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+*** START OF THE PROJECT GUTENBERG EBOOK 76908 ***
+
+
+ SUL LIBRO
+ DEGLI ULTIMI CASI DI ROMAGNA
+ E SULLE
+ SPERANZE D’ITALIA
+ FONDATE SU CARLO ALBERTO
+
+
+ PAROLE
+
+ A Massimo d’Azeglio
+
+ D’UN SUO COMPATRIOTTA.
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+
+ PARIGI.
+ MAD. LACOMBE, STRADA D’ENGHIEN N.º 12.
+ 1846.
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+A MASSIMO D’AZEGLIO.
+
+
+Era lunga pezza, che aveva in animo di dirigervi qualche parola, ma
+più ragioni inutili a dirsi mi tennero sempre fin’ora in forse, e
+non ultima fra esse si fu la stima che altissima io portai ognora a
+voi tanto come a letterato e pittore, quanto come a uomo e cittadino
+d’Italia: cosicchè fino al giorno d’oggi io mi condussi senza mandar ad
+affetto il proposto mio, volendo anche illudermi per qualche tempo, por
+fede nelle vostre parole e dividere con voi e coi vostri seguaci quelle
+speranze che andavate rinfrescando nei nostri fratelli, ed aspettare
+insomma che finalmente la lima del più acuto rimorso avesse coll’opra
+continua di venticinque anni appianato, e corroso il callo che ad ogni
+magnanimo senso un Principe aveva fatto; Principe che mentre i natali,
+la patria, le condizioni dei tempi, tutto chiamavalo a grandezza, alla
+rigenerazione d’Italia, prefferse vigliacco infangarsi nella massima
+delle viltà, e macchiarsi della più schifosa fra le infamie.
+
+Di qui potrete già addarvi, che io non vi intendo parlare nè di
+arti nè di lettere, sia perchè troppo difficile e malagevole si è
+il comparire in un’arte o scienza qualsiasi edotto discorrendo con
+persone in esse dottissime, chè ad altri per quanto io mi sappia non
+è mai incontrato quello che accadde all’immortale Cornellie, il quale
+poetando comparve valoroso guerriero al gran Turrena; nè io d’altronde
+vorrei arrischiarmi di guadagnar la taccia che ebbe quegli il quale fu
+ardito d’entrare di guerra al cospetto d’Annibale. Altra adunque più
+importante causa mi induce a dar di piglio alla penna, ed a distendervi
+questo opuscolo, causa d’alta levatura, perchè si riferisce al bene
+del nostro paese, alla futura sorte della nostra nazione; e siete voi
+istesso che non solo me ne avete in mente destato l’idea, ma anzi
+mi vi avete costretto, vuoi colle pur troppo bugiarde speranze che
+vi affaticavate in far riporre dagli italiani nel braccio di Carlo
+Alberto, vuoi col vostro libretto che ha per titolo: _Degli ultimi
+Casi di Romagna_, dove insieme a molte buone e belle verità avete pur
+lasciato, scusate alla mia schiettezza, sfuggire dalla vostra penna non
+poche corbellerie, dalle quali pensai prendere le mosse, appellando col
+nome di _osservazioni_ i capitoli in cui di esse sarò per entrarvi.
+
+
+
+
+OSSERVAZIONE I.
+
+ L’epoca de’ tiranni è molto
+ lontana da noi.
+
+ _Pag._ 5. MASSIMO D’AZEGLIO.
+
+
+Quantunque io mi convenga pienamente su di alcuni punti del vostro
+scritto, pure non è che io non abbia a tenere per assurde varie
+sentenze, in cui vi siete lasciato forse dalla poca vostra esperienza
+in siffatte cose trascinare, il perchè non è che io supponga, sono
+anzi fermamente persuaso che tutto quello voi avete detto, l’avete
+detto di vera ed intima convinzione; chè se ciò non fosse neppur
+d’una parola in risposta vi crederei degno. Secondo le vostre viste
+l’epoca dei _Tiranni_ è molto lontana dai nostri giorni, anzi a pagina
+quinta del vostro libro non temete di asserire che vuolsi considerare
+una _Fanciullaggine Alfieriana_ il dire tirannici gl’attuali governi
+d’Italia; ma dalla maggior parte degli Italiani, ossia dai veri
+Italiani si pensa ben altrimenti, credetelo, onde la sentenza che
+voi lanciate contro di chi da voi dissente potriasi in mirabile
+modo ritorcere su di voi, e su chi infatuato del vostro nome giura
+ciecamente nelle vostre parole. L’esempio di Papa Gregorio; del Duca
+di Modena, del Re di Napoli, e di Carlo Alberto parmi debba essere più
+che bastante a convincere chiunque della verità. È vero che essi più
+non commettono le follie e le stravaganze che molte volte contro gli
+antichi oppressori della nostra patria destavano più la compassione che
+non l’odio, più il disprezzo che non la vendetta, ma è vero altresì che
+essi si reggono sul soglio con un dispotismo assoluto, il quale basta
+di per se per caratterizzare tiranno qualsiasi regnante; è vero altresì
+che le più inaudite prepotenze furono nei costoro stati commesse e si
+commettono tuttavia, che in spessissime occasioni il sospetto solo,
+il timore di qualche sinistro, una pretesa prova di morale induzione
+loro fu ragione sufficiente per farli appigliare ai più vergognosi e
+prepotenti partiti, per apportare la ruina a delle intiere famiglie,
+per cacciare individui innocenti in esiglio; o nei ceppi senza che
+processo di sorta venisse su d’essi instituito ad esaminarne la colpa,
+anzi senza che talvolta potessero perfino penetrare tampoco la cagione
+del loro arresto, delle loro persecuzioni, e non sono adunque costoro
+Tiranni? _È fanciullaggine Alfierana_ il crederli tali mentre al
+primo rumore, alla più breve causa brandiscono la mannaja? Oh Massimo
+mio! dove diamine avevate la testa quando ciò scrivevate? Perchè non
+informarvi esattamente prima di ciò che intendevate communicarci?
+Perchè non interrogarne gli individui del ceto infimo e medio, invece
+di chiederne lingua ai compri letterati ed artisti, ai nobili che non
+ponno soffrire l’agonia della loro aristocrazia, che solo ancora in
+Piemonte minaccia vita e trionfo? sì perchè non addentrarvi nei misteri
+della società, e studiarne le piaghe che l’avviliscono, immalvagiscono,
+e la rendono inatta perfino al giusto lamento, all’indignazione, al
+solo pensiero, non che all’intrapresa della più bella fra le vendette?
+Se voi ciò aveste fatto vi sareste facilmente convinto essere assai
+più crudele la tirannia dei nostri Principi attualmente regnanti,
+che non era quella degli antichi, tanto più pensando ai tempi in che
+viviamo, e facendone il paraggio colle passate età. Gli antichi nostri
+padroni per attutarsi nel loro potere, per rendere temuto il loro nome
+apertamente calpestavano le leggi umane e divine, spargevano il sangue
+dei loro sudditi; i Principi del giorno d’oggi fingono di rispettare
+l’opinione pubblica, fingono d’ignorare tutto, mentre tutto sanno
+quanto i loro ministri fanno di prepotente, di tirannico, e d’infame
+e per ritardare sempre più l’ora della ruina del loro dispotismo, che
+veggono fatalmente avvicinarsi, non solo ricorrono alla scure come i
+loro maggiori, ma come _Polinice_ appo il Tragedo Senecca si mostrano
+disposti di gridare quando che sia: _io brucerei e padre e moglie e
+figliuoli_, piuttosto d’uniformarsi alle imperiose esigenze del secolo,
+e discendere alle riforme volute dall’incivilimento. E voi cotestoro
+credete pazzia nominare tiranni? almeno non aveste lanciato qual
+sarcasmo contro quella grande anima del Tragico Italiano! che tutti
+dovremmo imitare non fosse in altro che nell’intenso desiderio d’esser
+utile alla patria, giacchè niuno più del fiero astigiano dimostrò mai
+d’intendere l’animo e la mano con più fervore e costanza alla causa
+della nostra indipendenza nazionale. Onde se qualche goccia di sangue
+italiano ci scorre anche nelle vene, se qualche fibra non guasta dal
+cancro della viltà anco si agita nel nostro animo alla nuova di qualche
+aggravamento, alla vista che ogni giorno più va crescendo la nostra
+schiavitù, e lo stesso pensiero, lo stesso affetto vorrebbesi, non
+che inceppato, servo, credetelo pure, lo dobbiamo in gran parte alle
+scritture di quell’immortale, ai forti e maschi concetti, in cui si
+apriva quella mente, alle energiche, libere ed infocate espressioni
+in cui irrumpeva quell’anima. Nè con ciò credete io vi voglia far da
+predicatore, chè solo intendo di rendervi avvertito che se mai conviene
+andar molto a rilento in affibbiarsi la giornea di giudici su gli
+altri, è senza dubbio quando abbiamo a fare con chi su noi giganteggia,
+su chi fu destinato a spargere torrenti di luce immortale sul cammino
+della sua vita, come Alfieri, simile a cui se uno per paese nella
+nostra penisola presentemente vi fosse per tenacità di volere, di
+desiderio, o di operare, non staremmo gran fatto a crollare quel giogo
+che da tanto tempo pesa sul nostro collo, ed a cui un gran numero di
+noi così si mostrano assuefatti da potere a ragione essere paragonati
+a que’ giumenti che più non paiono sapere camminare se non gravita loro
+sul dorso la solita soma.
+
+
+
+
+OSSERVAZIONE II.
+
+ Non vedo, che a chi ho osato
+ stampare liberamente le sue
+ opinioni sul presente e sul futuro
+ stato d’Italia sia stato torto un
+ capello....
+
+ _Pag._ 4. MASSIMO D’AZEGLIO.
+
+
+Siano pure, come voi e l’aristocratico per eccellenza vostro Balbo
+volete, i nostri Signori persone _di temperato costume ed illuminate_,
+cosa dicerto la quale non vi si potrebbe menar buona, qualora un colpo
+d’occhio si desse alla loro vita pubblica, o privata, ma niuno senza
+dubbio mai troverete, il quale sia sì nuovo delle cose governative
+dei varii stati del nostro paese, e sì baggèo da credere all’opinione
+vostra, siccome a detto infallibile, _che cioè il più gran rischio a
+cui uno possa farsi incontro per dire schiettamente quella verità che
+a tali Governanti non potrà giammai andar a sangue, sia la perdita
+degl’impieghi_, mentre non v’ha villaggio sto per dire della nostra
+penisola, che non porga la testimonianza di rigorosissime e barbare
+provvidenze prese non che contro chi fu conosciuto autore di simili
+scritti, contro a coloro i quali furono intesi parlare semplicemente
+di patria indipendenza, o furono sospettati d’appartenere a qualche
+società di liberali, o creduti divulgatori o possessori trovati di
+libri politici, di cui proibita se ne era l’introduzione. E voi ci
+venite dicendo che chiunque può scrivere quanto gli pare e piace
+sugli abusi, sugli infami trattamenti, e pessimi modi di procedere
+dei governi senza correr grande pericolo? Niuno vi niegherà che i
+Principi nostri abbiano dimostro qualche volta di non ardire affrontare
+direttamente la pubblica opinione, di trovarsi in forte imbarazzo nel
+dover prendere misure di rigore contro qualcuno che o cogli scritti
+o colla condotta li inquietasse; allora nelle loro determinazioni si
+ingegnarono di parere moderati, giusti, ed anche generosi, ma voi non
+mi potrete nemmanco contendere, che essi solamente ciò hanno fatto,
+fanno, e faranno in quelle occasioni, che temono un altro procedere
+loro riuscirebbe di pericolo e danno maggiore, cioè quando hanno
+che fare con persone di gran fama, di gran popolarità; il perchè
+quand’uno gode la simpatia, la stima e la venerazione della moltitudine
+facilmente trascina i più dei concittadini nel suo partito, e li
+obbliga a congioire e a compatire secolui nelle prospere e nelle
+tristi venture, ed al punto dal farci avere in non cale qualsiasi
+sagrificio quando si trattasse di salvare il loro capo, di arrivare
+qualche grande intento. In questi casi torna più a conto dei nostri
+Tiranni far orecchie da mercanti, far le finte di non vedere o di
+non sapere, addimostrarsi moderati ed anche generosi, e nell’istesso
+tempo guardare in segreto modo di rimediare alla meglio la cosa, e
+trattandosi di scritti di troncarne ogni via alla pubblicità. Che
+stranezza sarebbe infatti, che il popolo vedendo agire il governo
+con rigore e crudeltà contro di un qualche suo rappresentante, si
+levasse a rumore, e facessegli pagare lo scotto coll’ultima di tutte
+le antecedenti sue prepotenze? Così sembrami non dobbiate far le
+maraviglie come niuno con voi pensi che l’esempio di Niccolini libero
+in Toscana, e di Balbo libero in Piemonte possa riprodursi, ogni
+qualvolta uno scrittore osasse alzare alta e libera la sua voce contro
+il proprio governo, tanto più poi che riguardo al Balbo ci sarebbero
+molte cose a dire. Non sapete voi che egli appartiene a quel ceto di
+cui qualsiasi azione non può essere che buona, e lodevole? Non sapete
+che egli è di quel legno che in Piemonte è Sacro, e guai a chi lo
+crede infetto, ovvero lo tocca? Di più meditate le _sue speranze_, e
+poi ditemi qual utile si sia ottenuto o si otterrà da un libro che ci
+viene a predicare impossibile la nostra redenzione tanto, che sta in
+piedi l’impero ottomano, mentre offuscata, e spenta non è l’odrisia
+luna? Credete voi che la pensi in fatto della sorte futura della nostra
+Italia medesimamente che voi, uno che fa partire le nostre speranze dal
+Turco? Vi ingannereste a gran partito se ciò fosse, io l’ho studiato
+più davvicino di voi, penetrai più intimamente nell’animo suo, e vi
+ripeto che egli è troppo aristocratico, è troppo ligio allo splendore
+della sua casta, per essere davvero amante dell’indipendenza della
+nostra nazione; aristocrazia della nobiltà piemontese, ed indipendenza
+italiana son due contrarii, son due forze, di cui una trionfando,
+necessariamente deve rompersi e spegnersi l’altra: pochi si sentono
+capaci di resistere all’ambizione e loro basta l’animo come a voi di
+rinunciare a tanto privilegio di schiatta.
+
+Ma veniamo di nuovo alle conseguenze che si deve aspettare chiunque
+prenda a scrivere la verità nel nostro paese: fino a qual punto
+si potrebbe istendere la massima moderazione dei nostri governi
+verso questi tali? Fino a lasciarli salvi dalla scure, sciolti dai
+ceppi, liberi dal carcere, ma intanto sarebbero essi fatti spiare
+attentamente nei loro passi, notati e riferiti i loro discorsi, e
+spesso contraffatti per modo che impossibile loro saria riconoscersi
+ancora per autori, e registrati andrebbero perfino i nomi delle persone
+con cui d’allora in poi usassero famigliarmente, con cui parlassero
+per via, e a che perfino facessero di saluto. Talmente che spesse
+fiate la loro moderazione qualora avesse luogo diventerebbe assai
+più funesta e nociva alla causa comune, che non può essere nemmeno
+il più fiero rigore, la più ferrea tirannide. Il perchè coll’autore
+dello scritto proibito andrebbero compromessi tutti quegli altri che
+o l’attorniano per vanità di trattare con un grand’uomo, o gli sono
+amici di cuore, o ne sono caldi ammiratori dell’ingegno, del carattere,
+ovvero l’avvicinano per avere consigli ed istruzione; la qual cosa
+potrà parere esagerata e falsa a chi non si curò di studiare addentro
+ai nostri costumi, a chi giova illudersi per condurre avanti la
+vita, a chi si lascia allucinare da un’atto di affettata urbanità, ed
+intrinsichezza, non certo a me addottrinato in ciò dalla esperienza. E
+poichè ho incominciato deggio assicurarvi che più d’una volta mi ebbi
+a sentire all’orecchio da miei superiori di carica: _se volete andare
+innanzi: se volete conservarvi la grazia del ministro, del sovrano: se
+volete anco tenere l’impiego: se volete evitare il rischio di venire
+congedato, o lasciato fermo senza promozioni: dovete frequentare
+altre compagnie, lasciare la gloria di appartenere alla classe degli
+spiriti forti, lasciare insomma lettere e letterati, ovvero occuparvi
+in cose che possano guadagnarvi il favore del sovrano, come sarebbe
+dire, in cose di religione, di aggradimento di chi vi fece benefizio
+nel darvi impiego e gradi in società_. Nè ciò tanto a me è che sia
+incontrato, ma di mia certa scienza a parecchi de’ miei conoscenti, ed
+a due miei intimi amici, i quali non conoscendosi per nulla colpevoli
+non vollero mutare tenore di vita a tali avvertimenti, ovvero usare
+più circospezione e prudenza, e quando si presentarono per ricevere
+dal nostro governo tratti di mera giustizia si dovettero sentire gli
+uni a dire, che il Re non permetteva che si avessero per buone le
+loro ragioni quantunque paressero giuste, e si prendesse interesse di
+sorta per allora in loro utile stante la loro caparbietà, e la loro
+ostinatezza; e gli altri vedersi minacciati, e tolti anche da impiego,
+mandati a viaggiare od in esiglio quando non ebbero bracci possenti
+che li sostenessero, o belle donne che li accomandassero, e corressero
+ad intercedere per loro, perchè (se molto altrove) in Piemonte la
+protezione di una bella Signora può più che non quella dell’oro
+eziandio presso i grandi dello stato, e controbilancia perfettamente
+quella dei Gesuiti.
+
+Ma a quest’ora neppure a voi ciò può parere strano, o Massimo, perchè
+se per lo addietro non anco avevate ciò esperimentato, l’avete non è
+molto dovuto toccare con mano, dir voglio quando cacciato di Firenze vi
+siete restituito in patria, dove dopo il breve clamore d’un entusiasmo,
+che la gioventù subalpina, fra cui annoverate me eziandio, dimostrò
+pel autore dell’_Ettore Fieramosca_, pel pittore di cui ammirato aveva
+le sublimi creazioni già dei più anni, per l’illustre loro Compatriota
+insomma, vedeste con vostro dolore e sorpresa, tanto vale che il
+confessiate siccome l’avete dimostrato nel sembiante, cadere vittima i
+vostri partitanti della sorveglianza la più fina, e della persecuzione
+dell’ispettore Generale di Polizia, e vi trovaste abbandonato pressochè
+da tutti i vostri più famigliari ed intimi, i quali erano stati
+consigliati a lasciarvi, e non pochi minacciati, se continuato avessero
+ad accostarvi, fra cui non voglionsi tacere alcune distinte famiglie
+che pur vi stimano, e si riputavano fortunate di accogliervi nel loro
+seno a serali conversazioni, e furono costrette ad ismettere di tenere
+le loro adunanze per non incontrare il mal umore del Conte Lazzari
+ricevendovi tuttavia dietro consiglio dato loro da lui in persona, od
+in bella maniera da lui fatto loro per via d’un terzo pervenire.
+
+Ed il vostro libro che voi credevate di poter introdurre quando che
+sia e spargere fra le mani dei vostri compaesani, ditemi di grazia
+ebbe forse una sorte migliore di quella, che fu toccata ai vostri
+partitanti? A migliaja mi scrivevano da varie città della Penisola
+esserne entrate le copie in Piemonte anzi nella capitale, ma invece
+quaranta persone, dalle quali nulla potrà sperare giammai l’Italia,
+nulla ponno temere i nostri tiranni, avevano ottenuto col permesso
+del ministro di Polizia di ritirarne una copia per uno con patto, anzi
+con sacramento di non la prestare o lasciar leggere ad altri, ovvero
+di tenerla scrupolosamente sotto chiave, e dopo qualche tempo anche
+queste in parte vennero ritirate per ordine di S. Maestà, da cui voi
+assicuravate avreste avuto immancabilmente coll’approvazione dell’opera
+l’assenso ad una illimitata introduzione. Chi mai avria detto, che
+un uomo di vostra età, con tante attinenze ed appoggi potesse venire
+ingannato nella sua aspettazione sì compiutamente? Io istesso che
+non conto la metà dei vostri anni, e che non sono dei più difficili
+a credere, e prestar fiducia, non avrei mai nemmeno per sogno preso
+un marrone di tal natura, e tornare in conseguenza più di danno che
+non di vantaggio a miei compaesani. Ma se per avventura queste cose
+non fossero sufficienti a convincervi del contrario della vostra
+asserzione, potreste leggermente assicurarvi meglio dei riguardi che
+il nostro Re ha pegli scrittori, i quali anche dopo una terribile
+falcidiatura della censura ottenuta l’approvazione, osarono pubblicare
+cose che in qualche maniera potevano muovere il mal’umore del governo;
+se di ciò interrogaste l’Avvocato _Angelo Brofferio_, il sig. _Edoardo
+Soffietti_, il sig. _Delpino_, il sig. _Tallone_, ed il sig. _Lorenzo
+Giribaldi_, da essi intendereste come sia facilissima cosa anche
+dopo l’approvazione, locchè è assai più ingiusto e barbaro, l’essere
+invitato ad una conferenza coll’ispettore di Polizia, e l’essere
+detenuto in arresto o in cittadella, od al palazzo di piazza Castello
+per uno scrittore, non dico ardito al punto da tentare colla penna e
+colla voce di illuminare il popolo, e farlo entrare in se, ma solo che
+non sia venduto, o che procuri a poco a poco di mettere sotto occhio
+la necessità delle più indispensabili riforme, che i governanti si
+ostinano a niegarci quanto più veggono avvicinarsi il tempo che a ciò
+saranno costretti contro loro volontà. Figuratevi quanto non sarebbe
+loro per accadere qualora la penna tingessero nel fiele, e togliessero
+a descrivere e disvelare i misteri della nostra società, a metterci
+sottocchio qualche quadro dell’intollerabilissima nobiltà piemontese,
+dei raggiri, dell’impostura, e ridicolezza di molti impiegati che
+tengono il maneggio delle cose e le conseguenze deplorabili della _via
+economica_ infatto di giustizia tanto accetta a Carlo Alberto, ed agli
+altri sovrani Italiani! In tal caso io sono d’opinione che non solo ci
+vorrebbe che ogni scrittore appartenesse ad una famiglia per affumicati
+diplomi, per resi servigi, per ricchezza e potenza di parentado ben
+visa dal governo, come si è appunto la vostra, ma sì ancora farebbe di
+mestieri la precauzione di svignarsela prima della pubblicazione delle
+loro opere, lungi dalla patria per non vedere tali puntelli a crollare,
+e dovere o presto o tardi essere fatti segni alla più accanita
+vendetta di chi non sa, non vuole, e non potrebbe mai perdonare,
+il perchè il perdono dipende da troppi affine possa liberamente nel
+nostro paese essere adottato, e d’altronde saria pressochè per tal
+gente un volersi ruinare da se, un volere rinunciare al loro passato,
+presente, e futuro, al qual punto come venissero in pensiero di
+discendere incomincerebbero, non v’ha dubbio, dalle dovute mutazioni
+di reggimento. Ma a che pro io mi spargo in cose, di cui al presente
+momento al pari di me sarete già forse convinto? Di fatto quelle
+maraviglie che dal Sovrano nostro, dai varii ministri, dai grandi della
+piccola nostra Corte, da ogni parte insomma vi venivano mosse intorno
+al fermare più a lungo la vostra dimora in Torino, quell’offerirvi
+incarichi per lontani paesi, ec. ec. non erano segni manifesti che
+il vostro soggiorno li inquietava, non erano taciti consigli perchè
+faceste la vostra valigia e partiste per qualche altra terra? Onde
+anche voi malgrado il sostegno della vostra fama, del vostro merito,
+della vostra famiglia che ha poderose branche, e dei vostri amici più
+possenti che schietti, temo forte abbiate presto a ricevere ordini
+in vece di esortazioni, e se stiamo a quanto si va ascoltando per via
+di Pò e di Dora, difficilmente alla comparsa di questa mia tontera vi
+potrò rivedere a percorrere questi nostri nuovi lastricati, ed udire
+la vostra parola che sebbene erronea perchè dettata spesso da mente
+illusionata, pure sempre interessante, perchè sincera e generosa.[1]
+Del resto riguardo a quanto voi diceste sul piccolo rischio che uno
+correrebbe nella nostra Italia prendendo a parlare delle universali
+tendenze della Società, e delle speranze del popolo Italiano, voglio
+ancora osservarvi qualche cosettina, ed è che non solo nel nostro
+beatissimo paese ciò è impossibile senza i più gravi pericoli, ma anzi
+appare poco meno che delitto agli occhi sovrani l’essere letterato,
+quando non siasi disposti a far l’apologia dell’augustissima Casa
+di Savoya, tanta è la tema che si ha, noi propaghiamo la conoscenza
+dell’onta, e della abbiezione nostra, il dovere di cittadino verso
+di noi e dei nostri discendenti, e della patria! Ne è chiara pruova
+il letto di Procuste in cui vengono messi i componimenti letterarii
+d’ogni genere, ma sopra tutto quelli drammatici, i quali per l’appunto
+sarebbero i più acconci a sussidiare la opera nostra, a giovare alla
+rigenerazione del paese; che nulla più che la commedia può educare
+il popolo a virtù, destarlo dallo stato di ignavia, di sonnolenza
+e di viltà, d’incitarlo a cose grandi, siccome nulla più che la
+tragedia è atta ad ammansare la ferocia dei tirannelli, a farci
+concepire contro d’essi odio implacabile ed eterno, ed a recare loro
+spavento col pensiero del nostro risvegliamento, quando davvero gli
+scrittori intendano gli obblighi loro, ed in ogni maniera s’adoperino
+per soddisfarli; insomma quando il concetto nazionale, come sempre
+dovrebbe essere, fosse il più vagheggiato nella lor mente, il più
+idolatrato nel loro core, e piuttosto ei si sentissero atti a gettare
+via la penna, che non ad obbliarlo. In Piemonte principalmente per
+potere far di pubblica ragione per via delle stampe o per via delle
+scene una commedia, od una tragedia, converrebbe dipingere nella
+prima i costumi di seicento anni fa, nella seconda sviluppare quelle
+passioni che più non possono riuscire di lezione in modo alcuno ai
+nostri potentati, e promovere il nostro utile, perchè anche nelle male
+cose i nostri signorotti sono infinitamente inferiori alli antichi,
+di cui i più anche nelle più turpi azioni addimostravano alle volte
+eroismo e grandezza, a differenza dei nostri che piccolissimi in tutto
+si addimostrano; sì per battere la carriera del tragico è d’uopo da
+noi mutare i principii costituenti il vero dramma italiano, è d’uopo
+darci uno scopo affatto opposto, cioè infame siccome fece ultimamente
+Domenico Cappellina il quale nel suo _Cola da Rienzo_ viene a
+predicarci la viltà e l’ignavia, e a tentar di metterci in uggia la più
+generosa, la più sublime, la più libera delle virtù.
+
+Interrogate il Nota, il Marenco, insomma tutti coloro che si diedero a
+coltivare questo ramo della nostra letteratura, ed ispecie i giovani
+letterati che valorosamente di continuo scendono in sì difficile
+palestra, a rinnovare le pruove, vi diranno quanto si struggano e
+giorno e notte non per incarnare il loro pensiero, ma per poterlo
+adombrare tampoco alla lontana, per cui tutti i tentativi riescono
+nulli, per cui non hassi teatro italiano, per cui Nota, Corelli,
+Marenco non poterono ancora emulare le glorie di Goldoni e d’Alfieri,
+e vendicarci dalle giuste rampogne che tutto giorno ci movono contro i
+nostri più grandi nemici, i Francesi.
+
+
+
+
+OSSERVAZIONE III.
+
+ Si merita l’indipendenza colla
+ virtù degli opportuni, de’ lunghi,
+ de’ grandi sagrifizi...
+
+ _Pag._ 7. MASSIMO D’AZEGLIO.
+
+
+Nè meno di queste sentenze si presenta bizarra, strana, per non dire
+ridicola l’interrogazione, in cui a pagina settima usciste colle
+seguenti parole: _noi Italiani possiamo forse alzar la fronte, metterci
+la mano al petto e dire a Dio ed agli uomini: ci siamo meritato la
+nostra indipendenza?_ Per dio! se non ce la siamo meritata noi, quale
+delle nazioni antiche e moderne mai se la meritò? quale delle nazioni
+prostrate già risorte o anco oppresse da schiavitù mai col sangue e con
+ogni maniera di sagrificii, di umiliazioni, d’angustie, di dolori, e
+di mali ha espiato le colpe sue antiche più della nostra? Sì riandate
+la storia, e ditemi se altra terra può sostenere il confronto anche
+da lungi colla nostra? se altro popolo ha più diritti per risorgere a
+grandezza, a libertà del nostro? Se altra nazione pel clima, pel suolo,
+per l’indole generosa del suo animo, per legge eterna di natura, e del
+cielo, per le sue passate glorie è chiamata più della nostra a tenere
+lo scettro di supremazia sulle altre, e se maggiore servitù, maggiore
+abbiezione, più lagrimevole stato del nostro mai si può dare? Non ha
+sofferto abbastanza l’Italia!!!... questa nazione che fino dalla caduta
+del colosso dell’impero romano, bersagliata dalla fortuna, restata
+in possesso dei barbari i quali si strappavano l’un l’altro, e si
+dividevano i brani del manto dei Cesari, quindi caduta in preda dei
+Saraceni fu sempre afflitta, combattuta, manomessa dagli assalitori,
+e dai difensori, dagli estranei e dai propri figli, gli uni contro
+degli altri aizzati sempre dai suoi nemici! quest’Italia che fu sempre
+in soqquadro ora per le agitazioni che la scotevano comunicandosi
+dall’una all’altra estremità come il terremoto, ora pelle ambizioni e
+pelle avidità degli invasori, ora per le crudeltà dei Brettoni e dei
+Franchi, ora per le ire interne che la tormentavano, per le guerre
+dei principi suoi che a palmo a palmo si contendevano il terreno, per
+la perfidia Arragonese che lungamente la tradì, insanguinò, e divise,
+poscia per la Ferocia spagnuola di cui rimase così vittima misera!
+Quest’Italia che in tante tempeste, in tante perturbazioni ha pur
+sempre dimostrato tanta costanza, tanta fortezza, tanto coraggio; che
+giammai mancò di guerrieri magnanimi, di valorosi principi ora caduti,
+ed ora risorti sulla propria terra come Antei sulla propria madre!
+Quest’Italia che dopo d’aver dato al trono di Francia il più grande
+Eroe che mai abbia esistito, si vide non solo frustrata nella più lieta
+delle sue speranze, ma anzi tradita e venduta e più schiava resa di
+prima! Perocchè tutto avrebbe potuto il grande Corso per la sua patria,
+se l’ambizione non avesse in lui scemato l’amor della sua nazione, non
+gli avesse fatto dimenticare le sue promesse, nè l’avesse indotto a
+stendere la sua destra nella bocca del Lione di S. Marco e a strapparne
+la lingua, ad ammorzare quella fiaccola, che invece doveva riaccendere
+del più vivace e bello splendore, e la quale per ciò appunto che era
+sul termine di sua vita meglio poteva rinfacciarci co’ pallidi suoi
+crepuscoli la nostra vergogna, la nostra dappocaggine e scuoterci dal
+letargo di morte a vivere novello. Non merita infine abbastanza questa
+Italia, che devesi vedere assiduamente spolpata, succhiata, e carca di
+catene dallo schifoso Tedesco, lupo alla cui rabbiosa fame in avvenire
+mal sarà per satisfare la lombarda e veneta contrada, se per noi non
+vien tosto rincacciato nella agghiacciata sua tana? Sì quest’Italia
+che un Papa Gregorio immiserì, insanguinò al punto di superare tutti
+i Tiranni dell’età passata nelle sue esecrande azioni e nella sua
+infame lega coi Tedeschi, e per convincersi come gli stia bene la
+sentenza d’Alfieri: _il Papa è Papa e Re_, sicchè _dessi abborrire per
+tre_: si rifletta che il numero durante il suo regno delle vittime
+a cui fece salire il patibolo ascende a OTTOCENTO e SETTANTADUE,
+oltre ai non pochi che segretamente si fecero trucidare in prigione
+senza processo, senza sentenza di Tribunale e per consiglio di quel
+famoso suo Segretario Lambruschini, che Iddio tenga lungamente in vita
+perchè possa sentire maggiormente il peso dell’universale disprezzo!
+Quest’Italia che nella parte sua più bella e deliziosa è tenuta peggio
+che schiava da un Ferdinando che non so se più abbia a nominare
+_buffone_ o _carnefice_ de’ suoi sudditi, giacchè sì nel rendersi
+ridicolo che odioso ed esecrando toccò l’ultimo segno a cui possa
+giungere non un principe, ma un barbaro! Quest’Italia che un Granduca
+di Toscana corona di viole e di papaveri, con una bugiarda mitezza di
+governo l’assonna e la snerva, col promovere l’ozio, i divertimenti,
+e colle Feste continue l’uccide, e colla speranza del lotto e delle
+tombole le fa vivere una vita simile all’agonia dell’etico, e giunse
+a renderla insensibile, fredda, indifferente alla vista di tanti
+monumenti che al forestiero che visita quella terra parlano sentimenti
+del più eroico valore, della più sublime virtù, e destano in core
+un vulcano d’affetti, il fanno fremere colla memoria del passato
+sulla fiacca, nulla, infelicissima nostra età! Quest’Italia infine
+(per tacere degli altri Signorotti) che un Carlo Alberto dopo averla
+vilmente tradita nel vent’uno, e barbaramente defraudata nel trentatre,
+tradisce continuamente e deride per soprappiù, trastullandosi della
+sua buona fede, con farsi credere a quando a quando disposto alla
+favorevole occasione di cancellarsi d’in sulla faccia il marchio
+della più esosa viltà! Vero insulto a chi generoso lo riconoscerebbe
+a fratello, a padre, vero adoperare di malvagia anima, d’anima
+infernale, che dimostra ben chiaramente, che la via dell’infamia
+per lui incominciata tutta vuole percorrerla fino alla fine e fare
+inorridire delle sue gesta nonchè le venerate ombre de’ suoi antenati
+_Carlo Emmanuele_, ed _Emmanuele Filiberto_, tutta l’umanità! Quando è
+dunque o Massimo, che noi a ragione possiamo raccontare un’illiade di
+maggiori guai? quando potremo noi dire di meritarci la nostra salvezza,
+se fin ora non l’abbiamo anche meritata? Sì quando verrà il giorno che
+dobbiamo valorosi intendere tutte le nostre forze alla grand’opra?
+il giorno che il nostro sagrificio potrà dirsi grande, bastante,
+e consumato? che infrante potremo vedersi cadere a piedi le nostre
+catene? quando ai nostri conati, ai nostri voti vedremo sorridere da
+lor sepolcro le anime di tanti giovani Eroi caduti sotto la scure dei
+nostri Tirannelli, martiri veri della patria, della libertà?
+
+
+
+
+OSSERVAZIONE IV.
+
+ Una sommossa può essere sorgente
+ d’immensi beni, come d’immensi mali;
+ d’immensa gloria, come d’immensa
+ infamia, la salute d’un popolo, o la
+ sua totale rovina.
+
+ _Pag._ 26. MASSIMO D’AZEGLIO.
+
+
+Finchè dite essere un fatto gravissimo quello d’intraprendere una
+rivoluzione, finchè dite essere anche il fatto più grave, a che possa
+il cittadino por mano, e che perciò vuole essere bene ponderato, ben
+preparato per essere bene condotto, io sono di pieno avviso con voi, e
+tutti quelli che per poco ragionano deggiono essere dalla nostra; ma
+quando asserite che questo fatto può condurre _ai più fatali errori,
+che può essere fonte d’immensa gloria, come d’immensa infamia_,
+scusatemi se vi osservo che date nel più grande strafalcione che si
+possa da uno scrittore pronunciare, se vi pruovo che vi siete lasciato
+scappare di bocca una grande bestialità, di cui in niun modo vi avrei
+potuto credere autore se per voi istesso non fosse ampiamente svolta
+ed espressa nel vostro libro. Come mai può dirsi infame un’azione
+suggerita dal più grande e nobile affetto, dal più sublime desiderio,
+dalla più eroica virtù? un’azione consacrata dal dolore, dal patimento,
+dal sacrificio de’ propri beni, delle cose più care, della vita? Un
+opera per essere cattiva, malvagia, od infame vuol essere fatta con
+fine cattivo, malvagio, od infame, del resto giammai potrassi dir tale
+senza sragionare, poichè l’opera che è buona per principio è sempre
+lodevole, anche quando lasciasse luogo a tristi conseguenze, le quali
+se possono qualche volta far compiangere chi ne è la causa innocente,
+se possono rendere men bello e glorioso il merito dell’autore, se
+possono convertirla in danno quando invece da essa si aspettava
+utile immenso, non è mai che possa autorizzare uno a biasimarla, a
+condannarla, ad incolparla d’infamia, o di _pazzia_. Infame e pazzo
+quegli piuttosto vorrebbesi dire, il quale osa profferire una tale
+bestemmia, il quale dissuade, scoraggia da simile impresa chi dovrebbe
+scaldare, incitare, ed illuminare perchè più facilmente se ne consegua
+l’intento. Predicate l’unione, l’amore come principio unificante delle
+popolazioni, delle masse, e delle famiglie, guardate che alla massima
+fra le generosità s’accoppi la massima prudenza, ma non togliete a
+scemare, a spegnere la più nobile fiamma che pur troppo non brucia più
+le anime nostre come bruciava quelle dei nostri padri, che dai loro
+sepolcri ci rinfacciano la nostra vergogna.
+
+Voi proseguite che l’intraprendere di propria autorità, il porre mano
+a dar la mossa pel primo ad un tal fatto è atto tremendo per chi abbia
+in pregio la giustizia, la fama propria, e della nazione, la carità di
+patria, e l’amore degli uomini, e perciò altamente da biasimarsi; ma
+quando mai un uomo solo s’accinse da principio a siffatta impresa non
+solo negli ultimi casi di Romagna, ma sì pure nei primi? E quand’anche
+fosse che uno solo avesse l’ardire e la possanza d’incominciare
+l’opera da se perchè dovrà cotanto condannarsi dove è certo che il suo
+desiderio, il suo affetto, il suo pensiero è quello dei più, e che
+al primo grido della sua voce, al muovere del primo suo passo mille
+e mille bracci si uniranno immantinenti al suo, mille e mille anime
+concorreranno seco intrepide al cimento.
+
+È pur d’uopo che qualcuno incominci le cose e questi non rimprovero e
+taccia di mentecatto, di temerario e d’infame, ma lode e gratitudine
+somma si merta dai suoi connazionali, meno nel caso che agisse ad
+insaputa di tutti, senza previo concerto, e senza tutta probabilità che
+la sua voce fosse per trovare un’eco nel cuore della maggior parte e
+che bastante sussidio gli sarebbe tosto apprestato da mandar ad effetto
+l’intrapresa; e chi fu mai il quale negli ultimi casi di Romagna si
+sia condotto talmente da spensierato? Voi Massimo mio gettate troppo
+spesso nel vostro scritto di false premesse, e da false premesse traete
+false conseguenze, locchè da tutt’altra persona che non da voi gli
+Italiani si sarebbero aspettato. Infatti dopo d’averci parlato come se
+la sommossa di Rimini abbia avuto origine da uno sconsigliato di tal
+guisa, soggiungete a pruovare meritato il forte biasimo da voi datogli,
+che _l’autore della sommossa si sarebbe fatto così ingiustamente
+arbitro delle volontà, dell’avere, della libertà, della vita d’un
+numero d’uomini che nè egli nè alcun altro se non Iddio può prevedere e
+calcolare, e se ne sarebbe fatto arbitro (quel che più monta) per usare
+i più preziosi beni, la più gelosa proprietà de’ suoi concittadini
+ad eseguire i propri giudizi, perchè senza il loro consenso, senza
+diritto, senza essere stato a ciò eletto da loro_. Ebbene supponendo
+anche per vera l’asserzione che l’ultimo caso di Romagna abbia avuto
+tal principio; favoritemi di dire in qual modo il promotore dell’opera
+ingiustamente si sarebbe reso arbitro di tali cose; a me pare, e così
+opino sia per parere a tutti, che niuno in tal occasione adoperando
+come i Romagnuoli; può farsi arbitro ingiustamente della sorte, della
+vita, dell’avere de’ suoi concittadini, e tanto meno col basso fine
+per voi toccato, senza costringerli per forza ad abbracciar il proprio
+partito, senza strappar loro un’assenso che nell’animo gli niegano,
+senza insomma una forte prepotenza. Or come questa forza può essere
+stata esercitata imperiosamente sugli animi altrui dall’eccitatore
+della sommossa di Rimini, se tutti che vi presero parte o col braccio
+o col consiglio, o coll’ajuto d’armi e di danaro, tutti operarono
+più che di loro spontanea volontà sto per dire con gioja, con furore,
+con entusiasmo? Come uno puossi far arbitro di tutto l’altrui contro
+l’assenso universale, se il pensiero di promuovere la nazionale
+nostra indipendenza è universale, se da una estremità all’altra della
+penisola secondo voi, uno è il desiderio, uno il volere? Il capo
+d’una rivolta a cui volontariamente, e certi di quel che intraprendono
+tutti parteggiano, non può dirsi arbitro delle altrui libertà, delle
+altrui sostanze, delle altrui vite, e delli altrui diritti, ma solo la
+guida degli altri perchè per ingegno, coraggio, e perizia militare,
+o politica scienza a tutti loro forse superiore. Del resto egli
+appigliandosi volontariamente all’opra, resta arbitro di tutto il suo,
+se gli basta l’animo di sagrificarlo alla patria, siccome degli altri
+che a lui si affidano spontaneamente ciascuno rimane pure arbitro di
+tutto il suo proprio, il perchè se non avesse voluto cooperare niuno
+avrebbelo a ciò spinto e costretto. E poi qui la cosa era concertata;
+meditata da tempo, ed incominciata non per opera d’uno, ma sì di
+molti, e ciò merita attenzione, di molti e non del vulgo, ma persone
+d’educazione di non umile famiglia, sicchè non devesi muovere dubbio
+ei non sapessero d’essere o no corrisposti nella loro impresa dai
+connazionali; onde anche l’esito infelice dei loro tentativi avesse
+peggiorato lo stato nostro, che peggiorare da quel che è, più non può
+assolutamente, io non veggo e niuno può vedere la ragione per cui con
+diritto sarebbero stati maledetti, siccome sarebbero stati benedetti
+in contrario se avessero guadagnato l’intento loro. Giacchè conchiude
+all’opposto affatto l’argomento, che Voi ponete innanzi dicendo:
+che solamente quegli il quale sia messo da un altro in un ufficio
+può giustamente scusarsi della mala riuscita con addurre che le sue
+intenzioni erano buone; e non coloro che nell’ufficio si pongono da sè,
+imperciocchè questi anzi unicamente meritano una tale scusa (sempre
+nelle precennate condizioni) agendo essi solo a loro talento, quando
+chè chi opera per un altro deve mettere in esecuzione non li proprii ma
+li altrui divisamenti.
+
+Ma lasciando da banda queste sottigliezze, permettetemi che vi dimostri
+essere in vera contraddizione con voi stesso: non avete detto in sul
+principio del vostro libro che noi non avevamo sofferto abbastanza?
+che i nostri mali non erano ancora sì gravi da meritarci la nostra
+indipendenza? Ora adunque perchè dimenticare le vostre parole sì
+presto, e lanciare sì brusche, sì amare, sì severe rampogne contro gli
+autori della rivoluzione e farli meritevoli d’infamia e di maledizione
+se il loro tentativo accresceva le nostre sciagure, quandochè ciò
+giusta la vostra opinione potrebbe renderci degni di risorgere, di
+riavere l’antica nostra libertà? Avreste fatto assai meglio qualora
+aveste detto che essi hanno meritato l’universale lode, ammirazione, e
+gratitudine anche nell’esito avverso, perchè il solo concetto non che
+il coraggio di porlo in esecuzione procaccia venerazione a chiunque
+lo ravvolga nella sua mente, e cerchi di stamparlo profondamente
+negli animi altrui; sì, avreste fatto meglio assai di dire loro che
+l’esperienza di tal fatto dovrebbe ammaestrarli per l’avvenire ad
+essere più prudenti, ad apparecchiar con maggior maestria la cosa
+un’altra volta, di svelare i loro falli cogli opportuni consigli per
+scansarli in avvenire, e ciò non potendo, di tacervi. Però chè non essi
+devono avere crudeli rimorsi di tanto avere osato, _come voi dite_,
+ma sibbene gli altri che non sorsero all’opra, coloro, che non li
+ajutarono, furono freddi vergognosamente a quella voce che secondata
+tutto poteva restituirci, perchè tutto fuorchè il nome abbiamo perduto.
+
+
+
+
+OSSERVAZIONE V.
+
+ Gli Italiani hanno avuto quello
+ che meritavano pel loro Egoismo, e
+ per la miseria dei loro disegni.
+
+ _Pag._ 10. MASSIMO D’AZEGLIO.
+
+
+Se la taccia d’egoisti fosse rivolta a noi da uno straniero, ci venisse
+d’oltralpe a d’oltre mare, poca o niuna meraviglia noi senza dubbio
+faremmo, usi come siamo da lunga pezza a sentire cotesti predicatori,
+che visitando da un capo all’altro la nostra penisola colla velocità
+d’un corriere postale, sorgono profeti del passato a declamare sulle
+rovine; bensì e stupore e rammarico quella ci desta quando a noi
+perviene da coloro, cui serra il baluardo delle stesse montagne, e ’l
+vallo dei medesimi mari, e tanto più da un Massimo d’Azeglio, da un
+uomo nel cui seno arde forse al pari che nel nostro la fiamma della
+patria carità.
+
+Perchè Azeglio riprendere i vostri concittadini d’Egoismo, e perchè
+rimproverar loro la miseria dei disegni? invece di sollevar la vostra
+mente a maggiori intendimenti, a fortificare col consiglio e col
+parteggiare più ampie idee, quei generosi che tutto posero in non
+cale per la redenzione della lor patria, e a cui forse nulla mancò
+per condurre a termine l’impresa che una saggia ed esperta guida.
+Una rampogna ingiusta, sappiate, scoraggisce, e paralizza quelle
+forze dell’animo, che bastarono a durare vittoriose contro tutti
+i macchinamenti, contra tutte le oppressioni della tirannide, ed
+ingiusta è la vostra rampogna verso i Romagnoli, prima perchè essi,
+sebbene il loro movimento fosse _provinciale_ come voi osservate,
+avevano uno scopo grande e nazionale, e pruova ne è il correre a
+prendervi parte i Toscani, ed il prepararsi a ciò pure i Napoletani;
+secondariamente perchè da un moto parziale si può progredire ad un
+movimento generale della Penisola coll’istessa facilità, che una
+piccola scintilla eccita secondata un grandissimo incendio. Di fatto
+chi vi assicura che la bandiera bianca per essi inalberata non fosse
+un saggio trovato per mettere meno sull’allarme il governo, e farsi
+ad un tempo più leggiermente un forte numero di fautori, piuttosto
+che la manifestazione vera dei loro desiderii? Credete voi possibile
+che i Romagnoli portassero fiducia d’indurre l’ostinatissimo loro
+Gregorio a dar loro le chieste riformagioni con una sommossa, mentre
+nella rivoluzione del 31. videro ad istanza della Francia, della Gran
+Brettagna, della Prussia, dell’Austria e della Russia promettersi dal
+Papa tutte quelle instituzioni da cui dipende la prosperità e la quiete
+d’un popolo, e quindi non solo non ottennero ciò che avevano dimandato,
+e loro era stato accordato, ma fra breve si trovarono in peggiori
+situazioni che non erano prima? Io per me anche non mi costasse di
+certa scienza che ben altri erano i loro divisamenti, pure mai potrei
+indurmi a ciò credere, a far un così grave torto alla nobile indole
+dei nostri fratelli. In quanto poi all’esito, fintantochè dite che i
+Romagnoli hanno toccato le male conseguenze delle non ben ponderate
+misure della loro inesperienza, non vi si può che dare piena ragione,
+ma quando insistete che essi hanno ottenuto ciò che meritavano solo
+d’ottenere, tutti veggono in voi più un maligno ed imprudente censore,
+che non un provvido e schietto consigliere, la severità per riprovare
+e condannare, più che la volontà e la saviezza per migliorare. Sta
+bene che voi raccomandiate a mettere _in prima fila_ la causa della
+nazione, ma non potete perciò rimproverare chi non negligentandola
+menomamente, comincia col tentarne un’altra forse per mettersi in
+grado da poter meglio operare per la prima, unico motivo che a questi
+giorni può spingere non dico i Romagnoli, ma qualsiasi degli altri
+popoli della nostra Penisola al partito delle sommosse _parziali_. Del
+resto comunque siansi condotti gli insorti della Romagna, è certo che
+la vostra asserzione in contrario senza pruove di sorta è nulla, anzi
+vergognosa, il perchè anche, supponendo, voi abbiate avuto qualche
+motivo a ciò profferire, avreste dovuto anzi di riprenderli procurare
+di emendarli e disporli meglio per l’avvenire fingere d’ignorare la
+colpa che a quelle vittime generose potessero venire in qualche modo
+a diritto imputate. Così la vostra parola non sarebbe tornata nè
+svantaggiosa nè offensiva; siccome tornò ridicola allor quando si fece
+a consigliarli di ricorrere ai giornali esteri e a farvi sovra proteste
+contro il loro governo per quelle innovazioni e quei miglioramenti
+che hanno diritto di domandare e sperare; come se un Gregorio si
+mostrasse di tempra più facile ad essere impressionato degli altri
+nostri Tirannelli, i quali pur troppo sanno meglio che noi far orecchio
+da mercanti a ciò che loro non conviene ascoltare. Se volessero
+rispettare i giornali non comincierebbero essi a rispettare un pò
+più l’opinione pubblica, l’opinione universale? E poi a quali rischi
+uno non s’esporrebbe? voi sapete, o almeno non dovete ignorare quali
+imbrogli, quali esosi maneggi abbiano luogo nella posta, nulla anche
+di turpissimo può oggi maravigliarci nel nostro paese a tal riguardo,
+quando nemmeno la libera Bretagna ebbe vergogna d’insozzarsi in tale
+viltà, in tale frode.[2]
+
+Per la qual cosa non solo non vuolsi considerare come egoismo lo
+spingersi per la via delle sommosse parziali per ascendere per via di
+queste ad una generale, ma anzi merita lode somma chi sta attento per
+cogliere l’occasione più propizia per dar fuoco alla mina; il che se
+difficile è a conseguire, lo è immensamente di più il far scoppiare,
+dirigere, e mandare a termine una generale; onde avreste voi bene
+meritato dalla patria e da tutti qualora descritta ed appianata ci
+aveste la via da tenersi in una grande intrapresa, che non accennarcela
+solamente, e dirci che _per non esservi entrati francamente e
+generosamente_, noi Italiani siamo stati, e siamo tuttavia più che
+_compianti_, derisi. Lasciate pure che le altre nazioni anzichè
+compatirci ci deridano, purchè non discendiamo noi a deriderci a
+vicenda, poco importa, verrà il giorno o tardi o tosto che inarcheranno
+dalla maraviglia i loro occhi, e riconosceranno in noi i veri figli,
+i veri discendenti di quei grandi che fur per due volte maestri in
+tutto al mondo intero, ed allora saremo ampiamente vendicati delle loro
+derisioni.
+
+Che poi ogni ambizione municipale sia cessata nelle nostre provincie,
+ne è prova la rivoluzione del vent’uno a cui si pose esca e fuoco da
+ogni parte col medesimo scopo, collo istesso desiderio, dir voglio
+dell’universale indipendenza della bella penisola, ma più di tutto ne
+è pruova l’entusiasmo con cui tutti i popoli italiani si mostrarono
+pronti a gridare loro re ora _Carlo Alberto_, ora _Ferdinando di
+Napoli_, ora il _Duca di Modena_, che pareva dovesse fortunatamente
+diventare il rovescio della Medaglia, di cui il suo padre era il
+diritto, alle più piccole apparenze di moderazione, di valore, o di
+ravvedimento che venisse loro dato di ravvisare nei nostri Tiranni;
+ne è pruova finalmente la differenza insorta ultimamente tra il
+Piemonte e l’Austria per le dogane dei vini, in cui Carlo Alberto
+volendo sostenere i suoi diritti fece concepire su di se le più belle
+speranze, talmente che mille chiacchiere si sparsero, mille progetti,
+tutti si preparavano a proclamarlo Re d’Italia mentre egli vuol
+continuare ad essere principe dei vigliacchi, re dei Giuda. Interrogate
+pure gl’Italiani delle nostre più illustri città e vedrete che niuno
+v’incontrerà di rinvenire il quale desideri la libertà d’Italia a
+patto che il suo paese riacquisti il suo principe, il suo doge, la sua
+antica signoria, l’esperienza del passato ha dottrinato non dico le
+masse colte, ma per fino gli abitanti dell’abituro, e del campo. Il
+Genovese pure che fu tenuto sempre pel popolo il più ambizioso, il più
+superbo, il più fiero della gloria sua municipale non già meramente in
+Italia, ma quasi sto per dire nel mondo, ebbene il genovese è forse
+quello che più di qual si voglia, altro vi fa maravigliare de’ suoi
+sentimenti italiani se togliete ad interrogarlo anche nel ceto più
+basso. Mi ricorderò sempre, che un rozzo barcaiuolo da me interpellato
+se era contento del governo sardo, se si sarebbe rivolto alla proposta
+di un governo libero, italiano, e nazionale, mi rispose queste semplici
+ma energiche parole: _non amo trattenermi in questi discorsi, perchè
+troppi me ne furono inutilmente fatti fin’ora, ma quando si trattasse
+davvero d’un altro governo anche non libero anche non nazionale, ma
+solo migliore dell’attuale, non solo io, non solo tutti gli uomini
+capaci di consacrare il loro braccio alla patria, ma perfino i bimbi
+che anco si nascondono nel ventre delle loro madri si rivolterebbero
+al dispotico governo, che ci schiaccia l’esistenza_. E simili risposte
+sebbene non sempre in sì energico modo mi vennero fatte dal basso
+popolo nelle varie parti della nostra penisola, sicchè vedete quando io
+vi dico che il municipalismo è caduto, universale è il pensiero della
+nostra nazionalità, il pensiero di risorgere in uno solo intendimento,
+ve lo dico per propria mia scienza, perchè son cose che ho toccato con
+mano, che ho veduto co’ miei occhi in alcuni miei viaggi.
+
+Volete sapere qual cosa manchi agli Italiani? un capo, uno che li
+guidi, che inspiri fiducia nelle pur troppo scoraggiate masse; fate
+che lo trovino e l’esito dell’impresa sarà strepitoso, terribile,
+grande e felice. Del resto procuriamo di estendere se più anche si
+può, la conoscenza della propria abiezione, di insinuare ogni maniera
+di liberi e generosi sentimenti negli animi della moltitudine, ma
+non con ispensierata anzi sfacciata maniera a cui voi consigliate,
+ma sì prudentemente, e sotto l’anonimo non avendo bisogno la verità
+ad essere compresa ed avuta in pregio dell’autorità d’un nome più o
+meno illustre, più o meno degno di fede in apparenza, siccome ne ha
+di mestieri la calunnia, e la menzogna per ottenere credenza. Sì,
+rinfreschiamo le glorie nostre passate nella morte del popolo; chè
+niuna cosa più giova a convincerci della propria forza che ciascuno
+abbiamo nel braccio e che è atta centuplicarsi mille volte in energia
+e vigore colla unione, quanto il ricordare l’Italia del 1154, fino al
+1177, dir voglio al tempo della quasi incredibile Lega Lombarda, ovvero
+i Parmigiani che fugano Federico 2.º con tutto il suo esercito nel
+1248, la Sicilia che stermina i Francesi nel 1282, la cacciata del Duca
+d’Atene nel 1345, l’opra di Cola da Rienzo nel 1347, Stefano Porcari a
+Roma nel 1453, Girolamo Olgiati a Milano nel 1478, Niccolò Capponi a
+Firenze nel 1494, quindi Francesco Ferrucci nel 1530 nell’assedio di
+Firenze, la congiura di Burlamachi a Lucca nel 1546, la sollevazione
+di Napoli contro il Toledo nel 1547 a cagione del sant’Ufficio, la
+cacciata degli Spagnoli da Siena seguita poco dopo della caduta di
+quella forte Repubblica cioè nei 1552-55, e nel 1647 le due rivolte
+condotte da Giuseppe d’Alessio, e da Masaniello, a Palermo ed a Napoli,
+i quali se avessero ottenuto il favore de’ nobili sarebbero giunti
+oltre alle lor patrie a liberare tutta l’Italia dalla servitù di
+Spagna, il nome d’un Pietro Micca che all’assedio di Torino nel 1706
+espone sua vita a certa morte e salva la patria dai Francesi, la gloria
+di Genova che nel 1746 scacciò gli Austriaci, la resistenza dei Corsi
+contro la Francia nel 1769, e quella della plebe Napoletana nel 1799
+contro le schiere di Championnet, resistenza la più valorosa che mai
+siasi vista, e che da se sola fa grande elogio a quel popolo.
+
+Sì, questi e tanti altri illustri fatti che le storie straniere con
+ragione hanno da invidiare alla nostra, noi dobbiam continuamente
+occuparci per rendere popolari, perchè possano aumentare quella fiducia
+che ciascuno di noi prima nelle proprie forze, poscia in quelle de’
+nostri fratelli, e giammai negli stranieri abbiamo a riporre, se non
+vogliamo aggiungere pentimento a pentimento, onta ad onta, sciagura a
+sciagura.
+
+
+
+
+OSSERVAZIONE VI.
+
+ La verità è una sola, e se
+ l’applichiamo ai principi, dobbiamo
+ egualmente applicarla a chi fa ciò
+ che essi fanno, benchè con modi e
+ fini diversi.
+
+ _Pag._ 28. MASSIMO D’AZEGLIO.
+
+
+Mettendo a paragone il popolo italiano coi principi che stendono
+la tirannica destra su desso, voi dapprima vi palesate in dubbio a
+quale delle parti abbiate a dare la preferenza circa al modo loro
+di comportarsi, il quale sia meno nocivo alla causa nostra, meno
+aggravante li lunghi nostri mali, poscia venendo fuori colla sentenza
+di certo inconcussa, che la verità è una, e deve applicarsi ai principi
+medesimamente che ai loro sudditi, non temete più di non andare
+errato pronunciando qual sia la vostra mente a tal proposito, e con
+chiare note dite dopo un’attenta considerazione che «_l’arbitrio dei
+principi genera di rado le conseguenze calamitose che quasi sempre
+genera l’arbitrio dei capi di sommossa_», adducendo per argomento
+a fiancheggiare l’opinione vostra; _avere i principi una posizione
+data, e che non si son scelta di propria elezione_. Io non so se
+assurda più che ridicola, ed ingiuriosa si debba dire la vostra
+asserzione, ma quel che è certo mi empie di maraviglia allorchè
+penso aver ciò voi detto per far apparire sempre più condannabile
+la sommossa dei Riminesi. Perocchè qual cosa essi hanno operato
+cotanto riprovevole? forse stragi, incendii, incesti, ladroneggi,
+saccheggi, ed assassinii? Eppure siffatte cose dovrebbero avere avuto
+luogo nella loro impresa perchè potessero essere con ragione messi
+a paraggio coi nostri Principi, perchè le loro azioni valessero a
+superare in danno, o controbilanciassero le costoro prepotenze, le
+costoro ingiustizie, e barbare azioni d’ogni maniera. E posto anche
+che tale si fosse stata la condotta degli insorti Romagnuoli o per
+cieco furore o per accanito proposto di giusta vendetta, ed avessero
+proprio accresciuto le pubbliche calamità piuttosto di sminuirle, a
+chi se ne dovria imputare la colpa maggiore? agli insorti, o a chi
+è la causa della lor insurrezione? agli schiavi che per crollare un
+giogo se ne trassero un altro peggio sul collo? ovvero ai tiranni,
+a que’ mostri di natura che dopo mille rischi aver corso di pagare
+il fio di tutte le loro nefandità, sfidano il destino, il consenso
+universale, coll’incrudelire, coll’ostinarsi non solamente a rimanere
+nel fango, ma coll’arrovellarsi il cervello per rendersi più uggiosi,
+più maladetti, e più sprezzati? Il Popolo, ed i Principi, possono
+essere paragonati non nel caso, l’uno della più alta schiavitù, li
+altri del più terribile dispotismo, ma sì in quello che Iddio, Natura,
+i tempi, e l’incivilimento imperiosamente dimostrano dover essere
+lo stato dell’uomo tanto destinato ad obbedire, quanto a governare,
+dell’uomo che la patria e la società vogliono vedere che compia prima
+i suoi doveri verso di loro, perchè a diritto si possa un dì lagnare,
+dove vengano offesi i diritti di lui. In tutte le cose mio caro, ma
+principalmente in quelle di politica prima di conseguitare giudicii
+sul bene e sul male, sul merito e sul demerito, sulla colpabilità e
+sull’incolpabilità è di mestieri dagli effetti montare alle cause,
+e dalle cause discendere agli effetti, è d’uopo tener conto di tutto
+che possa dannare o scusare un’azione, si deve aver l’occhio a ciò che
+risguarda al fine impostogli dall’autore, ed a ciò che all’esecuzione
+materiale del suo divisamento tanto si riferisce, altrimenti senza
+avvedersi uno viene al punto che gli sfuggono di bocca solenni
+strafalcioni pari al vostro di attribuire al popolo italiano tutte
+quelle calamità che gravangli sul capo, le quali invece non si devono
+riputare altro che conseguenza diretta o indiretta della barbarie
+di chi lo governa. Se voi o Massimo vi vedeste vibrato un colpo
+all’improvviso e per iscansarlo vi precipitaste inavvertentemente
+all’indietro in un precipizio, che rispondereste di grazia ad uno
+che visitandovi al letto della vostra agonìa vi dicesse, era meglio
+schivare il colpo con piegar la persona o da l’uno o dall’altro
+fianco, chinarsi ed aggredire l’avversario, osservare il rischio che
+correvate per fuggirne un’altro, e poscia vi desse dello spensierato,
+del pazzo? Pressochè uguale alla risposta che darestegli voi in simile
+caso, è quella che nel loro animo vi darebbero i Romagnuoli: e se non
+ve la danno è per predicarvi coll’esempio, ciò che voi avreste dovuto
+fare con loro, cioè che convien tenere conto delle buone intenzioni,
+si deve guardar più ai principii che guidano all’opra, che non ai
+mezzi con cui uno si accinge ad operare. Non seppero sopportare la
+loro sventura i Romagnuoli nell’insorgere tante volte come hanno
+fatto intempestivamente, voi replicate, incitandoli alla virtù di
+soffrire con rassegnazione, ad imitare gli abitanti della generosa,
+e misera Polonia, ma pochi giorni dopo la pubblicazione del vostro
+libro cadde lo specchio infranto che voi ponevate innanzi agli occhi
+degli Italiani, perocchè i Polacchi come i Romagnoli di tempra non
+più che umana, non potendo soffrire più a lungo li tanti mali che li
+travagliavano, imitarono quei di Rimini e toccarono più lagrimevole più
+straziante esito dei loro tentativi, che non è incontrato a questi. Dal
+chè chiaro apparisce potersi giungere fino a un grado di rassegnazione,
+dove poi è giuocoforza gridare, non puossi più tenere in istrozza il
+profondo sospiro, è bisogno, necessità alzarsi furenti contro i nostri
+nemici, ritentare gli antichi conati con più calore, appigliandosi
+novellamente alle mal sortite imprese. Morto è quel Leone che nel più
+acuto del dolore, nel maggior martoro della febbre non manda a quando a
+quando un suo ruggito, uno spaventevole lamento. Il dolore vuol essere
+sofferto nel segreto dell’operosa meditazione, finchè un generoso
+fremito non abbia eccitato nel nostro animo, di poi conviene dargli
+uno isfogo, bisogna irrumpere con tutta l’energia possibile, del resto
+quella fiamma che dovea condurci a vittoria, a vendetta, a libertà,
+venendo entro noi sconsigliatamente compressa, paralizza ed annichila
+le ultime nostre forze, ci strugge, e ci uccide in meno tempo che non
+può il ferro del Tiranno. Preparate le fila della trama affinchè meglio
+sia ordita, segnate il cammino che dobbiamo presto calcare per venire a
+salvezza, ma non venite più a predicare scoraggiamento e rassegnazione,
+la vostra missione sarebbe falsa, chè la maggiore nostra colpa ormai
+fatta antica è l’aver sofferto di troppo. Di qui si parte la derisione
+con che gli stranieri tentano d’oscurare la nostra gloria passata, non
+già dai generosi tentativi, che fatalmente fino al giorno d’oggi non
+giovarono che ad accrescere il numero dei martiri.
+
+
+
+
+OSSERVAZIONE VII.
+
+ Al Governo Papale dimanderò
+ cosa che non parrà indiscreta, gli
+ chiederò pe’ suoi sudditi la grazia
+ d’essere un pò più assoluto, un pò
+ più dispotico di quello che è.
+
+ _Pag._ 38. MASSIMO D’AZEGLIO.
+
+
+Che voi abbiate dimostrato che le male conseguenze, i funesti
+seguiti della reggenza del governo Papale superano a pezza tutti
+gli inconvenienti di qualsiasi governo assoluto e dispotico, tutti
+vi commendano, e ciò era veramente quello che dovevate fare per
+indurre ad aprire gli occhi chi si incapponisce a tenerli chiusi;
+che abbiate anche pruovato il governo papale non essere veramente
+assoluto e dispotico mentre si crede d’esserlo, ognuno non può a
+meno di approvare, perchè anche da questo vien manifesta sempre più
+l’ingiustizia, e la tirannia di quel governo, e la ragione perciò che
+hanno sudditi d’invocare le dovute riforme, e di ricorrere all’armi
+vedendo di non essere affatto ascoltati diversamente; ma che voi
+veniate al vostro assunto, e dimandiate per il bene dei Romagnoli
+la grazia al governo Papale d’essere un pò più assoluto, un pò
+più dispotico, i vostri lettori non solamente non convengono, ma
+riprendono, e biasimano fortemente il vostro avviso, e con ragione. Da
+chi siete voi messo a trattare la loro causa? Chi vi disse che essi a
+ciò si contentino, che reputino una grazia una tal concessione, una tal
+riforma? Governi assoluti e dispotici sono tutti gli altri dei varii
+stati d’Italia, e se i Piemontesi, i Lombardi, i Napoletani, i Toscani,
+i Lucchesi, i Modanesi, i Parmigiani non solo non sono contenti dei
+loro governi, ma anzi si struggono dal desiderio di crollarne il giogo,
+come volete che i Romagnuoli possano essere intieramente soddisfatti
+nelle loro mire qualora il Governo Papale su quelli si modellasse?
+come potete esservi condotto a credere che anzi essi avrebbero avuto
+a grazia un siffatto mutamento? Veramente v’ha una grande differenza
+tra quelli e questo! negli altri stati Italiani è un solo che figura
+d’incatenarci per via dell’opera de’ suoi ministri, i quali non hanno
+autorità, quando non se la prendono, e sono stretti esecutori degli
+ordini del re, quando vogliono; nello stato del Papa non è uno, ma sono
+più che hanno, voi dite, il privilegio di disporre dei ceppi, e della
+scure, e che per ciò? se gli Italiani tanto di questo che di quelli
+stati si trovano tutti pressochè alle stesse, se tanto qui che altrove
+l’amore pei sudditi è lo stesso, lo stesso il favore all’incivilimento,
+la stessa la provvidenza delle leggi, lo stesso il riguardo ai diritti
+pubblici e privati del cittadino! Io entro in avviso che abbiate ciò
+detto per ischerzare, non altrimenti che quando parlando della saggia e
+generosa condotta serbata dal Gran-Duca allorchè dal Nuncio Apostolico
+T. Sacconi gli era stata dimandata la resa di Renzi, uno dei principali
+del moto di Rimini, uscite in queste parole: _aver egli destato con tal
+atto invidia in qualche principe italiano_. L’Italia presentemente non
+ha più quei principi di cui si poteva a diritto vantare un giorno; oggi
+li suoi principi sono figli snaturati, e non sono capaci che di azioni
+vituperevoli, di passioni abiette e vili; veri animali immondi, che
+più si sprofondano nella fanga, quanto più tengono della lor indole,
+non possono che invidiare il male. Ma l’invidia ad una nobile azione
+può aver luogo solo in un’anima generosa, in un’anima che si strugga
+di non potere afferrar un’occasione per ispiegare quella forza, che
+nell’intimo le agita tutte le fibre. Qual è di grazia quegli che alle
+sollecitazioni dell’Austria, alle calde istanze del Governo Pontificio
+avria non dico dimostra tanta fermezza di carattere da non mutar
+determinazione, come poi timidamente fece il Granduca, ma che avrebbe
+solo esitato un’istante dall’aderire alle loro ingiuste dimande? qual
+dei nostri Principi anzi non avria, anticipatamente alla manifestazione
+de’ loro desiderii, rinchiuso il Renzi nelle sue prigioni, e quasi
+direi inalberatagli la forca piuttosto d’approvare, anzichè d’invidiare
+l’atto giusto e lodevole di generosità del Granduca di Toscana? Carlo
+Alberto? quell’infame, che dopo d’avere spinto i suoi soldati, i suoi
+compagni, i suoi congiunti, li suoi amici sulla via della rivolta, non
+ebbe vergogna di mancare al suo giuramento, di tradirli, e di spargerne
+il sangue, pronunciando, dopo avere soscritto più sentenze di morte,
+queste rabbiose parole: _muojano! muojano tutti! che la voglio tutta
+schiacciata questa maledetta genia di liberali_. Carlo Alberto cui non
+bastò l’animo mai di richiamare dall’esiglio quei tali nemmeno, di che
+egli stesso s’era fatto guida nel Ventuno? Avete veduto ultimamente
+come infatti si regoli il governo Sardo verso i liberali, e chi
+sospetta per tali: Il Conte Annibale Montevecchio, ed il Sig. Filippo
+De-boni per vostro consiglio si erano recati ambidue a Torino sulla
+fiducia di trovarsi in maggior libertà, e più sicuri dalle molestie
+della polizia, da cui qui appena qualche motivo avevano a temere.
+Essi non potevano dirsi compromessi col loro governo come il Renzi,
+nè tampoco appariva fossero perseguitati, e se si erano dilungati da
+esso ciò avevano solo fatto l’uno per timore, l’altro per isperanza
+d’un meglio altrove e più vantaggioso soggiorno, eppure passarono essi
+un giorno solo di vera quiete, di vera tranquillità d’animo in Torino?
+obbligati a consegnarsi mane e sera all’ufficio della polizia, espiati
+nei loro passeggi, osservati ed ascoltati nei loro discorsi dopo il
+volgere di pochi giorni da mille disinganni amareggiati, si videro
+intimata la partenza, e non vi fu nè la vostra nè la protezione del
+vostro fratello, e di molti altri grandi della corte e dello stato, la
+quale sia stata valida a far sospendere un tal ordine, e a procurare
+loro anche un solo prolungo di dimora.
+
+E dopo un cosiffatto procedere del suo governo volete voi che un Carlo
+Alberto potesse sentire invidia della fermezza del Gran Duca di Toscana
+nel niegare all’Austria, ed al Papa il Renzi, uno dei capi della
+sommossa? Oh scusatemi! ma voi o non parlate di buon conto, o Balbo vi
+mise le traveggole agli occhi, e sia che vi troviate nel primo, sia che
+vi troviate nel secondo caso, è sempre uno stato indegno di voi, d’uno
+che gli altri dovrebbe guidare, e non lasciare che gli altri conducano
+lui pel naso. Non abbiate fiducia in chi nei fatti non si mostra
+consentaneo alle sue parole, non nel Balbo e ne’ suoi seguaci che sotto
+il manto di moderazione, e meglio del Gesuitismo predicano la riforma
+finchè può migliorare le loro condizioni, può favorire il trionfo della
+loro casta, dell’aristocrazia; ma alla voce d’indipendenza, di libertà,
+di rivoluzione, si spaventano, si crucciano, tremano a verga a verga,
+vuoi per la coscienza dei loro demeriti, vuoi per lo timore di cadere
+dal loro potere, di dover lasciare la maschera di moderato liberalismo,
+di occulata prudenza con cui tentano, a detta di Tacito, di corrompere
+il popolo colle mentite speranze, di consolidare il loro regno
+allontanando gli animi delle ardite imprese, sostituendo al coraggio
+la disperazione. Anime che si potrebbero paragonare a quelle piante
+parasite che per tenersi in piedi hanno bisogno che altre loro servano
+d’appoggio; demoni d’inferno che incapaci ad operare nulla di bene, di
+grande, non solo non vogliono riconoscere il merto di chi immensamente
+li avanza, ma vorrebbero spegnere quanto può essere di nobile, di
+sublime per desiderio, volontà, intendimento ed intrapresa in altrui.
+
+
+
+
+OSSERVAZIONE VIII.
+
+ È utile all’Italia, ed atto facile
+ ad imitarsi, il protestare a viso
+ aperto contro le ingiustizie che da
+ noi si soffrono, qualunque siano, e
+ da chiunque ci vengano.
+
+ _Pag._ 110. MASSIMO D’AZEGLIO.
+
+
+Si vede chiaramente che voi non avete sofferto mai nulla, e per
+conseguenza giammai avete dovuto alzar su la vostra voce contro qualche
+atto d’ingiustizia e di prepotenza usatovi o dal vostro o da altro
+governo, che altrimenti non avreste dato il ridicolo consiglio agli
+Italiani di protestare a viso aperto contro tutto quanto loro dai
+governi fassi soffrire, piuttosto e con maggior frutto loro avreste
+dato un avvertimento affatto opposto perchè inutilmente non avessero
+la spensieratezza di affrontare i tanti rischi d’ogni maniera a cui
+necessariamente quegli va incontro, il quale osasse non diciamo far
+una solenne protesta, ma solo una rimostranza ai nostri Tiranni, i
+quali volendo essere infallibili, sono incapaci di ricredersi, ed
+indietreggiano nel peggio piuttosto di valersi dell’altrui consiglio
+per procedere al meglio, simili a quei ronzini che se li battete
+retrocedono e scaraventano de’ calci, se li accarezzate si piantan
+fermi nella via, ed un buon argano ci vorrebbe per farli muovere. Un
+fatto solo può servirvi di pruova mentre ne potrei citare moltissimi
+da cui si rileverebbe il più felice esito a sperarsi da una protesta
+qualsiasi, essere per avventura l’indifferenza. Nel 1841, se non fallo
+trovavasi in questa capitale l’Areonauta Comaschi, il quale innalzatosi
+nel suo pallone ritentava una salita nel cielo che da qualche giorno
+il vento gl’impediva di mandare ad effetto, il viaggio dapprima riesce
+felice, rapido l’areostata tra gli applausi della affollata popolazione
+era asceso ad un’incredibile altezza, quando un soffio di vento di
+tramontana lo spinge quasi orizzontalmente sulle colline di Moncalieri.
+Il Comaschi vedendosi contrastato dai venti, anzichè venire a lotta
+con loro, decide di discendere per mezzo del _paracadute_. Il suo
+Pallone piombato al suolo in poca distanza da lui venne preso da alcuni
+soldati del reggimento di Savoja Infanteria che staccati dal corpo che
+si ritirava dalla così detta _passeggiata militare_. Egli presentatosi
+loro, chiama il suo pallone, essi dapprima ridono poscia sguainata la
+spada si fanno attorno a tagliuzzarlo niente meno che avessero avuto da
+menar strage sul nemico del loro paese. Il Comaschi non la potendo dire
+nè in parole nè in fatti si ritira, e si reca a Torino dove raccontata
+la cosa a qualche amico trovò una persona che s’incaricò di farci avere
+una compiuta soddisfazione. Infatti pochi giorni dopo Carlo Alberto gli
+faceva pagare il pallone colla cassa del reggimento a cui appartenevano
+que’ soldati, mandò alla _catena militare_ quelli che erano apparsi più
+colpevoli, degradò e congedò dal servizio gli ufficiali superiori che
+in quella sera accompagnavano il _corpo_. Alcuni di questi ricorsero
+al Re per far valere le loro ragioni e pruovare che in verun modo non
+potevano essere colpevoli, il Re letta la supplica si rivolge al suo
+primogenito il Duca di Savoja, e gli chiede il suo parere, essendo
+questi allora il colonnello di quel Reggimento. Volete sapere la
+risposta, il resultato? Ebbene l’erede del trono Sabaudo volto al padre
+soggiunse con disdegno: _se fossi nel posto di V. Maestà non solo non
+mi ritratterrei dalla presa determinazione, ma farei tutta fucilare
+cotesta canaglia_. Il consiglio del figlio Augusto, le cui parole ce
+lo dovrebbero caratterizzare, non venne è vero dal padre accettato,
+ma è vero altresì che quella rigorosissima sentenza fu eseguita senza
+modificazione di sorta, e per alcuni ingiustamente; ma di simili fatti
+ne vedrete addotti altri molti in questo opuscolo, e tutti tratti
+dalla storia attuale del nostro paese, sicchè potete col massimo
+agio accertarvi della verità. Onde vedete o Massimo per ora inutile
+il consiglio di far proteste ai nostri signorotti, come quando mi
+abbiate letto fino alla fine iscorgerete di più essere molto rischioso.
+Trasportatevi solo a qualche anno addietro nella nostra storia, cioè
+al 1815, e vedrete come Ferdinando di Napoli mandasse proclami a’ suoi
+sudditi, in cui prometteva, riforme, leggi provvide, libertà, ed ogni
+maniera di civile guarentigia, ma non mantenendo mai alle sue promesse,
+gli abitanti delle due Sicilie si levarono a tumulto nel 1820, in un
+solo pensiero e proclamarono una costituzione, la quale fu accettata
+con sacramento dal Re e da tutta la reale famiglia. Ma calpesto il
+giuramento corse il Re a Lay-bach per avere l’assistenza dell’Austria,
+alla quale parve non vero mettere in esercizio le sue bajonette, e
+perciò venne nel regno con numerose falangi, ed obbligò il popolo
+a rinunciare affatto li suoi diritti. E chè non fu fatta nel tempo
+istesso di quella invasione, cioè nel 19. Marzo del 1821. una solenne
+protesta? il deputato e Generale Poerio facea dal parlamento approvare
+una dichiarazione, la quale veniva a terminare in queste parole ec.
+_noi protestiamo contro una siffatta rivoluzione del diritto delle
+genti, risoluti di serbare intatti i diritti della nazione e del Re ed
+appellandone alla saviezza di S. R. M. e dell’augusta A. R. suo figlio,
+rimettiamo la causa del trono e della nazionale nostra indipendenza
+nelle mani di quel Dio, che regge i destini dei Sovrani e de’ popoli,
+e che agli uni e agli altri a tempo debito sa fare iscontar le sue
+colpe_. Da ciò che ottennero mai? mali più gravi che prima anche non
+conoscevano, e per citarne uno, l’abolizione del parlamento siciliano
+instituito perfino dall’unione dell’isola alla terraferma. Ma veniamo
+allo stato Pontificio: non erano più forti, più meritevoli d’attenzione
+le rimostranze fattegli dai rappresentanti delle maggiori potenze,
+Francia, Inghilterra, Austria, Russia e Prussia, nel 31. Maggio del
+1835. presentando al _Bernetti_ prosegretario di stato, il seguente
+_memorandum_.
+
+«Il governo Pontificio deve essere posto su di una base solida, per
+via dei miglioramenti stati già indicati ed annunciati dalla Santa
+Sede istessa. Questi miglioramenti poi, che a tenore dell’editto
+dell’eminentissimo cardinal Bernetti, fonderanno un’era nuova per
+li sudditi di S. S. si collegano con una intera garanzia, sicura
+dai pericoli e conforme all’indole di qualsiasi governo elettivo.
+Per raggiungere codesto scopo salutare, il quale a ragione della
+situazione geografica e sociale dello stato della S. Chiesa interessa
+tutta Europa, fa d’uopo che l’ordinamento sistematico dello stato
+medesimo si appoggi ai due principii citati: 1.º alla introduzione
+dei miglioramenti, di che si tratta, non solo nella provincia
+insorte, ma in quelle ancora, che se ne stettero tranquille, e
+nella capitale medesima; 2.º _all’ammissione generale dei laici agli
+affidi amministrativi e giudiziari_. E queste miglioranze dovrebbero
+comprendere il sistema giudiziario e quello delle amministrazioni
+municipali e provinciali. In quanto all’ordine giudiziario l’esecuzione
+interna e lo sviluppo delle premesse e dei principii del _motuproprio_
+dell’anno 1816. offrono mezzi più certi ed efficaci per riparare alle
+universali doglianze in proposito di questa parte importantissima
+dell’organizzazione sociale. L’amministrazione generale delle
+municipalità elette dalle popolazioni e lo stabilimento di municipali
+franchigie, che ne determinino l’azione entro la sfera degl’interessi
+locali dei comuni, devono costituire necessariamente le basi di ogni
+miglioramento. L’organizzazione poi di consigli provinciali, come
+consigli permanenti destinati a prender parte al governo di ciascuna
+provincia nell’adempimento del loro ufficio, e con attribuzioni
+convenevoli ed una più numerosa adunanza, specialmente riguardo ai
+maggiori interessi della provincia, sembra attissima ad introdurre
+nell’amministrazione miglioramenti e semplicità, sicchè valga a
+sorvegliare l’amministrazione annuale, ripartire le imposte e fare
+al governo conoscere i veri bisogni delle provincie. La gravissima
+importanza, in ogni stato bene ordinato, delle finanze e di una
+amministrazione del debito pubblico atta ad aggiungere al credito
+finanziario del governo le più desiderate garanzie, ad accrescerne i
+mezzi e ad assicurarne l’indipendenza, pare che renda necessaria la
+creazione di uno _stabilimento centrale a Roma_, a cui come a corte
+suprema, vengano commessi tutti i rami dell’amministrazione civile
+e militare, e la sovra intendenza del debito pubblico con attributi
+adeguati allo scopo salutare ed importantissimo a cui si mira. Quanto
+più cotale istituzione farà pruova della propria indipendenza e
+dell’unione del governo collo stato, tanto più corrisponderà alle
+benefiche intenzioni del sovrano ed alle aspettazioni del pubblico.
+Ma per giungere a questo punto bisogna eleggere dinfra i consiglieri
+provinciali uomini atti a costituire una _Giunta dei Consiglieri
+di governo, o un consiglio amministrativo generale. Tale Giunta
+sarebbe parte d’un Consiglio di stato_, i membri del quale verrebbero
+scelti dal sovrano d’infra gli uomini più ragguardevoli per natali,
+ricchezze e talenti. Senza uno o più stabilimenti centrali di
+questa sorta intimamente collegati colle persone più notabili d’uno
+stato doviziosissimo, come questo è, di elementi aristocratici e
+conservatori, è manifesto, che la natura d’un governo elettivo priverà
+inevitabilmente le miglioranze, che faranno la gloria immortale del
+regnante Pontefice, di quella stabilità, che è tanto instantemente
+domandata dal popolo, stabilità, la quale sarebbe tanto più ferma,
+quanto più i beneficii largiti dal Sommo Pontefice fossero pregevoli e
+grandi.»
+
+Il Papa rigettò apertamente questo memorandum, malgrado che il
+cardinale Bernetti avesse già nell’aprile del 1831. assicurato i
+sudditi Pontificii, che un’era nuova nello stato di S. S. avrebbe
+incominciato, da cui ogni possibile prosperità si avrebbe a diritto
+aspettata il popolo. Ma un esito simile ottenne la protesta fatta
+dalla Francia alla S. Sede nel 1832. quando mandò un’armata in Ancona
+per ecclissare l’influenza Austriaca, e per costringere il Papa,
+_secondo disse Perrier stesso nella seduta della Camera il 7. Marzo
+1832, ad introdurre nell’amministrazione del regno miglioramenti
+reali e certi, cioè tali che costituissero la sicurezza della santa
+Sede sopra basi più salde, che quelle d’una continua repressione,
+ed attutassero permanentemente la tranquillità delle popolazioni,
+soddisfacendo ai loro legittimi bisogni ed ai giusti desiderii_.
+Bologna, Ancona, Perugia, e la Romagna in seguito del niun movimento
+che il Governo si dava per compiere le sue promesse, avanzarono altre
+proteste coll’appoggio or dell’Inghilterra, or della Francia, ma sempre
+trovarono sorda alle loro dimande moderatissime l’ostinata Roma, dir
+voglio il Papa, il quale quando diè a conoscere d’aver inteso la loro
+voce, ristrinse e ritirò con più forza le redini del governo, anzi
+di rallentarle; e voi potete speranza commettere nella virtù delle
+proteste? Oh scusatemi vi mostrate troppo nuovo della storia nostra
+moderna, che a mille ve le porge sottocchio e sempre mal riuscite.
+
+D’altronde come mai potete trarvi a credere che da piccolissime riforme
+le quali s’ottenessero a forza di proteste, si possa giungere a quelle
+grandi mutazioni di cose che fanno di mestieri per ottenere la nostra
+libertà? Niuno vi niega che tali mutazioni non possono effettuarsi in
+un momento, ma tutti convengono altresì che con una ben preparata e
+ben condotta sommossa solamente ciò possiamo conseguire. Nè bisogna
+credere che una sommossa sia opera come voi osservate d’un momento,
+opera d’un momento è lo scoppio, ma il concepimento d’essa, il disporvi
+gli animi delle masse, l’orditura della tela, l’apparecchio morale
+e materiale dei mezzi, son cose che esigono tempo, e se si fanno in
+segreto non pertanto noi possiamo considerarle come frutto di pochi
+pensieri. E tanto nell’ultima sommossa di Rimini come in tutte le
+altre che la precederono ebbe luogo questa lunga opera di preparazione;
+solo convien dire che i capi o per imprudenza o per inesperienza non
+valsero a coronare le loro fatiche colla gloria. Però tutte queste
+fallite sommosse, tutti questi sagrifici, tutti questi tentativi, che
+non produssero che male in apparenza, credetelo a me ed ai più che
+senza offendervi in tali cose vedono più addentro assai di voi, sì
+tutti quei miseri fatti che accrebbero le nostre sciagure sul momento,
+hanno giovato mirabilmente a disporre la moltitudine, a rendere più
+sentita l’onta della nostra bassissima servitù, a fare più caro, più
+vagheggiato, più operoso e più esteso il pensiero della rivolta, della
+indipendenza.
+
+Cosicchè è una vera follia, per non dire sciocchezza madornale,
+l’insistere vostro a persuadere gli italiani, che essi hanno il
+_coraggio fisico e manesco_, e non il _coraggio morale_, il _coraggio
+civile_: date loro vi ripeto un capo, ed essi vi insegneranno col fatto
+che l’unica via a battersi per rigenerare il loro paese è la sommossa,
+che sono gesuitici i vostri consigli, che le vostre parole sono specchi
+fedeli non dei vostri pensieri, dei vostri affetti, ma sì di quelli
+del Balbo e della privilegiata sua setta, che insomma sono utopie la
+via delle proteste, la via di _rassegnarsi_, di _saper soffrire_[3],
+e di _sapersi sottomettere ai nostri governi_, le quali voi preponete;
+per non chiamarle vere ingiurie al senno dei vostri Italiani, giacchè
+con ciò li si suppongono tali da appigliarsi ad un partito che invece
+di condurre a vita novella, li menerebbe alla disperazione, a totale
+ruina, a morte. Perocchè ogni passo che voi credete di fare innanzi
+coll’ottenimento di qualche piccola riforma, ammettendo che i nostri
+governi siano abili un giorno a darne qualcuna, sarebbe mosso indietro,
+sarebbe un puntello di più a consolidare e folcere il trono della
+tirannia, un ostacolo che essi stessi gl’italiani si metterebbero
+avanti al loro cammino, verso cui avviati come sono, dicerto non
+s’arrenderanno giammai al vostro avviso d’imitare gli abitanti della
+Russia, e della Germania, locchè suona agli orecchi di chi ha una
+dramma di buon senso, egualmente che le seguenti parole: _aspettate
+Italiani, non operare, Iddio tutto vi manderà quello che bramate_,[4]
+affè che i Russi e Germani sono felici!!!
+
+Siate adunque persuaso che gl’italiani hanno più il coraggio _morale_
+che non il _manesco_, il quale ultimo se avessero avuto in maggior
+grado non sarebbero stati sì moderati in tutti li loro movimenti,
+e forse forse ci troveremmo meglio assai: ponderate tutti i casi
+rivoluzionarii della penisola antichi e moderni e poi vi sfido a
+durare nella vostra sentenza, ma soprattutto meditate quelli del
+ventuno, del trentuno, e del trentatre andati a male per la stessa loro
+generosa natura, chi può niegare in questi moti il coraggio civile agli
+Italiani? chi può niegare che i Napoletani per esempio se fossero stati
+nel trentuno meno moderati, non generosi, a quest’ora avrebbero colla
+certa loro salvezza riacquistata eziandio quella dei loro fratelli? ma
+essi vollero mostrarsi grandi fuori di tempo, abborrirono dal versare
+il sangue Borbonico, ed un tal risparmio ebbero a pagare col sangue di
+mille martiri, col prezzo della libertà della lor patria, della intiera
+nazione, perchè dalla loro indipendenza nasceva quella indubitatamente
+di tutti gli altri paesi della penisola,[5] i quali eran tutt’occhio ed
+orecchio in attendere l’esito della loro sollevazione.
+
+Voi adopraste Massimo nel vostro libro sicome fanno i poeti nei loro
+carmi, ed anche tra essi i sommi, i quali portati dalla fantasia,
+abbarbagliati spesse volte dalla prima immagine, vinti dalla prima
+impressione, sagrificano all’immaginario il vero reale; il perchè da
+un sol lato guardano i poligoni delle cose, e larveggiano la storia col
+velo della favola, nell’istessa guisa che alcun metafisico annebbia la
+politica coll’utopia. Ma di tutti gli errori della vostra scrittura,
+che io ho toccato, e potrei ancora toccare non è minore quest’altro
+che per la sua importanza non voglio tacere, e con cui do termine alle
+osservazioni in che vi volli trattenere.
+
+Secondo voi noi dovremmo taciti aspettare l’occasione propizia per
+operare, e non far altro che gridare in ogni modo, in ogni tempo
+contro l’usurpazione straniera del dominio sulle lombarde e venete
+contrade:[6] le quali parole chiudono in se due pensieri, il primo di
+stare in attenzione come gli Israeliti presso a poco del loro Messia,
+il secondo di fare una cosa impossibile, ed impossibile è certo non
+dico lo scrivere, ed il parlare dell’attuale prepotenza dei Tedeschi
+sugli Italiani, ma nemmanco si può parlare in loro risguardo dei
+più noti fatti della storia antica, essendo pei nostri governi il
+toccare il Tedesco la medesima cosa, che noi toccassimo e ferissimo
+il loro cuore, tutto sperando il loro sostegno ad ogni rischio nelle
+cento migliaja di baionette, con che dicono, possa, visto non visto,
+amorevolmente visitarci. In quanto all’opportunità dell’occasione
+anche Livio parmi avere scritto, _che le cose sogliono consigliare agli
+uomini, e non gli uomini alle cose_, ma questo detto non vuole essere
+litteralmente interpretato; perchè del resto andremmo contro al nostro
+passato che ci prova con mille fatti, ciò essere vero, e verissimo se
+si parla di mediocri ingegni, falso e falsissimo all’opposto dove si
+tratti di ingegni sublimi. Chè gli uomini d’alto intendimento sanno
+preparare le circostanze, ed avvicinarle quando sono discoste, creare
+dal nulla i mezzi, spiare, provvedere, e dominare il futuro. Ciò
+posto chi non vede quanto più giusto, più opportuno non sarebbe questo
+consiglio di pensare, meditare, progettare tutti assiduamente giorno
+e notte, al come meglio si possa mettere ad effetto la determinazione
+di crollare il giogo ormai troppo per noi vergognoso? il dubitare un
+solo istante che fra venticinque millioni di Italiani non si trovi
+un ingegno da tanto da condurci tosto all’impresa, da imitare tanti
+altri eroi dei nostri maggiori, da fare altrettanto di quanto fece
+Alberico da Barbiano, riformatore della milizia Italiana nel medio
+Evo, allorchè indispettito delle stragi, che i Brettoni guidati dal
+Cardinal di Ginevra menarono sui Cesennati, e su varii altri popoli
+d’Italia, gridò che _il sangue italiano voleva essere vendicato col
+sangue Brettone_, e detto fatto, compiè il suo proposto, onde il suo
+nome splendè non come una meteora, che veduta dispare, ma come un astro
+la cui luce si mostra continua sul nostro orizzonte. In lui ispirandosi
+ogni cittadino, i nostri uomini d’armi, e a emulare prendendolo il
+capitano che li dirigerà nelle marcie, non potremo tardare di vedere
+il sangue dei martiri Piemontesi, Toscani, Napoletani, Parmigiani,
+Lucchesi, Modenesi, Romagnoli, Veneti e Lombardi, appieno vendicato col
+sangue dei loro oppressori, e spiumata la feroce aquila Tedesca furente
+fermare il suo volo, e rivolgere per rabbia contro di se i predatori
+suoi rostri, li voraci suoi artigli.
+
+Altre cose, come dissi sopra, mi resterebbero tutta volta ad osservarvi
+sul vostro libro, ma qui fo punto ossia per amore in brevità, ossia
+per potervi entrare d’altre cose più presto. Dalle mie parole però
+vi sarete potuto addare, non esservi male apposto quando in chiudere
+il vostro opuscolo scrivevate: _il lettore giunto al termine del mio
+libro dirà di me, ciò che io dicevo a me stesso prima di scrivere:
+non avere io, studioso non di scienze, ma d’arti, sapere e mente che
+basti a trattare profittevolmente materie politiche ed economiche di
+tanta difficoltà_. Grande vero! anzi il solo contro cui nulla avrei
+a notarvi, peccato che non ne foste davvero prima convinto! avreste
+evitato a voi la pena infruttuosa di dettare quel libro, a me quella di
+rispondervi! Se nonchè forse il tutto sarà per lo meglio, giacchè mi
+avete porto con esso il destro di dire qualche verità, la quale certo
+non disutile è per tornare, avendo per mira il mostrare come male sia
+fondata e pericolosa ogni speranza che si ripone in Carlo Alberto a
+proposito della rigenerazione del nostro paese, come da sciocco, da
+ostinato, da imbecille ne sia il solo pensiero.
+
+
+
+
+DELLE SPERANZE D’ITALIA RIPOSTE IN CARLO ALBERTO.
+
+CAPITOLO UNICO.
+
+
+L’Italia, simile ad un corpo che un altro ne move, e perde tanto di
+movimento, quanto ne acquista quello mosso per esso, venne meno tanto
+in vita, in gloria, in sapere quanto in ciò fece progredire le altre
+nazioni, le quali tuttochè ammaestrate, incivilite, e fatte forti
+e grandi dalla sua storia, dalla sua luce, e dalla sua virtù, pure
+sconoscenti anzichè stenderle il braccio a sollevarla dal fango, tutte
+le congiurano contro, e dopo averla immiserita, insanguinata, e ridotta
+fra i più terribili ceppi, torre perfino le vorrebbero il nome. Ma per
+fortuna questa illustre donna, questa illustre maestà, sebbene lacera
+il manto, scarmigliata le chiome, carca di catene, spolpata e succhiata
+dall’arpia Tedesca, ha per anco tanto di forza sparsa per le illividite
+e rotte sue membra, che raccogliendola e concentrandola al cuore ad un
+possente grido che la scuota dal sonno e la chiami a virtù, è tuttora
+capace di far tremare l’universo, di farsi rivedere madre d’ogni bella
+e grande opra, reina su li suoi tiranni, e sulle sue rivali.
+
+Onde se mai evvi una speranza, che noi figli di lei possa sorreggere
+nel cammino, in cui andiamo tentoni brancicando verso il venire;
+se mai evvi cosa che ci torni a conforto nella prostrazione in cui
+ci giaciamo; se mai una voce ci suona amica all’orecchio, ci scende
+nell’imo del core, ci commove, e ci sprona a virtù, è senza dubbio la
+parola della verità, che ogni giorno va acquistando valorosi banditori,
+è la tendenza che si palesa nelle giovani menti per tutto che sa di
+nobile, di grande, e di generoso, è il bisogno sentito di dar bando ai
+lamenti e di operare ormai universalmente fra il popolo; in cui solo
+deggiono appuntellarsi le nostre speranze, perchè in lui solo risiede
+la forza, solo in lui la sorgente si trova di sublimi, di eroiche
+virtù, in lui solo può essere lo istromento per risorgere a vita, a
+prosperità, a grandezza. Noi per lo passato doppio martirio avevamo
+a pruovare, l’uno è la vista che il numero dei martiri della patria
+carità a quando a quando s’andava crescendo per la ferina avidità del
+sangue dei nostri Tiranni, l’altro più atroce ancora, più straziante,
+e più tormentoso e terribile, vuolsi dire l’acuto e continuo dolore che
+un’anima generosa scote nel vedersi non solo mal corrisposta nelle sue
+mire, ma ne manco dagli altri tampoco compresa ne’ suoi disinteressati
+progetti, ne’ suoi santi sagrificii, e la dio mercè quest’ultimo più
+non dobbiamo sopportare checchè voi Azelio col vostro Balbo ne pensiate
+in contrario. Sì ci deve goder il cuore, che il popolo già abbia
+imparato la fonte salutare, già sia corso ad attingervi l’onda vitale,
+e dimostro abbia di non volersi sì presto saziare; che l’attenzione ai
+grandi movimenti destati dalla civiltà si cominci a manifestare anche
+nelle officine e negli abituri tanto in villa che nella campagna; che
+anche le masse più inerti ora si agitino, e che per rendere proficua
+quell’agitazione nient’altro abbisogni fuorchè un impulso.
+
+Ma quest’impulso vuolsi dare da noi, senza il concorso di principe
+italiano, senza lo sussidio dello straniero, gli uni e gli altri, se ci
+volgiamo un momento al passato, ci tradirono sempre.
+
+Sarà per interessarsi a nostro pro l’Austria, che su tutta la penisola
+vorrebbe distendere le ladre sue zanne? forse l’Inghilterra la quale
+in Malta si governa prepotentemente del pari che i nostri Principi
+in Italia, la quale giunse ad annientare in quell’isola tutta cosa,
+la quale potesse ricordare agli abitanti d’appartenere alla nostra
+nazione? Perocchè dal _Giurì_ in fuori non v’ha legge, non v’ha
+regola, nella procedura di qualsiasi atto del governo, non v’ha
+instituzione che comprovi tampoco la libertà Britanna, che non accusi
+anzi il più assoluto dispotismo. L’università ridotta al punto che
+qualsiasi ginnasio più piccolo, peggio in piedi è a quella superiore
+immensamente per ogni risguardo, l’istruzione bandita, l’educazione
+affidata da un anno ai Gesuiti, il commercio languente per la mala
+fede dei Negozianti, la religione manomessa dai protestanti, e dai
+gesuiti, che tra loro fanno a gara in essere più generosi, e larghi. La
+persecuzione agl’Italiani portata ad un grado incredibile, perchè quivi
+non si fermino, e non possano riaccendere lo spento amor patrio[7].
+Libertà di stampa per lanciar contro il prossimo, villanie, insulti,
+e calunnie, per propagar l’immoralità, e l’odio all’Italia, ma non
+per discutere su cose di scienza, di letteratura, e di politica; che
+anzi cose pubblicate in Piemonte ed in Lombardia coll’approvazione
+della censura non poterono quivi venire ristampate, e gl’Italiani
+emigrati dal governo fortemente proibiti di pubblicare checchesia
+dal Novembre del 1845, contro il qual ordine si può leggere l’inutile
+protesta fatta subito dopo dal migliore, anzi dall’unico buon giornale
+il Mediterraneo; e soppressa la cattedra di Storia, e di Economia
+politica perchè tendenti a liberalismo, e le altre rette da persone
+pressochè imbecilli; insomma barbarie, oppressione, e schiavitù in
+tutto e per tutto. Forse la Russia parteggierà la nostra causa, il
+cui padrone giunse ad uno scalino più su di tutti gli altri tiranni,
+tenendo schiava, non che il popolo, la stessa nobiltà? Forse la Prussia
+il cui Re tiene a bada i suoi sudditi con rinnovare le promesse a
+quando a quando di concedere le riforme chieste al suo padre, e con
+promoverle giammai? Forse la Francia che sempre ci frodò e perfino
+quando le sarebbe tornato a grandissimo suo vantaggio il darci il
+suo patrocinio? Forse la Spagna tuttora incerta sulla via che ha da
+battere per risanarsi, e che troppo per conseguenza ha da pensare per
+se? Io non veggo in verità su chi si possa riposare da noi, giacchè le
+Nazioni che potrebbero non vogliono, quelle che vorrebbero non possono,
+e quando fia che possano anch’esse più non vorranno giovarci. Tanto è
+vero che l’invidia, la gelosia può dappiù sull’animo degli uomini quasi
+sempre della generosità!!! Ma se non dobbiamo confidare nel braccio
+degli Stranieri, tanto meno poi abbiamo seguire il consiglio di Voi,
+di Balbo, di Gino Capponi, e di tutta la schiera dei moderati, che
+per una strana combinazione rilevo appartenere tutti alla prosapia de’
+Semidei, alla aristocrazia della nobiltà, che vorrebbesi rimettere in
+piedi negli altri paesi d’Italia, siccome serbasi ancora in Piemonte,
+eccettuatone un solo, che non nomino perchè porto fiducia presto si
+ricreda pubblicamente, ed il quale è del ceto secolare, dir voglio del
+popolo, e questi fu, quantunque avveduto e di felicissimo ingegno,
+tratto nella rete, men che egli e noi ci pensassimo; sì, tanto meno
+poi abbiamo a seguire il vostro consiglio e riporre la nostra speranza
+nella confederazione dei nostri Signori.
+
+Ogni confederazione dei Principi Italiani, oltre ad essere
+difficilissima sia perchè non ci pensano e non ci vogliono menomamente
+pensare, sia perchè niuno fra essi si eleva per energia d’animo dal
+livello dei vili, pronti ad adulare sempre a chi loro soprasta, e
+ad incrudelire contro chi loro obbedisce, e non mai a difendere i
+propri diritti con calore, ed a tutelare gli altrui, non potrebbe
+poi effettuarsi che a danno della nostra nazionalità, il perchè con
+apportare qualche piccola modificazione governativa nel nostro paese
+troncherebbe affatto ogni via alla nostra indipendenza, al risorgimento
+della nostra libertà; un vetro ustorio tutti sanno concentrando e
+condensando i raggi solari ne avviva e centuplica la forza e la luce,
+il medesimo opererebbe in nostro danno una confederazione Italiana,
+perchè in un punto adunando e raccogliendo le forze dei nostri Tiranni,
+accresceria di peso quel giogo che segnatamente con tutta la lor possa
+di volere e di mezzi premono sulle nostre cervici. Sarebbe buona tal
+confederazione nel caso che i nostri Principi avessero buone intenzioni
+verso i loro sudditi, e fossero impediti a metterle in pratica
+dall’influenza, dall’oppressione straniera, allora unendosi potrebbero
+come suol dirsi, tener al Tedesco il _bacino alla barba_ e conseguire
+l’intento loro; ma questo caso non è il presente, la tirannia dei
+nostri principi supera quella dello stesso Tedesco, quella di qualsiasi
+oppressione mai abbia avuto l’Italia od altra nazione nei tempi
+passati, ed abbia, e possa avere nei giorni avvenire; ed il darsi fra
+loro la mano in ogni altro caso torna peggiore alla nostra condizione
+presente futura che non l’istessa attuale schiavitù in cui siamo, la
+qual cosa parmi abbia dimostrato assai bene il Ricciardi nel suo libro
+che non è molto pubblicò in Parigi.[8]
+
+E quello che non possiamo, non dobbiamo sperare da molti in massa,
+potremo e dovremo sperare da uno? quello che uniti i nostri Principi
+non hanno il coraggio, la volontà, ed il solo pensiero di fare,
+potrà uno d’essi di per se aver tanto di ardire da tentare, e tanto
+senno da volere? Lasciamo che parecchi d’essi brutti di danaro, privi
+di milizie, ed alcuni imbecilli del tutto, che in verun modo anche
+volendolo non potrebbero metter mano ad una cosifatta impresa: sarà
+il Papa colui che porrassi alla testa degl’Italiani, il quale crede
+dovere suo strettissimo il seguire l’esempio de’ suoi antecessori?
+Sarà un Gregorio XVI. il quale fa a gara col Re di Piemonte, col Re di
+Napoli per ottenere la gloria d’essere il più famoso fra i Tiranni suoi
+contemporanei in Italia, che con valore gli è da que’ due disputata?
+Davvero non parmi possibile che vi siano taluni che idoleggiano una tal
+idea, come non parmi possibile potersi scrivere anch’oggi in discolpa
+dei Papi rispetto alle vicende antiche del nostro paese; riandiamo
+adunque un momento la storia. Chi furono se non i Papi che divenuti
+capi politici, datisi a combattere, trovatisi in pericolo, abbandonati
+dai Greci si diedero in braccio dei Franchi, e comprarono la sovranità
+dell’esarcato, e della Pentapoli col prezzo enorme dell’indipendenza
+della nazione? Chi chiamava per ben due volte Pipino mentre duravano le
+lotte col Longobardo Astolfo? Papa Stefano II. Chi traeva sull’Italia
+le armi di Carlo Magno? Papa Adriano I. Chi chiamava le falangi
+barbare del Sassone Ottone contro un Re italiano? Papa Agapito. Chi le
+richiamava contro gl’istessi Romani? Papa Gregorio V. Chi commoveva
+primo nelle viscere italiane il tosco guelfo e ghibellino? Papa
+Alessandro II. Chi invocava il Tedesco figliuolo di Federico Barbarossa
+contro l’Italiano Tancredi Re di Napoli? Papa Celestino III. Chi
+ritraeva Carlo d’Angiò con armata di saccheggiatori barbari contro il
+Napolitano Manfredi? Papa Adriano IV. Chi poi alla sua volta traeva
+sulla misera Italia, e contro Carlo d’Angiò il Tedesco Imperatore
+Rodolfo? Papa Adriano V. Chi richiamava con altre e più infeste armi
+Carlo d’Angiò contro la Romagna? Papa Martino III. Le stragi civili
+fra i Colonna e gli Orsini donde ebbero l’origine e ’l fomento? Da
+Papa Bonifacio VIII. Chi alzava contro le vite e la libertà degli
+italiani Lodovico di Baviera? Papa Giovanni XXII. Diremo noi le orrende
+sciagure tratte su l’Italia dal Guelfismo seduto in Avignone, quando
+per sue politiche passioni faceva mettere a ruba e a sangue queste
+nostre già tanto misere contrade per mano di scorribande tedesche,
+brettone, mandate a combattere i Principi Italiani? Chi chiamava lo
+straniero Luigi d’Angiò contro il Re di Napoli Ladislao? Chi contro il
+medesimo da poi l’Ungherese Sigismondo condusse? Papa Giovanni XXIII.
+Seguendo di tal passo verremmo fino al termine della istoria italiana,
+di cui qui non siamo che ad un terzo, verremmo ai tempi moderni, al
+giorno che corre, e sempre toccando con mano che le precipue nostre
+calamità originarono dal Governo Pontificio. E noi c’intenderemo con
+alcuni a riporre la nostra fiducia nel Papa? In un Gregorio XVI, che
+tutti i suoi antecessori non solo imitò ma superato ha di gran lunga
+nell’incatenare ed opprimere la patria nostra? Ah non fia giammai!
+Torciamo lo sguardo da un uomo che dovrà essere esecrato per tutte
+le età, in tutti i paesi ed in tutte le lingue, e che anima e corpo
+dovria piombare tosto nel centro d’inferno a formare il zimbello, anzi
+il disprezzo degl’istessi Demoni, perchè non vada del tutto a ruina
+quell’augusta religione, di cui senza intenderla nelle sue sublimità,
+e ne’ suoi doveri è destinato ad esserne il sommo Gerarca; imitiamo i
+Longobardi, i quali noi chiamiamo barbari, ma intanto essi c’insegnano
+col loro esempio che vuolsi rispettare il Papa, ma si deve ad ogni
+patto disgiungere la forza dei due poteri.
+
+Veniamo al Re di Napoli, sarà forse costui che vorrà parteggiare
+la causa Italiana? un Ferdinando sulla cui faccia è ancora fresco
+e fumante il sangue dei martiri d’essa, dei fratelli Bandiera? Un
+uomo che inventò supplizj, torture, e prigioni di nuova foggia, da
+disgradare tutti i già conosciuti tormenti in atrocità? Un uomo che
+quando fu costretto a perdonare, e mutare la sentenza di morte in un
+carcere a vita, volle montassero gli incolpati sul patibolo e tra le
+mani del Boja rendessero grazie alla sua clemenza?[9] Rispondino per
+me i suoi sudditi sì dell’una che dell’altra Sicilia, fra cui se alcuno
+pruovami trovarsi un solo il quale ciò pensi, mi lascio tagliare per la
+mia asserzione in contrario la lingua.
+
+Sarà adunque il Re di Piemonte, sarà Carlo Alberto? Sì, sì, mi
+rispondono più voci, sì, sì, sento ripetermi in eco dai liti nostri,
+sì, sì mi rispondete voi eziandio o Massimo. Ebbene eccomi alle pruove,
+che con voi disinganneranno tutti gli altri Italiani nel cui capo ha
+potuto trovar nicchia una sì stolta, sì pazza opinione.
+
+In verità più io ci penso, e meno posso darmi ragione dei motivi, che
+a quest’ora possono ancora indurre in errore gl’Italiani rispetto alla
+volontà, al coraggio, al carattere di Carlo Alberto. Che cosa ha egli
+mai fatto fin’ora da appalesare la più piccola disposizione ad un tal
+passo? abbandonò forse la verga del dispotismo con cui flagellava
+li suoi sudditi? Si pentì forse del passato suo infame, o mostrò
+tampoco di voler coll’avvenire rimediarvi? Perdonò a suoi compagni
+del ventuno sì malvagiamente abbandonati da lui? Richiamolli ne’ suoi
+stati senza costringerli ad avvilirsi a giuramenti ai quali niun uomo
+di carattere potrà mai sottomettersi? ha mai manifestato fermezza di
+volere almeno tanta, da non farsi chiamare una frasca, da non lasciarsi
+condurre pel naso ora da uno, ora da un’altro de’ suoi ministri? Si è
+mai slacciato dal guinzaglio con che i gesuiti da pezza lo muovono a
+loro talento? dalla museruola che i suoi grandi di corte gli posero
+alla bocca per lasciarlo, e farlo parlare solo quando loro torna a
+vantaggio? ha mai frenato la prepotenza della nobiltà piemontese? ha
+mai seguito l’esempio de’ suoi maggiori in cessare ogni vessazione
+contro i Protestanti, e promossa la tolleranza religiosa, che Emmanuele
+Filiberto loro usava? ha concesso forse tanto agli Ebrei da non tentar
+di affogarne nella miseria e nella immondizia la generazione? ha mai
+egli resa più libera, più facile l’istruzione de’ suoi sudditi? ha
+dato leggi quali si esigono dai tempi, giuste ed uguali per tutti alli
+suoi popoli? Rispondetemi o Massimo voi che tanto v’intesi a sfiatarvi
+in commendarlo, che di tutto questo egli operò anche in minutissimo
+grado? nulla, nulla affatto, se non che passionato altrettanto che pel
+inginocchiatojo e pel Crocifisso, per la milizia, mise su un corpo di
+truppe che non stanno forse al disotto di verune altre per la loro
+perizia in ogni sorta di guerreschi esercizi, e le quali sono una
+vera peste pel paese stante la loro oltracotanza, e le spese che si
+richiedono pel loro mantenimento, cose che volentieri sopporterebbero
+i Piemontesi, qualora potessero sperare tampoco di vederle muovere per
+la causa italiana, ma che invece lamentano in continuo non rilevando
+in esse altro che _polvere pe’ gonzi_, ed un’inutile ambizione. E
+lo stesso vuolsi dire del patrocinio che egli dimostra per le belle
+arti, il quale gli procaccierà qualche lode, farà obbliare per qualche
+momento le tante sue colpe, ma nell’istesso tempo prova mirabilmente
+la sentenza d’Angiolo Brofferio che le belle arti più fiorirono, e
+più fioriscono in un paese quand’esso più è stretto dai ferri della
+schiavitù. Ma perchè non crediate asserisca ciò gratuitamente entrerò
+in materia più assai che non dovrei con un altro, il quale avesse
+qualche cognizione del governo sardo.
+
+Dalle leggi, e dal modo di farle osservare più che non da qualsiasi
+altra cosa si può conoscere lo stato d’un governo. Però che nelle leggi
+sta il vero bene degli uomini, dalle leggi la volontà degli uomini
+retta e scevera da passioni vien dichiarata; perchè le leggi natura
+dapprima le stampava ne’ cuori, ed appresso la società scrivendone i
+codici alle varie condizioni de’ suoi bisogni le attemperava; perchè
+esse sono il voto del popolo o interpellato o presunto, il voto del
+popolo, che a ben proprio e degli altri patteggia limiti e facoltà,
+premi e pene consente. Un codice infatti nuovo di leggi ha lo stato di
+Sardegna per opera di Carlo Alberto, ma quali sono queste leggi? sono
+quali abbisognavano? vi risponda per me l’ombra venerata del Conte
+Barbaroux, il miglior ministro che abbia mai avuto, e mai incontrerà
+d’avere il nostro paese; questi, tutti sanno, aveva avuto dal Re
+l’incarico della compilazione del nuovo codice, e come uomo profondo
+quant’altri mai sia stato nelle scienze legali, d’alta nobiltà d’animo,
+di vastissime viste, e dei più sublimi intendimenti, e fornito a
+dovizia di tutte quelle eccellenti qualità che si richieggono ad un
+magistrato, rivolse ogni cura all’opra, ad affrontare contrasti, ed
+indicibili fatiche, e non badando nè a sudori, nè a sagrifici, nè alle
+nimicizie, od agli odii che si traeva contro principalmente dalla
+nobiltà, condusse il suo lavoro a termine, e preparato aveva allo
+stato Sardo un codice, che sotto qualsiasi punto si considerasse non
+poteva che commendarsi, perchè a tutto aveva avuto e mente e coraggio
+di farsi incontro, a tutto provveduto come si doveva da un uomo pari
+suo che mettesse la giustizia in cima d’ogni sua azione, d’ogni suo
+desiderio, affetto, e pensiero. Terribili guerre e pubbliche e private,
+che discendevano fino alla viltà della calunnia egli ebbe a sostenere
+per fare che il suo codice fosse appruovato; non è martirio che si
+possa mettere in confronto di quello sofferto da quella grand’anima
+per difendere ogni sua proposizione, combattere ogni malvagia altrui
+interpretazione, appianare ogni contorcimento fatto alle sue idee
+dai suoi nemici, ma alla fin fine credevasi in porto, confusi i suoi
+oppositori e messa berta in sacco, Carlo Alberto gli dava solenne
+parola che il suo codice sarebbe stato adottato per gli stati senza
+modificazione di sorta. Passò qualche tempo ed il codice del conte
+Barbaroux compare alla luce mutilato, innovato, manomesso da capo
+a fondo dai nemici di lui per modo, che egli a tal vista recossi
+immantinenti dal Re a chiedere licenza della sua carica di _Segretario
+e Ministro di Stato col portafoglio per gli affari di grazia e
+giustizia_, il Re lo accolse con amorevoli parole, come sogliono tutti
+i traditori, e non volle permettere che egli si ritirasse dal suo
+impiego; cosicchè il ministro ricondottosi a casa straziato nell’animo,
+e col pensiero di quell’inganno che gli bolliva in mente, poco andò
+che divenne taciturno, incerto nel guardo, temente di tutti, e facile
+a soliloqui che pareva dessero a sospettare gli fosse per dar volta
+il cervello, di fatto un giorno dalla somma galleria del palazzo
+del ministero si gettò giù nel sottostante cortile e rimase freddo,
+sfracellato sul colpo con dolore acutissimo di quanti nel nostro paese
+sono capaci d’ammirare un uomo che per ogni rispetto grande si poteva
+appellare.[10]
+
+Ma fosser almeno fatte osservare egualmente per tutti le leggi d’un tal
+codice, sarebbe sempre minore il male! che giova la legge se altri non
+vigila a porvi mano? opera in che poggia la ragione ad un tempo e la
+origine de’ governi, sia che molti o pochi, od alcuno soltanto ne pigli
+le redini; origine e ragione, che tutta consiste in ciò di far valere
+l’autorità sacrosanta delle leggi. E come le leggi a beneficio del
+corpo sociale furono e sono date, chiaro è la istituzione de’ governi a
+ciò propriamente essere destinata che per via delle leggi procurino il
+bene dei popoli; chè non i popoli a beneficio dei governi, ma i governi
+a salute dei popoli sono posti ed ordinati. Ed in Piemonte voi non
+potete niegarmi che per molti non ci sono leggi; che i Nobili possono
+fare da più o meno quel che più loro torna a bene e a piacimento;
+che l’integrità d’animo rispetto a molti rappresentanti della Sovrana
+Autorità non è pure conosciuta; che il militare è quivi odiato perchè
+oltre ogni credere prepotente, ed insultante.
+
+Ma ditemi, vi prego; qual è il vero bene dei popoli, a cui procurare
+sono promulgate le leggi, o delle leggi detti custodi, ministri e
+vindici sono i magistrati, bracci, o menti altrettante dei Governanti
+e dei Re? Questo bene è giustizia, la quale tiene bilancia pari e
+diritta, ond’abbia ciascuno il debito suo: giustizia che in ogni
+cosa vuol salvo l’ordine, che i diritti alterna coi doveri, e questi
+con quelli ragguaglia e misura; giustizia che madre è di concordia
+e di pace, che fa le nazioni fiorire, che è stabile fondamento dei
+Troni, che di tutte sociali virtù è sodo principio, caldo eccitamento;
+giustizia che l’amore di noi coll’amore dei nostri simili, le private
+ragioni con le pubbliche, l’autorità coll’obbedienza, il servigio
+coll’impero, gli onori coi carichi, le privazioni coi compensi,
+l’opera colla mercede in bell’accordo stringe ed avvicenda; giustizia
+che il cittadino ed il soldato, l’uomo del campo e l’uomo del foro,
+il sacerdote ed il magistrato, il suddito ed il principe, tutte
+le condizioni, tutti gli stati con bella reciprocanza di vincoli
+congiunge, e rende la società una famiglia i cui membri son tutti
+fratelli. Adunque il grande ufficio dei governi dimora in ciò che
+vegliando le leggi procurino la giustizia, e con essa la conservazione,
+e quanto è dato la perfezione, il miglioramento del corpo sociale.
+E quest’ufficio è desso compiuto in uno stato, dove come nel nostro
+da certi individui si possano commettere ogni maniera di prepotenti
+azioni? dove la così detta _via economica_[11] sia come nel nostro
+cotanto in uso? dove non s’abbia dai governanti tema alcuna di
+abbandonare, tradire, ed oltraggiare gli interessi de’ sudditi per non
+curanza, per favore, e per orgoglio? Dove non si voglia menomamente
+intendere che i rappresentanti ed i ministri della pubblica autorità
+deggiono essere in pari tempo i rappresentanti ed i ministri della
+pubblica virtù, che la loro potenza non è altro che un augusto dovere?
+Dove il Principe il quale porta in mano la sacra coppa che racchiude i
+più gran benefizi dell’umana società, la sicurezza e la pace, pare goda
+di aizzare le discordie, li odii delle classi, delle provincie, delle
+masse, non meno che delle famiglie? Dove insomma non vuolsi capire che
+il giusto operare, il giusto vivere mentre ne’ privati cittadini è un
+limite, un freno, diventa nei governanti una potenza attiva, energica,
+infaticabile, austera insieme e generosa?
+
+E che ciò sia vero, e che questi ed altri abusi corrano nel nostro
+Piemonte, potrete convincervi anche voi se mi terrete dietro ancora
+qualche poco. La nostra aristocratica nobiltà per esempio è al punto
+da nulla invidiare al feudalismo antico, prepotenze da una parte,
+prepotenze dall’altra, e sempre impunite, sempre invendicate, e
+guai a chi osa torcerle un pelo, anzi a farle rimostranze contro,
+anche moderatissime! Un conte di Robilant marito della prima Dama
+d’onore della Regina, colonnello delle Guardie uccide un suo servo
+col bastone, perchè restio al suo dovere; con una pistola un’altra
+volta manda le cervella in aria ad un altro, perchè osa rispondergli;
+dalla finestra fa saltare giù una cameriera che si rifiuta alle sue
+voglie, e per castigo di tutte queste barbare azioni indovinate Azeglio
+qual sentenza abbia avuto contro dal Re? otto giorni di reclusione
+ne’ suoi appartamenti, ed il consiglio di dare qualche sovvento
+ai danneggiati. Una marchesa di Bernessi ha ottocento mila franchi
+di debito, i creditori le fanno pressa, il Re mosso a compassione
+di lei con un motuproprio ossia _biglietto regio_ la dispensa di
+pagare chicchessia. Un marchese di Cavour muore, lascia un miglione
+e più di franchi di debito, il Re mosso a pietà della situazione del
+figlio, gli concede un biglietto regio di dispensa, ed i creditori
+restano belli e pagati senza squilibrio della sua famiglia: almeno di
+questo privilegio se ne fosse valso in condurre una vita lodevole il
+marchesino! ma invece si diede in braccio al vizio opposto di quello
+che dominava il suo padre, all’avarizia, per modochè mentre copre la
+causa di Gran Vicario di politica e polizia gode la fama di principe
+fra gli usurai, di vero boja del commercio nelle Piemontesi contrade.
+Un Marchese di Sommariva, che voi al vederlo lo direste il primo eroe,
+il primo guerriero del mondo per le mille croci che tutto gli coprono
+il petto, sappiate che è il più vigliacco ed il più prepotente, e
+schifoso nobile dei nostri stati; di viltà diede ampia testimonianza
+allorchè dopo d’avere insultato al segretario della Legazione Francese
+il sig. Neivs, rifiutò il duello a cui questi con ragione lo aveva
+invitato, e s’umiliò a chiedergli scusa quando poi l’ambasciatore di
+Francia alzò la voce. Di prepotenza, e schifosità mille sono le pruove
+date nel corso di sua vita ogni qualvolta alcuni osarono presentargli
+la nota di qualche debito arretrato, che quando meglio si comporta
+in tai casi è di strapazzare, minacciare, e far prendere a calci da’
+suoi servi, i suoi creditori se non sono più che lesti al primo cenno
+che loro fa, d’infilare la porta ed uscire; e negli stupri, negli
+adulteri; e negli sverginamenti, nelle quali imprese è diventato sì
+famoso, che ora è vero timore delle ragazze, delle spose al paese, ove
+recasi a villeggiare. Eppure quegli non solo andò sempre impunito delle
+sue ribalderie, de’ suoi infami trionfi sul campo d’amore, ma gode
+sì fattamente la grazia di Carlo Alberto, che ultimamente lo elesse
+Generale; che potè anzi perfino il suo ruffiano Bojone far elevare poco
+per volta al grado di Colonnello d’armata, e di Segretario dell’ordine
+dei Cavalieri di S. Maurizio e Lazzaro! Un conte di S. Giorgio tenente
+nel reggimento di Piemonte Reale, spara una pistola nel volto ad una
+signora perchè non vuole accettare la sua dichiarazione d’amore, e gli
+rigetta una lettera, ed ha per punizione il consiglio di recarsi in
+permesso onde evitare il mal’umore e la vendetta dei congiunti di lei!
+Un ministro degli affari esteri, il conte Solaro della Margherita, dopo
+stare gran parte della mattina inginocchiato avanti gli altari nella
+chiesa dei frati della compagnia di Gesù, ingravida la superiora delle
+suore del Santissimo Sacramento, e per evitare lo scandalo l’induce
+a fuggire in compagnia del cappellano con settanta mila franchi che
+stavano in cassa del convento, li munisce di passaporto ministeriale,
+sparge la favola che ardenti di reciproco intenso amore se ne erano iti
+in Isvizzera, fa eleggere un’altra superiora, fa riempiere nuovamente
+la cassa dalla bonarietà della rimbambita Regina vedova Maria Cristina,
+ed ha complimenti di vera filantropia dal Re Carlo Alberto! Un avvocato
+Cunietti amoreggia con un’amabile figlia del ministro di Olanda, ne
+è corrisposto, e la ruba; il padre desolato reclama al trono di S. M.
+che gli sia usata giustizia, si frappongono i Gesuiti a cui ricorse il
+giovane, onde ottiene nulla; si ritira presso la sua nazione rigettando
+per viaggio la gran croce dei Cavalieri di S. Maurizio e Lazzaro, che
+il Re ebbe fronte d’inviargli in compenso de’ suoi servigi, quando la
+figlia vien messa nel ritiro del S. Cuore di Gesù, e quivi per forza
+convertita alla cattolica nostra Religione, e maritata quindi con un
+nobile signore, sdegnando essa d’unirsi in isposa al suo amante perchè
+conobbelo d’indole malvaggia; il quale per castigo è nominato vice
+console Sardo in Algeri! mentre tutti li suoi compagni senza demeriti e
+con molti meriti non hanno impieghi e cariche di sorta.
+
+Un Sindaco d’un prefetto sulle fini del Canavese, in vicinanza
+delle lande di S. Maurizio, dove si sogliono tenere gli accampamenti
+militari per istruzione delle truppe sarde, ricorre egli in persona
+al R. Ministero verso l’autunno del 1842 per avere soddisfazione
+dell’assassinio commesso sulla persona dell’unica sua figlia da alcuni
+soldatacci, e vien rimandato con le seguenti parole: avete tutte le
+ragioni ad ottenere quello che dimandate, ma come si fa a conoscere
+i colpevoli? d’altronde al male più non puossi ovviare, e saria uno
+scandalo troppo grande il palesare il fatto; ascoltate il nostro
+avviso, abbiate pazienza, rassegnatevi alla Volontà di Dio, il quale
+ha permesso, forse per esercitare la vostra virtù, che la vostra figlia
+facesse quella miserabile fine; d’altronde procurereste un troppo grave
+dispiacere al vostro Sovrano, il quale tanto raccomanda la moralità
+nei Soldati. Si ritira il buon vecchio a sua casa, ammala, e muore
+anch’esso dal dolore della morte atroce della figlia, e dallo sdegno
+di non vederla giustamente vendicata. Ed il fatto è pure dei più gravi,
+e dei più imperdonabili che si possano da uomo commettere! Figuratevi!
+oltrepassavano il numero di dodici i soldati, erano ebbri dal vino ed
+accesi dalla libidine, veggono la avvenente ragazza sulla porta del
+giardino che faceva calza canterellando, si avvicinano in bel modo
+colla scusa di vedere il giardino, ed accorgendosi di non essere veduti
+da persona viva, l’assalgono, le mettono una pezzuola alla bocca bene
+stretta, la distendono in un solco, e l’uno dopo l’altro isfogano tutti
+su d’essa la loro brutale passione, mentre la candida ed innocente
+giovine rende l’anima al suo Creatore di mezzo alle due porche tra cui
+l’avevano quegli inumani lasciata.
+
+Ma udite, ancora: voi sapete che il Duca di Lucca mandò il suo figlio
+a compiere la sua educazione in Piemonte: Carlo Alberto lo arruola nel
+reggimento di cavalleria _Novara_, ed il Principino Augusto esordì da
+bel principio con ogni sorta di indegne azioni a rendersi ridicolo e
+sprezzato, a dar saggio di quanto si possa sperare dal suo avvenire,
+ed il Re invece di correggerlo e punirlo lo premia, e se lo tien
+affezionato come una volta si teneva la contessa di Robilant, e gli
+paga tutti i debiti, che a quando, a quando ascendevano ad incredibili
+somme. Un giorno il Duchino si trovava in una città di provincia, e
+se non erro in Pinerolo, si reca egli in persona dall’impresario pei
+foraggi delle truppe, lo rampogna dapprima perchè non gli abbia inviato
+la provvisione di fieno per venti cavalli, come gli aveva mandato a
+chiedere, il signor Del-Pozzi che era l’impresario con bella maniera
+gli osserva esser egli solo autorizzato a suppeditargli la provvista
+per quattro cavalli dal ministero, e non aver egli inteso di fare un
+rifiuto a lui, ma sì tanto di scansare il giogo d’un obbligo ingiusto.
+A ciò l’Altezza Serenissima e Reale minaccia il Del-Pozzi il quale
+avendo osato ancora parlare, egli vibrogli allora un calcio nel basso
+ventre, per cui quegli stramazza a terra, ed in pochi giorni morì.
+Si sparge la cosa, ricorrono ai re i congiunti dell’infelice, ne
+parlano e romoreggiano i giornali di Francia, e Carlo Alberto regala
+il _gran collare dell’ordine supremo della SS.ma Annunciata_, al Prode
+Principe, lo innalza al grado di Colonnello, tuttochè non sapesse star
+a cavallo, e non s’intendesse nulla, affatto nella milizia, giacchè le
+sue occupazioni erano da mane a sera di far lo stordito, far all’amore,
+e far chiasso per lo paese. Vita che conducano quasi tutti i disperati
+Nobili, Spagnuoli, Portoghesi, Italiani, e Polacchi che rifuggiati in
+Piemonte ottennero gradi, pensioni, stipendii, onoranze, e tolleranza a
+tutte le loro vili e vergognose azioni.
+
+Eppure se il nostro Re avesse un pò di sale in zucca, torrebbe ben
+di mezzo un tale scandalo! un tal disordine, che in niun modo gli può
+convenire!...
+
+Ma oltre a cotesti fatti, a cui niuno può muovere un tal qual dubbio,
+ed a cui potrei aggiungerne mille, ascoltate questo eziandio di
+recentissima data: un Romano, il sig. T. P. impiegato da dieci anni
+al servizio del nostro Re, il quale in tutto il volgere di questo
+tempo mai diede motivo alla più piccola lagnanza sul suo conto,
+bene visto da tutta la subalpina gioventù, accolto con amorevolezza
+nelle più distinte case, giovane gentile, onesto, e del bel mondo,
+un giorno riceve per mezzo d’una guardia di polizia un biglietto col
+quale il Commissario Tosi ispettore della bassa polizia lo invitava
+a passare da lui un momento nella giornata. Egli colla massima
+premura, di nulla sospettoso, perchè di nulla si conosceva colpabile,
+aderisce all’invito e si reca al palazzo del comando, dove chiesto del
+suddetto commissario, che si fa dare dell’avvocato mentre non sa pure
+iscrivere due parole in ortografia corretta, viene tosto da due birri
+introdotto in un gabinetto dove un uomo alto della persona, di occhi
+grifagni, di nera e folte sopracciglia, con calzoni neri, abito bleu,
+giustapetto grigio di _piquet_ e cravatta bianca ed altissima, sedeva
+ad una scrivanìa. Questi subito s’alzò al vedere il nostro Giovinotto
+entrare e presentarsigli umilmente, indi coi più duri modi, colle più
+aspre villanie, e col più infernale sarcasmo tolse a canzonarlo, a
+deriderlo più che non a riprenderlo; del qual trattamento chiedendo
+la cagione commosso, ed indispettito non che maravigliato il nostro
+signore ebbe delle minaccie in risposta se anco avesse osato dire una
+parola. Pochi istanti dopo il Commissario si taceva, ed egli credeva,
+che essendosi isfogato così, l’avria lasciato andare in libertà,
+epperciò già macchinava in mente di farsi dare, con uno schiarimento,
+una soddisfazione di simile condotta tenuta contro di lui, nel giorno
+seguente; poichè più pensava, ed esaminava la sua coscienza e meno
+si trovava meritevole di rimprovero, non che di tali cattivi tratti
+appena, appena da potersi usare con un malfattore. Ma s’ingannava
+affatto nel suo supposto perocchè il Commissario data una scampanellata
+chiama due birri e loro ordina d’andare per una vettura; allora ei
+cadde in pensiero d’essere stato scambiato per un altro, e dimanda con
+supplichevole voce a quell’inumano la causa di siffatta riprensione;
+oh bella! guardate l’innocentino! risposegli tosto il Commissario,
+non sa d’aver fatto cosa biasimevole! quindi cangiando tuono di voce
+continuò: _andate con questi uomini, ed imparate a condurvi meglio per
+l’avvenire_. Il sig. T. P. si rivolse e vede i due birri, che erano
+stati mandati a prendere una vettura, fermi sul limitare della porta,
+due lacrime gli annebbiano gli occhi, un sudore di ghiaccio le investe
+per tutte le membra, un moto convulso che tutta gli agitava l’anima si
+palesa in compassionevole modo sulla sua sembianza; pregava col gesto,
+colle parole, e coll’espressione della persona il Tosi a dargli una
+qualche spiegazione, a dirgli in che si credeva egli avesse mancato; ma
+nulla gli vien risposto che più gravi ed amari accenti, poscia con un
+urtone spinto fra le braccia dei due arcieri, i quali l’accompagnano
+fino fuori dell’ufficio, lo fanno salire in carrozza e si mettono
+ancor essi l’uno per parte, e fanno segno al vetturino di inviarsi al
+_Correzionello_, luogo di prigione, dove sono rinchiusi ordinariamente
+i più gravi malfattori finchè non si è pronunciata ancora sul loro
+venire la sentenza dai pubblici tribunali. Quivi giunto quasi fuori
+di se, messo in un ampio camerone con la feccia del canagliume il
+più pestifero della società, stette molto, prima di riaversi, ed
+appena presero una tal calma li suoi sensi, e si riconobbe tra quella
+gentaglia, ripensava alla scena avuta col commissario Tosi e gli
+pareva di trasognare, che nulla dell’accaduto fosse vero; se non che
+un sergente di infanteria, (il quale trovavasi tra quella marmaglia,
+ed aspettava d’uno in un altro giorno, per decisione de’ suoi giudici
+d’essere tradotto o alla _catena militare_, o al _corpo franco_
+nell’isola di Sardegna, quantunque nulla fosse risultato in suo danno
+dall’esame, e dalla perquisizione domiciliare che gli avevano fatto per
+averlo creduto divulgatore di libri proibiti) gli si accostò per vedere
+di sollevarlo, e con amorevolezza rarissima a rinvenirsi in que’ luoghi
+prendendo a ragionare con lui, gli suggerì, appena udito il racconto
+dell’accadutogli, di scrivere a qualche persona di sua conoscenza
+perchè si interponessero, e gli facessero rendere giustizia, ed alla
+peggio dimandasse che lo sottomettessero al giudizio d’un tribunale.
+
+Egli abbracciò questo partito, come un marinajo afferra l’ancora qual
+unica via gli rimanga a salvezza; scrive una lettera ad un conoscente
+suo, il quale credeva più d’ogni altro potesse giovargli in tale
+bisogno; dà una fortissima mancia al custode, perchè la sia ricapitata
+senza fallo ed indugio al suo indirizzo; aspetta la risposta un
+giorno, non la riceve; ne scrive un’altra, la consegna ad un birro
+e gli promette una considerevole mancia se gli fa tenere pure la
+risposta, questo chiama, ed ha la mancia anticipata, e non consegna la
+lettera a chi dovea, siccome aveva fatto il giorno avanti il custode;
+scrive altre lettere ad altri, opinando che quelli a cui già s’era
+raccomandato o non potessero, o non volessero interessarsi per lui,
+ma si trova sempre alle stesse, i birri si beccavano i danari di sua
+cortesia, e giammai mandavano ad effetto le loro promesse; sicchè
+disperato non sapea a qual consiglio appigliarsi, ma poi rassegnatosi
+al destino aspettava una provvidenza nella procedura delli stessi suoi
+nemici. Intanto sentendo il bisogno di mutarsi i panni e gli abiti,
+e di farsi recare di casa del danaro, novellamente fassi a pregare il
+custode del carcere, perchè volesse egli mettersi di mezzo in tal cosa,
+ed appagare il più che giusto e più che discreto suo desiderio, ne ha
+mille promesse, ma nulla ottiene di felice risposta. Passano i tre, i
+quattro, i cinque, i sei, i sette, li otto, li nove, li dieci giorni, e
+la cosa pel nostro signore carcerato nè meglio nè peggio si sviluppa;
+se non che sul dodicesimo giorno riceve un baule entro cui non solo
+non poteva esservi nè tutto nè mezzo il suo equipaggio, ma nemmeno la
+decima parte, e colla consegna di questo ha l’avviso che fra pochi
+minuti sarebbe partito per alla volta di Genova in compagnia di due
+carabinieri. Di fatto di lì a poco una carrozza si fermava innanzi alla
+porta della prigione, e montatovi esso in compagnia di due carabinieri
+vestiti in tutta pompa della lor reale uniforme, si avviava giù per di
+Doragrossa. Si fosse la voce sparsa del suo arresto dalla padrona di
+casa da cui egli appigionava un quartiere ammobigliato, si fosse che
+alcuni di sua conoscenza lo avessero ravvisato nel vederlo attraversare
+di pien giorno la città nella nominata compagnia, non saprei ben dire,
+ma fatto è che mentre egli camminava sulla via della Liguria, alla sera
+al teatro Regio sotto ad un palco della prima fila affollata era la
+gioventù torinese, e chi col guardo, e chi colla parola, e chi cogli
+atti vedevasi minacciare ad una signora grassoccia, paffutella, e
+brunotta di carnagione. Essa cogli occhi fissi sul palco scenico faceva
+le finte di non addarsi del movimento sottostante; per il che istizziti
+ed agitatisi maggiormente quegli animi giovanili, che in ogni atto
+pareva intendessero a far arrossire quella donna di qualche sua colpa,
+fecero di tanto che tutti gli occhi si rivolsero ad un tratto verso
+il palco di lei: e queste parole correvano per le labbra di tutti:
+_vedi in quei palco la signora Garbiglietti-Pavarini, la è la causa
+dell’arresto di T. P. fuori del palco quella puttana, fuori, fuori la
+signora Garbiglietti-Pavarini, fuori quella puttana_; sicchè tra pel
+vedersi fatto segno al guardo, ed allo sdegno di tutto il teatro, tra
+pel sentire coteste voci, le quali venivano sempre pronunciate ogni
+qual volta sentivansi applauditi i cantanti, tra perchè tutta la gente
+stava rivolta continuamente a lei, le fu giuocoforza di uscirsene dal
+teatro tra le risa e li fischi dell’universale. Era costei moglie del
+medico Garbiglietti, e da un mese o poco più era in relazione col
+commissario Tosi, il quale accortosi che il sig. T. P. faceva egli
+all’amore colla sua Bella, dopo d’essere riuscito ad indurre lei a
+non più riceverlo presso di se, essendo pervenuto a notizia che ella
+lo andava a trovare in casa sua, prese un giorno il marito a parte,
+ed informatolo della cosa l’aveva esortato a fare un ricorso alla
+polizia contro del giovane signore, assicurandolo che egli avrebbe dato
+la massima attività all’affare, ed avrebbe troncato immancabilmente
+ogni relazione, ed ogni scandalo ad un tempo evitato. Il medico gran
+buon’omaccio non penetrò a fondo nell’indole del commissario, e per
+conseguenza non accorgendosi che il consiglio di lui era più che una
+generosità d’amico, una vendetta sua particolare, tenne il partito
+offertogli, fece il ricorso, e tra lui, ed il Commissario indussero la
+moglie a soscriverlo, la quale pel pensiero di mutare stallone aderì
+non solo, ma di più seguiti i loro consigli, accusò il giovane come
+uno che la perseguitasse dappertutto, e l’avesse minacciata qualora
+non avesse condisceso al suo amore, d’infamarla presso il pubblico.
+Che è mai amor di donna? due giorni prima fu vista inginocchiata da me
+sul viale del Valentino innanzi al giovane, e raccomandarglisi perchè
+non l’abbandonasse!!! Lo stesso giorno dell’arresto per coprire la
+trama essa era stata pure a trovarlo in camera per più d’un’ora...!
+così il Tosi potè completamente disfogare la sua bile, il suo odio,
+la sua gelosia in quel modo che dicemmo contro l’impiegato di S.
+M. il quale dopo d’essere stato cacciato barbaramente in prigione,
+malmenato, come abbiamo veduto sopra, e cacciato dallo stato qual
+uomo di pessima condotta, venne tradotto a Genova dove smontato alle
+carceri, quivi fermossi dieci giorni senza che sapesse nulla ancora
+sulla determinazione presa in suo riguardo. Quand’ecco venuto l’aurora
+dell’undecimo dì coll’annunzio che sarebbe stato portato su di un
+vapore Sardo fino a Civitavecchia, e dopo accompagnato fino a Roma sua
+patria, fu lasciato libero, gli fu eziandio svelata la sua colpa che
+fin’allora eragli stato un vero arcano. Non è a dire quanto egli siane
+rimasto maravigliato, ma non vedendo più omai appiglio convenevole
+da attaccarsi, lasciò che la sentenza del Tosi fosse affatto messa
+in esecuzione. Giunto a Roma gli parve d’essere rinato vedendosi in
+libertà, e passati alcuni giorni non vedendo le sue convenienze di
+quivi fermare la sua dimora decise di partire; e va pel passaporto; per
+cui dopo averlo fatto correre più volte adducendo or una, or un’altra
+scusa, finalmente un segretario dell’ufficio del buon governo si fece
+ad interpellarlo sulle ragioni che aveva lasciato Torino, e ben bene
+ponderate le risposte gli disse: se gli abbiamo fatto aspettare il
+suo passaporto non è per altro che per informarci esattamente della
+sua condotta prima che andasse in Piemonte, di quella che quivi tenne
+in tutto il tempo della sua dimora, e dell’attuale, presentemente
+non abbiamo difficoltà di rilasciarglielo, però la consiglieremmo
+a mutarlo in un nuovo, giacchè qualche segno che gli fecero sopra
+potrebbero incagliarlo non poco nel viaggio che intende intraprendere.
+L’infame commissario dopo averlo privato d’impiego, dell’amante, e
+sul momento, dell’onore eziandio, s’era ingegnato di attraversargli
+di più l’avvenire, di ruinarlo del tutto, di togliergli perfino il
+mezzo di sussistenza; ed ottenuto avrebbe il perfido il suo intento
+se gli amici non avessero fatto tenere all’infelice importanti somme
+in sussidio, e l’officiale della Polizia Romana non fosse stato assai
+più che non esso di coscienza nel prendere misure di rigore verso
+del meschino... Ma dopo questo accaddero già molti altri fatti, ed
+uno appunto per la sua singolarità non vuolsi assolutamente passare
+sotto silenzio: tutti sanno che il _bigottismo_ regna in Piemonte,
+che ad un impiegato convien’essere o fingersi _bacchettone_ se vuole
+conservarsi in grazia de’ superiori; ma niuno sarebbesi mai immaginato
+che per leggere e ritenere _le Juif Errant par Eugène Sue_ si sarebbe
+corso il rischio di perdere l’impiego: eppure ciò incontrò or fa pochi
+giorni al sig. N. N. uomo assai benemerito pe’ suoi servigi prestati
+da molti anni al Governo, il qual avendo lasciato un giorno sul suo
+cancello d’ufficio un volume del detto romanzo inavvertentemente,
+diede ragioni al ministro abbastanza sode con ciò d’essere creduto
+malvagio, indegno dell’impiego, e che so io. Perocchè il volume citato
+venne raccolto, e si dice bruciato poco dopo in presenza del Conte
+Solaro della Margherita, e sostituitevi invece le dimissioni sue,
+entro cui niun’altro rimprovero veniva fatto all’impiegato da quello
+in fuori d’avere osato tenere presso di se _sì diabolico libro_, e
+fare sì _scandalose_ letture. Non vorrei che voi Azeglio od alcuno
+in leggere questi fatti s’inducesse a credere avere io raggranellato
+quanto di più biasimevole possa essere accaduto nel nostro stato,
+od aver detto cose dubbie e false, perocchè protesto novellamente
+che mille e mille potrei citare di simili casi di prepotenza, e che
+sonomi attenuto solo a questi, sia perchè più conosciuti e perciò
+più difficili ad essere impignati, sia perchè non volea parere troppo
+più lungo che non comportasse l’argomento. Ma non vorrei soprattutto
+che voi, od altri pensasse esigere io in uno stato tutto ordine,
+tutto bene, tutto perfezione. Quando fu mai che le umane cose e le
+divine pure com’elle passarono per le mani degli uomini, immacolate
+e perfette si mantenessero? Certo saria da mentecatti il volere negli
+altri quella colma misura di buono, che noi stessi non possediamo, ma
+non perciò dobbiamo astenerci dall’alzare alta la voce, e rimproverare
+con acre parole chi o direttamente o indirettamente può essere autore,
+promotore, o causa anche secondaria di simili abusi che sono il vero
+cancro dei buoni costumi, la vera peste dei governi e dei popoli, la
+vera ruina della società.
+
+Io potrei anche trattenervi sulle prepotenze che si veggono fatte
+agli impiegati borghesi facendo loro prendere il passo dai nobili,
+che per lo più sono ignoranti, perchè non istudiano, le quali sono sì
+spesse che può dirsi senza fallo, noi non ne facciamo più parola per
+esservi assuefatti, e se pur qualche volta mostriamo di risentirci, ce
+la prendiamo contro il destino, il quale ha fatto trovare dietro noi
+qualcuno di nobile schiatta. Potrei ragionarvi sugli scandali che si
+veggono nei nostri ministerii rispetto all’ammessione degli impieghi,
+non facendosi scrupolo certi Capi di divisione di vendere la firma del
+Ministro o del Re anticipatamente e a carissimo prezzo, e molte volte
+la stessa a più persone nel medesimo tempo; per lo che molti spesse
+fiate dopo avere sborsato considerevoli somme per essere raccomandato
+ed ottenere la nomina di _volontario_ in qualche ufficio, o anche di
+aspirante al _volontariato_, si trovano in bisogno, frustrati nelle
+loro speranze, e senza potere trarre partito dai loro studi e dai
+loro talenti. Potrei entrarvi delle ingiustizie d’ogni maniera che si
+commettono in qualsiasi branca delle pubbliche amministrazioni, delle
+regie cariche, e nelle milizie principalmente, dove per esempio il
+nobile ha sempre il dissù sul borghese, il quale giunto al grado di
+capitano vien mai sempre messo in ritiro, perchè i posti di ufficiali
+superiori sono riserbati alla pura nobiltà; meno nelle così dette
+_armi dotte, l’Artiglieria, e il Genio_, in cui il merito e la scienza
+possono dappiù, e per conseguenza il borghese può fare regolarmente
+il corso de’ suoi avanzamenti. E molte cose pure potrei toccare
+dell’_Opere Pie_, nelle cui amministrazioni spesso accadono degli
+inconvenienti gravissimi, dei ladroneggi fortissimi, e degli errori
+madornali; e per esempio estendermi sui limosinieri della _sfondolata
+Opera_ di S. Paolo, di cui alcuni, che io conosco, invece di portare
+alle indigenti famiglie quelle somme, che quel filantropo stabilimento
+loro assegna, a mensuale soccorso, ora le arrischiano e perdono
+al giuoco; ora con quelle proveggono a donne rotte alla libidine,
+i scialli, i vestiti, ed i divertimenti, non che il vitto; quindi
+inducono quelli cui spettava un tal danaro a far loro la ricevuta
+della intiera somma, di cui essi non avranno consegnato che una decima
+parte nelle loro mani. Potrei anche tener discorso della persecuzione
+portata ad un eccesso troppo vergognoso pei tempi che corrono, contro
+a parecchie migliaja d’Ebrei, i quali dopo di pagar un’annuo ed alto
+tributo al governo, oltre al non poter esercitare verun’arte e studiare
+scienza di sorta, sono costretti a viversene tutti in un isolato, la
+cui proprietà fu loro fatta pagare ad uno spropositato prezzo, ed
+in cui le regole igieniche appena comporterebbero ve ne abitassero
+un sesto del loro numero. Finalmente della persecuzione più ingiusta
+contro i Protestanti, i quali, dopo d’aver loro promessa e concessa
+tolleranza, dopo d’aver con sovrani rescritti annientati molti barbari
+editti contro loro emanati, Carlo Alberto ultimamente obbligò con
+suo motuproprio a rivendere tutte quelle terre, tutti quei poderi
+che avessero compri anche dietro autorizzazione del Senato e di se
+stesso oltre il termine stato loro anticamente assegnato, in un anno
+sotto pena di confiscazione? Nelle quali cose è consigliere, e stimolo
+potente di Carlo Alberto il Savojardo, Monsignore Andrea Charvaz,
+uomo che è Vescovo, Comandante, Intendente, Riformatore degli studi,
+Sindaco, e Commissario perfino di Polizia in Pinerolo, di dove quasi
+ogni settimana recasi a Torino per conferire col Re, co’ suoi ministri,
+e principalmente con _Avet_, il quale tiene il portafoglio per gli
+affari di grazia e giustizia.
+
+Questo corpulento prelato qualora venisse a mancare il Re, ed il
+primogenito suo, l’augusto Duca di Savoja salisse il trono, sarebbe
+quegli che minaccerebbe di prendere le redini di tutto lo stato; tanta
+è la sua influenza sul Duchino di cui è stato precettore! tanta è
+la confidenza che questi gli usa, recandosi spesso a visitarlo nella
+sua villa e consigliandosi già adesso con lui in tutto. Non che amor
+evangelico, porta un’odio implacabile l’illustre Vescovo alle varie
+sette dei Protestanti, che abitano le valli di S. Giovanni, di S.
+Martino, di Pragelato, di Rorà, di Luserna, di Latorre, ec. ec.:
+sicchè dopo di averli guerreggiati inutilmente cogli scritti prese il
+consiglio di combatterli colle prepotenze, e colle vessazioni d’ogni
+maniera, lasciando di queste un’assoluto maneggio al suo Vicario
+generale Giacinto Brignone uomo altrettanto giovane per età, quanto
+adulto per iscaltrezza, e non animato da altra cosa, che dall’ambizione
+di dominare, e dal desiderio di elevarsi sulle ruine altrui. Uomo
+insomma infame, retrogrado, e per conseguenza nemico d’ogni progresso,
+che invece di far plauso a tutti que’ sacerdoti che dimostrano d’aver
+inteso i suoi tempi, e di volersi levare a paro delle umane cognizioni,
+e mettere anch’essi una mano all’opera della vera civiltà, li insegue
+accanitamente e senza riguardo ad età ed a meriti. E siccome Monsignor
+Charvaz tutto approva anzi commenda quel che egli fa, così egli prese
+tanto piede che riuscì ad essere un vero despota, un vero tirannello
+del clero e degli abitanti di quella diocesi, e tra lui ed il Vescovo
+costituiscono un governo non solo della Diocesi ma della provincia
+affatto tirannico. Tutti passano per le loro mani gli affari prima
+che possano avere il loro sviluppo, il quale unicamente dalla loro
+volontà dipende. Molti casi mi sarebbe dato di raccontare, se non
+avessi paura di essermi dilungato già troppo dal mio assunto, ad ogni
+costo non ne voglio passare uno inosservato, il quale attesta in pari
+tempo e l’usurpato loro potere, e la malvagia loro astuzia per crescere
+in merito presso chi si contenta di giudicare delle cose dal loro
+esteriore. Un protestante un giorno dopo aver tracannato più vino che
+non era solito, viene a rissa con uno che pareva si volesse canzonarsi
+di lui, e dopo d’essersi vicendevolmente scambiate alcune brusche
+parole, vedendo questi di non la poter dire e di non valere a liberarsi
+di quell’altro che aspramente il motteggiava, inconsideratamente toglie
+un coltello di tasca il minaccia, quindi trovandosi sempre alle stesse
+il passa fuor fuori con un colpo, ed il lascia freddo a nuotare nel
+suo sangue. Viene il protestante arrestato, sottomesso ad un processo
+criminale, ed in pochi giorni condannato nel capo, non perchè meritasse
+tal sentenza, gli omicidii fatti in rissa e da ubbriachi essendo ben
+altro secondo il codice sardo, che suggelli a tal pena; ma bensì perchè
+il prelodato Vicario Giuseppe Brignone coll’appoggio del Vescovo il
+quale mai gli si rifiuta, aveva fatto sì che si usasse il massimo
+rigore verso il reo, che appieno nell’interrogatorio era convenuto.
+
+Ed ecco i motivi di tal procedere; prima perchè egli era protestante
+e perciò le leggi non sono più come per gli altri; secondariamente
+perchè sapendo egli che questi aveva una numerosa famiglia, era caduto
+in pensiero di intimorirlo con tal sentenza, per poi trarlo in un
+co’ suoi consanguinei alla nostra cattolica religione: di fatto poco
+dopo d’avergli comunicata la fatal sentenza, inaspettata per lui,
+e per tutti, gli fu fatto dire che se egli convertiva se, ed i suoi
+alla Santa Madre Chiesa, Monsignore il Vescovo gli avrebbe ottenuto
+la grazia dal re. Figuratevi qual tentazione non abbia fatto sul suo
+animo una tal proposizione! manda a chiamare la sua famiglia che a
+dieci individui ascendeva, e li informò della cosa; ma qual maraviglia
+non fu la sua trovandone li più di lui istrutti? tanta era stata
+l’operosità del Brignone! Caddero adunque d’accordo di mentire tutti
+alle loro convenzioni, al loro animo, promisero, e si fecero cattolici,
+apostolici e romani, e non solo il reo ebbe la grazia compiuta, ma
+lasciatolo ritornare a casa sua libero, fu incaricato da Monsig. il
+Vescovo di spionaggio con assegnamento d’annuo stipendio; giacchè
+sendo persona litterata più che comunemente non sogliono essere gente
+di mestiere, avrebbero voluto i nostri prelati valersi dell’opera
+sua per trarre nella rete altri merlotti. Ma egli fermo di carattere
+per prudenza condiscese in sulle prime, ma nulla mai fece che potesse
+tampoco macchiarlo di poi in faccia a’ suoi confratelli e compatriotti;
+però mi viene assicurato che tanto egli quanto li suoi non sono più
+nè cattolici nè protestanti; e come poteva accadere altrimenti? Atene
+guadagnò la Grecia coll’armi dell’Eloquenza, Sparta guadagnò Atene
+coll’eloquenza dell’armi, Monsignor Charvaz ed il Teologo Brignone
+suo vicario vorrebbero guadagnare i Valdesi col raggiro e colla
+persecuzione, anzi che colla forza del raziocinio e coll’armi della
+dottrina, e coll’esempio, testimone della verità e della parola; onde
+sono infelici nelle loro vittorie; chè i risultati della loro astuzia
+fin’ora neppur una volta ebbero buone conseguenze, da quella infuori
+di far circolare tra le indigenti classi di quelli infelici l’argento e
+l’oro che Carlo Alberto consegna a copia, forse in mitigazione dei suoi
+rimorsi, a tal fine nelle mani del Vescovo di Pinerolo, il quale, è
+vero, non si fa mica poi sempre scrupolo di impiegarlo altrimenti.
+
+Che dirò poi io della pubblica e privata istruzione in Piemonte, la
+quale per tanto tempo fu diretta da un Gesuita per Eccellenza, il Conte
+Collegno, stato poi minato e surrogato, da quella buona lana, omai
+conosciuta da tutti, di Monsignore Pasio, più gesuita di qualsiasi
+gesuita, il quale non valse in cinque anni che tenne le redini del
+_supremo magistrato della riforma_ a fare miglioramento di sorta, e
+buon per noi ancora se avesse lasciate le cose come erano! ma fatto
+è che le peggiorò; ne sia una prova, per mille, quella d’aver scelto
+a maestro modello, ossia maestro de’ maestri un cotale D. Remigio
+Pelleri, il più ignorante uomo che mai sia esistito, il quale in un
+libro stampato per saggio di sua abilità, il _fanciullo guidato a
+suoi doveri morali e religiosi_ disse più spropositi che parole, e
+fu condegnamente smascherato in due articoli del Telegrafo Torinese
+dal Prof. Lorenzo Giribaldi. Successe al Pasio un discendente del
+gran tragico italiano, il march. Alfieri di Sostegno, il quale nel
+sobbarcare le sue spalle ad una tal carica rallegrato aveva tutto il
+Piemonte. Ma due anni sono che siede nel mezzo del magistrato della
+Riforma, e nulla fin’ora di importante ha operato; l’educazione anche
+in gran parte è sotto l’influenza Gesuitica, od in pieno lor potere; i
+Fratelli della dottrina cristiana, veri dragoni dei Gesuiti, inondano
+la capitale, le città di provincia, e tutti i paesi del Piemonte,
+dirigono l’educazione del basso popolo, e ne conservano ed accrescono
+i pregiudizi, ne ammorzano la generosità, e ne imbastardiscono
+l’indole. L’Alfieri aveva senza dubbio delle sante intenzioni, ma non
+fu abbastanza cauto, lasciossi attorniare da persone che la pensano
+all’opposto di lui, le introdusse di più nel conciglio da cui doveva
+invece guardare di tenerle lontane per sempre e perciò giammai sarà che
+egli possa arrivare l’intento, colla cui speranza era entrato in tanto
+ministero.
+
+Per tacere gli altri nomino solo l’abate Peyron, il quale, vera
+anguilla, non è per lui conosciuto; ma già a quest’ora lo conduce pel
+naso, e lo gira e lo rigira a suo modo, valendosi non poco dell’opera
+del Cav. De Bayer, il panegerista di tutti gli opuscoli ascetici,
+morali, e mistici che possano uscire dalle penne della Veneranda
+Compagnia di Gesù. Una pruova inconcussa che l’Alfieri non potrà più
+migliorare la condizione degli studi, e della educazione dei subalpini
+ingegni, si è che invece di fare un passo avanti lo fece indietro;
+invece di rendere più libera, e facile l’istruzione, l’inceppò ed
+in angustissimi limiti la ristrinse, quando or è pochi mesi faceva
+che Carlo Alberto con suo motuproprio obbligasse i padri e le madri
+di famiglia a valersi dell’opera di certi determinati Professori, i
+quali perlopiù sono cattivi, perchè non degnamente corrisposti; di
+certi determinati libri, che fin’ora non s’hanno buoni, e quali sono
+necessari per l’educazione della figliolanza: cosa che sarà causa
+di molte male conseguenze, come di molte male conseguenze fu pure
+sempre l’avvilire i Professori con un basso stipendio, anzichè di
+rimeritarli ampiamente, perchè con amore ed impegno attendano al loro
+sacro ministero. In Piemonte un cuoco, un cocchiere ha assai più in
+compenso delle sue fatiche che non un Professore di Filosofia, di
+belle lettere, alla qual cosa subito doveva por rimedio l’Alfieri se
+pur intendeva d’avere buoni Professori; ma egli si consiglia con chi
+anzi ei dovria consigliare per trarre dalla sua, e mai nulla opererà
+di buono anche colla più grande volontà. Non parlo poi dell’educazione
+del sesso debole, da cui tanto dipende eziandio la prosperità del corpo
+sociale, giacchè è noto a tutti che in Piemonte gli _instituti_, le
+case d’educazione, e le scuole per le bimbe di qualsiasi condizione,
+sono tutte sotto la speciale direzione o delle suore del sacro Cuore di
+Gesù, o di qualche loro figliazione, sparse per tutti i paesi: di modo
+chè da noi l’influenza Gesuitica pesa su tutti i ceti della società
+più o meno; dalle quali cose non è chi non vegga, quante migliorazioni
+prima resterebbero a fare per il nostro governo, perchè noi potessimo
+un giorno sperare in lui, e crederlo potente stromento a rivendicare
+la causa Italiana. Si converrebbe o Massimo che voi ci provaste in
+qualche patente modo, che il nostro governo se non mostrasi intento
+all’opra, almeno non si oppone alle generose tendenze del secolo; che
+in questo moversi universale d’idee e di progetti, in questa mischia
+di opinioni, in questa irresistibile smania di nuove prove, di più
+energici tentativi, e di novelle cose si addimostrasse più propenso a
+tollerare, che non a spegnere quella sacra fiamma, da cui universale un
+incendio deve scoppiare ad incenerire i troni, li scettri dei nostri
+Tiranni, per far risorgere, qual fenice, più bella la libertà, la
+gloria nazionale. Sì, farebbe di mestieri voi attestaste con validi
+argomenti, che Carlo Alberto ami l’istruzione, ed il ben’essere del
+popolo; sia persuaso che la tranquillità degli Stati e la sicurezza
+dei Governi stia nell’amore e nel vendicare i diritti di quello, che
+approvi ora l’associazione degli individui, delle masse, e de’ popoli,
+e non faccia guerra al mutamento delle opinioni e delle cose, per
+ordinarne con sapienza l’andamento, e non tenti di farle retrocedere a
+vecchie ed ormai impossibili costumanze, che desideri insomma gli si
+scriva una storia d’illustri gesta, non una cronaca di debolezze, di
+prepotenti azioni, di viltà, e d’infamie. Non dubito punto, che voi
+a provare la protezione di Carlo Alberto alle scienze, alle lettere,
+addurrete principalmente quei segni di onorificenza, che egli va
+attaccando all’occhiello supremo degli abiti de’ suoi fedelissimi
+sudditi, per non dire, gettando negli occhi nostri per abbarbagliarci,
+per metterci le traveggole. Ma tutte le persone premiate di croci, sono
+esse tutte persone di merito? tutti li uomini che sarebbero degni a
+preferenza degli altri di simile onorifica testimonianza, sono dessi
+rimunerati, e fatti cavalieri dell’ordine di S. Maurizio, o di quello
+di Savoja? a mala pena ne trovereste qualcuno tra l’innumera schiera di
+coloro che pur le hanno, le portano, e ne menano vanto pubblicamente
+siccome di sudato trionfo; e questi tali raramente è ancora che voi
+li vediate a fregiarsene il petto, amando meglio lasciarle in casa in
+qualche tiratojo, che facendone mostra essere confuso con coloro, i
+quali se le guadagnarono con viltà, strisciature, adulazioni, inchini,
+scaltrezze, con fare il bacchettone sulle porte delle chiese a raccorre
+la limosina pei poverelli, con falsare qualche pagina dell’istoria
+della casa Sabauda, siccome fece spesse fiate il Cibrario, degno
+emulo di Adriano Balbi che non ha vergogna di adulterare la scienza
+per acquistar coccarde, cosicchè indarno uno si farebbe a cercare
+nella sua Geografia l’Italia, avendola egli squartata nel nome come
+già pur troppo lo era nel cuore; e finalmente con un qualche bugiardo
+panegirico diretto al glorioso regnante sulla foggia modellato di
+quelli del Paravia, Uomo, il quale mentre dovrebbe studiarsi in assiduo
+di gettare negli animi della subalpina gioventù il germe d’ogni più
+grande, più maschio e generoso affetto, di educare le giovani menti
+affidategli ad alti concepimenti, ad arditi e sublimi pensieri, pare si
+martelli il capo per intristire ed evirare l’indole dei più svegliati
+ingegni, per annientare in loro la facoltà d’innalzarsi sugl’altri,
+per sfiduciare e sfibrare i più magnanimi cuori. Del resto giova
+eziandio avvertire, che lo spargere molte croci è affatto secondo il
+sistema economico di Carlo Alberto, giacchè con esse si risparmia a
+giubilazioni, a gratificazioni, a risarcimenti in danaro, perchè i
+vecchi impiegati, i vecchi militari, gente per lo più ignorante, epperò
+facile all’invanirsi, preferiscono aver qualche soldo di meno in tasca,
+ed essere insigniti di tali decorazioni. Le quali per ottenere soventi
+volte basta a chi ne è bramoso il mettersi in relazione col padre
+Bresciani della compagnia di Gesù, ed il seguirne a puntino i consigli
+per qualche tempo. Ma un argomento chiaro e convincente per chiunque
+a dimostrare, che tra noi il vero merito difficilmente è rimeritato,
+hassi nel riflettere, che per conseguire siffatte ricompense, è
+mestieri che la persona istessa che se ne crede degna, le dimandi per
+via d’una supplica in cui siano in chiaro modo esposte tutte quelle
+ragioni, che possono meglio farla agli occhi del Sovrano benemerita.
+Formalità questa, alla quale non so chi avendo una dramma di buon
+senso, non arrossisca di abbassarsi: seppure è vero l’antico adagio,
+che merito e modestia non si abbandonano mai. Abbiamo troppe croci già
+ciascuno a portare segnatamente! Troppo pesante è quel crocione che
+pesa su tutti gli Italiani, e prostra al suolo le loro fronti! perchè
+da noi si possa anche far plauso ad un Carlo Alberto, che ogni giorno
+ce ne porge di nuove innanzi, rimunerando con esse degli individui, i
+quali davvero meriterebbero più d’essere appesi essi alle croci, che
+non affiggessero le croci a loro. Onde se la cosa cammina anco un pò
+di questo piede, noi vedremo queste onorifiche insegne, anzichè essere
+ambite, e tenute in pregio, venire derise e sprezzate universalmente.
+Se non che l’ambizione nell’uomo è tale e tanta, che spesso ci induce
+a lodare in noi quello che condannavamo in altri; al qual proposito
+deggio confessare, con disdegno, ed onta pel nostro onore, d’avere
+conosciuti uomini, che pur avevano diritto alla pubblica riconoscenza,
+ed ammirazione mutare di carattere, e di pensamenti al giungere loro la
+volgare croce di S. Maurizio in meno di tempo che un soffio di vento
+rivolta una foglia. Ma non perciò ci dobbiamo astenere da gridare ad
+alta voce, che vuolsi riputare piuttosto mezzo a corrompere il popolo
+che non a migliorarlo, la dispensa dei nastri, in cui si segnala tanto
+generoso, anzi prodigo il nostro re. Il vero compenso delle opere
+buone deve considerarsi nella soddisfazione dell’animo, nella scienza
+di aver compiuto ad un santo dovere, nella certezza che tardi o tosto
+le nostre azioni la società, e la patria approverà in quello, che
+le additerà ad esempio: Ecco ciò che dobbiamo inculcare nelle menti
+dei nostri fratelli, ecco quello che dobbiamo giammai restarci da
+predicare. Allora quella brama di notizie peregrine, quella smania di
+prevedere, quel desiderio intenso che c’induce a chiamare ogni giorno a
+chi prima incontriamo, se nulla occorra di nuovo, di singolare, fia si
+muti ben tosto in facoltà d’intraprendere, di resistere agli urti, di
+perseverare finchè non si rimanga vittoriosi.
+
+Anche la determinazione di abolire il giuoco del Lotto, potreste in sua
+difesa mettere in campo, se io non vi osservassi a tal riguardo, che
+ella comincia ad esser vecchia, e sapere di stanzio, giacchè sono più
+anni che la manifestò e mai non la pose ad effetto, rincrescendogli di
+rinunciare ad un tanto utile, tantochè vergognosamente ed infamemente
+procurato. Ed in ciò anzi lo veggo maggiormente rimproverevole, perchè
+sarebbe da compatire se non ne conoscesse il danno; ma essere di ciò
+persuaso, e mostrarsi tuttavia in dubbio se a torre o a conservare
+quello anche si abbia, è cosa propria o da imbecille, o da malvagio.
+Chè qualsiasi governo, al quale stia a cuore il ben essere del popolo,
+conosciuto appena un male tosto vi appresta l’opportuno rimedio,
+tanto più quando dal sagrificio di picciolo bene puossene ricavare uno
+grandissimo. Come del rimanente lo volete scolpare? come farlo vedere
+sovrano moderato, splendido, magnanimo, generoso, e grande? siccome
+l’avete fin’ora predicato. Come difendere quelle leggi sue, le quali
+non mirando agli universali, ingenerano dubbi, coi dubbi le liti, colle
+liti la divisione degli animi, con questa l’impero, da cui procede il
+dispotismo? come lo mostrerete tendente a liberalismo?
+
+A nulla servono le vostre parole diversamente, a nulla il mostrare
+quella medaglia, ideata dal Balbo, che racchiudendo tutti gli stemmi
+di casa Savoja si presta ad una forte e bella allegoria a prima
+vista; ma poi osservata attentamente non addita più altro che una
+delle tanto piccoline ambizioni che tengono in vita il nostro Carlo
+Alberto. Giacchè la posa del Leone raffigurato in essa, è tranquilla
+e tutt’altro che minacciante di scagliarsi sull’aquila, la quale pure
+non vuolsi confonder col biteste animale grifagno dell’Austria, essendo
+l’Aquila dell’Alpi, decorazione del nostro stemma reale. Le quattro
+somme glorie italiane non sono quivi ritratte che per significare
+essere Carlo Alberto l’unico principe attualmente regnante che sia di
+sangue italiano; epperciò più degno appunto di riprensione perchè meno
+compatibile degli altri nella sua maniera tirannica di governarsi.
+Il motto francese poi che puossi così tradurre alla lettera: _sto
+aspettando l’astro mio_, appartiene eziandio all’antico stemma della
+famiglia; del resto gli si potrebbe rispondere che più volte gli
+comparve quest’astro sull’orizzonte per guidarlo a virtù, ma egli colla
+esosa sua condotta insultò a quella luce, fece inorridire col fetore
+delle sue peccata quella stella, che ritiratasi dal cielo ricomparirà
+velata da una tinta di sangue, quando noi avremo redenta la patria
+e vendicato il suo ripetuto tradimento, e ci guiderà al suo sepolcro
+perchè maladicendo al suo nome, non obbliamo di disperderne le ceneri,
+di ruinarne la pietra, onde nulla resti ai posteri di lui memoria,
+perchè immeritevole della stessa celebrità dell’infamia.
+
+Ricordatevi quel detto che a proposito di Carlo Alberto è fama a quando
+a quando pronunciasse la sua madre: _il mio figlio non ha nè testa
+nè cuore_. Che non abbia cuore tutti si convengono, ma che non abbia
+mente, è ciò che molti vorrebbero diniegare. Come mai se avesse un
+pò di cervello potrebbe permettere tanti abusi ne’ suoi stati ora con
+consenso, ora con fingerne ignoranza? come mai sarebbe caduto in tante
+imbecillaggini che lo fanno deridere anzichè odiare? e come non avria
+posto mente a tante voci che da ogni parte della Penisola il chiamavano
+alla gloria? Come non saria stato animoso a cingersi di quella corona
+immortale che il Genio d’Italia tante volte le offerì? Come si sarebbe
+mostrato sì timido, sì debole, sì vigliacco, e sì pauroso in ogni cosa?
+Valga il seguente fatto a provare in mirabil modo la fermezza eroica
+del suo animo! Il Colonnello J.... nobile piemontese, dopo aver reso
+molti servigi al Piemonte recavasi a servire la Spagna, dove onori pel
+suo valore d’ogni maniera gli venivano conferti; venuto in avanzata
+età, ed amando di rivedere il suo paese natio, si porta a Torino; dove
+pervenuto agli orecchi del Re Carlo Alberto il suo arrivo, il mandò
+a chiamare ed accoltolo amorevolmente, in attestato di estimazione
+de’ suoi meriti gli dà la croce di Cav. di S. Maurizio e Lazzaro, lo
+conferma nel grado di Generale a cui era stato in Ispagna innalzato,
+dicendogli che sperava si saria fermato in patria ed avrebbe il suo
+ferro consacrato alla medesima. A tali dimostrazioni il Colonnello
+J.... l’assicura che alla manifestazione di simile desiderio si
+conosceva assai onorato, e non poteva a meno perciò di aderirvi. Il
+Re lieto della risposta il fa soffermare in quel giorno in corte pel
+pranzo attestandogli continuamente di averlo in grazia ed in pregio
+altissimo. Ebbene dopo due giorni fu mandato a richiamare il Cav.
+J.... amorevolmente gli fassi incontro Carlo Alberto appena lo vede
+a comparire ne’ suoi appartamenti, _e mio caro_, gli dice, io deggio
+disdirmi dell’invito che l’altro jeri vi ho fatto, il ministro mio
+Villamarina con cui ho parlato lungamente di Voi, mi fece vedere che
+la vostra dimora _permanente in Piemonte poteva dar luogo a rumori,
+essere pericolosa, mentre io la credeva utile, onde m’obblighereste
+se fra tre giorni procuraste d’allontanarvi; che mai volete? son cose
+a cui dobbiamo rassegnarci. Però potete conservare in mia memoria
+e ’l grado e l’onorificenza che vi conferii_. A tai detti sorpreso
+l’antico militare dignitosamente rispose queste due parole: _grazie
+alla vostra maestà, quale son venuto, tale me ne andrò, e fra un’ora
+sarò fuori di già dalle mura della capitale_. La cosa si sparse per
+tutta la città, tutti ne ridevano, meno il ministro che godeva d’aver
+allontanato un suo nemico. Carlo Alberto si credeva d’aver dato saggio
+di una gran forza d’animo, d’una gran virtù, d’aver vinto il nemico
+più difficile ad essere soggiogato, secondo gli dicea il confessore
+suo, cioè d’aver vinto se stesso! E voi Azeglio volete farci credere
+in un tal uomo? in un uomo che se fosse vera l’opinione che le anime
+dei malvagi dopo aver vagato nello spazio vadano ad informare i corpi
+d’altre più basse persone, non potrebbe aver ereditato altra anima
+che quella di Giuda? in un uomo che dopo aver logorato la sua vita
+nei vizi, ora stanca da mane a sera gli inginocchiatoi, e gli altari?
+in un uomo che anche togliendogli la tristezza dell’animo, non sarà
+mai capace d’intraprendere la più piccola opera, nonchè quella della
+nostra rigenerazione? in un uomo, il quale non solo brama soffocato
+e spento lo spirito di indipendenza e nazionalità, ma di più tenta
+in ogni modo di far nascere ne’ suoi sudditi lo spirito contrario?
+in un uomo, il quale proibisce una società, che aveva per iscopo di
+diffondere lo studio della lingua italiana nel Piemonte, e togliere di
+mezzo a poco a poco il deforme dialetto che si va cinguettando da noi?
+la qual cosa ci dovrebbe assai bene convincere delle disposizioni di
+Lui, rispetto all’Italia, giacchè niuna cosa si mostrava più innocua
+al suo governo, che un’associazione, in cui i Piemontesi dietro lo
+stimolo del Cav. Panzoja tutti si proponevano di parlare costantemente
+l’italiano, e si sottomettevano ad un’imposta da passarsi ai poveri,
+ogni qual volta fossero colti in fallo, cioè a parlare il nostro
+dialetto, od altra lingua fuori di stretto bisogno. Tanto più che lo
+scopo era più letterario, che politico, e d’altronde il legame della
+lingua alla nazionalità non ha una forza sì energica, sì subitanea
+da spaventare chicchessia. E poi ignorate voi l’influenza del primo
+ministro, il Marchese Solaro della Margherita, il qualche oltre ad
+essere _gesuitissimo_ come sopra toccai, è ligio affatto all’Austria,
+e tanto che non lo si farà saltare dalla sua carica, impossibile
+sarà ogni simile divisamento. Del resto ammesso ciò, che non puossi
+ammettere giammai, cioè che Carlo Alberto volesse coadiuvare la nostra
+causa, e marciare alla testa delle sue truppe, che da qui a poco si
+raduneranno nella landa di S. Maurizio per servire di trastullo ai
+nostri Duchi, e prendesse a fugare il predone Tedesco dalle lombarde
+e venete terre, credete che l’italo paese guadagnerebbe sotto il
+governo Sardo? Sotto il giogo d’un dispotismo il più barbaro, sebbene
+mascherato dalla più artata apparenza? Sotto il comando di un re che
+per voler conservare, a maggior lustro della sua corte, l’etichetta
+spagnuola, conservò nella nobiltà la boria intollerabile di quella
+nazione, la barbarie e l’ignoranza la più maligna e la più crassa?
+Starebbe poco a rinascere il feudalismo, è vero modificato per imperio
+e necessità dei tempi, ma pur sempre tremendo feudalismo; e noi avremmo
+a soffrire fra breve quanto non soffrimmo sotto qualsiasi invasione,
+e quanto non soffriamo tuttora. Però che per quanto soggetti alli
+stranieri, bolversati, tiranneggiati, ed oppressi siano gli altri paesi
+d’Italia da’ suoi Principi, e dai suoi governi, sono sempre in istato
+meno passivo ed irritante di quello in cui si trovano i Piemontesi.
+Interrogate le persone colte ovvero quelle che intendono i loro diritti
+e non anco hanno rinunciato alla quistione dell’indipendenza italiana;
+chi di loro non s’espatrierebbe dal Piemonte, se vincoli d’impieghi, di
+parentado, dei loro interessi non li tenessero stretti ed inceppati?
+neppur uno per quanto possa essere caro il luogo dove s’abbia spirato
+le prime aure della vita, dove si sia visto per la prima volta la luce
+del giorno. Nè sarebbe inutile l’osservare che in numero grande si
+contano i Piemontesi, che continuamente s’espatriano volontariamente, e
+si recano ad abitare altri paesi aspettando un meglio avvenire per poi
+fare ritorno.
+
+Ma siccome non dobbiamo porre fiducia di sorta in Carlo Alberto, non
+dobbiamo neppure confidare nell’ajuto e nel concorso di verun’altro
+nostro principe, o degli stranieri; Siamo noi che di per noi stessi
+dobbiamo riedificare l’edificio della nostra nazionalità, e per
+niun’altra via potremo guadagnare il nostro intento, che per una
+generale sommossa, che per lo esterminio dei principi, e dei troni.
+La Francia come ridivenne nazione? come sorse ad incivilimento? a
+grandezza? se non collo spargere fiumane di sangue, se non colla sua
+lunga e terribile rivoluzione. Così dobbiam noi fare, così operare;
+ciò voi dovete o Azeglio predicare giorno e notte, tra i grandi e tra
+il popolo, se volete giovare all’Italia; a quest’opera dovete cercarvi
+collaboratori in continuo, perchè al primo manifestarsi del movimento
+tutti sorgano col braccio armato quegl’italiani, i quali non sono sordi
+alla voce dell’amore di patria, non sono anche del tutto imbastarditi
+dall’astuta tirannia dei nostri Signori, nè sì sviati dietro il male
+esempio da desiderare di essere piuttosto ingentiliti e corrotti, che
+resi saggi e virtuosi.
+
+È senza dubbio allora che potrete meritarvi la pubblica fiducia, la
+gratitudine dei vostri fratelli, la benedizione di tutti i buoni, che
+non avete di certo ora, che siete associato a Balbo, e d’un imbecille e
+malvagio volete far Carlo Alberto un Eroe.
+
+Questo per ora è quanto aveva in mente di scrivervi; di moltissime
+cose, che presentemente non ho stretto obbligo di palesarvi, altra
+fiata torrò a discorrervi; cioè quando mi si porga il destro, e possa
+crederle d’utile pubblico. Io vo’ sperare che rientrerete in voi, od
+almeno vi cesserete dal dare consigli ai vostri fratelli, i quali non
+solo non sono vantaggiosi, ma anzi tornano loro di danno immenso;
+seppure non volete ricredervi ed abbracciare il partito del vero
+Italiano, che dovrà sempre sdegnare ogni moderazione dove gli stia a
+cuore l’ottenimento della salvezza patria. Non vi faccia maraviglia,
+se io serbo l’anonimo, il vostro esempio mi ha istrutto se prima non
+lo fossi stato, e da qui ad un mese alla più tardi, rilasciando ancor
+io il beatissimo Piemonte, vi renderò avvertito con altra mia scrittura
+del mio nome, e vi proverò in effetto la mia stima, e se volete la mia
+affezione, tuttochè mi abbiate veduto in tante cose così discorde da
+Voi, da lanciarvi contro una amara, ma giusta rampogna.
+
+ _Di Torino 7. Giugno 1846._
+
+ N. N.
+
+
+
+
+INDICE DELLE MATERIE
+
+
+ _Alcune righe, a mo’ di lettera, che servono
+ di prefazione al libro_ Pag. 3
+ _Osservazione prima sui governi d’Italia_ » 5
+ _Osservazione seconda sulla libertà di
+ scrivere, di parlare e di manifestare
+ la propria opinione sulla sorte futura
+ d’Italia_ » 9
+ _Osservazione terza sul merito, che hanno
+ gli Italiani per un meglio avvenire_ » 22
+ _Osservazione quarta sul bene, e sul male
+ delle sommosse_ » 27
+ _Osservazione quinta sull’egoismo imputato
+ agli Italiani pei disegni che fin’ora
+ essi manifestarono_ » 34
+ _Osservazione sesta sulla condotta dei
+ popoli Italiani e dei Principi, che li
+ governano_ » 44
+ _Osservazione settima sulla ridicolezza
+ d’una domanda al governo Papale di
+ essere pe’ suoi sudditi più assoluto, e
+ più dispotico_ » 49
+ _Osservazione ottava sull’inutilità delle
+ proteste per migliorare la condizione
+ degli Italiani_ » 55
+ _Capitolo unico sulle speranze d’Italia
+ riposte in Carlo Alberto_ » 71
+
+
+
+
+NOTE:
+
+
+[1] Lo scrittore della presente non andò errato nel suo pronostico,
+perocchè ci pervenne a notizia trovarsi già egli in Viareggio dopo
+d’essersi fermato alcuni giorni a Lucca dove per certi scrupoli non fu
+tollerato.
+
+[2] Vedi Mazzini nel suo ragguaglio sulla morte dei fratelli Bandiera.
+
+[3] V. _Pag._ 12.
+
+[4] Vedi pag. 114. dell’Azeglio.
+
+[5] Vedi Ricciardi nel suo libro _Gloria e Sventura_, Parigi coi tipi
+della signora _La Combe_.
+
+[6] Vedi pag. 115. fino al fine.
+
+[7] È vero che gl’Italiani in Inghilterra sono trattati ben altrimenti,
+e di Malta, lo posso accertare io, vengano essi consigliati a
+traslocarsi là, ed anche a spese del governo generosamente più che
+gratis condotti.
+
+[8] Vedi Ricciardi libro sulle _Speranze d’Italia_ Parigi 1846.
+
+[9] Quegli furono un certo Rossaroli ed un certo Ancillotti che preser
+parte nella congiura così detta del monaco, perchè ordita da un frate;
+i loro compagni conosciuti veri congiurati andarono tutti a morte, gli
+altri come sospetti in prigione a vita come loro.
+
+[10] Del Codice Sardo colle postille del Barbaroux, se ne è fatto
+un’edizione, che io stesso ebbi tra mano, e potei convincermi della
+cosa. Prati con un bel carme si fece interprete del dolore dei
+Piemontesi per l’improvvisa morte del Barbaroux, ma la revisione tutto
+glielo falcidiò.
+
+[11] _Via economica_ è un modo di far giustizia, in grazia di cui
+una persona di qualche credito incolpando un’altra, può aver la
+soddisfazione di vederla subito arrestata, castigata, senza che ella
+prima del termine del suo castigo possa sapere il motivo del suo
+arresto, far ricorsi di sorta per purgarsi dall’accusa, e far valere le
+sue ragioni, locchè qualche volta avendo protezioni vienle poi concesso
+dopo siccome un gran favore.
+
+
+
+
+
+Nota del Trascrittore
+
+Ortografia e punteggiatura originali sono state mantenute, correggendo
+senza annotazione minimi errori tipografici.
+
+
+
+*** END OF THE PROJECT GUTENBERG EBOOK 76908 ***