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+
+*** START OF THE PROJECT GUTENBERG EBOOK 76908 ***
+
+
+ SUL LIBRO
+ DEGLI ULTIMI CASI DI ROMAGNA
+ E SULLE
+ SPERANZE D’ITALIA
+ FONDATE SU CARLO ALBERTO
+
+
+ PAROLE
+
+ A Massimo d’Azeglio
+
+ D’UN SUO COMPATRIOTTA.
+
+
+
+ PARIGI.
+ MAD. LACOMBE, STRADA D’ENGHIEN N.º 12.
+ 1846.
+
+
+
+
+A MASSIMO D’AZEGLIO.
+
+
+Era lunga pezza, che aveva in animo di dirigervi qualche parola, ma
+più ragioni inutili a dirsi mi tennero sempre fin’ora in forse, e
+non ultima fra esse si fu la stima che altissima io portai ognora a
+voi tanto come a letterato e pittore, quanto come a uomo e cittadino
+d’Italia: cosicchè fino al giorno d’oggi io mi condussi senza mandar ad
+affetto il proposto mio, volendo anche illudermi per qualche tempo, por
+fede nelle vostre parole e dividere con voi e coi vostri seguaci quelle
+speranze che andavate rinfrescando nei nostri fratelli, ed aspettare
+insomma che finalmente la lima del più acuto rimorso avesse coll’opra
+continua di venticinque anni appianato, e corroso il callo che ad ogni
+magnanimo senso un Principe aveva fatto; Principe che mentre i natali,
+la patria, le condizioni dei tempi, tutto chiamavalo a grandezza, alla
+rigenerazione d’Italia, prefferse vigliacco infangarsi nella massima
+delle viltà, e macchiarsi della più schifosa fra le infamie.
+
+Di qui potrete già addarvi, che io non vi intendo parlare nè di
+arti nè di lettere, sia perchè troppo difficile e malagevole si è
+il comparire in un’arte o scienza qualsiasi edotto discorrendo con
+persone in esse dottissime, chè ad altri per quanto io mi sappia non
+è mai incontrato quello che accadde all’immortale Cornellie, il quale
+poetando comparve valoroso guerriero al gran Turrena; nè io d’altronde
+vorrei arrischiarmi di guadagnar la taccia che ebbe quegli il quale fu
+ardito d’entrare di guerra al cospetto d’Annibale. Altra adunque più
+importante causa mi induce a dar di piglio alla penna, ed a distendervi
+questo opuscolo, causa d’alta levatura, perchè si riferisce al bene
+del nostro paese, alla futura sorte della nostra nazione; e siete voi
+istesso che non solo me ne avete in mente destato l’idea, ma anzi
+mi vi avete costretto, vuoi colle pur troppo bugiarde speranze che
+vi affaticavate in far riporre dagli italiani nel braccio di Carlo
+Alberto, vuoi col vostro libretto che ha per titolo: _Degli ultimi
+Casi di Romagna_, dove insieme a molte buone e belle verità avete pur
+lasciato, scusate alla mia schiettezza, sfuggire dalla vostra penna non
+poche corbellerie, dalle quali pensai prendere le mosse, appellando col
+nome di _osservazioni_ i capitoli in cui di esse sarò per entrarvi.
+
+
+
+
+OSSERVAZIONE I.
+
+ L’epoca de’ tiranni è molto
+ lontana da noi.
+
+ _Pag._ 5. MASSIMO D’AZEGLIO.
+
+
+Quantunque io mi convenga pienamente su di alcuni punti del vostro
+scritto, pure non è che io non abbia a tenere per assurde varie
+sentenze, in cui vi siete lasciato forse dalla poca vostra esperienza
+in siffatte cose trascinare, il perchè non è che io supponga, sono
+anzi fermamente persuaso che tutto quello voi avete detto, l’avete
+detto di vera ed intima convinzione; chè se ciò non fosse neppur
+d’una parola in risposta vi crederei degno. Secondo le vostre viste
+l’epoca dei _Tiranni_ è molto lontana dai nostri giorni, anzi a pagina
+quinta del vostro libro non temete di asserire che vuolsi considerare
+una _Fanciullaggine Alfieriana_ il dire tirannici gl’attuali governi
+d’Italia; ma dalla maggior parte degli Italiani, ossia dai veri
+Italiani si pensa ben altrimenti, credetelo, onde la sentenza che
+voi lanciate contro di chi da voi dissente potriasi in mirabile
+modo ritorcere su di voi, e su chi infatuato del vostro nome giura
+ciecamente nelle vostre parole. L’esempio di Papa Gregorio; del Duca
+di Modena, del Re di Napoli, e di Carlo Alberto parmi debba essere più
+che bastante a convincere chiunque della verità. È vero che essi più
+non commettono le follie e le stravaganze che molte volte contro gli
+antichi oppressori della nostra patria destavano più la compassione che
+non l’odio, più il disprezzo che non la vendetta, ma è vero altresì che
+essi si reggono sul soglio con un dispotismo assoluto, il quale basta
+di per se per caratterizzare tiranno qualsiasi regnante; è vero altresì
+che le più inaudite prepotenze furono nei costoro stati commesse e si
+commettono tuttavia, che in spessissime occasioni il sospetto solo,
+il timore di qualche sinistro, una pretesa prova di morale induzione
+loro fu ragione sufficiente per farli appigliare ai più vergognosi e
+prepotenti partiti, per apportare la ruina a delle intiere famiglie,
+per cacciare individui innocenti in esiglio; o nei ceppi senza che
+processo di sorta venisse su d’essi instituito ad esaminarne la colpa,
+anzi senza che talvolta potessero perfino penetrare tampoco la cagione
+del loro arresto, delle loro persecuzioni, e non sono adunque costoro
+Tiranni? _È fanciullaggine Alfierana_ il crederli tali mentre al
+primo rumore, alla più breve causa brandiscono la mannaja? Oh Massimo
+mio! dove diamine avevate la testa quando ciò scrivevate? Perchè non
+informarvi esattamente prima di ciò che intendevate communicarci?
+Perchè non interrogarne gli individui del ceto infimo e medio, invece
+di chiederne lingua ai compri letterati ed artisti, ai nobili che non
+ponno soffrire l’agonia della loro aristocrazia, che solo ancora in
+Piemonte minaccia vita e trionfo? sì perchè non addentrarvi nei misteri
+della società, e studiarne le piaghe che l’avviliscono, immalvagiscono,
+e la rendono inatta perfino al giusto lamento, all’indignazione, al
+solo pensiero, non che all’intrapresa della più bella fra le vendette?
+Se voi ciò aveste fatto vi sareste facilmente convinto essere assai
+più crudele la tirannia dei nostri Principi attualmente regnanti,
+che non era quella degli antichi, tanto più pensando ai tempi in che
+viviamo, e facendone il paraggio colle passate età. Gli antichi nostri
+padroni per attutarsi nel loro potere, per rendere temuto il loro nome
+apertamente calpestavano le leggi umane e divine, spargevano il sangue
+dei loro sudditi; i Principi del giorno d’oggi fingono di rispettare
+l’opinione pubblica, fingono d’ignorare tutto, mentre tutto sanno
+quanto i loro ministri fanno di prepotente, di tirannico, e d’infame
+e per ritardare sempre più l’ora della ruina del loro dispotismo, che
+veggono fatalmente avvicinarsi, non solo ricorrono alla scure come i
+loro maggiori, ma come _Polinice_ appo il Tragedo Senecca si mostrano
+disposti di gridare quando che sia: _io brucerei e padre e moglie e
+figliuoli_, piuttosto d’uniformarsi alle imperiose esigenze del secolo,
+e discendere alle riforme volute dall’incivilimento. E voi cotestoro
+credete pazzia nominare tiranni? almeno non aveste lanciato qual
+sarcasmo contro quella grande anima del Tragico Italiano! che tutti
+dovremmo imitare non fosse in altro che nell’intenso desiderio d’esser
+utile alla patria, giacchè niuno più del fiero astigiano dimostrò mai
+d’intendere l’animo e la mano con più fervore e costanza alla causa
+della nostra indipendenza nazionale. Onde se qualche goccia di sangue
+italiano ci scorre anche nelle vene, se qualche fibra non guasta dal
+cancro della viltà anco si agita nel nostro animo alla nuova di qualche
+aggravamento, alla vista che ogni giorno più va crescendo la nostra
+schiavitù, e lo stesso pensiero, lo stesso affetto vorrebbesi, non
+che inceppato, servo, credetelo pure, lo dobbiamo in gran parte alle
+scritture di quell’immortale, ai forti e maschi concetti, in cui si
+apriva quella mente, alle energiche, libere ed infocate espressioni
+in cui irrumpeva quell’anima. Nè con ciò credete io vi voglia far da
+predicatore, chè solo intendo di rendervi avvertito che se mai conviene
+andar molto a rilento in affibbiarsi la giornea di giudici su gli
+altri, è senza dubbio quando abbiamo a fare con chi su noi giganteggia,
+su chi fu destinato a spargere torrenti di luce immortale sul cammino
+della sua vita, come Alfieri, simile a cui se uno per paese nella
+nostra penisola presentemente vi fosse per tenacità di volere, di
+desiderio, o di operare, non staremmo gran fatto a crollare quel giogo
+che da tanto tempo pesa sul nostro collo, ed a cui un gran numero di
+noi così si mostrano assuefatti da potere a ragione essere paragonati
+a que’ giumenti che più non paiono sapere camminare se non gravita loro
+sul dorso la solita soma.
+
+
+
+
+OSSERVAZIONE II.
+
+ Non vedo, che a chi ho osato
+ stampare liberamente le sue
+ opinioni sul presente e sul futuro
+ stato d’Italia sia stato torto un
+ capello....
+
+ _Pag._ 4. MASSIMO D’AZEGLIO.
+
+
+Siano pure, come voi e l’aristocratico per eccellenza vostro Balbo
+volete, i nostri Signori persone _di temperato costume ed illuminate_,
+cosa dicerto la quale non vi si potrebbe menar buona, qualora un colpo
+d’occhio si desse alla loro vita pubblica, o privata, ma niuno senza
+dubbio mai troverete, il quale sia sì nuovo delle cose governative
+dei varii stati del nostro paese, e sì baggèo da credere all’opinione
+vostra, siccome a detto infallibile, _che cioè il più gran rischio a
+cui uno possa farsi incontro per dire schiettamente quella verità che
+a tali Governanti non potrà giammai andar a sangue, sia la perdita
+degl’impieghi_, mentre non v’ha villaggio sto per dire della nostra
+penisola, che non porga la testimonianza di rigorosissime e barbare
+provvidenze prese non che contro chi fu conosciuto autore di simili
+scritti, contro a coloro i quali furono intesi parlare semplicemente
+di patria indipendenza, o furono sospettati d’appartenere a qualche
+società di liberali, o creduti divulgatori o possessori trovati di
+libri politici, di cui proibita se ne era l’introduzione. E voi ci
+venite dicendo che chiunque può scrivere quanto gli pare e piace
+sugli abusi, sugli infami trattamenti, e pessimi modi di procedere
+dei governi senza correr grande pericolo? Niuno vi niegherà che i
+Principi nostri abbiano dimostro qualche volta di non ardire affrontare
+direttamente la pubblica opinione, di trovarsi in forte imbarazzo nel
+dover prendere misure di rigore contro qualcuno che o cogli scritti
+o colla condotta li inquietasse; allora nelle loro determinazioni si
+ingegnarono di parere moderati, giusti, ed anche generosi, ma voi non
+mi potrete nemmanco contendere, che essi solamente ciò hanno fatto,
+fanno, e faranno in quelle occasioni, che temono un altro procedere
+loro riuscirebbe di pericolo e danno maggiore, cioè quando hanno
+che fare con persone di gran fama, di gran popolarità; il perchè
+quand’uno gode la simpatia, la stima e la venerazione della moltitudine
+facilmente trascina i più dei concittadini nel suo partito, e li
+obbliga a congioire e a compatire secolui nelle prospere e nelle
+tristi venture, ed al punto dal farci avere in non cale qualsiasi
+sagrificio quando si trattasse di salvare il loro capo, di arrivare
+qualche grande intento. In questi casi torna più a conto dei nostri
+Tiranni far orecchie da mercanti, far le finte di non vedere o di
+non sapere, addimostrarsi moderati ed anche generosi, e nell’istesso
+tempo guardare in segreto modo di rimediare alla meglio la cosa, e
+trattandosi di scritti di troncarne ogni via alla pubblicità. Che
+stranezza sarebbe infatti, che il popolo vedendo agire il governo
+con rigore e crudeltà contro di un qualche suo rappresentante, si
+levasse a rumore, e facessegli pagare lo scotto coll’ultima di tutte
+le antecedenti sue prepotenze? Così sembrami non dobbiate far le
+maraviglie come niuno con voi pensi che l’esempio di Niccolini libero
+in Toscana, e di Balbo libero in Piemonte possa riprodursi, ogni
+qualvolta uno scrittore osasse alzare alta e libera la sua voce contro
+il proprio governo, tanto più poi che riguardo al Balbo ci sarebbero
+molte cose a dire. Non sapete voi che egli appartiene a quel ceto di
+cui qualsiasi azione non può essere che buona, e lodevole? Non sapete
+che egli è di quel legno che in Piemonte è Sacro, e guai a chi lo
+crede infetto, ovvero lo tocca? Di più meditate le _sue speranze_, e
+poi ditemi qual utile si sia ottenuto o si otterrà da un libro che ci
+viene a predicare impossibile la nostra redenzione tanto, che sta in
+piedi l’impero ottomano, mentre offuscata, e spenta non è l’odrisia
+luna? Credete voi che la pensi in fatto della sorte futura della nostra
+Italia medesimamente che voi, uno che fa partire le nostre speranze dal
+Turco? Vi ingannereste a gran partito se ciò fosse, io l’ho studiato
+più davvicino di voi, penetrai più intimamente nell’animo suo, e vi
+ripeto che egli è troppo aristocratico, è troppo ligio allo splendore
+della sua casta, per essere davvero amante dell’indipendenza della
+nostra nazione; aristocrazia della nobiltà piemontese, ed indipendenza
+italiana son due contrarii, son due forze, di cui una trionfando,
+necessariamente deve rompersi e spegnersi l’altra: pochi si sentono
+capaci di resistere all’ambizione e loro basta l’animo come a voi di
+rinunciare a tanto privilegio di schiatta.
+
+Ma veniamo di nuovo alle conseguenze che si deve aspettare chiunque
+prenda a scrivere la verità nel nostro paese: fino a qual punto
+si potrebbe istendere la massima moderazione dei nostri governi
+verso questi tali? Fino a lasciarli salvi dalla scure, sciolti dai
+ceppi, liberi dal carcere, ma intanto sarebbero essi fatti spiare
+attentamente nei loro passi, notati e riferiti i loro discorsi, e
+spesso contraffatti per modo che impossibile loro saria riconoscersi
+ancora per autori, e registrati andrebbero perfino i nomi delle persone
+con cui d’allora in poi usassero famigliarmente, con cui parlassero
+per via, e a che perfino facessero di saluto. Talmente che spesse
+fiate la loro moderazione qualora avesse luogo diventerebbe assai
+più funesta e nociva alla causa comune, che non può essere nemmeno
+il più fiero rigore, la più ferrea tirannide. Il perchè coll’autore
+dello scritto proibito andrebbero compromessi tutti quegli altri che
+o l’attorniano per vanità di trattare con un grand’uomo, o gli sono
+amici di cuore, o ne sono caldi ammiratori dell’ingegno, del carattere,
+ovvero l’avvicinano per avere consigli ed istruzione; la qual cosa
+potrà parere esagerata e falsa a chi non si curò di studiare addentro
+ai nostri costumi, a chi giova illudersi per condurre avanti la
+vita, a chi si lascia allucinare da un’atto di affettata urbanità, ed
+intrinsichezza, non certo a me addottrinato in ciò dalla esperienza. E
+poichè ho incominciato deggio assicurarvi che più d’una volta mi ebbi
+a sentire all’orecchio da miei superiori di carica: _se volete andare
+innanzi: se volete conservarvi la grazia del ministro, del sovrano: se
+volete anco tenere l’impiego: se volete evitare il rischio di venire
+congedato, o lasciato fermo senza promozioni: dovete frequentare
+altre compagnie, lasciare la gloria di appartenere alla classe degli
+spiriti forti, lasciare insomma lettere e letterati, ovvero occuparvi
+in cose che possano guadagnarvi il favore del sovrano, come sarebbe
+dire, in cose di religione, di aggradimento di chi vi fece benefizio
+nel darvi impiego e gradi in società_. Nè ciò tanto a me è che sia
+incontrato, ma di mia certa scienza a parecchi de’ miei conoscenti, ed
+a due miei intimi amici, i quali non conoscendosi per nulla colpevoli
+non vollero mutare tenore di vita a tali avvertimenti, ovvero usare
+più circospezione e prudenza, e quando si presentarono per ricevere
+dal nostro governo tratti di mera giustizia si dovettero sentire gli
+uni a dire, che il Re non permetteva che si avessero per buone le
+loro ragioni quantunque paressero giuste, e si prendesse interesse di
+sorta per allora in loro utile stante la loro caparbietà, e la loro
+ostinatezza; e gli altri vedersi minacciati, e tolti anche da impiego,
+mandati a viaggiare od in esiglio quando non ebbero bracci possenti
+che li sostenessero, o belle donne che li accomandassero, e corressero
+ad intercedere per loro, perchè (se molto altrove) in Piemonte la
+protezione di una bella Signora può più che non quella dell’oro
+eziandio presso i grandi dello stato, e controbilancia perfettamente
+quella dei Gesuiti.
+
+Ma a quest’ora neppure a voi ciò può parere strano, o Massimo, perchè
+se per lo addietro non anco avevate ciò esperimentato, l’avete non è
+molto dovuto toccare con mano, dir voglio quando cacciato di Firenze vi
+siete restituito in patria, dove dopo il breve clamore d’un entusiasmo,
+che la gioventù subalpina, fra cui annoverate me eziandio, dimostrò
+pel autore dell’_Ettore Fieramosca_, pel pittore di cui ammirato aveva
+le sublimi creazioni già dei più anni, per l’illustre loro Compatriota
+insomma, vedeste con vostro dolore e sorpresa, tanto vale che il
+confessiate siccome l’avete dimostrato nel sembiante, cadere vittima i
+vostri partitanti della sorveglianza la più fina, e della persecuzione
+dell’ispettore Generale di Polizia, e vi trovaste abbandonato pressochè
+da tutti i vostri più famigliari ed intimi, i quali erano stati
+consigliati a lasciarvi, e non pochi minacciati, se continuato avessero
+ad accostarvi, fra cui non voglionsi tacere alcune distinte famiglie
+che pur vi stimano, e si riputavano fortunate di accogliervi nel loro
+seno a serali conversazioni, e furono costrette ad ismettere di tenere
+le loro adunanze per non incontrare il mal umore del Conte Lazzari
+ricevendovi tuttavia dietro consiglio dato loro da lui in persona, od
+in bella maniera da lui fatto loro per via d’un terzo pervenire.
+
+Ed il vostro libro che voi credevate di poter introdurre quando che
+sia e spargere fra le mani dei vostri compaesani, ditemi di grazia
+ebbe forse una sorte migliore di quella, che fu toccata ai vostri
+partitanti? A migliaja mi scrivevano da varie città della Penisola
+esserne entrate le copie in Piemonte anzi nella capitale, ma invece
+quaranta persone, dalle quali nulla potrà sperare giammai l’Italia,
+nulla ponno temere i nostri tiranni, avevano ottenuto col permesso
+del ministro di Polizia di ritirarne una copia per uno con patto, anzi
+con sacramento di non la prestare o lasciar leggere ad altri, ovvero
+di tenerla scrupolosamente sotto chiave, e dopo qualche tempo anche
+queste in parte vennero ritirate per ordine di S. Maestà, da cui voi
+assicuravate avreste avuto immancabilmente coll’approvazione dell’opera
+l’assenso ad una illimitata introduzione. Chi mai avria detto, che
+un uomo di vostra età, con tante attinenze ed appoggi potesse venire
+ingannato nella sua aspettazione sì compiutamente? Io istesso che
+non conto la metà dei vostri anni, e che non sono dei più difficili
+a credere, e prestar fiducia, non avrei mai nemmeno per sogno preso
+un marrone di tal natura, e tornare in conseguenza più di danno che
+non di vantaggio a miei compaesani. Ma se per avventura queste cose
+non fossero sufficienti a convincervi del contrario della vostra
+asserzione, potreste leggermente assicurarvi meglio dei riguardi che
+il nostro Re ha pegli scrittori, i quali anche dopo una terribile
+falcidiatura della censura ottenuta l’approvazione, osarono pubblicare
+cose che in qualche maniera potevano muovere il mal’umore del governo;
+se di ciò interrogaste l’Avvocato _Angelo Brofferio_, il sig. _Edoardo
+Soffietti_, il sig. _Delpino_, il sig. _Tallone_, ed il sig. _Lorenzo
+Giribaldi_, da essi intendereste come sia facilissima cosa anche
+dopo l’approvazione, locchè è assai più ingiusto e barbaro, l’essere
+invitato ad una conferenza coll’ispettore di Polizia, e l’essere
+detenuto in arresto o in cittadella, od al palazzo di piazza Castello
+per uno scrittore, non dico ardito al punto da tentare colla penna e
+colla voce di illuminare il popolo, e farlo entrare in se, ma solo che
+non sia venduto, o che procuri a poco a poco di mettere sotto occhio
+la necessità delle più indispensabili riforme, che i governanti si
+ostinano a niegarci quanto più veggono avvicinarsi il tempo che a ciò
+saranno costretti contro loro volontà. Figuratevi quanto non sarebbe
+loro per accadere qualora la penna tingessero nel fiele, e togliessero
+a descrivere e disvelare i misteri della nostra società, a metterci
+sottocchio qualche quadro dell’intollerabilissima nobiltà piemontese,
+dei raggiri, dell’impostura, e ridicolezza di molti impiegati che
+tengono il maneggio delle cose e le conseguenze deplorabili della _via
+economica_ infatto di giustizia tanto accetta a Carlo Alberto, ed agli
+altri sovrani Italiani! In tal caso io sono d’opinione che non solo ci
+vorrebbe che ogni scrittore appartenesse ad una famiglia per affumicati
+diplomi, per resi servigi, per ricchezza e potenza di parentado ben
+visa dal governo, come si è appunto la vostra, ma sì ancora farebbe di
+mestieri la precauzione di svignarsela prima della pubblicazione delle
+loro opere, lungi dalla patria per non vedere tali puntelli a crollare,
+e dovere o presto o tardi essere fatti segni alla più accanita
+vendetta di chi non sa, non vuole, e non potrebbe mai perdonare,
+il perchè il perdono dipende da troppi affine possa liberamente nel
+nostro paese essere adottato, e d’altronde saria pressochè per tal
+gente un volersi ruinare da se, un volere rinunciare al loro passato,
+presente, e futuro, al qual punto come venissero in pensiero di
+discendere incomincerebbero, non v’ha dubbio, dalle dovute mutazioni
+di reggimento. Ma a che pro io mi spargo in cose, di cui al presente
+momento al pari di me sarete già forse convinto? Di fatto quelle
+maraviglie che dal Sovrano nostro, dai varii ministri, dai grandi della
+piccola nostra Corte, da ogni parte insomma vi venivano mosse intorno
+al fermare più a lungo la vostra dimora in Torino, quell’offerirvi
+incarichi per lontani paesi, ec. ec. non erano segni manifesti che
+il vostro soggiorno li inquietava, non erano taciti consigli perchè
+faceste la vostra valigia e partiste per qualche altra terra? Onde
+anche voi malgrado il sostegno della vostra fama, del vostro merito,
+della vostra famiglia che ha poderose branche, e dei vostri amici più
+possenti che schietti, temo forte abbiate presto a ricevere ordini
+in vece di esortazioni, e se stiamo a quanto si va ascoltando per via
+di Pò e di Dora, difficilmente alla comparsa di questa mia tontera vi
+potrò rivedere a percorrere questi nostri nuovi lastricati, ed udire
+la vostra parola che sebbene erronea perchè dettata spesso da mente
+illusionata, pure sempre interessante, perchè sincera e generosa.[1]
+Del resto riguardo a quanto voi diceste sul piccolo rischio che uno
+correrebbe nella nostra Italia prendendo a parlare delle universali
+tendenze della Società, e delle speranze del popolo Italiano, voglio
+ancora osservarvi qualche cosettina, ed è che non solo nel nostro
+beatissimo paese ciò è impossibile senza i più gravi pericoli, ma anzi
+appare poco meno che delitto agli occhi sovrani l’essere letterato,
+quando non siasi disposti a far l’apologia dell’augustissima Casa
+di Savoya, tanta è la tema che si ha, noi propaghiamo la conoscenza
+dell’onta, e della abbiezione nostra, il dovere di cittadino verso
+di noi e dei nostri discendenti, e della patria! Ne è chiara pruova
+il letto di Procuste in cui vengono messi i componimenti letterarii
+d’ogni genere, ma sopra tutto quelli drammatici, i quali per l’appunto
+sarebbero i più acconci a sussidiare la opera nostra, a giovare alla
+rigenerazione del paese; che nulla più che la commedia può educare
+il popolo a virtù, destarlo dallo stato di ignavia, di sonnolenza
+e di viltà, d’incitarlo a cose grandi, siccome nulla più che la
+tragedia è atta ad ammansare la ferocia dei tirannelli, a farci
+concepire contro d’essi odio implacabile ed eterno, ed a recare loro
+spavento col pensiero del nostro risvegliamento, quando davvero gli
+scrittori intendano gli obblighi loro, ed in ogni maniera s’adoperino
+per soddisfarli; insomma quando il concetto nazionale, come sempre
+dovrebbe essere, fosse il più vagheggiato nella lor mente, il più
+idolatrato nel loro core, e piuttosto ei si sentissero atti a gettare
+via la penna, che non ad obbliarlo. In Piemonte principalmente per
+potere far di pubblica ragione per via delle stampe o per via delle
+scene una commedia, od una tragedia, converrebbe dipingere nella
+prima i costumi di seicento anni fa, nella seconda sviluppare quelle
+passioni che più non possono riuscire di lezione in modo alcuno ai
+nostri potentati, e promovere il nostro utile, perchè anche nelle male
+cose i nostri signorotti sono infinitamente inferiori alli antichi,
+di cui i più anche nelle più turpi azioni addimostravano alle volte
+eroismo e grandezza, a differenza dei nostri che piccolissimi in tutto
+si addimostrano; sì per battere la carriera del tragico è d’uopo da
+noi mutare i principii costituenti il vero dramma italiano, è d’uopo
+darci uno scopo affatto opposto, cioè infame siccome fece ultimamente
+Domenico Cappellina il quale nel suo _Cola da Rienzo_ viene a
+predicarci la viltà e l’ignavia, e a tentar di metterci in uggia la più
+generosa, la più sublime, la più libera delle virtù.
+
+Interrogate il Nota, il Marenco, insomma tutti coloro che si diedero a
+coltivare questo ramo della nostra letteratura, ed ispecie i giovani
+letterati che valorosamente di continuo scendono in sì difficile
+palestra, a rinnovare le pruove, vi diranno quanto si struggano e
+giorno e notte non per incarnare il loro pensiero, ma per poterlo
+adombrare tampoco alla lontana, per cui tutti i tentativi riescono
+nulli, per cui non hassi teatro italiano, per cui Nota, Corelli,
+Marenco non poterono ancora emulare le glorie di Goldoni e d’Alfieri,
+e vendicarci dalle giuste rampogne che tutto giorno ci movono contro i
+nostri più grandi nemici, i Francesi.
+
+
+
+
+OSSERVAZIONE III.
+
+ Si merita l’indipendenza colla
+ virtù degli opportuni, de’ lunghi,
+ de’ grandi sagrifizi...
+
+ _Pag._ 7. MASSIMO D’AZEGLIO.
+
+
+Nè meno di queste sentenze si presenta bizarra, strana, per non dire
+ridicola l’interrogazione, in cui a pagina settima usciste colle
+seguenti parole: _noi Italiani possiamo forse alzar la fronte, metterci
+la mano al petto e dire a Dio ed agli uomini: ci siamo meritato la
+nostra indipendenza?_ Per dio! se non ce la siamo meritata noi, quale
+delle nazioni antiche e moderne mai se la meritò? quale delle nazioni
+prostrate già risorte o anco oppresse da schiavitù mai col sangue e con
+ogni maniera di sagrificii, di umiliazioni, d’angustie, di dolori, e
+di mali ha espiato le colpe sue antiche più della nostra? Sì riandate
+la storia, e ditemi se altra terra può sostenere il confronto anche
+da lungi colla nostra? se altro popolo ha più diritti per risorgere a
+grandezza, a libertà del nostro? Se altra nazione pel clima, pel suolo,
+per l’indole generosa del suo animo, per legge eterna di natura, e del
+cielo, per le sue passate glorie è chiamata più della nostra a tenere
+lo scettro di supremazia sulle altre, e se maggiore servitù, maggiore
+abbiezione, più lagrimevole stato del nostro mai si può dare? Non ha
+sofferto abbastanza l’Italia!!!... questa nazione che fino dalla caduta
+del colosso dell’impero romano, bersagliata dalla fortuna, restata
+in possesso dei barbari i quali si strappavano l’un l’altro, e si
+dividevano i brani del manto dei Cesari, quindi caduta in preda dei
+Saraceni fu sempre afflitta, combattuta, manomessa dagli assalitori,
+e dai difensori, dagli estranei e dai propri figli, gli uni contro
+degli altri aizzati sempre dai suoi nemici! quest’Italia che fu sempre
+in soqquadro ora per le agitazioni che la scotevano comunicandosi
+dall’una all’altra estremità come il terremoto, ora pelle ambizioni e
+pelle avidità degli invasori, ora per le crudeltà dei Brettoni e dei
+Franchi, ora per le ire interne che la tormentavano, per le guerre
+dei principi suoi che a palmo a palmo si contendevano il terreno, per
+la perfidia Arragonese che lungamente la tradì, insanguinò, e divise,
+poscia per la Ferocia spagnuola di cui rimase così vittima misera!
+Quest’Italia che in tante tempeste, in tante perturbazioni ha pur
+sempre dimostrato tanta costanza, tanta fortezza, tanto coraggio; che
+giammai mancò di guerrieri magnanimi, di valorosi principi ora caduti,
+ed ora risorti sulla propria terra come Antei sulla propria madre!
+Quest’Italia che dopo d’aver dato al trono di Francia il più grande
+Eroe che mai abbia esistito, si vide non solo frustrata nella più lieta
+delle sue speranze, ma anzi tradita e venduta e più schiava resa di
+prima! Perocchè tutto avrebbe potuto il grande Corso per la sua patria,
+se l’ambizione non avesse in lui scemato l’amor della sua nazione, non
+gli avesse fatto dimenticare le sue promesse, nè l’avesse indotto a
+stendere la sua destra nella bocca del Lione di S. Marco e a strapparne
+la lingua, ad ammorzare quella fiaccola, che invece doveva riaccendere
+del più vivace e bello splendore, e la quale per ciò appunto che era
+sul termine di sua vita meglio poteva rinfacciarci co’ pallidi suoi
+crepuscoli la nostra vergogna, la nostra dappocaggine e scuoterci dal
+letargo di morte a vivere novello. Non merita infine abbastanza questa
+Italia, che devesi vedere assiduamente spolpata, succhiata, e carca di
+catene dallo schifoso Tedesco, lupo alla cui rabbiosa fame in avvenire
+mal sarà per satisfare la lombarda e veneta contrada, se per noi non
+vien tosto rincacciato nella agghiacciata sua tana? Sì quest’Italia
+che un Papa Gregorio immiserì, insanguinò al punto di superare tutti
+i Tiranni dell’età passata nelle sue esecrande azioni e nella sua
+infame lega coi Tedeschi, e per convincersi come gli stia bene la
+sentenza d’Alfieri: _il Papa è Papa e Re_, sicchè _dessi abborrire per
+tre_: si rifletta che il numero durante il suo regno delle vittime
+a cui fece salire il patibolo ascende a OTTOCENTO e SETTANTADUE,
+oltre ai non pochi che segretamente si fecero trucidare in prigione
+senza processo, senza sentenza di Tribunale e per consiglio di quel
+famoso suo Segretario Lambruschini, che Iddio tenga lungamente in vita
+perchè possa sentire maggiormente il peso dell’universale disprezzo!
+Quest’Italia che nella parte sua più bella e deliziosa è tenuta peggio
+che schiava da un Ferdinando che non so se più abbia a nominare
+_buffone_ o _carnefice_ de’ suoi sudditi, giacchè sì nel rendersi
+ridicolo che odioso ed esecrando toccò l’ultimo segno a cui possa
+giungere non un principe, ma un barbaro! Quest’Italia che un Granduca
+di Toscana corona di viole e di papaveri, con una bugiarda mitezza di
+governo l’assonna e la snerva, col promovere l’ozio, i divertimenti,
+e colle Feste continue l’uccide, e colla speranza del lotto e delle
+tombole le fa vivere una vita simile all’agonia dell’etico, e giunse
+a renderla insensibile, fredda, indifferente alla vista di tanti
+monumenti che al forestiero che visita quella terra parlano sentimenti
+del più eroico valore, della più sublime virtù, e destano in core
+un vulcano d’affetti, il fanno fremere colla memoria del passato
+sulla fiacca, nulla, infelicissima nostra età! Quest’Italia infine
+(per tacere degli altri Signorotti) che un Carlo Alberto dopo averla
+vilmente tradita nel vent’uno, e barbaramente defraudata nel trentatre,
+tradisce continuamente e deride per soprappiù, trastullandosi della
+sua buona fede, con farsi credere a quando a quando disposto alla
+favorevole occasione di cancellarsi d’in sulla faccia il marchio
+della più esosa viltà! Vero insulto a chi generoso lo riconoscerebbe
+a fratello, a padre, vero adoperare di malvagia anima, d’anima
+infernale, che dimostra ben chiaramente, che la via dell’infamia
+per lui incominciata tutta vuole percorrerla fino alla fine e fare
+inorridire delle sue gesta nonchè le venerate ombre de’ suoi antenati
+_Carlo Emmanuele_, ed _Emmanuele Filiberto_, tutta l’umanità! Quando è
+dunque o Massimo, che noi a ragione possiamo raccontare un’illiade di
+maggiori guai? quando potremo noi dire di meritarci la nostra salvezza,
+se fin ora non l’abbiamo anche meritata? Sì quando verrà il giorno che
+dobbiamo valorosi intendere tutte le nostre forze alla grand’opra?
+il giorno che il nostro sagrificio potrà dirsi grande, bastante,
+e consumato? che infrante potremo vedersi cadere a piedi le nostre
+catene? quando ai nostri conati, ai nostri voti vedremo sorridere da
+lor sepolcro le anime di tanti giovani Eroi caduti sotto la scure dei
+nostri Tirannelli, martiri veri della patria, della libertà?
+
+
+
+
+OSSERVAZIONE IV.
+
+ Una sommossa può essere sorgente
+ d’immensi beni, come d’immensi mali;
+ d’immensa gloria, come d’immensa
+ infamia, la salute d’un popolo, o la
+ sua totale rovina.
+
+ _Pag._ 26. MASSIMO D’AZEGLIO.
+
+
+Finchè dite essere un fatto gravissimo quello d’intraprendere una
+rivoluzione, finchè dite essere anche il fatto più grave, a che possa
+il cittadino por mano, e che perciò vuole essere bene ponderato, ben
+preparato per essere bene condotto, io sono di pieno avviso con voi, e
+tutti quelli che per poco ragionano deggiono essere dalla nostra; ma
+quando asserite che questo fatto può condurre _ai più fatali errori,
+che può essere fonte d’immensa gloria, come d’immensa infamia_,
+scusatemi se vi osservo che date nel più grande strafalcione che si
+possa da uno scrittore pronunciare, se vi pruovo che vi siete lasciato
+scappare di bocca una grande bestialità, di cui in niun modo vi avrei
+potuto credere autore se per voi istesso non fosse ampiamente svolta
+ed espressa nel vostro libro. Come mai può dirsi infame un’azione
+suggerita dal più grande e nobile affetto, dal più sublime desiderio,
+dalla più eroica virtù? un’azione consacrata dal dolore, dal patimento,
+dal sacrificio de’ propri beni, delle cose più care, della vita? Un
+opera per essere cattiva, malvagia, od infame vuol essere fatta con
+fine cattivo, malvagio, od infame, del resto giammai potrassi dir tale
+senza sragionare, poichè l’opera che è buona per principio è sempre
+lodevole, anche quando lasciasse luogo a tristi conseguenze, le quali
+se possono qualche volta far compiangere chi ne è la causa innocente,
+se possono rendere men bello e glorioso il merito dell’autore, se
+possono convertirla in danno quando invece da essa si aspettava
+utile immenso, non è mai che possa autorizzare uno a biasimarla, a
+condannarla, ad incolparla d’infamia, o di _pazzia_. Infame e pazzo
+quegli piuttosto vorrebbesi dire, il quale osa profferire una tale
+bestemmia, il quale dissuade, scoraggia da simile impresa chi dovrebbe
+scaldare, incitare, ed illuminare perchè più facilmente se ne consegua
+l’intento. Predicate l’unione, l’amore come principio unificante delle
+popolazioni, delle masse, e delle famiglie, guardate che alla massima
+fra le generosità s’accoppi la massima prudenza, ma non togliete a
+scemare, a spegnere la più nobile fiamma che pur troppo non brucia più
+le anime nostre come bruciava quelle dei nostri padri, che dai loro
+sepolcri ci rinfacciano la nostra vergogna.
+
+Voi proseguite che l’intraprendere di propria autorità, il porre mano
+a dar la mossa pel primo ad un tal fatto è atto tremendo per chi abbia
+in pregio la giustizia, la fama propria, e della nazione, la carità di
+patria, e l’amore degli uomini, e perciò altamente da biasimarsi; ma
+quando mai un uomo solo s’accinse da principio a siffatta impresa non
+solo negli ultimi casi di Romagna, ma sì pure nei primi? E quand’anche
+fosse che uno solo avesse l’ardire e la possanza d’incominciare
+l’opera da se perchè dovrà cotanto condannarsi dove è certo che il suo
+desiderio, il suo affetto, il suo pensiero è quello dei più, e che
+al primo grido della sua voce, al muovere del primo suo passo mille
+e mille bracci si uniranno immantinenti al suo, mille e mille anime
+concorreranno seco intrepide al cimento.
+
+È pur d’uopo che qualcuno incominci le cose e questi non rimprovero e
+taccia di mentecatto, di temerario e d’infame, ma lode e gratitudine
+somma si merta dai suoi connazionali, meno nel caso che agisse ad
+insaputa di tutti, senza previo concerto, e senza tutta probabilità che
+la sua voce fosse per trovare un’eco nel cuore della maggior parte e
+che bastante sussidio gli sarebbe tosto apprestato da mandar ad effetto
+l’intrapresa; e chi fu mai il quale negli ultimi casi di Romagna si
+sia condotto talmente da spensierato? Voi Massimo mio gettate troppo
+spesso nel vostro scritto di false premesse, e da false premesse traete
+false conseguenze, locchè da tutt’altra persona che non da voi gli
+Italiani si sarebbero aspettato. Infatti dopo d’averci parlato come se
+la sommossa di Rimini abbia avuto origine da uno sconsigliato di tal
+guisa, soggiungete a pruovare meritato il forte biasimo da voi datogli,
+che _l’autore della sommossa si sarebbe fatto così ingiustamente
+arbitro delle volontà, dell’avere, della libertà, della vita d’un
+numero d’uomini che nè egli nè alcun altro se non Iddio può prevedere e
+calcolare, e se ne sarebbe fatto arbitro (quel che più monta) per usare
+i più preziosi beni, la più gelosa proprietà de’ suoi concittadini
+ad eseguire i propri giudizi, perchè senza il loro consenso, senza
+diritto, senza essere stato a ciò eletto da loro_. Ebbene supponendo
+anche per vera l’asserzione che l’ultimo caso di Romagna abbia avuto
+tal principio; favoritemi di dire in qual modo il promotore dell’opera
+ingiustamente si sarebbe reso arbitro di tali cose; a me pare, e così
+opino sia per parere a tutti, che niuno in tal occasione adoperando
+come i Romagnuoli; può farsi arbitro ingiustamente della sorte, della
+vita, dell’avere de’ suoi concittadini, e tanto meno col basso fine
+per voi toccato, senza costringerli per forza ad abbracciar il proprio
+partito, senza strappar loro un’assenso che nell’animo gli niegano,
+senza insomma una forte prepotenza. Or come questa forza può essere
+stata esercitata imperiosamente sugli animi altrui dall’eccitatore
+della sommossa di Rimini, se tutti che vi presero parte o col braccio
+o col consiglio, o coll’ajuto d’armi e di danaro, tutti operarono
+più che di loro spontanea volontà sto per dire con gioja, con furore,
+con entusiasmo? Come uno puossi far arbitro di tutto l’altrui contro
+l’assenso universale, se il pensiero di promuovere la nazionale
+nostra indipendenza è universale, se da una estremità all’altra della
+penisola secondo voi, uno è il desiderio, uno il volere? Il capo
+d’una rivolta a cui volontariamente, e certi di quel che intraprendono
+tutti parteggiano, non può dirsi arbitro delle altrui libertà, delle
+altrui sostanze, delle altrui vite, e delli altrui diritti, ma solo la
+guida degli altri perchè per ingegno, coraggio, e perizia militare,
+o politica scienza a tutti loro forse superiore. Del resto egli
+appigliandosi volontariamente all’opra, resta arbitro di tutto il suo,
+se gli basta l’animo di sagrificarlo alla patria, siccome degli altri
+che a lui si affidano spontaneamente ciascuno rimane pure arbitro di
+tutto il suo proprio, il perchè se non avesse voluto cooperare niuno
+avrebbelo a ciò spinto e costretto. E poi qui la cosa era concertata;
+meditata da tempo, ed incominciata non per opera d’uno, ma sì di
+molti, e ciò merita attenzione, di molti e non del vulgo, ma persone
+d’educazione di non umile famiglia, sicchè non devesi muovere dubbio
+ei non sapessero d’essere o no corrisposti nella loro impresa dai
+connazionali; onde anche l’esito infelice dei loro tentativi avesse
+peggiorato lo stato nostro, che peggiorare da quel che è, più non può
+assolutamente, io non veggo e niuno può vedere la ragione per cui con
+diritto sarebbero stati maledetti, siccome sarebbero stati benedetti
+in contrario se avessero guadagnato l’intento loro. Giacchè conchiude
+all’opposto affatto l’argomento, che Voi ponete innanzi dicendo:
+che solamente quegli il quale sia messo da un altro in un ufficio
+può giustamente scusarsi della mala riuscita con addurre che le sue
+intenzioni erano buone; e non coloro che nell’ufficio si pongono da sè,
+imperciocchè questi anzi unicamente meritano una tale scusa (sempre
+nelle precennate condizioni) agendo essi solo a loro talento, quando
+chè chi opera per un altro deve mettere in esecuzione non li proprii ma
+li altrui divisamenti.
+
+Ma lasciando da banda queste sottigliezze, permettetemi che vi dimostri
+essere in vera contraddizione con voi stesso: non avete detto in sul
+principio del vostro libro che noi non avevamo sofferto abbastanza?
+che i nostri mali non erano ancora sì gravi da meritarci la nostra
+indipendenza? Ora adunque perchè dimenticare le vostre parole sì
+presto, e lanciare sì brusche, sì amare, sì severe rampogne contro gli
+autori della rivoluzione e farli meritevoli d’infamia e di maledizione
+se il loro tentativo accresceva le nostre sciagure, quandochè ciò
+giusta la vostra opinione potrebbe renderci degni di risorgere, di
+riavere l’antica nostra libertà? Avreste fatto assai meglio qualora
+aveste detto che essi hanno meritato l’universale lode, ammirazione, e
+gratitudine anche nell’esito avverso, perchè il solo concetto non che
+il coraggio di porlo in esecuzione procaccia venerazione a chiunque
+lo ravvolga nella sua mente, e cerchi di stamparlo profondamente
+negli animi altrui; sì, avreste fatto meglio assai di dire loro che
+l’esperienza di tal fatto dovrebbe ammaestrarli per l’avvenire ad
+essere più prudenti, ad apparecchiar con maggior maestria la cosa
+un’altra volta, di svelare i loro falli cogli opportuni consigli per
+scansarli in avvenire, e ciò non potendo, di tacervi. Però chè non essi
+devono avere crudeli rimorsi di tanto avere osato, _come voi dite_,
+ma sibbene gli altri che non sorsero all’opra, coloro, che non li
+ajutarono, furono freddi vergognosamente a quella voce che secondata
+tutto poteva restituirci, perchè tutto fuorchè il nome abbiamo perduto.
+
+
+
+
+OSSERVAZIONE V.
+
+ Gli Italiani hanno avuto quello
+ che meritavano pel loro Egoismo, e
+ per la miseria dei loro disegni.
+
+ _Pag._ 10. MASSIMO D’AZEGLIO.
+
+
+Se la taccia d’egoisti fosse rivolta a noi da uno straniero, ci venisse
+d’oltralpe a d’oltre mare, poca o niuna meraviglia noi senza dubbio
+faremmo, usi come siamo da lunga pezza a sentire cotesti predicatori,
+che visitando da un capo all’altro la nostra penisola colla velocità
+d’un corriere postale, sorgono profeti del passato a declamare sulle
+rovine; bensì e stupore e rammarico quella ci desta quando a noi
+perviene da coloro, cui serra il baluardo delle stesse montagne, e ’l
+vallo dei medesimi mari, e tanto più da un Massimo d’Azeglio, da un
+uomo nel cui seno arde forse al pari che nel nostro la fiamma della
+patria carità.
+
+Perchè Azeglio riprendere i vostri concittadini d’Egoismo, e perchè
+rimproverar loro la miseria dei disegni? invece di sollevar la vostra
+mente a maggiori intendimenti, a fortificare col consiglio e col
+parteggiare più ampie idee, quei generosi che tutto posero in non
+cale per la redenzione della lor patria, e a cui forse nulla mancò
+per condurre a termine l’impresa che una saggia ed esperta guida.
+Una rampogna ingiusta, sappiate, scoraggisce, e paralizza quelle
+forze dell’animo, che bastarono a durare vittoriose contro tutti
+i macchinamenti, contra tutte le oppressioni della tirannide, ed
+ingiusta è la vostra rampogna verso i Romagnoli, prima perchè essi,
+sebbene il loro movimento fosse _provinciale_ come voi osservate,
+avevano uno scopo grande e nazionale, e pruova ne è il correre a
+prendervi parte i Toscani, ed il prepararsi a ciò pure i Napoletani;
+secondariamente perchè da un moto parziale si può progredire ad un
+movimento generale della Penisola coll’istessa facilità, che una
+piccola scintilla eccita secondata un grandissimo incendio. Di fatto
+chi vi assicura che la bandiera bianca per essi inalberata non fosse
+un saggio trovato per mettere meno sull’allarme il governo, e farsi
+ad un tempo più leggiermente un forte numero di fautori, piuttosto
+che la manifestazione vera dei loro desiderii? Credete voi possibile
+che i Romagnoli portassero fiducia d’indurre l’ostinatissimo loro
+Gregorio a dar loro le chieste riformagioni con una sommossa, mentre
+nella rivoluzione del 31. videro ad istanza della Francia, della Gran
+Brettagna, della Prussia, dell’Austria e della Russia promettersi dal
+Papa tutte quelle instituzioni da cui dipende la prosperità e la quiete
+d’un popolo, e quindi non solo non ottennero ciò che avevano dimandato,
+e loro era stato accordato, ma fra breve si trovarono in peggiori
+situazioni che non erano prima? Io per me anche non mi costasse di
+certa scienza che ben altri erano i loro divisamenti, pure mai potrei
+indurmi a ciò credere, a far un così grave torto alla nobile indole
+dei nostri fratelli. In quanto poi all’esito, fintantochè dite che i
+Romagnoli hanno toccato le male conseguenze delle non ben ponderate
+misure della loro inesperienza, non vi si può che dare piena ragione,
+ma quando insistete che essi hanno ottenuto ciò che meritavano solo
+d’ottenere, tutti veggono in voi più un maligno ed imprudente censore,
+che non un provvido e schietto consigliere, la severità per riprovare
+e condannare, più che la volontà e la saviezza per migliorare. Sta
+bene che voi raccomandiate a mettere _in prima fila_ la causa della
+nazione, ma non potete perciò rimproverare chi non negligentandola
+menomamente, comincia col tentarne un’altra forse per mettersi in
+grado da poter meglio operare per la prima, unico motivo che a questi
+giorni può spingere non dico i Romagnoli, ma qualsiasi degli altri
+popoli della nostra Penisola al partito delle sommosse _parziali_. Del
+resto comunque siansi condotti gli insorti della Romagna, è certo che
+la vostra asserzione in contrario senza pruove di sorta è nulla, anzi
+vergognosa, il perchè anche, supponendo, voi abbiate avuto qualche
+motivo a ciò profferire, avreste dovuto anzi di riprenderli procurare
+di emendarli e disporli meglio per l’avvenire fingere d’ignorare la
+colpa che a quelle vittime generose potessero venire in qualche modo
+a diritto imputate. Così la vostra parola non sarebbe tornata nè
+svantaggiosa nè offensiva; siccome tornò ridicola allor quando si fece
+a consigliarli di ricorrere ai giornali esteri e a farvi sovra proteste
+contro il loro governo per quelle innovazioni e quei miglioramenti
+che hanno diritto di domandare e sperare; come se un Gregorio si
+mostrasse di tempra più facile ad essere impressionato degli altri
+nostri Tirannelli, i quali pur troppo sanno meglio che noi far orecchio
+da mercanti a ciò che loro non conviene ascoltare. Se volessero
+rispettare i giornali non comincierebbero essi a rispettare un pò
+più l’opinione pubblica, l’opinione universale? E poi a quali rischi
+uno non s’esporrebbe? voi sapete, o almeno non dovete ignorare quali
+imbrogli, quali esosi maneggi abbiano luogo nella posta, nulla anche
+di turpissimo può oggi maravigliarci nel nostro paese a tal riguardo,
+quando nemmeno la libera Bretagna ebbe vergogna d’insozzarsi in tale
+viltà, in tale frode.[2]
+
+Per la qual cosa non solo non vuolsi considerare come egoismo lo
+spingersi per la via delle sommosse parziali per ascendere per via di
+queste ad una generale, ma anzi merita lode somma chi sta attento per
+cogliere l’occasione più propizia per dar fuoco alla mina; il che se
+difficile è a conseguire, lo è immensamente di più il far scoppiare,
+dirigere, e mandare a termine una generale; onde avreste voi bene
+meritato dalla patria e da tutti qualora descritta ed appianata ci
+aveste la via da tenersi in una grande intrapresa, che non accennarcela
+solamente, e dirci che _per non esservi entrati francamente e
+generosamente_, noi Italiani siamo stati, e siamo tuttavia più che
+_compianti_, derisi. Lasciate pure che le altre nazioni anzichè
+compatirci ci deridano, purchè non discendiamo noi a deriderci a
+vicenda, poco importa, verrà il giorno o tardi o tosto che inarcheranno
+dalla maraviglia i loro occhi, e riconosceranno in noi i veri figli,
+i veri discendenti di quei grandi che fur per due volte maestri in
+tutto al mondo intero, ed allora saremo ampiamente vendicati delle loro
+derisioni.
+
+Che poi ogni ambizione municipale sia cessata nelle nostre provincie,
+ne è prova la rivoluzione del vent’uno a cui si pose esca e fuoco da
+ogni parte col medesimo scopo, collo istesso desiderio, dir voglio
+dell’universale indipendenza della bella penisola, ma più di tutto ne
+è pruova l’entusiasmo con cui tutti i popoli italiani si mostrarono
+pronti a gridare loro re ora _Carlo Alberto_, ora _Ferdinando di
+Napoli_, ora il _Duca di Modena_, che pareva dovesse fortunatamente
+diventare il rovescio della Medaglia, di cui il suo padre era il
+diritto, alle più piccole apparenze di moderazione, di valore, o di
+ravvedimento che venisse loro dato di ravvisare nei nostri Tiranni;
+ne è pruova finalmente la differenza insorta ultimamente tra il
+Piemonte e l’Austria per le dogane dei vini, in cui Carlo Alberto
+volendo sostenere i suoi diritti fece concepire su di se le più belle
+speranze, talmente che mille chiacchiere si sparsero, mille progetti,
+tutti si preparavano a proclamarlo Re d’Italia mentre egli vuol
+continuare ad essere principe dei vigliacchi, re dei Giuda. Interrogate
+pure gl’Italiani delle nostre più illustri città e vedrete che niuno
+v’incontrerà di rinvenire il quale desideri la libertà d’Italia a
+patto che il suo paese riacquisti il suo principe, il suo doge, la sua
+antica signoria, l’esperienza del passato ha dottrinato non dico le
+masse colte, ma per fino gli abitanti dell’abituro, e del campo. Il
+Genovese pure che fu tenuto sempre pel popolo il più ambizioso, il più
+superbo, il più fiero della gloria sua municipale non già meramente in
+Italia, ma quasi sto per dire nel mondo, ebbene il genovese è forse
+quello che più di qual si voglia, altro vi fa maravigliare de’ suoi
+sentimenti italiani se togliete ad interrogarlo anche nel ceto più
+basso. Mi ricorderò sempre, che un rozzo barcaiuolo da me interpellato
+se era contento del governo sardo, se si sarebbe rivolto alla proposta
+di un governo libero, italiano, e nazionale, mi rispose queste semplici
+ma energiche parole: _non amo trattenermi in questi discorsi, perchè
+troppi me ne furono inutilmente fatti fin’ora, ma quando si trattasse
+davvero d’un altro governo anche non libero anche non nazionale, ma
+solo migliore dell’attuale, non solo io, non solo tutti gli uomini
+capaci di consacrare il loro braccio alla patria, ma perfino i bimbi
+che anco si nascondono nel ventre delle loro madri si rivolterebbero
+al dispotico governo, che ci schiaccia l’esistenza_. E simili risposte
+sebbene non sempre in sì energico modo mi vennero fatte dal basso
+popolo nelle varie parti della nostra penisola, sicchè vedete quando io
+vi dico che il municipalismo è caduto, universale è il pensiero della
+nostra nazionalità, il pensiero di risorgere in uno solo intendimento,
+ve lo dico per propria mia scienza, perchè son cose che ho toccato con
+mano, che ho veduto co’ miei occhi in alcuni miei viaggi.
+
+Volete sapere qual cosa manchi agli Italiani? un capo, uno che li
+guidi, che inspiri fiducia nelle pur troppo scoraggiate masse; fate
+che lo trovino e l’esito dell’impresa sarà strepitoso, terribile,
+grande e felice. Del resto procuriamo di estendere se più anche si
+può, la conoscenza della propria abiezione, di insinuare ogni maniera
+di liberi e generosi sentimenti negli animi della moltitudine, ma
+non con ispensierata anzi sfacciata maniera a cui voi consigliate,
+ma sì prudentemente, e sotto l’anonimo non avendo bisogno la verità
+ad essere compresa ed avuta in pregio dell’autorità d’un nome più o
+meno illustre, più o meno degno di fede in apparenza, siccome ne ha
+di mestieri la calunnia, e la menzogna per ottenere credenza. Sì,
+rinfreschiamo le glorie nostre passate nella morte del popolo; chè
+niuna cosa più giova a convincerci della propria forza che ciascuno
+abbiamo nel braccio e che è atta centuplicarsi mille volte in energia
+e vigore colla unione, quanto il ricordare l’Italia del 1154, fino al
+1177, dir voglio al tempo della quasi incredibile Lega Lombarda, ovvero
+i Parmigiani che fugano Federico 2.º con tutto il suo esercito nel
+1248, la Sicilia che stermina i Francesi nel 1282, la cacciata del Duca
+d’Atene nel 1345, l’opra di Cola da Rienzo nel 1347, Stefano Porcari a
+Roma nel 1453, Girolamo Olgiati a Milano nel 1478, Niccolò Capponi a
+Firenze nel 1494, quindi Francesco Ferrucci nel 1530 nell’assedio di
+Firenze, la congiura di Burlamachi a Lucca nel 1546, la sollevazione
+di Napoli contro il Toledo nel 1547 a cagione del sant’Ufficio, la
+cacciata degli Spagnoli da Siena seguita poco dopo della caduta di
+quella forte Repubblica cioè nei 1552-55, e nel 1647 le due rivolte
+condotte da Giuseppe d’Alessio, e da Masaniello, a Palermo ed a Napoli,
+i quali se avessero ottenuto il favore de’ nobili sarebbero giunti
+oltre alle lor patrie a liberare tutta l’Italia dalla servitù di
+Spagna, il nome d’un Pietro Micca che all’assedio di Torino nel 1706
+espone sua vita a certa morte e salva la patria dai Francesi, la gloria
+di Genova che nel 1746 scacciò gli Austriaci, la resistenza dei Corsi
+contro la Francia nel 1769, e quella della plebe Napoletana nel 1799
+contro le schiere di Championnet, resistenza la più valorosa che mai
+siasi vista, e che da se sola fa grande elogio a quel popolo.
+
+Sì, questi e tanti altri illustri fatti che le storie straniere con
+ragione hanno da invidiare alla nostra, noi dobbiam continuamente
+occuparci per rendere popolari, perchè possano aumentare quella fiducia
+che ciascuno di noi prima nelle proprie forze, poscia in quelle de’
+nostri fratelli, e giammai negli stranieri abbiamo a riporre, se non
+vogliamo aggiungere pentimento a pentimento, onta ad onta, sciagura a
+sciagura.
+
+
+
+
+OSSERVAZIONE VI.
+
+ La verità è una sola, e se
+ l’applichiamo ai principi, dobbiamo
+ egualmente applicarla a chi fa ciò
+ che essi fanno, benchè con modi e
+ fini diversi.
+
+ _Pag._ 28. MASSIMO D’AZEGLIO.
+
+
+Mettendo a paragone il popolo italiano coi principi che stendono
+la tirannica destra su desso, voi dapprima vi palesate in dubbio a
+quale delle parti abbiate a dare la preferenza circa al modo loro
+di comportarsi, il quale sia meno nocivo alla causa nostra, meno
+aggravante li lunghi nostri mali, poscia venendo fuori colla sentenza
+di certo inconcussa, che la verità è una, e deve applicarsi ai principi
+medesimamente che ai loro sudditi, non temete più di non andare
+errato pronunciando qual sia la vostra mente a tal proposito, e con
+chiare note dite dopo un’attenta considerazione che «_l’arbitrio dei
+principi genera di rado le conseguenze calamitose che quasi sempre
+genera l’arbitrio dei capi di sommossa_», adducendo per argomento
+a fiancheggiare l’opinione vostra; _avere i principi una posizione
+data, e che non si son scelta di propria elezione_. Io non so se
+assurda più che ridicola, ed ingiuriosa si debba dire la vostra
+asserzione, ma quel che è certo mi empie di maraviglia allorchè
+penso aver ciò voi detto per far apparire sempre più condannabile
+la sommossa dei Riminesi. Perocchè qual cosa essi hanno operato
+cotanto riprovevole? forse stragi, incendii, incesti, ladroneggi,
+saccheggi, ed assassinii? Eppure siffatte cose dovrebbero avere avuto
+luogo nella loro impresa perchè potessero essere con ragione messi
+a paraggio coi nostri Principi, perchè le loro azioni valessero a
+superare in danno, o controbilanciassero le costoro prepotenze, le
+costoro ingiustizie, e barbare azioni d’ogni maniera. E posto anche
+che tale si fosse stata la condotta degli insorti Romagnuoli o per
+cieco furore o per accanito proposto di giusta vendetta, ed avessero
+proprio accresciuto le pubbliche calamità piuttosto di sminuirle, a
+chi se ne dovria imputare la colpa maggiore? agli insorti, o a chi
+è la causa della lor insurrezione? agli schiavi che per crollare un
+giogo se ne trassero un altro peggio sul collo? ovvero ai tiranni,
+a que’ mostri di natura che dopo mille rischi aver corso di pagare
+il fio di tutte le loro nefandità, sfidano il destino, il consenso
+universale, coll’incrudelire, coll’ostinarsi non solamente a rimanere
+nel fango, ma coll’arrovellarsi il cervello per rendersi più uggiosi,
+più maladetti, e più sprezzati? Il Popolo, ed i Principi, possono
+essere paragonati non nel caso, l’uno della più alta schiavitù, li
+altri del più terribile dispotismo, ma sì in quello che Iddio, Natura,
+i tempi, e l’incivilimento imperiosamente dimostrano dover essere
+lo stato dell’uomo tanto destinato ad obbedire, quanto a governare,
+dell’uomo che la patria e la società vogliono vedere che compia prima
+i suoi doveri verso di loro, perchè a diritto si possa un dì lagnare,
+dove vengano offesi i diritti di lui. In tutte le cose mio caro, ma
+principalmente in quelle di politica prima di conseguitare giudicii
+sul bene e sul male, sul merito e sul demerito, sulla colpabilità e
+sull’incolpabilità è di mestieri dagli effetti montare alle cause,
+e dalle cause discendere agli effetti, è d’uopo tener conto di tutto
+che possa dannare o scusare un’azione, si deve aver l’occhio a ciò che
+risguarda al fine impostogli dall’autore, ed a ciò che all’esecuzione
+materiale del suo divisamento tanto si riferisce, altrimenti senza
+avvedersi uno viene al punto che gli sfuggono di bocca solenni
+strafalcioni pari al vostro di attribuire al popolo italiano tutte
+quelle calamità che gravangli sul capo, le quali invece non si devono
+riputare altro che conseguenza diretta o indiretta della barbarie
+di chi lo governa. Se voi o Massimo vi vedeste vibrato un colpo
+all’improvviso e per iscansarlo vi precipitaste inavvertentemente
+all’indietro in un precipizio, che rispondereste di grazia ad uno
+che visitandovi al letto della vostra agonìa vi dicesse, era meglio
+schivare il colpo con piegar la persona o da l’uno o dall’altro
+fianco, chinarsi ed aggredire l’avversario, osservare il rischio che
+correvate per fuggirne un’altro, e poscia vi desse dello spensierato,
+del pazzo? Pressochè uguale alla risposta che darestegli voi in simile
+caso, è quella che nel loro animo vi darebbero i Romagnuoli: e se non
+ve la danno è per predicarvi coll’esempio, ciò che voi avreste dovuto
+fare con loro, cioè che convien tenere conto delle buone intenzioni,
+si deve guardar più ai principii che guidano all’opra, che non ai
+mezzi con cui uno si accinge ad operare. Non seppero sopportare la
+loro sventura i Romagnuoli nell’insorgere tante volte come hanno
+fatto intempestivamente, voi replicate, incitandoli alla virtù di
+soffrire con rassegnazione, ad imitare gli abitanti della generosa,
+e misera Polonia, ma pochi giorni dopo la pubblicazione del vostro
+libro cadde lo specchio infranto che voi ponevate innanzi agli occhi
+degli Italiani, perocchè i Polacchi come i Romagnoli di tempra non
+più che umana, non potendo soffrire più a lungo li tanti mali che li
+travagliavano, imitarono quei di Rimini e toccarono più lagrimevole più
+straziante esito dei loro tentativi, che non è incontrato a questi. Dal
+chè chiaro apparisce potersi giungere fino a un grado di rassegnazione,
+dove poi è giuocoforza gridare, non puossi più tenere in istrozza il
+profondo sospiro, è bisogno, necessità alzarsi furenti contro i nostri
+nemici, ritentare gli antichi conati con più calore, appigliandosi
+novellamente alle mal sortite imprese. Morto è quel Leone che nel più
+acuto del dolore, nel maggior martoro della febbre non manda a quando a
+quando un suo ruggito, uno spaventevole lamento. Il dolore vuol essere
+sofferto nel segreto dell’operosa meditazione, finchè un generoso
+fremito non abbia eccitato nel nostro animo, di poi conviene dargli
+uno isfogo, bisogna irrumpere con tutta l’energia possibile, del resto
+quella fiamma che dovea condurci a vittoria, a vendetta, a libertà,
+venendo entro noi sconsigliatamente compressa, paralizza ed annichila
+le ultime nostre forze, ci strugge, e ci uccide in meno tempo che non
+può il ferro del Tiranno. Preparate le fila della trama affinchè meglio
+sia ordita, segnate il cammino che dobbiamo presto calcare per venire a
+salvezza, ma non venite più a predicare scoraggiamento e rassegnazione,
+la vostra missione sarebbe falsa, chè la maggiore nostra colpa ormai
+fatta antica è l’aver sofferto di troppo. Di qui si parte la derisione
+con che gli stranieri tentano d’oscurare la nostra gloria passata, non
+già dai generosi tentativi, che fatalmente fino al giorno d’oggi non
+giovarono che ad accrescere il numero dei martiri.
+
+
+
+
+OSSERVAZIONE VII.
+
+ Al Governo Papale dimanderò
+ cosa che non parrà indiscreta, gli
+ chiederò pe’ suoi sudditi la grazia
+ d’essere un pò più assoluto, un pò
+ più dispotico di quello che è.
+
+ _Pag._ 38. MASSIMO D’AZEGLIO.
+
+
+Che voi abbiate dimostrato che le male conseguenze, i funesti
+seguiti della reggenza del governo Papale superano a pezza tutti
+gli inconvenienti di qualsiasi governo assoluto e dispotico, tutti
+vi commendano, e ciò era veramente quello che dovevate fare per
+indurre ad aprire gli occhi chi si incapponisce a tenerli chiusi;
+che abbiate anche pruovato il governo papale non essere veramente
+assoluto e dispotico mentre si crede d’esserlo, ognuno non può a
+meno di approvare, perchè anche da questo vien manifesta sempre più
+l’ingiustizia, e la tirannia di quel governo, e la ragione perciò che
+hanno sudditi d’invocare le dovute riforme, e di ricorrere all’armi
+vedendo di non essere affatto ascoltati diversamente; ma che voi
+veniate al vostro assunto, e dimandiate per il bene dei Romagnoli
+la grazia al governo Papale d’essere un pò più assoluto, un pò
+più dispotico, i vostri lettori non solamente non convengono, ma
+riprendono, e biasimano fortemente il vostro avviso, e con ragione. Da
+chi siete voi messo a trattare la loro causa? Chi vi disse che essi a
+ciò si contentino, che reputino una grazia una tal concessione, una tal
+riforma? Governi assoluti e dispotici sono tutti gli altri dei varii
+stati d’Italia, e se i Piemontesi, i Lombardi, i Napoletani, i Toscani,
+i Lucchesi, i Modanesi, i Parmigiani non solo non sono contenti dei
+loro governi, ma anzi si struggono dal desiderio di crollarne il giogo,
+come volete che i Romagnuoli possano essere intieramente soddisfatti
+nelle loro mire qualora il Governo Papale su quelli si modellasse?
+come potete esservi condotto a credere che anzi essi avrebbero avuto
+a grazia un siffatto mutamento? Veramente v’ha una grande differenza
+tra quelli e questo! negli altri stati Italiani è un solo che figura
+d’incatenarci per via dell’opera de’ suoi ministri, i quali non hanno
+autorità, quando non se la prendono, e sono stretti esecutori degli
+ordini del re, quando vogliono; nello stato del Papa non è uno, ma sono
+più che hanno, voi dite, il privilegio di disporre dei ceppi, e della
+scure, e che per ciò? se gli Italiani tanto di questo che di quelli
+stati si trovano tutti pressochè alle stesse, se tanto qui che altrove
+l’amore pei sudditi è lo stesso, lo stesso il favore all’incivilimento,
+la stessa la provvidenza delle leggi, lo stesso il riguardo ai diritti
+pubblici e privati del cittadino! Io entro in avviso che abbiate ciò
+detto per ischerzare, non altrimenti che quando parlando della saggia e
+generosa condotta serbata dal Gran-Duca allorchè dal Nuncio Apostolico
+T. Sacconi gli era stata dimandata la resa di Renzi, uno dei principali
+del moto di Rimini, uscite in queste parole: _aver egli destato con tal
+atto invidia in qualche principe italiano_. L’Italia presentemente non
+ha più quei principi di cui si poteva a diritto vantare un giorno; oggi
+li suoi principi sono figli snaturati, e non sono capaci che di azioni
+vituperevoli, di passioni abiette e vili; veri animali immondi, che
+più si sprofondano nella fanga, quanto più tengono della lor indole,
+non possono che invidiare il male. Ma l’invidia ad una nobile azione
+può aver luogo solo in un’anima generosa, in un’anima che si strugga
+di non potere afferrar un’occasione per ispiegare quella forza, che
+nell’intimo le agita tutte le fibre. Qual è di grazia quegli che alle
+sollecitazioni dell’Austria, alle calde istanze del Governo Pontificio
+avria non dico dimostra tanta fermezza di carattere da non mutar
+determinazione, come poi timidamente fece il Granduca, ma che avrebbe
+solo esitato un’istante dall’aderire alle loro ingiuste dimande? qual
+dei nostri Principi anzi non avria, anticipatamente alla manifestazione
+de’ loro desiderii, rinchiuso il Renzi nelle sue prigioni, e quasi
+direi inalberatagli la forca piuttosto d’approvare, anzichè d’invidiare
+l’atto giusto e lodevole di generosità del Granduca di Toscana? Carlo
+Alberto? quell’infame, che dopo d’avere spinto i suoi soldati, i suoi
+compagni, i suoi congiunti, li suoi amici sulla via della rivolta, non
+ebbe vergogna di mancare al suo giuramento, di tradirli, e di spargerne
+il sangue, pronunciando, dopo avere soscritto più sentenze di morte,
+queste rabbiose parole: _muojano! muojano tutti! che la voglio tutta
+schiacciata questa maledetta genia di liberali_. Carlo Alberto cui non
+bastò l’animo mai di richiamare dall’esiglio quei tali nemmeno, di che
+egli stesso s’era fatto guida nel Ventuno? Avete veduto ultimamente
+come infatti si regoli il governo Sardo verso i liberali, e chi
+sospetta per tali: Il Conte Annibale Montevecchio, ed il Sig. Filippo
+De-boni per vostro consiglio si erano recati ambidue a Torino sulla
+fiducia di trovarsi in maggior libertà, e più sicuri dalle molestie
+della polizia, da cui qui appena qualche motivo avevano a temere.
+Essi non potevano dirsi compromessi col loro governo come il Renzi,
+nè tampoco appariva fossero perseguitati, e se si erano dilungati da
+esso ciò avevano solo fatto l’uno per timore, l’altro per isperanza
+d’un meglio altrove e più vantaggioso soggiorno, eppure passarono essi
+un giorno solo di vera quiete, di vera tranquillità d’animo in Torino?
+obbligati a consegnarsi mane e sera all’ufficio della polizia, espiati
+nei loro passeggi, osservati ed ascoltati nei loro discorsi dopo il
+volgere di pochi giorni da mille disinganni amareggiati, si videro
+intimata la partenza, e non vi fu nè la vostra nè la protezione del
+vostro fratello, e di molti altri grandi della corte e dello stato, la
+quale sia stata valida a far sospendere un tal ordine, e a procurare
+loro anche un solo prolungo di dimora.
+
+E dopo un cosiffatto procedere del suo governo volete voi che un Carlo
+Alberto potesse sentire invidia della fermezza del Gran Duca di Toscana
+nel niegare all’Austria, ed al Papa il Renzi, uno dei capi della
+sommossa? Oh scusatemi! ma voi o non parlate di buon conto, o Balbo vi
+mise le traveggole agli occhi, e sia che vi troviate nel primo, sia che
+vi troviate nel secondo caso, è sempre uno stato indegno di voi, d’uno
+che gli altri dovrebbe guidare, e non lasciare che gli altri conducano
+lui pel naso. Non abbiate fiducia in chi nei fatti non si mostra
+consentaneo alle sue parole, non nel Balbo e ne’ suoi seguaci che sotto
+il manto di moderazione, e meglio del Gesuitismo predicano la riforma
+finchè può migliorare le loro condizioni, può favorire il trionfo della
+loro casta, dell’aristocrazia; ma alla voce d’indipendenza, di libertà,
+di rivoluzione, si spaventano, si crucciano, tremano a verga a verga,
+vuoi per la coscienza dei loro demeriti, vuoi per lo timore di cadere
+dal loro potere, di dover lasciare la maschera di moderato liberalismo,
+di occulata prudenza con cui tentano, a detta di Tacito, di corrompere
+il popolo colle mentite speranze, di consolidare il loro regno
+allontanando gli animi delle ardite imprese, sostituendo al coraggio
+la disperazione. Anime che si potrebbero paragonare a quelle piante
+parasite che per tenersi in piedi hanno bisogno che altre loro servano
+d’appoggio; demoni d’inferno che incapaci ad operare nulla di bene, di
+grande, non solo non vogliono riconoscere il merto di chi immensamente
+li avanza, ma vorrebbero spegnere quanto può essere di nobile, di
+sublime per desiderio, volontà, intendimento ed intrapresa in altrui.
+
+
+
+
+OSSERVAZIONE VIII.
+
+ È utile all’Italia, ed atto facile
+ ad imitarsi, il protestare a viso
+ aperto contro le ingiustizie che da
+ noi si soffrono, qualunque siano, e
+ da chiunque ci vengano.
+
+ _Pag._ 110. MASSIMO D’AZEGLIO.
+
+
+Si vede chiaramente che voi non avete sofferto mai nulla, e per
+conseguenza giammai avete dovuto alzar su la vostra voce contro qualche
+atto d’ingiustizia e di prepotenza usatovi o dal vostro o da altro
+governo, che altrimenti non avreste dato il ridicolo consiglio agli
+Italiani di protestare a viso aperto contro tutto quanto loro dai
+governi fassi soffrire, piuttosto e con maggior frutto loro avreste
+dato un avvertimento affatto opposto perchè inutilmente non avessero
+la spensieratezza di affrontare i tanti rischi d’ogni maniera a cui
+necessariamente quegli va incontro, il quale osasse non diciamo far
+una solenne protesta, ma solo una rimostranza ai nostri Tiranni, i
+quali volendo essere infallibili, sono incapaci di ricredersi, ed
+indietreggiano nel peggio piuttosto di valersi dell’altrui consiglio
+per procedere al meglio, simili a quei ronzini che se li battete
+retrocedono e scaraventano de’ calci, se li accarezzate si piantan
+fermi nella via, ed un buon argano ci vorrebbe per farli muovere. Un
+fatto solo può servirvi di pruova mentre ne potrei citare moltissimi
+da cui si rileverebbe il più felice esito a sperarsi da una protesta
+qualsiasi, essere per avventura l’indifferenza. Nel 1841, se non fallo
+trovavasi in questa capitale l’Areonauta Comaschi, il quale innalzatosi
+nel suo pallone ritentava una salita nel cielo che da qualche giorno
+il vento gl’impediva di mandare ad effetto, il viaggio dapprima riesce
+felice, rapido l’areostata tra gli applausi della affollata popolazione
+era asceso ad un’incredibile altezza, quando un soffio di vento di
+tramontana lo spinge quasi orizzontalmente sulle colline di Moncalieri.
+Il Comaschi vedendosi contrastato dai venti, anzichè venire a lotta
+con loro, decide di discendere per mezzo del _paracadute_. Il suo
+Pallone piombato al suolo in poca distanza da lui venne preso da alcuni
+soldati del reggimento di Savoja Infanteria che staccati dal corpo che
+si ritirava dalla così detta _passeggiata militare_. Egli presentatosi
+loro, chiama il suo pallone, essi dapprima ridono poscia sguainata la
+spada si fanno attorno a tagliuzzarlo niente meno che avessero avuto da
+menar strage sul nemico del loro paese. Il Comaschi non la potendo dire
+nè in parole nè in fatti si ritira, e si reca a Torino dove raccontata
+la cosa a qualche amico trovò una persona che s’incaricò di farci avere
+una compiuta soddisfazione. Infatti pochi giorni dopo Carlo Alberto gli
+faceva pagare il pallone colla cassa del reggimento a cui appartenevano
+que’ soldati, mandò alla _catena militare_ quelli che erano apparsi più
+colpevoli, degradò e congedò dal servizio gli ufficiali superiori che
+in quella sera accompagnavano il _corpo_. Alcuni di questi ricorsero
+al Re per far valere le loro ragioni e pruovare che in verun modo non
+potevano essere colpevoli, il Re letta la supplica si rivolge al suo
+primogenito il Duca di Savoja, e gli chiede il suo parere, essendo
+questi allora il colonnello di quel Reggimento. Volete sapere la
+risposta, il resultato? Ebbene l’erede del trono Sabaudo volto al padre
+soggiunse con disdegno: _se fossi nel posto di V. Maestà non solo non
+mi ritratterrei dalla presa determinazione, ma farei tutta fucilare
+cotesta canaglia_. Il consiglio del figlio Augusto, le cui parole ce
+lo dovrebbero caratterizzare, non venne è vero dal padre accettato,
+ma è vero altresì che quella rigorosissima sentenza fu eseguita senza
+modificazione di sorta, e per alcuni ingiustamente; ma di simili fatti
+ne vedrete addotti altri molti in questo opuscolo, e tutti tratti
+dalla storia attuale del nostro paese, sicchè potete col massimo
+agio accertarvi della verità. Onde vedete o Massimo per ora inutile
+il consiglio di far proteste ai nostri signorotti, come quando mi
+abbiate letto fino alla fine iscorgerete di più essere molto rischioso.
+Trasportatevi solo a qualche anno addietro nella nostra storia, cioè
+al 1815, e vedrete come Ferdinando di Napoli mandasse proclami a’ suoi
+sudditi, in cui prometteva, riforme, leggi provvide, libertà, ed ogni
+maniera di civile guarentigia, ma non mantenendo mai alle sue promesse,
+gli abitanti delle due Sicilie si levarono a tumulto nel 1820, in un
+solo pensiero e proclamarono una costituzione, la quale fu accettata
+con sacramento dal Re e da tutta la reale famiglia. Ma calpesto il
+giuramento corse il Re a Lay-bach per avere l’assistenza dell’Austria,
+alla quale parve non vero mettere in esercizio le sue bajonette, e
+perciò venne nel regno con numerose falangi, ed obbligò il popolo
+a rinunciare affatto li suoi diritti. E chè non fu fatta nel tempo
+istesso di quella invasione, cioè nel 19. Marzo del 1821. una solenne
+protesta? il deputato e Generale Poerio facea dal parlamento approvare
+una dichiarazione, la quale veniva a terminare in queste parole ec.
+_noi protestiamo contro una siffatta rivoluzione del diritto delle
+genti, risoluti di serbare intatti i diritti della nazione e del Re ed
+appellandone alla saviezza di S. R. M. e dell’augusta A. R. suo figlio,
+rimettiamo la causa del trono e della nazionale nostra indipendenza
+nelle mani di quel Dio, che regge i destini dei Sovrani e de’ popoli,
+e che agli uni e agli altri a tempo debito sa fare iscontar le sue
+colpe_. Da ciò che ottennero mai? mali più gravi che prima anche non
+conoscevano, e per citarne uno, l’abolizione del parlamento siciliano
+instituito perfino dall’unione dell’isola alla terraferma. Ma veniamo
+allo stato Pontificio: non erano più forti, più meritevoli d’attenzione
+le rimostranze fattegli dai rappresentanti delle maggiori potenze,
+Francia, Inghilterra, Austria, Russia e Prussia, nel 31. Maggio del
+1835. presentando al _Bernetti_ prosegretario di stato, il seguente
+_memorandum_.
+
+«Il governo Pontificio deve essere posto su di una base solida, per
+via dei miglioramenti stati già indicati ed annunciati dalla Santa
+Sede istessa. Questi miglioramenti poi, che a tenore dell’editto
+dell’eminentissimo cardinal Bernetti, fonderanno un’era nuova per
+li sudditi di S. S. si collegano con una intera garanzia, sicura
+dai pericoli e conforme all’indole di qualsiasi governo elettivo.
+Per raggiungere codesto scopo salutare, il quale a ragione della
+situazione geografica e sociale dello stato della S. Chiesa interessa
+tutta Europa, fa d’uopo che l’ordinamento sistematico dello stato
+medesimo si appoggi ai due principii citati: 1.º alla introduzione
+dei miglioramenti, di che si tratta, non solo nella provincia
+insorte, ma in quelle ancora, che se ne stettero tranquille, e
+nella capitale medesima; 2.º _all’ammissione generale dei laici agli
+affidi amministrativi e giudiziari_. E queste miglioranze dovrebbero
+comprendere il sistema giudiziario e quello delle amministrazioni
+municipali e provinciali. In quanto all’ordine giudiziario l’esecuzione
+interna e lo sviluppo delle premesse e dei principii del _motuproprio_
+dell’anno 1816. offrono mezzi più certi ed efficaci per riparare alle
+universali doglianze in proposito di questa parte importantissima
+dell’organizzazione sociale. L’amministrazione generale delle
+municipalità elette dalle popolazioni e lo stabilimento di municipali
+franchigie, che ne determinino l’azione entro la sfera degl’interessi
+locali dei comuni, devono costituire necessariamente le basi di ogni
+miglioramento. L’organizzazione poi di consigli provinciali, come
+consigli permanenti destinati a prender parte al governo di ciascuna
+provincia nell’adempimento del loro ufficio, e con attribuzioni
+convenevoli ed una più numerosa adunanza, specialmente riguardo ai
+maggiori interessi della provincia, sembra attissima ad introdurre
+nell’amministrazione miglioramenti e semplicità, sicchè valga a
+sorvegliare l’amministrazione annuale, ripartire le imposte e fare
+al governo conoscere i veri bisogni delle provincie. La gravissima
+importanza, in ogni stato bene ordinato, delle finanze e di una
+amministrazione del debito pubblico atta ad aggiungere al credito
+finanziario del governo le più desiderate garanzie, ad accrescerne i
+mezzi e ad assicurarne l’indipendenza, pare che renda necessaria la
+creazione di uno _stabilimento centrale a Roma_, a cui come a corte
+suprema, vengano commessi tutti i rami dell’amministrazione civile
+e militare, e la sovra intendenza del debito pubblico con attributi
+adeguati allo scopo salutare ed importantissimo a cui si mira. Quanto
+più cotale istituzione farà pruova della propria indipendenza e
+dell’unione del governo collo stato, tanto più corrisponderà alle
+benefiche intenzioni del sovrano ed alle aspettazioni del pubblico.
+Ma per giungere a questo punto bisogna eleggere dinfra i consiglieri
+provinciali uomini atti a costituire una _Giunta dei Consiglieri
+di governo, o un consiglio amministrativo generale. Tale Giunta
+sarebbe parte d’un Consiglio di stato_, i membri del quale verrebbero
+scelti dal sovrano d’infra gli uomini più ragguardevoli per natali,
+ricchezze e talenti. Senza uno o più stabilimenti centrali di
+questa sorta intimamente collegati colle persone più notabili d’uno
+stato doviziosissimo, come questo è, di elementi aristocratici e
+conservatori, è manifesto, che la natura d’un governo elettivo priverà
+inevitabilmente le miglioranze, che faranno la gloria immortale del
+regnante Pontefice, di quella stabilità, che è tanto instantemente
+domandata dal popolo, stabilità, la quale sarebbe tanto più ferma,
+quanto più i beneficii largiti dal Sommo Pontefice fossero pregevoli e
+grandi.»
+
+Il Papa rigettò apertamente questo memorandum, malgrado che il
+cardinale Bernetti avesse già nell’aprile del 1831. assicurato i
+sudditi Pontificii, che un’era nuova nello stato di S. S. avrebbe
+incominciato, da cui ogni possibile prosperità si avrebbe a diritto
+aspettata il popolo. Ma un esito simile ottenne la protesta fatta
+dalla Francia alla S. Sede nel 1832. quando mandò un’armata in Ancona
+per ecclissare l’influenza Austriaca, e per costringere il Papa,
+_secondo disse Perrier stesso nella seduta della Camera il 7. Marzo
+1832, ad introdurre nell’amministrazione del regno miglioramenti
+reali e certi, cioè tali che costituissero la sicurezza della santa
+Sede sopra basi più salde, che quelle d’una continua repressione,
+ed attutassero permanentemente la tranquillità delle popolazioni,
+soddisfacendo ai loro legittimi bisogni ed ai giusti desiderii_.
+Bologna, Ancona, Perugia, e la Romagna in seguito del niun movimento
+che il Governo si dava per compiere le sue promesse, avanzarono altre
+proteste coll’appoggio or dell’Inghilterra, or della Francia, ma sempre
+trovarono sorda alle loro dimande moderatissime l’ostinata Roma, dir
+voglio il Papa, il quale quando diè a conoscere d’aver inteso la loro
+voce, ristrinse e ritirò con più forza le redini del governo, anzi
+di rallentarle; e voi potete speranza commettere nella virtù delle
+proteste? Oh scusatemi vi mostrate troppo nuovo della storia nostra
+moderna, che a mille ve le porge sottocchio e sempre mal riuscite.
+
+D’altronde come mai potete trarvi a credere che da piccolissime riforme
+le quali s’ottenessero a forza di proteste, si possa giungere a quelle
+grandi mutazioni di cose che fanno di mestieri per ottenere la nostra
+libertà? Niuno vi niega che tali mutazioni non possono effettuarsi in
+un momento, ma tutti convengono altresì che con una ben preparata e
+ben condotta sommossa solamente ciò possiamo conseguire. Nè bisogna
+credere che una sommossa sia opera come voi osservate d’un momento,
+opera d’un momento è lo scoppio, ma il concepimento d’essa, il disporvi
+gli animi delle masse, l’orditura della tela, l’apparecchio morale
+e materiale dei mezzi, son cose che esigono tempo, e se si fanno in
+segreto non pertanto noi possiamo considerarle come frutto di pochi
+pensieri. E tanto nell’ultima sommossa di Rimini come in tutte le
+altre che la precederono ebbe luogo questa lunga opera di preparazione;
+solo convien dire che i capi o per imprudenza o per inesperienza non
+valsero a coronare le loro fatiche colla gloria. Però tutte queste
+fallite sommosse, tutti questi sagrifici, tutti questi tentativi, che
+non produssero che male in apparenza, credetelo a me ed ai più che
+senza offendervi in tali cose vedono più addentro assai di voi, sì
+tutti quei miseri fatti che accrebbero le nostre sciagure sul momento,
+hanno giovato mirabilmente a disporre la moltitudine, a rendere più
+sentita l’onta della nostra bassissima servitù, a fare più caro, più
+vagheggiato, più operoso e più esteso il pensiero della rivolta, della
+indipendenza.
+
+Cosicchè è una vera follia, per non dire sciocchezza madornale,
+l’insistere vostro a persuadere gli italiani, che essi hanno il
+_coraggio fisico e manesco_, e non il _coraggio morale_, il _coraggio
+civile_: date loro vi ripeto un capo, ed essi vi insegneranno col fatto
+che l’unica via a battersi per rigenerare il loro paese è la sommossa,
+che sono gesuitici i vostri consigli, che le vostre parole sono specchi
+fedeli non dei vostri pensieri, dei vostri affetti, ma sì di quelli
+del Balbo e della privilegiata sua setta, che insomma sono utopie la
+via delle proteste, la via di _rassegnarsi_, di _saper soffrire_[3],
+e di _sapersi sottomettere ai nostri governi_, le quali voi preponete;
+per non chiamarle vere ingiurie al senno dei vostri Italiani, giacchè
+con ciò li si suppongono tali da appigliarsi ad un partito che invece
+di condurre a vita novella, li menerebbe alla disperazione, a totale
+ruina, a morte. Perocchè ogni passo che voi credete di fare innanzi
+coll’ottenimento di qualche piccola riforma, ammettendo che i nostri
+governi siano abili un giorno a darne qualcuna, sarebbe mosso indietro,
+sarebbe un puntello di più a consolidare e folcere il trono della
+tirannia, un ostacolo che essi stessi gl’italiani si metterebbero
+avanti al loro cammino, verso cui avviati come sono, dicerto non
+s’arrenderanno giammai al vostro avviso d’imitare gli abitanti della
+Russia, e della Germania, locchè suona agli orecchi di chi ha una
+dramma di buon senso, egualmente che le seguenti parole: _aspettate
+Italiani, non operare, Iddio tutto vi manderà quello che bramate_,[4]
+affè che i Russi e Germani sono felici!!!
+
+Siate adunque persuaso che gl’italiani hanno più il coraggio _morale_
+che non il _manesco_, il quale ultimo se avessero avuto in maggior
+grado non sarebbero stati sì moderati in tutti li loro movimenti,
+e forse forse ci troveremmo meglio assai: ponderate tutti i casi
+rivoluzionarii della penisola antichi e moderni e poi vi sfido a
+durare nella vostra sentenza, ma soprattutto meditate quelli del
+ventuno, del trentuno, e del trentatre andati a male per la stessa loro
+generosa natura, chi può niegare in questi moti il coraggio civile agli
+Italiani? chi può niegare che i Napoletani per esempio se fossero stati
+nel trentuno meno moderati, non generosi, a quest’ora avrebbero colla
+certa loro salvezza riacquistata eziandio quella dei loro fratelli? ma
+essi vollero mostrarsi grandi fuori di tempo, abborrirono dal versare
+il sangue Borbonico, ed un tal risparmio ebbero a pagare col sangue di
+mille martiri, col prezzo della libertà della lor patria, della intiera
+nazione, perchè dalla loro indipendenza nasceva quella indubitatamente
+di tutti gli altri paesi della penisola,[5] i quali eran tutt’occhio ed
+orecchio in attendere l’esito della loro sollevazione.
+
+Voi adopraste Massimo nel vostro libro sicome fanno i poeti nei loro
+carmi, ed anche tra essi i sommi, i quali portati dalla fantasia,
+abbarbagliati spesse volte dalla prima immagine, vinti dalla prima
+impressione, sagrificano all’immaginario il vero reale; il perchè da
+un sol lato guardano i poligoni delle cose, e larveggiano la storia col
+velo della favola, nell’istessa guisa che alcun metafisico annebbia la
+politica coll’utopia. Ma di tutti gli errori della vostra scrittura,
+che io ho toccato, e potrei ancora toccare non è minore quest’altro
+che per la sua importanza non voglio tacere, e con cui do termine alle
+osservazioni in che vi volli trattenere.
+
+Secondo voi noi dovremmo taciti aspettare l’occasione propizia per
+operare, e non far altro che gridare in ogni modo, in ogni tempo
+contro l’usurpazione straniera del dominio sulle lombarde e venete
+contrade:[6] le quali parole chiudono in se due pensieri, il primo di
+stare in attenzione come gli Israeliti presso a poco del loro Messia,
+il secondo di fare una cosa impossibile, ed impossibile è certo non
+dico lo scrivere, ed il parlare dell’attuale prepotenza dei Tedeschi
+sugli Italiani, ma nemmanco si può parlare in loro risguardo dei
+più noti fatti della storia antica, essendo pei nostri governi il
+toccare il Tedesco la medesima cosa, che noi toccassimo e ferissimo
+il loro cuore, tutto sperando il loro sostegno ad ogni rischio nelle
+cento migliaja di baionette, con che dicono, possa, visto non visto,
+amorevolmente visitarci. In quanto all’opportunità dell’occasione
+anche Livio parmi avere scritto, _che le cose sogliono consigliare agli
+uomini, e non gli uomini alle cose_, ma questo detto non vuole essere
+litteralmente interpretato; perchè del resto andremmo contro al nostro
+passato che ci prova con mille fatti, ciò essere vero, e verissimo se
+si parla di mediocri ingegni, falso e falsissimo all’opposto dove si
+tratti di ingegni sublimi. Chè gli uomini d’alto intendimento sanno
+preparare le circostanze, ed avvicinarle quando sono discoste, creare
+dal nulla i mezzi, spiare, provvedere, e dominare il futuro. Ciò
+posto chi non vede quanto più giusto, più opportuno non sarebbe questo
+consiglio di pensare, meditare, progettare tutti assiduamente giorno
+e notte, al come meglio si possa mettere ad effetto la determinazione
+di crollare il giogo ormai troppo per noi vergognoso? il dubitare un
+solo istante che fra venticinque millioni di Italiani non si trovi
+un ingegno da tanto da condurci tosto all’impresa, da imitare tanti
+altri eroi dei nostri maggiori, da fare altrettanto di quanto fece
+Alberico da Barbiano, riformatore della milizia Italiana nel medio
+Evo, allorchè indispettito delle stragi, che i Brettoni guidati dal
+Cardinal di Ginevra menarono sui Cesennati, e su varii altri popoli
+d’Italia, gridò che _il sangue italiano voleva essere vendicato col
+sangue Brettone_, e detto fatto, compiè il suo proposto, onde il suo
+nome splendè non come una meteora, che veduta dispare, ma come un astro
+la cui luce si mostra continua sul nostro orizzonte. In lui ispirandosi
+ogni cittadino, i nostri uomini d’armi, e a emulare prendendolo il
+capitano che li dirigerà nelle marcie, non potremo tardare di vedere
+il sangue dei martiri Piemontesi, Toscani, Napoletani, Parmigiani,
+Lucchesi, Modenesi, Romagnoli, Veneti e Lombardi, appieno vendicato col
+sangue dei loro oppressori, e spiumata la feroce aquila Tedesca furente
+fermare il suo volo, e rivolgere per rabbia contro di se i predatori
+suoi rostri, li voraci suoi artigli.
+
+Altre cose, come dissi sopra, mi resterebbero tutta volta ad osservarvi
+sul vostro libro, ma qui fo punto ossia per amore in brevità, ossia
+per potervi entrare d’altre cose più presto. Dalle mie parole però
+vi sarete potuto addare, non esservi male apposto quando in chiudere
+il vostro opuscolo scrivevate: _il lettore giunto al termine del mio
+libro dirà di me, ciò che io dicevo a me stesso prima di scrivere:
+non avere io, studioso non di scienze, ma d’arti, sapere e mente che
+basti a trattare profittevolmente materie politiche ed economiche di
+tanta difficoltà_. Grande vero! anzi il solo contro cui nulla avrei
+a notarvi, peccato che non ne foste davvero prima convinto! avreste
+evitato a voi la pena infruttuosa di dettare quel libro, a me quella di
+rispondervi! Se nonchè forse il tutto sarà per lo meglio, giacchè mi
+avete porto con esso il destro di dire qualche verità, la quale certo
+non disutile è per tornare, avendo per mira il mostrare come male sia
+fondata e pericolosa ogni speranza che si ripone in Carlo Alberto a
+proposito della rigenerazione del nostro paese, come da sciocco, da
+ostinato, da imbecille ne sia il solo pensiero.
+
+
+
+
+DELLE SPERANZE D’ITALIA RIPOSTE IN CARLO ALBERTO.
+
+CAPITOLO UNICO.
+
+
+L’Italia, simile ad un corpo che un altro ne move, e perde tanto di
+movimento, quanto ne acquista quello mosso per esso, venne meno tanto
+in vita, in gloria, in sapere quanto in ciò fece progredire le altre
+nazioni, le quali tuttochè ammaestrate, incivilite, e fatte forti
+e grandi dalla sua storia, dalla sua luce, e dalla sua virtù, pure
+sconoscenti anzichè stenderle il braccio a sollevarla dal fango, tutte
+le congiurano contro, e dopo averla immiserita, insanguinata, e ridotta
+fra i più terribili ceppi, torre perfino le vorrebbero il nome. Ma per
+fortuna questa illustre donna, questa illustre maestà, sebbene lacera
+il manto, scarmigliata le chiome, carca di catene, spolpata e succhiata
+dall’arpia Tedesca, ha per anco tanto di forza sparsa per le illividite
+e rotte sue membra, che raccogliendola e concentrandola al cuore ad un
+possente grido che la scuota dal sonno e la chiami a virtù, è tuttora
+capace di far tremare l’universo, di farsi rivedere madre d’ogni bella
+e grande opra, reina su li suoi tiranni, e sulle sue rivali.
+
+Onde se mai evvi una speranza, che noi figli di lei possa sorreggere
+nel cammino, in cui andiamo tentoni brancicando verso il venire;
+se mai evvi cosa che ci torni a conforto nella prostrazione in cui
+ci giaciamo; se mai una voce ci suona amica all’orecchio, ci scende
+nell’imo del core, ci commove, e ci sprona a virtù, è senza dubbio la
+parola della verità, che ogni giorno va acquistando valorosi banditori,
+è la tendenza che si palesa nelle giovani menti per tutto che sa di
+nobile, di grande, e di generoso, è il bisogno sentito di dar bando ai
+lamenti e di operare ormai universalmente fra il popolo; in cui solo
+deggiono appuntellarsi le nostre speranze, perchè in lui solo risiede
+la forza, solo in lui la sorgente si trova di sublimi, di eroiche
+virtù, in lui solo può essere lo istromento per risorgere a vita, a
+prosperità, a grandezza. Noi per lo passato doppio martirio avevamo
+a pruovare, l’uno è la vista che il numero dei martiri della patria
+carità a quando a quando s’andava crescendo per la ferina avidità del
+sangue dei nostri Tiranni, l’altro più atroce ancora, più straziante,
+e più tormentoso e terribile, vuolsi dire l’acuto e continuo dolore che
+un’anima generosa scote nel vedersi non solo mal corrisposta nelle sue
+mire, ma ne manco dagli altri tampoco compresa ne’ suoi disinteressati
+progetti, ne’ suoi santi sagrificii, e la dio mercè quest’ultimo più
+non dobbiamo sopportare checchè voi Azelio col vostro Balbo ne pensiate
+in contrario. Sì ci deve goder il cuore, che il popolo già abbia
+imparato la fonte salutare, già sia corso ad attingervi l’onda vitale,
+e dimostro abbia di non volersi sì presto saziare; che l’attenzione ai
+grandi movimenti destati dalla civiltà si cominci a manifestare anche
+nelle officine e negli abituri tanto in villa che nella campagna; che
+anche le masse più inerti ora si agitino, e che per rendere proficua
+quell’agitazione nient’altro abbisogni fuorchè un impulso.
+
+Ma quest’impulso vuolsi dare da noi, senza il concorso di principe
+italiano, senza lo sussidio dello straniero, gli uni e gli altri, se ci
+volgiamo un momento al passato, ci tradirono sempre.
+
+Sarà per interessarsi a nostro pro l’Austria, che su tutta la penisola
+vorrebbe distendere le ladre sue zanne? forse l’Inghilterra la quale
+in Malta si governa prepotentemente del pari che i nostri Principi
+in Italia, la quale giunse ad annientare in quell’isola tutta cosa,
+la quale potesse ricordare agli abitanti d’appartenere alla nostra
+nazione? Perocchè dal _Giurì_ in fuori non v’ha legge, non v’ha
+regola, nella procedura di qualsiasi atto del governo, non v’ha
+instituzione che comprovi tampoco la libertà Britanna, che non accusi
+anzi il più assoluto dispotismo. L’università ridotta al punto che
+qualsiasi ginnasio più piccolo, peggio in piedi è a quella superiore
+immensamente per ogni risguardo, l’istruzione bandita, l’educazione
+affidata da un anno ai Gesuiti, il commercio languente per la mala
+fede dei Negozianti, la religione manomessa dai protestanti, e dai
+gesuiti, che tra loro fanno a gara in essere più generosi, e larghi. La
+persecuzione agl’Italiani portata ad un grado incredibile, perchè quivi
+non si fermino, e non possano riaccendere lo spento amor patrio[7].
+Libertà di stampa per lanciar contro il prossimo, villanie, insulti,
+e calunnie, per propagar l’immoralità, e l’odio all’Italia, ma non
+per discutere su cose di scienza, di letteratura, e di politica; che
+anzi cose pubblicate in Piemonte ed in Lombardia coll’approvazione
+della censura non poterono quivi venire ristampate, e gl’Italiani
+emigrati dal governo fortemente proibiti di pubblicare checchesia
+dal Novembre del 1845, contro il qual ordine si può leggere l’inutile
+protesta fatta subito dopo dal migliore, anzi dall’unico buon giornale
+il Mediterraneo; e soppressa la cattedra di Storia, e di Economia
+politica perchè tendenti a liberalismo, e le altre rette da persone
+pressochè imbecilli; insomma barbarie, oppressione, e schiavitù in
+tutto e per tutto. Forse la Russia parteggierà la nostra causa, il
+cui padrone giunse ad uno scalino più su di tutti gli altri tiranni,
+tenendo schiava, non che il popolo, la stessa nobiltà? Forse la Prussia
+il cui Re tiene a bada i suoi sudditi con rinnovare le promesse a
+quando a quando di concedere le riforme chieste al suo padre, e con
+promoverle giammai? Forse la Francia che sempre ci frodò e perfino
+quando le sarebbe tornato a grandissimo suo vantaggio il darci il
+suo patrocinio? Forse la Spagna tuttora incerta sulla via che ha da
+battere per risanarsi, e che troppo per conseguenza ha da pensare per
+se? Io non veggo in verità su chi si possa riposare da noi, giacchè le
+Nazioni che potrebbero non vogliono, quelle che vorrebbero non possono,
+e quando fia che possano anch’esse più non vorranno giovarci. Tanto è
+vero che l’invidia, la gelosia può dappiù sull’animo degli uomini quasi
+sempre della generosità!!! Ma se non dobbiamo confidare nel braccio
+degli Stranieri, tanto meno poi abbiamo seguire il consiglio di Voi,
+di Balbo, di Gino Capponi, e di tutta la schiera dei moderati, che
+per una strana combinazione rilevo appartenere tutti alla prosapia de’
+Semidei, alla aristocrazia della nobiltà, che vorrebbesi rimettere in
+piedi negli altri paesi d’Italia, siccome serbasi ancora in Piemonte,
+eccettuatone un solo, che non nomino perchè porto fiducia presto si
+ricreda pubblicamente, ed il quale è del ceto secolare, dir voglio del
+popolo, e questi fu, quantunque avveduto e di felicissimo ingegno,
+tratto nella rete, men che egli e noi ci pensassimo; sì, tanto meno
+poi abbiamo a seguire il vostro consiglio e riporre la nostra speranza
+nella confederazione dei nostri Signori.
+
+Ogni confederazione dei Principi Italiani, oltre ad essere
+difficilissima sia perchè non ci pensano e non ci vogliono menomamente
+pensare, sia perchè niuno fra essi si eleva per energia d’animo dal
+livello dei vili, pronti ad adulare sempre a chi loro soprasta, e
+ad incrudelire contro chi loro obbedisce, e non mai a difendere i
+propri diritti con calore, ed a tutelare gli altrui, non potrebbe
+poi effettuarsi che a danno della nostra nazionalità, il perchè con
+apportare qualche piccola modificazione governativa nel nostro paese
+troncherebbe affatto ogni via alla nostra indipendenza, al risorgimento
+della nostra libertà; un vetro ustorio tutti sanno concentrando e
+condensando i raggi solari ne avviva e centuplica la forza e la luce,
+il medesimo opererebbe in nostro danno una confederazione Italiana,
+perchè in un punto adunando e raccogliendo le forze dei nostri Tiranni,
+accresceria di peso quel giogo che segnatamente con tutta la lor possa
+di volere e di mezzi premono sulle nostre cervici. Sarebbe buona tal
+confederazione nel caso che i nostri Principi avessero buone intenzioni
+verso i loro sudditi, e fossero impediti a metterle in pratica
+dall’influenza, dall’oppressione straniera, allora unendosi potrebbero
+come suol dirsi, tener al Tedesco il _bacino alla barba_ e conseguire
+l’intento loro; ma questo caso non è il presente, la tirannia dei
+nostri principi supera quella dello stesso Tedesco, quella di qualsiasi
+oppressione mai abbia avuto l’Italia od altra nazione nei tempi
+passati, ed abbia, e possa avere nei giorni avvenire; ed il darsi fra
+loro la mano in ogni altro caso torna peggiore alla nostra condizione
+presente futura che non l’istessa attuale schiavitù in cui siamo, la
+qual cosa parmi abbia dimostrato assai bene il Ricciardi nel suo libro
+che non è molto pubblicò in Parigi.[8]
+
+E quello che non possiamo, non dobbiamo sperare da molti in massa,
+potremo e dovremo sperare da uno? quello che uniti i nostri Principi
+non hanno il coraggio, la volontà, ed il solo pensiero di fare,
+potrà uno d’essi di per se aver tanto di ardire da tentare, e tanto
+senno da volere? Lasciamo che parecchi d’essi brutti di danaro, privi
+di milizie, ed alcuni imbecilli del tutto, che in verun modo anche
+volendolo non potrebbero metter mano ad una cosifatta impresa: sarà
+il Papa colui che porrassi alla testa degl’Italiani, il quale crede
+dovere suo strettissimo il seguire l’esempio de’ suoi antecessori?
+Sarà un Gregorio XVI. il quale fa a gara col Re di Piemonte, col Re di
+Napoli per ottenere la gloria d’essere il più famoso fra i Tiranni suoi
+contemporanei in Italia, che con valore gli è da que’ due disputata?
+Davvero non parmi possibile che vi siano taluni che idoleggiano una tal
+idea, come non parmi possibile potersi scrivere anch’oggi in discolpa
+dei Papi rispetto alle vicende antiche del nostro paese; riandiamo
+adunque un momento la storia. Chi furono se non i Papi che divenuti
+capi politici, datisi a combattere, trovatisi in pericolo, abbandonati
+dai Greci si diedero in braccio dei Franchi, e comprarono la sovranità
+dell’esarcato, e della Pentapoli col prezzo enorme dell’indipendenza
+della nazione? Chi chiamava per ben due volte Pipino mentre duravano le
+lotte col Longobardo Astolfo? Papa Stefano II. Chi traeva sull’Italia
+le armi di Carlo Magno? Papa Adriano I. Chi chiamava le falangi
+barbare del Sassone Ottone contro un Re italiano? Papa Agapito. Chi le
+richiamava contro gl’istessi Romani? Papa Gregorio V. Chi commoveva
+primo nelle viscere italiane il tosco guelfo e ghibellino? Papa
+Alessandro II. Chi invocava il Tedesco figliuolo di Federico Barbarossa
+contro l’Italiano Tancredi Re di Napoli? Papa Celestino III. Chi
+ritraeva Carlo d’Angiò con armata di saccheggiatori barbari contro il
+Napolitano Manfredi? Papa Adriano IV. Chi poi alla sua volta traeva
+sulla misera Italia, e contro Carlo d’Angiò il Tedesco Imperatore
+Rodolfo? Papa Adriano V. Chi richiamava con altre e più infeste armi
+Carlo d’Angiò contro la Romagna? Papa Martino III. Le stragi civili
+fra i Colonna e gli Orsini donde ebbero l’origine e ’l fomento? Da
+Papa Bonifacio VIII. Chi alzava contro le vite e la libertà degli
+italiani Lodovico di Baviera? Papa Giovanni XXII. Diremo noi le orrende
+sciagure tratte su l’Italia dal Guelfismo seduto in Avignone, quando
+per sue politiche passioni faceva mettere a ruba e a sangue queste
+nostre già tanto misere contrade per mano di scorribande tedesche,
+brettone, mandate a combattere i Principi Italiani? Chi chiamava lo
+straniero Luigi d’Angiò contro il Re di Napoli Ladislao? Chi contro il
+medesimo da poi l’Ungherese Sigismondo condusse? Papa Giovanni XXIII.
+Seguendo di tal passo verremmo fino al termine della istoria italiana,
+di cui qui non siamo che ad un terzo, verremmo ai tempi moderni, al
+giorno che corre, e sempre toccando con mano che le precipue nostre
+calamità originarono dal Governo Pontificio. E noi c’intenderemo con
+alcuni a riporre la nostra fiducia nel Papa? In un Gregorio XVI, che
+tutti i suoi antecessori non solo imitò ma superato ha di gran lunga
+nell’incatenare ed opprimere la patria nostra? Ah non fia giammai!
+Torciamo lo sguardo da un uomo che dovrà essere esecrato per tutte
+le età, in tutti i paesi ed in tutte le lingue, e che anima e corpo
+dovria piombare tosto nel centro d’inferno a formare il zimbello, anzi
+il disprezzo degl’istessi Demoni, perchè non vada del tutto a ruina
+quell’augusta religione, di cui senza intenderla nelle sue sublimità,
+e ne’ suoi doveri è destinato ad esserne il sommo Gerarca; imitiamo i
+Longobardi, i quali noi chiamiamo barbari, ma intanto essi c’insegnano
+col loro esempio che vuolsi rispettare il Papa, ma si deve ad ogni
+patto disgiungere la forza dei due poteri.
+
+Veniamo al Re di Napoli, sarà forse costui che vorrà parteggiare
+la causa Italiana? un Ferdinando sulla cui faccia è ancora fresco
+e fumante il sangue dei martiri d’essa, dei fratelli Bandiera? Un
+uomo che inventò supplizj, torture, e prigioni di nuova foggia, da
+disgradare tutti i già conosciuti tormenti in atrocità? Un uomo che
+quando fu costretto a perdonare, e mutare la sentenza di morte in un
+carcere a vita, volle montassero gli incolpati sul patibolo e tra le
+mani del Boja rendessero grazie alla sua clemenza?[9] Rispondino per
+me i suoi sudditi sì dell’una che dell’altra Sicilia, fra cui se alcuno
+pruovami trovarsi un solo il quale ciò pensi, mi lascio tagliare per la
+mia asserzione in contrario la lingua.
+
+Sarà adunque il Re di Piemonte, sarà Carlo Alberto? Sì, sì, mi
+rispondono più voci, sì, sì, sento ripetermi in eco dai liti nostri,
+sì, sì mi rispondete voi eziandio o Massimo. Ebbene eccomi alle pruove,
+che con voi disinganneranno tutti gli altri Italiani nel cui capo ha
+potuto trovar nicchia una sì stolta, sì pazza opinione.
+
+In verità più io ci penso, e meno posso darmi ragione dei motivi, che
+a quest’ora possono ancora indurre in errore gl’Italiani rispetto alla
+volontà, al coraggio, al carattere di Carlo Alberto. Che cosa ha egli
+mai fatto fin’ora da appalesare la più piccola disposizione ad un tal
+passo? abbandonò forse la verga del dispotismo con cui flagellava
+li suoi sudditi? Si pentì forse del passato suo infame, o mostrò
+tampoco di voler coll’avvenire rimediarvi? Perdonò a suoi compagni
+del ventuno sì malvagiamente abbandonati da lui? Richiamolli ne’ suoi
+stati senza costringerli ad avvilirsi a giuramenti ai quali niun uomo
+di carattere potrà mai sottomettersi? ha mai manifestato fermezza di
+volere almeno tanta, da non farsi chiamare una frasca, da non lasciarsi
+condurre pel naso ora da uno, ora da un’altro de’ suoi ministri? Si è
+mai slacciato dal guinzaglio con che i gesuiti da pezza lo muovono a
+loro talento? dalla museruola che i suoi grandi di corte gli posero
+alla bocca per lasciarlo, e farlo parlare solo quando loro torna a
+vantaggio? ha mai frenato la prepotenza della nobiltà piemontese? ha
+mai seguito l’esempio de’ suoi maggiori in cessare ogni vessazione
+contro i Protestanti, e promossa la tolleranza religiosa, che Emmanuele
+Filiberto loro usava? ha concesso forse tanto agli Ebrei da non tentar
+di affogarne nella miseria e nella immondizia la generazione? ha mai
+egli resa più libera, più facile l’istruzione de’ suoi sudditi? ha
+dato leggi quali si esigono dai tempi, giuste ed uguali per tutti alli
+suoi popoli? Rispondetemi o Massimo voi che tanto v’intesi a sfiatarvi
+in commendarlo, che di tutto questo egli operò anche in minutissimo
+grado? nulla, nulla affatto, se non che passionato altrettanto che pel
+inginocchiatojo e pel Crocifisso, per la milizia, mise su un corpo di
+truppe che non stanno forse al disotto di verune altre per la loro
+perizia in ogni sorta di guerreschi esercizi, e le quali sono una
+vera peste pel paese stante la loro oltracotanza, e le spese che si
+richiedono pel loro mantenimento, cose che volentieri sopporterebbero
+i Piemontesi, qualora potessero sperare tampoco di vederle muovere per
+la causa italiana, ma che invece lamentano in continuo non rilevando
+in esse altro che _polvere pe’ gonzi_, ed un’inutile ambizione. E
+lo stesso vuolsi dire del patrocinio che egli dimostra per le belle
+arti, il quale gli procaccierà qualche lode, farà obbliare per qualche
+momento le tante sue colpe, ma nell’istesso tempo prova mirabilmente
+la sentenza d’Angiolo Brofferio che le belle arti più fiorirono, e
+più fioriscono in un paese quand’esso più è stretto dai ferri della
+schiavitù. Ma perchè non crediate asserisca ciò gratuitamente entrerò
+in materia più assai che non dovrei con un altro, il quale avesse
+qualche cognizione del governo sardo.
+
+Dalle leggi, e dal modo di farle osservare più che non da qualsiasi
+altra cosa si può conoscere lo stato d’un governo. Però che nelle leggi
+sta il vero bene degli uomini, dalle leggi la volontà degli uomini
+retta e scevera da passioni vien dichiarata; perchè le leggi natura
+dapprima le stampava ne’ cuori, ed appresso la società scrivendone i
+codici alle varie condizioni de’ suoi bisogni le attemperava; perchè
+esse sono il voto del popolo o interpellato o presunto, il voto del
+popolo, che a ben proprio e degli altri patteggia limiti e facoltà,
+premi e pene consente. Un codice infatti nuovo di leggi ha lo stato di
+Sardegna per opera di Carlo Alberto, ma quali sono queste leggi? sono
+quali abbisognavano? vi risponda per me l’ombra venerata del Conte
+Barbaroux, il miglior ministro che abbia mai avuto, e mai incontrerà
+d’avere il nostro paese; questi, tutti sanno, aveva avuto dal Re
+l’incarico della compilazione del nuovo codice, e come uomo profondo
+quant’altri mai sia stato nelle scienze legali, d’alta nobiltà d’animo,
+di vastissime viste, e dei più sublimi intendimenti, e fornito a
+dovizia di tutte quelle eccellenti qualità che si richieggono ad un
+magistrato, rivolse ogni cura all’opra, ad affrontare contrasti, ed
+indicibili fatiche, e non badando nè a sudori, nè a sagrifici, nè alle
+nimicizie, od agli odii che si traeva contro principalmente dalla
+nobiltà, condusse il suo lavoro a termine, e preparato aveva allo
+stato Sardo un codice, che sotto qualsiasi punto si considerasse non
+poteva che commendarsi, perchè a tutto aveva avuto e mente e coraggio
+di farsi incontro, a tutto provveduto come si doveva da un uomo pari
+suo che mettesse la giustizia in cima d’ogni sua azione, d’ogni suo
+desiderio, affetto, e pensiero. Terribili guerre e pubbliche e private,
+che discendevano fino alla viltà della calunnia egli ebbe a sostenere
+per fare che il suo codice fosse appruovato; non è martirio che si
+possa mettere in confronto di quello sofferto da quella grand’anima
+per difendere ogni sua proposizione, combattere ogni malvagia altrui
+interpretazione, appianare ogni contorcimento fatto alle sue idee
+dai suoi nemici, ma alla fin fine credevasi in porto, confusi i suoi
+oppositori e messa berta in sacco, Carlo Alberto gli dava solenne
+parola che il suo codice sarebbe stato adottato per gli stati senza
+modificazione di sorta. Passò qualche tempo ed il codice del conte
+Barbaroux compare alla luce mutilato, innovato, manomesso da capo
+a fondo dai nemici di lui per modo, che egli a tal vista recossi
+immantinenti dal Re a chiedere licenza della sua carica di _Segretario
+e Ministro di Stato col portafoglio per gli affari di grazia e
+giustizia_, il Re lo accolse con amorevoli parole, come sogliono tutti
+i traditori, e non volle permettere che egli si ritirasse dal suo
+impiego; cosicchè il ministro ricondottosi a casa straziato nell’animo,
+e col pensiero di quell’inganno che gli bolliva in mente, poco andò
+che divenne taciturno, incerto nel guardo, temente di tutti, e facile
+a soliloqui che pareva dessero a sospettare gli fosse per dar volta
+il cervello, di fatto un giorno dalla somma galleria del palazzo
+del ministero si gettò giù nel sottostante cortile e rimase freddo,
+sfracellato sul colpo con dolore acutissimo di quanti nel nostro paese
+sono capaci d’ammirare un uomo che per ogni rispetto grande si poteva
+appellare.[10]
+
+Ma fosser almeno fatte osservare egualmente per tutti le leggi d’un tal
+codice, sarebbe sempre minore il male! che giova la legge se altri non
+vigila a porvi mano? opera in che poggia la ragione ad un tempo e la
+origine de’ governi, sia che molti o pochi, od alcuno soltanto ne pigli
+le redini; origine e ragione, che tutta consiste in ciò di far valere
+l’autorità sacrosanta delle leggi. E come le leggi a beneficio del
+corpo sociale furono e sono date, chiaro è la istituzione de’ governi a
+ciò propriamente essere destinata che per via delle leggi procurino il
+bene dei popoli; chè non i popoli a beneficio dei governi, ma i governi
+a salute dei popoli sono posti ed ordinati. Ed in Piemonte voi non
+potete niegarmi che per molti non ci sono leggi; che i Nobili possono
+fare da più o meno quel che più loro torna a bene e a piacimento;
+che l’integrità d’animo rispetto a molti rappresentanti della Sovrana
+Autorità non è pure conosciuta; che il militare è quivi odiato perchè
+oltre ogni credere prepotente, ed insultante.
+
+Ma ditemi, vi prego; qual è il vero bene dei popoli, a cui procurare
+sono promulgate le leggi, o delle leggi detti custodi, ministri e
+vindici sono i magistrati, bracci, o menti altrettante dei Governanti
+e dei Re? Questo bene è giustizia, la quale tiene bilancia pari e
+diritta, ond’abbia ciascuno il debito suo: giustizia che in ogni
+cosa vuol salvo l’ordine, che i diritti alterna coi doveri, e questi
+con quelli ragguaglia e misura; giustizia che madre è di concordia
+e di pace, che fa le nazioni fiorire, che è stabile fondamento dei
+Troni, che di tutte sociali virtù è sodo principio, caldo eccitamento;
+giustizia che l’amore di noi coll’amore dei nostri simili, le private
+ragioni con le pubbliche, l’autorità coll’obbedienza, il servigio
+coll’impero, gli onori coi carichi, le privazioni coi compensi,
+l’opera colla mercede in bell’accordo stringe ed avvicenda; giustizia
+che il cittadino ed il soldato, l’uomo del campo e l’uomo del foro,
+il sacerdote ed il magistrato, il suddito ed il principe, tutte
+le condizioni, tutti gli stati con bella reciprocanza di vincoli
+congiunge, e rende la società una famiglia i cui membri son tutti
+fratelli. Adunque il grande ufficio dei governi dimora in ciò che
+vegliando le leggi procurino la giustizia, e con essa la conservazione,
+e quanto è dato la perfezione, il miglioramento del corpo sociale.
+E quest’ufficio è desso compiuto in uno stato, dove come nel nostro
+da certi individui si possano commettere ogni maniera di prepotenti
+azioni? dove la così detta _via economica_[11] sia come nel nostro
+cotanto in uso? dove non s’abbia dai governanti tema alcuna di
+abbandonare, tradire, ed oltraggiare gli interessi de’ sudditi per non
+curanza, per favore, e per orgoglio? Dove non si voglia menomamente
+intendere che i rappresentanti ed i ministri della pubblica autorità
+deggiono essere in pari tempo i rappresentanti ed i ministri della
+pubblica virtù, che la loro potenza non è altro che un augusto dovere?
+Dove il Principe il quale porta in mano la sacra coppa che racchiude i
+più gran benefizi dell’umana società, la sicurezza e la pace, pare goda
+di aizzare le discordie, li odii delle classi, delle provincie, delle
+masse, non meno che delle famiglie? Dove insomma non vuolsi capire che
+il giusto operare, il giusto vivere mentre ne’ privati cittadini è un
+limite, un freno, diventa nei governanti una potenza attiva, energica,
+infaticabile, austera insieme e generosa?
+
+E che ciò sia vero, e che questi ed altri abusi corrano nel nostro
+Piemonte, potrete convincervi anche voi se mi terrete dietro ancora
+qualche poco. La nostra aristocratica nobiltà per esempio è al punto
+da nulla invidiare al feudalismo antico, prepotenze da una parte,
+prepotenze dall’altra, e sempre impunite, sempre invendicate, e
+guai a chi osa torcerle un pelo, anzi a farle rimostranze contro,
+anche moderatissime! Un conte di Robilant marito della prima Dama
+d’onore della Regina, colonnello delle Guardie uccide un suo servo
+col bastone, perchè restio al suo dovere; con una pistola un’altra
+volta manda le cervella in aria ad un altro, perchè osa rispondergli;
+dalla finestra fa saltare giù una cameriera che si rifiuta alle sue
+voglie, e per castigo di tutte queste barbare azioni indovinate Azeglio
+qual sentenza abbia avuto contro dal Re? otto giorni di reclusione
+ne’ suoi appartamenti, ed il consiglio di dare qualche sovvento
+ai danneggiati. Una marchesa di Bernessi ha ottocento mila franchi
+di debito, i creditori le fanno pressa, il Re mosso a compassione
+di lei con un motuproprio ossia _biglietto regio_ la dispensa di
+pagare chicchessia. Un marchese di Cavour muore, lascia un miglione
+e più di franchi di debito, il Re mosso a pietà della situazione del
+figlio, gli concede un biglietto regio di dispensa, ed i creditori
+restano belli e pagati senza squilibrio della sua famiglia: almeno di
+questo privilegio se ne fosse valso in condurre una vita lodevole il
+marchesino! ma invece si diede in braccio al vizio opposto di quello
+che dominava il suo padre, all’avarizia, per modochè mentre copre la
+causa di Gran Vicario di politica e polizia gode la fama di principe
+fra gli usurai, di vero boja del commercio nelle Piemontesi contrade.
+Un Marchese di Sommariva, che voi al vederlo lo direste il primo eroe,
+il primo guerriero del mondo per le mille croci che tutto gli coprono
+il petto, sappiate che è il più vigliacco ed il più prepotente, e
+schifoso nobile dei nostri stati; di viltà diede ampia testimonianza
+allorchè dopo d’avere insultato al segretario della Legazione Francese
+il sig. Neivs, rifiutò il duello a cui questi con ragione lo aveva
+invitato, e s’umiliò a chiedergli scusa quando poi l’ambasciatore di
+Francia alzò la voce. Di prepotenza, e schifosità mille sono le pruove
+date nel corso di sua vita ogni qualvolta alcuni osarono presentargli
+la nota di qualche debito arretrato, che quando meglio si comporta
+in tai casi è di strapazzare, minacciare, e far prendere a calci da’
+suoi servi, i suoi creditori se non sono più che lesti al primo cenno
+che loro fa, d’infilare la porta ed uscire; e negli stupri, negli
+adulteri; e negli sverginamenti, nelle quali imprese è diventato sì
+famoso, che ora è vero timore delle ragazze, delle spose al paese, ove
+recasi a villeggiare. Eppure quegli non solo andò sempre impunito delle
+sue ribalderie, de’ suoi infami trionfi sul campo d’amore, ma gode
+sì fattamente la grazia di Carlo Alberto, che ultimamente lo elesse
+Generale; che potè anzi perfino il suo ruffiano Bojone far elevare poco
+per volta al grado di Colonnello d’armata, e di Segretario dell’ordine
+dei Cavalieri di S. Maurizio e Lazzaro! Un conte di S. Giorgio tenente
+nel reggimento di Piemonte Reale, spara una pistola nel volto ad una
+signora perchè non vuole accettare la sua dichiarazione d’amore, e gli
+rigetta una lettera, ed ha per punizione il consiglio di recarsi in
+permesso onde evitare il mal’umore e la vendetta dei congiunti di lei!
+Un ministro degli affari esteri, il conte Solaro della Margherita, dopo
+stare gran parte della mattina inginocchiato avanti gli altari nella
+chiesa dei frati della compagnia di Gesù, ingravida la superiora delle
+suore del Santissimo Sacramento, e per evitare lo scandalo l’induce
+a fuggire in compagnia del cappellano con settanta mila franchi che
+stavano in cassa del convento, li munisce di passaporto ministeriale,
+sparge la favola che ardenti di reciproco intenso amore se ne erano iti
+in Isvizzera, fa eleggere un’altra superiora, fa riempiere nuovamente
+la cassa dalla bonarietà della rimbambita Regina vedova Maria Cristina,
+ed ha complimenti di vera filantropia dal Re Carlo Alberto! Un avvocato
+Cunietti amoreggia con un’amabile figlia del ministro di Olanda, ne
+è corrisposto, e la ruba; il padre desolato reclama al trono di S. M.
+che gli sia usata giustizia, si frappongono i Gesuiti a cui ricorse il
+giovane, onde ottiene nulla; si ritira presso la sua nazione rigettando
+per viaggio la gran croce dei Cavalieri di S. Maurizio e Lazzaro, che
+il Re ebbe fronte d’inviargli in compenso de’ suoi servigi, quando la
+figlia vien messa nel ritiro del S. Cuore di Gesù, e quivi per forza
+convertita alla cattolica nostra Religione, e maritata quindi con un
+nobile signore, sdegnando essa d’unirsi in isposa al suo amante perchè
+conobbelo d’indole malvaggia; il quale per castigo è nominato vice
+console Sardo in Algeri! mentre tutti li suoi compagni senza demeriti e
+con molti meriti non hanno impieghi e cariche di sorta.
+
+Un Sindaco d’un prefetto sulle fini del Canavese, in vicinanza
+delle lande di S. Maurizio, dove si sogliono tenere gli accampamenti
+militari per istruzione delle truppe sarde, ricorre egli in persona
+al R. Ministero verso l’autunno del 1842 per avere soddisfazione
+dell’assassinio commesso sulla persona dell’unica sua figlia da alcuni
+soldatacci, e vien rimandato con le seguenti parole: avete tutte le
+ragioni ad ottenere quello che dimandate, ma come si fa a conoscere
+i colpevoli? d’altronde al male più non puossi ovviare, e saria uno
+scandalo troppo grande il palesare il fatto; ascoltate il nostro
+avviso, abbiate pazienza, rassegnatevi alla Volontà di Dio, il quale
+ha permesso, forse per esercitare la vostra virtù, che la vostra figlia
+facesse quella miserabile fine; d’altronde procurereste un troppo grave
+dispiacere al vostro Sovrano, il quale tanto raccomanda la moralità
+nei Soldati. Si ritira il buon vecchio a sua casa, ammala, e muore
+anch’esso dal dolore della morte atroce della figlia, e dallo sdegno
+di non vederla giustamente vendicata. Ed il fatto è pure dei più gravi,
+e dei più imperdonabili che si possano da uomo commettere! Figuratevi!
+oltrepassavano il numero di dodici i soldati, erano ebbri dal vino ed
+accesi dalla libidine, veggono la avvenente ragazza sulla porta del
+giardino che faceva calza canterellando, si avvicinano in bel modo
+colla scusa di vedere il giardino, ed accorgendosi di non essere veduti
+da persona viva, l’assalgono, le mettono una pezzuola alla bocca bene
+stretta, la distendono in un solco, e l’uno dopo l’altro isfogano tutti
+su d’essa la loro brutale passione, mentre la candida ed innocente
+giovine rende l’anima al suo Creatore di mezzo alle due porche tra cui
+l’avevano quegli inumani lasciata.
+
+Ma udite, ancora: voi sapete che il Duca di Lucca mandò il suo figlio
+a compiere la sua educazione in Piemonte: Carlo Alberto lo arruola nel
+reggimento di cavalleria _Novara_, ed il Principino Augusto esordì da
+bel principio con ogni sorta di indegne azioni a rendersi ridicolo e
+sprezzato, a dar saggio di quanto si possa sperare dal suo avvenire,
+ed il Re invece di correggerlo e punirlo lo premia, e se lo tien
+affezionato come una volta si teneva la contessa di Robilant, e gli
+paga tutti i debiti, che a quando, a quando ascendevano ad incredibili
+somme. Un giorno il Duchino si trovava in una città di provincia, e
+se non erro in Pinerolo, si reca egli in persona dall’impresario pei
+foraggi delle truppe, lo rampogna dapprima perchè non gli abbia inviato
+la provvisione di fieno per venti cavalli, come gli aveva mandato a
+chiedere, il signor Del-Pozzi che era l’impresario con bella maniera
+gli osserva esser egli solo autorizzato a suppeditargli la provvista
+per quattro cavalli dal ministero, e non aver egli inteso di fare un
+rifiuto a lui, ma sì tanto di scansare il giogo d’un obbligo ingiusto.
+A ciò l’Altezza Serenissima e Reale minaccia il Del-Pozzi il quale
+avendo osato ancora parlare, egli vibrogli allora un calcio nel basso
+ventre, per cui quegli stramazza a terra, ed in pochi giorni morì.
+Si sparge la cosa, ricorrono ai re i congiunti dell’infelice, ne
+parlano e romoreggiano i giornali di Francia, e Carlo Alberto regala
+il _gran collare dell’ordine supremo della SS.ma Annunciata_, al Prode
+Principe, lo innalza al grado di Colonnello, tuttochè non sapesse star
+a cavallo, e non s’intendesse nulla, affatto nella milizia, giacchè le
+sue occupazioni erano da mane a sera di far lo stordito, far all’amore,
+e far chiasso per lo paese. Vita che conducano quasi tutti i disperati
+Nobili, Spagnuoli, Portoghesi, Italiani, e Polacchi che rifuggiati in
+Piemonte ottennero gradi, pensioni, stipendii, onoranze, e tolleranza a
+tutte le loro vili e vergognose azioni.
+
+Eppure se il nostro Re avesse un pò di sale in zucca, torrebbe ben
+di mezzo un tale scandalo! un tal disordine, che in niun modo gli può
+convenire!...
+
+Ma oltre a cotesti fatti, a cui niuno può muovere un tal qual dubbio,
+ed a cui potrei aggiungerne mille, ascoltate questo eziandio di
+recentissima data: un Romano, il sig. T. P. impiegato da dieci anni
+al servizio del nostro Re, il quale in tutto il volgere di questo
+tempo mai diede motivo alla più piccola lagnanza sul suo conto,
+bene visto da tutta la subalpina gioventù, accolto con amorevolezza
+nelle più distinte case, giovane gentile, onesto, e del bel mondo,
+un giorno riceve per mezzo d’una guardia di polizia un biglietto col
+quale il Commissario Tosi ispettore della bassa polizia lo invitava
+a passare da lui un momento nella giornata. Egli colla massima
+premura, di nulla sospettoso, perchè di nulla si conosceva colpabile,
+aderisce all’invito e si reca al palazzo del comando, dove chiesto del
+suddetto commissario, che si fa dare dell’avvocato mentre non sa pure
+iscrivere due parole in ortografia corretta, viene tosto da due birri
+introdotto in un gabinetto dove un uomo alto della persona, di occhi
+grifagni, di nera e folte sopracciglia, con calzoni neri, abito bleu,
+giustapetto grigio di _piquet_ e cravatta bianca ed altissima, sedeva
+ad una scrivanìa. Questi subito s’alzò al vedere il nostro Giovinotto
+entrare e presentarsigli umilmente, indi coi più duri modi, colle più
+aspre villanie, e col più infernale sarcasmo tolse a canzonarlo, a
+deriderlo più che non a riprenderlo; del qual trattamento chiedendo
+la cagione commosso, ed indispettito non che maravigliato il nostro
+signore ebbe delle minaccie in risposta se anco avesse osato dire una
+parola. Pochi istanti dopo il Commissario si taceva, ed egli credeva,
+che essendosi isfogato così, l’avria lasciato andare in libertà,
+epperciò già macchinava in mente di farsi dare, con uno schiarimento,
+una soddisfazione di simile condotta tenuta contro di lui, nel giorno
+seguente; poichè più pensava, ed esaminava la sua coscienza e meno
+si trovava meritevole di rimprovero, non che di tali cattivi tratti
+appena, appena da potersi usare con un malfattore. Ma s’ingannava
+affatto nel suo supposto perocchè il Commissario data una scampanellata
+chiama due birri e loro ordina d’andare per una vettura; allora ei
+cadde in pensiero d’essere stato scambiato per un altro, e dimanda con
+supplichevole voce a quell’inumano la causa di siffatta riprensione;
+oh bella! guardate l’innocentino! risposegli tosto il Commissario,
+non sa d’aver fatto cosa biasimevole! quindi cangiando tuono di voce
+continuò: _andate con questi uomini, ed imparate a condurvi meglio per
+l’avvenire_. Il sig. T. P. si rivolse e vede i due birri, che erano
+stati mandati a prendere una vettura, fermi sul limitare della porta,
+due lacrime gli annebbiano gli occhi, un sudore di ghiaccio le investe
+per tutte le membra, un moto convulso che tutta gli agitava l’anima si
+palesa in compassionevole modo sulla sua sembianza; pregava col gesto,
+colle parole, e coll’espressione della persona il Tosi a dargli una
+qualche spiegazione, a dirgli in che si credeva egli avesse mancato; ma
+nulla gli vien risposto che più gravi ed amari accenti, poscia con un
+urtone spinto fra le braccia dei due arcieri, i quali l’accompagnano
+fino fuori dell’ufficio, lo fanno salire in carrozza e si mettono
+ancor essi l’uno per parte, e fanno segno al vetturino di inviarsi al
+_Correzionello_, luogo di prigione, dove sono rinchiusi ordinariamente
+i più gravi malfattori finchè non si è pronunciata ancora sul loro
+venire la sentenza dai pubblici tribunali. Quivi giunto quasi fuori
+di se, messo in un ampio camerone con la feccia del canagliume il
+più pestifero della società, stette molto, prima di riaversi, ed
+appena presero una tal calma li suoi sensi, e si riconobbe tra quella
+gentaglia, ripensava alla scena avuta col commissario Tosi e gli
+pareva di trasognare, che nulla dell’accaduto fosse vero; se non che
+un sergente di infanteria, (il quale trovavasi tra quella marmaglia,
+ed aspettava d’uno in un altro giorno, per decisione de’ suoi giudici
+d’essere tradotto o alla _catena militare_, o al _corpo franco_
+nell’isola di Sardegna, quantunque nulla fosse risultato in suo danno
+dall’esame, e dalla perquisizione domiciliare che gli avevano fatto per
+averlo creduto divulgatore di libri proibiti) gli si accostò per vedere
+di sollevarlo, e con amorevolezza rarissima a rinvenirsi in que’ luoghi
+prendendo a ragionare con lui, gli suggerì, appena udito il racconto
+dell’accadutogli, di scrivere a qualche persona di sua conoscenza
+perchè si interponessero, e gli facessero rendere giustizia, ed alla
+peggio dimandasse che lo sottomettessero al giudizio d’un tribunale.
+
+Egli abbracciò questo partito, come un marinajo afferra l’ancora qual
+unica via gli rimanga a salvezza; scrive una lettera ad un conoscente
+suo, il quale credeva più d’ogni altro potesse giovargli in tale
+bisogno; dà una fortissima mancia al custode, perchè la sia ricapitata
+senza fallo ed indugio al suo indirizzo; aspetta la risposta un
+giorno, non la riceve; ne scrive un’altra, la consegna ad un birro
+e gli promette una considerevole mancia se gli fa tenere pure la
+risposta, questo chiama, ed ha la mancia anticipata, e non consegna la
+lettera a chi dovea, siccome aveva fatto il giorno avanti il custode;
+scrive altre lettere ad altri, opinando che quelli a cui già s’era
+raccomandato o non potessero, o non volessero interessarsi per lui,
+ma si trova sempre alle stesse, i birri si beccavano i danari di sua
+cortesia, e giammai mandavano ad effetto le loro promesse; sicchè
+disperato non sapea a qual consiglio appigliarsi, ma poi rassegnatosi
+al destino aspettava una provvidenza nella procedura delli stessi suoi
+nemici. Intanto sentendo il bisogno di mutarsi i panni e gli abiti,
+e di farsi recare di casa del danaro, novellamente fassi a pregare il
+custode del carcere, perchè volesse egli mettersi di mezzo in tal cosa,
+ed appagare il più che giusto e più che discreto suo desiderio, ne ha
+mille promesse, ma nulla ottiene di felice risposta. Passano i tre, i
+quattro, i cinque, i sei, i sette, li otto, li nove, li dieci giorni, e
+la cosa pel nostro signore carcerato nè meglio nè peggio si sviluppa;
+se non che sul dodicesimo giorno riceve un baule entro cui non solo
+non poteva esservi nè tutto nè mezzo il suo equipaggio, ma nemmeno la
+decima parte, e colla consegna di questo ha l’avviso che fra pochi
+minuti sarebbe partito per alla volta di Genova in compagnia di due
+carabinieri. Di fatto di lì a poco una carrozza si fermava innanzi alla
+porta della prigione, e montatovi esso in compagnia di due carabinieri
+vestiti in tutta pompa della lor reale uniforme, si avviava giù per di
+Doragrossa. Si fosse la voce sparsa del suo arresto dalla padrona di
+casa da cui egli appigionava un quartiere ammobigliato, si fosse che
+alcuni di sua conoscenza lo avessero ravvisato nel vederlo attraversare
+di pien giorno la città nella nominata compagnia, non saprei ben dire,
+ma fatto è che mentre egli camminava sulla via della Liguria, alla sera
+al teatro Regio sotto ad un palco della prima fila affollata era la
+gioventù torinese, e chi col guardo, e chi colla parola, e chi cogli
+atti vedevasi minacciare ad una signora grassoccia, paffutella, e
+brunotta di carnagione. Essa cogli occhi fissi sul palco scenico faceva
+le finte di non addarsi del movimento sottostante; per il che istizziti
+ed agitatisi maggiormente quegli animi giovanili, che in ogni atto
+pareva intendessero a far arrossire quella donna di qualche sua colpa,
+fecero di tanto che tutti gli occhi si rivolsero ad un tratto verso
+il palco di lei: e queste parole correvano per le labbra di tutti:
+_vedi in quei palco la signora Garbiglietti-Pavarini, la è la causa
+dell’arresto di T. P. fuori del palco quella puttana, fuori, fuori la
+signora Garbiglietti-Pavarini, fuori quella puttana_; sicchè tra pel
+vedersi fatto segno al guardo, ed allo sdegno di tutto il teatro, tra
+pel sentire coteste voci, le quali venivano sempre pronunciate ogni
+qual volta sentivansi applauditi i cantanti, tra perchè tutta la gente
+stava rivolta continuamente a lei, le fu giuocoforza di uscirsene dal
+teatro tra le risa e li fischi dell’universale. Era costei moglie del
+medico Garbiglietti, e da un mese o poco più era in relazione col
+commissario Tosi, il quale accortosi che il sig. T. P. faceva egli
+all’amore colla sua Bella, dopo d’essere riuscito ad indurre lei a
+non più riceverlo presso di se, essendo pervenuto a notizia che ella
+lo andava a trovare in casa sua, prese un giorno il marito a parte,
+ed informatolo della cosa l’aveva esortato a fare un ricorso alla
+polizia contro del giovane signore, assicurandolo che egli avrebbe dato
+la massima attività all’affare, ed avrebbe troncato immancabilmente
+ogni relazione, ed ogni scandalo ad un tempo evitato. Il medico gran
+buon’omaccio non penetrò a fondo nell’indole del commissario, e per
+conseguenza non accorgendosi che il consiglio di lui era più che una
+generosità d’amico, una vendetta sua particolare, tenne il partito
+offertogli, fece il ricorso, e tra lui, ed il Commissario indussero la
+moglie a soscriverlo, la quale pel pensiero di mutare stallone aderì
+non solo, ma di più seguiti i loro consigli, accusò il giovane come
+uno che la perseguitasse dappertutto, e l’avesse minacciata qualora
+non avesse condisceso al suo amore, d’infamarla presso il pubblico.
+Che è mai amor di donna? due giorni prima fu vista inginocchiata da me
+sul viale del Valentino innanzi al giovane, e raccomandarglisi perchè
+non l’abbandonasse!!! Lo stesso giorno dell’arresto per coprire la
+trama essa era stata pure a trovarlo in camera per più d’un’ora...!
+così il Tosi potè completamente disfogare la sua bile, il suo odio,
+la sua gelosia in quel modo che dicemmo contro l’impiegato di S.
+M. il quale dopo d’essere stato cacciato barbaramente in prigione,
+malmenato, come abbiamo veduto sopra, e cacciato dallo stato qual
+uomo di pessima condotta, venne tradotto a Genova dove smontato alle
+carceri, quivi fermossi dieci giorni senza che sapesse nulla ancora
+sulla determinazione presa in suo riguardo. Quand’ecco venuto l’aurora
+dell’undecimo dì coll’annunzio che sarebbe stato portato su di un
+vapore Sardo fino a Civitavecchia, e dopo accompagnato fino a Roma sua
+patria, fu lasciato libero, gli fu eziandio svelata la sua colpa che
+fin’allora eragli stato un vero arcano. Non è a dire quanto egli siane
+rimasto maravigliato, ma non vedendo più omai appiglio convenevole
+da attaccarsi, lasciò che la sentenza del Tosi fosse affatto messa
+in esecuzione. Giunto a Roma gli parve d’essere rinato vedendosi in
+libertà, e passati alcuni giorni non vedendo le sue convenienze di
+quivi fermare la sua dimora decise di partire; e va pel passaporto; per
+cui dopo averlo fatto correre più volte adducendo or una, or un’altra
+scusa, finalmente un segretario dell’ufficio del buon governo si fece
+ad interpellarlo sulle ragioni che aveva lasciato Torino, e ben bene
+ponderate le risposte gli disse: se gli abbiamo fatto aspettare il
+suo passaporto non è per altro che per informarci esattamente della
+sua condotta prima che andasse in Piemonte, di quella che quivi tenne
+in tutto il tempo della sua dimora, e dell’attuale, presentemente
+non abbiamo difficoltà di rilasciarglielo, però la consiglieremmo
+a mutarlo in un nuovo, giacchè qualche segno che gli fecero sopra
+potrebbero incagliarlo non poco nel viaggio che intende intraprendere.
+L’infame commissario dopo averlo privato d’impiego, dell’amante, e
+sul momento, dell’onore eziandio, s’era ingegnato di attraversargli
+di più l’avvenire, di ruinarlo del tutto, di togliergli perfino il
+mezzo di sussistenza; ed ottenuto avrebbe il perfido il suo intento
+se gli amici non avessero fatto tenere all’infelice importanti somme
+in sussidio, e l’officiale della Polizia Romana non fosse stato assai
+più che non esso di coscienza nel prendere misure di rigore verso
+del meschino... Ma dopo questo accaddero già molti altri fatti, ed
+uno appunto per la sua singolarità non vuolsi assolutamente passare
+sotto silenzio: tutti sanno che il _bigottismo_ regna in Piemonte,
+che ad un impiegato convien’essere o fingersi _bacchettone_ se vuole
+conservarsi in grazia de’ superiori; ma niuno sarebbesi mai immaginato
+che per leggere e ritenere _le Juif Errant par Eugène Sue_ si sarebbe
+corso il rischio di perdere l’impiego: eppure ciò incontrò or fa pochi
+giorni al sig. N. N. uomo assai benemerito pe’ suoi servigi prestati
+da molti anni al Governo, il qual avendo lasciato un giorno sul suo
+cancello d’ufficio un volume del detto romanzo inavvertentemente,
+diede ragioni al ministro abbastanza sode con ciò d’essere creduto
+malvagio, indegno dell’impiego, e che so io. Perocchè il volume citato
+venne raccolto, e si dice bruciato poco dopo in presenza del Conte
+Solaro della Margherita, e sostituitevi invece le dimissioni sue,
+entro cui niun’altro rimprovero veniva fatto all’impiegato da quello
+in fuori d’avere osato tenere presso di se _sì diabolico libro_, e
+fare sì _scandalose_ letture. Non vorrei che voi Azeglio od alcuno
+in leggere questi fatti s’inducesse a credere avere io raggranellato
+quanto di più biasimevole possa essere accaduto nel nostro stato,
+od aver detto cose dubbie e false, perocchè protesto novellamente
+che mille e mille potrei citare di simili casi di prepotenza, e che
+sonomi attenuto solo a questi, sia perchè più conosciuti e perciò
+più difficili ad essere impignati, sia perchè non volea parere troppo
+più lungo che non comportasse l’argomento. Ma non vorrei soprattutto
+che voi, od altri pensasse esigere io in uno stato tutto ordine,
+tutto bene, tutto perfezione. Quando fu mai che le umane cose e le
+divine pure com’elle passarono per le mani degli uomini, immacolate
+e perfette si mantenessero? Certo saria da mentecatti il volere negli
+altri quella colma misura di buono, che noi stessi non possediamo, ma
+non perciò dobbiamo astenerci dall’alzare alta la voce, e rimproverare
+con acre parole chi o direttamente o indirettamente può essere autore,
+promotore, o causa anche secondaria di simili abusi che sono il vero
+cancro dei buoni costumi, la vera peste dei governi e dei popoli, la
+vera ruina della società.
+
+Io potrei anche trattenervi sulle prepotenze che si veggono fatte
+agli impiegati borghesi facendo loro prendere il passo dai nobili,
+che per lo più sono ignoranti, perchè non istudiano, le quali sono sì
+spesse che può dirsi senza fallo, noi non ne facciamo più parola per
+esservi assuefatti, e se pur qualche volta mostriamo di risentirci, ce
+la prendiamo contro il destino, il quale ha fatto trovare dietro noi
+qualcuno di nobile schiatta. Potrei ragionarvi sugli scandali che si
+veggono nei nostri ministerii rispetto all’ammessione degli impieghi,
+non facendosi scrupolo certi Capi di divisione di vendere la firma del
+Ministro o del Re anticipatamente e a carissimo prezzo, e molte volte
+la stessa a più persone nel medesimo tempo; per lo che molti spesse
+fiate dopo avere sborsato considerevoli somme per essere raccomandato
+ed ottenere la nomina di _volontario_ in qualche ufficio, o anche di
+aspirante al _volontariato_, si trovano in bisogno, frustrati nelle
+loro speranze, e senza potere trarre partito dai loro studi e dai
+loro talenti. Potrei entrarvi delle ingiustizie d’ogni maniera che si
+commettono in qualsiasi branca delle pubbliche amministrazioni, delle
+regie cariche, e nelle milizie principalmente, dove per esempio il
+nobile ha sempre il dissù sul borghese, il quale giunto al grado di
+capitano vien mai sempre messo in ritiro, perchè i posti di ufficiali
+superiori sono riserbati alla pura nobiltà; meno nelle così dette
+_armi dotte, l’Artiglieria, e il Genio_, in cui il merito e la scienza
+possono dappiù, e per conseguenza il borghese può fare regolarmente
+il corso de’ suoi avanzamenti. E molte cose pure potrei toccare
+dell’_Opere Pie_, nelle cui amministrazioni spesso accadono degli
+inconvenienti gravissimi, dei ladroneggi fortissimi, e degli errori
+madornali; e per esempio estendermi sui limosinieri della _sfondolata
+Opera_ di S. Paolo, di cui alcuni, che io conosco, invece di portare
+alle indigenti famiglie quelle somme, che quel filantropo stabilimento
+loro assegna, a mensuale soccorso, ora le arrischiano e perdono
+al giuoco; ora con quelle proveggono a donne rotte alla libidine,
+i scialli, i vestiti, ed i divertimenti, non che il vitto; quindi
+inducono quelli cui spettava un tal danaro a far loro la ricevuta
+della intiera somma, di cui essi non avranno consegnato che una decima
+parte nelle loro mani. Potrei anche tener discorso della persecuzione
+portata ad un eccesso troppo vergognoso pei tempi che corrono, contro
+a parecchie migliaja d’Ebrei, i quali dopo di pagar un’annuo ed alto
+tributo al governo, oltre al non poter esercitare verun’arte e studiare
+scienza di sorta, sono costretti a viversene tutti in un isolato, la
+cui proprietà fu loro fatta pagare ad uno spropositato prezzo, ed
+in cui le regole igieniche appena comporterebbero ve ne abitassero
+un sesto del loro numero. Finalmente della persecuzione più ingiusta
+contro i Protestanti, i quali, dopo d’aver loro promessa e concessa
+tolleranza, dopo d’aver con sovrani rescritti annientati molti barbari
+editti contro loro emanati, Carlo Alberto ultimamente obbligò con
+suo motuproprio a rivendere tutte quelle terre, tutti quei poderi
+che avessero compri anche dietro autorizzazione del Senato e di se
+stesso oltre il termine stato loro anticamente assegnato, in un anno
+sotto pena di confiscazione? Nelle quali cose è consigliere, e stimolo
+potente di Carlo Alberto il Savojardo, Monsignore Andrea Charvaz,
+uomo che è Vescovo, Comandante, Intendente, Riformatore degli studi,
+Sindaco, e Commissario perfino di Polizia in Pinerolo, di dove quasi
+ogni settimana recasi a Torino per conferire col Re, co’ suoi ministri,
+e principalmente con _Avet_, il quale tiene il portafoglio per gli
+affari di grazia e giustizia.
+
+Questo corpulento prelato qualora venisse a mancare il Re, ed il
+primogenito suo, l’augusto Duca di Savoja salisse il trono, sarebbe
+quegli che minaccerebbe di prendere le redini di tutto lo stato; tanta
+è la sua influenza sul Duchino di cui è stato precettore! tanta è
+la confidenza che questi gli usa, recandosi spesso a visitarlo nella
+sua villa e consigliandosi già adesso con lui in tutto. Non che amor
+evangelico, porta un’odio implacabile l’illustre Vescovo alle varie
+sette dei Protestanti, che abitano le valli di S. Giovanni, di S.
+Martino, di Pragelato, di Rorà, di Luserna, di Latorre, ec. ec.:
+sicchè dopo di averli guerreggiati inutilmente cogli scritti prese il
+consiglio di combatterli colle prepotenze, e colle vessazioni d’ogni
+maniera, lasciando di queste un’assoluto maneggio al suo Vicario
+generale Giacinto Brignone uomo altrettanto giovane per età, quanto
+adulto per iscaltrezza, e non animato da altra cosa, che dall’ambizione
+di dominare, e dal desiderio di elevarsi sulle ruine altrui. Uomo
+insomma infame, retrogrado, e per conseguenza nemico d’ogni progresso,
+che invece di far plauso a tutti que’ sacerdoti che dimostrano d’aver
+inteso i suoi tempi, e di volersi levare a paro delle umane cognizioni,
+e mettere anch’essi una mano all’opera della vera civiltà, li insegue
+accanitamente e senza riguardo ad età ed a meriti. E siccome Monsignor
+Charvaz tutto approva anzi commenda quel che egli fa, così egli prese
+tanto piede che riuscì ad essere un vero despota, un vero tirannello
+del clero e degli abitanti di quella diocesi, e tra lui ed il Vescovo
+costituiscono un governo non solo della Diocesi ma della provincia
+affatto tirannico. Tutti passano per le loro mani gli affari prima
+che possano avere il loro sviluppo, il quale unicamente dalla loro
+volontà dipende. Molti casi mi sarebbe dato di raccontare, se non
+avessi paura di essermi dilungato già troppo dal mio assunto, ad ogni
+costo non ne voglio passare uno inosservato, il quale attesta in pari
+tempo e l’usurpato loro potere, e la malvagia loro astuzia per crescere
+in merito presso chi si contenta di giudicare delle cose dal loro
+esteriore. Un protestante un giorno dopo aver tracannato più vino che
+non era solito, viene a rissa con uno che pareva si volesse canzonarsi
+di lui, e dopo d’essersi vicendevolmente scambiate alcune brusche
+parole, vedendo questi di non la poter dire e di non valere a liberarsi
+di quell’altro che aspramente il motteggiava, inconsideratamente toglie
+un coltello di tasca il minaccia, quindi trovandosi sempre alle stesse
+il passa fuor fuori con un colpo, ed il lascia freddo a nuotare nel
+suo sangue. Viene il protestante arrestato, sottomesso ad un processo
+criminale, ed in pochi giorni condannato nel capo, non perchè meritasse
+tal sentenza, gli omicidii fatti in rissa e da ubbriachi essendo ben
+altro secondo il codice sardo, che suggelli a tal pena; ma bensì perchè
+il prelodato Vicario Giuseppe Brignone coll’appoggio del Vescovo il
+quale mai gli si rifiuta, aveva fatto sì che si usasse il massimo
+rigore verso il reo, che appieno nell’interrogatorio era convenuto.
+
+Ed ecco i motivi di tal procedere; prima perchè egli era protestante
+e perciò le leggi non sono più come per gli altri; secondariamente
+perchè sapendo egli che questi aveva una numerosa famiglia, era caduto
+in pensiero di intimorirlo con tal sentenza, per poi trarlo in un
+co’ suoi consanguinei alla nostra cattolica religione: di fatto poco
+dopo d’avergli comunicata la fatal sentenza, inaspettata per lui,
+e per tutti, gli fu fatto dire che se egli convertiva se, ed i suoi
+alla Santa Madre Chiesa, Monsignore il Vescovo gli avrebbe ottenuto
+la grazia dal re. Figuratevi qual tentazione non abbia fatto sul suo
+animo una tal proposizione! manda a chiamare la sua famiglia che a
+dieci individui ascendeva, e li informò della cosa; ma qual maraviglia
+non fu la sua trovandone li più di lui istrutti? tanta era stata
+l’operosità del Brignone! Caddero adunque d’accordo di mentire tutti
+alle loro convenzioni, al loro animo, promisero, e si fecero cattolici,
+apostolici e romani, e non solo il reo ebbe la grazia compiuta, ma
+lasciatolo ritornare a casa sua libero, fu incaricato da Monsig. il
+Vescovo di spionaggio con assegnamento d’annuo stipendio; giacchè
+sendo persona litterata più che comunemente non sogliono essere gente
+di mestiere, avrebbero voluto i nostri prelati valersi dell’opera
+sua per trarre nella rete altri merlotti. Ma egli fermo di carattere
+per prudenza condiscese in sulle prime, ma nulla mai fece che potesse
+tampoco macchiarlo di poi in faccia a’ suoi confratelli e compatriotti;
+però mi viene assicurato che tanto egli quanto li suoi non sono più
+nè cattolici nè protestanti; e come poteva accadere altrimenti? Atene
+guadagnò la Grecia coll’armi dell’Eloquenza, Sparta guadagnò Atene
+coll’eloquenza dell’armi, Monsignor Charvaz ed il Teologo Brignone
+suo vicario vorrebbero guadagnare i Valdesi col raggiro e colla
+persecuzione, anzi che colla forza del raziocinio e coll’armi della
+dottrina, e coll’esempio, testimone della verità e della parola; onde
+sono infelici nelle loro vittorie; chè i risultati della loro astuzia
+fin’ora neppur una volta ebbero buone conseguenze, da quella infuori
+di far circolare tra le indigenti classi di quelli infelici l’argento e
+l’oro che Carlo Alberto consegna a copia, forse in mitigazione dei suoi
+rimorsi, a tal fine nelle mani del Vescovo di Pinerolo, il quale, è
+vero, non si fa mica poi sempre scrupolo di impiegarlo altrimenti.
+
+Che dirò poi io della pubblica e privata istruzione in Piemonte, la
+quale per tanto tempo fu diretta da un Gesuita per Eccellenza, il Conte
+Collegno, stato poi minato e surrogato, da quella buona lana, omai
+conosciuta da tutti, di Monsignore Pasio, più gesuita di qualsiasi
+gesuita, il quale non valse in cinque anni che tenne le redini del
+_supremo magistrato della riforma_ a fare miglioramento di sorta, e
+buon per noi ancora se avesse lasciate le cose come erano! ma fatto
+è che le peggiorò; ne sia una prova, per mille, quella d’aver scelto
+a maestro modello, ossia maestro de’ maestri un cotale D. Remigio
+Pelleri, il più ignorante uomo che mai sia esistito, il quale in un
+libro stampato per saggio di sua abilità, il _fanciullo guidato a
+suoi doveri morali e religiosi_ disse più spropositi che parole, e
+fu condegnamente smascherato in due articoli del Telegrafo Torinese
+dal Prof. Lorenzo Giribaldi. Successe al Pasio un discendente del
+gran tragico italiano, il march. Alfieri di Sostegno, il quale nel
+sobbarcare le sue spalle ad una tal carica rallegrato aveva tutto il
+Piemonte. Ma due anni sono che siede nel mezzo del magistrato della
+Riforma, e nulla fin’ora di importante ha operato; l’educazione anche
+in gran parte è sotto l’influenza Gesuitica, od in pieno lor potere; i
+Fratelli della dottrina cristiana, veri dragoni dei Gesuiti, inondano
+la capitale, le città di provincia, e tutti i paesi del Piemonte,
+dirigono l’educazione del basso popolo, e ne conservano ed accrescono
+i pregiudizi, ne ammorzano la generosità, e ne imbastardiscono
+l’indole. L’Alfieri aveva senza dubbio delle sante intenzioni, ma non
+fu abbastanza cauto, lasciossi attorniare da persone che la pensano
+all’opposto di lui, le introdusse di più nel conciglio da cui doveva
+invece guardare di tenerle lontane per sempre e perciò giammai sarà che
+egli possa arrivare l’intento, colla cui speranza era entrato in tanto
+ministero.
+
+Per tacere gli altri nomino solo l’abate Peyron, il quale, vera
+anguilla, non è per lui conosciuto; ma già a quest’ora lo conduce pel
+naso, e lo gira e lo rigira a suo modo, valendosi non poco dell’opera
+del Cav. De Bayer, il panegerista di tutti gli opuscoli ascetici,
+morali, e mistici che possano uscire dalle penne della Veneranda
+Compagnia di Gesù. Una pruova inconcussa che l’Alfieri non potrà più
+migliorare la condizione degli studi, e della educazione dei subalpini
+ingegni, si è che invece di fare un passo avanti lo fece indietro;
+invece di rendere più libera, e facile l’istruzione, l’inceppò ed
+in angustissimi limiti la ristrinse, quando or è pochi mesi faceva
+che Carlo Alberto con suo motuproprio obbligasse i padri e le madri
+di famiglia a valersi dell’opera di certi determinati Professori, i
+quali perlopiù sono cattivi, perchè non degnamente corrisposti; di
+certi determinati libri, che fin’ora non s’hanno buoni, e quali sono
+necessari per l’educazione della figliolanza: cosa che sarà causa
+di molte male conseguenze, come di molte male conseguenze fu pure
+sempre l’avvilire i Professori con un basso stipendio, anzichè di
+rimeritarli ampiamente, perchè con amore ed impegno attendano al loro
+sacro ministero. In Piemonte un cuoco, un cocchiere ha assai più in
+compenso delle sue fatiche che non un Professore di Filosofia, di
+belle lettere, alla qual cosa subito doveva por rimedio l’Alfieri se
+pur intendeva d’avere buoni Professori; ma egli si consiglia con chi
+anzi ei dovria consigliare per trarre dalla sua, e mai nulla opererà
+di buono anche colla più grande volontà. Non parlo poi dell’educazione
+del sesso debole, da cui tanto dipende eziandio la prosperità del corpo
+sociale, giacchè è noto a tutti che in Piemonte gli _instituti_, le
+case d’educazione, e le scuole per le bimbe di qualsiasi condizione,
+sono tutte sotto la speciale direzione o delle suore del sacro Cuore di
+Gesù, o di qualche loro figliazione, sparse per tutti i paesi: di modo
+chè da noi l’influenza Gesuitica pesa su tutti i ceti della società
+più o meno; dalle quali cose non è chi non vegga, quante migliorazioni
+prima resterebbero a fare per il nostro governo, perchè noi potessimo
+un giorno sperare in lui, e crederlo potente stromento a rivendicare
+la causa Italiana. Si converrebbe o Massimo che voi ci provaste in
+qualche patente modo, che il nostro governo se non mostrasi intento
+all’opra, almeno non si oppone alle generose tendenze del secolo; che
+in questo moversi universale d’idee e di progetti, in questa mischia
+di opinioni, in questa irresistibile smania di nuove prove, di più
+energici tentativi, e di novelle cose si addimostrasse più propenso a
+tollerare, che non a spegnere quella sacra fiamma, da cui universale un
+incendio deve scoppiare ad incenerire i troni, li scettri dei nostri
+Tiranni, per far risorgere, qual fenice, più bella la libertà, la
+gloria nazionale. Sì, farebbe di mestieri voi attestaste con validi
+argomenti, che Carlo Alberto ami l’istruzione, ed il ben’essere del
+popolo; sia persuaso che la tranquillità degli Stati e la sicurezza
+dei Governi stia nell’amore e nel vendicare i diritti di quello, che
+approvi ora l’associazione degli individui, delle masse, e de’ popoli,
+e non faccia guerra al mutamento delle opinioni e delle cose, per
+ordinarne con sapienza l’andamento, e non tenti di farle retrocedere a
+vecchie ed ormai impossibili costumanze, che desideri insomma gli si
+scriva una storia d’illustri gesta, non una cronaca di debolezze, di
+prepotenti azioni, di viltà, e d’infamie. Non dubito punto, che voi
+a provare la protezione di Carlo Alberto alle scienze, alle lettere,
+addurrete principalmente quei segni di onorificenza, che egli va
+attaccando all’occhiello supremo degli abiti de’ suoi fedelissimi
+sudditi, per non dire, gettando negli occhi nostri per abbarbagliarci,
+per metterci le traveggole. Ma tutte le persone premiate di croci, sono
+esse tutte persone di merito? tutti li uomini che sarebbero degni a
+preferenza degli altri di simile onorifica testimonianza, sono dessi
+rimunerati, e fatti cavalieri dell’ordine di S. Maurizio, o di quello
+di Savoja? a mala pena ne trovereste qualcuno tra l’innumera schiera di
+coloro che pur le hanno, le portano, e ne menano vanto pubblicamente
+siccome di sudato trionfo; e questi tali raramente è ancora che voi
+li vediate a fregiarsene il petto, amando meglio lasciarle in casa in
+qualche tiratojo, che facendone mostra essere confuso con coloro, i
+quali se le guadagnarono con viltà, strisciature, adulazioni, inchini,
+scaltrezze, con fare il bacchettone sulle porte delle chiese a raccorre
+la limosina pei poverelli, con falsare qualche pagina dell’istoria
+della casa Sabauda, siccome fece spesse fiate il Cibrario, degno
+emulo di Adriano Balbi che non ha vergogna di adulterare la scienza
+per acquistar coccarde, cosicchè indarno uno si farebbe a cercare
+nella sua Geografia l’Italia, avendola egli squartata nel nome come
+già pur troppo lo era nel cuore; e finalmente con un qualche bugiardo
+panegirico diretto al glorioso regnante sulla foggia modellato di
+quelli del Paravia, Uomo, il quale mentre dovrebbe studiarsi in assiduo
+di gettare negli animi della subalpina gioventù il germe d’ogni più
+grande, più maschio e generoso affetto, di educare le giovani menti
+affidategli ad alti concepimenti, ad arditi e sublimi pensieri, pare si
+martelli il capo per intristire ed evirare l’indole dei più svegliati
+ingegni, per annientare in loro la facoltà d’innalzarsi sugl’altri,
+per sfiduciare e sfibrare i più magnanimi cuori. Del resto giova
+eziandio avvertire, che lo spargere molte croci è affatto secondo il
+sistema economico di Carlo Alberto, giacchè con esse si risparmia a
+giubilazioni, a gratificazioni, a risarcimenti in danaro, perchè i
+vecchi impiegati, i vecchi militari, gente per lo più ignorante, epperò
+facile all’invanirsi, preferiscono aver qualche soldo di meno in tasca,
+ed essere insigniti di tali decorazioni. Le quali per ottenere soventi
+volte basta a chi ne è bramoso il mettersi in relazione col padre
+Bresciani della compagnia di Gesù, ed il seguirne a puntino i consigli
+per qualche tempo. Ma un argomento chiaro e convincente per chiunque
+a dimostrare, che tra noi il vero merito difficilmente è rimeritato,
+hassi nel riflettere, che per conseguire siffatte ricompense, è
+mestieri che la persona istessa che se ne crede degna, le dimandi per
+via d’una supplica in cui siano in chiaro modo esposte tutte quelle
+ragioni, che possono meglio farla agli occhi del Sovrano benemerita.
+Formalità questa, alla quale non so chi avendo una dramma di buon
+senso, non arrossisca di abbassarsi: seppure è vero l’antico adagio,
+che merito e modestia non si abbandonano mai. Abbiamo troppe croci già
+ciascuno a portare segnatamente! Troppo pesante è quel crocione che
+pesa su tutti gli Italiani, e prostra al suolo le loro fronti! perchè
+da noi si possa anche far plauso ad un Carlo Alberto, che ogni giorno
+ce ne porge di nuove innanzi, rimunerando con esse degli individui, i
+quali davvero meriterebbero più d’essere appesi essi alle croci, che
+non affiggessero le croci a loro. Onde se la cosa cammina anco un pò
+di questo piede, noi vedremo queste onorifiche insegne, anzichè essere
+ambite, e tenute in pregio, venire derise e sprezzate universalmente.
+Se non che l’ambizione nell’uomo è tale e tanta, che spesso ci induce
+a lodare in noi quello che condannavamo in altri; al qual proposito
+deggio confessare, con disdegno, ed onta pel nostro onore, d’avere
+conosciuti uomini, che pur avevano diritto alla pubblica riconoscenza,
+ed ammirazione mutare di carattere, e di pensamenti al giungere loro la
+volgare croce di S. Maurizio in meno di tempo che un soffio di vento
+rivolta una foglia. Ma non perciò ci dobbiamo astenere da gridare ad
+alta voce, che vuolsi riputare piuttosto mezzo a corrompere il popolo
+che non a migliorarlo, la dispensa dei nastri, in cui si segnala tanto
+generoso, anzi prodigo il nostro re. Il vero compenso delle opere
+buone deve considerarsi nella soddisfazione dell’animo, nella scienza
+di aver compiuto ad un santo dovere, nella certezza che tardi o tosto
+le nostre azioni la società, e la patria approverà in quello, che
+le additerà ad esempio: Ecco ciò che dobbiamo inculcare nelle menti
+dei nostri fratelli, ecco quello che dobbiamo giammai restarci da
+predicare. Allora quella brama di notizie peregrine, quella smania di
+prevedere, quel desiderio intenso che c’induce a chiamare ogni giorno a
+chi prima incontriamo, se nulla occorra di nuovo, di singolare, fia si
+muti ben tosto in facoltà d’intraprendere, di resistere agli urti, di
+perseverare finchè non si rimanga vittoriosi.
+
+Anche la determinazione di abolire il giuoco del Lotto, potreste in sua
+difesa mettere in campo, se io non vi osservassi a tal riguardo, che
+ella comincia ad esser vecchia, e sapere di stanzio, giacchè sono più
+anni che la manifestò e mai non la pose ad effetto, rincrescendogli di
+rinunciare ad un tanto utile, tantochè vergognosamente ed infamemente
+procurato. Ed in ciò anzi lo veggo maggiormente rimproverevole, perchè
+sarebbe da compatire se non ne conoscesse il danno; ma essere di ciò
+persuaso, e mostrarsi tuttavia in dubbio se a torre o a conservare
+quello anche si abbia, è cosa propria o da imbecille, o da malvagio.
+Chè qualsiasi governo, al quale stia a cuore il ben essere del popolo,
+conosciuto appena un male tosto vi appresta l’opportuno rimedio,
+tanto più quando dal sagrificio di picciolo bene puossene ricavare uno
+grandissimo. Come del rimanente lo volete scolpare? come farlo vedere
+sovrano moderato, splendido, magnanimo, generoso, e grande? siccome
+l’avete fin’ora predicato. Come difendere quelle leggi sue, le quali
+non mirando agli universali, ingenerano dubbi, coi dubbi le liti, colle
+liti la divisione degli animi, con questa l’impero, da cui procede il
+dispotismo? come lo mostrerete tendente a liberalismo?
+
+A nulla servono le vostre parole diversamente, a nulla il mostrare
+quella medaglia, ideata dal Balbo, che racchiudendo tutti gli stemmi
+di casa Savoja si presta ad una forte e bella allegoria a prima
+vista; ma poi osservata attentamente non addita più altro che una
+delle tanto piccoline ambizioni che tengono in vita il nostro Carlo
+Alberto. Giacchè la posa del Leone raffigurato in essa, è tranquilla
+e tutt’altro che minacciante di scagliarsi sull’aquila, la quale pure
+non vuolsi confonder col biteste animale grifagno dell’Austria, essendo
+l’Aquila dell’Alpi, decorazione del nostro stemma reale. Le quattro
+somme glorie italiane non sono quivi ritratte che per significare
+essere Carlo Alberto l’unico principe attualmente regnante che sia di
+sangue italiano; epperciò più degno appunto di riprensione perchè meno
+compatibile degli altri nella sua maniera tirannica di governarsi.
+Il motto francese poi che puossi così tradurre alla lettera: _sto
+aspettando l’astro mio_, appartiene eziandio all’antico stemma della
+famiglia; del resto gli si potrebbe rispondere che più volte gli
+comparve quest’astro sull’orizzonte per guidarlo a virtù, ma egli colla
+esosa sua condotta insultò a quella luce, fece inorridire col fetore
+delle sue peccata quella stella, che ritiratasi dal cielo ricomparirà
+velata da una tinta di sangue, quando noi avremo redenta la patria
+e vendicato il suo ripetuto tradimento, e ci guiderà al suo sepolcro
+perchè maladicendo al suo nome, non obbliamo di disperderne le ceneri,
+di ruinarne la pietra, onde nulla resti ai posteri di lui memoria,
+perchè immeritevole della stessa celebrità dell’infamia.
+
+Ricordatevi quel detto che a proposito di Carlo Alberto è fama a quando
+a quando pronunciasse la sua madre: _il mio figlio non ha nè testa
+nè cuore_. Che non abbia cuore tutti si convengono, ma che non abbia
+mente, è ciò che molti vorrebbero diniegare. Come mai se avesse un
+pò di cervello potrebbe permettere tanti abusi ne’ suoi stati ora con
+consenso, ora con fingerne ignoranza? come mai sarebbe caduto in tante
+imbecillaggini che lo fanno deridere anzichè odiare? e come non avria
+posto mente a tante voci che da ogni parte della Penisola il chiamavano
+alla gloria? Come non saria stato animoso a cingersi di quella corona
+immortale che il Genio d’Italia tante volte le offerì? Come si sarebbe
+mostrato sì timido, sì debole, sì vigliacco, e sì pauroso in ogni cosa?
+Valga il seguente fatto a provare in mirabil modo la fermezza eroica
+del suo animo! Il Colonnello J.... nobile piemontese, dopo aver reso
+molti servigi al Piemonte recavasi a servire la Spagna, dove onori pel
+suo valore d’ogni maniera gli venivano conferti; venuto in avanzata
+età, ed amando di rivedere il suo paese natio, si porta a Torino; dove
+pervenuto agli orecchi del Re Carlo Alberto il suo arrivo, il mandò
+a chiamare ed accoltolo amorevolmente, in attestato di estimazione
+de’ suoi meriti gli dà la croce di Cav. di S. Maurizio e Lazzaro, lo
+conferma nel grado di Generale a cui era stato in Ispagna innalzato,
+dicendogli che sperava si saria fermato in patria ed avrebbe il suo
+ferro consacrato alla medesima. A tali dimostrazioni il Colonnello
+J.... l’assicura che alla manifestazione di simile desiderio si
+conosceva assai onorato, e non poteva a meno perciò di aderirvi. Il
+Re lieto della risposta il fa soffermare in quel giorno in corte pel
+pranzo attestandogli continuamente di averlo in grazia ed in pregio
+altissimo. Ebbene dopo due giorni fu mandato a richiamare il Cav.
+J.... amorevolmente gli fassi incontro Carlo Alberto appena lo vede
+a comparire ne’ suoi appartamenti, _e mio caro_, gli dice, io deggio
+disdirmi dell’invito che l’altro jeri vi ho fatto, il ministro mio
+Villamarina con cui ho parlato lungamente di Voi, mi fece vedere che
+la vostra dimora _permanente in Piemonte poteva dar luogo a rumori,
+essere pericolosa, mentre io la credeva utile, onde m’obblighereste
+se fra tre giorni procuraste d’allontanarvi; che mai volete? son cose
+a cui dobbiamo rassegnarci. Però potete conservare in mia memoria
+e ’l grado e l’onorificenza che vi conferii_. A tai detti sorpreso
+l’antico militare dignitosamente rispose queste due parole: _grazie
+alla vostra maestà, quale son venuto, tale me ne andrò, e fra un’ora
+sarò fuori di già dalle mura della capitale_. La cosa si sparse per
+tutta la città, tutti ne ridevano, meno il ministro che godeva d’aver
+allontanato un suo nemico. Carlo Alberto si credeva d’aver dato saggio
+di una gran forza d’animo, d’una gran virtù, d’aver vinto il nemico
+più difficile ad essere soggiogato, secondo gli dicea il confessore
+suo, cioè d’aver vinto se stesso! E voi Azeglio volete farci credere
+in un tal uomo? in un uomo che se fosse vera l’opinione che le anime
+dei malvagi dopo aver vagato nello spazio vadano ad informare i corpi
+d’altre più basse persone, non potrebbe aver ereditato altra anima
+che quella di Giuda? in un uomo che dopo aver logorato la sua vita
+nei vizi, ora stanca da mane a sera gli inginocchiatoi, e gli altari?
+in un uomo che anche togliendogli la tristezza dell’animo, non sarà
+mai capace d’intraprendere la più piccola opera, nonchè quella della
+nostra rigenerazione? in un uomo, il quale non solo brama soffocato
+e spento lo spirito di indipendenza e nazionalità, ma di più tenta
+in ogni modo di far nascere ne’ suoi sudditi lo spirito contrario?
+in un uomo, il quale proibisce una società, che aveva per iscopo di
+diffondere lo studio della lingua italiana nel Piemonte, e togliere di
+mezzo a poco a poco il deforme dialetto che si va cinguettando da noi?
+la qual cosa ci dovrebbe assai bene convincere delle disposizioni di
+Lui, rispetto all’Italia, giacchè niuna cosa si mostrava più innocua
+al suo governo, che un’associazione, in cui i Piemontesi dietro lo
+stimolo del Cav. Panzoja tutti si proponevano di parlare costantemente
+l’italiano, e si sottomettevano ad un’imposta da passarsi ai poveri,
+ogni qual volta fossero colti in fallo, cioè a parlare il nostro
+dialetto, od altra lingua fuori di stretto bisogno. Tanto più che lo
+scopo era più letterario, che politico, e d’altronde il legame della
+lingua alla nazionalità non ha una forza sì energica, sì subitanea
+da spaventare chicchessia. E poi ignorate voi l’influenza del primo
+ministro, il Marchese Solaro della Margherita, il qualche oltre ad
+essere _gesuitissimo_ come sopra toccai, è ligio affatto all’Austria,
+e tanto che non lo si farà saltare dalla sua carica, impossibile
+sarà ogni simile divisamento. Del resto ammesso ciò, che non puossi
+ammettere giammai, cioè che Carlo Alberto volesse coadiuvare la nostra
+causa, e marciare alla testa delle sue truppe, che da qui a poco si
+raduneranno nella landa di S. Maurizio per servire di trastullo ai
+nostri Duchi, e prendesse a fugare il predone Tedesco dalle lombarde
+e venete terre, credete che l’italo paese guadagnerebbe sotto il
+governo Sardo? Sotto il giogo d’un dispotismo il più barbaro, sebbene
+mascherato dalla più artata apparenza? Sotto il comando di un re che
+per voler conservare, a maggior lustro della sua corte, l’etichetta
+spagnuola, conservò nella nobiltà la boria intollerabile di quella
+nazione, la barbarie e l’ignoranza la più maligna e la più crassa?
+Starebbe poco a rinascere il feudalismo, è vero modificato per imperio
+e necessità dei tempi, ma pur sempre tremendo feudalismo; e noi avremmo
+a soffrire fra breve quanto non soffrimmo sotto qualsiasi invasione,
+e quanto non soffriamo tuttora. Però che per quanto soggetti alli
+stranieri, bolversati, tiranneggiati, ed oppressi siano gli altri paesi
+d’Italia da’ suoi Principi, e dai suoi governi, sono sempre in istato
+meno passivo ed irritante di quello in cui si trovano i Piemontesi.
+Interrogate le persone colte ovvero quelle che intendono i loro diritti
+e non anco hanno rinunciato alla quistione dell’indipendenza italiana;
+chi di loro non s’espatrierebbe dal Piemonte, se vincoli d’impieghi, di
+parentado, dei loro interessi non li tenessero stretti ed inceppati?
+neppur uno per quanto possa essere caro il luogo dove s’abbia spirato
+le prime aure della vita, dove si sia visto per la prima volta la luce
+del giorno. Nè sarebbe inutile l’osservare che in numero grande si
+contano i Piemontesi, che continuamente s’espatriano volontariamente, e
+si recano ad abitare altri paesi aspettando un meglio avvenire per poi
+fare ritorno.
+
+Ma siccome non dobbiamo porre fiducia di sorta in Carlo Alberto, non
+dobbiamo neppure confidare nell’ajuto e nel concorso di verun’altro
+nostro principe, o degli stranieri; Siamo noi che di per noi stessi
+dobbiamo riedificare l’edificio della nostra nazionalità, e per
+niun’altra via potremo guadagnare il nostro intento, che per una
+generale sommossa, che per lo esterminio dei principi, e dei troni.
+La Francia come ridivenne nazione? come sorse ad incivilimento? a
+grandezza? se non collo spargere fiumane di sangue, se non colla sua
+lunga e terribile rivoluzione. Così dobbiam noi fare, così operare;
+ciò voi dovete o Azeglio predicare giorno e notte, tra i grandi e tra
+il popolo, se volete giovare all’Italia; a quest’opera dovete cercarvi
+collaboratori in continuo, perchè al primo manifestarsi del movimento
+tutti sorgano col braccio armato quegl’italiani, i quali non sono sordi
+alla voce dell’amore di patria, non sono anche del tutto imbastarditi
+dall’astuta tirannia dei nostri Signori, nè sì sviati dietro il male
+esempio da desiderare di essere piuttosto ingentiliti e corrotti, che
+resi saggi e virtuosi.
+
+È senza dubbio allora che potrete meritarvi la pubblica fiducia, la
+gratitudine dei vostri fratelli, la benedizione di tutti i buoni, che
+non avete di certo ora, che siete associato a Balbo, e d’un imbecille e
+malvagio volete far Carlo Alberto un Eroe.
+
+Questo per ora è quanto aveva in mente di scrivervi; di moltissime
+cose, che presentemente non ho stretto obbligo di palesarvi, altra
+fiata torrò a discorrervi; cioè quando mi si porga il destro, e possa
+crederle d’utile pubblico. Io vo’ sperare che rientrerete in voi, od
+almeno vi cesserete dal dare consigli ai vostri fratelli, i quali non
+solo non sono vantaggiosi, ma anzi tornano loro di danno immenso;
+seppure non volete ricredervi ed abbracciare il partito del vero
+Italiano, che dovrà sempre sdegnare ogni moderazione dove gli stia a
+cuore l’ottenimento della salvezza patria. Non vi faccia maraviglia,
+se io serbo l’anonimo, il vostro esempio mi ha istrutto se prima non
+lo fossi stato, e da qui ad un mese alla più tardi, rilasciando ancor
+io il beatissimo Piemonte, vi renderò avvertito con altra mia scrittura
+del mio nome, e vi proverò in effetto la mia stima, e se volete la mia
+affezione, tuttochè mi abbiate veduto in tante cose così discorde da
+Voi, da lanciarvi contro una amara, ma giusta rampogna.
+
+ _Di Torino 7. Giugno 1846._
+
+ N. N.
+
+
+
+
+INDICE DELLE MATERIE
+
+
+ _Alcune righe, a mo’ di lettera, che servono
+ di prefazione al libro_ Pag. 3
+ _Osservazione prima sui governi d’Italia_ » 5
+ _Osservazione seconda sulla libertà di
+ scrivere, di parlare e di manifestare
+ la propria opinione sulla sorte futura
+ d’Italia_ » 9
+ _Osservazione terza sul merito, che hanno
+ gli Italiani per un meglio avvenire_ » 22
+ _Osservazione quarta sul bene, e sul male
+ delle sommosse_ » 27
+ _Osservazione quinta sull’egoismo imputato
+ agli Italiani pei disegni che fin’ora
+ essi manifestarono_ » 34
+ _Osservazione sesta sulla condotta dei
+ popoli Italiani e dei Principi, che li
+ governano_ » 44
+ _Osservazione settima sulla ridicolezza
+ d’una domanda al governo Papale di
+ essere pe’ suoi sudditi più assoluto, e
+ più dispotico_ » 49
+ _Osservazione ottava sull’inutilità delle
+ proteste per migliorare la condizione
+ degli Italiani_ » 55
+ _Capitolo unico sulle speranze d’Italia
+ riposte in Carlo Alberto_ » 71
+
+
+
+
+NOTE:
+
+
+[1] Lo scrittore della presente non andò errato nel suo pronostico,
+perocchè ci pervenne a notizia trovarsi già egli in Viareggio dopo
+d’essersi fermato alcuni giorni a Lucca dove per certi scrupoli non fu
+tollerato.
+
+[2] Vedi Mazzini nel suo ragguaglio sulla morte dei fratelli Bandiera.
+
+[3] V. _Pag._ 12.
+
+[4] Vedi pag. 114. dell’Azeglio.
+
+[5] Vedi Ricciardi nel suo libro _Gloria e Sventura_, Parigi coi tipi
+della signora _La Combe_.
+
+[6] Vedi pag. 115. fino al fine.
+
+[7] È vero che gl’Italiani in Inghilterra sono trattati ben altrimenti,
+e di Malta, lo posso accertare io, vengano essi consigliati a
+traslocarsi là, ed anche a spese del governo generosamente più che
+gratis condotti.
+
+[8] Vedi Ricciardi libro sulle _Speranze d’Italia_ Parigi 1846.
+
+[9] Quegli furono un certo Rossaroli ed un certo Ancillotti che preser
+parte nella congiura così detta del monaco, perchè ordita da un frate;
+i loro compagni conosciuti veri congiurati andarono tutti a morte, gli
+altri come sospetti in prigione a vita come loro.
+
+[10] Del Codice Sardo colle postille del Barbaroux, se ne è fatto
+un’edizione, che io stesso ebbi tra mano, e potei convincermi della
+cosa. Prati con un bel carme si fece interprete del dolore dei
+Piemontesi per l’improvvisa morte del Barbaroux, ma la revisione tutto
+glielo falcidiò.
+
+[11] _Via economica_ è un modo di far giustizia, in grazia di cui
+una persona di qualche credito incolpando un’altra, può aver la
+soddisfazione di vederla subito arrestata, castigata, senza che ella
+prima del termine del suo castigo possa sapere il motivo del suo
+arresto, far ricorsi di sorta per purgarsi dall’accusa, e far valere le
+sue ragioni, locchè qualche volta avendo protezioni vienle poi concesso
+dopo siccome un gran favore.
+
+
+
+
+
+Nota del Trascrittore
+
+Ortografia e punteggiatura originali sono state mantenute, correggendo
+senza annotazione minimi errori tipografici.
+
+
+
+*** END OF THE PROJECT GUTENBERG EBOOK 76908 ***
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+ <title>Sul libro degli ultimi casi di Romagna e sulle speranze d'Italia fondate su Carlo Alberto | Project Gutenberg</title>
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+<div style='text-align:center'>*** START OF THE PROJECT GUTENBERG EBOOK 76908 ***</div>
+
+<div class="booktitle">
+<h1>
+SUL LIBRO DEGLI<br>
+ULTIMI CASI DI ROMAGNA<br>
+E SULLE SPERANZE D’ITALIA<br>
+FONDATE SU CARLO ALBERTO<br>
+</h1>
+</div>
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+<hr class="silver">
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+<div class="titlepage">
+<p class="main-t">
+<span class="small">SUL LIBRO</span><br>
+DEGLI ULTIMI CASI DI ROMAGNA<br>
+<span class="xx-small">E SULLE</span><br>
+<span class="small">SPERANZE D’ITALIA</span><br>
+<span class="x-small">FONDATE SU CARLO ALBERTO</span>
+</p>
+
+<p class="pad2 large">
+PAROLE
+</p>
+
+<p class="pad1">
+A Massimo d’Azeglio
+</p>
+
+<p class="pad1">
+D’UN SUO COMPATRIOTTA.
+</p>
+
+<p class="pad4">
+<span class="x-large">PARIGI.</span><br>
+<span class="small">MAD. LACOMBE, STRADA D’ENGHIEN N.º 12.</span><br>
+<span class="large">1846.</span>
+</p>
+</div>
+
+<div class="somm">
+<hr>
+<p class="center x-large"><a href="#indice" id="indfront">INDICE</a></p>
+<hr>
+</div>
+
+<div class="chapter">
+<p>
+<span class="pagenum" id="Page_3">[3]</span>
+</p>
+
+<h2 id="prefazione">A MASSIMO D’AZEGLIO.</h2>
+</div>
+
+<p>
+Era lunga pezza, che aveva in animo di
+dirigervi qualche parola, ma più ragioni
+inutili a dirsi mi tennero sempre fin’ora in
+forse, e non ultima fra esse si fu la stima che
+altissima io portai ognora a voi tanto come
+a letterato e pittore, quanto come a uomo e
+cittadino d’Italia: cosicchè fino al giorno
+d’oggi io mi condussi senza mandar ad affetto
+il proposto mio, volendo anche illudermi
+per qualche tempo, por fede nelle vostre
+parole e dividere con voi e coi vostri seguaci
+quelle speranze che andavate rinfrescando nei
+nostri fratelli, ed aspettare insomma che finalmente
+la lima del più acuto rimorso avesse
+coll’opra continua di venticinque anni appianato,
+e corroso il callo che ad ogni magnanimo
+senso un Principe aveva fatto; Principe
+che mentre i natali, la patria, le condizioni
+dei tempi, tutto chiamavalo a grandezza,
+alla rigenerazione d’Italia, prefferse vigliacco
+infangarsi nella massima delle viltà, e
+macchiarsi della più schifosa fra le infamie.
+</p>
+
+<p>
+<span class="pagenum" id="Page_4">[4]</span>
+</p>
+
+<p>
+Di qui potrete già addarvi, che io non vi
+intendo parlare nè di arti nè di lettere, sia
+perchè troppo difficile e malagevole si è il
+comparire in un’arte o scienza qualsiasi
+edotto discorrendo con persone in esse dottissime,
+chè ad altri per quanto io mi sappia non
+è mai incontrato quello che accadde all’immortale
+Cornellie, il quale poetando comparve
+valoroso guerriero al gran Turrena; nè io
+d’altronde vorrei arrischiarmi di guadagnar
+la taccia che ebbe quegli il quale fu ardito
+d’entrare di guerra al cospetto d’Annibale.
+Altra adunque più importante causa mi induce
+a dar di piglio alla penna, ed a distendervi
+questo opuscolo, causa d’alta levatura,
+perchè si riferisce al bene del nostro paese,
+alla futura sorte della nostra nazione; e siete
+voi istesso che non solo me ne avete in mente
+destato l’idea, ma anzi mi vi avete costretto,
+vuoi colle pur troppo bugiarde speranze che
+vi affaticavate in far riporre dagli italiani nel
+braccio di Carlo Alberto, vuoi col vostro
+libretto che ha per titolo: <i>Degli ultimi Casi
+di Romagna</i>, dove insieme a molte buone e
+belle verità avete pur lasciato, scusate alla
+mia schiettezza, sfuggire dalla vostra penna
+non poche corbellerie, dalle quali pensai
+prendere le mosse, appellando col nome di
+<i>osservazioni</i> i capitoli in cui di esse sarò
+per entrarvi.
+</p>
+
+<div class="chapter">
+<p>
+<span class="pagenum" id="Page_5">[5]</span>
+</p>
+
+<h2 id="oss1">OSSERVAZIONE I.</h2>
+</div>
+
+<div class="blockquote">
+<p>
+L’epoca de’ tiranni è molto
+lontana da noi.
+</p>
+
+<p class="indr">
+<i>Pag.</i> 5. <span class="smcap">Massimo d’Azeglio</span>.
+</p>
+</div>
+
+<p>
+Quantunque io mi convenga pienamente
+su di alcuni punti del vostro scritto, pure
+non è che io non abbia a tenere per assurde
+varie sentenze, in cui vi siete lasciato forse
+dalla poca vostra esperienza in siffatte cose
+trascinare, il perchè non è che io supponga,
+sono anzi fermamente persuaso che tutto
+quello voi avete detto, l’avete detto di vera ed
+intima convinzione; chè se ciò non fosse neppur
+d’una parola in risposta vi crederei degno.
+Secondo le vostre viste l’epoca dei
+<i>Tiranni</i> è molto lontana dai nostri giorni,
+anzi a pagina quinta del vostro libro non
+temete di asserire che vuolsi considerare una
+<i>Fanciullaggine Alfieriana</i> il dire tirannici
+gl’attuali governi d’Italia; ma dalla maggior
+parte degli Italiani, ossia dai veri Italiani
+si pensa ben altrimenti, credetelo,
+onde la sentenza che voi lanciate contro di chi
+da voi dissente potriasi in mirabile modo
+ritorcere su di voi, e su chi infatuato del
+vostro nome giura ciecamente nelle vostre
+parole. L’esempio di Papa Gregorio; del Duca
+di Modena, del Re di Napoli, e di Carlo
+Alberto parmi debba essere più che bastante
+<span class="pagenum" id="Page_6">[6]</span>
+a convincere chiunque della verità. È vero che
+essi più non commettono le follie e le stravaganze
+che molte volte contro gli antichi
+oppressori della nostra patria destavano più
+la compassione che non l’odio, più il disprezzo
+che non la vendetta, ma è vero altresì che
+essi si reggono sul soglio con un dispotismo
+assoluto, il quale basta di per se per caratterizzare
+tiranno qualsiasi regnante; è vero
+altresì che le più inaudite prepotenze furono
+nei costoro stati commesse e si commettono
+tuttavia, che in spessissime occasioni il sospetto
+solo, il timore di qualche sinistro, una
+pretesa prova di morale induzione loro fu
+ragione sufficiente per farli appigliare ai più
+vergognosi e prepotenti partiti, per apportare
+la ruina a delle intiere famiglie, per
+cacciare individui innocenti in esiglio; o nei
+ceppi senza che processo di sorta venisse su
+d’essi instituito ad esaminarne la colpa, anzi
+senza che talvolta potessero perfino penetrare
+tampoco la cagione del loro arresto, delle loro
+persecuzioni, e non sono adunque costoro
+Tiranni? <i>È fanciullaggine Alfierana</i> il crederli
+tali mentre al primo rumore, alla più
+breve causa brandiscono la mannaja? Oh
+Massimo mio! dove diamine avevate la testa
+quando ciò scrivevate? Perchè non informarvi
+esattamente prima di ciò che intendevate
+communicarci? Perchè non interrogarne gli
+<span class="pagenum" id="Page_7">[7]</span>
+individui del ceto infimo e medio, invece di
+chiederne lingua ai compri letterati ed artisti,
+ai nobili che non ponno soffrire l’agonia
+della loro aristocrazia, che solo ancora
+in Piemonte minaccia vita e trionfo? sì perchè
+non addentrarvi nei misteri della società,
+e studiarne le piaghe che l’avviliscono,
+immalvagiscono, e la rendono inatta perfino
+al giusto lamento, all’indignazione, al solo
+pensiero, non che all’intrapresa della più
+bella fra le vendette? Se voi ciò aveste fatto
+vi sareste facilmente convinto essere assai
+più crudele la tirannia dei nostri Principi
+attualmente regnanti, che non era quella
+degli antichi, tanto più pensando ai tempi in
+che viviamo, e facendone il paraggio colle
+passate età. Gli antichi nostri padroni per
+attutarsi nel loro potere, per rendere temuto
+il loro nome apertamente calpestavano le
+leggi umane e divine, spargevano il sangue
+dei loro sudditi; i Principi del giorno d’oggi
+fingono di rispettare l’opinione pubblica, fingono
+d’ignorare tutto, mentre tutto sanno
+quanto i loro ministri fanno di prepotente,
+di tirannico, e d’infame e per ritardare sempre
+più l’ora della ruina del loro dispotismo,
+che veggono fatalmente avvicinarsi, non solo
+ricorrono alla scure come i loro maggiori,
+ma come <i>Polinice</i> appo il Tragedo Senecca
+si mostrano disposti di gridare quando che
+<span class="pagenum" id="Page_8">[8]</span>
+sia: <i>io brucerei e padre e moglie e figliuoli</i>,
+piuttosto d’uniformarsi alle imperiose esigenze
+del secolo, e discendere alle riforme volute
+dall’incivilimento. E voi cotestoro credete
+pazzia nominare tiranni? almeno non aveste
+lanciato qual sarcasmo contro quella grande
+anima del Tragico Italiano! che tutti dovremmo
+imitare non fosse in altro che nell’intenso
+desiderio d’esser utile alla patria, giacchè
+niuno più del fiero astigiano dimostrò
+mai d’intendere l’animo e la mano con più
+fervore e costanza alla causa della nostra indipendenza
+nazionale. Onde se qualche goccia
+di sangue italiano ci scorre anche nelle
+vene, se qualche fibra non guasta dal cancro
+della viltà anco si agita nel nostro animo alla
+nuova di qualche aggravamento, alla vista
+che ogni giorno più va crescendo la nostra
+schiavitù, e lo stesso pensiero, lo stesso affetto
+vorrebbesi, non che inceppato, servo, credetelo
+pure, lo dobbiamo in gran parte alle
+scritture di quell’immortale, ai forti e maschi
+concetti, in cui si apriva quella mente,
+alle energiche, libere ed infocate espressioni
+in cui irrumpeva quell’anima. Nè con ciò
+credete io vi voglia far da predicatore, chè
+solo intendo di rendervi avvertito che se mai
+conviene andar molto a rilento in affibbiarsi
+la giornea di giudici su gli altri, è senza dubbio
+quando abbiamo a fare con chi su noi
+<span class="pagenum" id="Page_9">[9]</span>
+giganteggia, su chi fu destinato a spargere
+torrenti di luce immortale sul cammino della
+sua vita, come Alfieri, simile a cui se uno per
+paese nella nostra penisola presentemente vi
+fosse per tenacità di volere, di desiderio, o
+di operare, non staremmo gran fatto a crollare
+quel giogo che da tanto tempo pesa sul
+nostro collo, ed a cui un gran numero di noi
+così si mostrano assuefatti da potere a ragione
+essere paragonati a que’ giumenti che
+più non paiono sapere camminare se non
+gravita loro sul dorso la solita soma.
+</p>
+
+<div class="chapter">
+<h2 id="oss2">OSSERVAZIONE II.</h2>
+</div>
+
+<div class="blockquote">
+<p>
+Non vedo, che a chi ho osato stampare
+liberamente le sue opinioni sul
+presente e sul futuro stato d’Italia
+sia stato torto un capello....
+</p>
+
+<p class="indr">
+<i>Pag.</i> 4. <span class="smcap">Massimo d’Azeglio</span>.
+</p>
+</div>
+
+<p>
+Siano pure, come voi e l’aristocratico per
+eccellenza vostro Balbo volete, i nostri Signori
+persone <i>di temperato costume ed illuminate</i>,
+cosa dicerto la quale non vi si potrebbe menar
+buona, qualora un colpo d’occhio si desse
+alla loro vita pubblica, o privata, ma niuno
+senza dubbio mai troverete, il quale sia sì
+nuovo delle cose governative dei varii stati
+del nostro paese, e sì baggèo da credere all’opinione
+vostra, siccome a detto infallibile,
+<span class="pagenum" id="Page_10">[10]</span>
+<i>che cioè il più gran rischio a cui uno possa
+farsi incontro per dire schiettamente quella
+verità che a tali Governanti non potrà giammai
+andar a sangue, sia la perdita degl’impieghi</i>,
+mentre non v’ha villaggio sto per
+dire della nostra penisola, che non porga la
+testimonianza di rigorosissime e barbare
+provvidenze prese non che contro chi fu conosciuto
+autore di simili scritti, contro a
+coloro i quali furono intesi parlare semplicemente
+di patria indipendenza, o furono sospettati
+d’appartenere a qualche società di
+liberali, o creduti divulgatori o possessori
+trovati di libri politici, di cui proibita se
+ne era l’introduzione. E voi ci venite dicendo
+che chiunque può scrivere quanto gli pare e
+piace sugli abusi, sugli infami trattamenti, e
+pessimi modi di procedere dei governi senza
+correr grande pericolo? Niuno vi niegherà
+che i Principi nostri abbiano dimostro qualche
+volta di non ardire affrontare direttamente
+la pubblica opinione, di trovarsi in
+forte imbarazzo nel dover prendere misure
+di rigore contro qualcuno che o cogli scritti
+o colla condotta li inquietasse; allora nelle
+loro determinazioni si ingegnarono di parere
+moderati, giusti, ed anche generosi, ma voi
+non mi potrete nemmanco contendere, che
+essi solamente ciò hanno fatto, fanno, e faranno
+in quelle occasioni, che temono un altro
+<span class="pagenum" id="Page_11">[11]</span>
+procedere loro riuscirebbe di pericolo e danno
+maggiore, cioè quando hanno che fare con
+persone di gran fama, di gran popolarità; il
+perchè quand’uno gode la simpatia, la stima
+e la venerazione della moltitudine facilmente
+trascina i più dei concittadini nel suo partito,
+e li obbliga a congioire e a compatire
+secolui nelle prospere e nelle tristi venture,
+ed al punto dal farci avere in non cale qualsiasi
+sagrificio quando si trattasse di salvare
+il loro capo, di arrivare qualche grande intento.
+In questi casi torna più a conto dei
+nostri Tiranni far orecchie da mercanti, far
+le finte di non vedere o di non sapere, addimostrarsi
+moderati ed anche generosi, e
+nell’istesso tempo guardare in segreto modo
+di rimediare alla meglio la cosa, e trattandosi
+di scritti di troncarne ogni via alla pubblicità.
+Che stranezza sarebbe infatti, che il
+popolo vedendo agire il governo con rigore
+e crudeltà contro di un qualche suo rappresentante,
+si levasse a rumore, e facessegli
+pagare lo scotto coll’ultima di tutte le antecedenti
+sue prepotenze? Così sembrami non
+dobbiate far le maraviglie come niuno con
+voi pensi che l’esempio di Niccolini libero
+in Toscana, e di Balbo libero in Piemonte
+possa riprodursi, ogni qualvolta uno scrittore
+osasse alzare alta e libera la sua voce contro
+il proprio governo, tanto più poi che
+<span class="pagenum" id="Page_12">[12]</span>
+riguardo al Balbo ci sarebbero molte cose a
+dire. Non sapete voi che egli appartiene a
+quel ceto di cui qualsiasi azione non può essere
+che buona, e lodevole? Non sapete che
+egli è di quel legno che in Piemonte è Sacro,
+e guai a chi lo crede infetto, ovvero lo
+tocca? Di più meditate le <i>sue speranze</i>, e poi
+ditemi qual utile si sia ottenuto o si otterrà
+da un libro che ci viene a predicare impossibile
+la nostra redenzione tanto, che sta in piedi
+l’impero ottomano, mentre offuscata, e spenta
+non è l’odrisia luna? Credete voi che la
+pensi in fatto della sorte futura della nostra
+Italia medesimamente che voi, uno che fa partire
+le nostre speranze dal Turco? Vi ingannereste
+a gran partito se ciò fosse, io l’ho studiato
+più davvicino di voi, penetrai più intimamente
+nell’animo suo, e vi ripeto che egli
+è troppo aristocratico, è troppo ligio allo
+splendore della sua casta, per essere davvero
+amante dell’indipendenza della nostra nazione;
+aristocrazia della nobiltà piemontese, ed indipendenza
+italiana son due contrarii, son due
+forze, di cui una trionfando, necessariamente
+deve rompersi e spegnersi l’altra: pochi si
+sentono capaci di resistere all’ambizione e
+loro basta l’animo come a voi di rinunciare
+a tanto privilegio di schiatta.
+</p>
+
+<p>
+Ma veniamo di nuovo alle conseguenze che
+si deve aspettare chiunque prenda a scrivere
+<span class="pagenum" id="Page_13">[13]</span>
+la verità nel nostro paese: fino a qual punto
+si potrebbe istendere la massima moderazione
+dei nostri governi verso questi tali? Fino a
+lasciarli salvi dalla scure, sciolti dai ceppi,
+liberi dal carcere, ma intanto sarebbero essi
+fatti spiare attentamente nei loro passi, notati
+e riferiti i loro discorsi, e spesso contraffatti
+per modo che impossibile loro saria riconoscersi
+ancora per autori, e registrati andrebbero
+perfino i nomi delle persone con cui d’allora
+in poi usassero famigliarmente, con cui
+parlassero per via, e a che perfino facessero di
+saluto. Talmente che spesse fiate la loro moderazione
+qualora avesse luogo diventerebbe
+assai più funesta e nociva alla causa comune,
+che non può essere nemmeno il più fiero rigore,
+la più ferrea tirannide. Il perchè coll’autore
+dello scritto proibito andrebbero compromessi
+tutti quegli altri che o l’attorniano
+per vanità di trattare con un grand’uomo, o gli
+sono amici di cuore, o ne sono caldi ammiratori
+dell’ingegno, del carattere, ovvero l’avvicinano
+per avere consigli ed istruzione; la qual cosa
+potrà parere esagerata e falsa a chi non si curò
+di studiare addentro ai nostri costumi, a chi
+giova illudersi per condurre avanti la vita,
+a chi si lascia allucinare da un’atto di affettata
+urbanità, ed intrinsichezza, non certo
+a me addottrinato in ciò dalla esperienza.
+E poichè ho incominciato deggio assicurarvi
+<span class="pagenum" id="Page_14">[14]</span>
+che più d’una volta mi ebbi a sentire all’orecchio
+da miei superiori di carica: <i>se volete
+andare innanzi: se volete conservarvi la grazia
+del ministro, del sovrano: se volete anco
+tenere l’impiego: se volete evitare il rischio
+di venire congedato, o lasciato fermo senza
+promozioni: dovete frequentare altre compagnie,
+lasciare la gloria di appartenere alla
+classe degli spiriti forti, lasciare insomma
+lettere e letterati, ovvero occuparvi in cose
+che possano guadagnarvi il favore del sovrano,
+come sarebbe dire, in cose di religione,
+di aggradimento di chi vi fece benefizio nel
+darvi impiego e gradi in società</i>. Nè ciò tanto
+a me è che sia incontrato, ma di mia certa
+scienza a parecchi de’ miei conoscenti, ed
+a due miei intimi amici, i quali non conoscendosi
+per nulla colpevoli non vollero mutare
+tenore di vita a tali avvertimenti, ovvero
+usare più circospezione e prudenza, e
+quando si presentarono per ricevere dal
+nostro governo tratti di mera giustizia si
+dovettero sentire gli uni a dire, che il Re non
+permetteva che si avessero per buone le loro
+ragioni quantunque paressero giuste, e si
+prendesse interesse di sorta per allora in loro
+utile stante la loro caparbietà, e la loro
+ostinatezza; e gli altri vedersi minacciati, e
+tolti anche da impiego, mandati a viaggiare
+od in esiglio quando non ebbero bracci possenti
+<span class="pagenum" id="Page_15">[15]</span>
+che li sostenessero, o belle donne che li
+accomandassero, e corressero ad intercedere
+per loro, perchè (se molto altrove) in Piemonte
+la protezione di una bella Signora può più
+che non quella dell’oro eziandio presso i
+grandi dello stato, e controbilancia perfettamente
+quella dei Gesuiti.
+</p>
+
+<p>
+Ma a quest’ora neppure a voi ciò può parere
+strano, o Massimo, perchè se per lo addietro
+non anco avevate ciò esperimentato, l’avete
+non è molto dovuto toccare con mano, dir
+voglio quando cacciato di Firenze vi siete
+restituito in patria, dove dopo il breve clamore
+d’un entusiasmo, che la gioventù
+subalpina, fra cui annoverate me eziandio,
+dimostrò pel autore dell’<i>Ettore Fieramosca</i>,
+pel pittore di cui ammirato aveva le sublimi
+creazioni già dei più anni, per l’illustre loro
+Compatriota insomma, vedeste con vostro
+dolore e sorpresa, tanto vale che il confessiate
+siccome l’avete dimostrato nel sembiante,
+cadere vittima i vostri partitanti della
+sorveglianza la più fina, e della persecuzione
+dell’ispettore Generale di Polizia, e vi trovaste
+abbandonato pressochè da tutti i vostri
+più famigliari ed intimi, i quali erano stati consigliati
+a lasciarvi, e non pochi minacciati, se
+continuato avessero ad accostarvi, fra cui non
+voglionsi tacere alcune distinte famiglie che
+pur vi stimano, e si riputavano fortunate di
+<span class="pagenum" id="Page_16">[16]</span>
+accogliervi nel loro seno a serali conversazioni,
+e furono costrette ad ismettere di tenere
+le loro adunanze per non incontrare il mal
+umore del Conte Lazzari ricevendovi tuttavia
+dietro consiglio dato loro da lui in persona,
+od in bella maniera da lui fatto loro per
+via d’un terzo pervenire.
+</p>
+
+<p>
+Ed il vostro libro che voi credevate di
+poter introdurre quando che sia e spargere
+fra le mani dei vostri compaesani, ditemi di
+grazia ebbe forse una sorte migliore di quella,
+che fu toccata ai vostri partitanti? A migliaja
+mi scrivevano da varie città della
+Penisola esserne entrate le copie in Piemonte
+anzi nella capitale, ma invece quaranta
+persone, dalle quali nulla potrà sperare
+giammai l’Italia, nulla ponno temere i nostri
+tiranni, avevano ottenuto col permesso del
+ministro di Polizia di ritirarne una copia per
+uno con patto, anzi con sacramento di non la
+prestare o lasciar leggere ad altri, ovvero di
+tenerla scrupolosamente sotto chiave, e dopo
+qualche tempo anche queste in parte vennero
+ritirate per ordine di S. Maestà, da cui voi assicuravate
+avreste avuto immancabilmente coll’approvazione
+dell’opera l’assenso ad una illimitata
+introduzione. Chi mai avria detto, che
+un uomo di vostra età, con tante attinenze ed
+appoggi potesse venire ingannato nella sua aspettazione
+sì compiutamente? Io istesso che
+<span class="pagenum" id="Page_17">[17]</span>
+non conto la metà dei vostri anni, e che non
+sono dei più difficili a credere, e prestar fiducia,
+non avrei mai nemmeno per sogno preso
+un marrone di tal natura, e tornare in conseguenza
+più di danno che non di vantaggio a
+miei compaesani. Ma se per avventura queste
+cose non fossero sufficienti a convincervi del
+contrario della vostra asserzione, potreste leggermente
+assicurarvi meglio dei riguardi che
+il nostro Re ha pegli scrittori, i quali anche
+dopo una terribile falcidiatura della censura
+ottenuta l’approvazione, osarono pubblicare
+cose che in qualche maniera potevano muovere
+il mal’umore del governo; se di ciò interrogaste
+l’Avvocato <i>Angelo Brofferio</i>, il sig.
+<i>Edoardo Soffietti</i>, il sig. <i>Delpino</i>, il sig. <i>Tallone</i>,
+ed il sig. <i>Lorenzo Giribaldi</i>, da essi intendereste
+come sia facilissima cosa anche dopo
+l’approvazione, locchè è assai più ingiusto e
+barbaro, l’essere invitato ad una conferenza
+coll’ispettore di Polizia, e l’essere detenuto
+in arresto o in cittadella, od al palazzo di
+piazza Castello per uno scrittore, non dico
+ardito al punto da tentare colla penna e colla
+voce di illuminare il popolo, e farlo entrare
+in se, ma solo che non sia venduto, o che
+procuri a poco a poco di mettere sotto occhio
+la necessità delle più indispensabili riforme,
+che i governanti si ostinano a niegarci
+quanto più veggono avvicinarsi il tempo che
+<span class="pagenum" id="Page_18">[18]</span>
+a ciò saranno costretti contro loro volontà.
+Figuratevi quanto non sarebbe loro per accadere
+qualora la penna tingessero nel fiele, e
+togliessero a descrivere e disvelare i misteri
+della nostra società, a metterci sottocchio
+qualche quadro dell’intollerabilissima nobiltà
+piemontese, dei raggiri, dell’impostura, e ridicolezza
+di molti impiegati che tengono il
+maneggio delle cose e le conseguenze deplorabili
+della <i>via economica</i> infatto di giustizia
+tanto accetta a Carlo Alberto, ed agli altri
+sovrani Italiani! In tal caso io sono d’opinione
+che non solo ci vorrebbe che ogni scrittore
+appartenesse ad una famiglia per affumicati
+diplomi, per resi servigi, per ricchezza e
+potenza di parentado ben visa dal governo,
+come si è appunto la vostra, ma sì ancora
+farebbe di mestieri la precauzione di svignarsela
+prima della pubblicazione delle loro
+opere, lungi dalla patria per non vedere
+tali puntelli a crollare, e dovere o presto o
+tardi essere fatti segni alla più accanita vendetta
+di chi non sa, non vuole, e non potrebbe
+mai perdonare, il perchè il perdono dipende
+da troppi affine possa liberamente
+nel nostro paese essere adottato, e d’altronde
+saria pressochè per tal gente un volersi ruinare
+da se, un volere rinunciare al loro passato,
+presente, e futuro, al qual punto come
+venissero in pensiero di discendere incomincerebbero,
+<span class="pagenum" id="Page_19">[19]</span>
+non v’ha dubbio, dalle dovute
+mutazioni di reggimento. Ma a che pro io mi
+spargo in cose, di cui al presente momento
+al pari di me sarete già forse convinto? Di
+fatto quelle maraviglie che dal Sovrano nostro,
+dai varii ministri, dai grandi della piccola
+nostra Corte, da ogni parte insomma vi
+venivano mosse intorno al fermare più a lungo
+la vostra dimora in Torino, quell’offerirvi incarichi
+per lontani paesi, ec. ec. non erano
+segni manifesti che il vostro soggiorno li inquietava,
+non erano taciti consigli perchè
+faceste la vostra valigia e partiste per qualche
+altra terra? Onde anche voi malgrado il sostegno
+della vostra fama, del vostro merito,
+della vostra famiglia che ha poderose branche,
+e dei vostri amici più possenti che
+schietti, temo forte abbiate presto a ricevere
+ordini in vece di esortazioni, e se stiamo a
+quanto si va ascoltando per via di Pò e di
+Dora, difficilmente alla comparsa di questa mia
+tontera vi potrò rivedere a percorrere questi
+nostri nuovi lastricati, ed udire la vostra parola
+che sebbene erronea perchè dettata spesso
+da mente illusionata, pure sempre interessante,
+perchè sincera e generosa.&#8205;<a class="tag" id="tag1" href="#note1">[1]</a> Del resto
+<span class="pagenum" id="Page_20">[20]</span>
+riguardo a quanto voi diceste sul piccolo rischio
+che uno correrebbe nella nostra Italia prendendo
+a parlare delle universali tendenze
+della Società, e delle speranze del popolo
+Italiano, voglio ancora osservarvi qualche
+cosettina, ed è che non solo nel nostro beatissimo
+paese ciò è impossibile senza i più
+gravi pericoli, ma anzi appare poco meno che
+delitto agli occhi sovrani l’essere letterato,
+quando non siasi disposti a far l’apologia
+dell’augustissima Casa di Savoya, tanta è la
+tema che si ha, noi propaghiamo la conoscenza
+dell’onta, e della abbiezione nostra, il dovere
+di cittadino verso di noi e dei nostri
+discendenti, e della patria! Ne è chiara
+pruova il letto di Procuste in cui vengono
+messi i componimenti letterarii d’ogni genere,
+ma sopra tutto quelli drammatici, i quali
+per l’appunto sarebbero i più acconci a sussidiare
+la opera nostra, a giovare alla rigenerazione
+del paese; che nulla più che la
+commedia può educare il popolo a virtù, destarlo
+dallo stato di ignavia, di sonnolenza e
+di viltà, d’incitarlo a cose grandi, siccome
+nulla più che la tragedia è atta ad ammansare
+la ferocia dei tirannelli, a farci concepire
+contro d’essi odio implacabile ed eterno, ed a
+recare loro spavento col pensiero del nostro
+risvegliamento, quando davvero gli scrittori
+intendano gli obblighi loro, ed in ogni maniera
+<span class="pagenum" id="Page_21">[21]</span>
+s’adoperino per soddisfarli; insomma
+quando il concetto nazionale, come sempre
+dovrebbe essere, fosse il più vagheggiato nella
+lor mente, il più idolatrato nel loro core,
+e piuttosto ei si sentissero atti a gettare via
+la penna, che non ad obbliarlo. In Piemonte
+principalmente per potere far di pubblica ragione
+per via delle stampe o per via delle scene
+una commedia, od una tragedia, converrebbe
+dipingere nella prima i costumi di seicento
+anni fa, nella seconda sviluppare quelle
+passioni che più non possono riuscire di
+lezione in modo alcuno ai nostri potentati, e
+promovere il nostro utile, perchè anche nelle
+male cose i nostri signorotti sono infinitamente
+inferiori alli antichi, di cui i più anche
+nelle più turpi azioni addimostravano alle
+volte eroismo e grandezza, a differenza dei
+nostri che piccolissimi in tutto si addimostrano;
+sì per battere la carriera del tragico è
+d’uopo da noi mutare i principii costituenti il
+vero dramma italiano, è d’uopo darci uno
+scopo affatto opposto, cioè infame siccome
+fece ultimamente Domenico Cappellina il quale
+nel suo <i>Cola da Rienzo</i> viene a predicarci
+la viltà e l’ignavia, e a tentar di metterci in
+uggia la più generosa, la più sublime, la più
+libera delle virtù.
+</p>
+
+<p>
+Interrogate il Nota, il Marenco, insomma
+tutti coloro che si diedero a coltivare questo
+<span class="pagenum" id="Page_22">[22]</span>
+ramo della nostra letteratura, ed ispecie
+i giovani letterati che valorosamente di
+continuo scendono in sì difficile palestra, a
+rinnovare le pruove, vi diranno quanto si
+struggano e giorno e notte non per incarnare
+il loro pensiero, ma per poterlo adombrare
+tampoco alla lontana, per cui tutti i tentativi
+riescono nulli, per cui non hassi teatro italiano,
+per cui Nota, Corelli, Marenco non poterono
+ancora emulare le glorie di Goldoni e d’Alfieri,
+e vendicarci dalle giuste rampogne che
+tutto giorno ci movono contro i nostri più
+grandi nemici, i Francesi.
+</p>
+
+<div class="chapter">
+<h2 id="oss3">OSSERVAZIONE III.</h2>
+</div>
+
+<div class="blockquote">
+<p>
+Si merita l’indipendenza colla
+virtù degli opportuni, de’ lunghi,
+de’ grandi sagrifizi...
+</p>
+
+<p class="indr">
+<i>Pag.</i> 7. <span class="smcap">Massimo d’Azeglio</span>.
+</p>
+</div>
+
+<p>
+Nè meno di queste sentenze si presenta bizarra,
+strana, per non dire ridicola l’interrogazione,
+in cui a pagina settima usciste colle
+seguenti parole: <i>noi Italiani possiamo forse
+alzar la fronte, metterci la mano al petto e
+dire a Dio ed agli uomini: ci siamo meritato
+la nostra indipendenza?</i> Per dio! se non ce la
+siamo meritata noi, quale delle nazioni antiche
+e moderne mai se la meritò? quale delle
+nazioni prostrate già risorte o anco oppresse
+<span class="pagenum" id="Page_23">[23]</span>
+da schiavitù mai col sangue e con ogni maniera
+di sagrificii, di umiliazioni, d’angustie,
+di dolori, e di mali ha espiato le colpe sue
+antiche più della nostra? Sì riandate la storia,
+e ditemi se altra terra può sostenere il
+confronto anche da lungi colla nostra? se altro
+popolo ha più diritti per risorgere a
+grandezza, a libertà del nostro? Se altra nazione
+pel clima, pel suolo, per l’indole generosa
+del suo animo, per legge eterna di natura,
+e del cielo, per le sue passate glorie è
+chiamata più della nostra a tenere lo scettro
+di supremazia sulle altre, e se maggiore servitù,
+maggiore abbiezione, più lagrimevole
+stato del nostro mai si può dare? Non ha sofferto
+abbastanza l’Italia!!!... questa nazione
+che fino dalla caduta del colosso dell’impero
+romano, bersagliata dalla fortuna, restata in
+possesso dei barbari i quali si strappavano
+l’un l’altro, e si dividevano i brani del manto
+dei Cesari, quindi caduta in preda dei Saraceni
+fu sempre afflitta, combattuta, manomessa
+dagli assalitori, e dai difensori, dagli estranei
+e dai propri figli, gli uni contro degli
+altri aizzati sempre dai suoi nemici! quest’Italia
+che fu sempre in soqquadro ora per le
+agitazioni che la scotevano comunicandosi
+dall’una all’altra estremità come il terremoto,
+ora pelle ambizioni e pelle avidità degli invasori,
+ora per le crudeltà dei Brettoni e dei
+<span class="pagenum" id="Page_24">[24]</span>
+Franchi, ora per le ire interne che la tormentavano,
+per le guerre dei principi suoi
+che a palmo a palmo si contendevano il terreno,
+per la perfidia Arragonese che lungamente
+la tradì, insanguinò, e divise, poscia
+per la Ferocia spagnuola di cui rimase così
+vittima misera! Quest’Italia che in tante tempeste,
+in tante perturbazioni ha pur sempre
+dimostrato tanta costanza, tanta fortezza, tanto
+coraggio; che giammai mancò di guerrieri
+magnanimi, di valorosi principi ora caduti,
+ed ora risorti sulla propria terra come Antei
+sulla propria madre! Quest’Italia che dopo
+d’aver dato al trono di Francia il più grande
+Eroe che mai abbia esistito, si vide non solo
+frustrata nella più lieta delle sue speranze,
+ma anzi tradita e venduta e più schiava resa
+di prima! Perocchè tutto avrebbe potuto il
+grande Corso per la sua patria, se l’ambizione
+non avesse in lui scemato l’amor della sua
+nazione, non gli avesse fatto dimenticare le
+sue promesse, nè l’avesse indotto a stendere
+la sua destra nella bocca del Lione di S. Marco
+e a strapparne la lingua, ad ammorzare quella
+fiaccola, che invece doveva riaccendere del
+più vivace e bello splendore, e la quale per
+ciò appunto che era sul termine di sua vita
+meglio poteva rinfacciarci co’ pallidi suoi crepuscoli
+la nostra vergogna, la nostra dappocaggine
+e scuoterci dal letargo di morte a
+<span class="pagenum" id="Page_25">[25]</span>
+vivere novello. Non merita infine abbastanza
+questa Italia, che devesi vedere assiduamente
+spolpata, succhiata, e carca di catene dallo
+schifoso Tedesco, lupo alla cui rabbiosa fame
+in avvenire mal sarà per satisfare la lombarda
+e veneta contrada, se per noi non vien tosto
+rincacciato nella agghiacciata sua tana?
+Sì quest’Italia che un Papa Gregorio immiserì,
+insanguinò al punto di superare tutti i
+Tiranni dell’età passata nelle sue esecrande
+azioni e nella sua infame lega coi Tedeschi, e
+per convincersi come gli stia bene la sentenza
+d’Alfieri: <i>il Papa è Papa e Re</i>, sicchè <i>dessi
+abborrire per tre</i>: si rifletta che il numero
+durante il suo regno delle vittime a cui fece
+salire il patibolo ascende a <span class="smcap lowercase">OTTOCENTO</span> e <span class="smcap lowercase">SETTANTADUE</span>,
+oltre ai non pochi che segretamente
+si fecero trucidare in prigione senza processo,
+senza sentenza di Tribunale e per consiglio
+di quel famoso suo Segretario Lambruschini,
+che Iddio tenga lungamente in vita
+perchè possa sentire maggiormente il peso
+dell’universale disprezzo! Quest’Italia che
+nella parte sua più bella e deliziosa è tenuta
+peggio che schiava da un Ferdinando che non
+so se più abbia a nominare <i>buffone</i> o <i>carnefice</i>
+de’ suoi sudditi, giacchè sì nel rendersi ridicolo
+che odioso ed esecrando toccò l’ultimo
+segno a cui possa giungere non un principe,
+ma un barbaro! Quest’Italia che un Granduca
+<span class="pagenum" id="Page_26">[26]</span>
+di Toscana corona di viole e di papaveri,
+con una bugiarda mitezza di governo
+l’assonna e la snerva, col promovere l’ozio,
+i divertimenti, e colle Feste continue l’uccide,
+e colla speranza del lotto e delle tombole le
+fa vivere una vita simile all’agonia dell’etico,
+e giunse a renderla insensibile, fredda,
+indifferente alla vista di tanti monumenti che
+al forestiero che visita quella terra parlano
+sentimenti del più eroico valore, della più
+sublime virtù, e destano in core un vulcano
+d’affetti, il fanno fremere colla memoria del
+passato sulla fiacca, nulla, infelicissima nostra
+età! Quest’Italia infine (per tacere degli altri
+Signorotti) che un Carlo Alberto dopo averla
+vilmente tradita nel vent’uno, e barbaramente
+defraudata nel trentatre, tradisce
+continuamente e deride per soprappiù, trastullandosi
+della sua buona fede, con farsi
+credere a quando a quando disposto alla favorevole
+occasione di cancellarsi d’in sulla
+faccia il marchio della più esosa viltà! Vero
+insulto a chi generoso lo riconoscerebbe a
+fratello, a padre, vero adoperare di malvagia
+anima, d’anima infernale, che dimostra
+ben chiaramente, che la via dell’infamia per
+lui incominciata tutta vuole percorrerla fino
+alla fine e fare inorridire delle sue gesta nonchè
+le venerate ombre de’ suoi antenati <i>Carlo
+Emmanuele</i>, ed <i>Emmanuele Filiberto</i>, tutta
+<span class="pagenum" id="Page_27">[27]</span>
+l’umanità! Quando è dunque o Massimo, che
+noi a ragione possiamo raccontare un’illiade
+di maggiori guai? quando potremo noi dire
+di meritarci la nostra salvezza, se fin ora non
+l’abbiamo anche meritata? Sì quando verrà
+il giorno che dobbiamo valorosi intendere tutte
+le nostre forze alla grand’opra? il giorno
+che il nostro sagrificio potrà dirsi grande,
+bastante, e consumato? che infrante potremo
+vedersi cadere a piedi le nostre catene? quando
+ai nostri conati, ai nostri voti vedremo
+sorridere da lor sepolcro le anime di tanti
+giovani Eroi caduti sotto la scure dei nostri
+Tirannelli, martiri veri della patria, della
+libertà?
+</p>
+
+<div class="chapter">
+<h2 id="oss4">OSSERVAZIONE IV.</h2>
+</div>
+
+<div class="blockquote">
+<p>
+Una sommossa può essere sorgente
+d’immensi beni, come
+d’immensi mali; d’immensa
+gloria, come d’immensa infamia,
+la salute d’un popolo, o
+la sua totale rovina.
+</p>
+
+<p class="indr">
+<i>Pag.</i> 26. <span class="smcap">Massimo d’Azeglio</span>.
+</p>
+</div>
+
+<p>
+Finchè dite essere un fatto gravissimo quello
+d’intraprendere una rivoluzione, finchè dite
+essere anche il fatto più grave, a che possa
+il cittadino por mano, e che perciò vuole essere
+bene ponderato, ben preparato per essere
+<span class="pagenum" id="Page_28">[28]</span>
+bene condotto, io sono di pieno avviso con
+voi, e tutti quelli che per poco ragionano
+deggiono essere dalla nostra; ma quando asserite
+che questo fatto può condurre <i>ai più
+fatali errori, che può essere fonte d’immensa
+gloria, come d’immensa infamia</i>, scusatemi
+se vi osservo che date nel più grande
+strafalcione che si possa da uno scrittore
+pronunciare, se vi pruovo che vi siete lasciato
+scappare di bocca una grande bestialità,
+di cui in niun modo vi avrei potuto credere
+autore se per voi istesso non fosse ampiamente
+svolta ed espressa nel vostro libro.
+Come mai può dirsi infame un’azione suggerita
+dal più grande e nobile affetto, dal
+più sublime desiderio, dalla più eroica virtù?
+un’azione consacrata dal dolore, dal patimento,
+dal sacrificio de’ propri beni, delle
+cose più care, della vita? Un opera per essere
+cattiva, malvagia, od infame vuol essere
+fatta con fine cattivo, malvagio, od infame,
+del resto giammai potrassi dir tale
+senza sragionare, poichè l’opera che è buona
+per principio è sempre lodevole, anche quando
+lasciasse luogo a tristi conseguenze, le
+quali se possono qualche volta far compiangere
+chi ne è la causa innocente, se possono
+rendere men bello e glorioso il merito
+dell’autore, se possono convertirla in danno
+quando invece da essa si aspettava utile immenso,
+<span class="pagenum" id="Page_29">[29]</span>
+non è mai che possa autorizzare uno
+a biasimarla, a condannarla, ad incolparla
+d’infamia, o di <i>pazzia</i>. Infame e pazzo quegli
+piuttosto vorrebbesi dire, il quale osa
+profferire una tale bestemmia, il quale dissuade,
+scoraggia da simile impresa chi dovrebbe
+scaldare, incitare, ed illuminare perchè
+più facilmente se ne consegua l’intento.
+Predicate l’unione, l’amore come principio
+unificante delle popolazioni, delle masse, e
+delle famiglie, guardate che alla massima
+fra le generosità s’accoppi la massima prudenza,
+ma non togliete a scemare, a spegnere
+la più nobile fiamma che pur troppo non
+brucia più le anime nostre come bruciava
+quelle dei nostri padri, che dai loro sepolcri
+ci rinfacciano la nostra vergogna.
+</p>
+
+<p>
+Voi proseguite che l’intraprendere di propria
+autorità, il porre mano a dar la mossa
+pel primo ad un tal fatto è atto tremendo per
+chi abbia in pregio la giustizia, la fama propria,
+e della nazione, la carità di patria, e
+l’amore degli uomini, e perciò altamente da
+biasimarsi; ma quando mai un uomo solo
+s’accinse da principio a siffatta impresa non
+solo negli ultimi casi di Romagna, ma sì pure
+nei primi? E quand’anche fosse che uno
+solo avesse l’ardire e la possanza d’incominciare
+l’opera da se perchè dovrà cotanto condannarsi
+dove è certo che il suo desiderio, il
+<span class="pagenum" id="Page_30">[30]</span>
+suo affetto, il suo pensiero è quello dei più, e
+che al primo grido della sua voce, al muovere
+del primo suo passo mille e mille bracci si uniranno
+immantinenti al suo, mille e mille anime
+concorreranno seco intrepide al cimento.
+</p>
+
+<p>
+È pur d’uopo che qualcuno incominci le cose
+e questi non rimprovero e taccia di mentecatto,
+di temerario e d’infame, ma lode e
+gratitudine somma si merta dai suoi connazionali,
+meno nel caso che agisse ad insaputa
+di tutti, senza previo concerto, e senza tutta
+probabilità che la sua voce fosse per trovare
+un’eco nel cuore della maggior parte e che
+bastante sussidio gli sarebbe tosto apprestato
+da mandar ad effetto l’intrapresa; e chi fu mai
+il quale negli ultimi casi di Romagna si sia
+condotto talmente da spensierato? Voi Massimo
+mio gettate troppo spesso nel vostro
+scritto di false premesse, e da false premesse
+traete false conseguenze, locchè da tutt’altra
+persona che non da voi gli Italiani si sarebbero
+aspettato. Infatti dopo d’averci parlato
+come se la sommossa di Rimini abbia avuto
+origine da uno sconsigliato di tal guisa, soggiungete
+a pruovare meritato il forte biasimo
+da voi datogli, che <i>l’autore della sommossa
+si sarebbe fatto così ingiustamente arbitro
+delle volontà, dell’avere, della libertà, della
+vita d’un numero d’uomini che nè egli nè alcun
+altro se non Iddio può prevedere e calcolare,
+<span class="pagenum" id="Page_31">[31]</span>
+e se ne sarebbe fatto arbitro (quel che
+più monta) per usare i più preziosi beni, la
+più gelosa proprietà de’ suoi concittadini ad
+eseguire i propri giudizi, perchè senza il loro
+consenso, senza diritto, senza essere stato
+a ciò eletto da loro</i>. Ebbene supponendo anche
+per vera l’asserzione che l’ultimo caso di
+Romagna abbia avuto tal principio; favoritemi
+di dire in qual modo il promotore dell’opera
+ingiustamente si sarebbe reso arbitro
+di tali cose; a me pare, e così opino
+sia per parere a tutti, che niuno in tal occasione
+adoperando come i Romagnuoli;
+può farsi arbitro ingiustamente della sorte,
+della vita, dell’avere de’ suoi concittadini, e
+tanto meno col basso fine per voi toccato,
+senza costringerli per forza ad abbracciar
+il proprio partito, senza strappar loro un’assenso
+che nell’animo gli niegano, senza insomma
+una forte prepotenza. Or come questa
+forza può essere stata esercitata imperiosamente
+sugli animi altrui dall’eccitatore
+della sommossa di Rimini, se tutti che vi
+presero parte o col braccio o col consiglio, o
+coll’ajuto d’armi e di danaro, tutti operarono
+più che di loro spontanea volontà sto per dire
+con gioja, con furore, con entusiasmo? Come
+uno puossi far arbitro di tutto l’altrui
+contro l’assenso universale, se il pensiero di
+promuovere la nazionale nostra indipendenza
+<span class="pagenum" id="Page_32">[32]</span>
+è universale, se da una estremità all’altra
+della penisola secondo voi, uno è il desiderio,
+uno il volere? Il capo d’una rivolta a
+cui volontariamente, e certi di quel che intraprendono
+tutti parteggiano, non può dirsi
+arbitro delle altrui libertà, delle altrui sostanze,
+delle altrui vite, e delli altrui diritti, ma
+solo la guida degli altri perchè per ingegno,
+coraggio, e perizia militare, o politica scienza
+a tutti loro forse superiore. Del resto egli
+appigliandosi volontariamente all’opra, resta
+arbitro di tutto il suo, se gli basta l’animo di
+sagrificarlo alla patria, siccome degli altri
+che a lui si affidano spontaneamente ciascuno
+rimane pure arbitro di tutto il suo proprio, il
+perchè se non avesse voluto cooperare niuno
+avrebbelo a ciò spinto e costretto. E poi qui
+la cosa era concertata; meditata da tempo,
+ed incominciata non per opera d’uno, ma sì
+di molti, e ciò merita attenzione, di molti e
+non del vulgo, ma persone d’educazione di non
+umile famiglia, sicchè non devesi muovere
+dubbio ei non sapessero d’essere o no corrisposti
+nella loro impresa dai connazionali;
+onde anche l’esito infelice dei loro tentativi
+avesse peggiorato lo stato nostro, che peggiorare
+da quel che è, più non può assolutamente,
+io non veggo e niuno può vedere la
+ragione per cui con diritto sarebbero stati
+maledetti, siccome sarebbero stati benedetti
+<span class="pagenum" id="Page_33">[33]</span>
+in contrario se avessero guadagnato l’intento
+loro. Giacchè conchiude all’opposto affatto
+l’argomento, che Voi ponete innanzi dicendo:
+che solamente quegli il quale sia messo da un
+altro in un ufficio può giustamente scusarsi
+della mala riuscita con addurre che le sue intenzioni
+erano buone; e non coloro che nell’ufficio
+si pongono da sè, imperciocchè questi
+anzi unicamente meritano una tale scusa
+(sempre nelle precennate condizioni) agendo
+essi solo a loro talento, quando chè chi opera
+per un altro deve mettere in esecuzione non
+li proprii ma li altrui divisamenti.
+</p>
+
+<p>
+Ma lasciando da banda queste sottigliezze,
+permettetemi che vi dimostri essere in vera
+contraddizione con voi stesso: non avete detto
+in sul principio del vostro libro che noi non
+avevamo sofferto abbastanza? che i nostri
+mali non erano ancora sì gravi da meritarci
+la nostra indipendenza? Ora adunque perchè
+dimenticare le vostre parole sì presto, e
+lanciare sì brusche, sì amare, sì severe rampogne
+contro gli autori della rivoluzione e
+farli meritevoli d’infamia e di maledizione
+se il loro tentativo accresceva le nostre
+sciagure, quandochè ciò giusta la vostra opinione
+potrebbe renderci degni di risorgere,
+di riavere l’antica nostra libertà? Avreste
+fatto assai meglio qualora aveste detto che
+essi hanno meritato l’universale lode, ammirazione,
+<span class="pagenum" id="Page_34">[34]</span>
+e gratitudine anche nell’esito avverso,
+perchè il solo concetto non che il coraggio
+di porlo in esecuzione procaccia venerazione
+a chiunque lo ravvolga nella sua mente, e
+cerchi di stamparlo profondamente negli animi
+altrui; sì, avreste fatto meglio assai di
+dire loro che l’esperienza di tal fatto dovrebbe
+ammaestrarli per l’avvenire ad essere più
+prudenti, ad apparecchiar con maggior maestria
+la cosa un’altra volta, di svelare i loro
+falli cogli opportuni consigli per scansarli in
+avvenire, e ciò non potendo, di tacervi. Però
+chè non essi devono avere crudeli rimorsi
+di tanto avere osato, <i>come voi dite</i>, ma sibbene
+gli altri che non sorsero all’opra, coloro,
+che non li ajutarono, furono freddi vergognosamente
+a quella voce che secondata tutto
+poteva restituirci, perchè tutto fuorchè il nome
+abbiamo perduto.
+</p>
+
+<div class="chapter">
+<h2 id="oss5">OSSERVAZIONE V.</h2>
+</div>
+
+<div class="blockquote">
+<p>
+Gli Italiani hanno avuto quello
+che meritavano pel loro Egoismo,
+e per la miseria dei loro
+disegni.
+</p>
+
+<p class="indr">
+<i>Pag.</i> 10. <span class="smcap">Massimo d’Azeglio</span>.
+</p>
+</div>
+
+<p>
+Se la taccia d’egoisti fosse rivolta a noi
+da uno straniero, ci venisse d’oltralpe a
+d’oltre mare, poca o niuna meraviglia noi
+<span class="pagenum" id="Page_35">[35]</span>
+senza dubbio faremmo, usi come siamo da
+lunga pezza a sentire cotesti predicatori, che
+visitando da un capo all’altro la nostra penisola
+colla velocità d’un corriere postale, sorgono
+profeti del passato a declamare sulle rovine;
+bensì e stupore e rammarico quella
+ci desta quando a noi perviene da coloro, cui
+serra il baluardo delle stesse montagne, e ’l
+vallo dei medesimi mari, e tanto più da un
+Massimo d’Azeglio, da un uomo nel cui seno
+arde forse al pari che nel nostro la fiamma
+della patria carità.
+</p>
+
+<p>
+Perchè Azeglio riprendere i vostri concittadini
+d’Egoismo, e perchè rimproverar loro
+la miseria dei disegni? invece di sollevar la
+vostra mente a maggiori intendimenti, a fortificare
+col consiglio e col parteggiare più ampie
+idee, quei generosi che tutto posero in non
+cale per la redenzione della lor patria, e a
+cui forse nulla mancò per condurre a termine
+l’impresa che una saggia ed esperta guida.
+Una rampogna ingiusta, sappiate, scoraggisce,
+e paralizza quelle forze dell’animo, che bastarono
+a durare vittoriose contro tutti i macchinamenti,
+contra tutte le oppressioni della
+tirannide, ed ingiusta è la vostra rampogna
+verso i Romagnoli, prima perchè essi, sebbene
+il loro movimento fosse <i>provinciale</i> come voi
+osservate, avevano uno scopo grande e nazionale,
+e pruova ne è il correre a prendervi
+<span class="pagenum" id="Page_36">[36]</span>
+parte i Toscani, ed il prepararsi a ciò pure i
+Napoletani; secondariamente perchè da un
+moto parziale si può progredire ad un movimento
+generale della Penisola coll’istessa
+facilità, che una piccola scintilla eccita secondata
+un grandissimo incendio. Di fatto
+chi vi assicura che la bandiera bianca
+per essi inalberata non fosse un saggio
+trovato per mettere meno sull’allarme il
+governo, e farsi ad un tempo più leggiermente
+un forte numero di fautori, piuttosto che la
+manifestazione vera dei loro desiderii? Credete
+voi possibile che i Romagnoli portassero
+fiducia d’indurre l’ostinatissimo loro Gregorio
+a dar loro le chieste riformagioni con una
+sommossa, mentre nella rivoluzione del 31.
+videro ad istanza della Francia, della Gran
+Brettagna, della Prussia, dell’Austria e della
+Russia promettersi dal Papa tutte quelle instituzioni
+da cui dipende la prosperità e la
+quiete d’un popolo, e quindi non solo non
+ottennero ciò che avevano dimandato, e loro
+era stato accordato, ma fra breve si trovarono
+in peggiori situazioni che non erano prima?
+Io per me anche non mi costasse di certa
+scienza che ben altri erano i loro divisamenti,
+pure mai potrei indurmi a ciò credere, a far
+un così grave torto alla nobile indole dei nostri
+fratelli. In quanto poi all’esito, fintantochè
+dite che i Romagnoli hanno toccato le male
+<span class="pagenum" id="Page_37">[37]</span>
+conseguenze delle non ben ponderate misure
+della loro inesperienza, non vi si può che
+dare piena ragione, ma quando insistete che
+essi hanno ottenuto ciò che meritavano solo
+d’ottenere, tutti veggono in voi più un maligno
+ed imprudente censore, che non un provvido
+e schietto consigliere, la severità per
+riprovare e condannare, più che la volontà e
+la saviezza per migliorare. Sta bene che voi
+raccomandiate a mettere <i>in prima fila</i> la
+causa della nazione, ma non potete perciò
+rimproverare chi non negligentandola menomamente,
+comincia col tentarne un’altra forse
+per mettersi in grado da poter meglio operare
+per la prima, unico motivo che a questi giorni
+può spingere non dico i Romagnoli, ma
+qualsiasi degli altri popoli della nostra Penisola
+al partito delle sommosse <i>parziali</i>. Del
+resto comunque siansi condotti gli insorti
+della Romagna, è certo che la vostra asserzione
+in contrario senza pruove di sorta è
+nulla, anzi vergognosa, il perchè anche, supponendo,
+voi abbiate avuto qualche motivo a
+ciò profferire, avreste dovuto anzi di riprenderli
+procurare di emendarli e disporli meglio
+per l’avvenire fingere d’ignorare la
+colpa che a quelle vittime generose potessero
+venire in qualche modo a diritto imputate.
+Così la vostra parola non sarebbe tornata nè
+svantaggiosa nè offensiva; siccome tornò ridicola
+<span class="pagenum" id="Page_38">[38]</span>
+allor quando si fece a consigliarli di
+ricorrere ai giornali esteri e a farvi sovra
+proteste contro il loro governo per quelle innovazioni
+e quei miglioramenti che hanno diritto
+di domandare e sperare; come se un
+Gregorio si mostrasse di tempra più facile ad
+essere impressionato degli altri nostri Tirannelli,
+i quali pur troppo sanno meglio che noi
+far orecchio da mercanti a ciò che loro non
+conviene ascoltare. Se volessero rispettare i
+giornali non comincierebbero essi a rispettare
+un pò più l’opinione pubblica, l’opinione
+universale? E poi a quali rischi uno non
+s’esporrebbe? voi sapete, o almeno non dovete
+ignorare quali imbrogli, quali esosi maneggi
+abbiano luogo nella posta, nulla anche
+di turpissimo può oggi maravigliarci nel nostro
+paese a tal riguardo, quando nemmeno
+la libera Bretagna ebbe vergogna d’insozzarsi
+in tale viltà, in tale frode.&#8205;<a class="tag" id="tag2" href="#note2">[2]</a>
+</p>
+
+<p>
+Per la qual cosa non solo non vuolsi considerare
+come egoismo lo spingersi per la via
+delle sommosse parziali per ascendere per
+via di queste ad una generale, ma anzi merita
+lode somma chi sta attento per cogliere l’occasione
+più propizia per dar fuoco alla mina;
+il che se difficile è a conseguire, lo è immensamente
+di più il far scoppiare, dirigere, e
+<span class="pagenum" id="Page_39">[39]</span>
+mandare a termine una generale; onde avreste
+voi bene meritato dalla patria e da tutti
+qualora descritta ed appianata ci aveste la
+via da tenersi in una grande intrapresa, che
+non accennarcela solamente, e dirci che <i>per
+non esservi entrati francamente e generosamente</i>,
+noi Italiani siamo stati, e siamo tuttavia
+più che <i>compianti</i>, derisi. Lasciate pure
+che le altre nazioni anzichè compatirci ci
+deridano, purchè non discendiamo noi a deriderci
+a vicenda, poco importa, verrà il giorno
+o tardi o tosto che inarcheranno dalla
+maraviglia i loro occhi, e riconosceranno in
+noi i veri figli, i veri discendenti di quei
+grandi che fur per due volte maestri in tutto
+al mondo intero, ed allora saremo ampiamente
+vendicati delle loro derisioni.
+</p>
+
+<p>
+Che poi ogni ambizione municipale sia cessata
+nelle nostre provincie, ne è prova la rivoluzione
+del vent’uno a cui si pose esca e
+fuoco da ogni parte col medesimo scopo, collo
+istesso desiderio, dir voglio dell’universale
+indipendenza della bella penisola, ma più di
+tutto ne è pruova l’entusiasmo con cui tutti i
+popoli italiani si mostrarono pronti a gridare
+loro re ora <i>Carlo Alberto</i>, ora <i>Ferdinando di
+Napoli</i>, ora il <i>Duca di Modena</i>, che pareva dovesse
+fortunatamente diventare il rovescio della
+Medaglia, di cui il suo padre era il diritto, alle
+più piccole apparenze di moderazione, di valore,
+<span class="pagenum" id="Page_40">[40]</span>
+o di ravvedimento che venisse loro dato di
+ravvisare nei nostri Tiranni; ne è pruova
+finalmente la differenza insorta ultimamente
+tra il Piemonte e l’Austria per le dogane dei
+vini, in cui Carlo Alberto volendo sostenere
+i suoi diritti fece concepire su di se le più
+belle speranze, talmente che mille chiacchiere
+si sparsero, mille progetti, tutti si preparavano
+a proclamarlo Re d’Italia mentre egli
+vuol continuare ad essere principe dei vigliacchi,
+re dei Giuda. Interrogate pure gl’Italiani
+delle nostre più illustri città e vedrete
+che niuno v’incontrerà di rinvenire il quale
+desideri la libertà d’Italia a patto che il
+suo paese riacquisti il suo principe, il suo doge,
+la sua antica signoria, l’esperienza del
+passato ha dottrinato non dico le masse colte,
+ma per fino gli abitanti dell’abituro, e del
+campo. Il Genovese pure che fu tenuto sempre
+pel popolo il più ambizioso, il più superbo,
+il più fiero della gloria sua municipale non
+già meramente in Italia, ma quasi sto per
+dire nel mondo, ebbene il genovese è forse
+quello che più di qual si voglia, altro vi fa
+maravigliare de’ suoi sentimenti italiani se
+togliete ad interrogarlo anche nel ceto più
+basso. Mi ricorderò sempre, che un rozzo
+barcaiuolo da me interpellato se era contento
+del governo sardo, se si sarebbe rivolto
+alla proposta di un governo libero, italiano,
+<span class="pagenum" id="Page_41">[41]</span>
+e nazionale, mi rispose queste semplici ma
+energiche parole: <i>non amo trattenermi in questi
+discorsi, perchè troppi me ne furono inutilmente
+fatti fin’ora, ma quando si trattasse
+davvero d’un altro governo anche non libero
+anche non nazionale, ma solo migliore dell’attuale,
+non solo io, non solo tutti gli uomini
+capaci di consacrare il loro braccio alla
+patria, ma perfino i bimbi che anco si nascondono
+nel ventre delle loro madri si rivolterebbero
+al dispotico governo, che ci schiaccia
+l’esistenza</i>. E simili risposte sebbene non sempre
+in sì energico modo mi vennero fatte dal
+basso popolo nelle varie parti della nostra
+penisola, sicchè vedete quando io vi dico che
+il municipalismo è caduto, universale è il
+pensiero della nostra nazionalità, il pensiero
+di risorgere in uno solo intendimento, ve lo
+dico per propria mia scienza, perchè son cose
+che ho toccato con mano, che ho veduto co’
+miei occhi in alcuni miei viaggi.
+</p>
+
+<p>
+Volete sapere qual cosa manchi agli Italiani?
+un capo, uno che li guidi, che inspiri
+fiducia nelle pur troppo scoraggiate masse;
+fate che lo trovino e l’esito dell’impresa sarà
+strepitoso, terribile, grande e felice. Del
+resto procuriamo di estendere se più anche
+si può, la conoscenza della propria abiezione,
+di insinuare ogni maniera di liberi e generosi
+sentimenti negli animi della moltitudine,
+<span class="pagenum" id="Page_42">[42]</span>
+ma non con ispensierata anzi sfacciata
+maniera a cui voi consigliate, ma sì prudentemente,
+e sotto l’anonimo non avendo bisogno
+la verità ad essere compresa ed avuta
+in pregio dell’autorità d’un nome più o meno
+illustre, più o meno degno di fede in apparenza,
+siccome ne ha di mestieri la calunnia, e
+la menzogna per ottenere credenza. Sì, rinfreschiamo
+le glorie nostre passate nella morte
+del popolo; chè niuna cosa più giova a convincerci
+della propria forza che ciascuno abbiamo
+nel braccio e che è atta centuplicarsi
+mille volte in energia e vigore colla unione,
+quanto il ricordare l’Italia del 1154, fino al
+1177, dir voglio al tempo della quasi incredibile
+Lega Lombarda, ovvero i Parmigiani
+che fugano Federico 2.º con tutto il suo esercito
+nel 1248, la Sicilia che stermina i Francesi
+nel 1282, la cacciata del Duca d’Atene
+nel 1345, l’opra di Cola da Rienzo nel 1347,
+Stefano Porcari a Roma nel 1453, Girolamo
+Olgiati a Milano nel 1478, Niccolò Capponi
+a Firenze nel 1494, quindi Francesco Ferrucci
+nel 1530 nell’assedio di Firenze, la
+congiura di Burlamachi a Lucca nel 1546,
+la sollevazione di Napoli contro il Toledo nel
+1547 a cagione del sant’Ufficio, la cacciata degli
+Spagnoli da Siena seguita poco dopo della caduta
+di quella forte Repubblica cioè nei 1552-55, e nel
+1647 le due rivolte condotte da Giuseppe d’Alessio,
+<span class="pagenum" id="Page_43">[43]</span>
+e da Masaniello, a Palermo ed a Napoli, i
+quali se avessero ottenuto il favore de’ nobili
+sarebbero giunti oltre alle lor patrie a
+liberare tutta l’Italia dalla servitù di Spagna,
+il nome d’un Pietro Micca che all’assedio
+di Torino nel 1706 espone sua vita a certa
+morte e salva la patria dai Francesi, la gloria
+di Genova che nel 1746 scacciò gli Austriaci,
+la resistenza dei Corsi contro la Francia
+nel 1769, e quella della plebe Napoletana
+nel 1799 contro le schiere di Championnet,
+resistenza la più valorosa che mai siasi
+vista, e che da se sola fa grande elogio a
+quel popolo.
+</p>
+
+<p>
+Sì, questi e tanti altri illustri fatti che le
+storie straniere con ragione hanno da invidiare
+alla nostra, noi dobbiam continuamente
+occuparci per rendere popolari, perchè
+possano aumentare quella fiducia che ciascuno
+di noi prima nelle proprie forze, poscia in
+quelle de’ nostri fratelli, e giammai negli stranieri
+abbiamo a riporre, se non vogliamo
+aggiungere pentimento a pentimento, onta
+ad onta, sciagura a sciagura.
+</p>
+
+<div class="chapter">
+<p>
+<span class="pagenum" id="Page_44">[44]</span>
+</p>
+
+<h2 id="oss6">OSSERVAZIONE VI.</h2>
+</div>
+
+<div class="blockquote">
+<p>
+La verità è una sola, e se l’applichiamo
+ai principi, dobbiamo
+egualmente applicarla a chi
+fa ciò che essi fanno, benchè
+con modi e fini diversi.
+</p>
+
+<p class="indr">
+<i>Pag.</i> 28. <span class="smcap">Massimo d’Azeglio</span>.
+</p>
+</div>
+
+<p>
+Mettendo a paragone il popolo italiano coi
+principi che stendono la tirannica destra su
+desso, voi dapprima vi palesate in dubbio
+a quale delle parti abbiate a dare la preferenza
+circa al modo loro di comportarsi, il
+quale sia meno nocivo alla causa nostra,
+meno aggravante li lunghi nostri mali, poscia
+venendo fuori colla sentenza di certo
+inconcussa, che la verità è una, e deve applicarsi
+ai principi medesimamente che ai
+loro sudditi, non temete più di non andare
+errato pronunciando qual sia la vostra mente
+a tal proposito, e con chiare note dite dopo
+un’attenta considerazione che «<i>l’arbitrio
+dei principi genera di rado le conseguenze
+calamitose che quasi sempre genera l’arbitrio
+dei capi di sommossa</i>», adducendo per argomento
+a fiancheggiare l’opinione vostra;
+<i>avere i principi una posizione data, e che
+non si son scelta di propria elezione</i>. Io
+non so se assurda più che ridicola, ed ingiuriosa
+si debba dire la vostra asserzione,
+<span class="pagenum" id="Page_45">[45]</span>
+ma quel che è certo mi empie di maraviglia
+allorchè penso aver ciò voi detto per far
+apparire sempre più condannabile la sommossa
+dei Riminesi. Perocchè qual cosa essi
+hanno operato cotanto riprovevole? forse
+stragi, incendii, incesti, ladroneggi, saccheggi,
+ed assassinii? Eppure siffatte cose dovrebbero
+avere avuto luogo nella loro impresa
+perchè potessero essere con ragione
+messi a paraggio coi nostri Principi, perchè
+le loro azioni valessero a superare in danno,
+o controbilanciassero le costoro prepotenze, le
+costoro ingiustizie, e barbare azioni d’ogni
+maniera. E posto anche che tale si fosse stata
+la condotta degli insorti Romagnuoli o per
+cieco furore o per accanito proposto di giusta
+vendetta, ed avessero proprio accresciuto le
+pubbliche calamità piuttosto di sminuirle, a
+chi se ne dovria imputare la colpa maggiore?
+agli insorti, o a chi è la causa della lor insurrezione?
+agli schiavi che per crollare un
+giogo se ne trassero un altro peggio sul collo?
+ovvero ai tiranni, a que’ mostri di natura
+che dopo mille rischi aver corso di pagare
+il fio di tutte le loro nefandità, sfidano il
+destino, il consenso universale, coll’incrudelire,
+coll’ostinarsi non solamente a rimanere
+nel fango, ma coll’arrovellarsi il cervello
+per rendersi più uggiosi, più maladetti, e più
+sprezzati? Il Popolo, ed i Principi, possono
+<span class="pagenum" id="Page_46">[46]</span>
+essere paragonati non nel caso, l’uno della
+più alta schiavitù, li altri del più terribile
+dispotismo, ma sì in quello che Iddio, Natura,
+i tempi, e l’incivilimento imperiosamente dimostrano
+dover essere lo stato dell’uomo tanto
+destinato ad obbedire, quanto a governare,
+dell’uomo che la patria e la società vogliono
+vedere che compia prima i suoi doveri verso di
+loro, perchè a diritto si possa un dì lagnare,
+dove vengano offesi i diritti di lui. In tutte
+le cose mio caro, ma principalmente in quelle
+di politica prima di conseguitare giudicii sul
+bene e sul male, sul merito e sul demerito,
+sulla colpabilità e sull’incolpabilità è di mestieri
+dagli effetti montare alle cause, e dalle
+cause discendere agli effetti, è d’uopo tener
+conto di tutto che possa dannare o scusare
+un’azione, si deve aver l’occhio a ciò che
+risguarda al fine impostogli dall’autore, ed
+a ciò che all’esecuzione materiale del suo
+divisamento tanto si riferisce, altrimenti senza
+avvedersi uno viene al punto che gli sfuggono
+di bocca solenni strafalcioni pari al vostro
+di attribuire al popolo italiano tutte quelle
+calamità che gravangli sul capo, le quali invece
+non si devono riputare altro che conseguenza
+diretta o indiretta della barbarie
+di chi lo governa. Se voi o Massimo vi vedeste
+vibrato un colpo all’improvviso e per
+iscansarlo vi precipitaste inavvertentemente
+<span class="pagenum" id="Page_47">[47]</span>
+all’indietro in un precipizio, che rispondereste
+di grazia ad uno che visitandovi al letto
+della vostra agonìa vi dicesse, era meglio
+schivare il colpo con piegar la persona o
+da l’uno o dall’altro fianco, chinarsi ed aggredire
+l’avversario, osservare il rischio
+che correvate per fuggirne un’altro, e poscia
+vi desse dello spensierato, del pazzo?
+Pressochè uguale alla risposta che darestegli
+voi in simile caso, è quella che nel loro animo
+vi darebbero i Romagnuoli: e se non ve
+la danno è per predicarvi coll’esempio, ciò
+che voi avreste dovuto fare con loro, cioè
+che convien tenere conto delle buone intenzioni,
+si deve guardar più ai principii che
+guidano all’opra, che non ai mezzi con cui
+uno si accinge ad operare. Non seppero sopportare
+la loro sventura i Romagnuoli nell’insorgere
+tante volte come hanno fatto intempestivamente,
+voi replicate, incitandoli alla
+virtù di soffrire con rassegnazione, ad imitare
+gli abitanti della generosa, e misera
+Polonia, ma pochi giorni dopo la pubblicazione
+del vostro libro cadde lo specchio infranto
+che voi ponevate innanzi agli occhi
+degli Italiani, perocchè i Polacchi come i
+Romagnoli di tempra non più che umana,
+non potendo soffrire più a lungo li tanti mali
+che li travagliavano, imitarono quei di Rimini
+e toccarono più lagrimevole più straziante
+<span class="pagenum" id="Page_48">[48]</span>
+esito dei loro tentativi, che non è incontrato
+a questi. Dal chè chiaro apparisce potersi
+giungere fino a un grado di rassegnazione,
+dove poi è giuocoforza gridare, non
+puossi più tenere in istrozza il profondo sospiro,
+è bisogno, necessità alzarsi furenti contro i
+nostri nemici, ritentare gli antichi conati con
+più calore, appigliandosi novellamente alle
+mal sortite imprese. Morto è quel Leone che
+nel più acuto del dolore, nel maggior martoro
+della febbre non manda a quando a quando
+un suo ruggito, uno spaventevole lamento.
+Il dolore vuol essere sofferto nel segreto
+dell’operosa meditazione, finchè un generoso
+fremito non abbia eccitato nel nostro animo,
+di poi conviene dargli uno isfogo, bisogna
+irrumpere con tutta l’energia possibile, del
+resto quella fiamma che dovea condurci a
+vittoria, a vendetta, a libertà, venendo entro
+noi sconsigliatamente compressa, paralizza
+ed annichila le ultime nostre forze, ci strugge,
+e ci uccide in meno tempo che non può
+il ferro del Tiranno. Preparate le fila della
+trama affinchè meglio sia ordita, segnate il
+cammino che dobbiamo presto calcare per
+venire a salvezza, ma non venite più a predicare
+scoraggiamento e rassegnazione, la vostra
+missione sarebbe falsa, chè la maggiore
+nostra colpa ormai fatta antica è l’aver sofferto
+di troppo. Di qui si parte la derisione con
+<span class="pagenum" id="Page_49">[49]</span>
+che gli stranieri tentano d’oscurare la nostra
+gloria passata, non già dai generosi
+tentativi, che fatalmente fino al giorno d’oggi
+non giovarono che ad accrescere il numero
+dei martiri.
+</p>
+
+<div class="chapter">
+<h2 id="oss7">OSSERVAZIONE VII.</h2>
+</div>
+
+<div class="blockquote">
+<p>
+Al Governo Papale dimanderò
+cosa che non parrà indiscreta,
+gli chiederò pe’ suoi sudditi la
+grazia d’essere un pò più assoluto,
+un pò più dispotico di
+quello che è.
+</p>
+
+<p class="indr">
+<i>Pag.</i> 38. <span class="smcap">Massimo d’Azeglio</span>.
+</p>
+</div>
+
+<p>
+Che voi abbiate dimostrato che le male
+conseguenze, i funesti seguiti della reggenza
+del governo Papale superano a pezza tutti
+gli inconvenienti di qualsiasi governo assoluto
+e dispotico, tutti vi commendano, e ciò
+era veramente quello che dovevate fare per
+indurre ad aprire gli occhi chi si incapponisce
+a tenerli chiusi; che abbiate anche
+pruovato il governo papale non essere veramente
+assoluto e dispotico mentre si crede
+d’esserlo, ognuno non può a meno di approvare,
+perchè anche da questo vien manifesta
+sempre più l’ingiustizia, e la tirannia di quel
+governo, e la ragione perciò che hanno
+sudditi d’invocare le dovute riforme, e di
+ricorrere all’armi vedendo di non essere affatto
+ascoltati diversamente; ma che voi veniate
+<span class="pagenum" id="Page_50">[50]</span>
+al vostro assunto, e dimandiate per
+il bene dei Romagnoli la grazia al governo
+Papale d’essere un pò più assoluto, un pò più
+dispotico, i vostri lettori non solamente non
+convengono, ma riprendono, e biasimano
+fortemente il vostro avviso, e con ragione.
+Da chi siete voi messo a trattare la loro causa?
+Chi vi disse che essi a ciò si contentino,
+che reputino una grazia una tal concessione,
+una tal riforma? Governi assoluti e dispotici
+sono tutti gli altri dei varii stati d’Italia, e
+se i Piemontesi, i Lombardi, i Napoletani,
+i Toscani, i Lucchesi, i Modanesi, i Parmigiani
+non solo non sono contenti dei loro
+governi, ma anzi si struggono dal desiderio
+di crollarne il giogo, come volete che i Romagnuoli
+possano essere intieramente soddisfatti
+nelle loro mire qualora il Governo
+Papale su quelli si modellasse? come potete
+esservi condotto a credere che anzi essi avrebbero
+avuto a grazia un siffatto mutamento?
+Veramente v’ha una grande differenza
+tra quelli e questo! negli altri stati Italiani
+è un solo che figura d’incatenarci per via
+dell’opera de’ suoi ministri, i quali non hanno
+autorità, quando non se la prendono, e sono
+stretti esecutori degli ordini del re, quando
+vogliono; nello stato del Papa non è uno, ma
+sono più che hanno, voi dite, il privilegio
+di disporre dei ceppi, e della scure, e che
+<span class="pagenum" id="Page_51">[51]</span>
+per ciò? se gli Italiani tanto di questo che di
+quelli stati si trovano tutti pressochè alle stesse,
+se tanto qui che altrove l’amore pei sudditi
+è lo stesso, lo stesso il favore all’incivilimento,
+la stessa la provvidenza delle leggi, lo
+stesso il riguardo ai diritti pubblici e privati
+del cittadino! Io entro in avviso che abbiate
+ciò detto per ischerzare, non altrimenti che
+quando parlando della saggia e generosa condotta
+serbata dal Gran-Duca allorchè dal Nuncio
+Apostolico T. Sacconi gli era stata dimandata
+la resa di Renzi, uno dei principali del
+moto di Rimini, uscite in queste parole:
+<i>aver egli destato con tal atto invidia in qualche
+principe italiano</i>. L’Italia presentemente
+non ha più quei principi di cui si poteva a
+diritto vantare un giorno; oggi li suoi principi
+sono figli snaturati, e non sono capaci che
+di azioni vituperevoli, di passioni abiette e vili;
+veri animali immondi, che più si sprofondano
+nella fanga, quanto più tengono della lor indole,
+non possono che invidiare il male. Ma l’invidia
+ad una nobile azione può aver luogo
+solo in un’anima generosa, in un’anima che
+si strugga di non potere afferrar un’occasione
+per ispiegare quella forza, che nell’intimo le
+agita tutte le fibre. Qual è di grazia quegli che
+alle sollecitazioni dell’Austria, alle calde istanze
+del Governo Pontificio avria non dico dimostra
+tanta fermezza di carattere da non mutar determinazione,
+<span class="pagenum" id="Page_52">[52]</span>
+come poi timidamente fece il
+Granduca, ma che avrebbe solo esitato un’istante
+dall’aderire alle loro ingiuste dimande?
+qual dei nostri Principi anzi non avria, anticipatamente
+alla manifestazione de’ loro desiderii,
+rinchiuso il Renzi nelle sue prigioni, e
+quasi direi inalberatagli la forca piuttosto
+d’approvare, anzichè d’invidiare l’atto giusto e
+lodevole di generosità del Granduca di Toscana?
+Carlo Alberto? quell’infame, che dopo
+d’avere spinto i suoi soldati, i suoi compagni, i
+suoi congiunti, li suoi amici sulla via della rivolta,
+non ebbe vergogna di mancare al suo
+giuramento, di tradirli, e di spargerne il sangue,
+pronunciando, dopo avere soscritto più
+sentenze di morte, queste rabbiose parole:
+<i>muojano! muojano tutti! che la voglio tutta
+schiacciata questa maledetta genia di liberali</i>.
+Carlo Alberto cui non bastò l’animo mai di richiamare
+dall’esiglio quei tali nemmeno, di che
+egli stesso s’era fatto guida nel Ventuno? Avete
+veduto ultimamente come infatti si regoli il
+governo Sardo verso i liberali, e chi sospetta
+per tali: Il Conte Annibale Montevecchio,
+ed il Sig. Filippo De-boni per vostro consiglio
+si erano recati ambidue a Torino sulla
+fiducia di trovarsi in maggior libertà,
+e più sicuri dalle molestie della polizia,
+da cui qui appena qualche motivo avevano
+a temere. Essi non potevano dirsi compromessi
+<span class="pagenum" id="Page_53">[53]</span>
+col loro governo come il Renzi,
+nè tampoco appariva fossero perseguitati,
+e se si erano dilungati da esso ciò avevano
+solo fatto l’uno per timore, l’altro per isperanza
+d’un meglio altrove e più vantaggioso
+soggiorno, eppure passarono essi un giorno solo
+di vera quiete, di vera tranquillità d’animo
+in Torino? obbligati a consegnarsi mane e
+sera all’ufficio della polizia, espiati nei loro
+passeggi, osservati ed ascoltati nei loro discorsi
+dopo il volgere di pochi giorni da
+mille disinganni amareggiati, si videro intimata
+la partenza, e non vi fu nè la vostra
+nè la protezione del vostro fratello, e di
+molti altri grandi della corte e dello stato,
+la quale sia stata valida a far sospendere
+un tal ordine, e a procurare loro anche un
+solo prolungo di dimora.
+</p>
+
+<p>
+E dopo un cosiffatto procedere del suo
+governo volete voi che un Carlo Alberto potesse
+sentire invidia della fermezza del Gran
+Duca di Toscana nel niegare all’Austria, ed al
+Papa il Renzi, uno dei capi della sommossa?
+Oh scusatemi! ma voi o non parlate di buon
+conto, o Balbo vi mise le traveggole agli occhi,
+e sia che vi troviate nel primo, sia che vi
+troviate nel secondo caso, è sempre uno stato
+indegno di voi, d’uno che gli altri dovrebbe
+guidare, e non lasciare che gli altri conducano
+lui pel naso. Non abbiate fiducia in chi nei
+<span class="pagenum" id="Page_54">[54]</span>
+fatti non si mostra consentaneo alle sue parole,
+non nel Balbo e ne’ suoi seguaci che sotto
+il manto di moderazione, e meglio del Gesuitismo
+predicano la riforma finchè può migliorare
+le loro condizioni, può favorire il
+trionfo della loro casta, dell’aristocrazia; ma
+alla voce d’indipendenza, di libertà, di rivoluzione,
+si spaventano, si crucciano, tremano
+a verga a verga, vuoi per la coscienza dei
+loro demeriti, vuoi per lo timore di cadere
+dal loro potere, di dover lasciare la maschera
+di moderato liberalismo, di occulata prudenza
+con cui tentano, a detta di Tacito, di corrompere
+il popolo colle mentite speranze, di consolidare
+il loro regno allontanando gli animi
+delle ardite imprese, sostituendo al coraggio
+la disperazione. Anime che si potrebbero paragonare
+a quelle piante parasite che per
+tenersi in piedi hanno bisogno che altre loro
+servano d’appoggio; demoni d’inferno che
+incapaci ad operare nulla di bene, di grande,
+non solo non vogliono riconoscere il merto di
+chi immensamente li avanza, ma vorrebbero
+spegnere quanto può essere di nobile, di sublime
+per desiderio, volontà, intendimento ed
+intrapresa in altrui.
+</p>
+
+<div class="chapter">
+<p>
+<span class="pagenum" id="Page_55">[55]</span>
+</p>
+
+<h2 id="oss8">OSSERVAZIONE VIII.</h2>
+</div>
+
+<div class="blockquote">
+<p>
+È utile all’Italia, ed atto facile
+ad imitarsi, il protestare a viso
+aperto contro le ingiustizie che
+da noi si soffrono, qualunque
+siano, e da chiunque ci vengano.
+</p>
+
+<p class="indr">
+<i>Pag.</i> 110. <span class="smcap">Massimo d’Azeglio</span>.
+</p>
+</div>
+
+<p>
+Si vede chiaramente che voi non avete sofferto
+mai nulla, e per conseguenza giammai
+avete dovuto alzar su la vostra voce contro
+qualche atto d’ingiustizia e di prepotenza usatovi
+o dal vostro o da altro governo, che altrimenti
+non avreste dato il ridicolo consiglio
+agli Italiani di protestare a viso aperto contro
+tutto quanto loro dai governi fassi soffrire,
+piuttosto e con maggior frutto loro avreste
+dato un avvertimento affatto opposto perchè
+inutilmente non avessero la spensieratezza
+di affrontare i tanti rischi d’ogni maniera
+a cui necessariamente quegli va incontro,
+il quale osasse non diciamo far una solenne
+protesta, ma solo una rimostranza ai nostri
+Tiranni, i quali volendo essere infallibili, sono
+incapaci di ricredersi, ed indietreggiano
+nel peggio piuttosto di valersi dell’altrui consiglio
+per procedere al meglio, simili a quei
+ronzini che se li battete retrocedono e scaraventano
+de’ calci, se li accarezzate si piantan
+fermi nella via, ed un buon argano ci
+<span class="pagenum" id="Page_56">[56]</span>
+vorrebbe per farli muovere. Un fatto solo può
+servirvi di pruova mentre ne potrei citare
+moltissimi da cui si rileverebbe il più felice
+esito a sperarsi da una protesta qualsiasi, essere
+per avventura l’indifferenza. Nel 1841,
+se non fallo trovavasi in questa capitale
+l’Areonauta Comaschi, il quale innalzatosi nel
+suo pallone ritentava una salita nel cielo che
+da qualche giorno il vento gl’impediva di
+mandare ad effetto, il viaggio dapprima riesce
+felice, rapido l’areostata tra gli applausi
+della affollata popolazione era asceso ad
+un’incredibile altezza, quando un soffio di
+vento di tramontana lo spinge quasi orizzontalmente
+sulle colline di Moncalieri. Il Comaschi
+vedendosi contrastato dai venti, anzichè
+venire a lotta con loro, decide di discendere
+per mezzo del <i>paracadute</i>. Il suo Pallone
+piombato al suolo in poca distanza da lui
+venne preso da alcuni soldati del reggimento
+di Savoja Infanteria che staccati dal corpo
+che si ritirava dalla così detta <i>passeggiata
+militare</i>. Egli presentatosi loro, chiama il suo
+pallone, essi dapprima ridono poscia sguainata
+la spada si fanno attorno a tagliuzzarlo niente
+meno che avessero avuto da menar strage
+sul nemico del loro paese. Il Comaschi non
+la potendo dire nè in parole nè in fatti si ritira,
+e si reca a Torino dove raccontata la cosa
+a qualche amico trovò una persona che
+<span class="pagenum" id="Page_57">[57]</span>
+s’incaricò di farci avere una compiuta soddisfazione.
+Infatti pochi giorni dopo Carlo Alberto
+gli faceva pagare il pallone colla cassa del
+reggimento a cui appartenevano que’ soldati,
+mandò alla <i>catena militare</i> quelli che erano
+apparsi più colpevoli, degradò e congedò dal
+servizio gli ufficiali superiori che in quella
+sera accompagnavano il <i>corpo</i>. Alcuni di questi
+ricorsero al Re per far valere le loro ragioni
+e pruovare che in verun modo non potevano
+essere colpevoli, il Re letta la supplica
+si rivolge al suo primogenito il Duca
+di Savoja, e gli chiede il suo parere, essendo
+questi allora il colonnello di quel Reggimento.
+Volete sapere la risposta, il resultato?
+Ebbene l’erede del trono Sabaudo volto al padre
+soggiunse con disdegno: <i>se fossi nel posto
+di V. Maestà non solo non mi ritratterrei
+dalla presa determinazione, ma farei tutta
+fucilare cotesta canaglia</i>. Il consiglio del
+figlio Augusto, le cui parole ce lo dovrebbero
+caratterizzare, non venne è vero dal
+padre accettato, ma è vero altresì che quella
+rigorosissima sentenza fu eseguita senza modificazione
+di sorta, e per alcuni ingiustamente;
+ma di simili fatti ne vedrete addotti
+altri molti in questo opuscolo, e tutti tratti
+dalla storia attuale del nostro paese, sicchè
+potete col massimo agio accertarvi della verità.
+Onde vedete o Massimo per ora inutile
+<span class="pagenum" id="Page_58">[58]</span>
+il consiglio di far proteste ai nostri signorotti,
+come quando mi abbiate letto fino alla
+fine iscorgerete di più essere molto rischioso.
+Trasportatevi solo a qualche anno addietro
+nella nostra storia, cioè al 1815, e vedrete
+come Ferdinando di Napoli mandasse proclami
+a’ suoi sudditi, in cui prometteva, riforme,
+leggi provvide, libertà, ed ogni
+maniera di civile guarentigia, ma non mantenendo
+mai alle sue promesse, gli abitanti
+delle due Sicilie si levarono a tumulto nel
+1820, in un solo pensiero e proclamarono una
+costituzione, la quale fu accettata con sacramento
+dal Re e da tutta la reale famiglia.
+Ma calpesto il giuramento corse il Re a
+Lay-bach per avere l’assistenza dell’Austria,
+alla quale parve non vero mettere in esercizio
+le sue bajonette, e perciò venne nel
+regno con numerose falangi, ed obbligò il
+popolo a rinunciare affatto li suoi diritti. E
+chè non fu fatta nel tempo istesso di quella
+invasione, cioè nel 19. Marzo del 1821. una
+solenne protesta? il deputato e Generale
+Poerio facea dal parlamento approvare una
+dichiarazione, la quale veniva a terminare in
+queste parole ec. <i>noi protestiamo contro una
+siffatta rivoluzione del diritto delle genti, risoluti
+di serbare intatti i diritti della nazione e
+del Re ed appellandone alla saviezza di S. R.
+M. e dell’augusta A. R. suo figlio, rimettiamo
+<span class="pagenum" id="Page_59">[59]</span>
+la causa del trono e della nazionale nostra
+indipendenza nelle mani di quel Dio, che
+regge i destini dei Sovrani e de’ popoli, e che
+agli uni e agli altri a tempo debito sa fare
+iscontar le sue colpe</i>. Da ciò che ottennero
+mai? mali più gravi che prima anche non conoscevano,
+e per citarne uno, l’abolizione del
+parlamento siciliano instituito perfino dall’unione
+dell’isola alla terraferma. Ma veniamo allo
+stato Pontificio: non erano più forti, più meritevoli
+d’attenzione le rimostranze fattegli dai
+rappresentanti delle maggiori potenze, Francia,
+Inghilterra, Austria, Russia e Prussia,
+nel 31. Maggio del 1835. presentando al <i>Bernetti</i>
+prosegretario di stato, il seguente <i>memorandum</i>.
+</p>
+
+<p>
+«Il governo Pontificio deve essere posto
+su di una base solida, per via dei miglioramenti
+stati già indicati ed annunciati
+dalla Santa Sede istessa. Questi miglioramenti
+poi, che a tenore dell’editto dell’eminentissimo
+cardinal Bernetti, fonderanno un’era
+nuova per li sudditi di S. S. si collegano
+con una intera garanzia, sicura dai pericoli
+e conforme all’indole di qualsiasi governo
+elettivo. Per raggiungere codesto scopo
+salutare, il quale a ragione della situazione
+geografica e sociale dello stato della S.
+Chiesa interessa tutta Europa, fa d’uopo
+che l’ordinamento sistematico dello stato
+<span class="pagenum" id="Page_60">[60]</span>
+medesimo si appoggi ai due principii citati:
+1.º alla introduzione dei miglioramenti, di
+che si tratta, non solo nella provincia insorte,
+ma in quelle ancora, che se ne stettero
+tranquille, e nella capitale medesima;
+2.º <i>all’ammissione generale dei laici agli
+affidi amministrativi e giudiziari</i>. E queste
+miglioranze dovrebbero comprendere il
+sistema giudiziario e quello delle amministrazioni
+municipali e provinciali. In quanto
+all’ordine giudiziario l’esecuzione interna
+e lo sviluppo delle premesse e dei principii
+del <i>motuproprio</i> dell’anno 1816. offrono
+mezzi più certi ed efficaci per riparare
+alle universali doglianze in proposito
+di questa parte importantissima dell’organizzazione
+sociale. L’amministrazione generale
+delle municipalità elette dalle popolazioni
+e lo stabilimento di municipali
+franchigie, che ne determinino l’azione
+entro la sfera degl’interessi locali dei
+comuni, devono costituire necessariamente
+le basi di ogni miglioramento. L’organizzazione
+poi di consigli provinciali, come
+consigli permanenti destinati a prender
+parte al governo di ciascuna provincia
+nell’adempimento del loro ufficio, e con
+attribuzioni convenevoli ed una più numerosa
+adunanza, specialmente riguardo ai
+maggiori interessi della provincia, sembra
+<span class="pagenum" id="Page_61">[61]</span>
+attissima ad introdurre nell’amministrazione
+miglioramenti e semplicità, sicchè
+valga a sorvegliare l’amministrazione annuale,
+ripartire le imposte e fare al
+governo conoscere i veri bisogni delle provincie.
+La gravissima importanza, in ogni
+stato bene ordinato, delle finanze e di una
+amministrazione del debito pubblico atta
+ad aggiungere al credito finanziario del
+governo le più desiderate garanzie, ad accrescerne
+i mezzi e ad assicurarne l’indipendenza,
+pare che renda necessaria la
+creazione di uno <i>stabilimento centrale a
+Roma</i>, a cui come a corte suprema, vengano
+commessi tutti i rami dell’amministrazione
+civile e militare, e la sovra intendenza
+del debito pubblico con attributi adeguati
+allo scopo salutare ed importantissimo
+a cui si mira. Quanto più cotale istituzione
+farà pruova della propria indipendenza e
+dell’unione del governo collo stato, tanto
+più corrisponderà alle benefiche intenzioni
+del sovrano ed alle aspettazioni del pubblico.
+Ma per giungere a questo punto bisogna
+eleggere dinfra i consiglieri provinciali
+uomini atti a costituire una <i>Giunta dei Consiglieri
+di governo, o un consiglio amministrativo
+generale. Tale Giunta sarebbe parte
+d’un Consiglio di stato</i>, i membri del quale
+verrebbero scelti dal sovrano d’infra gli uomini
+<span class="pagenum" id="Page_62">[62]</span>
+più ragguardevoli per natali, ricchezze
+e talenti. Senza uno o più stabilimenti centrali
+di questa sorta intimamente collegati
+colle persone più notabili d’uno stato doviziosissimo,
+come questo è, di elementi aristocratici
+e conservatori, è manifesto, che
+la natura d’un governo elettivo priverà
+inevitabilmente le miglioranze, che faranno
+la gloria immortale del regnante Pontefice,
+di quella stabilità, che è tanto instantemente
+domandata dal popolo, stabilità, la quale
+sarebbe tanto più ferma, quanto più i beneficii
+largiti dal Sommo Pontefice fossero
+pregevoli e grandi.»
+</p>
+
+<p>
+Il Papa rigettò apertamente questo memorandum,
+malgrado che il cardinale Bernetti
+avesse già nell’aprile del 1831. assicurato i
+sudditi Pontificii, che un’era nuova nello stato
+di S. S. avrebbe incominciato, da cui ogni
+possibile prosperità si avrebbe a diritto aspettata
+il popolo. Ma un esito simile ottenne la
+protesta fatta dalla Francia alla S. Sede nel
+1832. quando mandò un’armata in Ancona
+per ecclissare l’influenza Austriaca, e per
+costringere il Papa, <i>secondo disse Perrier
+stesso nella seduta della Camera il 7. Marzo
+1832, ad introdurre nell’amministrazione del
+regno miglioramenti reali e certi, cioè tali
+che costituissero la sicurezza della santa
+Sede sopra basi più salde, che quelle d’una
+<span class="pagenum" id="Page_63">[63]</span>
+continua repressione, ed attutassero permanentemente
+la tranquillità delle popolazioni,
+soddisfacendo ai loro legittimi bisogni ed ai
+giusti desiderii</i>. Bologna, Ancona, Perugia, e
+la Romagna in seguito del niun movimento
+che il Governo si dava per compiere le sue promesse,
+avanzarono altre proteste coll’appoggio
+or dell’Inghilterra, or della Francia, ma
+sempre trovarono sorda alle loro dimande
+moderatissime l’ostinata Roma, dir voglio il
+Papa, il quale quando diè a conoscere d’aver
+inteso la loro voce, ristrinse e ritirò con
+più forza le redini del governo, anzi di rallentarle;
+e voi potete speranza commettere
+nella virtù delle proteste? Oh scusatemi vi
+mostrate troppo nuovo della storia nostra
+moderna, che a mille ve le porge sottocchio
+e sempre mal riuscite.
+</p>
+
+<p>
+D’altronde come mai potete trarvi a credere
+che da piccolissime riforme le quali s’ottenessero
+a forza di proteste, si possa giungere
+a quelle grandi mutazioni di cose che
+fanno di mestieri per ottenere la nostra libertà?
+Niuno vi niega che tali mutazioni non
+possono effettuarsi in un momento, ma tutti
+convengono altresì che con una ben preparata
+e ben condotta sommossa solamente ciò
+possiamo conseguire. Nè bisogna credere che
+una sommossa sia opera come voi osservate
+d’un momento, opera d’un momento è lo
+<span class="pagenum" id="Page_64">[64]</span>
+scoppio, ma il concepimento d’essa, il disporvi
+gli animi delle masse, l’orditura della
+tela, l’apparecchio morale e materiale dei
+mezzi, son cose che esigono tempo, e se si
+fanno in segreto non pertanto noi possiamo
+considerarle come frutto di pochi pensieri.
+E tanto nell’ultima sommossa di Rimini come
+in tutte le altre che la precederono ebbe luogo
+questa lunga opera di preparazione; solo
+convien dire che i capi o per imprudenza o
+per inesperienza non valsero a coronare le
+loro fatiche colla gloria. Però tutte queste
+fallite sommosse, tutti questi sagrifici, tutti
+questi tentativi, che non produssero che male
+in apparenza, credetelo a me ed ai più che
+senza offendervi in tali cose vedono più addentro
+assai di voi, sì tutti quei miseri fatti
+che accrebbero le nostre sciagure sul momento,
+hanno giovato mirabilmente a disporre
+la moltitudine, a rendere più sentita l’onta
+della nostra bassissima servitù, a fare più
+caro, più vagheggiato, più operoso e più
+esteso il pensiero della rivolta, della indipendenza.
+</p>
+
+<p>
+Cosicchè è una vera follia, per non dire
+sciocchezza madornale, l’insistere vostro a
+persuadere gli italiani, che essi hanno il
+<i>coraggio fisico e manesco</i>, e non il <i>coraggio
+morale</i>, il <i>coraggio civile</i>: date loro vi ripeto
+un capo, ed essi vi insegneranno col
+<span class="pagenum" id="Page_65">[65]</span>
+fatto che l’unica via a battersi per rigenerare
+il loro paese è la sommossa, che sono
+gesuitici i vostri consigli, che le vostre parole
+sono specchi fedeli non dei vostri pensieri,
+dei vostri affetti, ma sì di quelli del
+Balbo e della privilegiata sua setta, che insomma
+sono utopie la via delle proteste, la
+via di <i>rassegnarsi</i>, di <i>saper soffrire</i>&#8205;<a class="tag" id="tag3" href="#note3">[3]</a>, e di
+<i>sapersi sottomettere ai nostri governi</i>, le quali
+voi preponete; per non chiamarle vere ingiurie
+al senno dei vostri Italiani, giacchè
+con ciò li si suppongono tali da appigliarsi
+ad un partito che invece di condurre a vita
+novella, li menerebbe alla disperazione, a
+totale ruina, a morte. Perocchè ogni passo
+che voi credete di fare innanzi coll’ottenimento
+di qualche piccola riforma, ammettendo
+che i nostri governi siano abili un giorno a
+darne qualcuna, sarebbe mosso indietro, sarebbe
+un puntello di più a consolidare e folcere
+il trono della tirannia, un ostacolo che essi
+stessi gl’italiani si metterebbero avanti al loro
+cammino, verso cui avviati come sono, dicerto
+non s’arrenderanno giammai al vostro
+avviso d’imitare gli abitanti della Russia, e
+della Germania, locchè suona agli orecchi
+di chi ha una dramma di buon senso, egualmente
+che le seguenti parole: <i>aspettate Italiani,
+<span class="pagenum" id="Page_66">[66]</span>
+non operare, Iddio tutto vi manderà
+quello che bramate</i>,&#8205;<a class="tag" id="tag4" href="#note4">[4]</a> affè che i Russi e Germani
+sono felici!!!
+</p>
+
+<p>
+Siate adunque persuaso che gl’italiani hanno
+più il coraggio <i>morale</i> che non il <i>manesco</i>,
+il quale ultimo se avessero avuto in
+maggior grado non sarebbero stati sì moderati
+in tutti li loro movimenti, e forse forse
+ci troveremmo meglio assai: ponderate tutti
+i casi rivoluzionarii della penisola antichi e
+moderni e poi vi sfido a durare nella vostra
+sentenza, ma soprattutto meditate quelli del
+ventuno, del trentuno, e del trentatre andati
+a male per la stessa loro generosa natura,
+chi può niegare in questi moti il coraggio
+civile agli Italiani? chi può niegare che i Napoletani
+per esempio se fossero stati nel trentuno
+meno moderati, non generosi, a quest’ora
+avrebbero colla certa loro salvezza riacquistata
+eziandio quella dei loro fratelli? ma
+essi vollero mostrarsi grandi fuori di tempo,
+abborrirono dal versare il sangue Borbonico,
+ed un tal risparmio ebbero a pagare col
+sangue di mille martiri, col prezzo della libertà
+della lor patria, della intiera nazione, perchè
+dalla loro indipendenza nasceva quella indubitatamente
+di tutti gli altri paesi della
+<span class="pagenum" id="Page_67">[67]</span>
+penisola,&#8205;<a class="tag" id="tag5" href="#note5">[5]</a> i quali eran tutt’occhio ed orecchio
+in attendere l’esito della loro sollevazione.
+</p>
+
+<p>
+Voi adopraste Massimo nel vostro libro
+sicome fanno i poeti nei loro carmi, ed anche
+tra essi i sommi, i quali portati dalla
+fantasia, abbarbagliati spesse volte dalla prima
+immagine, vinti dalla prima impressione,
+sagrificano all’immaginario il vero reale;
+il perchè da un sol lato guardano i poligoni
+delle cose, e larveggiano la storia col velo
+della favola, nell’istessa guisa che alcun metafisico
+annebbia la politica coll’utopia. Ma
+di tutti gli errori della vostra scrittura, che
+io ho toccato, e potrei ancora toccare non è
+minore quest’altro che per la sua importanza
+non voglio tacere, e con cui do termine
+alle osservazioni in che vi volli trattenere.
+</p>
+
+<p>
+Secondo voi noi dovremmo taciti aspettare
+l’occasione propizia per operare, e non
+far altro che gridare in ogni modo, in ogni
+tempo contro l’usurpazione straniera del dominio
+sulle lombarde e venete contrade:&#8205;<a class="tag" id="tag6" href="#note6">[6]</a>
+le quali parole chiudono in se due pensieri,
+il primo di stare in attenzione come
+gli Israeliti presso a poco del loro Messia,
+il secondo di fare una cosa impossibile, ed
+<span class="pagenum" id="Page_68">[68]</span>
+impossibile è certo non dico lo scrivere, ed
+il parlare dell’attuale prepotenza dei Tedeschi
+sugli Italiani, ma nemmanco si può parlare
+in loro risguardo dei più noti fatti della
+storia antica, essendo pei nostri governi il
+toccare il Tedesco la medesima cosa, che noi
+toccassimo e ferissimo il loro cuore, tutto
+sperando il loro sostegno ad ogni rischio
+nelle cento migliaja di baionette, con che dicono,
+possa, visto non visto, amorevolmente
+visitarci. In quanto all’opportunità dell’occasione
+anche Livio parmi avere scritto, <i>che
+le cose sogliono consigliare agli uomini, e
+non gli uomini alle cose</i>, ma questo detto
+non vuole essere litteralmente interpretato;
+perchè del resto andremmo contro al nostro
+passato che ci prova con mille fatti, ciò essere
+vero, e verissimo se si parla di mediocri
+ingegni, falso e falsissimo all’opposto dove
+si tratti di ingegni sublimi. Chè gli uomini
+d’alto intendimento sanno preparare le circostanze,
+ed avvicinarle quando sono discoste,
+creare dal nulla i mezzi, spiare, provvedere,
+e dominare il futuro. Ciò posto chi non vede
+quanto più giusto, più opportuno non sarebbe
+questo consiglio di pensare, meditare,
+progettare tutti assiduamente giorno e notte,
+al come meglio si possa mettere ad effetto
+la determinazione di crollare il giogo ormai
+troppo per noi vergognoso? il dubitare un
+<span class="pagenum" id="Page_69">[69]</span>
+solo istante che fra venticinque millioni di
+Italiani non si trovi un ingegno da tanto da
+condurci tosto all’impresa, da imitare tanti
+altri eroi dei nostri maggiori, da fare altrettanto
+di quanto fece Alberico da Barbiano,
+riformatore della milizia Italiana nel medio
+Evo, allorchè indispettito delle stragi, che i
+Brettoni guidati dal Cardinal di Ginevra menarono
+sui Cesennati, e su varii altri popoli d’Italia,
+gridò che <i>il sangue italiano voleva essere
+vendicato col sangue Brettone</i>, e detto fatto,
+compiè il suo proposto, onde il suo nome
+splendè non come una meteora, che veduta
+dispare, ma come un astro la cui luce si
+mostra continua sul nostro orizzonte. In lui
+ispirandosi ogni cittadino, i nostri uomini
+d’armi, e a emulare prendendolo il capitano
+che li dirigerà nelle marcie, non potremo
+tardare di vedere il sangue dei martiri
+Piemontesi, Toscani, Napoletani, Parmigiani,
+Lucchesi, Modenesi, Romagnoli, Veneti e
+Lombardi, appieno vendicato col sangue dei
+loro oppressori, e spiumata la feroce aquila
+Tedesca furente fermare il suo volo, e rivolgere
+per rabbia contro di se i predatori suoi
+rostri, li voraci suoi artigli.
+</p>
+
+<p>
+Altre cose, come dissi sopra, mi resterebbero
+tutta volta ad osservarvi sul vostro libro,
+ma qui fo punto ossia per amore in brevità,
+ossia per potervi entrare d’altre cose più presto.
+<span class="pagenum" id="Page_70">[70]</span>
+Dalle mie parole però vi sarete potuto
+addare, non esservi male apposto quando in
+chiudere il vostro opuscolo scrivevate: <i>il
+lettore giunto al termine del mio libro dirà
+di me, ciò che io dicevo a me stesso prima
+di scrivere: non avere io, studioso non di
+scienze, ma d’arti, sapere e mente che basti
+a trattare profittevolmente materie politiche
+ed economiche di tanta difficoltà</i>. Grande
+vero! anzi il solo contro cui nulla avrei a
+notarvi, peccato che non ne foste davvero
+prima convinto! avreste evitato a voi la pena
+infruttuosa di dettare quel libro, a me quella
+di rispondervi! Se nonchè forse il tutto sarà
+per lo meglio, giacchè mi avete porto con
+esso il destro di dire qualche verità, la quale
+certo non disutile è per tornare, avendo per
+mira il mostrare come male sia fondata e
+pericolosa ogni speranza che si ripone in Carlo
+Alberto a proposito della rigenerazione del
+nostro paese, come da sciocco, da ostinato,
+da imbecille ne sia il solo pensiero.
+</p>
+
+<div class="chapter">
+<p>
+<span class="pagenum" id="Page_71">[71]</span>
+</p>
+
+<h2 id="capun">DELLE SPERANZE D’ITALIA
+RIPOSTE IN CARLO ALBERTO.
+<span class="smaller">CAPITOLO UNICO.</span></h2>
+</div>
+
+<p>
+L’Italia, simile ad un corpo che un altro
+ne move, e perde tanto di movimento, quanto
+ne acquista quello mosso per esso, venne meno
+tanto in vita, in gloria, in sapere quanto in
+ciò fece progredire le altre nazioni, le quali
+tuttochè ammaestrate, incivilite, e fatte
+forti e grandi dalla sua storia, dalla sua
+luce, e dalla sua virtù, pure sconoscenti
+anzichè stenderle il braccio a sollevarla dal
+fango, tutte le congiurano contro, e dopo
+averla immiserita, insanguinata, e ridotta
+fra i più terribili ceppi, torre perfino le
+vorrebbero il nome. Ma per fortuna questa
+illustre donna, questa illustre maestà, sebbene
+lacera il manto, scarmigliata le chiome,
+carca di catene, spolpata e succhiata dall’arpia
+Tedesca, ha per anco tanto di forza
+sparsa per le illividite e rotte sue membra,
+che raccogliendola e concentrandola al cuore
+ad un possente grido che la scuota dal sonno
+e la chiami a virtù, è tuttora capace di far
+tremare l’universo, di farsi rivedere madre
+<span class="pagenum" id="Page_72">[72]</span>
+d’ogni bella e grande opra, reina su li
+suoi tiranni, e sulle sue rivali.
+</p>
+
+<p>
+Onde se mai evvi una speranza, che noi
+figli di lei possa sorreggere nel cammino, in
+cui andiamo tentoni brancicando verso il venire;
+se mai evvi cosa che ci torni a conforto
+nella prostrazione in cui ci giaciamo;
+se mai una voce ci suona amica all’orecchio,
+ci scende nell’imo del core, ci commove, e ci
+sprona a virtù, è senza dubbio la parola della
+verità, che ogni giorno va acquistando valorosi
+banditori, è la tendenza che si palesa
+nelle giovani menti per tutto che sa di nobile,
+di grande, e di generoso, è il bisogno
+sentito di dar bando ai lamenti e di operare
+ormai universalmente fra il popolo; in cui
+solo deggiono appuntellarsi le nostre speranze,
+perchè in lui solo risiede la forza, solo
+in lui la sorgente si trova di sublimi, di eroiche
+virtù, in lui solo può essere lo istromento
+per risorgere a vita, a prosperità, a
+grandezza. Noi per lo passato doppio martirio
+avevamo a pruovare, l’uno è la vista che
+il numero dei martiri della patria carità a
+quando a quando s’andava crescendo per la
+ferina avidità del sangue dei nostri Tiranni,
+l’altro più atroce ancora, più straziante, e
+più tormentoso e terribile, vuolsi dire l’acuto
+e continuo dolore che un’anima generosa scote
+nel vedersi non solo mal corrisposta nelle sue
+<span class="pagenum" id="Page_73">[73]</span>
+mire, ma ne manco dagli altri tampoco compresa
+ne’ suoi disinteressati progetti, ne’ suoi
+santi sagrificii, e la dio mercè quest’ultimo
+più non dobbiamo sopportare checchè voi
+Azelio col vostro Balbo ne pensiate in contrario.
+Sì ci deve goder il cuore, che il popolo
+già abbia imparato la fonte salutare, già sia
+corso ad attingervi l’onda vitale, e dimostro abbia
+di non volersi sì presto saziare; che l’attenzione
+ai grandi movimenti destati dalla civiltà
+si cominci a manifestare anche nelle officine
+e negli abituri tanto in villa che nella
+campagna; che anche le masse più inerti ora
+si agitino, e che per rendere proficua quell’agitazione
+nient’altro abbisogni fuorchè un
+impulso.
+</p>
+
+<p>
+Ma quest’impulso vuolsi dare da noi, senza
+il concorso di principe italiano, senza lo
+sussidio dello straniero, gli uni e gli altri,
+se ci volgiamo un momento al passato, ci
+tradirono sempre.
+</p>
+
+<p>
+Sarà per interessarsi a nostro pro l’Austria,
+che su tutta la penisola vorrebbe distendere
+le ladre sue zanne? forse l’Inghilterra la
+quale in Malta si governa prepotentemente
+del pari che i nostri Principi in Italia, la
+quale giunse ad annientare in quell’isola tutta
+cosa, la quale potesse ricordare agli abitanti
+d’appartenere alla nostra nazione? Perocchè
+dal <i>Giurì</i> in fuori non v’ha legge, non
+<span class="pagenum" id="Page_74">[74]</span>
+v’ha regola, nella procedura di qualsiasi
+atto del governo, non v’ha instituzione che
+comprovi tampoco la libertà Britanna, che
+non accusi anzi il più assoluto dispotismo.
+L’università ridotta al punto che qualsiasi
+ginnasio più piccolo, peggio in piedi è a
+quella superiore immensamente per ogni risguardo,
+l’istruzione bandita, l’educazione
+affidata da un anno ai Gesuiti, il commercio
+languente per la mala fede dei Negozianti,
+la religione manomessa dai protestanti, e dai
+gesuiti, che tra loro fanno a gara in essere più
+generosi, e larghi. La persecuzione agl’Italiani
+portata ad un grado incredibile, perchè
+quivi non si fermino, e non possano riaccendere
+lo spento amor patrio&#8205;<a class="tag" id="tag7" href="#note7">[7]</a>. Libertà di
+stampa per lanciar contro il prossimo, villanie,
+insulti, e calunnie, per propagar l’immoralità,
+e l’odio all’Italia, ma non per
+discutere su cose di scienza, di letteratura,
+e di politica; che anzi cose pubblicate in
+Piemonte ed in Lombardia coll’approvazione
+della censura non poterono quivi venire ristampate,
+e gl’Italiani emigrati dal governo
+fortemente proibiti di pubblicare checchesia
+dal Novembre del 1845, contro il qual ordine
+<span class="pagenum" id="Page_75">[75]</span>
+si può leggere l’inutile protesta fatta subito
+dopo dal migliore, anzi dall’unico buon giornale
+il Mediterraneo; e soppressa la cattedra
+di Storia, e di Economia politica perchè
+tendenti a liberalismo, e le altre rette da persone
+pressochè imbecilli; insomma barbarie,
+oppressione, e schiavitù in tutto e per tutto.
+Forse la Russia parteggierà la nostra causa,
+il cui padrone giunse ad uno scalino più su
+di tutti gli altri tiranni, tenendo schiava, non
+che il popolo, la stessa nobiltà? Forse la
+Prussia il cui Re tiene a bada i suoi sudditi
+con rinnovare le promesse a quando a quando
+di concedere le riforme chieste al suo
+padre, e con promoverle giammai? Forse la
+Francia che sempre ci frodò e perfino quando
+le sarebbe tornato a grandissimo suo vantaggio
+il darci il suo patrocinio? Forse la
+Spagna tuttora incerta sulla via che ha da
+battere per risanarsi, e che troppo per conseguenza
+ha da pensare per se? Io non veggo
+in verità su chi si possa riposare da noi,
+giacchè le Nazioni che potrebbero non vogliono,
+quelle che vorrebbero non possono,
+e quando fia che possano anch’esse più non
+vorranno giovarci. Tanto è vero che l’invidia,
+la gelosia può dappiù sull’animo degli uomini
+quasi sempre della generosità!!! Ma se non
+dobbiamo confidare nel braccio degli Stranieri,
+tanto meno poi abbiamo seguire il consiglio
+<span class="pagenum" id="Page_76">[76]</span>
+di Voi, di Balbo, di Gino Capponi, e di tutta
+la schiera dei moderati, che per una strana
+combinazione rilevo appartenere tutti alla
+prosapia de’ Semidei, alla aristocrazia della
+nobiltà, che vorrebbesi rimettere in piedi
+negli altri paesi d’Italia, siccome serbasi
+ancora in Piemonte, eccettuatone un solo,
+che non nomino perchè porto fiducia presto
+si ricreda pubblicamente, ed il quale è del
+ceto secolare, dir voglio del popolo, e questi
+fu, quantunque avveduto e di felicissimo ingegno,
+tratto nella rete, men che egli e noi
+ci pensassimo; sì, tanto meno poi abbiamo a seguire
+il vostro consiglio e riporre la nostra speranza
+nella confederazione dei nostri Signori.
+</p>
+
+<p>
+Ogni confederazione dei Principi Italiani,
+oltre ad essere difficilissima sia perchè non
+ci pensano e non ci vogliono menomamente
+pensare, sia perchè niuno fra essi si eleva
+per energia d’animo dal livello dei vili, pronti
+ad adulare sempre a chi loro soprasta, e ad
+incrudelire contro chi loro obbedisce, e non
+mai a difendere i propri diritti con calore,
+ed a tutelare gli altrui, non potrebbe
+poi effettuarsi che a danno della nostra
+nazionalità, il perchè con apportare qualche
+piccola modificazione governativa nel nostro
+paese troncherebbe affatto ogni via alla nostra
+indipendenza, al risorgimento della nostra
+libertà; un vetro ustorio tutti sanno
+<span class="pagenum" id="Page_77">[77]</span>
+concentrando e condensando i raggi solari ne
+avviva e centuplica la forza e la luce, il medesimo
+opererebbe in nostro danno una confederazione
+Italiana, perchè in un punto adunando
+e raccogliendo le forze dei nostri Tiranni,
+accresceria di peso quel giogo che segnatamente
+con tutta la lor possa di volere
+e di mezzi premono sulle nostre cervici. Sarebbe
+buona tal confederazione nel caso che
+i nostri Principi avessero buone intenzioni
+verso i loro sudditi, e fossero impediti a metterle
+in pratica dall’influenza, dall’oppressione
+straniera, allora unendosi potrebbero come
+suol dirsi, tener al Tedesco il <i>bacino alla
+barba</i> e conseguire l’intento loro; ma questo
+caso non è il presente, la tirannia dei nostri principi
+supera quella dello stesso Tedesco, quella
+di qualsiasi oppressione mai abbia avuto l’Italia
+od altra nazione nei tempi passati, ed abbia, e
+possa avere nei giorni avvenire; ed il
+darsi fra loro la mano in ogni altro caso
+torna peggiore alla nostra condizione presente
+futura che non l’istessa attuale schiavitù in
+cui siamo, la qual cosa parmi abbia dimostrato
+assai bene il Ricciardi nel suo libro che
+non è molto pubblicò in Parigi.&#8205;<a class="tag" id="tag8" href="#note8">[8]</a>
+</p>
+
+<p>
+E quello che non possiamo, non dobbiamo
+sperare da molti in massa, potremo e dovremo
+sperare da uno? quello che uniti i nostri
+<span class="pagenum" id="Page_78">[78]</span>
+Principi non hanno il coraggio, la volontà,
+ed il solo pensiero di fare, potrà uno d’essi
+di per se aver tanto di ardire da tentare, e
+tanto senno da volere? Lasciamo che parecchi
+d’essi brutti di danaro, privi di milizie,
+ed alcuni imbecilli del tutto, che in verun modo
+anche volendolo non potrebbero metter mano
+ad una cosifatta impresa: sarà il Papa colui
+che porrassi alla testa degl’Italiani, il
+quale crede dovere suo strettissimo il seguire
+l’esempio de’ suoi antecessori? Sarà un
+Gregorio XVI. il quale fa a gara col Re di
+Piemonte, col Re di Napoli per ottenere la gloria
+d’essere il più famoso fra i Tiranni suoi
+contemporanei in Italia, che con valore gli è
+da que’ due disputata? Davvero non parmi
+possibile che vi siano taluni che idoleggiano
+una tal idea, come non parmi possibile potersi
+scrivere anch’oggi in discolpa dei Papi
+rispetto alle vicende antiche del nostro paese;
+riandiamo adunque un momento la storia.
+Chi furono se non i Papi che divenuti capi
+politici, datisi a combattere, trovatisi in pericolo,
+abbandonati dai Greci si diedero in
+braccio dei Franchi, e comprarono la sovranità
+dell’esarcato, e della Pentapoli col prezzo
+enorme dell’indipendenza della nazione?
+Chi chiamava per ben due volte Pipino
+mentre duravano le lotte col Longobardo
+Astolfo? Papa Stefano II. Chi traeva sull’Italia
+<span class="pagenum" id="Page_79">[79]</span>
+le armi di Carlo Magno? Papa Adriano I. Chi
+chiamava le falangi barbare del Sassone Ottone
+contro un Re italiano? Papa Agapito. Chi
+le richiamava contro gl’istessi Romani? Papa
+Gregorio V. Chi commoveva primo nelle viscere
+italiane il tosco guelfo e ghibellino?
+Papa Alessandro II. Chi invocava il Tedesco
+figliuolo di Federico Barbarossa contro l’Italiano
+Tancredi Re di Napoli? Papa Celestino
+III. Chi ritraeva Carlo d’Angiò con
+armata di saccheggiatori barbari contro il
+Napolitano Manfredi? Papa Adriano IV. Chi
+poi alla sua volta traeva sulla misera Italia,
+e contro Carlo d’Angiò il Tedesco Imperatore
+Rodolfo? Papa Adriano V. Chi richiamava con
+altre e più infeste armi Carlo d’Angiò contro
+la Romagna? Papa Martino III. Le stragi civili
+fra i Colonna e gli Orsini donde ebbero l’origine
+e ’l fomento? Da Papa Bonifacio VIII. Chi
+alzava contro le vite e la libertà degli italiani
+Lodovico di Baviera? Papa Giovanni XXII.
+Diremo noi le orrende sciagure tratte su
+l’Italia dal Guelfismo seduto in Avignone,
+quando per sue politiche passioni faceva mettere
+a ruba e a sangue queste nostre già tanto
+misere contrade per mano di scorribande
+tedesche, brettone, mandate a combattere i
+Principi Italiani? Chi chiamava lo straniero
+Luigi d’Angiò contro il Re di Napoli Ladislao?
+Chi contro il medesimo da poi l’Ungherese
+<span class="pagenum" id="Page_80">[80]</span>
+Sigismondo condusse? Papa Giovanni
+XXIII. Seguendo di tal passo verremmo
+fino al termine della istoria italiana, di cui
+qui non siamo che ad un terzo, verremmo ai
+tempi moderni, al giorno che corre, e sempre
+toccando con mano che le precipue nostre
+calamità originarono dal Governo Pontificio.
+E noi c’intenderemo con alcuni a riporre la
+nostra fiducia nel Papa? In un Gregorio XVI,
+che tutti i suoi antecessori non solo imitò ma
+superato ha di gran lunga nell’incatenare ed
+opprimere la patria nostra? Ah non fia giammai!
+Torciamo lo sguardo da un uomo che
+dovrà essere esecrato per tutte le età, in tutti
+i paesi ed in tutte le lingue, e che anima e
+corpo dovria piombare tosto nel centro d’inferno
+a formare il zimbello, anzi il disprezzo
+degl’istessi Demoni, perchè non vada del
+tutto a ruina quell’augusta religione, di cui
+senza intenderla nelle sue sublimità, e ne’
+suoi doveri è destinato ad esserne il sommo
+Gerarca; imitiamo i Longobardi, i quali
+noi chiamiamo barbari, ma intanto essi c’insegnano
+col loro esempio che vuolsi rispettare
+il Papa, ma si deve ad ogni patto
+disgiungere la forza dei due poteri.
+</p>
+
+<p>
+Veniamo al Re di Napoli, sarà forse costui
+che vorrà parteggiare la causa Italiana? un
+Ferdinando sulla cui faccia è ancora fresco
+e fumante il sangue dei martiri d’essa, dei
+<span class="pagenum" id="Page_81">[81]</span>
+fratelli Bandiera? Un uomo che inventò supplizj,
+torture, e prigioni di nuova foggia, da
+disgradare tutti i già conosciuti tormenti
+in atrocità? Un uomo che quando fu costretto
+a perdonare, e mutare la sentenza di morte
+in un carcere a vita, volle montassero gli
+incolpati sul patibolo e tra le mani del Boja
+rendessero grazie alla sua clemenza?&#8205;<a class="tag" id="tag9" href="#note9">[9]</a> Rispondino
+per me i suoi sudditi sì dell’una
+che dell’altra Sicilia, fra cui se alcuno pruovami
+trovarsi un solo il quale ciò pensi, mi
+lascio tagliare per la mia asserzione in contrario
+la lingua.
+</p>
+
+<p>
+Sarà adunque il Re di Piemonte, sarà Carlo
+Alberto? Sì, sì, mi rispondono più voci, sì, sì,
+sento ripetermi in eco dai liti nostri, sì, sì mi
+rispondete voi eziandio o Massimo. Ebbene eccomi
+alle pruove, che con voi disinganneranno
+tutti gli altri Italiani nel cui capo ha potuto
+trovar nicchia una sì stolta, sì pazza opinione.
+</p>
+
+<p>
+In verità più io ci penso, e meno posso
+darmi ragione dei motivi, che a quest’ora
+possono ancora indurre in errore gl’Italiani
+rispetto alla volontà, al coraggio,
+al carattere di Carlo Alberto. Che cosa
+<span class="pagenum" id="Page_82">[82]</span>
+ha egli mai fatto fin’ora da appalesare
+la più piccola disposizione ad un tal passo?
+abbandonò forse la verga del dispotismo con
+cui flagellava li suoi sudditi? Si pentì forse del
+passato suo infame, o mostrò tampoco di voler
+coll’avvenire rimediarvi? Perdonò a suoi
+compagni del ventuno sì malvagiamente abbandonati
+da lui? Richiamolli ne’ suoi stati
+senza costringerli ad avvilirsi a giuramenti
+ai quali niun uomo di carattere potrà mai
+sottomettersi? ha mai manifestato fermezza
+di volere almeno tanta, da non farsi chiamare
+una frasca, da non lasciarsi condurre pel naso
+ora da uno, ora da un’altro de’ suoi ministri?
+Si è mai slacciato dal guinzaglio con
+che i gesuiti da pezza lo muovono a loro talento?
+dalla museruola che i suoi grandi di
+corte gli posero alla bocca per lasciarlo, e
+farlo parlare solo quando loro torna a vantaggio?
+ha mai frenato la prepotenza della
+nobiltà piemontese? ha mai seguito l’esempio
+de’ suoi maggiori in cessare ogni vessazione
+contro i Protestanti, e promossa la tolleranza
+religiosa, che Emmanuele Filiberto
+loro usava? ha concesso forse tanto agli Ebrei
+da non tentar di affogarne nella miseria e nella
+immondizia la generazione? ha mai egli resa
+più libera, più facile l’istruzione de’ suoi sudditi?
+ha dato leggi quali si esigono dai tempi,
+giuste ed uguali per tutti alli suoi popoli?
+<span class="pagenum" id="Page_83">[83]</span>
+Rispondetemi o Massimo voi che tanto v’intesi
+a sfiatarvi in commendarlo, che di tutto
+questo egli operò anche in minutissimo grado?
+nulla, nulla affatto, se non che passionato
+altrettanto che pel inginocchiatojo e pel Crocifisso,
+per la milizia, mise su un corpo di truppe
+che non stanno forse al disotto di verune altre
+per la loro perizia in ogni sorta di guerreschi
+esercizi, e le quali sono una vera peste pel paese
+stante la loro oltracotanza, e le spese che si
+richiedono pel loro mantenimento, cose che
+volentieri sopporterebbero i Piemontesi, qualora
+potessero sperare tampoco di vederle muovere
+per la causa italiana, ma che invece lamentano
+in continuo non rilevando in esse altro
+che <i>polvere pe’ gonzi</i>, ed un’inutile ambizione.
+E lo stesso vuolsi dire del patrocinio che egli
+dimostra per le belle arti, il quale gli procaccierà
+qualche lode, farà obbliare per qualche
+momento le tante sue colpe, ma nell’istesso
+tempo prova mirabilmente la sentenza d’Angiolo
+Brofferio che le belle arti più fiorirono,
+e più fioriscono in un paese quand’esso più
+è stretto dai ferri della schiavitù. Ma perchè
+non crediate asserisca ciò gratuitamente entrerò
+in materia più assai che non dovrei con
+un altro, il quale avesse qualche cognizione
+del governo sardo.
+</p>
+
+<p>
+Dalle leggi, e dal modo di farle osservare
+più che non da qualsiasi altra cosa
+<span class="pagenum" id="Page_84">[84]</span>
+si può conoscere lo stato d’un governo.
+Però che nelle leggi sta il vero bene degli
+uomini, dalle leggi la volontà degli uomini
+retta e scevera da passioni vien dichiarata;
+perchè le leggi natura dapprima le stampava
+ne’ cuori, ed appresso la società scrivendone
+i codici alle varie condizioni de’ suoi bisogni
+le attemperava; perchè esse sono il voto del
+popolo o interpellato o presunto, il voto del
+popolo, che a ben proprio e degli altri patteggia
+limiti e facoltà, premi e pene consente.
+Un codice infatti nuovo di leggi ha lo stato
+di Sardegna per opera di Carlo Alberto, ma
+quali sono queste leggi? sono quali abbisognavano?
+vi risponda per me l’ombra venerata
+del Conte Barbaroux, il miglior ministro che
+abbia mai avuto, e mai incontrerà d’avere il nostro
+paese; questi, tutti sanno, aveva avuto
+dal Re l’incarico della compilazione del nuovo
+codice, e come uomo profondo quant’altri
+mai sia stato nelle scienze legali, d’alta nobiltà
+d’animo, di vastissime viste, e dei più sublimi
+intendimenti, e fornito a dovizia di tutte
+quelle eccellenti qualità che si richieggono ad
+un magistrato, rivolse ogni cura all’opra,
+ad affrontare contrasti, ed indicibili fatiche,
+e non badando nè a sudori, nè a sagrifici,
+nè alle nimicizie, od agli odii che si
+traeva contro principalmente dalla nobiltà,
+condusse il suo lavoro a termine, e preparato
+<span class="pagenum" id="Page_85">[85]</span>
+aveva allo stato Sardo un codice, che sotto
+qualsiasi punto si considerasse non poteva
+che commendarsi, perchè a tutto aveva avuto
+e mente e coraggio di farsi incontro, a tutto
+provveduto come si doveva da un uomo pari
+suo che mettesse la giustizia in cima d’ogni
+sua azione, d’ogni suo desiderio, affetto, e
+pensiero. Terribili guerre e pubbliche e private,
+che discendevano fino alla viltà della
+calunnia egli ebbe a sostenere per fare
+che il suo codice fosse appruovato; non è
+martirio che si possa mettere in confronto di
+quello sofferto da quella grand’anima per
+difendere ogni sua proposizione, combattere
+ogni malvagia altrui interpretazione, appianare
+ogni contorcimento fatto alle sue idee dai
+suoi nemici, ma alla fin fine credevasi in porto,
+confusi i suoi oppositori e messa berta in
+sacco, Carlo Alberto gli dava solenne parola
+che il suo codice sarebbe stato adottato per
+gli stati senza modificazione di sorta. Passò
+qualche tempo ed il codice del conte Barbaroux
+compare alla luce mutilato, innovato,
+manomesso da capo a fondo dai nemici di lui
+per modo, che egli a tal vista recossi immantinenti
+dal Re a chiedere licenza della sua carica
+di <i>Segretario e Ministro di Stato col
+portafoglio per gli affari di grazia e giustizia</i>,
+il Re lo accolse con amorevoli parole,
+come sogliono tutti i traditori, e non volle
+<span class="pagenum" id="Page_86">[86]</span>
+permettere che egli si ritirasse dal suo impiego;
+cosicchè il ministro ricondottosi a casa
+straziato nell’animo, e col pensiero di quell’inganno
+che gli bolliva in mente, poco andò
+che divenne taciturno, incerto nel guardo,
+temente di tutti, e facile a soliloqui che pareva
+dessero a sospettare gli fosse per dar volta
+il cervello, di fatto un giorno dalla somma
+galleria del palazzo del ministero si gettò giù
+nel sottostante cortile e rimase freddo, sfracellato
+sul colpo con dolore acutissimo di
+quanti nel nostro paese sono capaci d’ammirare
+un uomo che per ogni rispetto grande si
+poteva appellare.&#8205;<a class="tag" id="tag10" href="#note10">[10]</a>
+</p>
+
+<p>
+Ma fosser almeno fatte osservare egualmente
+per tutti le leggi d’un tal codice, sarebbe sempre
+minore il male! che giova la legge se altri
+non vigila a porvi mano? opera in che poggia
+la ragione ad un tempo e la origine de’ governi,
+sia che molti o pochi, od alcuno soltanto
+ne pigli le redini; origine e ragione, che tutta
+consiste in ciò di far valere l’autorità sacrosanta
+delle leggi. E come le leggi a beneficio
+del corpo sociale furono e sono date,
+chiaro è la istituzione de’ governi a ciò propriamente
+<span class="pagenum" id="Page_87">[87]</span>
+essere destinata che per via delle
+leggi procurino il bene dei popoli; chè non i
+popoli a beneficio dei governi, ma i governi a
+salute dei popoli sono posti ed ordinati. Ed in
+Piemonte voi non potete niegarmi che per
+molti non ci sono leggi; che i Nobili possono
+fare da più o meno quel che più loro
+torna a bene e a piacimento; che l’integrità
+d’animo rispetto a molti rappresentanti della
+Sovrana Autorità non è pure conosciuta; che
+il militare è quivi odiato perchè oltre ogni
+credere prepotente, ed insultante.
+</p>
+
+<p>
+Ma ditemi, vi prego; qual è il vero bene dei
+popoli, a cui procurare sono promulgate le leggi,
+o delle leggi detti custodi, ministri e vindici
+sono i magistrati, bracci, o menti altrettante
+dei Governanti e dei Re? Questo bene è giustizia,
+la quale tiene bilancia pari e diritta,
+ond’abbia ciascuno il debito suo: giustizia
+che in ogni cosa vuol salvo l’ordine, che i
+diritti alterna coi doveri, e questi con quelli
+ragguaglia e misura; giustizia che madre
+è di concordia e di pace, che fa le
+nazioni fiorire, che è stabile fondamento
+dei Troni, che di tutte sociali virtù è sodo
+principio, caldo eccitamento; giustizia che l’amore
+di noi coll’amore dei nostri simili, le
+private ragioni con le pubbliche, l’autorità
+coll’obbedienza, il servigio coll’impero, gli onori
+coi carichi, le privazioni coi compensi,
+<span class="pagenum" id="Page_88">[88]</span>
+l’opera colla mercede in bell’accordo stringe
+ed avvicenda; giustizia che il cittadino ed il
+soldato, l’uomo del campo e l’uomo del foro,
+il sacerdote ed il magistrato, il suddito ed il
+principe, tutte le condizioni, tutti gli stati con
+bella reciprocanza di vincoli congiunge, e rende
+la società una famiglia i cui membri son
+tutti fratelli. Adunque il grande ufficio dei governi
+dimora in ciò che vegliando le leggi
+procurino la giustizia, e con essa la conservazione,
+e quanto è dato la perfezione, il miglioramento
+del corpo sociale. E quest’ufficio
+è desso compiuto in uno stato, dove come nel
+nostro da certi individui si possano commettere
+ogni maniera di prepotenti azioni? dove
+la così detta <i>via economica</i>&#8205;<a class="tag" id="tag11" href="#note11">[11]</a> sia come nel nostro
+cotanto in uso? dove non s’abbia dai governanti
+tema alcuna di abbandonare, tradire,
+ed oltraggiare gli interessi de’ sudditi
+per non curanza, per favore, e per orgoglio?
+Dove non si voglia menomamente intendere
+che i rappresentanti ed i ministri della pubblica
+<span class="pagenum" id="Page_89">[89]</span>
+autorità deggiono essere in pari tempo
+i rappresentanti ed i ministri della pubblica
+virtù, che la loro potenza non è altro che un
+augusto dovere? Dove il Principe il quale porta
+in mano la sacra coppa che racchiude i più
+gran benefizi dell’umana società, la sicurezza
+e la pace, pare goda di aizzare le discordie,
+li odii delle classi, delle provincie, delle masse,
+non meno che delle famiglie? Dove insomma
+non vuolsi capire che il giusto operare, il
+giusto vivere mentre ne’ privati cittadini è
+un limite, un freno, diventa nei governanti
+una potenza attiva, energica, infaticabile, austera
+insieme e generosa?
+</p>
+
+<p>
+E che ciò sia vero, e che questi ed altri abusi
+corrano nel nostro Piemonte, potrete convincervi
+anche voi se mi terrete dietro ancora
+qualche poco. La nostra aristocratica nobiltà
+per esempio è al punto da nulla invidiare al
+feudalismo antico, prepotenze da una parte,
+prepotenze dall’altra, e sempre impunite,
+sempre invendicate, e guai a chi osa torcerle
+un pelo, anzi a farle rimostranze contro, anche
+moderatissime! Un conte di Robilant marito
+della prima Dama d’onore della Regina, colonnello
+delle Guardie uccide un suo servo col
+bastone, perchè restio al suo dovere; con una
+pistola un’altra volta manda le cervella in
+aria ad un altro, perchè osa rispondergli;
+dalla finestra fa saltare giù una cameriera
+<span class="pagenum" id="Page_90">[90]</span>
+che si rifiuta alle sue voglie, e per castigo di
+tutte queste barbare azioni indovinate Azeglio
+qual sentenza abbia avuto contro dal Re?
+otto giorni di reclusione ne’ suoi appartamenti,
+ed il consiglio di dare qualche
+sovvento ai danneggiati. Una marchesa di
+Bernessi ha ottocento mila franchi di debito,
+i creditori le fanno pressa, il Re mosso a
+compassione di lei con un motuproprio ossia
+<i>biglietto regio</i> la dispensa di pagare chicchessia.
+Un marchese di Cavour muore, lascia
+un miglione e più di franchi di debito, il Re
+mosso a pietà della situazione del figlio, gli
+concede un biglietto regio di dispensa, ed i
+creditori restano belli e pagati senza squilibrio
+della sua famiglia: almeno di questo privilegio
+se ne fosse valso in condurre una vita lodevole
+il marchesino! ma invece si diede in braccio
+al vizio opposto di quello che dominava
+il suo padre, all’avarizia, per modochè mentre
+copre la causa di Gran Vicario di politica
+e polizia gode la fama di principe fra gli
+usurai, di vero boja del commercio nelle Piemontesi
+contrade. Un Marchese di Sommariva,
+che voi al vederlo lo direste il primo
+eroe, il primo guerriero del mondo per le
+mille croci che tutto gli coprono il petto,
+sappiate che è il più vigliacco ed il più prepotente,
+e schifoso nobile dei nostri stati; di
+<span class="pagenum" id="Page_91">[91]</span>
+viltà diede ampia testimonianza allorchè dopo
+d’avere insultato al segretario della Legazione
+Francese il sig. Neivs, rifiutò il duello a cui
+questi con ragione lo aveva invitato, e s’umiliò
+a chiedergli scusa quando poi l’ambasciatore
+di Francia alzò la voce. Di prepotenza, e
+schifosità mille sono le pruove date nel corso
+di sua vita ogni qualvolta alcuni osarono
+presentargli la nota di qualche debito arretrato,
+che quando meglio si comporta in tai
+casi è di strapazzare, minacciare, e far prendere
+a calci da’ suoi servi, i suoi creditori
+se non sono più che lesti al primo cenno che
+loro fa, d’infilare la porta ed uscire; e
+negli stupri, negli adulteri; e negli sverginamenti,
+nelle quali imprese è diventato sì
+famoso, che ora è vero timore delle ragazze,
+delle spose al paese, ove recasi a villeggiare.
+Eppure quegli non solo andò sempre
+impunito delle sue ribalderie, de’ suoi infami
+trionfi sul campo d’amore, ma gode sì fattamente
+la grazia di Carlo Alberto, che ultimamente
+lo elesse Generale; che potè anzi perfino
+il suo ruffiano Bojone far elevare poco
+per volta al grado di Colonnello d’armata, e
+di Segretario dell’ordine dei Cavalieri di S.
+Maurizio e Lazzaro! Un conte di S. Giorgio
+tenente nel reggimento di Piemonte Reale,
+spara una pistola nel volto ad una signora
+perchè non vuole accettare la sua dichiarazione
+<span class="pagenum" id="Page_92">[92]</span>
+d’amore, e gli rigetta una lettera, ed
+ha per punizione il consiglio di recarsi in
+permesso onde evitare il mal’umore e la vendetta
+dei congiunti di lei! Un ministro degli
+affari esteri, il conte Solaro della Margherita,
+dopo stare gran parte della mattina inginocchiato
+avanti gli altari nella chiesa dei
+frati della compagnia di Gesù, ingravida la
+superiora delle suore del Santissimo Sacramento,
+e per evitare lo scandalo l’induce a
+fuggire in compagnia del cappellano con settanta
+mila franchi che stavano in cassa del
+convento, li munisce di passaporto ministeriale,
+sparge la favola che ardenti di reciproco
+intenso amore se ne erano iti in
+Isvizzera, fa eleggere un’altra superiora, fa
+riempiere nuovamente la cassa dalla bonarietà
+della rimbambita Regina vedova Maria
+Cristina, ed ha complimenti di vera filantropia
+dal Re Carlo Alberto! Un avvocato Cunietti
+amoreggia con un’amabile figlia del ministro
+di Olanda, ne è corrisposto, e la ruba; il
+padre desolato reclama al trono di S. M. che
+gli sia usata giustizia, si frappongono i Gesuiti
+a cui ricorse il giovane, onde ottiene nulla;
+si ritira presso la sua nazione rigettando per
+viaggio la gran croce dei Cavalieri di S. Maurizio
+e Lazzaro, che il Re ebbe fronte d’inviargli
+in compenso de’ suoi servigi, quando la figlia
+vien messa nel ritiro del S. Cuore di Gesù, e
+<span class="pagenum" id="Page_93">[93]</span>
+quivi per forza convertita alla cattolica nostra
+Religione, e maritata quindi con un nobile
+signore, sdegnando essa d’unirsi in isposa
+al suo amante perchè conobbelo d’indole malvaggia;
+il quale per castigo è nominato vice
+console Sardo in Algeri! mentre tutti li suoi
+compagni senza demeriti e con molti meriti
+non hanno impieghi e cariche di sorta.
+</p>
+
+<p>
+Un Sindaco d’un prefetto sulle fini del Canavese,
+in vicinanza delle lande di S. Maurizio,
+dove si sogliono tenere gli accampamenti
+militari per istruzione delle truppe sarde,
+ricorre egli in persona al R. Ministero verso
+l’autunno del 1842 per avere soddisfazione
+dell’assassinio commesso sulla persona dell’unica
+sua figlia da alcuni soldatacci, e vien
+rimandato con le seguenti parole: avete tutte
+le ragioni ad ottenere quello che dimandate,
+ma come si fa a conoscere i colpevoli? d’altronde
+al male più non puossi ovviare, e
+saria uno scandalo troppo grande il palesare
+il fatto; ascoltate il nostro avviso, abbiate
+pazienza, rassegnatevi alla Volontà di
+Dio, il quale ha permesso, forse per esercitare
+la vostra virtù, che la vostra figlia
+facesse quella miserabile fine; d’altronde procurereste
+un troppo grave dispiacere al vostro
+Sovrano, il quale tanto raccomanda la
+moralità nei Soldati. Si ritira il buon vecchio
+a sua casa, ammala, e muore anch’esso
+<span class="pagenum" id="Page_94">[94]</span>
+dal dolore della morte atroce della figlia,
+e dallo sdegno di non vederla giustamente
+vendicata. Ed il fatto è pure dei più gravi,
+e dei più imperdonabili che si possano da
+uomo commettere! Figuratevi! oltrepassavano
+il numero di dodici i soldati, erano ebbri dal
+vino ed accesi dalla libidine, veggono la avvenente
+ragazza sulla porta del giardino che
+faceva calza canterellando, si avvicinano in
+bel modo colla scusa di vedere il giardino, ed
+accorgendosi di non essere veduti da persona
+viva, l’assalgono, le mettono una pezzuola alla
+bocca bene stretta, la distendono in un solco,
+e l’uno dopo l’altro isfogano tutti su d’essa
+la loro brutale passione, mentre la candida
+ed innocente giovine rende l’anima al suo
+Creatore di mezzo alle due porche tra cui
+l’avevano quegli inumani lasciata.
+</p>
+
+<p>
+Ma udite, ancora: voi sapete che il Duca di
+Lucca mandò il suo figlio a compiere la sua
+educazione in Piemonte: Carlo Alberto lo
+arruola nel reggimento di cavalleria <i>Novara</i>,
+ed il Principino Augusto esordì da
+bel principio con ogni sorta di indegne azioni
+a rendersi ridicolo e sprezzato, a dar saggio
+di quanto si possa sperare dal suo avvenire,
+ed il Re invece di correggerlo e punirlo lo
+premia, e se lo tien affezionato come una volta
+si teneva la contessa di Robilant, e gli
+paga tutti i debiti, che a quando, a quando
+ascendevano ad incredibili somme. Un giorno
+<span class="pagenum" id="Page_95">[95]</span>
+il Duchino si trovava in una città di provincia,
+e se non erro in Pinerolo, si reca egli in
+persona dall’impresario pei foraggi delle
+truppe, lo rampogna dapprima perchè non gli
+abbia inviato la provvisione di fieno per
+venti cavalli, come gli aveva mandato a
+chiedere, il signor Del-Pozzi che era l’impresario
+con bella maniera gli osserva esser
+egli solo autorizzato a suppeditargli la provvista
+per quattro cavalli dal ministero, e
+non aver egli inteso di fare un rifiuto a
+lui, ma sì tanto di scansare il giogo d’un
+obbligo ingiusto. A ciò l’Altezza Serenissima
+e Reale minaccia il Del-Pozzi il quale avendo
+osato ancora parlare, egli vibrogli allora
+un calcio nel basso ventre, per cui quegli stramazza
+a terra, ed in pochi giorni morì. Si
+sparge la cosa, ricorrono ai re i congiunti dell’infelice,
+ne parlano e romoreggiano i giornali
+di Francia, e Carlo Alberto regala il
+<i>gran collare dell’ordine supremo della SS.ma
+Annunciata</i>, al Prode Principe, lo innalza
+al grado di Colonnello, tuttochè non sapesse
+star a cavallo, e non s’intendesse nulla,
+affatto nella milizia, giacchè le sue occupazioni
+erano da mane a sera di far lo stordito,
+far all’amore, e far chiasso per lo
+paese. Vita che conducano quasi tutti i disperati
+Nobili, Spagnuoli, Portoghesi, Italiani,
+e Polacchi che rifuggiati in Piemonte
+<span class="pagenum" id="Page_96">[96]</span>
+ottennero gradi, pensioni, stipendii, onoranze,
+e tolleranza a tutte le loro vili e vergognose
+azioni.
+</p>
+
+<p>
+Eppure se il nostro Re avesse un pò di sale
+in zucca, torrebbe ben di mezzo un tale
+scandalo! un tal disordine, che in niun modo
+gli può convenire!...
+</p>
+
+<p>
+Ma oltre a cotesti fatti, a cui niuno può muovere
+un tal qual dubbio, ed a cui potrei aggiungerne
+mille, ascoltate questo eziandio di recentissima
+data: un Romano, il sig. T. P. impiegato
+da dieci anni al servizio del nostro Re, il quale
+in tutto il volgere di questo tempo mai diede
+motivo alla più piccola lagnanza sul suo conto,
+bene visto da tutta la subalpina gioventù, accolto
+con amorevolezza nelle più distinte case,
+giovane gentile, onesto, e del bel mondo, un
+giorno riceve per mezzo d’una guardia di
+polizia un biglietto col quale il Commissario
+Tosi ispettore della bassa polizia lo invitava a
+passare da lui un momento nella giornata.
+Egli colla massima premura, di nulla sospettoso,
+perchè di nulla si conosceva colpabile,
+aderisce all’invito e si reca al palazzo del
+comando, dove chiesto del suddetto commissario,
+che si fa dare dell’avvocato mentre non
+sa pure iscrivere due parole in ortografia corretta,
+viene tosto da due birri introdotto in un
+gabinetto dove un uomo alto della persona, di occhi
+grifagni, di nera e folte sopracciglia, con calzoni
+<span class="pagenum" id="Page_97">[97]</span>
+neri, abito bleu, giustapetto grigio di <i>piquet</i>
+e cravatta bianca ed altissima, sedeva ad
+una scrivanìa. Questi subito s’alzò al vedere
+il nostro Giovinotto entrare e presentarsigli
+umilmente, indi coi più duri modi, colle più
+aspre villanie, e col più infernale sarcasmo
+tolse a canzonarlo, a deriderlo più che non a
+riprenderlo; del qual trattamento chiedendo
+la cagione commosso, ed indispettito non che
+maravigliato il nostro signore ebbe delle minaccie
+in risposta se anco avesse osato dire
+una parola. Pochi istanti dopo il Commissario
+si taceva, ed egli credeva, che essendosi isfogato
+così, l’avria lasciato andare in libertà,
+epperciò già macchinava in mente di farsi
+dare, con uno schiarimento, una soddisfazione
+di simile condotta tenuta contro di lui, nel giorno
+seguente; poichè più pensava, ed esaminava
+la sua coscienza e meno si trovava meritevole
+di rimprovero, non che di tali cattivi tratti
+appena, appena da potersi usare con un malfattore.
+Ma s’ingannava affatto nel suo supposto
+perocchè il Commissario data una scampanellata
+chiama due birri e loro ordina
+d’andare per una vettura; allora ei cadde in
+pensiero d’essere stato scambiato per un altro,
+e dimanda con supplichevole voce a quell’inumano
+la causa di siffatta riprensione; oh
+bella! guardate l’innocentino! risposegli tosto
+il Commissario, non sa d’aver fatto cosa
+<span class="pagenum" id="Page_98">[98]</span>
+biasimevole! quindi cangiando tuono di voce
+continuò: <i>andate con questi uomini, ed imparate
+a condurvi meglio per l’avvenire</i>. Il
+sig. T. P. si rivolse e vede i due birri, che erano
+stati mandati a prendere una vettura,
+fermi sul limitare della porta, due lacrime
+gli annebbiano gli occhi, un sudore
+di ghiaccio le investe per tutte le membra,
+un moto convulso che tutta gli agitava l’anima
+si palesa in compassionevole modo sulla
+sua sembianza; pregava col gesto, colle parole,
+e coll’espressione della persona il Tosi a
+dargli una qualche spiegazione, a dirgli in
+che si credeva egli avesse mancato; ma
+nulla gli vien risposto che più gravi ed
+amari accenti, poscia con un urtone spinto
+fra le braccia dei due arcieri, i quali l’accompagnano
+fino fuori dell’ufficio, lo fanno
+salire in carrozza e si mettono ancor essi
+l’uno per parte, e fanno segno al vetturino di
+inviarsi al <i>Correzionello</i>, luogo di prigione,
+dove sono rinchiusi ordinariamente i più gravi
+malfattori finchè non si è pronunciata ancora
+sul loro venire la sentenza dai pubblici
+tribunali. Quivi giunto quasi fuori di se, messo
+in un ampio camerone con la feccia del canagliume
+il più pestifero della società, stette
+molto, prima di riaversi, ed appena presero
+una tal calma li suoi sensi, e si riconobbe tra
+quella gentaglia, ripensava alla scena avuta
+<span class="pagenum" id="Page_99">[99]</span>
+col commissario Tosi e gli pareva di trasognare,
+che nulla dell’accaduto fosse vero; se
+non che un sergente di infanteria, (il quale
+trovavasi tra quella marmaglia, ed aspettava
+d’uno in un altro giorno, per decisione de’ suoi
+giudici d’essere tradotto o alla <i>catena militare</i>,
+o al <i>corpo franco</i> nell’isola di Sardegna,
+quantunque nulla fosse risultato in suo
+danno dall’esame, e dalla perquisizione domiciliare
+che gli avevano fatto per averlo creduto
+divulgatore di libri proibiti) gli si accostò
+per vedere di sollevarlo, e con amorevolezza
+rarissima a rinvenirsi in que’ luoghi
+prendendo a ragionare con lui, gli suggerì,
+appena udito il racconto dell’accadutogli, di
+scrivere a qualche persona di sua conoscenza
+perchè si interponessero, e gli facessero rendere
+giustizia, ed alla peggio dimandasse che
+lo sottomettessero al giudizio d’un tribunale.
+</p>
+
+<p>
+Egli abbracciò questo partito, come un marinajo
+afferra l’ancora qual unica via gli rimanga
+a salvezza; scrive una lettera ad un
+conoscente suo, il quale credeva più d’ogni
+altro potesse giovargli in tale bisogno; dà una
+fortissima mancia al custode, perchè la sia ricapitata
+senza fallo ed indugio al suo indirizzo;
+aspetta la risposta un giorno, non la riceve;
+ne scrive un’altra, la consegna ad un birro
+e gli promette una considerevole mancia se
+gli fa tenere pure la risposta, questo chiama,
+<span class="pagenum" id="Page_100">[100]</span>
+ed ha la mancia anticipata, e non consegna
+la lettera a chi dovea, siccome aveva fatto
+il giorno avanti il custode; scrive altre lettere
+ad altri, opinando che quelli a cui già
+s’era raccomandato o non potessero, o non
+volessero interessarsi per lui, ma si trova
+sempre alle stesse, i birri si beccavano i danari
+di sua cortesia, e giammai mandavano
+ad effetto le loro promesse; sicchè disperato
+non sapea a qual consiglio appigliarsi, ma poi
+rassegnatosi al destino aspettava una provvidenza
+nella procedura delli stessi suoi nemici.
+Intanto sentendo il bisogno di mutarsi i
+panni e gli abiti, e di farsi recare di casa
+del danaro, novellamente fassi a pregare il
+custode del carcere, perchè volesse egli mettersi
+di mezzo in tal cosa, ed appagare il più
+che giusto e più che discreto suo desiderio,
+ne ha mille promesse, ma nulla ottiene di felice
+risposta. Passano i tre, i quattro, i cinque,
+i sei, i sette, li otto, li nove, li dieci
+giorni, e la cosa pel nostro signore carcerato
+nè meglio nè peggio si sviluppa; se non che
+sul dodicesimo giorno riceve un baule entro
+cui non solo non poteva esservi nè tutto nè
+mezzo il suo equipaggio, ma nemmeno la decima
+parte, e colla consegna di questo ha l’avviso
+che fra pochi minuti sarebbe partito per
+alla volta di Genova in compagnia di due
+carabinieri. Di fatto di lì a poco una carrozza
+<span class="pagenum" id="Page_101">[101]</span>
+si fermava innanzi alla porta della prigione,
+e montatovi esso in compagnia di due carabinieri
+vestiti in tutta pompa della lor reale
+uniforme, si avviava giù per di Doragrossa.
+Si fosse la voce sparsa del suo
+arresto dalla padrona di casa da cui egli
+appigionava un quartiere ammobigliato, si
+fosse che alcuni di sua conoscenza lo avessero
+ravvisato nel vederlo attraversare
+di pien giorno la città nella nominata compagnia,
+non saprei ben dire, ma fatto è che
+mentre egli camminava sulla via della Liguria,
+alla sera al teatro Regio sotto ad un palco
+della prima fila affollata era la gioventù
+torinese, e chi col guardo, e chi colla parola,
+e chi cogli atti vedevasi minacciare ad una
+signora grassoccia, paffutella, e brunotta di
+carnagione. Essa cogli occhi fissi sul palco
+scenico faceva le finte di non addarsi del
+movimento sottostante; per il che istizziti ed
+agitatisi maggiormente quegli animi giovanili,
+che in ogni atto pareva intendessero a far
+arrossire quella donna di qualche sua colpa,
+fecero di tanto che tutti gli occhi si rivolsero
+ad un tratto verso il palco di lei: e queste
+parole correvano per le labbra di tutti:
+<i>vedi in quei palco la signora Garbiglietti-Pavarini,
+la è la causa dell’arresto di T. P. fuori
+del palco quella puttana, fuori, fuori la signora
+Garbiglietti-Pavarini, fuori quella puttana</i>;
+<span class="pagenum" id="Page_102">[102]</span>
+sicchè tra pel vedersi fatto segno al
+guardo, ed allo sdegno di tutto il teatro, tra
+pel sentire coteste voci, le quali venivano
+sempre pronunciate ogni qual volta sentivansi
+applauditi i cantanti, tra perchè tutta la gente
+stava rivolta continuamente a lei, le fu giuocoforza
+di uscirsene dal teatro tra le risa e
+li fischi dell’universale. Era costei moglie del
+medico Garbiglietti, e da un mese o poco più
+era in relazione col commissario Tosi, il quale
+accortosi che il sig. T. P. faceva egli all’amore
+colla sua Bella, dopo d’essere riuscito ad indurre
+lei a non più riceverlo presso di se, essendo
+pervenuto a notizia che ella lo andava a
+trovare in casa sua, prese un giorno il marito
+a parte, ed informatolo della cosa l’aveva esortato
+a fare un ricorso alla polizia contro del
+giovane signore, assicurandolo che egli avrebbe
+dato la massima attività all’affare, ed
+avrebbe troncato immancabilmente ogni relazione,
+ed ogni scandalo ad un tempo evitato.
+Il medico gran buon’omaccio non penetrò a
+fondo nell’indole del commissario, e per conseguenza
+non accorgendosi che il consiglio di
+lui era più che una generosità d’amico, una
+vendetta sua particolare, tenne il partito offertogli,
+fece il ricorso, e tra lui, ed il
+Commissario indussero la moglie a soscriverlo,
+la quale pel pensiero di mutare stallone
+aderì non solo, ma di più seguiti i loro
+<span class="pagenum" id="Page_103">[103]</span>
+consigli, accusò il giovane come uno che
+la perseguitasse dappertutto, e l’avesse minacciata
+qualora non avesse condisceso al
+suo amore, d’infamarla presso il pubblico.
+Che è mai amor di donna? due giorni prima
+fu vista inginocchiata da me sul viale del Valentino
+innanzi al giovane, e raccomandarglisi
+perchè non l’abbandonasse!!! Lo stesso
+giorno dell’arresto per coprire la trama essa
+era stata pure a trovarlo in camera per più
+d’un’ora...! così il Tosi potè completamente disfogare
+la sua bile, il suo odio, la sua gelosia
+in quel modo che dicemmo contro l’impiegato
+di S. M. il quale dopo d’essere stato cacciato
+barbaramente in prigione, malmenato,
+come abbiamo veduto sopra, e cacciato dallo
+stato qual uomo di pessima condotta, venne
+tradotto a Genova dove smontato alle carceri,
+quivi fermossi dieci giorni senza che sapesse
+nulla ancora sulla determinazione presa in
+suo riguardo. Quand’ecco venuto l’aurora
+dell’undecimo dì coll’annunzio che sarebbe
+stato portato su di un vapore Sardo fino a
+Civitavecchia, e dopo accompagnato fino a
+Roma sua patria, fu lasciato libero, gli fu
+eziandio svelata la sua colpa che fin’allora
+eragli stato un vero arcano. Non è a dire
+quanto egli siane rimasto maravigliato, ma
+non vedendo più omai appiglio convenevole
+da attaccarsi, lasciò che la sentenza del Tosi
+<span class="pagenum" id="Page_104">[104]</span>
+fosse affatto messa in esecuzione. Giunto a
+Roma gli parve d’essere rinato vedendosi in
+libertà, e passati alcuni giorni non vedendo le
+sue convenienze di quivi fermare la sua dimora
+decise di partire; e va pel passaporto;
+per cui dopo averlo fatto correre più volte
+adducendo or una, or un’altra scusa, finalmente
+un segretario dell’ufficio del buon governo
+si fece ad interpellarlo sulle ragioni che
+aveva lasciato Torino, e ben bene ponderate
+le risposte gli disse: se gli abbiamo fatto
+aspettare il suo passaporto non è per altro che
+per informarci esattamente della sua condotta
+prima che andasse in Piemonte, di quella che
+quivi tenne in tutto il tempo della sua dimora,
+e dell’attuale, presentemente non abbiamo
+difficoltà di rilasciarglielo, però la
+consiglieremmo a mutarlo in un nuovo,
+giacchè qualche segno che gli fecero sopra
+potrebbero incagliarlo non poco nel
+viaggio che intende intraprendere. L’infame
+commissario dopo averlo privato d’impiego,
+dell’amante, e sul momento, dell’onore
+eziandio, s’era ingegnato di attraversargli di
+più l’avvenire, di ruinarlo del tutto, di togliergli
+perfino il mezzo di sussistenza; ed
+ottenuto avrebbe il perfido il suo intento se
+gli amici non avessero fatto tenere all’infelice
+importanti somme in sussidio, e l’officiale della
+Polizia Romana non fosse stato assai più
+<span class="pagenum" id="Page_105">[105]</span>
+che non esso di coscienza nel prendere misure
+di rigore verso del meschino... Ma dopo
+questo accaddero già molti altri fatti, ed uno
+appunto per la sua singolarità non vuolsi
+assolutamente passare sotto silenzio: tutti
+sanno che il <i>bigottismo</i> regna in Piemonte,
+che ad un impiegato convien’essere o fingersi
+<i>bacchettone</i> se vuole conservarsi in
+grazia de’ superiori; ma niuno sarebbesi mai
+immaginato che per leggere e ritenere <i>le
+Juif Errant par Eugène Sue</i> si sarebbe corso
+il rischio di perdere l’impiego: eppure ciò
+incontrò or fa pochi giorni al sig. N. N.
+uomo assai benemerito pe’ suoi servigi prestati
+da molti anni al Governo, il qual avendo
+lasciato un giorno sul suo cancello d’ufficio
+un volume del detto romanzo inavvertentemente,
+diede ragioni al ministro abbastanza
+sode con ciò d’essere creduto malvagio, indegno
+dell’impiego, e che so io. Perocchè il
+volume citato venne raccolto, e si dice bruciato
+poco dopo in presenza del Conte Solaro
+della Margherita, e sostituitevi invece le dimissioni
+sue, entro cui niun’altro rimprovero
+veniva fatto all’impiegato da quello in fuori
+d’avere osato tenere presso di se <i>sì diabolico
+libro</i>, e fare sì <i>scandalose</i> letture. Non vorrei
+che voi Azeglio od alcuno in leggere questi
+fatti s’inducesse a credere avere io raggranellato
+quanto di più biasimevole possa essere
+<span class="pagenum" id="Page_106">[106]</span>
+accaduto nel nostro stato, od aver detto
+cose dubbie e false, perocchè protesto novellamente
+che mille e mille potrei citare di simili
+casi di prepotenza, e che sonomi attenuto solo a
+questi, sia perchè più conosciuti e perciò più
+difficili ad essere impignati, sia perchè non volea
+parere troppo più lungo che non comportasse
+l’argomento. Ma non vorrei soprattutto
+che voi, od altri pensasse esigere io in uno
+stato tutto ordine, tutto bene, tutto perfezione.
+Quando fu mai che le umane cose e le
+divine pure com’elle passarono per le mani
+degli uomini, immacolate e perfette si mantenessero?
+Certo saria da mentecatti il volere
+negli altri quella colma misura di buono, che
+noi stessi non possediamo, ma non perciò
+dobbiamo astenerci dall’alzare alta la voce, e
+rimproverare con acre parole chi o direttamente
+o indirettamente può essere autore,
+promotore, o causa anche secondaria di simili
+abusi che sono il vero cancro dei buoni
+costumi, la vera peste dei governi e dei popoli,
+la vera ruina della società.
+</p>
+
+<p>
+Io potrei anche trattenervi sulle prepotenze
+che si veggono fatte agli impiegati borghesi
+facendo loro prendere il passo dai nobili,
+che per lo più sono ignoranti, perchè non
+istudiano, le quali sono sì spesse che può dirsi
+senza fallo, noi non ne facciamo più parola
+per esservi assuefatti, e se pur qualche volta
+<span class="pagenum" id="Page_107">[107]</span>
+mostriamo di risentirci, ce la prendiamo
+contro il destino, il quale ha fatto trovare
+dietro noi qualcuno di nobile schiatta. Potrei
+ragionarvi sugli scandali che si veggono nei
+nostri ministerii rispetto all’ammessione degli
+impieghi, non facendosi scrupolo certi Capi di
+divisione di vendere la firma del Ministro o
+del Re anticipatamente e a carissimo prezzo,
+e molte volte la stessa a più persone nel medesimo
+tempo; per lo che molti spesse fiate
+dopo avere sborsato considerevoli somme per
+essere raccomandato ed ottenere la nomina
+di <i>volontario</i> in qualche ufficio, o anche di
+aspirante al <i>volontariato</i>, si trovano in bisogno,
+frustrati nelle loro speranze, e senza
+potere trarre partito dai loro studi e dai
+loro talenti. Potrei entrarvi delle ingiustizie
+d’ogni maniera che si commettono in qualsiasi
+branca delle pubbliche amministrazioni,
+delle regie cariche, e nelle milizie principalmente,
+dove per esempio il nobile ha sempre
+il dissù sul borghese, il quale giunto al grado
+di capitano vien mai sempre messo in
+ritiro, perchè i posti di ufficiali superiori sono
+riserbati alla pura nobiltà; meno nelle così
+dette <i>armi dotte, l’Artiglieria, e il Genio</i>, in cui
+il merito e la scienza possono dappiù, e per
+conseguenza il borghese può fare regolarmente
+il corso de’ suoi avanzamenti. E molte
+cose pure potrei toccare dell’<i>Opere Pie</i>, nelle
+<span class="pagenum" id="Page_108">[108]</span>
+cui amministrazioni spesso accadono degli
+inconvenienti gravissimi, dei ladroneggi fortissimi,
+e degli errori madornali; e per esempio
+estendermi sui limosinieri della <i>sfondolata
+Opera</i> di S. Paolo, di cui alcuni, che
+io conosco, invece di portare alle indigenti
+famiglie quelle somme, che quel filantropo
+stabilimento loro assegna, a mensuale soccorso,
+ora le arrischiano e perdono al giuoco;
+ora con quelle proveggono a donne rotte
+alla libidine, i scialli, i vestiti, ed i divertimenti,
+non che il vitto; quindi inducono
+quelli cui spettava un tal danaro a far loro
+la ricevuta della intiera somma, di cui essi
+non avranno consegnato che una decima parte
+nelle loro mani. Potrei anche tener discorso
+della persecuzione portata ad un eccesso
+troppo vergognoso pei tempi che corrono,
+contro a parecchie migliaja d’Ebrei,
+i quali dopo di pagar un’annuo ed alto
+tributo al governo, oltre al non poter esercitare
+verun’arte e studiare scienza di sorta,
+sono costretti a viversene tutti in un isolato,
+la cui proprietà fu loro fatta pagare ad uno
+spropositato prezzo, ed in cui le regole igieniche
+appena comporterebbero ve ne abitassero
+un sesto del loro numero. Finalmente
+della persecuzione più ingiusta contro i Protestanti,
+i quali, dopo d’aver loro promessa
+e concessa tolleranza, dopo d’aver con sovrani
+<span class="pagenum" id="Page_109">[109]</span>
+rescritti annientati molti barbari editti
+contro loro emanati, Carlo Alberto ultimamente
+obbligò con suo motuproprio a rivendere
+tutte quelle terre, tutti quei poderi che
+avessero compri anche dietro autorizzazione
+del Senato e di se stesso oltre il termine stato
+loro anticamente assegnato, in un anno sotto
+pena di confiscazione? Nelle quali cose è consigliere,
+e stimolo potente di Carlo Alberto il
+Savojardo, Monsignore Andrea Charvaz,
+uomo che è Vescovo, Comandante, Intendente,
+Riformatore degli studi, Sindaco, e Commissario
+perfino di Polizia in Pinerolo, di
+dove quasi ogni settimana recasi a Torino per
+conferire col Re, co’ suoi ministri, e principalmente
+con <i>Avet</i>, il quale tiene il portafoglio
+per gli affari di grazia e giustizia.
+</p>
+
+<p>
+Questo corpulento prelato qualora venisse
+a mancare il Re, ed il primogenito suo, l’augusto
+Duca di Savoja salisse il trono, sarebbe
+quegli che minaccerebbe di prendere le redini
+di tutto lo stato; tanta è la sua influenza
+sul Duchino di cui è stato precettore! tanta
+è la confidenza che questi gli usa, recandosi
+spesso a visitarlo nella sua villa e consigliandosi
+già adesso con lui in tutto. Non che
+amor evangelico, porta un’odio implacabile
+l’illustre Vescovo alle varie sette dei Protestanti,
+che abitano le valli di S. Giovanni,
+di S. Martino, di Pragelato, di Rorà, di
+<span class="pagenum" id="Page_110">[110]</span>
+Luserna, di Latorre, ec. ec.: sicchè dopo
+di averli guerreggiati inutilmente cogli scritti
+prese il consiglio di combatterli colle prepotenze,
+e colle vessazioni d’ogni maniera, lasciando
+di queste un’assoluto maneggio al suo
+Vicario generale Giacinto Brignone uomo altrettanto
+giovane per età, quanto adulto per
+iscaltrezza, e non animato da altra cosa, che
+dall’ambizione di dominare, e dal desiderio di
+elevarsi sulle ruine altrui. Uomo insomma
+infame, retrogrado, e per conseguenza nemico
+d’ogni progresso, che invece di far plauso a
+tutti que’ sacerdoti che dimostrano d’aver inteso
+i suoi tempi, e di volersi levare a paro delle
+umane cognizioni, e mettere anch’essi una
+mano all’opera della vera civiltà, li insegue
+accanitamente e senza riguardo ad età ed
+a meriti. E siccome Monsignor Charvaz tutto
+approva anzi commenda quel che egli fa,
+così egli prese tanto piede che riuscì ad
+essere un vero despota, un vero tirannello
+del clero e degli abitanti di quella diocesi, e tra
+lui ed il Vescovo costituiscono un governo non
+solo della Diocesi ma della provincia affatto tirannico.
+Tutti passano per le loro mani gli affari
+prima che possano avere il loro sviluppo,
+il quale unicamente dalla loro volontà dipende.
+Molti casi mi sarebbe dato di raccontare, se
+non avessi paura di essermi dilungato già troppo
+dal mio assunto, ad ogni costo non ne voglio
+<span class="pagenum" id="Page_111">[111]</span>
+passare uno inosservato, il quale attesta
+in pari tempo e l’usurpato loro potere, e la
+malvagia loro astuzia per crescere in merito
+presso chi si contenta di giudicare delle cose
+dal loro esteriore. Un protestante un giorno
+dopo aver tracannato più vino che non era
+solito, viene a rissa con uno che pareva si volesse
+canzonarsi di lui, e dopo d’essersi vicendevolmente
+scambiate alcune brusche parole,
+vedendo questi di non la poter dire e di non valere
+a liberarsi di quell’altro che aspramente
+il motteggiava, inconsideratamente toglie un
+coltello di tasca il minaccia, quindi trovandosi
+sempre alle stesse il passa fuor fuori con un
+colpo, ed il lascia freddo a nuotare nel suo sangue.
+Viene il protestante arrestato, sottomesso
+ad un processo criminale, ed in pochi giorni
+condannato nel capo, non perchè meritasse tal
+sentenza, gli omicidii fatti in rissa e da ubbriachi
+essendo ben altro secondo il codice sardo,
+che suggelli a tal pena; ma bensì perchè il
+prelodato Vicario Giuseppe Brignone coll’appoggio
+del Vescovo il quale mai gli si rifiuta,
+aveva fatto sì che si usasse il massimo rigore
+verso il reo, che appieno nell’interrogatorio
+era convenuto.
+</p>
+
+<p>
+Ed ecco i motivi di tal procedere; prima
+perchè egli era protestante e perciò le leggi
+non sono più come per gli altri; secondariamente
+perchè sapendo egli che questi aveva
+<span class="pagenum" id="Page_112">[112]</span>
+una numerosa famiglia, era caduto in pensiero
+di intimorirlo con tal sentenza, per poi trarlo
+in un co’ suoi consanguinei alla nostra cattolica
+religione: di fatto poco dopo d’avergli comunicata
+la fatal sentenza, inaspettata per lui,
+e per tutti, gli fu fatto dire che se egli convertiva
+se, ed i suoi alla Santa Madre Chiesa,
+Monsignore il Vescovo gli avrebbe ottenuto
+la grazia dal re. Figuratevi qual tentazione non
+abbia fatto sul suo animo una tal proposizione!
+manda a chiamare la sua famiglia che a
+dieci individui ascendeva, e li informò della
+cosa; ma qual maraviglia non fu la sua trovandone
+li più di lui istrutti? tanta era stata l’operosità
+del Brignone! Caddero adunque d’accordo
+di mentire tutti alle loro convenzioni,
+al loro animo, promisero, e si fecero cattolici,
+apostolici e romani, e non solo il reo ebbe la
+grazia compiuta, ma lasciatolo ritornare a
+casa sua libero, fu incaricato da Monsig. il Vescovo
+di spionaggio con assegnamento d’annuo
+stipendio; giacchè sendo persona litterata
+più che comunemente non sogliono essere
+gente di mestiere, avrebbero voluto i nostri
+prelati valersi dell’opera sua per trarre nella
+rete altri merlotti. Ma egli fermo di carattere
+per prudenza condiscese in sulle prime, ma
+nulla mai fece che potesse tampoco macchiarlo
+di poi in faccia a’ suoi confratelli e compatriotti;
+però mi viene assicurato che tanto
+<span class="pagenum" id="Page_113">[113]</span>
+egli quanto li suoi non sono più nè cattolici
+nè protestanti; e come poteva accadere altrimenti?
+Atene guadagnò la Grecia coll’armi
+dell’Eloquenza, Sparta guadagnò Atene coll’eloquenza
+dell’armi, Monsignor Charvaz
+ed il Teologo Brignone suo vicario vorrebbero
+guadagnare i Valdesi col raggiro e colla
+persecuzione, anzi che colla forza del raziocinio
+e coll’armi della dottrina, e coll’esempio,
+testimone della verità e della parola; onde
+sono infelici nelle loro vittorie; chè i risultati
+della loro astuzia fin’ora neppur una volta
+ebbero buone conseguenze, da quella infuori
+di far circolare tra le indigenti classi di quelli
+infelici l’argento e l’oro che Carlo Alberto
+consegna a copia, forse in mitigazione dei
+suoi rimorsi, a tal fine nelle mani del Vescovo
+di Pinerolo, il quale, è vero, non si fa mica
+poi sempre scrupolo di impiegarlo altrimenti.
+</p>
+
+<p>
+Che dirò poi io della pubblica e privata
+istruzione in Piemonte, la quale per tanto
+tempo fu diretta da un Gesuita per Eccellenza,
+il Conte Collegno, stato poi minato e surrogato,
+da quella buona lana, omai conosciuta
+da tutti, di Monsignore Pasio, più gesuita
+di qualsiasi gesuita, il quale non valse in
+cinque anni che tenne le redini del <i>supremo
+magistrato della riforma</i> a fare miglioramento
+di sorta, e buon per noi ancora
+<span class="pagenum" id="Page_114">[114]</span>
+se avesse lasciate le cose come erano!
+ma fatto è che le peggiorò; ne sia una prova,
+per mille, quella d’aver scelto a maestro modello,
+ossia maestro de’ maestri un cotale D. Remigio
+Pelleri, il più ignorante uomo che mai sia
+esistito, il quale in un libro stampato per
+saggio di sua abilità, il <i>fanciullo guidato a
+suoi doveri morali e religiosi</i> disse più spropositi
+che parole, e fu condegnamente smascherato
+in due articoli del Telegrafo Torinese
+dal Prof. Lorenzo Giribaldi. Successe
+al Pasio un discendente del gran tragico italiano,
+il march. Alfieri di Sostegno, il quale
+nel sobbarcare le sue spalle ad una tal carica
+rallegrato aveva tutto il Piemonte. Ma
+due anni sono che siede nel mezzo del magistrato
+della Riforma, e nulla fin’ora di
+importante ha operato; l’educazione anche
+in gran parte è sotto l’influenza Gesuitica, od
+in pieno lor potere; i Fratelli della dottrina
+cristiana, veri dragoni dei Gesuiti, inondano
+la capitale, le città di provincia, e tutti i
+paesi del Piemonte, dirigono l’educazione del
+basso popolo, e ne conservano ed accrescono
+i pregiudizi, ne ammorzano la generosità,
+e ne imbastardiscono l’indole. L’Alfieri aveva
+senza dubbio delle sante intenzioni, ma non
+fu abbastanza cauto, lasciossi attorniare da
+persone che la pensano all’opposto di lui,
+le introdusse di più nel conciglio da cui doveva
+<span class="pagenum" id="Page_115">[115]</span>
+invece guardare di tenerle lontane per sempre
+e perciò giammai sarà che egli possa
+arrivare l’intento, colla cui speranza era entrato
+in tanto ministero.
+</p>
+
+<p>
+Per tacere gli altri nomino solo l’abate
+Peyron, il quale, vera anguilla, non è per
+lui conosciuto; ma già a quest’ora lo conduce
+pel naso, e lo gira e lo rigira a suo
+modo, valendosi non poco dell’opera del
+Cav. De Bayer, il panegerista di tutti gli
+opuscoli ascetici, morali, e mistici che possano
+uscire dalle penne della Veneranda
+Compagnia di Gesù. Una pruova inconcussa
+che l’Alfieri non potrà più migliorare la
+condizione degli studi, e della educazione dei
+subalpini ingegni, si è che invece di fare un
+passo avanti lo fece indietro; invece di rendere
+più libera, e facile l’istruzione, l’inceppò
+ed in angustissimi limiti la ristrinse, quando
+or è pochi mesi faceva che Carlo Alberto con
+suo motuproprio obbligasse i padri e le madri
+di famiglia a valersi dell’opera di certi
+determinati Professori, i quali perlopiù sono
+cattivi, perchè non degnamente corrisposti;
+di certi determinati libri, che fin’ora
+non s’hanno buoni, e quali sono necessari
+per l’educazione della figliolanza: cosa
+che sarà causa di molte male conseguenze,
+come di molte male conseguenze fu pure
+sempre l’avvilire i Professori con un basso stipendio,
+<span class="pagenum" id="Page_116">[116]</span>
+anzichè di rimeritarli ampiamente,
+perchè con amore ed impegno attendano al
+loro sacro ministero. In Piemonte un cuoco,
+un cocchiere ha assai più in compenso delle
+sue fatiche che non un Professore di Filosofia,
+di belle lettere, alla qual cosa subito
+doveva por rimedio l’Alfieri se pur intendeva
+d’avere buoni Professori; ma egli si consiglia
+con chi anzi ei dovria consigliare per
+trarre dalla sua, e mai nulla opererà di buono
+anche colla più grande volontà. Non parlo
+poi dell’educazione del sesso debole, da cui
+tanto dipende eziandio la prosperità del corpo
+sociale, giacchè è noto a tutti che in
+Piemonte gli <i>instituti</i>, le case d’educazione,
+e le scuole per le bimbe di qualsiasi condizione,
+sono tutte sotto la speciale direzione o delle
+suore del sacro Cuore di Gesù, o di qualche
+loro figliazione, sparse per tutti i paesi: di
+modo chè da noi l’influenza Gesuitica pesa
+su tutti i ceti della società più o meno; dalle
+quali cose non è chi non vegga, quante migliorazioni
+prima resterebbero a fare per il
+nostro governo, perchè noi potessimo un giorno
+sperare in lui, e crederlo potente stromento
+a rivendicare la causa Italiana. Si converrebbe
+o Massimo che voi ci provaste in qualche
+patente modo, che il nostro governo se non
+mostrasi intento all’opra, almeno non si
+oppone alle generose tendenze del secolo;
+<span class="pagenum" id="Page_117">[117]</span>
+che in questo moversi universale d’idee
+e di progetti, in questa mischia di opinioni,
+in questa irresistibile smania di nuove prove,
+di più energici tentativi, e di novelle
+cose si addimostrasse più propenso a tollerare,
+che non a spegnere quella sacra fiamma,
+da cui universale un incendio deve scoppiare
+ad incenerire i troni, li scettri dei nostri Tiranni,
+per far risorgere, qual fenice, più bella
+la libertà, la gloria nazionale. Sì, farebbe
+di mestieri voi attestaste con validi argomenti,
+che Carlo Alberto ami l’istruzione, ed il
+ben’essere del popolo; sia persuaso che la tranquillità
+degli Stati e la sicurezza dei Governi
+stia nell’amore e nel vendicare i diritti
+di quello, che approvi ora l’associazione degli
+individui, delle masse, e de’ popoli, e non
+faccia guerra al mutamento delle opinioni e
+delle cose, per ordinarne con sapienza l’andamento,
+e non tenti di farle retrocedere a
+vecchie ed ormai impossibili costumanze,
+che desideri insomma gli si scriva una storia
+d’illustri gesta, non una cronaca di debolezze,
+di prepotenti azioni, di viltà, e d’infamie.
+Non dubito punto, che voi a provare
+la protezione di Carlo Alberto alle scienze,
+alle lettere, addurrete principalmente quei
+segni di onorificenza, che egli va attaccando
+all’occhiello supremo degli abiti de’ suoi fedelissimi
+sudditi, per non dire, gettando negli
+<span class="pagenum" id="Page_118">[118]</span>
+occhi nostri per abbarbagliarci, per metterci
+le traveggole. Ma tutte le persone premiate
+di croci, sono esse tutte persone di
+merito? tutti li uomini che sarebbero degni
+a preferenza degli altri di simile onorifica
+testimonianza, sono dessi rimunerati, e fatti
+cavalieri dell’ordine di S. Maurizio, o di
+quello di Savoja? a mala pena ne trovereste qualcuno
+tra l’innumera schiera di coloro che
+pur le hanno, le portano, e ne menano vanto
+pubblicamente siccome di sudato trionfo; e
+questi tali raramente è ancora che voi li vediate
+a fregiarsene il petto, amando meglio
+lasciarle in casa in qualche tiratojo, che facendone
+mostra essere confuso con coloro,
+i quali se le guadagnarono con viltà, strisciature,
+adulazioni, inchini, scaltrezze, con
+fare il bacchettone sulle porte delle chiese
+a raccorre la limosina pei poverelli, con
+falsare qualche pagina dell’istoria della casa
+Sabauda, siccome fece spesse fiate il Cibrario,
+degno emulo di Adriano Balbi che non ha
+vergogna di adulterare la scienza per acquistar
+coccarde, cosicchè indarno uno si farebbe
+a cercare nella sua Geografia l’Italia,
+avendola egli squartata nel nome come già
+pur troppo lo era nel cuore; e finalmente
+con un qualche bugiardo panegirico diretto
+al glorioso regnante sulla foggia modellato
+di quelli del Paravia, Uomo, il quale mentre
+<span class="pagenum" id="Page_119">[119]</span>
+dovrebbe studiarsi in assiduo di gettare negli
+animi della subalpina gioventù il germe
+d’ogni più grande, più maschio e generoso
+affetto, di educare le giovani menti affidategli
+ad alti concepimenti, ad arditi e sublimi
+pensieri, pare si martelli il capo per intristire
+ed evirare l’indole dei più svegliati ingegni,
+per annientare in loro la facoltà d’innalzarsi
+sugl’altri, per sfiduciare e sfibrare
+i più magnanimi cuori. Del resto giova eziandio
+avvertire, che lo spargere molte croci è
+affatto secondo il sistema economico di Carlo
+Alberto, giacchè con esse si risparmia a giubilazioni,
+a gratificazioni, a risarcimenti in
+danaro, perchè i vecchi impiegati, i vecchi
+militari, gente per lo più ignorante, epperò
+facile all’invanirsi, preferiscono aver qualche
+soldo di meno in tasca, ed essere insigniti
+di tali decorazioni. Le quali per ottenere
+soventi volte basta a chi ne è bramoso il mettersi
+in relazione col padre Bresciani della
+compagnia di Gesù, ed il seguirne a puntino i
+consigli per qualche tempo. Ma un argomento
+chiaro e convincente per chiunque a dimostrare,
+che tra noi il vero merito difficilmente
+è rimeritato, hassi nel riflettere, che per
+conseguire siffatte ricompense, è mestieri che
+la persona istessa che se ne crede degna, le
+dimandi per via d’una supplica in cui siano in
+chiaro modo esposte tutte quelle ragioni, che
+<span class="pagenum" id="Page_120">[120]</span>
+possono meglio farla agli occhi del Sovrano
+benemerita. Formalità questa, alla quale non so
+chi avendo una dramma di buon senso, non arrossisca
+di abbassarsi: seppure è vero l’antico
+adagio, che merito e modestia non si abbandonano
+mai. Abbiamo troppe croci già ciascuno
+a portare segnatamente! Troppo pesante
+è quel crocione che pesa su tutti gli Italiani,
+e prostra al suolo le loro fronti! perchè
+da noi si possa anche far plauso ad un Carlo
+Alberto, che ogni giorno ce ne porge di nuove
+innanzi, rimunerando con esse degli individui,
+i quali davvero meriterebbero più
+d’essere appesi essi alle croci, che non affiggessero
+le croci a loro. Onde se la cosa
+cammina anco un pò di questo piede, noi
+vedremo queste onorifiche insegne, anzichè
+essere ambite, e tenute in pregio, venire
+derise e sprezzate universalmente. Se non
+che l’ambizione nell’uomo è tale e tanta, che
+spesso ci induce a lodare in noi quello che
+condannavamo in altri; al qual proposito
+deggio confessare, con disdegno, ed onta
+pel nostro onore, d’avere conosciuti uomini,
+che pur avevano diritto alla pubblica riconoscenza,
+ed ammirazione mutare di carattere,
+e di pensamenti al giungere loro la
+volgare croce di S. Maurizio in meno di tempo
+che un soffio di vento rivolta una foglia.
+Ma non perciò ci dobbiamo astenere da gridare
+<span class="pagenum" id="Page_121">[121]</span>
+ad alta voce, che vuolsi riputare piuttosto
+mezzo a corrompere il popolo che
+non a migliorarlo, la dispensa dei nastri, in
+cui si segnala tanto generoso, anzi prodigo
+il nostro re. Il vero compenso delle opere
+buone deve considerarsi nella soddisfazione
+dell’animo, nella scienza di
+aver compiuto ad un santo dovere, nella
+certezza che tardi o tosto le nostre azioni la
+società, e la patria approverà in quello, che
+le additerà ad esempio: Ecco ciò che dobbiamo
+inculcare nelle menti dei nostri fratelli,
+ecco quello che dobbiamo giammai restarci
+da predicare. Allora quella brama di notizie
+peregrine, quella smania di prevedere,
+quel desiderio intenso che c’induce a chiamare
+ogni giorno a chi prima incontriamo, se
+nulla occorra di nuovo, di singolare, fia si
+muti ben tosto in facoltà d’intraprendere,
+di resistere agli urti, di perseverare finchè
+non si rimanga vittoriosi.
+</p>
+
+<p>
+Anche la determinazione di abolire il giuoco
+del Lotto, potreste in sua difesa mettere
+in campo, se io non vi osservassi a tal riguardo,
+che ella comincia ad esser vecchia,
+e sapere di stanzio, giacchè sono più anni
+che la manifestò e mai non la pose ad effetto,
+rincrescendogli di rinunciare ad un tanto utile,
+tantochè vergognosamente ed infamemente
+procurato. Ed in ciò anzi lo veggo
+<span class="pagenum" id="Page_122">[122]</span>
+maggiormente rimproverevole, perchè sarebbe
+da compatire se non ne conoscesse il
+danno; ma essere di ciò persuaso, e mostrarsi
+tuttavia in dubbio se a torre o a conservare
+quello anche si abbia, è cosa propria
+o da imbecille, o da malvagio. Chè qualsiasi
+governo, al quale stia a cuore il ben
+essere del popolo, conosciuto appena un male
+tosto vi appresta l’opportuno rimedio,
+tanto più quando dal sagrificio di picciolo
+bene puossene ricavare uno grandissimo. Come
+del rimanente lo volete scolpare? come
+farlo vedere sovrano moderato, splendido,
+magnanimo, generoso, e grande? siccome
+l’avete fin’ora predicato. Come difendere
+quelle leggi sue, le quali non mirando agli
+universali, ingenerano dubbi, coi dubbi le
+liti, colle liti la divisione degli animi, con
+questa l’impero, da cui procede il dispotismo?
+come lo mostrerete tendente a liberalismo?
+</p>
+
+<p>
+A nulla servono le vostre parole diversamente,
+a nulla il mostrare quella medaglia,
+ideata dal Balbo, che racchiudendo tutti gli
+stemmi di casa Savoja si presta ad una forte
+e bella allegoria a prima vista; ma poi osservata
+attentamente non addita più altro che
+una delle tanto piccoline ambizioni che tengono
+in vita il nostro Carlo Alberto. Giacchè
+la posa del Leone raffigurato in essa, è tranquilla
+<span class="pagenum" id="Page_123">[123]</span>
+e tutt’altro che minacciante di scagliarsi
+sull’aquila, la quale pure non vuolsi confonder
+col biteste animale grifagno dell’Austria,
+essendo l’Aquila dell’Alpi, decorazione
+del nostro stemma reale. Le quattro somme
+glorie italiane non sono quivi ritratte che
+per significare essere Carlo Alberto l’unico
+principe attualmente regnante che sia di
+sangue italiano; epperciò più degno appunto
+di riprensione perchè meno compatibile degli
+altri nella sua maniera tirannica di governarsi.
+Il motto francese poi che puossi così
+tradurre alla lettera: <i>sto aspettando l’astro
+mio</i>, appartiene eziandio all’antico stemma
+della famiglia; del resto gli si potrebbe rispondere
+che più volte gli comparve quest’astro
+sull’orizzonte per guidarlo a virtù, ma
+egli colla esosa sua condotta insultò a quella
+luce, fece inorridire col fetore delle sue peccata
+quella stella, che ritiratasi dal cielo
+ricomparirà velata da una tinta di sangue,
+quando noi avremo redenta la patria e vendicato
+il suo ripetuto tradimento, e ci guiderà
+al suo sepolcro perchè maladicendo al suo
+nome, non obbliamo di disperderne le ceneri,
+di ruinarne la pietra, onde nulla resti ai posteri
+di lui memoria, perchè immeritevole della
+stessa celebrità dell’infamia.
+</p>
+
+<p>
+Ricordatevi quel detto che a proposito di
+Carlo Alberto è fama a quando a quando
+<span class="pagenum" id="Page_124">[124]</span>
+pronunciasse la sua madre: <i>il mio figlio non
+ha nè testa nè cuore</i>. Che non abbia cuore
+tutti si convengono, ma che non abbia mente,
+è ciò che molti vorrebbero diniegare. Come
+mai se avesse un pò di cervello potrebbe
+permettere tanti abusi ne’ suoi stati ora con
+consenso, ora con fingerne ignoranza? come
+mai sarebbe caduto in tante imbecillaggini
+che lo fanno deridere anzichè odiare? e come
+non avria posto mente a tante voci che da
+ogni parte della Penisola il chiamavano alla
+gloria? Come non saria stato animoso a cingersi
+di quella corona immortale che il Genio
+d’Italia tante volte le offerì? Come si sarebbe
+mostrato sì timido, sì debole, sì vigliacco,
+e sì pauroso in ogni cosa? Valga il
+seguente fatto a provare in mirabil modo
+la fermezza eroica del suo animo! Il Colonnello
+J.... nobile piemontese, dopo aver
+reso molti servigi al Piemonte recavasi
+a servire la Spagna, dove onori pel suo
+valore d’ogni maniera gli venivano conferti;
+venuto in avanzata età, ed amando di rivedere
+il suo paese natio, si porta a Torino;
+dove pervenuto agli orecchi del Re Carlo Alberto
+il suo arrivo, il mandò a chiamare ed accoltolo
+amorevolmente, in attestato di estimazione
+de’ suoi meriti gli dà la croce di Cav.
+di S. Maurizio e Lazzaro, lo conferma nel
+grado di Generale a cui era stato in Ispagna innalzato,
+<span class="pagenum" id="Page_125">[125]</span>
+dicendogli che sperava si saria fermato
+in patria ed avrebbe il suo ferro consacrato
+alla medesima. A tali dimostrazioni
+il Colonnello J.... l’assicura che alla manifestazione
+di simile desiderio si conosceva
+assai onorato, e non poteva a meno
+perciò di aderirvi. Il Re lieto della risposta
+il fa soffermare in quel giorno in corte pel
+pranzo attestandogli continuamente di averlo
+in grazia ed in pregio altissimo. Ebbene dopo
+due giorni fu mandato a richiamare il Cav.
+J.... amorevolmente gli fassi incontro Carlo
+Alberto appena lo vede a comparire ne’ suoi
+appartamenti, <i>e mio caro</i>, gli dice, io deggio
+disdirmi dell’invito che l’altro jeri vi ho fatto,
+il ministro mio Villamarina con cui ho parlato
+lungamente di Voi, mi fece vedere che la vostra
+dimora <i>permanente in Piemonte poteva dar luogo
+a rumori, essere pericolosa, mentre io la credeva
+utile, onde m’obblighereste se fra tre
+giorni procuraste d’allontanarvi; che mai volete?
+son cose a cui dobbiamo rassegnarci. Però
+potete conservare in mia memoria e ’l grado
+e l’onorificenza che vi conferii</i>. A tai detti
+sorpreso l’antico militare dignitosamente rispose
+queste due parole: <i>grazie alla vostra
+maestà, quale son venuto, tale me ne andrò,
+e fra un’ora sarò fuori di già dalle mura della
+capitale</i>. La cosa si sparse per tutta la città,
+tutti ne ridevano, meno il ministro che godeva
+<span class="pagenum" id="Page_126">[126]</span>
+d’aver allontanato un suo nemico. Carlo
+Alberto si credeva d’aver dato saggio di una
+gran forza d’animo, d’una gran virtù, d’aver
+vinto il nemico più difficile ad essere soggiogato,
+secondo gli dicea il confessore suo, cioè
+d’aver vinto se stesso! E voi Azeglio volete farci
+credere in un tal uomo? in un uomo che se fosse
+vera l’opinione che le anime dei malvagi dopo aver
+vagato nello spazio vadano ad informare i
+corpi d’altre più basse persone, non potrebbe
+aver ereditato altra anima che quella di
+Giuda? in un uomo che dopo aver logorato
+la sua vita nei vizi, ora stanca da mane a
+sera gli inginocchiatoi, e gli altari? in un
+uomo che anche togliendogli la tristezza dell’animo,
+non sarà mai capace d’intraprendere
+la più piccola opera, nonchè quella della nostra
+rigenerazione? in un uomo, il quale non
+solo brama soffocato e spento lo spirito di
+indipendenza e nazionalità, ma di più tenta
+in ogni modo di far nascere ne’ suoi sudditi
+lo spirito contrario? in un uomo, il quale
+proibisce una società, che aveva per iscopo
+di diffondere lo studio della lingua italiana
+nel Piemonte, e togliere di mezzo a poco a
+poco il deforme dialetto che si va cinguettando
+da noi? la qual cosa ci dovrebbe assai
+bene convincere delle disposizioni di Lui,
+rispetto all’Italia, giacchè niuna cosa si mostrava
+più innocua al suo governo, che
+<span class="pagenum" id="Page_127">[127]</span>
+un’associazione, in cui i Piemontesi dietro lo
+stimolo del Cav. Panzoja tutti si proponevano
+di parlare costantemente l’italiano, e
+si sottomettevano ad un’imposta da passarsi
+ai poveri, ogni qual volta fossero colti in
+fallo, cioè a parlare il nostro dialetto, od
+altra lingua fuori di stretto bisogno. Tanto
+più che lo scopo era più letterario, che politico,
+e d’altronde il legame della lingua
+alla nazionalità non ha una forza sì energica,
+sì subitanea da spaventare chicchessia. E
+poi ignorate voi l’influenza del primo ministro,
+il Marchese Solaro della Margherita,
+il qualche oltre ad essere <i>gesuitissimo</i> come
+sopra toccai, è ligio affatto all’Austria, e tanto
+che non lo si farà saltare dalla sua carica,
+impossibile sarà ogni simile divisamento.
+Del resto ammesso ciò, che non puossi ammettere
+giammai, cioè che Carlo Alberto volesse
+coadiuvare la nostra causa, e marciare
+alla testa delle sue truppe, che da qui a poco
+si raduneranno nella landa di S. Maurizio per
+servire di trastullo ai nostri Duchi, e
+prendesse a fugare il predone Tedesco
+dalle lombarde e venete terre, credete
+che l’italo paese guadagnerebbe sotto il
+governo Sardo? Sotto il giogo d’un dispotismo
+il più barbaro, sebbene mascherato
+dalla più artata apparenza? Sotto il comando di
+un re che per voler conservare, a maggior lustro
+<span class="pagenum" id="Page_128">[128]</span>
+della sua corte, l’etichetta spagnuola,
+conservò nella nobiltà la boria intollerabile
+di quella nazione, la barbarie e l’ignoranza
+la più maligna e la più crassa? Starebbe poco
+a rinascere il feudalismo, è vero modificato
+per imperio e necessità dei tempi, ma pur
+sempre tremendo feudalismo; e noi avremmo
+a soffrire fra breve quanto non soffrimmo
+sotto qualsiasi invasione, e quanto non soffriamo
+tuttora. Però che per quanto soggetti
+alli stranieri, bolversati, tiranneggiati, ed
+oppressi siano gli altri paesi d’Italia da’ suoi
+Principi, e dai suoi governi, sono sempre in
+istato meno passivo ed irritante di quello in
+cui si trovano i Piemontesi. Interrogate le
+persone colte ovvero quelle che intendono i
+loro diritti e non anco hanno rinunciato alla
+quistione dell’indipendenza italiana; chi
+di loro non s’espatrierebbe dal Piemonte,
+se vincoli d’impieghi, di parentado, dei
+loro interessi non li tenessero stretti ed inceppati?
+neppur uno per quanto possa essere
+caro il luogo dove s’abbia spirato le prime
+aure della vita, dove si sia visto per la prima
+volta la luce del giorno. Nè sarebbe inutile
+l’osservare che in numero grande si
+contano i Piemontesi, che continuamente
+s’espatriano volontariamente, e si recano ad
+abitare altri paesi aspettando un meglio avvenire
+per poi fare ritorno.
+</p>
+
+<p>
+<span class="pagenum" id="Page_129">[129]</span>
+</p>
+
+<p>
+Ma siccome non dobbiamo porre fiducia di
+sorta in Carlo Alberto, non dobbiamo neppure
+confidare nell’ajuto e nel concorso di verun’altro
+nostro principe, o degli stranieri;
+Siamo noi che di per noi stessi dobbiamo
+riedificare l’edificio della nostra nazionalità,
+e per niun’altra via potremo guadagnare
+il nostro intento, che per una generale
+sommossa, che per lo esterminio dei principi,
+e dei troni. La Francia come ridivenne nazione?
+come sorse ad incivilimento? a grandezza?
+se non collo spargere fiumane di sangue,
+se non colla sua lunga e terribile rivoluzione.
+Così dobbiam noi fare, così operare;
+ciò voi dovete o Azeglio predicare giorno e
+notte, tra i grandi e tra il popolo, se volete
+giovare all’Italia; a quest’opera dovete cercarvi
+collaboratori in continuo, perchè al
+primo manifestarsi del movimento tutti sorgano
+col braccio armato quegl’italiani, i
+quali non sono sordi alla voce dell’amore
+di patria, non sono anche del tutto imbastarditi
+dall’astuta tirannia dei nostri Signori,
+nè sì sviati dietro il male esempio
+da desiderare di essere piuttosto ingentiliti e
+corrotti, che resi saggi e virtuosi.
+</p>
+
+<p>
+È senza dubbio allora che potrete meritarvi
+la pubblica fiducia, la gratitudine
+dei vostri fratelli, la benedizione di tutti i
+buoni, che non avete di certo ora, che siete
+<span class="pagenum" id="Page_130">[130]</span>
+associato a Balbo, e d’un imbecille e malvagio
+volete far Carlo Alberto un Eroe.
+</p>
+
+<p>
+Questo per ora è quanto aveva in mente
+di scrivervi; di moltissime cose, che presentemente
+non ho stretto obbligo di palesarvi,
+altra fiata torrò a discorrervi; cioè quando
+mi si porga il destro, e possa crederle d’utile
+pubblico. Io vo’ sperare che rientrerete
+in voi, od almeno vi cesserete dal dare consigli
+ai vostri fratelli, i quali non solo non
+sono vantaggiosi, ma anzi tornano loro di
+danno immenso; seppure non volete ricredervi
+ed abbracciare il partito del vero Italiano,
+che dovrà sempre sdegnare ogni moderazione
+dove gli stia a cuore l’ottenimento
+della salvezza patria. Non vi faccia maraviglia,
+se io serbo l’anonimo, il vostro esempio
+mi ha istrutto se prima non lo fossi
+stato, e da qui ad un mese alla più tardi,
+rilasciando ancor io il beatissimo Piemonte,
+vi renderò avvertito con altra mia scrittura
+del mio nome, e vi proverò in effetto la
+mia stima, e se volete la mia affezione, tuttochè
+mi abbiate veduto in tante cose così
+discorde da Voi, da lanciarvi contro una
+amara, ma giusta rampogna.
+</p>
+
+<p class="indl">
+<i>Di Torino 7. Giugno 1846.</i>
+</p>
+
+<p class="indr">
+N. N.
+</p>
+
+<hr class="silver">
+
+<div class="somm">
+<p>
+<span class="pagenum" id="Page_131">[131]</span>
+</p>
+
+<h2><a id="indice" href="#indfront">
+INDICE DELLE MATERIE</a></h2>
+
+<table class="indice">
+ <tr>
+ <td><i>Alcune righe, a mo’ di lettera, che servono di prefazione al libro</i></td> <td class="pag"><a href="#prefazione">Pag. 3</a></td>
+ </tr>
+ <tr>
+ <td><i>Osservazione prima sui governi d’Italia</i></td> <td class="pag"><a href="#oss1">5</a></td>
+ </tr>
+ <tr>
+ <td><i>Osservazione seconda sulla libertà di scrivere, di parlare e di manifestare la propria opinione sulla sorte futura d’Italia</i></td> <td class="pag"><a href="#oss2">9</a></td>
+ </tr>
+ <tr>
+ <td><i>Osservazione terza sul merito, che hanno gli Italiani per un meglio avvenire</i></td> <td class="pag"><a href="#oss3">22</a></td>
+ </tr>
+ <tr>
+ <td><i>Osservazione quarta sul bene, e sul male delle sommosse</i></td> <td class="pag"><a href="#oss4">27</a></td>
+ </tr>
+ <tr>
+ <td><i>Osservazione quinta sull’egoismo imputato agli Italiani pei disegni che fin’ora essi manifestarono</i></td> <td class="pag"><a href="#oss5">34</a></td>
+ </tr>
+ <tr>
+ <td><i>Osservazione sesta sulla condotta dei popoli Italiani e dei Principi, che li governano</i></td> <td class="pag"><a href="#oss6">44</a></td>
+ </tr>
+ <tr>
+ <td><i>Osservazione settima sulla ridicolezza d’una domanda al governo Papale di essere pe’ suoi sudditi più assoluto, e più dispotico</i></td> <td class="pag"><a href="#oss7">49</a></td>
+ </tr>
+ <tr>
+ <td><i>Osservazione ottava sull’inutilità delle proteste per migliorare la condizione degli Italiani</i></td> <td class="pag"><a href="#oss8">55</a></td>
+ </tr>
+ <tr>
+ <td><i>Capitolo unico sulle speranze d’Italia riposte in Carlo Alberto</i></td> <td class="pag"><a href="#capun">71</a></td>
+ </tr>
+</table>
+
+<hr>
+</div>
+
+<div class="footnotes">
+
+<h2>
+NOTE:
+</h2>
+
+<div class="footnote" id="note1">
+<p><span class="label"><a href="#tag1">1</a>.&#160;&#160;</span>Lo scrittore della presente non andò errato nel suo
+pronostico, perocchè ci pervenne a notizia trovarsi già
+egli in Viareggio dopo d’essersi fermato alcuni giorni a
+Lucca dove per certi scrupoli non fu tollerato.</p>
+</div>
+
+<div class="footnote" id="note2">
+<p><span class="label"><a href="#tag2">2</a>.&#160;&#160;</span>Vedi Mazzini nel suo ragguaglio sulla morte dei
+fratelli Bandiera.</p>
+</div>
+
+<div class="footnote" id="note3">
+<p><span class="label"><a href="#tag3">3</a>.&#160;&#160;</span>V. <i>Pag.</i> 12.</p>
+</div>
+
+<div class="footnote" id="note4">
+<p><span class="label"><a href="#tag4">4</a>.&#160;&#160;</span>Vedi pag. 114. dell’Azeglio.</p>
+</div>
+
+<div class="footnote" id="note5">
+<p><span class="label"><a href="#tag5">5</a>.&#160;&#160;</span>Vedi Ricciardi nel suo libro <i>Gloria e Sventura</i>,
+Parigi coi tipi della signora <i>La Combe</i>.</p>
+</div>
+
+<div class="footnote" id="note6">
+<p><span class="label"><a href="#tag6">6</a>.&#160;&#160;</span>Vedi pag. 115. fino al fine.</p>
+</div>
+
+<div class="footnote" id="note7">
+<p><span class="label"><a href="#tag7">7</a>.&#160;&#160;</span>È vero che gl’Italiani in Inghilterra sono trattati
+ben altrimenti, e di Malta, lo posso accertare io, vengano
+essi consigliati a traslocarsi là, ed anche a spese
+del governo generosamente più che gratis condotti.</p>
+</div>
+
+<div class="footnote" id="note8">
+<p><span class="label"><a href="#tag8">8</a>.&#160;&#160;</span>Vedi Ricciardi libro sulle <i>Speranze d’Italia</i> Parigi 1846.</p>
+</div>
+
+<div class="footnote" id="note9">
+<p><span class="label"><a href="#tag9">9</a>.&#160;&#160;</span>Quegli furono un certo Rossaroli ed un certo Ancillotti
+che preser parte nella congiura così detta del monaco,
+perchè ordita da un frate; i loro compagni conosciuti veri
+congiurati andarono tutti a morte, gli altri come sospetti
+in prigione a vita come loro.</p>
+</div>
+
+<div class="footnote" id="note10">
+<p><span class="label"><a href="#tag10">10</a>.&#160;&#160;</span>Del Codice Sardo colle postille del Barbaroux, se
+ne è fatto un’edizione, che io stesso ebbi tra mano, e potei
+convincermi della cosa. Prati con un bel carme si fece interprete
+del dolore dei Piemontesi per l’improvvisa morte
+del Barbaroux, ma la revisione tutto glielo falcidiò.</p>
+</div>
+
+<div class="footnote" id="note11">
+<p><span class="label"><a href="#tag11">11</a>.&#160;&#160;</span><i>Via economica</i> è un modo di far giustizia, in grazia
+di cui una persona di qualche credito incolpando un’altra,
+può aver la soddisfazione di vederla subito arrestata,
+castigata, senza che ella prima del termine del suo castigo
+possa sapere il motivo del suo arresto, far ricorsi di sorta
+per purgarsi dall’accusa, e far valere le sue ragioni, locchè
+qualche volta avendo protezioni vienle poi concesso dopo
+siccome un gran favore.</p>
+</div>
+</div>
+
+<div class="tnote">
+<p class="tntitle">
+Nota del Trascrittore
+</p>
+
+<p>
+Ortografia e punteggiatura originali sono state mantenute, correggendo senza annotazione
+minimi errori tipografici.
+</p>
+
+<p>
+Copertina creata dal trascrittore e posta nel pubblico dominio.
+</p>
+</div>
+
+<div style='text-align:center'>*** END OF THE PROJECT GUTENBERG EBOOK 76908 ***</div>
+</body>
+</html>
+
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