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+*** START OF THE PROJECT GUTENBERG EBOOK 79030 ***
+
+ KENILWORTH
+
+
+ DI
+ WALTER SCOTT
+
+ VOLGARIZZATO
+
+ DAL
+ Professore Gaetano Barbieri.
+
+ »E beltade e virtù, congiunte al paro
+ »L’eccelsa figlia di Tudor fregiaro;
+ »Tremi chi nanti a noi con felli accenti
+ »L’augusto nome lacerar s’attenti
+ IL CRITICO.
+
+ TOMO SECONDO.
+
+
+
+ NAPOLI,
+ Presso R. MAROTTA e VANSPANDOCH.
+ 1825.
+
+
+
+
+KENILWORTH.
+
+
+
+
+CAPITOLO PRIMO.
+
+ «Qui ei pose sua fucina,
+ »Nè aspettar suol la mattina
+ »Per menar con braccia ignude
+ »Aspri colpi sull’incude.
+ »Quelle stanze dell’Averno
+ »Buio ingombra un fumo eterno,
+ »Che mal rompon le scintille,
+ »Benchè svolte a mille a mille
+ »Fuor del ferro ripercosso,
+ »E le vampe che il fan rosso.»
+ _Gay_.
+
+
+Tressiliano, non meno di Giles Gosling, avea riconosciuto essere cosa
+comandata dalla prudenza il non farsi vedere ne’ dintorni di Cumnor
+da coloro che il caso avesse fatto uscire di letto avanti giorno.
+Perciò quell’ostiere gli aveva indicata una via composta di sentieri,
+e strade di traverso, cui dovea tenersi successivamente, la quale via
+s’egli avesse al giusto seguita, si sarebbe infine trovato sulla strada
+maestra di Marlborough.
+
+Ma, simili ad un altro genere di consigli dati dal Gosling, tali
+istruzioni erano più facili da fornirsi, che da mettersi in pratica;
+onde le frequenti tortuosità del cammino, l’oscurità della notte, la
+niuna conoscenza che Tressiliano aveva del paese, e le considerazioni
+malinconiche, lo sviarono sì fattamente, che l’aurora lo trovò non
+più innoltrato che nella valle di White-Horse, luogo memorabile per
+una vittoria ivi un dì riportata contra i Danesi. Arrivato a quel
+punto, si accorse che il suo cavallo avea sferrato un piede dinanzi,
+accidente che rendendo zoppo il corridore, minacciava ritardo a chi lo
+saliva. Prima cura di Tressiliano fu il domandare a due contadini, che
+si trasferivano ai loro lavori, ove potrebbe trovare un maniscalco,
+ma n’ebbe tai confuse risposte che nol soddisfecero in modo alcuno.
+Sollecito di alleviare il suo cavallo quanto il potea, scese a terra, e
+lo condusse a mano verso certo casale, ove sperava trovare un fabbro,
+del cui soccorso non potea più far di meno. Giunse colà per un cammino
+stretto, pieno di loto e di rotaie, nè vi trovò che alcune miserabili
+capanne, e alla porta di esse due o tre contadini in atto di accignersi
+ai loro lavori. L’esterno di costoro corrispondeva a quello delle
+loro abitazioni. Nondimeno una di tali capanne pareva in migliore
+stato, ed una vecchia che ne scopava l’ingresso, aveva una presenza
+men ributtante, che non gli altri suoi confinanti. Avvicinatosi a lei
+Tressiliano, le ripetè la domanda, che per più riprese ed invano aveva
+fatto a diversi di que’ contadini.
+
+«Un maniscalco! (sclamò la vecchia, e nel guardarlo fece una fisonomia
+poco meno che di spaventata). Se vi è, dite, un maniscalco? Vi è
+certamente. Ma che cosa volete dal maniscalco?»
+
+«Che ferri il mio cavallo. Non vedete mia buona donna, che ha perduto
+un ferro?»
+
+«Signor Holyday (si fece a gridare la vecchia senza darsi pensiero di
+rispondere a Tressiliano). Sig. Erasmo Holyday, venite qui, di grazia,
+fate presto.»
+
+«_Favete linguis_ (rispose una voce che veniva dall’interno). Io mi
+trovo al punto più importante degli studii della mattina, e non li
+posso abbandonare.»
+
+«Bisognerà bene che veniate, sig. Holyday. È qui un viaggiatore, che
+domanda ov’e la dimora del maniscalco Wayland, e non voglio essere io
+quella che gl’insegni la strada di andare a casa del diavolo. Il suo
+cavallo è sferrato.»
+
+«_Quid mihi cum caballo?_ rispose la medesima voce. Guardate! Non credo
+vi sia che un uomo dotto in tutto il cantone, e non si ha da poter
+ferrare un cavallo senza di lui!»
+
+Nondimeno nel terminare queste parole, l’onesto pedagogo si lasciò
+vedere; ed il solo suo abito bastava a far conoscere l’arte ch’ei
+professava. Ad un corpo lungo, magro, e curvato ad uso di volta,
+sovrastava un capo coperto di lunghi capelli neri, che incominciavano
+a volgere al grigio. I lineamenti del volto avean l’impronta di un
+abituale esercizio d’autorità, impronta, che senza dubbio Dionigi
+porto seco allorchè discese dal trono per andare a fare il maestro di
+scuola, e passata poi a titolo di legato sulle teste di tutti quelli,
+che gli succedettero in tal professione. Dell’abbigliamento di costui
+non vedevasi che una lunga sottana di traliccio nero, stretta da un
+cinturino di cuoio dello stesso colore, dalla quale pendea in luogo
+di sciabola un lungo calamaio da scuola. Il suo staffile si mostrava
+dall’altra parte a guisa di frusta d’Arlecchino. Teneva fra le mani un
+volume tutto sfasciato, ch’era quello su di cui stava meditando nella
+sua stanza.
+
+Nel vedere un uomo del portamento nobile di Tressiliano, su di che,
+il pedagogo poteva intendersene meglio degli altri abitanti di quel
+miserabile paese, si levò la berretta e il salutò in questa foggia:
+_salve domine. Intelligis ne linguam latinam?_ Tressiliano volle far
+prova del suo sapere, e sì gli rispose: _Latinae linguae haud penitus
+ignarus, venia tua, domine eruditissime, vernaculam libentius loquar._
+
+Tale risposta in latino produsse sul maestro di scuola l’effetto
+medesimo, che, a quanto si dice, opera il segno dei franchi muratori
+sui fratelli della mestola. Il prese tosto grande sollecitudine in
+verso il dotto viaggiatore, ed ascoltò con molta attenzione la storia
+del suo cavallo sferrato; poi gli si fece a dire in tuono solenne:
+«Ella potrebbe sembrare semplicissima cosa, _doctissime domine_, il
+dirvi che distante un miglio incirca _ab hoc tugurio_, avvi il migliore
+_faber ferrarius_, il più abile maniscalco, che abbia unqua ferrato
+cavallo. Che se tal linguaggio io mi tenessi con voi, ardisco dire che
+sareste _voti compos_ o, come si spiega l’uomo volgare, all’apice de’
+vostri voti.»
+
+«Almeno, disse Tressiliano, avrò una risposta confacevole alla mia
+interrogazione, cosa che non par tanto facile in questo paese.»
+
+«Veramente, soggiunse la vecchia, vi è sempre tempo per mandare
+un’anima peccatrice a trovare Belzebù; che torna lo stesso
+coll’insegnare ad una creatura vivente la dimora di Wayland.»
+
+«Zitto, mia cara Gammer Sludge, la interruppe il pedagogo, zitto.
+_Curetur ientaculum_, e badate piuttosto a non lasciare il frumento nel
+latte, che sta cocendosi. Dovete por mente che questo gentiluomo non è
+una delle vostre commari.» Poi volgendosi a Tressiliano: «Dunque, mio
+signore, voi vi chiamereste _bis terque felix_, s’io v’insegnassi ove
+sta questo maniscalco?»
+
+«Se non _bis terque felix_, avrei almeno ciò che ora mi manca; cioè un
+cavallo capace di condurmi sino alla fine del mio viaggio, e _fuor di
+gittata della vostra erudizione_» disse solo in animo suo queste ultime
+parole.
+
+«_O caeca mens mortalium!_ sclamò quel dottor di campagna. Sapete voi
+al giusto quello che vi domandate? Disse pur bene Giovenale: _Numinibus
+vota exaudita malignis!_»
+
+«Signore, soggiunse Tressiliano, la vostra erudizione è tanto al
+di sopra della mia intelligenza, che vi prego scusarmi, se vado a
+procacciarmi in altra parte indizii per me più facili da comprendersi.»
+
+«Ecco come tutti gli uomini son fatti! Fuggono da chi li vuole
+instruire. Quintiliano disse con verità....»
+
+«Vi prego, signore, non disturbiamo il riposo di questo illustre
+Romano, e ditemi se la vostra sapienza degnerà discendere alla mia
+pochezza tanto d’informarmi, s’io potrò qui trovare qualche albergo per
+far ristorare il mio cavallo finchè lo abbian ferrato.»
+
+«Questa cosa sarà molto facile, o signore, perchè comunque in questo
+povero villaggio, _nostra paupera regna_, non si trovi ciò che chiamasi
+_hospitium_ in forma, pure avendo voi qualche cognizione, o almeno
+tintura di lettere, impiegherò il mio credito presso la padrona di
+casa, perchè ella vi somministri una scodella d’ottimo frumento
+cotto nel latte, nudrimento sanissimo, di cui nessun autore latino
+parlò. Quanto al vostro cavallo, verrà messo nella stalla, e gli si
+appresterà un fascio del miglior fieno, di cui la nostra buona Sludge
+va provveduta a dovizia, e provveduta tanto, che la sua vacca vi si
+seppellisce dentro fino alle corna; onde potrebbe dirsi _foenum habet
+in cornu_. Che se vi piace impartirmi l’onore della vostra compagnia
+per far colezione, il banchetto non vi costerà nulla, _ne semissem
+quidem_, poichè la nostra Gammer Sludge mi ha grandi obbligazioni per
+le cure datemi ad allevare il suo unico erede, Dick, _vel_ Riccardo,
+fanciullo che dà grandi speranze, ed al quale felicemente ho fatto far
+tutto il viaggio per traverso agli elementi della lingua latina.»
+
+«Che Dio ve ne renda quel merito che non potrò io, sig. Holyday,
+disse allora la vecchia; e quanto a questo degno gentiluomo, se vuole
+accettare la nostra colezione, questa comparirà sulla tavola in un
+batter d’occhio. Non ho poi l’anima così vile da pretendere nemmeno un
+soldo per aver dato da colezione ad un uomo e ad una bestia.»
+
+Pensando allo stato in cui trovavasi il suo cavallo, Tressiliano non
+credè poter far nulla di meglio dell’accettare un invito offertogli
+con tanta dottrina per una parte, per l’altra con tanta ospitalità.
+Il prese anche lusinga, che quando il buon pedagogo sarebbe una volta
+sazio di sfoggiare la sua sapienza, gl’indicherebbe finalmente la
+dimora di questo sospirato maniscalco. Entrò dunque nella capanna, e
+postosi a tavola con Erasmo Holyday, prese la sua parte di frumento
+cotto nel latte, e ascoltò per buona mezz’ora il dotto racconto, che
+il maestro gli fece dell’intera sua vita; senza che mai capitasse a
+Tressiliano il momento di trarre il discorso sulla cosa per lui più
+importante. Il lettore ne avrà per iscusati se non teniamo dietro
+al sapiente personaggio in tutte le particolarità di cui presentò
+Tressiliano, e se ci limitiamo ad offerirgliene il seguente epilogo.
+
+Il nostro maestro era nato in Hogsnorton, paese, ove, giusta un
+proverbio popolare, i porci sonano l’organo; ed egli interpretava
+allegoricamente un tale proverbio, che secondo lui si riferiva ai
+porci di Epicuro, fra i quali Orazio si dava vanto di annoverarsi.
+Il nome d’Erasmo gli veniva in parte dall’avere avuto per padre il
+figlio di una celebre lavandaia, la quale teneva cura della biancheria
+di quel sommo filosofo che portava lo stesso nome, e ciò per tutto
+il tempo ch’egli rimase ad Oxford; impiego per vero dire non privo
+di difficoltà, perchè il ridetto sapiente non aveva al suo comando
+che due camicie, l’una delle quali, al dire della stessa lavandaia,
+sospirava il momento che l’altra fosse imbianchita. Il sig. Holyday
+andava superbo di possedere ancora gli avanzi di una di queste camicie,
+che la sua nonna si era appropriata per pareggiare l’ultimo conto.
+Ma il nostro Holyday credeva che una cagione ben più possente, e più
+rilevante avesse regolata la scelta del nome datogli di Erasmo. Ed
+era questa cagione un segreto presentimento venuto nella madre del
+fanciullo, quando lo portavano al battesimo, ch’egli possedesse cioè un
+genio segreto, per cui la sua fama un dì sorgerebbe a pari con quella
+del celebre Olandese.
+
+Il predicato di maestro di scuola, che univasi nell’Holyday, trasse
+costui ad una dissertazione anche più lunga, che non fu quella
+instituita sul nome battesimale. Egli inclinava a credere, che portava
+questo nome di Holyday, _quasi lucus a non lucendo_, perchè dava poche
+vacanze alla sua scolaresca[1]. «Egli è in tal modo, diceva egli,
+che il maestro di scuola vien nominato dagli autori classici _ludi
+magister_, perchè non permette il giocare ai ragazzi, che gli son
+confidati.» Pensava poi ancora, che a tal nome si potesse dare un’altra
+interpretazione, e supporre si riferisse ad una prerogativa, ch’ei
+dicea possedere in grado eminente, e ch’egli sfoggiava ogni qualvolta
+accadea ordinare giochi scenici, danze, o altri divertimenti d’un
+giorno festivo[2]. E di questa abilità, a suo dire aveva fatto prova
+alla presenza di personaggi d’altissimo riguardo, così in provincia,
+come alla corte, e soprattutto dinanzi al nobile conte di Leicester.
+
+«E benchè sembri, soggiunse egli, che questo personaggio m’abbia ora
+posto in dimenticanza, attesi i suoi grandi affari, non ho minor
+sicurezza che se dovesse ordinare qualche festa per ricreare sua
+Maestà, si vedrebbe più d’un cavaliere, mandato da lui a rintracciare
+l’umile capanna di Erasmo Holyday. Intanto, _contentus parvo_, ascolto
+i miei allievi che vanno declinando i nomi e coniugando i verbi, e
+passo il tempo che mi rimane col soccorso delle muse. E mi credo tanto
+beato che ho sempre sottoscritto la mia corrispondenza coi dotti
+stranieri, _Erasmus ab die fausto_, e per questo titolo ho goduto della
+considerazione dovuta ai sapienti; e vi dirò di più che l’erudito
+Diedrich Bucherscochio ha dedicato _Erasmo ab die fausto_ il suo
+Trattato sulla lettera greca _Tau_. In somma, o signore, io fui sempre
+un uomo felice e distinto.»
+
+«Possiate lungamente godere di questa medesima felicità, disse
+Tressiliano; ma permettete ch’io mi valga dell’istesso vostro
+dotto linguaggio, e vi chieda _quid hoc ad Iphycli boves_? Qual
+corrispondenza ha tutto ciò con un cavallo sferrato?»
+
+«_Festina lente:_ noi verremo anche a questo. Dovete sapete, che, due
+o tre anni fa, capitò in questi dintorni un uomo, il quale davasi
+il nome di dottore Doboobie, benchè probabilmente non sia stato mai
+neppure _magister artium_, a meno che non fosse stato creato dottore
+per la grazia di un ventre affamato. O se costui aveva qualche grado
+nelle scienze, glielo conferì il diavolo, perchè era un uomo furbo, e
+che praticava ciò, che i volgari chiamano _magia bianca_. M’accorgo,
+signore, che vi date alla impazienza: voi divenite _impatiens morae_.
+Ma se un uomo non vi racconta una storia alla sua usanza, qual
+mallevadore avete voi che la possa raccontare alla vostra?»
+
+«Ebbene, signore, raccontatela come volete; fate solamente che non sia
+tanto lunga, perchè il tempo stringe.»
+
+«Io non vi starò dunque a dire (ripigliò l’Holyday con una costanza
+invariabile il suo discorso) non vi starò a dire che questo Demetrio
+(si faceva egli dare tal nome nei paesi stranieri ove andava) fosse
+veramente uno stregone, ma è certo che si dava per iniziato all’ordine
+mistico dei Rosa-croce, e per un discepolo del Geber, _ex nomine cuius
+venit verbum vernaculum_ gabeur. Costui guariva le ferite compiendo
+certi lavori sullo strumento istesso che le avea fatte; dava la buona
+ventura per via della Chiromanzia; non aveva d’uopo che d’un setaccio
+per discoprire le cose rubate; sapeva raccogliere la semenza di
+felce maschia, fornita della virtù di rendere invisibili gli uomini;
+pretendeva di essere al momento di trovare la panacea universale, e
+possedea l’arte di convertire il piombo di buona qualità in argento,
+però di bassa lega.»
+
+«O in altri termini, disse Tressiliano, era un ciarlatano, un
+impostore. Ma tutto questo che cosa ha di comune col mio cavallo, e col
+ferro che gli manca?»
+
+«Con un poco di pazienza lo saprete subito, rispose il prolisso nostro
+erudito. Pazienza dunque, o mio signore! la qual parola, al dire di
+Marco Tullio Cicerone significa _difficilium rerum diurna perpessio_.
+Il detto Demetrio Doboobie pertanto, dopo avere stordito il popolo,
+cominciò a pompeggiare _inter magnates_, in mezzo ai gran signori,
+ed è verisimile che si sarebbe grandemente innalzato, se, stando ad
+una tradizione volgare di cui non posso guarentire l’autenticità,
+il diavolo non fosse un giorno venuto per la ricuperazione de’ suoi
+possedimenti, trasportandosi seco Demetrio, di cui da quel tempo non
+si è più mai inteso parlare. Eccoci ora alla _medulla_, al midollo
+della mia storia. Questo dottore Doboobie aveva un servo, uno di quei
+poveri diavoli, che si chiamano: _Giovanni-fa-tutto_; lo adoperava egli
+ad accendere i suoi fornelli, a misurar le sue droghe, a mescolare
+insieme, a descrivere i circoli, ad accarezzare i suoi pazienti _et sic
+de caeteris_. Ebbene! Il dottore essendo sparito d’una maniera tanto
+straordinaria, d’una maniera che impresse terrore per ogni dove del
+contado, il superstite _Fa-tutto_ fu preso dalla fantasia di esclamare
+col nostro amico Virgilio: _Uno avulso non deficit alter_. E come fa
+un giovine di mercante, che divien capo della bottega, accadendo o la
+morte del suo padrone, o che questi dismetta il commercio, Wayland,
+(vero nome del nostro _Fa-tutto_) assunse il risicoso mestiere del
+suo principale. È vero che il mondo è generalmente propenso a prestar
+fede ai discorsi di quei millantatori, i quali prendendo il titolo di
+dottori di medicina, e pompeggiando di scienza presa ad imprestito,
+non sono in sostanza fuorchè saltimbanchi e ciarlatani. Ma il povero
+Wayland non aveva tanta abilità per buttar polvere negli occhi alla
+gente; onde non v’era un rustico che non gli volgesse, travestendoli in
+sua favella, questi versi di Persio:
+
+ «_Diluis helleborum, certo compescere puncto_
+ «_Nescius examen? Vetat hoc natura medendi_.»
+
+I quali versi, mia buona Gammer Sludge, vogliono dire: _tu ti frammetti
+in preparar droghe, tu che non sai in qual dose debbano entrare nella
+tua pozione. Il Dio della medicina te lo divieta_. Aggiugnete, o
+signore, che il cattivo nome del suo padrone, il fine straordinario e
+sospetto che costui avea fatto, o almeno il subitaneo suo scomparire,
+faceano sì, che nessuno, eccetto coloro che non credono nulla nè in
+questo mondo nè nell’altro, nessuno, dico, andasse a chiedere pareri
+al successore di Demetrio. E sarebb’egli probabilmente morto di
+fame, se il demonio, che gli si è messo a’ fianchi dopo la morte, o
+sparizione, o partenza, come volete chiamarla, del dottore, non gli
+avesse inspirato un nuovo espediente. Sia che costui debba al diavolo
+tal cognizione, sia che l’abbia imparata in giovinezza, egli ferra i
+cavalli meglio che nol faccia il primo maniscalco dell’Inghilterra.
+Laonde rinunziando alla cura de’ bipedi, di quegli animali forniti sol
+di due gambe, e privi di penne, che i volgari chiamano genere umano, si
+limita ora al mestiere di maniscalco.»
+
+«Oh! ci siamo finalmente! sclamò Tressiliano. E ferra egli veramente a
+dovere i cavalli? Ove alloggia? Indicatemi sul momento la sua dimora.»
+
+«_Oh caeca mens mortalium!_ ho già adoperata un’altra volta questa
+citazione, ma cerco invano in tutti gli autori classici un passo capace
+di fermare chi vuol correre al suo precipizio. — Ascoltate quai patti
+quest’uomo mette al suo lavoro prima di risolvervi a correre il rischio
+di fidarvi a lui.»
+
+«Nessuno gli paga il danaro della sua opera» non potè starsi dal
+dire la vecchia, che rimaneva a bocca aperta, e cogli occhi fisi
+sul maestro, beandosi ad ogni parola ch’ei pronunziava. Ma questa
+interrogazione non andò al verso del dotto Holyday più di quanto gli
+fossero piaciute tutte l’altre interrogazioni che il viaggiatore gli
+fece sopportare.
+
+«Zitto là! Gammer Sludge, sclamò egli, _sufflamina_. Tocca a me lo
+spiegare per intero come sta la cosa al rispettabile nostro ospite.
+Questa buona donna non ha mentito, o signore. Non può dirsi, che questo
+_faber ferrarius_, altrimenti detto maniscalco, riceva danaro dalle
+mani di nessuno.»
+
+«Ed è sempre più una prova, che egli ha patto col diavolo, interruppe
+nuovamente la vecchia; perchè non vi fu mai buon cristiano che
+ricusasse la mercede dell’opera prestata.»
+
+«Anche questa volta la buona donna ha toccato il punto, disse il
+pedagogo: _rem acu tetigit_. Egli è verissimo, che Wayland non prende
+danaro, perchè non vuole nemmeno che nessuno lo veda.»
+
+«Ma come fa, e come può essere, sclamò Tressiliano, che un pazzo,
+perchè come tale soltanto io lo riguardo, s’intenda del suo mestiere?»
+
+«Qui poi, o signore, bisogna far giustizia al diavolo. _Mulciber_, e
+tutti i suoi Ciclopi non potrebbero intendersene meglio. Ma non per
+questo sarà mai cosa d’uomo saggio il prevalersi dell’opera o del
+consiglio d’un tristo, collegato evidentemente coll’autore di tutti i
+mali.»
+
+«Eppure voglio correre questo rischio, sig. Holyday, e poichè il mio
+cavallo avrà a quest’ora finito di mangiare la sua biada, non mi rimane
+che ringraziarvi della buona accoglienza fattami, e pregarvi ad un
+tempo che m’indichiate la dimora di quest’uomo, ond’io possa continuare
+il mio cammino.»
+
+«_Do manus_. Acconsento, chiamando però in testimonio l’Universo, che
+vi ho pienamente avvertito del pericolo cui vi esponete bazzicando in
+tal foggia con Satanasso. Non vi ci condurrò già io medesimo, ma vi
+darò per guida il mio allievo, il piccolo Riccardo. _Ricarde, adsis,
+nebulo_.»
+
+«Con vostra buona licenza, non ne farete niente, gridò tosto la
+vecchia. Mettete la vostr’anima in pericolo, se ciò vi dà gusto; ma
+il piccolo Dick non si frammetterà in questo negozio. Mi par fin
+impossibile, mio caro sig. Holyday, che un uomo, quale vi siete, sogni
+solamente di dar sì fatto incarico al vostro scolaro.»
+
+«Ponete mente, mia cara Gammer Sludge, disse il maestro, che Riccardo
+non farà altra cosa, fuorchè salire sulla cima della collina,
+e indicare col dito a questo degno forestiere il luogo ove dee
+trasferirsi. E poi non può accadergli nessun sinistro, perchè questa
+mattina ha letto a digiuno un capitolo dei Settanta, e recitata la sua
+lezione del Nuovo Testamento Greco.»
+
+«È anche vero, soggiunse la nonna, che gli ho cucito entro il collare
+della sua camiciuola un ramiscello dell’olmo contro le streghe, e lo
+feci fin da quando questo maledetto incantatore cominciò ad operar
+sortilegi sugli uomini e sulle bestie».
+
+«E poichè va spesso per suo diporto a vederlo, come almeno ne ho grande
+sospetto, aggiunse il maestro, può bene per una volta avvicinarsi alla
+sua casa per far servigio ad un viaggiatore. Dunque _Heus, Ricarde
+adsis, quaeso, mi didascale_.»
+
+L’allievo uditosi chiamare con voce sì caricata, comparve nella
+stanza. Al vederne la statura, non gli si sarebbero dati che dodici
+o tredici anni, benchè ne avesse probabilmente due di più. Goffa ne
+era l’andatura, disavvenenti le forme, mal fatto il corpo; pure nella
+fisonomia mostrava spirito, o piuttosto malignità. Avea capelli rossi
+e mal composti, un naso stiacciato, un mento fatto a galoscia, due
+occhi grigi che pareano forati con un succhiello, e che senza potersi
+dir loschi, mandavano raggi alquanto obbliqui, onde non era facile
+guardarlo in volto senza esser preso da voglia di ridere. Per compiere
+questa pittura ed accrescerle vezzo, Gammer Sludge se lo strinse fra
+le braccia, chiamandolo perla di beltà, e colmandolo di carezze, alle
+quali egli non corrispondeva meglio che col cercar di sottrarsene.
+
+«_Ricarde_, gli disse il precettore, fa d’uopo che vi portiate
+sull’istante, cioè _protinus_, sulla cima della collina per indicare a
+questo signore la fucina del maniscalco Wayland.»
+
+«Qual bella commissione che mi date! (rispose quel ragazzo,
+esprimendosi con maggiore aggiustatezza che non ne avrebbe aspettata da
+lui Tressiliano). Chi vi giura poi ch’io ritorni, e che il diavolo non
+mi porti via?»
+
+«Sicuramente, sclamò la vecchia, e voi avreste dovuto pensarci più
+d’una volta, sig. Holyday, prima di appoggiare un tale incarico al mio
+Beniamino. È questo il modo che mi contraccambiate perchè vi do vitto e
+vestito?»
+
+«_Nugae_, Gammer Sludge; mi fo mallevadore che Satanasso, se pur
+Satanasso entra in questa faccenda, non gli tocca solamente uno de’
+suoi capelli. Egli è in grado di ripetere il _Pater noster_ al pari
+di chiunque altro, e può scongiurare il demonio in latino: _Eumenidum
+stygiumque nefas....._»
+
+«Ed ho cucito, aggiunse la vecchia, nella manica del suo vestito alcune
+foglie di frassino di montagna, ciò che vale più di tutto il vostro
+latino; ma non v’è bisogno per questo di andare a cercare il diavolo,
+nè i suoi colleghi.»
+
+«Mio buon giovinetto (disse allora Tressiliano, cui parve leggere nella
+fisonomia di quel ragazzo molta propensione a far piuttosto la volontà
+propria che quella di nessuno), io vi donerò un _groat_ d’argento[3] se
+non ricusate condurmi alla fucina del maniscalco.»
+
+Riccardo allora fece d’occhio a Tressiliano, come promettendogli di
+secondarlo, e disse ad un tempo: «Io condurvi dove sta Wayland! Non
+vi ho già detto che il diavolo potrebbe portarmi via, come il gatto,
+osservate là, porta via in questo momento una delle galline di mia
+nonna?» e nel dir ciò guardava verso la finestra.
+
+«Al gatto, al gatto» si diede a gridare la vecchia, nè pensando più che
+alla sua gallina, corse nel cortile con tutta quella prestezza, che le
+permisero le sue gambe.
+
+«Adesso è il momento, disse Riccardo a Tressiliano. Prendete il
+cappello. Tirate di stalla il cavallo, e preparate il _groat_ d’argento
+che mi prometteste.»
+
+«Adagio, adagio, _sufflamina Ricarde_» disse il maestro.
+
+«Non pensate a me, rispose Riccardo, e pensate in vece al modo di
+scusarvi con mia nonna perchè m’avete mandato a casa del diavolo per le
+poste.»
+
+Il pedagogo conoscendo tutto il peso della guarentigia, che stava per
+gravitargli addosso, volle unire i gesti ai precetti, onde si avanzò
+contra il discepolo per impedirgli il partire. Ma Riccardo, che non
+mancava di lestezza, fu d’un salto fuor della capanna, e leggiero al
+pari d’un cervo, aggiunse ad una vicina altura, intantochè Holyday
+sicuro per esperienza che non avrebbe potuto far a correre col suo
+discepolo ebbe ricorso a tutti gli epiteti più carezzevoli, che il
+suo vocabolario latino gli suggerisse per determinarlo a tornare
+addietro. Ma nè i _mi anime_, nè i _corculum meum_, nè tutte le altre
+tenerezze di sì fatta natura produssero alcun effetto. Il tristarello
+fece orecchie da mercante, e dall’altura di cui si era impadronito,
+saltellando tal quale si descrivono gli spiriti che ballano a chiaro di
+luna, facea segno al suo nuovo conoscente di raggiugnerlo prestamente.
+
+Tressiliano non perdè tempo nel correre alla stalla, e nel ritrarne
+il cavallo per seguir tosto il suo piccolo conduttore. Ringraziato il
+pedagogo della concedutagli ospitalità, gli fece accettare quasi a
+forza una ricompensa, che però parve ne calmasse alquanto il terrore
+in cui stavasi, pensando al momento che sarebbe tornata la vecchia. Nè
+molto ella indugiò a ricomparire; perchè il cavaliere, e la sua guida
+erano ancora poco lontani, allorchè udirono gli acuti strilli d’una
+voce femminile, che si mescolavano alle classiche citazioni del dotto
+Erasmo Holyday. Ma Riccardo, sordo così alla voce della tenerezza verso
+l’ava, come a quelle dell’autorità magistrale, marciava d’un passo
+intrepido a fianco di Tressiliano, contentandosi di dire, che se li
+prendea la raucedine, poteano lambire la pentola, ove si conserva il
+miele; poichè quanto al contenuto, ei se l’era tutto mangiato il dì
+innanzi.
+
+
+
+
+CAPITOLO II.
+
+ »Gli eran, dimora una spelonca oscura,
+ »Compagno un nano che mettea paura.
+ _Spencer_.
+
+
+«Siamo ancora molto lontani, mio bel fanciullo?» chiese Tressiliano
+alla sua giovine guida, dopo che ebbero fatto alcuni minuti di strada.
+
+«Come mi chiamate voi?» disse il ragazzo, fissando in esso que’ suoi
+due occhi grigi pieni di vivacità.
+
+«Vi chiamo, mio bel fanciullo. Fors’è che questa cosa vi offende?»
+
+«Niente affatto. Ma se vi trovaste tuttavia con mia nonna, e con Erasmo
+Holyday, potreste cantare con essi a coro quest’antica arietta:
+
+ »Tutt’e tre, diam lode al vero,
+ »Siamo pazzi da legar:
+ »Vostro adesso sia il pensiero
+ »Di trovarne ove alloggiar.
+
+«E perchè dite così?»
+
+«Perchè in tutto il mondo non vi sono altri fuori di voi tre che mi
+chiamino bel fanciullo. Mia nonna mi dà questo titolo, perchè l’età le
+ha indebolita la vista, e la parentela gliel’ha tolta affatto. Il sig.
+Holyday perchè vuol dar nel genio alla nonna, e assicurarsi il miglior
+posto vicino al fuoco, e la più grande scodella di frumento cotto
+nel latte. Quanto a voi, signore, i motivi che avete, li saprete voi
+stesso.»
+
+«Ebbene! Se vi manca la bellezza, non si può dire altrettanto della
+malizia. I vostri compagni come vi chiamano?»
+
+«Lo spirito folletto; ed aggiungono altri complimenti ad onore di
+questa mia bellezza. Ma con tutto ciò son più contento di tenermi il
+mio brutto volto, che nol sarei se avessi una testa senza cervello,
+simile a quella ch’essi portano sulle spalle.»
+
+«Voi non temete dunque il maniscalco che andiamo a trovare?»
+
+«Io temerlo! Fosse anche così diavolo come lo fanno questi sciocchi,
+nemmeno allora lo temerei. Ma benchè in quest’uomo si trovi qualche
+particolarità affatto straordinaria, non è un diavolo più di quello che
+lo siate voi; non credeste però, che dicessi tal cosa a tutto il mondo.»
+
+«E perchè dunque la dite a me?»
+
+«Perchè voi non mi parete un uomo sullo stampo di quelli che siam
+soliti veder tutti i giorni; e benchè io mi conosca orrendo quanto il
+peccato, non vorrei per questo che mi reputaste un giumento, tanto più
+che avrò qualche giorno una grazia da domandarvi.»
+
+«E quale è questa grazia, o Riccardo che non devo chiamare mio bel
+fanciullo?»
+
+«Oh! se ve la dicessi adesso, me la neghereste. Aspetterò, per farvi
+tale inchiesta, che c’incontriamo insieme alla Corte.»
+
+«Alla Corte! Divisate d’andare alla Corte?»
+
+«Ah! Voi siete dunque un uomo fatto all’usanza di tutti gli altri.
+Perchè mi vedete sì brutto, andate pensando fra voi stesso: _che cosa
+vorrebbe far costui alla Corte?_ Oh! fidatevi in Riccardo Sludge. Non è
+per nulla che in questo paese sono stato finora il gallo del pollaio, e
+pretendo che la sostanza mi compensi dell’apparenza.»
+
+«Ma che cosa dirà la vostra nonna Gammer Sludge? che cosa dirà il
+signor Erasmo Holyday vostro precettore?»
+
+«Diranno tutto quel che vorranno. Mia nonna ha assai faccende nel
+contare le sue galline, e il maestro nello staffilare i suoi scolari.
+Oh! sarebbe gran tempo che gli avrei lasciati a custodire le loro
+pecore, e che avrei voltate le calcagna a questo sgraziato villaggio,
+se il sig. Holyday non mi promettea di darmi da rappresentare una parte
+nella prima festa che sarà regolata da lui; e si dice che se ne stia
+preparando una ben grande.»
+
+«E dove sarà questa gran festa, mio piccolo amico?»
+
+«In un castello, dalla parte di tramontana, ma lontano assai dalla
+contea di Berk, e _Dominus_ pretende che non si potrà farla senza di
+lui. Può darsi che abbia ragione. Egli non è pazzo, sappiatelo, la metà
+di quello che comparisce, soprattutto quando si mette ad un’impresa
+di cui s’intenda. Egli è in grado di recitar versi quanto un bravo
+personaggio da teatro, e nonostante se lo incaricaste di portar via un
+uovo di sotto un’oca, vi giuro, che si lascerebbe dar beccate dalla
+chioccia.»
+
+«E voi dovete sostenere una parte nella prima festa?» disse
+Tressiliano, il quale incominciava a prender diletto nell’intertenersi
+con un fanciullo, che mostrava col suo dire di non essere sfornito nè
+d’un certo coraggio, nè d’una tal quale accortezza per valutare gli
+uomini.
+
+«Sì: devo sostenere una parte. Il maestro me l’ha promesso, e se non
+mi mantiene la parola, tanto peggio per lui. Perchè se gli salta nella
+fantasia di volermi mettere il morso fra i denti, e farmi volgere la
+testa dalla banda del villaggio, gli do una tal trinciata di briglia
+che andrà giù di sella, e si fracasserà tutte l’ossa. Per altro mi
+spiacerebbe fargli male; perchè, noioso come lo provaste, si è preso
+molti fastidi per insegnarmi tutto quello che sa egli medesimo. Ma
+eccoci alla fucina del maniscalco Wayland.»
+
+«Voi scherzate, caro amico. Io qui non vedo che una collina su di
+cui stanno grandi pietre ordinate in circolo. Ne osservo là in mezzo
+una più grossa dell’altre, e tutto ciò mi fa ricordare certi antichi
+sepolcri, che si vedono tuttavia in Cornovaglia.»
+
+«Ebbene, quella grossa pietra posta in mezzo all’altre è il banco del
+maniscalco. È là che dovete mettere il vostro danaro.»
+
+«Che significa questa pazzia?» domandò Tressiliano, che cominciava ad
+impazientirsi, e a sospettare che il ragazzo si volesse divertire a
+spese di lui.
+
+«È d’uopo (continuò Riccardo facendo una contorsione come di chi vuol
+frenare il riso) che voi attacchiate il vostro cavallo a quella pietra,
+dove vedete un anello di ferro, e che gettiate un _groat_ d’argento su
+quella di mezzo; dopo di che, darete tre fischi, uscirete fuori del
+cerchio, e andrete a sedervi dietro di questa macchia, senza guardare
+nè a destra nè a manca, sintanto che ascolterete battere il martello.
+Allora reciterete tre _pater noster_, ovvero conterete i numeri
+dall’uno al cento, che tornerà poi allo stesso. Ritornato indi entro al
+cerchio, troverete sfumato il vostro denaro, e ferrato il cavallo.»
+
+«Sfumato il denaro; è ciò di che non dubito punto; ma quanto al
+restante... Ascoltatemi, Riccardo; io non sono il maestro; ma se
+vi credeste di usarmi qualcuna delle bindolerie che forse vi saran
+famigliari, saprò fare le veci d’Erasmo, e vi giuro che non isfuggirete
+al castigo.»
+
+«Se vi riuscirà trappolarmi» rispose il ragazzo, e in ciò dire fece
+gamba con tal prestezza, che Tressiliano, ritardato dal peso de’
+propri stivali non valse a raggiungerlo. E quanto raddoppiava in lui
+il dispetto era, che questo piccol ribaldo non sembrava già fuggire
+colla fretta di chi si crede in pericolo o di chi ha paura. Si fermava
+di distanza in distanza, quasi provocando Tressiliano ad inseguirlo, e
+quando se lo vedeva vicino, correva colla rapidità del vento, facendo
+giravolte, in modo da non allontanarsi dal cerchio d’onde era partito,
+e attorno al quale aggiravasi.
+
+Stanco finalmente Tressiliano, si fermò, e stava quasi per cessare dal
+corrergli dietro, limitandosi a maledire con tutto il cuore il deforme
+simiotto che gli fece sì brutto scherzo; allorchè Riccardo collocatosi
+sopra una piccola altura, rimpetto a lui, si diede a batter le mani,
+ad accennarlo col dito, e a far tutte le smorfie d’un ragazzo che
+prende a gabbo chi nol può raggiungere. Non sapeva bene Tressiliano se
+dovesse ridere o andare in collera; ma finalmente, deliberato almeno
+d’intimorire il ragazzo, risalì a cavallo, giudicando che così gli
+sarebbe arrivato addosso senza difficoltà.
+
+Allorchè Riccardo s’accorse di questo disegno: «Aspettate un momento,
+gridò: solo un momento. Piuttosto che vedere lo strazio del vostro bel
+cavallo dalle zampe sferrate, tornerò a voi, se però mi promettete di
+non toccarmi.»
+
+«Io non fo patti con un tristo della tua sorte, disse Tressiliano, e
+fra un momento tu sarai a mia discrezione.»
+
+«Forse sì e forse no, sig. viaggiatore. Voi non sapete dunque che
+qui vicino sta una palude capace d’inghiottire tutti i cavalli della
+guardia della Regina? Io vado a farvi la mia ritirata, e vedremo se vi
+darà l’animo di seguirmi fin là.»
+
+Tressiliano osservò di fatto essere oltre l’altura uno spianato,
+coperto di giunchi e pieno di frane; laonde giudicando che per questa
+parte almeno Riccardo non lo ingannava, decise conchiuder la pace
+con un nemico sì lesto e sì risoluto. — «Vieni, gli disse, vieni,
+bricconcello: prometto in fede di gentiluomo che non ti farò alcun
+male.»
+
+Il fanciullo corrispose a tale invito senza titubare un istante, e
+scendendo con passo deliberato, avea gli occhi fisi sopra Tressiliano,
+che smontato da cavallo, e tenendo in mano la briglia, si sentiva
+mancare il fiato per la corsa fatta, intanto che sulla fronte di quel
+diavoletto non compariva una sola gocciola di sudore.
+
+«Ah! direte ora, o perversa creatura; per qual cagione mi trattate in
+tal guisa? Qual era il vostro disegno nel raccontarmi l’assurda favola,
+che volevate mi prendessi per vera? Conducetemi una volta alla fucina
+di questo maniscalco, e vi regalerò di che comprarvi poma per tutto
+l’inverno.»
+
+«Voi potreste donarmi tutte le poma che nascono in un verziere, nè
+io saprei ripetervi che le medesime cose. Attaccate il cavallo a
+quell’anello, mettete il denaro sulla pietra, date tre fischi e andate
+a sedere dietro la macchia. Vi prometto di non dipartirmi dal vostro
+fianco, e vi do licenza di torcermi il collo, se due minuti dopo che
+saremo seduti, non udirete il maniscalco a batter l’incude.»
+
+«Bada bene, perchè se tu mi fai fare una figura ridicola per prenderti
+spasso, potrei esser tentato a pigliarti in parola. Facciamo dunque
+le prime prove sull’effetto del tuo talismano. Ecco il mio cavallo
+attaccato a questa pietra, ecco un _groat_ d’argento su quest’altra, e
+darò anche i tre fischi.»
+
+«Oh! non è così che si fischia. Un barbaggianni che non abbia anche
+messe le penne, sa far meglio da starsene nel suo nido. Bisogna
+fischiare più forte, se volete che il maniscalco vi possa udire. Perchè
+chi sa adesso dove si trovi? egli sta forse nelle scuderie del re di
+Francia.»
+
+«Tu m’hai però detto che non è un diavolo.»
+
+«Uomo o diavolo che sia, ho già capito, converrà che faccia io le
+vostre veci.» Detto ciò diede tre fischi acuti tanto, che Tressiliano
+si turò le orecchie. «Questo si chiama ben fischiare, soggiunse il
+ragazzo, andiamo ora dietro la macchia, o non son più io, se il vostro
+_dai piedi sferrati_ non è ferrato dentr’oggi.»
+
+Tressiliano era curioso di vedere a che intendesse tutto questo
+cerimoniale. E per altra parte l’intrepidezza del ragazzo, il quale
+mostrava tutt’altra voglia che di fuggire, lo metteva in sospetto
+che le conseguenze di un tal affare potessero divenir serie. Pure si
+lasciò condurre dietro la macchia, e venutogli in mente che tutto ciò
+fosse una gherminella per rubargli il cavallo, non dipartì la propria
+mano dal collo di Riccardo, risoluto che questo furfantello divenisse
+ostaggio per il corridore.
+
+«Zitto! disse Riccardo. Siamo al momento. Voi ascolterete lo strepito
+d’un martello, che non è stato fabbricato da mano d’uomini, e che ha
+la mazza fatta di una pietra che precipitò dalla luna.» Nè passò un
+istante, allorchè Tressiliano udì uno strepito, non per vero dire, più
+violento di quei che s’ascolta quando un maniscalco ferra un cavallo.
+Ma la singolarità delle circostanze, per cui questo strepito si fece
+udire, e la natura del luogo, lontano a quanto parea da ogni abitato,
+eccitò in Tressiliano un moto involontario e più forte di quello che
+la sola sorpresa produce. In quell’istante medesimo guardando in volto
+il fanciullo, e, dalla espressione maligna della costui fisonomia,
+accorgendosi com’ei godesse di vederlo in tale perplessità, si persuase
+nel modo il più fermo che fosse stata ordita anticipatamente una trama,
+e fece risoluto proposito di saperne l’autore, e il fine che in far ciò
+erasi avuto.
+
+Nondimeno rimase tranquillo sintantochè udì battere il martello, e ciò
+durò appunto il tempo di cui abbisogna un abile maniscalco per ferrare
+un cavallo. Ma cessato appena lo strepito, invece di aspettare che
+trascorressero i minuti dei _pater noster_ indicati a lui dal ragazzo,
+snudando la sciabola si lanciò verso il luogo della scena, e fatto
+il giro del bosco, si accorse d’un uomo che portava un grembiule di
+cuoio, quai gli usano i maniscalchi, ma stranamente coperto d’una pelle
+d’orso col pelo in fuori, e sì avvolto il capo in una berretta della
+stessa roba, che ne rimanevano in gran parte nascoste le sue affumicate
+sembianze.
+
+«Tornate addietro, tornate addietro, sig. Tressiliano, gridò a tutta
+voce il ragazzo, o vi metterà in quarti. Nessuno può vederlo senza
+morire.» E veramente l’invisibile maniscalco, fattosi allora visibile,
+alzò il suo martello, e parea si preparasse all’assalto, o per lo meno
+alla difesa.
+
+Allorchè il fanciullo s’avvide, che nè le sue grida, nè i modi
+minaccevoli del maniscalco avevano forza di rattenere Tressiliano, che
+coll’arme impugnata sempre avanzavasi, cambiò stile, e ad alta voce
+volse al fabbro tai detti: «Wayland, guardatevi dal toccarlo. Egli è un
+gentiluomo, è un vero gentiluomo, incapace di lasciarsi atterrire.»
+
+«Tu m’hai dunque tradito, o Flibbertigibbet, (gridò il maniscalco, che
+con tal nome solea chiamare il ragazzo). Ma per Dio! facesti un cattivo
+mercato.»
+
+«Chiunque tu sia, disse Tressiliano voltosi al maniscalco, tu non corri
+alcun rischio con me, ma è d’uopo che tu mi dica il perchè eserciti il
+tuo mestiere in un modo sì misterioso, e sì stravagante.»
+
+Al qual proposito rispose in tuono minaccevole il fabbro: «Chi è che
+ardisce interrogare il guardiano del castello di _Cristallo di Luce_,
+il signore del _Leon Verde_, il padrone del _Drago Rosso_? ritirati,
+allontanati, prima ch’io chiami dagli abissi _Talpach_ colla sua lancia
+di fuoco a ridurti in atomi e in cenere;» ed accompagnò tai detti coi
+gesti che loro si confacevano, brandendo in aria formidabile il suo
+martello.
+
+«Taci là, vile impostore, disse Tressiliano: credi tu spaventarmi
+con questo dialetto del tuo mestiere? seguimi tosto innanzi ad un
+magistrato, se non vuoi sapere come è fatto il filo della mia sciabola.»
+
+«Acquetati, buon Wayland, disse Riccardo, le parolone non ti gioveranno
+nulla in quest’oggi, e conviene prendere la cosa in altro tuono.»
+
+«Io credo, signore, (disse il maniscalco in aria sommessa, e abbassando
+il martello) che quando un pover’uomo fa bene i suoi affari, gli sia
+permesso il farli nel modo che più gli conviene. Il vostro cavallo è
+ferrato, il maniscalco non avanza nulla. Che vi resta da far meglio del
+rimontare a cavallo, e continuare per la vostra via?»
+
+«Sì, mi resta da far meglio, rispose Tressiliano, perchè è dovere
+d’ogni uomo onesto lo smascherare i ciarlatani e gl’impostori. Questo
+tuo modo di vivere fa che io ti sospetti d’essere l’uno e l’altro.»
+
+«Se voi siete a ciò risoluto, o signore, non potrò salvarmi che usando
+la forza, nè vorrei adoperarla contro di voi, signor Tressiliano.
+(Ognun giudica come il Cavaliere restasse maravigliato in udire il suo
+nome profferito da costui). Non che io tema le vostre armi, continuò
+il maniscalco, ma perchè mi è noto quanto voi siete generoso ed umano,
+e che voi amereste meglio trar dagl’impacci uno sfortunato, anzi che
+cagionargliene dei maggiori.»
+
+«Questo è parlar bene, o Wayland (disse il ragazzo che con inquietudine
+aspettava la conclusione di un tale intertenimento). Ma scendiamo nella
+vostra caverna: sapete pure che l’aria aperta vi pregiudica nella
+salute.»
+
+«È vero,» rispose il maniscalco, e portandosi verso la macchia, dalla
+banda più vicina al cerchio di pietre, ed opposta a quella ove Riccardo
+aveva condotto Tressiliano nel durare della misteriosa faccenda, fu
+presto ad una porta orizzontale accuratamente nascosta in mezzo agli
+sterpi, e dopo averla sollevata, scese sotterra, scomparendo così
+agli occhi de’ due circostanti. Comunque punto da grande curiosità
+Tressiliano, esitò un momento prima di risolversi a tenergli dietro in
+quest’antro, che poteva essere una caverna di malandrini, e crebbe in
+lui la perplessità, allor quando udì una voce, che pareva uscisse dalle
+più profonde viscere della terra: «Flibbertigibbet, abbi cura d’entrare
+per l’ultimo, e di chiudere a dovere il trabocchello.»
+
+«Quanto avete veduto intorno al maniscalco Wayland vi basta, o
+signore?...» domandò lo scaltrito a Tressiliano, accompagnando tale
+inchiesta con quel maligno sorriso, che lo mostrava accorto della
+titubazione in cui stavasi il Cavaliere.
+
+«Non mi basta ancora» rispose con fermezza Tressiliano, e preso il
+suo partito, scese per la scaletta cui mettea la porta orizzontale,
+seguendolo Riccardo, che la chiuse tosto; onde a lieve crepuscolo
+che lì vedevasi succedettero buie tenebre. La scala non aveva che un
+picciol numero di gradini, e metteva ad una via stretta non più lunga
+di venti passi, in fondo alla quale scorgevasi una luce rossiccia.
+Ivi giunto Tressiliano, che non pose mai nel fodero la sua sciabola,
+e seguito passo a passo dal fanciullo, si trovò sotto una piccola
+volta, ov’era una fucina di fabbro ferraio, piena d’acceso carbone, il
+cui vapore avrebbe soffocato qualunque vivente, se non fosse sfuggito
+per alcune aperture preparatevi con grande arte. Quella luce che
+diffondevano il carbone acceso, ed una lampada sospesa da una catena di
+ferro, dava a vedere, che oltre all’incude, al mantice, alle tenaglie,
+al martello, alle masse di ferro pronte per esser poste in lavoro,
+e a tutti gli ordigni necessari ad un maniscalco, si trovavano colà
+crogiuoli, lambicchi, storte ed altri apparecchi, de’ quali fa uso la
+chimica. La figura grottesca del maniscalco, ed i lineamenti irregolari
+e maligni del ragazzo nano, veduti al lume di quel fuoco di carbone e
+d’una lampada moribonda, si accordavano sì bene col rimanente di questo
+mistico apparato, che in un secolo superstizioso, come era quello,
+poteano fare impressione anche sopra animi i più coraggiosi.
+
+Ma la natura aveva fornito Tressiliano di una grande fermezza di
+nervi, e il suo spirito fortificato da studio, e da buona educazione
+era incapace di cedere ai vani terrori. Guardandosi adunque d’intorno
+domandò nuovamente all’artefice chi egli fosse, e soprattutto dond’era
+che sapea il nome di Tressiliano.
+
+«_Vostro Onore_ dee ricordarsi, disse il maniscalco, che saranno circa
+tre anni, un bagattelliere girovago, presentatosi a certo castello
+della contea di Devon vi fece pompa delle proprie virtù, al cospetto di
+un degno cavaliere e della sua rispettabile comitiva. Comunque regni
+poca luce in questa spelonca, scorgo dalla vostra fisonomia che di ciò
+non vi siete dimenticato.»
+
+«Tu dicesti abbastanza» soggiunse Tressiliano, volgendo altrove il
+volto, ove leggevansi le amare rimembranze che nell’animo di lui si
+risvegliarono a que’ detti del maniscalco.
+
+«Il bagattelliere, continuò il maniscalco, fece sì bene la sua
+parte, che i contadini e i gentiluomini campagnuoli ivi trovatisi di
+brigata, s’indussero quasi a credere essere effetto di magia quanto
+il giocolatore faceva ad essi vedere. Ma trovavasi in quel luogo una
+donzella di quindici anni all’incirca, la più avvenente di quante io
+abbia mai viste, il cui volto color di rosa impallidì all’aspetto delle
+maraviglie che costui operava.»
+
+«Taci una volta, disse Tressiliano, taci una volta. Parlasti anche
+troppo.»
+
+«Io non vorrei offendere _vostro Onore_, ma non credeste già avere io
+dimenticato, che per calmare i timori di quella vaga fanciulla, le
+spiegaste il modo onde si operavano questi incanti, e che metteste a
+cattivo passo il povero bagattelliere, scoprendo i misteri della sua
+professione con tanta dottrina da farvi credere un suo confratello. Oh
+com’era bella! Un solo sorriso di essa valeva più...»
+
+«Finiscila, te ne supplico: non ho dimenticata la sera di cui mi parli:
+essa entra nel piccolo numero delle sere felici ch’io m’abbia mai
+conosciute.»
+
+«Ella dunque se n’è andata (disse il maniscalco che dal sospiro con
+cui le parole di Tressiliano vennero accompagnate giudicò morta quella
+donzella) e andata per sempre! così giovane, così leggiadra, così amata
+da tutti! Ma io domando perdono a _vostro Onore_; vedo che avrei dovuto
+battere il ferro sopr’altra incude, e che in vece l’ho conficcato nelle
+carni vive.»
+
+E pronunciò tai detti con un tuono, che lo dimostrava sinceramente
+commosso da rincrescimento e pietà, comunque rozzi fossero in lui i
+modi di esprimere tai sentimenti. Laonde Tressiliano prese opinione più
+favorevole del povero artefice, che egli aveva giudicato da principio
+con alquanta severità. Ma nulla è più fatto per cattivare a sè il cuore
+d’un uomo sfortunato, siccome il dimostrarsi impietosito delle sciagure
+cui egli soggiace.
+
+«Se non m’inganno, disse Tressiliano dopo un istante di silenzio, tu
+eri allora un uomo gioviale, capace d’intertener bene una brigata non
+solamente con giuochi, ma facendo racconti ed intonando ballate. D’onde
+accade che tu sia divenuto artefice in sì strana guisa, e in questa sì
+orribil dimora?»
+
+«La mia storia non è tanto lunga, rispose Wayland, e se _vostro Onore_
+vuol sedersi, gliela racconterò.»
+
+Così dicendo, accostò al fuoco uno sgabelletto fatto a treppiedi,
+prendendone un altro per sè, come fece pure Riccardo, che sedutosi
+appiè del maniscalco, tenea gli occhi fisi sopra di lui; onde le
+brutte forme di questo fanciullo schiarite meglio dal fuoco della
+fucina, si vedeano accese di una vivissima curiosità. Quindi gli
+disse il maniscalco: «Tu pure saprai la storia della mia vita. Ben mi
+prestasti servigi tali da meritarti la mia confidenza. Poi, tanto vale
+il raccontare le cose mie in tua presenza, che lasciartele indovinare,
+perchè la natura non ha mai nascosto un ingegno più acuto sotto una
+scorza sì laida. Ebbene, o signore, eccomi ai vostri comandi, ed
+incomincio tosto la mia narrazione. Ma non accetterete voi un bicchiere
+di _ala_? Non ne vado sprovvisto, benchè mi vediate in sì povero
+soggiorno.»
+
+«Ti ringrazio, disse Tressiliano, ma veniamo alla tua storia perchè ho
+poco tempo da perdere.»
+
+«Non vi pentirete di tale indugio, perchè in questo mentre il vostro
+cavallo farà miglior pasto che non lo fece stamane, e avrà maggior
+gagliardia pel rimanente del viaggio.»
+
+Wayland abbandonò per un istante la sua dimora sotterranea, e
+ritornatovi dopo qualche minuto, incominciò la sua storia, come si
+vedrà nel seguente capitolo.
+
+
+
+
+CAPITOLO III.
+
+ »Il valor di sue parole
+ »Può cangiar, s’ei così vuole,
+ »Tutto questo pavimento
+ »In un lastrico d’argento.
+ _Favole di Cantorbery_.
+
+
+«Imparai da giovane l’arte del maniscalco, disse Wayland, e conosceva
+questo nobil mestiere al pari d’ogn’altro che cignesse grembiule di
+cuoio, e avesse la faccia e le mani annerite dal fumo. Ma stanco di
+cantare battendo l’incude, mi diedi a correre il mondo, e così entrai
+in conoscenza con un celebre bagattelliere, il quale accorgendosi
+che le sue dita cominciavano a farsi men agili ai mestieri dell’arte
+professata, pensava all’espediente di educarsi un allievo. Io lo servii
+per sei anni, sintantochè fui ricevuto maestro nel novello mio stato.
+Me ne appello a _vostro Onore_, sul cui giudizio si può far conto. Non
+adempieva io la mia parte passabilmente?»
+
+«Non si poteva farlo meglio, disse Tressiliano, ma spicciati presto.»
+
+«Poco dopo il tempo in cui alla vostra presenza feci maravigliata della
+mia destrezza la conversazione di sir Ugo Robsart, presi la carriera
+del teatro, ove nello scopare il palco, io non aveva chi potesse starmi
+a prova fra gli scopatori di granai, anche i più accreditati. Ma le
+poma erano sì a buon mercato in quell’anno, che gli spettatori non ne
+mangiavano mai che un boccone o due, e gettavano il rimanente sulla
+testa dei personaggi a mano a mano del loro comparire sulla scena.
+Questo incidente mi disgustò della professione; onde rinunziando la
+mezza parte ch’io aveva nella compagnia, lasciai le mele ai miei
+colleghi, i coturni al direttore, poi volsi le calcagna al teatro.»
+
+«E qual nuovo stato abbracciasti tu allora?» domandò Tressiliano.
+
+«Divenni per metà collega, per metà servitore d’un uomo fornito di
+molta sapienza e di poco danaro, che faceva il mestiere di medico.»
+
+«Che vuol dire, soggiunse Tressiliano, tu eri il pagliaccio del
+ciarlatano.»
+
+«Qualche cosa di più, ottimo signor Tressiliano, permettetemi dirlo;
+benchè volendo dar loda al vero, si operasse talora a fortuna, e
+quello ch’io aveva imparato ne’ miei primi studii per rendermi utile
+ai cavalli, giovò più d’una volta alla specie umana. Perchè in fine
+poi, i germi delle malattie sono tutti gli stessi; e se la trementina,
+il catrame, la pece, e il grasso di bue, mescolati colla gomma, colla
+resina, e con uno spicchio di aglio, hanno virtù di guarire un cavallo
+offeso da un chiodo, non vedo ragione perchè la stessa ricetta non
+debba far bene ad un uomo trafitto da un colpo di spada. Ma la scienza
+del mio maestro andava più in là della mia, e si estendeva sopr’altri
+rami. Oltre all’essere un medico pratico de’ più coraggiosi, egli
+era anche, se volete, un di quelli che si chiamano _iniziati_. Niuno
+meglio di lui leggeva nelle stelle, e coll’aiuto della genetliologia,
+come diceva egli, o fosse poi anche in tutt’altra maniera, vi predicea
+l’avvenire. Profondissimo chimico, sapeva distillare i semplici, aveva
+fatti molti tentativi per fermare il mercurio, e si trovava lì lì per
+iscoprire il _lapis philosophorum_. A tale proposito conservo tuttavia
+alcuni versi, ch’egli custodiva gelosamente, e se _vostro Onore_
+arriva ad intenderli, è più sapiente di tutti coloro che li lessero, e
+probabilmente anche di chi gli ha fatti.»
+
+Nel medesimo tempo consegnò a Tressiliano un foglio di pergamena,
+ov’erano dipinti, e di sopra, e di sotto, e nei margini i segni
+zodiacali, e pieno in oltre di caratteri greci, ebraici e talismanici.
+Vi stavano in mezzo quattro versi sì bene scritti, che a malgrado
+dell’oscurità del luogo, Tressiliano li potè leggere senza fatica. Tale
+capolavoro di poesia era il seguente:
+
+ »Si fixum solvas, faciasque volare solutum,
+ »Et volucrem figas, facient te vivere tutum;
+ »Si pariat ventum, va’ et auri pondere centum,
+ »Ventus ubi vult spirat: — Capiat qui capere potest».
+
+«Tutto quanto v’intendo, disse Tressiliano, è, che l’ultima linea
+non è un verso, e che le quattro ultime parole sembrano voler dire:
+_m’intenda chi può_.»
+
+«E v’assicuro bene esser questa la massima, con cui si regolava sempre
+il mio degno padrone ed amico, dottor Doboobie. Ma finalmente burlato
+dalla propria immaginazione medesima, e impazzito dietro alla sua
+cara chimica, spese ingannando se stesso tutto il denaro, che aveva
+guadagnato ingannando gli altri. Non ho mai saputo se avesse scoperto a
+caso, o fatto fabbricare in segreto egli stesso questo laboratorio ove
+era solito venirsi a rinchiudere, lontano così dai suoi infermi come
+dai suoi scolari. Fu creduto, che queste lunghe e misteriose assenze
+dalla città di Faringdon, luogo ordinario di sua dimora, fossero
+prodotte dagli studii delle scienze mistiche, e da un commercio ch’egli
+avesse col mondo invisibile. Fece prova d’ingannare me parimente; ed io
+voleva fingermi persuaso delle baie onde a mano a mano mi regalava; ma
+ben s’accorse ch’io conosceva tutti i suoi segreti, per lo che cominciò
+a non garbargli troppo la mia compagnia. Intanto il nome di costui
+acquistò celebrità, e la maggior parte di quelli che si conducevano a
+consultarlo, venivano persuasissimi ch’ei fosse uno stregone. Dopo di
+che, l’ottenuta fama d’essere iniziato nelle scienze occulte, guidò
+segretamente ad ascoltarne gli oracoli, personaggi potenti, che il
+nominare non sarebbe prudenza; ed i quali macchinavano divisamenti
+pericolosi, e che non giova qui il menzionare. Allora insorsero
+contr’esso molti nemici, e la cosa si terminò col predicargli la croce
+addosso, e col minacciarne la vita; ed io innocente cooperatore de’
+suoi studii, venni soprannominato _il Bastone del diavolo_, titolo
+che mi fruttava una scarica di sassi sulla persona ogni qual volta
+mi mostrava in qualche vicino villaggio. Per finirla, il mio padrone
+disparve improvvisamente, dicendomi che andava a lavorare in questa sua
+segreta officina, e vietandomi di venirlo qui a disturbare prima che
+fossero trascorsi due giorni. Passato un tale intervallo, mi trasportai
+in questo luogo; e rinvenni il fuoco estinto, tutti gli ordigni chimici
+in pieno sconquasso, ed una lettera del dotto Doboobie, che dotto ei
+soleva chiamarsi da se medesimo. Con questa mi avvisava, che non ci
+saremmo più riveduti, lasciandomi in legato le sue suppellettili, e
+la pergamena che vi feci vedere. Mi consigliava inoltre di seguire a
+tutto punto le istruzioni, che vi si contenevano, essendo quella la via
+infallibile di pervenire alla _grand’opera_.»
+
+«E tu ti sarai tenuto ad un così savio consiglio?»
+
+«Oh! no signore. Prudente io e sospettoso per natura, oltrechè non
+sapeva troppo bene con chi mi avessi a bazzicare, feci una visita
+per ogni dove, e fortunatamente la feci prima d’accendere il fuoco,
+perchè rinvenni un piccolo barile di polvere ch’egli aveva con gran
+cura nascosto sotto il cammino del focolare, venuto cred’io nel
+caritatevol disegno di farmi trovare morte e sepoltura in questo
+luogo, e ciò appunto nell’atto che mi sarei dato alla _grand’opera_
+della trasmutazione dei metalli. Vi giuro che una tale scoperta mi
+fece passare ogni voglia d’Alchimia, e divenni più che mai desideroso
+di tornare onestamente all’incude ed al martello. Ma chi voleva far
+ferrare un suo cavallo dal _Bastone del Diavolo_? Per buona sorte
+contrassi amicizia con questo bravo Flibbertigibbet; che col suo
+maestro Erasmo Holyday si trovava in allora a Faringdon, e tale
+amicizia mi venne dall’avergli insegnati alcuni segreti, fatti per
+piacere ad uno della sua età. Tenemmo consiglio insieme, e risolvemmo,
+che non potendo io sperare di procacciarmi avventori col seguire le vie
+ordinarie, avrei provato a guadagnarmeli profittando della credulità di
+questi villani. Ne sia tutta la lode a Flibbertigibbet, che ha fatto
+tutto il mio credito, gli avventori non mi sono mancati. Ma mi avvedo
+che sforzo troppo la carta; e temo non la finiscano col credermi uno
+stregone, e come tale farmi un brutto servigio. Perciò nulla bramerei
+ora di meglio quanto un’occasione di abbandonare la mia fucina, se
+trovassi qualche personaggio di gran conto, che mi volesse proteggere
+contro la furia della ciurmaglia, caso che venissi ad essere scoperto.»
+
+«Conosci tu bene le strade di questo paese?» gli domandò Tressiliano.
+
+«Di notte come di giorno» rispose Wayland.
+
+«Ma tu non avrai sicuramente cavallo?»
+
+«Vi chiedo scusa. Mi dimenticai dirvi esser questa la migliore eredità
+ch’io mi abbia fatta dal dottore, eccetto due o tre segreti di
+medicina, che m’appropriai suo malgrado.»
+
+«Ebbene, va a lavarti il volto e le mani, butta via questa ridicola
+pelle, vestiti il più convenientemente che puoi, e se ti comporterai
+con saviezza e fedeltà, ti permetto seguirmi per qualche tempo finchè
+siano dimenticati i tuoi giuochi di mano. Credo che non ti manchino
+coraggio e destrezza, ed ho intavolati certi affari, che possono
+abbisognare d’entrambe queste prerogative.»
+
+Wayland senza farsi pregare abbracciò un tale partito, assicurando il
+suo novello padrone di prestargli fedelissimo ed affezionato servigio.
+In pochi minuti, col prendere nuovi abiti e coll’aggiustarsi la barba
+e i capelli, si trasformò in guisa tale, che Tressiliano non potè
+ristarsi dal dirgli: «Credo che omai non abbisogni di protettore,
+perchè chi avvi mai fra quelli che ti conoscevano anticamente, il quale
+possa sotto questi abiti ravvisarti?»
+
+«I miei debitori no, perchè non mi vorrebbero pagare (disse Wayland
+scotendo la testa), ma quanto ai creditori di ogni specie, oh! vi dico
+bene che non sarebbe sì facile l’accecarli, nè mi terrei sicuro, se non
+mi fossi posto sotto la protezione d’un personaggio pari a voi e per
+natali e per fama.»
+
+Detto ciò, prese per uscire della caverna la stessa strada, d’onde
+tutti e tre vi erano entrati. Tressiliano lo seguì, e Riccardo che li
+raggiunse qualche minuto dopo, comparve carico di tutta la bardatura
+di un cavallo. Wayland chiuse quella porta orizzontale, ponendo molta
+accuratezza nel ricoprirla; «Chi sa, diss’egli, che non mi torni
+un’altra volta a proposito questa caverna? Poi gli ordigni che vi
+lascio hanno sempre un qualche valore.» Mandò un fischio, ed un cavallo
+che pascolava nella più vicina prateria, comparve a quel segnale a
+cui già tal bestia era avvezza. Mentre Wayland mettea la sella al suo
+cavallo, Tressiliano saliva sul proprio, dopo averne ristretta la
+cinghia.
+
+Intantochè Wayland montava a cavallo, così gli disse Riccardo. «Voi
+siete dunque per abbandonarmi, o antico mio collega, e mi togliete
+per sempre il piacere di ridere alle spalle di tutti que’ goffi, che
+tremavano dalla testa ai piedi quando io li conducea qui per far
+ferrare i loro cavalli dal diavolo e dai suoi ministri?»
+
+«Che vuoi farci, mio caro Flibbertigibbet? rispose Wayland: anche
+i migliori amici, bisogna che si lascino presto o tardi; ma te ne
+accerto, mio caro ragazzo, tu sei la sola cosa per cui mi rincresca
+abbandonare la vallata di White-Horse.»
+
+«Oh! non vi dico per questo l’ultimo addio. Voi sarete sicuramente
+a quelle belle feste che stanno per celebrarsi, e non mancherò di
+trovarmivi io pure; perchè se il sig. Holyday non mi ci vuol condurre,
+giuro per la luce di quel sole, che non è mai entrato nella vostra
+fucina, mi darà l’animo di venirci da me.»
+
+«Bada, Flibbertigibbet, a non far corse in fallo.»
+
+«Voi vorreste far di me un fanciullo, e di que’ fanciulli che corrono
+rischio se muovono un solo passo non tenuti per le cordicelle. Oh!
+vi proverò il contrario, e non sarete lontano un miglio da queste
+pietre, allorchè v’accorgerete che non mi diedero fuor di proposito il
+nome di spirito folletto. A quest’ora, e lo saprete fra poco, ho già
+meditata una cosa, che vi tornerà di grande vantaggio, purchè sappiate
+approfittarne.»
+
+«Che intendi tu dire?» gli chiese tosto Tressiliano. Ma il fanciullo
+non rispose che con una capriola, ed esortandoli entrambi che non
+frapponessero alla partenza verun indugio, ne diede ad essi l’esempio,
+prendendo a tutte gambe il sentiero della sua capanna, e sfoggiando
+tutta quella medesima agilità che dianzi aveva opposta a Tressiliano,
+allorchè questi lo volle indarno raggiugnere.
+
+«Sarebbe inutile il tenergli dietro, disse Wayland, e tanto varrebbe
+l’accignersi a seguire una lodola per aria. Per altra parte a che
+monterebbe? La miglior cosa da farsi per noi è quella di seguire il suo
+consiglio ed andarsene.»
+
+Tressiliano fece comprendere al compagno il luogo, verso cui bramava
+indirizzarsi, e si misero insieme in cammino.
+
+Non avevano essi fatto un miglio, quando Tressiliano si avvide che il
+proprio cavallo era in maggior ardenza di quanta ne avesse avuta il
+mattino all’atto in cui lo salì, e tal cosa ei fece osservare a Wayland.
+
+«Ho piacere che ve ne siate accorto, questi rispose; tale è l’effetto
+d’uno dei miei segreti, da me aggiunto alla misura di biada che gli
+somministrai. Di qui a sei ore almeno, _vostro Onore_ non abbisognerà
+più di servirsi de’ suoi speroni. Credete voi che per nulla io abbia
+studiato la medicina e la farmacia?»
+
+«Spero bene non gli avrai dato nulla, che possa fargli del male.»
+
+«Credete che gli potesse produr male il latte della cavalla che lo
+nudrì? Tanto gliene produrrà il mio segreto.»
+
+E si diffondeva Wayland in fare encomi all’efficacia di tal suo
+segreto, allorchè l’attenzione d’entrambi fu interrotta da uno scoppio,
+violento quanto quello di una mina che faccia saltare all’aria i
+baluardi d’una città assediata. I due cavalli fecero un salto, nè men
+sorpresi si dimostrarono quelli che vi stavano sopra. Si volsero essi,
+e verso la parte appunto che abbandonarono, videro una densa colonna di
+fumo, che sorgendo altissima, copriva il cielo a guisa di nuvola.
+
+«Ecco la mia fucina andata al diavolo! (sclamò Wayland, indovinando
+subito il motivo di tale scoppio). Ho avuto poco giudizio allorchè
+parlai alla presenza di Flibbertigibbet dei divisamenti caritatevoli,
+che aveva sulla mia casa il dottor Doboobie. Dovea ben io immaginarmi
+che quel demonio di ragazzo non avrebbe avuto più pace se non mandava
+a termine tale impresa. Ma adesso bisogna raddoppiare il passo, perchè
+questo romore metterà sossopra tutto il paese.»
+
+Detto ciò, punse leggermente il fianco del suo cavallo, e fattosi
+altrettanto da Tressiliano, di gran galoppo si allontanarono da quel
+luogo.
+
+«Era questo dunque il senso misterioso di que’ detti con cui ci lasciò!
+soggiunse Tressiliano. Ma ciò è ben altro che una vivacità da ragazzo.
+Per poco che avessimo indugiata la partenza, eravamo già sepolti sotto
+quelle rovine.»
+
+«Oh! ci avrebbe avvertiti, disse Wayland, ed ho osservato che tornò
+più volte addietro per assicurarsi se eravamo in cammino. Egli è bensì
+un vero diavolo quanto a malizia, ma non però un diavolo cattivo. Ci
+vorrebbe troppo se dovessi raccontarvi tutte le impertinenze che mi ha
+fatte cominciando dal momento che strinsi lega con lui. Ma gli debbo
+altresì gratitudine d’avermi prestati rilevanti servigi, e quello
+soprattutto di condurmi avventori. Non v’era maggior delizia per lui
+quanto il veder que’ poveri contadini, che non ne potevano più di paura
+stando dietro la macchia ad udire il rimbombo del mio martello. Io
+credo, che la natura abbia messo in quella testa difforme una doppia
+quantità di cervello, per dargli almeno il compenso di saper ridere a
+spese di quegli sciocchi, che fanno le maraviglie della sua orridezza.»
+
+«Forse è così, disse Tressiliano. Coloro che la stranezza del loro
+esterno separò in tal qual modo dalla società, se non odiano il
+rimanente del genere umano, sono certamente propensi a prendersi spasso
+delle sue follie, e talvolta ancora, che è peggio, delle disgrazie che
+non li toccano.»
+
+«Però Flibbertigibbet, rispose Wayland, possede tali prerogative per
+cui gli si perdonano volentieri le sue stesse furfanterie. Non nego
+che si diletta far burle un po’ forti veramente agli estranei, ma
+è indicibile la fedeltà, onde si fa pregio verso coloro ai quali è
+affezionato, e non è senza motivo, come già vi dissi, ch’io parlo così.»
+
+Tressiliano non andò più avanti in questo intertenimento, e il loro
+viaggio fu continuato senza incidenti, e senza avventure sino alla
+città di Marlborough, divenuta celebre di poi per aver dato il suo
+nome al più grande generale, eccettone uno, che l’Inghilterra abbia
+prodotto. Ivi i nostri due viaggiatori riconobbero nel tempo stesso la
+verità di due antichi proverbi, l’un dei quali è, che le cattive novità
+hanno le penne, l’altro, che chi sta ad ascoltare alle porte non ode
+mai dir bene di se medesimo.
+
+La corte dell’osteria ove smontarono stava in una specie di sconquasso,
+e a stento trovarono essi chi prendesse cura de’ loro cavalli, tanto
+ognuno era intento alla notizia sparsa d’intorno, e che correva di
+bocca in bocca. Rimasero qualche tempo senza poter discoprire di che si
+trattasse, ma finalmente compresero che la cosa agitata da quella gente
+li riguardava assai da vicino.
+
+«Abbiam capito, signori, abbiam capito, (rispose finalmente lo
+stalliere alle ripetute chiamate di Tressiliano). In verità so appena
+dov’io m’abbia la testa. È passato di qui, son minuti, un viaggiatore,
+che ne ha raccontato.... voi altri sicuramente avrete inteso a nominare
+il maniscalco Wayland, che abitava, non si sa bene in qual parte della
+vallata di White-Horse. Ebbene, questa mattina, il diavolo se lo è
+portato via con uno spaventevole fracasso, in mezzo ad una colonna di
+fuoco e di fumo, e nel far questo ha mandata all’aria una collina su di
+cui vedevasi un cerchio di grosse pietre. A quanto pare, l’abitazione
+di Wayland era lì.»
+
+«Vi dico la verità, tal cosa mi dispiace, disse allora un vecchio
+fittaiuolo, poichè questo Wayland, poco importa che avesse o no
+patto col diavolo, possedeva eccellenti rimedi contro le malattie
+dei cavalli, e d’or innanzi la vedo brutta per que’ galantuomini che
+avranno cavalli rognosi, se il demonio non ha dato tempo a Wayland di
+far testamento, e di lasciare a qualcheduno il suo segreto.»
+
+«Dite ottimamente, Gaffer Grimesby, si fece a dire lo stalliere.
+Anch’io una volta gli ho condotto un cavallo, nè vi era in tutto il
+paese un maniscalco abile al pari di lui.»
+
+«L’avete veduto, Giacomo?» domandò a questo stalliere madonna Alison
+Cicogna, padrona di quell’osteria, la cui insegna presentava l’uccello
+di questo nome, vero emblema quanto al collo e alle gambe del marito
+della Alison. Chiamavasi questi Goodman Cicogna, ed il contegno
+sommesso e rispettoso ch’egli teneva alla presenza della sua cara metà,
+ben dimostrava come madonna Alison era degna di portare in vece del
+marito anche quella parte di vestimento, che per lo più suol essere
+riserbata al solo sesso mascolino.
+
+Pure in tale occasione, prese coraggio a ripetere in questi termini
+l’interrogazione fatta dalla moglie: «Avete veduto il diavolo, Giacomo?»
+
+«Sì! come doveva io fare a vederlo?» rispose sgarbatamente costui,
+perchè in questa casa l’esempio della padrona non inspirava ai famigli
+grande rispetto verso quello che li stipendiava.
+
+«Gli è perchè, se lo aveste veduto, rispose il pacifico Goodman
+Cicogna, avrei avuto gusto di sapere come il diavolo sia fatto.»
+
+«Oh? vi avanzerà tempo per impararlo a conoscere, gli rispose la
+carezzevole compagna, sempre che non mutiate registro di vita, e non
+cominciate a pensare un po’ più a’ vostri affari senza impacciarvi
+tanto in quelli degli altri. Ma però, Giacomo, non sarei malcontenta io
+pure d’intendere come fosse fatto questo Wayland.»
+
+«È quanto mi è impossibile il dirvi, buona padrona Alison (rispose lo
+stalliere in modo ben più rispettoso, che non aveva usato col padrone)
+perchè non l’ho mai veduto.»
+
+«Ma senza vederlo, disse allora Gaffer Grimesby, come hai potuto dargli
+a comprendere la malattia del tuo cavallo?»
+
+«La feci scrivere dal maestro di scuola; e mi fu guida il più brutto
+aborto di ragazzo, che madre natura abbia formato giammai.»
+
+«E che rimedio ordinò? — Il cavallo guarì?» — Queste furono le
+interrogazioni che s’intesero da molte bande.
+
+«Non vi dirò il nome di questo rimedio, perchè lo lasciò sopra una
+grossa pietra. Mi feci però coraggio per metterne in bocca tanto,
+quanto è grosso il pomello di una spilla. Al gusto e all’odore si
+sarebbe detto che fosse un miscuglio di corno di cervo e d’erba savina,
+stemprati nell’aceto; ma non par possibile che una tal droga di per se
+stessa guarisca un cavallo con tanta prontezza. Oh! lo veggo anch’io;
+non sarà sì facile d’ora in avanti il risanar dalla rogna i nostri
+cavalli.»
+
+L’amor proprio, che, senza distinzione di stati o di condizioni, fa
+nido in tutti gli animi umani, ebbe tanto potere in quel punto sopra
+Wayland, che dimenticò il pericolo cui si sarebbe esposto dandosi a
+conoscere; onde non potè ristarsi dal volgere di soppiatto un’occhiata
+a Tressiliano, sorridendo misteriosamente, e quasi volesse dirgli: «Voi
+gli udite! eccovi altrettante prove irrefragabili della mia sapienza.»
+Continuava intanto quell’intertenimento.
+
+«Non fa niente (disse un grave personaggio vestito di nero, e venuto lì
+in compagnia di Gaffer Grimesby). È assai meglio veder morire i nostri
+cavalli della malattia che vorrà mandar loro il Signore, che farli
+curare dal diavolo.»
+
+«È vero, disse l’ostessa, e sono molto maravigliata, che Giacomo abbia
+voluto mettere a repentaglio la sua anima per quella rozza di cavallo.»
+
+«Dite bene, padrona, rispose Giacomo, ma quella rozza apparteneva al
+padrone col quale allora io mi stava. Supponete fosse stata vostra.
+Che avreste voi detto, se per paura del diavolo non l’avessi fatta
+medicare? Poi, ci pensi il Clero. Ognuno si prenda brighe delle sue
+faccende, dice il proverbio. Il ministro della Chiesa pensi al suo
+vangelo, e lo stalliere alla sua stregghia.»
+
+«Io protesto, disse madonna Alison, che Giacomo parla qual deve un buon
+cristiano, ed un servo fedele, che non risparmia, nè anima, nè corpo
+per l’interesse de’ suoi padroni. Vi dirò bene che il diavolo si è
+portato via a tempo questo maniscalco, perchè un uffiziale del cantone
+è venuto questa mattina a cercare il vecchio Pinniewink, famoso per
+avere fatto i processi a tante streghe, e dovevano andare insieme nella
+vallata di White-Horse per arrestare questo Wayland, e convincersi se
+era veramente uno stregone. Ho aiutato io medesima il Pinniewink ad
+aguzzare le sue molle e i suoi punteruoli, ed ho veduto il decreto
+d’arresto spedito dal giudice Blindas.»
+
+«Sì, che avrebbero fatto molto, disse la vecchia Crank, lavandaja
+e cattolica; il diavolo si sarebbe riso di Blindas, del suo ordine
+d’arresto, di Pinniewink e delle sue molle; e le carni di Wayland
+avrebbero tanta paura del punteruolo, quanta ne ha del ferro da
+stirare un collare di tela batista increspato. Ma badate a me, brave
+persone. Il diavolo avrebbe egli avuto potere di privarvi con questa
+disinvoltura dei vostri maniscalchi e dei vostri artefici, allorchè gli
+abati d’Abingdon erano padroni del paese?.... Oh! no per la Vergine.
+Essi sapevano scongiurarlo e non lo lasciavano venire avanti. Dite ai
+vostri ministri di farne altrettanto.»
+
+Questo sarcasmo, che feriva la chiesa riformata, mise in mezzo a quella
+discussione il tumulto, e Tressiliano ne profittò per entrare con
+Wayland nella casa. Goodman che lor tenne dietro li fece entrare in una
+stanza particolare, ove li lasciò soli intanto che andò ad ordinare
+quella refezione di cui lo chiesero.
+
+«Voi vedete, o signore, disse allora a Tressiliano Wayland con tuono
+grave e trionfante, voi vedete che non v’ingannai, allor quando
+mi diedi presso voi per iniziato in tutti i misteri dell’arte del
+maniscalco, persona sì ragguardevole appo i Francesi, che diedero così
+a lui, come ai primi uffiziali della Corona il nome di _marescialli_.
+Questi cani di stallieri, i quali poi sono in sostanza i migliori
+giudici in sì fatte cose, ben sanno in quanto pregio debbano aversi i
+medicamenti. Vi prendo in testimonio, sig. Tressiliano, se non furono
+solamente le voci della calunnia e l’opera della violenza, che mi
+costrinsero ad abbandonare questo decoroso ed utile mestiere.»
+
+«Non mi ristarò mai dal renderti tal giustizia, mio caro amico, ma
+parleremo di ciò a miglior tempo, semprechè non credessi tu necessario
+all’aumento di tua fama il far conoscenza colle molle e coi punteruoli
+del dotto sig. Pinniewink; perchè tu vedi che le stesse persone più
+ardenti in tuo favore ti notificano per uno stregone.»
+
+«Che Dio perdoni a costoro i quali confondono la scienza colla magia!
+Ma io spero che un galantuomo possa possedere abilità al pari, e più di
+chiunque espertissimo chirurgo abbia mai tastato polso a cavalli, e non
+aver patto col diavolo.»
+
+«Lo spero anch’io. Ma taci ora: è qui l’ostiere, che a quanto mostra in
+fisonomia non ha comuni con noi queste speranze.»
+
+Ognuno dell’osteria era talmente immerso ne’ pensieri di questa
+sparizione di Wayland, portato via dal diavolo, e nel confrontare le
+diverse tradizioni che su di tale argomento si moltiplicavano e si
+ingrandivano ad ogni istante da tutte le bande, che Goodman non potè
+farsi aiutare fuorchè dal più giovane de’ suoi garzoni, d’età in circa
+ne’ dodici anni, e di nome Sansone.
+
+«Io vorrei (diss’egli, scusandosi con quegli ospiti sull’averli fatti
+aspettare, e mettendo sulla tavola un fiasco di vino) che il diavolo
+si fosse portato via mia moglie e tutti i miei famigli in luogo di
+questo Wayland, che a ben pesare tutte le cose, non meritava quant’essi
+l’onore concedutogli da Satanasso.»
+
+«La penso anch’io così, buon galantuomo, disse Wayland; e berremo
+insieme una tazza di vino all’adempimento dei vostri auguri.»
+
+«Non è per pretendere di giustificare nessuno, che faccia lega col
+diavolo, disse Goodman dopo avere bevuto, ma gli è che.... Avete mai
+gustato un vin di Canarie più squisito di questo, miei signori?...
+gli è che si vorrebbe aver faccende con una dozzina di rompicolli
+come Wayland, anzichè con un diavolo in carne, con cui si è obbligato
+trovarsi sempre a tavola ed a letto. Quanto a me, vorrei, anzichè
+continuare una tal vita...»
+
+Ma sul più bello venne interrotto dalla voce aspra della sua metà, che
+stava chiamandolo dalla cucina; onde dopo avere chiesto perdono agli
+ospiti, uscì affrettatamente di quella stanza.
+
+Partito appena costui, Wayland pose in opera tutti gli epiteti di
+sprezzo, fornitigli dal vocabolario della sua lingua contro questo
+ostiere, cui diede nome di gallina tuffata nell’acqua per tale suo
+nascondere la testa entro il grembiule della moglie, e soggiunse, che
+se le loro cavalcature non avessero avuto gran bisogno di riposo e di
+nudrimento, sarebbe stato per pregare il signor Tressiliano a tirare
+avanti ancora per qualche miglio, piuttostochè pagar conti ad un uomo,
+che era l’infamia del proprio sesso.
+
+Intanto il comparire d’un buon piatto di garretto di bue condito col
+lardo, temperò alquanto il mal umore venuto nel nostro maniscalco,
+mal umore che affatto si dileguò all’arrivo di un bellissimo cappone
+arrostito in quell’istante, e coperto di falde di lardo, che al dir di
+Wayland, spumeggiavano come rugiada di maggio al di sopra di un giglio.
+Goodman e la moglie di questo, Alison, divennero allora ai suoi occhi
+persone stimabili, industri e persino gentili, che meritavano ogni
+genere d’incoraggiamento.
+
+Giusta l’usanza di que’ tempi, il padrone ed il servo sedettero ad un
+medesimo desco, ma il secondo si accorse con dispiacere che l’altro
+faceva poco onore alla mensa. Ricordandosi però il turbamento dianzi
+nato in Tressiliano all’udir soltanto rammemorare la giovine donzella,
+nella cui abitazione l’uno e l’altro si conobbero la prima volta,
+temette Wayland di rinovare con indiscrete interrogazioni una ferita,
+a quanto gli parea, troppo acerba nel cuore del Cavaliere, e mostrò
+di attribuire ad altra cagione la poca voglia di cibarsi che in esso
+scorgea.
+
+«Forse queste vivande non sono assai dilicate per _vostro Onore_ (gli
+disse facendo sparire il terzo quarto di cappone, da cui Tressiliano
+non avea tolto che un’ala). Ma se aveste alloggiato tanto tempo
+quant’io vi stetti nel sotterraneo, a cui Flibbertigibbet ha or or dato
+aria, in quel sotterraneo ove io ardiva appena di far cuocere i miei
+alimenti per paura d’essere tradito dal fumo, v’accorgereste al pari di
+me che un cappone è una squisita vivanda.»
+
+«Godo che il banchetto sia di tuo aggradimento, rispose Tressiliano;
+ma spicciati; questo luogo non è sicuro per te, e i miei affari non mi
+permettono di perder tempo.»
+
+Eglino non si fermarono adunque più di quanto bastò a restituire forza
+ed ardore ai loro cavalli, indi con incredibile velocità si spinsero
+fino a Bradford, ove passarono la notte.
+
+Ne partirono allo schiarire della domane; ma per non annoiare il
+leggitore col racconto d’inutili particolarità, ci limiteremo a dire,
+che attraversarono, senza scontrarsi in avventure, le contee di Wilt
+e di Sommerset; ond’era il terzo giorno dacchè Tressiliano partì da
+Cumnor, allorchè verso il mezzodì si trovarono al castello di sir Ugo
+Robsart, detto Lidcote-Hall sulle frontiere della contea di Devon.
+
+
+
+
+CAPITOLO IV.
+
+ »Quale invilì furía di nembo il fiore,
+ »Che fu di questa rocca e vanto e onore?
+ _Giovanna Baillie_.
+
+
+Il vecchio castello di Lidcote-Hall era situato presso al villaggio del
+medesimo nome, contiguo alla grande foresta di Exmoor, ed abbondante
+d’ogni specie di selvaggiume. Ivi antichi privilegi spettanti alla
+famiglia di Robsart, davano a sir Ugo un diritto riservato di andare
+alla caccia, passatempo a lui prediletto sopra tutti gli altri,
+come vedemmo. Questo vetusto edifizio poco alto, e che inspirava
+venerazione, teneva un grande spazio di terreno, circondato all’intorno
+da profondissima fossa. Una torre ottangola, ed un ponte levatoio
+lo difendevano contro chi ostilmente avesse preteso avvicinarvisi.
+Fabbricata di mattoni questa vecchia fortezza, le muraglie ne erano
+sì fattamente coperte di edera, e di altre piante serpeggianti, che
+sotto quel tappeto mal potea indovinarsi la materia prima adoperata
+nell’edificarla. Ogni angolo della torre andava decorato di una
+torricella, nè l’una di tali torricelle somigliava all’altra; il che
+si scostava di gran lunga dalla regolare monotonia dell’architettura
+gotica moderna. Quadrata era la base di una fra esse, e vi stava un
+orologio, ma fermo; la qual cosa sorprese tanto più Tressiliano, che
+il signore del luogo, fra l’altre sue innocenti manìe, avea quella
+di voler conoscere scrupolosamente le ore e i minuti, fantasia assai
+famigliare a tutti coloro, i quali non sanno che farsi del tempo. Nella
+stessa guisa vediamo parecchi mercanti spassarsi nel far l’inventario
+delle lor mercanzie, quando appunto vi sono minori occasioni di
+spacciarle.
+
+Entravasi nella corte del castello per una strada in volto, appena
+dentro la torre. Abbassato in quell’istante era il ponte levatoio, e
+socchiuso uno de’ battitoi della porta foderata di ferro. Tressiliano
+affrettatosi di attraversare il ponte, entrò nella corte, chiamando
+ad alta voce ognun dei servi per nome. Alla prima chiamata non gli
+risposero se non se l’eco, che ripetea la sua voce, e parecchi veltri
+che abbaiavano dal lor canile situato non lungi dal castello nel
+ricinto attorniato dalla fossa. Ei vide finalmente giugnere William
+Badger, vecchio favorito di sir Ugo, che gli era ad un tempo, e primo
+bracchiere a cavallo, e soprantendente de’ suoi piaceri, e fedele
+guardia del corpo. La fronte di quel vegliardo, dianzi cupa, si aperse
+alla vista di Tressiliano.
+
+«Che il Cielo vi protegga, sig. Edmondo Tressiliano! Siete veramente
+voi in carne ed in ossa? Avvi dunque alcun raggio di speranza per sir
+Ugo? Nessuno sa più quali vie tenere con lui, cioè nol sappiamo nè il
+ministro, nè il sig. Mumblazen, nè io.»
+
+«Sir Ugo adunque sta peggio che non quand’io lo lasciai?»
+
+«Peggio... no. Starebbe anzi meglio, perchè lo stomaco.... gli
+serve bene; ma... è la testa che è sconcertata; non v’è più luogo
+da dubitarne. Beve e mangia siccome d’ordinario, ma non dorme, o se
+vogliamo dire più acconciamente, non si sveglia mai, perchè è sempre
+in una specie di torpore, che non può dirsi nè un vegghiare, nè un
+dormire. La governante Swineford si dava a credere che fosse una specie
+di paralisia. Ma no, le dissi: il suo male sta nel cuore, solamente nel
+cuore.»
+
+«Nè potete distrarlo con qualcuno dei suoi soliti passatempi?»
+
+«Non trova più diletto in nessuna cosa. Non tocca più nè la tavola
+reale, nè il _shovel-board_; non ha guardato una sola volta il grosso
+volume di Blasone del signor Mumblazen. Mi venne in pensiere di fermar
+l’orologio, dicendo fra me stesso, che il non udire più sonare le ore
+gli darebbe uno scotimento: voi ben sapete che non si stava mai dal
+contarle. Tutta opera gettata, in guisa che fo conto ora di tornare a
+mettere in lavoro i pesi dell’orologio. Vi dirò sino, che sperando di
+farlo andare in collera, mi presi la libertà di camminar sulla coda di
+Bungay; vi è noto che cosa mi sarei buscato con ciò in altri tempi. Eh!
+non pensò alle grida del povero cane più di quanto avrebbe fatto mente
+ad una civetta che strillasse dalla sommità esterna del cammino. In una
+parola, perdo la testa io medesimo nel pensarci.»
+
+«Ebbene, William, mi racconterai il rimanente entrati che saremo in
+casa. Ma fa intanto condurre quest’uomo alla credenza, e procura gli
+sieno usati tutti i convenienti riguardi. Egli è un artefice, che sa di
+molte cose.»
+
+«Vorrei che sapesse la magia, fosse poi la nera o la bianca, purchè
+avesse abilità di portare qualche sollievo al mio povero padrone.
+Eh! Tommaso, (gridò egli al cantiniere che si mostrò ad una finestra
+bassa della corte). Prendi cura di questo artefice, e (soggiunse con
+voce sommessa) abbi occhio ai cucchiai d’argento perchè ho conosciuto
+artefici di più d’una fatta.»
+
+Indi condotto Tressiliano in una sala a pian terreno, il Badger andò a
+vedere come stava il padrone, temendo che l’inaspettato ritorno d’un
+uomo da esso amato siccome figlio, e che anzi egli si era scelto per
+genero, non producesse una impressione troppo violenta nel suo animo.
+Ma tornò addietro quasi nel medesimo istante, narrando come sir Ugo
+era poco men che sopito nella sua sedia a bracciuoli; che però, appena
+darebbe egli sentore di svegliarsi, il signor Mumblazen non avrebbe
+mancato d’avvertirne il sig. Tressiliano.
+
+«Sarà un gran caso se vi riconosce, aggiunse il bracchiere, perchè non
+si ricorda il nome d’un solo fra i suoi cani. Otto giorni fa, veramente
+io sperai d’aver causa vinta, perchè dopo aver preso la bevanda della
+sera nella sua grande tazza d’argento, mi disse: _domani mattina tu
+metterai la sella al vecchio Sorrel, e andremo a cacciare sulla collina
+di Hazelhurst_. Tutti giubilanti fummo pronti allo spuntare dell’alba,
+e salito egli a cavallo, si mise alla caccia secondo l’ordinario, ma
+non disse altra parola se non che il vento spirava da ostro, e che
+i cani avrebbero fatto male il loro dovere; ma questi non erano per
+anche sguinzagliati, quand’egli si fermò d’improvviso, guardò attorno
+di sè come uomo che si svegli subitamente da un sogno, e volgendo la
+briglia del suo destriero, tornò al castello, lasciando noi padroni di
+continuare la caccia senza di lui se così avessimo voluto.»
+
+«È ben acerbo il racconto che mi fate, o William, disse Tressiliano, ma
+speriamo in Dio, perchè omai gli uomini non possono nulla.»
+
+«Voi non ci arrecate adunque nessuna notizia della nostra giovane
+padrona Amy? Ma qual uopo omai di farvi questa interrogazione? Non me
+ne dice abbastanza la vostra fisonomia? Eppure io aveva sperato, che se
+v’era qualcuno capace di scoprirne la pesta, voi ci sareste riuscito. È
+dunque deciso, ed il male è senza rimedio! Ma se arrivo ad incontrare
+il Varney a gittata del mio archibugio, oh! non lo sbaglierò. Lo giuro
+per il pane e per il sale.»
+
+Si aperse in quell’istante la porta ed entrò nella sala il sig.
+Mumblazen, vecchio magro increspato, le cui guance parevano due mele su
+le quali sia passato tutto un inverno: le sue chiome grigie stavano in
+parte coperte sotto un piccolo cappello simile ai canestri entro cui si
+vendono le fragole a Londra, vale a dire di forma conica. Egli era uno
+di quegli uomini gravi, che temono far troppo dispendio di parole nel
+salutar qualcheduno. Laonde, chinando solamente il capo e strignendo
+la mano a Tressiliano, gli diede a comprendere come gli fosse grato
+il rivederlo, e con un cenno lo sollecitò a seguirlo nella stanza di
+sir Ugo. William Badger gli accompagnò, senza averne avuto l’ordine
+da nessuno, ma troppa curiosità lo pungea di scoprire se la presenza
+di Tressiliano trarrebbe infine dal suo torpore un padrone che tanto
+eragli caro.
+
+Sir Ugo Robsart signore di Lidcote, seduto sopra una grande sedia a
+bracciuoli, se ne stava in una vasta sala più lunga che larga, le cui
+pareti andavano ornate di corna di cervo, e di tutti gli strumenti
+necessarj alla caccia tenuti quanto meglio poteasi. La sedia ov’ei
+posava era poco distante da un grande cammino, sopra cui vedevansi una
+sciabola, ed alcune armi, come usavano i cavalieri, non però troppo
+rispettate dalla ruggine. Essendo sir Ugo fornito di un gran volume di
+corpo, il solo esercizio della caccia avea posto qualche limite alla
+pinguedine, cui egli propendea. Tressiliano credette osservare, che
+la specie di letargo nel quale giacevasi il suo vecchio amico, avesse
+aumentata questa pinguedine nelle poche settimane che l’altro rimase
+lontano. Certamente, era sparita ogni vivacità dagli occhi di quel
+vecchio infelice, i quali si portarono tosto sopra il sig. Mumblazen,
+che andò a passi lenti a sedersi dinanzi una tavola di quercia su cui
+stava aperto un grosso volume in foglio; poi si fissarono con aria
+d’incertezza sopra Tressiliano, che veniva dietro al sig. Mumblazen.
+Il vecchio ministro, che avea sofferto grandi persecuzioni ai tempi
+della regina Maria, stava seduto con un libro in mano nell’altro angolo
+dell’appartamento. Salutò egli Tressiliano con faccia mesta, e chiuso
+il volume, si diede ad esaminare qual effetto produrrebbe sull’anima di
+quell’afflitto genitore la presenza del Cavalier sopraggiunto.
+
+S’avvicinava Tressiliano, cogli occhi gonfi di lagrime, al buon
+vegliardo, che lo avrebbe voluto per genero, ed in proporzione
+sembrava, che la ragione riprendesse il suo impero sullo spirito di sir
+Ugo.
+
+Questi mandò un profondo sospiro, come uomo che si riscote da uno stato
+di stupidezza; una leggiera convulsione ne agitò tutti i muscoli; e
+senza pronunziare parola aperse ambo le braccia, tra le quali si lanciò
+Tressiliano, ch’egli si strinse al seno con tenerezza.
+
+«Non ho io dunque ancora perduto ogni cosa!» sclamò egli, e nel
+mandare tali accenti, la natura ebbe ristoro d’abbondanti lagrime, che
+gl’innondarono le guance e la bianca barba.
+
+«Non avrei creduto giammai, disse William Badger, dovere render grazie
+a Dio per veder piangere il mio padrone, ma ora lo fo di tutto cuore,
+benchè mi senta costretto a piangere in sua compagnia.»
+
+«Io non ti farò interrogazioni, no: nemmeno una interrogazione, o mio
+Edmondo, disse allora sir Ugo. Tu non la trovasti; ovvero la trovasti
+sì digradata, che meglio varrebbe averla perduta.»
+
+Tressiliano non seppe meglio rispondere a quel vecchio infelice che
+coprendosi il volto con tutte due le mani.
+
+«Basta così. Già intesi assai. Non piangere, Edmondo, per essa. Io ho
+ragione di piangere, perchè ell’era mia figlia. Tu in vece hai di che
+rallegrarti, poichè non divenne tua moglie. Onnipotente Iddio, tu sai
+meglio di noi quello che tu ne devi concedere. La mia preghiera d’ogni
+sera era di vedere Edmondo sposo d’Amy; se fossi stato esaudito, quanto
+più acerbo dolore or proverei!»
+
+«Consolatevi, mio degno amico, gli disse il Ministro; egli è
+impossibile, che la figlia delle nostre speranze, delle nostre tenere
+sollecitudini, sia divenuta spregevole siccome lo immaginate.»
+
+«Oh senza dubbio! sclamò sir Ugo col tuono dell’impazienza, avrei
+torto nel chiamarla schiettamente col nome ch’ella merita di portare.
+Ne avranno inventato alcun altro, che soni meglio alla Corte. Ivi
+l’infamia sa coprirsi d’una vernice brillante. La figlia di un
+gentiluomo di campagna, d’un vecchio contadino di Devon, è abbastanza
+onorata col divenire la favorita d’un cortigiano.... e d’un Varney!
+di quel Varney, il cui avolo ebbe d’uopo de’ soccorsi del padre mio,
+allorchè i suoi beni furono confiscati dopo la battaglia di... di...
+Eh! vada al diavolo la mia memoria! e state lì, e nessuno mi aiuterebbe
+nemmeno a dire quello che voglio dire.»
+
+«Dopo la battaglia di Bosworth, disse il sig. Mumblazen, che accadde
+fra Riccardo il Gobbo, ed Enrico Tudor avolo della presente Regina,
+_anno primo_ del regno di Enrico Settimo, 1485 _post Christum natum_.»
+
+«È questo che io voleva dire; non vi è ragazzo che non sappia tai cose.
+Ma la mia povera testa dimentica tutto ciò che amerei ricordarmi, e si
+ricorda di tutto ciò che vorrei dimenticarmi. Sai Tressiliano? Il mio
+cervello ha vacillato dopo la tua partenza, e anche adesso, credo che
+vada a caccia a dispetto del vento.»
+
+«_Vostro Onore_ farebbe assai meglio col mettersi a letto, disse il
+Ministro, e col procurare di prendere qualche ora di riposo. Il dottore
+ha lasciato una pozione calmante, e quell’altro medico, che ne sa al
+di sopra di tutti i dottori, vuole che per noi s’adoprino tutti gli
+espedienti umani a fine di metterci in grado di sopportare le prove,
+che ne vengono dalla sua mano.»
+
+«Voi dite il vero, mio vecchio amico, rispose sir Ugo, e mi sforzerò di
+sopportarle qual si conviene ad un uomo: infine ella è una donna che
+noi abbiamo perduto. Vedi, Tressiliano (disse il vecchio, traendosi dal
+seno un riccio di capelli), la sera innanzi del suo allontanamento,
+ella mi abbracciò colmandomi di carezze anche più dell’ordinario, ed io
+come un vecchio insensato, la riteneva per questo riccio. Ella prese la
+cesoia, sel tolse dalle chiome, e lo lasciò fra queste mie mani quasi
+unico ricordo che doveva rimanermi di lei.»
+
+Tressiliano non fu capace di rispondergli. E pensava fra se medesimo
+all’aspra lotta, che in quel momento avrà sofferta entro il suo cuore
+la misera fuggitiva. Il ministro stava per dire qualche cosa, allor
+quando lo interruppe sir Ugo.
+
+«So che cosa volete dirmi, non è che un riccio di capelli di una
+donna, e sol per opera di una donna, la vergogna, la morte, il peccato
+entrarono in questo mondo. E il dotto sig. Mumblazen potrebbe qui
+citarmi molte autorità per provarmi l’inferiorità di questo sesso.»
+
+«Un celebre autore Francese, soggiunse allora il Mumblazen, dice: _che
+l’uomo è nato per la guerra e per li consigli_.»
+
+«Ebbene, disse sir Ugo, procuriamo adunque di comportarci siccome
+uomini, intendo con saggezza e coraggio. Edmondo, io ti rivedo
+volentieri nel modo istesso che se tu m’avessi apportato migliori
+novelle. Ma tanto parlare che abbiam fatto non può a meno di non averne
+inaridite le labbra. Amy, ordina che ci portino vino.» Poi ripensando
+sull’istante, che quella figlia, un giorno a lui tanto cara, non era
+ivi per ascoltarlo, dimenò il capo, e voltosi al ministro: «È deciso,
+diss’egli; il cordoglio sta nella mia mente alienata, come la chiesa
+di Lidcote nel mio parco. Posso ben perdermi per qualche istante fra
+i boschetti e le macchie: ma non sono appena al finire d’un viale,
+vedo il campanile, che mi ricorda il sepolcro de’ miei maggiori.
+Oh! piacesse al cielo che coll’incominciar di domani io mi stessi
+tranquillamente in loro compagnia!»
+
+Tressiliano e il ministro raddoppiarono di preghiere al vegliardo
+per indurlo a mettersi in letto, tantochè finalmente vi riuscirono.
+Lo condussero nella stanza sua di riposo, ove Tressiliano rimase con
+lui, finchè il sonno venisse a chiuderne le pupille; portatosi di poi
+a raggiugnere il ministro, ed a deliberare congiuntamente con lui su
+quanto di meglio era da operarsi in una circostanza cotanto malaugurata.
+
+Non potevano essi escludere il signor Mumblazen da tale colloquio,
+e per altra parte non ebbero discaro ch’ei ne fosse partecipe,
+perchè, anche non calcolando i soccorsi che potessero venir loro
+dall’accortezza di quest’uomo, lo sapevano per indole sì taciturno
+da non temere ch’ei commettesse imprudenze. Era egli un vecchio
+celibe, venuto da famiglia onesta, ma povera anzi che no, e parente
+in lontananza della casa di Robsart. Tale affinità fu il motivo, per
+cui già volgeano venti anni dacchè dimorava in quella magione. Accetta
+oltre ogni dire era al vecchio signor del castello la compagnia di
+questa persona, e ciò soprattutto per la scienza profonda posseduta dal
+Mumblazen (nè si estendeva più in là) sopra il Blasone e le genealogie,
+e sopra tutte le date storiche che alle genealogie si riferivano. Ma
+gli era questo il genere di sapienza più conforme ai gusti di sir Ugo,
+che trovava per sè espedientissima cosa l’avere ad ogni uopo pronto un
+amico a cui volgersi, se lo tradiva la memoria, o se lo conduceva in
+errore intorno i nomi e le date, cosa non rara a succedergli. Allora
+Michele Mumblazen non mancava mai dal fornirgli con aggiustatezza
+e laconismo quanti mai indizi l’altro potesse desiderare. E benchè
+nelle bisogne ordinarie di questo mondo adoperasse il più delle volte
+uno stile enigmatico, e mescolato con termini andati a pescar nel
+Blasone, la sostanza dei suggerimenti che venivano dal suo labbro non
+era da disprezzarsi; onde aveva ragione William Badger nel dire che il
+Mumblazen snidava la cacciagione, intanto che gli altri scotevano i
+rami.
+
+«Avremmo noi creduto mai che lo starci col buon Cavaliere ne avesse
+tratti a soffrir tanto, signor Edmondo? (gli disse il Ministro): io non
+aveva mai più provato simil cordoglio dopo il momento che togliendomi
+al mio prediletto ovile, mi costrinsero a lasciarlo alla discrezione di
+lupi affamati.»
+
+«_In anno tertio_ del regno di Maria» disse il signor Mumblazen.
+
+«In nome del Cielo, signor Edmondo, continuò il Ministro, narrateci se
+il vostro tempo fu impiegato meglio del nostro, e se otteneste qualche
+notizia della sciagurata giovinetta, che dopo aver fatto per diciotto
+anni le delizie di questa casa immersa oggi nel pianto, ne è divenuta
+la vergogna e la disperazione? Scopriste voi il luogo ov’ella si
+asconde?»
+
+«Vi è noto il castello di Cumnor?» chiese a lui Tressiliano.
+
+«Certamente, rispose il Ministro. Era come una casa di campagna, goduta
+dagli abati d’Abingdon.»
+
+«Ed io ne ho veduto lo stemma, aggiunse tosto il Mumblazen, sopra il
+cammino di pietra, posto nel salone a pian terreno: è una croce, cui
+sovrasta una mitra, fra quattro merli.»
+
+«Ebbene: è colà, disse Tressiliano, ove quella infelice soggiorna in
+compagnia dello scellerato Varney, che la mia sciabola avrebbe punito
+di tutti i suoi delitti, se un puro caso non lo sottraeva al mio
+furore.»
+
+«Sia lodata la Divina Providenza, soggiunse il Ministro, poichè
+v’impedì, o giovine ardito, di bagnar le mani nel sangue di un vostro
+simile. _A me si aspetta il vendicarmi_, dice il Signore: ben varrebbe
+meglio il pensare a liberar questa misera dagl’infami lacci in cui
+quello sgraziato la tiene.»
+
+«E che si chiamano, in termine di Blasone, _laquei amoris_» non potè
+starsi dal dire il Mumblazen.
+
+«Egli è appunto su di ciò, che vi chiedo consiglio, diletti amici,
+ripigliò Tressiliano. Il mio disegno è gettarmi ai piedi del Trono, e
+colà accusare questo scellerato, come perfido, come seduttore, come
+violatore in somma di tutte le leggi della ospitalità. La Regina non
+negherà darmi ascolto, quand’anco stesse al suo fianco il conte di
+Leicester che lo protegge.»
+
+«La Regina, disse il Ministro, che ha dato sì grande esempio di
+continenza ai suoi sudditi, ne darà certamente uno di giustizia contra
+questo malfattore. Ma non sarebbe migliore avviso, sig. Tressiliano,
+il volgervi a dirittura al conte di Leicester, che è all’immediato
+servigio della Regina? Se potete ottenere giustizia da lui, perchè
+farvene un potente nemico? E lo diverrebbe certo, se per prima cosa
+accusaste dinanzi la Regina quell’uomo che egli tiene non solamente in
+grado di suo scudiere, ma di favorito e di confidente.»
+
+«Sento in me medesimo tal qual ripugnanza contra sì fatto avviso,
+Tressiliano rispose. Mi è grave persin l’idea di trattar la causa di
+questa figlia infelice di un padre non meno infelice, alla presenza
+di tutti altri fuor che a quella della legittima mia Sovrana. Il
+Leicester, mi direte voi, tiene un grado elevato, e ve lo concedo; ma
+è suddito al pari di noi, nè mi pare ben fatto portare ad esso le mie
+querele, allorchè espedienti migliori stanno in mia mano. Nondimeno
+mediterò più maturamente il parer che mi date. Intanto mi fa d’uopo
+della vostra assistenza per far risolvere sir Ugo a conferirmi un
+mandato legale ed ostensibile. Voi comprendete essere in nome di sir
+Ugo, e non nel mio ch’io debbo parlare. Poichè il cuore della nostra
+Amy si digradò fino ad amare un ente così spregevole, fa di mestieri
+almeno che costui la sposi, e le renda in tal guisa quell’unica
+giustizia che sta in suo potere di renderle.»
+
+«Tornerebbe assai meglio (sclamò il Mumblazen con un calore
+straordinario in tal uomo) tornerebbe assai meglio che ella morisse
+_cælebs et sine prole_, anzichè inquartare i nobili stemmi della casa
+di Robsart con quelli d’un simile miscredente.»
+
+«Se lo scopo che vi prefiggete, come non ne dubito punto, disse
+il Ministro, è di salvare quanto ancora si può, l’onore di questa
+sventurata fanciulla, persisto sempre sulla necessità d’incominciare le
+cose coll’indirigersi al conte di Leicester. Egli è padrone assoluto
+nella sua casa non meno di quello che Elisabetta il sia nel suo regno.
+Oh! vi prometto che s’egli ne dimostra soltanto un desiderio a Varney,
+il fallo commesso da Amy avrà almeno minore pubblicità.»
+
+«Il vostro raziocinio è giusto, disse con vivacità Tressiliano, sì,
+giustissimo; e vi son grato d’avermi fatto pensare a cosa, che il
+turbamento dell’animo mio non mi lasciava vedere. Io veramente non
+aveva mai sognato in vita mia di trovarmi nella circostanza di chieder
+grazia di sorte alcuna al conte di Leicester; ma mi sentirei fin capace
+di piegare il ginocchio innanzi a questo orgoglioso Dudley, se ne fosse
+premio il diradare soltanto alcun poco la macchia portata al nome della
+misera Amy. Voi mi aiuterete adunque ad ottenere da sir Ugo Robsart le
+facoltà necessarie?»
+
+«Certamente che vi aiuterò» rispose il Ministro, intanto che il
+Mumblazen col chinar la testa conveniva nelle loro conclusioni.
+
+«Sarà parimente ben fatto, continuò Tressiliano, che vi teniate pronti,
+ove l’uopo il volesse, ad attestare i modi ospitali, con cui il buon
+sir Ugo accolse questo traditore in sua casa, e la perfidia, onde
+costui gli corrispose, seducendone l’infelice figlia.»
+
+«Nei primi tempi, disse il Ministro, non parea che Amy trovasse molto
+diletto nello starsene con costui; ma dipoi li vidi molto spesso
+rimanere insieme.»
+
+«_Parlamentando_ nel salone, disse il Mumblazen, e _trascorrendo_ nel
+giardino.»
+
+«In una sera della primavera passata, soggiunse il ministro,
+gl’incontrai nella foresta del mezzogiorno. Varney era avvolto in
+un pastrano bruno, sicchè il viso non se ne vedeva. Si separarono
+affrettatamente, allorchè s’accorsero del mio arrivo, ed osservai
+ch’ella volse addietro la testa per continuare a guardarlo.»
+
+«_Teste in profilo_» fece questa osservazione di Blasone il Mumblazen.
+
+«E nel giorno della fuga riconobbi alla livrea il servo di Varney, che
+teneva il cavallo del suo padrone, e il palafreno di miss Amy, entrambi
+bardamentati, dietro la muraglia del cimitero.»
+
+«Ed ora, disse Tressiliano, ella vive confinata in un’oscura prigione.
+Vi sono dunque prove di fatto contro quel perfido! Vorrei ch’egli si
+cimentasse a negare il proprio delitto per convincerlo con questa
+sciabola. Ma è d’uopo ch’io m’allestisca per mettermi in cammino. Voi
+intanto, o miei amici, preparate l’animo di sir Ugo a conferirmi il
+diritto di fare atti in suo nome.»
+
+Dopo tai detti, Tressiliano lasciò l’appartamento.
+
+«Egli è troppo focoso, disse il Ministro, e prego Dio gli conceda tutta
+la pazienza, di cui abbisogna chiunque abbia che fare con Varney.»
+
+«_Pazienza e Varney_, sono due cose, le quali non s’accordano meglio
+insieme che metallo sopra metallo giusta le regole del Blasone, disse
+tosto il Mumblazen. Colui è più falso d’una _Sirena_, più rapace d’un
+_Griffo_, più crudele d’un _Leone rampante_.»
+
+«Non so, disse il Ministro, se noi possiamo in coscienza, e nello stato
+di mente in cui si trova sir Ugo, domandargli che deleghi a nessuno la
+sua paterna autorità.»
+
+«La Reverenza vostra non debbe avere scrupoli su di ciò, (disse William
+Badger, che entrava in quel momento) perchè, e scommetterei la vita, il
+mio padrone all’atto dello svegliarsi si troverà tutt’altro da quel che
+lo vediamo, sono omai trenta giorni.»
+
+«Tu hai dunque una fiducia ben grande nella pozione ordinata dal
+dottore Diddleum?» disse il Ministro.
+
+«Nessuna affatto, rispose il Badger, e guardate se posso averne; il
+padrone non ne ha bevuto una gocciola, perchè si è rotta l’ampolla.
+Ma il sig. Tressiliano ha condotto qui un semplicista, il quale ha
+composto per sir Ugo una bevanda, che vale per venti pozioni del
+dottore Diddleum. Ho parlato a lungo colla persona che vi accenno, e
+posso giurarvi che non vi è il più bravo maniscalco....»
+
+«Un maniscalco!» e volea più dire il Ministro, ma il Badger non lo
+lasciò continuare.
+
+«Sì; un maniscalco, e non ho conosciuto uomo che s’intenda meglio delle
+malattie dei cavalli. Figuratevi se vorrà far male ad un cristiano.»
+
+«Ah disgraziato! sclamò inviperito il Ministro. Somministrare a sir Ugo
+una bevanda preparata da un maniscalco! E chi te ne diede l’autorità?
+Chi si farà mallevadore per le conseguenze?»
+
+«Per quanto spetta all’autorità, vostra Reverenza sappia, che me la
+sono data da me. Quanto al resto non vedo il bisogno d’un mallevadore:
+perchè a quanto parmi, venticinque anni che sto in questo castello,
+devono bene avermi dato il diritto di porgere, se occorre, una bevanda
+ad un uomo, se ne ho date tante ai cavalli. Oh! quante medicine ho
+distribuite nelle scuderie; e a quante bestie ho fatto salassi, e messo
+cauteri e ventose!»
+
+I due consiglieri privati credettero non dover perdere un istante,
+per arrecare tale notizia a Tressiliano, il quale chiamò tosto in sua
+presenza Wayland e gli domandò, ma in segreto, con qual diritto ei si
+fosse avvisato di preparare una bevanda per sir Ugo Robsart.
+
+«_Vostro Onore_ dee ricordarsi, rispose Wayland, ch’io gli dissi come
+fossi entrato nei segreti del mio padrone, cioè del dottore Doboobie,
+più di quello ch’egli non avrebbe voluto; e per dir vero se costui mi
+prese in tanto contraggenio non gli do torto, perchè molte persone
+fornite d’accorgimento, e singolarmente una giovane e bella vedova
+d’Abingdon, preferivano le mie ricette alle sue.»
+
+«Non è questa ora di scherzi, disse Tressiliano. Ti giuro che se la
+medicina da cavallo che hai somministrata a sir Ugo reca il menomo
+pregiudizio alla sua salute, ti do per sepoltura la parte più profonda
+di una delle nostre miniere di stagno.»
+
+«Oh! non ho per anche assai profittato nel grande _arcanum_ della
+trasmutazione dei metalli per desiderare questo soggiorno (rispose
+senza scomporsi Wayland). Ma non abbiate paura di nulla, sig.
+Tressiliano; William Badger mi ha spiegato con troppa verità lo stato
+in cui trovasi il degno Cavaliere, e mi tengo sicuro di non avere fatto
+sbaglio nel somministrargli una dose di mandragola, non eccedente il
+bisogno di procurargli un sonno dolce e tranquillo, che è quanto fa di
+mestieri a rimettere in calma lo spirito agitato di sir Ugo.»
+
+«Spero, o Wayland, non sarai tu l’uomo che mi tradisca.»
+
+«Il fatto ve lo proverà. E qual interesse avrei io di nuocere ad un
+povero vecchio che vi sta a cuore? Se Gaffer Pinniewink non mi caccia
+ora nelle carni il suo punteruolo, e se non mi straccia con quelle
+maledette sue tenaglie ogni parte del mio corpo ove si trova qualche
+macchia, per vedere se è stata fatta dal diavolo, non è a voi forse
+che ne ho tutta l’obbligazione? Il mio più ardente desiderio è che mi
+riguardiate tra i più fedeli vostri servitori, e vi sarà prova della
+mia buona fede tutto quanto vedrete succedere dopo il sonno che avrà
+dormito il vecchio Cavaliere.»
+
+Nè s’ingannò Wayland nelle sue congetture. La bevanda calmante ch’ei
+preparò, fidatosi alla propria esperienza, e che William Badger
+somministrò, non dubitando della propria saggezza, produsse il
+migliore effetto. Sir Ugo dormì di un sonno lungo e tranquillo, e
+nello svegliarsi, non si trovò per vero dire risanato dalla ferita del
+cuore, nè dall’indebolimento che aveva sofferto il suo corpo, ma lo
+spirito di lui era, più che mai nol fosse stato da qualche tempo, in
+grado di giudicare sulle cose che gli venivano proposte. Non convenne
+egli sull’istante con Tressiliano intorno al divisamente di portar
+suppliche alla Corte, onde ottenere la più possibile riparazione
+dell’ingiuria fatta ad Amy. «È d’uopo abbandonarla, egli disse. Ella è
+un falco che tien dietro al vento, e che val meno del fischio adoperato
+per richiamarlo.» Si giunse nondimeno a convincerlo, che era di suo
+debito il cedere al grido di natura, a quel grido che gli parlava a suo
+malgrado al cuore, e di acconsentire che Tressiliano facesse per Amy
+quanto rimaneva ancora da farsi. Egli sottoscrisse adunque il mandato,
+quale il ministro gliel preparò, perchè in quel secolo la greggia di un
+pastor d’anime trovava in lui non solamente una guida spirituale, ma un
+consigliere che la regolava per gli affari di questa terra.
+
+Ventiquattr’ore dopo che Tressiliano era tornato a Lidcote-Hall, ogni
+cosa stava pronta per la sua seconda partenza, ma erasi dimenticato
+un punto rilevante, del quale il sig. Mumblazen fece che gli altri si
+ricordassero. «Voi andate alla Corte, sig. Tressiliano, diss’egli,
+e non pensate che i colori del vostro stemma debbono essere oro ed
+argento, soli colori che vi possono essere ricevuti!» L’osservazione
+non era meno giusta che imbarazzante, perchè, nè sotto il regno
+d’Elisabetta, nè da poi procedendo fino a quella data che si giudichi
+più opportuna, era cosa troppo facile il tener dietro ad un affare che
+agitavasi in Corte, per chiunque mancasse d’argento monetato, genere di
+derrata alquanto rara a Lidcote-Hall. Tressiliano non trovavasi gran
+che in capitali, e le rendite di sir Ugo Robsart erano sempre mangiate
+in erba, per cagione dell’ospitalità che a tutti ei praticava. Ma il
+promotore della difficoltà fu parimente quegli che la tolse di mezzo.
+Il signor Michele Mumblazen presentò un sacchetto di cuoio, entro cui
+stavano circa trecento sterlini in monete d’oro e d’argento di ogni
+spezie, frutto d’un risparmio d’oltre a venti anni, ch’egli consagrò
+senza pronunziar parola al servigio di colui, il quale ricettandolo in
+propria casa, gli aveva forniti i modi di accumulare questo piccolo
+tesoro. Tressiliano accettò, senza mostrar d’esitare, tal presente
+della cordialità, nè fu che stringendosi scambievolmente la mano che
+dimostrarono, l’uno la soddisfazione d’impiegare quanto possedeva
+all’adempimento d’un sì onorevol disegno, l’altro l’aggradevole
+sorpresa di veder dissipato in un modo così istantaneo e non preveduto
+un ostacolo, che si presentava da prima siccome insuperabile.
+
+Intanto che Tressiliano allestiva tutte le cose per partire nel dì
+successivo, Wayland chiese parlargli; e dopo aver fatto valere agli
+occhi del padrone i favorevoli effetti della bevanda data a sir
+Ugo, gli domandò la permissione di accompagnarlo alla Corte. Nè a
+condiscendervi era avverso l’animo di Tressiliano, cui la destrezza,
+l’accorgimento, e la fecondità d’immaginare espedienti, qualità da lui
+ravvisate a prova in questo compagno di viaggio, ben persuasero che
+il condurlo con sè cosa anzi utilissima gli sarebbe stata. Ma non era
+tolto il mandato d’arresto uscito contro Wayland, il che Tressiliano
+gli ricordò, non dimenticando le tenaglie e il punteruolo di Pinniewink.
+
+Wayland rise di questo. «Chi mai, diss’egli, vuol andare a rintracciare
+il maniscalco sotto gli abiti d’una vostra livrea? Poi osservate le mie
+basette, e i miei capelli: basta dare altro andamento alle prime, e
+tingere in nero i secondi con una preparazione di cui tengo il segreto,
+e sfiderò allora il diavolo a riconoscermi.»
+
+Operò egli questa nuova trasmutazione, e dopo alcuni minuti si presentò
+a Tressiliano sotto forme affatto diverse. Ciò nondimeno Tressiliano
+esitava ancora nell’accettare gli offertigli servigi, la quale
+perplessità facea, che Wayland raddoppiasse ancora d’istanze.
+
+«Io vi debbo, diss’egli, la vita, e tanto più desidero pagarvi una
+parte del mio debito che seppi dal Badger, tali essere i motivi che
+vi chiamano alla Corte, da non andare immune da pericolo per voi
+una simile spedizione. Non già ch’io mi dia il vanto di essere uno
+spadaccino, o uno di que’ bravacci, che vorrebbero ad ogni istante
+frammettersi colla sciabola alla mano nelle brighe de’ lor padroni.
+Che anzi, per dirvi la verità, amo meglio il termine d’una cena, che
+il principio d’una contesa; ma so parimente di poter servire _vostro
+Onore_ in siffatto affare, meglio assai di que’ disperati, che
+null’altro conoscono fuorchè i moschettoni e gli stili, e so parimente
+che questa mia testa val sola più di cento delle loro braccia.»
+
+Stavasi ancor dubbioso Tressiliano, siccome quegli che conoscendo da
+poco tempo questo personaggio straordinario, non sapea troppo al giusto
+fin dove gli convenisse concedergli confidenza; e gli sarebbe stato pur
+d’uopo confidarsi in lui volendolo rendere utile ai propri divisamenti.
+Non si era per anco deliberato, allorchè udì il calpestio d’un cavallo
+nella corte, e vide quasi nel medesimo tempo entrar frettolosi nella
+sua stanza il Mumblazen e il Badger.
+
+«Giunse in quest’istante, disse il bracchiere, un servo, a cavallo
+della più bella pulledra grigia ch’io m’abbia mai visto in mia vita...»
+
+«Che ha sul braccio, continuò il Mumblazen, una piastra d’argento, su
+di cui vedesi un drago che inghiottisce un pezzo di mattone, fregiato
+d’una corona di conte. Questi mi ha rimessa una lettera per voi che ha
+lo stemma medesimo nel suggello.»
+
+Tressiliano prese la lettera, di cui tale era la soprascritta: _Allo
+spettabile Edmondo Tressiliano nostro caro parente_, e al disotto della
+soprascritta medesima leggeasi: _in tutta fretta, come se vi fosse
+pericolo di vita_. Tressiliano si fece tosto a leggere la lettera, e
+tale ne era il contenuto:
+
+ _Sig. Tressiliano
+ nostro buon amico e caro cugino_
+
+ «Nel momento in cui vi scriviamo, è sì cattivo lo stato di nostra
+ salute, e sono per altra parte tanto moleste le circostanze in
+ cui ci troviamo, che è nostro desiderio unire attorno alla nostra
+ persona tutti quegli amici sul cui affetto possiamo maggiormente
+ fondarci. Noi vi diamo fra questi la prima sede, sig. Tressiliano,
+ tanto a cagione dell’amicizia, che ci è noto essere in voi per
+ nostro riguardo, quanto in considerazione delle altre prerogative
+ che vi adornano. Vi preghiamo pertanto venirci a trovare il più
+ presto che potrete al castello di Sav’s-Court, presso Depford, ove
+ vi parleremo d’affari, che non giudichiamo ben fatto il confidare
+ alla carta. Nella speranza di vedervi tantosto, siamo il vostro
+ affezionato parente
+
+ _Ratcliffe_ conte di Sussex».
+
+«Affrettati, Badger, sclamò Tressiliano, e fa che questo messaggiere
+sia subito alla mia presenza». E appena il vide: «Ah! Stevens, siete
+voi! come sta dunque Milord?»
+
+«Male, sig. Tressiliano, male assai, e tanto più egli ha bisogno di
+aver buoni amici d’intorno a sè.»
+
+«Ma quale è il genere della sua infermità? Io non ne aveva ancora
+inteso parlare.»
+
+«Assai brutte apparenze: non altro potrei dirvi, o signore. I medici
+non sanno qual cosa giudicarne. Molti della casa sospettano vi entri
+opera di tradimento, o di fattucchieria, o fors’anche qualche cosa di
+peggio.»
+
+«Quali ne sono i sintomi?» Chiese tosto il maniscalco, frammettendosi
+arditamente in tale discorso.
+
+«Che mi chiedete?» disse Stevens che non intendeva la domanda.
+
+«Dove sta il suo male? disse Wayland. In qual parte del corpo si
+sente egli peggio?» Stevens si diede a riguardar Tressiliano, come
+per comprendere da lui se dovesse rispondere alle interrogazioni di
+questo straniero, ed avendone ricevuto un segno affermativo, fece
+l’enumerazione de’ sintomi che si univano alla malattia del suo
+padrone: perdita successiva di forze, notturne traspirazioni, mancanza
+di appetito, debolezza, ec.
+
+«E a tutto questo andranno congiunti, disse Wayland, un rodente dolor
+nello stomaco, ed una lenta febbre?»
+
+«Appunto» disse lo Stevens alquanto maravigliato.
+
+«Conosco assai bene questa malattia, soggiunse Wayland, e ne conosco
+l’origine. Il vostro padrone ha mangiato, o gli hanno fatto mangiare la
+manna di S. Nicolò. Ma ne conosco altresì il rimedio; e il dottore non
+dirà che indarno io abbia studiato nella sua officina.»
+
+«Che intendete voi? (disse Tressiliano aggrottando le ciglia). Pensate
+bene che or si parla d’uno fra i primi signori dell’Inghilterra. Non è
+questo un momento per far la parte da buffone.»
+
+«Dio me ne guardi, rispose Wayland. Sostengo che conosco una tal
+malattia, e che mi darà l’animo di guarirla. Avete a quest’ora
+dimenticato quello che feci per sir Ugo Robsart?»
+
+«Ebbene! noi partiremo in questo momento, sclamò Tressiliano. Egli è
+Dio medesimo che ne chiama.»
+
+Annunziando il motivo sopravvenutogli onde non aspettare il dì vegnente
+a partir dal castello, e tacendo però i sospetti raccontati da Stevens,
+e le speranze concette da Wayland, Tressiliano si congedò da sir Ugo, e
+di gran galoppo s’avviò per alla volta di Londra, nè altri il seguivano
+che Wayland, e il servo del conte di Sussex.
+
+
+
+
+CAPITOLO V.
+
+ »Ogni specie in sua officina
+ »Scorgerai di medicina,
+ »Sali, spiriti, antimonio,
+ »Egli è, corpo del demonio!
+ »Il migliore in fra i perfetti,
+ »Cui nel gregge degli addetti
+ »Vanti aver d’Alchimia il regno.
+ »Che se ancor non giunse al segno
+ «Di scoprire il _Grande Arcano_,
+ »N’è, per Dio, poco lontano.
+ _L’Alchimista._
+
+
+Tressiliano e la sua comitiva composta di due persone, misero la più
+grande celerità nel loro viaggio. All’atto del partirsi, questi avea
+chiesto a Wayland, se non giudicherebbe prudente consiglio lo evitare
+la contea di Berk, ove lo stesso Wayland avea sostenuta una parte così
+brillante. Ma il maniscalco gli rispose non avere il menomo timore. Di
+fatto egli impiegò troppo bene il breve tempo trascorso nel castello
+di Lidcote-Hall a trasformarsi compiutamente. Della sua folta barba,
+che avea può dirsi segata, non gli rimanevano che due piccole basette
+rivolte sul labbro superiore all’usanza dei militari; ed un sarto del
+villaggio, ben pagato a tal fine, adoperò sì acconciamente il suo
+sapere nel secondare la mente esternatagli da Wayland, che si sarebbe
+detto, questi avesse vent’anni di meno di quanti ne mostrava alcuni
+giorni prima. Perchè per lo innanzi a veder quel volto, e quelle mani
+annerite dal fumo e dal carbone, quelle chiome disordinate, quella
+barba lunga e sconvenevole, ed una statura incurvata dal genere del
+suo lavoro, nè lui coperto che da una pelle d’orso, gli si potevano
+attribuir cinquant’anni; ma in allora vestito della livrea di
+Tressiliano, con la sciabola a fianco ed una targa alla spalla, non ne
+appariva che la vera sua età, vale a dire una trentina d’anni. Ed egual
+cambiamento aveano preso pur anche gli esterni suoi modi, poichè in
+vece della selvatichezza di chi fugge dai boschi, vedeasi in lui una
+gagliardia congiunta a destrezza e ad accorgimento, non mancandovi mai
+una tal qual dose di sfrontatezza.
+
+Avendogli Tressiliano domandato il motivo di una metamorfosi tanto
+compiuta e singolare, Wayland per tutta risposta gli canticchiò una
+strofetta, solita cantarsi in una commedia, allora affatto nuova, che
+dava a sperar molto dall’ingegno di chi la compose. Ne giova in questo
+luogo il citarla.
+
+ »Caliban, odimi,
+ »Se da naufragio,
+ »Se da sinistri
+ »Vuoi star lontan;
+
+ »Novo il dominio,
+ »Novi i registri
+ »Sian del servigio,
+ »O Caliban.
+
+Questi versi di cui Tressiliano non si ricordava più, gli fecero venire
+a mente, che Wayland era stato commediante, circostanza che rendea
+meglio ragione del perchè ei cambiasse con tanta disinvoltura il suo
+esterno. E certo il trasmutamento di costui nascondea sì bene l’antico
+Wayland, ch’egli non avrebbe temuto, ma anzi desiderato di ripassare
+pel luogo, dove fu prima la sua fucina.
+
+«Sotto queste vesti, gli diss’egli, e divenuto uno del seguito di
+_vostro Onore_, non mi sgomenterei di mettermi in faccia al giudice
+Blindas, fosse pur giorno di piena adunanza. E mi piacerebbe ancor di
+sapere che è divenuto di Flibbertigibbet, il quale farà il diavolo in
+questo mondo, se giunge a rompere affatto le briglie con cui cercano
+frenarlo la nonna ed il precettore. E vorrei in oltre vedere i guasti
+che ha fatti lo scoppio per mezzo alle storte e ai crogiuoli del
+dottore Demetrio Doboobie. Corpo del diavolo! so ben io che la memoria
+di me rimarrà nella vallata di White-Horse lungo tempo dopo che il
+mio corpo sarà sparito da questo mondo; e più d’un contadino verrà
+ad attaccare il suo cavallo all’anello, ed a mettere il suo _groat_
+d’argento sopra la pietra del centro, ed a fischiare come un marinaio
+nel tempo della bonaccia, per chiamar di sotterra il maniscalco
+dell’inferno; ma i cavalli di questa gente avranno tutto il tempo
+d’inchiodarsi prima che io abbia il divertimento di mettere ad essi un
+sol ferro.»
+
+La fretta che era in Tressiliano di giugnere presto alla meta del suo
+cammino, fece, che questi due viaggiatori non si fermassero più del
+tempo necessario a dare riposo e biada ai loro cavalli; e poichè i nomi
+del conte di Leicester, o di chiunque si fosse annunziato della sua
+comitiva, potevano grandemente su gli animi della moltitudine per tutte
+le terre d’onde passarono, credettero prudente cosa il nasconderli, e
+il celar parimente il motivo dell’intrapresa peregrinazione. Lancilotto
+Wayland, che tale si era il vero nome di costui, ritraeva soprattutto
+grande diletto dal deludere la curiosità degli osti e degli stallieri,
+facendo loro credere una cosa per l’altra, e spargendo al proposito del
+suo padrone tre voci diverse, che si contraddicevano scambievolmente.
+Qui Tressiliano era il Lord vicerè dell’Irlanda, venuto incognito
+per prendere ordini dalla Regina intorno al famoso ribelle Rory Oge
+Mac-Carthy Mac-Mahon; lì un ministro del principe d’Angiò, inviato per
+sollecitare le sospirate nozze colla regina Elisabetta; in altri luoghi
+il Duca di Medina Sidonia, travestito, che si portava a Londra per
+aggiustare i dispareri non anco sedati fra questa Sovrana e Filippo re
+di Spagna.
+
+Tressiliano fu malcontento che si divulgassero tai finzioni, e se ne
+dolse per più riprese col maniscalco, dimostrandogli i disordini che
+alle menzogne sempre si uniscono, e quello principalmente di volgere
+sopra di lui, Tressiliano, l’attenzion pubblica in un modo troppo
+vistoso — «Eppure, poichè l’aria e il portamento di _vostro Onore_
+annunziano un uom d’alto affare, gli è ben d’uopo dar qualche ragione
+straordinaria, che giustifichi la rapidità con cui viaggiate, e il
+grande segreto che custodite sui motivi del vostro viaggio.»
+
+In proporzione che questi viaggiatori si avvicinavano a Londra,
+sminuiva la curiosità da essi eccitata, atteso il grande numero di
+stranieri che vanno alla capitale. Entrarono finalmente nella città.
+
+Era mente di Tressiliano trasferirsi sull’istante a Say’s-Court, presso
+Depford, ove in allora il lord Sussex aveva residenza, e ciò ancora
+per trovarsi in maggior vicinanza a Greenwich, soggiorno favorito
+d’Elisabetta, e paese ad un tempo ov’ella sortì i suoi natali. Era
+indispensabile ciò nondimeno il fare una breve pausa a Londra, la qual
+pausa divenne più lunga per le istanze vivissime mosse da Wayland, onde
+poter fare una corsa per la città.
+
+«Prendi adunque la tua sciabola e la tua targa, e mi segui, dissegli
+Tressiliano. Io parimente ho disegno di vedere diversi luoghi. Andrem
+di conserva.»
+
+Tressiliano avea un motivo segreto per operare in tal modo; ed era
+il non credersi abbastanza sicuro della fedeltà di questo novello
+servo, onde dispensarsi al sopravvegghiarlo in tal momento, che due
+diverse fazioni rivali stavano a fronte l’una dell’altra presso la
+corte di Elisabetta. Wayland acconsentì all’aggiustamento propostogli
+dal padrone, ma volle stipulare un patto che gli fosse cioè, permesso
+di entrare, secondo il crederebbe a proposito, in tale o tal altra
+officina di alchimista o di speziale, e di comperarvi le droghe che
+gli sarebbero abbisognate. A ciò non si oppose Tressiliano; onde
+trascorrendo le strade di Londra, entrarono successivamente in quattro
+o cinque botteghe, ed in ognuna di esse Tressiliano osservò, che
+Wayland non acquistava mai più d’una droga. Le prime ch’ei domandò si
+trovarono speditamente, ma non vi fu l’eguale facilità a procacciarsi
+le successive, delle quali costui mostrò desiderio. Nè fu senza
+maraviglia di Tressiliano che molte volte ricusò le droghe offertegli,
+negando essere quelle ch’egli chiedeva, o almeno della voluta qualità;
+e se le facea quindi cambiare, o andava a cercarne altrove delle
+migliori. Fuvvi una di tali droghe, che parve impossibile il trovare
+per ogni dove. In tal luogo non si conoscea neanco che vi fosse. In
+tal altro si sosteneva, non aver questa esistenza che nel cervello
+d’alcuni alchimisti. Altrove si offeriva di sostituirle qualche altro
+ingrediente fornito, diceasi, e in più alto grado, d’una efficacia
+della stessa natura. Per tutto poi mostravasi una certa curiosità di
+saper l’uso che si voleva farne. Finalmente un vecchio farmacista
+rispose con ischiettezza a Wayland, ch’egli cercherebbe inutilmente una
+tal droga per tutta Londra, a meno che non gli riuscisse per avventura
+di rinvenirla nella bottega dell’ebreo Yoglan.
+
+«Gli è quanto io cominciava già a sospettare (disse Wayland qual uomo
+impazientito). Vi chiedo perdono, o signore, ma comunque abile fosse un
+artefice, ben vedete che non può lavorare senza ordigni. Mi è d’uopo
+veder tosto l’Ebreo. Che, se anche una tale necessità pone ritardo
+di pochi istanti alla nostra partenza, non temiate di non averne
+compenso grandissimo dall’uso ch’io son per fare di questa droga rara e
+preziosa. Permettetemi soltanto ch’io vi preceda nel cammino, perchè ne
+è di mestieri abbandonare la strada maestra; e arriveremo più presto al
+cercato luogo se io ve ne insegno la via.»
+
+Acconsentì Tressiliano, fattosi a seguitare questo suo condottiero,
+che col guidarlo velocemente, e senza impacciarsi, per mezzo ad un
+labirinto di viottoli e di traversi, diede a conoscere al suo compagno
+quanto fosse pratico di quel rione. Finalmente si fermò nel mezzo di
+angusta strada, in fondo a cui si scorgeva il Tamigi, e gli alberi di
+due vascelli, i quali non aspettavano che il grosso fiotto per salpare.
+La bottega a cui si fermarono, non era chiusa da invetriate, ma vi
+tenea vece di vetri una grossa tela stesa sui telai delle finestre;
+tutta aperta poi si vedea la parte davanti di quell’edifizio, come
+scorgonsi tuttavia oggidì le botteghe dei pescivendoli. Si presentò
+ad essi un vecchio, piccolo di statura, e che a vederlo non sarebbesi
+detto un Ebreo. Questi lor chiese tosto di che abbisognassero, e appena
+Wayland domandò la droga, per cui venuto era sin lì, quel droghiere
+fece un atto di gran maraviglia.
+
+«E come può occorrere all’_Onor vostro_ una droga, non richiestami
+ancor da nessuno dopo quarant’anni che fo il mestiere di farmacista in
+questa contrada?»
+
+«Io non ho obbligo alcuno di rispondere a tale interrogazione, disse
+Wayland; bramo solamente sapere se avete questa droga, e se me la
+volete vendere.»
+
+«Se ho questa droga, Dio di Mosè! Sicuramente che l’ho. E quanto al
+volerla vendere, non son io un mercante?» Dette le quali cose, gli
+pose innanzi agli occhi una polvere. «Ma ella è assai cara, continuò
+l’Ebreo, e ho dovuto pagarla in oro effettivo, e di peso. Essa viene
+dal monte Sinai, ove la nostra santa legge fu promulgata, ed è tal
+pianta che non fiorisce più d’una volta per secolo.»
+
+«Poco m’importa di tutta questa vostra cicalata (disse Wayland,
+guardando con occhio di sprezzo la polve offertegli dal Giudeo), ma
+ben so trovarsi in tutti i fossi di Aleppo, ed ai comandi di chiunque
+voglia il fastidio di raccoglierla, questa cattiva mercanzia che or mi
+fate vedere.»
+
+«Ebbene, (rispose l’Ebreo sempre più maravigliato) io non ne ho di
+migliore; e quand’anche ne avessi, non ne venderei senza l’ordinanza
+d’un medico, o senza conoscere l’uso, che divisate di farne.»
+
+Wayland diede a tal proposito una risposta laconica, ed in cotal
+linguaggio, che Tressiliano non potè intendere nulla; risposta che
+raddoppiò la sorpresa dello Israelita, e gli fece spalancar due grandi
+occhi che fissò sopra Wayland, non diversamente da quel che farebbe
+taluno, il quale in uno straniero sconosciuto, e in apparenza di lieve
+conto, riconoscesse d’improvviso un celebre eroe, o un potentato di
+prima sfera.
+
+«Santo profeta Elia! (sclamò egli, dopo essersi riavuto dai primi
+effetti dello stordimento che lo avea colpito, e facendo rapido
+passaggio dai modi rubesti e sospettosi ai più sottomessi e servili),
+non mi concederete voi l’onore di entrare in quest’umilissimo mio
+soggiorno, e di portargli felicità calcandolo co’ vostri piedi?
+Ricuserete voi di bere un bicchier di vino unitamente al povero Ebreo
+Zaccaria Yoglan? Volete voi vino d’Alemagna.... del Tokai... del
+Lacoimo?...»
+
+«Non ci perdiamo in ciance, disse Wayland, datemi quel che vi chiedo, e
+tacete.»
+
+L’Israelita prese il suo mazzo di chiavi, ed aperto con circospezione
+un armadio, chiuso, a quanto vedeasi, più accuratamente che non tutti
+gli altri di quella bottega, spinse una molla, d’onde uscì un cassetto
+segreto, coperto di cristallo, entro cui trovavasi una polve nera in
+assai piccola quantità. Ei l’offerse a Wayland, facendo la fisonomia
+d’uomo che per riguardo ad un tal personaggio non sa ricusare veruna
+cosa, ma nel tempo medesimo lascia scorgere il contraggenio, e il
+dolore di dover cedere solamente un grano di simil tesoro; laonde
+avresti detto che due opposti sentimenti si disputavan terreno
+nell’animo di costui.
+
+«Avete voi bilance?» chiese ad esso Wayland.
+
+L’Ebreo gli mostrò quelle, di cui servivasi d’ordinario nella sua
+bottega, ma dando a divedere sì chiaramente una irresolutezza ed un
+timore, che non isfuggirono agli occhi acutissimi del nostro maniscalco.
+
+«Altre bilance ben diverse da queste mi occorrono, gli disse con severi
+modi il secondo. Ignorate forse che le cose sante perdono la loro
+virtù, se vengono pesate in una bilancia che non sia giusta?»
+
+Chinò la testa l’Ebreo, e da un cassettino foderato d’acciaio trasse
+un paio di bilance che avevano bellissima apparenza. — «Sono queste di
+cui mi valgo nelle mie esperienze chimiche (disse costui presentandole
+dilicatamente a Wayland). Un pelo della barba del gran Rabbino messo in
+uno dei piattelli è assai per far che l’altro si abbassi.»
+
+«Basta così» rispose Wayland, e prendendo le bilance, vi pesò egli
+stesso due dramme di quella polve nera, e avviluppate con gran cura
+entro un pezzetto di carta, se le mise in saccoccia, chiedendone il
+prezzo.
+
+«Nulla, signore; non voglio nulla da un personaggio della vostra sorte.
+Ma, voi tornerete, lo spero, a vedere il povero Zaccaria? A dare
+un’occhiata al suo laboratorio, ove a furia di lavoro, si è disseccata
+la zucca, che par quella del santo profeta Giona? Voi vi moverete a
+compassione di lui, e gli presterete man soccorrevole onde faccia
+qualche passo di più nella _nobile strada_...»
+
+«Zitto là! (disse Wayland, mettendosi misteriosamente il dito contro
+le labbra). Non è cosa impossibile che ci rivediamo. Voi possedete
+già lo Schah-Majm, così almeno lo chiamano i vostri Rabbini, la
+_creazion generale_. Vegghiate dunque ed orate, perchè è d’uopo che
+voi arriviate a conoscere l’elissire Alchahest Sainech prima ch’io
+possa entrare in comunicazione con voi.» Corrispondendo allora con una
+lieve inclinazione di capo al saluto profondissimo e rispettosissimo
+dell’Ebreo, uscì gravemente della bottega, seguendolo il suo padrone,
+il cui primo discorso con Wayland si fu il fargli osservare quanto
+sarebbe stato convenevole e giusto il pagare a quel mercante, qualunque
+ne fosse il valore, la droga da esso fornita.
+
+«Io pagarla! sclamò Wayland. Voglio mettermi al salario del diavolo,
+s’io la pago. Senza la tema di spiacere a _vostro Onore_, avrei
+tratto da costui un’oncia o due di purissimo oro, dandogli in cambio
+altrettanto peso di polve di mattoni.»
+
+«Vi consiglio, sin tanto che state al mio servigio, a non fare simili
+furfanterie.»
+
+«Non v’ho detto essere questo il motivo che mi trattiene? Ma... voi le
+chiamate furfanterie? Uno scheletro ambulante, ricco abbastanza per
+poter lastricare di dollari tutta la sua contrada, che ne leva uno a
+fatica dal suo scrigno, e che a guisa di matto, corre dietro al _lapis
+philosophorum_! Poi, non era egli stesso nella intenzione d’ingabbiare
+un povero papero, se tal mi trovava, col vendermi a peso d’oro una
+droga che non costava un soldo? Scaltrito contro scaltrito, disse il
+diavolo al carbonaio; e se la sua cattiva polvere valeva le mie corone
+d’oro, per Dio! la mia polvere di mattoni poteva ben valere le _corone_
+d’oro di costui.»
+
+«Questo raziocinio sarà forse opportuno avendo che fare con Ebrei e con
+farmacisti. Ma il sig. Wayland pensi bene, ch’io non posso permettere
+questi giuochi di mano sintanto ch’egli riceverà stipendio da me.
+Avrete terminato, spero, le vostre compere.»
+
+«Sì, o Signore; e con tutte queste droghe io comporrò in tal giorno
+medesimo il vero orvietano, prezioso medicamento, tanto raro, tanto
+difficile da trovarsi in Europa; e ciò per mancanza di quella polvere
+che ho avuto ora da Yoglan.»
+
+«Ma perchè non avete comperate tutte le vostre droghe ad una stessa
+bottega? Abbiamo perduto quasi un’ora correndo da un mercante
+all’altro.»
+
+«Vel dico subito, signore. Non voglio far sapere il mio segreto a
+nessuno; e ben vedete che non sarebbe più segreto, se acquistassi tutte
+le mie droghe da uno stesso mercante.»
+
+Così ragionando se ne tornarono al loro alloggiamento: ed intanto che
+Stevens preparava ad essi i cavalli, Wayland, fattosi dare un mortaio
+ad imprestito, si rinchiuse nella sua stanza, e spolverizzò, triturò,
+mescolò, amalgamò, serbate le debite proporzioni, tutte le acquistate
+droghe; e ciò con prontezza e destrezza, tali da ben comprendersi ch’ei
+non era novizio nelle opere manuali della farmacia.
+
+Preparatosi così da Wayland il suo elettuario, i tre nostri viaggiatori
+salirono a cavallo, ed una corsa di un’ora li fece essere all’antico
+castello di Say’s-Court, ove allora risedeva il conte di Sussex,
+castello altra volta appartenuto ad una famiglia Say, ma che da un
+secolo in poi era divenuto dominio della antica e ragguardevole
+gente di Evelyn. Il rappresentante attuale di questa nobile casa,
+tenendo grandemente a cuore tutto ciò che al lord Sussex si riferiva,
+aveva in sì fatta occasione ricettati nel suo ostello così il detto
+Lord, come la numerosa sua comitiva. Say’s-Court fu in appresso la
+residenza del celebre signor Evelyn, autore di un’opera intitolata
+_Sylva_, che è tuttavia il manuale di coloro, i quali piantano alberi
+nell’Inghilterra; e personaggio rinomato parimente, perchè la vita, i
+costumi, e le massime di cotest’uomo, come giova il ravvisarlo dalle
+particolarità che si leggono nelle sue memorie, sono tal modello, che
+dovrebbero conformarsi ad esso tutti i veri gentiluomini Inglesi.
+
+
+
+
+CAPITOLO VI.
+
+ »Veramente una gran novità! Due tori
+ che si battono per amore d’una bella
+ giovenca, spettatrice e futuro premio
+ delle loro prodezze! Lasciali fare.
+ Caduto un d’essi, la mandria sarà fuori
+ d’impiccio.
+
+ ANTICA COMMEDIA.
+
+
+Say’s-Court era guardata in quel tempo a guisa di una fortezza
+assediata, ed i sospetti giugnevano tant’oltre, che allor quando
+Tressiliano vi si avvicinò, lo fermarono, e dovette rispondere a ben
+molte interrogazioni mossegli dalle sentinelle a piedi e a cavallo,
+poste colà d’antiguardia. L’alto grado che il Sussex teneva fra i
+personaggi onorati del favore della Regina, e la notoria nè dissimulata
+rivalità che era tra lui e il conte di Leicester, faceano che ognuno
+riguardasse siccome cosa rilevantissima la conservazione della vita di
+quest’uomo, tanto più perchè pendeva tuttavia incerta la lotta, cui
+tanto egli quanto il Leicester si erano accinti per soppiantare l’un
+l’altro.
+
+Elisabetta, siccome è stile di tutte le donne che regnano, aveva
+abbracciato il metodo di rendere le fazioni strumento al suo governare,
+serbando a sè la bilancia fra gli opposti interessi delle medesime,
+e la facoltà di concedere preponderanza all’una o all’altra parte,
+secondochè il richiedesse la ragione di Stato, o tante volte il
+capriccio, perchè da tal debolezza non andò immune questa Regina.
+Ricorrere opportunamente ai maneggi, contrapporre una fazione
+all’altra, tenere in briglia quella che si credea più salita nella
+carriera del regio favore, valendosi della tema inspirata dall’altra
+fazione, metter questa, se così ai regii fini tornava, al livello
+della prima, nel dimostrarle, se non affetto eguale, egual confidenza,
+tai furono l’arti ch’ella usò sempre in tutto il durar del suo regno,
+e quelle pur furono che a malgrado delle passioni accese nel suo
+cuore dai favoriti, salvarono la monarchia e lo Stato da ogni funesta
+conseguenza delle passioni medesime.
+
+Diverse affatto erano le pretensioni dei due nobili, che allor
+contendevano in questo arringo. Quanto ai meriti loro potea dirsi in
+generale, che il conte di Sussex aveva prestati maggiori servigi alla
+Regina, e che nel Leicester fu l’accortezza di rendersi più gradito
+alla donna. Guerriero il Sussex, militò con buon successo nell’Irlanda
+e nella Scozia, e soprattutto nella grande ribellione del nord
+Britannico, accaduta nel 1569, e spenta in gran parte per la sapienza
+militare di questo capitano. Gli erano dunque per naturale conseguenza
+partigiani ed amici tutti coloro, che nella carriera dell’armi
+agognavano strade d’innalzamento. Uscito inoltre d’una famiglia più
+antica e più ragguardevole, che non era quella del suo competitore,
+univa in se medesimo i retaggi delle due nobili case dei Fitz-Walter e
+dei Ratcliffe; intanto che gli stemmi del conte di Leicester venivano
+inviliti dal digradamento tutt’or ricordato dell’avolo suo, abborrito
+ministro di Enrico VII, digradamento non certamente ammendato dal
+padre dello stesso Leicester, da Dudley Duca di Nortumberlandia,
+decapitato a Tower-Hill nel dì 22 di agosto del 1553. Ma bellezza di
+forme, grazie, disinvoltura, armi cotanto formidabili alla corte di una
+Regina, diedero al Leicester un sopravvento oltre l’uopo per mettere
+queste prerogative al paraggio dei servigi militari, della chiarezza
+di sangue, e della franca lealtà, che adornavano il Sussex; onde agli
+occhi della Corte e del Regno, il Leicester era tenuto per primo nel
+cuore di Elisabetta, comunque ella, consentanea al sistema di politica
+abbracciato, non ispignesse tant’oltre i segni di tale predilezione,
+che il Leicester potesse vantare un compiuto trionfo sulle pretensioni
+del rivale.
+
+L’infermità del Sussex era accaduta appunto in un momento troppo
+acconcio a far nascere i gravi sospetti, che si sparsero nel Pubblico
+intorno al Leicester; e tali ne furono le conseguenze, che mentre
+rimasero altamente costernati gli amici del primo, si diedero a più
+alte speranze tutti i partigiani dell’altro. Però siccome in que’
+tempi, ancor favorevoli allo spirito di cavalleria, niuno dimenticava
+la possibilità, che la conclusione di qualunque disparere si stesse
+sulla punta della spada, gli amici di questi due magnati, si univano,
+ciascun per lor parte attorno di essi, mostrandosi armati a poca
+distanza dai luoghi ove soggiornava la Corte, e fin nel recinto della
+Reggia, facendo pervenire all’orecchio della Sovrana le notizie
+di queste mutue contese. Mi era indispensabile l’entrare in tali
+particolarità, onde il leggitore potesse intendere più agevolmente i
+racconti che vengono dopo.
+
+Tressiliano, appena arrivato a Say’s-Court, trovò il castello tutto
+ingombro dalla gente del seguito del Sussex, e da grande numero di
+gentiluomini venuti a porsi al suo fianco. Ogni braccio era armato, ed
+accigliata ogni fisonomia, come se si fosse aspettato da un momento
+all’altro un violento assalto per parte dell’opposta fazione. Uno di
+quegli ufiziali fece entrare Tressiliano nell’anticamera del Conte,
+intanto che un altro ufiziale andò ad avvertire lo stesso Conte di
+questo parente arrivatogli. Nella ridetta anticamera però non istavano
+che due gentiluomini, ed era non immeritevole di osservazione la
+differenza di abbigliamento, contegno, e modi fra tali due personaggi.
+Il più attempato d’essi, e nondimeno assai giovane, di condizione, a
+quanto pareva, distinta, vestiva abito militare, affatto semplice; e
+comunque i lineamenti del suo volto annunziassero molto senno, non ne
+traspariva forza d’immaginazione o vivacità d’indole. L’altro, ancora
+più giovane, cui non si sarebbero dati venti anni, portava un vestito
+foggiato all’usanza più recente di que’ tempi, un abito cioè di velluto
+cremesino ornato di galloni e ricamato d’oro, ed un berrettone dello
+stesso drappo, intorno a cui avvolgevasi per tre volte una catenella
+d’oro, che terminavasi in un medaglione. I suoi capelli vedeansi
+aggiustati all’incirca come quelli de’ zerbini dei nostri giorni, vale
+a dire ritti sulle loro radici, e gli stavano alle orecchie pendenti
+d’argento fregiati ciascuno d’una bellissima perla. Ben fatto, di
+grande statura, i lineamenti di lui regolari ed aggradevoli esprimevano
+sì bene la sua anima, che vi si leggevano fermezza d’indole risoluta,
+ardore di spirito intraprendente, consuetudine di meditare, e prontezza
+a deliberare.
+
+Questi due gentiluomini erano ad una medesima panca, seduti l’un
+presso l’altro, ma ognun di loro inteso alle proprie considerazioni,
+tenea lo sguardo fiso alla parete rimpetto, nè pensavano a parlarsi
+scambievolmente. Gli occhi del più attempato null’altro dicevano, se
+non se ch’ei stava contemplando nella parete una vecchia intarsiatura
+di rovere, gli scudi, le daghe, le ramose corna di cervo, e l’armi
+d’ogni specie antiche e moderne, che secondo l’uso di que’ tempi vi
+stavano appese. Ma gli occhi del più giovane, sfavillavano del fuoco
+dell’immaginazione, onde avresti detto quello spazio vôto che lo
+disgiugneva dall’opposto muro essere per lui un teatro, ove la sua
+mente comunicasse azione a diversi personaggi, e gli offerisse uno
+spettacolo laddove la realtà non presentava cosa veruna.
+
+Appena Tressiliano entrò, si alzarono l’uno e l’altro per salutarlo, ed
+il più giovane soprattutto nel modo più cordiale gli disse.
+
+«Che siate il ben venuto, o Tressiliano! La vostra filosofia ne ha
+privato di voi allorchè questa casa poteva offerire allettamenti
+all’ambizione; ma dessa è una filosofia ben onesta, poichè vi ci
+riconduce, quando non potete esser partecipe che di rischi.»
+
+«Milord è dunque infermo sì gravemente?» domandò Tressiliano.
+
+«Noi temiamo che non vi sia più oltre speranza, rispose il più
+attempato, ed ogni cosa conferma la persuasione, essere effetto di
+tradimento quanto or si vede.»
+
+«Nol crediate, disse Tressiliano. Il lord Leicester è uom d’onore.»
+
+«E perchè dunque tien egli un corteggio composto di veri banditi?
+sclamò il più giovane gentiluomo. Sia onesto, se così vi piace,
+colui che chiama in aiuto il diavolo; ma non si renderà egli sempre
+mallevadore di tutti i mali operati dal diavolo?»
+
+«Or ditemi, o miei signori, chiese ai medesimi Tressiliano: siete voi
+forse i soli amici di Milord, accorsi presso di lui in questo momento,
+che dite di tanto pericolo?»
+
+«Oh! no certo: rispose il più avanzato in età. Qui si trovano e Tracy,
+e Markham, ed altri assai, ma ci alterniamo col prestar servigio a due
+a due, ed alcuni, ora stanchi, prendono sonno nella galleria posta in
+alto.»
+
+«Ed alcuni altri, disse il giovinetto, sono andati a Depford per
+comperare col denaro che hanno potuto raccogliere qualche vecchio
+scheletro di vascello. Così allorchè il tutto sarà deciso, e quando il
+nobile Lord si troverà collocato nella sepoltura de’ suoi maggiori,
+dopo aver pettinato, qual si conviene, i malandrini che ve lo spinsero,
+s’imbarcheranno per l’Indie, col cuore alleggerito al par della borsa.»
+
+«È assai possibile ch’io viaggi in lor compagnia, disse Tressiliano, se
+avrò in quel fatale momento compiuto un affare, che mi chiama adesso
+alla Corte.»
+
+«Voi affari alla Corte! sclamarono ad un tempo i due gentiluomini; voi
+viaggiare alle Indie!»
+
+«Come sta una tal cosa, o Tressiliano? continuò il più giovane. Non
+siete voi in tal qual maniera maritato? Nè vi metteste già a coperto
+contro que’ giuochi di sorte che costringono un uomo a commettersi al
+mare, anche allor quando la sua navicella vorrebbe rimanersi tranquilla
+nel porto? Qual cosa faceste voi dunque della vostra bella _Indamira_,
+che doveva pareggiare la mia _Amoretta_[4] così per bellezza, come per
+fedeltà?»
+
+«Non me ne parlate oltre» disse Tressiliano, volgendo il volto verso
+altra parte.
+
+«A tale stato dunque veniste, o mio povero amico? (disse il più
+giovane gentiluomo prendendo affettuosamente fra le sue la mano di
+Tressiliano). Non temiate già io tocchi per la seconda volta una ferita
+che vedo sì viva nel vostro cuore. Ma voi mi deste una notizia per
+me inaspettata quanto sgradevole. È egli dunque deciso che in questa
+burrascosa stagione, non sia permesso a nessuno de’ gioviali nostri
+compagni il veder salva da naufragio la propria felicità? Io sperava
+che voi, almeno voi, mio caro Edmondo, già vi trovaste nel porto. Ma
+pur troppo vedo avverarsi il detto di un nostro amico, che portava il
+vostro nome medesimo.»
+
+ «Del suol, dell’onda, e dell’eterea sfera
+ «La Fortuna reina
+ «Orgogliosa, fera,
+ «Or solleva or inchina
+ «Con volubili giri
+ «La rota, sol di labili contenti,
+ «E di lunghi martiri
+ «Dispensiera ai viventi;
+ «Onde securi ci teniam più in alto,
+ «Quand’ora è giunta al rovinoso salto.
+
+Intanto che il nostro amico recitava con tuono commosso ed animato tai
+versi di Edmondo Spencer, il suo compagno impaziente correva su e giù
+per la stanza. Avvoltosi indi nel proprio mantello, e seduto nuovamente
+in sulla panca, «Mi fa maraviglia, o Tressiliano, diss’egli, che voi
+diate pascolo alla follia di questo giovine coll’ascoltar le sue baie.
+Se nulla vi fosse che autorizzasse il giudicar sinistramente d’una casa
+rispettabile e virtuosa, quale si è quella di Milord, ella sarebbe del
+certo l’udirvi tal dialetto, o a dir meglio guazzabuglio poetico, che
+vi hanno apportato questo nostro Walter e i suoi compagni, studiosi di
+sformare in tutti i modi possibili il pretto linguaggio Inglese, che la
+misericordia di Dio ne avea conceduto.»
+
+«Blunt, s’immagina, disse Walter, che il demonio abbia fatto in versi
+la sua corte alla nostra madre Eva, e che il senso mistico dell’albero
+della scienza del bene e del male non si riferisca fuorchè all’arte di
+accozzar rime o di scandere un esametro.»
+
+In quel punto il ciamberlano del Conte venne annunziando a Tressiliano
+che sua Signoria desiderava vederlo.
+
+Tressiliano trovò il lord Sussex in veste da camera, ma adagiato
+sul proprio letto, e fu grandemente spaventato dal vederne per la
+malattia alterati di tanto i lineamenti. Il Conte lo accolse nella più
+amichevole guisa, ed ignaro delle afflizioni che accoravano questo
+suo ospite, gli chiese tosto notizie della figlia di sir Robsart.
+Tressiliano si scansò per allora dal rispondere a tale interrogazione
+coll’informarsi de’ sintomi che accompagnavano l’infermità di Milord, e
+si accorse, maravigliandone, essere questi in ogni parte conformi alla
+descrizione fattane da Wayland, dopo le poche cose che lo Stevens ne
+aveva raccontate. Non esitò allora a narrare al Conte tutta la storia
+dell’uomo preso di recente al proprio servigio, e della sicurezza,
+che questi aver presumea di guarirlo. Il Conte ascoltò Tressiliano
+con attenzione, ma con aria d’incredulità, sino all’istante che udì
+pronunziare il nome di Demetrio. Allora chiamò immediatamente il suo
+segretario, ordinandogli portasse una cassetta, che conteneva alcune
+carte di grande importanza.
+
+«Cercate, gli diss’egli, la confessione di quel furfante di cuoco,
+che noi sottomettemmo ad un interrogatorio, e vedete se non vi si fa
+menzione del nome di un Demetrio.»
+
+Il segretario trovò il passo additatogli, e lesse quanto segue:
+
+«Il suddetto, esaminato, dichiara ricordarsi d’aver fatto la salsa al
+detto storione, e che il nobile Milord dopo averne mangiato si sentì
+subitamente male in salute; che egli, il cuoco, non adoperò se non se
+erbe ed ingredienti ordinari, cioè....»
+
+«Omettete tutta questa nomenclatura, disse il Conte, ed osservate
+soltanto se gl’ingredienti di cui si parla, sieno stati comperati da un
+erbolaio di nome Demetrio.»
+
+«Appunto, disse il segretario, ed il cuoco asserisce qui parimente che
+dopo quella volta non rivide più lo stesso Demetrio.»
+
+«Tutto ciò s’accorda colla storia narrata dal tuo nuovo personaggio, o
+mio Tressiliano, soggiunse il Conte. Voglio tosto vederlo.»
+
+Wayland condotto dinanzi a lui, replicò con fermezza la storia, tal
+quale l’avea contata da prima, ed una sola circostanza non ne variò.
+
+«Sarebbe fra le cose possibili, disse il Conte volto a Wayland, che
+coloro i quali incominciarono l’opera avessero inviato qui appunto la
+tua persona per terminarla. Ma bada bene che se il tuo rimedio avesse
+conseguente funeste, la passeresti male tu pure.»
+
+«Veramente, rispose Wayland, ciò sarebbe un prendere la cosa con
+troppo rigore, perchè la guarigione sta nelle mani di Dio, siccome la
+morte. Pure acconsento di correre io tutto il rischio. Mi sono avvezzo
+a restar sì lungo tempo sotterra, che non mi fa tanto spavento il
+tornarvi.»
+
+«Giacchè in te la sicurezza è sì grande, nè per altra parte i dottori
+san più qual cosa farsi per sollevarmi, ripeterò le tue parole
+medesime: acconsento di correrne io tutto il rischio. Dammi il tuo
+medicamento.»
+
+«Poichè mi faceste mallevadore della cura, disse Wayland, permettetemi
+prima di tutto, ch’io pure per parte mia metta un patto, ed è che
+nessun medico v’intervenga.»
+
+«Gli è giusto, disse Sussex; proviamo ora questo tuo rimedio.»
+
+Intanto che Wayland lo preparava, i servi del Conte lo spogliarono;
+indi si mise in letto.
+
+«Vi avverto, aggiunse Wayland, che il primo effetto del medicamento
+sarà l’eccitare in voi un sonno profondissimo, e converrà che
+nell’intervallo di questo sonno si osservi il più alto silenzio in
+tutta la stanza, perchè dall’omissione di tal cautela potrebbero
+derivare conseguenze sinistre. Io stesso farò la veglia alla Signoria
+vostra unitamente a due de’ suoi gentiluomini di camera.»
+
+«Che tutti si ritirino, disse il Conte, eccetto Stanley, e questo bravo
+uomo.»
+
+«Ed eccetto me, aggiunse Tressiliano. Mi riguarda troppo da vicino
+l’effetto di un tale rimedio.»
+
+«Sia come desiderate, disse il Conte; ma prima d’ogni altra cosa si
+facciano venir qui il mio segretario ed il mio ciamberlano.»
+
+«Signori, (volgendosi a questi appena gli furono alla presenza) vi
+voglio qui testimoni, che il nostro onorevole amico Tressiliano non è
+mallevadore di sorte alcuna per le conseguenze, quali che si fossero
+del medicamento, cui or mi assoggetto. Mi spinse a tal risoluzione
+la sola mia volontà, riguardando io il caso, che guida (accennando
+Wayland) questo uomo dinanzi a me, siccome un favore del Cielo,
+deliberato forse a risanarmi per non prevedute vie dall’infermità
+che mi opprime. Se le cose non vanno a seconda della speranza che ho
+concetta, richiamatemi alla memoria della nobile mia padrona, e ditele
+che morii qual fedele servo le vissi. Auguro a tutti coloro che stanno
+d’intorno al trono una purezza d’animo eguale alla mia, ed auguro ad
+essi nel prestarle servigio tutta la possibile acutezza d’ingegno, chè
+non fu colpa di Tommaso Ratcliffe, se non ne ha posseduto di più.»
+
+Incrocicchiate indi le sue braccia sul petto, sembrò farsi meditabondo
+per un istante. Poi ricevendo dalle mani di Wayland la pozione,
+fissò gli occhi sopra di lui, come volendo leggergli sin nel fondo
+dell’anima; ma non iscorse in quel volto verun segno d’inquietudine o
+di turbamento.
+
+«Nulla avvi da temere» disse dopo di ciò in aria di sicurezza a
+Tressiliano, e tosto si trangugiò la bevanda.
+
+«Prego Vostra Signoria[5], disse Wayland, a collocarsi nel modo che
+le è più comodo per dormire; e voi, o signori, mettetevi immobili e
+taciturni come se foste presso al letto di vostra madre in punto di
+morte.»
+
+Il Ciamberlano ed il Segretario si ritirarono, dando ordine che
+si chiudessero le porte, e che il più profondo silenzio dominasse
+in tutta la casa. Non rimasero altri in quella stanza fuorchè
+Stanley, Tressiliano e Wayland, ma molte furono le persone, che non
+abbandonarono l’anticamera, per trovarsi pronte a qualunque evento
+potesse accadere.
+
+Non tardò a compiersi quanto aveva predetto Wayland. Il Conte fu preso
+da un sonno tanto profondo, che Tressiliano e Stanley temettero non
+fosse piuttosto un letargo, da cui non si svegliasse più mai; e lo
+stesso Wayland diede alcun segno d’inquietudine. Portava spesse volte
+le mani sulle tempia dell’infermo, ed il respiro di esso forte e
+frequente, però facile e non interrotto, era la cosa cui facesse egli
+maggior attenzione.
+
+
+
+
+CAPITOLO VII.
+
+ »Ebbene, i miei cari storditi! è questo
+ il modo di fare il servigio, o di
+ compiere i propri doveri? Che cosa è
+ accaduto dello stupido inviato qui per
+ mio ordine?
+
+ _Shakespeare._
+
+
+L’istante, in cui le persone si mostrano l’una all’altra in forma
+più svantaggiosa, e che produce parimente in ciascheduna una tal
+quale molestia, si è quello del primo albeggiare, se sorprende
+uomini, che abbiano passata vegghiando tutta la notte. Anche una
+donna di bellezza la più peregrina, allorchè lo schiarire del giorno
+mette fine ai diletti di una festa da ballo, opererebbe con senno,
+sottraendosi agli sguardi sin delle persone più ardenti nell’adorarla
+e ammirarla. Produttrice di simile effetto era la luce pallida,
+sgradevole ed incomoda, che incominciava a spargersi sopra coloro,
+che vegghiato avevano tutta la notte nell’anticamera del conte di
+Sussex, luce che mescolava una tinta turchiniccia ai raggi, fra il
+rosso e il giallo, mandati tuttavia da quelle lampade cui mancava già
+l’alimento alla fiamma, e dalle torce che stavano per ispegnersi. Il
+giovine gentiluomo, di cui facemmo parola nel capitolo precedente,
+aveva abbandonato questa sala per andare a vedere chi picchiasse alla
+porta del castello, e nel suo ritorno rimase sì attonito in vedere il
+pallore e la sformazione dei volti di que’ suoi compagni, che esclamò:
+«Per l’anima mia, padroni miei, si direbbe che siete altrettanti
+barbaggianni. M’aspetto, quando leva il sole, vedervi volar tutti, e
+cogli occhi incantati correre alla presta a nascondervi entro il tronco
+infracidito d’un vecchio albero, o nel primo buco che trovate d’un muro
+diroccato.»
+
+«Taci là, testa sventata, disse il Blount. Ti par questo un momento da
+scherzare, mentre nella vicina stanza l’Onore dell’Inghilterra manda
+forse l’estremo sospiro?»
+
+«Tu ne menti» rispose il Walter.
+
+«Io mentire! (replicò il Blount, levatosi da sedere), io mentire! Ed è
+con me che tu parli in sì fatta guisa?»
+
+«Sì, bravo Blount, tu ne menti; ma non ti prendere la mosca al naso per
+una parola. Io amo ed onoro Milord quanto il faccia alcun altro di voi;
+pure se anco piacesse al Cielo di chiamarlo a sè, non direi per questo
+sparito l’onore dall’Inghilterra. Ei vi rimarrà sempre sintantochè vi
+sarai tu o Blount, sintantochè vi saranno e Markham e Tracy, e tanti
+altri nostri camerata.»
+
+«Fra i quali certamente non ti starai dall’annoverar te medesimo.»
+
+«Figurati! e soggiungo di più essere io quello che farà valer meglio
+l’ingegno compartitoci da Domeneddio.»
+
+«Ne vorresti far sapere il segreto che hai per giugnere a questa
+supremazia?»
+
+«Perchè no? Voi siete come quelle buone terre dalle quali non si
+raccoglie nulla, perchè appunto si crede che non abbisognino di
+concime. Io al contrario sono un fondo forse men fertile per se stesso,
+ma l’ambizione lo mantiene di continuo in tale fermento che lo farà
+produttivo.»
+
+«La cosa di cui prego il Cielo, si è che tu non divenga matto. Quanto
+a me, se noi perdiamo il nobile Conte, dico addio alla Corte, e ai
+campi di battaglia. Possedo cinquecento acri di terra nella contea di
+Norfolk, e vado a seppellirmivi, ed a cambiare in una vanga la mia
+corazza.»
+
+«Vile metamorfosi! Però fai bene, perchè tu hai veramente una schiena
+d’agricoltore; le tue spalle sono incurvate, come se ti abbassassi ad
+ogni istante per tenere l’aratro; poi senti odor di terra, invece di
+olezzar profumi, come il dovrebbe un cortigiano galante. In vero si
+direbbe che tu esci in questo momento di mezzo ad un mucchio di fieno;
+nè avresti altra scusa da addurre, se non che la figlia dell’affittuale
+è una bella ragazza.»
+
+«A parte gli scherzi, o Walter, gli disse Tracy, non ne sono questi
+nè il tempo, nè il luogo. Dinne piuttosto chi venne a picchiare alla
+porta?»
+
+«Ah! il dottor Masters, medico della Regina, che per ordine immediato
+di lei veniva ad informarsi sulla salute del Conte.»
+
+«Corbezzoli! Sclamò Tracy, non è questo un piccolo contrassegno di
+favore. Se il Conte ricupera la salute, il sig. di Leicester potrà
+tuttavia avere in lui un emulo formidabile. Ma dov’è dunque il dottore?»
+
+«Sulla strada di Greenwich (rispose Walter), ed assai arrabbiato.»
+
+«Come sarebbe a dire? sclamò Tracy. Spero bene che non gli avrai negato
+l’ingresso.»
+
+«Oh certamente! non avrai commessa una tale mattezza!» soggiunse il
+Blount.
+
+«Eppure l’ho congedato con quel garbo, che tu metteresti, o Blount, a
+mandar via un mendicante, ovvero tu, o Tracy, un tuo creditore.»
+
+«Dalla parte di tutti i diavoli, perchè l’hai tu lasciato fuor della
+porta?» dimandarono a coro Blount e Tracy.
+
+«Perchè lo stare fuori della porta conviene meglio alla sua età che
+alla mia.»
+
+«Ma questo atto di tua storditaggine va ad essere la nostra rovina.
+Viva ora, o muoia Milord, non otterrà mai più uno sguardo favorevole
+dalla Sovrana.»
+
+«E gli mancheranno i modi di far la fortuna de’ suoi partigiani
+(aggiunse Walter sorridendo schernevolmente). Ecco la piaga segreta,
+delicata, che non può toccarsi. Signori, io ho fatto sonar men alto
+di voi le mie lamentazioni intorno la malattia di Milord, ma quando è
+il momento di rendergli servigio, non la cedo a nessuno. Se io avessi
+permesso a questo sapiente dottore di penetrare nella camera del
+Conte, non comprendete voi, che tra questo medico, e l’altro venuto
+con Tressiliano, sarebbe nato un bordello, capace non solamente di
+svegliare l’infermo, ma perfino i morti? Credo che una campana a
+martello faccia minore strepito d’una disputa insorta fra due dottori.»
+
+«E chi prenderà sopra di sè il biasimo d’aver contravvenuto agli ordini
+della Regina? domandò Tracy; perchè, non v’ha dubbio, il dottore
+Masters veniva per comando assoluto di sua Maestà a curare il Conte.»
+
+«Io mi assumerò questo biasimo, disse Walter, e se ho commessa una
+colpa, acconsento esserne castigato.»
+
+«Fa dunque un addio ai tuoi sogni brillanti, e rinunzia ai favori della
+Corte, gli disse il Blount. La tua ambizione avrà bel fermentare, ma
+la contea di Devon non vedrà mai in te, che un cadetto di famiglia,
+opportuno per rimanersi al lato inferiore della mensa a far parte delle
+vivande insieme col cappellano, o per vegghiare che i cani sieno ben
+nudriti, e strignere la cinghia al cavallo del suo padrone tutte le
+volte che va alla caccia.»
+
+«No (soggiunse fattosi rosso in volto quel giovinetto), no: non accadrà
+nulla di questo, sintantochè si farà la guerra nell’Irlanda e ne’
+Paesi Bassi; sintantochè l’onde dell’Oceano apriranno un cammino ai
+pericoli, alla gloria, ed alla fortuna. Il ricco Occidente nasconde
+terre tuttavia sconosciute, e vivono nell’Inghilterra anime abbastanza
+ardimentose per tentarne la scoperta. Io vi lascio brevi istanti, o
+signori, per far la mia ronda, e vedere se le sentinelle sono al lor
+sito.»
+
+«Io credo per certo ch’egli abbia argento vivo invece di sangue» disse
+il Blount, che dopo partito il Walter si fece a riguardare Markham.
+
+«Io dico, rispose Markham, che in quella testa e in quel sangue vi è
+quanto basta, o per sorgere a somma altezza, o per far tal caduta da
+non più rilevarsene. Però, se il chiudere la porta al dottore Masters
+fu un atto di temerario ardimento, non si può negare che con esso rendè
+al Conte un segnalato servigio, perchè il compagno di Tressiliano disse
+in chiari termini, che svegliare Milord, e dargli la morte sarebbero
+state cose contemporanee; e per altra parte il Masters è tale, che
+sveglierebbe i sette dormienti, se non vedesse un’ordinanza messa in
+buona forma dalla facoltà medica, che autorizzasse la continuazione del
+lor sonno.»
+
+La mattina cominciava ad innoltrarsi, allor quando Tressiliano giunse
+nell’anticamera apportatore di lieta notizia, vale a dire che il
+conte di Sussex si era svegliato da se medesimo, che sofferiva meno
+internamente, che parlava con ilarità, e scorgersi finalmente nella
+sua fisonomia tal brio insolito da molto tempo, che parea nunzio
+sicuro d’un cambiamento fattosi nello stato di sua salute. Nel tempo
+medesimo, Tressiliano, così incaricato dal Conte, si fece raccontare le
+cose accadute nel durar della notte, per portarne allo stesso Conte un
+riferto.
+
+Allorchè questi intese il modo, onde il giovine Walter aveva accolto il
+medico inviatogli dalla Regina, sorrise da prima; ma dopo aver meditato
+un istante, comandò al Blount, suo primo scudiere, facesse allestire
+immantinente una barca, e si trasferisse al palazzo di Greenwich,
+conducendo seco Walter e Tracy; ed incaricò lo stesso Blount di farsi
+interprete presso la Sovrana dell’umile rispetto e della gratitudine in
+lui, Sussex, eccitata da tanto regio favore, ed a spiegarle nel tempo
+stesso i motivi, che non gli permisero di volgersi ai consigli del
+sapiente dottore Masters.
+
+«Possa venir la peste a un tal ordine (disse il Blount, ritornando
+nell’anticamera). S’egli mi avesse comandato di portare un cartello
+di disfida al Leicester, avrei forse più passabilmente soddisfatto
+al dovere di un tale messaggio. Ma presentarmi innanzi alla
+graziosa nostra Sovrana, alla cui presenza tutte le parole debbono
+essere inzuccherate, e melate come se uscissero della bottega d’un
+confettiere, questo è quanto non mi va a verso per nulla. Partiamo
+dunque Tracy, e devi seguirmi, o Walter, tu pure; tu che sei la
+cagione di tutto questo intrigo: staremo a vedere se il tuo cervello
+fecondissimo di artifizi, potrà venire in soccorso d’un uomo che non sa
+parlare, fuorchè lo schietto e buon inglese.»
+
+«Non temete di nulla, sclamò il Walter. Io vi toglierò da tutti
+gl’impicci. Datemi tempo solamente ch’io vada in cerca del mio
+mantello.»
+
+«Del tuo mantello? Non l’hai sulle spalle? Credo che tu perda la testa,
+se però mai tu avesti una testa.»
+
+«Che cosa dici? Questo è un vecchio mantello di Tracy. Pensi tu forse
+che io voglia mostrarmi alla Corte, non vestito in abito di cerimonia?»
+
+«Già la tua cerimonia non sarà sfoggiata che agli occhi dell’usciere, o
+di qualche meschino servitore.»
+
+«Non importa. Voglio mettere il mio mantello, e dar quattro colpi di
+spazzola alla mia giubba prima di pormi in cammino.»
+
+«Questo è ben darsi grandi faccende per un mantello e per una giubba!
+Andiamo. Sbrigati in nome del cielo.»
+
+Nè andò guari, che si trovarono navigando sul maestoso Tamigi, le cui
+acque percosse dal sole brillavano in tutto il loro splendore.
+
+«Ecco due cose che non hanno nulla che le pareggi nell’universo, disse
+il Walter a Blount, in cielo il Sole, e sulla terra il Tamigi.»
+
+«I raggi dell’uno, rispose pacatamente Blount, ci schiariranno per
+giugnere a Greenwich, e l’acque dell’altro ci condurrebbero più presto
+se fosse ora di grosso fiotto.»
+
+«Ecco dove vanno a finire tutti i tuoi pensieri, tutte le tue
+inquietudini. Tu non trovi ora altra utilità nel re degli elementi,
+e nel re de’ fiumi, che quello di aiutare tre poveri diavoli, quali
+siamo, tu, Tracy, ed io, nel portarsi a Corte per fare una visita di
+cerimonia!»
+
+«In fede mia, che m’importerebbe assai poco di questa visita! sclamò
+il Blount, e risparmierei di tutto buon grado al Sole e al Tamigi
+l’incomodo di condurmi laddove io non aveva nessuna voglia di andare, e
+laddove m’aspetto per tutta ricompensa d’essere ricevuto come un cane.
+E sull’onor mio (soggiunse egli, volgendo gli occhi verso Greenwich,
+a cui si avvicinavano a mano a mano), credo bene che avremo fatto un
+viaggio inutile, poichè vedo la barca della Regina presso le gradinate
+del parco, il che pare indizio, che S. M. voglia andare a diporto
+sull’acque.»
+
+Nè s’ingannava egli di fatto. La bandiera inglese sventolava sulla
+barca reale, e già i navicellai della Regina, parati delle lor ricche
+livree, avvicinavano questa barca alla gradinata che mena al parco
+di Greenwich. Due o tre altre barche poste dietro di questa doveano
+contenere quella parte del corteggio di Elisabetta, cui non era lecito
+entrar nella prima. Le reali guardie del corpo, tolte dai più begli
+uomini dell’Inghilterra, formavano doppia schiera, che incominciava
+dalla porta del palagio, venendo fino alla riva dell’acqua; talchè
+aspettavasi imminente il giugnere della Regina, benchè fosse assai di
+buon’ora.
+
+«In verità, tutto ciò non presagisce nulla di favorevole, disse
+il Blount. Convien dire che la Regina abbia possenti ragioni per
+mettersi in viaggio tanto di buon mattino. Noi faremmo assai meglio
+col ritornarcene a Say’s-Court, per ragguagliare Milord di quello che
+abbiamo veduto.»
+
+«Di quello che abbiamo veduto! replicò il Walter. E che cosa abbiam
+veduto? Una barca, molti navicellai, alcuni soldati vestiti di
+scarlatto e armati di labarda. Pensiamo ad adempiere gli ordini di cui
+il Conte ne ha incaricati, ed a ragguagliarlo del modo onde la Regina
+ci ha ricevuti.»
+
+Dette queste parole, comandò ai battellieri di avvicinare la barca
+a tal parte di riva, ove si potesse scendere a terra, perchè pensò
+che un riguardo di rispetto non permetteva loro in tal momento il
+valersi della gradinata del parco. Allora d’un leggier salto prese a
+sponda, seguito indi dal prudente e circospetto Blount, che parea lo
+accompagnasse contro sua voglia. Appena presentatisi alla porta della
+reggia, intesero che non si poteva lasciargli entrare, stando allora in
+atto d’uscir la Sovrana. Per ottenere ciò nonostante la permissione di
+più innoltrarsi, adoperarono il nome del conte di Sussex, ma sì fatto
+talismano non producendo verun effetto nell’animo dell’uficiale posto
+di guardia alla porta, questi rispose loro, non potersi stogliere nè
+poco nè assai dalla consegna avuta.
+
+«Non te l’aveva io detto? sclamò il Blount. Andiamo dunque, mio caro
+Walter, raggiugniamo la nostra barca, e torniamcene a Say’s-Court.»
+
+«No per Dio; se prima non mi presento alla Regina» rispose
+risolutamente l’altro.
+
+«A quel che vedo, sei matto, arcimatto.»
+
+«E tu a quel che vedo, sei diventato una gallina tuffata nell’acqua.
+E per bacco! ti ho veduto far fronte ad una dozzina di maledetti
+Irlandesi, senza che il loro numero ti spaventasse. Ed ora temi che una
+bella signora ti volga un guardo corrucciato.»
+
+Terminava il Walter queste parole, allorchè apertesi le porte del
+castello, ne uscirono guardie, poi uscieri, e finalmente Elisabetta
+in mezzo alle dame e ai magnati della sua corte, schierati con tale
+artifizio, che da qualunque lato lo spettator si trovasse, potea veder
+la Regina. Ella era giovane tuttavia, e brillava di tutto quello
+splendore che chiamavasi beltà in una Sovrana, ma che avrebbe avuto
+nome di apparenza nobile e dignitosa in qualunque grado ella si fosse
+trovata. Si appoggiava essa sul braccio del lord Hunsdon, che essendole
+parente da lato di madre, ne ricevea spesso tai contrassegni di favore
+e di distinzione.
+
+Walter non si era forse mai veduto tanto vicino alla persona della
+sua Sovrana; onde si spinse avanti sino alla fila formata dalle
+guardie, per non perdere sì fatta occasione di contemplarla a suo
+bell’agio. Blount intanto ne maledicea questa, ch’egli chiamava
+imprudenza, facendo di tutto per trarlo addietro. Ma Walter se ne
+sciolse ben presto, e permettendo al proprio mantello di ondeggiargli
+negligentemente sopra una spalla, dispiegò meglio le grazie d’una bella
+statura. Levatosi allora il berrettone, fisò gli occhi sulla Regina
+con tal atto, che trasparivano da essi ad un tempo e la rispettosa
+curiosità che l’accendeva, ed un’ammirazione quanto viva, altrettanto
+modesta. Finalmente le guardie colpite dalla sua avvenente fisonomia
+e dalla ricchezza degli abiti, comportarono ch’ei si mettesse di pari
+nelle loro file; cosa che non erano solite concedere agli spettatori
+d’un grado comune. Per tal modo l’intrepido giovinetto si trovò
+pienamente esposto agli sguardi d’Elisabetta, non mai indifferente nè
+all’ammirazione ch’ella a buon dritto eccitava, nè ai pregi d’esterna
+forma che ella scorgesse in alcuno de’ suoi cortigiani. Giunta in
+vicinanza del luogo ove stavasi fermo il Walter, lanciò sovr’esso uno
+sguardo, che annunziava bensì qualche sorpresa per l’ardire ch’ei
+dimostrava, ma non però nessuna specie di risentimento. Accadde cosa,
+che dovette più particolarmente chiamare sopra di lui l’attenzione
+della Regina. Era piovuto tutta la notte, ed appunto dinanzi al luogo
+occupato dal nostro giovane, vedeasi un tratto di terreno coperto
+ancora di fango, e sopra quello dovea passar la Regina, che si fece
+a titubare per un istante. Ma non titubò il Walter nel togliersi in
+un batter d’occhio il suo mantello, e gettarlo su quella parte di
+cammino fangosa, onde la Sovrana vi tragittasse a piedi asciutti. E
+tale atto, in cui comprendevansi e cortesia ed affezione di suddito,
+accompagnò egli con un rispettoso saluto, cui cresceva grazia il suo
+volto copertosi d’improvviso rossore. La Regina tornò ad alzar gli
+occhi sopra di lui, e provando un istante di confusione, ed arrossendo
+a sua volta, gli fece un gentil cenno col capo; poi affrettatasi in suo
+cammino, salì la barca senza profferire una sola parola.
+
+«Ebbene, re degli storditi, gli disse Blount, adesso sì avrai il
+diletto di far passeggiare la spazzola sul tuo mantello. Se era in
+te mente di formarne un tappeto per mettervi i piedi, tanto valeva
+conservare quello di Tracy; il bigello almeno non teme le macchie.»
+
+«Questo mantello (disse il Walter, piegandolo in guisa da poterselo
+portare sul braccio) non verrà mai spazzolato sintantochè m’appartenga.»
+
+«E non ti apparterrà lungo tempo, se non ne farai miglior conto. Noi ti
+vedremo ben presto _in cuerpo_, come dicono gli Spagnuoli.»
+
+In questo, il loro colloquio venne interrotto da un usciere della
+Regina.
+
+«Io cerco (diss’egli guardando per tutto con attenzione) un giovine
+senza mantello, o con il mantello coperto di fango. Siete voi
+senz’altro, diss’egli a Walter: abbiate la bontà di venire con me.»
+
+«Egli è del mio seguito, disse Blount; io sono il primo scudiere del
+nobile conte di Sussex.»
+
+«Tutto ciò è possibilissimo, rispose l’usciere, ma io porto gli ordini
+immediati di Sua Maestà, nè riguardano essi che questo signore.»
+
+Dette tali parole, si allontanò facendo cenno al Walter di seguirlo,
+mentre gli occhi del Blount rimasto addietro gli uscivano della
+testa; tanto era l’eccesso della sua maraviglia. «Chi diavolo voleva
+immaginare questa faccenda?» finalmente egli sclamò, e scotendo il capo
+in aria di chi non vede andar le cose a suo modo, raggiunse la barca, e
+se ne tornò solo a Say’s-Court.
+
+Intanto l’usciere condusse il Walter verso il Tamigi e fino alla grande
+gradinata, usandogli sempre i più rispettosi modi; la qual cosa non è
+di mal augurio in simili circostanze. Poi lo fece entrare in una delle
+picciole barche preste a seguire quella della Regina, che già navigava
+rapidamente in mezzo del fiume col favore del grosso fiotto, favore di
+cui lamentò la mancanza il nostro Blount nel trasferirsi a Greenwich.
+
+I due navicellai obbedendo ad un segnale fatto lor dall’usciere,
+remigarono con tanta forza, che in pochi minuti si trovarono appresso
+alla barca della Regina, ov’ella stavasi seduta sotto magnifico
+padiglione con due o tre dame del suo corteggio ed alcuni grandi
+uficiali della regia casa. La Sovrana volse più d’una fiata gli occhi
+ed alla barca che le si avvicinava ed all’avvenente giovane che sovra
+essa venia trasportato, e nel tempo stesso diceva sorridendo alcune
+parole alle persone che la corteggiavano. Finalmente uno fra que’
+signori, certamente per avere ordinato così la Regina, fece segno ai
+navicellai che accostassero la barca, poi disse a Walter di passare in
+quella della Sovrana, al qual cenno egli ubbidì con agilità e grazia
+eguali. Ritrattasi la barca che lo avea trasportato, ei venne condotto
+alla presenza di Elisabetta. Sostenne esso gli sguardi di Sua Maestà
+con una modesta sicurezza, e s’anco un leggiero imbarazzo scorgeasi
+in lui, ne avea nuovo spicco la vaghezza delle sue forme. Teneasi
+costantemente sul braccio il mantello coperto di fango, e fu questo
+come è ben da credersi, che diede alla Regina il primo argomento di
+movergli accenti.
+
+«Voi avete quest’oggi rovinato un ricco mantello, o giovinetto; noi vi
+ringraziamo per tale servigio, benchè nel prestarlo vi siate stolto
+alcun poco dalle forme ordinarie, e vi abbiate aggiunto alquanta
+arditezza.»
+
+«L’arditezza si fa dovere per un suddito, rispose Walter, quando è
+d’uopo d’arditezza nel servire il proprio Sovrano.»
+
+«Viva Dio! egli ha risposto bene, o Milord (disse la Regina, volgendosi
+ad un grave personaggio che stavale a canto, e che solamente le
+rispondea con un dignitoso chinar di capo in segno di approvazione).
+Ebbene, o giovinetto, la galanteria onde sfoggiasti non andrà priva di
+ricompensa. Ti trasferirai presso l’intendente della nostra guardaroba,
+e troverai l’ordine perchè ti dia un altro mantello, invece di quello
+che danneggiasti per nostro servigio; tu ne avrai uno de’ più ricchi, e
+de’ meglio foggiati secondo l’usanza del giorno: te lo prometto in fede
+di Principessa.»
+
+«Non tocca ad un umile servo della Maestà Vostra, disse titubando
+Walter, discutere intorno i favori, che degnate concedergli, ma se mi
+fosse permesso lo scegliere......»
+
+«Tu preferiresti che ti si donasse oro, lo indovino, disse
+interrompendolo Elisabetta. Oh no, giovane! no. È per me un rossore
+il dirlo, ma nella nostra capitale si trovano tanti modi di spendere
+il denaro in follie, che il presentarne ai giovani, gli è un gettar
+l’olio sul fuoco, un fornirli d’armi contro di lor medesimi. Se il
+Cielo mi conceda più lunga vita, metterò un limite a questi disordini.
+Ciò nondimeno, tu non sei forse ricco, fors’anche i tuoi parenti son
+poveri..... Ebbene, sì, tu avrai denaro; ma è d’uopo tu mi renda conto
+dell’uso che vorresti farne.»
+
+Walter aspettò con pazienza che la Regina avesse terminato il suo dire,
+per assicurarla indi modestamente, che dell’offertogli mantello, l’oro
+era anche assai meno la meta cui egli aspirasse.
+
+«E che? sclamò la Regina; nè il nostro oro, nè un mantello ti possono
+contentare! Qual cosa brami tu dunque?»
+
+«Bramo soltanto, o Regina, se non è portar troppo alto le mie
+pretensioni, il vostro assenso, ond’io porti sempre questo mantello,
+che vi arrecò sì lieve servigio.»
+
+«Il mio assenso, onde tu porti il tuo mantello! E poss’io negartelo, o
+giovinetto?»
+
+«Oh! questo mantello non è più mio. Dacchè il piede di Vostra Maestà lo
+calcò, è divenuto degno di un Principe; egli è troppo sfarzoso per un
+uomo della mia condizione.»
+
+La Regina arrossì nuovamente, e si sforzò di coprire con un riso non
+naturale un lieve grado di sorpresa e di confusione, che non le erano
+per altro discare.
+
+«Udiste mai nulla di consimile, o Lordi? La lettura dei romanzi ha
+volto il capo a questo povero giovine. È d’uopo io sappia chi egli sia
+per mandarlo in istato di sicurezza ai suoi genitori. Chi siete voi,
+giovinetto?»
+
+«Gentiluomo della casa del Conte di Sussex, che mi aveva qui spedito
+col suo primo scudiere per arrecare un messaggio alla Maestà Vostra.»
+
+Pronunziato appena questo nome, l’aria di favore con cui la Regina avea
+sino a quell’istante contemplato Walter si dileguò, e diede luogo a
+disdegnosi modi e severi.
+
+«Il lord Sussex, diss’ella, ci ha insegnato in qual prezzo dobbiamo
+avere i suoi messaggi, col farne conoscere il conto ch’ei fa de’
+nostri. In questa istessa mattina, e ad un’ora che non è ordinaria,
+abbiamo spedito a lui il nostro medico, tosto che sapemmo essere più
+seria la sua infermità di quello che si era immaginato da prima.
+Non v’è Corte d’Europa in cui si trovasse un uomo più sapiente del
+dottore Masters, ed egli presentavasi in nostro nome alla casa di uno
+fra i nostri sudditi. Nondimeno trovò la porta di Say’s-Court difesa
+da uomini armati di colubrine, come se quel castello fosse stato
+situato sulle frontiere della Scozia, e non in vicinanza della nostra
+medesima Corte. Ha chiesto in nostro nome che gli si aprisse, ed ha
+sofferto l’affronto di un rifiuto. Noi non riceveremo, almeno per
+ora, alcuna scusa sul disprezzo, con cui Milord ha contraccambiato un
+contrassegno di bontà che fu ancor troppo grande. Vi avverto di ciò,
+perchè m’immagino altro non essere lo scopo del vostro messaggio che il
+presentarci scuse a nome del Conte.»
+
+Questi detti furono pronunziati con un tuono, e con gesti tali, onde
+ne fremessero tutti que’ cortigiani presenti che parteggiavano per il
+Sussex. Ma non ne fu atterrito quel solo a cui il discorso era volto.
+Non cessò appena di parlar la Regina, che alzando gli occhi verso di
+lei, le disse in modo umile e rispettoso Walter: «Supplico la Maestà
+Vostra a permettermi dirle, ch’io non sono incaricato di presentarle
+scuse per parte del conte di Sussex.»
+
+«E di che vi ha dunque incaricato, o signore? (sclamò la Regina con
+quell’impeto, che comunque altre nobilissime prerogative d’animo il
+bilanciassero, formava la parte principale della sua indole). Vi ha
+forse incaricato di giustificarlo, o per la morte di Dio[6] di venir
+qui a disfidarci?»
+
+«Il conte di Sussex, rispose Walter, conosceva tutta la gravezza della
+colpa che fu commessa, nè pensò che ad assicurarsi del colpevole e ad
+inviarlo a voi per metterlo affatto nel vostro arbitrio. Ma il Conte
+dormiva profondamente, quando giunse il dottore Masters, perchè il
+suo medico gli avea fatto bere una pozione a tal fine. Questa mattina
+soltanto nello svegliarsi seppe il clemente messaggio della Maestà
+Vostra, e il rifiuto dato al medico nell’atto ch’egli stava per
+entrare.»
+
+«Ciò cambia lo stato della quistione, disse la Regina con tuono
+alquanto più mite. Ma chi fu quello fra i suoi servitori, ardito assai
+per negare l’ingresso del castello al mio proprio medico che veniva a
+curare il Conte per ordine mio?»
+
+«Il colpevole vi sta dinanzi, o Regina (rispose Walter accompagnando
+con profondo inchino tale risposta). Sopra di me solamente dee cadere
+tutto il biasimo di quanto accadde, e giustamente Milord m’inviò al
+cospetto vostro, per sottopormi alle conseguenze di un fallo, di cui
+egli è tanto innocente, quanto degli atti operati da un uomo desto sono
+innocenti i pensieri di chi sta immerso nel sonno.»
+
+«Tu! Sei tu veramente che negasti l’ingresso di Say’s-Court al mio
+medico mandatovi da me medesima! Qual cagione potè inspirare cotanta
+audacia ad un giovane sì affezionato... o almeno il cui esterno mostra
+tanta affezione alla sua Sovrana?»
+
+«Regina (disse Walter, che in mezzo all’apparenza di severità, onde
+cercava tuttavia coprirsi il volto della Sovrana, scorgeva com’ella
+fosse propensa a non avere per imperdonabile un tal delitto), suol
+dirsi nel mio paese, che un medico per un certo tempo è il sovrano
+del suo ammalato. Ora il mio nobile padrone, nel tempo appunto
+ch’io mi rendetti colpevole, si era assoggettato ad un medico, le
+cui prescrizioni gli divennero grandemente vantaggiose, e che aveva
+pronunziata in pericolo la vita del medesimo, ogni qualvolta si avesse
+voluto svegliarlo.»
+
+«Il tuo padrone avrà data la sua confidenza a qualche miserabile
+empirico.»
+
+«Gli è quanto ignoro, o Regina; so bene ch’ei si risvegliò sta mane
+trovandosi molto più sollevato che non lo era da parecchi giorni.»
+
+In tale momento le persone del corteggio della Regina si guardarono
+in volto le une coll’altre, non per comunicarsi cogli sguardi le loro
+osservazioni, ma per leggere nelle scambievoli fisonomie l’effetto che
+una tal notizia producea negli animi di ciascuno. La Regina rispose
+tantosto, senza curarsi di palliare la soddisfazione venutale da tale
+notizia: «Per fede mia godo assai in udire ch’egli stia meglio. Ma tu
+fosti ben ardito nel ricusare l’ingresso al medico ch’io inviai. Ignori
+tu forse quel detto della santa Scrittura, starsi la sicurezza nella
+moltitudine dei consigli?[7]»
+
+«Non lo ignoro, o mia Sovrana; ma intesi anche molti dotti i quali
+pretendono che la _sicurezza_, a cui questo passo di scrittura si
+riferisce, riguardi il medico e non l’ammalato.»
+
+«In verità, disse la Regina, non so qual cosa rispondergli perchè non
+sono troppo disinvolta nella sposizione dell’Ebraico. Che ne dite voi,
+milord di Lincoln? Questo giovane ha egli interpetrato come doveasi il
+sacro testo?»
+
+«Il vocabolo _sicurezza_, o Regina, disse il vescovo di Lincoln, sembra
+essere stato accettato con troppa fretta per rendere il senso della
+parola Ebraica...»
+
+«Già ve l’ho detto milord, coll’Ebraico non ho gran confidenza. Or
+ditemi, o giovinetto, qual è il vostro nome, qual è la vostra famiglia?»
+
+«Regina, io mi chiamo Walter Raleigh e sono tra i figli cadetti d’una
+famiglia numerosa ma onesta della contea di Devon.»
+
+«Raleigh! (disse Elisabetta dopo d’avere meditato un istante): non
+avete voi militato in Irlanda?»
+
+«Sì, o Regina; ma non posso aver tanta fortuna, che le poche cose da
+me operate colà abbiano fatto pervenire il mio nome sino all’orecchio
+della Maestà Vostra.»
+
+«Oh! Il mio orecchio si estende più in là che nol credete, o Raleigh.
+Mi ricordo assai bene d’un giovane che, nella contea di Shannon, difese
+il passaggio di un fiume contro una truppa d’Irlandesi ribelli, e che
+ne tinse le acque col loro sangue e col proprio.»
+
+«Se il mio sangue fu versato in quella occasione, (disse il Walter
+chinando gli occhi) non ho fatto che soddisfare una parte di mio
+debito, perchè tutto il sangue che scorre nelle mie vene è sacro al
+servigio di Vostra Maestà.»
+
+«È assai, disse la Regina, che in età così giovane tu abbia combattuto
+sì valorosamente, e tu posseda ad un tempo tanta facondia. Non mi
+starò nondimeno dal punirti per avere chiusa la porta in faccia al mio
+povero Masters. Quest’uomo rispettabile si è guadagnata una flussione
+sull’acque del Tamigi. Egli giugneva da Londra ove avea fatte molte
+visite, allorchè gli arrivò il mio comando; pure si fece un dovere, un
+affare di coscienza di partir tosto alla volta di Say’s-Court. Io ti
+condanno dunque, o Raleigh, a portare coperto di fango il tuo mantello,
+sintantochè mi piaccia decretare altrimenti. Ed eccoti l’ornamento
+ch’io pretendo tu porti al collo» aggiunse ella, presentandolo d’un
+gioiello legato in oro, simile quanto alla forma ad una pedina del
+giuoco degli scacchi.
+
+Walter, al quale la natura avea insegnato tutta quell’arte, cui
+solamente dopo una lunga esperienza si fa destra la maggior parte dei
+Cortigiani, piegò un ginocchio a terra, imprimendo un bacio sopra la
+mano, d’onde gli veniva tal dono. Fors’egli sin da quel punto superava
+tutti i circostanti nel saper accoppiare il devoto rispetto che debbesi
+ad una Regina, e l’omaggio della galanteria chiesto imperiosamente
+dalla beltà. Ed in questo primo tentativo di combinare tai riguardi,
+tanto maestrevolmente riuscì, che ne furono paghi e la vanità personale
+di Elisabetta, e la sua ambizione di dominare.
+
+Se la Regina rimase contenta di questo primo abboccamento avuto con
+Walter Raleigh, non tardò a coglierne gradevol frutto anche il conte di
+Sussex.
+
+«Lordi, e Milady (sì disse la Regina, volgendosi alle persone del
+suo corteggio) poichè ci troviamo già sul Tamigi, credo sarebbe cosa
+assai ben fatta il rinunziare al nostro divisamento di trasferirci a
+Londra, sostituendogli l’altro di fare una gradevol sorpresa al povero
+conte di Sussex. Egli è infermo, e i suoi patimenti raddoppiarono,
+non v’ha dubbio, per la tema nata in lui d’averne spiaciuto; mentre
+poi l’ingenua confessione di questo giovane stordito lo giustifica
+pienamente. Che ne giudicate voi? Non sarebb’ella una bell’opera di
+misericordia il recargli tal conforto siccome riuscirà per lui la
+visita di una Sovrana alla quale prestò così eminenti servigi?»
+
+Ben crederà ognuno, che fra coloro, cui si volse la Regina a chiedere
+consiglio in sì fatto modo, non ne fu un solo il quale aprisse bocca
+per ispiegare contrario avviso.
+
+«Vostra Maestà, disse il vescovo di Lincoln, è l’aria che ci fa vivere.»
+
+I militari soggiunsero, la presenza della Sovrana essere siccome la
+cote che affila la sciabola del soldato.
+
+Gli uomini di Stato giudicarono, che l’aspetto della Regina era la luce
+rischiaratrice d’ogni consiglio de’ ministri.
+
+Tutte quelle matrone finalmente s’accordarono in dire, che niun signore
+dell’Inghilterra pareggiava il conte di Sussex nel meritare i favori
+della sua Sovrana; _senza far pregiudizio ai diritti del Conte di
+Leicester_, soggiunsero però quelle che aveano maggiore accorgimento in
+politica. Ma la Regina non mostrò di por mente a questa clausola.
+
+I navicellai pertanto ebbero l’ordine di fermare la barca a Depford
+nel luogo il più prossimo a Say’s-Court, affinchè la Regina potesse
+soddisfare prontamente questa sollecitudine degna d’una vera madre dei
+sudditi, col trasferirsi in persona a rintracciare notizie intorno la
+salute del conte di Sussex.
+
+Walter, che nella scioltezza del suo ingegno prevedea le conseguenze
+rilevanti, cui talora davano origine gli avvenimenti più semplici in
+apparenza, si fece frettoloso di chiedere alla Regina la permissione
+di precederla in una barca leggiera per annunziare sì gradita visita
+al suo padrone; ed a tale inchiesta dava disinvoltamente colore col
+dire, che un eccesso di gioia e dolce sorpresa, nello stato mal messo
+di salute in cui trovavasi il Conte, avrebbe potuto nuocergli se troppo
+improvviso, come talvolta il cordiale più ristorativo, amministrato
+senza qualche cautela, torna in danno d’un infermo, che una lunga
+malattia abbia sfinito.
+
+Ma, sia che la Regina trovasse troppo presuntuoso il contegno d’un
+giovinetto che apriva un avviso alla presenza di lei senza esserne
+stato richiesto, o fosse piuttosto il desiderio ch’ella aveva di
+verificare se il castello di Say’s-Court ringorgava d’uomini armati ad
+uso di piazza di guerra, come ne era stata assicurata, rispose assai
+severamente a Raleigh, si riserbasse i suoi consigli pel momento in cui
+gli verrebbero domandati. Dopo di che, replicò il comando affinchè si
+approdasse a Depford, soggiugnendo: «noi vedremo co’ nostri occhi qual
+sia l’ordine di casa che tiene il Conte.»
+
+Intanto il Walter facea da se medesimo queste meditazioni. «Il Cielo
+a quanto pare ha volto verso di noi un occhio di compassione; ma non
+vorrei...... I cuori ben fatti non mancano attorno al Conte; ma le
+buone teste... Oh! le buone teste sono assai scarse... E la sua salute
+è troppo sconcertata perchè possa dar ordini da se stesso. Figuratevi!
+Tutti saranno intenti a far colezione quando arriviamo. Blount avrà
+innanzi di sè le sue aringhe di Yarmout e un boccale di birra; Tracy
+i suoi sanguinacci e un fiasco di vino del Reno; quegli spensierati
+di Gallois, Thomas, Ap, Rice e Evan la loro zuppa coi porri, e il
+lor formaggio liquefatto, tutte cose che non sanno nè di rosa nè di
+gelsomino; e si dice che la Regina abborrisce questi odori gagliardi.
+Pensassero almeno a bruciare un poco di ramerino nell’anticamera!....
+Ma voga galera! Fidiamci alla fortuna che per vero dire non mi ha
+trattato male questa mattina. Ci ho rimesso un bel mantello; ma spero
+di aver già fatto carriera alla Corte. Possa almeno quest’incidente
+tornare a vantaggio del rispettabile Sussex!»
+
+Giunta bentosto la barca a Depford, la Regina scese a terra in mezzo
+alle acclamazioni, che non mancavano mai quando ella facea mostra di
+sè; e si trasferì a piedi sotto di un baldacchino, e accompagnata da
+tutto il suo seguito a Say’s-Court.
+
+Le gioiose grida di una intera popolazione furono quelle che diedero
+al castello il primo annunzio dell’arrivo della Sovrana. E il Sussex
+stava appunto consigliando con Tressiliano sui modi da tenersi per
+riguadagnare il favore d’Elisabetta, ch’ei temeva avere perduto,
+allor quando dal giugnere di lei fu sorpreso, ed in qualche modo
+impacciato. Non già ch’egli ignorasse esser costume della Regina il far
+di tai visite ai grandi personaggi della Corte, fossero eglino sani o
+ammalati: ma un arrivo sì inaspettato non gli lasciava il tempo di fare
+per riceverla que’ preparamenti, ch’egli sapeva quanto allettassero
+la vanità di tale Regina. Per altra parte, la confusione che dominava
+in un castello tutto pieno di militari, e fatta maggiore dalla
+circostanza della sua infermità, rendea il soggiorno poco opportuno in
+quell’istante ad essere onorato da una regale presenza.
+
+Imprecando nel suo interno il caso che gli procurava sì d’improvviso
+tal graziosa visita, si accinse affrettatamente a discendere con
+Tressiliano, che allora appunto aveva terminato di raccontargli la
+storia d’Amy.
+
+«Mio caro amico, conchiuse con dirgli il Sussex, potete star certo che
+per riguardi così di giustizia come dell’affezione che ho per voi, vi
+sosterrò il più possibile in questo affare. Mancano pochi istanti ad
+accorgerci s’io godo ancora di qualche credito presso la Regina, o
+se in vece col voler proteggere la vostra inchiesta, non vi diverrei
+pregiudizievole, anzichè utile.»
+
+Così dicendo ei metteva con sollecitudine le braccia entro una specie
+di lunga veste foderata di pelliccia, e dava al suo aggiustamento tutta
+la cura a lui permessa dai brevi istanti che gli rimanevano prima di
+comparire dinanzi alla Sovrana. Ma quand’anco avesse potuto adoperare
+la massima diligenza nel suo abbigliamento, non potea questa cancellar
+l’orme che una infermità pericolosa aveva lasciate sopra lineamenti
+più espressivi di quel che fossero gradevoli. Picciolo inoltre di
+statura, comunque una struttura atletica e larghe spalle il rendessero
+quanto mai atto agli esercizi militari, la sua comparsa in una sala
+non era quella di tal uomo, su cui dovessero fermarsi con ansietà gli
+sguardi femminili. E ben supponevasi generalmente, che questo esterno
+svantaggioso del conte di Sussex, a malgrado della stima in cui lo
+tenea la Regina, gli nuocesse nell’animo di lei, allorquando ella il
+paragonava con Leicester, l’uomo più avvenente e il più adorno di
+grazie che quella Corte si avesse.
+
+Tutta la premura che di far presto si diede il Conte non gli permise
+che d’essere nella sala sull’istante medesimo in cui vi giugneva la
+Regina, e s’avvide che una nube ne ingombrava la fronte; e questa
+nube era sorta fin quando ella vide il castello guardato con tanta
+accuratezza, come se fosse tempo di guerra, e pieno di soldati e di
+gentiluomini armati; onde, fin dai primi accenti ch’ella mosse al
+Conte, espresse il disgusto del proprio animo.
+
+«Ci troviamo noi in una piazza assediata, o Milord? Ovvero per isbaglio
+avremmo noi oltrepassato il castello di Say’s-Court, e sarebbe questa
+la nostra torre di Londra?»
+
+Lord Sussex incominciò a balbettare alcuni accenti di scusa.
+
+«Non fa d’uopo di scusa, o Milord, gli disse la Regina. Non ignoriamo i
+dispareri che passano tra voi, ed un altro signore della nostra casa,
+ed abbiamo anzi divisato di prendercene serio pensiero, e di frenare
+la libertà di cignervi di gente armata, e potrei dire di stipendiati
+duellanti, come se in vicinanza della nostra capitale, e a canto
+della nostra reale residenza, voi vi preparaste ad una guerra civile
+l’uno contro dell’altro. Godiamo però di trovare migliorata la vostra
+salute, benchè non abbia potuto averne merito il dotto medico che vi
+spedimmo... Risparmiate le scuse, o Milord. So quanto è accaduto a tale
+proposito, ed ho ammonito come dovevasi questo giovane spensierato,
+questo Walter Raleigh, del quale, sia detto per incidenza, ho divisato
+liberare la vostra casa per prenderlo nella nostra. Egli ha certe
+qualità d’animo fatte per ramificar meglio in mia Corte, che in mezzo
+alla gente armata di cui vi faceste un antemurale.»
+
+Sussex rispose a tale annunzio con un rispettoso inchino, senza
+intender troppo fra se medesimo qual fosse il motivo, onde la Regina
+si prendesse tanta cura per questo giovane. Egli la supplicò ad
+accettare qualche reficiamento; ma non vi acconsentì la Regina. E
+però dopo alcuni complimenti di stile, più freddi assai che non li
+dava ad immaginare una visita apparentemente presaga di favore, la
+Regina abbandonò il castello di Say’s-Court, ove col suo arrivo gettò
+confusione, ed ove col modo di quel dipartirsi, lasciò il dubbio,
+l’inquietudine ed il timore.
+
+
+
+
+CAPITOLO VIII.
+
+ »A me sian tratti entrambi: al mio cospetto
+ »Questi rivali di vendetta ardenti
+ »Io voglio esaminar; le accuse udirne,
+ »Che l’uno all’altro appon; mirar la lotta,
+ »Ch’han l’invidia, il furor, l’orgoglio accese.
+ _Shakespeare._
+
+
+«Ho ricevuto ordine di trasportarmi domani alla Corte, disse il
+Leicester a Varney. A quanto si suppone dovrò trovarmi alla presenza
+del lord Sussex. La Regina è venuta nel disegno d’intromettersi nelle
+nostre querele, ed è questo l’effetto della visita da lei fatta a
+Say’s-Court, visita che voi riguardate di così poca importanza.»
+
+«E continuo a riguardarla per tale, rispose Varney. Ho saputo da
+persona che potè udire la maggior parte di quanto ivi detto, essere
+più assai la perdita del guadagno che il Sussex ha ritratto da questa
+visita. La Regina, nel ritornare alla sua barca, disse che il Castello
+di Say’s-Court aveva tutta l’apparenza d’un corpo di guardia; e l’odore
+d’uno spedale, o piuttosto d’una di quelle bettole ove si dà pasto per
+dieci soldi, aggiunse la contessa di Rutland, sempre ardentissima amica
+di vostra Signoria. Il vescovo di Lincoln volle mettervi la sua parola,
+e disse doversi attribuire il cattivo ordine in cui lord Sussex teneva
+la propria casa, al non essere egli maritato.»
+
+«Ed a ciò, quale risposta ha fatto la Regina?....» domandò
+premurosamente il Leicester.
+
+«Una risposta non troppo gioviale. Qual bisogno ha d’una moglie lord
+Sussex? E qual bisogno ha il vescovo di Lincoln di entrare in questo
+proposito? Se il matrimonio è permesso, soggiunse ella, non vedo che in
+nessun paese venga comandato dalla legge.»
+
+«La Regina non ama che gli ecclesiastici si maritino» disse Leicester.
+
+«E nemmeno i cortigiani» aggiunse Varney. Ma vedendo il Conte che
+cambiava di fisonomia, mutò subito registro, narrandogli che tutte le
+dame aveano fatto coro nel mettere in ridicolo l’ordine con cui era
+tenuta la casa del conte di Sussex, ed aveano detto di più, che Sua
+Maestà sarebbe stata ben altrimenti ricevuta nel castello del conte di
+Leicester.
+
+«Voi avete ben raccolte molte notizie, disse Leicester, ma dimenticate
+la più importante di tutte, se però non fu vostro disegno il tacermela.
+La Regina ha aggiunto un nuovo satellite a tutti quelli ch’ella
+desidera veder rivolgersi intorno di lei.»
+
+«La Signoria vostra intende certamente parlare di Raleigh, di quel
+giovane della contea di Devon, del cavaliere del mantello, poichè già
+non chiamasi con altro nome alla Corte.»
+
+«È che potrà un giorno esserlo della Giarrettiera, perchè ha fatto
+progressi assai rapidi nella buona grazia della Regina. Essa
+ha recitato versi in sua compagnia, e lo ammette già nella sua
+intrinsichezza. Quanto a me rinunzierei di buon grado alla parte che
+possedo sugl’incostanti favori di questa femmina, ma non mi sento di
+permettere che il Sussex, o quest’uomo novamente giunto mi facciano
+licenziare. Anche quel Tressiliano è molto avanti nel cuor di Sussex.
+Io vorrei risparmiarlo per riguardo a..... Ma vuole egli stesso correre
+al suo precipizio. E questo Sussex! si dice ora che abbia ricuperato
+interamente la sua salute.»
+
+«Non vi è bella carriera che non presenti ostacoli, o Milord;
+soprattutto quando ella guida a grande innalzamento. La malattia del
+Sussex era per noi un favore del Cielo, ed io assai ne sperava. Egli
+l’ha superata. Ma non per questo è diventato più formidabile per la
+Signoria vostra. Ella si ricorda che lottando contro di lui lo ha
+atterrato più d’una volta. Non vi manchi il cuore, o Milord; e andranno
+bene tutte le cose.»
+
+«Il cuore non mi è mai mancato, o Varney.»
+
+«No: ma vi ha spesse volte tradito. Chi vuol salire un albero non dee
+curarsi di tutti i fiori che ha messi la pianta, ma impadronirsi de’
+rami maestri.»
+
+«Bene bene, (disse con tuono d’impazienza Leicester) comprendo quel
+che vuoi dire; ma sarò fermo, e il mio cuore non mi tradirà. Metti in
+buon ordine tutto il mio seguito, ed abbi cura che comparisca con tale
+splendore da offuscare non solamente il miserabile corteggio da cui
+si farà scortare Ratcliffe, ma quello parimente che porteranno seco
+i più nobili cortigiani. Che ciascuno sia bene armato, ma senza fare
+ostentata mostra delle sue armi, e come se ne andasse cinto piuttosto
+per servir l’uso che con disegno di prevalersene. In quanto a te, ti
+starai sempre al mio fianco; la tua presenza può essermi necessaria.»
+
+A non dissimili preparamenti intendeano per parte loro il Sussex e i
+suoi partigiani.
+
+«Il vostro scritto contro Varney, dicea il conte di Sussex a
+Tressiliano, si trova in questo momento fra le mani della Regina;
+ho fatto che le pervenga per una strada sicura, nè dubito non vi
+riusciate. La vostra domanda è fondata sulla giustizia e sull’onore,
+delle quali prerogative è zelantissima la Sovrana. Ma è a uopo
+confessare che l’Egiziano (nome che il Sussex solea dare al Leicester
+a motivo della carnagione alquanto bruna di questo cortigiano) ha
+tutto il tempo di parlarle a sua voglia in tempo di pace. Se avessimo
+la guerra alle porte, sarei io il miglior favorito d’Elisabetta; ma i
+soldati, come i loro scudi e le loro lance, van giù di usanza cessato
+il pericolo, ed in vece ottengono preferenza i vestiti di raso, e i
+coltelli da caccia. Ebbene, poichè l’usanza è così, sagrificheremo
+all’usanza. — Blount, hai tu avuto attenzione che tutto quanto riguarda
+la mia casa sia assestato di nuovo? Ma tu non t’intendi meglio di me su
+queste attività; ti piacerebbe assai più, il vedo bene, mettere a posto
+un picchetto di lancieri.»
+
+«Raleigh si è preso questo incarico, o Milord. Onde non dubitate;
+il vostro corteggio comparirà brillante, come una mattina del mese
+di maggio. Quanto poi alla spesa è un’altra cosa. A’ dì nostri si
+manterrebbe uno spedale d’invalidi colla somma che è necessaria
+solamente a vestire dieci servi da livrea.»
+
+«Adesso non è tempo di spaventarsi per la spesa, mio Blount. Son grato
+a Walter della premura che si è data. Vorrei nondimeno, che non si
+fosse dimenticato essere io un vecchio militare, e che avesse conceduto
+all’usanza del giorno quella parte soltanto che non le si può ricusare.»
+
+«Non so dirvelo, o Milord, perchè non ho nessuna cognizione in sì fatta
+materia. Posso ben assicurarvi che i vostri parenti ed amici vengono a
+ventine per accompagnarvi alla Corte, e che che si faccia Leicester,
+spero gli opporremo una fronte non men formidabile della sua.»
+
+«Però, raccomandate rigorosamente ad ognuno di condursi nel più
+pacifico modo; non voglio dispute, a meno che i nostri nemici si
+portassero ad aperta violenza. So che si trova più d’una testa calda
+fra le persone che m’accompagnano, e mi spiacerebbe assai se la loro
+imprudenza desse a quelli qualche vantaggio sopra di me.»
+
+Tanto era assorto il Conte nel dare questi diversi ordini, che
+Tressiliano trovò a fatica l’istante di manifestargli la propria
+maraviglia, perchè egli si fosse così affrettato nell’inviare alla
+Regina la supplica scritta a nome di sir Ugo Robsart. «Il parere degli
+amici di sir Ugo, gli disse Tressiliano, era che le prime appellazioni
+fossero portate alla giustizia del Leicester, poichè il colpevole
+è uno dei principali ufiziali della sua casa; io ve ne aveva però
+ragguagliato.»
+
+«Per movere questo passo non facea di mestieri volgersi a me (rispose
+il Sussex con qualche disdegno), o per lo meno non doveva io essere
+preso qual consigliere, ove trattavasi di umiliarsi innanzi a
+Leicester; e mi fa maraviglia, che voi, Tressiliano, voi uomo d’onore
+e mio amico, abbiate potuto a ciò sottomettervi. Voi dite d’avermene
+ragguagliato. Non vi avrò forse inteso, perchè non potea cadermi in
+mente che un sì fatto disegno fosse concepito da voi.»
+
+«Nè io l’ho concepito, o Milord; chè per parte mia avrei sempre
+prescelta la strada cui vi siete tenuto, ma gli amici di questo padre
+sciagurato.....»
+
+«Oh! gli amici, gli amici!!! Essi debbono lasciarci condurre gli affari
+nel modo che giudichiamo noi il più convenevole. È questo il momento
+di accumulare tutte le lagnanze cui hanno dato motivo e il Leicester e
+i suoi satelliti. La Regina riguarderà il torto che si riferisce alla
+casa di Robsart come uno de’ più gravi argomenti, che presenteremo alle
+sue considerazioni. Poi, su di ciò non è più ora di deliberare; la
+Regina ha già il vostro scritto dinanzi agli occhi.»
+
+Tressiliano non potè far di meno di sospettare, che il Sussex volendo
+per tutte le possibili vie affortificarsi contro il proprio emulo, si
+fosse comportato in tal modo, non tanto per favorire sir Ugo, quanto
+per non perdere occasioni di gettar biasimo sopra Leicester, senza poi
+darsi il fastidio di esaminare la maggiore o minore probabilità del
+buon esito. Ma non vi era strada per tornare addietro, ed il Conte
+terminò la discussione congedando tutti quelli che stavano presso lui.
+«Ognuno, diss’egli, sia pronto per le undici ore, perchè a mezzo giorno
+in punto debbo essere nella sala d’udienza della Regina.»
+
+Intanto che i due emuli cortigiani si preparavano, ciascun per parte
+sua, a comparire al cospetto della Sovrana, la stessa Elisabetta non si
+stava priva affatto di tema sul modo onde andrebbe a terminare questo
+convegno fra due nemici, forniti di fierezza e l’uno e l’altro, e di
+cui ciascuno andava scortato d’una numerosa e risoluta caterva, di due
+nemici che si dividevan fra loro, o palesemente o in segreto, tutti i
+voti e le speranze della sua Corte. Quanta era, la guardia reale venne
+posta sotto le armi, e la Regina ordinò parimente venisse un rinforzo
+da Londra. Pubblicò inoltre un bando che proibiva a tutti i nobili di
+avvicinarsi al palazzo scortati da un corteggio, che portasse armi da
+fuoco, o quelle che allor chiamavansi lung’armi, vale a dire adatte
+a servigio di guerra. È stato anche detto, che il gran seriffo della
+contea di Kent avesse ricevuti ordini segreti, onde al menomo segnale
+stessero pronte a marciare le sue milizie.
+
+L’ora di questa udienza, che avea costato tanti preparamenti e tante
+inquietudini così all’una come all’altra delle due parti, arrivò
+finalmente, e nel punto del mezzogiorno, i due Conti, accompagnati
+ciascuno da seguito numeroso, entrarono ad un medesimo tempo nella gran
+corte del palagio di Greenwich.
+
+Come se i concerti ne fossero stati presi dianzi, o forse perchè la
+Regina avea fatto sapere ai Conti tale essere la sua volontà, giunsero
+il Sussex da Depford per acqua, e il Leicester da Londra tenendo la
+strada di terra, tal che da due porte opposte comparvero entrambi
+nella corte. Tal circostanza, che un nulla era di per se stessa, diede
+nonostante una grande prevalenza al Leicester nello spirito del popolo,
+perchè quelli che lo scortarono, saliti sopra ricchissimi corridori,
+presentavano una maestosa cavalcata, la quale facea più impressione ed
+occupava maggiore spazio che non il corteggio di Sussex, necessitato
+ad andare a piedi. I due Conti si guardarono l’un l’altro, ma senza
+salutarsi, perchè ognun d’essi aspettando forse che l’altro gli desse
+qualche contrassegno di cortesia, nessuno voleva essere il primo. Fu
+quasi nel medesimo tempo del loro arrivo che la campana del castello
+fece udire le ore del mezzogiorno. Spalancatesi tosto le porte del
+palagio, i due Conti entrarono dentro con quelle persone delle due
+comitive, alle quali il grado loro concedeva tale diritto; gli altri
+restarono nella corte, ognuna delle due fazioni lanciando sull’altra
+occhiate d’avversione e disprezzo, e sembrando non si desiderasse da
+entrambe le parti che un pretesto per venire alle mani; ma da ciò li
+rattennero i severi ordini dei loro capi, e fors’anche più la presenza
+d’una guardia sotto le armi superiore ad essi di forze.
+
+In questo mezzo, gli uomini i più distinti di ciascun corteggio avevano
+seguito i due Conti fino alla grande anticamera, simili a due fiumi, le
+cui acque, costrette ad entrar nel medesimo letto, sembrano confondersi
+insieme a fatica. Si schierarono essi, mossi come da istinto, ciascuno
+da un diverso lato dell’appartamento, e sembravano solleciti di
+rimettere fra loro una linea di separazione, qual trovavasi all’atto
+dell’ingresso, e che erasi dileguata per pochi momenti. Quella
+anticamera presentava una lunga galleria, dal cui fondo non tardarono
+ad aprirsi due battitoi, dinanzi ai quali un usciere annunziò che la
+Regina trovavasi nella sua sala d’udienza. I due Conti si avanzarono
+a passi lenti e con portamento maestoso verso la porta, seguìto il
+Sussex da Tressiliano, da Blount, e da Raleigh, mentre Leicester non
+aveva con sè che il solo Varney. L’orgoglio del Leicester fu costretto
+cedere all’etichetta della Corte, e salutando il suo rivale con aria
+grave e solenne, si fermò per lasciarlo passare innanzi a lui, siccome
+Pari di più antica nomina. Il Sussex ne contraccambiò la cortesia con
+non minore gravità e cerimonia, indi entrò nella sala di udienza.
+Tressiliano e Blount fecero per seguitarlo, ma l’usciere rifiutò ad
+essi l’ingresso, adducendo non potere ammettere se non se coloro di cui
+gli erano stati dati i nomi in lista. Vedutosi da Raleigh il rifiuto
+cui soggiacquero i suoi compagni, si rimaneva in addietro; ma di lui
+accortosi l’usciere: «Oh! voi, signore, potete entrare.» Laonde entrò
+dopo il conte di Sussex.
+
+«Seguimi Varney» disse il conte di Leicester che si era tenuto in
+disparte per veder entrare Sussex, ed avanzandosi verso la porta stava
+per entrare, quando Varney che non si discostava dai suoi passi, e che
+facea sfarzo d’un abito dei meglio foggiati all’ultima usanza, ebbe
+dall’usciere egual complimento a quello che ricevettero prima di lui
+così Blount come Tressiliano.
+
+«Che vuol dir questo, maestro Bowier? disse il conte di Leicester;
+sapete voi chi io mi sia, o ignorate forse che quest’uomo del mio
+corteggio è parimente mio amico?»
+
+«La Signoria vostra mi perdonerà, rispose con fermezza l’usciere;
+ma gli ordini che io ho non ammettono eccezioni, ed è mio dovere
+l’eseguirli.»
+
+«Tu sei un temerario (sclamò il Leicester, fattosi rosso in volto), ed
+il tuo contegno è parziale. Ardisci farmi un tale affronto, dopo che
+hai lasciato passare uno del seguito del conte di Sussex!»
+
+«Milord, rispose il Bowier, il sig. Raleigh è presentemente al servigio
+di Sua Maestà, e gli ordini d’esclusione non lo riguardano.»
+
+«Tu sei uno sciagurato, uno sconoscente; ma chi ti collocò in questa
+carica ha potere per fartene uscire; tu non abuserai più a lungo della
+tua autorità.»
+
+Dimenticò certamente i riguardi della convenienza e della sua politica
+ordinaria il Leicester, quando si lasciò sfuggire a voce alta sì
+fatte parole. Dopo di che, entrato nella sala d’udienza salutò
+rispettosamente la Regina, che vestita con pompa anche maggiore del
+solito, e circondata da que’ guerrieri e da quegli uomini di Stato, che
+per coraggio e consiglio fecero immortale il suo regno, stavasi pronta
+ad accogliere gli omaggi di questi due sudditi. Contraccambiò ella con
+graziosi modi il saluto portole dal Conte suo favorito, e volgendo gli
+occhi or sopra lui or sopra il conte di Sussex, pareva accignersi a
+movere ad essi il discorso, allorchè il Bowier, che non poteva digerire
+l’insulto fattogli dal Leicester pubblicamente, ed in atto di adempiere
+gli ufizi della sua carica, s’innoltrò tenendo fra le mani la verga
+nera, suo distintivo, e si prostrò ai piedi della Regina.
+
+«Ebbene, Bowier, disse Elisabetta, che cosa è stato? Mi sembra che tu
+colga male il tuo tempo per darmi questo contrassegno di rispetto. »
+
+«Graziosa Sovrana (rispose egli, mentre tutti i cortigiani tremavano
+per lui sulle conseguenze di un tale ardimento), io vengo a chiedervi
+se nell’esercizio della mia carica io debba ubbidire agli ordini di
+vostra Maestà, o a quelli del signor conte di Leicester, il quale mi ha
+minacciato pubblicamente gli effetti del suo disfavore, e mi ha inoltre
+volti motti ingiuriosi, perchè, conformandomi nè più nè meno agli
+ordini di vostra Maestà, non ho lasciato entrare una persona del suo
+corteggio.»
+
+Il sangue di Enrico VIII fermentò in quell’istante nelle vene della sua
+figlia, la quale si volse al Leicester con tale aria di severità, che
+trasse ad impallidire lui, e tutti gli amici suoi che erano in quella
+sala d’udienza.
+
+«Per la morte di Dio, Milord! (sclamò la Regina, valendosi di questa
+sua favorita esclamazione). Che significa ciò? Noi portavamo grande
+opinione di voi, e quindi vi avevamo avvicinato alla nostra persona,
+ma non perchè doveste nascondere il sole agli altri nostri fedeli
+sudditi. Chi vi ha dato il diritto di contraddire i nostri ordini, e
+di censurare gli ufiziali della nostra casa? Non si trova in questa
+Corte, in tutto quant’è questo regno, fuorchè una sola padrona; e non
+soffrirò ch’altri vi comandino. Badate che Bowier non abbia da sofferir
+nulla per aver fedelmente adempiuto i propri doveri, perchè ne renderò
+mallevadore voi stesso... Andate Bowier, e non temete di nulla. Voi vi
+comportaste qual uomo onesto, e qual suddito fedele. Noi non abbiamo
+qui un _Maire_ di palazzo.»
+
+Dette le quali cose gli porse la mano che il Bowier baciò tornando
+indi alla sua porta, stupito egli medesimo del buon successo che il
+suo ardire aveva ottenuto. Un sorriso di trionfo dilatò le fisonomie
+dei partigiani del Sussex, mentre quelli del Leicester chinavano gli
+occhi per la confusione, ed egli stesso, componendo il volto alla più
+profonda umiltà, non fece il tentativo di dire nemmeno una parola in
+propria scusa.
+
+Nel che operò egli con molto senno. La politica d’Elisabetta intendeva
+a mortificarlo, ma non a perderlo, ed era da uomo prudente il lasciarle
+la soddisfazione di sfoggiare la sua autorità senza opposizione nè
+repliche. Dopo che la Regina ebbe sostenuta la parte, che alla sua
+dignità offesa addicevasi, la donna non tardò a sentir compassione
+d’un favorito in questa guisa umiliato. L’acuto occhio di Elisabetta
+avea già letti gli sguardi di giubilo che l’uno all’altro volgeansi
+i partigiani del Sussex, e l’accorgimento di questa Regina volea
+tutt’altro fuorchè un trionfo assoluto di nessuna fra le due fazioni.
+
+«Quanto dissi al lord Leicester (soggiunse ella dopo un momento di
+pausa) lo dico a voi parimente, lord Sussex. Voi ancora vi mostrate
+alla Corte d’Inghilterra qual corifeo d’una fazione che vi riconosce
+per capo.»
+
+«I miei amici, graziosa Sovrana, disse il Sussex, si mostrarono per
+vero dire, e si mostrarono sostenitori della vostra causa nell’Irlanda,
+nella Scozia, e contro i ribelli del Nort; ma ignoro in che...»
+
+«Silenzio, Milord! disse interrompendolo la Regina, avete forse
+disegno di venire ad assalto di parole con me? La modestia del conte
+di Leicester avrebbe dovuto insegnarvi a tacere allorchè v’indirigo
+un rimprovero. Io vi dico, o Milord, che la saggezza del mio avo e
+del padre mio, i quali ingentilirono l’Inghilterra, ha vietato ai
+nostri nobili il viaggiare con tale corteggio d’uomini armati. Credete
+voi, perchè vesto gonna, che lo scettro sia divenuto una rocca fra
+le mie mani? Vi fo noto che fra tutti i re della Cristianità, non
+ve n’ha alcuno men proclive di quella che ora vi parla, a sofferire
+l’oppressione del popolo, o la regia autorità vilipesa, o la pace del
+regno turbata dalla smodata arroganza di chicchessia. Lord Leicester,
+lord Sussex, io vi comando di essere amici, ovvero, per la corona
+che io porto, vi farete un nemico troppo forte perchè gli possiate
+resistere.»
+
+«Regina, disse il conte di Leicester, voi siete l’origine d’ogni onore,
+e dovete quindi sapere quello che il mio onore domandi; io lo metto a
+vostro arbitrio. Vogliatemi permettere soltanto ch’io aggiunga, non
+essere opera mia la discordia accesasi fra il lord Sussex e me, e
+ch’egli non ebbe luogo di riguardarmi come suo nemico se non se dopo
+avermi fatti insulti ed oltraggi.»
+
+«In quanto mi riguarda, o Regina, disse il conte di Sussex, io sono
+pronto ad uniformarmi ai sovrani vostri ordini; ma bramerei che il
+lord Leicester volesse spiegarsi in qual modo gli ho fatto _insulti ed
+oltraggi_, per valermi delle sue voci medesime; poichè questo labbro
+non ha mai profferito un solo accento, ch’io non sia pronto a sostenere
+così a piedi come a cavallo.»
+
+«E per parte mia, disse il Leicester, salvo sempre il beneplacito della
+mia graziosa Sovrana, questo braccio non è men pronto a giustificare
+le parole uscitemi del labbro, di quanto possa esserlo il braccio di
+chiunque abbia mai portato il nome di Ratcliffe.»
+
+«Milordi, disse la Regina, tai discorsi non son fatti per tenersi
+alla nostra presenza, e se voi non potete sedare le nimistà che vi
+disgiungono, vedrete, sapremo trovar modo d’impedirvi che alle medesime
+vi abbandoniate. Ch’io vi veda porgervi l’un l’altro la destra, o
+Milordi, e promettetemi di porre in dimenticanza ogni disparere.»
+
+I due nemici si riguardarono con aria d’irresolutezza, e pareva che
+niun d’essi volesse muovere il primo passo per obbedire alla Regina.
+
+«Sussex, disse Elisabetta, io ve ne prego; Leicester, ve lo comando.»
+
+E il modo con cui questi accenti vennero pronunziati, diede forma di
+comando alla preghiera, e di preghiera al comando. Pure i due cavalieri
+rimanevano tuttavia immobili. Allora la Regina, alzando la voce in
+tuono da far comprendere l’impazienza venuta in lei, e la fermezza
+della propria volontà, chiamò un ufiziale del suo seguito.
+
+«Sir Enrico Lee, gli diss’ella, fate star pronto un picchetto delle mie
+guardie, e si allestisca a partir sull’istante una barca. Lord Sussex,
+lord Leicester, vi comando anche una volta di darvi la mano, o per la
+morte di Dio, quegli che esiterà ad ubbidirmi, prima di ricomparire
+alla mia presenza, avrà assaggiato il nostro pane nella nostra torre di
+Londra. Abbasserò il vostro orgoglio innanzi che ci separiamo. Ve ne do
+parola di Regina.»
+
+«La prigionia potrebbe sopportarsi, disse il Leicester, ma l’essere
+sbandito dalla presenza della Maestà Vostra, sarebbe perdere ad un
+tempo la luce del giorno, e della vita. Sussex, eccovi la mia mano.»
+
+«Ed eccovi la mia, disse il Sussex; io ve l’offro con franchezza, e con
+lealtà; ma...»
+
+«Voi non aggiugnerete alcun’altra cosa, lo interruppe in questo la
+Regina. Sono contenta, ed ecco il punto a cui mi era prefissa di
+condurvi entrambi (aggiunse ella riguardando con occhio più favorevole
+sì l’uno che l’altro). Quando i pastori sono uniti, gli armenti ne
+trovano sollievo. Io ve lo annunzierò senza mistero, o Milordi; le
+vostre dissensioni hanno cagionato scandalosi disordini per parte delle
+persone che vi sono affezionate. Lord Leicester, non avete voi al
+vostro servizio un uomo per nome Varney?»
+
+«Sì, o Regina. Già lo presentai a Vostra Maestà, ed ebbe l’onore di
+baciarle la mano all’occasione dell’ultimo viaggio, che la Maestà
+Vostra fece a Nonsuch.»
+
+«Me ne ricordo. La sua apparenza esterna non è cattiva; ma non vidi in
+esso nessuna cosa da far tanta impressione, onde una giovinetta ben
+nata potesse risolversi a sagrificargli il proprio onore col divenirne
+la favorita. Però un tale caso è accaduto. Questo ufiziale del vostro
+seguito ha sedotta la figlia d’un buon vecchio cavaliere della contea
+di Devon, di sir Ugo Robsart di Lidcote. Ella ha abbandonato per lui la
+casa paterna. Che avete voi dunque, lord Leicester? Vi sentireste male?
+Il vostro volto è coperto di un pallore di morte.»
+
+«No, Regina» rispose Leicester, e gli fu d’uopo di far grande forza a
+se stesso per pronunziare queste due sole parole.
+
+«Sicuramente voi vi sentite male (continuò Elisabetta avvicinandosi
+a lui colla più viva premura). Si cerchi subito Masters; si chiami
+il chirurgo di servigio. Ove son essi adunque e l’uno e l’altro? La
+negligenza di costoro ci farà perdere l’uomo, che forma l’orgoglio
+della nostra Corte! Sarebbe egli possibile, o Leicester (soggiunse
+ancora riguardandolo in atto il più soave) che la tema di essere
+incerto nel nostro disfavore avesse prodotto un tale effetto sopra di
+voi? Rassicuratevi, nobile Dudley; noi non intendiamo farvi mallevadore
+de’ falli d’un uomo che è al vostro servigio; voi non potete preveder
+tutto, e ben sappiamo che a più alto scopo intendono i vostri pensieri.
+Chi vuol giugnere insino al nido dell’aquila, non s’accorge di coloro
+che stanno cercando fanelli fra gli sterpi ond’è ingombra la falda
+della montagna.»
+
+«La udite voi? (disse il Sussex, fattosi all’orecchio di Raleigh).
+Convien dire che il diavolo gli presti soccorso. Ciò che basterebbe a
+sommergere un altro cento braccia al di sotto del mare, mette a fior
+d’acqua costui. Se uno de’ miei ufiziali avesse fatto altrettanto...»
+
+«Silenzio, Milord! disse Raleigh; per l’amor del cielo silenzio!
+Aspettate che il fiotto cambi; non ne credo tanto lontano l’istante.»
+
+Nè s’apponeva certamente al falso l’accortezza di Raleigh, perchè la
+confusione dimostrata dal Leicester era sì grande in tale momento, e
+ne parea vinto con tanta forza, che Elisabetta, dopo averlo riguardato
+con aria di sorpresa, e vedendo ch’ei non dava risposta alcuna alle
+espressioni di straordinaria bontà sfuggitele dal labbro, girò
+rapidamente l’occhio sulle fisonomie di tutti i cortigiani, che le
+davano intorno, e senza dubbio leggendo in esse alcuna cosa atta a
+confermare i sospetti, che già cominciarono a pullulare nell’animo suo,
+sclamò d’improvviso: «Ovvero tutto ciò nasconderebbe più di quanto
+comparisce a’ miei occhi, o Milord, e più di quanto voi bramereste che
+noi scorgessimo? Ov’è questo Varney? V’è qui alcuno che l’abbia veduto?»
+
+«Se piace alla Maestà Vostra (disse il Bowier che se ne stava alla
+porta), egli è quel medesimo al quale ricusai l’ingresso nella sala
+d’udienza.»
+
+«Se mi piace! (replicò con asprezza Elisabetta, la quale in quel
+momento non si sentiva d’umore di trovare nessuna cosa che le
+piacesse). Non mi piace, nè che alcuno si presenti al mio cospetto
+senza averne il comando, nè che si allontani da me un uomo, il quale
+dee rispondere ad un’accusa mossa contro di lui.»
+
+«Se piace a Vostra Maestà (tornò a dire l’usciere per metà spaventato),
+s’io sapessi in tale circostanza come condurmi, mi darei ogni
+premura...»
+
+«Voi dovevate spiegarci meglio le cose, e ricevere i nostri comandi.
+Voi vi credete un grand’uomo, signor usciere, perchè per vostra cagione
+abbiamo rimproverato uno dei primari signori della nostra Corte; ma in
+fine, voi non siete nulla di meglio del chiavistello che tiene chiusa
+la porta. Fate venir tosto questo Varney. Nella supplica che mi è stata
+data si parla anche d’un Tressiliano. Si cerchino l’uno e l’altro.»
+
+Eseguiti immantinente i cenni della Regina, comparvero innanzi ad
+essa e Tressiliano e Varney. Il primo sguardo di questo fu portato
+sopra Leicester, il secondo sopra la Regina, le nubi della cui fronte
+gli diedero a conoscere essere vicino lo scoppio d’una tempesta. Nè
+per altra parte gli occhi costernati del Conte poteano instruirlo
+del modo onde governare il suo navilio per farsi pronto a resistere
+all’arrembaggio che si preparava; e vie più pericoloso gli si
+dimostrava il suo stato, per essere Tressiliano insieme con lui alla
+presenza della Regina. Ciò nonostante Varney, altrettanto impudente
+quanto poco scrupoloso, e destro e fertile in espedienti, non era tal
+uomo da abbandonare il suo vascello prima che andasse a picco. Misurava
+inoltre colla sua mente quanto v’era da guadagnare per lui se toglieva
+d’impaccio Leicester, e quanto da perdere se gli falliva l’impresa.
+
+«È egli vero, o sciagurato (gli domandò la Regina, e tal domanda venne
+accompagnata da uno di que’ fulminanti sguardi, ai quali poche persone
+sapeano reggere senza impallidire) è egli vero che tu avesti l’audacia
+di sedurre, e di disonorare una giovane donzella ben nata e bene
+allevata, la figlia di sir Ugo Robsart di Lidcote?»
+
+Il Varney piegò un ginocchio dinanzi alla Regina, e vestendo un
+contegno umiliato e contrito, disse non poter negare che vi era stata
+qualche corrispondenza d’amore fra lui e Amy Robsart.
+
+Il Leicester fremette d’indignazione nell’udire costui esprimersi in sì
+fatta maniera, e per un istante provò in se medesimo tanto coraggio,
+che fu quasi tentato a confessare le nozze contratte segretamente con
+Amy, e così sbandirsi da se medesimo dalla Corte, e perdere per propria
+opera il favore della Regina; ma volse uno sguardo sopra il Sussex, e
+l’idea del trionfo che per tal confessione avrebbe porto al suo rivale
+gli chiuse la bocca. «Non sia almeno per ora, meditò fra se stesso; non
+è questo l’istante di assicurare tale vittoria a costui»; e rinserrando
+un labbro contro dell’altro rimase fermo, immobile, attento ad ogni
+detto che Varney pronunciava, e risoluto a nascondere fino all’ultimo
+momento un segreto da cui sembrava soltanto dipendere l’aura che lo
+circondava.
+
+La Regina intanto continuava ad interrogare Varney.
+
+«Qualche corrispondenza d’amore! E di qual genere fu una tale
+corrispondenza? Se l’amore che provavi per questa donzella era onesto,
+perchè non ne chiedesti la mano al padre suo?»
+
+«Non osai avventurare tale inchiesta, (rispose il Varney, sempre col
+ginocchio a terra), perchè io sapeva che sir Ugo l’aveva promessa ad
+un gentiluomo pieno d’onore (chè gli renderò sempre giustizia, benchè
+lo sappia a me non propenso), al sig. Edmondo Tressiliano, che or vedo
+alla presenza di Vostra Maestà.»
+
+«E con qual diritto persuadeste una giovane, senza dubbio abusando
+della semplicità ed ingenuità ch’era in lei, a contravvenire alla
+volontà del padre, a legarsi con voi in corrispondenza d’amore, poichè
+questo è il nome che date con volto franco alle vostre sregolatezze?»
+
+«Regina, ripose Varney, sarebbe vana impresa il perorare la causa
+della fralezza umana innanzi ad un giudice a cui questa fralezza è
+sconosciuta, o difendere l’amore al cospetto di donna che non cedè
+mai a sì fatta passione... benchè la inspiri a tutti coloro che le si
+avvicinano» soggiunse costui con voce timida e bassa, e dopo aver fatta
+una pausa.
+
+Elisabetta fece prova di aggrottare il ciglio; pur sorrise a malgrado
+di se medesima. «Tu sei un malvagio, gli diss’ella, che spingi oltre
+ogni limite l’impudenza. Sposasti almeno questa giovane?»
+
+Cotal domanda trasse a fremere nuovamente il Leicester, e si sentì
+il cuore lacerato da tanti e vari sentimenti, sicchè gli sembrò non
+dipendere omai la sua vita se non se dalla risposta che avrebbe data
+Varney. Questi, dopo avere titubato, per vero dire, un istante,
+rispose: «Sì, o Regina.»
+
+«Perfido sciagurato!» Non potè ristarsi dallo sclamare il Leicester
+spumante di rabbia; ma questo furore fattosi in lui eccessivo, e
+l’interruzione posta dalla Regina al suo dire, non gli permisero di
+aggiugnere a tale esclamazione una sola parola.
+
+«Milord, gli diss’ella, con vostra buona licenza, saremo noi che
+instruiremo questa processura; non abbiamo anche finito di ascoltare il
+vostro ufiziale. Il tuo padrone, il lord Leicester, era egli informato
+di questa bella impresa? Dimmi la verità, tel comando; e ti guarentirò
+di ogni pericolo per parte di chicchessia.»
+
+«Graziosa Sovrana, soggiunse Varney, quand’io debba dirvi la verità,
+come se fossi al cospetto di Dio, il mio solo padrone ne fu l’origine.»
+
+«Scellerato! Che ardisci tu dire?» sclamò il Leicester.
+
+«Prosegui pure (disse la Regina colle guance accese siccome brage e con
+occhi fulminanti); nessuno in questo luogo dee ricevere ordini che da
+me.»
+
+«E questi sono onnipossenti, o Regina, rispose il Varney, nè io oserò
+celar segreti, che la Maestà Vostra voglia conoscere; ma bramerei che
+gli affari del mio padrone non fossero intesi da altri orecchi, fuorchè
+da quelli della mia stessa Regina.»
+
+«Allontanatevi quanti siete (disse Elisabetta a tutti quelli che le
+stavano attorno, ed i quali si ritrassero tosto sul fondo della sala).
+Ora parla. Che ha di comune il Conte con questa colpevole tresca? Guai
+a te se mi racconti la più piccola menzogna, e guai a te parimente se
+ti fai a calunniare il Conte!»
+
+«Lungi da me sì scellerata mira, o Regina. Pure debbo confessare, che
+da qualche tempo il mio nobile padrone vive interamente assorto in un
+profondo pensiero, di cui non si sa la cagione. Ben si vede col fatto
+che questo pensiero lo distoglie da ogni vigilanza sul modo di vivere
+delle persone di suo servigio, fra le quali in passato mantenne un
+ordine sì rigoroso; ed è tale negligenza, che ci ha condotti fuori
+della retta strada. Perciò lo accagionai della colpa onde mi trovo
+alla presenza della Maestà Vostra. Di fatto, se egli fosse stato il
+padrone rigoroso d’altra volta, non avrei avuto nè i modi, nè il tempo
+di cadere in una mancanza, che mi ha posto ora in sua disgrazia, pena
+la più crudele che mi possa percotere, eccetto il risentimento della
+Maestà Vostra.»
+
+«E a questa tua colpa il Conte non ha preso parte di nessuna maniera?»
+
+«No, Regina; ma dopo un certo avvenimento accadutogli, egli non è
+più riconoscibile. Osservatelo, Maestà. Vedete com’egli è pallido e
+tremebondo! Qual differenza fra questo stato, e l’aria di dignità che
+in lui splendea per lo innanzi! Pure che ha egli a temere dalle cose
+ch’io posso dire alla Maestà Vostra? Ah Regina! Dopo che egli ricevette
+quel fatal plico.....»
+
+«Qual plico? (lo interruppe con vivacità la Regina) Chi glielo inviava?»
+
+«Questo è quanto ignoro, o mia Sovrana; ma gli son sì vicino onde non
+sia sfuggito alla mia cognizione, che dopo quel tempo ha sempre portato
+attorno al collo una treccia di capelli, cui sta sospeso un piccolo
+gioiello legato in oro, foggiato a forma di cuore: a questo gioiello ei
+volge la parola allora che è solo: non lo abbandona nè dì, nè notte. Vi
+giuro, o Regina, che niun Pagano adorò i suoi idoli con più fervore.»
+
+«Mi è forza dire che in te si trovan congiunte, e malignità
+ardimentosa, che ti move a spiar sì d’appresso gli arcani del tuo
+padrone, e imprudente loquacità, che ti fa raccontare in questa guisa
+le sue follie (disse la Regina arrossendo, ma senza collera). Or via;
+qual è il colore della treccia di cui mi parli?»
+
+«Un poeta direbbe, o Regina, che fu sfilata da una tela d’oro tessuta
+per le mani della stessa Minerva; ma a mio avviso, il colore di questa
+treccia è più pallido che non quello dell’oro il più puro; e meglio
+rassembra l’ultimo raggio che manda il sole in una bella giornata di
+primavera.»
+
+«Veramente, sig. Varney, ora vi trasformate voi stesso in poeta,
+(sorridendo la Regina soggiunse): ma io non ho bastante fantasia
+per tener dietro alle vostre metafore. Osservate attorno queste
+dame; guardate se ve ne sia una... (e nel dir ciò la Regina vestì
+l’aria della massima indifferenza) se ve ne sia una i cui capelli vi
+rimembrino il colore della treccia che mi descriveste. Avrei gusto di
+conoscere questi capelli somiglianti alla tela di Minerva, ovvero.....
+com’è che avete detto? all’ultimo.... raggio di sole in una giornata di
+primavera.»
+
+L’accorto Varney si fece successivamente a squadrare coll’occhio
+tutte le dame di quella adunanza, indi, ma con aria del più profondo
+rispetto, portò gli occhi sulla Regina.
+
+«Non vedo, diss’egli, alcuna capigliatura che regga ad un tal paragone,
+a meno che i miei occhi non si trasportassero laddove non debbono
+riguardare.»
+
+«Che ascolto! Temerario! ardiresti tu dare ad intendere?....»
+
+«Perdono, Regina (replicò Varney mettendosi una mano dinanzi agli
+occhi). Un raggio di sol di maggio mi trasse fuori di me.»
+
+«Ritirati, disse la Regina; non v’ha più dubbio che tu non deliri»:
+indi stogliendosi da lui mosse i suoi passi verso Leicester.
+
+Una vivissima curiosità mescolata a timori, a speranze, e alle diverse
+passioni che tengono agitato chi parteggia alla Corte, s’impadronì
+degli animi de’ circostanti per tutto il durare del colloquio che
+la Regina ebbe con Varney. Nessuno si permetteva il più leggier
+movimento, e astenuti si sarebbero dal respirare, se la natura non
+si fosse opposta a tale interruzione del suo ministerio. Contagiosa
+era questa atmosfera; ed il Leicester in veggendo tutti quelli che il
+circondavano, quai sospirosi, quai tremanti, o pel suo innalzamento
+o per la sua caduta, dimenticò in quell’istante tutte le più tenere
+inspirazioni d’amore, assorto nella sola idea, che il suo credito
+o la sua disgrazia dipendevano da un cenno d’Elisabetta e dalla
+fedeltà di Varney. Raccolse in fretta la mente per prepararsi a ben
+sostenere la parte nella scena, di cui diveniva allora importantissimo
+personaggio; e fortunatamente alcuni sguardi che la Regina volse dalla
+sua parte lo istrussero, come, quali che si fossero state le cose
+discusse nel segreto colloquio, le conseguenze non potevano essergliene
+svantaggiose. Nè in questa incertezza medesima durò lungo tempo, perchè
+il modo oltre ogni dire gioviale onde si fece a parlargli Elisabetta lo
+additò trionfante e al suo rivale ed a tutta la Corte.
+
+«Milord, voi avete un servo ben loquace nel vostro Varney. È cosa
+molto prudente per parte vostra il non confidargli segreti che possano
+farvi danno nella mia opinione, perchè cesserebbero presto dall’esser
+segreti.»
+
+«Egli si renderebbe colpevole (disse il Leicester piegando a terra un
+ginocchio) sol col nascondere qualche cosa alla Maestà Vostra. Ma io
+bramerei che le fosse così aperto il mio cuore, ond’ella non avesse
+d’uopo del ministerio de’ miei servi per leggervi entro.»
+
+«E che Milord? (disse Elisabetta riguardandolo con bontà). In
+quel vostro cuore non si trova qualche piccolo angolo, su di cui
+voleste gettare un velo? Vedo che questa interrogazione vi mette
+nell’imbarazzo; ma la vostra Regina sa di non dovere esaminare
+troppo d’appresso i fini che guidano i più fedeli fra i suoi servi
+a ben adempiere i lor doveri, per tema di scoprir qualche cosa, che
+potrebbe.... o dovrebbe almeno spiacerle.»
+
+Rincorato del tutto da queste ultime parole, il Leicester spiegò
+inaudita eloquenza nel dipingere alla Regina una rispettosa affezione,
+che non aveva limiti verso di lei; e forse in tal momento le parole si
+accordarono coi sentimenti del cuore, perchè le variate commozioni,
+alle quali fu dianzi in preda, diedero luogo in lui all’entusiasmo,
+ed alla fermissima risoluzione di mantenere il suo grado nei favori
+della Regina. Laonde egli non comparve giammai ad Elisabetta, nè più
+eloquente, nè più leggiadro, nè più facondo, siccome in quell’istante,
+che prostrato dinanzi a lei la supplicò a spogliarlo di ogni potere,
+ma lasciargli il nome di suo servitore. — «Togliete al povero Dudley,
+così diceva, tutto quanto gli deste; immergetelo un’altra volta nello
+stato oscuro, d’onde fu per opera vostra ritratto; non gli rimangano
+che cappa e spada; ma sofferite ch’ei continui a godere di quanto non
+meritò perder giammai, della stima di un’adorata Sovrana.»
+
+«No, Dudley (rispose Elisabetta, facendogli segno di alzarsi con
+una mano, e presentandogli da baciar l’altra), Elisabetta non ha
+dimenticato che allor quando eravate un povero gentiluomo, spogliato
+della vostra dignità ereditaria, ella era una principessa non meno
+povera di voi, e che avventuraste per lei tutto quanto vi fu lasciato
+dall’altrui oppressione, e per fin la vita e l’onore. Alzatevi, vi
+dico, o Milord, e rendetemi la mia mano; alzatevi e continuate ad
+essere quello che foste mai sempre; l’ornamento della nostra Corte,
+il sostegno del nostro soglio. Può accadere che la vostra padrona vi
+rimproveri di qualche torto, non perciò scorderà ella mai i servigi che
+le prestaste. Prendo Dio in testimonio (diss’ella volgendosi a tutti
+i cortigiani presenti ad una scena tanto rilevante), che non credo
+esservi un Sovrano sulla terra che possa vantarsi d’un servo sì fedele,
+com’io ravvisai in ogni circostanza il nobile Conte.»
+
+Un rumorio di approvazione partì da tutti que’ circostanti che
+partigiani erano del Leicester, e gli amici del Sussex non osarono
+che opporre un rispettoso silenzio. I loro occhi bassi, e le umiliate
+fisonomie ben dimostrarono fino a qual grado li costernasse tal
+compiuto e pubblico trionfo de’ loro antagonisti.
+
+Il primo uso che il Leicester fece del riacquistato favore della
+Regina, fu chiederle qual cosa le piacesse decretare intorno a Varney.
+«Benchè egli non meriti che il mio sdegno, se però mi fosse permesso
+intercedere.....»
+
+«Io aveva dimenticato questo affare, disse la Regina, e ne fo a me
+stessa rimprovero. Noi dobbiamo giustizia al più umile, come al più
+elevato de’ nostri sudditi, e vi ringraziamo, o Milord, di avercene
+fatto ricordare. Dov’è Tressiliano? dov’è l’accusatore? Si presenti
+dinanzi a noi.»
+
+Tressiliano si avanzò tosto, chinandosi rispettosamente alla Regina. Il
+portamento, come dicemmo, di questo cavaliere spirava nobiltà e grazia,
+la qual cosa non isfuggì alle acute indagini di Elisabetta. Essa lo
+contemplò attentamente, tanto che stavasi in piedi d’innanzi a lei con
+aspetto fermo e composto, ma da cui traspariva il profondo cordoglio
+ch’egli portava nell’animo.
+
+«Provo un vero rincrescimento in vederlo, disse la Regina a Leicester;
+ho assunte questa mattina informazioni sopra di lui, e ho saputo che è
+un uomo istrutto, e soldato valoroso ad un tempo; e basta il vederlo
+per esserne convinti. Ma noi altre donne, o Milord, nelle nostre scelte
+siamo capricciose. Io avrei detto poc’anzi, stando al solo giudizio
+degli occhi, non potersi far confronto fra Tressiliano e il vostro
+scudiere; pure questo Varney ha una lingua dorata, e spesse volte nel
+cuore di più d’una donna l’amore s’introdusse per la via degli orecchi.
+Signor Tressiliano, una freccia perduta non è un arco rotto. Una
+tenerezza sincera, com’io credo quella che voi provaste, fu a quanto
+sembra mal compensata; ma essendo voi dotto, non dovete ignorare, che
+incominciando dalla guerra di Troia e venendo sino ai dì nostri, vi
+fu più d’una Cresside ingannatrice. Dimenticate una donna infedele, e
+i vostri affetti per l’avvenire abbiano sguardo più antiveggente. Noi
+vi parliamo in tal guisa sulla traccia di quanto leggemmo nell’opere
+di dotti autori, anzichè colla scorta di una personale intelligenza,
+perchè il nostro grado, e il nostro volere allontanarono ben lungi da
+noi le lezioni dell’esperienza intorno ad una passion tanto frivola.
+Per riguardo al padre di questa nobil donzella, ne raddolciremo
+l’angoscia, concedendo al genero di lui qualche carica, che lo metta
+in grado di sostenere decorosamente le contratte nozze. Nè voi stesso,
+o Tressiliano, verrete dimenticato. Seguite la nostra Corte, e
+v’accorgerete che un vero Troilo può sempre far fondamento sulla nostra
+buona grazia. Pensate a quanto dice a tal proposito il Shakespeare.
+Egli è un vero incantatore; le leggiadre sue bagattelle mi tornano alla
+mente, allorchè dovrei pensare ad altre cose. Se non isbaglio sono
+questi i suoi versi.
+
+ »Tua per decreto dei Celesti fatta
+ »Crisëide era già. Ruppe ella stessa
+ »Un imeneo sì augusto. A Dïomede
+ »Cessa d’invidïarla? A lui non cedi
+ »Che infranti avanzi d’un tradito nodo.
+
+Voi sorridete, lord Southampton! Forse che la mia cattiva memoria fa
+zoppicare i versi del vostro favorito? Ma basta così. Non si parli più
+a lungo di questa tenuità.»
+
+Tressiliano si stava sempre dinanzi a lei in atto d’uomo che vorrebbe
+essere ascoltato, mentre il rispetto gli tiene chiuse le labbra.
+«Ebbene (soggiunse la Regina inclinata per indole ad impazientire)
+che volete voi ancora? Questa giovane non può sposarvi tutt’e due.
+Ella ha già fatto la sua scelta. Non è forse la migliore, cui potesse
+appigliarsi, ma infine ella è presentemente la sposa di Varney.»
+
+«Se così fosse, graziosa Sovrana, disse Tressiliano, non avrei più
+nulla che impetrare dalla vostra giustizia, e sarebbe sopita in me
+ogni idea di vendetta; ma di queste seguite nozze vorrei qualche prova
+migliore di quel che il sia la parola di Varney.»
+
+«In tutt’altro luogo, ove si osasse affrontarmi con tale dubbio, disse
+Varney, la mia sciabola.....»
+
+«La tua sciabola! (lo interruppe Tressiliano, lanciando sopra di lui
+uno sguardo di sprezzo) ringrazia il rispetto ch’io debbo a sua Maestà:
+altrimenti la mia...»
+
+«Temerari! sclamò la Regina. Silenzio! Dimenticate e l’uno e l’altro
+ove siete? Ecco le conseguenze delle vostre dissensioni, o Milordi
+(diss’ella volgendo il guardo ora a Leicester ora a Sussex). Le persone
+del vostro seguito prendono i vostri sentimenti, il vostro umore,
+e sino nella mia Corte, alla mia stessa presenza, s’insultano, si
+disfidano ad uso di Rodomonti. Signori, chiunque parlerà di sfoderare
+la sciabola per altra causa che per la mia, porterà ai polsi delle mani
+tali smaniglie di ferro, che ne sentirà tutto il peso, me ne fo garante
+io medesima.» Conservò ella il silenzio un istante, indi assumendo
+più dolce tuono: «La mia giustizia nondimeno, ella soggiunse, debbe
+intervenire fra questi ardimentosi paladini. Lord Leicester, guarentite
+voi sull’onor vostro, cioè fin dove potete saperlo, che il vostro
+scudiere dice la verità nell’assicurare che si è fatto sposo ad Amy
+Robsart?»
+
+Era questa tal botta diritta, contro di cui diveniva impossibile la
+parata, e dalla quale fu Leicester quasi atterrato. Ma egli si era
+compromesso troppo innanzi per poter dare addietro; laonde, dopo avere
+titubato un istante, rispose: «Fin quanto io posso sapere, o Regina...
+Anzi debbo dire a mia piena ed intera conoscenza... Amy Robsart è
+maritata.»
+
+«Graziosa Sovrana, disse Tressiliano, mi sarebbe egli permesso di
+chiedere, in qual tempo, ed in qual luogo questo preteso maritaggio...»
+
+«Questo preteso maritaggio! sclamò la Regina. La parola del nobile
+Conte non ti è un mallevadore bastante della veracità di quanto un suo
+servo asserì? Ma voi siete il perditore, o credete esserlo almeno...
+e voglio usarvi indulgenza. Questa discussione ci ha intertenuti
+abbastanza. Lord Leicester, ho divisato la prossima settimana farvi
+una visita nel vostro castello di Kenilworth. Desidero che invitiate a
+tenerci ivi compagnia il nostro buono e stimabile amico, il conte di
+Sussex.»
+
+«Se il nobile conte di Sussex (disse il Leicester, salutando il
+suo rivale con altrettanto di urbanità che di disinvoltura) vuol
+compartirmi sì fatto onore, io riguarderò la sua visita siccome una
+prova della stima e dell’amicizia, che la Maestà Vostra desidera
+consolidata fra noi.»
+
+Il Sussex mostrò maggiore imbarazzo. «L’infermità di cui mi risento
+ancora, o Regina, non mi fa troppo adatto a contribuire ai diletti di
+una festa.»
+
+«Foste dunque tanto seriamente ammalato? (disse Elisabetta, fattasi
+con maggiore attenzione a riguardarlo). Egli è vero che siete
+molto cambiato, e me ne duole grandemente. Ma vivete tranquillo.
+Vigileremo colla stessa opera nostra alla salute di un suddito, che
+ne è sì prezioso, ed al quale abbiamo tante obbligazioni. Il Masters
+prescriverà la regola del vostro vivere, e noi faremo eseguire le sue
+prescrizioni, ma è d’uopo che voi siate di brigata nel viaggio di
+Kenilworth.»
+
+Ella pronunziò questi detti d’un tuono sì perentorio, ma nel tempo
+medesimo pieno di tanta bontà, che il Sussex a malgrado di quanta
+ripugnanza fosse in lui a ricevere ospitalità dal proprio rivale, si
+vide costretto a fare un profondo inchino, che annunziava alla Regina
+essere egli pronto ad ubbidirne i comandi; poi con accattata urbanità
+disse al Leicester che avrebbe accettato il suo invito. Nel tempo che
+i due Conti si stavano in una reciprocazione di complimenti a tale
+proposito, la Regina diceva a mezza voce al suo gran tesoriere. «Mi
+sembra, Milord, che le fisonomie di questi due Pari rassomiglino quei
+due famosi fiumi classici, l’uno sì nero e melanconico, l’altro sì
+nobile e limpido. Il mio vecchio maestro Aschan mi sgriderebbe per aver
+io dimenticato il nome dell’autor che ne parla. Credo però sia stato
+Cesare. Osservate qual maestosa calma domina sulla fronte di Leicester,
+e quai modi sforzati adopera Sussex nel volgere all’altro qualche
+accento di cortesia, sol per un riguardo ai nostri ordini.»
+
+«Lo starsi in dubbio sul favore della Maestà Vostra, rispose il lord
+tesoriere, può bastare, cred’io, a spiegare una differenza che non è
+sfuggita, come nulla sfugge, agli occhi della nostra Regina.»
+
+«Un tal dubbio ci farebbe ingiuria, o Milord, replicò Elisabetta.
+Entrambi i Conti ne sono cari egualmente, ed impiegheremo con
+imparzialità l’uno e l’altro ai vantaggi del nostro regno. Ma il loro
+colloquio è durato abbastanza. Lord Sussex, lord Leicester, noi abbiamo
+ancora qualche cosa da dirvi. Tressiliano e Varney fanno parte delle
+vostre case; desideriamo che ci accompagnino a Kenilworth. E poichè
+allora avremo presso di noi Paride e Menelao, vogliamo vedere anche
+questa bella Elena, la cui incostanza ha mosso tanto rumore. Varney, tu
+condurrai tua moglie a Kenilworth, e preparala a comparirmi dinanzi.
+Lord Leicester, incarico voi dell’esecuzione di un tal ordine.»
+
+Il Conte ed il suo scudiere fecero un rispettoso inchino, indi
+rialzando il capo non osarono levar gli occhi verso la Regina, nè l’uno
+sopra dell’altro, perchè entrambi credettero in quell’istante veder le
+reti della menzogna ch’essi avevano tese, chiudersi sopra di loro per
+avvilupparli.
+
+«Milordi, disse ai Conti la Regina, ci è d’uopo della presenza vostra
+al consiglio privato, che andiamo ora ad aprire, e dove importanti cose
+si discuteranno. Noi andremo indi a diporto sul fiume, e voi vi ci
+accompagnerete. Oh! questa navigazione mi chiama una circostanza alla
+mente. Signor cavalier _del mantello_, diss’ella sorridendo a Raleigh,
+pensate che d’ora in avanti dovete seguirmi in tutte le mie spedizioni,
+onde fatevi somministrare vestimento quale vi si conviene. Voi vi
+rivolgerete al grande intendente della nostra guardaroba.»
+
+Così terminò questa memorabile udienza, nella quale, siccome in tutto
+il corso della sua vita, Elisabetta unì i capricci ai quali va di
+frequente soggetto il gentil sesso, a quel profondo senno, e a quella
+retta politica, che la fanno primeggiare fra quanti Sovrani abbiano mai
+portato corona.
+
+
+
+
+CAPITOLO IX.
+
+ »Già del peregrinar scelta è la meta;
+ »Discior le vele è quant’omai rimane.
+ »Tien gli occhi al governal, nocchiero; appresta
+ »Le faci, e il filo indagator del fondo.
+ »E basse terre, e scogli a mille a mille
+ »Quest’oceano insidioso asconde,
+ »Cui diè più d’un naufragio orribil fama.
+ _Il Naufragio._
+
+
+Nel breve intervallo trascorso fra il terminar dell’udienza e l’adunata
+del consiglio privato, Leicester ebbe il tempo di meditare, che avea
+posto egli stesso il suggello al proprio destino. Egli era impossibile,
+così andava questi pensando, che dopo avere, alla presenza di quanto
+eravi di più cospicuo nell’Inghilterra, attestato, benchè in termini
+ambigui, essere verace l’asserto del Varney, gli fosse più lecito il
+contraddirlo, o il dismentirlo, senza compromettersi, non solamente a
+perdere il favore di cui godeva alla Corte, ma eziandio ad incorrere
+nel risentimento personale della Regina, la quale non gli avrebbe al
+certo perdonato di essere stata ingannata; al che aggiugneasi l’idea
+non meno spaventosa dell’altre, di vedersi esposto al disprezzo e alla
+derisione del rivale, o di tutti i suoi partigiani. La certezza di
+tanti pericoli costernava lo spirito di Leicester; e nel tempo medesimo
+gli si paravano in tremenda forma allo sguardo tutte le difficoltà
+che si opponevano a conservare un segreto, il cui divulgarsi portava
+inevitabile ed ultimo crollo al suo onore ed alla sua possanza. Ei
+vedevasi allora simile ad uomo, che cammina sopra un diaccio presto ad
+infrangersi, ed al quale può essere sola via a salvamento il camminare
+avanti con passo fermo e sicuro. Gli conveniva pertanto a qualunque
+rischio assicurarsi il favore della Regina, favore acquistato a costo
+di tanti sagrifizi, ed unica tavola su cui gli fosse ancora sperabile
+l’evitare il naufragio. Nè solamente si limitava ora il suo incarico
+al sostenersi in tale favore, ma gli era d’uopo mettervi l’ancora più
+tenacemente che mai. Essere il favorito di Elisabetta, o sottoscrivere
+alla perdita persin della fama, divenne il bivio a cui egli si vide
+ridotto. Ogn’altra considerazione dovette per conseguenza tacer
+sull’istante. Laonde cercò sbandire dalla sua memoria l’immagine d’Amy,
+che a malgrado di lui vi si presentava, nè gli rimaneva che la rimota
+lusinga d’aver tempo in appresso per avvisare ai modi onde svolgersi da
+sì crudel labirinto; siccome nocchiero che vede la sua prora minacciata
+dagli scogli di Scilla, nè pensa che a schivarli, dimenticando per
+allora i più lontani rischi, che gli apparecchia Cariddi sull’altra
+riva.
+
+Tale era lo stato dell’animo del Leicester allora che andò a prendere
+la sua consueta sede nel consiglio privato di Elisabetta, e allora che
+l’accompagnò di poi nell’andare a diporto sulle acque del Tamigi. Pure
+non fece mai siccome in tale occasione maggiore sfarzo d’ingegno, sia
+come accortissimo politico, sia come leggiadrissimo cortigiano.
+
+Giunse egli nel consiglio, allorchè agitavansi le cose intorno la
+sfortunata Maria regina di Scozia, che contava allora il settimo
+anno della sua cattività in Inghilterra. Il Sussex, ed alcuni altri
+parlarono fortemente in favore di questa misera principessa, mettendo
+in campo la legge delle nazioni e i diritti dell’ospitalità con detti
+sì vigorosi, che comunque non oltrepassassero i limiti del rispetto
+e della moderazione, troppo gratamente non risonarono agli orecchi
+della Regina. Della qual cosa ben avvedutosi il Leicester, fu pronto
+ad abbracciare l’opinione contraria, ponendo in ciò tutto il calore
+della più animata eloquenza. Rappresentò la necessità di continuare
+a custodire in rigorosa prigionia la Scozzese, siccome espediente
+indispensabile alla sicurezza del regno, e soprattutto alla sacra
+persona di Elisabetta: «L’ultimo capello del capo di questa Regina
+doversi riguardare per più prezioso ed importante che non la vita e la
+fortuna di una rivale, fattasi pericolosa coll’armare pretensioni vane
+parimente ed ingiuste sul trono dell’Inghilterra, d’una rivale, che dal
+fondo ancora del suo carcere si faceva centro alle speranze di tutti i
+nemici così interni come esterni di Elisabetta.» Ei terminò il dire col
+domandare scusa, se il suo zelo lo aveva trasportato tropp’oltre; ma
+«la conservazione della Regina era tal causa che il traeva sempre fuori
+dei limiti della sua moderazione ordinaria».
+
+Elisabetta lo censurò, ma colla massima dolcezza sul troppo peso
+ch’egli attribuiva alle cose che la riguardavano personalmente.
+Confessò per altro nel tempo medesimo, che avendo piaciuto al Cielo
+di collegare gl’interessi di lei con quelli de’ suoi sudditi, credea
+far cosa comandata dal dovere prendendo espedienti, che la propria
+sicurezza additasse siccome indispensabili. Sperava ella, che qualora
+il Consiglio avvisasse la necessità di prolungare la prigionia della
+sua sfortunata sorella di Scozia, non troverebbe almen biasimevole,
+che la Regina d’Inghilterra pregasse la contessa di Shrewsbury ad
+usare alla prigioniera tutti i riguardi compatibili colla necessità
+di custodirne la persona. Annunziati per tal modo i propri voleri,
+Elisabetta sciolse quell’adunanza.
+
+Non fu mai veduta sì grande la premura nell’aprirsi le file per dar
+passaggio al conte di Leicester, siccome allora che uscendo egli dal
+consiglio privato, attraversò le anticamere piene d’una folla di
+cortigiani. Giammai gli uscieri non avevano gridato più ad alta voce:
+_Fate luogo, fate luogo al nobile Conte_. Mai questo segnale non fu
+ubbidito con più di prontezza e di rispetto. Nè mai volti eransi verso
+il Leicester tanti occhi di persone, ansiose d’aver qualche sede nel
+novero degli umili suoi clienti, o di ottenerne un semplice segno
+di non essergli ignoti, intanto che il cuore di parecchi fra i suoi
+partigiani ondeggiava fra la brama di offerirgli congratulazioni, e la
+tema di parer troppo arditi coll’indirigerle in pubblico ad un uomo
+posto in grado cotanto sublime. Tutta la Corte pensava che l’esito
+dell’udienza di quel giorno, aspettata dianzi fra mezzo a tante
+dubbiezze e perplessità, era il più concludente fra i trionfi del conte
+di Leicester. Ognuno avea per cosa indubitabile, che il satellite,
+rivale del Leicester, se non potea dirsi interamente offuscato dallo
+splendore dell’altro, sarebbe al certo costretto per l’avvenire a
+compiere i suoi giri in un’orbita più rimota del sole. Così le cose
+vedeva la Corte, e giusta una tal norma si comportavano dal primo
+all’ultimo i cortigiani.
+
+Per altra parte il Leicester non fu giammai più officioso, nè mai
+spiccò tanto per cortesia nel restituire i saluti, che d’ogni lato
+gli venivano porti; nè mai riuscì tanto felicemente (per adoperare la
+frase di tal persona che allora non si stava gran che lontana da esso),
+nell’indorare l’opinione che il Pubblico portava sopra di lui.
+
+Parea ch’ei tenesse in serbo per ciascheduno un saluto, un sorriso, una
+parola gradevole; saluti, sorrisi, parole gradevoli, ch’ei distribuiva
+in gran parte a tai cortigiani, i cui nomi disparvero da lungo tempo
+sotto l’acque del fiume di obblio; ma che indirisse anche talvolta ad
+alcuni enti, che ne riesce quasi estraneo l’udirli rammemorare nelle
+pratiche più oscure della lor vita, le quali lo furono tanto, ond’or
+ci costi fatica il credere, che vi sieno discesi, confrontandole
+col prodigioso innalzamento a cui li trasse la riconoscenza dei
+posteri. Accenneremo qui alcune tra le frasi che spacciò il Leicester
+nell’attraversar che fece queste anticamere.
+
+«Oh! eccovi Poynings! Come stanno la moglie e la vostra amabile figlia?
+Perchè non vengono dunque alla Corte? — La vostra inchiesta non può
+essere esaudita, Adams; la Regina non vuole più concedere privilegi non
+estendibili; ma mi riuscirà servirvi in altra occasione. — Mio caro
+alderman Aylford, la procedura della Città intorno a Queenhithe verrà
+continuata con tutta quella sollecitudine che la mia prevalenza potrà
+infonderle. — Sig. Edmondo Spencer, vorrei poter sostenere la vostra
+supplica, anche per secondare l’amor che porto alle Muse. Ma Dio!
+lanciaste sì furiosi sarcasmi contro il lord Tesoriere!»
+
+«Milord, rispose il poeta, se mi fosse lecito lo spiegarmi....»
+
+«Venite a vedermi in mia casa, caro Edmondo; non domani, nè dopo
+domani, ma il più presto possibile. — Ah William Shakespeare! Matto di
+William! Convien dire che tu abbia dato a mio nipote Filippo Sydney
+una dose di polvere simpatica; egli non può mettersi in letto se non
+ha sotto il guanciale _Venere_ e _Adone_, da te composti. Ti farò
+appiccare come il più grande stregone di Europa. Oh! a proposito. Non
+ho dimenticato il tuo affare cogli orsi. Me ne prenderò cura.»
+
+L’Autore comico gli fece un rispettoso saluto; e il Conte, chinata
+leggermente la testa, continuò il suo cammino. Così gli è forza narrare
+la cosa riferendola a quel secolo. Trasportandola al nostro, dovrebbe
+dirsi che un ente immortale avea prestato omaggio ad un uomo.
+
+La persona alla quale il favorito volse la parola in appresso era uno
+de’ più zelanti suoi partigiani, che lo salutò col riso sulle labbra,
+e in aria di trionfo: «Sir Francis Denning, gli disse il Leicester,
+quest’aria di buon umore vi fa la fisonomia men lunga un terzo di
+quello che non l’ho veduta stamane. — Ebbene, signor Bowier! perchè vi
+tenete così in disparte? Pensate ch’io conservi odio contro di voi!
+Poche ore sono, non faceste che il vostro debito, e se mi ricordassi
+mai del nostro piccolo disparere, non sarebbe che per sapervene grado.»
+
+Il Conte vide allora avanzarsi verso di lui, facendo grandi riverenze,
+un personaggio bizzarramente vestito, con giubba di velluto nero
+tagliata a festoni, e guernita di raso cremesino. Un pennacchio tolto
+dall’ali d’un gallo gli sventolava sul berrettone di velluto ch’ei
+teneva in mano, e molto amido ne inrigidiva un enorme collare: le quali
+cose unendosi ad una fisonomia in cui non leggevasi che la vivacità di
+chi ha grandi pretensioni, annunziavano in lui un ente impastato d’amor
+proprio, e sfornito di spirito. Una bacchetta ch’ei tenea fra le mani,
+e il tuono d’uom d’affari ch’egli assumea, lo dimostravano insignito
+di qualche dignità onde traeva non poca boria. Un colore rosso carico,
+che in luogo di starsi sulle sue guance magre e incavate, si era
+impadronito di tutta la superficie di un naso proffilato, annunziava
+in lui piuttosto la consuetudine dell’intemperanza che quella della
+modestia, e il modo con cui si fece a parlare al Conte provò che gli
+atti si conformavano all’aspetto.
+
+«Buon giorno, sig. Roberto Laneham,» disse il Conte senza fermarsi, e
+manifestamente desideroso di scansarlo.
+
+«Ho una supplica da presentare alla Signoria vostra,» disse il Laneham
+che arditamente gli tenea dietro.
+
+«E che cosa contiene ella, _maestro guardiano della porta della camera
+del Consiglio_?»
+
+«Volete dire: _donzello della porta della camera del Consiglio_,»
+soggiunse con enfasi il Laneham.
+
+«Chiama il tuo ufizio col titolo che ti piace; ma qual cosa brami da
+me?»
+
+«Unicamente vorrei dalla Signoria vostra la permissione di far parte
+nel viaggio che sta per imprendersi al suo magnifico castello di
+Kenilworth.»
+
+«E perchè questo, Laneham? Non sai tu ch’io debbo aver colà una
+compagnia numerosa?»
+
+«Non tanto numerosa, che vostra Signoria non possa concedervi un po’
+di luogo ad un antico suo servitore. Poi, pensate, o Milord, alla
+contingenza che vi si tenga qualche consiglio, e che questa verga
+è necessaria per allontanare dalle porte quegli spioni che mettono
+l’occhio al buco della serratura, e a tutte le fessure che possono
+scorgere. La mia verga è indispensabile al Consiglio quanto lo è un
+paramosche alla stalla d’un beccaio.»
+
+«La tua comparazione fa onore al Consiglio, ma ti prego: non cercare
+di giustificarla. Sia come brami, acconsento; vieni a Kenilworth, se
+questo ti fa piacere. Non mancherò di pazzi colà, e vi troverai quindi
+con chi barattare parola.»
+
+«E se vi saranno pazzi, o Milord, tanto maggiore soddisfazione ne
+avrò. Amo divertirmi alle spalle di un pazzo, quanto un cane levriere
+ad inseguir la sua preda. Ma mi sarebbe d’uopo supplicare la Signoria
+vostra d’un’altra grazia.»
+
+«Spicciati adunque: conviene ch’io parta; la Regina sta per uscire.»
+
+«Io vorrei Milord, condurvi meco una compagna da letto.»
+
+«Che vuol dir questo? Non ti vergogni?...»
+
+«Oh Milord, le mie domande stanno fra i limiti del giusto e
+dell’onesto. Io ho una moglie curiosa non meno di quella sua antica
+progenitrice che mangiò la poma proibita. Or questa moglie, secondo le
+regole, non potrei condurmela meco, perchè gli ordini di sua Maestà
+vietano rigorosamente ad ogni uficiale di prender seco la moglie ne’
+viaggi che fa la Corte, e ciò per non ingombrare di donne i calessi. Ma
+vorrei anche ottenere un’altra grazia da vostra Signoria...»
+
+«Oh Dio!»
+
+«Ho tosto finito. Vorrei che deste alla ridetta mia moglie una parte da
+sostenere nella vostra festa, in modo che vi potesse comparire sotto
+qualche travestimento, senza che gli altri s’accorgessero ch’ella è mia
+moglie.»
+
+«Che il gran diavolo vi porti l’uno e l’altro (sclamò Leicester, che
+tanto più perdè la pazienza per le ricordanze che in lui destava un
+tale discorso); perchè mi trattieni tu con queste tue baie?»
+
+Il nostro _usciere della porta della camera del Consiglio_, spaventato
+da questo subitaneo accesso di collera, lasciò cadere la bacchetta,
+distintivo della carica, e fise sul Conte due grand’occhi stupidi che
+mostravano lo sbigottimento ond’era compreso costui, e che tornarono in
+mente a Milord non dover egli in quel luogo dar da comprendere nè poco
+nè assai le inquietudini del proprio animo.
+
+«Io voleva solamente convincermi, se tu possegga l’arditezza che si
+vuole al tuo ministerio, gli disse il Conte con tuono più mite; vieni
+dunque a Kenilworth, e conducivi il diavolo se così brami.»
+
+«Mia moglie ha ben fatto la parte di diavolo in un mistero, che venne
+celebrato, o Milord, ai giorni della regina Maria; ma ci mancherebbe
+una bagattella per il corredo.»
+
+«Tieni una _corona_, ma liberami dalla tua presenza: odo sonare la
+campana maggiore del palazzo.»
+
+Roberto Laneham gli tenne dietro per qualche istante coll’occhio
+sorpreso, ed abbassandosi per raccoglier di terra il distintivo della
+sua dignità, disse fra se medesimo; «Il nobile Conte in quest’oggi
+non è del suo bell’umore; ma quando questi signori ci vanno regalando
+corone, noi altre persone di spirito possiamo anche chiudere un occhio
+sui loro ghiribizzi, perchè in verità, se non pagassero per ottener
+grazia, con noi non la passerebbero bene.»
+
+Intanto Leicester attraversava gli appartamenti del palazzo,
+trascurando in allora que’ riguardi d’urbanità, de’ quali dianzi
+era stato sì prodigo; e traendosi il più presto che potè fuor delle
+stanze aperte al Pubblico, si fermò in una piccola sala, approfittando
+di quella solitudine per abbandonarsi un istante alle proprie
+considerazioni.
+
+«Che cosa dunque son io divenuto, diss’egli a se medesimo, onde i vani
+discorsi d’un pazzo, d’un vero cervello d’oca, facciano sopra di me una
+tale impressione? Coscienza! tu sei un cane da guardia che svegliano
+del pari il lieve calpestio d’un misero sorcio, e il ruggito di un
+lione! Nè potrò io dunque con un passo ardito togliermi da uno stato sì
+difficile, sì penoso? Se corressi a gettarmi ai piedi d’Elisabetta, a
+confessarle il tutto, ad implorarne pietà!...»
+
+Egli stava in quest’ultima idea, allorchè apertasi la porta, entrò
+precipitoso Varney.
+
+«Sien grazie al Cielo, o Milord, che finalmente vi trovo!»
+
+«Dì piuttosto grazie al diavolo, del quale sei il ministro.»
+
+«Sì, sì, grazie a chi volete, ma non perdiamo un istante. La Regina è a
+bordo, e domanda ove siete.»
+
+«Va a dirle che d’improvviso mi è venuto male; perchè viva il Cielo! la
+mia testa non può resistere più lungo tempo.»
+
+«Nulla è più facile del rimanere addietro, o Milord (disse con
+amaro sorriso il Varney), perchè nè voi, nè io, che come vostro
+primo scudiere dovea seguirvi, a quest’ora abbiamo più luogo nella
+barca della Regina. Mentre io mi affannava correndo al palazzo per
+rintracciarvi, ho udito che venivano chiamati il nuovo favorito Walter
+Raleigh, e il nostro conoscente antico, Tressiliano, per dare ad essi i
+nostri posti.»
+
+«Tu sei un vero demonio, o Varney, (rispose Leicester scotendosi
+affrettatamente) ma tu hai causa vinta in tale istante. Ti seguo.»
+
+Varney non rispose altra cosa, ed additandogli il cammino, passò senza
+far cerimonie dinanzi a lui, ed uscito del palagio s’avviò verso il
+Tamigi, chè il suo padrone come macchinalmente gli tenea dietro.
+Voltosi il Varney per vedere se veramente l’altro il seguiva, si fermò,
+e con tuono che sapeva di famigliarità, e quasi autorevole: «Che
+vuol dir questo, o Milord? Il vostro mantello cade tutto da un lato,
+sbottonata la giubba... permettetemi...»
+
+«Non v’incomodate, o signore (disse il Conte rimettendosi in tutta
+l’aria sua di padrone); quando vi darò ordini, allora penserete ad
+eseguirli. Intanto statevene al vostro posto», e passando dinanzi a
+lui, s’avviò verso la riva del fiume.
+
+La barca della Regina trovavasi sul momento del partire, e già
+assegnati ad altri erano i posti, riserbati dianzi sulla poppa al
+Leicester, e sulla prora al suo scudiere. Ma appena comparve il
+Conte, i remi, presti a battere l’acqua, rimasero fermi, come se
+i navicellai avessero preveduto, che qualche mutazione stava per
+accadere nell’ordinamento di quella nobil brigata. Il rossor delle
+guance annunziava l’interno disgusto della Regina, che ebbe ricorso
+a quel tuono di freddezza sotto cui nascondono gli alti personaggi
+certe agitazioni dell’animo, cui senza invilire la propria dignità non
+potrebbero palesare; onde a lui volse queste agghiacciate parole: «Noi
+vi abbiamo aspettato, o Milord».
+
+«Graziosa Sovrana, rispose il Leicester, voi usa a perdonare tante
+debolezze sconosciute alla vostra grand’anima, non degnerete di qualche
+pietà quei moti, che l’agitazione del cuore comunica al corpo e alla
+mente? Io mi presentai a voi questa mane in guisa d’uomo accusato e
+sospetto. La vostra bontà penetrò in mezzo alle nubi onde si tentò
+oscurare il mio onore. Voi sola mi restituiste questo onore; e cosa più
+preziosa ancora, la vostra buona grazia. È egli da maravigliarsi, se,
+non ancora essendo stanca d’affliggermi la fortuna, il mio scudiere mi
+trovò in tale stato, che mi lasciava appena la forza di trascinarmi
+sin qui, ove uno sguardo della Maestà vostra, oh Dio! fino uno sguardo
+sdegnoso potè sopra di me quanto Esculapio medesimo avrebbe tentato
+invano.»
+
+«Che ascolto? (sclamò Elisabetta, fissandosi sopra Varney). Tanto ha
+sofferto Milord?»
+
+«Egli soggiacque ad una specie di svenimento, rispose l’astuto Varney,
+e ben la Maestà vostra può accorgersene al disordine che è tutt’ora nel
+suo aggiustamento; disordine che neanco mi lasciò il tempo di riparare,
+tanto egli era frettoloso di comparirvi innanzi, o Regina.»
+
+«Oh poco monta quanto all’aggiustamento (disse tosto Elisabetta
+volgendo uno sguardo sui lineamenti nobili del Conte, ai quali
+cresceano novello vezzo le contrarie passioni che ne agitavano lo
+spirito). Entrate, Milord, entrate, troveremo luogo per voi. Quanto al
+vostro posto, sig. Varney, lo abbiamo assegnato ad altri. Converrà che
+vi collochiate in una delle barche di seguito.»
+
+Varney, fatto un inchino, si ritirò.
+
+«Voi pure (soggiunse la Regina guardando con gentil modo Raleigh),
+nostro giovane cavalier _del mantello_, converrà che voi pure diate
+luogo. Prenderete posto nella barca delle nostre dame d’onore; poichè
+quanto a Tressiliano, egli ha già sofferto assai dal capriccio delle
+donne, onde non vogliamo cambiare le distribuzioni che lo riguardano.»
+
+Il Leicester entrò adunque nella barca della Regina, la quale fece
+ancora altri piccoli cambiamenti di posti con tal arte che finalmente
+il Leicester fu assiso accanto di lei. Raleigh si alzò da sedere,
+e Tressiliano avrebbe avuta la mal accorta cortesia di offerire il
+proprio luogo all’amico; ma un rapido sguardo lanciato sovr’esso
+da Walter, di cui pareva elemento naturale la Corte, gli fece
+comprendere, che la Regina si poteva tener per offesa se egli mostrava
+sì poca cura di profittare del primo favor concedutogli. Tressiliano
+adunque rimase senza dir altro al suo luogo, intanto che Raleigh,
+salutando profondamente Elisabetta, si accigneva colla fisonomia del
+rincrescimento ad uscir della barca.
+
+Un giovane cortigiano, il galante lord Willonghby credette leggere sul
+volto della Regina non so qual cosa che la indicava impietosita di
+questo rincrescimento, o vero o artifizioso, dimostrato dal giovane
+Walter.
+
+«Non si conviene a noi vecchi cortigiani, diss’egli con gaia
+disinvoltura, il nascondere lo splendor del sole ai novelli. Quando Sua
+Maestà ne acconsenta, io mi priverò per un’ora della cosa più deliziosa
+a tutti i suoi sudditi, della fortuna di godere la sua presenza, e farò
+il sagrifizio di ritrarmi al chiaror delle stelle, togliendomi per
+qualche istante la vista di Diana sfavillante di tutta la sua gloria.
+Io mi porterò adunque nella barca delle dame d’onore, e cederò a questo
+giovane cavaliere un’ora di beatitudine.»
+
+«Se voi consentite ad abbandonarci, o Milord (gli disse la Regina in
+tuono fra il serio e lo scherzevole), converrà che ci adattiamo a
+tal sagrifizio. Ma comunque vi diate il nome di vecchio cortigiano,
+non siamo in voglia di affidarvi la cura delle nostre dame d’onore.
+La venerabile vostra età (soggiunse ella con malizioso sorriso) si
+accorderà meglio con quella del nostro gran Tesoriere, che ci segue
+nella terza barca, e la cui esperienza può profittarsi ancor della
+vostra.»
+
+Il lord Willonghby si sforzò di palliare con un sorriso il contraggenio
+ch’egli aveva all’ammenda posta dalla Regina, e dopo aver porto a
+questa un rispettoso saluto, andò a sottomettersi al suo destino nella
+barca del lord Burleigh. Leicester che sollecito di divagare il suo
+animo dalle triste idee che per entro vi si agitavano, afferrava tutte
+quelle occasioni fatte per allegrarlo un istante, non si lasciò sfuggir
+la presente. Laonde, appena la barca si fu allontanata dalla riva, e
+mentre le bande musicali collocate sull’altra facevano echeggiare il
+suono de’ loro strumenti, cui si mescevano le acclamazioni del popolo,
+che copriva le due sponde del Tamigi, ebbe sopra di se medesimo assai
+dominio, onde non pensar per allora che al brillante stato in cui si
+trovava, ed alla necessità di mantenersi nel favore della Regina. Per
+la qual cosa sfoggiò con tanto buon successo le grazie compartitegli
+dalla natura, che Elisabetta rapita fuor di sè dall’amabile facondia
+del cortigiano, e timorosa ad un tempo ch’egli ne sofferisse nella
+salute, gli prescrisse in tuono gioviale un silenzio di pochi istanti,
+necessario, diss’ella, onde la gaiezza medesima non ne estenuasse le
+forze.
+
+Voltasi allora al conte di Sussex: «Milord, gli disse, dopo aver noi
+messo un decreto che condanna a tacersi il conte di Leicester, ci
+faremo ad ascoltare i vostri avvisi sopra argomento degno più d’essere
+discusso in mezzo alla gioia ed ai suoni musicali, che d’interrompere
+la gravità delle consuete nostre deliberazioni. Evvi tra voi chi abbia
+notizia d’una supplica presentataci da Orsone Pinnit, guardiano, com’ei
+s’intitola, de’ nostri orsi reali? Chi di voi vuol farsene protettore
+dinanzi al trono?»
+
+«Per bacco! disse il conte di Sussex, colla permissione della Maestà
+vostra, son qua io. Orsone Pinnit era un valente soldato innanzi che le
+sciabole della tribù di Mac-Donough in Irlanda lo rendessero inabile
+alla guerra, e credo bene che la Maestà vostra voglia continuare ad
+essere, come il fu sempre, la protettrice de’ fedeli suoi servitori.»
+
+«Certamente è tale la nostra intenzione, disse la Regina; e soprattutto
+verso i poveri nostri soldati e marinai, che per sì poca paga mettono
+a rischio la loro vita. Noi cederemmo la nostra reggia, (diss’ella, e
+in dir ciò le sfolgoravano gli occhi) per costruire uno spedale per
+essi, anzichè dovessero ravvisare in noi un’ingrata padrona[8]. Ma ci
+siamo allontanati dal nostro discorso.» Onde dopo essersi abbandonata a
+questa effusione di patrio amore, riprese il tuono che si conviene alle
+cose gioviali: «La supplica di Orsone Pinnit va un po’ più in là; ei si
+lamenta del gusto che ha incominciato a prendere il pubblico per gli
+spettacoli di nuovo genere, e principalmente della spezie di furore,
+con cui si trasporta in folla a vedere le rappresentazioni composte,
+dice egli, da un William Shakespeare, il cui nome, m’immagino, non
+è ignoto a nessun di voi, o Milordi; e se ne lamenta perchè in
+proporzione del crescere di questo gusto, cade in discredito il vezzo
+che si aveva di ammirare il maschio spettacolo del combattimento degli
+orsi. Egli soggiunge essere una vergogna che uomini Inglesi, divenuti
+vaghi di contemplare le prove di sciagurati commedianti, che si
+ammazzano da burla, lascino in non curanza i nostri cani ed orsi reali,
+che si straziano l’un l’altro con tutta verità. Che dite su di ciò lord
+Sussex?»
+
+«In fede mia, o Regina, rispose il Conte, voi non crederete, che un
+vecchio soldato qual mi son io possa dir molte cose in favore dei
+combattimenti finti, allorchè si pretende metterli a paragone coi veri.
+Pure non so voler male a questo Shakespeare. Egli è un malandrino
+vigoroso. Si dice che è zoppo, ma ha maneggiato maravigliosamente il
+bastone, e si battè con coraggio col boscaiuolo del vecchio sir Thomas
+Lucy di Charlecot, allorchè s’introdusse nel parco per dar la caccia ai
+daini del padrone, e per abbracciare la figlia del guardiano.»
+
+«Vi domando grazia per Shakespeare, Milord; si parlò di tale affare in
+consiglio, e la figlia del guardiano non vi entrava per nulla. Non è
+nostra mente che si gravi la mano sopra le leggerezze di questo povero
+galantuomo. Ditemi piuttosto qual sia la vostra opinione sul suo modo
+di recitare, sui suoi componimenti, sul teatro instituito da lui. Il
+punto della quistione sta qui, e non nelle follie della sua giovinezza,
+non nelle cacce del parco, non nell’altre bizzarrie di cui mi parlate.»
+
+«Lo creda pure la Maestà vostra, ch’io non voglio male a questo
+matto. Ho inteso alcuni de’ suoi versi, e mi è fin sembrato trovarvi
+alcune immagini degne di non dispiacere a un guerriero. Ma è tutta
+spuma, son tutte bolle, non vi è sostanza, nulla di serio, e credo lo
+abbia osservato anche vostra Maestà. Qual vezzo posso io avere nel
+contemplare una mezza dozzina di birboni armati di spade irrugginite
+e di scudi, di lotte che mi presentano la parodia d’una battaglia, se
+metto questo in confronto del nobile spettacolo d’un combattimento
+d’orsi? Spettacolo onorato dalla presenza della Maestà vostra, e da
+quella de’ suoi illustri predecessori; spettacolo che fra tutti i
+regni della Cristianità ha posta in novello grido la nostra contrada
+posseditrice di mastini tanto famosi, e d’uomini di sì alto ingegno
+che sanno addestrare gli orsi alla pugna. È molto da temersi che
+queste due razze non s’imbastardiscano; se gl’Inglesi incominceranno
+a dar più volentieri ascolto alle frivole declamazioni d’un istrione
+anzichè incoraggiare la più bella immagine della guerra, che si possa
+mai offerire in tempo di pace, intendo dire la pugna degli orsi. Là
+voi vedete una di queste bestie che si tiene in guardia coll’occhio
+rosso siccome brage, e simile a perito capitano, che sta sulle difese
+per adescare il nemico a venirlo ad assalire ne’ propri trinceramenti.
+Allora sir _Mastino_ fa carriera, e prende lord _Bruin_ alla
+gola[9]; ma questi gl’insegna qual sia la ricompensa di coloro, che
+abbandonandosi a sconsigliato coraggio in tempo di guerra, dimenticano
+le cautele insegnate dalla prudenza. Egli se lo stringe fra le braccia,
+e da vigoroso lottatore lo comprime contro il suo seno tanto che
+s’oda lo scricchiolare delle coste della vittima, fatte in pezzi con
+fracasso simile a quello d’uno scoppio di pistola. In questo momento
+arriva un altro mastino non men prode, ma più giudizioso del primo.
+Egli s’attacca al labbro inferiore di lord _Bruin_, e vi resta sospeso,
+mentre colui perdendo il suo sangue, e mandando urla orribili, cerca
+invano sciogliersi dal secondo assalitore. Allora....»
+
+«In fede mia, disse la Regina, ho veduto più d’una volta il
+combattimento degli orsi, e spero vederlo ancora. Voi però lo
+descrivete con sì ammirabile verità, che se anche non ne fossi stata
+mai spettatrice, me ne avreste data l’idea la più chiara. Ma ascoltiamo
+ora qualcun altro che ci parli su questo argomento. Leicester, avete
+voi nulla da aggiugnere?»
+
+«Vostra Maestà dunque permette ch’io mi consideri libero dalla mia
+musoliera?»
+
+«Sì, purchè parliate senza stancarvi. Per altro, allorchè penso che
+l’orso e il bastone si trovano negli antichi stemmi di vostra famiglia,
+vedo che farei meglio ad ascoltare un oratore meno parziale.»
+
+«Vi do parola, o Regina, che comunque mio fratello Ambrogio di Warwick,
+ed io, portiamo nei nostri stemmi l’antica insegna che vi degnate
+ricordare, non siamo per questo meno amici della imparzialità. Vi dirò
+dunque in favore dei commedianti che sono bensì mariuoli anzichè no, ma
+mariuoli pieni di spirito, e che sollevando l’animo del popolo colle
+loro facezie, lo tengono lontano dal frammettersi ne’ pubblici affari,
+dall’ascoltar false voci, perfide insinuazioni, discorsi pericolosi.
+Chi ha la mente intesa a vedere in qual modo Marlow e Shakespeare
+scioglieranno sul teatro un intreccio, non pensa ad esaminare la
+condotta dei governanti.»
+
+«Ma io non m’intendo, o Milord, di allontanare il mio popolo dal far
+l’esame della condotta ch’io tengo. Più da vicino ch’ei la consideri,
+ne valuterà meglio i veri motivi.»
+
+«Mi permetta di soggiugnere la Maestà vostra (disse il decano
+di Sant’Asaph, puritano al di là d’ogni credere) che costoro di
+commedianti non solamente introducono nelle loro parlate espressioni
+profane e licenziose, le quali danno moto al peccato ed alla
+dissolutezza, ma si permettono ancora considerazioni sul governo, sulla
+sua origine, sui fini che dee proporsi, e possono per tal modo seminare
+mali umori fra la popolazione; e crollare i fondamenti della società
+civile. Aggiugnerò ancora, sempre colla debita permissione di vostra
+Maestà, non essere cosa prudente il tollerare, che queste bocche impure
+mettano in ridicolo la gravità delle persone pie, bestemmiino il Cielo,
+calunniino quelli che governano la terra, e disfidino insomma le umane
+leggi e le divine.»
+
+«Se noi potessimo credere simili abusi e licenze, o Milord, le avremmo
+a quest’ora tolte di mezzo. Ma non è giustizia il proibire qualsisia
+cosa per ciò solo che è possibile l’abusarne. Quanto poi a Shakespeare,
+noi pensiamo trovarsi ne’ suoi componimenti tai squarci che valgono
+venti lotte d’orsi. Particolarmente quelle che egli chiama sue
+_cronache_[10] possono fornire onesta ricreazione ed utili notizie, non
+solamente ai nostri sudditi, ma alle generazioni che verranno dopo di
+noi.»
+
+«Il regno della Maestà vostra, disse il Leicester, non avrà mestieri di
+un sì debole soccorso per giugnere alla posterità; pure il Shakespeare
+ha toccato con quella maniera sua propria diversi incidenti del
+governo di vostra Maestà, e gli ha toccati in guisa da rispondere
+vittoriosamente a quanto disse contro di lui sua Reverenza il decano di
+Sant’Asaph. Vi sono per esempio alcuni versi... vorrei fosse qui mio
+nipote Filippo Sidney, che gli ha sempre fra le labbra. È una specie di
+racconto d’incantesimi, vi si parla d’amore, di frecce spuntate... Ah!
+comunque sieno belli, son però lontani dall’avvicinarsi soltanto alla
+persona ch’essi pretendono additare. Credo che Sidney li ripeta ancor
+quando dorme.»
+
+«Voi ci fate sopportare il supplizio di Tantalo, Milord. Sappiamo bene
+che Filippo Sidney è un favorito delle Muse, e ce ne rallegriamo. La
+virtù non è mai tanto splendente, siccome allor quando le vanno uniti
+il gusto e l’amore delle lettere. Ma non ne dubito; vi sarà qualcuno
+fra i nostri giovani cortigiani, nella cui memoria dureranno impresse
+tuttavia quelle cose che i vostri affari più serii cancellarono dalla
+vostra. Sig. Tressiliano, voi mi foste descritto come un adorator delle
+Muse. Vi rammentate voi questi versi?»
+
+Il cuore di Tressiliano era troppo oppresso dalla tristezza, e
+la prospettiva della sua vita gli si mostrava troppo crudelmente
+offuscata, perch’ei volesse profittare di tale occasione che gli si
+offeriva a volgere sopra di se l’attenzione della Regina. Deliberò
+nondimeno far godere di un tal vantaggio al suo giovane amico, più
+ambizioso di lui. Allegando adunque un preteso difetto di memoria,
+aggiunse, che egli credea si sapessero da Walter Raleigh i versi onde
+favellava il conte di Leicester.
+
+Avendone tosto ricevuto ordine dalla Regina, il Raleigh sorse, e
+declamò con grazia non inferiore alla squisitezza del suo sentire la
+celebre visione di Oberon, sicchè ne fece gustare la soavità, e col suo
+porgere le aggiunse vezzi novelli.
+
+ »Io vidi, oh! in te di scorgerlo virtude
+ »Stata allor fosse! il pargoletto Amore,
+ »Baldanzoso in sua possa, e nell’immenso
+ »Vano dell’etra dispiegando il volo,
+ »Che del più fido in fra gli strali suoi
+ »Impoverendo la faretra, all’arco
+ »Sollecito il commise. Fischiò l’aura
+ »Rotta dal dardo, cui destra, secura
+ »Sino a quel dì, vibrò: ma tocca appena
+ »L’aurata fascia, contro cui battea
+ »L’invitto cor della maggior Reina
+ »Che Occidente adorò, de’ guardi un raggio
+ »Ne fe’ ottuso il ferir; ricadde al piede
+ »Della Vestale, doppiamente altera,
+ »Che sfidò il Nume, e serbò intatto il core.
+
+La voce di Raleigh nel recitare tai versi era alquanto tremebonda, come
+di chi avesse dubitato se questo omaggio tornerebbe o no a grado della
+sublime persona a cui si volgea. Se tale perplessità era ricercata in
+Raleigh, fu un artifizio di buona politica; se reale, non ve n’era
+necessità. Questi versi non erano probabilmente nuovi per la Regina,
+poichè non è accaduto giammai che un complimento lusinghevole tardi a
+pervenire all’orecchio del sovrano per cui fu fatto. Ma ciò non gli
+scemò buona accoglienza allorchè le labbra di Raleigh lo pronunziarono.
+Dilettata parimente e dai versi, e dal modo ond’erano recitati, e dalle
+animate grazie di chi faceva allora da attore, Elisabetta tenendo fisi
+gli occhi sopra di Walter, segnava colla mano le pause e gli accenti
+di ciascun verso, come le aveste misurato il tempo di un pezzo di
+musica[11]. Cessato ch’ebbe Walter dal declamare, la Regina ripetè come
+distrattamente l’ultimo verso:
+
+ «Che sfidò il Nume, e serbò intatto il core»
+
+e nel tempo stesso la sua mano lasciò cadere la supplica del guardiano
+degli orsi reali, supplica che il Tamigi accolse favorevolmente nelle
+sue acque, incaricatosi di portarla a Sheerness e forse insino ai
+gorghi del vasto Oceano.
+
+Il buon successo ottenuto dal giovane cortigiano spronò d’emulazione
+il Leicester, presso a poco siccome un corridore antico raddoppia
+di sforzi quando vede un giovane destriero oltrepassarlo nella
+carriera. Fece egli cadere il discorso sui giuochi, sui banchetti,
+sulle feste e sull’indole di quelli che in mezzo a tali diletti erano
+più degli altri scopo al pubblico sguardo. Nel far la qual cosa unì
+adattatamente ad acute osservazioni una tinta di critica che tenea
+un giusto limite, lontano egualmente dalla profusa scipitezza degli
+encomi, e dall’acerbità della satira. Imitò con molta verità il tuono
+dell’affettazione e della rustichezza, onde allor quando fece ritorno
+ai modi che gli erano connaturali, vie più leggiadro ne apparve. Passò
+opportunamente in rassegna i paesi stranieri, i loro costumi, le loro
+consuetudini, l’etichetta delle varie corti, le fogge, e il vestire
+persino delle matrone, nè procedeva da un argomento all’altro senza
+trovare occasione (che non appariva mai ricercata) di volgere un
+complimento in soave guisa alla Regina vergine, alla sua Corte ed al
+suo governo. Tal fu l’intertenimento del restante di quella navigazione
+di diletto, intertenimento ornato dalle osservazioni di alcuni dotti
+sugli autori antichi e moderni, ed arricchito di massime di profonda
+politica e di sana morale dagli uomini di Stato, che introduceano il
+linguaggio della saggezza in mezzo ai propositi più leggieri della
+galanteria, necessariamente dominante in una Corte cui presedeva una
+femmina.
+
+Nel far ritorno al palagio, Elisabetta accettò, o a dir meglio scelse
+il braccio di Leicester per trasferirsi dalla grande gradinata che
+mettea al Tamigi sino alla porta situatale di rimpetto. Parve anzi di
+accorgersi al Leicester (non esamineremo qui se fosse un lusinghiero
+inganno della sua immaginazione, o verità) che in questo breve tragitto
+ella si appoggiasse a lui più di quanto il solo bisogno d’appoggiarsi
+il chiedea. Certamente, gli atti e i discorsi d’Elisabetta si
+accordarono in tutta quella mattina a fargli credere d’essere giunto
+ad un grado di favore oltre alla meta che avea fin allora toccato. La
+Regina, gli è vero, indirisse sovente con bontà la parola all’emulo
+di Leicester; ma quanto gli disse parea meno inspirato dal cuore, che
+necessaria conseguenza di un merito, cui la stessa Elisabetta non
+poteva non riconoscere nel conte di Sussex. Finalmente quanto ella
+disse di cortese al Sussex, nell’opinione de’ più destri cortigiani
+fu contrabbilanciato da un frizzo, che la Regina vibrò a questo
+personaggio, all’orecchio per altro di lady Derby: «M’accorgo essere
+l’alchimia più capace di prodigi ch’io non credeva: il conte di Sussex
+aveva il naso color di rame; vedetelo cambiato in oro.»
+
+Passò da un labbro ad un altro l’epigramma; e il conte di Leicester
+abbandonatosi al suo trionfo, siccome uomo che aveva per primo ed unico
+scopo d’ogni azione l’assicurarsi il favore della Sovrana, dimenticò
+nell’ebbrezza del momento l’imbarazzo e il pericolo dello stato in cui
+si trovava. È certamente comunque strano venga riguardato un modo tale
+di ragionare, ei pensava meno in allora ai rischi, cui lo esponeva
+il suo segreto maritaggio, che alle prove di bontà onde Elisabetta
+onorava a quando a quando il giovane Raleigh. Passeggeri, momentanei si
+mostravano questi lampi, ma ne era scopo un giovane degno per le sue
+forme di essere modello ad uno scultore, il cui spirito andava ornato
+della più accurata coltura, e che univa al valore le grazie ed i vezzi
+della galanteria.
+
+I cortigiani che avevano accompagnata la Regina a quella navigazione
+di diporto, vennero invitati a lauto banchetto, che per altro la
+Sovrana non onorò di sua presenza. Ragioni di etichetta non le fecero
+credere cosa conveniente l’intervenirvi, e si ritrasse come in simile
+circostanza era suo uso ad una mensa modesta e frugale insieme a due
+delle sue favorite. Levate le mense, tutta la Corte si unì di bel
+nuovo ne’ magnifici giardini del palagio, e fu camminando lungh’essi,
+allorchè la Regina domandò d’improvviso ad una dama di sua compagnia,
+che fosse divenuto del giovane cavalier _del mantello_.
+
+La lady Paget rispose averlo veduto pochi minuti prima, che da stare
+in piedi dinanzi alla finestra d’un padiglione posto sopra il Tamigi,
+scriveva alcune cose sopra d’un vetro, valendosi d’un diamante, che le
+descrisse qual foggia avesse di legatura.
+
+«Glielo donai io medesima, disse la Regina, come compenso del mantello
+guastato per mia cagione. Ma andiamo da quella parte, o Paget;
+sono curiosa di sapere quel ch’egli abbia scritto. Già comincio a
+conoscerlo. Egli possede ingegno acutissimo.»
+
+Entrambe si trasferirono al padiglione; e il giovinetto ne era poco
+distante siccome uccellatore che vegghia sulle reti tese da lui
+medesimo. La Regina s’accostò alla finestra dalla parte del vetro, su
+di cui Raleigh, valendosi del regio donativo, aveva scritto i seguenti
+versi.
+
+ »Arduo è il colle, ma mi alletta
+ »La vaghezza della vetta
+ »Avrò forza per salir?
+
+Sorrise la Regina, e li lesse due volte; la prima, ad alta voce, a lady
+Paget, la seconda a voce sommessa. «Non comincia male, (diss’ella, dopo
+aver meditato un minuto o due) ma non direbbesi che la Musa abbandonò
+quella giovane fantasia a mezzo cammino? Questa strofetta ne chiama
+un’altra a motivo dell’ultima rima. Sarebbe un atto di carità il
+terminare il lavoro. Che ne dite, lady Paget? Fate or prova del vostro
+ingegno poetico.»
+
+La lady Paget, consacratasi, fin cred’io dal suo nascere alla prosa, al
+di sopra di quante dame d’onore di regine sieno mai state, si protestò
+nell’assoluta impotenza di soccorrere il giovane poeta.
+
+«Converrà dunque che sacrifichi io stessa alle Muse,» disse Elisabetta.
+
+«Non vi può essere incenso che torni più aggradevole ad esse, soggiunse
+la Lady, nè può immaginarsi onor più grande per le divinità del
+Parnasso quanto...»
+
+«Zitto là! mia Paget, zitto là! Non commettete un sacrilegio contro
+le nove sorelle immortali. È vero, che vergini esse pure dovrebbero
+prestarsi favorevoli ad una Regina vergine; ma.... rileggiamo un poco
+questi versi.
+
+ »Arduo è il colle, ma mi alletta
+ »La vaghezza della vetta.
+ »Avrò forza per salir?
+
+«Non sapendo far di meglio questa risposta vi parrebbe adatta?
+
+ »Non commetterti ad imprese,
+ »Se il tuo cor le vie scoscese
+ »Bastan solo ad atterrir».
+
+La dama d’onore mandò un’esclamazione di gioia e di sorpresa in
+considerando la felicità delle due rime che si corrispondevano; e
+certamente ne furono applaudite altre assai meno felici, benchè non
+composte da autori coronati.
+
+Incoraggiata dal suffragio della lady Paget, la Regina prese un anello
+di diamanti, e scrivendo questa seconda strofetta sotto della prima,
+dicea: «Il nostro giovane poeta rimarrà ben sorpreso nel vedere
+terminata la sua arietta senza ch’egli abbia in ciò avuto parte».
+
+La Regina abbandonò il padiglione; ma ritraendosi a lenti passi girò
+più volte indietro la testa, onde vide il giovine Walter correre colla
+celerità d’una pavoncella verso il luogo da essa abbandonato. «La
+traccia della mia polvere ha preso fuoco diss’ella; è tutto quanto io
+voleva vedere»; e ridendo di tale incidente insieme con Milady, ritornò
+nel palagio raccomandandole di non raccontare a nessuno com’ella si
+fosse fatta soccorritrice del giovane poeta. La dama d’onore le promise
+un segreto inviolabile, ma con una restrizione mentale in favore del
+Leicester, al quale raccontò senza perder tempo questa storiella, non
+fatta a dir vero per metterlo di buon umore.
+
+Intanto il Raleigh che s’accostò, come dicemmo alla finestra, lesse con
+indicibile giubilo, e direm con ebbrezza questo incoraggiamento che
+la Regina concedeva alla sua ambizione, e coll’animo gonfio di gioia
+e di speranze, raggiunse il conte di Sussex, che stava per imbarcarsi
+insieme col suo corteggio.
+
+Il rispetto dovuto alla persona del Conte fece che nel tempo impiegato
+per giugnere a Say’s-Court non si motivasse veruna cosa sul ricevimento
+fattogli alla Corte; poichè questo, tutt’altro era che un trionfo per
+lui. Pervenuto al castello il Conte, estenuato così dallo stato suo
+valetudinario, come dalle fatiche di quella giornata, si ritirò nella
+sua stanza domandando di vedere Wayland, che lo aveva curato con sì
+buon esito. Ma Wayland non si trovava da nessuna parte; ed intanto
+che alcuni ufiziali ne andavano in cerca coll’impazienza propria ai
+militari e maledicendo questa sua lontananza, gli altri si fecero
+in gruppo attorno a Raleigh per congratularsegli della brillante
+prospettiva, che innanzi a lui dischiudevasi.
+
+Egli ebbe ciò nonostante assai discernimento e criterio per tacere
+il fatto più conchiudente, quello cioè della strofetta che la Regina
+aveva aggiunto alla prima da lui composta; ma altre circostanze già
+traspirate, palesavano chiaramente i progressi ottenuti da questo
+giovane nel favore di Elisabetta. E queste congratulazioni erano mosse
+in alcuni da vero sentimento di amicizia, in altri dalla speranza
+che la fortuna di Walter potrebbe accelerare la loro, nella maggior
+parte da una mescolanza d’entrambe le considerazioni, in tutti poi dal
+riguardo, che un favore conceduto ad un ufiziale del conte di Sussex
+diveniva trionfo per ognuno de’ suoi partigiani. Raleigh li ringraziò
+della mostratagli affezione, aggiugnendo però con addicevole modestia,
+che il buon successo d’un giorno non fa un favorito più di quello che
+una sola rondine faccia la primavera. Osservando nondimeno che le
+congratulazioni del Blount non si univano a quelle degli altri suoi
+colleghi, e trafittone alquanto, gli chiese con franchezza qual fosse
+in lui la cagione di tal contegno.
+
+«Mio caro Walter (gli rispose il Blount con franchezza uguale), io ti
+amo tanto quanto possano amarti questi parabolani di tuoi compagni,
+che ti stordiscono a furia di complimenti, perchè il sole ora sembra
+splendere alle tue finestre; ma io temo per te, Walter, temo per te (e
+in dir ciò si coperse gli occhi con una mano, quasi uomo atterrito).
+Alla Corte si fanno giuochi di molte spezie. La sete di piacere a
+donna avvenente, cambiò spesse volte in soldi le _corone_, e le
+corrispondenze rischiose hanno condotto più d’un capo sotto la scure.»
+
+Pronunziati tai detti, uscì dell’appartamento, intanto che Raleigh
+lo seguiva cogli sguardi, lasciando apparire tale espressione di
+fisonomia, che prometteva non sarebbe stato inutile sì fatto avviso.
+
+Entrò in tal momento Stanley, dicendo queste cose a Tressiliano:
+«Milord non fa che chiedere di Wayland, e questo Wayland è finalmente
+arrivato, ma non vuol portarsi dal Conte se prima non ha parlato con
+voi. All’aspetto si direbbe che il suo cervello ha sofferto; vorreste
+subitamente vederlo?»
+
+Tressiliano uscì nel medesimo istante; e fattosi venire alla presenza
+Wayland in un altro appartamento, maravigliò egli pure d’una sì
+sconcertata fisonomia.
+
+«Che avete voi dunque? gli chiese egli. Vedeste forse il diavolo?»
+
+«Peggio, Signore, cento volte peggio! Ho veduto un basilisco. Ringrazio
+Dio di essere stato io il primo, e ch’egli non vide me. Il malanno sarà
+minore.»
+
+«In nome del Cielo! spiegatevi: io non v’intendo.»
+
+«Ho veduto il mio antico padrone. Questa sera un nuovo amico che mi son
+procacciato in Londra mi ha condotto all’orologio del palazzo, pensando
+che sarei curioso di vedere questo lavoro; e alla finestra d’una
+torricella poco distante di lì ho riconosciuto il vecchio dottore.»
+
+«Ma siete poi sicuro di non esservi ingannato?»
+
+«Ingannato io! Oh! no no! Chi si è impresso una volta nella testa la
+fisonomia di quel briccone lo ravvisa fra un milione d’uomini. Egli
+si è ben travestito in un modo singolare; ma non può restar celato al
+mio sguardo com’io per grazia del Cielo sono in tempo di fuggire il
+suo, nè tenterò la Provvidenza col restargli in vicinanza. Lo stesso
+commediante Tarleton non avrebbe bastante abilità nel trasfigurarsi in
+modo, che Doboobie presto o tardi non lo ravvisasse. Fa d’uopo che io
+parta domani mattina. Dopo il modo onde costui ed io ci abbandonammo,
+sarei un uomo morto se respirassi in sua compagnia l’aria medesima.»
+
+«Ma il conte di Sussex!...»
+
+«Egli non corre più alcun pericolo, purchè per un certo tempo continui
+a prendere tutte le mattine a digiuno tanta porzione d’orvietano,
+quanto è la grossezza di una fava. Ma che ei badi a non ricadere.»
+
+«E come guarentirsene?»
+
+«Guarentirsene poi!... Vi vorranno le stesse cautele che
+s’adoprerebbero contro il diavolo in persona. Soprattutto ch’egli
+non mangi se non se carni d’animali ammazzati e cucinati dal suo
+proprio cuoco, e ch’egli non comperi mai droghe fuorchè da persone
+conosciute e sicure. Che inoltre lo scalco metta, egli stesso, in
+tavola le pietanze, e che l’intendente della casa di Milord le faccia
+assaggiare prima al cuoco quando le avrà preparate, poi allo scalco
+quando le metterà innanzi al padrone. Che il Conte rinunzi ai profumi,
+agli unguenti, alle pomate: ch’egli non beva nè mangi in compagnia
+di stranieri: che raddoppi di previdenze se va a Kenilworth; ch’egli
+faccia valere il pretesto della sua malattia e le ordinanze del suo
+medico per iscusare una regola di vivere sì stravagante.»
+
+«E quanto a voi Wayland, qual cosa divisate fare?»
+
+«Quanto a me, non ne so nulla. Rimanermi in Inghilterra, no certo.
+Andrò in Francia, nella Spagna, nell’Indie, a casa del diavolo se farà
+d’uopo, purchè mi trovi lontano da Doboobie, da Demetrio, in somma da
+questo sciagurato, qualunque poi sia il nome ch’egli abbia assunto oggi
+giorno.»
+
+«Ebbene! tutto ciò non arriva fuori di tempo. Ho una commissione da
+darvi per la contea di Berk, ma in un cantone affatto diverso da quello
+ove siete conosciuto; e prima ancora che fosse in voi tale motivo di
+allontanarvi di qui, io aveva già divisato d’inviarvi segretamente
+colà.»
+
+Non appena Wayland si mostrò pronto ad eseguire gli ordini di
+Tressiliano, questi conoscendo già l’altro istrutto di una parte
+de’ motivi, che avevano condotto lui, Tressiliano, alla Corte, non
+gliene tacque più alcuno, ed aggiunse i patti ch’egli avea concertati
+con Giles Gosling a Cumnor; e parimente le asserzioni che in quella
+mattina aveva sostenute alla reale udienza il Varney, e che il conte di
+Leicester aveva confermate.
+
+«Ben v’accorgete, soggiunse questi, nelle circostanze a cui mi trovo
+ridotto, quanto mi rilevi il vigilar da vicino ogni piè sospinto
+di cotesti uomini senza legge nè fede, parlo del Varney e de’ suoi
+complici Foster e Lambourne, e dicasi pur anco del conte di Leicester,
+che ho grave sospetto sia ingannatore anzi che ingannato in così
+orribil bisogna. Eccovi un anello che porrete nelle mani di Giles
+Gosling, siccome pegno che vi ho mandato a lui io medesimo, ed eccovi
+una somma d’oro, che sarà triplicata se mi servite con fedeltà. Itene
+dunque a Cumnor, e scandagliate tutto quanto ivi accade.»
+
+«Avrò piacer doppio nel prestarmi a tal cosa, rispose Wayland;
+primieramente perchè trattasi di servir _vostro Onore_, che dimostrò
+per me tanta bontà; in secondo luogo poi, per allontanarmi alla presta
+dal mio vecchio padrone, il quale, se non è il diavolo incarnato in
+persona, possede al certo tutte quante diaboliche prerogative abbiano
+mai disonorata l’umanità. Ch’ei però badi a non trovarsi meco. Io
+cerco ben di scansarlo; ma se si mettesse nell’animo d’inseguirmi, io
+mi rivolterò contra lui col furore che invade i tori salvatici della
+Scozia. Parto adunque sull’istante. L’_Onor vostro_ vuole degnarsi
+ordinare che si ponga la sella al mio cavallo? Io vado intanto per
+consegnare a Milord il mio orvietano, distribuito in convenienti dosi,
+e gli darò ad un tempo alcuni suggerimenti: indi la sicurezza per lui
+della vita si starà soltanto nelle cure, che ne avranno i suoi amici e
+i suoi servi. Egli non ha più nulla che temer del passato, ma vada ben
+guardingo sull’avvenire.»
+
+Nel partirsi da Tressiliano, Wayland andò a prendere l’ultimo congedo
+dal conte di Sussex, dandogli istruzioni sulla regola di vivere ch’ei
+doveva osservare per l’avvenire, e su le cautele da tenersi: indi prese
+il cammino di Cumnor senza aspettar la domane.
+
+
+ _Fine del secondo volume._
+
+
+
+
+NOTE:
+
+
+[1] Holyday, vuole dire in lingua Inglese _giorno di congedo_, o _di
+vacanza_.
+
+[2] Holyday significa ancora _giorno di festa_.
+
+[3] Moneta d’argento che a quei giorni correva nella Scozia e
+nell’Inghilterra.
+
+[4] Nomi poetici, che a quanto è credibile, davano questi due colti
+giovani nelle ballate, che componevano in lode delle loro amanti.
+
+[5] Il titolo di _Signoria_ era anche più che quello di _Onore_, e
+davasi ai Lordi ed al membri del Parlamento.
+
+[6] _Per la morte di Dio_, esclamazione cui erasi assuefatta la regina
+Elisabetta, siccome Enrico IV di Francia all’altra _Ventresaingris_.
+
+[7] Certe citazioni di passi scritturali, siccome certe esclamazioni o
+modi di giuramento posti nella bocca di un Sovrano, moverebbero le risa
+ai dì nostri. Ma è necessario che il leggitore si riferisca colla mente
+ai tempi, cui questo stesso romanzo si riferisce.
+
+[8] Il palagio di Greenwich veramente fu convertito in ospedale pe’
+marinai sotto il regno di Guglielmo e di Maria, ed accresciuto indi di
+molte fabbriche.
+
+[9] È quasi inutile l’avvertire che questi _Sir_, e questi _Lordi_ non
+sono se non se orsi e cani.
+
+[10] Così il Shakespeare chiamava quelle sue Tragedie che erano tolte
+dalla storia dell’Inghilterra.
+
+[11] Ciò ne dà a divedere qual fosse allora il gusto della declamazione
+in Inghilterra. In Italia almeno, e ai dì nostri, benchè molto scarsi
+di buoni attori, non troviamo però buona declamazione quella che a
+costo della naturalezza ci fa troppo conoscere la giustezza dei versi.
+Il sommo Astigiano ne ha anzi arricchiti d’una poesia che serbando
+tutta la sublimità essenziale al verso sciolto, aiuta chi lo recita a
+nasconderne la misura.
+
+
+
+
+
+Nota del Trascrittore
+
+Ortografia e punteggiatura originali sono state mantenute, correggendo
+senza annotazione minimi errori tipografici.
+
+*** END OF THE PROJECT GUTENBERG EBOOK 79030 ***
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+ <title>Kenilworth, vol. 2 | Project Gutenberg</title>
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+<body>
+<div style='text-align:center'>*** START OF THE PROJECT GUTENBERG EBOOK 79030 ***</div>
+
+
+<div class="booktitle">
+<h1>
+KENILWORTH
+<span class="smaller">TOMO SECONDO.</span>
+</h1>
+</div>
+
+<hr class="silver">
+
+<div class="titlepage">
+<p class="main-t">
+KENILWORTH
+</p>
+
+<p class="pad2 x-small">
+DI
+</p>
+
+<p class="pad1 x-large">
+WALTER SCOTT
+</p>
+
+<p class="pad2 small">
+VOLGARIZZATO
+</p>
+
+<p class="pad1 small">
+DAL</p>
+
+<p>
+<i>Professore</i> <span class="large">Gaetano Barbieri</span>.
+</p>
+
+<div class="poem-container">
+<div class="poem inl"><div class="stanza">
+<p class="i01">»E beltade e virtù, congiunte al paro</p>
+<p class="i01">»L’eccelsa figlia di Tudor fregiaro;</p>
+<p class="i01">»Tremi chi nanti a noi con felli accenti</p>
+<p class="i01">»L’augusto nome lacerar s’attenti</p>
+<p class="i12"> <span class="smcap">Il Critico</span>.</p>
+</div></div>
+</div>
+
+<p>
+TOMO SECONDO.
+</p>
+
+<p class="pad2">
+<span class="large g">NAPOLI</span>,<br>
+<span class="smcap">Presso R. MAROTTA e VANSPANDOCH.</span><br>
+1825.
+</p>
+</div>
+
+<hr class="silver">
+
+<div class="chapter">
+<p>
+<span class="pagenum" id="Page_5">[5]</span>
+</p>
+
+<p class="title">
+KENILWORTH.
+</p>
+
+<h2 class="nosp">CAPITOLO PRIMO.</h2>
+</div>
+
+<div class="poem-container">
+<div class="poem inl"><div class="stanza">
+<p class="i01">«Qui ei pose sua fucina,</p>
+<p class="i01">»Nè aspettar suol la mattina</p>
+<p class="i01">»Per menar con braccia ignude</p>
+<p class="i01">»Aspri colpi sull’incude.</p>
+<p class="i01">»Quelle stanze dell’Averno</p>
+<p class="i01">»Buio ingombra un fumo eterno,</p>
+<p class="i01">»Che mal rompon le scintille,</p>
+<p class="i01">»Benchè svolte a mille a mille</p>
+<p class="i01">»Fuor del ferro ripercosso,</p>
+<p class="i01">»E le vampe che il fan rosso.»</p>
+<p class="i10"> <i>Gay</i>.</p>
+</div></div>
+</div>
+
+<p>
+Tressiliano, non meno di Giles Gosling,
+avea riconosciuto essere cosa comandata
+dalla prudenza il non farsi vedere
+ne’ dintorni di Cumnor da coloro che
+il caso avesse fatto uscire di letto avanti
+giorno. Perciò quell’ostiere gli aveva indicata
+una via composta di sentieri,
+e strade di traverso, cui dovea tenersi
+successivamente, la quale via s’egli avesse
+al giusto seguita, si sarebbe infine
+trovato sulla strada maestra di Marlborough.
+</p>
+
+<p>
+Ma, simili ad un altro genere di consigli
+<span class="pagenum" id="Page_6">[6]</span>
+dati dal Gosling, tali istruzioni erano
+più facili da fornirsi, che da mettersi
+in pratica; onde le frequenti tortuosità
+del cammino, l’oscurità della notte, la
+niuna conoscenza che Tressiliano aveva
+del paese, e le considerazioni malinconiche,
+lo sviarono sì fattamente, che l’aurora
+lo trovò non più innoltrato che nella
+valle di White-Horse, luogo memorabile
+per una vittoria ivi un dì riportata contra
+i Danesi. Arrivato a quel punto, si accorse
+che il suo cavallo avea sferrato un
+piede dinanzi, accidente che rendendo
+zoppo il corridore, minacciava ritardo a
+chi lo saliva. Prima cura di Tressiliano
+fu il domandare a due contadini, che si
+trasferivano ai loro lavori, ove potrebbe
+trovare un maniscalco, ma n’ebbe tai confuse
+risposte che nol soddisfecero in modo
+alcuno. Sollecito di alleviare il suo
+cavallo quanto il potea, scese a terra,
+e lo condusse a mano verso certo casale,
+ove sperava trovare un fabbro, del cui
+soccorso non potea più far di meno.
+Giunse colà per un cammino stretto, pieno
+di loto e di rotaie, nè vi trovò che
+alcune miserabili capanne, e alla porta
+di esse due o tre contadini in atto di
+accignersi ai loro lavori. L’esterno di
+costoro corrispondeva a quello delle loro
+abitazioni. Nondimeno una di tali capanne
+<span class="pagenum" id="Page_7">[7]</span>
+pareva in migliore stato, ed una vecchia
+che ne scopava l’ingresso, aveva una
+presenza men ributtante, che non gli altri
+suoi confinanti. Avvicinatosi a lei
+Tressiliano, le ripetè la domanda, che
+per più riprese ed invano aveva fatto
+a diversi di que’ contadini.
+</p>
+
+<p>
+«Un maniscalco! (sclamò la vecchia,
+e nel guardarlo fece una fisonomia poco
+meno che di spaventata). Se vi è, dite,
+un maniscalco? Vi è certamente. Ma che
+cosa volete dal maniscalco?»
+</p>
+
+<p>
+«Che ferri il mio cavallo. Non vedete
+mia buona donna, che ha perduto un
+ferro?»
+</p>
+
+<p>
+«Signor Holyday (si fece a gridare
+la vecchia senza darsi pensiero di rispondere
+a Tressiliano). Sig. Erasmo Holyday,
+venite qui, di grazia, fate presto.»
+</p>
+
+<p>
+«<i>Favete linguis</i> (rispose una voce che
+veniva dall’interno). Io mi trovo al punto
+più importante degli studii della mattina,
+e non li posso abbandonare.»
+</p>
+
+<p>
+«Bisognerà bene che veniate, sig. Holyday.
+È qui un viaggiatore, che domanda
+ov’e la dimora del maniscalco
+Wayland, e non voglio essere io quella
+che gl’insegni la strada di andare a casa
+del diavolo. Il suo cavallo è sferrato.»
+</p>
+
+<p>
+«<i>Quid mihi cum caballo?</i> rispose la
+medesima voce. Guardate! Non credo
+<span class="pagenum" id="Page_8">[8]</span>
+vi sia che un uomo dotto in tutto il cantone,
+e non si ha da poter ferrare un
+cavallo senza di lui!»
+</p>
+
+<p>
+Nondimeno nel terminare queste parole,
+l’onesto pedagogo si lasciò vedere;
+ed il solo suo abito bastava a far conoscere
+l’arte ch’ei professava. Ad un corpo
+lungo, magro, e curvato ad uso di
+volta, sovrastava un capo coperto di lunghi
+capelli neri, che incominciavano a
+volgere al grigio. I lineamenti del volto
+avean l’impronta di un abituale esercizio
+d’autorità, impronta, che senza dubbio
+Dionigi porto seco allorchè discese
+dal trono per andare a fare il maestro
+di scuola, e passata poi a titolo di legato
+sulle teste di tutti quelli, che gli
+succedettero in tal professione. Dell’abbigliamento
+di costui non vedevasi che
+una lunga sottana di traliccio nero, stretta
+da un cinturino di cuoio dello stesso
+colore, dalla quale pendea in luogo di
+sciabola un lungo calamaio da scuola. Il
+suo staffile si mostrava dall’altra parte a
+guisa di frusta d’Arlecchino. Teneva
+fra le mani un volume tutto sfasciato,
+ch’era quello su di cui stava meditando
+nella sua stanza.
+</p>
+
+<p>
+Nel vedere un uomo del portamento
+nobile di Tressiliano, su di che, il pedagogo
+poteva intendersene meglio degli
+<span class="pagenum" id="Page_9">[9]</span>
+altri abitanti di quel miserabile paese,
+si levò la berretta e il salutò in questa
+foggia: <i>salve domine. Intelligis ne linguam
+latinam?</i> Tressiliano volle far prova
+del suo sapere, e sì gli rispose: <i>Latinae
+linguae haud penitus ignarus, venia
+tua, domine eruditissime, vernaculam
+libentius loquar.</i>
+</p>
+
+<p>
+Tale risposta in latino produsse sul
+maestro di scuola l’effetto medesimo, che,
+a quanto si dice, opera il segno dei franchi
+muratori sui fratelli della mestola.
+Il prese tosto grande sollecitudine in verso
+il dotto viaggiatore, ed ascoltò con molta
+attenzione la storia del suo cavallo sferrato;
+poi gli si fece a dire in tuono solenne:
+«Ella potrebbe sembrare semplicissima
+cosa, <i>doctissime domine</i>, il dirvi
+che distante un miglio incirca <i>ab hoc tugurio</i>,
+avvi il migliore <i>faber ferrarius</i>,
+il più abile maniscalco, che abbia unqua
+ferrato cavallo. Che se tal linguaggio
+io mi tenessi con voi, ardisco dire
+che sareste <i>voti compos</i> o, come si spiega
+l’uomo volgare, all’apice de’ vostri
+voti.»
+</p>
+
+<p>
+«Almeno, disse Tressiliano, avrò una
+risposta confacevole alla mia interrogazione,
+cosa che non par tanto facile in
+questo paese.»
+</p>
+
+<p>
+«Veramente, soggiunse la vecchia,
+<span class="pagenum" id="Page_10">[10]</span>
+vi è sempre tempo per mandare un’anima
+peccatrice a trovare Belzebù; che
+torna lo stesso coll’insegnare ad una
+creatura vivente la dimora di Wayland.»
+</p>
+
+<p>
+«Zitto, mia cara Gammer Sludge, la
+interruppe il pedagogo, zitto. <i>Curetur
+ientaculum</i>, e badate piuttosto a non
+lasciare il frumento nel latte, che sta
+cocendosi. Dovete por mente che questo
+gentiluomo non è una delle vostre commari.»
+Poi volgendosi a Tressiliano:
+«Dunque, mio signore, voi vi chiamereste
+<i>bis terque felix</i>, s’io v’insegnassi
+ove sta questo maniscalco?»
+</p>
+
+<p>
+«Se non <i>bis terque felix</i>, avrei almeno
+ciò che ora mi manca; cioè un
+cavallo capace di condurmi sino alla fine
+del mio viaggio, e <i>fuor di gittata della
+vostra erudizione</i>» disse solo in animo
+suo queste ultime parole.
+</p>
+
+<p>
+«<i>O caeca mens mortalium!</i> sclamò
+quel dottor di campagna. Sapete voi al
+giusto quello che vi domandate? Disse
+pur bene Giovenale: <i>Numinibus vota
+exaudita malignis!</i>»
+</p>
+
+<p>
+«Signore, soggiunse Tressiliano, la
+vostra erudizione è tanto al di sopra della
+mia intelligenza, che vi prego scusarmi,
+se vado a procacciarmi in altra parte indizii
+per me più facili da comprendersi.»
+</p>
+
+<p>
+«Ecco come tutti gli uomini son fatti!
+<span class="pagenum" id="Page_11">[11]</span>
+Fuggono da chi li vuole instruire. Quintiliano
+disse con verità....»
+</p>
+
+<p>
+«Vi prego, signore, non disturbiamo
+il riposo di questo illustre Romano, e
+ditemi se la vostra sapienza degnerà discendere
+alla mia pochezza tanto d’informarmi,
+s’io potrò qui trovare qualche
+albergo per far ristorare il mio cavallo
+finchè lo abbian ferrato.»
+</p>
+
+<p>
+«Questa cosa sarà molto facile, o signore,
+perchè comunque in questo povero
+villaggio, <i>nostra paupera regna</i>,
+non si trovi ciò che chiamasi <i>hospitium</i>
+in forma, pure avendo voi qualche cognizione,
+o almeno tintura di lettere,
+impiegherò il mio credito presso la padrona
+di casa, perchè ella vi somministri
+una scodella d’ottimo frumento cotto
+nel latte, nudrimento sanissimo, di
+cui nessun autore latino parlò. Quanto
+al vostro cavallo, verrà messo nella stalla,
+e gli si appresterà un fascio del miglior
+fieno, di cui la nostra buona Sludge va
+provveduta a dovizia, e provveduta tanto,
+che la sua vacca vi si seppellisce
+dentro fino alle corna; onde potrebbe
+dirsi <i>foenum habet in cornu</i>. Che se vi
+piace impartirmi l’onore della vostra compagnia
+per far colezione, il banchetto
+non vi costerà nulla, <i>ne semissem quidem</i>,
+poichè la nostra Gammer Sludge mi ha
+<span class="pagenum" id="Page_12">[12]</span>
+grandi obbligazioni per le cure datemi
+ad allevare il suo unico erede, Dick,
+<i>vel</i> Riccardo, fanciullo che dà grandi
+speranze, ed al quale felicemente ho
+fatto far tutto il viaggio per traverso agli
+elementi della lingua latina.»
+</p>
+
+<p>
+«Che Dio ve ne renda quel merito
+che non potrò io, sig. Holyday, disse
+allora la vecchia; e quanto a questo degno
+gentiluomo, se vuole accettare la nostra
+colezione, questa comparirà sulla
+tavola in un batter d’occhio. Non ho poi
+l’anima così vile da pretendere nemmeno
+un soldo per aver dato da colezione
+ad un uomo e ad una bestia.»
+</p>
+
+<p>
+Pensando allo stato in cui trovavasi il
+suo cavallo, Tressiliano non credè poter
+far nulla di meglio dell’accettare un
+invito offertogli con tanta dottrina per
+una parte, per l’altra con tanta ospitalità.
+Il prese anche lusinga, che quando
+il buon pedagogo sarebbe una volta
+sazio di sfoggiare la sua sapienza, gl’indicherebbe
+finalmente la dimora di questo
+sospirato maniscalco. Entrò dunque
+nella capanna, e postosi a tavola con
+Erasmo Holyday, prese la sua parte di
+frumento cotto nel latte, e ascoltò per
+buona mezz’ora il dotto racconto, che
+il maestro gli fece dell’intera sua vita;
+senza che mai capitasse a Tressiliano il
+<span class="pagenum" id="Page_13">[13]</span>
+momento di trarre il discorso sulla cosa
+per lui più importante. Il lettore ne avrà
+per iscusati se non teniamo dietro al
+sapiente personaggio in tutte le particolarità
+di cui presentò Tressiliano, e se
+ci limitiamo ad offerirgliene il seguente
+epilogo.
+</p>
+
+<p>
+Il nostro maestro era nato in Hogsnorton,
+paese, ove, giusta un proverbio popolare,
+i porci sonano l’organo; ed egli
+interpretava allegoricamente un tale proverbio,
+che secondo lui si riferiva ai porci
+di Epicuro, fra i quali Orazio si
+dava vanto di annoverarsi. Il nome d’Erasmo
+gli veniva in parte dall’avere avuto
+per padre il figlio di una celebre lavandaia,
+la quale teneva cura della biancheria
+di quel sommo filosofo che portava
+lo stesso nome, e ciò per tutto il
+tempo ch’egli rimase ad Oxford; impiego
+per vero dire non privo di difficoltà,
+perchè il ridetto sapiente non aveva
+al suo comando che due camicie, l’una
+delle quali, al dire della stessa lavandaia,
+sospirava il momento che l’altra
+fosse imbianchita. Il sig. Holyday andava
+superbo di possedere ancora gli avanzi
+di una di queste camicie, che la sua nonna
+si era appropriata per pareggiare l’ultimo
+conto. Ma il nostro Holyday credeva
+che una cagione ben più possente,
+<span class="pagenum" id="Page_14">[14]</span>
+e più rilevante avesse regolata la scelta
+del nome datogli di Erasmo. Ed era questa
+cagione un segreto presentimento venuto
+nella madre del fanciullo, quando
+lo portavano al battesimo, ch’egli possedesse
+cioè un genio segreto, per cui la
+sua fama un dì sorgerebbe a pari con
+quella del celebre Olandese.
+</p>
+
+<p>
+Il predicato di maestro di scuola, che
+univasi nell’Holyday, trasse costui ad
+una dissertazione anche più lunga, che
+non fu quella instituita sul nome battesimale.
+Egli inclinava a credere, che portava
+questo nome di Holyday, <i>quasi lucus
+a non lucendo</i>, perchè dava poche
+vacanze alla sua scolaresca&#8205;<a class="tag" id="tag1" href="#note1">[1]</a>. «Egli è
+in tal modo, diceva egli, che il maestro
+di scuola vien nominato dagli autori classici
+<i>ludi magister</i>, perchè non permette
+il giocare ai ragazzi, che gli son confidati.»
+Pensava poi ancora, che a tal nome
+si potesse dare un’altra interpretazione,
+e supporre si riferisse ad una prerogativa,
+ch’ei dicea possedere in grado
+eminente, e ch’egli sfoggiava ogni qualvolta
+accadea ordinare giochi scenici, danze,
+o altri divertimenti d’un giorno
+<span class="pagenum" id="Page_15">[15]</span>
+festivo&#8205;<a class="tag" id="tag2" href="#note2">[2]</a>. E di questa abilità, a suo
+dire aveva fatto prova alla presenza di
+personaggi d’altissimo riguardo, così in
+provincia, come alla corte, e soprattutto
+dinanzi al nobile conte di Leicester.
+</p>
+
+<p>
+«E benchè sembri, soggiunse egli,
+che questo personaggio m’abbia ora posto
+in dimenticanza, attesi i suoi grandi
+affari, non ho minor sicurezza che se
+dovesse ordinare qualche festa per ricreare
+sua Maestà, si vedrebbe più d’un
+cavaliere, mandato da lui a rintracciare
+l’umile capanna di Erasmo Holyday. Intanto,
+<i>contentus parvo</i>, ascolto i miei
+allievi che vanno declinando i nomi e
+coniugando i verbi, e passo il tempo
+che mi rimane col soccorso delle muse.
+E mi credo tanto beato che ho sempre
+sottoscritto la mia corrispondenza coi dotti
+stranieri, <i>Erasmus ab die fausto</i>, e
+per questo titolo ho goduto della considerazione
+dovuta ai sapienti; e vi dirò
+di più che l’erudito Diedrich Bucherscochio
+ha dedicato <i>Erasmo ab die fausto</i>
+il suo Trattato sulla lettera greca <i>Tau</i>.
+In somma, o signore, io fui sempre un
+uomo felice e distinto.»
+</p>
+
+<p>
+<span class="pagenum" id="Page_16">[16]</span>
+</p>
+
+<p>
+«Possiate lungamente godere di questa
+medesima felicità, disse Tressiliano;
+ma permettete ch’io mi valga dell’istesso
+vostro dotto linguaggio, e vi chieda <i>quid
+hoc ad Iphycli boves</i>? Qual corrispondenza
+ha tutto ciò con un cavallo sferrato?»
+</p>
+
+<p>
+«<i>Festina lente:</i> noi verremo anche a
+questo. Dovete sapete, che, due o tre
+anni fa, capitò in questi dintorni un
+uomo, il quale davasi il nome di dottore
+Doboobie, benchè probabilmente non
+sia stato mai neppure <i>magister artium</i>,
+a meno che non fosse stato creato dottore
+per la grazia di un ventre affamato.
+O se costui aveva qualche grado nelle
+scienze, glielo conferì il diavolo, perchè
+era un uomo furbo, e che praticava
+ciò, che i volgari chiamano <i>magia bianca</i>.
+M’accorgo, signore, che vi date
+alla impazienza: voi divenite <i>impatiens
+morae</i>. Ma se un uomo non vi racconta
+una storia alla sua usanza, qual mallevadore
+avete voi che la possa raccontare
+alla vostra?»
+</p>
+
+<p>
+«Ebbene, signore, raccontatela come
+volete; fate solamente che non sia tanto
+lunga, perchè il tempo stringe.»
+</p>
+
+<p>
+«Io non vi starò dunque a dire (ripigliò
+l’Holyday con una costanza invariabile
+il suo discorso) non vi starò a
+<span class="pagenum" id="Page_17">[17]</span>
+dire che questo Demetrio (si faceva egli
+dare tal nome nei paesi stranieri ove andava)
+fosse veramente uno stregone, ma
+è certo che si dava per iniziato all’ordine
+mistico dei Rosa-croce, e per un
+discepolo del Geber, <i>ex nomine cuius venit
+verbum vernaculum</i> gabeur. Costui
+guariva le ferite compiendo certi lavori
+sullo strumento istesso che le avea fatte;
+dava la buona ventura per via della
+Chiromanzia; non aveva d’uopo che d’un
+setaccio per discoprire le cose rubate;
+sapeva raccogliere la semenza di felce
+maschia, fornita della virtù di rendere
+invisibili gli uomini; pretendeva di essere
+al momento di trovare la panacea
+universale, e possedea l’arte di convertire
+il piombo di buona qualità in argento,
+però di bassa lega.»
+</p>
+
+<p>
+«O in altri termini, disse Tressiliano,
+era un ciarlatano, un impostore.
+Ma tutto questo che cosa ha di comune
+col mio cavallo, e col ferro che gli manca?»
+</p>
+
+<p>
+«Con un poco di pazienza lo saprete
+subito, rispose il prolisso nostro erudito.
+Pazienza dunque, o mio signore! la qual
+parola, al dire di Marco Tullio Cicerone
+significa <i>difficilium rerum diurna perpessio</i>.
+Il detto Demetrio Doboobie pertanto,
+dopo avere stordito il popolo, cominciò
+<span class="pagenum" id="Page_18">[18]</span>
+a pompeggiare <i>inter magnates</i>,
+in mezzo ai gran signori, ed è verisimile
+che si sarebbe grandemente innalzato,
+se, stando ad una tradizione volgare
+di cui non posso guarentire l’autenticità,
+il diavolo non fosse un giorno
+venuto per la ricuperazione de’ suoi
+possedimenti, trasportandosi seco Demetrio,
+di cui da quel tempo non si è più
+mai inteso parlare. Eccoci ora alla <i>medulla</i>,
+al midollo della mia storia. Questo
+dottore Doboobie aveva un servo,
+uno di quei poveri diavoli, che si chiamano:
+<i>Giovanni-fa-tutto</i>; lo adoperava
+egli ad accendere i suoi fornelli, a misurar
+le sue droghe, a mescolare insieme,
+a descrivere i circoli, ad accarezzare i
+suoi pazienti <i>et sic de caeteris</i>. Ebbene!
+Il dottore essendo sparito d’una maniera
+tanto straordinaria, d’una maniera
+che impresse terrore per ogni dove
+del contado, il superstite <i>Fa-tutto</i> fu
+preso dalla fantasia di esclamare col nostro
+amico Virgilio: <i>Uno avulso non deficit
+alter</i>. E come fa un giovine di mercante,
+che divien capo della bottega,
+accadendo o la morte del suo padrone,
+o che questi dismetta il commercio, Wayland,
+(vero nome del nostro <i>Fa-tutto</i>)
+assunse il risicoso mestiere del suo principale.
+È vero che il mondo è generalmente
+<span class="pagenum" id="Page_19">[19]</span>
+propenso a prestar fede ai discorsi
+di quei millantatori, i quali prendendo
+il titolo di dottori di medicina, e
+pompeggiando di scienza presa ad imprestito,
+non sono in sostanza fuorchè saltimbanchi
+e ciarlatani. Ma il povero Wayland
+non aveva tanta abilità per buttar
+polvere negli occhi alla gente; onde
+non v’era un rustico che non gli volgesse,
+travestendoli in sua favella, questi
+versi di Persio:
+</p>
+
+<div class="poem"><div class="stanza">
+<p class="i01">«<i>Diluis helleborum, certo compescere puncto</i></p>
+<p class="i01">«<i>Nescius examen? Vetat hoc natura medendi</i>.»</p>
+</div></div>
+
+<p>
+I quali versi, mia buona Gammer Sludge,
+vogliono dire: <i>tu ti frammetti in
+preparar droghe, tu che non sai in qual
+dose debbano entrare nella tua pozione.
+Il Dio della medicina te lo divieta</i>. Aggiugnete,
+o signore, che il cattivo nome
+del suo padrone, il fine straordinario e
+sospetto che costui avea fatto, o almeno
+il subitaneo suo scomparire, faceano
+sì, che nessuno, eccetto coloro
+che non credono nulla nè in questo
+mondo nè nell’altro, nessuno, dico, andasse
+a chiedere pareri al successore di
+Demetrio. E sarebb’egli probabilmente
+morto di fame, se il demonio, che gli
+si è messo a’ fianchi dopo la morte, o
+sparizione, o partenza, come volete chiamarla,
+del dottore, non gli avesse inspirato
+<span class="pagenum" id="Page_20">[20]</span>
+un nuovo espediente. Sia che costui
+debba al diavolo tal cognizione, sia
+che l’abbia imparata in giovinezza, egli
+ferra i cavalli meglio che nol faccia il
+primo maniscalco dell’Inghilterra. Laonde
+rinunziando alla cura de’ bipedi, di
+quegli animali forniti sol di due gambe,
+e privi di penne, che i volgari chiamano genere
+umano, si limita ora al mestiere
+di maniscalco.»
+</p>
+
+<p>
+«Oh! ci siamo finalmente! sclamò
+Tressiliano. E ferra egli veramente a
+dovere i cavalli? Ove alloggia? Indicatemi
+sul momento la sua dimora.»
+</p>
+
+<p>
+«<i>Oh caeca mens mortalium!</i> ho già
+adoperata un’altra volta questa citazione,
+ma cerco invano in tutti gli autori
+classici un passo capace di fermare
+chi vuol correre al suo precipizio. — Ascoltate
+quai patti quest’uomo mette
+al suo lavoro prima di risolvervi a correre
+il rischio di fidarvi a lui.»
+</p>
+
+<p>
+«Nessuno gli paga il danaro della sua
+opera» non potè starsi dal dire la vecchia,
+che rimaneva a bocca aperta, e
+cogli occhi fisi sul maestro, beandosi
+ad ogni parola ch’ei pronunziava. Ma
+questa interrogazione non andò al verso
+del dotto Holyday più di quanto gli fossero
+piaciute tutte l’altre interrogazioni
+che il viaggiatore gli fece sopportare.
+</p>
+
+<p>
+<span class="pagenum" id="Page_21">[21]</span>
+</p>
+
+<p>
+«Zitto là! Gammer Sludge, sclamò
+egli, <i>sufflamina</i>. Tocca a me lo spiegare
+per intero come sta la cosa al rispettabile
+nostro ospite. Questa buona
+donna non ha mentito, o signore. Non
+può dirsi, che questo <i>faber ferrarius</i>,
+altrimenti detto maniscalco, riceva danaro
+dalle mani di nessuno.»
+</p>
+
+<p>
+«Ed è sempre più una prova, che
+egli ha patto col diavolo, interruppe
+nuovamente la vecchia; perchè non vi
+fu mai buon cristiano che ricusasse la
+mercede dell’opera prestata.»
+</p>
+
+<p>
+«Anche questa volta la buona donna
+ha toccato il punto, disse il pedagogo:
+<i>rem acu tetigit</i>. Egli è verissimo, che
+Wayland non prende danaro, perchè
+non vuole nemmeno che nessuno lo veda.»
+</p>
+
+<p>
+«Ma come fa, e come può essere,
+sclamò Tressiliano, che un pazzo, perchè
+come tale soltanto io lo riguardo,
+s’intenda del suo mestiere?»
+</p>
+
+<p>
+«Qui poi, o signore, bisogna far giustizia
+al diavolo. <i>Mulciber</i>, e tutti i suoi
+Ciclopi non potrebbero intendersene meglio.
+Ma non per questo sarà mai cosa
+d’uomo saggio il prevalersi dell’opera
+o del consiglio d’un tristo, collegato evidentemente
+coll’autore di tutti i mali.»
+</p>
+
+<p>
+«Eppure voglio correre questo rischio,
+sig. Holyday, e poichè il mio cavallo
+<span class="pagenum" id="Page_22">[22]</span>
+avrà a quest’ora finito di mangiare la
+sua biada, non mi rimane che ringraziarvi
+della buona accoglienza fattami,
+e pregarvi ad un tempo che m’indichiate
+la dimora di quest’uomo, ond’io
+possa continuare il mio cammino.»
+</p>
+
+<p>
+«<i>Do manus</i>. Acconsento, chiamando però
+in testimonio l’Universo, che vi ho
+pienamente avvertito del pericolo cui vi
+esponete bazzicando in tal foggia con Satanasso.
+Non vi ci condurrò già io medesimo,
+ma vi darò per guida il mio
+allievo, il piccolo Riccardo. <i>Ricarde,
+adsis, nebulo</i>.»
+</p>
+
+<p>
+«Con vostra buona licenza, non ne
+farete niente, gridò tosto la vecchia. Mettete
+la vostr’anima in pericolo, se ciò
+vi dà gusto; ma il piccolo Dick non si
+frammetterà in questo negozio. Mi par
+fin impossibile, mio caro sig. Holyday,
+che un uomo, quale vi siete, sogni solamente
+di dar sì fatto incarico al vostro
+scolaro.»
+</p>
+
+<p>
+«Ponete mente, mia cara Gammer
+Sludge, disse il maestro, che Riccardo
+non farà altra cosa, fuorchè salire sulla
+cima della collina, e indicare col dito a
+questo degno forestiere il luogo ove dee
+trasferirsi. E poi non può accadergli
+nessun sinistro, perchè questa mattina
+ha letto a digiuno un capitolo dei Settanta,
+<span class="pagenum" id="Page_23">[23]</span>
+e recitata la sua lezione del Nuovo
+Testamento Greco.»
+</p>
+
+<p>
+«È anche vero, soggiunse la nonna,
+che gli ho cucito entro il collare della
+sua camiciuola un ramiscello dell’olmo
+contro le streghe, e lo feci fin da quando
+questo maledetto incantatore cominciò
+ad operar sortilegi sugli uomini e sulle
+bestie».
+</p>
+
+<p>
+«E poichè va spesso per suo diporto
+a vederlo, come almeno ne ho grande
+sospetto, aggiunse il maestro, può bene
+per una volta avvicinarsi alla sua casa
+per far servigio ad un viaggiatore. Dunque
+<i>Heus, Ricarde adsis, quaeso, mi
+didascale</i>.»
+</p>
+
+<p>
+L’allievo uditosi chiamare con voce
+sì caricata, comparve nella stanza. Al
+vederne la statura, non gli si sarebbero
+dati che dodici o tredici anni, benchè
+ne avesse probabilmente due di più.
+Goffa ne era l’andatura, disavvenenti
+le forme, mal fatto il corpo; pure nella
+fisonomia mostrava spirito, o piuttosto
+malignità. Avea capelli rossi e mal composti,
+un naso stiacciato, un mento fatto
+a galoscia, due occhi grigi che pareano
+forati con un succhiello, e che senza
+potersi dir loschi, mandavano raggi
+alquanto obbliqui, onde non era facile
+guardarlo in volto senza esser preso da
+<span class="pagenum" id="Page_24">[24]</span>
+voglia di ridere. Per compiere questa
+pittura ed accrescerle vezzo, Gammer
+Sludge se lo strinse fra le braccia, chiamandolo
+perla di beltà, e colmandolo di
+carezze, alle quali egli non corrispondeva
+meglio che col cercar di sottrarsene.
+</p>
+
+<p>
+«<i>Ricarde</i>, gli disse il precettore, fa
+d’uopo che vi portiate sull’istante, cioè
+<i>protinus</i>, sulla cima della collina per
+indicare a questo signore la fucina del
+maniscalco Wayland.»
+</p>
+
+<p>
+«Qual bella commissione che mi date!
+(rispose quel ragazzo, esprimendosi con
+maggiore aggiustatezza che non ne avrebbe
+aspettata da lui Tressiliano). Chi vi
+giura poi ch’io ritorni, e che il diavolo
+non mi porti via?»
+</p>
+
+<p>
+«Sicuramente, sclamò la vecchia, e
+voi avreste dovuto pensarci più d’una
+volta, sig. Holyday, prima di appoggiare
+un tale incarico al mio Beniamino. È
+questo il modo che mi contraccambiate
+perchè vi do vitto e vestito?»
+</p>
+
+<p>
+«<i>Nugae</i>, Gammer Sludge; mi fo mallevadore
+che Satanasso, se pur Satanasso
+entra in questa faccenda, non gli tocca
+solamente uno de’ suoi capelli. Egli è in
+grado di ripetere il <i>Pater noster</i> al pari
+di chiunque altro, e può scongiurare il
+demonio in latino: <i>Eumenidum stygiumque
+nefas.....</i>»
+</p>
+
+<p>
+<span class="pagenum" id="Page_25">[25]</span>
+</p>
+
+<p>
+«Ed ho cucito, aggiunse la vecchia,
+nella manica del suo vestito alcune foglie
+di frassino di montagna, ciò che
+vale più di tutto il vostro latino; ma
+non v’è bisogno per questo di andare
+a cercare il diavolo, nè i suoi colleghi.»
+</p>
+
+<p>
+«Mio buon giovinetto (disse allora
+Tressiliano, cui parve leggere nella fisonomia
+di quel ragazzo molta propensione
+a far piuttosto la volontà propria che
+quella di nessuno), io vi donerò un <i>groat</i>
+d’argento&#8205;<a class="tag" id="tag3" href="#note3">[3]</a> se non ricusate condurmi
+alla fucina del maniscalco.»
+</p>
+
+<p>
+Riccardo allora fece d’occhio a Tressiliano,
+come promettendogli di secondarlo,
+e disse ad un tempo: «Io condurvi
+dove sta Wayland! Non vi ho già
+detto che il diavolo potrebbe portarmi
+via, come il gatto, osservate là, porta
+via in questo momento una delle galline
+di mia nonna?» e nel dir ciò guardava
+verso la finestra.
+</p>
+
+<p>
+«Al gatto, al gatto» si diede a gridare
+la vecchia, nè pensando più che alla
+sua gallina, corse nel cortile con tutta
+quella prestezza, che le permisero le
+sue gambe.
+</p>
+
+<p>
+<span class="pagenum" id="Page_26">[26]</span>
+</p>
+
+<p>
+«Adesso è il momento, disse Riccardo
+a Tressiliano. Prendete il cappello.
+Tirate di stalla il cavallo, e preparate
+il <i>groat</i> d’argento che mi prometteste.»
+</p>
+
+<p>
+«Adagio, adagio, <i>sufflamina Ricarde</i>»
+disse il maestro.
+</p>
+
+<p>
+«Non pensate a me, rispose Riccardo,
+e pensate in vece al modo di scusarvi
+con mia nonna perchè m’avete mandato
+a casa del diavolo per le poste.»
+</p>
+
+<p>
+Il pedagogo conoscendo tutto il peso
+della guarentigia, che stava per gravitargli
+addosso, volle unire i gesti ai
+precetti, onde si avanzò contra il discepolo
+per impedirgli il partire. Ma
+Riccardo, che non mancava di lestezza,
+fu d’un salto fuor della capanna,
+e leggiero al pari d’un cervo, aggiunse
+ad una vicina altura, intantochè
+Holyday sicuro per esperienza che
+non avrebbe potuto far a correre col suo
+discepolo ebbe ricorso a tutti gli epiteti
+più carezzevoli, che il suo vocabolario
+latino gli suggerisse per determinarlo
+a tornare addietro. Ma nè i <i>mi
+anime</i>, nè i <i>corculum meum</i>, nè tutte le
+altre tenerezze di sì fatta natura produssero
+alcun effetto. Il tristarello fece orecchie
+da mercante, e dall’altura di cui
+si era impadronito, saltellando tal quale
+<span class="pagenum" id="Page_27">[27]</span>
+si descrivono gli spiriti che ballano a
+chiaro di luna, facea segno al suo nuovo
+conoscente di raggiugnerlo prestamente.
+</p>
+
+<p>
+Tressiliano non perdè tempo nel correre
+alla stalla, e nel ritrarne il cavallo
+per seguir tosto il suo piccolo conduttore.
+Ringraziato il pedagogo della
+concedutagli ospitalità, gli fece accettare
+quasi a forza una ricompensa, che
+però parve ne calmasse alquanto il terrore
+in cui stavasi, pensando al momento
+che sarebbe tornata la vecchia.
+Nè molto ella indugiò a ricomparire;
+perchè il cavaliere, e la sua guida erano
+ancora poco lontani, allorchè udirono
+gli acuti strilli d’una voce femminile,
+che si mescolavano alle classiche citazioni
+del dotto Erasmo Holyday. Ma
+Riccardo, sordo così alla voce della tenerezza
+verso l’ava, come a quelle dell’autorità
+magistrale, marciava d’un passo
+intrepido a fianco di Tressiliano, contentandosi
+di dire, che se li prendea la
+raucedine, poteano lambire la pentola,
+ove si conserva il miele; poichè quanto
+al contenuto, ei se l’era tutto mangiato
+il dì innanzi.
+</p>
+
+<div class="chapter">
+<p><span class="pagenum" id="Page_28">[28]</span></p>
+
+<h2 class="nosp">CAPITOLO II.</h2>
+</div>
+
+<div class="poem-container">
+<div class="poem inl"><div class="stanza">
+<p class="i01">»Gli eran, dimora una spelonca oscura,</p>
+<p class="i01">»Compagno un nano che mettea paura.</p>
+<p class="i12"> <i>Spencer</i>.</p>
+</div></div>
+</div>
+
+<p>
+«Siamo ancora molto lontani, mio bel
+fanciullo?» chiese Tressiliano alla sua
+giovine guida, dopo che ebbero fatto alcuni
+minuti di strada.
+</p>
+
+<p>
+«Come mi chiamate voi?» disse il
+ragazzo, fissando in esso que’ suoi due
+occhi grigi pieni di vivacità.
+</p>
+
+<p>
+«Vi chiamo, mio bel fanciullo. Fors’è
+che questa cosa vi offende?»
+</p>
+
+<p>
+«Niente affatto. Ma se vi trovaste
+tuttavia con mia nonna, e con Erasmo
+Holyday, potreste cantare con essi a
+coro quest’antica arietta:
+</p>
+
+<div class="poem"><div class="stanza">
+<p class="i01">»Tutt’e tre, diam lode al vero,</p>
+<p class="i01">»Siamo pazzi da legar:</p>
+<p class="i01">»Vostro adesso sia il pensiero</p>
+<p class="i01">»Di trovarne ove alloggiar.</p>
+</div></div>
+
+<p>
+«E perchè dite così?»
+</p>
+
+<p>
+«Perchè in tutto il mondo non vi sono
+altri fuori di voi tre che mi chiamino
+<span class="pagenum" id="Page_29">[29]</span>
+bel fanciullo. Mia nonna mi dà
+questo titolo, perchè l’età le ha indebolita
+la vista, e la parentela gliel’ha
+tolta affatto. Il sig. Holyday perchè vuol
+dar nel genio alla nonna, e assicurarsi
+il miglior posto vicino al fuoco, e la
+più grande scodella di frumento cotto
+nel latte. Quanto a voi, signore, i motivi
+che avete, li saprete voi stesso.»
+</p>
+
+<p>
+«Ebbene! Se vi manca la bellezza,
+non si può dire altrettanto della malizia.
+I vostri compagni come vi chiamano?»
+</p>
+
+<p>
+«Lo spirito folletto; ed aggiungono altri
+complimenti ad onore di questa mia
+bellezza. Ma con tutto ciò son più contento
+di tenermi il mio brutto volto, che
+nol sarei se avessi una testa senza cervello,
+simile a quella ch’essi portano
+sulle spalle.»
+</p>
+
+<p>
+«Voi non temete dunque il maniscalco
+che andiamo a trovare?»
+</p>
+
+<p>
+«Io temerlo! Fosse anche così diavolo
+come lo fanno questi sciocchi, nemmeno
+allora lo temerei. Ma benchè in
+quest’uomo si trovi qualche particolarità
+affatto straordinaria, non è un diavolo
+più di quello che lo siate voi; non credeste
+però, che dicessi tal cosa a tutto
+il mondo.»
+</p>
+
+<p>
+«E perchè dunque la dite a me?»
+</p>
+
+<p>
+<span class="pagenum" id="Page_30">[30]</span>
+</p>
+
+<p>
+«Perchè voi non mi parete un uomo
+sullo stampo di quelli che siam soliti
+veder tutti i giorni; e benchè io mi conosca
+orrendo quanto il peccato, non
+vorrei per questo che mi reputaste un
+giumento, tanto più che avrò qualche
+giorno una grazia da domandarvi.»
+</p>
+
+<p>
+«E quale è questa grazia, o Riccardo
+che non devo chiamare mio bel
+fanciullo?»
+</p>
+
+<p>
+«Oh! se ve la dicessi adesso, me
+la neghereste. Aspetterò, per farvi tale
+inchiesta, che c’incontriamo insieme alla
+Corte.»
+</p>
+
+<p>
+«Alla Corte! Divisate d’andare alla
+Corte?»
+</p>
+
+<p>
+«Ah! Voi siete dunque un uomo fatto
+all’usanza di tutti gli altri. Perchè mi
+vedete sì brutto, andate pensando fra voi
+stesso: <i>che cosa vorrebbe far costui alla
+Corte?</i> Oh! fidatevi in Riccardo Sludge.
+Non è per nulla che in questo paese sono
+stato finora il gallo del pollaio, e
+pretendo che la sostanza mi compensi
+dell’apparenza.»
+</p>
+
+<p>
+«Ma che cosa dirà la vostra nonna
+Gammer Sludge? che cosa dirà il signor
+Erasmo Holyday vostro precettore?»
+</p>
+
+<p>
+«Diranno tutto quel che vorranno.
+Mia nonna ha assai faccende nel contare
+le sue galline, e il maestro nello
+<span class="pagenum" id="Page_31">[31]</span>
+staffilare i suoi scolari. Oh! sarebbe gran
+tempo che gli avrei lasciati a custodire
+le loro pecore, e che avrei voltate le
+calcagna a questo sgraziato villaggio, se
+il sig. Holyday non mi promettea di
+darmi da rappresentare una parte nella
+prima festa che sarà regolata da lui;
+e si dice che se ne stia preparando una
+ben grande.»
+</p>
+
+<p>
+«E dove sarà questa gran festa, mio
+piccolo amico?»
+</p>
+
+<p>
+«In un castello, dalla parte di tramontana,
+ma lontano assai dalla contea
+di Berk, e <i>Dominus</i> pretende che non
+si potrà farla senza di lui. Può darsi
+che abbia ragione. Egli non è pazzo,
+sappiatelo, la metà di quello che comparisce,
+soprattutto quando si mette ad
+un’impresa di cui s’intenda. Egli è in
+grado di recitar versi quanto un bravo
+personaggio da teatro, e nonostante se
+lo incaricaste di portar via un uovo di
+sotto un’oca, vi giuro, che si lascerebbe
+dar beccate dalla chioccia.»
+</p>
+
+<p>
+«E voi dovete sostenere una parte
+nella prima festa?» disse Tressiliano,
+il quale incominciava a prender diletto
+nell’intertenersi con un fanciullo, che
+mostrava col suo dire di non essere sfornito
+nè d’un certo coraggio, nè d’una
+tal quale accortezza per valutare gli uomini.
+</p>
+
+<p>
+<span class="pagenum" id="Page_32">[32]</span>
+</p>
+
+<p>
+«Sì: devo sostenere una parte. Il
+maestro me l’ha promesso, e se non
+mi mantiene la parola, tanto peggio per
+lui. Perchè se gli salta nella fantasia di
+volermi mettere il morso fra i denti, e
+farmi volgere la testa dalla banda del villaggio,
+gli do una tal trinciata di briglia
+che andrà giù di sella, e si fracasserà
+tutte l’ossa. Per altro mi spiacerebbe
+fargli male; perchè, noioso come
+lo provaste, si è preso molti fastidi
+per insegnarmi tutto quello che sa egli
+medesimo. Ma eccoci alla fucina del
+maniscalco Wayland.»
+</p>
+
+<p>
+«Voi scherzate, caro amico. Io qui
+non vedo che una collina su di cui stanno
+grandi pietre ordinate in circolo. Ne
+osservo là in mezzo una più grossa dell’altre,
+e tutto ciò mi fa ricordare certi
+antichi sepolcri, che si vedono tuttavia
+in Cornovaglia.»
+</p>
+
+<p>
+«Ebbene, quella grossa pietra posta
+in mezzo all’altre è il banco del maniscalco.
+È là che dovete mettere il vostro
+danaro.»
+</p>
+
+<p>
+«Che significa questa pazzia?» domandò
+Tressiliano, che cominciava ad
+impazientirsi, e a sospettare che il ragazzo
+si volesse divertire a spese di lui.
+</p>
+
+<p>
+«È d’uopo (continuò Riccardo facendo
+una contorsione come di chi vuol
+<span class="pagenum" id="Page_33">[33]</span>
+frenare il riso) che voi attacchiate il
+vostro cavallo a quella pietra, dove vedete
+un anello di ferro, e che gettiate
+un <i>groat</i> d’argento su quella di mezzo;
+dopo di che, darete tre fischi, uscirete
+fuori del cerchio, e andrete a sedervi
+dietro di questa macchia, senza guardare
+nè a destra nè a manca, sintanto
+che ascolterete battere il martello. Allora
+reciterete tre <i>pater noster</i>, ovvero conterete
+i numeri dall’uno al cento, che
+tornerà poi allo stesso. Ritornato indi
+entro al cerchio, troverete sfumato il
+vostro denaro, e ferrato il cavallo.»
+</p>
+
+<p>
+«Sfumato il denaro; è ciò di che non
+dubito punto; ma quanto al restante...
+Ascoltatemi, Riccardo; io non sono il
+maestro; ma se vi credeste di usarmi
+qualcuna delle bindolerie che forse vi
+saran famigliari, saprò fare le veci d’Erasmo,
+e vi giuro che non isfuggirete al
+castigo.»
+</p>
+
+<p>
+«Se vi riuscirà trappolarmi» rispose
+il ragazzo, e in ciò dire fece gamba
+con tal prestezza, che Tressiliano, ritardato
+dal peso de’ propri stivali non
+valse a raggiungerlo. E quanto raddoppiava
+in lui il dispetto era, che questo
+piccol ribaldo non sembrava già fuggire
+colla fretta di chi si crede in pericolo
+o di chi ha paura. Si fermava di
+<span class="pagenum" id="Page_34">[34]</span>
+distanza in distanza, quasi provocando
+Tressiliano ad inseguirlo, e quando se
+lo vedeva vicino, correva colla rapidità
+del vento, facendo giravolte, in modo
+da non allontanarsi dal cerchio d’onde
+era partito, e attorno al quale aggiravasi.
+</p>
+
+<p>
+Stanco finalmente Tressiliano, si fermò,
+e stava quasi per cessare dal corrergli
+dietro, limitandosi a maledire con
+tutto il cuore il deforme simiotto che gli
+fece sì brutto scherzo; allorchè Riccardo
+collocatosi sopra una piccola altura,
+rimpetto a lui, si diede a batter le mani,
+ad accennarlo col dito, e a far tutte
+le smorfie d’un ragazzo che prende
+a gabbo chi nol può raggiungere. Non
+sapeva bene Tressiliano se dovesse ridere
+o andare in collera; ma finalmente,
+deliberato almeno d’intimorire il ragazzo,
+risalì a cavallo, giudicando che
+così gli sarebbe arrivato addosso senza
+difficoltà.
+</p>
+
+<p>
+Allorchè Riccardo s’accorse di questo
+disegno: «Aspettate un momento,
+gridò: solo un momento. Piuttosto che
+vedere lo strazio del vostro bel cavallo
+dalle zampe sferrate, tornerò a voi, se
+però mi promettete di non toccarmi.»
+</p>
+
+<p>
+«Io non fo patti con un tristo della
+tua sorte, disse Tressiliano, e fra un momento
+tu sarai a mia discrezione.»
+</p>
+
+<p>
+<span class="pagenum" id="Page_35">[35]</span>
+</p>
+
+<p>
+«Forse sì e forse no, sig. viaggiatore.
+Voi non sapete dunque che qui
+vicino sta una palude capace d’inghiottire
+tutti i cavalli della guardia della
+Regina? Io vado a farvi la mia ritirata,
+e vedremo se vi darà l’animo di seguirmi
+fin là.»
+</p>
+
+<p>
+Tressiliano osservò di fatto essere oltre
+l’altura uno spianato, coperto di giunchi
+e pieno di frane; laonde giudicando
+che per questa parte almeno Riccardo
+non lo ingannava, decise conchiuder la
+pace con un nemico sì lesto e sì risoluto. — «Vieni,
+gli disse, vieni, bricconcello:
+prometto in fede di gentiluomo
+che non ti farò alcun male.»
+</p>
+
+<p>
+Il fanciullo corrispose a tale invito
+senza titubare un istante, e scendendo con
+passo deliberato, avea gli occhi fisi sopra
+Tressiliano, che smontato da cavallo,
+e tenendo in mano la briglia, si
+sentiva mancare il fiato per la corsa fatta,
+intanto che sulla fronte di quel diavoletto
+non compariva una sola gocciola
+di sudore.
+</p>
+
+<p>
+«Ah! direte ora, o perversa creatura;
+per qual cagione mi trattate in tal guisa?
+Qual era il vostro disegno nel raccontarmi
+l’assurda favola, che volevate mi prendessi
+per vera? Conducetemi una volta
+alla fucina di questo maniscalco, e vi
+<span class="pagenum" id="Page_36">[36]</span>
+regalerò di che comprarvi poma per
+tutto l’inverno.»
+</p>
+
+<p>
+«Voi potreste donarmi tutte le poma
+che nascono in un verziere, nè io saprei
+ripetervi che le medesime cose. Attaccate
+il cavallo a quell’anello, mettete
+il denaro sulla pietra, date tre fischi
+e andate a sedere dietro la macchia. Vi
+prometto di non dipartirmi dal vostro
+fianco, e vi do licenza di torcermi il collo,
+se due minuti dopo che saremo seduti,
+non udirete il maniscalco a batter l’incude.»
+</p>
+
+<p>
+«Bada bene, perchè se tu mi fai fare
+una figura ridicola per prenderti spasso,
+potrei esser tentato a pigliarti in parola.
+Facciamo dunque le prime prove sull’effetto
+del tuo talismano. Ecco il mio cavallo
+attaccato a questa pietra, ecco un
+<i>groat</i> d’argento su quest’altra, e darò
+anche i tre fischi.»
+</p>
+
+<p>
+«Oh! non è così che si fischia. Un
+barbaggianni che non abbia anche messe
+le penne, sa far meglio da starsene nel
+suo nido. Bisogna fischiare più forte, se
+volete che il maniscalco vi possa udire.
+Perchè chi sa adesso dove si trovi? egli
+sta forse nelle scuderie del re di Francia.»
+</p>
+
+<p>
+«Tu m’hai però detto che non è un
+diavolo.»
+</p>
+
+<p>
+«Uomo o diavolo che sia, ho già
+<span class="pagenum" id="Page_37">[37]</span>
+capito, converrà che faccia io le vostre
+veci.» Detto ciò diede tre fischi acuti
+tanto, che Tressiliano si turò le orecchie.
+«Questo si chiama ben fischiare, soggiunse
+il ragazzo, andiamo ora dietro la
+macchia, o non son più io, se il vostro
+<i>dai piedi sferrati</i> non è ferrato dentr’oggi.»
+</p>
+
+<p>
+Tressiliano era curioso di vedere a
+che intendesse tutto questo cerimoniale.
+E per altra parte l’intrepidezza del ragazzo,
+il quale mostrava tutt’altra voglia
+che di fuggire, lo metteva in sospetto
+che le conseguenze di un tal affare
+potessero divenir serie. Pure si lasciò
+condurre dietro la macchia, e venutogli
+in mente che tutto ciò fosse una
+gherminella per rubargli il cavallo, non
+dipartì la propria mano dal collo di Riccardo,
+risoluto che questo furfantello divenisse
+ostaggio per il corridore.
+</p>
+
+<p>
+«Zitto! disse Riccardo. Siamo al momento.
+Voi ascolterete lo strepito d’un
+martello, che non è stato fabbricato da
+mano d’uomini, e che ha la mazza fatta
+di una pietra che precipitò dalla luna.»
+Nè passò un istante, allorchè Tressiliano
+udì uno strepito, non per vero dire,
+più violento di quei che s’ascolta quando
+un maniscalco ferra un cavallo. Ma
+la singolarità delle circostanze, per cui
+questo strepito si fece udire, e la natura
+<span class="pagenum" id="Page_38">[38]</span>
+del luogo, lontano a quanto parea da
+ogni abitato, eccitò in Tressiliano un moto
+involontario e più forte di quello che
+la sola sorpresa produce. In quell’istante
+medesimo guardando in volto il fanciullo,
+e, dalla espressione maligna della costui
+fisonomia, accorgendosi com’ei godesse
+di vederlo in tale perplessità, si
+persuase nel modo il più fermo che fosse
+stata ordita anticipatamente una trama,
+e fece risoluto proposito di saperne
+l’autore, e il fine che in far ciò erasi
+avuto.
+</p>
+
+<p>
+Nondimeno rimase tranquillo sintantochè
+udì battere il martello, e ciò durò
+appunto il tempo di cui abbisogna un
+abile maniscalco per ferrare un cavallo.
+Ma cessato appena lo strepito, invece di
+aspettare che trascorressero i minuti dei
+<i>pater noster</i> indicati a lui dal ragazzo,
+snudando la sciabola si lanciò verso il
+luogo della scena, e fatto il giro del bosco,
+si accorse d’un uomo che portava
+un grembiule di cuoio, quai gli usano
+i maniscalchi, ma stranamente coperto
+d’una pelle d’orso col pelo in fuori,
+e sì avvolto il capo in una berretta
+della stessa roba, che ne rimanevano in
+gran parte nascoste le sue affumicate sembianze.
+</p>
+
+<p>
+«Tornate addietro, tornate addietro,
+<span class="pagenum" id="Page_39">[39]</span>
+sig. Tressiliano, gridò a tutta voce il
+ragazzo, o vi metterà in quarti. Nessuno
+può vederlo senza morire.» E veramente
+l’invisibile maniscalco, fattosi
+allora visibile, alzò il suo martello, e
+parea si preparasse all’assalto, o per lo
+meno alla difesa.
+</p>
+
+<p>
+Allorchè il fanciullo s’avvide, che nè
+le sue grida, nè i modi minaccevoli del
+maniscalco avevano forza di rattenere
+Tressiliano, che coll’arme impugnata
+sempre avanzavasi, cambiò stile, e ad
+alta voce volse al fabbro tai detti: «Wayland,
+guardatevi dal toccarlo. Egli è
+un gentiluomo, è un vero gentiluomo, incapace
+di lasciarsi atterrire.»
+</p>
+
+<p>
+«Tu m’hai dunque tradito, o Flibbertigibbet,
+(gridò il maniscalco, che con
+tal nome solea chiamare il ragazzo). Ma
+per Dio! facesti un cattivo mercato.»
+</p>
+
+<p>
+«Chiunque tu sia, disse Tressiliano
+voltosi al maniscalco, tu non corri alcun
+rischio con me, ma è d’uopo che tu
+mi dica il perchè eserciti il tuo mestiere
+in un modo sì misterioso, e sì stravagante.»
+</p>
+
+<p>
+Al qual proposito rispose in tuono minaccevole
+il fabbro: «Chi è che ardisce
+interrogare il guardiano del castello di
+<i>Cristallo di Luce</i>, il signore del <i>Leon
+Verde</i>, il padrone del <i>Drago Rosso</i>? ritirati,
+<span class="pagenum" id="Page_40">[40]</span>
+allontanati, prima ch’io chiami
+dagli abissi <i>Talpach</i> colla sua lancia di
+fuoco a ridurti in atomi e in cenere;» ed
+accompagnò tai detti coi gesti che loro
+si confacevano, brandendo in aria formidabile
+il suo martello.
+</p>
+
+<p>
+«Taci là, vile impostore, disse Tressiliano:
+credi tu spaventarmi con questo
+dialetto del tuo mestiere? seguimi tosto
+innanzi ad un magistrato, se non vuoi
+sapere come è fatto il filo della mia sciabola.»
+</p>
+
+<p>
+«Acquetati, buon Wayland, disse
+Riccardo, le parolone non ti gioveranno
+nulla in quest’oggi, e conviene prendere
+la cosa in altro tuono.»
+</p>
+
+<p>
+«Io credo, signore, (disse il maniscalco
+in aria sommessa, e abbassando
+il martello) che quando un pover’uomo
+fa bene i suoi affari, gli sia permesso
+il farli nel modo che più gli conviene.
+Il vostro cavallo è ferrato, il maniscalco
+non avanza nulla. Che vi resta
+da far meglio del rimontare a cavallo,
+e continuare per la vostra via?»
+</p>
+
+<p>
+«Sì, mi resta da far meglio, rispose
+Tressiliano, perchè è dovere d’ogni uomo
+onesto lo smascherare i ciarlatani e
+gl’impostori. Questo tuo modo di vivere
+fa che io ti sospetti d’essere l’uno
+e l’altro.»
+</p>
+
+<p>
+<span class="pagenum" id="Page_41">[41]</span>
+</p>
+
+<p>
+«Se voi siete a ciò risoluto, o signore,
+non potrò salvarmi che usando la
+forza, nè vorrei adoperarla contro di voi,
+signor Tressiliano. (Ognun giudica come
+il Cavaliere restasse maravigliato in
+udire il suo nome profferito da costui).
+Non che io tema le vostre armi, continuò
+il maniscalco, ma perchè mi è noto
+quanto voi siete generoso ed umano, e
+che voi amereste meglio trar dagl’impacci
+uno sfortunato, anzi che cagionargliene
+dei maggiori.»
+</p>
+
+<p>
+«Questo è parlar bene, o Wayland (disse
+il ragazzo che con inquietudine aspettava
+la conclusione di un tale intertenimento).
+Ma scendiamo nella vostra caverna:
+sapete pure che l’aria aperta vi pregiudica
+nella salute.»
+</p>
+
+<p>
+«È vero,» rispose il maniscalco, e portandosi
+verso la macchia, dalla banda
+più vicina al cerchio di pietre, ed opposta
+a quella ove Riccardo aveva condotto
+Tressiliano nel durare della misteriosa
+faccenda, fu presto ad una porta
+orizzontale accuratamente nascosta in mezzo
+agli sterpi, e dopo averla sollevata,
+scese sotterra, scomparendo così agli occhi
+de’ due circostanti. Comunque punto
+da grande curiosità Tressiliano, esitò un
+momento prima di risolversi a tenergli
+dietro in quest’antro, che poteva essere
+<span class="pagenum" id="Page_42">[42]</span>
+una caverna di malandrini, e crebbe
+in lui la perplessità, allor quando udì
+una voce, che pareva uscisse dalle più
+profonde viscere della terra: «Flibbertigibbet,
+abbi cura d’entrare per l’ultimo,
+e di chiudere a dovere il trabocchello.»
+</p>
+
+<p>
+«Quanto avete veduto intorno al maniscalco
+Wayland vi basta, o signore?...»
+domandò lo scaltrito a Tressiliano, accompagnando
+tale inchiesta con quel maligno
+sorriso, che lo mostrava accorto
+della titubazione in cui stavasi il Cavaliere.
+</p>
+
+<p>
+«Non mi basta ancora» rispose con
+fermezza Tressiliano, e preso il suo partito,
+scese per la scaletta cui mettea la
+porta orizzontale, seguendolo Riccardo,
+che la chiuse tosto; onde a lieve crepuscolo
+che lì vedevasi succedettero buie
+tenebre. La scala non aveva che un picciol
+numero di gradini, e metteva ad
+una via stretta non più lunga di venti
+passi, in fondo alla quale scorgevasi
+una luce rossiccia. Ivi giunto Tressiliano,
+che non pose mai nel fodero la sua sciabola,
+e seguito passo a passo dal fanciullo,
+si trovò sotto una piccola volta,
+ov’era una fucina di fabbro ferraio, piena
+d’acceso carbone, il cui vapore avrebbe
+soffocato qualunque vivente, se non
+<span class="pagenum" id="Page_43">[43]</span>
+fosse sfuggito per alcune aperture preparatevi
+con grande arte. Quella luce
+che diffondevano il carbone acceso, ed
+una lampada sospesa da una catena di
+ferro, dava a vedere, che oltre all’incude,
+al mantice, alle tenaglie, al martello,
+alle masse di ferro pronte per
+esser poste in lavoro, e a tutti gli ordigni
+necessari ad un maniscalco, si trovavano
+colà crogiuoli, lambicchi, storte
+ed altri apparecchi, de’ quali fa uso la
+chimica. La figura grottesca del maniscalco,
+ed i lineamenti irregolari e maligni
+del ragazzo nano, veduti al lume di
+quel fuoco di carbone e d’una lampada
+moribonda, si accordavano sì bene
+col rimanente di questo mistico apparato,
+che in un secolo superstizioso, come
+era quello, poteano fare impressione
+anche sopra animi i più coraggiosi.
+</p>
+
+<p>
+Ma la natura aveva fornito Tressiliano
+di una grande fermezza di nervi, e il
+suo spirito fortificato da studio, e da
+buona educazione era incapace di cedere
+ai vani terrori. Guardandosi adunque d’intorno
+domandò nuovamente all’artefice
+chi egli fosse, e soprattutto dond’era che
+sapea il nome di Tressiliano.
+</p>
+
+<p>
+«<i>Vostro Onore</i> dee ricordarsi, disse
+il maniscalco, che saranno circa tre anni,
+un bagattelliere girovago, presentatosi
+<span class="pagenum" id="Page_44">[44]</span>
+a certo castello della contea di
+Devon vi fece pompa delle proprie virtù,
+al cospetto di un degno cavaliere e della
+sua rispettabile comitiva. Comunque regni
+poca luce in questa spelonca, scorgo
+dalla vostra fisonomia che di ciò non
+vi siete dimenticato.»
+</p>
+
+<p>
+«Tu dicesti abbastanza» soggiunse
+Tressiliano, volgendo altrove il volto,
+ove leggevansi le amare rimembranze che
+nell’animo di lui si risvegliarono a que’
+detti del maniscalco.
+</p>
+
+<p>
+«Il bagattelliere, continuò il maniscalco,
+fece sì bene la sua parte, che i
+contadini e i gentiluomini campagnuoli
+ivi trovatisi di brigata, s’indussero quasi
+a credere essere effetto di magia quanto
+il giocolatore faceva ad essi vedere. Ma
+trovavasi in quel luogo una donzella di
+quindici anni all’incirca, la più avvenente
+di quante io abbia mai viste, il
+cui volto color di rosa impallidì all’aspetto
+delle maraviglie che costui operava.»
+</p>
+
+<p>
+«Taci una volta, disse Tressiliano,
+taci una volta. Parlasti anche troppo.»
+</p>
+
+<p>
+«Io non vorrei offendere <i>vostro Onore</i>,
+ma non credeste già avere io dimenticato,
+che per calmare i timori di quella
+vaga fanciulla, le spiegaste il modo onde
+si operavano questi incanti, e che metteste
+a cattivo passo il povero bagattelliere,
+<span class="pagenum" id="Page_45">[45]</span>
+scoprendo i misteri della sua professione
+con tanta dottrina da farvi credere
+un suo confratello. Oh com’era bella!
+Un solo sorriso di essa valeva più...»
+</p>
+
+<p>
+«Finiscila, te ne supplico: non ho
+dimenticata la sera di cui mi parli: essa
+entra nel piccolo numero delle sere felici
+ch’io m’abbia mai conosciute.»
+</p>
+
+<p>
+«Ella dunque se n’è andata (disse
+il maniscalco che dal sospiro con cui le
+parole di Tressiliano vennero accompagnate
+giudicò morta quella donzella) e andata
+per sempre! così giovane, così leggiadra,
+così amata da tutti! Ma io domando
+perdono a <i>vostro Onore</i>; vedo
+che avrei dovuto battere il ferro sopr’altra
+incude, e che in vece l’ho conficcato
+nelle carni vive.»
+</p>
+
+<p>
+E pronunciò tai detti con un tuono,
+che lo dimostrava sinceramente commosso
+da rincrescimento e pietà, comunque
+rozzi fossero in lui i modi di esprimere
+tai sentimenti. Laonde Tressiliano prese
+opinione più favorevole del povero artefice,
+che egli aveva giudicato da principio
+con alquanta severità. Ma nulla è
+più fatto per cattivare a sè il cuore d’un
+uomo sfortunato, siccome il dimostrarsi
+impietosito delle sciagure cui egli soggiace.
+</p>
+
+<p>
+«Se non m’inganno, disse Tressiliano
+dopo un istante di silenzio, tu eri
+<span class="pagenum" id="Page_46">[46]</span>
+allora un uomo gioviale, capace d’intertener
+bene una brigata non solamente
+con giuochi, ma facendo racconti ed
+intonando ballate. D’onde accade che tu
+sia divenuto artefice in sì strana guisa,
+e in questa sì orribil dimora?»
+</p>
+
+<p>
+«La mia storia non è tanto lunga,
+rispose Wayland, e se <i>vostro Onore</i> vuol
+sedersi, gliela racconterò.»
+</p>
+
+<p>
+Così dicendo, accostò al fuoco uno
+sgabelletto fatto a treppiedi, prendendone
+un altro per sè, come fece pure Riccardo,
+che sedutosi appiè del maniscalco,
+tenea gli occhi fisi sopra di lui; onde
+le brutte forme di questo fanciullo schiarite
+meglio dal fuoco della fucina, si
+vedeano accese di una vivissima curiosità.
+Quindi gli disse il maniscalco:
+«Tu pure saprai la storia della mia vita.
+Ben mi prestasti servigi tali da meritarti
+la mia confidenza. Poi, tanto vale il
+raccontare le cose mie in tua presenza,
+che lasciartele indovinare, perchè la natura
+non ha mai nascosto un ingegno più
+acuto sotto una scorza sì laida. Ebbene,
+o signore, eccomi ai vostri comandi,
+ed incomincio tosto la mia narrazione.
+Ma non accetterete voi un bicchiere
+di <i>ala</i>? Non ne vado sprovvisto, benchè
+mi vediate in sì povero soggiorno.»
+</p>
+
+<p>
+«Ti ringrazio, disse Tressiliano, ma
+<span class="pagenum" id="Page_47">[47]</span>
+veniamo alla tua storia perchè ho poco
+tempo da perdere.»
+</p>
+
+<p>
+«Non vi pentirete di tale indugio,
+perchè in questo mentre il vostro cavallo
+farà miglior pasto che non lo fece stamane,
+e avrà maggior gagliardia pel rimanente
+del viaggio.»
+</p>
+
+<p>
+Wayland abbandonò per un istante la
+sua dimora sotterranea, e ritornatovi dopo
+qualche minuto, incominciò la sua
+storia, come si vedrà nel seguente capitolo.
+</p>
+
+<div class="chapter">
+<p><span class="pagenum" id="Page_48">[48]</span></p>
+
+<h2 class="nosp">CAPITOLO III.</h2>
+</div>
+
+<div class="poem-container">
+<div class="poem inl"><div class="stanza">
+<p class="i01">»Il valor di sue parole</p>
+<p class="i01">»Può cangiar, s’ei così vuole,</p>
+<p class="i01">»Tutto questo pavimento</p>
+<p class="i01">»In un lastrico d’argento.</p>
+<p class="i04"> <i>Favole di Cantorbery</i>.</p>
+</div></div>
+</div>
+
+<p>
+«Imparai da giovane l’arte del maniscalco,
+disse Wayland, e conosceva questo nobil
+mestiere al pari d’ogn’altro che cignesse
+grembiule di cuoio, e avesse la faccia
+e le mani annerite dal fumo. Ma stanco
+di cantare battendo l’incude, mi diedi
+a correre il mondo, e così entrai in conoscenza
+con un celebre bagattelliere, il
+quale accorgendosi che le sue dita cominciavano
+a farsi men agili ai mestieri
+dell’arte professata, pensava all’espediente
+di educarsi un allievo. Io lo
+servii per sei anni, sintantochè fui ricevuto
+maestro nel novello mio stato.
+Me ne appello a <i>vostro Onore</i>, sul cui
+giudizio si può far conto. Non adempieva
+io la mia parte passabilmente?»
+</p>
+
+<p>
+«Non si poteva farlo meglio, disse
+Tressiliano, ma spicciati presto.»
+</p>
+
+<p>
+«Poco dopo il tempo in cui alla vostra
+<span class="pagenum" id="Page_49">[49]</span>
+presenza feci maravigliata della mia
+destrezza la conversazione di sir Ugo Robsart,
+presi la carriera del teatro, ove
+nello scopare il palco, io non aveva chi
+potesse starmi a prova fra gli scopatori
+di granai, anche i più accreditati. Ma
+le poma erano sì a buon mercato in quell’anno,
+che gli spettatori non ne mangiavano
+mai che un boccone o due, e
+gettavano il rimanente sulla testa dei personaggi
+a mano a mano del loro comparire
+sulla scena. Questo incidente mi disgustò
+della professione; onde rinunziando
+la mezza parte ch’io aveva nella compagnia,
+lasciai le mele ai miei colleghi,
+i coturni al direttore, poi volsi le calcagna
+al teatro.»
+</p>
+
+<p>
+«E qual nuovo stato abbracciasti tu
+allora?» domandò Tressiliano.
+</p>
+
+<p>
+«Divenni per metà collega, per metà
+servitore d’un uomo fornito di molta
+sapienza e di poco danaro, che faceva
+il mestiere di medico.»
+</p>
+
+<p>
+«Che vuol dire, soggiunse Tressiliano,
+tu eri il pagliaccio del ciarlatano.»
+</p>
+
+<p>
+«Qualche cosa di più, ottimo signor
+Tressiliano, permettetemi dirlo; benchè
+volendo dar loda al vero, si operasse talora
+a fortuna, e quello ch’io aveva imparato
+ne’ miei primi studii per rendermi
+utile ai cavalli, giovò più d’una volta
+<span class="pagenum" id="Page_50">[50]</span>
+alla specie umana. Perchè in fine poi,
+i germi delle malattie sono tutti gli stessi;
+e se la trementina, il catrame, la pece,
+e il grasso di bue, mescolati colla gomma,
+colla resina, e con uno spicchio di
+aglio, hanno virtù di guarire un cavallo
+offeso da un chiodo, non vedo ragione
+perchè la stessa ricetta non debba far
+bene ad un uomo trafitto da un colpo
+di spada. Ma la scienza del mio maestro
+andava più in là della mia, e si estendeva
+sopr’altri rami. Oltre all’essere un
+medico pratico de’ più coraggiosi, egli
+era anche, se volete, un di quelli che
+si chiamano <i>iniziati</i>. Niuno meglio di lui
+leggeva nelle stelle, e coll’aiuto della genetliologia,
+come diceva egli, o fosse poi
+anche in tutt’altra maniera, vi predicea
+l’avvenire. Profondissimo chimico, sapeva
+distillare i semplici, aveva fatti molti
+tentativi per fermare il mercurio, e
+si trovava lì lì per iscoprire il <i>lapis philosophorum</i>.
+A tale proposito conservo
+tuttavia alcuni versi, ch’egli custodiva
+gelosamente, e se <i>vostro Onore</i> arriva
+ad intenderli, è più sapiente di tutti coloro
+che li lessero, e probabilmente anche
+di chi gli ha fatti.»
+</p>
+
+<p>
+Nel medesimo tempo consegnò a Tressiliano
+un foglio di pergamena, ov’erano
+dipinti, e di sopra, e di sotto, e nei
+<span class="pagenum" id="Page_51">[51]</span>
+margini i segni zodiacali, e pieno in oltre
+di caratteri greci, ebraici e talismanici.
+Vi stavano in mezzo quattro versi sì
+bene scritti, che a malgrado dell’oscurità
+del luogo, Tressiliano li potè leggere
+senza fatica. Tale capolavoro di poesia
+era il seguente:
+</p>
+
+<div class="poem"><div class="stanza">
+<p class="i01">»Si fixum solvas, faciasque volare solutum,</p>
+<p class="i01">»Et volucrem figas, facient te vivere tutum;</p>
+<p class="i01">»Si pariat ventum, va’ et auri pondere centum,</p>
+<p class="i01">»Ventus ubi vult spirat: — Capiat qui capere potest».</p>
+</div></div>
+
+<p>
+«Tutto quanto v’intendo, disse Tressiliano,
+è, che l’ultima linea non è un
+verso, e che le quattro ultime parole
+sembrano voler dire: <i>m’intenda chi può</i>.»
+</p>
+
+<p>
+«E v’assicuro bene esser questa la
+massima, con cui si regolava sempre il
+mio degno padrone ed amico, dottor
+Doboobie. Ma finalmente burlato dalla
+propria immaginazione medesima, e impazzito
+dietro alla sua cara chimica,
+spese ingannando se stesso tutto il denaro,
+che aveva guadagnato ingannando
+gli altri. Non ho mai saputo se avesse scoperto
+a caso, o fatto fabbricare in segreto
+egli stesso questo laboratorio ove era
+solito venirsi a rinchiudere, lontano così
+dai suoi infermi come dai suoi scolari. Fu
+creduto, che queste lunghe e misteriose
+assenze dalla città di Faringdon, luogo
+<span class="pagenum" id="Page_52">[52]</span>
+ordinario di sua dimora, fossero prodotte
+dagli studii delle scienze mistiche,
+e da un commercio ch’egli avesse col
+mondo invisibile. Fece prova d’ingannare
+me parimente; ed io voleva fingermi
+persuaso delle baie onde a mano
+a mano mi regalava; ma ben s’accorse
+ch’io conosceva tutti i suoi segreti, per
+lo che cominciò a non garbargli troppo
+la mia compagnia. Intanto il nome di
+costui acquistò celebrità, e la maggior
+parte di quelli che si conducevano a
+consultarlo, venivano persuasissimi ch’ei
+fosse uno stregone. Dopo di che, l’ottenuta
+fama d’essere iniziato nelle scienze
+occulte, guidò segretamente ad ascoltarne
+gli oracoli, personaggi potenti, che il
+nominare non sarebbe prudenza; ed i
+quali macchinavano divisamenti pericolosi,
+e che non giova qui il menzionare.
+Allora insorsero contr’esso molti
+nemici, e la cosa si terminò col predicargli
+la croce addosso, e col minacciarne
+la vita; ed io innocente cooperatore
+de’ suoi studii, venni soprannominato
+<i>il Bastone del diavolo</i>, titolo che
+mi fruttava una scarica di sassi sulla
+persona ogni qual volta mi mostrava
+in qualche vicino villaggio. Per finirla,
+il mio padrone disparve improvvisamente,
+dicendomi che andava a lavorare in
+<span class="pagenum" id="Page_53">[53]</span>
+questa sua segreta officina, e vietandomi
+di venirlo qui a disturbare prima che
+fossero trascorsi due giorni. Passato un
+tale intervallo, mi trasportai in questo
+luogo; e rinvenni il fuoco estinto, tutti
+gli ordigni chimici in pieno sconquasso,
+ed una lettera del dotto Doboobie, che
+dotto ei soleva chiamarsi da se medesimo.
+Con questa mi avvisava, che non
+ci saremmo più riveduti, lasciandomi in
+legato le sue suppellettili, e la pergamena
+che vi feci vedere. Mi consigliava
+inoltre di seguire a tutto punto le
+istruzioni, che vi si contenevano, essendo
+quella la via infallibile di pervenire
+alla <i>grand’opera</i>.»
+</p>
+
+<p>
+«E tu ti sarai tenuto ad un così savio
+consiglio?»
+</p>
+
+<p>
+«Oh! no signore. Prudente io e sospettoso
+per natura, oltrechè non sapeva
+troppo bene con chi mi avessi a bazzicare,
+feci una visita per ogni dove, e
+fortunatamente la feci prima d’accendere
+il fuoco, perchè rinvenni un piccolo barile
+di polvere ch’egli aveva con gran
+cura nascosto sotto il cammino del focolare,
+venuto cred’io nel caritatevol disegno
+di farmi trovare morte e sepoltura
+in questo luogo, e ciò appunto nell’atto
+che mi sarei dato alla <i>grand’opera</i>
+della trasmutazione dei metalli. Vi
+<span class="pagenum" id="Page_54">[54]</span>
+giuro che una tale scoperta mi fece passare
+ogni voglia d’Alchimia, e divenni
+più che mai desideroso di tornare onestamente
+all’incude ed al martello. Ma
+chi voleva far ferrare un suo cavallo
+dal <i>Bastone del Diavolo</i>? Per buona sorte
+contrassi amicizia con questo bravo
+Flibbertigibbet; che col suo maestro Erasmo
+Holyday si trovava in allora a
+Faringdon, e tale amicizia mi venne
+dall’avergli insegnati alcuni segreti, fatti
+per piacere ad uno della sua età. Tenemmo
+consiglio insieme, e risolvemmo,
+che non potendo io sperare di procacciarmi
+avventori col seguire le vie ordinarie,
+avrei provato a guadagnarmeli
+profittando della credulità di questi villani.
+Ne sia tutta la lode a Flibbertigibbet,
+che ha fatto tutto il mio credito,
+gli avventori non mi sono mancati.
+Ma mi avvedo che sforzo troppo la carta;
+e temo non la finiscano col credermi
+uno stregone, e come tale farmi un
+brutto servigio. Perciò nulla bramerei ora
+di meglio quanto un’occasione di abbandonare
+la mia fucina, se trovassi qualche
+personaggio di gran conto, che mi
+volesse proteggere contro la furia della
+ciurmaglia, caso che venissi ad essere
+scoperto.»
+</p>
+
+<p>
+«Conosci tu bene le strade di questo
+paese?» gli domandò Tressiliano.
+</p>
+
+<p>
+<span class="pagenum" id="Page_55">[55]</span>
+</p>
+
+<p>
+«Di notte come di giorno» rispose
+Wayland.
+</p>
+
+<p>
+«Ma tu non avrai sicuramente cavallo?»
+</p>
+
+<p>
+«Vi chiedo scusa. Mi dimenticai dirvi
+esser questa la migliore eredità ch’io mi
+abbia fatta dal dottore, eccetto due o tre
+segreti di medicina, che m’appropriai suo
+malgrado.»
+</p>
+
+<p>
+«Ebbene, va a lavarti il volto e le
+mani, butta via questa ridicola pelle,
+vestiti il più convenientemente che puoi,
+e se ti comporterai con saviezza e fedeltà,
+ti permetto seguirmi per qualche tempo
+finchè siano dimenticati i tuoi giuochi
+di mano. Credo che non ti manchino
+coraggio e destrezza, ed ho intavolati
+certi affari, che possono abbisognare
+d’entrambe queste prerogative.»
+</p>
+
+<p>
+Wayland senza farsi pregare abbracciò
+un tale partito, assicurando il suo novello
+padrone di prestargli fedelissimo ed affezionato
+servigio. In pochi minuti, col prendere
+nuovi abiti e coll’aggiustarsi la barba
+e i capelli, si trasformò in guisa tale, che
+Tressiliano non potè ristarsi dal dirgli:
+«Credo che omai non abbisogni di protettore,
+perchè chi avvi mai fra quelli che ti
+conoscevano anticamente, il quale possa
+sotto questi abiti ravvisarti?»
+</p>
+
+<p>
+«I miei debitori no, perchè non mi vorrebbero
+pagare (disse Wayland scotendo
+<span class="pagenum" id="Page_56">[56]</span>
+la testa), ma quanto ai creditori di ogni
+specie, oh! vi dico bene che non sarebbe
+sì facile l’accecarli, nè mi terrei sicuro,
+se non mi fossi posto sotto la protezione
+d’un personaggio pari a voi e per natali e
+per fama.»
+</p>
+
+<p>
+Detto ciò, prese per uscire della caverna
+la stessa strada, d’onde tutti e tre vi erano
+entrati. Tressiliano lo seguì, e Riccardo
+che li raggiunse qualche minuto dopo,
+comparve carico di tutta la bardatura di
+un cavallo. Wayland chiuse quella porta
+orizzontale, ponendo molta accuratezza nel
+ricoprirla; «Chi sa, diss’egli, che non mi
+torni un’altra volta a proposito questa caverna?
+Poi gli ordigni che vi lascio hanno
+sempre un qualche valore.» Mandò un
+fischio, ed un cavallo che pascolava nella
+più vicina prateria, comparve a quel segnale
+a cui già tal bestia era avvezza. Mentre
+Wayland mettea la sella al suo cavallo,
+Tressiliano saliva sul proprio, dopo averne
+ristretta la cinghia.
+</p>
+
+<p>
+Intantochè Wayland montava a cavallo,
+così gli disse Riccardo. «Voi siete dunque
+per abbandonarmi, o antico mio collega, e
+mi togliete per sempre il piacere di ridere
+alle spalle di tutti que’ goffi, che tremavano
+dalla testa ai piedi quando io li conducea
+qui per far ferrare i loro cavalli dal diavolo
+e dai suoi ministri?»
+</p>
+
+<p>
+<span class="pagenum" id="Page_57">[57]</span>
+</p>
+
+<p>
+«Che vuoi farci, mio caro Flibbertigibbet?
+rispose Wayland: anche i migliori
+amici, bisogna che si lascino presto o tardi;
+ma te ne accerto, mio caro ragazzo, tu sei
+la sola cosa per cui mi rincresca abbandonare
+la vallata di White-Horse.»
+</p>
+
+<p>
+«Oh! non vi dico per questo l’ultimo
+addio. Voi sarete sicuramente a quelle belle
+feste che stanno per celebrarsi, e non mancherò
+di trovarmivi io pure; perchè se il sig.
+Holyday non mi ci vuol condurre, giuro
+per la luce di quel sole, che non è mai entrato
+nella vostra fucina, mi darà l’animo
+di venirci da me.»
+</p>
+
+<p>
+«Bada, Flibbertigibbet, a non far corse
+in fallo.»
+</p>
+
+<p>
+«Voi vorreste far di me un fanciullo,
+e di que’ fanciulli che corrono rischio se
+muovono un solo passo non tenuti per le
+cordicelle. Oh! vi proverò il contrario, e
+non sarete lontano un miglio da queste
+pietre, allorchè v’accorgerete che non mi
+diedero fuor di proposito il nome di spirito
+folletto. A quest’ora, e lo saprete fra poco,
+ho già meditata una cosa, che vi tornerà
+di grande vantaggio, purchè sappiate approfittarne.»
+</p>
+
+<p>
+«Che intendi tu dire?» gli chiese tosto
+Tressiliano. Ma il fanciullo non rispose che
+con una capriola, ed esortandoli entrambi
+che non frapponessero alla partenza verun
+<span class="pagenum" id="Page_58">[58]</span>
+indugio, ne diede ad essi l’esempio, prendendo
+a tutte gambe il sentiero della sua
+capanna, e sfoggiando tutta quella medesima
+agilità che dianzi aveva opposta a
+Tressiliano, allorchè questi lo volle indarno
+raggiugnere.
+</p>
+
+<p>
+«Sarebbe inutile il tenergli dietro, disse
+Wayland, e tanto varrebbe l’accignersi a
+seguire una lodola per aria. Per altra parte
+a che monterebbe? La miglior cosa da farsi
+per noi è quella di seguire il suo consiglio
+ed andarsene.»
+</p>
+
+<p>
+Tressiliano fece comprendere al compagno
+il luogo, verso cui bramava indirizzarsi,
+e si misero insieme in cammino.
+</p>
+
+<p>
+Non avevano essi fatto un miglio, quando
+Tressiliano si avvide che il proprio
+cavallo era in maggior ardenza di quanta
+ne avesse avuta il mattino all’atto in cui
+lo salì, e tal cosa ei fece osservare a Wayland.
+</p>
+
+<p>
+«Ho piacere che ve ne siate accorto,
+questi rispose; tale è l’effetto d’uno dei
+miei segreti, da me aggiunto alla misura di
+biada che gli somministrai. Di qui a sei ore
+almeno, <i>vostro Onore</i> non abbisognerà più
+di servirsi de’ suoi speroni. Credete voi che
+per nulla io abbia studiato la medicina e
+la farmacia?»
+</p>
+
+<p>
+«Spero bene non gli avrai dato nulla,
+che possa fargli del male.»
+</p>
+
+<p>
+<span class="pagenum" id="Page_59">[59]</span>
+</p>
+
+<p>
+«Credete che gli potesse produr male
+il latte della cavalla che lo nudrì? Tanto
+gliene produrrà il mio segreto.»
+</p>
+
+<p>
+E si diffondeva Wayland in fare encomi
+all’efficacia di tal suo segreto, allorchè l’attenzione
+d’entrambi fu interrotta da uno
+scoppio, violento quanto quello di una
+mina che faccia saltare all’aria i baluardi
+d’una città assediata. I due cavalli fecero
+un salto, nè men sorpresi si dimostrarono
+quelli che vi stavano sopra. Si volsero essi,
+e verso la parte appunto che abbandonarono,
+videro una densa colonna di fumo,
+che sorgendo altissima, copriva il cielo a
+guisa di nuvola.
+</p>
+
+<p>
+«Ecco la mia fucina andata al diavolo!
+(sclamò Wayland, indovinando subito il
+motivo di tale scoppio). Ho avuto poco
+giudizio allorchè parlai alla presenza di
+Flibbertigibbet dei divisamenti caritatevoli,
+che aveva sulla mia casa il dottor
+Doboobie. Dovea ben io immaginarmi che
+quel demonio di ragazzo non avrebbe avuto
+più pace se non mandava a termine tale
+impresa. Ma adesso bisogna raddoppiare
+il passo, perchè questo romore metterà
+sossopra tutto il paese.»
+</p>
+
+<p>
+Detto ciò, punse leggermente il fianco
+del suo cavallo, e fattosi altrettanto da
+Tressiliano, di gran galoppo si allontanarono
+da quel luogo.
+</p>
+
+<p>
+<span class="pagenum" id="Page_60">[60]</span>
+</p>
+
+<p>
+«Era questo dunque il senso misterioso
+di que’ detti con cui ci lasciò! soggiunse
+Tressiliano. Ma ciò è ben altro che una
+vivacità da ragazzo. Per poco che avessimo
+indugiata la partenza, eravamo già sepolti
+sotto quelle rovine.»
+</p>
+
+<p>
+«Oh! ci avrebbe avvertiti, disse Wayland,
+ed ho osservato che tornò più volte
+addietro per assicurarsi se eravamo in
+cammino. Egli è bensì un vero diavolo
+quanto a malizia, ma non però un diavolo
+cattivo. Ci vorrebbe troppo se dovessi
+raccontarvi tutte le impertinenze che mi ha
+fatte cominciando dal momento che strinsi
+lega con lui. Ma gli debbo altresì gratitudine
+d’avermi prestati rilevanti servigi, e
+quello soprattutto di condurmi avventori.
+Non v’era maggior delizia per lui quanto
+il veder que’ poveri contadini, che non ne
+potevano più di paura stando dietro la
+macchia ad udire il rimbombo del mio martello.
+Io credo, che la natura abbia messo
+in quella testa difforme una doppia quantità
+di cervello, per dargli almeno il compenso
+di saper ridere a spese di quegli
+sciocchi, che fanno le maraviglie della sua
+orridezza.»
+</p>
+
+<p>
+«Forse è così, disse Tressiliano. Coloro
+che la stranezza del loro esterno separò in
+tal qual modo dalla società, se non odiano
+il rimanente del genere umano, sono certamente
+<span class="pagenum" id="Page_61">[61]</span>
+propensi a prendersi spasso delle
+sue follie, e talvolta ancora, che è peggio,
+delle disgrazie che non li toccano.»
+</p>
+
+<p>
+«Però Flibbertigibbet, rispose Wayland,
+possede tali prerogative per cui gli si perdonano
+volentieri le sue stesse furfanterie.
+Non nego che si diletta far burle un po’
+forti veramente agli estranei, ma è indicibile
+la fedeltà, onde si fa pregio verso coloro
+ai quali è affezionato, e non è senza motivo,
+come già vi dissi, ch’io parlo così.»
+</p>
+
+<p>
+Tressiliano non andò più avanti in questo
+intertenimento, e il loro viaggio fu continuato
+senza incidenti, e senza avventure
+sino alla città di Marlborough, divenuta
+celebre di poi per aver dato il suo nome
+al più grande generale, eccettone uno, che
+l’Inghilterra abbia prodotto. Ivi i nostri
+due viaggiatori riconobbero nel tempo stesso
+la verità di due antichi proverbi, l’un
+dei quali è, che le cattive novità hanno
+le penne, l’altro, che chi sta ad ascoltare
+alle porte non ode mai dir bene di se
+medesimo.
+</p>
+
+<p>
+La corte dell’osteria ove smontarono stava
+in una specie di sconquasso, e a stento
+trovarono essi chi prendesse cura de’ loro
+cavalli, tanto ognuno era intento alla notizia
+sparsa d’intorno, e che correva di
+bocca in bocca. Rimasero qualche tempo
+senza poter discoprire di che si trattasse,
+<span class="pagenum" id="Page_62">[62]</span>
+ma finalmente compresero che la cosa agitata
+da quella gente li riguardava assai da
+vicino.
+</p>
+
+<p>
+«Abbiam capito, signori, abbiam capito,
+(rispose finalmente lo stalliere alle
+ripetute chiamate di Tressiliano). In verità
+so appena dov’io m’abbia la testa. È
+passato di qui, son minuti, un viaggiatore,
+che ne ha raccontato.... voi altri sicuramente
+avrete inteso a nominare il maniscalco
+Wayland, che abitava, non si sa bene in
+qual parte della vallata di White-Horse.
+Ebbene, questa mattina, il diavolo se lo è
+portato via con uno spaventevole fracasso,
+in mezzo ad una colonna di fuoco e di fumo,
+e nel far questo ha mandata all’aria una
+collina su di cui vedevasi un cerchio di
+grosse pietre. A quanto pare, l’abitazione
+di Wayland era lì.»
+</p>
+
+<p>
+«Vi dico la verità, tal cosa mi dispiace,
+disse allora un vecchio fittaiuolo, poichè
+questo Wayland, poco importa che avesse
+o no patto col diavolo, possedeva eccellenti
+rimedi contro le malattie dei cavalli, e d’or
+innanzi la vedo brutta per que’ galantuomini
+che avranno cavalli rognosi, se il demonio
+non ha dato tempo a Wayland di far
+testamento, e di lasciare a qualcheduno il
+suo segreto.»
+</p>
+
+<p>
+«Dite ottimamente, Gaffer Grimesby, si
+fece a dire lo stalliere. Anch’io una volta
+<span class="pagenum" id="Page_63">[63]</span>
+gli ho condotto un cavallo, nè vi era in
+tutto il paese un maniscalco abile al pari
+di lui.»
+</p>
+
+<p>
+«L’avete veduto, Giacomo?» domandò
+a questo stalliere madonna Alison Cicogna,
+padrona di quell’osteria, la cui insegna
+presentava l’uccello di questo nome, vero
+emblema quanto al collo e alle gambe del
+marito della Alison. Chiamavasi questi
+Goodman Cicogna, ed il contegno sommesso
+e rispettoso ch’egli teneva alla presenza
+della sua cara metà, ben dimostrava
+come madonna Alison era degna di portare
+in vece del marito anche quella parte di
+vestimento, che per lo più suol essere riserbata
+al solo sesso mascolino.
+</p>
+
+<p>
+Pure in tale occasione, prese coraggio a
+ripetere in questi termini l’interrogazione
+fatta dalla moglie: «Avete veduto il diavolo,
+Giacomo?»
+</p>
+
+<p>
+«Sì! come doveva io fare a vederlo?»
+rispose sgarbatamente costui, perchè in
+questa casa l’esempio della padrona non
+inspirava ai famigli grande rispetto verso
+quello che li stipendiava.
+</p>
+
+<p>
+«Gli è perchè, se lo aveste veduto, rispose
+il pacifico Goodman Cicogna, avrei
+avuto gusto di sapere come il diavolo sia
+fatto.»
+</p>
+
+<p>
+«Oh? vi avanzerà tempo per impararlo
+a conoscere, gli rispose la carezzevole compagna,
+<span class="pagenum" id="Page_64">[64]</span>
+sempre che non mutiate registro di
+vita, e non cominciate a pensare un po’
+più a’ vostri affari senza impacciarvi tanto
+in quelli degli altri. Ma però, Giacomo,
+non sarei malcontenta io pure d’intendere
+come fosse fatto questo Wayland.»
+</p>
+
+<p>
+«È quanto mi è impossibile il dirvi,
+buona padrona Alison (rispose lo stalliere
+in modo ben più rispettoso, che non aveva
+usato col padrone) perchè non l’ho mai
+veduto.»
+</p>
+
+<p>
+«Ma senza vederlo, disse allora Gaffer
+Grimesby, come hai potuto dargli a comprendere
+la malattia del tuo cavallo?»
+</p>
+
+<p>
+«La feci scrivere dal maestro di scuola;
+e mi fu guida il più brutto aborto di ragazzo,
+che madre natura abbia formato
+giammai.»
+</p>
+
+<p>
+«E che rimedio ordinò? — Il cavallo
+guarì?» — Queste furono le interrogazioni
+che s’intesero da molte bande.
+</p>
+
+<p>
+«Non vi dirò il nome di questo rimedio,
+perchè lo lasciò sopra una grossa pietra.
+Mi feci però coraggio per metterne in bocca
+tanto, quanto è grosso il pomello di una
+spilla. Al gusto e all’odore si sarebbe detto
+che fosse un miscuglio di corno di cervo e
+d’erba savina, stemprati nell’aceto; ma non
+par possibile che una tal droga di per se
+stessa guarisca un cavallo con tanta prontezza.
+Oh! lo veggo anch’io; non sarà sì
+<span class="pagenum" id="Page_65">[65]</span>
+facile d’ora in avanti il risanar dalla rogna
+i nostri cavalli.»
+</p>
+
+<p>
+L’amor proprio, che, senza distinzione
+di stati o di condizioni, fa nido in tutti
+gli animi umani, ebbe tanto potere in
+quel punto sopra Wayland, che dimenticò
+il pericolo cui si sarebbe esposto dandosi
+a conoscere; onde non potè ristarsi
+dal volgere di soppiatto un’occhiata a
+Tressiliano, sorridendo misteriosamente,
+e quasi volesse dirgli: «Voi gli udite!
+eccovi altrettante prove irrefragabili della
+mia sapienza.» Continuava intanto quell’intertenimento.
+</p>
+
+<p>
+«Non fa niente (disse un grave personaggio
+vestito di nero, e venuto lì in
+compagnia di Gaffer Grimesby). È assai
+meglio veder morire i nostri cavalli della
+malattia che vorrà mandar loro il Signore,
+che farli curare dal diavolo.»
+</p>
+
+<p>
+«È vero, disse l’ostessa, e sono molto
+maravigliata, che Giacomo abbia voluto
+mettere a repentaglio la sua anima per
+quella rozza di cavallo.»
+</p>
+
+<p>
+«Dite bene, padrona, rispose Giacomo,
+ma quella rozza apparteneva al padrone
+col quale allora io mi stava. Supponete
+fosse stata vostra. Che avreste voi detto,
+se per paura del diavolo non l’avessi fatta
+medicare? Poi, ci pensi il Clero. Ognuno
+si prenda brighe delle sue faccende, dice
+<span class="pagenum" id="Page_66">[66]</span>
+il proverbio. Il ministro della Chiesa pensi
+al suo vangelo, e lo stalliere alla sua
+stregghia.»
+</p>
+
+<p>
+«Io protesto, disse madonna Alison,
+che Giacomo parla qual deve un buon
+cristiano, ed un servo fedele, che non
+risparmia, nè anima, nè corpo per l’interesse
+de’ suoi padroni. Vi dirò bene che
+il diavolo si è portato via a tempo questo
+maniscalco, perchè un uffiziale del
+cantone è venuto questa mattina a cercare
+il vecchio Pinniewink, famoso per avere
+fatto i processi a tante streghe, e dovevano
+andare insieme nella vallata di White-Horse
+per arrestare questo Wayland, e
+convincersi se era veramente uno stregone.
+Ho aiutato io medesima il Pinniewink ad
+aguzzare le sue molle e i suoi punteruoli,
+ed ho veduto il decreto d’arresto spedito
+dal giudice Blindas.»
+</p>
+
+<p>
+«Sì, che avrebbero fatto molto, disse
+la vecchia Crank, lavandaja e cattolica;
+il diavolo si sarebbe riso di Blindas, del
+suo ordine d’arresto, di Pinniewink e
+delle sue molle; e le carni di Wayland
+avrebbero tanta paura del punteruolo,
+quanta ne ha del ferro da stirare un collare
+di tela batista increspato. Ma badate
+a me, brave persone. Il diavolo avrebbe
+egli avuto potere di privarvi con questa
+disinvoltura dei vostri maniscalchi e dei
+<span class="pagenum" id="Page_67">[67]</span>
+vostri artefici, allorchè gli abati d’Abingdon
+erano padroni del paese?.... Oh!
+no per la Vergine. Essi sapevano scongiurarlo
+e non lo lasciavano venire avanti.
+Dite ai vostri ministri di farne altrettanto.»
+</p>
+
+<p>
+Questo sarcasmo, che feriva la chiesa
+riformata, mise in mezzo a quella discussione
+il tumulto, e Tressiliano ne profittò
+per entrare con Wayland nella casa.
+Goodman che lor tenne dietro li fece entrare
+in una stanza particolare, ove li
+lasciò soli intanto che andò ad ordinare
+quella refezione di cui lo chiesero.
+</p>
+
+<p>
+«Voi vedete, o signore, disse allora
+a Tressiliano Wayland con tuono grave
+e trionfante, voi vedete che non v’ingannai,
+allor quando mi diedi presso voi
+per iniziato in tutti i misteri dell’arte
+del maniscalco, persona sì ragguardevole
+appo i Francesi, che diedero così a lui,
+come ai primi uffiziali della Corona il
+nome di <i>marescialli</i>. Questi cani di stallieri,
+i quali poi sono in sostanza i migliori
+giudici in sì fatte cose, ben sanno
+in quanto pregio debbano aversi i medicamenti.
+Vi prendo in testimonio, sig.
+Tressiliano, se non furono solamente le
+voci della calunnia e l’opera della violenza,
+che mi costrinsero ad abbandonare
+questo decoroso ed utile mestiere.»
+</p>
+
+<p>
+<span class="pagenum" id="Page_68">[68]</span>
+</p>
+
+<p>
+«Non mi ristarò mai dal renderti tal
+giustizia, mio caro amico, ma parleremo
+di ciò a miglior tempo, semprechè non
+credessi tu necessario all’aumento di tua
+fama il far conoscenza colle molle e coi
+punteruoli del dotto sig. Pinniewink;
+perchè tu vedi che le stesse persone più
+ardenti in tuo favore ti notificano per
+uno stregone.»
+</p>
+
+<p>
+«Che Dio perdoni a costoro i quali
+confondono la scienza colla magia! Ma
+io spero che un galantuomo possa possedere
+abilità al pari, e più di chiunque
+espertissimo chirurgo abbia mai tastato
+polso a cavalli, e non aver patto col
+diavolo.»
+</p>
+
+<p>
+«Lo spero anch’io. Ma taci ora: è
+qui l’ostiere, che a quanto mostra in
+fisonomia non ha comuni con noi queste
+speranze.»
+</p>
+
+<p>
+Ognuno dell’osteria era talmente immerso
+ne’ pensieri di questa sparizione di
+Wayland, portato via dal diavolo, e nel
+confrontare le diverse tradizioni che su
+di tale argomento si moltiplicavano e si
+ingrandivano ad ogni istante da tutte le
+bande, che Goodman non potè farsi aiutare
+fuorchè dal più giovane de’ suoi garzoni,
+d’età in circa ne’ dodici anni, e di
+nome Sansone.
+</p>
+
+<p>
+«Io vorrei (diss’egli, scusandosi con
+<span class="pagenum" id="Page_69">[69]</span>
+quegli ospiti sull’averli fatti aspettare, e
+mettendo sulla tavola un fiasco di vino)
+che il diavolo si fosse portato via mia
+moglie e tutti i miei famigli in luogo di
+questo Wayland, che a ben pesare tutte
+le cose, non meritava quant’essi l’onore
+concedutogli da Satanasso.»
+</p>
+
+<p>
+«La penso anch’io così, buon galantuomo,
+disse Wayland; e berremo insieme
+una tazza di vino all’adempimento dei
+vostri auguri.»
+</p>
+
+<p>
+«Non è per pretendere di giustificare
+nessuno, che faccia lega col diavolo,
+disse Goodman dopo avere bevuto, ma
+gli è che.... Avete mai gustato un vin
+di Canarie più squisito di questo, miei
+signori?... gli è che si vorrebbe aver
+faccende con una dozzina di rompicolli
+come Wayland, anzichè con un diavolo
+in carne, con cui si è obbligato trovarsi
+sempre a tavola ed a letto. Quanto a me,
+vorrei, anzichè continuare una tal vita...»
+</p>
+
+<p>
+Ma sul più bello venne interrotto dalla
+voce aspra della sua metà, che stava chiamandolo
+dalla cucina; onde dopo avere
+chiesto perdono agli ospiti, uscì affrettatamente
+di quella stanza.
+</p>
+
+<p>
+Partito appena costui, Wayland pose
+in opera tutti gli epiteti di sprezzo, fornitigli
+dal vocabolario della sua lingua
+contro questo ostiere, cui diede nome
+<span class="pagenum" id="Page_70">[70]</span>
+di gallina tuffata nell’acqua per tale suo
+nascondere la testa entro il grembiule
+della moglie, e soggiunse, che se le loro
+cavalcature non avessero avuto gran bisogno
+di riposo e di nudrimento, sarebbe
+stato per pregare il signor Tressiliano
+a tirare avanti ancora per qualche
+miglio, piuttostochè pagar conti ad un
+uomo, che era l’infamia del proprio sesso.
+</p>
+
+<p>
+Intanto il comparire d’un buon piatto
+di garretto di bue condito col lardo,
+temperò alquanto il mal umore venuto
+nel nostro maniscalco, mal umore che
+affatto si dileguò all’arrivo di un bellissimo
+cappone arrostito in quell’istante,
+e coperto di falde di lardo, che al dir
+di Wayland, spumeggiavano come rugiada
+di maggio al di sopra di un giglio.
+Goodman e la moglie di questo, Alison,
+divennero allora ai suoi occhi persone
+stimabili, industri e persino gentili,
+che meritavano ogni genere d’incoraggiamento.
+</p>
+
+<p>
+Giusta l’usanza di que’ tempi, il padrone
+ed il servo sedettero ad un medesimo
+desco, ma il secondo si accorse
+con dispiacere che l’altro faceva poco
+onore alla mensa. Ricordandosi però il
+turbamento dianzi nato in Tressiliano all’udir
+soltanto rammemorare la giovine
+donzella, nella cui abitazione l’uno e
+<span class="pagenum" id="Page_71">[71]</span>
+l’altro si conobbero la prima volta, temette
+Wayland di rinovare con indiscrete
+interrogazioni una ferita, a quanto
+gli parea, troppo acerba nel cuore del
+Cavaliere, e mostrò di attribuire ad altra
+cagione la poca voglia di cibarsi che
+in esso scorgea.
+</p>
+
+<p>
+«Forse queste vivande non sono assai
+dilicate per <i>vostro Onore</i> (gli disse
+facendo sparire il terzo quarto di cappone,
+da cui Tressiliano non avea tolto
+che un’ala). Ma se aveste alloggiato
+tanto tempo quant’io vi stetti nel sotterraneo,
+a cui Flibbertigibbet ha or or
+dato aria, in quel sotterraneo ove io ardiva
+appena di far cuocere i miei alimenti
+per paura d’essere tradito dal fumo,
+v’accorgereste al pari di me che
+un cappone è una squisita vivanda.»
+</p>
+
+<p>
+«Godo che il banchetto sia di tuo
+aggradimento, rispose Tressiliano; ma
+spicciati; questo luogo non è sicuro per
+te, e i miei affari non mi permettono
+di perder tempo.»
+</p>
+
+<p>
+Eglino non si fermarono adunque più
+di quanto bastò a restituire forza ed ardore
+ai loro cavalli, indi con incredibile
+velocità si spinsero fino a Bradford,
+ove passarono la notte.
+</p>
+
+<p>
+Ne partirono allo schiarire della domane;
+ma per non annoiare il leggitore
+<span class="pagenum" id="Page_72">[72]</span>
+col racconto d’inutili particolarità, ci
+limiteremo a dire, che attraversarono,
+senza scontrarsi in avventure, le contee
+di Wilt e di Sommerset; ond’era il
+terzo giorno dacchè Tressiliano partì da
+Cumnor, allorchè verso il mezzodì si
+trovarono al castello di sir Ugo Robsart,
+detto Lidcote-Hall sulle frontiere della
+contea di Devon.
+</p>
+
+<div class="chapter">
+<p><span class="pagenum" id="Page_73">[73]</span></p>
+
+<h2 class="nosp">CAPITOLO IV.</h2>
+</div>
+
+<div class="poem-container">
+<div class="poem inl"><div class="stanza">
+<p class="i01">»Quale invilì furía di nembo il fiore,</p>
+<p class="i01">»Che fu di questa rocca e vanto e onore?</p>
+<p class="i09"> <i>Giovanna Baillie</i>.</p>
+</div></div>
+</div>
+
+<p>
+Il vecchio castello di Lidcote-Hall era
+situato presso al villaggio del medesimo
+nome, contiguo alla grande foresta di
+Exmoor, ed abbondante d’ogni specie di
+selvaggiume. Ivi antichi privilegi spettanti
+alla famiglia di Robsart, davano
+a sir Ugo un diritto riservato di andare
+alla caccia, passatempo a lui prediletto
+sopra tutti gli altri, come vedemmo. Questo
+vetusto edifizio poco alto, e che inspirava
+venerazione, teneva un grande
+spazio di terreno, circondato all’intorno
+da profondissima fossa. Una torre ottangola,
+ed un ponte levatoio lo difendevano
+contro chi ostilmente avesse preteso
+avvicinarvisi. Fabbricata di mattoni
+questa vecchia fortezza, le muraglie
+ne erano sì fattamente coperte di edera,
+e di altre piante serpeggianti, che sotto
+quel tappeto mal potea indovinarsi la
+<span class="pagenum" id="Page_74">[74]</span>
+materia prima adoperata nell’edificarla.
+Ogni angolo della torre andava decorato
+di una torricella, nè l’una di tali torricelle
+somigliava all’altra; il che si scostava
+di gran lunga dalla regolare monotonia
+dell’architettura gotica moderna.
+Quadrata era la base di una fra esse,
+e vi stava un orologio, ma fermo; la
+qual cosa sorprese tanto più Tressiliano,
+che il signore del luogo, fra l’altre sue
+innocenti manìe, avea quella di voler
+conoscere scrupolosamente le ore e i minuti,
+fantasia assai famigliare a tutti coloro,
+i quali non sanno che farsi del
+tempo. Nella stessa guisa vediamo parecchi
+mercanti spassarsi nel far l’inventario
+delle lor mercanzie, quando appunto
+vi sono minori occasioni di spacciarle.
+</p>
+
+<p>
+Entravasi nella corte del castello per
+una strada in volto, appena dentro la
+torre. Abbassato in quell’istante era
+il ponte levatoio, e socchiuso uno de’
+battitoi della porta foderata di ferro.
+Tressiliano affrettatosi di attraversare il
+ponte, entrò nella corte, chiamando ad
+alta voce ognun dei servi per nome.
+Alla prima chiamata non gli risposero
+se non se l’eco, che ripetea la sua voce,
+e parecchi veltri che abbaiavano dal
+lor canile situato non lungi dal castello
+<span class="pagenum" id="Page_75">[75]</span>
+nel ricinto attorniato dalla fossa.
+Ei vide finalmente giugnere William Badger,
+vecchio favorito di sir Ugo, che
+gli era ad un tempo, e primo bracchiere
+a cavallo, e soprantendente de’ suoi
+piaceri, e fedele guardia del corpo. La
+fronte di quel vegliardo, dianzi cupa,
+si aperse alla vista di Tressiliano.
+</p>
+
+<p>
+«Che il Cielo vi protegga, sig. Edmondo
+Tressiliano! Siete veramente voi
+in carne ed in ossa? Avvi dunque alcun
+raggio di speranza per sir Ugo? Nessuno
+sa più quali vie tenere con lui,
+cioè nol sappiamo nè il ministro, nè il
+sig. Mumblazen, nè io.»
+</p>
+
+<p>
+«Sir Ugo adunque sta peggio che non
+quand’io lo lasciai?»
+</p>
+
+<p>
+«Peggio... no. Starebbe anzi meglio,
+perchè lo stomaco.... gli serve bene;
+ma... è la testa che è sconcertata; non
+v’è più luogo da dubitarne. Beve e mangia
+siccome d’ordinario, ma non dorme,
+o se vogliamo dire più acconciamente,
+non si sveglia mai, perchè è sempre in
+una specie di torpore, che non può dirsi
+nè un vegghiare, nè un dormire. La
+governante Swineford si dava a credere
+che fosse una specie di paralisia. Ma no,
+le dissi: il suo male sta nel cuore, solamente
+nel cuore.»
+</p>
+
+<p>
+«Nè potete distrarlo con qualcuno dei
+suoi soliti passatempi?»
+</p>
+
+<p>
+<span class="pagenum" id="Page_76">[76]</span>
+</p>
+
+<p>
+«Non trova più diletto in nessuna cosa.
+Non tocca più nè la tavola reale,
+nè il <i>shovel-board</i>; non ha guardato una
+sola volta il grosso volume di Blasone
+del signor Mumblazen. Mi venne in pensiere
+di fermar l’orologio, dicendo fra
+me stesso, che il non udire più sonare
+le ore gli darebbe uno scotimento: voi
+ben sapete che non si stava mai dal
+contarle. Tutta opera gettata, in guisa
+che fo conto ora di tornare a mettere
+in lavoro i pesi dell’orologio. Vi dirò
+sino, che sperando di farlo andare in
+collera, mi presi la libertà di camminar
+sulla coda di Bungay; vi è noto che cosa
+mi sarei buscato con ciò in altri tempi.
+Eh! non pensò alle grida del povero
+cane più di quanto avrebbe fatto mente
+ad una civetta che strillasse dalla sommità
+esterna del cammino. In una parola,
+perdo la testa io medesimo nel pensarci.»
+</p>
+
+<p>
+«Ebbene, William, mi racconterai
+il rimanente entrati che saremo in casa.
+Ma fa intanto condurre quest’uomo alla
+credenza, e procura gli sieno usati tutti
+i convenienti riguardi. Egli è un artefice,
+che sa di molte cose.»
+</p>
+
+<p>
+«Vorrei che sapesse la magia, fosse
+poi la nera o la bianca, purchè avesse
+abilità di portare qualche sollievo al
+<span class="pagenum" id="Page_77">[77]</span>
+mio povero padrone. Eh! Tommaso,
+(gridò egli al cantiniere che si mostrò
+ad una finestra bassa della corte). Prendi
+cura di questo artefice, e (soggiunse
+con voce sommessa) abbi occhio ai
+cucchiai d’argento perchè ho conosciuto
+artefici di più d’una fatta.»
+</p>
+
+<p>
+Indi condotto Tressiliano in una sala
+a pian terreno, il Badger andò a vedere
+come stava il padrone, temendo che l’inaspettato
+ritorno d’un uomo da esso amato
+siccome figlio, e che anzi egli si
+era scelto per genero, non producesse
+una impressione troppo violenta nel suo
+animo. Ma tornò addietro quasi nel medesimo
+istante, narrando come sir Ugo
+era poco men che sopito nella sua sedia
+a bracciuoli; che però, appena darebbe
+egli sentore di svegliarsi, il signor
+Mumblazen non avrebbe mancato d’avvertirne
+il sig. Tressiliano.
+</p>
+
+<p>
+«Sarà un gran caso se vi riconosce,
+aggiunse il bracchiere, perchè non si ricorda
+il nome d’un solo fra i suoi cani.
+Otto giorni fa, veramente io sperai d’aver
+causa vinta, perchè dopo aver preso
+la bevanda della sera nella sua grande
+tazza d’argento, mi disse: <i>domani mattina
+tu metterai la sella al vecchio Sorrel,
+e andremo a cacciare sulla collina di
+Hazelhurst</i>. Tutti giubilanti fummo pronti
+<span class="pagenum" id="Page_78">[78]</span>
+allo spuntare dell’alba, e salito egli a
+cavallo, si mise alla caccia secondo l’ordinario,
+ma non disse altra parola se
+non che il vento spirava da ostro, e che
+i cani avrebbero fatto male il loro dovere;
+ma questi non erano per anche sguinzagliati,
+quand’egli si fermò d’improvviso,
+guardò attorno di sè come uomo
+che si svegli subitamente da un sogno,
+e volgendo la briglia del suo destriero,
+tornò al castello, lasciando noi padroni
+di continuare la caccia senza di lui se
+così avessimo voluto.»
+</p>
+
+<p>
+«È ben acerbo il racconto che mi fate,
+o William, disse Tressiliano, ma speriamo
+in Dio, perchè omai gli uomini
+non possono nulla.»
+</p>
+
+<p>
+«Voi non ci arrecate adunque nessuna
+notizia della nostra giovane padrona
+Amy? Ma qual uopo omai di farvi questa
+interrogazione? Non me ne dice abbastanza
+la vostra fisonomia? Eppure io
+aveva sperato, che se v’era qualcuno
+capace di scoprirne la pesta, voi ci sareste
+riuscito. È dunque deciso, ed il
+male è senza rimedio! Ma se arrivo ad
+incontrare il Varney a gittata del mio
+archibugio, oh! non lo sbaglierò. Lo
+giuro per il pane e per il sale.»
+</p>
+
+<p>
+Si aperse in quell’istante la porta ed
+entrò nella sala il sig. Mumblazen, vecchio
+<span class="pagenum" id="Page_79">[79]</span>
+magro increspato, le cui guance
+parevano due mele su le quali sia passato
+tutto un inverno: le sue chiome
+grigie stavano in parte coperte sotto un
+piccolo cappello simile ai canestri entro
+cui si vendono le fragole a Londra, vale
+a dire di forma conica. Egli era uno
+di quegli uomini gravi, che temono far
+troppo dispendio di parole nel salutar
+qualcheduno. Laonde, chinando solamente
+il capo e strignendo la mano a
+Tressiliano, gli diede a comprendere
+come gli fosse grato il rivederlo, e con
+un cenno lo sollecitò a seguirlo nella
+stanza di sir Ugo. William Badger gli
+accompagnò, senza averne avuto l’ordine
+da nessuno, ma troppa curiosità lo
+pungea di scoprire se la presenza di
+Tressiliano trarrebbe infine dal suo torpore
+un padrone che tanto eragli caro.
+</p>
+
+<p>
+Sir Ugo Robsart signore di Lidcote,
+seduto sopra una grande sedia a bracciuoli,
+se ne stava in una vasta sala più lunga
+che larga, le cui pareti andavano
+ornate di corna di cervo, e di tutti gli
+strumenti necessarj alla caccia tenuti
+quanto meglio poteasi. La sedia ov’ei posava
+era poco distante da un grande
+cammino, sopra cui vedevansi una sciabola,
+ed alcune armi, come usavano i
+cavalieri, non però troppo rispettate dalla
+<span class="pagenum" id="Page_80">[80]</span>
+ruggine. Essendo sir Ugo fornito di un
+gran volume di corpo, il solo esercizio
+della caccia avea posto qualche limite
+alla pinguedine, cui egli propendea. Tressiliano
+credette osservare, che la specie
+di letargo nel quale giacevasi il suo
+vecchio amico, avesse aumentata questa
+pinguedine nelle poche settimane che l’altro
+rimase lontano. Certamente, era sparita
+ogni vivacità dagli occhi di quel
+vecchio infelice, i quali si portarono
+tosto sopra il sig. Mumblazen, che andò
+a passi lenti a sedersi dinanzi una
+tavola di quercia su cui stava aperto un
+grosso volume in foglio; poi si fissarono
+con aria d’incertezza sopra Tressiliano,
+che veniva dietro al sig. Mumblazen. Il
+vecchio ministro, che avea sofferto grandi
+persecuzioni ai tempi della regina Maria,
+stava seduto con un libro in mano
+nell’altro angolo dell’appartamento. Salutò
+egli Tressiliano con faccia mesta, e
+chiuso il volume, si diede ad esaminare
+qual effetto produrrebbe sull’anima di
+quell’afflitto genitore la presenza del Cavalier
+sopraggiunto.
+</p>
+
+<p>
+S’avvicinava Tressiliano, cogli occhi
+gonfi di lagrime, al buon vegliardo, che
+lo avrebbe voluto per genero, ed in
+proporzione sembrava, che la ragione
+riprendesse il suo impero sullo spirito
+di sir Ugo.
+</p>
+
+<p>
+<span class="pagenum" id="Page_81">[81]</span>
+</p>
+
+<p>
+Questi mandò un profondo sospiro,
+come uomo che si riscote da uno stato
+di stupidezza; una leggiera convulsione
+ne agitò tutti i muscoli; e senza pronunziare
+parola aperse ambo le braccia, tra
+le quali si lanciò Tressiliano, ch’egli si
+strinse al seno con tenerezza.
+</p>
+
+<p>
+«Non ho io dunque ancora perduto
+ogni cosa!» sclamò egli, e nel mandare
+tali accenti, la natura ebbe ristoro d’abbondanti
+lagrime, che gl’innondarono le
+guance e la bianca barba.
+</p>
+
+<p>
+«Non avrei creduto giammai, disse
+William Badger, dovere render grazie a
+Dio per veder piangere il mio padrone,
+ma ora lo fo di tutto cuore, benchè mi
+senta costretto a piangere in sua compagnia.»
+</p>
+
+<p>
+«Io non ti farò interrogazioni, no:
+nemmeno una interrogazione, o mio Edmondo,
+disse allora sir Ugo. Tu non
+la trovasti; ovvero la trovasti sì digradata,
+che meglio varrebbe averla perduta.»
+</p>
+
+<p>
+Tressiliano non seppe meglio rispondere
+a quel vecchio infelice che coprendosi
+il volto con tutte due le mani.
+</p>
+
+<p>
+«Basta così. Già intesi assai. Non
+piangere, Edmondo, per essa. Io ho
+ragione di piangere, perchè ell’era mia
+figlia. Tu in vece hai di che rallegrarti,
+poichè non divenne tua moglie. Onnipotente
+<span class="pagenum" id="Page_82">[82]</span>
+Iddio, tu sai meglio di noi quello
+che tu ne devi concedere. La mia
+preghiera d’ogni sera era di vedere Edmondo
+sposo d’Amy; se fossi stato esaudito,
+quanto più acerbo dolore or proverei!»
+</p>
+
+<p>
+«Consolatevi, mio degno amico, gli
+disse il Ministro; egli è impossibile, che
+la figlia delle nostre speranze, delle nostre
+tenere sollecitudini, sia divenuta spregevole
+siccome lo immaginate.»
+</p>
+
+<p>
+«Oh senza dubbio! sclamò sir Ugo col
+tuono dell’impazienza, avrei torto nel
+chiamarla schiettamente col nome ch’ella
+merita di portare. Ne avranno inventato
+alcun altro, che soni meglio alla Corte.
+Ivi l’infamia sa coprirsi d’una vernice
+brillante. La figlia di un gentiluomo di
+campagna, d’un vecchio contadino di
+Devon, è abbastanza onorata col divenire
+la favorita d’un cortigiano.... e
+d’un Varney! di quel Varney, il cui
+avolo ebbe d’uopo de’ soccorsi del padre
+mio, allorchè i suoi beni furono confiscati
+dopo la battaglia di... di... Eh!
+vada al diavolo la mia memoria! e state
+lì, e nessuno mi aiuterebbe nemmeno
+a dire quello che voglio dire.»
+</p>
+
+<p>
+«Dopo la battaglia di Bosworth, disse
+il sig. Mumblazen, che accadde fra Riccardo
+il Gobbo, ed Enrico Tudor avolo
+<span class="pagenum" id="Page_83">[83]</span>
+della presente Regina, <i>anno primo</i>
+del regno di Enrico Settimo, 1485 <i>post
+Christum natum</i>.»
+</p>
+
+<p>
+«È questo che io voleva dire; non
+vi è ragazzo che non sappia tai cose. Ma
+la mia povera testa dimentica tutto ciò
+che amerei ricordarmi, e si ricorda di tutto
+ciò che vorrei dimenticarmi. Sai Tressiliano?
+Il mio cervello ha vacillato dopo
+la tua partenza, e anche adesso, credo
+che vada a caccia a dispetto del vento.»
+</p>
+
+<p>
+«<i>Vostro Onore</i> farebbe assai meglio
+col mettersi a letto, disse il Ministro,
+e col procurare di prendere qualche ora
+di riposo. Il dottore ha lasciato una pozione
+calmante, e quell’altro medico, che
+ne sa al di sopra di tutti i dottori, vuole
+che per noi s’adoprino tutti gli espedienti
+umani a fine di metterci in grado
+di sopportare le prove, che ne vengono
+dalla sua mano.»
+</p>
+
+<p>
+«Voi dite il vero, mio vecchio amico,
+rispose sir Ugo, e mi sforzerò di sopportarle
+qual si conviene ad un uomo:
+infine ella è una donna che noi abbiamo
+perduto. Vedi, Tressiliano (disse il vecchio,
+traendosi dal seno un riccio di capelli),
+la sera innanzi del suo allontanamento,
+ella mi abbracciò colmandomi di
+carezze anche più dell’ordinario, ed io come
+un vecchio insensato, la riteneva per
+<span class="pagenum" id="Page_84">[84]</span>
+questo riccio. Ella prese la cesoia, sel
+tolse dalle chiome, e lo lasciò fra queste
+mie mani quasi unico ricordo che doveva
+rimanermi di lei.»
+</p>
+
+<p>
+Tressiliano non fu capace di rispondergli.
+E pensava fra se medesimo all’aspra
+lotta, che in quel momento avrà sofferta
+entro il suo cuore la misera fuggitiva.
+Il ministro stava per dire qualche
+cosa, allor quando lo interruppe sir Ugo.
+</p>
+
+<p>
+«So che cosa volete dirmi, non è che
+un riccio di capelli di una donna, e sol
+per opera di una donna, la vergogna,
+la morte, il peccato entrarono in questo
+mondo. E il dotto sig. Mumblazen potrebbe
+qui citarmi molte autorità per
+provarmi l’inferiorità di questo sesso.»
+</p>
+
+<p>
+«Un celebre autore Francese, soggiunse
+allora il Mumblazen, dice: <i>che
+l’uomo è nato per la guerra e per li
+consigli</i>.»
+</p>
+
+<p>
+«Ebbene, disse sir Ugo, procuriamo
+adunque di comportarci siccome uomini,
+intendo con saggezza e coraggio.
+Edmondo, io ti rivedo volentieri nel
+modo istesso che se tu m’avessi apportato
+migliori novelle. Ma tanto parlare
+che abbiam fatto non può a meno di non
+averne inaridite le labbra. Amy, ordina
+che ci portino vino.» Poi ripensando
+sull’istante, che quella figlia, un giorno
+<span class="pagenum" id="Page_85">[85]</span>
+a lui tanto cara, non era ivi per
+ascoltarlo, dimenò il capo, e voltosi al
+ministro: «È deciso, diss’egli; il cordoglio
+sta nella mia mente alienata, come
+la chiesa di Lidcote nel mio parco. Posso
+ben perdermi per qualche istante fra
+i boschetti e le macchie: ma non sono
+appena al finire d’un viale, vedo il campanile,
+che mi ricorda il sepolcro de’ miei
+maggiori. Oh! piacesse al cielo che coll’incominciar
+di domani io mi stessi tranquillamente
+in loro compagnia!»
+</p>
+
+<p>
+Tressiliano e il ministro raddoppiarono
+di preghiere al vegliardo per indurlo
+a mettersi in letto, tantochè finalmente
+vi riuscirono. Lo condussero nella
+stanza sua di riposo, ove Tressiliano
+rimase con lui, finchè il sonno venisse
+a chiuderne le pupille; portatosi di poi
+a raggiugnere il ministro, ed a deliberare
+congiuntamente con lui su quanto
+di meglio era da operarsi in una circostanza
+cotanto malaugurata.
+</p>
+
+<p>
+Non potevano essi escludere il signor
+Mumblazen da tale colloquio, e per altra
+parte non ebbero discaro ch’ei ne fosse
+partecipe, perchè, anche non calcolando
+i soccorsi che potessero venir loro dall’accortezza
+di quest’uomo, lo sapevano per
+indole sì taciturno da non temere ch’ei
+commettesse imprudenze. Era egli un vecchio
+<span class="pagenum" id="Page_86">[86]</span>
+celibe, venuto da famiglia onesta,
+ma povera anzi che no, e parente in lontananza
+della casa di Robsart. Tale affinità
+fu il motivo, per cui già volgeano venti
+anni dacchè dimorava in quella magione.
+Accetta oltre ogni dire era al vecchio signor
+del castello la compagnia di questa
+persona, e ciò soprattutto per la scienza
+profonda posseduta dal Mumblazen (nè si
+estendeva più in là) sopra il Blasone e le
+genealogie, e sopra tutte le date storiche
+che alle genealogie si riferivano. Ma gli era
+questo il genere di sapienza più conforme
+ai gusti di sir Ugo, che trovava per sè espedientissima
+cosa l’avere ad ogni uopo
+pronto un amico a cui volgersi, se lo tradiva
+la memoria, o se lo conduceva in errore
+intorno i nomi e le date, cosa non rara a
+succedergli. Allora Michele Mumblazen
+non mancava mai dal fornirgli con aggiustatezza
+e laconismo quanti mai indizi
+l’altro potesse desiderare. E benchè nelle
+bisogne ordinarie di questo mondo adoperasse
+il più delle volte uno stile enigmatico,
+e mescolato con termini andati a
+pescar nel Blasone, la sostanza dei suggerimenti
+che venivano dal suo labbro non
+era da disprezzarsi; onde aveva ragione
+William Badger nel dire che il Mumblazen
+snidava la cacciagione, intanto che gli altri
+scotevano i rami.
+</p>
+
+<p>
+<span class="pagenum" id="Page_87">[87]</span>
+</p>
+
+<p>
+«Avremmo noi creduto mai che lo starci
+col buon Cavaliere ne avesse tratti a
+soffrir tanto, signor Edmondo? (gli disse
+il Ministro): io non aveva mai più provato
+simil cordoglio dopo il momento che
+togliendomi al mio prediletto ovile, mi
+costrinsero a lasciarlo alla discrezione di
+lupi affamati.»
+</p>
+
+<p>
+«<i>In anno tertio</i> del regno di Maria»
+disse il signor Mumblazen.
+</p>
+
+<p>
+«In nome del Cielo, signor Edmondo,
+continuò il Ministro, narrateci se il vostro
+tempo fu impiegato meglio del nostro,
+e se otteneste qualche notizia della
+sciagurata giovinetta, che dopo aver fatto
+per diciotto anni le delizie di questa casa
+immersa oggi nel pianto, ne è divenuta la
+vergogna e la disperazione? Scopriste voi
+il luogo ov’ella si asconde?»
+</p>
+
+<p>
+«Vi è noto il castello di Cumnor?»
+chiese a lui Tressiliano.
+</p>
+
+<p>
+«Certamente, rispose il Ministro. Era
+come una casa di campagna, goduta dagli
+abati d’Abingdon.»
+</p>
+
+<p>
+«Ed io ne ho veduto lo stemma, aggiunse
+tosto il Mumblazen, sopra il cammino
+di pietra, posto nel salone a pian terreno:
+è una croce, cui sovrasta una mitra, fra
+quattro merli.»
+</p>
+
+<p>
+«Ebbene: è colà, disse Tressiliano,
+ove quella infelice soggiorna in compagnia
+<span class="pagenum" id="Page_88">[88]</span>
+dello scellerato Varney, che la mia sciabola
+avrebbe punito di tutti i suoi delitti, se un
+puro caso non lo sottraeva al mio furore.»
+</p>
+
+<p>
+«Sia lodata la Divina Providenza, soggiunse
+il Ministro, poichè v’impedì, o giovine
+ardito, di bagnar le mani nel sangue di
+un vostro simile. <i>A me si aspetta il vendicarmi</i>,
+dice il Signore: ben varrebbe meglio
+il pensare a liberar questa misera dagl’infami
+lacci in cui quello sgraziato la tiene.»
+</p>
+
+<p>
+«E che si chiamano, in termine di
+Blasone, <i>laquei amoris</i>» non potè starsi
+dal dire il Mumblazen.
+</p>
+
+<p>
+«Egli è appunto su di ciò, che vi chiedo
+consiglio, diletti amici, ripigliò Tressiliano.
+Il mio disegno è gettarmi ai piedi
+del Trono, e colà accusare questo scellerato,
+come perfido, come seduttore, come
+violatore in somma di tutte le leggi della
+ospitalità. La Regina non negherà darmi
+ascolto, quand’anco stesse al suo fianco il
+conte di Leicester che lo protegge.»
+</p>
+
+<p>
+«La Regina, disse il Ministro, che ha
+dato sì grande esempio di continenza ai
+suoi sudditi, ne darà certamente uno di
+giustizia contra questo malfattore. Ma non
+sarebbe migliore avviso, sig. Tressiliano,
+il volgervi a dirittura al conte di Leicester,
+che è all’immediato servigio della
+Regina? Se potete ottenere giustizia da
+lui, perchè farvene un potente nemico?
+<span class="pagenum" id="Page_89">[89]</span>
+E lo diverrebbe certo, se per prima cosa
+accusaste dinanzi la Regina quell’uomo che
+egli tiene non solamente in grado di suo
+scudiere, ma di favorito e di confidente.»
+</p>
+
+<p>
+«Sento in me medesimo tal qual ripugnanza
+contra sì fatto avviso, Tressiliano
+rispose. Mi è grave persin l’idea di trattar
+la causa di questa figlia infelice di un padre
+non meno infelice, alla presenza di tutti
+altri fuor che a quella della legittima mia
+Sovrana. Il Leicester, mi direte voi, tiene
+un grado elevato, e ve lo concedo; ma è
+suddito al pari di noi, nè mi pare ben fatto
+portare ad esso le mie querele, allorchè
+espedienti migliori stanno in mia mano.
+Nondimeno mediterò più maturamente il
+parer che mi date. Intanto mi fa d’uopo
+della vostra assistenza per far risolvere sir
+Ugo a conferirmi un mandato legale ed
+ostensibile. Voi comprendete essere in nome
+di sir Ugo, e non nel mio ch’io debbo parlare.
+Poichè il cuore della nostra Amy si
+digradò fino ad amare un ente così spregevole,
+fa di mestieri almeno che costui la
+sposi, e le renda in tal guisa quell’unica
+giustizia che sta in suo potere di renderle.»
+</p>
+
+<p>
+«Tornerebbe assai meglio (sclamò il
+Mumblazen con un calore straordinario
+in tal uomo) tornerebbe assai meglio che
+ella morisse <i>cælebs et sine prole</i>, anzichè
+inquartare i nobili stemmi della casa di
+<span class="pagenum" id="Page_90">[90]</span>
+Robsart con quelli d’un simile miscredente.»
+</p>
+
+<p>
+«Se lo scopo che vi prefiggete, come
+non ne dubito punto, disse il Ministro,
+è di salvare quanto ancora si può, l’onore
+di questa sventurata fanciulla, persisto
+sempre sulla necessità d’incominciare le
+cose coll’indirigersi al conte di Leicester.
+Egli è padrone assoluto nella sua casa non
+meno di quello che Elisabetta il sia nel suo
+regno. Oh! vi prometto che s’egli ne dimostra
+soltanto un desiderio a Varney, il
+fallo commesso da Amy avrà almeno minore
+pubblicità.»
+</p>
+
+<p>
+«Il vostro raziocinio è giusto, disse
+con vivacità Tressiliano, sì, giustissimo;
+e vi son grato d’avermi fatto pensare a
+cosa, che il turbamento dell’animo mio
+non mi lasciava vedere. Io veramente non
+aveva mai sognato in vita mia di trovarmi
+nella circostanza di chieder grazia di
+sorte alcuna al conte di Leicester; ma mi
+sentirei fin capace di piegare il ginocchio
+innanzi a questo orgoglioso Dudley, se ne
+fosse premio il diradare soltanto alcun poco
+la macchia portata al nome della misera
+Amy. Voi mi aiuterete adunque ad
+ottenere da sir Ugo Robsart le facoltà necessarie?»
+</p>
+
+<p>
+«Certamente che vi aiuterò» rispose
+il Ministro, intanto che il Mumblazen col
+<span class="pagenum" id="Page_91">[91]</span>
+chinar la testa conveniva nelle loro conclusioni.
+</p>
+
+<p>
+«Sarà parimente ben fatto, continuò
+Tressiliano, che vi teniate pronti, ove
+l’uopo il volesse, ad attestare i modi ospitali,
+con cui il buon sir Ugo accolse questo
+traditore in sua casa, e la perfidia,
+onde costui gli corrispose, seducendone
+l’infelice figlia.»
+</p>
+
+<p>
+«Nei primi tempi, disse il Ministro,
+non parea che Amy trovasse molto diletto
+nello starsene con costui; ma dipoi
+li vidi molto spesso rimanere insieme.»
+</p>
+
+<p>
+«<i>Parlamentando</i> nel salone, disse il
+Mumblazen, e <i>trascorrendo</i> nel giardino.»
+</p>
+
+<p>
+«In una sera della primavera passata,
+soggiunse il ministro, gl’incontrai nella
+foresta del mezzogiorno. Varney era avvolto
+in un pastrano bruno, sicchè il viso
+non se ne vedeva. Si separarono affrettatamente,
+allorchè s’accorsero del mio arrivo,
+ed osservai ch’ella volse addietro la
+testa per continuare a guardarlo.»
+</p>
+
+<p>
+«<i>Teste in profilo</i>» fece questa osservazione
+di Blasone il Mumblazen.
+</p>
+
+<p>
+«E nel giorno della fuga riconobbi alla
+livrea il servo di Varney, che teneva il
+cavallo del suo padrone, e il palafreno
+di miss Amy, entrambi bardamentati,
+dietro la muraglia del cimitero.»
+</p>
+
+<p>
+«Ed ora, disse Tressiliano, ella vive
+<span class="pagenum" id="Page_92">[92]</span>
+confinata in un’oscura prigione. Vi sono
+dunque prove di fatto contro quel perfido!
+Vorrei ch’egli si cimentasse a negare
+il proprio delitto per convincerlo con questa
+sciabola. Ma è d’uopo ch’io m’allestisca
+per mettermi in cammino. Voi intanto,
+o miei amici, preparate l’animo
+di sir Ugo a conferirmi il diritto di fare
+atti in suo nome.»
+</p>
+
+<p>
+Dopo tai detti, Tressiliano lasciò l’appartamento.
+</p>
+
+<p>
+«Egli è troppo focoso, disse il Ministro,
+e prego Dio gli conceda tutta la pazienza,
+di cui abbisogna chiunque abbia
+che fare con Varney.»
+</p>
+
+<p>
+«<i>Pazienza e Varney</i>, sono due cose,
+le quali non s’accordano meglio insieme
+che metallo sopra metallo giusta le regole
+del Blasone, disse tosto il Mumblazen.
+Colui è più falso d’una <i>Sirena</i>, più
+rapace d’un <i>Griffo</i>, più crudele d’un
+<i>Leone rampante</i>.»
+</p>
+
+<p>
+«Non so, disse il Ministro, se noi possiamo
+in coscienza, e nello stato di mente
+in cui si trova sir Ugo, domandargli
+che deleghi a nessuno la sua paterna autorità.»
+</p>
+
+<p>
+«La Reverenza vostra non debbe avere
+scrupoli su di ciò, (disse William Badger,
+che entrava in quel momento) perchè, e
+scommetterei la vita, il mio padrone all’atto
+<span class="pagenum" id="Page_93">[93]</span>
+dello svegliarsi si troverà tutt’altro
+da quel che lo vediamo, sono omai
+trenta giorni.»
+</p>
+
+<p>
+«Tu hai dunque una fiducia ben grande
+nella pozione ordinata dal dottore Diddleum?»
+disse il Ministro.
+</p>
+
+<p>
+«Nessuna affatto, rispose il Badger, e
+guardate se posso averne; il padrone non
+ne ha bevuto una gocciola, perchè si è rotta
+l’ampolla. Ma il sig. Tressiliano ha condotto
+qui un semplicista, il quale ha composto
+per sir Ugo una bevanda, che vale
+per venti pozioni del dottore Diddleum.
+Ho parlato a lungo colla persona che vi
+accenno, e posso giurarvi che non vi è
+il più bravo maniscalco....»
+</p>
+
+<p>
+«Un maniscalco!» e volea più dire
+il Ministro, ma il Badger non lo lasciò
+continuare.
+</p>
+
+<p>
+«Sì; un maniscalco, e non ho conosciuto
+uomo che s’intenda meglio delle
+malattie dei cavalli. Figuratevi se vorrà
+far male ad un cristiano.»
+</p>
+
+<p>
+«Ah disgraziato! sclamò inviperito il
+Ministro. Somministrare a sir Ugo una bevanda
+preparata da un maniscalco! E chi
+te ne diede l’autorità? Chi si farà mallevadore
+per le conseguenze?»
+</p>
+
+<p>
+«Per quanto spetta all’autorità, vostra
+Reverenza sappia, che me la sono data da
+me. Quanto al resto non vedo il bisogno
+<span class="pagenum" id="Page_94">[94]</span>
+d’un mallevadore: perchè a quanto parmi,
+venticinque anni che sto in questo castello,
+devono bene avermi dato il diritto di porgere,
+se occorre, una bevanda ad un uomo,
+se ne ho date tante ai cavalli. Oh! quante
+medicine ho distribuite nelle scuderie; e a
+quante bestie ho fatto salassi, e messo cauteri
+e ventose!»
+</p>
+
+<p>
+I due consiglieri privati credettero non
+dover perdere un istante, per arrecare tale
+notizia a Tressiliano, il quale chiamò tosto
+in sua presenza Wayland e gli domandò,
+ma in segreto, con qual diritto ei si fosse
+avvisato di preparare una bevanda per sir
+Ugo Robsart.
+</p>
+
+<p>
+«<i>Vostro Onore</i> dee ricordarsi, rispose
+Wayland, ch’io gli dissi come fossi entrato
+nei segreti del mio padrone, cioè del dottore
+Doboobie, più di quello ch’egli non
+avrebbe voluto; e per dir vero se costui mi
+prese in tanto contraggenio non gli do torto,
+perchè molte persone fornite d’accorgimento,
+e singolarmente una giovane e bella
+vedova d’Abingdon, preferivano le mie
+ricette alle sue.»
+</p>
+
+<p>
+«Non è questa ora di scherzi, disse
+Tressiliano. Ti giuro che se la medicina
+da cavallo che hai somministrata a sir Ugo
+reca il menomo pregiudizio alla sua salute,
+ti do per sepoltura la parte più profonda
+di una delle nostre miniere di stagno.»
+</p>
+
+<p>
+<span class="pagenum" id="Page_95">[95]</span>
+</p>
+
+<p>
+«Oh! non ho per anche assai profittato
+nel grande <i>arcanum</i> della trasmutazione dei
+metalli per desiderare questo soggiorno
+(rispose senza scomporsi Wayland). Ma
+non abbiate paura di nulla, sig. Tressiliano;
+William Badger mi ha spiegato con troppa
+verità lo stato in cui trovasi il degno Cavaliere,
+e mi tengo sicuro di non avere
+fatto sbaglio nel somministrargli una dose
+di mandragola, non eccedente il bisogno
+di procurargli un sonno dolce e tranquillo,
+che è quanto fa di mestieri a rimettere in
+calma lo spirito agitato di sir Ugo.»
+</p>
+
+<p>
+«Spero, o Wayland, non sarai tu
+l’uomo che mi tradisca.»
+</p>
+
+<p>
+«Il fatto ve lo proverà. E qual interesse
+avrei io di nuocere ad un povero vecchio
+che vi sta a cuore? Se Gaffer Pinniewink
+non mi caccia ora nelle carni il suo punteruolo,
+e se non mi straccia con quelle maledette
+sue tenaglie ogni parte del mio corpo
+ove si trova qualche macchia, per vedere
+se è stata fatta dal diavolo, non è a voi forse
+che ne ho tutta l’obbligazione? Il mio più
+ardente desiderio è che mi riguardiate tra
+i più fedeli vostri servitori, e vi sarà prova
+della mia buona fede tutto quanto vedrete
+succedere dopo il sonno che avrà dormito
+il vecchio Cavaliere.»
+</p>
+
+<p>
+Nè s’ingannò Wayland nelle sue congetture.
+La bevanda calmante ch’ei preparò,
+<span class="pagenum" id="Page_96">[96]</span>
+fidatosi alla propria esperienza,
+e che William Badger somministrò, non
+dubitando della propria saggezza, produsse
+il migliore effetto. Sir Ugo dormì di un
+sonno lungo e tranquillo, e nello svegliarsi,
+non si trovò per vero dire risanato dalla
+ferita del cuore, nè dall’indebolimento che
+aveva sofferto il suo corpo, ma lo spirito
+di lui era, più che mai nol fosse stato da
+qualche tempo, in grado di giudicare sulle
+cose che gli venivano proposte. Non convenne
+egli sull’istante con Tressiliano intorno
+al divisamente di portar suppliche
+alla Corte, onde ottenere la più possibile
+riparazione dell’ingiuria fatta ad Amy. «È
+d’uopo abbandonarla, egli disse. Ella è un
+falco che tien dietro al vento, e che val
+meno del fischio adoperato per richiamarlo.»
+Si giunse nondimeno a convincerlo,
+che era di suo debito il cedere al grido di
+natura, a quel grido che gli parlava a suo
+malgrado al cuore, e di acconsentire che
+Tressiliano facesse per Amy quanto rimaneva
+ancora da farsi. Egli sottoscrisse adunque
+il mandato, quale il ministro gliel
+preparò, perchè in quel secolo la greggia
+di un pastor d’anime trovava in lui non
+solamente una guida spirituale, ma un
+consigliere che la regolava per gli affari di
+questa terra.
+</p>
+
+<p>
+Ventiquattr’ore dopo che Tressiliano era
+<span class="pagenum" id="Page_97">[97]</span>
+tornato a Lidcote-Hall, ogni cosa stava
+pronta per la sua seconda partenza, ma
+erasi dimenticato un punto rilevante, del
+quale il sig. Mumblazen fece che gli altri
+si ricordassero. «Voi andate alla Corte,
+sig. Tressiliano, diss’egli, e non pensate
+che i colori del vostro stemma debbono
+essere oro ed argento, soli colori che vi possono
+essere ricevuti!» L’osservazione
+non era meno giusta che imbarazzante,
+perchè, nè sotto il regno d’Elisabetta, nè
+da poi procedendo fino a quella data che
+si giudichi più opportuna, era cosa troppo
+facile il tener dietro ad un affare che
+agitavasi in Corte, per chiunque mancasse
+d’argento monetato, genere di derrata
+alquanto rara a Lidcote-Hall. Tressiliano
+non trovavasi gran che in capitali, e le
+rendite di sir Ugo Robsart erano sempre
+mangiate in erba, per cagione dell’ospitalità
+che a tutti ei praticava. Ma il promotore
+della difficoltà fu parimente quegli che
+la tolse di mezzo. Il signor Michele Mumblazen
+presentò un sacchetto di cuoio,
+entro cui stavano circa trecento sterlini
+in monete d’oro e d’argento di ogni spezie,
+frutto d’un risparmio d’oltre a venti anni,
+ch’egli consagrò senza pronunziar parola
+al servigio di colui, il quale ricettandolo
+in propria casa, gli aveva forniti i modi di
+accumulare questo piccolo tesoro. Tressiliano
+<span class="pagenum" id="Page_98">[98]</span>
+accettò, senza mostrar d’esitare, tal
+presente della cordialità, nè fu che stringendosi
+scambievolmente la mano che dimostrarono,
+l’uno la soddisfazione d’impiegare
+quanto possedeva all’adempimento
+d’un sì onorevol disegno, l’altro l’aggradevole
+sorpresa di veder dissipato in un modo
+così istantaneo e non preveduto un ostacolo,
+che si presentava da prima siccome
+insuperabile.
+</p>
+
+<p>
+Intanto che Tressiliano allestiva tutte
+le cose per partire nel dì successivo,
+Wayland chiese parlargli; e dopo aver
+fatto valere agli occhi del padrone i favorevoli
+effetti della bevanda data a sir
+Ugo, gli domandò la permissione di accompagnarlo
+alla Corte. Nè a condiscendervi
+era avverso l’animo di Tressiliano,
+cui la destrezza, l’accorgimento, e
+la fecondità d’immaginare espedienti,
+qualità da lui ravvisate a prova in questo
+compagno di viaggio, ben persuasero
+che il condurlo con sè cosa anzi
+utilissima gli sarebbe stata. Ma non era
+tolto il mandato d’arresto uscito contro
+Wayland, il che Tressiliano gli ricordò,
+non dimenticando le tenaglie e il punteruolo
+di Pinniewink.
+</p>
+
+<p>
+Wayland rise di questo. «Chi mai,
+diss’egli, vuol andare a rintracciare il
+maniscalco sotto gli abiti d’una vostra
+<span class="pagenum" id="Page_99">[99]</span>
+livrea? Poi osservate le mie basette, e i
+miei capelli: basta dare altro andamento
+alle prime, e tingere in nero i secondi con
+una preparazione di cui tengo il segreto, e
+sfiderò allora il diavolo a riconoscermi.»
+</p>
+
+<p>
+Operò egli questa nuova trasmutazione,
+e dopo alcuni minuti si presentò a
+Tressiliano sotto forme affatto diverse.
+Ciò nondimeno Tressiliano esitava ancora
+nell’accettare gli offertigli servigi, la
+quale perplessità facea, che Wayland
+raddoppiasse ancora d’istanze.
+</p>
+
+<p>
+«Io vi debbo, diss’egli, la vita, e
+tanto più desidero pagarvi una parte del
+mio debito che seppi dal Badger, tali essere
+i motivi che vi chiamano alla Corte,
+da non andare immune da pericolo
+per voi una simile spedizione. Non già
+ch’io mi dia il vanto di essere uno spadaccino,
+o uno di que’ bravacci, che
+vorrebbero ad ogni istante frammettersi
+colla sciabola alla mano nelle brighe
+de’ lor padroni. Che anzi, per dirvi
+la verità, amo meglio il termine d’una
+cena, che il principio d’una contesa;
+ma so parimente di poter servire <i>vostro
+Onore</i> in siffatto affare, meglio assai di
+que’ disperati, che null’altro conoscono
+fuorchè i moschettoni e gli stili, e so
+parimente che questa mia testa val sola
+più di cento delle loro braccia.»
+</p>
+
+<p>
+<span class="pagenum" id="Page_100">[100]</span>
+</p>
+
+<p>
+Stavasi ancor dubbioso Tressiliano, siccome
+quegli che conoscendo da poco tempo
+questo personaggio straordinario, non
+sapea troppo al giusto fin dove gli convenisse
+concedergli confidenza; e gli sarebbe
+stato pur d’uopo confidarsi in lui
+volendolo rendere utile ai propri divisamenti.
+Non si era per anco deliberato,
+allorchè udì il calpestio d’un cavallo
+nella corte, e vide quasi nel medesimo
+tempo entrar frettolosi nella sua stanza
+il Mumblazen e il Badger.
+</p>
+
+<p>
+«Giunse in quest’istante, disse il
+bracchiere, un servo, a cavallo della
+più bella pulledra grigia ch’io m’abbia
+mai visto in mia vita...»
+</p>
+
+<p>
+«Che ha sul braccio, continuò il
+Mumblazen, una piastra d’argento, su
+di cui vedesi un drago che inghiottisce
+un pezzo di mattone, fregiato d’una
+corona di conte. Questi mi ha rimessa
+una lettera per voi che ha lo stemma
+medesimo nel suggello.»
+</p>
+
+<p>
+Tressiliano prese la lettera, di cui tale
+era la soprascritta: <i>Allo spettabile Edmondo
+Tressiliano nostro caro parente</i>,
+e al disotto della soprascritta medesima
+leggeasi: <i>in tutta fretta, come se vi fosse
+pericolo di vita</i>. Tressiliano si fece
+tosto a leggere la lettera, e tale ne era
+il contenuto:
+</p>
+
+<p>
+<span class="pagenum" id="Page_101">[101]</span>
+</p>
+
+<div class="blockquote">
+<p class="indl">
+<i>Sig. Tressiliano<br>
+nostro buon amico e caro cugino</i>
+</p>
+
+<p>
+«Nel momento in cui vi scriviamo, è
+sì cattivo lo stato di nostra salute, e sono
+per altra parte tanto moleste le circostanze
+in cui ci troviamo, che è nostro
+desiderio unire attorno alla nostra
+persona tutti quegli amici sul cui affetto
+possiamo maggiormente fondarci. Noi vi
+diamo fra questi la prima sede, sig. Tressiliano,
+tanto a cagione dell’amicizia,
+che ci è noto essere in voi per nostro
+riguardo, quanto in considerazione delle
+altre prerogative che vi adornano. Vi
+preghiamo pertanto venirci a trovare il
+più presto che potrete al castello di
+Sav’s-Court, presso Depford, ove vi
+parleremo d’affari, che non giudichiamo
+ben fatto il confidare alla carta. Nella
+speranza di vedervi tantosto, siamo il
+vostro affezionato parente
+</p>
+
+<p class="indr">
+<i>Ratcliffe</i> conte di Sussex».
+</p>
+</div>
+
+<p>
+«Affrettati, Badger, sclamò Tressiliano,
+e fa che questo messaggiere sia
+subito alla mia presenza». E appena
+il vide: «Ah! Stevens, siete voi! come
+sta dunque Milord?»
+</p>
+
+<p>
+<span class="pagenum" id="Page_102">[102]</span>
+</p>
+
+<p>
+«Male, sig. Tressiliano, male assai,
+e tanto più egli ha bisogno di aver buoni
+amici d’intorno a sè.»
+</p>
+
+<p>
+«Ma quale è il genere della sua infermità?
+Io non ne aveva ancora inteso
+parlare.»
+</p>
+
+<p>
+«Assai brutte apparenze: non altro
+potrei dirvi, o signore. I medici non sanno
+qual cosa giudicarne. Molti della casa
+sospettano vi entri opera di tradimento,
+o di fattucchieria, o fors’anche qualche
+cosa di peggio.»
+</p>
+
+<p>
+«Quali ne sono i sintomi?» Chiese
+tosto il maniscalco, frammettendosi arditamente
+in tale discorso.
+</p>
+
+<p>
+«Che mi chiedete?» disse Stevens
+che non intendeva la domanda.
+</p>
+
+<p>
+«Dove sta il suo male? disse Wayland.
+In qual parte del corpo si sente egli
+peggio?» Stevens si diede a riguardar
+Tressiliano, come per comprendere da lui
+se dovesse rispondere alle interrogazioni
+di questo straniero, ed avendone ricevuto
+un segno affermativo, fece l’enumerazione
+de’ sintomi che si univano alla
+malattia del suo padrone: perdita successiva
+di forze, notturne traspirazioni,
+mancanza di appetito, debolezza, ec.
+</p>
+
+<p>
+«E a tutto questo andranno congiunti,
+disse Wayland, un rodente dolor nello
+stomaco, ed una lenta febbre?»
+</p>
+
+<p>
+<span class="pagenum" id="Page_103">[103]</span>
+</p>
+
+<p>
+«Appunto» disse lo Stevens alquanto
+maravigliato.
+</p>
+
+<p>
+«Conosco assai bene questa malattia,
+soggiunse Wayland, e ne conosco l’origine.
+Il vostro padrone ha mangiato, o
+gli hanno fatto mangiare la manna di
+S. Nicolò. Ma ne conosco altresì il rimedio;
+e il dottore non dirà che indarno
+io abbia studiato nella sua officina.»
+</p>
+
+<p>
+«Che intendete voi? (disse Tressiliano
+aggrottando le ciglia). Pensate bene che
+or si parla d’uno fra i primi signori dell’Inghilterra.
+Non è questo un momento
+per far la parte da buffone.»
+</p>
+
+<p>
+«Dio me ne guardi, rispose Wayland.
+Sostengo che conosco una tal malattia,
+e che mi darà l’animo di guarirla. Avete
+a quest’ora dimenticato quello che feci
+per sir Ugo Robsart?»
+</p>
+
+<p>
+«Ebbene! noi partiremo in questo momento,
+sclamò Tressiliano. Egli è Dio medesimo
+che ne chiama.»
+</p>
+
+<p>
+Annunziando il motivo sopravvenutogli
+onde non aspettare il dì vegnente a
+partir dal castello, e tacendo però i sospetti
+raccontati da Stevens, e le speranze
+concette da Wayland, Tressiliano si
+congedò da sir Ugo, e di gran galoppo
+s’avviò per alla volta di Londra, nè altri
+il seguivano che Wayland, e il servo del
+conte di Sussex.
+</p>
+
+<div class="chapter">
+<p><span class="pagenum" id="Page_104">[104]</span></p>
+
+<h2 class="nosp">CAPITOLO V.</h2>
+</div>
+
+<div class="poem-container">
+<div class="poem inl"><div class="stanza">
+<p class="i01">»Ogni specie in sua officina</p>
+<p class="i01">»Scorgerai di medicina,</p>
+<p class="i01">»Sali, spiriti, antimonio,</p>
+<p class="i01">»Egli è, corpo del demonio!</p>
+<p class="i01">»Il migliore in fra i perfetti,</p>
+<p class="i01">»Cui nel gregge degli addetti</p>
+<p class="i01">»Vanti aver d’Alchimia il regno.</p>
+<p class="i01">»Che se ancor non giunse al segno</p>
+<p class="i01">«Di scoprire il <i>Grande Arcano</i>,</p>
+<p class="i01">»N’è, per Dio, poco lontano.</p>
+<p class="i09"> <i>L’Alchimista.</i></p>
+</div></div>
+</div>
+
+<p>
+Tressiliano e la sua comitiva composta
+di due persone, misero la più grande
+celerità nel loro viaggio. All’atto del partirsi,
+questi avea chiesto a Wayland, se
+non giudicherebbe prudente consiglio lo
+evitare la contea di Berk, ove lo stesso
+Wayland avea sostenuta una parte così
+brillante. Ma il maniscalco gli rispose non
+avere il menomo timore. Di fatto egli impiegò
+troppo bene il breve tempo trascorso
+nel castello di Lidcote-Hall a trasformarsi
+compiutamente. Della sua folta barba, che
+avea può dirsi segata, non gli rimanevano
+che due piccole basette rivolte sul labbro
+superiore all’usanza dei militari; ed un
+sarto del villaggio, ben pagato a tal fine,
+<span class="pagenum" id="Page_105">[105]</span>
+adoperò sì acconciamente il suo sapere
+nel secondare la mente esternatagli da
+Wayland, che si sarebbe detto, questi
+avesse vent’anni di meno di quanti ne
+mostrava alcuni giorni prima. Perchè per
+lo innanzi a veder quel volto, e quelle mani
+annerite dal fumo e dal carbone, quelle
+chiome disordinate, quella barba lunga
+e sconvenevole, ed una statura incurvata
+dal genere del suo lavoro, nè lui coperto
+che da una pelle d’orso, gli si potevano
+attribuir cinquant’anni; ma in allora vestito
+della livrea di Tressiliano, con la sciabola
+a fianco ed una targa alla spalla, non
+ne appariva che la vera sua età, vale a dire
+una trentina d’anni. Ed egual cambiamento
+aveano preso pur anche gli esterni suoi
+modi, poichè in vece della selvatichezza
+di chi fugge dai boschi, vedeasi in lui una
+gagliardia congiunta a destrezza e ad accorgimento,
+non mancandovi mai una tal
+qual dose di sfrontatezza.
+</p>
+
+<p>
+Avendogli Tressiliano domandato il motivo
+di una metamorfosi tanto compiuta e
+singolare, Wayland per tutta risposta gli
+canticchiò una strofetta, solita cantarsi
+in una commedia, allora affatto nuova,
+che dava a sperar molto dall’ingegno di
+chi la compose. Ne giova in questo luogo
+il citarla.
+</p>
+
+<p>
+<span class="pagenum" id="Page_106">[106]</span>
+</p>
+
+<div class="poem"><div class="stanza">
+<p class="i01">»Caliban, odimi,</p>
+<p class="i01">»Se da naufragio,</p>
+<p class="i01">»Se da sinistri</p>
+<p class="i01">»Vuoi star lontan;</p>
+
+</div><div class="stanza">
+<p class="i01">»Novo il dominio,</p>
+<p class="i01">»Novi i registri</p>
+<p class="i01">»Sian del servigio,</p>
+<p class="i01">»O Caliban.</p>
+</div></div>
+
+<p>
+Questi versi di cui Tressiliano non si
+ricordava più, gli fecero venire a mente,
+che Wayland era stato commediante, circostanza
+che rendea meglio ragione del
+perchè ei cambiasse con tanta disinvoltura
+il suo esterno. E certo il trasmutamento
+di costui nascondea sì bene l’antico Wayland,
+ch’egli non avrebbe temuto, ma
+anzi desiderato di ripassare pel luogo,
+dove fu prima la sua fucina.
+</p>
+
+<p>
+«Sotto queste vesti, gli diss’egli, e
+divenuto uno del seguito di <i>vostro Onore</i>,
+non mi sgomenterei di mettermi in faccia
+al giudice Blindas, fosse pur giorno di
+piena adunanza. E mi piacerebbe ancor di
+sapere che è divenuto di Flibbertigibbet, il
+quale farà il diavolo in questo mondo, se
+giunge a rompere affatto le briglie con
+cui cercano frenarlo la nonna ed il precettore.
+E vorrei in oltre vedere i guasti
+che ha fatti lo scoppio per mezzo alle storte
+e ai crogiuoli del dottore Demetrio Doboobie.
+Corpo del diavolo! so ben io che
+la memoria di me rimarrà nella vallata
+di White-Horse lungo tempo dopo che il
+mio corpo sarà sparito da questo mondo;
+<span class="pagenum" id="Page_107">[107]</span>
+e più d’un contadino verrà ad attaccare
+il suo cavallo all’anello, ed a mettere il
+suo <i>groat</i> d’argento sopra la pietra del
+centro, ed a fischiare come un marinaio
+nel tempo della bonaccia, per chiamar di
+sotterra il maniscalco dell’inferno; ma i
+cavalli di questa gente avranno tutto il
+tempo d’inchiodarsi prima che io abbia
+il divertimento di mettere ad essi un sol
+ferro.»
+</p>
+
+<p>
+La fretta che era in Tressiliano di giugnere
+presto alla meta del suo cammino,
+fece, che questi due viaggiatori non si fermassero
+più del tempo necessario a dare
+riposo e biada ai loro cavalli; e poichè i
+nomi del conte di Leicester, o di chiunque
+si fosse annunziato della sua comitiva,
+potevano grandemente su gli animi della
+moltitudine per tutte le terre d’onde passarono,
+credettero prudente cosa il nasconderli,
+e il celar parimente il motivo dell’intrapresa
+peregrinazione. Lancilotto
+Wayland, che tale si era il vero nome
+di costui, ritraeva soprattutto grande diletto
+dal deludere la curiosità degli osti
+e degli stallieri, facendo loro credere una
+cosa per l’altra, e spargendo al proposito
+del suo padrone tre voci diverse, che si
+contraddicevano scambievolmente. Qui
+Tressiliano era il Lord vicerè dell’Irlanda,
+venuto incognito per prendere ordini
+<span class="pagenum" id="Page_108">[108]</span>
+dalla Regina intorno al famoso ribelle
+Rory Oge Mac-Carthy Mac-Mahon; lì un
+ministro del principe d’Angiò, inviato per
+sollecitare le sospirate nozze colla regina
+Elisabetta; in altri luoghi il Duca di Medina
+Sidonia, travestito, che si portava
+a Londra per aggiustare i dispareri non
+anco sedati fra questa Sovrana e Filippo
+re di Spagna.
+</p>
+
+<p>
+Tressiliano fu malcontento che si divulgassero
+tai finzioni, e se ne dolse per
+più riprese col maniscalco, dimostrandogli
+i disordini che alle menzogne sempre
+si uniscono, e quello principalmente di
+volgere sopra di lui, Tressiliano, l’attenzion
+pubblica in un modo troppo vistoso — «Eppure,
+poichè l’aria e il portamento
+di <i>vostro Onore</i> annunziano un
+uom d’alto affare, gli è ben d’uopo dar
+qualche ragione straordinaria, che giustifichi
+la rapidità con cui viaggiate, e il
+grande segreto che custodite sui motivi
+del vostro viaggio.»
+</p>
+
+<p>
+In proporzione che questi viaggiatori si
+avvicinavano a Londra, sminuiva la curiosità
+da essi eccitata, atteso il grande numero
+di stranieri che vanno alla capitale.
+Entrarono finalmente nella città.
+</p>
+
+<p>
+Era mente di Tressiliano trasferirsi sull’istante
+a Say’s-Court, presso Depford,
+ove in allora il lord Sussex aveva residenza,
+<span class="pagenum" id="Page_109">[109]</span>
+e ciò ancora per trovarsi in maggior
+vicinanza a Greenwich, soggiorno favorito
+d’Elisabetta, e paese ad un tempo
+ov’ella sortì i suoi natali. Era indispensabile
+ciò nondimeno il fare una breve pausa
+a Londra, la qual pausa divenne più
+lunga per le istanze vivissime mosse da
+Wayland, onde poter fare una corsa per
+la città.
+</p>
+
+<p>
+«Prendi adunque la tua sciabola e la
+tua targa, e mi segui, dissegli Tressiliano.
+Io parimente ho disegno di vedere
+diversi luoghi. Andrem di conserva.»
+</p>
+
+<p>
+Tressiliano avea un motivo segreto per
+operare in tal modo; ed era il non credersi
+abbastanza sicuro della fedeltà di
+questo novello servo, onde dispensarsi
+al sopravvegghiarlo in tal momento, che
+due diverse fazioni rivali stavano a fronte
+l’una dell’altra presso la corte di Elisabetta.
+Wayland acconsentì all’aggiustamento
+propostogli dal padrone, ma volle
+stipulare un patto che gli fosse cioè,
+permesso di entrare, secondo il crederebbe
+a proposito, in tale o tal altra
+officina di alchimista o di speziale, e
+di comperarvi le droghe che gli sarebbero
+abbisognate. A ciò non si oppose
+Tressiliano; onde trascorrendo le strade
+di Londra, entrarono successivamente in
+quattro o cinque botteghe, ed in ognuna
+<span class="pagenum" id="Page_110">[110]</span>
+di esse Tressiliano osservò, che Wayland
+non acquistava mai più d’una droga. Le
+prime ch’ei domandò si trovarono speditamente,
+ma non vi fu l’eguale facilità
+a procacciarsi le successive, delle quali
+costui mostrò desiderio. Nè fu senza maraviglia
+di Tressiliano che molte volte
+ricusò le droghe offertegli, negando essere
+quelle ch’egli chiedeva, o almeno
+della voluta qualità; e se le facea quindi
+cambiare, o andava a cercarne altrove
+delle migliori. Fuvvi una di tali droghe,
+che parve impossibile il trovare per ogni
+dove. In tal luogo non si conoscea neanco
+che vi fosse. In tal altro si sosteneva,
+non aver questa esistenza che nel
+cervello d’alcuni alchimisti. Altrove si
+offeriva di sostituirle qualche altro ingrediente
+fornito, diceasi, e in più alto
+grado, d’una efficacia della stessa natura.
+Per tutto poi mostravasi una certa curiosità
+di saper l’uso che si voleva farne.
+Finalmente un vecchio farmacista rispose
+con ischiettezza a Wayland, ch’egli cercherebbe
+inutilmente una tal droga per
+tutta Londra, a meno che non gli riuscisse
+per avventura di rinvenirla nella
+bottega dell’ebreo Yoglan.
+</p>
+
+<p>
+«Gli è quanto io cominciava già a sospettare
+(disse Wayland qual uomo impazientito).
+Vi chiedo perdono, o signore,
+<span class="pagenum" id="Page_111">[111]</span>
+ma comunque abile fosse un artefice, ben
+vedete che non può lavorare senza ordigni.
+Mi è d’uopo veder tosto l’Ebreo. Che,
+se anche una tale necessità pone ritardo
+di pochi istanti alla nostra partenza, non
+temiate di non averne compenso grandissimo
+dall’uso ch’io son per fare di questa
+droga rara e preziosa. Permettetemi soltanto
+ch’io vi preceda nel cammino, perchè
+ne è di mestieri abbandonare la strada
+maestra; e arriveremo più presto al cercato
+luogo se io ve ne insegno la via.»
+</p>
+
+<p>
+Acconsentì Tressiliano, fattosi a seguitare
+questo suo condottiero, che col guidarlo
+velocemente, e senza impacciarsi,
+per mezzo ad un labirinto di viottoli e
+di traversi, diede a conoscere al suo compagno
+quanto fosse pratico di quel rione.
+Finalmente si fermò nel mezzo di angusta
+strada, in fondo a cui si scorgeva il Tamigi,
+e gli alberi di due vascelli, i quali
+non aspettavano che il grosso fiotto per
+salpare. La bottega a cui si fermarono,
+non era chiusa da invetriate, ma vi tenea
+vece di vetri una grossa tela stesa
+sui telai delle finestre; tutta aperta poi
+si vedea la parte davanti di quell’edifizio,
+come scorgonsi tuttavia oggidì le
+botteghe dei pescivendoli. Si presentò ad
+essi un vecchio, piccolo di statura, e
+che a vederlo non sarebbesi detto un
+<span class="pagenum" id="Page_112">[112]</span>
+Ebreo. Questi lor chiese tosto di che abbisognassero,
+e appena Wayland domandò
+la droga, per cui venuto era sin lì,
+quel droghiere fece un atto di gran maraviglia.
+</p>
+
+<p>
+«E come può occorrere all’<i>Onor vostro</i>
+una droga, non richiestami ancor
+da nessuno dopo quarant’anni che fo il
+mestiere di farmacista in questa contrada?»
+</p>
+
+<p>
+«Io non ho obbligo alcuno di rispondere
+a tale interrogazione, disse
+Wayland; bramo solamente sapere se
+avete questa droga, e se me la volete
+vendere.»
+</p>
+
+<p>
+«Se ho questa droga, Dio di Mosè!
+Sicuramente che l’ho. E quanto al volerla
+vendere, non son io un mercante?»
+Dette le quali cose, gli pose innanzi agli
+occhi una polvere. «Ma ella è assai
+cara, continuò l’Ebreo, e ho dovuto pagarla
+in oro effettivo, e di peso. Essa
+viene dal monte Sinai, ove la nostra
+santa legge fu promulgata, ed è tal pianta
+che non fiorisce più d’una volta per
+secolo.»
+</p>
+
+<p>
+«Poco m’importa di tutta questa vostra
+cicalata (disse Wayland, guardando
+con occhio di sprezzo la polve offertegli
+dal Giudeo), ma ben so trovarsi
+in tutti i fossi di Aleppo, ed ai comandi
+<span class="pagenum" id="Page_113">[113]</span>
+di chiunque voglia il fastidio di raccoglierla,
+questa cattiva mercanzia che
+or mi fate vedere.»
+</p>
+
+<p>
+«Ebbene, (rispose l’Ebreo sempre
+più maravigliato) io non ne ho di migliore;
+e quand’anche ne avessi, non
+ne venderei senza l’ordinanza d’un medico,
+o senza conoscere l’uso, che divisate
+di farne.»
+</p>
+
+<p>
+Wayland diede a tal proposito una risposta
+laconica, ed in cotal linguaggio,
+che Tressiliano non potè intendere nulla;
+risposta che raddoppiò la sorpresa dello
+Israelita, e gli fece spalancar due grandi
+occhi che fissò sopra Wayland, non
+diversamente da quel che farebbe taluno,
+il quale in uno straniero sconosciuto,
+e in apparenza di lieve conto, riconoscesse
+d’improvviso un celebre eroe, o
+un potentato di prima sfera.
+</p>
+
+<p>
+«Santo profeta Elia! (sclamò egli,
+dopo essersi riavuto dai primi effetti dello
+stordimento che lo avea colpito, e facendo
+rapido passaggio dai modi rubesti
+e sospettosi ai più sottomessi e servili),
+non mi concederete voi l’onore
+di entrare in quest’umilissimo mio soggiorno,
+e di portargli felicità calcandolo
+co’ vostri piedi? Ricuserete voi di bere
+un bicchier di vino unitamente al povero
+Ebreo Zaccaria Yoglan? Volete voi
+<span class="pagenum" id="Page_114">[114]</span>
+vino d’Alemagna.... del Tokai... del
+Lacoimo?...»
+</p>
+
+<p>
+«Non ci perdiamo in ciance, disse
+Wayland, datemi quel che vi chiedo,
+e tacete.»
+</p>
+
+<p>
+L’Israelita prese il suo mazzo di chiavi,
+ed aperto con circospezione un armadio,
+chiuso, a quanto vedeasi, più accuratamente
+che non tutti gli altri di
+quella bottega, spinse una molla, d’onde
+uscì un cassetto segreto, coperto di cristallo,
+entro cui trovavasi una polve
+nera in assai piccola quantità. Ei l’offerse
+a Wayland, facendo la fisonomia
+d’uomo che per riguardo ad un tal personaggio
+non sa ricusare veruna cosa,
+ma nel tempo medesimo lascia scorgere
+il contraggenio, e il dolore di dover cedere
+solamente un grano di simil tesoro;
+laonde avresti detto che due opposti sentimenti
+si disputavan terreno nell’animo
+di costui.
+</p>
+
+<p>
+«Avete voi bilance?» chiese ad esso
+Wayland.
+</p>
+
+<p>
+L’Ebreo gli mostrò quelle, di cui servivasi
+d’ordinario nella sua bottega, ma
+dando a divedere sì chiaramente una irresolutezza
+ed un timore, che non isfuggirono
+agli occhi acutissimi del nostro
+maniscalco.
+</p>
+
+<p>
+«Altre bilance ben diverse da queste
+<span class="pagenum" id="Page_115">[115]</span>
+mi occorrono, gli disse con severi
+modi il secondo. Ignorate forse che le
+cose sante perdono la loro virtù, se
+vengono pesate in una bilancia che non
+sia giusta?»
+</p>
+
+<p>
+Chinò la testa l’Ebreo, e da un cassettino
+foderato d’acciaio trasse un paio
+di bilance che avevano bellissima apparenza. — «Sono
+queste di cui mi valgo
+nelle mie esperienze chimiche (disse costui
+presentandole dilicatamente a Wayland).
+Un pelo della barba del gran Rabbino
+messo in uno dei piattelli è assai
+per far che l’altro si abbassi.»
+</p>
+
+<p>
+«Basta così» rispose Wayland, e prendendo
+le bilance, vi pesò egli stesso due
+dramme di quella polve nera, e avviluppate
+con gran cura entro un pezzetto
+di carta, se le mise in saccoccia, chiedendone
+il prezzo.
+</p>
+
+<p>
+«Nulla, signore; non voglio nulla da
+un personaggio della vostra sorte. Ma,
+voi tornerete, lo spero, a vedere il povero
+Zaccaria? A dare un’occhiata al suo
+laboratorio, ove a furia di lavoro, si è
+disseccata la zucca, che par quella del
+santo profeta Giona? Voi vi moverete a
+compassione di lui, e gli presterete man
+soccorrevole onde faccia qualche passo
+di più nella <i>nobile strada</i>...»
+</p>
+
+<p>
+«Zitto là! (disse Wayland, mettendosi
+<span class="pagenum" id="Page_116">[116]</span>
+misteriosamente il dito contro le labbra).
+Non è cosa impossibile che ci rivediamo.
+Voi possedete già lo Schah-Majm,
+così almeno lo chiamano i vostri Rabbini,
+la <i>creazion generale</i>. Vegghiate dunque
+ed orate, perchè è d’uopo che voi
+arriviate a conoscere l’elissire Alchahest
+Sainech prima ch’io possa entrare in comunicazione
+con voi.» Corrispondendo
+allora con una lieve inclinazione di capo
+al saluto profondissimo e rispettosissimo
+dell’Ebreo, uscì gravemente della
+bottega, seguendolo il suo padrone, il
+cui primo discorso con Wayland si fu il
+fargli osservare quanto sarebbe stato convenevole
+e giusto il pagare a quel mercante,
+qualunque ne fosse il valore, la
+droga da esso fornita.
+</p>
+
+<p>
+«Io pagarla! sclamò Wayland. Voglio
+mettermi al salario del diavolo, s’io la
+pago. Senza la tema di spiacere a <i>vostro
+Onore</i>, avrei tratto da costui un’oncia
+o due di purissimo oro, dandogli in cambio
+altrettanto peso di polve di mattoni.»
+</p>
+
+<p>
+«Vi consiglio, sin tanto che state al
+mio servigio, a non fare simili furfanterie.»
+</p>
+
+<p>
+«Non v’ho detto essere questo il motivo
+che mi trattiene? Ma... voi le chiamate
+furfanterie? Uno scheletro ambulante,
+ricco abbastanza per poter lastricare
+<span class="pagenum" id="Page_117">[117]</span>
+di dollari tutta la sua contrada, che
+ne leva uno a fatica dal suo scrigno, e
+che a guisa di matto, corre dietro al
+<i>lapis philosophorum</i>! Poi, non era egli
+stesso nella intenzione d’ingabbiare un
+povero papero, se tal mi trovava, col
+vendermi a peso d’oro una droga che
+non costava un soldo? Scaltrito contro
+scaltrito, disse il diavolo al carbonaio;
+e se la sua cattiva polvere valeva le mie
+corone d’oro, per Dio! la mia polvere
+di mattoni poteva ben valere le <i>corone</i>
+d’oro di costui.»
+</p>
+
+<p>
+«Questo raziocinio sarà forse opportuno
+avendo che fare con Ebrei e con
+farmacisti. Ma il sig. Wayland pensi bene,
+ch’io non posso permettere questi giuochi
+di mano sintanto ch’egli riceverà
+stipendio da me. Avrete terminato, spero,
+le vostre compere.»
+</p>
+
+<p>
+«Sì, o Signore; e con tutte queste
+droghe io comporrò in tal giorno medesimo
+il vero orvietano, prezioso medicamento,
+tanto raro, tanto difficile da trovarsi
+in Europa; e ciò per mancanza di
+quella polvere che ho avuto ora da Yoglan.»
+</p>
+
+<p>
+«Ma perchè non avete comperate tutte
+le vostre droghe ad una stessa bottega?
+Abbiamo perduto quasi un’ora correndo
+da un mercante all’altro.»
+</p>
+
+<p>
+<span class="pagenum" id="Page_118">[118]</span>
+</p>
+
+<p>
+«Vel dico subito, signore. Non voglio
+far sapere il mio segreto a nessuno; e
+ben vedete che non sarebbe più segreto,
+se acquistassi tutte le mie droghe da uno
+stesso mercante.»
+</p>
+
+<p>
+Così ragionando se ne tornarono al loro
+alloggiamento: ed intanto che Stevens
+preparava ad essi i cavalli, Wayland, fattosi
+dare un mortaio ad imprestito, si
+rinchiuse nella sua stanza, e spolverizzò,
+triturò, mescolò, amalgamò, serbate le
+debite proporzioni, tutte le acquistate
+droghe; e ciò con prontezza e destrezza,
+tali da ben comprendersi ch’ei non
+era novizio nelle opere manuali della farmacia.
+</p>
+
+<p>
+Preparatosi così da Wayland il suo elettuario,
+i tre nostri viaggiatori salirono
+a cavallo, ed una corsa di un’ora li fece
+essere all’antico castello di Say’s-Court,
+ove allora risedeva il conte di Sussex,
+castello altra volta appartenuto ad una
+famiglia Say, ma che da un secolo in poi
+era divenuto dominio della antica e ragguardevole
+gente di Evelyn. Il rappresentante
+attuale di questa nobile casa,
+tenendo grandemente a cuore tutto ciò
+che al lord Sussex si riferiva, aveva in
+sì fatta occasione ricettati nel suo ostello
+così il detto Lord, come la numerosa sua
+comitiva. Say’s-Court fu in appresso la
+<span class="pagenum" id="Page_119">[119]</span>
+residenza del celebre signor Evelyn, autore
+di un’opera intitolata <i>Sylva</i>, che è tuttavia
+il manuale di coloro, i quali piantano
+alberi nell’Inghilterra; e personaggio
+rinomato parimente, perchè la vita,
+i costumi, e le massime di cotest’uomo,
+come giova il ravvisarlo dalle particolarità
+che si leggono nelle sue memorie,
+sono tal modello, che dovrebbero conformarsi
+ad esso tutti i veri gentiluomini
+Inglesi.
+</p>
+
+<div class="chapter">
+<p><span class="pagenum" id="Page_120">[120]</span></p>
+
+<h2 class="nosp">CAPITOLO VI.</h2>
+</div>
+
+<div class="blockchap">
+<p>
+»Veramente una gran novità!
+Due tori che si battono per
+amore d’una bella giovenca,
+spettatrice e futuro premio
+delle loro prodezze! Lasciali
+fare. Caduto un d’essi, la
+mandria sarà fuori d’impiccio.
+</p>
+
+<p class="indr">
+<span class="smcap">Antica Commedia.</span>
+</p>
+</div>
+
+<p>
+Say’s-Court era guardata in quel tempo
+a guisa di una fortezza assediata, ed i
+sospetti giugnevano tant’oltre, che allor
+quando Tressiliano vi si avvicinò, lo
+fermarono, e dovette rispondere a ben
+molte interrogazioni mossegli dalle sentinelle
+a piedi e a cavallo, poste colà
+d’antiguardia. L’alto grado che il Sussex
+teneva fra i personaggi onorati del
+favore della Regina, e la notoria nè
+dissimulata rivalità che era tra lui e
+il conte di Leicester, faceano che ognuno
+riguardasse siccome cosa rilevantissima
+la conservazione della vita di quest’uomo,
+tanto più perchè pendeva tuttavia
+incerta la lotta, cui tanto egli quanto
+<span class="pagenum" id="Page_121">[121]</span>
+il Leicester si erano accinti per soppiantare
+l’un l’altro.
+</p>
+
+<p>
+Elisabetta, siccome è stile di tutte le
+donne che regnano, aveva abbracciato il
+metodo di rendere le fazioni strumento
+al suo governare, serbando a sè la bilancia
+fra gli opposti interessi delle medesime,
+e la facoltà di concedere preponderanza
+all’una o all’altra parte, secondochè
+il richiedesse la ragione di Stato,
+o tante volte il capriccio, perchè
+da tal debolezza non andò immune questa
+Regina. Ricorrere opportunamente ai
+maneggi, contrapporre una fazione all’altra,
+tenere in briglia quella che si
+credea più salita nella carriera del regio
+favore, valendosi della tema inspirata
+dall’altra fazione, metter questa,
+se così ai regii fini tornava, al livello della
+prima, nel dimostrarle, se non affetto
+eguale, egual confidenza, tai furono
+l’arti ch’ella usò sempre in tutto il
+durar del suo regno, e quelle pur furono
+che a malgrado delle passioni accese
+nel suo cuore dai favoriti, salvarono
+la monarchia e lo Stato da ogni funesta
+conseguenza delle passioni medesime.
+</p>
+
+<p>
+Diverse affatto erano le pretensioni dei
+due nobili, che allor contendevano in
+questo arringo. Quanto ai meriti loro
+potea dirsi in generale, che il conte di
+<span class="pagenum" id="Page_122">[122]</span>
+Sussex aveva prestati maggiori servigi alla
+Regina, e che nel Leicester fu l’accortezza
+di rendersi più gradito alla donna.
+Guerriero il Sussex, militò con buon
+successo nell’Irlanda e nella Scozia, e
+soprattutto nella grande ribellione del nord
+Britannico, accaduta nel 1569, e spenta
+in gran parte per la sapienza militare
+di questo capitano. Gli erano dunque
+per naturale conseguenza partigiani ed
+amici tutti coloro, che nella carriera dell’armi
+agognavano strade d’innalzamento.
+Uscito inoltre d’una famiglia più antica
+e più ragguardevole, che non era quella
+del suo competitore, univa in se medesimo
+i retaggi delle due nobili case dei
+Fitz-Walter e dei Ratcliffe; intanto che
+gli stemmi del conte di Leicester venivano
+inviliti dal digradamento tutt’or ricordato
+dell’avolo suo, abborrito ministro
+di Enrico VII, digradamento non certamente
+ammendato dal padre dello stesso
+Leicester, da Dudley Duca di Nortumberlandia,
+decapitato a Tower-Hill nel
+dì 22 di agosto del 1553. Ma bellezza di
+forme, grazie, disinvoltura, armi cotanto
+formidabili alla corte di una Regina,
+diedero al Leicester un sopravvento oltre
+l’uopo per mettere queste prerogative
+al paraggio dei servigi militari, della
+chiarezza di sangue, e della franca lealtà,
+<span class="pagenum" id="Page_123">[123]</span>
+che adornavano il Sussex; onde agli occhi
+della Corte e del Regno, il Leicester
+era tenuto per primo nel cuore di Elisabetta,
+comunque ella, consentanea al
+sistema di politica abbracciato, non ispignesse
+tant’oltre i segni di tale predilezione,
+che il Leicester potesse vantare
+un compiuto trionfo sulle pretensioni del
+rivale.
+</p>
+
+<p>
+L’infermità del Sussex era accaduta
+appunto in un momento troppo acconcio
+a far nascere i gravi sospetti, che si sparsero
+nel Pubblico intorno al Leicester; e
+tali ne furono le conseguenze, che mentre
+rimasero altamente costernati gli amici
+del primo, si diedero a più alte speranze
+tutti i partigiani dell’altro. Però
+siccome in que’ tempi, ancor favorevoli
+allo spirito di cavalleria, niuno dimenticava
+la possibilità, che la conclusione
+di qualunque disparere si stesse sulla
+punta della spada, gli amici di questi
+due magnati, si univano, ciascun per
+lor parte attorno di essi, mostrandosi
+armati a poca distanza dai luoghi ove
+soggiornava la Corte, e fin nel recinto
+della Reggia, facendo pervenire all’orecchio
+della Sovrana le notizie di queste
+mutue contese. Mi era indispensabile
+l’entrare in tali particolarità, onde il
+<span class="pagenum" id="Page_124">[124]</span>
+leggitore potesse intendere più agevolmente
+i racconti che vengono dopo.
+</p>
+
+<p>
+Tressiliano, appena arrivato a Say’s-Court,
+trovò il castello tutto ingombro
+dalla gente del seguito del Sussex, e da
+grande numero di gentiluomini venuti a
+porsi al suo fianco. Ogni braccio era armato,
+ed accigliata ogni fisonomia, come
+se si fosse aspettato da un momento all’altro
+un violento assalto per parte dell’opposta
+fazione. Uno di quegli ufiziali
+fece entrare Tressiliano nell’anticamera
+del Conte, intanto che un altro ufiziale
+andò ad avvertire lo stesso Conte di questo
+parente arrivatogli. Nella ridetta anticamera
+però non istavano che due gentiluomini,
+ed era non immeritevole di
+osservazione la differenza di abbigliamento,
+contegno, e modi fra tali due
+personaggi. Il più attempato d’essi, e
+nondimeno assai giovane, di condizione,
+a quanto pareva, distinta, vestiva abito
+militare, affatto semplice; e comunque i
+lineamenti del suo volto annunziassero
+molto senno, non ne traspariva forza
+d’immaginazione o vivacità d’indole.
+L’altro, ancora più giovane, cui non
+si sarebbero dati venti anni, portava un
+vestito foggiato all’usanza più recente
+di que’ tempi, un abito cioè di velluto
+<span class="pagenum" id="Page_125">[125]</span>
+cremesino ornato di galloni e ricamato
+d’oro, ed un berrettone dello stesso drappo,
+intorno a cui avvolgevasi per tre
+volte una catenella d’oro, che terminavasi
+in un medaglione. I suoi capelli vedeansi
+aggiustati all’incirca come quelli
+de’ zerbini dei nostri giorni, vale a dire
+ritti sulle loro radici, e gli stavano
+alle orecchie pendenti d’argento fregiati
+ciascuno d’una bellissima perla. Ben fatto,
+di grande statura, i lineamenti di lui
+regolari ed aggradevoli esprimevano sì
+bene la sua anima, che vi si leggevano
+fermezza d’indole risoluta, ardore
+di spirito intraprendente, consuetudine
+di meditare, e prontezza a deliberare.
+</p>
+
+<p>
+Questi due gentiluomini erano ad una
+medesima panca, seduti l’un presso l’altro,
+ma ognun di loro inteso alle proprie
+considerazioni, tenea lo sguardo fiso
+alla parete rimpetto, nè pensavano a parlarsi
+scambievolmente. Gli occhi del più
+attempato null’altro dicevano, se non se
+ch’ei stava contemplando nella parete una
+vecchia intarsiatura di rovere, gli scudi,
+le daghe, le ramose corna di cervo, e
+l’armi d’ogni specie antiche e moderne,
+che secondo l’uso di que’ tempi vi stavano
+appese. Ma gli occhi del più giovane, sfavillavano
+del fuoco dell’immaginazione,
+onde avresti detto quello spazio vôto che
+<span class="pagenum" id="Page_126">[126]</span>
+lo disgiugneva dall’opposto muro essere
+per lui un teatro, ove la sua mente comunicasse
+azione a diversi personaggi, e
+gli offerisse uno spettacolo laddove la realtà
+non presentava cosa veruna.
+</p>
+
+<p>
+Appena Tressiliano entrò, si alzarono
+l’uno e l’altro per salutarlo, ed il più
+giovane soprattutto nel modo più cordiale
+gli disse.
+</p>
+
+<p>
+«Che siate il ben venuto, o Tressiliano!
+La vostra filosofia ne ha privato di
+voi allorchè questa casa poteva offerire
+allettamenti all’ambizione; ma dessa è una
+filosofia ben onesta, poichè vi ci riconduce,
+quando non potete esser partecipe che
+di rischi.»
+</p>
+
+<p>
+«Milord è dunque infermo sì gravemente?»
+domandò Tressiliano.
+</p>
+
+<p>
+«Noi temiamo che non vi sia più oltre
+speranza, rispose il più attempato, ed
+ogni cosa conferma la persuasione, essere
+effetto di tradimento quanto or si vede.»
+</p>
+
+<p>
+«Nol crediate, disse Tressiliano. Il
+lord Leicester è uom d’onore.»
+</p>
+
+<p>
+«E perchè dunque tien egli un corteggio
+composto di veri banditi? sclamò il
+più giovane gentiluomo. Sia onesto, se
+così vi piace, colui che chiama in aiuto
+il diavolo; ma non si renderà egli sempre
+mallevadore di tutti i mali operati dal
+diavolo?»
+</p>
+
+<p>
+<span class="pagenum" id="Page_127">[127]</span>
+</p>
+
+<p>
+«Or ditemi, o miei signori, chiese ai
+medesimi Tressiliano: siete voi forse i soli
+amici di Milord, accorsi presso di lui in
+questo momento, che dite di tanto pericolo?»
+</p>
+
+<p>
+«Oh! no certo: rispose il più avanzato
+in età. Qui si trovano e Tracy, e
+Markham, ed altri assai, ma ci alterniamo
+col prestar servigio a due a due, ed
+alcuni, ora stanchi, prendono sonno nella
+galleria posta in alto.»
+</p>
+
+<p>
+«Ed alcuni altri, disse il giovinetto,
+sono andati a Depford per comperare col
+denaro che hanno potuto raccogliere qualche
+vecchio scheletro di vascello. Così allorchè
+il tutto sarà deciso, e quando il
+nobile Lord si troverà collocato nella sepoltura
+de’ suoi maggiori, dopo aver pettinato,
+qual si conviene, i malandrini che
+ve lo spinsero, s’imbarcheranno per l’Indie,
+col cuore alleggerito al par della
+borsa.»
+</p>
+
+<p>
+«È assai possibile ch’io viaggi in lor
+compagnia, disse Tressiliano, se avrò in
+quel fatale momento compiuto un affare,
+che mi chiama adesso alla Corte.»
+</p>
+
+<p>
+«Voi affari alla Corte! sclamarono ad
+un tempo i due gentiluomini; voi viaggiare
+alle Indie!»
+</p>
+
+<p>
+«Come sta una tal cosa, o Tressiliano?
+continuò il più giovane. Non siete voi in
+<span class="pagenum" id="Page_128">[128]</span>
+tal qual maniera maritato? Nè vi metteste
+già a coperto contro que’ giuochi di sorte
+che costringono un uomo a commettersi al
+mare, anche allor quando la sua navicella
+vorrebbe rimanersi tranquilla nel porto?
+Qual cosa faceste voi dunque della vostra
+bella <i>Indamira</i>, che doveva pareggiare la
+mia <i>Amoretta</i>&#8205;<a class="tag" id="tag4" href="#note4">[4]</a> così per bellezza, come
+per fedeltà?»
+</p>
+
+<p>
+«Non me ne parlate oltre» disse Tressiliano,
+volgendo il volto verso altra parte.
+</p>
+
+<p>
+«A tale stato dunque veniste, o mio
+povero amico? (disse il più giovane gentiluomo
+prendendo affettuosamente fra le
+sue la mano di Tressiliano). Non temiate
+già io tocchi per la seconda volta una ferita
+che vedo sì viva nel vostro cuore. Ma voi
+mi deste una notizia per me inaspettata
+quanto sgradevole. È egli dunque deciso
+che in questa burrascosa stagione, non sia
+permesso a nessuno de’ gioviali nostri compagni
+il veder salva da naufragio la propria
+felicità? Io sperava che voi, almeno voi,
+mio caro Edmondo, già vi trovaste nel
+porto. Ma pur troppo vedo avverarsi il
+<span class="pagenum" id="Page_129">[129]</span>
+detto di un nostro amico, che portava il
+vostro nome medesimo.»
+</p>
+
+<div class="poem"><div class="stanza">
+<p class="i01">«Del suol, dell’onda, e dell’eterea sfera</p>
+<p class="i01">«La Fortuna reina</p>
+<p class="i01">«Orgogliosa, fera,</p>
+<p class="i01">«Or solleva or inchina</p>
+<p class="i01">«Con volubili giri</p>
+<p class="i01">«La rota, sol di labili contenti,</p>
+<p class="i01">«E di lunghi martiri</p>
+<p class="i01">«Dispensiera ai viventi;</p>
+<p class="i01">«Onde securi ci teniam più in alto,</p>
+<p class="i01">«Quand’ora è giunta al rovinoso salto.</p>
+</div></div>
+
+<p>
+Intanto che il nostro amico recitava con
+tuono commosso ed animato tai versi di
+Edmondo Spencer, il suo compagno impaziente
+correva su e giù per la stanza.
+Avvoltosi indi nel proprio mantello, e
+seduto nuovamente in sulla panca, «Mi
+fa maraviglia, o Tressiliano, diss’egli, che
+voi diate pascolo alla follia di questo giovine
+coll’ascoltar le sue baie. Se nulla vi
+fosse che autorizzasse il giudicar sinistramente
+d’una casa rispettabile e virtuosa,
+quale si è quella di Milord, ella sarebbe
+del certo l’udirvi tal dialetto, o a dir meglio
+guazzabuglio poetico, che vi hanno
+apportato questo nostro Walter e i suoi
+compagni, studiosi di sformare in tutti i
+modi possibili il pretto linguaggio Inglese,
+che la misericordia di Dio ne avea conceduto.»
+</p>
+
+<p>
+<span class="pagenum" id="Page_130">[130]</span>
+</p>
+
+<p>
+«Blunt, s’immagina, disse Walter, che
+il demonio abbia fatto in versi la sua corte
+alla nostra madre Eva, e che il senso mistico
+dell’albero della scienza del bene
+e del male non si riferisca fuorchè all’arte
+di accozzar rime o di scandere un
+esametro.»
+</p>
+
+<p>
+In quel punto il ciamberlano del Conte
+venne annunziando a Tressiliano che sua
+Signoria desiderava vederlo.
+</p>
+
+<p>
+Tressiliano trovò il lord Sussex in veste
+da camera, ma adagiato sul proprio letto,
+e fu grandemente spaventato dal vederne
+per la malattia alterati di tanto i lineamenti.
+Il Conte lo accolse nella più amichevole
+guisa, ed ignaro delle afflizioni che accoravano
+questo suo ospite, gli chiese tosto
+notizie della figlia di sir Robsart. Tressiliano
+si scansò per allora dal rispondere a
+tale interrogazione coll’informarsi de’ sintomi
+che accompagnavano l’infermità di
+Milord, e si accorse, maravigliandone,
+essere questi in ogni parte conformi alla
+descrizione fattane da Wayland, dopo le
+poche cose che lo Stevens ne aveva raccontate.
+Non esitò allora a narrare al Conte
+tutta la storia dell’uomo preso di recente
+al proprio servigio, e della sicurezza, che
+questi aver presumea di guarirlo. Il Conte
+ascoltò Tressiliano con attenzione, ma con
+aria d’incredulità, sino all’istante che udì
+<span class="pagenum" id="Page_131">[131]</span>
+pronunziare il nome di Demetrio. Allora
+chiamò immediatamente il suo segretario,
+ordinandogli portasse una cassetta, che
+conteneva alcune carte di grande importanza.
+</p>
+
+<p>
+«Cercate, gli diss’egli, la confessione
+di quel furfante di cuoco, che noi sottomettemmo
+ad un interrogatorio, e vedete
+se non vi si fa menzione del nome di un
+Demetrio.»
+</p>
+
+<p>
+Il segretario trovò il passo additatogli,
+e lesse quanto segue:
+</p>
+
+<p>
+«Il suddetto, esaminato, dichiara ricordarsi
+d’aver fatto la salsa al detto storione,
+e che il nobile Milord dopo averne mangiato
+si sentì subitamente male in salute;
+che egli, il cuoco, non adoperò se non se
+erbe ed ingredienti ordinari, cioè....»
+</p>
+
+<p>
+«Omettete tutta questa nomenclatura,
+disse il Conte, ed osservate soltanto se gl’ingredienti
+di cui si parla, sieno stati comperati
+da un erbolaio di nome Demetrio.»
+</p>
+
+<p>
+«Appunto, disse il segretario, ed il
+cuoco asserisce qui parimente che dopo
+quella volta non rivide più lo stesso Demetrio.»
+</p>
+
+<p>
+«Tutto ciò s’accorda colla storia narrata
+dal tuo nuovo personaggio, o mio
+Tressiliano, soggiunse il Conte. Voglio tosto
+vederlo.»
+</p>
+
+<p>
+Wayland condotto dinanzi a lui, replicò
+<span class="pagenum" id="Page_132">[132]</span>
+con fermezza la storia, tal quale
+l’avea contata da prima, ed una sola
+circostanza non ne variò.
+</p>
+
+<p>
+«Sarebbe fra le cose possibili, disse
+il Conte volto a Wayland, che coloro i
+quali incominciarono l’opera avessero inviato
+qui appunto la tua persona per terminarla.
+Ma bada bene che se il tuo rimedio
+avesse conseguente funeste, la passeresti
+male tu pure.»
+</p>
+
+<p>
+«Veramente, rispose Wayland, ciò sarebbe
+un prendere la cosa con troppo rigore,
+perchè la guarigione sta nelle mani
+di Dio, siccome la morte. Pure acconsento
+di correre io tutto il rischio. Mi sono avvezzo
+a restar sì lungo tempo sotterra, che non
+mi fa tanto spavento il tornarvi.»
+</p>
+
+<p>
+«Giacchè in te la sicurezza è sì grande,
+nè per altra parte i dottori san più qual
+cosa farsi per sollevarmi, ripeterò le tue
+parole medesime: acconsento di correrne io
+tutto il rischio. Dammi il tuo medicamento.»
+</p>
+
+<p>
+«Poichè mi faceste mallevadore della
+cura, disse Wayland, permettetemi prima
+di tutto, ch’io pure per parte mia
+metta un patto, ed è che nessun medico
+v’intervenga.»
+</p>
+
+<p>
+«Gli è giusto, disse Sussex; proviamo
+ora questo tuo rimedio.»
+</p>
+
+<p>
+Intanto che Wayland lo preparava, i
+servi del Conte lo spogliarono; indi si
+mise in letto.
+</p>
+
+<p>
+<span class="pagenum" id="Page_133">[133]</span>
+</p>
+
+<p>
+«Vi avverto, aggiunse Wayland, che
+il primo effetto del medicamento sarà l’eccitare
+in voi un sonno profondissimo, e
+converrà che nell’intervallo di questo sonno
+si osservi il più alto silenzio in tutta
+la stanza, perchè dall’omissione di tal cautela
+potrebbero derivare conseguenze sinistre.
+Io stesso farò la veglia alla Signoria
+vostra unitamente a due de’ suoi gentiluomini
+di camera.»
+</p>
+
+<p>
+«Che tutti si ritirino, disse il Conte,
+eccetto Stanley, e questo bravo uomo.»
+</p>
+
+<p>
+«Ed eccetto me, aggiunse Tressiliano.
+Mi riguarda troppo da vicino l’effetto di
+un tale rimedio.»
+</p>
+
+<p>
+«Sia come desiderate, disse il Conte;
+ma prima d’ogni altra cosa si facciano
+venir qui il mio segretario ed il mio ciamberlano.»
+</p>
+
+<p>
+«Signori, (volgendosi a questi appena
+gli furono alla presenza) vi voglio qui testimoni,
+che il nostro onorevole amico
+Tressiliano non è mallevadore di sorte
+alcuna per le conseguenze, quali che si
+fossero del medicamento, cui or mi assoggetto.
+Mi spinse a tal risoluzione la
+sola mia volontà, riguardando io il caso,
+che guida (accennando Wayland) questo
+uomo dinanzi a me, siccome un favore
+del Cielo, deliberato forse a risanarmi per
+non prevedute vie dall’infermità che mi
+<span class="pagenum" id="Page_134">[134]</span>
+opprime. Se le cose non vanno a seconda
+della speranza che ho concetta, richiamatemi
+alla memoria della nobile mia padrona,
+e ditele che morii qual fedele servo
+le vissi. Auguro a tutti coloro che stanno
+d’intorno al trono una purezza d’animo
+eguale alla mia, ed auguro ad essi nel prestarle
+servigio tutta la possibile acutezza
+d’ingegno, chè non fu colpa di Tommaso
+Ratcliffe, se non ne ha posseduto di più.»
+</p>
+
+<p>
+Incrocicchiate indi le sue braccia sul petto,
+sembrò farsi meditabondo per un istante.
+Poi ricevendo dalle mani di Wayland la
+pozione, fissò gli occhi sopra di lui, come
+volendo leggergli sin nel fondo dell’anima;
+ma non iscorse in quel volto verun segno
+d’inquietudine o di turbamento.
+</p>
+
+<p>
+«Nulla avvi da temere» disse dopo di
+ciò in aria di sicurezza a Tressiliano, e
+tosto si trangugiò la bevanda.
+</p>
+
+<p>
+«Prego Vostra Signoria&#8205;<a class="tag" id="tag5" href="#note5">[5]</a>, disse Wayland,
+a collocarsi nel modo che le è più
+comodo per dormire; e voi, o signori, mettetevi
+immobili e taciturni come se foste
+presso al letto di vostra madre in punto
+di morte.»
+</p>
+
+<p>
+<span class="pagenum" id="Page_135">[135]</span>
+</p>
+
+<p>
+Il Ciamberlano ed il Segretario si ritirarono,
+dando ordine che si chiudessero le
+porte, e che il più profondo silenzio dominasse
+in tutta la casa. Non rimasero altri in
+quella stanza fuorchè Stanley, Tressiliano
+e Wayland, ma molte furono le persone,
+che non abbandonarono l’anticamera, per
+trovarsi pronte a qualunque evento potesse
+accadere.
+</p>
+
+<p>
+Non tardò a compiersi quanto aveva
+predetto Wayland. Il Conte fu preso da
+un sonno tanto profondo, che Tressiliano
+e Stanley temettero non fosse piuttosto un
+letargo, da cui non si svegliasse più mai;
+e lo stesso Wayland diede alcun segno
+d’inquietudine. Portava spesse volte le
+mani sulle tempia dell’infermo, ed il respiro
+di esso forte e frequente, però facile
+e non interrotto, era la cosa cui facesse egli
+maggior attenzione.
+</p>
+
+<div class="chapter">
+<p><span class="pagenum" id="Page_136">[136]</span></p>
+
+<h2 class="nosp">CAPITOLO VII.</h2>
+</div>
+
+<div class="blockchap">
+<p>
+»Ebbene, i miei cari storditi!
+è questo il modo di fare il
+servigio, o di compiere i
+propri doveri? Che cosa è
+accaduto dello stupido inviato
+qui per mio ordine?
+</p>
+
+<p class="indr">
+<i>Shakespeare.</i>
+</p>
+</div>
+
+<p>
+L’istante, in cui le persone si mostrano
+l’una all’altra in forma più svantaggiosa,
+e che produce parimente in ciascheduna
+una tal quale molestia, si è quello del primo
+albeggiare, se sorprende uomini, che
+abbiano passata vegghiando tutta la notte.
+Anche una donna di bellezza la più peregrina,
+allorchè lo schiarire del giorno mette
+fine ai diletti di una festa da ballo, opererebbe
+con senno, sottraendosi agli sguardi
+sin delle persone più ardenti nell’adorarla e
+ammirarla. Produttrice di simile effetto era
+la luce pallida, sgradevole ed incomoda,
+che incominciava a spargersi sopra coloro,
+che vegghiato avevano tutta la notte nell’anticamera
+del conte di Sussex, luce che
+mescolava una tinta turchiniccia ai raggi,
+fra il rosso e il giallo, mandati tuttavia
+da quelle lampade cui mancava già l’alimento
+<span class="pagenum" id="Page_137">[137]</span>
+alla fiamma, e dalle torce che stavano
+per ispegnersi. Il giovine gentiluomo,
+di cui facemmo parola nel capitolo precedente,
+aveva abbandonato questa sala per
+andare a vedere chi picchiasse alla porta
+del castello, e nel suo ritorno rimase sì attonito
+in vedere il pallore e la sformazione
+dei volti di que’ suoi compagni, che esclamò:
+«Per l’anima mia, padroni miei, si direbbe
+che siete altrettanti barbaggianni.
+M’aspetto, quando leva il sole, vedervi
+volar tutti, e cogli occhi incantati correre
+alla presta a nascondervi entro il tronco
+infracidito d’un vecchio albero, o nel primo
+buco che trovate d’un muro diroccato.»
+</p>
+
+<p>
+«Taci là, testa sventata, disse il Blount.
+Ti par questo un momento da scherzare,
+mentre nella vicina stanza l’Onore
+dell’Inghilterra manda forse l’estremo
+sospiro?»
+</p>
+
+<p>
+«Tu ne menti» rispose il Walter.
+</p>
+
+<p>
+«Io mentire! (replicò il Blount, levatosi
+da sedere), io mentire! Ed è con
+me che tu parli in sì fatta guisa?»
+</p>
+
+<p>
+«Sì, bravo Blount, tu ne menti; ma
+non ti prendere la mosca al naso per
+una parola. Io amo ed onoro Milord
+quanto il faccia alcun altro di voi; pure se
+anco piacesse al Cielo di chiamarlo a sè,
+non direi per questo sparito l’onore dall’Inghilterra.
+Ei vi rimarrà sempre sintantochè
+<span class="pagenum" id="Page_138">[138]</span>
+vi sarai tu o Blount, sintantochè
+vi saranno e Markham e Tracy,
+e tanti altri nostri camerata.»
+</p>
+
+<p>
+«Fra i quali certamente non ti starai
+dall’annoverar te medesimo.»
+</p>
+
+<p>
+«Figurati! e soggiungo di più essere
+io quello che farà valer meglio l’ingegno
+compartitoci da Domeneddio.»
+</p>
+
+<p>
+«Ne vorresti far sapere il segreto che
+hai per giugnere a questa supremazia?»
+</p>
+
+<p>
+«Perchè no? Voi siete come quelle
+buone terre dalle quali non si raccoglie
+nulla, perchè appunto si crede che non
+abbisognino di concime. Io al contrario
+sono un fondo forse men fertile per se
+stesso, ma l’ambizione lo mantiene di
+continuo in tale fermento che lo farà produttivo.»
+</p>
+
+<p>
+«La cosa di cui prego il Cielo, si
+è che tu non divenga matto. Quanto a
+me, se noi perdiamo il nobile Conte,
+dico addio alla Corte, e ai campi di
+battaglia. Possedo cinquecento acri di
+terra nella contea di Norfolk, e vado
+a seppellirmivi, ed a cambiare in una
+vanga la mia corazza.»
+</p>
+
+<p>
+«Vile metamorfosi! Però fai bene,
+perchè tu hai veramente una schiena
+d’agricoltore; le tue spalle sono incurvate,
+come se ti abbassassi ad ogni istante
+per tenere l’aratro; poi senti odor
+<span class="pagenum" id="Page_139">[139]</span>
+di terra, invece di olezzar profumi,
+come il dovrebbe un cortigiano galante.
+In vero si direbbe che tu esci in questo
+momento di mezzo ad un mucchio di
+fieno; nè avresti altra scusa da addurre,
+se non che la figlia dell’affittuale è
+una bella ragazza.»
+</p>
+
+<p>
+«A parte gli scherzi, o Walter, gli
+disse Tracy, non ne sono questi nè il
+tempo, nè il luogo. Dinne piuttosto chi
+venne a picchiare alla porta?»
+</p>
+
+<p>
+«Ah! il dottor Masters, medico della
+Regina, che per ordine immediato di
+lei veniva ad informarsi sulla salute del
+Conte.»
+</p>
+
+<p>
+«Corbezzoli! Sclamò Tracy, non è
+questo un piccolo contrassegno di favore.
+Se il Conte ricupera la salute, il sig.
+di Leicester potrà tuttavia avere in lui
+un emulo formidabile. Ma dov’è dunque
+il dottore?»
+</p>
+
+<p>
+«Sulla strada di Greenwich (rispose
+Walter), ed assai arrabbiato.»
+</p>
+
+<p>
+«Come sarebbe a dire? sclamò Tracy.
+Spero bene che non gli avrai negato l’ingresso.»
+</p>
+
+<p>
+«Oh certamente! non avrai commessa
+una tale mattezza!» soggiunse il Blount.
+</p>
+
+<p>
+«Eppure l’ho congedato con quel
+garbo, che tu metteresti, o Blount, a
+mandar via un mendicante, ovvero tu, o
+Tracy, un tuo creditore.»
+</p>
+
+<p>
+<span class="pagenum" id="Page_140">[140]</span>
+</p>
+
+<p>
+«Dalla parte di tutti i diavoli, perchè
+l’hai tu lasciato fuor della porta?» dimandarono
+a coro Blount e Tracy.
+</p>
+
+<p>
+«Perchè lo stare fuori della porta
+conviene meglio alla sua età che alla
+mia.»
+</p>
+
+<p>
+«Ma questo atto di tua storditaggine
+va ad essere la nostra rovina. Viva ora,
+o muoia Milord, non otterrà mai più
+uno sguardo favorevole dalla Sovrana.»
+</p>
+
+<p>
+«E gli mancheranno i modi di far la
+fortuna de’ suoi partigiani (aggiunse Walter
+sorridendo schernevolmente). Ecco
+la piaga segreta, delicata, che non può
+toccarsi. Signori, io ho fatto sonar men
+alto di voi le mie lamentazioni intorno
+la malattia di Milord, ma quando è il
+momento di rendergli servigio, non la
+cedo a nessuno. Se io avessi permesso a
+questo sapiente dottore di penetrare nella
+camera del Conte, non comprendete voi,
+che tra questo medico, e l’altro venuto
+con Tressiliano, sarebbe nato un bordello,
+capace non solamente di svegliare l’infermo,
+ma perfino i morti? Credo che
+una campana a martello faccia minore
+strepito d’una disputa insorta fra due
+dottori.»
+</p>
+
+<p>
+«E chi prenderà sopra di sè il biasimo
+d’aver contravvenuto agli ordini della
+Regina? domandò Tracy; perchè,
+<span class="pagenum" id="Page_141">[141]</span>
+non v’ha dubbio, il dottore Masters veniva
+per comando assoluto di sua Maestà
+a curare il Conte.»
+</p>
+
+<p>
+«Io mi assumerò questo biasimo, disse
+Walter, e se ho commessa una colpa,
+acconsento esserne castigato.»
+</p>
+
+<p>
+«Fa dunque un addio ai tuoi sogni
+brillanti, e rinunzia ai favori della Corte,
+gli disse il Blount. La tua ambizione
+avrà bel fermentare, ma la contea
+di Devon non vedrà mai in te, che un
+cadetto di famiglia, opportuno per rimanersi
+al lato inferiore della mensa a
+far parte delle vivande insieme col cappellano,
+o per vegghiare che i cani sieno
+ben nudriti, e strignere la cinghia
+al cavallo del suo padrone tutte le volte
+che va alla caccia.»
+</p>
+
+<p>
+«No (soggiunse fattosi rosso in volto
+quel giovinetto), no: non accadrà nulla
+di questo, sintantochè si farà la guerra
+nell’Irlanda e ne’ Paesi Bassi; sintantochè
+l’onde dell’Oceano apriranno un
+cammino ai pericoli, alla gloria, ed
+alla fortuna. Il ricco Occidente nasconde
+terre tuttavia sconosciute, e vivono nell’Inghilterra
+anime abbastanza ardimentose
+per tentarne la scoperta. Io vi lascio
+brevi istanti, o signori, per far la mia
+ronda, e vedere se le sentinelle sono al
+lor sito.»
+</p>
+
+<p>
+<span class="pagenum" id="Page_142">[142]</span>
+</p>
+
+<p>
+«Io credo per certo ch’egli abbia argento
+vivo invece di sangue» disse il
+Blount, che dopo partito il Walter si
+fece a riguardare Markham.
+</p>
+
+<p>
+«Io dico, rispose Markham, che in
+quella testa e in quel sangue vi è quanto
+basta, o per sorgere a somma altezza,
+o per far tal caduta da non più rilevarsene.
+Però, se il chiudere la porta al
+dottore Masters fu un atto di temerario
+ardimento, non si può negare che con
+esso rendè al Conte un segnalato servigio,
+perchè il compagno di Tressiliano
+disse in chiari termini, che svegliare
+Milord, e dargli la morte sarebbero state
+cose contemporanee; e per altra parte il
+Masters è tale, che sveglierebbe i sette
+dormienti, se non vedesse un’ordinanza
+messa in buona forma dalla facoltà medica,
+che autorizzasse la continuazione
+del lor sonno.»
+</p>
+
+<p>
+La mattina cominciava ad innoltrarsi,
+allor quando Tressiliano giunse nell’anticamera
+apportatore di lieta notizia,
+vale a dire che il conte di Sussex si
+era svegliato da se medesimo, che sofferiva
+meno internamente, che parlava
+con ilarità, e scorgersi finalmente nella
+sua fisonomia tal brio insolito da molto
+tempo, che parea nunzio sicuro d’un
+cambiamento fattosi nello stato di sua
+<span class="pagenum" id="Page_143">[143]</span>
+salute. Nel tempo medesimo, Tressiliano,
+così incaricato dal Conte, si fece
+raccontare le cose accadute nel durar
+della notte, per portarne allo stesso Conte
+un riferto.
+</p>
+
+<p>
+Allorchè questi intese il modo, onde
+il giovine Walter aveva accolto il medico
+inviatogli dalla Regina, sorrise da
+prima; ma dopo aver meditato un istante,
+comandò al Blount, suo primo scudiere,
+facesse allestire immantinente una barca,
+e si trasferisse al palazzo di Greenwich,
+conducendo seco Walter e Tracy; ed incaricò
+lo stesso Blount di farsi interprete
+presso la Sovrana dell’umile rispetto e
+della gratitudine in lui, Sussex, eccitata
+da tanto regio favore, ed a spiegarle nel
+tempo stesso i motivi, che non gli permisero
+di volgersi ai consigli del sapiente
+dottore Masters.
+</p>
+
+<p>
+«Possa venir la peste a un tal ordine
+(disse il Blount, ritornando nell’anticamera).
+S’egli mi avesse comandato
+di portare un cartello di disfida al Leicester,
+avrei forse più passabilmente soddisfatto
+al dovere di un tale messaggio.
+Ma presentarmi innanzi alla graziosa nostra
+Sovrana, alla cui presenza tutte le
+parole debbono essere inzuccherate, e
+melate come se uscissero della bottega d’un
+confettiere, questo è quanto non mi va
+<span class="pagenum" id="Page_144">[144]</span>
+a verso per nulla. Partiamo dunque Tracy,
+e devi seguirmi, o Walter, tu pure; tu
+che sei la cagione di tutto questo intrigo:
+staremo a vedere se il tuo cervello fecondissimo
+di artifizi, potrà venire in
+soccorso d’un uomo che non sa parlare,
+fuorchè lo schietto e buon inglese.»
+</p>
+
+<p>
+«Non temete di nulla, sclamò il Walter.
+Io vi toglierò da tutti gl’impicci.
+Datemi tempo solamente ch’io vada in
+cerca del mio mantello.»
+</p>
+
+<p>
+«Del tuo mantello? Non l’hai sulle
+spalle? Credo che tu perda la testa, se
+però mai tu avesti una testa.»
+</p>
+
+<p>
+«Che cosa dici? Questo è un vecchio
+mantello di Tracy. Pensi tu forse che io
+voglia mostrarmi alla Corte, non vestito
+in abito di cerimonia?»
+</p>
+
+<p>
+«Già la tua cerimonia non sarà sfoggiata
+che agli occhi dell’usciere, o di
+qualche meschino servitore.»
+</p>
+
+<p>
+«Non importa. Voglio mettere il mio
+mantello, e dar quattro colpi di spazzola
+alla mia giubba prima di pormi in
+cammino.»
+</p>
+
+<p>
+«Questo è ben darsi grandi faccende
+per un mantello e per una giubba! Andiamo.
+Sbrigati in nome del cielo.»
+</p>
+
+<p>
+Nè andò guari, che si trovarono navigando
+sul maestoso Tamigi, le cui acque
+percosse dal sole brillavano in tutto
+il loro splendore.
+</p>
+
+<p>
+<span class="pagenum" id="Page_145">[145]</span>
+</p>
+
+<p>
+«Ecco due cose che non hanno nulla
+che le pareggi nell’universo, disse il Walter
+a Blount, in cielo il Sole, e sulla
+terra il Tamigi.»
+</p>
+
+<p>
+«I raggi dell’uno, rispose pacatamente
+Blount, ci schiariranno per giugnere
+a Greenwich, e l’acque dell’altro ci
+condurrebbero più presto se fosse ora
+di grosso fiotto.»
+</p>
+
+<p>
+«Ecco dove vanno a finire tutti i
+tuoi pensieri, tutte le tue inquietudini.
+Tu non trovi ora altra utilità nel re degli
+elementi, e nel re de’ fiumi, che
+quello di aiutare tre poveri diavoli,
+quali siamo, tu, Tracy, ed io, nel
+portarsi a Corte per fare una visita di
+cerimonia!»
+</p>
+
+<p>
+«In fede mia, che m’importerebbe
+assai poco di questa visita! sclamò il
+Blount, e risparmierei di tutto buon
+grado al Sole e al Tamigi l’incomodo
+di condurmi laddove io non aveva nessuna
+voglia di andare, e laddove m’aspetto
+per tutta ricompensa d’essere ricevuto
+come un cane. E sull’onor mio
+(soggiunse egli, volgendo gli occhi verso
+Greenwich, a cui si avvicinavano a
+mano a mano), credo bene che avremo
+fatto un viaggio inutile, poichè vedo
+la barca della Regina presso le gradinate
+del parco, il che pare indizio,
+<span class="pagenum" id="Page_146">[146]</span>
+che S. M. voglia andare a diporto sull’acque.»
+</p>
+
+<p>
+Nè s’ingannava egli di fatto. La bandiera
+inglese sventolava sulla barca reale,
+e già i navicellai della Regina, parati
+delle lor ricche livree, avvicinavano
+questa barca alla gradinata che mena
+al parco di Greenwich. Due o tre
+altre barche poste dietro di questa doveano
+contenere quella parte del corteggio
+di Elisabetta, cui non era lecito entrar
+nella prima. Le reali guardie del
+corpo, tolte dai più begli uomini dell’Inghilterra,
+formavano doppia schiera,
+che incominciava dalla porta del
+palagio, venendo fino alla riva dell’acqua;
+talchè aspettavasi imminente il giugnere
+della Regina, benchè fosse assai
+di buon’ora.
+</p>
+
+<p>
+«In verità, tutto ciò non presagisce
+nulla di favorevole, disse il Blount. Convien
+dire che la Regina abbia possenti
+ragioni per mettersi in viaggio tanto di
+buon mattino. Noi faremmo assai meglio
+col ritornarcene a Say’s-Court,
+per ragguagliare Milord di quello che
+abbiamo veduto.»
+</p>
+
+<p>
+«Di quello che abbiamo veduto! replicò
+il Walter. E che cosa abbiam veduto?
+Una barca, molti navicellai, alcuni
+soldati vestiti di scarlatto e armati
+<span class="pagenum" id="Page_147">[147]</span>
+di labarda. Pensiamo ad adempiere
+gli ordini di cui il Conte ne ha incaricati,
+ed a ragguagliarlo del modo
+onde la Regina ci ha ricevuti.»
+</p>
+
+<p>
+Dette queste parole, comandò ai battellieri
+di avvicinare la barca a tal parte
+di riva, ove si potesse scendere a
+terra, perchè pensò che un riguardo
+di rispetto non permetteva loro in tal
+momento il valersi della gradinata del
+parco. Allora d’un leggier salto prese
+a sponda, seguito indi dal prudente e
+circospetto Blount, che parea lo accompagnasse
+contro sua voglia. Appena presentatisi
+alla porta della reggia, intesero
+che non si poteva lasciargli entrare,
+stando allora in atto d’uscir la
+Sovrana. Per ottenere ciò nonostante la
+permissione di più innoltrarsi, adoperarono
+il nome del conte di Sussex, ma
+sì fatto talismano non producendo verun
+effetto nell’animo dell’uficiale posto di
+guardia alla porta, questi rispose loro,
+non potersi stogliere nè poco nè assai
+dalla consegna avuta.
+</p>
+
+<p>
+«Non te l’aveva io detto? sclamò il
+Blount. Andiamo dunque, mio caro Walter,
+raggiugniamo la nostra barca, e
+torniamcene a Say’s-Court.»
+</p>
+
+<p>
+«No per Dio; se prima non mi presento
+alla Regina» rispose risolutamente
+l’altro.
+</p>
+
+<p>
+<span class="pagenum" id="Page_148">[148]</span>
+</p>
+
+<p>
+«A quel che vedo, sei matto, arcimatto.»
+</p>
+
+<p>
+«E tu a quel che vedo, sei diventato
+una gallina tuffata nell’acqua. E
+per bacco! ti ho veduto far fronte ad
+una dozzina di maledetti Irlandesi, senza
+che il loro numero ti spaventasse.
+Ed ora temi che una bella signora ti
+volga un guardo corrucciato.»
+</p>
+
+<p>
+Terminava il Walter queste parole,
+allorchè apertesi le porte del castello,
+ne uscirono guardie, poi uscieri, e finalmente
+Elisabetta in mezzo alle dame
+e ai magnati della sua corte, schierati
+con tale artifizio, che da qualunque
+lato lo spettator si trovasse, potea veder
+la Regina. Ella era giovane tuttavia,
+e brillava di tutto quello splendore
+che chiamavasi beltà in una Sovrana,
+ma che avrebbe avuto nome di
+apparenza nobile e dignitosa in qualunque
+grado ella si fosse trovata. Si
+appoggiava essa sul braccio del lord
+Hunsdon, che essendole parente da lato
+di madre, ne ricevea spesso tai contrassegni
+di favore e di distinzione.
+</p>
+
+<p>
+Walter non si era forse mai veduto
+tanto vicino alla persona della sua Sovrana;
+onde si spinse avanti sino alla
+fila formata dalle guardie, per non perdere
+sì fatta occasione di contemplarla
+<span class="pagenum" id="Page_149">[149]</span>
+a suo bell’agio. Blount intanto ne maledicea
+questa, ch’egli chiamava imprudenza,
+facendo di tutto per trarlo addietro.
+Ma Walter se ne sciolse ben presto,
+e permettendo al proprio mantello
+di ondeggiargli negligentemente sopra una
+spalla, dispiegò meglio le grazie d’una
+bella statura. Levatosi allora il berrettone,
+fisò gli occhi sulla Regina con
+tal atto, che trasparivano da essi ad
+un tempo e la rispettosa curiosità che
+l’accendeva, ed un’ammirazione quanto
+viva, altrettanto modesta. Finalmente
+le guardie colpite dalla sua avvenente
+fisonomia e dalla ricchezza degli
+abiti, comportarono ch’ei si mettesse
+di pari nelle loro file; cosa che non
+erano solite concedere agli spettatori d’un
+grado comune. Per tal modo l’intrepido
+giovinetto si trovò pienamente esposto
+agli sguardi d’Elisabetta, non mai indifferente
+nè all’ammirazione ch’ella a
+buon dritto eccitava, nè ai pregi d’esterna
+forma che ella scorgesse in alcuno
+de’ suoi cortigiani. Giunta in vicinanza
+del luogo ove stavasi fermo il Walter,
+lanciò sovr’esso uno sguardo, che annunziava
+bensì qualche sorpresa per l’ardire
+ch’ei dimostrava, ma non però
+nessuna specie di risentimento. Accadde
+cosa, che dovette più particolarmente
+<span class="pagenum" id="Page_150">[150]</span>
+chiamare sopra di lui l’attenzione della
+Regina. Era piovuto tutta la notte, ed
+appunto dinanzi al luogo occupato dal
+nostro giovane, vedeasi un tratto di terreno
+coperto ancora di fango, e sopra
+quello dovea passar la Regina, che si
+fece a titubare per un istante. Ma non
+titubò il Walter nel togliersi in un
+batter d’occhio il suo mantello, e gettarlo
+su quella parte di cammino fangosa,
+onde la Sovrana vi tragittasse a
+piedi asciutti. E tale atto, in cui comprendevansi
+e cortesia ed affezione di
+suddito, accompagnò egli con un rispettoso
+saluto, cui cresceva grazia il suo
+volto copertosi d’improvviso rossore.
+La Regina tornò ad alzar gli occhi sopra
+di lui, e provando un istante di
+confusione, ed arrossendo a sua volta,
+gli fece un gentil cenno col capo; poi
+affrettatasi in suo cammino, salì la barca
+senza profferire una sola parola.
+</p>
+
+<p>
+«Ebbene, re degli storditi, gli disse
+Blount, adesso sì avrai il diletto di far
+passeggiare la spazzola sul tuo mantello.
+Se era in te mente di formarne un tappeto
+per mettervi i piedi, tanto valeva
+conservare quello di Tracy; il bigello
+almeno non teme le macchie.»
+</p>
+
+<p>
+«Questo mantello (disse il Walter,
+piegandolo in guisa da poterselo portare
+<span class="pagenum" id="Page_151">[151]</span>
+sul braccio) non verrà mai spazzolato
+sintantochè m’appartenga.»
+</p>
+
+<p>
+«E non ti apparterrà lungo tempo,
+se non ne farai miglior conto. Noi ti
+vedremo ben presto <i>in cuerpo</i>, come
+dicono gli Spagnuoli.»
+</p>
+
+<p>
+In questo, il loro colloquio venne interrotto
+da un usciere della Regina.
+</p>
+
+<p>
+«Io cerco (diss’egli guardando per
+tutto con attenzione) un giovine senza
+mantello, o con il mantello coperto di fango.
+Siete voi senz’altro, diss’egli a Walter:
+abbiate la bontà di venire con me.»
+</p>
+
+<p>
+«Egli è del mio seguito, disse Blount;
+io sono il primo scudiere del nobile conte
+di Sussex.»
+</p>
+
+<p>
+«Tutto ciò è possibilissimo, rispose
+l’usciere, ma io porto gli ordini immediati
+di Sua Maestà, nè riguardano
+essi che questo signore.»
+</p>
+
+<p>
+Dette tali parole, si allontanò facendo
+cenno al Walter di seguirlo, mentre gli
+occhi del Blount rimasto addietro gli
+uscivano della testa; tanto era l’eccesso
+della sua maraviglia. «Chi diavolo voleva
+immaginare questa faccenda?» finalmente
+egli sclamò, e scotendo il capo
+in aria di chi non vede andar le cose
+a suo modo, raggiunse la barca, e se
+ne tornò solo a Say’s-Court.
+</p>
+
+<p>
+Intanto l’usciere condusse il Walter
+<span class="pagenum" id="Page_152">[152]</span>
+verso il Tamigi e fino alla grande gradinata,
+usandogli sempre i più rispettosi
+modi; la qual cosa non è di mal augurio
+in simili circostanze. Poi lo fece entrare
+in una delle picciole barche preste
+a seguire quella della Regina, che già
+navigava rapidamente in mezzo del fiume
+col favore del grosso fiotto, favore
+di cui lamentò la mancanza il nostro
+Blount nel trasferirsi a Greenwich.
+</p>
+
+<p>
+I due navicellai obbedendo ad un segnale
+fatto lor dall’usciere, remigarono
+con tanta forza, che in pochi minuti si
+trovarono appresso alla barca della Regina,
+ov’ella stavasi seduta sotto magnifico
+padiglione con due o tre dame del
+suo corteggio ed alcuni grandi uficiali della
+regia casa. La Sovrana volse più d’una
+fiata gli occhi ed alla barca che le si avvicinava
+ed all’avvenente giovane che sovra
+essa venia trasportato, e nel tempo
+stesso diceva sorridendo alcune parole alle
+persone che la corteggiavano. Finalmente
+uno fra que’ signori, certamente
+per avere ordinato così la Regina, fece
+segno ai navicellai che accostassero la barca,
+poi disse a Walter di passare in quella
+della Sovrana, al qual cenno egli ubbidì
+con agilità e grazia eguali. Ritrattasi
+la barca che lo avea trasportato, ei venne
+condotto alla presenza di Elisabetta.
+<span class="pagenum" id="Page_153">[153]</span>
+Sostenne esso gli sguardi di Sua Maestà
+con una modesta sicurezza, e s’anco un
+leggiero imbarazzo scorgeasi in lui, ne
+avea nuovo spicco la vaghezza delle sue
+forme. Teneasi costantemente sul braccio
+il mantello coperto di fango, e fu questo
+come è ben da credersi, che diede
+alla Regina il primo argomento di movergli
+accenti.
+</p>
+
+<p>
+«Voi avete quest’oggi rovinato un ricco
+mantello, o giovinetto; noi vi ringraziamo
+per tale servigio, benchè nel
+prestarlo vi siate stolto alcun poco dalle
+forme ordinarie, e vi abbiate aggiunto
+alquanta arditezza.»
+</p>
+
+<p>
+«L’arditezza si fa dovere per un suddito,
+rispose Walter, quando è d’uopo d’arditezza
+nel servire il proprio Sovrano.»
+</p>
+
+<p>
+«Viva Dio! egli ha risposto bene, o
+Milord (disse la Regina, volgendosi ad
+un grave personaggio che stavale a canto,
+e che solamente le rispondea con un dignitoso
+chinar di capo in segno di approvazione).
+Ebbene, o giovinetto, la galanteria
+onde sfoggiasti non andrà priva di ricompensa.
+Ti trasferirai presso l’intendente
+della nostra guardaroba, e troverai l’ordine
+perchè ti dia un altro mantello, invece di
+quello che danneggiasti per nostro servigio;
+tu ne avrai uno de’ più ricchi, e de’ meglio
+<span class="pagenum" id="Page_154">[154]</span>
+foggiati secondo l’usanza del giorno: te lo
+prometto in fede di Principessa.»
+</p>
+
+<p>
+«Non tocca ad un umile servo della
+Maestà Vostra, disse titubando Walter,
+discutere intorno i favori, che degnate
+concedergli, ma se mi fosse permesso lo
+scegliere......»
+</p>
+
+<p>
+«Tu preferiresti che ti si donasse oro,
+lo indovino, disse interrompendolo Elisabetta.
+Oh no, giovane! no. È per me un
+rossore il dirlo, ma nella nostra capitale
+si trovano tanti modi di spendere il denaro
+in follie, che il presentarne ai giovani,
+gli è un gettar l’olio sul fuoco, un
+fornirli d’armi contro di lor medesimi. Se
+il Cielo mi conceda più lunga vita, metterò
+un limite a questi disordini. Ciò nondimeno,
+tu non sei forse ricco, fors’anche
+i tuoi parenti son poveri..... Ebbene, sì,
+tu avrai denaro; ma è d’uopo tu mi renda
+conto dell’uso che vorresti farne.»
+</p>
+
+<p>
+Walter aspettò con pazienza che la Regina
+avesse terminato il suo dire, per assicurarla
+indi modestamente, che dell’offertogli
+mantello, l’oro era anche assai
+meno la meta cui egli aspirasse.
+</p>
+
+<p>
+«E che? sclamò la Regina; nè il nostro
+oro, nè un mantello ti possono contentare!
+Qual cosa brami tu dunque?»
+</p>
+
+<p>
+«Bramo soltanto, o Regina, se non è
+<span class="pagenum" id="Page_155">[155]</span>
+portar troppo alto le mie pretensioni, il
+vostro assenso, ond’io porti sempre questo
+mantello, che vi arrecò sì lieve servigio.»
+</p>
+
+<p>
+«Il mio assenso, onde tu porti il tuo
+mantello! E poss’io negartelo, o giovinetto?»
+</p>
+
+<p>
+«Oh! questo mantello non è più mio.
+Dacchè il piede di Vostra Maestà lo calcò,
+è divenuto degno di un Principe;
+egli è troppo sfarzoso per un uomo della
+mia condizione.»
+</p>
+
+<p>
+La Regina arrossì nuovamente, e si sforzò
+di coprire con un riso non naturale un
+lieve grado di sorpresa e di confusione,
+che non le erano per altro discare.
+</p>
+
+<p>
+«Udiste mai nulla di consimile, o Lordi?
+La lettura dei romanzi ha volto il capo
+a questo povero giovine. È d’uopo io
+sappia chi egli sia per mandarlo in istato
+di sicurezza ai suoi genitori. Chi siete voi,
+giovinetto?»
+</p>
+
+<p>
+«Gentiluomo della casa del Conte di
+Sussex, che mi aveva qui spedito col suo
+primo scudiere per arrecare un messaggio
+alla Maestà Vostra.»
+</p>
+
+<p>
+Pronunziato appena questo nome,
+l’aria di favore con cui la Regina avea sino
+a quell’istante contemplato Walter si
+dileguò, e diede luogo a disdegnosi modi
+e severi.
+</p>
+
+<p>
+<span class="pagenum" id="Page_156">[156]</span>
+</p>
+
+<p>
+«Il lord Sussex, diss’ella, ci ha insegnato
+in qual prezzo dobbiamo avere i
+suoi messaggi, col farne conoscere il conto
+ch’ei fa de’ nostri. In questa istessa mattina,
+e ad un’ora che non è ordinaria,
+abbiamo spedito a lui il nostro medico,
+tosto che sapemmo essere più seria la sua
+infermità di quello che si era immaginato
+da prima. Non v’è Corte d’Europa in cui si
+trovasse un uomo più sapiente del dottore
+Masters, ed egli presentavasi in nostro nome
+alla casa di uno fra i nostri sudditi.
+Nondimeno trovò la porta di Say’s-Court
+difesa da uomini armati di colubrine, come
+se quel castello fosse stato situato sulle
+frontiere della Scozia, e non in vicinanza
+della nostra medesima Corte. Ha chiesto
+in nostro nome che gli si aprisse, ed ha
+sofferto l’affronto di un rifiuto. Noi non
+riceveremo, almeno per ora, alcuna scusa
+sul disprezzo, con cui Milord ha contraccambiato
+un contrassegno di bontà che fu
+ancor troppo grande. Vi avverto di ciò,
+perchè m’immagino altro non essere lo
+scopo del vostro messaggio che il presentarci
+scuse a nome del Conte.»
+</p>
+
+<p>
+Questi detti furono pronunziati con un
+tuono, e con gesti tali, onde ne fremessero
+tutti que’ cortigiani presenti che parteggiavano
+per il Sussex. Ma non ne fu
+atterrito quel solo a cui il discorso era
+<span class="pagenum" id="Page_157">[157]</span>
+volto. Non cessò appena di parlar la Regina,
+che alzando gli occhi verso di lei,
+le disse in modo umile e rispettoso Walter:
+«Supplico la Maestà Vostra a permettermi
+dirle, ch’io non sono incaricato di
+presentarle scuse per parte del conte di
+Sussex.»
+</p>
+
+<p>
+«E di che vi ha dunque incaricato, o
+signore? (sclamò la Regina con quell’impeto,
+che comunque altre nobilissime prerogative
+d’animo il bilanciassero, formava
+la parte principale della sua indole). Vi
+ha forse incaricato di giustificarlo, o per
+la morte di Dio&#8205;<a class="tag" id="tag6" href="#note6">[6]</a> di venir qui a disfidarci?»
+</p>
+
+<p>
+«Il conte di Sussex, rispose Walter,
+conosceva tutta la gravezza della colpa
+che fu commessa, nè pensò che ad assicurarsi
+del colpevole e ad inviarlo a voi
+per metterlo affatto nel vostro arbitrio.
+Ma il Conte dormiva profondamente, quando
+giunse il dottore Masters, perchè il suo
+medico gli avea fatto bere una pozione a
+tal fine. Questa mattina soltanto nello svegliarsi
+seppe il clemente messaggio della
+Maestà Vostra, e il rifiuto dato al medico
+nell’atto ch’egli stava per entrare.»
+</p>
+
+<p>
+<span class="pagenum" id="Page_158">[158]</span>
+</p>
+
+<p>
+«Ciò cambia lo stato della quistione,
+disse la Regina con tuono alquanto più
+mite. Ma chi fu quello fra i suoi servitori,
+ardito assai per negare l’ingresso del
+castello al mio proprio medico che veniva
+a curare il Conte per ordine mio?»
+</p>
+
+<p>
+«Il colpevole vi sta dinanzi, o Regina
+(rispose Walter accompagnando con
+profondo inchino tale risposta). Sopra di me
+solamente dee cadere tutto il biasimo di
+quanto accadde, e giustamente Milord m’inviò
+al cospetto vostro, per sottopormi
+alle conseguenze di un fallo, di cui egli è
+tanto innocente, quanto degli atti operati
+da un uomo desto sono innocenti i pensieri
+di chi sta immerso nel sonno.»
+</p>
+
+<p>
+«Tu! Sei tu veramente che negasti
+l’ingresso di Say’s-Court al mio medico
+mandatovi da me medesima! Qual
+cagione potè inspirare cotanta audacia ad
+un giovane sì affezionato... o almeno
+il cui esterno mostra tanta affezione alla
+sua Sovrana?»
+</p>
+
+<p>
+«Regina (disse Walter, che in mezzo
+all’apparenza di severità, onde cercava
+tuttavia coprirsi il volto della Sovrana,
+scorgeva com’ella fosse propensa a non
+avere per imperdonabile un tal delitto),
+suol dirsi nel mio paese, che un medico
+per un certo tempo è il sovrano del suo
+ammalato. Ora il mio nobile padrone,
+<span class="pagenum" id="Page_159">[159]</span>
+nel tempo appunto ch’io mi rendetti
+colpevole, si era assoggettato ad un medico,
+le cui prescrizioni gli divennero
+grandemente vantaggiose, e che aveva
+pronunziata in pericolo la vita del medesimo,
+ogni qualvolta si avesse voluto
+svegliarlo.»
+</p>
+
+<p>
+«Il tuo padrone avrà data la sua confidenza
+a qualche miserabile empirico.»
+</p>
+
+<p>
+«Gli è quanto ignoro, o Regina; so
+bene ch’ei si risvegliò sta mane trovandosi
+molto più sollevato che non lo era
+da parecchi giorni.»
+</p>
+
+<p>
+In tale momento le persone del corteggio
+della Regina si guardarono in volto
+le une coll’altre, non per comunicarsi
+cogli sguardi le loro osservazioni, ma
+per leggere nelle scambievoli fisonomie
+l’effetto che una tal notizia producea
+negli animi di ciascuno. La Regina rispose
+tantosto, senza curarsi di palliare
+la soddisfazione venutale da tale notizia:
+«Per fede mia godo assai in udire ch’egli
+stia meglio. Ma tu fosti ben ardito nel
+ricusare l’ingresso al medico ch’io inviai.
+Ignori tu forse quel detto della santa
+Scrittura, starsi la sicurezza nella moltitudine
+dei consigli?&#8205;<a class="tag" id="tag7" href="#note7">[7]</a>»
+</p>
+
+<p>
+<span class="pagenum" id="Page_160">[160]</span>
+</p>
+
+<p>
+«Non lo ignoro, o mia Sovrana; ma
+intesi anche molti dotti i quali pretendono
+che la <i>sicurezza</i>, a cui questo passo
+di scrittura si riferisce, riguardi il
+medico e non l’ammalato.»
+</p>
+
+<p>
+«In verità, disse la Regina, non so
+qual cosa rispondergli perchè non sono
+troppo disinvolta nella sposizione dell’Ebraico.
+Che ne dite voi, milord di Lincoln?
+Questo giovane ha egli interpetrato
+come doveasi il sacro testo?»
+</p>
+
+<p>
+«Il vocabolo <i>sicurezza</i>, o Regina, disse
+il vescovo di Lincoln, sembra essere
+stato accettato con troppa fretta per rendere
+il senso della parola Ebraica...»
+</p>
+
+<p>
+«Già ve l’ho detto milord, coll’Ebraico
+non ho gran confidenza. Or ditemi,
+o giovinetto, qual è il vostro nome,
+qual è la vostra famiglia?»
+</p>
+
+<p>
+«Regina, io mi chiamo Walter Raleigh
+e sono tra i figli cadetti d’una famiglia
+numerosa ma onesta della contea di Devon.»
+</p>
+
+<p>
+«Raleigh! (disse Elisabetta dopo
+d’avere meditato un istante): non avete
+voi militato in Irlanda?»
+</p>
+
+<p>
+<span class="pagenum" id="Page_161">[161]</span>
+</p>
+
+<p>
+«Sì, o Regina; ma non posso aver
+tanta fortuna, che le poche cose da me
+operate colà abbiano fatto pervenire il
+mio nome sino all’orecchio della Maestà
+Vostra.»
+</p>
+
+<p>
+«Oh! Il mio orecchio si estende più
+in là che nol credete, o Raleigh. Mi
+ricordo assai bene d’un giovane che, nella
+contea di Shannon, difese il passaggio
+di un fiume contro una truppa d’Irlandesi
+ribelli, e che ne tinse le acque
+col loro sangue e col proprio.»
+</p>
+
+<p>
+«Se il mio sangue fu versato in quella
+occasione, (disse il Walter chinando gli
+occhi) non ho fatto che soddisfare una
+parte di mio debito, perchè tutto il sangue
+che scorre nelle mie vene è sacro
+al servigio di Vostra Maestà.»
+</p>
+
+<p>
+«È assai, disse la Regina, che in età
+così giovane tu abbia combattuto sì valorosamente,
+e tu posseda ad un tempo
+tanta facondia. Non mi starò nondimeno
+dal punirti per avere chiusa la porta in
+faccia al mio povero Masters. Quest’uomo
+rispettabile si è guadagnata una flussione
+sull’acque del Tamigi. Egli giugneva
+da Londra ove avea fatte molte
+visite, allorchè gli arrivò il mio comando;
+pure si fece un dovere, un affare
+di coscienza di partir tosto alla volta di
+Say’s-Court. Io ti condanno dunque, o
+<span class="pagenum" id="Page_162">[162]</span>
+Raleigh, a portare coperto di fango il
+tuo mantello, sintantochè mi piaccia decretare
+altrimenti. Ed eccoti l’ornamento
+ch’io pretendo tu porti al collo»
+aggiunse ella, presentandolo d’un gioiello
+legato in oro, simile quanto alla forma
+ad una pedina del giuoco degli scacchi.
+</p>
+
+<p>
+Walter, al quale la natura avea insegnato
+tutta quell’arte, cui solamente dopo
+una lunga esperienza si fa destra la maggior
+parte dei Cortigiani, piegò un ginocchio
+a terra, imprimendo un bacio
+sopra la mano, d’onde gli veniva tal dono.
+Fors’egli sin da quel punto superava
+tutti i circostanti nel saper accoppiare il
+devoto rispetto che debbesi ad una Regina,
+e l’omaggio della galanteria chiesto imperiosamente
+dalla beltà. Ed in questo
+primo tentativo di combinare tai riguardi,
+tanto maestrevolmente riuscì, che ne furono
+paghi e la vanità personale di Elisabetta,
+e la sua ambizione di dominare.
+</p>
+
+<p>
+Se la Regina rimase contenta di questo
+primo abboccamento avuto con Walter
+Raleigh, non tardò a coglierne gradevol
+frutto anche il conte di Sussex.
+</p>
+
+<p>
+«Lordi, e Milady (sì disse la Regina,
+volgendosi alle persone del suo corteggio)
+poichè ci troviamo già sul Tamigi,
+credo sarebbe cosa assai ben fatta il rinunziare
+al nostro divisamento di trasferirci
+<span class="pagenum" id="Page_163">[163]</span>
+a Londra, sostituendogli l’altro di
+fare una gradevol sorpresa al povero
+conte di Sussex. Egli è infermo, e i
+suoi patimenti raddoppiarono, non v’ha
+dubbio, per la tema nata in lui d’averne
+spiaciuto; mentre poi l’ingenua
+confessione di questo giovane stordito lo
+giustifica pienamente. Che ne giudicate
+voi? Non sarebb’ella una bell’opera di
+misericordia il recargli tal conforto siccome
+riuscirà per lui la visita di una
+Sovrana alla quale prestò così eminenti
+servigi?»
+</p>
+
+<p>
+Ben crederà ognuno, che fra coloro,
+cui si volse la Regina a chiedere consiglio
+in sì fatto modo, non ne fu un solo
+il quale aprisse bocca per ispiegare
+contrario avviso.
+</p>
+
+<p>
+«Vostra Maestà, disse il vescovo di
+Lincoln, è l’aria che ci fa vivere.»
+</p>
+
+<p>
+I militari soggiunsero, la presenza della
+Sovrana essere siccome la cote che affila
+la sciabola del soldato.
+</p>
+
+<p>
+Gli uomini di Stato giudicarono, che
+l’aspetto della Regina era la luce rischiaratrice
+d’ogni consiglio de’ ministri.
+</p>
+
+<p>
+Tutte quelle matrone finalmente s’accordarono
+in dire, che niun signore dell’Inghilterra
+pareggiava il conte di Sussex
+nel meritare i favori della sua Sovrana;
+<i>senza far pregiudizio ai diritti
+<span class="pagenum" id="Page_164">[164]</span>
+del Conte di Leicester</i>, soggiunsero però
+quelle che aveano maggiore accorgimento
+in politica. Ma la Regina non mostrò
+di por mente a questa clausola.
+</p>
+
+<p>
+I navicellai pertanto ebbero l’ordine di
+fermare la barca a Depford nel luogo il
+più prossimo a Say’s-Court, affinchè la
+Regina potesse soddisfare prontamente
+questa sollecitudine degna d’una vera
+madre dei sudditi, col trasferirsi in persona
+a rintracciare notizie intorno la salute
+del conte di Sussex.
+</p>
+
+<p>
+Walter, che nella scioltezza del suo ingegno
+prevedea le conseguenze rilevanti,
+cui talora davano origine gli avvenimenti
+più semplici in apparenza, si fece frettoloso
+di chiedere alla Regina la permissione
+di precederla in una barca leggiera per
+annunziare sì gradita visita al suo padrone;
+ed a tale inchiesta dava disinvoltamente
+colore col dire, che un eccesso di gioia
+e dolce sorpresa, nello stato mal messo di
+salute in cui trovavasi il Conte, avrebbe
+potuto nuocergli se troppo improvviso,
+come talvolta il cordiale più ristorativo,
+amministrato senza qualche cautela, torna
+in danno d’un infermo, che una lunga
+malattia abbia sfinito.
+</p>
+
+<p>
+Ma, sia che la Regina trovasse troppo
+presuntuoso il contegno d’un giovinetto
+che apriva un avviso alla presenza
+<span class="pagenum" id="Page_165">[165]</span>
+di lei senza esserne stato richiesto,
+o fosse piuttosto il desiderio ch’ella
+aveva di verificare se il castello di
+Say’s-Court ringorgava d’uomini armati
+ad uso di piazza di guerra, come
+ne era stata assicurata, rispose assai
+severamente a Raleigh, si riserbasse i
+suoi consigli pel momento in cui gli
+verrebbero domandati. Dopo di che,
+replicò il comando affinchè si approdasse
+a Depford, soggiugnendo: «noi vedremo
+co’ nostri occhi qual sia l’ordine
+di casa che tiene il Conte.»
+</p>
+
+<p>
+Intanto il Walter facea da se medesimo
+queste meditazioni. «Il Cielo a
+quanto pare ha volto verso di noi un
+occhio di compassione; ma non vorrei......
+I cuori ben fatti non mancano
+attorno al Conte; ma le buone teste...
+Oh! le buone teste sono assai
+scarse... E la sua salute è troppo sconcertata
+perchè possa dar ordini da se
+stesso. Figuratevi! Tutti saranno intenti
+a far colezione quando arriviamo.
+Blount avrà innanzi di sè le sue aringhe
+di Yarmout e un boccale di birra;
+Tracy i suoi sanguinacci e un fiasco
+di vino del Reno; quegli spensierati di
+Gallois, Thomas, Ap, Rice e Evan la
+loro zuppa coi porri, e il lor formaggio
+liquefatto, tutte cose che non sanno
+<span class="pagenum" id="Page_166">[166]</span>
+nè di rosa nè di gelsomino; e si
+dice che la Regina abborrisce questi
+odori gagliardi. Pensassero almeno a
+bruciare un poco di ramerino nell’anticamera!....
+Ma voga galera! Fidiamci
+alla fortuna che per vero dire non
+mi ha trattato male questa mattina. Ci
+ho rimesso un bel mantello; ma spero
+di aver già fatto carriera alla Corte.
+Possa almeno quest’incidente tornare
+a vantaggio del rispettabile Sussex!»
+</p>
+
+<p>
+Giunta bentosto la barca a Depford,
+la Regina scese a terra in mezzo alle
+acclamazioni, che non mancavano mai
+quando ella facea mostra di sè; e si trasferì
+a piedi sotto di un baldacchino, e
+accompagnata da tutto il suo seguito a
+Say’s-Court.
+</p>
+
+<p>
+Le gioiose grida di una intera popolazione
+furono quelle che diedero al
+castello il primo annunzio dell’arrivo
+della Sovrana. E il Sussex stava appunto
+consigliando con Tressiliano sui modi
+da tenersi per riguadagnare il favore
+d’Elisabetta, ch’ei temeva avere perduto,
+allor quando dal giugnere di lei
+fu sorpreso, ed in qualche modo impacciato.
+Non già ch’egli ignorasse esser
+costume della Regina il far di tai visite
+ai grandi personaggi della Corte, fossero
+eglino sani o ammalati: ma un arrivo
+<span class="pagenum" id="Page_167">[167]</span>
+sì inaspettato non gli lasciava il
+tempo di fare per riceverla que’ preparamenti,
+ch’egli sapeva quanto allettassero
+la vanità di tale Regina. Per altra parte,
+la confusione che dominava in un castello
+tutto pieno di militari, e fatta maggiore
+dalla circostanza della sua infermità, rendea
+il soggiorno poco opportuno in quell’istante
+ad essere onorato da una regale presenza.
+</p>
+
+<p>
+Imprecando nel suo interno il caso che
+gli procurava sì d’improvviso tal graziosa
+visita, si accinse affrettatamente a discendere
+con Tressiliano, che allora appunto
+aveva terminato di raccontargli la storia
+d’Amy.
+</p>
+
+<p>
+«Mio caro amico, conchiuse con dirgli
+il Sussex, potete star certo che per riguardi
+così di giustizia come dell’affezione che ho
+per voi, vi sosterrò il più possibile in questo
+affare. Mancano pochi istanti ad accorgerci
+s’io godo ancora di qualche credito presso
+la Regina, o se in vece col voler proteggere
+la vostra inchiesta, non vi diverrei
+pregiudizievole, anzichè utile.»
+</p>
+
+<p>
+Così dicendo ei metteva con sollecitudine
+le braccia entro una specie di lunga veste
+foderata di pelliccia, e dava al suo aggiustamento
+tutta la cura a lui permessa dai
+brevi istanti che gli rimanevano prima
+di comparire dinanzi alla Sovrana. Ma
+quand’anco avesse potuto adoperare la
+<span class="pagenum" id="Page_168">[168]</span>
+massima diligenza nel suo abbigliamento,
+non potea questa cancellar l’orme che una
+infermità pericolosa aveva lasciate sopra
+lineamenti più espressivi di quel che fossero
+gradevoli. Picciolo inoltre di statura, comunque
+una struttura atletica e larghe
+spalle il rendessero quanto mai atto agli
+esercizi militari, la sua comparsa in una
+sala non era quella di tal uomo, su cui dovessero
+fermarsi con ansietà gli sguardi
+femminili. E ben supponevasi generalmente,
+che questo esterno svantaggioso del
+conte di Sussex, a malgrado della stima
+in cui lo tenea la Regina, gli nuocesse nell’animo
+di lei, allorquando ella il paragonava
+con Leicester, l’uomo più avvenente e
+il più adorno di grazie che quella Corte
+si avesse.
+</p>
+
+<p>
+Tutta la premura che di far presto si
+diede il Conte non gli permise che d’essere
+nella sala sull’istante medesimo in cui vi
+giugneva la Regina, e s’avvide che una
+nube ne ingombrava la fronte; e questa
+nube era sorta fin quando ella vide il castello
+guardato con tanta accuratezza, come
+se fosse tempo di guerra, e pieno di
+soldati e di gentiluomini armati; onde,
+fin dai primi accenti ch’ella mosse al Conte,
+espresse il disgusto del proprio animo.
+</p>
+
+<p>
+«Ci troviamo noi in una piazza assediata,
+o Milord? Ovvero per isbaglio avremmo
+<span class="pagenum" id="Page_169">[169]</span>
+noi oltrepassato il castello di Say’s-Court,
+e sarebbe questa la nostra torre di Londra?»
+</p>
+
+<p>
+Lord Sussex incominciò a balbettare alcuni
+accenti di scusa.
+</p>
+
+<p>
+«Non fa d’uopo di scusa, o Milord,
+gli disse la Regina. Non ignoriamo i dispareri
+che passano tra voi, ed un altro
+signore della nostra casa, ed abbiamo anzi
+divisato di prendercene serio pensiero, e
+di frenare la libertà di cignervi di gente
+armata, e potrei dire di stipendiati duellanti,
+come se in vicinanza della nostra
+capitale, e a canto della nostra reale residenza,
+voi vi preparaste ad una guerra
+civile l’uno contro dell’altro. Godiamo
+però di trovare migliorata la vostra salute,
+benchè non abbia potuto averne merito
+il dotto medico che vi spedimmo...
+Risparmiate le scuse, o Milord. So quanto
+è accaduto a tale proposito, ed ho ammonito
+come dovevasi questo giovane spensierato,
+questo Walter Raleigh, del quale,
+sia detto per incidenza, ho divisato liberare
+la vostra casa per prenderlo nella nostra.
+Egli ha certe qualità d’animo fatte
+per ramificar meglio in mia Corte, che
+in mezzo alla gente armata di cui vi faceste
+un antemurale.»
+</p>
+
+<p>
+Sussex rispose a tale annunzio con un
+rispettoso inchino, senza intender troppo
+fra se medesimo qual fosse il motivo, onde
+<span class="pagenum" id="Page_170">[170]</span>
+la Regina si prendesse tanta cura per questo
+giovane. Egli la supplicò ad accettare
+qualche reficiamento; ma non vi acconsentì
+la Regina. E però dopo alcuni complimenti
+di stile, più freddi assai che non
+li dava ad immaginare una visita apparentemente
+presaga di favore, la Regina
+abbandonò il castello di Say’s-Court,
+ove col suo arrivo gettò confusione, ed
+ove col modo di quel dipartirsi, lasciò
+il dubbio, l’inquietudine ed il timore.
+</p>
+
+<div class="chapter">
+<p><span class="pagenum" id="Page_171">[171]</span></p>
+
+<h2 class="nosp">CAPITOLO VIII.</h2>
+</div>
+
+<div class="poem-container">
+<div class="poem inl"><div class="stanza">
+<p class="i01">»A me sian tratti entrambi: al mio cospetto</p>
+<p class="i01">»Questi rivali di vendetta ardenti</p>
+<p class="i01">»Io voglio esaminar; le accuse udirne,</p>
+<p class="i01">»Che l’uno all’altro appon; mirar la lotta,</p>
+<p class="i01">»Ch’han l’invidia, il furor, l’orgoglio accese.</p>
+<p class="i13"> <i>Shakespeare.</i></p>
+</div></div>
+</div>
+
+<p>
+«Ho ricevuto ordine di trasportarmi domani
+alla Corte, disse il Leicester a Varney.
+A quanto si suppone dovrò trovarmi
+alla presenza del lord Sussex. La Regina
+è venuta nel disegno d’intromettersi nelle
+nostre querele, ed è questo l’effetto della
+visita da lei fatta a Say’s-Court, visita che
+voi riguardate di così poca importanza.»
+</p>
+
+<p>
+«E continuo a riguardarla per tale,
+rispose Varney. Ho saputo da persona che
+potè udire la maggior parte di quanto ivi
+detto, essere più assai la perdita del guadagno
+che il Sussex ha ritratto da questa
+visita. La Regina, nel ritornare alla sua
+barca, disse che il Castello di Say’s-Court
+aveva tutta l’apparenza d’un corpo di guardia;
+e l’odore d’uno spedale, o piuttosto
+d’una di quelle bettole ove si dà pasto
+per dieci soldi, aggiunse la contessa di
+<span class="pagenum" id="Page_172">[172]</span>
+Rutland, sempre ardentissima amica di
+vostra Signoria. Il vescovo di Lincoln volle
+mettervi la sua parola, e disse doversi attribuire
+il cattivo ordine in cui lord Sussex
+teneva la propria casa, al non essere
+egli maritato.»
+</p>
+
+<p>
+«Ed a ciò, quale risposta ha fatto la
+Regina?....» domandò premurosamente
+il Leicester.
+</p>
+
+<p>
+«Una risposta non troppo gioviale.
+Qual bisogno ha d’una moglie lord Sussex?
+E qual bisogno ha il vescovo di Lincoln di
+entrare in questo proposito? Se il matrimonio
+è permesso, soggiunse ella, non vedo
+che in nessun paese venga comandato dalla
+legge.»
+</p>
+
+<p>
+«La Regina non ama che gli ecclesiastici
+si maritino» disse Leicester.
+</p>
+
+<p>
+«E nemmeno i cortigiani» aggiunse
+Varney. Ma vedendo il Conte che cambiava
+di fisonomia, mutò subito registro,
+narrandogli che tutte le dame aveano
+fatto coro nel mettere in ridicolo l’ordine
+con cui era tenuta la casa del conte di Sussex,
+ed aveano detto di più, che Sua Maestà
+sarebbe stata ben altrimenti ricevuta nel
+castello del conte di Leicester.
+</p>
+
+<p>
+«Voi avete ben raccolte molte notizie,
+disse Leicester, ma dimenticate la
+più importante di tutte, se però non fu
+vostro disegno il tacermela. La Regina ha
+<span class="pagenum" id="Page_173">[173]</span>
+aggiunto un nuovo satellite a tutti quelli
+ch’ella desidera veder rivolgersi intorno
+di lei.»
+</p>
+
+<p>
+«La Signoria vostra intende certamente
+parlare di Raleigh, di quel giovane della
+contea di Devon, del cavaliere del mantello,
+poichè già non chiamasi con altro
+nome alla Corte.»
+</p>
+
+<p>
+«È che potrà un giorno esserlo della
+Giarrettiera, perchè ha fatto progressi assai
+rapidi nella buona grazia della Regina.
+Essa ha recitato versi in sua compagnia,
+e lo ammette già nella sua intrinsichezza.
+Quanto a me rinunzierei di buon grado alla
+parte che possedo sugl’incostanti favori di
+questa femmina, ma non mi sento di permettere
+che il Sussex, o quest’uomo novamente
+giunto mi facciano licenziare. Anche
+quel Tressiliano è molto avanti nel cuor di
+Sussex. Io vorrei risparmiarlo per riguardo
+a..... Ma vuole egli stesso correre al suo
+precipizio. E questo Sussex! si dice ora che
+abbia ricuperato interamente la sua salute.»
+</p>
+
+<p>
+«Non vi è bella carriera che non presenti
+ostacoli, o Milord; soprattutto quando
+ella guida a grande innalzamento. La
+malattia del Sussex era per noi un favore
+del Cielo, ed io assai ne sperava. Egli l’ha
+superata. Ma non per questo è diventato
+più formidabile per la Signoria vostra.
+Ella si ricorda che lottando contro di lui
+<span class="pagenum" id="Page_174">[174]</span>
+lo ha atterrato più d’una volta. Non vi
+manchi il cuore, o Milord; e andranno
+bene tutte le cose.»
+</p>
+
+<p>
+«Il cuore non mi è mai mancato, o
+Varney.»
+</p>
+
+<p>
+«No: ma vi ha spesse volte tradito.
+Chi vuol salire un albero non dee curarsi
+di tutti i fiori che ha messi la pianta, ma
+impadronirsi de’ rami maestri.»
+</p>
+
+<p>
+«Bene bene, (disse con tuono d’impazienza
+Leicester) comprendo quel che vuoi
+dire; ma sarò fermo, e il mio cuore non
+mi tradirà. Metti in buon ordine tutto il
+mio seguito, ed abbi cura che comparisca
+con tale splendore da offuscare non solamente
+il miserabile corteggio da cui si farà
+scortare Ratcliffe, ma quello parimente
+che porteranno seco i più nobili cortigiani.
+Che ciascuno sia bene armato, ma senza
+fare ostentata mostra delle sue armi, e
+come se ne andasse cinto piuttosto per
+servir l’uso che con disegno di prevalersene.
+In quanto a te, ti starai sempre al
+mio fianco; la tua presenza può essermi
+necessaria.»
+</p>
+
+<p>
+A non dissimili preparamenti intendeano
+per parte loro il Sussex e i suoi
+partigiani.
+</p>
+
+<p>
+«Il vostro scritto contro Varney, dicea
+il conte di Sussex a Tressiliano, si
+trova in questo momento fra le mani della
+<span class="pagenum" id="Page_175">[175]</span>
+Regina; ho fatto che le pervenga per una
+strada sicura, nè dubito non vi riusciate. La
+vostra domanda è fondata sulla giustizia
+e sull’onore, delle quali prerogative è zelantissima
+la Sovrana. Ma è a uopo confessare
+che l’Egiziano (nome che il Sussex
+solea dare al Leicester a motivo della
+carnagione alquanto bruna di questo cortigiano)
+ha tutto il tempo di parlarle a
+sua voglia in tempo di pace. Se avessimo
+la guerra alle porte, sarei io il miglior
+favorito d’Elisabetta; ma i soldati, come
+i loro scudi e le loro lance, van giù di
+usanza cessato il pericolo, ed in vece ottengono
+preferenza i vestiti di raso, e i
+coltelli da caccia. Ebbene, poichè l’usanza
+è così, sagrificheremo all’usanza. — Blount,
+hai tu avuto attenzione che tutto
+quanto riguarda la mia casa sia assestato
+di nuovo? Ma tu non t’intendi meglio di
+me su queste attività; ti piacerebbe assai
+più, il vedo bene, mettere a posto un
+picchetto di lancieri.»
+</p>
+
+<p>
+«Raleigh si è preso questo incarico,
+o Milord. Onde non dubitate; il vostro
+corteggio comparirà brillante, come una
+mattina del mese di maggio. Quanto poi
+alla spesa è un’altra cosa. A’ dì nostri si
+manterrebbe uno spedale d’invalidi colla
+somma che è necessaria solamente a vestire
+dieci servi da livrea.»
+</p>
+
+<p>
+<span class="pagenum" id="Page_176">[176]</span>
+</p>
+
+<p>
+«Adesso non è tempo di spaventarsi
+per la spesa, mio Blount. Son grato a
+Walter della premura che si è data. Vorrei
+nondimeno, che non si fosse dimenticato
+essere io un vecchio militare, e
+che avesse conceduto all’usanza del giorno
+quella parte soltanto che non le si può
+ricusare.»
+</p>
+
+<p>
+«Non so dirvelo, o Milord, perchè non
+ho nessuna cognizione in sì fatta materia.
+Posso ben assicurarvi che i vostri parenti
+ed amici vengono a ventine per accompagnarvi
+alla Corte, e che che si faccia Leicester,
+spero gli opporremo una fronte non
+men formidabile della sua.»
+</p>
+
+<p>
+«Però, raccomandate rigorosamente ad
+ognuno di condursi nel più pacifico modo;
+non voglio dispute, a meno che i nostri
+nemici si portassero ad aperta violenza.
+So che si trova più d’una testa calda fra le
+persone che m’accompagnano, e mi spiacerebbe
+assai se la loro imprudenza desse
+a quelli qualche vantaggio sopra di me.»
+</p>
+
+<p>
+Tanto era assorto il Conte nel dare questi
+diversi ordini, che Tressiliano trovò a
+fatica l’istante di manifestargli la propria
+maraviglia, perchè egli si fosse così affrettato
+nell’inviare alla Regina la supplica
+scritta a nome di sir Ugo Robsart. «Il
+parere degli amici di sir Ugo, gli disse
+Tressiliano, era che le prime appellazioni
+<span class="pagenum" id="Page_177">[177]</span>
+fossero portate alla giustizia del Leicester,
+poichè il colpevole è uno dei principali
+ufiziali della sua casa; io ve ne aveva però
+ragguagliato.»
+</p>
+
+<p>
+«Per movere questo passo non facea
+di mestieri volgersi a me (rispose il Sussex
+con qualche disdegno), o per lo meno
+non doveva io essere preso qual consigliere,
+ove trattavasi di umiliarsi innanzi a
+Leicester; e mi fa maraviglia, che voi,
+Tressiliano, voi uomo d’onore e mio amico,
+abbiate potuto a ciò sottomettervi. Voi
+dite d’avermene ragguagliato. Non vi avrò
+forse inteso, perchè non potea cadermi in
+mente che un sì fatto disegno fosse concepito
+da voi.»
+</p>
+
+<p>
+«Nè io l’ho concepito, o Milord; chè
+per parte mia avrei sempre prescelta la
+strada cui vi siete tenuto, ma gli amici
+di questo padre sciagurato.....»
+</p>
+
+<p>
+«Oh! gli amici, gli amici!!! Essi debbono
+lasciarci condurre gli affari nel modo
+che giudichiamo noi il più convenevole. È
+questo il momento di accumulare tutte le
+lagnanze cui hanno dato motivo e il Leicester
+e i suoi satelliti. La Regina riguarderà
+il torto che si riferisce alla casa di Robsart
+come uno de’ più gravi argomenti, che presenteremo
+alle sue considerazioni. Poi, su
+di ciò non è più ora di deliberare; la
+Regina ha già il vostro scritto dinanzi agli
+occhi.»
+</p>
+
+<p>
+<span class="pagenum" id="Page_178">[178]</span>
+</p>
+
+<p>
+Tressiliano non potè far di meno di
+sospettare, che il Sussex volendo per tutte
+le possibili vie affortificarsi contro il
+proprio emulo, si fosse comportato in tal
+modo, non tanto per favorire sir Ugo, quanto
+per non perdere occasioni di gettar biasimo
+sopra Leicester, senza poi darsi il
+fastidio di esaminare la maggiore o minore
+probabilità del buon esito. Ma non
+vi era strada per tornare addietro, ed il
+Conte terminò la discussione congedando
+tutti quelli che stavano presso lui. «Ognuno,
+diss’egli, sia pronto per le undici
+ore, perchè a mezzo giorno in punto debbo
+essere nella sala d’udienza della Regina.»
+</p>
+
+<p>
+Intanto che i due emuli cortigiani si
+preparavano, ciascun per parte sua, a comparire
+al cospetto della Sovrana, la stessa
+Elisabetta non si stava priva affatto di tema
+sul modo onde andrebbe a terminare
+questo convegno fra due nemici, forniti
+di fierezza e l’uno e l’altro, e di cui ciascuno
+andava scortato d’una numerosa e
+risoluta caterva, di due nemici che si dividevan
+fra loro, o palesemente o in segreto,
+tutti i voti e le speranze della sua
+Corte. Quanta era, la guardia reale venne
+posta sotto le armi, e la Regina ordinò
+parimente venisse un rinforzo da Londra.
+Pubblicò inoltre un bando che proibiva
+<span class="pagenum" id="Page_179">[179]</span>
+a tutti i nobili di avvicinarsi al palazzo
+scortati da un corteggio, che portasse armi
+da fuoco, o quelle che allor chiamavansi
+lung’armi, vale a dire adatte a servigio
+di guerra. È stato anche detto, che
+il gran seriffo della contea di Kent avesse
+ricevuti ordini segreti, onde al menomo
+segnale stessero pronte a marciare le
+sue milizie.
+</p>
+
+<p>
+L’ora di questa udienza, che avea costato
+tanti preparamenti e tante inquietudini
+così all’una come all’altra delle
+due parti, arrivò finalmente, e nel punto
+del mezzogiorno, i due Conti, accompagnati
+ciascuno da seguito numeroso,
+entrarono ad un medesimo tempo nella
+gran corte del palagio di Greenwich.
+</p>
+
+<p>
+Come se i concerti ne fossero stati presi
+dianzi, o forse perchè la Regina avea
+fatto sapere ai Conti tale essere la sua
+volontà, giunsero il Sussex da Depford
+per acqua, e il Leicester da Londra tenendo
+la strada di terra, tal che da due
+porte opposte comparvero entrambi nella
+corte. Tal circostanza, che un nulla era
+di per se stessa, diede nonostante una
+grande prevalenza al Leicester nello spirito
+del popolo, perchè quelli che lo scortarono,
+saliti sopra ricchissimi corridori,
+presentavano una maestosa cavalcata, la
+quale facea più impressione ed occupava
+<span class="pagenum" id="Page_180">[180]</span>
+maggiore spazio che non il corteggio di
+Sussex, necessitato ad andare a piedi. I
+due Conti si guardarono l’un l’altro, ma
+senza salutarsi, perchè ognun d’essi aspettando
+forse che l’altro gli desse qualche contrassegno
+di cortesia, nessuno voleva essere
+il primo. Fu quasi nel medesimo tempo del
+loro arrivo che la campana del castello fece
+udire le ore del mezzogiorno. Spalancatesi
+tosto le porte del palagio, i due Conti
+entrarono dentro con quelle persone delle
+due comitive, alle quali il grado loro concedeva
+tale diritto; gli altri restarono nella
+corte, ognuna delle due fazioni lanciando
+sull’altra occhiate d’avversione e disprezzo,
+e sembrando non si desiderasse da entrambe
+le parti che un pretesto per venire
+alle mani; ma da ciò li rattennero i severi
+ordini dei loro capi, e fors’anche
+più la presenza d’una guardia sotto le
+armi superiore ad essi di forze.
+</p>
+
+<p>
+In questo mezzo, gli uomini i più
+distinti di ciascun corteggio avevano seguito
+i due Conti fino alla grande anticamera,
+simili a due fiumi, le cui acque,
+costrette ad entrar nel medesimo letto,
+sembrano confondersi insieme a fatica. Si
+schierarono essi, mossi come da istinto,
+ciascuno da un diverso lato dell’appartamento,
+e sembravano solleciti di rimettere
+fra loro una linea di separazione,
+<span class="pagenum" id="Page_181">[181]</span>
+qual trovavasi all’atto dell’ingresso, e che
+erasi dileguata per pochi momenti. Quella
+anticamera presentava una lunga galleria,
+dal cui fondo non tardarono ad aprirsi
+due battitoi, dinanzi ai quali un
+usciere annunziò che la Regina trovavasi
+nella sua sala d’udienza. I due Conti
+si avanzarono a passi lenti e con portamento
+maestoso verso la porta, seguìto
+il Sussex da Tressiliano, da Blount,
+e da Raleigh, mentre Leicester non
+aveva con sè che il solo Varney. L’orgoglio
+del Leicester fu costretto cedere
+all’etichetta della Corte, e salutando il
+suo rivale con aria grave e solenne, si
+fermò per lasciarlo passare innanzi a lui,
+siccome Pari di più antica nomina. Il
+Sussex ne contraccambiò la cortesia con
+non minore gravità e cerimonia, indi entrò
+nella sala di udienza. Tressiliano e
+Blount fecero per seguitarlo, ma l’usciere
+rifiutò ad essi l’ingresso, adducendo
+non potere ammettere se non se
+coloro di cui gli erano stati dati i nomi
+in lista. Vedutosi da Raleigh il rifiuto
+cui soggiacquero i suoi compagni,
+si rimaneva in addietro; ma di lui accortosi
+l’usciere: «Oh! voi, signore,
+potete entrare.» Laonde entrò dopo il
+conte di Sussex.
+</p>
+
+<p>
+«Seguimi Varney» disse il conte di
+<span class="pagenum" id="Page_182">[182]</span>
+Leicester che si era tenuto in disparte
+per veder entrare Sussex, ed avanzandosi
+verso la porta stava per entrare,
+quando Varney che non si discostava dai
+suoi passi, e che facea sfarzo d’un abito
+dei meglio foggiati all’ultima usanza,
+ebbe dall’usciere egual complimento a
+quello che ricevettero prima di lui così
+Blount come Tressiliano.
+</p>
+
+<p>
+«Che vuol dir questo, maestro Bowier?
+disse il conte di Leicester; sapete voi
+chi io mi sia, o ignorate forse che quest’uomo
+del mio corteggio è parimente
+mio amico?»
+</p>
+
+<p>
+«La Signoria vostra mi perdonerà,
+rispose con fermezza l’usciere; ma gli
+ordini che io ho non ammettono eccezioni,
+ed è mio dovere l’eseguirli.»
+</p>
+
+<p>
+«Tu sei un temerario (sclamò il Leicester,
+fattosi rosso in volto), ed il tuo
+contegno è parziale. Ardisci farmi un
+tale affronto, dopo che hai lasciato passare
+uno del seguito del conte di Sussex!»
+</p>
+
+<p>
+«Milord, rispose il Bowier, il sig.
+Raleigh è presentemente al servigio di
+Sua Maestà, e gli ordini d’esclusione
+non lo riguardano.»
+</p>
+
+<p>
+«Tu sei uno sciagurato, uno sconoscente;
+ma chi ti collocò in questa carica
+ha potere per fartene uscire; tu
+non abuserai più a lungo della tua autorità.»
+</p>
+
+<p>
+<span class="pagenum" id="Page_183">[183]</span>
+</p>
+
+<p>
+Dimenticò certamente i riguardi della
+convenienza e della sua politica ordinaria
+il Leicester, quando si lasciò sfuggire
+a voce alta sì fatte parole. Dopo di che,
+entrato nella sala d’udienza salutò rispettosamente
+la Regina, che vestita con
+pompa anche maggiore del solito, e circondata
+da que’ guerrieri e da quegli
+uomini di Stato, che per coraggio e
+consiglio fecero immortale il suo regno,
+stavasi pronta ad accogliere gli omaggi
+di questi due sudditi. Contraccambiò ella
+con graziosi modi il saluto portole dal
+Conte suo favorito, e volgendo gli occhi
+or sopra lui or sopra il conte di Sussex,
+pareva accignersi a movere ad essi il
+discorso, allorchè il Bowier, che non
+poteva digerire l’insulto fattogli dal Leicester
+pubblicamente, ed in atto di adempiere
+gli ufizi della sua carica, s’innoltrò
+tenendo fra le mani la verga nera,
+suo distintivo, e si prostrò ai piedi della
+Regina.
+</p>
+
+<p>
+«Ebbene, Bowier, disse Elisabetta,
+che cosa è stato? Mi sembra che tu colga
+male il tuo tempo per darmi questo
+contrassegno di rispetto. »
+</p>
+
+<p>
+«Graziosa Sovrana (rispose egli, mentre
+tutti i cortigiani tremavano per lui
+sulle conseguenze di un tale ardimento),
+io vengo a chiedervi se nell’esercizio della
+<span class="pagenum" id="Page_184">[184]</span>
+mia carica io debba ubbidire agli ordini
+di vostra Maestà, o a quelli del
+signor conte di Leicester, il quale mi
+ha minacciato pubblicamente gli effetti
+del suo disfavore, e mi ha inoltre volti
+motti ingiuriosi, perchè, conformandomi
+nè più nè meno agli ordini di vostra Maestà,
+non ho lasciato entrare una persona
+del suo corteggio.»
+</p>
+
+<p>
+Il sangue di Enrico VIII fermentò in
+quell’istante nelle vene della sua figlia,
+la quale si volse al Leicester con tale aria
+di severità, che trasse ad impallidire lui,
+e tutti gli amici suoi che erano in quella
+sala d’udienza.
+</p>
+
+<p>
+«Per la morte di Dio, Milord! (sclamò
+la Regina, valendosi di questa sua
+favorita esclamazione). Che significa ciò?
+Noi portavamo grande opinione di voi,
+e quindi vi avevamo avvicinato alla nostra
+persona, ma non perchè doveste nascondere
+il sole agli altri nostri fedeli
+sudditi. Chi vi ha dato il diritto di contraddire
+i nostri ordini, e di censurare
+gli ufiziali della nostra casa? Non si
+trova in questa Corte, in tutto quant’è
+questo regno, fuorchè una sola padrona;
+e non soffrirò ch’altri vi comandino.
+Badate che Bowier non abbia da sofferir
+nulla per aver fedelmente adempiuto
+i propri doveri, perchè ne renderò mallevadore
+<span class="pagenum" id="Page_185">[185]</span>
+voi stesso... Andate Bowier,
+e non temete di nulla. Voi vi comportaste
+qual uomo onesto, e qual suddito
+fedele. Noi non abbiamo qui un <i>Maire</i>
+di palazzo.»
+</p>
+
+<p>
+Dette le quali cose gli porse la mano
+che il Bowier baciò tornando indi alla
+sua porta, stupito egli medesimo del buon
+successo che il suo ardire aveva ottenuto.
+Un sorriso di trionfo dilatò le fisonomie
+dei partigiani del Sussex, mentre quelli
+del Leicester chinavano gli occhi per la
+confusione, ed egli stesso, componendo
+il volto alla più profonda umiltà, non
+fece il tentativo di dire nemmeno una
+parola in propria scusa.
+</p>
+
+<p>
+Nel che operò egli con molto senno.
+La politica d’Elisabetta intendeva a mortificarlo,
+ma non a perderlo, ed era da
+uomo prudente il lasciarle la soddisfazione
+di sfoggiare la sua autorità senza
+opposizione nè repliche. Dopo che la Regina
+ebbe sostenuta la parte, che alla
+sua dignità offesa addicevasi, la donna
+non tardò a sentir compassione d’un favorito
+in questa guisa umiliato. L’acuto
+occhio di Elisabetta avea già letti gli
+sguardi di giubilo che l’uno all’altro volgeansi
+i partigiani del Sussex, e l’accorgimento
+di questa Regina volea tutt’altro
+fuorchè un trionfo assoluto di nessuna
+fra le due fazioni.
+</p>
+
+<p>
+<span class="pagenum" id="Page_186">[186]</span>
+</p>
+
+<p>
+«Quanto dissi al lord Leicester (soggiunse
+ella dopo un momento di pausa)
+lo dico a voi parimente, lord Sussex.
+Voi ancora vi mostrate alla Corte d’Inghilterra
+qual corifeo d’una fazione che
+vi riconosce per capo.»
+</p>
+
+<p>
+«I miei amici, graziosa Sovrana, disse
+il Sussex, si mostrarono per vero dire,
+e si mostrarono sostenitori della vostra
+causa nell’Irlanda, nella Scozia, e
+contro i ribelli del Nort; ma ignoro in
+che...»
+</p>
+
+<p>
+«Silenzio, Milord! disse interrompendolo
+la Regina, avete forse disegno
+di venire ad assalto di parole con me?
+La modestia del conte di Leicester avrebbe
+dovuto insegnarvi a tacere allorchè
+v’indirigo un rimprovero. Io vi dico,
+o Milord, che la saggezza del mio avo
+e del padre mio, i quali ingentilirono
+l’Inghilterra, ha vietato ai nostri nobili
+il viaggiare con tale corteggio d’uomini
+armati. Credete voi, perchè vesto
+gonna, che lo scettro sia divenuto una
+rocca fra le mie mani? Vi fo noto che
+fra tutti i re della Cristianità, non ve
+n’ha alcuno men proclive di quella che
+ora vi parla, a sofferire l’oppressione
+del popolo, o la regia autorità vilipesa,
+o la pace del regno turbata dalla smodata
+arroganza di chicchessia. Lord Leicester,
+<span class="pagenum" id="Page_187">[187]</span>
+lord Sussex, io vi comando di
+essere amici, ovvero, per la corona che
+io porto, vi farete un nemico troppo
+forte perchè gli possiate resistere.»
+</p>
+
+<p>
+«Regina, disse il conte di Leicester,
+voi siete l’origine d’ogni onore, e dovete
+quindi sapere quello che il mio
+onore domandi; io lo metto a vostro
+arbitrio. Vogliatemi permettere soltanto
+ch’io aggiunga, non essere opera mia
+la discordia accesasi fra il lord Sussex
+e me, e ch’egli non ebbe luogo di riguardarmi
+come suo nemico se non se
+dopo avermi fatti insulti ed oltraggi.»
+</p>
+
+<p>
+«In quanto mi riguarda, o Regina,
+disse il conte di Sussex, io sono pronto
+ad uniformarmi ai sovrani vostri ordini;
+ma bramerei che il lord Leicester volesse
+spiegarsi in qual modo gli ho fatto
+<i>insulti ed oltraggi</i>, per valermi delle
+sue voci medesime; poichè questo labbro
+non ha mai profferito un solo accento,
+ch’io non sia pronto a sostenere
+così a piedi come a cavallo.»
+</p>
+
+<p>
+«E per parte mia, disse il Leicester,
+salvo sempre il beneplacito della mia
+graziosa Sovrana, questo braccio non è
+men pronto a giustificare le parole uscitemi
+del labbro, di quanto possa esserlo
+il braccio di chiunque abbia mai portato
+il nome di Ratcliffe.»
+</p>
+
+<p>
+<span class="pagenum" id="Page_188">[188]</span>
+</p>
+
+<p>
+«Milordi, disse la Regina, tai discorsi
+non son fatti per tenersi alla nostra
+presenza, e se voi non potete sedare
+le nimistà che vi disgiungono, vedrete,
+sapremo trovar modo d’impedirvi che alle
+medesime vi abbandoniate. Ch’io vi
+veda porgervi l’un l’altro la destra, o
+Milordi, e promettetemi di porre in dimenticanza
+ogni disparere.»
+</p>
+
+<p>
+I due nemici si riguardarono con aria
+d’irresolutezza, e pareva che niun d’essi
+volesse muovere il primo passo per obbedire
+alla Regina.
+</p>
+
+<p>
+«Sussex, disse Elisabetta, io ve ne
+prego; Leicester, ve lo comando.»
+</p>
+
+<p>
+E il modo con cui questi accenti vennero
+pronunziati, diede forma di comando
+alla preghiera, e di preghiera al
+comando. Pure i due cavalieri rimanevano
+tuttavia immobili. Allora la Regina,
+alzando la voce in tuono da far
+comprendere l’impazienza venuta in lei,
+e la fermezza della propria volontà, chiamò
+un ufiziale del suo seguito.
+</p>
+
+<p>
+«Sir Enrico Lee, gli diss’ella, fate
+star pronto un picchetto delle mie guardie,
+e si allestisca a partir sull’istante
+una barca. Lord Sussex, lord Leicester,
+vi comando anche una volta di darvi la
+mano, o per la morte di Dio, quegli
+che esiterà ad ubbidirmi, prima di ricomparire
+<span class="pagenum" id="Page_189">[189]</span>
+alla mia presenza, avrà assaggiato
+il nostro pane nella nostra torre
+di Londra. Abbasserò il vostro orgoglio
+innanzi che ci separiamo. Ve ne do parola
+di Regina.»
+</p>
+
+<p>
+«La prigionia potrebbe sopportarsi,
+disse il Leicester, ma l’essere sbandito
+dalla presenza della Maestà Vostra, sarebbe
+perdere ad un tempo la luce del
+giorno, e della vita. Sussex, eccovi la
+mia mano.»
+</p>
+
+<p>
+«Ed eccovi la mia, disse il Sussex;
+io ve l’offro con franchezza, e con lealtà;
+ma...»
+</p>
+
+<p>
+«Voi non aggiugnerete alcun’altra cosa,
+lo interruppe in questo la Regina.
+Sono contenta, ed ecco il punto a cui
+mi era prefissa di condurvi entrambi
+(aggiunse ella riguardando con occhio
+più favorevole sì l’uno che l’altro).
+Quando i pastori sono uniti, gli armenti
+ne trovano sollievo. Io ve lo annunzierò
+senza mistero, o Milordi; le vostre
+dissensioni hanno cagionato scandalosi disordini
+per parte delle persone che vi
+sono affezionate. Lord Leicester, non
+avete voi al vostro servizio un uomo
+per nome Varney?»
+</p>
+
+<p>
+«Sì, o Regina. Già lo presentai a Vostra
+Maestà, ed ebbe l’onore di baciarle
+la mano all’occasione dell’ultimo viaggio,
+<span class="pagenum" id="Page_190">[190]</span>
+che la Maestà Vostra fece a Nonsuch.»
+</p>
+
+<p>
+«Me ne ricordo. La sua apparenza
+esterna non è cattiva; ma non vidi in
+esso nessuna cosa da far tanta impressione,
+onde una giovinetta ben nata
+potesse risolversi a sagrificargli il proprio
+onore col divenirne la favorita. Però
+un tale caso è accaduto. Questo ufiziale
+del vostro seguito ha sedotta la
+figlia d’un buon vecchio cavaliere della
+contea di Devon, di sir Ugo Robsart
+di Lidcote. Ella ha abbandonato per lui
+la casa paterna. Che avete voi dunque,
+lord Leicester? Vi sentireste male? Il
+vostro volto è coperto di un pallore di
+morte.»
+</p>
+
+<p>
+«No, Regina» rispose Leicester, e
+gli fu d’uopo di far grande forza a se
+stesso per pronunziare queste due sole
+parole.
+</p>
+
+<p>
+«Sicuramente voi vi sentite male (continuò
+Elisabetta avvicinandosi a lui colla
+più viva premura). Si cerchi subito Masters;
+si chiami il chirurgo di servigio.
+Ove son essi adunque e l’uno e l’altro?
+La negligenza di costoro ci farà perdere
+l’uomo, che forma l’orgoglio della nostra
+Corte! Sarebbe egli possibile, o
+Leicester (soggiunse ancora riguardandolo
+in atto il più soave) che la tema
+<span class="pagenum" id="Page_191">[191]</span>
+di essere incerto nel nostro disfavore
+avesse prodotto un tale effetto sopra di
+voi? Rassicuratevi, nobile Dudley; noi
+non intendiamo farvi mallevadore de’ falli
+d’un uomo che è al vostro servigio;
+voi non potete preveder tutto, e ben
+sappiamo che a più alto scopo intendono
+i vostri pensieri. Chi vuol giugnere insino
+al nido dell’aquila, non s’accorge
+di coloro che stanno cercando fanelli fra
+gli sterpi ond’è ingombra la falda della
+montagna.»
+</p>
+
+<p>
+«La udite voi? (disse il Sussex, fattosi
+all’orecchio di Raleigh). Convien dire
+che il diavolo gli presti soccorso. Ciò
+che basterebbe a sommergere un altro
+cento braccia al di sotto del mare, mette
+a fior d’acqua costui. Se uno de’ miei
+ufiziali avesse fatto altrettanto...»
+</p>
+
+<p>
+«Silenzio, Milord! disse Raleigh; per
+l’amor del cielo silenzio! Aspettate che
+il fiotto cambi; non ne credo tanto lontano
+l’istante.»
+</p>
+
+<p>
+Nè s’apponeva certamente al falso l’accortezza
+di Raleigh, perchè la confusione
+dimostrata dal Leicester era sì grande in
+tale momento, e ne parea vinto con tanta
+forza, che Elisabetta, dopo averlo riguardato
+con aria di sorpresa, e vedendo
+ch’ei non dava risposta alcuna alle espressioni
+di straordinaria bontà sfuggitele
+<span class="pagenum" id="Page_192">[192]</span>
+dal labbro, girò rapidamente l’occhio
+sulle fisonomie di tutti i cortigiani, che
+le davano intorno, e senza dubbio leggendo
+in esse alcuna cosa atta a confermare
+i sospetti, che già cominciarono a
+pullulare nell’animo suo, sclamò d’improvviso:
+«Ovvero tutto ciò nasconderebbe
+più di quanto comparisce a’ miei
+occhi, o Milord, e più di quanto voi
+bramereste che noi scorgessimo? Ov’è
+questo Varney? V’è qui alcuno che l’abbia
+veduto?»
+</p>
+
+<p>
+«Se piace alla Maestà Vostra (disse
+il Bowier che se ne stava alla porta),
+egli è quel medesimo al quale ricusai
+l’ingresso nella sala d’udienza.»
+</p>
+
+<p>
+«Se mi piace! (replicò con asprezza
+Elisabetta, la quale in quel momento
+non si sentiva d’umore di trovare nessuna
+cosa che le piacesse). Non mi piace,
+nè che alcuno si presenti al mio cospetto
+senza averne il comando, nè che si allontani
+da me un uomo, il quale dee rispondere
+ad un’accusa mossa contro di
+lui.»
+</p>
+
+<p>
+«Se piace a Vostra Maestà (tornò a
+dire l’usciere per metà spaventato),
+s’io sapessi in tale circostanza come condurmi,
+mi darei ogni premura...»
+</p>
+
+<p>
+«Voi dovevate spiegarci meglio le
+cose, e ricevere i nostri comandi. Voi vi
+<span class="pagenum" id="Page_193">[193]</span>
+credete un grand’uomo, signor usciere,
+perchè per vostra cagione abbiamo rimproverato
+uno dei primari signori della
+nostra Corte; ma in fine, voi non siete
+nulla di meglio del chiavistello che tiene
+chiusa la porta. Fate venir tosto questo
+Varney. Nella supplica che mi è stata
+data si parla anche d’un Tressiliano. Si
+cerchino l’uno e l’altro.»
+</p>
+
+<p>
+Eseguiti immantinente i cenni della
+Regina, comparvero innanzi ad essa e
+Tressiliano e Varney. Il primo sguardo
+di questo fu portato sopra Leicester,
+il secondo sopra la Regina, le nubi della
+cui fronte gli diedero a conoscere essere
+vicino lo scoppio d’una tempesta. Nè per
+altra parte gli occhi costernati del Conte
+poteano instruirlo del modo onde governare
+il suo navilio per farsi pronto a resistere
+all’arrembaggio che si preparava;
+e vie più pericoloso gli si dimostrava il
+suo stato, per essere Tressiliano insieme
+con lui alla presenza della Regina.
+Ciò nonostante Varney, altrettanto impudente
+quanto poco scrupoloso, e destro
+e fertile in espedienti, non era tal
+uomo da abbandonare il suo vascello prima
+che andasse a picco. Misurava inoltre
+colla sua mente quanto v’era da guadagnare
+per lui se toglieva d’impaccio
+<span class="pagenum" id="Page_194">[194]</span>
+Leicester, e quanto da perdere se gli
+falliva l’impresa.
+</p>
+
+<p>
+«È egli vero, o sciagurato (gli domandò
+la Regina, e tal domanda venne accompagnata
+da uno di que’ fulminanti
+sguardi, ai quali poche persone sapeano
+reggere senza impallidire) è egli vero
+che tu avesti l’audacia di sedurre, e
+di disonorare una giovane donzella ben
+nata e bene allevata, la figlia di sir
+Ugo Robsart di Lidcote?»
+</p>
+
+<p>
+Il Varney piegò un ginocchio dinanzi
+alla Regina, e vestendo un contegno
+umiliato e contrito, disse non poter
+negare che vi era stata qualche corrispondenza
+d’amore fra lui e Amy Robsart.
+</p>
+
+<p>
+Il Leicester fremette d’indignazione
+nell’udire costui esprimersi in sì fatta maniera,
+e per un istante provò in se medesimo
+tanto coraggio, che fu quasi tentato
+a confessare le nozze contratte segretamente
+con Amy, e così sbandirsi da
+se medesimo dalla Corte, e perdere per
+propria opera il favore della Regina; ma
+volse uno sguardo sopra il Sussex, e
+l’idea del trionfo che per tal confessione
+avrebbe porto al suo rivale gli chiuse
+la bocca. «Non sia almeno per ora,
+meditò fra se stesso; non è questo l’istante
+di assicurare tale vittoria a costui»;
+<span class="pagenum" id="Page_195">[195]</span>
+e rinserrando un labbro contro dell’altro
+rimase fermo, immobile, attento ad
+ogni detto che Varney pronunciava, e
+risoluto a nascondere fino all’ultimo momento
+un segreto da cui sembrava soltanto
+dipendere l’aura che lo circondava.
+</p>
+
+<p>
+La Regina intanto continuava ad interrogare
+Varney.
+</p>
+
+<p>
+«Qualche corrispondenza d’amore! E
+di qual genere fu una tale corrispondenza?
+Se l’amore che provavi per questa
+donzella era onesto, perchè non ne
+chiedesti la mano al padre suo?»
+</p>
+
+<p>
+«Non osai avventurare tale inchiesta,
+(rispose il Varney, sempre col ginocchio
+a terra), perchè io sapeva che sir
+Ugo l’aveva promessa ad un gentiluomo
+pieno d’onore (chè gli renderò sempre giustizia,
+benchè lo sappia a me non propenso),
+al sig. Edmondo Tressiliano,
+che or vedo alla presenza di Vostra
+Maestà.»
+</p>
+
+<p>
+«E con qual diritto persuadeste una
+giovane, senza dubbio abusando della
+semplicità ed ingenuità ch’era in lei, a
+contravvenire alla volontà del padre, a
+legarsi con voi in corrispondenza d’amore,
+poichè questo è il nome che date
+con volto franco alle vostre sregolatezze?»
+</p>
+
+<p>
+«Regina, ripose Varney, sarebbe vana
+impresa il perorare la causa della
+<span class="pagenum" id="Page_196">[196]</span>
+fralezza umana innanzi ad un giudice a
+cui questa fralezza è sconosciuta, o difendere
+l’amore al cospetto di donna che
+non cedè mai a sì fatta passione... benchè
+la inspiri a tutti coloro che le si
+avvicinano» soggiunse costui con voce
+timida e bassa, e dopo aver fatta una
+pausa.
+</p>
+
+<p>
+Elisabetta fece prova di aggrottare il
+ciglio; pur sorrise a malgrado di se medesima.
+«Tu sei un malvagio, gli diss’ella,
+che spingi oltre ogni limite l’impudenza.
+Sposasti almeno questa giovane?»
+</p>
+
+<p>
+Cotal domanda trasse a fremere nuovamente
+il Leicester, e si sentì il cuore
+lacerato da tanti e vari sentimenti, sicchè
+gli sembrò non dipendere omai la
+sua vita se non se dalla risposta che
+avrebbe data Varney. Questi, dopo avere
+titubato, per vero dire, un istante, rispose:
+«Sì, o Regina.»
+</p>
+
+<p>
+«Perfido sciagurato!» Non potè ristarsi
+dallo sclamare il Leicester spumante
+di rabbia; ma questo furore fattosi
+in lui eccessivo, e l’interruzione
+posta dalla Regina al suo dire, non gli
+permisero di aggiugnere a tale esclamazione
+una sola parola.
+</p>
+
+<p>
+«Milord, gli diss’ella, con vostra buona
+licenza, saremo noi che instruiremo
+questa processura; non abbiamo anche
+<span class="pagenum" id="Page_197">[197]</span>
+finito di ascoltare il vostro ufiziale. Il
+tuo padrone, il lord Leicester, era egli
+informato di questa bella impresa? Dimmi
+la verità, tel comando; e ti guarentirò
+di ogni pericolo per parte di
+chicchessia.»
+</p>
+
+<p>
+«Graziosa Sovrana, soggiunse Varney,
+quand’io debba dirvi la verità,
+come se fossi al cospetto di Dio, il mio
+solo padrone ne fu l’origine.»
+</p>
+
+<p>
+«Scellerato! Che ardisci tu dire?»
+sclamò il Leicester.
+</p>
+
+<p>
+«Prosegui pure (disse la Regina colle
+guance accese siccome brage e con occhi
+fulminanti); nessuno in questo luogo
+dee ricevere ordini che da me.»
+</p>
+
+<p>
+«E questi sono onnipossenti, o Regina,
+rispose il Varney, nè io oserò celar
+segreti, che la Maestà Vostra voglia
+conoscere; ma bramerei che gli affari
+del mio padrone non fossero intesi da altri
+orecchi, fuorchè da quelli della mia
+stessa Regina.»
+</p>
+
+<p>
+«Allontanatevi quanti siete (disse
+Elisabetta a tutti quelli che le stavano
+attorno, ed i quali si ritrassero tosto
+sul fondo della sala). Ora parla. Che ha
+di comune il Conte con questa colpevole
+tresca? Guai a te se mi racconti
+la più piccola menzogna, e guai a te
+parimente se ti fai a calunniare il Conte!»
+</p>
+
+<p>
+<span class="pagenum" id="Page_198">[198]</span>
+</p>
+
+<p>
+«Lungi da me sì scellerata mira, o
+Regina. Pure debbo confessare, che da
+qualche tempo il mio nobile padrone
+vive interamente assorto in un profondo
+pensiero, di cui non si sa la cagione.
+Ben si vede col fatto che questo pensiero
+lo distoglie da ogni vigilanza sul
+modo di vivere delle persone di suo servigio,
+fra le quali in passato mantenne
+un ordine sì rigoroso; ed è tale negligenza,
+che ci ha condotti fuori della
+retta strada. Perciò lo accagionai della
+colpa onde mi trovo alla presenza della
+Maestà Vostra. Di fatto, se egli fosse
+stato il padrone rigoroso d’altra volta,
+non avrei avuto nè i modi, nè il tempo
+di cadere in una mancanza, che mi ha
+posto ora in sua disgrazia, pena la più
+crudele che mi possa percotere, eccetto
+il risentimento della Maestà Vostra.»
+</p>
+
+<p>
+«E a questa tua colpa il Conte non ha
+preso parte di nessuna maniera?»
+</p>
+
+<p>
+«No, Regina; ma dopo un certo avvenimento
+accadutogli, egli non è più riconoscibile.
+Osservatelo, Maestà. Vedete
+com’egli è pallido e tremebondo! Qual differenza
+fra questo stato, e l’aria di dignità
+che in lui splendea per lo innanzi! Pure
+che ha egli a temere dalle cose ch’io posso
+dire alla Maestà Vostra? Ah Regina! Dopo
+che egli ricevette quel fatal plico.....»
+</p>
+
+<p>
+<span class="pagenum" id="Page_199">[199]</span>
+</p>
+
+<p>
+«Qual plico? (lo interruppe con vivacità
+la Regina) Chi glielo inviava?»
+</p>
+
+<p>
+«Questo è quanto ignoro, o mia Sovrana;
+ma gli son sì vicino onde non sia
+sfuggito alla mia cognizione, che dopo
+quel tempo ha sempre portato attorno al
+collo una treccia di capelli, cui sta sospeso
+un piccolo gioiello legato in oro, foggiato
+a forma di cuore: a questo gioiello ei volge
+la parola allora che è solo: non lo abbandona
+nè dì, nè notte. Vi giuro, o Regina,
+che niun Pagano adorò i suoi idoli con più
+fervore.»
+</p>
+
+<p>
+«Mi è forza dire che in te si trovan
+congiunte, e malignità ardimentosa, che
+ti move a spiar sì d’appresso gli arcani
+del tuo padrone, e imprudente loquacità,
+che ti fa raccontare in questa guisa le sue
+follie (disse la Regina arrossendo, ma senza
+collera). Or via; qual è il colore della
+treccia di cui mi parli?»
+</p>
+
+<p>
+«Un poeta direbbe, o Regina, che fu
+sfilata da una tela d’oro tessuta per le
+mani della stessa Minerva; ma a mio avviso,
+il colore di questa treccia è più pallido
+che non quello dell’oro il più puro;
+e meglio rassembra l’ultimo raggio che
+manda il sole in una bella giornata di
+primavera.»
+</p>
+
+<p>
+«Veramente, sig. Varney, ora vi trasformate
+voi stesso in poeta, (sorridendo
+<span class="pagenum" id="Page_200">[200]</span>
+la Regina soggiunse): ma io non ho bastante
+fantasia per tener dietro alle vostre
+metafore. Osservate attorno queste
+dame; guardate se ve ne sia una... (e
+nel dir ciò la Regina vestì l’aria della
+massima indifferenza) se ve ne sia una
+i cui capelli vi rimembrino il colore della
+treccia che mi descriveste. Avrei gusto di
+conoscere questi capelli somiglianti alla
+tela di Minerva, ovvero..... com’è che
+avete detto? all’ultimo.... raggio di sole
+in una giornata di primavera.»
+</p>
+
+<p>
+L’accorto Varney si fece successivamente
+a squadrare coll’occhio tutte le dame
+di quella adunanza, indi, ma con aria del
+più profondo rispetto, portò gli occhi sulla
+Regina.
+</p>
+
+<p>
+«Non vedo, diss’egli, alcuna capigliatura
+che regga ad un tal paragone, a meno che
+i miei occhi non si trasportassero laddove
+non debbono riguardare.»
+</p>
+
+<p>
+«Che ascolto! Temerario! ardiresti tu
+dare ad intendere?....»
+</p>
+
+<p>
+«Perdono, Regina (replicò Varney mettendosi
+una mano dinanzi agli occhi). Un
+raggio di sol di maggio mi trasse fuori
+di me.»
+</p>
+
+<p>
+«Ritirati, disse la Regina; non v’ha
+più dubbio che tu non deliri»: indi stogliendosi
+da lui mosse i suoi passi verso
+Leicester.
+</p>
+
+<p>
+<span class="pagenum" id="Page_201">[201]</span>
+</p>
+
+<p>
+Una vivissima curiosità mescolata a
+timori, a speranze, e alle diverse passioni
+che tengono agitato chi parteggia alla Corte,
+s’impadronì degli animi de’ circostanti
+per tutto il durare del colloquio che la
+Regina ebbe con Varney. Nessuno si permetteva
+il più leggier movimento, e astenuti
+si sarebbero dal respirare, se la natura
+non si fosse opposta a tale interruzione
+del suo ministerio. Contagiosa era
+questa atmosfera; ed il Leicester in veggendo
+tutti quelli che il circondavano,
+quai sospirosi, quai tremanti, o pel suo
+innalzamento o per la sua caduta, dimenticò
+in quell’istante tutte le più tenere
+inspirazioni d’amore, assorto nella
+sola idea, che il suo credito o la sua disgrazia
+dipendevano da un cenno d’Elisabetta
+e dalla fedeltà di Varney. Raccolse
+in fretta la mente per prepararsi a ben
+sostenere la parte nella scena, di cui diveniva
+allora importantissimo personaggio;
+e fortunatamente alcuni sguardi che
+la Regina volse dalla sua parte lo istrussero,
+come, quali che si fossero state le
+cose discusse nel segreto colloquio, le conseguenze
+non potevano essergliene svantaggiose.
+Nè in questa incertezza medesima
+durò lungo tempo, perchè il modo oltre
+ogni dire gioviale onde si fece a parlargli
+Elisabetta lo additò trionfante e al
+suo rivale ed a tutta la Corte.
+</p>
+
+<p>
+<span class="pagenum" id="Page_202">[202]</span>
+</p>
+
+<p>
+«Milord, voi avete un servo ben loquace
+nel vostro Varney. È cosa molto
+prudente per parte vostra il non confidargli
+segreti che possano farvi danno nella
+mia opinione, perchè cesserebbero presto
+dall’esser segreti.»
+</p>
+
+<p>
+«Egli si renderebbe colpevole (disse il
+Leicester piegando a terra un ginocchio)
+sol col nascondere qualche cosa alla Maestà
+Vostra. Ma io bramerei che le fosse
+così aperto il mio cuore, ond’ella non
+avesse d’uopo del ministerio de’ miei servi
+per leggervi entro.»
+</p>
+
+<p>
+«E che Milord? (disse Elisabetta riguardandolo
+con bontà). In quel vostro
+cuore non si trova qualche piccolo angolo,
+su di cui voleste gettare un velo? Vedo
+che questa interrogazione vi mette nell’imbarazzo;
+ma la vostra Regina sa di non
+dovere esaminare troppo d’appresso i fini
+che guidano i più fedeli fra i suoi servi
+a ben adempiere i lor doveri, per tema
+di scoprir qualche cosa, che potrebbe....
+o dovrebbe almeno spiacerle.»
+</p>
+
+<p>
+Rincorato del tutto da queste ultime
+parole, il Leicester spiegò inaudita eloquenza
+nel dipingere alla Regina una rispettosa
+affezione, che non aveva limiti
+verso di lei; e forse in tal momento le
+parole si accordarono coi sentimenti del
+cuore, perchè le variate commozioni, alle
+<span class="pagenum" id="Page_203">[203]</span>
+quali fu dianzi in preda, diedero luogo in
+lui all’entusiasmo, ed alla fermissima risoluzione
+di mantenere il suo grado nei
+favori della Regina. Laonde egli non comparve
+giammai ad Elisabetta, nè più eloquente,
+nè più leggiadro, nè più facondo,
+siccome in quell’istante, che prostrato
+dinanzi a lei la supplicò a spogliarlo di
+ogni potere, ma lasciargli il nome di suo
+servitore. — «Togliete al povero Dudley,
+così diceva, tutto quanto gli deste; immergetelo
+un’altra volta nello stato oscuro,
+d’onde fu per opera vostra ritratto;
+non gli rimangano che cappa e spada; ma
+sofferite ch’ei continui a godere di quanto
+non meritò perder giammai, della stima
+di un’adorata Sovrana.»
+</p>
+
+<p>
+«No, Dudley (rispose Elisabetta, facendogli
+segno di alzarsi con una mano,
+e presentandogli da baciar l’altra), Elisabetta
+non ha dimenticato che allor quando
+eravate un povero gentiluomo, spogliato
+della vostra dignità ereditaria, ella era
+una principessa non meno povera di voi,
+e che avventuraste per lei tutto quanto vi
+fu lasciato dall’altrui oppressione, e per
+fin la vita e l’onore. Alzatevi, vi dico, o
+Milord, e rendetemi la mia mano; alzatevi
+e continuate ad essere quello che foste
+mai sempre; l’ornamento della nostra
+Corte, il sostegno del nostro soglio. Può
+<span class="pagenum" id="Page_204">[204]</span>
+accadere che la vostra padrona vi rimproveri
+di qualche torto, non perciò scorderà
+ella mai i servigi che le prestaste. Prendo
+Dio in testimonio (diss’ella volgendosi a
+tutti i cortigiani presenti ad una scena
+tanto rilevante), che non credo esservi
+un Sovrano sulla terra che possa vantarsi
+d’un servo sì fedele, com’io ravvisai in
+ogni circostanza il nobile Conte.»
+</p>
+
+<p>
+Un rumorio di approvazione partì da
+tutti que’ circostanti che partigiani erano
+del Leicester, e gli amici del Sussex non
+osarono che opporre un rispettoso silenzio.
+I loro occhi bassi, e le umiliate fisonomie
+ben dimostrarono fino a qual grado
+li costernasse tal compiuto e pubblico
+trionfo de’ loro antagonisti.
+</p>
+
+<p>
+Il primo uso che il Leicester fece del
+riacquistato favore della Regina, fu chiederle
+qual cosa le piacesse decretare intorno
+a Varney. «Benchè egli non meriti
+che il mio sdegno, se però mi fosse
+permesso intercedere.....»
+</p>
+
+<p>
+«Io aveva dimenticato questo affare,
+disse la Regina, e ne fo a me stessa rimprovero.
+Noi dobbiamo giustizia al più umile,
+come al più elevato de’ nostri sudditi,
+e vi ringraziamo, o Milord, di avercene
+fatto ricordare. Dov’è Tressiliano? dov’è
+l’accusatore? Si presenti dinanzi a noi.»
+</p>
+
+<p>
+Tressiliano si avanzò tosto, chinandosi
+<span class="pagenum" id="Page_205">[205]</span>
+rispettosamente alla Regina. Il portamento,
+come dicemmo, di questo cavaliere
+spirava nobiltà e grazia, la qual cosa non
+isfuggì alle acute indagini di Elisabetta.
+Essa lo contemplò attentamente, tanto
+che stavasi in piedi d’innanzi a lei con
+aspetto fermo e composto, ma da cui traspariva
+il profondo cordoglio ch’egli portava
+nell’animo.
+</p>
+
+<p>
+«Provo un vero rincrescimento in vederlo,
+disse la Regina a Leicester; ho assunte
+questa mattina informazioni sopra
+di lui, e ho saputo che è un uomo istrutto,
+e soldato valoroso ad un tempo; e
+basta il vederlo per esserne convinti. Ma
+noi altre donne, o Milord, nelle nostre
+scelte siamo capricciose. Io avrei detto
+poc’anzi, stando al solo giudizio degli occhi,
+non potersi far confronto fra Tressiliano
+e il vostro scudiere; pure questo
+Varney ha una lingua dorata, e spesse volte
+nel cuore di più d’una donna l’amore
+s’introdusse per la via degli orecchi. Signor
+Tressiliano, una freccia perduta non
+è un arco rotto. Una tenerezza sincera,
+com’io credo quella che voi provaste, fu
+a quanto sembra mal compensata; ma essendo
+voi dotto, non dovete ignorare, che
+incominciando dalla guerra di Troia e venendo
+sino ai dì nostri, vi fu più d’una
+Cresside ingannatrice. Dimenticate una
+<span class="pagenum" id="Page_206">[206]</span>
+donna infedele, e i vostri affetti per l’avvenire
+abbiano sguardo più antiveggente. Noi
+vi parliamo in tal guisa sulla traccia di
+quanto leggemmo nell’opere di dotti autori,
+anzichè colla scorta di una personale
+intelligenza, perchè il nostro grado,
+e il nostro volere allontanarono ben
+lungi da noi le lezioni dell’esperienza intorno
+ad una passion tanto frivola. Per
+riguardo al padre di questa nobil donzella,
+ne raddolciremo l’angoscia, concedendo
+al genero di lui qualche carica, che lo
+metta in grado di sostenere decorosamente
+le contratte nozze. Nè voi stesso, o Tressiliano,
+verrete dimenticato. Seguite la nostra
+Corte, e v’accorgerete che un vero
+Troilo può sempre far fondamento sulla
+nostra buona grazia. Pensate a quanto dice
+a tal proposito il Shakespeare. Egli è
+un vero incantatore; le leggiadre sue
+bagattelle mi tornano alla mente, allorchè
+dovrei pensare ad altre cose. Se non isbaglio
+sono questi i suoi versi.
+</p>
+
+<div class="poem"><div class="stanza">
+<p class="i01">»Tua per decreto dei Celesti fatta</p>
+<p class="i01">»Crisëide era già. Ruppe ella stessa</p>
+<p class="i01">»Un imeneo sì augusto. A Dïomede</p>
+<p class="i01">»Cessa d’invidïarla? A lui non cedi</p>
+<p class="i01">»Che infranti avanzi d’un tradito nodo.</p>
+</div></div>
+
+<p>
+Voi sorridete, lord Southampton! Forse
+che la mia cattiva memoria fa zoppicare
+<span class="pagenum" id="Page_207">[207]</span>
+i versi del vostro favorito? Ma basta
+così. Non si parli più a lungo di questa
+tenuità.»
+</p>
+
+<p>
+Tressiliano si stava sempre dinanzi a
+lei in atto d’uomo che vorrebbe essere
+ascoltato, mentre il rispetto gli tiene chiuse
+le labbra. «Ebbene (soggiunse la Regina
+inclinata per indole ad impazientire)
+che volete voi ancora? Questa giovane
+non può sposarvi tutt’e due. Ella ha
+già fatto la sua scelta. Non è forse la
+migliore, cui potesse appigliarsi, ma infine
+ella è presentemente la sposa di
+Varney.»
+</p>
+
+<p>
+«Se così fosse, graziosa Sovrana, disse
+Tressiliano, non avrei più nulla che impetrare
+dalla vostra giustizia, e sarebbe
+sopita in me ogni idea di vendetta; ma
+di queste seguite nozze vorrei qualche
+prova migliore di quel che il sia la parola
+di Varney.»
+</p>
+
+<p>
+«In tutt’altro luogo, ove si osasse affrontarmi
+con tale dubbio, disse Varney,
+la mia sciabola.....»
+</p>
+
+<p>
+«La tua sciabola! (lo interruppe Tressiliano,
+lanciando sopra di lui uno sguardo
+di sprezzo) ringrazia il rispetto ch’io
+debbo a sua Maestà: altrimenti la mia...»
+</p>
+
+<p>
+«Temerari! sclamò la Regina. Silenzio!
+Dimenticate e l’uno e l’altro ove siete?
+Ecco le conseguenze delle vostre
+<span class="pagenum" id="Page_208">[208]</span>
+dissensioni, o Milordi (diss’ella volgendo
+il guardo ora a Leicester ora a Sussex).
+Le persone del vostro seguito prendono
+i vostri sentimenti, il vostro umore,
+e sino nella mia Corte, alla mia stessa
+presenza, s’insultano, si disfidano ad
+uso di Rodomonti. Signori, chiunque
+parlerà di sfoderare la sciabola per altra
+causa che per la mia, porterà ai
+polsi delle mani tali smaniglie di ferro,
+che ne sentirà tutto il peso, me ne fo
+garante io medesima.» Conservò ella
+il silenzio un istante, indi assumendo
+più dolce tuono: «La mia giustizia nondimeno,
+ella soggiunse, debbe intervenire
+fra questi ardimentosi paladini. Lord
+Leicester, guarentite voi sull’onor vostro,
+cioè fin dove potete saperlo, che il vostro
+scudiere dice la verità nell’assicurare
+che si è fatto sposo ad Amy Robsart?»
+</p>
+
+<p>
+Era questa tal botta diritta, contro
+di cui diveniva impossibile la parata, e
+dalla quale fu Leicester quasi atterrato.
+Ma egli si era compromesso troppo innanzi
+per poter dare addietro; laonde,
+dopo avere titubato un istante, rispose:
+«Fin quanto io posso sapere, o Regina...
+Anzi debbo dire a mia piena ed intera
+conoscenza... Amy Robsart è maritata.»
+</p>
+
+<p>
+«Graziosa Sovrana, disse Tressiliano,
+mi sarebbe egli permesso di chiedere,
+<span class="pagenum" id="Page_209">[209]</span>
+in qual tempo, ed in qual luogo questo
+preteso maritaggio...»
+</p>
+
+<p>
+«Questo preteso maritaggio! sclamò
+la Regina. La parola del nobile Conte
+non ti è un mallevadore bastante della
+veracità di quanto un suo servo asserì?
+Ma voi siete il perditore, o credete esserlo
+almeno... e voglio usarvi indulgenza.
+Questa discussione ci ha intertenuti
+abbastanza. Lord Leicester, ho divisato
+la prossima settimana farvi una
+visita nel vostro castello di Kenilworth.
+Desidero che invitiate a tenerci ivi compagnia
+il nostro buono e stimabile amico,
+il conte di Sussex.»
+</p>
+
+<p>
+«Se il nobile conte di Sussex (disse
+il Leicester, salutando il suo rivale con
+altrettanto di urbanità che di disinvoltura)
+vuol compartirmi sì fatto onore, io
+riguarderò la sua visita siccome una prova
+della stima e dell’amicizia, che la
+Maestà Vostra desidera consolidata fra
+noi.»
+</p>
+
+<p>
+Il Sussex mostrò maggiore imbarazzo.
+«L’infermità di cui mi risento ancora,
+o Regina, non mi fa troppo adatto a
+contribuire ai diletti di una festa.»
+</p>
+
+<p>
+«Foste dunque tanto seriamente ammalato?
+(disse Elisabetta, fattasi con
+maggiore attenzione a riguardarlo). Egli è
+vero che siete molto cambiato, e me ne
+<span class="pagenum" id="Page_210">[210]</span>
+duole grandemente. Ma vivete tranquillo.
+Vigileremo colla stessa opera nostra alla
+salute di un suddito, che ne è sì prezioso,
+ed al quale abbiamo tante obbligazioni.
+Il Masters prescriverà la regola
+del vostro vivere, e noi faremo eseguire
+le sue prescrizioni, ma è d’uopo che voi
+siate di brigata nel viaggio di Kenilworth.»
+</p>
+
+<p>
+Ella pronunziò questi detti d’un tuono
+sì perentorio, ma nel tempo medesimo
+pieno di tanta bontà, che il Sussex a
+malgrado di quanta ripugnanza fosse in
+lui a ricevere ospitalità dal proprio rivale,
+si vide costretto a fare un profondo
+inchino, che annunziava alla Regina
+essere egli pronto ad ubbidirne i comandi;
+poi con accattata urbanità disse al
+Leicester che avrebbe accettato il suo
+invito. Nel tempo che i due Conti si
+stavano in una reciprocazione di complimenti
+a tale proposito, la Regina diceva
+a mezza voce al suo gran tesoriere.
+«Mi sembra, Milord, che le fisonomie
+di questi due Pari rassomiglino quei due
+famosi fiumi classici, l’uno sì nero e
+melanconico, l’altro sì nobile e limpido.
+Il mio vecchio maestro Aschan mi sgriderebbe
+per aver io dimenticato il nome
+dell’autor che ne parla. Credo però sia
+stato Cesare. Osservate qual maestosa calma
+<span class="pagenum" id="Page_211">[211]</span>
+domina sulla fronte di Leicester, e
+quai modi sforzati adopera Sussex nel
+volgere all’altro qualche accento di cortesia,
+sol per un riguardo ai nostri ordini.»
+</p>
+
+<p>
+«Lo starsi in dubbio sul favore della
+Maestà Vostra, rispose il lord tesoriere,
+può bastare, cred’io, a spiegare una differenza
+che non è sfuggita, come nulla
+sfugge, agli occhi della nostra Regina.»
+</p>
+
+<p>
+«Un tal dubbio ci farebbe ingiuria,
+o Milord, replicò Elisabetta. Entrambi
+i Conti ne sono cari egualmente, ed impiegheremo
+con imparzialità l’uno e l’altro
+ai vantaggi del nostro regno. Ma il
+loro colloquio è durato abbastanza. Lord
+Sussex, lord Leicester, noi abbiamo ancora
+qualche cosa da dirvi. Tressiliano e
+Varney fanno parte delle vostre case; desideriamo
+che ci accompagnino a Kenilworth.
+E poichè allora avremo presso di
+noi Paride e Menelao, vogliamo vedere
+anche questa bella Elena, la cui incostanza
+ha mosso tanto rumore. Varney, tu
+condurrai tua moglie a Kenilworth, e preparala
+a comparirmi dinanzi. Lord Leicester,
+incarico voi dell’esecuzione di un
+tal ordine.»
+</p>
+
+<p>
+Il Conte ed il suo scudiere fecero un
+rispettoso inchino, indi rialzando il capo
+non osarono levar gli occhi verso la Regina,
+<span class="pagenum" id="Page_212">[212]</span>
+nè l’uno sopra dell’altro, perchè
+entrambi credettero in quell’istante veder
+le reti della menzogna ch’essi avevano
+tese, chiudersi sopra di loro per avvilupparli.
+</p>
+
+<p>
+«Milordi, disse ai Conti la Regina, ci
+è d’uopo della presenza vostra al consiglio
+privato, che andiamo ora ad aprire,
+e dove importanti cose si discuteranno.
+Noi andremo indi a diporto sul fiume,
+e voi vi ci accompagnerete. Oh! questa
+navigazione mi chiama una circostanza alla
+mente. Signor cavalier <i>del mantello</i>,
+diss’ella sorridendo a Raleigh, pensate che
+d’ora in avanti dovete seguirmi in tutte
+le mie spedizioni, onde fatevi somministrare
+vestimento quale vi si conviene. Voi
+vi rivolgerete al grande intendente della
+nostra guardaroba.»
+</p>
+
+<p>
+Così terminò questa memorabile udienza,
+nella quale, siccome in tutto il corso
+della sua vita, Elisabetta unì i capricci
+ai quali va di frequente soggetto il gentil
+sesso, a quel profondo senno, e a quella
+retta politica, che la fanno primeggiare
+fra quanti Sovrani abbiano mai portato
+corona.
+</p>
+
+<div class="chapter">
+<p><span class="pagenum" id="Page_213">[213]</span></p>
+
+<h2 class="nosp">CAPITOLO IX.</h2>
+</div>
+
+<div class="poem-container">
+<div class="poem inl"><div class="stanza">
+<p class="i01">»Già del peregrinar scelta è la meta;</p>
+<p class="i01">»Discior le vele è quant’omai rimane.</p>
+<p class="i01">»Tien gli occhi al governal, nocchiero; appresta</p>
+<p class="i01">»Le faci, e il filo indagator del fondo.</p>
+<p class="i01">»E basse terre, e scogli a mille a mille</p>
+<p class="i01">»Quest’oceano insidioso asconde,</p>
+<p class="i01">»Cui diè più d’un naufragio orribil fama.</p>
+<p class="i10"> <i>Il Naufragio.</i></p>
+</div></div>
+</div>
+
+<p>
+Nel breve intervallo trascorso fra il terminar
+dell’udienza e l’adunata del consiglio
+privato, Leicester ebbe il tempo di
+meditare, che avea posto egli stesso il suggello
+al proprio destino. Egli era impossibile,
+così andava questi pensando, che
+dopo avere, alla presenza di quanto eravi
+di più cospicuo nell’Inghilterra, attestato,
+benchè in termini ambigui, essere verace
+l’asserto del Varney, gli fosse più
+lecito il contraddirlo, o il dismentirlo,
+senza compromettersi, non solamente a
+perdere il favore di cui godeva alla Corte,
+ma eziandio ad incorrere nel risentimento
+personale della Regina, la quale non gli
+avrebbe al certo perdonato di essere stata
+ingannata; al che aggiugneasi l’idea non
+meno spaventosa dell’altre, di vedersi esposto
+<span class="pagenum" id="Page_214">[214]</span>
+al disprezzo e alla derisione del rivale,
+o di tutti i suoi partigiani. La certezza
+di tanti pericoli costernava lo spirito
+di Leicester; e nel tempo medesimo gli
+si paravano in tremenda forma allo sguardo
+tutte le difficoltà che si opponevano a
+conservare un segreto, il cui divulgarsi portava
+inevitabile ed ultimo crollo al suo
+onore ed alla sua possanza. Ei vedevasi
+allora simile ad uomo, che cammina sopra
+un diaccio presto ad infrangersi, ed
+al quale può essere sola via a salvamento
+il camminare avanti con passo fermo e
+sicuro. Gli conveniva pertanto a qualunque
+rischio assicurarsi il favore della Regina,
+favore acquistato a costo di tanti
+sagrifizi, ed unica tavola su cui gli fosse
+ancora sperabile l’evitare il naufragio. Nè
+solamente si limitava ora il suo incarico
+al sostenersi in tale favore, ma gli era
+d’uopo mettervi l’ancora più tenacemente
+che mai. Essere il favorito di Elisabetta, o
+sottoscrivere alla perdita persin della fama,
+divenne il bivio a cui egli si vide ridotto.
+Ogn’altra considerazione dovette per conseguenza
+tacer sull’istante. Laonde cercò
+sbandire dalla sua memoria l’immagine
+d’Amy, che a malgrado di lui vi si presentava,
+nè gli rimaneva che la rimota
+lusinga d’aver tempo in appresso per avvisare
+ai modi onde svolgersi da sì crudel
+<span class="pagenum" id="Page_215">[215]</span>
+labirinto; siccome nocchiero che vede la
+sua prora minacciata dagli scogli di Scilla,
+nè pensa che a schivarli, dimenticando
+per allora i più lontani rischi, che gli
+apparecchia Cariddi sull’altra riva.
+</p>
+
+<p>
+Tale era lo stato dell’animo del Leicester
+allora che andò a prendere la sua
+consueta sede nel consiglio privato di Elisabetta,
+e allora che l’accompagnò di
+poi nell’andare a diporto sulle acque del
+Tamigi. Pure non fece mai siccome in tale
+occasione maggiore sfarzo d’ingegno, sia
+come accortissimo politico, sia come leggiadrissimo
+cortigiano.
+</p>
+
+<p>
+Giunse egli nel consiglio, allorchè agitavansi
+le cose intorno la sfortunata Maria
+regina di Scozia, che contava allora
+il settimo anno della sua cattività in Inghilterra.
+Il Sussex, ed alcuni altri parlarono
+fortemente in favore di questa misera
+principessa, mettendo in campo la
+legge delle nazioni e i diritti dell’ospitalità
+con detti sì vigorosi, che comunque
+non oltrepassassero i limiti del rispetto
+e della moderazione, troppo gratamente
+non risonarono agli orecchi della
+Regina. Della qual cosa ben avvedutosi il
+Leicester, fu pronto ad abbracciare l’opinione
+contraria, ponendo in ciò tutto il
+calore della più animata eloquenza. Rappresentò
+la necessità di continuare a custodire
+<span class="pagenum" id="Page_216">[216]</span>
+in rigorosa prigionia la Scozzese,
+siccome espediente indispensabile alla sicurezza
+del regno, e soprattutto alla sacra
+persona di Elisabetta: «L’ultimo capello del
+capo di questa Regina doversi riguardare
+per più prezioso ed importante che non la
+vita e la fortuna di una rivale, fattasi
+pericolosa coll’armare pretensioni vane
+parimente ed ingiuste sul trono dell’Inghilterra,
+d’una rivale, che dal fondo
+ancora del suo carcere si faceva centro
+alle speranze di tutti i nemici così interni
+come esterni di Elisabetta.» Ei terminò il
+dire col domandare scusa, se il suo zelo
+lo aveva trasportato tropp’oltre; ma «la
+conservazione della Regina era tal causa
+che il traeva sempre fuori dei limiti della
+sua moderazione ordinaria».
+</p>
+
+<p>
+Elisabetta lo censurò, ma colla massima
+dolcezza sul troppo peso ch’egli attribuiva
+alle cose che la riguardavano personalmente.
+Confessò per altro nel tempo
+medesimo, che avendo piaciuto al Cielo
+di collegare gl’interessi di lei con quelli
+de’ suoi sudditi, credea far cosa comandata
+dal dovere prendendo espedienti, che
+la propria sicurezza additasse siccome indispensabili.
+Sperava ella, che qualora il
+Consiglio avvisasse la necessità di prolungare
+la prigionia della sua sfortunata sorella
+di Scozia, non troverebbe almen
+<span class="pagenum" id="Page_217">[217]</span>
+biasimevole, che la Regina d’Inghilterra
+pregasse la contessa di Shrewsbury ad
+usare alla prigioniera tutti i riguardi compatibili
+colla necessità di custodirne la
+persona. Annunziati per tal modo i propri
+voleri, Elisabetta sciolse quell’adunanza.
+</p>
+
+<p>
+Non fu mai veduta sì grande la premura
+nell’aprirsi le file per dar passaggio
+al conte di Leicester, siccome allora
+che uscendo egli dal consiglio privato, attraversò
+le anticamere piene d’una folla
+di cortigiani. Giammai gli uscieri non
+avevano gridato più ad alta voce: <i>Fate
+luogo, fate luogo al nobile Conte</i>. Mai questo
+segnale non fu ubbidito con più di prontezza
+e di rispetto. Nè mai volti eransi
+verso il Leicester tanti occhi di persone,
+ansiose d’aver qualche sede nel novero
+degli umili suoi clienti, o di ottenerne
+un semplice segno di non essergli ignoti,
+intanto che il cuore di parecchi fra
+i suoi partigiani ondeggiava fra la brama
+di offerirgli congratulazioni, e la tema
+di parer troppo arditi coll’indirigerle in
+pubblico ad un uomo posto in grado cotanto
+sublime. Tutta la Corte pensava
+che l’esito dell’udienza di quel giorno,
+aspettata dianzi fra mezzo a tante dubbiezze
+e perplessità, era il più concludente
+fra i trionfi del conte di Leicester.
+Ognuno avea per cosa indubitabile, che
+<span class="pagenum" id="Page_218">[218]</span>
+il satellite, rivale del Leicester, se non
+potea dirsi interamente offuscato dallo
+splendore dell’altro, sarebbe al certo costretto
+per l’avvenire a compiere i suoi
+giri in un’orbita più rimota del sole. Così
+le cose vedeva la Corte, e giusta una tal
+norma si comportavano dal primo all’ultimo
+i cortigiani.
+</p>
+
+<p>
+Per altra parte il Leicester non fu giammai
+più officioso, nè mai spiccò tanto per
+cortesia nel restituire i saluti, che d’ogni
+lato gli venivano porti; nè mai riuscì tanto
+felicemente (per adoperare la frase di
+tal persona che allora non si stava gran
+che lontana da esso), nell’indorare l’opinione
+che il Pubblico portava sopra di lui.
+</p>
+
+<p>
+Parea ch’ei tenesse in serbo per ciascheduno
+un saluto, un sorriso, una parola
+gradevole; saluti, sorrisi, parole gradevoli,
+ch’ei distribuiva in gran parte a
+tai cortigiani, i cui nomi disparvero da
+lungo tempo sotto l’acque del fiume di
+obblio; ma che indirisse anche talvolta ad
+alcuni enti, che ne riesce quasi estraneo
+l’udirli rammemorare nelle pratiche più
+oscure della lor vita, le quali lo furono
+tanto, ond’or ci costi fatica il credere, che
+vi sieno discesi, confrontandole col prodigioso
+innalzamento a cui li trasse la riconoscenza
+dei posteri. Accenneremo qui alcune
+tra le frasi che spacciò il Leicester nell’attraversar
+<span class="pagenum" id="Page_219">[219]</span>
+che fece queste anticamere.
+</p>
+
+<p>
+«Oh! eccovi Poynings! Come stanno
+la moglie e la vostra amabile figlia? Perchè
+non vengono dunque alla Corte? — La
+vostra inchiesta non può essere esaudita,
+Adams; la Regina non vuole più
+concedere privilegi non estendibili; ma
+mi riuscirà servirvi in altra occasione. — Mio
+caro alderman Aylford, la procedura
+della Città intorno a Queenhithe
+verrà continuata con tutta quella sollecitudine
+che la mia prevalenza potrà infonderle. — Sig.
+Edmondo Spencer, vorrei
+poter sostenere la vostra supplica, anche
+per secondare l’amor che porto alle Muse.
+Ma Dio! lanciaste sì furiosi sarcasmi
+contro il lord Tesoriere!»
+</p>
+
+<p>
+«Milord, rispose il poeta, se mi fosse
+lecito lo spiegarmi....»
+</p>
+
+<p>
+«Venite a vedermi in mia casa, caro
+Edmondo; non domani, nè dopo domani,
+ma il più presto possibile. — Ah
+William Shakespeare! Matto di William!
+Convien dire che tu abbia dato a mio nipote
+Filippo Sydney una dose di polvere
+simpatica; egli non può mettersi in letto
+se non ha sotto il guanciale <i>Venere</i> e
+<i>Adone</i>, da te composti. Ti farò appiccare
+come il più grande stregone di Europa.
+Oh! a proposito. Non ho dimenticato
+il tuo affare cogli orsi. Me ne prenderò
+cura.»
+</p>
+
+<p>
+<span class="pagenum" id="Page_220">[220]</span>
+</p>
+
+<p>
+L’Autore comico gli fece un rispettoso
+saluto; e il Conte, chinata leggermente la
+testa, continuò il suo cammino. Così gli è
+forza narrare la cosa riferendola a quel
+secolo. Trasportandola al nostro, dovrebbe
+dirsi che un ente immortale avea prestato
+omaggio ad un uomo.
+</p>
+
+<p>
+La persona alla quale il favorito volse
+la parola in appresso era uno de’ più zelanti
+suoi partigiani, che lo salutò col riso
+sulle labbra, e in aria di trionfo: «Sir
+Francis Denning, gli disse il Leicester,
+quest’aria di buon umore vi fa la fisonomia
+men lunga un terzo di quello che
+non l’ho veduta stamane. — Ebbene,
+signor Bowier! perchè vi tenete così in
+disparte? Pensate ch’io conservi odio contro
+di voi! Poche ore sono, non faceste che
+il vostro debito, e se mi ricordassi mai
+del nostro piccolo disparere, non sarebbe
+che per sapervene grado.»
+</p>
+
+<p>
+Il Conte vide allora avanzarsi verso di
+lui, facendo grandi riverenze, un personaggio
+bizzarramente vestito, con giubba
+di velluto nero tagliata a festoni, e guernita
+di raso cremesino. Un pennacchio tolto
+dall’ali d’un gallo gli sventolava sul berrettone
+di velluto ch’ei teneva in mano,
+e molto amido ne inrigidiva un enorme
+collare: le quali cose unendosi ad una fisonomia
+in cui non leggevasi che la vivacità
+<span class="pagenum" id="Page_221">[221]</span>
+di chi ha grandi pretensioni, annunziavano
+in lui un ente impastato d’amor
+proprio, e sfornito di spirito. Una bacchetta
+ch’ei tenea fra le mani, e il tuono
+d’uom d’affari ch’egli assumea, lo
+dimostravano insignito di qualche dignità
+onde traeva non poca boria. Un colore rosso
+carico, che in luogo di starsi sulle sue
+guance magre e incavate, si era impadronito
+di tutta la superficie di un naso proffilato,
+annunziava in lui piuttosto la consuetudine
+dell’intemperanza che quella
+della modestia, e il modo con cui si fece
+a parlare al Conte provò che gli atti si
+conformavano all’aspetto.
+</p>
+
+<p>
+«Buon giorno, sig. Roberto Laneham,»
+disse il Conte senza fermarsi, e manifestamente
+desideroso di scansarlo.
+</p>
+
+<p>
+«Ho una supplica da presentare alla
+Signoria vostra,» disse il Laneham che
+arditamente gli tenea dietro.
+</p>
+
+<p>
+«E che cosa contiene ella, <i>maestro
+guardiano della porta della camera del
+Consiglio</i>?»
+</p>
+
+<p>
+«Volete dire: <i>donzello della porta
+della camera del Consiglio</i>,» soggiunse
+con enfasi il Laneham.
+</p>
+
+<p>
+«Chiama il tuo ufizio col titolo che ti
+piace; ma qual cosa brami da me?»
+</p>
+
+<p>
+«Unicamente vorrei dalla Signoria vostra
+la permissione di far parte nel viaggio
+<span class="pagenum" id="Page_222">[222]</span>
+che sta per imprendersi al suo magnifico
+castello di Kenilworth.»
+</p>
+
+<p>
+«E perchè questo, Laneham? Non sai
+tu ch’io debbo aver colà una compagnia
+numerosa?»
+</p>
+
+<p>
+«Non tanto numerosa, che vostra Signoria
+non possa concedervi un po’ di luogo
+ad un antico suo servitore. Poi, pensate,
+o Milord, alla contingenza che vi si
+tenga qualche consiglio, e che questa verga
+è necessaria per allontanare dalle porte
+quegli spioni che mettono l’occhio al
+buco della serratura, e a tutte le fessure
+che possono scorgere. La mia verga è
+indispensabile al Consiglio quanto lo è
+un paramosche alla stalla d’un beccaio.»
+</p>
+
+<p>
+«La tua comparazione fa onore al Consiglio,
+ma ti prego: non cercare di giustificarla.
+Sia come brami, acconsento;
+vieni a Kenilworth, se questo ti fa piacere.
+Non mancherò di pazzi colà, e vi
+troverai quindi con chi barattare parola.»
+</p>
+
+<p>
+«E se vi saranno pazzi, o Milord, tanto
+maggiore soddisfazione ne avrò. Amo divertirmi
+alle spalle di un pazzo, quanto
+un cane levriere ad inseguir la sua preda.
+Ma mi sarebbe d’uopo supplicare la Signoria
+vostra d’un’altra grazia.»
+</p>
+
+<p>
+«Spicciati adunque: conviene ch’io
+parta; la Regina sta per uscire.»
+</p>
+
+<p>
+<span class="pagenum" id="Page_223">[223]</span>
+</p>
+
+<p>
+«Io vorrei Milord, condurvi meco una
+compagna da letto.»
+</p>
+
+<p>
+«Che vuol dir questo? Non ti vergogni?...»
+</p>
+
+<p>
+«Oh Milord, le mie domande stanno
+fra i limiti del giusto e dell’onesto. Io ho
+una moglie curiosa non meno di quella
+sua antica progenitrice che mangiò la poma
+proibita. Or questa moglie, secondo le
+regole, non potrei condurmela meco, perchè
+gli ordini di sua Maestà vietano rigorosamente
+ad ogni uficiale di prender seco
+la moglie ne’ viaggi che fa la Corte, e ciò
+per non ingombrare di donne i calessi. Ma
+vorrei anche ottenere un’altra grazia da
+vostra Signoria...»
+</p>
+
+<p>
+«Oh Dio!»
+</p>
+
+<p>
+«Ho tosto finito. Vorrei che deste alla
+ridetta mia moglie una parte da sostenere
+nella vostra festa, in modo che vi
+potesse comparire sotto qualche travestimento,
+senza che gli altri s’accorgessero
+ch’ella è mia moglie.»
+</p>
+
+<p>
+«Che il gran diavolo vi porti l’uno e
+l’altro (sclamò Leicester, che tanto più
+perdè la pazienza per le ricordanze che in
+lui destava un tale discorso); perchè mi
+trattieni tu con queste tue baie?»
+</p>
+
+<p>
+Il nostro <i>usciere della porta della camera
+del Consiglio</i>, spaventato da questo
+subitaneo accesso di collera, lasciò cadere
+<span class="pagenum" id="Page_224">[224]</span>
+la bacchetta, distintivo della carica,
+e fise sul Conte due grand’occhi stupidi
+che mostravano lo sbigottimento ond’era
+compreso costui, e che tornarono in mente
+a Milord non dover egli in quel luogo
+dar da comprendere nè poco nè assai le
+inquietudini del proprio animo.
+</p>
+
+<p>
+«Io voleva solamente convincermi, se
+tu possegga l’arditezza che si vuole al tuo
+ministerio, gli disse il Conte con tuono
+più mite; vieni dunque a Kenilworth, e
+conducivi il diavolo se così brami.»
+</p>
+
+<p>
+«Mia moglie ha ben fatto la parte di
+diavolo in un mistero, che venne celebrato,
+o Milord, ai giorni della regina
+Maria; ma ci mancherebbe una bagattella
+per il corredo.»
+</p>
+
+<p>
+«Tieni una <i>corona</i>, ma liberami dalla
+tua presenza: odo sonare la campana
+maggiore del palazzo.»
+</p>
+
+<p>
+Roberto Laneham gli tenne dietro per
+qualche istante coll’occhio sorpreso, ed
+abbassandosi per raccoglier di terra il
+distintivo della sua dignità, disse fra se
+medesimo; «Il nobile Conte in quest’oggi
+non è del suo bell’umore; ma quando
+questi signori ci vanno regalando corone,
+noi altre persone di spirito possiamo
+anche chiudere un occhio sui loro
+ghiribizzi, perchè in verità, se non
+pagassero per ottener grazia, con noi
+non la passerebbero bene.»
+</p>
+
+<p>
+<span class="pagenum" id="Page_225">[225]</span>
+</p>
+
+<p>
+Intanto Leicester attraversava gli appartamenti
+del palazzo, trascurando in
+allora que’ riguardi d’urbanità, de’ quali
+dianzi era stato sì prodigo; e traendosi
+il più presto che potè fuor delle
+stanze aperte al Pubblico, si fermò in
+una piccola sala, approfittando di quella
+solitudine per abbandonarsi un istante
+alle proprie considerazioni.
+</p>
+
+<p>
+«Che cosa dunque son io divenuto,
+diss’egli a se medesimo, onde i vani
+discorsi d’un pazzo, d’un vero cervello
+d’oca, facciano sopra di me una tale
+impressione? Coscienza! tu sei un cane
+da guardia che svegliano del pari il
+lieve calpestio d’un misero sorcio, e il
+ruggito di un lione! Nè potrò io dunque
+con un passo ardito togliermi da uno
+stato sì difficile, sì penoso? Se corressi
+a gettarmi ai piedi d’Elisabetta, a confessarle
+il tutto, ad implorarne pietà!...»
+</p>
+
+<p>
+Egli stava in quest’ultima idea, allorchè
+apertasi la porta, entrò precipitoso
+Varney.
+</p>
+
+<p>
+«Sien grazie al Cielo, o Milord, che
+finalmente vi trovo!»
+</p>
+
+<p>
+«Dì piuttosto grazie al diavolo, del
+quale sei il ministro.»
+</p>
+
+<p>
+«Sì, sì, grazie a chi volete, ma
+non perdiamo un istante. La Regina è a
+bordo, e domanda ove siete.»
+</p>
+
+<p>
+<span class="pagenum" id="Page_226">[226]</span>
+</p>
+
+<p>
+«Va a dirle che d’improvviso mi è
+venuto male; perchè viva il Cielo! la
+mia testa non può resistere più lungo
+tempo.»
+</p>
+
+<p>
+«Nulla è più facile del rimanere addietro,
+o Milord (disse con amaro
+sorriso il Varney), perchè nè voi, nè
+io, che come vostro primo scudiere dovea
+seguirvi, a quest’ora abbiamo più
+luogo nella barca della Regina. Mentre
+io mi affannava correndo al palazzo per
+rintracciarvi, ho udito che venivano chiamati
+il nuovo favorito Walter Raleigh,
+e il nostro conoscente antico, Tressiliano,
+per dare ad essi i nostri posti.»
+</p>
+
+<p>
+«Tu sei un vero demonio, o Varney,
+(rispose Leicester scotendosi affrettatamente)
+ma tu hai causa vinta in tale
+istante. Ti seguo.»
+</p>
+
+<p>
+Varney non rispose altra cosa, ed additandogli
+il cammino, passò senza far
+cerimonie dinanzi a lui, ed uscito del
+palagio s’avviò verso il Tamigi, chè il
+suo padrone come macchinalmente gli
+tenea dietro. Voltosi il Varney per
+vedere se veramente l’altro il seguiva,
+si fermò, e con tuono che sapeva di famigliarità,
+e quasi autorevole: «Che
+vuol dir questo, o Milord? Il vostro
+mantello cade tutto da un lato, sbottonata
+la giubba... permettetemi...»
+</p>
+
+<p>
+<span class="pagenum" id="Page_227">[227]</span>
+</p>
+
+<p>
+«Non v’incomodate, o signore (disse
+il Conte rimettendosi in tutta l’aria
+sua di padrone); quando vi darò ordini,
+allora penserete ad eseguirli. Intanto statevene
+al vostro posto», e passando dinanzi
+a lui, s’avviò verso la riva del
+fiume.
+</p>
+
+<p>
+La barca della Regina trovavasi sul
+momento del partire, e già assegnati ad
+altri erano i posti, riserbati dianzi sulla
+poppa al Leicester, e sulla prora al suo
+scudiere. Ma appena comparve il Conte,
+i remi, presti a battere l’acqua, rimasero
+fermi, come se i navicellai avessero
+preveduto, che qualche mutazione stava
+per accadere nell’ordinamento di quella
+nobil brigata. Il rossor delle guance annunziava
+l’interno disgusto della Regina,
+che ebbe ricorso a quel tuono di
+freddezza sotto cui nascondono gli alti
+personaggi certe agitazioni dell’animo,
+cui senza invilire la propria dignità non
+potrebbero palesare; onde a lui volse
+queste agghiacciate parole: «Noi vi abbiamo
+aspettato, o Milord».
+</p>
+
+<p>
+«Graziosa Sovrana, rispose il Leicester,
+voi usa a perdonare tante debolezze
+sconosciute alla vostra grand’anima,
+non degnerete di qualche pietà quei
+moti, che l’agitazione del cuore comunica
+al corpo e alla mente? Io mi presentai
+<span class="pagenum" id="Page_228">[228]</span>
+a voi questa mane in guisa d’uomo
+accusato e sospetto. La vostra bontà
+penetrò in mezzo alle nubi onde si
+tentò oscurare il mio onore. Voi sola
+mi restituiste questo onore; e cosa più
+preziosa ancora, la vostra buona grazia.
+È egli da maravigliarsi, se, non ancora
+essendo stanca d’affliggermi la fortuna,
+il mio scudiere mi trovò in tale
+stato, che mi lasciava appena la forza
+di trascinarmi sin qui, ove uno sguardo
+della Maestà vostra, oh Dio! fino
+uno sguardo sdegnoso potè sopra di me
+quanto Esculapio medesimo avrebbe tentato
+invano.»
+</p>
+
+<p>
+«Che ascolto? (sclamò Elisabetta,
+fissandosi sopra Varney). Tanto ha sofferto
+Milord?»
+</p>
+
+<p>
+«Egli soggiacque ad una specie di
+svenimento, rispose l’astuto Varney, e
+ben la Maestà vostra può accorgersene
+al disordine che è tutt’ora nel suo aggiustamento;
+disordine che neanco mi
+lasciò il tempo di riparare, tanto egli
+era frettoloso di comparirvi innanzi, o
+Regina.»
+</p>
+
+<p>
+«Oh poco monta quanto all’aggiustamento
+(disse tosto Elisabetta volgendo
+uno sguardo sui lineamenti nobili del
+Conte, ai quali cresceano novello vezzo
+le contrarie passioni che ne agitavano
+<span class="pagenum" id="Page_229">[229]</span>
+lo spirito). Entrate, Milord, entrate,
+troveremo luogo per voi. Quanto al vostro
+posto, sig. Varney, lo abbiamo assegnato
+ad altri. Converrà che vi collochiate
+in una delle barche di seguito.»
+</p>
+
+<p>
+Varney, fatto un inchino, si ritirò.
+</p>
+
+<p>
+«Voi pure (soggiunse la Regina guardando
+con gentil modo Raleigh), nostro
+giovane cavalier <i>del mantello</i>, converrà
+che voi pure diate luogo. Prenderete
+posto nella barca delle nostre dame
+d’onore; poichè quanto a Tressiliano,
+egli ha già sofferto assai dal capriccio
+delle donne, onde non vogliamo
+cambiare le distribuzioni che lo riguardano.»
+</p>
+
+<p>
+Il Leicester entrò adunque nella barca
+della Regina, la quale fece ancora altri
+piccoli cambiamenti di posti con tal arte
+che finalmente il Leicester fu assiso accanto
+di lei. Raleigh si alzò da sedere,
+e Tressiliano avrebbe avuta la mal accorta
+cortesia di offerire il proprio luogo
+all’amico; ma un rapido sguardo lanciato
+sovr’esso da Walter, di cui pareva
+elemento naturale la Corte, gli fece
+comprendere, che la Regina si poteva tener
+per offesa se egli mostrava sì poca
+cura di profittare del primo favor concedutogli.
+Tressiliano adunque rimase
+senza dir altro al suo luogo, intanto
+<span class="pagenum" id="Page_230">[230]</span>
+che Raleigh, salutando profondamente
+Elisabetta, si accigneva colla fisonomia
+del rincrescimento ad uscir della barca.
+</p>
+
+<p>
+Un giovane cortigiano, il galante lord
+Willonghby credette leggere sul volto della
+Regina non so qual cosa che la indicava
+impietosita di questo rincrescimento,
+o vero o artifizioso, dimostrato
+dal giovane Walter.
+</p>
+
+<p>
+«Non si conviene a noi vecchi cortigiani,
+diss’egli con gaia disinvoltura,
+il nascondere lo splendor del sole ai novelli.
+Quando Sua Maestà ne acconsenta,
+io mi priverò per un’ora della cosa più
+deliziosa a tutti i suoi sudditi, della
+fortuna di godere la sua presenza, e farò
+il sagrifizio di ritrarmi al chiaror delle
+stelle, togliendomi per qualche istante
+la vista di Diana sfavillante di tutta
+la sua gloria. Io mi porterò adunque
+nella barca delle dame d’onore, e cederò
+a questo giovane cavaliere un’ora
+di beatitudine.»
+</p>
+
+<p>
+«Se voi consentite ad abbandonarci,
+o Milord (gli disse la Regina in tuono
+fra il serio e lo scherzevole), converrà
+che ci adattiamo a tal sagrifizio. Ma
+comunque vi diate il nome di vecchio
+cortigiano, non siamo in voglia di affidarvi
+la cura delle nostre dame d’onore.
+La venerabile vostra età (soggiunse
+<span class="pagenum" id="Page_231">[231]</span>
+ella con malizioso sorriso) si accorderà
+meglio con quella del nostro gran Tesoriere,
+che ci segue nella terza barca,
+e la cui esperienza può profittarsi ancor
+della vostra.»
+</p>
+
+<p>
+Il lord Willonghby si sforzò di palliare
+con un sorriso il contraggenio ch’egli
+aveva all’ammenda posta dalla Regina,
+e dopo aver porto a questa un
+rispettoso saluto, andò a sottomettersi
+al suo destino nella barca del lord Burleigh.
+Leicester che sollecito di divagare
+il suo animo dalle triste idee che per
+entro vi si agitavano, afferrava tutte quelle
+occasioni fatte per allegrarlo un istante,
+non si lasciò sfuggir la presente.
+Laonde, appena la barca si fu allontanata
+dalla riva, e mentre le bande
+musicali collocate sull’altra facevano
+echeggiare il suono de’ loro strumenti,
+cui si mescevano le acclamazioni del popolo,
+che copriva le due sponde del
+Tamigi, ebbe sopra di se medesimo assai
+dominio, onde non pensar per allora
+che al brillante stato in cui si trovava,
+ed alla necessità di mantenersi nel favore
+della Regina. Per la qual cosa sfoggiò
+con tanto buon successo le grazie
+compartitegli dalla natura, che Elisabetta
+rapita fuor di sè dall’amabile facondia
+del cortigiano, e timorosa ad un
+<span class="pagenum" id="Page_232">[232]</span>
+tempo ch’egli ne sofferisse nella salute,
+gli prescrisse in tuono gioviale un silenzio
+di pochi istanti, necessario, diss’ella,
+onde la gaiezza medesima non ne
+estenuasse le forze.
+</p>
+
+<p>
+Voltasi allora al conte di Sussex: «Milord,
+gli disse, dopo aver noi messo un
+decreto che condanna a tacersi il conte
+di Leicester, ci faremo ad ascoltare
+i vostri avvisi sopra argomento degno
+più d’essere discusso in mezzo alla gioia
+ed ai suoni musicali, che d’interrompere
+la gravità delle consuete nostre deliberazioni.
+Evvi tra voi chi abbia notizia
+d’una supplica presentataci da Orsone
+Pinnit, guardiano, com’ei s’intitola,
+de’ nostri orsi reali? Chi di voi
+vuol farsene protettore dinanzi al trono?»
+</p>
+
+<p>
+«Per bacco! disse il conte di Sussex,
+colla permissione della Maestà vostra,
+son qua io. Orsone Pinnit era un
+valente soldato innanzi che le sciabole
+della tribù di Mac-Donough in Irlanda
+lo rendessero inabile alla guerra, e credo
+bene che la Maestà vostra voglia continuare
+ad essere, come il fu sempre,
+la protettrice de’ fedeli suoi servitori.»
+</p>
+
+<p>
+«Certamente è tale la nostra intenzione,
+disse la Regina; e soprattutto
+verso i poveri nostri soldati e marinai,
+che per sì poca paga mettono a rischio
+<span class="pagenum" id="Page_233">[233]</span>
+la loro vita. Noi cederemmo la nostra
+reggia, (diss’ella, e in dir ciò le sfolgoravano
+gli occhi) per costruire uno
+spedale per essi, anzichè dovessero ravvisare
+in noi un’ingrata padrona&#8205;<a class="tag" id="tag8" href="#note8">[8]</a>. Ma
+ci siamo allontanati dal nostro discorso.»
+Onde dopo essersi abbandonata a questa
+effusione di patrio amore, riprese il
+tuono che si conviene alle cose gioviali:
+«La supplica di Orsone Pinnit va
+un po’ più in là; ei si lamenta del gusto
+che ha incominciato a prendere il
+pubblico per gli spettacoli di nuovo genere,
+e principalmente della spezie di furore,
+con cui si trasporta in folla a vedere
+le rappresentazioni composte, dice
+egli, da un William Shakespeare, il
+cui nome, m’immagino, non è ignoto
+a nessun di voi, o Milordi; e se ne lamenta
+perchè in proporzione del crescere
+di questo gusto, cade in discredito
+il vezzo che si aveva di ammirare il
+maschio spettacolo del combattimento degli
+orsi. Egli soggiunge essere una vergogna
+che uomini Inglesi, divenuti vaghi
+<span class="pagenum" id="Page_234">[234]</span>
+di contemplare le prove di sciagurati
+commedianti, che si ammazzano da
+burla, lascino in non curanza i nostri
+cani ed orsi reali, che si straziano l’un
+l’altro con tutta verità. Che dite su di
+ciò lord Sussex?»
+</p>
+
+<p>
+«In fede mia, o Regina, rispose il
+Conte, voi non crederete, che un vecchio
+soldato qual mi son io possa dir
+molte cose in favore dei combattimenti
+finti, allorchè si pretende metterli a paragone
+coi veri. Pure non so voler male
+a questo Shakespeare. Egli è un malandrino
+vigoroso. Si dice che è zoppo,
+ma ha maneggiato maravigliosamente il
+bastone, e si battè con coraggio col boscaiuolo
+del vecchio sir Thomas Lucy
+di Charlecot, allorchè s’introdusse nel
+parco per dar la caccia ai daini del padrone,
+e per abbracciare la figlia del
+guardiano.»
+</p>
+
+<p>
+«Vi domando grazia per Shakespeare,
+Milord; si parlò di tale affare in consiglio,
+e la figlia del guardiano non vi
+entrava per nulla. Non è nostra mente
+che si gravi la mano sopra le leggerezze
+di questo povero galantuomo. Ditemi
+piuttosto qual sia la vostra opinione sul
+suo modo di recitare, sui suoi componimenti,
+sul teatro instituito da lui. Il
+punto della quistione sta qui, e non nelle
+<span class="pagenum" id="Page_235">[235]</span>
+follie della sua giovinezza, non nelle
+cacce del parco, non nell’altre bizzarrie
+di cui mi parlate.»
+</p>
+
+<p>
+«Lo creda pure la Maestà vostra,
+ch’io non voglio male a questo matto.
+Ho inteso alcuni de’ suoi versi, e mi è
+fin sembrato trovarvi alcune immagini
+degne di non dispiacere a un guerriero.
+Ma è tutta spuma, son tutte bolle, non
+vi è sostanza, nulla di serio, e credo
+lo abbia osservato anche vostra Maestà.
+Qual vezzo posso io avere nel contemplare
+una mezza dozzina di birboni armati
+di spade irrugginite e di scudi, di
+lotte che mi presentano la parodia d’una
+battaglia, se metto questo in confronto
+del nobile spettacolo d’un combattimento
+d’orsi? Spettacolo onorato dalla
+presenza della Maestà vostra, e da quella
+de’ suoi illustri predecessori; spettacolo
+che fra tutti i regni della Cristianità
+ha posta in novello grido la nostra
+contrada posseditrice di mastini tanto
+famosi, e d’uomini di sì alto ingegno che
+sanno addestrare gli orsi alla pugna. È
+molto da temersi che queste due razze
+non s’imbastardiscano; se gl’Inglesi incominceranno
+a dar più volentieri ascolto
+alle frivole declamazioni d’un istrione
+anzichè incoraggiare la più bella
+immagine della guerra, che si possa
+<span class="pagenum" id="Page_236">[236]</span>
+mai offerire in tempo di pace, intendo
+dire la pugna degli orsi. Là voi vedete
+una di queste bestie che si tiene in guardia
+coll’occhio rosso siccome brage, e
+simile a perito capitano, che sta sulle
+difese per adescare il nemico a venirlo
+ad assalire ne’ propri trinceramenti. Allora
+sir <i>Mastino</i> fa carriera, e prende
+lord <i>Bruin</i> alla gola&#8205;<a class="tag" id="tag9" href="#note9">[9]</a>; ma questi gl’insegna
+qual sia la ricompensa di coloro, che
+abbandonandosi a sconsigliato coraggio
+in tempo di guerra, dimenticano le cautele
+insegnate dalla prudenza. Egli se lo
+stringe fra le braccia, e da vigoroso lottatore
+lo comprime contro il suo seno
+tanto che s’oda lo scricchiolare delle coste
+della vittima, fatte in pezzi con fracasso
+simile a quello d’uno scoppio di
+pistola. In questo momento arriva un
+altro mastino non men prode, ma più
+giudizioso del primo. Egli s’attacca al
+labbro inferiore di lord <i>Bruin</i>, e vi resta
+sospeso, mentre colui perdendo il
+suo sangue, e mandando urla orribili,
+cerca invano sciogliersi dal secondo assalitore.
+Allora....»
+</p>
+
+<p>
+«In fede mia, disse la Regina, ho
+<span class="pagenum" id="Page_237">[237]</span>
+veduto più d’una volta il combattimento
+degli orsi, e spero vederlo ancora. Voi
+però lo descrivete con sì ammirabile verità,
+che se anche non ne fossi stata mai
+spettatrice, me ne avreste data l’idea la
+più chiara. Ma ascoltiamo ora qualcun
+altro che ci parli su questo argomento.
+Leicester, avete voi nulla da aggiugnere?»
+</p>
+
+<p>
+«Vostra Maestà dunque permette ch’io
+mi consideri libero dalla mia musoliera?»
+</p>
+
+<p>
+«Sì, purchè parliate senza stancarvi.
+Per altro, allorchè penso che l’orso
+e il bastone si trovano negli antichi stemmi
+di vostra famiglia, vedo che farei
+meglio ad ascoltare un oratore meno
+parziale.»
+</p>
+
+<p>
+«Vi do parola, o Regina, che comunque
+mio fratello Ambrogio di Warwick,
+ed io, portiamo nei nostri stemmi
+l’antica insegna che vi degnate ricordare,
+non siamo per questo meno amici
+della imparzialità. Vi dirò dunque in
+favore dei commedianti che sono bensì
+mariuoli anzichè no, ma mariuoli pieni
+di spirito, e che sollevando l’animo del popolo
+colle loro facezie, lo tengono lontano
+dal frammettersi ne’ pubblici affari, dall’ascoltar
+false voci, perfide insinuazioni,
+discorsi pericolosi. Chi ha la mente
+intesa a vedere in qual modo Marlow
+e Shakespeare scioglieranno sul teatro
+<span class="pagenum" id="Page_238">[238]</span>
+un intreccio, non pensa ad esaminare la
+condotta dei governanti.»
+</p>
+
+<p>
+«Ma io non m’intendo, o Milord, di
+allontanare il mio popolo dal far l’esame
+della condotta ch’io tengo. Più da vicino
+ch’ei la consideri, ne valuterà meglio i
+veri motivi.»
+</p>
+
+<p>
+«Mi permetta di soggiugnere la Maestà
+vostra (disse il decano di Sant’Asaph,
+puritano al di là d’ogni credere) che costoro
+di commedianti non solamente introducono
+nelle loro parlate espressioni
+profane e licenziose, le quali danno moto
+al peccato ed alla dissolutezza, ma si
+permettono ancora considerazioni sul governo,
+sulla sua origine, sui fini che dee
+proporsi, e possono per tal modo seminare
+mali umori fra la popolazione; e
+crollare i fondamenti della società civile.
+Aggiugnerò ancora, sempre colla debita
+permissione di vostra Maestà, non essere
+cosa prudente il tollerare, che queste bocche
+impure mettano in ridicolo la gravità
+delle persone pie, bestemmiino il Cielo,
+calunniino quelli che governano la terra,
+e disfidino insomma le umane leggi
+e le divine.»
+</p>
+
+<p>
+«Se noi potessimo credere simili abusi
+e licenze, o Milord, le avremmo a quest’ora
+tolte di mezzo. Ma non è giustizia
+il proibire qualsisia cosa per ciò solo
+<span class="pagenum" id="Page_239">[239]</span>
+che è possibile l’abusarne. Quanto poi a
+Shakespeare, noi pensiamo trovarsi ne’ suoi
+componimenti tai squarci che valgono venti
+lotte d’orsi. Particolarmente quelle che
+egli chiama sue <i>cronache</i>&#8205;<a class="tag" id="tag10" href="#note10">[10]</a> possono fornire
+onesta ricreazione ed utili notizie,
+non solamente ai nostri sudditi, ma alle
+generazioni che verranno dopo di noi.»
+</p>
+
+<p>
+«Il regno della Maestà vostra, disse
+il Leicester, non avrà mestieri di un sì
+debole soccorso per giugnere alla posterità;
+pure il Shakespeare ha toccato con
+quella maniera sua propria diversi incidenti
+del governo di vostra Maestà, e gli
+ha toccati in guisa da rispondere vittoriosamente
+a quanto disse contro di lui
+sua Reverenza il decano di Sant’Asaph.
+Vi sono per esempio alcuni versi... vorrei
+fosse qui mio nipote Filippo Sidney,
+che gli ha sempre fra le labbra. È una
+specie di racconto d’incantesimi, vi si parla
+d’amore, di frecce spuntate... Ah! comunque
+sieno belli, son però lontani dall’avvicinarsi
+soltanto alla persona ch’essi
+pretendono additare. Credo che Sidney li
+ripeta ancor quando dorme.»
+</p>
+
+<p>
+«Voi ci fate sopportare il supplizio di
+<span class="pagenum" id="Page_240">[240]</span>
+Tantalo, Milord. Sappiamo bene che Filippo
+Sidney è un favorito delle Muse, e
+ce ne rallegriamo. La virtù non è mai
+tanto splendente, siccome allor quando le
+vanno uniti il gusto e l’amore delle lettere.
+Ma non ne dubito; vi sarà qualcuno
+fra i nostri giovani cortigiani, nella cui
+memoria dureranno impresse tuttavia quelle
+cose che i vostri affari più serii cancellarono
+dalla vostra. Sig. Tressiliano, voi mi
+foste descritto come un adorator delle Muse.
+Vi rammentate voi questi versi?»
+</p>
+
+<p>
+Il cuore di Tressiliano era troppo oppresso
+dalla tristezza, e la prospettiva della
+sua vita gli si mostrava troppo crudelmente
+offuscata, perch’ei volesse profittare di
+tale occasione che gli si offeriva a volgere
+sopra di se l’attenzione della Regina.
+Deliberò nondimeno far godere di un tal
+vantaggio al suo giovane amico, più ambizioso
+di lui. Allegando adunque un preteso
+difetto di memoria, aggiunse, che
+egli credea si sapessero da Walter Raleigh
+i versi onde favellava il conte di Leicester.
+</p>
+
+<p>
+Avendone tosto ricevuto ordine dalla
+Regina, il Raleigh sorse, e declamò con
+grazia non inferiore alla squisitezza del suo
+sentire la celebre visione di Oberon, sicchè
+ne fece gustare la soavità, e col suo
+porgere le aggiunse vezzi novelli.
+</p>
+
+<p>
+<span class="pagenum" id="Page_241">[241]</span>
+</p>
+
+<div class="poem"><div class="stanza">
+<p class="i01">»Io vidi, oh! in te di scorgerlo virtude</p>
+<p class="i01">»Stata allor fosse! il pargoletto Amore,</p>
+<p class="i01">»Baldanzoso in sua possa, e nell’immenso</p>
+<p class="i01">»Vano dell’etra dispiegando il volo,</p>
+<p class="i01">»Che del più fido in fra gli strali suoi</p>
+<p class="i01">»Impoverendo la faretra, all’arco</p>
+<p class="i01">»Sollecito il commise. Fischiò l’aura</p>
+<p class="i01">»Rotta dal dardo, cui destra, secura</p>
+<p class="i01">»Sino a quel dì, vibrò: ma tocca appena</p>
+<p class="i01">»L’aurata fascia, contro cui battea</p>
+<p class="i01">»L’invitto cor della maggior Reina</p>
+<p class="i01">»Che Occidente adorò, de’ guardi un raggio</p>
+<p class="i01">»Ne fe’ ottuso il ferir; ricadde al piede</p>
+<p class="i01">»Della Vestale, doppiamente altera,</p>
+<p class="i01">»Che sfidò il Nume, e serbò intatto il core.</p>
+</div></div>
+
+<p>
+La voce di Raleigh nel recitare tai versi
+era alquanto tremebonda, come di chi
+avesse dubitato se questo omaggio tornerebbe
+o no a grado della sublime persona
+a cui si volgea. Se tale perplessità era ricercata
+in Raleigh, fu un artifizio di buona
+politica; se reale, non ve n’era necessità.
+Questi versi non erano probabilmente
+nuovi per la Regina, poichè non è accaduto
+giammai che un complimento lusinghevole
+tardi a pervenire all’orecchio del
+sovrano per cui fu fatto. Ma ciò non gli
+scemò buona accoglienza allorchè le labbra
+di Raleigh lo pronunziarono. Dilettata parimente
+e dai versi, e dal modo ond’erano
+recitati, e dalle animate grazie di chi faceva
+allora da attore, Elisabetta tenendo fisi gli
+occhi sopra di Walter, segnava colla mano
+<span class="pagenum" id="Page_242">[242]</span>
+le pause e gli accenti di ciascun verso, come
+le aveste misurato il tempo di un pezzo
+di musica&#8205;<a class="tag" id="tag11" href="#note11">[11]</a>. Cessato ch’ebbe Walter dal
+declamare, la Regina ripetè come distrattamente
+l’ultimo verso:
+</p>
+
+<div class="poem"><div class="stanza">
+<p class="i01">«Che sfidò il Nume, e serbò intatto il core»</p>
+</div></div>
+
+<p>
+e nel tempo stesso la sua mano lasciò cadere
+la supplica del guardiano degli orsi
+reali, supplica che il Tamigi accolse favorevolmente
+nelle sue acque, incaricatosi
+di portarla a Sheerness e forse insino ai
+gorghi del vasto Oceano.
+</p>
+
+<p>
+Il buon successo ottenuto dal giovane cortigiano
+spronò d’emulazione il Leicester,
+presso a poco siccome un corridore antico
+raddoppia di sforzi quando vede un giovane
+destriero oltrepassarlo nella carriera.
+Fece egli cadere il discorso sui giuochi, sui
+banchetti, sulle feste e sull’indole di quelli
+che in mezzo a tali diletti erano più degli
+<span class="pagenum" id="Page_243">[243]</span>
+altri scopo al pubblico sguardo. Nel
+far la qual cosa unì adattatamente ad acute
+osservazioni una tinta di critica che tenea
+un giusto limite, lontano egualmente
+dalla profusa scipitezza degli encomi, e
+dall’acerbità della satira. Imitò con molta
+verità il tuono dell’affettazione e della rustichezza,
+onde allor quando fece ritorno
+ai modi che gli erano connaturali, vie più
+leggiadro ne apparve. Passò opportunamente
+in rassegna i paesi stranieri, i loro
+costumi, le loro consuetudini, l’etichetta
+delle varie corti, le fogge, e il vestire
+persino delle matrone, nè procedeva da
+un argomento all’altro senza trovare occasione
+(che non appariva mai ricercata)
+di volgere un complimento in soave guisa
+alla Regina vergine, alla sua Corte ed al
+suo governo. Tal fu l’intertenimento del
+restante di quella navigazione di diletto,
+intertenimento ornato dalle osservazioni
+di alcuni dotti sugli autori antichi e moderni,
+ed arricchito di massime di profonda
+politica e di sana morale dagli uomini
+di Stato, che introduceano il linguaggio
+della saggezza in mezzo ai propositi
+più leggieri della galanteria, necessariamente
+dominante in una Corte cui
+presedeva una femmina.
+</p>
+
+<p>
+Nel far ritorno al palagio, Elisabetta
+accettò, o a dir meglio scelse il braccio
+<span class="pagenum" id="Page_244">[244]</span>
+di Leicester per trasferirsi dalla grande
+gradinata che mettea al Tamigi sino alla
+porta situatale di rimpetto. Parve anzi di
+accorgersi al Leicester (non esamineremo
+qui se fosse un lusinghiero inganno della
+sua immaginazione, o verità) che in questo
+breve tragitto ella si appoggiasse a lui
+più di quanto il solo bisogno d’appoggiarsi
+il chiedea. Certamente, gli atti e
+i discorsi d’Elisabetta si accordarono in
+tutta quella mattina a fargli credere d’essere
+giunto ad un grado di favore oltre
+alla meta che avea fin allora toccato. La
+Regina, gli è vero, indirisse sovente con
+bontà la parola all’emulo di Leicester;
+ma quanto gli disse parea meno inspirato
+dal cuore, che necessaria conseguenza di
+un merito, cui la stessa Elisabetta non
+poteva non riconoscere nel conte di Sussex.
+Finalmente quanto ella disse di cortese
+al Sussex, nell’opinione de’ più destri
+cortigiani fu contrabbilanciato da un
+frizzo, che la Regina vibrò a questo
+personaggio, all’orecchio per altro di
+lady Derby: «M’accorgo essere l’alchimia
+più capace di prodigi ch’io non
+credeva: il conte di Sussex aveva il naso
+color di rame; vedetelo cambiato in
+oro.»
+</p>
+
+<p>
+Passò da un labbro ad un altro l’epigramma;
+e il conte di Leicester abbandonatosi
+<span class="pagenum" id="Page_245">[245]</span>
+al suo trionfo, siccome uomo
+che aveva per primo ed unico scopo
+d’ogni azione l’assicurarsi il favore
+della Sovrana, dimenticò nell’ebbrezza
+del momento l’imbarazzo e il pericolo
+dello stato in cui si trovava. È certamente
+comunque strano venga riguardato
+un modo tale di ragionare, ei pensava
+meno in allora ai rischi, cui lo
+esponeva il suo segreto maritaggio, che
+alle prove di bontà onde Elisabetta onorava
+a quando a quando il giovane Raleigh.
+Passeggeri, momentanei si mostravano questi
+lampi, ma ne era scopo un giovane
+degno per le sue forme di essere modello
+ad uno scultore, il cui spirito andava
+ornato della più accurata coltura, e
+che univa al valore le grazie ed i vezzi
+della galanteria.
+</p>
+
+<p>
+I cortigiani che avevano accompagnata
+la Regina a quella navigazione di diporto,
+vennero invitati a lauto banchetto,
+che per altro la Sovrana non onorò di
+sua presenza. Ragioni di etichetta non le
+fecero credere cosa conveniente l’intervenirvi,
+e si ritrasse come in simile circostanza
+era suo uso ad una mensa modesta
+e frugale insieme a due delle sue
+favorite. Levate le mense, tutta la Corte
+si unì di bel nuovo ne’ magnifici giardini
+del palagio, e fu camminando lungh’essi,
+<span class="pagenum" id="Page_246">[246]</span>
+allorchè la Regina domandò d’improvviso
+ad una dama di sua compagnia, che
+fosse divenuto del giovane cavalier
+<i>del mantello</i>.
+</p>
+
+<p>
+La lady Paget rispose averlo veduto
+pochi minuti prima, che da stare in
+piedi dinanzi alla finestra d’un padiglione
+posto sopra il Tamigi, scriveva alcune
+cose sopra d’un vetro, valendosi
+d’un diamante, che le descrisse qual foggia
+avesse di legatura.
+</p>
+
+<p>
+«Glielo donai io medesima, disse la
+Regina, come compenso del mantello guastato
+per mia cagione. Ma andiamo da
+quella parte, o Paget; sono curiosa di
+sapere quel ch’egli abbia scritto. Già comincio
+a conoscerlo. Egli possede ingegno
+acutissimo.»
+</p>
+
+<p>
+Entrambe si trasferirono al padiglione;
+e il giovinetto ne era poco distante
+siccome uccellatore che vegghia sulle
+reti tese da lui medesimo. La Regina
+s’accostò alla finestra dalla parte
+del vetro, su di cui Raleigh, valendosi
+del regio donativo, aveva scritto i seguenti
+versi.
+</p>
+
+<div class="poem"><div class="stanza">
+<p class="i01">»Arduo è il colle, ma mi alletta</p>
+<p class="i01">»La vaghezza della vetta</p>
+<p class="i01">»Avrò forza per salir?</p>
+</div></div>
+
+<p>
+<span class="pagenum" id="Page_247">[247]</span>
+</p>
+
+<p>
+Sorrise la Regina, e li lesse due volte;
+la prima, ad alta voce, a lady Paget,
+la seconda a voce sommessa. «Non
+comincia male, (diss’ella, dopo aver
+meditato un minuto o due) ma non direbbesi
+che la Musa abbandonò quella
+giovane fantasia a mezzo cammino? Questa
+strofetta ne chiama un’altra a motivo
+dell’ultima rima. Sarebbe un atto
+di carità il terminare il lavoro. Che ne
+dite, lady Paget? Fate or prova del vostro
+ingegno poetico.»
+</p>
+
+<p>
+La lady Paget, consacratasi, fin cred’io
+dal suo nascere alla prosa, al di sopra
+di quante dame d’onore di regine sieno
+mai state, si protestò nell’assoluta impotenza
+di soccorrere il giovane poeta.
+</p>
+
+<p>
+«Converrà dunque che sacrifichi io
+stessa alle Muse,» disse Elisabetta.
+</p>
+
+<p>
+«Non vi può essere incenso che torni
+più aggradevole ad esse, soggiunse la Lady,
+nè può immaginarsi onor più grande
+per le divinità del Parnasso quanto...»
+</p>
+
+<p>
+«Zitto là! mia Paget, zitto là! Non
+commettete un sacrilegio contro le nove
+sorelle immortali. È vero, che vergini
+esse pure dovrebbero prestarsi favorevoli
+ad una Regina vergine; ma....
+rileggiamo un poco questi versi.
+</p>
+
+<div class="poem"><div class="stanza">
+<p class="i01">»Arduo è il colle, ma mi alletta</p>
+<p class="i01">»La vaghezza della vetta.</p>
+<p class="i01">»Avrò forza per salir?</p>
+</div></div>
+
+<p>
+<span class="pagenum" id="Page_248">[248]</span>
+</p>
+
+<p>
+«Non sapendo far di meglio questa
+risposta vi parrebbe adatta?
+</p>
+
+<div class="poem"><div class="stanza">
+<p class="i01">»Non commetterti ad imprese,</p>
+<p class="i01">»Se il tuo cor le vie scoscese</p>
+<p class="i01">»Bastan solo ad atterrir».</p>
+</div></div>
+
+<p>
+La dama d’onore mandò un’esclamazione
+di gioia e di sorpresa in considerando
+la felicità delle due rime che si
+corrispondevano; e certamente ne furono
+applaudite altre assai meno felici,
+benchè non composte da autori coronati.
+</p>
+
+<p>
+Incoraggiata dal suffragio della lady
+Paget, la Regina prese un anello di diamanti,
+e scrivendo questa seconda strofetta
+sotto della prima, dicea: «Il nostro
+giovane poeta rimarrà ben sorpreso
+nel vedere terminata la sua arietta senza
+ch’egli abbia in ciò avuto parte».
+</p>
+
+<p>
+La Regina abbandonò il padiglione;
+ma ritraendosi a lenti passi girò più volte
+indietro la testa, onde vide il giovine Walter
+correre colla celerità d’una pavoncella
+verso il luogo da essa abbandonato.
+«La traccia della mia polvere ha
+preso fuoco diss’ella; è tutto quanto io
+voleva vedere»; e ridendo di tale incidente
+insieme con Milady, ritornò nel
+palagio raccomandandole di non raccontare
+a nessuno com’ella si fosse fatta
+<span class="pagenum" id="Page_249">[249]</span>
+soccorritrice del giovane poeta. La dama
+d’onore le promise un segreto inviolabile,
+ma con una restrizione mentale
+in favore del Leicester, al quale raccontò
+senza perder tempo questa storiella,
+non fatta a dir vero per metterlo di
+buon umore.
+</p>
+
+<p>
+Intanto il Raleigh che s’accostò, come
+dicemmo alla finestra, lesse con indicibile
+giubilo, e direm con ebbrezza
+questo incoraggiamento che la Regina
+concedeva alla sua ambizione, e coll’animo
+gonfio di gioia e di speranze, raggiunse
+il conte di Sussex, che stava per
+imbarcarsi insieme col suo corteggio.
+</p>
+
+<p>
+Il rispetto dovuto alla persona del
+Conte fece che nel tempo impiegato per
+giugnere a Say’s-Court non si motivasse
+veruna cosa sul ricevimento fattogli alla
+Corte; poichè questo, tutt’altro era che
+un trionfo per lui. Pervenuto al castello
+il Conte, estenuato così dallo stato
+suo valetudinario, come dalle fatiche di
+quella giornata, si ritirò nella sua stanza
+domandando di vedere Wayland, che
+lo aveva curato con sì buon esito. Ma
+Wayland non si trovava da nessuna parte;
+ed intanto che alcuni ufiziali ne
+andavano in cerca coll’impazienza propria
+ai militari e maledicendo questa
+sua lontananza, gli altri si fecero in
+<span class="pagenum" id="Page_250">[250]</span>
+gruppo attorno a Raleigh per congratularsegli
+della brillante prospettiva,
+che innanzi a lui dischiudevasi.
+</p>
+
+<p>
+Egli ebbe ciò nonostante assai discernimento
+e criterio per tacere il fatto più
+conchiudente, quello cioè della strofetta
+che la Regina aveva aggiunto alla prima
+da lui composta; ma altre circostanze
+già traspirate, palesavano chiaramente
+i progressi ottenuti da questo giovane
+nel favore di Elisabetta. E queste
+congratulazioni erano mosse in alcuni da
+vero sentimento di amicizia, in altri dalla
+speranza che la fortuna di Walter
+potrebbe accelerare la loro, nella maggior
+parte da una mescolanza d’entrambe
+le considerazioni, in tutti poi dal
+riguardo, che un favore conceduto ad
+un ufiziale del conte di Sussex diveniva
+trionfo per ognuno de’ suoi partigiani.
+Raleigh li ringraziò della mostratagli
+affezione, aggiugnendo però con addicevole
+modestia, che il buon successo
+d’un giorno non fa un favorito più di
+quello che una sola rondine faccia la
+primavera. Osservando nondimeno che
+le congratulazioni del Blount non si univano
+a quelle degli altri suoi colleghi,
+e trafittone alquanto, gli chiese
+con franchezza qual fosse in lui la cagione
+di tal contegno.
+</p>
+
+<p>
+<span class="pagenum" id="Page_251">[251]</span>
+</p>
+
+<p>
+«Mio caro Walter (gli rispose il
+Blount con franchezza uguale), io ti
+amo tanto quanto possano amarti questi
+parabolani di tuoi compagni, che ti
+stordiscono a furia di complimenti, perchè
+il sole ora sembra splendere alle
+tue finestre; ma io temo per te, Walter,
+temo per te (e in dir ciò si coperse
+gli occhi con una mano, quasi
+uomo atterrito). Alla Corte si fanno
+giuochi di molte spezie. La sete di piacere
+a donna avvenente, cambiò spesse
+volte in soldi le <i>corone</i>, e le corrispondenze
+rischiose hanno condotto più d’un
+capo sotto la scure.»
+</p>
+
+<p>
+Pronunziati tai detti, uscì dell’appartamento,
+intanto che Raleigh lo seguiva
+cogli sguardi, lasciando apparire tale espressione
+di fisonomia, che prometteva
+non sarebbe stato inutile sì fatto avviso.
+</p>
+
+<p>
+Entrò in tal momento Stanley, dicendo
+queste cose a Tressiliano: «Milord
+non fa che chiedere di Wayland, e questo
+Wayland è finalmente arrivato, ma
+non vuol portarsi dal Conte se prima
+non ha parlato con voi. All’aspetto si
+direbbe che il suo cervello ha sofferto;
+vorreste subitamente vederlo?»
+</p>
+
+<p>
+Tressiliano uscì nel medesimo istante;
+e fattosi venire alla presenza Wayland
+in un altro appartamento, maravigliò egli
+<span class="pagenum" id="Page_252">[252]</span>
+pure d’una sì sconcertata fisonomia.
+</p>
+
+<p>
+«Che avete voi dunque? gli chiese
+egli. Vedeste forse il diavolo?»
+</p>
+
+<p>
+«Peggio, Signore, cento volte peggio!
+Ho veduto un basilisco. Ringrazio Dio
+di essere stato io il primo, e ch’egli
+non vide me. Il malanno sarà minore.»
+</p>
+
+<p>
+«In nome del Cielo! spiegatevi: io
+non v’intendo.»
+</p>
+
+<p>
+«Ho veduto il mio antico padrone.
+Questa sera un nuovo amico che mi
+son procacciato in Londra mi ha condotto
+all’orologio del palazzo, pensando
+che sarei curioso di vedere questo lavoro;
+e alla finestra d’una torricella poco
+distante di lì ho riconosciuto il vecchio
+dottore.»
+</p>
+
+<p>
+«Ma siete poi sicuro di non esservi
+ingannato?»
+</p>
+
+<p>
+«Ingannato io! Oh! no no! Chi si è
+impresso una volta nella testa la fisonomia
+di quel briccone lo ravvisa fra un
+milione d’uomini. Egli si è ben travestito
+in un modo singolare; ma non può
+restar celato al mio sguardo com’io per
+grazia del Cielo sono in tempo di fuggire
+il suo, nè tenterò la Provvidenza
+col restargli in vicinanza. Lo stesso commediante
+Tarleton non avrebbe bastante
+abilità nel trasfigurarsi in modo, che
+Doboobie presto o tardi non lo ravvisasse.
+<span class="pagenum" id="Page_253">[253]</span>
+Fa d’uopo che io parta domani
+mattina. Dopo il modo onde costui
+ed io ci abbandonammo, sarei un uomo
+morto se respirassi in sua compagnia
+l’aria medesima.»
+</p>
+
+<p>
+«Ma il conte di Sussex!...»
+</p>
+
+<p>
+«Egli non corre più alcun pericolo,
+purchè per un certo tempo continui a
+prendere tutte le mattine a digiuno tanta
+porzione d’orvietano, quanto è la
+grossezza di una fava. Ma che ei badi
+a non ricadere.»
+</p>
+
+<p>
+«E come guarentirsene?»
+</p>
+
+<p>
+«Guarentirsene poi!... Vi vorranno
+le stesse cautele che s’adoprerebbero contro
+il diavolo in persona. Soprattutto
+ch’egli non mangi se non se carni d’animali
+ammazzati e cucinati dal suo
+proprio cuoco, e ch’egli non comperi
+mai droghe fuorchè da persone conosciute
+e sicure. Che inoltre lo scalco
+metta, egli stesso, in tavola le pietanze,
+e che l’intendente della casa di Milord
+le faccia assaggiare prima al cuoco
+quando le avrà preparate, poi allo scalco
+quando le metterà innanzi al padrone.
+Che il Conte rinunzi ai profumi,
+agli unguenti, alle pomate: ch’egli non
+beva nè mangi in compagnia di stranieri:
+che raddoppi di previdenze se va
+a Kenilworth; ch’egli faccia valere il
+<span class="pagenum" id="Page_254">[254]</span>
+pretesto della sua malattia e le ordinanze
+del suo medico per iscusare una regola
+di vivere sì stravagante.»
+</p>
+
+<p>
+«E quanto a voi Wayland, qual cosa
+divisate fare?»
+</p>
+
+<p>
+«Quanto a me, non ne so nulla. Rimanermi
+in Inghilterra, no certo. Andrò
+in Francia, nella Spagna, nell’Indie, a
+casa del diavolo se farà d’uopo, purchè
+mi trovi lontano da Doboobie, da Demetrio,
+in somma da questo sciagurato,
+qualunque poi sia il nome ch’egli abbia
+assunto oggi giorno.»
+</p>
+
+<p>
+«Ebbene! tutto ciò non arriva fuori
+di tempo. Ho una commissione da darvi
+per la contea di Berk, ma in un cantone
+affatto diverso da quello ove siete
+conosciuto; e prima ancora che fosse in
+voi tale motivo di allontanarvi di qui,
+io aveva già divisato d’inviarvi segretamente
+colà.»
+</p>
+
+<p>
+Non appena Wayland si mostrò pronto
+ad eseguire gli ordini di Tressiliano,
+questi conoscendo già l’altro istrutto di
+una parte de’ motivi, che avevano condotto
+lui, Tressiliano, alla Corte, non gliene
+tacque più alcuno, ed aggiunse i patti
+ch’egli avea concertati con Giles Gosling
+a Cumnor; e parimente le asserzioni che
+in quella mattina aveva sostenute alla reale
+udienza il Varney, e che il conte di
+Leicester aveva confermate.
+</p>
+
+<p>
+<span class="pagenum" id="Page_255">[255]</span>
+</p>
+
+<p>
+«Ben v’accorgete, soggiunse questi,
+nelle circostanze a cui mi trovo ridotto,
+quanto mi rilevi il vigilar da vicino ogni
+piè sospinto di cotesti uomini senza legge
+nè fede, parlo del Varney e de’ suoi
+complici Foster e Lambourne, e dicasi pur
+anco del conte di Leicester, che ho grave
+sospetto sia ingannatore anzi che ingannato
+in così orribil bisogna. Eccovi un
+anello che porrete nelle mani di Giles Gosling,
+siccome pegno che vi ho mandato
+a lui io medesimo, ed eccovi una somma
+d’oro, che sarà triplicata se mi servite
+con fedeltà. Itene dunque a Cumnor, e
+scandagliate tutto quanto ivi accade.»
+</p>
+
+<p>
+«Avrò piacer doppio nel prestarmi a
+tal cosa, rispose Wayland; primieramente
+perchè trattasi di servir <i>vostro Onore</i>, che
+dimostrò per me tanta bontà; in secondo
+luogo poi, per allontanarmi alla presta
+dal mio vecchio padrone, il quale, se non
+è il diavolo incarnato in persona, possede
+al certo tutte quante diaboliche prerogative
+abbiano mai disonorata l’umanità.
+Ch’ei però badi a non trovarsi meco.
+Io cerco ben di scansarlo; ma se si
+mettesse nell’animo d’inseguirmi, io mi
+rivolterò contra lui col furore che invade
+i tori salvatici della Scozia. Parto adunque
+sull’istante. L’<i>Onor vostro</i> vuole degnarsi
+ordinare che si ponga la sella al
+<span class="pagenum" id="Page_256">[256]</span>
+mio cavallo? Io vado intanto per consegnare
+a Milord il mio orvietano, distribuito
+in convenienti dosi, e gli darò ad un
+tempo alcuni suggerimenti: indi la sicurezza
+per lui della vita si starà soltanto
+nelle cure, che ne avranno i suoi amici
+e i suoi servi. Egli non ha più nulla che
+temer del passato, ma vada ben guardingo
+sull’avvenire.»
+</p>
+
+<p>
+Nel partirsi da Tressiliano, Wayland
+andò a prendere l’ultimo congedo dal
+conte di Sussex, dandogli istruzioni sulla
+regola di vivere ch’ei doveva osservare per
+l’avvenire, e su le cautele da tenersi: indi
+prese il cammino di Cumnor senza aspettar
+la domane.
+</p>
+
+<p class="pad2 center large">
+<i>Fine del secondo volume.</i>
+</p>
+
+<hr class="silver">
+
+<div class="footnotes">
+
+<h2>
+NOTE:
+</h2>
+
+<div class="footnote" id="note1">
+<p><span class="label"><a href="#tag1">1</a>.&#160;&#160;</span>Holyday, vuole dire in lingua Inglese <i>giorno
+di congedo</i>, o <i>di vacanza</i>.</p>
+</div>
+
+<div class="footnote" id="note2">
+<p><span class="label"><a href="#tag2">2</a>.&#160;&#160;</span>Holyday significa ancora <i>giorno di festa</i>.</p>
+</div>
+
+<div class="footnote" id="note3">
+<p><span class="label"><a href="#tag3">3</a>.&#160;&#160;</span>Moneta d’argento che a quei giorni correva
+nella Scozia e nell’Inghilterra.</p>
+</div>
+
+<div class="footnote" id="note4">
+<p><span class="label"><a href="#tag4">4</a>.&#160;&#160;</span>Nomi poetici, che a quanto è credibile, davano
+questi due colti giovani nelle ballate, che componevano
+in lode delle loro amanti.</p>
+</div>
+
+<div class="footnote" id="note5">
+<p><span class="label"><a href="#tag5">5</a>.&#160;&#160;</span>Il titolo di <i>Signoria</i> era anche più che quello
+di <i>Onore</i>, e davasi ai Lordi ed al membri del Parlamento.</p>
+</div>
+
+<div class="footnote" id="note6">
+<p><span class="label"><a href="#tag6">6</a>.&#160;&#160;</span><i>Per la morte di Dio</i>, esclamazione cui erasi
+assuefatta la regina Elisabetta, siccome Enrico IV
+di Francia all’altra <i>Ventresaingris</i>.</p>
+</div>
+
+<div class="footnote" id="note7">
+<p><span class="label"><a href="#tag7">7</a>.&#160;&#160;</span>Certe citazioni di passi scritturali, siccome
+certe esclamazioni o modi di giuramento posti
+nella bocca di un Sovrano, moverebbero le risa
+ai dì nostri. Ma è necessario che il leggitore si riferisca
+colla mente ai tempi, cui questo stesso romanzo
+si riferisce.</p>
+</div>
+
+<div class="footnote" id="note8">
+<p><span class="label"><a href="#tag8">8</a>.&#160;&#160;</span>Il palagio di Greenwich veramente fu convertito
+in ospedale pe’ marinai sotto il regno di Guglielmo
+e di Maria, ed accresciuto indi di molte
+fabbriche.</p>
+</div>
+
+<div class="footnote" id="note9">
+<p><span class="label"><a href="#tag9">9</a>.&#160;&#160;</span>È quasi inutile l’avvertire che questi <i>Sir</i>, e
+questi <i>Lordi</i> non sono se non se orsi e cani.</p>
+</div>
+
+<div class="footnote" id="note10">
+<p><span class="label"><a href="#tag10">10</a>.&#160;&#160;</span>Così il Shakespeare chiamava quelle sue Tragedie
+che erano tolte dalla storia dell’Inghilterra.</p>
+</div>
+
+<div class="footnote" id="note11">
+<p><span class="label"><a href="#tag11">11</a>.&#160;&#160;</span>Ciò ne dà a divedere qual fosse allora il gusto
+della declamazione in Inghilterra. In Italia almeno,
+e ai dì nostri, benchè molto scarsi di buoni
+attori, non troviamo però buona declamazione quella
+che a costo della naturalezza ci fa troppo conoscere
+la giustezza dei versi. Il sommo Astigiano ne ha anzi
+arricchiti d’una poesia che serbando tutta la sublimità
+essenziale al verso sciolto, aiuta chi lo recita
+a nasconderne la misura.</p>
+</div>
+</div>
+
+<div class="tnote">
+<p class="tntitle">
+Nota del Trascrittore
+</p>
+
+<p>
+Ortografia e punteggiatura originali sono state mantenute, correggendo senza annotazione
+minimi errori tipografici.
+</p>
+
+<p>
+Copertina creata dal trascrittore e posta nel pubblico dominio.
+</p>
+</div>
+<div style='text-align:center'>*** END OF THE PROJECT GUTENBERG EBOOK 79030 ***</div>
+</body>
+</html>
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