summaryrefslogtreecommitdiff
path: root/old
diff options
context:
space:
mode:
Diffstat (limited to 'old')
-rw-r--r--old/marte10.txt2582
-rw-r--r--old/marte10.zipbin0 -> 1292080 bytes
2 files changed, 2582 insertions, 0 deletions
diff --git a/old/marte10.txt b/old/marte10.txt
new file mode 100644
index 0000000..1a9df93
--- /dev/null
+++ b/old/marte10.txt
@@ -0,0 +1,2582 @@
+The Project Gutenberg EBook of La vita sul pianeta Marte
+by Giovanni Virginio Schiaparelli
+
+Copyright laws are changing all over the world. Be sure to check the
+copyright laws for your country before downloading or redistributing
+this or any other Project Gutenberg eBook.
+
+This header should be the first thing seen when viewing this Project
+Gutenberg file. Please do not remove it. Do not change or edit the
+header without written permission.
+
+Please read the "legal small print," and other information about the
+eBook and Project Gutenberg at the bottom of this file. Included is
+important information about your specific rights and restrictions in
+how the file may be used. You can also find out about how to make a
+donation to Project Gutenberg, and how to get involved.
+
+
+**Welcome To The World of Free Plain Vanilla Electronic Texts**
+
+**eBooks Readable By Both Humans and By Computers, Since 1971**
+
+*****These eBooks Were Prepared By Thousands of Volunteers!*****
+
+
+Title: La vita sul pianeta Marte
+
+Author: Giovanni Virginio Schiaparelli
+
+Release Date: March, 2005 [EBook #7781]
+[This file was first posted on May 16, 2003]
+
+Edition: 10
+
+Language: Italian
+
+Character set encoding: ISO-8859-1
+
+*** START OF THE PROJECT GUTENBERG EBOOK, LA VITA SUL PIANETA MARTE ***
+
+
+
+
+Claudio Paganelli, Carlo Traverso, Charles Franks
+and the Online Distributed Proofreading Team
+
+This is a common project with "Progetto Manuzio", http://www.liberliber.it
+
+
+
+
+Giovanni Virginio Schiaparelli
+
+LA VITA SUL PIANETA MARTE
+
+
+
+
+
+
+I. IL PIANETA MARTE - Estratto dai fascicoli N.i 5 e 6
+ 1 e 15 febbraio 1893 della Rivista "Natura ed Arte"
+
+II. LA VITA SUL PIANETA MARTE - Estratto dal fascicolo N.° 11
+ Anno IV - 1895 della Rivista "Natura ed Arte"
+
+III. IL PIANETA MARTE - Estratto dalla rivista Natura ed Arte,
+ Anno XIX, n° 1,1° dicembre 1909
+
+
+
+
+
+GIOVANNI SCHIAPARELLI
+
+IL PIANETA MARTE
+
+Estratto dai fascicoli N.i 5 e 6 1 e 15 febbraio 1893 della Rivista
+"Natura ed Arte"
+
+
+Nelle belle sere dell'autunno passato una grande stella rossa fu
+veduta per più mesi brillare sull'orizzonte meridionale del cielo; era
+il pianeta Marte, che si accostava per qualche tempo alla Terra in una
+delle sue apparizioni, solite a ripetersi ad intervalli di 780
+giorni. Nella schiera degli otto pianeti principali Marte occupa, per
+volume, il penultimo luogo; il solo Mercurio è più piccolo di lui. Ma
+in certe posizioni, in cui egli ritorna ad intervalli di sedici anni,
+Marte può avvicinarsi alla Terra più dell'usato, brillando più di ogni
+altro pianeta, Venere sola eccettuata; ed in tali contingenze tanto
+arde di luce rossa, da meritare il nome, che i Greci gli diedero, di
+_Pyrois_(infocato). Nei tempi ormai per sempre passati, quando si
+pretendeva di leggere in cielo l'avvenire degli umani eventi, queste
+grandi apparizioni di Marte erano lo spavento dei popoli, e davano
+molto da fare agli astrologi, ai quali incombeva il compito, non
+sempre facile, di studiare l'influsso del pianeta sulle vicende
+guerresche e sulle costellazioni politiche del momento. Anche ora la
+grande apparizione testè avvenuta di Marte ha destato il pubblico
+interesse; ma per una ragione ben diversa. Oggi è nata presso alcuni
+la speranza, che da osservazioni diligenti fatte sulla sua superficie
+con giganteschi telescopi, si possa ottenere quando che sia la
+soluzione di un gran problema cosmologico; arrivar cioè a sapere, se i
+corpi celesti possano dirsi sede di esseri intelligenti, o, almeno, di
+esseri organizzati.
+
+L'idea di popolare gli astri e le sfere celesti d'intelligenze pure o
+corporee, di animali e di piante, non è nuova; ed una curiosa rassegna
+sarebbe a farsi di tutti gli scrittori antichi e moderni che si
+esercitarono su questo tema, incominciando dal _Sogno di Scipione_di
+Cicerone, e dalla _Storia veridica_di Luciano Samosatese, e venendo
+già per Dante, Giordano Bruno, Ugenio e Kircher a quegli eleganti
+novellatori francesi Cyrano di Bergorac, Fontenelle, Voltaire, i quali
+posero negli spazi celesti il teatro delle loro argute o satiriche
+descrizioni, per arrivare in ultimo al celebre Hans Pfaal d'Amsterdam,
+ben noto ai lettori di Edgar Poe. La maggior parte di questi scritti
+però o professano di esser pure immaginazioni poetiche, o sono scherzi
+di ingegno dei quali il vero pregio deve cercarsi in tutt'altra parte
+che in una seria discussione dell'argomento di cui stiamo
+discorrendo. Ma nel presente secolo diversi scrittori tentarono di
+elevare la pluralità dei mondi abitati alla dignità di questione
+filosofica. Lasciando da parte le sedicenti rivelazioni degli
+spiritisti, che ai nostri tempi hanno rinnovato ed anzi superato le
+visioni di Swedenborg, basterà nominare Giovanni Reynaud (_Terre et
+Ciel_) e Davide Brewster (_More Worlds than one_) i quali collocarono
+negli astri le speranze della nostra vita futura e seppero trovare,
+non dirò dimostrazioni (che in questa materia non ve n'è) ma pensieri
+ed aspirazioni che ebbero e sempre avranno eco vivissima nel
+sentimento di molti. Metafisica per metafisica, preferiamo questa ai
+dogmi brutali e scoraggianti del materialismo. Quanto ai teologi
+cristiani, essi, seguendo l'esempio di San Tommaso, quasi tutti
+osteggiarono l'idea che possano esistere altri mondi simili al mondo
+terrestre. Dico, quasi tutti, perchè noi leggiamo in uno di loro, a
+cui certamente nessuno ha potuto far rimprovero d'empietà, le parole
+seguenti[1]
+
+"Il creato, che contempla l'astronomo, non è un semplice ammasso di
+materia luminosa; è un prodigioso organismo, in cui, dove cessa
+l'incandescenza della materia, incomincia la vita. Benchè questa non
+sia penetrabile ai suoi telescopii, tuttavia, dall'analogia del nostro
+globo, possiamo argomentarne la generale esistenza negli altri. La
+costituzione atmosferica degli altri pianeti, che in alcuno è cotanto
+simile alla nostra, e la struttura e la composizione delle stelle
+simile a quella del nostro sole, ci persuadono che essi, o sono in uno
+stadio simile al presente del nostro sistema, o percorrono taluno di
+quei periodi, che esso già percorse, o è destinato a
+percorrere. Dall'immensa varietà delle creature che furono già e che
+sono sul nostro globo, possiamo argomentare le diversità di quelle che
+possono esistere in altri. Se da noi l'aria, l'acqua e la terra sono
+popolate da tante varietà di esse, che si cambiarono le tante volte al
+mutare delle semplici circostanze di clima e di mezzo; quante più se
+ne devon trovare in quegli sterminati sistemi, ove gli astri
+secondarii son rischiarati talora non da uno, ma da più Soli
+alternativamente, e dove le vicende climateriche succedentisi del
+caldo e del freddo devono essere estreme per le eccentricità delle
+orbite, e per le varie intensità assolute delle loro radiazioni, da
+cui neppure il nostro Sole è esente!
+
+"Sarebbe però ben angusta veduta quella di voler modellato l'Universo
+tutto sul tipo del nostro piccolo globo, mentre il nostro stesso
+relativamente microscopico sistema ci presenta tante varietà; nè è
+filosofico il pretendere che ogni astro debba esser abitato come il
+nostro, e che in ogni sistema la vita sia limitata ai satelliti
+oscuri. È vero, che essa da noi non può esistere che entro confini di
+temperatura assai limitati, cioè tra 0° e 40°-45° gradi centesimali,
+ma chi può sapere se questi non sono limiti solo pei nostri organismi?
+Tuttavia, anche con questi limiti, se essa non potrebbe esistere negli
+astri infiammati, questi astri maggiori avrebbero sempre nella
+creazione il grande ufficio di sostenerla, regolando il corso dei
+corpi secondarii mediante l'attrazione delle loro masse, e di
+avvivarle colla luce e col calore. E qual sorpresa sarebbe, se fra
+tanti milioni, anche molti e molti di questi sistemi fossero deserti?
+Non vediamo noi che sul nostro globo regioni, in proporzioni assai
+estese, sono incapaci di vita? L'immensità della fabbrica, non
+verrebbe perciò meno alla sua dignità, nè allo scopo inteso
+dell'Architetto.
+
+"La vita empie l'universo, e colla vita va associata l'intelligenza; e
+come abbondano gli esseri a noi inferiori, così possono in altre
+condizioni esisterne di quelli immensamente più capaci di noi. Fra il
+debole lume di questo raggio divino, che rifulge nel nostro fragile
+composto, mercè del quale potemmo pur conoscere tante meraviglie, e la
+sapienza dell'autore di tutte le cose è una infinita distanza, che può
+essere intercalata da gradi infiniti delle sue creature, per le quali
+i teoremi, che per noi son frutto di ardui studi potrebbero essere
+semplici intuizioni".
+
+Mi son permesso di trascrivere questo passo del Secchi, perchè è
+difficile dir più e meglio in sì poche parole. Ai nostri tempi la
+dottrina della pluralità dei mondi abitati da esseri viventi ed
+intelligenti ha trovato un ardente apostolo in Camillo
+Flammarion. Questo dotto ed immaginoso scrittore, nel quale la scienza
+copiosa ed ordinata dei fatti d'osservazione non impedisce l'esercizio
+di una fantasia potente e della più seducente eloquenza, già da
+trent'anni va svolgendo la questione sotto i suoi varii aspetti in
+diverse opere, le quali e da chi consente, e da chi dubita si fanno
+leggere assai volentieri[2]. Egli si è proposto di sottrarre questo
+tema alla fantasia dei poeti ed all'arbitrio dei novellieri, e di
+circondare l'ipotesi della pluralità dei mondi abitati con tutto
+l'apparato scientifico, che oggi è possibile chiamare in suo soccorso;
+di darle così tutto quel grado di logica consistenza e di probabilità
+empirica di cui è capare. "Faire converger toutes les lumières de la
+science vers ce grand point, la Vie universelle; l'éclairer dans son
+aspect réel; établir ses rayonnements immenses et montrer qu' il est
+le but mystérieux autour du quel gravite la création toute entière;
+agrandir ainsi jusque par de là les bornes du visible le domaine de
+l'existence vitale, si longtemps confiné à l'atome terrestre; déchirer
+les voiles qui nous cachaient le règne de l'existence à la surface des
+mondes; et sur la vie à l'infini répandue permettre à la pensée de
+planer dans son auréole glorieuse; c'est là, selon nous, un problème,
+dont la solution importe à notre temps". Questo è lo splendido
+programma al quale il cosmologo francese ha consacrato il suo ingegno
+e la sua varia coltura. Leggendo le sue pagine animate da calda
+eloquenza ed ardenti del desiderio dell'ignoto, si è tratti ad
+esclamare coll'Ettore virgiliano:
+
+ _Si Pergama dextra
+ Defendi possent, certe hoc defensa fuissent_
+
+Se fosse stato possibile dimostrare la esistenza della vita e
+dell'intelligenza nei globi celesti con altri argomenti, che con
+quelli della diretta osservazione, nessuno più del Flammarion avrebbe
+meritato di farlo. Ma pur troppo è da confessare che, quanto a
+risultati di osservazione, finora abbiamo poche speranze e nessun
+fatto. La Luna, che di tutti gli astri è senza paragone il più
+prossimo a noi, e nella quale oggetti di 400 e 500 metri di diametro
+sono visibili senza troppa difficoltà nei potenti telescopi del tempo
+moderno, la Luna non ha dato fatti, e non dà neppure speranze. Più la
+si esamina, e più si ha ragione di credere, che sia un deserto di
+aride rupi, privo d'ogni elemento necessario alla vita organica. Nè
+fatti, nè speranze si possono avere dallo studio della superficie di
+Venere, che fra tutti i pianeti è quello che può avvicinarsi
+maggiormente alla Terra. La sua atmosfera è perpetuamente ingombra di
+dense nuvole, le quali finora hanno impedito, ed impediranno
+probabilmente ancora per lunghi secoli (se non per sempre) di
+conoscere i particolari del suo corpo solido, e quanto su di esso
+avviene. Per ragioni non dissimili (a cui si aggiunge la grande
+lontananza) nulla avremo a sperare in quest'ordine di idee dallo
+studio dei grandi pianeti superiori, Giove, Saturno, Urano, e
+Nettuno. Quanto a Mercurio, le sue osservazioni sono di una estrema
+difficoltà, avviluppato com'egli è di continuo nella luce del Sole;
+tanto, che solamente negli ultimi anni è stato possibile discernervi
+entro qualche macchia con sufficiente frequenza e determinare il vero
+periodo della sua rotazione. Non parliamo nè del Sole, nè delle
+stelle, nè delle comete, nè delle nebule; tutti corpi, dei quali la
+costituzione fisica non sembra propria alla produzione e alla
+conservazione della vita, almeno nelle forme con cui noi l'intendiamo.
+
+Tutte le nostre speranze si sono quindi poco a poco concentrate su
+Marte il solo astro che possa giustificarle sino ad un certo punto,
+siccome or ora si vedrà. Tali speranze si sono accresciute ed hanno
+raggiunto anzi presso alcuni un grado di esaltazione quasi febbrile,
+dopo che un esame accurato di quel pianeta ha fatto scoprire in esso
+alcuni cambiamenti, e un sistema di misteriose configurazioni, in cui
+con un po' di buona volontà si potrebbe congetturare piuttosto il
+lavoro di esseri intelligenti, anzi che la semplice opera delle forze
+naturali inorganiche. L'ultima grande apparizione di Marte ha dato
+origine ad espressioni entusiastiche di tali speranze, specialmente
+presso i Nordamericani; i quali, possedendo nel loro Osservatorio di
+California il più gran cannocchiale che mai sia stato costrutto,
+avrebbero tutto il diritto al vanto di aver scoperto non solo un nuovo
+mondo, ma anche una nuova umanità. Ma in Francia l'agitazione delle
+menti ispirata dal Flammarion ha prodotto effetti anche più
+straordinari: ivi con tutta serietà sono proposte ingenti somme come
+premio a chi sarà primo a dimostrare, per mezzo della diretta
+osservazione, che esistono in alcuno degli astri indizî certi di
+esseri intelligenti. In America poi ed in Francia si sta macchinando
+la costruzione di nuovi telescopi d'inusata potenza, il costo dei
+quali si conterà per milioni. Fra tanti segni dei tempi questo almeno
+ci dà diritto a sperar bene dell'avvenire. L'ansietà con cui molti
+guardano alle tenebre del futuro non mi sembra in ogni parte
+giustificata. Non è vero che l'età presente, più delle passate, manchi
+di elevati principi e di aspirazioni ideali. Il secolo decimonono può
+considerare con orgoglio quello che ha fatto; il suo posto negli
+annali del progresso umano non sarà senza gloria. A costo
+d'incredibili fatiche e di eroici sacrifizi esso ha compiuto ormai
+l'esplorazione di tutta la superficie terrestre, sulle cui carte non
+restano che poche lacune. Penetrando nelle viscere del nostro pianeta,
+ha mostrato la storia delle trasformazioni a cui fu soggetto, ed ha
+rievocato dal loro sepolcro le infinite generazioni che lo popolarono
+per milioni di anni. Coll'investigazione archeologica, collo studio
+dell'etnografia e della filologia ha ritrovato i veri titoli di
+nobiltà del genere umano, e fatto risorgere alla luce del giorno i
+primi prodotti delle sue civiltà. Con estese associazioni di pazienti
+e di instancabili osservatori ha iniziato lo studio dell'atmosfera, e
+delle sue leggi, che sarà uno dei grandi problemi del secolo XX. Ma
+tutto questo non gli è bastato; e dopo aver proseguito energicamente
+nello studio dei cieli, della materia, e delle forze naturali l'opera
+dei secoli anteriori e fondata la chimica degli astri, di cui prima
+pareva follia parlare; ora aspira a più alta meta, e ansiosamente
+comincia a spiare, se qualche voce di simpatia e di fratellanza non ci
+possa venir dalle profondità cosmiche; e per ottenerne indizio è
+pronto a spender per un solo telescopio più somme, di quante ne abbian
+spese in favore della scienza pura tutti i secoli precedenti insieme
+considerati. Ecco uno, un solo dei tanti aspetti nobili, moralmente
+grandiosi, poetici, sotto cui si presenterà alla posterità imparziale
+quel secolo, che allo spettatore unilaterale sembra essere per
+eccellenza il secolo della prosa, dell'egoismo, della meccanica
+brutale, dei godimenti materiali. Noi siamo migliori di quello che
+crediamo essere! La stessa difficoltà che proviamo ad esser contenti e
+soddisfatti di noi medesimi, è un segno di progresso e di forza. Ma
+torniamo al nostro argomento.
+
+
+
+II.
+
+Nella scala delle orbite planetarie, la Terra occupa, a partir dal
+Sole, il terzo posto e Marte il quarto. L'orbita di Marte comprende
+quindi dentro di sè l'orbita della Terra; ed è di essa più grande nel
+rapporto di circa 3 a 2. Ambedue le orbite sono di forma leggermente
+ovale, ma così per l'una come per l'altra la differenza fra il più
+grande e il più piccolo diametro è relativamente trascurabile: in
+altre parole, la differenza di queste orbite da un circolo perfetto è
+assai poca, tanto che occorrebbero disegni in molto grande scala per
+renderla sensibile a misure fatte col compasso. Il Sole non si trova
+nel centro nè dell'una, nè dell'altra, e questo difetto di centratura
+è assai maggiore per Marte che per la Terra. La Terra gira intorno al
+Sole in ragione di 30 chilometri per minuto secondo; Marte in ragione
+di 24 chilometri. Essendo questi più lento, e dovendo percorrere un
+circolo più grande, impiega, a far il suo giro completo intorno al
+Sole, 687 giorni, quasi il doppio dei 365 che impiega la Terra a fare
+il proprio.
+
+Quindi appare subito manifesta la ragione per cui così di raro Marte
+rifulge in tutto il suo splendore. Movendosi i due astri intorno al
+Sole in periodi così differenti, per lo più si troveranno in parti
+molto distanti dello spazio celeste, e soltanto saranno vicini, quando
+l'uno e l'altro giaceranno nella medesima direzione a partir dal
+sole. Trovandosi allora i tre corpi (Sole, Terra, Marte) in linea
+retta, e la Terra (come quella che è più vicina al Sole) occupando il
+posto di mezzo, allo spettatore terrestre, Marte ed il Sole
+appariranno in plaghe opposte al cielo; e questo intendono dire gli
+astronomi quando parlano di Marte in _opposizione_col Sole. Le epoche
+adunque in cui Marte si presenta a noi più vicino, sono quelle delle
+opposizioni, le quali ricorrono ad intervalli di circa ventisei mesi,
+o 780 giorni.
+
+[vedi figura 01.png]
+
+Ma non in tutte le opposizioni Marte giunge ad avvicinarsi alla Terra
+in egual misura. Mentre l'orbita della Terra è quasi esattamente
+centrata sul Sole, quella di Marte è invece notabilmente eccentrica:
+la loro proporzione e disposizione può vedersi rappresentata nella
+figura qui a lato, dove S rappresenta il Sole, il circolo minore è
+quello della Terra, il maggiore quello di Marte. Ora si vede subito,
+che quando i due pianeti si avvicinano fra loro nella parte più
+serrata dell'intervallo fra le due orbite, la Terra essendo in T e
+Marte in M, si ha il massimo avvicinamento possibile, siccome (con
+poca differenza) è accaduto nel 1877 e nel 1892, e di nuovo accadrà
+nel 1909. Queste, che ricorrono ad intervalli alternati di 15 e di 17
+anni, diconsi le _grandi opposizioni_. Marte allora è veramente
+stupendo a considerare coll'occhio nudo, ma più ancora col
+telescopio. Tuttavia anche in tale favorevolissima posizione il suo
+diametro apparente non supera la settantacinquesima parte del diametro
+apparente del Sole o della Luna: così che occorre un telescopio
+amplificante 75 volte perchè in esso Marte si presenti come la Luna
+all'occhio nudo. Ma nelle comuni opposizioni non si arriva neppure a
+tanto: e quando i due pianeti occupano i punti designati sulla figura
+con T' M', la minima loro distanza T'M' è quasi doppia della TM. In
+queste opposizioni meno fortunate il massimo diametro apparente a cui
+Marte può arrivare non supera 1/150 del diametro lunare, ed è
+necessario amplificarlo 150 volte per vederlo come la Luna ad occhio
+nudo. La sua superficie apparente e la sua luce sono allora soltanto
+_il quarto_di quella che si vede nelle grandi opposizioni.
+
+Non conviene dunque illudersi su questi, che abbiam chiamato
+avvicinamenti di Marte alla Terra; sono vicinanze relative, e la Luna,
+che pure dista da noi trenta diametri del globo terrestre, ha ancora
+su Marte un grandissimo vantaggio. Il 2 Settembre 1877 e il 6 Agosto
+1892, giorni delle ultime grandi opposizioni, ebbe luogo la minima
+distanza possibile del pianeta, che fu di quasi 57 milioni di
+chilometri e di 146 volte la distanza della Luna. Mentre adunque in
+questa un telescopio di mediocre potenza è capace di rilevare
+montagne, valli, circhi e crateri senza numero ed un'infinità di altri
+particolari topografici[3], ben altro potere ottico sarà necessario,
+perchè si possano vedere distintamente in Marte anche soltanto le
+configurazioni delle macchie principali. L'esperienza ha fatto vedere
+che non è difficile di rilevar nella Luna, col soccorso dei maggiori
+telescopi, un oggetto rotondeggiante di mezzo chilometro di diametro,
+o una striscia di 200 metri di larghezza. In Marte si può arrivare a
+distinguere come punto un oggetto rotondeggiante di 60 a 70 chilometri
+di diametro, e come linea sottile una striscia di 30 chilometri di
+larghezza. Il corso di un fiume come il Po sarebbe facile a
+distinguersi nella Luna su quasi tutta la sua lunghezza, ma nessuno
+dei maggiori fiumi della Terra riuscirebbe a noi visibile in Marte. E
+mentre nella Luna una città come Milano (od anche soltanto Pavia)
+sarebbe già un oggetto ben vidibile a noi, in Marte non potremmo
+sperare di vedere neppure Parigi e Londra, ed appena con molta
+attenzione sarebbe possibile distinguervi isole rotondeggianti della
+grandezza di Majorca, od isole allungate, grandi come Candia e Cipro.
+
+Non farà dunque meraviglia, che Galileo, i cui telescopi non
+superarono mai l'amplificazione di 30 diametri, non abbia potuto fare
+in Marte alcuna scoperta. Primo ad osservare con qualche sicurezza le
+macchie di questo pianeta fu il celebre Ugenio, che le vide coll'aiuto
+di telescopi lavorati da lui stesso, assai più perfetti e più grandi
+di quelli di Galileo (1656-1659). Pochi anni dopo, Domenico Cassini a
+Bologna (1666) non solo riconobbe diverse macchie, ma dal loro rapido
+spostarsi sul disco fu condotto a scoprire la rotazione del pianeta
+intorno ad un asse obliquo, a similitudine della Terra: dalla qual
+rotazione definì la durata in 24 ore e 40 minuti. I telescopi usati da
+Cassini erano lavorati in Roma dal più celebre artefice ottico di quei
+tempi, Giuseppe Campani, i cui lavori godettero di un incontrastabile
+primato per quasi cent'anni, fino a che per opera di Short, di Dollond
+e di Herschel tale vanto passò per qualche tempo all'Inghilterra. E
+con telescopi di Campani fece Bianchini in Verona nel 1719 i primi
+disegni alquanto accurati delle macchie di Marte, scoprendo in esse
+particolari abbastanza difficili, quale per esempio la sottile
+penisola che nella carta annessa porta il nome di _Hesperia_. Verso la
+fine del secolo scorso Herschel e Schroeter dallo studio delle candide
+macchie polari del pianeta dedussero l'obliquità del suo asse di
+rotazione rispetto al piano dell'orbita, quell'angolo, cioè, che per
+la Terra costituisce l'obliquità dell'eclittica, ed è poco diverso
+nell'uno e nell'altro pianeta. Così fu determinato anche per i due
+emisferi di Marte il corso periodico delle stagioni, e la legge delle
+variazioni dei climi, che tanta analogia mostrano con le nostre.
+
+Tutte queste osservazioni però non erano sufficienti a dare una
+descrizione completa della superficie di Marte. Come vero fondatore
+dell'_Areografia_[4] dobbiamo considerare il tedesco Maedler, il quale
+nel 1830, valendosi di un perfettissimo telescopio di Fraunhofer
+(celebre ottico di Monaco, per cui opera il primato nella costruzione
+dei telescopi passò verso il 1820 alla Germania), vide e descrisse le
+macchie del pianeta incomparabilmente meglio che tutti gli astronomi
+anteriori. Maedler fu il primo a determinare con misure bene ordinate
+la posizione di un certo numero di punti principali sulla superficie
+di Marte rispetto all'equatore e ad un primo meridiano, che è quello
+notato zero sull'annessa carta.
+
+[vedi figura tavola01.jpg]
+
+[vedi figura tavola02.jpg]
+
+Ordinando rispetto a questi punti le diverse particolarità
+topografiche riuscì a costruire la prima carta areografica: la quale,
+comechè ancora incompleta e necessariamente limitata a poche macchie
+principali, è tuttavia monumento onorevole della sua cura e
+diligenza, e rappresenta per la descrizione di Marte quello che 2000
+anni fa la carta di Eratostene fu per la geografia terrestre. Questa
+carta per più di 30 anni fu non soltanto la migliore, ma anzi
+l'unica; e soltanto verso il 1860 si cominciò a fare nello studio del
+pianeta qualche progresso ulteriore, specialmente per le osservazioni
+di Secchi, Dawes, Kaiser, e Lockyer. Da quell'epoca e specialmente a
+partire dalla grande opposizione del 1862 quei progressi si vennero
+accelerando, ed a ciò contribuirono non poco i grandissimi telescopi,
+che negli ultimi tempi gli ottici, specialmente quelli d'America,
+hanno imparato a costruire[5].
+
+Dalla comparazione di tutte le nuove ed antiche osservazioni risultò
+come primo fatto importante, che la forma e disposizione delle macchie
+del pianeta è invariabile nei suoi tratti principali, com'è sulla
+Terra la distribuzione dei mari e della parte asciutta. Noi possiamo,
+per esempio, riconoscere nei disegni di Ugenio (1659) il golfo
+appellato _Gran Sirte_(vedi l'annessa carta); nei disegni di Maraldi
+(1704) il _Mare Cimmerio_e il _Mare delle Sirene_; nei disegni di
+Bianchini (1719) il _Mare Tirreno_e la penisola _Esperia_. Anche le
+posizioni dei punti principali determinate da Maedler (1830), da
+Kaiser (1862) e da me (1877-1879) si accordano fra loro in modo da
+escludere affatto l'idea di Schroeter, che le macchie di Marte siano
+nuvole o formazioni atmosferiche transitorie, come certamente sono
+quelle di Giove e di Saturno.
+
+Marte ha dunque una topografia stabile, come la Terra e la Luna, e per
+quanto si può sapere, anche Mercurio. Tale stabilità si ravvisa
+tuttavia per Marte soltanto nelle forme generali, e non si estende
+agli ultimi particolari. Osservazioni continuate han posto fuor d'ogni
+dubbio negli ultimi tempi che molte regioni mutano di colore fra certi
+limiti, secondo la stagione che domina su quei luoghi, e secondo
+l'inclinazione, con cui sono percossi dai raggi solari. Tali mutazioni
+di colori hanno certamente luogo anche per molte parti della Terra, e
+sarebbero visibili ad uno spettatore collocato in Marte. Ma si osserva
+in questo una cosa, che certamente sulla Terra non ha luogo: i
+contorni delle grandi macchie possono subire cioè leggiere mutazioni,
+piccole rispetto alle dimensioni delle macchie stesse, ma pur tuttavia
+abbastanza grandi per rendersi cospicue anche a noi. Anche questi
+contorni non sono sempre ugualmente ben definiti. Molte minutissime
+particolarità si vedono meglio in certe epoche, e meno bene in certe
+altre; e possono da un tempo all'altro anche variar d'aspetto e di
+forma, senza che tuttavia si possa concepire alcun dubbio sulla loro
+identità. E finalmente è da notare, che Marte ha un'atmosfera
+abbastanza densa, ed una propria meteorologia, come sarà spiegato più
+innanzi. Tutte queste variazioni annunziano un sistema grandioso di
+processi naturali, che conferisce allo studio di Marte un interesse
+molto più grande di quello che deriverebbe dal semplice studio
+topografico di una superficie immutabile ed inerte, come sembra esser
+quella della Luna. Insomma il pianeta non è un deserto di arido sasso;
+esso vive, e la sua vita si manifesta alla superficie con un insieme
+molto complicato di fenomeni, ed una parte di questi fenomeni si
+sviluppa su scala abbastanza grande per riuscire osservabile agli
+abitatori della Terra. Vi è in Marte un mondo intiero di cose nuove da
+studiare, eminentemente proprie a destare la curiosità degli
+osservatori e dei filosofi, le quali daranno da lavorare a molti
+telescopi per molti anni, e saranno un grande impulso al
+perfezionamento dell'Ottica. Tale è la varietà e la complicazione dei
+fenomeni, che soltanto uno studio completo e paziente potrà
+rischiarare le leggi secondo cui quelli si producono, e condurre a
+conclusioni sicure e definite sulla costituzione fisica di un mondo
+tanto analogo al nostro sotto certi rispetti, e pur sotto altri tanto
+diverso.
+
+Non si creda tuttavia di poter accedere a questo studio così attraente
+senza aiuto ottico proporzionato alla difficoltà della cosa. La sempre
+grande distanza del pianeta, e la piccolezza relativa[6] del medesimo
+non permettono di usare con molto frutto amplificazioni inferiori a
+200 e 300, nè telescopi di lente obbiettiva inferiore in diametro a 20
+centimetri: questo nelle_grandi opposizioni_, come quelle del 1877 e
+del 1892. Ma nelle opposizioni meno favorevoli (ed in quelle appunto
+suole Marte dispiegare i suoi fenomeni più curiosi) lo studio dei più
+delicati particolari non si può far bene con amplificazioni minori di
+500 e 600 diametri, quali si possono avere soltanto da telescopi
+dell'apertura di 40 centimetri o più.
+
+Le due carte annesse sono state fatte appunto con istrumenti della
+forza che ho detto. L'emisfero australe, il quale a causa
+dell'inclinato asse di Marte suole presentarsi meglio alla nostra
+vista nelle grandi opposizioni, che nelle altre, è stato rilevato
+principalmente negli anni 1877-1879, con un telescopio di 22
+centimetri d'apertura. Ma per l'emisfero boreale, che si presenta in
+prospettiva conveniente soltanto nelle opposizioni meno favorevoli, si
+è potuto negli anni 1888 e 1890 approfittare di un istrumento molto
+più grande, il cui vetro obbiettivo ha 49 centimetri di diametro, e
+permette di spingere l'amplificazione di Marte fino a 500 e 650.
+
+[vedi figura 02.png]
+
+Non senza qualche interesse vedrà il lettore rappresentato
+nell'annessa pagina quest'ultimo istrumento, il più potente che sia
+uscito delle officine di Germania. La sua collocazione a Brera fu
+decretata dal Re e dal Parlamento nel 1878; ogni volta che lo
+consideriamo esso richiama a noi la memoria di quell'uomo non
+facilmente dimenticabile, che fu Quintino Sella, ai cui uffici la
+Specola di Milano deve questo suo principale ornamento. La lente
+obbiettiva, lavorata in Monaco da Merz successore di Fraunhofer, ha 49
+centimetri di diametro nella parte libera; la macchina che porta il
+telescopio e permette di dirigere con tutta facilità in cinque minuti
+la gran mole verso qualunque plaga del cielo, è un vero prodigio della
+meccanica moderna e fu lavorata in Amburgo dai fratelli Repsold. La
+sua parte mobile (che son parecchie tonnellate di metallo) può essere
+mossa dalla pressione di un dito ed aggiustato su qualunque astro
+colla stessa esattezza che si potrebbe ottenere per il più delicato
+microscopio. Un meccanismo d'orologio la porta in giro insieme al
+cielo intorno all'asse del mondo, per guisa, che diretto il telescopio
+ad un astro, segue di questo la rivoluzione diurna, e l'astro appare
+immobile nel campo telescopico per tutto il tempo che si vuole. I
+molti organi sussidiari, che si veggono nella parte inferiore del tubo
+a portata dell'osservatore, servono alle diverse specie di operazioni,
+che con questo strumento si devono compiere.
+
+È questo il massimo dei telescopi esistenti in Italia[7] ma otto o
+dieci altri di esso maggiori sono stati costrutti o si stanno
+costruendo in diverse parti. Fra tutti giganteggia quello
+dell'Osservatorio di California, eretto sulla cima del Monte Hamilton,
+presso S. Francisco per legato di James Lick, ricco negoziante, che in
+tal modo volle assicurata presso i posteri la sua
+memoria. L'obbiettivo di questo colosso dell'ottica moderna ha 91 1/2
+centimetri di diametro, e da sè solo è costato l'egregia somma di 50
+mila dollari (275000 lire a un dipresso). Tutto l'istrumento è, nella
+sua generale disposizione, poco dissimile da quello che qui sopra fu
+descritto, ma è due volte più grande in ogni dimensione. Ma fra non
+molto il telescopio Californiano sarà superato da un altro, per il
+quale già si hanno fusi i vetri in America: questo avrà non meno di
+102 centimetri d'apertura, ed il suo costo è calcolato in 200 mila
+dollari (1.100.000 lire). E sarà collocato, non già nei climi
+variabili della nostra zona temperata, e tanto meno poi in mezzo al
+fumo e alla luce elettrica di una città grande; ma sopra una mediocre
+elevazione delle Ande peruviane, in un clima sereno, di aria
+tranquilla e temperata, benchè posto nella zona torrida.
+
+Quanto al telescopio di tre metri di diametro che si vuoi preparare in
+Francia per l'esposizione del 1900, e sul quale già si è mosso tanto
+rumore, aspetteremo a parlarne quando sarà fatto. Non ha da essere un
+telescopio a vetri, come i precedenti, ma un telescopio
+_riflettore_nel quale la lente obbiettiva sarà surrogata da un grande
+specchio. Senza dubbio, la maggior facilità e la minore spesa di
+questa maniera di telescopio permetterà di raggiungere dimensioni
+molto maggiori che colle lenti di vetro: anzi esistono già in
+Inghilterra ed in Francia parecchi di tali strumenti da uno a due
+metri di diametro, i quali prestano utillissimi servizi in molte
+ricerche e segnatamente in tutte quelle che richiedono gran copia di
+luce senza molto riguardo alla precisione dell'immagine ottica: per
+esempio nello studio del calore lunare e nella chimica celeste. Ma
+quanto a visione distinta, gli specchi di grande dimensione finora si
+son dimostrati troppo inferiori alle lenti di corrispondente potenza:
+e riguardo all'esplorazione dei mondi planetari non sarà permesso di
+fondare sul futuro telescopio di Parigi molto grandi speranze.
+
+
+
+III.
+
+Già i primi Astronomi, che studiarono Marte col telescopio, ebbero
+occasione di notare sul contorno del suo disco due macchie
+bianco-splendenti di forma rotondeggiante e di estensione
+variabile. In progresso di tempo fu osservato, che mentre le macchie
+comuni di Marte si spostano rapidamente in conseguenza della sua
+rotazione diurna, mutando in poche ore di posizione e di prospettiva;
+quelle due macchie bianche rimangono sensibilmente immobili al loro
+posto. Si concluse giustamente da questo, dover esse occupare i poli
+di rotazione del pianeta, o almeno trovarsi molto prossime a quei
+poli. Perciò furono designate col nome di macchie o calotte polari. E
+non senza fondamento si è congetturato, dover esse rappresentare per
+Marte quelle immense congerie di nevi e di ghiacci, che ancor oggi
+impediscono ai navigatori di giungere ai poli della terra. A ciò
+conduce non solo l'analogia d'aspetto e di luogo, ma anche un'altra
+osservazione importante.
+
+Come è noto dai principî di cosmografia, l'asse della terra è
+inclinato sul piano dell'orbe che essa descrive intorno al sole;
+l'equatore pertanto non coincide al piano di detto orbe, ma è
+inclinato rispetto ad esso piano dell'angolo di 23 1/2 gradi, detto
+l'obliquità dello zodiaco o dell'eclittica. Ed è noto pure, come da
+questa semplice e quasi accidentale circostanza tragga origine una
+varietà di fatti, che sono del più grande influsso sui climi dei
+diversi paesi, producendo l'estate e l'inverno, e la diversa durata
+dei giorni e delle notti. Ora lo stesso precisamente avviene in
+Marte. Il suo equatore è inclinato rispetto al piano dell'orbita di
+quasi 25 gradi; e da tal disposizione ha origine la stessa vicenda
+delle stagioni e dell'irradiamento solare, la stessa varietà di climi
+e di giorni, che ha luogo sulla Terra. Marte ha dunque le sue zone
+climatiche, i suoi equinozi e i suoi solstizi, e simili vicende
+d'illuminazione. Per quanto concerne la durata dei giorni e delle
+notti il parallelismo è quasi completo nella zona torrida e nelle
+temperate: perchè mentre il giorno terrestre solare è di 24 ore, il
+giorno solare di Marte è di 24 ore e quaranta minuti
+prossimamente. Circa l'andamento delle stagioni e delle lunghe
+giornate e notti del polo vi è questa differenza, che le nostre
+stagioni durano tre mesi ciascuna, quelle di Marte hanno una durata
+poco men che doppia, di 171 giorni in media: e i giorni e le notti del
+polo, che presso di noi sono di sei mesi a un dipresso in Marte durano
+per un medio undici mesi[8]. Tal differenza è dovuta a questo
+principalmente, che l'anno di Marte è di 687 giorni terrestri, mentre
+il nostro è di soli 365.
+
+Così stando le cose, è manifesto, che se le suddette macchie bianche
+polari di Marte rappresentano nevi e ghiacci, dovranno andar
+decrescendo di ampiezza col sopravvenire dell'estate in quei luoghi,
+ed accrescersi durante l'inverno. Or questo appunto si osserva nel
+modo più evidente. Nel secondo semestre dell'anno decorso 1892 fu in
+prospetto la calotta del polo australe; durante quell'intervallo, e
+specialmente nei mesi di Luglio e d'Agosto, anche osservando con
+cannocchiali affatto comuni era chiarissima di settimana in settimana
+la sua rapida diminuzione; quelle nevi (ora ben possiamo chiamarle
+tali), che da principio giungevano fino al 70.° parallelo di
+latitudine, e formavano una calotta di oltre 2000 chilometri di
+diametro, si vennero progressivamente ritraendo al punto, che due o
+tre mesi dopo pochissimo più ne rimaneva, una estensione di forse 300
+chilometri al maximum; e anche meno se ne vede adesso, negli ultimi
+giorni del 1892. In questi mesi l'emisfero australe di Marte ebbe la
+sua estate; il solstizio estivo essendo avvenuto il 13
+Ottobre. Corrispondentemente ha dovuto accrescersi la massa delle nevi
+intorno al polo boreale; ma il fatto non fu osservabile, trovandosi
+quel polo nell'emisfero di Marte opposto a quello che riguarda la
+Terra. Lo squagliarsi delle nevi boreali è stato invece osservabile
+negli anni 1882, 1884, 1886.
+
+Queste osservazioni del crescere e decrescere alterno delle nevi
+polari, abbastanza facili anche con cannocchiali di mediocre potenza,
+diventano molto più interessanti ed istruttive, quando se ne seguano
+assiduamente le vicende nei più minuti particolari, usando di
+strumenti maggiori. Si vede allora lo strato nevoso sfaldarsi
+successivamente agli orli; buchi neri e larghe fessure formarsi nel
+suo interno; grandi pezzi isolati, lunghi e larghi molte miglia
+staccarsi dalla massa principale, e sparire sciogliendosi poco
+dopo. Si vedono insomma presentarsi qui d'un colpo d'occhio quelle
+divisioni e quei movimenti dei campi ghiacciati, che succedono durante
+l'estate delle nostre regioni artiche secondo le descrizioni degli
+esploratori.
+
+Le nevi australi offrono questa particolarità, che il centro della
+loro figura irregolarmente rotondeggiante non cade proprio sul polo,
+ma in un altro punto, che è sempre press'a poco il medesimo, e dista
+dal polo di circa 300 chilometri nella direzione del _Mare
+Eritreo_. Da questo deriva, che quando l'estensione delle nevi è
+ridotta ai minimi termini, il polo australe di Marte ne rimane
+scoperto; e quindi forse il problema di raggiungerlo è su quel pianeta
+più facile che sulla Terra. Le nevi australi sono in mezzo di una gran
+macchia oscura, che colle sue ramificazioni occupa circa un terzo di
+tutta la superficie di Marte, e si suppone rappresenti l'Oceano
+principale di esso. Se questo è, l'analogia con le nostre nevi artiche
+ed antartiche si può dire completa, e specialmente colle antartiche.
+
+La massa delle nevi boreali di Marte è invece centrata quasi
+esattamente sul polo; essa è collocata nelle regioni di color giallo,
+che soglionsi considerare come i continenti del pianeta. Da ciò
+nascono fenomeni singolari, che non hanno sulla Terra alcun
+confronto. Allo squagliarsi delle nevi accumulate su quel polo durante
+la lunghissima notte di dieci mesi e più, le masse liquide prodotte in
+tale operazione si diffondono sulla circonferenza della regione
+nevata, convertendo in mare temporaneo una larga zona di terreno
+circostante; e riempiendo tutte le regioni più basse producono una
+gigantesca inondazione, la quale ad alcuni osservatori diede motivo di
+supporre in quella parte un altro Oceano, che però in quel luogo non
+esiste, almeno come mare permanente. Vedesi allora (l'ultima occasione
+a ciò opportuna fu nel 1884) la macchia bianca delle nevi circondata
+da una zona oscura, la quale segue il perimetro delle nevi nella loro
+progressiva diminuzione, e va con esso restringendosi sopra una
+circonferenza sempre più angusta. Questa zona si ramifica dalla parte
+esterna con strisce oscure, le quali occupano tutta la regione
+circostante, e sembrano essere i canali distributori, per cui le masse
+liquide ritornano alle loro sedi naturali. Nascono in quelle parti
+laghi assai estesi, come quello segnato sulla carta col nome di _Lacus
+Hyperboreus_; il vicino mare interno detto _Mare Acidalio_, diventa
+più nero e più appariscente. Ed è a ritenere come cosa assai
+probabile, che lo scolo di queste nevi liquefatte sia la causa che
+determina principalmente lo stato idrografico del pianeta, e le
+vicende che nel suo aspetto periodicamente si osservano. Qualche cosa
+di simile si vedrebbe sulla Terra, quando uno dei nostri poli venisse
+a collocarsi subitamente nel centro dell'Asia o dell'Africa. Come
+stanno oggi le cose, possiamo trovare un'immagine microscopica di
+questi fatti nel gonfiarsi che si osserva dei nostri torrenti allo
+sciogliersi dei nevai alpini.
+
+I viaggiatori delle regioni artiche hanno frequente occasione di
+notare, come lo stato dei ghiacci polari nel principio della state, ed
+ancor al principio di Luglio, è sempre poco favorevole al progresso
+dei viaggiatori; la stagione migliore per le esplorazioni è nel mese
+di Agosto, e Settembre è il mese, in cui l'ingombro dei ghiacci è
+minimo. Così pure nel Settembre sogliono essere le nostre Alpi più
+praticabili che in ogni altra epoca. E la ragione ne è chiara; lo
+scioglimento delle nevi richiede tempo; non basta l'alta temperatura,
+bisogna che essa continui, ed il suo effetto sarà tanto maggiore,
+quanto più prolungato. Se quindi noi potessimo rallentare il corso
+delle stagioni, così che ogni mese durasse sessanta giorni invece di
+trenta; nell'estate in tal modo raddoppiata lo scioglimento dei
+ghiacci progredirebbe molto di più e forse non sarebbe esagerazione il
+dire che la calotta polare al fine della calda stagione andrebbe
+interamente distrutta. Ma non si può dubitare ad ogni modo, che la
+parte stabile di tale calotta sarebbe ridotta a termini molto più
+angusti, che oggi non si veda. Ora questo appunto succede in Marte. Il
+lunghissimo anno quasi doppio del nostro permette ai ghiacci di
+accumularsi durante la notte polare di 10 o 12 mesi in modo, da
+scendere sotto forma di strato continuo fino al parallelo 70° ed anche
+più basso; ma nel giorno che segue di 12 o 10 mesi il Sole ha tempo di
+liquefare tutta o quasi tutta quella neve di recente formazione,
+riducendola a sì poca estensione, da sembrare a noi nulla più che un
+punto bianchissimo. E forse tali nevi si struggono intieramente, ma di
+questo finora non si ha alcuna sicura osservazione.
+
+Altre macchie bianche di carattere transitorio e di disposizione meno
+regolare si formano sull'emisfero australe nelle isole vicine al polo;
+e così pure nell'emisfero opposto regioni biancheggianti appaiono
+talvolta intorno al polo boreale fino al 50° e 55° parallelo. Sono
+forse nevicate effimere, simili a quelle che si osservano nelle nostre
+latitudini. Ma anche nella zona torrida di Marte si vedono talora
+piccolissime macchie bianche più o meno persistenti, fra le quali una
+fu da me veduta in tre opposizioni consecutive (1877-1882) nel punto
+segnato sui nostri planisferi dalla longitudine 268° e dalla
+latitudine 16° nord. Forse è permesso congetturare in questi luoghi la
+esistenza di montagne capaci di nutrire vasti ghiacciai. L'esistenza
+di tali montagne è stata supposta anche da alcuni recenti osservatori,
+sul fondamento di altri fatti.
+
+Quanto si è narrato delle nevi polari di Marte prova in modo
+incontrastabile, che questo pianeta, come la Terra, è circondato da
+un'atmosfera capace di trasportar vapori da un luogo all'altro. Quelle
+nevi infatti sono precipitazioni di vapori condensati dal freddo e
+colà successivamente portati; ora come portati, se non per via di
+movimenti atmosferici? L'esistenza di un'atmosfera carica di vapori è
+stata confermata anche dalle osservazioni spettrali, principalmente da
+quelle di Vogel; secondo il quale tale atmosfera sarebbe di
+composizione poco diversa dalla nostra, e sopratutto _molto ricca di
+vapore acqueo_. Fatto questo sommamente importante, perchè ci dà il
+diritto di affermare con molta probabilità, che d'acqua e non d'altro
+liquido siano i mari di Marte e le sue nevi polari. Quando sarà
+assicurata sopra ogni dubbio questa conclusione, un'altra ne
+discenderà non meno grave; che le temperature dei climi marziali,
+malgrado la maggior distanza dal Sole, sono del medesimo ordine che le
+temperature terrestri. Perchè se fosse vero quanto fu supposto da
+alcuni investigatori, che la temperatura di Marte sia in media molto
+bassa (di 50° a 60° sotto lo zero!) non potrebbe più il vapor acqueo
+essere uno degli elementi principali dell'atmosfera di Marte, nè
+potrebbe l'acqua essere uno dei fattori importanti delle sue vicende
+fisiche; ma dovrebbe lasciare il luogo all'acido carbonico o ad altro
+liquido, il cui punto di congelazione sia molto più basso.
+
+Gli elementi della meteorologia di Marte sembrano dunque aver molta
+analogia con quelli della meteorologia terrestre. Non mancano però,
+come è da aspettarsi, le cause di dissomiglianza. Anche qui, da
+circostanze di piccol momento trae la Natura un'infinita varietà nelle
+sue operazioni. Di grandissima influenza dev'esser la diversa maniera,
+con cui in Marte e sulla Terra veggonsi ordinati i mari ed i
+continenti; su di che uno sguardo alla carta dice più che non si
+farebbe con molte parole. Già abbiamo accennato al fatto delle
+straordinarie inondazioni periodiche, che ad ogni rivoluzione di Marte
+ne allagano le regioni polari boreali allo sciogliersi delle nevi:
+aggiungeremo ora, che queste inondazioni diramate a grandi distanze
+per una rete di numerosi canali, forse costituiscono il meccanismo
+principale (se non unico), per cui l'acqua (e con essa la vita
+organica) può diffondersi sulla superficie asciutta del
+pianeta. Perchè infatti su Marte piove molto raramente, _o forse anche
+non piove affatto_. Ed eccone la prova.
+
+Portiamoci coll'immaginazione nello spazio celeste, in un punto
+distante dalla Terra così, da poterla abbracciare d'un solo colpo
+d'occhio. Molto andrebbe errato colui, che sperasse veder di là
+riprodotta in grande scala la immagine dei nostri continenti coi loro
+golfi ed isole e coi mari che li circondano, quale si vede nei nostri
+globi artificiali. Qua e là senza dubbio si vedrebbero trasparire
+sotto un velo vaporoso le note forme, o parti di esse. Ma una buona
+parte (forse la metà) della superficie sarebbe fatta invisibile da
+immensi campi di nuvole, continuamente variabili di densità, di forma
+e di estensione. Tale ingombro, più frequente e più continuato nelle
+regioni polari, impedirebbe ancora per circa la metà del tempo, la
+vista delle regioni temperate, distribuendosi su di esse in
+capricciose e perpetuamente variate configurazioni; sui mari della
+zona torrida si vedrebbe disposto in lunghe fasce parallele,
+corrispondenti alle zone delle calme equatoriali e tropicali. Per uno
+spettatore posto nella Luna, lo studio della nostra geografia non
+sarebbe un'impresa tanto semplice, quanto si potrebbe immaginare.
+
+Nulla di questo in Marte. In ogni clima e sotto ogni zona la sua
+atmosfera è quasi perpetuamente serena e trasparente abbastanza per
+lasciar riconoscere a qualunque momento i contorni dei mari e dei
+continenti, e per lo più anche le configurazioni minori. Non già che
+manchino vapori di un certo grado di opacità; ma ben poco impedimento
+danno essi allo studio della topografia del pianeta. Qua e là vedonsi
+comparire di quando in quando alcune chiazze biancastre, mutar di
+posizione e di forma, di raro estendersi sopra aree alquanto ampie;
+esse prediligono di preferenza alcune regioni, come le isole del Mare
+Australe e sui continenti le parti segnate sulla carta coi nomi di
+_Elysium_e di _Tempe_. Il loro candore generalmente diminuisce e
+scompare nelle ore meridiane del luogo, e si rinforza la mattina e la
+sera con vicenda molto spiccata. È possibile che siano strati di
+nuvole, perchè così bianche appajono pure le nubi terrestri nella
+parte superiore illuminata dal Sole. Però diverse osservazioni
+conducono a pensare, che si tratti piuttosto di sottili veli di
+nebbia, anzichè di veri nembi apportatori di temporali e di piogge: se
+pure non sono temporanee condensazioni di vapore sotto forma di
+rugiada o di brina.
+
+Adunque, per quanto è lecito argomentare dalle cose osservate, il
+clima di Marte nel suo generale complesso dovrebbe rassomigliare a
+quello delle giornate serene nelle alte montagne. Di giorno
+un'insolazione fortissima, quasi punto mitigata da nuvole o da vapori;
+di notte una copiosa irradiazione del suolo verso lo spazio celeste, e
+quindi un grande raffreddamento. Da ciò un clima eccessivo e grandi
+sbalzi di temperatura dal giorno alla notte e da una stagione
+all'altra. E come sulla Terra ad altezze di 5000 e 6000 metri i vapori
+dell'atmosfera più non si condensano che sotto forma solida, formando
+quelle masse biancastre di diacciuoli sospesi, che si chiamano
+_cirri_; così nell'atmosfera di Marte saranno raramente possibili (od
+anche non saranno possibili) vere agglomerazioni di nuvole capaci di
+dar luogo a piogge di qualche momento. Lo squilibrio di temperatura
+fra una stagione ed un'altra sarà poi accresciuto notabilmente dalla
+lunga durata delle medesime; e così si comprende la grande
+coagulazione e dissoluzione di nevi, che si rinnova intorno ai poli ad
+ogni rivoluzione compiuta dal pianeta intorno al Sole.
+
+
+
+IV.
+
+Come le nostre carte dimostrano[9], nella sua generale topografia
+Marte non presenta alcuna analogia colla Terra. Un terzo della sua
+superficie è occupato dal gran Mare Australe, che è sparso di molte
+isole, e spinge entro ai continenti golfi e ramificazioni di varia
+forma; al suo sistema appartiene un'intiera serie di piccoli mari
+interni, dei quali l'_Adriatico_ed il _Tirreno_comunicano con esso per
+ampie bocche, mentre il _Cimmerio_, quello _delle Sirene_, e il _Lago
+del Sole_non hanno con esso relazione che per mezzo di angusti
+canali. Si noterà nei quattro primi una disposizione parallela, che
+certo non è accidentale, come pure non senza ragione è la
+corrispondente positura delle penisole _Ausonia, Esperia_ed
+_Atlantide_. Il colore dei mari di Marte è generalmente bruno misto di
+grigio, non sempre però di uguale intensità in tutti i luoghi, nè nel
+medesimo luogo è uguale in ogni tempo. Dal nero completo si può
+scendere al grigio chiaro ed al cinereo. Tal diversità di colore può
+aver origine da varie cause, e non è senza analogia anche sulla Terra,
+dove è noto che i mari delle zone calde sogliono essere più oscuri che
+i mari più vicini al polo. Le acque del Baltico, per esempio, hanno un
+color luteo chiaro, che non si osserva nel Mediterraneo. E così pure
+nei mari di Marte si vede il colore farsi più cupo quando il sole si
+avvicina alla loro verticale e l'estate comincia a dominare in quelle
+regioni.
+
+Tutto il resto del pianeta fino al polo Nord è occupato dalle masse
+dei continenti, nelle quali, salvo alcune aree di estensione
+relativamente piccola, predomina il colore aranciato, che talvolta
+sale al rosso più cupo, altre volte scende al giallo ed al
+biancastro. La varietà di questa colorazione è in parte d'origine
+meteorica, in parte può dipendere dalla diversa natura del suolo, e
+sulle sue cause ancora non è possibile appoggiare ipotesi molto
+fondate. Neppure è nota la causa di questo predominio delle tinte
+rosse e gialle sulla superficie del vecchio _Pyrois_. Alcuno ha
+creduto di attribuire questa colorazione all'atmosfera del pianeta,
+attraverso alla quale si vedrebbe colorata la superficie di Marte,
+come rosso diventa un oggetto terrestre qualsiasi, veduto a traverso
+vetri di tal colore. Ma a ciò si oppongono più fatti, fra gli altri
+questo, che le nevi polari appajono sempre del bianco più puro, benchè
+i raggi di luce da esse derivati attraversino due volte l'atmosfera di
+Marte sotto una grande obliquità. Noi dobbiamo dunque concludere che i
+continenti marziali ci appajono rossi e gialli, perchè tali veramente
+sono.
+
+Oltre a queste regioni oscure e luminose, che noi abbiamo qualificato
+per mari e continenti, e la cui natura ormai non lascia luogo che a
+poco dubbio, alcune altre ne esistono, veramente poco estese, di
+natura anfibia, le quali talvolta ingialliscono e sembrano continenti,
+in altri tempi vestono il bruno (anche il nero in certi casi) e
+assumono l'apparenza dei mari; mentre in altre epoche la loro
+colorazione intermedia lascia dubitare a qual classe di regioni esse
+appartengano. Quasi tutte le isole sparse nel Mare Australe e nel Mare
+Eritreo appartengono a questa categoria, così pure le lunghe penisole
+chiamate _Regioni di Deucalione_e di _Pirra_, e in contiguità del Mare
+Acidalio le regioni sognate coi nomi di _Baltia_e di _Nerigos_. L'idea
+più naturale e più conforme all'analogia sembra quella di supporre in
+esse vaste lagune, su cui variando le profondità dell'acqua si produca
+la diversità del colore, predominando il giallo in quelle parti dove
+la profondità del velo liquido è ridotta a poco od anche a niente, e
+il colore bruno più o meno oscuro nei luoghi dove le acque sono tanto
+alte da assorbire molta luce e da rendere più o meno invisibile il
+fondo. Che l'acqua del mare o qualsiasi acqua profonda e trasparente
+veduta dall'alto appaja tanto più oscura quanto maggiore è l'altezza
+dello strato liquido, e che le terre in confronto di esse appajano
+chiare sotto l'illuminazione del Sole, è cosa nota e confermata da
+certissime ragioni fisiche. Chi viaggia nelle Alpi spesso ha occasione
+di convincersene, vedendo dalle cime neri come l'inchiostro stendersi
+sotto i suoi piedi i profondi laghetti di cui sono seminate, in
+confronto dei quali luminose appajono anche le rupi più nereggianti
+percosse dal sole[10].
+
+Non senza fondamento adunque abbiamo finora attribuito alle macchie
+oscure di Marte la parte di mari e quella di continenti alle aree
+rosseggianti che occupano quasi i due terzi di tutto il pianeta, e
+troveremo più tardi altre ragioni che confermano tal modo di vedere. I
+continenti formano nell'emisfero boreale una massa quasi unica e
+continua, sola eccezione importante essendo il gran lago detto _Mare
+Acidalio_, del quale l'estensione pare mutarsi secondo i tempi e
+connettersi in qualche modo colle inondazioni che dicemmo prodotte
+dallo sciogliersi delle nevi intorno al polo boreale. Al sistema del
+Mare Acidalio appartiene senza dubbio il lago temporario denominato
+_Iperboreo_ed il _Lago Niliaco_: quest'ultimo ordinariamente separato
+dal Mare Acidalio per mezzo di un istmo o diga regolare, la cui
+continuità soltanto nel 1888 fu vista interrompersi per qualche
+tempo. Altre macchie oscure minori si trovano qua e là nella parte
+continentale, le quali potrebbero rappresentare dei laghi, ma non
+certo laghi permanenti come i nostri; tanto sono variabili d'aspetto e
+di grandezza secondo le stagioni, al punto da scomparire affatto in
+date circostanze. Il _Lago Ismenio_, quello _della Luna_, il _Trivio
+di Caronte_e la _Propontide_sono i più cospicui e i più durevoli. Ve
+ne sono di piccolissimi, quali il _Lago Meride_e il _Fonte di
+Gioventù_, che nella loro maggiore appariscenza non superano i 100 o
+150 chilometri di diametro e contano fra gli oggetti più difficili del
+pianeta.
+
+Tutta la vasta estensione dei continenti è solcata per ogni verso da
+una rete di numerose linee o strisce sottili di color oscuro più o
+meno pronunziato, delle quali l'aspetto è molto variabile. Esse
+percorrono sul pianeta spazi talvolta lunghissimi con corso regolare,
+che in nulla rassomiglia l'andamento serpeggiante dei nostri fiumi;
+alcune più brevi non arrivano a 500 chilometri, altre invece si
+estendono a più migliaja, occupando un quarto ed anche talvolta un
+terzo di tutto il giro del pianeta. Alcuna di esse è abbastanza facile
+a vedere, e più di tutte quella che è presso l'estremo limite sinistro
+delle nostre carte, designata col nome di _Nilosyrtis_: altre invece
+sono estremamente difficili, e rassomigliano a tenuissimi fili di
+ragno tesi attraverso al disco. Quindi molto varia è altresì la loro
+larghezza, che può raggiungere 200 od anche 300 chilometri per la
+Nilosirte, mentre per altre forse non arriva a 30 chilometri. [vedi
+figura 03.png]
+
+Queste linee o strisce sono i famosi _canali_di Marte, di cui tanto si
+è parlato. Per quanto si è fino ad oggi potuto osservare, sono
+certamente configurazioni stabili del pianeta; la Nilosirte è stata
+veduta in quel luogo da quasi cent'anni, ed alcune altre da trent'anni
+almeno. La loro lunghezza e giacitura è costante, o non varia che
+entro strettissimi limiti; ognuna di esse comincia e finisce sempre
+fra i medesimi termini. Ma il loro aspetto e il loro grado di
+visibilità sono assai variabili per tutte da un'opposizione ad un
+altra, anzi talvolta da una settimana all'altra; e tali variazioni non
+hanno luogo simultaneamente e con ugual legge per tutte, ma nel più
+dei casi succedono quasi a capriccio, od almeno secondo regole non
+abbastanza semplici per essere subito intese da noi. Spesso una o più
+diventano indistinte od anche affatto invisibili, mentre altre loro
+vicine ingrossano al punto da diventar evidenti anche in cannocchiali
+di mediocre potenza. La prima delle nostre carte presenta tutte quelle
+che sono state vedute in una lunga serie di osservazioni; essa
+tuttavia non corrisponde all'aspetto di Marte in alcuna epoca, perchè
+generalmente soltanto poche sono visibili di un tratto[11]
+
+Ogni canale (per ora chiamiamoli così) alle sue estremità sbocca o in
+un mare, od in un lago, od in un altro canale, o nell'intersezione di
+più altri canali. Non si è mai veduto uno di essi rimaner troncato nel
+mezzo del continente, rimanendo senza uscita e senza
+continuazione. Questo fatto è della più alta importanza. I canali
+possono intersecarsi fra di loro sotto tutti gli angoli possibili; ma
+di preferenza convergono verso le piccole macchie cui abbiamo dato il
+nome di laghi. Per esempio sette se ne veggono convergere nel _Lago
+della Fenice_, otto nel _Trivio di Caronte_, sei nel _Lago della
+Luna_, sei nel _Lago Ismenio._
+
+L'aspetto normale di un canale è quello di una striscia quasi uniforme
+nera o almeno di colore oscuro simile a quello dei mari, in cui la
+regolarità del generale andamento non esclude piccole diversità di
+larghezza e piccole sinuosità nei due contorni laterali. Spesso
+avviene che tal filetto oscuro, mettendo capo al mare, si allarghi in
+forma di tromba, formando una vasta baja, simile agli estuari di certi
+fiumi terrestri: il_Golfo delle Perle_, il _Golfo Aonio_, il _Golfo
+dell'Aurora_, e i due corni del _Golfo Sabeo_sono così formati dalla
+foce di uno o più canali sboccanti nel Mare Eritreo o nel Mare
+Australe. L'esempio più grandioso di tali golfi è la _Gran Sirte_,
+formata dalla vastissima foce della _Nilosirte_già nominata; questo
+golfo non ha manco di 1800 chilometri di larghezza e quasi altrettanti
+di profondità nel senso longitudinale, e la sua superficie è di poco
+minore che quella del golfo di Bengala. In questi casi si vede
+manifestamente la superficie oscura del mare continuarsi senza
+apparente interruzione in quella del canale; quindi, ammesso che le
+superficie chiamate mari siano veramente espansioni liquide, non si
+può dubitare che i canali siano di esse un semplice prolungamento a
+traverso delle aree gialle, o dei continenti.
+
+Che del resto le linee dette _canali_siano veramente grandi solchi o
+depressioni delle superficie del pianeta destinate al passaggio di
+masse liquide, e costituiscano su di esso un vero sistema idrografico,
+è dimostrato dai fenomeni che in quelli si osservano durante lo
+struggersi delle nevi boreali. Già dicemmo che queste, nello
+sciogliersi appaiono circondate da una zona oscura, formante una
+specie di mare temporario. In tale epoca i canali delle regioni
+circostanti si fanno più neri e più larghi, ingrossando al punto da
+ridurre, in un certo momento, ad isole di poca estensione tutto le
+aree gialle comprese fra l'orlo della neve e il 60° parallelo
+nord. Tale stato di cose non cessa, se non quando le nevi, ridotte
+ormai al loro minimo di estensione, cessano di struggersi. Si
+attenuano allora le larghezze dei canali, scompare il mare temporario,
+e le aree gialle riprendono l'estensione primitiva. Le diverse fasi di
+questa grandiosa operazione si rinnovano ad ogni giro di stagioni ed i
+loro particolari si son potuti osservare con molta evidenza nelle
+opposizioni 1882, 1884, 1886, quando il pianeta presentava allo
+spettatore terrestre il suo polo boreale. L'interpretazione più
+naturale e più semplice è quella che abbiam riferito, di una grande
+inondazione prodotta dallo squagliarsi delle nevi; essa è interamente
+logica, e sostenuta da evidenti analogie con fenomeni
+terrestri. Concludiamo pertanto, che i canali son tali di fatto, e non
+solo di nome. La rete da essi formata probabilmente fu determinata in
+origine dallo stato geologico del pianeta, e si è venuta lentamente
+elaborando nel corso dei secoli. Non occorre suppor qui l'opera di
+esseri intelligenti; e malgrado l'apparenza quasi geometrica di tutto
+il loro sistema, per ora incliniamo a credere che essi siano prodotti
+dell'evoluzione del pianeta, appunto come sulla Terra il canale della
+Manica e quello di Mozambico.
+
+Sarà un problema non men curioso che complicato e difficile lo
+studiare il regime di questi immensi corsi d'acqua, da cui forse
+dipende principalmente la vita organica sul pianeta, dato che vita
+organica vi sia. Le variazioni del loro aspetto dimostrano che questo
+regime non è costante: quando scompaiono o lasciano di loro traccie
+dubbie e mal definite è lecito supporre, che siano in magra, od
+asciutti affatto. Allora nel luogo dei canali rimane o niente, oppure
+al più una striscia di colore giallastro poco diverso dal fondo
+circostante. Talvolta prendono un aspetto nebuloso, di cui per ora non
+si saprebbe assegnar la ragione. Altre volte invece producono veri
+allagamenti, espandendosi a 100, 200 o più chilometri di larghezza, e
+questo avviene anche per canali molto lontani dal polo boreale secondo
+norme fin qui sconosciute. Così è avvenuto dell'_Idaspe_nel 1864, del
+_Simoenta_nel 1879, dell'_Acheronte_nel 1884, del _Tritone_nel
+1888. Lo studio diligente e minuto delle trasformazioni di ciascun
+canale condurrà più tardi a conoscere le cause di questi fatti.
+
+Ma il fenomeno più sorprendente dei canali di Marte è la loro
+_geminazione_; la quale sembra prodursi principalmente nei mesi che
+precedono e in quelli che seguono la grande inondazione boreale,
+intorno alle epoche degli equinozi. In conseguenza di un rapido
+processo, che certamente dura pochissimi giorni, od anche forse solo
+poche ore, e del quale i particolari non si sono ancora potuti
+afferrare con sicurezza, un dato canale muta d'aspetto e d'un tratto
+si trova trasformato su tutta la sua lunghezza in due linee o strisce
+uniformi, per lo più parallele fra di loro, che corrono dritte ed
+uguali con tracciamento geometricamente tanto esatto, quanto suole
+esser presso di noi quello di due rotaje di ferrovia. Ma questo esatto
+andamento è il solo termine di rassomiglianza colle dette rotaje:
+perchè nelle dimensioni non vi è alcun paragone possibile, come del
+resto è facile immaginare. Le due linee seguono a un dipresso la
+direzione del primitivo canale, e terminano nei luoghi dov'esso
+terminava. L'una di esse spesso si sovrappone quanto più è possibile
+all'antica linea, l'altra essendo di nuovo tracciamento; ma anche in
+questo caso l'antica linea perde tutte le piccole irregolarità e
+curvature che poteva avere. Ma accade ancora, che ambe le linee
+geminate occupino dalle due parti dell'ex canale un terreno
+interamente nuovo. La distanza fra le due linee è diversa nelle
+diverse geminazioni, e da 600 chilometri e più scende fino all'ultimo
+limite, in cui due linee possono apparir separate nei grandi occhi
+telescopici, meno di 50 chilometri d'intervallo; la larghezza di
+ciascuna striscia per sè può variare dal limite di visibilità, che
+supponiamo 30 chilometri, fino a più di 100. Il colore delle due linee
+varia dal nero ad un rosso scialbo, che appena si distingue dal fondo
+giallo generale delle superficie continentali; l'intervallo è per lo
+più di questo giallo, ma in più casi è sembrato bianco. Le geminazioni
+poi non sono necessariamente legate ai soli canali, ma tendono anche
+prodursi sui laghi. Spesso si vede uno di questi trasformarsi in due
+brevi e larghe liste oscure fra loro parallele, tramezzate da una
+lista gialla. In questi casi naturalmente la geminazione è breve, e
+non esce dai limiti del lago primitivo.
+
+Le geminazioni non si manifestano tutte insieme, ma arrivata la loro
+stagione cominciano a prodursi or qua, or là, isolate in modo
+irregolare, o almeno senza ordine facilmente riconoscibile. Per molti
+canali mancano affatto (come per la Nilosirte, a cagion d'esempio), o
+sono poco visibili. Dopo aver durato qualche mese, si affievoliscono
+gradatamente e scompajono fino ad una nuova stagione egualmente
+propizia a questo fenomeno. Così avviene che in certe altre stagioni
+(specialmente presso il solstizio australe del pianeta) se ne vedono
+poche, od anche non se ne vede affatto. In diverse apparizioni la
+geminazione del medesimo canale può presentare diversi aspetti quanto
+a larghezza, intensità e disposizione delle due strisce: anche in
+qualche caso la direzione delle linee può mutarsi, benchè di
+pochissima quantità; sempre però deviando di piccolo spazio dal canale
+con cui è associata strettamente. Da questa importante circostanza si
+comprende immediatamente, che le geminazioni non possono essere
+formazioni stabili della superficie di Marte, e di carattere
+geografico, come i canali. La seconda delle nostre carte può dare
+un'idea approssimativa dell'aspetto che presentano queste
+singolarissime formazioni. Essa comprende tutte le geminazioni
+osservate dal 1882 fino al presente; nel riguardarla bisogna tener a
+mente, che non di tutte l'apparizione è stata simultanea, e che
+pertanto quella carta non rappresenta lo stato di Marte in
+nessun'epoca; essa non è che una specie di registro topografico delle
+osservazioni finora fatte in diversi tempi su quel fenomeno.
+
+L'osservazione delle geminazioni è una delle più difficili, e non può
+farsi che da un occhio bene esercitato, ajutato da un telescopio di
+accurata costruzione e di grande potenza. Ciò spiega perchè non siano
+state vedute prima del 1882. Nei dieci anni trascorsi da quel tempo
+esse sono state vedute e descritte da otto o dieci
+osservatori. Nondimeno alcuni ancora negano che siano fenomeni reali e
+tacciano d'illusione (o anche d'impostura) coloro che affermano
+d'averle osservate.
+
+Il loro singolare aspetto e l'esser disegnate con assoluta precisione
+geometrica, come se fossero lavori di riga o di compasso, ha indotto
+alcuni a ravvisare nelle medesime l'opera di esseri intelligenti,
+abitatori del pianeta. Io mi guarderò bene dal combattere questa
+supposizione, la quale nulla include d'impossibile. Notisi però che in
+ogni caso non potrebbero essere opere di carattere permanente, essendo
+certo, che una stessa geminazione può cambiare di aspetto e di misura
+da una stagione all'altra. Si possono tuttavia assumere opere tali, da
+cui una certa variabilità non sia esclusa, per esempio, lavori estesi
+di coltura e di irrigazione su larga scala. Aggiungerò ancora, che
+l'intervento di esseri intelligenti può spiegare l'apparenza
+geometrica delle geminazioni, ma non è punto necessario a tale
+intento. La geometria della Natura si manifesta in molti altri fatti,
+dai quali è esclusa l'idea di un lavoro artificiale qualunque. Gli
+sferoidi così perfetti dei corpi celesti e l'anello di Saturno non
+furon lavorati al tornio, e non è col compasso che Iride descrive
+nelle nubi i suoi archi così belli e così regolari; e che diremo delle
+infinite varietà di bellissimi e regolarissimi poliedri onde è ricco
+il mondo dei cristalli? E nel mondo organico, non è geometria bella e
+buona quella che presiede alla distribuzione delle foglie di certe
+piante, che ordina in figure stellate così simmetriche tanti fiori del
+prato, tanti animali del mare; che produce nelle conchiglie quelle
+spirali coniche così eleganti, da disgradarne ciò che di più bello ha
+fatto l'architettura gotica? In tutte queste cose le forme geometriche
+sono conseguenze semplici e necessarie di principi e di leggi che
+governano il mondo fisico e fisiologico. Che poi questi principi e
+queste leggi siano esplicazioni di una potenza intelligente superiore,
+possiamo ammetterlo; ma ciò nulla fa al presente argomento.
+
+In omaggio dunque al principio, che nella spiegazione dei fatti
+naturali convenga sempre cominciare dalle supposizioni più semplici,
+le prime ipotesi proposte sulla natura e sulla causa delle geminazioni
+hanno per lo più messo in opera solamente le azioni della natura
+inorganica. Sono o effetti di luce nell'atmosfera di Marte, o
+illusioni ottiche prodotte da vapori in vario modo, o fenomeni
+glaciali d'un inverno perpetuo a cui sarebbe condannato tutto il
+pianeta, o crepature raddoppiate nella superficie di esso, o crepature
+semplici, di cui si duplica l'immagine per effetto di fumo eruttato su
+lunghe linee e spostato lateralmente dal vento. L'esame di questi
+ingegnosi tentativi conduce tuttavia a concludere, che nessuno di essi
+sembra corrispondere per intiero ai fatti osservati nel loro insieme e
+nei particolari. Alcune di tali ipotesi non sarebbero neppur nate, se
+i loro Autori avessero potuto esaminare le geminazioni coi proprii
+occhi. Che se alcuno di questi, ragionando _ad hominem_, mi
+domandasse: sapete voi immaginar qualche cosa di meglio? risponderei
+candidamente di no.
+
+Più facile sarebbe il compito, se volessimo introdurre forze
+appartenenti alla natura organica. Qui è immenso il campo delle
+supposizioni plausibili, potendosi immaginare infinite combinazioni
+capaci di soddisfare alle apparenze, anche con piccoli e semplici
+mezzi. Vicende di vegetazione su vaste aree e generazioni d'animali
+anche minimi in enorme moltitudine potrebbero benissimo rendersi
+visibili a tanta distanza. A quel modo che un osservatore posto nella
+Luna potrebbe avvedersi delle epoche, in cui sulle nostre vaste
+pianure succede l'aratura dei campi, il nascere e la messe del
+frumento; a quel modo che il fiorir dell'erba nelle vastissime steppe
+dell'Europa e dell'Asia deve rendersi sensibile anche alla distanza di
+Marte per una varietà di colorazione; così può certamente rendersi
+visibile a noi un eguale sistema di operazioni che si produca in
+quegli astri. Ma come difficilmente i Lunari ed i Marziali potrebbero
+immaginare le vere cause di tali mutazioni d'aspetto senza aver prima
+qualche conoscenza almeno superficiale della natura terrestre: così
+anche per noi, che tanto poco conosciamo dello stato fisico di Marte e
+nulla del suo mondo organico, la grande libertà di supposizioni
+possibili rende arbitrarie tutte le spiegazioni di tal genere, e
+costituisce il più grave ostacolo all'acquisto di nozioni
+fondate. Tutto quello che possiamo sperare è, che col tempo si
+diminuisca gradatamente l'indeterminazione del problema, dimostrando,
+se non quello che le geminazioni sono, almeno quello che non possono
+essere. Dobbiamo anche confidare un poco in ciò, che Galileo chiamava
+_la cortesia della Natura_, in grazia della quale talvolta da parte
+inaspettata sorge un raggio di luce ad illuminare argomenti prima
+creduti inaccessibili alle nostre speculazioni; di che un bell'esempio
+abbiamo nella chimica celeste. Speriamo adunque, e studiamo.
+
+GIOVANNI SCHIAPARELLI.
+
+
+
+
+G. SCHIAPARELLI
+
+LA VITA SUL PIANETA MARTE
+
+Estratto dal fascicolo N.° 11 Anno IV - 1895 della Rivista "Natura ed Arte"
+
+ Semel in anno licet insanire
+
+
+
+
+Il singolar globo di Marte, che sotto più riguardi tanto rassomiglia
+al nostro, e nel quale sembrano celarsi così interessanti misteri,
+ogni giorno più chiama a sè l'attenzione pubblica, e sempre più è
+fatto oggetto di accurati studi e di ardite speculazioni. Esso non è
+intieramente sconosciuto ai lettori di Natura ed Arte, i quali
+ricorderanno senza dubbio la descrizione accompagnata da disegni, che
+ne fu pubblicata nei due fascicoli di febbraio 1893. Non senza
+ammirazione essi han potuto vedere quelle macchie oscure e quelle
+regioni più chiare della sua superficie, che si considerano come
+rappresentanti mari e continenti; le misteriose linee, dette canali,
+or semplici or doppie, che lo solcano per ogni verso in forma di fitto
+reticolato; le vicissitudini del clima nei suoi due emisferi; e
+specialmente le nevi che biancheggiano intorno ai suoi poli, e con
+alterna vece crescono e decrescono secondo le stagioni, nè più nè meno
+di quello che si osserva nelle regioni agghiacciate che occupano le
+zone polari del nostro globo.
+
+Nell'anno decorso 1894 il pianeta essendosi molto avvicinato alla
+Terra (siccome suol fare periodicamente ad intervalli di circa 26
+mesi), si trovò a buona portata dei grandi telescopi astronomici; e
+così fu possibile di fare alcune osservazioni importanti. Durante
+l'epoca del massimo avvicinamento (che fu nei mesi di settembre e di
+ottobre) la posizione dell'asse di Marte rispetto al sole, e le
+stagioni dei suoi emisferi furono press'a poco quelle che han luogo
+per la Terra ogni anno durante il mese di gennaio. Per l'emisfero
+boreale di Marte era appena passato il solstizio d'inverno; l'emisfero
+australe, invece, che si trovava principalmente in vista, era nelle
+condizioni atmosferiche che noi esperimentiamo nel mese di luglio,
+cioè al principio e al colmo della state. Le regioni polari australi e
+il polo antartico del pianeta brillavano nell'illuminazione perpetua;
+e sotto la sferza incessante del sole le nevi di quel polo parvero
+decrescere a colpo d'occhio.
+
+Le prime osservazioni si fecero in Australia alla fine di maggio col
+gran telescopio dell'osservatorio di Melbourne, essendo il pianeta
+ancora a grande distanza della terra. Il 25 maggio (epoca, che per
+l'emisfero australe di Marte corrispondeva press'a poco alla metà
+della primavera) i ghiacci si estendevano tutt'intorno al polo
+australe fino a 67° di latitudine; l'area nevosa formava una calotta
+ben terminata e simmetrica di 2800 chilometri di diametro.
+
+A partir da quel punto fino alla metà d'agosto, per lo spazio di 80
+giorni e più, l'orlo circolare della regione nevata andò
+restringendosi con molta regolarità, avvicinandosi al polo in ragione
+di 13 chilometri al giorno: così che a mezzo agosto il diametro delle
+nevi da 2800 chilometri si trovò ridotto a 600. Durante questo
+intervallo, e precisamente verso la fine di giugno, si manifestò nella
+calotta bianca una grande spaccatura, che ne separava un segmento di
+considerabile ampiezza. Quest'ultimo scomparve presto, e non restò che
+la massa principale, notabilmente diminuita.
+
+Da mezzo agosto alla fine di settembre la diminuzione delle nevi
+intieramente si arrestò, quantunque appunto in quell'intervallo avesse
+luogo il solstizio australe del pianeta (31 agosto) e con esso la
+massima irradiazione del Sole su quelle regioni. Il 24 di settembre
+l'area circolare nevosa aveva ancora quasi lo stesso diametro di 600
+chilometri, che era stato misurato il 13 di agosto.
+
+La causa sconosciuta, che produsse questo arresto nel ritirarsi dei
+ghiacci, parve cessare negli ultimi giorni di settembre; il limite
+delle nevi continuò a progredire verso il polo, questa volta in
+ragione di dieci chilometri al giorno; e non fini che colla
+distruzione totale delle nevi stesse, la quale da diversi osservatori
+fu assegnata ad epoche alquanto diverse, ma si può stimare che avesse
+luogo intorno al 23 ottobre, coll'incertezza di alcuni giorni in più
+od in meno. Così rimase il polo australe di Marte affatto nudo di
+ghiacci fino a questo giorno in cui scrivo (4 aprile
+1895). Nell'intervallo si videro bensì di quando in quando comparire
+certe macchie bianche in molta vicinanza del polo; nessuna di queste
+però è stata permanente, e si deve credere che rappresentassero
+nevicate di carattere locale e transitorio. Quale fortuna sarebbe pei
+nostri geografi, se un simile scioglimento completo dei ghiacci si
+producesse anche una sola volta sopra ciascuno dei due poli della
+Terra!
+
+Da che si è incominciato a studiar Marte con qualche attenzione, è
+questa la prima volta in cui è accaduto di osservare la completa
+dissoluzione delle sue nevi antartiche. Essa si può stimare avvenuta
+circa 55 giorni dopo il solstizio australe, cioè dopo l'epoca, in cui
+la massima intensità della radiazione solare si fece sentire in quella
+regione. Nel 1862, trovandosi il pianeta in una stagione identica,
+Lassell vide quelle medesime nevi ancora molto estese: 94 giorni dopo
+il solstizio australe il loro diametro non era minore di 500
+chilometri. Nell'anno 1880 io le vidi ancora a Brera 144 giorni dopo
+il solstizio australe. Possiamo argomentare da questo, che in Marte,
+come sulla Terra, il corso delle stagioni non è perfettamente il
+medesimo in tutti gli anni, e che si danno colà, come presso di noi,
+estati più lunghe o più calde, ed altre più brevi o più fresche.
+
+La rapida fusione di così ingenti quantità di neve non può essere
+senza conseguenze sulle condizioni idrografiche del pianeta. Sulla
+terra la fusione delle nevi artiche ed antartiche non può essere di
+molta conseguenza, prima perchè le aree ghiacciate polari sono ambedue
+circondate dal medesimo mare, il quale, se cresce di livello per lo
+sciogliersi di una parte delle nevi artiche, d'altrettanto decresce
+pel contemporaneo coagularsi di nuove nevi antartiche. Una simil
+compensazione non può aver luogo su Marte in modo così semplice od
+immediato, essendo il maggior mare, che circonda il polo antartico,
+intieramente separato da quegli altri mari assai minori o piuttosto
+laghi, che stanno vicino al polo artico; siccome si può vedere dando
+uno sguardo alla carta di Marte qui unita[12]. L'equilibrio nelle
+masse liquide dei due emisferi può stabilirsi soltanto per mezzo di
+deflusso attraverso ai continenti che occupano le regioni intermedie;
+e questa è la causa per cui all'alternato coagularsi e dissolversi
+dello nevi intorno ai due poli sono da attribuire in gran parte le
+mutazioni che si osservano nel sistema idraulico del
+pianeta. Mutazioni, che ai nostri telescopi son rese manifeste dalla
+modificata estensione dei mari, e dalla varietà d'aspetto di quelle
+strisce oscure che segnano le zone d'inondazione e di deflusso; le
+quali pertanto non senza un po' di ragione furon chiamate _canali_,
+quantunque tal nome si debba intendere in senso assai largo. Piuttosto
+che veri canali della forma a noi più familiare, dobbiamo immaginarci
+depressioni del suolo non molto profonde, estese in direzione
+rettilinea per migliaia di chilometri, sopra larghezza di 100, 200
+chilometri od anche più. Io ho già fatto notare altra volta, che,
+mancando sopra Marte le pioggie, questi canali probabilmente
+costituiscono il meccanismo principale, con cui l'acqua (e con essa la
+vita organica) può diffondersi sulla superficie asciutta del
+pianeta. Non è un problema privo d'interesse quello di rendersi conto
+del modo, con cui può avvenire una tale diffusione.
+
+
+
+II.
+
+Sulla terra le vicende delle stagioni si corrispondono nei due
+emisferi con effetti quasi intieramente simmetrici nella loro
+alternativa. I periodi di freddo e di caldo, di siccità e di pioggia
+si producono con fasi alternate, ma analoghe, ad intervalli di sei
+mesi, sotto paralleli di ugual latitudine ai due lati
+dell'equatore. Le diversità di clima, che si osservano in tal caso,
+sono di carattere puramente locale, dovute per lo più a condizioni
+accidentali di natura topografica. Qualche piccola differenza nella
+meteorologia dei due emisferi veramente si manifesta a chi consideri
+le cose con molta precisione; differenza principalmente derivata da
+ciò, che nell'emisfero australe le aree continentali sono meno estese
+che nell'emisfero boreale. Ma questo fatto, quantunque degno di studio
+per il suo carattere generale, praticamente è di poca importanza nella
+considerazione del clima di una data regione australe o boreale della
+Terra.
+
+[vedi figura 04.png]
+
+In Marte le cose sembrano proceder molto diversamente. Come dimostra
+uno sguardo dato alla carta, tutto o quasi tutto l'Oceano è
+concentrato intorno al polo australe, al quale per conseguenza, e alle
+circostanti regioni deve corrispondere una vasta depressione nel suolo
+solido del pianeta. Al contrario, dall'esser l'emisfero boreale quasi
+tutto occupato da un gran continente non interrotto, siamo indotti
+ragionevolmente a credere, che da quella parte si abbian le regioni
+più elevate, e che più alti di tutti siano i paesi circostanti al polo
+nord. Questa disposizione di cose fa si, che lo sciogliersi delle nevi
+polari può avere, pel clima e per la vita organica, conseguenze ben
+diverse, secondo che si tratta delle nevi australi o delle nevi
+boreali. È questo un punto, il quale merita di essere esaminato con
+qualche cura.
+
+Consideriamo dapprima la calotta dei ghiacci australi, che tutta si
+forma entro all'Oceano di Marte, e può giungere ad occupare di questo
+Oceano una parte considerabile, forse un terzo od un quarto. Lo
+sciogliersi progressivo della medesima avrà per ultimo risultato un
+innalzamento del livello generale di tutto l'Oceano, e dei mari
+interni minori, che lo circondano come appendici. Tale elevazione
+potrà bastare ad inondare tutte le parti più basse dei continenti e
+specialmente quelle che all'Oceano sono più vicine. In tale stagione
+infatti si vedono molto più marcati ed oscuri, non solo i mani interni
+segnati col nome di _Adriatico_, _Tirreno_, _Cimmerio_, _Sirenio_,
+ecc.. ma anche gli stretti più o meno spaziosi che li uniscono
+all'Oceano, e l'Oceano stesso. I golfi, onde appare frastagliato il
+continente, diventano più visibili, e con essi anche taluno dei grandi
+canali che dall'Oceano direttamente si spingono entro terra, per
+esempio la Gran Sirte e la Nilosirte, che da essa procede. Questa
+maggior espansione dell'Oceano però non arriva nelle parti più interne
+dei continenti e nelle regioni boreali; impedita a quanto sembra dalla
+troppo grande elevazione di queste.
+
+L'effetto dello sciogliersi delle nevi australi è dunque di far uscire
+il mare dai suoi confini, e di produrre qua e là parziali inondazioni
+del medesimo sopra alcuni lembi del continente. Ora è molto dubbio, se
+un tal fenomeno possa riuscire di molto vantaggio per la vita
+organica, e sopratutto pei supposti abitatori del pianeta. Simili
+usurpazioni periodiche del mare sul continente hanno anche luogo
+presso di noi in conseguenza del flusso e del riflusso: e, quantunque
+siano di periodo breve e si facciano su piccolissima scala, non credo
+si possano considerare come una benedizione pei paesi dove si
+producono (Olanda, Frisia, litorale nord-ovest della Germania):
+vediamo anzi gli abitanti tentare di difendersene con immense
+dighe. Per Marte molto dipenderà dalla natura chimica delle sostanze
+disciolte nell'Oceano. Se, per esempio, quelle acque fossero salate
+come quelle dei mari terrestri, la zona delle aree invase dal mare ad
+ogni ritorno dell'estate (che si fa su Marte a periodi di 23 mesi
+circa dei nostri) potrebbe servire alla formazione di vaste saline, o
+dar luogo a vegetazioni di carattere speciale. In nessun caso
+potrebbero quelle acquo supplire alla coltivazione delle aree
+continentali, ed ai bisogni dell'agricoltura quale noi l'intendiamo.
+
+Ben diverso è lo stato di cose che ci si presenta allo sciogliersi
+delle nevi boreali. Essendo queste collocate nel centro del
+continente, le masse liquide prodotte dalla liquefazione si diffondono
+sulla circonferenza della regione nevata, convertendo in mare
+temporaneo una larga zona del terreno circostante; e, correndo verso
+le regioni più basse, producono una gigantesca inondazione molto bene
+osservabile ai nostri telescopi. Tale inondazione si estende per molte
+e grosse ramificazioni sopra terre prima asciutte, formando presso il
+polo nord laghi molto estesi, che la carta nostra designa sotto i nomi
+di _Mare Acidalio _e di_Lago Iperboreo_. Da tal regione inondata si
+diramano grosse strisce oscure, rappresentanti al nostro sguardo
+altrettante larghe correnti, per le quali le nevi liquefatte
+ritornano, o tendono almeno a ritornare verso la loro sede naturale
+che sta nell'altro emisfero, cioè verso le bassure australi occupate
+dall'Oceano.
+
+Riflettiamo ora, che la neve è il prodotto di una distillazione
+atmosferica, nella quale l'acqua si riduce alla purezza quasi
+completa. Se ciò non fosse, l'evaporazione dei nostri mari condurrebbe
+alla formazione di pioggie d'acqua salata, e di nevi salate; dove
+tutti sanno, che l'acqua piovana caduta a traverso di una atmosfera
+non inquinata è acqua quasi assolutamente pura, come assolutamente
+pura o quasi è l'acqua delle nostre nevi. Adunque la grande
+inondazione boreale di Marte, risultando dallo scioglimento di nevi
+cadute in terreno prima asciutto, e non essendo mescolata alle acque
+di un Oceano, sarà libera da quei sali e da quelle mescolanze, da cui
+non si può dubitare che sia inquinato l'Oceano australe del
+pianeta. Ne possiamo concludere, che se nelle parti asciutte o
+continentali della superficie di Marte vi è vita organica, gli è
+esclusivamente o quasi esclusivamente allo sciogliersi delle nevi
+boreali che deve la sua esistenza: gli è dalla giusta e opportuna
+ripartizione delle acque venenti dal polo nord, che dipende il suo
+progresso e il suo sviluppo. E se in Marte esiste una popolazione di
+esseri ragionevoli capace di vincere la Natura e di costringerla a
+servire ai propri intenti, la regolata distribuzione di quelle acque
+sopra le regioni atte a coltura deve costituire il problema principale
+e la continua preoccupazione degli ingegneri e degli statisti.
+
+
+
+III.
+
+Fino a questo punto abbiam potuto arrivare, combinando il risultato
+delle osservazioni telescopiche con probabili deduzioni tratte da
+principi conosciuti della Fisica, e da plausibili analogie. Concediamo
+ora alla fantasia un più libero volo; sempre appoggiati, per quanto è
+concesso, al fondamento sicuro dell'osservazione e del ragionamento,
+tentiamo di renderci conto del modo, con cui sarebbe possibile in
+Marte l'esistenza e lo sviluppo di una popolazione d'esseri
+intelligenti, dotati di qualità e soggetti a necessità non troppo
+diverse dalle nostre: e sotto quali condizioni si potrebbe ammettere,
+che i fenomeni dei così detti canali e delle loro geminazioni possano
+rappresentare il lavoro di una simil popolazione. Ciò che diremo non
+avrà il valore di un risultato scientifico, ed anzi confinerà in parte
+col romanzo. Ma le probabilità a cui per tal modo arriveremo non
+saranno minori che per tanti altri romanzi più audaci e meno innocui,
+che sotto il sacro nome di scienza si stampano nei libri e si
+predicano nelle assemblee e nelle Università.
+
+Comparando il globo della Terra con quello di Marte sotto il rispetto
+della loro costituzione meteorologica ed idrografica, subito ci appare
+manifesto, dalle cose dette di sopra, quanto il primo dei due sia
+meglio disposto per accogliere la vita organica e per favorirne lo
+sviluppo nelle sue forme superiori. Ai fortunati terricoli l'acqua
+fecondatrice è distribuita gratuitamente dalla periodica e regolare
+operazione del gran meccanismo atmosferico. Piove sui nostri campi
+senza alcun nostro merito: per noi, senza alcuna nostra fatica si
+condensa sulle montagne il liquido prezioso, che per mezzo dei
+ruscelli e dei fiumi può in molti modi esser rivolto a nostro
+vantaggio, coll'irrigazione, colla navigazione interna, colle macchine
+idrauliche: e senza di questo dono, che sarebbe il genere umano? Assai
+più dure condizioni di esistenza ha fatto la Natura ai poveri
+Marziali. Dove rare sono le nuvole e mille le pioggie, ivi mancano
+certamente le fonti ed i corsi d'acqua[13]. Tutto per loro sembra
+dipendere, come già si è accennato, dalla grande inondazione prodotta
+nello sciogliersi delle nevi polari boreali. La loro conservazione o
+la loro prosperità richiede ad ogni costo, che siano arrestate nella
+maggior quantità possibile, e trattenute per tutto il tempo necessario
+quelle acque, prima che vadano a perdersi nel mare australe; che se ne
+approfitti nel modo più efficace alla coltura di aree abbastanza vaste
+per assicurare durante un intero anno Marziale (23 mesi nostri)
+l'esistenza di tutto ciò che vive sul pianeta. Problema forse non
+tanto facile e non tanto semplice! perchè la somma di acqua
+disponibile è al più quella che hanno formato le nevi boreali d'una
+sola invernata; quantità certamente assai grande, la quale però,
+ripartita sopra tutti i continenti, potrebbe presto diventare
+insufficiente, anche non tenendo conto delle perdite inevitabili per
+evaporazione, filtrazione, errori di distribuzione, ecc.
+
+Bastan questi riflessi a persuaderci, che le molte strisce oscure,
+onde il pianeta è solcato per ogni verso, larghe talvolta quanto il
+Mar Adriatico od il Mar Rosso e quasi sempre assai più lunghe, non
+possono, malgrado il nome da noi loro assegnato di _canali_,
+rappresentare nella loro vera larghezza arterie di deflusso delle
+acque boreali. Se tali fossero, basterebbero a dar passo in poche ore
+a tutta quanta la grande inondazione. Non solo le acque non potrebbero
+esser impiegate a colture che richiedessero la durata di alcuni mesi,
+ma giungerebbero al mare e vi si perderebbero prima che un vantaggio
+qualunque se ne potesse trarre. Certo per le vie segnate da quelle
+strisce ha luogo un deflusso, ma non tutte intiere quelle strisce
+servono al deflusso. La loro larghezza è per tale scopo eccessiva, nè
+a questo scopo corrisponde bene il loro variabile aspetto, e la loro
+geminazione. Ciò che noi vediamo là, o che finora abbiam chiamati
+_canali_, non sono larghissimi corsi d'acqua, come da alcuno fu
+creduto. L'ipotesi più plausibile è quella di considerarle come _zone
+di vegetazione_, estese a destra e a sinistra dei veri _canali_, i
+quali esistono sì lungo le medesime linee, ma non sono abbastanza
+larghi da poter esser veduti dalla Terra[14]. Queste zone di
+vegetazione facilmente si distaccano sulle circostanti regioni del
+pianeta per un colore più cupo, dovuto, com'è da credere, al fatto
+stesso dell'inaffiatura (si sa che il terreno bagnato è di color più
+oscuro che l'asciutto e disseccato dal sole) e anche in parte senza
+dubbio alla presenza stessa della vegetazione; mentre per le aree
+aride e condannate a perpetua sterilità rimane invariato il color
+giallo uniforme che predomina su tutti i continenti. Questo colore
+dobbiamo d'or innanzi considerare come rappresentante il deserto puro
+ed assoluto; e pur troppo si può far stima, che i nove decimi della
+superficie continentale di Marte ad esso appartengano.
+
+Proseguendo nelle nostre deduzioni arriveremo a comprendere senza
+difficoltà, che, regnando in Marte il potere della gravità, quantunque
+in misura assai minore che sulla Terra[15], i liquidi diffusi alla
+superficie del pianeta tenderanno a scendere ai luoghi più bassi; e
+che le zone oscure destinate alla vegetazione saranno più basse delle
+aree luminose circostanti, in cui l'acqua non può penetrare. Quello
+pertanto che a noi appare sotto aspetto di striscia oscura, e che da
+tutti finora si è chiamato _canale_, sarà un grande avvallamento della
+superficie, esteso secondo la linea retta o secondo il circolo
+massimo, sopra larghezze e lunghezze comparabili a quelle del Mar
+Rosso. D'or innanzi daremo ad esso il nome più proprio di _valle_. La
+larghezza di una tal valle è in tutti i casi presso che uniforme, e
+tale dobbiamo credere ne sia pure la profondità, che diverse ragioni
+c'inducono a credere molto piccola, e certamente poi molte volte
+minore della larghezza. L'osservazione ci accerta che una tal valle fa
+sempre capo co' suoi estremi o ad un mare, o ad un lago, o ad un'altra
+valle consimile. E poichè il color oscuro, effetto della vegetazione e
+dell'irrigazione, ne occupa tutta l'apparente larghezza, dobbiamo
+ritenere, che i due pendii laterali siano accessibili alle acque tanto
+bene quanto il fondo. Quale poi sia stata l'origine di tali valli così
+numerose ed intrecciate, come si vede sulla carta, non è ora opportuno
+discutere; però l'enorme loro larghezza non ci dà confidenza di
+soscrivere all'opinione di coloro, che le credono prodotto di uno
+scavo artificiale.
+
+La mente nostra non è avvezza a concepire tali grandiose opere come
+effetto di potenze comparabili a quella dell'uomo. Quando però dalla
+considerazione generale di questi fatti si scende allo studio minuto
+dei loro particolari, e sopratutto si ferma l'attenzione sopra le
+misteriose geminazioni e sulla straordinaria regolarità di forma
+ch'esse presentano, l'idea che qualche parte almeno secondaria vi
+possa avere una razza di esseri intelligenti non può esser considerata
+come intieramente assurda. Anzi, al punto in cui siamo giunti, e data
+la verità delle cose sin qui esposte, tale supposizione perde quel
+carattere d'audacia che ci spaventava da principio, e diventa quasi
+una conseguenza necessaria.
+
+Poniamo infatti per un momento, che lassù tutto si faccia per
+conseguenza cieca di leggi fisiche, senza intervento alcuno di mente
+direttiva. Le nevi del polo boreale, a misura che saranno disciolte,
+correranno all'Oceano seguendo le ampie valli, che loro offrono la
+strada più facile. Se il fondo delle valli è concavo (come nella
+maggior parte delle nostre), l'acqua vi si riunirà in una corrente di
+larghezza molto limitata, e non potrà occupare i pendii laterali, nè
+produrre sopra di essi l'innaffiamento e le vegetazioni che soli
+possono renderli a noi visibili. Il corso d'acqua o canale esisterà,
+ma difficilmente prenderà tale ampiezza.da rendersi sensibile al
+telescopio. Insomma noi non ne vedremmo nulla. Perchè l'acqua e la
+vegetazione potessero espandersi sopra larghezze di 100 e 200
+chilometri, bisognerebbe che il fondo della valle fosse piano e quasi
+assolutamente uniforme. Avremo allora qualche cosa di simile ad un
+vasto impaludamento, nel quale potrebbero ottimamente svolgersi una
+flora ed una fauna somiglianti a quelle della nostra epoca
+carbonifera. Con tali ipotesi è possibile renderci conto delle strisce
+oscure semplici; rimane però inesplicato il fenomeno della loro
+temporanea geminazione. Non si riesce a comprendere perchè in una
+medesima valle l'innaffiamento e la vegetazione si faccian talvolta
+sopra una linea unica, tal'altra invece si dividano sopra due linee
+parallele di larghezza e d'intervallo non sempre eguale in ogni tempo,
+tra le quali resta uno spazio infecondo o almeno non irrigato. Qui la
+supposizione di un intervento intelligente è più che mai indicata. E
+il modo di questo intervento dev'esser determinato dalle condizioni
+particolari fatte dalla natura ai supposti abitatori del pianeta.
+
+[vedi figura 05.png]
+
+Ora prego il lettore di considerare l'annessa figura, nella quale si è
+inteso di rappresentare il taglio o sezione traversale di una delle
+larghe valli di Marte. In A A sono le sponde della valle, in B il suo
+fondo. Se al giungere delle inondazioni s'immettesse l'acqua nella
+valle senza altro apparato, essa si raccoglierebbe tutta al fondo
+sotto forma di un gran fiume in quantità probabilmente eccessiva,
+mentre i pendii laterali rimarrebbero asciutti. Per dare a tutta la
+valle la irrigazione necessaria così in quantità come in durata, i
+nostri ingegneri avrebbero scavato (e così dobbiam supporre abbiano
+fatto anche gl'ingegneri di Marte) a diverse altezze sui due pendii
+una serie di canali paralleli fra loro e paralleli alle sponde della
+valle; canali di dimensioni comparabili alla nostra Muzza, al Canale
+Cavour, al gran Canale del Gange[16]. Simili canali, di cui non è
+necessario qui precisare il numero, sono rappresentati sulla figura
+dallo incavature segnate colle lettere _m, n, p_... Fra due canali
+contigui il terreno segue il pendio naturale verso l'asse della valle,
+in modo che l'acqua da un canale più alto (come quello segnato _m_)
+possa arrivare a quello che gli sta sotto (come quello segnato _n_)
+espandendosi gradatamente su tutta la zona coltivata intermedia _m
+n_. I due canali più bassi serviranno ad irrigare la zona più bassa di
+coltivazione, che occupa il fondo della valle. All'estremità boreale
+di questa stanno i robusti argini, che trattengono entro i dovuti
+limiti, e fino al tempo opportuno, le acque della grande inondazione;
+ivi si chiudono e si aprono le porte d'afflusso: mentre per
+l'estremità australe e più bassa accadrà l'uscita delle acque residue,
+che vanno a raccogliersi nell'Oceano australe.
+
+Già si è accennato, che la copia d'acque provenienti dalle nevi di una
+sola invernata sembra piuttosto inferiore che superiore ai bisogni
+dell'irrigazione; la poca area delle superficie coltivate in confronto
+colle deserte favorisce questa conclusione. L'apertura dei canali e
+l'immissione delle acque nelle campagne di una data valle non si
+potranno quindi fare a caso, ma dovranno succedersi con certa regola,
+onde tutte le zone, anche le più alte, possano ricevere il fluido
+benefico e conservarlo per tanto tempo, quanto ne richiede il ciclo
+vegetativo delle colture adottate. Male si provvederebbe a questo, se,
+per esempio, prima che la grande inondazione sia giunta al colmo, si
+cominciasse a consumar l'acqua per uso delle zone più basse: perchè in
+tal modo potrebbe avvenire che l'inondazione non raggiungesse il
+livello necessario per irrigare le zone più alte. Queste ultime
+pertanto dovranno avere la precedenza in ogni caso.
+
+Così stando dunque disposte le cose; essendo giunta l'estate
+dell'emisfero Nord, e la grande inondazione boreale essendo arrivata
+alla massima altezza; il Gran Prefetto dell'Agricoltura ordina che si
+apran le chiuse più alte, e che sia immessa l'acqua nei due canali più
+elevati a destra e a sinistra della valle (segnati colle lettere _m
+m'_nella figura qui sopra). L'irrigazione si estenderà sopra le due
+zone laterali più alte (cioè _mn m'n'_); la superficie della valle
+cambierà colore in queste due zone, l'abitante della Terra vedrà due
+strisce parallele colorate, cioè una _geminazione_. Trascorso il tempo
+sufficiente per assicurare il completo ciclo vegetativo in quelle due
+prime zone, e la grande inondazione boreale essendo già in sul
+decrescere, si aprono le chiuse conducenti a due canali più bassi _n
+n'_, i quali frattanto avranno ricevuto anche i residui delle due zone
+già irrigate. Così sarà aperta alle acque la via per fecondare due
+altre zone fra loro parallele, _np n'p'_le quali a loro volta
+diventeranno visibili all'osservatore terrestre. A quest'ultimo la
+geminazione sembrerà or composta di due linee più larghe, l'una
+proveniente dall'insieme delle due zone irrigate di destra, l'altra
+dall'insieme delle due zone irrigate di sinistra. Ma col cessare della
+vegetazione nelle zone più alte, _mn m'n'_, queste riprenderanno il
+loro colore primitivo, e cesseranno d'esser visibili; onde a un dato
+momento nel telescopio non si vedranno che le sole zone _np n'p'_più
+interne; la geminazione sarà di nuovo composta di due linee sottili,
+ma l'intervallo fra queste sarà minore di quanto fosse in principio,
+quando erano irrigate le sole zone _mn m'n'_. Così di grado in grado,
+abbassandosi le acque della grande inondazione, si passerà ad irrigare
+zone sempre più basse; da ultimo, esaurite ormai quelle acque, se ne
+profitterà per immetterle nella zona che forma il fondo della valle,
+cioè nell'intervallo rappresentato con _pp'_. Allo spettatore
+terrestre apparirà una striscia sola; la geminazione avrà cessato di
+esistere. E quando il ciclo vegetativo sarà compiuto su tutte le zone
+della valle, allora soltanto si potranno aprire le porte inferiori per
+lasciare l'uscita alle acque residue, non senza prima aver riempito i
+vasti serbatoi necessari all'uso quotidiano di quegli abitanti, e alla
+coltura dei giardini durante l'intervallo della lunga
+siccità. Dell'irrigazione avvenuta non rimarrà che qualche traccia
+accidentale, il terreno ritornerà arido, e l'osservatore terrestre o
+non vedrà più affatto la valle, o appena ne discernerà qualche lieve
+indizio.
+
+Questo piano d'operazioni, che io ho descritto qui per fissare le idee
+su di un caso concreto, non sarà probabilmente il solo ad esser
+praticato. Non è necessario che l'ordine d'irrigazione delle
+successive zone sia sempre ed ovunque così completo e così
+regolare. Se, per esempio per le colture di Marte fosse necessaria la
+pratica del maggese, qualche zona dovrebbe esser lasciata senza
+irrigazione. A norma poi delle diverse specie di coltura dovendo
+l'irrigazione esser più lunga o più breve, non si avrà sempre la
+completa simmetria sui due pendii della valle; ma potrà tale
+irrigazione esser più estesa e più durevole or da una parte or
+dall'altra, od anche da una parte mancar totalmente. E sul fondo della
+valle, che sarebbe il luogo più opportuno per boschi, si cercherebbe
+di mantenere l'umidità per il tempo più lungo che sia possibile. Così
+potrebbe anche nascere una zona permanente di vegetazione, sempre più
+o meno osservabile dai telescopi terrestri. In tal modo senza supporre
+cose miracolose e senza vagare all'impazzata nei campi dell'ignoto,
+con sobrio uso d'analogie e con plausibili deduzioni, possiamo
+spiegarci non solo la varia lunghezza e il vario aspetto sotto cui ci
+appaiono i così detti _canali_, cioè le valli coltivate di Marte; ma
+ancora dalle necessità pratiche della vita degl'ipotetici suoi
+abitanti possiamo dedurre e l'esistenza delle geminazioni, e la varia
+larghezza delle linee che le compongono, le mutazioni del loro
+intervallo. E si riesce a comprendere perchè le strisce, dette
+_canali_, qualche volta sembrano portarsi più verso destra, e qualche
+altra volta più verso sinistra, sempre conservando il medesimo
+orientamento.
+
+Ammesse le linee principali del nostro quadro, non sarà difficile il
+compierlo nei particolari, e disegnare coll'immaginazione i grandiosi
+argini necessari per contenere nei giusti limiti l'inondazione
+boreale; i laghi o serbatoi secondari di distribuzione, necessari per
+dare le acque a quelle valli, che non fanno capo direttamente a quella
+inondazione; le opere occorrenti per regolare la distribuzione secondo
+il tempo e secondo il luogo; i canali di primo, secondo,
+terzo... ordine destinati a condurre le acque su tutto il terreno
+irrigabile; i numerosi opifici, a cui le acque potranno dar moto nel
+loro scendere dai ciglioni laterali della valle al fondo della
+medesima. Marte dev'esser certamente il paradiso degli idraulici!
+
+E passando ad un ordine più elevato d'idee, interessante sarà
+ricercare qual forma d'ordinamento sociale sia più conveniente ad un
+tale stato di cose, quale abbiamo descritto; se l'intreccio, anzi la
+comunità d'interessi, onde son fra loro inevitabilmente legati gli
+abitanti d'ogni valle, non rendano qui assai più pratica e più
+opportuna, che sulla Terra non sia, l'istituzione del socialismo
+collettivo, formando di ciascuna valle e dei suoi abitanti qualche
+cosa di simile ad un colossale falanstero, per cui Marte potrebbe
+diventare anche il paradiso dei socialisti. Bello altresì sarà
+indagare, se sia meglio ordinar politicamente il pianeta in una gran
+federazione, di cui ogni valle costituisca uno stato indipendente,
+oppure se forse, a reggere quel grande organismo idraulico da cui
+dipende la vita di tutti, e a conciliare le diverse necessità delle
+diverse valli, non sia forse più opportuna la monarchia universale di
+Dante. Ed ancora si potrà discutere, a quale rigorosa logica dovrà
+essere subordinata la legislazione destinata a regolare un così
+grandioso, vario e complicato complesso d'affari: quali progressi
+debbano aver fatto colà la Matematica, la Meteorologia, la Fisica,
+l'Idraulica e l'arte delle costruzioni, per arrivare alla soluzione
+dei problemi estremamente difficili e varii, che si presentano ad ogni
+tratto. Qual singolare disciplina, concordia, osservanza dello leggi e
+dei diritti altrui debba regnare sopra un pianeta, dove la salute di
+ciascuno è così intimamente legata alla salute di tutti; dove son
+certamente sconosciuti i dissidii internazionali e le guerre: dove
+quella somma ingente di studio e di lavoro e di mezzi, che i pazzi
+abitanti d'un altro globo vicino consumano nel nuocersi
+reciprocamente, è tutta rivolta a combattere il comune nemico, cioè le
+difficoltà che l'avara Natura oppone ad ogni passo.
+
+Di tutto questo, o caro lettore, lascio a te l'ulteriore
+considerazione. Io scendo dall'Ippogrifo; tu, se ti aggrada, puoi
+continuare la volata. _Messo t'ho innanzi, omai per te ti ciba_.
+
+G. SCHIAPARELLI.
+
+
+
+
+GIOVANNI V. SCHIAPARELLI
+
+IL PIANETA MARTE
+
+Estratto dalla rivista Natura ed Arte, Anno XIX, n° 1,1° dicembre 1909
+
+
+
+
+Come suol fare a periodi alternati ora di 15 anni, ora di 17 anni, il
+pianeta Marte nell'autunno scorso passò ad una delle sue minori
+distanze da noi, avvicinandosi alla Terra fino a 47 milioni di
+chilometri, ed apparve luminoso e magnifico più che mai non sia stato
+dal 1877 a questa parto. A quella distanza, il globo di Marte, di cui
+il diametro arriva a circa 7600 chilometri, sottendeva nell'occhio
+dell'osservatore terrestre un angolo di 25". Sopra un tal globo ed a
+tale distanza si possono discernere, con telescopi di sufficiente
+potenza, le configurazioni topografiche del pianeta con un grado di
+minutezza e di precisione di cui si può avere un'idea dai qui annessi
+disegni. E reciprocamente, ad uno spettatore collocato in Marte non
+riuscirebbe troppo difficile distinguere sulla Terra particolarità del
+medesimo ordine di grandezza. L'esperienza dimostra, che con un
+istrumento di dimensioni affatto comuni, munito di una lente
+obbiettiva di 20 centimetri di diametro, una macchia luminosa su fondo
+oscuro (od oscura su fondo luminoso) si può distinguere senza troppa
+difficoltà in Marte alla sopradetta distanza di 47 milioni di
+chilometri, quando ad un discreto contrasto di colore essa congiunga
+un diametro reale uguale a 1/50 del diametro del pianeta, cioè a 153
+chilometri. Epperciò, usando sufficiente diligenza, si potranno
+scoprire in Marte, con un obbiettivo della detta dimensione, tutte le
+isole non minori della Sicilia e tutti i laghi non minori del Ladoga,
+isole come l'Islanda e Ceylan; laghi come quello di Aral ed il
+Victoria Nyanza devono esser molto cospicui. Similmente una striscia
+luminosa su fondo più oscuro, secondo le fatte esperienze, dovrebbe
+essere ancora visibile quando la sua larghezza non fosso minore di
+1/100 del diametro di Marte, cioè di 80 chilometri o giù di lì. Quindi
+lingue di Terra od isole oblunghe come la Jutlandia e Cuba e l'istmo
+centrale Americano; stretti di mare e laghi oblunghi come il
+Tanganyika, il Nyassa od il Mar Vermiglio di California dovrebbero
+esser visibili da un ipotetico abitante di Marte, che vi ponesse molta
+attenzione. Facilissimi dovrebbero essere per lui oggetti come
+l'Italia, l'Adriatico, il Mar Rosso, Sumatra e Nippon.
+
+Tali sono press'a poco i limiti a cui può arrivare la visione dei
+particolari di Marte esaminato con una lente obbiettiva di 20
+centimetri in quelle occasioni, in cui si trova alla minor possibile
+sua distanza da noi. Negli ultimi tempi tuttavia gli ottici hanno
+imparato a costruire lenti obbiettive di molto maggior potenza così
+per riguardo alla amplificazione, come per riguardo alla precisione
+delle immagini; quindi i limiti sovra accennati sono stati spesso
+oltrepassati, malgrado che le difficoltà di esatta costruzione
+crescano in misura assai maggiore che le dimensioni di questi
+telescopi giganti.
+
+La superficie di Marte presenta un insieme di macchie diversamente
+colorate, che costituiscono un sistema topografico sotto certi
+rispetti analogo a ciò che si vede sulla terra, sotto altri invece
+molto differente. Marte ruota intorno ad un asse come la Terra, ed ai
+due poli si veggono per lo più brillare di luce vivissima due macchie
+bianche, le quali presentano vicende periodiche di grandezza, e
+alternamente crescono e diminuiscono secondo il ciclo delle stagioni,
+che per Marte è di 687 giorni, mentre per noi è un poco più di
+365. Appena si può dubitare che tali macchie bianche polari siano
+immense estensioni di nevi o di ghiacci. Non sono esse da confondere
+con altre macchie di candore per lo più meno puro e meno intenso, che
+talvolta appajono qua e là in tutte le latitudini, prediligendo anche
+certe regioni della superficie, e che sono state interpretato talvolta
+come nuvole, o strati di nebbia o condensazioni simili alla nostra
+brina; si vedono or qua or là senza regola manifesta, e coprono talora
+vastissime estensioni.
+
+[vedi figura 06.png]
+
+Fuori di queste regioni bianche o biancastre la superficie del pianeta
+non è tutta di colore uniforme; nella maggior parte dei luoghi il
+fondo è formato da diverse gradazioni di rosso chiaro, o di aranciato
+o di giallo. Quello che rimane è occupato da vere macchie, in cui
+dominano colori di un tipo più scuro, diversi in diversa località, con
+intensità differente. Prevalgono il grigio, il bruno, qualche volta il
+nero, ma solo sopra linee o strisce di poca ampiezza. Spesso le aree
+coperte da colori differenti sono divise da una netta linea di
+separazione; ma non di raro accade che dall'un colore all'altro v'è un
+passaggio graduale, quello che si dice una sfumatura. Tutto l'insieme
+dà l'idea di un magnifico e ricco musaico di gemme sparse su fondo
+d'oro diversamente ombreggiato, che nessun pittore fino ad oggi ha
+saputo rappresentare nemmeno con lontana approssimazione. Le immagini
+di Marte che gli astronomi disegnano il meglio che sanno stando ai
+loro telescopi, oltre all'imitazione quasi sempre molto imperfetta
+della linea, per difficoltà che qui sarebbe lungo e inutile
+descrivere, non danno alcuna esatta idea dei colori. Ciò che si stampa
+nei libri sono figure assai imperfette, per lo più assai lontane dal
+vero, e trattate in semplice chiaroscuro: da esse altro non si può
+ricavare che un'idea approssimata della grandezza e della disposizione
+delle macchie più salienti, senza che dei colori si possa dedurne
+alcuna notizia. Nè bisogna immaginarsi di veder sempre in Marte le
+medesime cose; e che, messo il pianeta nel campo telescopico, ad altro
+non si debba pensare, che a far un _ritratto_somigliante più o meno a
+quello che si vede nel suo dischetto. Appena cominciato il suo lavoro,
+l'osservatore si avvede ben presto che le macchie, le linee e tutto il
+resto vanno cambiando d'aspetto lentamente, ma pur in modo sensibile
+in capo ad una mezz'ora; la scena dopo tre o quattro ore si trova
+intieramente diversa, nuove cose compajono mentre gli oggetti di prima
+o sono scomparsi, oppure se ancora si vedono, sono talmente cambiati
+di posto, e deformati nel loro contorno, da esser appena
+riconoscibili. Questa è una conseguenza della rotazione di Marte
+intorno al suo asse, la quale si compie in 24 ore e 40 minuti: ed è
+facile vedere quale imbarazzo nasca da questo fatto a chi debba
+rappresentare tante particolarità a misura d'occhio.
+
+Considerando le cose in massa, si distinguono nella superficie di
+Marte le regioni di color più chiaro, le quali sono anche le più
+luminose; ad esse, in conformità di ciò che si usa anche per la Luna,
+si suole dare la qualificazione di _terre_o di _continenti_, mentre
+alle parti ombreggiate con tinte più oscure si assegna il nome,
+egualmente convenzionale, di _mari_e di _laghi_. Questi nomi non
+servono che per uso di classificazione non interamente rigorosa,
+essendovi (oltre alle bianche calotte polari) alcune regioni di
+carattere intermedio. Vi sono anche regioni di colore variabile, che
+sembrano appartenere ora all'una ora all'altra classe secondo la
+direzione in cui il Sole le illumina, o secondo la direzione in cui
+son vedute dall'osservatore, in dipendenza di cause per adesso ancora
+sconosciute. Tali variazioni possono farsi entro limiti estesissimi,
+che dal bianco puro possono andare sino al nero assoluto, passando per
+gradazioni diverse di rosso, di giallo, di grigio e di bruno. Di tali
+vicende alcune si ripetono ad ogni rotazione del pianeta con una certa
+regolarità, altre hanno un andamento parallelo alla stagione che
+domina nella località considerata del pianeta. Il quale è soggetto
+alle stesse varietà di riscaldamento e d'illuminazione che ha luogo
+nelle diverse regioni della Terra. Alcune di tali vicende d'aspetto
+sono in diretta connessione collo stato meteorologico e termico, ed è
+possibile che vi si rendano in qualche modo visibili a noi i diversi
+stadi di un ciclo vegetativo, secondo un'ipotesi abbastanza probabile,
+studiata e propugnata principalmente dall'astronomo americano
+Lowell. Ma l'osservazione prolungata per molti anni ha fatto
+riconoscere un'altra classe di fenomeni che non sembrano dipendere dal
+periodo delle stagioni, e potrebbero anche essere irregolari. In certe
+località un dato aspetto di cose che sembrava permanente, viene a
+mutarsi d'un tratto per intervalli, dà luogo ad altre combinazioni,
+che scompajono alla loro volta, per dar luogo ad un rinnovamento più o
+meno esatto del primitivo stato di cose; tutto questo saltuariamente
+ed in modo che si potrebbe dire accidentale.
+
+[vedi figura 07.png]
+
+La carta annessa può dare un'idea approssimata del modo con cui sono
+distribuite le macchie principali di Marte e la loro disposizione
+rispetto ai poli ed all'equatore del pianeta. Essa è divisa in due
+emisferi al modo dei mappamondi ordinari, in maniera però da collocare
+in alto il polo australe ed in basso il polo boreale; ciò per render
+più facile la comparazione con quello che si vede nel telescopio
+astronomico. In questo, infatti, che rovescia le immagini degli
+oggetti, suole il polo nord apparire nelle parti inferiori del disco,
+e il polo sud nelle parti superiori[17]. La figura è di carattere
+schematico, come accade nelle nostre carte geografiche; essa non ha
+per iscopo di dare una _pittura_imitante l'aspetto del pianeta come se
+si volesse farne un ritratto, ma serve soltanto a facilitarne
+l'esposizione descrittiva. Astraendo dalle regioni polari, le quali
+sono sempre o quasi sempre occupate dal bianco polare, si vede subito
+che le aree più o meno ombreggiate, dette _mari_, occupano forse un
+terzo della superficie intiera di Marte, e sono divise in due parti o
+gruppi molto disuguali. In basso abbiamo il _Mar Boreo_, che circonda
+quasi da ogni parte il polo nord, e da una parte si avvicina
+all'equatore fin quasi al parallelo 40°. In alto abbiamo il _Mare
+Australe_che è molto più vasto e spinge entro le aree continentali una
+gran quantità di ramificazioni denominate sulla carta coi nomi di
+_Gran Sirte, Mare Eritreo, Golfo delle Perle, Mare Cimmerio, Mare
+Tirreno, Lago del Sole_, ecc. Fra quei due mari _Boreo_ed _Australe_si
+stende la zona continentale, sparsa qua e là di linee e di macchie più
+oscure. Entro i due grandi mari poi sono sparse regioni che si
+mostrano come grandi isole o penisole, quali_Hesperia, Atlantis,
+Hellas, Argyre, Baltià, Nerigos_, colorate in giallo per lo più, ma
+non in modo permanente; talora impallidiscono, ed anche si oscurano e
+prendono il colore grigiastro o bruno delle macchie propriamente
+dette; solo mostrano questo colore con minor intensità. Già verso la
+metà del secolo passato molti particolari di questa topografia
+areografica erano stati esplorati o disegnati da abili osservatori,
+quali Secchi, Dawes, Kaiser, Maedler, Lockyer, ed alcuno di essi aveva
+anche intraveduto qua e là curiose configurazioni di macchiette o di
+linee: ma non erano riusciti ad afferrarne con evidenza la
+forma. Soltanto nel 1877, trovandosi il pianeta in una delle sue
+maggiori vicinanze alla Terra (in posizione poco diversa da quella
+occupata nell'autunno ora decorso), si ebbe l'opportunità di studiare
+in buone condizioni e con maggior successo quei particolari prima
+confusamente intraveduti e di convincersi che tutta la superficie di
+Marte, ma più specialmente le aree luminose continentali, sono
+occupate da un reticolato di linee sottili, formanti una specie di
+triangolazione o di poligonazione, come si può vedere nella carta qui
+annessa. Queste linee sono tracciate sulla superficie del pianeta o
+forse entro la sua atmosfera; ognuna d'esse corre per lunghissimi
+tratti, serbando per lo più una direzione costante senza angoli nè
+curvature violente, formando anzi (rigorosamente o almeno
+prossimamente) sul globo di Marte ciò che i geometri chiamano un
+circolo massimo. Il loro corso appare continuo, senza lacune
+apprezzabili alla visione telescopica, e si estende da pochi gradi (un
+grado di Marte equivale press'a poco a 60 dei nostri chilometri), fino
+ad occupare talvolta in lunghezza un terzo od un quarto della
+circonferenza totale del pianeta (la quale è di 21.600 chilometri). La
+larghezza è molto varia; per alcuni giunge a 100 o 200 chilometri,
+altri ad alcune decine di chilometri, per alcuni più sottili e più
+difficili a vedere la larghezza non supera che alcune unità della
+stessa misura. Perciò assai diversa è la facilità con cui si possono
+riconoscere e figurare con disegno; e bisogna aggiungere, che questa
+facilità è molto variabile secondo il tempo e sembra dipendere in
+molti casi dalla stagione che domina lungo il loro corso. Spesso si
+vede qualcuno di essi traversare una delle nevi polari, formando una
+traccia nerissima, che ha tutto l'aspetto di una spaccatura di esse
+nevi. Queste linee sono i così detti_canali_di Marte, così denominati
+per pura convenzione analoga a quella per cui alle grandi macchie si è
+dato il nome di _mari_e di _continenti_. Ma della loro natura finora
+poco o niente si è potuto accertare. Il nome di _canali_però e la
+regolarità loro apparente ha indotto molti uomini di calda fantasia a
+ravvisare in essi opere artificiali gigantesche di esseri
+intelligenti; ipotesi questa che per ora non è ancora stato possibile
+dimostrare che sia vera o falsa. Gli spiriti scettici hanno poi
+facilmente troncato la questione, negando a queste formazioni ogni
+esistenza obbiettiva, e dichiarandole come fantasmi creati
+dall'immaginazione sulla base di visione confusa ed imperfetta.
+
+[vedi figura 08.png]
+
+Quando un canale è collocato in modo da attraversare il disco di Marte
+nel suo centro, appare come una linea retta formante un diametro. Ma
+girando il pianeta intorno al suo asse, in capo ad una o più ore, il
+canale si presenta in prospettiva molto diversa, e s'incurva tanto più
+fortemente in apparenza, quanto più è distante dal centro. Queste
+variazioni di forma e di curvatura apparente si possono spiegare
+esattamente secondo lo regole della prospettiva facendo l'ipotesi, che
+i canali siano aderenti alla superficie del pianeta, o almeno
+pochissimo distanti; la concordanza è tale, che di quell'ipotesi
+nessuno può dubitare. Questo fatto, che è stato verificato centinaja e
+migliaja di volte, basta da solo a dissipare qualunque dubbio potesse
+nascere intorno alla realtà dei canali, e non lascia luogo a parlar
+d'illusioni ottiche.
+
+Tutti i canali hanno la proprietà di correre da un mare ad un altro, o
+dal mare ad un lago o fra due laghi, o finalmente da un canale ad un
+altro. Non si ha esempio di un canale, di cui un'estremità sia libera
+e termini isolata nello spazio continentale che la circonda, senza
+connettersi da qualche parte con un mare, o con un lago, o con un
+canale o con un gruppo d'intersezione di più canali. Anzi tutte lo
+estremità dei canali là dove terminano in uno dei mari o dei laghi,
+sogliono esser molto ben definite e spesso sono segnate da una macchia
+oscura, che in molti casi presenta l'aspetto di una larga foce in
+forma di tromba, per cui l'ipotetico canale potrebbe dirsi sboccare
+nell'ipotetico mare vicino, o nell'ipotetico lago vicino. E similmente
+quando due canali s'incontrano, spesso nella loro intersezione si vede
+una piccola macchia oscura, per lo più di aspetto rotondeggiante e di
+diametro non molto superiore alla larghezza dei canali
+medesimi. Simili macchiette sono denominate _fonti_, per analogia col
+resto della nomenclatura. Il loro numero è assai variabile, in alcuni
+anni se ne videro non più di due o tre, in altri anni più decine e
+sembrano trovarsi frequenti in certe regioni del pianeta a preferenza
+di certe altre. Nel 1907 la fotografia ne ha rivelato un gran numero
+di nuovi, mentre altri prima evidenti cessarono di esser
+visibili. Quando un canale ne incontra parecchi altri, avviene qualche
+volta che nelle sue intersezioni con questi si vedono lungh'esso
+allineati molti di questi punti oscuri, i quali formano una serie bene
+ordinata, come perle infilzate in un filo. È da credere, che tutte
+queste fonti o piccole macchie rotondeggianti siano ciascuna il
+risultato dell'incontro di due canali; ma ciò non risulta con evidenza
+dall'osservazione, essendo frequenti i casi in cui essi appajono
+isolati affatto nel mezzo dei continenti senza alcuna connessione. Ma
+è probabile che la connessione esista e si faccia per canali troppo
+sottili per esser veduti coi nostri attuali telescopi.
+
+In parecchi luoghi della superficie dei continenti, i canali
+s'incontrano tre o quattro o più insieme formando piccolo
+poligonazioni e dando luogo ad un insieme di macchie più
+complicate. Nascono allora macchie oscure per lo più irregolari del
+diametro di più centinaja di chilometri, e si vedono sulla carta
+designati con nomi speciali, come Lago del Sole, Trivio di Caronte,
+Propontide, ecc. Sono di forma più o meno regolare, secondo che i
+canali da cui sono formati concorrono più o meno esattamente in un
+medesimo punto. Questi laghi sono anch'essi molto variabili di colore,
+di forma e di estensione; talvolta scompajono affatto, o si dividono
+in più parti, e presentano fenomeni singolarissimi.
+
+[vedi figura 09.png]
+
+Ma riguardo ai canali e ai laghi il fenomeno più generale e più
+notabile, e che nel mondo degli scettici ha provocato il maggiore
+scandalo è quello assai frequente del loro sdoppiarsi, quando formano
+ciò che si chiama geminazione. Un canale che prima appariva come linea
+schiettamente semplice, d'un tratto si trasforma in un sistema di due
+linee, quasi sempre uguali e parallele fra di loro. L'intervallo fra
+le due linee è diverso da un caso all'altro, come pure la sua
+proporzione alla grossezza delle linee stesse. Anche queste
+geminazioni sono variabili col tempo. Non solo sembra esser diverso in
+diversi tempi l'intervallo fra le due linee, ma la visibilità di essa
+è soggetta a vicende, di cui non è ancora stato possibile scoprire la
+norma. Talvolta una linea diventa più debole dell'altra e finisce per
+sparire, l'altra rimanendo immutata e visibile come canale isolato. I
+fenomeni che accompagnano la formazione delle geminazioni non si sono
+ancora potuti completamente studiare; ma la durata del processo non è
+mai molto lunga; le geminazioni compajono tali da un giorno all'altro,
+durano qualche giorno o qualche settimana, poi si riducono di nuovo a
+canali semplici, od anche entrambi i loro canali scompajono
+affatto. La loro apparizione succede in diverse epoche con diversa
+frequenza; talora mancano affatto o sono in piccol numero, in altre
+epoche il pianeta ne è quasi tutto occupato, ed in certe occasioni se
+ne son viste fino a 30 simultaneamente. Esse mancarono affatto nel
+1877: frequentissime invece si mostrarono nel 1882, nel 1888 ed in
+altre epoche. Nell'apparizione dell'autunno passato (per quanto
+risulta dalle notizie fino ad oggi pubblicate) esse non sono mancate,
+ma non sembra fossero molto abbondanti. Un certo numero se ne trova
+pure nelle splendide fotografie di Marte, che il professor Lowell
+ottenne durante l'apparizione del 1907.
+
+[vedi figura 10.png]
+
+Di tutti i svariati e complicati fenomeni di Marte quello delle
+geminazioni è il più singolare ed anche, a quanto sembra, il più
+difficile a interpretare. Ad esso correlativo, e quasi contrapposto è
+un altro, l'apparizione e disparizione dei _ponti_. Sono striscie
+luminose, regolari, rettilinee ed uniformi, che di quando in quando
+compajono attraverso dei mari e dei laghi, formando di essi una
+separazione completa. Il più facile e più visibile di tutti è quello
+designato sulla carta col nome di _Ponte di Achille_, che rassomiglia
+ad un argine o una diga posta fra il _Lago Niliaco_e quella parte del
+Mar Boreo che è distinta col nome di _Golfo Acidalio_. Il Ponte
+d'Achille è largo forse 200 chilometri e lungo poco meno di 1000. È
+quasi permanente, ma talvolta si vede interrotto più o meno
+completamente, come è avvenuto nel 1888. Un altro ponte divide in due
+parti quasi uguali il Lago del Sole, ma non è sempre visibile: esso è
+apparso nel 1890 ed ultimamente nel 1907. Queste zone luminose in
+campo oscuro sembrano aver qualche relazione con le zone luminose, che
+nelle geminazioni separano l'una dall'altra le due linee oscure che
+costituiscono la geminazione.
+
+[vedi figura 11.png]
+
+Lo studio di tutti questi enigmi è appena cominciato; nulla ancora vi
+ha di certo sui principi a cui si dovrà appoggiare una razionale
+interpretazione dei medesimi. Tutto dipenderà dai progressi che farà
+nei prossimi anni la rappresentazione fotografica di Marte. La
+questione farà un gran passo quando si otterranno fotografie tali, che
+sopra di esso sia possibile prendere misure precise.
+
+Un altro passo importante è stato fatto dal signor Lowell, inaugurando
+lo studio spettroscopico dell'atmosfera di Marte[18]. Egli dimostrò
+che quest'atmosfera comprende, fra i suoi componenti il vapor d'acqua
+e l'ossigeno. Con queste scoperte egli ha trovato un importante
+argomento in favore dell'ipotesi da lui con molto ingegno e con gran
+copia di osservazioni sostenuta, che Marte sia pur sede della vita,
+come la Terra; e che i fenomeni di variazione osservati sul pianeta
+sian dovuti principalmente alla vegetazione razionalmente governata da
+esseri intelligenti.
+
+Giovanni Schiaparelli
+
+
+
+NOTE:
+
+
+
+[1 SECCHI. Lezioni di fisica terrestre, p. 214-216.]
+
+[2 Leggansi particolarmente: La Pluralité des Mondes Habités: Les
+mondes imaginaires et les Mondes rèels: Rècits de l'Infini: Les
+Terres du Ciel: Contemplations Scientifiques.]
+
+[3 La carta lunare di Schmidt, fatta con telescopi di 10 a 15
+centimetri, ha due metri di diametro ed in essa son figurati
+nientemeno che 32.856 crateri.]
+
+[4 Parola che significa descrizione di Marte ed è derivata dal nome
+greco di questo pianeta. Ares, come dal nome greco della Terra è
+derivato il nome della Geografia.]
+
+[5 Una storia completa di tutte le osservazioni fisiche e
+topografiche fatte su Marte dalla meta del Secolo XVII fino al
+1892 si ha nell'opera di Flammarion intitolata: La Planète Mars et
+ses conditions de habitabilité: synthèse générale de toutes let
+observations, climatologie, météorologie, aréographie, continents,
+mers et rivages, eaux et neiges, saisons et variations observées:
+illustré de 580 dessins télescopiques, et 23 cartes. Paris
+1892. 600 pag. in grande 8°.]
+
+[6 Il suo diametro sta a quello della terra in rapporto prossimamente
+di uno a due, o più esattamente di 11:21. Un grado geografico, che
+sul globo della terra rappresenta 60 miglia di 1852 metri
+ciascuno, sul globo di Marte rappresenta quasi esattamente 60
+chilometri.]
+
+[7 Secondo in ordine di grandezza è il telescopio che con esempio
+degno d'imitazione il Dott. V. Cerulli eresse l'anno scorso a
+proprie spese nel suo osservatorio privato di Colle Urania presso
+Teramo (Abruzzi); il diametro della lente obbiettiva e di 40
+centimetri.]
+
+[8 Riferendoci tanto per Marte, che par la Terra, all'emisfero
+boreale, abbiamo le seguenti durate esatte delle stagioni in
+giorni terrestri:
+
+ Primavera Estate Autunno Inverno
+ Per la Terra giorni 93 93 90 89
+ Per Marte 199 182 146 160
+
+L'illuminazione del polo boreale di Marte dura quindi continua per 381
+giorni; quella del polo australe per 306 giorni; delle notti accade
+l'inverso.
+
+[9 Son fatte queste carte secondo le solite convenzioni dei
+mappamondi in due emisferi, usando la proiezione detta
+omalografica. Presentano il pianeta invertito, come si vede nei
+cannocchiali astronomici; per tal ragione vedesi in basso il polo
+Nord, in alto il polo Sud. Coll'inversione del foglio si ottiene
+la consueta orientazione convenzionale delle carte terrestri.]
+
+[10 Questa osservazione del colore oscuro che mostran le acque
+profonde vedute dall'alto in basso, si trova già fatta dal primo
+pittar delle memorie antiche, il quale nell'Iliade (versi 770-71
+del libro V) descrive "la sentinella che dall'alta vedetta stende
+lo sguardo sopra il mare color del vino, [oínopa
+pónton]" Nella versione del Monti l'aggettivo indicante il colore
+è andato perduto.]
+
+[11 La continua variabilità dei minuti particolari fa sì che una
+carta di Marte non può mai esser altro che una rappresentazione
+convenzionale o schematica della superficie del pianeta. Per aver
+un'idea esatta del suo aspetto fisico, quale si presenta nei
+telescopi, bisogna ricorrere ai disegni, dei quali molte
+centinaia si trovano raccolte nell'opera del Flammarion La
+Planete Mars. Un esempio ne dà la figura della pagina precedente,
+la quale è stata disegnata col grande telescopio di Brera nella
+sera del 15 settembre 1892. L'immagine è rovesciata, quale nel
+campo telescopico appariva. Il disco di Marte allora non era più
+rotondo, ma alquanto deficiente a cagione della non diretta
+illuminazione del Sole; rassomigliava alla Luna due giorni prima
+del plenilunio. Comparando il disegno colla carta è facile
+riconoscere in quello la costa molto accidentata del Mare
+Eritreo, che corre press'a poco lungo l'equatore del
+pianeta. Molto evidente è il doppio corno del Golfo Sabeo, e a
+destra di esso il Golfo delle Perle. Il continente al di sotto
+dobbiamo immaginarlo giallo brillante, lo si vede solcato da
+parecchi canali, nei quali non sarà difficile ravvisare il
+Phison, l'Eufrate, l'Oronte, il Gehon, l'Indo, l'Idaspe e la
+Iamuna. L'Eufrate dava sospetto di esser duplicato. In alto del
+disco il Mare Eritreo e il Mare Australe appaiono divisi da una
+gran penisola curvata a guisa di falce, prodotta da una insolita
+appariscenza della regione detta di Deucalione, la quale si
+allungò quest'anno fino a raggiungere le isole Noachide ed
+Argyre, formando con queste un tutto continuato, con deboli
+traccio di separazione, sulla lunghezza di quasi 6000
+chilometri. Il suo colore, molto meno brillante che quello dei
+continenti, era un misto del giallo di questi col bruno grigio
+dei mari contigui. In alto l'ovale chiara deve immaginarsi del
+bianco più splendido e più puro: rappresenta la calotta delle
+nevi australi, ridotta alla forma ellittica dallo scorcio della
+prospettiva, molto obliqua in quel luogo. Perchè non bisogna mai
+dimenticare che davanti a noi abbiamo, sotto forma d'un disco, la
+curvatura d'un emisfero.]
+
+[12 Notisi che in questa carta il pianeta si presenta rovesciato,
+quale si vede nei telescopi astronomici usuali: quindi il polo
+artico è in basso, l'antartico in alto rispetto a chi legge le
+indicazioni delle carte stesse.]
+
+[13 Sulla totale (o quasi totale) assenza di nuvole e pioggie in
+Marte veggasi quanto ho scritto nel mio articolo precedente
+(Natura ed Arte 1 e 15 febbraio 1893). L'anno scorso è riuscito
+al signor Douglas, astronomo americano, di studiare e di misurare
+alcune nuvole di questo pianeta. Una di esse, osservata il 25 e
+il 26 novembre 1894, era larga 150 chilometri circa o lungo 230;
+la sua altezza sul suolo del pianeta fu trovata esser più di 25
+chilometri; essa sembrava muoversi con una velocità di circa 20
+chilometri all'ora. Sulla Terra le nuvole bianche a strisce e
+frange, chiamate cirri, le quali sembrano aver molta analogia
+colla nuvole di Marte, non sogliono elevarsi a più di 6 od 8
+chilometri dal livello del suolo.]
+
+[14 Una striscia oscura della superficie di Marte non può esser
+osservabile coi presenti nostri telescopi, se non ha almeno 30 o
+40 chilometri di larghezza.]
+
+[15 L'intensità della gravità alla superficie di Marte è minore nel
+rapporto di 3 ad 8 di quella che ha luogo alla superficie della
+Terra. Quindi quel peso, che noi chiamiamo di 8 chilogrammi,
+potrebbe esser sostenuto in Marte da quel tanto di forza
+muscolare, che a noi occorre per sostenere 3 chilogrammi.]
+
+[16 Quest'ultimo canale è capace d'irrigare sopra tutta la sua
+lunghezza (che è di 500 chilometri) una zona di terreno larga 35
+chilometri. Più non si richiede per i canali qui sopra descritti.]
+
+[17 Questo vale per gli osservatorii collocati nei climi più
+settentrionali della Terra. Per gli osservatorii dei paesi
+australi saccede l'opposto: il polo boreale appare in alto del
+disco, il polo australe in basso.]
+
+[18 Il Lettore che vorrà esser pienamente informato di tutto quello
+che è stato osservato nel pianeta Marte e vorrà interessarsi alle
+speculazioni ed alle discussioni ardenti cui ha dato luogo la
+natura fisica del pianeta, e la possibilità che esso sia sede di
+vita organica, anzi anche di esseri intelligenti, troverà di che
+soddisfarsi nella grande opera di Flammarion, La Planète Mars, di
+cui non già usciti due volumi e di cui si promette la
+continuazione: essa formerà col tempo una serie di annali del
+pianeta. Può inoltre consultare: Lowell, Mars and its canal,
+Nuova York, 1906; Morse, Mars and its mystery, Boston, 1906;
+Lowell, Mars the abode of life. Nuova York, 1908.]
+
+
+
+
+
+*** END OF THE PROJECT GUTENBERG EBOOK, LA VITA SUL PIANETA MARTE ***
+
+This file should be named marte10.txt or marte10.zip
+Corrected EDITIONS of our eBooks get a new NUMBER, marte11.txt
+VERSIONS based on separate sources get new LETTER, marte10a.txt
+
+Project Gutenberg eBooks are often created from several printed
+editions, all of which are confirmed as Public Domain in the US
+unless a copyright notice is included. Thus, we usually do not
+keep eBooks in compliance with any particular paper edition.
+
+We are now trying to release all our eBooks one year in advance
+of the official release dates, leaving time for better editing.
+Please be encouraged to tell us about any error or corrections,
+even years after the official publication date.
+
+Please note neither this listing nor its contents are final til
+midnight of the last day of the month of any such announcement.
+The official release date of all Project Gutenberg eBooks is at
+Midnight, Central Time, of the last day of the stated month. A
+preliminary version may often be posted for suggestion, comment
+and editing by those who wish to do so.
+
+Most people start at our Web sites at:
+http://gutenberg.net or
+http://promo.net/pg
+
+These Web sites include award-winning information about Project
+Gutenberg, including how to donate, how to help produce our new
+eBooks, and how to subscribe to our email newsletter (free!).
+
+
+Those of you who want to download any eBook before announcement
+can get to them as follows, and just download by date. This is
+also a good way to get them instantly upon announcement, as the
+indexes our cataloguers produce obviously take a while after an
+announcement goes out in the Project Gutenberg Newsletter.
+
+http://www.ibiblio.org/gutenberg/etext04 or
+ftp://ftp.ibiblio.org/pub/docs/books/gutenberg/etext04
+
+Or /etext03, 02, 01, 00, 99, 98, 97, 96, 95, 94, 93, 92, 92, 91 or 90
+
+Just search by the first five letters of the filename you want,
+as it appears in our Newsletters.
+
+
+Information about Project Gutenberg (one page)
+
+We produce about two million dollars for each hour we work. The
+time it takes us, a rather conservative estimate, is fifty hours
+to get any eBook selected, entered, proofread, edited, copyright
+searched and analyzed, the copyright letters written, etc. Our
+projected audience is one hundred million readers. If the value
+per text is nominally estimated at one dollar then we produce $2
+million dollars per hour in 2002 as we release over 100 new text
+files per month: 1240 more eBooks in 2001 for a total of 4000+
+We are already on our way to trying for 2000 more eBooks in 2002
+If they reach just 1-2% of the world's population then the total
+will reach over half a trillion eBooks given away by year's end.
+
+The Goal of Project Gutenberg is to Give Away 1 Trillion eBooks!
+This is ten thousand titles each to one hundred million readers,
+which is only about 4% of the present number of computer users.
+
+Here is the briefest record of our progress (* means estimated):
+
+eBooks Year Month
+
+ 1 1971 July
+ 10 1991 January
+ 100 1994 January
+ 1000 1997 August
+ 1500 1998 October
+ 2000 1999 December
+ 2500 2000 December
+ 3000 2001 November
+ 4000 2001 October/November
+ 6000 2002 December*
+ 9000 2003 November*
+10000 2004 January*
+
+
+The Project Gutenberg Literary Archive Foundation has been created
+to secure a future for Project Gutenberg into the next millennium.
+
+We need your donations more than ever!
+
+As of February, 2002, contributions are being solicited from people
+and organizations in: Alabama, Alaska, Arkansas, Connecticut,
+Delaware, District of Columbia, Florida, Georgia, Hawaii, Illinois,
+Indiana, Iowa, Kansas, Kentucky, Louisiana, Maine, Massachusetts,
+Michigan, Mississippi, Missouri, Montana, Nebraska, Nevada, New
+Hampshire, New Jersey, New Mexico, New York, North Carolina, Ohio,
+Oklahoma, Oregon, Pennsylvania, Rhode Island, South Carolina, South
+Dakota, Tennessee, Texas, Utah, Vermont, Virginia, Washington, West
+Virginia, Wisconsin, and Wyoming.
+
+We have filed in all 50 states now, but these are the only ones
+that have responded.
+
+As the requirements for other states are met, additions to this list
+will be made and fund raising will begin in the additional states.
+Please feel free to ask to check the status of your state.
+
+In answer to various questions we have received on this:
+
+We are constantly working on finishing the paperwork to legally
+request donations in all 50 states. If your state is not listed and
+you would like to know if we have added it since the list you have,
+just ask.
+
+While we cannot solicit donations from people in states where we are
+not yet registered, we know of no prohibition against accepting
+donations from donors in these states who approach us with an offer to
+donate.
+
+International donations are accepted, but we don't know ANYTHING about
+how to make them tax-deductible, or even if they CAN be made
+deductible, and don't have the staff to handle it even if there are
+ways.
+
+Donations by check or money order may be sent to:
+
+ PROJECT GUTENBERG LITERARY ARCHIVE FOUNDATION
+ 809 North 1500 West
+ Salt Lake City, UT 84116
+
+Contact us if you want to arrange for a wire transfer or payment
+method other than by check or money order.
+
+The Project Gutenberg Literary Archive Foundation has been approved by
+the US Internal Revenue Service as a 501(c)(3) organization with EIN
+[Employee Identification Number] 64-622154. Donations are
+tax-deductible to the maximum extent permitted by law. As fund-raising
+requirements for other states are met, additions to this list will be
+made and fund-raising will begin in the additional states.
+
+We need your donations more than ever!
+
+You can get up to date donation information online at:
+
+http://www.gutenberg.net/donation.html
+
+
+***
+
+If you can't reach Project Gutenberg,
+you can always email directly to:
+
+Michael S. Hart <hart@pobox.com>
+
+Prof. Hart will answer or forward your message.
+
+We would prefer to send you information by email.
+
+
+**The Legal Small Print**
+
+
+(Three Pages)
+
+***START**THE SMALL PRINT!**FOR PUBLIC DOMAIN EBOOKS**START***
+Why is this "Small Print!" statement here? You know: lawyers.
+They tell us you might sue us if there is something wrong with
+your copy of this eBook, even if you got it for free from
+someone other than us, and even if what's wrong is not our
+fault. So, among other things, this "Small Print!" statement
+disclaims most of our liability to you. It also tells you how
+you may distribute copies of this eBook if you want to.
+
+*BEFORE!* YOU USE OR READ THIS EBOOK
+By using or reading any part of this PROJECT GUTENBERG-tm
+eBook, you indicate that you understand, agree to and accept
+this "Small Print!" statement. If you do not, you can receive
+a refund of the money (if any) you paid for this eBook by
+sending a request within 30 days of receiving it to the person
+you got it from. If you received this eBook on a physical
+medium (such as a disk), you must return it with your request.
+
+ABOUT PROJECT GUTENBERG-TM EBOOKS
+This PROJECT GUTENBERG-tm eBook, like most PROJECT GUTENBERG-tm eBooks,
+is a "public domain" work distributed by Professor Michael S. Hart
+through the Project Gutenberg Association (the "Project").
+Among other things, this means that no one owns a United States copyright
+on or for this work, so the Project (and you!) can copy and
+distribute it in the United States without permission and
+without paying copyright royalties. Special rules, set forth
+below, apply if you wish to copy and distribute this eBook
+under the "PROJECT GUTENBERG" trademark.
+
+Please do not use the "PROJECT GUTENBERG" trademark to market
+any commercial products without permission.
+
+To create these eBooks, the Project expends considerable
+efforts to identify, transcribe and proofread public domain
+works. Despite these efforts, the Project's eBooks and any
+medium they may be on may contain "Defects". Among other
+things, Defects may take the form of incomplete, inaccurate or
+corrupt data, transcription errors, a copyright or other
+intellectual property infringement, a defective or damaged
+disk or other eBook medium, a computer virus, or computer
+codes that damage or cannot be read by your equipment.
+
+LIMITED WARRANTY; DISCLAIMER OF DAMAGES
+But for the "Right of Replacement or Refund" described below,
+[1] Michael Hart and the Foundation (and any other party you may
+receive this eBook from as a PROJECT GUTENBERG-tm eBook) disclaims
+all liability to you for damages, costs and expenses, including
+legal fees, and [2] YOU HAVE NO REMEDIES FOR NEGLIGENCE OR
+UNDER STRICT LIABILITY, OR FOR BREACH OF WARRANTY OR CONTRACT,
+INCLUDING BUT NOT LIMITED TO INDIRECT, CONSEQUENTIAL, PUNITIVE
+OR INCIDENTAL DAMAGES, EVEN IF YOU GIVE NOTICE OF THE
+POSSIBILITY OF SUCH DAMAGES.
+
+If you discover a Defect in this eBook within 90 days of
+receiving it, you can receive a refund of the money (if any)
+you paid for it by sending an explanatory note within that
+time to the person you received it from. If you received it
+on a physical medium, you must return it with your note, and
+such person may choose to alternatively give you a replacement
+copy. If you received it electronically, such person may
+choose to alternatively give you a second opportunity to
+receive it electronically.
+
+THIS EBOOK IS OTHERWISE PROVIDED TO YOU "AS-IS". NO OTHER
+WARRANTIES OF ANY KIND, EXPRESS OR IMPLIED, ARE MADE TO YOU AS
+TO THE EBOOK OR ANY MEDIUM IT MAY BE ON, INCLUDING BUT NOT
+LIMITED TO WARRANTIES OF MERCHANTABILITY OR FITNESS FOR A
+PARTICULAR PURPOSE.
+
+Some states do not allow disclaimers of implied warranties or
+the exclusion or limitation of consequential damages, so the
+above disclaimers and exclusions may not apply to you, and you
+may have other legal rights.
+
+INDEMNITY
+You will indemnify and hold Michael Hart, the Foundation,
+and its trustees and agents, and any volunteers associated
+with the production and distribution of Project Gutenberg-tm
+texts harmless, from all liability, cost and expense, including
+legal fees, that arise directly or indirectly from any of the
+following that you do or cause: [1] distribution of this eBook,
+[2] alteration, modification, or addition to the eBook,
+or [3] any Defect.
+
+DISTRIBUTION UNDER "PROJECT GUTENBERG-tm"
+You may distribute copies of this eBook electronically, or by
+disk, book or any other medium if you either delete this
+"Small Print!" and all other references to Project Gutenberg,
+or:
+
+[1] Only give exact copies of it. Among other things, this
+ requires that you do not remove, alter or modify the
+ eBook or this "small print!" statement. You may however,
+ if you wish, distribute this eBook in machine readable
+ binary, compressed, mark-up, or proprietary form,
+ including any form resulting from conversion by word
+ processing or hypertext software, but only so long as
+ *EITHER*:
+
+ [*] The eBook, when displayed, is clearly readable, and
+ does *not* contain characters other than those
+ intended by the author of the work, although tilde
+ (~), asterisk (*) and underline (_) characters may
+ be used to convey punctuation intended by the
+ author, and additional characters may be used to
+ indicate hypertext links; OR
+
+ [*] The eBook may be readily converted by the reader at
+ no expense into plain ASCII, EBCDIC or equivalent
+ form by the program that displays the eBook (as is
+ the case, for instance, with most word processors);
+ OR
+
+ [*] You provide, or agree to also provide on request at
+ no additional cost, fee or expense, a copy of the
+ eBook in its original plain ASCII form (or in EBCDIC
+ or other equivalent proprietary form).
+
+[2] Honor the eBook refund and replacement provisions of this
+ "Small Print!" statement.
+
+[3] Pay a trademark license fee to the Foundation of 20% of the
+ gross profits you derive calculated using the method you
+ already use to calculate your applicable taxes. If you
+ don't derive profits, no royalty is due. Royalties are
+ payable to "Project Gutenberg Literary Archive Foundation"
+ the 60 days following each date you prepare (or were
+ legally required to prepare) your annual (or equivalent
+ periodic) tax return. Please contact us beforehand to
+ let us know your plans and to work out the details.
+
+WHAT IF YOU *WANT* TO SEND MONEY EVEN IF YOU DON'T HAVE TO?
+Project Gutenberg is dedicated to increasing the number of
+public domain and licensed works that can be freely distributed
+in machine readable form.
+
+The Project gratefully accepts contributions of money, time,
+public domain materials, or royalty free copyright licenses.
+Money should be paid to the:
+"Project Gutenberg Literary Archive Foundation."
+
+If you are interested in contributing scanning equipment or
+software or other items, please contact Michael Hart at:
+hart@pobox.com
+
+[Portions of this eBook's header and trailer may be reprinted only
+when distributed free of all fees. Copyright (C) 2001, 2002 by
+Michael S. Hart. Project Gutenberg is a TradeMark and may not be
+used in any sales of Project Gutenberg eBooks or other materials be
+they hardware or software or any other related product without
+express permission.]
+
+*END THE SMALL PRINT! FOR PUBLIC DOMAIN EBOOKS*Ver.02/11/02*END*
+
diff --git a/old/marte10.zip b/old/marte10.zip
new file mode 100644
index 0000000..cdd1958
--- /dev/null
+++ b/old/marte10.zip
Binary files differ