summaryrefslogtreecommitdiff
path: root/77018-0.txt
diff options
context:
space:
mode:
Diffstat (limited to '77018-0.txt')
-rw-r--r--77018-0.txt8965
1 files changed, 8965 insertions, 0 deletions
diff --git a/77018-0.txt b/77018-0.txt
new file mode 100644
index 0000000..9304af5
--- /dev/null
+++ b/77018-0.txt
@@ -0,0 +1,8965 @@
+
+*** START OF THE PROJECT GUTENBERG EBOOK 77018 ***
+
+
+ CESARE TRONCONI
+
+
+ MADRI.... PER RIDERE
+
+
+ ROMANZO
+
+
+
+ MILANO
+ GALLI E OMODEI, EDITORI-LIBRAJ
+ Galleria Vittorio Emanuele, 17 e 77.
+ —
+ 1877.
+
+
+
+
+ PROPRIETÀ LETTERARIA
+
+ Stab. tip. Molinari e Socj.
+
+
+
+
+ A
+ FELICE CAMERONI
+
+ A
+ FERDINANDO FONTANA
+
+
+
+
+Allora non si usavano ancora i _treni-omnibus_.
+
+Quattro becchini o quattro conoscenti andavano bravamente sotto la bara
+e via se la portavano al cimitero.
+
+Non di rado, i latori di voi — per modo di dire — di voi
+presente-passato, erano precisamente quegli amici o parenti che vi
+avevano rotto le scatole al punto da ridurvi fra quelle assi e dicevano
+di portarvi con piacere per consolarsi del dolore di avervi ammazzato.
+
+Con ciò non si vuol fare alcuna maligna allusione a coloro che quella
+mattina portavano o accompagnavano un cataletto al più lontano dei
+carnaj suburbani. — Non osiamo scrivere: _all’ultima dimora_, dopochè
+la stoltezza umana, non contenta abbastanza di tormentare certuni
+quando sono vivi, non vuol lasciarli tranquilli neanche quando sono
+morti. Stoltezza tanto di buona fede, che piuttosto di non trasportare
+qualche osso, se non ne trova, supplisce con surrogati.... e, in un
+caso disperato, è certo che ne fabbricherebbe apposta!
+
+Il dolore di quegli amici e parenti era proprio sincero. Al defunto
+avranno forse goduto più d’un pranzo, n’avranno sempre parlato bene
+il meno possibile, ne avranno corteggiato la moglie, avranno giocato
+dei tiri alla sua borsa — questo che cosa significa? — ma egli era
+stato tanto buono — tutti ora n’erano persuasi — e la di lui fine tanto
+miseranda e acerba — aveva venticinque anni! — che nessuno, per quanto
+apatista, poteva non sentire compassione. Alcune guance, specialmente
+di donne, erano rigate di lagrime.... ed erano lagrime sincere....
+perchè il morto non aveva dato ordine di pagarle.... e i superstiti
+meno ancora.
+
+Entrato il convoglio nel camposanto, si diresse verso la fossa
+assegnata al nuovo ospite e intorno a quella si dispose in cerchio,
+attendendo. Si sapeva che un amico doveva leggere alcune parole.
+
+Infatti un giovinotto sui trent’anni levò un foglio, tossì, diede
+un’occhiata in giro, compose il volto a gravità dottorale e finalmente
+cominciò:
+
+ «Aveva ragione Leopardi, il quale scrisse:
+
+ «Amore e Morte
+ . . . . . . . . . . . . . . . . . .
+ «Cose quaggiù sì belle
+ «Altre il mondo non ha, non han le stelle,
+
+ «ma doveva aggiungere che, quando si perde il primo di questi beni,
+ l’altro è l’unica speme che ci resta.... e che l’affrontarla è pur
+ una gioja sovrumana....
+
+ «Colla morte soltanto ci è dato salvarci dal dolore!
+
+ «Ma chi ci avrebbe detto solo domenica scorsa, quando, ricco di
+ salute e di forza, tripudiava con noi ad agape fraterna, che oggi
+ avremmo dovuto riunirci intorno alla sua tomba per dargli l’estremo
+ _vale_?
+
+ «Chi ci avrebbe detto, quando egli ne parlava commosso delle sue
+ domestiche gioje....»
+
+Qui l’oratore — se volete dar tal nome a chi leggeva con coraggio non
+invidiabile uno dei soliti stravecchi esercizj di retorica — alzato lo
+sguardo a caso, mentre prendeva fiato, s’interruppe repentinamente....
+e additò nella direzione dell’uscita del cimitero, dove erano apparse
+due ombre negre. Tutti guardarono ed ebbero un moto di sorpresa e di
+repulsione.
+
+L’oratore, allora, con voce bassa e severa, mormorò:
+
+— Sarebbe un profanare questo sepolcro il permettere che quelle due
+sciagurate avessero ad unirsi a noi per ascoltare l’espressione del
+nostro dolore.... Andiamo.... e che Dio.... —
+
+Egli s’interruppe per interrogare i visi degli astanti, e vedendoli
+tutti addolorati ripetè con forza e sensibile reticenza:
+
+— .... Che Dio abbia di loro pietà.... se pur la meritano. —
+
+E i convenuti si sciolsero silenziosamente, le teste chine,
+disperdendosi fra le croci ed evitando — taluni non senza affettazione
+— di incontrarsi colle due donne che con la loro comparsa inattesa
+avevano disturbato la mesta cerimonia.
+
+
+
+
+Una vecchia lettera, che fa parte dei documenti da noi raccolti prima
+di accingerci a questo lavoro, contiene informazioni sur uno dei
+personaggi principali del racconto — informazioni che noi crediamo
+dover nostro di dare in tutta la loro crudezza per risparmiare a
+certi benevoli la fatica d’accusarci della malsana, prava compiacenza
+d’inventar caratteri ultraperversi.
+
+Grazie a quel Dio che ci ha creati, della perversità ve n’è quassù fin
+che se ne vuole, e non c’è proprio alcuna possibilità d’inventare nè
+più nè peggio di quello che già esiste.
+
+Queste informazioni dovevano servire — pare — per qualcuno che aveva
+delle idee oneste, ossia conjugali — se su Maddalena o sulla di lei
+figlia, non sappiamo, la lettera non portando data — e chi le diede era
+certamente ben informato.
+
+Crediamo fosse anche un galantuomo.... ma su tal punto penserete quel
+che vorrete.
+
+Copiamo:
+
+ «Leggi adunque bene!
+
+ «Maddalena è una di quelle disgraziate creature che non si
+ dovrebbero mai conoscere, anzi neppur potere sospettare possibili.
+ Il solo sapere che simili esseri non sono una finzione da
+ romanziere, ma esistono realmente ed agiscono.... è una corruzione
+ del nostro spirito e del nostro cuore, perchè, alla fede nel bene,
+ sostituisce il dubbio terribile che quaggiù vi siano solo gradi
+ maggiori o minori di depravazione — più o meno abilmente mascherati
+ — e che il bello morale assoluto sia una pura fola.
+
+ «Quando si è conosciuta una Maddalena, tu potrai incontrare
+ anche una vergine angelica.... garantita e ti verrà egualmente
+ il sospetto che quell’involucro celestiale racchiuda un’anima di
+ fango. Concederai che quell’anima non ha ancora agito secondo la
+ sua natura, ma dirai subito che gli è soltanto perchè sinora è
+ sempre stata nell’impossibilità d’agire.... e che del resto aspira
+ unicamente e con tutto l’ardore a quell’istante in cui potrà agire
+ liberamente.
+
+ «Insomma, quando si è conosciuta una Maddalena.... la donna — nel
+ consolante significato che noi avevamo sempre dato a tale parola,
+ perchè va unito a quegli esseri che portano i soavi nomi di madre,
+ di sposa, di figlia — non esiste più.... esiste soltanto una
+ spaventevole macchina, la quale stritola tutto che di umano ha la
+ sventura di toccarla. Allora tu non vorresti più essere nè figlio,
+ nè marito, nè padre — perchè Maddalena è il MALE. Il male cinico,
+ audace, insultante, aggressivo, perchè non solo vuol essere....
+ non solo vuol parer tale, ma aggiunge la sfida a tutto ciò che è
+ BENE.... come a dire: io ho il coraggio di essere quello che sono,
+ perchè è così che si deve essere, e tu, sedicente virtù, non sei
+ che ipocrisia o imbecillità.
+
+ * * *
+
+Sì, Maddalena fu il male, ma avrebbe forse potuto anche essere il bene,
+se nel punto più importante, e quasi sempre decisivo nell’esistenza
+d’una donna, ella non avesse ricevuto una di quelle lezioni che
+sconvolgono mente, cuore e sangue, e vi trasformano un individuo di
+punto in bianco.
+
+Diciamo questo, col solito _forse_, più per tentar di spiegare che
+per rendere simpatico il personaggio, nonostante i suoi torti....
+lasciando che le lettrici la giudichino come meglio credono — a voce —
+per confessare poi fra sè stesse, se nella tale e tal’altra circostanza
+avrebbero agito in modo diverso o egualmente o peggio.
+
+ * * *
+
+Se la morte di Cesare fu preceduta e quindi, come dissero,
+preannunziata da stranissimi fenomeni — la nascita di Maddalena fu
+accompagnata da un incidente che fornì materia a dir molti spropositi
+alle varie donnicciattole che, raccolte nella cucina, una sera di
+gennajo, attendevano ansiosamente quel primo vagito, il quale doveva
+annunziare l’arrivo, nel mondo, del Messia di casa Papetti. — Fra
+parentesi diremo che quel Messia, per essere il benvenuto, doveva
+essere una femmina. Così volevano mamma e papà, e guai a lui se si
+fosse presentato colla solita sconvenienza che si nota nei maschi.
+
+Or bene, nel punto stesso in cui papà Ildebrando, spalancato con furia
+l’uscio della cucina comparve gridando gongolante e lagrimante:
+
+— È una fiiiglia!... è una fii.... — proprio allora, con gran fracasso,
+volò in frantumi un vetro della finestra, sfondato da un grosso gatto
+nero che cadde sulla tavola apparecchiata pel desinare.
+
+Ma siccome, precipitando, aveva rovesciato bottiglie e bicchieri....
+scoppiò un gridò generale acutissimo di spavento e di furore, e tutte
+le mani si congiunsero in un: Santa Madonna! — Il gattone allora,
+esterrefatto per la sua stessa caduta, alla vista di un paese nuovo,
+di tante ignote femmine e di quell’uomo che già alzava minaccioso un
+bastone.... piroettò roteando i giallissimi occhi, cercando anelante
+una via di scampo — ma non vedendone alcuna, perchè già tutti gli
+si serravano addosso, da vero gatto spiccò un salto trasvolando una
+spanna sopra la cervice del signor Papetti, la di cui legnata, non più
+trattenibile ormai, rovinò sulla tavola con immenso frastuono di piatti
+e di bicchieri infrangentisi contro il suolo.... e, quel che portò al
+colmo il terrore degli astanti, colla rottura dell’ampolla dell’olio e
+della saliera, il cui contenuto si sparse tutto sulla tovaglia.
+
+Pur troppo il disastro fu completo, e noi rinunciamo a descrivere
+la scena di desolazione che susseguì, a riferire le bestialità che
+proruppero da quelle bocche.
+
+Vi basti sapere fra le altre lepidezze che il gatto nero «era
+certamente venuto dall’inferno per portar l’anima alla neonata, e che
+l’olio e il sale versati erano il più certo segno che grandi sventure
+attendevano casa Papetti.»
+
+Si giuocarono naturalmente molti biglietti al lotto, che dovevano
+guadagnare immancabilmente.... e infatti non colpirono nemmeno un ambo.
+
+Del gatto nero non si ebbero più notizie.
+
+ * * *
+
+Ildebrando Papetti era un impiegato di Dogana che dal governo percepiva
+un onorario molto modesto, ma che sapeva aiutarsi. Certi mercanti
+della piazza, che lo trovavano compiacente nelle dichiarazioni delle
+merci da daziarsi, gli dimostravano la loro gratitudine con strette di
+mano che gli facevano un piacere infinito. La malignità non cerchi più
+sottintesi di quelli che vi sono. Del resto, prima vi fu da pensare
+ai viziucci della gioventù — dopo, a prender moglie — in seguito, a
+mantenerla bene — più tardi, ai nascituri — dunque!
+
+A quarant’anni sposò Caterina, la figlia della portinaja, che ne aveva
+trenta.
+
+Bella coppia!
+
+Egli alto, secco, già curvo, già grigio, avvizzito, affumicato
+dall’eterna pipa di porcellana, colle occhiaje muffite — sempre
+strozzato da un fazzoletto bianco a sestupla pressione — senza
+occhiali, tuttavia.
+
+Ella di media statura — quasi — grassoccia, linfatica, col volto di
+un roseo incerto, giornaliero, che ad un conoscitore avrebbe dato
+da pensare, coi capelli biondi di una rarità incontestabile, con due
+pupille che vi parevano bianche e con un seno.... molto morale — alla
+qual moralità di solito si preferisce la turgida immoralità.
+
+Ma era buona e cretina come dovrebbero essere tutte le donne destinate
+alla parte di massaja.
+
+Dire le sue orazioni, andare a messa, predica e benedizione, ai tridui,
+alle novene ai mesi di Maria, osservare le feste di precetto, dire la
+sua terza parte del Rosario quando occorreva o.... per passar la sera,
+non sapere che cosa è un libro, meno il _Manuale di Filotea_ o altro
+della stessa forza, non avere un’idea di ciò che è spirito, aver orrore
+della parola capriccio, tener in bell’ordine la casa, essere sempre
+pulita, ma vestita come una lavandaja vecchia, fare il suo dovere
+conjugale, applicare bene mignatte, polentine e.... altre consolazioni
+— insomma, un ideale!
+
+E per questo si amavano, perchè innanzi tutto egli era un uomo
+dell’ordine, ossia di quell’ordine che aveva trovato fatto venendo al
+mondo.
+
+Questo amore tuttavia, benchè si conoscessero già da cinque anni,
+quando si sposarono, chi sa se sarebbe mai nato senza un certo
+avvenimento che stiamo per sapere.
+
+V’era una gran stima reciproca — egli ammirava, anzi, il di lei amore
+al lucido — ed ella il di lui vivere regolato come il suo orologio e
+specialmente i costumi morigerati.
+
+In cinque anni egli non aveva ricevuto nè una lettera nè una donna.
+
+Ma siccome ella pareva non avesse mai avuto tempo di pensare all’amore
+— ed egli vi aveva forse rinunciato — e fors’anche a motivo dell’abisso
+fra le due posizioni — il fatto sta che con tutta la stima e tutta la
+facilità di vedersi e parlarsi — egli, più che «buon giorno» o «buona
+sera», oppure «che tempaccio!», o «bello quel merlo!», non aveva mai
+detto.
+
+Una mattina Ildebrando, uscendo di casa, vede sotto il portico Caterina
+che piange disperatamente, attorniata da alcune portinaje e serventi
+della vicinanza, le quali fanno del loro meglio per consolarla.
+
+— Perchè piange, signora Caterina? — fa egli appressatosi.
+
+Ma siccome Caterina singhiozza senza poter parlare, una donna dice:
+
+— Piange perchè le è morta la mamma stanotte.... sicuro, poverina.
+
+— Oh! — ma se stava benissimo jeri sera!
+
+— Mah! un colpo....
+
+— Oh!... questo mi fa proprio dispiacere.... Basta! si faccia
+coraggio.... e pensi che, giù, un po più presto.... un po più lardi....
+pur troppo! — e Ildebrando se ne va brontolando e scrollando capo e
+spalle.
+
+Per tre giorni il nostro impiegato è preoccupato, concentrato,
+accigliato — tanto, che i colleghi gli domandano se medita un delitto.
+
+— Forse.... se lo posso! — risponde con sorriso sinistro.
+
+I colleghi non vi badano e dicono:
+
+— Bene.... se mai ha bisogno di qualche ajuto....
+
+— Non dubitino, signori..., basto io. —
+
+Il suo accento è beffardo — gli amici si guardano e se ne vanno,
+formando dei dubbj sullo stato di quel cervello.
+
+Ma niente paura. Ildebrando si presenta il quarto giorno col volto
+rischiarato, sereno, anzi ilare, il che è fenomenale in lui.
+
+Gli è che un’ora prima, entrato dalla Caterina, le ha detto tutto a un
+fiato, passando dal Lei al Voi:
+
+— Caterina, voi ora non potete più da sola continuare a fare la
+portinaja. È una grama vita.... e non resistereste, perchè, se siete
+giovane ancora, non siete niente affatto robusta.... e mi farebbe
+male se vi vedessi soffrire. — Vi propongo una cosa. Voi siete sola al
+mondo.... e solo sono io.... Se non vi spiace.... andiamo! venite su
+con me al terzo piano.
+
+— A servir Lei? — ha fatto Caterina, sorpresa, con uno sguardo e un
+accento pieni di riconoscenza.
+
+— A servir me!? Ma vi pare che io potrei proporvi una cosa simile? Che
+direbbe il mondo?
+
+— Ma dunque? — e il di lei viso esprimeva un’ansia estrema.
+
+— Ma dunque, voi siete una buona donna.... sì.... volevo dire una brava
+ragazza. Se avete la stessa opinione di me.... sposatemi ed è bell’e
+finita.
+
+— Oh! signor Papetti!... — ha esclamato la poveretta tutta lagrimosa,
+colla mente quasi fuor di questo mondo a quel colpo fulmineo di
+fortuna, dopo tanta sventura.
+
+— Non ditemi più Papetti, ditemi il mio nome.... Sicchè quale risposta
+mi date?... Fate presto, perchè è tardi, e coll’ufficio non si
+scherza.... Sicchè.... sì?
+
+— Oh! signor Ildebrando.... io sarò la sua serva....
+
+— Che serva d’Egitto!... mia moglie...! Su.... su.... che diavolo fate?
+inginocchiarvi? — e, commosso anche lui, ha detto in fretta: — la cosa
+resti fra noi, per ora; penserò io a tutto.... voi non dovete neanche
+muovervi. Per domani vi sarà una portinaja nuova.
+
+— Come! Di già provveduto?
+
+— E volevate forse che vi lasciassi qui un giorno solo ancora?
+
+— Ah!...
+
+— Addio! —
+
+Tre mesi dopo Ildebrando conduceva al suo domicilio la sposa, e siccome
+egli era un po.... brillo, trovò naturale, aprendo l’uscio, di dire a
+Caterina:
+
+— Questa è la casa.... ora bisogna mettervi dei figli. —
+
+Ma i figli si fecero aspettare.... cinque anni.
+
+Dirvi che lei era sospirosa, e lui di pessimo umore, vedendo scorrere
+tanto tempo inutilmente, è dir poco.
+
+— Ma sono io.... o sei tu? — grugniva egli di tanto in tanto.
+
+— Tutti e due — mormorava Caterina sommessamente, poi con
+rassegnazione! — È il Signore che vuol così....
+
+— Il Signore! — gridava allora Ildebrando picchiando col pugno sul
+tavolo, ma non finiva, perchè essa impallidiva sempre orribilmente alle
+bestemmie.
+
+Ma chi faceva montare in bizza il povero Papetti, al punto, certi
+giorni, da perderne l’appetito e diventare verdognolo, era il suo
+capo-ufficio, il quale quando era di buon umore si degnava chiedergli
+notizie «della sua numerosa prole, se studiavano, se ora lasciava
+finalmente riposare quella povera donna....» insomma, una canzonatura
+non più finita.
+
+Ma gli è che quando Ildebrando aveva preso moglie, aveva promesso mari
+e monti in fatto di paternità, e invece....
+
+— Vede.... — gli disse un giorno il suddetto capo-ufficio — se avesse
+studiato, da ragazzo, la grammatica, queste cose non Le succederebbero.
+
+— Come dice?...
+
+— Ma sì.... nominativo come è, non sa essere dativo abbastanza da poter
+diventar genitivo; così merita l’accusativo d’essere all’ablativo, e si
+vede ch’Ella non era vocativo pel matrimonio.
+
+— Grazia! grazia! — gridò l’infelice che, come avrete capito, non era
+certo un uomo di spirito, e fuggì più curvo del solito come oppresso
+del ridicolo che si rovesciava su lui.
+
+Ma quando una certa mattina d’aprile, mentre Ildebrando stava calzando
+gli stivali, udì un grido di gioja che veniva dalla camera attigua — e
+domandato burbero: «Che cosa c’è?» Sentì rispondere: «Ci sono!» e seppe
+subito cosa voleva dire quel _ci sono_ — non potè a meno di esclamare
+pensando al suo capo-ufficio: Son vendicato! — E non appena lo vide,
+gli disse, ma lentamente, con tutta l’ironia che gli riuscì di trovare,
+assaporando a centellini la sua vendetta:
+
+— Sa.... sa.... mia moglie vuol farmene una delle sue.... Pare che
+saranno due. Pazienza! —
+
+E non mancò di ripeterglielo.... tutti i giorni! per quel tal numero di
+mesi.
+
+Il capo-ufficio se la pigliò in pace e attese l’istante della rivincita
+che non mancò.
+
+Quando Papetti venne ad annunziare che gli era nata una figlia, il
+capo-ufficio gli disse con accento di scherno schiacciante:
+
+— Pœuh!... anche quella è nata in sbaglio....
+
+— Come, in sbaglio?!
+
+— O sarà.... merce di contrabbando.... — non c’era cattiveria; bisogna
+ricordarsi che parlava un doganiere.
+
+— Come, contrabbando?!
+
+— La sfido.... ad averne un’altra.
+
+— E io accetto!
+
+— Vedremo! —
+
+Il capo-ufficio fu profeta — non si vide più niente — ma non se ne
+parlò altro. Il gioco era già stato abbastanza lungo, e, diciamolo
+pure, d’una gajezza lagrimevole.
+
+
+
+
+Un buon osservatore, che avesse potuto seguire Maddalena, passo per
+passo, ne’ suoi primi anni, avrebbe scrollato il capo e detto per lo
+meno: Non ci capisco nulla!
+
+Non che ella fosse, come si dice dei bimbi, «cattiva» — tutt’altro — ma
+era qualche cosa di peggio — non era, non fu mai una bambina.
+
+Guardate quale anomalia.
+
+Nei primi sette mesi succhiò da sola tanto latte che avrebbe bastato
+benissimo per due. Fortunatamente la balia ne aveva per quattro.
+
+Succhiare e poi.... succhiare — pochissimo dormire — un dimenarsi
+senza posa — una grande insofferenza delle fasce ed una maggiore
+dell’oscurità. Luce, aria! — Tollerava solo e per pochi istanti ancora
+le braccia della balia.
+
+D’essere presa da altra gente nè baciucchiata, non voleva saperne.
+Rotolarsi sull’erba, nella polvere e, a preferenza, nel fango, ecco i
+suoi gusti.
+
+Nell’ottavo mese dimostrò, con sorpresa di tutti, una certa ripugnanza
+al capezzolo. Nel susseguente s’era già svezzata da sè. Di dieci mesi
+passeggiava, e una magnifica foresta nera le copriva la testolina.
+
+Ad un’età in cui i bimbi non si sa quasi neanche che esistano, ella
+era la meraviglia della corte, che le diede ben presto il soprannome di
+_tosa di bronzo_.
+
+E lo meritava. Chi aveva mai avuto occasione di notare ch’ella
+soffrisse o godesse? Chi aveva mai veduto una sua lacrima o un suo
+sorriso?
+
+Seria, con movimenti ricisi e sicuri — non desiderava, voleva — non
+chiedeva, prendeva — occorrendo, strappava — il suo capriccio era il
+suo diritto. Al di lei cospetto, i bimbi più deboli sentivan paura —
+i più forti, rispetto o stupore — e i grandi, si lasciavan soverchiare
+per divertimento.
+
+La Caterina avendo sofferto una lunga malattia in quel tempo, fu forza
+lasciar Maddalena presso la balia fin verso i due anni.
+
+Quando la madre potè finalmente farsela portare in città, fu deciso
+che lo stesso giorno dell’arrivo della balia sarebbe anche quello della
+di lei partenza. Si temeva che se si lasciavano prendere alla Lena le
+abitudini cittadine nelle braccia della balia, venendo poi quel giorno
+in cui si dovrebbe pur separarle, la Lena non avesse a far il diavolo e
+a costar noje e insonnie infinite.
+
+Qual vano timore! La povera donna piangeva staccandosi dalla sua
+Maddalena, e la sua Maddalena, infastidita, le volgeva le spalle per
+occuparsi d’un cagnolino che faceva una gran festa ai suoi dolci.
+
+
+Chi sa che cosa c’era in quel cervellino! Si può dire che fino ai
+quindici anni visse come una lumaca, indifferente per tutto quanto
+l’attorniava, per tutto quello che interessava gli altri, cominciando
+dal giocare e dai giocatoli, non curante persino di sè stessa, ad un
+punto che sembrava nata senza vanità!
+
+Obbediva come una macchina ai genitori, riceveva le loro carezze, ma
+non le ricambiava che richiesta, asciutta, fredda.... per liberarsi
+d’una noja.
+
+Una cosa da morir dal ridere.... quel soldo di cacio si dava alla
+solitudine e alla meditazione.
+
+Quando cominciò a frequentare la scuola, in quella gran festa
+dell’infanzia che è appunto la scuola, avrebbe forse potuto aprirsi
+il calice di quell’anima, ma una circostanza impedì che alcun raggio
+d’amore vi cadesse sopra, e così restò sempre chiuso.
+
+Pertanto non potè mai gustare alcuna di quelle gioje, non potè mai
+sentirsi trasportata da alcuno di quegli entusiasmi infantili che
+amicano una piccola creatura all’umanità e ne foggiano a poco a poco un
+essere sociale.
+
+Per Maddalena volevasi una scuola con una maggioranza di ragazzine
+della di lei condizione, all’incirca.
+
+Là, non essendovi quelle disuguaglianze che tanto fanno soffrire i
+bambini, avrebbe trovato sorrisi, amicizie, trasporti, ed ella si
+sarebbe forse, o almeno in buona parte, trasformata.
+
+L’importante è dare o cambiare l’intonazione ad un carattere — il tempo
+fa poi il resto.
+
+Invece i genitori, che ne volevano fare una damina, la misero in una
+scuola nella quale non v’erano appunto che damine in erba. — «Così —
+dicevano — prenderà subito le maniere della migliore società e avrà
+delle amiche le quali le faranno onore e potranno anche giovarle col
+tempo.»
+
+Giustissimo! ma allora bisognava mandarla vestita con eleganza,
+all’ultima moda, e farla accompagnare dal servitore o dal maggiordomo.
+Invece la mandavano vestita con una economia ridicola, di stoffe
+che sapevano di rigattiere un miglio lontano e in cui si vedeva, ad
+occhio nudo, la lotta accanita dell’ingegnosità materna contro i colpi
+del tempo, e contro la crescente pressione delle membra in continuo
+sviluppo.
+
+Permettevano che l’accompagnasse una donna senza sciallo, senza
+cappellino, la quale pareva una serva, aveva i tradizionali movimenti
+della portinaia frettolosa e curiosa, e che Maddalena — orrore! —
+confessava essere sua madre.
+
+Ma era una mamma quella? Tutt’al più era una stonatura nel genere madri.
+
+Maddalena produsse proprio lo stesso effetto che un cane in chiesa,
+in quella scuola, e come un cane fu trattata — ma stavolta il cane non
+guaì, nè si raccomandò alle gambe.
+
+I bambini, di solito, quando si trovano esposti al dileggio e alle
+busse dei compagni prepotenti, perchè ricchi o nobili, o hanno forze
+per vendicarsi, e allora.... guai ai dileggiatori, guai ai maneschi — o
+sono troppo deboli per reagire, e allora si rassegnano alla loro sorte
+e cercano ogni mezzo per renderla meno dura....
+
+Si fanno quindi umilissimi servitori delle loro Eccellenzine. Se ne
+ricevono un calcio od uno schiaffo, frenano una lagrima e trovano un
+sorriso — se sentono una bestialità, e ne sentono molte, gridano:
+«Oh, bello!» — se vedono una crudeltà, ridono a crepapelle, e così
+via, sinchè a furia di umiliazioni, di strisciamenti, di adulazioni,
+di leccature.... riesce loro di ingraziarsi qualcuno di quei piccoli
+semidei, sotto l’egida dei quali possono poi restare impunemente anche
+cogli altri, che li tollerano per lo meno fino al giorno degli esami.
+S’intende che l’indomani di quel giorno, so loro avviene d’incontrarli,
+non li ravvisano più.
+
+Maddalena non era nè un lupo nè un agnello, ma provò che, se avessero
+voluto, per caso, farne un agnello, avrebbero trovato il lupo.
+
+Quando — e fu subito — si vide noncurata e derisa da tutte quelle dame
+in sessantaquattresimo, quando sentì il coro di scherni e di motti su
+quella «portinaja di sua madre,» le guardò di traverso — niente altro
+— e fece chiaramente intendere col suo contegno che voleva essere
+un’estranea per tutte, evitare qualunque contatto.
+
+Questo, sulle prime, non garbò alle signorine, che volevano, non già
+una ribelle, bensì una schiava, un zimbello — ma uno schiaffo sonoro
+che Maddalena lasciò andare sulla guancia d’una tristerella più zanzara
+delle altre, la quale un giorno le aveva detto: «Tu.... puliscimi le
+scarpe», levò a tutte la voglia di divertirsi, visto che le spese non
+toccavano a lei, e la lasciarono sola.
+
+Si limitarono, a motivo della di lei taciturnità assoluta, a chiamarla
+— fra loro, s’intende — la _dentistretti_. Era tutto quello che il loro
+odio poteva osare.... a rispettosa distanza.
+
+Così Maddalena, della sua inferiorità s’era fatta uno sgabello di
+superiorità, e le guardava tutte d’alto in basso.
+
+Tale posizione fattasi da sè stessa non contribuì certo a guadagnarle
+i favori della signora direttrice, in coda alla quale venivano ostili
+del pari, naturalmente, le maestre e i professori. Unico il catechista
+cessò d’esserle avverso, ma solo l’ultimo anno, quando Maddalena,
+benchè di bassa estrazione, aveva già qualche cosa di appetibile che le
+altre non avevano.
+
+Di premj non gliene diedero mai uno. Ed era forse quella che ne
+meritava di più, perchè mostrava un ingegno pronto e vivace. Sembrava
+che per lei le difficoltà non esistessero. Ma siccome le sue risposte
+erano secche, buttate là senza grazia, non le fruttavano alcuna lode.
+Anzi, si diceva: «Non è che un pappagallo.» Come mai avrebbe potuto
+essere morbida, graziosa, sapendosi a tutti in uggia, e avendo in uggia
+tutti?
+
+Finalmente spuntò il giorno degli ultimi esami. Maddalena, preso e
+arrotolato senza molto riguardo il suo «attestato», uscì da quelle
+aule senza salutare alcuno, e dicendo fra sè, all’indirizzo di tutti:
+«Speriamo di non incontrarci altro.»
+
+Aveva quattordici anni e mezzo, non aveva un’amica al mondo, non
+sentiva alcun desiderio di trovarla, odiava le sue coetanee, non
+aspirava a nulla, noncurante di tutto, sempre fredda — un’anima vuota.
+
+I genitori avevano una mezza velleità di farle continuare gli studj,
+onde avesse a riuscire una istitutrice buona per l’alta società, ma
+siccome Maddalena fece capire che non vi aveva alcuna disposizione:
+«Già — dissero — è meglio che diventi una brava donna di casa; maestre
+ce n’è d’avanzo lo stesso.»
+
+E per qualche tempo _parve_, infatti, fosse una di quelle fanciulle che
+vengono cresciute in casa precisamente a prepararsi al matrimonio....
+sul serio. Attendere alla casa, cucire, ricamare: ecco la sua vita —
+seguire la madre alla chiesa, ecco l’unica sua distrazione.
+
+Non pareva nemmeno accorgersi che vi fosse un mondo — e, come da
+bambina, la sua più grande compiacenza stava nella solitudine e nella
+meditazione. Strana cosa, non leggeva — si sarebbe detto avesse un
+mondo in sè, il quale assorbisse tutta la di lei attenzione, non
+lasciandole pensiero d’altro, neppure della sua bellezza.... che non
+poteva non vedere. — Crediamo fosse ancora perfettamente innocente,
+ossia ignorante, ma il suo cervello doveva lavorare.... perchè quando
+veniva qualche uomo in casa, ella non cercava più la solitudine — e se
+era nell’altra camera, ne usciva e stava a guardare quegli uomini.
+
+In quei momenti ella era, per verità, tutta composta, il suo volto era
+impassibile, non parlava, o rispondeva, a stento, puri monosillabi — ma
+il di lei sguardo, benchè freddo, vitreo, era fisso, inquisitoriale.
+
+Ma chi si occupa dello sguardo d’una ragazza?
+
+L’importante era che Maddalena fosse una perfetta donna di casa —
+e a diciassette anni la era, e la più raccomandabile per quanti la
+conoscevano — quando in casa Papetti, nella casa della pace, della
+calma, del lavoro e della religione, avvenne una rivoluzione, che ebbe
+gravissime conseguenze — non solo — ma provò anche come dove si vede
+cenere, talvolta non v’è soltanto della cenere.
+
+Da qualche mese era avvenuto in Maddalena un tal mutamento, che i suoi
+genitori non avevano potuto a meno di avvedersene.
+
+Sul volto, per lo innanzi così sereno e fresco, erano comparse le prime
+occhiaje, ed ogni giorno si facevano più fosche. Tre rughe verticali,
+tre solchi, che ogni dì s’approfondivano sempre più, erano venute
+a deturpare la levigata fronte fra le sopracciglia. V’erano delle
+stranezze nel suo contegno, e le nuove sue abitudini, proprio poco
+belle per una fanciulla che aveva sempre vissuto con una regolarità
+e una frugalità veramente esemplari, impensierivano molto i poveri
+Papetti.
+
+V’eran dei giorni in cui non toccava cibo...., in altri, invece, veniva
+presa da una voracità straordinaria.
+
+Essa, che aveva sempre mostrato ripugnanza per le bevande un grado più
+spiritose dell’acqua, e, in genere, per i sapori forti, ora ricercava
+avidamente vino, caffè tostato, liquori, agrumi.... E si fosse fermata
+là!.... ma corrotto, eccitato alla frenesia il senso del gusto, ella
+aveva ricorso al sale e a certe droghe, che dovevano bruciarle le
+viscere e il sangue.
+
+V’era poi il gran guajo che l’uso palese — già soverchio per una
+giovinetta, e veniva molto biasimato, combattuto, impedito in tutti
+i modi possibili dai genitori — era un’inezia in confronto dell’abuso
+secreto di quelle sostanze corrosive o incendiarie.
+
+V’erano giorni in cui si mostrava in preda ad una irrequietezza
+irrefrenabile, e allora le sue pupille sfavillavano, dalle labbra
+accese sgorgava la parola rapida, impetuosa, or stridente, or
+squillante, e allora.... che vivacità di movimenti, che smania di
+lavorare, di uscire, di correre....! — e ve n’erano altri che ella
+passava sdrajata sur un’ottomana o girando per le stanze lentamente,
+languida, accasciata come una convalescente, ed il suo occhio non aveva
+che una luce smorta, immota, ed il labbro scolorato, aperto, pendente,
+non dava nota. Dimagrava a vista — le sue carni scottavano.... Che
+cos’aveva?
+
+Una persona sola avrebbe potuto dirlo, Brigida, la fantesca — ma quella
+non fiatò. Anche senza il divieto di Maddalena non avrebbe parlato;
+temeva di compromettersi e di venir cacciata.
+
+La madre interrogò la figlia con tutta quella cautela che le pareva
+occorrere, ma senza alcun risultato. — «Non ho nulla, sto benissimo.»
+— «Mi fai ridere.... che cosa devo avere?» — «No, neanche questo.»
+— Ecco le risposte di Maddalena; ma siccome, nonostante le di lei
+assicurazioni, il peggioramento continuava, si fece venire il medico,
+il quale disse.... tutto quello che poteva e doveva dire, ossia che era
+tempo di darle marito.
+
+— Come.... così giovine!? — esclamò Caterina.
+
+— Mah! per certe donne è troppo presto a venti e per altre è già tardi
+a quindici...; m’intendono?
+
+— E dove andremo a pescarlo noi il marito, se non viene? — brontolavano
+i Papetti, udita tale ricetta, e da quel momento si fecero pensierosi e
+tristi, fantasticando a due sul da farsi per riuscire a trovare questo
+benedetto marito, che solo poteva spegnere il fuoco consumatore.
+
+Ma la cosa non era delle più facili.
+
+Nel mentre essi volevano con tutta l’anima la felicità della figlia,
+avevano al solito le grandi pretensioni e tutte le paure delle piccole
+borse. Maddalena aveva nientemeno che diecimila lire di dote — messe
+insieme soldo a soldo — dunque volevasi non un rompicollo, bensì un
+galantuomo posato, con qualche cosa di suo.... se al sole, tanto meglio
+— con un buon impiego e relativa pensione in prospettiva per la vedova.
+
+E lì ufficiarono parenti e amici perchè avessero a battere la campagna,
+oltre la città, a fin di scavare il suddetto galantuomo — ma ogni
+ricerca fu vana.
+
+— Tanta roba si vuole per diecimila lire? — rispondevano le designate
+supposte vittime — troppo onore!
+
+— Ma veda almeno la ragazza.... quando l’avrà veduta.... vedrà
+che merita tutto. Proprio la migliore delle figlie, piena di timor
+di Dio... non come tante altre, che.... una lavoratrice poi! E la
+famiglia!! ma la fami........
+
+— Sì sì, tutto quello che si vuole, ma diecimila lire sono proprio
+poche — e i parenti e gli amici tornavano mortificati come i bravi di
+Don Rodrigo, ossia come segugi che, ecc., ecc., co’ musi bassi e con le
+code ciondoloni.
+
+Ma se talvolta più si cerca e meno si trova, tal altra, quando meno ce
+l’aspettiamo, la fortuna ci favorisce spontanea.
+
+Una bella sera, mentre il padre sventurato si trovava al solito
+_cafferino_ a centellinare il non meno solito _agro caldo_ del vecchio
+impiegato di tutti i tempi, un tale, di cui il dilettevole gioco del
+dominò aveva procurato la conoscenza a Papetti, venne fuori con delle
+querimonie sull’esistenza di quell’uomo che è condannato a vivere senza
+famiglia, solo come un cane, ecc., ecc.
+
+Come ben si può imaginare, il nostro genitore prese la palla al balzo e
+disse subito:
+
+— E perchè non prende moglie?
+
+— Eh! perchè sono vecchio!
+
+— Vecchio lei? ma so ben che mi scherza!
+
+— Sicuro che son vecchio.... sono vedovo ed ho quarant’anni....
+
+— Proprio la bella età per.... sicuro!
+
+— Ah! certo.... che.... non dico.... ma già le fanciulle voglion
+qualche cosa di meglio.
+
+Il nostro impiegato, anzi _ex_, perchè da due anni circa era stato
+giubilato con paga intera, il nostro Ildebrando dunque lasciò cadere il
+discorso.... ma era una furberia — e l’indomani sera comparve al caffè
+un po’ più tardi dell’usato in compagnia di Maddalena. Era la prima
+volta che egli conduceva colà sua figlia.
+
+L’amico c’era.... e capisse o non capisse l’intenzione.... trovò la
+ragazza di suo gusto, e lo disse al padre, che allora ricondusse più
+volte Maddalena. Dopo qualche giorno di occhiate, di mezze parole,
+di quarti di sospiri, la chiese in isposa, e ottenne un consenso
+entusiastico dai genitori e il più secco e sarcastico dei no da
+Maddalena.
+
+Il povero aspirante mise la coda fra le gambe e fuggì come un cane
+sorpreso da una doccia bollente, cambiò caffè, quartiere.... non lo si
+vide più.
+
+— Ma come si fa a lasciarsi scappare un partito simile? — gridavano
+tutto affannosi e lagrimosi i buoni Papetti, colle mani giunte,
+picchiandosi sulle ginocchia e gli occhi rivolti al cielo. — Figurarsi,
+il maggiordomo, l’uomo di confidenza del Principe di Moka che gli dava
+tutto quel che voleva e anche quello che egli, il Principe, non sapeva
+di dargli. Un uomo ancor fresco, ben conservato, vedovo sì, ma senza
+figli, che aveva giù messo da parte, che continuava a metterne, e che
+alla morte del Principe.... chi sa!....
+
+— Non seccatemi altro! — interruppe a un tratto Maddalena, la quale
+aveva ascoltato fin là fredda, impassibile al solito, ma con un
+aggrottamento di ciglia e un agitar di piedino che volevano certo
+significar qualche cosa.
+
+E levatasi, mosse con maestà da mima verso la sua camera.
+
+Era la prima volta che la figlia osava assumere un’aria rivoltosa e,
+quel che è peggio, autocratica!
+
+I genitori, il primo momento, percossi, ma tuttavia non credendo alle
+proprie orecchie, corsero dietro la ribelle gridando:
+
+— Ma Lena... figlia mia... cosa dici?
+
+— Niente! — ribattè seccò Maddalena, facendo fronte-indietro sulla
+soglia — dico soltanto che se non mi lasciate stare, io me ne
+vado! —
+
+Ed entrata allora nella camera, vi si rinchiuse a chiave.
+
+Maddalena s’era rivelata improvvisamente quella che era.
+
+I poveri Papetti si guardarono raccapricciando, sbalorditi, poi
+piansero, strillarono.... e poi.... e poi tacquero, si rassegnarono, e
+da quel giorno furono gli umilissimi servi della figlia...., la quale
+s’era fatta per sorpresa indipendente e signora, insegnando come si
+fanno i colpi di Stato.
+
+E siccome tutto ciò è poco chiaro, andiamo a far un po’ di luce.
+
+
+
+
+Come certi negozj, che verso strada sembrano servir per un traffico e
+poi nel retrobottega servono per.... tutt’altro — così vi sono delle
+fanciulle, che apparentemente hanno una condotta irreprensibile,
+proprio secondo tutte le regole adottate, e poi hanno un....
+retro-bottega.
+
+Nel mentre, stando a quel che si vede, una di tali fanciulle conduce
+un’esistenza monotona, insignificante, precisamente puerile — in
+cui non trovate che innocenti sollazzi, confetti, fiori, in cui la
+più grande emozione sembra quella d’una vestina nuova e di quattro
+salti con accompagnamento di frittelle — ella ha, o, per meglio dire,
+si procura, se lo vuole, se lo può appena, una.... retro-vita, la
+quale, per poco che la fanciulla sia prudente, si sottrae a qualunque
+sindacato.
+
+Non entreremo in particolari per ragioni facili ad indovinarsi ed anche
+per non sembrar posseduti dalla smania di generalizzare. Ci occuperemo
+solo del caso speciale di Maddalena, e ancora, non senza aver premesso
+che, se i particolari appunto della retro-vita delle ragazze in
+discorso fossero conosciuti o, se più vi garba, se si volesse farne
+materia di studio, se ne trarrebbero delle deduzioni che influirebbero
+a modificare di molto l’educazione della donna — per cui essa
+crescerebbe più sinceramente ingenua, mentre l’ingenuità or non copre
+che la così detta malizia, alla quale i bambini e gli sciocchi danno
+tanta importanza — per cui essa sdegnerebbe mentire, mentre ora che vi
+è forzata.... trova precisamente, in un apparato di menzogne, il mezzo
+di far la sua volontà — beffandosi di tutti — per cui, infine, vivrebbe
+più serena e tranquilla, mentre ora è in preda a malsane curiosità ed a
+fantasticherie.... poco azzurre.... per non dir altro.
+
+V’è una famosa scienza che vien ritenuta pericolosa, dannosa per
+le ragazze — ma è pericolosa, dannosa, solo ora, perchè se ne fa un
+mistero altissimo.
+
+Invece di costringere la donna a scoprirne da sè gli arcani....
+insegnatele voi stessi quella scienza, con linguaggio aridamente
+scientifico, all’aprirsi della sua mente, e vedrete che non le farà nè
+freddo nè caldo.... precisamente come l’abbicì.
+
+E allora forse non vi saranno più tante fantasie sregolate, sfrenate —
+non vi saranno più tante morenti d’etisia. Ma lasciamo le fanciulle in
+generale e veniamo a Maddalena.
+
+La casa, o, per esser più esatti, il casamento in cui abitavano i
+Papetti, aveva due cortili.
+
+Il primo era piccolo ma civile, come si conveniva alla parte di
+fabbricato prospiciente la via; il secondo, invece, si poteva quasi
+chiamare una corte rustica. L’esservi una stalla e un pollajo gliene
+davano, se non altro, l’odore, e il suolo ineguale e tutto mal
+ciottolato, senza un pensiero al mondo dei poveri bipedi, che avrebbero
+dovuto arrischiarvisi, diceva chiaro che si era pensato solo ai
+quadrupedi.
+
+Nell’androne, che dal primo metteva nel secondo cortile, v’erano due
+aperture, una a destra, l’altra a manca, che lasciavan veder le scale
+al servizio della parte posteriore del casamento, il quale aveva anche
+due ale.
+
+L’ala sinistra, come il corpo, aveva tre piani oltre il terreno —
+mentre la diritta era a un sol piano, che non si poteva dir terreno, ma
+che era molto basso.
+
+Quell’ala doveva essere una qualche precauzione di un antico
+proprietario, marito molto geloso de’ suoi diritti.
+
+Dal fabbricato si vedeva un gran giardino al di là del muro, che
+correva fra le punte delle ale.
+
+La scala a sinistra, che saliva a chiocciola, serviva la parte alta —
+corpo e ala —; la scaletta a destra, di soli quindici gradini, saliva
+diritta all’uscio dell’unico e microscopico appartamento che si trovava
+nell’ala rispettiva.
+
+I Papetti abitavano nell’ala a sinistra, ma non più al terzo piano — da
+qualche tempo, cominciando a pesar gli anni, eran discesi al secondo.
+
+ * * *
+
+Un anno e mezzo circa prima che Maddalena facesse quella bella scena
+alla quale assistemmo, era venuta ad occupare l’appartamentino dell’ala
+destra una donnina tutta sola...., ossia con una cameriera a doppio
+uso.
+
+Era costei una sedicente vedova. Poteva anche essere vedova realmente,
+ma siccome il marito pareva essere sempre stato morto, così il
+«sedicente» sta bene.
+
+La mattina le avreste dato trentacinque anni — dopo le due pomeridiane
+non più di trenta — e la sera anche venticinque. Di notte, all’oscuro
+poi.... ma questo non lo sappiamo.
+
+Era bellina, il che vuol dire anche bruttina — ma era simpatica.
+
+Una personcina delicata, che non porgeva esuberanze, ma non aveva
+neanche deficienze — capelli neri, carnagione brunetta — e in tutta
+lei, ma specialmente nello sguardo, modestamente provocante, e nel
+sorriso misterioso continuo a fior di labbro.... un certo non so che,
+per cui una donna sembra dir tacendo: «Io so che ci sono, e quando
+voglio, qualcuno se n’accorge.»
+
+Del resto, per la maldicenza non v’era niente da dire sul di lei
+conto. Riceveva pochissimo, nelle ore d’etichetta, e tutte persone
+_comme-il-faut_. Erano alcuni eleganti attempati.... _amici del
+suo povero marito_, e alcune signore, che apparentemente dovevano
+appartenere anche esse alla categoria delle vedove sedicenti e
+seducenti.
+
+Tutta gente ben vestita, che andava e veniva senza far chiasso e senza
+dar nell’occhio. Una cosa sola si sarebbe potuto notare, ed è che delle
+visite mascoline non era mai accaduto che una s’incontrasse da lei con
+un’altra.... ma per notar questo, bisognava essere ben cattivi.
+
+La sera ella non riceveva alcuno, tranne un giovinotto — ma era un suo
+_fratello_.
+
+Tutto questo, che è pochissimo e insignificante, lo si sapeva dalla
+portinaja, che lo teneva dalla domestica della vedova in discorso.
+
+Teneva anche che era buona buona ed aveva nome Severina.
+
+Un freddurista dirà che è un bel nome per una signora.... e punto
+scoraggiante per gli audaci. Severa sì.... ma al diminutivo....
+Lasciatelo dire.
+
+ * * *
+
+Nei primi cinque mesi la signora Severina parve aliena dallo stringer
+relazione con un inquilino. O amava la solitudine, o doveva aver delle
+ragioni per conservarsi perfettamente libera, cosa difficile quando si
+hanno delle conoscenze nella stessa casa in cui si abita. Doveva anche
+essere, a giudizio dei vicini, una donna tutta sacra alla memoria del
+marito, perchè di carnevale non era uscita nemmeno una sera e perchè
+nessuno sembrava gradirle, mentre si sapeva che v’erano dei signori....
+ma proprio signori, i quali se ne occupavano moltissimo.
+
+Lettere non ne mancavano, la portinaja era stata importunata....
+le lettere erano state consegnate — ma una faccia nuova in tutto
+quel tempo non s’era ancor vista passare. Si era ardito persino
+di corrompere la cameriera, ma essa.... aveva accettato le mancie,
+ridendo, e non solo non aveva mai riportato una risposta favorevole....
+ma neanche una sfavorevole.
+
+— Sono matti tutti! — diceva la cameriera alla portinaja — la mia
+signora non può pensare ad alcuno. —
+
+I vicini, specialmente qualche giovinotto, incontrando Severina, la
+salutavano per tentar di ottenere un ricambio, che potesse servire di
+primo gradino alla solita scala — ma fatica gettata — ella non vedeva
+mai.
+
+V’era tuttavia un’eccezione.
+
+Maddalena, che s’era imbattuta qualche volta in Severina o nell’uscire
+o nel rientrare, aveva veduto sul suo volto un dolcissimo sorriso di
+simpatia, che era proprio tutto per lei Maddalena — ma essa era sempre
+seria e non aveva mostrato di accorgersi di quel sorriso. La sua
+selvatichezza non era ancora stata vinta da alcuno.
+
+Un giorno però Maddalena, dopo che Severina le fu passata a
+fianco, guardandola colla solita espressione, non potè a meno di
+rivolgersi ad osservare quella elegantissima figurina, dalle movenze
+vagamente ondulanti, la quale andava lasciando dietro sè un profumo
+delicatissimo, strano, senza nome, così penetrante, che pareva scendere
+al cuore.
+
+Tale almeno fu l’effetto che produsse in Maddalena, per la quale era
+una novità. Per la prima volta ella si era soffermata pensando a quella
+signora, e aperte le labbra aspirò l’aria tutta odorante per esalarla
+quindi in un sospiro.
+
+Si sarebbe detto che v’era magìa.
+
+Maddalena, che non aveva mai desiderato un’amica, da quel momento
+sentissi attratta verso Severina....; e il miracolo era stato fatto da
+un semplice profumo!
+
+Maddalena non avrebbe potuto dirne allora la ragione — ma la ragione vi
+era. Ella sdorava già la pubertà.... e quel profumo, penetrando in lei,
+vi aveva vellicato per la prima volta il recondito senso della voluttà.
+
+Salita, ritiratasi nella sua camera, aperse la finestra, e appoggiatasi
+col fianco al parapetto, là stette tutta mesta guardando quel cortile,
+quel giardino, quelle mura.... Tutto era deserto, tutte le finestre
+chiuse, lo spazio era inondato da una luce pallida e fredda; non
+giungeva altro romore che quello lontano alternato di un martellar di
+scalpelli nella via.
+
+Per la prima volta, guardatasi attorno, sentì uggiosa, pesante quella
+solitudine, che ella stessa aveva pur voluta fino a quel giorno — per
+la prima volta sentì un bisogno di respirare a pieni polmoni, e una
+forza nuovissima trascinarla al romore, alla folla, al mondo, alla vita
+— per la prima volta le venne in mente di mirarsi nello specchio....
+ma, corsavi, fece una smorfia, perchè si vide pallida e quasi brutta. —
+Però, fermatasi alquanto, toccati i capelli, aperto un tantino l’abito,
+lì sotto il mento, fatto il confronto fra sè e Severina, provandosi
+a sorridere, finì a sorridere davvero. Aveva trovato che se anche
+Severina fosse stata mal pettinata e peggio vestita come lei, sarebbe
+stata forse più brutta di lei.... quindi passando al viceversa....
+sperò poterla superare. Ma come fare, con chi consigliarsi, ella che
+non conosceva alcuno? Dire ai genitori: — D’or innanzi, voglio farmi
+bella, divertirmi, vivere — le pareva una enormità.
+
+A chi ricorrere dunque per ajuto a fine di raggiungere il suo scopo
+per altra via? Un mezzo solo v’era, fare la conoscenza di Severina,
+che certo doveva essere una maestra eccellente, e l’avrebbe istrutta
+in tutto, e fors’anche avviata nel principio di quel labirinto
+intricatissimo che le pareva, ed è infatti, la vita.
+
+Ma come riuscire a far la relazione di Severina? Offrirsi? Pregare?
+Questo ripugnava al di lei orgoglio.... tanto più che fra le
+possibilità v’era anche quella di un rifiuto.
+
+Non restava che attendere dal caso una occasione favorevole per
+avvicinare la signora e afferrare tale occasione.
+
+Ma per quanto Maddalena spiasse, l’occasione non si presentava.
+Severina restava invisibile, pareva non uscisse più. La fanciulla
+si cuoceva d’impazienza, e casa sua le diveniva ogni giorno più
+antipatica. Ma finalmente quel benedetto tempo, che se, tutto toglie,
+apporta anche tutto, permise alle sue speranze di rianimarsi.
+
+Spuntato aprile, le vetriata dall’appartamento di Severina si schiusero
+ai soavi zeffiri, alla gaja luce della primavera — e la desiderata
+signora cominciò a far delle apparizioni sul suo terrazzino.
+
+Maddalena allora cominciò dal canto suo, a passare, lavorando, alla
+finestra tutto il tempo di cui poteva disporre.
+
+Non occorre dire che ogni qual volta Severina si lasciava vedere,
+Maddalena smetteva di lavorare e si sporgeva fuor della finestra per
+attirare la di lei attenzione.... ma questo pareva difficile.
+
+Tuttavia, or col tossire, or col cantare, or col muovere la sedia
+o il tavolino.... fece tanto che un giorno Severina alzò gli occhi
+al secondo piano, e siccome la fanciulla scorse sul di lei volto il
+medesimo dolce sorriso, così sorrise anch’essa subito, chinando il
+capo.
+
+Da quel dì Severina prese l’abitudine di guardar, al secondo piano,
+quella ragazza, che lavorava sempre, e il di lei viso esprimeva, oltre
+che simpatia, compassione. Si salutavano sempre, tuttavia per qualche
+settimana le cose non progredirono.
+
+Ma poi una specie d’occasione non tardò a presentarsi, e Maddalena non
+se la lasciò sfuggire.
+
+Affacciandosi alla finestra, vide una novità sul terrazzino della
+signora.
+
+Un giardiniere vi stava disponendo con arte del vasi di fiori, che due
+facchini scaricavano nel cortile da un carro e portavano su.
+
+Erano fiori delle specie più vaghe e più fragranti.
+
+Maddalena, anche per l’attrazione simpatica che v’è sempre fra la
+giovinezza e i fiori, ma, innanzi altro, per tentare Severina, si mise
+a batter le mani in atto di gioja e maraviglia, cosicchè la signora
+levò lo sguardo e sorrise a Maddalena, la quale le fece un bell’inchino
+sporgendosi tutta come se volesse osservare più da vicino, odorare
+quasi l’olezzante famiglia.
+
+Severina, o indovinasse finalmente il desìo che cuoceva la fanciulla —
+o avendo ella stessa la medesima brama, vedesse opportuno il momento
+per iniziare conoscenza meno superficiale — il fatto è che, spiccata
+una bella rosa, la offrì, col gesto, a Maddalena.
+
+Quella arrossì di piacere, e rispose con altro gesto che voleva dire:
+«Gradisco ma non so come pigliarla.»
+
+Allora Severina non esitò più e le fe’ cenno che andasse da lei.
+
+Maddalena non se lo fece ripetere, e detto alla madre, per aver
+un pretesto di scendere: — Vado a prender un po’ d’acqua, — giù a
+precipizio per la scala, su per quell’altra, da Severina.
+
+La signora l’attendeva sull’uscio e raccolse con un: «Brava!» e con un
+bel bacio in fronte.
+
+ * * *
+
+— Ma, Maddalena.... dove sei? — fe’ Caterina alla finestra, cinque
+minuti dopo, non vedendo tornar la figlia.
+
+— Sono qui! — rispose Maddalena comparendo sul terrazzino, unita a
+Severina, che con un braccio le cingeva il fianco.
+
+— Permette? — disse Severina alla madre della fanciulla.
+
+— Ah! ma guarda.... guarda un po’ quella sfacciatella....! — esclamò
+Caterina tutta sorpresa, ma non senza piacere.
+
+— Non la sgridi, la prego — continuò la signora — sono stata io....
+
+— Ah! non dico.... anzi.... obbligata.... ma doveva chiedermi il
+permesso....
+
+— Me la lascia un momento ancora?
+
+— Ella è ben buona, sa!... se non è capace di dir due parole in croce!
+Basta.... faccia lei!
+
+— Grazie. —
+
+Maddalena rientrò in casa, mezz’ora dopo, tutta infiorata e con una
+sacchettina che «la signora le aveva data espressamente per la mamma.»
+
+Quando Caterina sentì queste parole, le vennero le lagrime, e a
+Maddalena, che, dopo averle cantate le lodi della signora, le domandò
+se l’avrebbe lasciata ancora andare da lei, rispose tutta felice:
+
+— Ma sì.... va.... è una signora come si deve, e non ti può che far
+bene. —
+
+Come sono mai certi genitori e specialmente certe madri...., purchè i
+loro figli ricevano gentilezze in una casa, non badano più che tanto
+se convenga, poi, sotto _tutti_ i rapporti, lasciarli andare in quella
+casa. E su questo proposito, senza che aggiungiamo altro noi, quelli e
+quelle che non sono più ragazzi, informino.
+
+Se il primo giorno Maddalena si fermò mezz’ora dà Severina — il secondo
+vi passò un’ora, il terzo una mezza di più.... e ben presto la durata
+media delle sue visite fu di due ore.
+
+L’effetto di quelle visite fu tale — in Maddalena avvenne in breve
+tempo una trasformazione così grande, che i Papetti ne furono
+maravigliatissimi.
+
+Come.... la loro Lena, che pareva esser nata selvaggia.... in pochi
+giorni s’era civilizzata (_sic_)? — Come, quella Lena, che non parlava
+mai ed aveva un contegno da monaca.... si degnava d’esser gaja, si
+degnava di conversare affabilmente coi propri genitori? — quella Lena,
+che fin allora s’era sempre pettinata come una vecchia beghina, i
+capelli scendenti a guisa di cortina, tanto da nascondere per metà le
+sopracciglia, che parevano incollati sulle tempie e sapevan di sego,
+ora non si presentava che acconciata con leggiadrìa, emanando un olezzo
+gratissimo esotico? — quella Lena, infine, che aveva sempre portato
+l’abito meschino d’una.... _stellina_, nè mai pareva aver pensato a
+mutar foggia e stoffa, ora si abbigliava, studiava il figurino della
+moda, ne seguiva i consigli?
+
+Davvero che la metamorfosi era sorprendente — e i Papetti ne
+gongolavano e appagavano, incoraggiavano anzi le fantasie, per quanto
+costose, di Maddalena, che la rendevano bella, bella come essi non
+avevano mai supposto potesse divenire — stella fulgente!... diceva
+papà — pensando che in tal modo le sarebbe più facile di destare il
+capriccio in qualche gran signore, che, s’intende, la sposerebbe.
+
+E a quelli che si maravigliavano, a ragione, di tanta e improvvisa
+novità, dicevano:
+
+— Prima andava bene come andava, perchè le ragazze devono venir su
+modeste, senza tante idee inutili — ora è giunto il suo tempo....
+faccia anche lei quello che richiede la sua età.... la sua posizione.
+
+Secondo il loro convincimento, Maddalena aveva una _posizione_!
+
+
+
+
+Se il trovarsi in certi ambienti è sempre pericoloso per qualsiasi età,
+è perniciosissimo, indubbiamente, per un’età giovanissima.
+
+Apprendendo la scienza della vita a grado a grado, non si muterà
+natura, se la natura ha certe propensioni decise, ma si potrà imparare
+ad evitare la sfrenatezza siccome anti-igienica e nociva nell’opinione
+pubblica; si potrà imparare a conservare la _forma_, non foss’altro,
+per rispetto di sè stessi.... — parliamo di chi ci tiene al rispetto
+di sè stessi. — Ma apprendendo tutto in un sol colpo, a sedici anni,
+si corre un gran rischio di perdere la testa — o, per lo meno, di
+guastarsela in modo che, dopo, la è questione semplicemente d’occasione
+— per cominciare — e in seguito si fa della vita un’occasione sola.
+
+Sedici anni.... proprio l’epoca climaterica, in cui il sangue
+ricchissimo comincia a far sentire la sua possanza scagliandosi a
+ondate sul cuore o sul cervello — in cui il sistema nervoso comincia
+a tiranneggiare il corpo, a ridersi dei nostri principj, della nostra
+educazione, se abbiamo ricevuto quella che si chiama buona, e a
+uccidere quella volontà che dovrebbe essere il frutto delle nostre
+convinzioni, facendone sorgere altra.... certamente più naturale, ma
+forse poco parente della signora Morale, che conoscerete probabilmente
+come la conoscono i moralisti.... di vista.
+
+Non sappiamo se il lettore alle parole: _certi ambienti_ avrà detto:
+«Non capisco.» Si ricordi del come gli abbiamo presentato Severina. Se
+non ha capito primo, capisce adesso? — No. — Bravo; allora vada avanti
+e capirà.
+
+L’appartamentino di Severina si sarebbe potuto definire il nido della
+voluttà — perchè tutto, dalle combinazioni dei colori delle tappezzerie
+e delle cortine, dalla morbidezza delle stoffe alla varia luce che
+in un certo gabinetto non pareva più luce, al profumo indefinibile e
+snervante — quel tal profumo — che impregnava l’atmosfera, dalle caste
+arditezze dei quadri mitologici agli intrecciamenti e alle contorsioni
+spasmodiche di bronzi rivali o copie dell’arte antica.... tutto era
+blandizie pei sensi. E all’anima sembrava che da ogni mobile, da ogni
+tela, da ogni bronzo uscisse una voce sommessa, insinuante, misteriosa,
+che diceva....: Ama. —
+
+Non si poteva restar seduti impunemente in quella penombra....; era
+una malìa; la ragione s’oscurava, gli occhi si chiudevano.... era
+necessario balzar in piedi, fuggire.
+
+Ma si potevo volere? — si voleva potere? Il sorriso di Severina sarebbe
+qui una buona risposta.
+
+ * * *
+
+Noi siamo figli dei nostri padri e delle nostre madri — pare
+impossibile, non è vero? — e talora in fatto di padri.... abbiamo
+del lusso — ma realmente noi siamo figli di chi sa impadronirsi e
+dirigere l’anima nostra. Qualche volta siamo figli di nostro padre o
+di nostra madre e anche d’ambedue, quando essi, avendo la coscienza
+e l’amore della loro missione, s’impadroniscono appunto dell’anima
+nostra, e, gelosissimi del loro potere, non permettono mai ad alcuno di
+condividerlo — e allora, o bene o male, riesciamo moralmente l’imagine
+o dell’autore o dell’autrice o quella fusa d’entrambi ripetuta. Ma
+è raro, perchè, generalmente, tenerezza per la missione educatrice —
+che comincia un po’ prima e va un po’ più in là del mandare a scuola —
+non c’è strabbondanza. — E allora riesciamo figli o della cameriera o
+del vicino di casa, o del primo amico o di qualche prete — e se non di
+qualcuno fra questa gente, certo del primo o della prima amante.
+
+Avviene anche a certi individui privilegiati, i quali si trovano
+moralmente abbandonati, o quasi, a sè stessi; che, senza saperlo, si
+sottraggono a qualunque influenza.... e riescono invece figli del loro
+tempo. Se in quel tempo poi v’è crisi nelle idee del secolo, possono
+riescire persino uomini di spirito — ma se non c’è crisi, non possono
+diventare che uomini spiritosi.
+
+Quando le idee nuove danno battaglia campale alle idee vecchie, chi si
+batte pel trionfo delle prime è un uomo di spirito.
+
+Quando battaglia, per lo meno visibile, non c’è; ma si sa beffarsi
+delle idee correnti, che si riconoscono false e ridicole, si è uomini
+spiritosi.
+
+Chi è figlio solo di suo padre e di sua madre non sarà mai un uomo
+di spirito e neppure un uomo spiritoso, perchè i padri e le madri, in
+genere, amano fabbricare dei.... cretini.
+
+In questo, per essi, sta la vera propagazione della razza umana e....
+per Dio!... le scuole li secondano bene e compiono l’opra.
+
+ * * *
+
+Siccome Ildebrando e Caterina non avevano saputo veder altro in
+Maddalena che una macchinetta di carne, cui basta impinzare di
+cibo, coprire e mandare a scuola — e non avevano mai pur sospettato
+la possibilità, il dovere di una cura dell’anima; così avvenne che
+Maddalena dovette riescir figlia di Severina, la quale non vi mise, del
+resto, alcun proposito di corruzione.
+
+A lei bastò d’essere Severina.
+
+Per la mancanza d’altri principj e di esperienza da opporre a quella
+scuola, per la sua natura e per l’età, Maddalena era già terreno ben
+preparato per certa coltivazione. — Restava solo da lasciarvi cadere la
+semente.
+
+Fin dal primo giorno Severina aveva parlato a Maddalena come si parla
+ad una donna già donna — con una perfetta indifferenza di soggetti,
+come si discorre della pioggia e del bel tempo. Dai particolari della
+_toilette_ a quelli della più intima igiene — capitolo speciale — dai
+commenti liberissimi sui fatti diversi riportati dai giornali alle
+discussioni sulle passioni descritte nei romanzi, aggiunte le chiose
+sulle situazioni più.... interessanti — tutto aveva il colorito d’una
+realtà così semplice che Maddalena non poteva a meno di sorridere,
+prendendovi un piacere infinito. Ella si diceva che sino a quel tempo
+era stata così chiusa in sè stessa, solo forse perchè non aveva mai
+sentito parlare. Quello di Severina soltanto le pareva un parlare.
+
+Da Severina seppe che il cuore d’una donna è un valore nominale
+inutile, spesso dannoso a lei — che il valore reale corrente, e il solo
+quindi che le dà valore e le torna utile, è la sua _toilette_.
+
+Una bella donna con un bel cuore, ma senza una bella _toilette_, è
+nulla in confronto d’una donna anche bruttina ma molto elegante.
+
+Da Severina seppe che gli uomini, in genere, colle donne, o fanno il
+tiranno o fanno l’imbecille. Fanno il tiranno con quelle poverine tutto
+cuore, senza fiele, che, cresciute per il sacramento, non conoscono
+che la sommissione, il lavoro e la rassegnazione — fanno l’imbecille
+colle furbe, che hanno il talento della pelatura, amano l’ozio, la vita
+gaudente.... e mettono alla porta chi vien fuori di tempo, solo perchè
+ne ha il diritto.... o, per lo meno, crede d’averlo.
+
+Da Severina seppe che gli uomini, sempre in genere, cercano nella
+donna un talento solo: _l’arte di_.... — scusate, ma non ricordiamo la
+parola.
+
+A farla breve, in poco tempo Maddalena ricevette tante lezioni da
+potersi dir maestra.... se non altro, in teoria. Le mancava la pratica,
+ma sulle prime pareva non curarsene.
+
+Anzi affettava un tal disprezzo per l’uomo, che, alla sua età, faceva
+ridere. Mentre le altre fanciulle, a seconda del grado maggiore o
+minore di modestia o di ipocrisia, sol che vedano un uomo simpatico,
+gli piantano in faccia due avidi occhi o gli lasciano andare, così di
+traverso, quella timida occhiatina che dice tante cose; Maddalena non
+si degnava di guardar alcuno, qualunque fosse l’eleganza o la bellezza
+di chi passava. Li vedeva, s’intende, ma il suo sguardo sembrava fisso,
+diritto, sur un punto invisibile, che non aveva nulla d’umano.
+
+E come andava! Marciava.
+
+Impettita, la bocca sdegnosa, con passo fiero, piuttosto lungo, sempre
+eguale, non curante i miseri mortali che incontrava, lasciando cader
+solo uno: _stupido!_ se alcuno, per caso, abbagliato dalla di lei
+bellezza, osava fermarsi, susurrando una frase d’ammirazione.
+
+Ah! sì, Maddalena s’era veramente fatta bellissima in pochi mesi,
+dacchè aveva apprese e praticate tutte le arti, diremo così, cosmetiche
+di Severina, non esclusa quella tanto vantaggiosa per la bellezza,
+che consiste nel dare ad una buona mensa la debita importanza. E il
+risultato si vedeva. Tutto quello che doveva spiccare.... spiccava —
+e il suo catechista, se l’avesse riveduta allora, con quanto fervore
+avrebbe esclamato: _Oh! virgo potens! — Oh! causa nostræ letitiæ! — Oh!
+vas insigne devotionis! — Janua cœli!_
+
+ * * *
+
+Un giorno Severina, la quale aveva notato la specie di sprezzo di cui
+Maddalena sembrava onorare gli uomini, sprezzo che faceva contrasto con
+tutte le varie curiosità onde la giovinetta era presa — le disse:
+
+— Non sprezzar tanto, mia cara.... non crederti superiore alle altre
+donne, perchè tu pure, come le altre donne, hai un cuore, e sei di
+carne. Sta certa che verrà anche per te il momento di perdere la testa.
+
+— Oh! io non m’innamorerò mai.
+
+— Perchè?....
+
+— Perchè non posso desiderare alcun uomo, se il mondo è come lo dipingi
+tu.... Prima di conoscerti, alle volte fantasticavo.... ti dico la
+verità.... è tanto naturale.... — ma ora che, grazie a te, so cosa è il
+mondo....
+
+— Che bambina!.... E se trovassi un’eccezione fra questi uomini?
+
+— Un’eccezione?
+
+— Un uomo può essere il più sciocco o il più malvagio degli uomini....
+ma quando una donna lo trova bello.... egli diventa il migliore degli
+uomini. Le donne credono di amare un uomo per le sue qualità.... come,
+del resto, anche gli uomini credono di amare una donna per i suoi
+pregi morali. Non è vero. Si ama quell’uomo o quella donna perchè i
+suoi lineamenti, e spesso anche solo le altre sue forme, rispondono
+a quel sentimento del bello che è in noi, e vive ed è in continua
+agitazione, senza che noi vi riflettiamo, ricercando avidamente delle
+soddisfazioni. Un artista mi diceva che è il sentimento estetico.... Io
+non lo credo. Quando penso a quello che sento io, credo invece sia il
+sentimento del sesso.... Infatti, incontrando una bella donna, io dico
+solo: «Ecco una bella donna» — è la sensazione purissima dell’occhio
+che vede un complesso armonico di linee.... Ma quando io incontro un
+bell’uomo, ossia quell’uomo che, secondo la mia natura, è bello, io
+sento una commozione, alla quale ti giuro che l’Accademia delle Belle
+Arti è affatto estranea.
+
+— Tu senti una commozione? Dammene una idea....
+
+— Non posso.... non capiresti. La stessa tua domanda mi mostra lo stato
+dell’anima tua. Essa desidera, essa attende.... ma egli non viene. Tu
+non sai chi egli sia, nè dove possa trovarsi. Forse verrà domani....
+forse fra un anno.... fra dieci.... venti.... forse non verrà mai.
+
+— Ah! non dirlo....
+
+— Vedi.... come ti sei tradita! Il tuo disprezzo per gli uomini è il
+disprezzo di certi giovinetti per le donne. Non potendo ancora sentire,
+non possono comprendere quello che sentono gli altri, e per ciò solo
+credonsi invulnerabili e compassionano o deridono chi cade. Ma viene
+anche per essi il giorno terribile.... E se non viene.... tanto peggio!
+Allora, che vita miserabile! — Dunque ora siamo intese, e quando verrà,
+dimmelo.
+
+— Io lo cerco nella folla e non lo trovo.
+
+— È un errore il cercare. Alla tua età si ha un ideale che non si
+saprebbe forse nemmeno dire come sia fatto.... È un po’ di tutti....
+e non è niente di nessuno.... È.... è.... quando verrà, tu dirai:
+«Eccolo.... è lui!» — e ti parrà d’averlo sempre conosciuto. —
+
+Severina aveva ragione, e Maddalena desiderava ardentemente di poter
+esclamare qualche giorno, magari presto.... «Eccolo, è lui!» — ma non
+sperava molto. Intanto continuava a marciare sprezzante: dicendo fra
+sè: «Possibile che fra tanta gente non vi sia quello che voglio io?»
+
+Erano le quattro di sera di una tiepida giornata di novembre, e le
+nostre amiche uscivano dalla cancellata dei giardini, quando Severina
+sentendo sul suo una leggiera pressione del braccio di Maddalena,
+domandò:
+
+— Che cosa c’è?
+
+— È strana! sai che quasi quasi direi.... — Maddalena non potè
+finire. Un giovine signore, incontrandole in quel punto, s’era fermato
+salutando rispettosamente la fanciulla e prendendo la mano di Severina.
+
+— La signora Maddalena mia vicina ed amica — fe’ Severina, presentando
+— mio fratello.... —
+
+Il fratello disse poche parole, poi risalutò e si allontanò.
+
+A Maddalena erano parse insignificanti le frasi che Severina e quel
+signore avevano scambiate. Severina non vide che quel signore aveva
+guardato più volte a lungo negli occhi di Maddalena — nè che questa
+aveva sopportate con sufficiente fermezza quelle occhiate, e aveva
+sorriso all’ultima che egli, staccandosi, avevale lanciata.
+
+— Ti piace mio fratello? — fe’ scherzando Severina, non appena fu sola
+coll’amica.
+
+— Visto che è tuo fratello, ti dirò che mi piace! — rispose Maddalena,
+ridendo.
+
+Severina non seppe resistere, e ne disse tutto il bene che ne pensava —
+e non era poco.
+
+— Non l’ho mai veduto da te.... — notò Maddalena.
+
+— Non viene quasi mai.... e quelle poche volte che viene.... è di sera.
+
+— Ah! —
+
+Qui dobbiamo avvertire che se pareva esistere, ed esisteva anche,
+grande intimità fra le due amiche, v’era però una specie di
+regolamento.... di etichetta, diremo, che Severina non aveva imposto,
+ma che la finezza di Maddalena aveva compreso sin dal principio,
+regolamento ch’ella si sarebbe ben guardata dall’infrangere, e
+l’osservanza del quale ella capiva essere forse la condizione
+principale della loro amicizia. L’una aveva saputo farsi intendere,
+parlando sulle generali — e l’altra aveva inteso bene.
+
+Ella sapeva che Severina riceveva solo in certe ore — e in quelle ore
+non aveva mai trovato nessuno da lei. Sapeva che Severina non voleva
+far visita ad alcuno per non riceverne. — Aveva fatto un’eccezione per
+lei, Maddalena — e basta.
+
+In questo, Severina era stata molto morale — o molto prudente, per
+ragioni d’interesse tutto suo?
+
+Sul punto di lasciarsi, quello stesso giorno, Severina, ricordando
+certe parole di Maddalena, domandò:
+
+— E che cosa volevi poi dire, poco fa?
+
+— Quando?
+
+— Ma sì.... quando hai esclamato, mi pare: «È strana.... quasi quasi
+direi....»
+
+— Ah! aspetta.... — fe’ Maddalena con sforzo per raccapezzare.... —
+ma.... non mi ricordo proprio più.
+
+— Bè! me lo dirai un’altra volta. Addio. —
+
+Maddalena aveva mentito. Se ne ricordava benissimo — ma se prima
+avrebbe parlato e volentieri, ora non voleva più parlare. Forse col
+tempo, se....
+
+Gli è che, prima, avendolo per un ignoto qualunque che passava ignoto a
+lei e alla compagna, coll’esclamare: _Eccolo, è lui!_ non avrebbe fatto
+che esprimere un’impressione nuovissima per lei — egli sarebbe tosto
+scomparso per sempre e l’impressione si sarebbe cancellata, lasciando
+tutt’al più un lieve rammarico di brevissima durata.... — ma ora, come
+esprimere quell’impressione alla sorella di suo fratello?
+
+E se Severina parlasse? E se il fratello dicesse per caso, ridendo,
+d’aver pensato in veder lei, Maddalena, per la prima volta: _Eccola,
+non è lei!_ — quale disfatta pel suo amor proprio, quale punizione del
+dispregio ch’ella aveva sin allora affettato per gli altri uomini!
+
+Il primo da lei desiderato, che.... la rifiutava!
+
+— No, no, tacere e attendere. Nello stesso modo che con un po’ di
+pazienza — si diceva — sono riescita a conoscere Severina — con un
+altro poco riescirò a conoscere suo fratello.... e ciò non mancherà, se
+l’impressione che io ho prodotta in lui è simile a quella ch’egli ha
+prodotto in me.... Dovrà essere precisamente lui quello a cui io sarò
+indifferente, quando tutti si fermano quasi estatici a mirarmi al mio
+passare? —
+
+Guardossi nello specchio, provò il sorriso col quale lo avrebbe
+salutato, incontrandolo la seconda volta — e allora sperò.
+
+La notte tuttavia non fu senz’ansie.
+
+Quando avrebbe potuto rivederlo? e che sarebbe avvenuto poi?.... e....
+e.... tutti quegli e che crea il sogno nella veglia, in cui si scorge
+da lungi una realtà possibile e si hanno ancora tutte le incertezze,
+per non dire i timori che non si tratti appunto che d’un sogno.
+
+ * * *
+
+L’impressione poteva essere effimera, poteva aver fatto nascere un puro
+capriccio, ma era stata forte da ambe le parti. Chi poteva muoversi —
+l’uomo — cercò tosto chi non poteva muoversi, la donna, alla quale, per
+molte ragioni, non era permesso far un sol passo per cercare.
+
+Ecco, come, l’indomani mattina, Maddalena uscendo con Brigida, la
+domestica, per la provvista giornaliera, s’imbattè nel giovine signore.
+— Ma l’incontro fu per lei così improvviso, ch’essa non ebbe tempo
+neppur di pensare a fargli quel tal sorriso studiato il giorno prima.
+Scossa, confusa, chinò il volto tutto di bragia e passò. E fu il
+miglior saluto.
+
+Si rividero così una, due, quattro mattine di seguito.... ma, preparata
+allora, ella potè rispondere al di lui saluto con una grazia e con un
+sorriso, che dovevano scompigliare quel favorito fra i mortali.
+
+Maddalena, dopo aver incontrato tre volte il giovine signore,
+s’aspettava che, da un momento all’altro, Severina avesse a dirle:
+— Sai, mio fratello ti ama e mi ha incaricata di esaminare il tuo
+cuore. — Ma vedendo che Severina non solo non toccava quel tasto, ma
+non si lasciava sfuggire alcuna allusione, per quanto lontana, ad
+una possibilità di simpatia fra i due giovani — il quarto dì perdè
+la pazienza e volle esplorare il terreno. Come un bravo esploratore,
+cominciò tuttavia molto guardinga — tanto temeva ancora:
+
+— Questa mattina ho incontrato tuo fratello.
+
+— Ah! sì? — fe’ Severina con indifferenza.
+
+— È la quarta volta che lo incontro....
+
+— Come!? Da quando? — esclamò Severina, che non potè frenare un moto di
+sorpresa, e nel cui sguardo Maddalena vide con stupore qualche cosa di
+feroce che la colpì e la rese ancor più cauta.
+
+— Almeno mi pare che sia lui, tuttavia posso ingannarmi.... — poi, dopo
+un momento di silenzio: — Ha moglie tuo fratello?
+
+— Non l’ha e non la prende! — disse seccamente Severina lanciandole una
+occhiata sospettosa e scrutatrice.
+
+— Fa bene! — fu pronta a dir bravamente alto Maddalena, continuando
+poscia fra sè: «Ho capito. Egli sarà ricco e si avrà paura che sposi
+una ragazza povera o quasi. Prudenza allora, e lavoriamo sotto acqua.
+Chi sa che un giorno io non venga a dirti: Severina, gioisci con me;
+tuo fratello mi sposa. — Se ciò avverrà, come io farò di tutto perchè
+avvenga, t’assicuro che te l’annuncerò con tutto il giubilo che si deve
+avere quando si finge dar per lietissima una notizia che si sa dover
+tornar molto dolorosa.»
+
+— Io farò di tutto perchè avvenga — aveva detto Maddalena, e cominciò
+subito l’indomani a far qualche cosa, col dare al suo sguardo
+un’espressione che era un invito.
+
+Brigida aveva ricevuto inoltre delle istruzioni — e quando il giovine
+signore si avvicinò, la fantesca scomparve nella bottega del droghiere.
+
+Questo gioco, ripetuto il giorno successivo, fece capire al giovine che
+non si trattava di caso e ch’egli poteva ardire. Onde ardì subito.
+
+All’incontrar la giovinetta sola, vedendone lo sguardo più che mai
+incoraggiante, si fermò, e salutandola come si saluta una duchessa:
+
+— Buon giorno, signorina.... Vorrebbe lasciarsi salutare!
+
+— Troppo gentile — (pausa, in cui si guardavano sorridenti, egli
+incerto, ella provocando tutto) poi: — Va da sua sorella? —
+
+Il giovine non potè a meno d’arrossire, e balbettò:
+
+— Da....? ah! sicuro.... da mia sorella.... A proposito, non ho mai
+avuto il piacere di incontrarla da Severina.
+
+— Non vado mai da lei la sera.
+
+— Ed Ella sa che io vi vado di sera?
+
+— Sì, me l’ha detto sua sorella.
+
+— Allora v’andrò di giorno.
+
+— Non glielo consiglio.... Non credo che sua sorella sentirebbe un gran
+piacere se ci vedesse incontrarci.
+
+— Come fa a saperlo?
+
+— L’ho capito.
+
+— Ed Ella è indifferente a questo?
+
+— A.... cosa?
+
+— Alla contrarietà che Severina mostrerebbe, secondo Lei, se sapesse
+che ci siamo riveduti....
+
+— Ma.... — e fingeva incertezza guardando il suolo.
+
+— Dica pure....
+
+— Non.... so.... — e continuava il gioco.
+
+— Allora glielo dirò in altro modo. Se mia sorella fosse contenta che
+io La incontrassi.... Ella cosa ne penserebbe?
+
+— Non.... so.... — ma stavolta lo sguardo si levò timidamente, amoroso,
+sul volto del giovine, quasi a supplicarlo di non crederle.
+
+— Pensandovi qualche tempo.... potrebbe riescire a saperlo?
+
+— E.... poi? — Ella si guardava d’intorno quasi smarrita.
+
+— E poi.... vedremo. Intanto non dica niente — se crede — del nostro
+incontro a Severina. La mia famiglia ha una gran paura che io pensi a
+maritarmi.... gliene dirò poi le ragioni. Del resto, io sono padrone di
+me stesso.... Ma forse, per una prima volta, ho già abusato della sua
+bontà.... Se è così.... creda.... glielo dico sinceramente.... creda
+che io bramo solo di abusarne al massimo grado. —
+
+E con questo scherzo, ridendo, si lasciarono.
+
+Si rividero.... si parlarono..., molto si parlarono, per ripetersi che
+si amavano.
+
+Vediamo un po’ addentro in questo amore.... Vi sono tante specie
+d’amore!
+
+Non v’è forse anche l’amore senz’amore?
+
+
+
+
+Chi era, innanzi tutto, il giovine signore, per il quale Maddalena
+aveva provato i primi palpiti?
+
+Vi sono dei giovinotti che fanno la bella vita, ossia odiano ogni
+lavoro, vestono bene, mangiano meglio, si vedono dappertutto dove
+c’è qualche cosa da godere, che sulle labbra hanno sempre il sorriso
+dell’uomo felice, fra le labbra uno zigaro di contrabbando, cui non
+mancano mai venticinque centesimi per il _vermouth_ o per l’_absinthe_
+— e che non hanno rendite accertate. Per lo meno, nessuno le conosce.
+
+Infatti, sostanza propria non ne hanno mai avuto, meno qualcuno che ha,
+o si dice abbia consumato, qualche migliajo di lire slanciandosi nel
+mondo.
+
+Sia come si vuole, la loro fortuna è ora composta soltanto di debiti,
+ma a guisa dei grandi Stati, a cui essi commettono la spiritosità di
+paragonarsi, tali debiti sono per essi una fonte di credito.
+
+La loro ricetta per pagare i debiti è la solita: i vecchi non pagarli.
+— i nuovi farli diventar vecchi.
+
+Hanno delle amanti di tutti i generi, specialmente del peggiore....
+che non è il meno abbondante — e nel numero si trovano anche delle
+donnine a modo, la cui onestà ha avuto un istante di.... sonnolenza,
+come si trovano delle donne che non aspettano più i cinquanta, ma che
+li hanno dimenticati. La vecchiaja deve pur esser consolata, se si vuol
+guadagnare.... il cielo.
+
+Non sono precisamente lenoni o cinedi, o mantenuti o buffoni.... nel
+senso medioevale.... sono un _consommé_ di tutto questo.
+
+Anche la parola _parassiti_ è un po’ troppo bassa per qualificarli....
+perchè sono piuttosto _invitati_ che mendicanti. Diremo: son gente
+che _san fare_! San fare colle donne, le quali hanno sempre un
+estremo bisogno di ridere, e talvolta — _en petit comité_ — anche di
+sghignazzare.
+
+San fare cogli amici ricchi — non apprezzano che la società degli amici
+possidenti.... molto possidenti — i quali, annojati o sciocchi, hanno
+bisogno assoluto e continuo di qualche bello spirito che li distragga,
+si lasci burlare, li burli, li presenti ad una ballerina o ad una....
+signora, e partecipi ai loro olimpici sacrifizj notturni.
+
+I meno abili, al tempo del bagni e delle villeggiature, restano in
+città — i più abili partono e non di rado tornano in fondi.
+
+Non hanno ricevuto quel che si dice una educazione — ma sul bigliardo,
+al tavolo da gioco, in stalla e nei gabinetti di Venere hanno imparato
+tanto, che più di una celebrità scientifica o letteraria, appetto di
+loro, farebbe la figura di un imbecille o d’un uomo dell’altro mondo.
+
+Non pochi sarebbero imbrogliati a scrivere una lettera al sarto.... ma
+è certo che a una prima rappresentazione d’un’opera, d’una commedia
+o d’un ballo, la loro sentenza è irrevocabile. Per il ballo, vada; è
+questione di piedi.
+
+Questo è quello che si vede di tal sorta di gente, dai diciotto ai
+trentacinque anni circa. Dopo, chi muore logorato dagli eccessi — chi
+s’imbarca sul mar conjugale con una invidiabile indifferenza per le
+avarìe che la nave ha già sofferte.... e potrà soffrire in seguito
+— chi vivacchia il più onestamente.... che può, sul gioco — chi si
+fa mentore di qualche rampollo, per sorreggerlo nei primi passi sul
+sentiero.... della gloria e della virtù — chi si fa.... sensale di
+connubj più o meno legali — e chi va in galera.... o meriterebbe
+d’andarvi.
+
+I più onesti, i più indipendenti diventano letterati, ossia scrivono
+tutti i giorni una lettera a qualche vecchio amico — a qualche noto
+negoziante — nelle quali lettere si è sicuri di trovar sempre le
+seguenti parole: _Caduto assoluta miseria — supplico filantropia
+— qualunque tenue elemosina — eterna riconoscenza — lasci risposta
+portinajo_.
+
+ * * *
+
+Giulio Bindi non era ancor uno di quegli individui di cui ci siamo or
+ora occupati, ma aveva tutte le buone disposizioni e batteva proprio la
+via giusta per divenirlo.
+
+Ma dobbiamo anche dire che, nato in altra famiglia, egli sarebbe
+probabilmente cresciuto qualche cosa di meglio.
+
+Suo padre era un fiacchissimo uomo, con un carattere ancor più
+debole. In gioventù era stato sempre schiavo degli amici; quando gli
+diedero moglie — per strapparlo dalle unghie d’una sgualdrinella,
+che, fingendo filare del sentimento, non faceva che pulirlo e poi
+ripulirlo indefessamente — egli, che era abituato a vivere da schiavo,
+fu spaventato della responsabilità assuntasi; il bastone del comando
+in casa sua gli sembrò d’un peso insostenibile e scambiò le parti,
+prendendo volontariamente quella dell’obbedire. Meno male se la moglie
+fosse stata una donna di buon senso, energica, risoluta, ma essa non
+era che buona.... Sapeva mangiare, si lasciava vestire, e pel resto
+si rimetteva a quanto faceva una vecchia cameriera, la quale l’aveva
+veduta nascere e l’aveva seguita nel matrimonio. Per fortuna quella
+valeva qualche cosa ed era onesta, se no, povera casa!
+
+Nasce Giulio. Che cosa volete riesca con un padre il quale non sa cosa
+sia volontà, e con una madre la quale dice sempre di sì — gente che
+ignora cosa deve essere realmente la vita, e non ha altre idee del
+mondo se non queste: che vi sono delle botteghe in cui si compera il
+cibo — dei mercanti che vendono gli abiti — e che d’autunno si va in
+campagna, perchè c’è l’aria fina?
+
+Lasciate fare a lui! A tre anni strilla tutto il santo giorno, rompe
+tutto — a quattro, prova che la favella è stata data all’uomo per dir
+insolenze. Comanda a bacchetta tutte le più strambe enormità.... Se
+qualcuno s’avvisasse di resistergli..... come Luigi XIV imporrebbe
+il suo capriccio collo scudiscio — a otto anni fuma, a dieci vien
+sfrattato dalla scuola per scandalo.
+
+Lo fanno studiare privatamente, perchè finisca d’imparare.... niente
+— a quindici anni va.... dapertutto.... — A sedici ha già quattromila
+lire di debiti.
+
+Padre e madre, come imbecilliti dallo spavento, lasciano fare...., essi
+capiscono ch’egli rovinerà la casa, ma come resistere? Essi non pensano
+che a lagnarsi col terzo e col quarto, ma non sanno fermare il già
+terribile dissoluto.
+
+Uno zio interviene — cerca far capire la ragione, mettendogli
+sott’occhi tutte le conseguenze disastrose e non lontane, perchè la
+famiglia è semplicemente e modestamente agiata.
+
+Miracolo insperato.... riesce a persuadergli di mutar sistema.
+
+Sì, Giulio si pente, Giulio si impiegherà — e sarà presto un uomo come
+si deve.... Se, finora, è stato il dolor di capo di casa sua.... si sa
+bene.... gioventù.... quella benedetta gioventù!
+
+Ecco Giulio impiegato.... chi sa, chi sa un giorno cosa diventerà?!
+
+Che cosa? aspettate sei mesi. Egli ed un amico hanno fatto la
+conoscenza di due mime.... che, per una certa mimica..., siamo intesi!
+— Ma ci vuol molto denaro per scritturarle.... e, denaro, nè l’uno nè
+l’altro ne hanno. Perdersi d’animo per questo?.... Diavolo....! si fa
+una cambiale falsa!
+
+La cosa viene scoperta — fulmine in casa Bindi — chi corre di qua, chi
+corre di là per vedere, per sentire, per rimediare, per assopire.... e,
+si intende, per pagare.
+
+Giulio è consigliato di dar le sue dimissioni, ed eccolo a spasso tutto
+il giorno come un virtuoso senza scrittura.
+
+Il padre e la madre non fanno che piangere, non mangiano più.... e in
+breve se ne vanno all’altro mondo.
+
+Giulio non perde il tempo a piangere.... fa i conti. — Vendendo tutto,
+gli restano ancor cinquantamila lire....
+
+A ventitrè anni ne ha già mangiate quaranta in buona compagnia.... e
+comincia a domandarsi se non gli converrebbe sposar Severina.
+
+Egli ha conosciuto, due anni prima, Severina ai bagni e le ha ispirato
+una forte passione — passione tutta sensuale, se volete, ma quel che è
+certo è che Severina va matta per Giulio, tanto, che non solo non gli
+ha mai chiesto niente, ma lo colma continuamente di doni di valore,
+ch’egli ricambia.... con dei mazzolini di fiori.
+
+Giulio non ama Severina, ma l’accetta, primo, perchè come donna non è
+da disprezzarsi — secondo, perchè egli sa che ella non avrà il cuore di
+lasciarlo esposto.... alle intemperie, quando saranno sfumate anche le
+ultime diecimila lire.
+
+Come si spiega il pazzo furore di Severina per Giulio? Ecco: in amore,
+prima di tutto, è difficile spiegare qualche cosa — ma in questo caso
+si spiega col dire che Giulio era l’ideale d’una fantasia!....
+
+Se scriviamo la parola, gridate all’immoralità.
+
+Giulio era un bel giovine — non una perfezione, via....; per esempio,
+le estremità lasciavano a desiderare — ma aveva nel viso un’espressione
+così originale che a certe donne dava il capogiro.
+
+Quando egli guardava con intenzione una pecorella desiata, si pensava
+all’Arcangelo Gabriele che, sorridente come un Satiro, le dicesse, non
+col labbro, col solo sguardo: — Non è peccato, veh! —
+
+Uno stimolo.... ed insieme un conforto.
+
+Ecco quel che aveva sedotto Maddalena.
+
+Cosa singolare, ella fu iniziata alla vita da un profumo e da un
+sorriso.
+
+Il profumo di Severina le aveva aperto l’animo alla voluttà — il
+sorriso di Giulio gliene aveva dato la sete — e si sa cos’è la sete....
+quando non si può bere.
+
+ * * *
+
+Una donna può aver sortito la natura più ardente e saper imbrigliare,
+se non la propria fantasia, per lo meno i suoi desiderj tanto da poter
+attendere, senza soffrire, che spunti il giorno delle nozze legali — le
+sole che le insegnarono essere riconosciute dalla società.
+
+Ma per aver siffatta forza d’animo, per mantenersi sempre presente a
+sè stessa in modo da deludere ogni insidia, in modo da rendersi sorda
+alle grida del suo sangue, è necessario che, nella sua educazione,
+vi sia stato qualche cosa che l’abbia messa presto in guardia contro
+i così detti pericoli. È necessario quindi che le abbiano insegnato
+quel pudore che in natura non esiste; che, nelle prime letture, vi sia
+stata una direzione; che non abbia fatto le seconde letture; che abbia
+avuto la scuola del buon esempio; o che, avendo avuto per caso l’altra
+scuola, quei mali esempj abbiano partorito tali funeste conseguenze da
+spaventarla e da consigliarle l’apatia siccome la miglior ricetta per
+vivere tranquilla.
+
+Ma quando una donna cresce senza che le insegnino nulla — senza veder
+nulla — senza aver appreso niente alla scuola del mondo, formandosi da
+sè stessa sola il proprio carattere, è molto probabile, diremmo certo,
+che se non la salvano gli altri, da sè stessa non sappia salvarsi dalle
+prime seduzioni, e che ella affretti anzi la sua caduta — perchè il
+suo carattere morale non è che il suo temperamento fisico, l’unico
+consigliere ch’ella conosca.... senza conoscerlo.
+
+Ed è quello che sarebbe avvenuto a Maddalena, solo che avesse
+conosciuto Giulio prima d’aver ricevuto le lezioni di Severina, la
+quale, facendo un po’ di fisiologia dell’amore, le aveva insegnato
+delle cose che per una fanciulla potevano essere utili. — In genere
+— le aveva detto fra le altre — una ragazza che ha un amante e
+vuol sposarlo, non deve amarlo che platonicamente. L’uomo essendo
+cacciatore.... va in giro fiutando per cercare la sua selvaggina,
+che è la donna. Se la selvaggina pone una condizione al lasciarsi
+pigliare.... può essere che l’uomo non sappia resistere allo stimolo
+dell’appetito, e per poter mangiare.... accetti la condizione — ossia
+sposi.
+
+Se la selvaggina invece, sedotta dalle lusinghe del bel cacciatore,
+trascura di porre la condizione e non vola via, vien presa,
+cucinata.... e divorata.
+
+La condizione della donna nella nostra società è tale che noi dobbiamo
+dare — nel fare il primo passo — la maggior importanza a quello che
+per noi realmente non ne ha — o se ne ha una.... è negativa — perchè
+ponendo sempre quella condizione, molti uccellini dal becco gentile
+vedono, con grande dolore, un cacciatore dopo l’altro prendere la fuga
+e restano là sempre sul ramo, essi che, poverini, si farebbero pigliare
+tanto volontieri.... finchè.... sfiancati dall’ambascia, sfiatati e
+spiumati.... cadono e spirano.
+
+Questo dico — diceva Severina — quando si vuole il matrimonio che nella
+nostra società assicura la considerazione.... e il pane, anche se si è
+brutte o si ha perduto la profittevole gioventù.
+
+Quando si è disposte a farne a meno del matrimonio, e si ha il coraggio
+di andar incontro a tutte le incertezze e a tutti i rischi.... allora è
+un altro pajo di maniche.
+
+Ma allora bisogna anche prendere, e presto, l’offensiva contro gli
+uomini.
+
+Severina non credette dover spiegare a Maddalena che cosa fosse
+quest’offensiva.
+
+Maddalena voleva il matrimonio — non solo perchè sua madre aveva
+sposato suo padre, ma perchè essendo fortemente innamorata di Giulio,
+non voleva correre il rischio di perderlo col non porre l’accennata
+condizione.
+
+Ma Giulio non accettava. Non poteva — diceva egli. — Uno zio molto
+ricco l’aveva minacciato di privarlo dell’eredità se mai avesse a
+prender moglie senza il suo permesso, perchè la moglie voleva dargliela
+lui.
+
+Lo zio ricco c’era infatti, ma guai a Giulio, se dopo l’affare della
+cambiale avesse osato pur di salutarlo!
+
+Ora Giulio — diceva lui — non voleva sposare altra donna che Maddalena,
+ma bisognava aspettare che lo zio facesse il suo dovere di zio, ossia
+prendesse un biglietto d’andata.... senza ritorno — ma intanto potevano
+amarsi!!
+
+— Sì, amiamoci platonicamente — diceva Maddalena — cosa che accomodava
+pochissimo a Giulio, il quale per la fanciulla aveva un forte
+capriccio, reso anche più acuto dalla certezza assoluta d’esserne il
+primo amante — ma non comprendeva l’amor platonico e non voleva, nelle
+sue circostanze, nemmen fermarsi sulla parola matrimonio, visto che per
+la moglie occorreva un bell’appartamento, una buona tavola, un morbido
+letto, abiti, cappellini, divertimenti.... tutta roba che costa,
+e visto che non conveniva rinunciare a Severina, ossia al proprio
+benessere futuro.
+
+ * * *
+
+Amiamoci platonicamente....
+
+Ma era platonismo quello?
+
+Sì, se platonismo vuol dire.... vuol dire.... allora era platonismo
+per loro come lo è per molti amanti, come lo era per quella tal mamma
+che diceva: — Nè per.... nè per.... la mamma non sgrida mica.... basta
+che.... —
+
+A noi pare una ipocrisia, una transazione peggiore del così detto male.
+
+L’amore, nascendo per mezzo dei sensi ed essendo continuamente servito
+dai sensi, non può conservarsi perfettamente spirituale. Eliminala
+la perfezione, siamo ridotti al più o al meno materiale a seconda
+degli individui — e per quanto riguarda la sua sfera d’azione, alle
+circostanze, alle paure.... ed anche agli interessi.
+
+Or, quando in amore non può esservi il più completo abbandono
+dell’anima e della materia avvampanti d’una sola fiamma — e si cerca
+un _modus vivendi_ — l’amore perde affatto il suo carattere sacro e
+diventa una.... mostruosità.
+
+Ah! perchè mai, a questo punto, non possiamo scrivere latino?!
+
+Maddalena poteva ancor presentarsi come _Rosiera_, ma il suo spirito
+s’era corrotto e il suo fisico ne risentiva guasti orribili. — E
+amava da pochi mesi soltanto! — Ma poteva ella, a lungo andare,
+uscire vittoriosa da tale lotta? — Noi abbiamo veduto quali fenomeni
+si manifestassero in lei — che cosa ne pensasse il medico — che
+facessero i genitori — e infine la ribellione di Maddalena che, quando
+l’amorosa febbre fu giunta al parossismo, non volle più saperne di
+subordinazione, di convenienze domestiche.
+
+Era pronta a tutto.
+
+E glielo disse a Giulio, l’indomani — dopo avergli narrato la scena
+avuta in casa.
+
+— Guarda, Giulio.... io spero che non avrò altre noje di questo
+genere, ma se mai tornassero ad importunarmi per farmi sposare
+quell’imbecille.... o chiunque altro...., io ho già deciso.... io
+lascio famiglia e tutto e vengo con te.... E allora avvenga che
+vuole.... Io sento che non posso essere d’altri che tua! —
+
+Queste parole, che avrebbero trasportato in cielo un vero amante,
+diedero un colpo mortale al capriccio di Giulio — lo spaventarono tanto
+che, a sua volta, decise subito in quello stesso istante di troncare
+ogni rapporto con Maddalena.
+
+Ispirare una passione, anche furiosa, lo lusingava, purchè però
+questo non avesse mai a frastornare i suoi piani. Se Maddalena, come
+qualche altra di sua conoscenza, si fosse rassegnata, pur con grave
+suo sacrifizio, a prender marito, serbando viva la sua passione per
+lui Giulio.... ah! allora sì.... anzi quello era il da farsi, perchè
+il loro amore sarebbe entrato in una fase novella, nella quale i voti
+ardentissimi avrebbero trovata larga soddisfazione — ma, Maddalena, che
+rifiuta un partito conveniente ed è risoluta a rifiutarne quanti altri
+possono presentarsi, non solo, ma ad abbandonare la casa paterna per
+gettarsi nelle sue braccia.... per sempre!.... ah! questa prospettiva è
+spaventevole. —
+
+Perdere Severina?.... Ah! non fia mai! Bisognerebbe essere pazzi. E un
+Giulio commetter pazzie? Ma siete matti?
+
+In quel momento, tuttavia, ringraziò con effusione la generosa
+fanciulla.... le disse che il di lei sacrifizio lo commoveva fin nelle
+viscere — pianse con lei.... sul crudele destino che li perseguitava,
+le giurò eterna fede, e la abbracciò e baciò con tale trasporto, che la
+povera radazza, sentendosi suggere dalle labbra e la vista e la vita,
+non avrebbe certo ricordato le utili teorie di Severina.... se egli
+in quel punto, temendo una _buona fortuna_ come la più grande delle
+sventure, non si fosse imposto un assoluto rispetto....
+
+Maddalena partì compresa d’immensa gioja.... e l’ultima sua occhiata,
+l’ultima sua stretta di mano dissero a Giulio la di lei profonda
+riconoscenza.
+
+Egli l’aveva risparmiata, quale maggior prova d’amore?
+
+Il giorno successivo, Giulio s’appostò in modo da non essere veduto da
+Maddalena; quando, secondo il solito, ella separossi dalla Brigida, la
+lasciò continuar sola il suo cammino, e raggiunse invece la domestica
+consegnandole un biglietto per la giovinetta. Quindi s’allontanò.
+
+Egli non aveva altro a fare. _Era libero!_
+
+Maddalena errava tutta mesta e inquieta nella via in cui avveniva
+regolarmente il suo incontro con Giulio, soffermandosi davanti a questa
+e a quella vetrina, dando ad intervalli rapide occhiate or in questa,
+or in quella direzione, per veder s’egli giungesse; per la prima volta
+Giulio non era il primo al convegno — quando con sua sorpresa sentì la
+voce di Brigida dirle sommesso:
+
+— Prenda....; una lettera per lei.
+
+— Una lettera di chi?
+
+— Di lui.
+
+— Oh! Dio! — e Maddalena, come colta da un triste presentimento,
+impallidì; poi: — Chi te l’ha data?
+
+— Ma lui!
+
+— Ma perchè?
+
+— Cosa vuole che ne sappia io?
+
+— Aspetta — ed entrata in una porticina, aperse e lesse:
+
+ «Mia carissima,
+
+ «Perdonami se jeri non ti ho detto che ragioni d’interessi mi
+ obbligano ad assentarmi per qualche tempo.... ma davvero, in quel
+ momento di tanta espansione, io non avevo il coraggio di avvelenare
+ la tua purissima gioja con una sgradevole notizia.
+
+ «Puoi imaginare se io non farò di tutto per abbreviare la mia
+ assenza!
+
+ «Quando sarò di ritorno...., credo fra un mese, sarà mia premura
+ d’incontrarti.
+
+ «Ricordati di me.
+
+ «_Tuo affez._ G.»
+
+Afflittissima, e tuttavia senza ombra ancora di diffidenza nè di
+sospetto, tornò a casa. Ma, allora, letto, riletto quel foglio,
+meditando a lungo su ogni frase, per quella temenza che prende
+sempre chi ama, si turbò. Studiando l’atteggiarsi delle parole, per
+indovinare, le parve di trovare troppa regolarità.
+
+Giulio non poteva sentire alcun dispiacere scrivendo quelle linee....
+era freddo. E poi era un esprimersi da uomo innamorato quello? _Quando_
+sarò di ritorno.... _credo_ fra un mese.... Quando? Credo? E per
+un mese egli la lasciava senza nuove — e non ne desiderava di lei?
+_Ricordati_ di me...? Ed egli? E dove andava? Ragioni d’interesse? La
+sua mente si perdeva.... Ella ebbe paura e pianse.
+
+Ma quel pianto non poteva essere lungo. Quasi subito si rivide, il
+giorno prima, in compagnia di Giulio, che la rendeva pazzo di felicità
+— e a quella visione incantevole, ogni timore sgombrò.
+
+Era allora la fine d’aprile. Attese con pazienza, con quanto dolorosa
+pazienza lo dican gli innamorati, che passasse quel benedetto mese.
+
+Ma quando fu scorso.... e uno, due.... dieci altri giorni si
+successero, senza ch’egli comparisse.... allora ella non ebbe più la
+forza di reggere al tormento, che ogni giorno si faceva sempre più
+atroce.... e andò a casa di lui.
+
+— Il signor Giulio Bindi è tornato? — chiese alla portinaja.
+
+— Dice?
+
+— Il signor Giulio Bindi.
+
+— Non lo conosco.
+
+— Ma se abita qui!
+
+— Qui non abita nessuno.... nè lui.... nè altri. —
+
+A tali parole per lei insensate, Maddalena cominciando a credere di
+parlare con una demente, disse:
+
+— Ma come!... non si ricorda più d’avermi veduta molte volte passare in
+compagnia del signor Giulio Bindi?
+
+— Oh! Sarà benissimo! — e la portinaja ebbe uno strano indecifrabil
+sorriso — ne passan molte qui in compagnia.... ma qui non si domanda il
+nome di alcuno.
+
+— Ah! Dio.... Permetta che sieda.... perchè io mi sento male. —
+
+Maddalena aveva la fronte coperta di freddo sudore, e si sentiva
+infatti svenire....
+
+Dopo essere stata un momento seduta, appoggiata alla spalliera, muta,
+il capo chino, gli occhi velati, respirando con affanno.... ripreso
+coraggio, fissando quella donna, esclamò:
+
+— Ma allora...?!
+
+— Ma allora — fe’ ruvidamente colei impazientata a siffatta scena, che
+le pareva incomprensibile — allora questa è una...
+
+— Ah! — stridette Maddalena raccapricciando, e balzata in piedi, colle
+mani nei capelli, fuggì....
+
+— Quante sciocchezze! — borbottò la portinaia sedendo e ripigliando la
+sua calza.
+
+ * * *
+
+Quando Maddalena fu nella via, avvedutasi che tre o quattro persone
+s’erano fermate di botto osservandola con curiosità, diventò rossa. Con
+uno sforzo pensò a darsi un contegno più dicevole per una giovinetta,
+e tornò a casa — ma tremava tutta, i suoi denti battevano e le labbra
+erano bianche. I singulti le straziavan la gola, e la sua mente
+sconvolta così s’agitava:
+
+— La sua casa!.... la sua _casa_!.... e io non avevo capito niente? Ma
+come capire, se io non sapevo niente? Ah! Giulio, tu mi tradisci.....
+ma se mi tradisci..... guai!.... Un mese.... ragioni d’interessi....
+Bugiardo!.... Ah! se ti trovo.... Se.... E ora dov’è? Come potrò
+rintracciarlo? Come?.... Come.... ah! sì.... sì.... già.... che me ne
+importa poi a me della sua famiglia.... di tutti i motivi che possono
+aver la sua famiglia e lui.... e tutto il mondo!?... Sì, andrò da sua
+sorella.... e.... e per Dio! che allora saprò dove si può andarlo a
+cercare! —
+
+Alla certezza che fra poco avrebbe saputo tutto, si fece un po’ più
+calma. Ma come sbattevano ancora quelle palpebre!
+
+Senza por un minuto in mezzo, giunta a casa, salì immediatamente da
+Severina e tirò il cordone del campanello.
+
+Ma in luogo di vedersi schiudere al solito, udì un leggiero sfregamento
+nell’uscio, e tosto, all’aperta spia, le apparvero gli occhi inquieti
+della domestica.
+
+— C’è Severina?
+
+— Sì.... ma c’è gente.... — rispose quella a bassa voce e con aria
+misteriosa.
+
+— Allora tornerò. Ho bisogno di parlarle.
+
+— Torni, sì.... ma domani.... e... più tardi.
+
+— Va bene. —
+
+La spia si chiuse, e Maddalena scese sospirando. Bisognava attendere
+ventiquattro ore.
+
+Fu bene per tutti che Severina in quel momento avesse gente — se no,
+alle rivelazioni di Maddalena, chi sa quali scene sarebbero seguite!
+Allora non vi sarebbe stato certo un incidente che, se mise alla prova
+la bontà del cervello di Maddalena.... fu anche la medicina che la
+guarì per sempre del suo amore.
+
+ * * *
+
+La giornata fu tanto lunga e uggiosa per Maddalena, che ella non
+aspettò la notte per coricarsi. Il crepuscolo cominciava appena
+quand’ella chiuse, contro il solito, le imposte, e si pose a letto. Le
+pareva che, circondandosi di tenebre, non solo i suoi occhi, ma anche
+la mente, potessero cessare di vedere — e riposare. Ma s’ingannava.
+
+Le giovanissime e robuste membra avrebbero avuto piuttosto bisogno
+d’una eccessiva fatica fisica per poter esser fiaccate e ridotte in
+balìa del sonno.
+
+Nella pienezza delle forze, dopo tante commozioni, in un simile stato
+d’esasperazione, credere che fra le coltri, nell’oscurità, in una calda
+sera di giugno, il travaglio dell’anima e dei sensi potesse scemare,
+era un errore, di cui ella dovè ben presto sentire gli effetti.
+
+Allora il cervello s’accese, e se prima aveva solo sospettato, temuto
+il tradimento.... allora Maddalena, senza alcun sforzo, se ne fece una
+realtà con colori tali che le tolsero ogni lume di ragione.
+
+Avvoltata nel lenzuolo, s’agitava sul letto, inconscia di sè,
+abbandonandosi a tutte le stravaganze che, in quello stato morboso,
+divenuta preda di sè stessa, la passione le imponeva. Era un delirio.
+
+Or inveiva contro Giulio, caricandolo d’improperj — or gli rivolgeva
+dimande, e poi, come se avesse avuto risposta, gli replicava
+furiosa.... e il dialogo continuava fra il suo labbro e la sua
+mente....
+
+Piangeva.... narrava le sue torture.... supplicava e.... s’adirava di
+nuovo.... ma tosto — le era forse stata detta una parola, una menzogna
+pietosa.... perdonava, gli rivolgeva i più teneri accenti — il sereno
+era tornato, rideva, si confessava pazza.... chiedeva scusa. — Seguiva
+un lungo silenzio, pareva assopito. Ma quindi si ridestava in un nuovo
+accesso di furore....; il tradimento era provato....!
+
+«Sei andato con lei....! Chi è? Voglio saperlo! Voglio ucciderla.... e
+te pure ucciderò.... ma.... dilaniarti voglio!»
+
+Il farneticamento durò più ore.... poi il sonno tanto invocato, e
+invano, al coricarsi, la colpì fulmineo.
+
+Batteva il tocco dopo mezzanotte quando si svegliò. Si sentiva alquanto
+ristorata — la mente era un po’ confusa, ma calma. Ricordava il patito
+trambusto, ma con indifferenza....; l’esaurimento di forze la rendeva
+insensibile al dolore. Aveva solo una sete ardente — accese il lume e
+bevè.
+
+Poi, coll’occhio semichiuso, affaticato, stette qualche tempo
+appoggiata alla spalliera, immobile, senza pensiero....
+
+A un tratto le parve di sentirsi male, d’essere oppressa dal caldo, di
+non poter più respirare.
+
+Lentamente lasciossi scorrere giù dal letto, e vacillante mosse alla
+finestra ad aprirne le vetriate. Sedutasi quindi là, respirò avidamente
+per procurarsi qualche sollievo, ma non ne ottenne, chè non spirava un
+filo d’aria.
+
+Ai primi di giugno, la temperatura era già torrida. Da un mese e
+più non cadeva una stilla di pioggia. Fra la notte e il giorno unica
+differenza era l’assenza del sole. La stagione quell’anno era troppo
+bella, e gli uomini invocavano fulmini e tempeste che li liberassero da
+tanto felice primavera.
+
+Dopo un quarto d’ora d’inutile attendere, Maddalena, non provando alcun
+refrigerio, stava per tornarsene a letto, quando udì chiudersi forte lo
+sportello della porta di casa. Ciò non la interessava punto, ma quando
+vi si aggiunse un rumor di passi nell’androne, vi prestò attenzione.
+Chi poteva venir a casa a quell’ora? Non era nelle abitudini di alcuno
+degli inquilini. Severina forse?... Ma il passo era d’uomo.... Il
+rumore cessò.... L’uomo saliva. Maddalena continuò a porger orecchio, e
+ben presto la sua piccola curiosità fu appagata.
+
+Le imposte di una finestra furono schiuse, e una voce maschile, che
+veniva dalla camera di Severina, disse: «Ma qui si soffoca!» Maddalena,
+al suono di quella voce, balzò in piedi, col sangue rimescolato....
+e stette un momento, prestando sempre orecchio, tutta ansante, colle
+occhiaje spalancate. Era.... non era.... non poteva credere....
+attendeva qualche altra parola per avere una certezza qualunque.
+
+E l’ebbe subito. Un _No_ alto, sonoro, squillò, e vi tenne dietro un
+argentino riso di donna.
+
+Maddalena mandò un gemito. V’era la peggiore, la più temuta delle
+certezze. Era lui! Allora, sconvolta, quasi demente, corse a soffiare
+sul lume, poi, a piedi nudi, brancolando nel bujo, riuscì di nuovo alla
+finestra, e con cautela, per non essere udita, ne socchiuse le gelosie
+tanto da poter vedere senza essere veduta.
+
+Sulle prime le fu impossibile distinguere bene, perchè la notte era
+chiara, e nella camera il lume era collocato in modo che dalla finestra
+di Maddalena non si vedeva d’illuminato che una piccola parte del
+pavimento presso il terrazzino.
+
+Ma presto la scena mutò, ossia divenne più ampia e meglio visibile....,
+troppo.
+
+Giulio, che era seduto, celato dal fogliame del terrazzino, si alzò e
+mosse per entrare nella camera, ma si fermò nel vano della finestra.
+Parlava con qualcuno, ma non si udiva nulla.
+
+Prese quindi il lume, ch’era sur un mobile a lui vicinissimo, e
+s’avanzò lentamente verso il fondo della camera. Posò il lume sur
+un tavolino da notte, e si trasse in disparte facendosi invisibile a
+Maddalena.
+
+Allora la camera si rischiarò tutta, e la fanciulla vide il letto,
+e sovr’esso, in posa languida, colle mani che s’intrecciavano sulla
+fronte, il seno ignudo, Severina.
+
+I suoi occhi parevano chiusi.... parlava a spizzico.... e sbadigliava
+di tanto in tanto.... sorridendo deliziosamente.
+
+A un tratto si scosse da quella specie di torpore, certamente
+artificiale, e coll’indice accennò alla finestra, ordinando alcunchè.
+
+Ma, siccome non veniva obbedita, fe’ un celere movimento ed era per
+balzar dal letto — ma trattenuta — parve — da una parola o da un gesto,
+si mise nuovamente a giacere nella posa primiera.
+
+Maddalena vide allora ricomparire Giulio alla finestra e, preso il
+cordone, farne calare la tenda....
+
+Furibonda a tale atto, fu sul punto di gridare.... — ella voleva
+sapere, tutto sapere, avesse anche dovuto perdere la vita in quell’ora
+— ma la _speranza_ (!) di non essere delusa del tutto, che ancor
+restasse qualche spiraglio, le diè la forza di frenarsi.
+
+Non _sperò_ indarno; chè se la tenda dapprima scese tutta fino al
+suolo, un leggier cigolío disse subito che si voleva lasciare un vano
+in alto per non togliere affatto la possibilità di ventilazione alla
+camera.
+
+Maddalena ebbe quindi la triste consolazione di rivedere la camera fra
+un interstizio di circa una spanna.
+
+Ma di visibile ora non v’era che la parte superiore del letto, poco più
+del guanciale. — Tuttavia a Maddalena bastava.
+
+Essa, dopo qualche minuto, vide Severina con gesto vezzoso chiamare a
+sè Giulio, come se desiderasse qualche cosa — e poscia, dovendo aver
+ricevuto un diniego, mettersi a finger di frignare, agitando la mano.
+
+Allora Giulio s’avvicinò al letto e porse a Severina il suo sigaro
+acceso.
+
+Quella, non più frignante, soddisfatta, si mise a fumare
+beatissimamente.
+
+Indi Giulio sturò una bottiglia e versò del vino color ambra in due
+calici, offrendone uno a Severina.
+
+Ella si levò reggendosi sul gomito, preso il calice, vi posò le labbra
+e libò lentissimamente, guardando _lui_.
+
+Gli rese poi il cristallo, e, come affaticata, si lasciò cadere il capo
+sul guanciale, coll’occhio semispento sempre in lui, e col sorriso di
+chi muore vedendo aprirsi il cielo.
+
+Egli si curvò a baciarla, e si rizzò quindi facendo colla mano: —
+Aspetta.
+
+Maddalena, per quanto si tenesse aggrappata con una mano alla ringhiera
+colla disperazione del naufrago, non poteva più sostenersi. L’altra
+mano, che teneva socchiuse e a un tempo unite le gelosie, era in tal
+convulsione che le imposte, come per vento, s’agitavano.
+
+E.... un’ora ebbe il coraggio di restar là.... tremante di odio....
+grondante di sudore, or gelido, or cocente — ma quando in quella
+camera, ad un tratto, si spense ogni luce.... anche le sue forze si
+spensero e cadde inginocchioni come tramortita.
+
+— Maddalena! — gridò la madre dalla stanza attigua, destatasi di
+soprassalto al rumore che la figlia nel cadere aveva fatto, rovesciando
+la sedia e urtando nella vetriata.
+
+La fanciulla con un sforzo eroico ricuperò in un lampo gli spiriti, e
+potè persino dire con calma:
+
+— Che vuoi, mamma?
+
+— Ma cosa fai?
+
+— Nulla, m’era caduto il libro e sono andata giù a raccoglierlo.
+
+— Ma ti pajon queste le ore da leggere?
+
+— Ecco, ho finito. —
+
+Allora si mosse, si buttò sul letto di traverso e vide farsi
+giorno, senza che dagli occhi accesi potesse spremersi una lagrima,
+straziandosi il seno colle unghie per impedirsi di urlare.
+
+Quando il primo raggio di sole entrò a dirle che poteva alzarsi....
+guardossi le mani.... erano sanguinolenti.... guardossi nello
+specchio.... si metteva orrore — era una furia. — Fece per scender dal
+letto.... non potè.... era tutta attrappita e indolenzita.
+
+Si cacciò fra le coltri, ove la stanchezza e la luce del dì riuscirono
+ad assopirla.
+
+ * * *
+
+Quando risvegliossi, era mezzogiorno e più.
+
+Sulle prime guardossi intorno smemorata, ma quando il suo occhio
+posossi sulla finestra ancor aperta.... allora le si presentò alla
+mente tutta la terribile notte, rivide l’odioso quadro, e balzò dal
+letto coll’impeto d’una fiera....
+
+Quello doveva essere il giorno della vendetta.... quale, poi, ella non
+sapeva... ella sapeva solo che voleva vendicarsi — e di entrambi!
+
+Ma prima, di Giulio...; vederlo, fingere di ignorare, trangugiarsi
+tutte le di lui menzogne.... e poi.... e poi.... oh! l’ira l’avrebbe
+ben ispirata! — Dopo.... avrebbe pensato a Severina.
+
+Si vestì per uscire.... ponendo una cura speciale in ogni minuzia
+della sua _toilette_. Voleva essere bellissima.... onde Giulio avesse a
+sentire tutta la perdita ch’egli faceva in quel giorno.... sciocco!
+
+Stava abbottonandosi i guanti quando fe’ capolino nella camera
+la madre, curva, gelatinosa, che vedendo la figlia vestita fe’ le
+meraviglie.
+
+— Come!.... ti credeva ancora a letto io.... Sono venuta qua tre volte,
+ma dormivi sempre, ed io ti ho lasciata stare. Vedi cosa vuol dire
+legger troppo! Vai fuori?
+
+— Sì.
+
+— Non fai colazione?
+
+— No.
+
+— Vuoi che te la prepari?
+
+— No.
+
+— Vai, senza neanche salutarmi?
+
+— Sì.... addio.
+
+— Sei sempre in collera per l’affar del matrimonio....? Oh! che
+tosa.... —
+
+Maddalena era già sul pianerottolo e non udiva più.
+
+Quando fu abbasso, si fermò, domandandosi dove andava. Ella aveva
+pensato a tutto fuorchè a questo. Fortunatamente ricordò che Giulio
+frequentava due dei principali caffè. Là qualcuno avrebbe saputo
+indicargli il domicilio di lui.
+
+E si avviava, quando s’imbattè nella fantesca di Severina, che veniva
+dalla strada.
+
+— Spero che non sarà salita dalla signora — disse quella.
+
+— Perchè? — fe’ Maddalena, fermandosi punta da sospetto.
+
+— Perchè non avrebbe potuto riceverla. C’è gente anche oggi.
+
+— Ah! — e suo malgrado la fanciulla arrossì per tosto impallidire. — È
+quel giovinotto che è venuto da lei jeri sera tardi?
+
+— Come lo sa? — e la fantesca la guardava sorpresa.
+
+— Diavolo.... non vi sono segreti fra me e Severina.... Anzi.... prima
+di uscire voglio salire a salutarli.
+
+— Ma....
+
+— Ma che cosa? Lo conosco molto io quel giovine.
+
+— E se la mia signora mi sgrida?
+
+— Non temere.... Mi credi forse capace di commettere un’indiscrezione?
+
+— Faccia lei. —
+
+Salirono, la domestica aperse, e Maddalena si precipitò nell’anticamera.
+
+— Dove sono?
+
+— Là....
+
+— Bene. —
+
+Maddalena, coll’occhio sfavillante d’ira e di gioja a un tempo,
+spalancò l’uscio indicatole dalla servente, e si presentò sulla soglia,
+colle braccia incrociate sul seno, squadrando Severina e Giulio che
+stavano a un tavolino facendo colazione.
+
+— Ma bravi! — esclamò essa.
+
+Giulio si turbò.... ma subito si ricompose.
+
+Quanto a Severina, dopo un primo moto di sorpresa, represse la noja che
+le cagionava quella visita intempestiva, e disse cortese:
+
+— Avanti.... avanti. Che buon vento? —
+
+Maddalena s’avanzò fino al tavolino. Una convulsione, che si sforzava
+invano di padroneggiare, le agitava le membra. L’ira e il dolore erano
+così intensi che voleva prorompere e non poteva disserrar le labbra.
+
+S’appoggiò coi pugni alla mensa.... e guardò per qualche istante or
+l’una, or l’altro.
+
+Giulio non diceva parola, e a capo chino attendeva rassegnato la
+burrasca.
+
+Severina, che non capiva nulla, disse freddamente:
+
+— Ma di’ un po’, Maddalena, si potrebbe sapere....? —
+
+La fanciulla allora ruppe in uno scroscio di riso così stridulo, così
+spasmodico che pareva pazza.... e fe’, con accento che a Giulio mise i
+brividi:
+
+— Che bravi commedianti siete voi.... per darla ad intendere al
+mondo!.... Suo fratello! Ah! ah! ah!.... tuo fratello! —
+
+Severina guardò attonita Giulio, il quale fece un movimento per
+alzarsi — ma Maddalena gli afferrò il braccio e lo forzò a star seduto,
+gridandogli furente:
+
+— Se ti muovi.... se dici una parola.... ti schiaffeggio, sai! brutta
+faccia smorta!.... —
+
+E allora, vedendoli ambedue allibbiti e tremanti, sentì come un
+disdegno supremo di dir altro a simil gente.
+
+Guardò per l’ultima volta Giulio, concentrando in quell’ultima tutta la
+nausea, tutto il disprezzo, quindi volte le spalle ai due, lentamente,
+dignitosa, grande.... uscì.
+
+Era guarita.
+
+ * * *
+
+Due mesi dopo, il signor Paolo Minelli, detto _Minella Bellabarba_,
+notissimo e grosso merciajo, memore della felicità goduta colla prima
+moglie, di cui piangeva da dieci mesi la «_Ahi! immatura perdita_» —
+per regalarsi, cosa di suo pieno diritto, di nuova felicità, sposava,
+a cinquant’anni, ornato di precoce e perfetta calvizie, la signora
+Maddalena Papetti....
+
+Precisamente così.
+
+
+
+
+Abbiamo detto che Maddalena, dopo quel piccolo e innocuo sfogo in
+casa di Severina, ne partì guarita. Il disprezzo aveva ucciso in lei
+amore e dolore.... Uscendo da quelle camere le pareva di non aver mai
+conosciuto nè Giulio, nè Severina. Felice natura! Buona stoffa!
+
+Qualche altra ragazza avrebbe pensato al suicidio — ed ella, non eran
+scorsi otto giorni che cominciava a ringrassare.... non poteva più
+vedere il caffè tostato, odiava il sale e gli agrumi, e quanto alle
+bibite spiritose, si limitava già ad un uso ragionevole.
+
+Aveva tutto obliato, tanto che una sera li incontrò per via e non sentì
+al cuore la più lieve puntura, nè al cervello la più piccola onda di
+freddo o di caldo.
+
+E quando lesse sur un cartellino alla porta che l’appartamento, di
+Severina era da affittarsi «_anche al presente_,» ebbe un sorriso di
+compiacimento. — E quando, pochi giorni dopo, Severina traslocò, non
+volle nemmeno fermarsi in casa, e per poter star fuori tutto il dì,
+trascinò i Papetti ad una scampagnata, in cui finalmente fu fatta la
+pace, per sempre, fra le potenze, senza umiliazioni da nessuna parte,
+ma con abbracci e inaffiamenti analoghi.
+
+La sera stavano sotto tutti e tre.
+
+ * * *
+
+A diciassette anni, però, non si caccia un amore senza sostituirvi un
+nuovo amore o qualcos’altro. Quelle che vanno al Conservatorio, per
+esempio, possono ingolfarsi nell’arte.... che permette poi molti altri
+surrogati — ma Maddalena che non andava al Conservatorio?
+
+E sentiva un vuoto, un malessere, una impazienza, una noja, una smania
+senza scopo.... avrebbe voluto non vedersi più in quella città....
+cambiar aria.... fare un’altra vita....
+
+Fu allora che si pentì d’aver perduto volontariamente l’occasione
+di maritarsi. Oh! il suo sacrificio aveva proprio avuto una bella
+ricompensa! Se quel maggiordomo si fosse presentato di nuovo.... ella
+l’avrebbe accolto a braccia aperte. Ma ora tutto era guastato, ed il
+suo orgoglio non le permetteva certamente di mandargli a dire che aveva
+mutato pensiero.
+
+Allora disse: — Il primo che mi capita, foss’anche lo spazzacamino,
+purchè possa mantenermi, lo sposo. Lodevole risoluzione.... e
+tutt’altro che rara. E si può anche aggiungere che, sapendosi di una
+donna che è giunta a tal grado di.... filosofia...., è quasi lecito
+dire che cosa sarà un giorno.
+
+Quando si è in simili disposizioni e si è belle ragazze non si ha che
+a fare un po’ la civetta e.... lo spazzacamino, con un briciolo di
+pazienza, si trova.
+
+E lo trovò anche Maddalena, e più presto di quanto sperava.
+
+Il signor Paolo Minelli....
+
+Un momento.... omettevamo di menzionare un incidente....
+insignificante, per verità, in sè stesso, ma che per una certa
+relazione che ha col resto del racconto, non vuol essere taciuto.
+
+ * * *
+
+I signori Soranzi, proprietarj della casa in cui abitavano i Papetti,
+avevano un figlio — unico — che si chiamava Oreste, e «faceva»
+l’ultimo anno di legge all’università. Venuto a passare in famiglia
+le feste di dicembre, gli avvenne, la mattina del giorno di Natale,
+d’incontrare Maddalena che, colla madre, tornava dall’aver ascoltato le
+indispensabili tre messe.
+
+Vederla, restar stupefatto e invaghirsene fu una cosa sola. Durante gli
+studj universitari, egli aveva perduto di vista Maddalena, che prima,
+d’altronde, e per la troppa giovinezza e per il suo modo di vestirsi e
+di acconciarsi, non attirava certo lo sguardo.
+
+Ma rivederla ora nel fiore de’ suoi vezzi, colla fisonomia animata dal
+primo amore di cui gustava, solo da un mese, il primo miele, ricordarsi
+d’un.... bruco e trovare una splendida farfalla.... come non restarne
+colpito?
+
+L’effetto del colpo si vide subito. Ogni festa egli salutava
+l’università e veniva a bearsi un momento gli sguardi nella bella
+fanciulla.
+
+Egli salutava — ella chinava il capo per quella deferenza convenzionale
+che ha l’inquilino pel padrone di casa, e tutto finiva lì.
+
+Era meno di niente, ma bastava a lui per riscaldarsi sempre più. È quel
+che avviene a ventiquattro anni.
+
+Voleva parlarle.... voleva farsi meglio capire da lei — ma come fare?
+Ella era sempre accompagnata.
+
+Finalmente una domenica — di marzo — essendo per caso sul balcone, vide
+Maddalena uscire.... sola. Non era scorso un minuto ch’egli si trovava
+al fianco della fanciulla, tutto ansante, e stava già per levarsi il
+cappello e dirigerle la parola.... ma ella a quell’atto finse di non
+riconoscerlo, si fece rossa di dispetto — egli credette di pudore —
+calò il velo, e affrettando il passo verso una chiesa poco lontana, vi
+entrò....
+
+Oreste avrebbe fatto molto bene se l’avesse seguita, perchè avrebbe
+scoperto che facendo le viste di andar in chiesa a prender lezioni di
+dottrina cristiana, Maddalena entrava dalla porta maggiore.... usciva
+tosto dalla porticina di dietro, e di là si recava alla casa di Giulio
+— e tale scoperta l’avrebbe guarito perfettamente.
+
+Invece egli si fermò per paura di far paura alla timida cervetta.... e
+se ne tornò a casa più innamorato di prima. — «Oh! io sono stanco di
+far questa vita — diceva fra sè — _adesso_ prendo la laurea e poi la
+sposo. È povera.... ma sono ricco io, e basta.» —
+
+Le cose fino al giugno andarono avanti così, anzi peggio, perchè
+Maddalena non ebbe più occasioni di andar in chiesa all’ora della
+dottrina cristiana.
+
+Ma in giugno, verso la metà, mancando poche settimane a finire il
+corso, Oreste pensò che era tempo di fare il primo passo. E scritta una
+bella lettera di dichiarazione, la consegnò alla portinaia, perchè la
+facesse tenere in gran segreto a Maddalena. Quindi partì.
+
+La risposta era desiderata per la prima domenica.
+
+La lettera fu consegnata, e Maddalena, per quanto potesse desiderare un
+buon partito, fu ben sorpresa di vedere che aspirava a lei nientemeno
+che il figlio del padrone di casa. Da quella brava fanciulla che era, e
+anche per far presto — avendone abbastanza di quanto aveva passato con
+Giulio — diede la lettera ai genitori, i quali strabiliarono e piansero
+di contentezza.
+
+Ma la gioja.... ahimè! fu breve.
+
+Il padre Papetti, presentatosi al padre Soranzi e mostratagli la
+lettera del figlio dicendogli «che era venuto per prendere i debiti
+concerti fra genitori, come è uso in simili casi» — ebbe la sgradita
+sorpresa di vedersi stracciar la lettera sul muso e di sentirsi dire:
+
+— Mio figlio è matto.... Vi rimedierò io.... Spero che, dal canto loro,
+la cosa non avrà seguito.... altrimenti dovrò pregarli di andarsene da
+casa mia. —
+
+Papetti, esterrefatto, colpito da paralisi, non fu capace di dire più
+di «Sissignore....» e non si riebbe che quando, restato solo, comprese
+che si doveva uscire.
+
+Il padre Soranzi partì e tornò dopo due giorni — il figlio sospese le
+sue gite festive — e non se ne parlò più.
+
+Il padre Papetti disse in casa con calma e dignità che non avevano
+potuto intendersi sul capitolo interesse e che quindi non bisognava
+pensarvi altro. — «Del resto.... meglio! — aggiunse — il signorino è
+troppo giovane per essere un buon marito; per Maddalena ci vuole un
+uomo posato. E lo troverai.... sta pur sicura!»
+
+Papetti — chi l’avrebbe mai detto? — fu profeta.
+
+ * * *
+
+Il signor Paolo Minelli — detto _Minella Bellabarba_ — stava di casa
+ed aveva anche, da venti anni, il negozio, precisamente di fronte
+all’abitazione di Maddalena.... quindi aveva veduto nascere, come
+si dice, la fanciulla. Più tardi ne aveva ammirato la serietà e la
+gravità, e diceva sempre a sua moglie: «Se io avessi una figlia, vorrei
+che fosse come quella ragazza lì.»
+
+Ma la figlia non venne mai — anzi, anche la moglie, forse perchè si
+vedeva inutile, pensò bene d’andarsene anche lei.
+
+Rimasto vedovo, dopo qualche tempo sentì che quel gran dolore che
+aveva messo sul cartellone funerale non lo opprimeva più.... Egli
+voleva ancora essere addolorato per sempre, e quindi sospirava, parlava
+continuamente della morta, ne vantava le virtù: — «Una donna come
+quella!» — ma in sostanza, più che pensare alla trapassata, sentiva
+delle aspirazioni verso le presenti.
+
+Maddalena aveva allora compiuto la sua metamorfosi, e il nostro buon
+Minelli non potè a meno di restar colpito da quella trasformazione,
+per cui, conservandosi sempre quella ragazza costumata, seria, grave,
+ecc., aveva acquistato anche le qualità più appetibili. Quella era
+la perfezione, perchè ve n’era per il morale e anche per il fisico, e
+Minella voleva appunto che le due cose non andassero disgiunte.
+
+Cominciò dal formar dei desiderj e, ai sospiri per la defunta, mesceva
+quelli per la viva.
+
+A cinquant’anni gli occorreva una ragazza soda. Nulla di meglio di
+Maddalena, ch’era soda di carattere — e di carni.
+
+Ma come aver l’animo di farsi innanzi?
+
+Egli la conosceva....; in addietro, per molto tempo le aveva dato anche
+del _tu_ — ma da qualche anno si stava sul _lei_.... Questo non voleva
+dir niente, ma egli si sentivo in soggezione. Se non avesse saputo —
+il Papetti non aveva potuto a meno di sfogarsi con qualcuno e la cosa
+s’era propalata — se non avesse dunque saputo del rifiuto dato da
+Maddalena a quell’altro, avrebbe avuto un coraggio da Don Giovanni....
+ma così, sebbene si ritenesse ancora.... con poche ragioni, un
+bell’uomo — tuttavia non poteva nascondersi che cinquanta e diciassette
+anni, nel matrimonio, stanno male insieme. Si possono tutt’al più
+giocare al lotto.
+
+Ma ogni qualvolta egli la vedeva, la tentazione diveniva sempre più
+forte.... finchè una notte dovette prendere il partito di commettere la
+corbelleria.... ossia di tentar di commetterla. Avrebbe rifiutato anche
+lui....; pazienza! Se non altro sarebbe uscito d’incertezza.... e gli
+sarebbe sempre restata la consolazione della volpe.
+
+Maddalena, dacchè s’occupava tanto della sua _toilette_, andava
+spesso nel negozio Minelli — per cui il nostro innamorato ebbe presto
+l’occasione di parlare.
+
+Per attaccar discorso, cominciò dal dirle che gli pareva, da qualche
+tempo, di non vederla più con quella sua amica.
+
+Maddalena rispose che aveva capito non esser quella un’amica per lei.
+
+Allora Minelli, felicemente ispirato, disse che aveva ragione, perchè
+una ragazza bella, buona, onesta, laboriosa come lei... insomma,
+questo.... insomma, quell’altro.... conchiudendo con una frase che
+doveva servir di addentellato — «Beato chi sposerà una donnina cara
+come lei!» —
+
+Ah! Minelli in quell’istante aveva proprio l’occhio del pesce morto....
+il che, con quella stortatura di collo, con quella gran barba nera
+e quei riflessi di luce sull’eburneo cranio, formavo un complesso
+abbastanza comico.
+
+Maddalena capì che c’era qualche cosa, disse fra sè: — Il mio uomo è
+forse qui! — e lasciandogli allora piovere lentamente negli occhi uno
+sguardo languido, affettuoso, disse solo:
+
+— Crede?
+
+— Ah! sì.... ma bisogna anche aver un coraggio da leone per osar di
+aspirare alla sua mano.
+
+— Perchè? — fe’ essa mostrando grande sorpresa.
+
+— Dico così, perchè so che ella ha già rifiutato un buon partito.
+
+— Non mi piaceva.... ed io ho avuto un po’ paura. —
+
+Con che grazia disse questo. Pareva umiliata del suo stesso rifiuto.
+
+Minelli allora, lisciandosi la lunga barba e facendosi pettoruto
+per mettersi tutto in rilievo — ma balbettando — sentiva avvicinarsi
+l’istante fatale della sentenza:
+
+— Chi sa.... chi sa che cosa Ella desidera!... Chi sa quali
+pretensioni.... giustissime del resto....
+
+— Io?.... oh! signor Iddio! — Quanta umiltà in quella scrollatina di
+testa e nello sguardo dolcissimo. Come a dire: «Sono gli altri che
+devono degnarsi di me.... non io degli altri.»
+
+Il povero uomo sentissi conturbato da capo a piedi.... tanto che ella
+fece un grazioso inchino accompagnato da un «Riverisco,» ed uscì, senza
+che egli potesse più dir una parola.
+
+Maddalena passò tre giorni di fila davanti a quella bottega senza
+entrarvi, ma ricercando evidentemente collo sguardo il Minelli, che
+accorreva subito sulla soglia a salutarla.... Ella, che s’era fermata
+_per caso_ davanti alla vetrina, rispondeva _arrossendo_.
+
+Il quarto giorno, Maddalena tornando a casa, verso le cinque, notato
+dall’opposto marciapiedi che Minelli era solo in bottega, attraversò la
+via ed entrò.
+
+— Vede.... pover uomo? — esclamò sospiroso il merciajo — qui solo come
+un cane. Mentre tanti hanno moglie e non sanno che farne.... io....
+
+— E perchè non la prende?
+
+— Perchè amo una donna sola.... e non so come dirglielo.
+
+— È così difficile?
+
+— Ah! sì.... è troppo bella! —
+
+Maddalena sembrò non capire nemmeno che si potesse trattar di lei —
+disse solo sorridente e buona:
+
+— E allora.... se non glielo dice.... non lo saprà mai. —
+
+Poi tacque e arrossì sotto il di lui sguardo luccicante.
+
+Egli, dopo un istante d’imbarazzo..... si fece cuore. — Chinatosi, le
+prese una mano, che stette qualche tempo a contemplare in estasi....
+poi si levò lentamente un anello dal mignolo e glielo posò sulla rosea
+estremità dell’anulare.... e, respirando con affanno, mormorò:
+
+— Ecco.... gliel’ho detto.... Ora attendo la risposta. —
+
+Ella tacque alquanto, meditabonda, mesta.... poscia con voce commossa
+e con due lagrime — due perle! diceva Minelli quella sera all’osteria —
+disse con espressione di riconoscenza:
+
+— Grazie. —
+
+Indi uscì.... portando con sè l’anello.
+
+Minelli era solo, ma gridò come fosse sur un palcoscenico: «Oh! gioja!»
+
+Un’ora dopo, egli faceva la sua prima visita ai Papetti — e, come s’è
+visto, fu un matrimonio a vapore.
+
+— Per noi già non occorrono nè informazioni, nè lo studio del caratteri
+— diceva Minelli. — Ci siamo sempre conosciuti! —
+
+Il mattino susseguente la domanda del merciajo, Papetti volle proprio
+incontrar Soranzi padre e dirglielo:
+
+— Sa poi.... mia figlia sposa nientemeno che il signor Minelli.
+
+— Perchè niente più? — ribattè l’altro, ironico.
+
+— Oh! è abbastanza.
+
+— Chi si contenta, gode. Piacere tanto! — e, salutatolo coll’indice, se
+ne andò.
+
+— Che rabbia che ha! — disse Papetti fra sè con una buona fregatina.
+
+
+
+
+Quando un uomo prende una donna come moglie, l’ultima cosa di cui si
+preoccupa — quando pur se ne preoccupa — è l’opinione vera che questa
+donna abbia di lui e perchè ella acconsenta a sposarlo.
+
+Gli basta d’essere sposato, e include nel fatto che ella nutra la
+«grande stima» e «l’ardente amore per lui». — Ora, quando un uomo
+si trova nelle condizioni che devono piuttosto alienare da lui, che
+avvicinargli una bella fanciulla, come mai non si spaventa all’udire
+che essa acconsente a divenir sua.... tutta sua? E invece se ne
+rallegra.... e crede che gli altri se ne rallegrino con lui sul serio!?
+
+È vero che ve n’è anche di quelli, i quali, quando si sono messi in
+mente di sposare quella tal donna, la vogliono a qualunque costo....
+e la sposano persino sapendo che ella non sa proprio cosa farsene di
+loro — anzi forse appunto per questo — come se il possedere un corpo
+inanimato o animato da spiriti ostili e disposto necessariamente alla
+vendetta, fosse cosa invidiabile. — E voi cosa volete farci?
+
+
+Così noi sappiamo che il signor Minelli condusse a casa la sua sposina,
+convinto di due cose: — ch’egli era il di lei primo amore e che ella
+era fior di roba.
+
+E Maddalena seppe tanto bene inebbriarlo, stordirlo colla bellezza,
+colle sue carezze, e colle arti apprese alla scuola di Giulio, che egli
+vi perdette la testa. Avrebbe dovuto sospettare qualche cosa.... non è
+vero... a tanta scienza....? ma egli non poteva sospettare; egli diceva
+semplicemente: — «Questa è una donna!.... altro che la mia prima!» —
+E siccome non s’era mai trovato a simile festa, — l’abbiamo detto, —
+perdette la testa.
+
+Qui bisogna sapere ch’egli in origine era un povero garzone di negozio,
+al quale si poteva predire anche.... nessun avvenire. La fortuna volle
+che a sua madre venisse in mente di farlo entrare in uno dei così detti
+_oratorj_. — Sono congregazioni di gente di tutte le età e condizioni,
+la quale i giorni festivi si diverte, prima di pranzo, in una cappella,
+per quattro o cinque ore, ascoltando delle messe, delle prediche,
+cantando a squarciagola dei _Magnificat_, dei _Maria Mater Gratiæ_,
+ecc. — e dopo pranzo, in un giardino.... non troppo all’inglese,
+giocando ai birilli e alle pallottole — con finale purificazione
+serale, dei maggiori, all’osteria.
+
+All’oratorio un sacerdote prese a voler bene al nostro Minelli, per la
+di lui dolcezza e ingenuità, coprendolo della sua protezione e, venuto
+il tempo, gli trovò anche la moglie.
+
+Era una fanciulla di trent’anni, discretamente tarlata, se non nella
+virtù, nel fisico, ma che portava una ventina di mille lire nel
+grembiale.
+
+Dormiva poco, mangiava meno, scopava molto ed era tanto economa da
+far dire che le mancava persino il cuore di mirarsi nello specchio per
+paura di sciuparlo. Senza idee al di là della calza, un ghiaccio per
+quello che di solito infiamma le donne — e infine religiosa.
+
+Questo non occorreva nemmen dirlo.
+
+Ebbene, un simile matrimonio passò venti anni sereni e tranquilli,
+in cui se non si contribuì alla propagazione della specie, si misero
+insieme onestamente altre centomila lire, cosicchè quando Minelli
+prese la seconda moglie, era padrone di centoventimila lire, oltre
+l’avviamento del negozio, che ogni anno prosperava sempre più.
+
+Sposare Maddalena, e mutarsi il vento e tutto andare a precipizio fu
+una cosa sola.
+
+ * * *
+
+Con quali idee era entrata Maddalena nel matrimonio? Con nessuna e
+con tutte. Avrebbe veduto e, a seconda delle circostanze, si sarebbe
+regolata.
+
+L’importante per lei era maritarsi.... per le ragioni che conosciamo.
+
+Il marito era ricce.... «Tanto meglio! — si disse — godremo la vita.
+Ormai già non mi resta a far altro a questo mondo.»
+
+E si accinse a godere colla smania con cui vediamo sulla scena un
+affamato gettarsi sur un pasticcio.
+
+Di simpatia, d’amore, di stima, di intime compiacenze della vita di
+famiglia — non era a discorrersi neanche per baja.
+
+Se avesse potuto sposar Giulio quando la sua fede in sè e in lui era
+intiera, l’amore le avrebbe dato quei principj, quelle convinzioni che
+occorrono per una donna di famiglia — perchè una donna innamorata è
+capace di tutto e, non persino, ma principalmente d’essere onesta.
+
+Ma l’amore essendole stato strappato dal seno, di sorpresa, con tanta
+violenza, ella rimase come.... senza un viscere, eppur viva.
+
+Ella non fu più una donna. Coll’amore aveva perduto ogni senso morale,
+ciò che si chiama cuore — e, quel ch’è peggio, senza alcuna speranza di
+riacquistare nè l’uno nè l’altro.
+
+Dunque: marito ricco e godere.
+
+E per disgrazia, Minelli, invece di frenarla, si associò a lei a
+lavorare per la comune rovina. Egli, che durante tutta la sua vita non
+aveva dato prove che d’energia e di buon senso — trasportato dalla
+sua folle passione, non diede, dopo le seconde nozze, che prove dì
+debolezza e di stoltezza.
+
+Nonchè rifiutare.... offriva. — Anche le cose a cui Maddalena sarebbe
+stata indifferente, quasi quasi venivano da lui imposte.
+
+«Oggi faremo» — «domani andremo» — «ecco cosa t’ho comperato....» e
+così via.
+
+Non v’era da desiderare. Era già fatto.
+
+Niente di meglio per Maddalena. Abiti, giojelli a profusione, gite di
+piacere, teatri, cene, pranzi, e tutto senza posa al punto che doveva
+essere un faticare piuttosto che un godere.
+
+La casa, che durante il primo matrimonio era arredata con una
+semplicità quasi campagnuola — vi si vedeva il puro indispensabile e
+tutta roba di gusto più che tramontato — ora pareva un _bazar_. E il
+cambiar il vecchio in nuovo aveva costato quindicimila lire.
+
+Il ragioniere del signor Minelli vedeva con spavento questo scialacquo
+crescente, e arrischiava talora una timida osservazione.... Minelli
+ascoltava, gonfiava le gote, poi si passava una mano sulla fronte....
+e le cose continuavano sempre sullo stesso piede — il che vuol dire
+sempre in peggio, perchè le rendite non aumentavano e non si faceva che
+consumar capitale.
+
+Il ragioniere, vedendo l’inutilità delle sue premure, tacque,
+lusingandosi che, quando alla chiusura del bilancio sarebbe risultato
+il guasto profondo fatto da tante follie nella situazione della casa,
+il signor Minelli avrebbe fatto senno.
+
+Ma s’ingannò. Minelli vide, fu malcontento, disse che bisognava fare,
+che bisognava dire, che sperava anni migliori pel seguito.... ma che
+quanto alle spese di casa era difficile ridurle.... Però avrebbe fatto
+il possibile. Si capisce subito che non fece niente. La solita storia.
+Non v’è alcuno di quelli che si rovinano, che non lo sappiano di
+rovinarsi, eppure nessuno sa fermarsi a tempo e salvarsi. In che cosa
+mai sperano?
+
+Un fatto che avrebbe dovuto avere le più benefiche conseguenze per casa
+Minelli, fu invece una cagione di nuove spese, e nulla più. Vogliamo
+parlare del giorno in cui Maddalena mise alla luce una figlia.
+
+Allora si vide alcun che di stranissimo in quella casa. Si festeggiò
+la nascita con un ricevimento, in cui, fra confetti e vini di lusso, si
+consumò in poche ore un capitale, si fecero brindisi innumerevoli alla
+neonata, alla puerpera, vi furono dei versi sulle gioje della famiglia,
+vi furono complimenti, abbracciamenti e baciucchiamenti senza fine per
+il papà, per l’avventurata mamma, che il cielo aveva benedetti subito
+regolarmente.... e poi, buona notte! l’indomani si mise la bambina
+sulle braccia della nutrice, che partì, e non si parlò più di figlia nè
+di gioje della famiglia, come se nulla fosse nato....!
+
+Le varietà del genere _madre_ sono infinite.
+
+Accenneremo solo delle seguenti:
+
+Vi sono delle madri-nate che amerebbero i proprj figli anche se il
+padre fosse la creatura più odiosa, anche se egli si fosse sottratto
+colla fuga a qualsiasi responsabilità. — Vi sono delle donne che amano
+i figli, perchè amano il marito — altre che si rassegnano a mantenerli,
+perchè non si è potuto non averli e li educano perchè un giorno «ne
+porteranno in casa» — altre infine che odiano la loro prole. Queste
+ultime non sono donne, sono.... cimici.
+
+Maddalena fu estremamente seccata quando sentì d’essere madre. «Perchè
+avere dei figli?» si diceva. Nelle disposizioni in cui aveva preso
+marito, e tutta simulazione e affettazione nelle sue tenerezze per
+quell’uomo, del quale una sola cosa le premeva — «che spendesse per
+lei» — ella non vedeva a cosa potessero servire dei figli.
+
+L’istinto materno aveva forse esistito in lei, ma in tal caso era
+stato ucciso in germe insieme all’amore per Giulio. Così ella era madre
+come un bruto qualunque, anzi peggio, perchè aveva generato contro la
+sua volontà. Questo non lo disse per convenienza, ma lo fece capire
+quando dichiarò al marito che «non ne voleva più.» Ella voleva essere
+libera. Ecco perchè, battezzata la figlia, la mandò alla campagna e ben
+lontano.
+
+Il marito diceva qualche volta: «Andiamo a trovare la nostra Silvia»
+— «Sì.... andremo», rispondeva Maddalena, ma non si andava mai. Non
+è a credere però che proprio nessuno pensasse alla povera Silvia. Oh!
+ci pensavano i Papetti, che di tanto in tanto montavano in diligenza
+e facevano le loro brave quaranta miglia per andar ad abbracciare la
+bambina....
+
+Ritornavano poi a dire cose meravigliose della sua bellezza e del suo
+spirito.... ma non sgelavano nulla. Padre e madre avevano ben altro a
+fare, come stiamo per vedere.
+
+ * * *
+
+Si può farne a meno dell’amore, nella vita, quando si hanno delle
+ragioni per non volerne sapere, ma non si può trovare bella e neanche
+sopportabile la propria casa se l’amore non vi regna.
+
+Maddalena s’annojò tanto della casa conjugale negli ultimi mesi della
+gestazione, che si propose, non appena avesse riacquistata la primiera
+libertà di movimenti, di stare in casa il meno possibile.
+
+E tenne, e la prima cosa che volle, tosto che potè uscire, fu non
+pranzar più a domicilio. — Il marito sulle prime non ne voleva sapere,
+poi cedette a malincuore, infine si abituò al nuovo genere di vita e fu
+contento come di tutto il resto.
+
+Questa innovazione malaugurata ebbe le più funeste conseguenze.
+
+Primo, la casa da quel momento fu casa.... di nome. Non v’era attaccato
+più niente. Casa volle dire solo: luogo dove si sta a dormire.
+
+Secondo, il marito, che già nei primi mesi della seconda unione aveva
+perduto alquanto della sua diligenza e attività — quando si prese
+l’abitudine di pranzar fuori, a poco a poco finì col trascurar del
+tutto i suoi interessi, perchè da principio si stava all’osteria un
+pajo d’ore, e poi si arrivò a passarvi tutta la sera e quindi anche
+parte della notte. Si giunse al punto che il tempo bastava appena per
+smaltire a letto e per riempirsi di nuovo.
+
+Un’abitudine poi ne genera delle altre, e, colle molte amicizie di
+buontemponi che la vita all’osteria procurò a Minelli, egli prese
+insensibilmente anche l’abitudine ai liquori e specialmente al
+terribile _absinthe_.
+
+Dopo pochi mesi di tal disordinare, non si riconosceva più in Minelli
+l’uomo una volta robusto e pieno di vitalità. Già era cominciata
+quell’incuria di sè stesso così propria della gente dedita al bere.
+La barba incolta e brizzolata, gli abiti sempre gualciti, scuciti,
+unti....; non si vedeva mai quando eran nuovi. Gli occhi imbambolati,
+la persona accasciata, incapace di celeri movimenti. Solo quando aveva
+trangugiato una dozzina di bicchierini di quelle infernali bevande....
+aveva dei sussulti galvanici. Egli pareva rianimarsi allora, ma tosto
+cascava addormentato col volto di tutti i colori. Risvegliatosi,
+ricominciava per riaver qualche spirito.... e tosto ricadere.
+
+— Perchè bevi così, Minelli? — gli diceva alle volte qualche amico,
+dolente di vederlo compiere un lento suicidio.
+
+— Bevo.... per mettermi in forza.... e per dimenticare.
+
+— Che cosa dimenticare? i tuoi affari vanno a gonfie vele, tua moglie
+ti vuol bene.
+
+— Sì, è vero, ma ho bisogno di dimenticare.... capisci....? Bisogna
+essere qui.... qui nel cuore! —
+
+Nessuno ci capiva nulla, per cui si cominciò a dire che il povero
+Minelli andava impazzando.
+
+Che cosa mai aveva bisogno di dimenticare?
+
+Eh! aveva bisogno di dimenticare la sua miseria fisica e morale, non
+voleva vedere il dissesto de’ suoi affari, non voleva vedere la sua
+imbecillità.
+
+Egli voleva vedere una cosa sola.... sua moglie.... e sempre più
+cresceva la sua passione per lei, perchè ella diveniva sempre più
+magnifica. La vita dell’osteria le si confaceva!
+
+La chiamavan già la «Minella dalle belle spalle.»
+
+Aveva il volto freschissimo della prima gioventù e l’opulenza di
+forme dei trent’anni. Era una di quelle bellezze che quando passano vi
+strappano una bestemmia.
+
+E Maddalena, colla sua influenza, avrebbe potuto salvare Minelli.
+Perchè non lo fece?
+
+Un giorno il padre e la madre le dissero:
+
+— Guarda che tuo marito beve troppo.... lo dicono tutti.
+
+— È un’esagerazione.... — rispose.
+
+— Guarda che gli farà male....
+
+— Ma che!
+
+— Ma sì, quando si bevono tanti liquori, si muore abbruciati.... Bel
+gusto sarebbe per te restar vedova così giovine. —
+
+A queste parole ella ebbe un sorriso sinistro.... e scrollò le spalle.
+
+Nero abisso in cui non vogliamo nemmeno lasciar cadere uno sguardo.
+
+ * * *
+
+Intanto il tarlo continuava il suo lavoro nella fortuna del merciajo.
+
+La voce della sua negligenza, del suo dilapidare s’era sparsa — e,
+nonostante gli sforzi del suo ragioniere, l’avviamento della sua
+bottega ne soffriva. Tutti prima erano abituati a vedere il Minelli,
+ed ora il Minelli non c’era mai o quasi — e quando c’era, pareva
+stupido. Gli avventori si stancavano. Ad aggravare il male, s’aggiunse
+una nuova piaga.... i giovani di negozio cominciarono a fare quel tal
+mestiere.... cosicchè spesso avveniva che certi _articoli_, i quali non
+erano mai stati venduti, non si trovassero più. Perchè? Ma come? Chi
+è stato? Il ragioniere sbuffava, sgridava.... ma l’occhio e il braccio
+del padrone mancavano e non c’era rimedio possibile.
+
+ * * *
+
+E che faceva Maddalena?
+
+Un primo amore da ridere aveva fatto di lei una moglie, e quindi una
+madre per ridere. Che le restava a fare? — Ridere. — Qual miglior modo
+di divertirsi, che studiare quel mondo per lei affatto nuovo in cui
+s’era trovata sbalestrata, quasi d’improvviso?
+
+Quanto gliene aveva detto Severina era poco in confronto della vasta
+scienza, e l’aveva messa in viva curiosità di imparare il resto.
+D’altronde, avesse anche Severina potuto dirle tutto, altro è viaggiare
+sui volumi dei viaggiatori, e altro è viaggiare colle proprie gambe....
+toccare e vedere.
+
+In poco tempo ne toccò e ne vide tante che il suo cervello ne fu
+profondamente guasto. Vi sono degli individui che passano in mezzo a
+tutte le immondezze e ai delitti senza soffrirne altro che un po’ di
+noja alla vista e all’olfatto — vi son altri invece cui l’immondezza
+e il delitto seducono, e non hanno ancor finito di vedere che già
+sono immondezza essi medesimi o rei. — Altri infine si divertono e
+imparano.... pel momento.... salvo poi il far più o meno loro pro di
+quanto hanno appreso — a norma delle circostanze.
+
+Maddalena era di questi ultimi.
+
+Vedere, pigliar un gusto matto a studiare, a scoprire — e tener a mente.
+
+E davvero aveva ragione di pigliarsi gusto. Nella sua posizione e colle
+numerose amicizie d’ambo i sessi, di cui il matrimonio e la vita nuova
+l’avevano circondata, ella poteva veder chiaro in tutto questo amalgama
+stranissimo che si chiama «Società,» niuna classe esclusa.
+
+L’osteria è una specie di lavatojo, in cui si mettono in evidenza tutte
+le macchie della città e della provincia.
+
+Non si smacchia mai nulla, è vero — ma in compenso, si scopron delle
+macchie anche dove non ve ne sono.
+
+Minelli aveva cominciato dall’esser solo colla moglie all’osteria,
+poi vi si era aggiunto qualche amico, poi gli amici degli amici, in
+modo che in poche settimane la sala o il _berceau_, sotto il quale, a
+seconda del tempo, si pranzava, bastava appena per «Minelli e compagnia
+bella.»
+
+Fino alla frutta, di solito, tanto più se v’era qualche faccia nuova,
+si conservava la bussola, si discorreva di cose di famiglia, di affari,
+di politica, specialmente estera, perchè più facile, ecc., ecc., — poi,
+a poco a poco, colle libazioni, il termometro saliva e veniva il resto,
+il vero condimento del pranzo, la più gradita droga, il coronamento
+dell’edificio, venivano cioè i discorsi lubrici.
+
+Si cominciava dai doppj sensi, poi si passava ai sensi semplicissimi,
+e quindi si mettevano sul tappeto la vita materiale conjugale e le
+questioni analoghe in tutta la loro crudezza.
+
+L’imprudenza dell’uno provocava l’accusa o le giustificazioni
+dell’altro. Si udivano certi rimproveri che avrebbero fatto
+arrossire.... un frate.... forse.... Si davano dei consigli che
+avrebbero ispirato ad un legislatore, delle aggiunte al codice penale.
+Si facevano dei paralleli.... a cui la storia era affatto estranea, ma
+che commovevano — v’erano delle liriche ad un dio che nell’antichità si
+vedeva da per tutto, e che ora si tien celato per render più saporito
+il suo regno.... perchè egli impera sempre.... Oh! sì — v’era.....
+v’era insomma la morale come veramente la intende il mondo.
+
+Un marito, mostrando sua moglie, diceva: Ecco il mio _sacramento_ —
+una moglie, parlando del marito assente, diceva: Oggi non c’è il mio
+_matri_...., cercate fra i _moccoli_ la finale.... quanto a noi non la
+scriviamo. L’amor conjugale si assicurava non esser possibile perchè
+_è sempre quella minestra_. I figli, un imbarazzo che fanno diventar
+brutta la donna e tolgono gli agi alla casa, anzi, precisamente che
+impediscono di berne un bicchier di più.
+
+Le mogli devono essere tanti mobili. I mariti sono copertoni,
+ecc. Poi venivano le storielle dei barcajuoli, dei curati, dei
+frati, delle monache, e si discorreva dei _porti di mare_ e delle
+_famiglie-alberghi_, dove non si arriva mai tardi e si alloggia sempre
+bene. Il tutto accompagnato da commenti, discussioni, miglioramenti di
+testo....
+
+V’erano dei momenti in cui si credeva di essere proprio.... in questo
+mondo.
+
+E la società non era cattiva, vedete.
+
+Era quella che si trova.... da per tutto.
+
+V’era Minelli, dunque, e altri merciaj. V’eran dei commissionarj, v’era
+un parrucchiere _de la haute_, come diceva lui — un calzolajo del gran
+_chic_.... per sua sventura, assicurava — un sarto molto ganimede
+e ballante a cinquant’anni — v’eran degli impiegati senz’ordine e
+con meno concetto, ecc., ecc., e v’erano, s’intende, le rispettive
+consorti.
+
+Nei giorni festivi, poi, la società era numerosissima. Venivan parenti
+ed altri amici, fra i quali delle vecchie zitelle che non capivan mai
+niente, e parlavan del loro gatto — delle vecchie vedove, e anche delle
+maritate, che si facevan capire senza fatica — dei fanciulli d’ambo
+i sessi, delle ragazze sboccianti, e delle ragazze già sbocciate alla
+ricerca.... delle api.
+
+V’eran dei giovani di primo, secondo e terzo pelo, che cercavano e
+trovavano anche dei sollievi alle pene d’ogni età.
+
+Prudenza non ve n’era mai troppa, ma quando i bambini morti di sonno
+s’abbandonavano sulla tavola, e le sboccianti insieme a piccoli
+tulipani di dodici, tredici anni vagavano fra le ombre a coglier
+lucciole, e le sbocciate romanticamente passeggiavano in un vialetto
+dove trovavan sempre qualche furtiva stretta.... di mano — allora nel
+grosso della compagnia composta di gente spregiudicata, o, come dicasi,
+«di mondo....» si alzava la gran cateratta e si dava la fuga alle
+acque.... Ah! ah! che orgia spirituale!
+
+Quanti argomenti saltavano in scena che di solito sono roba da medici
+e da confessori! — quante confidenze in un orecchio.... che tutti
+udivano! — quante proposte a bruciapelo accolte con schiaffi....
+corretti da sorrisi. — E le vecchie e grasse comari, crivelli disusati,
+avvinazzate, colle labbra grosse e nere pel bere, le guance pavonazze,
+come se la godevano, come si scompisciavano dalle risa, asciugandosi
+poi le lagrime della consolazione! Quanti altarini non si scoprivano!
+— E il marito della tale era innamorato della fantesca, alla quale
+portava il caffè la mattina, mentre era ancora a letto. — E la moglie
+del tale aveva.... non occorre dir cosa.... — E il lusso di questa
+costava tanto e tanto. — E quella buona massaja che aveva fatto la
+fortuna di suo marito.... colla sola e dolce fatica di qualche sospiro!
+— E quei due marito e moglie, che erano sempre in tre, al teatro, al
+caffè, all’albergo.... a spese non del marito! — E quella bella signora
+che si vedeva sempre così e colà, e che facendosi condurre al caffè dal
+suo favorito, per non farlo sfigurare al momento di pagare, gli faceva
+passare di sotto il tavolino il suo portamonete! — Un mercante diceva
+delle raccomandazioni di certe signore, le quali non vogliono che il
+marito veda tutto il conto: «Soltanto questo e questo e questo, gli
+faccia vedere.... il resto lo pagherò poi io!! — Ih! ih! ih! faceva il
+coro. —
+
+Ma e la bella moglie di quel tal impiegato che lasciava i suoi ritratti
+presso varie _buone conoscenze_, le quali, si incaricavano di far
+nascere la ricerca dell’originale! — E non è la sola!.... gridava
+taluno — io ho visto degli _album_! — Oh! bello! Oh! bello! — rigridava
+il coro.
+
+E naturalmente v’era gran varietà di soggetti. Non si limitavano alle
+cose.... allegre. V’erano anche le tristi. Si parlava degli odj di
+questa e di quella famiglia — del tal tentativo d’avvelenamento — di
+certe enormezze incomprensibili — di usure inaudite — di ruberie a man
+salva — di crudeltà consumate fra le mure domestiche — di infamie senza
+nome — di mariti che trascurano e peggio moglie e figli, e si fanno
+rovinare di borsa e di salute fuori di casa — di mogli che.... fanno
+altrettanto....
+
+Ma alfine bisognava pur muoversi e andarsene a casa. Bello spettacolo
+quella marcia notturna! Pareva la ritirata da Mosca. Andavano a due, a
+tre, a quattro, a uno.... Chi barcollava, chi s’appoggiava al muro, chi
+correva, chi cantava.... tutto. — Chi urlava, chi bestemmiava.... Or
+non si trovava più questo.... or non si vedeva più quella. Le ragazze
+erano sempre davanti, molto davanti.... e mezzo stordite da un po’ di
+vino e dalla veglia ascoltavan commosse le prime dolcezze e facevano
+imprudentemente le prime concessioni.
+
+Qualche moglie aveva suo marito indietro.... e intanto difendevasi
+da qualche conquistatore.... ma difendevasi male.... e qualche volta,
+nell’addio, v’era anche una non sempre tacita promessa.
+
+Passando vicino a qualche coppia si udivano dei rimproveri.... e
+guardandoli in faccia non si poteva dire avessero delle ragioni legali
+per farsene.
+
+Intanto la sparpagliata comitiva andava.... andava.
+
+Chi entrava di qua, chi prendeva di là.... finchè restavano soli tre o
+quattro molto cotti... che noi non seguiremo certo.
+
+E le cose finivano forse là?
+
+L’indomani cominciava la cronaca della notte. Un marito aveva battuto
+la moglie — una moglie aveva battuto il marito — un marito aveva
+costretta la moglie a fare, in camicia, il maneggio del fucile — un
+fanciullo s’era rotto la testa — un giovinetto aveva sbagliato di piano
+— .... un altro, di uscio, in casa propria — i tali erano così poco
+ubbriachi che, dopo molte vicende notturne, ora erano tutti a letto
+ammalati....
+
+A lungo andare, in una compagnia come quella, raccogliticcia, senza
+scelta, messa insieme proprio a casaccio, non potevan non nascere
+intrighi, imbrogli d’ogni genere e se di quel che avvenne non si può
+parlare per non mormorare del prossimo, si può dire però che vi furono
+scene di gelosia — che vi furono ire di genitori.... Mariti e parenti
+ingenui, i quali lasciavan ber smoderatamente mogli e fanciulle....
+come se il vino potesse produrre nella donna effetti differenti da
+quelli che produce nell’uomo!
+
+Il solo che non diceva mai niente nè di nè a sua moglie era il buon
+Minelli, il quale anzi la incoraggiava a bere, perchè quando ella aveva
+il viso acceso e gli occhi, grazie a Bacco, più brillanti — gli occhi
+di lui del pari alterati dal vino la trovavano ancor più affascinante.
+
+Forse Minelli avrebbe rinunciato a compiacenze di tal genere, se il
+liquido avesse fatto commettere delle sciocchezze a Maddalena, ma ella
+era sempre la «tosa di bronzo» — non obbediva al vino, lo dominava.
+Tanto è vero che in sei mesi, neppure la più piccola imprudenza si
+poteva rimproverarle.
+
+Ella si teneva sempre vicina al marito, sorrideva e rideva alle
+licenze poetiche di tutti.... ma anche sollecitata non apportava il
+suo contingente. Non era in pubblico ch’ella amava prodursi. Oh! nella
+conversazione intima con qualche amica, era un altro pajo di maniche.
+
+Allora ella diceva delle cose gustosissime.
+
+Ma all’osteria, fra i fumi del vino e dello zigaro, quando si era
+perduta ogni misura, esporsi come gli altri le pareva triviale.
+L’immoralità le piaceva, ma piccante, di buon gusto, fina insomma.
+L’allieva di Severina non poteva essere che così.
+
+Avvicinandosi l’inverno, Maddalena pensava seriamente a quello che
+farebbe in carnevale. Nel carnevale precedente non aveva potuto
+ballare, a motivo della gravidanza — ma si ricordava d’aver giurato
+allora a sè stessa di compensarsene ad usura nel prossimo inverno. Però
+il mendicare inviti o il ballare nei teatri non le garbava punto.
+
+Una cosa che le avrebbe molto piaciuto sarebbe stato il dar delle feste
+in casa sua — ma l’angustia relativa dell’appartamento non permetteva
+di pensarvi. Ed ella voleva divertirsi, ballare, e godere uno splendido
+carnevale, senza noje, proprio colla perfetta libertà di cui avrebbe
+fruito in casa. Come fare? — Subito fatto.
+
+Una sera Minelli — suggeritrice la moglie — disse che la compagnia era
+tanto buona che sarebbe stato un vero peccato il lasciarla disperdersi
+nell’inverno.
+
+Gli pareva che, essendo tanto numerosa, si potesse benissimo costituire
+in Società per dare delle feste da ballo a sè stessa dal primo dicembre
+alla fine del carnevale.
+
+Maddalena aveva pensato e suggerito bene. Il progetto di Minelli fu
+ricevuto con acclamazioni generali.
+
+Otto giorni dopo la Società era costituita e lo statuto, steso da
+un socio pratico di simili faccende, approvato e firmato. Minelli fu
+eletto, per riconoscenza, presidente; la Società, in omaggio al gentil
+sesso, fu denominata: _Delle belle donne_, e il primo dicembre si
+apersero le sale, con tripudio generale.
+
+
+
+
+Si ballava tre volte la settimana alla _Società delle belle donne_. Il
+martedì e il giovedì, la veglia non si protraeva però oltre il tocco.
+Il sabato solo, la festa durava fino all’alba vegnente.
+
+Maddalena nelle prime feste si abbandonò con tutta la foga della sua
+gioventù e robustezza in preda alla molteplice voluttà di turbinare
+fra due braccia d’uomo a suon d’orchestra. Nuova voluttà per lei,
+chè da quando aveva lasciato la scuola non aveva più mosso piede.
+Era instancabile e stancava tutti. Eppure non era più pesante di una
+piuma.... quando danzava.
+
+Ma in capo a qualche settimana parve annoiarsi di quel trottolare. Non
+aveva affatto estinto quella smania nel sangue di un moto continuo
+e vertiginoso, ma siccome, man mano la stagione inoltrava, le feste
+si facevan sempre più affollate, si finiva a ballare tutt’al più due
+minuti ogni mezz’ora e a passar il resto in processione attraverso le
+sale, sospirando, talora invano, altri due minuti — il che per lei era
+ultra nojoso. Non avendo delle ragioni particolari per ballare ad ogni
+costo, preferiva ritirarsi, con qualche amica, nel salotto giallo,
+riservato appunto alla conversazione delle signore, e che Maddalena
+chiamava la sua oasi. Infatti, essendo l’ultima delle sale sociali
+ed avendo l’ingresso difeso da una spessa portiera, vi si godeva una
+frescura, una quiete, un silenzio ch’erano un vero ristoro per chi
+veniva dalle torride sale in cui ferveva la danza.
+
+Là su quelle poltroncine presso quel tenue fuoco che scoppiettava
+nel caminetto, coll’accompagnamento della sordina del gas, nasceva
+spontanea la conversazione e si sentiva il bisogno delle confidenze.
+
+Ma è difficile che alle signore, tanto più se belle, venga fatto di
+restar sole.... Oltrechè la donna ha.... non sappiamo cos’ha.... ma
+qualche cosa ha certo che attira l’uomo sulle sue orme, quel ritrarsi
+così in disparte non poteva non destare sospetti e curiosità nei
+signori uomini, che invasero ben presto il salotto giallo. Sulle
+prime quelle signore n’ebbero stizza, ma dopo ci pigliarono diletto.
+La conversazione di molte gentili persone dei due sessi, che avevano
+a pensar solo a darsi buon tempo, se non era più intima, diveniva
+certamente più animata ed arguta.
+
+Nel salotto giallo si formavano dei gruppi e si scherzava amabilmente.
+V’era un gruppo però che la vinceva sugli altri per numero e brio —
+quello della presidentessa. Ella aveva saputo attorniarsi delle donne
+più sapienti e degli uomini più scettici e più caustici.
+
+All’intorno, come spettatori, v’era una schiera di giovinetti del
+primo corso di galanteria, i quali non dicevano niente per rispetto
+ai maestri, e che, con quei loro colli torti per l’attenzione e lo
+stupore, e con quei visi imberbi senz’altra espressione fuor quella
+delle cravattine bianche, facevan l’effetto delle foglie incurate che
+circondano un mazzo di fiori.
+
+Quanti frizzi! quanti razzi! quante scoperte filosofiche e anche
+geografiche!
+
+Ma ad alta voce si diceva quel che si può dire in una festa da ballo ad
+alta voce. Quel che si usa dire a bassa voce non lo si diceva che dopo
+cena, il sabato, fra quei quattro o cinque signori e signore dei più
+matricolati.... nessun marito presente. Allora si diceva l’indicibile
+con una grazia, un sapore, un buon gusto, che avrebbero deliziato
+Fiammetta.... Quello era il campo d’azione di Maddalena.... ma noi non
+possiamo, sgraziatamente, entrar in particolari, perchè erano tutta
+gente discreta e non divulgavan nulla, nemmeno una parola!
+
+ * * *
+
+Si dice: _per ballare_, ma realmente le Società che si costituiscono
+per ballare, si costituiscono _per amare_.
+
+Non sofistichiamo sulla parola, che è molto elastica, e può significare
+tutto quello che si vuole, e conveniamo che non può essere che
+così. Come, infatti, supporre che gente bella, giovane, ardente, di
+vario sesso, se ne stia insieme di frequente, per molte ore, volando
+abbracciata, mangiando, bevendo, ridendo, discorrendo, in un’atmosfera
+torrida, profumata.... godendo di tutte le voluttà dei cinque sensi,
+— senza che l’anima prenda un po’ parte alle ebbrezze del corpo? Ora,
+quando l’anima, ossia questo complesso di fantasia e di cuore, viene
+riscaldata dalle fiammelle che si svolgono dagli spiriti accesi della
+materia.... la prima cosa che fa: è _amare_. Preghiamo nuovamente di
+non sofisticare.
+
+Noi abbiamo tanto buona opinione della umanità, da assicurare che
+riunendo a caso uomini e donne che non si sono mai veduti, e facendoli
+mangiare, bere e ballare, dopo un’ora — qualche coppia anche più presto
+— parleranno d’amore, e quindi.... Dunque è naturale che lo stesso
+avvenisse nella _Società delle belle donne_ e con minore difficoltà,
+perchè, meno un certo numero di socj nuovi, tutti i membri si
+conoscevano, come sappiamo, da tempo — e perchè, qualche vincolo più o
+meno poetico già esisteva o era desiato.
+
+Il romanzo di alcune giovinette continuò colla speranza del _buon_
+scioglimento, ossia conclusione — cominciò quello di altre — alcune
+signore ancor oscillanti si decisero — altre che s’erano già decise
+prima, mutarono avviso — questo non vuol dir che si pentirono! — altre,
+invece, replicando una volta ancora la prova del fuoco, ne uscirono
+illese, colla coscienza tranquilla, ma sospirose. Quanto a Maddalena,
+lo si sapeva che non era una donna facile, ma non si credeva poi
+che fosse una virtù di ferro, come mostrò di essere in mezzo a tante
+seduzioni. I giovani più abili e fortunati in fatto di galanteria,
+tentarono l’assalto.... e furono tutti sconfitti da’ suoi sorrisi
+beffardi.
+
+Nè le adulazioni, nè i sospiri, nè le offerte.... di un’anima! ecc....,
+nulla le fece impressione. Tanti bellissimi giovani.... e nessuno fu
+tanto avventurato da farle ripetere quelle famose parole: «Eccolo.... è
+lui!»
+
+Tale inqualificabile indifferenza sorprendeva i respinti, i quali,
+pratici nel fare i conti sulle esigenze del sangue delle donne e sulle
+solvibilità dei mariti, trovavano che ella avrebbe dovuto essere molto
+esigente, perchè v’era poca solvibilità — ma era forza accontentarsi di
+sorprendersi.
+
+Se però Maddalena si mostrava indifferente per tutti i suddetti, non
+mancava di divertirsi a suo modo. Il suo modo era quello di farsi
+fare la corte dai giovinetti.... Ella godeva mezzo mondo vedendo i
+loro ansiosi sguardi frugarla da per tutto, godeva destando sfrenati
+desiderj, ch’ella incoraggiava con occhiate magnetiche e con parole
+equivoche.... per poi.... udita una timida dichiarazione, liberarsi
+con uno scoppio di riso.... o con un consiglio materno, che li faceva
+diventar rossi rossi, sudare, fuggire.
+
+Ma nessuno sapeva nulla di nessuno, perchè nessuno aveva.... alcun che
+di buono a dire — e così Maddalena, alla sua età, passava per una donna
+superiore, e Minelli pel marito più invidiabile.
+
+Ed ella stessa si credeva invulnerabile, perchè insensibile, ed era
+certa di poter continuare sempre a burlarsi degli uomini e a ridere
+delle debolezze delle donne.
+
+Ma invulnerabile ed insensibile non voglion dire inaccessibile!
+
+Maddalena faceva i conti senza l’imprevedibile e specialmente senza sè
+stessa.
+
+Questo parrà strano, ma se fosse così, lo si vedrà.
+
+ * * *
+
+Una sera, dopo i primi valzer, in quel momento di confusione che nasce
+in una sala da ballo allo svanir dell’ultima battuta, Maddalena sentì
+toccarsi il braccio. Era un’amica che, con una delle solite smorfie:
+
+— _Chérie_ — le disse — c’è qui il signor Soranzi, che desidera tanto
+l’onore di conoscerti.
+
+— Oh! l’onore è mio.... — rispose con accento di sorpresa
+Maddalena, rivolgendosi e squadrando il giovine che s’inchinava
+muto e arrossente.... Quando egli rilevò la fronte, e i loro occhi
+s’incontrarono, un sorriso benevolo, quale di rado ella ne aveva per
+gli uomini, le spuntò, e naturale, quasi affettuosa, continuò:
+
+— Non siamo conoscenze nuove.... mi pare.
+
+— Allora io sono perfettamente inutile qui — disse l’amica, ridendo —
+ma.... mi raccomando! — e senz’attender altro li lasciò.
+
+— Perchè vi siete fatto presentare....? — fe’ Maddalena, posando la
+mano sul di lui braccio e segnandogli con un gesto grazioso la via da
+tenersi.
+
+— Era incerto sull’accoglienza che avreste potuto farmi.
+
+— Che cosa temevate.... da una povera donna?
+
+— Temeva che, a motivo di un certo incidente della mia vita.... mi
+aveste mal giudicato e quindi tenuto il broncio.
+
+— Oh!.... che idea!
+
+— Se vi foste ritenuta offesa, però, n’avreste avuto tutte le
+ragioni.... benchè io possa pienamente giustificarmi.
+
+— Perchè doveva offendermi?
+
+— Ma.... scusate — fece Oreste con sorriso stentato — quale effetto
+produsse in voi....?
+
+— Nessuno.... Cosa volevate mai che sentissi? Mi arriva una lettera
+inattesa.... in cui un signore, che, sotto tutti i rapporti, io era ben
+lontana dall’imaginare potesse occuparsi di me, mi dice che....
+
+— Che vi ama!
+
+— Sì.... al tempo imperfetto.... adesso è imperfetto.... già! Sss....
+ora parlo io.... Ecco la mia oasi, sediamo qui, se non vi spiace. Ma
+forse voi avete degli _impegni_, chi sa quante signore vi aspettano con
+impazienza....
+
+— Nessuna m’aspetta, perchè io sono venuto solo per voi....
+
+— Ah! ah! ah!
+
+— Non credete?
+
+— Credo.... credo.... Torniamo al nostro discorso.... Che vi diceva?
+ah! dunque.... ricevo una lettera inattesa....; mio padre la prende e
+va per sapere se quello che c’è scritto sta bene — gli rispondono che
+sta male.... Cosa volete mai che pensi io?.... penso che chi ha scritto
+è stato un po’.... troppo giovine.... e buona notte! Tutto è avvenuto
+così telegraficamente che non ha lasciato traccia.... Davvero, m’è
+parso un gioco di prestigio. Eccolo qua.... marcia, sparisci.... non
+c’è più! ah! ah!
+
+— Nemmeno una punta di rammarico....?
+
+— Ora non posso dirvi nè sì nè no. Se vi dico che la punta c’era....
+faccio torto a mio marito.... se vi dico che non c’era.... vi
+dispiace.... vedete quindi.... —
+
+Il giovine stette qualche momento sopra pensiero e mesto, poi mormorò:
+
+— Pensare che per pochi mesi soltanto vi ho perduta per sempre!
+
+— Non capisco.... ma forse è meglio.... e a che gioverebbe poi
+capire?.... Ritorniamo in sala?
+
+— No, lasciatemi dirvi solo questo..... Ho bisogno d’essere
+perfettamente giustificato ai vostri occhi..... Via, siate buona,
+vi chiedo così poco! — Quando io vi scrissi quella lettera....
+credetelo.... io vi amava perdutamente.... È inutile che io vi
+riferisca la scena violenta che ebbi con mio padre... potete
+imaginarvela... Dovetti cedere! E come non cedere, quando egli minacciò
+di rinnegarmi piuttosto che riconoscervi per mia moglie?
+
+— Ah! è lusinghiero per me! — disse gajamente Maddalena.
+
+— Non dovete offendervene.... ogni padre ha le sue idee fisse e non
+crede alla bontà delle idee dei figli, i quali, secondo i genitori,
+mancano sempre d’esperienza quando vogliono agire per impulso di cuore.
+— Il suo rifiuto, del resto, non implicava una opinione sfavorevole a
+vostro riguardo.
+
+— Voglio ben crederlo.
+
+— Ah! sì, credetelo.... tanto è vero.... ma questo ve lo dirò dopo.
+— M’era proibito di allontanarmi dall’università.... ero angustiato
+dagli studj.... non potei fare alcun passo verso di voi. D’altronde,
+dopo quel colpo di testa che doveva parervi ben ridicolo, come avere il
+coraggio di farsi vedere? — Erano scorsi pochi giorni, quando mio padre
+mi diede la notizia del vostro prossimo matrimonio.... Non vi dico che
+ho pianto.... perchè ridereste.... —
+
+La voce d’Oreste, già tremolante, si spense, ed egli chinò il capo
+vergognando della sua debolezza. Il suo racconto era stato detto con
+un accento così ingenuo e sincero, che Maddalena quasi per sorpresa
+ne era stata interessata, e quando lo vide come avvilito, gli disse
+cordialmente, per toglierlo d’imbarazzo:
+
+— E come mai non vi ho più veduto in tutto questo tempo?
+
+— Se non aveste preso marito, io, finiti gli studj, avrei fatto tutti
+gli sforzi per piegare la volontà di mio padre. E vi sarei riuscito.
+Avevo il mio progetto e buono! Anche un figlio può minacciare.... basta
+la minaccia di perdersi! Ma quando seppi che vi maritavate... ricevetti
+tal colpo che durai fatica a rimettermi un po’ d’ordine nel cervello.
+Senza l’incubo dell’ultima prova all’università.... che per me voleva
+dire onore o ridicolo eterno.... non so che avrei fatto! Potete pensare
+se, finiti gli studj, pensassi pure a toccare questa città.... Viaggiai
+qualche mese. Quindi, allorchè bisognò pensare al ritorno, tremando
+all’idea di rivedervi dalle mie finestre, felice con un altro, e di
+essere un oggetto di derisione per voi....
+
+— Via....
+
+— Scrissi a mio padre che desideravo si traslocasse....
+
+— Ah! ecco il perchè....
+
+— Sì.... abbiamo una casa presso la stazione, siamo andati ad abitar
+là. Ma allora, quando tornai, sentii subito che non bastava.... era
+ancor troppo vicino a voi.... e dissi che voleva passar l’inverno in
+campagna. I miei genitori mi seguirono.... essi comprendevano molto
+bene lo stato dell’animo mio. Dopo l’inverno, venne la primavera....
+seguì l’estate.... e nessuno pensava a ritornare, quando una sventura
+ci obbligò a lasciar la campagna. Mio padre, che soffriva, già da
+qualche anno, d’oftalmia, per un aggravamento improvviso, correva
+pericolo di restar cieco.... Si tornò quindi in città per aver a nostra
+disposizione i migliori professori.... Ma tutte le cure possibili
+giovarono a nulla....
+
+— Cieco?
+
+— Non precisamente, ma la sua vista è affievolita in modo che non può
+occuparsi di niente. Ora, tutti gli interessi di casa sono affidati
+a me. Quel che volevo dirvi poc’anzi è questo: Ora che mio padre è
+ridotto in così triste stato.... è un altro uomo. Mentre, prima, mi
+ha sempre distolto da ogni idea conjugale, ora egli vorrebbe che io
+prendessi moglie, perchè sente che il chiasso e le carezze dei bambini
+sarebbero per lui un immenso conforto. Non è egli vero che se voi oggi
+foste ancora libera, io potrei farvi mia ed appagare il vivo desiderio
+di mio padre?
+
+— Ma egli m’ha rifiutata una volta per ragioni d’interesse.... e mi
+rifiuterebbe ancora.
+
+— Non v’ho detto ch’è un altro uomo adesso? Basti dirvi che un giorno
+in cui mi pregava appunto di prender moglie, avendogli io risposto: —
+Perchè non me l’hai lasciata prendere allora.... Saremmo tutti felici!
+— Ma! sospirò.... allora non prevedeva.... e poi era così persuaso che
+il tuo amore fosse un puro capriccio giovanile, che ho voluto salvarti
+da un tardo pentimento. — E se adesso potessi ancora sposarla? — È un
+discorso inutile questo.... ma se tu trovi una brava ragazza.... sia
+anche senza un soldo.... purchè piaccia a te, sposala! — Non vi pare,
+Maddalena, che questo sia parlar chiaro?
+
+— Sì — fe’ Maddalena ridendo — ma, come dice vostro padre, adesso sono
+discorsi inutili. — Ora ditemi un po’, come mai vi trovate su questa
+festa?
+
+— Il marito della signora che mi ha presentato è mio amico. L’altra
+sera discorrendosi, al caffè, del carnevale, mi ha invitato ad
+_onorare_ queste feste!.... — Ci sono belle donne?.... ho domandato
+ridendo. — Diavolo, è la _Società delle belle donne_! Abbiamo.... mia
+moglie.... abbiamo la signora Minelli.... — Non bastava sapere che
+v’eravate voi....?
+
+— Non era una ragione.
+
+— Ma diventò una ragione quando mi disse che dopo il vostro
+matrimonio eravate divenuta ancor più bella. Siccome questo mi pareva
+impossibile.... ho voluto accertarmene.
+
+— Ah! ah! non vi domando se è vero.
+
+— Perchè lo sapete.... Sentite, Maddalena!
+
+— Sss! — ecco mio marito. — Paolo.... — continuò rivolta a lui che
+entrava, facendogli cenno d’avvicinarsi.
+
+Minelli andò a lei lentamente.... e Oreste lo guardava con dolorosa
+sorpresa — non lo raffigurava più.
+
+Le lunghe, troppo frequenti veglie e i nuovi disordini del carnevale
+avevano dato un forte crollo al disgraziato. Sembrava un cencio. Curvo,
+cascante, la faccia angolosa, la pelle giallastra con certi tocchi
+verdi che dovevan far fremere una donna. Le orecchie senza sangue,
+parevano essere state staccate e poscia male appiccicate.
+
+Era cosa miseranda veder quell’ombra d’uomo, balbuziente, coll’aria
+imbecillita, venir offrirsi al confronto, colla balda e aitante
+consorte.
+
+— Ho il piacere di presentarti il signor Oreste Soranzi.... — fe’
+Maddalena.
+
+— Ah! piacere.... — biascicò Paolo, con un inchino sur un fianco.
+
+— Lo conoscerai.... È il padrone della casa in cui ha sempre abitato la
+mia famiglia....
+
+— Ah! vedo.... infatti, adesso mi ricordo. Ma.... è un pezzo che non lo
+vedo.... Oh! se è un pezzo.... Sicuro.... ma che bel giovinotto s’è....
+s’è fatto.
+
+— Mi diceva che il suo povero papà ha quasi perduta la vista.
+
+— Ohi mi rincresce.... proprio. Che lo saluti tanto il papà.... e
+anche la mamma.... Oh! venivano sempre in negozio.... E si balla.... si
+balla? Bravo.... Bravo.... a ben ri.... rivederla. — E cacciatasi una
+mano in una tasca delle falde.... lentamente s’allontanò.
+
+Quando Minelli fu uscito, Oreste guardò fisso, con intenzione,
+Maddalena, la quale sorrise.
+
+— Ho paura che.... — cominciò egli, ma fermandosi tosto già pentito.
+
+— Di che cosa?
+
+— Ve lo dirò un giorno.... se ve lo dirò....; ora è troppo presto.
+
+— Va bene.... sentiremo anche questa....
+
+— Signora Minelli — entrò a dire una voce da basso profondo — vuol
+favorirmi per la quadriglia....? è promessa, se se ne ricorda....
+
+— Scusi, signor Soranzi, la quadriglia mi chiama.... Eccomi, signor
+Tabarini.... —
+
+ * * *
+
+Quella sera — martedì — la festa fu breve, e Soranzi non potè dir altro
+a Maddalena. Contro il solito, essa ballò sempre.
+
+ * * *
+
+ _Pensieri notturni di Maddalena
+ dopo quel primo incontro._
+
+Cosa voleva dire Soranzi colle parole: «Ho paura che....?» Che non
+mi crede felice o che presto dovrò restar vedova? Forse una cosa e
+l’altra.... Sarebbe un secondo marito conveniente Soranzi.... Ma lo
+sposerei io? — È ricco, ha modi da gentiluomo, è simpatico, n’ho sempre
+sentito dire un gran bene fin dall’infanzia.... ma non mi seduce....
+Diciamo però la verità.... chi mai potrebbe adesso farmi perdere il
+cervello....? Se Giulio fosse stato Soranzi o se Soranzi fosse Giulio,
+quale felicità.... Maledetto Giulio....
+
+ * * *
+
+ _Pensieri come sopra di Soranzi._
+
+Un pensiero solo espresso da una parola sola ripetuta e vegliando e
+dormendo male: _Maddalena!_
+
+ * * *
+
+Soranzi non mancava mai ai festini della Società, e tutti dovettero
+accorgersi che egli vi veniva per l’unico scopo di trovarsi con
+Maddalena.
+
+I giovinotti e i giovinetti noncurati, allora cominciarono a guardar
+in cagnesco quel signore che non conoscevano, il quale aveva avuto
+semplicemente a mostrarsi per assorbire tutta l’attenzione di Maddalena
+e — quel che era orribile a pensarci — fors’anche le di lei simpatie
+— perchè le loro sedute a due erano d’una frequenza e d’una lunghezza
+tali da permettere di sospettarlo. — Dunque egli aveva dello spirito?
+— Però, pensavano che le cose non potevano essere _serie_.... perchè
+nessun atto, nessun detto meno che conveniente non era mai stato
+notato, neanche dai più indiscreti. — E tuttavia che si dicevano di
+così interessante da poter trovar piacere a star insieme tanto a lungo?
+— E quel Minelli che non ci trovava niente di male!
+
+Maddalena, non solo non si curava di quello che si diceva e che non
+ignorava, perchè o la gelosia dell’uno o la malignità dell’altro glielo
+avevan lasciato capire — ma pareva facesse a bella posta di tutto per
+inasprire peggio e gelosi e maligni.
+
+Tuttavia Soranzi non progrediva di un punto nella conquista di
+Maddalena. Ella lo lasciava discorrere di tutto, anche dell’amore in
+generale, ma quando egli toccava quel tal tasto.... ella faceva deviare
+il discorso. S’egli insisteva, ella scherzava — e una volta ch’ella
+volle lasciarsi costringere ad udire una dichiarazione formale, rispose
+seriamente una parola sola e glaciale: — Impossibile!
+
+— Ebbene! — fe’ egli esasperato. — Sia pure impossibile...! Io vi amerò
+egualmente, perchè non posso vivere che a questa condizione. Avete
+capito? —
+
+Ella non disse nulla, gli lanciò un’occhiata fra lo spaventato e il
+giojoso, che dovette lasciargli intravedere un lembo di cielo.... e non
+si lasciò più avvicinare per tutta la sera.
+
+
+Coricandosi poi e pensando a quella escandescenza, Maddalena rideva
+mormorando fra sè: — Se io resto vedova stasera.... Soranzi mi sposa
+domani! —
+
+Un sospiro del marito giù assonnato attrasse il di lei sguardo su di
+lui. Allora ebbe un moto di nausea e d’odio, e mormorò ancora: — È una
+posizione pagata a caro prezzo la mia.... Se.... il Signore volesse
+ricordarsi di me.... non sarebbe tempo? —
+
+Frattanto finiamo d’avviluppare Soranzi.... perchè si sposa una
+fanciulla, si può corteggiarla maritata.... ma si può non volerla
+vedova.... Ora con Maddalena non si scherza più!
+
+ * * *
+
+Soranzi non le fece più alcuna dichiarazione, temendo guastare. Egli
+si teneva certo, del resto, che un giorno o l’altro ella gli avrebbe
+corrisposto. Questione di tempo. Una donna come Maddalena non poteva
+non amare. Si vedeva che affettava indifferenza, che cercava nelle
+distrazioni mondane il mezzo di stordirsi, e rideva perchè troppo fiera
+per far la vittima, per mostrarsi crudelmente disillusa, disgustata
+di quel matrimonio contratto per inesperienza. — Ma un giorno doveva
+venire, in cui la sua pazienza sarebbe esaurita, in cui il suo cuore
+sentirebbe prepotente, invincibile il bisogno d’amare e d’essere amata.
+Allora egli sarebbe là.... e la salverebbe. Sì, perchè al suo amore,
+Soranzi annetteva anche una missione morale. Gli pareva che dandosi
+ad un altro ella cadrebbe nel fango — mentre, affidandosi a lui, ella
+sarebbe salva! — È la morale degli uomini innamorati sul serio.... e
+anche di quegli altri.
+
+
+
+
+Avvicinandosi la fine del carnevale, a qualche membro della _Società
+delle belle donne_, che faceva parte anche di un’altra Società danzante
+detta _Dei brutti uomini_ — tanto per poter gettar sei notti per
+settimana in luogo di tre _sole_ — venne in mente di proporre che
+le due Società avessero a fondersi, per dare unite, nella settimana
+grassa, una festa da ballo _monstre_.
+
+Le due Società rivaleggiavano quell’inverno a chi dava le più splendide
+feste.
+
+Se i membri dell’una si ritenevano, in buona fede, il fiore dei
+ballerini della borghesia — i membri dell’altra si proclamavano la
+_crème del bon ton_.
+
+Riconoscendosi degne l’una dell’altra, la proposta fu accolta con
+entusiasmo da ambe le parti, e venne fissato il mercoledì grasso per
+la festa della fusione o dei _fusi_ o dei _confusi_, come dissero i
+soliti spiritosi — festa che fu, secondo le previsioni, affollatissima,
+elegantissima, ecc., ecc.
+
+Noi ne faremmo la descrizione, se non l’avesse già fatta allora,
+subito, l’indomani, un compiacente e riconoscente cronista, il quale
+pagò la sua porzione.... sproporzionata di _buffet_, col mettere
+nel suo foglio l’iniziale del nome di tutte le belle donne....,
+enormità che ebbe per conseguenza una scissura terribile fra le belle
+e le brutte — con qual delizia dei mariti o in qualsiasi altro modo
+congiunti, lo dicano quelli che hanno provato le strida dell’orgoglio
+d’una bella offesa o le atrabiliari, cavernose, tragiche declamazioni
+d’una brutta conculcata!
+
+Ma nè festa nè scissura ci interessano punto. Quel che ci preme è
+seguir Maddalena, ossia avvicinarci a lei.
+
+È una sera che segnerà una gran data nella vita sua e di altri — non si
+può perderla di vista un solo istante.
+
+Eccola nel solito salotto giallo, attorniata dalla sua corte maschile
+che pende dalle di lei labbra. — Ella ha già dichiarato che non
+ballerà, perchè s’è fatta male a un piede, l’ultima festa — e perciò
+s’è messo un abito di velluto nero.
+
+Ah! quell’abito di velluto nero.... ossia.... Insomma, il tutto insieme
+di Maddalena quella sera.... fece un gran male!
+
+Era proprio la _toilette_ che più conveniva al suo genere di bellezza
+e che ne faceva spiccare tutte le rare qualità, come non mai in alcuna
+delle feste precedenti — anche perchè era la prima volta ch’ella veniva
+scollata.... fino a quel _punto_.
+
+Era il non _plus-ultra_ dell’arte di offrire e dì celare quei
+tesori.... che in questo mondo fanno sprecare tanti tesori...
+
+Su quel seno alabastrino, d’una freschezza che faceva pensare ad una
+neve rosea, la luce, piovendo dalle lumiere, giocava per mostrare delle
+trasparenze azzurrine. I suoi capelli avevano delle fosforescenze che
+parevan dire: — Baciate qui!.... — e tutta lei un profumo che faceva
+piegar le ginocchia.
+
+Gli uomini, guardandola, strabuzzavano e mandavano dei sospiri,
+mormorando: — Ci vuol pazienza! — e le donne, facendo dei confronti fra
+loro e lei, sorridevano del sorriso stereotipo delle feste da ballo —
+e se alcuno vantava le bellezze di lei, il miele che usciva dalle loro
+labbra, era sempre miele.... ma pareva avesse un po’ sofferto.
+
+ * * *
+
+Chi soffriva più di tutti a quella vista era Oreste, che, appoggiato
+al caminetto, contemplava, pallido per l’emozione, Maddalena, la quale
+sembrava non l’avesse ancora veduto. Egli attendeva con intollerabile
+pazienza che la festa cominciasse, per poter avvicinarsi a lei. Non
+voleva confondersi nella folla di quegli adoratori.... perchè, quella
+sera, l’impressione di tanta beltà, sotto un aspetto nuovo, era
+stata così forte, ch’egli vaneggiava fra sè.... e voleva rinnovare
+l’attacco.... minacciandola di uccidersi se ella perdurasse a non aver
+pietà di lui. —
+
+— Ma andatevene una volta! — gridava egli mentalmente a tutta
+quella gente — andatevene, se non volete che io commetta qualche
+eccesso....! —
+
+Finalmente egli fu esaudito.... Giungeva la prima onda di lontane
+armonie. Una _polka_ apriva la festa.
+
+I cortigiani s’inchinarono a Maddalena per correre sul campo di
+battaglia, ed ella restò sola fra due giovinetti di mezzo pelo.
+
+Allora, guardato l’uno e poi guardato l’altro, sbadigliò.
+
+— Oh! — fece, dopo, mostrando avvedersi proprio in quel punto della
+presenza di Soranzi, e sorridendogli con un lieve moto d’invito. — Egli
+comprese e mosse verso di lei.... — I due giovinetti compresero del
+pari e mossero verso l’uscita, maledicendo all’importuno.
+
+— Proprio adesso — dicevano — che si poteva.... nossignori!.... —
+
+Oreste sedè a fianco di Maddalena, e, prendendole la mano, mormorò con
+voce tremante:
+
+— Finalmente!.... —
+
+Ella lo guardò seria, poi distolse gli occhi da lui e stette pensosa.
+
+Pareva turbata.
+
+Era il caldo più sensibile del solito? era il suo stesso profumo....
+sempre quel profumo? era l’effetto d’una musica eccitante udita da
+lungi, in quel silenzio? era un subitaneo moto del sangue ardente, che
+si faceva giuoco dei di lei propositi.... o era abilità?
+
+Probabilmente pensava solo a quello che voleva dire e udire, e perciò
+dimenticava sempre la sua mano in quella di lui.
+
+Ma quando una più forte pressione la fece accorta di tale dimenticanza,
+si riscosse, parve sorpresa di quell’istante d’abbandono, tornò la
+Maddalena delle altre sere, ritirò la mano, e, ridendo, disse:
+
+— Alle volte non si sa proprio quello che si fa....
+
+— Ecco, vi siete già pentita di avermi reso, un momento, felice.
+
+— Come! eravate felice?
+
+— Non vi amo io forse....? E quando si ama, non si è felici per uno
+sguardo, per una stretta di mano?
+
+— Siete poco esigente.
+
+— Non mi permettete di più.
+
+— Che cosa volete mai....? No.... basta! non voglio che parliate.
+
+— Ma no.... sentite.
+
+— Se dite una sola parola, me ne vado.
+
+— Ed io voglio che m’ascoltiate! — egli le aveva afferrato un braccio,
+ma non era necessario. Ella aveva allora finito di convincersi che non
+era un semplice capriccio l’amore confessato da Oreste; e quella sera
+sentiva, per lo meno, la curiosità di un linguaggio ispirato dalla
+passione.
+
+— Ascolto.... — disse freddamente, fingendosi offesa da quella violenza
+a cui ella pareva assoggettarsi per pura prudenza; e ascoltò cogli
+occhi al suolo, immota.
+
+— Sentite, Maddalena, io sono stanco di vivere a questo modo. Voi
+dite che non potete amare.... vi fate beffe di tutti, ridete vedendo
+quali sentimenti ispirate.... è verissimo; ma io non credo che voi non
+possiate amare.
+
+— Amo mio marito.... — disse seccamente Maddalena.
+
+— No....! —
+
+Si guardarono, egli cogli occhi lampeggianti.... ella peggio che
+sdegnata, sdegnosa. Dopo una breve pausa, in cui Oreste mise alla
+tortura il cervello per trovare la maniera di animare quella statua,
+ripigliò:
+
+— Voi non amate nessuno ancora.... tutti lo sanno; ma questo è solo
+perchè non credete ad alcuno. Quando troverete uno che sappia.... che
+possa convincervi della veracità della sua passione, voi lo amerete!
+Ebbene.... che cosa volete che si faccia per convincervi?.... andiamo!
+qual prova pretendete da me?
+
+— Io non pretendo niente.
+
+— Guardate, Maddalena, che qualche giorno voi mi ridurrete alla
+disperazione! — ma tosto calmandosi con uno sforzo, supplicò:
+
+— Via, siate buona.... ditemi.... che cosa devo fare per meritare il
+vostro amore.... Voi diffidate.... voi temete che, appagato ciò che si
+chiama capriccio.... io non v’abbandoni! Come mi giudicate male....!
+Guardate se non è vero.... Volete lasciare vostro marito....? volete
+che partiamo....? Dettate le vostre condizioni.... Tutto io accetterò
+ciecamente.... Ma non fatemi soffrire di più!
+
+— Amo mio marito.
+
+— Amate vostro marito.... e m’ascoltate!? — gridò Oreste quasi fuori di
+sè....
+
+— M’avete trattenuta.
+
+— Maddalena.... voi non avete cuore....
+
+— Io non avrei cuore.... se vi amassi.
+
+— Ma perchè.... perchè?
+
+— Perchè il mio amore vi sarebbe fatale.
+
+— E sia fatale!... mi faccia morire! morirò almeno per avervi
+posseduta.... non perchè forzato a rinunciare a voi!
+
+— Addio. — Ella s’alzava.
+
+— No.... non voglio. — Oreste la tratteneva di nuovo.
+
+— Md voi mi compromettete!... guardate! —
+
+Qualcuno era dietro la portiera, la quale oscillava.
+
+Maddalena si diede subito un contegno, fingendo abbottonarsi i guanti.
+Intanto Oreste mormorava: — Perdono! — ed ella rispondeva affettuosa e
+sorridente: — Siate savio adesso! —
+
+Qualcuno era entrato, e quando Maddalena, al fruscìo de’ passi sul
+tappeto, alzò lo sguardo, trasalì suo malgrado....
+
+Ritto, appoggiato al caminetto, riconobbe Giulio. — Giulio di fronte a
+lei, che la mirava sogghignando.
+
+Oreste s’accorse del moto di Maddalena, e guardò a sua volta
+quell’individuo.
+
+— Ah! vedo — fece egli piano a Maddalena — lo conoscete?
+
+— Io.... no.... cioè, non ho alcun rapporto con lui, ma lo conosco di
+vista.
+
+— L’avete veduto forse presso quella vostra amica Severina....
+
+— Appunto.
+
+— Lo credevate anche voi suo fratello?
+
+— Sì.... sicuro.... come mai avrei potuto dubitarne....? Ma perchè mi
+fate questa domanda?
+
+— Perchè.... ora è suo marito.
+
+— Ah! sì....? — e Maddalena pensò con rammarico alla sua vendetta non
+riuscita.
+
+— Sì.... ma....
+
+— Ma cosa?
+
+— Ma la maldicenza vuole ch’egli abbia fatto un matrimonio di
+speculazione.... tutto quello che si può dire di speculazione.... nel
+senso spregevole. Capite?
+
+— Non è difficile.
+
+— Voi ne dovreste saper qualche cosa.
+
+— Io ho avuto solo una brevissima relazione con Severina. Ai miei
+parenti non piaceva che la frequentassi; dicevano che non era
+un’amicizia conveniente.... non so poi perchè.
+
+— E voi che pensate di quella donna?
+
+— Era una donna gentile.
+
+— Ma la vostra opinione quanto a carattere?
+
+— Non saprei.... La sola impressione che io ne ho conservata è quella
+delle sue gentilezze.... ma, come v’ho detto, l’ho conosciuta così
+poco.
+
+— Non avete domandato ai vostri genitori la ragione della loro
+contrarietà?
+
+— Sì.... M’hanno detto che una donna, la quale non ha occupazione di
+sorta e ama il lusso, non è una buona amicizia.
+
+— E dopo il vostro matrimonio non l’avete più veduta?
+
+— No.... Ma si potrebbe sapere perchè v’interessate tanto per....?
+
+— Ve lo dirò un giorno....! — fe’ Oreste coll’accento di chi ha provato
+una bella soddisfazione.
+
+— Ecco un’altra cosa che mi direte un giorno.... Io voglio sperare che
+ne verrà una terza e poi una quarta....
+
+— Certo.
+
+— Quando?
+
+— Un giorno.
+
+— Brutto cattivo.... Oh! egli s’è seduto.... Allontanatevi un momento.
+Forse si ferma semplicemente perchè sospetta.... Quando sarete uscito,
+s’allontanerà. Del resto, a minuti vi sarà il riposo.... ed è meglio
+che non ci trovino ancor insieme.
+
+— Vi obbedisco.... —
+
+E Oreste, che s’era alzato, s’inchinò ed uscì.
+
+ * * *
+
+Maddalena, al moversi di Oreste, lanciò un’occhiata alla sfuggita a
+Giulio per scoprire sul suo volto se v’era o no qualche sospetto. —
+Quale non fu la sua ira nel vedervi, e ancor più beffardo, il sogghigno
+di prima!
+
+Offesa, volle respingere l’insulto coll’insulto, e al sogghigno oppose
+un’espressione di sprezzo, con cui le pareva di doverlo annientare.
+
+Fu un’imprudenza.
+
+Giulio non capì l’espressione, vide solo uno sguardo insistente,
+e pensando che Maddalena avesse allontanato Oreste per far posto a
+lui.... con fatuo sorriso e con una cert’aria di degnazione mosse verso
+lei.... ma fu un tantino sorpreso quando la vide alzarsi tutta seria e
+avviarsi verso l’uscio....
+
+— Maddalena.... — pregò egli allora — Maddalena!
+
+— Maddalena?.... — fece ella rivolgendosi rapidamente come punta da uno
+spino, guardandolo fredda e severa.
+
+— Sì, Maddalena! — rispose egli insinuante, — che ha troppo spirito per
+non perdonare un peccato veniale di gioventù.
+
+— Mi direste questo davanti a vostra moglie?
+
+— Oh! mia moglie!... — L’ebete, triviale sorriso di Giulio nel dir
+questo, sarebbe stato una rivelazione per Maddalena, quand’anche ella
+avesse ignorato la abbiettezza di quei due esseri.
+
+Ella guardò quell’uomo che aveva tanto amato, e pensò: — Se mai io
+non avessi scoperto ed egli mi avesse sposata, chi sa cosa m’avrebbe
+proposto.... o imposto, un giorno! —
+
+— Facciamo la pace adunque?.... — e così dicendo, tutto mellifluo
+s’avanzò d’un passo, stendendole la destra.
+
+Maddalena si ritrasse di due, il suo volto esprimeva ribrezzo — e disse
+vibrata:
+
+— Vi proibisco non solo di avvicinarmi, ma anche di lasciar capire in
+alcun modo, sulla festa, che voi mi conoscete.... altrimenti, guai!
+
+— Guai.... che cosa? — fe’ una voce alle di lei spalle.
+
+Era Oreste che rientrava e che si fermò sorpreso, incerto, a guardar
+l’uno e l’altra.
+
+Cattiva consigliera fu l’ira a Maddalena in quel punto. Ella non seppe
+trattenersi, e rivolgendosi a Oreste, gli disse piano con vivacità:
+
+— Ve lo raccomando!
+
+— Ah! — esclamò Oreste, e guardò Giulio con espressione derisoria.
+
+Giulio si fe’ smorto, e volendo punire Maddalena del suo scherno —
+disse umilmente, con sorriso maligno:
+
+— Signora.... se Ella vuol aver la gentilezza di ricordarsene.... noi
+siamo due vecchie conoscenze.... due buoni amici.... —
+
+Maddalena tremò.... Che stava per avvenire? — Oreste la interrogava
+collo sguardo, in attesa d’una parola, d’un cenno, per farla finita
+con quel villano. Ella sentiva che il cuore di lui batteva con estrema
+violenza, e questo accresceva il di lei timore.
+
+— Non se ne ricorda proprio più? — continuò Giulio col medesimo sorriso.
+
+Maddalena si strinse al braccio di Oreste, quasi implorando ajuto.
+
+— Pare di no!.... — proruppe Oreste con accento provocante.
+
+— È forse Lei che glielo vieta? — domandò Giulio sempre nel medesimo
+tuono.
+
+— Oh! oh! mi pare che basti la signora — ribattè Oreste con uno scoppio
+di riso.
+
+Giulio si morse le labbra, e preso un atteggiamento da bravo, disse:
+
+— Scusi.... vorrebbe favorire un minuto?
+
+— Due, se crede.
+
+— Per carità.... prudenza! — supplicò Maddalena.
+
+— Non temete.... si tratta di voi.... e non vi saranno certamente
+scandali.... —
+
+Maddalena li seguì collo sguardo tutta tremante.... Non temeva più per
+sè, dopo le parole di Oreste.
+
+In quel momento il suo cuore aveva un primo palpito — temeva per
+lui.... e la folla dei suoi adoratori che, finita la _polka_,
+allora tornava presso di lei, la trovò poco disposta alla ciarla e
+straordinariamente grave.
+
+ * * *
+
+Se il lettore crede che Giulio volesse sfidare Oreste, si sbaglia.
+Egli voleva anzi comporre quel principio di litigio e dando una
+lezione a Maddalena, e all’amico, togliere, anche per l’avvenire, ogni
+possibilità di nuovi screzj con lui — perchè egli amava la sua pace.
+
+Aveva preso per un istante l’aria da Rodomonte, perchè v’era presente
+una donna, ma non ci teneva affatto a passare per un accattabrighe. —
+Perciò bisognava commettere una bassezza, ma a lui non pareva tale,
+e d’altronde non era quello che potesse imbarazzarlo. Non sì tosto
+fu uscito dal salotto giallo, che la sua fierezza rientrò — ed egli
+prese invece un’aria fra il filosofo, o uomo di mondo, e il protettore,
+che sta per dare una lezione di _savoir vivre_ a un povero ingenuo. —
+Cacciò i pollici nelle taschine del corpetto, lasciando fuori le altre
+tre dita a battere il tamburo, e cominciò:
+
+— Senta.... può essere una soddisfazione per la vanità d’una signora
+il far nascere una contesa fra due galantuomini.... (Ad Oreste, questa
+imparzialità, questa indistinzione, suonò poco gradevole).... ma
+quanto a me, dichiaro che.... pel rispetto dovuto alla vita umana....
+per risparmiare a mia moglie il dolore di restar vedova, e ai di lei
+genitori quello di perdere un figlio.... — Ella è il signor Soranzi....
+non è vero? Ella non si ricorderà di me, ma io mi ricordo di Lei....
+— Dunque, per tornare al nostro discorso.... sediamo qui, se non Le
+spiace, così non saremo disturbati.... — erano nella sala da giuoco
+ancor vuota. — Per continuare, diceva, La prego di ascoltarmi con
+perfetta calma. Quanto Le dirò non Le andrà molto a sangue.... oh! lo
+so!.... il togliere le illusioni sur una donna che.... per la quale ci
+interessiamo.... torna assai disaggradevole.... ma.... ma noi dobbiamo
+pensare che siamo in questo mondo.... e che v’è una sorpresa ad ogni
+piè sospinto. Però.... creda a me.... che forse ho vissuto più di
+Lei.... ho mangiato un patrimonio! — creda, dico, che il meglio che
+si può fare è di viver sempre nel disinganno proprio, e senza alcuna
+illusione sulle donne. Allora le donne si possono gustare per quel che
+sono e non per quello che noi sogniamo che siano.... e che non possono
+essere.... almeno, in genere, mi risulta questo....
+
+— Ma.... — interruppe Oreste, che, durante tal preambolo, era passato
+dalla sorpresa alla noja, e infine all’apprensione — si direbbe che
+Ella creda a un rapporto qualunque fra me e quella signora.... Io Le
+posso giurare....
+
+— Ah! io non ho detto niente.... nè Ella ha alcun dovere di coscienza
+di giurare.... che diavolo! Ella ha voluto intervenire a difendere la
+signora per generosità, per spirito di cavalleria.... sta benissimo. Ma
+Le pare che vi possa essere difesa dove non c’è offesa?
+
+— Ma Ella ha ben veduto che la signora s’è risentita....
+
+— Ah! sì.... nol nego.... Una signora si risente sempre se le dicono in
+pubblico quel che non vuol sentire.... ma che si può dirle....
+
+— Come?! Ella persiste....
+
+— Se Ella prende questo tuono.... io non posso più continuare. Valeva
+proprio la pena che io facessi quasi una prefazione, per vedere poi che
+Ella non vuol comprendere, e crede più a chi La inganna che non a me,
+il quale sto per dirle la verità, affine di risparmiare ad ambedue dei
+dispiaceri inutili.... pronto, se occorre, a provarla tale verità!
+
+— Parli pure — mormorò Oreste con voce sorda, domandandosi con paura
+che cosa mai potrebbe uscire da quelle labbra.
+
+— Io ho detto alla signora Maddalena che io la conosco.... ed è vero.
+Io la conosco così poco, che è stata mia amante.
+
+— Ah! — gemette Oreste.
+
+— Glielo giuro, e, se ne dubita, venga da mia moglie, la quale Le
+narrerà d’una certa scena che Maddalena le fece quando io, che avevo
+già degli obblighi con Severina, non potendo più lusingare quella
+ragazza, la quale mi perseguitava col suo amore, non mi lasciai più
+vedere da lei. Si imaginò d’aver ricevuto chi sa qual torto dalla
+povera Severina, e le fece una scena ridicola, perchè avesse a romperla
+con me. Per fortuna, Severina è una donna di buon senso e capì subito
+che era la gelosia d’un amore non corrisposto....
+
+— E questi rapporti che Ella ha avuti con Maddalena? — disse con sforzo
+Oreste, provandosi a sorridere....
+
+— Oh! sa bene.... — e Giulio, appressate le labbra all’orecchio di
+Soranzi, vi versò certe confidenze che, come veleno, cagionarono un
+dolore atrocissimo al povero giovine.
+
+Se ne avvide Giulio, e mascherando la sua compiacenza, chè era
+appunto l’effetto ch’egli voleva ottenere, sotto una espressione
+d’interessamento pietoso:
+
+— Ella divien smorto.... Non aveva dunque torto io di dirle che Ella
+aveva qualche cosa, qui, per quella donna? Tanto meglio! Ella ora ha
+aperti gli occhi e si saprà regolare. Quel che mi premeva, era che Ella
+fosse persuaso che io non sono un villano, e che fra noi non ci può
+essere alcun motivo d’attrito. Ho tanto piacere di averla conosciuto. A
+rivederci. —
+
+E se ne andò lasciando Oreste fremente di rabbia e con un’acutissima
+fitta sotto il cuore, che gli rendeva oltremodo penoso il respirare.
+
+Quale doloroso destarsi!
+
+Aver sognato una perfezione morale rispondente alla perfezione fisica,
+e trovare una.... civetta volgare, con un _passato_ per sopramercato!
+
+Altro che vittima! — E come sapeva mentire! Ella la rivale disgraziata
+di Severina, l’amante respinta di Giulio.... solo pochi istanti prima,
+osava asserire che conosceva Giulio di vista! e che aveva trascurato
+l’amicizia di Severina per ordine superiore....
+
+E se della di lei giovinezza veniva a conoscere ora quel mistero. —
+ed era il solo, poi? — chi sa quali misteri celava la sua esistenza
+conjugale.... con tale marito....
+
+«Amo mio marito....» — diceva — ma questo doveva esser vero come il
+«conosco Giulio di vista!»
+
+Restava pura e semplice la bellezza.... ma, con un’anima così nera, era
+una bellezza orribile. Era deciso.... bisognava fuggire Maddalena.
+
+E pronunciando il sì della decisione, s’alzò e uscì avviandosi
+verso la guardaroba, ma quando fu sul limitare di quella si fermò
+titubante. —
+
+— Ricomincia la musica, — pensò — Maddalena sarà sola e mi aspetterà.
+Partire colla ferma risoluzione di non vederla più.... sta bene, ma
+non prendermi proprio alcuna soddisfazione, nemmeno quella di vederla
+arrossire.... è un po’ da collegiale che fugge. Si direbbe che ho paura
+di lei!.... Ella mi ha ingannato; io devo punirla.... Con dignità,
+sia.... ma punirla. —
+
+Attraversò di nuovo le sale ed entrò nel noto salotto.
+
+Tanta ira bolliva nel suo petto.... e non appena la rivide.... sentì
+svanire tutti i suoi propositi. Maledetta quella beltà! Maledetto quel
+seno!.... Ed era possibile che un involucro tanto affascinante fosse
+animato da uno spirito infernale?
+
+— Facciamo l’ultima prova! — si disse.
+
+Maddalena guardò Oreste che s’avanzava e fu colpita dal di lui pallore,
+ma ella non poteva rivolgergli alcuna domanda, perchè non era sola.
+
+Egli sedette vicino a lei, dicendo:
+
+— Buona sera, signore!
+
+— Buona sera! — risposero le signore, che erano tre, Maddalena e due
+vecchie derelitte e non rassegnate; oh! lo si vedeva....
+
+Maddalena, ansiosa di sapere che cosa fosse avvenuto, disse:
+
+— Signor Soranzi, volete favorirmi....? è tutta sera che non vedo mio
+marito.
+
+— Ai vostri comandi, signora — fece egli serio alzandosi.
+
+Le due vecchie guardaronsi fra loro ammiccando, ed avevan ragione. Il
+pretesto di Maddalena poteva esser migliore, ma ella aveva fretta.
+
+Usciti:
+
+— Dunque....? — fe’ Maddalena.
+
+— Dunque, niente.
+
+— Come, niente?.... Andiamo, voglio sapere.
+
+— E io vorrei non saper nulla.
+
+— Che cosa dite?
+
+— Dico che se in questo momento potessi perdere la memoria, sarei un
+uomo felice.... e così.... —
+
+Egli chinò il capo melanconicamente.
+
+— Insomma.... ho detto che voglio sapere — continuò Maddalena con
+vivacità.
+
+— Ma che cosa volete sapere? — rispose Oreste animandosi. — Che è un
+vigliacco? Sì, è vero, è un vigliacco, è tutto quello di odioso che
+potete imaginare.... ma, e allora perchè gli avete creduto....? perchè
+vi siete affidata a lui? perchè avete sperato qualche cosa da lui?
+dite! — Ma perchè mai vi parlo io di cose che sapete meglio di me!?
+Quel che è stato è stato, e non può cancellarsi. Tuttavia, non temete
+di nulla. Il vostro segreto sarà da me custodito come se si trattasse
+dell’onore di mia madre. Non ho alcun diritto di esercitare un
+sindacato qualsiasi sulla vostra giovinezza.... Però.... avrei voluto
+trovare in voi una donna...
+
+— Dite pure.... una donna onesta? La sono sempre stata.... la sarò
+ancora.... sapete! — esclamò Maddalena, ironica, fermandosi. Alle prime
+parole di Oreste, vedendosi scoperta, s’era sentita le fiamme al viso,
+ma ella aveva subito riacquistato il suo sangue freddo, e, all’attacco
+inatteso, rispondeva attaccando, a sua volta, con impeto....
+
+— Se io potessi agire senza scandalo ve ne convincerei.... Ma e poi....
+che dico io?.... credete quello che volete.... Perchè devo convincervi
+io di qualche cosa?.... Chi siete voi?.... un ragazzo! —
+
+Oreste la guardò stupefatto, ma dovette abbassare gli occhi, suo
+malgrado, soggiogato. D’altronde, quell’ira gli piaceva, quel sentirsi
+investito da una donna era una voluttà nuova.... e consolante, perchè
+gli pareva che ella stesse per provargli la sua innocenza. Ma ella
+voleva provargli tutt’altro.
+
+— Sì, un ragazzo! e ve lo provo! — continuò, meno veemente, vedendolo
+intimidito, ma tuttavia vivacissima. — Voi vi fate presentare e mi fate
+la corte.... volete ch’io manchi a’ miei doveri.... volete rapirmi!....
+e perchè, un imbecille, che non conoscete, e che avete, nel medesimo
+tempo, delle ragioni per disprezzare, viene a dirvi chi sa quali
+infamie sul conto mio, voi, senza menomamente riflettere, senza neppur
+farmi l’onore di dubitare un solo istante della verità di tali infamie,
+venite ad insultarmi e a dirmi.... con qual diritto poi, sarei curiosa
+di saperlo: — Voi non siete una donna onesta.... — Ah! io dovevo
+lasciarmi sedurre, dovevo lasciarmi rapire da voi per essere una donna
+onesta! Ragazzo! Ragazzo! Per voi io sono una donna onesta....! quanto
+al _rimanente_, non siete voi che dovete darvene pensiero. —
+
+Seguì un istante di silenzio — ella tremava per la concitazione — egli
+gioiva.
+
+Maddalena parve raccogliersi, e, poscia, ripigliò con più calma e con
+una certa gravità.
+
+— Vi hanno detto che ho commesso una leggiera imprudenza giovanile....
+badiamo bene, _leggiera_! È verissimo.... sì, sono stata imprudente,
+perchè ero inesperta. La colpa quindi di chi è?.... de’ miei genitori,
+e specialmente di mia madre.... buona donna, sì.... ma, madre....
+per ridere. Basta forse generare, dar cibo, vestito, ricovero.... per
+poter esser madre? Madre per il corpo forse....; ma, e all’anima chi
+ci deve pensare?.... basta darne l’incarico al confessore? Ma questo
+è precisamente quello che non si deve fare, perchè è assurdo, enorme!
+— Alle corte.... mia madre ha ella mai pensato ch’io avessi un cuore
+e un cervello? — ha ella mai veduto che io diventava una giovinetta?
+— ignorava ella che cosa si agita, qui dentro, nelle fanciulle? — ha
+ella temuto un solo istante che mi si potessero tendere insidie? — mi
+ha ella mai detto che cosa è il mondo? — Ma, Dio mio! se fossi anche
+caduta nel fango.... io sarei perfettamente innocente! Ma non sono
+caduta! — Che coso ho a rimproverarmi infine?.... Ho a rimproverarmi
+d’aver amato, all’età in cui non si può far altro che amare....
+perchè tutto, in noi e fuori di noi, non parla che d’amore.... — ho a
+rimproverarmi d’aver creduto, per un momento, alle lusinghe del primo
+essere che riuscì a interessarmi. E questo cosa vuol dire? L’ho amato
+ed ora l’odio.... Non vi pare che l’odio cancelli tanto bene l’amore,
+da rifare persino la verginità di un’anima? — E voi siete crudele
+al punto da farmi un delitto di una imprudenza giovanile, e perchè?
+perchè sono viva.... e mi fate la corte! — Se io, allora, quando
+scopersi il tradimento, mi fossi uccisa o fossi morta di crepacuore....
+oh! allora vi sareste unito agli altri e mi avreste compassionata,
+avreste maledetto a lui!.... Ma non sono morta.... e quindi io sono
+una donna colpevole e spregevole, ed egli è un giovinotto galante
+da invidiarsi, perchè sa far bene il suo mestiere. — Vi giuro però,
+che se, una certa notte di torture indescrivibili, non sono morta, o
+per lo meno impazzita, la prima a esserne maravigliata, l’indomani,
+fui io medesima. Ma allora, rientrata in me, dovetti ridere di me e
+degli altri. Soffrire?.... A che serviva?.... Voi direte scherzando:
+— Che donna forte!... — Sia pure. Non è una fortuna per una donna
+l’aver sentito una superiorità morale non comune? Non ci foss’altro
+vantaggio.... v’è quello di poter ridere di tutto. —
+
+Qui Maddalena, prendendo un tono leggiermente derisorio:
+
+— E ora che v’ho detto tante belle verità.... che cosa mi farete
+l’onore di pensare di me?.... Sentite.... se siete di coscienza tanto
+inesorabile per noi povere donne.... accettate un buon consiglio....
+rinunciate fin d’ora a qualsiasi donna.... a meno che non possiate
+seguirla, passo per passo, dal giorno in cui schiude gli occhi fino
+a quello in cui la sposerete.... e ancora!.... Leggerete voi nel suo
+pensiero?.... Credetemi.... donne che non abbiano commesso imprudenze
+ne troverete....; chi sa com’erano tenute d’occhio! — Ma donne che
+non abbiano sognate imprudenze, dormendo.... e non dormendo, non
+ne troverete una! Ed è naturale. Se voi, a sedici anni, ispirato
+dai poeti, avete chiesto forse in ginocchio un bacio alla vostra
+servetta.... perchè non volete che una fanciulla non pensi al marito?
+Volete permetterle almeno di occuparsi del destino della sua vita,
+che sta tutto nella parola: Marito? E marito che cosa vuol dire? —
+Uomo. —
+
+Si tacque, e si continuò a passeggiare in su e in giù, per la stessa
+sala, non curando, non vedendo neppure quelli che passavano, i quali
+invece vedevano e non erano indifferenti.
+
+Ella attendeva la prima parola di lui.... ed egli non la trovava.
+
+Impazientita, Maddalena uscì, infine, a dire:
+
+— E così?
+
+— E così, Maddalena, io non so che dire. So soltanto che ho il caos nel
+cervello e un male indicibile al cuore.
+
+— Allora.... — fe’ ella, scattando, severa, imperiosa — addio....
+andatevene, e che io non vi veda mai più! —
+
+Oreste non s’era ancora riavuto dalla prima sorpresa, che Maddalena era
+già molto lontana.
+
+— Sciocco.... imbecille mille volte ch’io sono! — e si batteva la
+fronte — è un’ora.... un’ora! che mi parla, per farmi capire che mi
+ama.... ed io.... io faccio l’austero, il pedante, senza dirle una
+buona parola.... a lei, che merita tutto! Che fuoco! Che franchezza!
+Che sentimento! — Ah! rimediamo.... rimediamo subito....; io non
+voglio.... non posso perderla. —
+
+Se egli avesse saputo che Maddalena non aveva voluto che provarlo con
+quell’_andatevene_.... scandagliare, sapere se e qual effetto realmente
+aveva avuto il malaugurato incidente!
+
+Ella ebbe dunque un sorriso di trionfo quando lo vide comparire
+nel salone e cercarla collo sguardo. Ora era sicura.... egli non le
+sfuggiva.
+
+Allora Maddalena gli si mostrò, ed egli andava verso di lei, con aria
+umile e pentita.... ma ad un tratto si fermò sorpreso ed esitante.
+Maddalena seguì la direzione del di lui sguardo, e non fu meno sorpresa
+di Oreste.
+
+Sulla soglia dell’ingresso di destra stava il padre Papetti.
+
+Papetti cercava di sua figlia, ma era tanto stordito dal rumore della
+festa, dallo spettacolo per lui nuovo, dal caldo del gas, e da una
+bottiglia testè vuotata, che non ci vedeva quasi più — e anche quel
+poco come attraverso un velo grigio.
+
+Per sua fortuna, Maddalena, punta dalla curiosità di sapere come mai
+egli si trovasse là, andò tosto a lui.
+
+— Tu papà.... ad una festa da ballo? — fe’ ella piantandogli davanti
+come trasecolata.
+
+— Ah! brava, cercava appunto di te.... ma qui come si fa?... Conducimi
+in qualche angolo, ove si possa dir due parole.... qui nè ci vedo nè ci
+sento.
+
+— Che cosa vuoi dirmi di bello e di nuovo? C’è forse qualcuno che
+aspira all’onore della mia mano?
+
+— È proprio il momento di scherzare.... È vero che tu non sai....
+
+— Ma son cose serie?
+
+— Pur troppo.
+
+— Oh! — ella non credeva affatto. — Allora vieni qua nel salotto.... Ti
+piace il giallo?
+
+— Che domanda!.... Benedetta gente che c’è al mondo — brontolava egli
+mentre si attraversavano diverse sale, facendo strabiliare Maddalena
+— ecco.... ecco! Si hanno chi sa quali dispiaceri...., chi sa quali
+disgrazie ci minacciano.... e là si ride, si scherza, si balla? Ma come
+si fa? domando io.... come si può mettere la maschera dell’allegria sul
+volto.... mentre nell’anima ci dovrebbe essere la disperazione....?
+
+— Disperazione?.... ah! eccoci qui.... e mi spiegherai.... — fece
+Maddalena lasciandosi cadere sur un divano.
+
+— Sissignora, ti spiegherò.... Dunque sappi, prima di tutto, che mi
+si è teso un tranello.... Tuo marito credeva che col farmi bere.... io
+avrei cantato.... ma io non canto mai! Ci vuol altro!
+
+— Scusa.... non capisco... mio marito?
+
+— Sì.... tuo marito, che non avendo potuto indurmi a commettere una
+corbelleria a mente fredda, perchè di giorno — ha creduto che ne avrei
+commessa senza difficoltà un’altra, dopo qualche bicchiere di Cipro,
+perchè di sera, fra i tripudj e le danze.... Ci vuol altro alla mia
+età!
+
+— Scusa.... non capisco ancora.... mio marito....?
+
+— Ma non sai cosa mi ha proposto? Mi ha proposto di consegnargli la
+tua dote.... e se no, di prestar una garanzia equivalente, perchè ha un
+bisogno straordinario. In poche parole.... è rovinato....
+
+— Mio marito rovinato?.... ma tu....
+
+— No.... no.... è la pura verità.
+
+— Ma se fosse rovinato, io lo dovrei ben sapere....
+
+— Che cosa vuoi mai sapere tu?.... Stai in negozio tu? sei al corrente
+dei suoi affari tu? Ti dice forse qualche cosa lui?
+
+— No. Ma appunto perchè non so niente e non mi dice niente.... devo
+pensare che tu t’inganni. Un marito rovinato nè può divertirsi nè può
+spendere per sua moglie come fa il mio.
+
+— Ah! ah! ma, cara mia.... quando un uomo non sa far altro che bere....
+non sa più nemmeno quel che si fa. Paolo ha perduta la testa.... Me
+l’ha detto anche Cavallazzi, il mercante sull’angolo, che è di là....
+Vuoi parlargli?
+
+— No.... grazie.
+
+— E per colmare la misura.... mi assicurano.... che Paolo è andato....
+che non c’è più speranza. Il dottore Moscatelli, che ho trovato
+stasera al caffè, mi dice di non metterti in apprensione, ma però di
+raccomandarti molta prudenza. Capisci? Per me già, mi dividerei di
+letto. Quando gli ho domandato: — Ma, insomma, dottore, temete proprio
+ch’egli possa morir presto....? — Sono certo che non vivrà a lungo —
+mi ha risposto. — E vuoi che io arrischi, foss’anche un soldo del tuo,
+quando le cose sono a tal punto? Se egli muore rovinato, non ti resta
+che tornar in casa, già.... e allora la tua dote non sarà forse tanto
+zucchero per te? — Aaah! non me la sarei proprio imaginata! — Ma siamo
+intesi. Ora io me ne vado, perchè è capace di tornare all’assalto, e
+mi rincrescerebbe dar una mortificazione al marito di mia figlia. Chi
+l’avrebbe mai detto, eh? Pareva il bue d’oro! Mi rincresce per te....
+mah! finchè c’è tuo padre.... non temere!.... Buona notte.
+
+— Buona notte.... — mormorò Maddalena macchinalmente.
+
+Ella pensavo a Soranzi. Rivelazioni così inaspettate l’avevano molto
+turbata. Ella doveva pensare a’ casi suoi. Fra poco sarebbe vedova
+e povera. Il tornar in casa non le sorrideva certo! Dunque....
+dunque non restava che premunirsi contro la sventura. In qual modo?
+Coll’assicurarsi un secondo marito.... Ora, di tutti gli uomini che la
+corteggiavano, chi permetteva la speranza di poterlo divenire? — Uno
+solo, Soranzi. — Ma quella era l’ultima festa.... quando lo rivedrebbe?
+E anche rivedendolo, le di lui disposizioni sarebbero.... quali?
+Una nuova conoscenza.... un ostacolo in famiglia.... insomma, non si
+sa mai.... un giovane fa tanto presto a distrarsi! Dunque, per non
+arrischiare di perderlo, bisognava incatenarlo e subito. — Subito....?
+Con qual mezzo.... con qual catena? Ah! la catena c’era.... ma....
+
+Un diavolo, almeno uno, ci deve essere.... per ajutare le donne belle.
+
+
+
+
+Giulio non s’era contentato di abbeverare di fiele il Soranzi, ma
+certo ormai che v’era qualche cosa fra quei due, era andato a contare
+il tutto a Severina e quindi anche a un crocchio di _brutti uomini_.
+Mezz’ora dopo tutta la festa sapeva che la _Minella_ e il Soranzi se
+la intendevano.... cosa del resto naturale in chi da fanciulla, ecc.,
+ecc. — Una donna che ha conosciuto un Giulio, — dicevano alcuni in
+faccia a Giulio stesso, il quale ne godeva tutto — che cosa può mai
+essere? —
+
+Maddalena capì esservi alcun che di mutato nell’opinione pubblica a
+di lei riguardo, perchè tutti la guardavano con evidente curiosità —
+ma.... poteva anche essere a motivo della sua _toilette_.
+
+Chi invece sapeva tutto e n’era dolentissimo, perchè una parola venuta
+all’orecchio del marito poteva aver delle conseguenze gravissime, era
+Oreste, che aveva ricevuto delle congratulazioni, quali misteriose e
+quali niente affatto....
+
+Non essendo, per caso, fatuo, nè vano, le avea respinte.... con tutta
+la gentilezza e l’umiltà che si richiedevano — ma contenendosi a
+fatica.
+
+— Ecco — si diceva — fra me e quella donna v’è niente, e io pel
+mondo sono suo amante. — A tale ingiustizia, le parole di Giulio gli
+diventavano menzogne, e la sua tenerezza per lei si accresceva. Avrebbe
+voluto avvicinarla, ma n’era trattenuto dagli occhi di tutta quella
+società che egli sentiva rivolti sopra sè stesso. Per far qualche cosa,
+entrò nella sala da gioco.
+
+Maddalena, che da più d’un’ora non lo vedeva, dopo aver girato per
+le sale con aria indifferente, ma cercandolo, si decise a domandar a
+qualcuno se avesse visto, per caso, il signor Soranzi.
+
+L’interrogato era una bella barba bianca, tutto compito e punto
+pettegolo — per cui, benchè conoscesse la cronaca della serata, rispose
+con perfetto ossequio:
+
+— Se lo desidera, sta giocando al bigliardo. Vuol che glielo vada a
+prendere?
+
+— No.... basterebbe ch’ella gli dicesse che mio padre ha dovuto
+partire. Mi fa questa finezza?
+
+— S’imagini! —
+
+Soranzi comprese il sottinteso, in due colpi perdette la partita e
+corse da Maddalena.
+
+— Finalmente! — fe’ ella mostrando una gran gioja nel rivederlo e
+porgendogli la mano — credeva che foste proprio in collera per alcune
+parole inconsiderate che mi sono sfuggite in un momento di vivacità....
+
+— No.... anzi, quelle vostre parole mi hanno reso felice....
+
+— Felice?
+
+— Sì.... il perchè di questo ve lo dirò....
+
+— Un giorno; non è così?
+
+— Appunto. Ho un’altra cosa importante da dirvi, ma quella ve la
+dirò subito. Sappiate che Giulio e sua moglie devono essere stati ben
+imprudenti e ben cattivi.... perchè stasera si dice quello che prima
+non si è mai osato forse di pensare.
+
+— Cioè?
+
+— Cioè, che.... io.... che noi, insomma, ci amiamo.
+
+— È tutto qui? — domandò Maddalena senza nemmeno aggrottare le ciglia,
+anzi sorridendogli adorabilmente.
+
+— Come! se è tutto qui? — esclamò Oreste maravigliando. — Cosa volete
+che si dica di più?
+
+— Eh! lasciate un po’ che dicano! — continuò ella. — Ma ecco l’ora di
+cena.... Volete essere mio cavaliere servente?
+
+— Ma come! non temete?
+
+— Che cosa? Ah! ah! Ma se dicono già di peggio.... — A proposito.... di
+peggio o.... di meglio?
+
+— Voi che ne pensate?
+
+— Io....? — mormorò Maddalena con civetteria, e appoggiatasi a lui, con
+passo molle, l’occhio raggiante sempre fisso in volto ad Oreste, che
+non ci capiva più nulla, attraversò tutte le sale, fino al _buffet_,
+ove ella lo fece sedere ad un tavolino che bastava appena per due
+persone.
+
+— Vedete se ho paura? — disse Maddalena. — Mi fanno la guerra....
+l’accetto.
+
+— Ma vostro marito?....
+
+— Quando verrà gli faremo un po’ di posto. —
+
+Cenarono e risero.... Ella gustò diversi calici di Frontignano — aveva
+il capriccio del Frontignano, quella sera — egli non bevette che acqua
+— ma quando s’alzarono l’ebbro era lui, ebbro dello spirito, delle
+carissime imprudenze di lei, delle occhiate che gli parevan piene di
+promesse.
+
+— Vedremo come finirà, — pensava — ma come può finire.... se, fra
+qualche ora, i lumi si spegneranno e non so quando potrò rivederla?
+
+Ma a che cosa pensate....? — disse Maddalena — datemi il braccio.
+
+— Pensava se e quando potrò rivedervi.
+
+— Ah!.... — ed ella chinò il capo.
+
+— Adesso potrei domandar io a che cosa pensate voi?
+
+— Pensava.... oh! Dio! ma sentite....! che può mai essere accaduto....!
+Andate a vedere, vi prego.... v’aspetto qui.
+
+ * * *
+
+Tutto a un tratto era nato un gran trambusto. Chi correva di qua, chi
+correva di là. Chi gridava per sapere, chi, temendo vi fosse una rissa,
+gridava per trattenere le signore curiose. Dalla _salle-à-fumer_,
+in cui non si poteva più entrare, tanta era la folla, uscivano
+vociferazioni d’ogni genere: — Indietro! — Non soffochino! — Non sarà
+niente! — È morto! — Ci vuol il prete! — No, è vivo....! ecco, si
+muove! — Portiamolo via!
+
+— Silenzio! — gridò finalmente una voce stentorea. Era la voce di un
+medico.
+
+— Lei, signor Alessandri, — continuò — lo faccia portar qui sopra, in
+casa sua, e mettere a letto. Allora si potrà far qualche cosa! Qui è
+impossibile.
+
+— Benissimo.... Largo, signori! —
+
+Si vide allora la gente rifluire e lasciar il passo a due soci, che
+spingevano una gran poltrona verso la guardaroba....
+
+In quella poltrona stava adagiato un uomo, che parava un cadavere.
+
+ * * *
+
+— Ma che c’è? — domandava intanto Maddalena a quelli che le passavan
+vicino.
+
+— Non so, signora, non so davvero — rispondevano guardandola con
+compassione; — oppure: — Niente, niente! cose da nulla! — e via.
+
+— Ah! finalmente saprò da voi che cosa è avvenuto! — fece ella, vedendo
+venire Oreste tutto turbato e dolente.
+
+— Non ve l’hanno ancor detto?
+
+— Ma se nessuno sa niente!
+
+— È perchè voglion risparmiarvi un dispiacere....
+
+— Un dispiacere? — e davanti all’ignoto ella non potè a meno
+d’impallidire. — Mio marito.... mio padre, forse?
+
+— Vi prego.... non mettetevi in apprensione. È una cosa che passerà....
+Vostro marito ha.... eh! insomma, non è un delitto poi!.... ha bevuto,
+pare, un po’ troppo.... e ora....
+
+— Ah! tacete! — fe’ ella con moto di schifo, volgendo altrove il viso.
+
+— Ve l’avrei taciuto.... ma era mio dovere tranquillarvi....
+
+— Grazie.... E ora dov’è? Voglio sperare che non me lo porteranno a
+casa in quello stato....!
+
+— No.... no; è già provveduto. Il cassiere della Società, che abita qui
+al secondo piano, l’ha ritirato in casa sua. Egli non tornerà quindi
+presso di voi che quando sarà fuori di pericolo....
+
+— V’è pericolo....? — e lo sguardo di Maddalena, in dir questo, parve
+strano ad Oreste.
+
+— No.... sapete bene....
+
+— Sì.... è vero, non capiva. — E io che cosa faccio adesso.... qui
+sulla festa, quando tutti sanno che mio marito.... il presidente....?
+Ah! povera donna ch’io sono!.... Che bella felicità la mia, non è
+vero? — e ella rideva stridendo. — Vedete.... vedete la gente come
+mi guarda....! Ah! io non posso più vedermi qui.... Venite....?
+M’accompagnate?
+
+— Andiamo.
+
+— Grazie.... Ah! ricordatevi di levare le chiavi dal soprabito di mio
+marito....; quasi quasi non ci pensava. —
+
+In quel momento si attaccava un galoppo — e nessuno si avvide della
+partenza della nostra coppia.... anche perchè seppe partir bene.
+
+Quando si venne a sapere che la _Minella_ era andata via, ossia a casa
+con Soranzi....
+
+— Povera donna, — dissero i più. Qualcuno sogghignò; e Giulio disse
+adirittura: — La poesia di Soranzi la consolerà adesso della prosa di
+poco fa del marito. —
+
+ * * *
+
+— Possiamo andare a piedi, — disse Maddalena, sulla soglia del portone,
+guardando il cielo — la notte è così serena e così tiepida!
+
+— Badate a quello che fate....; la vostra salute potrebbe correre un
+serio pericolo, uscendo da un ambiente tanto caldo.
+
+— Oh! sono ben coperta....; del resto, — aggiunse con amaro sorriso —
+cosa importa che io viva o muoja....?
+
+— Non parlate così, Maddalena.... — intanto andavano — sapete pure
+che v’è qualcuno, il quale vive per voi, e sarebbe ben felice se
+voi voleste viver per lui. — Ma è forse questo che poco v’importa, e
+perciò.... —
+
+Egli tacque, per una forte pressione del braccio di Maddalena sul suo —
+e la guardò.
+
+Ella si era sospesa, per così dire, a quel braccio, intrecciando
+le mani — e lasciava trascinare la persona stanca. Il di lei capo,
+piegato verso il suo cavaliere, a gradi insensibili finì a reclinarsi
+sulla spalla di lui. Non parlava.... solo ad intervalli le sfuggiva
+un sospiro. Egli rispettava quel mesto silenzio, temendo che qualunque
+parola di conforto, in tale stato dell’anima, potesse sembrarle volgare
+e indisporla.
+
+Giunsero così all’angolo della via ove era l’abitazione di Maddalena.
+
+— Dove siamo? — esclamò ella, come svegliandosi di soprassalto.
+
+— Qui.... presso casa vostra, — rispose egli dolcemente.
+
+— Casa mia?.... — fece Maddalena fermandosi — e un gran sgomento le
+si leggeva in viso. — Ma io ho paura.... di casa mia! Come troverei
+riposo.... ora? Qual notte sarà questa per me? E se pur potessi
+dormire, sono io certa che non mi risveglierà.... Ah! quale orrore!
+
+— Calmatevi, cara Maddalena.... sentiamo.... che volete fare fino
+all’alba....? comandate.
+
+— Mio Dio.... io non so.... qualunque cosa, purchè io non mi trovi in
+quelle stanze spaventose. —
+
+Seguì un lungo silenzio. Il cuore batteva a Oreste con tal violenza
+che pareva volesse aprirsi una strada, e sentiva al cervello come una
+fiumana di sangue che lo accecava.
+
+Capiva che era il momento di ardire, e temeva di rovinar tutto con una
+parola mal detta.
+
+Ma non vi fu pericolo di rovinare nulla. Maddalena, che guardava verso
+una piazzetta poco lontana, disse ad un tratto:
+
+— Che cosa sono quei due lumi rossi....?
+
+— Sono i fanali di un _brougham_.
+
+— Ah! — fe’ ella pensosa, mordendosi un labbro.
+
+Oreste tremava come una foglia e sentiva le gambe piegarsi....;
+ardì.... provossi a fare, come in isbaglio, un passo verso la
+piazzetta, e non trovando resistenza.... continuò.
+
+Ella era più leggera di prima.
+
+Quando furono a dieci passi da quella carrozza, egli fece per parlare,
+ma non potè articolare un solo accento....
+
+Allora s’ajutò con un gesto, un punto d’interrogazione, e le additò la
+carrozza.
+
+Ella non ebbe nè un moto nè una parola.
+
+— Dove andiamo? — fe’ egli con voce soffocata.
+
+— _Dove volete_.... — rispose ella fiocamente.
+
+Oreste fu abbarbagliato, come per lampo improvviso, e vacillò....
+
+— Ma.... — balbettò egli — io non vorrei che voi.... agiste.... in un
+momento di.... disperazione....
+
+— Io.... — rispose Maddalena, aprendo le braccia con un moto spasmodico
+di tutte le membra, parevo la Madonna dei sette dolori — io non ho più
+forze.... non posso più resistere.... — e singhiozzante appoggiossi a
+lui come cadendo.
+
+Egli la sorresse, e mormorò:
+
+— Tu sei un angelo! — e aperse lo sportello.
+
+ * * *
+
+È uso di dir ad una donna: «Tu sei un angelo», quando la vediamo
+cadere dal cielo della mor....ale sul paradiso terrestre dell’amore....
+_nostro_....; s’intende.
+
+ * * *
+
+Il primo lunedì di quaresima si leggeva in un giornale:
+
+«Ieri abbiamo detto che il signor P. M. era scomparso, lasciando una
+lettera, in cui manifestava la risoluzione di suicidarsi. Pur troppo,
+egli ha mandato ad effetto il suo tristo divisamento. Il cadavere
+del P. M. è stato rinvenuto stamane da alcuni contadini presso il
+Manicomio, entro una roggia. Nel prossimo campo si sono trovati un
+mantello e una bottiglia di _rhum_ quasi vuota. Si capisce che lo
+sventurato ha cercato nel liquore quel coraggio che gli mancava. —
+Pregati dai parenti, non ci occuperemo dei motivi che spinsero il
+disgraziato al disperato passo.»
+
+
+Il P. M. era Paolo Minelli.
+
+
+
+
+LA CATASTROFE.
+
+
+Mercoledì grasso, ore 11 antimeridiane.
+
+Minelli solo sta facendo colazione.... La signora è ancora nella sua
+camera.
+
+Compare il ragioniere tutto serio.
+
+RAG. (_grave_) Buon giorno.
+
+MIN. (_non senza inquietudine_) Buon giorno.
+
+RAG. Signor Minelli.... io vengo a darle le mie dimissioni.
+
+MIN. (_in piedi_) Cosa dice?
+
+RAG. Sì, le mie dimissioni.... perchè il decoro, la delicatezza, tutte,
+insomma, le ragioni di un uomo d’onore m’impongono di ritirarmi da
+un’amministrazione che va a male.
+
+MIN. (_sedendo — con mal umore_) Va a male.... va a male....
+
+RAG. Vedendo che le mie rimostranze non La persuadevano molto....
+vedendo che si continuava sempre col medesimo andazzo.... io ho preso
+l’unica risoluzione che doveva prendere. Non voglio che, un giorno, si
+dica che io L’ho rovinato.... mentre ho fatto di tutto per salvarlo....
+Eccole lo stato della sua casa.... Sono otto giorni che non prendo
+quasi alcun riposo per far più presto.... perchè ho fretta d’andarmene.
+
+MIN. (_tutto mortificato_) Ah! ha fretta.... (_prende ed esamina
+lo stato, senza batter ciglio, poi con voce semispenta_) E.... è
+esatto?....
+
+RAG. Pur troppo!
+
+MIN. E.... non c’è più speranza di rifarsi?
+
+RAG. Se si va avanti così.... nessuna speranza! — se, invece, si ha
+il coraggio d’una riforma radicale.... sarei per garantire che si
+tornerebbe alla floridezza primiera.
+
+MIN. (_respirando_) Pazienza.... quando mi parla così....
+
+RAG. (_lieto_) Ho un progetto! Se Ella lo approva e lo mette a
+esecuzione.... fra tre anni, forse prima. Ella può essere ancora il
+Minelli d’una volta....
+
+MIN. (_battendogli sulla spalla_) Bravo.... ragioniere.... Bravo!
+Sentiamo, sentiamo.
+
+RAG. Un momento.... Prima di pensare a progetti.... bisogna trovar
+diecimila lire per far fronte alle scadenze di questo mese....
+
+MIN. (_già scoraggiato_) Diecimila lire.... Dove vuol che le trovi io?
+
+RAG. Sua moglie ha una dote....; se la faccia consegnare — (_ad una
+smorfia di Minelli)_. Non si tratta di consumargliela.... si tratta
+semplicemente di servirsene per salvare la situazione.... È un
+interesse della moglie come del marito.
+
+MIN. Mi rincresce.... Se vi fosse un altro mezzo....
+
+RAG. Impossibile.... Non si può già ricorrere agli strozzini.... senza
+rovinarsi ancor più presto.
+
+MIN. (_con sforzo_) Bene.... adesso vado da mio suocero e mi faccio
+dare le diecimila lire.... Ella vada pure ad aspettarmi in negozio.....
+
+
+II.
+
+Mezz’ora dopo in casa Papetti.
+
+MIN. Caro papà.... buon dì.
+
+PAP. To.... To...., che vuol dire a quest’ora?
+
+MIN. Vuol dire che ho bisogno d’un favore.
+
+PAP. Ma parla subito...., che cosa vuoi?.... sono qui tutto per te!
+
+MIN. Ecco.... si tratterebbe.... anzi si tratta, mi hanno proposto una
+operazione eccellente.... ma siccome, in questo momento non ho tutta
+la somma che occorre.... sarei costretto a lasciarmela sfuggire.... Se
+invece potessi compire la somma.... allora io sarei certo di fare un
+bel guadagno.
+
+PAP. (_con difficoltà_) E.... che somma occorrerebbe?
+
+MIN. Oh! solo diecimila lire....
+
+PAP. Bagattelle!.... e dove vuoi che vada a prenderle io?
+
+MIN. Subito fatto.... tu.... Un momento; prima voglio ricordarti una
+cosa. Quando io ti ho chiesto la mano di Maddalena, e che si è parlato
+d’interessi, io cosa t’ho detto?.... Si goda.... — ho detto — allora ci
+davamo del Lei.... Si goda pure, in pace, gli interessi delle diecimila
+lire ch’Ella mi offre in dote....; a me basta la sua Maddalena.... È
+inutile far contratti... Denaro non ne ho bisogno.... Parenti non ne
+ho...., dunque.... quel ch’è mio è suo e nessuno glielo può togliere.
+
+PAP. (_che ha capito l’antifona, comincia a far il muso lungo_)
+
+MIN. Ho io mai pensato a farmi consegnar la dote di Maddalena?....
+No. — Ma adesso mi è necessaria.... e vengo a chiedertela.... Del
+resto, non temere.... Quel che t’ho detto allora, te lo mantengo — gli
+interessi li godrai sempre tu!
+
+PAP. (_freddo_) Senti.... io i denari non li ho.... cioè.... li ho,
+ma non sono in contanti. Io ho impiegato quella somma in tanta rendita
+dello Stato.
+
+MIN. Oh! non importa.... venderemo la rendita....
+
+PAP. Dimmi un po’.... che operazione è.... che vuoi fare....? Non
+avertene a male.... sai.... capisci bene.... un padre.... Vedi.... se
+tu m’avesti detto allora....: — Voglio la rendita — figurati.... te
+l’aveva offerta io! ma venir proprio adesso.... che cosa vuoi....; avrò
+torto.... sarà una paura sciocca la mia.... ma abbi pazienza.
+
+MIN. (_contenendosi_) Dunque non me la dai....
+
+PAP. Abbi pazienza.... ti ripeto...... non posso.
+
+MIN. (_contenendosi_) Senti.... sono venuto a chiedere un favore....
+ma.... in fine dei conti, quelle diecimila lire mi appartengono....,
+sono roba mia.
+
+PAP. (_convinto_) Scusa, caro.... sono roba di Maddalena!
+
+MIN. Accettato! E se Maddalena ti dicesse: — Dagliele pure? —
+
+PAP. Risponderei....: alla nostra morte, avrà quello e anche il
+resto.... ma ora, no.
+
+MIN. Ma e se per cagion tua.... io dovessi lasciarmi sfuggire
+quell’operazione....?
+
+PAP. (_adulandolo_) Eh! un negoziante come te.... ha credito fin che
+ne vuole.... e non saranno proprio quelle povere diecimila lire che gli
+faranno caldo piuttosto che freddo.
+
+MIN. (_alterandosi_) Questa poi non me l’aspettava.
+
+PAP. (_freddo_) E neanch’io.
+
+MIN. Ma per Bacco!....
+
+PAP. Che cosa?
+
+MIN. (_mutando pensiero_) Niente....
+
+PAP. Bravo....
+
+MIN. Ne farò a meno.... e così vedrai che hai avuto torto di diffidar
+di me.
+
+PAP. (_con espansione_) E io non desidero di meglio, anima mia!....
+
+
+III.
+
+Nel negozio Minelli, dialogo a bassa voce.
+
+RAG. (_sentito l’insuccesso di Minelli_) Diavolo.... diavolo!....
+(_pensa_) E dica un po’.... se si potesse ottenere dal signor Papetti
+che prestasse il suo _avallo_ sur una cambiale?.... Che ne dice?....
+Chi sa.... Alle volte, si hanno delle difficoltà a metter fuori il
+denaro.... e si mette fuori invece, per far un favore, la propria
+firma. A noi servirebbe egualmente, perchè io ho un amico il quale ha
+la più grande fiducia in me.... e mi sconterebbe certamente....
+
+MIN. E sconti senza l’avallo.... allora!
+
+RAG. Ah! no.... Ella mi capisce.... io voglio essere perfettamente
+tranquillo....
+
+MIN. (_rassegnato_) Bene.... gliene parlerò.
+
+RAG. Ma.... badi.... bisogna far in modo da non metterlo in sospetto.
+
+MIN. Lasci fare a me.... Per stasera lo invito alla nostra festa....
+e lo faccio bere un pochino.... Siccome è molto espansivo, quando ha
+bevuto...., otterrò da lui tutto quello che voglio.... Mi prepari la
+cambiale intanto.
+
+ . . . . . . .
+
+Il nessun successo della povera astuzia di Minelli con Papetti s’è
+visto e sarebbe stato prevedibile per tutt’altri che per quell’uomo
+scervellato.
+
+Invece a lui parve tanto impossibile di non esser riuscito, se ne
+addolorò, si indispettì talmente contro sè stesso, che, per poter
+non pensare alla propria disfatta.... per poter dimenticare, fino
+al domani, quelle diecimila lire.... vuotò la bottiglia del Cipro.
+Ma non bastò, anzi fu peggio.... perchè, cominciata l’ebbrezza,
+quelle maledette cifre, presa forma umana, si misero a ballonzargli
+e sgambettargli negli atteggiamenti più grotteschi, nella mente
+trasognata — or irridendolo coi più strani sberleffi, or minacciandolo
+coi pugni e coi denti.... Non sapendo più come salvarsi.... si fece
+portare una bottiglia di Erlauer.... poi, un’altro ancora.
+
+Allora le cifre scomparvero — tutto dintorno a lui diventò bujo
+— gli parve d’essere sul tetto d’una casa, nelle acque d’un fiume
+straripato.... E il terribile elemento saliva.... saliva.... e il vento
+muggiva, e la pioggia scrosciava.... e nessuno veniva a salvarlo....
+e l’acqua gli lambiva già i piedi.... Allora sentì un guizzo di freddo
+per tutta la persona, volle alzarsi.... e sconciamente stramazzò.
+
+
+IV.
+
+Giovedì grasso, ore 9 antimeridiane.
+
+Minelli si sveglia e chiama, senza aprir gli occhi.
+
+— Lena..... Lena.... — nessuno risponde — dormi ancora?.... Ma.... — si
+leva a sedere, si stropiccia gli occhi, si guarda d’intorno.... Non è
+la sua camera.... non è la sua casa.... si ricorda.
+
+— Pover uomo! — balbuzia — pover uomo! Chi sa cosa avrà detto
+Maddalena.... Chi sa! —
+
+Poi pensando ai casi suoi:
+
+— Quella è l’ultima.... ah! sì.... è tempo di finirla....; or vado a
+casa.... e da questo momento.... vita nuova! —
+
+Forte della buona risoluzione, si sente bene e sarebbe quasi felice....
+se non fosse il pensiero martellante delle diecimila lire e dei
+rimproveri che lo attendono al domicilio conjugale.
+
+— Ma passerà anche questa! — dice e si alza. Dà la mancia al servo del
+cassiere della Società, e gli lascia tante scuse con tante cose pel
+padrone e la promessa d’una visita, dopo pranzo.
+
+Torna a casa, ma trova chiuso. La fantesca è uscita ed egli non ha le
+chiavi. Scende e entra in negozio, il che, a quell’ora, maraviglia i
+garzoni. Parla col ragioniere, gli dice del secondo fiasco toccato con
+Papetti e finisce coll’esclamare: — Cosa facciamo adesso?
+
+— Ci penserò! — risponde il ragioniere, che ha già pensato, con un
+accento che fa sperare ancora una speranza.
+
+— Bene.... io sono nelle sue mani. Ah! ecco la domestica che
+ritorna....; vado a vedere se mia moglie s’è svegliata. Ella venga
+pure, verso mezzogiorno.
+
+ * * *
+
+Mezzodì.
+
+Minelli entra nel salotto, in cui v’è già il ragioniere ad aspettarlo.
+
+Il povero marito non è gajo. La moglie era di pessimo umore, e alle sue
+scuse e spiegazioni non ha risposto che un: — Taci, taci. — Quanto alla
+conferenze, l’ha accettata con un annojatissimo: — Sì, sì. —
+
+MIN. Favorisca aspettare un momento.... Mia moglie sta vestendosi.
+
+RAG. L’ha prevenuta?
+
+MIN. Sì.... le ho detto a un dipresso....
+
+RAG. E cosa ha risposto?.... è bene ch’io sappia in quali
+disposizioni....
+
+MIN. Eccola.... — entra Maddalena e saluta freddamente. Siedono.
+
+RAG. Signora Minelli.... mi rincresce di averla forse disturbata, ma
+era necessario. Dovendo presentare la situazione finanziaria del signor
+Minelli.... ho desiderato che Ella pure ne prendesse conoscenza....
+sia perchè si tratta di cosa che deve starle molto a cuore.... sia
+perchè, occorrendo poscia adottar dei provvedimenti pel seguito, e la
+di lei cooperazione potendo essere assai utile.... è bene ch’Ella sia
+perfettamente informata di tutto. —
+
+Maddalena corruga la fronte — non ha capito niente, cioè ha capito che
+è un brutto preambolo.
+
+RAG. (_con solennità_) Ecco adunque lo stato, in poche cifre tonde. La
+dimostrazione l’avrà poi se la desidererà:
+
+L’ATTIVO è composto, in gran parte, delle spese sostenute in questi
+ultimi ventun mesi.
+
+ Per ammobiliare l’appartamento L. 15,000
+ Per le gioje della signora » 9,000
+ Fatture saldate per conto della signora » 14,000
+ Simili per conto del signore » 4,000
+ Spese di famiglia » 25,000
+ Mobili di negozio » 10,000
+ Crediti diversi » 23,000
+ Merci esistenti » 40,000
+ ———————————
+ Totale L. 140,000
+
+PASSIVO:
+
+ Scadenze di marzo L. 10,000
+ » di aprile » 4,000
+ » di maggio » 6,000
+ ——————————
+ Totale L. 20,000
+
+Se vi siano altre fatture da pagare per loro conto non so.
+
+La posizione non è disperata, ma bisogna mutar sistema per salvarla. I
+provvedimenti da prendersi sono varj:
+
+I. Depurazione del personale. — La rendita di questi ventun mesi basta
+appena alle spese di negozio e alle sottrazioni fatte da qualcuno, che
+si dovrà licenziare. I colpevoli restarono al coperto per molto tempo,
+ma finalmente si tradirono in questo carnevale, colle loro pazze spese.
+
+II. Vigilanza continua del signor Minelli.
+
+III. Bisogna tornare alla cifra normale di L. 80,000 circa, pel conto
+merci generali, tanto richiedendo l’importanza del negozio.
+
+IV. Estinguere le passività.
+
+Le diecimila lire scadenti in aprile e in maggio verranno colle
+vendite. Le merci che arriveranno in sostituzione non saranno pagabili
+che in novembre e in dicembre.
+
+In giornata, urge trovare le diecimila lire di marzo. Sono
+indispensabili, una condizione _sine qua non_ dell’assestamento
+degli affari. Si sarebbe potuto provvedervi facilmente se il signor
+Papetti fosse stato più arrendevole....; così, non resta a nostra
+disposizione che un mezzo solo.... lecito e non rovinoso. La signora
+vorrà permettere che si diano in pegno le sue gioje.... (moto di
+spiacevole sorpresa della moglie — e anche del marito) per qualche
+tempo. M’incarico io di cavarne almeno L. 7000....; per le altre 3000,
+supplirò io coi miei piccoli risparmj.... —
+
+Minelli, con ammirazione, rasserenandosi, alla moglie: — Ma vedi....
+vedi che uomo! E se si presta lui, che cosa non dobbiamo far noi?!
+
+— Rimane a prendersi un ultimo provvedimento, dal quale io mi
+riprometto vantaggi grandissimi, più che da ogni altra misura (fissa
+sorridendo, Maddalena), ed è questo: La signora dovrebbe compiacersi di
+passare almeno sei ore al giorno, al banco del negozio....
+
+MIN. (_incerto_) Come....?
+
+MADD. (_sdegnosa_) Io?....
+
+RAG. Scusi, signora,... io ho pensato che la di Lei presenza in bottega
+contribuirebbe a ristabilire la disciplina nel personale — ed essendo
+anche un bellissimo e nuovo ornamento del negozio, contribuirebbe,
+altresì, a richiamare gli avventori disgustati, non solo, ma a farne
+accorrere di nuovi. Qual più bella soddisfazione per la signora
+che quella di poter dire un giorno: — Ecco, Casa Minelli è risorta
+all’antico splendore.... e questo è tutto opera mia!?.... —
+
+La cosa può sembrarle forse un po’ nojosa al momento.... ma ci si
+abitua presto, e col tempo diventa un divertimento. Si tratta poi di
+così poche ore.... che si può fare un piccolo sacrificio.... Già, senza
+mortificazioni non si può aspirare neanche al paradiso....
+
+MADD. (_insensibile ai sorrisi, alle delicatezze, alle adulazioni e
+agli scherzi del ragioniere — con stizza mal dissimulata_) Io non
+discuto le proposte del signor ragioniere, anzi dico anch’io che
+sono buone.... e quindi farò anch’io tutto quello che potrò, perchè è
+troppo giusto. Le mie gioje sono a sua disposizione.... fin da questo
+momento.... Vuole anche i miei abiti....?
+
+RAG. (_grave_) Signora.... Ella mi offende.... si direbbe quasi che
+io....
+
+MIN. (_spaventato, supplice_) Per carità, Maddalena!.... signor
+ragioniere!....
+
+MADD. Se ho esagerato.... è stato involontariamente.... mi perdoni....
+ma non avevo proprio l’intenzione di offenderla.... Dunque.... farò
+il mio dovere.... Ma ch’io scenda in negozio.... questo è proprio
+impossibile.... Che vuole.... che io me ne stia là, come una civetta
+per attirar la gente? So che si usa, ma a me ripugna....
+
+MIN. Bene, bene! lasciamo questo punto. Io devo già ringraziare
+Maddalena del sacrificio ch’è disposta a fare. Sta pur certa che le
+gioje torneranno a casa il più presto possibile. Quanto a richiamar gli
+avventori, ci penserò io.... anche senza esporre mia moglie....
+
+RAG. Signora, io spero che Ella non mi terrà il broncio....
+
+MADD. Le pare? Io devo anzi ringraziarla per tutte le sue premure....
+Posso andarmene adesso?
+
+MIN. Fa pure, cara...., e noi scendiamo.... (_mentre si levano, si ode
+la voce della fantesca domandare dal di fuori_) — È permesso?
+
+MIN. Avanti.
+
+FANT. (_aprendo_) V’è qui un giovane, che desidera parlare colla
+signora.
+
+MADD. Con me?
+
+MIN. Sarà qualche operajo....; fallo pure venire innanzi.
+
+FANT. (_introduce un cameriere d’albergo e si ritira_)
+
+MADD. (_vedendo il cameriere, impallidisce come un cadavere_)
+
+CAM. (_s’inchina, poi tutto grazioso a Maddalena:_) Sono molto contento
+d’averla trovata in casa.... Dica.... Avrebbe mai, per accidente,
+smarrito il suo ventaglio, stanotte?
+
+MADD. (_non ancora riavutasi_) Io?....
+
+MIN. (_al cameriere_) Scusi.... Lei chi è?....
+
+MADD. (_tenta far comprendere al cameriere, cogli occhi, i quali pare
+voglian schizzar dalle orbite, che non deve parlare — ma quello non
+vede_)
+
+CAM. Io sono un cameriere del _Restaurant Bouquet_. Siccome abbiamo
+trovato un ventaglio nel gabinetto in cui la signora.... (_guarda in
+viso a Maddalena, e vedendone la terribile espressione, s’interrompe
+tutto confuso_)
+
+MIN. (_sorpreso per quel silenzio subitaneo, dopo tal principio,
+vedendo il turbamento del cameriere e di Maddalena_) E così....?
+finisci.... (_poi al ragioniere, che, per delicatezza, vorrebbe
+andarsene_) Si fermi pure....
+
+CAM. (_con sforzo_) Probabilmente m’hanno mal diretto....
+
+MIN. (_colpito da sospetto a Maddalena studiandola_) Dov’è il ventaglio
+che avevi ieri sera?....
+
+MADD. (_sconcertata, non trova parole, dice col gesto che non sa_)
+
+MIN. (_scoppiando_) Ah! ma dunque è vero!.... (_al cameriere,
+imperioso_) Finisci quello che avevi incominciato....; guardami bene in
+faccia!
+
+CAM. (_asciugandosi la fronte, balbetta_) Siccome.... si è trovato un
+ventaglio....
+
+MIN. In un gabinetto!
+
+CAM. Sì, signore.
+
+MIN. Che la signora vi ha lasciato.... stanotte.
+
+MADD. (_rompendo in pianto, grida_) Ma non è vero!.... questa è
+un’infamia!....
+
+CAM. (_dice fra sè_) Apriti terra!
+
+MIN. (_lancia alla moglie un’occhiata fulminante, quindi al cameriere_)
+Dammi quel ventaglio....
+
+CAM. (_la cui mano, involontariamente, s’era mossa nella direzione
+d’una tasca, preso da pietà per Maddalena, dice:_) Non l’ho....
+
+MIN. (_frenandosi a stento_) Ah! non l’hai?....
+
+CAM. (_con sicurezza_) No.... è all’albergo....
+
+MIN. (_coi denti serrati, facendo un passo_) Ah! all’albergo?....
+
+CAM. (_indietreggiando_) Sì, signore.
+
+MIN. Bene! verremo all’albergo.... E ora dimmi un po’...., come mai t’è
+venuto in mente di venir.... precisamente qua?.... (_moto disperato di
+Maddalena_) Zitta tu!.... se parli.... io....
+
+MADD. (_che ha preso una risoluzione, con subitanea energia_) Ma,
+insomma.... è una vera indecenza.... questa, che si vada in una
+casa.... e che....
+
+MIN. (_interrompendola_) T’ho detto di non parlare!.... (_freddo_) Non
+è un’indecenza.... è onestà.... e siccome questa onestà dà una traccia
+di qualche cosa.... appunto d’indecente.... così io voglio saper
+tutto.... e lo saprò.
+
+MADD. (_sedendo, disdegnosa_) Va benissimo.
+
+MIN. (_al cameriere_) Dimmi, adunque, come t’è venuto in mente....
+
+CAM. Ecco, se si fosse trattato d’un ventaglio qualunque, non ce
+ne saremmo curati.... ma trattandosi d’un ventaglio di valore....
+capisce.... Allora io, che aveva veduto il cocchiere del _brougham_....
+(_esita_)
+
+MIN. (_fremente_).... in cui la signora era venuta....
+
+CAM. .... questo non so.... sapeva solo che aveva condotto gente....
+quindi sono andato da lui....
+
+MIN. (_tremante d’impazienza_) E t’ha detto?
+
+CAM. (_esitante_) E.... m’ha detto.... che s’era...., ossia che gli
+pareva d’essersi fermato davanti a questa casa....
+
+MIN. (_colla vista oscurata_) E allora?
+
+CAM. Allora.... ho interrogato il portinajo.... e m’ha detto che,
+della casa, la signora Minelli, per quanto egli ne sapeva, era l’unica
+signora che la scorsa notte fosse uscita.... con suo marito. O il
+cocchiere era ubbriaco.... o il portinajo era mal informato....
+
+MIN. (_con riso spaventevole_) Sicuro.... dev’essere così....
+(_fregandosi le mani e guardando Maddalena_) Ora, adunque, andremo
+all’albergo a prendere il ventaglio.... e se non ci sarà.... se ne
+vedranno delle belline.... va bene?....
+
+CAM. (_stanco, volendo uscirne, senz’altri rischi nè noje_) Senta....
+poichè devo darglielo.... o prima o poi.... tanto fa che glielo dia
+adesso....; dopo tutto, non sono cose che mi riguardano.... (_gli dà un
+involtino. Maddalena non sembra accorgersi di quanto avviene; pensa_)
+
+MIN. (_frenando un grido di furore al riconoscere il ventaglio, con
+orgasmo al cameriere_) Bravo.... così si fa.... a te.... per il tuo
+incomodo.... prendi (_gli dà cinque lire; aggiungendo con intenzione
+minacciosa_), e se sarai discreto.... farai una buona azione....
+capisci?....
+
+CAM. Non dubiti.... grazie.... Riverisco (_s’inchina ed esce_).
+
+RAG. (_contristato_) Permetta che me ne vada anch’io?....
+
+MIN. No.... si fermi.... si fermi...., perchè questa donna sa
+mentire.... e può essere che io abbia bisogno di testimonj....
+
+MADD. (_alzandosi, fredda al ragioniere_) Ha sentito?.... mio marito
+m’insulta.... Ora io non voglio più restare in questa casa.... (_muove
+per uscire_)
+
+MIN. (_vietandole il passo, furente_) Non si parte....
+(_respingendola_) Non si parte.... per Dio!
+
+MADD. (_al ragioniere, con riso forzato_) Ma sa che questa è nuova....
+(_siede_)
+
+MIN. (_la guarda torvamente, poi suona il campanello; entra la
+fantesca_) A che ora è venuta a casa mia moglie.... stamattina?
+
+FANT. (_incerta_) Alle....
+
+MADD. (_pronta_) Alla una!
+
+MIN. (_contenendosi, ripete con flemma_) A che ora è venuta a casa mia
+moglie?
+
+FANT. (_che ha capito_) L’ha già detto la signora.... alla una.
+
+MIN. (_urlando_) Tu menti.... tutti mentite! ma.... la saprò ben io....
+per l’inferno.... la verità.... Quel cocchiere.... è ancora vivo!....
+(_battendo un gran colpo sul tavolo_) lo troverò....!
+
+FANT. (_spaventata si ritira_)
+
+MADD. (_a quelle parole, si perde d’animo, supplice_) Ma Dio! un po’ di
+pietà!
+
+MIN. (_stravolto_) Con chi sei andata a quel _Restaurant_.... con chi?
+
+MADD. (_mancando_) Ma io non sono andata in alcun Restaurant.
+
+MIN. A che ora sei partita dalla festa....?
+
+MADD. Che so io.... alla una.
+
+MIN. Sola.... no già!.... con chi adunque?
+
+MADD. Con una persona.... che conosci anche tu.... e che io stessa ho
+pregata d’accompagnarmi.
+
+MIN. E.... chi è.... questa persona....?
+
+MADD. È il signor Soranzi....
+
+MIN. E.... siete venuti a casa.... subito?
+
+MADD. .... Subito....
+
+MIN. A piedi?
+
+MADD. A piedi....
+
+MIN. (_al ragioniere_) Ella ha sentito.... (_a Maddalena_) Ora.... io
+esco.... e se io saprò.... che hai mentito.... guai.... guai a te! E se
+poi il ventaglio sarà stato smarrito.... supponiamo.... sulla festa....
+resterà a scoprire qual è la signora che l’ha trovato.... e riusciremo
+a sapere anche questo.... va bene? (_al ragioniere_) Ella intanto
+mi faccia il favore di rimanere.... e le impedisca di parlare con
+chicchessia e di fare un sol passo.... Siamo intesi! (_esce_)
+
+MADD. (_vedendosi sola col ragioniere, riprende coraggio, e fingendosi
+oppressa, con voce flebile_) Scusi, signore.... se mi ritiro nella mia
+camera.... ma io ho troppo bisogno di piangere....
+
+RAG. Mi faccia la grazia di restar qui. Ella ha udito le
+raccomandazioni....
+
+MADD. (_piangendo_) Ma sono in casa mia, infine....! Mi segua, se
+vuole.... mi lasci andare nella mia camera....
+
+RAG. (_con pietà_) Mi dica.... Ella è proprio innocente....?
+
+MADD. .... Creda.... io sono una povera vittima del destino, che mi
+perseguita.... ma io non so proprio nulla di nulla! mi crede?
+
+RAG. Ma.... per me.... si figuri....
+
+MADD. .... Dunque.... sia buono.... guardi.... mi lasci almeno
+rinfrescarmi il volto.... devo avere gli occhi ben rossi....
+
+RAG. Bene.... faccia presto.... perchè io non voglio aver noje....
+
+MADD. (_dolcissima_) Un minuto solo.... (_esce_)
+
+Il ragioniere resta solo, facendo delle considerazioni morali sul
+matrimonio, e rallegrandosi di essersi conservato celibe; tutt’a
+un tratto balza in piedi esterrefatto, ha udito un rumore di chiavi
+giranti nelle toppe; corre ad un uscio, — chiuso — corre all’altro, —
+chiuso anch’esso. — Ah! balordo ch’io sono.... — esclama — doveva ben
+pensare che una donna....! e adesso quell’altro tornerà.... ed io....
+Ah! bah! — corre alla finestra, apre, e grida: — Portinajo! Portinajo!
+
+Eh? — fa il portinajo sull’uscio del suo stambugio....
+
+— Vieni su.... subito....
+
+— Subito....
+
+— Ma dov’è? — domanda forte il portinajo, salito, girando per le camere.
+
+— Qui.... qui! — grida il ragioniere — apri....
+
+— Ecco.... ma come mai....
+
+Fuori di sè. — Niente.... di’ al signor Minelli che io non sono nè
+un gendarme nè un aguzzino.... e tanto meno poi un prigioniere.... Il
+resto glielo scriverò io....!
+
+— Va benone! — fa il portinajo, che non capisce niente, vedendolo
+fuggire a precipizio. — Il marito se ne va, la moglie se ne va, la
+serva se ne va.... e questi, non appena può andare, scappa.... Così,
+chiudiamo e andiamocene anche noi. —
+
+ * * *
+
+Sono scorse due ore. Minelli torna. Ha cercato di tutti quelli che
+potevano fornire qualche schiarimento e ha parlato con tutti.... col
+cocchiere, col portinajo di casa Soranzi, coi servitori della Società,
+ha voluto rivedere il cameriere del _Restaurant_.
+
+Non v’è una dissonanza. Tutto concorre ad accertare in modo ormai
+incontrastabile la temuta verità. Ebbene, egli non è più furente....
+è di ghiaccio. — Egli non ha da far altro che strozzare Maddalena....
+e la strozzerà; e dopo andrà a consegnarsi alla giustizia. — Questo è
+così semplice, che egli è tranquillo. — Si è sempre tranquilli quando
+si compie il proprio dovere.
+
+Il portinajo, vedendo passare il signor Minelli: — Signor Minelli, ha
+detto il di lei ragioniere che non è nè un gendarme, nè un aguzzino....
+e tanto meno poi un prigioniere. Quindi se n’è andato.
+
+MIN. (_accendendosi_) E dove è andato?
+
+PORT. Io non saprei.... Ah! prenda la chiave....; non v’è nessuno in
+casa.
+
+MIN. (_afferrandolo per un braccio, come pazzo_) Cosa dici! non c’è
+nessuno?....
+
+PORT. (_liberandosi_) Se non crede.... vada a vedere. — Che cos’ha?....
+Si sente male?
+
+MIN. (_atterrato, cupo_) No.... grazie. —
+
+Sale lentamente, curvo, barcollante, apre, entra, passa di camera in
+camera, con tal circospezione, che si direbbe tema di trovar alcuno.
+Giunge alla camera da letto.... vorrebbe.... si pente.... si decide....
+spinge l’uscio.
+
+— Ah! — grida gemendo — Son rovinato! —
+
+Al primo sguardo, egli ha tutta compresa la sua disgrazia.
+
+Non gli resta nemmeno il conforto della vendetta.
+
+Corre al forziere aperto.... Pur troppo è vero.... L’unico valore che
+vi si trovava, lo scrignetto dei giojelli, è sparito.
+
+Sur un tavolino v’è un biglietto scritto colla matita in modo quasi
+inintelligibile, tanta era la furia di chi lo vergò.
+
+Ecco quel che vi legge Minelli coll’occhio semispento:
+
+ «Non cercare di me.... non mi troveresti. Addio per sempre.
+
+ «MADDALENA.»
+
+Minelli alza gli occhi e i pugni al cielo.... La sua maledizione non si
+ode.... ma deve essere orrenda!
+
+Poi biascica sordamente:
+
+— Ah!.... non cercare di te?... addio per sempre?.... Voglio
+trovarti.... voglio.... capisci? —
+
+Vuol muoversi, per uscire, ma le gambe non lo reggono.... tutto è
+distrutto in lui e cade inginocchioni. Egli vuol rialzarsi.... e non
+può.... Si rode i pugni per la rabbia, si percuote il petto, la fronte,
+si strascina sulle ginocchia.... ma ogni sforzo è vano.
+
+Il portinajo, che s’era impensierito pei modi strani di Minelli, sale
+dopo mezz’ora e lo trova immobile, accosciato, cogli occhi sbarrati,
+fissi al suolo, colla bocca intrisa di una spuma verdognola e
+sanguigna.
+
+— Lo diceva io che ci doveva essere qualche cosa — borbotta il
+portinajo, e lo solleva e lo mette a giacere sul letto, e gli domanda
+che cosa ha, che desidera....
+
+— Nulla — mormora Minelli estenuato — lasciami dormire; va pure.
+
+— Vuol che dorma qui nella camera vicina, stanotte?
+
+— No, no, adesso mi è passato.... grazie.
+
+— E l’uscio che è aperto....?
+
+— Lascia pure aperto... non c’è pericolo.... chiuderò io.... Il negozio
+non sarà aperto.... m’imagino....
+
+— Eh! già.... è giovedì grasso....
+
+— Giovedì grasso.... — sospira Minelli. — Va pure.... addio. —
+
+ * * *
+
+Quando il mattino susseguente, il portinajo salì per veder come stava
+il signor Minelli, non lo trovò più.
+
+Sul tavolo, nel salotto, v’era un piego suggellato diretto al
+ragioniere.
+
+
+
+
+ _Lettera di Minelli al suo ragioniere._
+
+ Caro amico,
+
+ Permetta che, in questi ultimi momenti, riconosca quanto Ella ha
+ fatto o tentato di fare per me, col chiamarla amico. Se io Le
+ avessi dato retta, sarei certamente felice e degno della stima
+ generale.... così sono un povero miserabile.
+
+ Non lo sarò tuttavia che per poche ore.
+
+ Cosa vuol che ne faccia io, adesso, della mia vita?
+
+ Si può vivere soli, coll’anima esulcerata; impotenti a tutto, colla
+ mente che non sa obliare.... sapendo che _ella_ è viva, che mi
+ disonora, che mi deride.... perchè le è riescito di ingannarmi e di
+ derubarmi?!
+
+ D’altronde sono rovinato, caro ragioniere, e non saprei come
+ rialzarmi, perchè io non sono più capace di lavorare.... lo sento.
+
+ E poi, ho sempre veduto che quando si comincia a rotolar giù, non
+ si può proprio più fermarsi.
+
+ Dunque arrischierei di perdere quel poco che ancor mi resta, mentre
+ è mio dovere sacrosanto di salvarlo per mia figlia?
+
+ No.... no.... ne ho già troppe sulla coscienza, e almeno questa
+ voglio risparmiarmela.
+
+ Povera Silvia!.... non l’ho mai riveduta....
+
+ Questo è forse il più grave mio torto.... e non ho scuse.... Non
+ posso a meno di piangere pensando a quella meschina....
+
+ Desidero che Ella, signor ragioniere, sia il tutore di mia figlia
+ — e se Ella accetta, io dico, anzi: _voglio_, affinchè Ella possa
+ venir più facilmente nominato dal Tribunale.
+
+ Forse ci sono molte altre cose che sarebbe necessario dire.... ma
+ or non saprei.... ah! _È mia assoluta volontà_ che quanto potrà
+ essere salvato dal naufragio della mia fortuna, venga investito
+ in rendita pubblica e intestato a mia figlia. Tutto in rendita,
+ ad eccezione di poche lire 3000, tremila, che io La prego, signor
+ ragioniere, di accettare come un lieve segno della mia gratitudine
+ pei servigi che Ella mi ha resi.
+
+ Non ho proprio altro ad aggiungere.
+
+ Parli qualche volta di me alla Silvia, quando potrà capire.... e la
+ baci per me.
+
+ Addio.
+
+ PAOLO MINELLI.
+
+ _PS._ Favorisca far consegnare le unite due lettere — e faccia
+ dir una parola ai giornali, onde non si occupino di me.... se pur
+ possono defraudare, in via d’eccezione, una volta la curiosità
+ dei loro lettori. Non è tanto per me che desidero questo, quanto
+ per mia figlia, che un giorno saprà leggere.... e vorrà sapere...
+ Addio, addio.
+
+ * * *
+
+ _Lettera al padre di mia moglie._
+
+ Voleva quasi quasi partire, senza neanche salutarti — ma siccome,
+ sebbene involontariamente, sei stato la cagione principale di tutto
+ quello che è avvenuto — perchè se non mi avessi rifiutato quanto
+ mi _devi_, nulla sarebbe avvenuto.... così voglio salutarti.... e
+ ringraziarti.
+
+ L’ho qui.... qui alla gola.... veh! — e non mi passa.... e se io
+ ascoltassi solo la mia rabbia....
+
+ Ma, per Dio! vengo a domandarti la mano di tua figlia.... e non
+ ti chiedo un soldo — la adoro tua figlia, la tratto come una
+ principessa, non so cosa farei per vederla sempre sorridere di
+ soddisfazione.... procuro ad un padre una rara consolazione e la
+ più grande, quella di veder felice sua figlia.... ed ecco il bel
+ compenso che trovo!
+
+ Un giorno, quando per un concorso di circostanze, e anche per mia
+ colpa — sì, non lo nego! — mi trovo in bisogno e mi rivolgo al
+ padre di mia moglie.... egli mi lascerebbe morire piuttosto che
+ ajutarmi! Mi nega il _prestito_ di diecimila lire che mi deve....
+ me lo nega a me, che ho speso quattro, cinque volte tanto in pochi
+ mesi per far star allegra sua figlia! È dura, sai?! È proprio una
+ cosa che grida vendetta in cielo!
+
+ E sua figlia, tanto per fare ancor qualche cosa di meglio di suo
+ padre, mi tradisce, mi deruba.... e fugge!
+
+ Ma me la sono meritata!
+
+ Cosa mi è mai venuto in mente, dopo essere stato felice venti anni
+ — cosa straordinaria — con una donna, di prendere moglie per la
+ seconda volta.... per avere una donna bella?! — Prendila, Paolo, la
+ donna bella.... prendila! — ecco il bel frutto.
+
+ Ma chi poteva imaginarselo? chi?
+
+ E pazienza ancora, se le avessi fatto imporre di sposarmi....!
+ Ma ha avuto tutta la libertà d’agire come sentiva! Perchè non
+ rispondermi francamente un _no_? Imbecille ch’io fui!.... Credetti
+ che il suo fosse un _sì_ d’amore.... ed invece, non era che una
+ furberia per poter venire a godersi il mio denaro!
+
+ Ed io.... mi sono rovinato per questa donna!
+
+ Basta.... io adesso me ne vado all’altro mondo, e spero che tu non
+ starai molto a seguirmi.
+
+ Intanto godi.... godi le tue, ossia le mie diecimila lire! — e
+ quanto a tua figlia, ora trionfi pure.... ma la mia maledizione la
+ perseguiterà per tutta la vita.... e qualche giorno giustizia sarà
+ fatta!
+
+ _Il marito di tua figlia._
+
+ * * *
+
+ _Lettera di Oreste ai suoi parenti._
+
+ Miei cari,
+
+ Spero che v’avranno subito consegnato jeri il biglietto, in cui vi
+ diceva che io doveva assentarmi per una partita di piacere.
+
+ Mi sono assentato.... ma per ben altro motivo. Non ve l’ho detto
+ jeri, perchè, a dirvi tutto, ci voleva tempo, e urgeva partire
+ senza il menomo indugio. Il più importante era che foste tranquilli
+ a mio riguardo.
+
+ Eccovi ora la verità.
+
+ Una donna mi aveva inspirato una profonda passione e la ricambiava.
+
+ Jeri, il marito, messo da qualcuno in sospetto di tale mistero,
+ interrogò la moglie, che, naturalmente, negò, chiedendo le prove,
+ per guadagnar tempo. — Vado a procurarmele, disse il marito
+ furente, e se sarà vero, io ti ucciderò. — Non appena il marito
+ fu uscito, la moglie — doveva forse aspettare che ritornasse
+ con quelle prove, che pur troppo si potevano ottenere? — corse
+ dalla persona, presso la quale soltanto poteva trovare rifugio e
+ difesa.... venne da me. Era alla disperazione! Se l’aveste veduta,
+ avrebbe mosso a compassione una tigre....
+
+ Prego mio padre e la mia buona madre di non esser troppo severi.
+
+ So anch’io.... come lo sa _Lei_, che legge mentre vi scrivo....
+ tutto quello che si può dire. Ma non discutete, per carità, la
+ ragione o il torto d’una passione! Ditemi solo se un uomo che
+ si trovava nella mia posizione ha fatto o no il suo dovere,
+ accogliendo questa povera donna, che tutto aveva prima arrischiato
+ ed ora ha tutto perduto per lui! — Su questo solo punto siate
+ giusti.... il resto lo abbandono all’indulgenza di gente di cuore,
+ la quale sa che cos’è vita, che cos’è giovinezza.
+
+ Mia madre sarà addoloratissima nel leggere queste righe, lo so....;
+ crederà che io abbia smarrito quei sentimenti d’onestà che ella mi
+ ha sempre inspirati.... No, io non sono stato che amante.
+
+ D’altronde, v’era qualche cosa di predestinato.... era scritto che
+ presto o tardi le nostre sorti dovessero confondersi in una sola,
+ che sarà fonte perenne di comune felicità. Lo sento.... e sono
+ certo che non è un’illusione.
+
+ Siamo a X.... al confine.
+
+ Scrivetemi subito per tranquillarmi.
+
+ Il nostro ritorno dipende dagli avvenimenti.
+
+ In caso di separazione legale, torneremo presto.... Nel caso
+ contrario, verrò a vedervi il più sovente possibile.
+
+ Sono felice.... ma solo per metà, lontano da voi, lo sapete.
+
+ _Vostro aff._ ORESTE.
+
+ * * *
+
+ _Risposta dei parenti._
+
+ Oreste,
+
+ Tu ci hai arrecato il più profondo dolore!
+
+ Tu non vuoi che si discuta la ragione o il torto della passione
+ — ma un _uomo_ non deve ridursi fino al punto da mettersi
+ volontariamente al livello dei bruti, pei quali non v’è ragione nè
+ torto.
+
+ Quando, al primo riveder quella donna, tu sentisti ridestarsi
+ l’antico affetto — dovevi fuggirla. Era già moglie.
+
+ Il sacrifizio allora sarebbe stato ben lieve, credilo!
+
+ Non hai avuto quella meschinissima forza.... e or vedi le
+ conseguenze orribili della tua debolezza!
+
+ Al solo pensarvi v’è da raccapricciare....
+
+ Quel marito s’è ucciso!.... ucciso per causa vostra.
+
+ La donna che tu ami è l’oggetto della esecrazione generale in
+ questo momento.
+
+ Essa non aveva alcuna ragione di mancare alla fede giurata.... dopo
+ un anno e mezzo di matrimonio!
+
+ L’opinione pubblica è meno severa per te.... ma, per la gente ben
+ pensante, tu sei responsabile quanto colei, di quell’omicidio,
+ perchè siete voi due che l’avete commesso.... Negalo un po’ se hai
+ tanto coraggio!
+
+ Leggi, leggi la lettera che lo sventurato ti ha scritto sul punto
+ di morire, e poscia abbi ancora stima di lei.... di te.... se lo
+ puoi!
+
+ E ora che farai?.... Sposerai tu quella donna? La tua passione ti
+ trascinerà anche a questo? Sarai tanto cieco da non veder che v’è
+ un cadavere fra voi....?
+
+ E quando l’avrai sposata, sarà essa veramente tua? E un giorno non
+ sarai forse trascinato ad imitare l’esempio del primo marito?
+
+ Basta.... fa quel che vuoi. Noi ti abbandoniamo a te stesso.
+
+ Io ti dico solo che in questi giorni io devo benedire la sventura
+ che m’ha quasi affatto privato della vista.... perchè così io sono
+ certo di non veder quella donna, se mai osasse venir in questa
+ casa....; ma non l’oserà, perchè nessuno oserà condurvela.
+
+ Tuo padre ha dettato
+
+ Tua madre ha scritto — e
+ aggiunge che stima troppo suo figlio per poter supporre, un solo
+ istante, che egli le mancherà di rispetto.
+
+ * * *
+
+ _Lettera di Minelli a Oreste Soranzi._
+
+ Signore,
+
+ Come vede, io mi ritiro. A Lei piace mia moglie.... ed io gliela
+ cedo. Ma cosa vuole di più?!
+
+ Sia certo che Le faccio un bel regalo.
+
+ Ella la conosce per una bella donna, ma forse non sa che è anche
+ una buona donna. In tal caso, se ne persuaderà in seguito....
+
+ Poi, ha altre belle qualità: sa mangiar bene, bever meglio, veste
+ con un gusto eccellente. A ballare, l’ha vista.... anzi l’ha fatta
+ anche ballare.... Per spirito non ha l’uguale. Nè questo è tutto.
+ Ha un cuor d’oro. Basta dire che ha avuto una figlia e che non
+ ha ancor avuto tempo di vederla.... ma è sempre tanto occupata,
+ poverina!
+
+ Io le ho scoperte, un po’ tardi, tutte queste perfezioni.... ma io
+ sono un imbecille.
+
+ Credo che Ella sarà molto felice con Maddalena, perchè è una donna
+ che sa fare.
+
+ Se mai, per caso, un giorno si stancherà, non Le darà alcun
+ disturbo, prenderà il bello e il buono e se ne andrà....
+
+ Ha agito così con me, ed io voglio sperare che non La tratterà meno
+ bene di me.
+
+ Saluti tanto la mia vedova, e mi creda niente affatto suo
+ devotissimo
+
+ PAOLO MINELLI.
+
+ * * *
+
+ _Lettera di Oreste a Maddalena._
+
+ Maddalena,
+
+ Il nostro amore riceve un colpo mortale!
+
+ _Egli_ si è ucciso!
+
+ Senza saperlo, ha scelto la più tremenda delle vendette.
+
+ Egli vivo, ci univa — morto in tal modo, ci disunisce per sempre!
+
+ Qual vita, infatti, sarebbe la nostra, se ci ostinassimo a
+ volere una felicità impossibile? — Il suo fantasma sarebbe
+ sempre con noi.... le nostre famiglie ci respingerebbero, tutti
+ ci segnerebbero a dito, dicendo: — Ecco coloro che hanno ucciso
+ quell’infelice.... vedete gli sposi assassini! — E noi stessi
+ potremmo sopportare la vista di noi?
+
+ Che abbiamo mai fatto!
+
+ Ora, non ci resta che piangere, tornare nel seno delle nostre
+ famiglie, espiare con una vita onesta un errore giovanile — e non
+ vederci mai più.
+
+ A te, Maddalena, più avventurata di me, perdendo le gioje
+ dell’amore, rimangono ancora le gioje sublimi della madre.
+
+ La tua bambina sarà la tua delizia e il tuo conforto.
+
+ Rinunciando ad amarci e a vederci, noi non potremo certo obliare i
+ sogni passati.... La memoria di questo amore sarà una religione!
+
+ Addio. Addio!
+
+ ORESTE.
+
+ _PS._ Le vicende della vita sono varie.... Se mai ti tornassero
+ avverse.... ricordati di me. Ho voluto, dovuto dirti questo per
+ togliermi dall’animo un peso opprimente.
+
+ Parto senza vederti.... il perchè lo comprendi.
+
+ * * *
+
+ _Risposta di Maddalena._
+
+ Oreste,
+
+ Hai ragione. — Addio per sempre. — Grazie. — Non ho, nè avrò mai
+ bisogno di nulla.... Saprò lavorare.
+
+ Sei un gentiluomo — dunque, tutto è sepolto, _tutto_!
+
+ MADDALENA.
+
+ * * *
+
+Quella sera, il padre e la madre di Oreste stavano seduti sur un
+divano, nella sala da pranzo, silenziosi e mesti. Vedevano che la mensa
+era servita, ma non potevano muoversi.
+
+A un tratto si scossero.... — era una scampanellata....
+
+Pochi secondi dopo, l’uscio si aperse e comparve Oreste, fermandosi
+sulla soglia, umile, abbattuto, esitante....
+
+— Ah! è lui — gridò la madre giubilante, correndo ad abbracciarlo.
+
+Il cieco padre ebbe un tremito, ma non fe’ motto.
+
+— Sei solo?.... — mormorò la madre all’orecchio del figlio.
+
+— Solo.
+
+— È finita?
+
+— Finita.
+
+— Vieni!.... — Eugenio — fece verso il marito, conducendo a lui Oreste
+per mano — consola questo povero ragazzo.... che ha mancato.... ma che
+è pentito.... e soffre. —
+
+Il cieco porse una mano, che fu presa e coperta di baci — quindi
+respirando largamente e alzandosi, disse:
+
+— E ora che siamo ancora in tre.... pranziamo.... Oreste, adesso se
+potessi vederci.... non sarebbe proprio male! —
+
+ . . . . . . .
+
+In casa Soranzi non si parlò più di Maddalena, come se neanche
+esistesse.
+
+Un anno circa dopo la catastrofe, Oreste era avvocato e sposava la
+figlia di un alto magistrato, buona, timida, graziosa creatura, sulla
+quale la madre di Oreste aveva da un pezzo posto gli occhi, e di cui
+diceva: — Per quella, garantisco. —
+
+Oreste fu conquistato dalla soavità della giovinetta — e quando la
+madre gliela propose, non seppe dir di no.
+
+
+
+
+Quando Maddalena lesse il biglietto di Soranzi, per quanto fosse
+corazzata e tutt’altro che tenera del marito, non potè a meno di
+fremere. Una morte naturale.... pazienza! Era una disgrazia, e
+oltrechè inevitabile, preveduta vicinissima, e al punto a cui eran
+giunte le cose.... non avrebbe messo nessuno alla disperazione — ma
+quell’uccidersi!....
+
+Tal senso di terrore tuttavia fu breve e lieve — seguirono intensi
+e lunghi invece il dispetto della perduta fortuna e le ansiose
+apprensioni per l’avvenire.... Che sarebbe di lei?....
+
+Più ci pensava e più le pareva che la delicatezza di sentire di Oreste
+fosse esagerata.
+
+Che relazione aveva l’avvenire col passato? l’ombra.... un’ombra!....
+del defunto colle gioje reali dei vivi?.... perchè temere l’opinione
+pubblica.... la quale si sa che cos’è e della quale si fa tutto quel
+che si vuole? — fisime, ubbíe! — Ci fu un momento in cui balzò in piedi
+per corrergli dietro, afferrarlo per un braccio e dirgli: — Fermati,
+fanciullo.... e lascia fare a me! — ma siedè tosto.
+
+Raggiungerlo.... in casa, forse? — affrontare.... chi sa.... fosse un
+oltraggio? — Scrivergli, supplicarlo, minacciarlo di darsi morte?
+
+Non essendovi amore, l’orgoglio ne la dissuadeva.
+
+D’altronde, a che poteva servire un espediente.... per quanto
+drammatico, con un figlio che sapeva tanto subordinato ai parenti?
+
+Si trovava nelle di lei braccia.... ed era fuggito!....
+
+Dunque che sperare mai ora? Ah! non bisognava pensarvi più.
+
+Bisognava pensare piuttosto a provvedere altrimenti per l’avvenire.
+
+Dopo un’ora di meditazione, il suo programma era fissato.
+
+Prima di tutto era necessario ripresentarsi in società colla ragione
+da parte sua. Ella era la vittima! Chi osava sostenere che ella era il
+carnefice?
+
+E poteva provar tutto in propria difesa, mentre nessuno poteva provar
+nulla contro di lei.
+
+Cominciò dal partire per recarsi, la furba, in altro luogo, donde potè
+scrivere:
+
+ Cari genitori,
+
+ Sono presso mia figlia.
+
+ Ho saputo della triste fine di quel povero uomo.... Io lo
+ compiango.
+
+ Se la gelosia non lo avesse accecato, non avrebbe, senza alcuna
+ cagione, dato corpo a delle ombre — io non mi sarei spaventata....
+ e la mia assoluta innocenza sarebbe stata luminosamente provata....
+ me ne appello al signor ragioniere! — Così invece.... basta,
+ non ci pensiamo, perchè non v’è più rimedio. Sono immersa in una
+ profonda tristezza. Mamma, vieni a trovarmi. Io non ritornerò che
+ fra qualche mese in casa vostra, se mi vorrete. S’intende che a
+ Pasqua lasceremo casa Soranzi, perchè non voglio abitare vicino a
+ quell’altra casa, che mi ricorderebbe tante sventure.
+
+ Non so che cosa dica la gente. Dite pure al signor ragioniere che
+ faccio assegnamento sulla sua prudenza e sul suo buon cuore, onde
+ dichiari null’altro che la pura verità, senza entrare in alcun
+ particolare ozioso, che potrebbe far torto alla memoria di mio
+ marito.
+
+ La gente deve sapere solo che in séguito ad un diverbio fra me e
+ il povero Paolo, per ragioni d’interessi, io, d’accordo con voi,
+ sono venuta a passare qualche giorno presso mia figlia, per lasciar
+ campo al sereno di tornare.... e ch’egli, uomo debole, senza fibra,
+ ormai vedendosi dissestato, si è ucciso, mentre si poteva ancora,
+ col tempo, lavorando, rimediare a tutto.
+
+ Non so se mio marito abbia lasciato delle disposizioni.... Ad ogni
+ modo, dite al signor ragioniere che io non voglio nulla per me.
+ Tutto per mia figlia.... per la mia Silvia, che è tanto bella....
+ oh! se è bella!
+
+ Mamma, vieni subito, e fa di condur con te anche il signor
+ ragioniere.... Al quale devo fare mille scuse, e col quale voglio
+ intendermi per molte e molte cose.
+
+ _Vostra affezionatissima figlia_
+ MADDALENA.
+
+ _PS_. Vi prego di deporre una corona sulla tomba del mio povero
+ Paolo.
+
+ * * *
+
+I Papetti, ricevendo questa lettera, cominciarono a respirar meglio.
+Quell’altra di Minelli li aveva costernati, avviliti al punto che
+non osavan più uscir di casa.... tanto loro pareva che tutta la
+gente avesse a segnarli a dito e chieder loro conto del sangue d’un
+innocente.
+
+Figurarsi che balsamo lo scritto della figlia! Tutta la verità era
+ora chiara, lampante — ed era proprio quella verità che si voleva.
+Maddalena, pura come un angelo — Minelli, un uomo disperato e ubbriaco.
+
+Già l’avevano sempre detto che beveva troppo, che doveva finir male!
+
+La madre raggiunse la figlia conducendo con sè il degno ragioniere,
+il quale non aveva, per caso, ancor da rimproverarsi alcun torto verso
+Maddalena.
+
+Uomo prudente e di cuore infatti.
+
+Non appena letto il testamento di Minelli, egli l’aveva abbruciato
+— perchè dubitando da lungo tempo del cervello del suicida, e non
+trovando provata l’infrazione del regolamento conjugale, o, per lo
+meno, provata la gravità — non si era creduto in diritto e, tanto meno,
+in dovere di assumersi alcuna responsabilità, nè in faccia agli uomini,
+nè in faccia alla sua coscienza.
+
+Aveva dunque detto: — Il tribunale provveda. —
+
+Quando poi ebbe parlato con Maddalena, si felicitò con sè stesso della
+sua prudenza. La bella donna ebbe per lui tante gentilezze, tante
+graziose parole, seppe tanto bene dargli ad intendere tutto quello che
+volle, che egli tornò in città disposto a dichiarare che la signora
+Minelli era una santa.
+
+Il padre Soranzi aveva scritto che Maddalena era l’oggetto della
+esecrazione generale, — ma l’esecrazione generale non v’era che nella
+sua coscienza rivoltata. Innanzi tutto, mancavano assolutamente gli
+elementi per poter esecrare. Quel giornale aveva detto di non voler
+parlare, ma.... non sapeva niente. Il ragioniere, Soranzi e Papetti non
+avevan fiatato, ciascuno per le sue buone ragioni — per cui la città,
+che usciva tutta arrembata, intorpidita, sonnacchiosa, infreddata,
+aveva ben altro a fare che interessarsi per due iniziali trovate morte
+in un giornale — senz’alcun particolare.
+
+Si, i conoscenti fantasticarono.... ma le dichiarazioni del ragioniere
+e dei Papetti non lasciarono neppur subodorare la verità vera. Il
+dissesto finanziario era proprio l’unica causa impellente al suicidio.
+
+Il giorno di Pasqua, al corso, la gente ammirava una signora di
+maravigliosa bellezza, alla quale un _lutto intiero_ del miglior
+gusto dava un risalto e un carattere fantastico — che sola, severa,
+imponente, marciava, senza vedere alcuno.
+
+— Guarda la bella Minelli! — dicevano i conoscenti, e trovavano che
+anche la vedovanza a lei faceva bene.
+
+Che floridezza di carnagione!
+
+ * * *
+
+Il ragioniere era stato, come si poteva prevedere, nominato tutore
+della figlia di Minelli.
+
+La liquidazione della sostanza produsse in cifra tondo L. 40,000, che
+furono investite in rendita intestata a _Silvia Maria Caterina Minelli
+del fu Paolo, minorenne_.
+
+S’intende che l’assegno accordato alla vedova pel suo mantenimento —
+finchè ella non passasse ad altre nozze — doveva venir prelevato dai
+frutti del suddetto capitale. Maddalena trovò che non v’era da star
+allegri. Quella era la miseria.... per lei.
+
+_Nulla per me, tutto per mia figlia_, aveva ella scritto — ma quando
+si è Maddalena, sono cose che si scrivono, per un secondo fine. Nella
+sua ignoranza assoluta in materia di affari e di codice, ella sperava
+ben altro. La circostanza di tale trattamento omeopatico, la forzò a
+modificare sensibilmente il suo programma....
+
+Bisognava rinunciare alla caccia d’un marito ricco, perchè
+probabilmente lunga, faticosa, dispendiosa — oltrechè d’incertissimo
+successo — fare invece la caccia alla borsa.... il trovare una
+_posizione_, essendo molto più agevole e breve — il che urgeva.
+
+Ma perciò, occorrendo una perfetta libertà di movimenti, uscì di casa
+e andò a far la signora sola, sul corso più frequentato dal denaro e
+dalla lussuria, in un bell’appartamentino ammobiliato negli ammezzati,
+pel riflesso che il vivere.... quasi in istrada, le permetteva di
+offrirsi continuamente in tutti gli abbigliamenti più originali ed
+eleganti e in tutte le pose più seducenti.
+
+Annodò l’amicizia colle donnine più.... coraggiose, che aveva
+conosciute negli ultimi mesi e che tenevano corte galante — e cominciò
+a _ricevere_.
+
+Erano geniali ritrovi, in cui si faceva della musica e del tè, per aver
+una ragione di far della diplomazia amorosa.
+
+Si poteva dire tutto quello che occorreva per, poscia, poter fare.
+
+Le dichiarazioni e le proposte non mancarono a Maddalena, ma ella
+— senza disgustare alcuno, ben inteso; non si sa mai! — rispondeva
+sempre che non le era permesso di prenderle nella considerazione che
+meritavano — a motivo del lutto.
+
+Realmente le pareva di meritar meglio. Tutti i giorni ne entra _uno_,
+dicono, in città.... poteva arrivare anche quello che ci voleva per
+lei.
+
+Arrivò....
+
+Maddalena credette aver fatto un gran colpo.... e invece non fu che un
+colpo di gran cassa.... vuota.
+
+Era un agente di cambio esotico, che pareva il Re di denari, ma che, i
+denari, li faceva scappare. Non aveva la fortuna propizia.... ossia,
+qualche volta essa gli sorrideva, ma egli, allora, si mostrava tanto
+indiscreto, che era costretta a fargli subito il broncio. Egli aveva
+visitate le primarie Borse, e, partendo, le aveva lasciate tutte molto
+afflitte, perchè molto piagate. Cosa straordinaria, la cagione della
+piaga era sempre un _cerotto_.
+
+Quando conobbe Maddalena, era in un momento di vena; — in una sola
+liquidazione aveva guadagnato cinquantamila lire. Per due mesi,
+Maddalena menò l’esistenza più fastosa — era la donna più invidiata....
+anche da qualche donna onesta — ma una sera, in cui egli lasciandola in
+teatro con un’amica, la salutò dicendole: — Vado un momento al _club_,
+poi ci rivedremo; — ella, tornata a casa, — come Minelli buon’anima! —
+non trovò più le sue gioje e trovò un biglietto che diceva:
+
+ Mia cara,
+
+ «Ho perduto e devo andarmene. — Perdona se riprendo qualcuno
+ de’ miei doni. Tu mi ami troppo per non voler permettermi di
+ partire.... ed io ti giuro imperitura riconoscenza.»
+
+Maddalena urlò, cacciò la cameriera, ruppe uno specchio, due bottiglie,
+non potè mangiare per tre giorni.... e poi, ebbe pietà di sè stessa e
+di un nuovo aspirante.... un nuovo molto vecchio, venerabile però....
+per ricchezza, il quale aveva due soli culti, quello della lunga ed
+argentea sua barba, e...., l’altro non occor dirlo.
+
+Per rispetto alla sua età, tuttavia, egli si accontentava delle cure
+filiali.
+
+Quelle di Maddalena riempirono nuovamente lo scrignetto, ed ella
+potè sognare di trovare un giorno un codicillo a di lei favore sul
+testamento del vegliardo, che le giurava eterna fede.... forse perchè
+aveva già un piede nell’eternità.
+
+Ma un giorno le vennero a dire che il veglio era morto sotto un colpo
+apopletico, e che il testamento non aveva il codicillo.
+
+Due anni di tenerezze filiali proprio sciupati!
+
+Allora.... allora cominciò per lei un’esistenza d’un certo genere,
+in cui noi non possiamo seguirla. Sarebbe anche nojoso. Le posizioni
+furono molte e varie.... e ricorderemo a tal proposito certi versi,
+che un insolente ex-cuoco arricchito le dedicò, senza arrossire
+dell’irriverenza che commetteva contro il Poeta:
+
+ . . . . . . . . . . .
+ Le procellose e trepide
+ Gioje di gran disegni,
+ L’ansie d’un cor che docile
+ Fervente è pei sostegni
+ E i giunge e tien quel premio
+ Che diè Follia a sperar.
+ (_s’intende la Follia degli sciocchi_)
+ Tutto provò: la gloria
+ Di far sentir gli artigli...
+ Le fughe.... la baldoria....
+ La reggia.... no! — ma figli (_di famiglia_)
+ Molti sì, che in polvere
+ Per lei i padri mandar....
+
+Continua, ma basta.... non è vero?
+
+Chi conobbe Maddalena nel fortunoso periodo che corre fra i ventidue
+e i trent’anni, dice che a poco a poco, della donna, perdette sin
+la vernice, e finì ad essere la più spudorata e la più cinica delle
+creature.
+
+Noi supponiamo che, in uno di quegli anni, debba essere stata scritta
+quella tal lettera, la quale conteneva tante buone informazioni
+di Maddalena — e probabilmente da qualcuno che — chi sa come fu
+spennacchiato, deriso, mistificato! — non potendo più salvare sè
+stesso, voleva salvare qualche amico.
+
+Era diventata uno di quei cavallacci del piacere che si trovano in
+tutti i festini, in tutti i bagordi, e che la gioventù corre sempre a
+cercare, perchè hanno il diavolo nel sangue, perchè saltano, urlano,
+strillano, trangugiano, tracannano per notti intiere alla fila....
+dicendo e facendo.... quello che l’indomani, gli stessi ubbriachi
+commilitoni della notte, svegliandosi, non vogliono nemmen ricordarsi.
+
+I genitori, sulle prime, scandalizzati, avevano protestato —
+inutilmente — poi si erano rassegnati, dietro il riflesso che in fin
+dei conti ella era libera.... Finirono quindi ad accettare i di lei
+inviti a pranzo, anche quando v’erano i suoi protettori, e può essere
+che l’indigestione non sia stata estranea alla loro morte.... Caterina
+però finì come aveva sempre vissuto, da buona cristiana, con tutti i
+conforti della religione.
+
+Per dare un’idea..... debole, già! di ciò che era diventata Maddalena,
+citeremo alcune delle frasi che di lei ci furono riferite.... e che non
+sentono l’ubbriachezza. Sentono certo un bel disprezzo per gli altri e
+anche per sè.... ma vi si trova qua e là in mezzo alle facezie, quello
+che noi cerchiamo avidamente da per tutto: _la verità_....
+
+Si dirà: euh! la verità che viene da una simile bocca....!
+
+Maledite pur la bocca — ma benedite la verità, e benedite anche il
+vino, se esso l’ha fatta sgorgare.
+
+Ma leggete e accettate.... quel che vi conviene:
+
+— La paura è la virtù di molte donne. Col pensiero, chi sa quanti
+desiderj, colla bocca, chi sa quanti sospiri che volano chi sa per
+dove, chi sa quanti abbracci legali che illudono, per un istante, una
+mente già _occupata_.
+
+Le giovinette, che scrivono lettere amorose, hanno sempre la frase
+sacramentale: «Ti giuro che ti sarò fedele fino all’ara.» Esse giurano
+il vero: _fino_. — Siamo belle noi altre donne! _Prima_ ci diciamo
+offese, se non ci rispettano; _dopo_, è il rispettarci che diventa non
+solo offesa, delitto.
+
+Un uomo che non può più correre, non deve permettersi nuovi amori....;
+se ne stia ai vecchi — gli verrà tenuto conto, se non altro, dei
+servigi prestati. — Una moglie che vede suo marito ubbriaco, ne ha
+tanta nausea che comincia subito ad amar un altro, anche quando non sa
+chi possa essere.... se poi lo sa!.... — Di riscontro essa fa bere il
+suo amante, e se lo vede ebbro.... ride.... — Una moglie che tollera un
+marito che beve.... o beve anch’essa.... o ha bisogno ch’egli beva....
+— Una donna onesta può essere indifferente a che non le si faccia
+attenzione, perchè si sa che è inaccessibile, ma può anche soffrire. Se
+soffre, è certo che accetterà una medicina. — Se una donna è giovane,
+abbracciatela solo quando, cogli occhi, ve ne dà il permesso. Se ha
+passati i quaranta, se è dopo pranzo e se nessuno vede, abbracciatela
+senz’altro.
+
+Nulla di più vero che: _errando s’impara_. — S’impara a errare sempre
+meglio.
+
+Un discorso che le mogli infedeli amano — ahi! troppo! — fare ai loro
+amanti, è quello dei rimorsi da cui sono amareggiate. V’è un altro
+discorso, ed è quello delle qualità, delle virtù dei loro mariti.
+
+Se una moglie ama davvero il suo amante, ciò che è abbastanza raro,
+è già disposta ad uccidere il marito. — Gli uomini hanno il torto
+di voler spiegare troppo e troppe cose alle donne, come se esse non
+capissero niente.... ed esse sanno già tutto. — Noi donne capiamo,
+forse non molto, di tutto quello che interessa gli uomini, ma per noi
+ci vuol così poco.... _ossia_....
+
+Un marito non deve mai parlare dei suoi diritti.... corre gran rischio
+di subire dei rovesci. — Una donna è sempre onesta, dove arriva per la
+prima volta.
+
+Riabilitare.... se vuol dire rendere abile di nuovo.... è l’illusione
+degli imbecilli. Quando si danno dei casi che farebbero credere alla
+riabilitazione.... state pur certi che quella donna era molto stanca.
+Del resto, una donna si può riabilitare molte volte.
+
+Essendo donna, non credo a quello che mi dicono le donne, neanche
+quando mi parlano male di sè stesse. — I mariti che dicono: «A noi non
+ce la fanno....» fanno ridere.... Ma se è già fatto!
+
+Noi donne non ci divertiamo mai tanto quanto allora che dobbiamo punire
+un uomo della sua presunzione o delle sue villanie. È vero che non
+abbiamo a nostra disposizione che un mezzo unico di vendetta.... ma ce
+ne accontentiamo.
+
+Un uomo ricco può essere un asino, ma è un asino ricco. D’altronde
+è un asino a cui tutti accordano dell’ingegno. E se prendete un uomo
+d’ingegno, ma povero, non è forse tenuto per più asino dell’altro?
+
+E poi, un asino è ciò che conviene meglio ad una donna, perchè si può
+farne quello che si vuole....; quando ha la sua biada, non cerca altro.
+— L’uomo molto barbuto è il più docile colla donna. E quando vorrebbe
+mostrarsi un po’ restío, la donna non ha che accarezzargli la barba....
+ed egli va.
+
+L’amore è una bellissima cosa in un bell’appartamento, ben serviti e
+ben nutriti.
+
+A stomaco vuoto, non v’è amore possibile — e due amanti, che sarebbero
+pronti a morir l’uno per l’altro, se fossero affamati e trovassero un
+tozzo di pane.... se lo contenderebbero a pugni. — Una scena del teatro
+è che una moglie, la quale pericola, si salvi al comparire della sua
+bambina — una scena della vita è che essa mandi la bambina a dormire o
+a spasso colla fantesca.... quando non l’abbia già fatto.
+
+Se invece d’una sola bambina, gli autori si servissero.... di dodici
+figli, per esempio.... qual scena commovente!.... Ella griderebbe
+allora: — Venite.... correte.... tutti sul mio cuore, o miei dodici
+figli, e salvatemi! — Si potrebbe chiamare la _scena delle canne
+dell’organo_. È vero che con dodici figli non si dovrebbero correre più
+perigli.... a meno che non fossero sei coppie di gemelli di produzione
+annuale.
+
+Una donna dice a _lui_ piangendo: — Ma perchè mai volete perdermi? — Ma
+no.... cara.... anzi, io voglio trovarvi. —
+
+ * * *
+
+V’è della gente che m’ha rimproverata perchè io, dopo aver lasciato per
+tre anni la mia Silvia presso i miei parenti, quando essi morirono, la
+misi in collegio, invece di prenderla con me.... Cosa volete che faccia
+con me.... o, cosa volete che io me ne faccia, colla vita che conduco?
+— Vi sono delle madri che, per economia, tengono le loro figlie con
+sè.... ma questo non vuol sempre dire che diano loro buon esempio....
+e quanti siete qui, ne sapete qualche cosa.... E poi, già, io non
+sono nata _madre_.... quindi non è colpa mia se io non sento niente di
+quello che le altre dicono di sentire, o sentono anche realmente, pei
+loro figli. Io ragiono forse troppo.... ma si divien madre tanto per
+un.... nonnulla!.... e quando meno vi si pensa o lo si desidera. Chi
+non è madre, materialmente.... cominciando da qualunque bestia?
+
+Quanto all’esserlo moralmente.... con tutto quello che ci vorrebbe....
+mi pare un po’ difficile.
+
+È una cosa curiosa e divertente il ragionare su tutto quello che si
+dice e si scrive sulla maternità e sulla paternità, sui padri e sulle
+madri. A sentirli, si direbbe che, perchè si è guadagnato.... per
+il proprio piacere, il nome di padre e di madre, si sia diventati
+qualche cosa di sacro e di santo.... si direbbe che vi sia alcun che
+di generalmente sentito e scrupolosamente praticato, giusta tutte le
+esigenze di un sentimento reale e della virtù. Ora, si può dire che,
+preso il complesso delle famiglie, v’è un po’ pochino di buono, e
+mi si può credere, tanto più che io non ho a lodarmi nè di casa mia,
+nè del mio matrimonio, nè del mio me.... oh! io sono sincera più che
+obbligante, anche con me stessa.
+
+Dunque, vedete che c’è di serio nella parola _paternità_!
+
+Gli uomini, fino al giorno in cui prendono moglie — e quanti non la
+prendono mai! — seminano tanta paternità, da coprir di bipedi il globo
+in ben pochi anni — eppure non si danno alcun pensiero delle loro....
+inutili _azioni_. Non si danno pensiero nemmeno delle azioni utili,
+perchè, ciò che riesce a incarnarsi, i loro figli effettivi, vivono
+sotto altri nomi e sotto altri tetti, compreso quello dell’ospedale. —
+Oh! un bel giorno prendono moglie e, allora, cominciano tutte le smanie
+paterne.... quando cominciano. Per molti non cominciano mai, per molti
+durano poco.... il tempo in cui i bambini sono un balocco! e quindi si
+mutano in indifferenza, in noja, e anche in odio. E lo stesso avviene
+nelle donne....
+
+Ma anche quando v’è la famiglia, la maternità e la paternità sono forse
+prese sul serio? Vi sono dei matrimonj che vogliono aspettare qualche
+anno ad aver figli, per poter godere un po’ la gioventù....; dopo
+poi si vedrà. Ve ne sono altri in cui si vuol avere un figlio.... o
+due.... o tre.... o quattro.... a scadenza fissa di due, tre anni....
+secondo! e poi basterà. Basterà, a meno che il dio Bacco non disponga
+altrimenti.... Quanta gente non deve la vita.... a un bicchiere di vino
+di più. Vi sono invece moltissime unioni, in cui la natura non vien
+mai delusa.... e allora, nasce una nidiata di figli, pei quali non v’è
+nè un cencio, nè un tozzo di pane sicuro. Bell’amor paterno e materno
+davvero! — Si parla di maternità e di paternità, e vi sono matrimonj
+di etici, di storpj, di nani, di gobbi, di gozzuti, di scrofolosi! —
+Paternità e maternità.... e la maggior parte dei padri e delle madri
+non hanno alcuna idea di alcuno dei loro doveri.... non hanno nemmeno
+un’idea di ciò che è igiene. Quanti matrimonj, i quali non sono che
+fabbriche di miasmi!
+
+Gli uomini prendono moglie dicendo fra sè: — Ai bambini che verranno,
+penserà la loro mamma.... — Le fanciulle hanno smesso la bambola per
+imparare.... a ballare, a farsi più belle o meno brutte, e a cogliere
+un marito — talvolta smettono la bambola la vigilia quasi del loro
+matrimonio.
+
+Oh! ne sapranno tanto, quando avranno dei figli! — Non hanno ancor
+imparato a capire tutto quello che c’è di falso nella educazione che
+hanno ricevuta.... e dovranno accingersi ad educare i loro bambini!
+È vero che si fa presto a dir quattro orazioni, a andare a messa e
+a confessarsi — ecco anzi mezza educazione — quanto al resto, per
+una metà, se ne incarica la fantesca, e per l’altra il maestro o la
+maestra....
+
+Madri, padri, non hanno un’idea di medicina, e se i loro bambini cadono
+malati, è quasi sempre seriamente, perchè nessuno ha saputo capire
+i primi sintomi del male. Se muojono poi, sono strida e maledizioni
+contro il medico e contro la cosidetta Provvidenza! — Che studio
+infinito sarebbe quello delle varietà delle madri? Guardate, soltanto
+nella casa in cui io abito, vi sarà una ventina di madri. Quanta
+differenza fra l’una e l’altra, siano buone, siano cattive!
+
+Innanzi tutto, cosa strana, la madre migliore è una matrigna, ma quella
+è nata per amare tutto il genere umano, i cani, i gatti, le galline,
+le tortore, i fiori.... tutto l’universo. — V’è una madre che si fa
+dar del _Lei_ dai figli, e li tiene in un’estrema soggezione. Ha due
+ragazze, già grandi.... ebbene, quando va a passeggio se le manda
+davanti.... ma non unite, no, bensì l’una dopo l’altra....; pare un
+tiro a due.... tirolese.... che so io! — Quando v’è la mamma in quella
+casa, guaj a chi parla, guaj al figlio che ha un’opinione! È una madre?
+— Ve n’è un’altra che non può veder le figlie, perchè diventano grandi,
+più belle di lei, e le impediscono di.... _brillare_, come pel passato.
+— Una terza ha rubato l’amante ad una figlia, che n’è morta — avrebbe
+fatto altrettanto con una seconda figlia, se quella non fosse fuggita
+coll’amante, per finire poi.... come finì. — Ve n’è una quarta che non
+può star in casa sua un momento.... tutto il santo giorno è di qua o
+di là da un vicino o dall’altro, colla cigaretta in bocca — in casa,
+intanto, tutto va come Dio vuole. — In un’altra casa, invece, la mamma
+dice sempre ai figli: — Andate, andate dove volete, ma lasciatemi in
+pace, qui mi seccate! — V’è la madre del terrore.... I suoi figli sono
+tanti cenci lavati, non possono nè mangiare nè svilupparsi, tale è lo
+spavento che essa incute loro. Non apre bocca che per bestemmiare e
+minacciare, non muove mano che per percuotere. — A uscio a uscio con
+me, abita una donna, che è veramente incomprensibile.... un fenomeno.
+Era la maggiore di otto fratelli e sorelle. Restati orfani, ella,
+a quindici anni, prese la direzione della casa, allevò, educò — e
+benissimo — quei sette fanciulli, con un amore, con un’abnegazione
+proprio commoventi.... A venti anni non aveva ancor veduto un teatro.
+Un signore, a tale miracolo di fanciulla, se ne innamora e la sposa....
+Bene! lo credereste? la più amorosa delle sorelle è una cattiva
+madre.... odia i suoi figli — ne ha otto — ed è diventata stolta al
+punto da pretendere che, bambini come sono, non abbiano a bere più
+di tre volte al giorno. Questo vi dà un’idea del resto. — Oh! sì....
+v’è la madre buona, premurosa, dolce.... ma è tanto stucchevole,
+col suo cinguettamento eterno, coi suoi pettegolezzi, che non si può
+tollerarla.... e con lei i figli maschi e femmine, degni allievi di
+tanta maestra.
+
+Questa ama i figli belli ed odia quei brutti.... e son tutti suoi!
+— quella idolatra i suoi figli, darebbe il sangue per loro, ma è la
+loro schiava, e quindi, siccome i fanciulli non hanno senso comune,
+imaginate che cosa potranno diventare! — Un’altra ama i figli, sì....
+ma insegna loro a sprezzare e a deridere il padre. — Un bel genere è
+un certo donnone che abita all’ultimo piano. È vedova ed ha quattro
+figlie, la minore di dodici, la maggiore di vent’anni. In quella
+casa, pur che si porti da mangiare e da bere, non si bada tanto pel
+sottile.... Venga chi vuole.... basta che sia gente allegra e generosa.
+— Anche il cappellajo e la cappellaja, per godersela, non ischerzano!
+Di carnevale, hanno il coraggio di andare ai veglioni dei peggiori
+teatri, con tutta la brigata.... dieci figli! Là si fanno dare un
+palchetto con camerino in terza o quarta fila, e _allons!_ si mangia
+e si beve fino alla mattina. Fra i figli, vi sono due ragazze....
+belline anche, l’una di tredici, l’altra di quattordici.... ebbene, le
+trovate vaganti, sole pei corritoj, a udire, a vedere tutto quello che
+si può udire e vedere, specialmente dopo una cena, in simili luoghi
+— e chiunque vuole, fosse anche ubbriaco, le bacia, le accarezza,
+le trascina, le fa ballare. Non avranno ancor perduto niente, non
+so.... ma davvero che se fossi un uomo, non mi desterebbero più alcun
+desiderio. — Vedete quante donne che si chiamano madri!? — Ed io, per
+non essere migliore delle altre.... amo mia figlia, perchè è tanto
+bella che non posso non amarla.... e nello stesso tempo la odio....
+perchè dico: — Va là che un giorno sarai anche tu come noi altre!.... —
+E ciò vuol dire che siamo tutti tanti bei matti.... perchè vogliamo il
+bene.... e non sappiamo fare che il male.... cioè.... sì, insomma, non
+siamo angeli già!.... —
+
+ . . . . . . .
+
+Maddalena che faceva della morale!!!
+
+E quanti ce ne sono che ne fanno.... e non valgono meglio di lei.
+
+
+
+
+Il dire che la vita del piacere avvizzisce il cuore e ci rende più
+egoisti di quel che siamo, è dire una verità nojosa — il dire che il
+piacere porta di frequente con sè tremende punizioni delle gioje che ci
+procura, come se tali gioje fossero delitti, è dire una verità nojosa e
+odiosa, perchè non bisogna mai disturbare la gente che si diverte.
+
+Verso i trent’anni, Maddalena fu colta da malore così fiero e
+così lungo, da far temere non fosse indomabile. Tuttavia, guarì —
+relativamente, s’intende — perchè quando il sangue è guasto da certi
+principj malefici, vera vita non si può più godere.
+
+Ma, pazienza ancora, il guarire relativamente! V’era un guajo ben
+più grave per lei.... la sua bellezza era sparita, non solo, ma anche
+la sua carnagione, l’occhio.... tutto in lei s’era tanto alterato da
+ispirare paragoni poco poetici.
+
+Nè basta. La sua pinguedine, in dieci anni, era cresciuta
+sproporzionatamente — nondimeno la sapiente scelta delle stoffe e
+dei colori, l’abilissimo taglio delle vesti, la pressione spietata
+del busto lasciavano ancor supporre la statua.... statua fatta
+senza risparmio, ma marmo, con linee non inartistiche. E poi, c’era
+quel volto così pieno di vita e quegli occhi così rifulgenti che
+passava anche ciò che non poteva passare. Ma quando il suo sangue fu
+avvelenato, tutto diventò così floscio e cascante da potersi chiamare
+una donna.... spostata e squilibrata — il che, unito all’avvilimento da
+cui fu compresa a tanta degradazione fisica, tolse anche al suo incesso
+quella maestà che prima, come sappiamo, imponeva.
+
+Allora, di adoratori.... non se ne vide più uno — le amiche giovani e
+belle la sfuggirono — ed ella restò sola.... ossia colla società di
+qualche veterana della stessa milizia, a cui unico conforto era il
+ricordare le fatte campagne.
+
+Sulle prime Maddalena non si diede per vinta.... e mise in opera tutti
+i secreti miracolosi che l’arte e la ciarlataneria le offrivano, per
+ricuperare la primiera freschezza e vigorìa — ma ahimè! se volle parere
+ancor qualche cosa.... da lontano, dovette ricorrere ad empiastri e
+vernici d’ogni genere.... che non fecero tornare gli adoratori.
+
+Allora, siccome la volpe era troppo vecchia e troppo bisognosa, per
+perdere le sue abitudini.... così, volendo continuare a tender reti
+agli imbecilli, dovette prendere delle precauzioni, per non spaventare
+nessuno, e accontentarsi della parte d’_avventura di carnevale_ per
+i provinciali e per i gaglioffi, che chiamano avventura — in luogo di
+sventura! — un dominó il quale vi mangia una cena e può rubarvi borsa e
+orologio, oltre il lasciarvi qualche _souvenir_.
+
+Ma, quel primo carnevale avendo reso poco, ella si trovò davanti la
+terribile prospettiva di una fila di anni più magri della più magra
+quaresima.
+
+Il suo regno era finito!
+
+E, quel che era desolante, mentre i re e le regine spodestate non
+patiscono l’asciutto, perchè, da brave formiche, anzi formiconi,
+nell’estate del potere, hanno messo in serbo abbondanti provvisioni per
+l’inverno dell’impotenza, Maddalena si trovava pressochè miserabile.
+
+Spensierata, ella aveva sempre creduto ad un’estate eterna, e aveva
+sempre pazzamente gettato a due mani ciò che riceveva con una sola.
+Ora, dopo più d’un anno di malattia e d’abbandono, non le restava
+che qualche mlgliajo di lire, avanzo dell’eredità paterna, e il lusso
+ammassato in dieci anni.... il che, trattandosi di dover vendere, era
+proprio poco, ed entro alcuni anni, anche facendo economia — cosa molto
+dolorosa! — sarebbe tutto sfumato.
+
+Allora.... allora le venne in mente sua figlia, che aveva, per
+tanto tempo, trascurata, e trovò che conveniva prenderla con sè e
+affezionarsela, perchè così, la figlia non avrebbe mai abbandonato sua
+madre.
+
+Silvia, benchè, per varj anni — dopo la morte del nonno e della nonna
+— avesse veduto ben di rado sua madre, pure l’amava molto — era così
+bella la mamma! — Quei pochi nonnulla e confetti che ne riceveva, di
+tanto in tanto, le parevano il _non plus ultra_ dell’affezione materna,
+anche perchè, il ragioniere e le maestre, presi da pietà per la
+quasi derelitta fanciulla, non volendo farla nè infelice, nè cattiva,
+fomentavano in lei la tenerezza filiale e le magnificavano la bontà e
+l’amore della madre. Così la ragazza, amando, cresceva felice e buona.
+
+Imaginarsi la gioja di Silvia quando Maddalena la levò dal collegio, e
+come corrispose espansiva, ingenua, alle di lei interessate premure!
+Si sarebbe detto, tanta era la sua affettuosità, che ella sentisse
+essere quello l’unico modo di compensarla della bellezza perduta —
+e forse era così. — Poche madri potevano vantarsi d’aver una figlia
+tanto cara, e Maddalena per qualche anno visse tranquilla, senza
+preoccupazioni per l’avvenire, ma quando Silvia fu giunta ai quindici
+anni e, già vistosetta, cominciarono i complimenti, le occhiate, gli
+augurj, le apprensioni di Maddalena si ridestarono più vive che mai....
+Se sua figlia si maritasse, che sarebbe di lei?.... Supposto anche che,
+per bontà, volesse continuare a pagare un certo assegno a sua madre,
+sarebbe pur sempre una meschinità.
+
+E le condizioni economiche di tal matrimonio, ora d’importanza
+imprevedibile, lo permetterebbero poi? — il marito non si
+opporrebbe?... insomma, tutte le paure anche irragionevoli,
+ingiustificabili.... appunto perchè paure.
+
+Ah! bisognava a qualunque costo far in modo che sua figlia non avesse
+mai a separarsi da lei.... o, per lo meno, che non avesse a separarsi
+senza che, prima, a lei Maddalena, fosse già assicurato un congruo
+trattamento per tutta la vita, e senza lesinerie, perchè ella era
+abituata bene, e non poteva assolutamente cominciare adesso a vivere
+come una pitocca....
+
+Ed esaminando attentamente, come farebbe un perito, quasi a valutarle,
+tutte le varie perfezioni di quel vaghissimo fiore, ella diceva fra sè:
+
+— Ma può un uomo negare qualche cosa alla madre di tanta figlia? —
+
+Allora cominciò l’educazione, la vera educazione di Silvia, e la
+materia del primo corso fu, nell’intenzione di Maddalena, lo studio del
+modo di premunirsi contro l’amore.
+
+Mise in avvertenza la figlia contro quegli insulsi complimenti ed
+augurj, parole d’uso, spiccioli convenzionali della conversazione, che
+si fanno a tutte e che, a spremerli, non c’è una stilla di sugo. — Le
+disse che il matrimonio era forse un male necessario o presto o tardi,
+ma sempre un male, e che quindi era bene non pensarci. — Lasciasse
+fare a lei, che era sua madre, la quale saprebbe guidarla sempre bene
+onde non avesse mai a trovarsi infelice. — Coperse di ridicolo tutti
+gli uomini in genere — e figurarsi se quella lingua non vi riuscì a
+meraviglia! — glieli dipinse tutti come ipocriti, sciocchi, venali....
+Povera Silvia, se mai le avvenisse di credere a qualcuno.... povera
+dote! — e batteva su quella dote, unico scopo di tanti tristi. — Ah! se
+si presentasse quel tale che _andasse bene_.... sarebbe ella la prima a
+raccomandarglielo.... ma dopo un lungo studio, dopo.... dopo.... e dopo
+tante precauzioni che non finivano più.
+
+Pochi mesi di tal scuola premunirono Silvia contro tutte le seduzioni
+della giovinezza.
+
+Era la più indifferente ragazza di questo mondo per quanto,
+d’ordinario, occupa la fantasia delle ragazze — e poco le mancava a
+compiere i bellissimi sedici anni.... quando, un incidente qualunque
+venne a dar principio ad avvenimenti molto deplorevoli, in cui la
+fanciulla fu travolta, e rappresentò una parte.... che sarà giudicata,
+che fu anche odiosa.... ma che alla gente fornita di ragione,
+spassionata, farà dire: — Non poteva essere altrimenti. —
+
+
+
+
+Quando Maddalena aveva pensato a levare Silvia dal collegio, aveva
+veduto la necessità di cambiar, prima, d’abitazione. In quella in cui
+si trovava, da quattro anni, era troppo conosciuta e v’erano troppe
+conoscenze di genere equivoco! Continuando ad abitar ivi, era a temersi
+che la figlia, o presto o tardi, venisse a sapere cos’era sua madre,
+e che certi vicini poco scrupolosi, o col mal esempio d’una esistenza
+tutt’altro che misteriosa, quando avrebbe avuto bisogno di tutto
+il mistero, o, con peggio, avessero poi a corromperla — cose molto
+probabili in quella casa.
+
+La abbandonò quindi e se ne andò ad abitare, dove nessuno la conosceva,
+dove non conosceva alcuno, ma sapendo di entrare in una casa, come si
+dice, assai pulita.
+
+Tali delicatezze non devono destare meraviglia. Tutti possono aver
+visto donne cadute tanto basso, da non esservi modo di cadere più giù
+— ed essere così tenere dell’onestà delle loro figlie, da far quello
+che molte buone madri non sanno nemmen pensare, per rimovere dai loro
+giovani anni fin l’ombra d’un pericolo, smaniose di farne tutto ciò che
+si può imaginare di virtuoso e con maggior probabilità di riuscita che
+non il comune delle madri, perchè sapendone _di più_, possono essere
+più avvedute, più caute, e certo più saggie consigliere.
+
+Maddalena aveva, senza dubbio, le migliori intenzioni circa
+l’educazione di Silvia — ma le ansie d’un egoismo sfrenato guastarono
+poi tutto, come abbiamo veduto e come, pur troppo, vedremo.
+
+Il quartiere, la casa furono così abilmente scelti — e il nuovo
+contegno di Maddalena così prudente, che ella conseguì il suo intento:
+di passare, cioè, per una donna onesta.
+
+La signora Maddalena fu, pei pochi vicini, una vedova agiata «oh! una
+buona donna,» che aveva una bella figliuola, «quieta e buona come un
+angelo».
+
+Cosa naturale, e anche per salvarsi dalla noja opprimente di una vita
+isolata, monotona, senza movimento, Maddalena fece conoscenza a poco a
+poco di alcuni vicini, e, fra gli altri, di una eccellente vecchia, la
+signora Mantovani, vedova come lei, che viveva sola colla fantesca.
+
+La signora Mantovani aveva una figlia, Eugenia, maritata, che veniva a
+trovarla tutti i giorni, e, colla quale, Maddalena e Silvia strinsero
+in breve una buona amicizia. Tale amicizia divenne, anzi, intima con
+Maddalena, quando, per una certa storia, affatto estranea al nostro
+racconto, Eugenia ebbe bisogno d’una confidente sicura, alla quale dare
+incarichi molto delicati.
+
+Silvia non aveva ancora sedici anni quando la suddetta storia si fece
+molto seria, complicatissima, — era allo stato di partita in quattro,
+con un quinto che voleva entrarvi per forza e minacciava di scompigliar
+tutto — ed Eugenia si trovò nella necessitò di recarsi ad un veglione,
+per vedere, per sapere, per rimediare, per calmare, per consigliarsi,
+per accordarsi.... tutte cose molto urgenti e impossibili a farsi in
+casa. Eugenia, naturalmente, supplicò Maddalena che l’accompagnasse,
+perchè, andando in teatro, sola col marito, non potrebbe essere libera
+un minuto — ed allora tanto valeva restar a casa. — D’altre amiche non
+si fidava.
+
+Maddalena disse:
+
+— Ma.... e dove metto mia figlia? non posso lasciarla sola in
+casa. —
+
+Ed Eugenia rispose:
+
+— Pregheremo la mamma di tenerla presso di sè per una notte. È così
+buona e vuol tanto bene alla Silvia che non dirò di no. —
+
+Infatti, la signora Mantovani, all’oscuro di tutto, acconsentì col
+massimo piacere «per permettere alla cara signora Maddalena di passare
+almeno una sera allegra nel carnevale.»
+
+Il marito di Eugenia ringraziò vivamente Maddalena d’aver accettato
+l’invito di sua moglie. — Un torrione vostro pari — aggiunse — potrà
+supplire il povero marito, che non sarà costretto a far il cavaliere
+servente alla consorte.... cosa che non si usa. —
+
+Maddalena supplì infatti, e le due signore, in dominò, non fecero che
+girare per la festa, sole e non sospette per alcuno. Così Eugenia potè
+vedere, sapere, rimediare, calmare, consigliarsi ed accordarsi.
+
+L’accordo principale era per le tre, quando, finite le cene, vi sarebbe
+stata tal confusione, da permettere anche le sparizioni inosservate.
+
+Alle tre, Maddalena e l’amica, uscite dal loro camerino, andavano pel
+loro destino, ossia pel destino di Eugenia, quando s’imbatterono in
+un signore, al veder il quale, Maddalena emise un leggier grido di
+sorpresa, e fermossi, dicendogli in falsetto:
+
+— Sei tu o non sei tu?
+
+— Pare che sia io.... — rispose il signore ridendo.
+
+— Proprio tu, Soranzi?
+
+— Soranzi.
+
+— Che bell’uomo ti sei fatto!
+
+— Se non avessi moglie, ti direi qual è il dovere d’una donna che trova
+bello un uomo.
+
+— Sei fedele?
+
+— Ecco una domanda, a cui una donna sola può rispondere....
+
+— Perchè....?
+
+— Perchè tanto il sì, quanto il no, in un uomo sono ridicoli....
+
+— E in una donna....?
+
+— In una donna.... il sì è un poema angelico.... il no.... un dramma.
+
+— Io vado — disse Eugenia all’orecchio della compagna — altrimenti
+l’ora passa. Tu resta pure col signore, se t’interessa.
+
+— Quasi quasi.... per ingannare il tempo.
+
+— Bene, fra mezz’ora, vieni a prendermi, fila terza, numero cinque, a
+destra.
+
+— Siamo intese.... sii felice. —
+
+Eugenia s’allontanò.
+
+— È qui tua moglie....? — disse Maddalena a Soranzi.
+
+— Passò quel tempo, per lei —
+
+— Allora dammi il braccio, se non hai paura delle male lingue, e
+andiamo nel tuo palco. Non posso girare, senza comprometter la mia
+amica, che è affidata a me.
+
+— Si vede che è ben affidata!
+
+— Che vuoi.... io non so resistere alle lagrime degli infelici.
+
+— Ecco il mio camerino....
+
+— No.... no, non entro.... vedo là un signore....
+
+— Non temere.... è l’avvocato Bussola.... che la perde sempre.
+
+— Che cosa....?
+
+— La bussola.... È celebre per le sbornie che guadagna, in compenso
+delle cause che perde. Come vedi, è in uno stato che lo renderà molto
+prudente, qualunque cosa qui possa avvenire.
+
+— Ah! non avverrà niente.... — e ciò dicendo, Maddalena entrò.
+
+— Bevi?
+
+— Bevo.
+
+Soranzi sturò una bottiglia di _Champagne_.
+
+— È un pezzo che non vai al _Restaurant Bouquet_? — fe’ Maddalena
+lentamente, come soprapensiero, senza guardarlo.
+
+Egli, che stava per mescerle, si fermò, esaminando, sorpreso, quel
+dominò.
+
+— Versa pure, sai,...
+
+— Chi sei tu?
+
+— Io sono una che era molto vicina a te.... una volta.... quando tu
+andasti al _Restaurant Bouquet_ con una signora....
+
+— Siccome non ci ero mai andato prima di quella volta, e non vi sono
+più andato dopo.... e quella volta, io non ho veduto nessuna donna....
+
+— Eppure....
+
+— Sentiamo un po’.... Quando è stato?
+
+— Precisamente quattor.... no.... quindici anni fa....
+
+— Dimmi chi sei!
+
+— Te lo dirò.... _un giorno_.
+
+— Ah! sei Maddalena! — gridò Soranzi giojoso e non senza commozione.
+
+— Chi sa! — disse ella, con voce naturale.
+
+— Leva.... leva quella maschera.... che io ti possa rivedere....
+
+— No.... se la levo.... tu fuggi.
+
+— Perchè?
+
+— Perchè sono brutta.... d’una bruttezza.... classica.
+
+— Non ti credo.
+
+— Non credi a Maddalena, tu? a Maddalena, che direbbe la sua anche a
+Gesù Cristo? — Eh! sono rovinata, caro mio.... tanto.... che mi sono
+lasciata andare.... senti come sono floscia.... Per tutto il resto....
+ti basti il dire che fiuto tabacco.
+
+— Non importa! levati....
+
+— In una festa, no.... sarebbe una apparizione troppo orribile per te,
+che mi hai conosciuta bella!
+
+— E.... che cosa hai fatto, tutti questi anni?
+
+— Non lo sai?!
+
+— No.... come vuoi ch’io sappia?....
+
+— Pare impossibile.... Ho fatto un po’ di tutto.... non per salvare
+l’anima.... per perderla. Adesso.... che non posso più far niente,
+tanto di ricuperarla.... faccio la donna onesta.... faccio la mamma,
+ecco!
+
+— Ah! è vero.... tu avevi una figlia.... che ora deve essere quasi una
+donna.... È bella?
+
+— Un sole.... Eh! è il mio dolor di capo.
+
+— Per qual ragione?
+
+— Oh! bella!.... per la ragione che è, si può dir, da marito.... e
+se me la tolgono, mi tolgono anche il pane, perchè ora viviamo in due
+col frutto della sua dote.... — A meno che — stridette, dopo una breve
+pausa — non le capiti un marito generoso, il quale faccia star bene
+anche la madre.... cosa molto difficile.
+
+— Come l’hai educata?
+
+— Oh! bene.... meglio di sua madre, certo.
+
+— Vuoi lasciarmela conoscere?.... Chi sa che non glielo trovi io il
+marito.... generoso.
+
+— Se tu fossi tanto bravo.... io ti benedirei!
+
+— Lascia far a me.... Per la Maddalena della mia giovinezza, io farò
+questo e altro.
+
+— Bene, Soranzi! tu almeno hai un cuore.... Ah! addio.... devo andare.
+
+— Dammi il tuo indirizzo.
+
+— Ahi sì.... Vieni in via.... numero 7, primo piano.
+
+— Domani.... cioè, oggi alle quattro, io sarò da te.
+
+— Grazie.... ah! se tu non mi avessi scritto quella brutta lettera....
+quanto saremmo stati felici.... e io quanto sarei migliore!
+
+— La tua risposta però fu ben orgogliosa. A proposito, hai poi lavorato?
+
+— Io?.... altro che lavorato! ah! ah! ah! — e ridendo sgangheratamente,
+Maddalena fuggì in cerca dell’amica.
+
+
+
+
+Arrivati a questo punto, noi non possiamo più narrare, descrivere,
+occupandoci di _tutti_ i particolari. Dobbiamo accontentarci di prender
+delle note più o meno aride, a seconda delle situazioni...., sperando
+che bastino.
+
+ * * *
+
+L’indomani del veglione — congedandosi da Maddalena, dopo la prima
+visita — non presente la figlia.
+
+OR. Lo sposo glielo troveremo.... non ti nascondo però che lo sposo
+vorrei esser io.
+
+MADD. E io te la darei con entusiasmo, se tu non avessi moglie.
+
+OR. Ahi! tasto doloroso.... A rivederci. —
+
+Soranzi, partendo, dice ch’egli è pazzo, ch’egli non deve lasciarsi,
+come un giovinetto, inebriare dalla bellezza di quella fanciulla,
+al punto d’aver il convulso...., si dice che egli ha quarant’anni,
+che ha moglie.... che.... che...., insomma, tutto quello che un uomo
+onesto può dirsi, per cancellare una impressione più profonda del
+bisognevole e irragionevole — perchè la ragione deve permettere solo
+ciò che i contratti sociali danno per lecito. — Ma se la ragione
+propone, il fisico dispone. — Soranzi torna a casa; appunto perchè non
+vuol esserlo, è preoccupato; il suo appartamento, per la prima volta,
+gli par tetro, una spelonca — e anche il dolce sorriso di sua moglie,
+per la prima volta, lo muove a ira. Non parla che per rispondere
+brevemente, con cortesia stentata.... esce, vaga, rientra, si rinchiude
+per lavorare....; è inutile!.... L’imagine di quella vergine di sedici
+anni lo perseguita, s’è ficcata nella sua mente.... non vuol uscirne
+più. Ah! gli acerbi e già maturi vezzi.... Ah! quelle mani fatte da
+Amore per l’amore.... quelle babbuccie, entro le quali si troverebbe
+appena tanto da potervi imprimere un bacio.... e i ricciolini....
+d’aria di quella nuca, e la freschezza di quel viso, e la lanuggine
+impercettibile di quelle guance fatte per smorzar i baci, e gli occhi
+grigi erranti che pajono ansiosi.... e non lo sono ansiosi, perchè il
+sorriso è puro, è il sorriso della donna che ignora. Lo si capisce,
+dai suoi entusiasmi, che non sa niente....; tutto per lei è bello,
+nuovo, sorprendente. — E tuttavia, qualche cosa vi deve essere che si
+muove in lei....., ella deve udire come un susurrío interno, sia pure
+indistinto, ma che a volte la turba....
+
+E Soranzi ricordava che, a qualche sua occhiata ardente, le di lei
+palpebre avevano avuto un tremito, e che mentre egli parlava, ella
+ascoltava, come meditabonda, coll’occhio che pareva bere, e che, senza
+ch’ella lo sapesse, la di lei lingua errava lambendo il labbro.
+
+Brividi e vampe.... Silvia! Silvia!
+
+ * * *
+
+Sono trascorsi quindici giorni dall’incontro di Maddalena con Oreste,
+al veglione — e in casa Soranzi si vive già d’una vita nuova.... ma
+d’una vita che toglie il respiro.
+
+La moglie e la servitù, che per tanti anni vissero in un ambiente di
+perfetta pace, di dolcezza tale che avrebbe ammansato l’essere più
+insocievole.... ora non sanno più in che mondo si trovano.
+
+Soranzi sta fuori gran parte del giorno, il resto lo passa rinchiuso
+nel suo studio. Ben di rado si lascia vedere o fa udire la sua voce, ma
+anche quel poco è di troppo.
+
+Egli è irascibile, impetuoso — in tutti i suoi moti, in tutti i suoi
+detti v’è alcun che di così secco, di così nervoso e, a volte, di
+così feroce, perfino.... che davvero fa paura. I servi, alle sue
+scampanellate, accorrono, ascoltano, si inchinano, s’affrettano ad
+obbedire.... Qualunque cosa ordinasse, non replicherebbero sillaba....
+— e pensare che, un tempo, si parlava fra padrone e servitori come da
+amico ad amici, e si discorreva tranquillamente sul da farsi e il non
+da farsi.
+
+_Quando_ pranza in casa, non dice una parola.
+
+Un giorno, la moglie gli ha detto, colla sua maggior soavità:
+
+— Che cos’hai, Oreste?
+
+— Nulla ho. Lasciami stare. —
+
+Un cognato, dietro le preghiere della sorella, gli ha domandato, un
+altro giorno, ridendo:
+
+— Vedo che sei arrabbiato...., hai forse giocato alla Borsa?
+
+— Che! — e girando sui tacchi, l’ha piantato là come un matto.
+
+Tutti sono certi che egli ha un dispiacere, che non vuole, non può
+confidare ad alcuno....
+
+— Un po’ di pazienza.... tutto passerà. —
+
+Pare che non abbian avuto torto.
+
+Un giorno, Soranzi, da un’ora all’altra, è tornato quel di prima.
+Esultanza generale. Come mai questo?
+
+Rovistando fra le sue carte, gli è venuta fra le mani una lettera di
+suo padre — e gli son venute sott’occhio queste parole:
+
+«Quando, al primo riveder quella donna, tu sentisti ridestarsi l’antico
+affetto — dovevi fuggirla. Era già moglie. Il sacrificio, allora,
+sarebbe stato ben lieve, credilo!»
+
+«Non hai avuto quella meschinissima forza.... e or vedi le conseguenze
+orribili della tua debolezza!»
+
+Legge tutta la lettera.... la rilegge. Povero padre! povera madre!....
+se esistessero ancora, egli forse, mirando quei volti mesti, si
+sentirebbe meno debole.... S’immerge in una profonda meditazione.
+Tenta, vuole ragionare.
+
+Da una parte.... sua moglie così buona — la sua posizione sociale —
+il suo passato onorevole e un avvenire splendido, perchè egli è uno
+degli uomini più stimati ed è già designato ai più alti ufficj....
+— dall’altra parte, una giovinetta, la quale viene a togliergli, a
+rovinare tutto.... con che? perchè?
+
+Si apre l’uscio ed entra il suocero, vegliardo veramente venerando,
+per vita operosa, intemerata e per alto sentire. A tale apparizione,
+Oreste sente un non so che di refrigerante nell’anima; gli pare che
+un genio benefico venga ad additargli la via della salvezza. Ma sì!
+basta rinchiudersi nel seno della famiglia, non pensare più a nulla,
+lavorare, non permettere che alcuna distrazione....
+
+E gli va incontro affettuoso, riconoscente — eccolo di buon umore,
+cortese, affabile, espansivo.
+
+Sua moglie è felice a tal cambiamento subitaneo — aspettato, del resto!
+dice: — La gioja è tornata in casa Soranzi e, speriamo, per sempre.
+
+— Che cosa mi dicevi tu? — è il padre che parla colla figlia — Oreste
+mi pare sempre il migliore dei mariti.
+
+— È vero!... non so.... qualche cosa l’avrà disturbato. Ma poteva ben
+dirmi....
+
+— Eh! le donne vogliono saper tutto.... Lasciate passare, quando vedete
+nubi fosche.... se no, andrete a rischio di far delle burrasche con....
+niente.
+
+ * * *
+
+È scorsa un’altra settimana. Tutti i giorni è stata una lotta
+fierissima.
+
+A certa ora, egli udiva sempre quella cara voce infantile.... gli
+pareva sempre di accarezzare quella manina, di provocare quegli
+scoppietti di riso, di sentir quell’alito fresco, odoroso.
+
+Era una tortura.... ma egli non si muoveva — l’ora passava — aveva
+vinto.
+
+Dopo otto vittorie, gli pare che il vincere costi meno, e che forse, in
+breve, egli sarà perfettamente libero da quell’incubo ad ora fissa.
+
+A tale scoperta, egli diventa ilare, respira a pieni polmoni — e va ad
+abbracciar la moglie.
+
+Dopo pranzo, ella e lui stanno presso il caminetto sorbendo il caffè —
+egli racconta una gaja storiella.
+
+— Una lettera pel signor avvocato.... — fa la cameriera entrando.
+
+— _Particolare:_ — legge Soranzi. La scrittura non gli è ignota, ma non
+ricorda di chi possa essere.... Apre, impallidisce.
+
+ «Soranzi,
+
+ «Tu non sei un uomo onesto. Tu m’hai stregato la figlia.... e
+ adesso non ti lasci più vedere?
+
+ «Ella soffre, non prende cibo, dimagra.
+
+ «Non parla!.... ma l’occhio di una madre sa indovinare....
+
+ «Sarà una bella gloria per te, quando me la porteranno via!
+
+ «M.»
+
+— Il mio cappello.... il mio soprabito — comanda Oreste, vibrato,
+balzando in piedi.
+
+— Dove vai? — domanda la moglie.
+
+— Dove mi chiama un affare urgente.
+
+— Ma è qualche cosa di ben grave, di ben dispiacente! sei tutto
+alterato.....
+
+— Tu sei pazza.
+
+— No, Oreste, non dir così.... sai pure.... se hai qualche dolore,
+confidati con me.
+
+— Non ho niente....
+
+— Ma....
+
+— Hai capito che non ho niente!? — grida Oreste, stralunando.
+
+— Dio mio.... con te non si può più parlare! — geme la poverina,
+rompendo in lagrime.
+
+— Eh! il miglior modo di parlare per una moglie, è tacere!
+
+— Ma tu adunque vuoi che io muoja....
+
+— Io?
+
+— Ma sì!.... perchè se continua così, come si può vivere?
+
+— Ebbene.... se.... se non si può vivere, così, con me.... regolati
+come credi.
+
+— Ah! no, Oreste! — e la moglie si aggrappa a lui disperata — no,
+Oreste, senti.... senti per pietà.
+
+— Lasciami.... lasciami.... — e respingendola con forza, sicchè ella
+cade inginocchioni, strappa dalle mani della cameriera quanto essa gli
+reca e fogge.
+
+La cameriera rialza la signora semisvenuta, la adagia in una poltrona e
+le spruzza il viso con acqua. La signora ricupera gli spiriti.
+
+— Desidera qualche cosa, signora padrona?
+
+— No.... aspetta.... —
+
+Dopo una lunga pausa.
+
+— Di’ al Giovanni che vada a pregar mio padre di venir.... da me,
+stasera. Quanto a te.... non una parola con nessuno!
+
+
+
+
+Vediamo un po’ che cosa abbia fatto Maddalena, dopo il veglione, perchè
+quel suo biglietto a Soranzi è abbastanza strano.
+
+In omaggio al vero, riconosciamo che ella ha accettato la prima visita
+di Oreste senza alcun secondo fine biasimevole. L’unico suo fine
+era precisamente quello di valersi di Soranzi come di un sensale di
+matrimoni incaricato di trovare il «marito generoso».
+
+Ella è ben lieta che Soranzi trovi bella e buona sua figlia — questo
+vuol dire che s’interesserà, con ardore, per collocarla bene.
+
+Ma la frequenza — quattro di fila — la lunghezza delle di lui visite
+le pajon soverchie per un mediatore, oltrechè «compromettenti» —
+e il suo genere di conversazione un po’ troppo poetico. Maddalena
+s’impensierisce seriamente, tanto più che vedendo la figlia tutt’altro
+che indifferente alle premure di lui — premure, delle quali non sa come
+combattere l’influenza sul di lei animo, dopo averle presentato Soranzi
+come «un distintissimo signore, suo amico d’infanzia e tanto amico
+anche del povero papà....»
+
+Il combatterla ora sarebbe pericoloso. Maddalena che è donna, le sa
+queste cose.
+
+Bisognava prevenirla, indisporla contro di lui. Si potrebbe, è vero,
+con una parola sola, demolire Soranzi; basterebbe dire: — Guarda che
+egli è ammogliato — ma allora, Soranzi trovando subitanea freddezza,
+s’indispettirebbe, vorrebbe saperne la ragione.... e se ne andrebbe per
+sempre — il che è da evitarsi, perchè Maddalena, ora che ha riafferrato
+Soranzi, non vuol più lasciarselo sfuggire. In un caso estremo, ella
+potrebbe ricorrere a lui, senza umiliazione.
+
+Invece, farà così: interrogherà cautamente Soranzi.... e _se mai_....
+ella lo farà ragionare, e, toccandogli le corde del dovere, dell’onore,
+ecc., ecc., lo indurrà a diradare le sue visite.... pur non ritirando
+la sua protezione.
+
+Quando non lo vedrà più, o ben di rado, Silvia non vi penserà altro.
+
+ * * *
+
+Partendo dopo la sua quinta visita, Soranzi dice a Maddalena:
+
+— Spero bene che non le avrai detto che io ho moglie.
+
+— Perchè?
+
+— Il perchè te lo dirò.... _un giorno_.
+
+— Ah! ah!.... e se glielo avessi già detto?
+
+— Disdici.
+
+— Ohe! Soranzi.... avresti per caso delle malinconie pel capo?.... Se
+così fosse.... io dovrei rinunciare all’onore....
+
+— Se tu sapessi....!
+
+— Che cosa?
+
+— Senti, Maddalena.... io sono sempre stato, dopo _quel_ tempo.......
+l’uomo il più freddo. Mi credevo morto alle passioni. Ebbene.... ora mi
+vedi ridotto come un fanciullo, incapace di ragionare.... disperato....
+quasi al punto di domandarmi che ne farò della mia vita.
+
+— Senti, Soranzi.... da quella brava donna che sono.... ti dirò: non
+venir più.... Ma pensa che hai moglie!
+
+— Ah! non parlarmene.... Ma non sai che da due giorni, vaneggio....
+che io odio mia moglie.... tanto che, mi pare che per Silvia.... io
+sacrificherei....
+
+— Va.... va.... tu bestemmi.
+
+ * * *
+
+_Tu bestemmi_ — ma, non appena Soranzi è partito, Maddalena si sdraja,
+nella sua poltrona, pensando alla fatta scoperta. «Soranzi odia sua
+moglie, e per Silvia è pronto a tutto».
+
+Sì.... e Maddalena non può ingannarsi....; nel tremore della voce,
+delle mani, nel balenìo degli sguardi, ella ha indovinato la passione
+vera, possente, quella passione che non conosce ostacoli, e siccome
+Soranzi è uomo d’onore — anche i ribaldi hanno bisogno dell’_onore_....
+degli altri — così tal passione non è a disdegnarsi.
+
+Se Soranzi non ama sua moglie, potrebbe.... separarsene. — Se ama
+Silvia, potrebbe divenirne l’amico, il protettore. — La colpa, dopo
+tutto, dice Maddalena, è della Legge. L’uomo è lo schiavo delle
+passioni.... e la legge vuol incatenare le passioni, il che significa
+incatenar torrenti.... Tanto peggio per la Legge.
+
+Se Soranzi farà _questo_, è certo che io mi troverò al coperto per
+sempre. Quanto a Silvia.... ella sarà ben grata a sua madre.... Maggior
+felicità potrebbe forse darle altro uomo.... se ella amasse Soranzi? —
+Restano la società e la moglie....; ma la società è composta di tanti
+individui, di cui ognuno farà molto bene pensando ai casi suoi.... del
+resto, padroni! Non renderanno perciò meno felici Soranzi e Silvia, e
+non torceranno un capello a me. — Quanto alla moglie, poi, se non sa
+farsi amare.... io non so proprio cosa farci!
+
+ * * *
+
+Aggiustati, così, i conti colla propria coscienza, Maddalena si accinse
+all’opera.... Opera facile — non c’era che da secondare tacitamente,
+mantenendo tuttavia, per decoro, una certa vigilanza che, mentre non
+doveva nuocere all’_essenza_, doveva rendere impossibile la _forma_....
+finchè, Soranzi scoppiando, non si sarebbe dato, piedi e mani legati, a
+Maddalena.
+
+Naturalmente, occorreva qualche incoraggiamento indiretto, onde le
+impressioni si disegnassero più presto e meglio nel cuore di Silvia.
+Questo ella ottenne con dei brevi soliloqui fatti, quasi non avvertisse
+la presenza della figlia.
+
+Un giorno, per esempio, esclamava:
+
+— Che bontà quel caro Soranzi, che ingegno, che spirito, che
+distinzione! —
+
+Un altro:
+
+— Quello è proprio l’uomo che _andrebbe bene_ per Silvia. Io non darò
+mai consigli a mia figlia.... perchè il cuore è libero.... ma se mia
+figlia me ne chiedesse.... —
+
+Un altro ancora:
+
+— Quanti anni può avere Soranzi?.... Quaranta, mi pare.... Non se
+gliene darebbero trentacinque.... proprio, la bella età dell’uomo....
+di cui una donna può fidarsi.... —
+
+Una sera poi le disse:
+
+— Mi pare che Soranzi non ti guardi di malocchio.... eh! briccona! — e
+tu?.... Ah! non vuoi rispondere.... diventi rossa!.... Basta.... fate
+voi. —
+
+ * * *
+
+Una fanciulla, che è già ben disposta a favore d’un uomo che la
+corteggia.... non ha bisogno di molta esca per accendersi — se poi
+vede che la madre è fanatica per quell’uomo.... non ha più difese
+di sorta.... e non cerca difesa.... come non ha alcun turbamento di
+coscienza, perchè ella sa già d’aver una complice.
+
+La coscienza dei figli, quasi sempre, non è che la coscienza delle
+madri.
+
+Era un piacere intenso ma tutto intellettuale quello che provava Silvia
+durante le prime visite di Soranzi. Ben arrivato quel bel signore
+che veniva a rompere la monotonia della sua esistenza. E poichè egli
+aveva facondia, esperienza della vita, l’abilità dell’uomo di mondo
+ed il fuoco dell’innamorato, non poteva che sedurre la mente della
+giovinetta, nell’età in cui, sebbene inconsciamente, si è tanto avidi
+di impressioni nuove e di emozioni.
+
+Il cuore non aveva ancor palpitato, ma palpitò subito.... quando
+Maddalena cominciò a delirare per Oreste.... Ella non si diceva che
+era l’amante di Soranzi.... ma lo amava.... — non si diceva che egli
+l’amava, ma sentivo d’essere, per lui, l’oggetto d’un culto. Non
+v’erano dichiarazioni, perchè non ve ne potevano essere, ma gli occhi
+di lui avevano tal eloquenza, che ella, or arrossiva, or si faceva
+smorta e, lui partito, restava lunghe ore pensosa.
+
+Quando Maddalena vide che Soranzi, accortosi della muta corrispondenza
+di Silvia, si faceva.... poco prudente, pensò che era tempo di
+richiamarlo al dovere, _in modo_ che egli, trovandosi al muro, avesse a
+prendere una decisione.
+
+— Insomma, Soranzi, come la facciamo qui? — gli disse, — Per Bacco,
+abbi un po’ di coscienza.... Io ho paura che tu mi faccia innamorare
+la figlia.... e poi.... cosa succederà? Io t’ho già fatto capire.... ma
+vedo che tu vai avanti per la tua strada.... e io ti dico: fermati!
+
+— Fermarmi? non veder più Silvia? ma ti pare possibile? Ma piuttosto....
+
+— Taci....
+
+— No.... piuttosto.... mi divido da mia moglie.
+
+— Ma tu sei pazzo.
+
+— E allora cosa vuoi ch’io faccia? Io sento che se continua così,
+finirò ad uccidermi.... Ma.... bada bene che in tal caso.... Silvia non
+sarà d’altri! —
+
+Maddalena, a queste parole, diè un passo indietro e stette come
+atterrita — mentre, nel suo interno, gioiva.
+
+Per alcuni minuti sembrò che non potesse trovar verbo, tanta era
+la sua commozione — poi disse, smozzicando, con accento di dolorosa
+rassegnazione:
+
+— Tu vuoi rovinarmi.... Ebbene.... fa pure.... Noi, già, siamo due
+povere donne senza difesa.
+
+— Io voglio render felice la Silvia, contenta te per sempre! — fe’ con
+slancio Soranzi, il quale, finalmente, vedeva rimossi gli ostacoli,
+vicino il compimento de’ suoi ardenti voti; e, strettale con forza la
+mano, uscì precipitosamente giubilante.
+
+Maddalena, rientrando, abbracciò strettamente Silvia, baciandola e
+ribaciandola. Silvia la guardò maravigliata, sorridendo, e le disse:
+
+— Che cos’hai?
+
+— Nulla.... so io!
+
+ * * *
+
+L’indomani, si attendeva Soranzi — non sapremmo dire chi lo desiderasse
+di più — ma non venne. Pranzarono più tardi del solito e male. — Non
+capisco.... non capisco: — borbottava, di tanto in tanto, Maddalena.
+
+Il giorno seguente, l’attesero ancora.... e ancora mancò. Neppure il
+terzo dì, comparve, nè il quarto, nè il settimo. Maddalena sbuffava, ed
+il suo occhio aveva dei lampi sinistri.
+
+Silvia non parlava, ma ogni giorno diveniva sempre più mesta, nè
+toccava quasi cibo.
+
+Maddalena la guardava e cominciava a sentire dei rimorsi. — Se Soranzi
+non tornasse più.... e la figlia morisse di passione.... Uccisa da sua
+madre!.... No.... no! — Ella non pativa più scrupoli d’alcun genere....
+ma, efferata non era ancora.... per lo meno, fino a tal punto.
+
+D’altronde, la figlia, dopo che il mondo l’aveva abbandonata, era
+divenuta una necessità morale per lei. Non v’era merito, ma era così.
+
+La mattina dopo, uscì, e recatasi a casa Soranzi, domandò al portinaio
+se il signor avvocato fosse assente o ammalato.
+
+— Nè assente, nè ammalato — fu la risposta.
+
+— Non capisco.... non capisco — ripeteva fra sè Maddalena, tornando a
+casa. — Che fare?
+
+Madre e figlia lavorarono silenziose, sospirando. Verso le quattro,
+Silvia s’alzò e disse con voce velata:
+
+— Scusa, mamma.... io vado a letto.
+
+— Perchè, Silvia?
+
+— Perchè.... non so.... mi sento male.
+
+— È debolezza, sono otto giorni che digiuni, si può dire. Prendi
+qualche cosa....
+
+— Impossibile.... credi.
+
+— Bene.... va pure.... io esco un momento.... Non temere, torno subito,
+spero portarti a casa una buona medicina.
+
+— Quale?
+
+— So io.... —
+
+Fu allora che scrisse e portò quel biglietto, che mise sossopra casa
+Soranzi e richiamò Oreste presso Maddalena.
+
+ * * *
+
+Quando Maddalena, alle sei e mezzo, sentì quella scampanellata, balzò
+in piedi, con un ruggito di gioja.
+
+— Ah! sei tu.... finalmente! — fece, aprendo con furia — ci voleva
+proprio che morisse!
+
+— Perdona.... se tu sapessi.... Dov’è?
+
+— Qui a letto.
+
+— Ah!.... —
+
+Silvia giaceva assopita.
+
+Cogli occhi chiusi, col nuovo pallore delle guance smunte, ancor rigate
+di pianto, aveva qualche cosa d’etereo, che destò in Oreste la più
+profonda pietà.
+
+Allora egli sentì che quella creatura lo distaccava da tutto il mondo.
+
+— Vedi? — gli disse Maddalena. Poscia si mise ad accarezzare la fronte
+della figlia e chiamò dolce, dolce:
+
+— Silvia.... Silvia.
+
+— Che vuoi?.... — sospirò quella, aprendo gli occhi, poi, visto lui: —
+Ah! — e il suo volto si suffuse di subito rossore.
+
+— Sei guarita, _adesso_?.... — continuò la madre sorridendo.
+
+— Sì.... — fe’ Silvia, guardando lui con riconoscenza.
+
+— Allora, prenderai qualche cosa.... e anch’io con te, — perchè devi
+sapere — aggiunse voltasi a Soranzi — che, in questa casa, sono otto
+giorni che non si mangia più o quasi. —
+
+Maddalena uscita — Oreste non potè più frenarsi.... curvossi e depose
+un ardente bacio.... il primo bacio, sulle labbra della fanciulla, che
+ebbe un brivido e chiuse gli occhi.
+
+— Tuo.... tuo per sempre! — le susurrò Oreste con passione — poi si
+tolse di là...., sentiva offuscarsi la ragione, ed ebbro, vacillante,
+raggiunse Maddalena.
+
+— Sai la bella novità?.... — disse Maddalena alla figlia, quando
+rientrò nella di lei camera, con un tavolino, su cui era pronta una
+refezione — dopo domani, partiremo per la campagna. Soranzi ci invita a
+passarvi la primavera, in una villina, che mi dice essere un _bijou_.
+
+Silvia giunse le mani e levò gli occhi al cielo....
+
+Ma non pregava perchè.... era esaudita.
+
+
+
+
+Rientrando in casa, Soranzi, quella sera, trovò Giovanni in anticamera
+che lo attendeva e che gli porse una lettera, dicendogli gravemente:
+
+— La sua signora non c’è; è uscita col suo signor padre.... lasciandomi
+questo biglietto da consegnarle, immediatamente, al di Lei ritorno.
+
+— Va bene — disse secco Soranzi, dirigendosi verso lo studio, in cui si
+rinchiuse al solito.
+
+Quindi, aperse e lesse:
+
+ «Caro genero,
+
+ «Se hai dei dolori morali, perchè vuoi che abbia a soffrire la mia
+ povera Costanza, la quale non ti ha mai cagionato il benchè menomo
+ dispiacere in quattordici anni di unione?
+
+ «Le hai detto di _regolarsi come crede_....?
+
+ «Spiegati.
+
+ «È interesse di tutti, anche tuo, che simili scene disgustose —
+ senza ragione apparente! — non abbiano a rinnovarsi — e certamente
+ si devono poter evitare.
+
+ «_Tuo suocero_.»
+
+ _Risposta di Oreste._
+
+ «Carissimo,
+
+ «Sì, mi spiegherò.
+
+ «E mi sarei spiegato con mia moglie questa sera stessa, anche
+ non invitato, perchè non ne potevo più e perchè.... mi ripugna
+ la odiosa e ridicola commedia del marito che _fa_ l’uomo rigido,
+ l’uomo dei principi, l’uomo morale, il cascante colla moglie, alla
+ luce del giorno — mentre tiene una o più amanti nelle tenebre.
+
+ «No, io disdegno ogni finzione, ogni ipocrisia — ed ho il coraggio
+ di dire: Ieri io era un buon marito — oggi non lo sono più!
+
+ «Tu dirai che io sono un uomo disonesto, perchè calpesto i miei
+ doveri, perchè dimentico i miei giuramenti, perchè rendo infelice
+ la tua buonissima figlia — ed io ti do ragione. Ragione, perchè sei
+ padre, perchè realmente è una enormità.... ma ti dico:
+
+ «Se tu sei da tanto da strapparmi questa passione dal cuore, se
+ tu sei da tanto da rimettervi il primiero affetto che nutrivo per
+ Costanza.... avanti!
+
+ «Riesci e io ti benedirò.
+
+ «Ma, hai capito — non di consigli ho bisogno, ma di tanaglie....
+ Dio, io non ci vedo più.
+
+ «Scusa, mio caro, se io ti scrivo in questo modo, se io ferisco
+ così crudelmente il tuo amore di padre.... ma credilo, io mi sento
+ proprio impazzire....
+
+ «E io l’amo sempre, vedi, tua figlia — ed è questo che rende più
+ orribile ancora la mia posizione, più intollerabile l’esistenza,
+ perchè io non posso pensare a quell’angelo, senza odio di me
+ stesso — non posso, senza disprezzarmi, ricordare che io sono
+ stato villano, inumano con lei.... — ma la sua presenza è la
+ condanna della mia passione, ed io devo fuggire per non veder più
+ quell’eterno, vivente rimprovero.
+
+ «Tu, l’uomo onestissimo, che, in tutta la tua esistenza, non
+ hai mai avuto un istante d’esitazione nel compiere il tuo dovere
+ — non solo non comprenderai, ma anche riuscendo a comprendere,
+ rifiuterai d’ammettere che un uomo della mia età, e del carattere
+ che tu conosci, possa calpestare improvvisamente tutto, per seguire
+ una.... gonnella!
+
+ «Gli è perchè tu non sai in qual modo io sono arrivato a questo
+ punto.
+
+ «Io so che, quando l’anima tua si aperse al primo amore, tu avesti
+ anche la più ampia soddisfazione che il cuore umano possa bramare.
+
+ «_La_ amasti.... e _la_ ottenesti!
+
+ «Il tuo cuore si conservò puro, così, la tua mente conservò tutte
+ le sue illusioni, il sangue una perfetta calma — e vivendo della
+ vita che era il sogno della tua giovinezza, tu potesti non vedere e
+ non curare i pericoli di cui è sempre irta l’esistenza di tutti....
+ — ma io?!
+
+ «Io potei, a mala pena, sognare, qualche istante, questa vita
+ del cuore, che è indispensabile agli uomini, uomini come noi,
+ s’intende, incorrotti. — Sognare, dico, perchè la donna, per la
+ quale mi struggevo, dapprima mi fu rapita — e quando, incontratala
+ una seconda volta, avrei potuto possederla.... mi fu tolta, ancora,
+ da una tremenda sventura.
+
+ «Non chiedermene di più, perchè, ne soffro troppo.... soffro,
+ perchè penso che se allora i miei voti fossero stati appagati,
+ io non sarei ridotto a questo punto — soffro, perchè quella
+ donna, delusa, allora, al par di me, ora è diventata un oggetto
+ spregevole, mentre, a me unita, sarebbe ancor una donna onesta —
+ soffro, perchè non posso risparmiare Costanza!
+
+ «Tu dirai: ma adunque, perchè sposasti mia figlia?
+
+ «Ti rispondo: — Ero in uno stato di prostrazione morale — il mio
+ cuore non batteva più — mi sentivo profondamente, amareggiato e
+ disgustato di tutto — vedevo, innanzi a me, una lunga vita morta.
+
+ «Tua figlia mi apparve come un angelo di consolazione, come una
+ suora di carità, che avrebbe potuto, col balsamo della sua anima
+ soave, guarire l’anima mia.
+
+ «Guarii sì.... ma non vissi.
+
+ «Tuttavia, non fui egoista.... Commosso all’affetto che tua figlia
+ portava a quest’uomo freddo, insensibile, mi forzai, per non
+ renderla infelice, ad aver, almeno, l’apparenza d’un altro uomo. Fu
+ uno sforzo che mi costò.... e guaj per ambedue se mia moglie non
+ fosse stata Costanza.... ma ella esigeva così poco.... Le bastò
+ ch’io mi mostrassi _amabile_.
+
+ «A te.... non fui onesto?
+
+ «E credo che se la nostra unione fosse stata benedetta.... forse
+ il mio cuore si sarebbe sgelato davvero e tutto — ma, nemmeno un
+ figlio venne a rallegrare la nostra casa e tanti anni scorsero in
+ un’atmosfera di tiepida cortesia.
+
+ «Si nasce per questo?!
+
+ «Ah! no — e io lo sentivo tanto che volli essere quello che non
+ ero.... — volli essere ambizioso, volli fare l’uomo pubblico con
+ tutte le sue piccole vanità, le sue passioncelle, e vi misi il
+ maggior ardore. — Si trattava di riempire tutto il tempo che io
+ doveva, per forza, starmene sulla terra! — Riuscii.
+
+ «Mi credeva sicuro del fatto mio, quando.... bastò una visione a
+ distruggere tutto e ad attirarmi, colle sue irresistibili lusinghe,
+ in un mare di fuoco.
+
+ «Ora vi sono — brucia il mio sangue, brucia l’anima mia.... dovrò
+ starvi finchè non sarò consunto.
+
+ «E non credere che io non abbia lottato.... — ma è stato inutile.
+ Natura non si delude impunemente. Il mio cuore e il mio sangue
+ essendo stati violentati per tanti anni — le potenze misteriose,
+ nell’inerzia si sono moltiplicate, agglomerate, fatte giganti.... —
+ ora, esse voglion battaglia....
+
+ «Non rileggo.... a che varrebbe d’altronde?
+
+ «Sono come istupidito.
+
+ «L’uomo che ha vissuto, comprenda questa immensa miseria umana e
+ consigli mitezza al padre offeso. Ma se il magistrato deve cercar
+ pena condegna.... pensi che chi pare carnefice.... è forse solo una
+ vittima.
+
+ «Del resto, mi sottometterò a tutto.
+
+ «_Tuo genero_.»
+
+Lo suocero rispose:
+
+ «L’uomo ha compreso. — Il padre non può essere più severo della
+ figlia.
+
+ «Ammira questa donna, che, colpita nel più profondo del cuore....
+ trova ancor modo di sorridere — ben mestamente.... è vero!
+ — dicendo: — Io vedo nell’anima sua e compassiono. È vittima
+ d’un’illusione. Guarirà. Aspetterò rassegnata sinchè egli torni a
+ me — perchè egli tornerà! —
+
+ «Noi partiamo per la campagna, ove resteremo finchè....
+
+ «Ti regolerai in modo che nulla trapeli di questo momentaneo
+ dissapore.
+
+ «Dico momentaneo, perchè, tutto ben ponderato, credo che mia figlia
+ finirà coll’aver ragione.... Purchè non finisca, prima, di....»
+
+
+
+
+Era il crepuscolo d’una sera d’aprile.
+
+Nel cielo purissimo, uscivan le prime stelle. Respirando quell’aria
+tiepida e olezzante, i giovani sentivansi agitati da strani sussulti,
+e.... gli altri ricordavan, melanconicamente, il tempo trapassato delle
+vibrazioni simpatiche.
+
+Nella graziosa villina che, da alcuni giorni, un signore aveva presa
+in affitto, sulla sfonda del piccolo lago di V...., regnava un perfetto
+silenzio.
+
+Ma non era deserta.
+
+In giardino, seduto, presso la vetriata semiaperta, un uomo tremava
+convulsamente e guardava smarrito il cielo con occhi lagrimosi.
+
+A pochi passi da lui, nella sala, giaceva una giovinetta svenuta.
+
+Ad una finestra del secondo piano si vedeva del fumo e una massa bruna.
+
+Aveva forme di donna.
+
+Quella.... donna fumava tranquillamente la sua _cigarette_.
+
+ . . . . . . .
+
+Tutto ciò è orribilmente immorale — ma noi saremmo molto lieti,
+se, in tutti i casi in cui i genitori vendono le loro figlie.... la
+paura della fame fosse, da una parte, l’incentivo al delitto.... e
+dall’altra, vi fosse la passione vera.
+
+Ma, come sa chi ha viaggiato attraverso questo gran mondezzajo di carne
+umana — in genere, non si vende che per ingordigia o per assicurarsi la
+poltronaggine. — Quel lavoro costa tanta fatica e rende così poco; e i
+bisogni sono tanti! —
+
+Vi sono poi le vendite legali, ossia per contratto.... di nozze —
+ma quelle sono vendite sacre.... e la moralità pubblica, che vede
+_rispettate_ le convenienze sociali, s’inchina.... «Mah! là.... col
+matrimonio si fa la famiglia!» Si è venduto.... è vero — in quella
+casa potranno esservi torture, lagrime, odj, mostruosità, ribellioni,
+tradimenti, crimini.... ma sulla casa sta scritto: — _Famiglia_. — E ci
+dite poco voi?!
+
+Dopo tutto, consoliamoci, pensando che nè la morale, nè i romanzi non
+impediranno mai a nessuno di sentirsi il capriccio di comperare. E
+quando uno compera, trova sempre chi vende. E guaj se l’_industria_ e
+il _commercio_ rovinassero! Povero mondo.... allora!
+
+ . . . . . . .
+
+La fiducia espressa da Costanza nel ravvedimento del marito sarà parsa
+più che arrischiata. Che essendo perfettamente onesta, ella non potesse
+credere alla serietà di quel deviamento, sta bene — ma che avesse
+a promettersi il ritorno del colpevole emendato, ecco quello di cui
+sarebbe difficile capacitarsi, quando non si pensasse che la gente tre
+volte buona è sempre.... maravigliosa.
+
+Una moglie buona, soltanto due volte, doveva piuttosto temere che,
+preso il volo e il gusto alla vita indipendente, non avesse, secondo
+ogni probabilità, a preferire il cambiare d’oggetti al ritornare sotto
+il tetto conjugale.
+
+Ebbene, invece, le parole di Costanza furono profetiche.
+
+V’è una chimica anche in amore e, guai se gli elementi non hanno
+proprietà che possano combinarsi. Pensate alle migliaja di matrimonj
+fatti a furor di cervelli, e.... sciolti l’indomani o quasi, con egual
+furore — o peggio che sciolti.
+
+La mente ricorre, involontariamente, a certe esaltazioni al trono fatte
+a furor di popolo in.... amore — coll’immediato correttivo di quattro
+pugnalate, visto che l’esaltato di jeri era d’ostacolo alla nuova
+esaltazione del domani.
+
+Eppure il furor di jeri era sincero! Almeno....
+
+Ma, veniamo ad Oreste, il quale, quando scrisse quella bella lettera
+al suocero, avrebbe dato certamente del pazzo a chi gli avesse detto
+che egli era vittima di null’altro che d’una illusione prodotta da una
+straordinaria effervescenza del sangue, e che ne sarebbe presto stato
+persuaso da sè stesso.
+
+Non bastava che il fuoco acceso fosse furioso — eran necessarj anche
+gli alimenti per mantenerne la violenza — e, invece, difettarono,
+mentre sopravennero in copia materie, le quali non potevan che
+spegnerlo.
+
+La convivenza di quel tre esseri era un assurdo. Se Soranzi non lo
+sentì _prima_, lo sentì _dopo_.
+
+Noi possiamo valerci di qualunque mezzo per arrivare al possesso d’una
+donna.... purchè quel mezzo resti poscia invisibile. Ora, Maddalena
+sarebbe sempre presente!.... Maddalena, che non avendo più bisogno
+di fingere nè con l’uno nè coll’altra, si esprimeva col suo cinismo
+abituale. Ma questo era intollerabile, oltrechè disonorevole pel suo
+stesso sentimento — questo sfigurava persino la Silvia, la quale non
+ci aveva colpa, ma non poteva impedire che l’aureola infernale, da cui,
+agli occhi di Soranzi, appariva cinta la testa di Maddalena, lasciasse
+cadere su di lei una luce uggiosa, a dir poco.
+
+Un altro acerrimo nemico di quell’amore era il valore intrinseco di
+Oreste, di fronte al non valore di Silvia. Oreste vide subito che
+quella fanciulla era niente altro che bella. Forse per l’estrema
+giovinezza, o per l’insufficiente educazione, o per l’ignoranza della
+vita — come essere sociale era zero. Tutto quello ch’essa poteva fare
+per lui, pel suo amore, era.... abbracciarlo. Era molto, ma troppo poco
+per un uomo del carattere, dell’educazione e dell’età di Soranzi.
+
+Bella bambina.... ma bambina.
+
+Si poteva educarla — ma corrisponderebbe poi alle cure? — La educherò
+io, — si disse per un momento, ma ne comprese tosto l’impossibilità.
+
+Forzato a tener celata al mondo la sua conquista, come educare....
+quando l’educazione vera sta nel viaggiare attraverso la vita degli
+altri?
+
+Come educare.... quando quella madre distruggerebbe sempre l’effetto
+delle sue serie ed oneste parole?
+
+Ed egli continuerebbe dunque a vivere così, — per finire fra quelle due
+donne, spregiato e spregevole a’ suoi stessi occhi?
+
+A peggiorare ancora la situazione s’aggiunse, dopo un mese, il timore
+per Oreste che l’amore di Silvia non fosse che una fiamma prodotta
+dall’età e dall’occasione.... e per conseguenza il pensiero che
+qualunque altro uomo «presentabile» messole al fianco dalla madre le
+avrebbe fatto la medesima impressione. In ciò non s’ingannava, come si
+è potuto agevolmente indovinare.
+
+L’animo di lei, infatti, non aveva alcuna di quelle manifestazioni
+dinotanti la miracolosa metamorfosi, che è la prima opera del primo
+amore.
+
+Un incidente imprevedibile venne poi a dare l’ultimo colpo all’affetto
+già incertissimo di Oreste e a fargli prendere la risoluzione di
+troncare per sempre ogni rapporto con quelle due donne. Un giorno,
+Maddalena, per cui la temperanza non era forse la virtù principale....
+passati oltre il solito certi limiti, già tutt’altro che limitati, non
+sapendo più bene quello che si dicesse, mise fuori dei progetti e si
+permise delle sollecitazioni, che fecero balenare alla mente di Oreste
+il sospetto che egli fosse stato la vittima della congiura di due
+furbe matricolate.... S’ingannava.... ma il sospetto v’era — e siccome,
+quanto più un sospetto è irragionevole, tanto più facilmente diventa
+in breve una certezza, da cui non si riesce a liberarsi, egli fuggì da
+quella casa, che da tal momento diventava un inferno.
+
+Una mattina non lo trovarono più. Aveva lasciato un biglietto, in cui
+diceva che i suoi affari rendevano necessaria per alcuni giorni la sua
+presenza in città — intanto non si movessero dalla villa....
+
+— Ha fatto bene — disse Maddalena — questo terzetto cominciava ad
+annoiarmi. Un po’ d’intermezzo non fa mai male. —
+
+Otto giorni dopo, quando lor pareva che l’intermezzo si prolungasse di
+soverchio, giunse alla villa un vecchio signore di venerando aspetto,
+il quale chiese di parlare colla signora Maddalena, da solo a sola.
+
+Quando ella sentì dal suocero di Soranzi — chè era lui — che bisognava
+rinunciare a rivedere Oreste, per le tali e tali ragioni, montò su
+tutte le furie. Un altro individuo avrebbe preso il suo cappello
+e battuto in ritirata, per paura di qualche brutto servizio. Ma il
+suocero era tetragono e troppo interessato, d’altronde, al miglior
+scioglimento di quella commedia, per lasciarsi intimorire. Alla prima
+sosta che Maddalena fece per prender fiato, disse con flemma due
+paroline, che le tolsero la voglia di continuare sul medesimo tuono,
+e, quando la vide più trattabile, seppe farle comprendere che il
+miglior partito — anche perchè il più utile — era per lei quello di
+rassegnarsi.... sotto date condizioni.
+
+Maddalena, vedendo che non v’erano più speranze, pensò solo a far
+pagar cara la sua _rassegnazione_ — e crediamo che Soranzi abbia dovuto
+ricordarsene per un bel pezzo!
+
+ . . . . . . .
+
+Dopo, la madre si trovò sulle braccia la figlia abbandonata, alla quale
+bisognava pur rivelar tutto.
+
+Come fare? La ragazza era ancora nel primo sogno d’amore, e il
+destarla, per sorpresa, poteva essere pericoloso. Ora, Maddalena, che
+aveva fatto il primo passo nella via della speculazione — e a lei era
+costato pochissimo anche quello — non voleva, per niun conto, che il
+dolore avesse, non che ad avvizzirne, pur a sfiorarne la bellezza.
+
+Non v’era che un mezzo solo — rendere ridicolo e odioso Soranzi agli
+occhi di Silvia — e se ne valse, e si può agevolmente imaginare s’ella
+trovasse le parole acconce.
+
+Contemporaneamente — per non distruggere, senza edificare — la erudiva
+nella scienza della vita, nella _sua_ scienza, e con tale accanimento,
+che l’anima della povera fanciulla, in breve, non ebbe più alcun
+pudore.... e cominciò a sogghignare, come sua madre.
+
+Se Soranzi, per caso, fosse ritornato, a tanto mutamento avrebbe
+creduto di sognare o d’aver sognato prima.
+
+Il guasto era talmente profondo, che quando Maddalena le rivelò che
+Soranzi era ammogliato, esclamò: — Tanto meglio, così sarò più libera!
+— e quando, a certi sintomi, essendosi compreso che madre natura
+non s’era data alcun pensiero delle convenienze e aveva fatto il suo
+dovere, nacque la discussione se fosse da preferirsi l’_arrischiare_
+o il _sopprimere_.... si decise di comune accordo che, tutto ben
+considerato, era meglio....
+
+Fortunatamente la Natura medesima parve preoccuparsi della questione di
+moralità, e ribellandosi.... a sè stessa.... dimostrò l’inutilità, pur
+di tentar un delitto che avrebbe potuto costar molto caro agli stessi
+rei!
+
+Fuggiamo, fuggiamo da queste madri.... per ridere, che davvero
+farebbero piangere, se gli occhi, troppo abituati allo spettacolo
+di una folla di vergini che, in un batter di ciglio, qualunque sia
+l’educazione ricevuta, diventan cortigiane.... potessero ancor sentirsi
+offesi.
+
+ . . . . . . .
+
+Agitiamo l’incensiere, purifichiamo, profumiamo.
+
+Era scorso un mese all’incirca dal giorno in cui il suocero, compiuta
+la sua missione, era tornato presso la figlia, in campagna.
+
+Una sera, verso le undici, Soranzi stava scrivendo al suocero. Non
+aveva ancor avuto il coraggio di scrivere a Costanza, ma, all’indirizzo
+del primo erano già partite trenta lettere, che finivano tutte colle
+parole «lavoro e spero».
+
+La penna aveva vergate, per la trentunesima volta, quelle parole,
+e v’aggiungeva queste altre «comincio a star male,» quando l’uscio
+s’aperse e una bianca visione apparve sulla soglia.... Soranzi,
+al lieve rumore, alzò lo sguardo e trasalì di gioja.... ma non si
+levò....; attendeva tremante la prima parola per sapere se gli era
+concesso gettarsi a’ suoi piedi per adorarla.
+
+Ella mosse verso lui lentamente — e non tremava meno.
+
+— È l’ora del tè.... — balbettò, quando gli fu vicina, con un filo di
+voce. Era l’emozione del perdono che ella accordava.
+
+Soranzi non potè proferir accento, tanto la sentì grande.
+
+S’alzò — ella gli porse la mano, e, silenziosi ambedue, uscirono.... e
+s’avviarono verso una nota portiera.
+
+— Come....? — mormorò Soranzi fremente di voluttà.
+
+— Il tè è servito qui.... stasera. —
+
+Ella rimosse la portiera ed entrarono.
+
+Le finestre erano aperte; dal giardino venivano onde d’effluvj.
+
+Lontan lontano, gemeva una romanza.
+
+— Che aria pura.... sana.... _questa!_ — esclamò Soranzi, giungendo le
+mani.
+
+— Respiriamola sempre?....
+
+— Oh! sempre.... —
+
+Assicurano che non si possa dire: «nè mai nè sempre,» ma Soranzi potè
+sempre dire di non essersi illuso quella sera.
+
+Ci hanno riferito che Costanza, qualche mese dopo, benedisse quella
+momentanea sospensione di vita conjugale, perchè, quando fu ripresa, si
+potè ottener quello che prima s’era aspettato tanti anni invano.... Il
+nonno lo chiamò il figlio della riconciliazione.
+
+Se c’è qualche matrimonio infruttifero e se l’esperienza invoglia....
+
+Ma, se i mariti si rassegneranno, non crediamo che le mogli avranno il
+coraggio di ripeterla. È un’esperienza troppo fisico-chimica.
+
+
+
+
+LA FIGLIA DI SUA MADRE.
+
+_Storia semplice._
+
+
+I.
+
+MADD. Oh! ecco qui il nostro caro signor ragioniere. Come va, eh? va
+bene?
+
+RAG. (_che, sia detto di passaggio, è molto invecchiato_) Bene....
+Grazie.
+
+MADD. Proprio l’uomo della precisione.... Scommetto che, colla solita
+puntualità, Ella mi porta gli interessi del semestre.
+
+RAG. Appunto.... Anzi, come era mio dovere, io sono già venuto il due
+luglio.... ma Loro erano in campagna....
+
+MADD. Ah! sicuro.... eravamo proprio in campagna.... Cosa vuole.... la
+mia Silvia, in aprile, si sentiva poco bene.... Sa! benedette ragazze,
+viene quel tal tempo nella vita....
+
+SILVIA (_arrossendo, con fatica_). Mamma....
+
+MADD. Eh! che cosa c’è di male!?
+
+RAG. E dove sono andate.... se è lecito?
+
+MADD. Oh!.... abbiamo girato....
+
+RAG. E adesso sta bene la signora Silvia?
+
+MADD. Adesso sta benissimo.... Ma, perchè la tratta da signora.... Ella
+è sempre il suo tutore.... e per Lei, la Silvia deve essere sempre una
+bambina.... è vero che Ella è un tutore che fa il prezioso....; non La
+si vede mai!
+
+RAG. Cosa vuole.... gli affari!.... creda, un minuto che è un minuto
+non l’ho mai a mia disposizione. Che bella giovane s’è fatta sta
+Silvia! Quasi quasi.... si può prepararle la schirpa.... perchè da un
+momento all’altro, già....
+
+MADD. Ah! per carità.... non me ne parli! Quando io penso che verrà
+quel giorno.... (_sospira due volte_)
+
+RAG. Capisco che alla mamma possa rincrescere.... ma già.... è
+il destino delle ragazze.... E pare che la mamma non abbia fatto
+diversamente, eh! eh! eh!
+
+MADD. Senta.... non dico: pur troppo — perchè, altrimenti, non avrei la
+mia Silvia, ma, del resto....
+
+RAG. Via, non stia a dir male del matrimonio che, dopo tutto....
+
+MADD. Io dir male del matrimonio a mia figlia....? Tutt’altro.... tanto
+è vero che.... ma acqua in bocca pel momento.
+
+RAG. Come.... come.... c’è qualche novità?
+
+MADD. C’è.... e non c’è.... A dir il vero, non sappiamo nemmen noi che
+cosa pensare. Ma.... aspetti che ora mi vien un’idea.... Ma sicuro!
+Ella è proprio arrivato a proposito per rendermi un grande favore....
+se vuole....
+
+RAG. Dica, dica.
+
+MADD. Anzi, Ella deve volere, perchè essendo tutore, ne ha, dirò così,
+un obbligo sacro di coscienza.... Ma veniamo al concreto.... Sappia
+adunque che c’è un giovinetto.... guardi guardi la Silvia come diventa
+rossa.... come scappa!.... ah! ah!
+
+RAG. Non scapperà sempre!
+
+MADD. Dunque, c’è un giovinotto che abbiamo conosciuto giorni sono in
+_wagon_, tornando dalla campagna. S’è scambiato qualche parola.... ma
+sa.... proprio indifferente, come si usa fra viaggiatori. — Ebbene....
+cosa vuole! pare che la Silvia gli abbia fatto colpo.... Da quel giorno
+si è messo a passeggiare per questa via, guardando sempre le nostre
+finestre.... e non siamo mai uscite una volta, senza incontrarlo.
+Per alcuni giorni, si è limitato a salutarci — fra parentesi, saluta
+molto bene — dopo, ha domandato alla portinaia che gente siamo.... ed,
+infine, jeri ha lasciato il suo biglietto di visita, con una riga, in
+cui ci prega di fargli l’onore di riceverlo stasera.... Cosa ne dice?
+
+RAG. Che persona è?
+
+MADD. Il giovine è di bell’aspetto.... veste signorilmente, e pare una
+persona educatissima.... ma Lei, signor ragioniere, sa che le apparenze
+ingannano, ed il favore che io vorrei da Lei, sarebbe precisamente
+questo.... che mi sapesse dire, cioè, che cosa vi sia di solido sotto
+tali apparenze.... quindi come stiamo a denari.... a carattere.... e a
+famiglia.... ah! la famiglia, sopratutto....
+
+RAG. Eh! s’intende....
+
+MADD. E poi già Lei è un uomo di polso, e non occorre dirle cosa ci
+vuole.
+
+RAG. E il suo giovinotto si chiama?
+
+MADD. Si chiama Augusto Livi, e abita in casa Farinelli.
+
+RAG. Basta così.... lasci fare a me. Ella intanto lo interroghi. Noi,
+poi, facendo il confronto di quanto avrò saputo io con quanto avrà
+detto lui, vedremo se il giovine è sincero....
+
+MADD. Benissimo.... E quando crede di potermi favorire?
+
+RAG. Oh! Dio.... fra un pajo di giorni. Se la famiglia è assolutamente
+buona, si fa prestissimo a saperlo. Gli è quando le informazioni sono
+vaghe, incerte.... che comincia il difficile....
+
+MADD. Speriamo sia buona!
+
+RAG. Speriamo....; a rivederci.
+
+MADD. A rivederci.... Silvia....! adesso puoi venire.... Saluta il
+signor ragioniere.
+
+RAG. Mille augurii, cara Silvietta.
+
+MADD. Oh! è un po’ troppo presto ancora.
+
+RAG. Eh! il cuore mi predice bene. Nuovamente.
+
+MADD. Nuovamente — e grazie intanto. Quando tornerà, poi, se avrà del
+buono.... ne beveremo una bottiglia.... mah!
+
+RAG. Ne beveremo due.
+
+Ne bevettero tre!
+
+
+II.
+
+Le informazioni non possono essere migliori.... e, quel che è proprio
+consolante, al cuore d’una madre.... d’una sposa, consonano con tutto
+quanto Augusto ha detto dell’esser suo e della propria famiglia.
+
+— Egli è figlio unico di madre vedova, colla quale vive. Sono venuti
+dalla città di X.... in questa, da soli tre anni, dopo la morte del
+rispettivo padre e marito. La sostanza è di quattrocentomila lire e
+vi sono molte speranze tutt’altro che incerte. Madre e figlio vivono
+come due colombi e non hanno relazioni di sorta, all’infuori del loro
+banchiere e del padrone di casa. Solo, di tanto in tanto, arriva dalla
+provincia qualche parente per vederli e tosto ripartire.
+
+Il giovine, benchè ricco, non ama l’ozio.... è impiegato, come
+dilettante di commercio, presso il suo banchiere.... e un uomo occupato
+è sempre miglior marito d’un altro che fa il vagabondo.
+
+Insomma, è un partito d’oro.
+
+Nulla di più onesto, poi, di più leale, di più ingenuo di Augusto.
+
+— Ah! è il mio ideale.... — esclama Maddalena, a queste ultime parole
+— perchè, per la mia Silvia, abbiamo appunto bisogno di un giovine
+onesto, leale e sopratutto ingenuo! —
+
+Quel caro signor ragioniere non trova che dell’entusiasmo materno,
+nel tuono con cui Maddalena proferisce tal frase e nello sguardo che
+l’accompagna rivolto alla figlia.
+
+Noi possiamo aggiungere che Augusto, a ventitrè anni, ne sapeva di
+questo mondo, quanto voi ne sapete di quell’altro. A mantenerlo in tale
+ignoranza, aveva contribuito massimamente sua madre che, paurosa di
+tutto, gelosa di tutti, se l’era sempre tenuto cucito alla gonnella.
+Gli aveva fatto dare una buona educazione, ma in casa — e non gli aveva
+mai permesso un’amicizia.
+
+Egli era già il di lei cavaliere, vivente il marito — figurarsi poi,
+dopo. Parevano madre e figlio.... Siamesi.
+
+Questo metodo d’allevamento sarà buono.... ma pei bachi.
+
+D’una delicatezza femminea, nel modo di vivere, di vestire,
+d’esprimersi.... preferiva i canditi al _beef-steak_, le foggie
+suggerite dalla caricatura alle comode indicate dal buon senso, non
+parlava, pispissava sulla _punta_ delle labbra.... e le sue dita
+parevano sempre occupate in lavori al _crochet_.
+
+D’una sensibilità tanto spinta che era morbosa; alla vista del
+più indifferente maluccio, al racconto della più lieve disgrazia,
+minacciava deliquio.
+
+Aveva molte idee umanitarie, fra cui due principali, anzi maniache:
+— il ricovero pei cavalli invalidi — e il _paletôt_ pei cani
+nell’inverno.
+
+Pareva non si fosse mai accorto che ci fossero donne a questo mondo.
+
+La prima volta che se ne accorse fu quando, nel ritornare in città,
+dopo aver fatto visita ad uno zio convalescente, si trovò vicino a
+Silvia, in _wagon_ — e al buon ragazzo non venne altra idea che quella
+di sposarla, come se tutte le donne si potessero sposare.
+
+Cioè, un ladro può sposare una ladra, un ladro può sposare il suo
+femminile.... ma non incrociamo san Luigi con Messalina.... e via
+discorrendo, come diceva quel tale.
+
+La madre di Augusto disse subito di sì.
+
+Poichè a quel benedetto sangue non si era potuto impedire di bollire,
+meglio il matrimonio che esporre, con un divieto, il figlio alle tristi
+influenze della vita mondana.
+
+Semplice, oca ella stessa, non capì niente nè di Maddalena nè della
+figlia, anzi, Silvia le sembrò un capolavoro di ingenuità!
+
+Avvicinandosi il giorno delle nozze, Silvia disse a Maddalena:
+
+— Ma di’ un po’, mamma.... vuoi dirgli proprio _nulla_?
+
+— Di che cosa?
+
+— Ma sai bene, _siamo state in campagna_.
+
+— Oh! oh! Non ci pensare tu adesso a queste cose.... Provvederemo
+a suo tempo. È tanto ingenuo che sarebbe un vero peccato togliergli
+un’illusione.... Perchè i bambini credono al _Bambino_? Perchè non
+sanno che non c’è. E non sono felicissimi egualmente? —
+
+Si fecero le nozze.... e Maddalena volle accompagnare la figlia nel
+viaggio, perchè il dolore del distacco le era intollerabile.
+
+Egli bevette il dolore, bevette molto a pranzo — _uno_ dei
+provvedimenti, questo — e bevette....
+
+E infinito è il numero dei.... bevitori. Ed è col far bere che tante
+donne.... mangiano.
+
+
+III.
+
+Augusto è il più felice dei mariti. Quando egli dice: «mia moglie,»
+gli si inumidiscono gli occhi, — egli canta incessantemente le lodi di
+lei...., pare che al mondo vi sia una moglie unica, la sua.... insomma,
+è una vera noja.
+
+La prima donna ch’egli ha potuto avvicinare, l’ha amata, l’ha avuta —
+egli ha tutte le illusioni — ecco perchè è felice.
+
+Quanto a Silvia, un po’ per indole, un po’ a cagione del noto
+assaggio, proclive al genere forte, sulle prime s’è divertita con
+quell’uomo-donna.... ma se n’è ben presto infastidita.
+
+Quando sono sul declinare, le donne s’interessano per gli uomini
+ingenui — ma nell’età in cui esse sono ancora angeli, non amano che i
+demoni.
+
+Fra Silvia e sua madre si fanno le più grasse risate alle sublimi
+bambinate che l’amore inspira al povero fanciullo — si coprono di
+ludibrio le sue _poesie_....
+
+Quand’egli è in casa, si frenano a stento gli sbadigli, ma si finge
+tuttavia di amarlo, di adorarlo, lo si chiama coi più teneri nomi, non
+esclusi i francesi: _petit chat — chou — bibi_ e _titi_.... il che per
+lui è miele profumato.
+
+Siccome Silvia dice che un uomo come lui, il quale _batte_ il
+commercio, deve avere delle relazioni, deve ricevere.... egli si tira
+in casa i compagni di studio e i loro amici. Silvia, dal canto suo,
+invita le signore Mantovani, i loro congiunti e le loro conoscenze.
+Ecco fatta la vera famiglia-società.
+
+In breve tempo, la casa è un porto di mare, in cui si viene e si va,
+in cui ognuno fa il piacer suo. Si balla tutte le sere e qualche volta
+anche di giorno, si gioca, si fanno dei graziosi proverbi misti, nei
+quali i versi non sono martelliani e la prosa è scorrevolissima.
+
+Augusto, il semplice, si diverte come un matto a tutto quello che
+vede e sente o che sua moglie gli racconta. — Egli si diverte tanto
+più schiettamente, perchè Silvia, svelando le magagne o schernendo il
+ridicolo degli altri, non trascura di parlare de’ suoi principj, del
+suo buon senso. — Così giovane, ella è d’una austerità tale — dice lei
+— che guaj se alcuno....! —
+
+La madre di Augusto, a poco a poco, ha aperto gli occhi; impensierita
+a tanto sperpero, scandalezzata a quella folle esistenza, vorrebbe coi
+consigli e coi sermoni.... ristaurare l’ordine, le modeste abitudini,
+ecc., ma, fiato gettato.... Augusto, che non s’è mai divertito, un’ora
+sola, in vita sua, prima del matrimonio, ci piglia troppo gusto alle
+attuali pazzie, per far buon viso alle prediche, che egli trova anche
+ingiustissime, perchè «alla fin fine, non si fa niente di male.»
+
+Sua madre non vuol darsi per vinta, vuol perseverare nel
+moralizzare.... ed egli cessa di vedere sua madre.
+
+Egli è diventato figlio di sua moglie.
+
+Dopo otto mesi di matrimonio, Silvia non ha ancor forato il contratto
+nuziale, ma, penetrata nei misteri della vita delle amiche, comincia a
+guardar sul pomo....
+
+Talvolta, assorta nella contemplazione dei colori di quelle mele,
+fantastica anche sui varj sapori.
+
+È certo che una giusta maturanza sarebbe la preferibile. — Ma, una
+maturanza anche un po’ passata ha pure i suoi pregi.... ai quali,
+una curiosità non ancor soddisfatta, dà un valore maggior del
+reale. — E la frutta che, a rigore, sarebbe acerbetta.... è forse da
+disprezzarsi?.... È così stuzzicante!
+
+— Sì, tutto va bene, ma si arrischia troppo. C’è la posizione di
+mezzo! Andiamo avanti così.... prima di decidere, bisogna rifletter
+seriamente. —
+
+I due migliori amici di Augusto — gli altri ne hanno uno, egli due, ne
+ha di migliori! — sono suoi compagni di studio, Orlando e Diodato, e
+la loro amicizia è diventata un’abnegazione, un completo sacrificio,
+dacchè egli li ha introdotti presso sua moglie.
+
+I due migliori sanno più degli altri far ridere la vaga Silvia, che,
+pertanto, li preferisce. Ambedue la corteggiano, ma siccome, quando c’è
+l’uno, c’è anche l’altro, così, a guisa d’una pariglia, corrono sempre
+insieme; nessuno può oltrepassar l’altro.... Ma, uniti, non possono
+arrivare, e questo fa sì che si conservano sempre amici.
+
+Viene la stagione dei bagni, e Diodato può partire con Augusto, colla
+signora e con altri. — Orlando, invece, trattenuto dall’impiego, non
+può muoversi. Orlando capisce tanto l’importanza di quelle bagnature
+che lavora sott’acqua per far trattenere Diodato e accordare a lui,
+Orlando, il permesso di partire. Ma Diodato, che è buon intenditore, fa
+l’ammalato, per cui è forza lasciar andar lui pel primo.
+
+Orlando si rassegna a malincuore, e spera nella virtù di Silvia.
+
+Speranza fallace.... due settimane dopo un bollettino sanitario privato
+gli porta una cruda notizia....
+
+V’è stato un naufragio....; eppure il cielo era sereno, non soffiava
+vento ed il mare era calmissimo.
+
+Il bollettino cominciava così:
+
+«Augusto è imperatore....»
+
+
+IV.
+
+— Non mi resta che soppiantarlo, al ritorno — sospira Orlando.
+
+Ma, al ritorno, non gli resta che pulirsi la bocca. Silvia è una virtù
+di macigno.
+
+È diventata una donna seria, sdegna quasi ridere e, quando c’è Diodato,
+sdegna anche parlare.
+
+Orlando, che non sa se capisca troppo.... oppure niente affatto, dice a
+Silvia:
+
+— Diodato L’ha forse offesa qualche volta.... per caso?
+
+— No, perchè?
+
+— Ma, non gli parla mai....
+
+— Le dirò...., alle volte ha uno spirito che per gli orecchi di una
+signora non è il più gradito.
+
+— Vedo — fa Orlando tutt’altro che persuaso.
+
+Un altro giorno, tenta far parlare Diodato con delle mezze allusioni
+maliziose.
+
+— Spiegati meglio — dice quello — perchè, davvero, io non capisco dove
+vuoi andare a finire.
+
+— Volevo farti capire che so una cosa, che con tutta la nostra
+amicizia, tu non mi dici.... Tu sei l’amante della signora Silvia.
+
+— Io? — fa Diodato cadendo dalle nuvole.
+
+— Almeno tutti lo credono.
+
+— Sono il suo amante quanto.... te.... Ma dico.... se tu mi tasti,
+così, per sapere se io posso essere tuo rivale.... non darti alcun
+pensiero di me.... Avanti, avanti pure. Libero è il campo.... almeno io
+lo credo. —
+
+Una sera, Augusto dice ad Orlando:
+
+— Vuoi venire ad accompagnarmi domani qui fuori qualche miglio? Vado a
+vedere un villino che m’hanno proposto. Doveva venire anche Silvia, ma
+si sente poco bene e non vorrei che.... —
+
+Orlando guarda Silvia, e gli pare che stia meglio di lui, che sta
+benissimo.
+
+— Viene forse anche Diodato? — domanda.
+
+— Gliel’ho detto, ma non può.
+
+— Mi rincresce che vai solo.... perchè, neppur io posso muovermi.
+
+— Ho capito! —
+
+Orlando, si dice che stavolta ha scoperto decisamente il mistero.... e
+l’indifferenza di Silvia e di Diodato gli pare ancor più studiata del
+solito.
+
+L’indomani mattina, Orlando va a casa di Diodato, il quale non mostra
+alcun piacere per tale visita.
+
+— Vieni con me a far una bella passeggiata?
+
+— No, grazie, ho un impegno.
+
+— Vedo.... allora andrò solo.
+
+— Buon divertimento.
+
+— Altrettanto. —
+
+Orlando va a casa di Silvia. È mezzogiorno.
+
+Silvia sta per uscire, e mal dissimula la noja che prova nel vedere
+quel signore.
+
+— Scusi — comincia Orlando, giojoso in cuore perchè certissimo d’essere
+giunto in tempo per impedire un abboccamento — scusi, non avrebbero
+trovato per caso il mio portafogli?
+
+— No....
+
+— Oh! diavolo.... credevo proprio d’averlo smarrito qui jeri sera.
+
+— Mi rincresce.
+
+— Anche a me.... non tanto pel denaro, sa bene.... quanto perchè è un
+regalo. — Esce?
+
+— Sì....
+
+— E dove va di bello, se è lecito?
+
+— Vado da.... mia madre.
+
+— Oh! bene.... se mi permette, La accompagnerò.... è appunto qualche
+tempo che non ho il piacere di vederla. —
+
+Se Orlando sapesse cosa vuol dire l’occhiata che gli dà Silvia!
+
+— Mi rincresce — risponde la signora — che Ella si incomodi, tanto più
+che io farò un giro lungo.... Devo prendere dei guanti.... e qualche
+cos’altro.
+
+— Niente di meglio.... Io sono appunto disoccupato.... farò il giro
+anch’io e compereremo insieme....
+
+— Oh! Dio.... che....
+
+— Vuol dire che nojoso?...
+
+— No.... volevo dire che dolore a questa gamba.... l’aveva anche jeri,
+ma credeva se ne fosse andato.... Era proprio destino che oggi non
+dovessi uscire....
+
+— Allora — continua spietatamente Orlando — rimarrò a tenerle
+compagnia. —
+
+Silvia gli lancia un’altra occhiata velenosa, dicendo, non senza un
+lieve tremito:
+
+— Le sono molto obbligata.... ma La prevengo che si annojerà assai con
+me, perchè oggi è una cattiva giornata.
+
+— Povera donna....
+
+— Permette che legga?
+
+— Ma s’imagini.... Anzi.... leggerò anch’io.
+
+— Quest’uomo vuol farmi morire! — pensa Silvia, la quale si mette a
+leggere e non dice più una parola.
+
+Egli fa altrettanto. Ha deciso di non muoversi, finchè non venga
+qualche visita, a cui dirà in faccia a Silvia che la signora per quel
+giorno non può uscire.
+
+Passa circa un’ora.
+
+Scampanellata.
+
+Silvia trasalisce suo malgrado. Orlando fiuta.
+
+Compare la cameriera, che dice con sorriso misterioso:
+
+— C’è qui quella signora....!
+
+— Quale?.... Ah! vedo.... pregala di accomodarsi nel mio gabinetto....
+Tu va pure in chiesa, se vuoi.... Signor Orlando, permette che mi
+trattenga un momento con quella signora?....
+
+— Anzi.... io La aspetterò.
+
+— Grazie — e Silvia esce esasperata, invocando un fulmine
+sull’indiscreto.
+
+Orlando, rimasto solo, non credendo niente affatto che sia venuta una
+signora, vuol sapere chi è. — Ce ne fosse un altro? — pensa. Apre pian
+piano l’uscio che mette in anticamera e tende l’orecchio.
+
+Non s’ingannava, si ode un dialogo bissessuale concitato dal gabinetto,
+ma non si può capire. Allora, in punta di piedi, va presso quell’uscio
+e origlia.
+
+Felice Orlando! finalmente viene a sapere chi sia Orlando.
+
+La voce di SILVIA (_fremente_) — È un’ora che è qui quell’imbecille!
+Se tu sapessi quel che ho fatto per levarmelo da’ piedi.... ma non c’è
+stato verso. Pare inchiodato. Si direbbe quasi ch’egli sappia qualche
+cosa.
+
+La voce di DIODATO, la quale solletica gradevolmente il nostro Orlando.
+— Impossibile.
+
+SILV. Mi rincresce per te...., povero angelo!
+
+DIOD. Una giornata così propizia.... e perderla!
+
+SILV. Cosa vuoi farci.... abbi pazienza.... ci vedremo domani alle tre.
+
+DIOD. Bene.... ricordati di prendere una carrozza.... L’altro giorno,
+sei stata troppo imprudente.
+
+SILV. È vero.... non lo farò più.
+
+DIOD. Addio.... cara.
+
+SILV. Ad.... dio.... no, no.... va.... domani.
+
+DIOD. Dove mi spingi?
+
+SILV. Ti faccio scendere per la scaletta. Non si sa mai.... —
+
+ . . . . . . .
+
+Quando Silvia rientra nella sala, trova Orlando che sonnecchia.
+
+— Buona notte.... — gli grida tutta gaja.
+
+— Oh! scusi!.... Che ora è?
+
+— Per bacco.... è tardi.... devo per forza levarle il disturbo....
+
+— Cosa dice mai....
+
+— Al piacere di rivederla.
+
+— Aggiunga: Presto....
+
+ . . . . . . .
+
+— Troppo compita! —
+
+ . . . . . . .
+
+Tornando a casa, Augusto trova dal portinajo questo biglietto.
+
+ «Caro amico,
+
+ «Stasera alle dieci, ti aspetto al solito caffè, devo chiederti un
+ gran favore.
+
+ «Tuo affezionatissimo
+ «ORLANDO.»
+
+La sera alle dieci.
+
+Augusto, entrando nel caffè. — Non potevi venire a casa mia a chiedermi
+il gran favore?
+
+ORL. Gli è perchè, invece di chiederlo.... devo.... Un momento....,
+prima è necessario che tu stesso mi consigli cosa devo fare.... perchè
+io non voglio rimorsi.
+
+AUG. (_ridendo_) Rimorsi?
+
+ORL. Senti.... dimmi un po’.... Se tu avessi un carissimo amico
+innamorato alla follìa di una donna e degno di essere da lei riamato,
+e venissi a scoprire che mentre ella finge di amar lui, ne ama un
+altro.... tu che cosa faresti, quando tu fossi il solo a possedere tale
+secreto?....
+
+AUG. (_pensoso ma senza sospetto_) Scusa.... si tratta di qualche
+nostro amico?
+
+ORL. Supponi....
+
+AUG. Non ti domando nemmeno chi è.... perchè sono cose delicate....
+Dimmi piuttosto: quella donna è sua moglie?....
+
+ORL. Ma.... questo non importa, quando si ama, o moglie o no....
+
+AUG. (_serio_) È vero. Ebbene, in tal caso.... io, da vero amico,
+direi a quel marito.... guarda che tua moglie t’inganna.... ma gliene
+darei, in pari tempo, la prova. Altrimenti sarebbe inutile e sciocco il
+parlare.
+
+ORL. Ti ringrazio del consiglio e lo seguirò. Era il favore che
+m’occorreva. —
+
+
+V.
+
+Augusto, tornando a casa, pensa alle parole di Orlando:
+
+— Chi sa che razza di donna è.... perchè se egli è degno del suo
+amore, e invece...., allora bisogna dire.... Eh! è una disgrazia come
+un’altra. Basta.... chi ci ha da fare, vi pensi.... e noi andiamo
+subito a casa...., se no, la Silvia non può prender sonno.... Cara
+Silvia.... —
+
+La cara Silvia, invece, caso straordinario, dorme digià.... o finge
+dormire.
+
+Egli si corica con tutti i riguardi per non svegliarla — poi, sta
+un’ora a contemplarla amorosamente, mormorando: — Come è bella! Chi
+sa qual sogno poetico ella gode in questo momento. Come sorride! Mi
+ami....? mi amerai sempre? Non farai come quelle altre che fingono
+d’amare.... e poi....? No.... tu non puoi ingannare chi è degno
+del tuo amore.... Infatti.... se si tradisce chi merita amore....
+che cosa si farà ad un marito che si rende odioso.... ad un marito
+scellerato....? —
+
+ . . . . . . .
+
+L’indomani, Orlando, Augusto e Diodato lavorano alla banca. Verso le
+due pomeridiane, Diodato, con un pretesto qualunque, se ne va.
+
+Orlando si avvicina lentamente ad Augusto e gli dice:
+
+— E tu non vai?
+
+— Dove?
+
+— Non segui Diodato?
+
+— Perchè?
+
+— Hai presente quello che t’ho detto ieri sera....?
+
+— Sì.
+
+— Ebbene, questo tradimento mi fa tanto orrore che io non posso tacere.
+
+— E tu parla....
+
+— Ma dunque, non capisci ancora....?
+
+— Capire.... che cosa? — il povero ragazzo si fa smorto e guarda
+l’amico con occhi smarriti.
+
+— Hai del coraggio.... coraggio morale?
+
+— Credo....
+
+— Ebbene, va all’abitazione di Diodato, appóstati in modo da non essere
+veduto da alcuno....; alle ore tre arriverà una carrozza.... ne uscirà
+una donna....
+
+— E quella donna....? — balbetta Augusto, con voce fioca.
+
+— Va, non perder tempo.... t’ho già detto troppo. —
+
+
+Alle tre, una carrozza si fermava davanti all’abitazione di Diodato.
+Pochi minuti dopo, la gente s’affollava alla porta di quella casa
+intorno al cadavere d’un giovine signore, che s’era precipitato da una
+finestra, al terzo piano.
+
+Caso stranissimo, inesplicabile — pel momento — quell’appartamento
+era vuoto, la sala era tutta sossopra, sedie rovesciate, porcellane
+infrante — si vedevano delle gocce di sangue sul tappeto, l’uscio della
+sola camera che avesse la finestra aperta, sulla via, era chiuso e la
+chiave non si trovava. Nessun inquilino aveva udito niente — e la casa
+non aveva portinajo.
+
+
+Il giorno susseguente, un giovine si presentava al questore per fare
+una deposizione importante.
+
+Era Diodato e aveva una mano fasciata.
+
+«Egli aveva dovuto usare della forza e rinchiudere quell’energumeno in
+una camera per salvare una povera donna.»
+
+
+Quando Maddalena seppe da Silvia quel che era avvenuto, esclamò:
+
+— Tu sei una stupida,... e lui.... e lui....! Val proprio la pena
+d’ammazzarsi per così poco.... Per fortuna, gli altri hanno più buon
+senso, se no.... povero mondo.... e povere donne! —
+
+
+Le due femmine, messo insieme il bello e il buono, partirono alla
+volta di Babilonia, per ingrossarvi la «grande armata» delle donne che
+ridono.
+
+«Una donna è sempre onesta dove arriva per la prima volta.» — Era un
+aforismo di Maddalena. Quando poi questa donna sa fare la madre nobile
+ed ha con sè una figlia tanto valente....
+
+Del resto, noi non ne sappiamo altro.
+
+
+La misera madre d’Augusto perdette la ragione — ma la sua è una pazzia
+dolce. Sorride sempre e canticchia spesso:
+
+ «Bella figlia dell’amore.»
+
+Era il motivo favorito di Augusto.
+
+
+Giulio e Severina, abbandonati gli affari, si sono ritirati in un
+villaggio appiè delle Alpi.
+
+Sembrano due barche di adipe. Cosa vuol dire il cuor contento! È
+vero che sono molto ricchi. Cominciata, sapete come, tale fortuna,
+s’ingrossò poi col gioco. Satolli, ora, provano che la farina del
+diavolo va.... in polenta. Sicuro; essi si divertono a far la parte
+della Provvidenza, nel villaggio. — Giulio è fabbriciere, predica
+il lavoro, la religione, la morale, e dice sempre: — Vedete me e mia
+moglie? eravamo due poveri Giobbi, ma ora, _col sudore della nostra
+fronte_, siamo quel che siamo. Imitate, ragazzi miei, imitate, e Dio
+benedirà i vostri sforzi come ha benedetto i nostri. —
+
+
+ FINE.
+
+_PS._ Volevamo lasciarla nella penna, ma è così.... comica, che la
+lasceremo, invece, uscire:
+
+_Quell_’individuo che aveva cominciato a recitare _quello_ sproloquio
+funebre, nel cimitero, sulla tomba di Livi, era.... _quell’imbecille_!
+
+A proposito.... se date dell’imbecille a uno che lo merita sul serio,
+potete star certi che se ne vendicherà sanguinosamente.
+
+
+
+
+_Altri Romanzi dello stesso Autore:_
+
+UN AMORE A FONDO PERSO. Un volume.
+
+EVELINA O IL PRIMO ROMANZO D’UNA MOGLIE. Un volume.
+
+ * * *
+
+PASSIONE MALEDETTA. Un volume elegante di 470 pagine — Edizione Brigola.
+
+ Salutato, al suo apparire, con entusiasmo, da una parte —
+ fischiato, vilipeso, calunniato, dall’altra — questo romanzo ha
+ avuto un successo di scandalo, al quale l’Autore non mirava certo.
+
+ Esprimere passioni, idee, aspirazioni dell’epoca nostra e della
+ nostra società, con tutti i colori della realtà — senza palliativi,
+ senza menzogne — ecco il suo unico scopo, ch’egli avrebbe
+ conseguito, se, come dichiararono i suoi stessi avversarj, la
+ _Passione Maledetta è primissima ed audacissima espressione del
+ realismo_.
+
+ L’Autore non si difende, _qualunque_ sia stato il sistema
+ d’attacco, essendo convinto che, per chi sa leggere, il suo libro
+ si difende da sè.
+
+ Dichiara solo altamente — ma, soltanto, alla gente di buona fede
+ — che, ben lungi dall’essere immorale, contiene molte e preziose
+ moralità — e qualche critico _onestissimo_ lo provò ad esuberanza.
+
+ Circa la questione poi se la prima giovinezza possa o no leggere
+ questo romanzo, l’Autore è d’avviso che non debba leggere nè questo
+ nè alcun altro romanzo.
+
+ Ogni cosa a suo tempo, cominciando dal coltello, che i bambini non
+ devono nemmeno toccare.
+
+Sì vende in Milano dalle librerie Brigola — Galli e Omodei — Fratelli
+Dumolard — presso l’Agenzia del Giornale _Il Sole_, e, fuori, dai
+principali libraj
+
+ _al prezzo di L. 4._
+
+
+
+
+
+Nota del Trascrittore
+
+Ortografia e punteggiatura originali sono state mantenute, correggendo
+senza annotazione minimi errori tipografici.
+
+
+
+*** END OF THE PROJECT GUTENBERG EBOOK 77018 ***