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LACOMBE, STRADA D’ENGHIEN N.º 12. + 1846. + + + + +A MASSIMO D’AZEGLIO. + + +Era lunga pezza, che aveva in animo di dirigervi qualche parola, ma +più ragioni inutili a dirsi mi tennero sempre fin’ora in forse, e +non ultima fra esse si fu la stima che altissima io portai ognora a +voi tanto come a letterato e pittore, quanto come a uomo e cittadino +d’Italia: cosicchè fino al giorno d’oggi io mi condussi senza mandar ad +affetto il proposto mio, volendo anche illudermi per qualche tempo, por +fede nelle vostre parole e dividere con voi e coi vostri seguaci quelle +speranze che andavate rinfrescando nei nostri fratelli, ed aspettare +insomma che finalmente la lima del più acuto rimorso avesse coll’opra +continua di venticinque anni appianato, e corroso il callo che ad ogni +magnanimo senso un Principe aveva fatto; Principe che mentre i natali, +la patria, le condizioni dei tempi, tutto chiamavalo a grandezza, alla +rigenerazione d’Italia, prefferse vigliacco infangarsi nella massima +delle viltà, e macchiarsi della più schifosa fra le infamie. + +Di qui potrete già addarvi, che io non vi intendo parlare nè di +arti nè di lettere, sia perchè troppo difficile e malagevole si è +il comparire in un’arte o scienza qualsiasi edotto discorrendo con +persone in esse dottissime, chè ad altri per quanto io mi sappia non +è mai incontrato quello che accadde all’immortale Cornellie, il quale +poetando comparve valoroso guerriero al gran Turrena; nè io d’altronde +vorrei arrischiarmi di guadagnar la taccia che ebbe quegli il quale fu +ardito d’entrare di guerra al cospetto d’Annibale. Altra adunque più +importante causa mi induce a dar di piglio alla penna, ed a distendervi +questo opuscolo, causa d’alta levatura, perchè si riferisce al bene +del nostro paese, alla futura sorte della nostra nazione; e siete voi +istesso che non solo me ne avete in mente destato l’idea, ma anzi +mi vi avete costretto, vuoi colle pur troppo bugiarde speranze che +vi affaticavate in far riporre dagli italiani nel braccio di Carlo +Alberto, vuoi col vostro libretto che ha per titolo: _Degli ultimi +Casi di Romagna_, dove insieme a molte buone e belle verità avete pur +lasciato, scusate alla mia schiettezza, sfuggire dalla vostra penna non +poche corbellerie, dalle quali pensai prendere le mosse, appellando col +nome di _osservazioni_ i capitoli in cui di esse sarò per entrarvi. + + + + +OSSERVAZIONE I. + + L’epoca de’ tiranni è molto + lontana da noi. + + _Pag._ 5. MASSIMO D’AZEGLIO. + + +Quantunque io mi convenga pienamente su di alcuni punti del vostro +scritto, pure non è che io non abbia a tenere per assurde varie +sentenze, in cui vi siete lasciato forse dalla poca vostra esperienza +in siffatte cose trascinare, il perchè non è che io supponga, sono +anzi fermamente persuaso che tutto quello voi avete detto, l’avete +detto di vera ed intima convinzione; chè se ciò non fosse neppur +d’una parola in risposta vi crederei degno. Secondo le vostre viste +l’epoca dei _Tiranni_ è molto lontana dai nostri giorni, anzi a pagina +quinta del vostro libro non temete di asserire che vuolsi considerare +una _Fanciullaggine Alfieriana_ il dire tirannici gl’attuali governi +d’Italia; ma dalla maggior parte degli Italiani, ossia dai veri +Italiani si pensa ben altrimenti, credetelo, onde la sentenza che +voi lanciate contro di chi da voi dissente potriasi in mirabile +modo ritorcere su di voi, e su chi infatuato del vostro nome giura +ciecamente nelle vostre parole. L’esempio di Papa Gregorio; del Duca +di Modena, del Re di Napoli, e di Carlo Alberto parmi debba essere più +che bastante a convincere chiunque della verità. È vero che essi più +non commettono le follie e le stravaganze che molte volte contro gli +antichi oppressori della nostra patria destavano più la compassione che +non l’odio, più il disprezzo che non la vendetta, ma è vero altresì che +essi si reggono sul soglio con un dispotismo assoluto, il quale basta +di per se per caratterizzare tiranno qualsiasi regnante; è vero altresì +che le più inaudite prepotenze furono nei costoro stati commesse e si +commettono tuttavia, che in spessissime occasioni il sospetto solo, +il timore di qualche sinistro, una pretesa prova di morale induzione +loro fu ragione sufficiente per farli appigliare ai più vergognosi e +prepotenti partiti, per apportare la ruina a delle intiere famiglie, +per cacciare individui innocenti in esiglio; o nei ceppi senza che +processo di sorta venisse su d’essi instituito ad esaminarne la colpa, +anzi senza che talvolta potessero perfino penetrare tampoco la cagione +del loro arresto, delle loro persecuzioni, e non sono adunque costoro +Tiranni? _È fanciullaggine Alfierana_ il crederli tali mentre al +primo rumore, alla più breve causa brandiscono la mannaja? Oh Massimo +mio! dove diamine avevate la testa quando ciò scrivevate? Perchè non +informarvi esattamente prima di ciò che intendevate communicarci? +Perchè non interrogarne gli individui del ceto infimo e medio, invece +di chiederne lingua ai compri letterati ed artisti, ai nobili che non +ponno soffrire l’agonia della loro aristocrazia, che solo ancora in +Piemonte minaccia vita e trionfo? sì perchè non addentrarvi nei misteri +della società, e studiarne le piaghe che l’avviliscono, immalvagiscono, +e la rendono inatta perfino al giusto lamento, all’indignazione, al +solo pensiero, non che all’intrapresa della più bella fra le vendette? +Se voi ciò aveste fatto vi sareste facilmente convinto essere assai +più crudele la tirannia dei nostri Principi attualmente regnanti, +che non era quella degli antichi, tanto più pensando ai tempi in che +viviamo, e facendone il paraggio colle passate età. Gli antichi nostri +padroni per attutarsi nel loro potere, per rendere temuto il loro nome +apertamente calpestavano le leggi umane e divine, spargevano il sangue +dei loro sudditi; i Principi del giorno d’oggi fingono di rispettare +l’opinione pubblica, fingono d’ignorare tutto, mentre tutto sanno +quanto i loro ministri fanno di prepotente, di tirannico, e d’infame +e per ritardare sempre più l’ora della ruina del loro dispotismo, che +veggono fatalmente avvicinarsi, non solo ricorrono alla scure come i +loro maggiori, ma come _Polinice_ appo il Tragedo Senecca si mostrano +disposti di gridare quando che sia: _io brucerei e padre e moglie e +figliuoli_, piuttosto d’uniformarsi alle imperiose esigenze del secolo, +e discendere alle riforme volute dall’incivilimento. E voi cotestoro +credete pazzia nominare tiranni? almeno non aveste lanciato qual +sarcasmo contro quella grande anima del Tragico Italiano! che tutti +dovremmo imitare non fosse in altro che nell’intenso desiderio d’esser +utile alla patria, giacchè niuno più del fiero astigiano dimostrò mai +d’intendere l’animo e la mano con più fervore e costanza alla causa +della nostra indipendenza nazionale. Onde se qualche goccia di sangue +italiano ci scorre anche nelle vene, se qualche fibra non guasta dal +cancro della viltà anco si agita nel nostro animo alla nuova di qualche +aggravamento, alla vista che ogni giorno più va crescendo la nostra +schiavitù, e lo stesso pensiero, lo stesso affetto vorrebbesi, non +che inceppato, servo, credetelo pure, lo dobbiamo in gran parte alle +scritture di quell’immortale, ai forti e maschi concetti, in cui si +apriva quella mente, alle energiche, libere ed infocate espressioni +in cui irrumpeva quell’anima. Nè con ciò credete io vi voglia far da +predicatore, chè solo intendo di rendervi avvertito che se mai conviene +andar molto a rilento in affibbiarsi la giornea di giudici su gli +altri, è senza dubbio quando abbiamo a fare con chi su noi giganteggia, +su chi fu destinato a spargere torrenti di luce immortale sul cammino +della sua vita, come Alfieri, simile a cui se uno per paese nella +nostra penisola presentemente vi fosse per tenacità di volere, di +desiderio, o di operare, non staremmo gran fatto a crollare quel giogo +che da tanto tempo pesa sul nostro collo, ed a cui un gran numero di +noi così si mostrano assuefatti da potere a ragione essere paragonati +a que’ giumenti che più non paiono sapere camminare se non gravita loro +sul dorso la solita soma. + + + + +OSSERVAZIONE II. + + Non vedo, che a chi ho osato + stampare liberamente le sue + opinioni sul presente e sul futuro + stato d’Italia sia stato torto un + capello.... + + _Pag._ 4. MASSIMO D’AZEGLIO. + + +Siano pure, come voi e l’aristocratico per eccellenza vostro Balbo +volete, i nostri Signori persone _di temperato costume ed illuminate_, +cosa dicerto la quale non vi si potrebbe menar buona, qualora un colpo +d’occhio si desse alla loro vita pubblica, o privata, ma niuno senza +dubbio mai troverete, il quale sia sì nuovo delle cose governative +dei varii stati del nostro paese, e sì baggèo da credere all’opinione +vostra, siccome a detto infallibile, _che cioè il più gran rischio a +cui uno possa farsi incontro per dire schiettamente quella verità che +a tali Governanti non potrà giammai andar a sangue, sia la perdita +degl’impieghi_, mentre non v’ha villaggio sto per dire della nostra +penisola, che non porga la testimonianza di rigorosissime e barbare +provvidenze prese non che contro chi fu conosciuto autore di simili +scritti, contro a coloro i quali furono intesi parlare semplicemente +di patria indipendenza, o furono sospettati d’appartenere a qualche +società di liberali, o creduti divulgatori o possessori trovati di +libri politici, di cui proibita se ne era l’introduzione. E voi ci +venite dicendo che chiunque può scrivere quanto gli pare e piace +sugli abusi, sugli infami trattamenti, e pessimi modi di procedere +dei governi senza correr grande pericolo? Niuno vi niegherà che i +Principi nostri abbiano dimostro qualche volta di non ardire affrontare +direttamente la pubblica opinione, di trovarsi in forte imbarazzo nel +dover prendere misure di rigore contro qualcuno che o cogli scritti +o colla condotta li inquietasse; allora nelle loro determinazioni si +ingegnarono di parere moderati, giusti, ed anche generosi, ma voi non +mi potrete nemmanco contendere, che essi solamente ciò hanno fatto, +fanno, e faranno in quelle occasioni, che temono un altro procedere +loro riuscirebbe di pericolo e danno maggiore, cioè quando hanno +che fare con persone di gran fama, di gran popolarità; il perchè +quand’uno gode la simpatia, la stima e la venerazione della moltitudine +facilmente trascina i più dei concittadini nel suo partito, e li +obbliga a congioire e a compatire secolui nelle prospere e nelle +tristi venture, ed al punto dal farci avere in non cale qualsiasi +sagrificio quando si trattasse di salvare il loro capo, di arrivare +qualche grande intento. In questi casi torna più a conto dei nostri +Tiranni far orecchie da mercanti, far le finte di non vedere o di +non sapere, addimostrarsi moderati ed anche generosi, e nell’istesso +tempo guardare in segreto modo di rimediare alla meglio la cosa, e +trattandosi di scritti di troncarne ogni via alla pubblicità. Che +stranezza sarebbe infatti, che il popolo vedendo agire il governo +con rigore e crudeltà contro di un qualche suo rappresentante, si +levasse a rumore, e facessegli pagare lo scotto coll’ultima di tutte +le antecedenti sue prepotenze? Così sembrami non dobbiate far le +maraviglie come niuno con voi pensi che l’esempio di Niccolini libero +in Toscana, e di Balbo libero in Piemonte possa riprodursi, ogni +qualvolta uno scrittore osasse alzare alta e libera la sua voce contro +il proprio governo, tanto più poi che riguardo al Balbo ci sarebbero +molte cose a dire. Non sapete voi che egli appartiene a quel ceto di +cui qualsiasi azione non può essere che buona, e lodevole? Non sapete +che egli è di quel legno che in Piemonte è Sacro, e guai a chi lo +crede infetto, ovvero lo tocca? Di più meditate le _sue speranze_, e +poi ditemi qual utile si sia ottenuto o si otterrà da un libro che ci +viene a predicare impossibile la nostra redenzione tanto, che sta in +piedi l’impero ottomano, mentre offuscata, e spenta non è l’odrisia +luna? Credete voi che la pensi in fatto della sorte futura della nostra +Italia medesimamente che voi, uno che fa partire le nostre speranze dal +Turco? Vi ingannereste a gran partito se ciò fosse, io l’ho studiato +più davvicino di voi, penetrai più intimamente nell’animo suo, e vi +ripeto che egli è troppo aristocratico, è troppo ligio allo splendore +della sua casta, per essere davvero amante dell’indipendenza della +nostra nazione; aristocrazia della nobiltà piemontese, ed indipendenza +italiana son due contrarii, son due forze, di cui una trionfando, +necessariamente deve rompersi e spegnersi l’altra: pochi si sentono +capaci di resistere all’ambizione e loro basta l’animo come a voi di +rinunciare a tanto privilegio di schiatta. + +Ma veniamo di nuovo alle conseguenze che si deve aspettare chiunque +prenda a scrivere la verità nel nostro paese: fino a qual punto +si potrebbe istendere la massima moderazione dei nostri governi +verso questi tali? Fino a lasciarli salvi dalla scure, sciolti dai +ceppi, liberi dal carcere, ma intanto sarebbero essi fatti spiare +attentamente nei loro passi, notati e riferiti i loro discorsi, e +spesso contraffatti per modo che impossibile loro saria riconoscersi +ancora per autori, e registrati andrebbero perfino i nomi delle persone +con cui d’allora in poi usassero famigliarmente, con cui parlassero +per via, e a che perfino facessero di saluto. Talmente che spesse +fiate la loro moderazione qualora avesse luogo diventerebbe assai +più funesta e nociva alla causa comune, che non può essere nemmeno +il più fiero rigore, la più ferrea tirannide. Il perchè coll’autore +dello scritto proibito andrebbero compromessi tutti quegli altri che +o l’attorniano per vanità di trattare con un grand’uomo, o gli sono +amici di cuore, o ne sono caldi ammiratori dell’ingegno, del carattere, +ovvero l’avvicinano per avere consigli ed istruzione; la qual cosa +potrà parere esagerata e falsa a chi non si curò di studiare addentro +ai nostri costumi, a chi giova illudersi per condurre avanti la +vita, a chi si lascia allucinare da un’atto di affettata urbanità, ed +intrinsichezza, non certo a me addottrinato in ciò dalla esperienza. E +poichè ho incominciato deggio assicurarvi che più d’una volta mi ebbi +a sentire all’orecchio da miei superiori di carica: _se volete andare +innanzi: se volete conservarvi la grazia del ministro, del sovrano: se +volete anco tenere l’impiego: se volete evitare il rischio di venire +congedato, o lasciato fermo senza promozioni: dovete frequentare +altre compagnie, lasciare la gloria di appartenere alla classe degli +spiriti forti, lasciare insomma lettere e letterati, ovvero occuparvi +in cose che possano guadagnarvi il favore del sovrano, come sarebbe +dire, in cose di religione, di aggradimento di chi vi fece benefizio +nel darvi impiego e gradi in società_. Nè ciò tanto a me è che sia +incontrato, ma di mia certa scienza a parecchi de’ miei conoscenti, ed +a due miei intimi amici, i quali non conoscendosi per nulla colpevoli +non vollero mutare tenore di vita a tali avvertimenti, ovvero usare +più circospezione e prudenza, e quando si presentarono per ricevere +dal nostro governo tratti di mera giustizia si dovettero sentire gli +uni a dire, che il Re non permetteva che si avessero per buone le +loro ragioni quantunque paressero giuste, e si prendesse interesse di +sorta per allora in loro utile stante la loro caparbietà, e la loro +ostinatezza; e gli altri vedersi minacciati, e tolti anche da impiego, +mandati a viaggiare od in esiglio quando non ebbero bracci possenti +che li sostenessero, o belle donne che li accomandassero, e corressero +ad intercedere per loro, perchè (se molto altrove) in Piemonte la +protezione di una bella Signora può più che non quella dell’oro +eziandio presso i grandi dello stato, e controbilancia perfettamente +quella dei Gesuiti. + +Ma a quest’ora neppure a voi ciò può parere strano, o Massimo, perchè +se per lo addietro non anco avevate ciò esperimentato, l’avete non è +molto dovuto toccare con mano, dir voglio quando cacciato di Firenze vi +siete restituito in patria, dove dopo il breve clamore d’un entusiasmo, +che la gioventù subalpina, fra cui annoverate me eziandio, dimostrò +pel autore dell’_Ettore Fieramosca_, pel pittore di cui ammirato aveva +le sublimi creazioni già dei più anni, per l’illustre loro Compatriota +insomma, vedeste con vostro dolore e sorpresa, tanto vale che il +confessiate siccome l’avete dimostrato nel sembiante, cadere vittima i +vostri partitanti della sorveglianza la più fina, e della persecuzione +dell’ispettore Generale di Polizia, e vi trovaste abbandonato pressochè +da tutti i vostri più famigliari ed intimi, i quali erano stati +consigliati a lasciarvi, e non pochi minacciati, se continuato avessero +ad accostarvi, fra cui non voglionsi tacere alcune distinte famiglie +che pur vi stimano, e si riputavano fortunate di accogliervi nel loro +seno a serali conversazioni, e furono costrette ad ismettere di tenere +le loro adunanze per non incontrare il mal umore del Conte Lazzari +ricevendovi tuttavia dietro consiglio dato loro da lui in persona, od +in bella maniera da lui fatto loro per via d’un terzo pervenire. + +Ed il vostro libro che voi credevate di poter introdurre quando che +sia e spargere fra le mani dei vostri compaesani, ditemi di grazia +ebbe forse una sorte migliore di quella, che fu toccata ai vostri +partitanti? A migliaja mi scrivevano da varie città della Penisola +esserne entrate le copie in Piemonte anzi nella capitale, ma invece +quaranta persone, dalle quali nulla potrà sperare giammai l’Italia, +nulla ponno temere i nostri tiranni, avevano ottenuto col permesso +del ministro di Polizia di ritirarne una copia per uno con patto, anzi +con sacramento di non la prestare o lasciar leggere ad altri, ovvero +di tenerla scrupolosamente sotto chiave, e dopo qualche tempo anche +queste in parte vennero ritirate per ordine di S. Maestà, da cui voi +assicuravate avreste avuto immancabilmente coll’approvazione dell’opera +l’assenso ad una illimitata introduzione. Chi mai avria detto, che +un uomo di vostra età, con tante attinenze ed appoggi potesse venire +ingannato nella sua aspettazione sì compiutamente? Io istesso che +non conto la metà dei vostri anni, e che non sono dei più difficili +a credere, e prestar fiducia, non avrei mai nemmeno per sogno preso +un marrone di tal natura, e tornare in conseguenza più di danno che +non di vantaggio a miei compaesani. Ma se per avventura queste cose +non fossero sufficienti a convincervi del contrario della vostra +asserzione, potreste leggermente assicurarvi meglio dei riguardi che +il nostro Re ha pegli scrittori, i quali anche dopo una terribile +falcidiatura della censura ottenuta l’approvazione, osarono pubblicare +cose che in qualche maniera potevano muovere il mal’umore del governo; +se di ciò interrogaste l’Avvocato _Angelo Brofferio_, il sig. _Edoardo +Soffietti_, il sig. _Delpino_, il sig. _Tallone_, ed il sig. _Lorenzo +Giribaldi_, da essi intendereste come sia facilissima cosa anche +dopo l’approvazione, locchè è assai più ingiusto e barbaro, l’essere +invitato ad una conferenza coll’ispettore di Polizia, e l’essere +detenuto in arresto o in cittadella, od al palazzo di piazza Castello +per uno scrittore, non dico ardito al punto da tentare colla penna e +colla voce di illuminare il popolo, e farlo entrare in se, ma solo che +non sia venduto, o che procuri a poco a poco di mettere sotto occhio +la necessità delle più indispensabili riforme, che i governanti si +ostinano a niegarci quanto più veggono avvicinarsi il tempo che a ciò +saranno costretti contro loro volontà. Figuratevi quanto non sarebbe +loro per accadere qualora la penna tingessero nel fiele, e togliessero +a descrivere e disvelare i misteri della nostra società, a metterci +sottocchio qualche quadro dell’intollerabilissima nobiltà piemontese, +dei raggiri, dell’impostura, e ridicolezza di molti impiegati che +tengono il maneggio delle cose e le conseguenze deplorabili della _via +economica_ infatto di giustizia tanto accetta a Carlo Alberto, ed agli +altri sovrani Italiani! In tal caso io sono d’opinione che non solo ci +vorrebbe che ogni scrittore appartenesse ad una famiglia per affumicati +diplomi, per resi servigi, per ricchezza e potenza di parentado ben +visa dal governo, come si è appunto la vostra, ma sì ancora farebbe di +mestieri la precauzione di svignarsela prima della pubblicazione delle +loro opere, lungi dalla patria per non vedere tali puntelli a crollare, +e dovere o presto o tardi essere fatti segni alla più accanita +vendetta di chi non sa, non vuole, e non potrebbe mai perdonare, +il perchè il perdono dipende da troppi affine possa liberamente nel +nostro paese essere adottato, e d’altronde saria pressochè per tal +gente un volersi ruinare da se, un volere rinunciare al loro passato, +presente, e futuro, al qual punto come venissero in pensiero di +discendere incomincerebbero, non v’ha dubbio, dalle dovute mutazioni +di reggimento. Ma a che pro io mi spargo in cose, di cui al presente +momento al pari di me sarete già forse convinto? Di fatto quelle +maraviglie che dal Sovrano nostro, dai varii ministri, dai grandi della +piccola nostra Corte, da ogni parte insomma vi venivano mosse intorno +al fermare più a lungo la vostra dimora in Torino, quell’offerirvi +incarichi per lontani paesi, ec. ec. non erano segni manifesti che +il vostro soggiorno li inquietava, non erano taciti consigli perchè +faceste la vostra valigia e partiste per qualche altra terra? Onde +anche voi malgrado il sostegno della vostra fama, del vostro merito, +della vostra famiglia che ha poderose branche, e dei vostri amici più +possenti che schietti, temo forte abbiate presto a ricevere ordini +in vece di esortazioni, e se stiamo a quanto si va ascoltando per via +di Pò e di Dora, difficilmente alla comparsa di questa mia tontera vi +potrò rivedere a percorrere questi nostri nuovi lastricati, ed udire +la vostra parola che sebbene erronea perchè dettata spesso da mente +illusionata, pure sempre interessante, perchè sincera e generosa.[1] +Del resto riguardo a quanto voi diceste sul piccolo rischio che uno +correrebbe nella nostra Italia prendendo a parlare delle universali +tendenze della Società, e delle speranze del popolo Italiano, voglio +ancora osservarvi qualche cosettina, ed è che non solo nel nostro +beatissimo paese ciò è impossibile senza i più gravi pericoli, ma anzi +appare poco meno che delitto agli occhi sovrani l’essere letterato, +quando non siasi disposti a far l’apologia dell’augustissima Casa +di Savoya, tanta è la tema che si ha, noi propaghiamo la conoscenza +dell’onta, e della abbiezione nostra, il dovere di cittadino verso +di noi e dei nostri discendenti, e della patria! Ne è chiara pruova +il letto di Procuste in cui vengono messi i componimenti letterarii +d’ogni genere, ma sopra tutto quelli drammatici, i quali per l’appunto +sarebbero i più acconci a sussidiare la opera nostra, a giovare alla +rigenerazione del paese; che nulla più che la commedia può educare +il popolo a virtù, destarlo dallo stato di ignavia, di sonnolenza +e di viltà, d’incitarlo a cose grandi, siccome nulla più che la +tragedia è atta ad ammansare la ferocia dei tirannelli, a farci +concepire contro d’essi odio implacabile ed eterno, ed a recare loro +spavento col pensiero del nostro risvegliamento, quando davvero gli +scrittori intendano gli obblighi loro, ed in ogni maniera s’adoperino +per soddisfarli; insomma quando il concetto nazionale, come sempre +dovrebbe essere, fosse il più vagheggiato nella lor mente, il più +idolatrato nel loro core, e piuttosto ei si sentissero atti a gettare +via la penna, che non ad obbliarlo. In Piemonte principalmente per +potere far di pubblica ragione per via delle stampe o per via delle +scene una commedia, od una tragedia, converrebbe dipingere nella +prima i costumi di seicento anni fa, nella seconda sviluppare quelle +passioni che più non possono riuscire di lezione in modo alcuno ai +nostri potentati, e promovere il nostro utile, perchè anche nelle male +cose i nostri signorotti sono infinitamente inferiori alli antichi, +di cui i più anche nelle più turpi azioni addimostravano alle volte +eroismo e grandezza, a differenza dei nostri che piccolissimi in tutto +si addimostrano; sì per battere la carriera del tragico è d’uopo da +noi mutare i principii costituenti il vero dramma italiano, è d’uopo +darci uno scopo affatto opposto, cioè infame siccome fece ultimamente +Domenico Cappellina il quale nel suo _Cola da Rienzo_ viene a +predicarci la viltà e l’ignavia, e a tentar di metterci in uggia la più +generosa, la più sublime, la più libera delle virtù. + +Interrogate il Nota, il Marenco, insomma tutti coloro che si diedero a +coltivare questo ramo della nostra letteratura, ed ispecie i giovani +letterati che valorosamente di continuo scendono in sì difficile +palestra, a rinnovare le pruove, vi diranno quanto si struggano e +giorno e notte non per incarnare il loro pensiero, ma per poterlo +adombrare tampoco alla lontana, per cui tutti i tentativi riescono +nulli, per cui non hassi teatro italiano, per cui Nota, Corelli, +Marenco non poterono ancora emulare le glorie di Goldoni e d’Alfieri, +e vendicarci dalle giuste rampogne che tutto giorno ci movono contro i +nostri più grandi nemici, i Francesi. + + + + +OSSERVAZIONE III. + + Si merita l’indipendenza colla + virtù degli opportuni, de’ lunghi, + de’ grandi sagrifizi... + + _Pag._ 7. MASSIMO D’AZEGLIO. + + +Nè meno di queste sentenze si presenta bizarra, strana, per non dire +ridicola l’interrogazione, in cui a pagina settima usciste colle +seguenti parole: _noi Italiani possiamo forse alzar la fronte, metterci +la mano al petto e dire a Dio ed agli uomini: ci siamo meritato la +nostra indipendenza?_ Per dio! se non ce la siamo meritata noi, quale +delle nazioni antiche e moderne mai se la meritò? quale delle nazioni +prostrate già risorte o anco oppresse da schiavitù mai col sangue e con +ogni maniera di sagrificii, di umiliazioni, d’angustie, di dolori, e +di mali ha espiato le colpe sue antiche più della nostra? Sì riandate +la storia, e ditemi se altra terra può sostenere il confronto anche +da lungi colla nostra? se altro popolo ha più diritti per risorgere a +grandezza, a libertà del nostro? Se altra nazione pel clima, pel suolo, +per l’indole generosa del suo animo, per legge eterna di natura, e del +cielo, per le sue passate glorie è chiamata più della nostra a tenere +lo scettro di supremazia sulle altre, e se maggiore servitù, maggiore +abbiezione, più lagrimevole stato del nostro mai si può dare? Non ha +sofferto abbastanza l’Italia!!!... questa nazione che fino dalla caduta +del colosso dell’impero romano, bersagliata dalla fortuna, restata +in possesso dei barbari i quali si strappavano l’un l’altro, e si +dividevano i brani del manto dei Cesari, quindi caduta in preda dei +Saraceni fu sempre afflitta, combattuta, manomessa dagli assalitori, +e dai difensori, dagli estranei e dai propri figli, gli uni contro +degli altri aizzati sempre dai suoi nemici! quest’Italia che fu sempre +in soqquadro ora per le agitazioni che la scotevano comunicandosi +dall’una all’altra estremità come il terremoto, ora pelle ambizioni e +pelle avidità degli invasori, ora per le crudeltà dei Brettoni e dei +Franchi, ora per le ire interne che la tormentavano, per le guerre +dei principi suoi che a palmo a palmo si contendevano il terreno, per +la perfidia Arragonese che lungamente la tradì, insanguinò, e divise, +poscia per la Ferocia spagnuola di cui rimase così vittima misera! +Quest’Italia che in tante tempeste, in tante perturbazioni ha pur +sempre dimostrato tanta costanza, tanta fortezza, tanto coraggio; che +giammai mancò di guerrieri magnanimi, di valorosi principi ora caduti, +ed ora risorti sulla propria terra come Antei sulla propria madre! +Quest’Italia che dopo d’aver dato al trono di Francia il più grande +Eroe che mai abbia esistito, si vide non solo frustrata nella più lieta +delle sue speranze, ma anzi tradita e venduta e più schiava resa di +prima! Perocchè tutto avrebbe potuto il grande Corso per la sua patria, +se l’ambizione non avesse in lui scemato l’amor della sua nazione, non +gli avesse fatto dimenticare le sue promesse, nè l’avesse indotto a +stendere la sua destra nella bocca del Lione di S. Marco e a strapparne +la lingua, ad ammorzare quella fiaccola, che invece doveva riaccendere +del più vivace e bello splendore, e la quale per ciò appunto che era +sul termine di sua vita meglio poteva rinfacciarci co’ pallidi suoi +crepuscoli la nostra vergogna, la nostra dappocaggine e scuoterci dal +letargo di morte a vivere novello. Non merita infine abbastanza questa +Italia, che devesi vedere assiduamente spolpata, succhiata, e carca di +catene dallo schifoso Tedesco, lupo alla cui rabbiosa fame in avvenire +mal sarà per satisfare la lombarda e veneta contrada, se per noi non +vien tosto rincacciato nella agghiacciata sua tana? Sì quest’Italia +che un Papa Gregorio immiserì, insanguinò al punto di superare tutti +i Tiranni dell’età passata nelle sue esecrande azioni e nella sua +infame lega coi Tedeschi, e per convincersi come gli stia bene la +sentenza d’Alfieri: _il Papa è Papa e Re_, sicchè _dessi abborrire per +tre_: si rifletta che il numero durante il suo regno delle vittime +a cui fece salire il patibolo ascende a OTTOCENTO e SETTANTADUE, +oltre ai non pochi che segretamente si fecero trucidare in prigione +senza processo, senza sentenza di Tribunale e per consiglio di quel +famoso suo Segretario Lambruschini, che Iddio tenga lungamente in vita +perchè possa sentire maggiormente il peso dell’universale disprezzo! +Quest’Italia che nella parte sua più bella e deliziosa è tenuta peggio +che schiava da un Ferdinando che non so se più abbia a nominare +_buffone_ o _carnefice_ de’ suoi sudditi, giacchè sì nel rendersi +ridicolo che odioso ed esecrando toccò l’ultimo segno a cui possa +giungere non un principe, ma un barbaro! Quest’Italia che un Granduca +di Toscana corona di viole e di papaveri, con una bugiarda mitezza di +governo l’assonna e la snerva, col promovere l’ozio, i divertimenti, +e colle Feste continue l’uccide, e colla speranza del lotto e delle +tombole le fa vivere una vita simile all’agonia dell’etico, e giunse +a renderla insensibile, fredda, indifferente alla vista di tanti +monumenti che al forestiero che visita quella terra parlano sentimenti +del più eroico valore, della più sublime virtù, e destano in core +un vulcano d’affetti, il fanno fremere colla memoria del passato +sulla fiacca, nulla, infelicissima nostra età! Quest’Italia infine +(per tacere degli altri Signorotti) che un Carlo Alberto dopo averla +vilmente tradita nel vent’uno, e barbaramente defraudata nel trentatre, +tradisce continuamente e deride per soprappiù, trastullandosi della +sua buona fede, con farsi credere a quando a quando disposto alla +favorevole occasione di cancellarsi d’in sulla faccia il marchio +della più esosa viltà! Vero insulto a chi generoso lo riconoscerebbe +a fratello, a padre, vero adoperare di malvagia anima, d’anima +infernale, che dimostra ben chiaramente, che la via dell’infamia +per lui incominciata tutta vuole percorrerla fino alla fine e fare +inorridire delle sue gesta nonchè le venerate ombre de’ suoi antenati +_Carlo Emmanuele_, ed _Emmanuele Filiberto_, tutta l’umanità! Quando è +dunque o Massimo, che noi a ragione possiamo raccontare un’illiade di +maggiori guai? quando potremo noi dire di meritarci la nostra salvezza, +se fin ora non l’abbiamo anche meritata? Sì quando verrà il giorno che +dobbiamo valorosi intendere tutte le nostre forze alla grand’opra? +il giorno che il nostro sagrificio potrà dirsi grande, bastante, +e consumato? che infrante potremo vedersi cadere a piedi le nostre +catene? quando ai nostri conati, ai nostri voti vedremo sorridere da +lor sepolcro le anime di tanti giovani Eroi caduti sotto la scure dei +nostri Tirannelli, martiri veri della patria, della libertà? + + + + +OSSERVAZIONE IV. + + Una sommossa può essere sorgente + d’immensi beni, come d’immensi mali; + d’immensa gloria, come d’immensa + infamia, la salute d’un popolo, o la + sua totale rovina. + + _Pag._ 26. MASSIMO D’AZEGLIO. + + +Finchè dite essere un fatto gravissimo quello d’intraprendere una +rivoluzione, finchè dite essere anche il fatto più grave, a che possa +il cittadino por mano, e che perciò vuole essere bene ponderato, ben +preparato per essere bene condotto, io sono di pieno avviso con voi, e +tutti quelli che per poco ragionano deggiono essere dalla nostra; ma +quando asserite che questo fatto può condurre _ai più fatali errori, +che può essere fonte d’immensa gloria, come d’immensa infamia_, +scusatemi se vi osservo che date nel più grande strafalcione che si +possa da uno scrittore pronunciare, se vi pruovo che vi siete lasciato +scappare di bocca una grande bestialità, di cui in niun modo vi avrei +potuto credere autore se per voi istesso non fosse ampiamente svolta +ed espressa nel vostro libro. Come mai può dirsi infame un’azione +suggerita dal più grande e nobile affetto, dal più sublime desiderio, +dalla più eroica virtù? un’azione consacrata dal dolore, dal patimento, +dal sacrificio de’ propri beni, delle cose più care, della vita? Un +opera per essere cattiva, malvagia, od infame vuol essere fatta con +fine cattivo, malvagio, od infame, del resto giammai potrassi dir tale +senza sragionare, poichè l’opera che è buona per principio è sempre +lodevole, anche quando lasciasse luogo a tristi conseguenze, le quali +se possono qualche volta far compiangere chi ne è la causa innocente, +se possono rendere men bello e glorioso il merito dell’autore, se +possono convertirla in danno quando invece da essa si aspettava +utile immenso, non è mai che possa autorizzare uno a biasimarla, a +condannarla, ad incolparla d’infamia, o di _pazzia_. Infame e pazzo +quegli piuttosto vorrebbesi dire, il quale osa profferire una tale +bestemmia, il quale dissuade, scoraggia da simile impresa chi dovrebbe +scaldare, incitare, ed illuminare perchè più facilmente se ne consegua +l’intento. Predicate l’unione, l’amore come principio unificante delle +popolazioni, delle masse, e delle famiglie, guardate che alla massima +fra le generosità s’accoppi la massima prudenza, ma non togliete a +scemare, a spegnere la più nobile fiamma che pur troppo non brucia più +le anime nostre come bruciava quelle dei nostri padri, che dai loro +sepolcri ci rinfacciano la nostra vergogna. + +Voi proseguite che l’intraprendere di propria autorità, il porre mano +a dar la mossa pel primo ad un tal fatto è atto tremendo per chi abbia +in pregio la giustizia, la fama propria, e della nazione, la carità di +patria, e l’amore degli uomini, e perciò altamente da biasimarsi; ma +quando mai un uomo solo s’accinse da principio a siffatta impresa non +solo negli ultimi casi di Romagna, ma sì pure nei primi? E quand’anche +fosse che uno solo avesse l’ardire e la possanza d’incominciare +l’opera da se perchè dovrà cotanto condannarsi dove è certo che il suo +desiderio, il suo affetto, il suo pensiero è quello dei più, e che +al primo grido della sua voce, al muovere del primo suo passo mille +e mille bracci si uniranno immantinenti al suo, mille e mille anime +concorreranno seco intrepide al cimento. + +È pur d’uopo che qualcuno incominci le cose e questi non rimprovero e +taccia di mentecatto, di temerario e d’infame, ma lode e gratitudine +somma si merta dai suoi connazionali, meno nel caso che agisse ad +insaputa di tutti, senza previo concerto, e senza tutta probabilità che +la sua voce fosse per trovare un’eco nel cuore della maggior parte e +che bastante sussidio gli sarebbe tosto apprestato da mandar ad effetto +l’intrapresa; e chi fu mai il quale negli ultimi casi di Romagna si +sia condotto talmente da spensierato? Voi Massimo mio gettate troppo +spesso nel vostro scritto di false premesse, e da false premesse traete +false conseguenze, locchè da tutt’altra persona che non da voi gli +Italiani si sarebbero aspettato. Infatti dopo d’averci parlato come se +la sommossa di Rimini abbia avuto origine da uno sconsigliato di tal +guisa, soggiungete a pruovare meritato il forte biasimo da voi datogli, +che _l’autore della sommossa si sarebbe fatto così ingiustamente +arbitro delle volontà, dell’avere, della libertà, della vita d’un +numero d’uomini che nè egli nè alcun altro se non Iddio può prevedere e +calcolare, e se ne sarebbe fatto arbitro (quel che più monta) per usare +i più preziosi beni, la più gelosa proprietà de’ suoi concittadini +ad eseguire i propri giudizi, perchè senza il loro consenso, senza +diritto, senza essere stato a ciò eletto da loro_. Ebbene supponendo +anche per vera l’asserzione che l’ultimo caso di Romagna abbia avuto +tal principio; favoritemi di dire in qual modo il promotore dell’opera +ingiustamente si sarebbe reso arbitro di tali cose; a me pare, e così +opino sia per parere a tutti, che niuno in tal occasione adoperando +come i Romagnuoli; può farsi arbitro ingiustamente della sorte, della +vita, dell’avere de’ suoi concittadini, e tanto meno col basso fine +per voi toccato, senza costringerli per forza ad abbracciar il proprio +partito, senza strappar loro un’assenso che nell’animo gli niegano, +senza insomma una forte prepotenza. Or come questa forza può essere +stata esercitata imperiosamente sugli animi altrui dall’eccitatore +della sommossa di Rimini, se tutti che vi presero parte o col braccio +o col consiglio, o coll’ajuto d’armi e di danaro, tutti operarono +più che di loro spontanea volontà sto per dire con gioja, con furore, +con entusiasmo? Come uno puossi far arbitro di tutto l’altrui contro +l’assenso universale, se il pensiero di promuovere la nazionale +nostra indipendenza è universale, se da una estremità all’altra della +penisola secondo voi, uno è il desiderio, uno il volere? Il capo +d’una rivolta a cui volontariamente, e certi di quel che intraprendono +tutti parteggiano, non può dirsi arbitro delle altrui libertà, delle +altrui sostanze, delle altrui vite, e delli altrui diritti, ma solo la +guida degli altri perchè per ingegno, coraggio, e perizia militare, +o politica scienza a tutti loro forse superiore. Del resto egli +appigliandosi volontariamente all’opra, resta arbitro di tutto il suo, +se gli basta l’animo di sagrificarlo alla patria, siccome degli altri +che a lui si affidano spontaneamente ciascuno rimane pure arbitro di +tutto il suo proprio, il perchè se non avesse voluto cooperare niuno +avrebbelo a ciò spinto e costretto. E poi qui la cosa era concertata; +meditata da tempo, ed incominciata non per opera d’uno, ma sì di +molti, e ciò merita attenzione, di molti e non del vulgo, ma persone +d’educazione di non umile famiglia, sicchè non devesi muovere dubbio +ei non sapessero d’essere o no corrisposti nella loro impresa dai +connazionali; onde anche l’esito infelice dei loro tentativi avesse +peggiorato lo stato nostro, che peggiorare da quel che è, più non può +assolutamente, io non veggo e niuno può vedere la ragione per cui con +diritto sarebbero stati maledetti, siccome sarebbero stati benedetti +in contrario se avessero guadagnato l’intento loro. Giacchè conchiude +all’opposto affatto l’argomento, che Voi ponete innanzi dicendo: +che solamente quegli il quale sia messo da un altro in un ufficio +può giustamente scusarsi della mala riuscita con addurre che le sue +intenzioni erano buone; e non coloro che nell’ufficio si pongono da sè, +imperciocchè questi anzi unicamente meritano una tale scusa (sempre +nelle precennate condizioni) agendo essi solo a loro talento, quando +chè chi opera per un altro deve mettere in esecuzione non li proprii ma +li altrui divisamenti. + +Ma lasciando da banda queste sottigliezze, permettetemi che vi dimostri +essere in vera contraddizione con voi stesso: non avete detto in sul +principio del vostro libro che noi non avevamo sofferto abbastanza? +che i nostri mali non erano ancora sì gravi da meritarci la nostra +indipendenza? Ora adunque perchè dimenticare le vostre parole sì +presto, e lanciare sì brusche, sì amare, sì severe rampogne contro gli +autori della rivoluzione e farli meritevoli d’infamia e di maledizione +se il loro tentativo accresceva le nostre sciagure, quandochè ciò +giusta la vostra opinione potrebbe renderci degni di risorgere, di +riavere l’antica nostra libertà? Avreste fatto assai meglio qualora +aveste detto che essi hanno meritato l’universale lode, ammirazione, e +gratitudine anche nell’esito avverso, perchè il solo concetto non che +il coraggio di porlo in esecuzione procaccia venerazione a chiunque +lo ravvolga nella sua mente, e cerchi di stamparlo profondamente +negli animi altrui; sì, avreste fatto meglio assai di dire loro che +l’esperienza di tal fatto dovrebbe ammaestrarli per l’avvenire ad +essere più prudenti, ad apparecchiar con maggior maestria la cosa +un’altra volta, di svelare i loro falli cogli opportuni consigli per +scansarli in avvenire, e ciò non potendo, di tacervi. Però chè non essi +devono avere crudeli rimorsi di tanto avere osato, _come voi dite_, +ma sibbene gli altri che non sorsero all’opra, coloro, che non li +ajutarono, furono freddi vergognosamente a quella voce che secondata +tutto poteva restituirci, perchè tutto fuorchè il nome abbiamo perduto. + + + + +OSSERVAZIONE V. + + Gli Italiani hanno avuto quello + che meritavano pel loro Egoismo, e + per la miseria dei loro disegni. + + _Pag._ 10. MASSIMO D’AZEGLIO. + + +Se la taccia d’egoisti fosse rivolta a noi da uno straniero, ci venisse +d’oltralpe a d’oltre mare, poca o niuna meraviglia noi senza dubbio +faremmo, usi come siamo da lunga pezza a sentire cotesti predicatori, +che visitando da un capo all’altro la nostra penisola colla velocità +d’un corriere postale, sorgono profeti del passato a declamare sulle +rovine; bensì e stupore e rammarico quella ci desta quando a noi +perviene da coloro, cui serra il baluardo delle stesse montagne, e ’l +vallo dei medesimi mari, e tanto più da un Massimo d’Azeglio, da un +uomo nel cui seno arde forse al pari che nel nostro la fiamma della +patria carità. + +Perchè Azeglio riprendere i vostri concittadini d’Egoismo, e perchè +rimproverar loro la miseria dei disegni? invece di sollevar la vostra +mente a maggiori intendimenti, a fortificare col consiglio e col +parteggiare più ampie idee, quei generosi che tutto posero in non +cale per la redenzione della lor patria, e a cui forse nulla mancò +per condurre a termine l’impresa che una saggia ed esperta guida. +Una rampogna ingiusta, sappiate, scoraggisce, e paralizza quelle +forze dell’animo, che bastarono a durare vittoriose contro tutti +i macchinamenti, contra tutte le oppressioni della tirannide, ed +ingiusta è la vostra rampogna verso i Romagnoli, prima perchè essi, +sebbene il loro movimento fosse _provinciale_ come voi osservate, +avevano uno scopo grande e nazionale, e pruova ne è il correre a +prendervi parte i Toscani, ed il prepararsi a ciò pure i Napoletani; +secondariamente perchè da un moto parziale si può progredire ad un +movimento generale della Penisola coll’istessa facilità, che una +piccola scintilla eccita secondata un grandissimo incendio. Di fatto +chi vi assicura che la bandiera bianca per essi inalberata non fosse +un saggio trovato per mettere meno sull’allarme il governo, e farsi +ad un tempo più leggiermente un forte numero di fautori, piuttosto +che la manifestazione vera dei loro desiderii? Credete voi possibile +che i Romagnoli portassero fiducia d’indurre l’ostinatissimo loro +Gregorio a dar loro le chieste riformagioni con una sommossa, mentre +nella rivoluzione del 31. videro ad istanza della Francia, della Gran +Brettagna, della Prussia, dell’Austria e della Russia promettersi dal +Papa tutte quelle instituzioni da cui dipende la prosperità e la quiete +d’un popolo, e quindi non solo non ottennero ciò che avevano dimandato, +e loro era stato accordato, ma fra breve si trovarono in peggiori +situazioni che non erano prima? Io per me anche non mi costasse di +certa scienza che ben altri erano i loro divisamenti, pure mai potrei +indurmi a ciò credere, a far un così grave torto alla nobile indole +dei nostri fratelli. In quanto poi all’esito, fintantochè dite che i +Romagnoli hanno toccato le male conseguenze delle non ben ponderate +misure della loro inesperienza, non vi si può che dare piena ragione, +ma quando insistete che essi hanno ottenuto ciò che meritavano solo +d’ottenere, tutti veggono in voi più un maligno ed imprudente censore, +che non un provvido e schietto consigliere, la severità per riprovare +e condannare, più che la volontà e la saviezza per migliorare. Sta +bene che voi raccomandiate a mettere _in prima fila_ la causa della +nazione, ma non potete perciò rimproverare chi non negligentandola +menomamente, comincia col tentarne un’altra forse per mettersi in +grado da poter meglio operare per la prima, unico motivo che a questi +giorni può spingere non dico i Romagnoli, ma qualsiasi degli altri +popoli della nostra Penisola al partito delle sommosse _parziali_. Del +resto comunque siansi condotti gli insorti della Romagna, è certo che +la vostra asserzione in contrario senza pruove di sorta è nulla, anzi +vergognosa, il perchè anche, supponendo, voi abbiate avuto qualche +motivo a ciò profferire, avreste dovuto anzi di riprenderli procurare +di emendarli e disporli meglio per l’avvenire fingere d’ignorare la +colpa che a quelle vittime generose potessero venire in qualche modo +a diritto imputate. Così la vostra parola non sarebbe tornata nè +svantaggiosa nè offensiva; siccome tornò ridicola allor quando si fece +a consigliarli di ricorrere ai giornali esteri e a farvi sovra proteste +contro il loro governo per quelle innovazioni e quei miglioramenti +che hanno diritto di domandare e sperare; come se un Gregorio si +mostrasse di tempra più facile ad essere impressionato degli altri +nostri Tirannelli, i quali pur troppo sanno meglio che noi far orecchio +da mercanti a ciò che loro non conviene ascoltare. Se volessero +rispettare i giornali non comincierebbero essi a rispettare un pò +più l’opinione pubblica, l’opinione universale? E poi a quali rischi +uno non s’esporrebbe? voi sapete, o almeno non dovete ignorare quali +imbrogli, quali esosi maneggi abbiano luogo nella posta, nulla anche +di turpissimo può oggi maravigliarci nel nostro paese a tal riguardo, +quando nemmeno la libera Bretagna ebbe vergogna d’insozzarsi in tale +viltà, in tale frode.[2] + +Per la qual cosa non solo non vuolsi considerare come egoismo lo +spingersi per la via delle sommosse parziali per ascendere per via di +queste ad una generale, ma anzi merita lode somma chi sta attento per +cogliere l’occasione più propizia per dar fuoco alla mina; il che se +difficile è a conseguire, lo è immensamente di più il far scoppiare, +dirigere, e mandare a termine una generale; onde avreste voi bene +meritato dalla patria e da tutti qualora descritta ed appianata ci +aveste la via da tenersi in una grande intrapresa, che non accennarcela +solamente, e dirci che _per non esservi entrati francamente e +generosamente_, noi Italiani siamo stati, e siamo tuttavia più che +_compianti_, derisi. Lasciate pure che le altre nazioni anzichè +compatirci ci deridano, purchè non discendiamo noi a deriderci a +vicenda, poco importa, verrà il giorno o tardi o tosto che inarcheranno +dalla maraviglia i loro occhi, e riconosceranno in noi i veri figli, +i veri discendenti di quei grandi che fur per due volte maestri in +tutto al mondo intero, ed allora saremo ampiamente vendicati delle loro +derisioni. + +Che poi ogni ambizione municipale sia cessata nelle nostre provincie, +ne è prova la rivoluzione del vent’uno a cui si pose esca e fuoco da +ogni parte col medesimo scopo, collo istesso desiderio, dir voglio +dell’universale indipendenza della bella penisola, ma più di tutto ne +è pruova l’entusiasmo con cui tutti i popoli italiani si mostrarono +pronti a gridare loro re ora _Carlo Alberto_, ora _Ferdinando di +Napoli_, ora il _Duca di Modena_, che pareva dovesse fortunatamente +diventare il rovescio della Medaglia, di cui il suo padre era il +diritto, alle più piccole apparenze di moderazione, di valore, o di +ravvedimento che venisse loro dato di ravvisare nei nostri Tiranni; +ne è pruova finalmente la differenza insorta ultimamente tra il +Piemonte e l’Austria per le dogane dei vini, in cui Carlo Alberto +volendo sostenere i suoi diritti fece concepire su di se le più belle +speranze, talmente che mille chiacchiere si sparsero, mille progetti, +tutti si preparavano a proclamarlo Re d’Italia mentre egli vuol +continuare ad essere principe dei vigliacchi, re dei Giuda. Interrogate +pure gl’Italiani delle nostre più illustri città e vedrete che niuno +v’incontrerà di rinvenire il quale desideri la libertà d’Italia a +patto che il suo paese riacquisti il suo principe, il suo doge, la sua +antica signoria, l’esperienza del passato ha dottrinato non dico le +masse colte, ma per fino gli abitanti dell’abituro, e del campo. Il +Genovese pure che fu tenuto sempre pel popolo il più ambizioso, il più +superbo, il più fiero della gloria sua municipale non già meramente in +Italia, ma quasi sto per dire nel mondo, ebbene il genovese è forse +quello che più di qual si voglia, altro vi fa maravigliare de’ suoi +sentimenti italiani se togliete ad interrogarlo anche nel ceto più +basso. Mi ricorderò sempre, che un rozzo barcaiuolo da me interpellato +se era contento del governo sardo, se si sarebbe rivolto alla proposta +di un governo libero, italiano, e nazionale, mi rispose queste semplici +ma energiche parole: _non amo trattenermi in questi discorsi, perchè +troppi me ne furono inutilmente fatti fin’ora, ma quando si trattasse +davvero d’un altro governo anche non libero anche non nazionale, ma +solo migliore dell’attuale, non solo io, non solo tutti gli uomini +capaci di consacrare il loro braccio alla patria, ma perfino i bimbi +che anco si nascondono nel ventre delle loro madri si rivolterebbero +al dispotico governo, che ci schiaccia l’esistenza_. E simili risposte +sebbene non sempre in sì energico modo mi vennero fatte dal basso +popolo nelle varie parti della nostra penisola, sicchè vedete quando io +vi dico che il municipalismo è caduto, universale è il pensiero della +nostra nazionalità, il pensiero di risorgere in uno solo intendimento, +ve lo dico per propria mia scienza, perchè son cose che ho toccato con +mano, che ho veduto co’ miei occhi in alcuni miei viaggi. + +Volete sapere qual cosa manchi agli Italiani? un capo, uno che li +guidi, che inspiri fiducia nelle pur troppo scoraggiate masse; fate +che lo trovino e l’esito dell’impresa sarà strepitoso, terribile, +grande e felice. Del resto procuriamo di estendere se più anche si +può, la conoscenza della propria abiezione, di insinuare ogni maniera +di liberi e generosi sentimenti negli animi della moltitudine, ma +non con ispensierata anzi sfacciata maniera a cui voi consigliate, +ma sì prudentemente, e sotto l’anonimo non avendo bisogno la verità +ad essere compresa ed avuta in pregio dell’autorità d’un nome più o +meno illustre, più o meno degno di fede in apparenza, siccome ne ha +di mestieri la calunnia, e la menzogna per ottenere credenza. Sì, +rinfreschiamo le glorie nostre passate nella morte del popolo; chè +niuna cosa più giova a convincerci della propria forza che ciascuno +abbiamo nel braccio e che è atta centuplicarsi mille volte in energia +e vigore colla unione, quanto il ricordare l’Italia del 1154, fino al +1177, dir voglio al tempo della quasi incredibile Lega Lombarda, ovvero +i Parmigiani che fugano Federico 2.º con tutto il suo esercito nel +1248, la Sicilia che stermina i Francesi nel 1282, la cacciata del Duca +d’Atene nel 1345, l’opra di Cola da Rienzo nel 1347, Stefano Porcari a +Roma nel 1453, Girolamo Olgiati a Milano nel 1478, Niccolò Capponi a +Firenze nel 1494, quindi Francesco Ferrucci nel 1530 nell’assedio di +Firenze, la congiura di Burlamachi a Lucca nel 1546, la sollevazione +di Napoli contro il Toledo nel 1547 a cagione del sant’Ufficio, la +cacciata degli Spagnoli da Siena seguita poco dopo della caduta di +quella forte Repubblica cioè nei 1552-55, e nel 1647 le due rivolte +condotte da Giuseppe d’Alessio, e da Masaniello, a Palermo ed a Napoli, +i quali se avessero ottenuto il favore de’ nobili sarebbero giunti +oltre alle lor patrie a liberare tutta l’Italia dalla servitù di +Spagna, il nome d’un Pietro Micca che all’assedio di Torino nel 1706 +espone sua vita a certa morte e salva la patria dai Francesi, la gloria +di Genova che nel 1746 scacciò gli Austriaci, la resistenza dei Corsi +contro la Francia nel 1769, e quella della plebe Napoletana nel 1799 +contro le schiere di Championnet, resistenza la più valorosa che mai +siasi vista, e che da se sola fa grande elogio a quel popolo. + +Sì, questi e tanti altri illustri fatti che le storie straniere con +ragione hanno da invidiare alla nostra, noi dobbiam continuamente +occuparci per rendere popolari, perchè possano aumentare quella fiducia +che ciascuno di noi prima nelle proprie forze, poscia in quelle de’ +nostri fratelli, e giammai negli stranieri abbiamo a riporre, se non +vogliamo aggiungere pentimento a pentimento, onta ad onta, sciagura a +sciagura. + + + + +OSSERVAZIONE VI. + + La verità è una sola, e se + l’applichiamo ai principi, dobbiamo + egualmente applicarla a chi fa ciò + che essi fanno, benchè con modi e + fini diversi. + + _Pag._ 28. MASSIMO D’AZEGLIO. + + +Mettendo a paragone il popolo italiano coi principi che stendono +la tirannica destra su desso, voi dapprima vi palesate in dubbio a +quale delle parti abbiate a dare la preferenza circa al modo loro +di comportarsi, il quale sia meno nocivo alla causa nostra, meno +aggravante li lunghi nostri mali, poscia venendo fuori colla sentenza +di certo inconcussa, che la verità è una, e deve applicarsi ai principi +medesimamente che ai loro sudditi, non temete più di non andare +errato pronunciando qual sia la vostra mente a tal proposito, e con +chiare note dite dopo un’attenta considerazione che «_l’arbitrio dei +principi genera di rado le conseguenze calamitose che quasi sempre +genera l’arbitrio dei capi di sommossa_», adducendo per argomento +a fiancheggiare l’opinione vostra; _avere i principi una posizione +data, e che non si son scelta di propria elezione_. Io non so se +assurda più che ridicola, ed ingiuriosa si debba dire la vostra +asserzione, ma quel che è certo mi empie di maraviglia allorchè +penso aver ciò voi detto per far apparire sempre più condannabile +la sommossa dei Riminesi. Perocchè qual cosa essi hanno operato +cotanto riprovevole? forse stragi, incendii, incesti, ladroneggi, +saccheggi, ed assassinii? Eppure siffatte cose dovrebbero avere avuto +luogo nella loro impresa perchè potessero essere con ragione messi +a paraggio coi nostri Principi, perchè le loro azioni valessero a +superare in danno, o controbilanciassero le costoro prepotenze, le +costoro ingiustizie, e barbare azioni d’ogni maniera. E posto anche +che tale si fosse stata la condotta degli insorti Romagnuoli o per +cieco furore o per accanito proposto di giusta vendetta, ed avessero +proprio accresciuto le pubbliche calamità piuttosto di sminuirle, a +chi se ne dovria imputare la colpa maggiore? agli insorti, o a chi +è la causa della lor insurrezione? agli schiavi che per crollare un +giogo se ne trassero un altro peggio sul collo? ovvero ai tiranni, +a que’ mostri di natura che dopo mille rischi aver corso di pagare +il fio di tutte le loro nefandità, sfidano il destino, il consenso +universale, coll’incrudelire, coll’ostinarsi non solamente a rimanere +nel fango, ma coll’arrovellarsi il cervello per rendersi più uggiosi, +più maladetti, e più sprezzati? Il Popolo, ed i Principi, possono +essere paragonati non nel caso, l’uno della più alta schiavitù, li +altri del più terribile dispotismo, ma sì in quello che Iddio, Natura, +i tempi, e l’incivilimento imperiosamente dimostrano dover essere +lo stato dell’uomo tanto destinato ad obbedire, quanto a governare, +dell’uomo che la patria e la società vogliono vedere che compia prima +i suoi doveri verso di loro, perchè a diritto si possa un dì lagnare, +dove vengano offesi i diritti di lui. In tutte le cose mio caro, ma +principalmente in quelle di politica prima di conseguitare giudicii +sul bene e sul male, sul merito e sul demerito, sulla colpabilità e +sull’incolpabilità è di mestieri dagli effetti montare alle cause, +e dalle cause discendere agli effetti, è d’uopo tener conto di tutto +che possa dannare o scusare un’azione, si deve aver l’occhio a ciò che +risguarda al fine impostogli dall’autore, ed a ciò che all’esecuzione +materiale del suo divisamento tanto si riferisce, altrimenti senza +avvedersi uno viene al punto che gli sfuggono di bocca solenni +strafalcioni pari al vostro di attribuire al popolo italiano tutte +quelle calamità che gravangli sul capo, le quali invece non si devono +riputare altro che conseguenza diretta o indiretta della barbarie +di chi lo governa. Se voi o Massimo vi vedeste vibrato un colpo +all’improvviso e per iscansarlo vi precipitaste inavvertentemente +all’indietro in un precipizio, che rispondereste di grazia ad uno +che visitandovi al letto della vostra agonìa vi dicesse, era meglio +schivare il colpo con piegar la persona o da l’uno o dall’altro +fianco, chinarsi ed aggredire l’avversario, osservare il rischio che +correvate per fuggirne un’altro, e poscia vi desse dello spensierato, +del pazzo? Pressochè uguale alla risposta che darestegli voi in simile +caso, è quella che nel loro animo vi darebbero i Romagnuoli: e se non +ve la danno è per predicarvi coll’esempio, ciò che voi avreste dovuto +fare con loro, cioè che convien tenere conto delle buone intenzioni, +si deve guardar più ai principii che guidano all’opra, che non ai +mezzi con cui uno si accinge ad operare. Non seppero sopportare la +loro sventura i Romagnuoli nell’insorgere tante volte come hanno +fatto intempestivamente, voi replicate, incitandoli alla virtù di +soffrire con rassegnazione, ad imitare gli abitanti della generosa, +e misera Polonia, ma pochi giorni dopo la pubblicazione del vostro +libro cadde lo specchio infranto che voi ponevate innanzi agli occhi +degli Italiani, perocchè i Polacchi come i Romagnoli di tempra non +più che umana, non potendo soffrire più a lungo li tanti mali che li +travagliavano, imitarono quei di Rimini e toccarono più lagrimevole più +straziante esito dei loro tentativi, che non è incontrato a questi. Dal +chè chiaro apparisce potersi giungere fino a un grado di rassegnazione, +dove poi è giuocoforza gridare, non puossi più tenere in istrozza il +profondo sospiro, è bisogno, necessità alzarsi furenti contro i nostri +nemici, ritentare gli antichi conati con più calore, appigliandosi +novellamente alle mal sortite imprese. Morto è quel Leone che nel più +acuto del dolore, nel maggior martoro della febbre non manda a quando a +quando un suo ruggito, uno spaventevole lamento. Il dolore vuol essere +sofferto nel segreto dell’operosa meditazione, finchè un generoso +fremito non abbia eccitato nel nostro animo, di poi conviene dargli +uno isfogo, bisogna irrumpere con tutta l’energia possibile, del resto +quella fiamma che dovea condurci a vittoria, a vendetta, a libertà, +venendo entro noi sconsigliatamente compressa, paralizza ed annichila +le ultime nostre forze, ci strugge, e ci uccide in meno tempo che non +può il ferro del Tiranno. Preparate le fila della trama affinchè meglio +sia ordita, segnate il cammino che dobbiamo presto calcare per venire a +salvezza, ma non venite più a predicare scoraggiamento e rassegnazione, +la vostra missione sarebbe falsa, chè la maggiore nostra colpa ormai +fatta antica è l’aver sofferto di troppo. Di qui si parte la derisione +con che gli stranieri tentano d’oscurare la nostra gloria passata, non +già dai generosi tentativi, che fatalmente fino al giorno d’oggi non +giovarono che ad accrescere il numero dei martiri. + + + + +OSSERVAZIONE VII. + + Al Governo Papale dimanderò + cosa che non parrà indiscreta, gli + chiederò pe’ suoi sudditi la grazia + d’essere un pò più assoluto, un pò + più dispotico di quello che è. + + _Pag._ 38. MASSIMO D’AZEGLIO. + + +Che voi abbiate dimostrato che le male conseguenze, i funesti +seguiti della reggenza del governo Papale superano a pezza tutti +gli inconvenienti di qualsiasi governo assoluto e dispotico, tutti +vi commendano, e ciò era veramente quello che dovevate fare per +indurre ad aprire gli occhi chi si incapponisce a tenerli chiusi; +che abbiate anche pruovato il governo papale non essere veramente +assoluto e dispotico mentre si crede d’esserlo, ognuno non può a +meno di approvare, perchè anche da questo vien manifesta sempre più +l’ingiustizia, e la tirannia di quel governo, e la ragione perciò che +hanno sudditi d’invocare le dovute riforme, e di ricorrere all’armi +vedendo di non essere affatto ascoltati diversamente; ma che voi +veniate al vostro assunto, e dimandiate per il bene dei Romagnoli +la grazia al governo Papale d’essere un pò più assoluto, un pò +più dispotico, i vostri lettori non solamente non convengono, ma +riprendono, e biasimano fortemente il vostro avviso, e con ragione. Da +chi siete voi messo a trattare la loro causa? Chi vi disse che essi a +ciò si contentino, che reputino una grazia una tal concessione, una tal +riforma? Governi assoluti e dispotici sono tutti gli altri dei varii +stati d’Italia, e se i Piemontesi, i Lombardi, i Napoletani, i Toscani, +i Lucchesi, i Modanesi, i Parmigiani non solo non sono contenti dei +loro governi, ma anzi si struggono dal desiderio di crollarne il giogo, +come volete che i Romagnuoli possano essere intieramente soddisfatti +nelle loro mire qualora il Governo Papale su quelli si modellasse? +come potete esservi condotto a credere che anzi essi avrebbero avuto +a grazia un siffatto mutamento? Veramente v’ha una grande differenza +tra quelli e questo! negli altri stati Italiani è un solo che figura +d’incatenarci per via dell’opera de’ suoi ministri, i quali non hanno +autorità, quando non se la prendono, e sono stretti esecutori degli +ordini del re, quando vogliono; nello stato del Papa non è uno, ma sono +più che hanno, voi dite, il privilegio di disporre dei ceppi, e della +scure, e che per ciò? se gli Italiani tanto di questo che di quelli +stati si trovano tutti pressochè alle stesse, se tanto qui che altrove +l’amore pei sudditi è lo stesso, lo stesso il favore all’incivilimento, +la stessa la provvidenza delle leggi, lo stesso il riguardo ai diritti +pubblici e privati del cittadino! Io entro in avviso che abbiate ciò +detto per ischerzare, non altrimenti che quando parlando della saggia e +generosa condotta serbata dal Gran-Duca allorchè dal Nuncio Apostolico +T. Sacconi gli era stata dimandata la resa di Renzi, uno dei principali +del moto di Rimini, uscite in queste parole: _aver egli destato con tal +atto invidia in qualche principe italiano_. L’Italia presentemente non +ha più quei principi di cui si poteva a diritto vantare un giorno; oggi +li suoi principi sono figli snaturati, e non sono capaci che di azioni +vituperevoli, di passioni abiette e vili; veri animali immondi, che +più si sprofondano nella fanga, quanto più tengono della lor indole, +non possono che invidiare il male. Ma l’invidia ad una nobile azione +può aver luogo solo in un’anima generosa, in un’anima che si strugga +di non potere afferrar un’occasione per ispiegare quella forza, che +nell’intimo le agita tutte le fibre. Qual è di grazia quegli che alle +sollecitazioni dell’Austria, alle calde istanze del Governo Pontificio +avria non dico dimostra tanta fermezza di carattere da non mutar +determinazione, come poi timidamente fece il Granduca, ma che avrebbe +solo esitato un’istante dall’aderire alle loro ingiuste dimande? qual +dei nostri Principi anzi non avria, anticipatamente alla manifestazione +de’ loro desiderii, rinchiuso il Renzi nelle sue prigioni, e quasi +direi inalberatagli la forca piuttosto d’approvare, anzichè d’invidiare +l’atto giusto e lodevole di generosità del Granduca di Toscana? Carlo +Alberto? quell’infame, che dopo d’avere spinto i suoi soldati, i suoi +compagni, i suoi congiunti, li suoi amici sulla via della rivolta, non +ebbe vergogna di mancare al suo giuramento, di tradirli, e di spargerne +il sangue, pronunciando, dopo avere soscritto più sentenze di morte, +queste rabbiose parole: _muojano! muojano tutti! che la voglio tutta +schiacciata questa maledetta genia di liberali_. Carlo Alberto cui non +bastò l’animo mai di richiamare dall’esiglio quei tali nemmeno, di che +egli stesso s’era fatto guida nel Ventuno? Avete veduto ultimamente +come infatti si regoli il governo Sardo verso i liberali, e chi +sospetta per tali: Il Conte Annibale Montevecchio, ed il Sig. Filippo +De-boni per vostro consiglio si erano recati ambidue a Torino sulla +fiducia di trovarsi in maggior libertà, e più sicuri dalle molestie +della polizia, da cui qui appena qualche motivo avevano a temere. +Essi non potevano dirsi compromessi col loro governo come il Renzi, +nè tampoco appariva fossero perseguitati, e se si erano dilungati da +esso ciò avevano solo fatto l’uno per timore, l’altro per isperanza +d’un meglio altrove e più vantaggioso soggiorno, eppure passarono essi +un giorno solo di vera quiete, di vera tranquillità d’animo in Torino? +obbligati a consegnarsi mane e sera all’ufficio della polizia, espiati +nei loro passeggi, osservati ed ascoltati nei loro discorsi dopo il +volgere di pochi giorni da mille disinganni amareggiati, si videro +intimata la partenza, e non vi fu nè la vostra nè la protezione del +vostro fratello, e di molti altri grandi della corte e dello stato, la +quale sia stata valida a far sospendere un tal ordine, e a procurare +loro anche un solo prolungo di dimora. + +E dopo un cosiffatto procedere del suo governo volete voi che un Carlo +Alberto potesse sentire invidia della fermezza del Gran Duca di Toscana +nel niegare all’Austria, ed al Papa il Renzi, uno dei capi della +sommossa? Oh scusatemi! ma voi o non parlate di buon conto, o Balbo vi +mise le traveggole agli occhi, e sia che vi troviate nel primo, sia che +vi troviate nel secondo caso, è sempre uno stato indegno di voi, d’uno +che gli altri dovrebbe guidare, e non lasciare che gli altri conducano +lui pel naso. Non abbiate fiducia in chi nei fatti non si mostra +consentaneo alle sue parole, non nel Balbo e ne’ suoi seguaci che sotto +il manto di moderazione, e meglio del Gesuitismo predicano la riforma +finchè può migliorare le loro condizioni, può favorire il trionfo della +loro casta, dell’aristocrazia; ma alla voce d’indipendenza, di libertà, +di rivoluzione, si spaventano, si crucciano, tremano a verga a verga, +vuoi per la coscienza dei loro demeriti, vuoi per lo timore di cadere +dal loro potere, di dover lasciare la maschera di moderato liberalismo, +di occulata prudenza con cui tentano, a detta di Tacito, di corrompere +il popolo colle mentite speranze, di consolidare il loro regno +allontanando gli animi delle ardite imprese, sostituendo al coraggio +la disperazione. Anime che si potrebbero paragonare a quelle piante +parasite che per tenersi in piedi hanno bisogno che altre loro servano +d’appoggio; demoni d’inferno che incapaci ad operare nulla di bene, di +grande, non solo non vogliono riconoscere il merto di chi immensamente +li avanza, ma vorrebbero spegnere quanto può essere di nobile, di +sublime per desiderio, volontà, intendimento ed intrapresa in altrui. + + + + +OSSERVAZIONE VIII. + + È utile all’Italia, ed atto facile + ad imitarsi, il protestare a viso + aperto contro le ingiustizie che da + noi si soffrono, qualunque siano, e + da chiunque ci vengano. + + _Pag._ 110. MASSIMO D’AZEGLIO. + + +Si vede chiaramente che voi non avete sofferto mai nulla, e per +conseguenza giammai avete dovuto alzar su la vostra voce contro qualche +atto d’ingiustizia e di prepotenza usatovi o dal vostro o da altro +governo, che altrimenti non avreste dato il ridicolo consiglio agli +Italiani di protestare a viso aperto contro tutto quanto loro dai +governi fassi soffrire, piuttosto e con maggior frutto loro avreste +dato un avvertimento affatto opposto perchè inutilmente non avessero +la spensieratezza di affrontare i tanti rischi d’ogni maniera a cui +necessariamente quegli va incontro, il quale osasse non diciamo far +una solenne protesta, ma solo una rimostranza ai nostri Tiranni, i +quali volendo essere infallibili, sono incapaci di ricredersi, ed +indietreggiano nel peggio piuttosto di valersi dell’altrui consiglio +per procedere al meglio, simili a quei ronzini che se li battete +retrocedono e scaraventano de’ calci, se li accarezzate si piantan +fermi nella via, ed un buon argano ci vorrebbe per farli muovere. Un +fatto solo può servirvi di pruova mentre ne potrei citare moltissimi +da cui si rileverebbe il più felice esito a sperarsi da una protesta +qualsiasi, essere per avventura l’indifferenza. Nel 1841, se non fallo +trovavasi in questa capitale l’Areonauta Comaschi, il quale innalzatosi +nel suo pallone ritentava una salita nel cielo che da qualche giorno +il vento gl’impediva di mandare ad effetto, il viaggio dapprima riesce +felice, rapido l’areostata tra gli applausi della affollata popolazione +era asceso ad un’incredibile altezza, quando un soffio di vento di +tramontana lo spinge quasi orizzontalmente sulle colline di Moncalieri. +Il Comaschi vedendosi contrastato dai venti, anzichè venire a lotta +con loro, decide di discendere per mezzo del _paracadute_. Il suo +Pallone piombato al suolo in poca distanza da lui venne preso da alcuni +soldati del reggimento di Savoja Infanteria che staccati dal corpo che +si ritirava dalla così detta _passeggiata militare_. Egli presentatosi +loro, chiama il suo pallone, essi dapprima ridono poscia sguainata la +spada si fanno attorno a tagliuzzarlo niente meno che avessero avuto da +menar strage sul nemico del loro paese. Il Comaschi non la potendo dire +nè in parole nè in fatti si ritira, e si reca a Torino dove raccontata +la cosa a qualche amico trovò una persona che s’incaricò di farci avere +una compiuta soddisfazione. Infatti pochi giorni dopo Carlo Alberto gli +faceva pagare il pallone colla cassa del reggimento a cui appartenevano +que’ soldati, mandò alla _catena militare_ quelli che erano apparsi più +colpevoli, degradò e congedò dal servizio gli ufficiali superiori che +in quella sera accompagnavano il _corpo_. Alcuni di questi ricorsero +al Re per far valere le loro ragioni e pruovare che in verun modo non +potevano essere colpevoli, il Re letta la supplica si rivolge al suo +primogenito il Duca di Savoja, e gli chiede il suo parere, essendo +questi allora il colonnello di quel Reggimento. Volete sapere la +risposta, il resultato? Ebbene l’erede del trono Sabaudo volto al padre +soggiunse con disdegno: _se fossi nel posto di V. Maestà non solo non +mi ritratterrei dalla presa determinazione, ma farei tutta fucilare +cotesta canaglia_. Il consiglio del figlio Augusto, le cui parole ce +lo dovrebbero caratterizzare, non venne è vero dal padre accettato, +ma è vero altresì che quella rigorosissima sentenza fu eseguita senza +modificazione di sorta, e per alcuni ingiustamente; ma di simili fatti +ne vedrete addotti altri molti in questo opuscolo, e tutti tratti +dalla storia attuale del nostro paese, sicchè potete col massimo +agio accertarvi della verità. Onde vedete o Massimo per ora inutile +il consiglio di far proteste ai nostri signorotti, come quando mi +abbiate letto fino alla fine iscorgerete di più essere molto rischioso. +Trasportatevi solo a qualche anno addietro nella nostra storia, cioè +al 1815, e vedrete come Ferdinando di Napoli mandasse proclami a’ suoi +sudditi, in cui prometteva, riforme, leggi provvide, libertà, ed ogni +maniera di civile guarentigia, ma non mantenendo mai alle sue promesse, +gli abitanti delle due Sicilie si levarono a tumulto nel 1820, in un +solo pensiero e proclamarono una costituzione, la quale fu accettata +con sacramento dal Re e da tutta la reale famiglia. Ma calpesto il +giuramento corse il Re a Lay-bach per avere l’assistenza dell’Austria, +alla quale parve non vero mettere in esercizio le sue bajonette, e +perciò venne nel regno con numerose falangi, ed obbligò il popolo +a rinunciare affatto li suoi diritti. E chè non fu fatta nel tempo +istesso di quella invasione, cioè nel 19. Marzo del 1821. una solenne +protesta? il deputato e Generale Poerio facea dal parlamento approvare +una dichiarazione, la quale veniva a terminare in queste parole ec. +_noi protestiamo contro una siffatta rivoluzione del diritto delle +genti, risoluti di serbare intatti i diritti della nazione e del Re ed +appellandone alla saviezza di S. R. M. e dell’augusta A. R. suo figlio, +rimettiamo la causa del trono e della nazionale nostra indipendenza +nelle mani di quel Dio, che regge i destini dei Sovrani e de’ popoli, +e che agli uni e agli altri a tempo debito sa fare iscontar le sue +colpe_. Da ciò che ottennero mai? mali più gravi che prima anche non +conoscevano, e per citarne uno, l’abolizione del parlamento siciliano +instituito perfino dall’unione dell’isola alla terraferma. Ma veniamo +allo stato Pontificio: non erano più forti, più meritevoli d’attenzione +le rimostranze fattegli dai rappresentanti delle maggiori potenze, +Francia, Inghilterra, Austria, Russia e Prussia, nel 31. Maggio del +1835. presentando al _Bernetti_ prosegretario di stato, il seguente +_memorandum_. + +«Il governo Pontificio deve essere posto su di una base solida, per +via dei miglioramenti stati già indicati ed annunciati dalla Santa +Sede istessa. Questi miglioramenti poi, che a tenore dell’editto +dell’eminentissimo cardinal Bernetti, fonderanno un’era nuova per +li sudditi di S. S. si collegano con una intera garanzia, sicura +dai pericoli e conforme all’indole di qualsiasi governo elettivo. +Per raggiungere codesto scopo salutare, il quale a ragione della +situazione geografica e sociale dello stato della S. Chiesa interessa +tutta Europa, fa d’uopo che l’ordinamento sistematico dello stato +medesimo si appoggi ai due principii citati: 1.º alla introduzione +dei miglioramenti, di che si tratta, non solo nella provincia +insorte, ma in quelle ancora, che se ne stettero tranquille, e +nella capitale medesima; 2.º _all’ammissione generale dei laici agli +affidi amministrativi e giudiziari_. E queste miglioranze dovrebbero +comprendere il sistema giudiziario e quello delle amministrazioni +municipali e provinciali. In quanto all’ordine giudiziario l’esecuzione +interna e lo sviluppo delle premesse e dei principii del _motuproprio_ +dell’anno 1816. offrono mezzi più certi ed efficaci per riparare alle +universali doglianze in proposito di questa parte importantissima +dell’organizzazione sociale. L’amministrazione generale delle +municipalità elette dalle popolazioni e lo stabilimento di municipali +franchigie, che ne determinino l’azione entro la sfera degl’interessi +locali dei comuni, devono costituire necessariamente le basi di ogni +miglioramento. L’organizzazione poi di consigli provinciali, come +consigli permanenti destinati a prender parte al governo di ciascuna +provincia nell’adempimento del loro ufficio, e con attribuzioni +convenevoli ed una più numerosa adunanza, specialmente riguardo ai +maggiori interessi della provincia, sembra attissima ad introdurre +nell’amministrazione miglioramenti e semplicità, sicchè valga a +sorvegliare l’amministrazione annuale, ripartire le imposte e fare +al governo conoscere i veri bisogni delle provincie. La gravissima +importanza, in ogni stato bene ordinato, delle finanze e di una +amministrazione del debito pubblico atta ad aggiungere al credito +finanziario del governo le più desiderate garanzie, ad accrescerne i +mezzi e ad assicurarne l’indipendenza, pare che renda necessaria la +creazione di uno _stabilimento centrale a Roma_, a cui come a corte +suprema, vengano commessi tutti i rami dell’amministrazione civile +e militare, e la sovra intendenza del debito pubblico con attributi +adeguati allo scopo salutare ed importantissimo a cui si mira. Quanto +più cotale istituzione farà pruova della propria indipendenza e +dell’unione del governo collo stato, tanto più corrisponderà alle +benefiche intenzioni del sovrano ed alle aspettazioni del pubblico. +Ma per giungere a questo punto bisogna eleggere dinfra i consiglieri +provinciali uomini atti a costituire una _Giunta dei Consiglieri +di governo, o un consiglio amministrativo generale. Tale Giunta +sarebbe parte d’un Consiglio di stato_, i membri del quale verrebbero +scelti dal sovrano d’infra gli uomini più ragguardevoli per natali, +ricchezze e talenti. Senza uno o più stabilimenti centrali di +questa sorta intimamente collegati colle persone più notabili d’uno +stato doviziosissimo, come questo è, di elementi aristocratici e +conservatori, è manifesto, che la natura d’un governo elettivo priverà +inevitabilmente le miglioranze, che faranno la gloria immortale del +regnante Pontefice, di quella stabilità, che è tanto instantemente +domandata dal popolo, stabilità, la quale sarebbe tanto più ferma, +quanto più i beneficii largiti dal Sommo Pontefice fossero pregevoli e +grandi.» + +Il Papa rigettò apertamente questo memorandum, malgrado che il +cardinale Bernetti avesse già nell’aprile del 1831. assicurato i +sudditi Pontificii, che un’era nuova nello stato di S. S. avrebbe +incominciato, da cui ogni possibile prosperità si avrebbe a diritto +aspettata il popolo. Ma un esito simile ottenne la protesta fatta +dalla Francia alla S. Sede nel 1832. quando mandò un’armata in Ancona +per ecclissare l’influenza Austriaca, e per costringere il Papa, +_secondo disse Perrier stesso nella seduta della Camera il 7. Marzo +1832, ad introdurre nell’amministrazione del regno miglioramenti +reali e certi, cioè tali che costituissero la sicurezza della santa +Sede sopra basi più salde, che quelle d’una continua repressione, +ed attutassero permanentemente la tranquillità delle popolazioni, +soddisfacendo ai loro legittimi bisogni ed ai giusti desiderii_. +Bologna, Ancona, Perugia, e la Romagna in seguito del niun movimento +che il Governo si dava per compiere le sue promesse, avanzarono altre +proteste coll’appoggio or dell’Inghilterra, or della Francia, ma sempre +trovarono sorda alle loro dimande moderatissime l’ostinata Roma, dir +voglio il Papa, il quale quando diè a conoscere d’aver inteso la loro +voce, ristrinse e ritirò con più forza le redini del governo, anzi +di rallentarle; e voi potete speranza commettere nella virtù delle +proteste? Oh scusatemi vi mostrate troppo nuovo della storia nostra +moderna, che a mille ve le porge sottocchio e sempre mal riuscite. + +D’altronde come mai potete trarvi a credere che da piccolissime riforme +le quali s’ottenessero a forza di proteste, si possa giungere a quelle +grandi mutazioni di cose che fanno di mestieri per ottenere la nostra +libertà? Niuno vi niega che tali mutazioni non possono effettuarsi in +un momento, ma tutti convengono altresì che con una ben preparata e +ben condotta sommossa solamente ciò possiamo conseguire. Nè bisogna +credere che una sommossa sia opera come voi osservate d’un momento, +opera d’un momento è lo scoppio, ma il concepimento d’essa, il disporvi +gli animi delle masse, l’orditura della tela, l’apparecchio morale +e materiale dei mezzi, son cose che esigono tempo, e se si fanno in +segreto non pertanto noi possiamo considerarle come frutto di pochi +pensieri. E tanto nell’ultima sommossa di Rimini come in tutte le +altre che la precederono ebbe luogo questa lunga opera di preparazione; +solo convien dire che i capi o per imprudenza o per inesperienza non +valsero a coronare le loro fatiche colla gloria. Però tutte queste +fallite sommosse, tutti questi sagrifici, tutti questi tentativi, che +non produssero che male in apparenza, credetelo a me ed ai più che +senza offendervi in tali cose vedono più addentro assai di voi, sì +tutti quei miseri fatti che accrebbero le nostre sciagure sul momento, +hanno giovato mirabilmente a disporre la moltitudine, a rendere più +sentita l’onta della nostra bassissima servitù, a fare più caro, più +vagheggiato, più operoso e più esteso il pensiero della rivolta, della +indipendenza. + +Cosicchè è una vera follia, per non dire sciocchezza madornale, +l’insistere vostro a persuadere gli italiani, che essi hanno il +_coraggio fisico e manesco_, e non il _coraggio morale_, il _coraggio +civile_: date loro vi ripeto un capo, ed essi vi insegneranno col fatto +che l’unica via a battersi per rigenerare il loro paese è la sommossa, +che sono gesuitici i vostri consigli, che le vostre parole sono specchi +fedeli non dei vostri pensieri, dei vostri affetti, ma sì di quelli +del Balbo e della privilegiata sua setta, che insomma sono utopie la +via delle proteste, la via di _rassegnarsi_, di _saper soffrire_[3], +e di _sapersi sottomettere ai nostri governi_, le quali voi preponete; +per non chiamarle vere ingiurie al senno dei vostri Italiani, giacchè +con ciò li si suppongono tali da appigliarsi ad un partito che invece +di condurre a vita novella, li menerebbe alla disperazione, a totale +ruina, a morte. Perocchè ogni passo che voi credete di fare innanzi +coll’ottenimento di qualche piccola riforma, ammettendo che i nostri +governi siano abili un giorno a darne qualcuna, sarebbe mosso indietro, +sarebbe un puntello di più a consolidare e folcere il trono della +tirannia, un ostacolo che essi stessi gl’italiani si metterebbero +avanti al loro cammino, verso cui avviati come sono, dicerto non +s’arrenderanno giammai al vostro avviso d’imitare gli abitanti della +Russia, e della Germania, locchè suona agli orecchi di chi ha una +dramma di buon senso, egualmente che le seguenti parole: _aspettate +Italiani, non operare, Iddio tutto vi manderà quello che bramate_,[4] +affè che i Russi e Germani sono felici!!! + +Siate adunque persuaso che gl’italiani hanno più il coraggio _morale_ +che non il _manesco_, il quale ultimo se avessero avuto in maggior +grado non sarebbero stati sì moderati in tutti li loro movimenti, +e forse forse ci troveremmo meglio assai: ponderate tutti i casi +rivoluzionarii della penisola antichi e moderni e poi vi sfido a +durare nella vostra sentenza, ma soprattutto meditate quelli del +ventuno, del trentuno, e del trentatre andati a male per la stessa loro +generosa natura, chi può niegare in questi moti il coraggio civile agli +Italiani? chi può niegare che i Napoletani per esempio se fossero stati +nel trentuno meno moderati, non generosi, a quest’ora avrebbero colla +certa loro salvezza riacquistata eziandio quella dei loro fratelli? ma +essi vollero mostrarsi grandi fuori di tempo, abborrirono dal versare +il sangue Borbonico, ed un tal risparmio ebbero a pagare col sangue di +mille martiri, col prezzo della libertà della lor patria, della intiera +nazione, perchè dalla loro indipendenza nasceva quella indubitatamente +di tutti gli altri paesi della penisola,[5] i quali eran tutt’occhio ed +orecchio in attendere l’esito della loro sollevazione. + +Voi adopraste Massimo nel vostro libro sicome fanno i poeti nei loro +carmi, ed anche tra essi i sommi, i quali portati dalla fantasia, +abbarbagliati spesse volte dalla prima immagine, vinti dalla prima +impressione, sagrificano all’immaginario il vero reale; il perchè da +un sol lato guardano i poligoni delle cose, e larveggiano la storia col +velo della favola, nell’istessa guisa che alcun metafisico annebbia la +politica coll’utopia. Ma di tutti gli errori della vostra scrittura, +che io ho toccato, e potrei ancora toccare non è minore quest’altro +che per la sua importanza non voglio tacere, e con cui do termine alle +osservazioni in che vi volli trattenere. + +Secondo voi noi dovremmo taciti aspettare l’occasione propizia per +operare, e non far altro che gridare in ogni modo, in ogni tempo +contro l’usurpazione straniera del dominio sulle lombarde e venete +contrade:[6] le quali parole chiudono in se due pensieri, il primo di +stare in attenzione come gli Israeliti presso a poco del loro Messia, +il secondo di fare una cosa impossibile, ed impossibile è certo non +dico lo scrivere, ed il parlare dell’attuale prepotenza dei Tedeschi +sugli Italiani, ma nemmanco si può parlare in loro risguardo dei +più noti fatti della storia antica, essendo pei nostri governi il +toccare il Tedesco la medesima cosa, che noi toccassimo e ferissimo +il loro cuore, tutto sperando il loro sostegno ad ogni rischio nelle +cento migliaja di baionette, con che dicono, possa, visto non visto, +amorevolmente visitarci. In quanto all’opportunità dell’occasione +anche Livio parmi avere scritto, _che le cose sogliono consigliare agli +uomini, e non gli uomini alle cose_, ma questo detto non vuole essere +litteralmente interpretato; perchè del resto andremmo contro al nostro +passato che ci prova con mille fatti, ciò essere vero, e verissimo se +si parla di mediocri ingegni, falso e falsissimo all’opposto dove si +tratti di ingegni sublimi. Chè gli uomini d’alto intendimento sanno +preparare le circostanze, ed avvicinarle quando sono discoste, creare +dal nulla i mezzi, spiare, provvedere, e dominare il futuro. Ciò +posto chi non vede quanto più giusto, più opportuno non sarebbe questo +consiglio di pensare, meditare, progettare tutti assiduamente giorno +e notte, al come meglio si possa mettere ad effetto la determinazione +di crollare il giogo ormai troppo per noi vergognoso? il dubitare un +solo istante che fra venticinque millioni di Italiani non si trovi +un ingegno da tanto da condurci tosto all’impresa, da imitare tanti +altri eroi dei nostri maggiori, da fare altrettanto di quanto fece +Alberico da Barbiano, riformatore della milizia Italiana nel medio +Evo, allorchè indispettito delle stragi, che i Brettoni guidati dal +Cardinal di Ginevra menarono sui Cesennati, e su varii altri popoli +d’Italia, gridò che _il sangue italiano voleva essere vendicato col +sangue Brettone_, e detto fatto, compiè il suo proposto, onde il suo +nome splendè non come una meteora, che veduta dispare, ma come un astro +la cui luce si mostra continua sul nostro orizzonte. In lui ispirandosi +ogni cittadino, i nostri uomini d’armi, e a emulare prendendolo il +capitano che li dirigerà nelle marcie, non potremo tardare di vedere +il sangue dei martiri Piemontesi, Toscani, Napoletani, Parmigiani, +Lucchesi, Modenesi, Romagnoli, Veneti e Lombardi, appieno vendicato col +sangue dei loro oppressori, e spiumata la feroce aquila Tedesca furente +fermare il suo volo, e rivolgere per rabbia contro di se i predatori +suoi rostri, li voraci suoi artigli. + +Altre cose, come dissi sopra, mi resterebbero tutta volta ad osservarvi +sul vostro libro, ma qui fo punto ossia per amore in brevità, ossia +per potervi entrare d’altre cose più presto. Dalle mie parole però +vi sarete potuto addare, non esservi male apposto quando in chiudere +il vostro opuscolo scrivevate: _il lettore giunto al termine del mio +libro dirà di me, ciò che io dicevo a me stesso prima di scrivere: +non avere io, studioso non di scienze, ma d’arti, sapere e mente che +basti a trattare profittevolmente materie politiche ed economiche di +tanta difficoltà_. Grande vero! anzi il solo contro cui nulla avrei +a notarvi, peccato che non ne foste davvero prima convinto! avreste +evitato a voi la pena infruttuosa di dettare quel libro, a me quella di +rispondervi! Se nonchè forse il tutto sarà per lo meglio, giacchè mi +avete porto con esso il destro di dire qualche verità, la quale certo +non disutile è per tornare, avendo per mira il mostrare come male sia +fondata e pericolosa ogni speranza che si ripone in Carlo Alberto a +proposito della rigenerazione del nostro paese, come da sciocco, da +ostinato, da imbecille ne sia il solo pensiero. + + + + +DELLE SPERANZE D’ITALIA RIPOSTE IN CARLO ALBERTO. + +CAPITOLO UNICO. + + +L’Italia, simile ad un corpo che un altro ne move, e perde tanto di +movimento, quanto ne acquista quello mosso per esso, venne meno tanto +in vita, in gloria, in sapere quanto in ciò fece progredire le altre +nazioni, le quali tuttochè ammaestrate, incivilite, e fatte forti +e grandi dalla sua storia, dalla sua luce, e dalla sua virtù, pure +sconoscenti anzichè stenderle il braccio a sollevarla dal fango, tutte +le congiurano contro, e dopo averla immiserita, insanguinata, e ridotta +fra i più terribili ceppi, torre perfino le vorrebbero il nome. Ma per +fortuna questa illustre donna, questa illustre maestà, sebbene lacera +il manto, scarmigliata le chiome, carca di catene, spolpata e succhiata +dall’arpia Tedesca, ha per anco tanto di forza sparsa per le illividite +e rotte sue membra, che raccogliendola e concentrandola al cuore ad un +possente grido che la scuota dal sonno e la chiami a virtù, è tuttora +capace di far tremare l’universo, di farsi rivedere madre d’ogni bella +e grande opra, reina su li suoi tiranni, e sulle sue rivali. + +Onde se mai evvi una speranza, che noi figli di lei possa sorreggere +nel cammino, in cui andiamo tentoni brancicando verso il venire; +se mai evvi cosa che ci torni a conforto nella prostrazione in cui +ci giaciamo; se mai una voce ci suona amica all’orecchio, ci scende +nell’imo del core, ci commove, e ci sprona a virtù, è senza dubbio la +parola della verità, che ogni giorno va acquistando valorosi banditori, +è la tendenza che si palesa nelle giovani menti per tutto che sa di +nobile, di grande, e di generoso, è il bisogno sentito di dar bando ai +lamenti e di operare ormai universalmente fra il popolo; in cui solo +deggiono appuntellarsi le nostre speranze, perchè in lui solo risiede +la forza, solo in lui la sorgente si trova di sublimi, di eroiche +virtù, in lui solo può essere lo istromento per risorgere a vita, a +prosperità, a grandezza. Noi per lo passato doppio martirio avevamo +a pruovare, l’uno è la vista che il numero dei martiri della patria +carità a quando a quando s’andava crescendo per la ferina avidità del +sangue dei nostri Tiranni, l’altro più atroce ancora, più straziante, +e più tormentoso e terribile, vuolsi dire l’acuto e continuo dolore che +un’anima generosa scote nel vedersi non solo mal corrisposta nelle sue +mire, ma ne manco dagli altri tampoco compresa ne’ suoi disinteressati +progetti, ne’ suoi santi sagrificii, e la dio mercè quest’ultimo più +non dobbiamo sopportare checchè voi Azelio col vostro Balbo ne pensiate +in contrario. Sì ci deve goder il cuore, che il popolo già abbia +imparato la fonte salutare, già sia corso ad attingervi l’onda vitale, +e dimostro abbia di non volersi sì presto saziare; che l’attenzione ai +grandi movimenti destati dalla civiltà si cominci a manifestare anche +nelle officine e negli abituri tanto in villa che nella campagna; che +anche le masse più inerti ora si agitino, e che per rendere proficua +quell’agitazione nient’altro abbisogni fuorchè un impulso. + +Ma quest’impulso vuolsi dare da noi, senza il concorso di principe +italiano, senza lo sussidio dello straniero, gli uni e gli altri, se ci +volgiamo un momento al passato, ci tradirono sempre. + +Sarà per interessarsi a nostro pro l’Austria, che su tutta la penisola +vorrebbe distendere le ladre sue zanne? forse l’Inghilterra la quale +in Malta si governa prepotentemente del pari che i nostri Principi +in Italia, la quale giunse ad annientare in quell’isola tutta cosa, +la quale potesse ricordare agli abitanti d’appartenere alla nostra +nazione? Perocchè dal _Giurì_ in fuori non v’ha legge, non v’ha +regola, nella procedura di qualsiasi atto del governo, non v’ha +instituzione che comprovi tampoco la libertà Britanna, che non accusi +anzi il più assoluto dispotismo. L’università ridotta al punto che +qualsiasi ginnasio più piccolo, peggio in piedi è a quella superiore +immensamente per ogni risguardo, l’istruzione bandita, l’educazione +affidata da un anno ai Gesuiti, il commercio languente per la mala +fede dei Negozianti, la religione manomessa dai protestanti, e dai +gesuiti, che tra loro fanno a gara in essere più generosi, e larghi. La +persecuzione agl’Italiani portata ad un grado incredibile, perchè quivi +non si fermino, e non possano riaccendere lo spento amor patrio[7]. +Libertà di stampa per lanciar contro il prossimo, villanie, insulti, +e calunnie, per propagar l’immoralità, e l’odio all’Italia, ma non +per discutere su cose di scienza, di letteratura, e di politica; che +anzi cose pubblicate in Piemonte ed in Lombardia coll’approvazione +della censura non poterono quivi venire ristampate, e gl’Italiani +emigrati dal governo fortemente proibiti di pubblicare checchesia +dal Novembre del 1845, contro il qual ordine si può leggere l’inutile +protesta fatta subito dopo dal migliore, anzi dall’unico buon giornale +il Mediterraneo; e soppressa la cattedra di Storia, e di Economia +politica perchè tendenti a liberalismo, e le altre rette da persone +pressochè imbecilli; insomma barbarie, oppressione, e schiavitù in +tutto e per tutto. Forse la Russia parteggierà la nostra causa, il +cui padrone giunse ad uno scalino più su di tutti gli altri tiranni, +tenendo schiava, non che il popolo, la stessa nobiltà? Forse la Prussia +il cui Re tiene a bada i suoi sudditi con rinnovare le promesse a +quando a quando di concedere le riforme chieste al suo padre, e con +promoverle giammai? Forse la Francia che sempre ci frodò e perfino +quando le sarebbe tornato a grandissimo suo vantaggio il darci il +suo patrocinio? Forse la Spagna tuttora incerta sulla via che ha da +battere per risanarsi, e che troppo per conseguenza ha da pensare per +se? Io non veggo in verità su chi si possa riposare da noi, giacchè le +Nazioni che potrebbero non vogliono, quelle che vorrebbero non possono, +e quando fia che possano anch’esse più non vorranno giovarci. Tanto è +vero che l’invidia, la gelosia può dappiù sull’animo degli uomini quasi +sempre della generosità!!! Ma se non dobbiamo confidare nel braccio +degli Stranieri, tanto meno poi abbiamo seguire il consiglio di Voi, +di Balbo, di Gino Capponi, e di tutta la schiera dei moderati, che +per una strana combinazione rilevo appartenere tutti alla prosapia de’ +Semidei, alla aristocrazia della nobiltà, che vorrebbesi rimettere in +piedi negli altri paesi d’Italia, siccome serbasi ancora in Piemonte, +eccettuatone un solo, che non nomino perchè porto fiducia presto si +ricreda pubblicamente, ed il quale è del ceto secolare, dir voglio del +popolo, e questi fu, quantunque avveduto e di felicissimo ingegno, +tratto nella rete, men che egli e noi ci pensassimo; sì, tanto meno +poi abbiamo a seguire il vostro consiglio e riporre la nostra speranza +nella confederazione dei nostri Signori. + +Ogni confederazione dei Principi Italiani, oltre ad essere +difficilissima sia perchè non ci pensano e non ci vogliono menomamente +pensare, sia perchè niuno fra essi si eleva per energia d’animo dal +livello dei vili, pronti ad adulare sempre a chi loro soprasta, e +ad incrudelire contro chi loro obbedisce, e non mai a difendere i +propri diritti con calore, ed a tutelare gli altrui, non potrebbe +poi effettuarsi che a danno della nostra nazionalità, il perchè con +apportare qualche piccola modificazione governativa nel nostro paese +troncherebbe affatto ogni via alla nostra indipendenza, al risorgimento +della nostra libertà; un vetro ustorio tutti sanno concentrando e +condensando i raggi solari ne avviva e centuplica la forza e la luce, +il medesimo opererebbe in nostro danno una confederazione Italiana, +perchè in un punto adunando e raccogliendo le forze dei nostri Tiranni, +accresceria di peso quel giogo che segnatamente con tutta la lor possa +di volere e di mezzi premono sulle nostre cervici. Sarebbe buona tal +confederazione nel caso che i nostri Principi avessero buone intenzioni +verso i loro sudditi, e fossero impediti a metterle in pratica +dall’influenza, dall’oppressione straniera, allora unendosi potrebbero +come suol dirsi, tener al Tedesco il _bacino alla barba_ e conseguire +l’intento loro; ma questo caso non è il presente, la tirannia dei +nostri principi supera quella dello stesso Tedesco, quella di qualsiasi +oppressione mai abbia avuto l’Italia od altra nazione nei tempi +passati, ed abbia, e possa avere nei giorni avvenire; ed il darsi fra +loro la mano in ogni altro caso torna peggiore alla nostra condizione +presente futura che non l’istessa attuale schiavitù in cui siamo, la +qual cosa parmi abbia dimostrato assai bene il Ricciardi nel suo libro +che non è molto pubblicò in Parigi.[8] + +E quello che non possiamo, non dobbiamo sperare da molti in massa, +potremo e dovremo sperare da uno? quello che uniti i nostri Principi +non hanno il coraggio, la volontà, ed il solo pensiero di fare, +potrà uno d’essi di per se aver tanto di ardire da tentare, e tanto +senno da volere? Lasciamo che parecchi d’essi brutti di danaro, privi +di milizie, ed alcuni imbecilli del tutto, che in verun modo anche +volendolo non potrebbero metter mano ad una cosifatta impresa: sarà +il Papa colui che porrassi alla testa degl’Italiani, il quale crede +dovere suo strettissimo il seguire l’esempio de’ suoi antecessori? +Sarà un Gregorio XVI. il quale fa a gara col Re di Piemonte, col Re di +Napoli per ottenere la gloria d’essere il più famoso fra i Tiranni suoi +contemporanei in Italia, che con valore gli è da que’ due disputata? +Davvero non parmi possibile che vi siano taluni che idoleggiano una tal +idea, come non parmi possibile potersi scrivere anch’oggi in discolpa +dei Papi rispetto alle vicende antiche del nostro paese; riandiamo +adunque un momento la storia. Chi furono se non i Papi che divenuti +capi politici, datisi a combattere, trovatisi in pericolo, abbandonati +dai Greci si diedero in braccio dei Franchi, e comprarono la sovranità +dell’esarcato, e della Pentapoli col prezzo enorme dell’indipendenza +della nazione? Chi chiamava per ben due volte Pipino mentre duravano le +lotte col Longobardo Astolfo? Papa Stefano II. Chi traeva sull’Italia +le armi di Carlo Magno? Papa Adriano I. Chi chiamava le falangi +barbare del Sassone Ottone contro un Re italiano? Papa Agapito. Chi le +richiamava contro gl’istessi Romani? Papa Gregorio V. Chi commoveva +primo nelle viscere italiane il tosco guelfo e ghibellino? Papa +Alessandro II. Chi invocava il Tedesco figliuolo di Federico Barbarossa +contro l’Italiano Tancredi Re di Napoli? Papa Celestino III. Chi +ritraeva Carlo d’Angiò con armata di saccheggiatori barbari contro il +Napolitano Manfredi? Papa Adriano IV. Chi poi alla sua volta traeva +sulla misera Italia, e contro Carlo d’Angiò il Tedesco Imperatore +Rodolfo? Papa Adriano V. Chi richiamava con altre e più infeste armi +Carlo d’Angiò contro la Romagna? Papa Martino III. Le stragi civili +fra i Colonna e gli Orsini donde ebbero l’origine e ’l fomento? Da +Papa Bonifacio VIII. Chi alzava contro le vite e la libertà degli +italiani Lodovico di Baviera? Papa Giovanni XXII. Diremo noi le orrende +sciagure tratte su l’Italia dal Guelfismo seduto in Avignone, quando +per sue politiche passioni faceva mettere a ruba e a sangue queste +nostre già tanto misere contrade per mano di scorribande tedesche, +brettone, mandate a combattere i Principi Italiani? Chi chiamava lo +straniero Luigi d’Angiò contro il Re di Napoli Ladislao? Chi contro il +medesimo da poi l’Ungherese Sigismondo condusse? Papa Giovanni XXIII. +Seguendo di tal passo verremmo fino al termine della istoria italiana, +di cui qui non siamo che ad un terzo, verremmo ai tempi moderni, al +giorno che corre, e sempre toccando con mano che le precipue nostre +calamità originarono dal Governo Pontificio. E noi c’intenderemo con +alcuni a riporre la nostra fiducia nel Papa? In un Gregorio XVI, che +tutti i suoi antecessori non solo imitò ma superato ha di gran lunga +nell’incatenare ed opprimere la patria nostra? Ah non fia giammai! +Torciamo lo sguardo da un uomo che dovrà essere esecrato per tutte +le età, in tutti i paesi ed in tutte le lingue, e che anima e corpo +dovria piombare tosto nel centro d’inferno a formare il zimbello, anzi +il disprezzo degl’istessi Demoni, perchè non vada del tutto a ruina +quell’augusta religione, di cui senza intenderla nelle sue sublimità, +e ne’ suoi doveri è destinato ad esserne il sommo Gerarca; imitiamo i +Longobardi, i quali noi chiamiamo barbari, ma intanto essi c’insegnano +col loro esempio che vuolsi rispettare il Papa, ma si deve ad ogni +patto disgiungere la forza dei due poteri. + +Veniamo al Re di Napoli, sarà forse costui che vorrà parteggiare +la causa Italiana? un Ferdinando sulla cui faccia è ancora fresco +e fumante il sangue dei martiri d’essa, dei fratelli Bandiera? Un +uomo che inventò supplizj, torture, e prigioni di nuova foggia, da +disgradare tutti i già conosciuti tormenti in atrocità? Un uomo che +quando fu costretto a perdonare, e mutare la sentenza di morte in un +carcere a vita, volle montassero gli incolpati sul patibolo e tra le +mani del Boja rendessero grazie alla sua clemenza?[9] Rispondino per +me i suoi sudditi sì dell’una che dell’altra Sicilia, fra cui se alcuno +pruovami trovarsi un solo il quale ciò pensi, mi lascio tagliare per la +mia asserzione in contrario la lingua. + +Sarà adunque il Re di Piemonte, sarà Carlo Alberto? Sì, sì, mi +rispondono più voci, sì, sì, sento ripetermi in eco dai liti nostri, +sì, sì mi rispondete voi eziandio o Massimo. Ebbene eccomi alle pruove, +che con voi disinganneranno tutti gli altri Italiani nel cui capo ha +potuto trovar nicchia una sì stolta, sì pazza opinione. + +In verità più io ci penso, e meno posso darmi ragione dei motivi, che +a quest’ora possono ancora indurre in errore gl’Italiani rispetto alla +volontà, al coraggio, al carattere di Carlo Alberto. Che cosa ha egli +mai fatto fin’ora da appalesare la più piccola disposizione ad un tal +passo? abbandonò forse la verga del dispotismo con cui flagellava +li suoi sudditi? Si pentì forse del passato suo infame, o mostrò +tampoco di voler coll’avvenire rimediarvi? Perdonò a suoi compagni +del ventuno sì malvagiamente abbandonati da lui? Richiamolli ne’ suoi +stati senza costringerli ad avvilirsi a giuramenti ai quali niun uomo +di carattere potrà mai sottomettersi? ha mai manifestato fermezza di +volere almeno tanta, da non farsi chiamare una frasca, da non lasciarsi +condurre pel naso ora da uno, ora da un’altro de’ suoi ministri? Si è +mai slacciato dal guinzaglio con che i gesuiti da pezza lo muovono a +loro talento? dalla museruola che i suoi grandi di corte gli posero +alla bocca per lasciarlo, e farlo parlare solo quando loro torna a +vantaggio? ha mai frenato la prepotenza della nobiltà piemontese? ha +mai seguito l’esempio de’ suoi maggiori in cessare ogni vessazione +contro i Protestanti, e promossa la tolleranza religiosa, che Emmanuele +Filiberto loro usava? ha concesso forse tanto agli Ebrei da non tentar +di affogarne nella miseria e nella immondizia la generazione? ha mai +egli resa più libera, più facile l’istruzione de’ suoi sudditi? ha +dato leggi quali si esigono dai tempi, giuste ed uguali per tutti alli +suoi popoli? Rispondetemi o Massimo voi che tanto v’intesi a sfiatarvi +in commendarlo, che di tutto questo egli operò anche in minutissimo +grado? nulla, nulla affatto, se non che passionato altrettanto che pel +inginocchiatojo e pel Crocifisso, per la milizia, mise su un corpo di +truppe che non stanno forse al disotto di verune altre per la loro +perizia in ogni sorta di guerreschi esercizi, e le quali sono una +vera peste pel paese stante la loro oltracotanza, e le spese che si +richiedono pel loro mantenimento, cose che volentieri sopporterebbero +i Piemontesi, qualora potessero sperare tampoco di vederle muovere per +la causa italiana, ma che invece lamentano in continuo non rilevando +in esse altro che _polvere pe’ gonzi_, ed un’inutile ambizione. E +lo stesso vuolsi dire del patrocinio che egli dimostra per le belle +arti, il quale gli procaccierà qualche lode, farà obbliare per qualche +momento le tante sue colpe, ma nell’istesso tempo prova mirabilmente +la sentenza d’Angiolo Brofferio che le belle arti più fiorirono, e +più fioriscono in un paese quand’esso più è stretto dai ferri della +schiavitù. Ma perchè non crediate asserisca ciò gratuitamente entrerò +in materia più assai che non dovrei con un altro, il quale avesse +qualche cognizione del governo sardo. + +Dalle leggi, e dal modo di farle osservare più che non da qualsiasi +altra cosa si può conoscere lo stato d’un governo. Però che nelle leggi +sta il vero bene degli uomini, dalle leggi la volontà degli uomini +retta e scevera da passioni vien dichiarata; perchè le leggi natura +dapprima le stampava ne’ cuori, ed appresso la società scrivendone i +codici alle varie condizioni de’ suoi bisogni le attemperava; perchè +esse sono il voto del popolo o interpellato o presunto, il voto del +popolo, che a ben proprio e degli altri patteggia limiti e facoltà, +premi e pene consente. Un codice infatti nuovo di leggi ha lo stato di +Sardegna per opera di Carlo Alberto, ma quali sono queste leggi? sono +quali abbisognavano? vi risponda per me l’ombra venerata del Conte +Barbaroux, il miglior ministro che abbia mai avuto, e mai incontrerà +d’avere il nostro paese; questi, tutti sanno, aveva avuto dal Re +l’incarico della compilazione del nuovo codice, e come uomo profondo +quant’altri mai sia stato nelle scienze legali, d’alta nobiltà d’animo, +di vastissime viste, e dei più sublimi intendimenti, e fornito a +dovizia di tutte quelle eccellenti qualità che si richieggono ad un +magistrato, rivolse ogni cura all’opra, ad affrontare contrasti, ed +indicibili fatiche, e non badando nè a sudori, nè a sagrifici, nè alle +nimicizie, od agli odii che si traeva contro principalmente dalla +nobiltà, condusse il suo lavoro a termine, e preparato aveva allo +stato Sardo un codice, che sotto qualsiasi punto si considerasse non +poteva che commendarsi, perchè a tutto aveva avuto e mente e coraggio +di farsi incontro, a tutto provveduto come si doveva da un uomo pari +suo che mettesse la giustizia in cima d’ogni sua azione, d’ogni suo +desiderio, affetto, e pensiero. Terribili guerre e pubbliche e private, +che discendevano fino alla viltà della calunnia egli ebbe a sostenere +per fare che il suo codice fosse appruovato; non è martirio che si +possa mettere in confronto di quello sofferto da quella grand’anima +per difendere ogni sua proposizione, combattere ogni malvagia altrui +interpretazione, appianare ogni contorcimento fatto alle sue idee +dai suoi nemici, ma alla fin fine credevasi in porto, confusi i suoi +oppositori e messa berta in sacco, Carlo Alberto gli dava solenne +parola che il suo codice sarebbe stato adottato per gli stati senza +modificazione di sorta. Passò qualche tempo ed il codice del conte +Barbaroux compare alla luce mutilato, innovato, manomesso da capo +a fondo dai nemici di lui per modo, che egli a tal vista recossi +immantinenti dal Re a chiedere licenza della sua carica di _Segretario +e Ministro di Stato col portafoglio per gli affari di grazia e +giustizia_, il Re lo accolse con amorevoli parole, come sogliono tutti +i traditori, e non volle permettere che egli si ritirasse dal suo +impiego; cosicchè il ministro ricondottosi a casa straziato nell’animo, +e col pensiero di quell’inganno che gli bolliva in mente, poco andò +che divenne taciturno, incerto nel guardo, temente di tutti, e facile +a soliloqui che pareva dessero a sospettare gli fosse per dar volta +il cervello, di fatto un giorno dalla somma galleria del palazzo +del ministero si gettò giù nel sottostante cortile e rimase freddo, +sfracellato sul colpo con dolore acutissimo di quanti nel nostro paese +sono capaci d’ammirare un uomo che per ogni rispetto grande si poteva +appellare.[10] + +Ma fosser almeno fatte osservare egualmente per tutti le leggi d’un tal +codice, sarebbe sempre minore il male! che giova la legge se altri non +vigila a porvi mano? opera in che poggia la ragione ad un tempo e la +origine de’ governi, sia che molti o pochi, od alcuno soltanto ne pigli +le redini; origine e ragione, che tutta consiste in ciò di far valere +l’autorità sacrosanta delle leggi. E come le leggi a beneficio del +corpo sociale furono e sono date, chiaro è la istituzione de’ governi a +ciò propriamente essere destinata che per via delle leggi procurino il +bene dei popoli; chè non i popoli a beneficio dei governi, ma i governi +a salute dei popoli sono posti ed ordinati. Ed in Piemonte voi non +potete niegarmi che per molti non ci sono leggi; che i Nobili possono +fare da più o meno quel che più loro torna a bene e a piacimento; +che l’integrità d’animo rispetto a molti rappresentanti della Sovrana +Autorità non è pure conosciuta; che il militare è quivi odiato perchè +oltre ogni credere prepotente, ed insultante. + +Ma ditemi, vi prego; qual è il vero bene dei popoli, a cui procurare +sono promulgate le leggi, o delle leggi detti custodi, ministri e +vindici sono i magistrati, bracci, o menti altrettante dei Governanti +e dei Re? Questo bene è giustizia, la quale tiene bilancia pari e +diritta, ond’abbia ciascuno il debito suo: giustizia che in ogni +cosa vuol salvo l’ordine, che i diritti alterna coi doveri, e questi +con quelli ragguaglia e misura; giustizia che madre è di concordia +e di pace, che fa le nazioni fiorire, che è stabile fondamento dei +Troni, che di tutte sociali virtù è sodo principio, caldo eccitamento; +giustizia che l’amore di noi coll’amore dei nostri simili, le private +ragioni con le pubbliche, l’autorità coll’obbedienza, il servigio +coll’impero, gli onori coi carichi, le privazioni coi compensi, +l’opera colla mercede in bell’accordo stringe ed avvicenda; giustizia +che il cittadino ed il soldato, l’uomo del campo e l’uomo del foro, +il sacerdote ed il magistrato, il suddito ed il principe, tutte +le condizioni, tutti gli stati con bella reciprocanza di vincoli +congiunge, e rende la società una famiglia i cui membri son tutti +fratelli. Adunque il grande ufficio dei governi dimora in ciò che +vegliando le leggi procurino la giustizia, e con essa la conservazione, +e quanto è dato la perfezione, il miglioramento del corpo sociale. +E quest’ufficio è desso compiuto in uno stato, dove come nel nostro +da certi individui si possano commettere ogni maniera di prepotenti +azioni? dove la così detta _via economica_[11] sia come nel nostro +cotanto in uso? dove non s’abbia dai governanti tema alcuna di +abbandonare, tradire, ed oltraggiare gli interessi de’ sudditi per non +curanza, per favore, e per orgoglio? Dove non si voglia menomamente +intendere che i rappresentanti ed i ministri della pubblica autorità +deggiono essere in pari tempo i rappresentanti ed i ministri della +pubblica virtù, che la loro potenza non è altro che un augusto dovere? +Dove il Principe il quale porta in mano la sacra coppa che racchiude i +più gran benefizi dell’umana società, la sicurezza e la pace, pare goda +di aizzare le discordie, li odii delle classi, delle provincie, delle +masse, non meno che delle famiglie? Dove insomma non vuolsi capire che +il giusto operare, il giusto vivere mentre ne’ privati cittadini è un +limite, un freno, diventa nei governanti una potenza attiva, energica, +infaticabile, austera insieme e generosa? + +E che ciò sia vero, e che questi ed altri abusi corrano nel nostro +Piemonte, potrete convincervi anche voi se mi terrete dietro ancora +qualche poco. La nostra aristocratica nobiltà per esempio è al punto +da nulla invidiare al feudalismo antico, prepotenze da una parte, +prepotenze dall’altra, e sempre impunite, sempre invendicate, e +guai a chi osa torcerle un pelo, anzi a farle rimostranze contro, +anche moderatissime! Un conte di Robilant marito della prima Dama +d’onore della Regina, colonnello delle Guardie uccide un suo servo +col bastone, perchè restio al suo dovere; con una pistola un’altra +volta manda le cervella in aria ad un altro, perchè osa rispondergli; +dalla finestra fa saltare giù una cameriera che si rifiuta alle sue +voglie, e per castigo di tutte queste barbare azioni indovinate Azeglio +qual sentenza abbia avuto contro dal Re? otto giorni di reclusione +ne’ suoi appartamenti, ed il consiglio di dare qualche sovvento +ai danneggiati. Una marchesa di Bernessi ha ottocento mila franchi +di debito, i creditori le fanno pressa, il Re mosso a compassione +di lei con un motuproprio ossia _biglietto regio_ la dispensa di +pagare chicchessia. Un marchese di Cavour muore, lascia un miglione +e più di franchi di debito, il Re mosso a pietà della situazione del +figlio, gli concede un biglietto regio di dispensa, ed i creditori +restano belli e pagati senza squilibrio della sua famiglia: almeno di +questo privilegio se ne fosse valso in condurre una vita lodevole il +marchesino! ma invece si diede in braccio al vizio opposto di quello +che dominava il suo padre, all’avarizia, per modochè mentre copre la +causa di Gran Vicario di politica e polizia gode la fama di principe +fra gli usurai, di vero boja del commercio nelle Piemontesi contrade. +Un Marchese di Sommariva, che voi al vederlo lo direste il primo eroe, +il primo guerriero del mondo per le mille croci che tutto gli coprono +il petto, sappiate che è il più vigliacco ed il più prepotente, e +schifoso nobile dei nostri stati; di viltà diede ampia testimonianza +allorchè dopo d’avere insultato al segretario della Legazione Francese +il sig. Neivs, rifiutò il duello a cui questi con ragione lo aveva +invitato, e s’umiliò a chiedergli scusa quando poi l’ambasciatore di +Francia alzò la voce. Di prepotenza, e schifosità mille sono le pruove +date nel corso di sua vita ogni qualvolta alcuni osarono presentargli +la nota di qualche debito arretrato, che quando meglio si comporta +in tai casi è di strapazzare, minacciare, e far prendere a calci da’ +suoi servi, i suoi creditori se non sono più che lesti al primo cenno +che loro fa, d’infilare la porta ed uscire; e negli stupri, negli +adulteri; e negli sverginamenti, nelle quali imprese è diventato sì +famoso, che ora è vero timore delle ragazze, delle spose al paese, ove +recasi a villeggiare. Eppure quegli non solo andò sempre impunito delle +sue ribalderie, de’ suoi infami trionfi sul campo d’amore, ma gode +sì fattamente la grazia di Carlo Alberto, che ultimamente lo elesse +Generale; che potè anzi perfino il suo ruffiano Bojone far elevare poco +per volta al grado di Colonnello d’armata, e di Segretario dell’ordine +dei Cavalieri di S. Maurizio e Lazzaro! Un conte di S. Giorgio tenente +nel reggimento di Piemonte Reale, spara una pistola nel volto ad una +signora perchè non vuole accettare la sua dichiarazione d’amore, e gli +rigetta una lettera, ed ha per punizione il consiglio di recarsi in +permesso onde evitare il mal’umore e la vendetta dei congiunti di lei! +Un ministro degli affari esteri, il conte Solaro della Margherita, dopo +stare gran parte della mattina inginocchiato avanti gli altari nella +chiesa dei frati della compagnia di Gesù, ingravida la superiora delle +suore del Santissimo Sacramento, e per evitare lo scandalo l’induce +a fuggire in compagnia del cappellano con settanta mila franchi che +stavano in cassa del convento, li munisce di passaporto ministeriale, +sparge la favola che ardenti di reciproco intenso amore se ne erano iti +in Isvizzera, fa eleggere un’altra superiora, fa riempiere nuovamente +la cassa dalla bonarietà della rimbambita Regina vedova Maria Cristina, +ed ha complimenti di vera filantropia dal Re Carlo Alberto! Un avvocato +Cunietti amoreggia con un’amabile figlia del ministro di Olanda, ne +è corrisposto, e la ruba; il padre desolato reclama al trono di S. M. +che gli sia usata giustizia, si frappongono i Gesuiti a cui ricorse il +giovane, onde ottiene nulla; si ritira presso la sua nazione rigettando +per viaggio la gran croce dei Cavalieri di S. Maurizio e Lazzaro, che +il Re ebbe fronte d’inviargli in compenso de’ suoi servigi, quando la +figlia vien messa nel ritiro del S. Cuore di Gesù, e quivi per forza +convertita alla cattolica nostra Religione, e maritata quindi con un +nobile signore, sdegnando essa d’unirsi in isposa al suo amante perchè +conobbelo d’indole malvaggia; il quale per castigo è nominato vice +console Sardo in Algeri! mentre tutti li suoi compagni senza demeriti e +con molti meriti non hanno impieghi e cariche di sorta. + +Un Sindaco d’un prefetto sulle fini del Canavese, in vicinanza +delle lande di S. Maurizio, dove si sogliono tenere gli accampamenti +militari per istruzione delle truppe sarde, ricorre egli in persona +al R. Ministero verso l’autunno del 1842 per avere soddisfazione +dell’assassinio commesso sulla persona dell’unica sua figlia da alcuni +soldatacci, e vien rimandato con le seguenti parole: avete tutte le +ragioni ad ottenere quello che dimandate, ma come si fa a conoscere +i colpevoli? d’altronde al male più non puossi ovviare, e saria uno +scandalo troppo grande il palesare il fatto; ascoltate il nostro +avviso, abbiate pazienza, rassegnatevi alla Volontà di Dio, il quale +ha permesso, forse per esercitare la vostra virtù, che la vostra figlia +facesse quella miserabile fine; d’altronde procurereste un troppo grave +dispiacere al vostro Sovrano, il quale tanto raccomanda la moralità +nei Soldati. Si ritira il buon vecchio a sua casa, ammala, e muore +anch’esso dal dolore della morte atroce della figlia, e dallo sdegno +di non vederla giustamente vendicata. Ed il fatto è pure dei più gravi, +e dei più imperdonabili che si possano da uomo commettere! Figuratevi! +oltrepassavano il numero di dodici i soldati, erano ebbri dal vino ed +accesi dalla libidine, veggono la avvenente ragazza sulla porta del +giardino che faceva calza canterellando, si avvicinano in bel modo +colla scusa di vedere il giardino, ed accorgendosi di non essere veduti +da persona viva, l’assalgono, le mettono una pezzuola alla bocca bene +stretta, la distendono in un solco, e l’uno dopo l’altro isfogano tutti +su d’essa la loro brutale passione, mentre la candida ed innocente +giovine rende l’anima al suo Creatore di mezzo alle due porche tra cui +l’avevano quegli inumani lasciata. + +Ma udite, ancora: voi sapete che il Duca di Lucca mandò il suo figlio +a compiere la sua educazione in Piemonte: Carlo Alberto lo arruola nel +reggimento di cavalleria _Novara_, ed il Principino Augusto esordì da +bel principio con ogni sorta di indegne azioni a rendersi ridicolo e +sprezzato, a dar saggio di quanto si possa sperare dal suo avvenire, +ed il Re invece di correggerlo e punirlo lo premia, e se lo tien +affezionato come una volta si teneva la contessa di Robilant, e gli +paga tutti i debiti, che a quando, a quando ascendevano ad incredibili +somme. Un giorno il Duchino si trovava in una città di provincia, e +se non erro in Pinerolo, si reca egli in persona dall’impresario pei +foraggi delle truppe, lo rampogna dapprima perchè non gli abbia inviato +la provvisione di fieno per venti cavalli, come gli aveva mandato a +chiedere, il signor Del-Pozzi che era l’impresario con bella maniera +gli osserva esser egli solo autorizzato a suppeditargli la provvista +per quattro cavalli dal ministero, e non aver egli inteso di fare un +rifiuto a lui, ma sì tanto di scansare il giogo d’un obbligo ingiusto. +A ciò l’Altezza Serenissima e Reale minaccia il Del-Pozzi il quale +avendo osato ancora parlare, egli vibrogli allora un calcio nel basso +ventre, per cui quegli stramazza a terra, ed in pochi giorni morì. +Si sparge la cosa, ricorrono ai re i congiunti dell’infelice, ne +parlano e romoreggiano i giornali di Francia, e Carlo Alberto regala +il _gran collare dell’ordine supremo della SS.ma Annunciata_, al Prode +Principe, lo innalza al grado di Colonnello, tuttochè non sapesse star +a cavallo, e non s’intendesse nulla, affatto nella milizia, giacchè le +sue occupazioni erano da mane a sera di far lo stordito, far all’amore, +e far chiasso per lo paese. Vita che conducano quasi tutti i disperati +Nobili, Spagnuoli, Portoghesi, Italiani, e Polacchi che rifuggiati in +Piemonte ottennero gradi, pensioni, stipendii, onoranze, e tolleranza a +tutte le loro vili e vergognose azioni. + +Eppure se il nostro Re avesse un pò di sale in zucca, torrebbe ben +di mezzo un tale scandalo! un tal disordine, che in niun modo gli può +convenire!... + +Ma oltre a cotesti fatti, a cui niuno può muovere un tal qual dubbio, +ed a cui potrei aggiungerne mille, ascoltate questo eziandio di +recentissima data: un Romano, il sig. T. P. impiegato da dieci anni +al servizio del nostro Re, il quale in tutto il volgere di questo +tempo mai diede motivo alla più piccola lagnanza sul suo conto, +bene visto da tutta la subalpina gioventù, accolto con amorevolezza +nelle più distinte case, giovane gentile, onesto, e del bel mondo, +un giorno riceve per mezzo d’una guardia di polizia un biglietto col +quale il Commissario Tosi ispettore della bassa polizia lo invitava +a passare da lui un momento nella giornata. Egli colla massima +premura, di nulla sospettoso, perchè di nulla si conosceva colpabile, +aderisce all’invito e si reca al palazzo del comando, dove chiesto del +suddetto commissario, che si fa dare dell’avvocato mentre non sa pure +iscrivere due parole in ortografia corretta, viene tosto da due birri +introdotto in un gabinetto dove un uomo alto della persona, di occhi +grifagni, di nera e folte sopracciglia, con calzoni neri, abito bleu, +giustapetto grigio di _piquet_ e cravatta bianca ed altissima, sedeva +ad una scrivanìa. Questi subito s’alzò al vedere il nostro Giovinotto +entrare e presentarsigli umilmente, indi coi più duri modi, colle più +aspre villanie, e col più infernale sarcasmo tolse a canzonarlo, a +deriderlo più che non a riprenderlo; del qual trattamento chiedendo +la cagione commosso, ed indispettito non che maravigliato il nostro +signore ebbe delle minaccie in risposta se anco avesse osato dire una +parola. Pochi istanti dopo il Commissario si taceva, ed egli credeva, +che essendosi isfogato così, l’avria lasciato andare in libertà, +epperciò già macchinava in mente di farsi dare, con uno schiarimento, +una soddisfazione di simile condotta tenuta contro di lui, nel giorno +seguente; poichè più pensava, ed esaminava la sua coscienza e meno +si trovava meritevole di rimprovero, non che di tali cattivi tratti +appena, appena da potersi usare con un malfattore. Ma s’ingannava +affatto nel suo supposto perocchè il Commissario data una scampanellata +chiama due birri e loro ordina d’andare per una vettura; allora ei +cadde in pensiero d’essere stato scambiato per un altro, e dimanda con +supplichevole voce a quell’inumano la causa di siffatta riprensione; +oh bella! guardate l’innocentino! risposegli tosto il Commissario, +non sa d’aver fatto cosa biasimevole! quindi cangiando tuono di voce +continuò: _andate con questi uomini, ed imparate a condurvi meglio per +l’avvenire_. Il sig. T. P. si rivolse e vede i due birri, che erano +stati mandati a prendere una vettura, fermi sul limitare della porta, +due lacrime gli annebbiano gli occhi, un sudore di ghiaccio le investe +per tutte le membra, un moto convulso che tutta gli agitava l’anima si +palesa in compassionevole modo sulla sua sembianza; pregava col gesto, +colle parole, e coll’espressione della persona il Tosi a dargli una +qualche spiegazione, a dirgli in che si credeva egli avesse mancato; ma +nulla gli vien risposto che più gravi ed amari accenti, poscia con un +urtone spinto fra le braccia dei due arcieri, i quali l’accompagnano +fino fuori dell’ufficio, lo fanno salire in carrozza e si mettono +ancor essi l’uno per parte, e fanno segno al vetturino di inviarsi al +_Correzionello_, luogo di prigione, dove sono rinchiusi ordinariamente +i più gravi malfattori finchè non si è pronunciata ancora sul loro +venire la sentenza dai pubblici tribunali. Quivi giunto quasi fuori +di se, messo in un ampio camerone con la feccia del canagliume il +più pestifero della società, stette molto, prima di riaversi, ed +appena presero una tal calma li suoi sensi, e si riconobbe tra quella +gentaglia, ripensava alla scena avuta col commissario Tosi e gli +pareva di trasognare, che nulla dell’accaduto fosse vero; se non che +un sergente di infanteria, (il quale trovavasi tra quella marmaglia, +ed aspettava d’uno in un altro giorno, per decisione de’ suoi giudici +d’essere tradotto o alla _catena militare_, o al _corpo franco_ +nell’isola di Sardegna, quantunque nulla fosse risultato in suo danno +dall’esame, e dalla perquisizione domiciliare che gli avevano fatto per +averlo creduto divulgatore di libri proibiti) gli si accostò per vedere +di sollevarlo, e con amorevolezza rarissima a rinvenirsi in que’ luoghi +prendendo a ragionare con lui, gli suggerì, appena udito il racconto +dell’accadutogli, di scrivere a qualche persona di sua conoscenza +perchè si interponessero, e gli facessero rendere giustizia, ed alla +peggio dimandasse che lo sottomettessero al giudizio d’un tribunale. + +Egli abbracciò questo partito, come un marinajo afferra l’ancora qual +unica via gli rimanga a salvezza; scrive una lettera ad un conoscente +suo, il quale credeva più d’ogni altro potesse giovargli in tale +bisogno; dà una fortissima mancia al custode, perchè la sia ricapitata +senza fallo ed indugio al suo indirizzo; aspetta la risposta un +giorno, non la riceve; ne scrive un’altra, la consegna ad un birro +e gli promette una considerevole mancia se gli fa tenere pure la +risposta, questo chiama, ed ha la mancia anticipata, e non consegna la +lettera a chi dovea, siccome aveva fatto il giorno avanti il custode; +scrive altre lettere ad altri, opinando che quelli a cui già s’era +raccomandato o non potessero, o non volessero interessarsi per lui, +ma si trova sempre alle stesse, i birri si beccavano i danari di sua +cortesia, e giammai mandavano ad effetto le loro promesse; sicchè +disperato non sapea a qual consiglio appigliarsi, ma poi rassegnatosi +al destino aspettava una provvidenza nella procedura delli stessi suoi +nemici. Intanto sentendo il bisogno di mutarsi i panni e gli abiti, +e di farsi recare di casa del danaro, novellamente fassi a pregare il +custode del carcere, perchè volesse egli mettersi di mezzo in tal cosa, +ed appagare il più che giusto e più che discreto suo desiderio, ne ha +mille promesse, ma nulla ottiene di felice risposta. Passano i tre, i +quattro, i cinque, i sei, i sette, li otto, li nove, li dieci giorni, e +la cosa pel nostro signore carcerato nè meglio nè peggio si sviluppa; +se non che sul dodicesimo giorno riceve un baule entro cui non solo +non poteva esservi nè tutto nè mezzo il suo equipaggio, ma nemmeno la +decima parte, e colla consegna di questo ha l’avviso che fra pochi +minuti sarebbe partito per alla volta di Genova in compagnia di due +carabinieri. Di fatto di lì a poco una carrozza si fermava innanzi alla +porta della prigione, e montatovi esso in compagnia di due carabinieri +vestiti in tutta pompa della lor reale uniforme, si avviava giù per di +Doragrossa. Si fosse la voce sparsa del suo arresto dalla padrona di +casa da cui egli appigionava un quartiere ammobigliato, si fosse che +alcuni di sua conoscenza lo avessero ravvisato nel vederlo attraversare +di pien giorno la città nella nominata compagnia, non saprei ben dire, +ma fatto è che mentre egli camminava sulla via della Liguria, alla sera +al teatro Regio sotto ad un palco della prima fila affollata era la +gioventù torinese, e chi col guardo, e chi colla parola, e chi cogli +atti vedevasi minacciare ad una signora grassoccia, paffutella, e +brunotta di carnagione. Essa cogli occhi fissi sul palco scenico faceva +le finte di non addarsi del movimento sottostante; per il che istizziti +ed agitatisi maggiormente quegli animi giovanili, che in ogni atto +pareva intendessero a far arrossire quella donna di qualche sua colpa, +fecero di tanto che tutti gli occhi si rivolsero ad un tratto verso +il palco di lei: e queste parole correvano per le labbra di tutti: +_vedi in quei palco la signora Garbiglietti-Pavarini, la è la causa +dell’arresto di T. P. fuori del palco quella puttana, fuori, fuori la +signora Garbiglietti-Pavarini, fuori quella puttana_; sicchè tra pel +vedersi fatto segno al guardo, ed allo sdegno di tutto il teatro, tra +pel sentire coteste voci, le quali venivano sempre pronunciate ogni +qual volta sentivansi applauditi i cantanti, tra perchè tutta la gente +stava rivolta continuamente a lei, le fu giuocoforza di uscirsene dal +teatro tra le risa e li fischi dell’universale. Era costei moglie del +medico Garbiglietti, e da un mese o poco più era in relazione col +commissario Tosi, il quale accortosi che il sig. T. P. faceva egli +all’amore colla sua Bella, dopo d’essere riuscito ad indurre lei a +non più riceverlo presso di se, essendo pervenuto a notizia che ella +lo andava a trovare in casa sua, prese un giorno il marito a parte, +ed informatolo della cosa l’aveva esortato a fare un ricorso alla +polizia contro del giovane signore, assicurandolo che egli avrebbe dato +la massima attività all’affare, ed avrebbe troncato immancabilmente +ogni relazione, ed ogni scandalo ad un tempo evitato. Il medico gran +buon’omaccio non penetrò a fondo nell’indole del commissario, e per +conseguenza non accorgendosi che il consiglio di lui era più che una +generosità d’amico, una vendetta sua particolare, tenne il partito +offertogli, fece il ricorso, e tra lui, ed il Commissario indussero la +moglie a soscriverlo, la quale pel pensiero di mutare stallone aderì +non solo, ma di più seguiti i loro consigli, accusò il giovane come +uno che la perseguitasse dappertutto, e l’avesse minacciata qualora +non avesse condisceso al suo amore, d’infamarla presso il pubblico. +Che è mai amor di donna? due giorni prima fu vista inginocchiata da me +sul viale del Valentino innanzi al giovane, e raccomandarglisi perchè +non l’abbandonasse!!! Lo stesso giorno dell’arresto per coprire la +trama essa era stata pure a trovarlo in camera per più d’un’ora...! +così il Tosi potè completamente disfogare la sua bile, il suo odio, +la sua gelosia in quel modo che dicemmo contro l’impiegato di S. +M. il quale dopo d’essere stato cacciato barbaramente in prigione, +malmenato, come abbiamo veduto sopra, e cacciato dallo stato qual +uomo di pessima condotta, venne tradotto a Genova dove smontato alle +carceri, quivi fermossi dieci giorni senza che sapesse nulla ancora +sulla determinazione presa in suo riguardo. Quand’ecco venuto l’aurora +dell’undecimo dì coll’annunzio che sarebbe stato portato su di un +vapore Sardo fino a Civitavecchia, e dopo accompagnato fino a Roma sua +patria, fu lasciato libero, gli fu eziandio svelata la sua colpa che +fin’allora eragli stato un vero arcano. Non è a dire quanto egli siane +rimasto maravigliato, ma non vedendo più omai appiglio convenevole +da attaccarsi, lasciò che la sentenza del Tosi fosse affatto messa +in esecuzione. Giunto a Roma gli parve d’essere rinato vedendosi in +libertà, e passati alcuni giorni non vedendo le sue convenienze di +quivi fermare la sua dimora decise di partire; e va pel passaporto; per +cui dopo averlo fatto correre più volte adducendo or una, or un’altra +scusa, finalmente un segretario dell’ufficio del buon governo si fece +ad interpellarlo sulle ragioni che aveva lasciato Torino, e ben bene +ponderate le risposte gli disse: se gli abbiamo fatto aspettare il +suo passaporto non è per altro che per informarci esattamente della +sua condotta prima che andasse in Piemonte, di quella che quivi tenne +in tutto il tempo della sua dimora, e dell’attuale, presentemente +non abbiamo difficoltà di rilasciarglielo, però la consiglieremmo +a mutarlo in un nuovo, giacchè qualche segno che gli fecero sopra +potrebbero incagliarlo non poco nel viaggio che intende intraprendere. +L’infame commissario dopo averlo privato d’impiego, dell’amante, e +sul momento, dell’onore eziandio, s’era ingegnato di attraversargli +di più l’avvenire, di ruinarlo del tutto, di togliergli perfino il +mezzo di sussistenza; ed ottenuto avrebbe il perfido il suo intento +se gli amici non avessero fatto tenere all’infelice importanti somme +in sussidio, e l’officiale della Polizia Romana non fosse stato assai +più che non esso di coscienza nel prendere misure di rigore verso +del meschino... Ma dopo questo accaddero già molti altri fatti, ed +uno appunto per la sua singolarità non vuolsi assolutamente passare +sotto silenzio: tutti sanno che il _bigottismo_ regna in Piemonte, +che ad un impiegato convien’essere o fingersi _bacchettone_ se vuole +conservarsi in grazia de’ superiori; ma niuno sarebbesi mai immaginato +che per leggere e ritenere _le Juif Errant par Eugène Sue_ si sarebbe +corso il rischio di perdere l’impiego: eppure ciò incontrò or fa pochi +giorni al sig. N. N. uomo assai benemerito pe’ suoi servigi prestati +da molti anni al Governo, il qual avendo lasciato un giorno sul suo +cancello d’ufficio un volume del detto romanzo inavvertentemente, +diede ragioni al ministro abbastanza sode con ciò d’essere creduto +malvagio, indegno dell’impiego, e che so io. Perocchè il volume citato +venne raccolto, e si dice bruciato poco dopo in presenza del Conte +Solaro della Margherita, e sostituitevi invece le dimissioni sue, +entro cui niun’altro rimprovero veniva fatto all’impiegato da quello +in fuori d’avere osato tenere presso di se _sì diabolico libro_, e +fare sì _scandalose_ letture. Non vorrei che voi Azeglio od alcuno +in leggere questi fatti s’inducesse a credere avere io raggranellato +quanto di più biasimevole possa essere accaduto nel nostro stato, +od aver detto cose dubbie e false, perocchè protesto novellamente +che mille e mille potrei citare di simili casi di prepotenza, e che +sonomi attenuto solo a questi, sia perchè più conosciuti e perciò +più difficili ad essere impignati, sia perchè non volea parere troppo +più lungo che non comportasse l’argomento. Ma non vorrei soprattutto +che voi, od altri pensasse esigere io in uno stato tutto ordine, +tutto bene, tutto perfezione. Quando fu mai che le umane cose e le +divine pure com’elle passarono per le mani degli uomini, immacolate +e perfette si mantenessero? Certo saria da mentecatti il volere negli +altri quella colma misura di buono, che noi stessi non possediamo, ma +non perciò dobbiamo astenerci dall’alzare alta la voce, e rimproverare +con acre parole chi o direttamente o indirettamente può essere autore, +promotore, o causa anche secondaria di simili abusi che sono il vero +cancro dei buoni costumi, la vera peste dei governi e dei popoli, la +vera ruina della società. + +Io potrei anche trattenervi sulle prepotenze che si veggono fatte +agli impiegati borghesi facendo loro prendere il passo dai nobili, +che per lo più sono ignoranti, perchè non istudiano, le quali sono sì +spesse che può dirsi senza fallo, noi non ne facciamo più parola per +esservi assuefatti, e se pur qualche volta mostriamo di risentirci, ce +la prendiamo contro il destino, il quale ha fatto trovare dietro noi +qualcuno di nobile schiatta. Potrei ragionarvi sugli scandali che si +veggono nei nostri ministerii rispetto all’ammessione degli impieghi, +non facendosi scrupolo certi Capi di divisione di vendere la firma del +Ministro o del Re anticipatamente e a carissimo prezzo, e molte volte +la stessa a più persone nel medesimo tempo; per lo che molti spesse +fiate dopo avere sborsato considerevoli somme per essere raccomandato +ed ottenere la nomina di _volontario_ in qualche ufficio, o anche di +aspirante al _volontariato_, si trovano in bisogno, frustrati nelle +loro speranze, e senza potere trarre partito dai loro studi e dai +loro talenti. Potrei entrarvi delle ingiustizie d’ogni maniera che si +commettono in qualsiasi branca delle pubbliche amministrazioni, delle +regie cariche, e nelle milizie principalmente, dove per esempio il +nobile ha sempre il dissù sul borghese, il quale giunto al grado di +capitano vien mai sempre messo in ritiro, perchè i posti di ufficiali +superiori sono riserbati alla pura nobiltà; meno nelle così dette +_armi dotte, l’Artiglieria, e il Genio_, in cui il merito e la scienza +possono dappiù, e per conseguenza il borghese può fare regolarmente +il corso de’ suoi avanzamenti. E molte cose pure potrei toccare +dell’_Opere Pie_, nelle cui amministrazioni spesso accadono degli +inconvenienti gravissimi, dei ladroneggi fortissimi, e degli errori +madornali; e per esempio estendermi sui limosinieri della _sfondolata +Opera_ di S. Paolo, di cui alcuni, che io conosco, invece di portare +alle indigenti famiglie quelle somme, che quel filantropo stabilimento +loro assegna, a mensuale soccorso, ora le arrischiano e perdono +al giuoco; ora con quelle proveggono a donne rotte alla libidine, +i scialli, i vestiti, ed i divertimenti, non che il vitto; quindi +inducono quelli cui spettava un tal danaro a far loro la ricevuta +della intiera somma, di cui essi non avranno consegnato che una decima +parte nelle loro mani. Potrei anche tener discorso della persecuzione +portata ad un eccesso troppo vergognoso pei tempi che corrono, contro +a parecchie migliaja d’Ebrei, i quali dopo di pagar un’annuo ed alto +tributo al governo, oltre al non poter esercitare verun’arte e studiare +scienza di sorta, sono costretti a viversene tutti in un isolato, la +cui proprietà fu loro fatta pagare ad uno spropositato prezzo, ed +in cui le regole igieniche appena comporterebbero ve ne abitassero +un sesto del loro numero. Finalmente della persecuzione più ingiusta +contro i Protestanti, i quali, dopo d’aver loro promessa e concessa +tolleranza, dopo d’aver con sovrani rescritti annientati molti barbari +editti contro loro emanati, Carlo Alberto ultimamente obbligò con +suo motuproprio a rivendere tutte quelle terre, tutti quei poderi +che avessero compri anche dietro autorizzazione del Senato e di se +stesso oltre il termine stato loro anticamente assegnato, in un anno +sotto pena di confiscazione? Nelle quali cose è consigliere, e stimolo +potente di Carlo Alberto il Savojardo, Monsignore Andrea Charvaz, +uomo che è Vescovo, Comandante, Intendente, Riformatore degli studi, +Sindaco, e Commissario perfino di Polizia in Pinerolo, di dove quasi +ogni settimana recasi a Torino per conferire col Re, co’ suoi ministri, +e principalmente con _Avet_, il quale tiene il portafoglio per gli +affari di grazia e giustizia. + +Questo corpulento prelato qualora venisse a mancare il Re, ed il +primogenito suo, l’augusto Duca di Savoja salisse il trono, sarebbe +quegli che minaccerebbe di prendere le redini di tutto lo stato; tanta +è la sua influenza sul Duchino di cui è stato precettore! tanta è +la confidenza che questi gli usa, recandosi spesso a visitarlo nella +sua villa e consigliandosi già adesso con lui in tutto. Non che amor +evangelico, porta un’odio implacabile l’illustre Vescovo alle varie +sette dei Protestanti, che abitano le valli di S. Giovanni, di S. +Martino, di Pragelato, di Rorà, di Luserna, di Latorre, ec. ec.: +sicchè dopo di averli guerreggiati inutilmente cogli scritti prese il +consiglio di combatterli colle prepotenze, e colle vessazioni d’ogni +maniera, lasciando di queste un’assoluto maneggio al suo Vicario +generale Giacinto Brignone uomo altrettanto giovane per età, quanto +adulto per iscaltrezza, e non animato da altra cosa, che dall’ambizione +di dominare, e dal desiderio di elevarsi sulle ruine altrui. Uomo +insomma infame, retrogrado, e per conseguenza nemico d’ogni progresso, +che invece di far plauso a tutti que’ sacerdoti che dimostrano d’aver +inteso i suoi tempi, e di volersi levare a paro delle umane cognizioni, +e mettere anch’essi una mano all’opera della vera civiltà, li insegue +accanitamente e senza riguardo ad età ed a meriti. E siccome Monsignor +Charvaz tutto approva anzi commenda quel che egli fa, così egli prese +tanto piede che riuscì ad essere un vero despota, un vero tirannello +del clero e degli abitanti di quella diocesi, e tra lui ed il Vescovo +costituiscono un governo non solo della Diocesi ma della provincia +affatto tirannico. Tutti passano per le loro mani gli affari prima +che possano avere il loro sviluppo, il quale unicamente dalla loro +volontà dipende. Molti casi mi sarebbe dato di raccontare, se non +avessi paura di essermi dilungato già troppo dal mio assunto, ad ogni +costo non ne voglio passare uno inosservato, il quale attesta in pari +tempo e l’usurpato loro potere, e la malvagia loro astuzia per crescere +in merito presso chi si contenta di giudicare delle cose dal loro +esteriore. Un protestante un giorno dopo aver tracannato più vino che +non era solito, viene a rissa con uno che pareva si volesse canzonarsi +di lui, e dopo d’essersi vicendevolmente scambiate alcune brusche +parole, vedendo questi di non la poter dire e di non valere a liberarsi +di quell’altro che aspramente il motteggiava, inconsideratamente toglie +un coltello di tasca il minaccia, quindi trovandosi sempre alle stesse +il passa fuor fuori con un colpo, ed il lascia freddo a nuotare nel +suo sangue. Viene il protestante arrestato, sottomesso ad un processo +criminale, ed in pochi giorni condannato nel capo, non perchè meritasse +tal sentenza, gli omicidii fatti in rissa e da ubbriachi essendo ben +altro secondo il codice sardo, che suggelli a tal pena; ma bensì perchè +il prelodato Vicario Giuseppe Brignone coll’appoggio del Vescovo il +quale mai gli si rifiuta, aveva fatto sì che si usasse il massimo +rigore verso il reo, che appieno nell’interrogatorio era convenuto. + +Ed ecco i motivi di tal procedere; prima perchè egli era protestante +e perciò le leggi non sono più come per gli altri; secondariamente +perchè sapendo egli che questi aveva una numerosa famiglia, era caduto +in pensiero di intimorirlo con tal sentenza, per poi trarlo in un +co’ suoi consanguinei alla nostra cattolica religione: di fatto poco +dopo d’avergli comunicata la fatal sentenza, inaspettata per lui, +e per tutti, gli fu fatto dire che se egli convertiva se, ed i suoi +alla Santa Madre Chiesa, Monsignore il Vescovo gli avrebbe ottenuto +la grazia dal re. Figuratevi qual tentazione non abbia fatto sul suo +animo una tal proposizione! manda a chiamare la sua famiglia che a +dieci individui ascendeva, e li informò della cosa; ma qual maraviglia +non fu la sua trovandone li più di lui istrutti? tanta era stata +l’operosità del Brignone! Caddero adunque d’accordo di mentire tutti +alle loro convenzioni, al loro animo, promisero, e si fecero cattolici, +apostolici e romani, e non solo il reo ebbe la grazia compiuta, ma +lasciatolo ritornare a casa sua libero, fu incaricato da Monsig. il +Vescovo di spionaggio con assegnamento d’annuo stipendio; giacchè +sendo persona litterata più che comunemente non sogliono essere gente +di mestiere, avrebbero voluto i nostri prelati valersi dell’opera +sua per trarre nella rete altri merlotti. Ma egli fermo di carattere +per prudenza condiscese in sulle prime, ma nulla mai fece che potesse +tampoco macchiarlo di poi in faccia a’ suoi confratelli e compatriotti; +però mi viene assicurato che tanto egli quanto li suoi non sono più +nè cattolici nè protestanti; e come poteva accadere altrimenti? Atene +guadagnò la Grecia coll’armi dell’Eloquenza, Sparta guadagnò Atene +coll’eloquenza dell’armi, Monsignor Charvaz ed il Teologo Brignone +suo vicario vorrebbero guadagnare i Valdesi col raggiro e colla +persecuzione, anzi che colla forza del raziocinio e coll’armi della +dottrina, e coll’esempio, testimone della verità e della parola; onde +sono infelici nelle loro vittorie; chè i risultati della loro astuzia +fin’ora neppur una volta ebbero buone conseguenze, da quella infuori +di far circolare tra le indigenti classi di quelli infelici l’argento e +l’oro che Carlo Alberto consegna a copia, forse in mitigazione dei suoi +rimorsi, a tal fine nelle mani del Vescovo di Pinerolo, il quale, è +vero, non si fa mica poi sempre scrupolo di impiegarlo altrimenti. + +Che dirò poi io della pubblica e privata istruzione in Piemonte, la +quale per tanto tempo fu diretta da un Gesuita per Eccellenza, il Conte +Collegno, stato poi minato e surrogato, da quella buona lana, omai +conosciuta da tutti, di Monsignore Pasio, più gesuita di qualsiasi +gesuita, il quale non valse in cinque anni che tenne le redini del +_supremo magistrato della riforma_ a fare miglioramento di sorta, e +buon per noi ancora se avesse lasciate le cose come erano! ma fatto +è che le peggiorò; ne sia una prova, per mille, quella d’aver scelto +a maestro modello, ossia maestro de’ maestri un cotale D. Remigio +Pelleri, il più ignorante uomo che mai sia esistito, il quale in un +libro stampato per saggio di sua abilità, il _fanciullo guidato a +suoi doveri morali e religiosi_ disse più spropositi che parole, e +fu condegnamente smascherato in due articoli del Telegrafo Torinese +dal Prof. Lorenzo Giribaldi. Successe al Pasio un discendente del +gran tragico italiano, il march. Alfieri di Sostegno, il quale nel +sobbarcare le sue spalle ad una tal carica rallegrato aveva tutto il +Piemonte. Ma due anni sono che siede nel mezzo del magistrato della +Riforma, e nulla fin’ora di importante ha operato; l’educazione anche +in gran parte è sotto l’influenza Gesuitica, od in pieno lor potere; i +Fratelli della dottrina cristiana, veri dragoni dei Gesuiti, inondano +la capitale, le città di provincia, e tutti i paesi del Piemonte, +dirigono l’educazione del basso popolo, e ne conservano ed accrescono +i pregiudizi, ne ammorzano la generosità, e ne imbastardiscono +l’indole. L’Alfieri aveva senza dubbio delle sante intenzioni, ma non +fu abbastanza cauto, lasciossi attorniare da persone che la pensano +all’opposto di lui, le introdusse di più nel conciglio da cui doveva +invece guardare di tenerle lontane per sempre e perciò giammai sarà che +egli possa arrivare l’intento, colla cui speranza era entrato in tanto +ministero. + +Per tacere gli altri nomino solo l’abate Peyron, il quale, vera +anguilla, non è per lui conosciuto; ma già a quest’ora lo conduce pel +naso, e lo gira e lo rigira a suo modo, valendosi non poco dell’opera +del Cav. De Bayer, il panegerista di tutti gli opuscoli ascetici, +morali, e mistici che possano uscire dalle penne della Veneranda +Compagnia di Gesù. Una pruova inconcussa che l’Alfieri non potrà più +migliorare la condizione degli studi, e della educazione dei subalpini +ingegni, si è che invece di fare un passo avanti lo fece indietro; +invece di rendere più libera, e facile l’istruzione, l’inceppò ed +in angustissimi limiti la ristrinse, quando or è pochi mesi faceva +che Carlo Alberto con suo motuproprio obbligasse i padri e le madri +di famiglia a valersi dell’opera di certi determinati Professori, i +quali perlopiù sono cattivi, perchè non degnamente corrisposti; di +certi determinati libri, che fin’ora non s’hanno buoni, e quali sono +necessari per l’educazione della figliolanza: cosa che sarà causa +di molte male conseguenze, come di molte male conseguenze fu pure +sempre l’avvilire i Professori con un basso stipendio, anzichè di +rimeritarli ampiamente, perchè con amore ed impegno attendano al loro +sacro ministero. In Piemonte un cuoco, un cocchiere ha assai più in +compenso delle sue fatiche che non un Professore di Filosofia, di +belle lettere, alla qual cosa subito doveva por rimedio l’Alfieri se +pur intendeva d’avere buoni Professori; ma egli si consiglia con chi +anzi ei dovria consigliare per trarre dalla sua, e mai nulla opererà +di buono anche colla più grande volontà. Non parlo poi dell’educazione +del sesso debole, da cui tanto dipende eziandio la prosperità del corpo +sociale, giacchè è noto a tutti che in Piemonte gli _instituti_, le +case d’educazione, e le scuole per le bimbe di qualsiasi condizione, +sono tutte sotto la speciale direzione o delle suore del sacro Cuore di +Gesù, o di qualche loro figliazione, sparse per tutti i paesi: di modo +chè da noi l’influenza Gesuitica pesa su tutti i ceti della società +più o meno; dalle quali cose non è chi non vegga, quante migliorazioni +prima resterebbero a fare per il nostro governo, perchè noi potessimo +un giorno sperare in lui, e crederlo potente stromento a rivendicare +la causa Italiana. Si converrebbe o Massimo che voi ci provaste in +qualche patente modo, che il nostro governo se non mostrasi intento +all’opra, almeno non si oppone alle generose tendenze del secolo; che +in questo moversi universale d’idee e di progetti, in questa mischia +di opinioni, in questa irresistibile smania di nuove prove, di più +energici tentativi, e di novelle cose si addimostrasse più propenso a +tollerare, che non a spegnere quella sacra fiamma, da cui universale un +incendio deve scoppiare ad incenerire i troni, li scettri dei nostri +Tiranni, per far risorgere, qual fenice, più bella la libertà, la +gloria nazionale. Sì, farebbe di mestieri voi attestaste con validi +argomenti, che Carlo Alberto ami l’istruzione, ed il ben’essere del +popolo; sia persuaso che la tranquillità degli Stati e la sicurezza +dei Governi stia nell’amore e nel vendicare i diritti di quello, che +approvi ora l’associazione degli individui, delle masse, e de’ popoli, +e non faccia guerra al mutamento delle opinioni e delle cose, per +ordinarne con sapienza l’andamento, e non tenti di farle retrocedere a +vecchie ed ormai impossibili costumanze, che desideri insomma gli si +scriva una storia d’illustri gesta, non una cronaca di debolezze, di +prepotenti azioni, di viltà, e d’infamie. Non dubito punto, che voi +a provare la protezione di Carlo Alberto alle scienze, alle lettere, +addurrete principalmente quei segni di onorificenza, che egli va +attaccando all’occhiello supremo degli abiti de’ suoi fedelissimi +sudditi, per non dire, gettando negli occhi nostri per abbarbagliarci, +per metterci le traveggole. Ma tutte le persone premiate di croci, sono +esse tutte persone di merito? tutti li uomini che sarebbero degni a +preferenza degli altri di simile onorifica testimonianza, sono dessi +rimunerati, e fatti cavalieri dell’ordine di S. Maurizio, o di quello +di Savoja? a mala pena ne trovereste qualcuno tra l’innumera schiera di +coloro che pur le hanno, le portano, e ne menano vanto pubblicamente +siccome di sudato trionfo; e questi tali raramente è ancora che voi +li vediate a fregiarsene il petto, amando meglio lasciarle in casa in +qualche tiratojo, che facendone mostra essere confuso con coloro, i +quali se le guadagnarono con viltà, strisciature, adulazioni, inchini, +scaltrezze, con fare il bacchettone sulle porte delle chiese a raccorre +la limosina pei poverelli, con falsare qualche pagina dell’istoria +della casa Sabauda, siccome fece spesse fiate il Cibrario, degno +emulo di Adriano Balbi che non ha vergogna di adulterare la scienza +per acquistar coccarde, cosicchè indarno uno si farebbe a cercare +nella sua Geografia l’Italia, avendola egli squartata nel nome come +già pur troppo lo era nel cuore; e finalmente con un qualche bugiardo +panegirico diretto al glorioso regnante sulla foggia modellato di +quelli del Paravia, Uomo, il quale mentre dovrebbe studiarsi in assiduo +di gettare negli animi della subalpina gioventù il germe d’ogni più +grande, più maschio e generoso affetto, di educare le giovani menti +affidategli ad alti concepimenti, ad arditi e sublimi pensieri, pare si +martelli il capo per intristire ed evirare l’indole dei più svegliati +ingegni, per annientare in loro la facoltà d’innalzarsi sugl’altri, +per sfiduciare e sfibrare i più magnanimi cuori. Del resto giova +eziandio avvertire, che lo spargere molte croci è affatto secondo il +sistema economico di Carlo Alberto, giacchè con esse si risparmia a +giubilazioni, a gratificazioni, a risarcimenti in danaro, perchè i +vecchi impiegati, i vecchi militari, gente per lo più ignorante, epperò +facile all’invanirsi, preferiscono aver qualche soldo di meno in tasca, +ed essere insigniti di tali decorazioni. Le quali per ottenere soventi +volte basta a chi ne è bramoso il mettersi in relazione col padre +Bresciani della compagnia di Gesù, ed il seguirne a puntino i consigli +per qualche tempo. Ma un argomento chiaro e convincente per chiunque +a dimostrare, che tra noi il vero merito difficilmente è rimeritato, +hassi nel riflettere, che per conseguire siffatte ricompense, è +mestieri che la persona istessa che se ne crede degna, le dimandi per +via d’una supplica in cui siano in chiaro modo esposte tutte quelle +ragioni, che possono meglio farla agli occhi del Sovrano benemerita. +Formalità questa, alla quale non so chi avendo una dramma di buon +senso, non arrossisca di abbassarsi: seppure è vero l’antico adagio, +che merito e modestia non si abbandonano mai. Abbiamo troppe croci già +ciascuno a portare segnatamente! Troppo pesante è quel crocione che +pesa su tutti gli Italiani, e prostra al suolo le loro fronti! perchè +da noi si possa anche far plauso ad un Carlo Alberto, che ogni giorno +ce ne porge di nuove innanzi, rimunerando con esse degli individui, i +quali davvero meriterebbero più d’essere appesi essi alle croci, che +non affiggessero le croci a loro. Onde se la cosa cammina anco un pò +di questo piede, noi vedremo queste onorifiche insegne, anzichè essere +ambite, e tenute in pregio, venire derise e sprezzate universalmente. +Se non che l’ambizione nell’uomo è tale e tanta, che spesso ci induce +a lodare in noi quello che condannavamo in altri; al qual proposito +deggio confessare, con disdegno, ed onta pel nostro onore, d’avere +conosciuti uomini, che pur avevano diritto alla pubblica riconoscenza, +ed ammirazione mutare di carattere, e di pensamenti al giungere loro la +volgare croce di S. Maurizio in meno di tempo che un soffio di vento +rivolta una foglia. Ma non perciò ci dobbiamo astenere da gridare ad +alta voce, che vuolsi riputare piuttosto mezzo a corrompere il popolo +che non a migliorarlo, la dispensa dei nastri, in cui si segnala tanto +generoso, anzi prodigo il nostro re. Il vero compenso delle opere +buone deve considerarsi nella soddisfazione dell’animo, nella scienza +di aver compiuto ad un santo dovere, nella certezza che tardi o tosto +le nostre azioni la società, e la patria approverà in quello, che +le additerà ad esempio: Ecco ciò che dobbiamo inculcare nelle menti +dei nostri fratelli, ecco quello che dobbiamo giammai restarci da +predicare. Allora quella brama di notizie peregrine, quella smania di +prevedere, quel desiderio intenso che c’induce a chiamare ogni giorno a +chi prima incontriamo, se nulla occorra di nuovo, di singolare, fia si +muti ben tosto in facoltà d’intraprendere, di resistere agli urti, di +perseverare finchè non si rimanga vittoriosi. + +Anche la determinazione di abolire il giuoco del Lotto, potreste in sua +difesa mettere in campo, se io non vi osservassi a tal riguardo, che +ella comincia ad esser vecchia, e sapere di stanzio, giacchè sono più +anni che la manifestò e mai non la pose ad effetto, rincrescendogli di +rinunciare ad un tanto utile, tantochè vergognosamente ed infamemente +procurato. Ed in ciò anzi lo veggo maggiormente rimproverevole, perchè +sarebbe da compatire se non ne conoscesse il danno; ma essere di ciò +persuaso, e mostrarsi tuttavia in dubbio se a torre o a conservare +quello anche si abbia, è cosa propria o da imbecille, o da malvagio. +Chè qualsiasi governo, al quale stia a cuore il ben essere del popolo, +conosciuto appena un male tosto vi appresta l’opportuno rimedio, +tanto più quando dal sagrificio di picciolo bene puossene ricavare uno +grandissimo. Come del rimanente lo volete scolpare? come farlo vedere +sovrano moderato, splendido, magnanimo, generoso, e grande? siccome +l’avete fin’ora predicato. Come difendere quelle leggi sue, le quali +non mirando agli universali, ingenerano dubbi, coi dubbi le liti, colle +liti la divisione degli animi, con questa l’impero, da cui procede il +dispotismo? come lo mostrerete tendente a liberalismo? + +A nulla servono le vostre parole diversamente, a nulla il mostrare +quella medaglia, ideata dal Balbo, che racchiudendo tutti gli stemmi +di casa Savoja si presta ad una forte e bella allegoria a prima +vista; ma poi osservata attentamente non addita più altro che una +delle tanto piccoline ambizioni che tengono in vita il nostro Carlo +Alberto. Giacchè la posa del Leone raffigurato in essa, è tranquilla +e tutt’altro che minacciante di scagliarsi sull’aquila, la quale pure +non vuolsi confonder col biteste animale grifagno dell’Austria, essendo +l’Aquila dell’Alpi, decorazione del nostro stemma reale. Le quattro +somme glorie italiane non sono quivi ritratte che per significare +essere Carlo Alberto l’unico principe attualmente regnante che sia di +sangue italiano; epperciò più degno appunto di riprensione perchè meno +compatibile degli altri nella sua maniera tirannica di governarsi. +Il motto francese poi che puossi così tradurre alla lettera: _sto +aspettando l’astro mio_, appartiene eziandio all’antico stemma della +famiglia; del resto gli si potrebbe rispondere che più volte gli +comparve quest’astro sull’orizzonte per guidarlo a virtù, ma egli colla +esosa sua condotta insultò a quella luce, fece inorridire col fetore +delle sue peccata quella stella, che ritiratasi dal cielo ricomparirà +velata da una tinta di sangue, quando noi avremo redenta la patria +e vendicato il suo ripetuto tradimento, e ci guiderà al suo sepolcro +perchè maladicendo al suo nome, non obbliamo di disperderne le ceneri, +di ruinarne la pietra, onde nulla resti ai posteri di lui memoria, +perchè immeritevole della stessa celebrità dell’infamia. + +Ricordatevi quel detto che a proposito di Carlo Alberto è fama a quando +a quando pronunciasse la sua madre: _il mio figlio non ha nè testa +nè cuore_. Che non abbia cuore tutti si convengono, ma che non abbia +mente, è ciò che molti vorrebbero diniegare. Come mai se avesse un +pò di cervello potrebbe permettere tanti abusi ne’ suoi stati ora con +consenso, ora con fingerne ignoranza? come mai sarebbe caduto in tante +imbecillaggini che lo fanno deridere anzichè odiare? e come non avria +posto mente a tante voci che da ogni parte della Penisola il chiamavano +alla gloria? Come non saria stato animoso a cingersi di quella corona +immortale che il Genio d’Italia tante volte le offerì? Come si sarebbe +mostrato sì timido, sì debole, sì vigliacco, e sì pauroso in ogni cosa? +Valga il seguente fatto a provare in mirabil modo la fermezza eroica +del suo animo! Il Colonnello J.... nobile piemontese, dopo aver reso +molti servigi al Piemonte recavasi a servire la Spagna, dove onori pel +suo valore d’ogni maniera gli venivano conferti; venuto in avanzata +età, ed amando di rivedere il suo paese natio, si porta a Torino; dove +pervenuto agli orecchi del Re Carlo Alberto il suo arrivo, il mandò +a chiamare ed accoltolo amorevolmente, in attestato di estimazione +de’ suoi meriti gli dà la croce di Cav. di S. Maurizio e Lazzaro, lo +conferma nel grado di Generale a cui era stato in Ispagna innalzato, +dicendogli che sperava si saria fermato in patria ed avrebbe il suo +ferro consacrato alla medesima. A tali dimostrazioni il Colonnello +J.... l’assicura che alla manifestazione di simile desiderio si +conosceva assai onorato, e non poteva a meno perciò di aderirvi. Il +Re lieto della risposta il fa soffermare in quel giorno in corte pel +pranzo attestandogli continuamente di averlo in grazia ed in pregio +altissimo. Ebbene dopo due giorni fu mandato a richiamare il Cav. +J.... amorevolmente gli fassi incontro Carlo Alberto appena lo vede +a comparire ne’ suoi appartamenti, _e mio caro_, gli dice, io deggio +disdirmi dell’invito che l’altro jeri vi ho fatto, il ministro mio +Villamarina con cui ho parlato lungamente di Voi, mi fece vedere che +la vostra dimora _permanente in Piemonte poteva dar luogo a rumori, +essere pericolosa, mentre io la credeva utile, onde m’obblighereste +se fra tre giorni procuraste d’allontanarvi; che mai volete? son cose +a cui dobbiamo rassegnarci. Però potete conservare in mia memoria +e ’l grado e l’onorificenza che vi conferii_. A tai detti sorpreso +l’antico militare dignitosamente rispose queste due parole: _grazie +alla vostra maestà, quale son venuto, tale me ne andrò, e fra un’ora +sarò fuori di già dalle mura della capitale_. La cosa si sparse per +tutta la città, tutti ne ridevano, meno il ministro che godeva d’aver +allontanato un suo nemico. Carlo Alberto si credeva d’aver dato saggio +di una gran forza d’animo, d’una gran virtù, d’aver vinto il nemico +più difficile ad essere soggiogato, secondo gli dicea il confessore +suo, cioè d’aver vinto se stesso! E voi Azeglio volete farci credere +in un tal uomo? in un uomo che se fosse vera l’opinione che le anime +dei malvagi dopo aver vagato nello spazio vadano ad informare i corpi +d’altre più basse persone, non potrebbe aver ereditato altra anima +che quella di Giuda? in un uomo che dopo aver logorato la sua vita +nei vizi, ora stanca da mane a sera gli inginocchiatoi, e gli altari? +in un uomo che anche togliendogli la tristezza dell’animo, non sarà +mai capace d’intraprendere la più piccola opera, nonchè quella della +nostra rigenerazione? in un uomo, il quale non solo brama soffocato +e spento lo spirito di indipendenza e nazionalità, ma di più tenta +in ogni modo di far nascere ne’ suoi sudditi lo spirito contrario? +in un uomo, il quale proibisce una società, che aveva per iscopo di +diffondere lo studio della lingua italiana nel Piemonte, e togliere di +mezzo a poco a poco il deforme dialetto che si va cinguettando da noi? +la qual cosa ci dovrebbe assai bene convincere delle disposizioni di +Lui, rispetto all’Italia, giacchè niuna cosa si mostrava più innocua +al suo governo, che un’associazione, in cui i Piemontesi dietro lo +stimolo del Cav. Panzoja tutti si proponevano di parlare costantemente +l’italiano, e si sottomettevano ad un’imposta da passarsi ai poveri, +ogni qual volta fossero colti in fallo, cioè a parlare il nostro +dialetto, od altra lingua fuori di stretto bisogno. Tanto più che lo +scopo era più letterario, che politico, e d’altronde il legame della +lingua alla nazionalità non ha una forza sì energica, sì subitanea +da spaventare chicchessia. E poi ignorate voi l’influenza del primo +ministro, il Marchese Solaro della Margherita, il qualche oltre ad +essere _gesuitissimo_ come sopra toccai, è ligio affatto all’Austria, +e tanto che non lo si farà saltare dalla sua carica, impossibile +sarà ogni simile divisamento. Del resto ammesso ciò, che non puossi +ammettere giammai, cioè che Carlo Alberto volesse coadiuvare la nostra +causa, e marciare alla testa delle sue truppe, che da qui a poco si +raduneranno nella landa di S. Maurizio per servire di trastullo ai +nostri Duchi, e prendesse a fugare il predone Tedesco dalle lombarde +e venete terre, credete che l’italo paese guadagnerebbe sotto il +governo Sardo? Sotto il giogo d’un dispotismo il più barbaro, sebbene +mascherato dalla più artata apparenza? Sotto il comando di un re che +per voler conservare, a maggior lustro della sua corte, l’etichetta +spagnuola, conservò nella nobiltà la boria intollerabile di quella +nazione, la barbarie e l’ignoranza la più maligna e la più crassa? +Starebbe poco a rinascere il feudalismo, è vero modificato per imperio +e necessità dei tempi, ma pur sempre tremendo feudalismo; e noi avremmo +a soffrire fra breve quanto non soffrimmo sotto qualsiasi invasione, +e quanto non soffriamo tuttora. Però che per quanto soggetti alli +stranieri, bolversati, tiranneggiati, ed oppressi siano gli altri paesi +d’Italia da’ suoi Principi, e dai suoi governi, sono sempre in istato +meno passivo ed irritante di quello in cui si trovano i Piemontesi. +Interrogate le persone colte ovvero quelle che intendono i loro diritti +e non anco hanno rinunciato alla quistione dell’indipendenza italiana; +chi di loro non s’espatrierebbe dal Piemonte, se vincoli d’impieghi, di +parentado, dei loro interessi non li tenessero stretti ed inceppati? +neppur uno per quanto possa essere caro il luogo dove s’abbia spirato +le prime aure della vita, dove si sia visto per la prima volta la luce +del giorno. Nè sarebbe inutile l’osservare che in numero grande si +contano i Piemontesi, che continuamente s’espatriano volontariamente, e +si recano ad abitare altri paesi aspettando un meglio avvenire per poi +fare ritorno. + +Ma siccome non dobbiamo porre fiducia di sorta in Carlo Alberto, non +dobbiamo neppure confidare nell’ajuto e nel concorso di verun’altro +nostro principe, o degli stranieri; Siamo noi che di per noi stessi +dobbiamo riedificare l’edificio della nostra nazionalità, e per +niun’altra via potremo guadagnare il nostro intento, che per una +generale sommossa, che per lo esterminio dei principi, e dei troni. +La Francia come ridivenne nazione? come sorse ad incivilimento? a +grandezza? se non collo spargere fiumane di sangue, se non colla sua +lunga e terribile rivoluzione. Così dobbiam noi fare, così operare; +ciò voi dovete o Azeglio predicare giorno e notte, tra i grandi e tra +il popolo, se volete giovare all’Italia; a quest’opera dovete cercarvi +collaboratori in continuo, perchè al primo manifestarsi del movimento +tutti sorgano col braccio armato quegl’italiani, i quali non sono sordi +alla voce dell’amore di patria, non sono anche del tutto imbastarditi +dall’astuta tirannia dei nostri Signori, nè sì sviati dietro il male +esempio da desiderare di essere piuttosto ingentiliti e corrotti, che +resi saggi e virtuosi. + +È senza dubbio allora che potrete meritarvi la pubblica fiducia, la +gratitudine dei vostri fratelli, la benedizione di tutti i buoni, che +non avete di certo ora, che siete associato a Balbo, e d’un imbecille e +malvagio volete far Carlo Alberto un Eroe. + +Questo per ora è quanto aveva in mente di scrivervi; di moltissime +cose, che presentemente non ho stretto obbligo di palesarvi, altra +fiata torrò a discorrervi; cioè quando mi si porga il destro, e possa +crederle d’utile pubblico. Io vo’ sperare che rientrerete in voi, od +almeno vi cesserete dal dare consigli ai vostri fratelli, i quali non +solo non sono vantaggiosi, ma anzi tornano loro di danno immenso; +seppure non volete ricredervi ed abbracciare il partito del vero +Italiano, che dovrà sempre sdegnare ogni moderazione dove gli stia a +cuore l’ottenimento della salvezza patria. Non vi faccia maraviglia, +se io serbo l’anonimo, il vostro esempio mi ha istrutto se prima non +lo fossi stato, e da qui ad un mese alla più tardi, rilasciando ancor +io il beatissimo Piemonte, vi renderò avvertito con altra mia scrittura +del mio nome, e vi proverò in effetto la mia stima, e se volete la mia +affezione, tuttochè mi abbiate veduto in tante cose così discorde da +Voi, da lanciarvi contro una amara, ma giusta rampogna. + + _Di Torino 7. Giugno 1846._ + + N. N. + + + + +INDICE DELLE MATERIE + + + _Alcune righe, a mo’ di lettera, che servono + di prefazione al libro_ Pag. 3 + _Osservazione prima sui governi d’Italia_ » 5 + _Osservazione seconda sulla libertà di + scrivere, di parlare e di manifestare + la propria opinione sulla sorte futura + d’Italia_ » 9 + _Osservazione terza sul merito, che hanno + gli Italiani per un meglio avvenire_ » 22 + _Osservazione quarta sul bene, e sul male + delle sommosse_ » 27 + _Osservazione quinta sull’egoismo imputato + agli Italiani pei disegni che fin’ora + essi manifestarono_ » 34 + _Osservazione sesta sulla condotta dei + popoli Italiani e dei Principi, che li + governano_ » 44 + _Osservazione settima sulla ridicolezza + d’una domanda al governo Papale di + essere pe’ suoi sudditi più assoluto, e + più dispotico_ » 49 + _Osservazione ottava sull’inutilità delle + proteste per migliorare la condizione + degli Italiani_ » 55 + _Capitolo unico sulle speranze d’Italia + riposte in Carlo Alberto_ » 71 + + + + +NOTE: + + +[1] Lo scrittore della presente non andò errato nel suo pronostico, +perocchè ci pervenne a notizia trovarsi già egli in Viareggio dopo +d’essersi fermato alcuni giorni a Lucca dove per certi scrupoli non fu +tollerato. + +[2] Vedi Mazzini nel suo ragguaglio sulla morte dei fratelli Bandiera. + +[3] V. _Pag._ 12. + +[4] Vedi pag. 114. dell’Azeglio. + +[5] Vedi Ricciardi nel suo libro _Gloria e Sventura_, Parigi coi tipi +della signora _La Combe_. + +[6] Vedi pag. 115. fino al fine. + +[7] È vero che gl’Italiani in Inghilterra sono trattati ben altrimenti, +e di Malta, lo posso accertare io, vengano essi consigliati a +traslocarsi là, ed anche a spese del governo generosamente più che +gratis condotti. + +[8] Vedi Ricciardi libro sulle _Speranze d’Italia_ Parigi 1846. + +[9] Quegli furono un certo Rossaroli ed un certo Ancillotti che preser +parte nella congiura così detta del monaco, perchè ordita da un frate; +i loro compagni conosciuti veri congiurati andarono tutti a morte, gli +altri come sospetti in prigione a vita come loro. + +[10] Del Codice Sardo colle postille del Barbaroux, se ne è fatto +un’edizione, che io stesso ebbi tra mano, e potei convincermi della +cosa. Prati con un bel carme si fece interprete del dolore dei +Piemontesi per l’improvvisa morte del Barbaroux, ma la revisione tutto +glielo falcidiò. + +[11] _Via economica_ è un modo di far giustizia, in grazia di cui +una persona di qualche credito incolpando un’altra, può aver la +soddisfazione di vederla subito arrestata, castigata, senza che ella +prima del termine del suo castigo possa sapere il motivo del suo +arresto, far ricorsi di sorta per purgarsi dall’accusa, e far valere le +sue ragioni, locchè qualche volta avendo protezioni vienle poi concesso +dopo siccome un gran favore. + + + + + +Nota del Trascrittore + +Ortografia e punteggiatura originali sono state mantenute, correggendo +senza annotazione minimi errori tipografici. + + + +*** END OF THE PROJECT GUTENBERG EBOOK 76908 *** diff --git a/76908-h/76908-h.htm b/76908-h/76908-h.htm new file mode 100644 index 0000000..a302e50 --- /dev/null +++ b/76908-h/76908-h.htm @@ -0,0 +1,4439 @@ +<!DOCTYPE html> +<html lang="it"> +<head> + <meta charset="UTF-8"> + <meta name="viewport" content="width=device-width, initial-scale=1"> + <title>Sul libro degli ultimi casi di Romagna e sulle speranze d'Italia fondate su Carlo Alberto | Project Gutenberg</title> + <link rel="icon" href="images/cover.jpg" type="image/x-cover"> + <style> +body {margin-left: 10%; 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LACOMBE, STRADA D’ENGHIEN N.º 12.</span><br> +<span class="large">1846.</span> +</p> +</div> + +<div class="somm"> +<hr> +<p class="center x-large"><a href="#indice" id="indfront">INDICE</a></p> +<hr> +</div> + +<div class="chapter"> +<p> +<span class="pagenum" id="Page_3">[3]</span> +</p> + +<h2 id="prefazione">A MASSIMO D’AZEGLIO.</h2> +</div> + +<p> +Era lunga pezza, che aveva in animo di +dirigervi qualche parola, ma più ragioni +inutili a dirsi mi tennero sempre fin’ora in +forse, e non ultima fra esse si fu la stima che +altissima io portai ognora a voi tanto come +a letterato e pittore, quanto come a uomo e +cittadino d’Italia: cosicchè fino al giorno +d’oggi io mi condussi senza mandar ad affetto +il proposto mio, volendo anche illudermi +per qualche tempo, por fede nelle vostre +parole e dividere con voi e coi vostri seguaci +quelle speranze che andavate rinfrescando nei +nostri fratelli, ed aspettare insomma che finalmente +la lima del più acuto rimorso avesse +coll’opra continua di venticinque anni appianato, +e corroso il callo che ad ogni magnanimo +senso un Principe aveva fatto; Principe +che mentre i natali, la patria, le condizioni +dei tempi, tutto chiamavalo a grandezza, +alla rigenerazione d’Italia, prefferse vigliacco +infangarsi nella massima delle viltà, e +macchiarsi della più schifosa fra le infamie. +</p> + +<p> +<span class="pagenum" id="Page_4">[4]</span> +</p> + +<p> +Di qui potrete già addarvi, che io non vi +intendo parlare nè di arti nè di lettere, sia +perchè troppo difficile e malagevole si è il +comparire in un’arte o scienza qualsiasi +edotto discorrendo con persone in esse dottissime, +chè ad altri per quanto io mi sappia non +è mai incontrato quello che accadde all’immortale +Cornellie, il quale poetando comparve +valoroso guerriero al gran Turrena; nè io +d’altronde vorrei arrischiarmi di guadagnar +la taccia che ebbe quegli il quale fu ardito +d’entrare di guerra al cospetto d’Annibale. +Altra adunque più importante causa mi induce +a dar di piglio alla penna, ed a distendervi +questo opuscolo, causa d’alta levatura, +perchè si riferisce al bene del nostro paese, +alla futura sorte della nostra nazione; e siete +voi istesso che non solo me ne avete in mente +destato l’idea, ma anzi mi vi avete costretto, +vuoi colle pur troppo bugiarde speranze che +vi affaticavate in far riporre dagli italiani nel +braccio di Carlo Alberto, vuoi col vostro +libretto che ha per titolo: <i>Degli ultimi Casi +di Romagna</i>, dove insieme a molte buone e +belle verità avete pur lasciato, scusate alla +mia schiettezza, sfuggire dalla vostra penna +non poche corbellerie, dalle quali pensai +prendere le mosse, appellando col nome di +<i>osservazioni</i> i capitoli in cui di esse sarò +per entrarvi. +</p> + +<div class="chapter"> +<p> +<span class="pagenum" id="Page_5">[5]</span> +</p> + +<h2 id="oss1">OSSERVAZIONE I.</h2> +</div> + +<div class="blockquote"> +<p> +L’epoca de’ tiranni è molto +lontana da noi. +</p> + +<p class="indr"> +<i>Pag.</i> 5. <span class="smcap">Massimo d’Azeglio</span>. +</p> +</div> + +<p> +Quantunque io mi convenga pienamente +su di alcuni punti del vostro scritto, pure +non è che io non abbia a tenere per assurde +varie sentenze, in cui vi siete lasciato forse +dalla poca vostra esperienza in siffatte cose +trascinare, il perchè non è che io supponga, +sono anzi fermamente persuaso che tutto +quello voi avete detto, l’avete detto di vera ed +intima convinzione; chè se ciò non fosse neppur +d’una parola in risposta vi crederei degno. +Secondo le vostre viste l’epoca dei +<i>Tiranni</i> è molto lontana dai nostri giorni, +anzi a pagina quinta del vostro libro non +temete di asserire che vuolsi considerare una +<i>Fanciullaggine Alfieriana</i> il dire tirannici +gl’attuali governi d’Italia; ma dalla maggior +parte degli Italiani, ossia dai veri Italiani +si pensa ben altrimenti, credetelo, +onde la sentenza che voi lanciate contro di chi +da voi dissente potriasi in mirabile modo +ritorcere su di voi, e su chi infatuato del +vostro nome giura ciecamente nelle vostre +parole. L’esempio di Papa Gregorio; del Duca +di Modena, del Re di Napoli, e di Carlo +Alberto parmi debba essere più che bastante +<span class="pagenum" id="Page_6">[6]</span> +a convincere chiunque della verità. È vero che +essi più non commettono le follie e le stravaganze +che molte volte contro gli antichi +oppressori della nostra patria destavano più +la compassione che non l’odio, più il disprezzo +che non la vendetta, ma è vero altresì che +essi si reggono sul soglio con un dispotismo +assoluto, il quale basta di per se per caratterizzare +tiranno qualsiasi regnante; è vero +altresì che le più inaudite prepotenze furono +nei costoro stati commesse e si commettono +tuttavia, che in spessissime occasioni il sospetto +solo, il timore di qualche sinistro, una +pretesa prova di morale induzione loro fu +ragione sufficiente per farli appigliare ai più +vergognosi e prepotenti partiti, per apportare +la ruina a delle intiere famiglie, per +cacciare individui innocenti in esiglio; o nei +ceppi senza che processo di sorta venisse su +d’essi instituito ad esaminarne la colpa, anzi +senza che talvolta potessero perfino penetrare +tampoco la cagione del loro arresto, delle loro +persecuzioni, e non sono adunque costoro +Tiranni? <i>È fanciullaggine Alfierana</i> il crederli +tali mentre al primo rumore, alla più +breve causa brandiscono la mannaja? Oh +Massimo mio! dove diamine avevate la testa +quando ciò scrivevate? Perchè non informarvi +esattamente prima di ciò che intendevate +communicarci? Perchè non interrogarne gli +<span class="pagenum" id="Page_7">[7]</span> +individui del ceto infimo e medio, invece di +chiederne lingua ai compri letterati ed artisti, +ai nobili che non ponno soffrire l’agonia +della loro aristocrazia, che solo ancora +in Piemonte minaccia vita e trionfo? sì perchè +non addentrarvi nei misteri della società, +e studiarne le piaghe che l’avviliscono, +immalvagiscono, e la rendono inatta perfino +al giusto lamento, all’indignazione, al solo +pensiero, non che all’intrapresa della più +bella fra le vendette? Se voi ciò aveste fatto +vi sareste facilmente convinto essere assai +più crudele la tirannia dei nostri Principi +attualmente regnanti, che non era quella +degli antichi, tanto più pensando ai tempi in +che viviamo, e facendone il paraggio colle +passate età. Gli antichi nostri padroni per +attutarsi nel loro potere, per rendere temuto +il loro nome apertamente calpestavano le +leggi umane e divine, spargevano il sangue +dei loro sudditi; i Principi del giorno d’oggi +fingono di rispettare l’opinione pubblica, fingono +d’ignorare tutto, mentre tutto sanno +quanto i loro ministri fanno di prepotente, +di tirannico, e d’infame e per ritardare sempre +più l’ora della ruina del loro dispotismo, +che veggono fatalmente avvicinarsi, non solo +ricorrono alla scure come i loro maggiori, +ma come <i>Polinice</i> appo il Tragedo Senecca +si mostrano disposti di gridare quando che +<span class="pagenum" id="Page_8">[8]</span> +sia: <i>io brucerei e padre e moglie e figliuoli</i>, +piuttosto d’uniformarsi alle imperiose esigenze +del secolo, e discendere alle riforme volute +dall’incivilimento. E voi cotestoro credete +pazzia nominare tiranni? almeno non aveste +lanciato qual sarcasmo contro quella grande +anima del Tragico Italiano! che tutti dovremmo +imitare non fosse in altro che nell’intenso +desiderio d’esser utile alla patria, giacchè +niuno più del fiero astigiano dimostrò +mai d’intendere l’animo e la mano con più +fervore e costanza alla causa della nostra indipendenza +nazionale. Onde se qualche goccia +di sangue italiano ci scorre anche nelle +vene, se qualche fibra non guasta dal cancro +della viltà anco si agita nel nostro animo alla +nuova di qualche aggravamento, alla vista +che ogni giorno più va crescendo la nostra +schiavitù, e lo stesso pensiero, lo stesso affetto +vorrebbesi, non che inceppato, servo, credetelo +pure, lo dobbiamo in gran parte alle +scritture di quell’immortale, ai forti e maschi +concetti, in cui si apriva quella mente, +alle energiche, libere ed infocate espressioni +in cui irrumpeva quell’anima. Nè con ciò +credete io vi voglia far da predicatore, chè +solo intendo di rendervi avvertito che se mai +conviene andar molto a rilento in affibbiarsi +la giornea di giudici su gli altri, è senza dubbio +quando abbiamo a fare con chi su noi +<span class="pagenum" id="Page_9">[9]</span> +giganteggia, su chi fu destinato a spargere +torrenti di luce immortale sul cammino della +sua vita, come Alfieri, simile a cui se uno per +paese nella nostra penisola presentemente vi +fosse per tenacità di volere, di desiderio, o +di operare, non staremmo gran fatto a crollare +quel giogo che da tanto tempo pesa sul +nostro collo, ed a cui un gran numero di noi +così si mostrano assuefatti da potere a ragione +essere paragonati a que’ giumenti che +più non paiono sapere camminare se non +gravita loro sul dorso la solita soma. +</p> + +<div class="chapter"> +<h2 id="oss2">OSSERVAZIONE II.</h2> +</div> + +<div class="blockquote"> +<p> +Non vedo, che a chi ho osato stampare +liberamente le sue opinioni sul +presente e sul futuro stato d’Italia +sia stato torto un capello.... +</p> + +<p class="indr"> +<i>Pag.</i> 4. <span class="smcap">Massimo d’Azeglio</span>. +</p> +</div> + +<p> +Siano pure, come voi e l’aristocratico per +eccellenza vostro Balbo volete, i nostri Signori +persone <i>di temperato costume ed illuminate</i>, +cosa dicerto la quale non vi si potrebbe menar +buona, qualora un colpo d’occhio si desse +alla loro vita pubblica, o privata, ma niuno +senza dubbio mai troverete, il quale sia sì +nuovo delle cose governative dei varii stati +del nostro paese, e sì baggèo da credere all’opinione +vostra, siccome a detto infallibile, +<span class="pagenum" id="Page_10">[10]</span> +<i>che cioè il più gran rischio a cui uno possa +farsi incontro per dire schiettamente quella +verità che a tali Governanti non potrà giammai +andar a sangue, sia la perdita degl’impieghi</i>, +mentre non v’ha villaggio sto per +dire della nostra penisola, che non porga la +testimonianza di rigorosissime e barbare +provvidenze prese non che contro chi fu conosciuto +autore di simili scritti, contro a +coloro i quali furono intesi parlare semplicemente +di patria indipendenza, o furono sospettati +d’appartenere a qualche società di +liberali, o creduti divulgatori o possessori +trovati di libri politici, di cui proibita se +ne era l’introduzione. E voi ci venite dicendo +che chiunque può scrivere quanto gli pare e +piace sugli abusi, sugli infami trattamenti, e +pessimi modi di procedere dei governi senza +correr grande pericolo? Niuno vi niegherà +che i Principi nostri abbiano dimostro qualche +volta di non ardire affrontare direttamente +la pubblica opinione, di trovarsi in +forte imbarazzo nel dover prendere misure +di rigore contro qualcuno che o cogli scritti +o colla condotta li inquietasse; allora nelle +loro determinazioni si ingegnarono di parere +moderati, giusti, ed anche generosi, ma voi +non mi potrete nemmanco contendere, che +essi solamente ciò hanno fatto, fanno, e faranno +in quelle occasioni, che temono un altro +<span class="pagenum" id="Page_11">[11]</span> +procedere loro riuscirebbe di pericolo e danno +maggiore, cioè quando hanno che fare con +persone di gran fama, di gran popolarità; il +perchè quand’uno gode la simpatia, la stima +e la venerazione della moltitudine facilmente +trascina i più dei concittadini nel suo partito, +e li obbliga a congioire e a compatire +secolui nelle prospere e nelle tristi venture, +ed al punto dal farci avere in non cale qualsiasi +sagrificio quando si trattasse di salvare +il loro capo, di arrivare qualche grande intento. +In questi casi torna più a conto dei +nostri Tiranni far orecchie da mercanti, far +le finte di non vedere o di non sapere, addimostrarsi +moderati ed anche generosi, e +nell’istesso tempo guardare in segreto modo +di rimediare alla meglio la cosa, e trattandosi +di scritti di troncarne ogni via alla pubblicità. +Che stranezza sarebbe infatti, che il +popolo vedendo agire il governo con rigore +e crudeltà contro di un qualche suo rappresentante, +si levasse a rumore, e facessegli +pagare lo scotto coll’ultima di tutte le antecedenti +sue prepotenze? Così sembrami non +dobbiate far le maraviglie come niuno con +voi pensi che l’esempio di Niccolini libero +in Toscana, e di Balbo libero in Piemonte +possa riprodursi, ogni qualvolta uno scrittore +osasse alzare alta e libera la sua voce contro +il proprio governo, tanto più poi che +<span class="pagenum" id="Page_12">[12]</span> +riguardo al Balbo ci sarebbero molte cose a +dire. Non sapete voi che egli appartiene a +quel ceto di cui qualsiasi azione non può essere +che buona, e lodevole? Non sapete che +egli è di quel legno che in Piemonte è Sacro, +e guai a chi lo crede infetto, ovvero lo +tocca? Di più meditate le <i>sue speranze</i>, e poi +ditemi qual utile si sia ottenuto o si otterrà +da un libro che ci viene a predicare impossibile +la nostra redenzione tanto, che sta in piedi +l’impero ottomano, mentre offuscata, e spenta +non è l’odrisia luna? Credete voi che la +pensi in fatto della sorte futura della nostra +Italia medesimamente che voi, uno che fa partire +le nostre speranze dal Turco? Vi ingannereste +a gran partito se ciò fosse, io l’ho studiato +più davvicino di voi, penetrai più intimamente +nell’animo suo, e vi ripeto che egli +è troppo aristocratico, è troppo ligio allo +splendore della sua casta, per essere davvero +amante dell’indipendenza della nostra nazione; +aristocrazia della nobiltà piemontese, ed indipendenza +italiana son due contrarii, son due +forze, di cui una trionfando, necessariamente +deve rompersi e spegnersi l’altra: pochi si +sentono capaci di resistere all’ambizione e +loro basta l’animo come a voi di rinunciare +a tanto privilegio di schiatta. +</p> + +<p> +Ma veniamo di nuovo alle conseguenze che +si deve aspettare chiunque prenda a scrivere +<span class="pagenum" id="Page_13">[13]</span> +la verità nel nostro paese: fino a qual punto +si potrebbe istendere la massima moderazione +dei nostri governi verso questi tali? Fino a +lasciarli salvi dalla scure, sciolti dai ceppi, +liberi dal carcere, ma intanto sarebbero essi +fatti spiare attentamente nei loro passi, notati +e riferiti i loro discorsi, e spesso contraffatti +per modo che impossibile loro saria riconoscersi +ancora per autori, e registrati andrebbero +perfino i nomi delle persone con cui d’allora +in poi usassero famigliarmente, con cui +parlassero per via, e a che perfino facessero di +saluto. Talmente che spesse fiate la loro moderazione +qualora avesse luogo diventerebbe +assai più funesta e nociva alla causa comune, +che non può essere nemmeno il più fiero rigore, +la più ferrea tirannide. Il perchè coll’autore +dello scritto proibito andrebbero compromessi +tutti quegli altri che o l’attorniano +per vanità di trattare con un grand’uomo, o gli +sono amici di cuore, o ne sono caldi ammiratori +dell’ingegno, del carattere, ovvero l’avvicinano +per avere consigli ed istruzione; la qual cosa +potrà parere esagerata e falsa a chi non si curò +di studiare addentro ai nostri costumi, a chi +giova illudersi per condurre avanti la vita, +a chi si lascia allucinare da un’atto di affettata +urbanità, ed intrinsichezza, non certo +a me addottrinato in ciò dalla esperienza. +E poichè ho incominciato deggio assicurarvi +<span class="pagenum" id="Page_14">[14]</span> +che più d’una volta mi ebbi a sentire all’orecchio +da miei superiori di carica: <i>se volete +andare innanzi: se volete conservarvi la grazia +del ministro, del sovrano: se volete anco +tenere l’impiego: se volete evitare il rischio +di venire congedato, o lasciato fermo senza +promozioni: dovete frequentare altre compagnie, +lasciare la gloria di appartenere alla +classe degli spiriti forti, lasciare insomma +lettere e letterati, ovvero occuparvi in cose +che possano guadagnarvi il favore del sovrano, +come sarebbe dire, in cose di religione, +di aggradimento di chi vi fece benefizio nel +darvi impiego e gradi in società</i>. Nè ciò tanto +a me è che sia incontrato, ma di mia certa +scienza a parecchi de’ miei conoscenti, ed +a due miei intimi amici, i quali non conoscendosi +per nulla colpevoli non vollero mutare +tenore di vita a tali avvertimenti, ovvero +usare più circospezione e prudenza, e +quando si presentarono per ricevere dal +nostro governo tratti di mera giustizia si +dovettero sentire gli uni a dire, che il Re non +permetteva che si avessero per buone le loro +ragioni quantunque paressero giuste, e si +prendesse interesse di sorta per allora in loro +utile stante la loro caparbietà, e la loro +ostinatezza; e gli altri vedersi minacciati, e +tolti anche da impiego, mandati a viaggiare +od in esiglio quando non ebbero bracci possenti +<span class="pagenum" id="Page_15">[15]</span> +che li sostenessero, o belle donne che li +accomandassero, e corressero ad intercedere +per loro, perchè (se molto altrove) in Piemonte +la protezione di una bella Signora può più +che non quella dell’oro eziandio presso i +grandi dello stato, e controbilancia perfettamente +quella dei Gesuiti. +</p> + +<p> +Ma a quest’ora neppure a voi ciò può parere +strano, o Massimo, perchè se per lo addietro +non anco avevate ciò esperimentato, l’avete +non è molto dovuto toccare con mano, dir +voglio quando cacciato di Firenze vi siete +restituito in patria, dove dopo il breve clamore +d’un entusiasmo, che la gioventù +subalpina, fra cui annoverate me eziandio, +dimostrò pel autore dell’<i>Ettore Fieramosca</i>, +pel pittore di cui ammirato aveva le sublimi +creazioni già dei più anni, per l’illustre loro +Compatriota insomma, vedeste con vostro +dolore e sorpresa, tanto vale che il confessiate +siccome l’avete dimostrato nel sembiante, +cadere vittima i vostri partitanti della +sorveglianza la più fina, e della persecuzione +dell’ispettore Generale di Polizia, e vi trovaste +abbandonato pressochè da tutti i vostri +più famigliari ed intimi, i quali erano stati consigliati +a lasciarvi, e non pochi minacciati, se +continuato avessero ad accostarvi, fra cui non +voglionsi tacere alcune distinte famiglie che +pur vi stimano, e si riputavano fortunate di +<span class="pagenum" id="Page_16">[16]</span> +accogliervi nel loro seno a serali conversazioni, +e furono costrette ad ismettere di tenere +le loro adunanze per non incontrare il mal +umore del Conte Lazzari ricevendovi tuttavia +dietro consiglio dato loro da lui in persona, +od in bella maniera da lui fatto loro per +via d’un terzo pervenire. +</p> + +<p> +Ed il vostro libro che voi credevate di +poter introdurre quando che sia e spargere +fra le mani dei vostri compaesani, ditemi di +grazia ebbe forse una sorte migliore di quella, +che fu toccata ai vostri partitanti? A migliaja +mi scrivevano da varie città della +Penisola esserne entrate le copie in Piemonte +anzi nella capitale, ma invece quaranta +persone, dalle quali nulla potrà sperare +giammai l’Italia, nulla ponno temere i nostri +tiranni, avevano ottenuto col permesso del +ministro di Polizia di ritirarne una copia per +uno con patto, anzi con sacramento di non la +prestare o lasciar leggere ad altri, ovvero di +tenerla scrupolosamente sotto chiave, e dopo +qualche tempo anche queste in parte vennero +ritirate per ordine di S. Maestà, da cui voi assicuravate +avreste avuto immancabilmente coll’approvazione +dell’opera l’assenso ad una illimitata +introduzione. Chi mai avria detto, che +un uomo di vostra età, con tante attinenze ed +appoggi potesse venire ingannato nella sua aspettazione +sì compiutamente? Io istesso che +<span class="pagenum" id="Page_17">[17]</span> +non conto la metà dei vostri anni, e che non +sono dei più difficili a credere, e prestar fiducia, +non avrei mai nemmeno per sogno preso +un marrone di tal natura, e tornare in conseguenza +più di danno che non di vantaggio a +miei compaesani. Ma se per avventura queste +cose non fossero sufficienti a convincervi del +contrario della vostra asserzione, potreste leggermente +assicurarvi meglio dei riguardi che +il nostro Re ha pegli scrittori, i quali anche +dopo una terribile falcidiatura della censura +ottenuta l’approvazione, osarono pubblicare +cose che in qualche maniera potevano muovere +il mal’umore del governo; se di ciò interrogaste +l’Avvocato <i>Angelo Brofferio</i>, il sig. +<i>Edoardo Soffietti</i>, il sig. <i>Delpino</i>, il sig. <i>Tallone</i>, +ed il sig. <i>Lorenzo Giribaldi</i>, da essi intendereste +come sia facilissima cosa anche dopo +l’approvazione, locchè è assai più ingiusto e +barbaro, l’essere invitato ad una conferenza +coll’ispettore di Polizia, e l’essere detenuto +in arresto o in cittadella, od al palazzo di +piazza Castello per uno scrittore, non dico +ardito al punto da tentare colla penna e colla +voce di illuminare il popolo, e farlo entrare +in se, ma solo che non sia venduto, o che +procuri a poco a poco di mettere sotto occhio +la necessità delle più indispensabili riforme, +che i governanti si ostinano a niegarci +quanto più veggono avvicinarsi il tempo che +<span class="pagenum" id="Page_18">[18]</span> +a ciò saranno costretti contro loro volontà. +Figuratevi quanto non sarebbe loro per accadere +qualora la penna tingessero nel fiele, e +togliessero a descrivere e disvelare i misteri +della nostra società, a metterci sottocchio +qualche quadro dell’intollerabilissima nobiltà +piemontese, dei raggiri, dell’impostura, e ridicolezza +di molti impiegati che tengono il +maneggio delle cose e le conseguenze deplorabili +della <i>via economica</i> infatto di giustizia +tanto accetta a Carlo Alberto, ed agli altri +sovrani Italiani! In tal caso io sono d’opinione +che non solo ci vorrebbe che ogni scrittore +appartenesse ad una famiglia per affumicati +diplomi, per resi servigi, per ricchezza e +potenza di parentado ben visa dal governo, +come si è appunto la vostra, ma sì ancora +farebbe di mestieri la precauzione di svignarsela +prima della pubblicazione delle loro +opere, lungi dalla patria per non vedere +tali puntelli a crollare, e dovere o presto o +tardi essere fatti segni alla più accanita vendetta +di chi non sa, non vuole, e non potrebbe +mai perdonare, il perchè il perdono dipende +da troppi affine possa liberamente +nel nostro paese essere adottato, e d’altronde +saria pressochè per tal gente un volersi ruinare +da se, un volere rinunciare al loro passato, +presente, e futuro, al qual punto come +venissero in pensiero di discendere incomincerebbero, +<span class="pagenum" id="Page_19">[19]</span> +non v’ha dubbio, dalle dovute +mutazioni di reggimento. Ma a che pro io mi +spargo in cose, di cui al presente momento +al pari di me sarete già forse convinto? Di +fatto quelle maraviglie che dal Sovrano nostro, +dai varii ministri, dai grandi della piccola +nostra Corte, da ogni parte insomma vi +venivano mosse intorno al fermare più a lungo +la vostra dimora in Torino, quell’offerirvi incarichi +per lontani paesi, ec. ec. non erano +segni manifesti che il vostro soggiorno li inquietava, +non erano taciti consigli perchè +faceste la vostra valigia e partiste per qualche +altra terra? Onde anche voi malgrado il sostegno +della vostra fama, del vostro merito, +della vostra famiglia che ha poderose branche, +e dei vostri amici più possenti che +schietti, temo forte abbiate presto a ricevere +ordini in vece di esortazioni, e se stiamo a +quanto si va ascoltando per via di Pò e di +Dora, difficilmente alla comparsa di questa mia +tontera vi potrò rivedere a percorrere questi +nostri nuovi lastricati, ed udire la vostra parola +che sebbene erronea perchè dettata spesso +da mente illusionata, pure sempre interessante, +perchè sincera e generosa.‍<a class="tag" id="tag1" href="#note1">[1]</a> Del resto +<span class="pagenum" id="Page_20">[20]</span> +riguardo a quanto voi diceste sul piccolo rischio +che uno correrebbe nella nostra Italia prendendo +a parlare delle universali tendenze +della Società, e delle speranze del popolo +Italiano, voglio ancora osservarvi qualche +cosettina, ed è che non solo nel nostro beatissimo +paese ciò è impossibile senza i più +gravi pericoli, ma anzi appare poco meno che +delitto agli occhi sovrani l’essere letterato, +quando non siasi disposti a far l’apologia +dell’augustissima Casa di Savoya, tanta è la +tema che si ha, noi propaghiamo la conoscenza +dell’onta, e della abbiezione nostra, il dovere +di cittadino verso di noi e dei nostri +discendenti, e della patria! Ne è chiara +pruova il letto di Procuste in cui vengono +messi i componimenti letterarii d’ogni genere, +ma sopra tutto quelli drammatici, i quali +per l’appunto sarebbero i più acconci a sussidiare +la opera nostra, a giovare alla rigenerazione +del paese; che nulla più che la +commedia può educare il popolo a virtù, destarlo +dallo stato di ignavia, di sonnolenza e +di viltà, d’incitarlo a cose grandi, siccome +nulla più che la tragedia è atta ad ammansare +la ferocia dei tirannelli, a farci concepire +contro d’essi odio implacabile ed eterno, ed a +recare loro spavento col pensiero del nostro +risvegliamento, quando davvero gli scrittori +intendano gli obblighi loro, ed in ogni maniera +<span class="pagenum" id="Page_21">[21]</span> +s’adoperino per soddisfarli; insomma +quando il concetto nazionale, come sempre +dovrebbe essere, fosse il più vagheggiato nella +lor mente, il più idolatrato nel loro core, +e piuttosto ei si sentissero atti a gettare via +la penna, che non ad obbliarlo. In Piemonte +principalmente per potere far di pubblica ragione +per via delle stampe o per via delle scene +una commedia, od una tragedia, converrebbe +dipingere nella prima i costumi di seicento +anni fa, nella seconda sviluppare quelle +passioni che più non possono riuscire di +lezione in modo alcuno ai nostri potentati, e +promovere il nostro utile, perchè anche nelle +male cose i nostri signorotti sono infinitamente +inferiori alli antichi, di cui i più anche +nelle più turpi azioni addimostravano alle +volte eroismo e grandezza, a differenza dei +nostri che piccolissimi in tutto si addimostrano; +sì per battere la carriera del tragico è +d’uopo da noi mutare i principii costituenti il +vero dramma italiano, è d’uopo darci uno +scopo affatto opposto, cioè infame siccome +fece ultimamente Domenico Cappellina il quale +nel suo <i>Cola da Rienzo</i> viene a predicarci +la viltà e l’ignavia, e a tentar di metterci in +uggia la più generosa, la più sublime, la più +libera delle virtù. +</p> + +<p> +Interrogate il Nota, il Marenco, insomma +tutti coloro che si diedero a coltivare questo +<span class="pagenum" id="Page_22">[22]</span> +ramo della nostra letteratura, ed ispecie +i giovani letterati che valorosamente di +continuo scendono in sì difficile palestra, a +rinnovare le pruove, vi diranno quanto si +struggano e giorno e notte non per incarnare +il loro pensiero, ma per poterlo adombrare +tampoco alla lontana, per cui tutti i tentativi +riescono nulli, per cui non hassi teatro italiano, +per cui Nota, Corelli, Marenco non poterono +ancora emulare le glorie di Goldoni e d’Alfieri, +e vendicarci dalle giuste rampogne che +tutto giorno ci movono contro i nostri più +grandi nemici, i Francesi. +</p> + +<div class="chapter"> +<h2 id="oss3">OSSERVAZIONE III.</h2> +</div> + +<div class="blockquote"> +<p> +Si merita l’indipendenza colla +virtù degli opportuni, de’ lunghi, +de’ grandi sagrifizi... +</p> + +<p class="indr"> +<i>Pag.</i> 7. <span class="smcap">Massimo d’Azeglio</span>. +</p> +</div> + +<p> +Nè meno di queste sentenze si presenta bizarra, +strana, per non dire ridicola l’interrogazione, +in cui a pagina settima usciste colle +seguenti parole: <i>noi Italiani possiamo forse +alzar la fronte, metterci la mano al petto e +dire a Dio ed agli uomini: ci siamo meritato +la nostra indipendenza?</i> Per dio! se non ce la +siamo meritata noi, quale delle nazioni antiche +e moderne mai se la meritò? quale delle +nazioni prostrate già risorte o anco oppresse +<span class="pagenum" id="Page_23">[23]</span> +da schiavitù mai col sangue e con ogni maniera +di sagrificii, di umiliazioni, d’angustie, +di dolori, e di mali ha espiato le colpe sue +antiche più della nostra? Sì riandate la storia, +e ditemi se altra terra può sostenere il +confronto anche da lungi colla nostra? se altro +popolo ha più diritti per risorgere a +grandezza, a libertà del nostro? Se altra nazione +pel clima, pel suolo, per l’indole generosa +del suo animo, per legge eterna di natura, +e del cielo, per le sue passate glorie è +chiamata più della nostra a tenere lo scettro +di supremazia sulle altre, e se maggiore servitù, +maggiore abbiezione, più lagrimevole +stato del nostro mai si può dare? Non ha sofferto +abbastanza l’Italia!!!... questa nazione +che fino dalla caduta del colosso dell’impero +romano, bersagliata dalla fortuna, restata in +possesso dei barbari i quali si strappavano +l’un l’altro, e si dividevano i brani del manto +dei Cesari, quindi caduta in preda dei Saraceni +fu sempre afflitta, combattuta, manomessa +dagli assalitori, e dai difensori, dagli estranei +e dai propri figli, gli uni contro degli +altri aizzati sempre dai suoi nemici! quest’Italia +che fu sempre in soqquadro ora per le +agitazioni che la scotevano comunicandosi +dall’una all’altra estremità come il terremoto, +ora pelle ambizioni e pelle avidità degli invasori, +ora per le crudeltà dei Brettoni e dei +<span class="pagenum" id="Page_24">[24]</span> +Franchi, ora per le ire interne che la tormentavano, +per le guerre dei principi suoi +che a palmo a palmo si contendevano il terreno, +per la perfidia Arragonese che lungamente +la tradì, insanguinò, e divise, poscia +per la Ferocia spagnuola di cui rimase così +vittima misera! Quest’Italia che in tante tempeste, +in tante perturbazioni ha pur sempre +dimostrato tanta costanza, tanta fortezza, tanto +coraggio; che giammai mancò di guerrieri +magnanimi, di valorosi principi ora caduti, +ed ora risorti sulla propria terra come Antei +sulla propria madre! Quest’Italia che dopo +d’aver dato al trono di Francia il più grande +Eroe che mai abbia esistito, si vide non solo +frustrata nella più lieta delle sue speranze, +ma anzi tradita e venduta e più schiava resa +di prima! Perocchè tutto avrebbe potuto il +grande Corso per la sua patria, se l’ambizione +non avesse in lui scemato l’amor della sua +nazione, non gli avesse fatto dimenticare le +sue promesse, nè l’avesse indotto a stendere +la sua destra nella bocca del Lione di S. Marco +e a strapparne la lingua, ad ammorzare quella +fiaccola, che invece doveva riaccendere del +più vivace e bello splendore, e la quale per +ciò appunto che era sul termine di sua vita +meglio poteva rinfacciarci co’ pallidi suoi crepuscoli +la nostra vergogna, la nostra dappocaggine +e scuoterci dal letargo di morte a +<span class="pagenum" id="Page_25">[25]</span> +vivere novello. Non merita infine abbastanza +questa Italia, che devesi vedere assiduamente +spolpata, succhiata, e carca di catene dallo +schifoso Tedesco, lupo alla cui rabbiosa fame +in avvenire mal sarà per satisfare la lombarda +e veneta contrada, se per noi non vien tosto +rincacciato nella agghiacciata sua tana? +Sì quest’Italia che un Papa Gregorio immiserì, +insanguinò al punto di superare tutti i +Tiranni dell’età passata nelle sue esecrande +azioni e nella sua infame lega coi Tedeschi, e +per convincersi come gli stia bene la sentenza +d’Alfieri: <i>il Papa è Papa e Re</i>, sicchè <i>dessi +abborrire per tre</i>: si rifletta che il numero +durante il suo regno delle vittime a cui fece +salire il patibolo ascende a <span class="smcap lowercase">OTTOCENTO</span> e <span class="smcap lowercase">SETTANTADUE</span>, +oltre ai non pochi che segretamente +si fecero trucidare in prigione senza processo, +senza sentenza di Tribunale e per consiglio +di quel famoso suo Segretario Lambruschini, +che Iddio tenga lungamente in vita +perchè possa sentire maggiormente il peso +dell’universale disprezzo! Quest’Italia che +nella parte sua più bella e deliziosa è tenuta +peggio che schiava da un Ferdinando che non +so se più abbia a nominare <i>buffone</i> o <i>carnefice</i> +de’ suoi sudditi, giacchè sì nel rendersi ridicolo +che odioso ed esecrando toccò l’ultimo +segno a cui possa giungere non un principe, +ma un barbaro! Quest’Italia che un Granduca +<span class="pagenum" id="Page_26">[26]</span> +di Toscana corona di viole e di papaveri, +con una bugiarda mitezza di governo +l’assonna e la snerva, col promovere l’ozio, +i divertimenti, e colle Feste continue l’uccide, +e colla speranza del lotto e delle tombole le +fa vivere una vita simile all’agonia dell’etico, +e giunse a renderla insensibile, fredda, +indifferente alla vista di tanti monumenti che +al forestiero che visita quella terra parlano +sentimenti del più eroico valore, della più +sublime virtù, e destano in core un vulcano +d’affetti, il fanno fremere colla memoria del +passato sulla fiacca, nulla, infelicissima nostra +età! Quest’Italia infine (per tacere degli altri +Signorotti) che un Carlo Alberto dopo averla +vilmente tradita nel vent’uno, e barbaramente +defraudata nel trentatre, tradisce +continuamente e deride per soprappiù, trastullandosi +della sua buona fede, con farsi +credere a quando a quando disposto alla favorevole +occasione di cancellarsi d’in sulla +faccia il marchio della più esosa viltà! Vero +insulto a chi generoso lo riconoscerebbe a +fratello, a padre, vero adoperare di malvagia +anima, d’anima infernale, che dimostra +ben chiaramente, che la via dell’infamia per +lui incominciata tutta vuole percorrerla fino +alla fine e fare inorridire delle sue gesta nonchè +le venerate ombre de’ suoi antenati <i>Carlo +Emmanuele</i>, ed <i>Emmanuele Filiberto</i>, tutta +<span class="pagenum" id="Page_27">[27]</span> +l’umanità! Quando è dunque o Massimo, che +noi a ragione possiamo raccontare un’illiade +di maggiori guai? quando potremo noi dire +di meritarci la nostra salvezza, se fin ora non +l’abbiamo anche meritata? Sì quando verrà +il giorno che dobbiamo valorosi intendere tutte +le nostre forze alla grand’opra? il giorno +che il nostro sagrificio potrà dirsi grande, +bastante, e consumato? che infrante potremo +vedersi cadere a piedi le nostre catene? quando +ai nostri conati, ai nostri voti vedremo +sorridere da lor sepolcro le anime di tanti +giovani Eroi caduti sotto la scure dei nostri +Tirannelli, martiri veri della patria, della +libertà? +</p> + +<div class="chapter"> +<h2 id="oss4">OSSERVAZIONE IV.</h2> +</div> + +<div class="blockquote"> +<p> +Una sommossa può essere sorgente +d’immensi beni, come +d’immensi mali; d’immensa +gloria, come d’immensa infamia, +la salute d’un popolo, o +la sua totale rovina. +</p> + +<p class="indr"> +<i>Pag.</i> 26. <span class="smcap">Massimo d’Azeglio</span>. +</p> +</div> + +<p> +Finchè dite essere un fatto gravissimo quello +d’intraprendere una rivoluzione, finchè dite +essere anche il fatto più grave, a che possa +il cittadino por mano, e che perciò vuole essere +bene ponderato, ben preparato per essere +<span class="pagenum" id="Page_28">[28]</span> +bene condotto, io sono di pieno avviso con +voi, e tutti quelli che per poco ragionano +deggiono essere dalla nostra; ma quando asserite +che questo fatto può condurre <i>ai più +fatali errori, che può essere fonte d’immensa +gloria, come d’immensa infamia</i>, scusatemi +se vi osservo che date nel più grande +strafalcione che si possa da uno scrittore +pronunciare, se vi pruovo che vi siete lasciato +scappare di bocca una grande bestialità, +di cui in niun modo vi avrei potuto credere +autore se per voi istesso non fosse ampiamente +svolta ed espressa nel vostro libro. +Come mai può dirsi infame un’azione suggerita +dal più grande e nobile affetto, dal +più sublime desiderio, dalla più eroica virtù? +un’azione consacrata dal dolore, dal patimento, +dal sacrificio de’ propri beni, delle +cose più care, della vita? Un opera per essere +cattiva, malvagia, od infame vuol essere +fatta con fine cattivo, malvagio, od infame, +del resto giammai potrassi dir tale +senza sragionare, poichè l’opera che è buona +per principio è sempre lodevole, anche quando +lasciasse luogo a tristi conseguenze, le +quali se possono qualche volta far compiangere +chi ne è la causa innocente, se possono +rendere men bello e glorioso il merito +dell’autore, se possono convertirla in danno +quando invece da essa si aspettava utile immenso, +<span class="pagenum" id="Page_29">[29]</span> +non è mai che possa autorizzare uno +a biasimarla, a condannarla, ad incolparla +d’infamia, o di <i>pazzia</i>. Infame e pazzo quegli +piuttosto vorrebbesi dire, il quale osa +profferire una tale bestemmia, il quale dissuade, +scoraggia da simile impresa chi dovrebbe +scaldare, incitare, ed illuminare perchè +più facilmente se ne consegua l’intento. +Predicate l’unione, l’amore come principio +unificante delle popolazioni, delle masse, e +delle famiglie, guardate che alla massima +fra le generosità s’accoppi la massima prudenza, +ma non togliete a scemare, a spegnere +la più nobile fiamma che pur troppo non +brucia più le anime nostre come bruciava +quelle dei nostri padri, che dai loro sepolcri +ci rinfacciano la nostra vergogna. +</p> + +<p> +Voi proseguite che l’intraprendere di propria +autorità, il porre mano a dar la mossa +pel primo ad un tal fatto è atto tremendo per +chi abbia in pregio la giustizia, la fama propria, +e della nazione, la carità di patria, e +l’amore degli uomini, e perciò altamente da +biasimarsi; ma quando mai un uomo solo +s’accinse da principio a siffatta impresa non +solo negli ultimi casi di Romagna, ma sì pure +nei primi? E quand’anche fosse che uno +solo avesse l’ardire e la possanza d’incominciare +l’opera da se perchè dovrà cotanto condannarsi +dove è certo che il suo desiderio, il +<span class="pagenum" id="Page_30">[30]</span> +suo affetto, il suo pensiero è quello dei più, e +che al primo grido della sua voce, al muovere +del primo suo passo mille e mille bracci si uniranno +immantinenti al suo, mille e mille anime +concorreranno seco intrepide al cimento. +</p> + +<p> +È pur d’uopo che qualcuno incominci le cose +e questi non rimprovero e taccia di mentecatto, +di temerario e d’infame, ma lode e +gratitudine somma si merta dai suoi connazionali, +meno nel caso che agisse ad insaputa +di tutti, senza previo concerto, e senza tutta +probabilità che la sua voce fosse per trovare +un’eco nel cuore della maggior parte e che +bastante sussidio gli sarebbe tosto apprestato +da mandar ad effetto l’intrapresa; e chi fu mai +il quale negli ultimi casi di Romagna si sia +condotto talmente da spensierato? Voi Massimo +mio gettate troppo spesso nel vostro +scritto di false premesse, e da false premesse +traete false conseguenze, locchè da tutt’altra +persona che non da voi gli Italiani si sarebbero +aspettato. Infatti dopo d’averci parlato +come se la sommossa di Rimini abbia avuto +origine da uno sconsigliato di tal guisa, soggiungete +a pruovare meritato il forte biasimo +da voi datogli, che <i>l’autore della sommossa +si sarebbe fatto così ingiustamente arbitro +delle volontà, dell’avere, della libertà, della +vita d’un numero d’uomini che nè egli nè alcun +altro se non Iddio può prevedere e calcolare, +<span class="pagenum" id="Page_31">[31]</span> +e se ne sarebbe fatto arbitro (quel che +più monta) per usare i più preziosi beni, la +più gelosa proprietà de’ suoi concittadini ad +eseguire i propri giudizi, perchè senza il loro +consenso, senza diritto, senza essere stato +a ciò eletto da loro</i>. Ebbene supponendo anche +per vera l’asserzione che l’ultimo caso di +Romagna abbia avuto tal principio; favoritemi +di dire in qual modo il promotore dell’opera +ingiustamente si sarebbe reso arbitro +di tali cose; a me pare, e così opino +sia per parere a tutti, che niuno in tal occasione +adoperando come i Romagnuoli; +può farsi arbitro ingiustamente della sorte, +della vita, dell’avere de’ suoi concittadini, e +tanto meno col basso fine per voi toccato, +senza costringerli per forza ad abbracciar +il proprio partito, senza strappar loro un’assenso +che nell’animo gli niegano, senza insomma +una forte prepotenza. Or come questa +forza può essere stata esercitata imperiosamente +sugli animi altrui dall’eccitatore +della sommossa di Rimini, se tutti che vi +presero parte o col braccio o col consiglio, o +coll’ajuto d’armi e di danaro, tutti operarono +più che di loro spontanea volontà sto per dire +con gioja, con furore, con entusiasmo? Come +uno puossi far arbitro di tutto l’altrui +contro l’assenso universale, se il pensiero di +promuovere la nazionale nostra indipendenza +<span class="pagenum" id="Page_32">[32]</span> +è universale, se da una estremità all’altra +della penisola secondo voi, uno è il desiderio, +uno il volere? Il capo d’una rivolta a +cui volontariamente, e certi di quel che intraprendono +tutti parteggiano, non può dirsi +arbitro delle altrui libertà, delle altrui sostanze, +delle altrui vite, e delli altrui diritti, ma +solo la guida degli altri perchè per ingegno, +coraggio, e perizia militare, o politica scienza +a tutti loro forse superiore. Del resto egli +appigliandosi volontariamente all’opra, resta +arbitro di tutto il suo, se gli basta l’animo di +sagrificarlo alla patria, siccome degli altri +che a lui si affidano spontaneamente ciascuno +rimane pure arbitro di tutto il suo proprio, il +perchè se non avesse voluto cooperare niuno +avrebbelo a ciò spinto e costretto. E poi qui +la cosa era concertata; meditata da tempo, +ed incominciata non per opera d’uno, ma sì +di molti, e ciò merita attenzione, di molti e +non del vulgo, ma persone d’educazione di non +umile famiglia, sicchè non devesi muovere +dubbio ei non sapessero d’essere o no corrisposti +nella loro impresa dai connazionali; +onde anche l’esito infelice dei loro tentativi +avesse peggiorato lo stato nostro, che peggiorare +da quel che è, più non può assolutamente, +io non veggo e niuno può vedere la +ragione per cui con diritto sarebbero stati +maledetti, siccome sarebbero stati benedetti +<span class="pagenum" id="Page_33">[33]</span> +in contrario se avessero guadagnato l’intento +loro. Giacchè conchiude all’opposto affatto +l’argomento, che Voi ponete innanzi dicendo: +che solamente quegli il quale sia messo da un +altro in un ufficio può giustamente scusarsi +della mala riuscita con addurre che le sue intenzioni +erano buone; e non coloro che nell’ufficio +si pongono da sè, imperciocchè questi +anzi unicamente meritano una tale scusa +(sempre nelle precennate condizioni) agendo +essi solo a loro talento, quando chè chi opera +per un altro deve mettere in esecuzione non +li proprii ma li altrui divisamenti. +</p> + +<p> +Ma lasciando da banda queste sottigliezze, +permettetemi che vi dimostri essere in vera +contraddizione con voi stesso: non avete detto +in sul principio del vostro libro che noi non +avevamo sofferto abbastanza? che i nostri +mali non erano ancora sì gravi da meritarci +la nostra indipendenza? Ora adunque perchè +dimenticare le vostre parole sì presto, e +lanciare sì brusche, sì amare, sì severe rampogne +contro gli autori della rivoluzione e +farli meritevoli d’infamia e di maledizione +se il loro tentativo accresceva le nostre +sciagure, quandochè ciò giusta la vostra opinione +potrebbe renderci degni di risorgere, +di riavere l’antica nostra libertà? Avreste +fatto assai meglio qualora aveste detto che +essi hanno meritato l’universale lode, ammirazione, +<span class="pagenum" id="Page_34">[34]</span> +e gratitudine anche nell’esito avverso, +perchè il solo concetto non che il coraggio +di porlo in esecuzione procaccia venerazione +a chiunque lo ravvolga nella sua mente, e +cerchi di stamparlo profondamente negli animi +altrui; sì, avreste fatto meglio assai di +dire loro che l’esperienza di tal fatto dovrebbe +ammaestrarli per l’avvenire ad essere più +prudenti, ad apparecchiar con maggior maestria +la cosa un’altra volta, di svelare i loro +falli cogli opportuni consigli per scansarli in +avvenire, e ciò non potendo, di tacervi. Però +chè non essi devono avere crudeli rimorsi +di tanto avere osato, <i>come voi dite</i>, ma sibbene +gli altri che non sorsero all’opra, coloro, +che non li ajutarono, furono freddi vergognosamente +a quella voce che secondata tutto +poteva restituirci, perchè tutto fuorchè il nome +abbiamo perduto. +</p> + +<div class="chapter"> +<h2 id="oss5">OSSERVAZIONE V.</h2> +</div> + +<div class="blockquote"> +<p> +Gli Italiani hanno avuto quello +che meritavano pel loro Egoismo, +e per la miseria dei loro +disegni. +</p> + +<p class="indr"> +<i>Pag.</i> 10. <span class="smcap">Massimo d’Azeglio</span>. +</p> +</div> + +<p> +Se la taccia d’egoisti fosse rivolta a noi +da uno straniero, ci venisse d’oltralpe a +d’oltre mare, poca o niuna meraviglia noi +<span class="pagenum" id="Page_35">[35]</span> +senza dubbio faremmo, usi come siamo da +lunga pezza a sentire cotesti predicatori, che +visitando da un capo all’altro la nostra penisola +colla velocità d’un corriere postale, sorgono +profeti del passato a declamare sulle rovine; +bensì e stupore e rammarico quella +ci desta quando a noi perviene da coloro, cui +serra il baluardo delle stesse montagne, e ’l +vallo dei medesimi mari, e tanto più da un +Massimo d’Azeglio, da un uomo nel cui seno +arde forse al pari che nel nostro la fiamma +della patria carità. +</p> + +<p> +Perchè Azeglio riprendere i vostri concittadini +d’Egoismo, e perchè rimproverar loro +la miseria dei disegni? invece di sollevar la +vostra mente a maggiori intendimenti, a fortificare +col consiglio e col parteggiare più ampie +idee, quei generosi che tutto posero in non +cale per la redenzione della lor patria, e a +cui forse nulla mancò per condurre a termine +l’impresa che una saggia ed esperta guida. +Una rampogna ingiusta, sappiate, scoraggisce, +e paralizza quelle forze dell’animo, che bastarono +a durare vittoriose contro tutti i macchinamenti, +contra tutte le oppressioni della +tirannide, ed ingiusta è la vostra rampogna +verso i Romagnoli, prima perchè essi, sebbene +il loro movimento fosse <i>provinciale</i> come voi +osservate, avevano uno scopo grande e nazionale, +e pruova ne è il correre a prendervi +<span class="pagenum" id="Page_36">[36]</span> +parte i Toscani, ed il prepararsi a ciò pure i +Napoletani; secondariamente perchè da un +moto parziale si può progredire ad un movimento +generale della Penisola coll’istessa +facilità, che una piccola scintilla eccita secondata +un grandissimo incendio. Di fatto +chi vi assicura che la bandiera bianca +per essi inalberata non fosse un saggio +trovato per mettere meno sull’allarme il +governo, e farsi ad un tempo più leggiermente +un forte numero di fautori, piuttosto che la +manifestazione vera dei loro desiderii? Credete +voi possibile che i Romagnoli portassero +fiducia d’indurre l’ostinatissimo loro Gregorio +a dar loro le chieste riformagioni con una +sommossa, mentre nella rivoluzione del 31. +videro ad istanza della Francia, della Gran +Brettagna, della Prussia, dell’Austria e della +Russia promettersi dal Papa tutte quelle instituzioni +da cui dipende la prosperità e la +quiete d’un popolo, e quindi non solo non +ottennero ciò che avevano dimandato, e loro +era stato accordato, ma fra breve si trovarono +in peggiori situazioni che non erano prima? +Io per me anche non mi costasse di certa +scienza che ben altri erano i loro divisamenti, +pure mai potrei indurmi a ciò credere, a far +un così grave torto alla nobile indole dei nostri +fratelli. In quanto poi all’esito, fintantochè +dite che i Romagnoli hanno toccato le male +<span class="pagenum" id="Page_37">[37]</span> +conseguenze delle non ben ponderate misure +della loro inesperienza, non vi si può che +dare piena ragione, ma quando insistete che +essi hanno ottenuto ciò che meritavano solo +d’ottenere, tutti veggono in voi più un maligno +ed imprudente censore, che non un provvido +e schietto consigliere, la severità per +riprovare e condannare, più che la volontà e +la saviezza per migliorare. Sta bene che voi +raccomandiate a mettere <i>in prima fila</i> la +causa della nazione, ma non potete perciò +rimproverare chi non negligentandola menomamente, +comincia col tentarne un’altra forse +per mettersi in grado da poter meglio operare +per la prima, unico motivo che a questi giorni +può spingere non dico i Romagnoli, ma +qualsiasi degli altri popoli della nostra Penisola +al partito delle sommosse <i>parziali</i>. Del +resto comunque siansi condotti gli insorti +della Romagna, è certo che la vostra asserzione +in contrario senza pruove di sorta è +nulla, anzi vergognosa, il perchè anche, supponendo, +voi abbiate avuto qualche motivo a +ciò profferire, avreste dovuto anzi di riprenderli +procurare di emendarli e disporli meglio +per l’avvenire fingere d’ignorare la +colpa che a quelle vittime generose potessero +venire in qualche modo a diritto imputate. +Così la vostra parola non sarebbe tornata nè +svantaggiosa nè offensiva; siccome tornò ridicola +<span class="pagenum" id="Page_38">[38]</span> +allor quando si fece a consigliarli di +ricorrere ai giornali esteri e a farvi sovra +proteste contro il loro governo per quelle innovazioni +e quei miglioramenti che hanno diritto +di domandare e sperare; come se un +Gregorio si mostrasse di tempra più facile ad +essere impressionato degli altri nostri Tirannelli, +i quali pur troppo sanno meglio che noi +far orecchio da mercanti a ciò che loro non +conviene ascoltare. Se volessero rispettare i +giornali non comincierebbero essi a rispettare +un pò più l’opinione pubblica, l’opinione +universale? E poi a quali rischi uno non +s’esporrebbe? voi sapete, o almeno non dovete +ignorare quali imbrogli, quali esosi maneggi +abbiano luogo nella posta, nulla anche +di turpissimo può oggi maravigliarci nel nostro +paese a tal riguardo, quando nemmeno +la libera Bretagna ebbe vergogna d’insozzarsi +in tale viltà, in tale frode.‍<a class="tag" id="tag2" href="#note2">[2]</a> +</p> + +<p> +Per la qual cosa non solo non vuolsi considerare +come egoismo lo spingersi per la via +delle sommosse parziali per ascendere per +via di queste ad una generale, ma anzi merita +lode somma chi sta attento per cogliere l’occasione +più propizia per dar fuoco alla mina; +il che se difficile è a conseguire, lo è immensamente +di più il far scoppiare, dirigere, e +<span class="pagenum" id="Page_39">[39]</span> +mandare a termine una generale; onde avreste +voi bene meritato dalla patria e da tutti +qualora descritta ed appianata ci aveste la +via da tenersi in una grande intrapresa, che +non accennarcela solamente, e dirci che <i>per +non esservi entrati francamente e generosamente</i>, +noi Italiani siamo stati, e siamo tuttavia +più che <i>compianti</i>, derisi. Lasciate pure +che le altre nazioni anzichè compatirci ci +deridano, purchè non discendiamo noi a deriderci +a vicenda, poco importa, verrà il giorno +o tardi o tosto che inarcheranno dalla +maraviglia i loro occhi, e riconosceranno in +noi i veri figli, i veri discendenti di quei +grandi che fur per due volte maestri in tutto +al mondo intero, ed allora saremo ampiamente +vendicati delle loro derisioni. +</p> + +<p> +Che poi ogni ambizione municipale sia cessata +nelle nostre provincie, ne è prova la rivoluzione +del vent’uno a cui si pose esca e +fuoco da ogni parte col medesimo scopo, collo +istesso desiderio, dir voglio dell’universale +indipendenza della bella penisola, ma più di +tutto ne è pruova l’entusiasmo con cui tutti i +popoli italiani si mostrarono pronti a gridare +loro re ora <i>Carlo Alberto</i>, ora <i>Ferdinando di +Napoli</i>, ora il <i>Duca di Modena</i>, che pareva dovesse +fortunatamente diventare il rovescio della +Medaglia, di cui il suo padre era il diritto, alle +più piccole apparenze di moderazione, di valore, +<span class="pagenum" id="Page_40">[40]</span> +o di ravvedimento che venisse loro dato di +ravvisare nei nostri Tiranni; ne è pruova +finalmente la differenza insorta ultimamente +tra il Piemonte e l’Austria per le dogane dei +vini, in cui Carlo Alberto volendo sostenere +i suoi diritti fece concepire su di se le più +belle speranze, talmente che mille chiacchiere +si sparsero, mille progetti, tutti si preparavano +a proclamarlo Re d’Italia mentre egli +vuol continuare ad essere principe dei vigliacchi, +re dei Giuda. Interrogate pure gl’Italiani +delle nostre più illustri città e vedrete +che niuno v’incontrerà di rinvenire il quale +desideri la libertà d’Italia a patto che il +suo paese riacquisti il suo principe, il suo doge, +la sua antica signoria, l’esperienza del +passato ha dottrinato non dico le masse colte, +ma per fino gli abitanti dell’abituro, e del +campo. Il Genovese pure che fu tenuto sempre +pel popolo il più ambizioso, il più superbo, +il più fiero della gloria sua municipale non +già meramente in Italia, ma quasi sto per +dire nel mondo, ebbene il genovese è forse +quello che più di qual si voglia, altro vi fa +maravigliare de’ suoi sentimenti italiani se +togliete ad interrogarlo anche nel ceto più +basso. Mi ricorderò sempre, che un rozzo +barcaiuolo da me interpellato se era contento +del governo sardo, se si sarebbe rivolto +alla proposta di un governo libero, italiano, +<span class="pagenum" id="Page_41">[41]</span> +e nazionale, mi rispose queste semplici ma +energiche parole: <i>non amo trattenermi in questi +discorsi, perchè troppi me ne furono inutilmente +fatti fin’ora, ma quando si trattasse +davvero d’un altro governo anche non libero +anche non nazionale, ma solo migliore dell’attuale, +non solo io, non solo tutti gli uomini +capaci di consacrare il loro braccio alla +patria, ma perfino i bimbi che anco si nascondono +nel ventre delle loro madri si rivolterebbero +al dispotico governo, che ci schiaccia +l’esistenza</i>. E simili risposte sebbene non sempre +in sì energico modo mi vennero fatte dal +basso popolo nelle varie parti della nostra +penisola, sicchè vedete quando io vi dico che +il municipalismo è caduto, universale è il +pensiero della nostra nazionalità, il pensiero +di risorgere in uno solo intendimento, ve lo +dico per propria mia scienza, perchè son cose +che ho toccato con mano, che ho veduto co’ +miei occhi in alcuni miei viaggi. +</p> + +<p> +Volete sapere qual cosa manchi agli Italiani? +un capo, uno che li guidi, che inspiri +fiducia nelle pur troppo scoraggiate masse; +fate che lo trovino e l’esito dell’impresa sarà +strepitoso, terribile, grande e felice. Del +resto procuriamo di estendere se più anche +si può, la conoscenza della propria abiezione, +di insinuare ogni maniera di liberi e generosi +sentimenti negli animi della moltitudine, +<span class="pagenum" id="Page_42">[42]</span> +ma non con ispensierata anzi sfacciata +maniera a cui voi consigliate, ma sì prudentemente, +e sotto l’anonimo non avendo bisogno +la verità ad essere compresa ed avuta +in pregio dell’autorità d’un nome più o meno +illustre, più o meno degno di fede in apparenza, +siccome ne ha di mestieri la calunnia, e +la menzogna per ottenere credenza. Sì, rinfreschiamo +le glorie nostre passate nella morte +del popolo; chè niuna cosa più giova a convincerci +della propria forza che ciascuno abbiamo +nel braccio e che è atta centuplicarsi +mille volte in energia e vigore colla unione, +quanto il ricordare l’Italia del 1154, fino al +1177, dir voglio al tempo della quasi incredibile +Lega Lombarda, ovvero i Parmigiani +che fugano Federico 2.º con tutto il suo esercito +nel 1248, la Sicilia che stermina i Francesi +nel 1282, la cacciata del Duca d’Atene +nel 1345, l’opra di Cola da Rienzo nel 1347, +Stefano Porcari a Roma nel 1453, Girolamo +Olgiati a Milano nel 1478, Niccolò Capponi +a Firenze nel 1494, quindi Francesco Ferrucci +nel 1530 nell’assedio di Firenze, la +congiura di Burlamachi a Lucca nel 1546, +la sollevazione di Napoli contro il Toledo nel +1547 a cagione del sant’Ufficio, la cacciata degli +Spagnoli da Siena seguita poco dopo della caduta +di quella forte Repubblica cioè nei 1552-55, e nel +1647 le due rivolte condotte da Giuseppe d’Alessio, +<span class="pagenum" id="Page_43">[43]</span> +e da Masaniello, a Palermo ed a Napoli, i +quali se avessero ottenuto il favore de’ nobili +sarebbero giunti oltre alle lor patrie a +liberare tutta l’Italia dalla servitù di Spagna, +il nome d’un Pietro Micca che all’assedio +di Torino nel 1706 espone sua vita a certa +morte e salva la patria dai Francesi, la gloria +di Genova che nel 1746 scacciò gli Austriaci, +la resistenza dei Corsi contro la Francia +nel 1769, e quella della plebe Napoletana +nel 1799 contro le schiere di Championnet, +resistenza la più valorosa che mai siasi +vista, e che da se sola fa grande elogio a +quel popolo. +</p> + +<p> +Sì, questi e tanti altri illustri fatti che le +storie straniere con ragione hanno da invidiare +alla nostra, noi dobbiam continuamente +occuparci per rendere popolari, perchè +possano aumentare quella fiducia che ciascuno +di noi prima nelle proprie forze, poscia in +quelle de’ nostri fratelli, e giammai negli stranieri +abbiamo a riporre, se non vogliamo +aggiungere pentimento a pentimento, onta +ad onta, sciagura a sciagura. +</p> + +<div class="chapter"> +<p> +<span class="pagenum" id="Page_44">[44]</span> +</p> + +<h2 id="oss6">OSSERVAZIONE VI.</h2> +</div> + +<div class="blockquote"> +<p> +La verità è una sola, e se l’applichiamo +ai principi, dobbiamo +egualmente applicarla a chi +fa ciò che essi fanno, benchè +con modi e fini diversi. +</p> + +<p class="indr"> +<i>Pag.</i> 28. <span class="smcap">Massimo d’Azeglio</span>. +</p> +</div> + +<p> +Mettendo a paragone il popolo italiano coi +principi che stendono la tirannica destra su +desso, voi dapprima vi palesate in dubbio +a quale delle parti abbiate a dare la preferenza +circa al modo loro di comportarsi, il +quale sia meno nocivo alla causa nostra, +meno aggravante li lunghi nostri mali, poscia +venendo fuori colla sentenza di certo +inconcussa, che la verità è una, e deve applicarsi +ai principi medesimamente che ai +loro sudditi, non temete più di non andare +errato pronunciando qual sia la vostra mente +a tal proposito, e con chiare note dite dopo +un’attenta considerazione che «<i>l’arbitrio +dei principi genera di rado le conseguenze +calamitose che quasi sempre genera l’arbitrio +dei capi di sommossa</i>», adducendo per argomento +a fiancheggiare l’opinione vostra; +<i>avere i principi una posizione data, e che +non si son scelta di propria elezione</i>. Io +non so se assurda più che ridicola, ed ingiuriosa +si debba dire la vostra asserzione, +<span class="pagenum" id="Page_45">[45]</span> +ma quel che è certo mi empie di maraviglia +allorchè penso aver ciò voi detto per far +apparire sempre più condannabile la sommossa +dei Riminesi. Perocchè qual cosa essi +hanno operato cotanto riprovevole? forse +stragi, incendii, incesti, ladroneggi, saccheggi, +ed assassinii? Eppure siffatte cose dovrebbero +avere avuto luogo nella loro impresa +perchè potessero essere con ragione +messi a paraggio coi nostri Principi, perchè +le loro azioni valessero a superare in danno, +o controbilanciassero le costoro prepotenze, le +costoro ingiustizie, e barbare azioni d’ogni +maniera. E posto anche che tale si fosse stata +la condotta degli insorti Romagnuoli o per +cieco furore o per accanito proposto di giusta +vendetta, ed avessero proprio accresciuto le +pubbliche calamità piuttosto di sminuirle, a +chi se ne dovria imputare la colpa maggiore? +agli insorti, o a chi è la causa della lor insurrezione? +agli schiavi che per crollare un +giogo se ne trassero un altro peggio sul collo? +ovvero ai tiranni, a que’ mostri di natura +che dopo mille rischi aver corso di pagare +il fio di tutte le loro nefandità, sfidano il +destino, il consenso universale, coll’incrudelire, +coll’ostinarsi non solamente a rimanere +nel fango, ma coll’arrovellarsi il cervello +per rendersi più uggiosi, più maladetti, e più +sprezzati? Il Popolo, ed i Principi, possono +<span class="pagenum" id="Page_46">[46]</span> +essere paragonati non nel caso, l’uno della +più alta schiavitù, li altri del più terribile +dispotismo, ma sì in quello che Iddio, Natura, +i tempi, e l’incivilimento imperiosamente dimostrano +dover essere lo stato dell’uomo tanto +destinato ad obbedire, quanto a governare, +dell’uomo che la patria e la società vogliono +vedere che compia prima i suoi doveri verso di +loro, perchè a diritto si possa un dì lagnare, +dove vengano offesi i diritti di lui. In tutte +le cose mio caro, ma principalmente in quelle +di politica prima di conseguitare giudicii sul +bene e sul male, sul merito e sul demerito, +sulla colpabilità e sull’incolpabilità è di mestieri +dagli effetti montare alle cause, e dalle +cause discendere agli effetti, è d’uopo tener +conto di tutto che possa dannare o scusare +un’azione, si deve aver l’occhio a ciò che +risguarda al fine impostogli dall’autore, ed +a ciò che all’esecuzione materiale del suo +divisamento tanto si riferisce, altrimenti senza +avvedersi uno viene al punto che gli sfuggono +di bocca solenni strafalcioni pari al vostro +di attribuire al popolo italiano tutte quelle +calamità che gravangli sul capo, le quali invece +non si devono riputare altro che conseguenza +diretta o indiretta della barbarie +di chi lo governa. Se voi o Massimo vi vedeste +vibrato un colpo all’improvviso e per +iscansarlo vi precipitaste inavvertentemente +<span class="pagenum" id="Page_47">[47]</span> +all’indietro in un precipizio, che rispondereste +di grazia ad uno che visitandovi al letto +della vostra agonìa vi dicesse, era meglio +schivare il colpo con piegar la persona o +da l’uno o dall’altro fianco, chinarsi ed aggredire +l’avversario, osservare il rischio +che correvate per fuggirne un’altro, e poscia +vi desse dello spensierato, del pazzo? +Pressochè uguale alla risposta che darestegli +voi in simile caso, è quella che nel loro animo +vi darebbero i Romagnuoli: e se non ve +la danno è per predicarvi coll’esempio, ciò +che voi avreste dovuto fare con loro, cioè +che convien tenere conto delle buone intenzioni, +si deve guardar più ai principii che +guidano all’opra, che non ai mezzi con cui +uno si accinge ad operare. Non seppero sopportare +la loro sventura i Romagnuoli nell’insorgere +tante volte come hanno fatto intempestivamente, +voi replicate, incitandoli alla +virtù di soffrire con rassegnazione, ad imitare +gli abitanti della generosa, e misera +Polonia, ma pochi giorni dopo la pubblicazione +del vostro libro cadde lo specchio infranto +che voi ponevate innanzi agli occhi +degli Italiani, perocchè i Polacchi come i +Romagnoli di tempra non più che umana, +non potendo soffrire più a lungo li tanti mali +che li travagliavano, imitarono quei di Rimini +e toccarono più lagrimevole più straziante +<span class="pagenum" id="Page_48">[48]</span> +esito dei loro tentativi, che non è incontrato +a questi. Dal chè chiaro apparisce potersi +giungere fino a un grado di rassegnazione, +dove poi è giuocoforza gridare, non +puossi più tenere in istrozza il profondo sospiro, +è bisogno, necessità alzarsi furenti contro i +nostri nemici, ritentare gli antichi conati con +più calore, appigliandosi novellamente alle +mal sortite imprese. Morto è quel Leone che +nel più acuto del dolore, nel maggior martoro +della febbre non manda a quando a quando +un suo ruggito, uno spaventevole lamento. +Il dolore vuol essere sofferto nel segreto +dell’operosa meditazione, finchè un generoso +fremito non abbia eccitato nel nostro animo, +di poi conviene dargli uno isfogo, bisogna +irrumpere con tutta l’energia possibile, del +resto quella fiamma che dovea condurci a +vittoria, a vendetta, a libertà, venendo entro +noi sconsigliatamente compressa, paralizza +ed annichila le ultime nostre forze, ci strugge, +e ci uccide in meno tempo che non può +il ferro del Tiranno. Preparate le fila della +trama affinchè meglio sia ordita, segnate il +cammino che dobbiamo presto calcare per +venire a salvezza, ma non venite più a predicare +scoraggiamento e rassegnazione, la vostra +missione sarebbe falsa, chè la maggiore +nostra colpa ormai fatta antica è l’aver sofferto +di troppo. Di qui si parte la derisione con +<span class="pagenum" id="Page_49">[49]</span> +che gli stranieri tentano d’oscurare la nostra +gloria passata, non già dai generosi +tentativi, che fatalmente fino al giorno d’oggi +non giovarono che ad accrescere il numero +dei martiri. +</p> + +<div class="chapter"> +<h2 id="oss7">OSSERVAZIONE VII.</h2> +</div> + +<div class="blockquote"> +<p> +Al Governo Papale dimanderò +cosa che non parrà indiscreta, +gli chiederò pe’ suoi sudditi la +grazia d’essere un pò più assoluto, +un pò più dispotico di +quello che è. +</p> + +<p class="indr"> +<i>Pag.</i> 38. <span class="smcap">Massimo d’Azeglio</span>. +</p> +</div> + +<p> +Che voi abbiate dimostrato che le male +conseguenze, i funesti seguiti della reggenza +del governo Papale superano a pezza tutti +gli inconvenienti di qualsiasi governo assoluto +e dispotico, tutti vi commendano, e ciò +era veramente quello che dovevate fare per +indurre ad aprire gli occhi chi si incapponisce +a tenerli chiusi; che abbiate anche +pruovato il governo papale non essere veramente +assoluto e dispotico mentre si crede +d’esserlo, ognuno non può a meno di approvare, +perchè anche da questo vien manifesta +sempre più l’ingiustizia, e la tirannia di quel +governo, e la ragione perciò che hanno +sudditi d’invocare le dovute riforme, e di +ricorrere all’armi vedendo di non essere affatto +ascoltati diversamente; ma che voi veniate +<span class="pagenum" id="Page_50">[50]</span> +al vostro assunto, e dimandiate per +il bene dei Romagnoli la grazia al governo +Papale d’essere un pò più assoluto, un pò più +dispotico, i vostri lettori non solamente non +convengono, ma riprendono, e biasimano +fortemente il vostro avviso, e con ragione. +Da chi siete voi messo a trattare la loro causa? +Chi vi disse che essi a ciò si contentino, +che reputino una grazia una tal concessione, +una tal riforma? Governi assoluti e dispotici +sono tutti gli altri dei varii stati d’Italia, e +se i Piemontesi, i Lombardi, i Napoletani, +i Toscani, i Lucchesi, i Modanesi, i Parmigiani +non solo non sono contenti dei loro +governi, ma anzi si struggono dal desiderio +di crollarne il giogo, come volete che i Romagnuoli +possano essere intieramente soddisfatti +nelle loro mire qualora il Governo +Papale su quelli si modellasse? come potete +esservi condotto a credere che anzi essi avrebbero +avuto a grazia un siffatto mutamento? +Veramente v’ha una grande differenza +tra quelli e questo! negli altri stati Italiani +è un solo che figura d’incatenarci per via +dell’opera de’ suoi ministri, i quali non hanno +autorità, quando non se la prendono, e sono +stretti esecutori degli ordini del re, quando +vogliono; nello stato del Papa non è uno, ma +sono più che hanno, voi dite, il privilegio +di disporre dei ceppi, e della scure, e che +<span class="pagenum" id="Page_51">[51]</span> +per ciò? se gli Italiani tanto di questo che di +quelli stati si trovano tutti pressochè alle stesse, +se tanto qui che altrove l’amore pei sudditi +è lo stesso, lo stesso il favore all’incivilimento, +la stessa la provvidenza delle leggi, lo +stesso il riguardo ai diritti pubblici e privati +del cittadino! Io entro in avviso che abbiate +ciò detto per ischerzare, non altrimenti che +quando parlando della saggia e generosa condotta +serbata dal Gran-Duca allorchè dal Nuncio +Apostolico T. Sacconi gli era stata dimandata +la resa di Renzi, uno dei principali del +moto di Rimini, uscite in queste parole: +<i>aver egli destato con tal atto invidia in qualche +principe italiano</i>. L’Italia presentemente +non ha più quei principi di cui si poteva a +diritto vantare un giorno; oggi li suoi principi +sono figli snaturati, e non sono capaci che +di azioni vituperevoli, di passioni abiette e vili; +veri animali immondi, che più si sprofondano +nella fanga, quanto più tengono della lor indole, +non possono che invidiare il male. Ma l’invidia +ad una nobile azione può aver luogo +solo in un’anima generosa, in un’anima che +si strugga di non potere afferrar un’occasione +per ispiegare quella forza, che nell’intimo le +agita tutte le fibre. Qual è di grazia quegli che +alle sollecitazioni dell’Austria, alle calde istanze +del Governo Pontificio avria non dico dimostra +tanta fermezza di carattere da non mutar determinazione, +<span class="pagenum" id="Page_52">[52]</span> +come poi timidamente fece il +Granduca, ma che avrebbe solo esitato un’istante +dall’aderire alle loro ingiuste dimande? +qual dei nostri Principi anzi non avria, anticipatamente +alla manifestazione de’ loro desiderii, +rinchiuso il Renzi nelle sue prigioni, e +quasi direi inalberatagli la forca piuttosto +d’approvare, anzichè d’invidiare l’atto giusto e +lodevole di generosità del Granduca di Toscana? +Carlo Alberto? quell’infame, che dopo +d’avere spinto i suoi soldati, i suoi compagni, i +suoi congiunti, li suoi amici sulla via della rivolta, +non ebbe vergogna di mancare al suo +giuramento, di tradirli, e di spargerne il sangue, +pronunciando, dopo avere soscritto più +sentenze di morte, queste rabbiose parole: +<i>muojano! muojano tutti! che la voglio tutta +schiacciata questa maledetta genia di liberali</i>. +Carlo Alberto cui non bastò l’animo mai di richiamare +dall’esiglio quei tali nemmeno, di che +egli stesso s’era fatto guida nel Ventuno? Avete +veduto ultimamente come infatti si regoli il +governo Sardo verso i liberali, e chi sospetta +per tali: Il Conte Annibale Montevecchio, +ed il Sig. Filippo De-boni per vostro consiglio +si erano recati ambidue a Torino sulla +fiducia di trovarsi in maggior libertà, +e più sicuri dalle molestie della polizia, +da cui qui appena qualche motivo avevano +a temere. Essi non potevano dirsi compromessi +<span class="pagenum" id="Page_53">[53]</span> +col loro governo come il Renzi, +nè tampoco appariva fossero perseguitati, +e se si erano dilungati da esso ciò avevano +solo fatto l’uno per timore, l’altro per isperanza +d’un meglio altrove e più vantaggioso +soggiorno, eppure passarono essi un giorno solo +di vera quiete, di vera tranquillità d’animo +in Torino? obbligati a consegnarsi mane e +sera all’ufficio della polizia, espiati nei loro +passeggi, osservati ed ascoltati nei loro discorsi +dopo il volgere di pochi giorni da +mille disinganni amareggiati, si videro intimata +la partenza, e non vi fu nè la vostra +nè la protezione del vostro fratello, e di +molti altri grandi della corte e dello stato, +la quale sia stata valida a far sospendere +un tal ordine, e a procurare loro anche un +solo prolungo di dimora. +</p> + +<p> +E dopo un cosiffatto procedere del suo +governo volete voi che un Carlo Alberto potesse +sentire invidia della fermezza del Gran +Duca di Toscana nel niegare all’Austria, ed al +Papa il Renzi, uno dei capi della sommossa? +Oh scusatemi! ma voi o non parlate di buon +conto, o Balbo vi mise le traveggole agli occhi, +e sia che vi troviate nel primo, sia che vi +troviate nel secondo caso, è sempre uno stato +indegno di voi, d’uno che gli altri dovrebbe +guidare, e non lasciare che gli altri conducano +lui pel naso. Non abbiate fiducia in chi nei +<span class="pagenum" id="Page_54">[54]</span> +fatti non si mostra consentaneo alle sue parole, +non nel Balbo e ne’ suoi seguaci che sotto +il manto di moderazione, e meglio del Gesuitismo +predicano la riforma finchè può migliorare +le loro condizioni, può favorire il +trionfo della loro casta, dell’aristocrazia; ma +alla voce d’indipendenza, di libertà, di rivoluzione, +si spaventano, si crucciano, tremano +a verga a verga, vuoi per la coscienza dei +loro demeriti, vuoi per lo timore di cadere +dal loro potere, di dover lasciare la maschera +di moderato liberalismo, di occulata prudenza +con cui tentano, a detta di Tacito, di corrompere +il popolo colle mentite speranze, di consolidare +il loro regno allontanando gli animi +delle ardite imprese, sostituendo al coraggio +la disperazione. Anime che si potrebbero paragonare +a quelle piante parasite che per +tenersi in piedi hanno bisogno che altre loro +servano d’appoggio; demoni d’inferno che +incapaci ad operare nulla di bene, di grande, +non solo non vogliono riconoscere il merto di +chi immensamente li avanza, ma vorrebbero +spegnere quanto può essere di nobile, di sublime +per desiderio, volontà, intendimento ed +intrapresa in altrui. +</p> + +<div class="chapter"> +<p> +<span class="pagenum" id="Page_55">[55]</span> +</p> + +<h2 id="oss8">OSSERVAZIONE VIII.</h2> +</div> + +<div class="blockquote"> +<p> +È utile all’Italia, ed atto facile +ad imitarsi, il protestare a viso +aperto contro le ingiustizie che +da noi si soffrono, qualunque +siano, e da chiunque ci vengano. +</p> + +<p class="indr"> +<i>Pag.</i> 110. <span class="smcap">Massimo d’Azeglio</span>. +</p> +</div> + +<p> +Si vede chiaramente che voi non avete sofferto +mai nulla, e per conseguenza giammai +avete dovuto alzar su la vostra voce contro +qualche atto d’ingiustizia e di prepotenza usatovi +o dal vostro o da altro governo, che altrimenti +non avreste dato il ridicolo consiglio +agli Italiani di protestare a viso aperto contro +tutto quanto loro dai governi fassi soffrire, +piuttosto e con maggior frutto loro avreste +dato un avvertimento affatto opposto perchè +inutilmente non avessero la spensieratezza +di affrontare i tanti rischi d’ogni maniera +a cui necessariamente quegli va incontro, +il quale osasse non diciamo far una solenne +protesta, ma solo una rimostranza ai nostri +Tiranni, i quali volendo essere infallibili, sono +incapaci di ricredersi, ed indietreggiano +nel peggio piuttosto di valersi dell’altrui consiglio +per procedere al meglio, simili a quei +ronzini che se li battete retrocedono e scaraventano +de’ calci, se li accarezzate si piantan +fermi nella via, ed un buon argano ci +<span class="pagenum" id="Page_56">[56]</span> +vorrebbe per farli muovere. Un fatto solo può +servirvi di pruova mentre ne potrei citare +moltissimi da cui si rileverebbe il più felice +esito a sperarsi da una protesta qualsiasi, essere +per avventura l’indifferenza. Nel 1841, +se non fallo trovavasi in questa capitale +l’Areonauta Comaschi, il quale innalzatosi nel +suo pallone ritentava una salita nel cielo che +da qualche giorno il vento gl’impediva di +mandare ad effetto, il viaggio dapprima riesce +felice, rapido l’areostata tra gli applausi +della affollata popolazione era asceso ad +un’incredibile altezza, quando un soffio di +vento di tramontana lo spinge quasi orizzontalmente +sulle colline di Moncalieri. Il Comaschi +vedendosi contrastato dai venti, anzichè +venire a lotta con loro, decide di discendere +per mezzo del <i>paracadute</i>. Il suo Pallone +piombato al suolo in poca distanza da lui +venne preso da alcuni soldati del reggimento +di Savoja Infanteria che staccati dal corpo +che si ritirava dalla così detta <i>passeggiata +militare</i>. Egli presentatosi loro, chiama il suo +pallone, essi dapprima ridono poscia sguainata +la spada si fanno attorno a tagliuzzarlo niente +meno che avessero avuto da menar strage +sul nemico del loro paese. Il Comaschi non +la potendo dire nè in parole nè in fatti si ritira, +e si reca a Torino dove raccontata la cosa +a qualche amico trovò una persona che +<span class="pagenum" id="Page_57">[57]</span> +s’incaricò di farci avere una compiuta soddisfazione. +Infatti pochi giorni dopo Carlo Alberto +gli faceva pagare il pallone colla cassa del +reggimento a cui appartenevano que’ soldati, +mandò alla <i>catena militare</i> quelli che erano +apparsi più colpevoli, degradò e congedò dal +servizio gli ufficiali superiori che in quella +sera accompagnavano il <i>corpo</i>. Alcuni di questi +ricorsero al Re per far valere le loro ragioni +e pruovare che in verun modo non potevano +essere colpevoli, il Re letta la supplica +si rivolge al suo primogenito il Duca +di Savoja, e gli chiede il suo parere, essendo +questi allora il colonnello di quel Reggimento. +Volete sapere la risposta, il resultato? +Ebbene l’erede del trono Sabaudo volto al padre +soggiunse con disdegno: <i>se fossi nel posto +di V. Maestà non solo non mi ritratterrei +dalla presa determinazione, ma farei tutta +fucilare cotesta canaglia</i>. Il consiglio del +figlio Augusto, le cui parole ce lo dovrebbero +caratterizzare, non venne è vero dal +padre accettato, ma è vero altresì che quella +rigorosissima sentenza fu eseguita senza modificazione +di sorta, e per alcuni ingiustamente; +ma di simili fatti ne vedrete addotti +altri molti in questo opuscolo, e tutti tratti +dalla storia attuale del nostro paese, sicchè +potete col massimo agio accertarvi della verità. +Onde vedete o Massimo per ora inutile +<span class="pagenum" id="Page_58">[58]</span> +il consiglio di far proteste ai nostri signorotti, +come quando mi abbiate letto fino alla +fine iscorgerete di più essere molto rischioso. +Trasportatevi solo a qualche anno addietro +nella nostra storia, cioè al 1815, e vedrete +come Ferdinando di Napoli mandasse proclami +a’ suoi sudditi, in cui prometteva, riforme, +leggi provvide, libertà, ed ogni +maniera di civile guarentigia, ma non mantenendo +mai alle sue promesse, gli abitanti +delle due Sicilie si levarono a tumulto nel +1820, in un solo pensiero e proclamarono una +costituzione, la quale fu accettata con sacramento +dal Re e da tutta la reale famiglia. +Ma calpesto il giuramento corse il Re a +Lay-bach per avere l’assistenza dell’Austria, +alla quale parve non vero mettere in esercizio +le sue bajonette, e perciò venne nel +regno con numerose falangi, ed obbligò il +popolo a rinunciare affatto li suoi diritti. E +chè non fu fatta nel tempo istesso di quella +invasione, cioè nel 19. Marzo del 1821. una +solenne protesta? il deputato e Generale +Poerio facea dal parlamento approvare una +dichiarazione, la quale veniva a terminare in +queste parole ec. <i>noi protestiamo contro una +siffatta rivoluzione del diritto delle genti, risoluti +di serbare intatti i diritti della nazione e +del Re ed appellandone alla saviezza di S. R. +M. e dell’augusta A. R. suo figlio, rimettiamo +<span class="pagenum" id="Page_59">[59]</span> +la causa del trono e della nazionale nostra +indipendenza nelle mani di quel Dio, che +regge i destini dei Sovrani e de’ popoli, e che +agli uni e agli altri a tempo debito sa fare +iscontar le sue colpe</i>. Da ciò che ottennero +mai? mali più gravi che prima anche non conoscevano, +e per citarne uno, l’abolizione del +parlamento siciliano instituito perfino dall’unione +dell’isola alla terraferma. Ma veniamo allo +stato Pontificio: non erano più forti, più meritevoli +d’attenzione le rimostranze fattegli dai +rappresentanti delle maggiori potenze, Francia, +Inghilterra, Austria, Russia e Prussia, +nel 31. Maggio del 1835. presentando al <i>Bernetti</i> +prosegretario di stato, il seguente <i>memorandum</i>. +</p> + +<p> +«Il governo Pontificio deve essere posto +su di una base solida, per via dei miglioramenti +stati già indicati ed annunciati +dalla Santa Sede istessa. Questi miglioramenti +poi, che a tenore dell’editto dell’eminentissimo +cardinal Bernetti, fonderanno un’era +nuova per li sudditi di S. S. si collegano +con una intera garanzia, sicura dai pericoli +e conforme all’indole di qualsiasi governo +elettivo. Per raggiungere codesto scopo +salutare, il quale a ragione della situazione +geografica e sociale dello stato della S. +Chiesa interessa tutta Europa, fa d’uopo +che l’ordinamento sistematico dello stato +<span class="pagenum" id="Page_60">[60]</span> +medesimo si appoggi ai due principii citati: +1.º alla introduzione dei miglioramenti, di +che si tratta, non solo nella provincia insorte, +ma in quelle ancora, che se ne stettero +tranquille, e nella capitale medesima; +2.º <i>all’ammissione generale dei laici agli +affidi amministrativi e giudiziari</i>. E queste +miglioranze dovrebbero comprendere il +sistema giudiziario e quello delle amministrazioni +municipali e provinciali. In quanto +all’ordine giudiziario l’esecuzione interna +e lo sviluppo delle premesse e dei principii +del <i>motuproprio</i> dell’anno 1816. offrono +mezzi più certi ed efficaci per riparare +alle universali doglianze in proposito +di questa parte importantissima dell’organizzazione +sociale. L’amministrazione generale +delle municipalità elette dalle popolazioni +e lo stabilimento di municipali +franchigie, che ne determinino l’azione +entro la sfera degl’interessi locali dei +comuni, devono costituire necessariamente +le basi di ogni miglioramento. L’organizzazione +poi di consigli provinciali, come +consigli permanenti destinati a prender +parte al governo di ciascuna provincia +nell’adempimento del loro ufficio, e con +attribuzioni convenevoli ed una più numerosa +adunanza, specialmente riguardo ai +maggiori interessi della provincia, sembra +<span class="pagenum" id="Page_61">[61]</span> +attissima ad introdurre nell’amministrazione +miglioramenti e semplicità, sicchè +valga a sorvegliare l’amministrazione annuale, +ripartire le imposte e fare al +governo conoscere i veri bisogni delle provincie. +La gravissima importanza, in ogni +stato bene ordinato, delle finanze e di una +amministrazione del debito pubblico atta +ad aggiungere al credito finanziario del +governo le più desiderate garanzie, ad accrescerne +i mezzi e ad assicurarne l’indipendenza, +pare che renda necessaria la +creazione di uno <i>stabilimento centrale a +Roma</i>, a cui come a corte suprema, vengano +commessi tutti i rami dell’amministrazione +civile e militare, e la sovra intendenza +del debito pubblico con attributi adeguati +allo scopo salutare ed importantissimo +a cui si mira. Quanto più cotale istituzione +farà pruova della propria indipendenza e +dell’unione del governo collo stato, tanto +più corrisponderà alle benefiche intenzioni +del sovrano ed alle aspettazioni del pubblico. +Ma per giungere a questo punto bisogna +eleggere dinfra i consiglieri provinciali +uomini atti a costituire una <i>Giunta dei Consiglieri +di governo, o un consiglio amministrativo +generale. Tale Giunta sarebbe parte +d’un Consiglio di stato</i>, i membri del quale +verrebbero scelti dal sovrano d’infra gli uomini +<span class="pagenum" id="Page_62">[62]</span> +più ragguardevoli per natali, ricchezze +e talenti. Senza uno o più stabilimenti centrali +di questa sorta intimamente collegati +colle persone più notabili d’uno stato doviziosissimo, +come questo è, di elementi aristocratici +e conservatori, è manifesto, che +la natura d’un governo elettivo priverà +inevitabilmente le miglioranze, che faranno +la gloria immortale del regnante Pontefice, +di quella stabilità, che è tanto instantemente +domandata dal popolo, stabilità, la quale +sarebbe tanto più ferma, quanto più i beneficii +largiti dal Sommo Pontefice fossero +pregevoli e grandi.» +</p> + +<p> +Il Papa rigettò apertamente questo memorandum, +malgrado che il cardinale Bernetti +avesse già nell’aprile del 1831. assicurato i +sudditi Pontificii, che un’era nuova nello stato +di S. S. avrebbe incominciato, da cui ogni +possibile prosperità si avrebbe a diritto aspettata +il popolo. Ma un esito simile ottenne la +protesta fatta dalla Francia alla S. Sede nel +1832. quando mandò un’armata in Ancona +per ecclissare l’influenza Austriaca, e per +costringere il Papa, <i>secondo disse Perrier +stesso nella seduta della Camera il 7. Marzo +1832, ad introdurre nell’amministrazione del +regno miglioramenti reali e certi, cioè tali +che costituissero la sicurezza della santa +Sede sopra basi più salde, che quelle d’una +<span class="pagenum" id="Page_63">[63]</span> +continua repressione, ed attutassero permanentemente +la tranquillità delle popolazioni, +soddisfacendo ai loro legittimi bisogni ed ai +giusti desiderii</i>. Bologna, Ancona, Perugia, e +la Romagna in seguito del niun movimento +che il Governo si dava per compiere le sue promesse, +avanzarono altre proteste coll’appoggio +or dell’Inghilterra, or della Francia, ma +sempre trovarono sorda alle loro dimande +moderatissime l’ostinata Roma, dir voglio il +Papa, il quale quando diè a conoscere d’aver +inteso la loro voce, ristrinse e ritirò con +più forza le redini del governo, anzi di rallentarle; +e voi potete speranza commettere +nella virtù delle proteste? Oh scusatemi vi +mostrate troppo nuovo della storia nostra +moderna, che a mille ve le porge sottocchio +e sempre mal riuscite. +</p> + +<p> +D’altronde come mai potete trarvi a credere +che da piccolissime riforme le quali s’ottenessero +a forza di proteste, si possa giungere +a quelle grandi mutazioni di cose che +fanno di mestieri per ottenere la nostra libertà? +Niuno vi niega che tali mutazioni non +possono effettuarsi in un momento, ma tutti +convengono altresì che con una ben preparata +e ben condotta sommossa solamente ciò +possiamo conseguire. Nè bisogna credere che +una sommossa sia opera come voi osservate +d’un momento, opera d’un momento è lo +<span class="pagenum" id="Page_64">[64]</span> +scoppio, ma il concepimento d’essa, il disporvi +gli animi delle masse, l’orditura della +tela, l’apparecchio morale e materiale dei +mezzi, son cose che esigono tempo, e se si +fanno in segreto non pertanto noi possiamo +considerarle come frutto di pochi pensieri. +E tanto nell’ultima sommossa di Rimini come +in tutte le altre che la precederono ebbe luogo +questa lunga opera di preparazione; solo +convien dire che i capi o per imprudenza o +per inesperienza non valsero a coronare le +loro fatiche colla gloria. Però tutte queste +fallite sommosse, tutti questi sagrifici, tutti +questi tentativi, che non produssero che male +in apparenza, credetelo a me ed ai più che +senza offendervi in tali cose vedono più addentro +assai di voi, sì tutti quei miseri fatti +che accrebbero le nostre sciagure sul momento, +hanno giovato mirabilmente a disporre +la moltitudine, a rendere più sentita l’onta +della nostra bassissima servitù, a fare più +caro, più vagheggiato, più operoso e più +esteso il pensiero della rivolta, della indipendenza. +</p> + +<p> +Cosicchè è una vera follia, per non dire +sciocchezza madornale, l’insistere vostro a +persuadere gli italiani, che essi hanno il +<i>coraggio fisico e manesco</i>, e non il <i>coraggio +morale</i>, il <i>coraggio civile</i>: date loro vi ripeto +un capo, ed essi vi insegneranno col +<span class="pagenum" id="Page_65">[65]</span> +fatto che l’unica via a battersi per rigenerare +il loro paese è la sommossa, che sono +gesuitici i vostri consigli, che le vostre parole +sono specchi fedeli non dei vostri pensieri, +dei vostri affetti, ma sì di quelli del +Balbo e della privilegiata sua setta, che insomma +sono utopie la via delle proteste, la +via di <i>rassegnarsi</i>, di <i>saper soffrire</i>‍<a class="tag" id="tag3" href="#note3">[3]</a>, e di +<i>sapersi sottomettere ai nostri governi</i>, le quali +voi preponete; per non chiamarle vere ingiurie +al senno dei vostri Italiani, giacchè +con ciò li si suppongono tali da appigliarsi +ad un partito che invece di condurre a vita +novella, li menerebbe alla disperazione, a +totale ruina, a morte. Perocchè ogni passo +che voi credete di fare innanzi coll’ottenimento +di qualche piccola riforma, ammettendo +che i nostri governi siano abili un giorno a +darne qualcuna, sarebbe mosso indietro, sarebbe +un puntello di più a consolidare e folcere +il trono della tirannia, un ostacolo che essi +stessi gl’italiani si metterebbero avanti al loro +cammino, verso cui avviati come sono, dicerto +non s’arrenderanno giammai al vostro +avviso d’imitare gli abitanti della Russia, e +della Germania, locchè suona agli orecchi +di chi ha una dramma di buon senso, egualmente +che le seguenti parole: <i>aspettate Italiani, +<span class="pagenum" id="Page_66">[66]</span> +non operare, Iddio tutto vi manderà +quello che bramate</i>,‍<a class="tag" id="tag4" href="#note4">[4]</a> affè che i Russi e Germani +sono felici!!! +</p> + +<p> +Siate adunque persuaso che gl’italiani hanno +più il coraggio <i>morale</i> che non il <i>manesco</i>, +il quale ultimo se avessero avuto in +maggior grado non sarebbero stati sì moderati +in tutti li loro movimenti, e forse forse +ci troveremmo meglio assai: ponderate tutti +i casi rivoluzionarii della penisola antichi e +moderni e poi vi sfido a durare nella vostra +sentenza, ma soprattutto meditate quelli del +ventuno, del trentuno, e del trentatre andati +a male per la stessa loro generosa natura, +chi può niegare in questi moti il coraggio +civile agli Italiani? chi può niegare che i Napoletani +per esempio se fossero stati nel trentuno +meno moderati, non generosi, a quest’ora +avrebbero colla certa loro salvezza riacquistata +eziandio quella dei loro fratelli? ma +essi vollero mostrarsi grandi fuori di tempo, +abborrirono dal versare il sangue Borbonico, +ed un tal risparmio ebbero a pagare col +sangue di mille martiri, col prezzo della libertà +della lor patria, della intiera nazione, perchè +dalla loro indipendenza nasceva quella indubitatamente +di tutti gli altri paesi della +<span class="pagenum" id="Page_67">[67]</span> +penisola,‍<a class="tag" id="tag5" href="#note5">[5]</a> i quali eran tutt’occhio ed orecchio +in attendere l’esito della loro sollevazione. +</p> + +<p> +Voi adopraste Massimo nel vostro libro +sicome fanno i poeti nei loro carmi, ed anche +tra essi i sommi, i quali portati dalla +fantasia, abbarbagliati spesse volte dalla prima +immagine, vinti dalla prima impressione, +sagrificano all’immaginario il vero reale; +il perchè da un sol lato guardano i poligoni +delle cose, e larveggiano la storia col velo +della favola, nell’istessa guisa che alcun metafisico +annebbia la politica coll’utopia. Ma +di tutti gli errori della vostra scrittura, che +io ho toccato, e potrei ancora toccare non è +minore quest’altro che per la sua importanza +non voglio tacere, e con cui do termine +alle osservazioni in che vi volli trattenere. +</p> + +<p> +Secondo voi noi dovremmo taciti aspettare +l’occasione propizia per operare, e non +far altro che gridare in ogni modo, in ogni +tempo contro l’usurpazione straniera del dominio +sulle lombarde e venete contrade:‍<a class="tag" id="tag6" href="#note6">[6]</a> +le quali parole chiudono in se due pensieri, +il primo di stare in attenzione come +gli Israeliti presso a poco del loro Messia, +il secondo di fare una cosa impossibile, ed +<span class="pagenum" id="Page_68">[68]</span> +impossibile è certo non dico lo scrivere, ed +il parlare dell’attuale prepotenza dei Tedeschi +sugli Italiani, ma nemmanco si può parlare +in loro risguardo dei più noti fatti della +storia antica, essendo pei nostri governi il +toccare il Tedesco la medesima cosa, che noi +toccassimo e ferissimo il loro cuore, tutto +sperando il loro sostegno ad ogni rischio +nelle cento migliaja di baionette, con che dicono, +possa, visto non visto, amorevolmente +visitarci. In quanto all’opportunità dell’occasione +anche Livio parmi avere scritto, <i>che +le cose sogliono consigliare agli uomini, e +non gli uomini alle cose</i>, ma questo detto +non vuole essere litteralmente interpretato; +perchè del resto andremmo contro al nostro +passato che ci prova con mille fatti, ciò essere +vero, e verissimo se si parla di mediocri +ingegni, falso e falsissimo all’opposto dove +si tratti di ingegni sublimi. Chè gli uomini +d’alto intendimento sanno preparare le circostanze, +ed avvicinarle quando sono discoste, +creare dal nulla i mezzi, spiare, provvedere, +e dominare il futuro. Ciò posto chi non vede +quanto più giusto, più opportuno non sarebbe +questo consiglio di pensare, meditare, +progettare tutti assiduamente giorno e notte, +al come meglio si possa mettere ad effetto +la determinazione di crollare il giogo ormai +troppo per noi vergognoso? il dubitare un +<span class="pagenum" id="Page_69">[69]</span> +solo istante che fra venticinque millioni di +Italiani non si trovi un ingegno da tanto da +condurci tosto all’impresa, da imitare tanti +altri eroi dei nostri maggiori, da fare altrettanto +di quanto fece Alberico da Barbiano, +riformatore della milizia Italiana nel medio +Evo, allorchè indispettito delle stragi, che i +Brettoni guidati dal Cardinal di Ginevra menarono +sui Cesennati, e su varii altri popoli d’Italia, +gridò che <i>il sangue italiano voleva essere +vendicato col sangue Brettone</i>, e detto fatto, +compiè il suo proposto, onde il suo nome +splendè non come una meteora, che veduta +dispare, ma come un astro la cui luce si +mostra continua sul nostro orizzonte. In lui +ispirandosi ogni cittadino, i nostri uomini +d’armi, e a emulare prendendolo il capitano +che li dirigerà nelle marcie, non potremo +tardare di vedere il sangue dei martiri +Piemontesi, Toscani, Napoletani, Parmigiani, +Lucchesi, Modenesi, Romagnoli, Veneti e +Lombardi, appieno vendicato col sangue dei +loro oppressori, e spiumata la feroce aquila +Tedesca furente fermare il suo volo, e rivolgere +per rabbia contro di se i predatori suoi +rostri, li voraci suoi artigli. +</p> + +<p> +Altre cose, come dissi sopra, mi resterebbero +tutta volta ad osservarvi sul vostro libro, +ma qui fo punto ossia per amore in brevità, +ossia per potervi entrare d’altre cose più presto. +<span class="pagenum" id="Page_70">[70]</span> +Dalle mie parole però vi sarete potuto +addare, non esservi male apposto quando in +chiudere il vostro opuscolo scrivevate: <i>il +lettore giunto al termine del mio libro dirà +di me, ciò che io dicevo a me stesso prima +di scrivere: non avere io, studioso non di +scienze, ma d’arti, sapere e mente che basti +a trattare profittevolmente materie politiche +ed economiche di tanta difficoltà</i>. Grande +vero! anzi il solo contro cui nulla avrei a +notarvi, peccato che non ne foste davvero +prima convinto! avreste evitato a voi la pena +infruttuosa di dettare quel libro, a me quella +di rispondervi! Se nonchè forse il tutto sarà +per lo meglio, giacchè mi avete porto con +esso il destro di dire qualche verità, la quale +certo non disutile è per tornare, avendo per +mira il mostrare come male sia fondata e +pericolosa ogni speranza che si ripone in Carlo +Alberto a proposito della rigenerazione del +nostro paese, come da sciocco, da ostinato, +da imbecille ne sia il solo pensiero. +</p> + +<div class="chapter"> +<p> +<span class="pagenum" id="Page_71">[71]</span> +</p> + +<h2 id="capun">DELLE SPERANZE D’ITALIA +RIPOSTE IN CARLO ALBERTO. +<span class="smaller">CAPITOLO UNICO.</span></h2> +</div> + +<p> +L’Italia, simile ad un corpo che un altro +ne move, e perde tanto di movimento, quanto +ne acquista quello mosso per esso, venne meno +tanto in vita, in gloria, in sapere quanto in +ciò fece progredire le altre nazioni, le quali +tuttochè ammaestrate, incivilite, e fatte +forti e grandi dalla sua storia, dalla sua +luce, e dalla sua virtù, pure sconoscenti +anzichè stenderle il braccio a sollevarla dal +fango, tutte le congiurano contro, e dopo +averla immiserita, insanguinata, e ridotta +fra i più terribili ceppi, torre perfino le +vorrebbero il nome. Ma per fortuna questa +illustre donna, questa illustre maestà, sebbene +lacera il manto, scarmigliata le chiome, +carca di catene, spolpata e succhiata dall’arpia +Tedesca, ha per anco tanto di forza +sparsa per le illividite e rotte sue membra, +che raccogliendola e concentrandola al cuore +ad un possente grido che la scuota dal sonno +e la chiami a virtù, è tuttora capace di far +tremare l’universo, di farsi rivedere madre +<span class="pagenum" id="Page_72">[72]</span> +d’ogni bella e grande opra, reina su li +suoi tiranni, e sulle sue rivali. +</p> + +<p> +Onde se mai evvi una speranza, che noi +figli di lei possa sorreggere nel cammino, in +cui andiamo tentoni brancicando verso il venire; +se mai evvi cosa che ci torni a conforto +nella prostrazione in cui ci giaciamo; +se mai una voce ci suona amica all’orecchio, +ci scende nell’imo del core, ci commove, e ci +sprona a virtù, è senza dubbio la parola della +verità, che ogni giorno va acquistando valorosi +banditori, è la tendenza che si palesa +nelle giovani menti per tutto che sa di nobile, +di grande, e di generoso, è il bisogno +sentito di dar bando ai lamenti e di operare +ormai universalmente fra il popolo; in cui +solo deggiono appuntellarsi le nostre speranze, +perchè in lui solo risiede la forza, solo +in lui la sorgente si trova di sublimi, di eroiche +virtù, in lui solo può essere lo istromento +per risorgere a vita, a prosperità, a +grandezza. Noi per lo passato doppio martirio +avevamo a pruovare, l’uno è la vista che +il numero dei martiri della patria carità a +quando a quando s’andava crescendo per la +ferina avidità del sangue dei nostri Tiranni, +l’altro più atroce ancora, più straziante, e +più tormentoso e terribile, vuolsi dire l’acuto +e continuo dolore che un’anima generosa scote +nel vedersi non solo mal corrisposta nelle sue +<span class="pagenum" id="Page_73">[73]</span> +mire, ma ne manco dagli altri tampoco compresa +ne’ suoi disinteressati progetti, ne’ suoi +santi sagrificii, e la dio mercè quest’ultimo +più non dobbiamo sopportare checchè voi +Azelio col vostro Balbo ne pensiate in contrario. +Sì ci deve goder il cuore, che il popolo +già abbia imparato la fonte salutare, già sia +corso ad attingervi l’onda vitale, e dimostro abbia +di non volersi sì presto saziare; che l’attenzione +ai grandi movimenti destati dalla civiltà +si cominci a manifestare anche nelle officine +e negli abituri tanto in villa che nella +campagna; che anche le masse più inerti ora +si agitino, e che per rendere proficua quell’agitazione +nient’altro abbisogni fuorchè un +impulso. +</p> + +<p> +Ma quest’impulso vuolsi dare da noi, senza +il concorso di principe italiano, senza lo +sussidio dello straniero, gli uni e gli altri, +se ci volgiamo un momento al passato, ci +tradirono sempre. +</p> + +<p> +Sarà per interessarsi a nostro pro l’Austria, +che su tutta la penisola vorrebbe distendere +le ladre sue zanne? forse l’Inghilterra la +quale in Malta si governa prepotentemente +del pari che i nostri Principi in Italia, la +quale giunse ad annientare in quell’isola tutta +cosa, la quale potesse ricordare agli abitanti +d’appartenere alla nostra nazione? Perocchè +dal <i>Giurì</i> in fuori non v’ha legge, non +<span class="pagenum" id="Page_74">[74]</span> +v’ha regola, nella procedura di qualsiasi +atto del governo, non v’ha instituzione che +comprovi tampoco la libertà Britanna, che +non accusi anzi il più assoluto dispotismo. +L’università ridotta al punto che qualsiasi +ginnasio più piccolo, peggio in piedi è a +quella superiore immensamente per ogni risguardo, +l’istruzione bandita, l’educazione +affidata da un anno ai Gesuiti, il commercio +languente per la mala fede dei Negozianti, +la religione manomessa dai protestanti, e dai +gesuiti, che tra loro fanno a gara in essere più +generosi, e larghi. La persecuzione agl’Italiani +portata ad un grado incredibile, perchè +quivi non si fermino, e non possano riaccendere +lo spento amor patrio‍<a class="tag" id="tag7" href="#note7">[7]</a>. Libertà di +stampa per lanciar contro il prossimo, villanie, +insulti, e calunnie, per propagar l’immoralità, +e l’odio all’Italia, ma non per +discutere su cose di scienza, di letteratura, +e di politica; che anzi cose pubblicate in +Piemonte ed in Lombardia coll’approvazione +della censura non poterono quivi venire ristampate, +e gl’Italiani emigrati dal governo +fortemente proibiti di pubblicare checchesia +dal Novembre del 1845, contro il qual ordine +<span class="pagenum" id="Page_75">[75]</span> +si può leggere l’inutile protesta fatta subito +dopo dal migliore, anzi dall’unico buon giornale +il Mediterraneo; e soppressa la cattedra +di Storia, e di Economia politica perchè +tendenti a liberalismo, e le altre rette da persone +pressochè imbecilli; insomma barbarie, +oppressione, e schiavitù in tutto e per tutto. +Forse la Russia parteggierà la nostra causa, +il cui padrone giunse ad uno scalino più su +di tutti gli altri tiranni, tenendo schiava, non +che il popolo, la stessa nobiltà? Forse la +Prussia il cui Re tiene a bada i suoi sudditi +con rinnovare le promesse a quando a quando +di concedere le riforme chieste al suo +padre, e con promoverle giammai? Forse la +Francia che sempre ci frodò e perfino quando +le sarebbe tornato a grandissimo suo vantaggio +il darci il suo patrocinio? Forse la +Spagna tuttora incerta sulla via che ha da +battere per risanarsi, e che troppo per conseguenza +ha da pensare per se? Io non veggo +in verità su chi si possa riposare da noi, +giacchè le Nazioni che potrebbero non vogliono, +quelle che vorrebbero non possono, +e quando fia che possano anch’esse più non +vorranno giovarci. Tanto è vero che l’invidia, +la gelosia può dappiù sull’animo degli uomini +quasi sempre della generosità!!! Ma se non +dobbiamo confidare nel braccio degli Stranieri, +tanto meno poi abbiamo seguire il consiglio +<span class="pagenum" id="Page_76">[76]</span> +di Voi, di Balbo, di Gino Capponi, e di tutta +la schiera dei moderati, che per una strana +combinazione rilevo appartenere tutti alla +prosapia de’ Semidei, alla aristocrazia della +nobiltà, che vorrebbesi rimettere in piedi +negli altri paesi d’Italia, siccome serbasi +ancora in Piemonte, eccettuatone un solo, +che non nomino perchè porto fiducia presto +si ricreda pubblicamente, ed il quale è del +ceto secolare, dir voglio del popolo, e questi +fu, quantunque avveduto e di felicissimo ingegno, +tratto nella rete, men che egli e noi +ci pensassimo; sì, tanto meno poi abbiamo a seguire +il vostro consiglio e riporre la nostra speranza +nella confederazione dei nostri Signori. +</p> + +<p> +Ogni confederazione dei Principi Italiani, +oltre ad essere difficilissima sia perchè non +ci pensano e non ci vogliono menomamente +pensare, sia perchè niuno fra essi si eleva +per energia d’animo dal livello dei vili, pronti +ad adulare sempre a chi loro soprasta, e ad +incrudelire contro chi loro obbedisce, e non +mai a difendere i propri diritti con calore, +ed a tutelare gli altrui, non potrebbe +poi effettuarsi che a danno della nostra +nazionalità, il perchè con apportare qualche +piccola modificazione governativa nel nostro +paese troncherebbe affatto ogni via alla nostra +indipendenza, al risorgimento della nostra +libertà; un vetro ustorio tutti sanno +<span class="pagenum" id="Page_77">[77]</span> +concentrando e condensando i raggi solari ne +avviva e centuplica la forza e la luce, il medesimo +opererebbe in nostro danno una confederazione +Italiana, perchè in un punto adunando +e raccogliendo le forze dei nostri Tiranni, +accresceria di peso quel giogo che segnatamente +con tutta la lor possa di volere +e di mezzi premono sulle nostre cervici. Sarebbe +buona tal confederazione nel caso che +i nostri Principi avessero buone intenzioni +verso i loro sudditi, e fossero impediti a metterle +in pratica dall’influenza, dall’oppressione +straniera, allora unendosi potrebbero come +suol dirsi, tener al Tedesco il <i>bacino alla +barba</i> e conseguire l’intento loro; ma questo +caso non è il presente, la tirannia dei nostri principi +supera quella dello stesso Tedesco, quella +di qualsiasi oppressione mai abbia avuto l’Italia +od altra nazione nei tempi passati, ed abbia, e +possa avere nei giorni avvenire; ed il +darsi fra loro la mano in ogni altro caso +torna peggiore alla nostra condizione presente +futura che non l’istessa attuale schiavitù in +cui siamo, la qual cosa parmi abbia dimostrato +assai bene il Ricciardi nel suo libro che +non è molto pubblicò in Parigi.‍<a class="tag" id="tag8" href="#note8">[8]</a> +</p> + +<p> +E quello che non possiamo, non dobbiamo +sperare da molti in massa, potremo e dovremo +sperare da uno? quello che uniti i nostri +<span class="pagenum" id="Page_78">[78]</span> +Principi non hanno il coraggio, la volontà, +ed il solo pensiero di fare, potrà uno d’essi +di per se aver tanto di ardire da tentare, e +tanto senno da volere? Lasciamo che parecchi +d’essi brutti di danaro, privi di milizie, +ed alcuni imbecilli del tutto, che in verun modo +anche volendolo non potrebbero metter mano +ad una cosifatta impresa: sarà il Papa colui +che porrassi alla testa degl’Italiani, il +quale crede dovere suo strettissimo il seguire +l’esempio de’ suoi antecessori? Sarà un +Gregorio XVI. il quale fa a gara col Re di +Piemonte, col Re di Napoli per ottenere la gloria +d’essere il più famoso fra i Tiranni suoi +contemporanei in Italia, che con valore gli è +da que’ due disputata? Davvero non parmi +possibile che vi siano taluni che idoleggiano +una tal idea, come non parmi possibile potersi +scrivere anch’oggi in discolpa dei Papi +rispetto alle vicende antiche del nostro paese; +riandiamo adunque un momento la storia. +Chi furono se non i Papi che divenuti capi +politici, datisi a combattere, trovatisi in pericolo, +abbandonati dai Greci si diedero in +braccio dei Franchi, e comprarono la sovranità +dell’esarcato, e della Pentapoli col prezzo +enorme dell’indipendenza della nazione? +Chi chiamava per ben due volte Pipino +mentre duravano le lotte col Longobardo +Astolfo? Papa Stefano II. Chi traeva sull’Italia +<span class="pagenum" id="Page_79">[79]</span> +le armi di Carlo Magno? Papa Adriano I. Chi +chiamava le falangi barbare del Sassone Ottone +contro un Re italiano? Papa Agapito. Chi +le richiamava contro gl’istessi Romani? Papa +Gregorio V. Chi commoveva primo nelle viscere +italiane il tosco guelfo e ghibellino? +Papa Alessandro II. Chi invocava il Tedesco +figliuolo di Federico Barbarossa contro l’Italiano +Tancredi Re di Napoli? Papa Celestino +III. Chi ritraeva Carlo d’Angiò con +armata di saccheggiatori barbari contro il +Napolitano Manfredi? Papa Adriano IV. Chi +poi alla sua volta traeva sulla misera Italia, +e contro Carlo d’Angiò il Tedesco Imperatore +Rodolfo? Papa Adriano V. Chi richiamava con +altre e più infeste armi Carlo d’Angiò contro +la Romagna? Papa Martino III. Le stragi civili +fra i Colonna e gli Orsini donde ebbero l’origine +e ’l fomento? Da Papa Bonifacio VIII. Chi +alzava contro le vite e la libertà degli italiani +Lodovico di Baviera? Papa Giovanni XXII. +Diremo noi le orrende sciagure tratte su +l’Italia dal Guelfismo seduto in Avignone, +quando per sue politiche passioni faceva mettere +a ruba e a sangue queste nostre già tanto +misere contrade per mano di scorribande +tedesche, brettone, mandate a combattere i +Principi Italiani? Chi chiamava lo straniero +Luigi d’Angiò contro il Re di Napoli Ladislao? +Chi contro il medesimo da poi l’Ungherese +<span class="pagenum" id="Page_80">[80]</span> +Sigismondo condusse? Papa Giovanni +XXIII. Seguendo di tal passo verremmo +fino al termine della istoria italiana, di cui +qui non siamo che ad un terzo, verremmo ai +tempi moderni, al giorno che corre, e sempre +toccando con mano che le precipue nostre +calamità originarono dal Governo Pontificio. +E noi c’intenderemo con alcuni a riporre la +nostra fiducia nel Papa? In un Gregorio XVI, +che tutti i suoi antecessori non solo imitò ma +superato ha di gran lunga nell’incatenare ed +opprimere la patria nostra? Ah non fia giammai! +Torciamo lo sguardo da un uomo che +dovrà essere esecrato per tutte le età, in tutti +i paesi ed in tutte le lingue, e che anima e +corpo dovria piombare tosto nel centro d’inferno +a formare il zimbello, anzi il disprezzo +degl’istessi Demoni, perchè non vada del +tutto a ruina quell’augusta religione, di cui +senza intenderla nelle sue sublimità, e ne’ +suoi doveri è destinato ad esserne il sommo +Gerarca; imitiamo i Longobardi, i quali +noi chiamiamo barbari, ma intanto essi c’insegnano +col loro esempio che vuolsi rispettare +il Papa, ma si deve ad ogni patto +disgiungere la forza dei due poteri. +</p> + +<p> +Veniamo al Re di Napoli, sarà forse costui +che vorrà parteggiare la causa Italiana? un +Ferdinando sulla cui faccia è ancora fresco +e fumante il sangue dei martiri d’essa, dei +<span class="pagenum" id="Page_81">[81]</span> +fratelli Bandiera? Un uomo che inventò supplizj, +torture, e prigioni di nuova foggia, da +disgradare tutti i già conosciuti tormenti +in atrocità? Un uomo che quando fu costretto +a perdonare, e mutare la sentenza di morte +in un carcere a vita, volle montassero gli +incolpati sul patibolo e tra le mani del Boja +rendessero grazie alla sua clemenza?‍<a class="tag" id="tag9" href="#note9">[9]</a> Rispondino +per me i suoi sudditi sì dell’una +che dell’altra Sicilia, fra cui se alcuno pruovami +trovarsi un solo il quale ciò pensi, mi +lascio tagliare per la mia asserzione in contrario +la lingua. +</p> + +<p> +Sarà adunque il Re di Piemonte, sarà Carlo +Alberto? Sì, sì, mi rispondono più voci, sì, sì, +sento ripetermi in eco dai liti nostri, sì, sì mi +rispondete voi eziandio o Massimo. Ebbene eccomi +alle pruove, che con voi disinganneranno +tutti gli altri Italiani nel cui capo ha potuto +trovar nicchia una sì stolta, sì pazza opinione. +</p> + +<p> +In verità più io ci penso, e meno posso +darmi ragione dei motivi, che a quest’ora +possono ancora indurre in errore gl’Italiani +rispetto alla volontà, al coraggio, +al carattere di Carlo Alberto. Che cosa +<span class="pagenum" id="Page_82">[82]</span> +ha egli mai fatto fin’ora da appalesare +la più piccola disposizione ad un tal passo? +abbandonò forse la verga del dispotismo con +cui flagellava li suoi sudditi? Si pentì forse del +passato suo infame, o mostrò tampoco di voler +coll’avvenire rimediarvi? Perdonò a suoi +compagni del ventuno sì malvagiamente abbandonati +da lui? Richiamolli ne’ suoi stati +senza costringerli ad avvilirsi a giuramenti +ai quali niun uomo di carattere potrà mai +sottomettersi? ha mai manifestato fermezza +di volere almeno tanta, da non farsi chiamare +una frasca, da non lasciarsi condurre pel naso +ora da uno, ora da un’altro de’ suoi ministri? +Si è mai slacciato dal guinzaglio con +che i gesuiti da pezza lo muovono a loro talento? +dalla museruola che i suoi grandi di +corte gli posero alla bocca per lasciarlo, e +farlo parlare solo quando loro torna a vantaggio? +ha mai frenato la prepotenza della +nobiltà piemontese? ha mai seguito l’esempio +de’ suoi maggiori in cessare ogni vessazione +contro i Protestanti, e promossa la tolleranza +religiosa, che Emmanuele Filiberto +loro usava? ha concesso forse tanto agli Ebrei +da non tentar di affogarne nella miseria e nella +immondizia la generazione? ha mai egli resa +più libera, più facile l’istruzione de’ suoi sudditi? +ha dato leggi quali si esigono dai tempi, +giuste ed uguali per tutti alli suoi popoli? +<span class="pagenum" id="Page_83">[83]</span> +Rispondetemi o Massimo voi che tanto v’intesi +a sfiatarvi in commendarlo, che di tutto +questo egli operò anche in minutissimo grado? +nulla, nulla affatto, se non che passionato +altrettanto che pel inginocchiatojo e pel Crocifisso, +per la milizia, mise su un corpo di truppe +che non stanno forse al disotto di verune altre +per la loro perizia in ogni sorta di guerreschi +esercizi, e le quali sono una vera peste pel paese +stante la loro oltracotanza, e le spese che si +richiedono pel loro mantenimento, cose che +volentieri sopporterebbero i Piemontesi, qualora +potessero sperare tampoco di vederle muovere +per la causa italiana, ma che invece lamentano +in continuo non rilevando in esse altro +che <i>polvere pe’ gonzi</i>, ed un’inutile ambizione. +E lo stesso vuolsi dire del patrocinio che egli +dimostra per le belle arti, il quale gli procaccierà +qualche lode, farà obbliare per qualche +momento le tante sue colpe, ma nell’istesso +tempo prova mirabilmente la sentenza d’Angiolo +Brofferio che le belle arti più fiorirono, +e più fioriscono in un paese quand’esso più +è stretto dai ferri della schiavitù. Ma perchè +non crediate asserisca ciò gratuitamente entrerò +in materia più assai che non dovrei con +un altro, il quale avesse qualche cognizione +del governo sardo. +</p> + +<p> +Dalle leggi, e dal modo di farle osservare +più che non da qualsiasi altra cosa +<span class="pagenum" id="Page_84">[84]</span> +si può conoscere lo stato d’un governo. +Però che nelle leggi sta il vero bene degli +uomini, dalle leggi la volontà degli uomini +retta e scevera da passioni vien dichiarata; +perchè le leggi natura dapprima le stampava +ne’ cuori, ed appresso la società scrivendone +i codici alle varie condizioni de’ suoi bisogni +le attemperava; perchè esse sono il voto del +popolo o interpellato o presunto, il voto del +popolo, che a ben proprio e degli altri patteggia +limiti e facoltà, premi e pene consente. +Un codice infatti nuovo di leggi ha lo stato +di Sardegna per opera di Carlo Alberto, ma +quali sono queste leggi? sono quali abbisognavano? +vi risponda per me l’ombra venerata +del Conte Barbaroux, il miglior ministro che +abbia mai avuto, e mai incontrerà d’avere il nostro +paese; questi, tutti sanno, aveva avuto +dal Re l’incarico della compilazione del nuovo +codice, e come uomo profondo quant’altri +mai sia stato nelle scienze legali, d’alta nobiltà +d’animo, di vastissime viste, e dei più sublimi +intendimenti, e fornito a dovizia di tutte +quelle eccellenti qualità che si richieggono ad +un magistrato, rivolse ogni cura all’opra, +ad affrontare contrasti, ed indicibili fatiche, +e non badando nè a sudori, nè a sagrifici, +nè alle nimicizie, od agli odii che si +traeva contro principalmente dalla nobiltà, +condusse il suo lavoro a termine, e preparato +<span class="pagenum" id="Page_85">[85]</span> +aveva allo stato Sardo un codice, che sotto +qualsiasi punto si considerasse non poteva +che commendarsi, perchè a tutto aveva avuto +e mente e coraggio di farsi incontro, a tutto +provveduto come si doveva da un uomo pari +suo che mettesse la giustizia in cima d’ogni +sua azione, d’ogni suo desiderio, affetto, e +pensiero. Terribili guerre e pubbliche e private, +che discendevano fino alla viltà della +calunnia egli ebbe a sostenere per fare +che il suo codice fosse appruovato; non è +martirio che si possa mettere in confronto di +quello sofferto da quella grand’anima per +difendere ogni sua proposizione, combattere +ogni malvagia altrui interpretazione, appianare +ogni contorcimento fatto alle sue idee dai +suoi nemici, ma alla fin fine credevasi in porto, +confusi i suoi oppositori e messa berta in +sacco, Carlo Alberto gli dava solenne parola +che il suo codice sarebbe stato adottato per +gli stati senza modificazione di sorta. Passò +qualche tempo ed il codice del conte Barbaroux +compare alla luce mutilato, innovato, +manomesso da capo a fondo dai nemici di lui +per modo, che egli a tal vista recossi immantinenti +dal Re a chiedere licenza della sua carica +di <i>Segretario e Ministro di Stato col +portafoglio per gli affari di grazia e giustizia</i>, +il Re lo accolse con amorevoli parole, +come sogliono tutti i traditori, e non volle +<span class="pagenum" id="Page_86">[86]</span> +permettere che egli si ritirasse dal suo impiego; +cosicchè il ministro ricondottosi a casa +straziato nell’animo, e col pensiero di quell’inganno +che gli bolliva in mente, poco andò +che divenne taciturno, incerto nel guardo, +temente di tutti, e facile a soliloqui che pareva +dessero a sospettare gli fosse per dar volta +il cervello, di fatto un giorno dalla somma +galleria del palazzo del ministero si gettò giù +nel sottostante cortile e rimase freddo, sfracellato +sul colpo con dolore acutissimo di +quanti nel nostro paese sono capaci d’ammirare +un uomo che per ogni rispetto grande si +poteva appellare.‍<a class="tag" id="tag10" href="#note10">[10]</a> +</p> + +<p> +Ma fosser almeno fatte osservare egualmente +per tutti le leggi d’un tal codice, sarebbe sempre +minore il male! che giova la legge se altri +non vigila a porvi mano? opera in che poggia +la ragione ad un tempo e la origine de’ governi, +sia che molti o pochi, od alcuno soltanto +ne pigli le redini; origine e ragione, che tutta +consiste in ciò di far valere l’autorità sacrosanta +delle leggi. E come le leggi a beneficio +del corpo sociale furono e sono date, +chiaro è la istituzione de’ governi a ciò propriamente +<span class="pagenum" id="Page_87">[87]</span> +essere destinata che per via delle +leggi procurino il bene dei popoli; chè non i +popoli a beneficio dei governi, ma i governi a +salute dei popoli sono posti ed ordinati. Ed in +Piemonte voi non potete niegarmi che per +molti non ci sono leggi; che i Nobili possono +fare da più o meno quel che più loro +torna a bene e a piacimento; che l’integrità +d’animo rispetto a molti rappresentanti della +Sovrana Autorità non è pure conosciuta; che +il militare è quivi odiato perchè oltre ogni +credere prepotente, ed insultante. +</p> + +<p> +Ma ditemi, vi prego; qual è il vero bene dei +popoli, a cui procurare sono promulgate le leggi, +o delle leggi detti custodi, ministri e vindici +sono i magistrati, bracci, o menti altrettante +dei Governanti e dei Re? Questo bene è giustizia, +la quale tiene bilancia pari e diritta, +ond’abbia ciascuno il debito suo: giustizia +che in ogni cosa vuol salvo l’ordine, che i +diritti alterna coi doveri, e questi con quelli +ragguaglia e misura; giustizia che madre +è di concordia e di pace, che fa le +nazioni fiorire, che è stabile fondamento +dei Troni, che di tutte sociali virtù è sodo +principio, caldo eccitamento; giustizia che l’amore +di noi coll’amore dei nostri simili, le +private ragioni con le pubbliche, l’autorità +coll’obbedienza, il servigio coll’impero, gli onori +coi carichi, le privazioni coi compensi, +<span class="pagenum" id="Page_88">[88]</span> +l’opera colla mercede in bell’accordo stringe +ed avvicenda; giustizia che il cittadino ed il +soldato, l’uomo del campo e l’uomo del foro, +il sacerdote ed il magistrato, il suddito ed il +principe, tutte le condizioni, tutti gli stati con +bella reciprocanza di vincoli congiunge, e rende +la società una famiglia i cui membri son +tutti fratelli. Adunque il grande ufficio dei governi +dimora in ciò che vegliando le leggi +procurino la giustizia, e con essa la conservazione, +e quanto è dato la perfezione, il miglioramento +del corpo sociale. E quest’ufficio +è desso compiuto in uno stato, dove come nel +nostro da certi individui si possano commettere +ogni maniera di prepotenti azioni? dove +la così detta <i>via economica</i>‍<a class="tag" id="tag11" href="#note11">[11]</a> sia come nel nostro +cotanto in uso? dove non s’abbia dai governanti +tema alcuna di abbandonare, tradire, +ed oltraggiare gli interessi de’ sudditi +per non curanza, per favore, e per orgoglio? +Dove non si voglia menomamente intendere +che i rappresentanti ed i ministri della pubblica +<span class="pagenum" id="Page_89">[89]</span> +autorità deggiono essere in pari tempo +i rappresentanti ed i ministri della pubblica +virtù, che la loro potenza non è altro che un +augusto dovere? Dove il Principe il quale porta +in mano la sacra coppa che racchiude i più +gran benefizi dell’umana società, la sicurezza +e la pace, pare goda di aizzare le discordie, +li odii delle classi, delle provincie, delle masse, +non meno che delle famiglie? Dove insomma +non vuolsi capire che il giusto operare, il +giusto vivere mentre ne’ privati cittadini è +un limite, un freno, diventa nei governanti +una potenza attiva, energica, infaticabile, austera +insieme e generosa? +</p> + +<p> +E che ciò sia vero, e che questi ed altri abusi +corrano nel nostro Piemonte, potrete convincervi +anche voi se mi terrete dietro ancora +qualche poco. La nostra aristocratica nobiltà +per esempio è al punto da nulla invidiare al +feudalismo antico, prepotenze da una parte, +prepotenze dall’altra, e sempre impunite, +sempre invendicate, e guai a chi osa torcerle +un pelo, anzi a farle rimostranze contro, anche +moderatissime! Un conte di Robilant marito +della prima Dama d’onore della Regina, colonnello +delle Guardie uccide un suo servo col +bastone, perchè restio al suo dovere; con una +pistola un’altra volta manda le cervella in +aria ad un altro, perchè osa rispondergli; +dalla finestra fa saltare giù una cameriera +<span class="pagenum" id="Page_90">[90]</span> +che si rifiuta alle sue voglie, e per castigo di +tutte queste barbare azioni indovinate Azeglio +qual sentenza abbia avuto contro dal Re? +otto giorni di reclusione ne’ suoi appartamenti, +ed il consiglio di dare qualche +sovvento ai danneggiati. Una marchesa di +Bernessi ha ottocento mila franchi di debito, +i creditori le fanno pressa, il Re mosso a +compassione di lei con un motuproprio ossia +<i>biglietto regio</i> la dispensa di pagare chicchessia. +Un marchese di Cavour muore, lascia +un miglione e più di franchi di debito, il Re +mosso a pietà della situazione del figlio, gli +concede un biglietto regio di dispensa, ed i +creditori restano belli e pagati senza squilibrio +della sua famiglia: almeno di questo privilegio +se ne fosse valso in condurre una vita lodevole +il marchesino! ma invece si diede in braccio +al vizio opposto di quello che dominava +il suo padre, all’avarizia, per modochè mentre +copre la causa di Gran Vicario di politica +e polizia gode la fama di principe fra gli +usurai, di vero boja del commercio nelle Piemontesi +contrade. Un Marchese di Sommariva, +che voi al vederlo lo direste il primo +eroe, il primo guerriero del mondo per le +mille croci che tutto gli coprono il petto, +sappiate che è il più vigliacco ed il più prepotente, +e schifoso nobile dei nostri stati; di +<span class="pagenum" id="Page_91">[91]</span> +viltà diede ampia testimonianza allorchè dopo +d’avere insultato al segretario della Legazione +Francese il sig. Neivs, rifiutò il duello a cui +questi con ragione lo aveva invitato, e s’umiliò +a chiedergli scusa quando poi l’ambasciatore +di Francia alzò la voce. Di prepotenza, e +schifosità mille sono le pruove date nel corso +di sua vita ogni qualvolta alcuni osarono +presentargli la nota di qualche debito arretrato, +che quando meglio si comporta in tai +casi è di strapazzare, minacciare, e far prendere +a calci da’ suoi servi, i suoi creditori +se non sono più che lesti al primo cenno che +loro fa, d’infilare la porta ed uscire; e +negli stupri, negli adulteri; e negli sverginamenti, +nelle quali imprese è diventato sì +famoso, che ora è vero timore delle ragazze, +delle spose al paese, ove recasi a villeggiare. +Eppure quegli non solo andò sempre +impunito delle sue ribalderie, de’ suoi infami +trionfi sul campo d’amore, ma gode sì fattamente +la grazia di Carlo Alberto, che ultimamente +lo elesse Generale; che potè anzi perfino +il suo ruffiano Bojone far elevare poco +per volta al grado di Colonnello d’armata, e +di Segretario dell’ordine dei Cavalieri di S. +Maurizio e Lazzaro! Un conte di S. Giorgio +tenente nel reggimento di Piemonte Reale, +spara una pistola nel volto ad una signora +perchè non vuole accettare la sua dichiarazione +<span class="pagenum" id="Page_92">[92]</span> +d’amore, e gli rigetta una lettera, ed +ha per punizione il consiglio di recarsi in +permesso onde evitare il mal’umore e la vendetta +dei congiunti di lei! Un ministro degli +affari esteri, il conte Solaro della Margherita, +dopo stare gran parte della mattina inginocchiato +avanti gli altari nella chiesa dei +frati della compagnia di Gesù, ingravida la +superiora delle suore del Santissimo Sacramento, +e per evitare lo scandalo l’induce a +fuggire in compagnia del cappellano con settanta +mila franchi che stavano in cassa del +convento, li munisce di passaporto ministeriale, +sparge la favola che ardenti di reciproco +intenso amore se ne erano iti in +Isvizzera, fa eleggere un’altra superiora, fa +riempiere nuovamente la cassa dalla bonarietà +della rimbambita Regina vedova Maria +Cristina, ed ha complimenti di vera filantropia +dal Re Carlo Alberto! Un avvocato Cunietti +amoreggia con un’amabile figlia del ministro +di Olanda, ne è corrisposto, e la ruba; il +padre desolato reclama al trono di S. M. che +gli sia usata giustizia, si frappongono i Gesuiti +a cui ricorse il giovane, onde ottiene nulla; +si ritira presso la sua nazione rigettando per +viaggio la gran croce dei Cavalieri di S. Maurizio +e Lazzaro, che il Re ebbe fronte d’inviargli +in compenso de’ suoi servigi, quando la figlia +vien messa nel ritiro del S. Cuore di Gesù, e +<span class="pagenum" id="Page_93">[93]</span> +quivi per forza convertita alla cattolica nostra +Religione, e maritata quindi con un nobile +signore, sdegnando essa d’unirsi in isposa +al suo amante perchè conobbelo d’indole malvaggia; +il quale per castigo è nominato vice +console Sardo in Algeri! mentre tutti li suoi +compagni senza demeriti e con molti meriti +non hanno impieghi e cariche di sorta. +</p> + +<p> +Un Sindaco d’un prefetto sulle fini del Canavese, +in vicinanza delle lande di S. Maurizio, +dove si sogliono tenere gli accampamenti +militari per istruzione delle truppe sarde, +ricorre egli in persona al R. Ministero verso +l’autunno del 1842 per avere soddisfazione +dell’assassinio commesso sulla persona dell’unica +sua figlia da alcuni soldatacci, e vien +rimandato con le seguenti parole: avete tutte +le ragioni ad ottenere quello che dimandate, +ma come si fa a conoscere i colpevoli? d’altronde +al male più non puossi ovviare, e +saria uno scandalo troppo grande il palesare +il fatto; ascoltate il nostro avviso, abbiate +pazienza, rassegnatevi alla Volontà di +Dio, il quale ha permesso, forse per esercitare +la vostra virtù, che la vostra figlia +facesse quella miserabile fine; d’altronde procurereste +un troppo grave dispiacere al vostro +Sovrano, il quale tanto raccomanda la +moralità nei Soldati. Si ritira il buon vecchio +a sua casa, ammala, e muore anch’esso +<span class="pagenum" id="Page_94">[94]</span> +dal dolore della morte atroce della figlia, +e dallo sdegno di non vederla giustamente +vendicata. Ed il fatto è pure dei più gravi, +e dei più imperdonabili che si possano da +uomo commettere! Figuratevi! oltrepassavano +il numero di dodici i soldati, erano ebbri dal +vino ed accesi dalla libidine, veggono la avvenente +ragazza sulla porta del giardino che +faceva calza canterellando, si avvicinano in +bel modo colla scusa di vedere il giardino, ed +accorgendosi di non essere veduti da persona +viva, l’assalgono, le mettono una pezzuola alla +bocca bene stretta, la distendono in un solco, +e l’uno dopo l’altro isfogano tutti su d’essa +la loro brutale passione, mentre la candida +ed innocente giovine rende l’anima al suo +Creatore di mezzo alle due porche tra cui +l’avevano quegli inumani lasciata. +</p> + +<p> +Ma udite, ancora: voi sapete che il Duca di +Lucca mandò il suo figlio a compiere la sua +educazione in Piemonte: Carlo Alberto lo +arruola nel reggimento di cavalleria <i>Novara</i>, +ed il Principino Augusto esordì da +bel principio con ogni sorta di indegne azioni +a rendersi ridicolo e sprezzato, a dar saggio +di quanto si possa sperare dal suo avvenire, +ed il Re invece di correggerlo e punirlo lo +premia, e se lo tien affezionato come una volta +si teneva la contessa di Robilant, e gli +paga tutti i debiti, che a quando, a quando +ascendevano ad incredibili somme. Un giorno +<span class="pagenum" id="Page_95">[95]</span> +il Duchino si trovava in una città di provincia, +e se non erro in Pinerolo, si reca egli in +persona dall’impresario pei foraggi delle +truppe, lo rampogna dapprima perchè non gli +abbia inviato la provvisione di fieno per +venti cavalli, come gli aveva mandato a +chiedere, il signor Del-Pozzi che era l’impresario +con bella maniera gli osserva esser +egli solo autorizzato a suppeditargli la provvista +per quattro cavalli dal ministero, e +non aver egli inteso di fare un rifiuto a +lui, ma sì tanto di scansare il giogo d’un +obbligo ingiusto. A ciò l’Altezza Serenissima +e Reale minaccia il Del-Pozzi il quale avendo +osato ancora parlare, egli vibrogli allora +un calcio nel basso ventre, per cui quegli stramazza +a terra, ed in pochi giorni morì. Si +sparge la cosa, ricorrono ai re i congiunti dell’infelice, +ne parlano e romoreggiano i giornali +di Francia, e Carlo Alberto regala il +<i>gran collare dell’ordine supremo della SS.ma +Annunciata</i>, al Prode Principe, lo innalza +al grado di Colonnello, tuttochè non sapesse +star a cavallo, e non s’intendesse nulla, +affatto nella milizia, giacchè le sue occupazioni +erano da mane a sera di far lo stordito, +far all’amore, e far chiasso per lo +paese. Vita che conducano quasi tutti i disperati +Nobili, Spagnuoli, Portoghesi, Italiani, +e Polacchi che rifuggiati in Piemonte +<span class="pagenum" id="Page_96">[96]</span> +ottennero gradi, pensioni, stipendii, onoranze, +e tolleranza a tutte le loro vili e vergognose +azioni. +</p> + +<p> +Eppure se il nostro Re avesse un pò di sale +in zucca, torrebbe ben di mezzo un tale +scandalo! un tal disordine, che in niun modo +gli può convenire!... +</p> + +<p> +Ma oltre a cotesti fatti, a cui niuno può muovere +un tal qual dubbio, ed a cui potrei aggiungerne +mille, ascoltate questo eziandio di recentissima +data: un Romano, il sig. T. P. impiegato +da dieci anni al servizio del nostro Re, il quale +in tutto il volgere di questo tempo mai diede +motivo alla più piccola lagnanza sul suo conto, +bene visto da tutta la subalpina gioventù, accolto +con amorevolezza nelle più distinte case, +giovane gentile, onesto, e del bel mondo, un +giorno riceve per mezzo d’una guardia di +polizia un biglietto col quale il Commissario +Tosi ispettore della bassa polizia lo invitava a +passare da lui un momento nella giornata. +Egli colla massima premura, di nulla sospettoso, +perchè di nulla si conosceva colpabile, +aderisce all’invito e si reca al palazzo del +comando, dove chiesto del suddetto commissario, +che si fa dare dell’avvocato mentre non +sa pure iscrivere due parole in ortografia corretta, +viene tosto da due birri introdotto in un +gabinetto dove un uomo alto della persona, di occhi +grifagni, di nera e folte sopracciglia, con calzoni +<span class="pagenum" id="Page_97">[97]</span> +neri, abito bleu, giustapetto grigio di <i>piquet</i> +e cravatta bianca ed altissima, sedeva ad +una scrivanìa. Questi subito s’alzò al vedere +il nostro Giovinotto entrare e presentarsigli +umilmente, indi coi più duri modi, colle più +aspre villanie, e col più infernale sarcasmo +tolse a canzonarlo, a deriderlo più che non a +riprenderlo; del qual trattamento chiedendo +la cagione commosso, ed indispettito non che +maravigliato il nostro signore ebbe delle minaccie +in risposta se anco avesse osato dire +una parola. Pochi istanti dopo il Commissario +si taceva, ed egli credeva, che essendosi isfogato +così, l’avria lasciato andare in libertà, +epperciò già macchinava in mente di farsi +dare, con uno schiarimento, una soddisfazione +di simile condotta tenuta contro di lui, nel giorno +seguente; poichè più pensava, ed esaminava +la sua coscienza e meno si trovava meritevole +di rimprovero, non che di tali cattivi tratti +appena, appena da potersi usare con un malfattore. +Ma s’ingannava affatto nel suo supposto +perocchè il Commissario data una scampanellata +chiama due birri e loro ordina +d’andare per una vettura; allora ei cadde in +pensiero d’essere stato scambiato per un altro, +e dimanda con supplichevole voce a quell’inumano +la causa di siffatta riprensione; oh +bella! guardate l’innocentino! risposegli tosto +il Commissario, non sa d’aver fatto cosa +<span class="pagenum" id="Page_98">[98]</span> +biasimevole! quindi cangiando tuono di voce +continuò: <i>andate con questi uomini, ed imparate +a condurvi meglio per l’avvenire</i>. Il +sig. T. P. si rivolse e vede i due birri, che erano +stati mandati a prendere una vettura, +fermi sul limitare della porta, due lacrime +gli annebbiano gli occhi, un sudore +di ghiaccio le investe per tutte le membra, +un moto convulso che tutta gli agitava l’anima +si palesa in compassionevole modo sulla +sua sembianza; pregava col gesto, colle parole, +e coll’espressione della persona il Tosi a +dargli una qualche spiegazione, a dirgli in +che si credeva egli avesse mancato; ma +nulla gli vien risposto che più gravi ed +amari accenti, poscia con un urtone spinto +fra le braccia dei due arcieri, i quali l’accompagnano +fino fuori dell’ufficio, lo fanno +salire in carrozza e si mettono ancor essi +l’uno per parte, e fanno segno al vetturino di +inviarsi al <i>Correzionello</i>, luogo di prigione, +dove sono rinchiusi ordinariamente i più gravi +malfattori finchè non si è pronunciata ancora +sul loro venire la sentenza dai pubblici +tribunali. Quivi giunto quasi fuori di se, messo +in un ampio camerone con la feccia del canagliume +il più pestifero della società, stette +molto, prima di riaversi, ed appena presero +una tal calma li suoi sensi, e si riconobbe tra +quella gentaglia, ripensava alla scena avuta +<span class="pagenum" id="Page_99">[99]</span> +col commissario Tosi e gli pareva di trasognare, +che nulla dell’accaduto fosse vero; se +non che un sergente di infanteria, (il quale +trovavasi tra quella marmaglia, ed aspettava +d’uno in un altro giorno, per decisione de’ suoi +giudici d’essere tradotto o alla <i>catena militare</i>, +o al <i>corpo franco</i> nell’isola di Sardegna, +quantunque nulla fosse risultato in suo +danno dall’esame, e dalla perquisizione domiciliare +che gli avevano fatto per averlo creduto +divulgatore di libri proibiti) gli si accostò +per vedere di sollevarlo, e con amorevolezza +rarissima a rinvenirsi in que’ luoghi +prendendo a ragionare con lui, gli suggerì, +appena udito il racconto dell’accadutogli, di +scrivere a qualche persona di sua conoscenza +perchè si interponessero, e gli facessero rendere +giustizia, ed alla peggio dimandasse che +lo sottomettessero al giudizio d’un tribunale. +</p> + +<p> +Egli abbracciò questo partito, come un marinajo +afferra l’ancora qual unica via gli rimanga +a salvezza; scrive una lettera ad un +conoscente suo, il quale credeva più d’ogni +altro potesse giovargli in tale bisogno; dà una +fortissima mancia al custode, perchè la sia ricapitata +senza fallo ed indugio al suo indirizzo; +aspetta la risposta un giorno, non la riceve; +ne scrive un’altra, la consegna ad un birro +e gli promette una considerevole mancia se +gli fa tenere pure la risposta, questo chiama, +<span class="pagenum" id="Page_100">[100]</span> +ed ha la mancia anticipata, e non consegna +la lettera a chi dovea, siccome aveva fatto +il giorno avanti il custode; scrive altre lettere +ad altri, opinando che quelli a cui già +s’era raccomandato o non potessero, o non +volessero interessarsi per lui, ma si trova +sempre alle stesse, i birri si beccavano i danari +di sua cortesia, e giammai mandavano +ad effetto le loro promesse; sicchè disperato +non sapea a qual consiglio appigliarsi, ma poi +rassegnatosi al destino aspettava una provvidenza +nella procedura delli stessi suoi nemici. +Intanto sentendo il bisogno di mutarsi i +panni e gli abiti, e di farsi recare di casa +del danaro, novellamente fassi a pregare il +custode del carcere, perchè volesse egli mettersi +di mezzo in tal cosa, ed appagare il più +che giusto e più che discreto suo desiderio, +ne ha mille promesse, ma nulla ottiene di felice +risposta. Passano i tre, i quattro, i cinque, +i sei, i sette, li otto, li nove, li dieci +giorni, e la cosa pel nostro signore carcerato +nè meglio nè peggio si sviluppa; se non che +sul dodicesimo giorno riceve un baule entro +cui non solo non poteva esservi nè tutto nè +mezzo il suo equipaggio, ma nemmeno la decima +parte, e colla consegna di questo ha l’avviso +che fra pochi minuti sarebbe partito per +alla volta di Genova in compagnia di due +carabinieri. Di fatto di lì a poco una carrozza +<span class="pagenum" id="Page_101">[101]</span> +si fermava innanzi alla porta della prigione, +e montatovi esso in compagnia di due carabinieri +vestiti in tutta pompa della lor reale +uniforme, si avviava giù per di Doragrossa. +Si fosse la voce sparsa del suo +arresto dalla padrona di casa da cui egli +appigionava un quartiere ammobigliato, si +fosse che alcuni di sua conoscenza lo avessero +ravvisato nel vederlo attraversare +di pien giorno la città nella nominata compagnia, +non saprei ben dire, ma fatto è che +mentre egli camminava sulla via della Liguria, +alla sera al teatro Regio sotto ad un palco +della prima fila affollata era la gioventù +torinese, e chi col guardo, e chi colla parola, +e chi cogli atti vedevasi minacciare ad una +signora grassoccia, paffutella, e brunotta di +carnagione. Essa cogli occhi fissi sul palco +scenico faceva le finte di non addarsi del +movimento sottostante; per il che istizziti ed +agitatisi maggiormente quegli animi giovanili, +che in ogni atto pareva intendessero a far +arrossire quella donna di qualche sua colpa, +fecero di tanto che tutti gli occhi si rivolsero +ad un tratto verso il palco di lei: e queste +parole correvano per le labbra di tutti: +<i>vedi in quei palco la signora Garbiglietti-Pavarini, +la è la causa dell’arresto di T. P. fuori +del palco quella puttana, fuori, fuori la signora +Garbiglietti-Pavarini, fuori quella puttana</i>; +<span class="pagenum" id="Page_102">[102]</span> +sicchè tra pel vedersi fatto segno al +guardo, ed allo sdegno di tutto il teatro, tra +pel sentire coteste voci, le quali venivano +sempre pronunciate ogni qual volta sentivansi +applauditi i cantanti, tra perchè tutta la gente +stava rivolta continuamente a lei, le fu giuocoforza +di uscirsene dal teatro tra le risa e +li fischi dell’universale. Era costei moglie del +medico Garbiglietti, e da un mese o poco più +era in relazione col commissario Tosi, il quale +accortosi che il sig. T. P. faceva egli all’amore +colla sua Bella, dopo d’essere riuscito ad indurre +lei a non più riceverlo presso di se, essendo +pervenuto a notizia che ella lo andava a +trovare in casa sua, prese un giorno il marito +a parte, ed informatolo della cosa l’aveva esortato +a fare un ricorso alla polizia contro del +giovane signore, assicurandolo che egli avrebbe +dato la massima attività all’affare, ed +avrebbe troncato immancabilmente ogni relazione, +ed ogni scandalo ad un tempo evitato. +Il medico gran buon’omaccio non penetrò a +fondo nell’indole del commissario, e per conseguenza +non accorgendosi che il consiglio di +lui era più che una generosità d’amico, una +vendetta sua particolare, tenne il partito offertogli, +fece il ricorso, e tra lui, ed il +Commissario indussero la moglie a soscriverlo, +la quale pel pensiero di mutare stallone +aderì non solo, ma di più seguiti i loro +<span class="pagenum" id="Page_103">[103]</span> +consigli, accusò il giovane come uno che +la perseguitasse dappertutto, e l’avesse minacciata +qualora non avesse condisceso al +suo amore, d’infamarla presso il pubblico. +Che è mai amor di donna? due giorni prima +fu vista inginocchiata da me sul viale del Valentino +innanzi al giovane, e raccomandarglisi +perchè non l’abbandonasse!!! Lo stesso +giorno dell’arresto per coprire la trama essa +era stata pure a trovarlo in camera per più +d’un’ora...! così il Tosi potè completamente disfogare +la sua bile, il suo odio, la sua gelosia +in quel modo che dicemmo contro l’impiegato +di S. M. il quale dopo d’essere stato cacciato +barbaramente in prigione, malmenato, +come abbiamo veduto sopra, e cacciato dallo +stato qual uomo di pessima condotta, venne +tradotto a Genova dove smontato alle carceri, +quivi fermossi dieci giorni senza che sapesse +nulla ancora sulla determinazione presa in +suo riguardo. Quand’ecco venuto l’aurora +dell’undecimo dì coll’annunzio che sarebbe +stato portato su di un vapore Sardo fino a +Civitavecchia, e dopo accompagnato fino a +Roma sua patria, fu lasciato libero, gli fu +eziandio svelata la sua colpa che fin’allora +eragli stato un vero arcano. Non è a dire +quanto egli siane rimasto maravigliato, ma +non vedendo più omai appiglio convenevole +da attaccarsi, lasciò che la sentenza del Tosi +<span class="pagenum" id="Page_104">[104]</span> +fosse affatto messa in esecuzione. Giunto a +Roma gli parve d’essere rinato vedendosi in +libertà, e passati alcuni giorni non vedendo le +sue convenienze di quivi fermare la sua dimora +decise di partire; e va pel passaporto; +per cui dopo averlo fatto correre più volte +adducendo or una, or un’altra scusa, finalmente +un segretario dell’ufficio del buon governo +si fece ad interpellarlo sulle ragioni che +aveva lasciato Torino, e ben bene ponderate +le risposte gli disse: se gli abbiamo fatto +aspettare il suo passaporto non è per altro che +per informarci esattamente della sua condotta +prima che andasse in Piemonte, di quella che +quivi tenne in tutto il tempo della sua dimora, +e dell’attuale, presentemente non abbiamo +difficoltà di rilasciarglielo, però la +consiglieremmo a mutarlo in un nuovo, +giacchè qualche segno che gli fecero sopra +potrebbero incagliarlo non poco nel +viaggio che intende intraprendere. L’infame +commissario dopo averlo privato d’impiego, +dell’amante, e sul momento, dell’onore +eziandio, s’era ingegnato di attraversargli di +più l’avvenire, di ruinarlo del tutto, di togliergli +perfino il mezzo di sussistenza; ed +ottenuto avrebbe il perfido il suo intento se +gli amici non avessero fatto tenere all’infelice +importanti somme in sussidio, e l’officiale della +Polizia Romana non fosse stato assai più +<span class="pagenum" id="Page_105">[105]</span> +che non esso di coscienza nel prendere misure +di rigore verso del meschino... Ma dopo +questo accaddero già molti altri fatti, ed uno +appunto per la sua singolarità non vuolsi +assolutamente passare sotto silenzio: tutti +sanno che il <i>bigottismo</i> regna in Piemonte, +che ad un impiegato convien’essere o fingersi +<i>bacchettone</i> se vuole conservarsi in +grazia de’ superiori; ma niuno sarebbesi mai +immaginato che per leggere e ritenere <i>le +Juif Errant par Eugène Sue</i> si sarebbe corso +il rischio di perdere l’impiego: eppure ciò +incontrò or fa pochi giorni al sig. N. N. +uomo assai benemerito pe’ suoi servigi prestati +da molti anni al Governo, il qual avendo +lasciato un giorno sul suo cancello d’ufficio +un volume del detto romanzo inavvertentemente, +diede ragioni al ministro abbastanza +sode con ciò d’essere creduto malvagio, indegno +dell’impiego, e che so io. Perocchè il +volume citato venne raccolto, e si dice bruciato +poco dopo in presenza del Conte Solaro +della Margherita, e sostituitevi invece le dimissioni +sue, entro cui niun’altro rimprovero +veniva fatto all’impiegato da quello in fuori +d’avere osato tenere presso di se <i>sì diabolico +libro</i>, e fare sì <i>scandalose</i> letture. Non vorrei +che voi Azeglio od alcuno in leggere questi +fatti s’inducesse a credere avere io raggranellato +quanto di più biasimevole possa essere +<span class="pagenum" id="Page_106">[106]</span> +accaduto nel nostro stato, od aver detto +cose dubbie e false, perocchè protesto novellamente +che mille e mille potrei citare di simili +casi di prepotenza, e che sonomi attenuto solo a +questi, sia perchè più conosciuti e perciò più +difficili ad essere impignati, sia perchè non volea +parere troppo più lungo che non comportasse +l’argomento. Ma non vorrei soprattutto +che voi, od altri pensasse esigere io in uno +stato tutto ordine, tutto bene, tutto perfezione. +Quando fu mai che le umane cose e le +divine pure com’elle passarono per le mani +degli uomini, immacolate e perfette si mantenessero? +Certo saria da mentecatti il volere +negli altri quella colma misura di buono, che +noi stessi non possediamo, ma non perciò +dobbiamo astenerci dall’alzare alta la voce, e +rimproverare con acre parole chi o direttamente +o indirettamente può essere autore, +promotore, o causa anche secondaria di simili +abusi che sono il vero cancro dei buoni +costumi, la vera peste dei governi e dei popoli, +la vera ruina della società. +</p> + +<p> +Io potrei anche trattenervi sulle prepotenze +che si veggono fatte agli impiegati borghesi +facendo loro prendere il passo dai nobili, +che per lo più sono ignoranti, perchè non +istudiano, le quali sono sì spesse che può dirsi +senza fallo, noi non ne facciamo più parola +per esservi assuefatti, e se pur qualche volta +<span class="pagenum" id="Page_107">[107]</span> +mostriamo di risentirci, ce la prendiamo +contro il destino, il quale ha fatto trovare +dietro noi qualcuno di nobile schiatta. Potrei +ragionarvi sugli scandali che si veggono nei +nostri ministerii rispetto all’ammessione degli +impieghi, non facendosi scrupolo certi Capi di +divisione di vendere la firma del Ministro o +del Re anticipatamente e a carissimo prezzo, +e molte volte la stessa a più persone nel medesimo +tempo; per lo che molti spesse fiate +dopo avere sborsato considerevoli somme per +essere raccomandato ed ottenere la nomina +di <i>volontario</i> in qualche ufficio, o anche di +aspirante al <i>volontariato</i>, si trovano in bisogno, +frustrati nelle loro speranze, e senza +potere trarre partito dai loro studi e dai +loro talenti. Potrei entrarvi delle ingiustizie +d’ogni maniera che si commettono in qualsiasi +branca delle pubbliche amministrazioni, +delle regie cariche, e nelle milizie principalmente, +dove per esempio il nobile ha sempre +il dissù sul borghese, il quale giunto al grado +di capitano vien mai sempre messo in +ritiro, perchè i posti di ufficiali superiori sono +riserbati alla pura nobiltà; meno nelle così +dette <i>armi dotte, l’Artiglieria, e il Genio</i>, in cui +il merito e la scienza possono dappiù, e per +conseguenza il borghese può fare regolarmente +il corso de’ suoi avanzamenti. E molte +cose pure potrei toccare dell’<i>Opere Pie</i>, nelle +<span class="pagenum" id="Page_108">[108]</span> +cui amministrazioni spesso accadono degli +inconvenienti gravissimi, dei ladroneggi fortissimi, +e degli errori madornali; e per esempio +estendermi sui limosinieri della <i>sfondolata +Opera</i> di S. Paolo, di cui alcuni, che +io conosco, invece di portare alle indigenti +famiglie quelle somme, che quel filantropo +stabilimento loro assegna, a mensuale soccorso, +ora le arrischiano e perdono al giuoco; +ora con quelle proveggono a donne rotte +alla libidine, i scialli, i vestiti, ed i divertimenti, +non che il vitto; quindi inducono +quelli cui spettava un tal danaro a far loro +la ricevuta della intiera somma, di cui essi +non avranno consegnato che una decima parte +nelle loro mani. Potrei anche tener discorso +della persecuzione portata ad un eccesso +troppo vergognoso pei tempi che corrono, +contro a parecchie migliaja d’Ebrei, +i quali dopo di pagar un’annuo ed alto +tributo al governo, oltre al non poter esercitare +verun’arte e studiare scienza di sorta, +sono costretti a viversene tutti in un isolato, +la cui proprietà fu loro fatta pagare ad uno +spropositato prezzo, ed in cui le regole igieniche +appena comporterebbero ve ne abitassero +un sesto del loro numero. Finalmente +della persecuzione più ingiusta contro i Protestanti, +i quali, dopo d’aver loro promessa +e concessa tolleranza, dopo d’aver con sovrani +<span class="pagenum" id="Page_109">[109]</span> +rescritti annientati molti barbari editti +contro loro emanati, Carlo Alberto ultimamente +obbligò con suo motuproprio a rivendere +tutte quelle terre, tutti quei poderi che +avessero compri anche dietro autorizzazione +del Senato e di se stesso oltre il termine stato +loro anticamente assegnato, in un anno sotto +pena di confiscazione? Nelle quali cose è consigliere, +e stimolo potente di Carlo Alberto il +Savojardo, Monsignore Andrea Charvaz, +uomo che è Vescovo, Comandante, Intendente, +Riformatore degli studi, Sindaco, e Commissario +perfino di Polizia in Pinerolo, di +dove quasi ogni settimana recasi a Torino per +conferire col Re, co’ suoi ministri, e principalmente +con <i>Avet</i>, il quale tiene il portafoglio +per gli affari di grazia e giustizia. +</p> + +<p> +Questo corpulento prelato qualora venisse +a mancare il Re, ed il primogenito suo, l’augusto +Duca di Savoja salisse il trono, sarebbe +quegli che minaccerebbe di prendere le redini +di tutto lo stato; tanta è la sua influenza +sul Duchino di cui è stato precettore! tanta +è la confidenza che questi gli usa, recandosi +spesso a visitarlo nella sua villa e consigliandosi +già adesso con lui in tutto. Non che +amor evangelico, porta un’odio implacabile +l’illustre Vescovo alle varie sette dei Protestanti, +che abitano le valli di S. Giovanni, +di S. Martino, di Pragelato, di Rorà, di +<span class="pagenum" id="Page_110">[110]</span> +Luserna, di Latorre, ec. ec.: sicchè dopo +di averli guerreggiati inutilmente cogli scritti +prese il consiglio di combatterli colle prepotenze, +e colle vessazioni d’ogni maniera, lasciando +di queste un’assoluto maneggio al suo +Vicario generale Giacinto Brignone uomo altrettanto +giovane per età, quanto adulto per +iscaltrezza, e non animato da altra cosa, che +dall’ambizione di dominare, e dal desiderio di +elevarsi sulle ruine altrui. Uomo insomma +infame, retrogrado, e per conseguenza nemico +d’ogni progresso, che invece di far plauso a +tutti que’ sacerdoti che dimostrano d’aver inteso +i suoi tempi, e di volersi levare a paro delle +umane cognizioni, e mettere anch’essi una +mano all’opera della vera civiltà, li insegue +accanitamente e senza riguardo ad età ed +a meriti. E siccome Monsignor Charvaz tutto +approva anzi commenda quel che egli fa, +così egli prese tanto piede che riuscì ad +essere un vero despota, un vero tirannello +del clero e degli abitanti di quella diocesi, e tra +lui ed il Vescovo costituiscono un governo non +solo della Diocesi ma della provincia affatto tirannico. +Tutti passano per le loro mani gli affari +prima che possano avere il loro sviluppo, +il quale unicamente dalla loro volontà dipende. +Molti casi mi sarebbe dato di raccontare, se +non avessi paura di essermi dilungato già troppo +dal mio assunto, ad ogni costo non ne voglio +<span class="pagenum" id="Page_111">[111]</span> +passare uno inosservato, il quale attesta +in pari tempo e l’usurpato loro potere, e la +malvagia loro astuzia per crescere in merito +presso chi si contenta di giudicare delle cose +dal loro esteriore. Un protestante un giorno +dopo aver tracannato più vino che non era +solito, viene a rissa con uno che pareva si volesse +canzonarsi di lui, e dopo d’essersi vicendevolmente +scambiate alcune brusche parole, +vedendo questi di non la poter dire e di non valere +a liberarsi di quell’altro che aspramente +il motteggiava, inconsideratamente toglie un +coltello di tasca il minaccia, quindi trovandosi +sempre alle stesse il passa fuor fuori con un +colpo, ed il lascia freddo a nuotare nel suo sangue. +Viene il protestante arrestato, sottomesso +ad un processo criminale, ed in pochi giorni +condannato nel capo, non perchè meritasse tal +sentenza, gli omicidii fatti in rissa e da ubbriachi +essendo ben altro secondo il codice sardo, +che suggelli a tal pena; ma bensì perchè il +prelodato Vicario Giuseppe Brignone coll’appoggio +del Vescovo il quale mai gli si rifiuta, +aveva fatto sì che si usasse il massimo rigore +verso il reo, che appieno nell’interrogatorio +era convenuto. +</p> + +<p> +Ed ecco i motivi di tal procedere; prima +perchè egli era protestante e perciò le leggi +non sono più come per gli altri; secondariamente +perchè sapendo egli che questi aveva +<span class="pagenum" id="Page_112">[112]</span> +una numerosa famiglia, era caduto in pensiero +di intimorirlo con tal sentenza, per poi trarlo +in un co’ suoi consanguinei alla nostra cattolica +religione: di fatto poco dopo d’avergli comunicata +la fatal sentenza, inaspettata per lui, +e per tutti, gli fu fatto dire che se egli convertiva +se, ed i suoi alla Santa Madre Chiesa, +Monsignore il Vescovo gli avrebbe ottenuto +la grazia dal re. Figuratevi qual tentazione non +abbia fatto sul suo animo una tal proposizione! +manda a chiamare la sua famiglia che a +dieci individui ascendeva, e li informò della +cosa; ma qual maraviglia non fu la sua trovandone +li più di lui istrutti? tanta era stata l’operosità +del Brignone! Caddero adunque d’accordo +di mentire tutti alle loro convenzioni, +al loro animo, promisero, e si fecero cattolici, +apostolici e romani, e non solo il reo ebbe la +grazia compiuta, ma lasciatolo ritornare a +casa sua libero, fu incaricato da Monsig. il Vescovo +di spionaggio con assegnamento d’annuo +stipendio; giacchè sendo persona litterata +più che comunemente non sogliono essere +gente di mestiere, avrebbero voluto i nostri +prelati valersi dell’opera sua per trarre nella +rete altri merlotti. Ma egli fermo di carattere +per prudenza condiscese in sulle prime, ma +nulla mai fece che potesse tampoco macchiarlo +di poi in faccia a’ suoi confratelli e compatriotti; +però mi viene assicurato che tanto +<span class="pagenum" id="Page_113">[113]</span> +egli quanto li suoi non sono più nè cattolici +nè protestanti; e come poteva accadere altrimenti? +Atene guadagnò la Grecia coll’armi +dell’Eloquenza, Sparta guadagnò Atene coll’eloquenza +dell’armi, Monsignor Charvaz +ed il Teologo Brignone suo vicario vorrebbero +guadagnare i Valdesi col raggiro e colla +persecuzione, anzi che colla forza del raziocinio +e coll’armi della dottrina, e coll’esempio, +testimone della verità e della parola; onde +sono infelici nelle loro vittorie; chè i risultati +della loro astuzia fin’ora neppur una volta +ebbero buone conseguenze, da quella infuori +di far circolare tra le indigenti classi di quelli +infelici l’argento e l’oro che Carlo Alberto +consegna a copia, forse in mitigazione dei +suoi rimorsi, a tal fine nelle mani del Vescovo +di Pinerolo, il quale, è vero, non si fa mica +poi sempre scrupolo di impiegarlo altrimenti. +</p> + +<p> +Che dirò poi io della pubblica e privata +istruzione in Piemonte, la quale per tanto +tempo fu diretta da un Gesuita per Eccellenza, +il Conte Collegno, stato poi minato e surrogato, +da quella buona lana, omai conosciuta +da tutti, di Monsignore Pasio, più gesuita +di qualsiasi gesuita, il quale non valse in +cinque anni che tenne le redini del <i>supremo +magistrato della riforma</i> a fare miglioramento +di sorta, e buon per noi ancora +<span class="pagenum" id="Page_114">[114]</span> +se avesse lasciate le cose come erano! +ma fatto è che le peggiorò; ne sia una prova, +per mille, quella d’aver scelto a maestro modello, +ossia maestro de’ maestri un cotale D. Remigio +Pelleri, il più ignorante uomo che mai sia +esistito, il quale in un libro stampato per +saggio di sua abilità, il <i>fanciullo guidato a +suoi doveri morali e religiosi</i> disse più spropositi +che parole, e fu condegnamente smascherato +in due articoli del Telegrafo Torinese +dal Prof. Lorenzo Giribaldi. Successe +al Pasio un discendente del gran tragico italiano, +il march. Alfieri di Sostegno, il quale +nel sobbarcare le sue spalle ad una tal carica +rallegrato aveva tutto il Piemonte. Ma +due anni sono che siede nel mezzo del magistrato +della Riforma, e nulla fin’ora di +importante ha operato; l’educazione anche +in gran parte è sotto l’influenza Gesuitica, od +in pieno lor potere; i Fratelli della dottrina +cristiana, veri dragoni dei Gesuiti, inondano +la capitale, le città di provincia, e tutti i +paesi del Piemonte, dirigono l’educazione del +basso popolo, e ne conservano ed accrescono +i pregiudizi, ne ammorzano la generosità, +e ne imbastardiscono l’indole. L’Alfieri aveva +senza dubbio delle sante intenzioni, ma non +fu abbastanza cauto, lasciossi attorniare da +persone che la pensano all’opposto di lui, +le introdusse di più nel conciglio da cui doveva +<span class="pagenum" id="Page_115">[115]</span> +invece guardare di tenerle lontane per sempre +e perciò giammai sarà che egli possa +arrivare l’intento, colla cui speranza era entrato +in tanto ministero. +</p> + +<p> +Per tacere gli altri nomino solo l’abate +Peyron, il quale, vera anguilla, non è per +lui conosciuto; ma già a quest’ora lo conduce +pel naso, e lo gira e lo rigira a suo +modo, valendosi non poco dell’opera del +Cav. De Bayer, il panegerista di tutti gli +opuscoli ascetici, morali, e mistici che possano +uscire dalle penne della Veneranda +Compagnia di Gesù. Una pruova inconcussa +che l’Alfieri non potrà più migliorare la +condizione degli studi, e della educazione dei +subalpini ingegni, si è che invece di fare un +passo avanti lo fece indietro; invece di rendere +più libera, e facile l’istruzione, l’inceppò +ed in angustissimi limiti la ristrinse, quando +or è pochi mesi faceva che Carlo Alberto con +suo motuproprio obbligasse i padri e le madri +di famiglia a valersi dell’opera di certi +determinati Professori, i quali perlopiù sono +cattivi, perchè non degnamente corrisposti; +di certi determinati libri, che fin’ora +non s’hanno buoni, e quali sono necessari +per l’educazione della figliolanza: cosa +che sarà causa di molte male conseguenze, +come di molte male conseguenze fu pure +sempre l’avvilire i Professori con un basso stipendio, +<span class="pagenum" id="Page_116">[116]</span> +anzichè di rimeritarli ampiamente, +perchè con amore ed impegno attendano al +loro sacro ministero. In Piemonte un cuoco, +un cocchiere ha assai più in compenso delle +sue fatiche che non un Professore di Filosofia, +di belle lettere, alla qual cosa subito +doveva por rimedio l’Alfieri se pur intendeva +d’avere buoni Professori; ma egli si consiglia +con chi anzi ei dovria consigliare per +trarre dalla sua, e mai nulla opererà di buono +anche colla più grande volontà. Non parlo +poi dell’educazione del sesso debole, da cui +tanto dipende eziandio la prosperità del corpo +sociale, giacchè è noto a tutti che in +Piemonte gli <i>instituti</i>, le case d’educazione, +e le scuole per le bimbe di qualsiasi condizione, +sono tutte sotto la speciale direzione o delle +suore del sacro Cuore di Gesù, o di qualche +loro figliazione, sparse per tutti i paesi: di +modo chè da noi l’influenza Gesuitica pesa +su tutti i ceti della società più o meno; dalle +quali cose non è chi non vegga, quante migliorazioni +prima resterebbero a fare per il +nostro governo, perchè noi potessimo un giorno +sperare in lui, e crederlo potente stromento +a rivendicare la causa Italiana. Si converrebbe +o Massimo che voi ci provaste in qualche +patente modo, che il nostro governo se non +mostrasi intento all’opra, almeno non si +oppone alle generose tendenze del secolo; +<span class="pagenum" id="Page_117">[117]</span> +che in questo moversi universale d’idee +e di progetti, in questa mischia di opinioni, +in questa irresistibile smania di nuove prove, +di più energici tentativi, e di novelle +cose si addimostrasse più propenso a tollerare, +che non a spegnere quella sacra fiamma, +da cui universale un incendio deve scoppiare +ad incenerire i troni, li scettri dei nostri Tiranni, +per far risorgere, qual fenice, più bella +la libertà, la gloria nazionale. Sì, farebbe +di mestieri voi attestaste con validi argomenti, +che Carlo Alberto ami l’istruzione, ed il +ben’essere del popolo; sia persuaso che la tranquillità +degli Stati e la sicurezza dei Governi +stia nell’amore e nel vendicare i diritti +di quello, che approvi ora l’associazione degli +individui, delle masse, e de’ popoli, e non +faccia guerra al mutamento delle opinioni e +delle cose, per ordinarne con sapienza l’andamento, +e non tenti di farle retrocedere a +vecchie ed ormai impossibili costumanze, +che desideri insomma gli si scriva una storia +d’illustri gesta, non una cronaca di debolezze, +di prepotenti azioni, di viltà, e d’infamie. +Non dubito punto, che voi a provare +la protezione di Carlo Alberto alle scienze, +alle lettere, addurrete principalmente quei +segni di onorificenza, che egli va attaccando +all’occhiello supremo degli abiti de’ suoi fedelissimi +sudditi, per non dire, gettando negli +<span class="pagenum" id="Page_118">[118]</span> +occhi nostri per abbarbagliarci, per metterci +le traveggole. Ma tutte le persone premiate +di croci, sono esse tutte persone di +merito? tutti li uomini che sarebbero degni +a preferenza degli altri di simile onorifica +testimonianza, sono dessi rimunerati, e fatti +cavalieri dell’ordine di S. Maurizio, o di +quello di Savoja? a mala pena ne trovereste qualcuno +tra l’innumera schiera di coloro che +pur le hanno, le portano, e ne menano vanto +pubblicamente siccome di sudato trionfo; e +questi tali raramente è ancora che voi li vediate +a fregiarsene il petto, amando meglio +lasciarle in casa in qualche tiratojo, che facendone +mostra essere confuso con coloro, +i quali se le guadagnarono con viltà, strisciature, +adulazioni, inchini, scaltrezze, con +fare il bacchettone sulle porte delle chiese +a raccorre la limosina pei poverelli, con +falsare qualche pagina dell’istoria della casa +Sabauda, siccome fece spesse fiate il Cibrario, +degno emulo di Adriano Balbi che non ha +vergogna di adulterare la scienza per acquistar +coccarde, cosicchè indarno uno si farebbe +a cercare nella sua Geografia l’Italia, +avendola egli squartata nel nome come già +pur troppo lo era nel cuore; e finalmente +con un qualche bugiardo panegirico diretto +al glorioso regnante sulla foggia modellato +di quelli del Paravia, Uomo, il quale mentre +<span class="pagenum" id="Page_119">[119]</span> +dovrebbe studiarsi in assiduo di gettare negli +animi della subalpina gioventù il germe +d’ogni più grande, più maschio e generoso +affetto, di educare le giovani menti affidategli +ad alti concepimenti, ad arditi e sublimi +pensieri, pare si martelli il capo per intristire +ed evirare l’indole dei più svegliati ingegni, +per annientare in loro la facoltà d’innalzarsi +sugl’altri, per sfiduciare e sfibrare +i più magnanimi cuori. Del resto giova eziandio +avvertire, che lo spargere molte croci è +affatto secondo il sistema economico di Carlo +Alberto, giacchè con esse si risparmia a giubilazioni, +a gratificazioni, a risarcimenti in +danaro, perchè i vecchi impiegati, i vecchi +militari, gente per lo più ignorante, epperò +facile all’invanirsi, preferiscono aver qualche +soldo di meno in tasca, ed essere insigniti +di tali decorazioni. Le quali per ottenere +soventi volte basta a chi ne è bramoso il mettersi +in relazione col padre Bresciani della +compagnia di Gesù, ed il seguirne a puntino i +consigli per qualche tempo. Ma un argomento +chiaro e convincente per chiunque a dimostrare, +che tra noi il vero merito difficilmente +è rimeritato, hassi nel riflettere, che per +conseguire siffatte ricompense, è mestieri che +la persona istessa che se ne crede degna, le +dimandi per via d’una supplica in cui siano in +chiaro modo esposte tutte quelle ragioni, che +<span class="pagenum" id="Page_120">[120]</span> +possono meglio farla agli occhi del Sovrano +benemerita. Formalità questa, alla quale non so +chi avendo una dramma di buon senso, non arrossisca +di abbassarsi: seppure è vero l’antico +adagio, che merito e modestia non si abbandonano +mai. Abbiamo troppe croci già ciascuno +a portare segnatamente! Troppo pesante +è quel crocione che pesa su tutti gli Italiani, +e prostra al suolo le loro fronti! perchè +da noi si possa anche far plauso ad un Carlo +Alberto, che ogni giorno ce ne porge di nuove +innanzi, rimunerando con esse degli individui, +i quali davvero meriterebbero più +d’essere appesi essi alle croci, che non affiggessero +le croci a loro. Onde se la cosa +cammina anco un pò di questo piede, noi +vedremo queste onorifiche insegne, anzichè +essere ambite, e tenute in pregio, venire +derise e sprezzate universalmente. Se non +che l’ambizione nell’uomo è tale e tanta, che +spesso ci induce a lodare in noi quello che +condannavamo in altri; al qual proposito +deggio confessare, con disdegno, ed onta +pel nostro onore, d’avere conosciuti uomini, +che pur avevano diritto alla pubblica riconoscenza, +ed ammirazione mutare di carattere, +e di pensamenti al giungere loro la +volgare croce di S. Maurizio in meno di tempo +che un soffio di vento rivolta una foglia. +Ma non perciò ci dobbiamo astenere da gridare +<span class="pagenum" id="Page_121">[121]</span> +ad alta voce, che vuolsi riputare piuttosto +mezzo a corrompere il popolo che +non a migliorarlo, la dispensa dei nastri, in +cui si segnala tanto generoso, anzi prodigo +il nostro re. Il vero compenso delle opere +buone deve considerarsi nella soddisfazione +dell’animo, nella scienza di +aver compiuto ad un santo dovere, nella +certezza che tardi o tosto le nostre azioni la +società, e la patria approverà in quello, che +le additerà ad esempio: Ecco ciò che dobbiamo +inculcare nelle menti dei nostri fratelli, +ecco quello che dobbiamo giammai restarci +da predicare. Allora quella brama di notizie +peregrine, quella smania di prevedere, +quel desiderio intenso che c’induce a chiamare +ogni giorno a chi prima incontriamo, se +nulla occorra di nuovo, di singolare, fia si +muti ben tosto in facoltà d’intraprendere, +di resistere agli urti, di perseverare finchè +non si rimanga vittoriosi. +</p> + +<p> +Anche la determinazione di abolire il giuoco +del Lotto, potreste in sua difesa mettere +in campo, se io non vi osservassi a tal riguardo, +che ella comincia ad esser vecchia, +e sapere di stanzio, giacchè sono più anni +che la manifestò e mai non la pose ad effetto, +rincrescendogli di rinunciare ad un tanto utile, +tantochè vergognosamente ed infamemente +procurato. Ed in ciò anzi lo veggo +<span class="pagenum" id="Page_122">[122]</span> +maggiormente rimproverevole, perchè sarebbe +da compatire se non ne conoscesse il +danno; ma essere di ciò persuaso, e mostrarsi +tuttavia in dubbio se a torre o a conservare +quello anche si abbia, è cosa propria +o da imbecille, o da malvagio. Chè qualsiasi +governo, al quale stia a cuore il ben +essere del popolo, conosciuto appena un male +tosto vi appresta l’opportuno rimedio, +tanto più quando dal sagrificio di picciolo +bene puossene ricavare uno grandissimo. Come +del rimanente lo volete scolpare? come +farlo vedere sovrano moderato, splendido, +magnanimo, generoso, e grande? siccome +l’avete fin’ora predicato. Come difendere +quelle leggi sue, le quali non mirando agli +universali, ingenerano dubbi, coi dubbi le +liti, colle liti la divisione degli animi, con +questa l’impero, da cui procede il dispotismo? +come lo mostrerete tendente a liberalismo? +</p> + +<p> +A nulla servono le vostre parole diversamente, +a nulla il mostrare quella medaglia, +ideata dal Balbo, che racchiudendo tutti gli +stemmi di casa Savoja si presta ad una forte +e bella allegoria a prima vista; ma poi osservata +attentamente non addita più altro che +una delle tanto piccoline ambizioni che tengono +in vita il nostro Carlo Alberto. Giacchè +la posa del Leone raffigurato in essa, è tranquilla +<span class="pagenum" id="Page_123">[123]</span> +e tutt’altro che minacciante di scagliarsi +sull’aquila, la quale pure non vuolsi confonder +col biteste animale grifagno dell’Austria, +essendo l’Aquila dell’Alpi, decorazione +del nostro stemma reale. Le quattro somme +glorie italiane non sono quivi ritratte che +per significare essere Carlo Alberto l’unico +principe attualmente regnante che sia di +sangue italiano; epperciò più degno appunto +di riprensione perchè meno compatibile degli +altri nella sua maniera tirannica di governarsi. +Il motto francese poi che puossi così +tradurre alla lettera: <i>sto aspettando l’astro +mio</i>, appartiene eziandio all’antico stemma +della famiglia; del resto gli si potrebbe rispondere +che più volte gli comparve quest’astro +sull’orizzonte per guidarlo a virtù, ma +egli colla esosa sua condotta insultò a quella +luce, fece inorridire col fetore delle sue peccata +quella stella, che ritiratasi dal cielo +ricomparirà velata da una tinta di sangue, +quando noi avremo redenta la patria e vendicato +il suo ripetuto tradimento, e ci guiderà +al suo sepolcro perchè maladicendo al suo +nome, non obbliamo di disperderne le ceneri, +di ruinarne la pietra, onde nulla resti ai posteri +di lui memoria, perchè immeritevole della +stessa celebrità dell’infamia. +</p> + +<p> +Ricordatevi quel detto che a proposito di +Carlo Alberto è fama a quando a quando +<span class="pagenum" id="Page_124">[124]</span> +pronunciasse la sua madre: <i>il mio figlio non +ha nè testa nè cuore</i>. Che non abbia cuore +tutti si convengono, ma che non abbia mente, +è ciò che molti vorrebbero diniegare. Come +mai se avesse un pò di cervello potrebbe +permettere tanti abusi ne’ suoi stati ora con +consenso, ora con fingerne ignoranza? come +mai sarebbe caduto in tante imbecillaggini +che lo fanno deridere anzichè odiare? e come +non avria posto mente a tante voci che da +ogni parte della Penisola il chiamavano alla +gloria? Come non saria stato animoso a cingersi +di quella corona immortale che il Genio +d’Italia tante volte le offerì? Come si sarebbe +mostrato sì timido, sì debole, sì vigliacco, +e sì pauroso in ogni cosa? Valga il +seguente fatto a provare in mirabil modo +la fermezza eroica del suo animo! Il Colonnello +J.... nobile piemontese, dopo aver +reso molti servigi al Piemonte recavasi +a servire la Spagna, dove onori pel suo +valore d’ogni maniera gli venivano conferti; +venuto in avanzata età, ed amando di rivedere +il suo paese natio, si porta a Torino; +dove pervenuto agli orecchi del Re Carlo Alberto +il suo arrivo, il mandò a chiamare ed accoltolo +amorevolmente, in attestato di estimazione +de’ suoi meriti gli dà la croce di Cav. +di S. Maurizio e Lazzaro, lo conferma nel +grado di Generale a cui era stato in Ispagna innalzato, +<span class="pagenum" id="Page_125">[125]</span> +dicendogli che sperava si saria fermato +in patria ed avrebbe il suo ferro consacrato +alla medesima. A tali dimostrazioni +il Colonnello J.... l’assicura che alla manifestazione +di simile desiderio si conosceva +assai onorato, e non poteva a meno +perciò di aderirvi. Il Re lieto della risposta +il fa soffermare in quel giorno in corte pel +pranzo attestandogli continuamente di averlo +in grazia ed in pregio altissimo. Ebbene dopo +due giorni fu mandato a richiamare il Cav. +J.... amorevolmente gli fassi incontro Carlo +Alberto appena lo vede a comparire ne’ suoi +appartamenti, <i>e mio caro</i>, gli dice, io deggio +disdirmi dell’invito che l’altro jeri vi ho fatto, +il ministro mio Villamarina con cui ho parlato +lungamente di Voi, mi fece vedere che la vostra +dimora <i>permanente in Piemonte poteva dar luogo +a rumori, essere pericolosa, mentre io la credeva +utile, onde m’obblighereste se fra tre +giorni procuraste d’allontanarvi; che mai volete? +son cose a cui dobbiamo rassegnarci. Però +potete conservare in mia memoria e ’l grado +e l’onorificenza che vi conferii</i>. A tai detti +sorpreso l’antico militare dignitosamente rispose +queste due parole: <i>grazie alla vostra +maestà, quale son venuto, tale me ne andrò, +e fra un’ora sarò fuori di già dalle mura della +capitale</i>. La cosa si sparse per tutta la città, +tutti ne ridevano, meno il ministro che godeva +<span class="pagenum" id="Page_126">[126]</span> +d’aver allontanato un suo nemico. Carlo +Alberto si credeva d’aver dato saggio di una +gran forza d’animo, d’una gran virtù, d’aver +vinto il nemico più difficile ad essere soggiogato, +secondo gli dicea il confessore suo, cioè +d’aver vinto se stesso! E voi Azeglio volete farci +credere in un tal uomo? in un uomo che se fosse +vera l’opinione che le anime dei malvagi dopo aver +vagato nello spazio vadano ad informare i +corpi d’altre più basse persone, non potrebbe +aver ereditato altra anima che quella di +Giuda? in un uomo che dopo aver logorato +la sua vita nei vizi, ora stanca da mane a +sera gli inginocchiatoi, e gli altari? in un +uomo che anche togliendogli la tristezza dell’animo, +non sarà mai capace d’intraprendere +la più piccola opera, nonchè quella della nostra +rigenerazione? in un uomo, il quale non +solo brama soffocato e spento lo spirito di +indipendenza e nazionalità, ma di più tenta +in ogni modo di far nascere ne’ suoi sudditi +lo spirito contrario? in un uomo, il quale +proibisce una società, che aveva per iscopo +di diffondere lo studio della lingua italiana +nel Piemonte, e togliere di mezzo a poco a +poco il deforme dialetto che si va cinguettando +da noi? la qual cosa ci dovrebbe assai +bene convincere delle disposizioni di Lui, +rispetto all’Italia, giacchè niuna cosa si mostrava +più innocua al suo governo, che +<span class="pagenum" id="Page_127">[127]</span> +un’associazione, in cui i Piemontesi dietro lo +stimolo del Cav. Panzoja tutti si proponevano +di parlare costantemente l’italiano, e +si sottomettevano ad un’imposta da passarsi +ai poveri, ogni qual volta fossero colti in +fallo, cioè a parlare il nostro dialetto, od +altra lingua fuori di stretto bisogno. Tanto +più che lo scopo era più letterario, che politico, +e d’altronde il legame della lingua +alla nazionalità non ha una forza sì energica, +sì subitanea da spaventare chicchessia. E +poi ignorate voi l’influenza del primo ministro, +il Marchese Solaro della Margherita, +il qualche oltre ad essere <i>gesuitissimo</i> come +sopra toccai, è ligio affatto all’Austria, e tanto +che non lo si farà saltare dalla sua carica, +impossibile sarà ogni simile divisamento. +Del resto ammesso ciò, che non puossi ammettere +giammai, cioè che Carlo Alberto volesse +coadiuvare la nostra causa, e marciare +alla testa delle sue truppe, che da qui a poco +si raduneranno nella landa di S. Maurizio per +servire di trastullo ai nostri Duchi, e +prendesse a fugare il predone Tedesco +dalle lombarde e venete terre, credete +che l’italo paese guadagnerebbe sotto il +governo Sardo? Sotto il giogo d’un dispotismo +il più barbaro, sebbene mascherato +dalla più artata apparenza? Sotto il comando di +un re che per voler conservare, a maggior lustro +<span class="pagenum" id="Page_128">[128]</span> +della sua corte, l’etichetta spagnuola, +conservò nella nobiltà la boria intollerabile +di quella nazione, la barbarie e l’ignoranza +la più maligna e la più crassa? Starebbe poco +a rinascere il feudalismo, è vero modificato +per imperio e necessità dei tempi, ma pur +sempre tremendo feudalismo; e noi avremmo +a soffrire fra breve quanto non soffrimmo +sotto qualsiasi invasione, e quanto non soffriamo +tuttora. Però che per quanto soggetti +alli stranieri, bolversati, tiranneggiati, ed +oppressi siano gli altri paesi d’Italia da’ suoi +Principi, e dai suoi governi, sono sempre in +istato meno passivo ed irritante di quello in +cui si trovano i Piemontesi. Interrogate le +persone colte ovvero quelle che intendono i +loro diritti e non anco hanno rinunciato alla +quistione dell’indipendenza italiana; chi +di loro non s’espatrierebbe dal Piemonte, +se vincoli d’impieghi, di parentado, dei +loro interessi non li tenessero stretti ed inceppati? +neppur uno per quanto possa essere +caro il luogo dove s’abbia spirato le prime +aure della vita, dove si sia visto per la prima +volta la luce del giorno. Nè sarebbe inutile +l’osservare che in numero grande si +contano i Piemontesi, che continuamente +s’espatriano volontariamente, e si recano ad +abitare altri paesi aspettando un meglio avvenire +per poi fare ritorno. +</p> + +<p> +<span class="pagenum" id="Page_129">[129]</span> +</p> + +<p> +Ma siccome non dobbiamo porre fiducia di +sorta in Carlo Alberto, non dobbiamo neppure +confidare nell’ajuto e nel concorso di verun’altro +nostro principe, o degli stranieri; +Siamo noi che di per noi stessi dobbiamo +riedificare l’edificio della nostra nazionalità, +e per niun’altra via potremo guadagnare +il nostro intento, che per una generale +sommossa, che per lo esterminio dei principi, +e dei troni. La Francia come ridivenne nazione? +come sorse ad incivilimento? a grandezza? +se non collo spargere fiumane di sangue, +se non colla sua lunga e terribile rivoluzione. +Così dobbiam noi fare, così operare; +ciò voi dovete o Azeglio predicare giorno e +notte, tra i grandi e tra il popolo, se volete +giovare all’Italia; a quest’opera dovete cercarvi +collaboratori in continuo, perchè al +primo manifestarsi del movimento tutti sorgano +col braccio armato quegl’italiani, i +quali non sono sordi alla voce dell’amore +di patria, non sono anche del tutto imbastarditi +dall’astuta tirannia dei nostri Signori, +nè sì sviati dietro il male esempio +da desiderare di essere piuttosto ingentiliti e +corrotti, che resi saggi e virtuosi. +</p> + +<p> +È senza dubbio allora che potrete meritarvi +la pubblica fiducia, la gratitudine +dei vostri fratelli, la benedizione di tutti i +buoni, che non avete di certo ora, che siete +<span class="pagenum" id="Page_130">[130]</span> +associato a Balbo, e d’un imbecille e malvagio +volete far Carlo Alberto un Eroe. +</p> + +<p> +Questo per ora è quanto aveva in mente +di scrivervi; di moltissime cose, che presentemente +non ho stretto obbligo di palesarvi, +altra fiata torrò a discorrervi; cioè quando +mi si porga il destro, e possa crederle d’utile +pubblico. Io vo’ sperare che rientrerete +in voi, od almeno vi cesserete dal dare consigli +ai vostri fratelli, i quali non solo non +sono vantaggiosi, ma anzi tornano loro di +danno immenso; seppure non volete ricredervi +ed abbracciare il partito del vero Italiano, +che dovrà sempre sdegnare ogni moderazione +dove gli stia a cuore l’ottenimento +della salvezza patria. Non vi faccia maraviglia, +se io serbo l’anonimo, il vostro esempio +mi ha istrutto se prima non lo fossi +stato, e da qui ad un mese alla più tardi, +rilasciando ancor io il beatissimo Piemonte, +vi renderò avvertito con altra mia scrittura +del mio nome, e vi proverò in effetto la +mia stima, e se volete la mia affezione, tuttochè +mi abbiate veduto in tante cose così +discorde da Voi, da lanciarvi contro una +amara, ma giusta rampogna. +</p> + +<p class="indl"> +<i>Di Torino 7. Giugno 1846.</i> +</p> + +<p class="indr"> +N. N. +</p> + +<hr class="silver"> + +<div class="somm"> +<p> +<span class="pagenum" id="Page_131">[131]</span> +</p> + +<h2><a id="indice" href="#indfront"> +INDICE DELLE MATERIE</a></h2> + +<table class="indice"> + <tr> + <td><i>Alcune righe, a mo’ di lettera, che servono di prefazione al libro</i></td> <td class="pag"><a href="#prefazione">Pag. 3</a></td> + </tr> + <tr> + <td><i>Osservazione prima sui governi d’Italia</i></td> <td class="pag"><a href="#oss1">5</a></td> + </tr> + <tr> + <td><i>Osservazione seconda sulla libertà di scrivere, di parlare e di manifestare la propria opinione sulla sorte futura d’Italia</i></td> <td class="pag"><a href="#oss2">9</a></td> + </tr> + <tr> + <td><i>Osservazione terza sul merito, che hanno gli Italiani per un meglio avvenire</i></td> <td class="pag"><a href="#oss3">22</a></td> + </tr> + <tr> + <td><i>Osservazione quarta sul bene, e sul male delle sommosse</i></td> <td class="pag"><a href="#oss4">27</a></td> + </tr> + <tr> + <td><i>Osservazione quinta sull’egoismo imputato agli Italiani pei disegni che fin’ora essi manifestarono</i></td> <td class="pag"><a href="#oss5">34</a></td> + </tr> + <tr> + <td><i>Osservazione sesta sulla condotta dei popoli Italiani e dei Principi, che li governano</i></td> <td class="pag"><a href="#oss6">44</a></td> + </tr> + <tr> + <td><i>Osservazione settima sulla ridicolezza d’una domanda al governo Papale di essere pe’ suoi sudditi più assoluto, e più dispotico</i></td> <td class="pag"><a href="#oss7">49</a></td> + </tr> + <tr> + <td><i>Osservazione ottava sull’inutilità delle proteste per migliorare la condizione degli Italiani</i></td> <td class="pag"><a href="#oss8">55</a></td> + </tr> + <tr> + <td><i>Capitolo unico sulle speranze d’Italia riposte in Carlo Alberto</i></td> <td class="pag"><a href="#capun">71</a></td> + </tr> +</table> + +<hr> +</div> + +<div class="footnotes"> + +<h2> +NOTE: +</h2> + +<div class="footnote" id="note1"> +<p><span class="label"><a href="#tag1">1</a>.  </span>Lo scrittore della presente non andò errato nel suo +pronostico, perocchè ci pervenne a notizia trovarsi già +egli in Viareggio dopo d’essersi fermato alcuni giorni a +Lucca dove per certi scrupoli non fu tollerato.</p> +</div> + +<div class="footnote" id="note2"> +<p><span class="label"><a href="#tag2">2</a>.  </span>Vedi Mazzini nel suo ragguaglio sulla morte dei +fratelli Bandiera.</p> +</div> + +<div class="footnote" id="note3"> +<p><span class="label"><a href="#tag3">3</a>.  </span>V. <i>Pag.</i> 12.</p> +</div> + +<div class="footnote" id="note4"> +<p><span class="label"><a href="#tag4">4</a>.  </span>Vedi pag. 114. dell’Azeglio.</p> +</div> + +<div class="footnote" id="note5"> +<p><span class="label"><a href="#tag5">5</a>.  </span>Vedi Ricciardi nel suo libro <i>Gloria e Sventura</i>, +Parigi coi tipi della signora <i>La Combe</i>.</p> +</div> + +<div class="footnote" id="note6"> +<p><span class="label"><a href="#tag6">6</a>.  </span>Vedi pag. 115. fino al fine.</p> +</div> + +<div class="footnote" id="note7"> +<p><span class="label"><a href="#tag7">7</a>.  </span>È vero che gl’Italiani in Inghilterra sono trattati +ben altrimenti, e di Malta, lo posso accertare io, vengano +essi consigliati a traslocarsi là, ed anche a spese +del governo generosamente più che gratis condotti.</p> +</div> + +<div class="footnote" id="note8"> +<p><span class="label"><a href="#tag8">8</a>.  </span>Vedi Ricciardi libro sulle <i>Speranze d’Italia</i> Parigi 1846.</p> +</div> + +<div class="footnote" id="note9"> +<p><span class="label"><a href="#tag9">9</a>.  </span>Quegli furono un certo Rossaroli ed un certo Ancillotti +che preser parte nella congiura così detta del monaco, +perchè ordita da un frate; i loro compagni conosciuti veri +congiurati andarono tutti a morte, gli altri come sospetti +in prigione a vita come loro.</p> +</div> + +<div class="footnote" id="note10"> +<p><span class="label"><a href="#tag10">10</a>.  </span>Del Codice Sardo colle postille del Barbaroux, se +ne è fatto un’edizione, che io stesso ebbi tra mano, e potei +convincermi della cosa. Prati con un bel carme si fece interprete +del dolore dei Piemontesi per l’improvvisa morte +del Barbaroux, ma la revisione tutto glielo falcidiò.</p> +</div> + +<div class="footnote" id="note11"> +<p><span class="label"><a href="#tag11">11</a>.  </span><i>Via economica</i> è un modo di far giustizia, in grazia +di cui una persona di qualche credito incolpando un’altra, +può aver la soddisfazione di vederla subito arrestata, +castigata, senza che ella prima del termine del suo castigo +possa sapere il motivo del suo arresto, far ricorsi di sorta +per purgarsi dall’accusa, e far valere le sue ragioni, locchè +qualche volta avendo protezioni vienle poi concesso dopo +siccome un gran favore.</p> +</div> +</div> + +<div class="tnote"> +<p class="tntitle"> +Nota del Trascrittore +</p> + +<p> +Ortografia e punteggiatura originali sono state mantenute, correggendo senza annotazione +minimi errori tipografici. +</p> + +<p> +Copertina creata dal trascrittore e posta nel pubblico dominio. +</p> +</div> + +<div style='text-align:center'>*** END OF THE PROJECT GUTENBERG EBOOK 76908 ***</div> +</body> +</html> + diff --git a/76908-h/images/cover.jpg b/76908-h/images/cover.jpg Binary files differnew file mode 100644 index 0000000..b3ac4fc --- /dev/null +++ b/76908-h/images/cover.jpg diff --git a/LICENSE.txt b/LICENSE.txt new file mode 100644 index 0000000..6312041 --- /dev/null +++ b/LICENSE.txt @@ -0,0 +1,11 @@ +This eBook, including all associated images, markup, improvements, +metadata, and any other content or labor, has been confirmed to be +in the PUBLIC DOMAIN IN THE UNITED STATES. + +Procedures for determining public domain status are described in +the "Copyright How-To" at https://www.gutenberg.org. + +No investigation has been made concerning possible copyrights in +jurisdictions other than the United States. 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