diff options
Diffstat (limited to '77018-0.txt')
| -rw-r--r-- | 77018-0.txt | 8965 |
1 files changed, 8965 insertions, 0 deletions
diff --git a/77018-0.txt b/77018-0.txt new file mode 100644 index 0000000..9304af5 --- /dev/null +++ b/77018-0.txt @@ -0,0 +1,8965 @@ + +*** START OF THE PROJECT GUTENBERG EBOOK 77018 *** + + + CESARE TRONCONI + + + MADRI.... PER RIDERE + + + ROMANZO + + + + MILANO + GALLI E OMODEI, EDITORI-LIBRAJ + Galleria Vittorio Emanuele, 17 e 77. + — + 1877. + + + + + PROPRIETÀ LETTERARIA + + Stab. tip. Molinari e Socj. + + + + + A + FELICE CAMERONI + + A + FERDINANDO FONTANA + + + + +Allora non si usavano ancora i _treni-omnibus_. + +Quattro becchini o quattro conoscenti andavano bravamente sotto la bara +e via se la portavano al cimitero. + +Non di rado, i latori di voi — per modo di dire — di voi +presente-passato, erano precisamente quegli amici o parenti che vi +avevano rotto le scatole al punto da ridurvi fra quelle assi e dicevano +di portarvi con piacere per consolarsi del dolore di avervi ammazzato. + +Con ciò non si vuol fare alcuna maligna allusione a coloro che quella +mattina portavano o accompagnavano un cataletto al più lontano dei +carnaj suburbani. — Non osiamo scrivere: _all’ultima dimora_, dopochè +la stoltezza umana, non contenta abbastanza di tormentare certuni +quando sono vivi, non vuol lasciarli tranquilli neanche quando sono +morti. Stoltezza tanto di buona fede, che piuttosto di non trasportare +qualche osso, se non ne trova, supplisce con surrogati.... e, in un +caso disperato, è certo che ne fabbricherebbe apposta! + +Il dolore di quegli amici e parenti era proprio sincero. Al defunto +avranno forse goduto più d’un pranzo, n’avranno sempre parlato bene +il meno possibile, ne avranno corteggiato la moglie, avranno giocato +dei tiri alla sua borsa — questo che cosa significa? — ma egli era +stato tanto buono — tutti ora n’erano persuasi — e la di lui fine tanto +miseranda e acerba — aveva venticinque anni! — che nessuno, per quanto +apatista, poteva non sentire compassione. Alcune guance, specialmente +di donne, erano rigate di lagrime.... ed erano lagrime sincere.... +perchè il morto non aveva dato ordine di pagarle.... e i superstiti +meno ancora. + +Entrato il convoglio nel camposanto, si diresse verso la fossa +assegnata al nuovo ospite e intorno a quella si dispose in cerchio, +attendendo. Si sapeva che un amico doveva leggere alcune parole. + +Infatti un giovinotto sui trent’anni levò un foglio, tossì, diede +un’occhiata in giro, compose il volto a gravità dottorale e finalmente +cominciò: + + «Aveva ragione Leopardi, il quale scrisse: + + «Amore e Morte + . . . . . . . . . . . . . . . . . . + «Cose quaggiù sì belle + «Altre il mondo non ha, non han le stelle, + + «ma doveva aggiungere che, quando si perde il primo di questi beni, + l’altro è l’unica speme che ci resta.... e che l’affrontarla è pur + una gioja sovrumana.... + + «Colla morte soltanto ci è dato salvarci dal dolore! + + «Ma chi ci avrebbe detto solo domenica scorsa, quando, ricco di + salute e di forza, tripudiava con noi ad agape fraterna, che oggi + avremmo dovuto riunirci intorno alla sua tomba per dargli l’estremo + _vale_? + + «Chi ci avrebbe detto, quando egli ne parlava commosso delle sue + domestiche gioje....» + +Qui l’oratore — se volete dar tal nome a chi leggeva con coraggio non +invidiabile uno dei soliti stravecchi esercizj di retorica — alzato lo +sguardo a caso, mentre prendeva fiato, s’interruppe repentinamente.... +e additò nella direzione dell’uscita del cimitero, dove erano apparse +due ombre negre. Tutti guardarono ed ebbero un moto di sorpresa e di +repulsione. + +L’oratore, allora, con voce bassa e severa, mormorò: + +— Sarebbe un profanare questo sepolcro il permettere che quelle due +sciagurate avessero ad unirsi a noi per ascoltare l’espressione del +nostro dolore.... Andiamo.... e che Dio.... — + +Egli s’interruppe per interrogare i visi degli astanti, e vedendoli +tutti addolorati ripetè con forza e sensibile reticenza: + +— .... Che Dio abbia di loro pietà.... se pur la meritano. — + +E i convenuti si sciolsero silenziosamente, le teste chine, +disperdendosi fra le croci ed evitando — taluni non senza affettazione +— di incontrarsi colle due donne che con la loro comparsa inattesa +avevano disturbato la mesta cerimonia. + + + + +Una vecchia lettera, che fa parte dei documenti da noi raccolti prima +di accingerci a questo lavoro, contiene informazioni sur uno dei +personaggi principali del racconto — informazioni che noi crediamo +dover nostro di dare in tutta la loro crudezza per risparmiare a +certi benevoli la fatica d’accusarci della malsana, prava compiacenza +d’inventar caratteri ultraperversi. + +Grazie a quel Dio che ci ha creati, della perversità ve n’è quassù fin +che se ne vuole, e non c’è proprio alcuna possibilità d’inventare nè +più nè peggio di quello che già esiste. + +Queste informazioni dovevano servire — pare — per qualcuno che aveva +delle idee oneste, ossia conjugali — se su Maddalena o sulla di lei +figlia, non sappiamo, la lettera non portando data — e chi le diede era +certamente ben informato. + +Crediamo fosse anche un galantuomo.... ma su tal punto penserete quel +che vorrete. + +Copiamo: + + «Leggi adunque bene! + + «Maddalena è una di quelle disgraziate creature che non si + dovrebbero mai conoscere, anzi neppur potere sospettare possibili. + Il solo sapere che simili esseri non sono una finzione da + romanziere, ma esistono realmente ed agiscono.... è una corruzione + del nostro spirito e del nostro cuore, perchè, alla fede nel bene, + sostituisce il dubbio terribile che quaggiù vi siano solo gradi + maggiori o minori di depravazione — più o meno abilmente mascherati + — e che il bello morale assoluto sia una pura fola. + + «Quando si è conosciuta una Maddalena, tu potrai incontrare + anche una vergine angelica.... garantita e ti verrà egualmente + il sospetto che quell’involucro celestiale racchiuda un’anima di + fango. Concederai che quell’anima non ha ancora agito secondo la + sua natura, ma dirai subito che gli è soltanto perchè sinora è + sempre stata nell’impossibilità d’agire.... e che del resto aspira + unicamente e con tutto l’ardore a quell’istante in cui potrà agire + liberamente. + + «Insomma, quando si è conosciuta una Maddalena.... la donna — nel + consolante significato che noi avevamo sempre dato a tale parola, + perchè va unito a quegli esseri che portano i soavi nomi di madre, + di sposa, di figlia — non esiste più.... esiste soltanto una + spaventevole macchina, la quale stritola tutto che di umano ha la + sventura di toccarla. Allora tu non vorresti più essere nè figlio, + nè marito, nè padre — perchè Maddalena è il MALE. Il male cinico, + audace, insultante, aggressivo, perchè non solo vuol essere.... + non solo vuol parer tale, ma aggiunge la sfida a tutto ciò che è + BENE.... come a dire: io ho il coraggio di essere quello che sono, + perchè è così che si deve essere, e tu, sedicente virtù, non sei + che ipocrisia o imbecillità. + + * * * + +Sì, Maddalena fu il male, ma avrebbe forse potuto anche essere il bene, +se nel punto più importante, e quasi sempre decisivo nell’esistenza +d’una donna, ella non avesse ricevuto una di quelle lezioni che +sconvolgono mente, cuore e sangue, e vi trasformano un individuo di +punto in bianco. + +Diciamo questo, col solito _forse_, più per tentar di spiegare che +per rendere simpatico il personaggio, nonostante i suoi torti.... +lasciando che le lettrici la giudichino come meglio credono — a voce — +per confessare poi fra sè stesse, se nella tale e tal’altra circostanza +avrebbero agito in modo diverso o egualmente o peggio. + + * * * + +Se la morte di Cesare fu preceduta e quindi, come dissero, +preannunziata da stranissimi fenomeni — la nascita di Maddalena fu +accompagnata da un incidente che fornì materia a dir molti spropositi +alle varie donnicciattole che, raccolte nella cucina, una sera di +gennajo, attendevano ansiosamente quel primo vagito, il quale doveva +annunziare l’arrivo, nel mondo, del Messia di casa Papetti. — Fra +parentesi diremo che quel Messia, per essere il benvenuto, doveva +essere una femmina. Così volevano mamma e papà, e guai a lui se si +fosse presentato colla solita sconvenienza che si nota nei maschi. + +Or bene, nel punto stesso in cui papà Ildebrando, spalancato con furia +l’uscio della cucina comparve gridando gongolante e lagrimante: + +— È una fiiiglia!... è una fii.... — proprio allora, con gran fracasso, +volò in frantumi un vetro della finestra, sfondato da un grosso gatto +nero che cadde sulla tavola apparecchiata pel desinare. + +Ma siccome, precipitando, aveva rovesciato bottiglie e bicchieri.... +scoppiò un gridò generale acutissimo di spavento e di furore, e tutte +le mani si congiunsero in un: Santa Madonna! — Il gattone allora, +esterrefatto per la sua stessa caduta, alla vista di un paese nuovo, +di tante ignote femmine e di quell’uomo che già alzava minaccioso un +bastone.... piroettò roteando i giallissimi occhi, cercando anelante +una via di scampo — ma non vedendone alcuna, perchè già tutti gli +si serravano addosso, da vero gatto spiccò un salto trasvolando una +spanna sopra la cervice del signor Papetti, la di cui legnata, non più +trattenibile ormai, rovinò sulla tavola con immenso frastuono di piatti +e di bicchieri infrangentisi contro il suolo.... e, quel che portò al +colmo il terrore degli astanti, colla rottura dell’ampolla dell’olio e +della saliera, il cui contenuto si sparse tutto sulla tovaglia. + +Pur troppo il disastro fu completo, e noi rinunciamo a descrivere +la scena di desolazione che susseguì, a riferire le bestialità che +proruppero da quelle bocche. + +Vi basti sapere fra le altre lepidezze che il gatto nero «era +certamente venuto dall’inferno per portar l’anima alla neonata, e che +l’olio e il sale versati erano il più certo segno che grandi sventure +attendevano casa Papetti.» + +Si giuocarono naturalmente molti biglietti al lotto, che dovevano +guadagnare immancabilmente.... e infatti non colpirono nemmeno un ambo. + +Del gatto nero non si ebbero più notizie. + + * * * + +Ildebrando Papetti era un impiegato di Dogana che dal governo percepiva +un onorario molto modesto, ma che sapeva aiutarsi. Certi mercanti +della piazza, che lo trovavano compiacente nelle dichiarazioni delle +merci da daziarsi, gli dimostravano la loro gratitudine con strette di +mano che gli facevano un piacere infinito. La malignità non cerchi più +sottintesi di quelli che vi sono. Del resto, prima vi fu da pensare +ai viziucci della gioventù — dopo, a prender moglie — in seguito, a +mantenerla bene — più tardi, ai nascituri — dunque! + +A quarant’anni sposò Caterina, la figlia della portinaja, che ne aveva +trenta. + +Bella coppia! + +Egli alto, secco, già curvo, già grigio, avvizzito, affumicato +dall’eterna pipa di porcellana, colle occhiaje muffite — sempre +strozzato da un fazzoletto bianco a sestupla pressione — senza +occhiali, tuttavia. + +Ella di media statura — quasi — grassoccia, linfatica, col volto di +un roseo incerto, giornaliero, che ad un conoscitore avrebbe dato +da pensare, coi capelli biondi di una rarità incontestabile, con due +pupille che vi parevano bianche e con un seno.... molto morale — alla +qual moralità di solito si preferisce la turgida immoralità. + +Ma era buona e cretina come dovrebbero essere tutte le donne destinate +alla parte di massaja. + +Dire le sue orazioni, andare a messa, predica e benedizione, ai tridui, +alle novene ai mesi di Maria, osservare le feste di precetto, dire la +sua terza parte del Rosario quando occorreva o.... per passar la sera, +non sapere che cosa è un libro, meno il _Manuale di Filotea_ o altro +della stessa forza, non avere un’idea di ciò che è spirito, aver orrore +della parola capriccio, tener in bell’ordine la casa, essere sempre +pulita, ma vestita come una lavandaja vecchia, fare il suo dovere +conjugale, applicare bene mignatte, polentine e.... altre consolazioni +— insomma, un ideale! + +E per questo si amavano, perchè innanzi tutto egli era un uomo +dell’ordine, ossia di quell’ordine che aveva trovato fatto venendo al +mondo. + +Questo amore tuttavia, benchè si conoscessero già da cinque anni, +quando si sposarono, chi sa se sarebbe mai nato senza un certo +avvenimento che stiamo per sapere. + +V’era una gran stima reciproca — egli ammirava, anzi, il di lei amore +al lucido — ed ella il di lui vivere regolato come il suo orologio e +specialmente i costumi morigerati. + +In cinque anni egli non aveva ricevuto nè una lettera nè una donna. + +Ma siccome ella pareva non avesse mai avuto tempo di pensare all’amore +— ed egli vi aveva forse rinunciato — e fors’anche a motivo dell’abisso +fra le due posizioni — il fatto sta che con tutta la stima e tutta la +facilità di vedersi e parlarsi — egli, più che «buon giorno» o «buona +sera», oppure «che tempaccio!», o «bello quel merlo!», non aveva mai +detto. + +Una mattina Ildebrando, uscendo di casa, vede sotto il portico Caterina +che piange disperatamente, attorniata da alcune portinaje e serventi +della vicinanza, le quali fanno del loro meglio per consolarla. + +— Perchè piange, signora Caterina? — fa egli appressatosi. + +Ma siccome Caterina singhiozza senza poter parlare, una donna dice: + +— Piange perchè le è morta la mamma stanotte.... sicuro, poverina. + +— Oh! — ma se stava benissimo jeri sera! + +— Mah! un colpo.... + +— Oh!... questo mi fa proprio dispiacere.... Basta! si faccia +coraggio.... e pensi che, giù, un po più presto.... un po più lardi.... +pur troppo! — e Ildebrando se ne va brontolando e scrollando capo e +spalle. + +Per tre giorni il nostro impiegato è preoccupato, concentrato, +accigliato — tanto, che i colleghi gli domandano se medita un delitto. + +— Forse.... se lo posso! — risponde con sorriso sinistro. + +I colleghi non vi badano e dicono: + +— Bene.... se mai ha bisogno di qualche ajuto.... + +— Non dubitino, signori..., basto io. — + +Il suo accento è beffardo — gli amici si guardano e se ne vanno, +formando dei dubbj sullo stato di quel cervello. + +Ma niente paura. Ildebrando si presenta il quarto giorno col volto +rischiarato, sereno, anzi ilare, il che è fenomenale in lui. + +Gli è che un’ora prima, entrato dalla Caterina, le ha detto tutto a un +fiato, passando dal Lei al Voi: + +— Caterina, voi ora non potete più da sola continuare a fare la +portinaja. È una grama vita.... e non resistereste, perchè, se siete +giovane ancora, non siete niente affatto robusta.... e mi farebbe +male se vi vedessi soffrire. — Vi propongo una cosa. Voi siete sola al +mondo.... e solo sono io.... Se non vi spiace.... andiamo! venite su +con me al terzo piano. + +— A servir Lei? — ha fatto Caterina, sorpresa, con uno sguardo e un +accento pieni di riconoscenza. + +— A servir me!? Ma vi pare che io potrei proporvi una cosa simile? Che +direbbe il mondo? + +— Ma dunque? — e il di lei viso esprimeva un’ansia estrema. + +— Ma dunque, voi siete una buona donna.... sì.... volevo dire una brava +ragazza. Se avete la stessa opinione di me.... sposatemi ed è bell’e +finita. + +— Oh! signor Papetti!... — ha esclamato la poveretta tutta lagrimosa, +colla mente quasi fuor di questo mondo a quel colpo fulmineo di +fortuna, dopo tanta sventura. + +— Non ditemi più Papetti, ditemi il mio nome.... Sicchè quale risposta +mi date?... Fate presto, perchè è tardi, e coll’ufficio non si +scherza.... Sicchè.... sì? + +— Oh! signor Ildebrando.... io sarò la sua serva.... + +— Che serva d’Egitto!... mia moglie...! Su.... su.... che diavolo fate? +inginocchiarvi? — e, commosso anche lui, ha detto in fretta: — la cosa +resti fra noi, per ora; penserò io a tutto.... voi non dovete neanche +muovervi. Per domani vi sarà una portinaja nuova. + +— Come! Di già provveduto? + +— E volevate forse che vi lasciassi qui un giorno solo ancora? + +— Ah!... + +— Addio! — + +Tre mesi dopo Ildebrando conduceva al suo domicilio la sposa, e siccome +egli era un po.... brillo, trovò naturale, aprendo l’uscio, di dire a +Caterina: + +— Questa è la casa.... ora bisogna mettervi dei figli. — + +Ma i figli si fecero aspettare.... cinque anni. + +Dirvi che lei era sospirosa, e lui di pessimo umore, vedendo scorrere +tanto tempo inutilmente, è dir poco. + +— Ma sono io.... o sei tu? — grugniva egli di tanto in tanto. + +— Tutti e due — mormorava Caterina sommessamente, poi con +rassegnazione! — È il Signore che vuol così.... + +— Il Signore! — gridava allora Ildebrando picchiando col pugno sul +tavolo, ma non finiva, perchè essa impallidiva sempre orribilmente alle +bestemmie. + +Ma chi faceva montare in bizza il povero Papetti, al punto, certi +giorni, da perderne l’appetito e diventare verdognolo, era il suo +capo-ufficio, il quale quando era di buon umore si degnava chiedergli +notizie «della sua numerosa prole, se studiavano, se ora lasciava +finalmente riposare quella povera donna....» insomma, una canzonatura +non più finita. + +Ma gli è che quando Ildebrando aveva preso moglie, aveva promesso mari +e monti in fatto di paternità, e invece.... + +— Vede.... — gli disse un giorno il suddetto capo-ufficio — se avesse +studiato, da ragazzo, la grammatica, queste cose non Le succederebbero. + +— Come dice?... + +— Ma sì.... nominativo come è, non sa essere dativo abbastanza da poter +diventar genitivo; così merita l’accusativo d’essere all’ablativo, e si +vede ch’Ella non era vocativo pel matrimonio. + +— Grazia! grazia! — gridò l’infelice che, come avrete capito, non era +certo un uomo di spirito, e fuggì più curvo del solito come oppresso +del ridicolo che si rovesciava su lui. + +Ma quando una certa mattina d’aprile, mentre Ildebrando stava calzando +gli stivali, udì un grido di gioja che veniva dalla camera attigua — e +domandato burbero: «Che cosa c’è?» Sentì rispondere: «Ci sono!» e seppe +subito cosa voleva dire quel _ci sono_ — non potè a meno di esclamare +pensando al suo capo-ufficio: Son vendicato! — E non appena lo vide, +gli disse, ma lentamente, con tutta l’ironia che gli riuscì di trovare, +assaporando a centellini la sua vendetta: + +— Sa.... sa.... mia moglie vuol farmene una delle sue.... Pare che +saranno due. Pazienza! — + +E non mancò di ripeterglielo.... tutti i giorni! per quel tal numero di +mesi. + +Il capo-ufficio se la pigliò in pace e attese l’istante della rivincita +che non mancò. + +Quando Papetti venne ad annunziare che gli era nata una figlia, il +capo-ufficio gli disse con accento di scherno schiacciante: + +— Pœuh!... anche quella è nata in sbaglio.... + +— Come, in sbaglio?! + +— O sarà.... merce di contrabbando.... — non c’era cattiveria; bisogna +ricordarsi che parlava un doganiere. + +— Come, contrabbando?! + +— La sfido.... ad averne un’altra. + +— E io accetto! + +— Vedremo! — + +Il capo-ufficio fu profeta — non si vide più niente — ma non se ne +parlò altro. Il gioco era già stato abbastanza lungo, e, diciamolo +pure, d’una gajezza lagrimevole. + + + + +Un buon osservatore, che avesse potuto seguire Maddalena, passo per +passo, ne’ suoi primi anni, avrebbe scrollato il capo e detto per lo +meno: Non ci capisco nulla! + +Non che ella fosse, come si dice dei bimbi, «cattiva» — tutt’altro — ma +era qualche cosa di peggio — non era, non fu mai una bambina. + +Guardate quale anomalia. + +Nei primi sette mesi succhiò da sola tanto latte che avrebbe bastato +benissimo per due. Fortunatamente la balia ne aveva per quattro. + +Succhiare e poi.... succhiare — pochissimo dormire — un dimenarsi +senza posa — una grande insofferenza delle fasce ed una maggiore +dell’oscurità. Luce, aria! — Tollerava solo e per pochi istanti ancora +le braccia della balia. + +D’essere presa da altra gente nè baciucchiata, non voleva saperne. +Rotolarsi sull’erba, nella polvere e, a preferenza, nel fango, ecco i +suoi gusti. + +Nell’ottavo mese dimostrò, con sorpresa di tutti, una certa ripugnanza +al capezzolo. Nel susseguente s’era già svezzata da sè. Di dieci mesi +passeggiava, e una magnifica foresta nera le copriva la testolina. + +Ad un’età in cui i bimbi non si sa quasi neanche che esistano, ella +era la meraviglia della corte, che le diede ben presto il soprannome di +_tosa di bronzo_. + +E lo meritava. Chi aveva mai avuto occasione di notare ch’ella +soffrisse o godesse? Chi aveva mai veduto una sua lacrima o un suo +sorriso? + +Seria, con movimenti ricisi e sicuri — non desiderava, voleva — non +chiedeva, prendeva — occorrendo, strappava — il suo capriccio era il +suo diritto. Al di lei cospetto, i bimbi più deboli sentivan paura — +i più forti, rispetto o stupore — e i grandi, si lasciavan soverchiare +per divertimento. + +La Caterina avendo sofferto una lunga malattia in quel tempo, fu forza +lasciar Maddalena presso la balia fin verso i due anni. + +Quando la madre potè finalmente farsela portare in città, fu deciso +che lo stesso giorno dell’arrivo della balia sarebbe anche quello della +di lei partenza. Si temeva che se si lasciavano prendere alla Lena le +abitudini cittadine nelle braccia della balia, venendo poi quel giorno +in cui si dovrebbe pur separarle, la Lena non avesse a far il diavolo e +a costar noje e insonnie infinite. + +Qual vano timore! La povera donna piangeva staccandosi dalla sua +Maddalena, e la sua Maddalena, infastidita, le volgeva le spalle per +occuparsi d’un cagnolino che faceva una gran festa ai suoi dolci. + + +Chi sa che cosa c’era in quel cervellino! Si può dire che fino ai +quindici anni visse come una lumaca, indifferente per tutto quanto +l’attorniava, per tutto quello che interessava gli altri, cominciando +dal giocare e dai giocatoli, non curante persino di sè stessa, ad un +punto che sembrava nata senza vanità! + +Obbediva come una macchina ai genitori, riceveva le loro carezze, ma +non le ricambiava che richiesta, asciutta, fredda.... per liberarsi +d’una noja. + +Una cosa da morir dal ridere.... quel soldo di cacio si dava alla +solitudine e alla meditazione. + +Quando cominciò a frequentare la scuola, in quella gran festa +dell’infanzia che è appunto la scuola, avrebbe forse potuto aprirsi +il calice di quell’anima, ma una circostanza impedì che alcun raggio +d’amore vi cadesse sopra, e così restò sempre chiuso. + +Pertanto non potè mai gustare alcuna di quelle gioje, non potè mai +sentirsi trasportata da alcuno di quegli entusiasmi infantili che +amicano una piccola creatura all’umanità e ne foggiano a poco a poco un +essere sociale. + +Per Maddalena volevasi una scuola con una maggioranza di ragazzine +della di lei condizione, all’incirca. + +Là, non essendovi quelle disuguaglianze che tanto fanno soffrire i +bambini, avrebbe trovato sorrisi, amicizie, trasporti, ed ella si +sarebbe forse, o almeno in buona parte, trasformata. + +L’importante è dare o cambiare l’intonazione ad un carattere — il tempo +fa poi il resto. + +Invece i genitori, che ne volevano fare una damina, la misero in una +scuola nella quale non v’erano appunto che damine in erba. — «Così — +dicevano — prenderà subito le maniere della migliore società e avrà +delle amiche le quali le faranno onore e potranno anche giovarle col +tempo.» + +Giustissimo! ma allora bisognava mandarla vestita con eleganza, +all’ultima moda, e farla accompagnare dal servitore o dal maggiordomo. +Invece la mandavano vestita con una economia ridicola, di stoffe +che sapevano di rigattiere un miglio lontano e in cui si vedeva, ad +occhio nudo, la lotta accanita dell’ingegnosità materna contro i colpi +del tempo, e contro la crescente pressione delle membra in continuo +sviluppo. + +Permettevano che l’accompagnasse una donna senza sciallo, senza +cappellino, la quale pareva una serva, aveva i tradizionali movimenti +della portinaia frettolosa e curiosa, e che Maddalena — orrore! — +confessava essere sua madre. + +Ma era una mamma quella? Tutt’al più era una stonatura nel genere madri. + +Maddalena produsse proprio lo stesso effetto che un cane in chiesa, +in quella scuola, e come un cane fu trattata — ma stavolta il cane non +guaì, nè si raccomandò alle gambe. + +I bambini, di solito, quando si trovano esposti al dileggio e alle +busse dei compagni prepotenti, perchè ricchi o nobili, o hanno forze +per vendicarsi, e allora.... guai ai dileggiatori, guai ai maneschi — o +sono troppo deboli per reagire, e allora si rassegnano alla loro sorte +e cercano ogni mezzo per renderla meno dura.... + +Si fanno quindi umilissimi servitori delle loro Eccellenzine. Se ne +ricevono un calcio od uno schiaffo, frenano una lagrima e trovano un +sorriso — se sentono una bestialità, e ne sentono molte, gridano: +«Oh, bello!» — se vedono una crudeltà, ridono a crepapelle, e così +via, sinchè a furia di umiliazioni, di strisciamenti, di adulazioni, +di leccature.... riesce loro di ingraziarsi qualcuno di quei piccoli +semidei, sotto l’egida dei quali possono poi restare impunemente anche +cogli altri, che li tollerano per lo meno fino al giorno degli esami. +S’intende che l’indomani di quel giorno, so loro avviene d’incontrarli, +non li ravvisano più. + +Maddalena non era nè un lupo nè un agnello, ma provò che, se avessero +voluto, per caso, farne un agnello, avrebbero trovato il lupo. + +Quando — e fu subito — si vide noncurata e derisa da tutte quelle dame +in sessantaquattresimo, quando sentì il coro di scherni e di motti su +quella «portinaja di sua madre,» le guardò di traverso — niente altro +— e fece chiaramente intendere col suo contegno che voleva essere +un’estranea per tutte, evitare qualunque contatto. + +Questo, sulle prime, non garbò alle signorine, che volevano, non già +una ribelle, bensì una schiava, un zimbello — ma uno schiaffo sonoro +che Maddalena lasciò andare sulla guancia d’una tristerella più zanzara +delle altre, la quale un giorno le aveva detto: «Tu.... puliscimi le +scarpe», levò a tutte la voglia di divertirsi, visto che le spese non +toccavano a lei, e la lasciarono sola. + +Si limitarono, a motivo della di lei taciturnità assoluta, a chiamarla +— fra loro, s’intende — la _dentistretti_. Era tutto quello che il loro +odio poteva osare.... a rispettosa distanza. + +Così Maddalena, della sua inferiorità s’era fatta uno sgabello di +superiorità, e le guardava tutte d’alto in basso. + +Tale posizione fattasi da sè stessa non contribuì certo a guadagnarle +i favori della signora direttrice, in coda alla quale venivano ostili +del pari, naturalmente, le maestre e i professori. Unico il catechista +cessò d’esserle avverso, ma solo l’ultimo anno, quando Maddalena, +benchè di bassa estrazione, aveva già qualche cosa di appetibile che le +altre non avevano. + +Di premj non gliene diedero mai uno. Ed era forse quella che ne +meritava di più, perchè mostrava un ingegno pronto e vivace. Sembrava +che per lei le difficoltà non esistessero. Ma siccome le sue risposte +erano secche, buttate là senza grazia, non le fruttavano alcuna lode. +Anzi, si diceva: «Non è che un pappagallo.» Come mai avrebbe potuto +essere morbida, graziosa, sapendosi a tutti in uggia, e avendo in uggia +tutti? + +Finalmente spuntò il giorno degli ultimi esami. Maddalena, preso e +arrotolato senza molto riguardo il suo «attestato», uscì da quelle +aule senza salutare alcuno, e dicendo fra sè, all’indirizzo di tutti: +«Speriamo di non incontrarci altro.» + +Aveva quattordici anni e mezzo, non aveva un’amica al mondo, non +sentiva alcun desiderio di trovarla, odiava le sue coetanee, non +aspirava a nulla, noncurante di tutto, sempre fredda — un’anima vuota. + +I genitori avevano una mezza velleità di farle continuare gli studj, +onde avesse a riuscire una istitutrice buona per l’alta società, ma +siccome Maddalena fece capire che non vi aveva alcuna disposizione: +«Già — dissero — è meglio che diventi una brava donna di casa; maestre +ce n’è d’avanzo lo stesso.» + +E per qualche tempo _parve_, infatti, fosse una di quelle fanciulle che +vengono cresciute in casa precisamente a prepararsi al matrimonio.... +sul serio. Attendere alla casa, cucire, ricamare: ecco la sua vita — +seguire la madre alla chiesa, ecco l’unica sua distrazione. + +Non pareva nemmeno accorgersi che vi fosse un mondo — e, come da +bambina, la sua più grande compiacenza stava nella solitudine e nella +meditazione. Strana cosa, non leggeva — si sarebbe detto avesse un +mondo in sè, il quale assorbisse tutta la di lei attenzione, non +lasciandole pensiero d’altro, neppure della sua bellezza.... che non +poteva non vedere. — Crediamo fosse ancora perfettamente innocente, +ossia ignorante, ma il suo cervello doveva lavorare.... perchè quando +veniva qualche uomo in casa, ella non cercava più la solitudine — e se +era nell’altra camera, ne usciva e stava a guardare quegli uomini. + +In quei momenti ella era, per verità, tutta composta, il suo volto era +impassibile, non parlava, o rispondeva, a stento, puri monosillabi — ma +il di lei sguardo, benchè freddo, vitreo, era fisso, inquisitoriale. + +Ma chi si occupa dello sguardo d’una ragazza? + +L’importante era che Maddalena fosse una perfetta donna di casa — +e a diciassette anni la era, e la più raccomandabile per quanti la +conoscevano — quando in casa Papetti, nella casa della pace, della +calma, del lavoro e della religione, avvenne una rivoluzione, che ebbe +gravissime conseguenze — non solo — ma provò anche come dove si vede +cenere, talvolta non v’è soltanto della cenere. + +Da qualche mese era avvenuto in Maddalena un tal mutamento, che i suoi +genitori non avevano potuto a meno di avvedersene. + +Sul volto, per lo innanzi così sereno e fresco, erano comparse le prime +occhiaje, ed ogni giorno si facevano più fosche. Tre rughe verticali, +tre solchi, che ogni dì s’approfondivano sempre più, erano venute +a deturpare la levigata fronte fra le sopracciglia. V’erano delle +stranezze nel suo contegno, e le nuove sue abitudini, proprio poco +belle per una fanciulla che aveva sempre vissuto con una regolarità +e una frugalità veramente esemplari, impensierivano molto i poveri +Papetti. + +V’eran dei giorni in cui non toccava cibo...., in altri, invece, veniva +presa da una voracità straordinaria. + +Essa, che aveva sempre mostrato ripugnanza per le bevande un grado più +spiritose dell’acqua, e, in genere, per i sapori forti, ora ricercava +avidamente vino, caffè tostato, liquori, agrumi.... E si fosse fermata +là!.... ma corrotto, eccitato alla frenesia il senso del gusto, ella +aveva ricorso al sale e a certe droghe, che dovevano bruciarle le +viscere e il sangue. + +V’era poi il gran guajo che l’uso palese — già soverchio per una +giovinetta, e veniva molto biasimato, combattuto, impedito in tutti +i modi possibili dai genitori — era un’inezia in confronto dell’abuso +secreto di quelle sostanze corrosive o incendiarie. + +V’erano giorni in cui si mostrava in preda ad una irrequietezza +irrefrenabile, e allora le sue pupille sfavillavano, dalle labbra +accese sgorgava la parola rapida, impetuosa, or stridente, or +squillante, e allora.... che vivacità di movimenti, che smania di +lavorare, di uscire, di correre....! — e ve n’erano altri che ella +passava sdrajata sur un’ottomana o girando per le stanze lentamente, +languida, accasciata come una convalescente, ed il suo occhio non aveva +che una luce smorta, immota, ed il labbro scolorato, aperto, pendente, +non dava nota. Dimagrava a vista — le sue carni scottavano.... Che +cos’aveva? + +Una persona sola avrebbe potuto dirlo, Brigida, la fantesca — ma quella +non fiatò. Anche senza il divieto di Maddalena non avrebbe parlato; +temeva di compromettersi e di venir cacciata. + +La madre interrogò la figlia con tutta quella cautela che le pareva +occorrere, ma senza alcun risultato. — «Non ho nulla, sto benissimo.» +— «Mi fai ridere.... che cosa devo avere?» — «No, neanche questo.» +— Ecco le risposte di Maddalena; ma siccome, nonostante le di lei +assicurazioni, il peggioramento continuava, si fece venire il medico, +il quale disse.... tutto quello che poteva e doveva dire, ossia che era +tempo di darle marito. + +— Come.... così giovine!? — esclamò Caterina. + +— Mah! per certe donne è troppo presto a venti e per altre è già tardi +a quindici...; m’intendono? + +— E dove andremo a pescarlo noi il marito, se non viene? — brontolavano +i Papetti, udita tale ricetta, e da quel momento si fecero pensierosi e +tristi, fantasticando a due sul da farsi per riuscire a trovare questo +benedetto marito, che solo poteva spegnere il fuoco consumatore. + +Ma la cosa non era delle più facili. + +Nel mentre essi volevano con tutta l’anima la felicità della figlia, +avevano al solito le grandi pretensioni e tutte le paure delle piccole +borse. Maddalena aveva nientemeno che diecimila lire di dote — messe +insieme soldo a soldo — dunque volevasi non un rompicollo, bensì un +galantuomo posato, con qualche cosa di suo.... se al sole, tanto meglio +— con un buon impiego e relativa pensione in prospettiva per la vedova. + +E lì ufficiarono parenti e amici perchè avessero a battere la campagna, +oltre la città, a fin di scavare il suddetto galantuomo — ma ogni +ricerca fu vana. + +— Tanta roba si vuole per diecimila lire? — rispondevano le designate +supposte vittime — troppo onore! + +— Ma veda almeno la ragazza.... quando l’avrà veduta.... vedrà +che merita tutto. Proprio la migliore delle figlie, piena di timor +di Dio... non come tante altre, che.... una lavoratrice poi! E la +famiglia!! ma la fami........ + +— Sì sì, tutto quello che si vuole, ma diecimila lire sono proprio +poche — e i parenti e gli amici tornavano mortificati come i bravi di +Don Rodrigo, ossia come segugi che, ecc., ecc., co’ musi bassi e con le +code ciondoloni. + +Ma se talvolta più si cerca e meno si trova, tal altra, quando meno ce +l’aspettiamo, la fortuna ci favorisce spontanea. + +Una bella sera, mentre il padre sventurato si trovava al solito +_cafferino_ a centellinare il non meno solito _agro caldo_ del vecchio +impiegato di tutti i tempi, un tale, di cui il dilettevole gioco del +dominò aveva procurato la conoscenza a Papetti, venne fuori con delle +querimonie sull’esistenza di quell’uomo che è condannato a vivere senza +famiglia, solo come un cane, ecc., ecc. + +Come ben si può imaginare, il nostro genitore prese la palla al balzo e +disse subito: + +— E perchè non prende moglie? + +— Eh! perchè sono vecchio! + +— Vecchio lei? ma so ben che mi scherza! + +— Sicuro che son vecchio.... sono vedovo ed ho quarant’anni.... + +— Proprio la bella età per.... sicuro! + +— Ah! certo.... che.... non dico.... ma già le fanciulle voglion +qualche cosa di meglio. + +Il nostro impiegato, anzi _ex_, perchè da due anni circa era stato +giubilato con paga intera, il nostro Ildebrando dunque lasciò cadere il +discorso.... ma era una furberia — e l’indomani sera comparve al caffè +un po’ più tardi dell’usato in compagnia di Maddalena. Era la prima +volta che egli conduceva colà sua figlia. + +L’amico c’era.... e capisse o non capisse l’intenzione.... trovò la +ragazza di suo gusto, e lo disse al padre, che allora ricondusse più +volte Maddalena. Dopo qualche giorno di occhiate, di mezze parole, +di quarti di sospiri, la chiese in isposa, e ottenne un consenso +entusiastico dai genitori e il più secco e sarcastico dei no da +Maddalena. + +Il povero aspirante mise la coda fra le gambe e fuggì come un cane +sorpreso da una doccia bollente, cambiò caffè, quartiere.... non lo si +vide più. + +— Ma come si fa a lasciarsi scappare un partito simile? — gridavano +tutto affannosi e lagrimosi i buoni Papetti, colle mani giunte, +picchiandosi sulle ginocchia e gli occhi rivolti al cielo. — Figurarsi, +il maggiordomo, l’uomo di confidenza del Principe di Moka che gli dava +tutto quel che voleva e anche quello che egli, il Principe, non sapeva +di dargli. Un uomo ancor fresco, ben conservato, vedovo sì, ma senza +figli, che aveva giù messo da parte, che continuava a metterne, e che +alla morte del Principe.... chi sa!.... + +— Non seccatemi altro! — interruppe a un tratto Maddalena, la quale +aveva ascoltato fin là fredda, impassibile al solito, ma con un +aggrottamento di ciglia e un agitar di piedino che volevano certo +significar qualche cosa. + +E levatasi, mosse con maestà da mima verso la sua camera. + +Era la prima volta che la figlia osava assumere un’aria rivoltosa e, +quel che è peggio, autocratica! + +I genitori, il primo momento, percossi, ma tuttavia non credendo alle +proprie orecchie, corsero dietro la ribelle gridando: + +— Ma Lena... figlia mia... cosa dici? + +— Niente! — ribattè seccò Maddalena, facendo fronte-indietro sulla +soglia — dico soltanto che se non mi lasciate stare, io me ne +vado! — + +Ed entrata allora nella camera, vi si rinchiuse a chiave. + +Maddalena s’era rivelata improvvisamente quella che era. + +I poveri Papetti si guardarono raccapricciando, sbalorditi, poi +piansero, strillarono.... e poi.... e poi tacquero, si rassegnarono, e +da quel giorno furono gli umilissimi servi della figlia...., la quale +s’era fatta per sorpresa indipendente e signora, insegnando come si +fanno i colpi di Stato. + +E siccome tutto ciò è poco chiaro, andiamo a far un po’ di luce. + + + + +Come certi negozj, che verso strada sembrano servir per un traffico e +poi nel retrobottega servono per.... tutt’altro — così vi sono delle +fanciulle, che apparentemente hanno una condotta irreprensibile, +proprio secondo tutte le regole adottate, e poi hanno un.... +retro-bottega. + +Nel mentre, stando a quel che si vede, una di tali fanciulle conduce +un’esistenza monotona, insignificante, precisamente puerile — in +cui non trovate che innocenti sollazzi, confetti, fiori, in cui la +più grande emozione sembra quella d’una vestina nuova e di quattro +salti con accompagnamento di frittelle — ella ha, o, per meglio dire, +si procura, se lo vuole, se lo può appena, una.... retro-vita, la +quale, per poco che la fanciulla sia prudente, si sottrae a qualunque +sindacato. + +Non entreremo in particolari per ragioni facili ad indovinarsi ed anche +per non sembrar posseduti dalla smania di generalizzare. Ci occuperemo +solo del caso speciale di Maddalena, e ancora, non senza aver premesso +che, se i particolari appunto della retro-vita delle ragazze in +discorso fossero conosciuti o, se più vi garba, se si volesse farne +materia di studio, se ne trarrebbero delle deduzioni che influirebbero +a modificare di molto l’educazione della donna — per cui essa +crescerebbe più sinceramente ingenua, mentre l’ingenuità or non copre +che la così detta malizia, alla quale i bambini e gli sciocchi danno +tanta importanza — per cui essa sdegnerebbe mentire, mentre ora che vi +è forzata.... trova precisamente, in un apparato di menzogne, il mezzo +di far la sua volontà — beffandosi di tutti — per cui, infine, vivrebbe +più serena e tranquilla, mentre ora è in preda a malsane curiosità ed a +fantasticherie.... poco azzurre.... per non dir altro. + +V’è una famosa scienza che vien ritenuta pericolosa, dannosa per +le ragazze — ma è pericolosa, dannosa, solo ora, perchè se ne fa un +mistero altissimo. + +Invece di costringere la donna a scoprirne da sè gli arcani.... +insegnatele voi stessi quella scienza, con linguaggio aridamente +scientifico, all’aprirsi della sua mente, e vedrete che non le farà nè +freddo nè caldo.... precisamente come l’abbicì. + +E allora forse non vi saranno più tante fantasie sregolate, sfrenate — +non vi saranno più tante morenti d’etisia. Ma lasciamo le fanciulle in +generale e veniamo a Maddalena. + +La casa, o, per esser più esatti, il casamento in cui abitavano i +Papetti, aveva due cortili. + +Il primo era piccolo ma civile, come si conveniva alla parte di +fabbricato prospiciente la via; il secondo, invece, si poteva quasi +chiamare una corte rustica. L’esservi una stalla e un pollajo gliene +davano, se non altro, l’odore, e il suolo ineguale e tutto mal +ciottolato, senza un pensiero al mondo dei poveri bipedi, che avrebbero +dovuto arrischiarvisi, diceva chiaro che si era pensato solo ai +quadrupedi. + +Nell’androne, che dal primo metteva nel secondo cortile, v’erano due +aperture, una a destra, l’altra a manca, che lasciavan veder le scale +al servizio della parte posteriore del casamento, il quale aveva anche +due ale. + +L’ala sinistra, come il corpo, aveva tre piani oltre il terreno — +mentre la diritta era a un sol piano, che non si poteva dir terreno, ma +che era molto basso. + +Quell’ala doveva essere una qualche precauzione di un antico +proprietario, marito molto geloso de’ suoi diritti. + +Dal fabbricato si vedeva un gran giardino al di là del muro, che +correva fra le punte delle ale. + +La scala a sinistra, che saliva a chiocciola, serviva la parte alta — +corpo e ala —; la scaletta a destra, di soli quindici gradini, saliva +diritta all’uscio dell’unico e microscopico appartamento che si trovava +nell’ala rispettiva. + +I Papetti abitavano nell’ala a sinistra, ma non più al terzo piano — da +qualche tempo, cominciando a pesar gli anni, eran discesi al secondo. + + * * * + +Un anno e mezzo circa prima che Maddalena facesse quella bella scena +alla quale assistemmo, era venuta ad occupare l’appartamentino dell’ala +destra una donnina tutta sola...., ossia con una cameriera a doppio +uso. + +Era costei una sedicente vedova. Poteva anche essere vedova realmente, +ma siccome il marito pareva essere sempre stato morto, così il +«sedicente» sta bene. + +La mattina le avreste dato trentacinque anni — dopo le due pomeridiane +non più di trenta — e la sera anche venticinque. Di notte, all’oscuro +poi.... ma questo non lo sappiamo. + +Era bellina, il che vuol dire anche bruttina — ma era simpatica. + +Una personcina delicata, che non porgeva esuberanze, ma non aveva +neanche deficienze — capelli neri, carnagione brunetta — e in tutta +lei, ma specialmente nello sguardo, modestamente provocante, e nel +sorriso misterioso continuo a fior di labbro.... un certo non so che, +per cui una donna sembra dir tacendo: «Io so che ci sono, e quando +voglio, qualcuno se n’accorge.» + +Del resto, per la maldicenza non v’era niente da dire sul di lei +conto. Riceveva pochissimo, nelle ore d’etichetta, e tutte persone +_comme-il-faut_. Erano alcuni eleganti attempati.... _amici del +suo povero marito_, e alcune signore, che apparentemente dovevano +appartenere anche esse alla categoria delle vedove sedicenti e +seducenti. + +Tutta gente ben vestita, che andava e veniva senza far chiasso e senza +dar nell’occhio. Una cosa sola si sarebbe potuto notare, ed è che delle +visite mascoline non era mai accaduto che una s’incontrasse da lei con +un’altra.... ma per notar questo, bisognava essere ben cattivi. + +La sera ella non riceveva alcuno, tranne un giovinotto — ma era un suo +_fratello_. + +Tutto questo, che è pochissimo e insignificante, lo si sapeva dalla +portinaja, che lo teneva dalla domestica della vedova in discorso. + +Teneva anche che era buona buona ed aveva nome Severina. + +Un freddurista dirà che è un bel nome per una signora.... e punto +scoraggiante per gli audaci. Severa sì.... ma al diminutivo.... +Lasciatelo dire. + + * * * + +Nei primi cinque mesi la signora Severina parve aliena dallo stringer +relazione con un inquilino. O amava la solitudine, o doveva aver delle +ragioni per conservarsi perfettamente libera, cosa difficile quando si +hanno delle conoscenze nella stessa casa in cui si abita. Doveva anche +essere, a giudizio dei vicini, una donna tutta sacra alla memoria del +marito, perchè di carnevale non era uscita nemmeno una sera e perchè +nessuno sembrava gradirle, mentre si sapeva che v’erano dei signori.... +ma proprio signori, i quali se ne occupavano moltissimo. + +Lettere non ne mancavano, la portinaja era stata importunata.... +le lettere erano state consegnate — ma una faccia nuova in tutto +quel tempo non s’era ancor vista passare. Si era ardito persino +di corrompere la cameriera, ma essa.... aveva accettato le mancie, +ridendo, e non solo non aveva mai riportato una risposta favorevole.... +ma neanche una sfavorevole. + +— Sono matti tutti! — diceva la cameriera alla portinaja — la mia +signora non può pensare ad alcuno. — + +I vicini, specialmente qualche giovinotto, incontrando Severina, la +salutavano per tentar di ottenere un ricambio, che potesse servire di +primo gradino alla solita scala — ma fatica gettata — ella non vedeva +mai. + +V’era tuttavia un’eccezione. + +Maddalena, che s’era imbattuta qualche volta in Severina o nell’uscire +o nel rientrare, aveva veduto sul suo volto un dolcissimo sorriso di +simpatia, che era proprio tutto per lei Maddalena — ma essa era sempre +seria e non aveva mostrato di accorgersi di quel sorriso. La sua +selvatichezza non era ancora stata vinta da alcuno. + +Un giorno però Maddalena, dopo che Severina le fu passata a +fianco, guardandola colla solita espressione, non potè a meno di +rivolgersi ad osservare quella elegantissima figurina, dalle movenze +vagamente ondulanti, la quale andava lasciando dietro sè un profumo +delicatissimo, strano, senza nome, così penetrante, che pareva scendere +al cuore. + +Tale almeno fu l’effetto che produsse in Maddalena, per la quale era +una novità. Per la prima volta ella si era soffermata pensando a quella +signora, e aperte le labbra aspirò l’aria tutta odorante per esalarla +quindi in un sospiro. + +Si sarebbe detto che v’era magìa. + +Maddalena, che non aveva mai desiderato un’amica, da quel momento +sentissi attratta verso Severina....; e il miracolo era stato fatto da +un semplice profumo! + +Maddalena non avrebbe potuto dirne allora la ragione — ma la ragione vi +era. Ella sdorava già la pubertà.... e quel profumo, penetrando in lei, +vi aveva vellicato per la prima volta il recondito senso della voluttà. + +Salita, ritiratasi nella sua camera, aperse la finestra, e appoggiatasi +col fianco al parapetto, là stette tutta mesta guardando quel cortile, +quel giardino, quelle mura.... Tutto era deserto, tutte le finestre +chiuse, lo spazio era inondato da una luce pallida e fredda; non +giungeva altro romore che quello lontano alternato di un martellar di +scalpelli nella via. + +Per la prima volta, guardatasi attorno, sentì uggiosa, pesante quella +solitudine, che ella stessa aveva pur voluta fino a quel giorno — per +la prima volta sentì un bisogno di respirare a pieni polmoni, e una +forza nuovissima trascinarla al romore, alla folla, al mondo, alla vita +— per la prima volta le venne in mente di mirarsi nello specchio.... +ma, corsavi, fece una smorfia, perchè si vide pallida e quasi brutta. — +Però, fermatasi alquanto, toccati i capelli, aperto un tantino l’abito, +lì sotto il mento, fatto il confronto fra sè e Severina, provandosi +a sorridere, finì a sorridere davvero. Aveva trovato che se anche +Severina fosse stata mal pettinata e peggio vestita come lei, sarebbe +stata forse più brutta di lei.... quindi passando al viceversa.... +sperò poterla superare. Ma come fare, con chi consigliarsi, ella che +non conosceva alcuno? Dire ai genitori: — D’or innanzi, voglio farmi +bella, divertirmi, vivere — le pareva una enormità. + +A chi ricorrere dunque per ajuto a fine di raggiungere il suo scopo +per altra via? Un mezzo solo v’era, fare la conoscenza di Severina, +che certo doveva essere una maestra eccellente, e l’avrebbe istrutta +in tutto, e fors’anche avviata nel principio di quel labirinto +intricatissimo che le pareva, ed è infatti, la vita. + +Ma come riuscire a far la relazione di Severina? Offrirsi? Pregare? +Questo ripugnava al di lei orgoglio.... tanto più che fra le +possibilità v’era anche quella di un rifiuto. + +Non restava che attendere dal caso una occasione favorevole per +avvicinare la signora e afferrare tale occasione. + +Ma per quanto Maddalena spiasse, l’occasione non si presentava. +Severina restava invisibile, pareva non uscisse più. La fanciulla +si cuoceva d’impazienza, e casa sua le diveniva ogni giorno più +antipatica. Ma finalmente quel benedetto tempo, che se, tutto toglie, +apporta anche tutto, permise alle sue speranze di rianimarsi. + +Spuntato aprile, le vetriata dall’appartamento di Severina si schiusero +ai soavi zeffiri, alla gaja luce della primavera — e la desiderata +signora cominciò a far delle apparizioni sul suo terrazzino. + +Maddalena allora cominciò dal canto suo, a passare, lavorando, alla +finestra tutto il tempo di cui poteva disporre. + +Non occorre dire che ogni qual volta Severina si lasciava vedere, +Maddalena smetteva di lavorare e si sporgeva fuor della finestra per +attirare la di lei attenzione.... ma questo pareva difficile. + +Tuttavia, or col tossire, or col cantare, or col muovere la sedia +o il tavolino.... fece tanto che un giorno Severina alzò gli occhi +al secondo piano, e siccome la fanciulla scorse sul di lei volto il +medesimo dolce sorriso, così sorrise anch’essa subito, chinando il +capo. + +Da quel dì Severina prese l’abitudine di guardar, al secondo piano, +quella ragazza, che lavorava sempre, e il di lei viso esprimeva, oltre +che simpatia, compassione. Si salutavano sempre, tuttavia per qualche +settimana le cose non progredirono. + +Ma poi una specie d’occasione non tardò a presentarsi, e Maddalena non +se la lasciò sfuggire. + +Affacciandosi alla finestra, vide una novità sul terrazzino della +signora. + +Un giardiniere vi stava disponendo con arte del vasi di fiori, che due +facchini scaricavano nel cortile da un carro e portavano su. + +Erano fiori delle specie più vaghe e più fragranti. + +Maddalena, anche per l’attrazione simpatica che v’è sempre fra la +giovinezza e i fiori, ma, innanzi altro, per tentare Severina, si mise +a batter le mani in atto di gioja e maraviglia, cosicchè la signora +levò lo sguardo e sorrise a Maddalena, la quale le fece un bell’inchino +sporgendosi tutta come se volesse osservare più da vicino, odorare +quasi l’olezzante famiglia. + +Severina, o indovinasse finalmente il desìo che cuoceva la fanciulla — +o avendo ella stessa la medesima brama, vedesse opportuno il momento +per iniziare conoscenza meno superficiale — il fatto è che, spiccata +una bella rosa, la offrì, col gesto, a Maddalena. + +Quella arrossì di piacere, e rispose con altro gesto che voleva dire: +«Gradisco ma non so come pigliarla.» + +Allora Severina non esitò più e le fe’ cenno che andasse da lei. + +Maddalena non se lo fece ripetere, e detto alla madre, per aver +un pretesto di scendere: — Vado a prender un po’ d’acqua, — giù a +precipizio per la scala, su per quell’altra, da Severina. + +La signora l’attendeva sull’uscio e raccolse con un: «Brava!» e con un +bel bacio in fronte. + + * * * + +— Ma, Maddalena.... dove sei? — fe’ Caterina alla finestra, cinque +minuti dopo, non vedendo tornar la figlia. + +— Sono qui! — rispose Maddalena comparendo sul terrazzino, unita a +Severina, che con un braccio le cingeva il fianco. + +— Permette? — disse Severina alla madre della fanciulla. + +— Ah! ma guarda.... guarda un po’ quella sfacciatella....! — esclamò +Caterina tutta sorpresa, ma non senza piacere. + +— Non la sgridi, la prego — continuò la signora — sono stata io.... + +— Ah! non dico.... anzi.... obbligata.... ma doveva chiedermi il +permesso.... + +— Me la lascia un momento ancora? + +— Ella è ben buona, sa!... se non è capace di dir due parole in croce! +Basta.... faccia lei! + +— Grazie. — + +Maddalena rientrò in casa, mezz’ora dopo, tutta infiorata e con una +sacchettina che «la signora le aveva data espressamente per la mamma.» + +Quando Caterina sentì queste parole, le vennero le lagrime, e a +Maddalena, che, dopo averle cantate le lodi della signora, le domandò +se l’avrebbe lasciata ancora andare da lei, rispose tutta felice: + +— Ma sì.... va.... è una signora come si deve, e non ti può che far +bene. — + +Come sono mai certi genitori e specialmente certe madri...., purchè i +loro figli ricevano gentilezze in una casa, non badano più che tanto +se convenga, poi, sotto _tutti_ i rapporti, lasciarli andare in quella +casa. E su questo proposito, senza che aggiungiamo altro noi, quelli e +quelle che non sono più ragazzi, informino. + +Se il primo giorno Maddalena si fermò mezz’ora dà Severina — il secondo +vi passò un’ora, il terzo una mezza di più.... e ben presto la durata +media delle sue visite fu di due ore. + +L’effetto di quelle visite fu tale — in Maddalena avvenne in breve +tempo una trasformazione così grande, che i Papetti ne furono +maravigliatissimi. + +Come.... la loro Lena, che pareva esser nata selvaggia.... in pochi +giorni s’era civilizzata (_sic_)? — Come, quella Lena, che non parlava +mai ed aveva un contegno da monaca.... si degnava d’esser gaja, si +degnava di conversare affabilmente coi propri genitori? — quella Lena, +che fin allora s’era sempre pettinata come una vecchia beghina, i +capelli scendenti a guisa di cortina, tanto da nascondere per metà le +sopracciglia, che parevano incollati sulle tempie e sapevan di sego, +ora non si presentava che acconciata con leggiadrìa, emanando un olezzo +gratissimo esotico? — quella Lena, infine, che aveva sempre portato +l’abito meschino d’una.... _stellina_, nè mai pareva aver pensato a +mutar foggia e stoffa, ora si abbigliava, studiava il figurino della +moda, ne seguiva i consigli? + +Davvero che la metamorfosi era sorprendente — e i Papetti ne +gongolavano e appagavano, incoraggiavano anzi le fantasie, per quanto +costose, di Maddalena, che la rendevano bella, bella come essi non +avevano mai supposto potesse divenire — stella fulgente!... diceva +papà — pensando che in tal modo le sarebbe più facile di destare il +capriccio in qualche gran signore, che, s’intende, la sposerebbe. + +E a quelli che si maravigliavano, a ragione, di tanta e improvvisa +novità, dicevano: + +— Prima andava bene come andava, perchè le ragazze devono venir su +modeste, senza tante idee inutili — ora è giunto il suo tempo.... +faccia anche lei quello che richiede la sua età.... la sua posizione. + +Secondo il loro convincimento, Maddalena aveva una _posizione_! + + + + +Se il trovarsi in certi ambienti è sempre pericoloso per qualsiasi età, +è perniciosissimo, indubbiamente, per un’età giovanissima. + +Apprendendo la scienza della vita a grado a grado, non si muterà +natura, se la natura ha certe propensioni decise, ma si potrà imparare +ad evitare la sfrenatezza siccome anti-igienica e nociva nell’opinione +pubblica; si potrà imparare a conservare la _forma_, non foss’altro, +per rispetto di sè stessi.... — parliamo di chi ci tiene al rispetto +di sè stessi. — Ma apprendendo tutto in un sol colpo, a sedici anni, +si corre un gran rischio di perdere la testa — o, per lo meno, di +guastarsela in modo che, dopo, la è questione semplicemente d’occasione +— per cominciare — e in seguito si fa della vita un’occasione sola. + +Sedici anni.... proprio l’epoca climaterica, in cui il sangue +ricchissimo comincia a far sentire la sua possanza scagliandosi a +ondate sul cuore o sul cervello — in cui il sistema nervoso comincia +a tiranneggiare il corpo, a ridersi dei nostri principj, della nostra +educazione, se abbiamo ricevuto quella che si chiama buona, e a +uccidere quella volontà che dovrebbe essere il frutto delle nostre +convinzioni, facendone sorgere altra.... certamente più naturale, ma +forse poco parente della signora Morale, che conoscerete probabilmente +come la conoscono i moralisti.... di vista. + +Non sappiamo se il lettore alle parole: _certi ambienti_ avrà detto: +«Non capisco.» Si ricordi del come gli abbiamo presentato Severina. Se +non ha capito primo, capisce adesso? — No. — Bravo; allora vada avanti +e capirà. + +L’appartamentino di Severina si sarebbe potuto definire il nido della +voluttà — perchè tutto, dalle combinazioni dei colori delle tappezzerie +e delle cortine, dalla morbidezza delle stoffe alla varia luce che +in un certo gabinetto non pareva più luce, al profumo indefinibile e +snervante — quel tal profumo — che impregnava l’atmosfera, dalle caste +arditezze dei quadri mitologici agli intrecciamenti e alle contorsioni +spasmodiche di bronzi rivali o copie dell’arte antica.... tutto era +blandizie pei sensi. E all’anima sembrava che da ogni mobile, da ogni +tela, da ogni bronzo uscisse una voce sommessa, insinuante, misteriosa, +che diceva....: Ama. — + +Non si poteva restar seduti impunemente in quella penombra....; era +una malìa; la ragione s’oscurava, gli occhi si chiudevano.... era +necessario balzar in piedi, fuggire. + +Ma si potevo volere? — si voleva potere? Il sorriso di Severina sarebbe +qui una buona risposta. + + * * * + +Noi siamo figli dei nostri padri e delle nostre madri — pare +impossibile, non è vero? — e talora in fatto di padri.... abbiamo +del lusso — ma realmente noi siamo figli di chi sa impadronirsi e +dirigere l’anima nostra. Qualche volta siamo figli di nostro padre o +di nostra madre e anche d’ambedue, quando essi, avendo la coscienza +e l’amore della loro missione, s’impadroniscono appunto dell’anima +nostra, e, gelosissimi del loro potere, non permettono mai ad alcuno di +condividerlo — e allora, o bene o male, riesciamo moralmente l’imagine +o dell’autore o dell’autrice o quella fusa d’entrambi ripetuta. Ma +è raro, perchè, generalmente, tenerezza per la missione educatrice — +che comincia un po’ prima e va un po’ più in là del mandare a scuola — +non c’è strabbondanza. — E allora riesciamo figli o della cameriera o +del vicino di casa, o del primo amico o di qualche prete — e se non di +qualcuno fra questa gente, certo del primo o della prima amante. + +Avviene anche a certi individui privilegiati, i quali si trovano +moralmente abbandonati, o quasi, a sè stessi; che, senza saperlo, si +sottraggono a qualunque influenza.... e riescono invece figli del loro +tempo. Se in quel tempo poi v’è crisi nelle idee del secolo, possono +riescire persino uomini di spirito — ma se non c’è crisi, non possono +diventare che uomini spiritosi. + +Quando le idee nuove danno battaglia campale alle idee vecchie, chi si +batte pel trionfo delle prime è un uomo di spirito. + +Quando battaglia, per lo meno visibile, non c’è; ma si sa beffarsi +delle idee correnti, che si riconoscono false e ridicole, si è uomini +spiritosi. + +Chi è figlio solo di suo padre e di sua madre non sarà mai un uomo +di spirito e neppure un uomo spiritoso, perchè i padri e le madri, in +genere, amano fabbricare dei.... cretini. + +In questo, per essi, sta la vera propagazione della razza umana e.... +per Dio!... le scuole li secondano bene e compiono l’opra. + + * * * + +Siccome Ildebrando e Caterina non avevano saputo veder altro in +Maddalena che una macchinetta di carne, cui basta impinzare di +cibo, coprire e mandare a scuola — e non avevano mai pur sospettato +la possibilità, il dovere di una cura dell’anima; così avvenne che +Maddalena dovette riescir figlia di Severina, la quale non vi mise, del +resto, alcun proposito di corruzione. + +A lei bastò d’essere Severina. + +Per la mancanza d’altri principj e di esperienza da opporre a quella +scuola, per la sua natura e per l’età, Maddalena era già terreno ben +preparato per certa coltivazione. — Restava solo da lasciarvi cadere la +semente. + +Fin dal primo giorno Severina aveva parlato a Maddalena come si parla +ad una donna già donna — con una perfetta indifferenza di soggetti, +come si discorre della pioggia e del bel tempo. Dai particolari della +_toilette_ a quelli della più intima igiene — capitolo speciale — dai +commenti liberissimi sui fatti diversi riportati dai giornali alle +discussioni sulle passioni descritte nei romanzi, aggiunte le chiose +sulle situazioni più.... interessanti — tutto aveva il colorito d’una +realtà così semplice che Maddalena non poteva a meno di sorridere, +prendendovi un piacere infinito. Ella si diceva che sino a quel tempo +era stata così chiusa in sè stessa, solo forse perchè non aveva mai +sentito parlare. Quello di Severina soltanto le pareva un parlare. + +Da Severina seppe che il cuore d’una donna è un valore nominale +inutile, spesso dannoso a lei — che il valore reale corrente, e il solo +quindi che le dà valore e le torna utile, è la sua _toilette_. + +Una bella donna con un bel cuore, ma senza una bella _toilette_, è +nulla in confronto d’una donna anche bruttina ma molto elegante. + +Da Severina seppe che gli uomini, in genere, colle donne, o fanno il +tiranno o fanno l’imbecille. Fanno il tiranno con quelle poverine tutto +cuore, senza fiele, che, cresciute per il sacramento, non conoscono +che la sommissione, il lavoro e la rassegnazione — fanno l’imbecille +colle furbe, che hanno il talento della pelatura, amano l’ozio, la vita +gaudente.... e mettono alla porta chi vien fuori di tempo, solo perchè +ne ha il diritto.... o, per lo meno, crede d’averlo. + +Da Severina seppe che gli uomini, sempre in genere, cercano nella +donna un talento solo: _l’arte di_.... — scusate, ma non ricordiamo la +parola. + +A farla breve, in poco tempo Maddalena ricevette tante lezioni da +potersi dir maestra.... se non altro, in teoria. Le mancava la pratica, +ma sulle prime pareva non curarsene. + +Anzi affettava un tal disprezzo per l’uomo, che, alla sua età, faceva +ridere. Mentre le altre fanciulle, a seconda del grado maggiore o +minore di modestia o di ipocrisia, sol che vedano un uomo simpatico, +gli piantano in faccia due avidi occhi o gli lasciano andare, così di +traverso, quella timida occhiatina che dice tante cose; Maddalena non +si degnava di guardar alcuno, qualunque fosse l’eleganza o la bellezza +di chi passava. Li vedeva, s’intende, ma il suo sguardo sembrava fisso, +diritto, sur un punto invisibile, che non aveva nulla d’umano. + +E come andava! Marciava. + +Impettita, la bocca sdegnosa, con passo fiero, piuttosto lungo, sempre +eguale, non curante i miseri mortali che incontrava, lasciando cader +solo uno: _stupido!_ se alcuno, per caso, abbagliato dalla di lei +bellezza, osava fermarsi, susurrando una frase d’ammirazione. + +Ah! sì, Maddalena s’era veramente fatta bellissima in pochi mesi, +dacchè aveva apprese e praticate tutte le arti, diremo così, cosmetiche +di Severina, non esclusa quella tanto vantaggiosa per la bellezza, +che consiste nel dare ad una buona mensa la debita importanza. E il +risultato si vedeva. Tutto quello che doveva spiccare.... spiccava — +e il suo catechista, se l’avesse riveduta allora, con quanto fervore +avrebbe esclamato: _Oh! virgo potens! — Oh! causa nostræ letitiæ! — Oh! +vas insigne devotionis! — Janua cœli!_ + + * * * + +Un giorno Severina, la quale aveva notato la specie di sprezzo di cui +Maddalena sembrava onorare gli uomini, sprezzo che faceva contrasto con +tutte le varie curiosità onde la giovinetta era presa — le disse: + +— Non sprezzar tanto, mia cara.... non crederti superiore alle altre +donne, perchè tu pure, come le altre donne, hai un cuore, e sei di +carne. Sta certa che verrà anche per te il momento di perdere la testa. + +— Oh! io non m’innamorerò mai. + +— Perchè?.... + +— Perchè non posso desiderare alcun uomo, se il mondo è come lo dipingi +tu.... Prima di conoscerti, alle volte fantasticavo.... ti dico la +verità.... è tanto naturale.... — ma ora che, grazie a te, so cosa è il +mondo.... + +— Che bambina!.... E se trovassi un’eccezione fra questi uomini? + +— Un’eccezione? + +— Un uomo può essere il più sciocco o il più malvagio degli uomini.... +ma quando una donna lo trova bello.... egli diventa il migliore degli +uomini. Le donne credono di amare un uomo per le sue qualità.... come, +del resto, anche gli uomini credono di amare una donna per i suoi +pregi morali. Non è vero. Si ama quell’uomo o quella donna perchè i +suoi lineamenti, e spesso anche solo le altre sue forme, rispondono +a quel sentimento del bello che è in noi, e vive ed è in continua +agitazione, senza che noi vi riflettiamo, ricercando avidamente delle +soddisfazioni. Un artista mi diceva che è il sentimento estetico.... Io +non lo credo. Quando penso a quello che sento io, credo invece sia il +sentimento del sesso.... Infatti, incontrando una bella donna, io dico +solo: «Ecco una bella donna» — è la sensazione purissima dell’occhio +che vede un complesso armonico di linee.... Ma quando io incontro un +bell’uomo, ossia quell’uomo che, secondo la mia natura, è bello, io +sento una commozione, alla quale ti giuro che l’Accademia delle Belle +Arti è affatto estranea. + +— Tu senti una commozione? Dammene una idea.... + +— Non posso.... non capiresti. La stessa tua domanda mi mostra lo stato +dell’anima tua. Essa desidera, essa attende.... ma egli non viene. Tu +non sai chi egli sia, nè dove possa trovarsi. Forse verrà domani.... +forse fra un anno.... fra dieci.... venti.... forse non verrà mai. + +— Ah! non dirlo.... + +— Vedi.... come ti sei tradita! Il tuo disprezzo per gli uomini è il +disprezzo di certi giovinetti per le donne. Non potendo ancora sentire, +non possono comprendere quello che sentono gli altri, e per ciò solo +credonsi invulnerabili e compassionano o deridono chi cade. Ma viene +anche per essi il giorno terribile.... E se non viene.... tanto peggio! +Allora, che vita miserabile! — Dunque ora siamo intese, e quando verrà, +dimmelo. + +— Io lo cerco nella folla e non lo trovo. + +— È un errore il cercare. Alla tua età si ha un ideale che non si +saprebbe forse nemmeno dire come sia fatto.... È un po’ di tutti.... +e non è niente di nessuno.... È.... è.... quando verrà, tu dirai: +«Eccolo.... è lui!» — e ti parrà d’averlo sempre conosciuto. — + +Severina aveva ragione, e Maddalena desiderava ardentemente di poter +esclamare qualche giorno, magari presto.... «Eccolo, è lui!» — ma non +sperava molto. Intanto continuava a marciare sprezzante: dicendo fra +sè: «Possibile che fra tanta gente non vi sia quello che voglio io?» + +Erano le quattro di sera di una tiepida giornata di novembre, e le +nostre amiche uscivano dalla cancellata dei giardini, quando Severina +sentendo sul suo una leggiera pressione del braccio di Maddalena, +domandò: + +— Che cosa c’è? + +— È strana! sai che quasi quasi direi.... — Maddalena non potè +finire. Un giovine signore, incontrandole in quel punto, s’era fermato +salutando rispettosamente la fanciulla e prendendo la mano di Severina. + +— La signora Maddalena mia vicina ed amica — fe’ Severina, presentando +— mio fratello.... — + +Il fratello disse poche parole, poi risalutò e si allontanò. + +A Maddalena erano parse insignificanti le frasi che Severina e quel +signore avevano scambiate. Severina non vide che quel signore aveva +guardato più volte a lungo negli occhi di Maddalena — nè che questa +aveva sopportate con sufficiente fermezza quelle occhiate, e aveva +sorriso all’ultima che egli, staccandosi, avevale lanciata. + +— Ti piace mio fratello? — fe’ scherzando Severina, non appena fu sola +coll’amica. + +— Visto che è tuo fratello, ti dirò che mi piace! — rispose Maddalena, +ridendo. + +Severina non seppe resistere, e ne disse tutto il bene che ne pensava — +e non era poco. + +— Non l’ho mai veduto da te.... — notò Maddalena. + +— Non viene quasi mai.... e quelle poche volte che viene.... è di sera. + +— Ah! — + +Qui dobbiamo avvertire che se pareva esistere, ed esisteva anche, +grande intimità fra le due amiche, v’era però una specie di +regolamento.... di etichetta, diremo, che Severina non aveva imposto, +ma che la finezza di Maddalena aveva compreso sin dal principio, +regolamento ch’ella si sarebbe ben guardata dall’infrangere, e +l’osservanza del quale ella capiva essere forse la condizione +principale della loro amicizia. L’una aveva saputo farsi intendere, +parlando sulle generali — e l’altra aveva inteso bene. + +Ella sapeva che Severina riceveva solo in certe ore — e in quelle ore +non aveva mai trovato nessuno da lei. Sapeva che Severina non voleva +far visita ad alcuno per non riceverne. — Aveva fatto un’eccezione per +lei, Maddalena — e basta. + +In questo, Severina era stata molto morale — o molto prudente, per +ragioni d’interesse tutto suo? + +Sul punto di lasciarsi, quello stesso giorno, Severina, ricordando +certe parole di Maddalena, domandò: + +— E che cosa volevi poi dire, poco fa? + +— Quando? + +— Ma sì.... quando hai esclamato, mi pare: «È strana.... quasi quasi +direi....» + +— Ah! aspetta.... — fe’ Maddalena con sforzo per raccapezzare.... — +ma.... non mi ricordo proprio più. + +— Bè! me lo dirai un’altra volta. Addio. — + +Maddalena aveva mentito. Se ne ricordava benissimo — ma se prima +avrebbe parlato e volentieri, ora non voleva più parlare. Forse col +tempo, se.... + +Gli è che, prima, avendolo per un ignoto qualunque che passava ignoto a +lei e alla compagna, coll’esclamare: _Eccolo, è lui!_ non avrebbe fatto +che esprimere un’impressione nuovissima per lei — egli sarebbe tosto +scomparso per sempre e l’impressione si sarebbe cancellata, lasciando +tutt’al più un lieve rammarico di brevissima durata.... — ma ora, come +esprimere quell’impressione alla sorella di suo fratello? + +E se Severina parlasse? E se il fratello dicesse per caso, ridendo, +d’aver pensato in veder lei, Maddalena, per la prima volta: _Eccola, +non è lei!_ — quale disfatta pel suo amor proprio, quale punizione del +dispregio ch’ella aveva sin allora affettato per gli altri uomini! + +Il primo da lei desiderato, che.... la rifiutava! + +— No, no, tacere e attendere. Nello stesso modo che con un po’ di +pazienza — si diceva — sono riescita a conoscere Severina — con un +altro poco riescirò a conoscere suo fratello.... e ciò non mancherà, se +l’impressione che io ho prodotta in lui è simile a quella ch’egli ha +prodotto in me.... Dovrà essere precisamente lui quello a cui io sarò +indifferente, quando tutti si fermano quasi estatici a mirarmi al mio +passare? — + +Guardossi nello specchio, provò il sorriso col quale lo avrebbe +salutato, incontrandolo la seconda volta — e allora sperò. + +La notte tuttavia non fu senz’ansie. + +Quando avrebbe potuto rivederlo? e che sarebbe avvenuto poi?.... e.... +e.... tutti quegli e che crea il sogno nella veglia, in cui si scorge +da lungi una realtà possibile e si hanno ancora tutte le incertezze, +per non dire i timori che non si tratti appunto che d’un sogno. + + * * * + +L’impressione poteva essere effimera, poteva aver fatto nascere un puro +capriccio, ma era stata forte da ambe le parti. Chi poteva muoversi — +l’uomo — cercò tosto chi non poteva muoversi, la donna, alla quale, per +molte ragioni, non era permesso far un sol passo per cercare. + +Ecco, come, l’indomani mattina, Maddalena uscendo con Brigida, la +domestica, per la provvista giornaliera, s’imbattè nel giovine signore. +— Ma l’incontro fu per lei così improvviso, ch’essa non ebbe tempo +neppur di pensare a fargli quel tal sorriso studiato il giorno prima. +Scossa, confusa, chinò il volto tutto di bragia e passò. E fu il +miglior saluto. + +Si rividero così una, due, quattro mattine di seguito.... ma, preparata +allora, ella potè rispondere al di lui saluto con una grazia e con un +sorriso, che dovevano scompigliare quel favorito fra i mortali. + +Maddalena, dopo aver incontrato tre volte il giovine signore, +s’aspettava che, da un momento all’altro, Severina avesse a dirle: +— Sai, mio fratello ti ama e mi ha incaricata di esaminare il tuo +cuore. — Ma vedendo che Severina non solo non toccava quel tasto, ma +non si lasciava sfuggire alcuna allusione, per quanto lontana, ad +una possibilità di simpatia fra i due giovani — il quarto dì perdè +la pazienza e volle esplorare il terreno. Come un bravo esploratore, +cominciò tuttavia molto guardinga — tanto temeva ancora: + +— Questa mattina ho incontrato tuo fratello. + +— Ah! sì? — fe’ Severina con indifferenza. + +— È la quarta volta che lo incontro.... + +— Come!? Da quando? — esclamò Severina, che non potè frenare un moto di +sorpresa, e nel cui sguardo Maddalena vide con stupore qualche cosa di +feroce che la colpì e la rese ancor più cauta. + +— Almeno mi pare che sia lui, tuttavia posso ingannarmi.... — poi, dopo +un momento di silenzio: — Ha moglie tuo fratello? + +— Non l’ha e non la prende! — disse seccamente Severina lanciandole una +occhiata sospettosa e scrutatrice. + +— Fa bene! — fu pronta a dir bravamente alto Maddalena, continuando +poscia fra sè: «Ho capito. Egli sarà ricco e si avrà paura che sposi +una ragazza povera o quasi. Prudenza allora, e lavoriamo sotto acqua. +Chi sa che un giorno io non venga a dirti: Severina, gioisci con me; +tuo fratello mi sposa. — Se ciò avverrà, come io farò di tutto perchè +avvenga, t’assicuro che te l’annuncerò con tutto il giubilo che si deve +avere quando si finge dar per lietissima una notizia che si sa dover +tornar molto dolorosa.» + +— Io farò di tutto perchè avvenga — aveva detto Maddalena, e cominciò +subito l’indomani a far qualche cosa, col dare al suo sguardo +un’espressione che era un invito. + +Brigida aveva ricevuto inoltre delle istruzioni — e quando il giovine +signore si avvicinò, la fantesca scomparve nella bottega del droghiere. + +Questo gioco, ripetuto il giorno successivo, fece capire al giovine che +non si trattava di caso e ch’egli poteva ardire. Onde ardì subito. + +All’incontrar la giovinetta sola, vedendone lo sguardo più che mai +incoraggiante, si fermò, e salutandola come si saluta una duchessa: + +— Buon giorno, signorina.... Vorrebbe lasciarsi salutare! + +— Troppo gentile — (pausa, in cui si guardavano sorridenti, egli +incerto, ella provocando tutto) poi: — Va da sua sorella? — + +Il giovine non potè a meno d’arrossire, e balbettò: + +— Da....? ah! sicuro.... da mia sorella.... A proposito, non ho mai +avuto il piacere di incontrarla da Severina. + +— Non vado mai da lei la sera. + +— Ed Ella sa che io vi vado di sera? + +— Sì, me l’ha detto sua sorella. + +— Allora v’andrò di giorno. + +— Non glielo consiglio.... Non credo che sua sorella sentirebbe un gran +piacere se ci vedesse incontrarci. + +— Come fa a saperlo? + +— L’ho capito. + +— Ed Ella è indifferente a questo? + +— A.... cosa? + +— Alla contrarietà che Severina mostrerebbe, secondo Lei, se sapesse +che ci siamo riveduti.... + +— Ma.... — e fingeva incertezza guardando il suolo. + +— Dica pure.... + +— Non.... so.... — e continuava il gioco. + +— Allora glielo dirò in altro modo. Se mia sorella fosse contenta che +io La incontrassi.... Ella cosa ne penserebbe? + +— Non.... so.... — ma stavolta lo sguardo si levò timidamente, amoroso, +sul volto del giovine, quasi a supplicarlo di non crederle. + +— Pensandovi qualche tempo.... potrebbe riescire a saperlo? + +— E.... poi? — Ella si guardava d’intorno quasi smarrita. + +— E poi.... vedremo. Intanto non dica niente — se crede — del nostro +incontro a Severina. La mia famiglia ha una gran paura che io pensi a +maritarmi.... gliene dirò poi le ragioni. Del resto, io sono padrone di +me stesso.... Ma forse, per una prima volta, ho già abusato della sua +bontà.... Se è così.... creda.... glielo dico sinceramente.... creda +che io bramo solo di abusarne al massimo grado. — + +E con questo scherzo, ridendo, si lasciarono. + +Si rividero.... si parlarono..., molto si parlarono, per ripetersi che +si amavano. + +Vediamo un po’ addentro in questo amore.... Vi sono tante specie +d’amore! + +Non v’è forse anche l’amore senz’amore? + + + + +Chi era, innanzi tutto, il giovine signore, per il quale Maddalena +aveva provato i primi palpiti? + +Vi sono dei giovinotti che fanno la bella vita, ossia odiano ogni +lavoro, vestono bene, mangiano meglio, si vedono dappertutto dove +c’è qualche cosa da godere, che sulle labbra hanno sempre il sorriso +dell’uomo felice, fra le labbra uno zigaro di contrabbando, cui non +mancano mai venticinque centesimi per il _vermouth_ o per l’_absinthe_ +— e che non hanno rendite accertate. Per lo meno, nessuno le conosce. + +Infatti, sostanza propria non ne hanno mai avuto, meno qualcuno che ha, +o si dice abbia consumato, qualche migliajo di lire slanciandosi nel +mondo. + +Sia come si vuole, la loro fortuna è ora composta soltanto di debiti, +ma a guisa dei grandi Stati, a cui essi commettono la spiritosità di +paragonarsi, tali debiti sono per essi una fonte di credito. + +La loro ricetta per pagare i debiti è la solita: i vecchi non pagarli. +— i nuovi farli diventar vecchi. + +Hanno delle amanti di tutti i generi, specialmente del peggiore.... +che non è il meno abbondante — e nel numero si trovano anche delle +donnine a modo, la cui onestà ha avuto un istante di.... sonnolenza, +come si trovano delle donne che non aspettano più i cinquanta, ma che +li hanno dimenticati. La vecchiaja deve pur esser consolata, se si vuol +guadagnare.... il cielo. + +Non sono precisamente lenoni o cinedi, o mantenuti o buffoni.... nel +senso medioevale.... sono un _consommé_ di tutto questo. + +Anche la parola _parassiti_ è un po’ troppo bassa per qualificarli.... +perchè sono piuttosto _invitati_ che mendicanti. Diremo: son gente +che _san fare_! San fare colle donne, le quali hanno sempre un +estremo bisogno di ridere, e talvolta — _en petit comité_ — anche di +sghignazzare. + +San fare cogli amici ricchi — non apprezzano che la società degli amici +possidenti.... molto possidenti — i quali, annojati o sciocchi, hanno +bisogno assoluto e continuo di qualche bello spirito che li distragga, +si lasci burlare, li burli, li presenti ad una ballerina o ad una.... +signora, e partecipi ai loro olimpici sacrifizj notturni. + +I meno abili, al tempo del bagni e delle villeggiature, restano in +città — i più abili partono e non di rado tornano in fondi. + +Non hanno ricevuto quel che si dice una educazione — ma sul bigliardo, +al tavolo da gioco, in stalla e nei gabinetti di Venere hanno imparato +tanto, che più di una celebrità scientifica o letteraria, appetto di +loro, farebbe la figura di un imbecille o d’un uomo dell’altro mondo. + +Non pochi sarebbero imbrogliati a scrivere una lettera al sarto.... ma +è certo che a una prima rappresentazione d’un’opera, d’una commedia +o d’un ballo, la loro sentenza è irrevocabile. Per il ballo, vada; è +questione di piedi. + +Questo è quello che si vede di tal sorta di gente, dai diciotto ai +trentacinque anni circa. Dopo, chi muore logorato dagli eccessi — chi +s’imbarca sul mar conjugale con una invidiabile indifferenza per le +avarìe che la nave ha già sofferte.... e potrà soffrire in seguito +— chi vivacchia il più onestamente.... che può, sul gioco — chi si +fa mentore di qualche rampollo, per sorreggerlo nei primi passi sul +sentiero.... della gloria e della virtù — chi si fa.... sensale di +connubj più o meno legali — e chi va in galera.... o meriterebbe +d’andarvi. + +I più onesti, i più indipendenti diventano letterati, ossia scrivono +tutti i giorni una lettera a qualche vecchio amico — a qualche noto +negoziante — nelle quali lettere si è sicuri di trovar sempre le +seguenti parole: _Caduto assoluta miseria — supplico filantropia +— qualunque tenue elemosina — eterna riconoscenza — lasci risposta +portinajo_. + + * * * + +Giulio Bindi non era ancor uno di quegli individui di cui ci siamo or +ora occupati, ma aveva tutte le buone disposizioni e batteva proprio la +via giusta per divenirlo. + +Ma dobbiamo anche dire che, nato in altra famiglia, egli sarebbe +probabilmente cresciuto qualche cosa di meglio. + +Suo padre era un fiacchissimo uomo, con un carattere ancor più +debole. In gioventù era stato sempre schiavo degli amici; quando gli +diedero moglie — per strapparlo dalle unghie d’una sgualdrinella, +che, fingendo filare del sentimento, non faceva che pulirlo e poi +ripulirlo indefessamente — egli, che era abituato a vivere da schiavo, +fu spaventato della responsabilità assuntasi; il bastone del comando +in casa sua gli sembrò d’un peso insostenibile e scambiò le parti, +prendendo volontariamente quella dell’obbedire. Meno male se la moglie +fosse stata una donna di buon senso, energica, risoluta, ma essa non +era che buona.... Sapeva mangiare, si lasciava vestire, e pel resto +si rimetteva a quanto faceva una vecchia cameriera, la quale l’aveva +veduta nascere e l’aveva seguita nel matrimonio. Per fortuna quella +valeva qualche cosa ed era onesta, se no, povera casa! + +Nasce Giulio. Che cosa volete riesca con un padre il quale non sa cosa +sia volontà, e con una madre la quale dice sempre di sì — gente che +ignora cosa deve essere realmente la vita, e non ha altre idee del +mondo se non queste: che vi sono delle botteghe in cui si compera il +cibo — dei mercanti che vendono gli abiti — e che d’autunno si va in +campagna, perchè c’è l’aria fina? + +Lasciate fare a lui! A tre anni strilla tutto il santo giorno, rompe +tutto — a quattro, prova che la favella è stata data all’uomo per dir +insolenze. Comanda a bacchetta tutte le più strambe enormità.... Se +qualcuno s’avvisasse di resistergli..... come Luigi XIV imporrebbe +il suo capriccio collo scudiscio — a otto anni fuma, a dieci vien +sfrattato dalla scuola per scandalo. + +Lo fanno studiare privatamente, perchè finisca d’imparare.... niente +— a quindici anni va.... dapertutto.... — A sedici ha già quattromila +lire di debiti. + +Padre e madre, come imbecilliti dallo spavento, lasciano fare...., essi +capiscono ch’egli rovinerà la casa, ma come resistere? Essi non pensano +che a lagnarsi col terzo e col quarto, ma non sanno fermare il già +terribile dissoluto. + +Uno zio interviene — cerca far capire la ragione, mettendogli +sott’occhi tutte le conseguenze disastrose e non lontane, perchè la +famiglia è semplicemente e modestamente agiata. + +Miracolo insperato.... riesce a persuadergli di mutar sistema. + +Sì, Giulio si pente, Giulio si impiegherà — e sarà presto un uomo come +si deve.... Se, finora, è stato il dolor di capo di casa sua.... si sa +bene.... gioventù.... quella benedetta gioventù! + +Ecco Giulio impiegato.... chi sa, chi sa un giorno cosa diventerà?! + +Che cosa? aspettate sei mesi. Egli ed un amico hanno fatto la +conoscenza di due mime.... che, per una certa mimica..., siamo intesi! +— Ma ci vuol molto denaro per scritturarle.... e, denaro, nè l’uno nè +l’altro ne hanno. Perdersi d’animo per questo?.... Diavolo....! si fa +una cambiale falsa! + +La cosa viene scoperta — fulmine in casa Bindi — chi corre di qua, chi +corre di là per vedere, per sentire, per rimediare, per assopire.... e, +si intende, per pagare. + +Giulio è consigliato di dar le sue dimissioni, ed eccolo a spasso tutto +il giorno come un virtuoso senza scrittura. + +Il padre e la madre non fanno che piangere, non mangiano più.... e in +breve se ne vanno all’altro mondo. + +Giulio non perde il tempo a piangere.... fa i conti. — Vendendo tutto, +gli restano ancor cinquantamila lire.... + +A ventitrè anni ne ha già mangiate quaranta in buona compagnia.... e +comincia a domandarsi se non gli converrebbe sposar Severina. + +Egli ha conosciuto, due anni prima, Severina ai bagni e le ha ispirato +una forte passione — passione tutta sensuale, se volete, ma quel che è +certo è che Severina va matta per Giulio, tanto, che non solo non gli +ha mai chiesto niente, ma lo colma continuamente di doni di valore, +ch’egli ricambia.... con dei mazzolini di fiori. + +Giulio non ama Severina, ma l’accetta, primo, perchè come donna non è +da disprezzarsi — secondo, perchè egli sa che ella non avrà il cuore di +lasciarlo esposto.... alle intemperie, quando saranno sfumate anche le +ultime diecimila lire. + +Come si spiega il pazzo furore di Severina per Giulio? Ecco: in amore, +prima di tutto, è difficile spiegare qualche cosa — ma in questo caso +si spiega col dire che Giulio era l’ideale d’una fantasia!.... + +Se scriviamo la parola, gridate all’immoralità. + +Giulio era un bel giovine — non una perfezione, via....; per esempio, +le estremità lasciavano a desiderare — ma aveva nel viso un’espressione +così originale che a certe donne dava il capogiro. + +Quando egli guardava con intenzione una pecorella desiata, si pensava +all’Arcangelo Gabriele che, sorridente come un Satiro, le dicesse, non +col labbro, col solo sguardo: — Non è peccato, veh! — + +Uno stimolo.... ed insieme un conforto. + +Ecco quel che aveva sedotto Maddalena. + +Cosa singolare, ella fu iniziata alla vita da un profumo e da un +sorriso. + +Il profumo di Severina le aveva aperto l’animo alla voluttà — il +sorriso di Giulio gliene aveva dato la sete — e si sa cos’è la sete.... +quando non si può bere. + + * * * + +Una donna può aver sortito la natura più ardente e saper imbrigliare, +se non la propria fantasia, per lo meno i suoi desiderj tanto da poter +attendere, senza soffrire, che spunti il giorno delle nozze legali — le +sole che le insegnarono essere riconosciute dalla società. + +Ma per aver siffatta forza d’animo, per mantenersi sempre presente a +sè stessa in modo da deludere ogni insidia, in modo da rendersi sorda +alle grida del suo sangue, è necessario che, nella sua educazione, +vi sia stato qualche cosa che l’abbia messa presto in guardia contro +i così detti pericoli. È necessario quindi che le abbiano insegnato +quel pudore che in natura non esiste; che, nelle prime letture, vi sia +stata una direzione; che non abbia fatto le seconde letture; che abbia +avuto la scuola del buon esempio; o che, avendo avuto per caso l’altra +scuola, quei mali esempj abbiano partorito tali funeste conseguenze da +spaventarla e da consigliarle l’apatia siccome la miglior ricetta per +vivere tranquilla. + +Ma quando una donna cresce senza che le insegnino nulla — senza veder +nulla — senza aver appreso niente alla scuola del mondo, formandosi da +sè stessa sola il proprio carattere, è molto probabile, diremmo certo, +che se non la salvano gli altri, da sè stessa non sappia salvarsi dalle +prime seduzioni, e che ella affretti anzi la sua caduta — perchè il +suo carattere morale non è che il suo temperamento fisico, l’unico +consigliere ch’ella conosca.... senza conoscerlo. + +Ed è quello che sarebbe avvenuto a Maddalena, solo che avesse +conosciuto Giulio prima d’aver ricevuto le lezioni di Severina, la +quale, facendo un po’ di fisiologia dell’amore, le aveva insegnato +delle cose che per una fanciulla potevano essere utili. — In genere +— le aveva detto fra le altre — una ragazza che ha un amante e +vuol sposarlo, non deve amarlo che platonicamente. L’uomo essendo +cacciatore.... va in giro fiutando per cercare la sua selvaggina, +che è la donna. Se la selvaggina pone una condizione al lasciarsi +pigliare.... può essere che l’uomo non sappia resistere allo stimolo +dell’appetito, e per poter mangiare.... accetti la condizione — ossia +sposi. + +Se la selvaggina invece, sedotta dalle lusinghe del bel cacciatore, +trascura di porre la condizione e non vola via, vien presa, +cucinata.... e divorata. + +La condizione della donna nella nostra società è tale che noi dobbiamo +dare — nel fare il primo passo — la maggior importanza a quello che +per noi realmente non ne ha — o se ne ha una.... è negativa — perchè +ponendo sempre quella condizione, molti uccellini dal becco gentile +vedono, con grande dolore, un cacciatore dopo l’altro prendere la fuga +e restano là sempre sul ramo, essi che, poverini, si farebbero pigliare +tanto volontieri.... finchè.... sfiancati dall’ambascia, sfiatati e +spiumati.... cadono e spirano. + +Questo dico — diceva Severina — quando si vuole il matrimonio che nella +nostra società assicura la considerazione.... e il pane, anche se si è +brutte o si ha perduto la profittevole gioventù. + +Quando si è disposte a farne a meno del matrimonio, e si ha il coraggio +di andar incontro a tutte le incertezze e a tutti i rischi.... allora è +un altro pajo di maniche. + +Ma allora bisogna anche prendere, e presto, l’offensiva contro gli +uomini. + +Severina non credette dover spiegare a Maddalena che cosa fosse +quest’offensiva. + +Maddalena voleva il matrimonio — non solo perchè sua madre aveva +sposato suo padre, ma perchè essendo fortemente innamorata di Giulio, +non voleva correre il rischio di perderlo col non porre l’accennata +condizione. + +Ma Giulio non accettava. Non poteva — diceva egli. — Uno zio molto +ricco l’aveva minacciato di privarlo dell’eredità se mai avesse a +prender moglie senza il suo permesso, perchè la moglie voleva dargliela +lui. + +Lo zio ricco c’era infatti, ma guai a Giulio, se dopo l’affare della +cambiale avesse osato pur di salutarlo! + +Ora Giulio — diceva lui — non voleva sposare altra donna che Maddalena, +ma bisognava aspettare che lo zio facesse il suo dovere di zio, ossia +prendesse un biglietto d’andata.... senza ritorno — ma intanto potevano +amarsi!! + +— Sì, amiamoci platonicamente — diceva Maddalena — cosa che accomodava +pochissimo a Giulio, il quale per la fanciulla aveva un forte +capriccio, reso anche più acuto dalla certezza assoluta d’esserne il +primo amante — ma non comprendeva l’amor platonico e non voleva, nelle +sue circostanze, nemmen fermarsi sulla parola matrimonio, visto che per +la moglie occorreva un bell’appartamento, una buona tavola, un morbido +letto, abiti, cappellini, divertimenti.... tutta roba che costa, +e visto che non conveniva rinunciare a Severina, ossia al proprio +benessere futuro. + + * * * + +Amiamoci platonicamente.... + +Ma era platonismo quello? + +Sì, se platonismo vuol dire.... vuol dire.... allora era platonismo +per loro come lo è per molti amanti, come lo era per quella tal mamma +che diceva: — Nè per.... nè per.... la mamma non sgrida mica.... basta +che.... — + +A noi pare una ipocrisia, una transazione peggiore del così detto male. + +L’amore, nascendo per mezzo dei sensi ed essendo continuamente servito +dai sensi, non può conservarsi perfettamente spirituale. Eliminala +la perfezione, siamo ridotti al più o al meno materiale a seconda +degli individui — e per quanto riguarda la sua sfera d’azione, alle +circostanze, alle paure.... ed anche agli interessi. + +Or, quando in amore non può esservi il più completo abbandono +dell’anima e della materia avvampanti d’una sola fiamma — e si cerca +un _modus vivendi_ — l’amore perde affatto il suo carattere sacro e +diventa una.... mostruosità. + +Ah! perchè mai, a questo punto, non possiamo scrivere latino?! + +Maddalena poteva ancor presentarsi come _Rosiera_, ma il suo spirito +s’era corrotto e il suo fisico ne risentiva guasti orribili. — E +amava da pochi mesi soltanto! — Ma poteva ella, a lungo andare, +uscire vittoriosa da tale lotta? — Noi abbiamo veduto quali fenomeni +si manifestassero in lei — che cosa ne pensasse il medico — che +facessero i genitori — e infine la ribellione di Maddalena che, quando +l’amorosa febbre fu giunta al parossismo, non volle più saperne di +subordinazione, di convenienze domestiche. + +Era pronta a tutto. + +E glielo disse a Giulio, l’indomani — dopo avergli narrato la scena +avuta in casa. + +— Guarda, Giulio.... io spero che non avrò altre noje di questo +genere, ma se mai tornassero ad importunarmi per farmi sposare +quell’imbecille.... o chiunque altro...., io ho già deciso.... io +lascio famiglia e tutto e vengo con te.... E allora avvenga che +vuole.... Io sento che non posso essere d’altri che tua! — + +Queste parole, che avrebbero trasportato in cielo un vero amante, +diedero un colpo mortale al capriccio di Giulio — lo spaventarono tanto +che, a sua volta, decise subito in quello stesso istante di troncare +ogni rapporto con Maddalena. + +Ispirare una passione, anche furiosa, lo lusingava, purchè però +questo non avesse mai a frastornare i suoi piani. Se Maddalena, come +qualche altra di sua conoscenza, si fosse rassegnata, pur con grave +suo sacrifizio, a prender marito, serbando viva la sua passione per +lui Giulio.... ah! allora sì.... anzi quello era il da farsi, perchè +il loro amore sarebbe entrato in una fase novella, nella quale i voti +ardentissimi avrebbero trovata larga soddisfazione — ma, Maddalena, che +rifiuta un partito conveniente ed è risoluta a rifiutarne quanti altri +possono presentarsi, non solo, ma ad abbandonare la casa paterna per +gettarsi nelle sue braccia.... per sempre!.... ah! questa prospettiva è +spaventevole. — + +Perdere Severina?.... Ah! non fia mai! Bisognerebbe essere pazzi. E un +Giulio commetter pazzie? Ma siete matti? + +In quel momento, tuttavia, ringraziò con effusione la generosa +fanciulla.... le disse che il di lei sacrifizio lo commoveva fin nelle +viscere — pianse con lei.... sul crudele destino che li perseguitava, +le giurò eterna fede, e la abbracciò e baciò con tale trasporto, che la +povera radazza, sentendosi suggere dalle labbra e la vista e la vita, +non avrebbe certo ricordato le utili teorie di Severina.... se egli +in quel punto, temendo una _buona fortuna_ come la più grande delle +sventure, non si fosse imposto un assoluto rispetto.... + +Maddalena partì compresa d’immensa gioja.... e l’ultima sua occhiata, +l’ultima sua stretta di mano dissero a Giulio la di lei profonda +riconoscenza. + +Egli l’aveva risparmiata, quale maggior prova d’amore? + +Il giorno successivo, Giulio s’appostò in modo da non essere veduto da +Maddalena; quando, secondo il solito, ella separossi dalla Brigida, la +lasciò continuar sola il suo cammino, e raggiunse invece la domestica +consegnandole un biglietto per la giovinetta. Quindi s’allontanò. + +Egli non aveva altro a fare. _Era libero!_ + +Maddalena errava tutta mesta e inquieta nella via in cui avveniva +regolarmente il suo incontro con Giulio, soffermandosi davanti a questa +e a quella vetrina, dando ad intervalli rapide occhiate or in questa, +or in quella direzione, per veder s’egli giungesse; per la prima volta +Giulio non era il primo al convegno — quando con sua sorpresa sentì la +voce di Brigida dirle sommesso: + +— Prenda....; una lettera per lei. + +— Una lettera di chi? + +— Di lui. + +— Oh! Dio! — e Maddalena, come colta da un triste presentimento, +impallidì; poi: — Chi te l’ha data? + +— Ma lui! + +— Ma perchè? + +— Cosa vuole che ne sappia io? + +— Aspetta — ed entrata in una porticina, aperse e lesse: + + «Mia carissima, + + «Perdonami se jeri non ti ho detto che ragioni d’interessi mi + obbligano ad assentarmi per qualche tempo.... ma davvero, in quel + momento di tanta espansione, io non avevo il coraggio di avvelenare + la tua purissima gioja con una sgradevole notizia. + + «Puoi imaginare se io non farò di tutto per abbreviare la mia + assenza! + + «Quando sarò di ritorno...., credo fra un mese, sarà mia premura + d’incontrarti. + + «Ricordati di me. + + «_Tuo affez._ G.» + +Afflittissima, e tuttavia senza ombra ancora di diffidenza nè di +sospetto, tornò a casa. Ma, allora, letto, riletto quel foglio, +meditando a lungo su ogni frase, per quella temenza che prende +sempre chi ama, si turbò. Studiando l’atteggiarsi delle parole, per +indovinare, le parve di trovare troppa regolarità. + +Giulio non poteva sentire alcun dispiacere scrivendo quelle linee.... +era freddo. E poi era un esprimersi da uomo innamorato quello? _Quando_ +sarò di ritorno.... _credo_ fra un mese.... Quando? Credo? E per +un mese egli la lasciava senza nuove — e non ne desiderava di lei? +_Ricordati_ di me...? Ed egli? E dove andava? Ragioni d’interesse? La +sua mente si perdeva.... Ella ebbe paura e pianse. + +Ma quel pianto non poteva essere lungo. Quasi subito si rivide, il +giorno prima, in compagnia di Giulio, che la rendeva pazzo di felicità +— e a quella visione incantevole, ogni timore sgombrò. + +Era allora la fine d’aprile. Attese con pazienza, con quanto dolorosa +pazienza lo dican gli innamorati, che passasse quel benedetto mese. + +Ma quando fu scorso.... e uno, due.... dieci altri giorni si +successero, senza ch’egli comparisse.... allora ella non ebbe più la +forza di reggere al tormento, che ogni giorno si faceva sempre più +atroce.... e andò a casa di lui. + +— Il signor Giulio Bindi è tornato? — chiese alla portinaja. + +— Dice? + +— Il signor Giulio Bindi. + +— Non lo conosco. + +— Ma se abita qui! + +— Qui non abita nessuno.... nè lui.... nè altri. — + +A tali parole per lei insensate, Maddalena cominciando a credere di +parlare con una demente, disse: + +— Ma come!... non si ricorda più d’avermi veduta molte volte passare in +compagnia del signor Giulio Bindi? + +— Oh! Sarà benissimo! — e la portinaja ebbe uno strano indecifrabil +sorriso — ne passan molte qui in compagnia.... ma qui non si domanda il +nome di alcuno. + +— Ah! Dio.... Permetta che sieda.... perchè io mi sento male. — + +Maddalena aveva la fronte coperta di freddo sudore, e si sentiva +infatti svenire.... + +Dopo essere stata un momento seduta, appoggiata alla spalliera, muta, +il capo chino, gli occhi velati, respirando con affanno.... ripreso +coraggio, fissando quella donna, esclamò: + +— Ma allora...?! + +— Ma allora — fe’ ruvidamente colei impazientata a siffatta scena, che +le pareva incomprensibile — allora questa è una... + +— Ah! — stridette Maddalena raccapricciando, e balzata in piedi, colle +mani nei capelli, fuggì.... + +— Quante sciocchezze! — borbottò la portinaia sedendo e ripigliando la +sua calza. + + * * * + +Quando Maddalena fu nella via, avvedutasi che tre o quattro persone +s’erano fermate di botto osservandola con curiosità, diventò rossa. Con +uno sforzo pensò a darsi un contegno più dicevole per una giovinetta, +e tornò a casa — ma tremava tutta, i suoi denti battevano e le labbra +erano bianche. I singulti le straziavan la gola, e la sua mente +sconvolta così s’agitava: + +— La sua casa!.... la sua _casa_!.... e io non avevo capito niente? Ma +come capire, se io non sapevo niente? Ah! Giulio, tu mi tradisci..... +ma se mi tradisci..... guai!.... Un mese.... ragioni d’interessi.... +Bugiardo!.... Ah! se ti trovo.... Se.... E ora dov’è? Come potrò +rintracciarlo? Come?.... Come.... ah! sì.... sì.... già.... che me ne +importa poi a me della sua famiglia.... di tutti i motivi che possono +aver la sua famiglia e lui.... e tutto il mondo!?... Sì, andrò da sua +sorella.... e.... e per Dio! che allora saprò dove si può andarlo a +cercare! — + +Alla certezza che fra poco avrebbe saputo tutto, si fece un po’ più +calma. Ma come sbattevano ancora quelle palpebre! + +Senza por un minuto in mezzo, giunta a casa, salì immediatamente da +Severina e tirò il cordone del campanello. + +Ma in luogo di vedersi schiudere al solito, udì un leggiero sfregamento +nell’uscio, e tosto, all’aperta spia, le apparvero gli occhi inquieti +della domestica. + +— C’è Severina? + +— Sì.... ma c’è gente.... — rispose quella a bassa voce e con aria +misteriosa. + +— Allora tornerò. Ho bisogno di parlarle. + +— Torni, sì.... ma domani.... e... più tardi. + +— Va bene. — + +La spia si chiuse, e Maddalena scese sospirando. Bisognava attendere +ventiquattro ore. + +Fu bene per tutti che Severina in quel momento avesse gente — se no, +alle rivelazioni di Maddalena, chi sa quali scene sarebbero seguite! +Allora non vi sarebbe stato certo un incidente che, se mise alla prova +la bontà del cervello di Maddalena.... fu anche la medicina che la +guarì per sempre del suo amore. + + * * * + +La giornata fu tanto lunga e uggiosa per Maddalena, che ella non +aspettò la notte per coricarsi. Il crepuscolo cominciava appena +quand’ella chiuse, contro il solito, le imposte, e si pose a letto. Le +pareva che, circondandosi di tenebre, non solo i suoi occhi, ma anche +la mente, potessero cessare di vedere — e riposare. Ma s’ingannava. + +Le giovanissime e robuste membra avrebbero avuto piuttosto bisogno +d’una eccessiva fatica fisica per poter esser fiaccate e ridotte in +balìa del sonno. + +Nella pienezza delle forze, dopo tante commozioni, in un simile stato +d’esasperazione, credere che fra le coltri, nell’oscurità, in una calda +sera di giugno, il travaglio dell’anima e dei sensi potesse scemare, +era un errore, di cui ella dovè ben presto sentire gli effetti. + +Allora il cervello s’accese, e se prima aveva solo sospettato, temuto +il tradimento.... allora Maddalena, senza alcun sforzo, se ne fece una +realtà con colori tali che le tolsero ogni lume di ragione. + +Avvoltata nel lenzuolo, s’agitava sul letto, inconscia di sè, +abbandonandosi a tutte le stravaganze che, in quello stato morboso, +divenuta preda di sè stessa, la passione le imponeva. Era un delirio. + +Or inveiva contro Giulio, caricandolo d’improperj — or gli rivolgeva +dimande, e poi, come se avesse avuto risposta, gli replicava +furiosa.... e il dialogo continuava fra il suo labbro e la sua +mente.... + +Piangeva.... narrava le sue torture.... supplicava e.... s’adirava di +nuovo.... ma tosto — le era forse stata detta una parola, una menzogna +pietosa.... perdonava, gli rivolgeva i più teneri accenti — il sereno +era tornato, rideva, si confessava pazza.... chiedeva scusa. — Seguiva +un lungo silenzio, pareva assopito. Ma quindi si ridestava in un nuovo +accesso di furore....; il tradimento era provato....! + +«Sei andato con lei....! Chi è? Voglio saperlo! Voglio ucciderla.... e +te pure ucciderò.... ma.... dilaniarti voglio!» + +Il farneticamento durò più ore.... poi il sonno tanto invocato, e +invano, al coricarsi, la colpì fulmineo. + +Batteva il tocco dopo mezzanotte quando si svegliò. Si sentiva alquanto +ristorata — la mente era un po’ confusa, ma calma. Ricordava il patito +trambusto, ma con indifferenza....; l’esaurimento di forze la rendeva +insensibile al dolore. Aveva solo una sete ardente — accese il lume e +bevè. + +Poi, coll’occhio semichiuso, affaticato, stette qualche tempo +appoggiata alla spalliera, immobile, senza pensiero.... + +A un tratto le parve di sentirsi male, d’essere oppressa dal caldo, di +non poter più respirare. + +Lentamente lasciossi scorrere giù dal letto, e vacillante mosse alla +finestra ad aprirne le vetriate. Sedutasi quindi là, respirò avidamente +per procurarsi qualche sollievo, ma non ne ottenne, chè non spirava un +filo d’aria. + +Ai primi di giugno, la temperatura era già torrida. Da un mese e +più non cadeva una stilla di pioggia. Fra la notte e il giorno unica +differenza era l’assenza del sole. La stagione quell’anno era troppo +bella, e gli uomini invocavano fulmini e tempeste che li liberassero da +tanto felice primavera. + +Dopo un quarto d’ora d’inutile attendere, Maddalena, non provando alcun +refrigerio, stava per tornarsene a letto, quando udì chiudersi forte lo +sportello della porta di casa. Ciò non la interessava punto, ma quando +vi si aggiunse un rumor di passi nell’androne, vi prestò attenzione. +Chi poteva venir a casa a quell’ora? Non era nelle abitudini di alcuno +degli inquilini. Severina forse?... Ma il passo era d’uomo.... Il +rumore cessò.... L’uomo saliva. Maddalena continuò a porger orecchio, e +ben presto la sua piccola curiosità fu appagata. + +Le imposte di una finestra furono schiuse, e una voce maschile, che +veniva dalla camera di Severina, disse: «Ma qui si soffoca!» Maddalena, +al suono di quella voce, balzò in piedi, col sangue rimescolato.... +e stette un momento, prestando sempre orecchio, tutta ansante, colle +occhiaje spalancate. Era.... non era.... non poteva credere.... +attendeva qualche altra parola per avere una certezza qualunque. + +E l’ebbe subito. Un _No_ alto, sonoro, squillò, e vi tenne dietro un +argentino riso di donna. + +Maddalena mandò un gemito. V’era la peggiore, la più temuta delle +certezze. Era lui! Allora, sconvolta, quasi demente, corse a soffiare +sul lume, poi, a piedi nudi, brancolando nel bujo, riuscì di nuovo alla +finestra, e con cautela, per non essere udita, ne socchiuse le gelosie +tanto da poter vedere senza essere veduta. + +Sulle prime le fu impossibile distinguere bene, perchè la notte era +chiara, e nella camera il lume era collocato in modo che dalla finestra +di Maddalena non si vedeva d’illuminato che una piccola parte del +pavimento presso il terrazzino. + +Ma presto la scena mutò, ossia divenne più ampia e meglio visibile...., +troppo. + +Giulio, che era seduto, celato dal fogliame del terrazzino, si alzò e +mosse per entrare nella camera, ma si fermò nel vano della finestra. +Parlava con qualcuno, ma non si udiva nulla. + +Prese quindi il lume, ch’era sur un mobile a lui vicinissimo, e +s’avanzò lentamente verso il fondo della camera. Posò il lume sur +un tavolino da notte, e si trasse in disparte facendosi invisibile a +Maddalena. + +Allora la camera si rischiarò tutta, e la fanciulla vide il letto, +e sovr’esso, in posa languida, colle mani che s’intrecciavano sulla +fronte, il seno ignudo, Severina. + +I suoi occhi parevano chiusi.... parlava a spizzico.... e sbadigliava +di tanto in tanto.... sorridendo deliziosamente. + +A un tratto si scosse da quella specie di torpore, certamente +artificiale, e coll’indice accennò alla finestra, ordinando alcunchè. + +Ma, siccome non veniva obbedita, fe’ un celere movimento ed era per +balzar dal letto — ma trattenuta — parve — da una parola o da un gesto, +si mise nuovamente a giacere nella posa primiera. + +Maddalena vide allora ricomparire Giulio alla finestra e, preso il +cordone, farne calare la tenda.... + +Furibonda a tale atto, fu sul punto di gridare.... — ella voleva +sapere, tutto sapere, avesse anche dovuto perdere la vita in quell’ora +— ma la _speranza_ (!) di non essere delusa del tutto, che ancor +restasse qualche spiraglio, le diè la forza di frenarsi. + +Non _sperò_ indarno; chè se la tenda dapprima scese tutta fino al +suolo, un leggier cigolío disse subito che si voleva lasciare un vano +in alto per non togliere affatto la possibilità di ventilazione alla +camera. + +Maddalena ebbe quindi la triste consolazione di rivedere la camera fra +un interstizio di circa una spanna. + +Ma di visibile ora non v’era che la parte superiore del letto, poco più +del guanciale. — Tuttavia a Maddalena bastava. + +Essa, dopo qualche minuto, vide Severina con gesto vezzoso chiamare a +sè Giulio, come se desiderasse qualche cosa — e poscia, dovendo aver +ricevuto un diniego, mettersi a finger di frignare, agitando la mano. + +Allora Giulio s’avvicinò al letto e porse a Severina il suo sigaro +acceso. + +Quella, non più frignante, soddisfatta, si mise a fumare +beatissimamente. + +Indi Giulio sturò una bottiglia e versò del vino color ambra in due +calici, offrendone uno a Severina. + +Ella si levò reggendosi sul gomito, preso il calice, vi posò le labbra +e libò lentissimamente, guardando _lui_. + +Gli rese poi il cristallo, e, come affaticata, si lasciò cadere il capo +sul guanciale, coll’occhio semispento sempre in lui, e col sorriso di +chi muore vedendo aprirsi il cielo. + +Egli si curvò a baciarla, e si rizzò quindi facendo colla mano: — +Aspetta. + +Maddalena, per quanto si tenesse aggrappata con una mano alla ringhiera +colla disperazione del naufrago, non poteva più sostenersi. L’altra +mano, che teneva socchiuse e a un tempo unite le gelosie, era in tal +convulsione che le imposte, come per vento, s’agitavano. + +E.... un’ora ebbe il coraggio di restar là.... tremante di odio.... +grondante di sudore, or gelido, or cocente — ma quando in quella +camera, ad un tratto, si spense ogni luce.... anche le sue forze si +spensero e cadde inginocchioni come tramortita. + +— Maddalena! — gridò la madre dalla stanza attigua, destatasi di +soprassalto al rumore che la figlia nel cadere aveva fatto, rovesciando +la sedia e urtando nella vetriata. + +La fanciulla con un sforzo eroico ricuperò in un lampo gli spiriti, e +potè persino dire con calma: + +— Che vuoi, mamma? + +— Ma cosa fai? + +— Nulla, m’era caduto il libro e sono andata giù a raccoglierlo. + +— Ma ti pajon queste le ore da leggere? + +— Ecco, ho finito. — + +Allora si mosse, si buttò sul letto di traverso e vide farsi +giorno, senza che dagli occhi accesi potesse spremersi una lagrima, +straziandosi il seno colle unghie per impedirsi di urlare. + +Quando il primo raggio di sole entrò a dirle che poteva alzarsi.... +guardossi le mani.... erano sanguinolenti.... guardossi nello +specchio.... si metteva orrore — era una furia. — Fece per scender dal +letto.... non potè.... era tutta attrappita e indolenzita. + +Si cacciò fra le coltri, ove la stanchezza e la luce del dì riuscirono +ad assopirla. + + * * * + +Quando risvegliossi, era mezzogiorno e più. + +Sulle prime guardossi intorno smemorata, ma quando il suo occhio +posossi sulla finestra ancor aperta.... allora le si presentò alla +mente tutta la terribile notte, rivide l’odioso quadro, e balzò dal +letto coll’impeto d’una fiera.... + +Quello doveva essere il giorno della vendetta.... quale, poi, ella non +sapeva... ella sapeva solo che voleva vendicarsi — e di entrambi! + +Ma prima, di Giulio...; vederlo, fingere di ignorare, trangugiarsi +tutte le di lui menzogne.... e poi.... e poi.... oh! l’ira l’avrebbe +ben ispirata! — Dopo.... avrebbe pensato a Severina. + +Si vestì per uscire.... ponendo una cura speciale in ogni minuzia +della sua _toilette_. Voleva essere bellissima.... onde Giulio avesse a +sentire tutta la perdita ch’egli faceva in quel giorno.... sciocco! + +Stava abbottonandosi i guanti quando fe’ capolino nella camera +la madre, curva, gelatinosa, che vedendo la figlia vestita fe’ le +meraviglie. + +— Come!.... ti credeva ancora a letto io.... Sono venuta qua tre volte, +ma dormivi sempre, ed io ti ho lasciata stare. Vedi cosa vuol dire +legger troppo! Vai fuori? + +— Sì. + +— Non fai colazione? + +— No. + +— Vuoi che te la prepari? + +— No. + +— Vai, senza neanche salutarmi? + +— Sì.... addio. + +— Sei sempre in collera per l’affar del matrimonio....? Oh! che +tosa.... — + +Maddalena era già sul pianerottolo e non udiva più. + +Quando fu abbasso, si fermò, domandandosi dove andava. Ella aveva +pensato a tutto fuorchè a questo. Fortunatamente ricordò che Giulio +frequentava due dei principali caffè. Là qualcuno avrebbe saputo +indicargli il domicilio di lui. + +E si avviava, quando s’imbattè nella fantesca di Severina, che veniva +dalla strada. + +— Spero che non sarà salita dalla signora — disse quella. + +— Perchè? — fe’ Maddalena, fermandosi punta da sospetto. + +— Perchè non avrebbe potuto riceverla. C’è gente anche oggi. + +— Ah! — e suo malgrado la fanciulla arrossì per tosto impallidire. — È +quel giovinotto che è venuto da lei jeri sera tardi? + +— Come lo sa? — e la fantesca la guardava sorpresa. + +— Diavolo.... non vi sono segreti fra me e Severina.... Anzi.... prima +di uscire voglio salire a salutarli. + +— Ma.... + +— Ma che cosa? Lo conosco molto io quel giovine. + +— E se la mia signora mi sgrida? + +— Non temere.... Mi credi forse capace di commettere un’indiscrezione? + +— Faccia lei. — + +Salirono, la domestica aperse, e Maddalena si precipitò nell’anticamera. + +— Dove sono? + +— Là.... + +— Bene. — + +Maddalena, coll’occhio sfavillante d’ira e di gioja a un tempo, +spalancò l’uscio indicatole dalla servente, e si presentò sulla soglia, +colle braccia incrociate sul seno, squadrando Severina e Giulio che +stavano a un tavolino facendo colazione. + +— Ma bravi! — esclamò essa. + +Giulio si turbò.... ma subito si ricompose. + +Quanto a Severina, dopo un primo moto di sorpresa, represse la noja che +le cagionava quella visita intempestiva, e disse cortese: + +— Avanti.... avanti. Che buon vento? — + +Maddalena s’avanzò fino al tavolino. Una convulsione, che si sforzava +invano di padroneggiare, le agitava le membra. L’ira e il dolore erano +così intensi che voleva prorompere e non poteva disserrar le labbra. + +S’appoggiò coi pugni alla mensa.... e guardò per qualche istante or +l’una, or l’altro. + +Giulio non diceva parola, e a capo chino attendeva rassegnato la +burrasca. + +Severina, che non capiva nulla, disse freddamente: + +— Ma di’ un po’, Maddalena, si potrebbe sapere....? — + +La fanciulla allora ruppe in uno scroscio di riso così stridulo, così +spasmodico che pareva pazza.... e fe’, con accento che a Giulio mise i +brividi: + +— Che bravi commedianti siete voi.... per darla ad intendere al +mondo!.... Suo fratello! Ah! ah! ah!.... tuo fratello! — + +Severina guardò attonita Giulio, il quale fece un movimento per +alzarsi — ma Maddalena gli afferrò il braccio e lo forzò a star seduto, +gridandogli furente: + +— Se ti muovi.... se dici una parola.... ti schiaffeggio, sai! brutta +faccia smorta!.... — + +E allora, vedendoli ambedue allibbiti e tremanti, sentì come un +disdegno supremo di dir altro a simil gente. + +Guardò per l’ultima volta Giulio, concentrando in quell’ultima tutta la +nausea, tutto il disprezzo, quindi volte le spalle ai due, lentamente, +dignitosa, grande.... uscì. + +Era guarita. + + * * * + +Due mesi dopo, il signor Paolo Minelli, detto _Minella Bellabarba_, +notissimo e grosso merciajo, memore della felicità goduta colla prima +moglie, di cui piangeva da dieci mesi la «_Ahi! immatura perdita_» — +per regalarsi, cosa di suo pieno diritto, di nuova felicità, sposava, +a cinquant’anni, ornato di precoce e perfetta calvizie, la signora +Maddalena Papetti.... + +Precisamente così. + + + + +Abbiamo detto che Maddalena, dopo quel piccolo e innocuo sfogo in +casa di Severina, ne partì guarita. Il disprezzo aveva ucciso in lei +amore e dolore.... Uscendo da quelle camere le pareva di non aver mai +conosciuto nè Giulio, nè Severina. Felice natura! Buona stoffa! + +Qualche altra ragazza avrebbe pensato al suicidio — ed ella, non eran +scorsi otto giorni che cominciava a ringrassare.... non poteva più +vedere il caffè tostato, odiava il sale e gli agrumi, e quanto alle +bibite spiritose, si limitava già ad un uso ragionevole. + +Aveva tutto obliato, tanto che una sera li incontrò per via e non sentì +al cuore la più lieve puntura, nè al cervello la più piccola onda di +freddo o di caldo. + +E quando lesse sur un cartellino alla porta che l’appartamento, di +Severina era da affittarsi «_anche al presente_,» ebbe un sorriso di +compiacimento. — E quando, pochi giorni dopo, Severina traslocò, non +volle nemmeno fermarsi in casa, e per poter star fuori tutto il dì, +trascinò i Papetti ad una scampagnata, in cui finalmente fu fatta la +pace, per sempre, fra le potenze, senza umiliazioni da nessuna parte, +ma con abbracci e inaffiamenti analoghi. + +La sera stavano sotto tutti e tre. + + * * * + +A diciassette anni, però, non si caccia un amore senza sostituirvi un +nuovo amore o qualcos’altro. Quelle che vanno al Conservatorio, per +esempio, possono ingolfarsi nell’arte.... che permette poi molti altri +surrogati — ma Maddalena che non andava al Conservatorio? + +E sentiva un vuoto, un malessere, una impazienza, una noja, una smania +senza scopo.... avrebbe voluto non vedersi più in quella città.... +cambiar aria.... fare un’altra vita.... + +Fu allora che si pentì d’aver perduto volontariamente l’occasione +di maritarsi. Oh! il suo sacrificio aveva proprio avuto una bella +ricompensa! Se quel maggiordomo si fosse presentato di nuovo.... ella +l’avrebbe accolto a braccia aperte. Ma ora tutto era guastato, ed il +suo orgoglio non le permetteva certamente di mandargli a dire che aveva +mutato pensiero. + +Allora disse: — Il primo che mi capita, foss’anche lo spazzacamino, +purchè possa mantenermi, lo sposo. Lodevole risoluzione.... e +tutt’altro che rara. E si può anche aggiungere che, sapendosi di una +donna che è giunta a tal grado di.... filosofia...., è quasi lecito +dire che cosa sarà un giorno. + +Quando si è in simili disposizioni e si è belle ragazze non si ha che +a fare un po’ la civetta e.... lo spazzacamino, con un briciolo di +pazienza, si trova. + +E lo trovò anche Maddalena, e più presto di quanto sperava. + +Il signor Paolo Minelli.... + +Un momento.... omettevamo di menzionare un incidente.... +insignificante, per verità, in sè stesso, ma che per una certa +relazione che ha col resto del racconto, non vuol essere taciuto. + + * * * + +I signori Soranzi, proprietarj della casa in cui abitavano i Papetti, +avevano un figlio — unico — che si chiamava Oreste, e «faceva» +l’ultimo anno di legge all’università. Venuto a passare in famiglia +le feste di dicembre, gli avvenne, la mattina del giorno di Natale, +d’incontrare Maddalena che, colla madre, tornava dall’aver ascoltato le +indispensabili tre messe. + +Vederla, restar stupefatto e invaghirsene fu una cosa sola. Durante gli +studj universitari, egli aveva perduto di vista Maddalena, che prima, +d’altronde, e per la troppa giovinezza e per il suo modo di vestirsi e +di acconciarsi, non attirava certo lo sguardo. + +Ma rivederla ora nel fiore de’ suoi vezzi, colla fisonomia animata dal +primo amore di cui gustava, solo da un mese, il primo miele, ricordarsi +d’un.... bruco e trovare una splendida farfalla.... come non restarne +colpito? + +L’effetto del colpo si vide subito. Ogni festa egli salutava +l’università e veniva a bearsi un momento gli sguardi nella bella +fanciulla. + +Egli salutava — ella chinava il capo per quella deferenza convenzionale +che ha l’inquilino pel padrone di casa, e tutto finiva lì. + +Era meno di niente, ma bastava a lui per riscaldarsi sempre più. È quel +che avviene a ventiquattro anni. + +Voleva parlarle.... voleva farsi meglio capire da lei — ma come fare? +Ella era sempre accompagnata. + +Finalmente una domenica — di marzo — essendo per caso sul balcone, vide +Maddalena uscire.... sola. Non era scorso un minuto ch’egli si trovava +al fianco della fanciulla, tutto ansante, e stava già per levarsi il +cappello e dirigerle la parola.... ma ella a quell’atto finse di non +riconoscerlo, si fece rossa di dispetto — egli credette di pudore — +calò il velo, e affrettando il passo verso una chiesa poco lontana, vi +entrò.... + +Oreste avrebbe fatto molto bene se l’avesse seguita, perchè avrebbe +scoperto che facendo le viste di andar in chiesa a prender lezioni di +dottrina cristiana, Maddalena entrava dalla porta maggiore.... usciva +tosto dalla porticina di dietro, e di là si recava alla casa di Giulio +— e tale scoperta l’avrebbe guarito perfettamente. + +Invece egli si fermò per paura di far paura alla timida cervetta.... e +se ne tornò a casa più innamorato di prima. — «Oh! io sono stanco di +far questa vita — diceva fra sè — _adesso_ prendo la laurea e poi la +sposo. È povera.... ma sono ricco io, e basta.» — + +Le cose fino al giugno andarono avanti così, anzi peggio, perchè +Maddalena non ebbe più occasioni di andar in chiesa all’ora della +dottrina cristiana. + +Ma in giugno, verso la metà, mancando poche settimane a finire il +corso, Oreste pensò che era tempo di fare il primo passo. E scritta una +bella lettera di dichiarazione, la consegnò alla portinaia, perchè la +facesse tenere in gran segreto a Maddalena. Quindi partì. + +La risposta era desiderata per la prima domenica. + +La lettera fu consegnata, e Maddalena, per quanto potesse desiderare un +buon partito, fu ben sorpresa di vedere che aspirava a lei nientemeno +che il figlio del padrone di casa. Da quella brava fanciulla che era, e +anche per far presto — avendone abbastanza di quanto aveva passato con +Giulio — diede la lettera ai genitori, i quali strabiliarono e piansero +di contentezza. + +Ma la gioja.... ahimè! fu breve. + +Il padre Papetti, presentatosi al padre Soranzi e mostratagli la +lettera del figlio dicendogli «che era venuto per prendere i debiti +concerti fra genitori, come è uso in simili casi» — ebbe la sgradita +sorpresa di vedersi stracciar la lettera sul muso e di sentirsi dire: + +— Mio figlio è matto.... Vi rimedierò io.... Spero che, dal canto loro, +la cosa non avrà seguito.... altrimenti dovrò pregarli di andarsene da +casa mia. — + +Papetti, esterrefatto, colpito da paralisi, non fu capace di dire più +di «Sissignore....» e non si riebbe che quando, restato solo, comprese +che si doveva uscire. + +Il padre Soranzi partì e tornò dopo due giorni — il figlio sospese le +sue gite festive — e non se ne parlò più. + +Il padre Papetti disse in casa con calma e dignità che non avevano +potuto intendersi sul capitolo interesse e che quindi non bisognava +pensarvi altro. — «Del resto.... meglio! — aggiunse — il signorino è +troppo giovane per essere un buon marito; per Maddalena ci vuole un +uomo posato. E lo troverai.... sta pur sicura!» + +Papetti — chi l’avrebbe mai detto? — fu profeta. + + * * * + +Il signor Paolo Minelli — detto _Minella Bellabarba_ — stava di casa +ed aveva anche, da venti anni, il negozio, precisamente di fronte +all’abitazione di Maddalena.... quindi aveva veduto nascere, come +si dice, la fanciulla. Più tardi ne aveva ammirato la serietà e la +gravità, e diceva sempre a sua moglie: «Se io avessi una figlia, vorrei +che fosse come quella ragazza lì.» + +Ma la figlia non venne mai — anzi, anche la moglie, forse perchè si +vedeva inutile, pensò bene d’andarsene anche lei. + +Rimasto vedovo, dopo qualche tempo sentì che quel gran dolore che +aveva messo sul cartellone funerale non lo opprimeva più.... Egli +voleva ancora essere addolorato per sempre, e quindi sospirava, parlava +continuamente della morta, ne vantava le virtù: — «Una donna come +quella!» — ma in sostanza, più che pensare alla trapassata, sentiva +delle aspirazioni verso le presenti. + +Maddalena aveva allora compiuto la sua metamorfosi, e il nostro buon +Minelli non potè a meno di restar colpito da quella trasformazione, +per cui, conservandosi sempre quella ragazza costumata, seria, grave, +ecc., aveva acquistato anche le qualità più appetibili. Quella era +la perfezione, perchè ve n’era per il morale e anche per il fisico, e +Minella voleva appunto che le due cose non andassero disgiunte. + +Cominciò dal formar dei desiderj e, ai sospiri per la defunta, mesceva +quelli per la viva. + +A cinquant’anni gli occorreva una ragazza soda. Nulla di meglio di +Maddalena, ch’era soda di carattere — e di carni. + +Ma come aver l’animo di farsi innanzi? + +Egli la conosceva....; in addietro, per molto tempo le aveva dato anche +del _tu_ — ma da qualche anno si stava sul _lei_.... Questo non voleva +dir niente, ma egli si sentivo in soggezione. Se non avesse saputo — +il Papetti non aveva potuto a meno di sfogarsi con qualcuno e la cosa +s’era propalata — se non avesse dunque saputo del rifiuto dato da +Maddalena a quell’altro, avrebbe avuto un coraggio da Don Giovanni.... +ma così, sebbene si ritenesse ancora.... con poche ragioni, un +bell’uomo — tuttavia non poteva nascondersi che cinquanta e diciassette +anni, nel matrimonio, stanno male insieme. Si possono tutt’al più +giocare al lotto. + +Ma ogni qualvolta egli la vedeva, la tentazione diveniva sempre più +forte.... finchè una notte dovette prendere il partito di commettere la +corbelleria.... ossia di tentar di commetterla. Avrebbe rifiutato anche +lui....; pazienza! Se non altro sarebbe uscito d’incertezza.... e gli +sarebbe sempre restata la consolazione della volpe. + +Maddalena, dacchè s’occupava tanto della sua _toilette_, andava +spesso nel negozio Minelli — per cui il nostro innamorato ebbe presto +l’occasione di parlare. + +Per attaccar discorso, cominciò dal dirle che gli pareva, da qualche +tempo, di non vederla più con quella sua amica. + +Maddalena rispose che aveva capito non esser quella un’amica per lei. + +Allora Minelli, felicemente ispirato, disse che aveva ragione, perchè +una ragazza bella, buona, onesta, laboriosa come lei... insomma, +questo.... insomma, quell’altro.... conchiudendo con una frase che +doveva servir di addentellato — «Beato chi sposerà una donnina cara +come lei!» — + +Ah! Minelli in quell’istante aveva proprio l’occhio del pesce morto.... +il che, con quella stortatura di collo, con quella gran barba nera +e quei riflessi di luce sull’eburneo cranio, formavo un complesso +abbastanza comico. + +Maddalena capì che c’era qualche cosa, disse fra sè: — Il mio uomo è +forse qui! — e lasciandogli allora piovere lentamente negli occhi uno +sguardo languido, affettuoso, disse solo: + +— Crede? + +— Ah! sì.... ma bisogna anche aver un coraggio da leone per osar di +aspirare alla sua mano. + +— Perchè? — fe’ essa mostrando grande sorpresa. + +— Dico così, perchè so che ella ha già rifiutato un buon partito. + +— Non mi piaceva.... ed io ho avuto un po’ paura. — + +Con che grazia disse questo. Pareva umiliata del suo stesso rifiuto. + +Minelli allora, lisciandosi la lunga barba e facendosi pettoruto +per mettersi tutto in rilievo — ma balbettando — sentiva avvicinarsi +l’istante fatale della sentenza: + +— Chi sa.... chi sa che cosa Ella desidera!... Chi sa quali +pretensioni.... giustissime del resto.... + +— Io?.... oh! signor Iddio! — Quanta umiltà in quella scrollatina di +testa e nello sguardo dolcissimo. Come a dire: «Sono gli altri che +devono degnarsi di me.... non io degli altri.» + +Il povero uomo sentissi conturbato da capo a piedi.... tanto che ella +fece un grazioso inchino accompagnato da un «Riverisco,» ed uscì, senza +che egli potesse più dir una parola. + +Maddalena passò tre giorni di fila davanti a quella bottega senza +entrarvi, ma ricercando evidentemente collo sguardo il Minelli, che +accorreva subito sulla soglia a salutarla.... Ella, che s’era fermata +_per caso_ davanti alla vetrina, rispondeva _arrossendo_. + +Il quarto giorno, Maddalena tornando a casa, verso le cinque, notato +dall’opposto marciapiedi che Minelli era solo in bottega, attraversò la +via ed entrò. + +— Vede.... pover uomo? — esclamò sospiroso il merciajo — qui solo come +un cane. Mentre tanti hanno moglie e non sanno che farne.... io.... + +— E perchè non la prende? + +— Perchè amo una donna sola.... e non so come dirglielo. + +— È così difficile? + +— Ah! sì.... è troppo bella! — + +Maddalena sembrò non capire nemmeno che si potesse trattar di lei — +disse solo sorridente e buona: + +— E allora.... se non glielo dice.... non lo saprà mai. — + +Poi tacque e arrossì sotto il di lui sguardo luccicante. + +Egli, dopo un istante d’imbarazzo..... si fece cuore. — Chinatosi, le +prese una mano, che stette qualche tempo a contemplare in estasi.... +poi si levò lentamente un anello dal mignolo e glielo posò sulla rosea +estremità dell’anulare.... e, respirando con affanno, mormorò: + +— Ecco.... gliel’ho detto.... Ora attendo la risposta. — + +Ella tacque alquanto, meditabonda, mesta.... poscia con voce commossa +e con due lagrime — due perle! diceva Minelli quella sera all’osteria — +disse con espressione di riconoscenza: + +— Grazie. — + +Indi uscì.... portando con sè l’anello. + +Minelli era solo, ma gridò come fosse sur un palcoscenico: «Oh! gioja!» + +Un’ora dopo, egli faceva la sua prima visita ai Papetti — e, come s’è +visto, fu un matrimonio a vapore. + +— Per noi già non occorrono nè informazioni, nè lo studio del caratteri +— diceva Minelli. — Ci siamo sempre conosciuti! — + +Il mattino susseguente la domanda del merciajo, Papetti volle proprio +incontrar Soranzi padre e dirglielo: + +— Sa poi.... mia figlia sposa nientemeno che il signor Minelli. + +— Perchè niente più? — ribattè l’altro, ironico. + +— Oh! è abbastanza. + +— Chi si contenta, gode. Piacere tanto! — e, salutatolo coll’indice, se +ne andò. + +— Che rabbia che ha! — disse Papetti fra sè con una buona fregatina. + + + + +Quando un uomo prende una donna come moglie, l’ultima cosa di cui si +preoccupa — quando pur se ne preoccupa — è l’opinione vera che questa +donna abbia di lui e perchè ella acconsenta a sposarlo. + +Gli basta d’essere sposato, e include nel fatto che ella nutra la +«grande stima» e «l’ardente amore per lui». — Ora, quando un uomo +si trova nelle condizioni che devono piuttosto alienare da lui, che +avvicinargli una bella fanciulla, come mai non si spaventa all’udire +che essa acconsente a divenir sua.... tutta sua? E invece se ne +rallegra.... e crede che gli altri se ne rallegrino con lui sul serio!? + +È vero che ve n’è anche di quelli, i quali, quando si sono messi in +mente di sposare quella tal donna, la vogliono a qualunque costo.... +e la sposano persino sapendo che ella non sa proprio cosa farsene di +loro — anzi forse appunto per questo — come se il possedere un corpo +inanimato o animato da spiriti ostili e disposto necessariamente alla +vendetta, fosse cosa invidiabile. — E voi cosa volete farci? + + +Così noi sappiamo che il signor Minelli condusse a casa la sua sposina, +convinto di due cose: — ch’egli era il di lei primo amore e che ella +era fior di roba. + +E Maddalena seppe tanto bene inebbriarlo, stordirlo colla bellezza, +colle sue carezze, e colle arti apprese alla scuola di Giulio, che egli +vi perdette la testa. Avrebbe dovuto sospettare qualche cosa.... non è +vero... a tanta scienza....? ma egli non poteva sospettare; egli diceva +semplicemente: — «Questa è una donna!.... altro che la mia prima!» — +E siccome non s’era mai trovato a simile festa, — l’abbiamo detto, — +perdette la testa. + +Qui bisogna sapere ch’egli in origine era un povero garzone di negozio, +al quale si poteva predire anche.... nessun avvenire. La fortuna volle +che a sua madre venisse in mente di farlo entrare in uno dei così detti +_oratorj_. — Sono congregazioni di gente di tutte le età e condizioni, +la quale i giorni festivi si diverte, prima di pranzo, in una cappella, +per quattro o cinque ore, ascoltando delle messe, delle prediche, +cantando a squarciagola dei _Magnificat_, dei _Maria Mater Gratiæ_, +ecc. — e dopo pranzo, in un giardino.... non troppo all’inglese, +giocando ai birilli e alle pallottole — con finale purificazione +serale, dei maggiori, all’osteria. + +All’oratorio un sacerdote prese a voler bene al nostro Minelli, per la +di lui dolcezza e ingenuità, coprendolo della sua protezione e, venuto +il tempo, gli trovò anche la moglie. + +Era una fanciulla di trent’anni, discretamente tarlata, se non nella +virtù, nel fisico, ma che portava una ventina di mille lire nel +grembiale. + +Dormiva poco, mangiava meno, scopava molto ed era tanto economa da +far dire che le mancava persino il cuore di mirarsi nello specchio per +paura di sciuparlo. Senza idee al di là della calza, un ghiaccio per +quello che di solito infiamma le donne — e infine religiosa. + +Questo non occorreva nemmen dirlo. + +Ebbene, un simile matrimonio passò venti anni sereni e tranquilli, +in cui se non si contribuì alla propagazione della specie, si misero +insieme onestamente altre centomila lire, cosicchè quando Minelli +prese la seconda moglie, era padrone di centoventimila lire, oltre +l’avviamento del negozio, che ogni anno prosperava sempre più. + +Sposare Maddalena, e mutarsi il vento e tutto andare a precipizio fu +una cosa sola. + + * * * + +Con quali idee era entrata Maddalena nel matrimonio? Con nessuna e +con tutte. Avrebbe veduto e, a seconda delle circostanze, si sarebbe +regolata. + +L’importante per lei era maritarsi.... per le ragioni che conosciamo. + +Il marito era ricce.... «Tanto meglio! — si disse — godremo la vita. +Ormai già non mi resta a far altro a questo mondo.» + +E si accinse a godere colla smania con cui vediamo sulla scena un +affamato gettarsi sur un pasticcio. + +Di simpatia, d’amore, di stima, di intime compiacenze della vita di +famiglia — non era a discorrersi neanche per baja. + +Se avesse potuto sposar Giulio quando la sua fede in sè e in lui era +intiera, l’amore le avrebbe dato quei principj, quelle convinzioni che +occorrono per una donna di famiglia — perchè una donna innamorata è +capace di tutto e, non persino, ma principalmente d’essere onesta. + +Ma l’amore essendole stato strappato dal seno, di sorpresa, con tanta +violenza, ella rimase come.... senza un viscere, eppur viva. + +Ella non fu più una donna. Coll’amore aveva perduto ogni senso morale, +ciò che si chiama cuore — e, quel ch’è peggio, senza alcuna speranza di +riacquistare nè l’uno nè l’altro. + +Dunque: marito ricco e godere. + +E per disgrazia, Minelli, invece di frenarla, si associò a lei a +lavorare per la comune rovina. Egli, che durante tutta la sua vita non +aveva dato prove che d’energia e di buon senso — trasportato dalla +sua folle passione, non diede, dopo le seconde nozze, che prove dì +debolezza e di stoltezza. + +Nonchè rifiutare.... offriva. — Anche le cose a cui Maddalena sarebbe +stata indifferente, quasi quasi venivano da lui imposte. + +«Oggi faremo» — «domani andremo» — «ecco cosa t’ho comperato....» e +così via. + +Non v’era da desiderare. Era già fatto. + +Niente di meglio per Maddalena. Abiti, giojelli a profusione, gite di +piacere, teatri, cene, pranzi, e tutto senza posa al punto che doveva +essere un faticare piuttosto che un godere. + +La casa, che durante il primo matrimonio era arredata con una +semplicità quasi campagnuola — vi si vedeva il puro indispensabile e +tutta roba di gusto più che tramontato — ora pareva un _bazar_. E il +cambiar il vecchio in nuovo aveva costato quindicimila lire. + +Il ragioniere del signor Minelli vedeva con spavento questo scialacquo +crescente, e arrischiava talora una timida osservazione.... Minelli +ascoltava, gonfiava le gote, poi si passava una mano sulla fronte.... +e le cose continuavano sempre sullo stesso piede — il che vuol dire +sempre in peggio, perchè le rendite non aumentavano e non si faceva che +consumar capitale. + +Il ragioniere, vedendo l’inutilità delle sue premure, tacque, +lusingandosi che, quando alla chiusura del bilancio sarebbe risultato +il guasto profondo fatto da tante follie nella situazione della casa, +il signor Minelli avrebbe fatto senno. + +Ma s’ingannò. Minelli vide, fu malcontento, disse che bisognava fare, +che bisognava dire, che sperava anni migliori pel seguito.... ma che +quanto alle spese di casa era difficile ridurle.... Però avrebbe fatto +il possibile. Si capisce subito che non fece niente. La solita storia. +Non v’è alcuno di quelli che si rovinano, che non lo sappiano di +rovinarsi, eppure nessuno sa fermarsi a tempo e salvarsi. In che cosa +mai sperano? + +Un fatto che avrebbe dovuto avere le più benefiche conseguenze per casa +Minelli, fu invece una cagione di nuove spese, e nulla più. Vogliamo +parlare del giorno in cui Maddalena mise alla luce una figlia. + +Allora si vide alcun che di stranissimo in quella casa. Si festeggiò +la nascita con un ricevimento, in cui, fra confetti e vini di lusso, si +consumò in poche ore un capitale, si fecero brindisi innumerevoli alla +neonata, alla puerpera, vi furono dei versi sulle gioje della famiglia, +vi furono complimenti, abbracciamenti e baciucchiamenti senza fine per +il papà, per l’avventurata mamma, che il cielo aveva benedetti subito +regolarmente.... e poi, buona notte! l’indomani si mise la bambina +sulle braccia della nutrice, che partì, e non si parlò più di figlia nè +di gioje della famiglia, come se nulla fosse nato....! + +Le varietà del genere _madre_ sono infinite. + +Accenneremo solo delle seguenti: + +Vi sono delle madri-nate che amerebbero i proprj figli anche se il +padre fosse la creatura più odiosa, anche se egli si fosse sottratto +colla fuga a qualsiasi responsabilità. — Vi sono delle donne che amano +i figli, perchè amano il marito — altre che si rassegnano a mantenerli, +perchè non si è potuto non averli e li educano perchè un giorno «ne +porteranno in casa» — altre infine che odiano la loro prole. Queste +ultime non sono donne, sono.... cimici. + +Maddalena fu estremamente seccata quando sentì d’essere madre. «Perchè +avere dei figli?» si diceva. Nelle disposizioni in cui aveva preso +marito, e tutta simulazione e affettazione nelle sue tenerezze per +quell’uomo, del quale una sola cosa le premeva — «che spendesse per +lei» — ella non vedeva a cosa potessero servire dei figli. + +L’istinto materno aveva forse esistito in lei, ma in tal caso era +stato ucciso in germe insieme all’amore per Giulio. Così ella era madre +come un bruto qualunque, anzi peggio, perchè aveva generato contro la +sua volontà. Questo non lo disse per convenienza, ma lo fece capire +quando dichiarò al marito che «non ne voleva più.» Ella voleva essere +libera. Ecco perchè, battezzata la figlia, la mandò alla campagna e ben +lontano. + +Il marito diceva qualche volta: «Andiamo a trovare la nostra Silvia» +— «Sì.... andremo», rispondeva Maddalena, ma non si andava mai. Non +è a credere però che proprio nessuno pensasse alla povera Silvia. Oh! +ci pensavano i Papetti, che di tanto in tanto montavano in diligenza +e facevano le loro brave quaranta miglia per andar ad abbracciare la +bambina.... + +Ritornavano poi a dire cose meravigliose della sua bellezza e del suo +spirito.... ma non sgelavano nulla. Padre e madre avevano ben altro a +fare, come stiamo per vedere. + + * * * + +Si può farne a meno dell’amore, nella vita, quando si hanno delle +ragioni per non volerne sapere, ma non si può trovare bella e neanche +sopportabile la propria casa se l’amore non vi regna. + +Maddalena s’annojò tanto della casa conjugale negli ultimi mesi della +gestazione, che si propose, non appena avesse riacquistata la primiera +libertà di movimenti, di stare in casa il meno possibile. + +E tenne, e la prima cosa che volle, tosto che potè uscire, fu non +pranzar più a domicilio. — Il marito sulle prime non ne voleva sapere, +poi cedette a malincuore, infine si abituò al nuovo genere di vita e fu +contento come di tutto il resto. + +Questa innovazione malaugurata ebbe le più funeste conseguenze. + +Primo, la casa da quel momento fu casa.... di nome. Non v’era attaccato +più niente. Casa volle dire solo: luogo dove si sta a dormire. + +Secondo, il marito, che già nei primi mesi della seconda unione aveva +perduto alquanto della sua diligenza e attività — quando si prese +l’abitudine di pranzar fuori, a poco a poco finì col trascurar del +tutto i suoi interessi, perchè da principio si stava all’osteria un +pajo d’ore, e poi si arrivò a passarvi tutta la sera e quindi anche +parte della notte. Si giunse al punto che il tempo bastava appena per +smaltire a letto e per riempirsi di nuovo. + +Un’abitudine poi ne genera delle altre, e, colle molte amicizie di +buontemponi che la vita all’osteria procurò a Minelli, egli prese +insensibilmente anche l’abitudine ai liquori e specialmente al +terribile _absinthe_. + +Dopo pochi mesi di tal disordinare, non si riconosceva più in Minelli +l’uomo una volta robusto e pieno di vitalità. Già era cominciata +quell’incuria di sè stesso così propria della gente dedita al bere. +La barba incolta e brizzolata, gli abiti sempre gualciti, scuciti, +unti....; non si vedeva mai quando eran nuovi. Gli occhi imbambolati, +la persona accasciata, incapace di celeri movimenti. Solo quando aveva +trangugiato una dozzina di bicchierini di quelle infernali bevande.... +aveva dei sussulti galvanici. Egli pareva rianimarsi allora, ma tosto +cascava addormentato col volto di tutti i colori. Risvegliatosi, +ricominciava per riaver qualche spirito.... e tosto ricadere. + +— Perchè bevi così, Minelli? — gli diceva alle volte qualche amico, +dolente di vederlo compiere un lento suicidio. + +— Bevo.... per mettermi in forza.... e per dimenticare. + +— Che cosa dimenticare? i tuoi affari vanno a gonfie vele, tua moglie +ti vuol bene. + +— Sì, è vero, ma ho bisogno di dimenticare.... capisci....? Bisogna +essere qui.... qui nel cuore! — + +Nessuno ci capiva nulla, per cui si cominciò a dire che il povero +Minelli andava impazzando. + +Che cosa mai aveva bisogno di dimenticare? + +Eh! aveva bisogno di dimenticare la sua miseria fisica e morale, non +voleva vedere il dissesto de’ suoi affari, non voleva vedere la sua +imbecillità. + +Egli voleva vedere una cosa sola.... sua moglie.... e sempre più +cresceva la sua passione per lei, perchè ella diveniva sempre più +magnifica. La vita dell’osteria le si confaceva! + +La chiamavan già la «Minella dalle belle spalle.» + +Aveva il volto freschissimo della prima gioventù e l’opulenza di +forme dei trent’anni. Era una di quelle bellezze che quando passano vi +strappano una bestemmia. + +E Maddalena, colla sua influenza, avrebbe potuto salvare Minelli. +Perchè non lo fece? + +Un giorno il padre e la madre le dissero: + +— Guarda che tuo marito beve troppo.... lo dicono tutti. + +— È un’esagerazione.... — rispose. + +— Guarda che gli farà male.... + +— Ma che! + +— Ma sì, quando si bevono tanti liquori, si muore abbruciati.... Bel +gusto sarebbe per te restar vedova così giovine. — + +A queste parole ella ebbe un sorriso sinistro.... e scrollò le spalle. + +Nero abisso in cui non vogliamo nemmeno lasciar cadere uno sguardo. + + * * * + +Intanto il tarlo continuava il suo lavoro nella fortuna del merciajo. + +La voce della sua negligenza, del suo dilapidare s’era sparsa — e, +nonostante gli sforzi del suo ragioniere, l’avviamento della sua +bottega ne soffriva. Tutti prima erano abituati a vedere il Minelli, +ed ora il Minelli non c’era mai o quasi — e quando c’era, pareva +stupido. Gli avventori si stancavano. Ad aggravare il male, s’aggiunse +una nuova piaga.... i giovani di negozio cominciarono a fare quel tal +mestiere.... cosicchè spesso avveniva che certi _articoli_, i quali non +erano mai stati venduti, non si trovassero più. Perchè? Ma come? Chi +è stato? Il ragioniere sbuffava, sgridava.... ma l’occhio e il braccio +del padrone mancavano e non c’era rimedio possibile. + + * * * + +E che faceva Maddalena? + +Un primo amore da ridere aveva fatto di lei una moglie, e quindi una +madre per ridere. Che le restava a fare? — Ridere. — Qual miglior modo +di divertirsi, che studiare quel mondo per lei affatto nuovo in cui +s’era trovata sbalestrata, quasi d’improvviso? + +Quanto gliene aveva detto Severina era poco in confronto della vasta +scienza, e l’aveva messa in viva curiosità di imparare il resto. +D’altronde, avesse anche Severina potuto dirle tutto, altro è viaggiare +sui volumi dei viaggiatori, e altro è viaggiare colle proprie gambe.... +toccare e vedere. + +In poco tempo ne toccò e ne vide tante che il suo cervello ne fu +profondamente guasto. Vi sono degli individui che passano in mezzo a +tutte le immondezze e ai delitti senza soffrirne altro che un po’ di +noja alla vista e all’olfatto — vi son altri invece cui l’immondezza +e il delitto seducono, e non hanno ancor finito di vedere che già +sono immondezza essi medesimi o rei. — Altri infine si divertono e +imparano.... pel momento.... salvo poi il far più o meno loro pro di +quanto hanno appreso — a norma delle circostanze. + +Maddalena era di questi ultimi. + +Vedere, pigliar un gusto matto a studiare, a scoprire — e tener a mente. + +E davvero aveva ragione di pigliarsi gusto. Nella sua posizione e colle +numerose amicizie d’ambo i sessi, di cui il matrimonio e la vita nuova +l’avevano circondata, ella poteva veder chiaro in tutto questo amalgama +stranissimo che si chiama «Società,» niuna classe esclusa. + +L’osteria è una specie di lavatojo, in cui si mettono in evidenza tutte +le macchie della città e della provincia. + +Non si smacchia mai nulla, è vero — ma in compenso, si scopron delle +macchie anche dove non ve ne sono. + +Minelli aveva cominciato dall’esser solo colla moglie all’osteria, +poi vi si era aggiunto qualche amico, poi gli amici degli amici, in +modo che in poche settimane la sala o il _berceau_, sotto il quale, a +seconda del tempo, si pranzava, bastava appena per «Minelli e compagnia +bella.» + +Fino alla frutta, di solito, tanto più se v’era qualche faccia nuova, +si conservava la bussola, si discorreva di cose di famiglia, di affari, +di politica, specialmente estera, perchè più facile, ecc., ecc., — poi, +a poco a poco, colle libazioni, il termometro saliva e veniva il resto, +il vero condimento del pranzo, la più gradita droga, il coronamento +dell’edificio, venivano cioè i discorsi lubrici. + +Si cominciava dai doppj sensi, poi si passava ai sensi semplicissimi, +e quindi si mettevano sul tappeto la vita materiale conjugale e le +questioni analoghe in tutta la loro crudezza. + +L’imprudenza dell’uno provocava l’accusa o le giustificazioni +dell’altro. Si udivano certi rimproveri che avrebbero fatto +arrossire.... un frate.... forse.... Si davano dei consigli che +avrebbero ispirato ad un legislatore, delle aggiunte al codice penale. +Si facevano dei paralleli.... a cui la storia era affatto estranea, ma +che commovevano — v’erano delle liriche ad un dio che nell’antichità si +vedeva da per tutto, e che ora si tien celato per render più saporito +il suo regno.... perchè egli impera sempre.... Oh! sì — v’era..... +v’era insomma la morale come veramente la intende il mondo. + +Un marito, mostrando sua moglie, diceva: Ecco il mio _sacramento_ — +una moglie, parlando del marito assente, diceva: Oggi non c’è il mio +_matri_...., cercate fra i _moccoli_ la finale.... quanto a noi non la +scriviamo. L’amor conjugale si assicurava non esser possibile perchè +_è sempre quella minestra_. I figli, un imbarazzo che fanno diventar +brutta la donna e tolgono gli agi alla casa, anzi, precisamente che +impediscono di berne un bicchier di più. + +Le mogli devono essere tanti mobili. I mariti sono copertoni, +ecc. Poi venivano le storielle dei barcajuoli, dei curati, dei +frati, delle monache, e si discorreva dei _porti di mare_ e delle +_famiglie-alberghi_, dove non si arriva mai tardi e si alloggia sempre +bene. Il tutto accompagnato da commenti, discussioni, miglioramenti di +testo.... + +V’erano dei momenti in cui si credeva di essere proprio.... in questo +mondo. + +E la società non era cattiva, vedete. + +Era quella che si trova.... da per tutto. + +V’era Minelli, dunque, e altri merciaj. V’eran dei commissionarj, v’era +un parrucchiere _de la haute_, come diceva lui — un calzolajo del gran +_chic_.... per sua sventura, assicurava — un sarto molto ganimede +e ballante a cinquant’anni — v’eran degli impiegati senz’ordine e +con meno concetto, ecc., ecc., e v’erano, s’intende, le rispettive +consorti. + +Nei giorni festivi, poi, la società era numerosissima. Venivan parenti +ed altri amici, fra i quali delle vecchie zitelle che non capivan mai +niente, e parlavan del loro gatto — delle vecchie vedove, e anche delle +maritate, che si facevan capire senza fatica — dei fanciulli d’ambo +i sessi, delle ragazze sboccianti, e delle ragazze già sbocciate alla +ricerca.... delle api. + +V’eran dei giovani di primo, secondo e terzo pelo, che cercavano e +trovavano anche dei sollievi alle pene d’ogni età. + +Prudenza non ve n’era mai troppa, ma quando i bambini morti di sonno +s’abbandonavano sulla tavola, e le sboccianti insieme a piccoli +tulipani di dodici, tredici anni vagavano fra le ombre a coglier +lucciole, e le sbocciate romanticamente passeggiavano in un vialetto +dove trovavan sempre qualche furtiva stretta.... di mano — allora nel +grosso della compagnia composta di gente spregiudicata, o, come dicasi, +«di mondo....» si alzava la gran cateratta e si dava la fuga alle +acque.... Ah! ah! che orgia spirituale! + +Quanti argomenti saltavano in scena che di solito sono roba da medici +e da confessori! — quante confidenze in un orecchio.... che tutti +udivano! — quante proposte a bruciapelo accolte con schiaffi.... +corretti da sorrisi. — E le vecchie e grasse comari, crivelli disusati, +avvinazzate, colle labbra grosse e nere pel bere, le guance pavonazze, +come se la godevano, come si scompisciavano dalle risa, asciugandosi +poi le lagrime della consolazione! Quanti altarini non si scoprivano! +— E il marito della tale era innamorato della fantesca, alla quale +portava il caffè la mattina, mentre era ancora a letto. — E la moglie +del tale aveva.... non occorre dir cosa.... — E il lusso di questa +costava tanto e tanto. — E quella buona massaja che aveva fatto la +fortuna di suo marito.... colla sola e dolce fatica di qualche sospiro! +— E quei due marito e moglie, che erano sempre in tre, al teatro, al +caffè, all’albergo.... a spese non del marito! — E quella bella signora +che si vedeva sempre così e colà, e che facendosi condurre al caffè dal +suo favorito, per non farlo sfigurare al momento di pagare, gli faceva +passare di sotto il tavolino il suo portamonete! — Un mercante diceva +delle raccomandazioni di certe signore, le quali non vogliono che il +marito veda tutto il conto: «Soltanto questo e questo e questo, gli +faccia vedere.... il resto lo pagherò poi io!! — Ih! ih! ih! faceva il +coro. — + +Ma e la bella moglie di quel tal impiegato che lasciava i suoi ritratti +presso varie _buone conoscenze_, le quali, si incaricavano di far +nascere la ricerca dell’originale! — E non è la sola!.... gridava +taluno — io ho visto degli _album_! — Oh! bello! Oh! bello! — rigridava +il coro. + +E naturalmente v’era gran varietà di soggetti. Non si limitavano alle +cose.... allegre. V’erano anche le tristi. Si parlava degli odj di +questa e di quella famiglia — del tal tentativo d’avvelenamento — di +certe enormezze incomprensibili — di usure inaudite — di ruberie a man +salva — di crudeltà consumate fra le mure domestiche — di infamie senza +nome — di mariti che trascurano e peggio moglie e figli, e si fanno +rovinare di borsa e di salute fuori di casa — di mogli che.... fanno +altrettanto.... + +Ma alfine bisognava pur muoversi e andarsene a casa. Bello spettacolo +quella marcia notturna! Pareva la ritirata da Mosca. Andavano a due, a +tre, a quattro, a uno.... Chi barcollava, chi s’appoggiava al muro, chi +correva, chi cantava.... tutto. — Chi urlava, chi bestemmiava.... Or +non si trovava più questo.... or non si vedeva più quella. Le ragazze +erano sempre davanti, molto davanti.... e mezzo stordite da un po’ di +vino e dalla veglia ascoltavan commosse le prime dolcezze e facevano +imprudentemente le prime concessioni. + +Qualche moglie aveva suo marito indietro.... e intanto difendevasi +da qualche conquistatore.... ma difendevasi male.... e qualche volta, +nell’addio, v’era anche una non sempre tacita promessa. + +Passando vicino a qualche coppia si udivano dei rimproveri.... e +guardandoli in faccia non si poteva dire avessero delle ragioni legali +per farsene. + +Intanto la sparpagliata comitiva andava.... andava. + +Chi entrava di qua, chi prendeva di là.... finchè restavano soli tre o +quattro molto cotti... che noi non seguiremo certo. + +E le cose finivano forse là? + +L’indomani cominciava la cronaca della notte. Un marito aveva battuto +la moglie — una moglie aveva battuto il marito — un marito aveva +costretta la moglie a fare, in camicia, il maneggio del fucile — un +fanciullo s’era rotto la testa — un giovinetto aveva sbagliato di piano +— .... un altro, di uscio, in casa propria — i tali erano così poco +ubbriachi che, dopo molte vicende notturne, ora erano tutti a letto +ammalati.... + +A lungo andare, in una compagnia come quella, raccogliticcia, senza +scelta, messa insieme proprio a casaccio, non potevan non nascere +intrighi, imbrogli d’ogni genere e se di quel che avvenne non si può +parlare per non mormorare del prossimo, si può dire però che vi furono +scene di gelosia — che vi furono ire di genitori.... Mariti e parenti +ingenui, i quali lasciavan ber smoderatamente mogli e fanciulle.... +come se il vino potesse produrre nella donna effetti differenti da +quelli che produce nell’uomo! + +Il solo che non diceva mai niente nè di nè a sua moglie era il buon +Minelli, il quale anzi la incoraggiava a bere, perchè quando ella aveva +il viso acceso e gli occhi, grazie a Bacco, più brillanti — gli occhi +di lui del pari alterati dal vino la trovavano ancor più affascinante. + +Forse Minelli avrebbe rinunciato a compiacenze di tal genere, se il +liquido avesse fatto commettere delle sciocchezze a Maddalena, ma ella +era sempre la «tosa di bronzo» — non obbediva al vino, lo dominava. +Tanto è vero che in sei mesi, neppure la più piccola imprudenza si +poteva rimproverarle. + +Ella si teneva sempre vicina al marito, sorrideva e rideva alle +licenze poetiche di tutti.... ma anche sollecitata non apportava il +suo contingente. Non era in pubblico ch’ella amava prodursi. Oh! nella +conversazione intima con qualche amica, era un altro pajo di maniche. + +Allora ella diceva delle cose gustosissime. + +Ma all’osteria, fra i fumi del vino e dello zigaro, quando si era +perduta ogni misura, esporsi come gli altri le pareva triviale. +L’immoralità le piaceva, ma piccante, di buon gusto, fina insomma. +L’allieva di Severina non poteva essere che così. + +Avvicinandosi l’inverno, Maddalena pensava seriamente a quello che +farebbe in carnevale. Nel carnevale precedente non aveva potuto +ballare, a motivo della gravidanza — ma si ricordava d’aver giurato +allora a sè stessa di compensarsene ad usura nel prossimo inverno. Però +il mendicare inviti o il ballare nei teatri non le garbava punto. + +Una cosa che le avrebbe molto piaciuto sarebbe stato il dar delle feste +in casa sua — ma l’angustia relativa dell’appartamento non permetteva +di pensarvi. Ed ella voleva divertirsi, ballare, e godere uno splendido +carnevale, senza noje, proprio colla perfetta libertà di cui avrebbe +fruito in casa. Come fare? — Subito fatto. + +Una sera Minelli — suggeritrice la moglie — disse che la compagnia era +tanto buona che sarebbe stato un vero peccato il lasciarla disperdersi +nell’inverno. + +Gli pareva che, essendo tanto numerosa, si potesse benissimo costituire +in Società per dare delle feste da ballo a sè stessa dal primo dicembre +alla fine del carnevale. + +Maddalena aveva pensato e suggerito bene. Il progetto di Minelli fu +ricevuto con acclamazioni generali. + +Otto giorni dopo la Società era costituita e lo statuto, steso da +un socio pratico di simili faccende, approvato e firmato. Minelli fu +eletto, per riconoscenza, presidente; la Società, in omaggio al gentil +sesso, fu denominata: _Delle belle donne_, e il primo dicembre si +apersero le sale, con tripudio generale. + + + + +Si ballava tre volte la settimana alla _Società delle belle donne_. Il +martedì e il giovedì, la veglia non si protraeva però oltre il tocco. +Il sabato solo, la festa durava fino all’alba vegnente. + +Maddalena nelle prime feste si abbandonò con tutta la foga della sua +gioventù e robustezza in preda alla molteplice voluttà di turbinare +fra due braccia d’uomo a suon d’orchestra. Nuova voluttà per lei, +chè da quando aveva lasciato la scuola non aveva più mosso piede. +Era instancabile e stancava tutti. Eppure non era più pesante di una +piuma.... quando danzava. + +Ma in capo a qualche settimana parve annoiarsi di quel trottolare. Non +aveva affatto estinto quella smania nel sangue di un moto continuo +e vertiginoso, ma siccome, man mano la stagione inoltrava, le feste +si facevan sempre più affollate, si finiva a ballare tutt’al più due +minuti ogni mezz’ora e a passar il resto in processione attraverso le +sale, sospirando, talora invano, altri due minuti — il che per lei era +ultra nojoso. Non avendo delle ragioni particolari per ballare ad ogni +costo, preferiva ritirarsi, con qualche amica, nel salotto giallo, +riservato appunto alla conversazione delle signore, e che Maddalena +chiamava la sua oasi. Infatti, essendo l’ultima delle sale sociali +ed avendo l’ingresso difeso da una spessa portiera, vi si godeva una +frescura, una quiete, un silenzio ch’erano un vero ristoro per chi +veniva dalle torride sale in cui ferveva la danza. + +Là su quelle poltroncine presso quel tenue fuoco che scoppiettava +nel caminetto, coll’accompagnamento della sordina del gas, nasceva +spontanea la conversazione e si sentiva il bisogno delle confidenze. + +Ma è difficile che alle signore, tanto più se belle, venga fatto di +restar sole.... Oltrechè la donna ha.... non sappiamo cos’ha.... ma +qualche cosa ha certo che attira l’uomo sulle sue orme, quel ritrarsi +così in disparte non poteva non destare sospetti e curiosità nei +signori uomini, che invasero ben presto il salotto giallo. Sulle +prime quelle signore n’ebbero stizza, ma dopo ci pigliarono diletto. +La conversazione di molte gentili persone dei due sessi, che avevano +a pensar solo a darsi buon tempo, se non era più intima, diveniva +certamente più animata ed arguta. + +Nel salotto giallo si formavano dei gruppi e si scherzava amabilmente. +V’era un gruppo però che la vinceva sugli altri per numero e brio — +quello della presidentessa. Ella aveva saputo attorniarsi delle donne +più sapienti e degli uomini più scettici e più caustici. + +All’intorno, come spettatori, v’era una schiera di giovinetti del +primo corso di galanteria, i quali non dicevano niente per rispetto +ai maestri, e che, con quei loro colli torti per l’attenzione e lo +stupore, e con quei visi imberbi senz’altra espressione fuor quella +delle cravattine bianche, facevan l’effetto delle foglie incurate che +circondano un mazzo di fiori. + +Quanti frizzi! quanti razzi! quante scoperte filosofiche e anche +geografiche! + +Ma ad alta voce si diceva quel che si può dire in una festa da ballo ad +alta voce. Quel che si usa dire a bassa voce non lo si diceva che dopo +cena, il sabato, fra quei quattro o cinque signori e signore dei più +matricolati.... nessun marito presente. Allora si diceva l’indicibile +con una grazia, un sapore, un buon gusto, che avrebbero deliziato +Fiammetta.... Quello era il campo d’azione di Maddalena.... ma noi non +possiamo, sgraziatamente, entrar in particolari, perchè erano tutta +gente discreta e non divulgavan nulla, nemmeno una parola! + + * * * + +Si dice: _per ballare_, ma realmente le Società che si costituiscono +per ballare, si costituiscono _per amare_. + +Non sofistichiamo sulla parola, che è molto elastica, e può significare +tutto quello che si vuole, e conveniamo che non può essere che +così. Come, infatti, supporre che gente bella, giovane, ardente, di +vario sesso, se ne stia insieme di frequente, per molte ore, volando +abbracciata, mangiando, bevendo, ridendo, discorrendo, in un’atmosfera +torrida, profumata.... godendo di tutte le voluttà dei cinque sensi, +— senza che l’anima prenda un po’ parte alle ebbrezze del corpo? Ora, +quando l’anima, ossia questo complesso di fantasia e di cuore, viene +riscaldata dalle fiammelle che si svolgono dagli spiriti accesi della +materia.... la prima cosa che fa: è _amare_. Preghiamo nuovamente di +non sofisticare. + +Noi abbiamo tanto buona opinione della umanità, da assicurare che +riunendo a caso uomini e donne che non si sono mai veduti, e facendoli +mangiare, bere e ballare, dopo un’ora — qualche coppia anche più presto +— parleranno d’amore, e quindi.... Dunque è naturale che lo stesso +avvenisse nella _Società delle belle donne_ e con minore difficoltà, +perchè, meno un certo numero di socj nuovi, tutti i membri si +conoscevano, come sappiamo, da tempo — e perchè, qualche vincolo più o +meno poetico già esisteva o era desiato. + +Il romanzo di alcune giovinette continuò colla speranza del _buon_ +scioglimento, ossia conclusione — cominciò quello di altre — alcune +signore ancor oscillanti si decisero — altre che s’erano già decise +prima, mutarono avviso — questo non vuol dir che si pentirono! — altre, +invece, replicando una volta ancora la prova del fuoco, ne uscirono +illese, colla coscienza tranquilla, ma sospirose. Quanto a Maddalena, +lo si sapeva che non era una donna facile, ma non si credeva poi +che fosse una virtù di ferro, come mostrò di essere in mezzo a tante +seduzioni. I giovani più abili e fortunati in fatto di galanteria, +tentarono l’assalto.... e furono tutti sconfitti da’ suoi sorrisi +beffardi. + +Nè le adulazioni, nè i sospiri, nè le offerte.... di un’anima! ecc...., +nulla le fece impressione. Tanti bellissimi giovani.... e nessuno fu +tanto avventurato da farle ripetere quelle famose parole: «Eccolo.... è +lui!» + +Tale inqualificabile indifferenza sorprendeva i respinti, i quali, +pratici nel fare i conti sulle esigenze del sangue delle donne e sulle +solvibilità dei mariti, trovavano che ella avrebbe dovuto essere molto +esigente, perchè v’era poca solvibilità — ma era forza accontentarsi di +sorprendersi. + +Se però Maddalena si mostrava indifferente per tutti i suddetti, non +mancava di divertirsi a suo modo. Il suo modo era quello di farsi +fare la corte dai giovinetti.... Ella godeva mezzo mondo vedendo i +loro ansiosi sguardi frugarla da per tutto, godeva destando sfrenati +desiderj, ch’ella incoraggiava con occhiate magnetiche e con parole +equivoche.... per poi.... udita una timida dichiarazione, liberarsi +con uno scoppio di riso.... o con un consiglio materno, che li faceva +diventar rossi rossi, sudare, fuggire. + +Ma nessuno sapeva nulla di nessuno, perchè nessuno aveva.... alcun che +di buono a dire — e così Maddalena, alla sua età, passava per una donna +superiore, e Minelli pel marito più invidiabile. + +Ed ella stessa si credeva invulnerabile, perchè insensibile, ed era +certa di poter continuare sempre a burlarsi degli uomini e a ridere +delle debolezze delle donne. + +Ma invulnerabile ed insensibile non voglion dire inaccessibile! + +Maddalena faceva i conti senza l’imprevedibile e specialmente senza sè +stessa. + +Questo parrà strano, ma se fosse così, lo si vedrà. + + * * * + +Una sera, dopo i primi valzer, in quel momento di confusione che nasce +in una sala da ballo allo svanir dell’ultima battuta, Maddalena sentì +toccarsi il braccio. Era un’amica che, con una delle solite smorfie: + +— _Chérie_ — le disse — c’è qui il signor Soranzi, che desidera tanto +l’onore di conoscerti. + +— Oh! l’onore è mio.... — rispose con accento di sorpresa +Maddalena, rivolgendosi e squadrando il giovine che s’inchinava +muto e arrossente.... Quando egli rilevò la fronte, e i loro occhi +s’incontrarono, un sorriso benevolo, quale di rado ella ne aveva per +gli uomini, le spuntò, e naturale, quasi affettuosa, continuò: + +— Non siamo conoscenze nuove.... mi pare. + +— Allora io sono perfettamente inutile qui — disse l’amica, ridendo — +ma.... mi raccomando! — e senz’attender altro li lasciò. + +— Perchè vi siete fatto presentare....? — fe’ Maddalena, posando la +mano sul di lui braccio e segnandogli con un gesto grazioso la via da +tenersi. + +— Era incerto sull’accoglienza che avreste potuto farmi. + +— Che cosa temevate.... da una povera donna? + +— Temeva che, a motivo di un certo incidente della mia vita.... mi +aveste mal giudicato e quindi tenuto il broncio. + +— Oh!.... che idea! + +— Se vi foste ritenuta offesa, però, n’avreste avuto tutte le +ragioni.... benchè io possa pienamente giustificarmi. + +— Perchè doveva offendermi? + +— Ma.... scusate — fece Oreste con sorriso stentato — quale effetto +produsse in voi....? + +— Nessuno.... Cosa volevate mai che sentissi? Mi arriva una lettera +inattesa.... in cui un signore, che, sotto tutti i rapporti, io era ben +lontana dall’imaginare potesse occuparsi di me, mi dice che.... + +— Che vi ama! + +— Sì.... al tempo imperfetto.... adesso è imperfetto.... già! Sss.... +ora parlo io.... Ecco la mia oasi, sediamo qui, se non vi spiace. Ma +forse voi avete degli _impegni_, chi sa quante signore vi aspettano con +impazienza.... + +— Nessuna m’aspetta, perchè io sono venuto solo per voi.... + +— Ah! ah! ah! + +— Non credete? + +— Credo.... credo.... Torniamo al nostro discorso.... Che vi diceva? +ah! dunque.... ricevo una lettera inattesa....; mio padre la prende e +va per sapere se quello che c’è scritto sta bene — gli rispondono che +sta male.... Cosa volete mai che pensi io?.... penso che chi ha scritto +è stato un po’.... troppo giovine.... e buona notte! Tutto è avvenuto +così telegraficamente che non ha lasciato traccia.... Davvero, m’è +parso un gioco di prestigio. Eccolo qua.... marcia, sparisci.... non +c’è più! ah! ah! + +— Nemmeno una punta di rammarico....? + +— Ora non posso dirvi nè sì nè no. Se vi dico che la punta c’era.... +faccio torto a mio marito.... se vi dico che non c’era.... vi +dispiace.... vedete quindi.... — + +Il giovine stette qualche momento sopra pensiero e mesto, poi mormorò: + +— Pensare che per pochi mesi soltanto vi ho perduta per sempre! + +— Non capisco.... ma forse è meglio.... e a che gioverebbe poi +capire?.... Ritorniamo in sala? + +— No, lasciatemi dirvi solo questo..... Ho bisogno d’essere +perfettamente giustificato ai vostri occhi..... Via, siate buona, +vi chiedo così poco! — Quando io vi scrissi quella lettera.... +credetelo.... io vi amava perdutamente.... È inutile che io vi +riferisca la scena violenta che ebbi con mio padre... potete +imaginarvela... Dovetti cedere! E come non cedere, quando egli minacciò +di rinnegarmi piuttosto che riconoscervi per mia moglie? + +— Ah! è lusinghiero per me! — disse gajamente Maddalena. + +— Non dovete offendervene.... ogni padre ha le sue idee fisse e non +crede alla bontà delle idee dei figli, i quali, secondo i genitori, +mancano sempre d’esperienza quando vogliono agire per impulso di cuore. +— Il suo rifiuto, del resto, non implicava una opinione sfavorevole a +vostro riguardo. + +— Voglio ben crederlo. + +— Ah! sì, credetelo.... tanto è vero.... ma questo ve lo dirò dopo. +— M’era proibito di allontanarmi dall’università.... ero angustiato +dagli studj.... non potei fare alcun passo verso di voi. D’altronde, +dopo quel colpo di testa che doveva parervi ben ridicolo, come avere il +coraggio di farsi vedere? — Erano scorsi pochi giorni, quando mio padre +mi diede la notizia del vostro prossimo matrimonio.... Non vi dico che +ho pianto.... perchè ridereste.... — + +La voce d’Oreste, già tremolante, si spense, ed egli chinò il capo +vergognando della sua debolezza. Il suo racconto era stato detto con +un accento così ingenuo e sincero, che Maddalena quasi per sorpresa +ne era stata interessata, e quando lo vide come avvilito, gli disse +cordialmente, per toglierlo d’imbarazzo: + +— E come mai non vi ho più veduto in tutto questo tempo? + +— Se non aveste preso marito, io, finiti gli studj, avrei fatto tutti +gli sforzi per piegare la volontà di mio padre. E vi sarei riuscito. +Avevo il mio progetto e buono! Anche un figlio può minacciare.... basta +la minaccia di perdersi! Ma quando seppi che vi maritavate... ricevetti +tal colpo che durai fatica a rimettermi un po’ d’ordine nel cervello. +Senza l’incubo dell’ultima prova all’università.... che per me voleva +dire onore o ridicolo eterno.... non so che avrei fatto! Potete pensare +se, finiti gli studj, pensassi pure a toccare questa città.... Viaggiai +qualche mese. Quindi, allorchè bisognò pensare al ritorno, tremando +all’idea di rivedervi dalle mie finestre, felice con un altro, e di +essere un oggetto di derisione per voi.... + +— Via.... + +— Scrissi a mio padre che desideravo si traslocasse.... + +— Ah! ecco il perchè.... + +— Sì.... abbiamo una casa presso la stazione, siamo andati ad abitar +là. Ma allora, quando tornai, sentii subito che non bastava.... era +ancor troppo vicino a voi.... e dissi che voleva passar l’inverno in +campagna. I miei genitori mi seguirono.... essi comprendevano molto +bene lo stato dell’animo mio. Dopo l’inverno, venne la primavera.... +seguì l’estate.... e nessuno pensava a ritornare, quando una sventura +ci obbligò a lasciar la campagna. Mio padre, che soffriva, già da +qualche anno, d’oftalmia, per un aggravamento improvviso, correva +pericolo di restar cieco.... Si tornò quindi in città per aver a nostra +disposizione i migliori professori.... Ma tutte le cure possibili +giovarono a nulla.... + +— Cieco? + +— Non precisamente, ma la sua vista è affievolita in modo che non può +occuparsi di niente. Ora, tutti gli interessi di casa sono affidati +a me. Quel che volevo dirvi poc’anzi è questo: Ora che mio padre è +ridotto in così triste stato.... è un altro uomo. Mentre, prima, mi +ha sempre distolto da ogni idea conjugale, ora egli vorrebbe che io +prendessi moglie, perchè sente che il chiasso e le carezze dei bambini +sarebbero per lui un immenso conforto. Non è egli vero che se voi oggi +foste ancora libera, io potrei farvi mia ed appagare il vivo desiderio +di mio padre? + +— Ma egli m’ha rifiutata una volta per ragioni d’interesse.... e mi +rifiuterebbe ancora. + +— Non v’ho detto ch’è un altro uomo adesso? Basti dirvi che un giorno +in cui mi pregava appunto di prender moglie, avendogli io risposto: — +Perchè non me l’hai lasciata prendere allora.... Saremmo tutti felici! +— Ma! sospirò.... allora non prevedeva.... e poi era così persuaso che +il tuo amore fosse un puro capriccio giovanile, che ho voluto salvarti +da un tardo pentimento. — E se adesso potessi ancora sposarla? — È un +discorso inutile questo.... ma se tu trovi una brava ragazza.... sia +anche senza un soldo.... purchè piaccia a te, sposala! — Non vi pare, +Maddalena, che questo sia parlar chiaro? + +— Sì — fe’ Maddalena ridendo — ma, come dice vostro padre, adesso sono +discorsi inutili. — Ora ditemi un po’, come mai vi trovate su questa +festa? + +— Il marito della signora che mi ha presentato è mio amico. L’altra +sera discorrendosi, al caffè, del carnevale, mi ha invitato ad +_onorare_ queste feste!.... — Ci sono belle donne?.... ho domandato +ridendo. — Diavolo, è la _Società delle belle donne_! Abbiamo.... mia +moglie.... abbiamo la signora Minelli.... — Non bastava sapere che +v’eravate voi....? + +— Non era una ragione. + +— Ma diventò una ragione quando mi disse che dopo il vostro +matrimonio eravate divenuta ancor più bella. Siccome questo mi pareva +impossibile.... ho voluto accertarmene. + +— Ah! ah! non vi domando se è vero. + +— Perchè lo sapete.... Sentite, Maddalena! + +— Sss! — ecco mio marito. — Paolo.... — continuò rivolta a lui che +entrava, facendogli cenno d’avvicinarsi. + +Minelli andò a lei lentamente.... e Oreste lo guardava con dolorosa +sorpresa — non lo raffigurava più. + +Le lunghe, troppo frequenti veglie e i nuovi disordini del carnevale +avevano dato un forte crollo al disgraziato. Sembrava un cencio. Curvo, +cascante, la faccia angolosa, la pelle giallastra con certi tocchi +verdi che dovevan far fremere una donna. Le orecchie senza sangue, +parevano essere state staccate e poscia male appiccicate. + +Era cosa miseranda veder quell’ombra d’uomo, balbuziente, coll’aria +imbecillita, venir offrirsi al confronto, colla balda e aitante +consorte. + +— Ho il piacere di presentarti il signor Oreste Soranzi.... — fe’ +Maddalena. + +— Ah! piacere.... — biascicò Paolo, con un inchino sur un fianco. + +— Lo conoscerai.... È il padrone della casa in cui ha sempre abitato la +mia famiglia.... + +— Ah! vedo.... infatti, adesso mi ricordo. Ma.... è un pezzo che non lo +vedo.... Oh! se è un pezzo.... Sicuro.... ma che bel giovinotto s’è.... +s’è fatto. + +— Mi diceva che il suo povero papà ha quasi perduta la vista. + +— Ohi mi rincresce.... proprio. Che lo saluti tanto il papà.... e +anche la mamma.... Oh! venivano sempre in negozio.... E si balla.... si +balla? Bravo.... Bravo.... a ben ri.... rivederla. — E cacciatasi una +mano in una tasca delle falde.... lentamente s’allontanò. + +Quando Minelli fu uscito, Oreste guardò fisso, con intenzione, +Maddalena, la quale sorrise. + +— Ho paura che.... — cominciò egli, ma fermandosi tosto già pentito. + +— Di che cosa? + +— Ve lo dirò un giorno.... se ve lo dirò....; ora è troppo presto. + +— Va bene.... sentiremo anche questa.... + +— Signora Minelli — entrò a dire una voce da basso profondo — vuol +favorirmi per la quadriglia....? è promessa, se se ne ricorda.... + +— Scusi, signor Soranzi, la quadriglia mi chiama.... Eccomi, signor +Tabarini.... — + + * * * + +Quella sera — martedì — la festa fu breve, e Soranzi non potè dir altro +a Maddalena. Contro il solito, essa ballò sempre. + + * * * + + _Pensieri notturni di Maddalena + dopo quel primo incontro._ + +Cosa voleva dire Soranzi colle parole: «Ho paura che....?» Che non +mi crede felice o che presto dovrò restar vedova? Forse una cosa e +l’altra.... Sarebbe un secondo marito conveniente Soranzi.... Ma lo +sposerei io? — È ricco, ha modi da gentiluomo, è simpatico, n’ho sempre +sentito dire un gran bene fin dall’infanzia.... ma non mi seduce.... +Diciamo però la verità.... chi mai potrebbe adesso farmi perdere il +cervello....? Se Giulio fosse stato Soranzi o se Soranzi fosse Giulio, +quale felicità.... Maledetto Giulio.... + + * * * + + _Pensieri come sopra di Soranzi._ + +Un pensiero solo espresso da una parola sola ripetuta e vegliando e +dormendo male: _Maddalena!_ + + * * * + +Soranzi non mancava mai ai festini della Società, e tutti dovettero +accorgersi che egli vi veniva per l’unico scopo di trovarsi con +Maddalena. + +I giovinotti e i giovinetti noncurati, allora cominciarono a guardar +in cagnesco quel signore che non conoscevano, il quale aveva avuto +semplicemente a mostrarsi per assorbire tutta l’attenzione di Maddalena +e — quel che era orribile a pensarci — fors’anche le di lei simpatie +— perchè le loro sedute a due erano d’una frequenza e d’una lunghezza +tali da permettere di sospettarlo. — Dunque egli aveva dello spirito? +— Però, pensavano che le cose non potevano essere _serie_.... perchè +nessun atto, nessun detto meno che conveniente non era mai stato +notato, neanche dai più indiscreti. — E tuttavia che si dicevano di +così interessante da poter trovar piacere a star insieme tanto a lungo? +— E quel Minelli che non ci trovava niente di male! + +Maddalena, non solo non si curava di quello che si diceva e che non +ignorava, perchè o la gelosia dell’uno o la malignità dell’altro glielo +avevan lasciato capire — ma pareva facesse a bella posta di tutto per +inasprire peggio e gelosi e maligni. + +Tuttavia Soranzi non progrediva di un punto nella conquista di +Maddalena. Ella lo lasciava discorrere di tutto, anche dell’amore in +generale, ma quando egli toccava quel tal tasto.... ella faceva deviare +il discorso. S’egli insisteva, ella scherzava — e una volta ch’ella +volle lasciarsi costringere ad udire una dichiarazione formale, rispose +seriamente una parola sola e glaciale: — Impossibile! + +— Ebbene! — fe’ egli esasperato. — Sia pure impossibile...! Io vi amerò +egualmente, perchè non posso vivere che a questa condizione. Avete +capito? — + +Ella non disse nulla, gli lanciò un’occhiata fra lo spaventato e il +giojoso, che dovette lasciargli intravedere un lembo di cielo.... e non +si lasciò più avvicinare per tutta la sera. + + +Coricandosi poi e pensando a quella escandescenza, Maddalena rideva +mormorando fra sè: — Se io resto vedova stasera.... Soranzi mi sposa +domani! — + +Un sospiro del marito giù assonnato attrasse il di lei sguardo su di +lui. Allora ebbe un moto di nausea e d’odio, e mormorò ancora: — È una +posizione pagata a caro prezzo la mia.... Se.... il Signore volesse +ricordarsi di me.... non sarebbe tempo? — + +Frattanto finiamo d’avviluppare Soranzi.... perchè si sposa una +fanciulla, si può corteggiarla maritata.... ma si può non volerla +vedova.... Ora con Maddalena non si scherza più! + + * * * + +Soranzi non le fece più alcuna dichiarazione, temendo guastare. Egli +si teneva certo, del resto, che un giorno o l’altro ella gli avrebbe +corrisposto. Questione di tempo. Una donna come Maddalena non poteva +non amare. Si vedeva che affettava indifferenza, che cercava nelle +distrazioni mondane il mezzo di stordirsi, e rideva perchè troppo fiera +per far la vittima, per mostrarsi crudelmente disillusa, disgustata +di quel matrimonio contratto per inesperienza. — Ma un giorno doveva +venire, in cui la sua pazienza sarebbe esaurita, in cui il suo cuore +sentirebbe prepotente, invincibile il bisogno d’amare e d’essere amata. +Allora egli sarebbe là.... e la salverebbe. Sì, perchè al suo amore, +Soranzi annetteva anche una missione morale. Gli pareva che dandosi +ad un altro ella cadrebbe nel fango — mentre, affidandosi a lui, ella +sarebbe salva! — È la morale degli uomini innamorati sul serio.... e +anche di quegli altri. + + + + +Avvicinandosi la fine del carnevale, a qualche membro della _Società +delle belle donne_, che faceva parte anche di un’altra Società danzante +detta _Dei brutti uomini_ — tanto per poter gettar sei notti per +settimana in luogo di tre _sole_ — venne in mente di proporre che +le due Società avessero a fondersi, per dare unite, nella settimana +grassa, una festa da ballo _monstre_. + +Le due Società rivaleggiavano quell’inverno a chi dava le più splendide +feste. + +Se i membri dell’una si ritenevano, in buona fede, il fiore dei +ballerini della borghesia — i membri dell’altra si proclamavano la +_crème del bon ton_. + +Riconoscendosi degne l’una dell’altra, la proposta fu accolta con +entusiasmo da ambe le parti, e venne fissato il mercoledì grasso per +la festa della fusione o dei _fusi_ o dei _confusi_, come dissero i +soliti spiritosi — festa che fu, secondo le previsioni, affollatissima, +elegantissima, ecc., ecc. + +Noi ne faremmo la descrizione, se non l’avesse già fatta allora, +subito, l’indomani, un compiacente e riconoscente cronista, il quale +pagò la sua porzione.... sproporzionata di _buffet_, col mettere +nel suo foglio l’iniziale del nome di tutte le belle donne...., +enormità che ebbe per conseguenza una scissura terribile fra le belle +e le brutte — con qual delizia dei mariti o in qualsiasi altro modo +congiunti, lo dicano quelli che hanno provato le strida dell’orgoglio +d’una bella offesa o le atrabiliari, cavernose, tragiche declamazioni +d’una brutta conculcata! + +Ma nè festa nè scissura ci interessano punto. Quel che ci preme è +seguir Maddalena, ossia avvicinarci a lei. + +È una sera che segnerà una gran data nella vita sua e di altri — non si +può perderla di vista un solo istante. + +Eccola nel solito salotto giallo, attorniata dalla sua corte maschile +che pende dalle di lei labbra. — Ella ha già dichiarato che non +ballerà, perchè s’è fatta male a un piede, l’ultima festa — e perciò +s’è messo un abito di velluto nero. + +Ah! quell’abito di velluto nero.... ossia.... Insomma, il tutto insieme +di Maddalena quella sera.... fece un gran male! + +Era proprio la _toilette_ che più conveniva al suo genere di bellezza +e che ne faceva spiccare tutte le rare qualità, come non mai in alcuna +delle feste precedenti — anche perchè era la prima volta ch’ella veniva +scollata.... fino a quel _punto_. + +Era il non _plus-ultra_ dell’arte di offrire e dì celare quei +tesori.... che in questo mondo fanno sprecare tanti tesori... + +Su quel seno alabastrino, d’una freschezza che faceva pensare ad una +neve rosea, la luce, piovendo dalle lumiere, giocava per mostrare delle +trasparenze azzurrine. I suoi capelli avevano delle fosforescenze che +parevan dire: — Baciate qui!.... — e tutta lei un profumo che faceva +piegar le ginocchia. + +Gli uomini, guardandola, strabuzzavano e mandavano dei sospiri, +mormorando: — Ci vuol pazienza! — e le donne, facendo dei confronti fra +loro e lei, sorridevano del sorriso stereotipo delle feste da ballo — +e se alcuno vantava le bellezze di lei, il miele che usciva dalle loro +labbra, era sempre miele.... ma pareva avesse un po’ sofferto. + + * * * + +Chi soffriva più di tutti a quella vista era Oreste, che, appoggiato +al caminetto, contemplava, pallido per l’emozione, Maddalena, la quale +sembrava non l’avesse ancora veduto. Egli attendeva con intollerabile +pazienza che la festa cominciasse, per poter avvicinarsi a lei. Non +voleva confondersi nella folla di quegli adoratori.... perchè, quella +sera, l’impressione di tanta beltà, sotto un aspetto nuovo, era +stata così forte, ch’egli vaneggiava fra sè.... e voleva rinnovare +l’attacco.... minacciandola di uccidersi se ella perdurasse a non aver +pietà di lui. — + +— Ma andatevene una volta! — gridava egli mentalmente a tutta +quella gente — andatevene, se non volete che io commetta qualche +eccesso....! — + +Finalmente egli fu esaudito.... Giungeva la prima onda di lontane +armonie. Una _polka_ apriva la festa. + +I cortigiani s’inchinarono a Maddalena per correre sul campo di +battaglia, ed ella restò sola fra due giovinetti di mezzo pelo. + +Allora, guardato l’uno e poi guardato l’altro, sbadigliò. + +— Oh! — fece, dopo, mostrando avvedersi proprio in quel punto della +presenza di Soranzi, e sorridendogli con un lieve moto d’invito. — Egli +comprese e mosse verso di lei.... — I due giovinetti compresero del +pari e mossero verso l’uscita, maledicendo all’importuno. + +— Proprio adesso — dicevano — che si poteva.... nossignori!.... — + +Oreste sedè a fianco di Maddalena, e, prendendole la mano, mormorò con +voce tremante: + +— Finalmente!.... — + +Ella lo guardò seria, poi distolse gli occhi da lui e stette pensosa. + +Pareva turbata. + +Era il caldo più sensibile del solito? era il suo stesso profumo.... +sempre quel profumo? era l’effetto d’una musica eccitante udita da +lungi, in quel silenzio? era un subitaneo moto del sangue ardente, che +si faceva giuoco dei di lei propositi.... o era abilità? + +Probabilmente pensava solo a quello che voleva dire e udire, e perciò +dimenticava sempre la sua mano in quella di lui. + +Ma quando una più forte pressione la fece accorta di tale dimenticanza, +si riscosse, parve sorpresa di quell’istante d’abbandono, tornò la +Maddalena delle altre sere, ritirò la mano, e, ridendo, disse: + +— Alle volte non si sa proprio quello che si fa.... + +— Ecco, vi siete già pentita di avermi reso, un momento, felice. + +— Come! eravate felice? + +— Non vi amo io forse....? E quando si ama, non si è felici per uno +sguardo, per una stretta di mano? + +— Siete poco esigente. + +— Non mi permettete di più. + +— Che cosa volete mai....? No.... basta! non voglio che parliate. + +— Ma no.... sentite. + +— Se dite una sola parola, me ne vado. + +— Ed io voglio che m’ascoltiate! — egli le aveva afferrato un braccio, +ma non era necessario. Ella aveva allora finito di convincersi che non +era un semplice capriccio l’amore confessato da Oreste; e quella sera +sentiva, per lo meno, la curiosità di un linguaggio ispirato dalla +passione. + +— Ascolto.... — disse freddamente, fingendosi offesa da quella violenza +a cui ella pareva assoggettarsi per pura prudenza; e ascoltò cogli +occhi al suolo, immota. + +— Sentite, Maddalena, io sono stanco di vivere a questo modo. Voi +dite che non potete amare.... vi fate beffe di tutti, ridete vedendo +quali sentimenti ispirate.... è verissimo; ma io non credo che voi non +possiate amare. + +— Amo mio marito.... — disse seccamente Maddalena. + +— No....! — + +Si guardarono, egli cogli occhi lampeggianti.... ella peggio che +sdegnata, sdegnosa. Dopo una breve pausa, in cui Oreste mise alla +tortura il cervello per trovare la maniera di animare quella statua, +ripigliò: + +— Voi non amate nessuno ancora.... tutti lo sanno; ma questo è solo +perchè non credete ad alcuno. Quando troverete uno che sappia.... che +possa convincervi della veracità della sua passione, voi lo amerete! +Ebbene.... che cosa volete che si faccia per convincervi?.... andiamo! +qual prova pretendete da me? + +— Io non pretendo niente. + +— Guardate, Maddalena, che qualche giorno voi mi ridurrete alla +disperazione! — ma tosto calmandosi con uno sforzo, supplicò: + +— Via, siate buona.... ditemi.... che cosa devo fare per meritare il +vostro amore.... Voi diffidate.... voi temete che, appagato ciò che si +chiama capriccio.... io non v’abbandoni! Come mi giudicate male....! +Guardate se non è vero.... Volete lasciare vostro marito....? volete +che partiamo....? Dettate le vostre condizioni.... Tutto io accetterò +ciecamente.... Ma non fatemi soffrire di più! + +— Amo mio marito. + +— Amate vostro marito.... e m’ascoltate!? — gridò Oreste quasi fuori di +sè.... + +— M’avete trattenuta. + +— Maddalena.... voi non avete cuore.... + +— Io non avrei cuore.... se vi amassi. + +— Ma perchè.... perchè? + +— Perchè il mio amore vi sarebbe fatale. + +— E sia fatale!... mi faccia morire! morirò almeno per avervi +posseduta.... non perchè forzato a rinunciare a voi! + +— Addio. — Ella s’alzava. + +— No.... non voglio. — Oreste la tratteneva di nuovo. + +— Md voi mi compromettete!... guardate! — + +Qualcuno era dietro la portiera, la quale oscillava. + +Maddalena si diede subito un contegno, fingendo abbottonarsi i guanti. +Intanto Oreste mormorava: — Perdono! — ed ella rispondeva affettuosa e +sorridente: — Siate savio adesso! — + +Qualcuno era entrato, e quando Maddalena, al fruscìo de’ passi sul +tappeto, alzò lo sguardo, trasalì suo malgrado.... + +Ritto, appoggiato al caminetto, riconobbe Giulio. — Giulio di fronte a +lei, che la mirava sogghignando. + +Oreste s’accorse del moto di Maddalena, e guardò a sua volta +quell’individuo. + +— Ah! vedo — fece egli piano a Maddalena — lo conoscete? + +— Io.... no.... cioè, non ho alcun rapporto con lui, ma lo conosco di +vista. + +— L’avete veduto forse presso quella vostra amica Severina.... + +— Appunto. + +— Lo credevate anche voi suo fratello? + +— Sì.... sicuro.... come mai avrei potuto dubitarne....? Ma perchè mi +fate questa domanda? + +— Perchè.... ora è suo marito. + +— Ah! sì....? — e Maddalena pensò con rammarico alla sua vendetta non +riuscita. + +— Sì.... ma.... + +— Ma cosa? + +— Ma la maldicenza vuole ch’egli abbia fatto un matrimonio di +speculazione.... tutto quello che si può dire di speculazione.... nel +senso spregevole. Capite? + +— Non è difficile. + +— Voi ne dovreste saper qualche cosa. + +— Io ho avuto solo una brevissima relazione con Severina. Ai miei +parenti non piaceva che la frequentassi; dicevano che non era +un’amicizia conveniente.... non so poi perchè. + +— E voi che pensate di quella donna? + +— Era una donna gentile. + +— Ma la vostra opinione quanto a carattere? + +— Non saprei.... La sola impressione che io ne ho conservata è quella +delle sue gentilezze.... ma, come v’ho detto, l’ho conosciuta così +poco. + +— Non avete domandato ai vostri genitori la ragione della loro +contrarietà? + +— Sì.... M’hanno detto che una donna, la quale non ha occupazione di +sorta e ama il lusso, non è una buona amicizia. + +— E dopo il vostro matrimonio non l’avete più veduta? + +— No.... Ma si potrebbe sapere perchè v’interessate tanto per....? + +— Ve lo dirò un giorno....! — fe’ Oreste coll’accento di chi ha provato +una bella soddisfazione. + +— Ecco un’altra cosa che mi direte un giorno.... Io voglio sperare che +ne verrà una terza e poi una quarta.... + +— Certo. + +— Quando? + +— Un giorno. + +— Brutto cattivo.... Oh! egli s’è seduto.... Allontanatevi un momento. +Forse si ferma semplicemente perchè sospetta.... Quando sarete uscito, +s’allontanerà. Del resto, a minuti vi sarà il riposo.... ed è meglio +che non ci trovino ancor insieme. + +— Vi obbedisco.... — + +E Oreste, che s’era alzato, s’inchinò ed uscì. + + * * * + +Maddalena, al moversi di Oreste, lanciò un’occhiata alla sfuggita a +Giulio per scoprire sul suo volto se v’era o no qualche sospetto. — +Quale non fu la sua ira nel vedervi, e ancor più beffardo, il sogghigno +di prima! + +Offesa, volle respingere l’insulto coll’insulto, e al sogghigno oppose +un’espressione di sprezzo, con cui le pareva di doverlo annientare. + +Fu un’imprudenza. + +Giulio non capì l’espressione, vide solo uno sguardo insistente, +e pensando che Maddalena avesse allontanato Oreste per far posto a +lui.... con fatuo sorriso e con una cert’aria di degnazione mosse verso +lei.... ma fu un tantino sorpreso quando la vide alzarsi tutta seria e +avviarsi verso l’uscio.... + +— Maddalena.... — pregò egli allora — Maddalena! + +— Maddalena?.... — fece ella rivolgendosi rapidamente come punta da uno +spino, guardandolo fredda e severa. + +— Sì, Maddalena! — rispose egli insinuante, — che ha troppo spirito per +non perdonare un peccato veniale di gioventù. + +— Mi direste questo davanti a vostra moglie? + +— Oh! mia moglie!... — L’ebete, triviale sorriso di Giulio nel dir +questo, sarebbe stato una rivelazione per Maddalena, quand’anche ella +avesse ignorato la abbiettezza di quei due esseri. + +Ella guardò quell’uomo che aveva tanto amato, e pensò: — Se mai io +non avessi scoperto ed egli mi avesse sposata, chi sa cosa m’avrebbe +proposto.... o imposto, un giorno! — + +— Facciamo la pace adunque?.... — e così dicendo, tutto mellifluo +s’avanzò d’un passo, stendendole la destra. + +Maddalena si ritrasse di due, il suo volto esprimeva ribrezzo — e disse +vibrata: + +— Vi proibisco non solo di avvicinarmi, ma anche di lasciar capire in +alcun modo, sulla festa, che voi mi conoscete.... altrimenti, guai! + +— Guai.... che cosa? — fe’ una voce alle di lei spalle. + +Era Oreste che rientrava e che si fermò sorpreso, incerto, a guardar +l’uno e l’altra. + +Cattiva consigliera fu l’ira a Maddalena in quel punto. Ella non seppe +trattenersi, e rivolgendosi a Oreste, gli disse piano con vivacità: + +— Ve lo raccomando! + +— Ah! — esclamò Oreste, e guardò Giulio con espressione derisoria. + +Giulio si fe’ smorto, e volendo punire Maddalena del suo scherno — +disse umilmente, con sorriso maligno: + +— Signora.... se Ella vuol aver la gentilezza di ricordarsene.... noi +siamo due vecchie conoscenze.... due buoni amici.... — + +Maddalena tremò.... Che stava per avvenire? — Oreste la interrogava +collo sguardo, in attesa d’una parola, d’un cenno, per farla finita +con quel villano. Ella sentiva che il cuore di lui batteva con estrema +violenza, e questo accresceva il di lei timore. + +— Non se ne ricorda proprio più? — continuò Giulio col medesimo sorriso. + +Maddalena si strinse al braccio di Oreste, quasi implorando ajuto. + +— Pare di no!.... — proruppe Oreste con accento provocante. + +— È forse Lei che glielo vieta? — domandò Giulio sempre nel medesimo +tuono. + +— Oh! oh! mi pare che basti la signora — ribattè Oreste con uno scoppio +di riso. + +Giulio si morse le labbra, e preso un atteggiamento da bravo, disse: + +— Scusi.... vorrebbe favorire un minuto? + +— Due, se crede. + +— Per carità.... prudenza! — supplicò Maddalena. + +— Non temete.... si tratta di voi.... e non vi saranno certamente +scandali.... — + +Maddalena li seguì collo sguardo tutta tremante.... Non temeva più per +sè, dopo le parole di Oreste. + +In quel momento il suo cuore aveva un primo palpito — temeva per +lui.... e la folla dei suoi adoratori che, finita la _polka_, +allora tornava presso di lei, la trovò poco disposta alla ciarla e +straordinariamente grave. + + * * * + +Se il lettore crede che Giulio volesse sfidare Oreste, si sbaglia. +Egli voleva anzi comporre quel principio di litigio e dando una +lezione a Maddalena, e all’amico, togliere, anche per l’avvenire, ogni +possibilità di nuovi screzj con lui — perchè egli amava la sua pace. + +Aveva preso per un istante l’aria da Rodomonte, perchè v’era presente +una donna, ma non ci teneva affatto a passare per un accattabrighe. — +Perciò bisognava commettere una bassezza, ma a lui non pareva tale, +e d’altronde non era quello che potesse imbarazzarlo. Non sì tosto +fu uscito dal salotto giallo, che la sua fierezza rientrò — ed egli +prese invece un’aria fra il filosofo, o uomo di mondo, e il protettore, +che sta per dare una lezione di _savoir vivre_ a un povero ingenuo. — +Cacciò i pollici nelle taschine del corpetto, lasciando fuori le altre +tre dita a battere il tamburo, e cominciò: + +— Senta.... può essere una soddisfazione per la vanità d’una signora +il far nascere una contesa fra due galantuomini.... (Ad Oreste, questa +imparzialità, questa indistinzione, suonò poco gradevole).... ma +quanto a me, dichiaro che.... pel rispetto dovuto alla vita umana.... +per risparmiare a mia moglie il dolore di restar vedova, e ai di lei +genitori quello di perdere un figlio.... — Ella è il signor Soranzi.... +non è vero? Ella non si ricorderà di me, ma io mi ricordo di Lei.... +— Dunque, per tornare al nostro discorso.... sediamo qui, se non Le +spiace, così non saremo disturbati.... — erano nella sala da giuoco +ancor vuota. — Per continuare, diceva, La prego di ascoltarmi con +perfetta calma. Quanto Le dirò non Le andrà molto a sangue.... oh! lo +so!.... il togliere le illusioni sur una donna che.... per la quale ci +interessiamo.... torna assai disaggradevole.... ma.... ma noi dobbiamo +pensare che siamo in questo mondo.... e che v’è una sorpresa ad ogni +piè sospinto. Però.... creda a me.... che forse ho vissuto più di +Lei.... ho mangiato un patrimonio! — creda, dico, che il meglio che +si può fare è di viver sempre nel disinganno proprio, e senza alcuna +illusione sulle donne. Allora le donne si possono gustare per quel che +sono e non per quello che noi sogniamo che siano.... e che non possono +essere.... almeno, in genere, mi risulta questo.... + +— Ma.... — interruppe Oreste, che, durante tal preambolo, era passato +dalla sorpresa alla noja, e infine all’apprensione — si direbbe che +Ella creda a un rapporto qualunque fra me e quella signora.... Io Le +posso giurare.... + +— Ah! io non ho detto niente.... nè Ella ha alcun dovere di coscienza +di giurare.... che diavolo! Ella ha voluto intervenire a difendere la +signora per generosità, per spirito di cavalleria.... sta benissimo. Ma +Le pare che vi possa essere difesa dove non c’è offesa? + +— Ma Ella ha ben veduto che la signora s’è risentita.... + +— Ah! sì.... nol nego.... Una signora si risente sempre se le dicono in +pubblico quel che non vuol sentire.... ma che si può dirle.... + +— Come?! Ella persiste.... + +— Se Ella prende questo tuono.... io non posso più continuare. Valeva +proprio la pena che io facessi quasi una prefazione, per vedere poi che +Ella non vuol comprendere, e crede più a chi La inganna che non a me, +il quale sto per dirle la verità, affine di risparmiare ad ambedue dei +dispiaceri inutili.... pronto, se occorre, a provarla tale verità! + +— Parli pure — mormorò Oreste con voce sorda, domandandosi con paura +che cosa mai potrebbe uscire da quelle labbra. + +— Io ho detto alla signora Maddalena che io la conosco.... ed è vero. +Io la conosco così poco, che è stata mia amante. + +— Ah! — gemette Oreste. + +— Glielo giuro, e, se ne dubita, venga da mia moglie, la quale Le +narrerà d’una certa scena che Maddalena le fece quando io, che avevo +già degli obblighi con Severina, non potendo più lusingare quella +ragazza, la quale mi perseguitava col suo amore, non mi lasciai più +vedere da lei. Si imaginò d’aver ricevuto chi sa qual torto dalla +povera Severina, e le fece una scena ridicola, perchè avesse a romperla +con me. Per fortuna, Severina è una donna di buon senso e capì subito +che era la gelosia d’un amore non corrisposto.... + +— E questi rapporti che Ella ha avuti con Maddalena? — disse con sforzo +Oreste, provandosi a sorridere.... + +— Oh! sa bene.... — e Giulio, appressate le labbra all’orecchio di +Soranzi, vi versò certe confidenze che, come veleno, cagionarono un +dolore atrocissimo al povero giovine. + +Se ne avvide Giulio, e mascherando la sua compiacenza, chè era +appunto l’effetto ch’egli voleva ottenere, sotto una espressione +d’interessamento pietoso: + +— Ella divien smorto.... Non aveva dunque torto io di dirle che Ella +aveva qualche cosa, qui, per quella donna? Tanto meglio! Ella ora ha +aperti gli occhi e si saprà regolare. Quel che mi premeva, era che Ella +fosse persuaso che io non sono un villano, e che fra noi non ci può +essere alcun motivo d’attrito. Ho tanto piacere di averla conosciuto. A +rivederci. — + +E se ne andò lasciando Oreste fremente di rabbia e con un’acutissima +fitta sotto il cuore, che gli rendeva oltremodo penoso il respirare. + +Quale doloroso destarsi! + +Aver sognato una perfezione morale rispondente alla perfezione fisica, +e trovare una.... civetta volgare, con un _passato_ per sopramercato! + +Altro che vittima! — E come sapeva mentire! Ella la rivale disgraziata +di Severina, l’amante respinta di Giulio.... solo pochi istanti prima, +osava asserire che conosceva Giulio di vista! e che aveva trascurato +l’amicizia di Severina per ordine superiore.... + +E se della di lei giovinezza veniva a conoscere ora quel mistero. — +ed era il solo, poi? — chi sa quali misteri celava la sua esistenza +conjugale.... con tale marito.... + +«Amo mio marito....» — diceva — ma questo doveva esser vero come il +«conosco Giulio di vista!» + +Restava pura e semplice la bellezza.... ma, con un’anima così nera, era +una bellezza orribile. Era deciso.... bisognava fuggire Maddalena. + +E pronunciando il sì della decisione, s’alzò e uscì avviandosi +verso la guardaroba, ma quando fu sul limitare di quella si fermò +titubante. — + +— Ricomincia la musica, — pensò — Maddalena sarà sola e mi aspetterà. +Partire colla ferma risoluzione di non vederla più.... sta bene, ma +non prendermi proprio alcuna soddisfazione, nemmeno quella di vederla +arrossire.... è un po’ da collegiale che fugge. Si direbbe che ho paura +di lei!.... Ella mi ha ingannato; io devo punirla.... Con dignità, +sia.... ma punirla. — + +Attraversò di nuovo le sale ed entrò nel noto salotto. + +Tanta ira bolliva nel suo petto.... e non appena la rivide.... sentì +svanire tutti i suoi propositi. Maledetta quella beltà! Maledetto quel +seno!.... Ed era possibile che un involucro tanto affascinante fosse +animato da uno spirito infernale? + +— Facciamo l’ultima prova! — si disse. + +Maddalena guardò Oreste che s’avanzava e fu colpita dal di lui pallore, +ma ella non poteva rivolgergli alcuna domanda, perchè non era sola. + +Egli sedette vicino a lei, dicendo: + +— Buona sera, signore! + +— Buona sera! — risposero le signore, che erano tre, Maddalena e due +vecchie derelitte e non rassegnate; oh! lo si vedeva.... + +Maddalena, ansiosa di sapere che cosa fosse avvenuto, disse: + +— Signor Soranzi, volete favorirmi....? è tutta sera che non vedo mio +marito. + +— Ai vostri comandi, signora — fece egli serio alzandosi. + +Le due vecchie guardaronsi fra loro ammiccando, ed avevan ragione. Il +pretesto di Maddalena poteva esser migliore, ma ella aveva fretta. + +Usciti: + +— Dunque....? — fe’ Maddalena. + +— Dunque, niente. + +— Come, niente?.... Andiamo, voglio sapere. + +— E io vorrei non saper nulla. + +— Che cosa dite? + +— Dico che se in questo momento potessi perdere la memoria, sarei un +uomo felice.... e così.... — + +Egli chinò il capo melanconicamente. + +— Insomma.... ho detto che voglio sapere — continuò Maddalena con +vivacità. + +— Ma che cosa volete sapere? — rispose Oreste animandosi. — Che è un +vigliacco? Sì, è vero, è un vigliacco, è tutto quello di odioso che +potete imaginare.... ma, e allora perchè gli avete creduto....? perchè +vi siete affidata a lui? perchè avete sperato qualche cosa da lui? +dite! — Ma perchè mai vi parlo io di cose che sapete meglio di me!? +Quel che è stato è stato, e non può cancellarsi. Tuttavia, non temete +di nulla. Il vostro segreto sarà da me custodito come se si trattasse +dell’onore di mia madre. Non ho alcun diritto di esercitare un +sindacato qualsiasi sulla vostra giovinezza.... Però.... avrei voluto +trovare in voi una donna... + +— Dite pure.... una donna onesta? La sono sempre stata.... la sarò +ancora.... sapete! — esclamò Maddalena, ironica, fermandosi. Alle prime +parole di Oreste, vedendosi scoperta, s’era sentita le fiamme al viso, +ma ella aveva subito riacquistato il suo sangue freddo, e, all’attacco +inatteso, rispondeva attaccando, a sua volta, con impeto.... + +— Se io potessi agire senza scandalo ve ne convincerei.... Ma e poi.... +che dico io?.... credete quello che volete.... Perchè devo convincervi +io di qualche cosa?.... Chi siete voi?.... un ragazzo! — + +Oreste la guardò stupefatto, ma dovette abbassare gli occhi, suo +malgrado, soggiogato. D’altronde, quell’ira gli piaceva, quel sentirsi +investito da una donna era una voluttà nuova.... e consolante, perchè +gli pareva che ella stesse per provargli la sua innocenza. Ma ella +voleva provargli tutt’altro. + +— Sì, un ragazzo! e ve lo provo! — continuò, meno veemente, vedendolo +intimidito, ma tuttavia vivacissima. — Voi vi fate presentare e mi fate +la corte.... volete ch’io manchi a’ miei doveri.... volete rapirmi!.... +e perchè, un imbecille, che non conoscete, e che avete, nel medesimo +tempo, delle ragioni per disprezzare, viene a dirvi chi sa quali +infamie sul conto mio, voi, senza menomamente riflettere, senza neppur +farmi l’onore di dubitare un solo istante della verità di tali infamie, +venite ad insultarmi e a dirmi.... con qual diritto poi, sarei curiosa +di saperlo: — Voi non siete una donna onesta.... — Ah! io dovevo +lasciarmi sedurre, dovevo lasciarmi rapire da voi per essere una donna +onesta! Ragazzo! Ragazzo! Per voi io sono una donna onesta....! quanto +al _rimanente_, non siete voi che dovete darvene pensiero. — + +Seguì un istante di silenzio — ella tremava per la concitazione — egli +gioiva. + +Maddalena parve raccogliersi, e, poscia, ripigliò con più calma e con +una certa gravità. + +— Vi hanno detto che ho commesso una leggiera imprudenza giovanile.... +badiamo bene, _leggiera_! È verissimo.... sì, sono stata imprudente, +perchè ero inesperta. La colpa quindi di chi è?.... de’ miei genitori, +e specialmente di mia madre.... buona donna, sì.... ma, madre.... +per ridere. Basta forse generare, dar cibo, vestito, ricovero.... per +poter esser madre? Madre per il corpo forse....; ma, e all’anima chi +ci deve pensare?.... basta darne l’incarico al confessore? Ma questo +è precisamente quello che non si deve fare, perchè è assurdo, enorme! +— Alle corte.... mia madre ha ella mai pensato ch’io avessi un cuore +e un cervello? — ha ella mai veduto che io diventava una giovinetta? +— ignorava ella che cosa si agita, qui dentro, nelle fanciulle? — ha +ella temuto un solo istante che mi si potessero tendere insidie? — mi +ha ella mai detto che cosa è il mondo? — Ma, Dio mio! se fossi anche +caduta nel fango.... io sarei perfettamente innocente! Ma non sono +caduta! — Che coso ho a rimproverarmi infine?.... Ho a rimproverarmi +d’aver amato, all’età in cui non si può far altro che amare.... +perchè tutto, in noi e fuori di noi, non parla che d’amore.... — ho a +rimproverarmi d’aver creduto, per un momento, alle lusinghe del primo +essere che riuscì a interessarmi. E questo cosa vuol dire? L’ho amato +ed ora l’odio.... Non vi pare che l’odio cancelli tanto bene l’amore, +da rifare persino la verginità di un’anima? — E voi siete crudele +al punto da farmi un delitto di una imprudenza giovanile, e perchè? +perchè sono viva.... e mi fate la corte! — Se io, allora, quando +scopersi il tradimento, mi fossi uccisa o fossi morta di crepacuore.... +oh! allora vi sareste unito agli altri e mi avreste compassionata, +avreste maledetto a lui!.... Ma non sono morta.... e quindi io sono +una donna colpevole e spregevole, ed egli è un giovinotto galante +da invidiarsi, perchè sa far bene il suo mestiere. — Vi giuro però, +che se, una certa notte di torture indescrivibili, non sono morta, o +per lo meno impazzita, la prima a esserne maravigliata, l’indomani, +fui io medesima. Ma allora, rientrata in me, dovetti ridere di me e +degli altri. Soffrire?.... A che serviva?.... Voi direte scherzando: +— Che donna forte!... — Sia pure. Non è una fortuna per una donna +l’aver sentito una superiorità morale non comune? Non ci foss’altro +vantaggio.... v’è quello di poter ridere di tutto. — + +Qui Maddalena, prendendo un tono leggiermente derisorio: + +— E ora che v’ho detto tante belle verità.... che cosa mi farete +l’onore di pensare di me?.... Sentite.... se siete di coscienza tanto +inesorabile per noi povere donne.... accettate un buon consiglio.... +rinunciate fin d’ora a qualsiasi donna.... a meno che non possiate +seguirla, passo per passo, dal giorno in cui schiude gli occhi fino +a quello in cui la sposerete.... e ancora!.... Leggerete voi nel suo +pensiero?.... Credetemi.... donne che non abbiano commesso imprudenze +ne troverete....; chi sa com’erano tenute d’occhio! — Ma donne che +non abbiano sognate imprudenze, dormendo.... e non dormendo, non +ne troverete una! Ed è naturale. Se voi, a sedici anni, ispirato +dai poeti, avete chiesto forse in ginocchio un bacio alla vostra +servetta.... perchè non volete che una fanciulla non pensi al marito? +Volete permetterle almeno di occuparsi del destino della sua vita, +che sta tutto nella parola: Marito? E marito che cosa vuol dire? — +Uomo. — + +Si tacque, e si continuò a passeggiare in su e in giù, per la stessa +sala, non curando, non vedendo neppure quelli che passavano, i quali +invece vedevano e non erano indifferenti. + +Ella attendeva la prima parola di lui.... ed egli non la trovava. + +Impazientita, Maddalena uscì, infine, a dire: + +— E così? + +— E così, Maddalena, io non so che dire. So soltanto che ho il caos nel +cervello e un male indicibile al cuore. + +— Allora.... — fe’ ella, scattando, severa, imperiosa — addio.... +andatevene, e che io non vi veda mai più! — + +Oreste non s’era ancora riavuto dalla prima sorpresa, che Maddalena era +già molto lontana. + +— Sciocco.... imbecille mille volte ch’io sono! — e si batteva la +fronte — è un’ora.... un’ora! che mi parla, per farmi capire che mi +ama.... ed io.... io faccio l’austero, il pedante, senza dirle una +buona parola.... a lei, che merita tutto! Che fuoco! Che franchezza! +Che sentimento! — Ah! rimediamo.... rimediamo subito....; io non +voglio.... non posso perderla. — + +Se egli avesse saputo che Maddalena non aveva voluto che provarlo con +quell’_andatevene_.... scandagliare, sapere se e qual effetto realmente +aveva avuto il malaugurato incidente! + +Ella ebbe dunque un sorriso di trionfo quando lo vide comparire +nel salone e cercarla collo sguardo. Ora era sicura.... egli non le +sfuggiva. + +Allora Maddalena gli si mostrò, ed egli andava verso di lei, con aria +umile e pentita.... ma ad un tratto si fermò sorpreso ed esitante. +Maddalena seguì la direzione del di lui sguardo, e non fu meno sorpresa +di Oreste. + +Sulla soglia dell’ingresso di destra stava il padre Papetti. + +Papetti cercava di sua figlia, ma era tanto stordito dal rumore della +festa, dallo spettacolo per lui nuovo, dal caldo del gas, e da una +bottiglia testè vuotata, che non ci vedeva quasi più — e anche quel +poco come attraverso un velo grigio. + +Per sua fortuna, Maddalena, punta dalla curiosità di sapere come mai +egli si trovasse là, andò tosto a lui. + +— Tu papà.... ad una festa da ballo? — fe’ ella piantandogli davanti +come trasecolata. + +— Ah! brava, cercava appunto di te.... ma qui come si fa?... Conducimi +in qualche angolo, ove si possa dir due parole.... qui nè ci vedo nè ci +sento. + +— Che cosa vuoi dirmi di bello e di nuovo? C’è forse qualcuno che +aspira all’onore della mia mano? + +— È proprio il momento di scherzare.... È vero che tu non sai.... + +— Ma son cose serie? + +— Pur troppo. + +— Oh! — ella non credeva affatto. — Allora vieni qua nel salotto.... Ti +piace il giallo? + +— Che domanda!.... Benedetta gente che c’è al mondo — brontolava egli +mentre si attraversavano diverse sale, facendo strabiliare Maddalena +— ecco.... ecco! Si hanno chi sa quali dispiaceri...., chi sa quali +disgrazie ci minacciano.... e là si ride, si scherza, si balla? Ma come +si fa? domando io.... come si può mettere la maschera dell’allegria sul +volto.... mentre nell’anima ci dovrebbe essere la disperazione....? + +— Disperazione?.... ah! eccoci qui.... e mi spiegherai.... — fece +Maddalena lasciandosi cadere sur un divano. + +— Sissignora, ti spiegherò.... Dunque sappi, prima di tutto, che mi +si è teso un tranello.... Tuo marito credeva che col farmi bere.... io +avrei cantato.... ma io non canto mai! Ci vuol altro! + +— Scusa.... non capisco... mio marito? + +— Sì.... tuo marito, che non avendo potuto indurmi a commettere una +corbelleria a mente fredda, perchè di giorno — ha creduto che ne avrei +commessa senza difficoltà un’altra, dopo qualche bicchiere di Cipro, +perchè di sera, fra i tripudj e le danze.... Ci vuol altro alla mia +età! + +— Scusa.... non capisco ancora.... mio marito....? + +— Ma non sai cosa mi ha proposto? Mi ha proposto di consegnargli la +tua dote.... e se no, di prestar una garanzia equivalente, perchè ha un +bisogno straordinario. In poche parole.... è rovinato.... + +— Mio marito rovinato?.... ma tu.... + +— No.... no.... è la pura verità. + +— Ma se fosse rovinato, io lo dovrei ben sapere.... + +— Che cosa vuoi mai sapere tu?.... Stai in negozio tu? sei al corrente +dei suoi affari tu? Ti dice forse qualche cosa lui? + +— No. Ma appunto perchè non so niente e non mi dice niente.... devo +pensare che tu t’inganni. Un marito rovinato nè può divertirsi nè può +spendere per sua moglie come fa il mio. + +— Ah! ah! ma, cara mia.... quando un uomo non sa far altro che bere.... +non sa più nemmeno quel che si fa. Paolo ha perduta la testa.... Me +l’ha detto anche Cavallazzi, il mercante sull’angolo, che è di là.... +Vuoi parlargli? + +— No.... grazie. + +— E per colmare la misura.... mi assicurano.... che Paolo è andato.... +che non c’è più speranza. Il dottore Moscatelli, che ho trovato +stasera al caffè, mi dice di non metterti in apprensione, ma però di +raccomandarti molta prudenza. Capisci? Per me già, mi dividerei di +letto. Quando gli ho domandato: — Ma, insomma, dottore, temete proprio +ch’egli possa morir presto....? — Sono certo che non vivrà a lungo — +mi ha risposto. — E vuoi che io arrischi, foss’anche un soldo del tuo, +quando le cose sono a tal punto? Se egli muore rovinato, non ti resta +che tornar in casa, già.... e allora la tua dote non sarà forse tanto +zucchero per te? — Aaah! non me la sarei proprio imaginata! — Ma siamo +intesi. Ora io me ne vado, perchè è capace di tornare all’assalto, e +mi rincrescerebbe dar una mortificazione al marito di mia figlia. Chi +l’avrebbe mai detto, eh? Pareva il bue d’oro! Mi rincresce per te.... +mah! finchè c’è tuo padre.... non temere!.... Buona notte. + +— Buona notte.... — mormorò Maddalena macchinalmente. + +Ella pensavo a Soranzi. Rivelazioni così inaspettate l’avevano molto +turbata. Ella doveva pensare a’ casi suoi. Fra poco sarebbe vedova +e povera. Il tornar in casa non le sorrideva certo! Dunque.... +dunque non restava che premunirsi contro la sventura. In qual modo? +Coll’assicurarsi un secondo marito.... Ora, di tutti gli uomini che la +corteggiavano, chi permetteva la speranza di poterlo divenire? — Uno +solo, Soranzi. — Ma quella era l’ultima festa.... quando lo rivedrebbe? +E anche rivedendolo, le di lui disposizioni sarebbero.... quali? +Una nuova conoscenza.... un ostacolo in famiglia.... insomma, non si +sa mai.... un giovane fa tanto presto a distrarsi! Dunque, per non +arrischiare di perderlo, bisognava incatenarlo e subito. — Subito....? +Con qual mezzo.... con qual catena? Ah! la catena c’era.... ma.... + +Un diavolo, almeno uno, ci deve essere.... per ajutare le donne belle. + + + + +Giulio non s’era contentato di abbeverare di fiele il Soranzi, ma +certo ormai che v’era qualche cosa fra quei due, era andato a contare +il tutto a Severina e quindi anche a un crocchio di _brutti uomini_. +Mezz’ora dopo tutta la festa sapeva che la _Minella_ e il Soranzi se +la intendevano.... cosa del resto naturale in chi da fanciulla, ecc., +ecc. — Una donna che ha conosciuto un Giulio, — dicevano alcuni in +faccia a Giulio stesso, il quale ne godeva tutto — che cosa può mai +essere? — + +Maddalena capì esservi alcun che di mutato nell’opinione pubblica a +di lei riguardo, perchè tutti la guardavano con evidente curiosità — +ma.... poteva anche essere a motivo della sua _toilette_. + +Chi invece sapeva tutto e n’era dolentissimo, perchè una parola venuta +all’orecchio del marito poteva aver delle conseguenze gravissime, era +Oreste, che aveva ricevuto delle congratulazioni, quali misteriose e +quali niente affatto.... + +Non essendo, per caso, fatuo, nè vano, le avea respinte.... con tutta +la gentilezza e l’umiltà che si richiedevano — ma contenendosi a +fatica. + +— Ecco — si diceva — fra me e quella donna v’è niente, e io pel +mondo sono suo amante. — A tale ingiustizia, le parole di Giulio gli +diventavano menzogne, e la sua tenerezza per lei si accresceva. Avrebbe +voluto avvicinarla, ma n’era trattenuto dagli occhi di tutta quella +società che egli sentiva rivolti sopra sè stesso. Per far qualche cosa, +entrò nella sala da gioco. + +Maddalena, che da più d’un’ora non lo vedeva, dopo aver girato per +le sale con aria indifferente, ma cercandolo, si decise a domandar a +qualcuno se avesse visto, per caso, il signor Soranzi. + +L’interrogato era una bella barba bianca, tutto compito e punto +pettegolo — per cui, benchè conoscesse la cronaca della serata, rispose +con perfetto ossequio: + +— Se lo desidera, sta giocando al bigliardo. Vuol che glielo vada a +prendere? + +— No.... basterebbe ch’ella gli dicesse che mio padre ha dovuto +partire. Mi fa questa finezza? + +— S’imagini! — + +Soranzi comprese il sottinteso, in due colpi perdette la partita e +corse da Maddalena. + +— Finalmente! — fe’ ella mostrando una gran gioja nel rivederlo e +porgendogli la mano — credeva che foste proprio in collera per alcune +parole inconsiderate che mi sono sfuggite in un momento di vivacità.... + +— No.... anzi, quelle vostre parole mi hanno reso felice.... + +— Felice? + +— Sì.... il perchè di questo ve lo dirò.... + +— Un giorno; non è così? + +— Appunto. Ho un’altra cosa importante da dirvi, ma quella ve la +dirò subito. Sappiate che Giulio e sua moglie devono essere stati ben +imprudenti e ben cattivi.... perchè stasera si dice quello che prima +non si è mai osato forse di pensare. + +— Cioè? + +— Cioè, che.... io.... che noi, insomma, ci amiamo. + +— È tutto qui? — domandò Maddalena senza nemmeno aggrottare le ciglia, +anzi sorridendogli adorabilmente. + +— Come! se è tutto qui? — esclamò Oreste maravigliando. — Cosa volete +che si dica di più? + +— Eh! lasciate un po’ che dicano! — continuò ella. — Ma ecco l’ora di +cena.... Volete essere mio cavaliere servente? + +— Ma come! non temete? + +— Che cosa? Ah! ah! Ma se dicono già di peggio.... — A proposito.... di +peggio o.... di meglio? + +— Voi che ne pensate? + +— Io....? — mormorò Maddalena con civetteria, e appoggiatasi a lui, con +passo molle, l’occhio raggiante sempre fisso in volto ad Oreste, che +non ci capiva più nulla, attraversò tutte le sale, fino al _buffet_, +ove ella lo fece sedere ad un tavolino che bastava appena per due +persone. + +— Vedete se ho paura? — disse Maddalena. — Mi fanno la guerra.... +l’accetto. + +— Ma vostro marito?.... + +— Quando verrà gli faremo un po’ di posto. — + +Cenarono e risero.... Ella gustò diversi calici di Frontignano — aveva +il capriccio del Frontignano, quella sera — egli non bevette che acqua +— ma quando s’alzarono l’ebbro era lui, ebbro dello spirito, delle +carissime imprudenze di lei, delle occhiate che gli parevan piene di +promesse. + +— Vedremo come finirà, — pensava — ma come può finire.... se, fra +qualche ora, i lumi si spegneranno e non so quando potrò rivederla? + +Ma a che cosa pensate....? — disse Maddalena — datemi il braccio. + +— Pensava se e quando potrò rivedervi. + +— Ah!.... — ed ella chinò il capo. + +— Adesso potrei domandar io a che cosa pensate voi? + +— Pensava.... oh! Dio! ma sentite....! che può mai essere accaduto....! +Andate a vedere, vi prego.... v’aspetto qui. + + * * * + +Tutto a un tratto era nato un gran trambusto. Chi correva di qua, chi +correva di là. Chi gridava per sapere, chi, temendo vi fosse una rissa, +gridava per trattenere le signore curiose. Dalla _salle-à-fumer_, +in cui non si poteva più entrare, tanta era la folla, uscivano +vociferazioni d’ogni genere: — Indietro! — Non soffochino! — Non sarà +niente! — È morto! — Ci vuol il prete! — No, è vivo....! ecco, si +muove! — Portiamolo via! + +— Silenzio! — gridò finalmente una voce stentorea. Era la voce di un +medico. + +— Lei, signor Alessandri, — continuò — lo faccia portar qui sopra, in +casa sua, e mettere a letto. Allora si potrà far qualche cosa! Qui è +impossibile. + +— Benissimo.... Largo, signori! — + +Si vide allora la gente rifluire e lasciar il passo a due soci, che +spingevano una gran poltrona verso la guardaroba.... + +In quella poltrona stava adagiato un uomo, che parava un cadavere. + + * * * + +— Ma che c’è? — domandava intanto Maddalena a quelli che le passavan +vicino. + +— Non so, signora, non so davvero — rispondevano guardandola con +compassione; — oppure: — Niente, niente! cose da nulla! — e via. + +— Ah! finalmente saprò da voi che cosa è avvenuto! — fece ella, vedendo +venire Oreste tutto turbato e dolente. + +— Non ve l’hanno ancor detto? + +— Ma se nessuno sa niente! + +— È perchè voglion risparmiarvi un dispiacere.... + +— Un dispiacere? — e davanti all’ignoto ella non potè a meno +d’impallidire. — Mio marito.... mio padre, forse? + +— Vi prego.... non mettetevi in apprensione. È una cosa che passerà.... +Vostro marito ha.... eh! insomma, non è un delitto poi!.... ha bevuto, +pare, un po’ troppo.... e ora.... + +— Ah! tacete! — fe’ ella con moto di schifo, volgendo altrove il viso. + +— Ve l’avrei taciuto.... ma era mio dovere tranquillarvi.... + +— Grazie.... E ora dov’è? Voglio sperare che non me lo porteranno a +casa in quello stato....! + +— No.... no; è già provveduto. Il cassiere della Società, che abita qui +al secondo piano, l’ha ritirato in casa sua. Egli non tornerà quindi +presso di voi che quando sarà fuori di pericolo.... + +— V’è pericolo....? — e lo sguardo di Maddalena, in dir questo, parve +strano ad Oreste. + +— No.... sapete bene.... + +— Sì.... è vero, non capiva. — E io che cosa faccio adesso.... qui +sulla festa, quando tutti sanno che mio marito.... il presidente....? +Ah! povera donna ch’io sono!.... Che bella felicità la mia, non è +vero? — e ella rideva stridendo. — Vedete.... vedete la gente come +mi guarda....! Ah! io non posso più vedermi qui.... Venite....? +M’accompagnate? + +— Andiamo. + +— Grazie.... Ah! ricordatevi di levare le chiavi dal soprabito di mio +marito....; quasi quasi non ci pensava. — + +In quel momento si attaccava un galoppo — e nessuno si avvide della +partenza della nostra coppia.... anche perchè seppe partir bene. + +Quando si venne a sapere che la _Minella_ era andata via, ossia a casa +con Soranzi.... + +— Povera donna, — dissero i più. Qualcuno sogghignò; e Giulio disse +adirittura: — La poesia di Soranzi la consolerà adesso della prosa di +poco fa del marito. — + + * * * + +— Possiamo andare a piedi, — disse Maddalena, sulla soglia del portone, +guardando il cielo — la notte è così serena e così tiepida! + +— Badate a quello che fate....; la vostra salute potrebbe correre un +serio pericolo, uscendo da un ambiente tanto caldo. + +— Oh! sono ben coperta....; del resto, — aggiunse con amaro sorriso — +cosa importa che io viva o muoja....? + +— Non parlate così, Maddalena.... — intanto andavano — sapete pure +che v’è qualcuno, il quale vive per voi, e sarebbe ben felice se +voi voleste viver per lui. — Ma è forse questo che poco v’importa, e +perciò.... — + +Egli tacque, per una forte pressione del braccio di Maddalena sul suo — +e la guardò. + +Ella si era sospesa, per così dire, a quel braccio, intrecciando +le mani — e lasciava trascinare la persona stanca. Il di lei capo, +piegato verso il suo cavaliere, a gradi insensibili finì a reclinarsi +sulla spalla di lui. Non parlava.... solo ad intervalli le sfuggiva +un sospiro. Egli rispettava quel mesto silenzio, temendo che qualunque +parola di conforto, in tale stato dell’anima, potesse sembrarle volgare +e indisporla. + +Giunsero così all’angolo della via ove era l’abitazione di Maddalena. + +— Dove siamo? — esclamò ella, come svegliandosi di soprassalto. + +— Qui.... presso casa vostra, — rispose egli dolcemente. + +— Casa mia?.... — fece Maddalena fermandosi — e un gran sgomento le +si leggeva in viso. — Ma io ho paura.... di casa mia! Come troverei +riposo.... ora? Qual notte sarà questa per me? E se pur potessi +dormire, sono io certa che non mi risveglierà.... Ah! quale orrore! + +— Calmatevi, cara Maddalena.... sentiamo.... che volete fare fino +all’alba....? comandate. + +— Mio Dio.... io non so.... qualunque cosa, purchè io non mi trovi in +quelle stanze spaventose. — + +Seguì un lungo silenzio. Il cuore batteva a Oreste con tal violenza +che pareva volesse aprirsi una strada, e sentiva al cervello come una +fiumana di sangue che lo accecava. + +Capiva che era il momento di ardire, e temeva di rovinar tutto con una +parola mal detta. + +Ma non vi fu pericolo di rovinare nulla. Maddalena, che guardava verso +una piazzetta poco lontana, disse ad un tratto: + +— Che cosa sono quei due lumi rossi....? + +— Sono i fanali di un _brougham_. + +— Ah! — fe’ ella pensosa, mordendosi un labbro. + +Oreste tremava come una foglia e sentiva le gambe piegarsi....; +ardì.... provossi a fare, come in isbaglio, un passo verso la +piazzetta, e non trovando resistenza.... continuò. + +Ella era più leggera di prima. + +Quando furono a dieci passi da quella carrozza, egli fece per parlare, +ma non potè articolare un solo accento.... + +Allora s’ajutò con un gesto, un punto d’interrogazione, e le additò la +carrozza. + +Ella non ebbe nè un moto nè una parola. + +— Dove andiamo? — fe’ egli con voce soffocata. + +— _Dove volete_.... — rispose ella fiocamente. + +Oreste fu abbarbagliato, come per lampo improvviso, e vacillò.... + +— Ma.... — balbettò egli — io non vorrei che voi.... agiste.... in un +momento di.... disperazione.... + +— Io.... — rispose Maddalena, aprendo le braccia con un moto spasmodico +di tutte le membra, parevo la Madonna dei sette dolori — io non ho più +forze.... non posso più resistere.... — e singhiozzante appoggiossi a +lui come cadendo. + +Egli la sorresse, e mormorò: + +— Tu sei un angelo! — e aperse lo sportello. + + * * * + +È uso di dir ad una donna: «Tu sei un angelo», quando la vediamo +cadere dal cielo della mor....ale sul paradiso terrestre dell’amore.... +_nostro_....; s’intende. + + * * * + +Il primo lunedì di quaresima si leggeva in un giornale: + +«Ieri abbiamo detto che il signor P. M. era scomparso, lasciando una +lettera, in cui manifestava la risoluzione di suicidarsi. Pur troppo, +egli ha mandato ad effetto il suo tristo divisamento. Il cadavere +del P. M. è stato rinvenuto stamane da alcuni contadini presso il +Manicomio, entro una roggia. Nel prossimo campo si sono trovati un +mantello e una bottiglia di _rhum_ quasi vuota. Si capisce che lo +sventurato ha cercato nel liquore quel coraggio che gli mancava. — +Pregati dai parenti, non ci occuperemo dei motivi che spinsero il +disgraziato al disperato passo.» + + +Il P. M. era Paolo Minelli. + + + + +LA CATASTROFE. + + +Mercoledì grasso, ore 11 antimeridiane. + +Minelli solo sta facendo colazione.... La signora è ancora nella sua +camera. + +Compare il ragioniere tutto serio. + +RAG. (_grave_) Buon giorno. + +MIN. (_non senza inquietudine_) Buon giorno. + +RAG. Signor Minelli.... io vengo a darle le mie dimissioni. + +MIN. (_in piedi_) Cosa dice? + +RAG. Sì, le mie dimissioni.... perchè il decoro, la delicatezza, tutte, +insomma, le ragioni di un uomo d’onore m’impongono di ritirarmi da +un’amministrazione che va a male. + +MIN. (_sedendo — con mal umore_) Va a male.... va a male.... + +RAG. Vedendo che le mie rimostranze non La persuadevano molto.... +vedendo che si continuava sempre col medesimo andazzo.... io ho preso +l’unica risoluzione che doveva prendere. Non voglio che, un giorno, si +dica che io L’ho rovinato.... mentre ho fatto di tutto per salvarlo.... +Eccole lo stato della sua casa.... Sono otto giorni che non prendo +quasi alcun riposo per far più presto.... perchè ho fretta d’andarmene. + +MIN. (_tutto mortificato_) Ah! ha fretta.... (_prende ed esamina +lo stato, senza batter ciglio, poi con voce semispenta_) E.... è +esatto?.... + +RAG. Pur troppo! + +MIN. E.... non c’è più speranza di rifarsi? + +RAG. Se si va avanti così.... nessuna speranza! — se, invece, si ha +il coraggio d’una riforma radicale.... sarei per garantire che si +tornerebbe alla floridezza primiera. + +MIN. (_respirando_) Pazienza.... quando mi parla così.... + +RAG. (_lieto_) Ho un progetto! Se Ella lo approva e lo mette a +esecuzione.... fra tre anni, forse prima. Ella può essere ancora il +Minelli d’una volta.... + +MIN. (_battendogli sulla spalla_) Bravo.... ragioniere.... Bravo! +Sentiamo, sentiamo. + +RAG. Un momento.... Prima di pensare a progetti.... bisogna trovar +diecimila lire per far fronte alle scadenze di questo mese.... + +MIN. (_già scoraggiato_) Diecimila lire.... Dove vuol che le trovi io? + +RAG. Sua moglie ha una dote....; se la faccia consegnare — (_ad una +smorfia di Minelli)_. Non si tratta di consumargliela.... si tratta +semplicemente di servirsene per salvare la situazione.... È un +interesse della moglie come del marito. + +MIN. Mi rincresce.... Se vi fosse un altro mezzo.... + +RAG. Impossibile.... Non si può già ricorrere agli strozzini.... senza +rovinarsi ancor più presto. + +MIN. (_con sforzo_) Bene.... adesso vado da mio suocero e mi faccio +dare le diecimila lire.... Ella vada pure ad aspettarmi in negozio..... + + +II. + +Mezz’ora dopo in casa Papetti. + +MIN. Caro papà.... buon dì. + +PAP. To.... To...., che vuol dire a quest’ora? + +MIN. Vuol dire che ho bisogno d’un favore. + +PAP. Ma parla subito...., che cosa vuoi?.... sono qui tutto per te! + +MIN. Ecco.... si tratterebbe.... anzi si tratta, mi hanno proposto una +operazione eccellente.... ma siccome, in questo momento non ho tutta +la somma che occorre.... sarei costretto a lasciarmela sfuggire.... Se +invece potessi compire la somma.... allora io sarei certo di fare un +bel guadagno. + +PAP. (_con difficoltà_) E.... che somma occorrerebbe? + +MIN. Oh! solo diecimila lire.... + +PAP. Bagattelle!.... e dove vuoi che vada a prenderle io? + +MIN. Subito fatto.... tu.... Un momento; prima voglio ricordarti una +cosa. Quando io ti ho chiesto la mano di Maddalena, e che si è parlato +d’interessi, io cosa t’ho detto?.... Si goda.... — ho detto — allora ci +davamo del Lei.... Si goda pure, in pace, gli interessi delle diecimila +lire ch’Ella mi offre in dote....; a me basta la sua Maddalena.... È +inutile far contratti... Denaro non ne ho bisogno.... Parenti non ne +ho...., dunque.... quel ch’è mio è suo e nessuno glielo può togliere. + +PAP. (_che ha capito l’antifona, comincia a far il muso lungo_) + +MIN. Ho io mai pensato a farmi consegnar la dote di Maddalena?.... +No. — Ma adesso mi è necessaria.... e vengo a chiedertela.... Del +resto, non temere.... Quel che t’ho detto allora, te lo mantengo — gli +interessi li godrai sempre tu! + +PAP. (_freddo_) Senti.... io i denari non li ho.... cioè.... li ho, +ma non sono in contanti. Io ho impiegato quella somma in tanta rendita +dello Stato. + +MIN. Oh! non importa.... venderemo la rendita.... + +PAP. Dimmi un po’.... che operazione è.... che vuoi fare....? Non +avertene a male.... sai.... capisci bene.... un padre.... Vedi.... se +tu m’avesti detto allora....: — Voglio la rendita — figurati.... te +l’aveva offerta io! ma venir proprio adesso.... che cosa vuoi....; avrò +torto.... sarà una paura sciocca la mia.... ma abbi pazienza. + +MIN. (_contenendosi_) Dunque non me la dai.... + +PAP. Abbi pazienza.... ti ripeto...... non posso. + +MIN. (_contenendosi_) Senti.... sono venuto a chiedere un favore.... +ma.... in fine dei conti, quelle diecimila lire mi appartengono...., +sono roba mia. + +PAP. (_convinto_) Scusa, caro.... sono roba di Maddalena! + +MIN. Accettato! E se Maddalena ti dicesse: — Dagliele pure? — + +PAP. Risponderei....: alla nostra morte, avrà quello e anche il +resto.... ma ora, no. + +MIN. Ma e se per cagion tua.... io dovessi lasciarmi sfuggire +quell’operazione....? + +PAP. (_adulandolo_) Eh! un negoziante come te.... ha credito fin che +ne vuole.... e non saranno proprio quelle povere diecimila lire che gli +faranno caldo piuttosto che freddo. + +MIN. (_alterandosi_) Questa poi non me l’aspettava. + +PAP. (_freddo_) E neanch’io. + +MIN. Ma per Bacco!.... + +PAP. Che cosa? + +MIN. (_mutando pensiero_) Niente.... + +PAP. Bravo.... + +MIN. Ne farò a meno.... e così vedrai che hai avuto torto di diffidar +di me. + +PAP. (_con espansione_) E io non desidero di meglio, anima mia!.... + + +III. + +Nel negozio Minelli, dialogo a bassa voce. + +RAG. (_sentito l’insuccesso di Minelli_) Diavolo.... diavolo!.... +(_pensa_) E dica un po’.... se si potesse ottenere dal signor Papetti +che prestasse il suo _avallo_ sur una cambiale?.... Che ne dice?.... +Chi sa.... Alle volte, si hanno delle difficoltà a metter fuori il +denaro.... e si mette fuori invece, per far un favore, la propria +firma. A noi servirebbe egualmente, perchè io ho un amico il quale ha +la più grande fiducia in me.... e mi sconterebbe certamente.... + +MIN. E sconti senza l’avallo.... allora! + +RAG. Ah! no.... Ella mi capisce.... io voglio essere perfettamente +tranquillo.... + +MIN. (_rassegnato_) Bene.... gliene parlerò. + +RAG. Ma.... badi.... bisogna far in modo da non metterlo in sospetto. + +MIN. Lasci fare a me.... Per stasera lo invito alla nostra festa.... +e lo faccio bere un pochino.... Siccome è molto espansivo, quando ha +bevuto...., otterrò da lui tutto quello che voglio.... Mi prepari la +cambiale intanto. + + . . . . . . . + +Il nessun successo della povera astuzia di Minelli con Papetti s’è +visto e sarebbe stato prevedibile per tutt’altri che per quell’uomo +scervellato. + +Invece a lui parve tanto impossibile di non esser riuscito, se ne +addolorò, si indispettì talmente contro sè stesso, che, per poter +non pensare alla propria disfatta.... per poter dimenticare, fino +al domani, quelle diecimila lire.... vuotò la bottiglia del Cipro. +Ma non bastò, anzi fu peggio.... perchè, cominciata l’ebbrezza, +quelle maledette cifre, presa forma umana, si misero a ballonzargli +e sgambettargli negli atteggiamenti più grotteschi, nella mente +trasognata — or irridendolo coi più strani sberleffi, or minacciandolo +coi pugni e coi denti.... Non sapendo più come salvarsi.... si fece +portare una bottiglia di Erlauer.... poi, un’altro ancora. + +Allora le cifre scomparvero — tutto dintorno a lui diventò bujo +— gli parve d’essere sul tetto d’una casa, nelle acque d’un fiume +straripato.... E il terribile elemento saliva.... saliva.... e il vento +muggiva, e la pioggia scrosciava.... e nessuno veniva a salvarlo.... +e l’acqua gli lambiva già i piedi.... Allora sentì un guizzo di freddo +per tutta la persona, volle alzarsi.... e sconciamente stramazzò. + + +IV. + +Giovedì grasso, ore 9 antimeridiane. + +Minelli si sveglia e chiama, senza aprir gli occhi. + +— Lena..... Lena.... — nessuno risponde — dormi ancora?.... Ma.... — si +leva a sedere, si stropiccia gli occhi, si guarda d’intorno.... Non è +la sua camera.... non è la sua casa.... si ricorda. + +— Pover uomo! — balbuzia — pover uomo! Chi sa cosa avrà detto +Maddalena.... Chi sa! — + +Poi pensando ai casi suoi: + +— Quella è l’ultima.... ah! sì.... è tempo di finirla....; or vado a +casa.... e da questo momento.... vita nuova! — + +Forte della buona risoluzione, si sente bene e sarebbe quasi felice.... +se non fosse il pensiero martellante delle diecimila lire e dei +rimproveri che lo attendono al domicilio conjugale. + +— Ma passerà anche questa! — dice e si alza. Dà la mancia al servo del +cassiere della Società, e gli lascia tante scuse con tante cose pel +padrone e la promessa d’una visita, dopo pranzo. + +Torna a casa, ma trova chiuso. La fantesca è uscita ed egli non ha le +chiavi. Scende e entra in negozio, il che, a quell’ora, maraviglia i +garzoni. Parla col ragioniere, gli dice del secondo fiasco toccato con +Papetti e finisce coll’esclamare: — Cosa facciamo adesso? + +— Ci penserò! — risponde il ragioniere, che ha già pensato, con un +accento che fa sperare ancora una speranza. + +— Bene.... io sono nelle sue mani. Ah! ecco la domestica che +ritorna....; vado a vedere se mia moglie s’è svegliata. Ella venga +pure, verso mezzogiorno. + + * * * + +Mezzodì. + +Minelli entra nel salotto, in cui v’è già il ragioniere ad aspettarlo. + +Il povero marito non è gajo. La moglie era di pessimo umore, e alle sue +scuse e spiegazioni non ha risposto che un: — Taci, taci. — Quanto alla +conferenze, l’ha accettata con un annojatissimo: — Sì, sì. — + +MIN. Favorisca aspettare un momento.... Mia moglie sta vestendosi. + +RAG. L’ha prevenuta? + +MIN. Sì.... le ho detto a un dipresso.... + +RAG. E cosa ha risposto?.... è bene ch’io sappia in quali +disposizioni.... + +MIN. Eccola.... — entra Maddalena e saluta freddamente. Siedono. + +RAG. Signora Minelli.... mi rincresce di averla forse disturbata, ma +era necessario. Dovendo presentare la situazione finanziaria del signor +Minelli.... ho desiderato che Ella pure ne prendesse conoscenza.... +sia perchè si tratta di cosa che deve starle molto a cuore.... sia +perchè, occorrendo poscia adottar dei provvedimenti pel seguito, e la +di lei cooperazione potendo essere assai utile.... è bene ch’Ella sia +perfettamente informata di tutto. — + +Maddalena corruga la fronte — non ha capito niente, cioè ha capito che +è un brutto preambolo. + +RAG. (_con solennità_) Ecco adunque lo stato, in poche cifre tonde. La +dimostrazione l’avrà poi se la desidererà: + +L’ATTIVO è composto, in gran parte, delle spese sostenute in questi +ultimi ventun mesi. + + Per ammobiliare l’appartamento L. 15,000 + Per le gioje della signora » 9,000 + Fatture saldate per conto della signora » 14,000 + Simili per conto del signore » 4,000 + Spese di famiglia » 25,000 + Mobili di negozio » 10,000 + Crediti diversi » 23,000 + Merci esistenti » 40,000 + ——————————— + Totale L. 140,000 + +PASSIVO: + + Scadenze di marzo L. 10,000 + » di aprile » 4,000 + » di maggio » 6,000 + —————————— + Totale L. 20,000 + +Se vi siano altre fatture da pagare per loro conto non so. + +La posizione non è disperata, ma bisogna mutar sistema per salvarla. I +provvedimenti da prendersi sono varj: + +I. Depurazione del personale. — La rendita di questi ventun mesi basta +appena alle spese di negozio e alle sottrazioni fatte da qualcuno, che +si dovrà licenziare. I colpevoli restarono al coperto per molto tempo, +ma finalmente si tradirono in questo carnevale, colle loro pazze spese. + +II. Vigilanza continua del signor Minelli. + +III. Bisogna tornare alla cifra normale di L. 80,000 circa, pel conto +merci generali, tanto richiedendo l’importanza del negozio. + +IV. Estinguere le passività. + +Le diecimila lire scadenti in aprile e in maggio verranno colle +vendite. Le merci che arriveranno in sostituzione non saranno pagabili +che in novembre e in dicembre. + +In giornata, urge trovare le diecimila lire di marzo. Sono +indispensabili, una condizione _sine qua non_ dell’assestamento +degli affari. Si sarebbe potuto provvedervi facilmente se il signor +Papetti fosse stato più arrendevole....; così, non resta a nostra +disposizione che un mezzo solo.... lecito e non rovinoso. La signora +vorrà permettere che si diano in pegno le sue gioje.... (moto di +spiacevole sorpresa della moglie — e anche del marito) per qualche +tempo. M’incarico io di cavarne almeno L. 7000....; per le altre 3000, +supplirò io coi miei piccoli risparmj.... — + +Minelli, con ammirazione, rasserenandosi, alla moglie: — Ma vedi.... +vedi che uomo! E se si presta lui, che cosa non dobbiamo far noi?! + +— Rimane a prendersi un ultimo provvedimento, dal quale io mi +riprometto vantaggi grandissimi, più che da ogni altra misura (fissa +sorridendo, Maddalena), ed è questo: La signora dovrebbe compiacersi di +passare almeno sei ore al giorno, al banco del negozio.... + +MIN. (_incerto_) Come....? + +MADD. (_sdegnosa_) Io?.... + +RAG. Scusi, signora,... io ho pensato che la di Lei presenza in bottega +contribuirebbe a ristabilire la disciplina nel personale — ed essendo +anche un bellissimo e nuovo ornamento del negozio, contribuirebbe, +altresì, a richiamare gli avventori disgustati, non solo, ma a farne +accorrere di nuovi. Qual più bella soddisfazione per la signora +che quella di poter dire un giorno: — Ecco, Casa Minelli è risorta +all’antico splendore.... e questo è tutto opera mia!?.... — + +La cosa può sembrarle forse un po’ nojosa al momento.... ma ci si +abitua presto, e col tempo diventa un divertimento. Si tratta poi di +così poche ore.... che si può fare un piccolo sacrificio.... Già, senza +mortificazioni non si può aspirare neanche al paradiso.... + +MADD. (_insensibile ai sorrisi, alle delicatezze, alle adulazioni e +agli scherzi del ragioniere — con stizza mal dissimulata_) Io non +discuto le proposte del signor ragioniere, anzi dico anch’io che +sono buone.... e quindi farò anch’io tutto quello che potrò, perchè è +troppo giusto. Le mie gioje sono a sua disposizione.... fin da questo +momento.... Vuole anche i miei abiti....? + +RAG. (_grave_) Signora.... Ella mi offende.... si direbbe quasi che +io.... + +MIN. (_spaventato, supplice_) Per carità, Maddalena!.... signor +ragioniere!.... + +MADD. Se ho esagerato.... è stato involontariamente.... mi perdoni.... +ma non avevo proprio l’intenzione di offenderla.... Dunque.... farò +il mio dovere.... Ma ch’io scenda in negozio.... questo è proprio +impossibile.... Che vuole.... che io me ne stia là, come una civetta +per attirar la gente? So che si usa, ma a me ripugna.... + +MIN. Bene, bene! lasciamo questo punto. Io devo già ringraziare +Maddalena del sacrificio ch’è disposta a fare. Sta pur certa che le +gioje torneranno a casa il più presto possibile. Quanto a richiamar gli +avventori, ci penserò io.... anche senza esporre mia moglie.... + +RAG. Signora, io spero che Ella non mi terrà il broncio.... + +MADD. Le pare? Io devo anzi ringraziarla per tutte le sue premure.... +Posso andarmene adesso? + +MIN. Fa pure, cara...., e noi scendiamo.... (_mentre si levano, si ode +la voce della fantesca domandare dal di fuori_) — È permesso? + +MIN. Avanti. + +FANT. (_aprendo_) V’è qui un giovane, che desidera parlare colla +signora. + +MADD. Con me? + +MIN. Sarà qualche operajo....; fallo pure venire innanzi. + +FANT. (_introduce un cameriere d’albergo e si ritira_) + +MADD. (_vedendo il cameriere, impallidisce come un cadavere_) + +CAM. (_s’inchina, poi tutto grazioso a Maddalena:_) Sono molto contento +d’averla trovata in casa.... Dica.... Avrebbe mai, per accidente, +smarrito il suo ventaglio, stanotte? + +MADD. (_non ancora riavutasi_) Io?.... + +MIN. (_al cameriere_) Scusi.... Lei chi è?.... + +MADD. (_tenta far comprendere al cameriere, cogli occhi, i quali pare +voglian schizzar dalle orbite, che non deve parlare — ma quello non +vede_) + +CAM. Io sono un cameriere del _Restaurant Bouquet_. Siccome abbiamo +trovato un ventaglio nel gabinetto in cui la signora.... (_guarda in +viso a Maddalena, e vedendone la terribile espressione, s’interrompe +tutto confuso_) + +MIN. (_sorpreso per quel silenzio subitaneo, dopo tal principio, +vedendo il turbamento del cameriere e di Maddalena_) E così....? +finisci.... (_poi al ragioniere, che, per delicatezza, vorrebbe +andarsene_) Si fermi pure.... + +CAM. (_con sforzo_) Probabilmente m’hanno mal diretto.... + +MIN. (_colpito da sospetto a Maddalena studiandola_) Dov’è il ventaglio +che avevi ieri sera?.... + +MADD. (_sconcertata, non trova parole, dice col gesto che non sa_) + +MIN. (_scoppiando_) Ah! ma dunque è vero!.... (_al cameriere, +imperioso_) Finisci quello che avevi incominciato....; guardami bene in +faccia! + +CAM. (_asciugandosi la fronte, balbetta_) Siccome.... si è trovato un +ventaglio.... + +MIN. In un gabinetto! + +CAM. Sì, signore. + +MIN. Che la signora vi ha lasciato.... stanotte. + +MADD. (_rompendo in pianto, grida_) Ma non è vero!.... questa è +un’infamia!.... + +CAM. (_dice fra sè_) Apriti terra! + +MIN. (_lancia alla moglie un’occhiata fulminante, quindi al cameriere_) +Dammi quel ventaglio.... + +CAM. (_la cui mano, involontariamente, s’era mossa nella direzione +d’una tasca, preso da pietà per Maddalena, dice:_) Non l’ho.... + +MIN. (_frenandosi a stento_) Ah! non l’hai?.... + +CAM. (_con sicurezza_) No.... è all’albergo.... + +MIN. (_coi denti serrati, facendo un passo_) Ah! all’albergo?.... + +CAM. (_indietreggiando_) Sì, signore. + +MIN. Bene! verremo all’albergo.... E ora dimmi un po’...., come mai t’è +venuto in mente di venir.... precisamente qua?.... (_moto disperato di +Maddalena_) Zitta tu!.... se parli.... io.... + +MADD. (_che ha preso una risoluzione, con subitanea energia_) Ma, +insomma.... è una vera indecenza.... questa, che si vada in una +casa.... e che.... + +MIN. (_interrompendola_) T’ho detto di non parlare!.... (_freddo_) Non +è un’indecenza.... è onestà.... e siccome questa onestà dà una traccia +di qualche cosa.... appunto d’indecente.... così io voglio saper +tutto.... e lo saprò. + +MADD. (_sedendo, disdegnosa_) Va benissimo. + +MIN. (_al cameriere_) Dimmi, adunque, come t’è venuto in mente.... + +CAM. Ecco, se si fosse trattato d’un ventaglio qualunque, non ce +ne saremmo curati.... ma trattandosi d’un ventaglio di valore.... +capisce.... Allora io, che aveva veduto il cocchiere del _brougham_.... +(_esita_) + +MIN. (_fremente_).... in cui la signora era venuta.... + +CAM. .... questo non so.... sapeva solo che aveva condotto gente.... +quindi sono andato da lui.... + +MIN. (_tremante d’impazienza_) E t’ha detto? + +CAM. (_esitante_) E.... m’ha detto.... che s’era...., ossia che gli +pareva d’essersi fermato davanti a questa casa.... + +MIN. (_colla vista oscurata_) E allora? + +CAM. Allora.... ho interrogato il portinajo.... e m’ha detto che, +della casa, la signora Minelli, per quanto egli ne sapeva, era l’unica +signora che la scorsa notte fosse uscita.... con suo marito. O il +cocchiere era ubbriaco.... o il portinajo era mal informato.... + +MIN. (_con riso spaventevole_) Sicuro.... dev’essere così.... +(_fregandosi le mani e guardando Maddalena_) Ora, adunque, andremo +all’albergo a prendere il ventaglio.... e se non ci sarà.... se ne +vedranno delle belline.... va bene?.... + +CAM. (_stanco, volendo uscirne, senz’altri rischi nè noje_) Senta.... +poichè devo darglielo.... o prima o poi.... tanto fa che glielo dia +adesso....; dopo tutto, non sono cose che mi riguardano.... (_gli dà un +involtino. Maddalena non sembra accorgersi di quanto avviene; pensa_) + +MIN. (_frenando un grido di furore al riconoscere il ventaglio, con +orgasmo al cameriere_) Bravo.... così si fa.... a te.... per il tuo +incomodo.... prendi (_gli dà cinque lire; aggiungendo con intenzione +minacciosa_), e se sarai discreto.... farai una buona azione.... +capisci?.... + +CAM. Non dubiti.... grazie.... Riverisco (_s’inchina ed esce_). + +RAG. (_contristato_) Permetta che me ne vada anch’io?.... + +MIN. No.... si fermi.... si fermi...., perchè questa donna sa +mentire.... e può essere che io abbia bisogno di testimonj.... + +MADD. (_alzandosi, fredda al ragioniere_) Ha sentito?.... mio marito +m’insulta.... Ora io non voglio più restare in questa casa.... (_muove +per uscire_) + +MIN. (_vietandole il passo, furente_) Non si parte.... +(_respingendola_) Non si parte.... per Dio! + +MADD. (_al ragioniere, con riso forzato_) Ma sa che questa è nuova.... +(_siede_) + +MIN. (_la guarda torvamente, poi suona il campanello; entra la +fantesca_) A che ora è venuta a casa mia moglie.... stamattina? + +FANT. (_incerta_) Alle.... + +MADD. (_pronta_) Alla una! + +MIN. (_contenendosi, ripete con flemma_) A che ora è venuta a casa mia +moglie? + +FANT. (_che ha capito_) L’ha già detto la signora.... alla una. + +MIN. (_urlando_) Tu menti.... tutti mentite! ma.... la saprò ben io.... +per l’inferno.... la verità.... Quel cocchiere.... è ancora vivo!.... +(_battendo un gran colpo sul tavolo_) lo troverò....! + +FANT. (_spaventata si ritira_) + +MADD. (_a quelle parole, si perde d’animo, supplice_) Ma Dio! un po’ di +pietà! + +MIN. (_stravolto_) Con chi sei andata a quel _Restaurant_.... con chi? + +MADD. (_mancando_) Ma io non sono andata in alcun Restaurant. + +MIN. A che ora sei partita dalla festa....? + +MADD. Che so io.... alla una. + +MIN. Sola.... no già!.... con chi adunque? + +MADD. Con una persona.... che conosci anche tu.... e che io stessa ho +pregata d’accompagnarmi. + +MIN. E.... chi è.... questa persona....? + +MADD. È il signor Soranzi.... + +MIN. E.... siete venuti a casa.... subito? + +MADD. .... Subito.... + +MIN. A piedi? + +MADD. A piedi.... + +MIN. (_al ragioniere_) Ella ha sentito.... (_a Maddalena_) Ora.... io +esco.... e se io saprò.... che hai mentito.... guai.... guai a te! E se +poi il ventaglio sarà stato smarrito.... supponiamo.... sulla festa.... +resterà a scoprire qual è la signora che l’ha trovato.... e riusciremo +a sapere anche questo.... va bene? (_al ragioniere_) Ella intanto +mi faccia il favore di rimanere.... e le impedisca di parlare con +chicchessia e di fare un sol passo.... Siamo intesi! (_esce_) + +MADD. (_vedendosi sola col ragioniere, riprende coraggio, e fingendosi +oppressa, con voce flebile_) Scusi, signore.... se mi ritiro nella mia +camera.... ma io ho troppo bisogno di piangere.... + +RAG. Mi faccia la grazia di restar qui. Ella ha udito le +raccomandazioni.... + +MADD. (_piangendo_) Ma sono in casa mia, infine....! Mi segua, se +vuole.... mi lasci andare nella mia camera.... + +RAG. (_con pietà_) Mi dica.... Ella è proprio innocente....? + +MADD. .... Creda.... io sono una povera vittima del destino, che mi +perseguita.... ma io non so proprio nulla di nulla! mi crede? + +RAG. Ma.... per me.... si figuri.... + +MADD. .... Dunque.... sia buono.... guardi.... mi lasci almeno +rinfrescarmi il volto.... devo avere gli occhi ben rossi.... + +RAG. Bene.... faccia presto.... perchè io non voglio aver noje.... + +MADD. (_dolcissima_) Un minuto solo.... (_esce_) + +Il ragioniere resta solo, facendo delle considerazioni morali sul +matrimonio, e rallegrandosi di essersi conservato celibe; tutt’a +un tratto balza in piedi esterrefatto, ha udito un rumore di chiavi +giranti nelle toppe; corre ad un uscio, — chiuso — corre all’altro, — +chiuso anch’esso. — Ah! balordo ch’io sono.... — esclama — doveva ben +pensare che una donna....! e adesso quell’altro tornerà.... ed io.... +Ah! bah! — corre alla finestra, apre, e grida: — Portinajo! Portinajo! + +Eh? — fa il portinajo sull’uscio del suo stambugio.... + +— Vieni su.... subito.... + +— Subito.... + +— Ma dov’è? — domanda forte il portinajo, salito, girando per le camere. + +— Qui.... qui! — grida il ragioniere — apri.... + +— Ecco.... ma come mai.... + +Fuori di sè. — Niente.... di’ al signor Minelli che io non sono nè +un gendarme nè un aguzzino.... e tanto meno poi un prigioniere.... Il +resto glielo scriverò io....! + +— Va benone! — fa il portinajo, che non capisce niente, vedendolo +fuggire a precipizio. — Il marito se ne va, la moglie se ne va, la +serva se ne va.... e questi, non appena può andare, scappa.... Così, +chiudiamo e andiamocene anche noi. — + + * * * + +Sono scorse due ore. Minelli torna. Ha cercato di tutti quelli che +potevano fornire qualche schiarimento e ha parlato con tutti.... col +cocchiere, col portinajo di casa Soranzi, coi servitori della Società, +ha voluto rivedere il cameriere del _Restaurant_. + +Non v’è una dissonanza. Tutto concorre ad accertare in modo ormai +incontrastabile la temuta verità. Ebbene, egli non è più furente.... +è di ghiaccio. — Egli non ha da far altro che strozzare Maddalena.... +e la strozzerà; e dopo andrà a consegnarsi alla giustizia. — Questo è +così semplice, che egli è tranquillo. — Si è sempre tranquilli quando +si compie il proprio dovere. + +Il portinajo, vedendo passare il signor Minelli: — Signor Minelli, ha +detto il di lei ragioniere che non è nè un gendarme, nè un aguzzino.... +e tanto meno poi un prigioniere. Quindi se n’è andato. + +MIN. (_accendendosi_) E dove è andato? + +PORT. Io non saprei.... Ah! prenda la chiave....; non v’è nessuno in +casa. + +MIN. (_afferrandolo per un braccio, come pazzo_) Cosa dici! non c’è +nessuno?.... + +PORT. (_liberandosi_) Se non crede.... vada a vedere. — Che cos’ha?.... +Si sente male? + +MIN. (_atterrato, cupo_) No.... grazie. — + +Sale lentamente, curvo, barcollante, apre, entra, passa di camera in +camera, con tal circospezione, che si direbbe tema di trovar alcuno. +Giunge alla camera da letto.... vorrebbe.... si pente.... si decide.... +spinge l’uscio. + +— Ah! — grida gemendo — Son rovinato! — + +Al primo sguardo, egli ha tutta compresa la sua disgrazia. + +Non gli resta nemmeno il conforto della vendetta. + +Corre al forziere aperto.... Pur troppo è vero.... L’unico valore che +vi si trovava, lo scrignetto dei giojelli, è sparito. + +Sur un tavolino v’è un biglietto scritto colla matita in modo quasi +inintelligibile, tanta era la furia di chi lo vergò. + +Ecco quel che vi legge Minelli coll’occhio semispento: + + «Non cercare di me.... non mi troveresti. Addio per sempre. + + «MADDALENA.» + +Minelli alza gli occhi e i pugni al cielo.... La sua maledizione non si +ode.... ma deve essere orrenda! + +Poi biascica sordamente: + +— Ah!.... non cercare di te?... addio per sempre?.... Voglio +trovarti.... voglio.... capisci? — + +Vuol muoversi, per uscire, ma le gambe non lo reggono.... tutto è +distrutto in lui e cade inginocchioni. Egli vuol rialzarsi.... e non +può.... Si rode i pugni per la rabbia, si percuote il petto, la fronte, +si strascina sulle ginocchia.... ma ogni sforzo è vano. + +Il portinajo, che s’era impensierito pei modi strani di Minelli, sale +dopo mezz’ora e lo trova immobile, accosciato, cogli occhi sbarrati, +fissi al suolo, colla bocca intrisa di una spuma verdognola e +sanguigna. + +— Lo diceva io che ci doveva essere qualche cosa — borbotta il +portinajo, e lo solleva e lo mette a giacere sul letto, e gli domanda +che cosa ha, che desidera.... + +— Nulla — mormora Minelli estenuato — lasciami dormire; va pure. + +— Vuol che dorma qui nella camera vicina, stanotte? + +— No, no, adesso mi è passato.... grazie. + +— E l’uscio che è aperto....? + +— Lascia pure aperto... non c’è pericolo.... chiuderò io.... Il negozio +non sarà aperto.... m’imagino.... + +— Eh! già.... è giovedì grasso.... + +— Giovedì grasso.... — sospira Minelli. — Va pure.... addio. — + + * * * + +Quando il mattino susseguente, il portinajo salì per veder come stava +il signor Minelli, non lo trovò più. + +Sul tavolo, nel salotto, v’era un piego suggellato diretto al +ragioniere. + + + + + _Lettera di Minelli al suo ragioniere._ + + Caro amico, + + Permetta che, in questi ultimi momenti, riconosca quanto Ella ha + fatto o tentato di fare per me, col chiamarla amico. Se io Le + avessi dato retta, sarei certamente felice e degno della stima + generale.... così sono un povero miserabile. + + Non lo sarò tuttavia che per poche ore. + + Cosa vuol che ne faccia io, adesso, della mia vita? + + Si può vivere soli, coll’anima esulcerata; impotenti a tutto, colla + mente che non sa obliare.... sapendo che _ella_ è viva, che mi + disonora, che mi deride.... perchè le è riescito di ingannarmi e di + derubarmi?! + + D’altronde sono rovinato, caro ragioniere, e non saprei come + rialzarmi, perchè io non sono più capace di lavorare.... lo sento. + + E poi, ho sempre veduto che quando si comincia a rotolar giù, non + si può proprio più fermarsi. + + Dunque arrischierei di perdere quel poco che ancor mi resta, mentre + è mio dovere sacrosanto di salvarlo per mia figlia? + + No.... no.... ne ho già troppe sulla coscienza, e almeno questa + voglio risparmiarmela. + + Povera Silvia!.... non l’ho mai riveduta.... + + Questo è forse il più grave mio torto.... e non ho scuse.... Non + posso a meno di piangere pensando a quella meschina.... + + Desidero che Ella, signor ragioniere, sia il tutore di mia figlia + — e se Ella accetta, io dico, anzi: _voglio_, affinchè Ella possa + venir più facilmente nominato dal Tribunale. + + Forse ci sono molte altre cose che sarebbe necessario dire.... ma + or non saprei.... ah! _È mia assoluta volontà_ che quanto potrà + essere salvato dal naufragio della mia fortuna, venga investito + in rendita pubblica e intestato a mia figlia. Tutto in rendita, + ad eccezione di poche lire 3000, tremila, che io La prego, signor + ragioniere, di accettare come un lieve segno della mia gratitudine + pei servigi che Ella mi ha resi. + + Non ho proprio altro ad aggiungere. + + Parli qualche volta di me alla Silvia, quando potrà capire.... e la + baci per me. + + Addio. + + PAOLO MINELLI. + + _PS._ Favorisca far consegnare le unite due lettere — e faccia + dir una parola ai giornali, onde non si occupino di me.... se pur + possono defraudare, in via d’eccezione, una volta la curiosità + dei loro lettori. Non è tanto per me che desidero questo, quanto + per mia figlia, che un giorno saprà leggere.... e vorrà sapere... + Addio, addio. + + * * * + + _Lettera al padre di mia moglie._ + + Voleva quasi quasi partire, senza neanche salutarti — ma siccome, + sebbene involontariamente, sei stato la cagione principale di tutto + quello che è avvenuto — perchè se non mi avessi rifiutato quanto + mi _devi_, nulla sarebbe avvenuto.... così voglio salutarti.... e + ringraziarti. + + L’ho qui.... qui alla gola.... veh! — e non mi passa.... e se io + ascoltassi solo la mia rabbia.... + + Ma, per Dio! vengo a domandarti la mano di tua figlia.... e non + ti chiedo un soldo — la adoro tua figlia, la tratto come una + principessa, non so cosa farei per vederla sempre sorridere di + soddisfazione.... procuro ad un padre una rara consolazione e la + più grande, quella di veder felice sua figlia.... ed ecco il bel + compenso che trovo! + + Un giorno, quando per un concorso di circostanze, e anche per mia + colpa — sì, non lo nego! — mi trovo in bisogno e mi rivolgo al + padre di mia moglie.... egli mi lascerebbe morire piuttosto che + ajutarmi! Mi nega il _prestito_ di diecimila lire che mi deve.... + me lo nega a me, che ho speso quattro, cinque volte tanto in pochi + mesi per far star allegra sua figlia! È dura, sai?! È proprio una + cosa che grida vendetta in cielo! + + E sua figlia, tanto per fare ancor qualche cosa di meglio di suo + padre, mi tradisce, mi deruba.... e fugge! + + Ma me la sono meritata! + + Cosa mi è mai venuto in mente, dopo essere stato felice venti anni + — cosa straordinaria — con una donna, di prendere moglie per la + seconda volta.... per avere una donna bella?! — Prendila, Paolo, la + donna bella.... prendila! — ecco il bel frutto. + + Ma chi poteva imaginarselo? chi? + + E pazienza ancora, se le avessi fatto imporre di sposarmi....! + Ma ha avuto tutta la libertà d’agire come sentiva! Perchè non + rispondermi francamente un _no_? Imbecille ch’io fui!.... Credetti + che il suo fosse un _sì_ d’amore.... ed invece, non era che una + furberia per poter venire a godersi il mio denaro! + + Ed io.... mi sono rovinato per questa donna! + + Basta.... io adesso me ne vado all’altro mondo, e spero che tu non + starai molto a seguirmi. + + Intanto godi.... godi le tue, ossia le mie diecimila lire! — e + quanto a tua figlia, ora trionfi pure.... ma la mia maledizione la + perseguiterà per tutta la vita.... e qualche giorno giustizia sarà + fatta! + + _Il marito di tua figlia._ + + * * * + + _Lettera di Oreste ai suoi parenti._ + + Miei cari, + + Spero che v’avranno subito consegnato jeri il biglietto, in cui vi + diceva che io doveva assentarmi per una partita di piacere. + + Mi sono assentato.... ma per ben altro motivo. Non ve l’ho detto + jeri, perchè, a dirvi tutto, ci voleva tempo, e urgeva partire + senza il menomo indugio. Il più importante era che foste tranquilli + a mio riguardo. + + Eccovi ora la verità. + + Una donna mi aveva inspirato una profonda passione e la ricambiava. + + Jeri, il marito, messo da qualcuno in sospetto di tale mistero, + interrogò la moglie, che, naturalmente, negò, chiedendo le prove, + per guadagnar tempo. — Vado a procurarmele, disse il marito + furente, e se sarà vero, io ti ucciderò. — Non appena il marito + fu uscito, la moglie — doveva forse aspettare che ritornasse + con quelle prove, che pur troppo si potevano ottenere? — corse + dalla persona, presso la quale soltanto poteva trovare rifugio e + difesa.... venne da me. Era alla disperazione! Se l’aveste veduta, + avrebbe mosso a compassione una tigre.... + + Prego mio padre e la mia buona madre di non esser troppo severi. + + So anch’io.... come lo sa _Lei_, che legge mentre vi scrivo.... + tutto quello che si può dire. Ma non discutete, per carità, la + ragione o il torto d’una passione! Ditemi solo se un uomo che + si trovava nella mia posizione ha fatto o no il suo dovere, + accogliendo questa povera donna, che tutto aveva prima arrischiato + ed ora ha tutto perduto per lui! — Su questo solo punto siate + giusti.... il resto lo abbandono all’indulgenza di gente di cuore, + la quale sa che cos’è vita, che cos’è giovinezza. + + Mia madre sarà addoloratissima nel leggere queste righe, lo so....; + crederà che io abbia smarrito quei sentimenti d’onestà che ella mi + ha sempre inspirati.... No, io non sono stato che amante. + + D’altronde, v’era qualche cosa di predestinato.... era scritto che + presto o tardi le nostre sorti dovessero confondersi in una sola, + che sarà fonte perenne di comune felicità. Lo sento.... e sono + certo che non è un’illusione. + + Siamo a X.... al confine. + + Scrivetemi subito per tranquillarmi. + + Il nostro ritorno dipende dagli avvenimenti. + + In caso di separazione legale, torneremo presto.... Nel caso + contrario, verrò a vedervi il più sovente possibile. + + Sono felice.... ma solo per metà, lontano da voi, lo sapete. + + _Vostro aff._ ORESTE. + + * * * + + _Risposta dei parenti._ + + Oreste, + + Tu ci hai arrecato il più profondo dolore! + + Tu non vuoi che si discuta la ragione o il torto della passione + — ma un _uomo_ non deve ridursi fino al punto da mettersi + volontariamente al livello dei bruti, pei quali non v’è ragione nè + torto. + + Quando, al primo riveder quella donna, tu sentisti ridestarsi + l’antico affetto — dovevi fuggirla. Era già moglie. + + Il sacrifizio allora sarebbe stato ben lieve, credilo! + + Non hai avuto quella meschinissima forza.... e or vedi le + conseguenze orribili della tua debolezza! + + Al solo pensarvi v’è da raccapricciare.... + + Quel marito s’è ucciso!.... ucciso per causa vostra. + + La donna che tu ami è l’oggetto della esecrazione generale in + questo momento. + + Essa non aveva alcuna ragione di mancare alla fede giurata.... dopo + un anno e mezzo di matrimonio! + + L’opinione pubblica è meno severa per te.... ma, per la gente ben + pensante, tu sei responsabile quanto colei, di quell’omicidio, + perchè siete voi due che l’avete commesso.... Negalo un po’ se hai + tanto coraggio! + + Leggi, leggi la lettera che lo sventurato ti ha scritto sul punto + di morire, e poscia abbi ancora stima di lei.... di te.... se lo + puoi! + + E ora che farai?.... Sposerai tu quella donna? La tua passione ti + trascinerà anche a questo? Sarai tanto cieco da non veder che v’è + un cadavere fra voi....? + + E quando l’avrai sposata, sarà essa veramente tua? E un giorno non + sarai forse trascinato ad imitare l’esempio del primo marito? + + Basta.... fa quel che vuoi. Noi ti abbandoniamo a te stesso. + + Io ti dico solo che in questi giorni io devo benedire la sventura + che m’ha quasi affatto privato della vista.... perchè così io sono + certo di non veder quella donna, se mai osasse venir in questa + casa....; ma non l’oserà, perchè nessuno oserà condurvela. + + Tuo padre ha dettato + + Tua madre ha scritto — e + aggiunge che stima troppo suo figlio per poter supporre, un solo + istante, che egli le mancherà di rispetto. + + * * * + + _Lettera di Minelli a Oreste Soranzi._ + + Signore, + + Come vede, io mi ritiro. A Lei piace mia moglie.... ed io gliela + cedo. Ma cosa vuole di più?! + + Sia certo che Le faccio un bel regalo. + + Ella la conosce per una bella donna, ma forse non sa che è anche + una buona donna. In tal caso, se ne persuaderà in seguito.... + + Poi, ha altre belle qualità: sa mangiar bene, bever meglio, veste + con un gusto eccellente. A ballare, l’ha vista.... anzi l’ha fatta + anche ballare.... Per spirito non ha l’uguale. Nè questo è tutto. + Ha un cuor d’oro. Basta dire che ha avuto una figlia e che non + ha ancor avuto tempo di vederla.... ma è sempre tanto occupata, + poverina! + + Io le ho scoperte, un po’ tardi, tutte queste perfezioni.... ma io + sono un imbecille. + + Credo che Ella sarà molto felice con Maddalena, perchè è una donna + che sa fare. + + Se mai, per caso, un giorno si stancherà, non Le darà alcun + disturbo, prenderà il bello e il buono e se ne andrà.... + + Ha agito così con me, ed io voglio sperare che non La tratterà meno + bene di me. + + Saluti tanto la mia vedova, e mi creda niente affatto suo + devotissimo + + PAOLO MINELLI. + + * * * + + _Lettera di Oreste a Maddalena._ + + Maddalena, + + Il nostro amore riceve un colpo mortale! + + _Egli_ si è ucciso! + + Senza saperlo, ha scelto la più tremenda delle vendette. + + Egli vivo, ci univa — morto in tal modo, ci disunisce per sempre! + + Qual vita, infatti, sarebbe la nostra, se ci ostinassimo a + volere una felicità impossibile? — Il suo fantasma sarebbe + sempre con noi.... le nostre famiglie ci respingerebbero, tutti + ci segnerebbero a dito, dicendo: — Ecco coloro che hanno ucciso + quell’infelice.... vedete gli sposi assassini! — E noi stessi + potremmo sopportare la vista di noi? + + Che abbiamo mai fatto! + + Ora, non ci resta che piangere, tornare nel seno delle nostre + famiglie, espiare con una vita onesta un errore giovanile — e non + vederci mai più. + + A te, Maddalena, più avventurata di me, perdendo le gioje + dell’amore, rimangono ancora le gioje sublimi della madre. + + La tua bambina sarà la tua delizia e il tuo conforto. + + Rinunciando ad amarci e a vederci, noi non potremo certo obliare i + sogni passati.... La memoria di questo amore sarà una religione! + + Addio. Addio! + + ORESTE. + + _PS._ Le vicende della vita sono varie.... Se mai ti tornassero + avverse.... ricordati di me. Ho voluto, dovuto dirti questo per + togliermi dall’animo un peso opprimente. + + Parto senza vederti.... il perchè lo comprendi. + + * * * + + _Risposta di Maddalena._ + + Oreste, + + Hai ragione. — Addio per sempre. — Grazie. — Non ho, nè avrò mai + bisogno di nulla.... Saprò lavorare. + + Sei un gentiluomo — dunque, tutto è sepolto, _tutto_! + + MADDALENA. + + * * * + +Quella sera, il padre e la madre di Oreste stavano seduti sur un +divano, nella sala da pranzo, silenziosi e mesti. Vedevano che la mensa +era servita, ma non potevano muoversi. + +A un tratto si scossero.... — era una scampanellata.... + +Pochi secondi dopo, l’uscio si aperse e comparve Oreste, fermandosi +sulla soglia, umile, abbattuto, esitante.... + +— Ah! è lui — gridò la madre giubilante, correndo ad abbracciarlo. + +Il cieco padre ebbe un tremito, ma non fe’ motto. + +— Sei solo?.... — mormorò la madre all’orecchio del figlio. + +— Solo. + +— È finita? + +— Finita. + +— Vieni!.... — Eugenio — fece verso il marito, conducendo a lui Oreste +per mano — consola questo povero ragazzo.... che ha mancato.... ma che +è pentito.... e soffre. — + +Il cieco porse una mano, che fu presa e coperta di baci — quindi +respirando largamente e alzandosi, disse: + +— E ora che siamo ancora in tre.... pranziamo.... Oreste, adesso se +potessi vederci.... non sarebbe proprio male! — + + . . . . . . . + +In casa Soranzi non si parlò più di Maddalena, come se neanche +esistesse. + +Un anno circa dopo la catastrofe, Oreste era avvocato e sposava la +figlia di un alto magistrato, buona, timida, graziosa creatura, sulla +quale la madre di Oreste aveva da un pezzo posto gli occhi, e di cui +diceva: — Per quella, garantisco. — + +Oreste fu conquistato dalla soavità della giovinetta — e quando la +madre gliela propose, non seppe dir di no. + + + + +Quando Maddalena lesse il biglietto di Soranzi, per quanto fosse +corazzata e tutt’altro che tenera del marito, non potè a meno di +fremere. Una morte naturale.... pazienza! Era una disgrazia, e +oltrechè inevitabile, preveduta vicinissima, e al punto a cui eran +giunte le cose.... non avrebbe messo nessuno alla disperazione — ma +quell’uccidersi!.... + +Tal senso di terrore tuttavia fu breve e lieve — seguirono intensi +e lunghi invece il dispetto della perduta fortuna e le ansiose +apprensioni per l’avvenire.... Che sarebbe di lei?.... + +Più ci pensava e più le pareva che la delicatezza di sentire di Oreste +fosse esagerata. + +Che relazione aveva l’avvenire col passato? l’ombra.... un’ombra!.... +del defunto colle gioje reali dei vivi?.... perchè temere l’opinione +pubblica.... la quale si sa che cos’è e della quale si fa tutto quel +che si vuole? — fisime, ubbíe! — Ci fu un momento in cui balzò in piedi +per corrergli dietro, afferrarlo per un braccio e dirgli: — Fermati, +fanciullo.... e lascia fare a me! — ma siedè tosto. + +Raggiungerlo.... in casa, forse? — affrontare.... chi sa.... fosse un +oltraggio? — Scrivergli, supplicarlo, minacciarlo di darsi morte? + +Non essendovi amore, l’orgoglio ne la dissuadeva. + +D’altronde, a che poteva servire un espediente.... per quanto +drammatico, con un figlio che sapeva tanto subordinato ai parenti? + +Si trovava nelle di lei braccia.... ed era fuggito!.... + +Dunque che sperare mai ora? Ah! non bisognava pensarvi più. + +Bisognava pensare piuttosto a provvedere altrimenti per l’avvenire. + +Dopo un’ora di meditazione, il suo programma era fissato. + +Prima di tutto era necessario ripresentarsi in società colla ragione +da parte sua. Ella era la vittima! Chi osava sostenere che ella era il +carnefice? + +E poteva provar tutto in propria difesa, mentre nessuno poteva provar +nulla contro di lei. + +Cominciò dal partire per recarsi, la furba, in altro luogo, donde potè +scrivere: + + Cari genitori, + + Sono presso mia figlia. + + Ho saputo della triste fine di quel povero uomo.... Io lo + compiango. + + Se la gelosia non lo avesse accecato, non avrebbe, senza alcuna + cagione, dato corpo a delle ombre — io non mi sarei spaventata.... + e la mia assoluta innocenza sarebbe stata luminosamente provata.... + me ne appello al signor ragioniere! — Così invece.... basta, + non ci pensiamo, perchè non v’è più rimedio. Sono immersa in una + profonda tristezza. Mamma, vieni a trovarmi. Io non ritornerò che + fra qualche mese in casa vostra, se mi vorrete. S’intende che a + Pasqua lasceremo casa Soranzi, perchè non voglio abitare vicino a + quell’altra casa, che mi ricorderebbe tante sventure. + + Non so che cosa dica la gente. Dite pure al signor ragioniere che + faccio assegnamento sulla sua prudenza e sul suo buon cuore, onde + dichiari null’altro che la pura verità, senza entrare in alcun + particolare ozioso, che potrebbe far torto alla memoria di mio + marito. + + La gente deve sapere solo che in séguito ad un diverbio fra me e + il povero Paolo, per ragioni d’interessi, io, d’accordo con voi, + sono venuta a passare qualche giorno presso mia figlia, per lasciar + campo al sereno di tornare.... e ch’egli, uomo debole, senza fibra, + ormai vedendosi dissestato, si è ucciso, mentre si poteva ancora, + col tempo, lavorando, rimediare a tutto. + + Non so se mio marito abbia lasciato delle disposizioni.... Ad ogni + modo, dite al signor ragioniere che io non voglio nulla per me. + Tutto per mia figlia.... per la mia Silvia, che è tanto bella.... + oh! se è bella! + + Mamma, vieni subito, e fa di condur con te anche il signor + ragioniere.... Al quale devo fare mille scuse, e col quale voglio + intendermi per molte e molte cose. + + _Vostra affezionatissima figlia_ + MADDALENA. + + _PS_. Vi prego di deporre una corona sulla tomba del mio povero + Paolo. + + * * * + +I Papetti, ricevendo questa lettera, cominciarono a respirar meglio. +Quell’altra di Minelli li aveva costernati, avviliti al punto che +non osavan più uscir di casa.... tanto loro pareva che tutta la +gente avesse a segnarli a dito e chieder loro conto del sangue d’un +innocente. + +Figurarsi che balsamo lo scritto della figlia! Tutta la verità era +ora chiara, lampante — ed era proprio quella verità che si voleva. +Maddalena, pura come un angelo — Minelli, un uomo disperato e ubbriaco. + +Già l’avevano sempre detto che beveva troppo, che doveva finir male! + +La madre raggiunse la figlia conducendo con sè il degno ragioniere, +il quale non aveva, per caso, ancor da rimproverarsi alcun torto verso +Maddalena. + +Uomo prudente e di cuore infatti. + +Non appena letto il testamento di Minelli, egli l’aveva abbruciato +— perchè dubitando da lungo tempo del cervello del suicida, e non +trovando provata l’infrazione del regolamento conjugale, o, per lo +meno, provata la gravità — non si era creduto in diritto e, tanto meno, +in dovere di assumersi alcuna responsabilità, nè in faccia agli uomini, +nè in faccia alla sua coscienza. + +Aveva dunque detto: — Il tribunale provveda. — + +Quando poi ebbe parlato con Maddalena, si felicitò con sè stesso della +sua prudenza. La bella donna ebbe per lui tante gentilezze, tante +graziose parole, seppe tanto bene dargli ad intendere tutto quello che +volle, che egli tornò in città disposto a dichiarare che la signora +Minelli era una santa. + +Il padre Soranzi aveva scritto che Maddalena era l’oggetto della +esecrazione generale, — ma l’esecrazione generale non v’era che nella +sua coscienza rivoltata. Innanzi tutto, mancavano assolutamente gli +elementi per poter esecrare. Quel giornale aveva detto di non voler +parlare, ma.... non sapeva niente. Il ragioniere, Soranzi e Papetti non +avevan fiatato, ciascuno per le sue buone ragioni — per cui la città, +che usciva tutta arrembata, intorpidita, sonnacchiosa, infreddata, +aveva ben altro a fare che interessarsi per due iniziali trovate morte +in un giornale — senz’alcun particolare. + +Si, i conoscenti fantasticarono.... ma le dichiarazioni del ragioniere +e dei Papetti non lasciarono neppur subodorare la verità vera. Il +dissesto finanziario era proprio l’unica causa impellente al suicidio. + +Il giorno di Pasqua, al corso, la gente ammirava una signora di +maravigliosa bellezza, alla quale un _lutto intiero_ del miglior +gusto dava un risalto e un carattere fantastico — che sola, severa, +imponente, marciava, senza vedere alcuno. + +— Guarda la bella Minelli! — dicevano i conoscenti, e trovavano che +anche la vedovanza a lei faceva bene. + +Che floridezza di carnagione! + + * * * + +Il ragioniere era stato, come si poteva prevedere, nominato tutore +della figlia di Minelli. + +La liquidazione della sostanza produsse in cifra tondo L. 40,000, che +furono investite in rendita intestata a _Silvia Maria Caterina Minelli +del fu Paolo, minorenne_. + +S’intende che l’assegno accordato alla vedova pel suo mantenimento — +finchè ella non passasse ad altre nozze — doveva venir prelevato dai +frutti del suddetto capitale. Maddalena trovò che non v’era da star +allegri. Quella era la miseria.... per lei. + +_Nulla per me, tutto per mia figlia_, aveva ella scritto — ma quando +si è Maddalena, sono cose che si scrivono, per un secondo fine. Nella +sua ignoranza assoluta in materia di affari e di codice, ella sperava +ben altro. La circostanza di tale trattamento omeopatico, la forzò a +modificare sensibilmente il suo programma.... + +Bisognava rinunciare alla caccia d’un marito ricco, perchè +probabilmente lunga, faticosa, dispendiosa — oltrechè d’incertissimo +successo — fare invece la caccia alla borsa.... il trovare una +_posizione_, essendo molto più agevole e breve — il che urgeva. + +Ma perciò, occorrendo una perfetta libertà di movimenti, uscì di casa +e andò a far la signora sola, sul corso più frequentato dal denaro e +dalla lussuria, in un bell’appartamentino ammobiliato negli ammezzati, +pel riflesso che il vivere.... quasi in istrada, le permetteva di +offrirsi continuamente in tutti gli abbigliamenti più originali ed +eleganti e in tutte le pose più seducenti. + +Annodò l’amicizia colle donnine più.... coraggiose, che aveva +conosciute negli ultimi mesi e che tenevano corte galante — e cominciò +a _ricevere_. + +Erano geniali ritrovi, in cui si faceva della musica e del tè, per aver +una ragione di far della diplomazia amorosa. + +Si poteva dire tutto quello che occorreva per, poscia, poter fare. + +Le dichiarazioni e le proposte non mancarono a Maddalena, ma ella +— senza disgustare alcuno, ben inteso; non si sa mai! — rispondeva +sempre che non le era permesso di prenderle nella considerazione che +meritavano — a motivo del lutto. + +Realmente le pareva di meritar meglio. Tutti i giorni ne entra _uno_, +dicono, in città.... poteva arrivare anche quello che ci voleva per +lei. + +Arrivò.... + +Maddalena credette aver fatto un gran colpo.... e invece non fu che un +colpo di gran cassa.... vuota. + +Era un agente di cambio esotico, che pareva il Re di denari, ma che, i +denari, li faceva scappare. Non aveva la fortuna propizia.... ossia, +qualche volta essa gli sorrideva, ma egli, allora, si mostrava tanto +indiscreto, che era costretta a fargli subito il broncio. Egli aveva +visitate le primarie Borse, e, partendo, le aveva lasciate tutte molto +afflitte, perchè molto piagate. Cosa straordinaria, la cagione della +piaga era sempre un _cerotto_. + +Quando conobbe Maddalena, era in un momento di vena; — in una sola +liquidazione aveva guadagnato cinquantamila lire. Per due mesi, +Maddalena menò l’esistenza più fastosa — era la donna più invidiata.... +anche da qualche donna onesta — ma una sera, in cui egli lasciandola in +teatro con un’amica, la salutò dicendole: — Vado un momento al _club_, +poi ci rivedremo; — ella, tornata a casa, — come Minelli buon’anima! — +non trovò più le sue gioje e trovò un biglietto che diceva: + + Mia cara, + + «Ho perduto e devo andarmene. — Perdona se riprendo qualcuno + de’ miei doni. Tu mi ami troppo per non voler permettermi di + partire.... ed io ti giuro imperitura riconoscenza.» + +Maddalena urlò, cacciò la cameriera, ruppe uno specchio, due bottiglie, +non potè mangiare per tre giorni.... e poi, ebbe pietà di sè stessa e +di un nuovo aspirante.... un nuovo molto vecchio, venerabile però.... +per ricchezza, il quale aveva due soli culti, quello della lunga ed +argentea sua barba, e...., l’altro non occor dirlo. + +Per rispetto alla sua età, tuttavia, egli si accontentava delle cure +filiali. + +Quelle di Maddalena riempirono nuovamente lo scrignetto, ed ella +potè sognare di trovare un giorno un codicillo a di lei favore sul +testamento del vegliardo, che le giurava eterna fede.... forse perchè +aveva già un piede nell’eternità. + +Ma un giorno le vennero a dire che il veglio era morto sotto un colpo +apopletico, e che il testamento non aveva il codicillo. + +Due anni di tenerezze filiali proprio sciupati! + +Allora.... allora cominciò per lei un’esistenza d’un certo genere, +in cui noi non possiamo seguirla. Sarebbe anche nojoso. Le posizioni +furono molte e varie.... e ricorderemo a tal proposito certi versi, +che un insolente ex-cuoco arricchito le dedicò, senza arrossire +dell’irriverenza che commetteva contro il Poeta: + + . . . . . . . . . . . + Le procellose e trepide + Gioje di gran disegni, + L’ansie d’un cor che docile + Fervente è pei sostegni + E i giunge e tien quel premio + Che diè Follia a sperar. + (_s’intende la Follia degli sciocchi_) + Tutto provò: la gloria + Di far sentir gli artigli... + Le fughe.... la baldoria.... + La reggia.... no! — ma figli (_di famiglia_) + Molti sì, che in polvere + Per lei i padri mandar.... + +Continua, ma basta.... non è vero? + +Chi conobbe Maddalena nel fortunoso periodo che corre fra i ventidue +e i trent’anni, dice che a poco a poco, della donna, perdette sin +la vernice, e finì ad essere la più spudorata e la più cinica delle +creature. + +Noi supponiamo che, in uno di quegli anni, debba essere stata scritta +quella tal lettera, la quale conteneva tante buone informazioni +di Maddalena — e probabilmente da qualcuno che — chi sa come fu +spennacchiato, deriso, mistificato! — non potendo più salvare sè +stesso, voleva salvare qualche amico. + +Era diventata uno di quei cavallacci del piacere che si trovano in +tutti i festini, in tutti i bagordi, e che la gioventù corre sempre a +cercare, perchè hanno il diavolo nel sangue, perchè saltano, urlano, +strillano, trangugiano, tracannano per notti intiere alla fila.... +dicendo e facendo.... quello che l’indomani, gli stessi ubbriachi +commilitoni della notte, svegliandosi, non vogliono nemmen ricordarsi. + +I genitori, sulle prime, scandalizzati, avevano protestato — +inutilmente — poi si erano rassegnati, dietro il riflesso che in fin +dei conti ella era libera.... Finirono quindi ad accettare i di lei +inviti a pranzo, anche quando v’erano i suoi protettori, e può essere +che l’indigestione non sia stata estranea alla loro morte.... Caterina +però finì come aveva sempre vissuto, da buona cristiana, con tutti i +conforti della religione. + +Per dare un’idea..... debole, già! di ciò che era diventata Maddalena, +citeremo alcune delle frasi che di lei ci furono riferite.... e che non +sentono l’ubbriachezza. Sentono certo un bel disprezzo per gli altri e +anche per sè.... ma vi si trova qua e là in mezzo alle facezie, quello +che noi cerchiamo avidamente da per tutto: _la verità_.... + +Si dirà: euh! la verità che viene da una simile bocca....! + +Maledite pur la bocca — ma benedite la verità, e benedite anche il +vino, se esso l’ha fatta sgorgare. + +Ma leggete e accettate.... quel che vi conviene: + +— La paura è la virtù di molte donne. Col pensiero, chi sa quanti +desiderj, colla bocca, chi sa quanti sospiri che volano chi sa per +dove, chi sa quanti abbracci legali che illudono, per un istante, una +mente già _occupata_. + +Le giovinette, che scrivono lettere amorose, hanno sempre la frase +sacramentale: «Ti giuro che ti sarò fedele fino all’ara.» Esse giurano +il vero: _fino_. — Siamo belle noi altre donne! _Prima_ ci diciamo +offese, se non ci rispettano; _dopo_, è il rispettarci che diventa non +solo offesa, delitto. + +Un uomo che non può più correre, non deve permettersi nuovi amori....; +se ne stia ai vecchi — gli verrà tenuto conto, se non altro, dei +servigi prestati. — Una moglie che vede suo marito ubbriaco, ne ha +tanta nausea che comincia subito ad amar un altro, anche quando non sa +chi possa essere.... se poi lo sa!.... — Di riscontro essa fa bere il +suo amante, e se lo vede ebbro.... ride.... — Una moglie che tollera un +marito che beve.... o beve anch’essa.... o ha bisogno ch’egli beva.... +— Una donna onesta può essere indifferente a che non le si faccia +attenzione, perchè si sa che è inaccessibile, ma può anche soffrire. Se +soffre, è certo che accetterà una medicina. — Se una donna è giovane, +abbracciatela solo quando, cogli occhi, ve ne dà il permesso. Se ha +passati i quaranta, se è dopo pranzo e se nessuno vede, abbracciatela +senz’altro. + +Nulla di più vero che: _errando s’impara_. — S’impara a errare sempre +meglio. + +Un discorso che le mogli infedeli amano — ahi! troppo! — fare ai loro +amanti, è quello dei rimorsi da cui sono amareggiate. V’è un altro +discorso, ed è quello delle qualità, delle virtù dei loro mariti. + +Se una moglie ama davvero il suo amante, ciò che è abbastanza raro, +è già disposta ad uccidere il marito. — Gli uomini hanno il torto +di voler spiegare troppo e troppe cose alle donne, come se esse non +capissero niente.... ed esse sanno già tutto. — Noi donne capiamo, +forse non molto, di tutto quello che interessa gli uomini, ma per noi +ci vuol così poco.... _ossia_.... + +Un marito non deve mai parlare dei suoi diritti.... corre gran rischio +di subire dei rovesci. — Una donna è sempre onesta, dove arriva per la +prima volta. + +Riabilitare.... se vuol dire rendere abile di nuovo.... è l’illusione +degli imbecilli. Quando si danno dei casi che farebbero credere alla +riabilitazione.... state pur certi che quella donna era molto stanca. +Del resto, una donna si può riabilitare molte volte. + +Essendo donna, non credo a quello che mi dicono le donne, neanche +quando mi parlano male di sè stesse. — I mariti che dicono: «A noi non +ce la fanno....» fanno ridere.... Ma se è già fatto! + +Noi donne non ci divertiamo mai tanto quanto allora che dobbiamo punire +un uomo della sua presunzione o delle sue villanie. È vero che non +abbiamo a nostra disposizione che un mezzo unico di vendetta.... ma ce +ne accontentiamo. + +Un uomo ricco può essere un asino, ma è un asino ricco. D’altronde +è un asino a cui tutti accordano dell’ingegno. E se prendete un uomo +d’ingegno, ma povero, non è forse tenuto per più asino dell’altro? + +E poi, un asino è ciò che conviene meglio ad una donna, perchè si può +farne quello che si vuole....; quando ha la sua biada, non cerca altro. +— L’uomo molto barbuto è il più docile colla donna. E quando vorrebbe +mostrarsi un po’ restío, la donna non ha che accarezzargli la barba.... +ed egli va. + +L’amore è una bellissima cosa in un bell’appartamento, ben serviti e +ben nutriti. + +A stomaco vuoto, non v’è amore possibile — e due amanti, che sarebbero +pronti a morir l’uno per l’altro, se fossero affamati e trovassero un +tozzo di pane.... se lo contenderebbero a pugni. — Una scena del teatro +è che una moglie, la quale pericola, si salvi al comparire della sua +bambina — una scena della vita è che essa mandi la bambina a dormire o +a spasso colla fantesca.... quando non l’abbia già fatto. + +Se invece d’una sola bambina, gli autori si servissero.... di dodici +figli, per esempio.... qual scena commovente!.... Ella griderebbe +allora: — Venite.... correte.... tutti sul mio cuore, o miei dodici +figli, e salvatemi! — Si potrebbe chiamare la _scena delle canne +dell’organo_. È vero che con dodici figli non si dovrebbero correre più +perigli.... a meno che non fossero sei coppie di gemelli di produzione +annuale. + +Una donna dice a _lui_ piangendo: — Ma perchè mai volete perdermi? — Ma +no.... cara.... anzi, io voglio trovarvi. — + + * * * + +V’è della gente che m’ha rimproverata perchè io, dopo aver lasciato per +tre anni la mia Silvia presso i miei parenti, quando essi morirono, la +misi in collegio, invece di prenderla con me.... Cosa volete che faccia +con me.... o, cosa volete che io me ne faccia, colla vita che conduco? +— Vi sono delle madri che, per economia, tengono le loro figlie con +sè.... ma questo non vuol sempre dire che diano loro buon esempio.... +e quanti siete qui, ne sapete qualche cosa.... E poi, già, io non +sono nata _madre_.... quindi non è colpa mia se io non sento niente di +quello che le altre dicono di sentire, o sentono anche realmente, pei +loro figli. Io ragiono forse troppo.... ma si divien madre tanto per +un.... nonnulla!.... e quando meno vi si pensa o lo si desidera. Chi +non è madre, materialmente.... cominciando da qualunque bestia? + +Quanto all’esserlo moralmente.... con tutto quello che ci vorrebbe.... +mi pare un po’ difficile. + +È una cosa curiosa e divertente il ragionare su tutto quello che si +dice e si scrive sulla maternità e sulla paternità, sui padri e sulle +madri. A sentirli, si direbbe che, perchè si è guadagnato.... per +il proprio piacere, il nome di padre e di madre, si sia diventati +qualche cosa di sacro e di santo.... si direbbe che vi sia alcun che +di generalmente sentito e scrupolosamente praticato, giusta tutte le +esigenze di un sentimento reale e della virtù. Ora, si può dire che, +preso il complesso delle famiglie, v’è un po’ pochino di buono, e +mi si può credere, tanto più che io non ho a lodarmi nè di casa mia, +nè del mio matrimonio, nè del mio me.... oh! io sono sincera più che +obbligante, anche con me stessa. + +Dunque, vedete che c’è di serio nella parola _paternità_! + +Gli uomini, fino al giorno in cui prendono moglie — e quanti non la +prendono mai! — seminano tanta paternità, da coprir di bipedi il globo +in ben pochi anni — eppure non si danno alcun pensiero delle loro.... +inutili _azioni_. Non si danno pensiero nemmeno delle azioni utili, +perchè, ciò che riesce a incarnarsi, i loro figli effettivi, vivono +sotto altri nomi e sotto altri tetti, compreso quello dell’ospedale. — +Oh! un bel giorno prendono moglie e, allora, cominciano tutte le smanie +paterne.... quando cominciano. Per molti non cominciano mai, per molti +durano poco.... il tempo in cui i bambini sono un balocco! e quindi si +mutano in indifferenza, in noja, e anche in odio. E lo stesso avviene +nelle donne.... + +Ma anche quando v’è la famiglia, la maternità e la paternità sono forse +prese sul serio? Vi sono dei matrimonj che vogliono aspettare qualche +anno ad aver figli, per poter godere un po’ la gioventù....; dopo +poi si vedrà. Ve ne sono altri in cui si vuol avere un figlio.... o +due.... o tre.... o quattro.... a scadenza fissa di due, tre anni.... +secondo! e poi basterà. Basterà, a meno che il dio Bacco non disponga +altrimenti.... Quanta gente non deve la vita.... a un bicchiere di vino +di più. Vi sono invece moltissime unioni, in cui la natura non vien +mai delusa.... e allora, nasce una nidiata di figli, pei quali non v’è +nè un cencio, nè un tozzo di pane sicuro. Bell’amor paterno e materno +davvero! — Si parla di maternità e di paternità, e vi sono matrimonj +di etici, di storpj, di nani, di gobbi, di gozzuti, di scrofolosi! — +Paternità e maternità.... e la maggior parte dei padri e delle madri +non hanno alcuna idea di alcuno dei loro doveri.... non hanno nemmeno +un’idea di ciò che è igiene. Quanti matrimonj, i quali non sono che +fabbriche di miasmi! + +Gli uomini prendono moglie dicendo fra sè: — Ai bambini che verranno, +penserà la loro mamma.... — Le fanciulle hanno smesso la bambola per +imparare.... a ballare, a farsi più belle o meno brutte, e a cogliere +un marito — talvolta smettono la bambola la vigilia quasi del loro +matrimonio. + +Oh! ne sapranno tanto, quando avranno dei figli! — Non hanno ancor +imparato a capire tutto quello che c’è di falso nella educazione che +hanno ricevuta.... e dovranno accingersi ad educare i loro bambini! +È vero che si fa presto a dir quattro orazioni, a andare a messa e +a confessarsi — ecco anzi mezza educazione — quanto al resto, per +una metà, se ne incarica la fantesca, e per l’altra il maestro o la +maestra.... + +Madri, padri, non hanno un’idea di medicina, e se i loro bambini cadono +malati, è quasi sempre seriamente, perchè nessuno ha saputo capire +i primi sintomi del male. Se muojono poi, sono strida e maledizioni +contro il medico e contro la cosidetta Provvidenza! — Che studio +infinito sarebbe quello delle varietà delle madri? Guardate, soltanto +nella casa in cui io abito, vi sarà una ventina di madri. Quanta +differenza fra l’una e l’altra, siano buone, siano cattive! + +Innanzi tutto, cosa strana, la madre migliore è una matrigna, ma quella +è nata per amare tutto il genere umano, i cani, i gatti, le galline, +le tortore, i fiori.... tutto l’universo. — V’è una madre che si fa +dar del _Lei_ dai figli, e li tiene in un’estrema soggezione. Ha due +ragazze, già grandi.... ebbene, quando va a passeggio se le manda +davanti.... ma non unite, no, bensì l’una dopo l’altra....; pare un +tiro a due.... tirolese.... che so io! — Quando v’è la mamma in quella +casa, guaj a chi parla, guaj al figlio che ha un’opinione! È una madre? +— Ve n’è un’altra che non può veder le figlie, perchè diventano grandi, +più belle di lei, e le impediscono di.... _brillare_, come pel passato. +— Una terza ha rubato l’amante ad una figlia, che n’è morta — avrebbe +fatto altrettanto con una seconda figlia, se quella non fosse fuggita +coll’amante, per finire poi.... come finì. — Ve n’è una quarta che non +può star in casa sua un momento.... tutto il santo giorno è di qua o +di là da un vicino o dall’altro, colla cigaretta in bocca — in casa, +intanto, tutto va come Dio vuole. — In un’altra casa, invece, la mamma +dice sempre ai figli: — Andate, andate dove volete, ma lasciatemi in +pace, qui mi seccate! — V’è la madre del terrore.... I suoi figli sono +tanti cenci lavati, non possono nè mangiare nè svilupparsi, tale è lo +spavento che essa incute loro. Non apre bocca che per bestemmiare e +minacciare, non muove mano che per percuotere. — A uscio a uscio con +me, abita una donna, che è veramente incomprensibile.... un fenomeno. +Era la maggiore di otto fratelli e sorelle. Restati orfani, ella, +a quindici anni, prese la direzione della casa, allevò, educò — e +benissimo — quei sette fanciulli, con un amore, con un’abnegazione +proprio commoventi.... A venti anni non aveva ancor veduto un teatro. +Un signore, a tale miracolo di fanciulla, se ne innamora e la sposa.... +Bene! lo credereste? la più amorosa delle sorelle è una cattiva +madre.... odia i suoi figli — ne ha otto — ed è diventata stolta al +punto da pretendere che, bambini come sono, non abbiano a bere più +di tre volte al giorno. Questo vi dà un’idea del resto. — Oh! sì.... +v’è la madre buona, premurosa, dolce.... ma è tanto stucchevole, +col suo cinguettamento eterno, coi suoi pettegolezzi, che non si può +tollerarla.... e con lei i figli maschi e femmine, degni allievi di +tanta maestra. + +Questa ama i figli belli ed odia quei brutti.... e son tutti suoi! +— quella idolatra i suoi figli, darebbe il sangue per loro, ma è la +loro schiava, e quindi, siccome i fanciulli non hanno senso comune, +imaginate che cosa potranno diventare! — Un’altra ama i figli, sì.... +ma insegna loro a sprezzare e a deridere il padre. — Un bel genere è +un certo donnone che abita all’ultimo piano. È vedova ed ha quattro +figlie, la minore di dodici, la maggiore di vent’anni. In quella +casa, pur che si porti da mangiare e da bere, non si bada tanto pel +sottile.... Venga chi vuole.... basta che sia gente allegra e generosa. +— Anche il cappellajo e la cappellaja, per godersela, non ischerzano! +Di carnevale, hanno il coraggio di andare ai veglioni dei peggiori +teatri, con tutta la brigata.... dieci figli! Là si fanno dare un +palchetto con camerino in terza o quarta fila, e _allons!_ si mangia +e si beve fino alla mattina. Fra i figli, vi sono due ragazze.... +belline anche, l’una di tredici, l’altra di quattordici.... ebbene, le +trovate vaganti, sole pei corritoj, a udire, a vedere tutto quello che +si può udire e vedere, specialmente dopo una cena, in simili luoghi +— e chiunque vuole, fosse anche ubbriaco, le bacia, le accarezza, +le trascina, le fa ballare. Non avranno ancor perduto niente, non +so.... ma davvero che se fossi un uomo, non mi desterebbero più alcun +desiderio. — Vedete quante donne che si chiamano madri!? — Ed io, per +non essere migliore delle altre.... amo mia figlia, perchè è tanto +bella che non posso non amarla.... e nello stesso tempo la odio.... +perchè dico: — Va là che un giorno sarai anche tu come noi altre!.... — +E ciò vuol dire che siamo tutti tanti bei matti.... perchè vogliamo il +bene.... e non sappiamo fare che il male.... cioè.... sì, insomma, non +siamo angeli già!.... — + + . . . . . . . + +Maddalena che faceva della morale!!! + +E quanti ce ne sono che ne fanno.... e non valgono meglio di lei. + + + + +Il dire che la vita del piacere avvizzisce il cuore e ci rende più +egoisti di quel che siamo, è dire una verità nojosa — il dire che il +piacere porta di frequente con sè tremende punizioni delle gioje che ci +procura, come se tali gioje fossero delitti, è dire una verità nojosa e +odiosa, perchè non bisogna mai disturbare la gente che si diverte. + +Verso i trent’anni, Maddalena fu colta da malore così fiero e +così lungo, da far temere non fosse indomabile. Tuttavia, guarì — +relativamente, s’intende — perchè quando il sangue è guasto da certi +principj malefici, vera vita non si può più godere. + +Ma, pazienza ancora, il guarire relativamente! V’era un guajo ben +più grave per lei.... la sua bellezza era sparita, non solo, ma anche +la sua carnagione, l’occhio.... tutto in lei s’era tanto alterato da +ispirare paragoni poco poetici. + +Nè basta. La sua pinguedine, in dieci anni, era cresciuta +sproporzionatamente — nondimeno la sapiente scelta delle stoffe e +dei colori, l’abilissimo taglio delle vesti, la pressione spietata +del busto lasciavano ancor supporre la statua.... statua fatta +senza risparmio, ma marmo, con linee non inartistiche. E poi, c’era +quel volto così pieno di vita e quegli occhi così rifulgenti che +passava anche ciò che non poteva passare. Ma quando il suo sangue fu +avvelenato, tutto diventò così floscio e cascante da potersi chiamare +una donna.... spostata e squilibrata — il che, unito all’avvilimento da +cui fu compresa a tanta degradazione fisica, tolse anche al suo incesso +quella maestà che prima, come sappiamo, imponeva. + +Allora, di adoratori.... non se ne vide più uno — le amiche giovani e +belle la sfuggirono — ed ella restò sola.... ossia colla società di +qualche veterana della stessa milizia, a cui unico conforto era il +ricordare le fatte campagne. + +Sulle prime Maddalena non si diede per vinta.... e mise in opera tutti +i secreti miracolosi che l’arte e la ciarlataneria le offrivano, per +ricuperare la primiera freschezza e vigorìa — ma ahimè! se volle parere +ancor qualche cosa.... da lontano, dovette ricorrere ad empiastri e +vernici d’ogni genere.... che non fecero tornare gli adoratori. + +Allora, siccome la volpe era troppo vecchia e troppo bisognosa, per +perdere le sue abitudini.... così, volendo continuare a tender reti +agli imbecilli, dovette prendere delle precauzioni, per non spaventare +nessuno, e accontentarsi della parte d’_avventura di carnevale_ per +i provinciali e per i gaglioffi, che chiamano avventura — in luogo di +sventura! — un dominó il quale vi mangia una cena e può rubarvi borsa e +orologio, oltre il lasciarvi qualche _souvenir_. + +Ma, quel primo carnevale avendo reso poco, ella si trovò davanti la +terribile prospettiva di una fila di anni più magri della più magra +quaresima. + +Il suo regno era finito! + +E, quel che era desolante, mentre i re e le regine spodestate non +patiscono l’asciutto, perchè, da brave formiche, anzi formiconi, +nell’estate del potere, hanno messo in serbo abbondanti provvisioni per +l’inverno dell’impotenza, Maddalena si trovava pressochè miserabile. + +Spensierata, ella aveva sempre creduto ad un’estate eterna, e aveva +sempre pazzamente gettato a due mani ciò che riceveva con una sola. +Ora, dopo più d’un anno di malattia e d’abbandono, non le restava +che qualche mlgliajo di lire, avanzo dell’eredità paterna, e il lusso +ammassato in dieci anni.... il che, trattandosi di dover vendere, era +proprio poco, ed entro alcuni anni, anche facendo economia — cosa molto +dolorosa! — sarebbe tutto sfumato. + +Allora.... allora le venne in mente sua figlia, che aveva, per +tanto tempo, trascurata, e trovò che conveniva prenderla con sè e +affezionarsela, perchè così, la figlia non avrebbe mai abbandonato sua +madre. + +Silvia, benchè, per varj anni — dopo la morte del nonno e della nonna +— avesse veduto ben di rado sua madre, pure l’amava molto — era così +bella la mamma! — Quei pochi nonnulla e confetti che ne riceveva, di +tanto in tanto, le parevano il _non plus ultra_ dell’affezione materna, +anche perchè, il ragioniere e le maestre, presi da pietà per la +quasi derelitta fanciulla, non volendo farla nè infelice, nè cattiva, +fomentavano in lei la tenerezza filiale e le magnificavano la bontà e +l’amore della madre. Così la ragazza, amando, cresceva felice e buona. + +Imaginarsi la gioja di Silvia quando Maddalena la levò dal collegio, e +come corrispose espansiva, ingenua, alle di lei interessate premure! +Si sarebbe detto, tanta era la sua affettuosità, che ella sentisse +essere quello l’unico modo di compensarla della bellezza perduta — +e forse era così. — Poche madri potevano vantarsi d’aver una figlia +tanto cara, e Maddalena per qualche anno visse tranquilla, senza +preoccupazioni per l’avvenire, ma quando Silvia fu giunta ai quindici +anni e, già vistosetta, cominciarono i complimenti, le occhiate, gli +augurj, le apprensioni di Maddalena si ridestarono più vive che mai.... +Se sua figlia si maritasse, che sarebbe di lei?.... Supposto anche che, +per bontà, volesse continuare a pagare un certo assegno a sua madre, +sarebbe pur sempre una meschinità. + +E le condizioni economiche di tal matrimonio, ora d’importanza +imprevedibile, lo permetterebbero poi? — il marito non si +opporrebbe?... insomma, tutte le paure anche irragionevoli, +ingiustificabili.... appunto perchè paure. + +Ah! bisognava a qualunque costo far in modo che sua figlia non avesse +mai a separarsi da lei.... o, per lo meno, che non avesse a separarsi +senza che, prima, a lei Maddalena, fosse già assicurato un congruo +trattamento per tutta la vita, e senza lesinerie, perchè ella era +abituata bene, e non poteva assolutamente cominciare adesso a vivere +come una pitocca.... + +Ed esaminando attentamente, come farebbe un perito, quasi a valutarle, +tutte le varie perfezioni di quel vaghissimo fiore, ella diceva fra sè: + +— Ma può un uomo negare qualche cosa alla madre di tanta figlia? — + +Allora cominciò l’educazione, la vera educazione di Silvia, e la +materia del primo corso fu, nell’intenzione di Maddalena, lo studio del +modo di premunirsi contro l’amore. + +Mise in avvertenza la figlia contro quegli insulsi complimenti ed +augurj, parole d’uso, spiccioli convenzionali della conversazione, che +si fanno a tutte e che, a spremerli, non c’è una stilla di sugo. — Le +disse che il matrimonio era forse un male necessario o presto o tardi, +ma sempre un male, e che quindi era bene non pensarci. — Lasciasse +fare a lei, che era sua madre, la quale saprebbe guidarla sempre bene +onde non avesse mai a trovarsi infelice. — Coperse di ridicolo tutti +gli uomini in genere — e figurarsi se quella lingua non vi riuscì a +meraviglia! — glieli dipinse tutti come ipocriti, sciocchi, venali.... +Povera Silvia, se mai le avvenisse di credere a qualcuno.... povera +dote! — e batteva su quella dote, unico scopo di tanti tristi. — Ah! se +si presentasse quel tale che _andasse bene_.... sarebbe ella la prima a +raccomandarglielo.... ma dopo un lungo studio, dopo.... dopo.... e dopo +tante precauzioni che non finivano più. + +Pochi mesi di tal scuola premunirono Silvia contro tutte le seduzioni +della giovinezza. + +Era la più indifferente ragazza di questo mondo per quanto, +d’ordinario, occupa la fantasia delle ragazze — e poco le mancava a +compiere i bellissimi sedici anni.... quando, un incidente qualunque +venne a dar principio ad avvenimenti molto deplorevoli, in cui la +fanciulla fu travolta, e rappresentò una parte.... che sarà giudicata, +che fu anche odiosa.... ma che alla gente fornita di ragione, +spassionata, farà dire: — Non poteva essere altrimenti. — + + + + +Quando Maddalena aveva pensato a levare Silvia dal collegio, aveva +veduto la necessità di cambiar, prima, d’abitazione. In quella in cui +si trovava, da quattro anni, era troppo conosciuta e v’erano troppe +conoscenze di genere equivoco! Continuando ad abitar ivi, era a temersi +che la figlia, o presto o tardi, venisse a sapere cos’era sua madre, +e che certi vicini poco scrupolosi, o col mal esempio d’una esistenza +tutt’altro che misteriosa, quando avrebbe avuto bisogno di tutto +il mistero, o, con peggio, avessero poi a corromperla — cose molto +probabili in quella casa. + +La abbandonò quindi e se ne andò ad abitare, dove nessuno la conosceva, +dove non conosceva alcuno, ma sapendo di entrare in una casa, come si +dice, assai pulita. + +Tali delicatezze non devono destare meraviglia. Tutti possono aver +visto donne cadute tanto basso, da non esservi modo di cadere più giù +— ed essere così tenere dell’onestà delle loro figlie, da far quello +che molte buone madri non sanno nemmen pensare, per rimovere dai loro +giovani anni fin l’ombra d’un pericolo, smaniose di farne tutto ciò che +si può imaginare di virtuoso e con maggior probabilità di riuscita che +non il comune delle madri, perchè sapendone _di più_, possono essere +più avvedute, più caute, e certo più saggie consigliere. + +Maddalena aveva, senza dubbio, le migliori intenzioni circa +l’educazione di Silvia — ma le ansie d’un egoismo sfrenato guastarono +poi tutto, come abbiamo veduto e come, pur troppo, vedremo. + +Il quartiere, la casa furono così abilmente scelti — e il nuovo +contegno di Maddalena così prudente, che ella conseguì il suo intento: +di passare, cioè, per una donna onesta. + +La signora Maddalena fu, pei pochi vicini, una vedova agiata «oh! una +buona donna,» che aveva una bella figliuola, «quieta e buona come un +angelo». + +Cosa naturale, e anche per salvarsi dalla noja opprimente di una vita +isolata, monotona, senza movimento, Maddalena fece conoscenza a poco a +poco di alcuni vicini, e, fra gli altri, di una eccellente vecchia, la +signora Mantovani, vedova come lei, che viveva sola colla fantesca. + +La signora Mantovani aveva una figlia, Eugenia, maritata, che veniva a +trovarla tutti i giorni, e, colla quale, Maddalena e Silvia strinsero +in breve una buona amicizia. Tale amicizia divenne, anzi, intima con +Maddalena, quando, per una certa storia, affatto estranea al nostro +racconto, Eugenia ebbe bisogno d’una confidente sicura, alla quale dare +incarichi molto delicati. + +Silvia non aveva ancora sedici anni quando la suddetta storia si fece +molto seria, complicatissima, — era allo stato di partita in quattro, +con un quinto che voleva entrarvi per forza e minacciava di scompigliar +tutto — ed Eugenia si trovò nella necessitò di recarsi ad un veglione, +per vedere, per sapere, per rimediare, per calmare, per consigliarsi, +per accordarsi.... tutte cose molto urgenti e impossibili a farsi in +casa. Eugenia, naturalmente, supplicò Maddalena che l’accompagnasse, +perchè, andando in teatro, sola col marito, non potrebbe essere libera +un minuto — ed allora tanto valeva restar a casa. — D’altre amiche non +si fidava. + +Maddalena disse: + +— Ma.... e dove metto mia figlia? non posso lasciarla sola in +casa. — + +Ed Eugenia rispose: + +— Pregheremo la mamma di tenerla presso di sè per una notte. È così +buona e vuol tanto bene alla Silvia che non dirò di no. — + +Infatti, la signora Mantovani, all’oscuro di tutto, acconsentì col +massimo piacere «per permettere alla cara signora Maddalena di passare +almeno una sera allegra nel carnevale.» + +Il marito di Eugenia ringraziò vivamente Maddalena d’aver accettato +l’invito di sua moglie. — Un torrione vostro pari — aggiunse — potrà +supplire il povero marito, che non sarà costretto a far il cavaliere +servente alla consorte.... cosa che non si usa. — + +Maddalena supplì infatti, e le due signore, in dominò, non fecero che +girare per la festa, sole e non sospette per alcuno. Così Eugenia potè +vedere, sapere, rimediare, calmare, consigliarsi ed accordarsi. + +L’accordo principale era per le tre, quando, finite le cene, vi sarebbe +stata tal confusione, da permettere anche le sparizioni inosservate. + +Alle tre, Maddalena e l’amica, uscite dal loro camerino, andavano pel +loro destino, ossia pel destino di Eugenia, quando s’imbatterono in +un signore, al veder il quale, Maddalena emise un leggier grido di +sorpresa, e fermossi, dicendogli in falsetto: + +— Sei tu o non sei tu? + +— Pare che sia io.... — rispose il signore ridendo. + +— Proprio tu, Soranzi? + +— Soranzi. + +— Che bell’uomo ti sei fatto! + +— Se non avessi moglie, ti direi qual è il dovere d’una donna che trova +bello un uomo. + +— Sei fedele? + +— Ecco una domanda, a cui una donna sola può rispondere.... + +— Perchè....? + +— Perchè tanto il sì, quanto il no, in un uomo sono ridicoli.... + +— E in una donna....? + +— In una donna.... il sì è un poema angelico.... il no.... un dramma. + +— Io vado — disse Eugenia all’orecchio della compagna — altrimenti +l’ora passa. Tu resta pure col signore, se t’interessa. + +— Quasi quasi.... per ingannare il tempo. + +— Bene, fra mezz’ora, vieni a prendermi, fila terza, numero cinque, a +destra. + +— Siamo intese.... sii felice. — + +Eugenia s’allontanò. + +— È qui tua moglie....? — disse Maddalena a Soranzi. + +— Passò quel tempo, per lei — + +— Allora dammi il braccio, se non hai paura delle male lingue, e +andiamo nel tuo palco. Non posso girare, senza comprometter la mia +amica, che è affidata a me. + +— Si vede che è ben affidata! + +— Che vuoi.... io non so resistere alle lagrime degli infelici. + +— Ecco il mio camerino.... + +— No.... no, non entro.... vedo là un signore.... + +— Non temere.... è l’avvocato Bussola.... che la perde sempre. + +— Che cosa....? + +— La bussola.... È celebre per le sbornie che guadagna, in compenso +delle cause che perde. Come vedi, è in uno stato che lo renderà molto +prudente, qualunque cosa qui possa avvenire. + +— Ah! non avverrà niente.... — e ciò dicendo, Maddalena entrò. + +— Bevi? + +— Bevo. + +Soranzi sturò una bottiglia di _Champagne_. + +— È un pezzo che non vai al _Restaurant Bouquet_? — fe’ Maddalena +lentamente, come soprapensiero, senza guardarlo. + +Egli, che stava per mescerle, si fermò, esaminando, sorpreso, quel +dominò. + +— Versa pure, sai,... + +— Chi sei tu? + +— Io sono una che era molto vicina a te.... una volta.... quando tu +andasti al _Restaurant Bouquet_ con una signora.... + +— Siccome non ci ero mai andato prima di quella volta, e non vi sono +più andato dopo.... e quella volta, io non ho veduto nessuna donna.... + +— Eppure.... + +— Sentiamo un po’.... Quando è stato? + +— Precisamente quattor.... no.... quindici anni fa.... + +— Dimmi chi sei! + +— Te lo dirò.... _un giorno_. + +— Ah! sei Maddalena! — gridò Soranzi giojoso e non senza commozione. + +— Chi sa! — disse ella, con voce naturale. + +— Leva.... leva quella maschera.... che io ti possa rivedere.... + +— No.... se la levo.... tu fuggi. + +— Perchè? + +— Perchè sono brutta.... d’una bruttezza.... classica. + +— Non ti credo. + +— Non credi a Maddalena, tu? a Maddalena, che direbbe la sua anche a +Gesù Cristo? — Eh! sono rovinata, caro mio.... tanto.... che mi sono +lasciata andare.... senti come sono floscia.... Per tutto il resto.... +ti basti il dire che fiuto tabacco. + +— Non importa! levati.... + +— In una festa, no.... sarebbe una apparizione troppo orribile per te, +che mi hai conosciuta bella! + +— E.... che cosa hai fatto, tutti questi anni? + +— Non lo sai?! + +— No.... come vuoi ch’io sappia?.... + +— Pare impossibile.... Ho fatto un po’ di tutto.... non per salvare +l’anima.... per perderla. Adesso.... che non posso più far niente, +tanto di ricuperarla.... faccio la donna onesta.... faccio la mamma, +ecco! + +— Ah! è vero.... tu avevi una figlia.... che ora deve essere quasi una +donna.... È bella? + +— Un sole.... Eh! è il mio dolor di capo. + +— Per qual ragione? + +— Oh! bella!.... per la ragione che è, si può dir, da marito.... e +se me la tolgono, mi tolgono anche il pane, perchè ora viviamo in due +col frutto della sua dote.... — A meno che — stridette, dopo una breve +pausa — non le capiti un marito generoso, il quale faccia star bene +anche la madre.... cosa molto difficile. + +— Come l’hai educata? + +— Oh! bene.... meglio di sua madre, certo. + +— Vuoi lasciarmela conoscere?.... Chi sa che non glielo trovi io il +marito.... generoso. + +— Se tu fossi tanto bravo.... io ti benedirei! + +— Lascia far a me.... Per la Maddalena della mia giovinezza, io farò +questo e altro. + +— Bene, Soranzi! tu almeno hai un cuore.... Ah! addio.... devo andare. + +— Dammi il tuo indirizzo. + +— Ahi sì.... Vieni in via.... numero 7, primo piano. + +— Domani.... cioè, oggi alle quattro, io sarò da te. + +— Grazie.... ah! se tu non mi avessi scritto quella brutta lettera.... +quanto saremmo stati felici.... e io quanto sarei migliore! + +— La tua risposta però fu ben orgogliosa. A proposito, hai poi lavorato? + +— Io?.... altro che lavorato! ah! ah! ah! — e ridendo sgangheratamente, +Maddalena fuggì in cerca dell’amica. + + + + +Arrivati a questo punto, noi non possiamo più narrare, descrivere, +occupandoci di _tutti_ i particolari. Dobbiamo accontentarci di prender +delle note più o meno aride, a seconda delle situazioni...., sperando +che bastino. + + * * * + +L’indomani del veglione — congedandosi da Maddalena, dopo la prima +visita — non presente la figlia. + +OR. Lo sposo glielo troveremo.... non ti nascondo però che lo sposo +vorrei esser io. + +MADD. E io te la darei con entusiasmo, se tu non avessi moglie. + +OR. Ahi! tasto doloroso.... A rivederci. — + +Soranzi, partendo, dice ch’egli è pazzo, ch’egli non deve lasciarsi, +come un giovinetto, inebriare dalla bellezza di quella fanciulla, +al punto d’aver il convulso...., si dice che egli ha quarant’anni, +che ha moglie.... che.... che...., insomma, tutto quello che un uomo +onesto può dirsi, per cancellare una impressione più profonda del +bisognevole e irragionevole — perchè la ragione deve permettere solo +ciò che i contratti sociali danno per lecito. — Ma se la ragione +propone, il fisico dispone. — Soranzi torna a casa; appunto perchè non +vuol esserlo, è preoccupato; il suo appartamento, per la prima volta, +gli par tetro, una spelonca — e anche il dolce sorriso di sua moglie, +per la prima volta, lo muove a ira. Non parla che per rispondere +brevemente, con cortesia stentata.... esce, vaga, rientra, si rinchiude +per lavorare....; è inutile!.... L’imagine di quella vergine di sedici +anni lo perseguita, s’è ficcata nella sua mente.... non vuol uscirne +più. Ah! gli acerbi e già maturi vezzi.... Ah! quelle mani fatte da +Amore per l’amore.... quelle babbuccie, entro le quali si troverebbe +appena tanto da potervi imprimere un bacio.... e i ricciolini.... +d’aria di quella nuca, e la freschezza di quel viso, e la lanuggine +impercettibile di quelle guance fatte per smorzar i baci, e gli occhi +grigi erranti che pajono ansiosi.... e non lo sono ansiosi, perchè il +sorriso è puro, è il sorriso della donna che ignora. Lo si capisce, +dai suoi entusiasmi, che non sa niente....; tutto per lei è bello, +nuovo, sorprendente. — E tuttavia, qualche cosa vi deve essere che si +muove in lei....., ella deve udire come un susurrío interno, sia pure +indistinto, ma che a volte la turba.... + +E Soranzi ricordava che, a qualche sua occhiata ardente, le di lei +palpebre avevano avuto un tremito, e che mentre egli parlava, ella +ascoltava, come meditabonda, coll’occhio che pareva bere, e che, senza +ch’ella lo sapesse, la di lei lingua errava lambendo il labbro. + +Brividi e vampe.... Silvia! Silvia! + + * * * + +Sono trascorsi quindici giorni dall’incontro di Maddalena con Oreste, +al veglione — e in casa Soranzi si vive già d’una vita nuova.... ma +d’una vita che toglie il respiro. + +La moglie e la servitù, che per tanti anni vissero in un ambiente di +perfetta pace, di dolcezza tale che avrebbe ammansato l’essere più +insocievole.... ora non sanno più in che mondo si trovano. + +Soranzi sta fuori gran parte del giorno, il resto lo passa rinchiuso +nel suo studio. Ben di rado si lascia vedere o fa udire la sua voce, ma +anche quel poco è di troppo. + +Egli è irascibile, impetuoso — in tutti i suoi moti, in tutti i suoi +detti v’è alcun che di così secco, di così nervoso e, a volte, di +così feroce, perfino.... che davvero fa paura. I servi, alle sue +scampanellate, accorrono, ascoltano, si inchinano, s’affrettano ad +obbedire.... Qualunque cosa ordinasse, non replicherebbero sillaba.... +— e pensare che, un tempo, si parlava fra padrone e servitori come da +amico ad amici, e si discorreva tranquillamente sul da farsi e il non +da farsi. + +_Quando_ pranza in casa, non dice una parola. + +Un giorno, la moglie gli ha detto, colla sua maggior soavità: + +— Che cos’hai, Oreste? + +— Nulla ho. Lasciami stare. — + +Un cognato, dietro le preghiere della sorella, gli ha domandato, un +altro giorno, ridendo: + +— Vedo che sei arrabbiato...., hai forse giocato alla Borsa? + +— Che! — e girando sui tacchi, l’ha piantato là come un matto. + +Tutti sono certi che egli ha un dispiacere, che non vuole, non può +confidare ad alcuno.... + +— Un po’ di pazienza.... tutto passerà. — + +Pare che non abbian avuto torto. + +Un giorno, Soranzi, da un’ora all’altra, è tornato quel di prima. +Esultanza generale. Come mai questo? + +Rovistando fra le sue carte, gli è venuta fra le mani una lettera di +suo padre — e gli son venute sott’occhio queste parole: + +«Quando, al primo riveder quella donna, tu sentisti ridestarsi l’antico +affetto — dovevi fuggirla. Era già moglie. Il sacrificio, allora, +sarebbe stato ben lieve, credilo!» + +«Non hai avuto quella meschinissima forza.... e or vedi le conseguenze +orribili della tua debolezza!» + +Legge tutta la lettera.... la rilegge. Povero padre! povera madre!.... +se esistessero ancora, egli forse, mirando quei volti mesti, si +sentirebbe meno debole.... S’immerge in una profonda meditazione. +Tenta, vuole ragionare. + +Da una parte.... sua moglie così buona — la sua posizione sociale — +il suo passato onorevole e un avvenire splendido, perchè egli è uno +degli uomini più stimati ed è già designato ai più alti ufficj.... +— dall’altra parte, una giovinetta, la quale viene a togliergli, a +rovinare tutto.... con che? perchè? + +Si apre l’uscio ed entra il suocero, vegliardo veramente venerando, +per vita operosa, intemerata e per alto sentire. A tale apparizione, +Oreste sente un non so che di refrigerante nell’anima; gli pare che +un genio benefico venga ad additargli la via della salvezza. Ma sì! +basta rinchiudersi nel seno della famiglia, non pensare più a nulla, +lavorare, non permettere che alcuna distrazione.... + +E gli va incontro affettuoso, riconoscente — eccolo di buon umore, +cortese, affabile, espansivo. + +Sua moglie è felice a tal cambiamento subitaneo — aspettato, del resto! +dice: — La gioja è tornata in casa Soranzi e, speriamo, per sempre. + +— Che cosa mi dicevi tu? — è il padre che parla colla figlia — Oreste +mi pare sempre il migliore dei mariti. + +— È vero!... non so.... qualche cosa l’avrà disturbato. Ma poteva ben +dirmi.... + +— Eh! le donne vogliono saper tutto.... Lasciate passare, quando vedete +nubi fosche.... se no, andrete a rischio di far delle burrasche con.... +niente. + + * * * + +È scorsa un’altra settimana. Tutti i giorni è stata una lotta +fierissima. + +A certa ora, egli udiva sempre quella cara voce infantile.... gli +pareva sempre di accarezzare quella manina, di provocare quegli +scoppietti di riso, di sentir quell’alito fresco, odoroso. + +Era una tortura.... ma egli non si muoveva — l’ora passava — aveva +vinto. + +Dopo otto vittorie, gli pare che il vincere costi meno, e che forse, in +breve, egli sarà perfettamente libero da quell’incubo ad ora fissa. + +A tale scoperta, egli diventa ilare, respira a pieni polmoni — e va ad +abbracciar la moglie. + +Dopo pranzo, ella e lui stanno presso il caminetto sorbendo il caffè — +egli racconta una gaja storiella. + +— Una lettera pel signor avvocato.... — fa la cameriera entrando. + +— _Particolare:_ — legge Soranzi. La scrittura non gli è ignota, ma non +ricorda di chi possa essere.... Apre, impallidisce. + + «Soranzi, + + «Tu non sei un uomo onesto. Tu m’hai stregato la figlia.... e + adesso non ti lasci più vedere? + + «Ella soffre, non prende cibo, dimagra. + + «Non parla!.... ma l’occhio di una madre sa indovinare.... + + «Sarà una bella gloria per te, quando me la porteranno via! + + «M.» + +— Il mio cappello.... il mio soprabito — comanda Oreste, vibrato, +balzando in piedi. + +— Dove vai? — domanda la moglie. + +— Dove mi chiama un affare urgente. + +— Ma è qualche cosa di ben grave, di ben dispiacente! sei tutto +alterato..... + +— Tu sei pazza. + +— No, Oreste, non dir così.... sai pure.... se hai qualche dolore, +confidati con me. + +— Non ho niente.... + +— Ma.... + +— Hai capito che non ho niente!? — grida Oreste, stralunando. + +— Dio mio.... con te non si può più parlare! — geme la poverina, +rompendo in lagrime. + +— Eh! il miglior modo di parlare per una moglie, è tacere! + +— Ma tu adunque vuoi che io muoja.... + +— Io? + +— Ma sì!.... perchè se continua così, come si può vivere? + +— Ebbene.... se.... se non si può vivere, così, con me.... regolati +come credi. + +— Ah! no, Oreste! — e la moglie si aggrappa a lui disperata — no, +Oreste, senti.... senti per pietà. + +— Lasciami.... lasciami.... — e respingendola con forza, sicchè ella +cade inginocchioni, strappa dalle mani della cameriera quanto essa gli +reca e fogge. + +La cameriera rialza la signora semisvenuta, la adagia in una poltrona e +le spruzza il viso con acqua. La signora ricupera gli spiriti. + +— Desidera qualche cosa, signora padrona? + +— No.... aspetta.... — + +Dopo una lunga pausa. + +— Di’ al Giovanni che vada a pregar mio padre di venir.... da me, +stasera. Quanto a te.... non una parola con nessuno! + + + + +Vediamo un po’ che cosa abbia fatto Maddalena, dopo il veglione, perchè +quel suo biglietto a Soranzi è abbastanza strano. + +In omaggio al vero, riconosciamo che ella ha accettato la prima visita +di Oreste senza alcun secondo fine biasimevole. L’unico suo fine +era precisamente quello di valersi di Soranzi come di un sensale di +matrimoni incaricato di trovare il «marito generoso». + +Ella è ben lieta che Soranzi trovi bella e buona sua figlia — questo +vuol dire che s’interesserà, con ardore, per collocarla bene. + +Ma la frequenza — quattro di fila — la lunghezza delle di lui visite +le pajon soverchie per un mediatore, oltrechè «compromettenti» — +e il suo genere di conversazione un po’ troppo poetico. Maddalena +s’impensierisce seriamente, tanto più che vedendo la figlia tutt’altro +che indifferente alle premure di lui — premure, delle quali non sa come +combattere l’influenza sul di lei animo, dopo averle presentato Soranzi +come «un distintissimo signore, suo amico d’infanzia e tanto amico +anche del povero papà....» + +Il combatterla ora sarebbe pericoloso. Maddalena che è donna, le sa +queste cose. + +Bisognava prevenirla, indisporla contro di lui. Si potrebbe, è vero, +con una parola sola, demolire Soranzi; basterebbe dire: — Guarda che +egli è ammogliato — ma allora, Soranzi trovando subitanea freddezza, +s’indispettirebbe, vorrebbe saperne la ragione.... e se ne andrebbe per +sempre — il che è da evitarsi, perchè Maddalena, ora che ha riafferrato +Soranzi, non vuol più lasciarselo sfuggire. In un caso estremo, ella +potrebbe ricorrere a lui, senza umiliazione. + +Invece, farà così: interrogherà cautamente Soranzi.... e _se mai_.... +ella lo farà ragionare, e, toccandogli le corde del dovere, dell’onore, +ecc., ecc., lo indurrà a diradare le sue visite.... pur non ritirando +la sua protezione. + +Quando non lo vedrà più, o ben di rado, Silvia non vi penserà altro. + + * * * + +Partendo dopo la sua quinta visita, Soranzi dice a Maddalena: + +— Spero bene che non le avrai detto che io ho moglie. + +— Perchè? + +— Il perchè te lo dirò.... _un giorno_. + +— Ah! ah!.... e se glielo avessi già detto? + +— Disdici. + +— Ohe! Soranzi.... avresti per caso delle malinconie pel capo?.... Se +così fosse.... io dovrei rinunciare all’onore.... + +— Se tu sapessi....! + +— Che cosa? + +— Senti, Maddalena.... io sono sempre stato, dopo _quel_ tempo....... +l’uomo il più freddo. Mi credevo morto alle passioni. Ebbene.... ora mi +vedi ridotto come un fanciullo, incapace di ragionare.... disperato.... +quasi al punto di domandarmi che ne farò della mia vita. + +— Senti, Soranzi.... da quella brava donna che sono.... ti dirò: non +venir più.... Ma pensa che hai moglie! + +— Ah! non parlarmene.... Ma non sai che da due giorni, vaneggio.... +che io odio mia moglie.... tanto che, mi pare che per Silvia.... io +sacrificherei.... + +— Va.... va.... tu bestemmi. + + * * * + +_Tu bestemmi_ — ma, non appena Soranzi è partito, Maddalena si sdraja, +nella sua poltrona, pensando alla fatta scoperta. «Soranzi odia sua +moglie, e per Silvia è pronto a tutto». + +Sì.... e Maddalena non può ingannarsi....; nel tremore della voce, +delle mani, nel balenìo degli sguardi, ella ha indovinato la passione +vera, possente, quella passione che non conosce ostacoli, e siccome +Soranzi è uomo d’onore — anche i ribaldi hanno bisogno dell’_onore_.... +degli altri — così tal passione non è a disdegnarsi. + +Se Soranzi non ama sua moglie, potrebbe.... separarsene. — Se ama +Silvia, potrebbe divenirne l’amico, il protettore. — La colpa, dopo +tutto, dice Maddalena, è della Legge. L’uomo è lo schiavo delle +passioni.... e la legge vuol incatenare le passioni, il che significa +incatenar torrenti.... Tanto peggio per la Legge. + +Se Soranzi farà _questo_, è certo che io mi troverò al coperto per +sempre. Quanto a Silvia.... ella sarà ben grata a sua madre.... Maggior +felicità potrebbe forse darle altro uomo.... se ella amasse Soranzi? — +Restano la società e la moglie....; ma la società è composta di tanti +individui, di cui ognuno farà molto bene pensando ai casi suoi.... del +resto, padroni! Non renderanno perciò meno felici Soranzi e Silvia, e +non torceranno un capello a me. — Quanto alla moglie, poi, se non sa +farsi amare.... io non so proprio cosa farci! + + * * * + +Aggiustati, così, i conti colla propria coscienza, Maddalena si accinse +all’opera.... Opera facile — non c’era che da secondare tacitamente, +mantenendo tuttavia, per decoro, una certa vigilanza che, mentre non +doveva nuocere all’_essenza_, doveva rendere impossibile la _forma_.... +finchè, Soranzi scoppiando, non si sarebbe dato, piedi e mani legati, a +Maddalena. + +Naturalmente, occorreva qualche incoraggiamento indiretto, onde le +impressioni si disegnassero più presto e meglio nel cuore di Silvia. +Questo ella ottenne con dei brevi soliloqui fatti, quasi non avvertisse +la presenza della figlia. + +Un giorno, per esempio, esclamava: + +— Che bontà quel caro Soranzi, che ingegno, che spirito, che +distinzione! — + +Un altro: + +— Quello è proprio l’uomo che _andrebbe bene_ per Silvia. Io non darò +mai consigli a mia figlia.... perchè il cuore è libero.... ma se mia +figlia me ne chiedesse.... — + +Un altro ancora: + +— Quanti anni può avere Soranzi?.... Quaranta, mi pare.... Non se +gliene darebbero trentacinque.... proprio, la bella età dell’uomo.... +di cui una donna può fidarsi.... — + +Una sera poi le disse: + +— Mi pare che Soranzi non ti guardi di malocchio.... eh! briccona! — e +tu?.... Ah! non vuoi rispondere.... diventi rossa!.... Basta.... fate +voi. — + + * * * + +Una fanciulla, che è già ben disposta a favore d’un uomo che la +corteggia.... non ha bisogno di molta esca per accendersi — se poi +vede che la madre è fanatica per quell’uomo.... non ha più difese +di sorta.... e non cerca difesa.... come non ha alcun turbamento di +coscienza, perchè ella sa già d’aver una complice. + +La coscienza dei figli, quasi sempre, non è che la coscienza delle +madri. + +Era un piacere intenso ma tutto intellettuale quello che provava Silvia +durante le prime visite di Soranzi. Ben arrivato quel bel signore +che veniva a rompere la monotonia della sua esistenza. E poichè egli +aveva facondia, esperienza della vita, l’abilità dell’uomo di mondo +ed il fuoco dell’innamorato, non poteva che sedurre la mente della +giovinetta, nell’età in cui, sebbene inconsciamente, si è tanto avidi +di impressioni nuove e di emozioni. + +Il cuore non aveva ancor palpitato, ma palpitò subito.... quando +Maddalena cominciò a delirare per Oreste.... Ella non si diceva che +era l’amante di Soranzi.... ma lo amava.... — non si diceva che egli +l’amava, ma sentivo d’essere, per lui, l’oggetto d’un culto. Non +v’erano dichiarazioni, perchè non ve ne potevano essere, ma gli occhi +di lui avevano tal eloquenza, che ella, or arrossiva, or si faceva +smorta e, lui partito, restava lunghe ore pensosa. + +Quando Maddalena vide che Soranzi, accortosi della muta corrispondenza +di Silvia, si faceva.... poco prudente, pensò che era tempo di +richiamarlo al dovere, _in modo_ che egli, trovandosi al muro, avesse a +prendere una decisione. + +— Insomma, Soranzi, come la facciamo qui? — gli disse, — Per Bacco, +abbi un po’ di coscienza.... Io ho paura che tu mi faccia innamorare +la figlia.... e poi.... cosa succederà? Io t’ho già fatto capire.... ma +vedo che tu vai avanti per la tua strada.... e io ti dico: fermati! + +— Fermarmi? non veder più Silvia? ma ti pare possibile? Ma piuttosto.... + +— Taci.... + +— No.... piuttosto.... mi divido da mia moglie. + +— Ma tu sei pazzo. + +— E allora cosa vuoi ch’io faccia? Io sento che se continua così, +finirò ad uccidermi.... Ma.... bada bene che in tal caso.... Silvia non +sarà d’altri! — + +Maddalena, a queste parole, diè un passo indietro e stette come +atterrita — mentre, nel suo interno, gioiva. + +Per alcuni minuti sembrò che non potesse trovar verbo, tanta era +la sua commozione — poi disse, smozzicando, con accento di dolorosa +rassegnazione: + +— Tu vuoi rovinarmi.... Ebbene.... fa pure.... Noi, già, siamo due +povere donne senza difesa. + +— Io voglio render felice la Silvia, contenta te per sempre! — fe’ con +slancio Soranzi, il quale, finalmente, vedeva rimossi gli ostacoli, +vicino il compimento de’ suoi ardenti voti; e, strettale con forza la +mano, uscì precipitosamente giubilante. + +Maddalena, rientrando, abbracciò strettamente Silvia, baciandola e +ribaciandola. Silvia la guardò maravigliata, sorridendo, e le disse: + +— Che cos’hai? + +— Nulla.... so io! + + * * * + +L’indomani, si attendeva Soranzi — non sapremmo dire chi lo desiderasse +di più — ma non venne. Pranzarono più tardi del solito e male. — Non +capisco.... non capisco: — borbottava, di tanto in tanto, Maddalena. + +Il giorno seguente, l’attesero ancora.... e ancora mancò. Neppure il +terzo dì, comparve, nè il quarto, nè il settimo. Maddalena sbuffava, ed +il suo occhio aveva dei lampi sinistri. + +Silvia non parlava, ma ogni giorno diveniva sempre più mesta, nè +toccava quasi cibo. + +Maddalena la guardava e cominciava a sentire dei rimorsi. — Se Soranzi +non tornasse più.... e la figlia morisse di passione.... Uccisa da sua +madre!.... No.... no! — Ella non pativa più scrupoli d’alcun genere.... +ma, efferata non era ancora.... per lo meno, fino a tal punto. + +D’altronde, la figlia, dopo che il mondo l’aveva abbandonata, era +divenuta una necessità morale per lei. Non v’era merito, ma era così. + +La mattina dopo, uscì, e recatasi a casa Soranzi, domandò al portinaio +se il signor avvocato fosse assente o ammalato. + +— Nè assente, nè ammalato — fu la risposta. + +— Non capisco.... non capisco — ripeteva fra sè Maddalena, tornando a +casa. — Che fare? + +Madre e figlia lavorarono silenziose, sospirando. Verso le quattro, +Silvia s’alzò e disse con voce velata: + +— Scusa, mamma.... io vado a letto. + +— Perchè, Silvia? + +— Perchè.... non so.... mi sento male. + +— È debolezza, sono otto giorni che digiuni, si può dire. Prendi +qualche cosa.... + +— Impossibile.... credi. + +— Bene.... va pure.... io esco un momento.... Non temere, torno subito, +spero portarti a casa una buona medicina. + +— Quale? + +— So io.... — + +Fu allora che scrisse e portò quel biglietto, che mise sossopra casa +Soranzi e richiamò Oreste presso Maddalena. + + * * * + +Quando Maddalena, alle sei e mezzo, sentì quella scampanellata, balzò +in piedi, con un ruggito di gioja. + +— Ah! sei tu.... finalmente! — fece, aprendo con furia — ci voleva +proprio che morisse! + +— Perdona.... se tu sapessi.... Dov’è? + +— Qui a letto. + +— Ah!.... — + +Silvia giaceva assopita. + +Cogli occhi chiusi, col nuovo pallore delle guance smunte, ancor rigate +di pianto, aveva qualche cosa d’etereo, che destò in Oreste la più +profonda pietà. + +Allora egli sentì che quella creatura lo distaccava da tutto il mondo. + +— Vedi? — gli disse Maddalena. Poscia si mise ad accarezzare la fronte +della figlia e chiamò dolce, dolce: + +— Silvia.... Silvia. + +— Che vuoi?.... — sospirò quella, aprendo gli occhi, poi, visto lui: — +Ah! — e il suo volto si suffuse di subito rossore. + +— Sei guarita, _adesso_?.... — continuò la madre sorridendo. + +— Sì.... — fe’ Silvia, guardando lui con riconoscenza. + +— Allora, prenderai qualche cosa.... e anch’io con te, — perchè devi +sapere — aggiunse voltasi a Soranzi — che, in questa casa, sono otto +giorni che non si mangia più o quasi. — + +Maddalena uscita — Oreste non potè più frenarsi.... curvossi e depose +un ardente bacio.... il primo bacio, sulle labbra della fanciulla, che +ebbe un brivido e chiuse gli occhi. + +— Tuo.... tuo per sempre! — le susurrò Oreste con passione — poi si +tolse di là...., sentiva offuscarsi la ragione, ed ebbro, vacillante, +raggiunse Maddalena. + +— Sai la bella novità?.... — disse Maddalena alla figlia, quando +rientrò nella di lei camera, con un tavolino, su cui era pronta una +refezione — dopo domani, partiremo per la campagna. Soranzi ci invita a +passarvi la primavera, in una villina, che mi dice essere un _bijou_. + +Silvia giunse le mani e levò gli occhi al cielo.... + +Ma non pregava perchè.... era esaudita. + + + + +Rientrando in casa, Soranzi, quella sera, trovò Giovanni in anticamera +che lo attendeva e che gli porse una lettera, dicendogli gravemente: + +— La sua signora non c’è; è uscita col suo signor padre.... lasciandomi +questo biglietto da consegnarle, immediatamente, al di Lei ritorno. + +— Va bene — disse secco Soranzi, dirigendosi verso lo studio, in cui si +rinchiuse al solito. + +Quindi, aperse e lesse: + + «Caro genero, + + «Se hai dei dolori morali, perchè vuoi che abbia a soffrire la mia + povera Costanza, la quale non ti ha mai cagionato il benchè menomo + dispiacere in quattordici anni di unione? + + «Le hai detto di _regolarsi come crede_....? + + «Spiegati. + + «È interesse di tutti, anche tuo, che simili scene disgustose — + senza ragione apparente! — non abbiano a rinnovarsi — e certamente + si devono poter evitare. + + «_Tuo suocero_.» + + _Risposta di Oreste._ + + «Carissimo, + + «Sì, mi spiegherò. + + «E mi sarei spiegato con mia moglie questa sera stessa, anche + non invitato, perchè non ne potevo più e perchè.... mi ripugna + la odiosa e ridicola commedia del marito che _fa_ l’uomo rigido, + l’uomo dei principi, l’uomo morale, il cascante colla moglie, alla + luce del giorno — mentre tiene una o più amanti nelle tenebre. + + «No, io disdegno ogni finzione, ogni ipocrisia — ed ho il coraggio + di dire: Ieri io era un buon marito — oggi non lo sono più! + + «Tu dirai che io sono un uomo disonesto, perchè calpesto i miei + doveri, perchè dimentico i miei giuramenti, perchè rendo infelice + la tua buonissima figlia — ed io ti do ragione. Ragione, perchè sei + padre, perchè realmente è una enormità.... ma ti dico: + + «Se tu sei da tanto da strapparmi questa passione dal cuore, se + tu sei da tanto da rimettervi il primiero affetto che nutrivo per + Costanza.... avanti! + + «Riesci e io ti benedirò. + + «Ma, hai capito — non di consigli ho bisogno, ma di tanaglie.... + Dio, io non ci vedo più. + + «Scusa, mio caro, se io ti scrivo in questo modo, se io ferisco + così crudelmente il tuo amore di padre.... ma credilo, io mi sento + proprio impazzire.... + + «E io l’amo sempre, vedi, tua figlia — ed è questo che rende più + orribile ancora la mia posizione, più intollerabile l’esistenza, + perchè io non posso pensare a quell’angelo, senza odio di me + stesso — non posso, senza disprezzarmi, ricordare che io sono + stato villano, inumano con lei.... — ma la sua presenza è la + condanna della mia passione, ed io devo fuggire per non veder più + quell’eterno, vivente rimprovero. + + «Tu, l’uomo onestissimo, che, in tutta la tua esistenza, non + hai mai avuto un istante d’esitazione nel compiere il tuo dovere + — non solo non comprenderai, ma anche riuscendo a comprendere, + rifiuterai d’ammettere che un uomo della mia età, e del carattere + che tu conosci, possa calpestare improvvisamente tutto, per seguire + una.... gonnella! + + «Gli è perchè tu non sai in qual modo io sono arrivato a questo + punto. + + «Io so che, quando l’anima tua si aperse al primo amore, tu avesti + anche la più ampia soddisfazione che il cuore umano possa bramare. + + «_La_ amasti.... e _la_ ottenesti! + + «Il tuo cuore si conservò puro, così, la tua mente conservò tutte + le sue illusioni, il sangue una perfetta calma — e vivendo della + vita che era il sogno della tua giovinezza, tu potesti non vedere e + non curare i pericoli di cui è sempre irta l’esistenza di tutti.... + — ma io?! + + «Io potei, a mala pena, sognare, qualche istante, questa vita + del cuore, che è indispensabile agli uomini, uomini come noi, + s’intende, incorrotti. — Sognare, dico, perchè la donna, per la + quale mi struggevo, dapprima mi fu rapita — e quando, incontratala + una seconda volta, avrei potuto possederla.... mi fu tolta, ancora, + da una tremenda sventura. + + «Non chiedermene di più, perchè, ne soffro troppo.... soffro, + perchè penso che se allora i miei voti fossero stati appagati, + io non sarei ridotto a questo punto — soffro, perchè quella + donna, delusa, allora, al par di me, ora è diventata un oggetto + spregevole, mentre, a me unita, sarebbe ancor una donna onesta — + soffro, perchè non posso risparmiare Costanza! + + «Tu dirai: ma adunque, perchè sposasti mia figlia? + + «Ti rispondo: — Ero in uno stato di prostrazione morale — il mio + cuore non batteva più — mi sentivo profondamente, amareggiato e + disgustato di tutto — vedevo, innanzi a me, una lunga vita morta. + + «Tua figlia mi apparve come un angelo di consolazione, come una + suora di carità, che avrebbe potuto, col balsamo della sua anima + soave, guarire l’anima mia. + + «Guarii sì.... ma non vissi. + + «Tuttavia, non fui egoista.... Commosso all’affetto che tua figlia + portava a quest’uomo freddo, insensibile, mi forzai, per non + renderla infelice, ad aver, almeno, l’apparenza d’un altro uomo. Fu + uno sforzo che mi costò.... e guaj per ambedue se mia moglie non + fosse stata Costanza.... ma ella esigeva così poco.... Le bastò + ch’io mi mostrassi _amabile_. + + «A te.... non fui onesto? + + «E credo che se la nostra unione fosse stata benedetta.... forse + il mio cuore si sarebbe sgelato davvero e tutto — ma, nemmeno un + figlio venne a rallegrare la nostra casa e tanti anni scorsero in + un’atmosfera di tiepida cortesia. + + «Si nasce per questo?! + + «Ah! no — e io lo sentivo tanto che volli essere quello che non + ero.... — volli essere ambizioso, volli fare l’uomo pubblico con + tutte le sue piccole vanità, le sue passioncelle, e vi misi il + maggior ardore. — Si trattava di riempire tutto il tempo che io + doveva, per forza, starmene sulla terra! — Riuscii. + + «Mi credeva sicuro del fatto mio, quando.... bastò una visione a + distruggere tutto e ad attirarmi, colle sue irresistibili lusinghe, + in un mare di fuoco. + + «Ora vi sono — brucia il mio sangue, brucia l’anima mia.... dovrò + starvi finchè non sarò consunto. + + «E non credere che io non abbia lottato.... — ma è stato inutile. + Natura non si delude impunemente. Il mio cuore e il mio sangue + essendo stati violentati per tanti anni — le potenze misteriose, + nell’inerzia si sono moltiplicate, agglomerate, fatte giganti.... — + ora, esse voglion battaglia.... + + «Non rileggo.... a che varrebbe d’altronde? + + «Sono come istupidito. + + «L’uomo che ha vissuto, comprenda questa immensa miseria umana e + consigli mitezza al padre offeso. Ma se il magistrato deve cercar + pena condegna.... pensi che chi pare carnefice.... è forse solo una + vittima. + + «Del resto, mi sottometterò a tutto. + + «_Tuo genero_.» + +Lo suocero rispose: + + «L’uomo ha compreso. — Il padre non può essere più severo della + figlia. + + «Ammira questa donna, che, colpita nel più profondo del cuore.... + trova ancor modo di sorridere — ben mestamente.... è vero! + — dicendo: — Io vedo nell’anima sua e compassiono. È vittima + d’un’illusione. Guarirà. Aspetterò rassegnata sinchè egli torni a + me — perchè egli tornerà! — + + «Noi partiamo per la campagna, ove resteremo finchè.... + + «Ti regolerai in modo che nulla trapeli di questo momentaneo + dissapore. + + «Dico momentaneo, perchè, tutto ben ponderato, credo che mia figlia + finirà coll’aver ragione.... Purchè non finisca, prima, di....» + + + + +Era il crepuscolo d’una sera d’aprile. + +Nel cielo purissimo, uscivan le prime stelle. Respirando quell’aria +tiepida e olezzante, i giovani sentivansi agitati da strani sussulti, +e.... gli altri ricordavan, melanconicamente, il tempo trapassato delle +vibrazioni simpatiche. + +Nella graziosa villina che, da alcuni giorni, un signore aveva presa +in affitto, sulla sfonda del piccolo lago di V...., regnava un perfetto +silenzio. + +Ma non era deserta. + +In giardino, seduto, presso la vetriata semiaperta, un uomo tremava +convulsamente e guardava smarrito il cielo con occhi lagrimosi. + +A pochi passi da lui, nella sala, giaceva una giovinetta svenuta. + +Ad una finestra del secondo piano si vedeva del fumo e una massa bruna. + +Aveva forme di donna. + +Quella.... donna fumava tranquillamente la sua _cigarette_. + + . . . . . . . + +Tutto ciò è orribilmente immorale — ma noi saremmo molto lieti, +se, in tutti i casi in cui i genitori vendono le loro figlie.... la +paura della fame fosse, da una parte, l’incentivo al delitto.... e +dall’altra, vi fosse la passione vera. + +Ma, come sa chi ha viaggiato attraverso questo gran mondezzajo di carne +umana — in genere, non si vende che per ingordigia o per assicurarsi la +poltronaggine. — Quel lavoro costa tanta fatica e rende così poco; e i +bisogni sono tanti! — + +Vi sono poi le vendite legali, ossia per contratto.... di nozze — +ma quelle sono vendite sacre.... e la moralità pubblica, che vede +_rispettate_ le convenienze sociali, s’inchina.... «Mah! là.... col +matrimonio si fa la famiglia!» Si è venduto.... è vero — in quella +casa potranno esservi torture, lagrime, odj, mostruosità, ribellioni, +tradimenti, crimini.... ma sulla casa sta scritto: — _Famiglia_. — E ci +dite poco voi?! + +Dopo tutto, consoliamoci, pensando che nè la morale, nè i romanzi non +impediranno mai a nessuno di sentirsi il capriccio di comperare. E +quando uno compera, trova sempre chi vende. E guaj se l’_industria_ e +il _commercio_ rovinassero! Povero mondo.... allora! + + . . . . . . . + +La fiducia espressa da Costanza nel ravvedimento del marito sarà parsa +più che arrischiata. Che essendo perfettamente onesta, ella non potesse +credere alla serietà di quel deviamento, sta bene — ma che avesse +a promettersi il ritorno del colpevole emendato, ecco quello di cui +sarebbe difficile capacitarsi, quando non si pensasse che la gente tre +volte buona è sempre.... maravigliosa. + +Una moglie buona, soltanto due volte, doveva piuttosto temere che, +preso il volo e il gusto alla vita indipendente, non avesse, secondo +ogni probabilità, a preferire il cambiare d’oggetti al ritornare sotto +il tetto conjugale. + +Ebbene, invece, le parole di Costanza furono profetiche. + +V’è una chimica anche in amore e, guai se gli elementi non hanno +proprietà che possano combinarsi. Pensate alle migliaja di matrimonj +fatti a furor di cervelli, e.... sciolti l’indomani o quasi, con egual +furore — o peggio che sciolti. + +La mente ricorre, involontariamente, a certe esaltazioni al trono fatte +a furor di popolo in.... amore — coll’immediato correttivo di quattro +pugnalate, visto che l’esaltato di jeri era d’ostacolo alla nuova +esaltazione del domani. + +Eppure il furor di jeri era sincero! Almeno.... + +Ma, veniamo ad Oreste, il quale, quando scrisse quella bella lettera +al suocero, avrebbe dato certamente del pazzo a chi gli avesse detto +che egli era vittima di null’altro che d’una illusione prodotta da una +straordinaria effervescenza del sangue, e che ne sarebbe presto stato +persuaso da sè stesso. + +Non bastava che il fuoco acceso fosse furioso — eran necessarj anche +gli alimenti per mantenerne la violenza — e, invece, difettarono, +mentre sopravennero in copia materie, le quali non potevan che +spegnerlo. + +La convivenza di quel tre esseri era un assurdo. Se Soranzi non lo +sentì _prima_, lo sentì _dopo_. + +Noi possiamo valerci di qualunque mezzo per arrivare al possesso d’una +donna.... purchè quel mezzo resti poscia invisibile. Ora, Maddalena +sarebbe sempre presente!.... Maddalena, che non avendo più bisogno +di fingere nè con l’uno nè coll’altra, si esprimeva col suo cinismo +abituale. Ma questo era intollerabile, oltrechè disonorevole pel suo +stesso sentimento — questo sfigurava persino la Silvia, la quale non +ci aveva colpa, ma non poteva impedire che l’aureola infernale, da cui, +agli occhi di Soranzi, appariva cinta la testa di Maddalena, lasciasse +cadere su di lei una luce uggiosa, a dir poco. + +Un altro acerrimo nemico di quell’amore era il valore intrinseco di +Oreste, di fronte al non valore di Silvia. Oreste vide subito che +quella fanciulla era niente altro che bella. Forse per l’estrema +giovinezza, o per l’insufficiente educazione, o per l’ignoranza della +vita — come essere sociale era zero. Tutto quello ch’essa poteva fare +per lui, pel suo amore, era.... abbracciarlo. Era molto, ma troppo poco +per un uomo del carattere, dell’educazione e dell’età di Soranzi. + +Bella bambina.... ma bambina. + +Si poteva educarla — ma corrisponderebbe poi alle cure? — La educherò +io, — si disse per un momento, ma ne comprese tosto l’impossibilità. + +Forzato a tener celata al mondo la sua conquista, come educare.... +quando l’educazione vera sta nel viaggiare attraverso la vita degli +altri? + +Come educare.... quando quella madre distruggerebbe sempre l’effetto +delle sue serie ed oneste parole? + +Ed egli continuerebbe dunque a vivere così, — per finire fra quelle due +donne, spregiato e spregevole a’ suoi stessi occhi? + +A peggiorare ancora la situazione s’aggiunse, dopo un mese, il timore +per Oreste che l’amore di Silvia non fosse che una fiamma prodotta +dall’età e dall’occasione.... e per conseguenza il pensiero che +qualunque altro uomo «presentabile» messole al fianco dalla madre le +avrebbe fatto la medesima impressione. In ciò non s’ingannava, come si +è potuto agevolmente indovinare. + +L’animo di lei, infatti, non aveva alcuna di quelle manifestazioni +dinotanti la miracolosa metamorfosi, che è la prima opera del primo +amore. + +Un incidente imprevedibile venne poi a dare l’ultimo colpo all’affetto +già incertissimo di Oreste e a fargli prendere la risoluzione di +troncare per sempre ogni rapporto con quelle due donne. Un giorno, +Maddalena, per cui la temperanza non era forse la virtù principale.... +passati oltre il solito certi limiti, già tutt’altro che limitati, non +sapendo più bene quello che si dicesse, mise fuori dei progetti e si +permise delle sollecitazioni, che fecero balenare alla mente di Oreste +il sospetto che egli fosse stato la vittima della congiura di due +furbe matricolate.... S’ingannava.... ma il sospetto v’era — e siccome, +quanto più un sospetto è irragionevole, tanto più facilmente diventa +in breve una certezza, da cui non si riesce a liberarsi, egli fuggì da +quella casa, che da tal momento diventava un inferno. + +Una mattina non lo trovarono più. Aveva lasciato un biglietto, in cui +diceva che i suoi affari rendevano necessaria per alcuni giorni la sua +presenza in città — intanto non si movessero dalla villa.... + +— Ha fatto bene — disse Maddalena — questo terzetto cominciava ad +annoiarmi. Un po’ d’intermezzo non fa mai male. — + +Otto giorni dopo, quando lor pareva che l’intermezzo si prolungasse di +soverchio, giunse alla villa un vecchio signore di venerando aspetto, +il quale chiese di parlare colla signora Maddalena, da solo a sola. + +Quando ella sentì dal suocero di Soranzi — chè era lui — che bisognava +rinunciare a rivedere Oreste, per le tali e tali ragioni, montò su +tutte le furie. Un altro individuo avrebbe preso il suo cappello +e battuto in ritirata, per paura di qualche brutto servizio. Ma il +suocero era tetragono e troppo interessato, d’altronde, al miglior +scioglimento di quella commedia, per lasciarsi intimorire. Alla prima +sosta che Maddalena fece per prender fiato, disse con flemma due +paroline, che le tolsero la voglia di continuare sul medesimo tuono, +e, quando la vide più trattabile, seppe farle comprendere che il +miglior partito — anche perchè il più utile — era per lei quello di +rassegnarsi.... sotto date condizioni. + +Maddalena, vedendo che non v’erano più speranze, pensò solo a far +pagar cara la sua _rassegnazione_ — e crediamo che Soranzi abbia dovuto +ricordarsene per un bel pezzo! + + . . . . . . . + +Dopo, la madre si trovò sulle braccia la figlia abbandonata, alla quale +bisognava pur rivelar tutto. + +Come fare? La ragazza era ancora nel primo sogno d’amore, e il +destarla, per sorpresa, poteva essere pericoloso. Ora, Maddalena, che +aveva fatto il primo passo nella via della speculazione — e a lei era +costato pochissimo anche quello — non voleva, per niun conto, che il +dolore avesse, non che ad avvizzirne, pur a sfiorarne la bellezza. + +Non v’era che un mezzo solo — rendere ridicolo e odioso Soranzi agli +occhi di Silvia — e se ne valse, e si può agevolmente imaginare s’ella +trovasse le parole acconce. + +Contemporaneamente — per non distruggere, senza edificare — la erudiva +nella scienza della vita, nella _sua_ scienza, e con tale accanimento, +che l’anima della povera fanciulla, in breve, non ebbe più alcun +pudore.... e cominciò a sogghignare, come sua madre. + +Se Soranzi, per caso, fosse ritornato, a tanto mutamento avrebbe +creduto di sognare o d’aver sognato prima. + +Il guasto era talmente profondo, che quando Maddalena le rivelò che +Soranzi era ammogliato, esclamò: — Tanto meglio, così sarò più libera! +— e quando, a certi sintomi, essendosi compreso che madre natura +non s’era data alcun pensiero delle convenienze e aveva fatto il suo +dovere, nacque la discussione se fosse da preferirsi l’_arrischiare_ +o il _sopprimere_.... si decise di comune accordo che, tutto ben +considerato, era meglio.... + +Fortunatamente la Natura medesima parve preoccuparsi della questione di +moralità, e ribellandosi.... a sè stessa.... dimostrò l’inutilità, pur +di tentar un delitto che avrebbe potuto costar molto caro agli stessi +rei! + +Fuggiamo, fuggiamo da queste madri.... per ridere, che davvero +farebbero piangere, se gli occhi, troppo abituati allo spettacolo +di una folla di vergini che, in un batter di ciglio, qualunque sia +l’educazione ricevuta, diventan cortigiane.... potessero ancor sentirsi +offesi. + + . . . . . . . + +Agitiamo l’incensiere, purifichiamo, profumiamo. + +Era scorso un mese all’incirca dal giorno in cui il suocero, compiuta +la sua missione, era tornato presso la figlia, in campagna. + +Una sera, verso le undici, Soranzi stava scrivendo al suocero. Non +aveva ancor avuto il coraggio di scrivere a Costanza, ma, all’indirizzo +del primo erano già partite trenta lettere, che finivano tutte colle +parole «lavoro e spero». + +La penna aveva vergate, per la trentunesima volta, quelle parole, +e v’aggiungeva queste altre «comincio a star male,» quando l’uscio +s’aperse e una bianca visione apparve sulla soglia.... Soranzi, +al lieve rumore, alzò lo sguardo e trasalì di gioja.... ma non si +levò....; attendeva tremante la prima parola per sapere se gli era +concesso gettarsi a’ suoi piedi per adorarla. + +Ella mosse verso lui lentamente — e non tremava meno. + +— È l’ora del tè.... — balbettò, quando gli fu vicina, con un filo di +voce. Era l’emozione del perdono che ella accordava. + +Soranzi non potè proferir accento, tanto la sentì grande. + +S’alzò — ella gli porse la mano, e, silenziosi ambedue, uscirono.... e +s’avviarono verso una nota portiera. + +— Come....? — mormorò Soranzi fremente di voluttà. + +— Il tè è servito qui.... stasera. — + +Ella rimosse la portiera ed entrarono. + +Le finestre erano aperte; dal giardino venivano onde d’effluvj. + +Lontan lontano, gemeva una romanza. + +— Che aria pura.... sana.... _questa!_ — esclamò Soranzi, giungendo le +mani. + +— Respiriamola sempre?.... + +— Oh! sempre.... — + +Assicurano che non si possa dire: «nè mai nè sempre,» ma Soranzi potè +sempre dire di non essersi illuso quella sera. + +Ci hanno riferito che Costanza, qualche mese dopo, benedisse quella +momentanea sospensione di vita conjugale, perchè, quando fu ripresa, si +potè ottener quello che prima s’era aspettato tanti anni invano.... Il +nonno lo chiamò il figlio della riconciliazione. + +Se c’è qualche matrimonio infruttifero e se l’esperienza invoglia.... + +Ma, se i mariti si rassegneranno, non crediamo che le mogli avranno il +coraggio di ripeterla. È un’esperienza troppo fisico-chimica. + + + + +LA FIGLIA DI SUA MADRE. + +_Storia semplice._ + + +I. + +MADD. Oh! ecco qui il nostro caro signor ragioniere. Come va, eh? va +bene? + +RAG. (_che, sia detto di passaggio, è molto invecchiato_) Bene.... +Grazie. + +MADD. Proprio l’uomo della precisione.... Scommetto che, colla solita +puntualità, Ella mi porta gli interessi del semestre. + +RAG. Appunto.... Anzi, come era mio dovere, io sono già venuto il due +luglio.... ma Loro erano in campagna.... + +MADD. Ah! sicuro.... eravamo proprio in campagna.... Cosa vuole.... la +mia Silvia, in aprile, si sentiva poco bene.... Sa! benedette ragazze, +viene quel tal tempo nella vita.... + +SILVIA (_arrossendo, con fatica_). Mamma.... + +MADD. Eh! che cosa c’è di male!? + +RAG. E dove sono andate.... se è lecito? + +MADD. Oh!.... abbiamo girato.... + +RAG. E adesso sta bene la signora Silvia? + +MADD. Adesso sta benissimo.... Ma, perchè la tratta da signora.... Ella +è sempre il suo tutore.... e per Lei, la Silvia deve essere sempre una +bambina.... è vero che Ella è un tutore che fa il prezioso....; non La +si vede mai! + +RAG. Cosa vuole.... gli affari!.... creda, un minuto che è un minuto +non l’ho mai a mia disposizione. Che bella giovane s’è fatta sta +Silvia! Quasi quasi.... si può prepararle la schirpa.... perchè da un +momento all’altro, già.... + +MADD. Ah! per carità.... non me ne parli! Quando io penso che verrà +quel giorno.... (_sospira due volte_) + +RAG. Capisco che alla mamma possa rincrescere.... ma già.... è +il destino delle ragazze.... E pare che la mamma non abbia fatto +diversamente, eh! eh! eh! + +MADD. Senta.... non dico: pur troppo — perchè, altrimenti, non avrei la +mia Silvia, ma, del resto.... + +RAG. Via, non stia a dir male del matrimonio che, dopo tutto.... + +MADD. Io dir male del matrimonio a mia figlia....? Tutt’altro.... tanto +è vero che.... ma acqua in bocca pel momento. + +RAG. Come.... come.... c’è qualche novità? + +MADD. C’è.... e non c’è.... A dir il vero, non sappiamo nemmen noi che +cosa pensare. Ma.... aspetti che ora mi vien un’idea.... Ma sicuro! +Ella è proprio arrivato a proposito per rendermi un grande favore.... +se vuole.... + +RAG. Dica, dica. + +MADD. Anzi, Ella deve volere, perchè essendo tutore, ne ha, dirò così, +un obbligo sacro di coscienza.... Ma veniamo al concreto.... Sappia +adunque che c’è un giovinetto.... guardi guardi la Silvia come diventa +rossa.... come scappa!.... ah! ah! + +RAG. Non scapperà sempre! + +MADD. Dunque, c’è un giovinotto che abbiamo conosciuto giorni sono in +_wagon_, tornando dalla campagna. S’è scambiato qualche parola.... ma +sa.... proprio indifferente, come si usa fra viaggiatori. — Ebbene.... +cosa vuole! pare che la Silvia gli abbia fatto colpo.... Da quel giorno +si è messo a passeggiare per questa via, guardando sempre le nostre +finestre.... e non siamo mai uscite una volta, senza incontrarlo. +Per alcuni giorni, si è limitato a salutarci — fra parentesi, saluta +molto bene — dopo, ha domandato alla portinaia che gente siamo.... ed, +infine, jeri ha lasciato il suo biglietto di visita, con una riga, in +cui ci prega di fargli l’onore di riceverlo stasera.... Cosa ne dice? + +RAG. Che persona è? + +MADD. Il giovine è di bell’aspetto.... veste signorilmente, e pare una +persona educatissima.... ma Lei, signor ragioniere, sa che le apparenze +ingannano, ed il favore che io vorrei da Lei, sarebbe precisamente +questo.... che mi sapesse dire, cioè, che cosa vi sia di solido sotto +tali apparenze.... quindi come stiamo a denari.... a carattere.... e a +famiglia.... ah! la famiglia, sopratutto.... + +RAG. Eh! s’intende.... + +MADD. E poi già Lei è un uomo di polso, e non occorre dirle cosa ci +vuole. + +RAG. E il suo giovinotto si chiama? + +MADD. Si chiama Augusto Livi, e abita in casa Farinelli. + +RAG. Basta così.... lasci fare a me. Ella intanto lo interroghi. Noi, +poi, facendo il confronto di quanto avrò saputo io con quanto avrà +detto lui, vedremo se il giovine è sincero.... + +MADD. Benissimo.... E quando crede di potermi favorire? + +RAG. Oh! Dio.... fra un pajo di giorni. Se la famiglia è assolutamente +buona, si fa prestissimo a saperlo. Gli è quando le informazioni sono +vaghe, incerte.... che comincia il difficile.... + +MADD. Speriamo sia buona! + +RAG. Speriamo....; a rivederci. + +MADD. A rivederci.... Silvia....! adesso puoi venire.... Saluta il +signor ragioniere. + +RAG. Mille augurii, cara Silvietta. + +MADD. Oh! è un po’ troppo presto ancora. + +RAG. Eh! il cuore mi predice bene. Nuovamente. + +MADD. Nuovamente — e grazie intanto. Quando tornerà, poi, se avrà del +buono.... ne beveremo una bottiglia.... mah! + +RAG. Ne beveremo due. + +Ne bevettero tre! + + +II. + +Le informazioni non possono essere migliori.... e, quel che è proprio +consolante, al cuore d’una madre.... d’una sposa, consonano con tutto +quanto Augusto ha detto dell’esser suo e della propria famiglia. + +— Egli è figlio unico di madre vedova, colla quale vive. Sono venuti +dalla città di X.... in questa, da soli tre anni, dopo la morte del +rispettivo padre e marito. La sostanza è di quattrocentomila lire e +vi sono molte speranze tutt’altro che incerte. Madre e figlio vivono +come due colombi e non hanno relazioni di sorta, all’infuori del loro +banchiere e del padrone di casa. Solo, di tanto in tanto, arriva dalla +provincia qualche parente per vederli e tosto ripartire. + +Il giovine, benchè ricco, non ama l’ozio.... è impiegato, come +dilettante di commercio, presso il suo banchiere.... e un uomo occupato +è sempre miglior marito d’un altro che fa il vagabondo. + +Insomma, è un partito d’oro. + +Nulla di più onesto, poi, di più leale, di più ingenuo di Augusto. + +— Ah! è il mio ideale.... — esclama Maddalena, a queste ultime parole +— perchè, per la mia Silvia, abbiamo appunto bisogno di un giovine +onesto, leale e sopratutto ingenuo! — + +Quel caro signor ragioniere non trova che dell’entusiasmo materno, +nel tuono con cui Maddalena proferisce tal frase e nello sguardo che +l’accompagna rivolto alla figlia. + +Noi possiamo aggiungere che Augusto, a ventitrè anni, ne sapeva di +questo mondo, quanto voi ne sapete di quell’altro. A mantenerlo in tale +ignoranza, aveva contribuito massimamente sua madre che, paurosa di +tutto, gelosa di tutti, se l’era sempre tenuto cucito alla gonnella. +Gli aveva fatto dare una buona educazione, ma in casa — e non gli aveva +mai permesso un’amicizia. + +Egli era già il di lei cavaliere, vivente il marito — figurarsi poi, +dopo. Parevano madre e figlio.... Siamesi. + +Questo metodo d’allevamento sarà buono.... ma pei bachi. + +D’una delicatezza femminea, nel modo di vivere, di vestire, +d’esprimersi.... preferiva i canditi al _beef-steak_, le foggie +suggerite dalla caricatura alle comode indicate dal buon senso, non +parlava, pispissava sulla _punta_ delle labbra.... e le sue dita +parevano sempre occupate in lavori al _crochet_. + +D’una sensibilità tanto spinta che era morbosa; alla vista del +più indifferente maluccio, al racconto della più lieve disgrazia, +minacciava deliquio. + +Aveva molte idee umanitarie, fra cui due principali, anzi maniache: +— il ricovero pei cavalli invalidi — e il _paletôt_ pei cani +nell’inverno. + +Pareva non si fosse mai accorto che ci fossero donne a questo mondo. + +La prima volta che se ne accorse fu quando, nel ritornare in città, +dopo aver fatto visita ad uno zio convalescente, si trovò vicino a +Silvia, in _wagon_ — e al buon ragazzo non venne altra idea che quella +di sposarla, come se tutte le donne si potessero sposare. + +Cioè, un ladro può sposare una ladra, un ladro può sposare il suo +femminile.... ma non incrociamo san Luigi con Messalina.... e via +discorrendo, come diceva quel tale. + +La madre di Augusto disse subito di sì. + +Poichè a quel benedetto sangue non si era potuto impedire di bollire, +meglio il matrimonio che esporre, con un divieto, il figlio alle tristi +influenze della vita mondana. + +Semplice, oca ella stessa, non capì niente nè di Maddalena nè della +figlia, anzi, Silvia le sembrò un capolavoro di ingenuità! + +Avvicinandosi il giorno delle nozze, Silvia disse a Maddalena: + +— Ma di’ un po’, mamma.... vuoi dirgli proprio _nulla_? + +— Di che cosa? + +— Ma sai bene, _siamo state in campagna_. + +— Oh! oh! Non ci pensare tu adesso a queste cose.... Provvederemo +a suo tempo. È tanto ingenuo che sarebbe un vero peccato togliergli +un’illusione.... Perchè i bambini credono al _Bambino_? Perchè non +sanno che non c’è. E non sono felicissimi egualmente? — + +Si fecero le nozze.... e Maddalena volle accompagnare la figlia nel +viaggio, perchè il dolore del distacco le era intollerabile. + +Egli bevette il dolore, bevette molto a pranzo — _uno_ dei +provvedimenti, questo — e bevette.... + +E infinito è il numero dei.... bevitori. Ed è col far bere che tante +donne.... mangiano. + + +III. + +Augusto è il più felice dei mariti. Quando egli dice: «mia moglie,» +gli si inumidiscono gli occhi, — egli canta incessantemente le lodi di +lei...., pare che al mondo vi sia una moglie unica, la sua.... insomma, +è una vera noja. + +La prima donna ch’egli ha potuto avvicinare, l’ha amata, l’ha avuta — +egli ha tutte le illusioni — ecco perchè è felice. + +Quanto a Silvia, un po’ per indole, un po’ a cagione del noto +assaggio, proclive al genere forte, sulle prime s’è divertita con +quell’uomo-donna.... ma se n’è ben presto infastidita. + +Quando sono sul declinare, le donne s’interessano per gli uomini +ingenui — ma nell’età in cui esse sono ancora angeli, non amano che i +demoni. + +Fra Silvia e sua madre si fanno le più grasse risate alle sublimi +bambinate che l’amore inspira al povero fanciullo — si coprono di +ludibrio le sue _poesie_.... + +Quand’egli è in casa, si frenano a stento gli sbadigli, ma si finge +tuttavia di amarlo, di adorarlo, lo si chiama coi più teneri nomi, non +esclusi i francesi: _petit chat — chou — bibi_ e _titi_.... il che per +lui è miele profumato. + +Siccome Silvia dice che un uomo come lui, il quale _batte_ il +commercio, deve avere delle relazioni, deve ricevere.... egli si tira +in casa i compagni di studio e i loro amici. Silvia, dal canto suo, +invita le signore Mantovani, i loro congiunti e le loro conoscenze. +Ecco fatta la vera famiglia-società. + +In breve tempo, la casa è un porto di mare, in cui si viene e si va, +in cui ognuno fa il piacer suo. Si balla tutte le sere e qualche volta +anche di giorno, si gioca, si fanno dei graziosi proverbi misti, nei +quali i versi non sono martelliani e la prosa è scorrevolissima. + +Augusto, il semplice, si diverte come un matto a tutto quello che +vede e sente o che sua moglie gli racconta. — Egli si diverte tanto +più schiettamente, perchè Silvia, svelando le magagne o schernendo il +ridicolo degli altri, non trascura di parlare de’ suoi principj, del +suo buon senso. — Così giovane, ella è d’una austerità tale — dice lei +— che guaj se alcuno....! — + +La madre di Augusto, a poco a poco, ha aperto gli occhi; impensierita +a tanto sperpero, scandalezzata a quella folle esistenza, vorrebbe coi +consigli e coi sermoni.... ristaurare l’ordine, le modeste abitudini, +ecc., ma, fiato gettato.... Augusto, che non s’è mai divertito, un’ora +sola, in vita sua, prima del matrimonio, ci piglia troppo gusto alle +attuali pazzie, per far buon viso alle prediche, che egli trova anche +ingiustissime, perchè «alla fin fine, non si fa niente di male.» + +Sua madre non vuol darsi per vinta, vuol perseverare nel +moralizzare.... ed egli cessa di vedere sua madre. + +Egli è diventato figlio di sua moglie. + +Dopo otto mesi di matrimonio, Silvia non ha ancor forato il contratto +nuziale, ma, penetrata nei misteri della vita delle amiche, comincia a +guardar sul pomo.... + +Talvolta, assorta nella contemplazione dei colori di quelle mele, +fantastica anche sui varj sapori. + +È certo che una giusta maturanza sarebbe la preferibile. — Ma, una +maturanza anche un po’ passata ha pure i suoi pregi.... ai quali, +una curiosità non ancor soddisfatta, dà un valore maggior del +reale. — E la frutta che, a rigore, sarebbe acerbetta.... è forse da +disprezzarsi?.... È così stuzzicante! + +— Sì, tutto va bene, ma si arrischia troppo. C’è la posizione di +mezzo! Andiamo avanti così.... prima di decidere, bisogna rifletter +seriamente. — + +I due migliori amici di Augusto — gli altri ne hanno uno, egli due, ne +ha di migliori! — sono suoi compagni di studio, Orlando e Diodato, e +la loro amicizia è diventata un’abnegazione, un completo sacrificio, +dacchè egli li ha introdotti presso sua moglie. + +I due migliori sanno più degli altri far ridere la vaga Silvia, che, +pertanto, li preferisce. Ambedue la corteggiano, ma siccome, quando c’è +l’uno, c’è anche l’altro, così, a guisa d’una pariglia, corrono sempre +insieme; nessuno può oltrepassar l’altro.... Ma, uniti, non possono +arrivare, e questo fa sì che si conservano sempre amici. + +Viene la stagione dei bagni, e Diodato può partire con Augusto, colla +signora e con altri. — Orlando, invece, trattenuto dall’impiego, non +può muoversi. Orlando capisce tanto l’importanza di quelle bagnature +che lavora sott’acqua per far trattenere Diodato e accordare a lui, +Orlando, il permesso di partire. Ma Diodato, che è buon intenditore, fa +l’ammalato, per cui è forza lasciar andar lui pel primo. + +Orlando si rassegna a malincuore, e spera nella virtù di Silvia. + +Speranza fallace.... due settimane dopo un bollettino sanitario privato +gli porta una cruda notizia.... + +V’è stato un naufragio....; eppure il cielo era sereno, non soffiava +vento ed il mare era calmissimo. + +Il bollettino cominciava così: + +«Augusto è imperatore....» + + +IV. + +— Non mi resta che soppiantarlo, al ritorno — sospira Orlando. + +Ma, al ritorno, non gli resta che pulirsi la bocca. Silvia è una virtù +di macigno. + +È diventata una donna seria, sdegna quasi ridere e, quando c’è Diodato, +sdegna anche parlare. + +Orlando, che non sa se capisca troppo.... oppure niente affatto, dice a +Silvia: + +— Diodato L’ha forse offesa qualche volta.... per caso? + +— No, perchè? + +— Ma, non gli parla mai.... + +— Le dirò...., alle volte ha uno spirito che per gli orecchi di una +signora non è il più gradito. + +— Vedo — fa Orlando tutt’altro che persuaso. + +Un altro giorno, tenta far parlare Diodato con delle mezze allusioni +maliziose. + +— Spiegati meglio — dice quello — perchè, davvero, io non capisco dove +vuoi andare a finire. + +— Volevo farti capire che so una cosa, che con tutta la nostra +amicizia, tu non mi dici.... Tu sei l’amante della signora Silvia. + +— Io? — fa Diodato cadendo dalle nuvole. + +— Almeno tutti lo credono. + +— Sono il suo amante quanto.... te.... Ma dico.... se tu mi tasti, +così, per sapere se io posso essere tuo rivale.... non darti alcun +pensiero di me.... Avanti, avanti pure. Libero è il campo.... almeno io +lo credo. — + +Una sera, Augusto dice ad Orlando: + +— Vuoi venire ad accompagnarmi domani qui fuori qualche miglio? Vado a +vedere un villino che m’hanno proposto. Doveva venire anche Silvia, ma +si sente poco bene e non vorrei che.... — + +Orlando guarda Silvia, e gli pare che stia meglio di lui, che sta +benissimo. + +— Viene forse anche Diodato? — domanda. + +— Gliel’ho detto, ma non può. + +— Mi rincresce che vai solo.... perchè, neppur io posso muovermi. + +— Ho capito! — + +Orlando, si dice che stavolta ha scoperto decisamente il mistero.... e +l’indifferenza di Silvia e di Diodato gli pare ancor più studiata del +solito. + +L’indomani mattina, Orlando va a casa di Diodato, il quale non mostra +alcun piacere per tale visita. + +— Vieni con me a far una bella passeggiata? + +— No, grazie, ho un impegno. + +— Vedo.... allora andrò solo. + +— Buon divertimento. + +— Altrettanto. — + +Orlando va a casa di Silvia. È mezzogiorno. + +Silvia sta per uscire, e mal dissimula la noja che prova nel vedere +quel signore. + +— Scusi — comincia Orlando, giojoso in cuore perchè certissimo d’essere +giunto in tempo per impedire un abboccamento — scusi, non avrebbero +trovato per caso il mio portafogli? + +— No.... + +— Oh! diavolo.... credevo proprio d’averlo smarrito qui jeri sera. + +— Mi rincresce. + +— Anche a me.... non tanto pel denaro, sa bene.... quanto perchè è un +regalo. — Esce? + +— Sì.... + +— E dove va di bello, se è lecito? + +— Vado da.... mia madre. + +— Oh! bene.... se mi permette, La accompagnerò.... è appunto qualche +tempo che non ho il piacere di vederla. — + +Se Orlando sapesse cosa vuol dire l’occhiata che gli dà Silvia! + +— Mi rincresce — risponde la signora — che Ella si incomodi, tanto più +che io farò un giro lungo.... Devo prendere dei guanti.... e qualche +cos’altro. + +— Niente di meglio.... Io sono appunto disoccupato.... farò il giro +anch’io e compereremo insieme.... + +— Oh! Dio.... che.... + +— Vuol dire che nojoso?... + +— No.... volevo dire che dolore a questa gamba.... l’aveva anche jeri, +ma credeva se ne fosse andato.... Era proprio destino che oggi non +dovessi uscire.... + +— Allora — continua spietatamente Orlando — rimarrò a tenerle +compagnia. — + +Silvia gli lancia un’altra occhiata velenosa, dicendo, non senza un +lieve tremito: + +— Le sono molto obbligata.... ma La prevengo che si annojerà assai con +me, perchè oggi è una cattiva giornata. + +— Povera donna.... + +— Permette che legga? + +— Ma s’imagini.... Anzi.... leggerò anch’io. + +— Quest’uomo vuol farmi morire! — pensa Silvia, la quale si mette a +leggere e non dice più una parola. + +Egli fa altrettanto. Ha deciso di non muoversi, finchè non venga +qualche visita, a cui dirà in faccia a Silvia che la signora per quel +giorno non può uscire. + +Passa circa un’ora. + +Scampanellata. + +Silvia trasalisce suo malgrado. Orlando fiuta. + +Compare la cameriera, che dice con sorriso misterioso: + +— C’è qui quella signora....! + +— Quale?.... Ah! vedo.... pregala di accomodarsi nel mio gabinetto.... +Tu va pure in chiesa, se vuoi.... Signor Orlando, permette che mi +trattenga un momento con quella signora?.... + +— Anzi.... io La aspetterò. + +— Grazie — e Silvia esce esasperata, invocando un fulmine +sull’indiscreto. + +Orlando, rimasto solo, non credendo niente affatto che sia venuta una +signora, vuol sapere chi è. — Ce ne fosse un altro? — pensa. Apre pian +piano l’uscio che mette in anticamera e tende l’orecchio. + +Non s’ingannava, si ode un dialogo bissessuale concitato dal gabinetto, +ma non si può capire. Allora, in punta di piedi, va presso quell’uscio +e origlia. + +Felice Orlando! finalmente viene a sapere chi sia Orlando. + +La voce di SILVIA (_fremente_) — È un’ora che è qui quell’imbecille! +Se tu sapessi quel che ho fatto per levarmelo da’ piedi.... ma non c’è +stato verso. Pare inchiodato. Si direbbe quasi ch’egli sappia qualche +cosa. + +La voce di DIODATO, la quale solletica gradevolmente il nostro Orlando. +— Impossibile. + +SILV. Mi rincresce per te...., povero angelo! + +DIOD. Una giornata così propizia.... e perderla! + +SILV. Cosa vuoi farci.... abbi pazienza.... ci vedremo domani alle tre. + +DIOD. Bene.... ricordati di prendere una carrozza.... L’altro giorno, +sei stata troppo imprudente. + +SILV. È vero.... non lo farò più. + +DIOD. Addio.... cara. + +SILV. Ad.... dio.... no, no.... va.... domani. + +DIOD. Dove mi spingi? + +SILV. Ti faccio scendere per la scaletta. Non si sa mai.... — + + . . . . . . . + +Quando Silvia rientra nella sala, trova Orlando che sonnecchia. + +— Buona notte.... — gli grida tutta gaja. + +— Oh! scusi!.... Che ora è? + +— Per bacco.... è tardi.... devo per forza levarle il disturbo.... + +— Cosa dice mai.... + +— Al piacere di rivederla. + +— Aggiunga: Presto.... + + . . . . . . . + +— Troppo compita! — + + . . . . . . . + +Tornando a casa, Augusto trova dal portinajo questo biglietto. + + «Caro amico, + + «Stasera alle dieci, ti aspetto al solito caffè, devo chiederti un + gran favore. + + «Tuo affezionatissimo + «ORLANDO.» + +La sera alle dieci. + +Augusto, entrando nel caffè. — Non potevi venire a casa mia a chiedermi +il gran favore? + +ORL. Gli è perchè, invece di chiederlo.... devo.... Un momento...., +prima è necessario che tu stesso mi consigli cosa devo fare.... perchè +io non voglio rimorsi. + +AUG. (_ridendo_) Rimorsi? + +ORL. Senti.... dimmi un po’.... Se tu avessi un carissimo amico +innamorato alla follìa di una donna e degno di essere da lei riamato, +e venissi a scoprire che mentre ella finge di amar lui, ne ama un +altro.... tu che cosa faresti, quando tu fossi il solo a possedere tale +secreto?.... + +AUG. (_pensoso ma senza sospetto_) Scusa.... si tratta di qualche +nostro amico? + +ORL. Supponi.... + +AUG. Non ti domando nemmeno chi è.... perchè sono cose delicate.... +Dimmi piuttosto: quella donna è sua moglie?.... + +ORL. Ma.... questo non importa, quando si ama, o moglie o no.... + +AUG. (_serio_) È vero. Ebbene, in tal caso.... io, da vero amico, +direi a quel marito.... guarda che tua moglie t’inganna.... ma gliene +darei, in pari tempo, la prova. Altrimenti sarebbe inutile e sciocco il +parlare. + +ORL. Ti ringrazio del consiglio e lo seguirò. Era il favore che +m’occorreva. — + + +V. + +Augusto, tornando a casa, pensa alle parole di Orlando: + +— Chi sa che razza di donna è.... perchè se egli è degno del suo +amore, e invece...., allora bisogna dire.... Eh! è una disgrazia come +un’altra. Basta.... chi ci ha da fare, vi pensi.... e noi andiamo +subito a casa...., se no, la Silvia non può prender sonno.... Cara +Silvia.... — + +La cara Silvia, invece, caso straordinario, dorme digià.... o finge +dormire. + +Egli si corica con tutti i riguardi per non svegliarla — poi, sta +un’ora a contemplarla amorosamente, mormorando: — Come è bella! Chi +sa qual sogno poetico ella gode in questo momento. Come sorride! Mi +ami....? mi amerai sempre? Non farai come quelle altre che fingono +d’amare.... e poi....? No.... tu non puoi ingannare chi è degno +del tuo amore.... Infatti.... se si tradisce chi merita amore.... +che cosa si farà ad un marito che si rende odioso.... ad un marito +scellerato....? — + + . . . . . . . + +L’indomani, Orlando, Augusto e Diodato lavorano alla banca. Verso le +due pomeridiane, Diodato, con un pretesto qualunque, se ne va. + +Orlando si avvicina lentamente ad Augusto e gli dice: + +— E tu non vai? + +— Dove? + +— Non segui Diodato? + +— Perchè? + +— Hai presente quello che t’ho detto ieri sera....? + +— Sì. + +— Ebbene, questo tradimento mi fa tanto orrore che io non posso tacere. + +— E tu parla.... + +— Ma dunque, non capisci ancora....? + +— Capire.... che cosa? — il povero ragazzo si fa smorto e guarda +l’amico con occhi smarriti. + +— Hai del coraggio.... coraggio morale? + +— Credo.... + +— Ebbene, va all’abitazione di Diodato, appóstati in modo da non essere +veduto da alcuno....; alle ore tre arriverà una carrozza.... ne uscirà +una donna.... + +— E quella donna....? — balbetta Augusto, con voce fioca. + +— Va, non perder tempo.... t’ho già detto troppo. — + + +Alle tre, una carrozza si fermava davanti all’abitazione di Diodato. +Pochi minuti dopo, la gente s’affollava alla porta di quella casa +intorno al cadavere d’un giovine signore, che s’era precipitato da una +finestra, al terzo piano. + +Caso stranissimo, inesplicabile — pel momento — quell’appartamento +era vuoto, la sala era tutta sossopra, sedie rovesciate, porcellane +infrante — si vedevano delle gocce di sangue sul tappeto, l’uscio della +sola camera che avesse la finestra aperta, sulla via, era chiuso e la +chiave non si trovava. Nessun inquilino aveva udito niente — e la casa +non aveva portinajo. + + +Il giorno susseguente, un giovine si presentava al questore per fare +una deposizione importante. + +Era Diodato e aveva una mano fasciata. + +«Egli aveva dovuto usare della forza e rinchiudere quell’energumeno in +una camera per salvare una povera donna.» + + +Quando Maddalena seppe da Silvia quel che era avvenuto, esclamò: + +— Tu sei una stupida,... e lui.... e lui....! Val proprio la pena +d’ammazzarsi per così poco.... Per fortuna, gli altri hanno più buon +senso, se no.... povero mondo.... e povere donne! — + + +Le due femmine, messo insieme il bello e il buono, partirono alla +volta di Babilonia, per ingrossarvi la «grande armata» delle donne che +ridono. + +«Una donna è sempre onesta dove arriva per la prima volta.» — Era un +aforismo di Maddalena. Quando poi questa donna sa fare la madre nobile +ed ha con sè una figlia tanto valente.... + +Del resto, noi non ne sappiamo altro. + + +La misera madre d’Augusto perdette la ragione — ma la sua è una pazzia +dolce. Sorride sempre e canticchia spesso: + + «Bella figlia dell’amore.» + +Era il motivo favorito di Augusto. + + +Giulio e Severina, abbandonati gli affari, si sono ritirati in un +villaggio appiè delle Alpi. + +Sembrano due barche di adipe. Cosa vuol dire il cuor contento! È +vero che sono molto ricchi. Cominciata, sapete come, tale fortuna, +s’ingrossò poi col gioco. Satolli, ora, provano che la farina del +diavolo va.... in polenta. Sicuro; essi si divertono a far la parte +della Provvidenza, nel villaggio. — Giulio è fabbriciere, predica +il lavoro, la religione, la morale, e dice sempre: — Vedete me e mia +moglie? eravamo due poveri Giobbi, ma ora, _col sudore della nostra +fronte_, siamo quel che siamo. Imitate, ragazzi miei, imitate, e Dio +benedirà i vostri sforzi come ha benedetto i nostri. — + + + FINE. + +_PS._ Volevamo lasciarla nella penna, ma è così.... comica, che la +lasceremo, invece, uscire: + +_Quell_’individuo che aveva cominciato a recitare _quello_ sproloquio +funebre, nel cimitero, sulla tomba di Livi, era.... _quell’imbecille_! + +A proposito.... se date dell’imbecille a uno che lo merita sul serio, +potete star certi che se ne vendicherà sanguinosamente. + + + + +_Altri Romanzi dello stesso Autore:_ + +UN AMORE A FONDO PERSO. Un volume. + +EVELINA O IL PRIMO ROMANZO D’UNA MOGLIE. Un volume. + + * * * + +PASSIONE MALEDETTA. Un volume elegante di 470 pagine — Edizione Brigola. + + Salutato, al suo apparire, con entusiasmo, da una parte — + fischiato, vilipeso, calunniato, dall’altra — questo romanzo ha + avuto un successo di scandalo, al quale l’Autore non mirava certo. + + Esprimere passioni, idee, aspirazioni dell’epoca nostra e della + nostra società, con tutti i colori della realtà — senza palliativi, + senza menzogne — ecco il suo unico scopo, ch’egli avrebbe + conseguito, se, come dichiararono i suoi stessi avversarj, la + _Passione Maledetta è primissima ed audacissima espressione del + realismo_. + + L’Autore non si difende, _qualunque_ sia stato il sistema + d’attacco, essendo convinto che, per chi sa leggere, il suo libro + si difende da sè. + + Dichiara solo altamente — ma, soltanto, alla gente di buona fede + — che, ben lungi dall’essere immorale, contiene molte e preziose + moralità — e qualche critico _onestissimo_ lo provò ad esuberanza. + + Circa la questione poi se la prima giovinezza possa o no leggere + questo romanzo, l’Autore è d’avviso che non debba leggere nè questo + nè alcun altro romanzo. + + Ogni cosa a suo tempo, cominciando dal coltello, che i bambini non + devono nemmeno toccare. + +Sì vende in Milano dalle librerie Brigola — Galli e Omodei — Fratelli +Dumolard — presso l’Agenzia del Giornale _Il Sole_, e, fuori, dai +principali libraj + + _al prezzo di L. 4._ + + + + + +Nota del Trascrittore + +Ortografia e punteggiatura originali sono state mantenute, correggendo +senza annotazione minimi errori tipografici. + + + +*** END OF THE PROJECT GUTENBERG EBOOK 77018 *** |
