summaryrefslogtreecommitdiff
diff options
context:
space:
mode:
-rw-r--r--.gitattributes4
-rw-r--r--LICENSE.txt11
-rw-r--r--README.md2
-rw-r--r--old/67417-0.txt5990
-rw-r--r--old/67417-0.zipbin51846 -> 0 bytes
-rw-r--r--old/67417-h.zipbin149198 -> 0 bytes
-rw-r--r--old/67417-h/67417-h.htm11649
-rw-r--r--old/67417-h/images/cover.jpgbin104585 -> 0 bytes
8 files changed, 17 insertions, 17639 deletions
diff --git a/.gitattributes b/.gitattributes
new file mode 100644
index 0000000..d7b82bc
--- /dev/null
+++ b/.gitattributes
@@ -0,0 +1,4 @@
+*.txt text eol=lf
+*.htm text eol=lf
+*.html text eol=lf
+*.md text eol=lf
diff --git a/LICENSE.txt b/LICENSE.txt
new file mode 100644
index 0000000..6312041
--- /dev/null
+++ b/LICENSE.txt
@@ -0,0 +1,11 @@
+This eBook, including all associated images, markup, improvements,
+metadata, and any other content or labor, has been confirmed to be
+in the PUBLIC DOMAIN IN THE UNITED STATES.
+
+Procedures for determining public domain status are described in
+the "Copyright How-To" at https://www.gutenberg.org.
+
+No investigation has been made concerning possible copyrights in
+jurisdictions other than the United States. Anyone seeking to utilize
+this eBook outside of the United States should confirm copyright
+status under the laws that apply to them.
diff --git a/README.md b/README.md
new file mode 100644
index 0000000..7168408
--- /dev/null
+++ b/README.md
@@ -0,0 +1,2 @@
+Project Gutenberg (https://www.gutenberg.org) public repository for
+eBook #67417 (https://www.gutenberg.org/ebooks/67417)
diff --git a/old/67417-0.txt b/old/67417-0.txt
deleted file mode 100644
index c96eacb..0000000
--- a/old/67417-0.txt
+++ /dev/null
@@ -1,5990 +0,0 @@
-The Project Gutenberg eBook of L'uomo, la bestia e la virtù, by
-Luigi Pirandello
-
-This eBook is for the use of anyone anywhere in the United States and
-most other parts of the world at no cost and with almost no restrictions
-whatsoever. You may copy it, give it away or re-use it under the terms
-of the Project Gutenberg License included with this eBook or online at
-www.gutenberg.org. If you are not located in the United States, you
-will have to check the laws of the country where you are located before
-using this eBook.
-
-Title: L'uomo, la bestia e la virtù
-
-Author: Luigi Pirandello
-
-Release Date: February 16, 2022 [eBook #67417]
-
-Language: Italian
-
-Produced by: Barbara Magni and the Online Distributed Proofreading Team
- at http://www.pgdp.net (This file was produced from images
- made available by the HathiTrust Digital Library)
-
-*** START OF THE PROJECT GUTENBERG EBOOK L'UOMO, LA BESTIA E LA
-VIRTÙ ***
-
-
- MASCHERE NUDE
-
- TEATRO DI LUIGI PIRANDELLO
-
-
- L’UOMO, LA BESTIA
- E LA VIRTÙ
-
- APOLOGO IN TRE ATTI
-
-
-
- FIRENZE
- R. BEMPORAD & FIGLIO — EDITORI
- MCMXXII
-
-
-
-
- PROPRIETÀ LETTERARIA
- DEGLI EDITORI R. BEMPORAD & FIGLIO
-
- _I diritti di riproduzione e di traduzione sono
- riservati per tutti i paesi,
- compresi la Svezia, la Norvegia e l’Olanda._
-
- Copyright 1922 by R. Bemporad & F.
-
- 1520-1922. — Firenze — Stabilimento Tip. E. Ariani, Via S. Gallo, 33
-
-
-
-
-PERSONAGGI.
-
-
- Il trasparente signor PAOLINO, professore privato — La virtuosa
- signora PERELLA, moglie del — CAPITANO PERELLA — Il dottor NINO
- PULEJO — Il signor TOTÒ, farmacista, suo fratello — ROSARIA,
- governante del signor Paolino — GIGLIO e BELLI, scolari — NONÒ,
- ragazzo di 11 anni, figlio dei Perella — GRAZIA, domestica di casa
- Perella — Un marinajo.
-
- In una città di mare, non importa quale. — Oggi.
-
-
-
-
-ATTO PRIMO.
-
-
- Stanza modesta da stadio e da ricevere in casa del signor Paolino.
- Scrivania, scaffali di libri, canapè, poltrone, ecc. La comune è
- a sinistra. A destra, un uscio; un altro in fondo, che dà in uno
- sgabuzzino quasi bujo.
-
-
-SCENA PRIMA.
-
-ROSARIA E IL SIGNOR TOTÒ.
-
- Al levarsi della tela, la stanza è in disordine. Parecchie seggiole
- in mezzo alla scena, le une sulle altre, capovolte; le poltrone
- fuori di posto, ecc. Entra dalla comune Rosaria con la cuffia in
- capo e ancora i diavolini attorti tra i capelli ritinti d’una quasi
- rossa orribile manteca. Ha l’aspetto e l’aria stupida e petulante
- d’una vecchia gallina faraona. La segue il signor Totò col cappello
- in capo, collo torto da prete, aspetto e aria da volpe contrita. Si
- stropiccia di continuo le mani sotto il mento, quasi se le lavasse
- alla fontana della sua dolciastra grazia melensa.
-
-
-ROSARIA.
-
-Ma scusi, ma perchè vuole entrarmi in casa ogni mattina? Non vede che è
-ancora in disordine?
-
-TOTÒ.
-
-E che fa? Oh, per me, cara Rosaria....
-
-ROSARIA
-
-(_con scatto di stizza, voltandosi, come volesse beccarlo_).
-
-Ma come, che fa?
-
-TOTÒ.
-
-(_restando male, con un sorriso vano_).
-
-Dico che io non ci bado.... — Vi lascio la chiave, perchè la
-consegniate a mio fratello, il dottore, appena ritorna, poverino, dalla
-sua assistenza notturna all’ospedale.
-
-ROSARIA.
-
-Va bene. Potrebbe darmela sulla porta, la chiave, e andarsene, senza
-entrare.
-
-TOTÒ.
-
-Per me è ormai una cara abitudine, questa....
-
-ROSARIA.
-
-Ma dica un brutto vizio!
-
-TOTÒ.
-
-Mi trattate male, Rosaria....
-
-ROSARIA.
-
-Ho da fare! Ho da fare! E poi secca, capirà! Io sono ancora così
-(_indica i diavolini ai capelli_) — e, qua, le seggiole, vede? a gambe
-all’aria. La casa, quando è onesta, ha anch’essa i suoi pudori; come la
-donna, quando è onesta.
-
-TOTÒ.
-
-Ah, lo credo, lo credo bene; e mi piace tanto sentirvi dire così....
-
-ROSARIA.
-
-Già! lo crede, le piace, e intanto lo.... lo violenta!
-
-TOTÒ.
-
-(_come inorridito_).
-
-Io?
-
-ROSARIA.
-
-Sissignore! Il pudore della casa! (_Così dicendo, rimette sui quattro
-piedi le seggiole capovolte e abbassa con grottesca pudicizia la
-fodera di tela che le ricopre, come se nascondesse le gambe a una sua
-figliuola_). Dio sa quanto ci bado, io, con un padrone che.... (_fa con
-la mano un gesto di rammarico, indicando l’uscio a destra_) — farebbe
-prendere la fuga anche.... anche alle seggiole, sissignore, per non
-stare a sentirlo, così sempre sulle furie.... Io, se fossi seggiola
-di questa casa, vorrei essere.... guardi, piuttosto seggiola d’uno
-di quelli che vendono cerotti per le strade, che vi montano sopra.
-(_Di nuovo, alzando una mano verso l’uscio a destra_). — Sgarbato!
-Le afferra così (_afferra la seggiola per la spalliera_) — quand’è
-arrabbiato — le scrolla, le pesta, le scaraventa anche....
-
-TOTÒ.
-
-Voi le volete bene, come se fossero vostre figliuole....
-
-ROSARIA.
-
-Le vorrei tener linde come sposine! M’affeziono, io!
-
-TOTÒ.
-
-Ah, avere una casa!
-
-ROSARIA.
-
-E come? Non ce l’ha, lei; la casa, di là? Dica che non vuol tenere una
-donna di servizio.
-
-TOTÒ.
-
-Ma casa, oh, casa, io intendo famiglia, mia buona Rosaria....
-
-ROSARIA.
-
-E lei prenda moglie, allora! O una governante affezionata! Sarebbe un
-bene anche per suo fratello il dottore.
-
-TOTÒ.
-
-(_subito, con orrore_).
-
-Io? moglie? No! (_Poi, sospirando_). Eh.... lui, se mai, mio fratello!
-E vi giuro che ne sarei tanto contento. Ma non la prende. Non la
-prende, perchè ci sono io.
-
-ROSARIA.
-
-E che può fargli da moglie, lei, a suo fratello?
-
-TOTÒ.
-
-No! Ma perchè bado io a tutto, capite? E così egli non ne sente nessun
-bisogno. Più tardi, rientrerà dalla sua assistenza notturna; verrà qui
-a domandarvi la chiave, e troverà di là tutto in ordine, rassettato,
-con tutti i suoi bisogni prevenuti....
-
-ROSARIA.
-
-Ah, è comodo per lui.
-
-TOTÒ.
-
-Lo faccio con tutto il cuore, credetemi. Per me, mio fratello è tutto!
-La casa è per lui, non è per me....
-
-ROSARIA.
-
-Già, perchè lei se ne sta tutto il giorno in farmacia....
-
-TOTÒ.
-
-No, non per questo. Anche lui, poverino, allora, è tutto il giorno in
-giro per le sue visite.... La casa, cara Rosaria, credete a me, non è
-mai quella che ci facciamo noi e che ci costa tanti pensieri e tante
-cure. La vera casa, quella di cui sentiamo il sapore quando si dice
-_casa_.... un sapore che nel ricordo è così dolce e così angoscioso, la
-vera casa è quella che altri fece per noi, voglio dire nostro padre,
-nostra madre, coi loro pensieri e le loro cure. E anche per loro,
-per nostro padre e nostra madre, la casa, la vera casa _per loro_,
-qual’era? Ma quella dei loro genitori, non già quella ch’essi fecero
-per noi.... È sempre così.... Oh, ma ecco qua Paolino.
-
-
-SCENA SECONDA.
-
-PAOLINO E DETTI.
-
- Il signor PAOLINO entrerà precipitosamente dall’uscio a destra.
- È un uomo sulla trentina, vivacissimo, ma di una vivacità
- nervosa, che nasce da insofferenza. Tutte le passioni, tutti i
- moti dell’animo traspajono in lui con una evidenza che avventa.
- Subitanei scatti e cangiamenti di tono e d’umore. Non ammette
- repliche e taglia corto.
-
-
-PAOLINO.
-
-(_al signor Totò_).
-
-Carissimo.... (_E subito, rivolgendosi a Rosaria_). Non gli avete dato
-ancora il caffè? Ma dateglielo, per Dio santo! Con quante chiacchiere
-volete che ve la paghi, ogni mattina, una tazza di caffè?
-
-TOTÒ.
-
-Oh! Dio, no, Paolino! non è per questo!
-
-PAOLINO.
-
-Totò, fammi il piacere: non essere ipocrita, oltre che spilorcio!
-
-TOTÒ.
-
-Ma io parlavo....
-
-PAOLINO.
-
-(_attaccando subito_).
-
-Della casa, mezz’ora che parli della casa; t’ho sentito di là: della
-poesia della casa.
-
-TOTÒ.
-
-Ma la sento davvero!
-
-PAOLINO.
-
-Non ti dico di no. Ma te ne servi per vestire davanti a te stesso, con
-decenza, la tua spilorceria.
-
-TOTÒ.
-
-No....
-
-PAOLINO.
-
-È così come ti sto dicendo io! Tant’è vero che, come Rosaria t’avrà
-dato il caffè, tu te n’andrai stropicciandoti le mani giù per le scale,
-tutto contento della tazzina di caffè che vieni a scroccarmi ogni
-mattina con codeste chiacchieratine poetiche.
-
-TOTÒ.
-
-Ah, se credi così.... (_mortificato, fa per andarsene_).
-
-PAOLINO.
-
-(_subito, acchiappandolo per un braccio_).
-
-Che? Tu ora il caffè, perdio, te lo devi prendere! Io credo così,
-perchè è vero così!
-
-TOTÒ.
-
-Ma no....
-
-PAOLINO.
-
-Ma sì!... E appunto perchè è vero così, ti devi prendere il caffè!
-
-TOTÒ.
-
-Non me lo prendo, no!
-
-PAOLINO
-
-(_seguitando con foga crescente_).
-
-Due caffè! tre caffè! quattro caffè! Perchè tu ora te lo sei guadagnato
-con lo sfogo che m’hai offerto, capisci? Quando una cosa mi resta qua
-(_indica la bocca dello stomaco_), caro mio, sono rovinato! Te l’ho
-detta, pago. Un caffè al giorno, puoi contarci! Vattene! (_Lo spinge
-fuori come se fosse un affare concluso; e poichè il signor Totò accenna
-di voltarsi, incalza_). No, vàttene, vàttene senza ringraziarmi!
-
-TOTÒ.
-
-No, non ti ringrazio! Ma sarei più contento, se tu me lo facessi....
-
-PAOLINO.
-
-(_con scatto iroso_).
-
-Pagare?
-
-TOTÒ.
-
-(_umile come sempre_).
-
-A fin di mese, per come te n’ho fatto la proposta!
-
-PAOLINO.
-
-E che sono io, caffettiere? che è, un caffè, la mia casa?
-
-TOTÒ.
-
-No: è che io di là, vedi, non ho chi me lo faccia. Tu hai qua la tua
-governante. Non fai mica il caffè per me, per venderlo. Lo fai per te.
-Ne fai una tazzina di più, e io te la pago.
-
-PAOLINO.
-
-Eh già! Prendo moglie. Non la prendo mica per te, per vendertela.
-La prendo per me. Ma te la cedo, ecco, per soli cinque minuti, ogni
-giorno. Va bene? Che cosa sono cinque minuti?
-
-TOTÒ
-
-(_sorridendo_).
-
-No, che c’entra! La moglie....
-
-PAOLINO
-
-(_subito_).
-
-E la governante?
-
-TOTÒ
-
-(_non comprendendo_).
-
-Come?
-
-PAOLINO
-
-(_gridando_).
-
-Ma il caffè non si fa mica da solo! Ci vuole la governante per fare
-il caffè. Animale, o perchè credi che un operajo sia più ricco d’un
-professore? Perchè un operajo, se vuole, può farsi tutto da sè, mentre
-un professore no: ha bisogno di tenere la governante, il professore!
-
-ROSARIA
-
-(_interloquendo, melliflua e persuasiva_).
-
-Che lo serva, lo curi e faccia di tutto per dargli quelle comodità....
-
-PAOLINO
-
-(_comprendendo il fiele di quel miele, per troncare_).
-
-Lasciamo andare! lasciamo andare!
-
-ROSARIA
-
-(_risentita e con sottintesi di riprovazione_).
-
-Ma io dico, perchè fuor di casa non abbia poi a mostrarsi disordinato o
-distratto.
-
-PAOLINO.
-
-Grazie tante! (_Al signor Totò_). La stai a sentire? E io sì, di questa
-bella fortuna d’esser professore debbo piangere le conseguenze, e tu
-farmacista, no? — Va’ al diavolo! — Ohi, Rosaria: per oggi, glielo
-darete, il caffè; da domani in poi — più niente!
-
-TOTÒ.
-
-Scusa, m’hai dato anche dell’animale....
-
-PAOLINO.
-
-Ah, già! Glielo darete allora anche domani! Ma vattene! Vorresti che ti
-caricassi d’insulti, per avere una tazza di caffè per ogni insulto che
-ti faccio?
-
-TOTÒ.
-
-No, no, me ne vado.... Grazie, Paolino.... (_Via con Rosaria per
-l’uscio di sinistra_).
-
-
-SCENA TERZA.
-
-PAOLINO, _poi_ GIGLIO _e_ BELLI.
-
-
-PAOLINO.
-
-Dio, che gente! Dio, che gente!... Ma com’è? Tutti così?
-
-GIGLIO
-
-(_dall’interno_).
-
-Permesso, signor professore?
-
-PAOLINO.
-
-Uh, ecco già la prima lezione. Avanti!
-
- Entrano, coi libri sotto braccio, e con le sciarpe di lana al collo
- — uno, rossa; l’altro, turchina — GIGLIO e BELLI. Hanno anch’essi
- un aspetto bestiale che consola: GIGLIO, da capro nero, e BELLI, da
- scimmione con gli occhiali.
-
-GIGLIO.
-
-Buon giorno, signor professore.
-
-BELLI.
-
-Buon giorno, signor professore.
-
-PAOLINO.
-
-Buon giorno. Sedete. (_Indica la scrivania_).
-
-GIGLIO
-
-(_sedendo_).
-
-Grazie, signor professore.
-
-BELLI
-
-(_sedendo_).
-
-Grazie, signor professore.
-
-PAOLINO
-
-(_sedendo anche lui e rifacendo loro il verso, prima all’uno e poi
-all’altro, accennando un inchino_).
-
-Non c’è di che, caro Giglio! Non, c’è di che, caro Belli! (_Li guarda
-e sbuffa esasperatamente_) Ahhh! (_Prendendosi la testa tra le mani_).
-Dio mio! Dio mio! Dio! Dio! Dio! Io veramente credo che la vita _fra
-gli uomini_, tra poco, non mi sarà più possibile!
-
-GIGLIO.
-
-Perchè, signor professore?
-
-BELLI.
-
-Dice per noi, signor professore?
-
-PAOLINO
-
-(_tornando a guardarli con ira contenuta_).
-
-Ma quant’anni avete?
-
-GIGLIO.
-
-Diciotto, signor professore!
-
-BELLI.
-
-Diciassette, signor professore!
-
-PAOLINO
-
-(_tentennando il capo in contemplazione del loro aspetto bestiale_).
-
-E già così uomini tutti e due! Dite un po’: come si dice in greco
-commediante?
-
-GIGLIO.
-
-In greco?
-
-PAOLINO.
-
-No: in arabo! Lei non lo sa! (_A Belli_). E lei?
-
-BELLI.
-
-Commediante? Non ricordo.
-
-PAOLINO.
-
-Ah, lei non ricorda? Perchè vuol dire che prima lo sapeva, è vero? e
-ora non lo ricorda più!
-
-BELLI.
-
-Nossignore: non l’ho mai saputo.
-
-PAOLINO.
-
-Ah, così si dice! (_Sillabando_) Non — lo — so! — Ve l’insegno io: —
-Commediante, in greco, si dice: _upocritès_ — E perchè _upocritès_? (_a
-Belli_). A lei: che cosa fanno i commedianti?
-
-BELLI.
-
-Mah.... rècitano, mi pare.
-
-PAOLINO.
-
-Le pare? Non ne è sicuro? E perchè rècitano, si chiamano _ipocriti_?
-Le pare giusto chiamare ipocrita uno che recita per professione? Se
-recita, fa il suo dovere! Non può chiamarlo ipocrita! — Chi chiama così
-lei, invece, cioè con questo nome che i greci davano ai commedianti?
-
-GIGLIO
-
-(_come se tutt’a un tratto gli si facesse lume_).
-
-Ah, uno che finge, signor professore!
-
-PAOLINO.
-
-Ecco. Uno che finge come un commediante appunto, che finge una
-parte, poniamo di re, mentre è un povero straccione; o un’altra parte
-qualsiasi. Che c’è di male in questo? Niente. Dovere! professione!
-— Quand’è il male, invece? Quando non si è più così _ipocriti_ per
-dovere, per professione sulla scena; ma per gusto, per tornaconto, per
-malvagità, per abitudine, nella vita — o anche per civiltà — sicuro!
-perchè civile, esser civile, vuol dire proprio questo: — dentro,
-neri come corvi; fuori, bianchi come colombi; in corpo, fiele; in
-bocca, miele. O quando si entra qua e si dice: — _Buon giorno, signor
-professore_, invece di: — _Vada al diavolo, signor professore!_
-
-GIGLIO
-
-(_balzando_).
-
-Ma come! scusi! per questo?
-
-BELLI
-
-(_c. s._).
-
-Dovremmo dirle: — «_Vada al diavolo_?».
-
-PAOLINO.
-
-L’avrei più caro, l’avrei più caro, v’assicuro! — O almeno, santo Dio,
-non dirmi nulla, ecco!
-
-GIGLIO.
-
-Già! E lei allora direbbe: — Che maleducati!
-
-PAOLINO.
-
-Giustissimo! Perchè la civiltà vuole che si auguri il buon giorno a uno
-che volentieri si manderebbe al diavolo; ed essere bene educati vuol
-dire appunto esser commedianti. — _Quod erat demonstrandum._ — Basta.
-Storia oggi, è vero?
-
-BELLI
-
-(_risentito_).
-
-Ma no, scusi, professore....
-
-PAOLINO.
-
-Basta v’ho detto! — Chiusa la digressione. Questa civiltà, figliuoli
-miei, questa civiltà mi sta finendo lo stomaco! — Chiusa, chiusa la
-digressione. — Storia. — A lei, Giglio. (_Si sente picchiare alla
-porta_). Chi è? — Avanti!
-
-
-SCENA QUARTA.
-
-DETTI e ROSARIA.
-
-
-ROSARIA
-
-(_entrando per la comune e chiamando a sè il signor Paolino con un
-comico gesto della mano_).
-
-Qua un momentino, signor professore!
-
-PAOLINO.
-
-Che volete? Sto a far lezione; e sapete bene che quando sto a far
-lezione....
-
-ROSARIA.
-
-Lo so, benedetto Iddio, lo so! Ma appunto perchè lo so, se sono
-entrata, mi scusi, è segno che debbo dirle qualche cosa che preme.
-
-PAOLINO
-
-(_agli scolari_).
-
-Abbiate pazienza un momento. — (_Appressandosi a Rosaria_) — Cosa che
-preme?
-
-ROSARIA.
-
-È venuta una signora, con un ragazzo, che — dice — lei la conosce bene.
-
-PAOLINO.
-
-La mamma di qualche allievo?
-
-ROSARIA
-
-(_sospettosa_).
-
-Non so. — Sarà! — Ma è agitatissima....
-
-PAOLINO.
-
-Agitatissima?
-
-ROSARIA.
-
-Sissignore. E, chiedendo di lei, si è fatta bianca, rossa.... di cento
-colorì.
-
-PAOLINO.
-
-Ma chi è? il nome! V’ho detto mille volte di domandare il nome a chi
-viene a cercar di me!
-
-ROSARIA.
-
-E l’ho fatto! Me l’ha detto. Si chiama.... — aspetti.... — la
-signora.... la signora Pe....
-
-PAOLINO
-
-(_con un balzo, quasi atterrito, in vivissima agitazione_).
-
-Perella? — La signora Perella, qua? — Oh Dio! E che sarà avvenuto?...
-Aspettate.... aspettate.... — Ditele che attenda un po’.
-
-ROSARIA.
-
-Ah, la conosce dunque davvero?
-
-PAOLINO
-
-(_facendole gli occhiacci_).
-
-Non mi seccate! Ditele che attenda un po’.
-
-ROSARIA.
-
-Va bene.... va bene.... (esce).
-
-PAOLINO
-
-(_cercando di dominare l’agitazione e riaccostandosi alla scrivania_).
-
-Ragazzi, non.... non perdiamo tempo. — Guardate: invece della storia e
-della geografia, mi.... mi farete anche oggi una versioncina....
-
-GIGLIO e BELLI
-
-(_protestando_).
-
-Ma no, scusi, professore!
-
-PAOLINO.
-
-Dall’italiano in latino!
-
-GIGLIO e BELLI.
-
-No, professore, per carità!
-
-PAOLINO.
-
-Facile facile.
-
-GIGLIO.
-
-L’abbiamo fatto jeri!
-
-BELLI.
-
-Sempre latino! sempre latino!
-
-PAOLINO.
-
-È il vostro debole!
-
-GIGLIO.
-
-Ma non ne possiamo più!
-
-PAOLINO
-
-(_severo_).
-
-Basta così!
-
-BELLI.
-
-Non abbiamo neanche i dizionari.
-
-PAOLINO.
-
-Ve li darò io! (_Li cava in fretta dallo scaffale_). Eccoli qua! — A
-voi!
-
-GIGLIO.
-
-Ma professore....
-
-PAOLINO.
-
-Basta così, ho detto! (_Prende dalla scrivania un libro e comincia a
-sfogliarlo_) — Tradurrete.... tradurrete.... (_Cercando, si distrae
-e comincia a parlare tra sè_). Qua?... così per tempo?... E quando
-mai?... Che.... (_s’accorge che i due scolari guardano curvi, e intenti
-nel libro ch’egli tiene aperto in mano, come se vi cercassero le parole
-da lui proferite, e si riprende_) Che cercate?
-
-GIGLIO.
-
-Eh.... la traduzione....
-
-BELLI.
-
-Quello che lei leggeva....
-
-PAOLINO.
-
-Io non leggevo un corno! — Tradurrete — ecco — qua.... questo passo
-qua.... breve breve. — Oh! Mi farete il piacere.... (_va ad aprire
-l’uscio dello sgabuzzino in fondo e li attira a sè col gesto delle
-mani_) qua, venite qua.... — di mettervi qua, in questo camerino....
-abbiate pazienza!
-
-BELLI
-
-(_con orrore_).
-
-Là?
-
-GIGLIO
-
-(_c. s._).
-
-Professore, ma non ci si vede!
-
-PAOLINO.
-
-Abbiate pazienza, per un momentino! Andiamo! (_Li spinge dentro_).
-Traducete ciascuno per conto vostro, mi raccomando! Al lavoro, al
-lavoro. Non perdiamo tempo! (_Richiude l’uscio e corre alla comune
-per invitare la signora Perella a entrare_). Signora, venga.... venga
-avanti....
-
-
-SCENA QUINTA.
-
-_Il signor_ PAOLINO, _la_ SIGNORA PERELLA _e_ NONÒ _poi, dietro l’uscio
-in fondo_, GIGLIO _e_ BELLI.
-
- Entra per l’uscio a sinistra la signora PERELLA con NONÒ. La
- signora PERELLA sarà la virtù, la modestia, la pudicizia in
- persona; il che disgraziatamente non toglie ch’ella sia incinta
- da due mesi — per quanto ancora non paja — del signor PAOLINO,
- professore privato di NONÒ. Ora viene a confermare all’amante il
- dubbio divenuto pur troppo certezza. La pudicizia e la presenza
- di NONÒ le impediscono di confermarlo apertamente; ma lo lascia
- intendere con gli occhi e anche — senza volerlo — con l’aprir di
- tanto in tanto la bocca, per certi vani conati di vomizione, da
- cui, nell’esagitazione, è assalita. Si porta allora il fazzoletto
- alla bocca, e con la stessa compunzione con cui vi verserebbe delle
- lagrime, vi verserà invece di nascosto un’abbondante e sintomatica
- salivazione. La signora PERELLA è molto afflitta, perchè certo
- per le sue tante virtù e per la sua esemplare pudicizia non si
- meriterebbe questo dalla sorte. Tiene costantemente gli occhi
- bassi; non li alza se non di sfuggita per esprimere al signor
- PAOLINO, di nascosto da NONÒ, la sua angoscia e il suo martirio.
- Veste, s’intende, con goffaggine, perchè la moda ha per sua natura
- l’ufficio di render goffa la virtù, e la signora PERELLA è pur
- costretta ad andar vestita secondo la moda, e Dio sa quanto ne
- soffre. Parla con querula voce, quasi lontana, come se realmente
- non parlasse lei, ma il burattinaio invisibile che la fa muovere,
- imitando malamente e goffamente una voce di donna malinconica. Se
- non che, ogni tanto, urtata o punta sul vivo, se ne dimentica, e ha
- scatti di voce, toni e modi naturalissimi. Nonò ha un bellissimo
- aspetto di simpatico gatto, con un magnifico cravattone rosso
- a farfalla e un collettone rotondo inamidato. Non sarebbe male
- che impugnasse con molta convinzione un bastoncino di quelli per
- ragazzi con testina di cane. Ride spesso, e più spesso ancora
- tira sorsi col naso per risparmiare il fazzoletto che gli fa bella
- comparsa sporgente dalla tasca in petto, ben ripiegato e intatto.
-
-
-PAOLINO
-
-(_subito, scambiando uno sguardo d’intelligenza con la signora e
-smorendo alla vista di lei che con gli occhi gli fa cenno di badare
-alla presenza di Nonò_).
-
-Sì? Ah Dio... sì?... (_Volgendosi a Nonò, per rispondere al cenno della
-signora_). Caro Nonò.
-
-NONÒ.
-
-Buon giorno!
-
-PAOLINO.
-
-Buon giorno! Bravo, il mio Nonò.... S’accomodi signora — (_Piano,
-porgendole da sedere_). Non c’è più dubbio? proprio certo? (_A un
-nuovo e più pressante cenno degli occhi della signora, voltandosi verso
-Nonò_). Eh, sei venuto a trovare il tuo professore, Nonotto bello?
-
-NONÒ
-
-(_fa cenno di no col dito, prima di parlare, con un verso che gli è
-abituale_).
-
-Siamo andati a Santa Lucia, allo Scalo.
-
-PAOLINO.
-
-Ah si? A veder le barchette?
-
-NONÒ
-
-(_c. s._).
-
-A domandare a che ora arriva papà col «_Segesta_». (_Poi, con un
-sorriso da scemo, guardando e indicando a Paolino la madre che, appena
-seduta, apre la bocca come un pesce_). Ma ecco che mamà apre di nuovo
-la bocca!
-
-PAOLINO
-
-(_rivoltandosi di scatto_).
-
-Chi? come? la bocca? (_Spaventato alla vista della bocca aperta della
-signora_). Oh Dio! che è?... che è?... (_E accorre a lei che, alzandosi
-col fazzoletto alla bocca, ora si reca in fondo alla scena, presso
-l’uscio dello sgabuzzino_).
-
-SIGNORA PERELLA
-
-(_appoggiandosi sfinita a uno degli scaffali, col fazzoletto sempre
-alla bocca e facendo cenni disperati a Paolino di non accostarsi e di
-badare per amor di Dio a Nonò_).
-
-Per carità.... per carità....
-
-NONÒ
-
-(_a Paolino che si volge a lui come basito, placidamente e sorridente_):
-
-Da tre giorni apre la bocca così!
-
-PAOLINO.
-
-Ah, ma non è niente sai, caro Nonò.... Niente! La.... la mamma... la
-mamma sbadiglia, — ecco. — Così.... — sbadiglia.
-
-NONÒ
-
-(_facendo prima il solito verso col dito, e poi con lo stesso dito,
-accennando allo stomaco_).
-
-È cosa che le viene di qua.
-
-PAOLINO
-
-(_con un grido_).
-
-No! Benedetto figliuolo, che dici?
-
-NONÒ.
-
-Ma sì, sì, debolezza di stomaco. L’ha detto lei!
-
-PAOLINO
-
-(_rifiatando_).
-
-Ahhh — già.... — ecco, sì — debolezza, va bene. Un po’ di debolezza di
-stomaco, Nonò! Nient’altro!
-
-SIGNORA PERELLA
-
-(_gemendo dal fondo della scena_).
-
-Ah! per carità....
-
-NONÒ.
-
-E ora sputa dentro il fazzoletto, guarda! tanto tanto!
-
-SIGNORA PERELLA.
-
-Per carità....
-
-PAOLINO.
-
-Ma Nonò! insomma? Sei impazzito? Sono cose che si dicono, queste?
-
-NONÒ.
-
-Perchè no?
-
-SIGNORA PERELLA
-
-(_lamentosa, senza forza di parlare_).
-
-Le dice.... le dice anche davanti alla persona di servizio....
-
-NONÒ.
-
-E che male c’è?
-
-PAOLINO.
-
-Nessun male, no! Ma scusa, ti pare buona educazione, davanti a una
-persona di servizio?
-
-SIGNORA PERELLA
-
-(_c. s._).
-
-E al padre! Subito lo dirà al padre, appena lo vedrà arrivare! (_A
-Paolino, con terrore, piano_). Arriva oggi! Arriva oggi!
-
-PAOLINO
-
-(_restando allibito_).
-
-Oggi?
-
-NONÒ
-
-(_festante, battendo le mani_).
-
-Oggi, sì! (_Subito accorrendo alla madre, con petulanza_). Oh, mi
-mandi, mi mandi col marinajo a bordo?
-
-PAOLINO.
-
-Ma Nonò! Scostati!
-
-NONÒ
-
-(_per rassicurarlo_).
-
-Non è niente! Ora le passa. (_Alla madre_). Mi mandi a bordo, mamà? Sì,
-sì! Mi piace tanto quando papà dal ponte comanda la manovra d’attracco,
-col berretto da capitano e il cappotto di tela cerata! Mi mandi mamà?
-
-SIGNORA PERELLA.
-
-Ti mando, sì.... ti mando.... (_A Paolino, indicando Nonò_). Mi fa
-morire....
-
-PAOLINO.
-
-Ah, Nonò, ti perdo tutta la stima, sai? Non vedi che mamma soffre?
-
-NONÒ.
-
-Mi fa tanto ridere, quando apre la bocca così (_eseguisce_) come un
-pesce....
-
-PAOLINO.
-
-Bravo! La mamma soffre, e tu ridi! Bravo! E lo dirai anche a papà, che
-la mamma apre la bocca come un pesce, perchè ne rida anche lui, è vero?
-(_Va alla scrivania e ne prende un grosso libro illustrato_). Guarda:
-ti volevo regalar questo, oggi!
-
-NONÒ.
-
-«_La vita degli insetti_....». Oh bello! Sì! Sì!
-
-PAOLINO.
-
-No, caro! Tu sei cattivo, e non te lo darò più.
-
- A questo punto si sente picchiare forte all’uscio in fondo, e
- contemporaneamente:
-
-_Le voci di_ GIGLIO _e_ BELLI.
-
-Professore! Professore!
-
-SIGNORA PERELLA
-
-(_ancora presso l’uscio, balzando e correndo avanti, atterrita_).
-
-Oh Dio!... Chi è?
-
-PAOLINO.
-
-Ma sono quegli animali! Niente, signora, due scolari.... non tema!
-
-NONÒ.
-
-Oh bella! Nascosti là?
-
-PAOLINO
-
-(_recandosi all’uscio in fondo, aprendolo appena e introducendovi il
-capo_).
-
-Che diavolo volete?
-
-NONÒ
-
-(_accostandosi curioso per vedere tra le gambe di Paolino_).
-
-Li tieni lì in castigo?
-
-SIGNORA PERELLA
-
-(_richiamandolo_).
-
-Nonò, qua!
-
-_La voce di_ GIGLIO.
-
-Un lume! una candela almeno, signor professore! Non ci si vede!
-
-_La voce di_ BELLI.
-
-Non riusciamo a decifrar le lettere nel dizionario!
-
-PAOLINO.
-
-Sta bene! Silenzio! Vi porterò una candela! (_richiude l’uscio_).
-
-NONÒ.
-
-E perchè li hai nascosti lì dentro?
-
-PAOLINO.
-
-Ma non li ho nascosti! Fanno una versione.
-
-NONÒ
-
-(_spaventato_).
-
-Al bujo?
-
-PAOLINO.
-
-No, vedi? Vado a prender loro un lume (_s’avvia_).
-
-NONÒ.
-
-Io intanto guardo il libro.
-
-PAOLINO.
-
-Ah, no! non te lo dò più.... non te lo dò!
-
- Esce per la comune e, poco dopo, rientra con una candela accesa
- in mano. Nel frattempo, i due scolari GIGLIO e BELLI, prima l’uno
- e poi l’altro, sporgono il capo dall’uscio in fondo a guardare
- con sorrisi maliziosi la signora PERELLA, che se ne spaventa,
- mortificata; e poi NONÒ, cacciando fuori la lingua.
-
-NONÒ
-
-(_a Paolino che rientra_).
-
-Han cacciato fuori la testa, sai?
-
-SIGNORA PERELLA
-
-(_tremante_).
-
-M’hanno vista! m’hanno vista!
-
-NONÒ.
-
-Prima l’uno e poi l’altro! E mi hanno fatto così! (_caccia fuori la
-lingua_).
-
-PAOLINO.
-
-Ho dimenticato di chiudere a chiave! Pazienza, signora! (_Si reca
-all’uscio in fondo, lo apre di nuovo appena, porge la candela_). Ecco
-qua la candela! Attendete alla traduzione! (_richiude l’uscio a chiave.
-Poi, appressandosi a Nonò_). Dunque tu vorresti codesto libro?
-
-NONÒ.
-
-Io, sì! L’hai comprato per me?
-
-PAOLINO.
-
-Sì. E te lo dò; ma a patto che tu prometti....
-
-NONÒ.
-
-Sì, sì.... (_Guarda la madre che riapre la bocca_). Ma, oh! — guarda. È
-inutile! Io non lo dico, ma lei lo rifà!
-
-PAOLINO.
-
-Ah Dio! ah Dio! Ma questo è atroce! (_Volgendosi a Nonò_). Tu intanto,
-caro mio, non lo ridici più! Ho la tua promessa, bada! Se non mantieni,
-il libro, via! — Mettiti qua (_lo fa sedere su una seggiola con le
-spalle voltate verso la madre, gli colloca su un’altra davanti il
-libro_) ecco così — e guardatelo! (_S’appressa alla signora Perella,
-che combatte ancora col fazzoletto sulla bocca_). È atroce! è atroce! È
-d’una evidenza che grida, tutto questo!
-
-SIGNORA PERELLA
-
-(_lamentosa_).
-
-Sono perduta.... sono finita.... non c’è più rimedio per me.... La
-morte sola....
-
-PAOLINO.
-
-Ma no! che dici?
-
-SIGNORA PERELLA.
-
-Sì.... sì....
-
-PAOLINO.
-
-Se t’avvilisci così, fai peggio!
-
-SIGNORA PERELLA.
-
-Ma tu capisci, che se mi viene di farlo davanti a lui....
-
-PAOLINO.
-
-E tu non farlo!
-
-SIGNORA PERELLA
-
-(_con scatto di voce naturale_).
-
-Come se dipendesse da me!... Mi viene. (_Rimettendosi a parlar come
-prima_). Ed è lo stesso segno, preciso, di quando fu di Nonò!
-
-PAOLINO.
-
-Anche allora? Ah! E lui lo sa?
-
-SIGNORA PERELLA.
-
-Lo sa. E ne rideva, quando me lo vedeva fare, come ora ne ride Nonò....
-
-PAOLINO.
-
-Oh Dio! Ma allora se ne accorgerà?
-
-SIGNORA PERELLA.
-
-Sono perduta.... sono finita....
-
-PAOLINO.
-
-Ma non puoi sforzarti di non farlo, perdio?
-
-SIGNORA PERELLA.
-
-Mi viene di qua, all’improvviso.... Una specie di contrazione!
-
-NONÒ
-
-(_accorrendo col libro in mano_).
-
-Oh guarda, mamma! Bello! Il ragnetto che tesse la tela!
-
-PAOLINO
-
-(_con scatto d’ira, ma subito frenandosi e passando a una comica
-esageratissima affettuosità_).
-
-Ma sì, lascia in questo momento.... caro Nonotto bello: il ragnetto
-sì, che tesse la tela.... guàrdatelo da te! Ci sono tant’altre belle
-bestioline, sai? tante! tante! guàrdatele da te; chè poi mamma
-se le guarderà anche lei con comodo, eh? Ragnetti, formichette,
-farfalline.... (_Lo rimette a sedere c. s._). Qua, qua.... bonino!
-bonino!
-
- Si sente di nuovo picchiare all’uscio in fondo e
- contemporaneamente:
-
-_La voce di_ BELLI.
-
-Professore! Professore!
-
-PAOLINO.
-
-Parola d’onore, io li uccido! (_Correndo all’uscio in fondo e
-aprendolo c. s._). Che altro c’è? Non sapete star fermi un quarto
-d’ora ad attendere a una versione, che farebbe un ragazzino dà seconda
-ginnasiale?
-
-BELLI
-
-(_sporgendo il capo dall’uscio_).
-
-Non solo, ma anche, signor professore.
-
-PAOLINO.
-
-Che cosa, ma anche?
-
-BELLI.
-
-Dice così qua (_mostra il libro_). Non solo ma anche. — Forma
-avversativa, è vero?
-
-PAOLINO.
-
-Avversativa? Come avversativa, asino! Non vede che esprime una
-coordinazione?
-
-GIGLIO
-
-(_facendosi avanti_).
-
-Ecco! ecco, sissignore! gliel’ho detto io, signor professore! Crescente
-d’intensità, e di valore....
-
-PAOLINO.
-
-Ma se lo sa anche quel ragazzino là (_indica Nonò_). «_Non solo, ma
-anche_», a te, Nonò! Come si traduce? _Non solo_....
-
-NONÒ
-
-(_pronto, sorgendo in piedi, sull’attenti_).
-
-_Non solum!_
-
-PAOLINO.
-
-Benissimo! Oppure?
-
-NONÒ.
-
-Oppure.... _Non tantum_!
-
-PAOLINO.
-
-Benissimo! Oppure?
-
-GIGLIO.
-
-_Non modo_, signor professore, _non modo_, o _tantùmmodo_!
-
-PAOLINO
-
-(_ricacciandoli dentro lo sgabuzzino_).
-
-Ma se lo sapete! Andiate al diavolo tutt’e due! (_Richiude l’uscio_).
-
-SIGNORA PERELLA.
-
-Dio, che vergogna.... Dio, che vergogna!
-
-PAOLINO.
-
-Ma no! Perchè? Non temere! Tu figuri qua la mamma d’un allievo.... Ho
-interrogato Nonò apposta! È per quella maledetta Rosaria, piuttosto!
-
-SIGNORA PERELLA.
-
-Come m’ha guardata! Come m’ha guardata!
-
-PAOLINO.
-
-Hai fatto male a venire.... Sarei venuto io prima di sera!
-
-SIGNORA PERELLA.
-
-Ma il _Segesta_ arriva alle cinque! Avevo bisogno di prevenirti che
-non c’era più dubbio.... Lo vedi?... Non c’è, non c’è più dubbio,
-purtroppo.... Come farò?
-
-PAOLINO.
-
-Sai quando ripartirà?
-
-SIGNORA PERELLA.
-
-Domani stesso!
-
-PAOLINO.
-
-Domani?
-
-SIGNORA PERELLA.
-
-Sì, per il Levante! e starà fuori altri due mesi, per lo meno!
-
-PAOLINO.
-
-Passerà dunque qui soltanto questa notte?
-
-SIGNORA PERELLA.
-
-Ma farà come tutte le altre volte, ne puoi star sicuro!
-
-PAOLINO.
-
-No, perdio, no!
-
-SIGNORA PERELLA.
-
-Ma come no?... Lo sai....
-
-PAOLINO.
-
-Non deve farlo!
-
-SIGNORA PERELLA.
-
-E come? Come? Non lo sai, com’è? Sono perduta, Paolino.... Sono
-perduta....
-
- Si sente picchiare all’uscio a sinistra.
-
-PAOLINO.
-
-Chi è?
-
-
-SCENA SESTA.
-
-DETTI _e_ ROSARIA.
-
-
-ROSARIA
-
-(_aprendo l’uscio_).
-
-Prendo, se permette, la chiave lasciata dal signor Totò per suo
-fratello il dottore. L’ho dimenticata qua sul tavolino (_s’avvia per
-prenderla_).
-
-PAOLINO
-
-(_a cui è balenata un’idea_).
-
-Il dottore?... Aspettate!... È di là il dottore?
-
-ROSARIA.
-
-Vuole la chiave.
-
-PAOLINO
-
-(_levandole la chiave dalle mani_).
-
-Datela a me. Ditegli che aspetti un momentino, perchè ho da parlargli.
-
-ROSARIA.
-
-Ma casca dal sonno, sa? Ha vegliato tutta la notte.
-
-PAOLINO.
-
-Vi ho ordinato di dirgli che aspetti un momento.
-
-ROSARIA.
-
-Ecco: sarà obbedito.... (_esce_).
-
-SIGNORA PERELLA
-
-(_spaventata_).
-
-Oh Dio, che vuoi fare? Che vuoi fare col dottore, Paolino?
-
-PAOLINO.
-
-Non lo so. Gli parlerò. Gli domanderò ajuto, consiglio.
-
-SIGNORA PERELLA.
-
-Che ajuto? Per me?
-
-PAOLINO.
-
-Sì! Lasciami fare, lasciami tentare....
-
-SIGNORA PERELLA.
-
-No, no, Paolino! Che vuoi dirgli? Per carità!
-
-PAOLINO.
-
-Ma bisogna ch’io t’ajuti!
-
-SIGNORA PERELLA.
-
-Mi comprometti!
-
-PAOLINO.
-
-Vuoi morire?
-
-SIGNORA PERELLA.
-
-Ah, piuttosto morire! E non questa vergogna!
-
-PAOLINO.
-
-Tu sei pazza! Ci sono qua io! Lascia fare a me....
-
-SIGNORA PERELLA.
-
-Che cosa?
-
-PAOLINO.
-
-Non lo so, ti dico! Qualche cosa! Il dottore è amico mio, intimo, da
-fratello. Lasciami parlare con lui. Tu vattene! Verrò a casa prima
-dell’arrivo del Segesta. Sarò a tavola con voi! (_Andando verso Nonò
-che seguita a guardare il libro!_) Su, Nonò.... Pòrtati via codesto
-libro e vai con la mamma, chè più tardi io verrò a scriverti qua
-(indica il frontespizio del libro) una bella dedica: «Al caro Nonotto
-in premio dei suoi progressi nello studio del latino». Va bene?
-
-NONÒ.
-
-Sì, sì.... È tanto bello, sai? anche com’è scritto!
-
-PAOLINO.
-
-Dammi un bacio.
-
-SIGNORA PERELLA.
-
-E ringrazia il signor professore, Nonò....
-
-NONÒ.
-
-(_solito gesto col dito; poi_):
-
-Non c’è n’è bisogno.
-
-SIGNORA PERELLA.
-
-Come non ce n’è bisogno?
-
-NONÒ.
-
-Me l’ha detto lui (_a Paolino_). È vero?
-
-PAOLINO.
-
-Verissimo, verissimo! Vai, vai, Nonò....
-
-NONÒ.
-
-Vieni anche a tavola con noi?
-
-PAOLINO.
-
-Sì e ti porterò le pasterelle che ti piacciono....
-
-NONÒ.
-
-Sì, sì.... Addio! Presto, eh?
-
-PAOLINO.
-
-A rivederla tra poco, signora. (_Piano_). Coraggio! coraggio!
-
-SIGNORA PERELLA.
-
-A rivederla!
-
- Esce per la comune con NONÒ, accompagnata dal signor PAOLINO. La
- scena resta vuota un momento.
-
-
-SCENA SETTIMA.
-
-PAOLINO, il DOTTOR PULEJO, poi GIGLIO e BELLI.
-
-
-PAOLINO.
-
-(_dando passo al dottor Pulejo_).
-
-Entra, entra, dottore.... (_lo fa entrare; entra anche lui_). E siedi
-lì (_gl’indica una poltrona_).
-
-PULEJO
-
-(_bell’uomo, sui trent’anni, biondo, con gli occhiali_).
-
-Seggo? Ah no davvero! Ho bisogno d’andare a dormire, io, caro mio!
-
-PAOLINO.
-
-E io ti dico, invece, che te ne puoi scordare per oggi!
-
-PULEJO.
-
-Che?
-
-PAOLINO.
-
-Ho da parlarti d’una cosa gravissima!
-
-PULEJO.
-
-E vuoi che non vada a dormire? Tu sei matto!
-
-PAOLINO.
-
-Sei medico, sì o no?
-
-PULEJO.
-
-Ah. Hai forse bisogno della mia professione?
-
-PAOLINO.
-
-Sì, subito!
-
-PULEJO.
-
-E va bene: parla.
-
-PAOLINO.
-
-Parlo.... già! parlo.... Ti dico che si tratta d’una cosa gravissima,
-e vuoi che ti parli così, su due piedi, mentre mi dici che hai sonno e
-che vuoi andare a dormire?
-
-PULEJO.
-
-Ma se ho sonno, scusa, c’è poco da dire: ho sonno! Ho diritto anch’io
-di dormire, dopo una notte di guardia, mi pare!
-
-PAOLINO.
-
-Ti faccio portare un caffè! due caffè!
-
-PULEJO.
-
-Ma che caffè! Parla piuttosto!
-
-PAOLINO.
-
-Oh, sai che faccio? M’arrampico, là su quello scaffale; mi butto giù;
-mi fratturo una gamba, e ti costringo a starmi attorno per una mezza
-giornata!
-
-PULEJO.
-
-Bravissimo! Mi costringerai a curarti la gamba; ma non parlerai.
-
-PAOLINO.
-
-Sì, sì, che parlerò, perdio!
-
-PULEJO.
-
-Parlerai; ma io non ti darei ascolto, perchè dovrei curarti la gamba.
-
-PAOLINO.
-
-Ma non andrai a dormire!
-
-PULEJO.
-
-E che ci guadagnerai, scusa? Io perderò il sonno; tu ti fratturerai la
-gamba; e mezza giornata andrà perduta. Se invece mi lasci riposare un
-pajo d’ore....
-
-PAOLINO.
-
-Non posso! non posso! Non c’è tempo da perdere! Mi devi dare ajuto
-subito!
-
-PULEJO.
-
-Ma che ajuto? Di che si tratta insomma?
-
-PAOLINO.
-
-Della mia vita, Nino! della mia vita, perchè — se tu non m’ajuti —
-sono un uomo finito, io: morto: da sotterrare! e non io solo! è in
-giuoco la vita di quattro persone.... no, no, di cinque anzi; sì, quasi
-di cinque! Perchè io, al punto in cui mi trovo, posso fare anche una
-carneficina!
-
-PULEJO.
-
-Nientemeno!
-
-PAOLINO.
-
-Sì, sì, te lo giuro! Nasce un macello, te lo giuro!
-
-PULEJO.
-
-Ma insomma, che cos’è? che t’è accaduto?
-
-PAOLINO.
-
-Devi darmi un rimedio, subito, in mattinata!
-
-PULEJO.
-
-Rimedio! Che rimedio?
-
-PAOLINO.
-
-Non lo so! Lasciami dire....
-
-PULEJO.
-
-Se dipende da me....
-
-PAOLINO.
-
-Sì, un rimedio che forse tu solamente mi puoi suggerire.
-
-PULEJO.
-
-Ebbene, sentiamo. (_Siede_).
-
-PAOLINO.
-
-M’ascolti bene?
-
-PULEJO.
-
-Ma sì, perdio! Parla!
-
-PAOLINO.
-
-Come a un fratello, bada! Ti parlo come a un fratello. Anzi, no! il
-medico è come il confessore, non è vero?
-
-PULEJO.
-
-Certo. Abbiamo anche noi il segreto professionale.
-
-PAOLINO.
-
-Ah, benissimo. Ti parlo allora anche sotto il sigillo della
-confessione. Come a un fratello e come a un sacerdote. (_Si posa
-una mano su lo stomaco, e con uno sguardo d’intelligenza, aggiunge,
-solennemente_). Tomba, oh!
-
-PULEJO
-
-(_ridendo_).
-
-Tomba, tomba, va bene! Avanti!
-
-PAOLINO.
-
-Nino! _(sbarra tanto d’occhi, stende una mano e congiunge l’indice e il
-pollice quasi per pesare le parole che sta per dire_). Perella ha due
-case.
-
-PULEJO
-
-(_stordito_).
-
-Perella? E chi è Perella?
-
-PAOLINO
-
-(_prorompendo_).
-
-Perella il capitano, perdio! (_Poi, piano, ricordandosi che di là ci
-sono i due scolari_). Perella della Navigazione Generale! capitano di
-lungo corso! il comandante del _Segesta_!
-
-PULEJO.
-
-Va bene, sì. Ho capito. Il capitano Perella. Non lo conosco.
-
-PAOLINO.
-
-Ah, non lo conosci? Tanto meglio! Ma tomba lo stesso, oh! (_Con la
-stessa aria cupa e grave ripiglia_): Due case. Una qua, una a Napoli.
-
-PULEJO.
-
-Fortunato. Due case. E poi?
-
-PAOLINO
-
-(_lo squadra; poi scomponendosi tutto nella rabbia che lo divora_).
-
-Ah, ti par niente? Un uomo ammogliato, e con figlio, che approfitta
-vigliaccamente del suo mestiere di marinajo e si fa un’altra casa in
-un altro paese, con un’altra donna, ti par niente? Ma sono cose turche,
-perdio!
-
-PULEJO.
-
-Turchissime, chi ti dice di no? Ma a te, che te n’importa? Che c’entri
-tu?
-
-PAOLINO.
-
-Ah, che me n’importa a me, tu dici?
-
-PULEJO.
-
-Che è tua parente, la moglie di Perella?
-
- Si sente picchiare ancora, forte, all’uscio in fondo.
-
-_Le voci di_ GIGLIO _e_ BELLI.
-
-Professore! Professore!
-
-PAOLINO
-
-(_scattando_).
-
-Ancora! Io faccio davvero uno sproposito, oggi! (_Senza alzarsi, urla
-verso l’uscio in fondo_). Che altro avete?
-
-_La voce di_ BELLI.
-
-Abbiamo finito, professore!
-
-_La voce di_ GIGLIO.
-
-Apra! Qua si soffoca! Apra!
-
-PAOLINO.
-
-Ancora un momento! Non è possibile che abbiate finito!
-
-_La voce di_ BELLI.
-
-Ma se abbiamo finito, scusi!
-
-_La voce di_ GIGLIO.
-
-Non respiriamo più, qua dentro! Apra!
-
-PAOLINO.
-
-Non apro un corno! Correggete, e statevi zitti! L’ora non è finita.
-(_Al dottor Pulejo_). Ah, non deve importarmene, tu dici, perchè non è
-mia parente? E se fosse?
-
-PULEJO.
-
-Ah, se è una tua parente...
-
-PAOLINO.
-
-No! È una povera donna, che soffre pene d’inferno! Una donna onesta,
-capisci? tradita in un modo infame, capisci? dal proprio marito!
-C’è bisogno d’esser parente per sentirsene rimescolare, indignare,
-rivoltare?
-
-PULEJO.
-
-Ma sì.... sì.... però non vedo che ci possa fare io, scusa....
-
-PAOLINO.
-
-Se non mi lasci finire, sfido! Mi piace, intanto, codesta tua
-placidità, mentre io friggo. — Non vedi che friggo? Permetti? (_gli
-afferra una mano e gliela stringe fino a farlo gridare_).
-
-PULEJO
-
-(_ritirando la mano_).
-
-Ahi! Oh, mi fai male! Sei matto?
-
-PAOLINO.
-
-Ma per farti sentire com’è quando si parla degli altri! Li guardi
-da fuori, tu, gli altri; e non te n’interessi! Che cosa sono per
-te? Niente! Immagini che ti passano davanti, e basta! Dentro, dentro
-bisogna sentirli; immedesimarsi; provarne.... ecco, così.... (_indica
-la mano che il dottore si liscia ancora_) una sofferenza, facendola
-tua!
-
-PULEJO.
-
-Grazie tante, caro! Mi bastano le mie! Ognuno, le sue. Ma sai che sei
-buffo davvero? (_ride guardandolo_).
-
-PAOLINO.
-
-Esilarante, eh, lo so! Esilarantissimo. Lo so. La vista chiara, aperta,
-delle passioni — e siano anche le più tristi, le più angosciose — ha il
-potere, lo so, di promuovere le risa in tutti! Sfido! non le avete mai
-provate, o usi come siete a mascherarle (perchè siete tutti foderati
-di menzogna!), non le riconoscete più in un pover’uomo come me, che ha
-la sciagura di non saperle nascondere e dominare! _Sèntimi! sèntimi_,
-perdio! Dentro di te, _sèntimi_! Io soffro!
-
-PULEJO.
-
-Ma di che soffri? Eccomi! Sono qua! Se non mi dici di che soffri! Mi
-parli della signora Perella....
-
-PAOLINO.
-
-Ma appunto, sì, di lei!
-
-PULEJO.
-
-Soffri della signora Perella?
-
-PAOLINO.
-
-Sì, Nino mio! Perchè tu non sai! tu non sai! Lasciami dire. Quel caro
-capitano Perella, quel carissimo capitano Perella non si contenta,
-capisci? di tradire la moglie, d’avere un’altra casa a Napoli, come ti
-dicevo, con un’altra donna. No! Ha tre o quattro figli là, con quella,
-e uno qua, con la moglie. Non vuole averne altri!
-
-PULEJO.
-
-Eh, cinque — mi pare che bastino!
-
-PAOLINO.
-
-Ah così tu la pensi? Con la moglie ne ha uno, uno solo! Quelli di
-là non sono legittimi; e se ne ha qualche altro là con quella, può
-buttarlo via come niente, in un ospizio di trovatelli, capisci? Invece,
-qua, con la moglie, no! D’un figlio legittimo non potrebbe disfarsi, è
-vero?
-
-PULEJO.
-
-Naturalmente....
-
-PAOLINO.
-
-E allora, brutto manigoldo, che ti combina? (Oh, dura da tre anni, sai,
-questa storia!). Ti combina che, nei giorni che sbarca qui, piglia il
-più piccolo pretesto per attaccar lite con la moglie, e la notte si
-chiude a dormir solo. Le sbatte la porta in faccia, capisci? ci mette
-il paletto; il giorno appresso, se ne riparte, e chi s’è visto, s’è
-visto! Da tre anni — così.
-
-PULEJO
-
-(_con una commiserazione da cui non riesce a staccare un sorriso_).
-
-Oh povera signora.... — la porta in faccia?
-
-PAOLINO.
-
-In faccia.... — e il paletto.... — e il giorno appresso.... (_gesto
-della mano per significare che se la fila_).
-
-PULEJO.
-
-Povera signora, ma guarda!
-
-PAOLINO.
-
-Ah, così.... E non sai dirmi altro?
-
-PULEJO.
-
-E che vuoi che ti dica? Non capisco ancora, scusa, che cosa ci possa
-fare io.... Mi dispiace.... mi duole....
-
-PAOLINO.
-
-E basta? Se fosse tua sorella, se Perella fosse tuo cognato e tu
-sapessi che tratta la moglie così....
-
-PULEJO.
-
-Ah, perdio! Lo piglierei per il collo!
-
-PAOLINO.
-
-Lo vedi? Lo vedi? Per il collo lo piglieresti!
-
-PULEJO.
-
-Sfido! Da fratello!
-
-PAOLINO.
-
-E se questa povera signora, fratelli, non ne ha? e non ha nessuno?
-nessuno, dico, che possa, legittimamente prenderlo per il collo, questo
-signor capitano Perella, e richiamarlo ai suoi doveri di marito, si
-deve lasciar perire così una donna, senza darle ajuto? Ti pare giusto?
-ti pare onesto?
-
-PULEJO.
-
-Già.... — ma tu?...
-
-PAOLINO.
-
-Io, che cosa?
-
-PULEJO.
-
-Scusa.... — come le sai tu, prima di tutto, codeste cose?
-
-PAOLINO.
-
-Come le so!... Le so.... le so.... perchè..,, sì, da.... da un anno
-io.... do lezione di.... latino al ragazzo, al figlio di Perella, che
-ha undici anni....
-
-PULEJO
-
-(_comprendendo_).
-
-Ah.... Era quella signora che è uscita di qua, poco fa, con un ragazzo?
-
-PAOLINO
-
-(_subito quasi saltandogli addosso_).
-
-Tomba, oh! Segreto professionale!
-
-PULEJO.
-
-Ma sì, diavolo! Non dubitare!...
-
-PAOLINO.
-
-Per carità! La virtù in persona! E tu non puoi sapere, Nino mio, non
-puoi sapere quanta pietà m’ha inspirato, per tutte le lagrime che ha
-pianto, quella povera signora! E che bontà! che nobiltà di sentimenti!
-che purezza! Ed è pure bella! L’hai vista?
-
-PULEJO.
-
-No.... Col velo abbassato....
-
-PAOLINO.
-
-È bella! Fosse brutta, capirei. È bella! Ancora giovane! E vedersi
-trattata così, tradita, disprezzata e lasciata in un canto, là, come
-uno straccio inutile.... Vorrei vedere chi avrebbe saputo resistere!
-chi non si sarebbe ribellata! E chi può condannarla? (_Quasi venendogli
-con le mani in faccia_). Tu oseresti condannarla?
-
-PULEJO
-
-(_arretrando_).
-
-Io no!
-
-PAOLINO.
-
-Vorrei veder questa, che tu la condannassi!
-
-PULEJO.
-
-Ma no! Se è vero che il marito la tratta così....
-
-PAOLINO.
-
-Così! così! Non metterai in dubbio, spero, la mia parola!
-
-PULEJO.
-
-Ma nient’affatto!
-
-PAOLINO.
-
-E allora, amico mio, dammi subito una mano per salvarla, perchè questa
-donna si trova adesso come sospesa all’orlo d’un precipizio. Ajutami,
-ajutami, prima che precipiti giù! Bisogna salvarla!
-
-PULEJO.
-
-Già.... ma come?
-
-PAOLINO.
-
-Come? E non intendi quale può essere il precipizio per lei, lasciata lì
-da tre anni dal marito? Si trova.... si trova purtroppo....
-
-PULEJO
-
-(_lo guarda, crede di capire e non vorrebbe_).
-
-Che?...
-
-PAOLINO
-
-(_esitante, ma in modo da non lasciar dubbio_).
-
-Sì.... in una.... in una terribile situazione.... disperata....
-
-PULEJO
-
-(_irrigidendosi e guardandolo ora severamente e freddamente_).
-
-Ah, no no, caro! Ah, non faccio di queste cose, io sai? Non voglio mica
-aver da fare col Codice Penale, io!
-
-PAOLINO
-
-(_con uno scatto pieno di stupore e di sdegno_).
-
-Pezzo d’imbecille! E che ti figuri adesso? che ti figuri che io voglia
-da te?
-
-PULEJO.
-
-Come, che mi figuro! Sono medico.... e se mi dici che si trova....
-
-PAOLINO.
-
-Pezzo d’asino! E per chi m’hai preso? Ma quella è una donna onesta!
-Quella, ti dico, è la virtù fatta persona!
-
-PULEJO.
-
-E via.... lasciamo andare!
-
-PAOLINO.
-
-No! Senza lasciare andare! È così come ti dico!
-
-PULEJO.
-
-Sarà! Ma scusa, non mi domandi?...
-
-PAOLINO
-
-(_incalzando_).
-
-Che ti domando? Vuoi che ti domandi un delitto? Una immoralità di
-questo genere, per lei e per me stesso? Mi credi un birbaccione capace
-di tanto? che chieda il tuo ajuto per.... Oh! mi fa schifo, orrore,
-sodo a pensarlo!
-
-PULEJO
-
-(_perdendo del tutto la pazienza_).
-
-Ma insomma: mi dici che corno vuoi, allora, da me? — Io
-non-ti-ca-pi-sco!
-
-PAOLINO
-
-(_imperterrito_).
-
-Quello che è giusto, voglio! Voglio quello che è onesto e morale!
-
-PULEJO.
-
-Che cosa?
-
-PAOLINO
-
-(_a gran voce_).
-
-Che Perella sia un buon marito — voglio! Che non sbatta più la porta in
-faccia alla moglie, quando sbarca qui! — Questo voglio!
-
-PULEJO.
-
-E lo vuoi da me, questo? (_Scoppia in una interminabile risata_). Ah!
-ah! ah! ah! E che pre.... e che pre.... e che pretendi.... ohi ohi
-ohi.... ah.... ah.... ah.... pre.... pretendi che costringa l’asino a
-bere per forzai?... ah! ah! ah!
-
-PAOLINO
-
-(_mentre il dottore seguita a ridere, guardandolo in bocca_).
-
-Che ridi, che ridi, animalone? C’è in vista una tragedia, e tu ridi?
-una donna minacciata nell’onore, nella vita, e tu ridi? E non ti parlo
-di me! — (_Risolutamente, stringendo le braccia al dottore_). Oh! Sai
-che avverrà? (_truce_). Perella, imbarcato da tre mesi, arriva questa
-sera. Passerà qui soltanto una notte. Questa notte. Ripartirà domani
-per il Levante, e starà fuori, per lo meno, altri due mesi. Hai capito
-ora? Bisogna assolutamente approfittare di questo giorno ch’egli passa
-qui, o tutto è perduto!
-
-PULEJO
-
-(_frenando a stento le risa_).
-
-Va bene, va bene; ma.... ma io....
-
-PAOLINO.
-
-Non ridere! non ridere, o ti strozzo!
-
-PULEJO.
-
-Non rido, no!
-
-PAOLINO.
-
-O anche ridi, ridi, se vuoi, della mia disperazione; ma dammi ajuto,
-per carità! Tu avrai un rimedio.... — sei medico — tu avrai un
-mezzo....
-
-PULEJO.
-
-Per impedire che il capitano prenda un pretesto d’attaccar lite questa
-sera con la moglie?
-
-PAOLINO.
-
-Precisamente!
-
-PULEJO.
-
-Per la morale, è vero?
-
-PAOLINO.
-
-Per salvare quella povera martire e me! Seguiti a scherzare?
-
-PULEJO.
-
-No — mi interesso, vedi? — Ma se questo capitano.... — Scusa:
-quant’anni ha?
-
-PAOLINO.
-
-Non so. Una quarantina....
-
-PULEJO.
-
-Ah, ancora in gamba!
-
-PAOLINO.
-
-Un bestione!
-
-PULEJO.
-
-M’hai detto che torna da un viaggio di tre mesi?
-
-PAOLINO.
-
-Già, sì; ma ha già toccato Napoli, capisci?
-
-PULEJO.
-
-Ah.... dove ha l’altra casa!
-
-PAOLINO.
-
-Precisamente. — Manigoldo! — E fa sempre così!
-
-PULEJO.
-
-Tocca, prima Napoli?
-
-PAOLINO.
-
-Napoli!
-
-PULEJO.
-
-Bisogna che pensi allora questa sera — assolutamente — che ha una casa
-anche qui?
-
-PAOLINO.
-
-Una moglie!
-
-PULEJO.
-
-Che lo aspetta....
-
-PAOLINO
-
-(_avvertendo un sapor d’ironia nel tono del dottore e irritandosene_).
-
-Ah, senti! Che vorresti discutere?
-
-PULEJO.
-
-No! no! Dio me ne guardi! — Il torto è suo! — Ma ecco.... c’è.... c’è
-forse qualche.... sì, dirò.... qualche cosa di più....
-
-PAOLINO.
-
-No: nient’affatto! non c’è altro che il suo torto, e le conseguenze di
-esso!
-
-PULEJO.
-
-Già, ecco, sì.... una conseguenza che forse avresti potuto....
-
-PAOLINO
-
-(_subito, interrompendo_).
-
-Ma chi l’ha voluto? — Nè io, nè lei! — Questo è positivo! — Ora,
-scusa: chi è imputabile? L’intenzione, è vero? Non il caso. — Se tu
-l’intenzione non l’hai avuta!... — Resta il caso. — Una disgrazia! —
-Guarda: è come se tu avessi una terra, e la lasciassi abbandonata. —
-C’è un albero in questa terra, e tu non te ne curi. Come se fosse di
-nessuno. — Bene. Uno passa. — Coglie un frutto di quell’albero; se lo
-mangia; butta via il nocciolo. — Lo butti.... così, per il solo fatto
-che hai colto quel frutto abbandonato. — Bene. Un bel giorno, da quel
-nocciolo là ti nasce un altro albero! — L’hai voluto? — No! — Nè lo ha
-voluto la terra che ha ricevuto.... così.... quel nocciolo. — Scusa:
-l’albero che nasce a chi appartiene? — A te, che sei il proprietario
-della terra!
-
-PULEJO.
-
-A me? — Ah no, grazie!
-
-PAOLINO
-
-(_lo investe subito, furibondo, afferrandolo per le braccia e
-scrollandolo_).
-
-E allora guardati la terra, perdio! guardati la terra! impedisci che
-altri vi passi e colga un frutto dall’albero abbandonato!
-
-PULEJO.
-
-Sì, sì, d’accordo! — Ma tu dici a me, scusa! Io non c’entro! Questo lo
-farà il capitano!
-
-PAOLINO.
-
-E deve farlo! deve farlo! — Ma tu dici che lo farà?
-
-PULEJO.
-
-Dio mio, procureremo di farglielo fare....
-
-PAOLINO
-
-(_baciandolo con veemente effusione di gratitudine e d’ammirazione_).
-
-Nino, sei un dio! — Ma di’, di’: come? come?
-
-PULEJO.
-
-Come!... Aspetta (_Pausa. Sta a pensare_). Dimmi un po’: mangia in casa
-il signor Capitano?
-
-PAOLINO.
-
-In casa, sì.... verso le sei, appena sbarcato. Sono anch’io invitato a
-tavola....
-
-PULEJO.
-
-Ah, bene. — E allora.... — sì, dico, tu non ci andrai così, suppongo, a
-mani vuote.
-
-PAOLINO.
-
-Perchè? — Ah, ho promesso di portare al ragazzo un po’ di paste....
-
-PULEJO.
-
-Benissimo! (_Troncando_). Senti: va’ a comperare codeste paste.
-
-PAOLINO
-
-(_non comprendendo ancora_).
-
-Come? Perchè? E tu?
-
-PULEJO.
-
-Le porti in farmacia, da mio fratello Totò.
-
-PAOLINO.
-
-Ma tu che vuoi fare?
-
-PULEJO.
-
-Aspettami là in farmacia. Il tempo almeno di lavarmi la faccia, santo
-Dio! M’hai fatto perdere il sonno!
-
-PAOLINO.
-
-Ah no, sai! Non ti lascio, Nino! non ti lascio! Se prima non mi dici....
-
-PULEJO.
-
-Che vuoi che ti dica, scusa? Ti dico d’andare a comperar le paste, e
-dammi intanto la chiave di casa mia.
-
-PAOLINO.
-
-Ma le paste sono per il ragazzo.
-
-PULEJO.
-
-Va bene. Ma ne offrirai anche alla signora, suppongo, e anche al signor
-Capitano — (_lo guarda con intenzione_). Mi spiego?
-
-PAOLINO.
-
-Le paste?
-
-PULEJO.
-
-Ma sì, via! Lascia fare a me. Dammi la chiave.
-
-PAOLINO.
-
-No! Non te la do! Tu ti butti a dormire....
-
-PULEJO.
-
-Ma no, fidati! Il sonno m’è passato.
-
-PAOLINO.
-
-Làvatela qua da me, la faccia.
-
-PULEJO.
-
-Andiamo, via! Mi sembri un ragazzino! Da’, da’....
-
-PAOLINO
-
-(_dandogli la chiave_).
-
-Eccola qua. Mi fido di te, bada! Bada, Nino, ne va della vita!
-(_Riassalito da un dubbio angoscioso_) Ma che vuoi fare con queste
-paste?
-
-PULEJO.
-
-Ti dico di lasciar fare a me!
-
-PAOLINO.
-
-Ah, sì? — Puoi.... puoi con.... con la scienza? (_Riprendendosi, con
-scatto di sdegno_). Ah Dio, questo! io, questo!
-
-PULEJO.
-
-Che cos’è?
-
-PAOLINO.
-
-Che cos’è! che cos’è.... — Ti pare forse che io, quello che io
-sono, sia tutto qua, in questo caso per cui ti domando ajuto? Io,
-io, domandare ajuto, per questo, alla scienza, — io! — a te, che
-della scienza.... sì, ti servi per campar la vita — mentre io l’amo
-disinteressatamente, la scienza! la venero a costo di tanti sacrifizi!
-
-PULEJO.
-
-Oh sai? se ti paresse di profanarla....
-
-PAOLINO.
-
-No! Intendimi! Io dico, esser costretto a ricorrere.... (_sbuffa_).
-Ufff.... Tutte le viscere mi si torcono dentro, credi! Esser preso
-così.... senza saper come.... — per niente.... — per un po’ di pietà
-verso una donna che vedi piangere e che non te ne vuol dire, in prima,
-il perchè.... Tu la forzi a dirtelo.... La.... la conforti.... oggi....
-domani.... E.... e poi.... sissignore, ti trovi stretto così — per la
-feroce e beffarda crudeltà d’un manigoldo, ecco qua — in una necessità
-come questa — buffa, sì, ti pare che non lo senta? Tu ne ridi.... ne
-hai riso....
-
-PULEJO.
-
-Eh, veramente.... Ma no!
-
-PAOLINO.
-
-Ma sì! ma sì! E t’ho fatto ridere io — perchè voglio....
-
-PULEJO.
-
-Che il Capitano faccia il suo dovere di marito....
-
-PAOLINO.
-
-Perchè non posso voler altro — tu lo capisci!
-
-PULEJO.
-
-La morale, la morale, sì....
-
-PAOLINO.
-
-Ma non la mia! La vostra! Come la volete voi! Perchè io, invece, lo
-ucciderei — e ti giuro, sai, che lo uccido, io! — se non fa l’obbligo
-suo questo signor capitano! — Tu devi sentirlo veramente, perdio, che
-sono uri uomo onesto, io, e che me la sposerei, io, se stesse in me,
-quella signora, subito, per riparare!
-
-PULEJO.
-
-Sì, sì.... Ma andiamo; non discutiamo più, adesso....
-
-PAOLINO.
-
-Andiamo, sì, andiamo. — L’uccido, ti giuro!
-
-PULEJO.
-
-Ma no! speriamo che non ce ne sarà bisogno.
-
-PAOLINO.
-
-Di’: venti basteranno?
-
-PULEJO.
-
-Che cosa?
-
-PAOLINO.
-
-Venti paste?
-
-PULEJO.
-
-Uh, anche troppe!
-
-PAOLINO.
-
-Ne compro trenta, sai? trenta, quaranta.... (_si avvia con Pulejo, e
-sta per uscire, quando scoppia un gran fracasso all’uscio in fondo tra
-grida altissime_).
-
-_Le voci di_ GIGLIO _e_ BELLI.
-
-Professore! Professore! Apra, perdio! Ci lascia qua?
-
-PAOLINO
-
-(_al dottore_).
-
-Ah, già.... Aspetta!... Gli scolari!... Chi ci pensava più? (_corre ad
-aprire l’uscio_).
-
- GIGLIO e BELLI vengono fuori scapigliati, con le facce
- congestionate, furibondi, scaraventando per terra libri e dizionari
- e protestando a coro:
-
-GIGLIO e BELLI.
-
-— Questa è soperchieria! prepotenza!
-
-— Siamo asfissiati!
-
-— Non verremo più!
-
-PAOLINO
-
-(_cercando di placarli_).
-
-Abbiate pazienza! abbiate pazienza!
-
-
- TELA.
-
-
-
-
-ATTO SECONDO.
-
-
- Tinello in casa del Capitano Perella. Veranda in fondo, con ampia
- vista sul mare. Due usci laterali a sinistra: quello prossimo
- al proscenio è la comune; l’altro dà nella camera da letto del
- Capitano. Tra un uscio e l’altro un portafiori con cinque vasi
- bene in vista. Lateralmente a destra, un altro uscio. Vetrine con
- stoviglie da tavola, credenza, e poi divano, con sulla spalliera
- uno specchio; poltrone, un tavolinetto. La tavola è apparecchiata
- in mezzo, con cura, per quattro. Alla parete, quadri rappresentanti
- marine, vecchie fotografie, e qua e là oggetti esotici, ricordi
- dei viaggi del capitano Perella. Lo stesso giorno del primo atto.
- Pomeriggio. A poco a poco si farà sera e, sul finire dell’atto,
- entrerà dalla veranda un bel chiaro di luna.
-
-
-SCENA PRIMA.
-
-_Il signor_ PAOLINO, NONÒ, _poi_ GRAZIA.
-
- Il signor PAOLINO, seduto al tavolinetto con NONÒ accanto sfoglia
- un quaderno di versioni latine e segna con un lapis rosso e
- turchino i voti sotto ogni versione.
-
-
-PAOLINO.
-
-E qua possiamo segnare un bel nove.
-
-NONÒ.
-
-Un altro nove? (_Batte le mani, esultante_) Che bellezza! E così fanno:
-tre otto, un dieci e due nove!
-
-PAOLINO.
-
-Sì, e tu lo mostrerai a papà, appena arriva, questo quaderno.
-
-NONÒ.
-
-Eh altro! eh altro! (_Si mette a fare un conto sulle dita_).
-
-PAOLINO.
-
-Perchè — bada, Nonò! — devi far di tutto quest’oggi per lasciar
-contento papà....
-
-NONÒ
-
-(_senza badargli, seguitando a contare_).
-
-Sì.... sì....
-
-PAOLINO
-
-(_seguitando_).
-
-E non dargli il minimo pretesto d’inquietarsi! Ma che conti stai
-facendo?
-
-NONÒ.
-
-Aspetta.... Tre (_e si tiene con la destra tre dita della mano
-sinistra_) poi quattro e cinque (_e mostra le cinque dita della
-sinistra_) sei e sette (_e mostra l’indice e il pollice della destra_)
-otto, nove e dieci (_e mostra a uno a uno le altre tre dita della
-destra_): Mezza lira! mezza lira!
-
-PAOLINO.
-
-Che vuol dire mezza lira?
-
-NONÒ.
-
-Ma sì, mezza lira! Che bellezza! Perchè papà mi dà un soldo per ogni
-otto: sono tre: tre soldi, dunque. Poi due soldi per ogni nove: sono
-due: quattro soldi. Tre soldi per ogni dieci. Dunque: tre e quattro,
-sette; e tre: dieci, che fanno mezza lira!
-
-PAOLINO.
-
-Ah, benissimo! Sei contento?
-
-NONÒ.
-
-Eh, io sì! Figurati! Ma lui no!
-
-PAOLINO
-
-(_restando male_).
-
-Come come? Lui non sarà contento?
-
-NONÒ.
-
-Eh no.... Prima mi dava tre soldi per ogni nove e cinque per ogni
-dieci. Ma poi, visto che tu li semini gli otto, i nove e i dieci....
-
-PAOLINO.
-
-Ah sì? t’ha detto così? che io li semino?
-
-NONÒ.
-
-Sì, ha preso il quaderno, l’ultima volta, e l’ha buttato all’aria....
-così (_eseguisce, con sprezzo_) gridando: Ma perdio, li semina questo
-professore, gli otto, i nove e i dieci....
-
-PAOLINO.
-
-E s’è arrabbiato?
-
-NONÒ.
-
-Tanto! E ha ribassato la tariffa!
-
-PAOLINO.
-
-(_subito_).
-
-Ah, ma allora.... (_riprende il quaderno e ritorna a sfogliarlo in
-furia_) aspetta.... aspetta, Nonotto mio.... ribassiamo noi subito i
-punti.... segniamo cinque.... segniamo sei.... segniamo sette....
-
-NONÒ
-
-(_con un grido, come se si sentisse strappare un dente_).
-
-Come! No! E la mezza lira?
-
-PAOLINO.
-
-Ma te la darò io, Nonò! Ecco.... ecco.... (_cava la borsetta dal
-taschino_) te la dò io.... te la dò io....
-
-NONÒ.
-
-No.... no....
-
-PAOLINO.
-
-Ma sì, figliuolo mio! M’immaginavo che papà dovesse esserne contento!
-Se mi dici che s’arrabbia, invece! Ecco, prendi.... Per te è la stessa
-cosa che te la dia io o che te la dia papà, non è vero?
-
-NONÒ
-
-(_pestando i piedi_).
-
-No, no: io voglio i tre otto, i due nove e il dieci!
-
-PAOLINO.
-
-Ma non te li meriti, in coscienza, figliuolo mio! Non te li meriti
-proprio!
-
-NONÒ.
-
-E perchè allora me li davi?
-
-PAOLINO.
-
-Ma perchè.... perchè non sapevo che costassero soldi e un dispiacere a
-papà! Non dobbiamo far dispiacere a papà, Nonò! E oggi, oggi dobbiamo
-esser lieti tutti! Anche tu, con la tua mezza lira, che ti dà in
-premio, di nascosto, il tuo professore — (oh, non dirne nulla a papà,
-bada!) — te la dò, perchè se non ti meriti i nove e i dieci, un premio
-pure te lo meriti per i progressi che fai....
-
-NONÒ.
-
-Come mi hai scritto nel libro?
-
-PAOLINO.
-
-Ecco, sì.... benissimo! Come ti ho scritto nel libro.
-
- Entra GRAZIA dalla comune. È una vecchia dalla burbera faccia
- cavallina.
-
-GRAZIA.
-
-La signora non c’è?
-
-PAOLINO
-
-(_indicando l’uscio a destra_).
-
-La signora credo sia di là, Grazia.
-
-GRAZIA.
-
-E allora ci vada lui (_indica Nonò_) ad avvertirla che è venuto il
-marinajo.
-
-NONÒ
-
-(_subito, scattando_).
-
-Il marinajo? È arrivato papà! Vado a bordo! vado a bordo! (_s’avvia
-correndo per la comune_).
-
-PAOLINO.
-
-No, che fai, Nonò? Vieni qua! Bisognerà prima avvertirne la mamma.
-
-NONÒ.
-
-La mamma lo sa! lo sa! (_fa per uscire_).
-
-PAOLINO.
-
-Férmati, ti dico! (_A Grazia_) Andate voi, vi prego, ad avvertir la
-signora.
-
-NONÒ.
-
-Ma se lo sa, Dio mio!
-
-GRAZIA
-
-(_andando a picchiare all’uscio a destra, borbotta_).
-
-Quante storie! quante storie! (_picchia all’uscio e, senza neanche
-aspettar la risposta, entra_).
-
-
-SCENA SECONDA.
-
-DETTI, _la_ SIGNORA PERELLA, _il_ MARINAJO.
-
-
-NONÒ
-
-(_che s’è fermato presso la comune, grida verso l’interno_).
-
-Marinajo! Marinajo! vieni qua!
-
-MARINAJO
-
-(_entrando subito_).
-
-Eccomi qua! (_Si piega sulle gambe e apre le braccia per ricevere sul
-petto Nonò, che spicca un salto e gli s’appende al collo_). Ah! Viva
-l’ammiraglio!
-
-NONÒ.
-
-Portami da papà! Subito subito!
-
- Entra dall’uscio a destra la signora PERELLA abbigliata con una
- certa cura straordinaria che la fa apparire più goffa.
-
-MARINAJO
-
-(_a Nonò che gli sta in braccio_).
-
-Aspettiamo che ce lo dica la mamma! (_Si toglie il berretto_). Ai
-comandi, signora!
-
-SIGNORA PERELLA.
-
-È già entrato in porto il vapore?
-
-MARINAJO.
-
-Stava per entrare, signora. A quest’ora sarà entrato!
-
-NONÒ.
-
-E andiamo allora subito! Voglio veder la manovra!
-
-MARINAJO.
-
-Eh, durerà un pezzo, prima che abbassino la scala!
-
-SIGNORA PERELLA.
-
-Mi raccomando, per carità, Nonò! Lo affido a voi, Filippo!
-
-MARINAJO.
-
-Non dubiti, signora! Al vecchio Filippo può affidarlo! A rivederla!
-Andiamo, ammiraglio!
-
- Via per la comune con NONÒ in braccio.
-
-
-SCENA TERZA.
-
-_La_ SIGNORA PERELLA _e il signor_ PAOLINO.
-
-
-PAOLINO
-
-(_appena andati via Nonò e il Marinajo, voltandosi verso la signora
-Perella, pudicamente afflitta nel goffo impaccio del suo straordinario
-abbigliamento_).
-
-Ma no! ma no, cara! no! Come ti sei combinata? Così no!
-
-SIGNORA PERELLA.
-
-Mi.... mi sono acconciata....
-
-PAOLINO.
-
-Ma che acconciata! No! Ci vuol altro!
-
-SIGNORA PERELLA
-
-(_guardandosi addosso_).
-
-Perchè?
-
-PAOLINO.
-
-Ma perchè così no! non va!
-
-SIGNORA PERELLA.
-
-Più di così?... Dio sa quanto m’è costato!
-
-PAOLINO.
-
-Lo vedo! Ma così non va, anima mia! Tutto dipenderà, forse, dal primo
-incontro! A momenti egli arriva.... Ti deve trovar piacente! Ora così
-non va.... Capisco, capisco che ti dev’esser costato! Ma ancora non
-basta!
-
-SIGNORA PERELLA.
-
-Oh Dio! E come allora?
-
-PAOLINO.
-
-È enorme, sì, anima mia, lo intendo, enorme il sagrifizio che devi
-compiere, tu casta, tu pura, per renderti appetibile a una bestia come
-quella! Ma bisogna che tu lo compia, intero!
-
-SIGNORA PERELLA
-
-(_esitante, con occhi bassi_).
-
-Più.... più scollata?
-
-PAOLINO.
-
-Più! sì, più! molto, molto più!
-
-SIGNORA PERELLA.
-
-No, no.... Dio mio....
-
-PAOLINO.
-
-Sì! Per carità! Tu hai grazie, tesori di grazia nel tuo corpo, che
-tieni gelosamente, santamente custoditi. Bisogna che tu ti faccia un
-po’ di violenza!
-
-SIGNORA PERELLA.
-
-No, no.... Dio, Paolino, che mi dici? Sarebbe inutile poi, credi! Non
-ci ha mai badato!
-
-PAOLINO.
-
-Ma dobbiamo appunto forzarlo a badarci! forzarlo, quest’animale che
-non capisce la bellezza modesta, pudica, che nasconde i suoi tesori di
-grazia! Presentarglieli, ecco — lascia fare a me — metterglieli sotto
-gli occhi, almeno un po’.... (_Appressandosi con le mani avanti_)
-Guarda.... così, permetti?
-
-SIGNORA PERELLA
-
-(_arretrando, spaventata, e con ribrezzo riparandosi il seno_).
-
-Ma no! Li sa, Dio mio, Paolino!
-
-PAOLINO
-
-(_incalzando_).
-
-Ricordarglieli!
-
-SIGNORA PERELLA
-
-(_c. s._).
-
-Ma se non se ne cura!
-
-PAOLINO.
-
-Lo so; ma perchè tu, anima mia, e questo è il tuo pregio, bada, per me!
-quello per cui io ti ho cara e ti stimo e ti venero! codesti tesori,
-tu, non hai saputo mai farli valere....
-
-SIGNORA PERELLA
-
-(_quasi inorridita_).
-
-Farli valere? E come?
-
-PAOLINO.
-
-Come? Vedi, tu non te l’immagini neppure, come! Eh, altro! Tante lo
-sanno bene!
-
-SIGNORA PERELLA
-
-(_c. s._)
-
-Ma che fanno? come fanno?
-
-PAOLINO.
-
-Niente. Non.... non nascondono così, ecco! E poi.... Via, non farmi
-disperare! Credi che costi a te soltanto, del resto? Costa anche a me,
-perdio, predisporti, acconciarti perchè tu possa piacere a un altro!
-(_alzando le braccia al cielo_) preparare la virtù, Dio, per comparire
-davanti alla bestia! Ma bisogna, per la tua salvezza e per la mia!
-Lasciami fare! Non abbiamo più tempo da perdere. Prima di tutto, via
-codesta camicetta! È funebre! Viola, colore deprimente! Una rossa, che
-strilli!
-
-SIGNORA PERELLA.
-
-Non ne ho!
-
-PAOLINO.
-
-E allora quella di seta giapponese, che ti sta tanto bene!
-
-SIGNORA PERELLA.
-
-Ma è accollata....
-
-PAOLINO.
-
-Scòllala! In nome di Dio, scòllala! Non ci vuol nulla.... Ripieghi
-in dentro i due lembi, qua davanti; ci appunti su, giro giro, un
-merletto.... Ma àprila bene, mi raccomando!... molto, molto! almeno fin
-qua.... (_indica sul seno di lei, molto giù_).
-
-SIGNORA PERELLA
-
-(_inorridita_).
-
-No! Tanto?
-
-PAOLINO.
-
-Tanto! Tanto! Da’ ascolto a me!
-
-SIGNORA PERELLA
-
-(_c. s._).
-
-Ma tanto, no!
-
-PAOLINO.
-
-Tanto, sì; Se no, ti dico che è poco! E pèttinati un po’ meglio, per
-carità! con qualche ricciolino sulla fronte. Uno lungo, qua, in mezzo
-alla fronte, a gancio! E due altri qua, che s’allunghino sulle gote, a
-gancio!
-
-SIGNORA PERELLA
-
-(_c. s. non comprendendo_).
-
-A gancio? Oh Dio, come a gancio? Perchè?
-
-PAOLINO.
-
-Perchè sì! Da’ ascolto a me! Non farmi perder tempo in spiegazioni! A
-gancio è così (_glielo mostra col dito, contraendolo_) insomma, come un
-punto interrogativo sottosopra! Uno qua; uno qua e uno qua (_indica la
-fronte, poi la guancia destra, poi la sinistra_). Se non sai farteli,
-te li faccio io! Vai, vai, cara.... (_La spinge verso l’uscio a
-destra_). E scolla, scollala molto, la camicetta!... Io intanto esamino
-qua la tavola se non ci manca nulla per il pasto della belva!
-
- La signora PERELLA esce per l’uscio a destra, lasciandolo aperto.
- PAOLINO si reca alla tavola apparecchiata in mezzo; la esamina,
- aggiusta qua e là, posate, bicchieri.
-
-PAOLINO
-
-(_eseguendo_).
-
-Così.... così.... così.... E quella marmotta di Totò, intanto, che
-ancora non viene! Mi disse fra cinque minuti.... eccoli qua, i cinque
-minuti del signor farmacista! Un’ora! È passata un’ora!
-
-SIGNORA PERELLA
-
-(_dall’interno, strillando_).
-
-Ahi!
-
-PAOLINO
-
-(_accorrendo davanti all’uscio_).
-
-Che hai fatto?
-
-SIGNORA PERELLA.
-
-Mi sono punta un dito, con lo spillo!
-
-PAOLINO.
-
-Ti esce sangue?
-
-SIGNORA PERELLA.
-
-No. Non ne ho più nemmeno una goccia nelle vene!
-
-PAOLINO.
-
-Eh, lo so! E dovresti averne tanto, anima mia per dare un po’ di colore
-alle tue guance bianche.
-
-SIGNORA PERELLA.
-
-M’ajuterà la vergogna, Paolino....
-
-PAOLINO.
-
-Non ci contare! Hai tanta paura, che la tua vergogna non avrà nemmeno
-il coraggio d’arrossire! Ma ho qua l’occorrente: non temere! L’ho
-portato con me.... (_trae di tasca una scatoletta di belletto e
-altri oggetti per la truccatura e li depone sul tavolinetto_) Ho qua
-tutto.... Dico di quell’imbecille di Totò che non mi porta ancora le
-paste! Sono sulle spine.... A fidarsi!... Se non fa a tempo! Ma mi
-disse: Vai, fra cinque minuti sarò da te....
-
-SIGNORA PERELLA
-
-(_dall’interno, piangendo_).
-
-Dio.... Dio.... Dio....
-
-PAOLINO.
-
-Che cos’è? Un’altra puntura? Piangi? (_guarda nell’interno della soglia
-e arretra_) Ah! È spaventoso! Apre di nuovo la bocca!
-
-SIGNORA PERELLA
-
-(_c. s., in un gemito_).
-
-Che avvilimento!... che avvilimento!...
-
-
-SCENA QUARTA.
-
-DETTO, GRAZIA e il signor TOTÒ.
-
- Si sente picchiare all’uscio a sinistra.
-
-
-GRAZIA
-
-(_dall’interno_).
-
-Permesso?
-
-PAOLINO.
-
-Avanti.
-
-GRAZIA
-
-(_entrando, con voce sgarbata_).
-
-C’è un signore con un involto, che domanda di lei.
-
-PAOLINO.
-
-Ah, Totò.... meno male!... Fatelo, fatelo entrare.
-
-GRAZIA.
-
-Qua?
-
-PAOLINO.
-
-Qua, sì.... se non vi dispiace....
-
-GRAZIA.
-
-Ma che vuole che mi dispiaccia, a me!... Se dice qua, lo faccio entrare
-qua, e basta!
-
-PAOLINO.
-
-Ecco, sì.... qua.... scusate....
-
-GRAZIA.
-
-Oh, quante storie! (_esce_).
-
-PAOLINO.
-
-Ingozziamo, Paolino! (_Poi, recandosi in fretta a chiudere l’uscio a
-destra, annunzia verso l’interno_). Le paste! le paste!
-
-TOTÒ
-
-(_dall’interno_).
-
-Permesso?
-
-PAOLINO.
-
-Vieni, vieni avanti, Totò. Cinque minuti, eh?
-
- Il signor Totò entra tenendo sospeso per il cappio un involto, col
- braccio alzato all’altezza del mento, e il collo torto.
-
-TOTÒ.
-
-Abbi pazienza: cosa delicata, Paolino. C’è pure di mezzo la mia
-responsabilità, capirai.... quella di mio fratello.... Qua c’è un
-innocente....
-
-PAOLINO
-
-(_investendolo_).
-
-Un innocente? Chi? chi è l’innocente? Ah, tu vieni a dire a me che qua
-c’è un innocente? Lui, l’innocente? Quando siamo tutti qua, anche tu,
-per costringerlo a fare il suo dovere, nient’altro che il suo dovere, a
-costo di farmi scoppiare il cuore, dalla rabbia, dall’angoscia, dalla
-disperazione!... Uno come me, che non ha mai finto, che ha gridato
-sempre in faccia a tutti la verità, costretto a usare un inganno di
-questo genere, col concorso d’un imbecille come te!
-
-TOTÒ.
-
-Ma no! Che pensi? Io dicevo per il ragazzo, Paolino! Non c’è un ragazzo
-qua, scusa?
-
-PAOLINO.
-
-Ah, tu parlavi del ragazzo?
-
-TOTÒ.
-
-Ma sì, del ragazzo. Se dico un innocente, scusa....
-
-PAOLINO.
-
-Scusami, scusami tu, allora! Scusami, caro.... Sono in uno stato
-d’animo.... Hai portato intanto ciò che dovevi portarmi?
-
-TOTÒ.
-
-Ecco, ti volevo dire appunto.... Essendoci un ragazzo.... — tu capirai
-— ho pensato.... se Dio liberi....
-
-PAOLINO
-
-(_comprendendo_).
-
-Già.... già.... sì....
-
-TOTÒ.
-
-E non ho voluto.... non ho voluto assolutamente....
-
-PAOLINO
-
-(_restando_).
-
-Come! Non hai voluto? E che hai fatto allora?
-
-TOTÒ.
-
-Delle paste? Me le sono mangiate.
-
-PAOLINO.
-
-Tu? Te le sei mangiate tu? Quaranta paste?
-
-TOTÒ.
-
-Metà. E metà le ho conservate per mio fratello, stasera.
-
-PAOLINO.
-
-Come! E allora? Che mi hai portato costì?
-
-TOTÒ.
-
-Eh, non ci hai perduto nulla, non temere! Ci hai guadagnato, anzi! Un
-bel pasticcetto di crema, squisito.
-
-PAOLINO.
-
-Da leccarmene le dita, già. Perchè difatti sarà un festino per me!
-
-TOTÒ.
-
-No, non dico questo; non t’arrabbiare! Dico per spiegarti il ritardo.
-Ho dovuto prepararlo.... Guarda.... (_lo posa sul tavolinetto e lo
-svolge_).
-
-PAOLINO.
-
-Ma.... Oh! (_e gli fa un cenno d’intelligenza_).
-
-TOTÒ.
-
-Non dubitare! (_Lo mostra_) Condizionato a meraviglia, perchè non
-si possa sbagliare.... Vedi? Metà bianco.... e questa metà è per
-il ragazzo.... per te, se vorrai mangiarne. E metà nero, crema di
-cioccolato! Niente al ragazzo, di questa; mi raccomando! Sta’ attento,
-veh!
-
-PAOLINO.
-
-La nera, sì, va bene! Ma.... (_cenno come sopra_).
-
-TOTÒ.
-
-Non dubitare!
-
-PAOLINO.
-
-Bene. Vai, vai, allora, amico mio! È già tardi! Il vapore è arrivato!
-Vai, vai.... E speriamo! Speriamo bene!
-
-TOTÒ.
-
-Stai sicuro!
-
-PAOLINO.
-
-Come vuoi che stia sicuro! (_Subito, staccando_) Oh, tomba, siamo
-intesi!
-
-TOTÒ.
-
-Puoi dubitare di me?
-
-PAOLINO.
-
-Mi sei amico.... E il caffè te lo darò ogni mattina, sai? Puoi
-contarci. Vàttene! Vàttene!
-
-TOTÒ.
-
-Sì, sì, grazie. Addio, Paolino. (_Esce per l’uscio a sinistra_).
-
-PAOLINO
-
-(_va a prendere il pasticcio per collocarlo, con solennità sacerdotale
-in mezzo alla tavola, altare della Bestia, e tenendolo prima sollevato
-come un’ostia consacrata_).
-
-Oh, Dio, fa’ che valga! fa’ che valga! La sorte d’una famiglia, la
-vita, l’onore d’una donna, Dio, la mia stessa vita, tutto è sospeso
-qui!
-
-
-SCENA QUINTA.
-
-_La_ SIGNORA PERELLA _e_ DETTO.
-
- La signora PERELLA rientra dall’uscio a destra più che mai
- vergognosa con le spalle voltate verso PAOLINO, il capo basso,
- gli occhi a terra, ambo le mani parate a nascondere il seno. È
- scollatissima, e s’è fatti i tre ricci a gancio, uno in mezzo alla
- fronte; gli altri due alle gote.
-
-
-SIGNORA PERELLA.
-
-Paolino.
-
-PAOLINO
-
-(_accorrendo_).
-
-Ah! Hai fatto? Brava, brava.... Lasciati vedere!
-
-SIGNORA PERELLA
-
-(_schermendosi_).
-
-No.... no.... Muojo di vergogna.... no....
-
-PAOLINO.
-
-Ma che vorresti stare così davanti a lui? E allora perchè ti sei
-scollata? Via, giù, codeste mani!
-
-SIGNORA PERELLA
-
-(_c. s._).
-
-No.... no....
-
-PAOLINO.
-
-Ma non capisci che bisogna che egli veda?
-
- La signora PERELLA si reca allora le mani al volto, sollevando
- di qua e di là le braccia per scoprire abbondantemente il seno
- imbandito.
-
-SIGNORA PERELLA.
-
-Èccoti, èccoti....
-
-PAOLINO.
-
-Ah.... be.... benissimo.... sì.... be.... benissimo.... (_Se non che,
-la signora Perella, col volto così nascosto, scoppia in pianto_). Che?
-Piangi? Ma no! Piangi? E brava, sì! Piangi, adesso! Sciupati anche gli
-occhi! (_Subito, intenerendosi e abbracciandola_) Anima mia, anima mia,
-perdonami! credi, soffro più di te, più di te, di codesto tuo strazio,
-che è atroce! M’ucciderei, credi, m’ucciderei per non veder codesto
-spettacolo della virtù che deve prostituirsi così! Su, su.... È il tuo
-martirio, cara!... Bisogna che tu lo affronti con coraggio! E tocca a
-me di fartelo, il coraggio!
-
-SIGNORA PERELLA.
-
-Giovasse almeno!
-
-PAOLINO.
-
-Così no, di certo! Devi persuadertene! Così non giova a nulla! No!
-Sorridente.... sorridente, cara! Provati, forzati a sorridere!
-
-SIGNORA PERELLA.
-
-E come, Paolino?
-
-PAOLINO.
-
-Come? Ecco.... così.... guarda.... (_sorride a freddo, smorfiosamente_).
-
-SIGNORA PERELLA.
-
-Ma non posso, così....
-
-PAOLINO.
-
-Sì.... sì.... Ecco.... guarda.... Che vuoi che ti faccia per farti
-ridere? qualche piccolo lezio da scimmia, (_eseguisce_). Ecco vedi?...
-sì, sì.... così, eh? sì!... ridi! Mi gratto.... eh eh.... (_La signora
-Perella ride tra le lacrime d’un riso convulso_). Ridi.... sì....
-brava, così.... ridi! E guarda, ora mi butto per terra, eh?... così
-gattone! (_eseguisce e la convulsione di riso della signora Perella
-cresce_). Brava, così!... ridi.... ridi.... ridi.... E ora faccio salti
-da montone! (_eseguisce e la convulsione della signora arriva fino allo
-spasimo_). Viva la bestia! viva la bestia!
-
-SIGNORA PERELLA
-
-(_mentre Paolino seguita a saltare come un montone, torcendosi dalle
-risa_).
-
-Basta.... per carità.... non ne posso più.... non ne posso più.... (_E
-trapassa subito dal riso al pianto di nuovo_).
-
-PAOLINO
-
-(_cessando subito di saltare e accorrendo, frenetico_).
-
-Come! ti rimetti a piangere? Ridevi così bene!... Ah è la disperazione,
-lo so. Su, su, basta! Finiscila, perdio! Mi fai impazzire! (_In preda
-a una frenesia crescente, la scrolla con rabbia e la rimette su a
-forza, come un fantoccio che tra le mani gli caschi a pezzi_). Mi fai
-impazzire! Su! stai su! zitta! Voglio che stia zitta e su! Così! così!
-Ti debbo dipingere!
-
-SIGNORA PERELLA
-
-(_stordita dagli scrolloni, atterrita, sbalordita_).
-
-Dipingere?
-
-PAOLINO.
-
-Sì! Asciugati bene gli occhi! Le guance! Sei pallida! sei smorta! Come
-vuoi che la bestia capisca la finezza del bello delicato, la soavità
-della grazia malinconica? Ti dipingo! Alza la faccia.... così! (_gliela
-alza_).
-
-SIGNORA PERELLA
-
-(_come un automa, rimanendo con la faccia alzata, mentre Paolino prende
-dal tavolinetto gli oggetti per la truccatura_).
-
-Ah Dio, fa’ di me quel che vuoi....
-
-PAOLINO
-
-(_cominciando a imbellettarla, a bistrarla, sulle gote, negli occhi,
-alla bocca, con spaventosa esagerazione_).
-
-Ecco, aspetta. Prima le guance.... Così!... così!... Per lui, che
-non capisce altro, devi esser come una di quelle!... Così!... La
-bocca, adesso!... Dov’è il cinabro?... Qua, ecco.... Schiudi un po’
-le labbra.... Ecco, aspetta.... così.... Non piangere, perdio! Sciupi
-ogni cosa!... Così.... così.... Gli occhi, adesso! Devo annerirti gli
-occhi.... Ci ho tutto qua.... ci ho tutto.... Chiudi gli occhi, chiudi
-gli occhi.... Ecco.... così.... così.... così.... E ora ti rafforzo
-col lapis le sopracciglia.... Così.... così.... così. Lasciati vedere
-adesso!
-
- La signora PERELLA quasi stralunata, mostra il volto
- spaventosamente dipinto, come quello d’una baldracca da trivio.
-
-PAOLINO
-
-(_mostrandola, come ubriacato dall’orgasmo, con grottesca aria di
-trionfo_).
-
-E ora mi dica il signor capitano Perella, se vale più quella sua
-signora di Napoli!
-
-SIGNORA PERELLA
-
-(_dopo essere rimasta lì un pezzo, esposta come uno sconcio pupazzo
-da fiera, si alza e si reca a guardarsi allo specchio sul divano,
-inorridita_).
-
-Oh Dio!... Sono uno spavento!
-
-PAOLINO.
-
-Sei come devi essere per lui! (_E intanto si mette a nascondere gli
-oggetti da truccatura_).
-
-SIGNORA PERELLA.
-
-Ma non sono più io!... Non mi riconoscerà!...
-
-PAOLINO.
-
-Non deve più riconoscerti difatti! Deve vederti così!
-
-SIGNORA PERELLA.
-
-Ma è una maschera orribile!
-
-PAOLINO.
-
-Quella che ci vuole per lui!
-
-SIGNORA PERELLA
-
-(_con strazio_).
-
-E Nonò?... Nonò?... Io sono una povera madre, Paolino!
-
-PAOLINO
-
-(_intenerendosi fino alle lagrime, abbracciandola_).
-
-Sì, sì.... hai ragione, povera anima mia, sì! hai ragione! Ma che vuoi
-farci? Ti vuole lui, così! Non ti vuole madre! E tu la darai a lui,
-codesta maschera, alla sua bestialità!... Sotto di essa, sei poi tu,
-che ne spasimi; tu come sei per te stessa e per me, cara! E tutto il
-nostro amore!...
-
-
-SCENA SESTA.
-
-DETTI, NONÒ, _il_ CAPITANO PERELLA, _poi_ GRAZIA.
-
- Dall’interno si sente la voce di NONÒ che grida, accorrendo.
-
-
-_La voce di_ NONÒ.
-
-Ecco papà! ecco papà!
-
-PAOLINO
-
-(_staccandosi subito dall’abbraccio e allontanandosi dalla signora
-Perella_).
-
-Eccolo!... Mi raccomando!
-
-SIGNORA PERELLA.
-
-Oh Dio.... Oh Dio....
-
-PAOLINO.
-
-Sorridente! Sorridente, cara!... Sorridente!...
-
-NONÒ
-
-(_dall’interno ancora, riprende a gridare_).
-
-È arrivato pa.... (_quando un calcio del capitano lo manda a ruzzolare
-sulla scena troncandogli in bocca la parola_).
-
- Spunta il CAPITANO PERELLA che ha l’aspetto d’un enorme sbuffante
- cinghiale setoloso.
-
-PERELLA
-
-(_a Nonò accompagnando il calcio, che gli appioppa dietro_).
-
-E zitto, che non ho bisogno di trombettieri!
-
-SIGNORA PERELLA
-
-(_con un grido, vedendo ruzzolare Nonò e accorrendo per sollevarlo_).
-
-Ah! Nonò mio!
-
-PAOLINO
-
-(_accorrendo anche lui e sollevando da terra Nonò che piange_).
-
-Ti sei fatto male, Nonotto?
-
-PERELLA.
-
-Non s’è fatto nulla! (_a Nonò_) Zitto là! Zitto! Smetti di piangere!
-(_Nonò smette di piangere, vedendosi sopra, minaccioso, il padre_).
-(_A Paolino_) Mio padre, caro professore, quando avevo poco più di sei
-anni, per punirmi di non avere ancora imparato a nuotare, sa che fece?
-m’afferrò per la cuticagna e mi buttò a mare, vestito, dalla banchina
-del molo, gridando: — «O morto, o nuotatore!».
-
-PAOLINO.
-
-E lei non morì!
-
-PERELLA.
-
-Imparai a nuotare! Questo per dirle, che non sono d’accordo con lei
-circa al metodo, caro professore. Troppo dolce è lei, troppo dolce!
-
-PAOLINO.
-
-Dolce? io? Ma no, scusi, perchè? Anch’io, creda, all’occorrenza....
-
-PERELLA.
-
-Che occorrenza! che occorrenza! Tempra, tempra ci vuole! Le dico che
-lei è troppo dolce, e me lo vizia, me lo vizia, quel ragazzo là....
-
-PAOLINO
-
-(_subito, con calore_).
-
-No! Ah no! scusi.... questo no, questo non me lo deve dire, signor
-Capitano; perchè il vero guajo qua, se vuol saperlo, è un altro; e lei
-avrebbe già dovuto capirlo da un pezzo!
-
-PERELLA.
-
-La madre?
-
-PAOLINO.
-
-No, non la madre! Viene di conseguenza, scusi, che il ragazzo si vizii:
-è figlio unico!
-
-PERELLA.
-
-Ma niente affatto! Che unico! Lo dice lei!
-
-PAOLINO.
-
-Come, scusi, non è unico?
-
-PERELLA
-
-(_forte, riscaldandosi_).
-
-Bisogna saperlo educare!
-
-PAOLINO.
-
-Sì! certo.... Ma se fossero due!...
-
-PERELLA
-
-(_infuriandosi, col sangue agli occhi_).
-
-Non lo ridica neanche per ischerzo, sa! Neanche per ischerzo! Ne ho
-d’avanzo d’uno!
-
-PAOLINO
-
-(_subito, rimettendosi_).
-
-Non si inquieti.... non si inquieti, per carità! Dicevo.... dicevo per
-scusarmi....
-
-PERELLA.
-
-Un altro figlio! Starei fresco, starei....
-
- Mentre si svolge questo dialogo tra PERELLA e il sig. PAOLINO,
- dietro, se ne svolge un altro, muto, tra NONÒ e la madre. NONÒ,
- finendo di piangere sotto l’imposizione del padre, è andato
- per rifugiarsi presso la madre; ma subito s’è arrestato con gli
- occhi e la bocca sbarrati nello scorgerla conciata a quel modo.
- La madre, allora, ha congiunto pietosamente le mani per pregarlo
- di non gridare il suo spavento e il suo stupore; poi, assalita
- dalla solita contrazione viscerale ha spalancato la bocca come un
- pesce e s’è recato subito il fazzoletto alla bocca, lasciando NONÒ
- sbigottito a scuotere le manine per aria.
-
-PERELLA
-
-(_come pentito chiamando_).
-
-Qua, Nonò! (_Si volta, scorgendolo nell’atto di scuotere le manine_)
-Oh! e che fai? (_Guarda verso la moglie_) Che cos’è? (_Scorgendola
-così dipinta e scollata_) Oh! e come.... tu?.... (_Scoppia in
-un’interminabile, fragorosa, faticosissima risata, durante la quale il
-signor Paolino, alle sue spalle, serra le pugna, convulso; le apre,
-artigliate, per la tentazione di saltargli addosso e strozzarlo;
-mentre la signora Perella, avvilita, mortificata, atterrita, guarda
-a terra_) Come ti.... come ti sei impiastricciata? ah! ah! ah!
-ah! una bertuccia.... ah! ah! ah! ah!... una bertuccia vestita,
-sull’organetto.... parola d’onore! (_Le s’appressa, la prende per una
-mano; e la contempla sempre ridendo_) Uh.... ma guarda!... (_Le vede
-il seno scoperto_) Uh.... abbondanza!... E che cos’è? (_voltandosi
-verso il signor Paolino_) Professore!... Ah! ah! ah! ah! E non ne è
-sbalordito anche lei, di questo magnifico spettacolo?
-
-PAOLINO
-
-(_frenando a stento l’indignazione, con sorrisi spasmodici_).
-
-Nien.... niente affatto!... Scusi, perchè? Vedo che.... che la signora
-s’è.... s’è messa con una certa cura....
-
-PERELLA.
-
-Cura? La chiama cura, questa, lei? S’è mascherata! S’è.... (_accennando
-al seno scoperto_) s’è scodellata tutta! Ah! ah! ah! ah!
-
-SIGNORA PERELLA.
-
-Ma Francesco.... Dio mio.... scusa....
-
-PERELLA.
-
-Ti sei forse mascherata così, per me? No, no, no, no, no! Ah, grazie!
-No, no, no, no, no! (_Accennando al seno di lei_) Puoi pure chiudere
-bottega! Non ne compero! (_Voltandosi al signor Paolino_) Passò quel
-tempo, Enea, caro professore! Non me ne sento più neanche toccar
-l’ugola!... (_Alla moglie_) Grazie, cara, grazie! Va’ va’ a lavarti la
-faccia, va’... Voglio andare subito a tavola, io! subito!
-
-SIGNORA PERELLA.
-
-È tutto pronto, Francesco....
-
-PERELLA.
-
-Pronto? Ah, brava! Possiamo allora sedere? Lei, professore, è con noi?
-
-PAOLINO.
-
-Ma.... sì, credo....
-
-SIGNORA PERELLA.
-
-Sì, sì, Francesco.... il professore è invitato....
-
-PERELLA.
-
-Mi fa piacere. Venga, venga, professore..., segga! Ma non si
-scandalizzi, perchè, mangio io, sa? mangio!... E si vede, eh? si
-vede.... (_mostra l’epa; poi, rivolgendosi alla moglie che fa per
-sedersi dirimpetto a lui_) No, no, cara: fa’ il piacere, senti.... Se
-non vuoi andare a lavarti, non mi seder di fronte, così conciata! Mi
-metto a ridere di nuovo, e qualche boccone, Dio liberi, mi può andar di
-traverso.... Ma che idea t’è venuta, di’?
-
-SIGNORA PERELLA.
-
-Oh Dio, nessuna idea, Francesco....
-
-PERELLA.
-
-E come, allora? così? (_fa un gesto espressivo con la mano per
-significare: è stato un estro? e ride_) Ah! ah! ah! ah! Possibile che
-lei, sul serio, professore, dica che....
-
-PAOLINO
-
-(_interrompendo_).
-
-Ma si! dico che lei dovrebbe riconoscere, scusi, che la signora, così,
-sta benissimo!
-
-PERELLA.
-
-Benissimo, si.... Non dico di no! Ma se fosse un’altra, ecco! Se fosse
-un’altra.... lei m’intende!... Come moglie, no.... scusi! È buffa, è
-buffa come moglie, così, via, dica la verità: è buffa! (_Scoppia di
-nuovo a ridere_) Niente! Rido! Abbia pazienza, professore: la faccia
-sedere qua, al suo posto; e segga lei di fronte a me.
-
-PAOLINO
-
-(_alzandosi e prendendo il posto della signora_).
-
-Oh, per me.... come vuole....
-
-PERELLA.
-
-Scusi, sa, grazie.... (_Alla moglie_) Oh, dunque, si mangia?
-(_Voltandosi verso Nonò che sta ingrugnato e tutto aggruppato sul
-divano_) Ohi, Nonò, a tavola!
-
-NONÒ.
-
-No, non vengo, no!
-
-PERELLA
-
-(_dando un pugno sulla tavola_).
-
-A tavola, dico! Subito! Ubbidisci senza replicare!
-
-PAOLINO.
-
-Nonò via, vieni!
-
-PERELLA
-
-(_dando un altro pugno sulla tavola_).
-
-No! La prego, professore!
-
-PAOLINO.
-
-Scusi, scusi....
-
-PERELLA.
-
-Lei me lo vizia, gliel’ho detto! Deve obbedire, senza sollecitazioni!
-Ho detto a tavola; e dunque, a tavola! (_Si alza e va a prenderlo di
-peso dal divano_).
-
-SIGNORA PERELLA
-
-(_piano, nel frattempo, a Paolino, quasi per piangere_).
-
-Dio mio.... Dio mio....
-
-PAOLINO
-
-(_piano, c. s. alla signora Perella_).
-
-Coraggio!... Pazienza!... Sorridente.... sorridente!... Ecco....
-così.... come me!
-
-PERELLA
-
-(_calando a seder di forza Nonò sulla seggiola, a tavola_).
-
-Qua! così! Sederai e non mangerai, per castigo! Dritto, su! Dritto,
-dico! Dritto, o con un pugno.... (_lo minaccia; e, come Nonò,
-spaventato, si raddrizza_) Così! E fermo lì! (_Rivolgendosi alla
-moglie_) Insomma, dico, si mangia, sì o no?
-
-SIGNORA PERELLA
-
-(_vedendo entrare Grazia dalla comune, con la zuppiera fumante_).
-
-Ecco, ecco, Francesco....
-
- Grazia servirà dalla credenza in tavola e durante il pranzo uscirà
- e rientrerà parecchie volte.
-
-PERELLA.
-
-Finalmente! (_A Paolino, rimasto dopo il consiglio dato alla signora
-Peretta, con un sorriso involontario rassegato sulle labbra_). Oh,
-senta professore, gliel’avverto perchè la tratto da amico! Lei mi
-farebbe proprio un gran piacere, se non sorridesse, quando faccio
-qualche rimprovero al ragazzo o a mia moglie!
-
-PAOLINO
-
-(_cascando dalle nuvole_).
-
-Io? sorrido? io?
-
-PERELLA.
-
-Lei, sì, mi pare! Ha la bocca atteggiata di sorriso anche adesso!
-
-PAOLINO.
-
-Sì? Proprio? Sorrido?
-
-PERELLA.
-
-Sorride! sorride!
-
-PAOLINO.
-
-Oh Dio.... E allora io non lo so!... Le giuro, capitano, che ho proprio
-paura di non essere io.... Perchè io, le giuro, non sorrido!...
-
-PERELLA.
-
-Ma come non sorride, se sorride?
-
-PAOLINO.
-
-Ah sì? Ancora? Non sono io! non sono io! può crederci! non sono io!
-Ho tutt’altro che intenzione di sorridere io, in questo momento! Se
-sorrido, saranno.... che vuole che le dica!... saranno i nervi.... i
-nervi, per conto loro!...
-
-PERELLA.
-
-Lei ha i nervi così sorridenti?
-
-PAOLINO.
-
-Già! Pare.... Sorridenti!...
-
-PERELLA.
-
-Io no, sa!
-
-PAOLINO.
-
-Neppure io, veramente, di solito.... Si vede che oggi ha preso loro
-così.... Nervi! (_Si mette a mangiare — Pausa_).
-
-NONÒ
-
-(_a cui Grazia ha posto già da un pezzo davanti la scodella_).
-
-Posso mangiare, papà?
-
-PERELLA.
-
-Ti avevo detto di no! (_Alla moglie_). Chi l’ha servito?
-
-SIGNORA PERELLA.
-
-L’ha servito Grazia, Francesco....
-
-PERELLA.
-
-Non doveva!
-
-PAOLINO.
-
-Veramente.... ecco, forse.... non lo sapeva....
-
-PERELLA.
-
-E allora lei (_indica la moglie_), doveva dirglielo! (_A Nonò_). Basta!
-Per questa volta, mangia!
-
- Nonò si agita sulla seggiola, senza mangiar la minestra.
-
-SIGNORA PERELLA.
-
-Mangia, mangia, Nonò (_Nonò fa il suo solito cenno col dito_).
-
-PERELLA
-
-(_scorgendolo_).
-
-Che significa?
-
-NONÒ.
-
-Non dicevo per la minestra, io, papà....
-
-PERELLA.
-
-E perchè dicevi allora? Ora si mangia la minestra!
-
-NONÒ
-
-(_esitante, birichino_).
-
-Eh.... Vedo una cosa!
-
-SIGNORA PERELLA
-
-(_in tono di lamentoso rimprovero_).
-
-Ma che cosa, Nonò....
-
-PAOLINO
-
-(_sulla brace_).
-
-Benedetto ragazzo....
-
-NONÒ
-
-(_indicando con un rapido gesto, subito ritratto, il pasticcio in mezzo
-alla tavola_).
-
-Eccola là!
-
-PERELLA.
-
-Che c’è là?... (_Guarda_). Ah, un pasticcio?
-
-PAOLINO.
-
-Già.... mi.... mi sono permesso, signor capitano....
-
-PERELLA.
-
-Ah, l’ha portato lei?
-
-PAOLINO.
-
-Sì.... mi.... mi scusi.... mi sono permesso....
-
-PERELLA.
-
-La scuso? E come? Oh bella! Debbo scusarla d’avermi regalato un
-pasticcio? Ma io debbo ringraziarla, invece, caro professore!
-
-PAOLINO.
-
-No, che dice? per carità.... debbo io, debbo io, signor capitano,
-ringraziare lei....
-
-PERELLA.
-
-D’averla invitata a tavola? Ebbene, vuol dire che ci ringrazieremo,
-all’ultimo, a vicenda!
-
-PAOLINO
-
-(_con un’esclamazione che gli scappa spontanea_).
-
-Eh!... Speriamo!
-
-PERELLA.
-
-Come, speriamo?
-
-PAOLINO
-
-(_cercando di rimediare_).
-
-Sì.... dico che.... che sia di.... di suo gradimento, ecco.... speriamo
-che.... che le piaccia!
-
-NONÒ.
-
-A me, tanto, sai? tanto! (_Si mette ginocchioni sulla sedia_). Guarda!
-Questa qui! Questa qui! Questa nera!
-
-PERELLA.
-
-Giù a sedere, perdio! (_Nonò eseguisce_).
-
-PAOLINO
-
-(_sudando freddo_).
-
-E non facciamo storie, Nonò! Non cominciamo con quella nera; se no,
-mi fai pentire d’averlo portato! Tu di quella nera lì non devi neanche
-assaggiarne!
-
-NONÒ.
-
-Perchè?
-
-PAOLINO.
-
-Perchè no! Perchè mamma mi ha detto che.... che soffri di un po’
-di riscaldamento, è vero, signora? qui, allo stomaco.... ed il
-cioccolatto, per te, in questo momento....
-
-NONÒ.
-
-Ma no!... io?... La mamma! Soffre di stomaco la mamma, non io!
-
-PAOLINO
-
-(_subito_).
-
-Nonò!
-
-SIGNORA PERELLA
-
-(_con altra voce_).
-
-Nonò!
-
-PERELLA
-
-(_con altra voce_).
-
-Nonò! insomma, finiamola!
-
-PAOLINO.
-
-Se l’ho fatto fare apposta, figliuolo mio, così, metà e metà....
-
-NONÒ.
-
-Ma a me piace quella col cioccolatto!
-
-PERELLA.
-
-E avrai di quella col cioccolatto, sta’ zitto! A me non piace!
-
-PAOLINO
-
-(_spaventato, subito_).
-
-Come! A lei non piace? a lei non piace il cioccolatto?
-
-PERELLA.
-
-No.... cioè, così.... poco! Preferisco quell’altra....
-
-PAOLINO
-
-(_sentendosi cascar l’anima e il fiato_).
-
-Oh Dio!...
-
-PERELLA.
-
-Che cos’è?...
-
-PAOLINO.
-
-Niente.... Niente.... vedo che.... mi.... mi sono ingannato.... e....
-
-PERELLA.
-
-Ma non si confonda! Mangio di tutto, io!... mangio di tutto!... La
-questione è, che qui, mi pare che si mangiano soltanto chiacchiere!
-Dov’è Grazia? Che fa? che fa? (_scrolla la tavola_). Che fa?
-
- Grazia rientra con l’altro servito.
-
-SIGNORA PERELLA.
-
-Eccola, eccola, Francesco.
-
-PERELLA
-
-(_a Grazia_).
-
-Io veglio esser servito a tamburo! T’ho detto mille volte che a tavola
-non voglio aspettare! Da’ qua! (_Le strappa il bislungo dalle mani con
-tale violenza, che il contenuto sta per rovesciarglisi addosso; balza
-in piedi, buttando il bislungo sulla tavola e rompendo, se càpita,
-qualche piatto e qualche bicchiere_). Ah, perdio! Come lo porgi?
-
-GRAZIA.
-
-Se lei me lo strappa!
-
-PERELLA.
-
-E tu me lo rovesci addosso, animale? — Mangiate voi! — Non voglio più
-mangiare (_Fa per avviarsi alla sua camera_).
-
-PAOLINO
-
-(_correndogli appresso_).
-
-No, guardi.... per carità, signor capitano....
-
-SIGNORA PERELLA
-
-(_correndogli appresso anche lei_).
-
-Pensa, pensa che abbiamo un ospite a tavola, Dio mio, Francesco....
-
-PERELLA
-
-(_a Paolino_).
-
-Mi si fa dannare, caro professore, mi si fa dannare in questa casa! Lei
-vede?
-
-PAOLINO.
-
-Io la prego d’aver un po’ di pazienza.
-
-PERELLA.
-
-Ma che pazienza! Me lo fanno apposta!
-
-SIGNORA PERELLA.
-
-Noi cerchiamo di far di tutto per lasciarti contento....
-
-PERELLA
-
-(_notando di nuovo il volto di lei così impiastricciato_).
-
-Guarda che faccia.... guarda che faccia....
-
-PAOLINO.
-
-Venga.... sia buono.... venga.... lo faccia per me, signor capitano....
-Sono di confidenza, è vero, ma.... ma dopo tutto, sono un invitato....
-
-PERELLA
-
-(_arrendendosi_).
-
-Per lei, sa! Mi arrendo per lei! Ma non garantisco che arriviamo alla
-fine!...
-
-PAOLINO.
-
-No! non lo dica!... Speriamo.... speriamo che non troverà più ragione
-da lamentarsi!
-
-PERELLA.
-
-Che vuole sperare! Non mi riesce più da anni, a casa mia, d’arrivare
-alla fine del pranzo! (_Rivolgendosi alla moglie_). È inutile, oh,
-sai, ripetermi che abbiamo un ospite a tavola! Quand’io m’arrabbio,
-professore, deve scusarmi, perdo la vista degli occhi, e non bado più a
-chi c’è o a chi non c’è! Per non fare uno sproposito, me ne scappo!
-
- Durante questa scena, Nonò, rimasto a tavola, si sarà pian piano
- accostato alla tavola, si sarà messo ginocchioni sulla seggiola, e
- come un gattino con la zampetta avrà assaggiato il pasticcio, dalla
- parte del cioccolatto.
-
-PERELLA
-
-(_scorgendolo_).
-
-Ecco qua! Lo vede? lo vede? Se questo è il modo d’educare il ragazzo!
-(_Afferra Nonò per un orecchio e lo trascina verso l’uscio a destra_)
-Vai subito a letto! subito a letto, senza mangiare! subito! (_Appena
-arrivato davanti all’uscio lo spinge dentro col piede_). Via!
-(_Tornando a tavola_). Ma io non resisto, sa! Non resisto! Vede come mi
-tocca di mangiare ogni volta?
-
-SIGNORA PERELLA.
-
-Benedetto ragazzo! (_a Paolino_). Non se n’è mica mangiato poco....
-
-PAOLINO.
-
-Ma sì, via.... poco.... non vede? un tantino appena appena di qua....
-
-PERELLA.
-
-Professore, per carità, non me lo faccia vedere! Mi viene la tentazione
-di prenderlo e d’andarlo a buttare di là! (_fa per prenderlo, indicando
-la veranda_).
-
-PAOLINO
-
-(_riparandolo_).
-
-No!... Per carità! Mi vuol fare quest’offesa, signor Capitano?
-
-PERELLA.
-
-E allora mangiamocelo subito!
-
-PAOLINO.
-
-Subito! subito! Ecco, sì bravo! Questa è una bella pensata! E se
-permettete, taglio io.... faccio io le parti eh? Ecco.... subito,
-subito! (_eseguisce_) alla signora, prima! ecco qua! Questa, alla
-signora.... così!
-
-SIGNORA PERELLA.
-
-Troppo!
-
-PAOLINO.
-
-No, che troppo! (_Rivolgendosi al capitano_). Ora, se permette....
-badi, dico se permette, perchè, se non permette, niente! in qualità di
-professore, solo in qualità di professore....
-
-PERELLA.
-
-Ne vorrebbe dare a Nonò?
-
-PAOLINO.
-
-Non oggi! ah non oggi! Lei l’ha castigato, e ha fatto benone! Dico,
-conservargli la sua porzione, se lei permette, badi! per domani.
-Tutta questa bianca! Gliel’avevo promesso in premio, ecco.... come
-professore....
-
-PERELLA
-
-(_battendo con la nocca di un dito sulla tavola, tutto contento della
-freddura che sta per dire_).
-
-Vede? vede? Non gliel’ho detto io, che il suo metodo è troppo dolce?
-Eh, più dolce di così!
-
-PAOLINO.
-
-Ah.... già.... benissimo.... E di questa metà qua, ora, ecco, facciamo
-così....
-
-PERELLA.
-
-Ma che così! La dà tutta a me?
-
-PAOLINO.
-
-A me basta così!...
-
-PERELLA.
-
-Ma no!
-
-PAOLINO.
-
-La prego! Perchè sa? la crema, a me.... mi.... mi.... non mi....
-insomma, non mi.... come dico?... ecco, sì.... mi.... mi fa acidità,
-ecco.... acidità di stomaco.... Quanto meno ne mangio, meglio è, Lei ha
-mangiato poi così poco!...
-
-PERELLA
-
-(_mangiando a gran bocconi_).
-
-Buona.... buona.... Ah, buona,... buona.... buona.... buona! Bravo,
-professore!
-
-PAOLINO.
-
-Lei non sa il piacere che mi sta facendo....
-
-SIGNORA PERELLA.
-
-Ne fa tanto anche a me, quando lo vedo mangiare così di buona voglia....
-
-PAOLINO.
-
-Vuole anche quest’altro pezzo? Guardi, non l’ho ancora toccato!...
-
-PERELLA.
-
-No.... no....
-
-PAOLINO.
-
-Per me, senza cerimonie.... Mi farebbe male, gliel’assicuro!
-
-PERELLA.
-
-Ne prendo, se mai, un tantino della porzione di Nonò. Mi sembra troppa!
-
-PAOLINO.
-
-No, guardi, proprio mi fa un piacere, se prende la porzione mia....
-
-PERELLA.
-
-Oh! Se a lei fa male.... dia qua! (_la prende e mangia anche quella_).
-Non c’è pericolo che faccia male a me! Ne potrei mangiare due volte
-tanto, tre volte tanto, non mi farebbe niente! (_Alla moglie_). Che mi
-dài da berci su adesso?
-
-SIGNORA PERELLA.
-
-Ma.... non so....
-
-PERELLA.
-
-Come, non sai? Non c’è neanche un po’ di marsala?
-
-SIGNORA PERELLA.
-
-Non ce n’è, Francesco....
-
-PERELLA
-
-(_infuriandosi apposta, rivolto al signor Paolino, per piantare al
-solito la moglie e andare a chiudersi in camera_).
-
-Ha visto? S’invita uno a tavola e non si prepara neanche un po’ di
-marsala!
-
-PAOLINO.
-
-Oh, sa, se è per me....
-
-PERELLA.
-
-Ma è per la cosa in sè stessa! per tutto quello che manca di
-previdenza, d’ordine, di buon governo a casa mia! La signora pensa a
-lisciarsi!
-
-SIGNORA PERELLA
-
-(_ferita_).
-
-Io?
-
-PERELLA.
-
-Ah no? Lo negheresti?
-
-SIGNORA PERELLA.
-
-Ma è la prima volta, Francesco....
-
-PERELLA
-
-(_afferrando la tovaglia, strappandola giù con tutto quello che vi sta
-sopra e balzando in piedi_).
-
-Ah, perdio!
-
-PAOLINO
-
-(_spaventato_).
-
-Capitano.... capitano!
-
-PERELLA.
-
-Osa rispondermi, perdio!
-
-SIGNORA PERELLA.
-
-Ma che ho detto?
-
-PERELLA.
-
-È la prima volta? Sia l’ultima, sai! Perchè, tanto, con me, è inutile!
-Non mi pigli! non mi pigli! non mi pigli! Piuttosto mi butto dalla
-finestra! Va’ al diavolo!
-
- Corre, così dicendo, verso l’uscio della sua camera, si caccia
- dentro, e si sente il rumore del paletto, che sarà bene esagerare
- grottescamente.
-
-
-SCENA SETTIMA.
-
-PAOLINO, _la_ SIGNORA PERELLA _e_ GRAZIA.
-
- Restano tutti e due, come basiti, a guardarsi un pezzo, nella
- crescente penombra. Entra GRAZIA dalla comune, vede lo scompiglio e
- lo scempio di tutta la suppellettile da tavola per terra, e scuote
- in aria le mani, tentennando il capo.
-
-
-GRAZIA.
-
-Al solito, eh?
-
-SIGNORA PERELLA
-
-(_risponde appena al tentennio del capo, poi dice_):
-
-No, vai, Grazia. Sparecchierai domani.... (_Accenna all’uscio della
-camera del marito_). Non far rumore....
-
-GRAZIA.
-
-Accendo?
-
-SIGNORA PERELLA.
-
-No, lascia.... lascia....
-
-GRAZIA
-
-(_ritirandosi_).
-
-Ogni volta, così!... (_esce per la comune_).
-
-
-SCENA OTTAVA.
-
-DETTI, _meno_ GRAZIA.
-
- Si avviva a poco a poco sempre più dalla finestra aperta della
- veranda un raggio di luna, che investe principalmente i cinque vasi
- del portafiori tra i due usci laterali di sinistra.
-
-
-SIGNORA PERELLA.
-
-Hai sentito? Dice che piuttosto si butterebbe dalla finestra!
-
-PAOLINO.
-
-Eh!... Aspetta!... Bisogna aspettare!...
-
-SIGNORA PERELLA.
-
-Tu ci speri? Io non ci spero, no, Paolino....
-
-PAOLINO.
-
-Mi hanno detto tutt’e due i fratelli di non dubitare.... di star sicuro!
-
-SIGNORA PERELLA.
-
-Sì. Ma io dico per lui! Non lo conoscono!... Non lo conosci neanche tu,
-Paolino!... Piuttosto davvero si butterebbe dalla finestra....
-
-PAOLINO.
-
-Oh, senti.... Se tu vai incontro alla prova con quest’animo....
-
-SIGNORA PERELLA.
-
-Io?... Io sono qua, Paolino.... Aspetto.... aspetterò tutta la notte....
-
-PAOLINO.
-
-Ma devi aspettar con fiducia!
-
-SIGNORA PERELLA.
-
-Ah, no, credi, invano.
-
-PAOLINO.
-
-Ma bisogna che tu la abbia, almeno, un po’ di fiducia! Può giovare,
-credi, se ne hai, ad attirarlo! Sì! sì! Io credo nella forza dello
-spirito!... E tu devi averne! devi averne! Pensa che, se no, c’è
-l’abisso aperto per noi! Io non so che faccio, non so che faccio
-domani!... Per carità, anima mia....
-
-SIGNORA PERELLA.
-
-Ma sì.... ecco.... vedi? io mi metto qua.... così....
-
- Siede su un seggiolone a bracciuoli, antico, rivolta verso l’uscio
- della camera del marito, in modo che se questi aprisse, se la
- troverebbe davanti, in atteggiamento di «Ecce Ancilla Domini»
- circonfusa nel raggio lunare.
-
-PAOLINO.
-
-Sì.... sì.... ecco.... così.... Oh santa mia!... Io ti prego, ti prego
-di farmi trovare uni segno domani, demani all’alba.... Questa notte io
-non dormirò. Verrò domattina all’alba, davanti alla tuia casa. Se è sì,
-fammi trovare un segno...; ecco, guarda, uno di questi vasi di fiori,
-qua, alla finestra della veranda, là, perchè io lo veda dalla strada
-domani all’alba! Hai capito?
-
-SIGNORA PERELLA.
-
-Io sono qua.
-
-PAOLINO
-
-(_contemplandola_).
-
-Ah! Mi sembri veramente una santa!... (_Arretra verso la comune_).
-
-SIGNORA PERELLA.
-
-A domani, Paolino....
-
-PAOLINO
-
-(_già presso la comune, congiungendo le mani_).
-
-Così sia!
-
-
- TELA.
-
-
-
-
-ATTO TERZO.
-
-
- La stessa stanza dell’atto precedente. È l’alba del giorno
- appresso. _Sul davanzale della finestra, nella veranda in fondo,
- nessun vaso di fiori._ Sono ancora per terra la tovaglia e la
- suppellettile da tavola rovesciate dal capitano Perella.
-
-
-SCENA PRIMA.
-
-GRAZIA, _poi il_ MARINAJO.
-
- Al levarsi della tela, GRAZIA, tutta scarduffata, con l’occorrente
- per far pulizia, è curva a raccogliere i cocci del vasellame rotto
- e i piatti, i bicchieri rimasti sani, che poserà a mano a mano
- sulla tavola. Raddrizzandosi di tratto in tratto, si stirerà,
- contraendo il volto, per significare che ha tutta la persona
- indolenzita, segnatamente le reni; protenderà allora una mano a
- pugno chiuso in direzione dell’uscio della camera del Capitano e
- borbotterà qualche inintelligibile imprecazione.
-
-
-GRAZIA.
-
-Guardate qua.... guardate qua che rovina!... piatti.... bicchieri....
-E tutto insozzato!... povera tovaglia! Neanche una stalla sarebbe per
-lui!... Il porcile.... il porcile.... per lui!... Ah, manco male....
-una bottiglia è sana.... (_Raddrizzandosi_) Ahi, ahi, ahi!... Non mi
-reggo più su, le reni.... Sfasciate.... ahi, ahi, ahi.... spezzate....
-
- Suono di campanello alla porta.
-
-Chi sarà?... (_Avviandosi per aprire_). Ahi, ahi, ahi....
-
- Gesto verso la porta del Capitano, un borbottamento, ed esce per la
- comune. Poco dopo rientrerà in scena col MARINAJO.
-
-GRAZIA.
-
-Ma se vi dico che la signora non m’ha lasciato nulla per voi!
-
-MARINAJO.
-
-E allora il Comandante non riparte oggi?
-
-GRAZIA.
-
-Che ne so io, se riparte o non riparte?
-
-MARINAJO.
-
-Ma sì, che deve ripartire oggi! E la roba, la signora, deve averla
-preparata jersera....
-
-GRAZIA.
-
-Jersera, sì!... Aveva proprio testa da pensare a preparar la roba,
-jersera....
-
-MARINAJO.
-
-Gran putiferio?
-
-GRAZIA.
-
-Il diavolo a quattro!
-
-MARINAJO.
-
-Uh, e ha rovesciato tutto, al solito?
-
-GRAZIA.
-
-Questo solo?... Cose.... cose dell’altro mondo!... cose, vi dico, che
-non si sono mai nè viste nè sentite!...
-
-MARINAJO.
-
-Ah sì? Che ha fatto? che ha fatto?
-
-GRAZIA.
-
-Che ha fatto!?... ha fatto che....
-
-MARINAJO.
-
-Dite, dite....
-
-GRAZIA
-
-(_facendogli gli occhiacci_).
-
-Non lo so!
-
-MARINAJO.
-
-Maltratti alla signora, mi figuro!... sgarbi al ragazzo!... Se l’è
-presa anche con voi?
-
-GRAZIA
-
-(_lo guarda; sta per dire chi sa che cosa; ma taglia corto_).
-
-Lasciatemi, lasciatemi fare qua....
-
-MARINAJO.
-
-Anche con voi? Eh! a chi i confetti e a chi i dispetti! Da una parte le
-piglia e dall’altra le dà!
-
-GRAZIA.
-
-Che dà? che piglia?
-
-MARINAJO.
-
-Le piglia! le piglia! (_fa cenno di busse con la mano_). Ah, se le
-piglia! Da quell’altra — a Napoli. — Qua fa il lupo; con quell’altra,
-invece, è più mansueto d’un agnellino!
-
-GRAZIA.
-
-Ma che agnellino! (_piano, con gli occhiacci_). Un majalone è! ecco
-quello che è!
-
-MARINAJO.
-
-Sì, va bene; ma quella lì lo sa far stare a dovere.... Lo so io! Fin
-da quando ero imbarcato al suo servizio.... Ci sono andato poche volte
-io, in casa di quella signora! Tutti i giorni, fin tanto che si stava
-a Napoli: E ho assistito a certe scene! Ma al contrario, le faceva lei
-a lui! Un donnone, se vedeste! Due quintali! E brutta, oh!... Certi
-occhiacci.... Ma chi sa come gli sembrerà bella, a lui! Una rovina,
-poi! Un figlio all’anno! Glien’avrà fatti altri cinque, sei.... da
-allora!
-
-GRAZIA.
-
-Com’è, giovane?
-
-MARINAJO.
-
-Giovane, giovane... Dev’essere ancora giovane, sotto la trentina....
-
-GRAZIA.
-
-Ah! E non gli basta?
-
-MARINAJO.
-
-A chi? A lei?
-
-GRAZIA.
-
-Dico a lui! dico a lui!
-
-MARINAJO.
-
-Ah.... perchè ha qui anche la moglie, volete dire?
-
-GRAZIA.
-
-Che moglie e moglie! Non la guarda nemmeno la moglie!
-
-MARINAJO.
-
-E allora? Ohè! Ne sapreste forse qualche cosa anche voi?
-
-GRAZIA.
-
-Lasciatemi sbrigare qua, v’ho detto!
-
-MARINAJO
-
-(_ride_).
-
-Ah! ah! ah! ah! Sarebbe da ridere....
-
-GRAZIA.
-
-Insomma, ve n’andate?
-
-MARINAJO.
-
-Sì vado, vado. Ritornerò più tardi.... Ma avvertitela la signora, che
-son venuto per la roba.... che la prepari.... A rivederci eh?
-
-GRAZIA.
-
-A rivederci.
-
- Il MARINAJO esce per la comune. GRAZIA ritorna a cercar tra le
- pieghe della tovaglia per terra qualche piatto o bicchiere rimasto
- sano e, trovandone qualcuno e levandosi per posarlo sulla tavola,
- rifà il gesto per esprimere l’indolenzimento delle reni. Si sente
- poco dopo — grottescamente di nuovo esagerato — il rumore del
- paletto tratto dall’uscio della camera del Capitano.
-
-GRAZIA.
-
-Eccolo qua, che esce dalla gabbia, la belva!
-
-
-SCENA SECONDA.
-
-DETTA _e il_ CAPITANO PERELLA.
-
- Il CAPITANO vien fuori, tutto ammaccato dal sonno, con gli occhi
- pesti e un umore più che mai bestiale.
-
-
-PERELLA
-
-(_scorgendo Grazia per terra_).
-
-Ah.... tu, costì? Con chi parlavi?
-
-GRAZIA.
-
-Col marinajo, parlavo....
-
-PERELLA.
-
-È andato via?
-
-GRAZIA.
-
-È andato via.
-
-PERELLA.
-
-E che era venuto a fare, a quest’ora?
-
-GRAZIA.
-
-Era venuto per la roba da portare a bordo. (_Pausa_).
-
-PERELLA.
-
-E tu non sai augurare il buon giorno al tuo padrone?
-
-GRAZIA.
-
-Già! Per giunta! Eccolo qua, il mio buon giorno! (_indica i cocci per
-terra_).
-
-PERELLA.
-
-Lo fai adesso, codesto servizio? Che hai fatto tutto jersera?
-
-GRAZIA
-
-(_gli lancia una lunga occhiataccia, poi torna al suo servizio senza
-rispondere_).
-
-PERELLA.
-
-Rispondi! (_Le viene innanzi, minaccioso_).
-
-GRAZIA
-
-(_si leva, lo guarda di nuovo, poi dice_):
-
-Lo domanda a me, che ho fatto? (_Breve pausa_). Lei strappa; lei rompe;
-lei (_sottolineando in modo ambiguo_) obbliga la gente a servizi, a cui
-non è tenuta....
-
-PERELLA.
-
-Io voglio subito il caffè!
-
-GRAZIA.
-
-Ancora non è pronto.
-
-PERELLA
-
-(_facendolesi sopra con la mano levata_).
-
-Ah, così mi rispondi?
-
-GRAZIA
-
-(_sfuggendo_).
-
-Non mi s’accosti! non mi tocchi o grido, sa!
-
-PERELLA.
-
-Vai subito a preparare il caffè! Non sai che voglio trovarlo pronto,
-appena mi alzo dal letto?
-
-GRAZIA.
-
-Potevo difatti immaginare, che proprio questa mattina lei si dovesse
-levare all’alba.... dopo che....
-
-PERELLA.
-
-Insomma! La finisci di rispondere? Vai subito per il caffè!
-
-GRAZIA.
-
-Vado.... Vado....
-
- Via, per l’uscio a sinistra.
-
-
-SCENA TERZA.
-
-_Il_ CAPITANO PERELLA _solo, poi il signor_ PAOLINO _e_ GRAZIA.
-
-
-PERELLA
-
-(_tentennando il capo_).
-
-Ma guarda un po’!...
-
- Con la faccia più che mai aggrondata e disgustata, gli occhi cupi
- e truci, sta un po’ a pensare; poi sbuffa; poi si brancica gli
- abiti addosso, smaniosamente, e accompagna l’atto con una specie
- di rugghio bestiale nella gola; scrolla il capo e va un po’ per la
- stanza. Ha caldo! ha caldo! si sente soffocare!... Va alla veranda;
- s’affaccia alla finestra in fondo; guarda il mare e trae un ampio
- respiro; poi finge di guardare in giù nella strada e di scorgervi
- il signor PAOLINO; fa un atto di sorpresa e si china a parlare.
-
-PERELLA.
-
-Oh — buon giorno, professore!... E come, fuori a quest’ora? da queste
-parti?... (_Tendendo l’orecchio_). Che?... — Già, già.... — anch’io!...
-Un po’ d’aria.... Questo venticello.... sì. Delizioso. — Vuol venire
-su?... — Venga, venga.... — Le offro una tazza di caffè.... — Sì,
-bravo, venga!
-
- Rimane ancora un po’ sulla veranda; poi viene incontro al signor
- PAOLINO, che entra per la comune con una faccia da morto ansiosa,
- gli occhi lividi, lampeggianti di follia, come se, non avendo
- trovato il segno alla veranda, avesse deciso di commettere un
- delitto.
-
-PERELLA.
-
-Ih, che sveltezza! È salito di corsa?
-
-PAOLINO.
-
-Sì. Mi dica. Ha visto che tornavo dallo Scalo?
-
-PERELLA.
-
-L’ho vista col naso in su, che guardava qua, da me....
-
-PAOLINO.
-
-Sì. Ma ero di ritorno. Sono arrivato fino allo Scalo. Nel passare
-davanti la sua casa, la prima volta, andando, c’era giù un crocchio
-di gente che gridava. — Dica un po’: che sia caduto, per caso, dalla
-finestra là, della veranda, qualche vaso di fiori?
-
-PERELLA
-
-(_stordito_).
-
-Vaso di fiori?... Giù nella strada?
-
-PAOLINO.
-
-Sì — da quella finestra!
-
-PERELLA.
-
-Ma no.... Ch’io sappia....
-
-PAOLINO.
-
-No?
-
-PERELLA.
-
-Io non so di vasi.... — Ma perchè?
-
-PAOLINO.
-
-Perchè mi parve di vedere giù, sotto la finestra tra quel crocchio di
-gente che gridava, un mucchio.... non so.... di cocci per terra; e ho
-immaginato che gridasse per questo....
-
-PERELLA.
-
-Io non ho inteso nulla....
-
-PAOLINO.
-
-Non c’era proprio nessun vaso là, quando lei si è affacciato?
-
-PERELLA.
-
-Nessuno.... Eccoli là, i vasi (_indica il portafiori_) — tutti e cinque.
-
-PAOLINO.
-
-Sono stati sempre cinque?
-
-PERELLA.
-
-Cinque, sì. Non vede? non c’è posto, qua, per altri vasi....
-
-PAOLINO
-
-(_quasi tra sè addolorato, friggendo_).
-
-E allora.... allora.... niente....
-
-PERELLA
-
-(_squadrandolo_).
-
-E come? Oh bella! Pare che lei sia dolente, che non sia caduto davvero
-nessun vaso....
-
-PAOLINO
-
-(_subito, riprendendosi_).
-
-No; io? che! — È che.... che m’ero figurato che.... che dovesse
-esserci, quel vaso....
-
-PERELLA.
-
-Perchè la gente gridava sotto?
-
-PAOLINO.
-
-Già.... Sa com’è, quando uno s’immagina una cosa? L’ho creduto
-proprio come una realtà, passando e sentendo gridar quella gente. —
-«C’era un vaso — mi son detto — alla finestra là del Capitano, e sarà
-caduto....».
-
-PERELLA.
-
-Ma no! che vaso! È curioso che io di là non ho sentito affatto gridare
-giù in istrada....
-
-PAOLINO.
-
-Non ne parliamo più! — Ma scusi, lei... (_e s’interrompe come se gli
-notasse in faccia qualche segno impressionante_).
-
-PERELLA
-
-(_turbato, non comprendendo_).
-
-Io... che cosa?
-
-PAOLINO.
-
-Sì, dico.... lei.... (_e s’interrompe di nuovo per spiarlo più
-intensamente nella faccia ammaccata_).
-
-PERELLA.
-
-Che cosa? — Oh sa che lei ha un curioso modo di guardarmi?
-
-PAOLINO.
-
-No, niente.... Perchè.... perchè la vedo.... sì, la vedo....
-
-PERELLA.
-
-Come mi vede?
-
-PAOLINO.
-
-Niente.... no.... Vedo che.... che si è levato per tempo, ecco....
-
-PERELLA.
-
-Già, ma anche lei, mi pare, — molto prima di me, se è già fuori di casa
-a quest’ora, ed è arrivato fin allo Scalo....
-
-PAOLINO.
-
-Sì.... mi.... mi.... mi son difatti levato anch’io per tempo....
-
-PERELLA
-
-(_lo guarda e scoppia a ridere_).
-
-Ah! ah! ah! ah! Ma com’è strano lei questa mattina!
-
-PAOLINO.
-
-Sono un po’ nervoso....
-
-PERELLA.
-
-E s’è fatta una passeggiatina al fresco? — Fa bene, fa bene....
-igienico, igienico passeggiare di buon mattino!
-
-PAOLINO.
-
-Igienico, già!... (_tra sè appena il Capitano si volta_) (Io l’uccido!
-Parola d’onore, io l’uccido!).
-
-PERELLA.
-
-Non c’è di meglio, quando uno è nervoso.... Fuori, all’aperto,
-svaporano tutte le ubbìe....
-
-PAOLINO.
-
-Difatti, sì.... Non.... non ho dormito bene, questa notte e....
-
-PERELLA.
-
-Ah! Neanche lei? — Non me ne parli!
-
-PAOLINO.
-
-Non.... non ha dormito bene, dunque, neanche lei?
-
-PERELLA
-
-(_con rabbia_).
-
-Non ho dormito per nulla, io!
-
-PAOLINO
-
-(_in ansia_).
-
-Ah.... — e...?
-
-PERELLA.
-
-Che cosa?
-
-PAOLINO.
-
-Si, dico.... vedo.... — guardavo or ora, difatti, che lei è molto
-sbattuto.... un po’... sì.... un po’ pesto, ecco.
-
-PERELLA
-
-(_c. s._).
-
-Se non ho chiuso occhio, le dico! Una nottataccia d’inferno! Il caldo,
-forse.... io non so!
-
-PAOLINO.
-
-Caldo, già.... ha fatto un gran caldo, un gran caldo, questa notte....
-
-PERELLA.
-
-Da impazzire!
-
-PAOLINO.
-
-E si sarà.... si sarà alzato di letto, forse?
-
-PERELLA
-
-(_lo guarda, poi_):
-
-Anche, sì....
-
-PAOLINO.
-
-Eh me lo immagino! Quando.... quando il letto comincia a scottare....
-Col caldo.... lì (_indica la sua camera_) le.... le sarà parsa un
-forno, quella sua camera, suppongo!
-
-PERELLA.
-
-Un forno! un forno, proprio!
-
-PAOLINO.
-
-E ne sarà uscito, no? m’immagino....
-
-PERELLA
-
-(_torbido, dopo averlo guardato un po’_).
-
-Si.... difatti — ne sono uscito un po’... perchè.... — perchè a un
-certo punto, mi pareva proprio di soffocare.... (_Vedendo entrare
-Grazia con un vassojo, su cui è una tazza di caffè_). Ah, ma ecco qua
-il caffè.... Brava, Grazia.... — Ma come! ne porti una tazza sola? — E
-per il signore qui?
-
-GRAZIA
-
-(_aggrondata, sgarbatissima_).
-
-E che ne so io, se debbo portargli o non debbo portargli il caffè, se
-nessuno me lo ordina?
-
-PERELLA.
-
-Non rispondere così, ti ho detto! C’è bisogno che ti si ordini? Ma
-guarda un po’ che confidenza osa prendersi!
-
-GRAZIA
-
-(_facendo gli occhiacci e masticando_).
-
-Confidenza.... confidenza.... Sono io che mi piglio, ora, la
-confidenza; è vero?
-
-PERELLA.
-
-È impudente questa donna! Bada che ti caccio via su due piedi, sai?
-
-GRAZIA.
-
-Mi caccia? Chi caccia? Badi lei piuttosto, che io posso mettermi a
-gridare, e se mi metto a gridare quello che lei ha fatto....
-
-PAOLINO
-
-(_quasi tra sè, basito, all’orribile sospetto che gli balena, guardando
-ora il Capitano, ora la serva_).
-
-Oh Dio.... Oh Dio.... — possibile?
-
-PERELLA.
-
-Professore, ma la sente?
-
-PAOLINO.
-
-Sento, vedo.... sì....
-
-PERELLA
-
-(_a Grazia, per troncare, sulle furie_).
-
-Vai a prendere subito un’altra tazza di caffè! (_a Paolino_). Ecco, lei
-prenda questa, Professore.... (_gli offre la tazza_).
-
-PAOLINO.
-
-No.... grazie, no!... — (_a Grazia_). Non.... non v’incomodate....
-
-PERELLA.
-
-Ma che incomodarsi! — Prenda!
-
-PAOLINO.
-
-Grazie, le dico! no! proprio non ne desidero. — Mi.... mi farebbe
-male....
-
-PERELLA.
-
-Ma che male! — (_a Grazia_) Vai a prendere l’altra tazza!
-
-PAOLINO.
-
-Sono eccitato, Capitano, per carità! Sono eccitato.... — eccitato;
-nervoso!
-
-GRAZIA.
-
-Insomma — sì? — no?
-
-PERELLA.
-
-Vai al diavolo! (_Grazia, sulle furie, se ne va; e allora, gridandole
-dietro fino all’uscio_). E smetti codeste arie, sai? — Se no, te le
-faccio smettere io!
-
-PAOLINO.
-
-Sfido: scusi; se si dà.... se si dà troppa confidenza a una serva!...
-
-PERELLA.
-
-Non si dovrebbero tenere troppo in casa, le serve, ecco!
-
-PAOLINO.
-
-Ma mi faccia il piacere! No! quando si sanno tenere ai loro posto....
-che non abbiano a prendere arie da padrone....
-
-PERELLA
-
-(_stupito dall’aria indignata che assume il signor Paolino_).
-
-Ohè, che dice, Professore?
-
-PAOLINO
-
-(_frenandosi a stento_).
-
-Dico che... che.... sono.... sono meravigliato, ecco.... sono
-veramente.... non so come dire.... — stupito....
-
-PERELLA.
-
-Dell’arroganza di questa donna?
-
-PAOLINO.
-
-Già! E che lei....
-
-PERELLA.
-
-Che io?
-
-PAOLINO.
-
-Che lei.... sì, la possa sopportare! Mi.... mi pare incredibile, che
-vuole che le dica? Inverosimile, ecco: inverosimile, arrivare.... Dio
-mio.... arrivare fino a questo punto!... — possibile?
-
-PERELLA
-
-(_lo guarda, torbido, poi, abbassando gli occhi_).
-
-Già.... è.... è enorme!
-
-PAOLINO.
-
-È enorme!
-
-PERELLA
-
-(_quasi umile_).
-
-Ma non glie l’ho detto il perchè? È da troppo tempo per casa!
-(_Arrabbiandosi_). La colpa è di mia moglie!
-
-PAOLINO.
-
-Ah, sì? anche? ne ha colpa sua moglie?
-
-PERELLA.
-
-Sissignore, sissignore! Che me la tiene ancora tra i piedi! perchè ha
-visto nascere Nonò! perchè sa gli usi di casa! per il diavolo che se li
-porti via tutti quanti!
-
-PAOLINO
-
-(_friggendo_).
-
-Ma scusi, e lei per questo?...
-
-PERELLA.
-
-Che, per questo? Oh, insomma, sa che lei, professore, mi assume certe
-arie, che io non tollero?
-
-PAOLINO.
-
-No, è che.... scusi, mi.... mi pare troppo, ecco, che per questo lei
-debba pigliarsela con la sua signora.
-
-PERELLA.
-
-Me la piglio con tutti, io! Perchè è una disperazione questa maledetta
-casa per me! — Vi soffoco, vi soffoco! Maledico sempre il momento che
-vi rimetto i piedi! Neanche dormire quieto vi posso! Sarà stato anche
-il caldo!... Una smania.... E quando io non dormo, sa? quando non
-riesco a prender sonno, — .... arrabbio, arrabbio....
-
-PAOLINO.
-
-Già.... ma che colpa, scusi?... che.... che colpa ci hanno gli altri,
-scusi?
-
-PERELLA.
-
-Di che?
-
-PAOLINO.
-
-Eh.... se dice che s’arrabbia?... Con chi si arrabbia? con chi se la
-piglia, se fa caldo?
-
-PERELLA.
-
-Con me, me la piglio! me la piglio col tempo! e me la piglio anche con
-tutti, sissignori! Perchè io voglio aria! aria! io sono abituato al
-mare! (_Poi, calmandosi_). E la terra, caro professore, specialmente
-d’estate, la terra non la posso soffrire.... — la casa.... le
-pareti.... gli impicci.... le donne....
-
-PAOLINO.
-
-Anche.... anche le donne?
-
-PERELLA.
-
-Prima di tutto le donne! Del resto, le donne, con me.... — Sa? Si
-viaggia.... si sta tanto tempo lontani.... — Non dico ora, che sono
-vecchio.... Ma quando ero giovanotto.... Le donne.... Ci ho avuto però
-sempre questo di buono, io — che quando voglio, voglio.... ma quando
-non voglio, non voglio (_ride orgogliosamente_). Il padrone sono
-restato sempre io!
-
-PAOLINO.
-
-Ah, sempre? — (_tra sè_) (l’uccido! l’uccido!).
-
-PERELLA.
-
-Sempre che ho voluto, s’intende! — Lei no, eh? Lei forse si lascia
-prendere facilmente?
-
-PAOLINO.
-
-Non parliamo di me, la prego!
-
-PERELLA
-
-(_ride forte_).
-
-Ah! ah! ah! ah! — Un sorrisetto.... una mossetta....
-
-PAOLINO
-
-(_friggendo_).
-
-La prego, Capitano. La prego....
-
-PERELLA
-
-(_con altra risata_).
-
-Eh! eh! eh! — Me lo figuro.... me lo figuro come deve essere con
-lei.... — Un’aria umile.... vergognosetta.... — Dica, dica la verità,
-eh?
-
-PAOLINO.
-
-Per carità, smetta, Capitano.... sono veramente nervoso....
-
-PERELLA
-
-(_ride ancora_).
-
-Pieno.... pieno di scrupoli ideali deve esser lei in amore.... — Dica
-la verità!
-
-PAOLINO
-
-(_scattando_).
-
-Ebbene! vuole che le dica la verità? E allora le dico che io, se avessi
-moglie....
-
-PERELLA
-
-(_scoppia a ridere di nuovo più forte_).
-
-Ah! ah! ah! ah!
-
-PAOLINO
-
-(_perdendo ogni freno_).
-
-Non rida, per Dio. Non rida!
-
-PERELLA.
-
-Ma perchè si adira così? Ah! ah! ah! ah! Come c’entrano adesso le
-mogli, scusi? Noi stiamo a parlare delle donne....
-
-PAOLINO.
-
-E che non sono donne, le mogli? Che cosa sono?
-
-PERELLA.
-
-Ma saranno anche donne.... qualche volta.... sì!...
-
-PAOLINO.
-
-Ah.... qualche volta, sì! Lo.... lo ammette dunque, che qualche volta
-il marito deve pur considerarla come donna, la moglie!
-
-PERELLA.
-
-Certo, sì! certo! Ma non abbia paura che ci pensa lei, la moglie, a
-farsi considerar come donna da altri, se suo marito se ne dimentica!
-
-PAOLINO.
-
-Un marito saggio, dunque, non se ne dovrebbe mai dimenticare!
-
-PERELLA.
-
-Ma sì! Ci penserà lui, a questo! Lei, intanto, non ne ha, caro
-professore; e io le auguro per il suo bene di non averne mai!
-
-PAOLINO
-
-(_irritatissimo, cercando il pretesto per litigare_).
-
-Ma questo è in contraddizione con ciò che lei ha detto or ora di me!
-
-PERELLA.
-
-Che cosa ho detto?
-
-PAOLINO.
-
-Che io sono pieno di scrupoli.... non so quali....
-
-PERELLA
-
-(_stordito_).
-
-Ah, lei desidera allora di prender moglie?
-
-PAOLINO.
-
-No! Non dico questo! Dico che lei s’inganna sul conto mio!
-
-PERELLA.
-
-M’inganno?
-
-PAOLINO.
-
-Sissignore! E commette anche la più crudele delle ingiustizie!
-
-PERELLA.
-
-Verso chi? Verso lei? Verso le mogli?
-
-PAOLINO.
-
-Verso le mogli, sissignore!
-
-PERELLA.
-
-Lei le difende?
-
-PAOLINO.
-
-Le difendo, sissignore!
-
-PERELLA.
-
-Ah! ah! ah! ah! — Le difende!... — Sa perchè le difende lei? Perchè
-non ne ha! E si serve — ci scommetto — di quelle degli altri!... — Ecco
-perchè le difende!
-
-PAOLINO.
-
-Io? Io? Lei dice questo a me? osa dire questo a me? Lei?
-
-PERELLA
-
-(_richiamandolo costernato_).
-
-Professore! (_E lo richiamerà così altre volte durante la battuta
-seguente, sempre più costernato_).
-
-PAOLINO.
-
-Lei m’insulta! Sono un uomo onesto io! Sono un uomo di coscienza io!
-Sono un uomo, per sua regola, che si può anche trovare, sì — senza
-volerlo, — in una situazione disperata. Sì!, ma non è vero, non è vero
-che vorrei servirmi delle mogli degli altri! Perchè se fosse così non
-le avrei detto, come le ho detto or ora, che un marito non dovrebbe mai
-trascurare la moglie! E le aggiungo ora, che un marito che trascura la
-moglie, per me, commette un delitto! e non uno solo! più delitti! più
-delitti! Sì, perchè non solamente costringe la moglie — che può anche
-essere una santa donna — a venir meno ai suoi doveri verso sè stessa,
-verso la sua onestà, ma anche perchè può costringere un uomo, un
-altro uomo, ad essere infelice per tutta la vita!... Sì! sì! legato a
-soffrire di tutto il martirio di quella povera donna! E chi sa! chi sa!
-Ridotto all’estremo limite della sua sofferenza, anche la libertà, la
-libertà può perdere quest’uomo! glielo dico io! glielo dico io, signor
-Capitano!....
-
- Il signor PAOLINO dirà tutto questo con foga man mano crescente,
- facendosi quasi sopra al CAPITANO, che lo ascolta sbalordito.
- Pare a un certo punto, che il signor PAOLINO debba da un momento
- all’altro, trarre un’arma dalla tasca e uccidere il Capitano.
- Si schiude allora l’uscio a destra e compare la SIGNORA PERELLA,
- atterrita, disfatta, con tutta la truccatura andata a male sulla
- faccia squallida. Non ha forza nè di muoversi, nè di parlare.
-
-
-SCENA QUARTA.
-
-_La_ SIGNORA PERELLA _e_ DETTI.
-
-
-SIGNORA PERELLA.
-
-Oh Dio.... che cos’è? che cos’è?
-
-PERELLA.
-
-E chi ne capisce nulla? Il professore qua è montato su tutte le furie,
-discutendo delle mogli e dei mariti....
-
-PAOLINO.
-
-Ma perchè io dicevo....
-
-SIGNORA PERELLA.
-
-Calma! Calma! Per carità.... Non dica.... non dica più nulla,
-professore.... Guardi, piuttosto.... — mi ajuti.... (_s’avvicina al
-portafiori e fa per prendere un vaso_).... m’ajuti, la prego....
-
-PAOLINO
-
-(_raggiante_).
-
-Ah.... sì? (_Prende il vaso_). Questo vaso? Vuole, vuole che lo porti
-alla veranda?...
-
-SIGNORA PERELLA.
-
-Sì.... ma lo dia a me, questo.... lo porto io.... — Ne.... ne prenda un
-altro lei.... Se non se n’ha a male....
-
-PAOLINO.
-
-Un altro? A male, io? Ma che dice? Fe.... felicissimo!
-
-SIGNORA PERELLA.
-
-E allora.... la prego.... (_va a collocare il vaso sul davanzale della
-finestra sulla veranda_).
-
-PAOLINO.
-
-Ecco.... ecco.... (_eseguisce_). Lo mettiamo qua? (_lo posa accanto al
-primo_). Così?
-
-SIGNORA PERELLA.
-
-Sì, grazie.... (_E seguita per suo conto a prendere e a portare al
-davanzale il terzo e il quarto vaso; mentre Paolino, esultante, si
-precipita ad abbracciare il Capitano che guarda ancora sbalordito_).
-
-PAOLINO.
-
-Ah! Mi scusi, mi scusi tanto, caro Capitano, mi scusi!
-
-PERELLA.
-
-E di che?
-
-PAOLINO.
-
-Ma di tutte le bestialità che poc’anzi mi sono scappate di bocca! Ero
-così nervoso!... Ma è stato uno sfogo, che mi ha tanto giovato!... M’è
-passato tutto.... Sono contento ora.... tanto contento.... Mi scusi e
-grazie, grazie, signor Capitano! Con tutto il cuore! Guardi, là.... che
-azzurro!... che bella giornata s’è fatta! e quei.... (_con stupore che
-è quasi terrore_) uh! cinque, cinque vasi là!
-
-SIGNORA PERELLA
-
-(_che ha il quinto vaso tra le mani, che contiene un magnifico giglio,
-mostrandolo, vergognosa, con gli occhi bassi_).
-
-Ridanno la vita....
-
-PAOLINO
-
-(_subito_).
-
-A una casa, già!... Grazie, grazie, Capitano! Scusi!... — Sono
-veramente una bestia!
-
-PERELLA
-
-(_scrollando il capo, sentenzioso_).
-
-Eh, caro professore, bisogna essere uomini!... (_e si tocca più volte
-il petto col dito_).
-
-PAOLINO.
-
-A lei è facile, Capitano — con una signora come la sua: la Virtù in
-persona!
-
-
- TELA.
-
-
-
-
-
-Nota del Trascrittore
-
-Ortografia e punteggiatura originali sono state mantenute, correggendo
-senza annotazione minimi errori tipografici.
-
-*** END OF THE PROJECT GUTENBERG EBOOK L'UOMO, LA BESTIA E LA
-VIRTÙ ***
-
-Updated editions will replace the previous one--the old editions will
-be renamed.
-
-Creating the works from print editions not protected by U.S. copyright
-law means that no one owns a United States copyright in these works,
-so the Foundation (and you!) can copy and distribute it in the
-United States without permission and without paying copyright
-royalties. Special rules, set forth in the General Terms of Use part
-of this license, apply to copying and distributing Project
-Gutenberg-tm electronic works to protect the PROJECT GUTENBERG-tm
-concept and trademark. Project Gutenberg is a registered trademark,
-and may not be used if you charge for an eBook, except by following
-the terms of the trademark license, including paying royalties for use
-of the Project Gutenberg trademark. If you do not charge anything for
-copies of this eBook, complying with the trademark license is very
-easy. You may use this eBook for nearly any purpose such as creation
-of derivative works, reports, performances and research. Project
-Gutenberg eBooks may be modified and printed and given away--you may
-do practically ANYTHING in the United States with eBooks not protected
-by U.S. copyright law. Redistribution is subject to the trademark
-license, especially commercial redistribution.
-
-START: FULL LICENSE
-
-THE FULL PROJECT GUTENBERG LICENSE
-PLEASE READ THIS BEFORE YOU DISTRIBUTE OR USE THIS WORK
-
-To protect the Project Gutenberg-tm mission of promoting the free
-distribution of electronic works, by using or distributing this work
-(or any other work associated in any way with the phrase "Project
-Gutenberg"), you agree to comply with all the terms of the Full
-Project Gutenberg-tm License available with this file or online at
-www.gutenberg.org/license.
-
-Section 1. General Terms of Use and Redistributing Project
-Gutenberg-tm electronic works
-
-1.A. By reading or using any part of this Project Gutenberg-tm
-electronic work, you indicate that you have read, understand, agree to
-and accept all the terms of this license and intellectual property
-(trademark/copyright) agreement. If you do not agree to abide by all
-the terms of this agreement, you must cease using and return or
-destroy all copies of Project Gutenberg-tm electronic works in your
-possession. If you paid a fee for obtaining a copy of or access to a
-Project Gutenberg-tm electronic work and you do not agree to be bound
-by the terms of this agreement, you may obtain a refund from the
-person or entity to whom you paid the fee as set forth in paragraph
-1.E.8.
-
-1.B. "Project Gutenberg" is a registered trademark. It may only be
-used on or associated in any way with an electronic work by people who
-agree to be bound by the terms of this agreement. There are a few
-things that you can do with most Project Gutenberg-tm electronic works
-even without complying with the full terms of this agreement. See
-paragraph 1.C below. There are a lot of things you can do with Project
-Gutenberg-tm electronic works if you follow the terms of this
-agreement and help preserve free future access to Project Gutenberg-tm
-electronic works. See paragraph 1.E below.
-
-1.C. The Project Gutenberg Literary Archive Foundation ("the
-Foundation" or PGLAF), owns a compilation copyright in the collection
-of Project Gutenberg-tm electronic works. Nearly all the individual
-works in the collection are in the public domain in the United
-States. If an individual work is unprotected by copyright law in the
-United States and you are located in the United States, we do not
-claim a right to prevent you from copying, distributing, performing,
-displaying or creating derivative works based on the work as long as
-all references to Project Gutenberg are removed. Of course, we hope
-that you will support the Project Gutenberg-tm mission of promoting
-free access to electronic works by freely sharing Project Gutenberg-tm
-works in compliance with the terms of this agreement for keeping the
-Project Gutenberg-tm name associated with the work. You can easily
-comply with the terms of this agreement by keeping this work in the
-same format with its attached full Project Gutenberg-tm License when
-you share it without charge with others.
-
-1.D. The copyright laws of the place where you are located also govern
-what you can do with this work. Copyright laws in most countries are
-in a constant state of change. If you are outside the United States,
-check the laws of your country in addition to the terms of this
-agreement before downloading, copying, displaying, performing,
-distributing or creating derivative works based on this work or any
-other Project Gutenberg-tm work. The Foundation makes no
-representations concerning the copyright status of any work in any
-country other than the United States.
-
-1.E. Unless you have removed all references to Project Gutenberg:
-
-1.E.1. The following sentence, with active links to, or other
-immediate access to, the full Project Gutenberg-tm License must appear
-prominently whenever any copy of a Project Gutenberg-tm work (any work
-on which the phrase "Project Gutenberg" appears, or with which the
-phrase "Project Gutenberg" is associated) is accessed, displayed,
-performed, viewed, copied or distributed:
-
- This eBook is for the use of anyone anywhere in the United States and
- most other parts of the world at no cost and with almost no
- restrictions whatsoever. You may copy it, give it away or re-use it
- under the terms of the Project Gutenberg License included with this
- eBook or online at www.gutenberg.org. If you are not located in the
- United States, you will have to check the laws of the country where
- you are located before using this eBook.
-
-1.E.2. If an individual Project Gutenberg-tm electronic work is
-derived from texts not protected by U.S. copyright law (does not
-contain a notice indicating that it is posted with permission of the
-copyright holder), the work can be copied and distributed to anyone in
-the United States without paying any fees or charges. If you are
-redistributing or providing access to a work with the phrase "Project
-Gutenberg" associated with or appearing on the work, you must comply
-either with the requirements of paragraphs 1.E.1 through 1.E.7 or
-obtain permission for the use of the work and the Project Gutenberg-tm
-trademark as set forth in paragraphs 1.E.8 or 1.E.9.
-
-1.E.3. If an individual Project Gutenberg-tm electronic work is posted
-with the permission of the copyright holder, your use and distribution
-must comply with both paragraphs 1.E.1 through 1.E.7 and any
-additional terms imposed by the copyright holder. Additional terms
-will be linked to the Project Gutenberg-tm License for all works
-posted with the permission of the copyright holder found at the
-beginning of this work.
-
-1.E.4. Do not unlink or detach or remove the full Project Gutenberg-tm
-License terms from this work, or any files containing a part of this
-work or any other work associated with Project Gutenberg-tm.
-
-1.E.5. Do not copy, display, perform, distribute or redistribute this
-electronic work, or any part of this electronic work, without
-prominently displaying the sentence set forth in paragraph 1.E.1 with
-active links or immediate access to the full terms of the Project
-Gutenberg-tm License.
-
-1.E.6. You may convert to and distribute this work in any binary,
-compressed, marked up, nonproprietary or proprietary form, including
-any word processing or hypertext form. However, if you provide access
-to or distribute copies of a Project Gutenberg-tm work in a format
-other than "Plain Vanilla ASCII" or other format used in the official
-version posted on the official Project Gutenberg-tm website
-(www.gutenberg.org), you must, at no additional cost, fee or expense
-to the user, provide a copy, a means of exporting a copy, or a means
-of obtaining a copy upon request, of the work in its original "Plain
-Vanilla ASCII" or other form. Any alternate format must include the
-full Project Gutenberg-tm License as specified in paragraph 1.E.1.
-
-1.E.7. Do not charge a fee for access to, viewing, displaying,
-performing, copying or distributing any Project Gutenberg-tm works
-unless you comply with paragraph 1.E.8 or 1.E.9.
-
-1.E.8. You may charge a reasonable fee for copies of or providing
-access to or distributing Project Gutenberg-tm electronic works
-provided that:
-
-* You pay a royalty fee of 20% of the gross profits you derive from
- the use of Project Gutenberg-tm works calculated using the method
- you already use to calculate your applicable taxes. The fee is owed
- to the owner of the Project Gutenberg-tm trademark, but he has
- agreed to donate royalties under this paragraph to the Project
- Gutenberg Literary Archive Foundation. Royalty payments must be paid
- within 60 days following each date on which you prepare (or are
- legally required to prepare) your periodic tax returns. Royalty
- payments should be clearly marked as such and sent to the Project
- Gutenberg Literary Archive Foundation at the address specified in
- Section 4, "Information about donations to the Project Gutenberg
- Literary Archive Foundation."
-
-* You provide a full refund of any money paid by a user who notifies
- you in writing (or by e-mail) within 30 days of receipt that s/he
- does not agree to the terms of the full Project Gutenberg-tm
- License. You must require such a user to return or destroy all
- copies of the works possessed in a physical medium and discontinue
- all use of and all access to other copies of Project Gutenberg-tm
- works.
-
-* You provide, in accordance with paragraph 1.F.3, a full refund of
- any money paid for a work or a replacement copy, if a defect in the
- electronic work is discovered and reported to you within 90 days of
- receipt of the work.
-
-* You comply with all other terms of this agreement for free
- distribution of Project Gutenberg-tm works.
-
-1.E.9. If you wish to charge a fee or distribute a Project
-Gutenberg-tm electronic work or group of works on different terms than
-are set forth in this agreement, you must obtain permission in writing
-from the Project Gutenberg Literary Archive Foundation, the manager of
-the Project Gutenberg-tm trademark. Contact the Foundation as set
-forth in Section 3 below.
-
-1.F.
-
-1.F.1. Project Gutenberg volunteers and employees expend considerable
-effort to identify, do copyright research on, transcribe and proofread
-works not protected by U.S. copyright law in creating the Project
-Gutenberg-tm collection. Despite these efforts, Project Gutenberg-tm
-electronic works, and the medium on which they may be stored, may
-contain "Defects," such as, but not limited to, incomplete, inaccurate
-or corrupt data, transcription errors, a copyright or other
-intellectual property infringement, a defective or damaged disk or
-other medium, a computer virus, or computer codes that damage or
-cannot be read by your equipment.
-
-1.F.2. LIMITED WARRANTY, DISCLAIMER OF DAMAGES - Except for the "Right
-of Replacement or Refund" described in paragraph 1.F.3, the Project
-Gutenberg Literary Archive Foundation, the owner of the Project
-Gutenberg-tm trademark, and any other party distributing a Project
-Gutenberg-tm electronic work under this agreement, disclaim all
-liability to you for damages, costs and expenses, including legal
-fees. YOU AGREE THAT YOU HAVE NO REMEDIES FOR NEGLIGENCE, STRICT
-LIABILITY, BREACH OF WARRANTY OR BREACH OF CONTRACT EXCEPT THOSE
-PROVIDED IN PARAGRAPH 1.F.3. YOU AGREE THAT THE FOUNDATION, THE
-TRADEMARK OWNER, AND ANY DISTRIBUTOR UNDER THIS AGREEMENT WILL NOT BE
-LIABLE TO YOU FOR ACTUAL, DIRECT, INDIRECT, CONSEQUENTIAL, PUNITIVE OR
-INCIDENTAL DAMAGES EVEN IF YOU GIVE NOTICE OF THE POSSIBILITY OF SUCH
-DAMAGE.
-
-1.F.3. LIMITED RIGHT OF REPLACEMENT OR REFUND - If you discover a
-defect in this electronic work within 90 days of receiving it, you can
-receive a refund of the money (if any) you paid for it by sending a
-written explanation to the person you received the work from. If you
-received the work on a physical medium, you must return the medium
-with your written explanation. The person or entity that provided you
-with the defective work may elect to provide a replacement copy in
-lieu of a refund. If you received the work electronically, the person
-or entity providing it to you may choose to give you a second
-opportunity to receive the work electronically in lieu of a refund. If
-the second copy is also defective, you may demand a refund in writing
-without further opportunities to fix the problem.
-
-1.F.4. Except for the limited right of replacement or refund set forth
-in paragraph 1.F.3, this work is provided to you 'AS-IS', WITH NO
-OTHER WARRANTIES OF ANY KIND, EXPRESS OR IMPLIED, INCLUDING BUT NOT
-LIMITED TO WARRANTIES OF MERCHANTABILITY OR FITNESS FOR ANY PURPOSE.
-
-1.F.5. Some states do not allow disclaimers of certain implied
-warranties or the exclusion or limitation of certain types of
-damages. If any disclaimer or limitation set forth in this agreement
-violates the law of the state applicable to this agreement, the
-agreement shall be interpreted to make the maximum disclaimer or
-limitation permitted by the applicable state law. The invalidity or
-unenforceability of any provision of this agreement shall not void the
-remaining provisions.
-
-1.F.6. INDEMNITY - You agree to indemnify and hold the Foundation, the
-trademark owner, any agent or employee of the Foundation, anyone
-providing copies of Project Gutenberg-tm electronic works in
-accordance with this agreement, and any volunteers associated with the
-production, promotion and distribution of Project Gutenberg-tm
-electronic works, harmless from all liability, costs and expenses,
-including legal fees, that arise directly or indirectly from any of
-the following which you do or cause to occur: (a) distribution of this
-or any Project Gutenberg-tm work, (b) alteration, modification, or
-additions or deletions to any Project Gutenberg-tm work, and (c) any
-Defect you cause.
-
-Section 2. Information about the Mission of Project Gutenberg-tm
-
-Project Gutenberg-tm is synonymous with the free distribution of
-electronic works in formats readable by the widest variety of
-computers including obsolete, old, middle-aged and new computers. It
-exists because of the efforts of hundreds of volunteers and donations
-from people in all walks of life.
-
-Volunteers and financial support to provide volunteers with the
-assistance they need are critical to reaching Project Gutenberg-tm's
-goals and ensuring that the Project Gutenberg-tm collection will
-remain freely available for generations to come. In 2001, the Project
-Gutenberg Literary Archive Foundation was created to provide a secure
-and permanent future for Project Gutenberg-tm and future
-generations. To learn more about the Project Gutenberg Literary
-Archive Foundation and how your efforts and donations can help, see
-Sections 3 and 4 and the Foundation information page at
-www.gutenberg.org
-
-Section 3. Information about the Project Gutenberg Literary
-Archive Foundation
-
-The Project Gutenberg Literary Archive Foundation is a non-profit
-501(c)(3) educational corporation organized under the laws of the
-state of Mississippi and granted tax exempt status by the Internal
-Revenue Service. The Foundation's EIN or federal tax identification
-number is 64-6221541. Contributions to the Project Gutenberg Literary
-Archive Foundation are tax deductible to the full extent permitted by
-U.S. federal laws and your state's laws.
-
-The Foundation's business office is located at 809 North 1500 West,
-Salt Lake City, UT 84116, (801) 596-1887. Email contact links and up
-to date contact information can be found at the Foundation's website
-and official page at www.gutenberg.org/contact
-
-Section 4. Information about Donations to the Project Gutenberg
-Literary Archive Foundation
-
-Project Gutenberg-tm depends upon and cannot survive without
-widespread public support and donations to carry out its mission of
-increasing the number of public domain and licensed works that can be
-freely distributed in machine-readable form accessible by the widest
-array of equipment including outdated equipment. Many small donations
-($1 to $5,000) are particularly important to maintaining tax exempt
-status with the IRS.
-
-The Foundation is committed to complying with the laws regulating
-charities and charitable donations in all 50 states of the United
-States. Compliance requirements are not uniform and it takes a
-considerable effort, much paperwork and many fees to meet and keep up
-with these requirements. We do not solicit donations in locations
-where we have not received written confirmation of compliance. To SEND
-DONATIONS or determine the status of compliance for any particular
-state visit www.gutenberg.org/donate
-
-While we cannot and do not solicit contributions from states where we
-have not met the solicitation requirements, we know of no prohibition
-against accepting unsolicited donations from donors in such states who
-approach us with offers to donate.
-
-International donations are gratefully accepted, but we cannot make
-any statements concerning tax treatment of donations received from
-outside the United States. U.S. laws alone swamp our small staff.
-
-Please check the Project Gutenberg web pages for current donation
-methods and addresses. Donations are accepted in a number of other
-ways including checks, online payments and credit card donations. To
-donate, please visit: www.gutenberg.org/donate
-
-Section 5. General Information About Project Gutenberg-tm electronic works
-
-Professor Michael S. Hart was the originator of the Project
-Gutenberg-tm concept of a library of electronic works that could be
-freely shared with anyone. For forty years, he produced and
-distributed Project Gutenberg-tm eBooks with only a loose network of
-volunteer support.
-
-Project Gutenberg-tm eBooks are often created from several printed
-editions, all of which are confirmed as not protected by copyright in
-the U.S. unless a copyright notice is included. Thus, we do not
-necessarily keep eBooks in compliance with any particular paper
-edition.
-
-Most people start at our website which has the main PG search
-facility: www.gutenberg.org
-
-This website includes information about Project Gutenberg-tm,
-including how to make donations to the Project Gutenberg Literary
-Archive Foundation, how to help produce our new eBooks, and how to
-subscribe to our email newsletter to hear about new eBooks.
diff --git a/old/67417-0.zip b/old/67417-0.zip
deleted file mode 100644
index e127cfa..0000000
--- a/old/67417-0.zip
+++ /dev/null
Binary files differ
diff --git a/old/67417-h.zip b/old/67417-h.zip
deleted file mode 100644
index 4ce7e44..0000000
--- a/old/67417-h.zip
+++ /dev/null
Binary files differ
diff --git a/old/67417-h/67417-h.htm b/old/67417-h/67417-h.htm
deleted file mode 100644
index eaf4ca3..0000000
--- a/old/67417-h/67417-h.htm
+++ /dev/null
@@ -1,11649 +0,0 @@
-<!DOCTYPE html PUBLIC "-//W3C//DTD XHTML 1.1//EN"
-"http://www.w3.org/TR/xhtml11/DTD/xhtml11.dtd">
-
-<html xmlns="http://www.w3.org/1999/xhtml" xml:lang="it">
-<head>
- <meta http-equiv="content-type" content="text/html; charset=utf-8" />
- <title>
- L'uomo, la bestia e la virtù, di Luigi Pirandello
- </title>
-<link rel="coverpage" href="images/cover.jpg" />
- <style type="text/css">
-body {margin-left: 10%; margin-right: 10%;}
-
-p {margin-top: .5em; margin-bottom: 0em; line-height: 1.2; text-align: justify;}
-.blockquote {margin: 2em 10%; font-size: 95%;}
-.center {text-align: center; text-indent: 0;}
-.speaker {text-align: center; margin-top: 1em;}
-
-div.booktitle {page-break-before: always; padding: 3em;}
-div.titlepage {text-align: center; margin: 0 5%; padding: 2em 0; page-break-before: always; page-break-after: always;}
-div.titlepage p {text-align: inherit;}
-div.verso {text-align: center; padding-top: 2em; font-size: 95%; margin: 0 10%;}
-div.verso p {text-align: inherit;}
-div.chapter {page-break-before: always; padding-top: 3em;}
-div.chapter h2 {page-break-before: avoid;}
-
-h1,h2,h3 {text-align: center; font-style: normal;
-font-weight: normal; line-height: 1.5;}
-h1 {font-size: 150%;}
-h2 {font-size: 140%; margin-top: 1em; margin-bottom: 2em; page-break-before: avoid;}
-h3 {font-size: 120%; margin-top: 2em;}
-
-span.smaller {display: block; font-size: 90%; margin: .5em 5%; line-height: 1.2em;}
-
-hr {width: 70%; margin-top: 1em; margin-bottom: 1em; margin-left: 15%; margin-right: 15%; clear: both;}
-hr.mid {width: 50%; margin-left: 25%; margin-right: 25%;}
-hr.silver {width: 90%; margin-left: 5%; margin-right: 5%; border-top: none; border-right: none; border-bottom: thin solid silver; border-left: none;}
-.x-ebookmaker hr.silver {display: none;}
-
-.pagenum {position: absolute; right: 2%; font-style: normal; font-weight: normal; text-decoration: none; font-size: 65%; text-align: right; color: #999999; background-color: #ffffff; clear: left;}
-
-.pad4 {margin-top: 4em;}
-.pad2 {margin-top: 2em;}
-
-.small {font-size: 85%;}
-.large {font-size: 115%;}
-.x-large {font-size: 130%;}
-.main-t {font-size: 200%;}
-.g {letter-spacing: .2em;}
-.smcap {font-variant: small-caps;}
-.lowercase {text-transform: lowercase;}
-
-.tnote {background-color: #f7f1e3; color: #000; padding: 1em 1em 2em 1em;
- margin: 3em 10%; font-family: sans-serif; font-size: 90%; page-break-before: always;}
-.tntitle {text-align: center; text-indent: 0; padding: 1em; font-size: 120%; margin-bottom: 1em;}
-.tnote p {padding: 0 1em;}
-.covernote {visibility: hidden; display: none;}
-.x-ebookmaker .covernote {visibility: visible; display: block;}
-
- </style>
- </head>
-<body>
-<div lang='en' xml:lang='en'>
-<p style='text-align:center; font-size:1.2em; font-weight:bold'>The Project Gutenberg eBook of <span lang='it' xml:lang='it'>L'uomo, la bestia e la virtù</span>, by Luigi Pirandello</p>
-<div style='display:block; margin:1em 0'>
-This eBook is for the use of anyone anywhere in the United States and
-most other parts of the world at no cost and with almost no restrictions
-whatsoever. You may copy it, give it away or re-use it under the terms
-of the Project Gutenberg License included with this eBook or online
-at <a href="https://www.gutenberg.org">www.gutenberg.org</a>. If you
-are not located in the United States, you will have to check the laws of the
-country where you are located before using this eBook.
-</div>
-</div>
-
-<p style='display:block; margin-top:1em; margin-bottom:1em; margin-left:2em; text-indent:-2em'>Title: <span lang='it' xml:lang='it'>L'uomo, la bestia e la virtù</span></p>
-<p style='display:block; margin-top:1em; margin-bottom:0; margin-left:2em; text-indent:-2em'>Author: Luigi Pirandello</p>
-<p style='display:block; text-indent:0; margin:1em 0'>Release Date: February 16, 2022 [eBook #67417]</p>
-<p style='display:block; text-indent:0; margin:1em 0'>Language: Italian</p>
- <p style='display:block; margin-top:1em; margin-bottom:0; margin-left:2em; text-indent:-2em; text-align:left'>Produced by: Barbara Magni and the Online Distributed Proofreading Team at http://www.pgdp.net (This file was produced from images made available by the HathiTrust Digital Library)</p>
-<div style='margin-top:2em; margin-bottom:4em'>*** START OF THE PROJECT GUTENBERG EBOOK <span lang='it' xml:lang='it'>L'UOMO, LA BESTIA E LA VIRTÙ</span> ***</div>
-
-<div class="booktitle">
-<h1>
-L’UOMO, LA BESTIA E LA VIRTÙ
-</h1>
-</div>
-
-<hr class="silver" />
-
-<div class="titlepage">
-<p class="x-large">
-MASCHERE NUDE
-</p>
-
-<p class="x-large">
-<span class="smcap lowercase">TEATRO DI</span> LUIGI PIRANDELLO
-</p>
-
-<p class="pad2 main-t">
-L’UOMO, LA BESTIA<br />
-E LA VIRTÙ
-</p>
-
-<p class="pad2 x-large">
-APOLOGO IN TRE ATTI
-</p>
-
-<p class="pad4">
-<span class="large g">FIRENZE</span><br />
-R. BEMPORAD &amp; FIGLIO — EDITORI<br />
-<span class="small">MCMXXII</span>
-</p>
-</div>
-
-<div class="verso">
-<hr class="mid" />
-<p>
-PROPRIETÀ LETTERARIA<br />
-DEGLI EDITORI R. BEMPORAD &amp; FIGLIO
-</p>
-
-<p>
-<i>I diritti di riproduzione e di traduzione sono riservati per tutti i paesi,
-compresi la Svezia, la Norvegia e l’Olanda.</i>
-</p>
-
-<p>
-Copyright 1922 by R. Bemporad &amp; F.
-</p>
-
-<p>
-1520-1922. — Firenze — Stabilimento Tip. E. Ariani, Via S. Gallo, 33
-</p>
-<hr class="mid" />
-</div>
-
-<div class="chapter">
-<p>
-<span class="pagenum" id="Page_1">[1]</span>
-</p>
-
-<h2>PERSONAGGI.</h2>
-</div>
-
-<p class="large">
-Il trasparente signor <span class="smcap">Paolino</span>, professore privato — La
-virtuosa signora <span class="smcap">Perella</span>, moglie del — <span class="smcap">Capitano Perella</span> — Il
-dottor <span class="smcap">Nino Pulejo</span> — Il signor <span class="smcap">Totò</span>, farmacista, suo
-fratello — <span class="smcap">Rosaria</span>, governante del signor Paolino — <span class="smcap">Giglio</span>
-e <span class="smcap">Belli</span>, scolari — <span class="smcap">Nonò</span>, ragazzo di 11 anni, figlio dei
-Perella — <span class="smcap">Grazia</span>, domestica di casa Perella — Un marinajo.
-</p>
-
-<p class="center pad2 large">
-In una città di mare, non importa quale. — Oggi.
-</p>
-
-<p>
-<span class="pagenum" id="Page_3">[3]</span>
-</p>
-
-<div class="chapter">
-<h2>ATTO PRIMO.</h2>
-</div>
-
-<div class="blockquote">
-<p>
-Stanza modesta da studio e da ricevere in casa del
-signor Paolino. Scrivania, scaffali di libri, canapè, poltrone,
-ecc. La comune è a sinistra. A destra, un uscio; un
-altro in fondo, che dà in uno sgabuzzino quasi bujo.
-</p>
-</div>
-
-<h3>SCENA PRIMA.
-<span class="smaller"><span class="smcap">Rosaria e il Signor Totò.</span></span></h3>
-
-<div class="blockquote">
-<p>
-Al levarsi della tela, la stanza è in disordine. Parecchie
-seggiole in mezzo alla scena, le une sulle altre, capovolte;
-le poltrone fuori di posto, ecc. Entra dalla comune Rosaria
-con la cuffia in capo e ancora i diavolini attorti tra i
-capelli ritinti d’una quasi rossa orribile manteca. Ha
-l’aspetto e l’aria stupida e petulante d’una vecchia gallina
-faraona. La segue il signor Totò col cappello in capo, collo
-torto da prete, aspetto e aria da volpe contrita. Si stropiccia
-di continuo le mani sotto il mento, quasi se le lavasse
-alla fontana della sua dolciastra grazia melensa.
-</p>
-</div>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Rosaria.</span>
-</p>
-
-<p>
-Ma scusi, ma perchè vuole entrarmi in casa ogni
-mattina? Non vede che è ancora in disordine?
-</p>
-
-<p>
-<span class="pagenum" id="Page_4">[4]</span>
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Totò.</span>
-</p>
-
-<p>
-E che fa? Oh, per me, cara Rosaria....
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Rosaria</span>
-</p>
-
-<p class="center">
-(<i>con scatto di stizza, voltandosi, come volesse beccarlo</i>).
-</p>
-
-<p>
-Ma come, che fa?
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Totò.</span>
-</p>
-
-<p class="center">
-(<i>restando male, con un sorriso vano</i>).
-</p>
-
-<p>
-Dico che io non ci bado.... — Vi lascio la chiave,
-perchè la consegniate a mio fratello, il dottore, appena
-ritorna, poverino, dalla sua assistenza notturna
-all’ospedale.
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Rosaria.</span>
-</p>
-
-<p>
-Va bene. Potrebbe darmela sulla porta, la chiave,
-e andarsene, senza entrare.
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Totò.</span>
-</p>
-
-<p>
-Per me è ormai una cara abitudine, questa....
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Rosaria.</span>
-</p>
-
-<p>
-Ma dica un brutto vizio!
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Totò.</span>
-</p>
-
-<p>
-Mi trattate male, Rosaria....
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Rosaria.</span>
-</p>
-
-<p>
-Ho da fare! Ho da fare! E poi secca, capirà! Io
-sono ancora così (<i>indica i diavolini ai capelli</i>) — e,
-<span class="pagenum" id="Page_5">[5]</span>
-qua, le seggiole, vede? a gambe all’aria. La casa,
-quando è onesta, ha anch’essa i suoi pudori; come la
-donna, quando è onesta.
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Totò.</span>
-</p>
-
-<p>
-Ah, lo credo, lo credo bene; e mi piace tanto sentirvi
-dire così....
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Rosaria.</span>
-</p>
-
-<p>
-Già! lo crede, le piace, e intanto lo.... lo violenta!
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Totò.</span>
-</p>
-
-<p class="center">
-(<i>come inorridito</i>).
-</p>
-
-<p>
-Io?
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Rosaria.</span>
-</p>
-
-<p>
-Sissignore! Il pudore della casa! (<i>Così dicendo,
-rimette sui quattro piedi le seggiole capovolte e abbassa
-con grottesca pudicizia la fodera di tela che le
-ricopre, come se nascondesse le gambe a una sua
-figliuola</i>). Dio sa quanto ci bado, io, con un padrone
-che.... (<i>fa con la mano un gesto di rammarico, indicando
-l’uscio a destra</i>) — farebbe prendere la fuga
-anche.... anche alle seggiole, sissignore, per non
-stare a sentirlo, così sempre sulle furie.... Io, se fossi
-seggiola di questa casa, vorrei essere.... guardi, piuttosto
-seggiola d’uno di quelli che vendono cerotti per
-le strade, che vi montano sopra. (<i>Di nuovo, alzando
-una mano verso l’uscio a destra</i>). — Sgarbato! Le
-afferra così (<i>afferra la seggiola per la spalliera</i>) — quand’è
-<span class="pagenum" id="Page_6">[6]</span>
-arrabbiato — le scrolla, le pesta, le scaraventa
-anche....
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Totò.</span>
-</p>
-
-<p>
-Voi le volete bene, come se fossero vostre figliuole....
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Rosaria.</span>
-</p>
-
-<p>
-Le vorrei tener linde come sposine! M’affeziono,
-io!
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Totò.</span>
-</p>
-
-<p>
-Ah, avere una casa!
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Rosaria.</span>
-</p>
-
-<p>
-E come? Non ce l’ha, lei; la casa, di là? Dica
-che non vuol tenere una donna di servizio.
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Totò.</span>
-</p>
-
-<p>
-Ma casa, oh, casa, io intendo famiglia, mia
-buona Rosaria....
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Rosaria.</span>
-</p>
-
-<p>
-E lei prenda moglie, allora! O una governante
-affezionata! Sarebbe un bene anche per suo fratello
-il dottore.
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Totò.</span>
-</p>
-
-<p class="center">
-(<i>subito, con orrore</i>).
-</p>
-
-<p>
-Io? moglie? No! (<i>Poi, sospirando</i>). Eh.... lui,
-se mai, mio fratello! E vi giuro che ne sarei tanto
-contento. Ma non la prende. Non la prende, perchè
-ci sono io.
-</p>
-
-<p>
-<span class="pagenum" id="Page_7">[7]</span>
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Rosaria.</span>
-</p>
-
-<p>
-E che può fargli da moglie, lei, a suo fratello?
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Totò.</span>
-</p>
-
-<p>
-No! Ma perchè bado io a tutto, capite? E così
-egli non ne sente nessun bisogno. Più tardi, rientrerà
-dalla sua assistenza notturna; verrà qui a domandarvi
-la chiave, e troverà di là tutto in ordine, rassettato,
-con tutti i suoi bisogni prevenuti....
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Rosaria.</span>
-</p>
-
-<p>
-Ah, è comodo per lui.
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Totò.</span>
-</p>
-
-<p>
-Lo faccio con tutto il cuore, credetemi. Per me,
-mio fratello è tutto! La casa è per lui, non è per
-me....
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Rosaria.</span>
-</p>
-
-<p>
-Già, perchè lei se ne sta tutto il giorno in farmacia....
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Totò.</span>
-</p>
-
-<p>
-No, non per questo. Anche lui, poverino, allora,
-è tutto il giorno in giro per le sue visite.... La casa,
-cara Rosaria, credete a me, non è mai quella che ci
-facciamo noi e che ci costa tanti pensieri e tante
-cure. La vera casa, quella di cui sentiamo il sapore
-quando si dice <i>casa</i>.... un sapore che nel ricordo è
-così dolce e così angoscioso, la vera casa è quella
-che altri fece per noi, voglio dire nostro padre, nostra
-<span class="pagenum" id="Page_8">[8]</span>
-madre, coi loro pensieri e le loro cure. E anche
-per loro, per nostro padre e nostra madre, la casa,
-la vera casa <i>per loro</i>, qual’era? Ma quella dei loro
-genitori, non già quella ch’essi fecero per noi.... È
-sempre così.... Oh, ma ecco qua Paolino.
-</p>
-
-<h3>SCENA SECONDA.
-<span class="smaller"><span class="smcap">Paolino e detti.</span></span></h3>
-
-<div class="blockquote">
-<p>
-Il signor <span class="smcap">Paolino</span> entrerà precipitosamente dall’uscio a
-destra. È un uomo sulla trentina, vivacissimo, ma di una
-vivacità nervosa, che nasce da insofferenza. Tutte le passioni,
-tutti i moti dell’animo traspajono in lui con una
-evidenza che avventa. Subitanei scatti e cangiamenti di
-tono e d’umore. Non ammette repliche e taglia corto.
-</p>
-</div>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Paolino.</span>
-</p>
-
-<p class="center">
-(<i>al signor Totò</i>).
-</p>
-
-<p>
-Carissimo.... (<i>E subito, rivolgendosi a Rosaria</i>).
-Non gli avete dato ancora il caffè? Ma dateglielo,
-per Dio santo! Con quante chiacchiere volete che
-ve la paghi, ogni mattina, una tazza di caffè?
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Totò.</span>
-</p>
-
-<p>
-Oh! Dio, no, Paolino! non è per questo!
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Paolino.</span>
-</p>
-
-<p>
-Totò, fammi il piacere: non essere ipocrita, oltre
-che spilorcio!
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Totò.</span>
-</p>
-
-<p>
-Ma io parlavo....
-</p>
-
-<p>
-<span class="pagenum" id="Page_9">[9]</span>
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Paolino.</span>
-</p>
-
-<p class="center">
-(<i>attaccando subito</i>).
-</p>
-
-<p>
-Della casa, mezz’ora che parli della casa; t’ho
-sentito di là: della poesia della casa.
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Totò.</span>
-</p>
-
-<p>
-Ma la sento davvero!
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Paolino.</span>
-</p>
-
-<p>
-Non ti dico di no. Ma te ne servi per vestire davanti
-a te stesso, con decenza, la tua spilorceria.
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Totò.</span>
-</p>
-
-<p>
-No....
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Paolino.</span>
-</p>
-
-<p>
-È così come ti sto dicendo io! Tant’è vero che,
-come Rosaria t’avrà dato il caffè, tu te n’andrai
-stropicciandoti le mani giù per le scale, tutto contento
-della tazzina di caffè che vieni a scroccarmi
-ogni mattina con codeste chiacchieratine poetiche.
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Totò.</span>
-</p>
-
-<p>
-Ah, se credi così.... (<i>mortificato, fa per andarsene</i>).
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Paolino.</span>
-</p>
-
-<p class="center">
-(<i>subito, acchiappandolo per un braccio</i>).
-</p>
-
-<p>
-Che? Tu ora il caffè, perdio, te lo devi prendere!
-Io credo così, perchè è vero così!
-</p>
-
-<p>
-<span class="pagenum" id="Page_10">[10]</span>
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Totò.</span>
-</p>
-
-<p>
-Ma no....
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Paolino.</span>
-</p>
-
-<p>
-Ma sì!... E appunto perchè è vero così, ti devi
-prendere il caffè!
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Totò.</span>
-</p>
-
-<p>
-Non me lo prendo, no!
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Paolino</span>
-</p>
-
-<p class="center">
-(<i>seguitando con foga crescente</i>).
-</p>
-
-<p>
-Due caffè! tre caffè! quattro caffè! Perchè tu
-ora te lo sei guadagnato con lo sfogo che m’hai offerto,
-capisci? Quando una cosa mi resta qua (<i>indica
-la bocca dello stomaco</i>), caro mio, sono rovinato!
-Te l’ho detta, pago. Un caffè al giorno, puoi
-contarci! Vattene! (<i>Lo spinge fuori come se fosse
-un affare concluso; e poichè il signor Totò accenna
-di voltarsi, incalza</i>). No, vàttene, vàttene senza ringraziarmi!
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Totò.</span>
-</p>
-
-<p>
-No, non ti ringrazio! Ma sarei più contento, se
-tu me lo facessi....
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Paolino.</span>
-</p>
-
-<p class="center">
-(<i>con scatto iroso</i>).
-</p>
-
-<p>
-Pagare?
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Totò.</span>
-</p>
-
-<p class="center">
-(<i>umile come sempre</i>).
-</p>
-
-<p>
-A fin di mese, per come te n’ho fatto la proposta!
-</p>
-
-<p>
-<span class="pagenum" id="Page_11">[11]</span>
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Paolino.</span>
-</p>
-
-<p>
-E che sono io, caffettiere? che è, un caffè, la mia
-casa?
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Totò.</span>
-</p>
-
-<p>
-No: è che io di là, vedi, non ho chi me lo faccia.
-Tu hai qua la tua governante. Non fai mica il caffè
-per me, per venderlo. Lo fai per te. Ne fai una tazzina
-di più, e io te la pago.
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Paolino.</span>
-</p>
-
-<p>
-Eh già! Prendo moglie. Non la prendo mica per
-te, per vendertela. La prendo per me. Ma te la cedo,
-ecco, per soli cinque minuti, ogni giorno. Va bene?
-Che cosa sono cinque minuti?
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Totò</span>
-</p>
-
-<p class="center">
-(<i>sorridendo</i>).
-</p>
-
-<p>
-No, che c’entra! La moglie....
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Paolino</span>
-</p>
-
-<p class="center">
-(<i>subito</i>).
-</p>
-
-<p>
-E la governante?
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Totò</span>
-</p>
-
-<p class="center">
-(<i>non comprendendo</i>).
-</p>
-
-<p>
-Come?
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Paolino</span>
-</p>
-
-<p class="center">
-(<i>gridando</i>).
-</p>
-
-<p>
-Ma il caffè non si fa mica da solo! Ci vuole la
-governante per fare il caffè. Animale, o perchè credi
-<span class="pagenum" id="Page_12">[12]</span>
-che un operajo sia più ricco d’un professore? Perchè
-un operajo, se vuole, può farsi tutto da sè, mentre
-un professore no: ha bisogno di tenere la governante,
-il professore!
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Rosaria</span>
-</p>
-
-<p class="center">
-(<i>interloquendo, melliflua e persuasiva</i>).
-</p>
-
-<p>
-Che lo serva, lo curi e faccia di tutto per dargli
-quelle comodità....
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Paolino</span>
-</p>
-
-<p class="center">
-(<i>comprendendo il fiele di quel miele, per troncare</i>).
-</p>
-
-<p>
-Lasciamo andare! lasciamo andare!
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Rosaria</span>
-</p>
-
-<p class="center">
-(<i>risentita e con sottintesi di riprovazione</i>).
-</p>
-
-<p>
-Ma io dico, perchè fuor di casa non abbia poi a
-mostrarsi disordinato o distratto.
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Paolino.</span>
-</p>
-
-<p>
-Grazie tante! (<i>Al signor Totò</i>). La stai a sentire?
-E io sì, di questa bella fortuna d’esser professore
-debbo piangere le conseguenze, e tu farmacista,
-no? — Va’ al diavolo! — Ohi, Rosaria: per oggi,
-glielo darete, il caffè; da domani in poi — più niente!
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Totò.</span>
-</p>
-
-<p>
-Scusa, m’hai dato anche dell’animale....
-</p>
-
-<p>
-<span class="pagenum" id="Page_13">[13]</span>
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Paolino.</span>
-</p>
-
-<p>
-Ah, già! Glielo darete allora anche domani! Ma
-vattene! Vorresti che ti caricassi d’insulti, per avere
-una tazza di caffè per ogni insulto che ti faccio?
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Totò.</span>
-</p>
-
-<p>
-No, no, me ne vado.... Grazie, Paolino.... (<i>Via
-con Rosaria per l’uscio di sinistra</i>).
-</p>
-
-<h3>SCENA TERZA.
-<span class="smaller"><span class="smcap">Paolino</span>, <i>poi</i> <span class="smcap">Giglio</span> <i>e</i> <span class="smcap">Belli.</span></span></h3>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Paolino.</span>
-</p>
-
-<p>
-Dio, che gente! Dio, che gente!... Ma com’è?
-Tutti così?
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Giglio</span>
-</p>
-
-<p class="center">
-(<i>dall’interno</i>).
-</p>
-
-<p>
-Permesso, signor professore?
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Paolino.</span>
-</p>
-
-<p>
-Uh, ecco già la prima lezione. Avanti!
-</p>
-
-<div class="blockquote">
-<p>
-Entrano, coi libri sotto braccio, e con le sciarpe di
-lana al collo — uno, rossa; l’altro, turchina — <span class="smcap">Giglio</span> e
-<span class="smcap">Belli.</span> Hanno anch’essi un aspetto bestiale che consola:
-<span class="smcap">Giglio</span>, da capro nero, e <span class="smcap">Belli</span>, da scimmione con gli occhiali.
-</p>
-</div>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Giglio.</span>
-</p>
-
-<p>
-Buon giorno, signor professore.
-</p>
-
-<p>
-<span class="pagenum" id="Page_14">[14]</span>
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Belli.</span>
-</p>
-
-<p>
-Buon giorno, signor professore.
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Paolino.</span>
-</p>
-
-<p>
-Buon giorno. Sedete. (<i>Indica la scrivania</i>).
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Giglio</span>
-</p>
-
-<p class="center">
-(<i>sedendo</i>).
-</p>
-
-<p>
-Grazie, signor professore.
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Belli</span>
-</p>
-
-<p class="center">
-(<i>sedendo</i>).
-</p>
-
-<p>
-Grazie, signor professore.
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Paolino</span>
-</p>
-
-<p class="center">
-(<i>sedendo anche lui e rifacendo loro il verso, prima
-all’uno e poi all’altro, accennando un inchino</i>).
-</p>
-
-<p>
-Non c’è di che, caro Giglio! Non, c’è di che, caro
-Belli! (<i>Li guarda e sbuffa esasperatamente</i>) Ahhh!
-(<i>Prendendosi la testa tra le mani</i>). Dio mio! Dio
-mio! Dio! Dio! Dio! Io veramente credo che la
-vita <i>fra gli uomini</i>, tra poco, non mi sarà più possibile!
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Giglio.</span>
-</p>
-
-<p>
-Perchè, signor professore?
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Belli.</span>
-</p>
-
-<p>
-Dice per noi, signor professore?
-</p>
-
-<p>
-<span class="pagenum" id="Page_15">[15]</span>
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Paolino</span>
-</p>
-
-<p class="center">
-(<i>tornando a guardarli con ira contenuta</i>).
-</p>
-
-<p>
-Ma quant’anni avete?
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Giglio.</span>
-</p>
-
-<p>
-Diciotto, signor professore!
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Belli.</span>
-</p>
-
-<p>
-Diciassette, signor professore!
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Paolino</span>
-</p>
-
-<p class="center">
-(<i>tentennando il capo in contemplazione del loro
-aspetto bestiale</i>).
-</p>
-
-<p>
-E già così uomini tutti e due! Dite un po’: come
-si dice in greco commediante?
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Giglio.</span>
-</p>
-
-<p>
-In greco?
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Paolino.</span>
-</p>
-
-<p>
-No: in arabo! Lei non lo sa! (<i>A Belli</i>). E lei?
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Belli.</span>
-</p>
-
-<p>
-Commediante? Non ricordo.
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Paolino.</span>
-</p>
-
-<p>
-Ah, lei non ricorda? Perchè vuol dire che prima
-lo sapeva, è vero? e ora non lo ricorda più!
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Belli.</span>
-</p>
-
-<p>
-Nossignore: non l’ho mai saputo.
-</p>
-
-<p>
-<span class="pagenum" id="Page_16">[16]</span>
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Paolino.</span>
-</p>
-
-<p>
-Ah, così si dice! (<i>Sillabando</i>) Non — lo — so! — Ve
-l’insegno io: — Commediante, in greco, si dice:
-<i>upocritès</i> — E perchè <i>upocritès</i>? (<i>a Belli</i>). A lei: che
-cosa fanno i commedianti?
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Belli.</span>
-</p>
-
-<p>
-Mah.... rècitano, mi pare.
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Paolino.</span>
-</p>
-
-<p>
-Le pare? Non ne è sicuro? E perchè rècitano, si
-chiamano <i>ipocriti</i>? Le pare giusto chiamare ipocrita
-uno che recita per professione? Se recita, fa il
-suo dovere! Non può chiamarlo ipocrita! — Chi
-chiama così lei, invece, cioè con questo nome che i
-greci davano ai commedianti?
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Giglio</span>
-</p>
-
-<p class="center">
-(<i>come se tutt’a un tratto gli si facesse lume</i>).
-</p>
-
-<p>
-Ah, uno che finge, signor professore!
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Paolino.</span>
-</p>
-
-<p>
-Ecco. Uno che finge come un commediante appunto,
-che finge una parte, poniamo di re, mentre è
-un povero straccione; o un’altra parte qualsiasi. Che
-c’è di male in questo? Niente. Dovere! professione! — Quand’è
-il male, invece? Quando non si è più
-così <i>ipocriti</i> per dovere, per professione sulla scena;
-ma per gusto, per tornaconto, per malvagità, per
-<span class="pagenum" id="Page_17">[17]</span>
-abitudine, nella vita — o anche per civiltà — sicuro!
-perchè civile, esser civile, vuol dire proprio questo: — dentro,
-neri come corvi; fuori, bianchi come colombi;
-in corpo, fiele; in bocca, miele. O quando si
-entra qua e si dice: — <i>Buon giorno, signor professore</i>,
-invece di: — <i>Vada al diavolo, signor professore!</i>
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Giglio</span>
-</p>
-
-<p class="center">
-(<i>balzando</i>).
-</p>
-
-<p>
-Ma come! scusi! per questo?
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Belli</span>
-</p>
-
-<p class="center">
-(<i>c. s.</i>).
-</p>
-
-<p>
-Dovremmo dirle: — «<i>Vada al diavolo</i>?».
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Paolino.</span>
-</p>
-
-<p>
-L’avrei più caro, l’avrei più caro, v’assicuro! — O
-almeno, santo Dio, non dirmi nulla, ecco!
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Giglio.</span>
-</p>
-
-<p>
-Già! E lei allora direbbe: — Che maleducati!
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Paolino.</span>
-</p>
-
-<p>
-Giustissimo! Perchè la civiltà vuole che si auguri
-il buon giorno a uno che volentieri si manderebbe al
-diavolo; ed essere bene educati vuol dire appunto
-esser commedianti. — <i>Quod erat demonstrandum.</i> — Basta.
-Storia oggi, è vero?
-</p>
-
-<p>
-<span class="pagenum" id="Page_18">[18]</span>
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Belli</span>
-</p>
-
-<p class="center">
-(<i>risentito</i>).
-</p>
-
-<p>
-Ma no, scusi, professore....
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Paolino.</span>
-</p>
-
-<p>
-Basta v’ho detto! — Chiusa la digressione. Questa
-civiltà, figliuoli miei, questa civiltà mi sta finendo
-lo stomaco! — Chiusa, chiusa la digressione. — Storia. — A
-lei, Giglio. (<i>Si sente picchiare alla
-porta</i>). Chi è? — Avanti!
-</p>
-
-<h3>SCENA QUARTA.
-<span class="smaller"><span class="smcap">Detti</span> e <span class="smcap">Rosaria.</span></span></h3>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Rosaria</span>
-</p>
-
-<p class="center">
-(<i>entrando per la comune e chiamando a sè il signor
-Paolino con un comico gesto della mano</i>).
-</p>
-
-<p>
-Qua un momentino, signor professore!
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Paolino.</span>
-</p>
-
-<p>
-Che volete? Sto a far lezione; e sapete bene che
-quando sto a far lezione....
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Rosaria.</span>
-</p>
-
-<p>
-Lo so, benedetto Iddio, lo so! Ma appunto perchè
-lo so, se sono entrata, mi scusi, è segno che
-debbo dirle qualche cosa che preme.
-</p>
-
-<p>
-<span class="pagenum" id="Page_19">[19]</span>
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Paolino</span>
-</p>
-
-<p class="center">
-(<i>agli scolari</i>).
-</p>
-
-<p>
-Abbiate pazienza un momento. — (<i>Appressandosi
-a Rosaria</i>) — Cosa che preme?
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Rosaria.</span>
-</p>
-
-<p>
-È venuta una signora, con un ragazzo, che — dice — lei
-la conosce bene.
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Paolino.</span>
-</p>
-
-<p>
-La mamma di qualche allievo?
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Rosaria</span>
-</p>
-
-<p class="center">
-(<i>sospettosa</i>).
-</p>
-
-<p>
-Non so. — Sarà! — Ma è agitatissima....
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Paolino.</span>
-</p>
-
-<p>
-Agitatissima?
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Rosaria.</span>
-</p>
-
-<p>
-Sissignore. E, chiedendo di lei, si è fatta bianca,
-rossa.... di cento colorì.
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Paolino.</span>
-</p>
-
-<p>
-Ma chi è? il nome! V’ho detto mille volte di domandare
-il nome a chi viene a cercar di me!
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Rosaria.</span>
-</p>
-
-<p>
-E l’ho fatto! Me l’ha detto. Si chiama.... — aspetti.... — la
-signora.... la signora Pe....
-</p>
-
-<p>
-<span class="pagenum" id="Page_20">[20]</span>
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Paolino</span>
-</p>
-
-<p class="center">
-(<i>con un balzo, quasi atterrito, in vivissima agitazione</i>).
-</p>
-
-<p>
-Perella? — La signora Perella, qua? — Oh Dio!
-E che sarà avvenuto?... Aspettate.... aspettate.... — Ditele
-che attenda un po’.
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Rosaria.</span>
-</p>
-
-<p>
-Ah, la conosce dunque davvero?
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Paolino</span>
-</p>
-
-<p class="center">
-(<i>facendole gli occhiacci</i>).
-</p>
-
-<p>
-Non mi seccate! Ditele che attenda un po’.
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Rosaria.</span>
-</p>
-
-<p>
-Va bene.... va bene.... (esce).
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Paolino</span>
-</p>
-
-<p class="center">
-(<i>cercando di dominare l’agitazione e riaccostandosi
-alla scrivania</i>).
-</p>
-
-<p>
-Ragazzi, non.... non perdiamo tempo. — Guardate:
-invece della storia e della geografia, mi.... mi
-farete anche oggi una versioncina....
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Giglio</span> e <span class="smcap">Belli</span>
-</p>
-
-<p class="center">
-(<i>protestando</i>).
-</p>
-
-<p>
-Ma no, scusi, professore!
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Paolino.</span>
-</p>
-
-<p>
-Dall’italiano in latino!
-</p>
-
-<p>
-<span class="pagenum" id="Page_21">[21]</span>
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Giglio</span> e <span class="smcap">Belli.</span>
-</p>
-
-<p>
-No, professore, per carità!
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Paolino.</span>
-</p>
-
-<p>
-Facile facile.
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Giglio.</span>
-</p>
-
-<p>
-L’abbiamo fatto jeri!
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Belli.</span>
-</p>
-
-<p>
-Sempre latino! sempre latino!
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Paolino.</span>
-</p>
-
-<p>
-È il vostro debole!
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Giglio.</span>
-</p>
-
-<p>
-Ma non ne possiamo più!
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Paolino</span>
-</p>
-
-<p class="center">
-(<i>severo</i>).
-</p>
-
-<p>
-Basta così!
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Belli.</span>
-</p>
-
-<p>
-Non abbiamo neanche i dizionari.
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Paolino.</span>
-</p>
-
-<p>
-Ve li darò io! (<i>Li cava in fretta dallo scaffale</i>).
-Eccoli qua! — A voi!
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Giglio.</span>
-</p>
-
-<p>
-Ma professore....
-</p>
-
-<p>
-<span class="pagenum" id="Page_22">[22]</span>
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Paolino.</span>
-</p>
-
-<p>
-Basta così, ho detto! (<i>Prende dalla scrivania un
-libro e comincia a sfogliarlo</i>) — Tradurrete.... tradurrete....
-(<i>Cercando, si distrae e comincia a parlare
-tra sè</i>). Qua?... così per tempo?... E quando
-mai?... Che.... (<i>s’accorge che i due scolari guardano
-curvi, e intenti nel libro ch’egli tiene aperto in mano,
-come se vi cercassero le parole da lui proferite, e si
-riprende</i>) Che cercate?
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Giglio.</span>
-</p>
-
-<p>
-Eh.... la traduzione....
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Belli.</span>
-</p>
-
-<p>
-Quello che lei leggeva....
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Paolino.</span>
-</p>
-
-<p>
-Io non leggevo un corno! — Tradurrete — ecco — qua....
-questo passo qua.... breve breve. — Oh!
-Mi farete il piacere.... (<i>va ad aprire l’uscio dello sgabuzzino
-in fondo e li attira a sè col gesto delle mani</i>)
-qua, venite qua.... — di mettervi qua, in questo camerino....
-abbiate pazienza!
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Belli</span>
-</p>
-
-<p class="center">
-(<i>con orrore</i>).
-</p>
-
-<p>
-Là?
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Giglio</span>
-</p>
-
-<p class="center">
-(<i>c. s.</i>).
-</p>
-
-<p>
-Professore, ma non ci si vede!
-</p>
-
-<p>
-<span class="pagenum" id="Page_23">[23]</span>
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Paolino.</span>
-</p>
-
-<p>
-Abbiate pazienza, per un momentino! Andiamo!
-(<i>Li spinge dentro</i>). Traducete ciascuno per conto vostro,
-mi raccomando! Al lavoro, al lavoro. Non perdiamo
-tempo! (<i>Richiude l’uscio e corre alla comune
-per invitare la signora Perella a entrare</i>). Signora,
-venga.... venga avanti....
-</p>
-
-<h3>SCENA QUINTA.
-<span class="smaller"><i>Il signor</i> <span class="smcap">Paolino</span>, <i>la</i> <span class="smcap">Signora Perella</span> <i>e</i> <span class="smcap">Nonò</span>
-<i>poi, dietro l’uscio in fondo</i>, <span class="smcap">Giglio</span> <i>e</i> <span class="smcap">Belli.</span></span></h3>
-
-<div class="blockquote">
-<p>
-Entra per l’uscio a sinistra la signora <span class="smcap">Perella</span> con
-<span class="smcap">Nonò.</span> La signora <span class="smcap">Perella</span> sarà la virtù, la modestia, la
-pudicizia in persona; il che disgraziatamente non toglie
-ch’ella sia incinta da due mesi — per quanto ancora
-non paja — del signor <span class="smcap">Paolino</span>, professore privato di
-<span class="smcap">Nonò.</span> Ora viene a confermare all’amante il dubbio divenuto
-pur troppo certezza. La pudicizia e la presenza di
-<span class="smcap">Nonò</span> le impediscono di confermarlo apertamente; ma lo
-lascia intendere con gli occhi e anche — senza volerlo — con
-l’aprir di tanto in tanto la bocca, per certi vani conati
-di vomizione, da cui, nell’esagitazione, è assalita. Si
-porta allora il fazzoletto alla bocca, e con la stessa compunzione
-con cui vi verserebbe delle lagrime, vi verserà
-invece di nascosto un’abbondante e sintomatica salivazione.
-La signora <span class="smcap">Perella</span> è molto afflitta, perchè certo per le
-sue tante virtù e per la sua esemplare pudicizia non si meriterebbe
-questo dalla sorte. Tiene costantemente gli occhi
-bassi; non li alza se non di sfuggita per esprimere al
-signor <span class="smcap">Paolino</span>, di nascosto da <span class="smcap">Nonò</span>, la sua angoscia e il
-suo martirio. Veste, s’intende, con goffaggine, perchè la
-<span class="pagenum" id="Page_24">[24]</span>
-moda ha per sua natura l’ufficio di render goffa la virtù,
-e la signora <span class="smcap">Perella</span> è pur costretta ad andar vestita secondo
-la moda, e Dio sa quanto ne soffre. Parla con querula
-voce, quasi lontana, come se realmente non parlasse
-lei, ma il burattinaio invisibile che la fa muovere, imitando
-malamente e goffamente una voce di donna malinconica.
-Se non che, ogni tanto, urtata o punta sul vivo, se ne dimentica,
-e ha scatti di voce, toni e modi naturalissimi.
-Nonò ha un bellissimo aspetto di simpatico gatto, con un
-magnifico cravattone rosso a farfalla e un collettone rotondo
-inamidato. Non sarebbe male che impugnasse con
-molta convinzione un bastoncino di quelli per ragazzi con
-testina di cane. Ride spesso, e più spesso ancora tira sorsi
-col naso per risparmiare il fazzoletto che gli fa bella comparsa
-sporgente dalla tasca in petto, ben ripiegato e intatto.
-</p>
-</div>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Paolino</span>
-</p>
-
-<p class="center">
-(<i>subito, scambiando uno sguardo d’intelligenza con
-la signora e smorendo alla vista di lei che con
-gli occhi gli fa cenno di badare alla presenza di
-Nonò</i>).
-</p>
-
-<p>
-Sì? Ah Dio... sì?... (<i>Volgendosi a Nonò, per rispondere
-al cenno della signora</i>). Caro Nonò.
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Nonò.</span>
-</p>
-
-<p>
-Buon giorno!
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Paolino.</span>
-</p>
-
-<p>
-Buon giorno! Bravo, il mio Nonò.... S’accomodi
-signora — (<i>Piano, porgendole da sedere</i>). Non c’è
-più dubbio? proprio certo? (<i>A un nuovo e più pressante
-cenno degli occhi della signora, voltandosi
-<span class="pagenum" id="Page_25">[25]</span>
-verso Nonò</i>). Eh, sei venuto a trovare il tuo professore,
-Nonotto bello?
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Nonò</span>
-</p>
-
-<p class="center">
-(<i>fa cenno di no col dito, prima di parlare, con un
-verso che gli è abituale</i>).
-</p>
-
-<p>
-Siamo andati a Santa Lucia, allo Scalo.
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Paolino.</span>
-</p>
-
-<p>
-Ah si? A veder le barchette?
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Nonò</span>
-</p>
-
-<p class="center">
-(<i>c. s.</i>).
-</p>
-
-<p>
-A domandare a che ora arriva papà col «<i>Segesta</i>».
-(<i>Poi, con un sorriso da scemo, guardando e
-indicando a Paolino la madre che, appena seduta,
-apre la bocca come un pesce</i>). Ma ecco che mamà
-apre di nuovo la bocca!
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Paolino</span>
-</p>
-
-<p class="center">
-(<i>rivoltandosi di scatto</i>).
-</p>
-
-<p>
-Chi? come? la bocca? (<i>Spaventato alla vista
-della bocca aperta della signora</i>). Oh Dio! che è?...
-che è?... (<i>E accorre a lei che, alzandosi col fazzoletto
-alla bocca, ora si reca in fondo alla scena, presso
-l’uscio dello sgabuzzino</i>).
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Signora Perella</span>
-</p>
-
-<p class="center">
-(<i>appoggiandosi sfinita a uno degli scaffali, col fazzoletto
-sempre alla bocca e facendo cenni disperati
-<span class="pagenum" id="Page_26">[26]</span>
-a Paolino di non accostarsi e di badare per amor
-di Dio a Nonò</i>).
-</p>
-
-<p>
-Per carità.... per carità....
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Nonò</span>
-</p>
-
-<p class="center">
-(<i>a Paolino che si volge a lui come basito, placidamente
-e sorridente</i>):
-</p>
-
-<p>
-Da tre giorni apre la bocca così!
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Paolino.</span>
-</p>
-
-<p>
-Ah, ma non è niente sai, caro Nonò.... Niente!
-La.... la mamma... la mamma sbadiglia, — ecco. — Così.... — sbadiglia.
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Nonò</span>
-</p>
-
-<p class="center">
-(<i>facendo prima il solito verso col dito, e poi con lo
-stesso dito, accennando allo stomaco</i>).
-</p>
-
-<p>
-È cosa che le viene di qua.
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Paolino</span>
-</p>
-
-<p class="center">
-(<i>con un grido</i>).
-</p>
-
-<p>
-No! Benedetto figliuolo, che dici?
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Nonò.</span>
-</p>
-
-<p>
-Ma sì, sì, debolezza di stomaco. L’ha detto lei!
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Paolino</span>
-</p>
-
-<p class="center">
-(<i>rifiatando</i>).
-</p>
-
-<p>
-Ahhh — già.... — ecco, sì — debolezza, va bene.
-Un po’ di debolezza di stomaco, Nonò! Nient’altro!
-</p>
-
-<p>
-<span class="pagenum" id="Page_27">[27]</span>
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Signora Perella</span>
-</p>
-
-<p class="center">
-(<i>gemendo dal fondo della scena</i>).
-</p>
-
-<p>
-Ah! per carità....
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Nonò.</span>
-</p>
-
-<p>
-E ora sputa dentro il fazzoletto, guarda! tanto
-tanto!
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Signora Perella.</span>
-</p>
-
-<p>
-Per carità....
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Paolino.</span>
-</p>
-
-<p>
-Ma Nonò! insomma? Sei impazzito? Sono cose
-che si dicono, queste?
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Nonò.</span>
-</p>
-
-<p>
-Perchè no?
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Signora Perella</span>
-</p>
-
-<p class="center">
-(<i>lamentosa, senza forza di parlare</i>).
-</p>
-
-<p>
-Le dice.... le dice anche davanti alla persona di
-servizio....
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Nonò.</span>
-</p>
-
-<p>
-E che male c’è?
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Paolino.</span>
-</p>
-
-<p>
-Nessun male, no! Ma scusa, ti pare buona educazione,
-davanti a una persona di servizio?
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Signora Perella</span>
-</p>
-
-<p class="center">
-(<i>c. s.</i>).
-</p>
-
-<p>
-E al padre! Subito lo dirà al padre, appena lo
-<span class="pagenum" id="Page_28">[28]</span>
-vedrà arrivare! (<i>A Paolino, con terrore, piano</i>). Arriva
-oggi! Arriva oggi!
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Paolino</span>
-</p>
-
-<p class="center">
-(<i>restando allibito</i>).
-</p>
-
-<p>
-Oggi?
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Nonò</span>
-</p>
-
-<p class="center">
-(<i>festante, battendo le mani</i>).
-</p>
-
-<p>
-Oggi, sì! (<i>Subito accorrendo alla madre, con petulanza</i>).
-Oh, mi mandi, mi mandi col marinajo a
-bordo?
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Paolino.</span>
-</p>
-
-<p>
-Ma Nonò! Scostati!
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Nonò</span>
-</p>
-
-<p class="center">
-(<i>per rassicurarlo</i>).
-</p>
-
-<p>
-Non è niente! Ora le passa. (<i>Alla madre</i>). Mi
-mandi a bordo, mamà? Sì, sì! Mi piace tanto quando
-papà dal ponte comanda la manovra d’attracco, col
-berretto da capitano e il cappotto di tela cerata! Mi
-mandi mamà?
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Signora Perella.</span>
-</p>
-
-<p>
-Ti mando, sì.... ti mando.... (<i>A Paolino, indicando
-Nonò</i>). Mi fa morire....
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Paolino.</span>
-</p>
-
-<p>
-Ah, Nonò, ti perdo tutta la stima, sai? Non vedi
-che mamma soffre?
-</p>
-
-<p>
-<span class="pagenum" id="Page_29">[29]</span>
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Nonò.</span>
-</p>
-
-<p>
-Mi fa tanto ridere, quando apre la bocca così
-(<i>eseguisce</i>) come un pesce....
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Paolino.</span>
-</p>
-
-<p>
-Bravo! La mamma soffre, e tu ridi! Bravo! E
-lo dirai anche a papà, che la mamma apre la bocca
-come un pesce, perchè ne rida anche lui, è vero?
-(<i>Va alla scrivania e ne prende un grosso libro illustrato</i>).
-Guarda: ti volevo regalar questo, oggi!
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Nonò.</span>
-</p>
-
-<p>
-«<i>La vita degli insetti</i>....». Oh bello! Sì! Sì!
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Paolino.</span>
-</p>
-
-<p>
-No, caro! Tu sei cattivo, e non te lo darò più.
-</p>
-
-<div class="blockquote">
-<p>
-A questo punto si sente picchiare forte all’uscio in
-fondo, e contemporaneamente:
-</p>
-</div>
-
-<p class="speaker">
-<i>Le voci di</i> <span class="smcap">Giglio</span> <i>e</i> <span class="smcap">Belli.</span>
-</p>
-
-<p>
-Professore! Professore!
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Signora Perella</span>
-</p>
-
-<p class="center">
-(<i>ancora presso l’uscio, balzando e correndo avanti,
-atterrita</i>).
-</p>
-
-<p>
-Oh Dio!... Chi è?
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Paolino.</span>
-</p>
-
-<p>
-Ma sono quegli animali! Niente, signora, due
-scolari.... non tema!
-</p>
-
-<p>
-<span class="pagenum" id="Page_30">[30]</span>
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Nonò.</span>
-</p>
-
-<p>
-Oh bella! Nascosti là?
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Paolino</span>
-</p>
-
-<p class="center">
-(<i>recandosi all’uscio in fondo, aprendolo appena e
-introducendovi il capo</i>).
-</p>
-
-<p>
-Che diavolo volete?
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Nonò</span>
-</p>
-
-<p class="center">
-(<i>accostandosi curioso per vedere tra le gambe di
-Paolino</i>).
-</p>
-
-<p>
-Li tieni lì in castigo?
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Signora Perella</span>
-</p>
-
-<p class="center">
-(<i>richiamandolo</i>).
-</p>
-
-<p>
-Nonò, qua!
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<i>La voce di</i> <span class="smcap">Giglio.</span>
-</p>
-
-<p>
-Un lume! una candela almeno, signor professore!
-Non ci si vede!
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<i>La voce di</i> <span class="smcap">Belli.</span>
-</p>
-
-<p>
-Non riusciamo a decifrar le lettere nel dizionario!
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Paolino.</span>
-</p>
-
-<p>
-Sta bene! Silenzio! Vi porterò una candela! (<i>richiude
-l’uscio</i>).
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Nonò.</span>
-</p>
-
-<p>
-E perchè li hai nascosti lì dentro?
-</p>
-
-<p>
-<span class="pagenum" id="Page_31">[31]</span>
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Paolino.</span>
-</p>
-
-<p>
-Ma non li ho nascosti! Fanno una versione.
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Nonò</span>
-</p>
-
-<p class="center">
-(<i>spaventato</i>).
-</p>
-
-<p>
-Al bujo?
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Paolino.</span>
-</p>
-
-<p>
-No, vedi? Vado a prender loro un lume (<i>s’avvia</i>).
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Nonò.</span>
-</p>
-
-<p>
-Io intanto guardo il libro.
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Paolino.</span>
-</p>
-
-<p>
-Ah, no! non te lo dò più.... non te lo dò!
-</p>
-
-<div class="blockquote">
-<p>
-Esce per la comune e, poco dopo, rientra con una candela
-accesa in mano. Nel frattempo, i due scolari <span class="smcap">Giglio</span>
-e <span class="smcap">Belli</span>, prima l’uno e poi l’altro, sporgono il capo dall’uscio
-in fondo a guardare con sorrisi maliziosi la signora
-<span class="smcap">Perella</span>, che se ne spaventa, mortificata; e poi <span class="smcap">Nonò</span>, cacciando
-fuori la lingua.
-</p>
-</div>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Nonò</span>
-</p>
-
-<p class="center">
-(<i>a Paolino che rientra</i>).
-</p>
-
-<p>
-Han cacciato fuori la testa, sai?
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Signora Perella</span>
-</p>
-
-<p class="center">
-(<i>tremante</i>).
-</p>
-
-<p>
-M’hanno vista! m’hanno vista!
-</p>
-
-<p>
-<span class="pagenum" id="Page_32">[32]</span>
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Nonò.</span>
-</p>
-
-<p>
-Prima l’uno e poi l’altro! E mi hanno fatto così!
-(<i>caccia fuori la lingua</i>).
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Paolino.</span>
-</p>
-
-<p>
-Ho dimenticato di chiudere a chiave! Pazienza,
-signora! (<i>Si reca all’uscio in fondo, lo apre di nuovo
-appena, porge la candela</i>). Ecco qua la candela! Attendete
-alla traduzione! (<i>richiude l’uscio a chiave.
-Poi, appressandosi a Nonò</i>). Dunque tu vorresti codesto
-libro?
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Nonò.</span>
-</p>
-
-<p>
-Io, sì! L’hai comprato per me?
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Paolino.</span>
-</p>
-
-<p>
-Sì. E te lo dò; ma a patto che tu prometti....
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Nonò.</span>
-</p>
-
-<p>
-Sì, sì.... (<i>Guarda la madre che riapre la bocca</i>).
-Ma, oh! — guarda. È inutile! Io non lo dico, ma
-lei lo rifà!
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Paolino.</span>
-</p>
-
-<p>
-Ah Dio! ah Dio! Ma questo è atroce! (<i>Volgendosi
-a Nonò</i>). Tu intanto, caro mio, non lo ridici più!
-Ho la tua promessa, bada! Se non mantieni, il libro,
-via! — Mettiti qua (<i>lo fa sedere su una seggiola con
-le spalle voltate verso la madre, gli colloca su un’altra
-davanti il libro</i>) ecco così — e guardatelo! (<i>S’appressa
-<span class="pagenum" id="Page_33">[33]</span>
-alla signora Perella, che combatte ancora col
-fazzoletto sulla bocca</i>). È atroce! è atroce! È d’una
-evidenza che grida, tutto questo!
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Signora Perella</span>
-</p>
-
-<p class="center">
-(<i>lamentosa</i>).
-</p>
-
-<p>
-Sono perduta.... sono finita.... non c’è più rimedio
-per me.... La morte sola....
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Paolino.</span>
-</p>
-
-<p>
-Ma no! che dici?
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Signora Perella.</span>
-</p>
-
-<p>
-Sì.... sì....
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Paolino.</span>
-</p>
-
-<p>
-Se t’avvilisci così, fai peggio!
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Signora Perella.</span>
-</p>
-
-<p>
-Ma tu capisci, che se mi viene di farlo davanti
-a lui....
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Paolino.</span>
-</p>
-
-<p>
-E tu non farlo!
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Signora Perella</span>
-</p>
-
-<p class="center">
-(<i>con scatto di voce naturale</i>).
-</p>
-
-<p>
-Come se dipendesse da me!... Mi viene. (<i>Rimettendosi
-a parlar come prima</i>). Ed è lo stesso segno,
-preciso, di quando fu di Nonò!
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Paolino.</span>
-</p>
-
-<p>
-Anche allora? Ah! E lui lo sa?
-</p>
-
-<p>
-<span class="pagenum" id="Page_34">[34]</span>
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Signora Perella.</span>
-</p>
-
-<p>
-Lo sa. E ne rideva, quando me lo vedeva fare,
-come ora ne ride Nonò....
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Paolino.</span>
-</p>
-
-<p>
-Oh Dio! Ma allora se ne accorgerà?
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Signora Perella.</span>
-</p>
-
-<p>
-Sono perduta.... sono finita....
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Paolino.</span>
-</p>
-
-<p>
-Ma non puoi sforzarti di non farlo, perdio?
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Signora Perella.</span>
-</p>
-
-<p>
-Mi viene di qua, all’improvviso.... Una specie di
-contrazione!
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Nonò</span>
-</p>
-
-<p class="center">
-(<i>accorrendo col libro in mano</i>).
-</p>
-
-<p>
-Oh guarda, mamma! Bello! Il ragnetto che tesse
-la tela!
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Paolino</span>
-</p>
-
-<p class="center">
-(<i>con scatto d’ira, ma subito frenandosi e passando
-a una comica esageratissima affettuosità</i>).
-</p>
-
-<p>
-Ma sì, lascia in questo momento.... caro Nonotto
-bello: il ragnetto sì, che tesse la tela.... guàrdatelo
-da te! Ci sono tant’altre belle bestioline, sai? tante!
-tante! guàrdatele da te; chè poi mamma se le guarderà
-anche lei con comodo, eh? Ragnetti, formichette,
-<span class="pagenum" id="Page_35">[35]</span>
-farfalline.... (<i>Lo rimette a sedere c. s.</i>). Qua,
-qua.... bonino! bonino!
-</p>
-
-<div class="blockquote">
-<p>
-Si sente di nuovo picchiare all’uscio in fondo e contemporaneamente:
-</p>
-</div>
-
-<p class="speaker">
-<i>La voce di</i> <span class="smcap">Belli.</span>
-</p>
-
-<p>
-Professore! Professore!
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Paolino.</span>
-</p>
-
-<p>
-Parola d’onore, io li uccido! (<i>Correndo all’uscio
-in fondo e aprendolo c. s.</i>). Che altro c’è? Non sapete
-star fermi un quarto d’ora ad attendere a una versione,
-che farebbe un ragazzino dà seconda ginnasiale?
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Belli</span>
-</p>
-
-<p class="center">
-(<i>sporgendo il capo dall’uscio</i>).
-</p>
-
-<p>
-Non solo, ma anche, signor professore.
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Paolino.</span>
-</p>
-
-<p>
-Che cosa, ma anche?
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Belli.</span>
-</p>
-
-<p>
-Dice così qua (<i>mostra il libro</i>). Non solo ma anche. — Forma
-avversativa, è vero?
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Paolino.</span>
-</p>
-
-<p>
-Avversativa? Come avversativa, asino! Non vede
-che esprime una coordinazione?
-</p>
-
-<p>
-<span class="pagenum" id="Page_36">[36]</span>
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Giglio</span>
-</p>
-
-<p class="center">
-(<i>facendosi avanti</i>).
-</p>
-
-<p>
-Ecco! ecco, sissignore! gliel’ho detto io, signor
-professore! Crescente d’intensità, e di valore....
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Paolino.</span>
-</p>
-
-<p>
-Ma se lo sa anche quel ragazzino là (<i>indica
-Nonò</i>). «<i>Non solo, ma anche</i>», a te, Nonò! Come
-si traduce? <i>Non solo</i>....
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Nonò</span>
-</p>
-
-<p class="center">
-(<i>pronto, sorgendo in piedi, sull’attenti</i>).
-</p>
-
-<p>
-<i>Non solum!</i>
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Paolino.</span>
-</p>
-
-<p>
-Benissimo! Oppure?
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Nonò.</span>
-</p>
-
-<p>
-Oppure.... <i>Non tantum</i>!
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Paolino.</span>
-</p>
-
-<p>
-Benissimo! Oppure?
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Giglio.</span>
-</p>
-
-<p>
-<i>Non modo</i>, signor professore, <i>non modo</i>, o <i>tantùmmodo</i>!
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Paolino</span>
-</p>
-
-<p class="center">
-(<i>ricacciandoli dentro lo sgabuzzino</i>).
-</p>
-
-<p>
-Ma se lo sapete! Andiate al diavolo tutt’e due!
-(<i>Richiude l’uscio</i>).
-</p>
-
-<p>
-<span class="pagenum" id="Page_37">[37]</span>
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Signora Perella.</span>
-</p>
-
-<p>
-Dio, che vergogna.... Dio, che vergogna!
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Paolino.</span>
-</p>
-
-<p>
-Ma no! Perchè? Non temere! Tu figuri qua la
-mamma d’un allievo.... Ho interrogato Nonò apposta!
-È per quella maledetta Rosaria, piuttosto!
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Signora Perella.</span>
-</p>
-
-<p>
-Come m’ha guardata! Come m’ha guardata!
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Paolino.</span>
-</p>
-
-<p>
-Hai fatto male a venire.... Sarei venuto io prima
-di sera!
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Signora Perella.</span>
-</p>
-
-<p>
-Ma il <i>Segesta</i> arriva alle cinque! Avevo bisogno
-di prevenirti che non c’era più dubbio.... Lo vedi?...
-Non c’è, non c’è più dubbio, purtroppo.... Come
-farò?
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Paolino.</span>
-</p>
-
-<p>
-Sai quando ripartirà?
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Signora Perella.</span>
-</p>
-
-<p>
-Domani stesso!
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Paolino.</span>
-</p>
-
-<p>
-Domani?
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Signora Perella.</span>
-</p>
-
-<p>
-Sì, per il Levante! e starà fuori altri due mesi,
-per lo meno!
-</p>
-
-<p>
-<span class="pagenum" id="Page_38">[38]</span>
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Paolino.</span>
-</p>
-
-<p>
-Passerà dunque qui soltanto questa notte?
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Signora Perella.</span>
-</p>
-
-<p>
-Ma farà come tutte le altre volte, ne puoi star
-sicuro!
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Paolino.</span>
-</p>
-
-<p>
-No, perdio, no!
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Signora Perella.</span>
-</p>
-
-<p>
-Ma come no?... Lo sai....
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Paolino.</span>
-</p>
-
-<p>
-Non deve farlo!
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Signora Perella.</span>
-</p>
-
-<p>
-E come? Come? Non lo sai, com’è? Sono perduta,
-Paolino.... Sono perduta....
-</p>
-
-<div class="blockquote">
-<p>
-Si sente picchiare all’uscio a sinistra.
-</p>
-</div>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Paolino.</span>
-</p>
-
-<p>
-Chi è?
-</p>
-
-<h3>SCENA SESTA.
-<span class="smaller"><span class="smcap">Detti</span> <i>e</i> <span class="smcap">Rosaria.</span></span></h3>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Rosaria</span>
-</p>
-
-<p class="center">
-(<i>aprendo l’uscio</i>).
-</p>
-
-<p>
-Prendo, se permette, la chiave lasciata dal signor
-Totò per suo fratello il dottore. L’ho dimenticata qua
-sul tavolino (<i>s’avvia per prenderla</i>).
-</p>
-
-<p>
-<span class="pagenum" id="Page_39">[39]</span>
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Paolino</span>
-</p>
-
-<p class="center">
-(<i>a cui è balenata un’idea</i>).
-</p>
-
-<p>
-Il dottore?... Aspettate!... È di là il dottore?
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Rosaria.</span>
-</p>
-
-<p>
-Vuole la chiave.
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Paolino</span>
-</p>
-
-<p class="center">
-(<i>levandole la chiave dalle mani</i>).
-</p>
-
-<p>
-Datela a me. Ditegli che aspetti un momentino,
-perchè ho da parlargli.
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Rosaria.</span>
-</p>
-
-<p>
-Ma casca dal sonno, sa? Ha vegliato tutta la
-notte.
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Paolino.</span>
-</p>
-
-<p>
-Vi ho ordinato di dirgli che aspetti un momento.
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Rosaria.</span>
-</p>
-
-<p>
-Ecco: sarà obbedito.... (<i>esce</i>).
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Signora Perella</span>
-</p>
-
-<p class="center">
-(<i>spaventata</i>).
-</p>
-
-<p>
-Oh Dio, che vuoi fare? Che vuoi fare col dottore,
-Paolino?
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Paolino.</span>
-</p>
-
-<p>
-Non lo so. Gli parlerò. Gli domanderò ajuto, consiglio.
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Signora Perella.</span>
-</p>
-
-<p>
-Che ajuto? Per me?
-</p>
-
-<p>
-<span class="pagenum" id="Page_40">[40]</span>
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Paolino.</span>
-</p>
-
-<p>
-Sì! Lasciami fare, lasciami tentare....
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Signora Perella.</span>
-</p>
-
-<p>
-No, no, Paolino! Che vuoi dirgli? Per carità!
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Paolino.</span>
-</p>
-
-<p>
-Ma bisogna ch’io t’ajuti!
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Signora Perella.</span>
-</p>
-
-<p>
-Mi comprometti!
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Paolino.</span>
-</p>
-
-<p>
-Vuoi morire?
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Signora Perella.</span>
-</p>
-
-<p>
-Ah, piuttosto morire! E non questa vergogna!
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Paolino.</span>
-</p>
-
-<p>
-Tu sei pazza! Ci sono qua io! Lascia fare a
-me....
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Signora Perella.</span>
-</p>
-
-<p>
-Che cosa?
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Paolino.</span>
-</p>
-
-<p>
-Non lo so, ti dico! Qualche cosa! Il dottore è
-amico mio, intimo, da fratello. Lasciami parlare con
-lui. Tu vattene! Verrò a casa prima dell’arrivo del
-Segesta. Sarò a tavola con voi! (<i>Andando verso
-Nonò che seguita a guardare il libro!</i>) Su, Nonò....
-Pòrtati via codesto libro e vai con la mamma, chè
-<span class="pagenum" id="Page_41">[41]</span>
-più tardi io verrò a scriverti qua (indica il frontespizio
-del libro) una bella dedica: «Al caro Nonotto in
-premio dei suoi progressi nello studio del latino».
-Va bene?
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Nonò.</span>
-</p>
-
-<p>
-Sì, sì.... È tanto bello, sai? anche com’è scritto!
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Paolino.</span>
-</p>
-
-<p>
-Dammi un bacio.
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Signora Perella.</span>
-</p>
-
-<p>
-E ringrazia il signor professore, Nonò....
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Nonò.</span>
-</p>
-
-<p class="center">
-(<i>solito gesto col dito; poi</i>):
-</p>
-
-<p>
-Non c’è n’è bisogno.
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Signora Perella.</span>
-</p>
-
-<p>
-Come non ce n’è bisogno?
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Nonò.</span>
-</p>
-
-<p>
-Me l’ha detto lui (<i>a Paolino</i>). È vero?
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Paolino.</span>
-</p>
-
-<p>
-Verissimo, verissimo! Vai, vai, Nonò....
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Nonò.</span>
-</p>
-
-<p>
-Vieni anche a tavola con noi?
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Paolino.</span>
-</p>
-
-<p>
-Sì e ti porterò le pasterelle che ti piacciono....
-</p>
-
-<p>
-<span class="pagenum" id="Page_42">[42]</span>
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Nonò.</span>
-</p>
-
-<p>
-Sì, sì.... Addio! Presto, eh?
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Paolino.</span>
-</p>
-
-<p>
-A rivederla tra poco, signora. (<i>Piano</i>). Coraggio!
-coraggio!
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Signora Perella.</span>
-</p>
-
-<p>
-A rivederla!
-</p>
-
-<div class="blockquote">
-<p>
-Esce per la comune con <span class="smcap">Nonò</span>, accompagnata dal signor
-<span class="smcap">Paolino.</span> La scena resta vuota un momento.
-</p>
-</div>
-
-<h3>SCENA SETTIMA.
-<span class="smaller"><span class="smcap">Paolino</span>, il <span class="smcap">Dottor Pulejo</span>, poi <span class="smcap">Giglio</span> e <span class="smcap">Belli.</span></span></h3>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Paolino.</span>
-</p>
-
-<p class="center">
-(<i>dando passo al dottor Pulejo</i>).
-</p>
-
-<p>
-Entra, entra, dottore.... (<i>lo fa entrare; entra anche
-lui</i>). E siedi lì (<i>gl’indica una poltrona</i>).
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Pulejo</span>
-</p>
-
-<p class="center">
-(<i>bell’uomo, sui trent’anni, biondo, con gli occhiali</i>).
-</p>
-
-<p>
-Seggo? Ah no davvero! Ho bisogno d’andare
-a dormire, io, caro mio!
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Paolino.</span>
-</p>
-
-<p>
-E io ti dico, invece, che te ne puoi scordare per
-oggi!
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Pulejo.</span>
-</p>
-
-<p>
-Che?
-</p>
-
-<p>
-<span class="pagenum" id="Page_43">[43]</span>
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Paolino.</span>
-</p>
-
-<p>
-Ho da parlarti d’una cosa gravissima!
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Pulejo.</span>
-</p>
-
-<p>
-E vuoi che non vada a dormire? Tu sei matto!
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Paolino.</span>
-</p>
-
-<p>
-Sei medico, sì o no?
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Pulejo.</span>
-</p>
-
-<p>
-Ah. Hai forse bisogno della mia professione?
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Paolino.</span>
-</p>
-
-<p>
-Sì, subito!
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Pulejo.</span>
-</p>
-
-<p>
-E va bene: parla.
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Paolino.</span>
-</p>
-
-<p>
-Parlo.... già! parlo.... Ti dico che si tratta d’una
-cosa gravissima, e vuoi che ti parli così, su due piedi,
-mentre mi dici che hai sonno e che vuoi andare a
-dormire?
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Pulejo.</span>
-</p>
-
-<p>
-Ma se ho sonno, scusa, c’è poco da dire: ho
-sonno! Ho diritto anch’io di dormire, dopo una
-notte di guardia, mi pare!
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Paolino.</span>
-</p>
-
-<p>
-Ti faccio portare un caffè! due caffè!
-</p>
-
-<p>
-<span class="pagenum" id="Page_44">[44]</span>
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Pulejo.</span>
-</p>
-
-<p>
-Ma che caffè! Parla piuttosto!
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Paolino.</span>
-</p>
-
-<p>
-Oh, sai che faccio? M’arrampico, là su quello
-scaffale; mi butto giù; mi fratturo una gamba, e ti
-costringo a starmi attorno per una mezza giornata!
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Pulejo.</span>
-</p>
-
-<p>
-Bravissimo! Mi costringerai a curarti la gamba;
-ma non parlerai.
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Paolino.</span>
-</p>
-
-<p>
-Sì, sì, che parlerò, perdio!
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Pulejo.</span>
-</p>
-
-<p>
-Parlerai; ma io non ti darei ascolto, perchè dovrei
-curarti la gamba.
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Paolino.</span>
-</p>
-
-<p>
-Ma non andrai a dormire!
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Pulejo.</span>
-</p>
-
-<p>
-E che ci guadagnerai, scusa? Io perderò il sonno;
-tu ti fratturerai la gamba; e mezza giornata andrà
-perduta. Se invece mi lasci riposare un pajo d’ore....
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Paolino.</span>
-</p>
-
-<p>
-Non posso! non posso! Non c’è tempo da perdere!
-Mi devi dare ajuto subito!
-</p>
-
-<p>
-<span class="pagenum" id="Page_45">[45]</span>
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Pulejo.</span>
-</p>
-
-<p>
-Ma che ajuto? Di che si tratta insomma?
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Paolino.</span>
-</p>
-
-<p>
-Della mia vita, Nino! della mia vita, perchè — se
-tu non m’ajuti — sono un uomo finito, io: morto:
-da sotterrare! e non io solo! è in giuoco la vita di
-quattro persone.... no, no, di cinque anzi; sì, quasi
-di cinque! Perchè io, al punto in cui mi trovo, posso
-fare anche una carneficina!
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Pulejo.</span>
-</p>
-
-<p>
-Nientemeno!
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Paolino.</span>
-</p>
-
-<p>
-Sì, sì, te lo giuro! Nasce un macello, te lo giuro!
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Pulejo.</span>
-</p>
-
-<p>
-Ma insomma, che cos’è? che t’è accaduto?
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Paolino.</span>
-</p>
-
-<p>
-Devi darmi un rimedio, subito, in mattinata!
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Pulejo.</span>
-</p>
-
-<p>
-Rimedio! Che rimedio?
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Paolino.</span>
-</p>
-
-<p>
-Non lo so! Lasciami dire....
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Pulejo.</span>
-</p>
-
-<p>
-Se dipende da me....
-</p>
-
-<p>
-<span class="pagenum" id="Page_46">[46]</span>
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Paolino.</span>
-</p>
-
-<p>
-Sì, un rimedio che forse tu solamente mi puoi
-suggerire.
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Pulejo.</span>
-</p>
-
-<p>
-Ebbene, sentiamo. (<i>Siede</i>).
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Paolino.</span>
-</p>
-
-<p>
-M’ascolti bene?
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Pulejo.</span>
-</p>
-
-<p>
-Ma sì, perdio! Parla!
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Paolino.</span>
-</p>
-
-<p>
-Come a un fratello, bada! Ti parlo come a un
-fratello. Anzi, no! il medico è come il confessore,
-non è vero?
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Pulejo.</span>
-</p>
-
-<p>
-Certo. Abbiamo anche noi il segreto professionale.
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Paolino.</span>
-</p>
-
-<p>
-Ah, benissimo. Ti parlo allora anche sotto il sigillo
-della confessione. Come a un fratello e come a
-un sacerdote. (<i>Si posa una mano su lo stomaco, e
-con uno sguardo d’intelligenza, aggiunge, solennemente</i>).
-Tomba, oh!
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Pulejo</span>
-</p>
-
-<p class="center">
-(<i>ridendo</i>).
-</p>
-
-<p>
-Tomba, tomba, va bene! Avanti!
-</p>
-
-<p>
-<span class="pagenum" id="Page_47">[47]</span>
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Paolino.</span>
-</p>
-
-<p>
-Nino! <i>(sbarra tanto d’occhi, stende una mano e
-congiunge l’indice e il pollice quasi per pesare le
-parole che sta per dire</i>). Perella ha due case.
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Pulejo</span>
-</p>
-
-<p class="center">
-(<i>stordito</i>).
-</p>
-
-<p>
-Perella? E chi è Perella?
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Paolino</span>
-</p>
-
-<p class="center">
-(<i>prorompendo</i>).
-</p>
-
-<p>
-Perella il capitano, perdio! (<i>Poi, piano, ricordandosi
-che di là ci sono i due scolari</i>). Perella della
-Navigazione Generale! capitano di lungo corso! il
-comandante del <i>Segesta</i>!
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Pulejo.</span>
-</p>
-
-<p>
-Va bene, sì. Ho capito. Il capitano Perella. Non
-lo conosco.
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Paolino.</span>
-</p>
-
-<p>
-Ah, non lo conosci? Tanto meglio! Ma tomba lo
-stesso, oh! (<i>Con la stessa aria cupa e grave ripiglia</i>):
-Due case. Una qua, una a Napoli.
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Pulejo.</span>
-</p>
-
-<p>
-Fortunato. Due case. E poi?
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Paolino</span>
-</p>
-
-<p class="center">
-(<i>lo squadra; poi scomponendosi tutto nella rabbia
-che lo divora</i>).
-</p>
-
-<p>
-Ah, ti par niente? Un uomo ammogliato, e con
-figlio, che approfitta vigliaccamente del suo mestiere
-<span class="pagenum" id="Page_48">[48]</span>
-di marinajo e si fa un’altra casa in un altro
-paese, con un’altra donna, ti par niente? Ma sono
-cose turche, perdio!
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Pulejo.</span>
-</p>
-
-<p>
-Turchissime, chi ti dice di no? Ma a te, che te
-n’importa? Che c’entri tu?
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Paolino.</span>
-</p>
-
-<p>
-Ah, che me n’importa a me, tu dici?
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Pulejo.</span>
-</p>
-
-<p>
-Che è tua parente, la moglie di Perella?
-</p>
-
-<div class="blockquote">
-<p>
-Si sente picchiare ancora, forte, all’uscio in fondo.
-</p>
-</div>
-
-<p class="speaker">
-<i>Le voci di</i> <span class="smcap">Giglio</span> <i>e</i> <span class="smcap">Belli.</span>
-</p>
-
-<p>
-Professore! Professore!
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Paolino</span>
-</p>
-
-<p class="center">
-(<i>scattando</i>).
-</p>
-
-<p>
-Ancora! Io faccio davvero uno sproposito, oggi!
-(<i>Senza alzarsi, urla verso l’uscio in fondo</i>). Che altro
-avete?
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<i>La voce di</i> <span class="smcap">Belli.</span>
-</p>
-
-<p>
-Abbiamo finito, professore!
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<i>La voce di</i> <span class="smcap">Giglio.</span>
-</p>
-
-<p>
-Apra! Qua si soffoca! Apra!
-</p>
-
-<p>
-<span class="pagenum" id="Page_49">[49]</span>
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Paolino.</span>
-</p>
-
-<p>
-Ancora un momento! Non è possibile che abbiate
-finito!
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<i>La voce di</i> <span class="smcap">Belli.</span>
-</p>
-
-<p>
-Ma se abbiamo finito, scusi!
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<i>La voce di</i> <span class="smcap">Giglio.</span>
-</p>
-
-<p>
-Non respiriamo più, qua dentro! Apra!
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Paolino.</span>
-</p>
-
-<p>
-Non apro un corno! Correggete, e statevi zitti!
-L’ora non è finita. (<i>Al dottor Pulejo</i>). Ah, non deve
-importarmene, tu dici, perchè non è mia parente?
-E se fosse?
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Pulejo.</span>
-</p>
-
-<p>
-Ah, se è una tua parente...
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Paolino.</span>
-</p>
-
-<p>
-No! È una povera donna, che soffre pene d’inferno!
-Una donna onesta, capisci? tradita in un
-modo infame, capisci? dal proprio marito! C’è bisogno
-d’esser parente per sentirsene rimescolare,
-indignare, rivoltare?
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Pulejo.</span>
-</p>
-
-<p>
-Ma sì.... sì.... però non vedo che ci possa fare
-io, scusa....
-</p>
-
-<p>
-<span class="pagenum" id="Page_50">[50]</span>
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Paolino.</span>
-</p>
-
-<p>
-Se non mi lasci finire, sfido! Mi piace, intanto,
-codesta tua placidità, mentre io friggo. — Non vedi
-che friggo? Permetti? (<i>gli afferra una mano e gliela
-stringe fino a farlo gridare</i>).
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Pulejo</span>
-</p>
-
-<p class="center">
-(<i>ritirando la mano</i>).
-</p>
-
-<p>
-Ahi! Oh, mi fai male! Sei matto?
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Paolino.</span>
-</p>
-
-<p>
-Ma per farti sentire com’è quando si parla degli
-altri! Li guardi da fuori, tu, gli altri; e non te n’interessi!
-Che cosa sono per te? Niente! Immagini
-che ti passano davanti, e basta! Dentro, dentro bisogna
-sentirli; immedesimarsi; provarne.... ecco,
-così.... (<i>indica la mano che il dottore si liscia ancora</i>)
-una sofferenza, facendola tua!
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Pulejo.</span>
-</p>
-
-<p>
-Grazie tante, caro! Mi bastano le mie! Ognuno,
-le sue. Ma sai che sei buffo davvero? (<i>ride guardandolo</i>).
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Paolino.</span>
-</p>
-
-<p>
-Esilarante, eh, lo so! Esilarantissimo. Lo so. La
-vista chiara, aperta, delle passioni — e siano anche
-le più tristi, le più angosciose — ha il potere, lo so,
-di promuovere le risa in tutti! Sfido! non le avete
-mai provate, o usi come siete a mascherarle (perchè
-<span class="pagenum" id="Page_51">[51]</span>
-siete tutti foderati di menzogna!), non le riconoscete
-più in un pover’uomo come me, che ha la sciagura
-di non saperle nascondere e dominare! <i>Sèntimi! sèntimi</i>,
-perdio! Dentro di te, <i>sèntimi</i>! Io soffro!
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Pulejo.</span>
-</p>
-
-<p>
-Ma di che soffri? Eccomi! Sono qua! Se non
-mi dici di che soffri! Mi parli della signora Perella....
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Paolino.</span>
-</p>
-
-<p>
-Ma appunto, sì, di lei!
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Pulejo.</span>
-</p>
-
-<p>
-Soffri della signora Perella?
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Paolino.</span>
-</p>
-
-<p>
-Sì, Nino mio! Perchè tu non sai! tu non sai!
-Lasciami dire. Quel caro capitano Perella, quel carissimo
-capitano Perella non si contenta, capisci? di
-tradire la moglie, d’avere un’altra casa a Napoli,
-come ti dicevo, con un’altra donna. No! Ha tre o
-quattro figli là, con quella, e uno qua, con la moglie.
-Non vuole averne altri!
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Pulejo.</span>
-</p>
-
-<p>
-Eh, cinque — mi pare che bastino!
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Paolino.</span>
-</p>
-
-<p>
-Ah così tu la pensi? Con la moglie ne ha uno,
-uno solo! Quelli di là non sono legittimi; e se ne ha
-<span class="pagenum" id="Page_52">[52]</span>
-qualche altro là con quella, può buttarlo via come
-niente, in un ospizio di trovatelli, capisci? Invece,
-qua, con la moglie, no! D’un figlio legittimo non
-potrebbe disfarsi, è vero?
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Pulejo.</span>
-</p>
-
-<p>
-Naturalmente....
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Paolino.</span>
-</p>
-
-<p>
-E allora, brutto manigoldo, che ti combina? (Oh,
-dura da tre anni, sai, questa storia!). Ti combina
-che, nei giorni che sbarca qui, piglia il più piccolo
-pretesto per attaccar lite con la moglie, e la notte si
-chiude a dormir solo. Le sbatte la porta in faccia, capisci?
-ci mette il paletto; il giorno appresso, se ne
-riparte, e chi s’è visto, s’è visto! Da tre anni — così.
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Pulejo</span>
-</p>
-
-<p class="center">
-(<i>con una commiserazione da cui non riesce a staccare
-un sorriso</i>).
-</p>
-
-<p>
-Oh povera signora.... — la porta in faccia?
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Paolino.</span>
-</p>
-
-<p>
-In faccia.... — e il paletto.... — e il giorno appresso....
-(<i>gesto della mano per significare che se
-la fila</i>).
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Pulejo.</span>
-</p>
-
-<p>
-Povera signora, ma guarda!
-</p>
-
-<p>
-<span class="pagenum" id="Page_53">[53]</span>
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Paolino.</span>
-</p>
-
-<p>
-Ah, così.... E non sai dirmi altro?
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Pulejo.</span>
-</p>
-
-<p>
-E che vuoi che ti dica? Non capisco ancora,
-scusa, che cosa ci possa fare io.... Mi dispiace....
-mi duole....
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Paolino.</span>
-</p>
-
-<p>
-E basta? Se fosse tua sorella, se Perella fosse
-tuo cognato e tu sapessi che tratta la moglie così....
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Pulejo.</span>
-</p>
-
-<p>
-Ah, perdio! Lo piglierei per il collo!
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Paolino.</span>
-</p>
-
-<p>
-Lo vedi? Lo vedi? Per il collo lo piglieresti!
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Pulejo.</span>
-</p>
-
-<p>
-Sfido! Da fratello!
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Paolino.</span>
-</p>
-
-<p>
-E se questa povera signora, fratelli, non ne ha?
-e non ha nessuno? nessuno, dico, che possa, legittimamente
-prenderlo per il collo, questo signor capitano
-Perella, e richiamarlo ai suoi doveri di marito,
-si deve lasciar perire così una donna, senza darle
-ajuto? Ti pare giusto? ti pare onesto?
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Pulejo.</span>
-</p>
-
-<p>
-Già.... — ma tu?...
-</p>
-
-<p>
-<span class="pagenum" id="Page_54">[54]</span>
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Paolino.</span>
-</p>
-
-<p>
-Io, che cosa?
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Pulejo.</span>
-</p>
-
-<p>
-Scusa.... — come le sai tu, prima di tutto, codeste
-cose?
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Paolino.</span>
-</p>
-
-<p>
-Come le so!... Le so.... le so.... perchè..,, sì,
-da.... da un anno io.... do lezione di.... latino al ragazzo,
-al figlio di Perella, che ha undici anni....
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Pulejo</span>
-</p>
-
-<p class="center">
-(<i>comprendendo</i>).
-</p>
-
-<p>
-Ah.... Era quella signora che è uscita di qua,
-poco fa, con un ragazzo?
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Paolino</span>
-</p>
-
-<p class="center">
-(<i>subito quasi saltandogli addosso</i>).
-</p>
-
-<p>
-Tomba, oh! Segreto professionale!
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Pulejo.</span>
-</p>
-
-<p>
-Ma sì, diavolo! Non dubitare!...
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Paolino.</span>
-</p>
-
-<p>
-Per carità! La virtù in persona! E tu non puoi
-sapere, Nino mio, non puoi sapere quanta pietà m’ha
-inspirato, per tutte le lagrime che ha pianto, quella
-povera signora! E che bontà! che nobiltà di sentimenti!
-che purezza! Ed è pure bella! L’hai vista?
-</p>
-
-<p>
-<span class="pagenum" id="Page_55">[55]</span>
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Pulejo.</span>
-</p>
-
-<p>
-No.... Col velo abbassato....
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Paolino.</span>
-</p>
-
-<p>
-È bella! Fosse brutta, capirei. È bella! Ancora
-giovane! E vedersi trattata così, tradita, disprezzata
-e lasciata in un canto, là, come uno straccio inutile....
-Vorrei vedere chi avrebbe saputo resistere!
-chi non si sarebbe ribellata! E chi può condannarla?
-(<i>Quasi venendogli con le mani in faccia</i>). Tu
-oseresti condannarla?
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Pulejo</span>
-</p>
-
-<p class="center">
-(<i>arretrando</i>).
-</p>
-
-<p>
-Io no!
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Paolino.</span>
-</p>
-
-<p>
-Vorrei veder questa, che tu la condannassi!
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Pulejo.</span>
-</p>
-
-<p>
-Ma no! Se è vero che il marito la tratta così....
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Paolino.</span>
-</p>
-
-<p>
-Così! così! Non metterai in dubbio, spero, la
-mia parola!
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Pulejo.</span>
-</p>
-
-<p>
-Ma nient’affatto!
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Paolino.</span>
-</p>
-
-<p>
-E allora, amico mio, dammi subito una mano per
-salvarla, perchè questa donna si trova adesso come
-<span class="pagenum" id="Page_56">[56]</span>
-sospesa all’orlo d’un precipizio. Ajutami, ajutami,
-prima che precipiti giù! Bisogna salvarla!
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Pulejo.</span>
-</p>
-
-<p>
-Già.... ma come?
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Paolino.</span>
-</p>
-
-<p>
-Come? E non intendi quale può essere il precipizio
-per lei, lasciata lì da tre anni dal marito? Si
-trova.... si trova purtroppo....
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Pulejo</span>
-</p>
-
-<p class="center">
-(<i>lo guarda, crede di capire e non vorrebbe</i>).
-</p>
-
-<p>
-Che?...
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Paolino</span>
-</p>
-
-<p class="center">
-(<i>esitante, ma in modo da non lasciar dubbio</i>).
-</p>
-
-<p>
-Sì.... in una.... in una terribile situazione.... disperata....
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Pulejo</span>
-</p>
-
-<p class="center">
-(<i>irrigidendosi e guardandolo ora severamente e freddamente</i>).
-</p>
-
-<p>
-Ah, no no, caro! Ah, non faccio di queste cose,
-io sai? Non voglio mica aver da fare col Codice Penale,
-io!
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Paolino</span>
-</p>
-
-<p class="center">
-(<i>con uno scatto pieno di stupore e di sdegno</i>).
-</p>
-
-<p>
-Pezzo d’imbecille! E che ti figuri adesso? che
-ti figuri che io voglia da te?
-</p>
-
-<p>
-<span class="pagenum" id="Page_57">[57]</span>
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Pulejo.</span>
-</p>
-
-<p>
-Come, che mi figuro! Sono medico.... e se mi
-dici che si trova....
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Paolino.</span>
-</p>
-
-<p>
-Pezzo d’asino! E per chi m’hai preso? Ma quella
-è una donna onesta! Quella, ti dico, è la virtù fatta
-persona!
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Pulejo.</span>
-</p>
-
-<p>
-E via.... lasciamo andare!
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Paolino.</span>
-</p>
-
-<p>
-No! Senza lasciare andare! È così come ti dico!
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Pulejo.</span>
-</p>
-
-<p>
-Sarà! Ma scusa, non mi domandi?...
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Paolino</span>
-</p>
-
-<p class="center">
-(<i>incalzando</i>).
-</p>
-
-<p>
-Che ti domando? Vuoi che ti domandi un delitto?
-Una immoralità di questo genere, per lei e
-per me stesso? Mi credi un birbaccione capace di
-tanto? che chieda il tuo ajuto per.... Oh! mi fa
-schifo, orrore, sodo a pensarlo!
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Pulejo</span>
-</p>
-
-<p class="center">
-(<i>perdendo del tutto la pazienza</i>).
-</p>
-
-<p>
-Ma insomma: mi dici che corno vuoi, allora, da
-me? — Io non-ti-ca-pi-sco!
-</p>
-
-<p>
-<span class="pagenum" id="Page_58">[58]</span>
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Paolino</span>
-</p>
-
-<p class="center">
-(<i>imperterrito</i>).
-</p>
-
-<p>
-Quello che è giusto, voglio! Voglio quello che è
-onesto e morale!
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Pulejo.</span>
-</p>
-
-<p>
-Che cosa?
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Paolino</span>
-</p>
-
-<p class="center">
-(<i>a gran voce</i>).
-</p>
-
-<p>
-Che Perella sia un buon marito — voglio! Che
-non sbatta più la porta in faccia alla moglie, quando
-sbarca qui! — Questo voglio!
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Pulejo.</span>
-</p>
-
-<p>
-E lo vuoi da me, questo? (<i>Scoppia in una interminabile
-risata</i>). Ah! ah! ah! ah! E che pre.... e
-che pre.... e che pretendi.... ohi ohi ohi.... ah....
-ah.... ah.... pre.... pretendi che costringa l’asino a
-bere per forzai?... ah! ah! ah!
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Paolino</span>
-</p>
-
-<p class="center">
-(<i>mentre il dottore seguita a ridere, guardandolo in
-bocca</i>).
-</p>
-
-<p>
-Che ridi, che ridi, animalone? C’è in vista una
-tragedia, e tu ridi? una donna minacciata nell’onore,
-nella vita, e tu ridi? E non ti parlo di me! — (<i>Risolutamente,
-stringendo le braccia al dottore</i>). Oh! Sai
-che avverrà? (<i>truce</i>). Perella, imbarcato da tre mesi,
-arriva questa sera. Passerà qui soltanto una notte.
-<span class="pagenum" id="Page_59">[59]</span>
-Questa notte. Ripartirà domani per il Levante, e
-starà fuori, per lo meno, altri due mesi. Hai capito
-ora? Bisogna assolutamente approfittare di questo
-giorno ch’egli passa qui, o tutto è perduto!
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Pulejo</span>
-</p>
-
-<p class="center">
-(<i>frenando a stento le risa</i>).
-</p>
-
-<p>
-Va bene, va bene; ma.... ma io....
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Paolino.</span>
-</p>
-
-<p>
-Non ridere! non ridere, o ti strozzo!
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Pulejo.</span>
-</p>
-
-<p>
-Non rido, no!
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Paolino.</span>
-</p>
-
-<p>
-O anche ridi, ridi, se vuoi, della mia disperazione;
-ma dammi ajuto, per carità! Tu avrai un rimedio.... — sei
-medico — tu avrai un mezzo....
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Pulejo.</span>
-</p>
-
-<p>
-Per impedire che il capitano prenda un pretesto
-d’attaccar lite questa sera con la moglie?
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Paolino.</span>
-</p>
-
-<p>
-Precisamente!
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Pulejo.</span>
-</p>
-
-<p>
-Per la morale, è vero?
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Paolino.</span>
-</p>
-
-<p>
-Per salvare quella povera martire e me! Seguiti
-a scherzare?
-</p>
-
-<p>
-<span class="pagenum" id="Page_60">[60]</span>
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Pulejo.</span>
-</p>
-
-<p>
-No — mi interesso, vedi? — Ma se questo capitano.... — Scusa:
-quant’anni ha?
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Paolino.</span>
-</p>
-
-<p>
-Non so. Una quarantina....
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Pulejo.</span>
-</p>
-
-<p>
-Ah, ancora in gamba!
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Paolino.</span>
-</p>
-
-<p>
-Un bestione!
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Pulejo.</span>
-</p>
-
-<p>
-M’hai detto che torna da un viaggio di tre mesi?
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Paolino.</span>
-</p>
-
-<p>
-Già, sì; ma ha già toccato Napoli, capisci?
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Pulejo.</span>
-</p>
-
-<p>
-Ah.... dove ha l’altra casa!
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Paolino.</span>
-</p>
-
-<p>
-Precisamente. — Manigoldo! — E fa sempre
-così!
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Pulejo.</span>
-</p>
-
-<p>
-Tocca, prima Napoli?
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Paolino.</span>
-</p>
-
-<p>
-Napoli!
-</p>
-
-<p>
-<span class="pagenum" id="Page_61">[61]</span>
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Pulejo.</span>
-</p>
-
-<p>
-Bisogna che pensi allora questa sera — assolutamente — che
-ha una casa anche qui?
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Paolino.</span>
-</p>
-
-<p>
-Una moglie!
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Pulejo.</span>
-</p>
-
-<p>
-Che lo aspetta....
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Paolino</span>
-</p>
-
-<p class="center">
-(<i>avvertendo un sapor d’ironia nel tono del dottore e
-irritandosene</i>).
-</p>
-
-<p>
-Ah, senti! Che vorresti discutere?
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Pulejo.</span>
-</p>
-
-<p>
-No! no! Dio me ne guardi! — Il torto è suo! — Ma
-ecco.... c’è.... c’è forse qualche.... sì, dirò....
-qualche cosa di più....
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Paolino.</span>
-</p>
-
-<p>
-No: nient’affatto! non c’è altro che il suo torto,
-e le conseguenze di esso!
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Pulejo.</span>
-</p>
-
-<p>
-Già, ecco, sì.... una conseguenza che forse avresti
-potuto....
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Paolino</span>
-</p>
-
-<p class="center">
-(<i>subito, interrompendo</i>).
-</p>
-
-<p>
-Ma chi l’ha voluto? — Nè io, nè lei! — Questo
-è positivo! — Ora, scusa: chi è imputabile? L’intenzione,
-<span class="pagenum" id="Page_62">[62]</span>
-è vero? Non il caso. — Se tu l’intenzione
-non l’hai avuta!... — Resta il caso. — Una disgrazia! — Guarda:
-è come se tu avessi una terra, e la
-lasciassi abbandonata. — C’è un albero in questa
-terra, e tu non te ne curi. Come se fosse di nessuno. — Bene.
-Uno passa. — Coglie un frutto di quell’albero;
-se lo mangia; butta via il nocciolo. — Lo
-butti.... così, per il solo fatto che hai colto quel
-frutto abbandonato. — Bene. Un bel giorno, da quel
-nocciolo là ti nasce un altro albero! — L’hai voluto? — No! — Nè
-lo ha voluto la terra che ha ricevuto....
-così.... quel nocciolo. — Scusa: l’albero che nasce a
-chi appartiene? — A te, che sei il proprietario della
-terra!
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Pulejo.</span>
-</p>
-
-<p>
-A me? — Ah no, grazie!
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Paolino</span>
-</p>
-
-<p class="center">
-(<i>lo investe subito, furibondo, afferrandolo per le braccia
-e scrollandolo</i>).
-</p>
-
-<p>
-E allora guardati la terra, perdio! guardati la
-terra! impedisci che altri vi passi e colga un frutto
-dall’albero abbandonato!
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Pulejo.</span>
-</p>
-
-<p>
-Sì, sì, d’accordo! — Ma tu dici a me, scusa! Io
-non c’entro! Questo lo farà il capitano!
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Paolino.</span>
-</p>
-
-<p>
-E deve farlo! deve farlo! — Ma tu dici che lo
-farà?
-</p>
-
-<p>
-<span class="pagenum" id="Page_63">[63]</span>
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Pulejo.</span>
-</p>
-
-<p>
-Dio mio, procureremo di farglielo fare....
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Paolino</span>
-</p>
-
-<p class="center">
-(<i>baciandolo con veemente effusione di gratitudine e
-d’ammirazione</i>).
-</p>
-
-<p>
-Nino, sei un dio! — Ma di’, di’: come? come?
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Pulejo.</span>
-</p>
-
-<p>
-Come!... Aspetta (<i>Pausa. Sta a pensare</i>). Dimmi
-un po’: mangia in casa il signor Capitano?
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Paolino.</span>
-</p>
-
-<p>
-In casa, sì.... verso le sei, appena sbarcato. Sono
-anch’io invitato a tavola....
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Pulejo.</span>
-</p>
-
-<p>
-Ah, bene. — E allora.... — sì, dico, tu non ci andrai
-così, suppongo, a mani vuote.
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Paolino.</span>
-</p>
-
-<p>
-Perchè? — Ah, ho promesso di portare al ragazzo
-un po’ di paste....
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Pulejo.</span>
-</p>
-
-<p>
-Benissimo! (<i>Troncando</i>). Senti: va’ a comperare
-codeste paste.
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Paolino</span>
-</p>
-
-<p class="center">
-(<i>non comprendendo ancora</i>).
-</p>
-
-<p>
-Come? Perchè? E tu?
-</p>
-
-<p>
-<span class="pagenum" id="Page_64">[64]</span>
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Pulejo.</span>
-</p>
-
-<p>
-Le porti in farmacia, da mio fratello Totò.
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Paolino.</span>
-</p>
-
-<p>
-Ma tu che vuoi fare?
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Pulejo.</span>
-</p>
-
-<p>
-Aspettami là in farmacia. Il tempo almeno di lavarmi
-la faccia, santo Dio! M’hai fatto perdere il
-sonno!
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Paolino.</span>
-</p>
-
-<p>
-Ah no, sai! Non ti lascio, Nino! non ti lascio!
-Se prima non mi dici....
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Pulejo.</span>
-</p>
-
-<p>
-Che vuoi che ti dica, scusa? Ti dico d’andare a
-comperar le paste, e dammi intanto la chiave di casa
-mia.
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Paolino.</span>
-</p>
-
-<p>
-Ma le paste sono per il ragazzo.
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Pulejo.</span>
-</p>
-
-<p>
-Va bene. Ma ne offrirai anche alla signora, suppongo,
-e anche al signor Capitano — (<i>lo guarda con
-intenzione</i>). Mi spiego?
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Paolino.</span>
-</p>
-
-<p>
-Le paste?
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Pulejo.</span>
-</p>
-
-<p>
-Ma sì, via! Lascia fare a me. Dammi la chiave.
-</p>
-
-<p>
-<span class="pagenum" id="Page_65">[65]</span>
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Paolino.</span>
-</p>
-
-<p>
-No! Non te la do! Tu ti butti a dormire....
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Pulejo.</span>
-</p>
-
-<p>
-Ma no, fidati! Il sonno m’è passato.
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Paolino.</span>
-</p>
-
-<p>
-Làvatela qua da me, la faccia.
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Pulejo.</span>
-</p>
-
-<p>
-Andiamo, via! Mi sembri un ragazzino! Da’,
-da’....
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Paolino</span>
-</p>
-
-<p class="center">
-(<i>dandogli la chiave</i>).
-</p>
-
-<p>
-Eccola qua. Mi fido di te, bada! Bada, Nino, ne
-va della vita! (<i>Riassalito da un dubbio angoscioso</i>)
-Ma che vuoi fare con queste paste?
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Pulejo.</span>
-</p>
-
-<p>
-Ti dico di lasciar fare a me!
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Paolino.</span>
-</p>
-
-<p>
-Ah, sì? — Puoi.... puoi con.... con la scienza?
-(<i>Riprendendosi, con scatto di sdegno</i>). Ah Dio, questo!
-io, questo!
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Pulejo.</span>
-</p>
-
-<p>
-Che cos’è?
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Paolino.</span>
-</p>
-
-<p>
-Che cos’è! che cos’è.... — Ti pare forse che io,
-quello che io sono, sia tutto qua, in questo caso per
-<span class="pagenum" id="Page_66">[66]</span>
-cui ti domando ajuto? Io, io, domandare ajuto, per
-questo, alla scienza, — io! — a te, che della
-scienza.... sì, ti servi per campar la vita — mentre
-io l’amo disinteressatamente, la scienza! la venero
-a costo di tanti sacrifizi!
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Pulejo.</span>
-</p>
-
-<p>
-Oh sai? se ti paresse di profanarla....
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Paolino.</span>
-</p>
-
-<p>
-No! Intendimi! Io dico, esser costretto a ricorrere....
-(<i>sbuffa</i>). Ufff.... Tutte le viscere mi si torcono
-dentro, credi! Esser preso così.... senza saper
-come.... — per niente.... — per un po’ di pietà verso
-una donna che vedi piangere e che non te ne vuol
-dire, in prima, il perchè.... Tu la forzi a dirtelo....
-La.... la conforti.... oggi.... domani.... E.... e poi....
-sissignore, ti trovi stretto così — per la feroce e beffarda
-crudeltà d’un manigoldo, ecco qua — in una
-necessità come questa — buffa, sì, ti pare che non
-lo senta? Tu ne ridi.... ne hai riso....
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Pulejo.</span>
-</p>
-
-<p>
-Eh, veramente.... Ma no!
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Paolino.</span>
-</p>
-
-<p>
-Ma sì! ma sì! E t’ho fatto ridere io — perchè
-voglio....
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Pulejo.</span>
-</p>
-
-<p>
-Che il Capitano faccia il suo dovere di marito....
-</p>
-
-<p>
-<span class="pagenum" id="Page_67">[67]</span>
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Paolino.</span>
-</p>
-
-<p>
-Perchè non posso voler altro — tu lo capisci!
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Pulejo.</span>
-</p>
-
-<p>
-La morale, la morale, sì....
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Paolino.</span>
-</p>
-
-<p>
-Ma non la mia! La vostra! Come la volete voi!
-Perchè io, invece, lo ucciderei — e ti giuro, sai, che
-lo uccido, io! — se non fa l’obbligo suo questo signor
-capitano! — Tu devi sentirlo veramente, perdio,
-che sono uri uomo onesto, io, e che me la sposerei,
-io, se stesse in me, quella signora, subito, per
-riparare!
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Pulejo.</span>
-</p>
-
-<p>
-Sì, sì.... Ma andiamo; non discutiamo più,
-adesso....
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Paolino.</span>
-</p>
-
-<p>
-Andiamo, sì, andiamo. — L’uccido, ti giuro!
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Pulejo.</span>
-</p>
-
-<p>
-Ma no! speriamo che non ce ne sarà bisogno.
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Paolino.</span>
-</p>
-
-<p>
-Di’: venti basteranno?
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Pulejo.</span>
-</p>
-
-<p>
-Che cosa?
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Paolino.</span>
-</p>
-
-<p>
-Venti paste?
-</p>
-
-<p>
-<span class="pagenum" id="Page_68">[68]</span>
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Pulejo.</span>
-</p>
-
-<p>
-Uh, anche troppe!
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Paolino.</span>
-</p>
-
-<p>
-Ne compro trenta, sai? trenta, quaranta.... (<i>si
-avvia con Pulejo, e sta per uscire, quando scoppia
-un gran fracasso all’uscio in fondo tra grida altissime</i>).
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<i>Le voci di</i> <span class="smcap">Giglio</span> <i>e</i> <span class="smcap">Belli.</span>
-</p>
-
-<p>
-Professore! Professore! Apra, perdio! Ci lascia
-qua?
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Paolino</span>
-</p>
-
-<p class="center">
-(<i>al dottore</i>).
-</p>
-
-<p>
-Ah, già.... Aspetta!... Gli scolari!... Chi ci pensava
-più? (<i>corre ad aprire l’uscio</i>).
-</p>
-
-<div class="blockquote">
-<p>
-<span class="smcap">Giglio</span> e <span class="smcap">Belli</span> vengono fuori scapigliati, con le facce
-congestionate, furibondi, scaraventando per terra libri e dizionari
-e protestando a coro:
-</p>
-</div>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Giglio</span> e <span class="smcap">Belli.</span>
-</p>
-
-<p>
-— Questa è soperchieria! prepotenza!
-</p>
-
-<p>
-— Siamo asfissiati!
-</p>
-
-<p>
-— Non verremo più!
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Paolino</span>
-</p>
-
-<p class="center">
-(<i>cercando di placarli</i>).
-</p>
-
-<p>
-Abbiate pazienza! abbiate pazienza!
-</p>
-
-<p class="pad2 center large">
-TELA.
-</p>
-
-<div class="chapter">
-<p>
-<span class="pagenum" id="Page_69">[69]</span>
-</p>
-
-<h2>ATTO SECONDO.</h2>
-</div>
-
-<div class="blockquote">
-<p>
-Tinello in casa del Capitano Perella. Veranda in fondo,
-con ampia vista sul mare. Due usci laterali a sinistra:
-quello prossimo al proscenio è la comune; l’altro dà nella
-camera da letto del Capitano. Tra un uscio e l’altro un
-portafiori con cinque vasi bene in vista. Lateralmente a
-destra, un altro uscio. Vetrine con stoviglie da tavola, credenza,
-e poi divano, con sulla spalliera uno specchio; poltrone,
-un tavolinetto. La tavola è apparecchiata in mezzo,
-con cura, per quattro. Alla parete, quadri rappresentanti
-marine, vecchie fotografie, e qua e là oggetti esotici, ricordi
-dei viaggi del capitano Perella. Lo stesso giorno del
-primo atto. Pomeriggio. A poco a poco si farà sera e, sul
-finire dell’atto, entrerà dalla veranda un bel chiaro di
-luna.
-</p>
-</div>
-
-<h3>SCENA PRIMA.
-<span class="smaller"><i>Il signor</i> <span class="smcap">Paolino, Nonò</span>, <i>poi</i> <span class="smcap">Grazia.</span></span></h3>
-
-<div class="blockquote">
-<p>
-Il signor <span class="smcap">Paolino</span>, seduto al tavolinetto con <span class="smcap">Nonò</span> accanto
-sfoglia un quaderno di versioni latine e segna con un
-lapis rosso e turchino i voti sotto ogni versione.
-</p>
-</div>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Paolino.</span>
-</p>
-
-<p>
-E qua possiamo segnare un bel nove.
-</p>
-
-<p>
-<span class="pagenum" id="Page_70">[70]</span>
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Nonò.</span>
-</p>
-
-<p>
-Un altro nove? (<i>Batte le mani, esultante</i>) Che
-bellezza! E così fanno: tre otto, un dieci e due
-nove!
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Paolino.</span>
-</p>
-
-<p>
-Sì, e tu lo mostrerai a papà, appena arriva, questo
-quaderno.
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Nonò.</span>
-</p>
-
-<p>
-Eh altro! eh altro! (<i>Si mette a fare un conto
-sulle dita</i>).
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Paolino.</span>
-</p>
-
-<p>
-Perchè — bada, Nonò! — devi far di tutto quest’oggi
-per lasciar contento papà....
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Nonò</span>
-</p>
-
-<p class="center">
-(<i>senza badargli, seguitando a contare</i>).
-</p>
-
-<p>
-Sì.... sì....
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Paolino</span>
-</p>
-
-<p class="center">
-(<i>seguitando</i>).
-</p>
-
-<p>
-E non dargli il minimo pretesto d’inquietarsi!
-Ma che conti stai facendo?
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Nonò.</span>
-</p>
-
-<p>
-Aspetta.... Tre (<i>e si tiene con la destra tre dita
-della mano sinistra</i>) poi quattro e cinque (<i>e mostra
-le cinque dita della sinistra</i>) sei e sette (<i>e mostra
-l’indice e il pollice della destra</i>) otto, nove e dieci (<i>e
-mostra a uno a uno le altre tre dita della destra</i>):
-Mezza lira! mezza lira!
-</p>
-
-<p>
-<span class="pagenum" id="Page_71">[71]</span>
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Paolino.</span>
-</p>
-
-<p>
-Che vuol dire mezza lira?
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Nonò.</span>
-</p>
-
-<p>
-Ma sì, mezza lira! Che bellezza! Perchè papà
-mi dà un soldo per ogni otto: sono tre: tre soldi,
-dunque. Poi due soldi per ogni nove: sono due:
-quattro soldi. Tre soldi per ogni dieci. Dunque: tre
-e quattro, sette; e tre: dieci, che fanno mezza lira!
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Paolino.</span>
-</p>
-
-<p>
-Ah, benissimo! Sei contento?
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Nonò.</span>
-</p>
-
-<p>
-Eh, io sì! Figurati! Ma lui no!
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Paolino</span>
-</p>
-
-<p class="center">
-(<i>restando male</i>).
-</p>
-
-<p>
-Come come? Lui non sarà contento?
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Nonò.</span>
-</p>
-
-<p>
-Eh no.... Prima mi dava tre soldi per ogni nove e
-cinque per ogni dieci. Ma poi, visto che tu li semini
-gli otto, i nove e i dieci....
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Paolino.</span>
-</p>
-
-<p>
-Ah sì? t’ha detto così? che io li semino?
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Nonò.</span>
-</p>
-
-<p>
-Sì, ha preso il quaderno, l’ultima volta, e l’ha
-buttato all’aria.... così (<i>eseguisce, con sprezzo</i>) gridando:
-<span class="pagenum" id="Page_72">[72]</span>
-Ma perdio, li semina questo professore, gli
-otto, i nove e i dieci....
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Paolino.</span>
-</p>
-
-<p>
-E s’è arrabbiato?
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Nonò.</span>
-</p>
-
-<p>
-Tanto! E ha ribassato la tariffa!
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Paolino.</span>
-</p>
-
-<p class="center">
-(<i>subito</i>).
-</p>
-
-<p>
-Ah, ma allora.... (<i>riprende il quaderno e ritorna a
-sfogliarlo in furia</i>) aspetta.... aspetta, Nonotto
-mio.... ribassiamo noi subito i punti.... segniamo
-cinque.... segniamo sei.... segniamo sette....
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Nonò</span>
-</p>
-
-<p class="center">
-(<i>con un grido, come se si sentisse strappare un
-dente</i>).
-</p>
-
-<p>
-Come! No! E la mezza lira?
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Paolino.</span>
-</p>
-
-<p>
-Ma te la darò io, Nonò! Ecco.... ecco.... (<i>cava
-la borsetta dal taschino</i>) te la dò io.... te la dò io....
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Nonò.</span>
-</p>
-
-<p>
-No.... no....
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Paolino.</span>
-</p>
-
-<p>
-Ma sì, figliuolo mio! M’immaginavo che papà
-dovesse esserne contento! Se mi dici che s’arrabbia,
-<span class="pagenum" id="Page_73">[73]</span>
-invece! Ecco, prendi.... Per te è la stessa cosa che
-te la dia io o che te la dia papà, non è vero?
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Nonò</span>
-</p>
-
-<p class="center">
-(<i>pestando i piedi</i>).
-</p>
-
-<p>
-No, no: io voglio i tre otto, i due nove e il dieci!
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Paolino.</span>
-</p>
-
-<p>
-Ma non te li meriti, in coscienza, figliuolo mio!
-Non te li meriti proprio!
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Nonò.</span>
-</p>
-
-<p>
-E perchè allora me li davi?
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Paolino.</span>
-</p>
-
-<p>
-Ma perchè.... perchè non sapevo che costassero
-soldi e un dispiacere a papà! Non dobbiamo far dispiacere
-a papà, Nonò! E oggi, oggi dobbiamo esser
-lieti tutti! Anche tu, con la tua mezza lira, che ti
-dà in premio, di nascosto, il tuo professore — (oh,
-non dirne nulla a papà, bada!) — te la dò, perchè
-se non ti meriti i nove e i dieci, un premio pure te
-lo meriti per i progressi che fai....
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Nonò.</span>
-</p>
-
-<p>
-Come mi hai scritto nel libro?
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Paolino.</span>
-</p>
-
-<p>
-Ecco, sì.... benissimo! Come ti ho scritto nel
-libro.
-</p>
-
-<p>
-<span class="pagenum" id="Page_74">[74]</span>
-</p>
-
-<div class="blockquote">
-<p>
-Entra <span class="smcap">Grazia</span> dalla comune. È una vecchia dalla burbera
-faccia cavallina.
-</p>
-</div>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Grazia.</span>
-</p>
-
-<p>
-La signora non c’è?
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Paolino</span>
-</p>
-
-<p class="center">
-(<i>indicando l’uscio a destra</i>).
-</p>
-
-<p>
-La signora credo sia di là, Grazia.
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Grazia.</span>
-</p>
-
-<p>
-E allora ci vada lui (<i>indica Nonò</i>) ad avvertirla
-che è venuto il marinajo.
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Nonò</span>
-</p>
-
-<p class="center">
-(<i>subito, scattando</i>).
-</p>
-
-<p>
-Il marinajo? È arrivato papà! Vado a bordo!
-vado a bordo! (<i>s’avvia correndo per la comune</i>).
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Paolino.</span>
-</p>
-
-<p>
-No, che fai, Nonò? Vieni qua! Bisognerà prima
-avvertirne la mamma.
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Nonò.</span>
-</p>
-
-<p>
-La mamma lo sa! lo sa! (<i>fa per uscire</i>).
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Paolino.</span>
-</p>
-
-<p>
-Férmati, ti dico! (<i>A Grazia</i>) Andate voi, vi
-prego, ad avvertir la signora.
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Nonò.</span>
-</p>
-
-<p>
-Ma se lo sa, Dio mio!
-</p>
-
-<p>
-<span class="pagenum" id="Page_75">[75]</span>
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Grazia</span>
-</p>
-
-<p class="center">
-(<i>andando a picchiare all’uscio a destra, borbotta</i>).
-</p>
-
-<p>
-Quante storie! quante storie! (<i>picchia all’uscio e,
-senza neanche aspettar la risposta, entra</i>).
-</p>
-
-<h3>SCENA SECONDA.
-<span class="smaller"><span class="smcap">Detti</span>, <i>la</i> <span class="smcap">Signora Perella</span>, <i>il</i> <span class="smcap">Marinajo.</span></span></h3>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Nonò</span>
-</p>
-
-<p class="center">
-(<i>che s’è fermato presso la comune, grida verso l’interno</i>).
-</p>
-
-<p>
-Marinajo! Marinajo! vieni qua!
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Marinajo</span>
-</p>
-
-<p class="center">
-(<i>entrando subito</i>).
-</p>
-
-<p>
-Eccomi qua! (<i>Si piega sulle gambe e apre le
-braccia per ricevere sul petto Nonò, che spicca un
-salto e gli s’appende al collo</i>). Ah! Viva l’ammiraglio!
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Nonò.</span>
-</p>
-
-<p>
-Portami da papà! Subito subito!
-</p>
-
-<div class="blockquote">
-<p>
-Entra dall’uscio a destra la signora <span class="smcap">Perella</span> abbigliata
-con una certa cura straordinaria che la fa apparire più
-goffa.
-</p>
-</div>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Marinajo</span>
-</p>
-
-<p class="center">
-(<i>a Nonò che gli sta in braccio</i>).
-</p>
-
-<p>
-Aspettiamo che ce lo dica la mamma! (<i>Si toglie
-il berretto</i>). Ai comandi, signora!
-</p>
-
-<p>
-<span class="pagenum" id="Page_76">[76]</span>
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Signora Perella.</span>
-</p>
-
-<p>
-È già entrato in porto il vapore?
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Marinajo.</span>
-</p>
-
-<p>
-Stava per entrare, signora. A quest’ora sarà entrato!
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Nonò.</span>
-</p>
-
-<p>
-E andiamo allora subito! Voglio veder la manovra!
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Marinajo.</span>
-</p>
-
-<p>
-Eh, durerà un pezzo, prima che abbassino la
-scala!
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Signora Perella.</span>
-</p>
-
-<p>
-Mi raccomando, per carità, Nonò! Lo affido a
-voi, Filippo!
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Marinajo.</span>
-</p>
-
-<p>
-Non dubiti, signora! Al vecchio Filippo può affidarlo!
-A rivederla! Andiamo, ammiraglio!
-</p>
-
-<div class="blockquote">
-<p>
-Via per la comune con <span class="smcap">Nonò</span> in braccio.
-</p>
-</div>
-
-<h3>SCENA TERZA.
-<span class="smaller"><i>La</i> <span class="smcap">Signora Perella</span> <i>e il signor</i> <span class="smcap">Paolino.</span></span></h3>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Paolino</span>
-</p>
-
-<p class="center">
-(<i>appena andati via Nonò e il Marinajo, voltandosi
-verso la signora Perella, pudicamente afflitta nel
-goffo impaccio del suo straordinario abbigliamento</i>).
-</p>
-
-<p>
-Ma no! ma no, cara! no! Come ti sei combinata?
-Così no!
-</p>
-
-<p>
-<span class="pagenum" id="Page_77">[77]</span>
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Signora Perella.</span>
-</p>
-
-<p>
-Mi.... mi sono acconciata....
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Paolino.</span>
-</p>
-
-<p>
-Ma che acconciata! No! Ci vuol altro!
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Signora Perella</span>
-</p>
-
-<p class="center">
-(<i>guardandosi addosso</i>).
-</p>
-
-<p>
-Perchè?
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Paolino.</span>
-</p>
-
-<p>
-Ma perchè così no! non va!
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Signora Perella.</span>
-</p>
-
-<p>
-Più di così?... Dio sa quanto m’è costato!
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Paolino.</span>
-</p>
-
-<p>
-Lo vedo! Ma così non va, anima mia! Tutto dipenderà,
-forse, dal primo incontro! A momenti egli
-arriva.... Ti deve trovar piacente! Ora così non
-va.... Capisco, capisco che ti dev’esser costato! Ma
-ancora non basta!
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Signora Perella.</span>
-</p>
-
-<p>
-Oh Dio! E come allora?
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Paolino.</span>
-</p>
-
-<p>
-È enorme, sì, anima mia, lo intendo, enorme il
-sagrifizio che devi compiere, tu casta, tu pura, per
-renderti appetibile a una bestia come quella! Ma bisogna
-che tu lo compia, intero!
-</p>
-
-<p>
-<span class="pagenum" id="Page_78">[78]</span>
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Signora Perella</span>
-</p>
-
-<p class="center">
-(<i>esitante, con occhi bassi</i>).
-</p>
-
-<p>
-Più.... più scollata?
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Paolino.</span>
-</p>
-
-<p>
-Più! sì, più! molto, molto più!
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Signora Perella.</span>
-</p>
-
-<p>
-No, no.... Dio mio....
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Paolino.</span>
-</p>
-
-<p>
-Sì! Per carità! Tu hai grazie, tesori di grazia nel
-tuo corpo, che tieni gelosamente, santamente custoditi.
-Bisogna che tu ti faccia un po’ di violenza!
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Signora Perella.</span>
-</p>
-
-<p>
-No, no.... Dio, Paolino, che mi dici? Sarebbe
-inutile poi, credi! Non ci ha mai badato!
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Paolino.</span>
-</p>
-
-<p>
-Ma dobbiamo appunto forzarlo a badarci! forzarlo,
-quest’animale che non capisce la bellezza modesta,
-pudica, che nasconde i suoi tesori di grazia!
-Presentarglieli, ecco — lascia fare a me — metterglieli
-sotto gli occhi, almeno un po’.... (<i>Appressandosi
-con le mani avanti</i>) Guarda.... così, permetti?
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Signora Perella</span>
-</p>
-
-<p class="center">
-(<i>arretrando, spaventata, e con ribrezzo riparandosi il
-seno</i>).
-</p>
-
-<p>
-Ma no! Li sa, Dio mio, Paolino!
-</p>
-
-<p>
-<span class="pagenum" id="Page_79">[79]</span>
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Paolino</span>
-</p>
-
-<p class="center">
-(<i>incalzando</i>).
-</p>
-
-<p>
-Ricordarglieli!
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Signora Perella</span>
-</p>
-
-<p class="center">
-(<i>c. s.</i>).
-</p>
-
-<p>
-Ma se non se ne cura!
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Paolino.</span>
-</p>
-
-<p>
-Lo so; ma perchè tu, anima mia, e questo è il
-tuo pregio, bada, per me! quello per cui io ti ho cara
-e ti stimo e ti venero! codesti tesori, tu, non hai
-saputo mai farli valere....
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Signora Perella</span>
-</p>
-
-<p class="center">
-(<i>quasi inorridita</i>).
-</p>
-
-<p>
-Farli valere? E come?
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Paolino.</span>
-</p>
-
-<p>
-Come? Vedi, tu non te l’immagini neppure,
-come! Eh, altro! Tante lo sanno bene!
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Signora Perella</span>
-</p>
-
-<p class="center">
-(<i>c. s.</i>)
-</p>
-
-<p>
-Ma che fanno? come fanno?
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Paolino.</span>
-</p>
-
-<p>
-Niente. Non.... non nascondono così, ecco! E
-poi.... Via, non farmi disperare! Credi che costi a
-te soltanto, del resto? Costa anche a me, perdio,
-<span class="pagenum" id="Page_80">[80]</span>
-predisporti, acconciarti perchè tu possa piacere a
-un altro! (<i>alzando le braccia al cielo</i>) preparare la
-virtù, Dio, per comparire davanti alla bestia! Ma bisogna,
-per la tua salvezza e per la mia! Lasciami
-fare! Non abbiamo più tempo da perdere. Prima di
-tutto, via codesta camicetta! È funebre! Viola, colore
-deprimente! Una rossa, che strilli!
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Signora Perella.</span>
-</p>
-
-<p>
-Non ne ho!
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Paolino.</span>
-</p>
-
-<p>
-E allora quella di seta giapponese, che ti sta
-tanto bene!
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Signora Perella.</span>
-</p>
-
-<p>
-Ma è accollata....
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Paolino.</span>
-</p>
-
-<p>
-Scòllala! In nome di Dio, scòllala! Non ci vuol
-nulla.... Ripieghi in dentro i due lembi, qua davanti;
-ci appunti su, giro giro, un merletto.... Ma àprila
-bene, mi raccomando!... molto, molto! almeno fin
-qua.... (<i>indica sul seno di lei, molto giù</i>).
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Signora Perella</span>
-</p>
-
-<p class="center">
-(<i>inorridita</i>).
-</p>
-
-<p>
-No! Tanto?
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Paolino.</span>
-</p>
-
-<p>
-Tanto! Tanto! Da’ ascolto a me!
-</p>
-
-<p>
-<span class="pagenum" id="Page_81">[81]</span>
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Signora Perella</span>
-</p>
-
-<p class="center">
-(<i>c. s.</i>).
-</p>
-
-<p>
-Ma tanto, no!
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Paolino.</span>
-</p>
-
-<p>
-Tanto, sì; Se no, ti dico che è poco! E pèttinati
-un po’ meglio, per carità! con qualche ricciolino
-sulla fronte. Uno lungo, qua, in mezzo alla fronte, a
-gancio! E due altri qua, che s’allunghino sulle gote,
-a gancio!
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Signora Perella</span>
-</p>
-
-<p class="center">
-(<i>c. s. non comprendendo</i>).
-</p>
-
-<p>
-A gancio? Oh Dio, come a gancio? Perchè?
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Paolino.</span>
-</p>
-
-<p>
-Perchè sì! Da’ ascolto a me! Non farmi perder
-tempo in spiegazioni! A gancio è così (<i>glielo mostra
-col dito, contraendolo</i>) insomma, come un punto interrogativo
-sottosopra! Uno qua; uno qua e uno qua
-(<i>indica la fronte, poi la guancia destra, poi la sinistra</i>).
-Se non sai farteli, te li faccio io! Vai, vai,
-cara.... (<i>La spinge verso l’uscio a destra</i>). E scolla,
-scollala molto, la camicetta!... Io intanto esamino
-qua la tavola se non ci manca nulla per il pasto della
-belva!
-</p>
-
-<div class="blockquote">
-<p>
-La signora <span class="smcap">Perella</span> esce per l’uscio a destra, lasciandolo
-aperto. <span class="smcap">Paolino</span> si reca alla tavola apparecchiata in
-mezzo; la esamina, aggiusta qua e là, posate, bicchieri.
-</p>
-</div>
-
-<p>
-<span class="pagenum" id="Page_82">[82]</span>
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Paolino</span>
-</p>
-
-<p class="center">
-(<i>eseguendo</i>).
-</p>
-
-<p>
-Così.... così.... così.... E quella marmotta di
-Totò, intanto, che ancora non viene! Mi disse fra
-cinque minuti.... eccoli qua, i cinque minuti del signor
-farmacista! Un’ora! È passata un’ora!
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Signora Perella</span>
-</p>
-
-<p class="center">
-(<i>dall’interno, strillando</i>).
-</p>
-
-<p>
-Ahi!
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Paolino</span>
-</p>
-
-<p class="center">
-(<i>accorrendo davanti all’uscio</i>).
-</p>
-
-<p>
-Che hai fatto?
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Signora Perella.</span>
-</p>
-
-<p>
-Mi sono punta un dito, con lo spillo!
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Paolino.</span>
-</p>
-
-<p>
-Ti esce sangue?
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Signora Perella.</span>
-</p>
-
-<p>
-No. Non ne ho più nemmeno una goccia nelle
-vene!
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Paolino.</span>
-</p>
-
-<p>
-Eh, lo so! E dovresti averne tanto, anima mia
-per dare un po’ di colore alle tue guance bianche.
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Signora Perella.</span>
-</p>
-
-<p>
-M’ajuterà la vergogna, Paolino....
-</p>
-
-<p>
-<span class="pagenum" id="Page_83">[83]</span>
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Paolino.</span>
-</p>
-
-<p>
-Non ci contare! Hai tanta paura, che la tua vergogna
-non avrà nemmeno il coraggio d’arrossire!
-Ma ho qua l’occorrente: non temere! L’ho portato
-con me.... (<i>trae di tasca una scatoletta di belletto
-e altri oggetti per la truccatura e li depone sul tavolinetto</i>)
-Ho qua tutto.... Dico di quell’imbecille di
-Totò che non mi porta ancora le paste! Sono sulle
-spine.... A fidarsi!... Se non fa a tempo! Ma mi
-disse: Vai, fra cinque minuti sarò da te....
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Signora Perella</span>
-</p>
-
-<p class="center">
-(<i>dall’interno, piangendo</i>).
-</p>
-
-<p>
-Dio.... Dio.... Dio....
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Paolino.</span>
-</p>
-
-<p>
-Che cos’è? Un’altra puntura? Piangi? (<i>guarda
-nell’interno della soglia e arretra</i>) Ah! È spaventoso!
-Apre di nuovo la bocca!
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Signora Perella</span>
-</p>
-
-<p class="center">
-(<i>c. s., in un gemito</i>).
-</p>
-
-<p>
-Che avvilimento!... che avvilimento!...
-</p>
-
-<h3>SCENA QUARTA.
-<span class="smaller"><span class="smcap">Detto, Grazia</span> e il signor <span class="smcap">Totò.</span></span></h3>
-
-<div class="blockquote">
-<p>
-Si sente picchiare all’uscio a sinistra.
-</p>
-</div>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Grazia</span>
-</p>
-
-<p class="center">
-(<i>dall’interno</i>).
-</p>
-
-<p>
-Permesso?
-</p>
-
-<p>
-<span class="pagenum" id="Page_84">[84]</span>
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Paolino.</span>
-</p>
-
-<p>
-Avanti.
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Grazia</span>
-</p>
-
-<p class="center">
-(<i>entrando, con voce sgarbata</i>).
-</p>
-
-<p>
-C’è un signore con un involto, che domanda di
-lei.
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Paolino.</span>
-</p>
-
-<p>
-Ah, Totò.... meno male!... Fatelo, fatelo entrare.
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Grazia.</span>
-</p>
-
-<p>
-Qua?
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Paolino.</span>
-</p>
-
-<p>
-Qua, sì.... se non vi dispiace....
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Grazia.</span>
-</p>
-
-<p>
-Ma che vuole che mi dispiaccia, a me!... Se dice
-qua, lo faccio entrare qua, e basta!
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Paolino.</span>
-</p>
-
-<p>
-Ecco, sì.... qua.... scusate....
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Grazia.</span>
-</p>
-
-<p>
-Oh, quante storie! (<i>esce</i>).
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Paolino.</span>
-</p>
-
-<p>
-Ingozziamo, Paolino! (<i>Poi, recandosi in fretta a
-chiudere l’uscio a destra, annunzia verso l’interno</i>).
-Le paste! le paste!
-</p>
-
-<p>
-<span class="pagenum" id="Page_85">[85]</span>
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Totò</span>
-</p>
-
-<p class="center">
-(<i>dall’interno</i>).
-</p>
-
-<p>
-Permesso?
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Paolino.</span>
-</p>
-
-<p>
-Vieni, vieni avanti, Totò. Cinque minuti, eh?
-</p>
-
-<div class="blockquote">
-<p>
-Il signor Totò entra tenendo sospeso per il cappio un
-involto, col braccio alzato all’altezza del mento, e il collo
-torto.
-</p>
-</div>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Totò.</span>
-</p>
-
-<p>
-Abbi pazienza: cosa delicata, Paolino. C’è pure
-di mezzo la mia responsabilità, capirai.... quella di
-mio fratello.... Qua c’è un innocente....
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Paolino</span>
-</p>
-
-<p class="center">
-(<i>investendolo</i>).
-</p>
-
-<p>
-Un innocente? Chi? chi è l’innocente? Ah, tu
-vieni a dire a me che qua c’è un innocente? Lui,
-l’innocente? Quando siamo tutti qua, anche tu, per
-costringerlo a fare il suo dovere, nient’altro che il
-suo dovere, a costo di farmi scoppiare il cuore, dalla
-rabbia, dall’angoscia, dalla disperazione!... Uno
-come me, che non ha mai finto, che ha gridato sempre
-in faccia a tutti la verità, costretto a usare un
-inganno di questo genere, col concorso d’un imbecille
-come te!
-</p>
-
-<p>
-<span class="pagenum" id="Page_86">[86]</span>
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Totò.</span>
-</p>
-
-<p>
-Ma no! Che pensi? Io dicevo per il ragazzo,
-Paolino! Non c’è un ragazzo qua, scusa?
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Paolino.</span>
-</p>
-
-<p>
-Ah, tu parlavi del ragazzo?
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Totò.</span>
-</p>
-
-<p>
-Ma sì, del ragazzo. Se dico un innocente,
-scusa....
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Paolino.</span>
-</p>
-
-<p>
-Scusami, scusami tu, allora! Scusami, caro....
-Sono in uno stato d’animo.... Hai portato intanto
-ciò che dovevi portarmi?
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Totò.</span>
-</p>
-
-<p>
-Ecco, ti volevo dire appunto.... Essendoci un ragazzo.... — tu
-capirai — ho pensato.... se Dio liberi....
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Paolino</span>
-</p>
-
-<p class="center">
-(<i>comprendendo</i>).
-</p>
-
-<p>
-Già.... già.... sì....
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Totò.</span>
-</p>
-
-<p>
-E non ho voluto.... non ho voluto assolutamente....
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Paolino</span>
-</p>
-
-<p class="center">
-(<i>restando</i>).
-</p>
-
-<p>
-Come! Non hai voluto? E che hai fatto allora?
-</p>
-
-<p>
-<span class="pagenum" id="Page_87">[87]</span>
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Totò.</span>
-</p>
-
-<p>
-Delle paste? Me le sono mangiate.
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Paolino.</span>
-</p>
-
-<p>
-Tu? Te le sei mangiate tu? Quaranta paste?
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Totò.</span>
-</p>
-
-<p>
-Metà. E metà le ho conservate per mio fratello,
-stasera.
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Paolino.</span>
-</p>
-
-<p>
-Come! E allora? Che mi hai portato costì?
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Totò.</span>
-</p>
-
-<p>
-Eh, non ci hai perduto nulla, non temere! Ci hai
-guadagnato, anzi! Un bel pasticcetto di crema,
-squisito.
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Paolino.</span>
-</p>
-
-<p>
-Da leccarmene le dita, già. Perchè difatti sarà
-un festino per me!
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Totò.</span>
-</p>
-
-<p>
-No, non dico questo; non t’arrabbiare! Dico per
-spiegarti il ritardo. Ho dovuto prepararlo....
-Guarda.... (<i>lo posa sul tavolinetto e lo svolge</i>).
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Paolino.</span>
-</p>
-
-<p>
-Ma.... Oh! (<i>e gli fa un cenno d’intelligenza</i>).
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Totò.</span>
-</p>
-
-<p>
-Non dubitare! (<i>Lo mostra</i>) Condizionato a meraviglia,
-perchè non si possa sbagliare.... Vedi?
-<span class="pagenum" id="Page_88">[88]</span>
-Metà bianco.... e questa metà è per il ragazzo....
-per te, se vorrai mangiarne. E metà nero, crema di
-cioccolato! Niente al ragazzo, di questa; mi raccomando!
-Sta’ attento, veh!
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Paolino.</span>
-</p>
-
-<p>
-La nera, sì, va bene! Ma.... (<i>cenno come sopra</i>).
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Totò.</span>
-</p>
-
-<p>
-Non dubitare!
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Paolino.</span>
-</p>
-
-<p>
-Bene. Vai, vai, allora, amico mio! È già tardi!
-Il vapore è arrivato! Vai, vai.... E speriamo! Speriamo
-bene!
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Totò.</span>
-</p>
-
-<p>
-Stai sicuro!
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Paolino.</span>
-</p>
-
-<p>
-Come vuoi che stia sicuro! (<i>Subito, staccando</i>)
-Oh, tomba, siamo intesi!
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Totò.</span>
-</p>
-
-<p>
-Puoi dubitare di me?
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Paolino.</span>
-</p>
-
-<p>
-Mi sei amico.... E il caffè te lo darò ogni mattina,
-sai? Puoi contarci. Vàttene! Vàttene!
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Totò.</span>
-</p>
-
-<p>
-Sì, sì, grazie. Addio, Paolino. (<i>Esce per l’uscio
-a sinistra</i>).
-</p>
-
-<p>
-<span class="pagenum" id="Page_89">[89]</span>
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Paolino</span>
-</p>
-
-<p class="center">
-(<i>va a prendere il pasticcio per collocarlo, con solennità
-sacerdotale in mezzo alla tavola, altare della
-Bestia, e tenendolo prima sollevato come
-un’ostia consacrata</i>).
-</p>
-
-<p>
-Oh, Dio, fa’ che valga! fa’ che valga! La sorte
-d’una famiglia, la vita, l’onore d’una donna, Dio,
-la mia stessa vita, tutto è sospeso qui!
-</p>
-
-<h3>SCENA QUINTA.
-<span class="smaller"><i>La</i> <span class="smcap">Signora Perella</span> <i>e</i> <span class="smcap">Detto.</span></span></h3>
-
-<div class="blockquote">
-<p>
-La signora <span class="smcap">Perella</span> rientra dall’uscio a destra più che
-mai vergognosa con le spalle voltate verso <span class="smcap">Paolino</span>, il capo
-basso, gli occhi a terra, ambo le mani parate a nascondere
-il seno. È scollatissima, e s’è fatti i tre ricci a gancio, uno
-in mezzo alla fronte; gli altri due alle gote.
-</p>
-</div>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Signora Perella.</span>
-</p>
-
-<p>
-Paolino.
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Paolino</span>
-</p>
-
-<p class="center">
-(<i>accorrendo</i>).
-</p>
-
-<p>
-Ah! Hai fatto? Brava, brava.... Lasciati vedere!
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Signora Perella</span>
-</p>
-
-<p class="center">
-(<i>schermendosi</i>).
-</p>
-
-<p>
-No.... no.... Muojo di vergogna.... no....
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Paolino.</span>
-</p>
-
-<p>
-Ma che vorresti stare così davanti a lui? E allora
-perchè ti sei scollata? Via, giù, codeste mani!
-</p>
-
-<p>
-<span class="pagenum" id="Page_90">[90]</span>
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Signora Perella</span>
-</p>
-
-<p class="center">
-(<i>c. s.</i>).
-</p>
-
-<p>
-No.... no....
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Paolino.</span>
-</p>
-
-<p>
-Ma non capisci che bisogna che egli veda?
-</p>
-
-<div class="blockquote">
-<p>
-La signora <span class="smcap">Perella</span> si reca allora le mani al volto,
-sollevando di qua e di là le braccia per scoprire abbondantemente
-il seno imbandito.
-</p>
-</div>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Signora Perella.</span>
-</p>
-
-<p>
-Èccoti, èccoti....
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Paolino.</span>
-</p>
-
-<p>
-Ah.... be.... benissimo.... sì.... be.... benissimo....
-(<i>Se non che, la signora Perella, col volto così nascosto,
-scoppia in pianto</i>). Che? Piangi? Ma no!
-Piangi? E brava, sì! Piangi, adesso! Sciupati anche
-gli occhi! (<i>Subito, intenerendosi e abbracciandola</i>)
-Anima mia, anima mia, perdonami! credi, soffro
-più di te, più di te, di codesto tuo strazio, che è
-atroce! M’ucciderei, credi, m’ucciderei per non veder
-codesto spettacolo della virtù che deve prostituirsi
-così! Su, su.... È il tuo martirio, cara!... Bisogna
-che tu lo affronti con coraggio! E tocca a me di
-fartelo, il coraggio!
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Signora Perella.</span>
-</p>
-
-<p>
-Giovasse almeno!
-</p>
-
-<p>
-<span class="pagenum" id="Page_91">[91]</span>
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Paolino.</span>
-</p>
-
-<p>
-Così no, di certo! Devi persuadertene! Così non
-giova a nulla! No! Sorridente.... sorridente, cara!
-Provati, forzati a sorridere!
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Signora Perella.</span>
-</p>
-
-<p>
-E come, Paolino?
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Paolino.</span>
-</p>
-
-<p>
-Come? Ecco.... così.... guarda.... (<i>sorride a
-freddo, smorfiosamente</i>).
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Signora Perella.</span>
-</p>
-
-<p>
-Ma non posso, così....
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Paolino.</span>
-</p>
-
-<p>
-Sì.... sì.... Ecco.... guarda.... Che vuoi che ti faccia
-per farti ridere? qualche piccolo lezio da scimmia,
-(<i>eseguisce</i>). Ecco vedi?... sì, sì.... così, eh?
-sì!... ridi! Mi gratto.... eh eh.... (<i>La signora
-Perella ride tra le lacrime d’un riso convulso</i>).
-Ridi.... sì.... brava, così.... ridi! E guarda, ora mi
-butto per terra, eh?... così gattone! (<i>eseguisce e la
-convulsione di riso della signora Perella cresce</i>).
-Brava, così!... ridi.... ridi.... ridi.... E ora faccio
-salti da montone! (<i>eseguisce e la convulsione della
-signora arriva fino allo spasimo</i>). Viva la bestia!
-viva la bestia!
-</p>
-
-<p>
-<span class="pagenum" id="Page_92">[92]</span>
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Signora Perella</span>
-</p>
-
-<p class="center">
-(<i>mentre Paolino seguita a saltare come un montone,
-torcendosi dalle risa</i>).
-</p>
-
-<p>
-Basta.... per carità.... non ne posso più.... non
-ne posso più.... (<i>E trapassa subito dal riso al pianto
-di nuovo</i>).
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Paolino</span>
-</p>
-
-<p class="center">
-(<i>cessando subito di saltare e accorrendo, frenetico</i>).
-</p>
-
-<p>
-Come! ti rimetti a piangere? Ridevi così
-bene!... Ah è la disperazione, lo so. Su, su, basta!
-Finiscila, perdio! Mi fai impazzire! (<i>In preda a una
-frenesia crescente, la scrolla con rabbia e la rimette
-su a forza, come un fantoccio che tra le mani gli caschi
-a pezzi</i>). Mi fai impazzire! Su! stai su! zitta!
-Voglio che stia zitta e su! Così! così! Ti debbo dipingere!
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Signora Perella</span>
-</p>
-
-<p class="center">
-(<i>stordita dagli scrolloni, atterrita, sbalordita</i>).
-</p>
-
-<p>
-Dipingere?
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Paolino.</span>
-</p>
-
-<p>
-Sì! Asciugati bene gli occhi! Le guance! Sei
-pallida! sei smorta! Come vuoi che la bestia capisca
-la finezza del bello delicato, la soavità della grazia
-malinconica? Ti dipingo! Alza la faccia.... così!
-(<i>gliela alza</i>).
-</p>
-
-<p>
-<span class="pagenum" id="Page_93">[93]</span>
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Signora Perella</span>
-</p>
-
-<p class="center">
-(<i>come un automa, rimanendo con la faccia alzata,
-mentre Paolino prende dal tavolinetto gli oggetti
-per la truccatura</i>).
-</p>
-
-<p>
-Ah Dio, fa’ di me quel che vuoi....
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Paolino</span>
-</p>
-
-<p class="center">
-(<i>cominciando a imbellettarla, a bistrarla, sulle gote,
-negli occhi, alla bocca, con spaventosa esagerazione</i>).
-</p>
-
-<p>
-Ecco, aspetta. Prima le guance.... Così!...
-così!... Per lui, che non capisce altro, devi esser
-come una di quelle!... Così!... La bocca, adesso!...
-Dov’è il cinabro?... Qua, ecco.... Schiudi un po’ le
-labbra.... Ecco, aspetta.... così.... Non piangere,
-perdio! Sciupi ogni cosa!... Così.... così.... Gli occhi,
-adesso! Devo annerirti gli occhi.... Ci ho tutto
-qua.... ci ho tutto.... Chiudi gli occhi, chiudi gli occhi....
-Ecco.... così.... così.... così.... E ora ti rafforzo
-col lapis le sopracciglia.... Così.... così.... così.
-Lasciati vedere adesso!
-</p>
-
-<div class="blockquote">
-<p>
-La signora <span class="smcap">Perella</span> quasi stralunata, mostra il volto
-spaventosamente dipinto, come quello d’una baldracca da
-trivio.
-</p>
-</div>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Paolino</span>
-</p>
-
-<p class="center">
-(<i>mostrandola, come ubriacato dall’orgasmo, con grottesca
-aria di trionfo</i>).
-</p>
-
-<p>
-E ora mi dica il signor capitano Perella, se vale
-più quella sua signora di Napoli!
-</p>
-
-<p>
-<span class="pagenum" id="Page_94">[94]</span>
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Signora Perella</span>
-</p>
-
-<p class="center">
-(<i>dopo essere rimasta lì un pezzo, esposta come uno
-sconcio pupazzo da fiera, si alza e si reca a guardarsi
-allo specchio sul divano, inorridita</i>).
-</p>
-
-<p>
-Oh Dio!... Sono uno spavento!
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Paolino.</span>
-</p>
-
-<p>
-Sei come devi essere per lui! (<i>E intanto si mette
-a nascondere gli oggetti da truccatura</i>).
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Signora Perella.</span>
-</p>
-
-<p>
-Ma non sono più io!... Non mi riconoscerà!...
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Paolino.</span>
-</p>
-
-<p>
-Non deve più riconoscerti difatti! Deve vederti
-così!
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Signora Perella.</span>
-</p>
-
-<p>
-Ma è una maschera orribile!
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Paolino.</span>
-</p>
-
-<p>
-Quella che ci vuole per lui!
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Signora Perella</span>
-</p>
-
-<p class="center">
-(<i>con strazio</i>).
-</p>
-
-<p>
-E Nonò?... Nonò?... Io sono una povera madre,
-Paolino!
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Paolino</span>
-</p>
-
-<p class="center">
-(<i>intenerendosi fino alle lagrime, abbracciandola</i>).
-</p>
-
-<p>
-Sì, sì.... hai ragione, povera anima mia, sì! hai
-ragione! Ma che vuoi farci? Ti vuole lui, così! Non
-<span class="pagenum" id="Page_95">[95]</span>
-ti vuole madre! E tu la darai a lui, codesta maschera,
-alla sua bestialità!... Sotto di essa, sei poi
-tu, che ne spasimi; tu come sei per te stessa e per
-me, cara! E tutto il nostro amore!...
-</p>
-
-<h3>SCENA SESTA.
-<span class="smaller"><span class="smcap">Detti, Nonò</span>, <i>il</i> <span class="smcap">Capitano Perella</span>, <i>poi</i> <span class="smcap">Grazia.</span></span></h3>
-
-<div class="blockquote">
-<p>
-Dall’interno si sente la voce di <span class="smcap">Nonò</span> che grida, accorrendo.
-</p>
-</div>
-
-<p class="speaker">
-<i>La voce di</i> <span class="smcap">Nonò.</span>
-</p>
-
-<p>
-Ecco papà! ecco papà!
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Paolino</span>
-</p>
-
-<p class="center">
-(<i>staccandosi subito dall’abbraccio e allontanandosi
-dalla signora Perella</i>).
-</p>
-
-<p>
-Eccolo!... Mi raccomando!
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Signora Perella.</span>
-</p>
-
-<p>
-Oh Dio.... Oh Dio....
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Paolino.</span>
-</p>
-
-<p>
-Sorridente! Sorridente, cara!... Sorridente!...
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Nonò</span>
-</p>
-
-<p class="center">
-(<i>dall’interno ancora, riprende a gridare</i>).
-</p>
-
-<p>
-È arrivato pa.... (<i>quando un calcio del capitano
-lo manda a ruzzolare sulla scena troncandogli in
-bocca la parola</i>).
-</p>
-
-<div class="blockquote">
-<p>
-Spunta il <span class="smcap">Capitano Perella</span> che ha l’aspetto d’un
-enorme sbuffante cinghiale setoloso.
-</p>
-</div>
-
-<p>
-<span class="pagenum" id="Page_96">[96]</span>
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Perella</span>
-</p>
-
-<p class="center">
-(<i>a Nonò accompagnando il calcio, che gli appioppa
-dietro</i>).
-</p>
-
-<p>
-E zitto, che non ho bisogno di trombettieri!
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Signora Perella</span>
-</p>
-
-<p class="center">
-(<i>con un grido, vedendo ruzzolare Nonò e accorrendo
-per sollevarlo</i>).
-</p>
-
-<p>
-Ah! Nonò mio!
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Paolino</span>
-</p>
-
-<p class="center">
-(<i>accorrendo anche lui e sollevando da terra Nonò che
-piange</i>).
-</p>
-
-<p>
-Ti sei fatto male, Nonotto?
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Perella.</span>
-</p>
-
-<p>
-Non s’è fatto nulla! (<i>a Nonò</i>) Zitto là! Zitto!
-Smetti di piangere! (<i>Nonò smette di piangere, vedendosi
-sopra, minaccioso, il padre</i>). (<i>A Paolino</i>)
-Mio padre, caro professore, quando avevo poco più
-di sei anni, per punirmi di non avere ancora imparato
-a nuotare, sa che fece? m’afferrò per la cuticagna
-e mi buttò a mare, vestito, dalla banchina del
-molo, gridando: — «O morto, o nuotatore!».
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Paolino.</span>
-</p>
-
-<p>
-E lei non morì!
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Perella.</span>
-</p>
-
-<p>
-Imparai a nuotare! Questo per dirle, che non
-<span class="pagenum" id="Page_97">[97]</span>
-sono d’accordo con lei circa al metodo, caro professore.
-Troppo dolce è lei, troppo dolce!
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Paolino.</span>
-</p>
-
-<p>
-Dolce? io? Ma no, scusi, perchè? Anch’io, creda,
-all’occorrenza....
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Perella.</span>
-</p>
-
-<p>
-Che occorrenza! che occorrenza! Tempra, tempra
-ci vuole! Le dico che lei è troppo dolce, e me
-lo vizia, me lo vizia, quel ragazzo là....
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Paolino</span>
-</p>
-
-<p class="center">
-(<i>subito, con calore</i>).
-</p>
-
-<p>
-No! Ah no! scusi.... questo no, questo non me
-lo deve dire, signor Capitano; perchè il vero guajo
-qua, se vuol saperlo, è un altro; e lei avrebbe già dovuto
-capirlo da un pezzo!
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Perella.</span>
-</p>
-
-<p>
-La madre?
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Paolino.</span>
-</p>
-
-<p>
-No, non la madre! Viene di conseguenza, scusi,
-che il ragazzo si vizii: è figlio unico!
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Perella.</span>
-</p>
-
-<p>
-Ma niente affatto! Che unico! Lo dice lei!
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Paolino.</span>
-</p>
-
-<p>
-Come, scusi, non è unico?
-</p>
-
-<p>
-<span class="pagenum" id="Page_98">[98]</span>
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Perella</span>
-</p>
-
-<p class="center">
-(<i>forte, riscaldandosi</i>).
-</p>
-
-<p>
-Bisogna saperlo educare!
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Paolino.</span>
-</p>
-
-<p>
-Sì! certo.... Ma se fossero due!...
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Perella</span>
-</p>
-
-<p class="center">
-(<i>infuriandosi, col sangue agli occhi</i>).
-</p>
-
-<p>
-Non lo ridica neanche per ischerzo, sa! Neanche
-per ischerzo! Ne ho d’avanzo d’uno!
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Paolino</span>
-</p>
-
-<p class="center">
-(<i>subito, rimettendosi</i>).
-</p>
-
-<p>
-Non si inquieti.... non si inquieti, per carità! Dicevo....
-dicevo per scusarmi....
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Perella.</span>
-</p>
-
-<p>
-Un altro figlio! Starei fresco, starei....
-</p>
-
-<div class="blockquote">
-<p>
-Mentre si svolge questo dialogo tra <span class="smcap">Perella</span> e il sig.
-<span class="smcap">Paolino</span>, dietro, se ne svolge un altro, muto, tra <span class="smcap">Nonò</span> e
-la madre. <span class="smcap">Nonò</span>, finendo di piangere sotto l’imposizione
-del padre, è andato per rifugiarsi presso la madre; ma
-subito s’è arrestato con gli occhi e la bocca sbarrati nello
-scorgerla conciata a quel modo. La madre, allora, ha congiunto
-pietosamente le mani per pregarlo di non gridare
-il suo spavento e il suo stupore; poi, assalita dalla solita
-contrazione viscerale ha spalancato la bocca come un pesce
-e s’è recato subito il fazzoletto alla bocca, lasciando <span class="smcap">Nonò</span>
-sbigottito a scuotere le manine per aria.
-</p>
-</div>
-
-<p>
-<span class="pagenum" id="Page_99">[99]</span>
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Perella</span>
-</p>
-
-<p class="center">
-(<i>come pentito chiamando</i>).
-</p>
-
-<p>
-Qua, Nonò! (<i>Si volta, scorgendolo nell’atto di
-scuotere le manine</i>) Oh! e che fai? (<i>Guarda verso
-la moglie</i>) Che cos’è? (<i>Scorgendola così dipinta e
-scollata</i>) Oh! e come.... tu?.... (<i>Scoppia in un’interminabile,
-fragorosa, faticosissima risata, durante la
-quale il signor Paolino, alle sue spalle, serra le pugna,
-convulso; le apre, artigliate, per la tentazione di
-saltargli addosso e strozzarlo; mentre la signora
-Perella, avvilita, mortificata, atterrita, guarda a
-terra</i>) Come ti.... come ti sei impiastricciata? ah!
-ah! ah! ah! una bertuccia.... ah! ah! ah! ah!...
-una bertuccia vestita, sull’organetto.... parola
-d’onore! (<i>Le s’appressa, la prende per una mano; e
-la contempla sempre ridendo</i>) Uh.... ma guarda!...
-(<i>Le vede il seno scoperto</i>) Uh.... abbondanza!... E
-che cos’è? (<i>voltandosi verso il signor Paolino</i>) Professore!...
-Ah! ah! ah! ah! E non ne è sbalordito
-anche lei, di questo magnifico spettacolo?
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Paolino</span>
-</p>
-
-<p class="center">
-(<i>frenando a stento l’indignazione, con sorrisi spasmodici</i>).
-</p>
-
-<p>
-Nien.... niente affatto!... Scusi, perchè? Vedo
-che.... che la signora s’è.... s’è messa con una certa
-cura....
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Perella.</span>
-</p>
-
-<p>
-Cura? La chiama cura, questa, lei? S’è mascherata!
-<span class="pagenum" id="Page_100">[100]</span>
-S’è.... (<i>accennando al seno scoperto</i>) s’è scodellata
-tutta! Ah! ah! ah! ah!
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Signora Perella.</span>
-</p>
-
-<p>
-Ma Francesco.... Dio mio.... scusa....
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Perella.</span>
-</p>
-
-<p>
-Ti sei forse mascherata così, per me? No, no,
-no, no, no! Ah, grazie! No, no, no, no, no! (<i>Accennando
-al seno di lei</i>) Puoi pure chiudere bottega!
-Non ne compero! (<i>Voltandosi al signor Paolino</i>)
-Passò quel tempo, Enea, caro professore! Non me
-ne sento più neanche toccar l’ugola!... (<i>Alla moglie</i>)
-Grazie, cara, grazie! Va’ va’ a lavarti la faccia, va’...
-Voglio andare subito a tavola, io! subito!
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Signora Perella.</span>
-</p>
-
-<p>
-È tutto pronto, Francesco....
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Perella.</span>
-</p>
-
-<p>
-Pronto? Ah, brava! Possiamo allora sedere? Lei,
-professore, è con noi?
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Paolino.</span>
-</p>
-
-<p>
-Ma.... sì, credo....
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Signora Perella.</span>
-</p>
-
-<p>
-Sì, sì, Francesco.... il professore è invitato....
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Perella.</span>
-</p>
-
-<p>
-Mi fa piacere. Venga, venga, professore...,
-segga! Ma non si scandalizzi, perchè, mangio io,
-<span class="pagenum" id="Page_101">[101]</span>
-sa? mangio!... E si vede, eh? si vede.... (<i>mostra
-l’epa; poi, rivolgendosi alla moglie che fa per sedersi
-dirimpetto a lui</i>) No, no, cara: fa’ il piacere, senti....
-Se non vuoi andare a lavarti, non mi seder di fronte,
-così conciata! Mi metto a ridere di nuovo, e qualche
-boccone, Dio liberi, mi può andar di traverso.... Ma
-che idea t’è venuta, di’?
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Signora Perella.</span>
-</p>
-
-<p>
-Oh Dio, nessuna idea, Francesco....
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Perella.</span>
-</p>
-
-<p>
-E come, allora? così? (<i>fa un gesto espressivo con
-la mano per significare: è stato un estro? e ride</i>)
-Ah! ah! ah! ah! Possibile che lei, sul serio, professore,
-dica che....
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Paolino</span>
-</p>
-
-<p class="center">
-(<i>interrompendo</i>).
-</p>
-
-<p>
-Ma si! dico che lei dovrebbe riconoscere, scusi,
-che la signora, così, sta benissimo!
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Perella.</span>
-</p>
-
-<p>
-Benissimo, si.... Non dico di no! Ma se fosse
-un’altra, ecco! Se fosse un’altra.... lei m’intende!...
-Come moglie, no.... scusi! È buffa, è buffa come
-moglie, così, via, dica la verità: è buffa! (<i>Scoppia di
-nuovo a ridere</i>) Niente! Rido! Abbia pazienza, professore:
-la faccia sedere qua, al suo posto; e segga
-lei di fronte a me.
-</p>
-
-<p>
-<span class="pagenum" id="Page_102">[102]</span>
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Paolino</span>
-</p>
-
-<p class="center">
-(<i>alzandosi e prendendo il posto della signora</i>).
-</p>
-
-<p>
-Oh, per me.... come vuole....
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Perella.</span>
-</p>
-
-<p>
-Scusi, sa, grazie.... (<i>Alla moglie</i>) Oh, dunque, si
-mangia? (<i>Voltandosi verso Nonò che sta ingrugnato
-e tutto aggruppato sul divano</i>) Ohi, Nonò, a tavola!
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Nonò.</span>
-</p>
-
-<p>
-No, non vengo, no!
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Perella</span>
-</p>
-
-<p class="center">
-(<i>dando un pugno sulla tavola</i>).
-</p>
-
-<p>
-A tavola, dico! Subito! Ubbidisci senza replicare!
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Paolino.</span>
-</p>
-
-<p>
-Nonò via, vieni!
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Perella</span>
-</p>
-
-<p class="center">
-(<i>dando un altro pugno sulla tavola</i>).
-</p>
-
-<p>
-No! La prego, professore!
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Paolino.</span>
-</p>
-
-<p>
-Scusi, scusi....
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Perella.</span>
-</p>
-
-<p>
-Lei me lo vizia, gliel’ho detto! Deve obbedire,
-senza sollecitazioni! Ho detto a tavola; e dunque,
-a tavola! (<i>Si alza e va a prenderlo di peso dal divano</i>).
-</p>
-
-<p>
-<span class="pagenum" id="Page_103">[103]</span>
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Signora Perella</span>
-</p>
-
-<p class="center">
-(<i>piano, nel frattempo, a Paolino, quasi per piangere</i>).
-</p>
-
-<p>
-Dio mio.... Dio mio....
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Paolino</span>
-</p>
-
-<p class="center">
-(<i>piano, c. s. alla signora Perella</i>).
-</p>
-
-<p>
-Coraggio!... Pazienza!... Sorridente.... sorridente!...
-Ecco.... così.... come me!
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Perella</span>
-</p>
-
-<p class="center">
-(<i>calando a seder di forza Nonò sulla seggiola, a tavola</i>).
-</p>
-
-<p>
-Qua! così! Sederai e non mangerai, per castigo!
-Dritto, su! Dritto, dico! Dritto, o con un
-pugno.... (<i>lo minaccia; e, come Nonò, spaventato, si
-raddrizza</i>) Così! E fermo lì! (<i>Rivolgendosi alla moglie</i>)
-Insomma, dico, si mangia, sì o no?
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Signora Perella</span>
-</p>
-
-<p class="center">
-(<i>vedendo entrare Grazia dalla comune, con la zuppiera
-fumante</i>).
-</p>
-
-<p>
-Ecco, ecco, Francesco....
-</p>
-
-<div class="blockquote">
-<p>
-Grazia servirà dalla credenza in tavola e durante il
-pranzo uscirà e rientrerà parecchie volte.
-</p>
-</div>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Perella.</span>
-</p>
-
-<p>
-Finalmente! (<i>A Paolino, rimasto dopo il consiglio
-dato alla signora Peretta, con un sorriso involontario
-<span class="pagenum" id="Page_104">[104]</span>
-rassegato sulle labbra</i>). Oh, senta professore,
-gliel’avverto perchè la tratto da amico! Lei
-mi farebbe proprio un gran piacere, se non sorridesse,
-quando faccio qualche rimprovero al ragazzo
-o a mia moglie!
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Paolino</span>
-</p>
-
-<p class="center">
-(<i>cascando dalle nuvole</i>).
-</p>
-
-<p>
-Io? sorrido? io?
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Perella.</span>
-</p>
-
-<p>
-Lei, sì, mi pare! Ha la bocca atteggiata di sorriso
-anche adesso!
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Paolino.</span>
-</p>
-
-<p>
-Sì? Proprio? Sorrido?
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Perella.</span>
-</p>
-
-<p>
-Sorride! sorride!
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Paolino.</span>
-</p>
-
-<p>
-Oh Dio.... E allora io non lo so!... Le giuro,
-capitano, che ho proprio paura di non essere io....
-Perchè io, le giuro, non sorrido!...
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Perella.</span>
-</p>
-
-<p>
-Ma come non sorride, se sorride?
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Paolino.</span>
-</p>
-
-<p>
-Ah sì? Ancora? Non sono io! non sono io! può
-crederci! non sono io! Ho tutt’altro che intenzione
-<span class="pagenum" id="Page_105">[105]</span>
-di sorridere io, in questo momento! Se sorrido, saranno.... che
-vuole che le dica!... saranno i nervi....
-i nervi, per conto loro!...
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Perella.</span>
-</p>
-
-<p>
-Lei ha i nervi così sorridenti?
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Paolino.</span>
-</p>
-
-<p>
-Già! Pare.... Sorridenti!...
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Perella.</span>
-</p>
-
-<p>
-Io no, sa!
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Paolino.</span>
-</p>
-
-<p>
-Neppure io, veramente, di solito.... Si vede che
-oggi ha preso loro così.... Nervi! (<i>Si mette a mangiare — Pausa</i>).
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Nonò</span>
-</p>
-
-<p class="center">
-(<i>a cui Grazia ha posto già da un pezzo davanti la
-scodella</i>).
-</p>
-
-<p>
-Posso mangiare, papà?
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Perella.</span>
-</p>
-
-<p>
-Ti avevo detto di no! (<i>Alla moglie</i>). Chi l’ha servito?
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Signora Perella.</span>
-</p>
-
-<p>
-L’ha servito Grazia, Francesco....
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Perella.</span>
-</p>
-
-<p>
-Non doveva!
-</p>
-
-<p>
-<span class="pagenum" id="Page_106">[106]</span>
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Paolino.</span>
-</p>
-
-<p>
-Veramente.... ecco, forse.... non lo sapeva....
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Perella.</span>
-</p>
-
-<p>
-E allora lei (<i>indica la moglie</i>), doveva dirglielo!
-(<i>A Nonò</i>). Basta! Per questa volta, mangia!
-</p>
-
-<div class="blockquote">
-<p>
-Nonò si agita sulla seggiola, senza mangiar la minestra.
-</p>
-</div>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Signora Perella.</span>
-</p>
-
-<p>
-Mangia, mangia, Nonò (<i>Nonò fa il suo solito
-cenno col dito</i>).
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Perella</span>
-</p>
-
-<p class="center">
-(<i>scorgendolo</i>).
-</p>
-
-<p>
-Che significa?
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Nonò.</span>
-</p>
-
-<p>
-Non dicevo per la minestra, io, papà....
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Perella.</span>
-</p>
-
-<p>
-E perchè dicevi allora? Ora si mangia la minestra!
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Nonò</span>
-</p>
-
-<p class="center">
-(<i>esitante, birichino</i>).
-</p>
-
-<p>
-Eh.... Vedo una cosa!
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Signora Perella</span>
-</p>
-
-<p class="center">
-(<i>in tono di lamentoso rimprovero</i>).
-</p>
-
-<p>
-Ma che cosa, Nonò....
-</p>
-
-<p>
-<span class="pagenum" id="Page_107">[107]</span>
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Paolino</span>
-</p>
-
-<p class="center">
-(<i>sulla brace</i>).
-</p>
-
-<p>
-Benedetto ragazzo....
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Nonò</span>
-</p>
-
-<p class="center">
-(<i>indicando con un rapido gesto, subito ritratto, il
-pasticcio in mezzo alla tavola</i>).
-</p>
-
-<p>
-Eccola là!
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Perella.</span>
-</p>
-
-<p>
-Che c’è là?... (<i>Guarda</i>). Ah, un pasticcio?
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Paolino.</span>
-</p>
-
-<p>
-Già.... mi.... mi sono permesso, signor capitano....
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Perella.</span>
-</p>
-
-<p>
-Ah, l’ha portato lei?
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Paolino.</span>
-</p>
-
-<p>
-Sì.... mi.... mi scusi.... mi sono permesso....
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Perella.</span>
-</p>
-
-<p>
-La scuso? E come? Oh bella! Debbo scusarla
-d’avermi regalato un pasticcio? Ma io debbo ringraziarla,
-invece, caro professore!
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Paolino.</span>
-</p>
-
-<p>
-No, che dice? per carità.... debbo io, debbo io,
-signor capitano, ringraziare lei....
-</p>
-
-<p>
-<span class="pagenum" id="Page_108">[108]</span>
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Perella.</span>
-</p>
-
-<p>
-D’averla invitata a tavola? Ebbene, vuol dire che
-ci ringrazieremo, all’ultimo, a vicenda!
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Paolino</span>
-</p>
-
-<p class="center">
-(<i>con un’esclamazione che gli scappa spontanea</i>).
-</p>
-
-<p>
-Eh!... Speriamo!
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Perella.</span>
-</p>
-
-<p>
-Come, speriamo?
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Paolino</span>
-</p>
-
-<p class="center">
-(<i>cercando di rimediare</i>).
-</p>
-
-<p>
-Sì.... dico che.... che sia di.... di suo gradimento,
-ecco.... speriamo che.... che le piaccia!
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Nonò.</span>
-</p>
-
-<p>
-A me, tanto, sai? tanto! (<i>Si mette ginocchioni
-sulla sedia</i>). Guarda! Questa qui! Questa qui! Questa
-nera!
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Perella.</span>
-</p>
-
-<p>
-Giù a sedere, perdio! (<i>Nonò eseguisce</i>).
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Paolino</span>
-</p>
-
-<p class="center">
-(<i>sudando freddo</i>).
-</p>
-
-<p>
-E non facciamo storie, Nonò! Non cominciamo
-con quella nera; se no, mi fai pentire d’averlo portato!
-Tu di quella nera lì non devi neanche assaggiarne!
-</p>
-
-<p>
-<span class="pagenum" id="Page_109">[109]</span>
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Nonò.</span>
-</p>
-
-<p>
-Perchè?
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Paolino.</span>
-</p>
-
-<p>
-Perchè no! Perchè mamma mi ha detto che....
-che soffri di un po’ di riscaldamento, è vero, signora?
-qui, allo stomaco.... ed il cioccolatto, per te,
-in questo momento....
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Nonò.</span>
-</p>
-
-<p>
-Ma no!... io?... La mamma! Soffre di stomaco
-la mamma, non io!
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Paolino</span>
-</p>
-
-<p class="center">
-(<i>subito</i>).
-</p>
-
-<p>
-Nonò!
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Signora Perella</span>
-</p>
-
-<p class="center">
-(<i>con altra voce</i>).
-</p>
-
-<p>
-Nonò!
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Perella</span>
-</p>
-
-<p class="center">
-(<i>con altra voce</i>).
-</p>
-
-<p>
-Nonò! insomma, finiamola!
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Paolino.</span>
-</p>
-
-<p>
-Se l’ho fatto fare apposta, figliuolo mio, così,
-metà e metà....
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Nonò.</span>
-</p>
-
-<p>
-Ma a me piace quella col cioccolatto!
-</p>
-
-<p>
-<span class="pagenum" id="Page_110">[110]</span>
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Perella.</span>
-</p>
-
-<p>
-E avrai di quella col cioccolatto, sta’ zitto! A me
-non piace!
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Paolino</span>
-</p>
-
-<p class="center">
-(<i>spaventato, subito</i>).
-</p>
-
-<p>
-Come! A lei non piace? a lei non piace il cioccolatto?
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Perella.</span>
-</p>
-
-<p>
-No.... cioè, così.... poco! Preferisco quell’altra....
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Paolino</span>
-</p>
-
-<p class="center">
-(<i>sentendosi cascar l’anima e il fiato</i>).
-</p>
-
-<p>
-Oh Dio!...
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Perella.</span>
-</p>
-
-<p>
-Che cos’è?...
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Paolino.</span>
-</p>
-
-<p>
-Niente.... Niente.... vedo che.... mi.... mi sono
-ingannato.... e....
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Perella.</span>
-</p>
-
-<p>
-Ma non si confonda! Mangio di tutto, io!... mangio
-di tutto!... La questione è, che qui, mi pare che
-si mangiano soltanto chiacchiere! Dov’è Grazia? Che
-fa? che fa? (<i>scrolla la tavola</i>). Che fa?
-</p>
-
-<div class="blockquote">
-<p>
-Grazia rientra con l’altro servito.
-</p>
-</div>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Signora Perella.</span>
-</p>
-
-<p>
-Eccola, eccola, Francesco.
-</p>
-
-<p>
-<span class="pagenum" id="Page_111">[111]</span>
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Perella</span>
-</p>
-
-<p class="center">
-(<i>a Grazia</i>).
-</p>
-
-<p>
-Io veglio esser servito a tamburo! T’ho detto
-mille volte che a tavola non voglio aspettare! Da’
-qua! (<i>Le strappa il bislungo dalle mani con tale violenza,
-che il contenuto sta per rovesciarglisi addosso;
-balza in piedi, buttando il bislungo sulla tavola e
-rompendo, se càpita, qualche piatto e qualche bicchiere</i>).
-Ah, perdio! Come lo porgi?
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Grazia.</span>
-</p>
-
-<p>
-Se lei me lo strappa!
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Perella.</span>
-</p>
-
-<p>
-E tu me lo rovesci addosso, animale? — Mangiate
-voi! — Non voglio più mangiare (<i>Fa per avviarsi
-alla sua camera</i>).
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Paolino</span>
-</p>
-
-<p class="center">
-(<i>correndogli appresso</i>).
-</p>
-
-<p>
-No, guardi.... per carità, signor capitano....
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Signora Perella</span>
-</p>
-
-<p class="center">
-(<i>correndogli appresso anche lei</i>).
-</p>
-
-<p>
-Pensa, pensa che abbiamo un ospite a tavola,
-Dio mio, Francesco....
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Perella</span>
-</p>
-
-<p class="center">
-(<i>a Paolino</i>).
-</p>
-
-<p>
-Mi si fa dannare, caro professore, mi si fa dannare
-in questa casa! Lei vede?
-</p>
-
-<p>
-<span class="pagenum" id="Page_112">[112]</span>
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Paolino.</span>
-</p>
-
-<p>
-Io la prego d’aver un po’ di pazienza.
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Perella.</span>
-</p>
-
-<p>
-Ma che pazienza! Me lo fanno apposta!
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Signora Perella.</span>
-</p>
-
-<p>
-Noi cerchiamo di far di tutto per lasciarti contento....
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Perella</span>
-</p>
-
-<p class="center">
-(<i>notando di nuovo il volto di lei così impiastricciato</i>).
-</p>
-
-<p>
-Guarda che faccia.... guarda che faccia....
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Paolino.</span>
-</p>
-
-<p>
-Venga.... sia buono.... venga.... lo faccia per me,
-signor capitano.... Sono di confidenza, è vero, ma....
-ma dopo tutto, sono un invitato....
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Perella</span>
-</p>
-
-<p class="center">
-(<i>arrendendosi</i>).
-</p>
-
-<p>
-Per lei, sa! Mi arrendo per lei! Ma non garantisco
-che arriviamo alla fine!...
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Paolino.</span>
-</p>
-
-<p>
-No! non lo dica!... Speriamo.... speriamo che
-non troverà più ragione da lamentarsi!
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Perella.</span>
-</p>
-
-<p>
-Che vuole sperare! Non mi riesce più da anni, a
-casa mia, d’arrivare alla fine del pranzo! (<i>Rivolgendosi
-<span class="pagenum" id="Page_113">[113]</span>
-alla moglie</i>). È inutile, oh, sai, ripetermi che abbiamo
-un ospite a tavola! Quand’io m’arrabbio, professore,
-deve scusarmi, perdo la vista degli occhi, e
-non bado più a chi c’è o a chi non c’è! Per non fare
-uno sproposito, me ne scappo!
-</p>
-
-<div class="blockquote">
-<p>
-Durante questa scena, Nonò, rimasto a tavola, si sarà
-pian piano accostato alla tavola, si sarà messo ginocchioni
-sulla seggiola, e come un gattino con la zampetta avrà assaggiato
-il pasticcio, dalla parte del cioccolatto.
-</p>
-</div>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Perella</span>
-</p>
-
-<p class="center">
-(<i>scorgendolo</i>).
-</p>
-
-<p>
-Ecco qua! Lo vede? lo vede? Se questo è il
-modo d’educare il ragazzo! (<i>Afferra Nonò per un
-orecchio e lo trascina verso l’uscio a destra</i>) Vai subito
-a letto! subito a letto, senza mangiare! subito!
-(<i>Appena arrivato davanti all’uscio lo spinge dentro
-col piede</i>). Via! (<i>Tornando a tavola</i>). Ma io non resisto,
-sa! Non resisto! Vede come mi tocca di mangiare
-ogni volta?
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Signora Perella.</span>
-</p>
-
-<p>
-Benedetto ragazzo! (<i>a Paolino</i>). Non se n’è mica
-mangiato poco....
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Paolino.</span>
-</p>
-
-<p>
-Ma sì, via.... poco.... non vede? un tantino appena
-appena di qua....
-</p>
-
-<p>
-<span class="pagenum" id="Page_114">[114]</span>
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Perella.</span>
-</p>
-
-<p>
-Professore, per carità, non me lo faccia vedere!
-Mi viene la tentazione di prenderlo e d’andarlo a
-buttare di là! (<i>fa per prenderlo, indicando la veranda</i>).
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Paolino</span>
-</p>
-
-<p class="center">
-(<i>riparandolo</i>).
-</p>
-
-<p>
-No!... Per carità! Mi vuol fare quest’offesa, signor
-Capitano?
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Perella.</span>
-</p>
-
-<p>
-E allora mangiamocelo subito!
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Paolino.</span>
-</p>
-
-<p>
-Subito! subito! Ecco, sì bravo! Questa è una
-bella pensata! E se permettete, taglio io.... faccio io
-le parti eh? Ecco.... subito, subito! (<i>eseguisce</i>) alla
-signora, prima! ecco qua! Questa, alla signora....
-così!
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Signora Perella.</span>
-</p>
-
-<p>
-Troppo!
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Paolino.</span>
-</p>
-
-<p>
-No, che troppo! (<i>Rivolgendosi al capitano</i>). Ora,
-se permette.... badi, dico se permette, perchè, se non
-permette, niente! in qualità di professore, solo in
-qualità di professore....
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Perella.</span>
-</p>
-
-<p>
-Ne vorrebbe dare a Nonò?
-</p>
-
-<p>
-<span class="pagenum" id="Page_115">[115]</span>
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Paolino.</span>
-</p>
-
-<p>
-Non oggi! ah non oggi! Lei l’ha castigato, e ha
-fatto benone! Dico, conservargli la sua porzione,
-se lei permette, badi! per domani. Tutta questa
-bianca! Gliel’avevo promesso in premio, ecco....
-come professore....
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Perella</span>
-</p>
-
-<p class="center">
-(<i>battendo con la nocca di un dito sulla tavola, tutto
-contento della freddura che sta per dire</i>).
-</p>
-
-<p>
-Vede? vede? Non gliel’ho detto io, che il suo
-metodo è troppo dolce? Eh, più dolce di così!
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Paolino.</span>
-</p>
-
-<p>
-Ah.... già.... benissimo.... E di questa metà qua,
-ora, ecco, facciamo così....
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Perella.</span>
-</p>
-
-<p>
-Ma che così! La dà tutta a me?
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Paolino.</span>
-</p>
-
-<p>
-A me basta così!...
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Perella.</span>
-</p>
-
-<p>
-Ma no!
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Paolino.</span>
-</p>
-
-<p>
-La prego! Perchè sa? la crema, a me.... mi....
-mi.... non mi.... insomma, non mi.... come dico?...
-ecco, sì.... mi.... mi fa acidità, ecco.... acidità di
-<span class="pagenum" id="Page_116">[116]</span>
-stomaco.... Quanto meno ne mangio, meglio è, Lei
-ha mangiato poi così poco!...
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Perella</span>
-</p>
-
-<p class="center">
-(<i>mangiando a gran bocconi</i>).
-</p>
-
-<p>
-Buona.... buona.... Ah, buona,... buona.... buona....
-buona! Bravo, professore!
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Paolino.</span>
-</p>
-
-<p>
-Lei non sa il piacere che mi sta facendo....
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Signora Perella.</span>
-</p>
-
-<p>
-Ne fa tanto anche a me, quando lo vedo mangiare
-così di buona voglia....
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Paolino.</span>
-</p>
-
-<p>
-Vuole anche quest’altro pezzo? Guardi, non l’ho
-ancora toccato!...
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Perella.</span>
-</p>
-
-<p>
-No.... no....
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Paolino.</span>
-</p>
-
-<p>
-Per me, senza cerimonie.... Mi farebbe male,
-gliel’assicuro!
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Perella.</span>
-</p>
-
-<p>
-Ne prendo, se mai, un tantino della porzione di
-Nonò. Mi sembra troppa!
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Paolino.</span>
-</p>
-
-<p>
-No, guardi, proprio mi fa un piacere, se prende
-la porzione mia....
-</p>
-
-<p>
-<span class="pagenum" id="Page_117">[117]</span>
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Perella.</span>
-</p>
-
-<p>
-Oh! Se a lei fa male.... dia qua! (<i>la prende e
-mangia anche quella</i>). Non c’è pericolo che faccia
-male a me! Ne potrei mangiare due volte tanto, tre
-volte tanto, non mi farebbe niente! (<i>Alla moglie</i>).
-Che mi dài da berci su adesso?
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Signora Perella.</span>
-</p>
-
-<p>
-Ma.... non so....
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Perella.</span>
-</p>
-
-<p>
-Come, non sai? Non c’è neanche un po’ di marsala?
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Signora Perella.</span>
-</p>
-
-<p>
-Non ce n’è, Francesco....
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Perella</span>
-</p>
-
-<p class="center">
-(<i>infuriandosi apposta, rivolto al signor Paolino, per
-piantare al solito la moglie e andare a chiudersi
-in camera</i>).
-</p>
-
-<p>
-Ha visto? S’invita uno a tavola e non si prepara
-neanche un po’ di marsala!
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Paolino.</span>
-</p>
-
-<p>
-Oh, sa, se è per me....
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Perella.</span>
-</p>
-
-<p>
-Ma è per la cosa in sè stessa! per tutto quello
-che manca di previdenza, d’ordine, di buon governo
-a casa mia! La signora pensa a lisciarsi!
-</p>
-
-<p>
-<span class="pagenum" id="Page_118">[118]</span>
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Signora Perella</span>
-</p>
-
-<p class="center">
-(<i>ferita</i>).
-</p>
-
-<p>
-Io?
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Perella.</span>
-</p>
-
-<p>
-Ah no? Lo negheresti?
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Signora Perella.</span>
-</p>
-
-<p>
-Ma è la prima volta, Francesco....
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Perella</span>
-</p>
-
-<p class="center">
-(<i>afferrando la tovaglia, strappandola giù con tutto
-quello che vi sta sopra e balzando in piedi</i>).
-</p>
-
-<p>
-Ah, perdio!
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Paolino</span>
-</p>
-
-<p class="center">
-(<i>spaventato</i>).
-</p>
-
-<p>
-Capitano.... capitano!
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Perella.</span>
-</p>
-
-<p>
-Osa rispondermi, perdio!
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Signora Perella.</span>
-</p>
-
-<p>
-Ma che ho detto?
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Perella.</span>
-</p>
-
-<p>
-È la prima volta? Sia l’ultima, sai! Perchè,
-tanto, con me, è inutile! Non mi pigli! non mi pigli!
-non mi pigli! Piuttosto mi butto dalla finestra! Va’
-al diavolo!
-</p>
-
-<div class="blockquote">
-<p>
-Corre, così dicendo, verso l’uscio della sua camera, si
-caccia dentro, e si sente il rumore del paletto, che sarà
-bene esagerare grottescamente.
-</p>
-</div>
-
-<p>
-<span class="pagenum" id="Page_119">[119]</span>
-</p>
-
-<h3>SCENA SETTIMA.
-<span class="smaller"><span class="smcap">Paolino</span>, <i>la</i> <span class="smcap">Signora Perella</span> <i>e</i> <span class="smcap">Grazia.</span></span></h3>
-
-<div class="blockquote">
-<p>
-Restano tutti e due, come basiti, a guardarsi un pezzo,
-nella crescente penombra. Entra <span class="smcap">Grazia</span> dalla comune,
-vede lo scompiglio e lo scempio di tutta la suppellettile
-da tavola per terra, e scuote in aria le mani, tentennando
-il capo.
-</p>
-</div>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Grazia.</span>
-</p>
-
-<p>
-Al solito, eh?
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Signora Perella</span>
-</p>
-
-<p class="center">
-(<i>risponde appena al tentennio del capo, poi dice</i>):
-</p>
-
-<p>
-No, vai, Grazia. Sparecchierai domani.... (<i>Accenna
-all’uscio della camera del marito</i>). Non far rumore....
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Grazia.</span>
-</p>
-
-<p>
-Accendo?
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Signora Perella.</span>
-</p>
-
-<p>
-No, lascia.... lascia....
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Grazia</span>
-</p>
-
-<p class="center">
-(<i>ritirandosi</i>).
-</p>
-
-<p>
-Ogni volta, così!... (<i>esce per la comune</i>).
-</p>
-
-<h3>SCENA OTTAVA.
-<span class="smaller"><span class="smcap">Detti</span>, <i>meno</i> <span class="smcap">Grazia.</span></span></h3>
-
-<div class="blockquote">
-<p>
-Si avviva a poco a poco sempre più dalla finestra
-aperta della veranda un raggio di luna, che investe principalmente
-i cinque vasi del portafiori tra i due usci laterali
-di sinistra.
-</p>
-</div>
-
-<p>
-<span class="pagenum" id="Page_120">[120]</span>
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Signora Perella.</span>
-</p>
-
-<p>
-Hai sentito? Dice che piuttosto si butterebbe
-dalla finestra!
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Paolino.</span>
-</p>
-
-<p>
-Eh!... Aspetta!... Bisogna aspettare!...
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Signora Perella.</span>
-</p>
-
-<p>
-Tu ci speri? Io non ci spero, no, Paolino....
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Paolino.</span>
-</p>
-
-<p>
-Mi hanno detto tutt’e due i fratelli di non dubitare....
-di star sicuro!
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Signora Perella.</span>
-</p>
-
-<p>
-Sì. Ma io dico per lui! Non lo conoscono!...
-Non lo conosci neanche tu, Paolino!... Piuttosto
-davvero si butterebbe dalla finestra....
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Paolino.</span>
-</p>
-
-<p>
-Oh, senti.... Se tu vai incontro alla prova con
-quest’animo....
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Signora Perella.</span>
-</p>
-
-<p>
-Io?... Io sono qua, Paolino.... Aspetto.... aspetterò
-tutta la notte....
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Paolino.</span>
-</p>
-
-<p>
-Ma devi aspettar con fiducia!
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Signora Perella.</span>
-</p>
-
-<p>
-Ah, no, credi, invano.
-</p>
-
-<p>
-<span class="pagenum" id="Page_121">[121]</span>
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Paolino.</span>
-</p>
-
-<p>
-Ma bisogna che tu la abbia, almeno, un po’ di
-fiducia! Può giovare, credi, se ne hai, ad attirarlo!
-Sì! sì! Io credo nella forza dello spirito!... E tu
-devi averne! devi averne! Pensa che, se no, c’è
-l’abisso aperto per noi! Io non so che faccio, non so
-che faccio domani!... Per carità, anima mia....
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Signora Perella.</span>
-</p>
-
-<p>
-Ma sì.... ecco.... vedi? io mi metto qua.... così....
-</p>
-
-<div class="blockquote">
-<p>
-Siede su un seggiolone a bracciuoli, antico, rivolta
-verso l’uscio della camera del marito, in modo che se questi
-aprisse, se la troverebbe davanti, in atteggiamento di
-«Ecce Ancilla Domini» circonfusa nel raggio lunare.
-</p>
-</div>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Paolino.</span>
-</p>
-
-<p>
-Sì.... sì.... ecco.... così.... Oh santa mia!... Io ti
-prego, ti prego di farmi trovare uni segno domani,
-demani all’alba.... Questa notte io non dormirò.
-Verrò domattina all’alba, davanti alla tuia casa. Se è
-sì, fammi trovare un segno...; ecco, guarda, uno di
-questi vasi di fiori, qua, alla finestra della veranda,
-là, perchè io lo veda dalla strada domani all’alba!
-Hai capito?
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Signora Perella.</span>
-</p>
-
-<p>
-Io sono qua.
-</p>
-
-<p>
-<span class="pagenum" id="Page_122">[122]</span>
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Paolino</span>
-</p>
-
-<p class="center">
-(<i>contemplandola</i>).
-</p>
-
-<p>
-Ah! Mi sembri veramente una santa!... (<i>Arretra
-verso la comune</i>).
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Signora Perella.</span>
-</p>
-
-<p>
-A domani, Paolino....
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Paolino</span>
-</p>
-
-<p class="center">
-(<i>già presso la comune, congiungendo le mani</i>).
-</p>
-
-<p>
-Così sia!
-</p>
-
-<p class="pad2 center large">
-TELA.
-</p>
-
-<div class="chapter">
-<p>
-<span class="pagenum" id="Page_123">[123]</span>
-</p>
-
-<h2>ATTO TERZO.</h2>
-</div>
-
-<div class="blockquote">
-<p>
-La stessa stanza dell’atto precedente. È l’alba del
-giorno appresso. <i>Sul davanzale della finestra, nella veranda
-in fondo, nessun vaso di fiori.</i> Sono ancora per terra la
-tovaglia e la suppellettile da tavola rovesciate dal capitano
-Perella.
-</p>
-</div>
-
-<h3>SCENA PRIMA.
-<span class="smaller"><span class="smcap">Grazia</span>, <i>poi il</i> <span class="smcap">Marinajo.</span></span></h3>
-
-<div class="blockquote">
-<p>
-Al levarsi della tela, <span class="smcap">Grazia</span>, tutta scarduffata, con l’occorrente
-per far pulizia, è curva a raccogliere i cocci del
-vasellame rotto e i piatti, i bicchieri rimasti sani, che poserà
-a mano a mano sulla tavola. Raddrizzandosi di tratto
-in tratto, si stirerà, contraendo il volto, per significare che
-ha tutta la persona indolenzita, segnatamente le reni;
-protenderà allora una mano a pugno chiuso in direzione
-dell’uscio della camera del Capitano e borbotterà qualche
-inintelligibile imprecazione.
-</p>
-</div>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Grazia.</span>
-</p>
-
-<p>
-Guardate qua.... guardate qua che rovina!...
-piatti.... bicchieri.... E tutto insozzato!... povera tovaglia!
-Neanche una stalla sarebbe per lui!... Il
-<span class="pagenum" id="Page_124">[124]</span>
-porcile.... il porcile.... per lui!... Ah, manco male....
-una bottiglia è sana.... (<i>Raddrizzandosi</i>) Ahi, ahi,
-ahi!... Non mi reggo più su, le reni.... Sfasciate....
-ahi, ahi, ahi.... spezzate....
-</p>
-
-<div class="blockquote">
-<p>
-Suono di campanello alla porta.
-</p>
-</div>
-
-<p>
-Chi sarà?... (<i>Avviandosi per aprire</i>). Ahi, ahi,
-ahi....
-</p>
-
-<div class="blockquote">
-<p>
-Gesto verso la porta del Capitano, un borbottamento,
-ed esce per la comune. Poco dopo rientrerà in scena col
-<span class="smcap">Marinajo.</span>
-</p>
-</div>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Grazia.</span>
-</p>
-
-<p>
-Ma se vi dico che la signora non m’ha lasciato
-nulla per voi!
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Marinajo.</span>
-</p>
-
-<p>
-E allora il Comandante non riparte oggi?
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Grazia.</span>
-</p>
-
-<p>
-Che ne so io, se riparte o non riparte?
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Marinajo.</span>
-</p>
-
-<p>
-Ma sì, che deve ripartire oggi! E la roba, la signora,
-deve averla preparata jersera....
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Grazia.</span>
-</p>
-
-<p>
-Jersera, sì!... Aveva proprio testa da pensare a
-preparar la roba, jersera....
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Marinajo.</span>
-</p>
-
-<p>
-Gran putiferio?
-</p>
-
-<p>
-<span class="pagenum" id="Page_125">[125]</span>
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Grazia.</span>
-</p>
-
-<p>
-Il diavolo a quattro!
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Marinajo.</span>
-</p>
-
-<p>
-Uh, e ha rovesciato tutto, al solito?
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Grazia.</span>
-</p>
-
-<p>
-Questo solo?... Cose.... cose dell’altro mondo!...
-cose, vi dico, che non si sono mai nè viste nè sentite!...
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Marinajo.</span>
-</p>
-
-<p>
-Ah sì? Che ha fatto? che ha fatto?
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Grazia.</span>
-</p>
-
-<p>
-Che ha fatto!?... ha fatto che....
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Marinajo.</span>
-</p>
-
-<p>
-Dite, dite....
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Grazia</span>
-</p>
-
-<p class="center">
-(<i>facendogli gli occhiacci</i>).
-</p>
-
-<p>
-Non lo so!
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Marinajo.</span>
-</p>
-
-<p>
-Maltratti alla signora, mi figuro!... sgarbi al ragazzo!...
-Se l’è presa anche con voi?
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Grazia</span>
-</p>
-
-<p class="center">
-(<i>lo guarda; sta per dire chi sa che cosa; ma taglia
-corto</i>).
-</p>
-
-<p>
-Lasciatemi, lasciatemi fare qua....
-</p>
-
-<p>
-<span class="pagenum" id="Page_126">[126]</span>
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Marinajo.</span>
-</p>
-
-<p>
-Anche con voi? Eh! a chi i confetti e a chi i dispetti!
-Da una parte le piglia e dall’altra le dà!
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Grazia.</span>
-</p>
-
-<p>
-Che dà? che piglia?
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Marinajo.</span>
-</p>
-
-<p>
-Le piglia! le piglia! (<i>fa cenno di busse con la
-mano</i>). Ah, se le piglia! Da quell’altra — a Napoli. — Qua
-fa il lupo; con quell’altra, invece, è più mansueto
-d’un agnellino!
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Grazia.</span>
-</p>
-
-<p>
-Ma che agnellino! (<i>piano, con gli occhiacci</i>). Un
-majalone è! ecco quello che è!
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Marinajo.</span>
-</p>
-
-<p>
-Sì, va bene; ma quella lì lo sa far stare a dovere....
-Lo so io! Fin da quando ero imbarcato al
-suo servizio.... Ci sono andato poche volte io, in
-casa di quella signora! Tutti i giorni, fin tanto che
-si stava a Napoli: E ho assistito a certe scene! Ma
-al contrario, le faceva lei a lui! Un donnone, se vedeste!
-Due quintali! E brutta, oh!... Certi occhiacci....
-Ma chi sa come gli sembrerà bella, a lui!
-Una rovina, poi! Un figlio all’anno! Glien’avrà
-fatti altri cinque, sei.... da allora!
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Grazia.</span>
-</p>
-
-<p>
-Com’è, giovane?
-</p>
-
-<p>
-<span class="pagenum" id="Page_127">[127]</span>
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Marinajo.</span>
-</p>
-
-<p>
-Giovane, giovane... Dev’essere ancora giovane,
-sotto la trentina....
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Grazia.</span>
-</p>
-
-<p>
-Ah! E non gli basta?
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Marinajo.</span>
-</p>
-
-<p>
-A chi? A lei?
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Grazia.</span>
-</p>
-
-<p>
-Dico a lui! dico a lui!
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Marinajo.</span>
-</p>
-
-<p>
-Ah.... perchè ha qui anche la moglie, volete dire?
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Grazia.</span>
-</p>
-
-<p>
-Che moglie e moglie! Non la guarda nemmeno
-la moglie!
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Marinajo.</span>
-</p>
-
-<p>
-E allora? Ohè! Ne sapreste forse qualche cosa
-anche voi?
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Grazia.</span>
-</p>
-
-<p>
-Lasciatemi sbrigare qua, v’ho detto!
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Marinajo</span>
-</p>
-
-<p class="center">
-(<i>ride</i>).
-</p>
-
-<p>
-Ah! ah! ah! ah! Sarebbe da ridere....
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Grazia.</span>
-</p>
-
-<p>
-Insomma, ve n’andate?
-</p>
-
-<p>
-<span class="pagenum" id="Page_128">[128]</span>
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Marinajo.</span>
-</p>
-
-<p>
-Sì vado, vado. Ritornerò più tardi.... Ma avvertitela
-la signora, che son venuto per la roba.... che
-la prepari.... A rivederci eh?
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Grazia.</span>
-</p>
-
-<p>
-A rivederci.
-</p>
-
-<div class="blockquote">
-<p>
-Il <span class="smcap">Marinajo</span> esce per la comune. <span class="smcap">Grazia</span> ritorna a cercar
-tra le pieghe della tovaglia per terra qualche piatto
-o bicchiere rimasto sano e, trovandone qualcuno e levandosi
-per posarlo sulla tavola, rifà il gesto per esprimere
-l’indolenzimento delle reni. Si sente poco dopo — grottescamente
-di nuovo esagerato — il rumore del paletto
-tratto dall’uscio della camera del Capitano.
-</p>
-</div>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Grazia.</span>
-</p>
-
-<p>
-Eccolo qua, che esce dalla gabbia, la belva!
-</p>
-
-<h3>SCENA SECONDA.
-<span class="smaller"><span class="smcap">Detta</span> <i>e il</i> <span class="smcap">Capitano Perella.</span></span></h3>
-
-<div class="blockquote">
-<p>
-Il <span class="smcap">Capitano</span> vien fuori, tutto ammaccato dal sonno, con
-gli occhi pesti e un umore più che mai bestiale.
-</p>
-</div>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Perella</span>
-</p>
-
-<p class="center">
-(<i>scorgendo Grazia per terra</i>).
-</p>
-
-<p>
-Ah.... tu, costì? Con chi parlavi?
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Grazia.</span>
-</p>
-
-<p>
-Col marinajo, parlavo....
-</p>
-
-<p>
-<span class="pagenum" id="Page_129">[129]</span>
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Perella.</span>
-</p>
-
-<p>
-È andato via?
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Grazia.</span>
-</p>
-
-<p>
-È andato via.
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Perella.</span>
-</p>
-
-<p>
-E che era venuto a fare, a quest’ora?
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Grazia.</span>
-</p>
-
-<p>
-Era venuto per la roba da portare a bordo.
-(<i>Pausa</i>).
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Perella.</span>
-</p>
-
-<p>
-E tu non sai augurare il buon giorno al tuo padrone?
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Grazia.</span>
-</p>
-
-<p>
-Già! Per giunta! Eccolo qua, il mio buon
-giorno! (<i>indica i cocci per terra</i>).
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Perella.</span>
-</p>
-
-<p>
-Lo fai adesso, codesto servizio? Che hai fatto
-tutto jersera?
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Grazia</span>
-</p>
-
-<p class="center">
-(<i>gli lancia una lunga occhiataccia, poi torna al suo
-servizio senza rispondere</i>).
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Perella.</span>
-</p>
-
-<p>
-Rispondi! (<i>Le viene innanzi, minaccioso</i>).
-</p>
-
-<p>
-<span class="pagenum" id="Page_130">[130]</span>
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Grazia</span>
-</p>
-
-<p class="center">
-(<i>si leva, lo guarda di nuovo, poi dice</i>):
-</p>
-
-<p>
-Lo domanda a me, che ho fatto? (<i>Breve pausa</i>).
-Lei strappa; lei rompe; lei (<i>sottolineando in modo
-ambiguo</i>) obbliga la gente a servizi, a cui non è tenuta....
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Perella.</span>
-</p>
-
-<p>
-Io voglio subito il caffè!
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Grazia.</span>
-</p>
-
-<p>
-Ancora non è pronto.
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Perella</span>
-</p>
-
-<p class="center">
-(<i>facendolesi sopra con la mano levata</i>).
-</p>
-
-<p>
-Ah, così mi rispondi?
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Grazia</span>
-</p>
-
-<p class="center">
-(<i>sfuggendo</i>).
-</p>
-
-<p>
-Non mi s’accosti! non mi tocchi o grido, sa!
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Perella.</span>
-</p>
-
-<p>
-Vai subito a preparare il caffè! Non sai che voglio
-trovarlo pronto, appena mi alzo dal letto?
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Grazia.</span>
-</p>
-
-<p>
-Potevo difatti immaginare, che proprio questa
-mattina lei si dovesse levare all’alba.... dopo che....
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Perella.</span>
-</p>
-
-<p>
-Insomma! La finisci di rispondere? Vai subito
-per il caffè!
-</p>
-
-<p>
-<span class="pagenum" id="Page_131">[131]</span>
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Grazia.</span>
-</p>
-
-<p>
-Vado.... Vado....
-</p>
-
-<div class="blockquote">
-<p>
-Via, per l’uscio a sinistra.
-</p>
-</div>
-
-<h3>SCENA TERZA.
-<span class="smaller"><i>Il</i> <span class="smcap">Capitano Perella</span> <i>solo, poi il signor</i> <span class="smcap">Paolino</span>
-<i>e</i> <span class="smcap">Grazia.</span></span></h3>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Perella</span>
-</p>
-
-<p class="center">
-(<i>tentennando il capo</i>).
-</p>
-
-<p>
-Ma guarda un po’!...
-</p>
-
-<div class="blockquote">
-<p>
-Con la faccia più che mai aggrondata e disgustata,
-gli occhi cupi e truci, sta un po’ a pensare; poi sbuffa;
-poi si brancica gli abiti addosso, smaniosamente, e accompagna
-l’atto con una specie di rugghio bestiale nella gola;
-scrolla il capo e va un po’ per la stanza. Ha caldo! ha
-caldo! si sente soffocare!... Va alla veranda; s’affaccia alla
-finestra in fondo; guarda il mare e trae un ampio respiro;
-poi finge di guardare in giù nella strada e di scorgervi il
-signor <span class="smcap">Paolino</span>; fa un atto di sorpresa e si china a parlare.
-</p>
-</div>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Perella.</span>
-</p>
-
-<p>
-Oh — buon giorno, professore!... E come, fuori
-a quest’ora? da queste parti?... (<i>Tendendo l’orecchio</i>).
-Che?... — Già, già.... — anch’io!... Un
-po’ d’aria.... Questo venticello.... sì. Delizioso. — Vuol
-venire su?... — Venga, venga.... — Le offro
-una tazza di caffè.... — Sì, bravo, venga!
-</p>
-
-<div class="blockquote">
-<p>
-Rimane ancora un po’ sulla veranda; poi viene incontro
-al signor <span class="smcap">Paolino</span>, che entra per la comune con una
-<span class="pagenum" id="Page_132">[132]</span>
-faccia da morto ansiosa, gli occhi lividi, lampeggianti di
-follia, come se, non avendo trovato il segno alla veranda,
-avesse deciso di commettere un delitto.
-</p>
-</div>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Perella.</span>
-</p>
-
-<p>
-Ih, che sveltezza! È salito di corsa?
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Paolino.</span>
-</p>
-
-<p>
-Sì. Mi dica. Ha visto che tornavo dallo Scalo?
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Perella.</span>
-</p>
-
-<p>
-L’ho vista col naso in su, che guardava qua, da
-me....
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Paolino.</span>
-</p>
-
-<p>
-Sì. Ma ero di ritorno. Sono arrivato fino allo
-Scalo. Nel passare davanti la sua casa, la prima
-volta, andando, c’era giù un crocchio di gente che
-gridava. — Dica un po’: che sia caduto, per caso,
-dalla finestra là, della veranda, qualche vaso di fiori?
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Perella</span>
-</p>
-
-<p class="center">
-(<i>stordito</i>).
-</p>
-
-<p>
-Vaso di fiori?... Giù nella strada?
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Paolino.</span>
-</p>
-
-<p>
-Sì — da quella finestra!
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Perella.</span>
-</p>
-
-<p>
-Ma no.... Ch’io sappia....
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Paolino.</span>
-</p>
-
-<p>
-No?
-</p>
-
-<p>
-<span class="pagenum" id="Page_133">[133]</span>
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Perella.</span>
-</p>
-
-<p>
-Io non so di vasi.... — Ma perchè?
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Paolino.</span>
-</p>
-
-<p>
-Perchè mi parve di vedere giù, sotto la finestra
-tra quel crocchio di gente che gridava, un mucchio....
-non so.... di cocci per terra; e ho immaginato che
-gridasse per questo....
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Perella.</span>
-</p>
-
-<p>
-Io non ho inteso nulla....
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Paolino.</span>
-</p>
-
-<p>
-Non c’era proprio nessun vaso là, quando lei si è
-affacciato?
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Perella.</span>
-</p>
-
-<p>
-Nessuno.... Eccoli là, i vasi (<i>indica il portafiori</i>) — tutti
-e cinque.
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Paolino.</span>
-</p>
-
-<p>
-Sono stati sempre cinque?
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Perella.</span>
-</p>
-
-<p>
-Cinque, sì. Non vede? non c’è posto, qua, per
-altri vasi....
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Paolino</span>
-</p>
-
-<p class="center">
-(<i>quasi tra sè addolorato, friggendo</i>).
-</p>
-
-<p>
-E allora.... allora.... niente....
-</p>
-
-<p>
-<span class="pagenum" id="Page_134">[134]</span>
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Perella</span>
-</p>
-
-<p class="center">
-(<i>squadrandolo</i>).
-</p>
-
-<p>
-E come? Oh bella! Pare che lei sia dolente, che
-non sia caduto davvero nessun vaso....
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Paolino</span>
-</p>
-
-<p class="center">
-(<i>subito, riprendendosi</i>).
-</p>
-
-<p>
-No; io? che! — È che.... che m’ero figurato
-che.... che dovesse esserci, quel vaso....
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Perella.</span>
-</p>
-
-<p>
-Perchè la gente gridava sotto?
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Paolino.</span>
-</p>
-
-<p>
-Già.... Sa com’è, quando uno s’immagina una
-cosa? L’ho creduto proprio come una realtà, passando
-e sentendo gridar quella gente. — «C’era un
-vaso — mi son detto — alla finestra là del Capitano,
-e sarà caduto....».
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Perella.</span>
-</p>
-
-<p>
-Ma no! che vaso! È curioso che io di là non ho
-sentito affatto gridare giù in istrada....
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Paolino.</span>
-</p>
-
-<p>
-Non ne parliamo più! — Ma scusi, lei... (<i>e s’interrompe
-come se gli notasse in faccia qualche segno
-impressionante</i>).
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Perella</span>
-</p>
-
-<p class="center">
-(<i>turbato, non comprendendo</i>).
-</p>
-
-<p>
-Io... che cosa?
-</p>
-
-<p>
-<span class="pagenum" id="Page_135">[135]</span>
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Paolino.</span>
-</p>
-
-<p>
-Sì, dico.... lei.... (<i>e s’interrompe di nuovo per
-spiarlo più intensamente nella faccia ammaccata</i>).
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Perella.</span>
-</p>
-
-<p>
-Che cosa? — Oh sa che lei ha un curioso modo
-di guardarmi?
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Paolino.</span>
-</p>
-
-<p>
-No, niente.... Perchè.... perchè la vedo.... sì,
-la vedo....
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Perella.</span>
-</p>
-
-<p>
-Come mi vede?
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Paolino.</span>
-</p>
-
-<p>
-Niente.... no.... Vedo che.... che si è levato per
-tempo, ecco....
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Perella.</span>
-</p>
-
-<p>
-Già, ma anche lei, mi pare, — molto prima di
-me, se è già fuori di casa a quest’ora, ed è arrivato
-fin allo Scalo....
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Paolino.</span>
-</p>
-
-<p>
-Sì.... mi.... mi.... mi son difatti levato anch’io
-per tempo....
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Perella</span>
-</p>
-
-<p class="center">
-(<i>lo guarda e scoppia a ridere</i>).
-</p>
-
-<p>
-Ah! ah! ah! ah! Ma com’è strano lei questa
-mattina!
-</p>
-
-<p>
-<span class="pagenum" id="Page_136">[136]</span>
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Paolino.</span>
-</p>
-
-<p>
-Sono un po’ nervoso....
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Perella.</span>
-</p>
-
-<p>
-E s’è fatta una passeggiatina al fresco? — Fa
-bene, fa bene.... igienico, igienico passeggiare di
-buon mattino!
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Paolino.</span>
-</p>
-
-<p>
-Igienico, già!... (<i>tra sè appena il Capitano si
-volta</i>) (Io l’uccido! Parola d’onore, io l’uccido!).
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Perella.</span>
-</p>
-
-<p>
-Non c’è di meglio, quando uno è nervoso....
-Fuori, all’aperto, svaporano tutte le ubbìe....
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Paolino.</span>
-</p>
-
-<p>
-Difatti, sì.... Non.... non ho dormito bene, questa
-notte e....
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Perella.</span>
-</p>
-
-<p>
-Ah! Neanche lei? — Non me ne parli!
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Paolino.</span>
-</p>
-
-<p>
-Non.... non ha dormito bene, dunque, neanche
-lei?
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Perella</span>
-</p>
-
-<p class="center">
-(<i>con rabbia</i>).
-</p>
-
-<p>
-Non ho dormito per nulla, io!
-</p>
-
-<p>
-<span class="pagenum" id="Page_137">[137]</span>
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Paolino</span>
-</p>
-
-<p class="center">
-(<i>in ansia</i>).
-</p>
-
-<p>
-Ah.... — e...?
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Perella.</span>
-</p>
-
-<p>
-Che cosa?
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Paolino.</span>
-</p>
-
-<p>
-Si, dico.... vedo.... — guardavo or ora, difatti,
-che lei è molto sbattuto.... un po’... sì.... un po’ pesto,
-ecco.
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Perella</span>
-</p>
-
-<p class="center">
-(<i>c. s.</i>).
-</p>
-
-<p>
-Se non ho chiuso occhio, le dico! Una nottataccia
-d’inferno! Il caldo, forse.... io non so!
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Paolino.</span>
-</p>
-
-<p>
-Caldo, già.... ha fatto un gran caldo, un gran
-caldo, questa notte....
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Perella.</span>
-</p>
-
-<p>
-Da impazzire!
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Paolino.</span>
-</p>
-
-<p>
-E si sarà.... si sarà alzato di letto, forse?
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Perella</span>
-</p>
-
-<p class="center">
-(<i>lo guarda, poi</i>):
-</p>
-
-<p>
-Anche, sì....
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Paolino.</span>
-</p>
-
-<p>
-Eh me lo immagino! Quando.... quando il letto
-comincia a scottare.... Col caldo.... lì (<i>indica la sua
-<span class="pagenum" id="Page_138">[138]</span>
-camera</i>) le.... le sarà parsa un forno, quella sua camera,
-suppongo!
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Perella.</span>
-</p>
-
-<p>
-Un forno! un forno, proprio!
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Paolino.</span>
-</p>
-
-<p>
-E ne sarà uscito, no? m’immagino....
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Perella</span>
-</p>
-
-<p class="center">
-(<i>torbido, dopo averlo guardato un po’</i>).
-</p>
-
-<p>
-Si.... difatti — ne sono uscito un po’... perchè.... — perchè
-a un certo punto, mi pareva proprio di soffocare....
-(<i>Vedendo entrare Grazia con un vassojo,
-su cui è una tazza di caffè</i>). Ah, ma ecco qua il
-caffè.... Brava, Grazia.... — Ma come! ne porti una
-tazza sola? — E per il signore qui?
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Grazia</span>
-</p>
-
-<p class="center">
-(<i>aggrondata, sgarbatissima</i>).
-</p>
-
-<p>
-E che ne so io, se debbo portargli o non debbo
-portargli il caffè, se nessuno me lo ordina?
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Perella.</span>
-</p>
-
-<p>
-Non rispondere così, ti ho detto! C’è bisogno
-che ti si ordini? Ma guarda un po’ che confidenza
-osa prendersi!
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Grazia</span>
-</p>
-
-<p class="center">
-(<i>facendo gli occhiacci e masticando</i>).
-</p>
-
-<p>
-Confidenza.... confidenza.... Sono io che mi piglio,
-ora, la confidenza; è vero?
-</p>
-
-<p>
-<span class="pagenum" id="Page_139">[139]</span>
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Perella.</span>
-</p>
-
-<p>
-È impudente questa donna! Bada che ti caccio
-via su due piedi, sai?
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Grazia.</span>
-</p>
-
-<p>
-Mi caccia? Chi caccia? Badi lei piuttosto, che io
-posso mettermi a gridare, e se mi metto a gridare
-quello che lei ha fatto....
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Paolino</span>
-</p>
-
-<p class="center">
-(<i>quasi tra sè, basito, all’orribile sospetto che gli balena,
-guardando ora il Capitano, ora la serva</i>).
-</p>
-
-<p>
-Oh Dio.... Oh Dio.... — possibile?
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Perella.</span>
-</p>
-
-<p>
-Professore, ma la sente?
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Paolino.</span>
-</p>
-
-<p>
-Sento, vedo.... sì....
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Perella</span>
-</p>
-
-<p class="center">
-(<i>a Grazia, per troncare, sulle furie</i>).
-</p>
-
-<p>
-Vai a prendere subito un’altra tazza di caffè!
-(<i>a Paolino</i>). Ecco, lei prenda questa, Professore....
-(<i>gli offre la tazza</i>).
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Paolino.</span>
-</p>
-
-<p>
-No.... grazie, no!... — (<i>a Grazia</i>). Non.... non
-v’incomodate....
-</p>
-
-<p>
-<span class="pagenum" id="Page_140">[140]</span>
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Perella.</span>
-</p>
-
-<p>
-Ma che incomodarsi! — Prenda!
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Paolino.</span>
-</p>
-
-<p>
-Grazie, le dico! no! proprio non ne desidero. — Mi....
-mi farebbe male....
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Perella.</span>
-</p>
-
-<p>
-Ma che male! — (<i>a Grazia</i>) Vai a prendere l’altra
-tazza!
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Paolino.</span>
-</p>
-
-<p>
-Sono eccitato, Capitano, per carità! Sono eccitato.... — eccitato;
-nervoso!
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Grazia.</span>
-</p>
-
-<p>
-Insomma — sì? — no?
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Perella.</span>
-</p>
-
-<p>
-Vai al diavolo! (<i>Grazia, sulle furie, se ne va; e
-allora, gridandole dietro fino all’uscio</i>). E smetti codeste
-arie, sai? — Se no, te le faccio smettere io!
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Paolino.</span>
-</p>
-
-<p>
-Sfido: scusi; se si dà.... se si dà troppa confidenza
-a una serva!...
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Perella.</span>
-</p>
-
-<p>
-Non si dovrebbero tenere troppo in casa, le serve,
-ecco!
-</p>
-
-<p>
-<span class="pagenum" id="Page_141">[141]</span>
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Paolino.</span>
-</p>
-
-<p>
-Ma mi faccia il piacere! No! quando si sanno
-tenere ai loro posto.... che non abbiano a prendere
-arie da padrone....
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Perella</span>
-</p>
-
-<p class="center">
-(<i>stupito dall’aria indignata che assume il signor
-Paolino</i>).
-</p>
-
-<p>
-Ohè, che dice, Professore?
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Paolino</span>
-</p>
-
-<p class="center">
-(<i>frenandosi a stento</i>).
-</p>
-
-<p>
-Dico che... che.... sono.... sono meravigliato,
-ecco.... sono veramente.... non so come dire.... — stupito....
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Perella.</span>
-</p>
-
-<p>
-Dell’arroganza di questa donna?
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Paolino.</span>
-</p>
-
-<p>
-Già! E che lei....
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Perella.</span>
-</p>
-
-<p>
-Che io?
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Paolino.</span>
-</p>
-
-<p>
-Che lei.... sì, la possa sopportare! Mi.... mi pare
-incredibile, che vuole che le dica? Inverosimile,
-ecco: inverosimile, arrivare.... Dio mio.... arrivare
-fino a questo punto!... — possibile?
-</p>
-
-<p>
-<span class="pagenum" id="Page_142">[142]</span>
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Perella</span>
-</p>
-
-<p class="center">
-(<i>lo guarda, torbido, poi, abbassando gli occhi</i>).
-</p>
-
-<p>
-Già.... è.... è enorme!
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Paolino.</span>
-</p>
-
-<p>
-È enorme!
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Perella</span>
-</p>
-
-<p class="center">
-(<i>quasi umile</i>).
-</p>
-
-<p>
-Ma non glie l’ho detto il perchè? È da troppo
-tempo per casa! (<i>Arrabbiandosi</i>). La colpa è di mia
-moglie!
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Paolino.</span>
-</p>
-
-<p>
-Ah, sì? anche? ne ha colpa sua moglie?
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Perella.</span>
-</p>
-
-<p>
-Sissignore, sissignore! Che me la tiene ancora
-tra i piedi! perchè ha visto nascere Nonò! perchè
-sa gli usi di casa! per il diavolo che se li porti via
-tutti quanti!
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Paolino</span>
-</p>
-
-<p class="center">
-(<i>friggendo</i>).
-</p>
-
-<p>
-Ma scusi, e lei per questo?...
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Perella.</span>
-</p>
-
-<p>
-Che, per questo? Oh, insomma, sa che lei, professore,
-mi assume certe arie, che io non tollero?
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Paolino.</span>
-</p>
-
-<p>
-No, è che.... scusi, mi.... mi pare troppo, ecco,
-che per questo lei debba pigliarsela con la sua signora.
-</p>
-
-<p>
-<span class="pagenum" id="Page_143">[143]</span>
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Perella.</span>
-</p>
-
-<p>
-Me la piglio con tutti, io! Perchè è una disperazione
-questa maledetta casa per me! — Vi soffoco,
-vi soffoco! Maledico sempre il momento che vi rimetto
-i piedi! Neanche dormire quieto vi posso!
-Sarà stato anche il caldo!... Una smania.... E
-quando io non dormo, sa? quando non riesco a
-prender sonno, — .... arrabbio, arrabbio....
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Paolino.</span>
-</p>
-
-<p>
-Già.... ma che colpa, scusi?... che.... che colpa
-ci hanno gli altri, scusi?
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Perella.</span>
-</p>
-
-<p>
-Di che?
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Paolino.</span>
-</p>
-
-<p>
-Eh.... se dice che s’arrabbia?... Con chi si arrabbia?
-con chi se la piglia, se fa caldo?
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Perella.</span>
-</p>
-
-<p>
-Con me, me la piglio! me la piglio col tempo!
-e me la piglio anche con tutti, sissignori! Perchè io
-voglio aria! aria! io sono abituato al mare! (<i>Poi,
-calmandosi</i>). E la terra, caro professore, specialmente
-d’estate, la terra non la posso soffrire.... — la
-casa.... le pareti.... gli impicci.... le donne....
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Paolino.</span>
-</p>
-
-<p>
-Anche.... anche le donne?
-</p>
-
-<p>
-<span class="pagenum" id="Page_144">[144]</span>
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Perella.</span>
-</p>
-
-<p>
-Prima di tutto le donne! Del resto, le donne, con
-me.... — Sa? Si viaggia.... si sta tanto tempo lontani.... — Non
-dico ora, che sono vecchio.... Ma
-quando ero giovanotto.... Le donne.... Ci ho avuto
-però sempre questo di buono, io — che quando voglio,
-voglio.... ma quando non voglio, non voglio
-(<i>ride orgogliosamente</i>). Il padrone sono restato sempre
-io!
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Paolino.</span>
-</p>
-
-<p>
-Ah, sempre? — (<i>tra sè</i>) (l’uccido! l’uccido!).
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Perella.</span>
-</p>
-
-<p>
-Sempre che ho voluto, s’intende! — Lei no, eh?
-Lei forse si lascia prendere facilmente?
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Paolino.</span>
-</p>
-
-<p>
-Non parliamo di me, la prego!
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Perella</span>
-</p>
-
-<p class="center">
-(<i>ride forte</i>).
-</p>
-
-<p>
-Ah! ah! ah! ah! — Un sorrisetto.... una mossetta....
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Paolino</span>
-</p>
-
-<p class="center">
-(<i>friggendo</i>).
-</p>
-
-<p>
-La prego, Capitano. La prego....
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Perella</span>
-</p>
-
-<p class="center">
-(<i>con altra risata</i>).
-</p>
-
-<p>
-Eh! eh! eh! — Me lo figuro.... me lo figuro
-<span class="pagenum" id="Page_145">[145]</span>
-come deve essere con lei.... — Un’aria umile.... vergognosetta.... — Dica,
-dica la verità, eh?
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Paolino.</span>
-</p>
-
-<p>
-Per carità, smetta, Capitano.... sono veramente
-nervoso....
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Perella</span>
-</p>
-
-<p class="center">
-(<i>ride ancora</i>).
-</p>
-
-<p>
-Pieno.... pieno di scrupoli ideali deve esser lei
-in amore.... — Dica la verità!
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Paolino</span>
-</p>
-
-<p class="center">
-(<i>scattando</i>).
-</p>
-
-<p>
-Ebbene! vuole che le dica la verità? E allora le
-dico che io, se avessi moglie....
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Perella</span>
-</p>
-
-<p class="center">
-(<i>scoppia a ridere di nuovo più forte</i>).
-</p>
-
-<p>
-Ah! ah! ah! ah!
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Paolino</span>
-</p>
-
-<p class="center">
-(<i>perdendo ogni freno</i>).
-</p>
-
-<p>
-Non rida, per Dio. Non rida!
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Perella.</span>
-</p>
-
-<p>
-Ma perchè si adira così? Ah! ah! ah! ah! Come
-c’entrano adesso le mogli, scusi? Noi stiamo a parlare
-delle donne....
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Paolino.</span>
-</p>
-
-<p>
-E che non sono donne, le mogli? Che cosa sono?
-</p>
-
-<p>
-<span class="pagenum" id="Page_146">[146]</span>
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Perella.</span>
-</p>
-
-<p>
-Ma saranno anche donne.... qualche volta....
-sì!...
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Paolino.</span>
-</p>
-
-<p>
-Ah.... qualche volta, sì! Lo.... lo ammette dunque,
-che qualche volta il marito deve pur considerarla
-come donna, la moglie!
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Perella.</span>
-</p>
-
-<p>
-Certo, sì! certo! Ma non abbia paura che ci
-pensa lei, la moglie, a farsi considerar come donna
-da altri, se suo marito se ne dimentica!
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Paolino.</span>
-</p>
-
-<p>
-Un marito saggio, dunque, non se ne dovrebbe
-mai dimenticare!
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Perella.</span>
-</p>
-
-<p>
-Ma sì! Ci penserà lui, a questo! Lei, intanto,
-non ne ha, caro professore; e io le auguro per il
-suo bene di non averne mai!
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Paolino</span>
-</p>
-
-<p class="center">
-(<i>irritatissimo, cercando il pretesto per litigare</i>).
-</p>
-
-<p>
-Ma questo è in contraddizione con ciò che lei ha
-detto or ora di me!
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Perella.</span>
-</p>
-
-<p>
-Che cosa ho detto?
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Paolino.</span>
-</p>
-
-<p>
-Che io sono pieno di scrupoli.... non so quali....
-</p>
-
-<p>
-<span class="pagenum" id="Page_147">[147]</span>
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Perella</span>
-</p>
-
-<p class="center">
-(<i>stordito</i>).
-</p>
-
-<p>
-Ah, lei desidera allora di prender moglie?
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Paolino.</span>
-</p>
-
-<p>
-No! Non dico questo! Dico che lei s’inganna sul
-conto mio!
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Perella.</span>
-</p>
-
-<p>
-M’inganno?
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Paolino.</span>
-</p>
-
-<p>
-Sissignore! E commette anche la più crudele
-delle ingiustizie!
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Perella.</span>
-</p>
-
-<p>
-Verso chi? Verso lei? Verso le mogli?
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Paolino.</span>
-</p>
-
-<p>
-Verso le mogli, sissignore!
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Perella.</span>
-</p>
-
-<p>
-Lei le difende?
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Paolino.</span>
-</p>
-
-<p>
-Le difendo, sissignore!
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Perella.</span>
-</p>
-
-<p>
-Ah! ah! ah! ah! — Le difende!... — Sa perchè
-le difende lei? Perchè non ne ha! E si serve — ci
-scommetto — di quelle degli altri!... — Ecco perchè
-le difende!
-</p>
-
-<p>
-<span class="pagenum" id="Page_148">[148]</span>
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Paolino.</span>
-</p>
-
-<p>
-Io? Io? Lei dice questo a me? osa dire questo a
-me? Lei?
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Perella</span>
-</p>
-
-<p class="center">
-(<i>richiamandolo costernato</i>).
-</p>
-
-<p>
-Professore! (<i>E lo richiamerà così altre volte durante
-la battuta seguente, sempre più costernato</i>).
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Paolino.</span>
-</p>
-
-<p>
-Lei m’insulta! Sono un uomo onesto io! Sono un
-uomo di coscienza io! Sono un uomo, per sua regola,
-che si può anche trovare, sì — senza volerlo, — in
-una situazione disperata. Sì!, ma non è vero,
-non è vero che vorrei servirmi delle mogli degli altri!
-Perchè se fosse così non le avrei detto, come
-le ho detto or ora, che un marito non dovrebbe mai
-trascurare la moglie! E le aggiungo ora, che un
-marito che trascura la moglie, per me, commette un
-delitto! e non uno solo! più delitti! più delitti! Sì,
-perchè non solamente costringe la moglie — che può
-anche essere una santa donna — a venir meno ai
-suoi doveri verso sè stessa, verso la sua onestà, ma
-anche perchè può costringere un uomo, un altro
-uomo, ad essere infelice per tutta la vita!... Sì!
-sì! legato a soffrire di tutto il martirio di quella povera
-donna! E chi sa! chi sa! Ridotto all’estremo
-limite della sua sofferenza, anche la libertà, la libertà
-può perdere quest’uomo! glielo dico io! glielo
-dico io, signor Capitano!....
-</p>
-
-<p>
-<span class="pagenum" id="Page_149">[149]</span>
-</p>
-
-<div class="blockquote">
-<p>
-Il signor <span class="smcap">Paolino</span> dirà tutto questo con foga man mano
-crescente, facendosi quasi sopra al <span class="smcap">Capitano</span>, che lo ascolta
-sbalordito. Pare a un certo punto, che il signor <span class="smcap">Paolino</span>
-debba da un momento all’altro, trarre un’arma dalla tasca
-e uccidere il Capitano. Si schiude allora l’uscio a destra
-e compare la <span class="smcap">Signora Perella</span>, atterrita, disfatta, con
-tutta la truccatura andata a male sulla faccia squallida.
-Non ha forza nè di muoversi, nè di parlare.
-</p>
-</div>
-
-<h3>SCENA QUARTA.
-<span class="smaller"><i>La</i> <span class="smcap">Signora Perella</span> <i>e</i> <span class="smcap">Detti.</span></span></h3>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Signora Perella.</span>
-</p>
-
-<p>
-Oh Dio.... che cos’è? che cos’è?
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Perella.</span>
-</p>
-
-<p>
-E chi ne capisce nulla? Il professore qua è montato
-su tutte le furie, discutendo delle mogli e dei
-mariti....
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Paolino.</span>
-</p>
-
-<p>
-Ma perchè io dicevo....
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Signora Perella.</span>
-</p>
-
-<p>
-Calma! Calma! Per carità.... Non dica.... non
-dica più nulla, professore.... Guardi, piuttosto.... — mi
-ajuti.... (<i>s’avvicina al portafiori e fa per prendere
-un vaso</i>).... m’ajuti, la prego....
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Paolino</span>
-</p>
-
-<p class="center">
-(<i>raggiante</i>).
-</p>
-
-<p>
-Ah.... sì? (<i>Prende il vaso</i>). Questo vaso? Vuole,
-vuole che lo porti alla veranda?...
-</p>
-
-<p>
-<span class="pagenum" id="Page_150">[150]</span>
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Signora Perella.</span>
-</p>
-
-<p>
-Sì.... ma lo dia a me, questo.... lo porto io.... — Ne....
-ne prenda un altro lei.... Se non se n’ha a
-male....
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Paolino.</span>
-</p>
-
-<p>
-Un altro? A male, io? Ma che dice? Fe.... felicissimo!
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Signora Perella.</span>
-</p>
-
-<p>
-E allora.... la prego.... (<i>va a collocare il vaso sul
-davanzale della finestra sulla veranda</i>).
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Paolino.</span>
-</p>
-
-<p>
-Ecco.... ecco.... (<i>eseguisce</i>). Lo mettiamo qua?
-(<i>lo posa accanto al primo</i>). Così?
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Signora Perella.</span>
-</p>
-
-<p>
-Sì, grazie.... (<i>E seguita per suo conto a prendere
-e a portare al davanzale il terzo e il quarto vaso;
-mentre Paolino, esultante, si precipita ad abbracciare
-il Capitano che guarda ancora sbalordito</i>).
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Paolino.</span>
-</p>
-
-<p>
-Ah! Mi scusi, mi scusi tanto, caro Capitano, mi
-scusi!
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Perella.</span>
-</p>
-
-<p>
-E di che?
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Paolino.</span>
-</p>
-
-<p>
-Ma di tutte le bestialità che poc’anzi mi sono
-scappate di bocca! Ero così nervoso!... Ma è stato
-<span class="pagenum" id="Page_151">[151]</span>
-uno sfogo, che mi ha tanto giovato!... M’è passato
-tutto.... Sono contento ora.... tanto contento.... Mi
-scusi e grazie, grazie, signor Capitano! Con tutto
-il cuore! Guardi, là.... che azzurro!... che bella giornata
-s’è fatta! e quei.... (<i>con stupore che è quasi terrore</i>)
-uh! cinque, cinque vasi là!
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Signora Perella</span>
-</p>
-
-<p class="center">
-(<i>che ha il quinto vaso tra le mani, che contiene un
-magnifico giglio, mostrandolo, vergognosa, con
-gli occhi bassi</i>).
-</p>
-
-<p>
-Ridanno la vita....
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Paolino</span>
-</p>
-
-<p class="center">
-(<i>subito</i>).
-</p>
-
-<p>
-A una casa, già!... Grazie, grazie, Capitano!
-Scusi!... — Sono veramente una bestia!
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Perella</span>
-</p>
-
-<p class="center">
-(<i>scrollando il capo, sentenzioso</i>).
-</p>
-
-<p>
-Eh, caro professore, bisogna essere uomini!... (<i>e
-si tocca più volte il petto col dito</i>).
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Paolino.</span>
-</p>
-
-<p>
-A lei è facile, Capitano — con una signora come
-la sua: la Virtù in persona!
-</p>
-
-<p class="pad2 center large">
-TELA.
-</p>
-
-<div class="tnote">
-<p class="tntitle">
-Nota del Trascrittore
-</p>
-
-<p>
-Ortografia e punteggiatura originali sono state mantenute, correggendo senza annotazione
-minimi errori tipografici.
-</p>
-
-<p class="covernote">
-Copertina creata dal trascrittore e posta nel pubblico dominio.
-</p>
-</div>
-
-<div lang='en' xml:lang='en'>
-<div style='display:block; margin-top:4em'>*** END OF THE PROJECT GUTENBERG EBOOK <span lang='it' xml:lang='it'>L'UOMO, LA BESTIA E LA VIRTÙ</span> ***</div>
-<div style='text-align:left'>
-
-<div style='display:block; margin:1em 0'>
-Updated editions will replace the previous one&#8212;the old editions will
-be renamed.
-</div>
-
-<div style='display:block; margin:1em 0'>
-Creating the works from print editions not protected by U.S. copyright
-law means that no one owns a United States copyright in these works,
-so the Foundation (and you!) can copy and distribute it in the United
-States without permission and without paying copyright
-royalties. Special rules, set forth in the General Terms of Use part
-of this license, apply to copying and distributing Project
-Gutenberg&#8482; electronic works to protect the PROJECT GUTENBERG&#8482;
-concept and trademark. Project Gutenberg is a registered trademark,
-and may not be used if you charge for an eBook, except by following
-the terms of the trademark license, including paying royalties for use
-of the Project Gutenberg trademark. If you do not charge anything for
-copies of this eBook, complying with the trademark license is very
-easy. You may use this eBook for nearly any purpose such as creation
-of derivative works, reports, performances and research. Project
-Gutenberg eBooks may be modified and printed and given away&#8212;you may
-do practically ANYTHING in the United States with eBooks not protected
-by U.S. copyright law. Redistribution is subject to the trademark
-license, especially commercial redistribution.
-</div>
-
-<div style='margin:0.83em 0; font-size:1.1em; text-align:center'>START: FULL LICENSE<br />
-<span style='font-size:smaller'>THE FULL PROJECT GUTENBERG LICENSE<br />
-PLEASE READ THIS BEFORE YOU DISTRIBUTE OR USE THIS WORK</span>
-</div>
-
-<div style='display:block; margin:1em 0'>
-To protect the Project Gutenberg&#8482; mission of promoting the free
-distribution of electronic works, by using or distributing this work
-(or any other work associated in any way with the phrase &#8220;Project
-Gutenberg&#8221;), you agree to comply with all the terms of the Full
-Project Gutenberg&#8482; License available with this file or online at
-www.gutenberg.org/license.
-</div>
-
-<div style='display:block; font-size:1.1em; margin:1em 0; font-weight:bold'>
-Section 1. General Terms of Use and Redistributing Project Gutenberg&#8482; electronic works
-</div>
-
-<div style='display:block; margin:1em 0'>
-1.A. By reading or using any part of this Project Gutenberg&#8482;
-electronic work, you indicate that you have read, understand, agree to
-and accept all the terms of this license and intellectual property
-(trademark/copyright) agreement. If you do not agree to abide by all
-the terms of this agreement, you must cease using and return or
-destroy all copies of Project Gutenberg&#8482; electronic works in your
-possession. If you paid a fee for obtaining a copy of or access to a
-Project Gutenberg&#8482; electronic work and you do not agree to be bound
-by the terms of this agreement, you may obtain a refund from the person
-or entity to whom you paid the fee as set forth in paragraph 1.E.8.
-</div>
-
-<div style='display:block; margin:1em 0'>
-1.B. &#8220;Project Gutenberg&#8221; is a registered trademark. It may only be
-used on or associated in any way with an electronic work by people who
-agree to be bound by the terms of this agreement. There are a few
-things that you can do with most Project Gutenberg&#8482; electronic works
-even without complying with the full terms of this agreement. See
-paragraph 1.C below. There are a lot of things you can do with Project
-Gutenberg&#8482; electronic works if you follow the terms of this
-agreement and help preserve free future access to Project Gutenberg&#8482;
-electronic works. See paragraph 1.E below.
-</div>
-
-<div style='display:block; margin:1em 0'>
-1.C. The Project Gutenberg Literary Archive Foundation (&#8220;the
-Foundation&#8221; or PGLAF), owns a compilation copyright in the collection
-of Project Gutenberg&#8482; electronic works. Nearly all the individual
-works in the collection are in the public domain in the United
-States. If an individual work is unprotected by copyright law in the
-United States and you are located in the United States, we do not
-claim a right to prevent you from copying, distributing, performing,
-displaying or creating derivative works based on the work as long as
-all references to Project Gutenberg are removed. Of course, we hope
-that you will support the Project Gutenberg&#8482; mission of promoting
-free access to electronic works by freely sharing Project Gutenberg&#8482;
-works in compliance with the terms of this agreement for keeping the
-Project Gutenberg&#8482; name associated with the work. You can easily
-comply with the terms of this agreement by keeping this work in the
-same format with its attached full Project Gutenberg&#8482; License when
-you share it without charge with others.
-</div>
-
-<div style='display:block; margin:1em 0'>
-1.D. The copyright laws of the place where you are located also govern
-what you can do with this work. Copyright laws in most countries are
-in a constant state of change. If you are outside the United States,
-check the laws of your country in addition to the terms of this
-agreement before downloading, copying, displaying, performing,
-distributing or creating derivative works based on this work or any
-other Project Gutenberg&#8482; work. The Foundation makes no
-representations concerning the copyright status of any work in any
-country other than the United States.
-</div>
-
-<div style='display:block; margin:1em 0'>
-1.E. Unless you have removed all references to Project Gutenberg:
-</div>
-
-<div style='display:block; margin:1em 0'>
-1.E.1. The following sentence, with active links to, or other
-immediate access to, the full Project Gutenberg&#8482; License must appear
-prominently whenever any copy of a Project Gutenberg&#8482; work (any work
-on which the phrase &#8220;Project Gutenberg&#8221; appears, or with which the
-phrase &#8220;Project Gutenberg&#8221; is associated) is accessed, displayed,
-performed, viewed, copied or distributed:
-</div>
-
-<blockquote>
- <div style='display:block; margin:1em 0'>
- This eBook is for the use of anyone anywhere in the United States and most
- other parts of the world at no cost and with almost no restrictions
- whatsoever. You may copy it, give it away or re-use it under the terms
- of the Project Gutenberg License included with this eBook or online
- at <a href="https://www.gutenberg.org">www.gutenberg.org</a>. If you
- are not located in the United States, you will have to check the laws
- of the country where you are located before using this eBook.
- </div>
-</blockquote>
-
-<div style='display:block; margin:1em 0'>
-1.E.2. If an individual Project Gutenberg&#8482; electronic work is
-derived from texts not protected by U.S. copyright law (does not
-contain a notice indicating that it is posted with permission of the
-copyright holder), the work can be copied and distributed to anyone in
-the United States without paying any fees or charges. If you are
-redistributing or providing access to a work with the phrase &#8220;Project
-Gutenberg&#8221; associated with or appearing on the work, you must comply
-either with the requirements of paragraphs 1.E.1 through 1.E.7 or
-obtain permission for the use of the work and the Project Gutenberg&#8482;
-trademark as set forth in paragraphs 1.E.8 or 1.E.9.
-</div>
-
-<div style='display:block; margin:1em 0'>
-1.E.3. If an individual Project Gutenberg&#8482; electronic work is posted
-with the permission of the copyright holder, your use and distribution
-must comply with both paragraphs 1.E.1 through 1.E.7 and any
-additional terms imposed by the copyright holder. Additional terms
-will be linked to the Project Gutenberg&#8482; License for all works
-posted with the permission of the copyright holder found at the
-beginning of this work.
-</div>
-
-<div style='display:block; margin:1em 0'>
-1.E.4. Do not unlink or detach or remove the full Project Gutenberg&#8482;
-License terms from this work, or any files containing a part of this
-work or any other work associated with Project Gutenberg&#8482;.
-</div>
-
-<div style='display:block; margin:1em 0'>
-1.E.5. Do not copy, display, perform, distribute or redistribute this
-electronic work, or any part of this electronic work, without
-prominently displaying the sentence set forth in paragraph 1.E.1 with
-active links or immediate access to the full terms of the Project
-Gutenberg&#8482; License.
-</div>
-
-<div style='display:block; margin:1em 0'>
-1.E.6. You may convert to and distribute this work in any binary,
-compressed, marked up, nonproprietary or proprietary form, including
-any word processing or hypertext form. However, if you provide access
-to or distribute copies of a Project Gutenberg&#8482; work in a format
-other than &#8220;Plain Vanilla ASCII&#8221; or other format used in the official
-version posted on the official Project Gutenberg&#8482; website
-(www.gutenberg.org), you must, at no additional cost, fee or expense
-to the user, provide a copy, a means of exporting a copy, or a means
-of obtaining a copy upon request, of the work in its original &#8220;Plain
-Vanilla ASCII&#8221; or other form. Any alternate format must include the
-full Project Gutenberg&#8482; License as specified in paragraph 1.E.1.
-</div>
-
-<div style='display:block; margin:1em 0'>
-1.E.7. Do not charge a fee for access to, viewing, displaying,
-performing, copying or distributing any Project Gutenberg&#8482; works
-unless you comply with paragraph 1.E.8 or 1.E.9.
-</div>
-
-<div style='display:block; margin:1em 0'>
-1.E.8. You may charge a reasonable fee for copies of or providing
-access to or distributing Project Gutenberg&#8482; electronic works
-provided that:
-</div>
-
-<div style='margin-left:0.7em;'>
- <div style='text-indent:-0.7em'>
- &#8226; You pay a royalty fee of 20% of the gross profits you derive from
- the use of Project Gutenberg&#8482; works calculated using the method
- you already use to calculate your applicable taxes. The fee is owed
- to the owner of the Project Gutenberg&#8482; trademark, but he has
- agreed to donate royalties under this paragraph to the Project
- Gutenberg Literary Archive Foundation. Royalty payments must be paid
- within 60 days following each date on which you prepare (or are
- legally required to prepare) your periodic tax returns. Royalty
- payments should be clearly marked as such and sent to the Project
- Gutenberg Literary Archive Foundation at the address specified in
- Section 4, &#8220;Information about donations to the Project Gutenberg
- Literary Archive Foundation.&#8221;
- </div>
-
- <div style='text-indent:-0.7em'>
- &#8226; You provide a full refund of any money paid by a user who notifies
- you in writing (or by e-mail) within 30 days of receipt that s/he
- does not agree to the terms of the full Project Gutenberg&#8482;
- License. You must require such a user to return or destroy all
- copies of the works possessed in a physical medium and discontinue
- all use of and all access to other copies of Project Gutenberg&#8482;
- works.
- </div>
-
- <div style='text-indent:-0.7em'>
- &#8226; You provide, in accordance with paragraph 1.F.3, a full refund of
- any money paid for a work or a replacement copy, if a defect in the
- electronic work is discovered and reported to you within 90 days of
- receipt of the work.
- </div>
-
- <div style='text-indent:-0.7em'>
- &#8226; You comply with all other terms of this agreement for free
- distribution of Project Gutenberg&#8482; works.
- </div>
-</div>
-
-<div style='display:block; margin:1em 0'>
-1.E.9. If you wish to charge a fee or distribute a Project
-Gutenberg&#8482; electronic work or group of works on different terms than
-are set forth in this agreement, you must obtain permission in writing
-from the Project Gutenberg Literary Archive Foundation, the manager of
-the Project Gutenberg&#8482; trademark. Contact the Foundation as set
-forth in Section 3 below.
-</div>
-
-<div style='display:block; margin:1em 0'>
-1.F.
-</div>
-
-<div style='display:block; margin:1em 0'>
-1.F.1. Project Gutenberg volunteers and employees expend considerable
-effort to identify, do copyright research on, transcribe and proofread
-works not protected by U.S. copyright law in creating the Project
-Gutenberg&#8482; collection. Despite these efforts, Project Gutenberg&#8482;
-electronic works, and the medium on which they may be stored, may
-contain &#8220;Defects,&#8221; such as, but not limited to, incomplete, inaccurate
-or corrupt data, transcription errors, a copyright or other
-intellectual property infringement, a defective or damaged disk or
-other medium, a computer virus, or computer codes that damage or
-cannot be read by your equipment.
-</div>
-
-<div style='display:block; margin:1em 0'>
-1.F.2. LIMITED WARRANTY, DISCLAIMER OF DAMAGES - Except for the &#8220;Right
-of Replacement or Refund&#8221; described in paragraph 1.F.3, the Project
-Gutenberg Literary Archive Foundation, the owner of the Project
-Gutenberg&#8482; trademark, and any other party distributing a Project
-Gutenberg&#8482; electronic work under this agreement, disclaim all
-liability to you for damages, costs and expenses, including legal
-fees. YOU AGREE THAT YOU HAVE NO REMEDIES FOR NEGLIGENCE, STRICT
-LIABILITY, BREACH OF WARRANTY OR BREACH OF CONTRACT EXCEPT THOSE
-PROVIDED IN PARAGRAPH 1.F.3. YOU AGREE THAT THE FOUNDATION, THE
-TRADEMARK OWNER, AND ANY DISTRIBUTOR UNDER THIS AGREEMENT WILL NOT BE
-LIABLE TO YOU FOR ACTUAL, DIRECT, INDIRECT, CONSEQUENTIAL, PUNITIVE OR
-INCIDENTAL DAMAGES EVEN IF YOU GIVE NOTICE OF THE POSSIBILITY OF SUCH
-DAMAGE.
-</div>
-
-<div style='display:block; margin:1em 0'>
-1.F.3. LIMITED RIGHT OF REPLACEMENT OR REFUND - If you discover a
-defect in this electronic work within 90 days of receiving it, you can
-receive a refund of the money (if any) you paid for it by sending a
-written explanation to the person you received the work from. If you
-received the work on a physical medium, you must return the medium
-with your written explanation. The person or entity that provided you
-with the defective work may elect to provide a replacement copy in
-lieu of a refund. If you received the work electronically, the person
-or entity providing it to you may choose to give you a second
-opportunity to receive the work electronically in lieu of a refund. If
-the second copy is also defective, you may demand a refund in writing
-without further opportunities to fix the problem.
-</div>
-
-<div style='display:block; margin:1em 0'>
-1.F.4. Except for the limited right of replacement or refund set forth
-in paragraph 1.F.3, this work is provided to you &#8216;AS-IS&#8217;, WITH NO
-OTHER WARRANTIES OF ANY KIND, EXPRESS OR IMPLIED, INCLUDING BUT NOT
-LIMITED TO WARRANTIES OF MERCHANTABILITY OR FITNESS FOR ANY PURPOSE.
-</div>
-
-<div style='display:block; margin:1em 0'>
-1.F.5. Some states do not allow disclaimers of certain implied
-warranties or the exclusion or limitation of certain types of
-damages. If any disclaimer or limitation set forth in this agreement
-violates the law of the state applicable to this agreement, the
-agreement shall be interpreted to make the maximum disclaimer or
-limitation permitted by the applicable state law. The invalidity or
-unenforceability of any provision of this agreement shall not void the
-remaining provisions.
-</div>
-
-<div style='display:block; margin:1em 0'>
-1.F.6. INDEMNITY - You agree to indemnify and hold the Foundation, the
-trademark owner, any agent or employee of the Foundation, anyone
-providing copies of Project Gutenberg&#8482; electronic works in
-accordance with this agreement, and any volunteers associated with the
-production, promotion and distribution of Project Gutenberg&#8482;
-electronic works, harmless from all liability, costs and expenses,
-including legal fees, that arise directly or indirectly from any of
-the following which you do or cause to occur: (a) distribution of this
-or any Project Gutenberg&#8482; work, (b) alteration, modification, or
-additions or deletions to any Project Gutenberg&#8482; work, and (c) any
-Defect you cause.
-</div>
-
-<div style='display:block; font-size:1.1em; margin:1em 0; font-weight:bold'>
-Section 2. Information about the Mission of Project Gutenberg&#8482;
-</div>
-
-<div style='display:block; margin:1em 0'>
-Project Gutenberg&#8482; is synonymous with the free distribution of
-electronic works in formats readable by the widest variety of
-computers including obsolete, old, middle-aged and new computers. It
-exists because of the efforts of hundreds of volunteers and donations
-from people in all walks of life.
-</div>
-
-<div style='display:block; margin:1em 0'>
-Volunteers and financial support to provide volunteers with the
-assistance they need are critical to reaching Project Gutenberg&#8482;&#8217;s
-goals and ensuring that the Project Gutenberg&#8482; collection will
-remain freely available for generations to come. In 2001, the Project
-Gutenberg Literary Archive Foundation was created to provide a secure
-and permanent future for Project Gutenberg&#8482; and future
-generations. To learn more about the Project Gutenberg Literary
-Archive Foundation and how your efforts and donations can help, see
-Sections 3 and 4 and the Foundation information page at www.gutenberg.org.
-</div>
-
-<div style='display:block; font-size:1.1em; margin:1em 0; font-weight:bold'>
-Section 3. Information about the Project Gutenberg Literary Archive Foundation
-</div>
-
-<div style='display:block; margin:1em 0'>
-The Project Gutenberg Literary Archive Foundation is a non-profit
-501(c)(3) educational corporation organized under the laws of the
-state of Mississippi and granted tax exempt status by the Internal
-Revenue Service. The Foundation&#8217;s EIN or federal tax identification
-number is 64-6221541. Contributions to the Project Gutenberg Literary
-Archive Foundation are tax deductible to the full extent permitted by
-U.S. federal laws and your state&#8217;s laws.
-</div>
-
-<div style='display:block; margin:1em 0'>
-The Foundation&#8217;s business office is located at 809 North 1500 West,
-Salt Lake City, UT 84116, (801) 596-1887. Email contact links and up
-to date contact information can be found at the Foundation&#8217;s website
-and official page at www.gutenberg.org/contact
-</div>
-
-<div style='display:block; font-size:1.1em; margin:1em 0; font-weight:bold'>
-Section 4. Information about Donations to the Project Gutenberg Literary Archive Foundation
-</div>
-
-<div style='display:block; margin:1em 0'>
-Project Gutenberg&#8482; depends upon and cannot survive without widespread
-public support and donations to carry out its mission of
-increasing the number of public domain and licensed works that can be
-freely distributed in machine-readable form accessible by the widest
-array of equipment including outdated equipment. Many small donations
-($1 to $5,000) are particularly important to maintaining tax exempt
-status with the IRS.
-</div>
-
-<div style='display:block; margin:1em 0'>
-The Foundation is committed to complying with the laws regulating
-charities and charitable donations in all 50 states of the United
-States. Compliance requirements are not uniform and it takes a
-considerable effort, much paperwork and many fees to meet and keep up
-with these requirements. We do not solicit donations in locations
-where we have not received written confirmation of compliance. To SEND
-DONATIONS or determine the status of compliance for any particular state
-visit <a href="https://www.gutenberg.org/donate/">www.gutenberg.org/donate</a>.
-</div>
-
-<div style='display:block; margin:1em 0'>
-While we cannot and do not solicit contributions from states where we
-have not met the solicitation requirements, we know of no prohibition
-against accepting unsolicited donations from donors in such states who
-approach us with offers to donate.
-</div>
-
-<div style='display:block; margin:1em 0'>
-International donations are gratefully accepted, but we cannot make
-any statements concerning tax treatment of donations received from
-outside the United States. U.S. laws alone swamp our small staff.
-</div>
-
-<div style='display:block; margin:1em 0'>
-Please check the Project Gutenberg web pages for current donation
-methods and addresses. Donations are accepted in a number of other
-ways including checks, online payments and credit card donations. To
-donate, please visit: www.gutenberg.org/donate
-</div>
-
-<div style='display:block; font-size:1.1em; margin:1em 0; font-weight:bold'>
-Section 5. General Information About Project Gutenberg&#8482; electronic works
-</div>
-
-<div style='display:block; margin:1em 0'>
-Professor Michael S. Hart was the originator of the Project
-Gutenberg&#8482; concept of a library of electronic works that could be
-freely shared with anyone. For forty years, he produced and
-distributed Project Gutenberg&#8482; eBooks with only a loose network of
-volunteer support.
-</div>
-
-<div style='display:block; margin:1em 0'>
-Project Gutenberg&#8482; eBooks are often created from several printed
-editions, all of which are confirmed as not protected by copyright in
-the U.S. unless a copyright notice is included. Thus, we do not
-necessarily keep eBooks in compliance with any particular paper
-edition.
-</div>
-
-<div style='display:block; margin:1em 0'>
-Most people start at our website which has the main PG search
-facility: <a href="https://www.gutenberg.org">www.gutenberg.org</a>.
-</div>
-
-<div style='display:block; margin:1em 0'>
-This website includes information about Project Gutenberg&#8482;,
-including how to make donations to the Project Gutenberg Literary
-Archive Foundation, how to help produce our new eBooks, and how to
-subscribe to our email newsletter to hear about new eBooks.
-</div>
-
-</div>
-</div>
-</body>
-</html>
diff --git a/old/67417-h/images/cover.jpg b/old/67417-h/images/cover.jpg
deleted file mode 100644
index 19ff8f8..0000000
--- a/old/67417-h/images/cover.jpg
+++ /dev/null
Binary files differ