti della menzogna ch’essi avevano +tese, chiudersi sopra di loro per avvilupparli. +</p> + +<p> +«Milordi, disse ai Conti la Regina, ci +è d’uopo della presenza vostra al consiglio +privato, che andiamo ora ad aprire, +e dove importanti cose si discuteranno. +Noi andremo indi a diporto sul fiume, +e voi vi ci accompagnerete. Oh! questa +navigazione mi chiama una circostanza alla +mente. Signor cavalier <i>del mantello</i>, +diss’ella sorridendo a Raleigh, pensate che +d’ora in avanti dovete seguirmi in tutte +le mie spedizioni, onde fatevi somministrare +vestimento quale vi si conviene. Voi +vi rivolgerete al grande intendente della +nostra guardaroba.» +</p> + +<p> +Così terminò questa memorabile udienza, +nella quale, siccome in tutto il corso +della sua vita, Elisabetta unì i capricci +ai quali va di frequente soggetto il gentil +sesso, a quel profondo senno, e a quella +retta politica, che la fanno primeggiare +fra quanti Sovrani abbiano mai portato +corona. +</p> + +<div class="chapter"> +<p><span class="pagenum" id="Page_213">[213]</span></p> + +<h2 class="nosp">CAPITOLO IX.</h2> +</div> + +<div class="poem-container"> +<div class="poem inl"><div class="stanza"> +<p class="i01">»Già del peregrinar scelta è la meta;</p> +<p class="i01">»Discior le vele è quant’omai rimane.</p> +<p class="i01">»Tien gli occhi al governal, nocchiero; appresta</p> +<p class="i01">»Le faci, e il filo indagator del fondo.</p> +<p class="i01">»E basse terre, e scogli a mille a mille</p> +<p class="i01">»Quest’oceano insidioso asconde,</p> +<p class="i01">»Cui diè più d’un naufragio orribil fama.</p> +<p class="i10"> <i>Il Naufragio.</i></p> +</div></div> +</div> + +<p> +Nel breve intervallo trascorso fra il terminar +dell’udienza e l’adunata del consiglio +privato, Leicester ebbe il tempo di +meditare, che avea posto egli stesso il suggello +al proprio destino. Egli era impossibile, +così andava questi pensando, che +dopo avere, alla presenza di quanto eravi +di più cospicuo nell’Inghilterra, attestato, +benchè in termini ambigui, essere verace +l’asserto del Varney, gli fosse più +lecito il contraddirlo, o il dismentirlo, +senza compromettersi, non solamente a +perdere il favore di cui godeva alla Corte, +ma eziandio ad incorrere nel risentimento +personale della Regina, la quale non gli +avrebbe al certo perdonato di essere stata +ingannata; al che aggiugneasi l’idea non +meno spaventosa dell’altre, di vedersi esposto +<span class="pagenum" id="Page_214">[214]</span> +al disprezzo e alla derisione del rivale, +o di tutti i suoi partigiani. La certezza +di tanti pericoli costernava lo spirito +di Leicester; e nel tempo medesimo gli +si paravano in tremenda forma allo sguardo +tutte le difficoltà che si opponevano a +conservare un segreto, il cui divulgarsi portava +inevitabile ed ultimo crollo al suo +onore ed alla sua possanza. Ei vedevasi +allora simile ad uomo, che cammina sopra +un diaccio presto ad infrangersi, ed +al quale può essere sola via a salvamento +il camminare avanti con passo fermo e +sicuro. Gli conveniva pertanto a qualunque +rischio assicurarsi il favore della Regina, +favore acquistato a costo di tanti +sagrifizi, ed unica tavola su cui gli fosse +ancora sperabile l’evitare il naufragio. Nè +solamente si limitava ora il suo incarico +al sostenersi in tale favore, ma gli era +d’uopo mettervi l’ancora più tenacemente +che mai. Essere il favorito di Elisabetta, o +sottoscrivere alla perdita persin della fama, +divenne il bivio a cui egli si vide ridotto. +Ogn’altra considerazione dovette per conseguenza +tacer sull’istante. Laonde cercò +sbandire dalla sua memoria l’immagine +d’Amy, che a malgrado di lui vi si presentava, +nè gli rimaneva che la rimota +lusinga d’aver tempo in appresso per avvisare +ai modi onde svolgersi da sì crudel +<span class="pagenum" id="Page_215">[215]</span> +labirinto; siccome nocchiero che vede la +sua prora minacciata dagli scogli di Scilla, +nè pensa che a schivarli, dimenticando +per allora i più lontani rischi, che gli +apparecchia Cariddi sull’altra riva. +</p> + +<p> +Tale era lo stato dell’animo del Leicester +allora che andò a prendere la sua +consueta sede nel consiglio privato di Elisabetta, +e allora che l’accompagnò di +poi nell’andare a diporto sulle acque del +Tamigi. Pure non fece mai siccome in tale +occasione maggiore sfarzo d’ingegno, sia +come accortissimo politico, sia come leggiadrissimo +cortigiano. +</p> + +<p> +Giunse egli nel consiglio, allorchè agitavansi +le cose intorno la sfortunata Maria +regina di Scozia, che contava allora +il settimo anno della sua cattività in Inghilterra. +Il Sussex, ed alcuni altri parlarono +fortemente in favore di questa misera +principessa, mettendo in campo la +legge delle nazioni e i diritti dell’ospitalità +con detti sì vigorosi, che comunque +non oltrepassassero i limiti del rispetto +e della moderazione, troppo gratamente +non risonarono agli orecchi della +Regina. Della qual cosa ben avvedutosi il +Leicester, fu pronto ad abbracciare l’opinione +contraria, ponendo in ciò tutto il +calore della più animata eloquenza. Rappresentò +la necessità di continuare a custodire +<span class="pagenum" id="Page_216">[216]</span> +in rigorosa prigionia la Scozzese, +siccome espediente indispensabile alla sicurezza +del regno, e soprattutto alla sacra +persona di Elisabetta: «L’ultimo capello del +capo di questa Regina doversi riguardare +per più prezioso ed importante che non la +vita e la fortuna di una rivale, fattasi +pericolosa coll’armare pretensioni vane +parimente ed ingiuste sul trono dell’Inghilterra, +d’una rivale, che dal fondo +ancora del suo carcere si faceva centro +alle speranze di tutti i nemici così interni +come esterni di Elisabetta.» Ei terminò il +dire col domandare scusa, se il suo zelo +lo aveva trasportato tropp’oltre; ma «la +conservazione della Regina era tal causa +che il traeva sempre fuori dei limiti della +sua moderazione ordinaria». +</p> + +<p> +Elisabetta lo censurò, ma colla massima +dolcezza sul troppo peso ch’egli attribuiva +alle cose che la riguardavano personalmente. +Confessò per altro nel tempo +medesimo, che avendo piaciuto al Cielo +di collegare gl’interessi di lei con quelli +de’ suoi sudditi, credea far cosa comandata +dal dovere prendendo espedienti, che +la propria sicurezza additasse siccome indispensabili. +Sperava ella, che qualora il +Consiglio avvisasse la necessità di prolungare +la prigionia della sua sfortunata sorella +di Scozia, non troverebbe almen +<span class="pagenum" id="Page_217">[217]</span> +biasimevole, che la Regina d’Inghilterra +pregasse la contessa di Shrewsbury ad +usare alla prigioniera tutti i riguardi compatibili +colla necessità di custodirne la +persona. Annunziati per tal modo i propri +voleri, Elisabetta sciolse quell’adunanza. +</p> + +<p> +Non fu mai veduta sì grande la premura +nell’aprirsi le file per dar passaggio +al conte di Leicester, siccome allora +che uscendo egli dal consiglio privato, attraversò +le anticamere piene d’una folla +di cortigiani. Giammai gli uscieri non +avevano gridato più ad alta voce: <i>Fate +luogo, fate luogo al nobile Conte</i>. Mai questo +segnale non fu ubbidito con più di prontezza +e di rispetto. Nè mai volti eransi +verso il Leicester tanti occhi di persone, +ansiose d’aver qualche sede nel novero +degli umili suoi clienti, o di ottenerne +un semplice segno di non essergli ignoti, +intanto che il cuore di parecchi fra +i suoi partigiani ondeggiava fra la brama +di offerirgli congratulazioni, e la tema +di parer troppo arditi coll’indirigerle in +pubblico ad un uomo posto in grado cotanto +sublime. Tutta la Corte pensava +che l’esito dell’udienza di quel giorno, +aspettata dianzi fra mezzo a tante dubbiezze +e perplessità, era il più concludente +fra i trionfi del conte di Leicester. +Ognuno avea per cosa indubitabile, che +<span class="pagenum" id="Page_218">[218]</span> +il satellite, rivale del Leicester, se non +potea dirsi interamente offuscato dallo +splendore dell’altro, sarebbe al certo costretto +per l’avvenire a compiere i suoi +giri in un’orbita più rimota del sole. Così +le cose vedeva la Corte, e giusta una tal +norma si comportavano dal primo all’ultimo +i cortigiani. +</p> + +<p> +Per altra parte il Leicester non fu giammai +più officioso, nè mai spiccò tanto per +cortesia nel restituire i saluti, che d’ogni +lato gli venivano porti; nè mai riuscì tanto +felicemente (per adoperare la frase di +tal persona che allora non si stava gran +che lontana da esso), nell’indorare l’opinione +che il Pubblico portava sopra di lui. +</p> + +<p> +Parea ch’ei tenesse in serbo per ciascheduno +un saluto, un sorriso, una parola +gradevole; saluti, sorrisi, parole gradevoli, +ch’ei distribuiva in gran parte a +tai cortigiani, i cui nomi disparvero da +lungo tempo sotto l’acque del fiume di +obblio; ma che indirisse anche talvolta ad +alcuni enti, che ne riesce quasi estraneo +l’udirli rammemorare nelle pratiche più +oscure della lor vita, le quali lo furono +tanto, ond’or ci costi fatica il credere, che +vi sieno discesi, confrontandole col prodigioso +innalzamento a cui li trasse la riconoscenza +dei posteri. Accenneremo qui alcune +tra le frasi che spacciò il Leicester nell’attraversar +<span class="pagenum" id="Page_219">[219]</span> +che fece queste anticamere. +</p> + +<p> +«Oh! eccovi Poynings! Come stanno +la moglie e la vostra amabile figlia? Perchè +non vengono dunque alla Corte? — La +vostra inchiesta non può essere esaudita, +Adams; la Regina non vuole più +concedere privilegi non estendibili; ma +mi riuscirà servirvi in altra occasione. — Mio +caro alderman Aylford, la procedura +della Città intorno a Queenhithe +verrà continuata con tutta quella sollecitudine +che la mia prevalenza potrà infonderle. — Sig. +Edmondo Spencer, vorrei +poter sostenere la vostra supplica, anche +per secondare l’amor che porto alle Muse. +Ma Dio! lanciaste sì furiosi sarcasmi +contro il lord Tesoriere!» +</p> + +<p> +«Milord, rispose il poeta, se mi fosse +lecito lo spiegarmi....» +</p> + +<p> +«Venite a vedermi in mia casa, caro +Edmondo; non domani, nè dopo domani, +ma il più presto possibile. — Ah +William Shakespeare! Matto di William! +Convien dire che tu abbia dato a mio nipote +Filippo Sydney una dose di polvere +simpatica; egli non può mettersi in letto +se non ha sotto il guanciale <i>Venere</i> e +<i>Adone</i>, da te composti. Ti farò appiccare +come il più grande stregone di Europa. +Oh! a proposito. Non ho dimenticato +il tuo affare cogli orsi. Me ne prenderò +cura.» +</p> + +<p> +<span class="pagenum" id="Page_220">[220]</span> +</p> + +<p> +L’Autore comico gli fece un rispettoso +saluto; e il Conte, chinata leggermente la +testa, continuò il suo cammino. Così gli è +forza narrare la cosa riferendola a quel +secolo. Trasportandola al nostro, dovrebbe +dirsi che un ente immortale avea prestato +omaggio ad un uomo. +</p> + +<p> +La persona alla quale il favorito volse +la parola in appresso era uno de’ più zelanti +suoi partigiani, che lo salutò col riso +sulle labbra, e in aria di trionfo: «Sir +Francis Denning, gli disse il Leicester, +quest’aria di buon umore vi fa la fisonomia +men lunga un terzo di quello che +non l’ho veduta stamane. — Ebbene, +signor Bowier! perchè vi tenete così in +disparte? Pensate ch’io conservi odio contro +di voi! Poche ore sono, non faceste che +il vostro debito, e se mi ricordassi mai +del nostro piccolo disparere, non sarebbe +che per sapervene grado.» +</p> + +<p> +Il Conte vide allora avanzarsi verso di +lui, facendo grandi riverenze, un personaggio +bizzarramente vestito, con giubba +di velluto nero tagliata a festoni, e guernita +di raso cremesino. Un pennacchio tolto +dall’ali d’un gallo gli sventolava sul berrettone +di velluto ch’ei teneva in mano, +e molto amido ne inrigidiva un enorme +collare: le quali cose unendosi ad una fisonomia +in cui non leggevasi che la vivacità +<span class="pagenum" id="Page_221">[221]</span> +di chi ha grandi pretensioni, annunziavano +in lui un ente impastato d’amor +proprio, e sfornito di spirito. Una bacchetta +ch’ei tenea fra le mani, e il tuono +d’uom d’affari ch’egli assumea, lo +dimostravano insignito di qualche dignità +onde traeva non poca boria. Un colore rosso +carico, che in luogo di starsi sulle sue +guance magre e incavate, si era impadronito +di tutta la superficie di un naso proffilato, +annunziava in lui piuttosto la consuetudine +dell’intemperanza che quella +della modestia, e il modo con cui si fece +a parlare al Conte provò che gli atti si +conformavano all’aspetto. +</p> + +<p> +«Buon giorno, sig. Roberto Laneham,» +disse il Conte senza fermarsi, e manifestamente +desideroso di scansarlo. +</p> + +<p> +«Ho una supplica da presentare alla +Signoria vostra,» disse il Laneham che +arditamente gli tenea dietro. +</p> + +<p> +«E che cosa contiene ella, <i>maestro +guardiano della porta della camera del +Consiglio</i>?» +</p> + +<p> +«Volete dire: <i>donzello della porta +della camera del Consiglio</i>,» soggiunse +con enfasi il Laneham. +</p> + +<p> +«Chiama il tuo ufizio col titolo che ti +piace; ma qual cosa brami da me?» +</p> + +<p> +«Unicamente vorrei dalla Signoria vostra +la permissione di far parte nel viaggio +<span class="pagenum" id="Page_222">[222]</span> +che sta per imprendersi al suo magnifico +castello di Kenilworth.» +</p> + +<p> +«E perchè questo, Laneham? Non sai +tu ch’io debbo aver colà una compagnia +numerosa?» +</p> + +<p> +«Non tanto numerosa, che vostra Signoria +non possa concedervi un po’ di luogo +ad un antico suo servitore. Poi, pensate, +o Milord, alla contingenza che vi si +tenga qualche consiglio, e che questa verga +è necessaria per allontanare dalle porte +quegli spioni che mettono l’occhio al +buco della serratura, e a tutte le fessure +che possono scorgere. La mia verga è +indispensabile al Consiglio quanto lo è +un paramosche alla stalla d’un beccaio.» +</p> + +<p> +«La tua comparazione fa onore al Consiglio, +ma ti prego: non cercare di giustificarla. +Sia come brami, acconsento; +vieni a Kenilworth, se questo ti fa piacere. +Non mancherò di pazzi colà, e vi +troverai quindi con chi barattare parola.» +</p> + +<p> +«E se vi saranno pazzi, o Milord, tanto +maggiore soddisfazione ne avrò. Amo divertirmi +alle spalle di un pazzo, quanto +un cane levriere ad inseguir la sua preda. +Ma mi sarebbe d’uopo supplicare la Signoria +vostra d’un’altra grazia.» +</p> + +<p> +«Spicciati adunque: conviene ch’io +parta; la Regina sta per uscire.» +</p> + +<p> +<span class="pagenum" id="Page_223">[223]</span> +</p> + +<p> +«Io vorrei Milord, condurvi meco una +compagna da letto.» +</p> + +<p> +«Che vuol dir questo? Non ti vergogni?...» +</p> + +<p> +«Oh Milord, le mie domande stanno +fra i limiti del giusto e dell’onesto. Io ho +una moglie curiosa non meno di quella +sua antica progenitrice che mangiò la poma +proibita. Or questa moglie, secondo le +regole, non potrei condurmela meco, perchè +gli ordini di sua Maestà vietano rigorosamente +ad ogni uficiale di prender seco +la moglie ne’ viaggi che fa la Corte, e ciò +per non ingombrare di donne i calessi. Ma +vorrei anche ottenere un’altra grazia da +vostra Signoria...» +</p> + +<p> +«Oh Dio!» +</p> + +<p> +«Ho tosto finito. Vorrei che deste alla +ridetta mia moglie una parte da sostenere +nella vostra festa, in modo che vi +potesse comparire sotto qualche travestimento, +senza che gli altri s’accorgessero +ch’ella è mia moglie.» +</p> + +<p> +«Che il gran diavolo vi porti l’uno e +l’altro (sclamò Leicester, che tanto più +perdè la pazienza per le ricordanze che in +lui destava un tale discorso); perchè mi +trattieni tu con queste tue baie?» +</p> + +<p> +Il nostro <i>usciere della porta della camera +del Consiglio</i>, spaventato da questo +subitaneo accesso di collera, lasciò cadere +<span class="pagenum" id="Page_224">[224]</span> +la bacchetta, distintivo della carica, +e fise sul Conte due grand’occhi stupidi +che mostravano lo sbigottimento ond’era +compreso costui, e che tornarono in mente +a Milord non dover egli in quel luogo +dar da comprendere nè poco nè assai le +inquietudini del proprio animo. +</p> + +<p> +«Io voleva solamente convincermi, se +tu possegga l’arditezza che si vuole al tuo +ministerio, gli disse il Conte con tuono +più mite; vieni dunque a Kenilworth, e +conducivi il diavolo se così brami.» +</p> + +<p> +«Mia moglie ha ben fatto la parte di +diavolo in un mistero, che venne celebrato, +o Milord, ai giorni della regina +Maria; ma ci mancherebbe una bagattella +per il corredo.» +</p> + +<p> +«Tieni una <i>corona</i>, ma liberami dalla +tua presenza: odo sonare la campana +maggiore del palazzo.» +</p> + +<p> +Roberto Laneham gli tenne dietro per +qualche istante coll’occhio sorpreso, ed +abbassandosi per raccoglier di terra il +distintivo della sua dignità, disse fra se +medesimo; «Il nobile Conte in quest’oggi +non è del suo bell’umore; ma quando +questi signori ci vanno regalando corone, +noi altre persone di spirito possiamo +anche chiudere un occhio sui loro +ghiribizzi, perchè in verità, se non +pagassero per ottener grazia, con noi +non la passerebbero bene.» +</p> + +<p> +<span class="pagenum" id="Page_225">[225]</span> +</p> + +<p> +Intanto Leicester attraversava gli appartamenti +del palazzo, trascurando in +allora que’ riguardi d’urbanità, de’ quali +dianzi era stato sì prodigo; e traendosi +il più presto che potè fuor delle +stanze aperte al Pubblico, si fermò in +una piccola sala, approfittando di quella +solitudine per abbandonarsi un istante +alle proprie considerazioni. +</p> + +<p> +«Che cosa dunque son io divenuto, +diss’egli a se medesimo, onde i vani +discorsi d’un pazzo, d’un vero cervello +d’oca, facciano sopra di me una tale +impressione? Coscienza! tu sei un cane +da guardia che svegliano del pari il +lieve calpestio d’un misero sorcio, e il +ruggito di un lione! Nè potrò io dunque +con un passo ardito togliermi da uno +stato sì difficile, sì penoso? Se corressi +a gettarmi ai piedi d’Elisabetta, a confessarle +il tutto, ad implorarne pietà!...» +</p> + +<p> +Egli stava in quest’ultima idea, allorchè +apertasi la porta, entrò precipitoso +Varney. +</p> + +<p> +«Sien grazie al Cielo, o Milord, che +finalmente vi trovo!» +</p> + +<p> +«Dì piuttosto grazie al diavolo, del +quale sei il ministro.» +</p> + +<p> +«Sì, sì, grazie a chi volete, ma +non perdiamo un istante. La Regina è a +bordo, e domanda ove siete.» +</p> + +<p> +<span class="pagenum" id="Page_226">[226]</span> +</p> + +<p> +«Va a dirle che d’improvviso mi è +venuto male; perchè viva il Cielo! la +mia testa non può resistere più lungo +tempo.» +</p> + +<p> +«Nulla è più facile del rimanere addietro, +o Milord (disse con amaro +sorriso il Varney), perchè nè voi, nè +io, che come vostro primo scudiere dovea +seguirvi, a quest’ora abbiamo più +luogo nella barca della Regina. Mentre +io mi affannava correndo al palazzo per +rintracciarvi, ho udito che venivano chiamati +il nuovo favorito Walter Raleigh, +e il nostro conoscente antico, Tressiliano, +per dare ad essi i nostri posti.» +</p> + +<p> +«Tu sei un vero demonio, o Varney, +(rispose Leicester scotendosi affrettatamente) +ma tu hai causa vinta in tale +istante. Ti seguo.» +</p> + +<p> +Varney non rispose altra cosa, ed additandogli +il cammino, passò senza far +cerimonie dinanzi a lui, ed uscito del +palagio s’avviò verso il Tamigi, chè il +suo padrone come macchinalmente gli +tenea dietro. Voltosi il Varney per +vedere se veramente l’altro il seguiva, +si fermò, e con tuono che sapeva di famigliarità, +e quasi autorevole: «Che +vuol dir questo, o Milord? Il vostro +mantello cade tutto da un lato, sbottonata +la giubba... permettetemi...» +</p> + +<p> +<span class="pagenum" id="Page_227">[227]</span> +</p> + +<p> +«Non v’incomodate, o signore (disse +il Conte rimettendosi in tutta l’aria +sua di padrone); quando vi darò ordini, +allora penserete ad eseguirli. Intanto statevene +al vostro posto», e passando dinanzi +a lui, s’avviò verso la riva del +fiume. +</p> + +<p> +La barca della Regina trovavasi sul +momento del partire, e già assegnati ad +altri erano i posti, riserbati dianzi sulla +poppa al Leicester, e sulla prora al suo +scudiere. Ma appena comparve il Conte, +i remi, presti a battere l’acqua, rimasero +fermi, come se i navicellai avessero +preveduto, che qualche mutazione stava +per accadere nell’ordinamento di quella +nobil brigata. Il rossor delle guance annunziava +l’interno disgusto della Regina, +che ebbe ricorso a quel tuono di +freddezza sotto cui nascondono gli alti +personaggi certe agitazioni dell’animo, +cui senza invilire la propria dignità non +potrebbero palesare; onde a lui volse +queste agghiacciate parole: «Noi vi abbiamo +aspettato, o Milord». +</p> + +<p> +«Graziosa Sovrana, rispose il Leicester, +voi usa a perdonare tante debolezze +sconosciute alla vostra grand’anima, +non degnerete di qualche pietà quei +moti, che l’agitazione del cuore comunica +al corpo e alla mente? Io mi presentai +<span class="pagenum" id="Page_228">[228]</span> +a voi questa mane in guisa d’uomo +accusato e sospetto. La vostra bontà +penetrò in mezzo alle nubi onde si +tentò oscurare il mio onore. Voi sola +mi restituiste questo onore; e cosa più +preziosa ancora, la vostra buona grazia. +È egli da maravigliarsi, se, non ancora +essendo stanca d’affliggermi la fortuna, +il mio scudiere mi trovò in tale +stato, che mi lasciava appena la forza +di trascinarmi sin qui, ove uno sguardo +della Maestà vostra, oh Dio! fino +uno sguardo sdegnoso potè sopra di me +quanto Esculapio medesimo avrebbe tentato +invano.» +</p> + +<p> +«Che ascolto? (sclamò Elisabetta, +fissandosi sopra Varney). Tanto ha sofferto +Milord?» +</p> + +<p> +«Egli soggiacque ad una specie di +svenimento, rispose l’astuto Varney, e +ben la Maestà vostra può accorgersene +al disordine che è tutt’ora nel suo aggiustamento; +disordine che neanco mi +lasciò il tempo di riparare, tanto egli +era frettoloso di comparirvi innanzi, o +Regina.» +</p> + +<p> +«Oh poco monta quanto all’aggiustamento +(disse tosto Elisabetta volgendo +uno sguardo sui lineamenti nobili del +Conte, ai quali cresceano novello vezzo +le contrarie passioni che ne agitavano +<span class="pagenum" id="Page_229">[229]</span> +lo spirito). Entrate, Milord, entrate, +troveremo luogo per voi. Quanto al vostro +posto, sig. Varney, lo abbiamo assegnato +ad altri. Converrà che vi collochiate +in una delle barche di seguito.» +</p> + +<p> +Varney, fatto un inchino, si ritirò. +</p> + +<p> +«Voi pure (soggiunse la Regina guardando +con gentil modo Raleigh), nostro +giovane cavalier <i>del mantello</i>, converrà +che voi pure diate luogo. Prenderete +posto nella barca delle nostre dame +d’onore; poichè quanto a Tressiliano, +egli ha già sofferto assai dal capriccio +delle donne, onde non vogliamo +cambiare le distribuzioni che lo riguardano.» +</p> + +<p> +Il Leicester entrò adunque nella barca +della Regina, la quale fece ancora altri +piccoli cambiamenti di posti con tal arte +che finalmente il Leicester fu assiso accanto +di lei. Raleigh si alzò da sedere, +e Tressiliano avrebbe avuta la mal accorta +cortesia di offerire il proprio luogo +all’amico; ma un rapido sguardo lanciato +sovr’esso da Walter, di cui pareva +elemento naturale la Corte, gli fece +comprendere, che la Regina si poteva tener +per offesa se egli mostrava sì poca +cura di profittare del primo favor concedutogli. +Tressiliano adunque rimase +senza dir altro al suo luogo, intanto +<span class="pagenum" id="Page_230">[230]</span> +che Raleigh, salutando profondamente +Elisabetta, si accigneva colla fisonomia +del rincrescimento ad uscir della barca. +</p> + +<p> +Un giovane cortigiano, il galante lord +Willonghby credette leggere sul volto della +Regina non so qual cosa che la indicava +impietosita di questo rincrescimento, +o vero o artifizioso, dimostrato +dal giovane Walter. +</p> + +<p> +«Non si conviene a noi vecchi cortigiani, +diss’egli con gaia disinvoltura, +il nascondere lo splendor del sole ai novelli. +Quando Sua Maestà ne acconsenta, +io mi priverò per un’ora della cosa più +deliziosa a tutti i suoi sudditi, della +fortuna di godere la sua presenza, e farò +il sagrifizio di ritrarmi al chiaror delle +stelle, togliendomi per qualche istante +la vista di Diana sfavillante di tutta +la sua gloria. Io mi porterò adunque +nella barca delle dame d’onore, e cederò +a questo giovane cavaliere un’ora +di beatitudine.» +</p> + +<p> +«Se voi consentite ad abbandonarci, +o Milord (gli disse la Regina in tuono +fra il serio e lo scherzevole), converrà +che ci adattiamo a tal sagrifizio. Ma +comunque vi diate il nome di vecchio +cortigiano, non siamo in voglia di affidarvi +la cura delle nostre dame d’onore. +La venerabile vostra età (soggiunse +<span class="pagenum" id="Page_231">[231]</span> +ella con malizioso sorriso) si accorderà +meglio con quella del nostro gran Tesoriere, +che ci segue nella terza barca, +e la cui esperienza può profittarsi ancor +della vostra.» +</p> + +<p> +Il lord Willonghby si sforzò di palliare +con un sorriso il contraggenio ch’egli +aveva all’ammenda posta dalla Regina, +e dopo aver porto a questa un +rispettoso saluto, andò a sottomettersi +al suo destino nella barca del lord Burleigh. +Leicester che sollecito di divagare +il suo animo dalle triste idee che per +entro vi si agitavano, afferrava tutte quelle +occasioni fatte per allegrarlo un istante, +non si lasciò sfuggir la presente. +Laonde, appena la barca si fu allontanata +dalla riva, e mentre le bande +musicali collocate sull’altra facevano +echeggiare il suono de’ loro strumenti, +cui si mescevano le acclamazioni del popolo, +che copriva le due sponde del +Tamigi, ebbe sopra di se medesimo assai +dominio, onde non pensar per allora +che al brillante stato in cui si trovava, +ed alla necessità di mantenersi nel favore +della Regina. Per la qual cosa sfoggiò +con tanto buon successo le grazie +compartitegli dalla natura, che Elisabetta +rapita fuor di sè dall’amabile facondia +del cortigiano, e timorosa ad un +<span class="pagenum" id="Page_232">[232]</span> +tempo ch’egli ne sofferisse nella salute, +gli prescrisse in tuono gioviale un silenzio +di pochi istanti, necessario, diss’ella, +onde la gaiezza medesima non ne +estenuasse le forze. +</p> + +<p> +Voltasi allora al conte di Sussex: «Milord, +gli disse, dopo aver noi messo un +decreto che condanna a tacersi il conte +di Leicester, ci faremo ad ascoltare +i vostri avvisi sopra argomento degno +più d’essere discusso in mezzo alla gioia +ed ai suoni musicali, che d’interrompere +la gravità delle consuete nostre deliberazioni. +Evvi tra voi chi abbia notizia +d’una supplica presentataci da Orsone +Pinnit, guardiano, com’ei s’intitola, +de’ nostri orsi reali? Chi di voi +vuol farsene protettore dinanzi al trono?» +</p> + +<p> +«Per bacco! disse il conte di Sussex, +colla permissione della Maestà vostra, +son qua io. Orsone Pinnit era un +valente soldato innanzi che le sciabole +della tribù di Mac-Donough in Irlanda +lo rendessero inabile alla guerra, e credo +bene che la Maestà vostra voglia continuare +ad essere, come il fu sempre, +la protettrice de’ fedeli suoi servitori.» +</p> + +<p> +«Certamente è tale la nostra intenzione, +disse la Regina; e soprattutto +verso i poveri nostri soldati e marinai, +che per sì poca paga mettono a rischio +<span class="pagenum" id="Page_233">[233]</span> +la loro vita. Noi cederemmo la nostra +reggia, (diss’ella, e in dir ciò le sfolgoravano +gli occhi) per costruire uno +spedale per essi, anzichè dovessero ravvisare +in noi un’ingrata padrona‍<a class="tag" id="tag8" href="#note8">[8]</a>. Ma +ci siamo allontanati dal nostro discorso.» +Onde dopo essersi abbandonata a questa +effusione di patrio amore, riprese il +tuono che si conviene alle cose gioviali: +«La supplica di Orsone Pinnit va +un po’ più in là; ei si lamenta del gusto +che ha incominciato a prendere il +pubblico per gli spettacoli di nuovo genere, +e principalmente della spezie di furore, +con cui si trasporta in folla a vedere +le rappresentazioni composte, dice +egli, da un William Shakespeare, il +cui nome, m’immagino, non è ignoto +a nessun di voi, o Milordi; e se ne lamenta +perchè in proporzione del crescere +di questo gusto, cade in discredito +il vezzo che si aveva di ammirare il +maschio spettacolo del combattimento degli +orsi. Egli soggiunge essere una vergogna +che uomini Inglesi, divenuti vaghi +<span class="pagenum" id="Page_234">[234]</span> +di contemplare le prove di sciagurati +commedianti, che si ammazzano da +burla, lascino in non curanza i nostri +cani ed orsi reali, che si straziano l’un +l’altro con tutta verità. Che dite su di +ciò lord Sussex?» +</p> + +<p> +«In fede mia, o Regina, rispose il +Conte, voi non crederete, che un vecchio +soldato qual mi son io possa dir +molte cose in favore dei combattimenti +finti, allorchè si pretende metterli a paragone +coi veri. Pure non so voler male +a questo Shakespeare. Egli è un malandrino +vigoroso. Si dice che è zoppo, +ma ha maneggiato maravigliosamente il +bastone, e si battè con coraggio col boscaiuolo +del vecchio sir Thomas Lucy +di Charlecot, allorchè s’introdusse nel +parco per dar la caccia ai daini del padrone, +e per abbracciare la figlia del +guardiano.» +</p> + +<p> +«Vi domando grazia per Shakespeare, +Milord; si parlò di tale affare in consiglio, +e la figlia del guardiano non vi +entrava per nulla. Non è nostra mente +che si gravi la mano sopra le leggerezze +di questo povero galantuomo. Ditemi +piuttosto qual sia la vostra opinione sul +suo modo di recitare, sui suoi componimenti, +sul teatro instituito da lui. Il +punto della quistione sta qui, e non nelle +<span class="pagenum" id="Page_235">[235]</span> +follie della sua giovinezza, non nelle +cacce del parco, non nell’altre bizzarrie +di cui mi parlate.» +</p> + +<p> +«Lo creda pure la Maestà vostra, +ch’io non voglio male a questo matto. +Ho inteso alcuni de’ suoi versi, e mi è +fin sembrato trovarvi alcune immagini +degne di non dispiacere a un guerriero. +Ma è tutta spuma, son tutte bolle, non +vi è sostanza, nulla di serio, e credo +lo abbia osservato anche vostra Maestà. +Qual vezzo posso io avere nel contemplare +una mezza dozzina di birboni armati +di spade irrugginite e di scudi, di +lotte che mi presentano la parodia d’una +battaglia, se metto questo in confronto +del nobile spettacolo d’un combattimento +d’orsi? Spettacolo onorato dalla +presenza della Maestà vostra, e da quella +de’ suoi illustri predecessori; spettacolo +che fra tutti i regni della Cristianità +ha posta in novello grido la nostra +contrada posseditrice di mastini tanto +famosi, e d’uomini di sì alto ingegno che +sanno addestrare gli orsi alla pugna. È +molto da temersi che queste due razze +non s’imbastardiscano; se gl’Inglesi incominceranno +a dar più volentieri ascolto +alle frivole declamazioni d’un istrione +anzichè incoraggiare la più bella +immagine della guerra, che si possa +<span class="pagenum" id="Page_236">[236]</span> +mai offerire in tempo di pace, intendo +dire la pugna degli orsi. Là voi vedete +una di queste bestie che si tiene in guardia +coll’occhio rosso siccome brage, e +simile a perito capitano, che sta sulle +difese per adescare il nemico a venirlo +ad assalire ne’ propri trinceramenti. Allora +sir <i>Mastino</i> fa carriera, e prende +lord <i>Bruin</i> alla gola‍<a class="tag" id="tag9" href="#note9">[9]</a>; ma questi gl’insegna +qual sia la ricompensa di coloro, che +abbandonandosi a sconsigliato coraggio +in tempo di guerra, dimenticano le cautele +insegnate dalla prudenza. Egli se lo +stringe fra le braccia, e da vigoroso lottatore +lo comprime contro il suo seno +tanto che s’oda lo scricchiolare delle coste +della vittima, fatte in pezzi con fracasso +simile a quello d’uno scoppio di +pistola. In questo momento arriva un +altro mastino non men prode, ma più +giudizioso del primo. Egli s’attacca al +labbro inferiore di lord <i>Bruin</i>, e vi resta +sospeso, mentre colui perdendo il +suo sangue, e mandando urla orribili, +cerca invano sciogliersi dal secondo assalitore. +Allora....» +</p> + +<p> +«In fede mia, disse la Regina, ho +<span class="pagenum" id="Page_237">[237]</span> +veduto più d’una volta il combattimento +degli orsi, e spero vederlo ancora. Voi +però lo descrivete con sì ammirabile verità, +che se anche non ne fossi stata mai +spettatrice, me ne avreste data l’idea la +più chiara. Ma ascoltiamo ora qualcun +altro che ci parli su questo argomento. +Leicester, avete voi nulla da aggiugnere?» +</p> + +<p> +«Vostra Maestà dunque permette ch’io +mi consideri libero dalla mia musoliera?» +</p> + +<p> +«Sì, purchè parliate senza stancarvi. +Per altro, allorchè penso che l’orso +e il bastone si trovano negli antichi stemmi +di vostra famiglia, vedo che farei +meglio ad ascoltare un oratore meno +parziale.» +</p> + +<p> +«Vi do parola, o Regina, che comunque +mio fratello Ambrogio di Warwick, +ed io, portiamo nei nostri stemmi +l’antica insegna che vi degnate ricordare, +non siamo per questo meno amici +della imparzialità. Vi dirò dunque in +favore dei commedianti che sono bensì +mariuoli anzichè no, ma mariuoli pieni +di spirito, e che sollevando l’animo del popolo +colle loro facezie, lo tengono lontano +dal frammettersi ne’ pubblici affari, dall’ascoltar +false voci, perfide insinuazioni, +discorsi pericolosi. Chi ha la mente +intesa a vedere in qual modo Marlow +e Shakespeare scioglieranno sul teatro +<span class="pagenum" id="Page_238">[238]</span> +un intreccio, non pensa ad esaminare la +condotta dei governanti.» +</p> + +<p> +«Ma io non m’intendo, o Milord, di +allontanare il mio popolo dal far l’esame +della condotta ch’io tengo. Più da vicino +ch’ei la consideri, ne valuterà meglio i +veri motivi.» +</p> + +<p> +«Mi permetta di soggiugnere la Maestà +vostra (disse il decano di Sant’Asaph, +puritano al di là d’ogni credere) che costoro +di commedianti non solamente introducono +nelle loro parlate espressioni +profane e licenziose, le quali danno moto +al peccato ed alla dissolutezza, ma si +permettono ancora considerazioni sul governo, +sulla sua origine, sui fini che dee +proporsi, e possono per tal modo seminare +mali umori fra la popolazione; e +crollare i fondamenti della società civile. +Aggiugnerò ancora, sempre colla debita +permissione di vostra Maestà, non essere +cosa prudente il tollerare, che queste bocche +impure mettano in ridicolo la gravità +delle persone pie, bestemmiino il Cielo, +calunniino quelli che governano la terra, +e disfidino insomma le umane leggi +e le divine.» +</p> + +<p> +«Se noi potessimo credere simili abusi +e licenze, o Milord, le avremmo a quest’ora +tolte di mezzo. Ma non è giustizia +il proibire qualsisia cosa per ciò solo +<span class="pagenum" id="Page_239">[239]</span> +che è possibile l’abusarne. Quanto poi a +Shakespeare, noi pensiamo trovarsi ne’ suoi +componimenti tai squarci che valgono venti +lotte d’orsi. Particolarmente quelle che +egli chiama sue <i>cronache</i>‍<a class="tag" id="tag10" href="#note10">[10]</a> possono fornire +onesta ricreazione ed utili notizie, +non solamente ai nostri sudditi, ma alle +generazioni che verranno dopo di noi.» +</p> + +<p> +«Il regno della Maestà vostra, disse +il Leicester, non avrà mestieri di un sì +debole soccorso per giugnere alla posterità; +pure il Shakespeare ha toccato con +quella maniera sua propria diversi incidenti +del governo di vostra Maestà, e gli +ha toccati in guisa da rispondere vittoriosamente +a quanto disse contro di lui +sua Reverenza il decano di Sant’Asaph. +Vi sono per esempio alcuni versi... vorrei +fosse qui mio nipote Filippo Sidney, +che gli ha sempre fra le labbra. È una +specie di racconto d’incantesimi, vi si parla +d’amore, di frecce spuntate... Ah! comunque +sieno belli, son però lontani dall’avvicinarsi +soltanto alla persona ch’essi +pretendono additare. Credo che Sidney li +ripeta ancor quando dorme.» +</p> + +<p> +«Voi ci fate sopportare il supplizio di +<span class="pagenum" id="Page_240">[240]</span> +Tantalo, Milord. Sappiamo bene che Filippo +Sidney è un favorito delle Muse, e +ce ne rallegriamo. La virtù non è mai +tanto splendente, siccome allor quando le +vanno uniti il gusto e l’amore delle lettere. +Ma non ne dubito; vi sarà qualcuno +fra i nostri giovani cortigiani, nella cui +memoria dureranno impresse tuttavia quelle +cose che i vostri affari più serii cancellarono +dalla vostra. Sig. Tressiliano, voi mi +foste descritto come un adorator delle Muse. +Vi rammentate voi questi versi?» +</p> + +<p> +Il cuore di Tressiliano era troppo oppresso +dalla tristezza, e la prospettiva della +sua vita gli si mostrava troppo crudelmente +offuscata, perch’ei volesse profittare di +tale occasione che gli si offeriva a volgere +sopra di se l’attenzione della Regina. +Deliberò nondimeno far godere di un tal +vantaggio al suo giovane amico, più ambizioso +di lui. Allegando adunque un preteso +difetto di memoria, aggiunse, che +egli credea si sapessero da Walter Raleigh +i versi onde favellava il conte di Leicester. +</p> + +<p> +Avendone tosto ricevuto ordine dalla +Regina, il Raleigh sorse, e declamò con +grazia non inferiore alla squisitezza del suo +sentire la celebre visione di Oberon, sicchè +ne fece gustare la soavità, e col suo +porgere le aggiunse vezzi novelli. +</p> + +<p> +<span class="pagenum" id="Page_241">[241]</span> +</p> + +<div class="poem"><div class="stanza"> +<p class="i01">»Io vidi, oh! in te di scorgerlo virtude</p> +<p class="i01">»Stata allor fosse! il pargoletto Amore,</p> +<p class="i01">»Baldanzoso in sua possa, e nell’immenso</p> +<p class="i01">»Vano dell’etra dispiegando il volo,</p> +<p class="i01">»Che del più fido in fra gli strali suoi</p> +<p class="i01">»Impoverendo la faretra, all’arco</p> +<p class="i01">»Sollecito il commise. Fischiò l’aura</p> +<p class="i01">»Rotta dal dardo, cui destra, secura</p> +<p class="i01">»Sino a quel dì, vibrò: ma tocca appena</p> +<p class="i01">»L’aurata fascia, contro cui battea</p> +<p class="i01">»L’invitto cor della maggior Reina</p> +<p class="i01">»Che Occidente adorò, de’ guardi un raggio</p> +<p class="i01">»Ne fe’ ottuso il ferir; ricadde al piede</p> +<p class="i01">»Della Vestale, doppiamente altera,</p> +<p class="i01">»Che sfidò il Nume, e serbò intatto il core.</p> +</div></div> + +<p> +La voce di Raleigh nel recitare tai versi +era alquanto tremebonda, come di chi +avesse dubitato se questo omaggio tornerebbe +o no a grado della sublime persona +a cui si volgea. Se tale perplessità era ricercata +in Raleigh, fu un artifizio di buona +politica; se reale, non ve n’era necessità. +Questi versi non erano probabilmente +nuovi per la Regina, poichè non è accaduto +giammai che un complimento lusinghevole +tardi a pervenire all’orecchio del +sovrano per cui fu fatto. Ma ciò non gli +scemò buona accoglienza allorchè le labbra +di Raleigh lo pronunziarono. Dilettata parimente +e dai versi, e dal modo ond’erano +recitati, e dalle animate grazie di chi faceva +allora da attore, Elisabetta tenendo fisi gli +occhi sopra di Walter, segnava colla mano +<span class="pagenum" id="Page_242">[242]</span> +le pause e gli accenti di ciascun verso, come +le aveste misurato il tempo di un pezzo +di musica‍<a class="tag" id="tag11" href="#note11">[11]</a>. Cessato ch’ebbe Walter dal +declamare, la Regina ripetè come distrattamente +l’ultimo verso: +</p> + +<div class="poem"><div class="stanza"> +<p class="i01">«Che sfidò il Nume, e serbò intatto il core»</p> +</div></div> + +<p> +e nel tempo stesso la sua mano lasciò cadere +la supplica del guardiano degli orsi +reali, supplica che il Tamigi accolse favorevolmente +nelle sue acque, incaricatosi +di portarla a Sheerness e forse insino ai +gorghi del vasto Oceano. +</p> + +<p> +Il buon successo ottenuto dal giovane cortigiano +spronò d’emulazione il Leicester, +presso a poco siccome un corridore antico +raddoppia di sforzi quando vede un giovane +destriero oltrepassarlo nella carriera. +Fece egli cadere il discorso sui giuochi, sui +banchetti, sulle feste e sull’indole di quelli +che in mezzo a tali diletti erano più degli +<span class="pagenum" id="Page_243">[243]</span> +altri scopo al pubblico sguardo. Nel +far la qual cosa unì adattatamente ad acute +osservazioni una tinta di critica che tenea +un giusto limite, lontano egualmente +dalla profusa scipitezza degli encomi, e +dall’acerbità della satira. Imitò con molta +verità il tuono dell’affettazione e della rustichezza, +onde allor quando fece ritorno +ai modi che gli erano connaturali, vie più +leggiadro ne apparve. Passò opportunamente +in rassegna i paesi stranieri, i loro +costumi, le loro consuetudini, l’etichetta +delle varie corti, le fogge, e il vestire +persino delle matrone, nè procedeva da +un argomento all’altro senza trovare occasione +(che non appariva mai ricercata) +di volgere un complimento in soave guisa +alla Regina vergine, alla sua Corte ed al +suo governo. Tal fu l’intertenimento del +restante di quella navigazione di diletto, +intertenimento ornato dalle osservazioni +di alcuni dotti sugli autori antichi e moderni, +ed arricchito di massime di profonda +politica e di sana morale dagli uomini +di Stato, che introduceano il linguaggio +della saggezza in mezzo ai propositi +più leggieri della galanteria, necessariamente +dominante in una Corte cui +presedeva una femmina. +</p> + +<p> +Nel far ritorno al palagio, Elisabetta +accettò, o a dir meglio scelse il braccio +<span class="pagenum" id="Page_244">[244]</span> +di Leicester per trasferirsi dalla grande +gradinata che mettea al Tamigi sino alla +porta situatale di rimpetto. Parve anzi di +accorgersi al Leicester (non esamineremo +qui se fosse un lusinghiero inganno della +sua immaginazione, o verità) che in questo +breve tragitto ella si appoggiasse a lui +più di quanto il solo bisogno d’appoggiarsi +il chiedea. Certamente, gli atti e +i discorsi d’Elisabetta si accordarono in +tutta quella mattina a fargli credere d’essere +giunto ad un grado di favore oltre +alla meta che avea fin allora toccato. La +Regina, gli è vero, indirisse sovente con +bontà la parola all’emulo di Leicester; +ma quanto gli disse parea meno inspirato +dal cuore, che necessaria conseguenza di +un merito, cui la stessa Elisabetta non +poteva non riconoscere nel conte di Sussex. +Finalmente quanto ella disse di cortese +al Sussex, nell’opinione de’ più destri +cortigiani fu contrabbilanciato da un +frizzo, che la Regina vibrò a questo +personaggio, all’orecchio per altro di +lady Derby: «M’accorgo essere l’alchimia +più capace di prodigi ch’io non +credeva: il conte di Sussex aveva il naso +color di rame; vedetelo cambiato in +oro.» +</p> + +<p> +Passò da un labbro ad un altro l’epigramma; +e il conte di Leicester abbandonatosi +<span class="pagenum" id="Page_245">[245]</span> +al suo trionfo, siccome uomo +che aveva per primo ed unico scopo +d’ogni azione l’assicurarsi il favore +della Sovrana, dimenticò nell’ebbrezza +del momento l’imbarazzo e il pericolo +dello stato in cui si trovava. È certamente +comunque strano venga riguardato +un modo tale di ragionare, ei pensava +meno in allora ai rischi, cui lo +esponeva il suo segreto maritaggio, che +alle prove di bontà onde Elisabetta onorava +a quando a quando il giovane Raleigh. +Passeggeri, momentanei si mostravano questi +lampi, ma ne era scopo un giovane +degno per le sue forme di essere modello +ad uno scultore, il cui spirito andava +ornato della più accurata coltura, e +che univa al valore le grazie ed i vezzi +della galanteria. +</p> + +<p> +I cortigiani che avevano accompagnata +la Regina a quella navigazione di diporto, +vennero invitati a lauto banchetto, +che per altro la Sovrana non onorò di +sua presenza. Ragioni di etichetta non le +fecero credere cosa conveniente l’intervenirvi, +e si ritrasse come in simile circostanza +era suo uso ad una mensa modesta +e frugale insieme a due delle sue +favorite. Levate le mense, tutta la Corte +si unì di bel nuovo ne’ magnifici giardini +del palagio, e fu camminando lungh’essi, +<span class="pagenum" id="Page_246">[246]</span> +allorchè la Regina domandò d’improvviso +ad una dama di sua compagnia, che +fosse divenuto del giovane cavalier +<i>del mantello</i>. +</p> + +<p> +La lady Paget rispose averlo veduto +pochi minuti prima, che da stare in +piedi dinanzi alla finestra d’un padiglione +posto sopra il Tamigi, scriveva alcune +cose sopra d’un vetro, valendosi +d’un diamante, che le descrisse qual foggia +avesse di legatura. +</p> + +<p> +«Glielo donai io medesima, disse la +Regina, come compenso del mantello guastato +per mia cagione. Ma andiamo da +quella parte, o Paget; sono curiosa di +sapere quel ch’egli abbia scritto. Già comincio +a conoscerlo. Egli possede ingegno +acutissimo.» +</p> + +<p> +Entrambe si trasferirono al padiglione; +e il giovinetto ne era poco distante +siccome uccellatore che vegghia sulle +reti tese da lui medesimo. La Regina +s’accostò alla finestra dalla parte +del vetro, su di cui Raleigh, valendosi +del regio donativo, aveva scritto i seguenti +versi. +</p> + +<div class="poem"><div class="stanza"> +<p class="i01">»Arduo è il colle, ma mi alletta</p> +<p class="i01">»La vaghezza della vetta</p> +<p class="i01">»Avrò forza per salir?</p> +</div></div> + +<p> +<span class="pagenum" id="Page_247">[247]</span> +</p> + +<p> +Sorrise la Regina, e li lesse due volte; +la prima, ad alta voce, a lady Paget, +la seconda a voce sommessa. «Non +comincia male, (diss’ella, dopo aver +meditato un minuto o due) ma non direbbesi +che la Musa abbandonò quella +giovane fantasia a mezzo cammino? Questa +strofetta ne chiama un’altra a motivo +dell’ultima rima. Sarebbe un atto +di carità il terminare il lavoro. Che ne +dite, lady Paget? Fate or prova del vostro +ingegno poetico.» +</p> + +<p> +La lady Paget, consacratasi, fin cred’io +dal suo nascere alla prosa, al di sopra +di quante dame d’onore di regine sieno +mai state, si protestò nell’assoluta impotenza +di soccorrere il giovane poeta. +</p> + +<p> +«Converrà dunque che sacrifichi io +stessa alle Muse,» disse Elisabetta. +</p> + +<p> +«Non vi può essere incenso che torni +più aggradevole ad esse, soggiunse la Lady, +nè può immaginarsi onor più grande +per le divinità del Parnasso quanto...» +</p> + +<p> +«Zitto là! mia Paget, zitto là! Non +commettete un sacrilegio contro le nove +sorelle immortali. È vero, che vergini +esse pure dovrebbero prestarsi favorevoli +ad una Regina vergine; ma.... +rileggiamo un poco questi versi. +</p> + +<div class="poem"><div class="stanza"> +<p class="i01">»Arduo è il colle, ma mi alletta</p> +<p class="i01">»La vaghezza della vetta.</p> +<p class="i01">»Avrò forza per salir?</p> +</div></div> + +<p> +<span class="pagenum" id="Page_248">[248]</span> +</p> + +<p> +«Non sapendo far di meglio questa +risposta vi parrebbe adatta? +</p> + +<div class="poem"><div class="stanza"> +<p class="i01">»Non commetterti ad imprese,</p> +<p class="i01">»Se il tuo cor le vie scoscese</p> +<p class="i01">»Bastan solo ad atterrir».</p> +</div></div> + +<p> +La dama d’onore mandò un’esclamazione +di gioia e di sorpresa in considerando +la felicità delle due rime che si +corrispondevano; e certamente ne furono +applaudite altre assai meno felici, +benchè non composte da autori coronati. +</p> + +<p> +Incoraggiata dal suffragio della lady +Paget, la Regina prese un anello di diamanti, +e scrivendo questa seconda strofetta +sotto della prima, dicea: «Il nostro +giovane poeta rimarrà ben sorpreso +nel vedere terminata la sua arietta senza +ch’egli abbia in ciò avuto parte». +</p> + +<p> +La Regina abbandonò il padiglione; +ma ritraendosi a lenti passi girò più volte +indietro la testa, onde vide il giovine Walter +correre colla celerità d’una pavoncella +verso il luogo da essa abbandonato. +«La traccia della mia polvere ha +preso fuoco diss’ella; è tutto quanto io +voleva vedere»; e ridendo di tale incidente +insieme con Milady, ritornò nel +palagio raccomandandole di non raccontare +a nessuno com’ella si fosse fatta +<span class="pagenum" id="Page_249">[249]</span> +soccorritrice del giovane poeta. La dama +d’onore le promise un segreto inviolabile, +ma con una restrizione mentale +in favore del Leicester, al quale raccontò +senza perder tempo questa storiella, +non fatta a dir vero per metterlo di +buon umore. +</p> + +<p> +Intanto il Raleigh che s’accostò, come +dicemmo alla finestra, lesse con indicibile +giubilo, e direm con ebbrezza +questo incoraggiamento che la Regina +concedeva alla sua ambizione, e coll’animo +gonfio di gioia e di speranze, raggiunse +il conte di Sussex, che stava per +imbarcarsi insieme col suo corteggio. +</p> + +<p> +Il rispetto dovuto alla persona del +Conte fece che nel tempo impiegato per +giugnere a Say’s-Court non si motivasse +veruna cosa sul ricevimento fattogli alla +Corte; poichè questo, tutt’altro era che +un trionfo per lui. Pervenuto al castello +il Conte, estenuato così dallo stato +suo valetudinario, come dalle fatiche di +quella giornata, si ritirò nella sua stanza +domandando di vedere Wayland, che +lo aveva curato con sì buon esito. Ma +Wayland non si trovava da nessuna parte; +ed intanto che alcuni ufiziali ne +andavano in cerca coll’impazienza propria +ai militari e maledicendo questa +sua lontananza, gli altri si fecero in +<span class="pagenum" id="Page_250">[250]</span> +gruppo attorno a Raleigh per congratularsegli +della brillante prospettiva, +che innanzi a lui dischiudevasi. +</p> + +<p> +Egli ebbe ciò nonostante assai discernimento +e criterio per tacere il fatto più +conchiudente, quello cioè della strofetta +che la Regina aveva aggiunto alla prima +da lui composta; ma altre circostanze +già traspirate, palesavano chiaramente +i progressi ottenuti da questo giovane +nel favore di Elisabetta. E queste +congratulazioni erano mosse in alcuni da +vero sentimento di amicizia, in altri dalla +speranza che la fortuna di Walter +potrebbe accelerare la loro, nella maggior +parte da una mescolanza d’entrambe +le considerazioni, in tutti poi dal +riguardo, che un favore conceduto ad +un ufiziale del conte di Sussex diveniva +trionfo per ognuno de’ suoi partigiani. +Raleigh li ringraziò della mostratagli +affezione, aggiugnendo però con addicevole +modestia, che il buon successo +d’un giorno non fa un favorito più di +quello che una sola rondine faccia la +primavera. Osservando nondimeno che +le congratulazioni del Blount non si univano +a quelle degli altri suoi colleghi, +e trafittone alquanto, gli chiese +con franchezza qual fosse in lui la cagione +di tal contegno. +</p> + +<p> +<span class="pagenum" id="Page_251">[251]</span> +</p> + +<p> +«Mio caro Walter (gli rispose il +Blount con franchezza uguale), io ti +amo tanto quanto possano amarti questi +parabolani di tuoi compagni, che ti +stordiscono a furia di complimenti, perchè +il sole ora sembra splendere alle +tue finestre; ma io temo per te, Walter, +temo per te (e in dir ciò si coperse +gli occhi con una mano, quasi +uomo atterrito). Alla Corte si fanno +giuochi di molte spezie. La sete di piacere +a donna avvenente, cambiò spesse +volte in soldi le <i>corone</i>, e le corrispondenze +rischiose hanno condotto più d’un +capo sotto la scure.» +</p> + +<p> +Pronunziati tai detti, uscì dell’appartamento, +intanto che Raleigh lo seguiva +cogli sguardi, lasciando apparire tale espressione +di fisonomia, che prometteva +non sarebbe stato inutile sì fatto avviso. +</p> + +<p> +Entrò in tal momento Stanley, dicendo +queste cose a Tressiliano: «Milord +non fa che chiedere di Wayland, e questo +Wayland è finalmente arrivato, ma +non vuol portarsi dal Conte se prima +non ha parlato con voi. All’aspetto si +direbbe che il suo cervello ha sofferto; +vorreste subitamente vederlo?» +</p> + +<p> +Tressiliano uscì nel medesimo istante; +e fattosi venire alla presenza Wayland +in un altro appartamento, maravigliò egli +<span class="pagenum" id="Page_252">[252]</span> +pure d’una sì sconcertata fisonomia. +</p> + +<p> +«Che avete voi dunque? gli chiese +egli. Vedeste forse il diavolo?» +</p> + +<p> +«Peggio, Signore, cento volte peggio! +Ho veduto un basilisco. Ringrazio Dio +di essere stato io il primo, e ch’egli +non vide me. Il malanno sarà minore.» +</p> + +<p> +«In nome del Cielo! spiegatevi: io +non v’intendo.» +</p> + +<p> +«Ho veduto il mio antico padrone. +Questa sera un nuovo amico che mi +son procacciato in Londra mi ha condotto +all’orologio del palazzo, pensando +che sarei curioso di vedere questo lavoro; +e alla finestra d’una torricella poco +distante di lì ho riconosciuto il vecchio +dottore.» +</p> + +<p> +«Ma siete poi sicuro di non esservi +ingannato?» +</p> + +<p> +«Ingannato io! Oh! no no! Chi si è +impresso una volta nella testa la fisonomia +di quel briccone lo ravvisa fra un +milione d’uomini. Egli si è ben travestito +in un modo singolare; ma non può +restar celato al mio sguardo com’io per +grazia del Cielo sono in tempo di fuggire +il suo, nè tenterò la Provvidenza +col restargli in vicinanza. Lo stesso commediante +Tarleton non avrebbe bastante +abilità nel trasfigurarsi in modo, che +Doboobie presto o tardi non lo ravvisasse. +<span class="pagenum" id="Page_253">[253]</span> +Fa d’uopo che io parta domani +mattina. Dopo il modo onde costui +ed io ci abbandonammo, sarei un uomo +morto se respirassi in sua compagnia +l’aria medesima.» +</p> + +<p> +«Ma il conte di Sussex!...» +</p> + +<p> +«Egli non corre più alcun pericolo, +purchè per un certo tempo continui a +prendere tutte le mattine a digiuno tanta +porzione d’orvietano, quanto è la +grossezza di una fava. Ma che ei badi +a non ricadere.» +</p> + +<p> +«E come guarentirsene?» +</p> + +<p> +«Guarentirsene poi!... Vi vorranno +le stesse cautele che s’adoprerebbero contro +il diavolo in persona. Soprattutto +ch’egli non mangi se non se carni d’animali +ammazzati e cucinati dal suo +proprio cuoco, e ch’egli non comperi +mai droghe fuorchè da persone conosciute +e sicure. Che inoltre lo scalco +metta, egli stesso, in tavola le pietanze, +e che l’intendente della casa di Milord +le faccia assaggiare prima al cuoco +quando le avrà preparate, poi allo scalco +quando le metterà innanzi al padrone. +Che il Conte rinunzi ai profumi, +agli unguenti, alle pomate: ch’egli non +beva nè mangi in compagnia di stranieri: +che raddoppi di previdenze se va +a Kenilworth; ch’egli faccia valere il +<span class="pagenum" id="Page_254">[254]</span> +pretesto della sua malattia e le ordinanze +del suo medico per iscusare una regola +di vivere sì stravagante.» +</p> + +<p> +«E quanto a voi Wayland, qual cosa +divisate fare?» +</p> + +<p> +«Quanto a me, non ne so nulla. Rimanermi +in Inghilterra, no certo. Andrò +in Francia, nella Spagna, nell’Indie, a +casa del diavolo se farà d’uopo, purchè +mi trovi lontano da Doboobie, da Demetrio, +in somma da questo sciagurato, +qualunque poi sia il nome ch’egli abbia +assunto oggi giorno.» +</p> + +<p> +«Ebbene! tutto ciò non arriva fuori +di tempo. Ho una commissione da darvi +per la contea di Berk, ma in un cantone +affatto diverso da quello ove siete +conosciuto; e prima ancora che fosse in +voi tale motivo di allontanarvi di qui, +io aveva già divisato d’inviarvi segretamente +colà.» +</p> + +<p> +Non appena Wayland si mostrò pronto +ad eseguire gli ordini di Tressiliano, +questi conoscendo già l’altro istrutto di +una parte de’ motivi, che avevano condotto +lui, Tressiliano, alla Corte, non gliene +tacque più alcuno, ed aggiunse i patti +ch’egli avea concertati con Giles Gosling +a Cumnor; e parimente le asserzioni che +in quella mattina aveva sostenute alla reale +udienza il Varney, e che il conte di +Leicester aveva confermate. +</p> + +<p> +<span class="pagenum" id="Page_255">[255]</span> +</p> + +<p> +«Ben v’accorgete, soggiunse questi, +nelle circostanze a cui mi trovo ridotto, +quanto mi rilevi il vigilar da vicino ogni +piè sospinto di cotesti uomini senza legge +nè fede, parlo del Varney e de’ suoi +complici Foster e Lambourne, e dicasi pur +anco del conte di Leicester, che ho grave +sospetto sia ingannatore anzi che ingannato +in così orribil bisogna. Eccovi un +anello che porrete nelle mani di Giles Gosling, +siccome pegno che vi ho mandato +a lui io medesimo, ed eccovi una somma +d’oro, che sarà triplicata se mi servite +con fedeltà. Itene dunque a Cumnor, e +scandagliate tutto quanto ivi accade.» +</p> + +<p> +«Avrò piacer doppio nel prestarmi a +tal cosa, rispose Wayland; primieramente +perchè trattasi di servir <i>vostro Onore</i>, che +dimostrò per me tanta bontà; in secondo +luogo poi, per allontanarmi alla presta +dal mio vecchio padrone, il quale, se non +è il diavolo incarnato in persona, possede +al certo tutte quante diaboliche prerogative +abbiano mai disonorata l’umanità. +Ch’ei però badi a non trovarsi meco. +Io cerco ben di scansarlo; ma se si +mettesse nell’animo d’inseguirmi, io mi +rivolterò contra lui col furore che invade +i tori salvatici della Scozia. Parto adunque +sull’istante. L’<i>Onor vostro</i> vuole degnarsi +ordinare che si ponga la sella al +<span class="pagenum" id="Page_256">[256]</span> +mio cavallo? Io vado intanto per consegnare +a Milord il mio orvietano, distribuito +in convenienti dosi, e gli darò ad un +tempo alcuni suggerimenti: indi la sicurezza +per lui della vita si starà soltanto +nelle cure, che ne avranno i suoi amici +e i suoi servi. Egli non ha più nulla che +temer del passato, ma vada ben guardingo +sull’avvenire.» +</p> + +<p> +Nel partirsi da Tressiliano, Wayland +andò a prendere l’ultimo congedo dal +conte di Sussex, dandogli istruzioni sulla +regola di vivere ch’ei doveva osservare per +l’avvenire, e su le cautele da tenersi: indi +prese il cammino di Cumnor senza aspettar +la domane. +</p> + +<p class="pad2 center large"> +<i>Fine del secondo volume.</i> +</p> + +<hr class="silver"> + +<div class="footnotes"> + +<h2> +NOTE: +</h2> + +<div class="footnote" id="note1"> +<p><span class="label"><a href="#tag1">1</a>.  </span>Holyday, vuole dire in lingua Inglese <i>giorno +di congedo</i>, o <i>di vacanza</i>.</p> +</div> + +<div class="footnote" id="note2"> +<p><span class="label"><a href="#tag2">2</a>.  </span>Holyday significa ancora <i>giorno di festa</i>.</p> +</div> + +<div class="footnote" id="note3"> +<p><span class="label"><a href="#tag3">3</a>.  </span>Moneta d’argento che a quei giorni correva +nella Scozia e nell’Inghilterra.</p> +</div> + +<div class="footnote" id="note4"> +<p><span class="label"><a href="#tag4">4</a>.  </span>Nomi poetici, che a quanto è credibile, davano +questi due colti giovani nelle ballate, che componevano +in lode delle loro amanti.</p> +</div> + +<div class="footnote" id="note5"> +<p><span class="label"><a href="#tag5">5</a>.  </span>Il titolo di <i>Signoria</i> era anche più che quello +di <i>Onore</i>, e davasi ai Lordi ed al membri del Parlamento.</p> +</div> + +<div class="footnote" id="note6"> +<p><span class="label"><a href="#tag6">6</a>.  </span><i>Per la morte di Dio</i>, esclamazione cui erasi +assuefatta la regina Elisabetta, siccome Enrico IV +di Francia all’altra <i>Ventresaingris</i>.</p> +</div> + +<div class="footnote" id="note7"> +<p><span class="label"><a href="#tag7">7</a>.  </span>Certe citazioni di passi scritturali, siccome +certe esclamazioni o modi di giuramento posti +nella bocca di un Sovrano, moverebbero le risa +ai dì nostri. Ma è necessario che il leggitore si riferisca +colla mente ai tempi, cui questo stesso romanzo +si riferisce.</p> +</div> + +<div class="footnote" id="note8"> +<p><span class="label"><a href="#tag8">8</a>.  </span>Il palagio di Greenwich veramente fu convertito +in ospedale pe’ marinai sotto il regno di Guglielmo +e di Maria, ed accresciuto indi di molte +fabbriche.</p> +</div> + +<div class="footnote" id="note9"> +<p><span class="label"><a href="#tag9">9</a>.  </span>È quasi inutile l’avvertire che questi <i>Sir</i>, e +questi <i>Lordi</i> non sono se non se orsi e cani.</p> +</div> + +<div class="footnote" id="note10"> +<p><span class="label"><a href="#tag10">10</a>.  </span>Così il Shakespeare chiamava quelle sue Tragedie +che erano tolte dalla storia dell’Inghilterra.</p> +</div> + +<div class="footnote" id="note11"> +<p><span class="label"><a href="#tag11">11</a>.  </span>Ciò ne dà a divedere qual fosse allora il gusto +della declamazione in Inghilterra. In Italia almeno, +e ai dì nostri, benchè molto scarsi di buoni +attori, non troviamo però buona declamazione quella +che a costo della naturalezza ci fa troppo conoscere +la giustezza dei versi. Il sommo Astigiano ne ha anzi +arricchiti d’una poesia che serbando tutta la sublimità +essenziale al verso sciolto, aiuta chi lo recita +a nasconderne la misura.</p> +</div> +</div> + +<div class="tnote"> +<p class="tntitle"> +Nota del Trascrittore +</p> + +<p> +Ortografia e punteggiatura originali sono state mantenute, correggendo senza annotazione +minimi errori tipografici. +</p> + +<p> +Copertina creata dal trascrittore e posta nel pubblico dominio. +</p> +</div> +<div style='text-align:center'>*** END OF THE PROJECT GUTENBERG EBOOK 79030 ***</div> +</body> +</html> diff --git a/79030-h/images/cover.jpg b/79030-h/images/cover.jpg Binary files differnew file mode 100644 index 0000000..47aae09 --- /dev/null +++ b/79030-h/images/cover.jpg diff --git a/LICENSE.txt b/LICENSE.txt new file mode 100644 index 0000000..6c72794 --- /dev/null +++ b/LICENSE.txt @@ -0,0 +1,11 @@ +This book, including all associated images, markup, improvements, +metadata, and any other content or labor, has been confirmed to be +in the PUBLIC DOMAIN IN THE UNITED STATES. + +Procedures for determining public domain status are described in +the "Copyright How-To" at https://www.gutenberg.org. + +No investigation has been made concerning possible copyrights in +jurisdictions other than the United States. 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