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If you are not located in the United States, you -will have to check the laws of the country where you are located before -using this eBook. - -Title: L'uomo, la bestia e la virtù - -Author: Luigi Pirandello - -Release Date: February 16, 2022 [eBook #67417] - -Language: Italian - -Produced by: Barbara Magni and the Online Distributed Proofreading Team - at http://www.pgdp.net (This file was produced from images - made available by the HathiTrust Digital Library) - -*** START OF THE PROJECT GUTENBERG EBOOK L'UOMO, LA BESTIA E LA -VIRTÙ *** - - - MASCHERE NUDE - - TEATRO DI LUIGI PIRANDELLO - - - L’UOMO, LA BESTIA - E LA VIRTÙ - - APOLOGO IN TRE ATTI - - - - FIRENZE - R. BEMPORAD & FIGLIO — EDITORI - MCMXXII - - - - - PROPRIETÀ LETTERARIA - DEGLI EDITORI R. BEMPORAD & FIGLIO - - _I diritti di riproduzione e di traduzione sono - riservati per tutti i paesi, - compresi la Svezia, la Norvegia e l’Olanda._ - - Copyright 1922 by R. Bemporad & F. - - 1520-1922. — Firenze — Stabilimento Tip. E. Ariani, Via S. Gallo, 33 - - - - -PERSONAGGI. - - - Il trasparente signor PAOLINO, professore privato — La virtuosa - signora PERELLA, moglie del — CAPITANO PERELLA — Il dottor NINO - PULEJO — Il signor TOTÒ, farmacista, suo fratello — ROSARIA, - governante del signor Paolino — GIGLIO e BELLI, scolari — NONÒ, - ragazzo di 11 anni, figlio dei Perella — GRAZIA, domestica di casa - Perella — Un marinajo. - - In una città di mare, non importa quale. — Oggi. - - - - -ATTO PRIMO. - - - Stanza modesta da stadio e da ricevere in casa del signor Paolino. - Scrivania, scaffali di libri, canapè, poltrone, ecc. La comune è - a sinistra. A destra, un uscio; un altro in fondo, che dà in uno - sgabuzzino quasi bujo. - - -SCENA PRIMA. - -ROSARIA E IL SIGNOR TOTÒ. - - Al levarsi della tela, la stanza è in disordine. Parecchie seggiole - in mezzo alla scena, le une sulle altre, capovolte; le poltrone - fuori di posto, ecc. Entra dalla comune Rosaria con la cuffia in - capo e ancora i diavolini attorti tra i capelli ritinti d’una quasi - rossa orribile manteca. Ha l’aspetto e l’aria stupida e petulante - d’una vecchia gallina faraona. La segue il signor Totò col cappello - in capo, collo torto da prete, aspetto e aria da volpe contrita. Si - stropiccia di continuo le mani sotto il mento, quasi se le lavasse - alla fontana della sua dolciastra grazia melensa. - - -ROSARIA. - -Ma scusi, ma perchè vuole entrarmi in casa ogni mattina? Non vede che è -ancora in disordine? - -TOTÒ. - -E che fa? Oh, per me, cara Rosaria.... - -ROSARIA - -(_con scatto di stizza, voltandosi, come volesse beccarlo_). - -Ma come, che fa? - -TOTÒ. - -(_restando male, con un sorriso vano_). - -Dico che io non ci bado.... — Vi lascio la chiave, perchè la -consegniate a mio fratello, il dottore, appena ritorna, poverino, dalla -sua assistenza notturna all’ospedale. - -ROSARIA. - -Va bene. Potrebbe darmela sulla porta, la chiave, e andarsene, senza -entrare. - -TOTÒ. - -Per me è ormai una cara abitudine, questa.... - -ROSARIA. - -Ma dica un brutto vizio! - -TOTÒ. - -Mi trattate male, Rosaria.... - -ROSARIA. - -Ho da fare! Ho da fare! E poi secca, capirà! Io sono ancora così -(_indica i diavolini ai capelli_) — e, qua, le seggiole, vede? a gambe -all’aria. La casa, quando è onesta, ha anch’essa i suoi pudori; come la -donna, quando è onesta. - -TOTÒ. - -Ah, lo credo, lo credo bene; e mi piace tanto sentirvi dire così.... - -ROSARIA. - -Già! lo crede, le piace, e intanto lo.... lo violenta! - -TOTÒ. - -(_come inorridito_). - -Io? - -ROSARIA. - -Sissignore! Il pudore della casa! (_Così dicendo, rimette sui quattro -piedi le seggiole capovolte e abbassa con grottesca pudicizia la -fodera di tela che le ricopre, come se nascondesse le gambe a una sua -figliuola_). Dio sa quanto ci bado, io, con un padrone che.... (_fa con -la mano un gesto di rammarico, indicando l’uscio a destra_) — farebbe -prendere la fuga anche.... anche alle seggiole, sissignore, per non -stare a sentirlo, così sempre sulle furie.... Io, se fossi seggiola -di questa casa, vorrei essere.... guardi, piuttosto seggiola d’uno -di quelli che vendono cerotti per le strade, che vi montano sopra. -(_Di nuovo, alzando una mano verso l’uscio a destra_). — Sgarbato! -Le afferra così (_afferra la seggiola per la spalliera_) — quand’è -arrabbiato — le scrolla, le pesta, le scaraventa anche.... - -TOTÒ. - -Voi le volete bene, come se fossero vostre figliuole.... - -ROSARIA. - -Le vorrei tener linde come sposine! M’affeziono, io! - -TOTÒ. - -Ah, avere una casa! - -ROSARIA. - -E come? Non ce l’ha, lei; la casa, di là? Dica che non vuol tenere una -donna di servizio. - -TOTÒ. - -Ma casa, oh, casa, io intendo famiglia, mia buona Rosaria.... - -ROSARIA. - -E lei prenda moglie, allora! O una governante affezionata! Sarebbe un -bene anche per suo fratello il dottore. - -TOTÒ. - -(_subito, con orrore_). - -Io? moglie? No! (_Poi, sospirando_). Eh.... lui, se mai, mio fratello! -E vi giuro che ne sarei tanto contento. Ma non la prende. Non la -prende, perchè ci sono io. - -ROSARIA. - -E che può fargli da moglie, lei, a suo fratello? - -TOTÒ. - -No! Ma perchè bado io a tutto, capite? E così egli non ne sente nessun -bisogno. Più tardi, rientrerà dalla sua assistenza notturna; verrà qui -a domandarvi la chiave, e troverà di là tutto in ordine, rassettato, -con tutti i suoi bisogni prevenuti.... - -ROSARIA. - -Ah, è comodo per lui. - -TOTÒ. - -Lo faccio con tutto il cuore, credetemi. Per me, mio fratello è tutto! -La casa è per lui, non è per me.... - -ROSARIA. - -Già, perchè lei se ne sta tutto il giorno in farmacia.... - -TOTÒ. - -No, non per questo. Anche lui, poverino, allora, è tutto il giorno in -giro per le sue visite.... La casa, cara Rosaria, credete a me, non è -mai quella che ci facciamo noi e che ci costa tanti pensieri e tante -cure. La vera casa, quella di cui sentiamo il sapore quando si dice -_casa_.... un sapore che nel ricordo è così dolce e così angoscioso, la -vera casa è quella che altri fece per noi, voglio dire nostro padre, -nostra madre, coi loro pensieri e le loro cure. E anche per loro, -per nostro padre e nostra madre, la casa, la vera casa _per loro_, -qual’era? Ma quella dei loro genitori, non già quella ch’essi fecero -per noi.... È sempre così.... Oh, ma ecco qua Paolino. - - -SCENA SECONDA. - -PAOLINO E DETTI. - - Il signor PAOLINO entrerà precipitosamente dall’uscio a destra. - È un uomo sulla trentina, vivacissimo, ma di una vivacità - nervosa, che nasce da insofferenza. Tutte le passioni, tutti i - moti dell’animo traspajono in lui con una evidenza che avventa. - Subitanei scatti e cangiamenti di tono e d’umore. Non ammette - repliche e taglia corto. - - -PAOLINO. - -(_al signor Totò_). - -Carissimo.... (_E subito, rivolgendosi a Rosaria_). Non gli avete dato -ancora il caffè? Ma dateglielo, per Dio santo! Con quante chiacchiere -volete che ve la paghi, ogni mattina, una tazza di caffè? - -TOTÒ. - -Oh! Dio, no, Paolino! non è per questo! - -PAOLINO. - -Totò, fammi il piacere: non essere ipocrita, oltre che spilorcio! - -TOTÒ. - -Ma io parlavo.... - -PAOLINO. - -(_attaccando subito_). - -Della casa, mezz’ora che parli della casa; t’ho sentito di là: della -poesia della casa. - -TOTÒ. - -Ma la sento davvero! - -PAOLINO. - -Non ti dico di no. Ma te ne servi per vestire davanti a te stesso, con -decenza, la tua spilorceria. - -TOTÒ. - -No.... - -PAOLINO. - -È così come ti sto dicendo io! Tant’è vero che, come Rosaria t’avrà -dato il caffè, tu te n’andrai stropicciandoti le mani giù per le scale, -tutto contento della tazzina di caffè che vieni a scroccarmi ogni -mattina con codeste chiacchieratine poetiche. - -TOTÒ. - -Ah, se credi così.... (_mortificato, fa per andarsene_). - -PAOLINO. - -(_subito, acchiappandolo per un braccio_). - -Che? Tu ora il caffè, perdio, te lo devi prendere! Io credo così, -perchè è vero così! - -TOTÒ. - -Ma no.... - -PAOLINO. - -Ma sì!... E appunto perchè è vero così, ti devi prendere il caffè! - -TOTÒ. - -Non me lo prendo, no! - -PAOLINO - -(_seguitando con foga crescente_). - -Due caffè! tre caffè! quattro caffè! Perchè tu ora te lo sei guadagnato -con lo sfogo che m’hai offerto, capisci? Quando una cosa mi resta qua -(_indica la bocca dello stomaco_), caro mio, sono rovinato! Te l’ho -detta, pago. Un caffè al giorno, puoi contarci! Vattene! (_Lo spinge -fuori come se fosse un affare concluso; e poichè il signor Totò accenna -di voltarsi, incalza_). No, vàttene, vàttene senza ringraziarmi! - -TOTÒ. - -No, non ti ringrazio! Ma sarei più contento, se tu me lo facessi.... - -PAOLINO. - -(_con scatto iroso_). - -Pagare? - -TOTÒ. - -(_umile come sempre_). - -A fin di mese, per come te n’ho fatto la proposta! - -PAOLINO. - -E che sono io, caffettiere? che è, un caffè, la mia casa? - -TOTÒ. - -No: è che io di là, vedi, non ho chi me lo faccia. Tu hai qua la tua -governante. Non fai mica il caffè per me, per venderlo. Lo fai per te. -Ne fai una tazzina di più, e io te la pago. - -PAOLINO. - -Eh già! Prendo moglie. Non la prendo mica per te, per vendertela. -La prendo per me. Ma te la cedo, ecco, per soli cinque minuti, ogni -giorno. Va bene? Che cosa sono cinque minuti? - -TOTÒ - -(_sorridendo_). - -No, che c’entra! La moglie.... - -PAOLINO - -(_subito_). - -E la governante? - -TOTÒ - -(_non comprendendo_). - -Come? - -PAOLINO - -(_gridando_). - -Ma il caffè non si fa mica da solo! Ci vuole la governante per fare -il caffè. Animale, o perchè credi che un operajo sia più ricco d’un -professore? Perchè un operajo, se vuole, può farsi tutto da sè, mentre -un professore no: ha bisogno di tenere la governante, il professore! - -ROSARIA - -(_interloquendo, melliflua e persuasiva_). - -Che lo serva, lo curi e faccia di tutto per dargli quelle comodità.... - -PAOLINO - -(_comprendendo il fiele di quel miele, per troncare_). - -Lasciamo andare! lasciamo andare! - -ROSARIA - -(_risentita e con sottintesi di riprovazione_). - -Ma io dico, perchè fuor di casa non abbia poi a mostrarsi disordinato o -distratto. - -PAOLINO. - -Grazie tante! (_Al signor Totò_). La stai a sentire? E io sì, di questa -bella fortuna d’esser professore debbo piangere le conseguenze, e tu -farmacista, no? — Va’ al diavolo! — Ohi, Rosaria: per oggi, glielo -darete, il caffè; da domani in poi — più niente! - -TOTÒ. - -Scusa, m’hai dato anche dell’animale.... - -PAOLINO. - -Ah, già! Glielo darete allora anche domani! Ma vattene! Vorresti che ti -caricassi d’insulti, per avere una tazza di caffè per ogni insulto che -ti faccio? - -TOTÒ. - -No, no, me ne vado.... Grazie, Paolino.... (_Via con Rosaria per -l’uscio di sinistra_). - - -SCENA TERZA. - -PAOLINO, _poi_ GIGLIO _e_ BELLI. - - -PAOLINO. - -Dio, che gente! Dio, che gente!... Ma com’è? Tutti così? - -GIGLIO - -(_dall’interno_). - -Permesso, signor professore? - -PAOLINO. - -Uh, ecco già la prima lezione. Avanti! - - Entrano, coi libri sotto braccio, e con le sciarpe di lana al collo - — uno, rossa; l’altro, turchina — GIGLIO e BELLI. Hanno anch’essi - un aspetto bestiale che consola: GIGLIO, da capro nero, e BELLI, da - scimmione con gli occhiali. - -GIGLIO. - -Buon giorno, signor professore. - -BELLI. - -Buon giorno, signor professore. - -PAOLINO. - -Buon giorno. Sedete. (_Indica la scrivania_). - -GIGLIO - -(_sedendo_). - -Grazie, signor professore. - -BELLI - -(_sedendo_). - -Grazie, signor professore. - -PAOLINO - -(_sedendo anche lui e rifacendo loro il verso, prima all’uno e poi -all’altro, accennando un inchino_). - -Non c’è di che, caro Giglio! Non, c’è di che, caro Belli! (_Li guarda -e sbuffa esasperatamente_) Ahhh! (_Prendendosi la testa tra le mani_). -Dio mio! Dio mio! Dio! Dio! Dio! Io veramente credo che la vita _fra -gli uomini_, tra poco, non mi sarà più possibile! - -GIGLIO. - -Perchè, signor professore? - -BELLI. - -Dice per noi, signor professore? - -PAOLINO - -(_tornando a guardarli con ira contenuta_). - -Ma quant’anni avete? - -GIGLIO. - -Diciotto, signor professore! - -BELLI. - -Diciassette, signor professore! - -PAOLINO - -(_tentennando il capo in contemplazione del loro aspetto bestiale_). - -E già così uomini tutti e due! Dite un po’: come si dice in greco -commediante? - -GIGLIO. - -In greco? - -PAOLINO. - -No: in arabo! Lei non lo sa! (_A Belli_). E lei? - -BELLI. - -Commediante? Non ricordo. - -PAOLINO. - -Ah, lei non ricorda? Perchè vuol dire che prima lo sapeva, è vero? e -ora non lo ricorda più! - -BELLI. - -Nossignore: non l’ho mai saputo. - -PAOLINO. - -Ah, così si dice! (_Sillabando_) Non — lo — so! — Ve l’insegno io: — -Commediante, in greco, si dice: _upocritès_ — E perchè _upocritès_? (_a -Belli_). A lei: che cosa fanno i commedianti? - -BELLI. - -Mah.... rècitano, mi pare. - -PAOLINO. - -Le pare? Non ne è sicuro? E perchè rècitano, si chiamano _ipocriti_? -Le pare giusto chiamare ipocrita uno che recita per professione? Se -recita, fa il suo dovere! Non può chiamarlo ipocrita! — Chi chiama così -lei, invece, cioè con questo nome che i greci davano ai commedianti? - -GIGLIO - -(_come se tutt’a un tratto gli si facesse lume_). - -Ah, uno che finge, signor professore! - -PAOLINO. - -Ecco. Uno che finge come un commediante appunto, che finge una -parte, poniamo di re, mentre è un povero straccione; o un’altra parte -qualsiasi. Che c’è di male in questo? Niente. Dovere! professione! -— Quand’è il male, invece? Quando non si è più così _ipocriti_ per -dovere, per professione sulla scena; ma per gusto, per tornaconto, per -malvagità, per abitudine, nella vita — o anche per civiltà — sicuro! -perchè civile, esser civile, vuol dire proprio questo: — dentro, -neri come corvi; fuori, bianchi come colombi; in corpo, fiele; in -bocca, miele. O quando si entra qua e si dice: — _Buon giorno, signor -professore_, invece di: — _Vada al diavolo, signor professore!_ - -GIGLIO - -(_balzando_). - -Ma come! scusi! per questo? - -BELLI - -(_c. s._). - -Dovremmo dirle: — «_Vada al diavolo_?». - -PAOLINO. - -L’avrei più caro, l’avrei più caro, v’assicuro! — O almeno, santo Dio, -non dirmi nulla, ecco! - -GIGLIO. - -Già! E lei allora direbbe: — Che maleducati! - -PAOLINO. - -Giustissimo! Perchè la civiltà vuole che si auguri il buon giorno a uno -che volentieri si manderebbe al diavolo; ed essere bene educati vuol -dire appunto esser commedianti. — _Quod erat demonstrandum._ — Basta. -Storia oggi, è vero? - -BELLI - -(_risentito_). - -Ma no, scusi, professore.... - -PAOLINO. - -Basta v’ho detto! — Chiusa la digressione. Questa civiltà, figliuoli -miei, questa civiltà mi sta finendo lo stomaco! — Chiusa, chiusa la -digressione. — Storia. — A lei, Giglio. (_Si sente picchiare alla -porta_). Chi è? — Avanti! - - -SCENA QUARTA. - -DETTI e ROSARIA. - - -ROSARIA - -(_entrando per la comune e chiamando a sè il signor Paolino con un -comico gesto della mano_). - -Qua un momentino, signor professore! - -PAOLINO. - -Che volete? Sto a far lezione; e sapete bene che quando sto a far -lezione.... - -ROSARIA. - -Lo so, benedetto Iddio, lo so! Ma appunto perchè lo so, se sono -entrata, mi scusi, è segno che debbo dirle qualche cosa che preme. - -PAOLINO - -(_agli scolari_). - -Abbiate pazienza un momento. — (_Appressandosi a Rosaria_) — Cosa che -preme? - -ROSARIA. - -È venuta una signora, con un ragazzo, che — dice — lei la conosce bene. - -PAOLINO. - -La mamma di qualche allievo? - -ROSARIA - -(_sospettosa_). - -Non so. — Sarà! — Ma è agitatissima.... - -PAOLINO. - -Agitatissima? - -ROSARIA. - -Sissignore. E, chiedendo di lei, si è fatta bianca, rossa.... di cento -colorì. - -PAOLINO. - -Ma chi è? il nome! V’ho detto mille volte di domandare il nome a chi -viene a cercar di me! - -ROSARIA. - -E l’ho fatto! Me l’ha detto. Si chiama.... — aspetti.... — la -signora.... la signora Pe.... - -PAOLINO - -(_con un balzo, quasi atterrito, in vivissima agitazione_). - -Perella? — La signora Perella, qua? — Oh Dio! E che sarà avvenuto?... -Aspettate.... aspettate.... — Ditele che attenda un po’. - -ROSARIA. - -Ah, la conosce dunque davvero? - -PAOLINO - -(_facendole gli occhiacci_). - -Non mi seccate! Ditele che attenda un po’. - -ROSARIA. - -Va bene.... va bene.... (esce). - -PAOLINO - -(_cercando di dominare l’agitazione e riaccostandosi alla scrivania_). - -Ragazzi, non.... non perdiamo tempo. — Guardate: invece della storia e -della geografia, mi.... mi farete anche oggi una versioncina.... - -GIGLIO e BELLI - -(_protestando_). - -Ma no, scusi, professore! - -PAOLINO. - -Dall’italiano in latino! - -GIGLIO e BELLI. - -No, professore, per carità! - -PAOLINO. - -Facile facile. - -GIGLIO. - -L’abbiamo fatto jeri! - -BELLI. - -Sempre latino! sempre latino! - -PAOLINO. - -È il vostro debole! - -GIGLIO. - -Ma non ne possiamo più! - -PAOLINO - -(_severo_). - -Basta così! - -BELLI. - -Non abbiamo neanche i dizionari. - -PAOLINO. - -Ve li darò io! (_Li cava in fretta dallo scaffale_). Eccoli qua! — A -voi! - -GIGLIO. - -Ma professore.... - -PAOLINO. - -Basta così, ho detto! (_Prende dalla scrivania un libro e comincia a -sfogliarlo_) — Tradurrete.... tradurrete.... (_Cercando, si distrae -e comincia a parlare tra sè_). Qua?... così per tempo?... E quando -mai?... Che.... (_s’accorge che i due scolari guardano curvi, e intenti -nel libro ch’egli tiene aperto in mano, come se vi cercassero le parole -da lui proferite, e si riprende_) Che cercate? - -GIGLIO. - -Eh.... la traduzione.... - -BELLI. - -Quello che lei leggeva.... - -PAOLINO. - -Io non leggevo un corno! — Tradurrete — ecco — qua.... questo passo -qua.... breve breve. — Oh! Mi farete il piacere.... (_va ad aprire -l’uscio dello sgabuzzino in fondo e li attira a sè col gesto delle -mani_) qua, venite qua.... — di mettervi qua, in questo camerino.... -abbiate pazienza! - -BELLI - -(_con orrore_). - -Là? - -GIGLIO - -(_c. s._). - -Professore, ma non ci si vede! - -PAOLINO. - -Abbiate pazienza, per un momentino! Andiamo! (_Li spinge dentro_). -Traducete ciascuno per conto vostro, mi raccomando! Al lavoro, al -lavoro. Non perdiamo tempo! (_Richiude l’uscio e corre alla comune -per invitare la signora Perella a entrare_). Signora, venga.... venga -avanti.... - - -SCENA QUINTA. - -_Il signor_ PAOLINO, _la_ SIGNORA PERELLA _e_ NONÒ _poi, dietro l’uscio -in fondo_, GIGLIO _e_ BELLI. - - Entra per l’uscio a sinistra la signora PERELLA con NONÒ. La - signora PERELLA sarà la virtù, la modestia, la pudicizia in - persona; il che disgraziatamente non toglie ch’ella sia incinta - da due mesi — per quanto ancora non paja — del signor PAOLINO, - professore privato di NONÒ. Ora viene a confermare all’amante il - dubbio divenuto pur troppo certezza. La pudicizia e la presenza - di NONÒ le impediscono di confermarlo apertamente; ma lo lascia - intendere con gli occhi e anche — senza volerlo — con l’aprir di - tanto in tanto la bocca, per certi vani conati di vomizione, da - cui, nell’esagitazione, è assalita. Si porta allora il fazzoletto - alla bocca, e con la stessa compunzione con cui vi verserebbe delle - lagrime, vi verserà invece di nascosto un’abbondante e sintomatica - salivazione. La signora PERELLA è molto afflitta, perchè certo - per le sue tante virtù e per la sua esemplare pudicizia non si - meriterebbe questo dalla sorte. Tiene costantemente gli occhi - bassi; non li alza se non di sfuggita per esprimere al signor - PAOLINO, di nascosto da NONÒ, la sua angoscia e il suo martirio. - Veste, s’intende, con goffaggine, perchè la moda ha per sua natura - l’ufficio di render goffa la virtù, e la signora PERELLA è pur - costretta ad andar vestita secondo la moda, e Dio sa quanto ne - soffre. Parla con querula voce, quasi lontana, come se realmente - non parlasse lei, ma il burattinaio invisibile che la fa muovere, - imitando malamente e goffamente una voce di donna malinconica. Se - non che, ogni tanto, urtata o punta sul vivo, se ne dimentica, e ha - scatti di voce, toni e modi naturalissimi. Nonò ha un bellissimo - aspetto di simpatico gatto, con un magnifico cravattone rosso - a farfalla e un collettone rotondo inamidato. Non sarebbe male - che impugnasse con molta convinzione un bastoncino di quelli per - ragazzi con testina di cane. Ride spesso, e più spesso ancora - tira sorsi col naso per risparmiare il fazzoletto che gli fa bella - comparsa sporgente dalla tasca in petto, ben ripiegato e intatto. - - -PAOLINO - -(_subito, scambiando uno sguardo d’intelligenza con la signora e -smorendo alla vista di lei che con gli occhi gli fa cenno di badare -alla presenza di Nonò_). - -Sì? Ah Dio... sì?... (_Volgendosi a Nonò, per rispondere al cenno della -signora_). Caro Nonò. - -NONÒ. - -Buon giorno! - -PAOLINO. - -Buon giorno! Bravo, il mio Nonò.... S’accomodi signora — (_Piano, -porgendole da sedere_). Non c’è più dubbio? proprio certo? (_A un -nuovo e più pressante cenno degli occhi della signora, voltandosi verso -Nonò_). Eh, sei venuto a trovare il tuo professore, Nonotto bello? - -NONÒ - -(_fa cenno di no col dito, prima di parlare, con un verso che gli è -abituale_). - -Siamo andati a Santa Lucia, allo Scalo. - -PAOLINO. - -Ah si? A veder le barchette? - -NONÒ - -(_c. s._). - -A domandare a che ora arriva papà col «_Segesta_». (_Poi, con un -sorriso da scemo, guardando e indicando a Paolino la madre che, appena -seduta, apre la bocca come un pesce_). Ma ecco che mamà apre di nuovo -la bocca! - -PAOLINO - -(_rivoltandosi di scatto_). - -Chi? come? la bocca? (_Spaventato alla vista della bocca aperta della -signora_). Oh Dio! che è?... che è?... (_E accorre a lei che, alzandosi -col fazzoletto alla bocca, ora si reca in fondo alla scena, presso -l’uscio dello sgabuzzino_). - -SIGNORA PERELLA - -(_appoggiandosi sfinita a uno degli scaffali, col fazzoletto sempre -alla bocca e facendo cenni disperati a Paolino di non accostarsi e di -badare per amor di Dio a Nonò_). - -Per carità.... per carità.... - -NONÒ - -(_a Paolino che si volge a lui come basito, placidamente e sorridente_): - -Da tre giorni apre la bocca così! - -PAOLINO. - -Ah, ma non è niente sai, caro Nonò.... Niente! La.... la mamma... la -mamma sbadiglia, — ecco. — Così.... — sbadiglia. - -NONÒ - -(_facendo prima il solito verso col dito, e poi con lo stesso dito, -accennando allo stomaco_). - -È cosa che le viene di qua. - -PAOLINO - -(_con un grido_). - -No! Benedetto figliuolo, che dici? - -NONÒ. - -Ma sì, sì, debolezza di stomaco. L’ha detto lei! - -PAOLINO - -(_rifiatando_). - -Ahhh — già.... — ecco, sì — debolezza, va bene. Un po’ di debolezza di -stomaco, Nonò! Nient’altro! - -SIGNORA PERELLA - -(_gemendo dal fondo della scena_). - -Ah! per carità.... - -NONÒ. - -E ora sputa dentro il fazzoletto, guarda! tanto tanto! - -SIGNORA PERELLA. - -Per carità.... - -PAOLINO. - -Ma Nonò! insomma? Sei impazzito? Sono cose che si dicono, queste? - -NONÒ. - -Perchè no? - -SIGNORA PERELLA - -(_lamentosa, senza forza di parlare_). - -Le dice.... le dice anche davanti alla persona di servizio.... - -NONÒ. - -E che male c’è? - -PAOLINO. - -Nessun male, no! Ma scusa, ti pare buona educazione, davanti a una -persona di servizio? - -SIGNORA PERELLA - -(_c. s._). - -E al padre! Subito lo dirà al padre, appena lo vedrà arrivare! (_A -Paolino, con terrore, piano_). Arriva oggi! Arriva oggi! - -PAOLINO - -(_restando allibito_). - -Oggi? - -NONÒ - -(_festante, battendo le mani_). - -Oggi, sì! (_Subito accorrendo alla madre, con petulanza_). Oh, mi -mandi, mi mandi col marinajo a bordo? - -PAOLINO. - -Ma Nonò! Scostati! - -NONÒ - -(_per rassicurarlo_). - -Non è niente! Ora le passa. (_Alla madre_). Mi mandi a bordo, mamà? Sì, -sì! Mi piace tanto quando papà dal ponte comanda la manovra d’attracco, -col berretto da capitano e il cappotto di tela cerata! Mi mandi mamà? - -SIGNORA PERELLA. - -Ti mando, sì.... ti mando.... (_A Paolino, indicando Nonò_). Mi fa -morire.... - -PAOLINO. - -Ah, Nonò, ti perdo tutta la stima, sai? Non vedi che mamma soffre? - -NONÒ. - -Mi fa tanto ridere, quando apre la bocca così (_eseguisce_) come un -pesce.... - -PAOLINO. - -Bravo! La mamma soffre, e tu ridi! Bravo! E lo dirai anche a papà, che -la mamma apre la bocca come un pesce, perchè ne rida anche lui, è vero? -(_Va alla scrivania e ne prende un grosso libro illustrato_). Guarda: -ti volevo regalar questo, oggi! - -NONÒ. - -«_La vita degli insetti_....». Oh bello! Sì! Sì! - -PAOLINO. - -No, caro! Tu sei cattivo, e non te lo darò più. - - A questo punto si sente picchiare forte all’uscio in fondo, e - contemporaneamente: - -_Le voci di_ GIGLIO _e_ BELLI. - -Professore! Professore! - -SIGNORA PERELLA - -(_ancora presso l’uscio, balzando e correndo avanti, atterrita_). - -Oh Dio!... Chi è? - -PAOLINO. - -Ma sono quegli animali! Niente, signora, due scolari.... non tema! - -NONÒ. - -Oh bella! Nascosti là? - -PAOLINO - -(_recandosi all’uscio in fondo, aprendolo appena e introducendovi il -capo_). - -Che diavolo volete? - -NONÒ - -(_accostandosi curioso per vedere tra le gambe di Paolino_). - -Li tieni lì in castigo? - -SIGNORA PERELLA - -(_richiamandolo_). - -Nonò, qua! - -_La voce di_ GIGLIO. - -Un lume! una candela almeno, signor professore! Non ci si vede! - -_La voce di_ BELLI. - -Non riusciamo a decifrar le lettere nel dizionario! - -PAOLINO. - -Sta bene! Silenzio! Vi porterò una candela! (_richiude l’uscio_). - -NONÒ. - -E perchè li hai nascosti lì dentro? - -PAOLINO. - -Ma non li ho nascosti! Fanno una versione. - -NONÒ - -(_spaventato_). - -Al bujo? - -PAOLINO. - -No, vedi? Vado a prender loro un lume (_s’avvia_). - -NONÒ. - -Io intanto guardo il libro. - -PAOLINO. - -Ah, no! non te lo dò più.... non te lo dò! - - Esce per la comune e, poco dopo, rientra con una candela accesa - in mano. Nel frattempo, i due scolari GIGLIO e BELLI, prima l’uno - e poi l’altro, sporgono il capo dall’uscio in fondo a guardare - con sorrisi maliziosi la signora PERELLA, che se ne spaventa, - mortificata; e poi NONÒ, cacciando fuori la lingua. - -NONÒ - -(_a Paolino che rientra_). - -Han cacciato fuori la testa, sai? - -SIGNORA PERELLA - -(_tremante_). - -M’hanno vista! m’hanno vista! - -NONÒ. - -Prima l’uno e poi l’altro! E mi hanno fatto così! (_caccia fuori la -lingua_). - -PAOLINO. - -Ho dimenticato di chiudere a chiave! Pazienza, signora! (_Si reca -all’uscio in fondo, lo apre di nuovo appena, porge la candela_). Ecco -qua la candela! Attendete alla traduzione! (_richiude l’uscio a chiave. -Poi, appressandosi a Nonò_). Dunque tu vorresti codesto libro? - -NONÒ. - -Io, sì! L’hai comprato per me? - -PAOLINO. - -Sì. E te lo dò; ma a patto che tu prometti.... - -NONÒ. - -Sì, sì.... (_Guarda la madre che riapre la bocca_). Ma, oh! — guarda. È -inutile! Io non lo dico, ma lei lo rifà! - -PAOLINO. - -Ah Dio! ah Dio! Ma questo è atroce! (_Volgendosi a Nonò_). Tu intanto, -caro mio, non lo ridici più! Ho la tua promessa, bada! Se non mantieni, -il libro, via! — Mettiti qua (_lo fa sedere su una seggiola con le -spalle voltate verso la madre, gli colloca su un’altra davanti il -libro_) ecco così — e guardatelo! (_S’appressa alla signora Perella, -che combatte ancora col fazzoletto sulla bocca_). È atroce! è atroce! È -d’una evidenza che grida, tutto questo! - -SIGNORA PERELLA - -(_lamentosa_). - -Sono perduta.... sono finita.... non c’è più rimedio per me.... La -morte sola.... - -PAOLINO. - -Ma no! che dici? - -SIGNORA PERELLA. - -Sì.... sì.... - -PAOLINO. - -Se t’avvilisci così, fai peggio! - -SIGNORA PERELLA. - -Ma tu capisci, che se mi viene di farlo davanti a lui.... - -PAOLINO. - -E tu non farlo! - -SIGNORA PERELLA - -(_con scatto di voce naturale_). - -Come se dipendesse da me!... Mi viene. (_Rimettendosi a parlar come -prima_). Ed è lo stesso segno, preciso, di quando fu di Nonò! - -PAOLINO. - -Anche allora? Ah! E lui lo sa? - -SIGNORA PERELLA. - -Lo sa. E ne rideva, quando me lo vedeva fare, come ora ne ride Nonò.... - -PAOLINO. - -Oh Dio! Ma allora se ne accorgerà? - -SIGNORA PERELLA. - -Sono perduta.... sono finita.... - -PAOLINO. - -Ma non puoi sforzarti di non farlo, perdio? - -SIGNORA PERELLA. - -Mi viene di qua, all’improvviso.... Una specie di contrazione! - -NONÒ - -(_accorrendo col libro in mano_). - -Oh guarda, mamma! Bello! Il ragnetto che tesse la tela! - -PAOLINO - -(_con scatto d’ira, ma subito frenandosi e passando a una comica -esageratissima affettuosità_). - -Ma sì, lascia in questo momento.... caro Nonotto bello: il ragnetto -sì, che tesse la tela.... guàrdatelo da te! Ci sono tant’altre belle -bestioline, sai? tante! tante! guàrdatele da te; chè poi mamma -se le guarderà anche lei con comodo, eh? Ragnetti, formichette, -farfalline.... (_Lo rimette a sedere c. s._). Qua, qua.... bonino! -bonino! - - Si sente di nuovo picchiare all’uscio in fondo e - contemporaneamente: - -_La voce di_ BELLI. - -Professore! Professore! - -PAOLINO. - -Parola d’onore, io li uccido! (_Correndo all’uscio in fondo e -aprendolo c. s._). Che altro c’è? Non sapete star fermi un quarto -d’ora ad attendere a una versione, che farebbe un ragazzino dà seconda -ginnasiale? - -BELLI - -(_sporgendo il capo dall’uscio_). - -Non solo, ma anche, signor professore. - -PAOLINO. - -Che cosa, ma anche? - -BELLI. - -Dice così qua (_mostra il libro_). Non solo ma anche. — Forma -avversativa, è vero? - -PAOLINO. - -Avversativa? Come avversativa, asino! Non vede che esprime una -coordinazione? - -GIGLIO - -(_facendosi avanti_). - -Ecco! ecco, sissignore! gliel’ho detto io, signor professore! Crescente -d’intensità, e di valore.... - -PAOLINO. - -Ma se lo sa anche quel ragazzino là (_indica Nonò_). «_Non solo, ma -anche_», a te, Nonò! Come si traduce? _Non solo_.... - -NONÒ - -(_pronto, sorgendo in piedi, sull’attenti_). - -_Non solum!_ - -PAOLINO. - -Benissimo! Oppure? - -NONÒ. - -Oppure.... _Non tantum_! - -PAOLINO. - -Benissimo! Oppure? - -GIGLIO. - -_Non modo_, signor professore, _non modo_, o _tantùmmodo_! - -PAOLINO - -(_ricacciandoli dentro lo sgabuzzino_). - -Ma se lo sapete! Andiate al diavolo tutt’e due! (_Richiude l’uscio_). - -SIGNORA PERELLA. - -Dio, che vergogna.... Dio, che vergogna! - -PAOLINO. - -Ma no! Perchè? Non temere! Tu figuri qua la mamma d’un allievo.... Ho -interrogato Nonò apposta! È per quella maledetta Rosaria, piuttosto! - -SIGNORA PERELLA. - -Come m’ha guardata! Come m’ha guardata! - -PAOLINO. - -Hai fatto male a venire.... Sarei venuto io prima di sera! - -SIGNORA PERELLA. - -Ma il _Segesta_ arriva alle cinque! Avevo bisogno di prevenirti che -non c’era più dubbio.... Lo vedi?... Non c’è, non c’è più dubbio, -purtroppo.... Come farò? - -PAOLINO. - -Sai quando ripartirà? - -SIGNORA PERELLA. - -Domani stesso! - -PAOLINO. - -Domani? - -SIGNORA PERELLA. - -Sì, per il Levante! e starà fuori altri due mesi, per lo meno! - -PAOLINO. - -Passerà dunque qui soltanto questa notte? - -SIGNORA PERELLA. - -Ma farà come tutte le altre volte, ne puoi star sicuro! - -PAOLINO. - -No, perdio, no! - -SIGNORA PERELLA. - -Ma come no?... Lo sai.... - -PAOLINO. - -Non deve farlo! - -SIGNORA PERELLA. - -E come? Come? Non lo sai, com’è? Sono perduta, Paolino.... Sono -perduta.... - - Si sente picchiare all’uscio a sinistra. - -PAOLINO. - -Chi è? - - -SCENA SESTA. - -DETTI _e_ ROSARIA. - - -ROSARIA - -(_aprendo l’uscio_). - -Prendo, se permette, la chiave lasciata dal signor Totò per suo -fratello il dottore. L’ho dimenticata qua sul tavolino (_s’avvia per -prenderla_). - -PAOLINO - -(_a cui è balenata un’idea_). - -Il dottore?... Aspettate!... È di là il dottore? - -ROSARIA. - -Vuole la chiave. - -PAOLINO - -(_levandole la chiave dalle mani_). - -Datela a me. Ditegli che aspetti un momentino, perchè ho da parlargli. - -ROSARIA. - -Ma casca dal sonno, sa? Ha vegliato tutta la notte. - -PAOLINO. - -Vi ho ordinato di dirgli che aspetti un momento. - -ROSARIA. - -Ecco: sarà obbedito.... (_esce_). - -SIGNORA PERELLA - -(_spaventata_). - -Oh Dio, che vuoi fare? Che vuoi fare col dottore, Paolino? - -PAOLINO. - -Non lo so. Gli parlerò. Gli domanderò ajuto, consiglio. - -SIGNORA PERELLA. - -Che ajuto? Per me? - -PAOLINO. - -Sì! Lasciami fare, lasciami tentare.... - -SIGNORA PERELLA. - -No, no, Paolino! Che vuoi dirgli? Per carità! - -PAOLINO. - -Ma bisogna ch’io t’ajuti! - -SIGNORA PERELLA. - -Mi comprometti! - -PAOLINO. - -Vuoi morire? - -SIGNORA PERELLA. - -Ah, piuttosto morire! E non questa vergogna! - -PAOLINO. - -Tu sei pazza! Ci sono qua io! Lascia fare a me.... - -SIGNORA PERELLA. - -Che cosa? - -PAOLINO. - -Non lo so, ti dico! Qualche cosa! Il dottore è amico mio, intimo, da -fratello. Lasciami parlare con lui. Tu vattene! Verrò a casa prima -dell’arrivo del Segesta. Sarò a tavola con voi! (_Andando verso Nonò -che seguita a guardare il libro!_) Su, Nonò.... Pòrtati via codesto -libro e vai con la mamma, chè più tardi io verrò a scriverti qua -(indica il frontespizio del libro) una bella dedica: «Al caro Nonotto -in premio dei suoi progressi nello studio del latino». Va bene? - -NONÒ. - -Sì, sì.... È tanto bello, sai? anche com’è scritto! - -PAOLINO. - -Dammi un bacio. - -SIGNORA PERELLA. - -E ringrazia il signor professore, Nonò.... - -NONÒ. - -(_solito gesto col dito; poi_): - -Non c’è n’è bisogno. - -SIGNORA PERELLA. - -Come non ce n’è bisogno? - -NONÒ. - -Me l’ha detto lui (_a Paolino_). È vero? - -PAOLINO. - -Verissimo, verissimo! Vai, vai, Nonò.... - -NONÒ. - -Vieni anche a tavola con noi? - -PAOLINO. - -Sì e ti porterò le pasterelle che ti piacciono.... - -NONÒ. - -Sì, sì.... Addio! Presto, eh? - -PAOLINO. - -A rivederla tra poco, signora. (_Piano_). Coraggio! coraggio! - -SIGNORA PERELLA. - -A rivederla! - - Esce per la comune con NONÒ, accompagnata dal signor PAOLINO. La - scena resta vuota un momento. - - -SCENA SETTIMA. - -PAOLINO, il DOTTOR PULEJO, poi GIGLIO e BELLI. - - -PAOLINO. - -(_dando passo al dottor Pulejo_). - -Entra, entra, dottore.... (_lo fa entrare; entra anche lui_). E siedi -lì (_gl’indica una poltrona_). - -PULEJO - -(_bell’uomo, sui trent’anni, biondo, con gli occhiali_). - -Seggo? Ah no davvero! Ho bisogno d’andare a dormire, io, caro mio! - -PAOLINO. - -E io ti dico, invece, che te ne puoi scordare per oggi! - -PULEJO. - -Che? - -PAOLINO. - -Ho da parlarti d’una cosa gravissima! - -PULEJO. - -E vuoi che non vada a dormire? Tu sei matto! - -PAOLINO. - -Sei medico, sì o no? - -PULEJO. - -Ah. Hai forse bisogno della mia professione? - -PAOLINO. - -Sì, subito! - -PULEJO. - -E va bene: parla. - -PAOLINO. - -Parlo.... già! parlo.... Ti dico che si tratta d’una cosa gravissima, -e vuoi che ti parli così, su due piedi, mentre mi dici che hai sonno e -che vuoi andare a dormire? - -PULEJO. - -Ma se ho sonno, scusa, c’è poco da dire: ho sonno! Ho diritto anch’io -di dormire, dopo una notte di guardia, mi pare! - -PAOLINO. - -Ti faccio portare un caffè! due caffè! - -PULEJO. - -Ma che caffè! Parla piuttosto! - -PAOLINO. - -Oh, sai che faccio? M’arrampico, là su quello scaffale; mi butto giù; -mi fratturo una gamba, e ti costringo a starmi attorno per una mezza -giornata! - -PULEJO. - -Bravissimo! Mi costringerai a curarti la gamba; ma non parlerai. - -PAOLINO. - -Sì, sì, che parlerò, perdio! - -PULEJO. - -Parlerai; ma io non ti darei ascolto, perchè dovrei curarti la gamba. - -PAOLINO. - -Ma non andrai a dormire! - -PULEJO. - -E che ci guadagnerai, scusa? Io perderò il sonno; tu ti fratturerai la -gamba; e mezza giornata andrà perduta. Se invece mi lasci riposare un -pajo d’ore.... - -PAOLINO. - -Non posso! non posso! Non c’è tempo da perdere! Mi devi dare ajuto -subito! - -PULEJO. - -Ma che ajuto? Di che si tratta insomma? - -PAOLINO. - -Della mia vita, Nino! della mia vita, perchè — se tu non m’ajuti — -sono un uomo finito, io: morto: da sotterrare! e non io solo! è in -giuoco la vita di quattro persone.... no, no, di cinque anzi; sì, quasi -di cinque! Perchè io, al punto in cui mi trovo, posso fare anche una -carneficina! - -PULEJO. - -Nientemeno! - -PAOLINO. - -Sì, sì, te lo giuro! Nasce un macello, te lo giuro! - -PULEJO. - -Ma insomma, che cos’è? che t’è accaduto? - -PAOLINO. - -Devi darmi un rimedio, subito, in mattinata! - -PULEJO. - -Rimedio! Che rimedio? - -PAOLINO. - -Non lo so! Lasciami dire.... - -PULEJO. - -Se dipende da me.... - -PAOLINO. - -Sì, un rimedio che forse tu solamente mi puoi suggerire. - -PULEJO. - -Ebbene, sentiamo. (_Siede_). - -PAOLINO. - -M’ascolti bene? - -PULEJO. - -Ma sì, perdio! Parla! - -PAOLINO. - -Come a un fratello, bada! Ti parlo come a un fratello. Anzi, no! il -medico è come il confessore, non è vero? - -PULEJO. - -Certo. Abbiamo anche noi il segreto professionale. - -PAOLINO. - -Ah, benissimo. Ti parlo allora anche sotto il sigillo della -confessione. Come a un fratello e come a un sacerdote. (_Si posa -una mano su lo stomaco, e con uno sguardo d’intelligenza, aggiunge, -solennemente_). Tomba, oh! - -PULEJO - -(_ridendo_). - -Tomba, tomba, va bene! Avanti! - -PAOLINO. - -Nino! _(sbarra tanto d’occhi, stende una mano e congiunge l’indice e il -pollice quasi per pesare le parole che sta per dire_). Perella ha due -case. - -PULEJO - -(_stordito_). - -Perella? E chi è Perella? - -PAOLINO - -(_prorompendo_). - -Perella il capitano, perdio! (_Poi, piano, ricordandosi che di là ci -sono i due scolari_). Perella della Navigazione Generale! capitano di -lungo corso! il comandante del _Segesta_! - -PULEJO. - -Va bene, sì. Ho capito. Il capitano Perella. Non lo conosco. - -PAOLINO. - -Ah, non lo conosci? Tanto meglio! Ma tomba lo stesso, oh! (_Con la -stessa aria cupa e grave ripiglia_): Due case. Una qua, una a Napoli. - -PULEJO. - -Fortunato. Due case. E poi? - -PAOLINO - -(_lo squadra; poi scomponendosi tutto nella rabbia che lo divora_). - -Ah, ti par niente? Un uomo ammogliato, e con figlio, che approfitta -vigliaccamente del suo mestiere di marinajo e si fa un’altra casa in -un altro paese, con un’altra donna, ti par niente? Ma sono cose turche, -perdio! - -PULEJO. - -Turchissime, chi ti dice di no? Ma a te, che te n’importa? Che c’entri -tu? - -PAOLINO. - -Ah, che me n’importa a me, tu dici? - -PULEJO. - -Che è tua parente, la moglie di Perella? - - Si sente picchiare ancora, forte, all’uscio in fondo. - -_Le voci di_ GIGLIO _e_ BELLI. - -Professore! Professore! - -PAOLINO - -(_scattando_). - -Ancora! Io faccio davvero uno sproposito, oggi! (_Senza alzarsi, urla -verso l’uscio in fondo_). Che altro avete? - -_La voce di_ BELLI. - -Abbiamo finito, professore! - -_La voce di_ GIGLIO. - -Apra! Qua si soffoca! Apra! - -PAOLINO. - -Ancora un momento! Non è possibile che abbiate finito! - -_La voce di_ BELLI. - -Ma se abbiamo finito, scusi! - -_La voce di_ GIGLIO. - -Non respiriamo più, qua dentro! Apra! - -PAOLINO. - -Non apro un corno! Correggete, e statevi zitti! L’ora non è finita. -(_Al dottor Pulejo_). Ah, non deve importarmene, tu dici, perchè non è -mia parente? E se fosse? - -PULEJO. - -Ah, se è una tua parente... - -PAOLINO. - -No! È una povera donna, che soffre pene d’inferno! Una donna onesta, -capisci? tradita in un modo infame, capisci? dal proprio marito! -C’è bisogno d’esser parente per sentirsene rimescolare, indignare, -rivoltare? - -PULEJO. - -Ma sì.... sì.... però non vedo che ci possa fare io, scusa.... - -PAOLINO. - -Se non mi lasci finire, sfido! Mi piace, intanto, codesta tua -placidità, mentre io friggo. — Non vedi che friggo? Permetti? (_gli -afferra una mano e gliela stringe fino a farlo gridare_). - -PULEJO - -(_ritirando la mano_). - -Ahi! Oh, mi fai male! Sei matto? - -PAOLINO. - -Ma per farti sentire com’è quando si parla degli altri! Li guardi -da fuori, tu, gli altri; e non te n’interessi! Che cosa sono per -te? Niente! Immagini che ti passano davanti, e basta! Dentro, dentro -bisogna sentirli; immedesimarsi; provarne.... ecco, così.... (_indica -la mano che il dottore si liscia ancora_) una sofferenza, facendola -tua! - -PULEJO. - -Grazie tante, caro! Mi bastano le mie! Ognuno, le sue. Ma sai che sei -buffo davvero? (_ride guardandolo_). - -PAOLINO. - -Esilarante, eh, lo so! Esilarantissimo. Lo so. La vista chiara, aperta, -delle passioni — e siano anche le più tristi, le più angosciose — ha il -potere, lo so, di promuovere le risa in tutti! Sfido! non le avete mai -provate, o usi come siete a mascherarle (perchè siete tutti foderati -di menzogna!), non le riconoscete più in un pover’uomo come me, che ha -la sciagura di non saperle nascondere e dominare! _Sèntimi! sèntimi_, -perdio! Dentro di te, _sèntimi_! Io soffro! - -PULEJO. - -Ma di che soffri? Eccomi! Sono qua! Se non mi dici di che soffri! Mi -parli della signora Perella.... - -PAOLINO. - -Ma appunto, sì, di lei! - -PULEJO. - -Soffri della signora Perella? - -PAOLINO. - -Sì, Nino mio! Perchè tu non sai! tu non sai! Lasciami dire. Quel caro -capitano Perella, quel carissimo capitano Perella non si contenta, -capisci? di tradire la moglie, d’avere un’altra casa a Napoli, come ti -dicevo, con un’altra donna. No! Ha tre o quattro figli là, con quella, -e uno qua, con la moglie. Non vuole averne altri! - -PULEJO. - -Eh, cinque — mi pare che bastino! - -PAOLINO. - -Ah così tu la pensi? Con la moglie ne ha uno, uno solo! Quelli di -là non sono legittimi; e se ne ha qualche altro là con quella, può -buttarlo via come niente, in un ospizio di trovatelli, capisci? Invece, -qua, con la moglie, no! D’un figlio legittimo non potrebbe disfarsi, è -vero? - -PULEJO. - -Naturalmente.... - -PAOLINO. - -E allora, brutto manigoldo, che ti combina? (Oh, dura da tre anni, sai, -questa storia!). Ti combina che, nei giorni che sbarca qui, piglia il -più piccolo pretesto per attaccar lite con la moglie, e la notte si -chiude a dormir solo. Le sbatte la porta in faccia, capisci? ci mette -il paletto; il giorno appresso, se ne riparte, e chi s’è visto, s’è -visto! Da tre anni — così. - -PULEJO - -(_con una commiserazione da cui non riesce a staccare un sorriso_). - -Oh povera signora.... — la porta in faccia? - -PAOLINO. - -In faccia.... — e il paletto.... — e il giorno appresso.... (_gesto -della mano per significare che se la fila_). - -PULEJO. - -Povera signora, ma guarda! - -PAOLINO. - -Ah, così.... E non sai dirmi altro? - -PULEJO. - -E che vuoi che ti dica? Non capisco ancora, scusa, che cosa ci possa -fare io.... Mi dispiace.... mi duole.... - -PAOLINO. - -E basta? Se fosse tua sorella, se Perella fosse tuo cognato e tu -sapessi che tratta la moglie così.... - -PULEJO. - -Ah, perdio! Lo piglierei per il collo! - -PAOLINO. - -Lo vedi? Lo vedi? Per il collo lo piglieresti! - -PULEJO. - -Sfido! Da fratello! - -PAOLINO. - -E se questa povera signora, fratelli, non ne ha? e non ha nessuno? -nessuno, dico, che possa, legittimamente prenderlo per il collo, questo -signor capitano Perella, e richiamarlo ai suoi doveri di marito, si -deve lasciar perire così una donna, senza darle ajuto? Ti pare giusto? -ti pare onesto? - -PULEJO. - -Già.... — ma tu?... - -PAOLINO. - -Io, che cosa? - -PULEJO. - -Scusa.... — come le sai tu, prima di tutto, codeste cose? - -PAOLINO. - -Come le so!... Le so.... le so.... perchè..,, sì, da.... da un anno -io.... do lezione di.... latino al ragazzo, al figlio di Perella, che -ha undici anni.... - -PULEJO - -(_comprendendo_). - -Ah.... Era quella signora che è uscita di qua, poco fa, con un ragazzo? - -PAOLINO - -(_subito quasi saltandogli addosso_). - -Tomba, oh! Segreto professionale! - -PULEJO. - -Ma sì, diavolo! Non dubitare!... - -PAOLINO. - -Per carità! La virtù in persona! E tu non puoi sapere, Nino mio, non -puoi sapere quanta pietà m’ha inspirato, per tutte le lagrime che ha -pianto, quella povera signora! E che bontà! che nobiltà di sentimenti! -che purezza! Ed è pure bella! L’hai vista? - -PULEJO. - -No.... Col velo abbassato.... - -PAOLINO. - -È bella! Fosse brutta, capirei. È bella! Ancora giovane! E vedersi -trattata così, tradita, disprezzata e lasciata in un canto, là, come -uno straccio inutile.... Vorrei vedere chi avrebbe saputo resistere! -chi non si sarebbe ribellata! E chi può condannarla? (_Quasi venendogli -con le mani in faccia_). Tu oseresti condannarla? - -PULEJO - -(_arretrando_). - -Io no! - -PAOLINO. - -Vorrei veder questa, che tu la condannassi! - -PULEJO. - -Ma no! Se è vero che il marito la tratta così.... - -PAOLINO. - -Così! così! Non metterai in dubbio, spero, la mia parola! - -PULEJO. - -Ma nient’affatto! - -PAOLINO. - -E allora, amico mio, dammi subito una mano per salvarla, perchè questa -donna si trova adesso come sospesa all’orlo d’un precipizio. Ajutami, -ajutami, prima che precipiti giù! Bisogna salvarla! - -PULEJO. - -Già.... ma come? - -PAOLINO. - -Come? E non intendi quale può essere il precipizio per lei, lasciata lì -da tre anni dal marito? Si trova.... si trova purtroppo.... - -PULEJO - -(_lo guarda, crede di capire e non vorrebbe_). - -Che?... - -PAOLINO - -(_esitante, ma in modo da non lasciar dubbio_). - -Sì.... in una.... in una terribile situazione.... disperata.... - -PULEJO - -(_irrigidendosi e guardandolo ora severamente e freddamente_). - -Ah, no no, caro! Ah, non faccio di queste cose, io sai? Non voglio mica -aver da fare col Codice Penale, io! - -PAOLINO - -(_con uno scatto pieno di stupore e di sdegno_). - -Pezzo d’imbecille! E che ti figuri adesso? che ti figuri che io voglia -da te? - -PULEJO. - -Come, che mi figuro! Sono medico.... e se mi dici che si trova.... - -PAOLINO. - -Pezzo d’asino! E per chi m’hai preso? Ma quella è una donna onesta! -Quella, ti dico, è la virtù fatta persona! - -PULEJO. - -E via.... lasciamo andare! - -PAOLINO. - -No! Senza lasciare andare! È così come ti dico! - -PULEJO. - -Sarà! Ma scusa, non mi domandi?... - -PAOLINO - -(_incalzando_). - -Che ti domando? Vuoi che ti domandi un delitto? Una immoralità di -questo genere, per lei e per me stesso? Mi credi un birbaccione capace -di tanto? che chieda il tuo ajuto per.... Oh! mi fa schifo, orrore, -sodo a pensarlo! - -PULEJO - -(_perdendo del tutto la pazienza_). - -Ma insomma: mi dici che corno vuoi, allora, da me? — Io -non-ti-ca-pi-sco! - -PAOLINO - -(_imperterrito_). - -Quello che è giusto, voglio! Voglio quello che è onesto e morale! - -PULEJO. - -Che cosa? - -PAOLINO - -(_a gran voce_). - -Che Perella sia un buon marito — voglio! Che non sbatta più la porta in -faccia alla moglie, quando sbarca qui! — Questo voglio! - -PULEJO. - -E lo vuoi da me, questo? (_Scoppia in una interminabile risata_). Ah! -ah! ah! ah! E che pre.... e che pre.... e che pretendi.... ohi ohi -ohi.... ah.... ah.... ah.... pre.... pretendi che costringa l’asino a -bere per forzai?... ah! ah! ah! - -PAOLINO - -(_mentre il dottore seguita a ridere, guardandolo in bocca_). - -Che ridi, che ridi, animalone? C’è in vista una tragedia, e tu ridi? -una donna minacciata nell’onore, nella vita, e tu ridi? E non ti parlo -di me! — (_Risolutamente, stringendo le braccia al dottore_). Oh! Sai -che avverrà? (_truce_). Perella, imbarcato da tre mesi, arriva questa -sera. Passerà qui soltanto una notte. Questa notte. Ripartirà domani -per il Levante, e starà fuori, per lo meno, altri due mesi. Hai capito -ora? Bisogna assolutamente approfittare di questo giorno ch’egli passa -qui, o tutto è perduto! - -PULEJO - -(_frenando a stento le risa_). - -Va bene, va bene; ma.... ma io.... - -PAOLINO. - -Non ridere! non ridere, o ti strozzo! - -PULEJO. - -Non rido, no! - -PAOLINO. - -O anche ridi, ridi, se vuoi, della mia disperazione; ma dammi ajuto, -per carità! Tu avrai un rimedio.... — sei medico — tu avrai un -mezzo.... - -PULEJO. - -Per impedire che il capitano prenda un pretesto d’attaccar lite questa -sera con la moglie? - -PAOLINO. - -Precisamente! - -PULEJO. - -Per la morale, è vero? - -PAOLINO. - -Per salvare quella povera martire e me! Seguiti a scherzare? - -PULEJO. - -No — mi interesso, vedi? — Ma se questo capitano.... — Scusa: -quant’anni ha? - -PAOLINO. - -Non so. Una quarantina.... - -PULEJO. - -Ah, ancora in gamba! - -PAOLINO. - -Un bestione! - -PULEJO. - -M’hai detto che torna da un viaggio di tre mesi? - -PAOLINO. - -Già, sì; ma ha già toccato Napoli, capisci? - -PULEJO. - -Ah.... dove ha l’altra casa! - -PAOLINO. - -Precisamente. — Manigoldo! — E fa sempre così! - -PULEJO. - -Tocca, prima Napoli? - -PAOLINO. - -Napoli! - -PULEJO. - -Bisogna che pensi allora questa sera — assolutamente — che ha una casa -anche qui? - -PAOLINO. - -Una moglie! - -PULEJO. - -Che lo aspetta.... - -PAOLINO - -(_avvertendo un sapor d’ironia nel tono del dottore e irritandosene_). - -Ah, senti! Che vorresti discutere? - -PULEJO. - -No! no! Dio me ne guardi! — Il torto è suo! — Ma ecco.... c’è.... c’è -forse qualche.... sì, dirò.... qualche cosa di più.... - -PAOLINO. - -No: nient’affatto! non c’è altro che il suo torto, e le conseguenze di -esso! - -PULEJO. - -Già, ecco, sì.... una conseguenza che forse avresti potuto.... - -PAOLINO - -(_subito, interrompendo_). - -Ma chi l’ha voluto? — Nè io, nè lei! — Questo è positivo! — Ora, -scusa: chi è imputabile? L’intenzione, è vero? Non il caso. — Se tu -l’intenzione non l’hai avuta!... — Resta il caso. — Una disgrazia! — -Guarda: è come se tu avessi una terra, e la lasciassi abbandonata. — -C’è un albero in questa terra, e tu non te ne curi. Come se fosse di -nessuno. — Bene. Uno passa. — Coglie un frutto di quell’albero; se lo -mangia; butta via il nocciolo. — Lo butti.... così, per il solo fatto -che hai colto quel frutto abbandonato. — Bene. Un bel giorno, da quel -nocciolo là ti nasce un altro albero! — L’hai voluto? — No! — Nè lo ha -voluto la terra che ha ricevuto.... così.... quel nocciolo. — Scusa: -l’albero che nasce a chi appartiene? — A te, che sei il proprietario -della terra! - -PULEJO. - -A me? — Ah no, grazie! - -PAOLINO - -(_lo investe subito, furibondo, afferrandolo per le braccia e -scrollandolo_). - -E allora guardati la terra, perdio! guardati la terra! impedisci che -altri vi passi e colga un frutto dall’albero abbandonato! - -PULEJO. - -Sì, sì, d’accordo! — Ma tu dici a me, scusa! Io non c’entro! Questo lo -farà il capitano! - -PAOLINO. - -E deve farlo! deve farlo! — Ma tu dici che lo farà? - -PULEJO. - -Dio mio, procureremo di farglielo fare.... - -PAOLINO - -(_baciandolo con veemente effusione di gratitudine e d’ammirazione_). - -Nino, sei un dio! — Ma di’, di’: come? come? - -PULEJO. - -Come!... Aspetta (_Pausa. Sta a pensare_). Dimmi un po’: mangia in casa -il signor Capitano? - -PAOLINO. - -In casa, sì.... verso le sei, appena sbarcato. Sono anch’io invitato a -tavola.... - -PULEJO. - -Ah, bene. — E allora.... — sì, dico, tu non ci andrai così, suppongo, a -mani vuote. - -PAOLINO. - -Perchè? — Ah, ho promesso di portare al ragazzo un po’ di paste.... - -PULEJO. - -Benissimo! (_Troncando_). Senti: va’ a comperare codeste paste. - -PAOLINO - -(_non comprendendo ancora_). - -Come? Perchè? E tu? - -PULEJO. - -Le porti in farmacia, da mio fratello Totò. - -PAOLINO. - -Ma tu che vuoi fare? - -PULEJO. - -Aspettami là in farmacia. Il tempo almeno di lavarmi la faccia, santo -Dio! M’hai fatto perdere il sonno! - -PAOLINO. - -Ah no, sai! Non ti lascio, Nino! non ti lascio! Se prima non mi dici.... - -PULEJO. - -Che vuoi che ti dica, scusa? Ti dico d’andare a comperar le paste, e -dammi intanto la chiave di casa mia. - -PAOLINO. - -Ma le paste sono per il ragazzo. - -PULEJO. - -Va bene. Ma ne offrirai anche alla signora, suppongo, e anche al signor -Capitano — (_lo guarda con intenzione_). Mi spiego? - -PAOLINO. - -Le paste? - -PULEJO. - -Ma sì, via! Lascia fare a me. Dammi la chiave. - -PAOLINO. - -No! Non te la do! Tu ti butti a dormire.... - -PULEJO. - -Ma no, fidati! Il sonno m’è passato. - -PAOLINO. - -Làvatela qua da me, la faccia. - -PULEJO. - -Andiamo, via! Mi sembri un ragazzino! Da’, da’.... - -PAOLINO - -(_dandogli la chiave_). - -Eccola qua. Mi fido di te, bada! Bada, Nino, ne va della vita! -(_Riassalito da un dubbio angoscioso_) Ma che vuoi fare con queste -paste? - -PULEJO. - -Ti dico di lasciar fare a me! - -PAOLINO. - -Ah, sì? — Puoi.... puoi con.... con la scienza? (_Riprendendosi, con -scatto di sdegno_). Ah Dio, questo! io, questo! - -PULEJO. - -Che cos’è? - -PAOLINO. - -Che cos’è! che cos’è.... — Ti pare forse che io, quello che io -sono, sia tutto qua, in questo caso per cui ti domando ajuto? Io, -io, domandare ajuto, per questo, alla scienza, — io! — a te, che -della scienza.... sì, ti servi per campar la vita — mentre io l’amo -disinteressatamente, la scienza! la venero a costo di tanti sacrifizi! - -PULEJO. - -Oh sai? se ti paresse di profanarla.... - -PAOLINO. - -No! Intendimi! Io dico, esser costretto a ricorrere.... (_sbuffa_). -Ufff.... Tutte le viscere mi si torcono dentro, credi! Esser preso -così.... senza saper come.... — per niente.... — per un po’ di pietà -verso una donna che vedi piangere e che non te ne vuol dire, in prima, -il perchè.... Tu la forzi a dirtelo.... La.... la conforti.... oggi.... -domani.... E.... e poi.... sissignore, ti trovi stretto così — per la -feroce e beffarda crudeltà d’un manigoldo, ecco qua — in una necessità -come questa — buffa, sì, ti pare che non lo senta? Tu ne ridi.... ne -hai riso.... - -PULEJO. - -Eh, veramente.... Ma no! - -PAOLINO. - -Ma sì! ma sì! E t’ho fatto ridere io — perchè voglio.... - -PULEJO. - -Che il Capitano faccia il suo dovere di marito.... - -PAOLINO. - -Perchè non posso voler altro — tu lo capisci! - -PULEJO. - -La morale, la morale, sì.... - -PAOLINO. - -Ma non la mia! La vostra! Come la volete voi! Perchè io, invece, lo -ucciderei — e ti giuro, sai, che lo uccido, io! — se non fa l’obbligo -suo questo signor capitano! — Tu devi sentirlo veramente, perdio, che -sono uri uomo onesto, io, e che me la sposerei, io, se stesse in me, -quella signora, subito, per riparare! - -PULEJO. - -Sì, sì.... Ma andiamo; non discutiamo più, adesso.... - -PAOLINO. - -Andiamo, sì, andiamo. — L’uccido, ti giuro! - -PULEJO. - -Ma no! speriamo che non ce ne sarà bisogno. - -PAOLINO. - -Di’: venti basteranno? - -PULEJO. - -Che cosa? - -PAOLINO. - -Venti paste? - -PULEJO. - -Uh, anche troppe! - -PAOLINO. - -Ne compro trenta, sai? trenta, quaranta.... (_si avvia con Pulejo, e -sta per uscire, quando scoppia un gran fracasso all’uscio in fondo tra -grida altissime_). - -_Le voci di_ GIGLIO _e_ BELLI. - -Professore! Professore! Apra, perdio! Ci lascia qua? - -PAOLINO - -(_al dottore_). - -Ah, già.... Aspetta!... Gli scolari!... Chi ci pensava più? (_corre ad -aprire l’uscio_). - - GIGLIO e BELLI vengono fuori scapigliati, con le facce - congestionate, furibondi, scaraventando per terra libri e dizionari - e protestando a coro: - -GIGLIO e BELLI. - -— Questa è soperchieria! prepotenza! - -— Siamo asfissiati! - -— Non verremo più! - -PAOLINO - -(_cercando di placarli_). - -Abbiate pazienza! abbiate pazienza! - - - TELA. - - - - -ATTO SECONDO. - - - Tinello in casa del Capitano Perella. Veranda in fondo, con ampia - vista sul mare. Due usci laterali a sinistra: quello prossimo - al proscenio è la comune; l’altro dà nella camera da letto del - Capitano. Tra un uscio e l’altro un portafiori con cinque vasi - bene in vista. Lateralmente a destra, un altro uscio. Vetrine con - stoviglie da tavola, credenza, e poi divano, con sulla spalliera - uno specchio; poltrone, un tavolinetto. La tavola è apparecchiata - in mezzo, con cura, per quattro. Alla parete, quadri rappresentanti - marine, vecchie fotografie, e qua e là oggetti esotici, ricordi - dei viaggi del capitano Perella. Lo stesso giorno del primo atto. - Pomeriggio. A poco a poco si farà sera e, sul finire dell’atto, - entrerà dalla veranda un bel chiaro di luna. - - -SCENA PRIMA. - -_Il signor_ PAOLINO, NONÒ, _poi_ GRAZIA. - - Il signor PAOLINO, seduto al tavolinetto con NONÒ accanto sfoglia - un quaderno di versioni latine e segna con un lapis rosso e - turchino i voti sotto ogni versione. - - -PAOLINO. - -E qua possiamo segnare un bel nove. - -NONÒ. - -Un altro nove? (_Batte le mani, esultante_) Che bellezza! E così fanno: -tre otto, un dieci e due nove! - -PAOLINO. - -Sì, e tu lo mostrerai a papà, appena arriva, questo quaderno. - -NONÒ. - -Eh altro! eh altro! (_Si mette a fare un conto sulle dita_). - -PAOLINO. - -Perchè — bada, Nonò! — devi far di tutto quest’oggi per lasciar -contento papà.... - -NONÒ - -(_senza badargli, seguitando a contare_). - -Sì.... sì.... - -PAOLINO - -(_seguitando_). - -E non dargli il minimo pretesto d’inquietarsi! Ma che conti stai -facendo? - -NONÒ. - -Aspetta.... Tre (_e si tiene con la destra tre dita della mano -sinistra_) poi quattro e cinque (_e mostra le cinque dita della -sinistra_) sei e sette (_e mostra l’indice e il pollice della destra_) -otto, nove e dieci (_e mostra a uno a uno le altre tre dita della -destra_): Mezza lira! mezza lira! - -PAOLINO. - -Che vuol dire mezza lira? - -NONÒ. - -Ma sì, mezza lira! Che bellezza! Perchè papà mi dà un soldo per ogni -otto: sono tre: tre soldi, dunque. Poi due soldi per ogni nove: sono -due: quattro soldi. Tre soldi per ogni dieci. Dunque: tre e quattro, -sette; e tre: dieci, che fanno mezza lira! - -PAOLINO. - -Ah, benissimo! Sei contento? - -NONÒ. - -Eh, io sì! Figurati! Ma lui no! - -PAOLINO - -(_restando male_). - -Come come? Lui non sarà contento? - -NONÒ. - -Eh no.... Prima mi dava tre soldi per ogni nove e cinque per ogni -dieci. Ma poi, visto che tu li semini gli otto, i nove e i dieci.... - -PAOLINO. - -Ah sì? t’ha detto così? che io li semino? - -NONÒ. - -Sì, ha preso il quaderno, l’ultima volta, e l’ha buttato all’aria.... -così (_eseguisce, con sprezzo_) gridando: Ma perdio, li semina questo -professore, gli otto, i nove e i dieci.... - -PAOLINO. - -E s’è arrabbiato? - -NONÒ. - -Tanto! E ha ribassato la tariffa! - -PAOLINO. - -(_subito_). - -Ah, ma allora.... (_riprende il quaderno e ritorna a sfogliarlo in -furia_) aspetta.... aspetta, Nonotto mio.... ribassiamo noi subito i -punti.... segniamo cinque.... segniamo sei.... segniamo sette.... - -NONÒ - -(_con un grido, come se si sentisse strappare un dente_). - -Come! No! E la mezza lira? - -PAOLINO. - -Ma te la darò io, Nonò! Ecco.... ecco.... (_cava la borsetta dal -taschino_) te la dò io.... te la dò io.... - -NONÒ. - -No.... no.... - -PAOLINO. - -Ma sì, figliuolo mio! M’immaginavo che papà dovesse esserne contento! -Se mi dici che s’arrabbia, invece! Ecco, prendi.... Per te è la stessa -cosa che te la dia io o che te la dia papà, non è vero? - -NONÒ - -(_pestando i piedi_). - -No, no: io voglio i tre otto, i due nove e il dieci! - -PAOLINO. - -Ma non te li meriti, in coscienza, figliuolo mio! Non te li meriti -proprio! - -NONÒ. - -E perchè allora me li davi? - -PAOLINO. - -Ma perchè.... perchè non sapevo che costassero soldi e un dispiacere a -papà! Non dobbiamo far dispiacere a papà, Nonò! E oggi, oggi dobbiamo -esser lieti tutti! Anche tu, con la tua mezza lira, che ti dà in -premio, di nascosto, il tuo professore — (oh, non dirne nulla a papà, -bada!) — te la dò, perchè se non ti meriti i nove e i dieci, un premio -pure te lo meriti per i progressi che fai.... - -NONÒ. - -Come mi hai scritto nel libro? - -PAOLINO. - -Ecco, sì.... benissimo! Come ti ho scritto nel libro. - - Entra GRAZIA dalla comune. È una vecchia dalla burbera faccia - cavallina. - -GRAZIA. - -La signora non c’è? - -PAOLINO - -(_indicando l’uscio a destra_). - -La signora credo sia di là, Grazia. - -GRAZIA. - -E allora ci vada lui (_indica Nonò_) ad avvertirla che è venuto il -marinajo. - -NONÒ - -(_subito, scattando_). - -Il marinajo? È arrivato papà! Vado a bordo! vado a bordo! (_s’avvia -correndo per la comune_). - -PAOLINO. - -No, che fai, Nonò? Vieni qua! Bisognerà prima avvertirne la mamma. - -NONÒ. - -La mamma lo sa! lo sa! (_fa per uscire_). - -PAOLINO. - -Férmati, ti dico! (_A Grazia_) Andate voi, vi prego, ad avvertir la -signora. - -NONÒ. - -Ma se lo sa, Dio mio! - -GRAZIA - -(_andando a picchiare all’uscio a destra, borbotta_). - -Quante storie! quante storie! (_picchia all’uscio e, senza neanche -aspettar la risposta, entra_). - - -SCENA SECONDA. - -DETTI, _la_ SIGNORA PERELLA, _il_ MARINAJO. - - -NONÒ - -(_che s’è fermato presso la comune, grida verso l’interno_). - -Marinajo! Marinajo! vieni qua! - -MARINAJO - -(_entrando subito_). - -Eccomi qua! (_Si piega sulle gambe e apre le braccia per ricevere sul -petto Nonò, che spicca un salto e gli s’appende al collo_). Ah! Viva -l’ammiraglio! - -NONÒ. - -Portami da papà! Subito subito! - - Entra dall’uscio a destra la signora PERELLA abbigliata con una - certa cura straordinaria che la fa apparire più goffa. - -MARINAJO - -(_a Nonò che gli sta in braccio_). - -Aspettiamo che ce lo dica la mamma! (_Si toglie il berretto_). Ai -comandi, signora! - -SIGNORA PERELLA. - -È già entrato in porto il vapore? - -MARINAJO. - -Stava per entrare, signora. A quest’ora sarà entrato! - -NONÒ. - -E andiamo allora subito! Voglio veder la manovra! - -MARINAJO. - -Eh, durerà un pezzo, prima che abbassino la scala! - -SIGNORA PERELLA. - -Mi raccomando, per carità, Nonò! Lo affido a voi, Filippo! - -MARINAJO. - -Non dubiti, signora! Al vecchio Filippo può affidarlo! A rivederla! -Andiamo, ammiraglio! - - Via per la comune con NONÒ in braccio. - - -SCENA TERZA. - -_La_ SIGNORA PERELLA _e il signor_ PAOLINO. - - -PAOLINO - -(_appena andati via Nonò e il Marinajo, voltandosi verso la signora -Perella, pudicamente afflitta nel goffo impaccio del suo straordinario -abbigliamento_). - -Ma no! ma no, cara! no! Come ti sei combinata? Così no! - -SIGNORA PERELLA. - -Mi.... mi sono acconciata.... - -PAOLINO. - -Ma che acconciata! No! Ci vuol altro! - -SIGNORA PERELLA - -(_guardandosi addosso_). - -Perchè? - -PAOLINO. - -Ma perchè così no! non va! - -SIGNORA PERELLA. - -Più di così?... Dio sa quanto m’è costato! - -PAOLINO. - -Lo vedo! Ma così non va, anima mia! Tutto dipenderà, forse, dal primo -incontro! A momenti egli arriva.... Ti deve trovar piacente! Ora così -non va.... Capisco, capisco che ti dev’esser costato! Ma ancora non -basta! - -SIGNORA PERELLA. - -Oh Dio! E come allora? - -PAOLINO. - -È enorme, sì, anima mia, lo intendo, enorme il sagrifizio che devi -compiere, tu casta, tu pura, per renderti appetibile a una bestia come -quella! Ma bisogna che tu lo compia, intero! - -SIGNORA PERELLA - -(_esitante, con occhi bassi_). - -Più.... più scollata? - -PAOLINO. - -Più! sì, più! molto, molto più! - -SIGNORA PERELLA. - -No, no.... Dio mio.... - -PAOLINO. - -Sì! Per carità! Tu hai grazie, tesori di grazia nel tuo corpo, che -tieni gelosamente, santamente custoditi. Bisogna che tu ti faccia un -po’ di violenza! - -SIGNORA PERELLA. - -No, no.... Dio, Paolino, che mi dici? Sarebbe inutile poi, credi! Non -ci ha mai badato! - -PAOLINO. - -Ma dobbiamo appunto forzarlo a badarci! forzarlo, quest’animale che -non capisce la bellezza modesta, pudica, che nasconde i suoi tesori di -grazia! Presentarglieli, ecco — lascia fare a me — metterglieli sotto -gli occhi, almeno un po’.... (_Appressandosi con le mani avanti_) -Guarda.... così, permetti? - -SIGNORA PERELLA - -(_arretrando, spaventata, e con ribrezzo riparandosi il seno_). - -Ma no! Li sa, Dio mio, Paolino! - -PAOLINO - -(_incalzando_). - -Ricordarglieli! - -SIGNORA PERELLA - -(_c. s._). - -Ma se non se ne cura! - -PAOLINO. - -Lo so; ma perchè tu, anima mia, e questo è il tuo pregio, bada, per me! -quello per cui io ti ho cara e ti stimo e ti venero! codesti tesori, -tu, non hai saputo mai farli valere.... - -SIGNORA PERELLA - -(_quasi inorridita_). - -Farli valere? E come? - -PAOLINO. - -Come? Vedi, tu non te l’immagini neppure, come! Eh, altro! Tante lo -sanno bene! - -SIGNORA PERELLA - -(_c. s._) - -Ma che fanno? come fanno? - -PAOLINO. - -Niente. Non.... non nascondono così, ecco! E poi.... Via, non farmi -disperare! Credi che costi a te soltanto, del resto? Costa anche a me, -perdio, predisporti, acconciarti perchè tu possa piacere a un altro! -(_alzando le braccia al cielo_) preparare la virtù, Dio, per comparire -davanti alla bestia! Ma bisogna, per la tua salvezza e per la mia! -Lasciami fare! Non abbiamo più tempo da perdere. Prima di tutto, via -codesta camicetta! È funebre! Viola, colore deprimente! Una rossa, che -strilli! - -SIGNORA PERELLA. - -Non ne ho! - -PAOLINO. - -E allora quella di seta giapponese, che ti sta tanto bene! - -SIGNORA PERELLA. - -Ma è accollata.... - -PAOLINO. - -Scòllala! In nome di Dio, scòllala! Non ci vuol nulla.... Ripieghi -in dentro i due lembi, qua davanti; ci appunti su, giro giro, un -merletto.... Ma àprila bene, mi raccomando!... molto, molto! almeno fin -qua.... (_indica sul seno di lei, molto giù_). - -SIGNORA PERELLA - -(_inorridita_). - -No! Tanto? - -PAOLINO. - -Tanto! Tanto! Da’ ascolto a me! - -SIGNORA PERELLA - -(_c. s._). - -Ma tanto, no! - -PAOLINO. - -Tanto, sì; Se no, ti dico che è poco! E pèttinati un po’ meglio, per -carità! con qualche ricciolino sulla fronte. Uno lungo, qua, in mezzo -alla fronte, a gancio! E due altri qua, che s’allunghino sulle gote, a -gancio! - -SIGNORA PERELLA - -(_c. s. non comprendendo_). - -A gancio? Oh Dio, come a gancio? Perchè? - -PAOLINO. - -Perchè sì! Da’ ascolto a me! Non farmi perder tempo in spiegazioni! A -gancio è così (_glielo mostra col dito, contraendolo_) insomma, come un -punto interrogativo sottosopra! Uno qua; uno qua e uno qua (_indica la -fronte, poi la guancia destra, poi la sinistra_). Se non sai farteli, -te li faccio io! Vai, vai, cara.... (_La spinge verso l’uscio a -destra_). E scolla, scollala molto, la camicetta!... Io intanto esamino -qua la tavola se non ci manca nulla per il pasto della belva! - - La signora PERELLA esce per l’uscio a destra, lasciandolo aperto. - PAOLINO si reca alla tavola apparecchiata in mezzo; la esamina, - aggiusta qua e là, posate, bicchieri. - -PAOLINO - -(_eseguendo_). - -Così.... così.... così.... E quella marmotta di Totò, intanto, che -ancora non viene! Mi disse fra cinque minuti.... eccoli qua, i cinque -minuti del signor farmacista! Un’ora! È passata un’ora! - -SIGNORA PERELLA - -(_dall’interno, strillando_). - -Ahi! - -PAOLINO - -(_accorrendo davanti all’uscio_). - -Che hai fatto? - -SIGNORA PERELLA. - -Mi sono punta un dito, con lo spillo! - -PAOLINO. - -Ti esce sangue? - -SIGNORA PERELLA. - -No. Non ne ho più nemmeno una goccia nelle vene! - -PAOLINO. - -Eh, lo so! E dovresti averne tanto, anima mia per dare un po’ di colore -alle tue guance bianche. - -SIGNORA PERELLA. - -M’ajuterà la vergogna, Paolino.... - -PAOLINO. - -Non ci contare! Hai tanta paura, che la tua vergogna non avrà nemmeno -il coraggio d’arrossire! Ma ho qua l’occorrente: non temere! L’ho -portato con me.... (_trae di tasca una scatoletta di belletto e -altri oggetti per la truccatura e li depone sul tavolinetto_) Ho qua -tutto.... Dico di quell’imbecille di Totò che non mi porta ancora le -paste! Sono sulle spine.... A fidarsi!... Se non fa a tempo! Ma mi -disse: Vai, fra cinque minuti sarò da te.... - -SIGNORA PERELLA - -(_dall’interno, piangendo_). - -Dio.... Dio.... Dio.... - -PAOLINO. - -Che cos’è? Un’altra puntura? Piangi? (_guarda nell’interno della soglia -e arretra_) Ah! È spaventoso! Apre di nuovo la bocca! - -SIGNORA PERELLA - -(_c. s., in un gemito_). - -Che avvilimento!... che avvilimento!... - - -SCENA QUARTA. - -DETTO, GRAZIA e il signor TOTÒ. - - Si sente picchiare all’uscio a sinistra. - - -GRAZIA - -(_dall’interno_). - -Permesso? - -PAOLINO. - -Avanti. - -GRAZIA - -(_entrando, con voce sgarbata_). - -C’è un signore con un involto, che domanda di lei. - -PAOLINO. - -Ah, Totò.... meno male!... Fatelo, fatelo entrare. - -GRAZIA. - -Qua? - -PAOLINO. - -Qua, sì.... se non vi dispiace.... - -GRAZIA. - -Ma che vuole che mi dispiaccia, a me!... Se dice qua, lo faccio entrare -qua, e basta! - -PAOLINO. - -Ecco, sì.... qua.... scusate.... - -GRAZIA. - -Oh, quante storie! (_esce_). - -PAOLINO. - -Ingozziamo, Paolino! (_Poi, recandosi in fretta a chiudere l’uscio a -destra, annunzia verso l’interno_). Le paste! le paste! - -TOTÒ - -(_dall’interno_). - -Permesso? - -PAOLINO. - -Vieni, vieni avanti, Totò. Cinque minuti, eh? - - Il signor Totò entra tenendo sospeso per il cappio un involto, col - braccio alzato all’altezza del mento, e il collo torto. - -TOTÒ. - -Abbi pazienza: cosa delicata, Paolino. C’è pure di mezzo la mia -responsabilità, capirai.... quella di mio fratello.... Qua c’è un -innocente.... - -PAOLINO - -(_investendolo_). - -Un innocente? Chi? chi è l’innocente? Ah, tu vieni a dire a me che qua -c’è un innocente? Lui, l’innocente? Quando siamo tutti qua, anche tu, -per costringerlo a fare il suo dovere, nient’altro che il suo dovere, a -costo di farmi scoppiare il cuore, dalla rabbia, dall’angoscia, dalla -disperazione!... Uno come me, che non ha mai finto, che ha gridato -sempre in faccia a tutti la verità, costretto a usare un inganno di -questo genere, col concorso d’un imbecille come te! - -TOTÒ. - -Ma no! Che pensi? Io dicevo per il ragazzo, Paolino! Non c’è un ragazzo -qua, scusa? - -PAOLINO. - -Ah, tu parlavi del ragazzo? - -TOTÒ. - -Ma sì, del ragazzo. Se dico un innocente, scusa.... - -PAOLINO. - -Scusami, scusami tu, allora! Scusami, caro.... Sono in uno stato -d’animo.... Hai portato intanto ciò che dovevi portarmi? - -TOTÒ. - -Ecco, ti volevo dire appunto.... Essendoci un ragazzo.... — tu capirai -— ho pensato.... se Dio liberi.... - -PAOLINO - -(_comprendendo_). - -Già.... già.... sì.... - -TOTÒ. - -E non ho voluto.... non ho voluto assolutamente.... - -PAOLINO - -(_restando_). - -Come! Non hai voluto? E che hai fatto allora? - -TOTÒ. - -Delle paste? Me le sono mangiate. - -PAOLINO. - -Tu? Te le sei mangiate tu? Quaranta paste? - -TOTÒ. - -Metà. E metà le ho conservate per mio fratello, stasera. - -PAOLINO. - -Come! E allora? Che mi hai portato costì? - -TOTÒ. - -Eh, non ci hai perduto nulla, non temere! Ci hai guadagnato, anzi! Un -bel pasticcetto di crema, squisito. - -PAOLINO. - -Da leccarmene le dita, già. Perchè difatti sarà un festino per me! - -TOTÒ. - -No, non dico questo; non t’arrabbiare! Dico per spiegarti il ritardo. -Ho dovuto prepararlo.... Guarda.... (_lo posa sul tavolinetto e lo -svolge_). - -PAOLINO. - -Ma.... Oh! (_e gli fa un cenno d’intelligenza_). - -TOTÒ. - -Non dubitare! (_Lo mostra_) Condizionato a meraviglia, perchè non -si possa sbagliare.... Vedi? Metà bianco.... e questa metà è per -il ragazzo.... per te, se vorrai mangiarne. E metà nero, crema di -cioccolato! Niente al ragazzo, di questa; mi raccomando! Sta’ attento, -veh! - -PAOLINO. - -La nera, sì, va bene! Ma.... (_cenno come sopra_). - -TOTÒ. - -Non dubitare! - -PAOLINO. - -Bene. Vai, vai, allora, amico mio! È già tardi! Il vapore è arrivato! -Vai, vai.... E speriamo! Speriamo bene! - -TOTÒ. - -Stai sicuro! - -PAOLINO. - -Come vuoi che stia sicuro! (_Subito, staccando_) Oh, tomba, siamo -intesi! - -TOTÒ. - -Puoi dubitare di me? - -PAOLINO. - -Mi sei amico.... E il caffè te lo darò ogni mattina, sai? Puoi -contarci. Vàttene! Vàttene! - -TOTÒ. - -Sì, sì, grazie. Addio, Paolino. (_Esce per l’uscio a sinistra_). - -PAOLINO - -(_va a prendere il pasticcio per collocarlo, con solennità sacerdotale -in mezzo alla tavola, altare della Bestia, e tenendolo prima sollevato -come un’ostia consacrata_). - -Oh, Dio, fa’ che valga! fa’ che valga! La sorte d’una famiglia, la -vita, l’onore d’una donna, Dio, la mia stessa vita, tutto è sospeso -qui! - - -SCENA QUINTA. - -_La_ SIGNORA PERELLA _e_ DETTO. - - La signora PERELLA rientra dall’uscio a destra più che mai - vergognosa con le spalle voltate verso PAOLINO, il capo basso, - gli occhi a terra, ambo le mani parate a nascondere il seno. È - scollatissima, e s’è fatti i tre ricci a gancio, uno in mezzo alla - fronte; gli altri due alle gote. - - -SIGNORA PERELLA. - -Paolino. - -PAOLINO - -(_accorrendo_). - -Ah! Hai fatto? Brava, brava.... Lasciati vedere! - -SIGNORA PERELLA - -(_schermendosi_). - -No.... no.... Muojo di vergogna.... no.... - -PAOLINO. - -Ma che vorresti stare così davanti a lui? E allora perchè ti sei -scollata? Via, giù, codeste mani! - -SIGNORA PERELLA - -(_c. s._). - -No.... no.... - -PAOLINO. - -Ma non capisci che bisogna che egli veda? - - La signora PERELLA si reca allora le mani al volto, sollevando - di qua e di là le braccia per scoprire abbondantemente il seno - imbandito. - -SIGNORA PERELLA. - -Èccoti, èccoti.... - -PAOLINO. - -Ah.... be.... benissimo.... sì.... be.... benissimo.... (_Se non che, -la signora Perella, col volto così nascosto, scoppia in pianto_). Che? -Piangi? Ma no! Piangi? E brava, sì! Piangi, adesso! Sciupati anche gli -occhi! (_Subito, intenerendosi e abbracciandola_) Anima mia, anima mia, -perdonami! credi, soffro più di te, più di te, di codesto tuo strazio, -che è atroce! M’ucciderei, credi, m’ucciderei per non veder codesto -spettacolo della virtù che deve prostituirsi così! Su, su.... È il tuo -martirio, cara!... Bisogna che tu lo affronti con coraggio! E tocca a -me di fartelo, il coraggio! - -SIGNORA PERELLA. - -Giovasse almeno! - -PAOLINO. - -Così no, di certo! Devi persuadertene! Così non giova a nulla! No! -Sorridente.... sorridente, cara! Provati, forzati a sorridere! - -SIGNORA PERELLA. - -E come, Paolino? - -PAOLINO. - -Come? Ecco.... così.... guarda.... (_sorride a freddo, smorfiosamente_). - -SIGNORA PERELLA. - -Ma non posso, così.... - -PAOLINO. - -Sì.... sì.... Ecco.... guarda.... Che vuoi che ti faccia per farti -ridere? qualche piccolo lezio da scimmia, (_eseguisce_). Ecco vedi?... -sì, sì.... così, eh? sì!... ridi! Mi gratto.... eh eh.... (_La signora -Perella ride tra le lacrime d’un riso convulso_). Ridi.... sì.... -brava, così.... ridi! E guarda, ora mi butto per terra, eh?... così -gattone! (_eseguisce e la convulsione di riso della signora Perella -cresce_). Brava, così!... ridi.... ridi.... ridi.... E ora faccio salti -da montone! (_eseguisce e la convulsione della signora arriva fino allo -spasimo_). Viva la bestia! viva la bestia! - -SIGNORA PERELLA - -(_mentre Paolino seguita a saltare come un montone, torcendosi dalle -risa_). - -Basta.... per carità.... non ne posso più.... non ne posso più.... (_E -trapassa subito dal riso al pianto di nuovo_). - -PAOLINO - -(_cessando subito di saltare e accorrendo, frenetico_). - -Come! ti rimetti a piangere? Ridevi così bene!... Ah è la disperazione, -lo so. Su, su, basta! Finiscila, perdio! Mi fai impazzire! (_In preda -a una frenesia crescente, la scrolla con rabbia e la rimette su a -forza, come un fantoccio che tra le mani gli caschi a pezzi_). Mi fai -impazzire! Su! stai su! zitta! Voglio che stia zitta e su! Così! così! -Ti debbo dipingere! - -SIGNORA PERELLA - -(_stordita dagli scrolloni, atterrita, sbalordita_). - -Dipingere? - -PAOLINO. - -Sì! Asciugati bene gli occhi! Le guance! Sei pallida! sei smorta! Come -vuoi che la bestia capisca la finezza del bello delicato, la soavità -della grazia malinconica? Ti dipingo! Alza la faccia.... così! (_gliela -alza_). - -SIGNORA PERELLA - -(_come un automa, rimanendo con la faccia alzata, mentre Paolino prende -dal tavolinetto gli oggetti per la truccatura_). - -Ah Dio, fa’ di me quel che vuoi.... - -PAOLINO - -(_cominciando a imbellettarla, a bistrarla, sulle gote, negli occhi, -alla bocca, con spaventosa esagerazione_). - -Ecco, aspetta. Prima le guance.... Così!... così!... Per lui, che -non capisce altro, devi esser come una di quelle!... Così!... La -bocca, adesso!... Dov’è il cinabro?... Qua, ecco.... Schiudi un po’ -le labbra.... Ecco, aspetta.... così.... Non piangere, perdio! Sciupi -ogni cosa!... Così.... così.... Gli occhi, adesso! Devo annerirti gli -occhi.... Ci ho tutto qua.... ci ho tutto.... Chiudi gli occhi, chiudi -gli occhi.... Ecco.... così.... così.... così.... E ora ti rafforzo -col lapis le sopracciglia.... Così.... così.... così. Lasciati vedere -adesso! - - La signora PERELLA quasi stralunata, mostra il volto - spaventosamente dipinto, come quello d’una baldracca da trivio. - -PAOLINO - -(_mostrandola, come ubriacato dall’orgasmo, con grottesca aria di -trionfo_). - -E ora mi dica il signor capitano Perella, se vale più quella sua -signora di Napoli! - -SIGNORA PERELLA - -(_dopo essere rimasta lì un pezzo, esposta come uno sconcio pupazzo -da fiera, si alza e si reca a guardarsi allo specchio sul divano, -inorridita_). - -Oh Dio!... Sono uno spavento! - -PAOLINO. - -Sei come devi essere per lui! (_E intanto si mette a nascondere gli -oggetti da truccatura_). - -SIGNORA PERELLA. - -Ma non sono più io!... Non mi riconoscerà!... - -PAOLINO. - -Non deve più riconoscerti difatti! Deve vederti così! - -SIGNORA PERELLA. - -Ma è una maschera orribile! - -PAOLINO. - -Quella che ci vuole per lui! - -SIGNORA PERELLA - -(_con strazio_). - -E Nonò?... Nonò?... Io sono una povera madre, Paolino! - -PAOLINO - -(_intenerendosi fino alle lagrime, abbracciandola_). - -Sì, sì.... hai ragione, povera anima mia, sì! hai ragione! Ma che vuoi -farci? Ti vuole lui, così! Non ti vuole madre! E tu la darai a lui, -codesta maschera, alla sua bestialità!... Sotto di essa, sei poi tu, -che ne spasimi; tu come sei per te stessa e per me, cara! E tutto il -nostro amore!... - - -SCENA SESTA. - -DETTI, NONÒ, _il_ CAPITANO PERELLA, _poi_ GRAZIA. - - Dall’interno si sente la voce di NONÒ che grida, accorrendo. - - -_La voce di_ NONÒ. - -Ecco papà! ecco papà! - -PAOLINO - -(_staccandosi subito dall’abbraccio e allontanandosi dalla signora -Perella_). - -Eccolo!... Mi raccomando! - -SIGNORA PERELLA. - -Oh Dio.... Oh Dio.... - -PAOLINO. - -Sorridente! Sorridente, cara!... Sorridente!... - -NONÒ - -(_dall’interno ancora, riprende a gridare_). - -È arrivato pa.... (_quando un calcio del capitano lo manda a ruzzolare -sulla scena troncandogli in bocca la parola_). - - Spunta il CAPITANO PERELLA che ha l’aspetto d’un enorme sbuffante - cinghiale setoloso. - -PERELLA - -(_a Nonò accompagnando il calcio, che gli appioppa dietro_). - -E zitto, che non ho bisogno di trombettieri! - -SIGNORA PERELLA - -(_con un grido, vedendo ruzzolare Nonò e accorrendo per sollevarlo_). - -Ah! Nonò mio! - -PAOLINO - -(_accorrendo anche lui e sollevando da terra Nonò che piange_). - -Ti sei fatto male, Nonotto? - -PERELLA. - -Non s’è fatto nulla! (_a Nonò_) Zitto là! Zitto! Smetti di piangere! -(_Nonò smette di piangere, vedendosi sopra, minaccioso, il padre_). -(_A Paolino_) Mio padre, caro professore, quando avevo poco più di sei -anni, per punirmi di non avere ancora imparato a nuotare, sa che fece? -m’afferrò per la cuticagna e mi buttò a mare, vestito, dalla banchina -del molo, gridando: — «O morto, o nuotatore!». - -PAOLINO. - -E lei non morì! - -PERELLA. - -Imparai a nuotare! Questo per dirle, che non sono d’accordo con lei -circa al metodo, caro professore. Troppo dolce è lei, troppo dolce! - -PAOLINO. - -Dolce? io? Ma no, scusi, perchè? Anch’io, creda, all’occorrenza.... - -PERELLA. - -Che occorrenza! che occorrenza! Tempra, tempra ci vuole! Le dico che -lei è troppo dolce, e me lo vizia, me lo vizia, quel ragazzo là.... - -PAOLINO - -(_subito, con calore_). - -No! Ah no! scusi.... questo no, questo non me lo deve dire, signor -Capitano; perchè il vero guajo qua, se vuol saperlo, è un altro; e lei -avrebbe già dovuto capirlo da un pezzo! - -PERELLA. - -La madre? - -PAOLINO. - -No, non la madre! Viene di conseguenza, scusi, che il ragazzo si vizii: -è figlio unico! - -PERELLA. - -Ma niente affatto! Che unico! Lo dice lei! - -PAOLINO. - -Come, scusi, non è unico? - -PERELLA - -(_forte, riscaldandosi_). - -Bisogna saperlo educare! - -PAOLINO. - -Sì! certo.... Ma se fossero due!... - -PERELLA - -(_infuriandosi, col sangue agli occhi_). - -Non lo ridica neanche per ischerzo, sa! Neanche per ischerzo! Ne ho -d’avanzo d’uno! - -PAOLINO - -(_subito, rimettendosi_). - -Non si inquieti.... non si inquieti, per carità! Dicevo.... dicevo per -scusarmi.... - -PERELLA. - -Un altro figlio! Starei fresco, starei.... - - Mentre si svolge questo dialogo tra PERELLA e il sig. PAOLINO, - dietro, se ne svolge un altro, muto, tra NONÒ e la madre. NONÒ, - finendo di piangere sotto l’imposizione del padre, è andato - per rifugiarsi presso la madre; ma subito s’è arrestato con gli - occhi e la bocca sbarrati nello scorgerla conciata a quel modo. - La madre, allora, ha congiunto pietosamente le mani per pregarlo - di non gridare il suo spavento e il suo stupore; poi, assalita - dalla solita contrazione viscerale ha spalancato la bocca come un - pesce e s’è recato subito il fazzoletto alla bocca, lasciando NONÒ - sbigottito a scuotere le manine per aria. - -PERELLA - -(_come pentito chiamando_). - -Qua, Nonò! (_Si volta, scorgendolo nell’atto di scuotere le manine_) -Oh! e che fai? (_Guarda verso la moglie_) Che cos’è? (_Scorgendola -così dipinta e scollata_) Oh! e come.... tu?.... (_Scoppia in -un’interminabile, fragorosa, faticosissima risata, durante la quale il -signor Paolino, alle sue spalle, serra le pugna, convulso; le apre, -artigliate, per la tentazione di saltargli addosso e strozzarlo; -mentre la signora Perella, avvilita, mortificata, atterrita, guarda -a terra_) Come ti.... come ti sei impiastricciata? ah! ah! ah! -ah! una bertuccia.... ah! ah! ah! ah!... una bertuccia vestita, -sull’organetto.... parola d’onore! (_Le s’appressa, la prende per una -mano; e la contempla sempre ridendo_) Uh.... ma guarda!... (_Le vede -il seno scoperto_) Uh.... abbondanza!... E che cos’è? (_voltandosi -verso il signor Paolino_) Professore!... Ah! ah! ah! ah! E non ne è -sbalordito anche lei, di questo magnifico spettacolo? - -PAOLINO - -(_frenando a stento l’indignazione, con sorrisi spasmodici_). - -Nien.... niente affatto!... Scusi, perchè? Vedo che.... che la signora -s’è.... s’è messa con una certa cura.... - -PERELLA. - -Cura? La chiama cura, questa, lei? S’è mascherata! S’è.... (_accennando -al seno scoperto_) s’è scodellata tutta! Ah! ah! ah! ah! - -SIGNORA PERELLA. - -Ma Francesco.... Dio mio.... scusa.... - -PERELLA. - -Ti sei forse mascherata così, per me? No, no, no, no, no! Ah, grazie! -No, no, no, no, no! (_Accennando al seno di lei_) Puoi pure chiudere -bottega! Non ne compero! (_Voltandosi al signor Paolino_) Passò quel -tempo, Enea, caro professore! Non me ne sento più neanche toccar -l’ugola!... (_Alla moglie_) Grazie, cara, grazie! Va’ va’ a lavarti la -faccia, va’... Voglio andare subito a tavola, io! subito! - -SIGNORA PERELLA. - -È tutto pronto, Francesco.... - -PERELLA. - -Pronto? Ah, brava! Possiamo allora sedere? Lei, professore, è con noi? - -PAOLINO. - -Ma.... sì, credo.... - -SIGNORA PERELLA. - -Sì, sì, Francesco.... il professore è invitato.... - -PERELLA. - -Mi fa piacere. Venga, venga, professore..., segga! Ma non si -scandalizzi, perchè, mangio io, sa? mangio!... E si vede, eh? si -vede.... (_mostra l’epa; poi, rivolgendosi alla moglie che fa per -sedersi dirimpetto a lui_) No, no, cara: fa’ il piacere, senti.... Se -non vuoi andare a lavarti, non mi seder di fronte, così conciata! Mi -metto a ridere di nuovo, e qualche boccone, Dio liberi, mi può andar di -traverso.... Ma che idea t’è venuta, di’? - -SIGNORA PERELLA. - -Oh Dio, nessuna idea, Francesco.... - -PERELLA. - -E come, allora? così? (_fa un gesto espressivo con la mano per -significare: è stato un estro? e ride_) Ah! ah! ah! ah! Possibile che -lei, sul serio, professore, dica che.... - -PAOLINO - -(_interrompendo_). - -Ma si! dico che lei dovrebbe riconoscere, scusi, che la signora, così, -sta benissimo! - -PERELLA. - -Benissimo, si.... Non dico di no! Ma se fosse un’altra, ecco! Se fosse -un’altra.... lei m’intende!... Come moglie, no.... scusi! È buffa, è -buffa come moglie, così, via, dica la verità: è buffa! (_Scoppia di -nuovo a ridere_) Niente! Rido! Abbia pazienza, professore: la faccia -sedere qua, al suo posto; e segga lei di fronte a me. - -PAOLINO - -(_alzandosi e prendendo il posto della signora_). - -Oh, per me.... come vuole.... - -PERELLA. - -Scusi, sa, grazie.... (_Alla moglie_) Oh, dunque, si mangia? -(_Voltandosi verso Nonò che sta ingrugnato e tutto aggruppato sul -divano_) Ohi, Nonò, a tavola! - -NONÒ. - -No, non vengo, no! - -PERELLA - -(_dando un pugno sulla tavola_). - -A tavola, dico! Subito! Ubbidisci senza replicare! - -PAOLINO. - -Nonò via, vieni! - -PERELLA - -(_dando un altro pugno sulla tavola_). - -No! La prego, professore! - -PAOLINO. - -Scusi, scusi.... - -PERELLA. - -Lei me lo vizia, gliel’ho detto! Deve obbedire, senza sollecitazioni! -Ho detto a tavola; e dunque, a tavola! (_Si alza e va a prenderlo di -peso dal divano_). - -SIGNORA PERELLA - -(_piano, nel frattempo, a Paolino, quasi per piangere_). - -Dio mio.... Dio mio.... - -PAOLINO - -(_piano, c. s. alla signora Perella_). - -Coraggio!... Pazienza!... Sorridente.... sorridente!... Ecco.... -così.... come me! - -PERELLA - -(_calando a seder di forza Nonò sulla seggiola, a tavola_). - -Qua! così! Sederai e non mangerai, per castigo! Dritto, su! Dritto, -dico! Dritto, o con un pugno.... (_lo minaccia; e, come Nonò, -spaventato, si raddrizza_) Così! E fermo lì! (_Rivolgendosi alla -moglie_) Insomma, dico, si mangia, sì o no? - -SIGNORA PERELLA - -(_vedendo entrare Grazia dalla comune, con la zuppiera fumante_). - -Ecco, ecco, Francesco.... - - Grazia servirà dalla credenza in tavola e durante il pranzo uscirà - e rientrerà parecchie volte. - -PERELLA. - -Finalmente! (_A Paolino, rimasto dopo il consiglio dato alla signora -Peretta, con un sorriso involontario rassegato sulle labbra_). Oh, -senta professore, gliel’avverto perchè la tratto da amico! Lei mi -farebbe proprio un gran piacere, se non sorridesse, quando faccio -qualche rimprovero al ragazzo o a mia moglie! - -PAOLINO - -(_cascando dalle nuvole_). - -Io? sorrido? io? - -PERELLA. - -Lei, sì, mi pare! Ha la bocca atteggiata di sorriso anche adesso! - -PAOLINO. - -Sì? Proprio? Sorrido? - -PERELLA. - -Sorride! sorride! - -PAOLINO. - -Oh Dio.... E allora io non lo so!... Le giuro, capitano, che ho proprio -paura di non essere io.... Perchè io, le giuro, non sorrido!... - -PERELLA. - -Ma come non sorride, se sorride? - -PAOLINO. - -Ah sì? Ancora? Non sono io! non sono io! può crederci! non sono io! -Ho tutt’altro che intenzione di sorridere io, in questo momento! Se -sorrido, saranno.... che vuole che le dica!... saranno i nervi.... i -nervi, per conto loro!... - -PERELLA. - -Lei ha i nervi così sorridenti? - -PAOLINO. - -Già! Pare.... Sorridenti!... - -PERELLA. - -Io no, sa! - -PAOLINO. - -Neppure io, veramente, di solito.... Si vede che oggi ha preso loro -così.... Nervi! (_Si mette a mangiare — Pausa_). - -NONÒ - -(_a cui Grazia ha posto già da un pezzo davanti la scodella_). - -Posso mangiare, papà? - -PERELLA. - -Ti avevo detto di no! (_Alla moglie_). Chi l’ha servito? - -SIGNORA PERELLA. - -L’ha servito Grazia, Francesco.... - -PERELLA. - -Non doveva! - -PAOLINO. - -Veramente.... ecco, forse.... non lo sapeva.... - -PERELLA. - -E allora lei (_indica la moglie_), doveva dirglielo! (_A Nonò_). Basta! -Per questa volta, mangia! - - Nonò si agita sulla seggiola, senza mangiar la minestra. - -SIGNORA PERELLA. - -Mangia, mangia, Nonò (_Nonò fa il suo solito cenno col dito_). - -PERELLA - -(_scorgendolo_). - -Che significa? - -NONÒ. - -Non dicevo per la minestra, io, papà.... - -PERELLA. - -E perchè dicevi allora? Ora si mangia la minestra! - -NONÒ - -(_esitante, birichino_). - -Eh.... Vedo una cosa! - -SIGNORA PERELLA - -(_in tono di lamentoso rimprovero_). - -Ma che cosa, Nonò.... - -PAOLINO - -(_sulla brace_). - -Benedetto ragazzo.... - -NONÒ - -(_indicando con un rapido gesto, subito ritratto, il pasticcio in mezzo -alla tavola_). - -Eccola là! - -PERELLA. - -Che c’è là?... (_Guarda_). Ah, un pasticcio? - -PAOLINO. - -Già.... mi.... mi sono permesso, signor capitano.... - -PERELLA. - -Ah, l’ha portato lei? - -PAOLINO. - -Sì.... mi.... mi scusi.... mi sono permesso.... - -PERELLA. - -La scuso? E come? Oh bella! Debbo scusarla d’avermi regalato un -pasticcio? Ma io debbo ringraziarla, invece, caro professore! - -PAOLINO. - -No, che dice? per carità.... debbo io, debbo io, signor capitano, -ringraziare lei.... - -PERELLA. - -D’averla invitata a tavola? Ebbene, vuol dire che ci ringrazieremo, -all’ultimo, a vicenda! - -PAOLINO - -(_con un’esclamazione che gli scappa spontanea_). - -Eh!... Speriamo! - -PERELLA. - -Come, speriamo? - -PAOLINO - -(_cercando di rimediare_). - -Sì.... dico che.... che sia di.... di suo gradimento, ecco.... speriamo -che.... che le piaccia! - -NONÒ. - -A me, tanto, sai? tanto! (_Si mette ginocchioni sulla sedia_). Guarda! -Questa qui! Questa qui! Questa nera! - -PERELLA. - -Giù a sedere, perdio! (_Nonò eseguisce_). - -PAOLINO - -(_sudando freddo_). - -E non facciamo storie, Nonò! Non cominciamo con quella nera; se no, -mi fai pentire d’averlo portato! Tu di quella nera lì non devi neanche -assaggiarne! - -NONÒ. - -Perchè? - -PAOLINO. - -Perchè no! Perchè mamma mi ha detto che.... che soffri di un po’ -di riscaldamento, è vero, signora? qui, allo stomaco.... ed il -cioccolatto, per te, in questo momento.... - -NONÒ. - -Ma no!... io?... La mamma! Soffre di stomaco la mamma, non io! - -PAOLINO - -(_subito_). - -Nonò! - -SIGNORA PERELLA - -(_con altra voce_). - -Nonò! - -PERELLA - -(_con altra voce_). - -Nonò! insomma, finiamola! - -PAOLINO. - -Se l’ho fatto fare apposta, figliuolo mio, così, metà e metà.... - -NONÒ. - -Ma a me piace quella col cioccolatto! - -PERELLA. - -E avrai di quella col cioccolatto, sta’ zitto! A me non piace! - -PAOLINO - -(_spaventato, subito_). - -Come! A lei non piace? a lei non piace il cioccolatto? - -PERELLA. - -No.... cioè, così.... poco! Preferisco quell’altra.... - -PAOLINO - -(_sentendosi cascar l’anima e il fiato_). - -Oh Dio!... - -PERELLA. - -Che cos’è?... - -PAOLINO. - -Niente.... Niente.... vedo che.... mi.... mi sono ingannato.... e.... - -PERELLA. - -Ma non si confonda! Mangio di tutto, io!... mangio di tutto!... La -questione è, che qui, mi pare che si mangiano soltanto chiacchiere! -Dov’è Grazia? Che fa? che fa? (_scrolla la tavola_). Che fa? - - Grazia rientra con l’altro servito. - -SIGNORA PERELLA. - -Eccola, eccola, Francesco. - -PERELLA - -(_a Grazia_). - -Io veglio esser servito a tamburo! T’ho detto mille volte che a tavola -non voglio aspettare! Da’ qua! (_Le strappa il bislungo dalle mani con -tale violenza, che il contenuto sta per rovesciarglisi addosso; balza -in piedi, buttando il bislungo sulla tavola e rompendo, se càpita, -qualche piatto e qualche bicchiere_). Ah, perdio! Come lo porgi? - -GRAZIA. - -Se lei me lo strappa! - -PERELLA. - -E tu me lo rovesci addosso, animale? — Mangiate voi! — Non voglio più -mangiare (_Fa per avviarsi alla sua camera_). - -PAOLINO - -(_correndogli appresso_). - -No, guardi.... per carità, signor capitano.... - -SIGNORA PERELLA - -(_correndogli appresso anche lei_). - -Pensa, pensa che abbiamo un ospite a tavola, Dio mio, Francesco.... - -PERELLA - -(_a Paolino_). - -Mi si fa dannare, caro professore, mi si fa dannare in questa casa! Lei -vede? - -PAOLINO. - -Io la prego d’aver un po’ di pazienza. - -PERELLA. - -Ma che pazienza! Me lo fanno apposta! - -SIGNORA PERELLA. - -Noi cerchiamo di far di tutto per lasciarti contento.... - -PERELLA - -(_notando di nuovo il volto di lei così impiastricciato_). - -Guarda che faccia.... guarda che faccia.... - -PAOLINO. - -Venga.... sia buono.... venga.... lo faccia per me, signor capitano.... -Sono di confidenza, è vero, ma.... ma dopo tutto, sono un invitato.... - -PERELLA - -(_arrendendosi_). - -Per lei, sa! Mi arrendo per lei! Ma non garantisco che arriviamo alla -fine!... - -PAOLINO. - -No! non lo dica!... Speriamo.... speriamo che non troverà più ragione -da lamentarsi! - -PERELLA. - -Che vuole sperare! Non mi riesce più da anni, a casa mia, d’arrivare -alla fine del pranzo! (_Rivolgendosi alla moglie_). È inutile, oh, -sai, ripetermi che abbiamo un ospite a tavola! Quand’io m’arrabbio, -professore, deve scusarmi, perdo la vista degli occhi, e non bado più a -chi c’è o a chi non c’è! Per non fare uno sproposito, me ne scappo! - - Durante questa scena, Nonò, rimasto a tavola, si sarà pian piano - accostato alla tavola, si sarà messo ginocchioni sulla seggiola, e - come un gattino con la zampetta avrà assaggiato il pasticcio, dalla - parte del cioccolatto. - -PERELLA - -(_scorgendolo_). - -Ecco qua! Lo vede? lo vede? Se questo è il modo d’educare il ragazzo! -(_Afferra Nonò per un orecchio e lo trascina verso l’uscio a destra_) -Vai subito a letto! subito a letto, senza mangiare! subito! (_Appena -arrivato davanti all’uscio lo spinge dentro col piede_). Via! -(_Tornando a tavola_). Ma io non resisto, sa! Non resisto! Vede come mi -tocca di mangiare ogni volta? - -SIGNORA PERELLA. - -Benedetto ragazzo! (_a Paolino_). Non se n’è mica mangiato poco.... - -PAOLINO. - -Ma sì, via.... poco.... non vede? un tantino appena appena di qua.... - -PERELLA. - -Professore, per carità, non me lo faccia vedere! Mi viene la tentazione -di prenderlo e d’andarlo a buttare di là! (_fa per prenderlo, indicando -la veranda_). - -PAOLINO - -(_riparandolo_). - -No!... Per carità! Mi vuol fare quest’offesa, signor Capitano? - -PERELLA. - -E allora mangiamocelo subito! - -PAOLINO. - -Subito! subito! Ecco, sì bravo! Questa è una bella pensata! E se -permettete, taglio io.... faccio io le parti eh? Ecco.... subito, -subito! (_eseguisce_) alla signora, prima! ecco qua! Questa, alla -signora.... così! - -SIGNORA PERELLA. - -Troppo! - -PAOLINO. - -No, che troppo! (_Rivolgendosi al capitano_). Ora, se permette.... -badi, dico se permette, perchè, se non permette, niente! in qualità di -professore, solo in qualità di professore.... - -PERELLA. - -Ne vorrebbe dare a Nonò? - -PAOLINO. - -Non oggi! ah non oggi! Lei l’ha castigato, e ha fatto benone! Dico, -conservargli la sua porzione, se lei permette, badi! per domani. -Tutta questa bianca! Gliel’avevo promesso in premio, ecco.... come -professore.... - -PERELLA - -(_battendo con la nocca di un dito sulla tavola, tutto contento della -freddura che sta per dire_). - -Vede? vede? Non gliel’ho detto io, che il suo metodo è troppo dolce? -Eh, più dolce di così! - -PAOLINO. - -Ah.... già.... benissimo.... E di questa metà qua, ora, ecco, facciamo -così.... - -PERELLA. - -Ma che così! La dà tutta a me? - -PAOLINO. - -A me basta così!... - -PERELLA. - -Ma no! - -PAOLINO. - -La prego! Perchè sa? la crema, a me.... mi.... mi.... non mi.... -insomma, non mi.... come dico?... ecco, sì.... mi.... mi fa acidità, -ecco.... acidità di stomaco.... Quanto meno ne mangio, meglio è, Lei ha -mangiato poi così poco!... - -PERELLA - -(_mangiando a gran bocconi_). - -Buona.... buona.... Ah, buona,... buona.... buona.... buona! Bravo, -professore! - -PAOLINO. - -Lei non sa il piacere che mi sta facendo.... - -SIGNORA PERELLA. - -Ne fa tanto anche a me, quando lo vedo mangiare così di buona voglia.... - -PAOLINO. - -Vuole anche quest’altro pezzo? Guardi, non l’ho ancora toccato!... - -PERELLA. - -No.... no.... - -PAOLINO. - -Per me, senza cerimonie.... Mi farebbe male, gliel’assicuro! - -PERELLA. - -Ne prendo, se mai, un tantino della porzione di Nonò. Mi sembra troppa! - -PAOLINO. - -No, guardi, proprio mi fa un piacere, se prende la porzione mia.... - -PERELLA. - -Oh! Se a lei fa male.... dia qua! (_la prende e mangia anche quella_). -Non c’è pericolo che faccia male a me! Ne potrei mangiare due volte -tanto, tre volte tanto, non mi farebbe niente! (_Alla moglie_). Che mi -dài da berci su adesso? - -SIGNORA PERELLA. - -Ma.... non so.... - -PERELLA. - -Come, non sai? Non c’è neanche un po’ di marsala? - -SIGNORA PERELLA. - -Non ce n’è, Francesco.... - -PERELLA - -(_infuriandosi apposta, rivolto al signor Paolino, per piantare al -solito la moglie e andare a chiudersi in camera_). - -Ha visto? S’invita uno a tavola e non si prepara neanche un po’ di -marsala! - -PAOLINO. - -Oh, sa, se è per me.... - -PERELLA. - -Ma è per la cosa in sè stessa! per tutto quello che manca di -previdenza, d’ordine, di buon governo a casa mia! La signora pensa a -lisciarsi! - -SIGNORA PERELLA - -(_ferita_). - -Io? - -PERELLA. - -Ah no? Lo negheresti? - -SIGNORA PERELLA. - -Ma è la prima volta, Francesco.... - -PERELLA - -(_afferrando la tovaglia, strappandola giù con tutto quello che vi sta -sopra e balzando in piedi_). - -Ah, perdio! - -PAOLINO - -(_spaventato_). - -Capitano.... capitano! - -PERELLA. - -Osa rispondermi, perdio! - -SIGNORA PERELLA. - -Ma che ho detto? - -PERELLA. - -È la prima volta? Sia l’ultima, sai! Perchè, tanto, con me, è inutile! -Non mi pigli! non mi pigli! non mi pigli! Piuttosto mi butto dalla -finestra! Va’ al diavolo! - - Corre, così dicendo, verso l’uscio della sua camera, si caccia - dentro, e si sente il rumore del paletto, che sarà bene esagerare - grottescamente. - - -SCENA SETTIMA. - -PAOLINO, _la_ SIGNORA PERELLA _e_ GRAZIA. - - Restano tutti e due, come basiti, a guardarsi un pezzo, nella - crescente penombra. Entra GRAZIA dalla comune, vede lo scompiglio e - lo scempio di tutta la suppellettile da tavola per terra, e scuote - in aria le mani, tentennando il capo. - - -GRAZIA. - -Al solito, eh? - -SIGNORA PERELLA - -(_risponde appena al tentennio del capo, poi dice_): - -No, vai, Grazia. Sparecchierai domani.... (_Accenna all’uscio della -camera del marito_). Non far rumore.... - -GRAZIA. - -Accendo? - -SIGNORA PERELLA. - -No, lascia.... lascia.... - -GRAZIA - -(_ritirandosi_). - -Ogni volta, così!... (_esce per la comune_). - - -SCENA OTTAVA. - -DETTI, _meno_ GRAZIA. - - Si avviva a poco a poco sempre più dalla finestra aperta della - veranda un raggio di luna, che investe principalmente i cinque vasi - del portafiori tra i due usci laterali di sinistra. - - -SIGNORA PERELLA. - -Hai sentito? Dice che piuttosto si butterebbe dalla finestra! - -PAOLINO. - -Eh!... Aspetta!... Bisogna aspettare!... - -SIGNORA PERELLA. - -Tu ci speri? Io non ci spero, no, Paolino.... - -PAOLINO. - -Mi hanno detto tutt’e due i fratelli di non dubitare.... di star sicuro! - -SIGNORA PERELLA. - -Sì. Ma io dico per lui! Non lo conoscono!... Non lo conosci neanche tu, -Paolino!... Piuttosto davvero si butterebbe dalla finestra.... - -PAOLINO. - -Oh, senti.... Se tu vai incontro alla prova con quest’animo.... - -SIGNORA PERELLA. - -Io?... Io sono qua, Paolino.... Aspetto.... aspetterò tutta la notte.... - -PAOLINO. - -Ma devi aspettar con fiducia! - -SIGNORA PERELLA. - -Ah, no, credi, invano. - -PAOLINO. - -Ma bisogna che tu la abbia, almeno, un po’ di fiducia! Può giovare, -credi, se ne hai, ad attirarlo! Sì! sì! Io credo nella forza dello -spirito!... E tu devi averne! devi averne! Pensa che, se no, c’è -l’abisso aperto per noi! Io non so che faccio, non so che faccio -domani!... Per carità, anima mia.... - -SIGNORA PERELLA. - -Ma sì.... ecco.... vedi? io mi metto qua.... così.... - - Siede su un seggiolone a bracciuoli, antico, rivolta verso l’uscio - della camera del marito, in modo che se questi aprisse, se la - troverebbe davanti, in atteggiamento di «Ecce Ancilla Domini» - circonfusa nel raggio lunare. - -PAOLINO. - -Sì.... sì.... ecco.... così.... Oh santa mia!... Io ti prego, ti prego -di farmi trovare uni segno domani, demani all’alba.... Questa notte io -non dormirò. Verrò domattina all’alba, davanti alla tuia casa. Se è sì, -fammi trovare un segno...; ecco, guarda, uno di questi vasi di fiori, -qua, alla finestra della veranda, là, perchè io lo veda dalla strada -domani all’alba! Hai capito? - -SIGNORA PERELLA. - -Io sono qua. - -PAOLINO - -(_contemplandola_). - -Ah! Mi sembri veramente una santa!... (_Arretra verso la comune_). - -SIGNORA PERELLA. - -A domani, Paolino.... - -PAOLINO - -(_già presso la comune, congiungendo le mani_). - -Così sia! - - - TELA. - - - - -ATTO TERZO. - - - La stessa stanza dell’atto precedente. È l’alba del giorno - appresso. _Sul davanzale della finestra, nella veranda in fondo, - nessun vaso di fiori._ Sono ancora per terra la tovaglia e la - suppellettile da tavola rovesciate dal capitano Perella. - - -SCENA PRIMA. - -GRAZIA, _poi il_ MARINAJO. - - Al levarsi della tela, GRAZIA, tutta scarduffata, con l’occorrente - per far pulizia, è curva a raccogliere i cocci del vasellame rotto - e i piatti, i bicchieri rimasti sani, che poserà a mano a mano - sulla tavola. Raddrizzandosi di tratto in tratto, si stirerà, - contraendo il volto, per significare che ha tutta la persona - indolenzita, segnatamente le reni; protenderà allora una mano a - pugno chiuso in direzione dell’uscio della camera del Capitano e - borbotterà qualche inintelligibile imprecazione. - - -GRAZIA. - -Guardate qua.... guardate qua che rovina!... piatti.... bicchieri.... -E tutto insozzato!... povera tovaglia! Neanche una stalla sarebbe per -lui!... Il porcile.... il porcile.... per lui!... Ah, manco male.... -una bottiglia è sana.... (_Raddrizzandosi_) Ahi, ahi, ahi!... Non mi -reggo più su, le reni.... Sfasciate.... ahi, ahi, ahi.... spezzate.... - - Suono di campanello alla porta. - -Chi sarà?... (_Avviandosi per aprire_). Ahi, ahi, ahi.... - - Gesto verso la porta del Capitano, un borbottamento, ed esce per la - comune. Poco dopo rientrerà in scena col MARINAJO. - -GRAZIA. - -Ma se vi dico che la signora non m’ha lasciato nulla per voi! - -MARINAJO. - -E allora il Comandante non riparte oggi? - -GRAZIA. - -Che ne so io, se riparte o non riparte? - -MARINAJO. - -Ma sì, che deve ripartire oggi! E la roba, la signora, deve averla -preparata jersera.... - -GRAZIA. - -Jersera, sì!... Aveva proprio testa da pensare a preparar la roba, -jersera.... - -MARINAJO. - -Gran putiferio? - -GRAZIA. - -Il diavolo a quattro! - -MARINAJO. - -Uh, e ha rovesciato tutto, al solito? - -GRAZIA. - -Questo solo?... Cose.... cose dell’altro mondo!... cose, vi dico, che -non si sono mai nè viste nè sentite!... - -MARINAJO. - -Ah sì? Che ha fatto? che ha fatto? - -GRAZIA. - -Che ha fatto!?... ha fatto che.... - -MARINAJO. - -Dite, dite.... - -GRAZIA - -(_facendogli gli occhiacci_). - -Non lo so! - -MARINAJO. - -Maltratti alla signora, mi figuro!... sgarbi al ragazzo!... Se l’è -presa anche con voi? - -GRAZIA - -(_lo guarda; sta per dire chi sa che cosa; ma taglia corto_). - -Lasciatemi, lasciatemi fare qua.... - -MARINAJO. - -Anche con voi? Eh! a chi i confetti e a chi i dispetti! Da una parte le -piglia e dall’altra le dà! - -GRAZIA. - -Che dà? che piglia? - -MARINAJO. - -Le piglia! le piglia! (_fa cenno di busse con la mano_). Ah, se le -piglia! Da quell’altra — a Napoli. — Qua fa il lupo; con quell’altra, -invece, è più mansueto d’un agnellino! - -GRAZIA. - -Ma che agnellino! (_piano, con gli occhiacci_). Un majalone è! ecco -quello che è! - -MARINAJO. - -Sì, va bene; ma quella lì lo sa far stare a dovere.... Lo so io! Fin -da quando ero imbarcato al suo servizio.... Ci sono andato poche volte -io, in casa di quella signora! Tutti i giorni, fin tanto che si stava -a Napoli: E ho assistito a certe scene! Ma al contrario, le faceva lei -a lui! Un donnone, se vedeste! Due quintali! E brutta, oh!... Certi -occhiacci.... Ma chi sa come gli sembrerà bella, a lui! Una rovina, -poi! Un figlio all’anno! Glien’avrà fatti altri cinque, sei.... da -allora! - -GRAZIA. - -Com’è, giovane? - -MARINAJO. - -Giovane, giovane... Dev’essere ancora giovane, sotto la trentina.... - -GRAZIA. - -Ah! E non gli basta? - -MARINAJO. - -A chi? A lei? - -GRAZIA. - -Dico a lui! dico a lui! - -MARINAJO. - -Ah.... perchè ha qui anche la moglie, volete dire? - -GRAZIA. - -Che moglie e moglie! Non la guarda nemmeno la moglie! - -MARINAJO. - -E allora? Ohè! Ne sapreste forse qualche cosa anche voi? - -GRAZIA. - -Lasciatemi sbrigare qua, v’ho detto! - -MARINAJO - -(_ride_). - -Ah! ah! ah! ah! Sarebbe da ridere.... - -GRAZIA. - -Insomma, ve n’andate? - -MARINAJO. - -Sì vado, vado. Ritornerò più tardi.... Ma avvertitela la signora, che -son venuto per la roba.... che la prepari.... A rivederci eh? - -GRAZIA. - -A rivederci. - - Il MARINAJO esce per la comune. GRAZIA ritorna a cercar tra le - pieghe della tovaglia per terra qualche piatto o bicchiere rimasto - sano e, trovandone qualcuno e levandosi per posarlo sulla tavola, - rifà il gesto per esprimere l’indolenzimento delle reni. Si sente - poco dopo — grottescamente di nuovo esagerato — il rumore del - paletto tratto dall’uscio della camera del Capitano. - -GRAZIA. - -Eccolo qua, che esce dalla gabbia, la belva! - - -SCENA SECONDA. - -DETTA _e il_ CAPITANO PERELLA. - - Il CAPITANO vien fuori, tutto ammaccato dal sonno, con gli occhi - pesti e un umore più che mai bestiale. - - -PERELLA - -(_scorgendo Grazia per terra_). - -Ah.... tu, costì? Con chi parlavi? - -GRAZIA. - -Col marinajo, parlavo.... - -PERELLA. - -È andato via? - -GRAZIA. - -È andato via. - -PERELLA. - -E che era venuto a fare, a quest’ora? - -GRAZIA. - -Era venuto per la roba da portare a bordo. (_Pausa_). - -PERELLA. - -E tu non sai augurare il buon giorno al tuo padrone? - -GRAZIA. - -Già! Per giunta! Eccolo qua, il mio buon giorno! (_indica i cocci per -terra_). - -PERELLA. - -Lo fai adesso, codesto servizio? Che hai fatto tutto jersera? - -GRAZIA - -(_gli lancia una lunga occhiataccia, poi torna al suo servizio senza -rispondere_). - -PERELLA. - -Rispondi! (_Le viene innanzi, minaccioso_). - -GRAZIA - -(_si leva, lo guarda di nuovo, poi dice_): - -Lo domanda a me, che ho fatto? (_Breve pausa_). Lei strappa; lei rompe; -lei (_sottolineando in modo ambiguo_) obbliga la gente a servizi, a cui -non è tenuta.... - -PERELLA. - -Io voglio subito il caffè! - -GRAZIA. - -Ancora non è pronto. - -PERELLA - -(_facendolesi sopra con la mano levata_). - -Ah, così mi rispondi? - -GRAZIA - -(_sfuggendo_). - -Non mi s’accosti! non mi tocchi o grido, sa! - -PERELLA. - -Vai subito a preparare il caffè! Non sai che voglio trovarlo pronto, -appena mi alzo dal letto? - -GRAZIA. - -Potevo difatti immaginare, che proprio questa mattina lei si dovesse -levare all’alba.... dopo che.... - -PERELLA. - -Insomma! La finisci di rispondere? Vai subito per il caffè! - -GRAZIA. - -Vado.... Vado.... - - Via, per l’uscio a sinistra. - - -SCENA TERZA. - -_Il_ CAPITANO PERELLA _solo, poi il signor_ PAOLINO _e_ GRAZIA. - - -PERELLA - -(_tentennando il capo_). - -Ma guarda un po’!... - - Con la faccia più che mai aggrondata e disgustata, gli occhi cupi - e truci, sta un po’ a pensare; poi sbuffa; poi si brancica gli - abiti addosso, smaniosamente, e accompagna l’atto con una specie - di rugghio bestiale nella gola; scrolla il capo e va un po’ per la - stanza. Ha caldo! ha caldo! si sente soffocare!... Va alla veranda; - s’affaccia alla finestra in fondo; guarda il mare e trae un ampio - respiro; poi finge di guardare in giù nella strada e di scorgervi - il signor PAOLINO; fa un atto di sorpresa e si china a parlare. - -PERELLA. - -Oh — buon giorno, professore!... E come, fuori a quest’ora? da queste -parti?... (_Tendendo l’orecchio_). Che?... — Già, già.... — anch’io!... -Un po’ d’aria.... Questo venticello.... sì. Delizioso. — Vuol venire -su?... — Venga, venga.... — Le offro una tazza di caffè.... — Sì, -bravo, venga! - - Rimane ancora un po’ sulla veranda; poi viene incontro al signor - PAOLINO, che entra per la comune con una faccia da morto ansiosa, - gli occhi lividi, lampeggianti di follia, come se, non avendo - trovato il segno alla veranda, avesse deciso di commettere un - delitto. - -PERELLA. - -Ih, che sveltezza! È salito di corsa? - -PAOLINO. - -Sì. Mi dica. Ha visto che tornavo dallo Scalo? - -PERELLA. - -L’ho vista col naso in su, che guardava qua, da me.... - -PAOLINO. - -Sì. Ma ero di ritorno. Sono arrivato fino allo Scalo. Nel passare -davanti la sua casa, la prima volta, andando, c’era giù un crocchio -di gente che gridava. — Dica un po’: che sia caduto, per caso, dalla -finestra là, della veranda, qualche vaso di fiori? - -PERELLA - -(_stordito_). - -Vaso di fiori?... Giù nella strada? - -PAOLINO. - -Sì — da quella finestra! - -PERELLA. - -Ma no.... Ch’io sappia.... - -PAOLINO. - -No? - -PERELLA. - -Io non so di vasi.... — Ma perchè? - -PAOLINO. - -Perchè mi parve di vedere giù, sotto la finestra tra quel crocchio di -gente che gridava, un mucchio.... non so.... di cocci per terra; e ho -immaginato che gridasse per questo.... - -PERELLA. - -Io non ho inteso nulla.... - -PAOLINO. - -Non c’era proprio nessun vaso là, quando lei si è affacciato? - -PERELLA. - -Nessuno.... Eccoli là, i vasi (_indica il portafiori_) — tutti e cinque. - -PAOLINO. - -Sono stati sempre cinque? - -PERELLA. - -Cinque, sì. Non vede? non c’è posto, qua, per altri vasi.... - -PAOLINO - -(_quasi tra sè addolorato, friggendo_). - -E allora.... allora.... niente.... - -PERELLA - -(_squadrandolo_). - -E come? Oh bella! Pare che lei sia dolente, che non sia caduto davvero -nessun vaso.... - -PAOLINO - -(_subito, riprendendosi_). - -No; io? che! — È che.... che m’ero figurato che.... che dovesse -esserci, quel vaso.... - -PERELLA. - -Perchè la gente gridava sotto? - -PAOLINO. - -Già.... Sa com’è, quando uno s’immagina una cosa? L’ho creduto -proprio come una realtà, passando e sentendo gridar quella gente. — -«C’era un vaso — mi son detto — alla finestra là del Capitano, e sarà -caduto....». - -PERELLA. - -Ma no! che vaso! È curioso che io di là non ho sentito affatto gridare -giù in istrada.... - -PAOLINO. - -Non ne parliamo più! — Ma scusi, lei... (_e s’interrompe come se gli -notasse in faccia qualche segno impressionante_). - -PERELLA - -(_turbato, non comprendendo_). - -Io... che cosa? - -PAOLINO. - -Sì, dico.... lei.... (_e s’interrompe di nuovo per spiarlo più -intensamente nella faccia ammaccata_). - -PERELLA. - -Che cosa? — Oh sa che lei ha un curioso modo di guardarmi? - -PAOLINO. - -No, niente.... Perchè.... perchè la vedo.... sì, la vedo.... - -PERELLA. - -Come mi vede? - -PAOLINO. - -Niente.... no.... Vedo che.... che si è levato per tempo, ecco.... - -PERELLA. - -Già, ma anche lei, mi pare, — molto prima di me, se è già fuori di casa -a quest’ora, ed è arrivato fin allo Scalo.... - -PAOLINO. - -Sì.... mi.... mi.... mi son difatti levato anch’io per tempo.... - -PERELLA - -(_lo guarda e scoppia a ridere_). - -Ah! ah! ah! ah! Ma com’è strano lei questa mattina! - -PAOLINO. - -Sono un po’ nervoso.... - -PERELLA. - -E s’è fatta una passeggiatina al fresco? — Fa bene, fa bene.... -igienico, igienico passeggiare di buon mattino! - -PAOLINO. - -Igienico, già!... (_tra sè appena il Capitano si volta_) (Io l’uccido! -Parola d’onore, io l’uccido!). - -PERELLA. - -Non c’è di meglio, quando uno è nervoso.... Fuori, all’aperto, -svaporano tutte le ubbìe.... - -PAOLINO. - -Difatti, sì.... Non.... non ho dormito bene, questa notte e.... - -PERELLA. - -Ah! Neanche lei? — Non me ne parli! - -PAOLINO. - -Non.... non ha dormito bene, dunque, neanche lei? - -PERELLA - -(_con rabbia_). - -Non ho dormito per nulla, io! - -PAOLINO - -(_in ansia_). - -Ah.... — e...? - -PERELLA. - -Che cosa? - -PAOLINO. - -Si, dico.... vedo.... — guardavo or ora, difatti, che lei è molto -sbattuto.... un po’... sì.... un po’ pesto, ecco. - -PERELLA - -(_c. s._). - -Se non ho chiuso occhio, le dico! Una nottataccia d’inferno! Il caldo, -forse.... io non so! - -PAOLINO. - -Caldo, già.... ha fatto un gran caldo, un gran caldo, questa notte.... - -PERELLA. - -Da impazzire! - -PAOLINO. - -E si sarà.... si sarà alzato di letto, forse? - -PERELLA - -(_lo guarda, poi_): - -Anche, sì.... - -PAOLINO. - -Eh me lo immagino! Quando.... quando il letto comincia a scottare.... -Col caldo.... lì (_indica la sua camera_) le.... le sarà parsa un -forno, quella sua camera, suppongo! - -PERELLA. - -Un forno! un forno, proprio! - -PAOLINO. - -E ne sarà uscito, no? m’immagino.... - -PERELLA - -(_torbido, dopo averlo guardato un po’_). - -Si.... difatti — ne sono uscito un po’... perchè.... — perchè a un -certo punto, mi pareva proprio di soffocare.... (_Vedendo entrare -Grazia con un vassojo, su cui è una tazza di caffè_). Ah, ma ecco qua -il caffè.... Brava, Grazia.... — Ma come! ne porti una tazza sola? — E -per il signore qui? - -GRAZIA - -(_aggrondata, sgarbatissima_). - -E che ne so io, se debbo portargli o non debbo portargli il caffè, se -nessuno me lo ordina? - -PERELLA. - -Non rispondere così, ti ho detto! C’è bisogno che ti si ordini? Ma -guarda un po’ che confidenza osa prendersi! - -GRAZIA - -(_facendo gli occhiacci e masticando_). - -Confidenza.... confidenza.... Sono io che mi piglio, ora, la -confidenza; è vero? - -PERELLA. - -È impudente questa donna! Bada che ti caccio via su due piedi, sai? - -GRAZIA. - -Mi caccia? Chi caccia? Badi lei piuttosto, che io posso mettermi a -gridare, e se mi metto a gridare quello che lei ha fatto.... - -PAOLINO - -(_quasi tra sè, basito, all’orribile sospetto che gli balena, guardando -ora il Capitano, ora la serva_). - -Oh Dio.... Oh Dio.... — possibile? - -PERELLA. - -Professore, ma la sente? - -PAOLINO. - -Sento, vedo.... sì.... - -PERELLA - -(_a Grazia, per troncare, sulle furie_). - -Vai a prendere subito un’altra tazza di caffè! (_a Paolino_). Ecco, lei -prenda questa, Professore.... (_gli offre la tazza_). - -PAOLINO. - -No.... grazie, no!... — (_a Grazia_). Non.... non v’incomodate.... - -PERELLA. - -Ma che incomodarsi! — Prenda! - -PAOLINO. - -Grazie, le dico! no! proprio non ne desidero. — Mi.... mi farebbe -male.... - -PERELLA. - -Ma che male! — (_a Grazia_) Vai a prendere l’altra tazza! - -PAOLINO. - -Sono eccitato, Capitano, per carità! Sono eccitato.... — eccitato; -nervoso! - -GRAZIA. - -Insomma — sì? — no? - -PERELLA. - -Vai al diavolo! (_Grazia, sulle furie, se ne va; e allora, gridandole -dietro fino all’uscio_). E smetti codeste arie, sai? — Se no, te le -faccio smettere io! - -PAOLINO. - -Sfido: scusi; se si dà.... se si dà troppa confidenza a una serva!... - -PERELLA. - -Non si dovrebbero tenere troppo in casa, le serve, ecco! - -PAOLINO. - -Ma mi faccia il piacere! No! quando si sanno tenere ai loro posto.... -che non abbiano a prendere arie da padrone.... - -PERELLA - -(_stupito dall’aria indignata che assume il signor Paolino_). - -Ohè, che dice, Professore? - -PAOLINO - -(_frenandosi a stento_). - -Dico che... che.... sono.... sono meravigliato, ecco.... sono -veramente.... non so come dire.... — stupito.... - -PERELLA. - -Dell’arroganza di questa donna? - -PAOLINO. - -Già! E che lei.... - -PERELLA. - -Che io? - -PAOLINO. - -Che lei.... sì, la possa sopportare! Mi.... mi pare incredibile, che -vuole che le dica? Inverosimile, ecco: inverosimile, arrivare.... Dio -mio.... arrivare fino a questo punto!... — possibile? - -PERELLA - -(_lo guarda, torbido, poi, abbassando gli occhi_). - -Già.... è.... è enorme! - -PAOLINO. - -È enorme! - -PERELLA - -(_quasi umile_). - -Ma non glie l’ho detto il perchè? È da troppo tempo per casa! -(_Arrabbiandosi_). La colpa è di mia moglie! - -PAOLINO. - -Ah, sì? anche? ne ha colpa sua moglie? - -PERELLA. - -Sissignore, sissignore! Che me la tiene ancora tra i piedi! perchè ha -visto nascere Nonò! perchè sa gli usi di casa! per il diavolo che se li -porti via tutti quanti! - -PAOLINO - -(_friggendo_). - -Ma scusi, e lei per questo?... - -PERELLA. - -Che, per questo? Oh, insomma, sa che lei, professore, mi assume certe -arie, che io non tollero? - -PAOLINO. - -No, è che.... scusi, mi.... mi pare troppo, ecco, che per questo lei -debba pigliarsela con la sua signora. - -PERELLA. - -Me la piglio con tutti, io! Perchè è una disperazione questa maledetta -casa per me! — Vi soffoco, vi soffoco! Maledico sempre il momento che -vi rimetto i piedi! Neanche dormire quieto vi posso! Sarà stato anche -il caldo!... Una smania.... E quando io non dormo, sa? quando non -riesco a prender sonno, — .... arrabbio, arrabbio.... - -PAOLINO. - -Già.... ma che colpa, scusi?... che.... che colpa ci hanno gli altri, -scusi? - -PERELLA. - -Di che? - -PAOLINO. - -Eh.... se dice che s’arrabbia?... Con chi si arrabbia? con chi se la -piglia, se fa caldo? - -PERELLA. - -Con me, me la piglio! me la piglio col tempo! e me la piglio anche con -tutti, sissignori! Perchè io voglio aria! aria! io sono abituato al -mare! (_Poi, calmandosi_). E la terra, caro professore, specialmente -d’estate, la terra non la posso soffrire.... — la casa.... le -pareti.... gli impicci.... le donne.... - -PAOLINO. - -Anche.... anche le donne? - -PERELLA. - -Prima di tutto le donne! Del resto, le donne, con me.... — Sa? Si -viaggia.... si sta tanto tempo lontani.... — Non dico ora, che sono -vecchio.... Ma quando ero giovanotto.... Le donne.... Ci ho avuto però -sempre questo di buono, io — che quando voglio, voglio.... ma quando -non voglio, non voglio (_ride orgogliosamente_). Il padrone sono -restato sempre io! - -PAOLINO. - -Ah, sempre? — (_tra sè_) (l’uccido! l’uccido!). - -PERELLA. - -Sempre che ho voluto, s’intende! — Lei no, eh? Lei forse si lascia -prendere facilmente? - -PAOLINO. - -Non parliamo di me, la prego! - -PERELLA - -(_ride forte_). - -Ah! ah! ah! ah! — Un sorrisetto.... una mossetta.... - -PAOLINO - -(_friggendo_). - -La prego, Capitano. La prego.... - -PERELLA - -(_con altra risata_). - -Eh! eh! eh! — Me lo figuro.... me lo figuro come deve essere con -lei.... — Un’aria umile.... vergognosetta.... — Dica, dica la verità, -eh? - -PAOLINO. - -Per carità, smetta, Capitano.... sono veramente nervoso.... - -PERELLA - -(_ride ancora_). - -Pieno.... pieno di scrupoli ideali deve esser lei in amore.... — Dica -la verità! - -PAOLINO - -(_scattando_). - -Ebbene! vuole che le dica la verità? E allora le dico che io, se avessi -moglie.... - -PERELLA - -(_scoppia a ridere di nuovo più forte_). - -Ah! ah! ah! ah! - -PAOLINO - -(_perdendo ogni freno_). - -Non rida, per Dio. Non rida! - -PERELLA. - -Ma perchè si adira così? Ah! ah! ah! ah! Come c’entrano adesso le -mogli, scusi? Noi stiamo a parlare delle donne.... - -PAOLINO. - -E che non sono donne, le mogli? Che cosa sono? - -PERELLA. - -Ma saranno anche donne.... qualche volta.... sì!... - -PAOLINO. - -Ah.... qualche volta, sì! Lo.... lo ammette dunque, che qualche volta -il marito deve pur considerarla come donna, la moglie! - -PERELLA. - -Certo, sì! certo! Ma non abbia paura che ci pensa lei, la moglie, a -farsi considerar come donna da altri, se suo marito se ne dimentica! - -PAOLINO. - -Un marito saggio, dunque, non se ne dovrebbe mai dimenticare! - -PERELLA. - -Ma sì! Ci penserà lui, a questo! Lei, intanto, non ne ha, caro -professore; e io le auguro per il suo bene di non averne mai! - -PAOLINO - -(_irritatissimo, cercando il pretesto per litigare_). - -Ma questo è in contraddizione con ciò che lei ha detto or ora di me! - -PERELLA. - -Che cosa ho detto? - -PAOLINO. - -Che io sono pieno di scrupoli.... non so quali.... - -PERELLA - -(_stordito_). - -Ah, lei desidera allora di prender moglie? - -PAOLINO. - -No! Non dico questo! Dico che lei s’inganna sul conto mio! - -PERELLA. - -M’inganno? - -PAOLINO. - -Sissignore! E commette anche la più crudele delle ingiustizie! - -PERELLA. - -Verso chi? Verso lei? Verso le mogli? - -PAOLINO. - -Verso le mogli, sissignore! - -PERELLA. - -Lei le difende? - -PAOLINO. - -Le difendo, sissignore! - -PERELLA. - -Ah! ah! ah! ah! — Le difende!... — Sa perchè le difende lei? Perchè -non ne ha! E si serve — ci scommetto — di quelle degli altri!... — Ecco -perchè le difende! - -PAOLINO. - -Io? Io? Lei dice questo a me? osa dire questo a me? Lei? - -PERELLA - -(_richiamandolo costernato_). - -Professore! (_E lo richiamerà così altre volte durante la battuta -seguente, sempre più costernato_). - -PAOLINO. - -Lei m’insulta! Sono un uomo onesto io! Sono un uomo di coscienza io! -Sono un uomo, per sua regola, che si può anche trovare, sì — senza -volerlo, — in una situazione disperata. Sì!, ma non è vero, non è vero -che vorrei servirmi delle mogli degli altri! Perchè se fosse così non -le avrei detto, come le ho detto or ora, che un marito non dovrebbe mai -trascurare la moglie! E le aggiungo ora, che un marito che trascura la -moglie, per me, commette un delitto! e non uno solo! più delitti! più -delitti! Sì, perchè non solamente costringe la moglie — che può anche -essere una santa donna — a venir meno ai suoi doveri verso sè stessa, -verso la sua onestà, ma anche perchè può costringere un uomo, un -altro uomo, ad essere infelice per tutta la vita!... Sì! sì! legato a -soffrire di tutto il martirio di quella povera donna! E chi sa! chi sa! -Ridotto all’estremo limite della sua sofferenza, anche la libertà, la -libertà può perdere quest’uomo! glielo dico io! glielo dico io, signor -Capitano!.... - - Il signor PAOLINO dirà tutto questo con foga man mano crescente, - facendosi quasi sopra al CAPITANO, che lo ascolta sbalordito. - Pare a un certo punto, che il signor PAOLINO debba da un momento - all’altro, trarre un’arma dalla tasca e uccidere il Capitano. - Si schiude allora l’uscio a destra e compare la SIGNORA PERELLA, - atterrita, disfatta, con tutta la truccatura andata a male sulla - faccia squallida. Non ha forza nè di muoversi, nè di parlare. - - -SCENA QUARTA. - -_La_ SIGNORA PERELLA _e_ DETTI. - - -SIGNORA PERELLA. - -Oh Dio.... che cos’è? che cos’è? - -PERELLA. - -E chi ne capisce nulla? Il professore qua è montato su tutte le furie, -discutendo delle mogli e dei mariti.... - -PAOLINO. - -Ma perchè io dicevo.... - -SIGNORA PERELLA. - -Calma! Calma! Per carità.... Non dica.... non dica più nulla, -professore.... Guardi, piuttosto.... — mi ajuti.... (_s’avvicina al -portafiori e fa per prendere un vaso_).... m’ajuti, la prego.... - -PAOLINO - -(_raggiante_). - -Ah.... sì? (_Prende il vaso_). Questo vaso? Vuole, vuole che lo porti -alla veranda?... - -SIGNORA PERELLA. - -Sì.... ma lo dia a me, questo.... lo porto io.... — Ne.... ne prenda un -altro lei.... Se non se n’ha a male.... - -PAOLINO. - -Un altro? A male, io? Ma che dice? Fe.... felicissimo! - -SIGNORA PERELLA. - -E allora.... la prego.... (_va a collocare il vaso sul davanzale della -finestra sulla veranda_). - -PAOLINO. - -Ecco.... ecco.... (_eseguisce_). Lo mettiamo qua? (_lo posa accanto al -primo_). Così? - -SIGNORA PERELLA. - -Sì, grazie.... (_E seguita per suo conto a prendere e a portare al -davanzale il terzo e il quarto vaso; mentre Paolino, esultante, si -precipita ad abbracciare il Capitano che guarda ancora sbalordito_). - -PAOLINO. - -Ah! Mi scusi, mi scusi tanto, caro Capitano, mi scusi! - -PERELLA. - -E di che? - -PAOLINO. - -Ma di tutte le bestialità che poc’anzi mi sono scappate di bocca! Ero -così nervoso!... Ma è stato uno sfogo, che mi ha tanto giovato!... M’è -passato tutto.... Sono contento ora.... tanto contento.... Mi scusi e -grazie, grazie, signor Capitano! Con tutto il cuore! Guardi, là.... che -azzurro!... che bella giornata s’è fatta! e quei.... (_con stupore che -è quasi terrore_) uh! cinque, cinque vasi là! - -SIGNORA PERELLA - -(_che ha il quinto vaso tra le mani, che contiene un magnifico giglio, -mostrandolo, vergognosa, con gli occhi bassi_). - -Ridanno la vita.... - -PAOLINO - -(_subito_). - -A una casa, già!... Grazie, grazie, Capitano! Scusi!... — Sono -veramente una bestia! - -PERELLA - -(_scrollando il capo, sentenzioso_). - -Eh, caro professore, bisogna essere uomini!... (_e si tocca più volte -il petto col dito_). - -PAOLINO. - -A lei è facile, Capitano — con una signora come la sua: la Virtù in -persona! - - - TELA. - - - - - -Nota del Trascrittore - -Ortografia e punteggiatura originali sono state mantenute, correggendo -senza annotazione minimi errori tipografici. - -*** END OF THE PROJECT GUTENBERG EBOOK L'UOMO, LA BESTIA E LA -VIRTÙ *** - -Updated editions will replace the previous one--the old editions will -be renamed. - -Creating the works from print editions not protected by U.S. copyright -law means that no one owns a United States copyright in these works, -so the Foundation (and you!) can copy and distribute it in the -United States without permission and without paying copyright -royalties. Special rules, set forth in the General Terms of Use part -of this license, apply to copying and distributing Project -Gutenberg-tm electronic works to protect the PROJECT GUTENBERG-tm -concept and trademark. 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Hart was the originator of the Project -Gutenberg-tm concept of a library of electronic works that could be -freely shared with anyone. For forty years, he produced and -distributed Project Gutenberg-tm eBooks with only a loose network of -volunteer support. - -Project Gutenberg-tm eBooks are often created from several printed -editions, all of which are confirmed as not protected by copyright in -the U.S. unless a copyright notice is included. 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You may copy it, give it away or re-use it under the terms -of the Project Gutenberg License included with this eBook or online -at <a href="https://www.gutenberg.org">www.gutenberg.org</a>. 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BEMPORAD & FIGLIO — EDITORI<br /> -<span class="small">MCMXXII</span> -</p> -</div> - -<div class="verso"> -<hr class="mid" /> -<p> -PROPRIETÀ LETTERARIA<br /> -DEGLI EDITORI R. BEMPORAD & FIGLIO -</p> - -<p> -<i>I diritti di riproduzione e di traduzione sono riservati per tutti i paesi, -compresi la Svezia, la Norvegia e l’Olanda.</i> -</p> - -<p> -Copyright 1922 by R. Bemporad & F. -</p> - -<p> -1520-1922. — Firenze — Stabilimento Tip. E. Ariani, Via S. Gallo, 33 -</p> -<hr class="mid" /> -</div> - -<div class="chapter"> -<p> -<span class="pagenum" id="Page_1">[1]</span> -</p> - -<h2>PERSONAGGI.</h2> -</div> - -<p class="large"> -Il trasparente signor <span class="smcap">Paolino</span>, professore privato — La -virtuosa signora <span class="smcap">Perella</span>, moglie del — <span class="smcap">Capitano Perella</span> — Il -dottor <span class="smcap">Nino Pulejo</span> — Il signor <span class="smcap">Totò</span>, farmacista, suo -fratello — <span class="smcap">Rosaria</span>, governante del signor Paolino — <span class="smcap">Giglio</span> -e <span class="smcap">Belli</span>, scolari — <span class="smcap">Nonò</span>, ragazzo di 11 anni, figlio dei -Perella — <span class="smcap">Grazia</span>, domestica di casa Perella — Un marinajo. -</p> - -<p class="center pad2 large"> -In una città di mare, non importa quale. — Oggi. -</p> - -<p> -<span class="pagenum" id="Page_3">[3]</span> -</p> - -<div class="chapter"> -<h2>ATTO PRIMO.</h2> -</div> - -<div class="blockquote"> -<p> -Stanza modesta da studio e da ricevere in casa del -signor Paolino. Scrivania, scaffali di libri, canapè, poltrone, -ecc. La comune è a sinistra. A destra, un uscio; un -altro in fondo, che dà in uno sgabuzzino quasi bujo. -</p> -</div> - -<h3>SCENA PRIMA. -<span class="smaller"><span class="smcap">Rosaria e il Signor Totò.</span></span></h3> - -<div class="blockquote"> -<p> -Al levarsi della tela, la stanza è in disordine. Parecchie -seggiole in mezzo alla scena, le une sulle altre, capovolte; -le poltrone fuori di posto, ecc. Entra dalla comune Rosaria -con la cuffia in capo e ancora i diavolini attorti tra i -capelli ritinti d’una quasi rossa orribile manteca. Ha -l’aspetto e l’aria stupida e petulante d’una vecchia gallina -faraona. La segue il signor Totò col cappello in capo, collo -torto da prete, aspetto e aria da volpe contrita. Si stropiccia -di continuo le mani sotto il mento, quasi se le lavasse -alla fontana della sua dolciastra grazia melensa. -</p> -</div> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Rosaria.</span> -</p> - -<p> -Ma scusi, ma perchè vuole entrarmi in casa ogni -mattina? Non vede che è ancora in disordine? -</p> - -<p> -<span class="pagenum" id="Page_4">[4]</span> -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Totò.</span> -</p> - -<p> -E che fa? Oh, per me, cara Rosaria.... -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Rosaria</span> -</p> - -<p class="center"> -(<i>con scatto di stizza, voltandosi, come volesse beccarlo</i>). -</p> - -<p> -Ma come, che fa? -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Totò.</span> -</p> - -<p class="center"> -(<i>restando male, con un sorriso vano</i>). -</p> - -<p> -Dico che io non ci bado.... — Vi lascio la chiave, -perchè la consegniate a mio fratello, il dottore, appena -ritorna, poverino, dalla sua assistenza notturna -all’ospedale. -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Rosaria.</span> -</p> - -<p> -Va bene. Potrebbe darmela sulla porta, la chiave, -e andarsene, senza entrare. -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Totò.</span> -</p> - -<p> -Per me è ormai una cara abitudine, questa.... -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Rosaria.</span> -</p> - -<p> -Ma dica un brutto vizio! -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Totò.</span> -</p> - -<p> -Mi trattate male, Rosaria.... -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Rosaria.</span> -</p> - -<p> -Ho da fare! Ho da fare! E poi secca, capirà! Io -sono ancora così (<i>indica i diavolini ai capelli</i>) — e, -<span class="pagenum" id="Page_5">[5]</span> -qua, le seggiole, vede? a gambe all’aria. La casa, -quando è onesta, ha anch’essa i suoi pudori; come la -donna, quando è onesta. -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Totò.</span> -</p> - -<p> -Ah, lo credo, lo credo bene; e mi piace tanto sentirvi -dire così.... -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Rosaria.</span> -</p> - -<p> -Già! lo crede, le piace, e intanto lo.... lo violenta! -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Totò.</span> -</p> - -<p class="center"> -(<i>come inorridito</i>). -</p> - -<p> -Io? -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Rosaria.</span> -</p> - -<p> -Sissignore! Il pudore della casa! (<i>Così dicendo, -rimette sui quattro piedi le seggiole capovolte e abbassa -con grottesca pudicizia la fodera di tela che le -ricopre, come se nascondesse le gambe a una sua -figliuola</i>). Dio sa quanto ci bado, io, con un padrone -che.... (<i>fa con la mano un gesto di rammarico, indicando -l’uscio a destra</i>) — farebbe prendere la fuga -anche.... anche alle seggiole, sissignore, per non -stare a sentirlo, così sempre sulle furie.... Io, se fossi -seggiola di questa casa, vorrei essere.... guardi, piuttosto -seggiola d’uno di quelli che vendono cerotti per -le strade, che vi montano sopra. (<i>Di nuovo, alzando -una mano verso l’uscio a destra</i>). — Sgarbato! Le -afferra così (<i>afferra la seggiola per la spalliera</i>) — quand’è -<span class="pagenum" id="Page_6">[6]</span> -arrabbiato — le scrolla, le pesta, le scaraventa -anche.... -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Totò.</span> -</p> - -<p> -Voi le volete bene, come se fossero vostre figliuole.... -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Rosaria.</span> -</p> - -<p> -Le vorrei tener linde come sposine! M’affeziono, -io! -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Totò.</span> -</p> - -<p> -Ah, avere una casa! -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Rosaria.</span> -</p> - -<p> -E come? Non ce l’ha, lei; la casa, di là? Dica -che non vuol tenere una donna di servizio. -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Totò.</span> -</p> - -<p> -Ma casa, oh, casa, io intendo famiglia, mia -buona Rosaria.... -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Rosaria.</span> -</p> - -<p> -E lei prenda moglie, allora! O una governante -affezionata! Sarebbe un bene anche per suo fratello -il dottore. -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Totò.</span> -</p> - -<p class="center"> -(<i>subito, con orrore</i>). -</p> - -<p> -Io? moglie? No! (<i>Poi, sospirando</i>). Eh.... lui, -se mai, mio fratello! E vi giuro che ne sarei tanto -contento. Ma non la prende. Non la prende, perchè -ci sono io. -</p> - -<p> -<span class="pagenum" id="Page_7">[7]</span> -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Rosaria.</span> -</p> - -<p> -E che può fargli da moglie, lei, a suo fratello? -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Totò.</span> -</p> - -<p> -No! Ma perchè bado io a tutto, capite? E così -egli non ne sente nessun bisogno. Più tardi, rientrerà -dalla sua assistenza notturna; verrà qui a domandarvi -la chiave, e troverà di là tutto in ordine, rassettato, -con tutti i suoi bisogni prevenuti.... -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Rosaria.</span> -</p> - -<p> -Ah, è comodo per lui. -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Totò.</span> -</p> - -<p> -Lo faccio con tutto il cuore, credetemi. Per me, -mio fratello è tutto! La casa è per lui, non è per -me.... -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Rosaria.</span> -</p> - -<p> -Già, perchè lei se ne sta tutto il giorno in farmacia.... -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Totò.</span> -</p> - -<p> -No, non per questo. Anche lui, poverino, allora, -è tutto il giorno in giro per le sue visite.... La casa, -cara Rosaria, credete a me, non è mai quella che ci -facciamo noi e che ci costa tanti pensieri e tante -cure. La vera casa, quella di cui sentiamo il sapore -quando si dice <i>casa</i>.... un sapore che nel ricordo è -così dolce e così angoscioso, la vera casa è quella -che altri fece per noi, voglio dire nostro padre, nostra -<span class="pagenum" id="Page_8">[8]</span> -madre, coi loro pensieri e le loro cure. E anche -per loro, per nostro padre e nostra madre, la casa, -la vera casa <i>per loro</i>, qual’era? Ma quella dei loro -genitori, non già quella ch’essi fecero per noi.... È -sempre così.... Oh, ma ecco qua Paolino. -</p> - -<h3>SCENA SECONDA. -<span class="smaller"><span class="smcap">Paolino e detti.</span></span></h3> - -<div class="blockquote"> -<p> -Il signor <span class="smcap">Paolino</span> entrerà precipitosamente dall’uscio a -destra. È un uomo sulla trentina, vivacissimo, ma di una -vivacità nervosa, che nasce da insofferenza. Tutte le passioni, -tutti i moti dell’animo traspajono in lui con una -evidenza che avventa. Subitanei scatti e cangiamenti di -tono e d’umore. Non ammette repliche e taglia corto. -</p> -</div> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Paolino.</span> -</p> - -<p class="center"> -(<i>al signor Totò</i>). -</p> - -<p> -Carissimo.... (<i>E subito, rivolgendosi a Rosaria</i>). -Non gli avete dato ancora il caffè? Ma dateglielo, -per Dio santo! Con quante chiacchiere volete che -ve la paghi, ogni mattina, una tazza di caffè? -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Totò.</span> -</p> - -<p> -Oh! Dio, no, Paolino! non è per questo! -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Paolino.</span> -</p> - -<p> -Totò, fammi il piacere: non essere ipocrita, oltre -che spilorcio! -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Totò.</span> -</p> - -<p> -Ma io parlavo.... -</p> - -<p> -<span class="pagenum" id="Page_9">[9]</span> -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Paolino.</span> -</p> - -<p class="center"> -(<i>attaccando subito</i>). -</p> - -<p> -Della casa, mezz’ora che parli della casa; t’ho -sentito di là: della poesia della casa. -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Totò.</span> -</p> - -<p> -Ma la sento davvero! -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Paolino.</span> -</p> - -<p> -Non ti dico di no. Ma te ne servi per vestire davanti -a te stesso, con decenza, la tua spilorceria. -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Totò.</span> -</p> - -<p> -No.... -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Paolino.</span> -</p> - -<p> -È così come ti sto dicendo io! Tant’è vero che, -come Rosaria t’avrà dato il caffè, tu te n’andrai -stropicciandoti le mani giù per le scale, tutto contento -della tazzina di caffè che vieni a scroccarmi -ogni mattina con codeste chiacchieratine poetiche. -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Totò.</span> -</p> - -<p> -Ah, se credi così.... (<i>mortificato, fa per andarsene</i>). -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Paolino.</span> -</p> - -<p class="center"> -(<i>subito, acchiappandolo per un braccio</i>). -</p> - -<p> -Che? Tu ora il caffè, perdio, te lo devi prendere! -Io credo così, perchè è vero così! -</p> - -<p> -<span class="pagenum" id="Page_10">[10]</span> -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Totò.</span> -</p> - -<p> -Ma no.... -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Paolino.</span> -</p> - -<p> -Ma sì!... E appunto perchè è vero così, ti devi -prendere il caffè! -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Totò.</span> -</p> - -<p> -Non me lo prendo, no! -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Paolino</span> -</p> - -<p class="center"> -(<i>seguitando con foga crescente</i>). -</p> - -<p> -Due caffè! tre caffè! quattro caffè! Perchè tu -ora te lo sei guadagnato con lo sfogo che m’hai offerto, -capisci? Quando una cosa mi resta qua (<i>indica -la bocca dello stomaco</i>), caro mio, sono rovinato! -Te l’ho detta, pago. Un caffè al giorno, puoi -contarci! Vattene! (<i>Lo spinge fuori come se fosse -un affare concluso; e poichè il signor Totò accenna -di voltarsi, incalza</i>). No, vàttene, vàttene senza ringraziarmi! -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Totò.</span> -</p> - -<p> -No, non ti ringrazio! Ma sarei più contento, se -tu me lo facessi.... -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Paolino.</span> -</p> - -<p class="center"> -(<i>con scatto iroso</i>). -</p> - -<p> -Pagare? -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Totò.</span> -</p> - -<p class="center"> -(<i>umile come sempre</i>). -</p> - -<p> -A fin di mese, per come te n’ho fatto la proposta! -</p> - -<p> -<span class="pagenum" id="Page_11">[11]</span> -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Paolino.</span> -</p> - -<p> -E che sono io, caffettiere? che è, un caffè, la mia -casa? -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Totò.</span> -</p> - -<p> -No: è che io di là, vedi, non ho chi me lo faccia. -Tu hai qua la tua governante. Non fai mica il caffè -per me, per venderlo. Lo fai per te. Ne fai una tazzina -di più, e io te la pago. -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Paolino.</span> -</p> - -<p> -Eh già! Prendo moglie. Non la prendo mica per -te, per vendertela. La prendo per me. Ma te la cedo, -ecco, per soli cinque minuti, ogni giorno. Va bene? -Che cosa sono cinque minuti? -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Totò</span> -</p> - -<p class="center"> -(<i>sorridendo</i>). -</p> - -<p> -No, che c’entra! La moglie.... -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Paolino</span> -</p> - -<p class="center"> -(<i>subito</i>). -</p> - -<p> -E la governante? -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Totò</span> -</p> - -<p class="center"> -(<i>non comprendendo</i>). -</p> - -<p> -Come? -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Paolino</span> -</p> - -<p class="center"> -(<i>gridando</i>). -</p> - -<p> -Ma il caffè non si fa mica da solo! Ci vuole la -governante per fare il caffè. Animale, o perchè credi -<span class="pagenum" id="Page_12">[12]</span> -che un operajo sia più ricco d’un professore? Perchè -un operajo, se vuole, può farsi tutto da sè, mentre -un professore no: ha bisogno di tenere la governante, -il professore! -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Rosaria</span> -</p> - -<p class="center"> -(<i>interloquendo, melliflua e persuasiva</i>). -</p> - -<p> -Che lo serva, lo curi e faccia di tutto per dargli -quelle comodità.... -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Paolino</span> -</p> - -<p class="center"> -(<i>comprendendo il fiele di quel miele, per troncare</i>). -</p> - -<p> -Lasciamo andare! lasciamo andare! -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Rosaria</span> -</p> - -<p class="center"> -(<i>risentita e con sottintesi di riprovazione</i>). -</p> - -<p> -Ma io dico, perchè fuor di casa non abbia poi a -mostrarsi disordinato o distratto. -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Paolino.</span> -</p> - -<p> -Grazie tante! (<i>Al signor Totò</i>). La stai a sentire? -E io sì, di questa bella fortuna d’esser professore -debbo piangere le conseguenze, e tu farmacista, -no? — Va’ al diavolo! — Ohi, Rosaria: per oggi, -glielo darete, il caffè; da domani in poi — più niente! -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Totò.</span> -</p> - -<p> -Scusa, m’hai dato anche dell’animale.... -</p> - -<p> -<span class="pagenum" id="Page_13">[13]</span> -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Paolino.</span> -</p> - -<p> -Ah, già! Glielo darete allora anche domani! Ma -vattene! Vorresti che ti caricassi d’insulti, per avere -una tazza di caffè per ogni insulto che ti faccio? -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Totò.</span> -</p> - -<p> -No, no, me ne vado.... Grazie, Paolino.... (<i>Via -con Rosaria per l’uscio di sinistra</i>). -</p> - -<h3>SCENA TERZA. -<span class="smaller"><span class="smcap">Paolino</span>, <i>poi</i> <span class="smcap">Giglio</span> <i>e</i> <span class="smcap">Belli.</span></span></h3> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Paolino.</span> -</p> - -<p> -Dio, che gente! Dio, che gente!... Ma com’è? -Tutti così? -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Giglio</span> -</p> - -<p class="center"> -(<i>dall’interno</i>). -</p> - -<p> -Permesso, signor professore? -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Paolino.</span> -</p> - -<p> -Uh, ecco già la prima lezione. Avanti! -</p> - -<div class="blockquote"> -<p> -Entrano, coi libri sotto braccio, e con le sciarpe di -lana al collo — uno, rossa; l’altro, turchina — <span class="smcap">Giglio</span> e -<span class="smcap">Belli.</span> Hanno anch’essi un aspetto bestiale che consola: -<span class="smcap">Giglio</span>, da capro nero, e <span class="smcap">Belli</span>, da scimmione con gli occhiali. -</p> -</div> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Giglio.</span> -</p> - -<p> -Buon giorno, signor professore. -</p> - -<p> -<span class="pagenum" id="Page_14">[14]</span> -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Belli.</span> -</p> - -<p> -Buon giorno, signor professore. -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Paolino.</span> -</p> - -<p> -Buon giorno. Sedete. (<i>Indica la scrivania</i>). -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Giglio</span> -</p> - -<p class="center"> -(<i>sedendo</i>). -</p> - -<p> -Grazie, signor professore. -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Belli</span> -</p> - -<p class="center"> -(<i>sedendo</i>). -</p> - -<p> -Grazie, signor professore. -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Paolino</span> -</p> - -<p class="center"> -(<i>sedendo anche lui e rifacendo loro il verso, prima -all’uno e poi all’altro, accennando un inchino</i>). -</p> - -<p> -Non c’è di che, caro Giglio! Non, c’è di che, caro -Belli! (<i>Li guarda e sbuffa esasperatamente</i>) Ahhh! -(<i>Prendendosi la testa tra le mani</i>). Dio mio! Dio -mio! Dio! Dio! Dio! Io veramente credo che la -vita <i>fra gli uomini</i>, tra poco, non mi sarà più possibile! -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Giglio.</span> -</p> - -<p> -Perchè, signor professore? -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Belli.</span> -</p> - -<p> -Dice per noi, signor professore? -</p> - -<p> -<span class="pagenum" id="Page_15">[15]</span> -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Paolino</span> -</p> - -<p class="center"> -(<i>tornando a guardarli con ira contenuta</i>). -</p> - -<p> -Ma quant’anni avete? -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Giglio.</span> -</p> - -<p> -Diciotto, signor professore! -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Belli.</span> -</p> - -<p> -Diciassette, signor professore! -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Paolino</span> -</p> - -<p class="center"> -(<i>tentennando il capo in contemplazione del loro -aspetto bestiale</i>). -</p> - -<p> -E già così uomini tutti e due! Dite un po’: come -si dice in greco commediante? -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Giglio.</span> -</p> - -<p> -In greco? -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Paolino.</span> -</p> - -<p> -No: in arabo! Lei non lo sa! (<i>A Belli</i>). E lei? -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Belli.</span> -</p> - -<p> -Commediante? Non ricordo. -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Paolino.</span> -</p> - -<p> -Ah, lei non ricorda? Perchè vuol dire che prima -lo sapeva, è vero? e ora non lo ricorda più! -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Belli.</span> -</p> - -<p> -Nossignore: non l’ho mai saputo. -</p> - -<p> -<span class="pagenum" id="Page_16">[16]</span> -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Paolino.</span> -</p> - -<p> -Ah, così si dice! (<i>Sillabando</i>) Non — lo — so! — Ve -l’insegno io: — Commediante, in greco, si dice: -<i>upocritès</i> — E perchè <i>upocritès</i>? (<i>a Belli</i>). A lei: che -cosa fanno i commedianti? -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Belli.</span> -</p> - -<p> -Mah.... rècitano, mi pare. -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Paolino.</span> -</p> - -<p> -Le pare? Non ne è sicuro? E perchè rècitano, si -chiamano <i>ipocriti</i>? Le pare giusto chiamare ipocrita -uno che recita per professione? Se recita, fa il -suo dovere! Non può chiamarlo ipocrita! — Chi -chiama così lei, invece, cioè con questo nome che i -greci davano ai commedianti? -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Giglio</span> -</p> - -<p class="center"> -(<i>come se tutt’a un tratto gli si facesse lume</i>). -</p> - -<p> -Ah, uno che finge, signor professore! -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Paolino.</span> -</p> - -<p> -Ecco. Uno che finge come un commediante appunto, -che finge una parte, poniamo di re, mentre è -un povero straccione; o un’altra parte qualsiasi. Che -c’è di male in questo? Niente. Dovere! professione! — Quand’è -il male, invece? Quando non si è più -così <i>ipocriti</i> per dovere, per professione sulla scena; -ma per gusto, per tornaconto, per malvagità, per -<span class="pagenum" id="Page_17">[17]</span> -abitudine, nella vita — o anche per civiltà — sicuro! -perchè civile, esser civile, vuol dire proprio questo: — dentro, -neri come corvi; fuori, bianchi come colombi; -in corpo, fiele; in bocca, miele. O quando si -entra qua e si dice: — <i>Buon giorno, signor professore</i>, -invece di: — <i>Vada al diavolo, signor professore!</i> -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Giglio</span> -</p> - -<p class="center"> -(<i>balzando</i>). -</p> - -<p> -Ma come! scusi! per questo? -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Belli</span> -</p> - -<p class="center"> -(<i>c. s.</i>). -</p> - -<p> -Dovremmo dirle: — «<i>Vada al diavolo</i>?». -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Paolino.</span> -</p> - -<p> -L’avrei più caro, l’avrei più caro, v’assicuro! — O -almeno, santo Dio, non dirmi nulla, ecco! -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Giglio.</span> -</p> - -<p> -Già! E lei allora direbbe: — Che maleducati! -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Paolino.</span> -</p> - -<p> -Giustissimo! Perchè la civiltà vuole che si auguri -il buon giorno a uno che volentieri si manderebbe al -diavolo; ed essere bene educati vuol dire appunto -esser commedianti. — <i>Quod erat demonstrandum.</i> — Basta. -Storia oggi, è vero? -</p> - -<p> -<span class="pagenum" id="Page_18">[18]</span> -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Belli</span> -</p> - -<p class="center"> -(<i>risentito</i>). -</p> - -<p> -Ma no, scusi, professore.... -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Paolino.</span> -</p> - -<p> -Basta v’ho detto! — Chiusa la digressione. Questa -civiltà, figliuoli miei, questa civiltà mi sta finendo -lo stomaco! — Chiusa, chiusa la digressione. — Storia. — A -lei, Giglio. (<i>Si sente picchiare alla -porta</i>). Chi è? — Avanti! -</p> - -<h3>SCENA QUARTA. -<span class="smaller"><span class="smcap">Detti</span> e <span class="smcap">Rosaria.</span></span></h3> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Rosaria</span> -</p> - -<p class="center"> -(<i>entrando per la comune e chiamando a sè il signor -Paolino con un comico gesto della mano</i>). -</p> - -<p> -Qua un momentino, signor professore! -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Paolino.</span> -</p> - -<p> -Che volete? Sto a far lezione; e sapete bene che -quando sto a far lezione.... -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Rosaria.</span> -</p> - -<p> -Lo so, benedetto Iddio, lo so! Ma appunto perchè -lo so, se sono entrata, mi scusi, è segno che -debbo dirle qualche cosa che preme. -</p> - -<p> -<span class="pagenum" id="Page_19">[19]</span> -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Paolino</span> -</p> - -<p class="center"> -(<i>agli scolari</i>). -</p> - -<p> -Abbiate pazienza un momento. — (<i>Appressandosi -a Rosaria</i>) — Cosa che preme? -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Rosaria.</span> -</p> - -<p> -È venuta una signora, con un ragazzo, che — dice — lei -la conosce bene. -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Paolino.</span> -</p> - -<p> -La mamma di qualche allievo? -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Rosaria</span> -</p> - -<p class="center"> -(<i>sospettosa</i>). -</p> - -<p> -Non so. — Sarà! — Ma è agitatissima.... -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Paolino.</span> -</p> - -<p> -Agitatissima? -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Rosaria.</span> -</p> - -<p> -Sissignore. E, chiedendo di lei, si è fatta bianca, -rossa.... di cento colorì. -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Paolino.</span> -</p> - -<p> -Ma chi è? il nome! V’ho detto mille volte di domandare -il nome a chi viene a cercar di me! -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Rosaria.</span> -</p> - -<p> -E l’ho fatto! Me l’ha detto. Si chiama.... — aspetti.... — la -signora.... la signora Pe.... -</p> - -<p> -<span class="pagenum" id="Page_20">[20]</span> -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Paolino</span> -</p> - -<p class="center"> -(<i>con un balzo, quasi atterrito, in vivissima agitazione</i>). -</p> - -<p> -Perella? — La signora Perella, qua? — Oh Dio! -E che sarà avvenuto?... Aspettate.... aspettate.... — Ditele -che attenda un po’. -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Rosaria.</span> -</p> - -<p> -Ah, la conosce dunque davvero? -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Paolino</span> -</p> - -<p class="center"> -(<i>facendole gli occhiacci</i>). -</p> - -<p> -Non mi seccate! Ditele che attenda un po’. -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Rosaria.</span> -</p> - -<p> -Va bene.... va bene.... (esce). -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Paolino</span> -</p> - -<p class="center"> -(<i>cercando di dominare l’agitazione e riaccostandosi -alla scrivania</i>). -</p> - -<p> -Ragazzi, non.... non perdiamo tempo. — Guardate: -invece della storia e della geografia, mi.... mi -farete anche oggi una versioncina.... -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Giglio</span> e <span class="smcap">Belli</span> -</p> - -<p class="center"> -(<i>protestando</i>). -</p> - -<p> -Ma no, scusi, professore! -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Paolino.</span> -</p> - -<p> -Dall’italiano in latino! -</p> - -<p> -<span class="pagenum" id="Page_21">[21]</span> -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Giglio</span> e <span class="smcap">Belli.</span> -</p> - -<p> -No, professore, per carità! -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Paolino.</span> -</p> - -<p> -Facile facile. -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Giglio.</span> -</p> - -<p> -L’abbiamo fatto jeri! -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Belli.</span> -</p> - -<p> -Sempre latino! sempre latino! -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Paolino.</span> -</p> - -<p> -È il vostro debole! -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Giglio.</span> -</p> - -<p> -Ma non ne possiamo più! -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Paolino</span> -</p> - -<p class="center"> -(<i>severo</i>). -</p> - -<p> -Basta così! -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Belli.</span> -</p> - -<p> -Non abbiamo neanche i dizionari. -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Paolino.</span> -</p> - -<p> -Ve li darò io! (<i>Li cava in fretta dallo scaffale</i>). -Eccoli qua! — A voi! -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Giglio.</span> -</p> - -<p> -Ma professore.... -</p> - -<p> -<span class="pagenum" id="Page_22">[22]</span> -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Paolino.</span> -</p> - -<p> -Basta così, ho detto! (<i>Prende dalla scrivania un -libro e comincia a sfogliarlo</i>) — Tradurrete.... tradurrete.... -(<i>Cercando, si distrae e comincia a parlare -tra sè</i>). Qua?... così per tempo?... E quando -mai?... Che.... (<i>s’accorge che i due scolari guardano -curvi, e intenti nel libro ch’egli tiene aperto in mano, -come se vi cercassero le parole da lui proferite, e si -riprende</i>) Che cercate? -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Giglio.</span> -</p> - -<p> -Eh.... la traduzione.... -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Belli.</span> -</p> - -<p> -Quello che lei leggeva.... -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Paolino.</span> -</p> - -<p> -Io non leggevo un corno! — Tradurrete — ecco — qua.... -questo passo qua.... breve breve. — Oh! -Mi farete il piacere.... (<i>va ad aprire l’uscio dello sgabuzzino -in fondo e li attira a sè col gesto delle mani</i>) -qua, venite qua.... — di mettervi qua, in questo camerino.... -abbiate pazienza! -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Belli</span> -</p> - -<p class="center"> -(<i>con orrore</i>). -</p> - -<p> -Là? -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Giglio</span> -</p> - -<p class="center"> -(<i>c. s.</i>). -</p> - -<p> -Professore, ma non ci si vede! -</p> - -<p> -<span class="pagenum" id="Page_23">[23]</span> -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Paolino.</span> -</p> - -<p> -Abbiate pazienza, per un momentino! Andiamo! -(<i>Li spinge dentro</i>). Traducete ciascuno per conto vostro, -mi raccomando! Al lavoro, al lavoro. Non perdiamo -tempo! (<i>Richiude l’uscio e corre alla comune -per invitare la signora Perella a entrare</i>). Signora, -venga.... venga avanti.... -</p> - -<h3>SCENA QUINTA. -<span class="smaller"><i>Il signor</i> <span class="smcap">Paolino</span>, <i>la</i> <span class="smcap">Signora Perella</span> <i>e</i> <span class="smcap">Nonò</span> -<i>poi, dietro l’uscio in fondo</i>, <span class="smcap">Giglio</span> <i>e</i> <span class="smcap">Belli.</span></span></h3> - -<div class="blockquote"> -<p> -Entra per l’uscio a sinistra la signora <span class="smcap">Perella</span> con -<span class="smcap">Nonò.</span> La signora <span class="smcap">Perella</span> sarà la virtù, la modestia, la -pudicizia in persona; il che disgraziatamente non toglie -ch’ella sia incinta da due mesi — per quanto ancora -non paja — del signor <span class="smcap">Paolino</span>, professore privato di -<span class="smcap">Nonò.</span> Ora viene a confermare all’amante il dubbio divenuto -pur troppo certezza. La pudicizia e la presenza di -<span class="smcap">Nonò</span> le impediscono di confermarlo apertamente; ma lo -lascia intendere con gli occhi e anche — senza volerlo — con -l’aprir di tanto in tanto la bocca, per certi vani conati -di vomizione, da cui, nell’esagitazione, è assalita. Si -porta allora il fazzoletto alla bocca, e con la stessa compunzione -con cui vi verserebbe delle lagrime, vi verserà -invece di nascosto un’abbondante e sintomatica salivazione. -La signora <span class="smcap">Perella</span> è molto afflitta, perchè certo per le -sue tante virtù e per la sua esemplare pudicizia non si meriterebbe -questo dalla sorte. Tiene costantemente gli occhi -bassi; non li alza se non di sfuggita per esprimere al -signor <span class="smcap">Paolino</span>, di nascosto da <span class="smcap">Nonò</span>, la sua angoscia e il -suo martirio. Veste, s’intende, con goffaggine, perchè la -<span class="pagenum" id="Page_24">[24]</span> -moda ha per sua natura l’ufficio di render goffa la virtù, -e la signora <span class="smcap">Perella</span> è pur costretta ad andar vestita secondo -la moda, e Dio sa quanto ne soffre. Parla con querula -voce, quasi lontana, come se realmente non parlasse -lei, ma il burattinaio invisibile che la fa muovere, imitando -malamente e goffamente una voce di donna malinconica. -Se non che, ogni tanto, urtata o punta sul vivo, se ne dimentica, -e ha scatti di voce, toni e modi naturalissimi. -Nonò ha un bellissimo aspetto di simpatico gatto, con un -magnifico cravattone rosso a farfalla e un collettone rotondo -inamidato. Non sarebbe male che impugnasse con -molta convinzione un bastoncino di quelli per ragazzi con -testina di cane. Ride spesso, e più spesso ancora tira sorsi -col naso per risparmiare il fazzoletto che gli fa bella comparsa -sporgente dalla tasca in petto, ben ripiegato e intatto. -</p> -</div> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Paolino</span> -</p> - -<p class="center"> -(<i>subito, scambiando uno sguardo d’intelligenza con -la signora e smorendo alla vista di lei che con -gli occhi gli fa cenno di badare alla presenza di -Nonò</i>). -</p> - -<p> -Sì? Ah Dio... sì?... (<i>Volgendosi a Nonò, per rispondere -al cenno della signora</i>). Caro Nonò. -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Nonò.</span> -</p> - -<p> -Buon giorno! -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Paolino.</span> -</p> - -<p> -Buon giorno! Bravo, il mio Nonò.... S’accomodi -signora — (<i>Piano, porgendole da sedere</i>). Non c’è -più dubbio? proprio certo? (<i>A un nuovo e più pressante -cenno degli occhi della signora, voltandosi -<span class="pagenum" id="Page_25">[25]</span> -verso Nonò</i>). Eh, sei venuto a trovare il tuo professore, -Nonotto bello? -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Nonò</span> -</p> - -<p class="center"> -(<i>fa cenno di no col dito, prima di parlare, con un -verso che gli è abituale</i>). -</p> - -<p> -Siamo andati a Santa Lucia, allo Scalo. -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Paolino.</span> -</p> - -<p> -Ah si? A veder le barchette? -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Nonò</span> -</p> - -<p class="center"> -(<i>c. s.</i>). -</p> - -<p> -A domandare a che ora arriva papà col «<i>Segesta</i>». -(<i>Poi, con un sorriso da scemo, guardando e -indicando a Paolino la madre che, appena seduta, -apre la bocca come un pesce</i>). Ma ecco che mamà -apre di nuovo la bocca! -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Paolino</span> -</p> - -<p class="center"> -(<i>rivoltandosi di scatto</i>). -</p> - -<p> -Chi? come? la bocca? (<i>Spaventato alla vista -della bocca aperta della signora</i>). Oh Dio! che è?... -che è?... (<i>E accorre a lei che, alzandosi col fazzoletto -alla bocca, ora si reca in fondo alla scena, presso -l’uscio dello sgabuzzino</i>). -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Signora Perella</span> -</p> - -<p class="center"> -(<i>appoggiandosi sfinita a uno degli scaffali, col fazzoletto -sempre alla bocca e facendo cenni disperati -<span class="pagenum" id="Page_26">[26]</span> -a Paolino di non accostarsi e di badare per amor -di Dio a Nonò</i>). -</p> - -<p> -Per carità.... per carità.... -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Nonò</span> -</p> - -<p class="center"> -(<i>a Paolino che si volge a lui come basito, placidamente -e sorridente</i>): -</p> - -<p> -Da tre giorni apre la bocca così! -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Paolino.</span> -</p> - -<p> -Ah, ma non è niente sai, caro Nonò.... Niente! -La.... la mamma... la mamma sbadiglia, — ecco. — Così.... — sbadiglia. -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Nonò</span> -</p> - -<p class="center"> -(<i>facendo prima il solito verso col dito, e poi con lo -stesso dito, accennando allo stomaco</i>). -</p> - -<p> -È cosa che le viene di qua. -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Paolino</span> -</p> - -<p class="center"> -(<i>con un grido</i>). -</p> - -<p> -No! Benedetto figliuolo, che dici? -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Nonò.</span> -</p> - -<p> -Ma sì, sì, debolezza di stomaco. L’ha detto lei! -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Paolino</span> -</p> - -<p class="center"> -(<i>rifiatando</i>). -</p> - -<p> -Ahhh — già.... — ecco, sì — debolezza, va bene. -Un po’ di debolezza di stomaco, Nonò! Nient’altro! -</p> - -<p> -<span class="pagenum" id="Page_27">[27]</span> -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Signora Perella</span> -</p> - -<p class="center"> -(<i>gemendo dal fondo della scena</i>). -</p> - -<p> -Ah! per carità.... -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Nonò.</span> -</p> - -<p> -E ora sputa dentro il fazzoletto, guarda! tanto -tanto! -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Signora Perella.</span> -</p> - -<p> -Per carità.... -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Paolino.</span> -</p> - -<p> -Ma Nonò! insomma? Sei impazzito? Sono cose -che si dicono, queste? -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Nonò.</span> -</p> - -<p> -Perchè no? -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Signora Perella</span> -</p> - -<p class="center"> -(<i>lamentosa, senza forza di parlare</i>). -</p> - -<p> -Le dice.... le dice anche davanti alla persona di -servizio.... -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Nonò.</span> -</p> - -<p> -E che male c’è? -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Paolino.</span> -</p> - -<p> -Nessun male, no! Ma scusa, ti pare buona educazione, -davanti a una persona di servizio? -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Signora Perella</span> -</p> - -<p class="center"> -(<i>c. s.</i>). -</p> - -<p> -E al padre! Subito lo dirà al padre, appena lo -<span class="pagenum" id="Page_28">[28]</span> -vedrà arrivare! (<i>A Paolino, con terrore, piano</i>). Arriva -oggi! Arriva oggi! -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Paolino</span> -</p> - -<p class="center"> -(<i>restando allibito</i>). -</p> - -<p> -Oggi? -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Nonò</span> -</p> - -<p class="center"> -(<i>festante, battendo le mani</i>). -</p> - -<p> -Oggi, sì! (<i>Subito accorrendo alla madre, con petulanza</i>). -Oh, mi mandi, mi mandi col marinajo a -bordo? -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Paolino.</span> -</p> - -<p> -Ma Nonò! Scostati! -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Nonò</span> -</p> - -<p class="center"> -(<i>per rassicurarlo</i>). -</p> - -<p> -Non è niente! Ora le passa. (<i>Alla madre</i>). Mi -mandi a bordo, mamà? Sì, sì! Mi piace tanto quando -papà dal ponte comanda la manovra d’attracco, col -berretto da capitano e il cappotto di tela cerata! Mi -mandi mamà? -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Signora Perella.</span> -</p> - -<p> -Ti mando, sì.... ti mando.... (<i>A Paolino, indicando -Nonò</i>). Mi fa morire.... -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Paolino.</span> -</p> - -<p> -Ah, Nonò, ti perdo tutta la stima, sai? Non vedi -che mamma soffre? -</p> - -<p> -<span class="pagenum" id="Page_29">[29]</span> -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Nonò.</span> -</p> - -<p> -Mi fa tanto ridere, quando apre la bocca così -(<i>eseguisce</i>) come un pesce.... -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Paolino.</span> -</p> - -<p> -Bravo! La mamma soffre, e tu ridi! Bravo! E -lo dirai anche a papà, che la mamma apre la bocca -come un pesce, perchè ne rida anche lui, è vero? -(<i>Va alla scrivania e ne prende un grosso libro illustrato</i>). -Guarda: ti volevo regalar questo, oggi! -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Nonò.</span> -</p> - -<p> -«<i>La vita degli insetti</i>....». Oh bello! Sì! Sì! -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Paolino.</span> -</p> - -<p> -No, caro! Tu sei cattivo, e non te lo darò più. -</p> - -<div class="blockquote"> -<p> -A questo punto si sente picchiare forte all’uscio in -fondo, e contemporaneamente: -</p> -</div> - -<p class="speaker"> -<i>Le voci di</i> <span class="smcap">Giglio</span> <i>e</i> <span class="smcap">Belli.</span> -</p> - -<p> -Professore! Professore! -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Signora Perella</span> -</p> - -<p class="center"> -(<i>ancora presso l’uscio, balzando e correndo avanti, -atterrita</i>). -</p> - -<p> -Oh Dio!... Chi è? -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Paolino.</span> -</p> - -<p> -Ma sono quegli animali! Niente, signora, due -scolari.... non tema! -</p> - -<p> -<span class="pagenum" id="Page_30">[30]</span> -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Nonò.</span> -</p> - -<p> -Oh bella! Nascosti là? -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Paolino</span> -</p> - -<p class="center"> -(<i>recandosi all’uscio in fondo, aprendolo appena e -introducendovi il capo</i>). -</p> - -<p> -Che diavolo volete? -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Nonò</span> -</p> - -<p class="center"> -(<i>accostandosi curioso per vedere tra le gambe di -Paolino</i>). -</p> - -<p> -Li tieni lì in castigo? -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Signora Perella</span> -</p> - -<p class="center"> -(<i>richiamandolo</i>). -</p> - -<p> -Nonò, qua! -</p> - -<p class="speaker"> -<i>La voce di</i> <span class="smcap">Giglio.</span> -</p> - -<p> -Un lume! una candela almeno, signor professore! -Non ci si vede! -</p> - -<p class="speaker"> -<i>La voce di</i> <span class="smcap">Belli.</span> -</p> - -<p> -Non riusciamo a decifrar le lettere nel dizionario! -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Paolino.</span> -</p> - -<p> -Sta bene! Silenzio! Vi porterò una candela! (<i>richiude -l’uscio</i>). -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Nonò.</span> -</p> - -<p> -E perchè li hai nascosti lì dentro? -</p> - -<p> -<span class="pagenum" id="Page_31">[31]</span> -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Paolino.</span> -</p> - -<p> -Ma non li ho nascosti! Fanno una versione. -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Nonò</span> -</p> - -<p class="center"> -(<i>spaventato</i>). -</p> - -<p> -Al bujo? -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Paolino.</span> -</p> - -<p> -No, vedi? Vado a prender loro un lume (<i>s’avvia</i>). -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Nonò.</span> -</p> - -<p> -Io intanto guardo il libro. -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Paolino.</span> -</p> - -<p> -Ah, no! non te lo dò più.... non te lo dò! -</p> - -<div class="blockquote"> -<p> -Esce per la comune e, poco dopo, rientra con una candela -accesa in mano. Nel frattempo, i due scolari <span class="smcap">Giglio</span> -e <span class="smcap">Belli</span>, prima l’uno e poi l’altro, sporgono il capo dall’uscio -in fondo a guardare con sorrisi maliziosi la signora -<span class="smcap">Perella</span>, che se ne spaventa, mortificata; e poi <span class="smcap">Nonò</span>, cacciando -fuori la lingua. -</p> -</div> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Nonò</span> -</p> - -<p class="center"> -(<i>a Paolino che rientra</i>). -</p> - -<p> -Han cacciato fuori la testa, sai? -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Signora Perella</span> -</p> - -<p class="center"> -(<i>tremante</i>). -</p> - -<p> -M’hanno vista! m’hanno vista! -</p> - -<p> -<span class="pagenum" id="Page_32">[32]</span> -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Nonò.</span> -</p> - -<p> -Prima l’uno e poi l’altro! E mi hanno fatto così! -(<i>caccia fuori la lingua</i>). -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Paolino.</span> -</p> - -<p> -Ho dimenticato di chiudere a chiave! Pazienza, -signora! (<i>Si reca all’uscio in fondo, lo apre di nuovo -appena, porge la candela</i>). Ecco qua la candela! Attendete -alla traduzione! (<i>richiude l’uscio a chiave. -Poi, appressandosi a Nonò</i>). Dunque tu vorresti codesto -libro? -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Nonò.</span> -</p> - -<p> -Io, sì! L’hai comprato per me? -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Paolino.</span> -</p> - -<p> -Sì. E te lo dò; ma a patto che tu prometti.... -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Nonò.</span> -</p> - -<p> -Sì, sì.... (<i>Guarda la madre che riapre la bocca</i>). -Ma, oh! — guarda. È inutile! Io non lo dico, ma -lei lo rifà! -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Paolino.</span> -</p> - -<p> -Ah Dio! ah Dio! Ma questo è atroce! (<i>Volgendosi -a Nonò</i>). Tu intanto, caro mio, non lo ridici più! -Ho la tua promessa, bada! Se non mantieni, il libro, -via! — Mettiti qua (<i>lo fa sedere su una seggiola con -le spalle voltate verso la madre, gli colloca su un’altra -davanti il libro</i>) ecco così — e guardatelo! (<i>S’appressa -<span class="pagenum" id="Page_33">[33]</span> -alla signora Perella, che combatte ancora col -fazzoletto sulla bocca</i>). È atroce! è atroce! È d’una -evidenza che grida, tutto questo! -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Signora Perella</span> -</p> - -<p class="center"> -(<i>lamentosa</i>). -</p> - -<p> -Sono perduta.... sono finita.... non c’è più rimedio -per me.... La morte sola.... -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Paolino.</span> -</p> - -<p> -Ma no! che dici? -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Signora Perella.</span> -</p> - -<p> -Sì.... sì.... -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Paolino.</span> -</p> - -<p> -Se t’avvilisci così, fai peggio! -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Signora Perella.</span> -</p> - -<p> -Ma tu capisci, che se mi viene di farlo davanti -a lui.... -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Paolino.</span> -</p> - -<p> -E tu non farlo! -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Signora Perella</span> -</p> - -<p class="center"> -(<i>con scatto di voce naturale</i>). -</p> - -<p> -Come se dipendesse da me!... Mi viene. (<i>Rimettendosi -a parlar come prima</i>). Ed è lo stesso segno, -preciso, di quando fu di Nonò! -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Paolino.</span> -</p> - -<p> -Anche allora? Ah! E lui lo sa? -</p> - -<p> -<span class="pagenum" id="Page_34">[34]</span> -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Signora Perella.</span> -</p> - -<p> -Lo sa. E ne rideva, quando me lo vedeva fare, -come ora ne ride Nonò.... -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Paolino.</span> -</p> - -<p> -Oh Dio! Ma allora se ne accorgerà? -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Signora Perella.</span> -</p> - -<p> -Sono perduta.... sono finita.... -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Paolino.</span> -</p> - -<p> -Ma non puoi sforzarti di non farlo, perdio? -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Signora Perella.</span> -</p> - -<p> -Mi viene di qua, all’improvviso.... Una specie di -contrazione! -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Nonò</span> -</p> - -<p class="center"> -(<i>accorrendo col libro in mano</i>). -</p> - -<p> -Oh guarda, mamma! Bello! Il ragnetto che tesse -la tela! -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Paolino</span> -</p> - -<p class="center"> -(<i>con scatto d’ira, ma subito frenandosi e passando -a una comica esageratissima affettuosità</i>). -</p> - -<p> -Ma sì, lascia in questo momento.... caro Nonotto -bello: il ragnetto sì, che tesse la tela.... guàrdatelo -da te! Ci sono tant’altre belle bestioline, sai? tante! -tante! guàrdatele da te; chè poi mamma se le guarderà -anche lei con comodo, eh? Ragnetti, formichette, -<span class="pagenum" id="Page_35">[35]</span> -farfalline.... (<i>Lo rimette a sedere c. s.</i>). Qua, -qua.... bonino! bonino! -</p> - -<div class="blockquote"> -<p> -Si sente di nuovo picchiare all’uscio in fondo e contemporaneamente: -</p> -</div> - -<p class="speaker"> -<i>La voce di</i> <span class="smcap">Belli.</span> -</p> - -<p> -Professore! Professore! -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Paolino.</span> -</p> - -<p> -Parola d’onore, io li uccido! (<i>Correndo all’uscio -in fondo e aprendolo c. s.</i>). Che altro c’è? Non sapete -star fermi un quarto d’ora ad attendere a una versione, -che farebbe un ragazzino dà seconda ginnasiale? -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Belli</span> -</p> - -<p class="center"> -(<i>sporgendo il capo dall’uscio</i>). -</p> - -<p> -Non solo, ma anche, signor professore. -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Paolino.</span> -</p> - -<p> -Che cosa, ma anche? -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Belli.</span> -</p> - -<p> -Dice così qua (<i>mostra il libro</i>). Non solo ma anche. — Forma -avversativa, è vero? -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Paolino.</span> -</p> - -<p> -Avversativa? Come avversativa, asino! Non vede -che esprime una coordinazione? -</p> - -<p> -<span class="pagenum" id="Page_36">[36]</span> -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Giglio</span> -</p> - -<p class="center"> -(<i>facendosi avanti</i>). -</p> - -<p> -Ecco! ecco, sissignore! gliel’ho detto io, signor -professore! Crescente d’intensità, e di valore.... -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Paolino.</span> -</p> - -<p> -Ma se lo sa anche quel ragazzino là (<i>indica -Nonò</i>). «<i>Non solo, ma anche</i>», a te, Nonò! Come -si traduce? <i>Non solo</i>.... -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Nonò</span> -</p> - -<p class="center"> -(<i>pronto, sorgendo in piedi, sull’attenti</i>). -</p> - -<p> -<i>Non solum!</i> -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Paolino.</span> -</p> - -<p> -Benissimo! Oppure? -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Nonò.</span> -</p> - -<p> -Oppure.... <i>Non tantum</i>! -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Paolino.</span> -</p> - -<p> -Benissimo! Oppure? -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Giglio.</span> -</p> - -<p> -<i>Non modo</i>, signor professore, <i>non modo</i>, o <i>tantùmmodo</i>! -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Paolino</span> -</p> - -<p class="center"> -(<i>ricacciandoli dentro lo sgabuzzino</i>). -</p> - -<p> -Ma se lo sapete! Andiate al diavolo tutt’e due! -(<i>Richiude l’uscio</i>). -</p> - -<p> -<span class="pagenum" id="Page_37">[37]</span> -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Signora Perella.</span> -</p> - -<p> -Dio, che vergogna.... Dio, che vergogna! -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Paolino.</span> -</p> - -<p> -Ma no! Perchè? Non temere! Tu figuri qua la -mamma d’un allievo.... Ho interrogato Nonò apposta! -È per quella maledetta Rosaria, piuttosto! -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Signora Perella.</span> -</p> - -<p> -Come m’ha guardata! Come m’ha guardata! -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Paolino.</span> -</p> - -<p> -Hai fatto male a venire.... Sarei venuto io prima -di sera! -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Signora Perella.</span> -</p> - -<p> -Ma il <i>Segesta</i> arriva alle cinque! Avevo bisogno -di prevenirti che non c’era più dubbio.... Lo vedi?... -Non c’è, non c’è più dubbio, purtroppo.... Come -farò? -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Paolino.</span> -</p> - -<p> -Sai quando ripartirà? -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Signora Perella.</span> -</p> - -<p> -Domani stesso! -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Paolino.</span> -</p> - -<p> -Domani? -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Signora Perella.</span> -</p> - -<p> -Sì, per il Levante! e starà fuori altri due mesi, -per lo meno! -</p> - -<p> -<span class="pagenum" id="Page_38">[38]</span> -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Paolino.</span> -</p> - -<p> -Passerà dunque qui soltanto questa notte? -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Signora Perella.</span> -</p> - -<p> -Ma farà come tutte le altre volte, ne puoi star -sicuro! -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Paolino.</span> -</p> - -<p> -No, perdio, no! -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Signora Perella.</span> -</p> - -<p> -Ma come no?... Lo sai.... -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Paolino.</span> -</p> - -<p> -Non deve farlo! -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Signora Perella.</span> -</p> - -<p> -E come? Come? Non lo sai, com’è? Sono perduta, -Paolino.... Sono perduta.... -</p> - -<div class="blockquote"> -<p> -Si sente picchiare all’uscio a sinistra. -</p> -</div> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Paolino.</span> -</p> - -<p> -Chi è? -</p> - -<h3>SCENA SESTA. -<span class="smaller"><span class="smcap">Detti</span> <i>e</i> <span class="smcap">Rosaria.</span></span></h3> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Rosaria</span> -</p> - -<p class="center"> -(<i>aprendo l’uscio</i>). -</p> - -<p> -Prendo, se permette, la chiave lasciata dal signor -Totò per suo fratello il dottore. L’ho dimenticata qua -sul tavolino (<i>s’avvia per prenderla</i>). -</p> - -<p> -<span class="pagenum" id="Page_39">[39]</span> -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Paolino</span> -</p> - -<p class="center"> -(<i>a cui è balenata un’idea</i>). -</p> - -<p> -Il dottore?... Aspettate!... È di là il dottore? -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Rosaria.</span> -</p> - -<p> -Vuole la chiave. -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Paolino</span> -</p> - -<p class="center"> -(<i>levandole la chiave dalle mani</i>). -</p> - -<p> -Datela a me. Ditegli che aspetti un momentino, -perchè ho da parlargli. -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Rosaria.</span> -</p> - -<p> -Ma casca dal sonno, sa? Ha vegliato tutta la -notte. -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Paolino.</span> -</p> - -<p> -Vi ho ordinato di dirgli che aspetti un momento. -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Rosaria.</span> -</p> - -<p> -Ecco: sarà obbedito.... (<i>esce</i>). -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Signora Perella</span> -</p> - -<p class="center"> -(<i>spaventata</i>). -</p> - -<p> -Oh Dio, che vuoi fare? Che vuoi fare col dottore, -Paolino? -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Paolino.</span> -</p> - -<p> -Non lo so. Gli parlerò. Gli domanderò ajuto, consiglio. -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Signora Perella.</span> -</p> - -<p> -Che ajuto? Per me? -</p> - -<p> -<span class="pagenum" id="Page_40">[40]</span> -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Paolino.</span> -</p> - -<p> -Sì! Lasciami fare, lasciami tentare.... -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Signora Perella.</span> -</p> - -<p> -No, no, Paolino! Che vuoi dirgli? Per carità! -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Paolino.</span> -</p> - -<p> -Ma bisogna ch’io t’ajuti! -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Signora Perella.</span> -</p> - -<p> -Mi comprometti! -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Paolino.</span> -</p> - -<p> -Vuoi morire? -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Signora Perella.</span> -</p> - -<p> -Ah, piuttosto morire! E non questa vergogna! -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Paolino.</span> -</p> - -<p> -Tu sei pazza! Ci sono qua io! Lascia fare a -me.... -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Signora Perella.</span> -</p> - -<p> -Che cosa? -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Paolino.</span> -</p> - -<p> -Non lo so, ti dico! Qualche cosa! Il dottore è -amico mio, intimo, da fratello. Lasciami parlare con -lui. Tu vattene! Verrò a casa prima dell’arrivo del -Segesta. Sarò a tavola con voi! (<i>Andando verso -Nonò che seguita a guardare il libro!</i>) Su, Nonò.... -Pòrtati via codesto libro e vai con la mamma, chè -<span class="pagenum" id="Page_41">[41]</span> -più tardi io verrò a scriverti qua (indica il frontespizio -del libro) una bella dedica: «Al caro Nonotto in -premio dei suoi progressi nello studio del latino». -Va bene? -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Nonò.</span> -</p> - -<p> -Sì, sì.... È tanto bello, sai? anche com’è scritto! -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Paolino.</span> -</p> - -<p> -Dammi un bacio. -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Signora Perella.</span> -</p> - -<p> -E ringrazia il signor professore, Nonò.... -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Nonò.</span> -</p> - -<p class="center"> -(<i>solito gesto col dito; poi</i>): -</p> - -<p> -Non c’è n’è bisogno. -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Signora Perella.</span> -</p> - -<p> -Come non ce n’è bisogno? -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Nonò.</span> -</p> - -<p> -Me l’ha detto lui (<i>a Paolino</i>). È vero? -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Paolino.</span> -</p> - -<p> -Verissimo, verissimo! Vai, vai, Nonò.... -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Nonò.</span> -</p> - -<p> -Vieni anche a tavola con noi? -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Paolino.</span> -</p> - -<p> -Sì e ti porterò le pasterelle che ti piacciono.... -</p> - -<p> -<span class="pagenum" id="Page_42">[42]</span> -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Nonò.</span> -</p> - -<p> -Sì, sì.... Addio! Presto, eh? -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Paolino.</span> -</p> - -<p> -A rivederla tra poco, signora. (<i>Piano</i>). Coraggio! -coraggio! -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Signora Perella.</span> -</p> - -<p> -A rivederla! -</p> - -<div class="blockquote"> -<p> -Esce per la comune con <span class="smcap">Nonò</span>, accompagnata dal signor -<span class="smcap">Paolino.</span> La scena resta vuota un momento. -</p> -</div> - -<h3>SCENA SETTIMA. -<span class="smaller"><span class="smcap">Paolino</span>, il <span class="smcap">Dottor Pulejo</span>, poi <span class="smcap">Giglio</span> e <span class="smcap">Belli.</span></span></h3> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Paolino.</span> -</p> - -<p class="center"> -(<i>dando passo al dottor Pulejo</i>). -</p> - -<p> -Entra, entra, dottore.... (<i>lo fa entrare; entra anche -lui</i>). E siedi lì (<i>gl’indica una poltrona</i>). -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Pulejo</span> -</p> - -<p class="center"> -(<i>bell’uomo, sui trent’anni, biondo, con gli occhiali</i>). -</p> - -<p> -Seggo? Ah no davvero! Ho bisogno d’andare -a dormire, io, caro mio! -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Paolino.</span> -</p> - -<p> -E io ti dico, invece, che te ne puoi scordare per -oggi! -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Pulejo.</span> -</p> - -<p> -Che? -</p> - -<p> -<span class="pagenum" id="Page_43">[43]</span> -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Paolino.</span> -</p> - -<p> -Ho da parlarti d’una cosa gravissima! -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Pulejo.</span> -</p> - -<p> -E vuoi che non vada a dormire? Tu sei matto! -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Paolino.</span> -</p> - -<p> -Sei medico, sì o no? -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Pulejo.</span> -</p> - -<p> -Ah. Hai forse bisogno della mia professione? -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Paolino.</span> -</p> - -<p> -Sì, subito! -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Pulejo.</span> -</p> - -<p> -E va bene: parla. -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Paolino.</span> -</p> - -<p> -Parlo.... già! parlo.... Ti dico che si tratta d’una -cosa gravissima, e vuoi che ti parli così, su due piedi, -mentre mi dici che hai sonno e che vuoi andare a -dormire? -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Pulejo.</span> -</p> - -<p> -Ma se ho sonno, scusa, c’è poco da dire: ho -sonno! Ho diritto anch’io di dormire, dopo una -notte di guardia, mi pare! -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Paolino.</span> -</p> - -<p> -Ti faccio portare un caffè! due caffè! -</p> - -<p> -<span class="pagenum" id="Page_44">[44]</span> -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Pulejo.</span> -</p> - -<p> -Ma che caffè! Parla piuttosto! -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Paolino.</span> -</p> - -<p> -Oh, sai che faccio? M’arrampico, là su quello -scaffale; mi butto giù; mi fratturo una gamba, e ti -costringo a starmi attorno per una mezza giornata! -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Pulejo.</span> -</p> - -<p> -Bravissimo! Mi costringerai a curarti la gamba; -ma non parlerai. -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Paolino.</span> -</p> - -<p> -Sì, sì, che parlerò, perdio! -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Pulejo.</span> -</p> - -<p> -Parlerai; ma io non ti darei ascolto, perchè dovrei -curarti la gamba. -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Paolino.</span> -</p> - -<p> -Ma non andrai a dormire! -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Pulejo.</span> -</p> - -<p> -E che ci guadagnerai, scusa? Io perderò il sonno; -tu ti fratturerai la gamba; e mezza giornata andrà -perduta. Se invece mi lasci riposare un pajo d’ore.... -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Paolino.</span> -</p> - -<p> -Non posso! non posso! Non c’è tempo da perdere! -Mi devi dare ajuto subito! -</p> - -<p> -<span class="pagenum" id="Page_45">[45]</span> -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Pulejo.</span> -</p> - -<p> -Ma che ajuto? Di che si tratta insomma? -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Paolino.</span> -</p> - -<p> -Della mia vita, Nino! della mia vita, perchè — se -tu non m’ajuti — sono un uomo finito, io: morto: -da sotterrare! e non io solo! è in giuoco la vita di -quattro persone.... no, no, di cinque anzi; sì, quasi -di cinque! Perchè io, al punto in cui mi trovo, posso -fare anche una carneficina! -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Pulejo.</span> -</p> - -<p> -Nientemeno! -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Paolino.</span> -</p> - -<p> -Sì, sì, te lo giuro! Nasce un macello, te lo giuro! -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Pulejo.</span> -</p> - -<p> -Ma insomma, che cos’è? che t’è accaduto? -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Paolino.</span> -</p> - -<p> -Devi darmi un rimedio, subito, in mattinata! -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Pulejo.</span> -</p> - -<p> -Rimedio! Che rimedio? -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Paolino.</span> -</p> - -<p> -Non lo so! Lasciami dire.... -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Pulejo.</span> -</p> - -<p> -Se dipende da me.... -</p> - -<p> -<span class="pagenum" id="Page_46">[46]</span> -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Paolino.</span> -</p> - -<p> -Sì, un rimedio che forse tu solamente mi puoi -suggerire. -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Pulejo.</span> -</p> - -<p> -Ebbene, sentiamo. (<i>Siede</i>). -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Paolino.</span> -</p> - -<p> -M’ascolti bene? -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Pulejo.</span> -</p> - -<p> -Ma sì, perdio! Parla! -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Paolino.</span> -</p> - -<p> -Come a un fratello, bada! Ti parlo come a un -fratello. Anzi, no! il medico è come il confessore, -non è vero? -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Pulejo.</span> -</p> - -<p> -Certo. Abbiamo anche noi il segreto professionale. -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Paolino.</span> -</p> - -<p> -Ah, benissimo. Ti parlo allora anche sotto il sigillo -della confessione. Come a un fratello e come a -un sacerdote. (<i>Si posa una mano su lo stomaco, e -con uno sguardo d’intelligenza, aggiunge, solennemente</i>). -Tomba, oh! -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Pulejo</span> -</p> - -<p class="center"> -(<i>ridendo</i>). -</p> - -<p> -Tomba, tomba, va bene! Avanti! -</p> - -<p> -<span class="pagenum" id="Page_47">[47]</span> -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Paolino.</span> -</p> - -<p> -Nino! <i>(sbarra tanto d’occhi, stende una mano e -congiunge l’indice e il pollice quasi per pesare le -parole che sta per dire</i>). Perella ha due case. -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Pulejo</span> -</p> - -<p class="center"> -(<i>stordito</i>). -</p> - -<p> -Perella? E chi è Perella? -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Paolino</span> -</p> - -<p class="center"> -(<i>prorompendo</i>). -</p> - -<p> -Perella il capitano, perdio! (<i>Poi, piano, ricordandosi -che di là ci sono i due scolari</i>). Perella della -Navigazione Generale! capitano di lungo corso! il -comandante del <i>Segesta</i>! -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Pulejo.</span> -</p> - -<p> -Va bene, sì. Ho capito. Il capitano Perella. Non -lo conosco. -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Paolino.</span> -</p> - -<p> -Ah, non lo conosci? Tanto meglio! Ma tomba lo -stesso, oh! (<i>Con la stessa aria cupa e grave ripiglia</i>): -Due case. Una qua, una a Napoli. -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Pulejo.</span> -</p> - -<p> -Fortunato. Due case. E poi? -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Paolino</span> -</p> - -<p class="center"> -(<i>lo squadra; poi scomponendosi tutto nella rabbia -che lo divora</i>). -</p> - -<p> -Ah, ti par niente? Un uomo ammogliato, e con -figlio, che approfitta vigliaccamente del suo mestiere -<span class="pagenum" id="Page_48">[48]</span> -di marinajo e si fa un’altra casa in un altro -paese, con un’altra donna, ti par niente? Ma sono -cose turche, perdio! -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Pulejo.</span> -</p> - -<p> -Turchissime, chi ti dice di no? Ma a te, che te -n’importa? Che c’entri tu? -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Paolino.</span> -</p> - -<p> -Ah, che me n’importa a me, tu dici? -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Pulejo.</span> -</p> - -<p> -Che è tua parente, la moglie di Perella? -</p> - -<div class="blockquote"> -<p> -Si sente picchiare ancora, forte, all’uscio in fondo. -</p> -</div> - -<p class="speaker"> -<i>Le voci di</i> <span class="smcap">Giglio</span> <i>e</i> <span class="smcap">Belli.</span> -</p> - -<p> -Professore! Professore! -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Paolino</span> -</p> - -<p class="center"> -(<i>scattando</i>). -</p> - -<p> -Ancora! Io faccio davvero uno sproposito, oggi! -(<i>Senza alzarsi, urla verso l’uscio in fondo</i>). Che altro -avete? -</p> - -<p class="speaker"> -<i>La voce di</i> <span class="smcap">Belli.</span> -</p> - -<p> -Abbiamo finito, professore! -</p> - -<p class="speaker"> -<i>La voce di</i> <span class="smcap">Giglio.</span> -</p> - -<p> -Apra! Qua si soffoca! Apra! -</p> - -<p> -<span class="pagenum" id="Page_49">[49]</span> -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Paolino.</span> -</p> - -<p> -Ancora un momento! Non è possibile che abbiate -finito! -</p> - -<p class="speaker"> -<i>La voce di</i> <span class="smcap">Belli.</span> -</p> - -<p> -Ma se abbiamo finito, scusi! -</p> - -<p class="speaker"> -<i>La voce di</i> <span class="smcap">Giglio.</span> -</p> - -<p> -Non respiriamo più, qua dentro! Apra! -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Paolino.</span> -</p> - -<p> -Non apro un corno! Correggete, e statevi zitti! -L’ora non è finita. (<i>Al dottor Pulejo</i>). Ah, non deve -importarmene, tu dici, perchè non è mia parente? -E se fosse? -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Pulejo.</span> -</p> - -<p> -Ah, se è una tua parente... -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Paolino.</span> -</p> - -<p> -No! È una povera donna, che soffre pene d’inferno! -Una donna onesta, capisci? tradita in un -modo infame, capisci? dal proprio marito! C’è bisogno -d’esser parente per sentirsene rimescolare, -indignare, rivoltare? -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Pulejo.</span> -</p> - -<p> -Ma sì.... sì.... però non vedo che ci possa fare -io, scusa.... -</p> - -<p> -<span class="pagenum" id="Page_50">[50]</span> -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Paolino.</span> -</p> - -<p> -Se non mi lasci finire, sfido! Mi piace, intanto, -codesta tua placidità, mentre io friggo. — Non vedi -che friggo? Permetti? (<i>gli afferra una mano e gliela -stringe fino a farlo gridare</i>). -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Pulejo</span> -</p> - -<p class="center"> -(<i>ritirando la mano</i>). -</p> - -<p> -Ahi! Oh, mi fai male! Sei matto? -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Paolino.</span> -</p> - -<p> -Ma per farti sentire com’è quando si parla degli -altri! Li guardi da fuori, tu, gli altri; e non te n’interessi! -Che cosa sono per te? Niente! Immagini -che ti passano davanti, e basta! Dentro, dentro bisogna -sentirli; immedesimarsi; provarne.... ecco, -così.... (<i>indica la mano che il dottore si liscia ancora</i>) -una sofferenza, facendola tua! -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Pulejo.</span> -</p> - -<p> -Grazie tante, caro! Mi bastano le mie! Ognuno, -le sue. Ma sai che sei buffo davvero? (<i>ride guardandolo</i>). -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Paolino.</span> -</p> - -<p> -Esilarante, eh, lo so! Esilarantissimo. Lo so. La -vista chiara, aperta, delle passioni — e siano anche -le più tristi, le più angosciose — ha il potere, lo so, -di promuovere le risa in tutti! Sfido! non le avete -mai provate, o usi come siete a mascherarle (perchè -<span class="pagenum" id="Page_51">[51]</span> -siete tutti foderati di menzogna!), non le riconoscete -più in un pover’uomo come me, che ha la sciagura -di non saperle nascondere e dominare! <i>Sèntimi! sèntimi</i>, -perdio! Dentro di te, <i>sèntimi</i>! Io soffro! -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Pulejo.</span> -</p> - -<p> -Ma di che soffri? Eccomi! Sono qua! Se non -mi dici di che soffri! Mi parli della signora Perella.... -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Paolino.</span> -</p> - -<p> -Ma appunto, sì, di lei! -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Pulejo.</span> -</p> - -<p> -Soffri della signora Perella? -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Paolino.</span> -</p> - -<p> -Sì, Nino mio! Perchè tu non sai! tu non sai! -Lasciami dire. Quel caro capitano Perella, quel carissimo -capitano Perella non si contenta, capisci? di -tradire la moglie, d’avere un’altra casa a Napoli, -come ti dicevo, con un’altra donna. No! Ha tre o -quattro figli là, con quella, e uno qua, con la moglie. -Non vuole averne altri! -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Pulejo.</span> -</p> - -<p> -Eh, cinque — mi pare che bastino! -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Paolino.</span> -</p> - -<p> -Ah così tu la pensi? Con la moglie ne ha uno, -uno solo! Quelli di là non sono legittimi; e se ne ha -<span class="pagenum" id="Page_52">[52]</span> -qualche altro là con quella, può buttarlo via come -niente, in un ospizio di trovatelli, capisci? Invece, -qua, con la moglie, no! D’un figlio legittimo non -potrebbe disfarsi, è vero? -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Pulejo.</span> -</p> - -<p> -Naturalmente.... -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Paolino.</span> -</p> - -<p> -E allora, brutto manigoldo, che ti combina? (Oh, -dura da tre anni, sai, questa storia!). Ti combina -che, nei giorni che sbarca qui, piglia il più piccolo -pretesto per attaccar lite con la moglie, e la notte si -chiude a dormir solo. Le sbatte la porta in faccia, capisci? -ci mette il paletto; il giorno appresso, se ne -riparte, e chi s’è visto, s’è visto! Da tre anni — così. -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Pulejo</span> -</p> - -<p class="center"> -(<i>con una commiserazione da cui non riesce a staccare -un sorriso</i>). -</p> - -<p> -Oh povera signora.... — la porta in faccia? -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Paolino.</span> -</p> - -<p> -In faccia.... — e il paletto.... — e il giorno appresso.... -(<i>gesto della mano per significare che se -la fila</i>). -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Pulejo.</span> -</p> - -<p> -Povera signora, ma guarda! -</p> - -<p> -<span class="pagenum" id="Page_53">[53]</span> -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Paolino.</span> -</p> - -<p> -Ah, così.... E non sai dirmi altro? -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Pulejo.</span> -</p> - -<p> -E che vuoi che ti dica? Non capisco ancora, -scusa, che cosa ci possa fare io.... Mi dispiace.... -mi duole.... -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Paolino.</span> -</p> - -<p> -E basta? Se fosse tua sorella, se Perella fosse -tuo cognato e tu sapessi che tratta la moglie così.... -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Pulejo.</span> -</p> - -<p> -Ah, perdio! Lo piglierei per il collo! -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Paolino.</span> -</p> - -<p> -Lo vedi? Lo vedi? Per il collo lo piglieresti! -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Pulejo.</span> -</p> - -<p> -Sfido! Da fratello! -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Paolino.</span> -</p> - -<p> -E se questa povera signora, fratelli, non ne ha? -e non ha nessuno? nessuno, dico, che possa, legittimamente -prenderlo per il collo, questo signor capitano -Perella, e richiamarlo ai suoi doveri di marito, -si deve lasciar perire così una donna, senza darle -ajuto? Ti pare giusto? ti pare onesto? -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Pulejo.</span> -</p> - -<p> -Già.... — ma tu?... -</p> - -<p> -<span class="pagenum" id="Page_54">[54]</span> -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Paolino.</span> -</p> - -<p> -Io, che cosa? -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Pulejo.</span> -</p> - -<p> -Scusa.... — come le sai tu, prima di tutto, codeste -cose? -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Paolino.</span> -</p> - -<p> -Come le so!... Le so.... le so.... perchè..,, sì, -da.... da un anno io.... do lezione di.... latino al ragazzo, -al figlio di Perella, che ha undici anni.... -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Pulejo</span> -</p> - -<p class="center"> -(<i>comprendendo</i>). -</p> - -<p> -Ah.... Era quella signora che è uscita di qua, -poco fa, con un ragazzo? -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Paolino</span> -</p> - -<p class="center"> -(<i>subito quasi saltandogli addosso</i>). -</p> - -<p> -Tomba, oh! Segreto professionale! -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Pulejo.</span> -</p> - -<p> -Ma sì, diavolo! Non dubitare!... -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Paolino.</span> -</p> - -<p> -Per carità! La virtù in persona! E tu non puoi -sapere, Nino mio, non puoi sapere quanta pietà m’ha -inspirato, per tutte le lagrime che ha pianto, quella -povera signora! E che bontà! che nobiltà di sentimenti! -che purezza! Ed è pure bella! L’hai vista? -</p> - -<p> -<span class="pagenum" id="Page_55">[55]</span> -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Pulejo.</span> -</p> - -<p> -No.... Col velo abbassato.... -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Paolino.</span> -</p> - -<p> -È bella! Fosse brutta, capirei. È bella! Ancora -giovane! E vedersi trattata così, tradita, disprezzata -e lasciata in un canto, là, come uno straccio inutile.... -Vorrei vedere chi avrebbe saputo resistere! -chi non si sarebbe ribellata! E chi può condannarla? -(<i>Quasi venendogli con le mani in faccia</i>). Tu -oseresti condannarla? -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Pulejo</span> -</p> - -<p class="center"> -(<i>arretrando</i>). -</p> - -<p> -Io no! -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Paolino.</span> -</p> - -<p> -Vorrei veder questa, che tu la condannassi! -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Pulejo.</span> -</p> - -<p> -Ma no! Se è vero che il marito la tratta così.... -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Paolino.</span> -</p> - -<p> -Così! così! Non metterai in dubbio, spero, la -mia parola! -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Pulejo.</span> -</p> - -<p> -Ma nient’affatto! -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Paolino.</span> -</p> - -<p> -E allora, amico mio, dammi subito una mano per -salvarla, perchè questa donna si trova adesso come -<span class="pagenum" id="Page_56">[56]</span> -sospesa all’orlo d’un precipizio. Ajutami, ajutami, -prima che precipiti giù! Bisogna salvarla! -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Pulejo.</span> -</p> - -<p> -Già.... ma come? -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Paolino.</span> -</p> - -<p> -Come? E non intendi quale può essere il precipizio -per lei, lasciata lì da tre anni dal marito? Si -trova.... si trova purtroppo.... -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Pulejo</span> -</p> - -<p class="center"> -(<i>lo guarda, crede di capire e non vorrebbe</i>). -</p> - -<p> -Che?... -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Paolino</span> -</p> - -<p class="center"> -(<i>esitante, ma in modo da non lasciar dubbio</i>). -</p> - -<p> -Sì.... in una.... in una terribile situazione.... disperata.... -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Pulejo</span> -</p> - -<p class="center"> -(<i>irrigidendosi e guardandolo ora severamente e freddamente</i>). -</p> - -<p> -Ah, no no, caro! Ah, non faccio di queste cose, -io sai? Non voglio mica aver da fare col Codice Penale, -io! -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Paolino</span> -</p> - -<p class="center"> -(<i>con uno scatto pieno di stupore e di sdegno</i>). -</p> - -<p> -Pezzo d’imbecille! E che ti figuri adesso? che -ti figuri che io voglia da te? -</p> - -<p> -<span class="pagenum" id="Page_57">[57]</span> -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Pulejo.</span> -</p> - -<p> -Come, che mi figuro! Sono medico.... e se mi -dici che si trova.... -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Paolino.</span> -</p> - -<p> -Pezzo d’asino! E per chi m’hai preso? Ma quella -è una donna onesta! Quella, ti dico, è la virtù fatta -persona! -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Pulejo.</span> -</p> - -<p> -E via.... lasciamo andare! -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Paolino.</span> -</p> - -<p> -No! Senza lasciare andare! È così come ti dico! -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Pulejo.</span> -</p> - -<p> -Sarà! Ma scusa, non mi domandi?... -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Paolino</span> -</p> - -<p class="center"> -(<i>incalzando</i>). -</p> - -<p> -Che ti domando? Vuoi che ti domandi un delitto? -Una immoralità di questo genere, per lei e -per me stesso? Mi credi un birbaccione capace di -tanto? che chieda il tuo ajuto per.... Oh! mi fa -schifo, orrore, sodo a pensarlo! -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Pulejo</span> -</p> - -<p class="center"> -(<i>perdendo del tutto la pazienza</i>). -</p> - -<p> -Ma insomma: mi dici che corno vuoi, allora, da -me? — Io non-ti-ca-pi-sco! -</p> - -<p> -<span class="pagenum" id="Page_58">[58]</span> -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Paolino</span> -</p> - -<p class="center"> -(<i>imperterrito</i>). -</p> - -<p> -Quello che è giusto, voglio! Voglio quello che è -onesto e morale! -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Pulejo.</span> -</p> - -<p> -Che cosa? -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Paolino</span> -</p> - -<p class="center"> -(<i>a gran voce</i>). -</p> - -<p> -Che Perella sia un buon marito — voglio! Che -non sbatta più la porta in faccia alla moglie, quando -sbarca qui! — Questo voglio! -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Pulejo.</span> -</p> - -<p> -E lo vuoi da me, questo? (<i>Scoppia in una interminabile -risata</i>). Ah! ah! ah! ah! E che pre.... e -che pre.... e che pretendi.... ohi ohi ohi.... ah.... -ah.... ah.... pre.... pretendi che costringa l’asino a -bere per forzai?... ah! ah! ah! -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Paolino</span> -</p> - -<p class="center"> -(<i>mentre il dottore seguita a ridere, guardandolo in -bocca</i>). -</p> - -<p> -Che ridi, che ridi, animalone? C’è in vista una -tragedia, e tu ridi? una donna minacciata nell’onore, -nella vita, e tu ridi? E non ti parlo di me! — (<i>Risolutamente, -stringendo le braccia al dottore</i>). Oh! Sai -che avverrà? (<i>truce</i>). Perella, imbarcato da tre mesi, -arriva questa sera. Passerà qui soltanto una notte. -<span class="pagenum" id="Page_59">[59]</span> -Questa notte. Ripartirà domani per il Levante, e -starà fuori, per lo meno, altri due mesi. Hai capito -ora? Bisogna assolutamente approfittare di questo -giorno ch’egli passa qui, o tutto è perduto! -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Pulejo</span> -</p> - -<p class="center"> -(<i>frenando a stento le risa</i>). -</p> - -<p> -Va bene, va bene; ma.... ma io.... -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Paolino.</span> -</p> - -<p> -Non ridere! non ridere, o ti strozzo! -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Pulejo.</span> -</p> - -<p> -Non rido, no! -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Paolino.</span> -</p> - -<p> -O anche ridi, ridi, se vuoi, della mia disperazione; -ma dammi ajuto, per carità! Tu avrai un rimedio.... — sei -medico — tu avrai un mezzo.... -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Pulejo.</span> -</p> - -<p> -Per impedire che il capitano prenda un pretesto -d’attaccar lite questa sera con la moglie? -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Paolino.</span> -</p> - -<p> -Precisamente! -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Pulejo.</span> -</p> - -<p> -Per la morale, è vero? -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Paolino.</span> -</p> - -<p> -Per salvare quella povera martire e me! Seguiti -a scherzare? -</p> - -<p> -<span class="pagenum" id="Page_60">[60]</span> -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Pulejo.</span> -</p> - -<p> -No — mi interesso, vedi? — Ma se questo capitano.... — Scusa: -quant’anni ha? -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Paolino.</span> -</p> - -<p> -Non so. Una quarantina.... -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Pulejo.</span> -</p> - -<p> -Ah, ancora in gamba! -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Paolino.</span> -</p> - -<p> -Un bestione! -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Pulejo.</span> -</p> - -<p> -M’hai detto che torna da un viaggio di tre mesi? -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Paolino.</span> -</p> - -<p> -Già, sì; ma ha già toccato Napoli, capisci? -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Pulejo.</span> -</p> - -<p> -Ah.... dove ha l’altra casa! -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Paolino.</span> -</p> - -<p> -Precisamente. — Manigoldo! — E fa sempre -così! -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Pulejo.</span> -</p> - -<p> -Tocca, prima Napoli? -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Paolino.</span> -</p> - -<p> -Napoli! -</p> - -<p> -<span class="pagenum" id="Page_61">[61]</span> -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Pulejo.</span> -</p> - -<p> -Bisogna che pensi allora questa sera — assolutamente — che -ha una casa anche qui? -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Paolino.</span> -</p> - -<p> -Una moglie! -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Pulejo.</span> -</p> - -<p> -Che lo aspetta.... -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Paolino</span> -</p> - -<p class="center"> -(<i>avvertendo un sapor d’ironia nel tono del dottore e -irritandosene</i>). -</p> - -<p> -Ah, senti! Che vorresti discutere? -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Pulejo.</span> -</p> - -<p> -No! no! Dio me ne guardi! — Il torto è suo! — Ma -ecco.... c’è.... c’è forse qualche.... sì, dirò.... -qualche cosa di più.... -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Paolino.</span> -</p> - -<p> -No: nient’affatto! non c’è altro che il suo torto, -e le conseguenze di esso! -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Pulejo.</span> -</p> - -<p> -Già, ecco, sì.... una conseguenza che forse avresti -potuto.... -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Paolino</span> -</p> - -<p class="center"> -(<i>subito, interrompendo</i>). -</p> - -<p> -Ma chi l’ha voluto? — Nè io, nè lei! — Questo -è positivo! — Ora, scusa: chi è imputabile? L’intenzione, -<span class="pagenum" id="Page_62">[62]</span> -è vero? Non il caso. — Se tu l’intenzione -non l’hai avuta!... — Resta il caso. — Una disgrazia! — Guarda: -è come se tu avessi una terra, e la -lasciassi abbandonata. — C’è un albero in questa -terra, e tu non te ne curi. Come se fosse di nessuno. — Bene. -Uno passa. — Coglie un frutto di quell’albero; -se lo mangia; butta via il nocciolo. — Lo -butti.... così, per il solo fatto che hai colto quel -frutto abbandonato. — Bene. Un bel giorno, da quel -nocciolo là ti nasce un altro albero! — L’hai voluto? — No! — Nè -lo ha voluto la terra che ha ricevuto.... -così.... quel nocciolo. — Scusa: l’albero che nasce a -chi appartiene? — A te, che sei il proprietario della -terra! -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Pulejo.</span> -</p> - -<p> -A me? — Ah no, grazie! -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Paolino</span> -</p> - -<p class="center"> -(<i>lo investe subito, furibondo, afferrandolo per le braccia -e scrollandolo</i>). -</p> - -<p> -E allora guardati la terra, perdio! guardati la -terra! impedisci che altri vi passi e colga un frutto -dall’albero abbandonato! -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Pulejo.</span> -</p> - -<p> -Sì, sì, d’accordo! — Ma tu dici a me, scusa! Io -non c’entro! Questo lo farà il capitano! -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Paolino.</span> -</p> - -<p> -E deve farlo! deve farlo! — Ma tu dici che lo -farà? -</p> - -<p> -<span class="pagenum" id="Page_63">[63]</span> -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Pulejo.</span> -</p> - -<p> -Dio mio, procureremo di farglielo fare.... -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Paolino</span> -</p> - -<p class="center"> -(<i>baciandolo con veemente effusione di gratitudine e -d’ammirazione</i>). -</p> - -<p> -Nino, sei un dio! — Ma di’, di’: come? come? -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Pulejo.</span> -</p> - -<p> -Come!... Aspetta (<i>Pausa. Sta a pensare</i>). Dimmi -un po’: mangia in casa il signor Capitano? -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Paolino.</span> -</p> - -<p> -In casa, sì.... verso le sei, appena sbarcato. Sono -anch’io invitato a tavola.... -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Pulejo.</span> -</p> - -<p> -Ah, bene. — E allora.... — sì, dico, tu non ci andrai -così, suppongo, a mani vuote. -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Paolino.</span> -</p> - -<p> -Perchè? — Ah, ho promesso di portare al ragazzo -un po’ di paste.... -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Pulejo.</span> -</p> - -<p> -Benissimo! (<i>Troncando</i>). Senti: va’ a comperare -codeste paste. -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Paolino</span> -</p> - -<p class="center"> -(<i>non comprendendo ancora</i>). -</p> - -<p> -Come? Perchè? E tu? -</p> - -<p> -<span class="pagenum" id="Page_64">[64]</span> -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Pulejo.</span> -</p> - -<p> -Le porti in farmacia, da mio fratello Totò. -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Paolino.</span> -</p> - -<p> -Ma tu che vuoi fare? -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Pulejo.</span> -</p> - -<p> -Aspettami là in farmacia. Il tempo almeno di lavarmi -la faccia, santo Dio! M’hai fatto perdere il -sonno! -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Paolino.</span> -</p> - -<p> -Ah no, sai! Non ti lascio, Nino! non ti lascio! -Se prima non mi dici.... -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Pulejo.</span> -</p> - -<p> -Che vuoi che ti dica, scusa? Ti dico d’andare a -comperar le paste, e dammi intanto la chiave di casa -mia. -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Paolino.</span> -</p> - -<p> -Ma le paste sono per il ragazzo. -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Pulejo.</span> -</p> - -<p> -Va bene. Ma ne offrirai anche alla signora, suppongo, -e anche al signor Capitano — (<i>lo guarda con -intenzione</i>). Mi spiego? -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Paolino.</span> -</p> - -<p> -Le paste? -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Pulejo.</span> -</p> - -<p> -Ma sì, via! Lascia fare a me. Dammi la chiave. -</p> - -<p> -<span class="pagenum" id="Page_65">[65]</span> -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Paolino.</span> -</p> - -<p> -No! Non te la do! Tu ti butti a dormire.... -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Pulejo.</span> -</p> - -<p> -Ma no, fidati! Il sonno m’è passato. -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Paolino.</span> -</p> - -<p> -Làvatela qua da me, la faccia. -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Pulejo.</span> -</p> - -<p> -Andiamo, via! Mi sembri un ragazzino! Da’, -da’.... -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Paolino</span> -</p> - -<p class="center"> -(<i>dandogli la chiave</i>). -</p> - -<p> -Eccola qua. Mi fido di te, bada! Bada, Nino, ne -va della vita! (<i>Riassalito da un dubbio angoscioso</i>) -Ma che vuoi fare con queste paste? -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Pulejo.</span> -</p> - -<p> -Ti dico di lasciar fare a me! -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Paolino.</span> -</p> - -<p> -Ah, sì? — Puoi.... puoi con.... con la scienza? -(<i>Riprendendosi, con scatto di sdegno</i>). Ah Dio, questo! -io, questo! -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Pulejo.</span> -</p> - -<p> -Che cos’è? -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Paolino.</span> -</p> - -<p> -Che cos’è! che cos’è.... — Ti pare forse che io, -quello che io sono, sia tutto qua, in questo caso per -<span class="pagenum" id="Page_66">[66]</span> -cui ti domando ajuto? Io, io, domandare ajuto, per -questo, alla scienza, — io! — a te, che della -scienza.... sì, ti servi per campar la vita — mentre -io l’amo disinteressatamente, la scienza! la venero -a costo di tanti sacrifizi! -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Pulejo.</span> -</p> - -<p> -Oh sai? se ti paresse di profanarla.... -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Paolino.</span> -</p> - -<p> -No! Intendimi! Io dico, esser costretto a ricorrere.... -(<i>sbuffa</i>). Ufff.... Tutte le viscere mi si torcono -dentro, credi! Esser preso così.... senza saper -come.... — per niente.... — per un po’ di pietà verso -una donna che vedi piangere e che non te ne vuol -dire, in prima, il perchè.... Tu la forzi a dirtelo.... -La.... la conforti.... oggi.... domani.... E.... e poi.... -sissignore, ti trovi stretto così — per la feroce e beffarda -crudeltà d’un manigoldo, ecco qua — in una -necessità come questa — buffa, sì, ti pare che non -lo senta? Tu ne ridi.... ne hai riso.... -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Pulejo.</span> -</p> - -<p> -Eh, veramente.... Ma no! -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Paolino.</span> -</p> - -<p> -Ma sì! ma sì! E t’ho fatto ridere io — perchè -voglio.... -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Pulejo.</span> -</p> - -<p> -Che il Capitano faccia il suo dovere di marito.... -</p> - -<p> -<span class="pagenum" id="Page_67">[67]</span> -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Paolino.</span> -</p> - -<p> -Perchè non posso voler altro — tu lo capisci! -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Pulejo.</span> -</p> - -<p> -La morale, la morale, sì.... -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Paolino.</span> -</p> - -<p> -Ma non la mia! La vostra! Come la volete voi! -Perchè io, invece, lo ucciderei — e ti giuro, sai, che -lo uccido, io! — se non fa l’obbligo suo questo signor -capitano! — Tu devi sentirlo veramente, perdio, -che sono uri uomo onesto, io, e che me la sposerei, -io, se stesse in me, quella signora, subito, per -riparare! -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Pulejo.</span> -</p> - -<p> -Sì, sì.... Ma andiamo; non discutiamo più, -adesso.... -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Paolino.</span> -</p> - -<p> -Andiamo, sì, andiamo. — L’uccido, ti giuro! -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Pulejo.</span> -</p> - -<p> -Ma no! speriamo che non ce ne sarà bisogno. -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Paolino.</span> -</p> - -<p> -Di’: venti basteranno? -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Pulejo.</span> -</p> - -<p> -Che cosa? -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Paolino.</span> -</p> - -<p> -Venti paste? -</p> - -<p> -<span class="pagenum" id="Page_68">[68]</span> -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Pulejo.</span> -</p> - -<p> -Uh, anche troppe! -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Paolino.</span> -</p> - -<p> -Ne compro trenta, sai? trenta, quaranta.... (<i>si -avvia con Pulejo, e sta per uscire, quando scoppia -un gran fracasso all’uscio in fondo tra grida altissime</i>). -</p> - -<p class="speaker"> -<i>Le voci di</i> <span class="smcap">Giglio</span> <i>e</i> <span class="smcap">Belli.</span> -</p> - -<p> -Professore! Professore! Apra, perdio! Ci lascia -qua? -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Paolino</span> -</p> - -<p class="center"> -(<i>al dottore</i>). -</p> - -<p> -Ah, già.... Aspetta!... Gli scolari!... Chi ci pensava -più? (<i>corre ad aprire l’uscio</i>). -</p> - -<div class="blockquote"> -<p> -<span class="smcap">Giglio</span> e <span class="smcap">Belli</span> vengono fuori scapigliati, con le facce -congestionate, furibondi, scaraventando per terra libri e dizionari -e protestando a coro: -</p> -</div> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Giglio</span> e <span class="smcap">Belli.</span> -</p> - -<p> -— Questa è soperchieria! prepotenza! -</p> - -<p> -— Siamo asfissiati! -</p> - -<p> -— Non verremo più! -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Paolino</span> -</p> - -<p class="center"> -(<i>cercando di placarli</i>). -</p> - -<p> -Abbiate pazienza! abbiate pazienza! -</p> - -<p class="pad2 center large"> -TELA. -</p> - -<div class="chapter"> -<p> -<span class="pagenum" id="Page_69">[69]</span> -</p> - -<h2>ATTO SECONDO.</h2> -</div> - -<div class="blockquote"> -<p> -Tinello in casa del Capitano Perella. Veranda in fondo, -con ampia vista sul mare. Due usci laterali a sinistra: -quello prossimo al proscenio è la comune; l’altro dà nella -camera da letto del Capitano. Tra un uscio e l’altro un -portafiori con cinque vasi bene in vista. Lateralmente a -destra, un altro uscio. Vetrine con stoviglie da tavola, credenza, -e poi divano, con sulla spalliera uno specchio; poltrone, -un tavolinetto. La tavola è apparecchiata in mezzo, -con cura, per quattro. Alla parete, quadri rappresentanti -marine, vecchie fotografie, e qua e là oggetti esotici, ricordi -dei viaggi del capitano Perella. Lo stesso giorno del -primo atto. Pomeriggio. A poco a poco si farà sera e, sul -finire dell’atto, entrerà dalla veranda un bel chiaro di -luna. -</p> -</div> - -<h3>SCENA PRIMA. -<span class="smaller"><i>Il signor</i> <span class="smcap">Paolino, Nonò</span>, <i>poi</i> <span class="smcap">Grazia.</span></span></h3> - -<div class="blockquote"> -<p> -Il signor <span class="smcap">Paolino</span>, seduto al tavolinetto con <span class="smcap">Nonò</span> accanto -sfoglia un quaderno di versioni latine e segna con un -lapis rosso e turchino i voti sotto ogni versione. -</p> -</div> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Paolino.</span> -</p> - -<p> -E qua possiamo segnare un bel nove. -</p> - -<p> -<span class="pagenum" id="Page_70">[70]</span> -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Nonò.</span> -</p> - -<p> -Un altro nove? (<i>Batte le mani, esultante</i>) Che -bellezza! E così fanno: tre otto, un dieci e due -nove! -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Paolino.</span> -</p> - -<p> -Sì, e tu lo mostrerai a papà, appena arriva, questo -quaderno. -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Nonò.</span> -</p> - -<p> -Eh altro! eh altro! (<i>Si mette a fare un conto -sulle dita</i>). -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Paolino.</span> -</p> - -<p> -Perchè — bada, Nonò! — devi far di tutto quest’oggi -per lasciar contento papà.... -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Nonò</span> -</p> - -<p class="center"> -(<i>senza badargli, seguitando a contare</i>). -</p> - -<p> -Sì.... sì.... -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Paolino</span> -</p> - -<p class="center"> -(<i>seguitando</i>). -</p> - -<p> -E non dargli il minimo pretesto d’inquietarsi! -Ma che conti stai facendo? -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Nonò.</span> -</p> - -<p> -Aspetta.... Tre (<i>e si tiene con la destra tre dita -della mano sinistra</i>) poi quattro e cinque (<i>e mostra -le cinque dita della sinistra</i>) sei e sette (<i>e mostra -l’indice e il pollice della destra</i>) otto, nove e dieci (<i>e -mostra a uno a uno le altre tre dita della destra</i>): -Mezza lira! mezza lira! -</p> - -<p> -<span class="pagenum" id="Page_71">[71]</span> -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Paolino.</span> -</p> - -<p> -Che vuol dire mezza lira? -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Nonò.</span> -</p> - -<p> -Ma sì, mezza lira! Che bellezza! Perchè papà -mi dà un soldo per ogni otto: sono tre: tre soldi, -dunque. Poi due soldi per ogni nove: sono due: -quattro soldi. Tre soldi per ogni dieci. Dunque: tre -e quattro, sette; e tre: dieci, che fanno mezza lira! -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Paolino.</span> -</p> - -<p> -Ah, benissimo! Sei contento? -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Nonò.</span> -</p> - -<p> -Eh, io sì! Figurati! Ma lui no! -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Paolino</span> -</p> - -<p class="center"> -(<i>restando male</i>). -</p> - -<p> -Come come? Lui non sarà contento? -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Nonò.</span> -</p> - -<p> -Eh no.... Prima mi dava tre soldi per ogni nove e -cinque per ogni dieci. Ma poi, visto che tu li semini -gli otto, i nove e i dieci.... -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Paolino.</span> -</p> - -<p> -Ah sì? t’ha detto così? che io li semino? -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Nonò.</span> -</p> - -<p> -Sì, ha preso il quaderno, l’ultima volta, e l’ha -buttato all’aria.... così (<i>eseguisce, con sprezzo</i>) gridando: -<span class="pagenum" id="Page_72">[72]</span> -Ma perdio, li semina questo professore, gli -otto, i nove e i dieci.... -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Paolino.</span> -</p> - -<p> -E s’è arrabbiato? -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Nonò.</span> -</p> - -<p> -Tanto! E ha ribassato la tariffa! -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Paolino.</span> -</p> - -<p class="center"> -(<i>subito</i>). -</p> - -<p> -Ah, ma allora.... (<i>riprende il quaderno e ritorna a -sfogliarlo in furia</i>) aspetta.... aspetta, Nonotto -mio.... ribassiamo noi subito i punti.... segniamo -cinque.... segniamo sei.... segniamo sette.... -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Nonò</span> -</p> - -<p class="center"> -(<i>con un grido, come se si sentisse strappare un -dente</i>). -</p> - -<p> -Come! No! E la mezza lira? -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Paolino.</span> -</p> - -<p> -Ma te la darò io, Nonò! Ecco.... ecco.... (<i>cava -la borsetta dal taschino</i>) te la dò io.... te la dò io.... -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Nonò.</span> -</p> - -<p> -No.... no.... -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Paolino.</span> -</p> - -<p> -Ma sì, figliuolo mio! M’immaginavo che papà -dovesse esserne contento! Se mi dici che s’arrabbia, -<span class="pagenum" id="Page_73">[73]</span> -invece! Ecco, prendi.... Per te è la stessa cosa che -te la dia io o che te la dia papà, non è vero? -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Nonò</span> -</p> - -<p class="center"> -(<i>pestando i piedi</i>). -</p> - -<p> -No, no: io voglio i tre otto, i due nove e il dieci! -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Paolino.</span> -</p> - -<p> -Ma non te li meriti, in coscienza, figliuolo mio! -Non te li meriti proprio! -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Nonò.</span> -</p> - -<p> -E perchè allora me li davi? -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Paolino.</span> -</p> - -<p> -Ma perchè.... perchè non sapevo che costassero -soldi e un dispiacere a papà! Non dobbiamo far dispiacere -a papà, Nonò! E oggi, oggi dobbiamo esser -lieti tutti! Anche tu, con la tua mezza lira, che ti -dà in premio, di nascosto, il tuo professore — (oh, -non dirne nulla a papà, bada!) — te la dò, perchè -se non ti meriti i nove e i dieci, un premio pure te -lo meriti per i progressi che fai.... -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Nonò.</span> -</p> - -<p> -Come mi hai scritto nel libro? -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Paolino.</span> -</p> - -<p> -Ecco, sì.... benissimo! Come ti ho scritto nel -libro. -</p> - -<p> -<span class="pagenum" id="Page_74">[74]</span> -</p> - -<div class="blockquote"> -<p> -Entra <span class="smcap">Grazia</span> dalla comune. È una vecchia dalla burbera -faccia cavallina. -</p> -</div> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Grazia.</span> -</p> - -<p> -La signora non c’è? -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Paolino</span> -</p> - -<p class="center"> -(<i>indicando l’uscio a destra</i>). -</p> - -<p> -La signora credo sia di là, Grazia. -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Grazia.</span> -</p> - -<p> -E allora ci vada lui (<i>indica Nonò</i>) ad avvertirla -che è venuto il marinajo. -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Nonò</span> -</p> - -<p class="center"> -(<i>subito, scattando</i>). -</p> - -<p> -Il marinajo? È arrivato papà! Vado a bordo! -vado a bordo! (<i>s’avvia correndo per la comune</i>). -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Paolino.</span> -</p> - -<p> -No, che fai, Nonò? Vieni qua! Bisognerà prima -avvertirne la mamma. -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Nonò.</span> -</p> - -<p> -La mamma lo sa! lo sa! (<i>fa per uscire</i>). -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Paolino.</span> -</p> - -<p> -Férmati, ti dico! (<i>A Grazia</i>) Andate voi, vi -prego, ad avvertir la signora. -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Nonò.</span> -</p> - -<p> -Ma se lo sa, Dio mio! -</p> - -<p> -<span class="pagenum" id="Page_75">[75]</span> -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Grazia</span> -</p> - -<p class="center"> -(<i>andando a picchiare all’uscio a destra, borbotta</i>). -</p> - -<p> -Quante storie! quante storie! (<i>picchia all’uscio e, -senza neanche aspettar la risposta, entra</i>). -</p> - -<h3>SCENA SECONDA. -<span class="smaller"><span class="smcap">Detti</span>, <i>la</i> <span class="smcap">Signora Perella</span>, <i>il</i> <span class="smcap">Marinajo.</span></span></h3> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Nonò</span> -</p> - -<p class="center"> -(<i>che s’è fermato presso la comune, grida verso l’interno</i>). -</p> - -<p> -Marinajo! Marinajo! vieni qua! -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Marinajo</span> -</p> - -<p class="center"> -(<i>entrando subito</i>). -</p> - -<p> -Eccomi qua! (<i>Si piega sulle gambe e apre le -braccia per ricevere sul petto Nonò, che spicca un -salto e gli s’appende al collo</i>). Ah! Viva l’ammiraglio! -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Nonò.</span> -</p> - -<p> -Portami da papà! Subito subito! -</p> - -<div class="blockquote"> -<p> -Entra dall’uscio a destra la signora <span class="smcap">Perella</span> abbigliata -con una certa cura straordinaria che la fa apparire più -goffa. -</p> -</div> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Marinajo</span> -</p> - -<p class="center"> -(<i>a Nonò che gli sta in braccio</i>). -</p> - -<p> -Aspettiamo che ce lo dica la mamma! (<i>Si toglie -il berretto</i>). Ai comandi, signora! -</p> - -<p> -<span class="pagenum" id="Page_76">[76]</span> -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Signora Perella.</span> -</p> - -<p> -È già entrato in porto il vapore? -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Marinajo.</span> -</p> - -<p> -Stava per entrare, signora. A quest’ora sarà entrato! -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Nonò.</span> -</p> - -<p> -E andiamo allora subito! Voglio veder la manovra! -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Marinajo.</span> -</p> - -<p> -Eh, durerà un pezzo, prima che abbassino la -scala! -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Signora Perella.</span> -</p> - -<p> -Mi raccomando, per carità, Nonò! Lo affido a -voi, Filippo! -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Marinajo.</span> -</p> - -<p> -Non dubiti, signora! Al vecchio Filippo può affidarlo! -A rivederla! Andiamo, ammiraglio! -</p> - -<div class="blockquote"> -<p> -Via per la comune con <span class="smcap">Nonò</span> in braccio. -</p> -</div> - -<h3>SCENA TERZA. -<span class="smaller"><i>La</i> <span class="smcap">Signora Perella</span> <i>e il signor</i> <span class="smcap">Paolino.</span></span></h3> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Paolino</span> -</p> - -<p class="center"> -(<i>appena andati via Nonò e il Marinajo, voltandosi -verso la signora Perella, pudicamente afflitta nel -goffo impaccio del suo straordinario abbigliamento</i>). -</p> - -<p> -Ma no! ma no, cara! no! Come ti sei combinata? -Così no! -</p> - -<p> -<span class="pagenum" id="Page_77">[77]</span> -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Signora Perella.</span> -</p> - -<p> -Mi.... mi sono acconciata.... -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Paolino.</span> -</p> - -<p> -Ma che acconciata! No! Ci vuol altro! -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Signora Perella</span> -</p> - -<p class="center"> -(<i>guardandosi addosso</i>). -</p> - -<p> -Perchè? -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Paolino.</span> -</p> - -<p> -Ma perchè così no! non va! -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Signora Perella.</span> -</p> - -<p> -Più di così?... Dio sa quanto m’è costato! -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Paolino.</span> -</p> - -<p> -Lo vedo! Ma così non va, anima mia! Tutto dipenderà, -forse, dal primo incontro! A momenti egli -arriva.... Ti deve trovar piacente! Ora così non -va.... Capisco, capisco che ti dev’esser costato! Ma -ancora non basta! -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Signora Perella.</span> -</p> - -<p> -Oh Dio! E come allora? -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Paolino.</span> -</p> - -<p> -È enorme, sì, anima mia, lo intendo, enorme il -sagrifizio che devi compiere, tu casta, tu pura, per -renderti appetibile a una bestia come quella! Ma bisogna -che tu lo compia, intero! -</p> - -<p> -<span class="pagenum" id="Page_78">[78]</span> -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Signora Perella</span> -</p> - -<p class="center"> -(<i>esitante, con occhi bassi</i>). -</p> - -<p> -Più.... più scollata? -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Paolino.</span> -</p> - -<p> -Più! sì, più! molto, molto più! -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Signora Perella.</span> -</p> - -<p> -No, no.... Dio mio.... -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Paolino.</span> -</p> - -<p> -Sì! Per carità! Tu hai grazie, tesori di grazia nel -tuo corpo, che tieni gelosamente, santamente custoditi. -Bisogna che tu ti faccia un po’ di violenza! -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Signora Perella.</span> -</p> - -<p> -No, no.... Dio, Paolino, che mi dici? Sarebbe -inutile poi, credi! Non ci ha mai badato! -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Paolino.</span> -</p> - -<p> -Ma dobbiamo appunto forzarlo a badarci! forzarlo, -quest’animale che non capisce la bellezza modesta, -pudica, che nasconde i suoi tesori di grazia! -Presentarglieli, ecco — lascia fare a me — metterglieli -sotto gli occhi, almeno un po’.... (<i>Appressandosi -con le mani avanti</i>) Guarda.... così, permetti? -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Signora Perella</span> -</p> - -<p class="center"> -(<i>arretrando, spaventata, e con ribrezzo riparandosi il -seno</i>). -</p> - -<p> -Ma no! Li sa, Dio mio, Paolino! -</p> - -<p> -<span class="pagenum" id="Page_79">[79]</span> -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Paolino</span> -</p> - -<p class="center"> -(<i>incalzando</i>). -</p> - -<p> -Ricordarglieli! -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Signora Perella</span> -</p> - -<p class="center"> -(<i>c. s.</i>). -</p> - -<p> -Ma se non se ne cura! -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Paolino.</span> -</p> - -<p> -Lo so; ma perchè tu, anima mia, e questo è il -tuo pregio, bada, per me! quello per cui io ti ho cara -e ti stimo e ti venero! codesti tesori, tu, non hai -saputo mai farli valere.... -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Signora Perella</span> -</p> - -<p class="center"> -(<i>quasi inorridita</i>). -</p> - -<p> -Farli valere? E come? -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Paolino.</span> -</p> - -<p> -Come? Vedi, tu non te l’immagini neppure, -come! Eh, altro! Tante lo sanno bene! -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Signora Perella</span> -</p> - -<p class="center"> -(<i>c. s.</i>) -</p> - -<p> -Ma che fanno? come fanno? -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Paolino.</span> -</p> - -<p> -Niente. Non.... non nascondono così, ecco! E -poi.... Via, non farmi disperare! Credi che costi a -te soltanto, del resto? Costa anche a me, perdio, -<span class="pagenum" id="Page_80">[80]</span> -predisporti, acconciarti perchè tu possa piacere a -un altro! (<i>alzando le braccia al cielo</i>) preparare la -virtù, Dio, per comparire davanti alla bestia! Ma bisogna, -per la tua salvezza e per la mia! Lasciami -fare! Non abbiamo più tempo da perdere. Prima di -tutto, via codesta camicetta! È funebre! Viola, colore -deprimente! Una rossa, che strilli! -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Signora Perella.</span> -</p> - -<p> -Non ne ho! -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Paolino.</span> -</p> - -<p> -E allora quella di seta giapponese, che ti sta -tanto bene! -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Signora Perella.</span> -</p> - -<p> -Ma è accollata.... -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Paolino.</span> -</p> - -<p> -Scòllala! In nome di Dio, scòllala! Non ci vuol -nulla.... Ripieghi in dentro i due lembi, qua davanti; -ci appunti su, giro giro, un merletto.... Ma àprila -bene, mi raccomando!... molto, molto! almeno fin -qua.... (<i>indica sul seno di lei, molto giù</i>). -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Signora Perella</span> -</p> - -<p class="center"> -(<i>inorridita</i>). -</p> - -<p> -No! Tanto? -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Paolino.</span> -</p> - -<p> -Tanto! Tanto! Da’ ascolto a me! -</p> - -<p> -<span class="pagenum" id="Page_81">[81]</span> -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Signora Perella</span> -</p> - -<p class="center"> -(<i>c. s.</i>). -</p> - -<p> -Ma tanto, no! -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Paolino.</span> -</p> - -<p> -Tanto, sì; Se no, ti dico che è poco! E pèttinati -un po’ meglio, per carità! con qualche ricciolino -sulla fronte. Uno lungo, qua, in mezzo alla fronte, a -gancio! E due altri qua, che s’allunghino sulle gote, -a gancio! -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Signora Perella</span> -</p> - -<p class="center"> -(<i>c. s. non comprendendo</i>). -</p> - -<p> -A gancio? Oh Dio, come a gancio? Perchè? -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Paolino.</span> -</p> - -<p> -Perchè sì! Da’ ascolto a me! Non farmi perder -tempo in spiegazioni! A gancio è così (<i>glielo mostra -col dito, contraendolo</i>) insomma, come un punto interrogativo -sottosopra! Uno qua; uno qua e uno qua -(<i>indica la fronte, poi la guancia destra, poi la sinistra</i>). -Se non sai farteli, te li faccio io! Vai, vai, -cara.... (<i>La spinge verso l’uscio a destra</i>). E scolla, -scollala molto, la camicetta!... Io intanto esamino -qua la tavola se non ci manca nulla per il pasto della -belva! -</p> - -<div class="blockquote"> -<p> -La signora <span class="smcap">Perella</span> esce per l’uscio a destra, lasciandolo -aperto. <span class="smcap">Paolino</span> si reca alla tavola apparecchiata in -mezzo; la esamina, aggiusta qua e là, posate, bicchieri. -</p> -</div> - -<p> -<span class="pagenum" id="Page_82">[82]</span> -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Paolino</span> -</p> - -<p class="center"> -(<i>eseguendo</i>). -</p> - -<p> -Così.... così.... così.... E quella marmotta di -Totò, intanto, che ancora non viene! Mi disse fra -cinque minuti.... eccoli qua, i cinque minuti del signor -farmacista! Un’ora! È passata un’ora! -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Signora Perella</span> -</p> - -<p class="center"> -(<i>dall’interno, strillando</i>). -</p> - -<p> -Ahi! -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Paolino</span> -</p> - -<p class="center"> -(<i>accorrendo davanti all’uscio</i>). -</p> - -<p> -Che hai fatto? -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Signora Perella.</span> -</p> - -<p> -Mi sono punta un dito, con lo spillo! -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Paolino.</span> -</p> - -<p> -Ti esce sangue? -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Signora Perella.</span> -</p> - -<p> -No. Non ne ho più nemmeno una goccia nelle -vene! -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Paolino.</span> -</p> - -<p> -Eh, lo so! E dovresti averne tanto, anima mia -per dare un po’ di colore alle tue guance bianche. -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Signora Perella.</span> -</p> - -<p> -M’ajuterà la vergogna, Paolino.... -</p> - -<p> -<span class="pagenum" id="Page_83">[83]</span> -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Paolino.</span> -</p> - -<p> -Non ci contare! Hai tanta paura, che la tua vergogna -non avrà nemmeno il coraggio d’arrossire! -Ma ho qua l’occorrente: non temere! L’ho portato -con me.... (<i>trae di tasca una scatoletta di belletto -e altri oggetti per la truccatura e li depone sul tavolinetto</i>) -Ho qua tutto.... Dico di quell’imbecille di -Totò che non mi porta ancora le paste! Sono sulle -spine.... A fidarsi!... Se non fa a tempo! Ma mi -disse: Vai, fra cinque minuti sarò da te.... -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Signora Perella</span> -</p> - -<p class="center"> -(<i>dall’interno, piangendo</i>). -</p> - -<p> -Dio.... Dio.... Dio.... -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Paolino.</span> -</p> - -<p> -Che cos’è? Un’altra puntura? Piangi? (<i>guarda -nell’interno della soglia e arretra</i>) Ah! È spaventoso! -Apre di nuovo la bocca! -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Signora Perella</span> -</p> - -<p class="center"> -(<i>c. s., in un gemito</i>). -</p> - -<p> -Che avvilimento!... che avvilimento!... -</p> - -<h3>SCENA QUARTA. -<span class="smaller"><span class="smcap">Detto, Grazia</span> e il signor <span class="smcap">Totò.</span></span></h3> - -<div class="blockquote"> -<p> -Si sente picchiare all’uscio a sinistra. -</p> -</div> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Grazia</span> -</p> - -<p class="center"> -(<i>dall’interno</i>). -</p> - -<p> -Permesso? -</p> - -<p> -<span class="pagenum" id="Page_84">[84]</span> -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Paolino.</span> -</p> - -<p> -Avanti. -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Grazia</span> -</p> - -<p class="center"> -(<i>entrando, con voce sgarbata</i>). -</p> - -<p> -C’è un signore con un involto, che domanda di -lei. -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Paolino.</span> -</p> - -<p> -Ah, Totò.... meno male!... Fatelo, fatelo entrare. -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Grazia.</span> -</p> - -<p> -Qua? -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Paolino.</span> -</p> - -<p> -Qua, sì.... se non vi dispiace.... -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Grazia.</span> -</p> - -<p> -Ma che vuole che mi dispiaccia, a me!... Se dice -qua, lo faccio entrare qua, e basta! -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Paolino.</span> -</p> - -<p> -Ecco, sì.... qua.... scusate.... -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Grazia.</span> -</p> - -<p> -Oh, quante storie! (<i>esce</i>). -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Paolino.</span> -</p> - -<p> -Ingozziamo, Paolino! (<i>Poi, recandosi in fretta a -chiudere l’uscio a destra, annunzia verso l’interno</i>). -Le paste! le paste! -</p> - -<p> -<span class="pagenum" id="Page_85">[85]</span> -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Totò</span> -</p> - -<p class="center"> -(<i>dall’interno</i>). -</p> - -<p> -Permesso? -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Paolino.</span> -</p> - -<p> -Vieni, vieni avanti, Totò. Cinque minuti, eh? -</p> - -<div class="blockquote"> -<p> -Il signor Totò entra tenendo sospeso per il cappio un -involto, col braccio alzato all’altezza del mento, e il collo -torto. -</p> -</div> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Totò.</span> -</p> - -<p> -Abbi pazienza: cosa delicata, Paolino. C’è pure -di mezzo la mia responsabilità, capirai.... quella di -mio fratello.... Qua c’è un innocente.... -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Paolino</span> -</p> - -<p class="center"> -(<i>investendolo</i>). -</p> - -<p> -Un innocente? Chi? chi è l’innocente? Ah, tu -vieni a dire a me che qua c’è un innocente? Lui, -l’innocente? Quando siamo tutti qua, anche tu, per -costringerlo a fare il suo dovere, nient’altro che il -suo dovere, a costo di farmi scoppiare il cuore, dalla -rabbia, dall’angoscia, dalla disperazione!... Uno -come me, che non ha mai finto, che ha gridato sempre -in faccia a tutti la verità, costretto a usare un -inganno di questo genere, col concorso d’un imbecille -come te! -</p> - -<p> -<span class="pagenum" id="Page_86">[86]</span> -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Totò.</span> -</p> - -<p> -Ma no! Che pensi? Io dicevo per il ragazzo, -Paolino! Non c’è un ragazzo qua, scusa? -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Paolino.</span> -</p> - -<p> -Ah, tu parlavi del ragazzo? -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Totò.</span> -</p> - -<p> -Ma sì, del ragazzo. Se dico un innocente, -scusa.... -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Paolino.</span> -</p> - -<p> -Scusami, scusami tu, allora! Scusami, caro.... -Sono in uno stato d’animo.... Hai portato intanto -ciò che dovevi portarmi? -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Totò.</span> -</p> - -<p> -Ecco, ti volevo dire appunto.... Essendoci un ragazzo.... — tu -capirai — ho pensato.... se Dio liberi.... -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Paolino</span> -</p> - -<p class="center"> -(<i>comprendendo</i>). -</p> - -<p> -Già.... già.... sì.... -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Totò.</span> -</p> - -<p> -E non ho voluto.... non ho voluto assolutamente.... -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Paolino</span> -</p> - -<p class="center"> -(<i>restando</i>). -</p> - -<p> -Come! Non hai voluto? E che hai fatto allora? -</p> - -<p> -<span class="pagenum" id="Page_87">[87]</span> -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Totò.</span> -</p> - -<p> -Delle paste? Me le sono mangiate. -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Paolino.</span> -</p> - -<p> -Tu? Te le sei mangiate tu? Quaranta paste? -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Totò.</span> -</p> - -<p> -Metà. E metà le ho conservate per mio fratello, -stasera. -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Paolino.</span> -</p> - -<p> -Come! E allora? Che mi hai portato costì? -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Totò.</span> -</p> - -<p> -Eh, non ci hai perduto nulla, non temere! Ci hai -guadagnato, anzi! Un bel pasticcetto di crema, -squisito. -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Paolino.</span> -</p> - -<p> -Da leccarmene le dita, già. Perchè difatti sarà -un festino per me! -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Totò.</span> -</p> - -<p> -No, non dico questo; non t’arrabbiare! Dico per -spiegarti il ritardo. Ho dovuto prepararlo.... -Guarda.... (<i>lo posa sul tavolinetto e lo svolge</i>). -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Paolino.</span> -</p> - -<p> -Ma.... Oh! (<i>e gli fa un cenno d’intelligenza</i>). -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Totò.</span> -</p> - -<p> -Non dubitare! (<i>Lo mostra</i>) Condizionato a meraviglia, -perchè non si possa sbagliare.... Vedi? -<span class="pagenum" id="Page_88">[88]</span> -Metà bianco.... e questa metà è per il ragazzo.... -per te, se vorrai mangiarne. E metà nero, crema di -cioccolato! Niente al ragazzo, di questa; mi raccomando! -Sta’ attento, veh! -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Paolino.</span> -</p> - -<p> -La nera, sì, va bene! Ma.... (<i>cenno come sopra</i>). -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Totò.</span> -</p> - -<p> -Non dubitare! -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Paolino.</span> -</p> - -<p> -Bene. Vai, vai, allora, amico mio! È già tardi! -Il vapore è arrivato! Vai, vai.... E speriamo! Speriamo -bene! -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Totò.</span> -</p> - -<p> -Stai sicuro! -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Paolino.</span> -</p> - -<p> -Come vuoi che stia sicuro! (<i>Subito, staccando</i>) -Oh, tomba, siamo intesi! -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Totò.</span> -</p> - -<p> -Puoi dubitare di me? -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Paolino.</span> -</p> - -<p> -Mi sei amico.... E il caffè te lo darò ogni mattina, -sai? Puoi contarci. Vàttene! Vàttene! -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Totò.</span> -</p> - -<p> -Sì, sì, grazie. Addio, Paolino. (<i>Esce per l’uscio -a sinistra</i>). -</p> - -<p> -<span class="pagenum" id="Page_89">[89]</span> -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Paolino</span> -</p> - -<p class="center"> -(<i>va a prendere il pasticcio per collocarlo, con solennità -sacerdotale in mezzo alla tavola, altare della -Bestia, e tenendolo prima sollevato come -un’ostia consacrata</i>). -</p> - -<p> -Oh, Dio, fa’ che valga! fa’ che valga! La sorte -d’una famiglia, la vita, l’onore d’una donna, Dio, -la mia stessa vita, tutto è sospeso qui! -</p> - -<h3>SCENA QUINTA. -<span class="smaller"><i>La</i> <span class="smcap">Signora Perella</span> <i>e</i> <span class="smcap">Detto.</span></span></h3> - -<div class="blockquote"> -<p> -La signora <span class="smcap">Perella</span> rientra dall’uscio a destra più che -mai vergognosa con le spalle voltate verso <span class="smcap">Paolino</span>, il capo -basso, gli occhi a terra, ambo le mani parate a nascondere -il seno. È scollatissima, e s’è fatti i tre ricci a gancio, uno -in mezzo alla fronte; gli altri due alle gote. -</p> -</div> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Signora Perella.</span> -</p> - -<p> -Paolino. -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Paolino</span> -</p> - -<p class="center"> -(<i>accorrendo</i>). -</p> - -<p> -Ah! Hai fatto? Brava, brava.... Lasciati vedere! -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Signora Perella</span> -</p> - -<p class="center"> -(<i>schermendosi</i>). -</p> - -<p> -No.... no.... Muojo di vergogna.... no.... -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Paolino.</span> -</p> - -<p> -Ma che vorresti stare così davanti a lui? E allora -perchè ti sei scollata? Via, giù, codeste mani! -</p> - -<p> -<span class="pagenum" id="Page_90">[90]</span> -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Signora Perella</span> -</p> - -<p class="center"> -(<i>c. s.</i>). -</p> - -<p> -No.... no.... -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Paolino.</span> -</p> - -<p> -Ma non capisci che bisogna che egli veda? -</p> - -<div class="blockquote"> -<p> -La signora <span class="smcap">Perella</span> si reca allora le mani al volto, -sollevando di qua e di là le braccia per scoprire abbondantemente -il seno imbandito. -</p> -</div> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Signora Perella.</span> -</p> - -<p> -Èccoti, èccoti.... -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Paolino.</span> -</p> - -<p> -Ah.... be.... benissimo.... sì.... be.... benissimo.... -(<i>Se non che, la signora Perella, col volto così nascosto, -scoppia in pianto</i>). Che? Piangi? Ma no! -Piangi? E brava, sì! Piangi, adesso! Sciupati anche -gli occhi! (<i>Subito, intenerendosi e abbracciandola</i>) -Anima mia, anima mia, perdonami! credi, soffro -più di te, più di te, di codesto tuo strazio, che è -atroce! M’ucciderei, credi, m’ucciderei per non veder -codesto spettacolo della virtù che deve prostituirsi -così! Su, su.... È il tuo martirio, cara!... Bisogna -che tu lo affronti con coraggio! E tocca a me di -fartelo, il coraggio! -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Signora Perella.</span> -</p> - -<p> -Giovasse almeno! -</p> - -<p> -<span class="pagenum" id="Page_91">[91]</span> -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Paolino.</span> -</p> - -<p> -Così no, di certo! Devi persuadertene! Così non -giova a nulla! No! Sorridente.... sorridente, cara! -Provati, forzati a sorridere! -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Signora Perella.</span> -</p> - -<p> -E come, Paolino? -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Paolino.</span> -</p> - -<p> -Come? Ecco.... così.... guarda.... (<i>sorride a -freddo, smorfiosamente</i>). -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Signora Perella.</span> -</p> - -<p> -Ma non posso, così.... -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Paolino.</span> -</p> - -<p> -Sì.... sì.... Ecco.... guarda.... Che vuoi che ti faccia -per farti ridere? qualche piccolo lezio da scimmia, -(<i>eseguisce</i>). Ecco vedi?... sì, sì.... così, eh? -sì!... ridi! Mi gratto.... eh eh.... (<i>La signora -Perella ride tra le lacrime d’un riso convulso</i>). -Ridi.... sì.... brava, così.... ridi! E guarda, ora mi -butto per terra, eh?... così gattone! (<i>eseguisce e la -convulsione di riso della signora Perella cresce</i>). -Brava, così!... ridi.... ridi.... ridi.... E ora faccio -salti da montone! (<i>eseguisce e la convulsione della -signora arriva fino allo spasimo</i>). Viva la bestia! -viva la bestia! -</p> - -<p> -<span class="pagenum" id="Page_92">[92]</span> -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Signora Perella</span> -</p> - -<p class="center"> -(<i>mentre Paolino seguita a saltare come un montone, -torcendosi dalle risa</i>). -</p> - -<p> -Basta.... per carità.... non ne posso più.... non -ne posso più.... (<i>E trapassa subito dal riso al pianto -di nuovo</i>). -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Paolino</span> -</p> - -<p class="center"> -(<i>cessando subito di saltare e accorrendo, frenetico</i>). -</p> - -<p> -Come! ti rimetti a piangere? Ridevi così -bene!... Ah è la disperazione, lo so. Su, su, basta! -Finiscila, perdio! Mi fai impazzire! (<i>In preda a una -frenesia crescente, la scrolla con rabbia e la rimette -su a forza, come un fantoccio che tra le mani gli caschi -a pezzi</i>). Mi fai impazzire! Su! stai su! zitta! -Voglio che stia zitta e su! Così! così! Ti debbo dipingere! -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Signora Perella</span> -</p> - -<p class="center"> -(<i>stordita dagli scrolloni, atterrita, sbalordita</i>). -</p> - -<p> -Dipingere? -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Paolino.</span> -</p> - -<p> -Sì! Asciugati bene gli occhi! Le guance! Sei -pallida! sei smorta! Come vuoi che la bestia capisca -la finezza del bello delicato, la soavità della grazia -malinconica? Ti dipingo! Alza la faccia.... così! -(<i>gliela alza</i>). -</p> - -<p> -<span class="pagenum" id="Page_93">[93]</span> -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Signora Perella</span> -</p> - -<p class="center"> -(<i>come un automa, rimanendo con la faccia alzata, -mentre Paolino prende dal tavolinetto gli oggetti -per la truccatura</i>). -</p> - -<p> -Ah Dio, fa’ di me quel che vuoi.... -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Paolino</span> -</p> - -<p class="center"> -(<i>cominciando a imbellettarla, a bistrarla, sulle gote, -negli occhi, alla bocca, con spaventosa esagerazione</i>). -</p> - -<p> -Ecco, aspetta. Prima le guance.... Così!... -così!... Per lui, che non capisce altro, devi esser -come una di quelle!... Così!... La bocca, adesso!... -Dov’è il cinabro?... Qua, ecco.... Schiudi un po’ le -labbra.... Ecco, aspetta.... così.... Non piangere, -perdio! Sciupi ogni cosa!... Così.... così.... Gli occhi, -adesso! Devo annerirti gli occhi.... Ci ho tutto -qua.... ci ho tutto.... Chiudi gli occhi, chiudi gli occhi.... -Ecco.... così.... così.... così.... E ora ti rafforzo -col lapis le sopracciglia.... Così.... così.... così. -Lasciati vedere adesso! -</p> - -<div class="blockquote"> -<p> -La signora <span class="smcap">Perella</span> quasi stralunata, mostra il volto -spaventosamente dipinto, come quello d’una baldracca da -trivio. -</p> -</div> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Paolino</span> -</p> - -<p class="center"> -(<i>mostrandola, come ubriacato dall’orgasmo, con grottesca -aria di trionfo</i>). -</p> - -<p> -E ora mi dica il signor capitano Perella, se vale -più quella sua signora di Napoli! -</p> - -<p> -<span class="pagenum" id="Page_94">[94]</span> -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Signora Perella</span> -</p> - -<p class="center"> -(<i>dopo essere rimasta lì un pezzo, esposta come uno -sconcio pupazzo da fiera, si alza e si reca a guardarsi -allo specchio sul divano, inorridita</i>). -</p> - -<p> -Oh Dio!... Sono uno spavento! -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Paolino.</span> -</p> - -<p> -Sei come devi essere per lui! (<i>E intanto si mette -a nascondere gli oggetti da truccatura</i>). -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Signora Perella.</span> -</p> - -<p> -Ma non sono più io!... Non mi riconoscerà!... -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Paolino.</span> -</p> - -<p> -Non deve più riconoscerti difatti! Deve vederti -così! -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Signora Perella.</span> -</p> - -<p> -Ma è una maschera orribile! -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Paolino.</span> -</p> - -<p> -Quella che ci vuole per lui! -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Signora Perella</span> -</p> - -<p class="center"> -(<i>con strazio</i>). -</p> - -<p> -E Nonò?... Nonò?... Io sono una povera madre, -Paolino! -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Paolino</span> -</p> - -<p class="center"> -(<i>intenerendosi fino alle lagrime, abbracciandola</i>). -</p> - -<p> -Sì, sì.... hai ragione, povera anima mia, sì! hai -ragione! Ma che vuoi farci? Ti vuole lui, così! Non -<span class="pagenum" id="Page_95">[95]</span> -ti vuole madre! E tu la darai a lui, codesta maschera, -alla sua bestialità!... Sotto di essa, sei poi -tu, che ne spasimi; tu come sei per te stessa e per -me, cara! E tutto il nostro amore!... -</p> - -<h3>SCENA SESTA. -<span class="smaller"><span class="smcap">Detti, Nonò</span>, <i>il</i> <span class="smcap">Capitano Perella</span>, <i>poi</i> <span class="smcap">Grazia.</span></span></h3> - -<div class="blockquote"> -<p> -Dall’interno si sente la voce di <span class="smcap">Nonò</span> che grida, accorrendo. -</p> -</div> - -<p class="speaker"> -<i>La voce di</i> <span class="smcap">Nonò.</span> -</p> - -<p> -Ecco papà! ecco papà! -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Paolino</span> -</p> - -<p class="center"> -(<i>staccandosi subito dall’abbraccio e allontanandosi -dalla signora Perella</i>). -</p> - -<p> -Eccolo!... Mi raccomando! -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Signora Perella.</span> -</p> - -<p> -Oh Dio.... Oh Dio.... -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Paolino.</span> -</p> - -<p> -Sorridente! Sorridente, cara!... Sorridente!... -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Nonò</span> -</p> - -<p class="center"> -(<i>dall’interno ancora, riprende a gridare</i>). -</p> - -<p> -È arrivato pa.... (<i>quando un calcio del capitano -lo manda a ruzzolare sulla scena troncandogli in -bocca la parola</i>). -</p> - -<div class="blockquote"> -<p> -Spunta il <span class="smcap">Capitano Perella</span> che ha l’aspetto d’un -enorme sbuffante cinghiale setoloso. -</p> -</div> - -<p> -<span class="pagenum" id="Page_96">[96]</span> -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Perella</span> -</p> - -<p class="center"> -(<i>a Nonò accompagnando il calcio, che gli appioppa -dietro</i>). -</p> - -<p> -E zitto, che non ho bisogno di trombettieri! -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Signora Perella</span> -</p> - -<p class="center"> -(<i>con un grido, vedendo ruzzolare Nonò e accorrendo -per sollevarlo</i>). -</p> - -<p> -Ah! Nonò mio! -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Paolino</span> -</p> - -<p class="center"> -(<i>accorrendo anche lui e sollevando da terra Nonò che -piange</i>). -</p> - -<p> -Ti sei fatto male, Nonotto? -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Perella.</span> -</p> - -<p> -Non s’è fatto nulla! (<i>a Nonò</i>) Zitto là! Zitto! -Smetti di piangere! (<i>Nonò smette di piangere, vedendosi -sopra, minaccioso, il padre</i>). (<i>A Paolino</i>) -Mio padre, caro professore, quando avevo poco più -di sei anni, per punirmi di non avere ancora imparato -a nuotare, sa che fece? m’afferrò per la cuticagna -e mi buttò a mare, vestito, dalla banchina del -molo, gridando: — «O morto, o nuotatore!». -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Paolino.</span> -</p> - -<p> -E lei non morì! -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Perella.</span> -</p> - -<p> -Imparai a nuotare! Questo per dirle, che non -<span class="pagenum" id="Page_97">[97]</span> -sono d’accordo con lei circa al metodo, caro professore. -Troppo dolce è lei, troppo dolce! -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Paolino.</span> -</p> - -<p> -Dolce? io? Ma no, scusi, perchè? Anch’io, creda, -all’occorrenza.... -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Perella.</span> -</p> - -<p> -Che occorrenza! che occorrenza! Tempra, tempra -ci vuole! Le dico che lei è troppo dolce, e me -lo vizia, me lo vizia, quel ragazzo là.... -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Paolino</span> -</p> - -<p class="center"> -(<i>subito, con calore</i>). -</p> - -<p> -No! Ah no! scusi.... questo no, questo non me -lo deve dire, signor Capitano; perchè il vero guajo -qua, se vuol saperlo, è un altro; e lei avrebbe già dovuto -capirlo da un pezzo! -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Perella.</span> -</p> - -<p> -La madre? -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Paolino.</span> -</p> - -<p> -No, non la madre! Viene di conseguenza, scusi, -che il ragazzo si vizii: è figlio unico! -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Perella.</span> -</p> - -<p> -Ma niente affatto! Che unico! Lo dice lei! -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Paolino.</span> -</p> - -<p> -Come, scusi, non è unico? -</p> - -<p> -<span class="pagenum" id="Page_98">[98]</span> -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Perella</span> -</p> - -<p class="center"> -(<i>forte, riscaldandosi</i>). -</p> - -<p> -Bisogna saperlo educare! -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Paolino.</span> -</p> - -<p> -Sì! certo.... Ma se fossero due!... -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Perella</span> -</p> - -<p class="center"> -(<i>infuriandosi, col sangue agli occhi</i>). -</p> - -<p> -Non lo ridica neanche per ischerzo, sa! Neanche -per ischerzo! Ne ho d’avanzo d’uno! -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Paolino</span> -</p> - -<p class="center"> -(<i>subito, rimettendosi</i>). -</p> - -<p> -Non si inquieti.... non si inquieti, per carità! Dicevo.... -dicevo per scusarmi.... -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Perella.</span> -</p> - -<p> -Un altro figlio! Starei fresco, starei.... -</p> - -<div class="blockquote"> -<p> -Mentre si svolge questo dialogo tra <span class="smcap">Perella</span> e il sig. -<span class="smcap">Paolino</span>, dietro, se ne svolge un altro, muto, tra <span class="smcap">Nonò</span> e -la madre. <span class="smcap">Nonò</span>, finendo di piangere sotto l’imposizione -del padre, è andato per rifugiarsi presso la madre; ma -subito s’è arrestato con gli occhi e la bocca sbarrati nello -scorgerla conciata a quel modo. La madre, allora, ha congiunto -pietosamente le mani per pregarlo di non gridare -il suo spavento e il suo stupore; poi, assalita dalla solita -contrazione viscerale ha spalancato la bocca come un pesce -e s’è recato subito il fazzoletto alla bocca, lasciando <span class="smcap">Nonò</span> -sbigottito a scuotere le manine per aria. -</p> -</div> - -<p> -<span class="pagenum" id="Page_99">[99]</span> -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Perella</span> -</p> - -<p class="center"> -(<i>come pentito chiamando</i>). -</p> - -<p> -Qua, Nonò! (<i>Si volta, scorgendolo nell’atto di -scuotere le manine</i>) Oh! e che fai? (<i>Guarda verso -la moglie</i>) Che cos’è? (<i>Scorgendola così dipinta e -scollata</i>) Oh! e come.... tu?.... (<i>Scoppia in un’interminabile, -fragorosa, faticosissima risata, durante la -quale il signor Paolino, alle sue spalle, serra le pugna, -convulso; le apre, artigliate, per la tentazione di -saltargli addosso e strozzarlo; mentre la signora -Perella, avvilita, mortificata, atterrita, guarda a -terra</i>) Come ti.... come ti sei impiastricciata? ah! -ah! ah! ah! una bertuccia.... ah! ah! ah! ah!... -una bertuccia vestita, sull’organetto.... parola -d’onore! (<i>Le s’appressa, la prende per una mano; e -la contempla sempre ridendo</i>) Uh.... ma guarda!... -(<i>Le vede il seno scoperto</i>) Uh.... abbondanza!... E -che cos’è? (<i>voltandosi verso il signor Paolino</i>) Professore!... -Ah! ah! ah! ah! E non ne è sbalordito -anche lei, di questo magnifico spettacolo? -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Paolino</span> -</p> - -<p class="center"> -(<i>frenando a stento l’indignazione, con sorrisi spasmodici</i>). -</p> - -<p> -Nien.... niente affatto!... Scusi, perchè? Vedo -che.... che la signora s’è.... s’è messa con una certa -cura.... -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Perella.</span> -</p> - -<p> -Cura? La chiama cura, questa, lei? S’è mascherata! -<span class="pagenum" id="Page_100">[100]</span> -S’è.... (<i>accennando al seno scoperto</i>) s’è scodellata -tutta! Ah! ah! ah! ah! -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Signora Perella.</span> -</p> - -<p> -Ma Francesco.... Dio mio.... scusa.... -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Perella.</span> -</p> - -<p> -Ti sei forse mascherata così, per me? No, no, -no, no, no! Ah, grazie! No, no, no, no, no! (<i>Accennando -al seno di lei</i>) Puoi pure chiudere bottega! -Non ne compero! (<i>Voltandosi al signor Paolino</i>) -Passò quel tempo, Enea, caro professore! Non me -ne sento più neanche toccar l’ugola!... (<i>Alla moglie</i>) -Grazie, cara, grazie! Va’ va’ a lavarti la faccia, va’... -Voglio andare subito a tavola, io! subito! -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Signora Perella.</span> -</p> - -<p> -È tutto pronto, Francesco.... -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Perella.</span> -</p> - -<p> -Pronto? Ah, brava! Possiamo allora sedere? Lei, -professore, è con noi? -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Paolino.</span> -</p> - -<p> -Ma.... sì, credo.... -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Signora Perella.</span> -</p> - -<p> -Sì, sì, Francesco.... il professore è invitato.... -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Perella.</span> -</p> - -<p> -Mi fa piacere. Venga, venga, professore..., -segga! Ma non si scandalizzi, perchè, mangio io, -<span class="pagenum" id="Page_101">[101]</span> -sa? mangio!... E si vede, eh? si vede.... (<i>mostra -l’epa; poi, rivolgendosi alla moglie che fa per sedersi -dirimpetto a lui</i>) No, no, cara: fa’ il piacere, senti.... -Se non vuoi andare a lavarti, non mi seder di fronte, -così conciata! Mi metto a ridere di nuovo, e qualche -boccone, Dio liberi, mi può andar di traverso.... Ma -che idea t’è venuta, di’? -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Signora Perella.</span> -</p> - -<p> -Oh Dio, nessuna idea, Francesco.... -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Perella.</span> -</p> - -<p> -E come, allora? così? (<i>fa un gesto espressivo con -la mano per significare: è stato un estro? e ride</i>) -Ah! ah! ah! ah! Possibile che lei, sul serio, professore, -dica che.... -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Paolino</span> -</p> - -<p class="center"> -(<i>interrompendo</i>). -</p> - -<p> -Ma si! dico che lei dovrebbe riconoscere, scusi, -che la signora, così, sta benissimo! -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Perella.</span> -</p> - -<p> -Benissimo, si.... Non dico di no! Ma se fosse -un’altra, ecco! Se fosse un’altra.... lei m’intende!... -Come moglie, no.... scusi! È buffa, è buffa come -moglie, così, via, dica la verità: è buffa! (<i>Scoppia di -nuovo a ridere</i>) Niente! Rido! Abbia pazienza, professore: -la faccia sedere qua, al suo posto; e segga -lei di fronte a me. -</p> - -<p> -<span class="pagenum" id="Page_102">[102]</span> -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Paolino</span> -</p> - -<p class="center"> -(<i>alzandosi e prendendo il posto della signora</i>). -</p> - -<p> -Oh, per me.... come vuole.... -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Perella.</span> -</p> - -<p> -Scusi, sa, grazie.... (<i>Alla moglie</i>) Oh, dunque, si -mangia? (<i>Voltandosi verso Nonò che sta ingrugnato -e tutto aggruppato sul divano</i>) Ohi, Nonò, a tavola! -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Nonò.</span> -</p> - -<p> -No, non vengo, no! -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Perella</span> -</p> - -<p class="center"> -(<i>dando un pugno sulla tavola</i>). -</p> - -<p> -A tavola, dico! Subito! Ubbidisci senza replicare! -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Paolino.</span> -</p> - -<p> -Nonò via, vieni! -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Perella</span> -</p> - -<p class="center"> -(<i>dando un altro pugno sulla tavola</i>). -</p> - -<p> -No! La prego, professore! -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Paolino.</span> -</p> - -<p> -Scusi, scusi.... -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Perella.</span> -</p> - -<p> -Lei me lo vizia, gliel’ho detto! Deve obbedire, -senza sollecitazioni! Ho detto a tavola; e dunque, -a tavola! (<i>Si alza e va a prenderlo di peso dal divano</i>). -</p> - -<p> -<span class="pagenum" id="Page_103">[103]</span> -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Signora Perella</span> -</p> - -<p class="center"> -(<i>piano, nel frattempo, a Paolino, quasi per piangere</i>). -</p> - -<p> -Dio mio.... Dio mio.... -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Paolino</span> -</p> - -<p class="center"> -(<i>piano, c. s. alla signora Perella</i>). -</p> - -<p> -Coraggio!... Pazienza!... Sorridente.... sorridente!... -Ecco.... così.... come me! -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Perella</span> -</p> - -<p class="center"> -(<i>calando a seder di forza Nonò sulla seggiola, a tavola</i>). -</p> - -<p> -Qua! così! Sederai e non mangerai, per castigo! -Dritto, su! Dritto, dico! Dritto, o con un -pugno.... (<i>lo minaccia; e, come Nonò, spaventato, si -raddrizza</i>) Così! E fermo lì! (<i>Rivolgendosi alla moglie</i>) -Insomma, dico, si mangia, sì o no? -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Signora Perella</span> -</p> - -<p class="center"> -(<i>vedendo entrare Grazia dalla comune, con la zuppiera -fumante</i>). -</p> - -<p> -Ecco, ecco, Francesco.... -</p> - -<div class="blockquote"> -<p> -Grazia servirà dalla credenza in tavola e durante il -pranzo uscirà e rientrerà parecchie volte. -</p> -</div> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Perella.</span> -</p> - -<p> -Finalmente! (<i>A Paolino, rimasto dopo il consiglio -dato alla signora Peretta, con un sorriso involontario -<span class="pagenum" id="Page_104">[104]</span> -rassegato sulle labbra</i>). Oh, senta professore, -gliel’avverto perchè la tratto da amico! Lei -mi farebbe proprio un gran piacere, se non sorridesse, -quando faccio qualche rimprovero al ragazzo -o a mia moglie! -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Paolino</span> -</p> - -<p class="center"> -(<i>cascando dalle nuvole</i>). -</p> - -<p> -Io? sorrido? io? -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Perella.</span> -</p> - -<p> -Lei, sì, mi pare! Ha la bocca atteggiata di sorriso -anche adesso! -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Paolino.</span> -</p> - -<p> -Sì? Proprio? Sorrido? -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Perella.</span> -</p> - -<p> -Sorride! sorride! -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Paolino.</span> -</p> - -<p> -Oh Dio.... E allora io non lo so!... Le giuro, -capitano, che ho proprio paura di non essere io.... -Perchè io, le giuro, non sorrido!... -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Perella.</span> -</p> - -<p> -Ma come non sorride, se sorride? -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Paolino.</span> -</p> - -<p> -Ah sì? Ancora? Non sono io! non sono io! può -crederci! non sono io! Ho tutt’altro che intenzione -<span class="pagenum" id="Page_105">[105]</span> -di sorridere io, in questo momento! Se sorrido, saranno.... che -vuole che le dica!... saranno i nervi.... -i nervi, per conto loro!... -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Perella.</span> -</p> - -<p> -Lei ha i nervi così sorridenti? -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Paolino.</span> -</p> - -<p> -Già! Pare.... Sorridenti!... -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Perella.</span> -</p> - -<p> -Io no, sa! -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Paolino.</span> -</p> - -<p> -Neppure io, veramente, di solito.... Si vede che -oggi ha preso loro così.... Nervi! (<i>Si mette a mangiare — Pausa</i>). -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Nonò</span> -</p> - -<p class="center"> -(<i>a cui Grazia ha posto già da un pezzo davanti la -scodella</i>). -</p> - -<p> -Posso mangiare, papà? -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Perella.</span> -</p> - -<p> -Ti avevo detto di no! (<i>Alla moglie</i>). Chi l’ha servito? -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Signora Perella.</span> -</p> - -<p> -L’ha servito Grazia, Francesco.... -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Perella.</span> -</p> - -<p> -Non doveva! -</p> - -<p> -<span class="pagenum" id="Page_106">[106]</span> -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Paolino.</span> -</p> - -<p> -Veramente.... ecco, forse.... non lo sapeva.... -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Perella.</span> -</p> - -<p> -E allora lei (<i>indica la moglie</i>), doveva dirglielo! -(<i>A Nonò</i>). Basta! Per questa volta, mangia! -</p> - -<div class="blockquote"> -<p> -Nonò si agita sulla seggiola, senza mangiar la minestra. -</p> -</div> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Signora Perella.</span> -</p> - -<p> -Mangia, mangia, Nonò (<i>Nonò fa il suo solito -cenno col dito</i>). -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Perella</span> -</p> - -<p class="center"> -(<i>scorgendolo</i>). -</p> - -<p> -Che significa? -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Nonò.</span> -</p> - -<p> -Non dicevo per la minestra, io, papà.... -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Perella.</span> -</p> - -<p> -E perchè dicevi allora? Ora si mangia la minestra! -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Nonò</span> -</p> - -<p class="center"> -(<i>esitante, birichino</i>). -</p> - -<p> -Eh.... Vedo una cosa! -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Signora Perella</span> -</p> - -<p class="center"> -(<i>in tono di lamentoso rimprovero</i>). -</p> - -<p> -Ma che cosa, Nonò.... -</p> - -<p> -<span class="pagenum" id="Page_107">[107]</span> -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Paolino</span> -</p> - -<p class="center"> -(<i>sulla brace</i>). -</p> - -<p> -Benedetto ragazzo.... -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Nonò</span> -</p> - -<p class="center"> -(<i>indicando con un rapido gesto, subito ritratto, il -pasticcio in mezzo alla tavola</i>). -</p> - -<p> -Eccola là! -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Perella.</span> -</p> - -<p> -Che c’è là?... (<i>Guarda</i>). Ah, un pasticcio? -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Paolino.</span> -</p> - -<p> -Già.... mi.... mi sono permesso, signor capitano.... -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Perella.</span> -</p> - -<p> -Ah, l’ha portato lei? -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Paolino.</span> -</p> - -<p> -Sì.... mi.... mi scusi.... mi sono permesso.... -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Perella.</span> -</p> - -<p> -La scuso? E come? Oh bella! Debbo scusarla -d’avermi regalato un pasticcio? Ma io debbo ringraziarla, -invece, caro professore! -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Paolino.</span> -</p> - -<p> -No, che dice? per carità.... debbo io, debbo io, -signor capitano, ringraziare lei.... -</p> - -<p> -<span class="pagenum" id="Page_108">[108]</span> -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Perella.</span> -</p> - -<p> -D’averla invitata a tavola? Ebbene, vuol dire che -ci ringrazieremo, all’ultimo, a vicenda! -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Paolino</span> -</p> - -<p class="center"> -(<i>con un’esclamazione che gli scappa spontanea</i>). -</p> - -<p> -Eh!... Speriamo! -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Perella.</span> -</p> - -<p> -Come, speriamo? -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Paolino</span> -</p> - -<p class="center"> -(<i>cercando di rimediare</i>). -</p> - -<p> -Sì.... dico che.... che sia di.... di suo gradimento, -ecco.... speriamo che.... che le piaccia! -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Nonò.</span> -</p> - -<p> -A me, tanto, sai? tanto! (<i>Si mette ginocchioni -sulla sedia</i>). Guarda! Questa qui! Questa qui! Questa -nera! -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Perella.</span> -</p> - -<p> -Giù a sedere, perdio! (<i>Nonò eseguisce</i>). -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Paolino</span> -</p> - -<p class="center"> -(<i>sudando freddo</i>). -</p> - -<p> -E non facciamo storie, Nonò! Non cominciamo -con quella nera; se no, mi fai pentire d’averlo portato! -Tu di quella nera lì non devi neanche assaggiarne! -</p> - -<p> -<span class="pagenum" id="Page_109">[109]</span> -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Nonò.</span> -</p> - -<p> -Perchè? -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Paolino.</span> -</p> - -<p> -Perchè no! Perchè mamma mi ha detto che.... -che soffri di un po’ di riscaldamento, è vero, signora? -qui, allo stomaco.... ed il cioccolatto, per te, -in questo momento.... -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Nonò.</span> -</p> - -<p> -Ma no!... io?... La mamma! Soffre di stomaco -la mamma, non io! -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Paolino</span> -</p> - -<p class="center"> -(<i>subito</i>). -</p> - -<p> -Nonò! -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Signora Perella</span> -</p> - -<p class="center"> -(<i>con altra voce</i>). -</p> - -<p> -Nonò! -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Perella</span> -</p> - -<p class="center"> -(<i>con altra voce</i>). -</p> - -<p> -Nonò! insomma, finiamola! -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Paolino.</span> -</p> - -<p> -Se l’ho fatto fare apposta, figliuolo mio, così, -metà e metà.... -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Nonò.</span> -</p> - -<p> -Ma a me piace quella col cioccolatto! -</p> - -<p> -<span class="pagenum" id="Page_110">[110]</span> -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Perella.</span> -</p> - -<p> -E avrai di quella col cioccolatto, sta’ zitto! A me -non piace! -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Paolino</span> -</p> - -<p class="center"> -(<i>spaventato, subito</i>). -</p> - -<p> -Come! A lei non piace? a lei non piace il cioccolatto? -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Perella.</span> -</p> - -<p> -No.... cioè, così.... poco! Preferisco quell’altra.... -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Paolino</span> -</p> - -<p class="center"> -(<i>sentendosi cascar l’anima e il fiato</i>). -</p> - -<p> -Oh Dio!... -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Perella.</span> -</p> - -<p> -Che cos’è?... -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Paolino.</span> -</p> - -<p> -Niente.... Niente.... vedo che.... mi.... mi sono -ingannato.... e.... -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Perella.</span> -</p> - -<p> -Ma non si confonda! Mangio di tutto, io!... mangio -di tutto!... La questione è, che qui, mi pare che -si mangiano soltanto chiacchiere! Dov’è Grazia? Che -fa? che fa? (<i>scrolla la tavola</i>). Che fa? -</p> - -<div class="blockquote"> -<p> -Grazia rientra con l’altro servito. -</p> -</div> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Signora Perella.</span> -</p> - -<p> -Eccola, eccola, Francesco. -</p> - -<p> -<span class="pagenum" id="Page_111">[111]</span> -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Perella</span> -</p> - -<p class="center"> -(<i>a Grazia</i>). -</p> - -<p> -Io veglio esser servito a tamburo! T’ho detto -mille volte che a tavola non voglio aspettare! Da’ -qua! (<i>Le strappa il bislungo dalle mani con tale violenza, -che il contenuto sta per rovesciarglisi addosso; -balza in piedi, buttando il bislungo sulla tavola e -rompendo, se càpita, qualche piatto e qualche bicchiere</i>). -Ah, perdio! Come lo porgi? -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Grazia.</span> -</p> - -<p> -Se lei me lo strappa! -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Perella.</span> -</p> - -<p> -E tu me lo rovesci addosso, animale? — Mangiate -voi! — Non voglio più mangiare (<i>Fa per avviarsi -alla sua camera</i>). -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Paolino</span> -</p> - -<p class="center"> -(<i>correndogli appresso</i>). -</p> - -<p> -No, guardi.... per carità, signor capitano.... -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Signora Perella</span> -</p> - -<p class="center"> -(<i>correndogli appresso anche lei</i>). -</p> - -<p> -Pensa, pensa che abbiamo un ospite a tavola, -Dio mio, Francesco.... -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Perella</span> -</p> - -<p class="center"> -(<i>a Paolino</i>). -</p> - -<p> -Mi si fa dannare, caro professore, mi si fa dannare -in questa casa! Lei vede? -</p> - -<p> -<span class="pagenum" id="Page_112">[112]</span> -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Paolino.</span> -</p> - -<p> -Io la prego d’aver un po’ di pazienza. -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Perella.</span> -</p> - -<p> -Ma che pazienza! Me lo fanno apposta! -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Signora Perella.</span> -</p> - -<p> -Noi cerchiamo di far di tutto per lasciarti contento.... -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Perella</span> -</p> - -<p class="center"> -(<i>notando di nuovo il volto di lei così impiastricciato</i>). -</p> - -<p> -Guarda che faccia.... guarda che faccia.... -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Paolino.</span> -</p> - -<p> -Venga.... sia buono.... venga.... lo faccia per me, -signor capitano.... Sono di confidenza, è vero, ma.... -ma dopo tutto, sono un invitato.... -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Perella</span> -</p> - -<p class="center"> -(<i>arrendendosi</i>). -</p> - -<p> -Per lei, sa! Mi arrendo per lei! Ma non garantisco -che arriviamo alla fine!... -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Paolino.</span> -</p> - -<p> -No! non lo dica!... Speriamo.... speriamo che -non troverà più ragione da lamentarsi! -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Perella.</span> -</p> - -<p> -Che vuole sperare! Non mi riesce più da anni, a -casa mia, d’arrivare alla fine del pranzo! (<i>Rivolgendosi -<span class="pagenum" id="Page_113">[113]</span> -alla moglie</i>). È inutile, oh, sai, ripetermi che abbiamo -un ospite a tavola! Quand’io m’arrabbio, professore, -deve scusarmi, perdo la vista degli occhi, e -non bado più a chi c’è o a chi non c’è! Per non fare -uno sproposito, me ne scappo! -</p> - -<div class="blockquote"> -<p> -Durante questa scena, Nonò, rimasto a tavola, si sarà -pian piano accostato alla tavola, si sarà messo ginocchioni -sulla seggiola, e come un gattino con la zampetta avrà assaggiato -il pasticcio, dalla parte del cioccolatto. -</p> -</div> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Perella</span> -</p> - -<p class="center"> -(<i>scorgendolo</i>). -</p> - -<p> -Ecco qua! Lo vede? lo vede? Se questo è il -modo d’educare il ragazzo! (<i>Afferra Nonò per un -orecchio e lo trascina verso l’uscio a destra</i>) Vai subito -a letto! subito a letto, senza mangiare! subito! -(<i>Appena arrivato davanti all’uscio lo spinge dentro -col piede</i>). Via! (<i>Tornando a tavola</i>). Ma io non resisto, -sa! Non resisto! Vede come mi tocca di mangiare -ogni volta? -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Signora Perella.</span> -</p> - -<p> -Benedetto ragazzo! (<i>a Paolino</i>). Non se n’è mica -mangiato poco.... -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Paolino.</span> -</p> - -<p> -Ma sì, via.... poco.... non vede? un tantino appena -appena di qua.... -</p> - -<p> -<span class="pagenum" id="Page_114">[114]</span> -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Perella.</span> -</p> - -<p> -Professore, per carità, non me lo faccia vedere! -Mi viene la tentazione di prenderlo e d’andarlo a -buttare di là! (<i>fa per prenderlo, indicando la veranda</i>). -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Paolino</span> -</p> - -<p class="center"> -(<i>riparandolo</i>). -</p> - -<p> -No!... Per carità! Mi vuol fare quest’offesa, signor -Capitano? -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Perella.</span> -</p> - -<p> -E allora mangiamocelo subito! -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Paolino.</span> -</p> - -<p> -Subito! subito! Ecco, sì bravo! Questa è una -bella pensata! E se permettete, taglio io.... faccio io -le parti eh? Ecco.... subito, subito! (<i>eseguisce</i>) alla -signora, prima! ecco qua! Questa, alla signora.... -così! -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Signora Perella.</span> -</p> - -<p> -Troppo! -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Paolino.</span> -</p> - -<p> -No, che troppo! (<i>Rivolgendosi al capitano</i>). Ora, -se permette.... badi, dico se permette, perchè, se non -permette, niente! in qualità di professore, solo in -qualità di professore.... -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Perella.</span> -</p> - -<p> -Ne vorrebbe dare a Nonò? -</p> - -<p> -<span class="pagenum" id="Page_115">[115]</span> -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Paolino.</span> -</p> - -<p> -Non oggi! ah non oggi! Lei l’ha castigato, e ha -fatto benone! Dico, conservargli la sua porzione, -se lei permette, badi! per domani. Tutta questa -bianca! Gliel’avevo promesso in premio, ecco.... -come professore.... -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Perella</span> -</p> - -<p class="center"> -(<i>battendo con la nocca di un dito sulla tavola, tutto -contento della freddura che sta per dire</i>). -</p> - -<p> -Vede? vede? Non gliel’ho detto io, che il suo -metodo è troppo dolce? Eh, più dolce di così! -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Paolino.</span> -</p> - -<p> -Ah.... già.... benissimo.... E di questa metà qua, -ora, ecco, facciamo così.... -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Perella.</span> -</p> - -<p> -Ma che così! La dà tutta a me? -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Paolino.</span> -</p> - -<p> -A me basta così!... -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Perella.</span> -</p> - -<p> -Ma no! -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Paolino.</span> -</p> - -<p> -La prego! Perchè sa? la crema, a me.... mi.... -mi.... non mi.... insomma, non mi.... come dico?... -ecco, sì.... mi.... mi fa acidità, ecco.... acidità di -<span class="pagenum" id="Page_116">[116]</span> -stomaco.... Quanto meno ne mangio, meglio è, Lei -ha mangiato poi così poco!... -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Perella</span> -</p> - -<p class="center"> -(<i>mangiando a gran bocconi</i>). -</p> - -<p> -Buona.... buona.... Ah, buona,... buona.... buona.... -buona! Bravo, professore! -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Paolino.</span> -</p> - -<p> -Lei non sa il piacere che mi sta facendo.... -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Signora Perella.</span> -</p> - -<p> -Ne fa tanto anche a me, quando lo vedo mangiare -così di buona voglia.... -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Paolino.</span> -</p> - -<p> -Vuole anche quest’altro pezzo? Guardi, non l’ho -ancora toccato!... -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Perella.</span> -</p> - -<p> -No.... no.... -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Paolino.</span> -</p> - -<p> -Per me, senza cerimonie.... Mi farebbe male, -gliel’assicuro! -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Perella.</span> -</p> - -<p> -Ne prendo, se mai, un tantino della porzione di -Nonò. Mi sembra troppa! -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Paolino.</span> -</p> - -<p> -No, guardi, proprio mi fa un piacere, se prende -la porzione mia.... -</p> - -<p> -<span class="pagenum" id="Page_117">[117]</span> -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Perella.</span> -</p> - -<p> -Oh! Se a lei fa male.... dia qua! (<i>la prende e -mangia anche quella</i>). Non c’è pericolo che faccia -male a me! Ne potrei mangiare due volte tanto, tre -volte tanto, non mi farebbe niente! (<i>Alla moglie</i>). -Che mi dài da berci su adesso? -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Signora Perella.</span> -</p> - -<p> -Ma.... non so.... -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Perella.</span> -</p> - -<p> -Come, non sai? Non c’è neanche un po’ di marsala? -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Signora Perella.</span> -</p> - -<p> -Non ce n’è, Francesco.... -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Perella</span> -</p> - -<p class="center"> -(<i>infuriandosi apposta, rivolto al signor Paolino, per -piantare al solito la moglie e andare a chiudersi -in camera</i>). -</p> - -<p> -Ha visto? S’invita uno a tavola e non si prepara -neanche un po’ di marsala! -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Paolino.</span> -</p> - -<p> -Oh, sa, se è per me.... -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Perella.</span> -</p> - -<p> -Ma è per la cosa in sè stessa! per tutto quello -che manca di previdenza, d’ordine, di buon governo -a casa mia! La signora pensa a lisciarsi! -</p> - -<p> -<span class="pagenum" id="Page_118">[118]</span> -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Signora Perella</span> -</p> - -<p class="center"> -(<i>ferita</i>). -</p> - -<p> -Io? -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Perella.</span> -</p> - -<p> -Ah no? Lo negheresti? -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Signora Perella.</span> -</p> - -<p> -Ma è la prima volta, Francesco.... -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Perella</span> -</p> - -<p class="center"> -(<i>afferrando la tovaglia, strappandola giù con tutto -quello che vi sta sopra e balzando in piedi</i>). -</p> - -<p> -Ah, perdio! -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Paolino</span> -</p> - -<p class="center"> -(<i>spaventato</i>). -</p> - -<p> -Capitano.... capitano! -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Perella.</span> -</p> - -<p> -Osa rispondermi, perdio! -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Signora Perella.</span> -</p> - -<p> -Ma che ho detto? -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Perella.</span> -</p> - -<p> -È la prima volta? Sia l’ultima, sai! Perchè, -tanto, con me, è inutile! Non mi pigli! non mi pigli! -non mi pigli! Piuttosto mi butto dalla finestra! Va’ -al diavolo! -</p> - -<div class="blockquote"> -<p> -Corre, così dicendo, verso l’uscio della sua camera, si -caccia dentro, e si sente il rumore del paletto, che sarà -bene esagerare grottescamente. -</p> -</div> - -<p> -<span class="pagenum" id="Page_119">[119]</span> -</p> - -<h3>SCENA SETTIMA. -<span class="smaller"><span class="smcap">Paolino</span>, <i>la</i> <span class="smcap">Signora Perella</span> <i>e</i> <span class="smcap">Grazia.</span></span></h3> - -<div class="blockquote"> -<p> -Restano tutti e due, come basiti, a guardarsi un pezzo, -nella crescente penombra. Entra <span class="smcap">Grazia</span> dalla comune, -vede lo scompiglio e lo scempio di tutta la suppellettile -da tavola per terra, e scuote in aria le mani, tentennando -il capo. -</p> -</div> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Grazia.</span> -</p> - -<p> -Al solito, eh? -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Signora Perella</span> -</p> - -<p class="center"> -(<i>risponde appena al tentennio del capo, poi dice</i>): -</p> - -<p> -No, vai, Grazia. Sparecchierai domani.... (<i>Accenna -all’uscio della camera del marito</i>). Non far rumore.... -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Grazia.</span> -</p> - -<p> -Accendo? -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Signora Perella.</span> -</p> - -<p> -No, lascia.... lascia.... -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Grazia</span> -</p> - -<p class="center"> -(<i>ritirandosi</i>). -</p> - -<p> -Ogni volta, così!... (<i>esce per la comune</i>). -</p> - -<h3>SCENA OTTAVA. -<span class="smaller"><span class="smcap">Detti</span>, <i>meno</i> <span class="smcap">Grazia.</span></span></h3> - -<div class="blockquote"> -<p> -Si avviva a poco a poco sempre più dalla finestra -aperta della veranda un raggio di luna, che investe principalmente -i cinque vasi del portafiori tra i due usci laterali -di sinistra. -</p> -</div> - -<p> -<span class="pagenum" id="Page_120">[120]</span> -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Signora Perella.</span> -</p> - -<p> -Hai sentito? Dice che piuttosto si butterebbe -dalla finestra! -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Paolino.</span> -</p> - -<p> -Eh!... Aspetta!... Bisogna aspettare!... -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Signora Perella.</span> -</p> - -<p> -Tu ci speri? Io non ci spero, no, Paolino.... -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Paolino.</span> -</p> - -<p> -Mi hanno detto tutt’e due i fratelli di non dubitare.... -di star sicuro! -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Signora Perella.</span> -</p> - -<p> -Sì. Ma io dico per lui! Non lo conoscono!... -Non lo conosci neanche tu, Paolino!... Piuttosto -davvero si butterebbe dalla finestra.... -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Paolino.</span> -</p> - -<p> -Oh, senti.... Se tu vai incontro alla prova con -quest’animo.... -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Signora Perella.</span> -</p> - -<p> -Io?... Io sono qua, Paolino.... Aspetto.... aspetterò -tutta la notte.... -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Paolino.</span> -</p> - -<p> -Ma devi aspettar con fiducia! -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Signora Perella.</span> -</p> - -<p> -Ah, no, credi, invano. -</p> - -<p> -<span class="pagenum" id="Page_121">[121]</span> -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Paolino.</span> -</p> - -<p> -Ma bisogna che tu la abbia, almeno, un po’ di -fiducia! Può giovare, credi, se ne hai, ad attirarlo! -Sì! sì! Io credo nella forza dello spirito!... E tu -devi averne! devi averne! Pensa che, se no, c’è -l’abisso aperto per noi! Io non so che faccio, non so -che faccio domani!... Per carità, anima mia.... -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Signora Perella.</span> -</p> - -<p> -Ma sì.... ecco.... vedi? io mi metto qua.... così.... -</p> - -<div class="blockquote"> -<p> -Siede su un seggiolone a bracciuoli, antico, rivolta -verso l’uscio della camera del marito, in modo che se questi -aprisse, se la troverebbe davanti, in atteggiamento di -«Ecce Ancilla Domini» circonfusa nel raggio lunare. -</p> -</div> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Paolino.</span> -</p> - -<p> -Sì.... sì.... ecco.... così.... Oh santa mia!... Io ti -prego, ti prego di farmi trovare uni segno domani, -demani all’alba.... Questa notte io non dormirò. -Verrò domattina all’alba, davanti alla tuia casa. Se è -sì, fammi trovare un segno...; ecco, guarda, uno di -questi vasi di fiori, qua, alla finestra della veranda, -là, perchè io lo veda dalla strada domani all’alba! -Hai capito? -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Signora Perella.</span> -</p> - -<p> -Io sono qua. -</p> - -<p> -<span class="pagenum" id="Page_122">[122]</span> -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Paolino</span> -</p> - -<p class="center"> -(<i>contemplandola</i>). -</p> - -<p> -Ah! Mi sembri veramente una santa!... (<i>Arretra -verso la comune</i>). -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Signora Perella.</span> -</p> - -<p> -A domani, Paolino.... -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Paolino</span> -</p> - -<p class="center"> -(<i>già presso la comune, congiungendo le mani</i>). -</p> - -<p> -Così sia! -</p> - -<p class="pad2 center large"> -TELA. -</p> - -<div class="chapter"> -<p> -<span class="pagenum" id="Page_123">[123]</span> -</p> - -<h2>ATTO TERZO.</h2> -</div> - -<div class="blockquote"> -<p> -La stessa stanza dell’atto precedente. È l’alba del -giorno appresso. <i>Sul davanzale della finestra, nella veranda -in fondo, nessun vaso di fiori.</i> Sono ancora per terra la -tovaglia e la suppellettile da tavola rovesciate dal capitano -Perella. -</p> -</div> - -<h3>SCENA PRIMA. -<span class="smaller"><span class="smcap">Grazia</span>, <i>poi il</i> <span class="smcap">Marinajo.</span></span></h3> - -<div class="blockquote"> -<p> -Al levarsi della tela, <span class="smcap">Grazia</span>, tutta scarduffata, con l’occorrente -per far pulizia, è curva a raccogliere i cocci del -vasellame rotto e i piatti, i bicchieri rimasti sani, che poserà -a mano a mano sulla tavola. Raddrizzandosi di tratto -in tratto, si stirerà, contraendo il volto, per significare che -ha tutta la persona indolenzita, segnatamente le reni; -protenderà allora una mano a pugno chiuso in direzione -dell’uscio della camera del Capitano e borbotterà qualche -inintelligibile imprecazione. -</p> -</div> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Grazia.</span> -</p> - -<p> -Guardate qua.... guardate qua che rovina!... -piatti.... bicchieri.... E tutto insozzato!... povera tovaglia! -Neanche una stalla sarebbe per lui!... Il -<span class="pagenum" id="Page_124">[124]</span> -porcile.... il porcile.... per lui!... Ah, manco male.... -una bottiglia è sana.... (<i>Raddrizzandosi</i>) Ahi, ahi, -ahi!... Non mi reggo più su, le reni.... Sfasciate.... -ahi, ahi, ahi.... spezzate.... -</p> - -<div class="blockquote"> -<p> -Suono di campanello alla porta. -</p> -</div> - -<p> -Chi sarà?... (<i>Avviandosi per aprire</i>). Ahi, ahi, -ahi.... -</p> - -<div class="blockquote"> -<p> -Gesto verso la porta del Capitano, un borbottamento, -ed esce per la comune. Poco dopo rientrerà in scena col -<span class="smcap">Marinajo.</span> -</p> -</div> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Grazia.</span> -</p> - -<p> -Ma se vi dico che la signora non m’ha lasciato -nulla per voi! -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Marinajo.</span> -</p> - -<p> -E allora il Comandante non riparte oggi? -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Grazia.</span> -</p> - -<p> -Che ne so io, se riparte o non riparte? -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Marinajo.</span> -</p> - -<p> -Ma sì, che deve ripartire oggi! E la roba, la signora, -deve averla preparata jersera.... -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Grazia.</span> -</p> - -<p> -Jersera, sì!... Aveva proprio testa da pensare a -preparar la roba, jersera.... -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Marinajo.</span> -</p> - -<p> -Gran putiferio? -</p> - -<p> -<span class="pagenum" id="Page_125">[125]</span> -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Grazia.</span> -</p> - -<p> -Il diavolo a quattro! -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Marinajo.</span> -</p> - -<p> -Uh, e ha rovesciato tutto, al solito? -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Grazia.</span> -</p> - -<p> -Questo solo?... Cose.... cose dell’altro mondo!... -cose, vi dico, che non si sono mai nè viste nè sentite!... -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Marinajo.</span> -</p> - -<p> -Ah sì? Che ha fatto? che ha fatto? -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Grazia.</span> -</p> - -<p> -Che ha fatto!?... ha fatto che.... -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Marinajo.</span> -</p> - -<p> -Dite, dite.... -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Grazia</span> -</p> - -<p class="center"> -(<i>facendogli gli occhiacci</i>). -</p> - -<p> -Non lo so! -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Marinajo.</span> -</p> - -<p> -Maltratti alla signora, mi figuro!... sgarbi al ragazzo!... -Se l’è presa anche con voi? -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Grazia</span> -</p> - -<p class="center"> -(<i>lo guarda; sta per dire chi sa che cosa; ma taglia -corto</i>). -</p> - -<p> -Lasciatemi, lasciatemi fare qua.... -</p> - -<p> -<span class="pagenum" id="Page_126">[126]</span> -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Marinajo.</span> -</p> - -<p> -Anche con voi? Eh! a chi i confetti e a chi i dispetti! -Da una parte le piglia e dall’altra le dà! -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Grazia.</span> -</p> - -<p> -Che dà? che piglia? -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Marinajo.</span> -</p> - -<p> -Le piglia! le piglia! (<i>fa cenno di busse con la -mano</i>). Ah, se le piglia! Da quell’altra — a Napoli. — Qua -fa il lupo; con quell’altra, invece, è più mansueto -d’un agnellino! -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Grazia.</span> -</p> - -<p> -Ma che agnellino! (<i>piano, con gli occhiacci</i>). Un -majalone è! ecco quello che è! -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Marinajo.</span> -</p> - -<p> -Sì, va bene; ma quella lì lo sa far stare a dovere.... -Lo so io! Fin da quando ero imbarcato al -suo servizio.... Ci sono andato poche volte io, in -casa di quella signora! Tutti i giorni, fin tanto che -si stava a Napoli: E ho assistito a certe scene! Ma -al contrario, le faceva lei a lui! Un donnone, se vedeste! -Due quintali! E brutta, oh!... Certi occhiacci.... -Ma chi sa come gli sembrerà bella, a lui! -Una rovina, poi! Un figlio all’anno! Glien’avrà -fatti altri cinque, sei.... da allora! -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Grazia.</span> -</p> - -<p> -Com’è, giovane? -</p> - -<p> -<span class="pagenum" id="Page_127">[127]</span> -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Marinajo.</span> -</p> - -<p> -Giovane, giovane... Dev’essere ancora giovane, -sotto la trentina.... -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Grazia.</span> -</p> - -<p> -Ah! E non gli basta? -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Marinajo.</span> -</p> - -<p> -A chi? A lei? -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Grazia.</span> -</p> - -<p> -Dico a lui! dico a lui! -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Marinajo.</span> -</p> - -<p> -Ah.... perchè ha qui anche la moglie, volete dire? -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Grazia.</span> -</p> - -<p> -Che moglie e moglie! Non la guarda nemmeno -la moglie! -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Marinajo.</span> -</p> - -<p> -E allora? Ohè! Ne sapreste forse qualche cosa -anche voi? -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Grazia.</span> -</p> - -<p> -Lasciatemi sbrigare qua, v’ho detto! -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Marinajo</span> -</p> - -<p class="center"> -(<i>ride</i>). -</p> - -<p> -Ah! ah! ah! ah! Sarebbe da ridere.... -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Grazia.</span> -</p> - -<p> -Insomma, ve n’andate? -</p> - -<p> -<span class="pagenum" id="Page_128">[128]</span> -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Marinajo.</span> -</p> - -<p> -Sì vado, vado. Ritornerò più tardi.... Ma avvertitela -la signora, che son venuto per la roba.... che -la prepari.... A rivederci eh? -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Grazia.</span> -</p> - -<p> -A rivederci. -</p> - -<div class="blockquote"> -<p> -Il <span class="smcap">Marinajo</span> esce per la comune. <span class="smcap">Grazia</span> ritorna a cercar -tra le pieghe della tovaglia per terra qualche piatto -o bicchiere rimasto sano e, trovandone qualcuno e levandosi -per posarlo sulla tavola, rifà il gesto per esprimere -l’indolenzimento delle reni. Si sente poco dopo — grottescamente -di nuovo esagerato — il rumore del paletto -tratto dall’uscio della camera del Capitano. -</p> -</div> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Grazia.</span> -</p> - -<p> -Eccolo qua, che esce dalla gabbia, la belva! -</p> - -<h3>SCENA SECONDA. -<span class="smaller"><span class="smcap">Detta</span> <i>e il</i> <span class="smcap">Capitano Perella.</span></span></h3> - -<div class="blockquote"> -<p> -Il <span class="smcap">Capitano</span> vien fuori, tutto ammaccato dal sonno, con -gli occhi pesti e un umore più che mai bestiale. -</p> -</div> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Perella</span> -</p> - -<p class="center"> -(<i>scorgendo Grazia per terra</i>). -</p> - -<p> -Ah.... tu, costì? Con chi parlavi? -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Grazia.</span> -</p> - -<p> -Col marinajo, parlavo.... -</p> - -<p> -<span class="pagenum" id="Page_129">[129]</span> -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Perella.</span> -</p> - -<p> -È andato via? -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Grazia.</span> -</p> - -<p> -È andato via. -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Perella.</span> -</p> - -<p> -E che era venuto a fare, a quest’ora? -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Grazia.</span> -</p> - -<p> -Era venuto per la roba da portare a bordo. -(<i>Pausa</i>). -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Perella.</span> -</p> - -<p> -E tu non sai augurare il buon giorno al tuo padrone? -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Grazia.</span> -</p> - -<p> -Già! Per giunta! Eccolo qua, il mio buon -giorno! (<i>indica i cocci per terra</i>). -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Perella.</span> -</p> - -<p> -Lo fai adesso, codesto servizio? Che hai fatto -tutto jersera? -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Grazia</span> -</p> - -<p class="center"> -(<i>gli lancia una lunga occhiataccia, poi torna al suo -servizio senza rispondere</i>). -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Perella.</span> -</p> - -<p> -Rispondi! (<i>Le viene innanzi, minaccioso</i>). -</p> - -<p> -<span class="pagenum" id="Page_130">[130]</span> -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Grazia</span> -</p> - -<p class="center"> -(<i>si leva, lo guarda di nuovo, poi dice</i>): -</p> - -<p> -Lo domanda a me, che ho fatto? (<i>Breve pausa</i>). -Lei strappa; lei rompe; lei (<i>sottolineando in modo -ambiguo</i>) obbliga la gente a servizi, a cui non è tenuta.... -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Perella.</span> -</p> - -<p> -Io voglio subito il caffè! -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Grazia.</span> -</p> - -<p> -Ancora non è pronto. -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Perella</span> -</p> - -<p class="center"> -(<i>facendolesi sopra con la mano levata</i>). -</p> - -<p> -Ah, così mi rispondi? -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Grazia</span> -</p> - -<p class="center"> -(<i>sfuggendo</i>). -</p> - -<p> -Non mi s’accosti! non mi tocchi o grido, sa! -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Perella.</span> -</p> - -<p> -Vai subito a preparare il caffè! Non sai che voglio -trovarlo pronto, appena mi alzo dal letto? -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Grazia.</span> -</p> - -<p> -Potevo difatti immaginare, che proprio questa -mattina lei si dovesse levare all’alba.... dopo che.... -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Perella.</span> -</p> - -<p> -Insomma! La finisci di rispondere? Vai subito -per il caffè! -</p> - -<p> -<span class="pagenum" id="Page_131">[131]</span> -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Grazia.</span> -</p> - -<p> -Vado.... Vado.... -</p> - -<div class="blockquote"> -<p> -Via, per l’uscio a sinistra. -</p> -</div> - -<h3>SCENA TERZA. -<span class="smaller"><i>Il</i> <span class="smcap">Capitano Perella</span> <i>solo, poi il signor</i> <span class="smcap">Paolino</span> -<i>e</i> <span class="smcap">Grazia.</span></span></h3> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Perella</span> -</p> - -<p class="center"> -(<i>tentennando il capo</i>). -</p> - -<p> -Ma guarda un po’!... -</p> - -<div class="blockquote"> -<p> -Con la faccia più che mai aggrondata e disgustata, -gli occhi cupi e truci, sta un po’ a pensare; poi sbuffa; -poi si brancica gli abiti addosso, smaniosamente, e accompagna -l’atto con una specie di rugghio bestiale nella gola; -scrolla il capo e va un po’ per la stanza. Ha caldo! ha -caldo! si sente soffocare!... Va alla veranda; s’affaccia alla -finestra in fondo; guarda il mare e trae un ampio respiro; -poi finge di guardare in giù nella strada e di scorgervi il -signor <span class="smcap">Paolino</span>; fa un atto di sorpresa e si china a parlare. -</p> -</div> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Perella.</span> -</p> - -<p> -Oh — buon giorno, professore!... E come, fuori -a quest’ora? da queste parti?... (<i>Tendendo l’orecchio</i>). -Che?... — Già, già.... — anch’io!... Un -po’ d’aria.... Questo venticello.... sì. Delizioso. — Vuol -venire su?... — Venga, venga.... — Le offro -una tazza di caffè.... — Sì, bravo, venga! -</p> - -<div class="blockquote"> -<p> -Rimane ancora un po’ sulla veranda; poi viene incontro -al signor <span class="smcap">Paolino</span>, che entra per la comune con una -<span class="pagenum" id="Page_132">[132]</span> -faccia da morto ansiosa, gli occhi lividi, lampeggianti di -follia, come se, non avendo trovato il segno alla veranda, -avesse deciso di commettere un delitto. -</p> -</div> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Perella.</span> -</p> - -<p> -Ih, che sveltezza! È salito di corsa? -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Paolino.</span> -</p> - -<p> -Sì. Mi dica. Ha visto che tornavo dallo Scalo? -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Perella.</span> -</p> - -<p> -L’ho vista col naso in su, che guardava qua, da -me.... -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Paolino.</span> -</p> - -<p> -Sì. Ma ero di ritorno. Sono arrivato fino allo -Scalo. Nel passare davanti la sua casa, la prima -volta, andando, c’era giù un crocchio di gente che -gridava. — Dica un po’: che sia caduto, per caso, -dalla finestra là, della veranda, qualche vaso di fiori? -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Perella</span> -</p> - -<p class="center"> -(<i>stordito</i>). -</p> - -<p> -Vaso di fiori?... Giù nella strada? -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Paolino.</span> -</p> - -<p> -Sì — da quella finestra! -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Perella.</span> -</p> - -<p> -Ma no.... Ch’io sappia.... -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Paolino.</span> -</p> - -<p> -No? -</p> - -<p> -<span class="pagenum" id="Page_133">[133]</span> -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Perella.</span> -</p> - -<p> -Io non so di vasi.... — Ma perchè? -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Paolino.</span> -</p> - -<p> -Perchè mi parve di vedere giù, sotto la finestra -tra quel crocchio di gente che gridava, un mucchio.... -non so.... di cocci per terra; e ho immaginato che -gridasse per questo.... -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Perella.</span> -</p> - -<p> -Io non ho inteso nulla.... -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Paolino.</span> -</p> - -<p> -Non c’era proprio nessun vaso là, quando lei si è -affacciato? -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Perella.</span> -</p> - -<p> -Nessuno.... Eccoli là, i vasi (<i>indica il portafiori</i>) — tutti -e cinque. -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Paolino.</span> -</p> - -<p> -Sono stati sempre cinque? -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Perella.</span> -</p> - -<p> -Cinque, sì. Non vede? non c’è posto, qua, per -altri vasi.... -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Paolino</span> -</p> - -<p class="center"> -(<i>quasi tra sè addolorato, friggendo</i>). -</p> - -<p> -E allora.... allora.... niente.... -</p> - -<p> -<span class="pagenum" id="Page_134">[134]</span> -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Perella</span> -</p> - -<p class="center"> -(<i>squadrandolo</i>). -</p> - -<p> -E come? Oh bella! Pare che lei sia dolente, che -non sia caduto davvero nessun vaso.... -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Paolino</span> -</p> - -<p class="center"> -(<i>subito, riprendendosi</i>). -</p> - -<p> -No; io? che! — È che.... che m’ero figurato -che.... che dovesse esserci, quel vaso.... -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Perella.</span> -</p> - -<p> -Perchè la gente gridava sotto? -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Paolino.</span> -</p> - -<p> -Già.... Sa com’è, quando uno s’immagina una -cosa? L’ho creduto proprio come una realtà, passando -e sentendo gridar quella gente. — «C’era un -vaso — mi son detto — alla finestra là del Capitano, -e sarà caduto....». -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Perella.</span> -</p> - -<p> -Ma no! che vaso! È curioso che io di là non ho -sentito affatto gridare giù in istrada.... -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Paolino.</span> -</p> - -<p> -Non ne parliamo più! — Ma scusi, lei... (<i>e s’interrompe -come se gli notasse in faccia qualche segno -impressionante</i>). -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Perella</span> -</p> - -<p class="center"> -(<i>turbato, non comprendendo</i>). -</p> - -<p> -Io... che cosa? -</p> - -<p> -<span class="pagenum" id="Page_135">[135]</span> -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Paolino.</span> -</p> - -<p> -Sì, dico.... lei.... (<i>e s’interrompe di nuovo per -spiarlo più intensamente nella faccia ammaccata</i>). -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Perella.</span> -</p> - -<p> -Che cosa? — Oh sa che lei ha un curioso modo -di guardarmi? -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Paolino.</span> -</p> - -<p> -No, niente.... Perchè.... perchè la vedo.... sì, -la vedo.... -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Perella.</span> -</p> - -<p> -Come mi vede? -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Paolino.</span> -</p> - -<p> -Niente.... no.... Vedo che.... che si è levato per -tempo, ecco.... -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Perella.</span> -</p> - -<p> -Già, ma anche lei, mi pare, — molto prima di -me, se è già fuori di casa a quest’ora, ed è arrivato -fin allo Scalo.... -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Paolino.</span> -</p> - -<p> -Sì.... mi.... mi.... mi son difatti levato anch’io -per tempo.... -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Perella</span> -</p> - -<p class="center"> -(<i>lo guarda e scoppia a ridere</i>). -</p> - -<p> -Ah! ah! ah! ah! Ma com’è strano lei questa -mattina! -</p> - -<p> -<span class="pagenum" id="Page_136">[136]</span> -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Paolino.</span> -</p> - -<p> -Sono un po’ nervoso.... -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Perella.</span> -</p> - -<p> -E s’è fatta una passeggiatina al fresco? — Fa -bene, fa bene.... igienico, igienico passeggiare di -buon mattino! -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Paolino.</span> -</p> - -<p> -Igienico, già!... (<i>tra sè appena il Capitano si -volta</i>) (Io l’uccido! Parola d’onore, io l’uccido!). -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Perella.</span> -</p> - -<p> -Non c’è di meglio, quando uno è nervoso.... -Fuori, all’aperto, svaporano tutte le ubbìe.... -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Paolino.</span> -</p> - -<p> -Difatti, sì.... Non.... non ho dormito bene, questa -notte e.... -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Perella.</span> -</p> - -<p> -Ah! Neanche lei? — Non me ne parli! -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Paolino.</span> -</p> - -<p> -Non.... non ha dormito bene, dunque, neanche -lei? -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Perella</span> -</p> - -<p class="center"> -(<i>con rabbia</i>). -</p> - -<p> -Non ho dormito per nulla, io! -</p> - -<p> -<span class="pagenum" id="Page_137">[137]</span> -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Paolino</span> -</p> - -<p class="center"> -(<i>in ansia</i>). -</p> - -<p> -Ah.... — e...? -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Perella.</span> -</p> - -<p> -Che cosa? -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Paolino.</span> -</p> - -<p> -Si, dico.... vedo.... — guardavo or ora, difatti, -che lei è molto sbattuto.... un po’... sì.... un po’ pesto, -ecco. -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Perella</span> -</p> - -<p class="center"> -(<i>c. s.</i>). -</p> - -<p> -Se non ho chiuso occhio, le dico! Una nottataccia -d’inferno! Il caldo, forse.... io non so! -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Paolino.</span> -</p> - -<p> -Caldo, già.... ha fatto un gran caldo, un gran -caldo, questa notte.... -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Perella.</span> -</p> - -<p> -Da impazzire! -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Paolino.</span> -</p> - -<p> -E si sarà.... si sarà alzato di letto, forse? -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Perella</span> -</p> - -<p class="center"> -(<i>lo guarda, poi</i>): -</p> - -<p> -Anche, sì.... -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Paolino.</span> -</p> - -<p> -Eh me lo immagino! Quando.... quando il letto -comincia a scottare.... Col caldo.... lì (<i>indica la sua -<span class="pagenum" id="Page_138">[138]</span> -camera</i>) le.... le sarà parsa un forno, quella sua camera, -suppongo! -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Perella.</span> -</p> - -<p> -Un forno! un forno, proprio! -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Paolino.</span> -</p> - -<p> -E ne sarà uscito, no? m’immagino.... -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Perella</span> -</p> - -<p class="center"> -(<i>torbido, dopo averlo guardato un po’</i>). -</p> - -<p> -Si.... difatti — ne sono uscito un po’... perchè.... — perchè -a un certo punto, mi pareva proprio di soffocare.... -(<i>Vedendo entrare Grazia con un vassojo, -su cui è una tazza di caffè</i>). Ah, ma ecco qua il -caffè.... Brava, Grazia.... — Ma come! ne porti una -tazza sola? — E per il signore qui? -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Grazia</span> -</p> - -<p class="center"> -(<i>aggrondata, sgarbatissima</i>). -</p> - -<p> -E che ne so io, se debbo portargli o non debbo -portargli il caffè, se nessuno me lo ordina? -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Perella.</span> -</p> - -<p> -Non rispondere così, ti ho detto! C’è bisogno -che ti si ordini? Ma guarda un po’ che confidenza -osa prendersi! -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Grazia</span> -</p> - -<p class="center"> -(<i>facendo gli occhiacci e masticando</i>). -</p> - -<p> -Confidenza.... confidenza.... Sono io che mi piglio, -ora, la confidenza; è vero? -</p> - -<p> -<span class="pagenum" id="Page_139">[139]</span> -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Perella.</span> -</p> - -<p> -È impudente questa donna! Bada che ti caccio -via su due piedi, sai? -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Grazia.</span> -</p> - -<p> -Mi caccia? Chi caccia? Badi lei piuttosto, che io -posso mettermi a gridare, e se mi metto a gridare -quello che lei ha fatto.... -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Paolino</span> -</p> - -<p class="center"> -(<i>quasi tra sè, basito, all’orribile sospetto che gli balena, -guardando ora il Capitano, ora la serva</i>). -</p> - -<p> -Oh Dio.... Oh Dio.... — possibile? -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Perella.</span> -</p> - -<p> -Professore, ma la sente? -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Paolino.</span> -</p> - -<p> -Sento, vedo.... sì.... -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Perella</span> -</p> - -<p class="center"> -(<i>a Grazia, per troncare, sulle furie</i>). -</p> - -<p> -Vai a prendere subito un’altra tazza di caffè! -(<i>a Paolino</i>). Ecco, lei prenda questa, Professore.... -(<i>gli offre la tazza</i>). -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Paolino.</span> -</p> - -<p> -No.... grazie, no!... — (<i>a Grazia</i>). Non.... non -v’incomodate.... -</p> - -<p> -<span class="pagenum" id="Page_140">[140]</span> -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Perella.</span> -</p> - -<p> -Ma che incomodarsi! — Prenda! -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Paolino.</span> -</p> - -<p> -Grazie, le dico! no! proprio non ne desidero. — Mi.... -mi farebbe male.... -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Perella.</span> -</p> - -<p> -Ma che male! — (<i>a Grazia</i>) Vai a prendere l’altra -tazza! -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Paolino.</span> -</p> - -<p> -Sono eccitato, Capitano, per carità! Sono eccitato.... — eccitato; -nervoso! -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Grazia.</span> -</p> - -<p> -Insomma — sì? — no? -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Perella.</span> -</p> - -<p> -Vai al diavolo! (<i>Grazia, sulle furie, se ne va; e -allora, gridandole dietro fino all’uscio</i>). E smetti codeste -arie, sai? — Se no, te le faccio smettere io! -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Paolino.</span> -</p> - -<p> -Sfido: scusi; se si dà.... se si dà troppa confidenza -a una serva!... -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Perella.</span> -</p> - -<p> -Non si dovrebbero tenere troppo in casa, le serve, -ecco! -</p> - -<p> -<span class="pagenum" id="Page_141">[141]</span> -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Paolino.</span> -</p> - -<p> -Ma mi faccia il piacere! No! quando si sanno -tenere ai loro posto.... che non abbiano a prendere -arie da padrone.... -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Perella</span> -</p> - -<p class="center"> -(<i>stupito dall’aria indignata che assume il signor -Paolino</i>). -</p> - -<p> -Ohè, che dice, Professore? -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Paolino</span> -</p> - -<p class="center"> -(<i>frenandosi a stento</i>). -</p> - -<p> -Dico che... che.... sono.... sono meravigliato, -ecco.... sono veramente.... non so come dire.... — stupito.... -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Perella.</span> -</p> - -<p> -Dell’arroganza di questa donna? -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Paolino.</span> -</p> - -<p> -Già! E che lei.... -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Perella.</span> -</p> - -<p> -Che io? -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Paolino.</span> -</p> - -<p> -Che lei.... sì, la possa sopportare! Mi.... mi pare -incredibile, che vuole che le dica? Inverosimile, -ecco: inverosimile, arrivare.... Dio mio.... arrivare -fino a questo punto!... — possibile? -</p> - -<p> -<span class="pagenum" id="Page_142">[142]</span> -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Perella</span> -</p> - -<p class="center"> -(<i>lo guarda, torbido, poi, abbassando gli occhi</i>). -</p> - -<p> -Già.... è.... è enorme! -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Paolino.</span> -</p> - -<p> -È enorme! -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Perella</span> -</p> - -<p class="center"> -(<i>quasi umile</i>). -</p> - -<p> -Ma non glie l’ho detto il perchè? È da troppo -tempo per casa! (<i>Arrabbiandosi</i>). La colpa è di mia -moglie! -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Paolino.</span> -</p> - -<p> -Ah, sì? anche? ne ha colpa sua moglie? -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Perella.</span> -</p> - -<p> -Sissignore, sissignore! Che me la tiene ancora -tra i piedi! perchè ha visto nascere Nonò! perchè -sa gli usi di casa! per il diavolo che se li porti via -tutti quanti! -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Paolino</span> -</p> - -<p class="center"> -(<i>friggendo</i>). -</p> - -<p> -Ma scusi, e lei per questo?... -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Perella.</span> -</p> - -<p> -Che, per questo? Oh, insomma, sa che lei, professore, -mi assume certe arie, che io non tollero? -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Paolino.</span> -</p> - -<p> -No, è che.... scusi, mi.... mi pare troppo, ecco, -che per questo lei debba pigliarsela con la sua signora. -</p> - -<p> -<span class="pagenum" id="Page_143">[143]</span> -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Perella.</span> -</p> - -<p> -Me la piglio con tutti, io! Perchè è una disperazione -questa maledetta casa per me! — Vi soffoco, -vi soffoco! Maledico sempre il momento che vi rimetto -i piedi! Neanche dormire quieto vi posso! -Sarà stato anche il caldo!... Una smania.... E -quando io non dormo, sa? quando non riesco a -prender sonno, — .... arrabbio, arrabbio.... -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Paolino.</span> -</p> - -<p> -Già.... ma che colpa, scusi?... che.... che colpa -ci hanno gli altri, scusi? -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Perella.</span> -</p> - -<p> -Di che? -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Paolino.</span> -</p> - -<p> -Eh.... se dice che s’arrabbia?... Con chi si arrabbia? -con chi se la piglia, se fa caldo? -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Perella.</span> -</p> - -<p> -Con me, me la piglio! me la piglio col tempo! -e me la piglio anche con tutti, sissignori! Perchè io -voglio aria! aria! io sono abituato al mare! (<i>Poi, -calmandosi</i>). E la terra, caro professore, specialmente -d’estate, la terra non la posso soffrire.... — la -casa.... le pareti.... gli impicci.... le donne.... -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Paolino.</span> -</p> - -<p> -Anche.... anche le donne? -</p> - -<p> -<span class="pagenum" id="Page_144">[144]</span> -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Perella.</span> -</p> - -<p> -Prima di tutto le donne! Del resto, le donne, con -me.... — Sa? Si viaggia.... si sta tanto tempo lontani.... — Non -dico ora, che sono vecchio.... Ma -quando ero giovanotto.... Le donne.... Ci ho avuto -però sempre questo di buono, io — che quando voglio, -voglio.... ma quando non voglio, non voglio -(<i>ride orgogliosamente</i>). Il padrone sono restato sempre -io! -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Paolino.</span> -</p> - -<p> -Ah, sempre? — (<i>tra sè</i>) (l’uccido! l’uccido!). -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Perella.</span> -</p> - -<p> -Sempre che ho voluto, s’intende! — Lei no, eh? -Lei forse si lascia prendere facilmente? -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Paolino.</span> -</p> - -<p> -Non parliamo di me, la prego! -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Perella</span> -</p> - -<p class="center"> -(<i>ride forte</i>). -</p> - -<p> -Ah! ah! ah! ah! — Un sorrisetto.... una mossetta.... -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Paolino</span> -</p> - -<p class="center"> -(<i>friggendo</i>). -</p> - -<p> -La prego, Capitano. La prego.... -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Perella</span> -</p> - -<p class="center"> -(<i>con altra risata</i>). -</p> - -<p> -Eh! eh! eh! — Me lo figuro.... me lo figuro -<span class="pagenum" id="Page_145">[145]</span> -come deve essere con lei.... — Un’aria umile.... vergognosetta.... — Dica, -dica la verità, eh? -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Paolino.</span> -</p> - -<p> -Per carità, smetta, Capitano.... sono veramente -nervoso.... -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Perella</span> -</p> - -<p class="center"> -(<i>ride ancora</i>). -</p> - -<p> -Pieno.... pieno di scrupoli ideali deve esser lei -in amore.... — Dica la verità! -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Paolino</span> -</p> - -<p class="center"> -(<i>scattando</i>). -</p> - -<p> -Ebbene! vuole che le dica la verità? E allora le -dico che io, se avessi moglie.... -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Perella</span> -</p> - -<p class="center"> -(<i>scoppia a ridere di nuovo più forte</i>). -</p> - -<p> -Ah! ah! ah! ah! -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Paolino</span> -</p> - -<p class="center"> -(<i>perdendo ogni freno</i>). -</p> - -<p> -Non rida, per Dio. Non rida! -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Perella.</span> -</p> - -<p> -Ma perchè si adira così? Ah! ah! ah! ah! Come -c’entrano adesso le mogli, scusi? Noi stiamo a parlare -delle donne.... -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Paolino.</span> -</p> - -<p> -E che non sono donne, le mogli? Che cosa sono? -</p> - -<p> -<span class="pagenum" id="Page_146">[146]</span> -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Perella.</span> -</p> - -<p> -Ma saranno anche donne.... qualche volta.... -sì!... -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Paolino.</span> -</p> - -<p> -Ah.... qualche volta, sì! Lo.... lo ammette dunque, -che qualche volta il marito deve pur considerarla -come donna, la moglie! -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Perella.</span> -</p> - -<p> -Certo, sì! certo! Ma non abbia paura che ci -pensa lei, la moglie, a farsi considerar come donna -da altri, se suo marito se ne dimentica! -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Paolino.</span> -</p> - -<p> -Un marito saggio, dunque, non se ne dovrebbe -mai dimenticare! -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Perella.</span> -</p> - -<p> -Ma sì! Ci penserà lui, a questo! Lei, intanto, -non ne ha, caro professore; e io le auguro per il -suo bene di non averne mai! -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Paolino</span> -</p> - -<p class="center"> -(<i>irritatissimo, cercando il pretesto per litigare</i>). -</p> - -<p> -Ma questo è in contraddizione con ciò che lei ha -detto or ora di me! -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Perella.</span> -</p> - -<p> -Che cosa ho detto? -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Paolino.</span> -</p> - -<p> -Che io sono pieno di scrupoli.... non so quali.... -</p> - -<p> -<span class="pagenum" id="Page_147">[147]</span> -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Perella</span> -</p> - -<p class="center"> -(<i>stordito</i>). -</p> - -<p> -Ah, lei desidera allora di prender moglie? -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Paolino.</span> -</p> - -<p> -No! Non dico questo! Dico che lei s’inganna sul -conto mio! -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Perella.</span> -</p> - -<p> -M’inganno? -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Paolino.</span> -</p> - -<p> -Sissignore! E commette anche la più crudele -delle ingiustizie! -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Perella.</span> -</p> - -<p> -Verso chi? Verso lei? Verso le mogli? -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Paolino.</span> -</p> - -<p> -Verso le mogli, sissignore! -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Perella.</span> -</p> - -<p> -Lei le difende? -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Paolino.</span> -</p> - -<p> -Le difendo, sissignore! -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Perella.</span> -</p> - -<p> -Ah! ah! ah! ah! — Le difende!... — Sa perchè -le difende lei? Perchè non ne ha! E si serve — ci -scommetto — di quelle degli altri!... — Ecco perchè -le difende! -</p> - -<p> -<span class="pagenum" id="Page_148">[148]</span> -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Paolino.</span> -</p> - -<p> -Io? Io? Lei dice questo a me? osa dire questo a -me? Lei? -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Perella</span> -</p> - -<p class="center"> -(<i>richiamandolo costernato</i>). -</p> - -<p> -Professore! (<i>E lo richiamerà così altre volte durante -la battuta seguente, sempre più costernato</i>). -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Paolino.</span> -</p> - -<p> -Lei m’insulta! Sono un uomo onesto io! Sono un -uomo di coscienza io! Sono un uomo, per sua regola, -che si può anche trovare, sì — senza volerlo, — in -una situazione disperata. Sì!, ma non è vero, -non è vero che vorrei servirmi delle mogli degli altri! -Perchè se fosse così non le avrei detto, come -le ho detto or ora, che un marito non dovrebbe mai -trascurare la moglie! E le aggiungo ora, che un -marito che trascura la moglie, per me, commette un -delitto! e non uno solo! più delitti! più delitti! Sì, -perchè non solamente costringe la moglie — che può -anche essere una santa donna — a venir meno ai -suoi doveri verso sè stessa, verso la sua onestà, ma -anche perchè può costringere un uomo, un altro -uomo, ad essere infelice per tutta la vita!... Sì! -sì! legato a soffrire di tutto il martirio di quella povera -donna! E chi sa! chi sa! Ridotto all’estremo -limite della sua sofferenza, anche la libertà, la libertà -può perdere quest’uomo! glielo dico io! glielo -dico io, signor Capitano!.... -</p> - -<p> -<span class="pagenum" id="Page_149">[149]</span> -</p> - -<div class="blockquote"> -<p> -Il signor <span class="smcap">Paolino</span> dirà tutto questo con foga man mano -crescente, facendosi quasi sopra al <span class="smcap">Capitano</span>, che lo ascolta -sbalordito. Pare a un certo punto, che il signor <span class="smcap">Paolino</span> -debba da un momento all’altro, trarre un’arma dalla tasca -e uccidere il Capitano. Si schiude allora l’uscio a destra -e compare la <span class="smcap">Signora Perella</span>, atterrita, disfatta, con -tutta la truccatura andata a male sulla faccia squallida. -Non ha forza nè di muoversi, nè di parlare. -</p> -</div> - -<h3>SCENA QUARTA. -<span class="smaller"><i>La</i> <span class="smcap">Signora Perella</span> <i>e</i> <span class="smcap">Detti.</span></span></h3> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Signora Perella.</span> -</p> - -<p> -Oh Dio.... che cos’è? che cos’è? -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Perella.</span> -</p> - -<p> -E chi ne capisce nulla? Il professore qua è montato -su tutte le furie, discutendo delle mogli e dei -mariti.... -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Paolino.</span> -</p> - -<p> -Ma perchè io dicevo.... -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Signora Perella.</span> -</p> - -<p> -Calma! Calma! Per carità.... Non dica.... non -dica più nulla, professore.... Guardi, piuttosto.... — mi -ajuti.... (<i>s’avvicina al portafiori e fa per prendere -un vaso</i>).... m’ajuti, la prego.... -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Paolino</span> -</p> - -<p class="center"> -(<i>raggiante</i>). -</p> - -<p> -Ah.... sì? (<i>Prende il vaso</i>). Questo vaso? Vuole, -vuole che lo porti alla veranda?... -</p> - -<p> -<span class="pagenum" id="Page_150">[150]</span> -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Signora Perella.</span> -</p> - -<p> -Sì.... ma lo dia a me, questo.... lo porto io.... — Ne.... -ne prenda un altro lei.... Se non se n’ha a -male.... -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Paolino.</span> -</p> - -<p> -Un altro? A male, io? Ma che dice? Fe.... felicissimo! -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Signora Perella.</span> -</p> - -<p> -E allora.... la prego.... (<i>va a collocare il vaso sul -davanzale della finestra sulla veranda</i>). -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Paolino.</span> -</p> - -<p> -Ecco.... ecco.... (<i>eseguisce</i>). Lo mettiamo qua? -(<i>lo posa accanto al primo</i>). Così? -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Signora Perella.</span> -</p> - -<p> -Sì, grazie.... (<i>E seguita per suo conto a prendere -e a portare al davanzale il terzo e il quarto vaso; -mentre Paolino, esultante, si precipita ad abbracciare -il Capitano che guarda ancora sbalordito</i>). -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Paolino.</span> -</p> - -<p> -Ah! Mi scusi, mi scusi tanto, caro Capitano, mi -scusi! -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Perella.</span> -</p> - -<p> -E di che? -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Paolino.</span> -</p> - -<p> -Ma di tutte le bestialità che poc’anzi mi sono -scappate di bocca! Ero così nervoso!... Ma è stato -<span class="pagenum" id="Page_151">[151]</span> -uno sfogo, che mi ha tanto giovato!... M’è passato -tutto.... Sono contento ora.... tanto contento.... Mi -scusi e grazie, grazie, signor Capitano! Con tutto -il cuore! Guardi, là.... che azzurro!... che bella giornata -s’è fatta! e quei.... (<i>con stupore che è quasi terrore</i>) -uh! cinque, cinque vasi là! -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Signora Perella</span> -</p> - -<p class="center"> -(<i>che ha il quinto vaso tra le mani, che contiene un -magnifico giglio, mostrandolo, vergognosa, con -gli occhi bassi</i>). -</p> - -<p> -Ridanno la vita.... -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Paolino</span> -</p> - -<p class="center"> -(<i>subito</i>). -</p> - -<p> -A una casa, già!... Grazie, grazie, Capitano! -Scusi!... — Sono veramente una bestia! -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Perella</span> -</p> - -<p class="center"> -(<i>scrollando il capo, sentenzioso</i>). -</p> - -<p> -Eh, caro professore, bisogna essere uomini!... (<i>e -si tocca più volte il petto col dito</i>). -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Paolino.</span> -</p> - -<p> -A lei è facile, Capitano — con una signora come -la sua: la Virtù in persona! -</p> - -<p class="pad2 center large"> -TELA. -</p> - -<div class="tnote"> -<p class="tntitle"> -Nota del Trascrittore -</p> - -<p> -Ortografia e punteggiatura originali sono state mantenute, correggendo senza annotazione -minimi errori tipografici. -</p> - -<p class="covernote"> -Copertina creata dal trascrittore e posta nel pubblico dominio. -</p> -</div> - -<div lang='en' xml:lang='en'> -<div style='display:block; margin-top:4em'>*** END OF THE PROJECT GUTENBERG EBOOK <span lang='it' xml:lang='it'>L'UOMO, LA BESTIA E LA VIRTÙ</span> ***</div> -<div style='text-align:left'> - -<div style='display:block; margin:1em 0'> -Updated editions will replace the previous one—the old editions will -be renamed. -</div> - -<div style='display:block; margin:1em 0'> -Creating the works from print editions not protected by U.S. copyright -law means that no one owns a United States copyright in these works, -so the Foundation (and you!) can copy and distribute it in the United -States without permission and without paying copyright -royalties. 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Redistribution is subject to the trademark -license, especially commercial redistribution. -</div> - -<div style='margin:0.83em 0; font-size:1.1em; text-align:center'>START: FULL LICENSE<br /> -<span style='font-size:smaller'>THE FULL PROJECT GUTENBERG LICENSE<br /> -PLEASE READ THIS BEFORE YOU DISTRIBUTE OR USE THIS WORK</span> -</div> - -<div style='display:block; margin:1em 0'> -To protect the Project Gutenberg™ mission of promoting the free -distribution of electronic works, by using or distributing this work -(or any other work associated in any way with the phrase “Project -Gutenberg”), you agree to comply with all the terms of the Full -Project Gutenberg™ License available with this file or online at -www.gutenberg.org/license. -</div> - -<div style='display:block; font-size:1.1em; margin:1em 0; font-weight:bold'> -Section 1. General Terms of Use and Redistributing Project Gutenberg™ electronic works -</div> - -<div style='display:block; margin:1em 0'> -1.A. 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Information about the Mission of Project Gutenberg™ -</div> - -<div style='display:block; margin:1em 0'> -Project Gutenberg™ is synonymous with the free distribution of -electronic works in formats readable by the widest variety of -computers including obsolete, old, middle-aged and new computers. It -exists because of the efforts of hundreds of volunteers and donations -from people in all walks of life. -</div> - -<div style='display:block; margin:1em 0'> -Volunteers and financial support to provide volunteers with the -assistance they need are critical to reaching Project Gutenberg™’s -goals and ensuring that the Project Gutenberg™ collection will -remain freely available for generations to come. In 2001, the Project -Gutenberg Literary Archive Foundation was created to provide a secure -and permanent future for Project Gutenberg™ and future -generations. 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