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-The Project Gutenberg eBook of Romanticismo, by Gerolamo Rovetta
-
-This eBook is for the use of anyone anywhere in the United States and
-most other parts of the world at no cost and with almost no restrictions
-whatsoever. You may copy it, give it away or re-use it under the terms
-of the Project Gutenberg License included with this eBook or online at
-www.gutenberg.org. If you are not located in the United States, you
-will have to check the laws of the country where you are located before
-using this eBook.
-
-Title: Romanticismo
- (dramma in 4 atti)
-
-Author: Gerolamo Rovetta
-
-Release Date: June 1, 2021 [eBook #65488]
-
-Language: Italian
-
-Character set encoding: UTF-8
-
-Produced by: Carlo Traverso, Barbara Magni and the Online Distributed
- Proofreading Team at http://www.pgdp.net (This file was
- produced from images generously made available by The Internet
- Archive)
-
-*** START OF THE PROJECT GUTENBERG EBOOK ROMANTICISMO ***
-
- GEROLAMO ROVETTA
-
-
- ROMANTICISMO
-
- DRAMMA IN 4 ATTI
-
-
- Sedicesima edizione
-
-
-
- MILANO
- CASA EDITRICE BALDINI & CASTOLDI
- Galleria Vittorio Emanuele, 17
- —
- 1922
-
-
-
-
- PROPRIETÀ RISERVATA
-
-
- I diritti di riproduzione, di traduzione e di rappresentazione
- sono riservati per tutti i paesi, non escluso il Regno di Svezia
- e Norvegia
-
- È assolutamente proibito di rappresentare questo dramma
- senza il consenso della Società Italiana degli Autori.
- (_Articolo 14 del Testo unico 17 Settembre 1882_).
-
- UNIONE TIPOGRAFICA — MILANO
-
-
-
-
- A TINA DI LORENZO L'AUTORE DI
- DORINA DI NORA DI ANNA CON AFFETTUOSA
- E RICONOSCENTE AMMIRAZIONE.
-
- LIVORNO, 18 NOVEMBRE 1902.
-
-
-
-
-Patria italiana sul teatro
-
-
- _A Gerolamo Rovetta._
-
-
-Per qual ragione credete voi che il vostro nuovo dramma «Romanticismo»
-sia così ben accolto sui teatri di città in città d'Italia e dia alla
-nostra letteratura il conforto che un lavoro drammatico applaudito
-e piaciuto, nel pieno senso della parola, sia questa volta un lavoro
-italiano? Voi non pecchereste d'immodestia, rispondendomi che gli è
-perchè lo avete fortemente concepito e datagli una forma appropriata,
-con sentimento di verità e d'arte. I vostri personaggi son persone vive
-che operano e parlano in un ambiente reale: i caratteri sono quali,
-nelle rispettive condizioni di vita e d'ufficio, erano i caratteri del
-Lombardo-Veneto, triste vocabolo di austriaca memoria, mezzo secolo
-fa; gli affetti, quali nei cuori degl'Italiani di codesta nobile
-e visceral parte della patria nostra si venivano formando e nella
-vita si effondevano, in quel sacro decennio fra il '49 e il '59, che
-maturò, fermentante dal 1821, la libertà d'Italia. Il vostro conte
-Vitaliano Lamberti aveva nei decennii antecedenti portato il nome di
-Federico Confalonieri, di Giovanni Arrivabene, degli Arconati, degli
-Arese, dei Trecchi, dei Porro. Quella borghesia eroica che nella
-farmacia di Giovanni Ansperti riceveva l'epico giuramento dei fedeli
-al verbo mazziniano, e dava, serena e impenitente i suoi confessori
-e martiri alle forche di Belfiore, accolse il medico, il libraio, il
-prete, il patrizio, che non si chiamavano Ansperti, Fratti, Strassèr,
-Morelli, Lamberti, ma Scarsellini, Maggi, Maisner, Montanari,
-Finzi, Grioli, Zambelli, Speri, Penna, Ottonelli, Tazzoli. La povera
-Giuditta Ansperti, che muore di crepacuore un mese dopo esserle stato
-impiccato il marito, fu, in quella stessa Como, e in una farmacia, con
-dissomiglianza di vicenda e di fibbra, la forte donna il cui affetto
-tenace segue fino alle terribili carceri di Venezia Luigi Dottesio,
-e che è sopravvissuta, fino a sei anni fa, quasi nonagenaria, a quel
-dramma d'amore e di patria e di sangue. Dalle montagne del confine
-elvetico, che Ugo Foscolo inaugurò al rifugio dell'idea italica sotto
-l'egida delle libertà repubblicane; fra quelle balze, esercitate dal
-contrabbando politico, di mezzo alle quali il vostro conte trafuga
-in salvo il vecchio farmacista e si trova a dover ammazzare il tristo
-gendarme, che italiano, si fa gioia e vanto delle lacrime e del sangue
-degli italiani ribelli al suo imperatore; dalle balze di quelle
-montagne erano passati in una tempestosa notte del '22, a lume di
-torcie, l'Arrivabene, l'Ugoni, lo Scalvini, scampando allo Spielberg
-che ingoiava il Pellico, il Maroncelli, l'Oroboni, il Pallavicino, il
-Castillia, il Borsieri. Di quelle dame austriacanti, madri di figliuoli
-liberali; di quelle spose che avevano fatta una cosa sola dell'amore
-coniugale e della devozione all'Italia; oh quante la storia, la più
-inedita, del cuore di donna, quante ne avrebbe potuto consacrare alla
-compassione o al disprezzo, ovvero (come già per Teresa Confalonieri)
-al culto reverente, di noi che allora eravamo giovanetti! E il vostro
-consigliere imperiale, che divide la sua fedeltà tra l'aula della
-Cancelleria Cesarea e i recessi d'una di quelle alcove maledette
-nel verso del Berchet e del Nicolini, lo abbiamo avuto, mutati nomi
-e proporzioni, anche noi nella Toscana lorenese: salvo che qui la
-tragedia si assottiglia pianamente nel comico, che il Giusti di tra
-le quinte dell'allusione motteggevole ritraeva in iscorcio; nel modo
-stesso che la ferocia del gendarme Baraffini ingoffiava in qualche
-inocuo pupazzetto militare, tirato pe' fili della sestina scettica del
-Guadagnoli. Ma il pallido Ortis del romanticismo di tutta la penisola
-si disegnava con chiaroscuri lunari lungo le linee, sulle quali voi
-avete tracciata la figura del venturiero Rodolfo. E non piuttosto
-di Lombardia che di altra qualsiasi regione d'Italia era il marchese
-Giacomino, da voi ritratto con arguzia e festività goldoniane, quando
-dalla regione designata per la riscossa rivarcava il Ticino, sotto la
-bandiera tricolore, non più fatuo giovanotto quasi inconsapevole de'
-suoi stessi sentimenti di naturale amor patrio, ma soldato di Vittorio
-Emanuele alle cariche di Palestro e di San Martino.
-
- *
- * *
-
-E tutta questa vita vera di quel periodo della nostra storia Voi
-l'avete atteggiata con arte sapiente; sì per quel che avete condotto
-espressamente sulla scena, sì per quello che fra atto e atto avete
-trascorso. La morte della vedova Ansperti, quanto è più pietosa
-risaputa dopo! e come drammatico lo scontro dei patriotti coi gendarmi
-sul confine svizzero, nella penombra del racconto senza indugiarvisi
-sopra! E il suicidio espiativo dell'Ortis denunciatore, che Voi con
-audace novità fate raccontare dal marito alla moglie, e può da quella
-coppia pura avere generoso compianto; e il duello patriottico tra
-Giacomino e il Grosso ufficiale austriaco che ci pare aver conosciuto
-nonostante che voi non gli abbiate fatto l'onor della scena; sono
-tratti di artista possente, che sa risparmiarsi alle parti culminanti
-dell'opera meditata, e in queste poi eccellere luminoso.
-
-Dico nel primo atto tutto intero, che non si dimentica; e (per quanto
-dallo avervi ascoltato può essermisi impresso nella memoria) nella
-scena, che mi parve bellissima su tutte, nella quale moglie e marito
-si rivelano, tardi ma in tempo, a se medesimi, e nella religione della
-patria riconsacrano e sublimano l'amor coniugale; e dove a quella
-religione il conte mazziniano inizia il marchesino, che d'ora innanzi
-avrà coscienza di ciò che sin allora solamente sentiva; e le arti
-poliziesche della suocera e del consigliere intorno alla giovane sposa
-magnanima; e il castigo che alla vecchia dama si viene, lungo tutto il
-dramma, apparecchiando nella diserzione d'ogni più caro e legittimo
-affetto, e nel supremo dolore, in cui ella ritrova colle lacrime
-materne se stessa, dell'arresto del figliuolo; e nella temperanza con
-la quale avete ritratto e lei e l'imperiale amico suo senz'aggravarli
-di troppo foschi colori, anzi lasciando che ancor egli, pur rimanendo
-inflessibile nell'aulica sua devozione contro l'idea italiana, e contro
-il «romanticismo» della rivoluzione impossibile, abbia tuttavia alcuno
-di quei tratti generosi a cui nessun cuore umano che non sia de' pochi
-affatto snaturati e perversi, rimane chiuso con sigillo inviolabile.
-
-Questi sono pregi nobilissimi del vostro lavoro. Ai quali deve pur
-aggiungersi la sincerità della lingua e dello stile che mi parvero
-non peccare nè di trascuranza delle proprietà dell'idioma che ci è
-testimonio di nazione, nè di quella preziosità che sotto altre penne (e
-alcun'altra volta scusate sotto la vostra stessa) aliena dallo schietto
-quotidiano linguaggio il conversar delle scene. Grave questione
-cotesta, nella quale credo che autori ed attori avrebbero ancor molto
-da fare, qui fra noi, per conseguire al teatro nostro la virtù somma,
-che dovrebb'essere, in tutti i sensi ed aspetti, la verità.
-
-Della verità storica poi, di fatti e d'ambiente, lumeggiata in modo
-squisito dalla valentia dei vostri interpreti e dallo sceneggiamento e
-dal costume, così fossero i drammaturghi sempre in sicuro possesso come
-siete stato Voi nell'interrogarne un'epoca, della quale i testimoni
-viventi rimangono, drappello di seniori, ancora in buon numero! Ahimè
-quanto falso medioevo sulle scene moderne! e non di scrittori italiani
-solamente; anzi, diciamo piuttosto, quanto falso medioevo italiano
-in lavori teatrali, che è sotto tale rispetto «peccato nostro e non
-natural cosa» tradurceli e accettarceli con plauso e, in certo modo,
-sottoscriverceli noi Italiani, sui teatri d'Italia! Voi avete dato un
-esempio, da augurarne imitatori. Ho riletto, dopo la rappresentazione
-del vostro «Romanticismo», le scene maestrevoli che la Sand desunse
-pel suo «Cadio» dalla storia della Vandea; nè le vostre mi paiono
-da meno: oltre poi il vantaggio, di averle Voi commisurate a scenica
-rappresentazione: chè il teatro parla a più e di più specie, persone
-che non il libro; parla a coloro ai quali non vorremmo non averci a
-pentire di aver insegnato a leggere il libro e il giornale; e parla,
-il teatro, il linguaggio del cuore, nel quale tutti anche e letterati
-e analfabeti, dovremmo saperci intendere e sentirci uniti nel bene. E
-si avverta che quanto è più facile lo adire le fonti del vero d'un'età
-a noi vicina, tanto più stringente è l'obbligo d'attingervi schietto: e
-più grave dunque il carico che Voi vi eravate addossato.
-
-Proseguite animosamente, anche perchè — questo vi dico per ultimo, ma
-sopra tutto mi preme che vi sia detto; e per questo principalmente
-ho preso fiducia di scrivervi in pubblico — anche perchè voi avete
-fatto, signore, un'opera buona. E ciò pure io credo (e rispondo alla
-dimanda che Vi proposi in principio) sia legittimo titolo del lieto
-successo che avete incontrato. La Poesia civile, la quale, e romantica
-e classica, cooperò con tanta efficacia a conquistarci la libertà
-nazionale, è richiamata sotto le armi a difenderla: difenderla da
-nemici tanto più pericolosi in quanto essi pretessono in nome della
-libertà umana, mentre uccidono consapevoli o no, il sentimento della
-patria. Io ho pur una volta sentito, come da giovane, echeggiare il
-teatro di applausi patriottici: ve ne ringrazio di cuore. La grande
-istoria della servitù d'Italia e del suo risorgimento Vi offre,
-da tutto il secolo decimonono, altri degni argomenti a trattare o
-riproducendo con nomi storici o, molto meglio, dal complesso dei
-particolari, com'era avete fatto, idealizzando fedelmente al vero
-persone ed avvenimenti. Vi preghiamo — lasciatemi parlare in nome della
-generazione con la quale io discendo — Vi preghiamo, Voi che ascendete,
-non sia questo il solo lavoro con cui facciate rivivere sulle scene,
-a memoria, ad ammonimento, a conforto, la santa immagine della patria
-italiana.
-
- _Firenze, Settembre 1902._
-
- ISIDORO DEL LUNGO.
-
- (Dal _Giornale d'Italia_: — Roma — Sabato 4 Ottobre 1902).
-
-
-
-
-PERSONAGGI
-
-
- Il conte VITALIANO LAMBERTI
- Il conte di RIENZ
- Il marchese GIACOMINO D'ARFO
- RODOLFO CÉZKY
- GIOVANNI ANSPERTI, farmacista
- CASIMIRO FRATTI, medico
- MAURO STRASSÈR, libraio-editore
- Don CARLO MORELLI
- Il signor FAUSTINO, direttore della Farmacia Ansperti.
- BARAFFINI, sergente dei gendarmi
- DEMOSTENE, facchino
- FRANCESCO, vecchio servo di casa Lamberti
- La contessa ANNA LAMBERTI
- La contessa TERESA LAMBERTI dei duchi di Landro
- GIUDITTA ANSPERTI
- CAROLINA, vecchia cameriera della contessa Teresa
- Una contadina
- Gendarmi.
-
-L'azione succede nel 1854:
-
-Nel 1º atto a Como, nella farmacia Ansperti.
-
-Nel 2º, 3º e 4º atto nella villa Lamberta, presso Milano.
-
-
-
-
-ATTO PRIMO.
-
-
- La scena rappresenta la retrobottega della farmacia Ansperti. Dai
- vetri delle finestre, che hanno le tendine bianche, ma sono
- aperte, e dagli usci si vedrà l'interno della farmacia e la
- porta che dalla farmacia mette sulla strada. La retrobottega è
- arredata come un modesto salottino borghese: un grande braciere
- con intorno alcune seggiole: una tavola grande, che serve da
- pranzo e da giuoco. — È la fine di novembre. — Sono le sette
- pomeridiane. La farmacia è illuminata con una lucerna ad olio:
- nella retrobottega una lucerna ad olio sulla tavola ed una
- candela di sego sulla credenza. Sulla tavola ad un'estremità,
- sul vecchio tappeto, è steso un tovagliolo con l'occorrente del
- pranzo per una sola persona.
-
-
-SCENA PRIMA.
-
-Il signor FAUSTINO e la signora GIUDITTA. Il Signor Faustino, seduto a
-tavola, cena. La signora Giuditta, vestita assai modestamente, senza
-nessun ornamento, con un fazzoletto nero al collo, curva dinanzi
-al grande braciere, fissa la brace immobile, assorta, con la mente
-lontano. È pallida: ha l'aspetto sofferente.
-
-
- FAUSTINO continua a mangiare, poi dopo
- essersi pulita la bocca col tovagliolo
- cerca la bottiglia del vino con gli
- occhi: dopo un momento chiamando
- sottovoce:
-
-Signora Giuditta! Signora Giuditta!
-
- GIUDITTA scuotendosi: lo fissa senza
- capire.
-
-FAUSTINO sorridendo.
-
-Sono condannato anch'io...
-
- più sottovoce
-
-A morir di sete!
-
-GIUDITTA.
-
-Ah!... Il vino!
-
- si alza: va a prendere la bottiglia sulla
- credenza.
-
-Scusi! La mia povera testa se ne va!
-
-FAUSTINO.
-
-Coraggio, signora Giuditta!... Non bisogna crucciarsi e bisogna
-distrarsi!
-
- dopo averla osservata: gravemente.
-
-Lei è molto ammalata!
-
- GIUDITTA scoppia in lacrime.
-
-FAUSTINO alzandosi e prendendole una mano.
-
-Coraggio! Coraggio per lei...
-
- sottovoce
-
-e più ancora _per lui_.
-
-GIUDITTA a mano a mano con crescente esaltazione.
-
-Lo sento! Lo sento! Non lo vedrò più! La forca!... La forca! Poveri
-e ricchi! Plebei e nobili! La forca... non guarda più in faccia a
-nessuno!
-
-FAUSTINO.
-
-Sst!
-
- guarda verso la farmacia: poi, più
- sottovoce, spaventato.
-
-Sa che quel rinnegato del sergente Baraffini l'ha presa a perseguitare
-e fa sempre la ronda!... — Pensi, invece — per calmarsi — che con tante
-perquisizioni non hanno trovato una prova sola contro suo marito! E
-suo marito, Tito Ansperti, è forte di corpo e di spirito: saprà negare,
-negare, negar sempre, per salvar sè e gli altri.
-
-GIUDITTA.
-
-E il dottor Lazzati? — Gli hanno trovato qualche cosa? — No. — Eppure
-lo hanno condannato a quindici anni di ferri! E poi... fra i suoi
-compagni...
-
-FAUSTINO con impeto.
-
-Fra i patriotti?... Una spia?
-
-GIUDITTA.
-
-Una spia, no! Ma un animo debole che non resista ai patimenti, alle
-minacce, ai tradimenti... — Mi compatisca, signor Faustino!... Perdoni
-ad una povera donna che ama, che soffre... e che muore. Sì! Sì! La
-morte! Ecco la mia forza e la mia speranza, perchè il mio Tito non me
-lo rendono più! Sono tre mesi, più di tre mesi, che quel Baraffini
-aveva messi sopra di me i suoi occhi di spia infame! — È venuto a
-strapparlo dalle mie braccia! E rideva, ghignava, mentre i gendarmi lo
-ammanettavano! Lo hanno condotto a Como, a Milano, a Venezia! Dio, Dio,
-a Venezia! Sapete come si chiama la prigione dove lo hanno rinchiuso a
-Venezia? — _Lo Stokhaus!_ — La casa delle bastonate.
-
- scoppia di nuovo in lacrime.
-
-FAUSTINO esortandola a calmarsi.
-
-Signora Giuditta! Signora Giuditta! Anche per quel povero vecchio del
-signor Ansperti!... Il signor Tito era l'unico figlio!
-
-GIUDITTA.
-
-Il babbo vive per la patria, per la vendetta! Lui... non è che suo
-padre! Io sono sua moglie! Lo amo, lo adoro, ne sono innamorata! Sono
-giovine ancora! È mio, è mio, il mio Tito e lo voglio!
-
- Suona il campanello dall'uscio che dalla
- strada mette in farmacia: Giuditta si
- asciuga la lacrime in fretta.
-
-FAUSTINO fa per avviarsi in bottega.
-
-Finisca di cenare. Vado io al banco.
-
- vede in farmacia il conte Lamberti:
- sottovoce a Faustino:
-
-È il conte Vitaliano!
-
- Giuditta e Faustino mutano d'aspetto
- immediatamente: sorridono e si mostrano
- disinvolti.
-
-GIUDITTA rimuovendo la brace con una palettina.
-
-Avanti, avanti, signor conte! Venga a scaldarsi le mani! Soffia una
-_brèva_ gelata! Un ventaccio di neve!
-
-FAUSTINO mentre Lamberti entra nella retrobottega.
-
-Servitor suo, signor conte!
-
-
-SCENA II.
-
-LAMBERTI vestito da cacciatore e DETTI poi la voce di DEMOSTENE.
-
-
-GIUDITTA.
-
-È stata una buona giornata? Ha fatto buona presa?
-
-LAMBERTI.
-
-No.
-
-FAUSTINO.
-
-M'hanno detto che attorno al Bisbino si levano le starne a nuvoli!
-
-LAMBERTI.
-
-Non sono stato a caccia.
-
-GIUDITTA ha notato l'occhiata e il torbido umore di Lamberti:
-sforzandosi con una risata.
-
-Allora grande allegria e festa per la selvaggina!
-
-LAMBERTI fissandola con intenzione.
-
-Appunto: grande allegria! Molta allegria!
-
-FAUSTINO per cavarsela, avviandosi in bottega.
-
-Con permesso...
-
-GIUDITTA.
-
-Si ricordi: lo zucchero e il caffè a casa Bernasconi.
-
-FAUSTINO.
-
-Subito!
-
- chiamando
-
-Demostene!
-
- entra nella farmacia.
-
-DEMOSTENE di dentro con una sua cantilena particolare.
-
-_vèngòòò!_
-
- Mentre dura il dialogo tra la Giuditta e
- il Lamberti, si vedrà il signor Faustino
- consegnare due pacchi di zucchero e
- di caffè a Demostene: poi, dall'uscio
- di strada, che si apre sempre con una
- scampanellata, entrerà una donna di
- servizio con una ricetta: il signor
- Faustino, legge la ricetta e prepara la
- medicina che consegnerà poi alla donna.
-
-
-SCENA III.
-
- GIUDITTA e il conte LAMBERTI nella retrobottega.
-
- Nella farmacia — a suo tempo, e seguendo l'azione come è indicata
- nella scena II
-
- FAUSTINO, DEMOSTENE e la DONNA DI SERVIZIO.
-
-
-GIUDITTA.
-
-In questi mesi a Como si _crèpa_ di salute! se non ci fosse un po' di
-lavoro in coloniali, con la farmacia non si caverebbero le spese!
-
- LAMBERTI fa un atto di stizza, passeggiando
- in su e in giù.
-
-GIUDITTA sforzandosi di sorridere.
-
-Misericordia che nuvoloni! È giovine, è ricco... La signora contessa
-è una dea fra le più ammirate dell'Olimpo milanese di tutto il
-Lombardo-Veneto! Dovrebbe essere allegro, felice e invece è sempre
-tetro e brontolone, come il vecchio Silva dell'_Ernani_!
-
-LAMBERTI fissandola.
-
-Lei, invece signora Giuditta, lei, la moglie di Tito Ansperti... si
-mostra troppo di buon umore _con me_.
-
- prorompendo.
-
-Per Dio, non sono una spia!
-
-GIUDITTA, spaventata.
-
-Signor conte!
-
- frattanto nella farmacia si svolge l'azione
- tra Faustino e Demostene com'è indicato
- nella scena II.
-
-LAMBERTI.
-
-E allora, perchè — tutti qui! diffidate di me? Lei, signora Giuditta,
-col suo ridere forzato, mentre è pallida, ancora stravolta dal dolore?
-E anche il signor Faustino, il dottore, anche don Carlo, tutti! E più
-di tutti il vecchio Ansperti, suo suocero!
-
-GIUDITTA inquieta per sè commossa per il Lamberti.
-
-Quel povero vecchio, dopo che gli hanno arrestato il figliuolo... in
-seguito ad una falsa denunzia... a sospetti senza fondamento, non ha
-più la testa a posto.
-
-LAMBERTI avvicinandosi: sottovoce.
-
-Giovanni Ansperti il Presidente della Fratellanza Repubblicana Comasca,
-ha il cuore sempre forte e la testa sempre a posto!
-
- GIUDITTA lo fissa pallida, esterrefatta.
-
-LAMBERTI.
-
-So tutto; e stasera prenderò parte anch'io al vostro gioco del sette
-e mezzo. — Dov'è il signor Ansperti?... Di sopra?... Lo faccia venir
-giù. Se io fossi soltanto un imprudente — lei lo sa — Tito Ansperti
-a quest'ora sarebbe impiccato. Per chi è trovato in possesso di una
-cedola del prestito di Mazzini, c'è la pena di morte — e Tito Ansperti
-ne ha vendute cinquecento per cinquanta mila svanziche in un giorno
-solo e a Como soltanto! E il contrabbando? E la diffusione dei libri
-rivoluzionari?
-
- con un impeto di collera.
-
-Ma si fidi di me! Ha tanta fiducia nel signor Faustino, il direttore
-della sua farmacia, che conosce da pochi mesi, e in me no, che mi
-ha sempre veduto? Si fida di Demostene — il suo facchino — e non si
-fiderebbe di me, che ho avuto per trent'anni il fratello di suo suocero
-in casa mia, mio amministratore, mio procuratore? — Ma guardi la mia
-faccia. Legga nei miei occhi! Le par possibile che io possa essere un
-traditore, ovvero un pusillanime, un vigliacco?
-
-GIUDITTA dopo un momento.
-
-Io credo in lei? ma... e gli altri?...
-
- esitando.
-
-Ella sa perchè, non la sua persona, ma il suo nome è circondato da
-tanta...
-
-LAMBERTI.
-
-Antipatia, da tanto odio? Lo so.
-
-GIUDITTA.
-
-Da tanta diffidenza.
-
-LAMBERTI.
-
-Per mia madre! — Mia madre una duchessa di Landro, italiana, ma che
-chiamano «la Tirolese» perchè è tirolese il conte di Rienz! — Mia madre
-devota a casa d'Austria, mia madre la cugina, l'amica... Sì, l'amica, è
-falso, è un'infamia, ma tutti lo credono per gettarmelo in faccia! Mia
-madre l'amica di quel Conte di Rienz, del consigliere, dell'ispiratore
-mandato da Vienna all'arciduca!
-
-GIUDITTA.
-
-Signor conte! Signor conte!
-
-LAMBERTI.
-
-Ebbene, tutto questo è un grande dolore per me! È la vergogna che pesa
-sopra di me! Ma imputarmelo a colpa, no! — Dov'è la giustizia? E la
-giustizia dev'essere il sangue giovine e nuovo di un popolo nuovo e
-giovine! — È la mia disgrazia, terribile, signora Giuditta! Per mia
-madre, anche in casa mia, trovo la freddezza e l'indifferenza!
-
- con un impeto di sincerità.
-
-Io amo mia moglie con tutta la poesia, con tutta la passione, ma non
-sono riamato! — L'ho detto anche a Tito Ansperti: la patria prima;
-ma poi anche il mio nome da redimere, anche l'amore da inspirare, una
-famiglia mia da conquistare!
-
- cambiando.
-
-Ci vogliono prove?
-
-GIUDITTA.
-
-Non per me...
-
-LAMBERTI.
-
-Prove _materiali_, non ne ho, ma riuscirò a convincere lei e gli altri.
-— Dovevo essere iniziato alla _Giovine Italia_, presentato ai fratelli
-da suo marito. Quando egli fu arrestato, speravo che da un giorno
-all'altro fosse prosciolto...
-
-GIUDITTA con un grido.
-
-Sperava?... Oggi non spera più?
-
-LAMBERTI deludendo la domanda di Giuditta.
-
-Oggi ho alcune gravi rivelazioni da fare alla Società. Qualunque
-indugio potrebbe essere fatale.
-
- più sottovoce afferrandole la mano.
-
-I fratelli si raccolgono qui anche stasera?
-
- vedendola esitante.
-
-Ancora? — Ebbene lo dirò come ci siamo intesi io e suo marito, e mi
-crederà!
-
- GIUDITTA lasciandosi cadere sopra una
- seggiola fissa ancora Lamberti che resta
- in piedi, davanti a lei.
-
-LAMBERTI.
-
-Anche Tito Ansperti era, come me, un cacciatore appassionato: ci
-incontravamo spesso, nei boschi lontani, e si cacciava poi insieme,
-soli io e lui, le intere giornate.
-
-GIUDITTA.
-
-So, so; ebbene?
-
-LAMBERTI.
-
-Una mattina prestissimo, ai primi di settembre...
-
-GIUDITTA interrompendolo.
-
-Il giorno stesso in cui sono venuti i gendarmi?
-
-LAMBERTI.
-
-No. Tito Ansperti è stato arrestato il venerdì: noi, invece, ci siamo
-incontrati la mattina del mercoledì: sono date che non si dimenticano.
-
-GIUDITTA come un'eco: quasi cupamente.
-
-Alle otto di sera, il cinque settembre: venerdì. Sono date che non si
-dimenticano!
-
-LAMBERTI.
-
-Io avevo fissato la posta dietro la villa del Pizzo, alle prime
-boscaglie che salgono poi, a dirupo, lungo la montagna. L'alba non
-spuntava ancora: io avevo attraversato il grande giardino dell'albergo
-«Alla Regina d'Inghilterra», avevo scavalcato il muro di confine fra il
-giardino dell'Albergo e quello della villa e mi ero lasciato cader giù,
-di colpo, nel recinto della villa stessa, quando vedo passarmi davanti
-agli occhi il lucicore di una canna di fucile e sento una mano forte,
-di ferro stringermi alla gola.
-
-GIUDITTA.
-
-Tito?
-
-LAMBERTI.
-
-«Che fate qui? — Dove andate?» — borbotta il mio aggressore, in tono di
-minaccia e di collera.
-
-GIUDITTA.
-
-Era lui?... Era Tito?...
-
-LAMBERTI.
-
-Ma allora, subito...
-
- Si ode il campanello della farmacia: entra
- la donna com'è indicato nella scena
- seconda.
-
-GIUDITTA con voce indifferente, avvicinandosi all'uscio a vetri.
-
-Come sta la padrona?
-
-DONNA di dentro.
-
-Stasera è quasi senza febbre!
-
-GIUDITTA.
-
-Buon segno! Speriamo!
-
- rientra: torna a sedersi come prima: con la
- stessa intonazione di prima.
-
-Era lui? Era Tito?...
-
-LAMBERTI.
-
-Lo riconosco alla voce! «amici!...» rispondo «Lamberti!» L'altro
-rallenta la mano, mi lascia libero, ma il suo viso — la penombra a
-mano a mano diradava — rimaneva accigliato, inquieto. — «Non è la
-buona strada, signor conte! — Per di là! Per di là!» — E mi respinge
-a viva forza verso il muro di cinta, quando ad un tratto si ode nella
-boscaglia un frastuono, un precipitare di passi e dal dirupo erto,
-scosceso due giovani montanari piombano, d'un salto, in mezzo a noi,
-e buttati vari pacchi di libri e di carte ai nostri piedi, continuano
-sempre giù, a precipizio, e spariscono nella discesa!
-
-
-SCENA IV.
-
- Suona il campanello della farmacia: entrano DON CARLO MORELLI
- e MAURO STRASSÈR. Si fermano al banco a discorrere col signor
- Faustino. — Poi in fine entra in Farmacia il DOTTOR FRATTI.
-
-
-GIUDITTA dopo aver guardato, rimanendo seduta, chi è entrato in
-bottega: a Lamberti in tono rassicurante.
-
-Don Carlo e il libraio Strassèr!
-
-LAMBERTI continuando.
-
-Erano due contrabbandieri! E portavan libri del Guerrazzi, del
-Gioberti, la _Francesca da Rimini_ del Pellico! Erano giornali,
-l'_Italia del Popolo_, coi proclami di Mazzini, di Saffi, di Kossuth,
-stampati a Capolago dalla tipografia Elvetica.
-
- cambiando, ridendo.
-
-Ah! ah! La villa del Pizzo! La villa dell'arciduca Ranieri, vicerè del
-Lombardo-Veneto, è un buon posto, sicuro, per un simile contrabbando!
-— Tutto ciò io indovino, intuisco a quella rapida scena, il pallore
-minaccioso dell'Ansperti, e subito, gettandogli le braccia al collo e
-baciandolo, gli grido ma, a voce bassa, con tutto il calore del mio
-sangue: «Viva l'Italia!» — Viva l'italia — mi risponde l'Ansperti
-abbracciandomi a sua volta, sicuro che io non ero un giuda! — Una
-vecchia tana di volpe serve di nascondiglio, fino a sera, ai libri e ai
-proclami...
-
- scampanellata forte: è il dottor Fratti che
- entra in farmacia.
-
-GIUDITTA sottovoce.
-
-Il dottor Fratti!
-
-LAMBERTI.
-
-E la sera ne abbiamo introdotti a Como, quanti ce ne stavano, sotto gli
-abiti, nelle tasche, nel carniere... Poi a Milano.
-
-GIUDITTA con fede e con entusiasmo stringendogli la mano.
-
-Adesso sì!
-
-LAMBERTI interrompendola: allontanando la propria mano.
-
-Adesso o credermi o denunziarmi!
-
-GIUDITTA.
-
-Andiamo su, dal babbo!
-
- si stringono la mano. — Giuditta, chiamando
- sull'uscio a vetri.
-
-Venite avanti!
-
-DON CARLO.
-
-Buona sera, signora Giuditta!
-
-GIUDITTA.
-
-Qui fa più caldo! — Demostene!
-
-DEMOSTENE di dentro.
-
-_Vengòòò!_
-
-GIUDITTA.
-
-Porta del carbone!
-
-DOTTOR FRATTI sull'uscio della farmacia.
-
-E il signor Giovanni?
-
-GIUDITTA.
-
-Vado a chiamarlo e torno subito. Anche lei, signor Faustino! Venga a
-preparare le carte e le puglie. Resterà Demostene in bottega! Addio
-signor Strassèr!
-
-STRASSÈR.
-
-Buona sera!
-
- Giuditta e Lamberti entrano dall'uscio di
- fianco, a sinistra, che mette alla scala
- e quindi alle stanze superiori.
-
-
-SCENA V.
-
- DON CARLO MORELLI, il DOTTOR FRATTI e MAURO STRASSÈR entrano
- dalla farmacia nella retrobottega: poco dopo da un uscio di
- fianco entra DEMOSTENE, in maniche di camicia e con un lungo
- grembiule bianco, portando un cesto di carbone.
-
-
- Tutti depongono i mantelli, i cappelli
- sulle seggiole; chi appoggia l'ombrello,
- chi il bastone alle seggiole; si levano i
- grossi guanti di lana.
-
- Frattanto entra Demostene e vuota mezzo il
- cestello del carbone sul braciere, lascia
- il cesto per terra accanto al braciere
- e passa per l'uscio a vetri, nella
- farmacia.
-
- Tutti gli altri si avvicinano al braciere.
-
-FRATTI.
-
-Il freddo, io lo soffro alle mani.
-
-STRASSÈR.
-
-Io, invece ai piedi.
-
-DON CARLO sorridendo bonariamente e crollando leggermente il capo con
-un moto che gli è abituale.
-
-Io alle mani, ai piedi e a tutto il resto!
-
- ridono.
-
-FRATTI scherzando.
-
-Siete vecchio, Don Carlo, e i vecchi, si sa, amano il caldo!
-
-DON CARLO.
-
-No, no! Io no! Secondo le stagioni. D'inverno amo stare al caldo, ma
-d'estate... al fresco!
-
- ridono.
-
-
-SCENA VI.
-
- Il signor FAUSTINO e detti; poi la signora GIUDITTA.
-
-
- FAUSTINO entra, spazzola il tappeto che è
- già sul tavolo e prepara le carte e le
- pugliette per il giuoco.
-
- DON CARLO aperta la scatola del tabacco, ne
- offre allo Strassèr.
-
-È vostro compatriotta: rapè d'Ungheria!
-
-STRASSÈR prendendo il tabacco e annusando.
-
-A me, già, che volete?... L'idea di riprendere il nostro... sett'e
-mezzo, ancora qui, proprio qui, dopo l'arresto dell'Ansperti, mi
-pare...
-
-DON CARLO crollando il capo e rimescolando la cenere con le molle.
-
-Anche a me. Mi pare, forse un eccesso di astuzia!
-
-FRATTI.
-
-E l'abbandonare improvvisamente la farmacia, non sarebbe stato invece,
-un eccesso di... ingenuità? Qui ci tengono d'occhio, ma lo sappiamo e
-abbiamo preso le nostre precauzioni!
-
-FAUSTINO.
-
-E poi trovare un altro posto?... Quale?... Dove?
-
-FRATTI.
-
-Qui siamo vecchi amici: siamo sempre venuti e, finchè la polizia ce lo
-permette, continueremo a venire.
-
-STRASSÈR voltandosi dà un'occhiata sospettosa all'uscio che mette alle
-stanze superiori.
-
-Però, stasera, aspetteremo almeno, a giuocare, che quell'altro...
-
- vuol dire: che il Lamberti se ne sia
- andato.
-
-DON CARLO chiamando Faustino.
-
-Pst!... Faustino!
-
- Faustino si avvicina.
-
-Il conte Vitaliano è andato su dal signor Ansperti!
-
-FRATTI.
-
-A che fare?
-
-FAUSTINO.
-
-Non so. È stato qui più di un'ora a discorrer colla signora Giuditta!
-
- Tutti si fissano come interrogandosi a
- vicenda.
-
-FRATTI.
-
-Come... figlio di sua madre, non m'ispira molta fiducia!
-
-DON CARLO scrollando il capo e sorridendo con bontà.
-
-Con tutti i suoi milioni è un povero infelice!
-
-FAUSTINO.
-
-Per sua moglie?
-
-DON CARLO.
-
-Credo, molto di più... per sua madre!
-
-STRASSÈR.
-
-Voi andate spesso a villa Lamberta?
-
-DON CARLO.
-
-Sì, dalla contessa giovine.
-
- a Fratti.
-
-Voi pure, dottore?
-
-FRATTI.
-
-Mi fanno chiamare per le persone di servizio. Per i padroni, arriva il
-medico da Milano. Peccato! Curerei la vecchia tanto volentieri... con
-l'arsenico!
-
-STRASSÈR.
-
-Ma... anche la contessa giovine, pare, non è troppo molto buona con suo
-marito?
-
-DON CARLO scrollando il capo, più forte.
-
-Non saprei! — Io so... che è molto buona per i miei poveri!
-
-GIUDITTA entrando.
-
-Pronto, signor Faustino?
-
-FAUSTINO.
-
-Prontissimo!
-
-GIUDITTA con solennità e fermezza.
-
-Vi annunzio, a nome del signor Giovanni, che abbiamo acquistato,
-da stasera in poi un nuovo compagno di giuoco: il conte Vitaliano
-Lamberti.
-
- Il Fratti, lo Strassèr e Faustino fissano
- Giuditta serî, accigliati. Don Carlo,
- sorridendo, continua a frugare con la
- paletta nel braciere.
-
-GIUDITTA.
-
-Mio marito doveva condurlo qui, in mezzo a noi, il giorno stesso in cui
-fu arrestato. Ha offerto le prove più sicure a me, al signor Giovanni.
-
- prorompendo.
-
-È risoluto, pronto a dare tutto il suo danaro e tutto il suo sangue
-alla causa italiana!
-
-STRASSÈR esitando.
-
-Nessun dubbio, ma...
-
-FRATTI pronto.
-
-Uno, uno solo. Era vostro marito che doveva presentarlo al comitato?
-
-GIUDITTA.
-
-Sì.
-
-FRATTI.
-
-Sono tre mesi che Tito Ansperti è stato arrestato. Perchè il signor
-Conte si è risolto proprio stasera?
-
-GIUDITTA.
-
-Perchè ha una grave rivelazione da fare alla fratellanza,
-nell'interesse della causa e nostro. — Vi ripeto: io e mio suocero
-siamo pronti ad accoglierlo: voi volete respingerlo? Differire?
-
-FRATTI risoluto.
-
-No.
-
-GIUDITTA rivolgendosi a Strassèr e a Faustino.
-
-E voi?
-
-STRASSÈR e FAUSTINO insieme.
-
-No.
-
-GIUDITTA va all'uscio che mette nelle stanze superiori e chiama:
-
-Signor Giovanni!
-
- rivolgendosi agli altri
-
-Eccolo. Il conte Vitaliano è qui, col babbo!
-
- a Faustino.
-
-Demostene è stato avvertito?
-
-FAUSTINO.
-
-Fa già la guardia. — Sente?
-
- Si sente dalla farmacia il rumore che fa il
- mortaio nel quale viene pestato il caffè
- con un lungo bastone di ferro.
-
- GIUDITTA va a chiudere l'uscio e le
- finestre che danno nella farmacia: dalle
- tendine non si distingueranno più le
- persone, ma si vedrà sempre la luce.
-
-
-SCENA VII.
-
- Il conte LAMBERTI. — Il signor GIOVANNI ANSPERTI e detti, poi,
- infine, DEMOSTENE.
-
-
- FRATTI va incontro a Lamberti e fissandolo
- gli stende la mano in silenzio.
-
-LAMBERTI stringe la mano al Fratti e allo Strassèr; poi a Don Carlo,
-vivamente.
-
-Lei che conosce la mia vita e le mie amarezze, lei non è stupito di
-vedermi _qui_? Mi aspettava _qui_, non è vero?
-
-DON CARLO commosso.
-
-E la benedico. E a sua volta, signor conte, non si stupisca lei di
-trovar qui, un povero prete. — Qui si soffre e si spera, è dunque il
-nostro posto, il più degno!
-
-GIOVANNI stringendo la mano a Don Carlo.
-
-Voi siete la bontà e la giustizia.
-
-LAMBERTI.
-
-Un vero, un degno prete. Invece a Venezia... — Ecco ciò che preme, ciò
-di cui dovevo avvertirvi.
-
- TUTTI lo circondano con ansia.
-
-LAMBERTI.
-
-A Venezia, al servizio dell'auditore militare, c'è un prete ben diverso
-e che compie un ben diverso ministero.
-
-FRATTI.
-
-L'abate Bianconi?
-
-STRASSÈR.
-
-Un fanatico austriacante?
-
-GIUDITTA.
-
-Bianconi? Un Italiano? Un altro rinnegato?
-
-LAMBERTI.
-
-Costui commettendo un sacrilegio...
-
- si sente Demostene che batte più in fretta
- il mortaio.
-
-GIOVANNI subito, correndo a sedersi attorno alla tavola seguito da
-tutti gli altri.
-
-Al giuoco!
-
-TUTTI meno Vitaliano e la Giuditta.
-
-Giuochiamo!
-
- GIOVANNI distribuisce una carta a ognuno,
- cominciando il giuoco del sette e mezzo.
-
-GIUDITTA sottovoce al Lamberti.
-
-La ronda o qualche figura sospetta. Demostene dà l'avviso pestando più
-forte nel mortaio.
-
-FRATTI a Giovanni continuando il giuoco.
-
-Carta; un'altra, un'altra... ancora una carta... Sto.
-
-FAUSTINO.
-
-Sto.
-
-DON CARLO dopo aver guardata la sua carta.
-
-Anch'io; sto.
-
- DEMOSTENE torna a pestare lentamente col
- tono cadenzato di prima.
-
-STRASSÈR.
-
-Dieci _kraiser_: carte.
-
- prendendo le carte che gli dà Giovanni
- Ansperti.
-
-È stato un falso allarme. Quattro
-
- vedendo l'ultima carta.
-
-e quattro otto!
-
-FAUSTINO sottovoce.
-
-Vado io a vedere.
-
- si alza, esce.
-
-GIUDITTA macchinalmente, seguendo Faustino con lo sguardo.
-
-Carta!
-
- GIOVANNI le dà le carte pure
- macchinalmente. Demostene sospende di
- picchiare perchè parla con Faustino.
-
-GIUDITTA.
-
-Ancora... — Un'altra... — Sette e mezzo.
-
-FAUSTINO ritornando, mentre tutti si voltano verso di lui.
-
-Due gendarmi. Hanno cacciato il grugno in bottega, poi sono spariti.
-
- tutti circondano ansiosi il Lamberti.
-
-GIOVANNI.
-
-Dunque?
-
-GIUDITTA.
-
-L'abate Bianconi?...
-
-Lamberti.
-
-Sapete che un mese fa, a Milano, all'osteria della «Mezzalingua», è
-stato arrestato il cappellaio Rossetti?
-
-GIUDITTA spaventata.
-
-Sì, ma il Rossetti è sicuro!
-
-STRASSÈR.
-
-Sicurissimo!
-
-FRATTI.
-
-Sono pronto io a giurare per lui!
-
-GIOVANNI imponendo silenzio, con forza.
-
-Sst!
-
-FAUSTINO.
-
-Lasciatelo parlare!
-
-GIUDITTA angosciata.
-
-Dio, Dio, mio Dio!
-
-LAMBERTI continuando.
-
-Orbene, quando il Rossetti dalle carceri di Milano fu trasferito a
-quelle di Venezia...
-
-GIUDITTA.
-
-Allo Stokhaus?
-
-ANSPERTI.
-
-Con mio figlio!
-
-FRATTI con ira.
-
-Anche voi! Ma lasciatelo parlare!
-
-LAMBERTI continuando.
-
-Fu subito assalito da una febbre fortissima, poi rimase prostrato,
-abbattuto, in preda a cupe malinconie, a scrupoli religiosi...
-
-STRASSÈR.
-
-Scrupoli religiosi?
-
-FRATTI.
-
-Il Rossetti?
-
-FAUSTINO.
-
-Un mangia-preti?
-
-DON CARLO.
-
-Ha però una sorella monaca, a Brescia, al Sacro Cuore...
-
-LAMBERTI continuando.
-
-Era turbato da visioni spaventevoli! gli appariva, credeva di vedere il
-demonio.
-
- si torna a sentir lento, misurato,
- cadenzato, il pestar di Demostene nel
- mortaio.
-
-Il commissario di polizia approfittò dell'occasione e gli pose accanto,
-in segreta, l'abate Bianconi, mentitore, traditore fin con l'aspetto
-venerando!... Costui s'insinuò nell'animo debole del convalescente, lo
-sbigottì con le minacce dell'inferno e lo consolò con le promesse del
-paradiso, purchè fosse disposto a mettere in pace la propria coscienza,
-con una confessione generale.
-
- DON CARLO si nasconde la faccia con le
- mani, in atto di orrore.
-
-LAMBERTI continuando.
-
-Fra i peccati il più grave, la diffusione di certi libri proibiti dalla
-Chiesa, che turbano la mente dei giovani, che offendono il sentimento
-religioso, che diffondono il pervertimento e la corruzione, e il
-povero Rossetti, non dubitando che un vecchio ministro di Dio potesse
-commettere un sacrilegio...
-
-DON CARLO.
-
-Un tanto sacrilegio!
-
-LAMBERTI continuando.
-
-Confessò di essere stato lui stesso l'intermediario che all'osteria
-della «Mezzalingua» e a quella della «Noce» riceveva i libri e gli
-stampati introdotti nel Lombardo-Veneto da Tito Ansperti.
-
- GIUDITTA si alza con un grido, poi si
- lascia ricadere sulla sedia.
-
-GIOVANNI.
-
-Mio figlio!... Il nome di mio figlio!
-
-DON CARLO.
-
-Un prete!
-
- toccandosi gli abiti con orrore.
-
-Un vecchio prete!
-
-FAUSTINO.
-
-Anche il Rossetti!
-
-STRASSÈR.
-
-Anche il Rossetti!
-
-LAMBERTI.
-
-Sst!.
-
- impone silenzio guardando inquieto nella
- farmacia.
-
- GIUDITTA continua a piangere. Per un
- istante non si sentono che i suoi
- singhiozzi, e il pestare che fa Demostene
- nel mortaio.
-
-LAMBERTI dopo un momento.
-
-Si tratta della vostra sicurezza! Della vostra vita! A Venezia...
-
- esitando, guardando Giuditta, poi
- decidendosi.
-
-Il Tribunale Militare è già stato radunato!
-
-GIUDITTA alzandosi di colpo.
-
-Condannato! Lo hanno condannato?...
-
-LAMBERTI.
-
-Più tardi lo saprò!
-
- correndo vicino a Giuditta.
-
-Al carcere! non potrà essere che al carcere! Ha sempre negato! Avrà
-continuato a negare!
-
-GIUDITTA con impeto, a Faustino.
-
-Gliel'ho detto! Anche stasera! Il mio Tito, no!... Ma un altro! Un
-altro che non abbia la sua forza!
-
- Faustino, don Carlo, lo Strassèr,
- il Lamberti circondano Giuditta
- confortandola, facendola sedere,
- stringendole le mani con affetto.
- Giovanni Ansperti ed il Fratti restano un
- po' in disparte, l'Ansperti appoggiato al
- Fratti osserva Giuditta. Il Fratti fissa
- il Lamberti mostrandosi incredulo.
-
-FAUSTINO.
-
-Coraggio! Non si perda di coraggio!
-
-DON CARLO.
-
-Io ho tanta fede! Abbia la mia fede!
-
-LAMBERTI come scusandosi.
-
-Io non potevo tacere! Non avrei potuto tacere!
-
-GIOVANNI mormorando.
-
-Povera donna! Povera donna!
-
-STRASSÈR.
-
-Maledetto il traditore!
-
-FAUSTINO.
-
-Il vigliacco!
-
-FRATTI avanzandosi con impeto.
-
-Aspettate a maledire e a giudicare! Io ho visto il Rossetti nel
-quarantotto sulle barricate! L'ho visto l'anno scorso nella giornata
-del sei febbraio! È ammalato! Può essere ancora il delirio della
-febbre! Non si giudicano gli uomini, non si condanna un fratello con la
-paura!
-
- Tutti meno Giuditta, il Lamberti e Don
- Carlo fanno atto di sdegno.
-
-FAUSTINO.
-
-Paura?...
-
-STRASSÈR.
-
-Chi paura?
-
-GIOVANNI imponendosi.
-
-Nessuno ha paura!
-
-FRATTI al Lamberti.
-
-Lei, intanto, signor conte, dica un po': come ha potuto avere tante
-notizie, i tanti particolari?
-
-LAMBERTI risentito.
-
-Ho rivelato all'Associazione quanto poteva esserle utile. Ora basta: io
-ho finito.
-
- Prende il cappello e il mantello e fa per
- andarsene.
-
-GIUDITTA con un grido trattenendolo.
-
-No!
-
-GIOVANNI con autorità.
-
-Si fermi!
-
-DON CARLO sottovoce al Fratti.
-
-Vorreste costringerlo a fare il nome di sua madre o quello del conte di
-Rienz?
-
- LAMBERTI fa di nuovo per andarsene.
-
-GIOVANNI.
-
-Ha chiesto a mio figlio e a me di appartenere alla _Giovine Italia_.
-Siamo tutti pronti ad accettare il suo giuramento, ad accoglierlo come
-fratello.
-
-FRATTI al Lamberti.
-
-Nelle mie parole non c'era altro che l'impeto, il desiderio di poter
-difendere un amico; ma non un'ombra di diffidenza verso di lei!
-Francamente, lealmente: mi creda e mi dia la mano. Mi dichiaro io
-stesso il suo iniziatore.
-
-GIOVANNI al Lamberti.
-
-E la formula della promessa?
-
-LAMBERTI.
-
-La so, da vostro figlio.
-
-GIUDITTA con voce fioca.
-
-Anche Demostene...
-
- si avvicina all'uscio della farmacia, lo
- apre, e chiama Demostene con la mano.
- — Demostene entra, fa un passo verso
- il gruppo, rimanendo un po' discosto. —
- Giuditta resta in piedi, appoggiata alla
- credenza, vicino alla finestra.
-
-LAMBERTI lento, solenne, come chi ripete parole imparate a mente.
-
-«... Nel nome di Dio e dell'Italia. Nel nome di tutti i martiri della
-santa causa italiana, caduti sotto i colpi della tirannide straniera
-o domestica. Pei doveri che mi legano alla terra ove Dio m'ha posto,
-e ai fratelli che Dio m'ha dati... Per l'amore, innato in ogni uomo,
-ai luoghi ove nacque mio padre e dove vivranno i miei figli... Per
-l'odio innato in ogni uomo, al male, all'ingiustizia, all'usurpazione,
-all'arbitrio... Pel rossore che io sento in faccia ai cittadini
-dell'altre nazioni, del non aver nome, nè diritti di cittadino, nè
-bandiera di nazione, nè patria... Per fremito dell'anima mia creata
-alla libertà, impotente ad esercitarla, creata all'attività nel bene
-e impotente a farlo nel silenzio e nell'isolamento della servitù...
-Per la memoria dell'antica potenza... Per la coscienza della presente
-abbiezione... Per le lacrime delle madri italiane, pei figli morti
-sul palco, nelle prigioni, in esilio, io, Vitaliano Lamberti conte di
-Agliate, credente nella forza commessa da Dio all'Italia e convinto che
-il popolo è Depositario di questa forza — che nel dirigerla pel popolo
-e col popolo, sta il secreto della vittoria... — Dò il mio nome alla
-_Giovine Italia_, associazione d'uomini credenti nella stessa fede, e
-giuro: di consacrarmi tutto e per sempre a costituire con essi l'Italia
-in nazione _una, libera, indipendente_; — Giuro, invocando sulla
-mia testa l'ira di Dio, l'abbominio degli uomini e l'infamia dello
-spergiuro, se io tradissi in tutto o in parte il mio giuramento.»
-
-FRATTI.
-
-Fratello!
-
- si abbracciano.
-
- LAMBERTI abbraccia Giovanni Ansperti e Don
- Carlo.
-
- FAUSTINO fa cenno a Demostene di rientrare
- nella farmacia, e sorvegliare la porta di
- strada.
-
-LAMBERTI chiamandoli tutti vicini, meno Giuditta che rimane sempre
-immobile.
-
-Finora il solo compromesso è Tito Ansperti. Forte, coraggioso, saprà
-resistere alle insidie dell'interrogatorio e salvarsi. Ma l'abate
-Bianconi è ancora vicino al Rossetti. — Chi ha avuto rapporti con
-costui? In caso di pericolo, metto a vostra disposizione uomini fidati
-e danaro.
-
-FRATTI.
-
-Il Rossetti non apparteneva al nostro comitato.
-
-GIOVANNI.
-
-Era in quello di Milano.
-
-DON CARLO.
-
-Non lo vedo dall'anno scorso.
-
-STRASSÈR.
-
-Io torno adesso da Londra.
-
-LAMBERTI vivamente.
-
-Garibaldi?
-
-STRASSÈR.
-
-Si!... Si è riconciliato con Mazzini!
-
-FRATTI.
-
-«Fallito il moto del 6 Febbraio» sono parole del Maestro, «l'Italia è
-paurosa, svogliata, inerte; bisogna ridestarla all'azione.»
-
-STRASSÈR.
-
-Egli sta preparando un nuovo piano. — Medici incomincierà il moto nella
-Lunigiana; seguirà Garibaldi in Sicilia; Kossuth nella Valtellina!
-
-LAMBERTI.
-
-Ora non sarà più come l'anno scorso. Avremo le armi, perchè avremo il
-danaro.
-
-GIOVANNI.
-
-Sst! la ronda! Sono le dieci e mezzo, bisogna chiudere.
-
-FAUSTINO a Demostene.
-
-Si chiude!
-
-DEMOSTENE dalla farmacia.
-
-_Prontòòò!_
-
-LAMBERTI al Fratti e a don Carlo.
-
-Domani a casa mia. Voi due!
-
-DEMOSTENE.
-
-I gendarmi!
-
-TUTTI.
-
-I gendarmi?
-
- corrono al tavolo da gioco.
-
-GIUDITTA guardando dalla finestra della farmacia.
-
-Il Baraffini!
-
- spaventata buttandosi fra le braccia di
- Giovanni Ansperti, come per proteggerlo.
-
-Per lei babbo! Questa volta è venuto per lei.
-
-GIOVANNI.
-
-Su! Su! Non ti veda tremare quel rinnegato! Mi sento sicuro come mio
-figlio.
-
-
-SCENA VIII.
-
- Il sergente BARAFFINI, i GENDARMI e detti.
-
-
- I gendarmi restano dietro l'uscio a vetri e
- dietro la finestra che dà nella farmacia.
-
-BARAFFINI parla un dialettaccio mezzo veneto.
-
-Bona sera, parona. Bona sera alla compagnia.
-
-GIOVANNI andandogli incontro.
-
-Eccomi! Sono con voi! Presto, andiamo!
-
-BARAFFINI.
-
-In dove?
-
-GIOVANNI.
-
-Non siete qui per me? Per arrestarmi?
-
-BARAFFINI ironico.
-
-Me dispiase contradirla, ma no go ordini in proposito. Sarà per
-un'altra volta, no xe vero? Semo qua, invece, per la parona!
-
- tutti: fanno l'atto di difenderla.
-
-GIUDITTA avanzandosi risoluta.
-
-Per me?... Eccomi pronta!
-
-BARAFFINI.
-
-Pian, pian! Troppa pressa de andar drento. Se tratta invece d'una bona
-notizia. — La ga domandà la grazia de veder so marìo? No xe vero?
-
-GIUDITTA con un grido: ancora esitante tra speranza e timore.
-
-Sì? Sì?
-
-BARAFFINI.
-
-Ecco qua!
-
- porgendole una lettera.
-
-A ela.
-
-GIUDITTA strappandogli la lettera dalle mani giubilante, tremante,
-mentre cerca di spiegarla per leggerla.
-
-La grazia!... Dio! Dio!... La grazia! La grazia!
-
-BARAFFINI.
-
-La grazia de vederlo un'ultima volta.
-
- GIUDITTA si ferma di colpo: alza il capo
- fissando di nuovo il Baraffini con gli
- occhi sbarrati.
-
-BARAFFINI.
-
-E l'ordinanza impone de no perder tempo in ciacole. Bisogna partir sta
-note con nu altri perchè el ga da esser picà, doman l'altro matina, a
-Venezia.
-
- GIUDITTA fissa ancora per un istante,
- immobile, muta, il Baraffini, poi dà un
- grido terribile e cade riversa sostenuta
- da Giovanni Ansperti, circondata da
- tutti gli altri. Il Fratti le slaccia il
- colletto, parla a Faustino, che corre
- in farmacia e ritorna subito, con un
- bicchierino d'acqua, e una boccettina
- d'aceto, per far rinvenire la Giuditta:
- tutto ciò mentre continua il dialogo.
-
-GIOVANNI al Baraffini, a mezza voce.
-
-Rinnegato!
-
- Baraffini dà una occhiata ai gendarmi, poi
- si avvicina all'Ansperti minaccioso.
-
-Cossa? Vecio inseminio?... Più forte!
-
-ANSPERTI con forza.
-
-Rinnegato!
-
- BARAFFINI fa per slanciarsi ad afferrare
- l'Ansperti, seguito dai gendarmi.
-
-LAMBERTI frapponendosi.
-
-È suo padre! È il padre dell'Ansperti vivaddio!
-
-BARAFFINI riconoscendolo meravigliato.
-
-Ela?... Ela qua?...
-
- mettendosi la mano al berretto.
-
-Bona sera, sior conte!
-
- fa per avvicinarsi a Giuditta.
-
-Presto! No gavemo tempo da perder in convulsioni!...
-
-LAMBERTI fermandolo.
-
-Indietro, e abbassate la voce!
-
-BARAFFINI con sfrontatezza e con minaccia.
-
-La diga! Paron belo!... Mi qua fazzo el mio dover!
-
-GIOVANNI con un grido disperato avvicinandosi alla Giuditta, che rimane
-immobile sulla sedia.
-
-Giuditta! Giuditta!
-
-LAMBERTI respingendo il Baraffini e indicandogli l'uscio della farmacia.
-
-Fuori! Di là!... Aspettate di là! Lasciate almeno, alle nostre donne,
-la libertà di morir di dolore!
-
- Il Baraffini e i gendarmi si fermano
- sull'uscio della farmacia: gli altri
- circondano la Giuditta. Don Carlo,
- in piedi, a mani giunte, mormora una
- preghiera sottovoce.
-
-
- FINE DEL PRIMO ATTO.
-
-
-
-
-ATTO SECONDO.
-
-
- Alla villa Lamberta, presso Milano. — Ricca e spaziosa sala
- terrena: a destra un canapè, poltrone sedie e un tavolino
- grande. — A sinistra, una libreria e una scrivania. — In fondo,
- nel mezzo, un uscio a due battenti: quando è aperto si vedrà il
- giardino. Finestre e usci laterali.
-
-
-SCENA PRIMA.
-
- La contessa TERESA, il conte di RIENZ, la contessa ANNA, il
- CÉZKY e FRANCESCO. La contessa Teresa, in piedi, davanti al
- tavolino, leva i fiori da un cesto di vimini e ne riempie due
- ricchi vasi. Il conte di Rienz passeggia su e giù, per la sala.
- Dimostra un'eleganza ed una disinvoltura giovanile. Francesco,
- in piedi, serio, rigido, si tiene un po' discosto aspettando
- gli ordini della contessa Teresa. Anna, in piedi sopra uno
- sgabello, davanti alla libreria, prende dei libri e ne legge il
- frontespizio al Cézky, seduto alla scrivania.
-
-
-RIENZ fermandosi vicino a Teresa.
-
-Quante cure e quanto amore per i vostri fiori.
-
-TERESA sorridendo.
-
-Non vedono le rughe e non hanno odî politici! Sono i soli amici rimasti
-fedeli; che non mi voltano le spalle!
-
-RIENZ sottovoce, con amabile rimprovero.
-
-I soli, Teresa?
-
-TERESA.
-
-Voi siete... molto più di un amico! Quando non c'erano le rughe,
-l'amore... e adesso... tutto ciò che rimane di questa mia povera vita!
-
-RIENZ scherzando.
-
-E Giacomino?
-
-TERESA con un sospiro.
-
-Il figlio della mia povera figliuola?
-
- ridendo con viva compiacenza.
-
-Ah! Ah! Giacomino, è la mia vanità! Come nonna, e nonna di un
-rompicollo già famoso, posso vantarmi di essere ancora una nonnina
-giovine e bella!
-
- a Francesco indicando il vaso di fiori che
- ha finito di adornare, ed il posto dove
- metterlo.
-
-Lì; sul caminetto!
-
-ANNA leggendo il frontespizio di un libro e dettando al Cézky.
-
-«George Sand. — _François Le Champi_ — Editore Cadot — Parigi.»
-
-CÉZKY scrivendo.
-
-«... Cadot — Parigi.»
-
-TERESA che sta riempiendo un secondo vaso di fiori, al Rienz.
-
-Vi vedrò qualche volta anche quest'inverno?
-
-RIENZ.
-
-Volete proprio rimanere a villa Lamberta?
-
-TERESA.
-
-Ve l'ho detto; sono gli odî politici! A Milano, adesso, mi detestano!
-
-RIENZ.
-
-Commettete la colpa di ricevermi!
-
-TERESA.
-
-Quella Maffei!... Col pretesto dell'arte e della letteratura!... Non
-so come si possa tollerare un simile covo di rivoluzionari! E tutti
-sottomessi a quel Carlo Tenca! Al figlio di una portinaia!
-
-RIENZ sorridendo con un'alzata di spalle.
-
-Chiacchiere, lasciateli chiacchierare. Quando c'entrano le donne non
-c'è mai serio pericolo! e chi altro si è mostrato con voi poco gentile?
-
-TERESA.
-
-Cioè... molto scortese. Tutti! Adesso anche la Marianna Trivulzio,
-anche la Carolina Crivelli! L'una ha finto quasi di non vedermi,
-l'altra mi ha appena salutata.
-
-RIENZ.
-
-Quando?
-
-TERESA.
-
-Sabato; a Milano. Le ho incontrate faccia a faccia al _coperto dei_
-Figini: io salivo, loro scendevano. È di moda, è una montatura!
-
-RIENZ.
-
-Passerà.
-
-ANNA leggendo il frontespizio di un altro libro: vivamente.
-
-«_La capanna dello zio Tom!_...»
-
- buttando il libro sulla scrivania.
-
-Voglio rileggerlo!
-
- CÉZKY legge il frontespizio e scrive.
-
-RIENZ a Teresa.
-
-E... vostro figlio?
-
-TERESA per farlo tacere.
-
-Stefano, per amor del cielo!
-
- odorando il mazzo.
-
-No, no! I figli, non sono i _fiori della vita_!
-
-RIENZ.
-
-Dite la verità: lo credereste capace di... qualche seria buffonata?
-
-TERESA.
-
-Capace di tutto per il suo spirito di contradizione contro sua madre!
-Anche di fare il repubblicano o l'albertista.
-
-RIENZ.
-
-Va sempre a caccia con quel Fratti... Con quel vostro dottore?
-
-TERESA stizzita.
-
-Mio dottore? che dottore!... Veterinario! Non gli ho mai fatto curare
-altro che la servitù! Francesco!
-
- indicandogli l'altro vaso che ha empito di
- fiori.
-
-Sotto lo specchio!
-
- Mette i fiori che sono rimasti nel cesto,
- in una coppa d'argento, in mezzo al
- tavolino.
-
-ANNA legge il titolo di un altro volume.
-
-«_I dolori del giovine Werther_... Firenze — Le Monnier.»
-
-CÉZKY scrivendo: con evidente allusione.
-
-Questo libro invece lo rileggerò io! Werther e Jacopo Ortis! Nella
-mia anima, quanto della loro anima... Nel loro dolore quanto del mio
-dolore.
-
-ANNA con vivacità.
-
-Signor Cézky! Siamo forse da capo?
-
-CÉZKY fingendo di scrivere, mormora alcune parole delle lettere
-dell'Ortis.
-
-«Ho amato! Tu stesso, tu mi hai presentata la felicità; tu l'hai
-abbellita de' raggi dell'infinita tua luce! ma dopo mille speranze ho
-perduto tutto!»
-
-TERESA rovesciando sul tavolino i pochi fiori che sono rimasti nel
-piccolo cesto e dando il cesto vuoto a Francesco.
-
-Prendete, andate pure.
-
-ANNA prende un libro lo apre e legge:
-
- Luna, romito, aereo
- Tranquillo astro d'argento,
- Come una vela candida
- Navighi il firmamento,
- Come una dolce amica
- In tua carriera antica
- Segui la terra in ciel!
-
-A voi!
-
- scendendo dallo sgabello.
-
-Leggete, invece, questi bei versi, per rasserenarvi.
-
-RIENZ sempre passeggiando, si avvicina ad Anna.
-
-Si può sapere, contessa, qual lavoro avete immaginato per impiegare il
-vostro tempo e per farlo perdere al segretario di vostro marito?
-
-ANNA con freddezza.
-
-Il catalogo de' miei libri!
-
- Si volta subito e prende un altro volume:
- dettando a CÉZKY.
-
-Alessandro Dumas: «_Antony._»
-
-RIENZ dopo aver scambiato un'occhiatina ed un sorriso d'intelligenza
-con Teresa.
-
-Avete detto bene, duchessa, è una moda, una montatura; idrofobia
-romantica, ma passerà, passerà! I _Conti di Lara_, i _Don Paez_, i
-_Profughi_, i _Corsari_ da una parte; — le _Parisine_, le _Ermengarde_,
-le _Carlotte_ dall'altra, hanno fatto più male ai giovani cervelli del
-Lombardo-Veneto, di tutti libri incendiari e proibiti «sotto pena di
-morte» — Lo spirito rivoluzionario è entrato nel sangue «al chiaro di
-luna» e anche a suon di musica coi _Lombardi_ e col _Rigoletto_! Il
-cattivo umore e le cattive digestioni!... Ecco il nemico insidioso al
-quale un buon Governo deve tagliare la strada, e noi, invece, abbiano
-lasciato prender voga all'etisia! Tisiche le... _demi-mondaines_, come
-la _Margherita_ del Dumas, tisici i lions, tisiche le signore! Chi
-ormai ha la disgrazia di essere florido, beve l'aceto per diventar
-magro e verde.
-
-TERESA ridendo.
-
-Non c'è che dire! Avete quasi ragione!
-
-RIENZ.
-
-Quasi? Proprio così. — I discepoli di quel maestro... capo bandito,
-mezzo Fra Diavolo e mezzo Savonarola, che ordisce da Londra le
-pugnalate del 6 febbraio dell'anno scorso?... I _fratelli_? I
-_cospiratori_?... Tutti stomachi deboli! Dopo teatro, non potendo
-cenare, passano la notte cospirando, preparando la rivoluzione!...
-pallidi Antony, di un'illusione politica... che vanno a finire sulla
-forca! Preparare la rivoluzione!
-
- siede vicino a Teresa.
-
- TERESA sceglie un fiore dalla coppa
- d'argento e glielo offre.
-
-RIENZ.
-
-Grazie!
-
- odorando il fiore.
-
-Intanto... le rivoluzioni che riescono non sono quelle che si
-preparano, e poi...
-
- sorridendo.
-
-In questo momento? Noi armati fino ai denti, la Francia in piena
-reazione monarchica e il Piemonte costretto, pare, a metter giudizio!
-
-TERESA.
-
-Quel... Cavour, veramente, che roba è?
-
-RIENZ alzandosi vivamente, e facendo con la mano il gesto stizzoso,
-particolare ai tedeschi.
-
-Un piccolo Metternich _frondeur_, che se vorrà ostinarsi a fare
-l'Italia, finirà col disfare il Piemonte!
-
- a Teresa: più sottovoce.
-
-Volete scommettere, Teresa? Fra un anno sarete a Milano,
-festeggiatissima!
-
-TERESA.
-
-Credete? Davvero?
-
-RIENZ.
-
-Leggete il loro giornale! I poeti, i critici del crepuscolo, dopo
-il fiasco tragico del 6 febbraio cominciano ad averne abbastanza
-dell'«utopista» di Londra o di Lugano!... del cospiratore banchiere che
-col «prestito nazionale» ha vuotate loro anche le tasche!
-
- ridendo e sedendo di nuovo.
-
-Ah! Ah! È scoppiata la discordia fra i due «Carlett... Carlucc...» come
-dite?
-
-TERESA.
-
-_Carlöè._
-
-RIENZ.
-
-Fra i due Carlöe, il Cattaneo _federalista_ e il Tenca _unitario_! Ah!
-Ah! Il _Crepuscolo_! Benissimo! Soltanto, il loro, non è il crepuscolo
-che si vede prima del levar del sole... è il crepuscolo del tramonto:
-l'ultimo barlume del romanticismo!
-
- alzandosi.
-
-Ma qui, e a Vienna devono darmi ascolto. Basta con le forche e proibire
-«_la bianca luna_». Rimettere in voga l'allegria e rinforzare l'amore!
-
-TERESA.
-
-Lo manderemo a Venezia ai bagni di mare!
-
-RIENZ.
-
-Sapete, Teresa, che cosa mi ha detto lo stesso conte di Metternich?
-— «Quei poveri Lombardoveneti, noi li abbiamo troppo annoiati!» —
-Filosofia, profonda! — I popoli, sono come le donne e le donne si
-vincono divertendole, e vi tradiscono... sopratutto quando le annoiate!
-
-FRANCESCO si presenta sull'uscio di mezzo.
-
-La carrozza di sua Eccellenza!
-
-TERESA.
-
-Così presto?
-
-RIENZ.
-
-Sono a pranzo dall'Arciduca. Devo essere alla «Villa del Pizzo» prima
-delle sette!
-
-TERESA a FRANCESCO.
-
-Dite al cocchiere di andare avanti al passo e di fermarsi alla «casa
-rossa».
-
- Francesco s'inchina ed esce.
-
-Ho la prescrizione del medico — il mio! — di fare un'ora di
-passeggiata, tutti i giorni! Suvvia datemi il braccio, uomo...
-
- guardandolo con affettuosa e con tenera
- galanteria.
-
-molto divertente!
-
- rivolgendosi ad Anna.
-
-Vieni anche tu, Anna?
-
-CÉZKY sottovoce alla contessa, sempre fingendo di scrivere.
-
-No!... Rispondete di no!
-
-ANNA fa un atto di collera contro Cézky: poi fermandosi, a Teresa.
-
-Devo salire un momento...
-
- Stringe la mano al Conte di Rienz con
- molta sostenutezza. Il Cézky, alzatosi
- in piedi, s'inchina profondamente, poi
- corre innanzi, spalanca i due battenti
- dell'uscio, e s'inchina una seconda
- volta.
-
-TERESA mentre aiutata da Rienz si accomoda lo scialle.
-
-Mia nuora è proprio come me!... Io non ho mai sentito vivamente gli
-affetti di famiglia!
-
-RIENZ.
-
-E... Giacomino?
-
-TERESA ridendo.
-
-Quello posso dire che mi è caro come le mie pupille!... Mi costa un
-occhio della testa!
-
- CÉZKY chiude l'uscio e rimane vicino alla
- soglia.
-
-
-SCENA II.
-
- CÉZKY ed ANNA.
-
-
-ANNA fissa il Cézky corrugando le ciglia: questi tenta un istante di
-sostenere lo sguardo di Anna, poi abbassa il capo intimidito.
-
-Un tono così imperativo, certi modi io non li tollero!
-
-CÉZKY si lascia cadere sopra una sedia; si nasconde il viso fra le mani.
-
-Oh, le mie illusioni! Il mio sogno!
-
- scoppia in lacrime.
-
-ANNA. nervosissima: guardando inquieta verso l'uscio.
-
-Badate! Possono sentire! Può tornare mia suocera!
-
- CÉZKY si alza, asciugandosi gli occhi:
- si avvicina alla scrivania riordinando
- macchinalmente alcune carte.
-
-ANNA rabbonita.
-
-Sogno, illusioni!... L'illusione, forse, che io potessi mancare a me
-stessa alla mia onestà, alla mia dignità!
-
-CÉZKY.
-
-E al vostro cuore? Adesso non parlate più del vostro cuore!
-
-ANNA.
-
-Abbassate la voce!
-
-CÉZKY.
-
-Perdono, vi domando perdono!... Non badate a ciò che dico, pensate
-soltanto a tutto ciò che soffro! — Sono giorni e giorni che io cerco di
-vincere la vostra freddezza! Che aspetto questo momento...
-
-ANNA con alterezza.
-
-Parlate dunque! Presto!
-
-CÉZKY.
-
-Ricordate contessa Anna.......
-
-ANNA con atto di insofferenza.
-
-Signor Cézky!
-
-CÉZKY malinconico, sentimentale.
-
-Bisogna ricordare, lasciatemi ricordare! — Quando sono arrivato qui, il
-primo giorno, la vostra bellezza mi ha dato l'impressione subitanea di
-un barbaglio di luce; ma era solo l'entusiasmo di tutto ciò che c'era
-nel mio spirito, di arte e di poesia. Fossi stato un pittore, avrei
-dato il vostro volto alle mie madonne; ero un poeta e vedevo le grazie
-coi vostri occhi e col vostro sorriso! Ma il cuore, poteva ancora
-tacere, — forse, — la testa, poteva ancora ragionare. — Vedevo voi, in
-cielo: io, in terra. — Che cosa poteva valere per me — povero profugo,
-l'oscura nobiltà di mio padre?
-
- con un sorriso di sdegnosa amarezza.
-
-Ero stato beneficato, protetto dal... signor conte! La mia dignitosa
-fierezza mi teneva sempre davanti agli occhi il mio passato e il mio
-presente, come una barriera insormontabile, contro ogni speranza,
-contro ogni desiderio. La vostra bellezza illuminava la mia vita,
-la mia anima la mia mente... la piccola stanzetta del poeta ignoto e
-solitario, ma non era che luce! Non era ancora ardore, non era ancora
-spasimo! Siete stata voi, la prima...
-
-ANNA.
-
-No!
-
-CÉZKY.
-
-La prima a venire di là in biblioteca. — Io leggevo i «_Sogni
-d'amore_» del Prati, le «_Lettere a Maria_» dell'Aleardi... Balbettavo,
-impallidivo! Ve ne siete accorta e tornavate più spesso...
-
-ANNA con sincerità.
-
-Sì, è vero! Questo è vero! E per ciò? Vi vedevo soffrire, vi vedevo
-infelice — per questo, — ma soltanto per questo, sentivo per voi
-amicizia e simpatia!
-
-CÉZKY.
-
-Sapevate che io passavo le intere notti in giardino, sul terrazzo,
-contemplando le vostre finestre...
-
-ANNA.
-
-No! questo no!
-
-CÉZKY.
-
-Lo sapevate, perchè le vostre finestre s'illuminavano e la vostra ombra
-appariva dietro i vetri.
-
-ANNA.
-
-Io non vi ho veduto!... Io non pensavo a voi! Lo giuro!
-
-CÉZKY.
-
-Insistendo, insistendo sempre, avete voluto sapere perchè fossi così
-triste, perchè sospiravo, e quando finalmente, si sono spalancate le
-porte della mia anima con uno scoppio di pianto, voi, per compassione,
-s'intende, soltanto per compassione, avete pianto con me!
-
-ANNA.
-
-E anche questo è vero! Mostrandomi con voi gentile, affettuosa, speravo
-di calmare la vostra passione, di consolare il vostro dolore, di poter
-essere per voi... una sorella.
-
-CÉZKY con dolorosa ironia.
-
- «... Simile alla rosa
- Nella mistica val di Casimira!...»
-
-Aleardi! Aleardi!
-
-ANNA.
-
-Ho sperato nella sincerità, nella lealtà della mia stima, della mia
-simpatia per voi, e nella mia onestà, che tutto potesse risolversi nel
-conforto di una tenera, di una sicura amicizia.
-
-CÉZKY.
-
-Amicizia?...
-
-ANNA.
-
-Amicizia, ispirata dalla... pietà. Dalla pietà per il vostro dolore che
-credevo sincero, per il vostro amore che credevo diverso!
-
- CÉZKY fa una risata ironica.
-
-ANNA rivoltandosi.
-
-Infine... Sarò stata leggera, imprudente! Ma qualunque possa essere
-il mio torto, — anche se agli occhi vostri io oggi posso sembrarvi
-diversa, mutata, io però, vi ho sempre fatto l'onore di fidarmi di voi,
-— e non è bello, non è generoso, da parte vostra, il farmene pentire!
-
-CÉZKY.
-
-E lo spingere un uomo alla disperazione? Il farlo diventare pazzo e
-credere poi... di potersene sbarazzare comodamente, quando
-
- con gelosia.
-
-il cuore s'inebria di nuove speranze, di nuove gioie? — Questo, sarà
-forse bello e generoso, ma... non è prudente.
-
-ANNA con fierezza.
-
-Sarebbe... una minaccia?
-
-CÉZKY.
-
-Forse!
-
- lentamente, fissando Anna che corruga la
- fronte, sdegnata.
-
-Nelle lunghe giornate squallide, tristi, quando sola qui, dimenticata,
-sentivate il freddo intorno a voi e il cuore intirizzito, allora
-avete pur voluto riscaldarvi alle fiamme della mia passione! Adesso
-l'incendio divampa! Fuggire, è troppo tardi!
-
-ANNA con collera sprezzante.
-
-Vorreste punirmi per essere stata buona, troppo buona con voi?
-
-CÉZKY.
-
-Buona con me?
-
- con una risata ironica.
-
-Ah! Ah! Ah! Eravate... gelosa e volevate vendicarvi!
-
-ANNA.
-
-Vendicarmi?
-
-CÉZKY.
-
-Vendicarvi! I miei occhi, il mio pallore, che vi dicevano bella, che vi
-dicevano cara, vi vendicavano della freddezza, dei lunghi abbandoni di
-vostro marito. — Non negate! Non sorridete così! E non sfidate la mia
-gelosia! Abbiate, invece, paura della mia gelosia! Oh, è ben diversa
-dalla vostra!... Con tanto amore, con tanto desiderio, io, ho appena
-sfiorata la vostra mano, con le labbra, una volta! Sono geloso, geloso
-di tutto! Dell'aria, di chi vi guarda, di una carezza al vostro cane! —
-Oggi, _lui_, è tornato — è qui — forse per farsi perdonare... E voi lo
-sperate! Lo leggo nei vostri occhi raggianti!
-
- sottovoce.
-
-È grande il mio amore per voi, ma è ancora più grande il mio odio per
-quell'uomo.
-
-ANNA.
-
-Quell'uomo, signore, è il vostro benefattore! il vostro protettore!
-
-CÉZKY.
-
-Ma che protettore, ma che benefattore! Quell'uomo mi ha offerto un...
-un posto, ed io gli ho dato in cambio molto di più: il mio lavoro e la
-mia intelligenza!
-
-ANNA.
-
-Basta! Non vi posso più ascoltare! Sappiate che oggi, come ieri, come
-sempre, io non ho amato, non ho adorato altri che mio marito!
-
-CÉZKY diventando pallidissimo.
-
-Voi, sì... Ma lui... lui no!
-
- con ironia.
-
-Non più gite a Como! Non più caccia! Sfido io la bella farmacista... è
-morta!
-
-ANNA.
-
-È falso! Ed è la seconda volta che voi mentite! La signora Ansperti è
-morta di amore e di dolore un mese dopo che Tito Ansperti fu condannato
-a morte e giustiziato!
-
-CÉZKY.
-
-Chi ve l'ha detto?... Lui? il signor conte?
-
-ANNA.
-
-Un prete, un degno sacerdote, Don Carlo Morelli. E me lo avesse pur
-detto mio...
-
- interrompendosi e fissando Cézky.
-
-il signor conte, gli avrei ugualmente creduto. Egli non ha mai mentito.
-
-CÉZKY con odio e con ira repressa.
-
-Nemmeno io, non ho mai mentito. Lo dicevan tutti a Como! Era la voce
-che correva...
-
- prorompendo.
-
-Sì, sì, ho mentito! Ho mentito! Perchè... Per questo devo farvi paura
-
- si lascia cadere sopra una sedia,
- pallidissimo, stravolto.
-
-come faccio paura... a me stesso.
-
-ANNA è ancora accigliata, ma poi, mal suo grado, rimane vinta da un
-nuovo senso di pietà.
-
-Non vediamoci più per ora. Tornate a Milano. Dimenticatemi. Anch'io
-cercherò di dimenticare... questo brutto giorno, e starà in voi, col
-tempo il risuscitare in me quel sentimento buono che mi avete ispirato.
-
- si ode di lontano la bubboliera di una
- carrozza.
-
-CÉZKY alzandosi.
-
-Vostro marito ritorna!
-
-ANNA.
-
-Andate! Partite, senza farvi vedere! Penserò io a giustificarvi!
-
- Il suono della bubboliera si avvicina
- sempre, a mano, a mano.
-
-CÉZKY risoluto.
-
-No.
-
-ANNA con calma, sicura di sè:
-
-Allora ricordate questo: alla vostra prima parola, alla vostra prima
-minaccia, sarò io che dirò tutto, io stessa che parlerò al signor
-conte.
-
- Cessa il suono della bubboliera. Anna si
- volta vivamente per andare incontro al
- Lamberti, invece è Giacomino che arriva.
-
-
-SCENA III.
-
- GIACOMINO e detti.
-
-
-GIACOMINO entra chiamando.
-
-Anna! Anna!... Benissimo! Eccoti qui!
-
-ANNA.
-
-Non hai incontrata la nonna?
-
-GIACOMINO risponde appena con un cenno al profondo inchino del Cézky.
-
-Appunto perchè l'ho vista da lontano, ho potuto schivarla!
-
- vorrebbe parlare ma è trattenuto dalla
- presenza del Cézky.
-
-Per il momento le ho mandato una... letterina!
-
-ANNA.
-
-Ancora il Faraone?
-
-GIACOMINO.
-
-Già! Il Faraone!
-
- sottovoce indicando ad Anna il Cézky.
-
-Mandalo via!
-
- forte.
-
-Vitaliano è qui?
-
-ANNA.
-
-Stamattina è andato a Milano, ma deve tornar presto; se non è già
-tornato.
-
-GIACOMINO.
-
-Gli devo parlare per... Te lo dirò poi.
-
-CÉZKY.
-
-La signora contessa non ha altro da comandarmi?
-
-ANNA.
-
-No, grazie!
-
- CÉZKY inchina Anna: inchina Giacomino.
-
-GIACOMINO.
-
-Buon giorno.
-
- ANNA vedendo uscire il Cézky respira con un
- senso di gioia.
-
-
-SCENA IV.
-
- ANNA e GIACOMINO.
-
-
-GIACOMINO tirando il fiato senza aver badato ad Anna.
-
-Ah... Che peso quel tuo polacco!
-
-ANNA con un'alzata di spalle: ancora irata.
-
-È odioso!
-
-GIACOMINO.
-
-Non fidartene non accettare nè versi nè sospiri.
-
-ANNA.
-
-Che ti salta in mente?
-
-GIACOMINO.
-
-In campagna! In mancanza di meglio! Sembra l'eroe di una ballata
-notturna, ma sembra, anche uno scappato di prigione! — Galoppa, Ruello!
-Galoppa! Alla larga!
-
- chiamando Anna.
-
-Pst!
-
- con grande mistero.
-
-Giura il segreto.
-
-ANNA.
-
-Che c'è?
-
-GIACOMINO osservandola.
-
-Sei pallida? Hai la ciera stravolta?
-
-ANNA.
-
-Il tempo: un po' di dolor di capo. Che cosa devo giurare?
-
-GIACOMINO.
-
-Il massimo segreto!
-
-ANNA.
-
-Giuro.
-
-GIACOMINO.
-
-Corro io, il rischio di essere chiuso in prigione e chiuso
-_aritmeticamente_, come direbbe il Gargantini! — Ho provocato un
-ufficiale austriaco alto così e grosso così!
-
-ANNA vivamente.
-
-Scherzi!
-
-GIACOMINO.
-
-Pensa, la nonna, quando lo saprà!
-
- facendo l'atto di infilzare uno, con una
- spaccata.
-
-Zzaff... Parte a parte, io lui, o lui me; s'intende.
-
-ANNA.
-
-Dici per scherzo?
-
-GIACOMINO all'orecchio di Anna.
-
-Viva la Repubblica! E viva il re di Sardegna!
-
-ANNA sussultando.
-
-Diventi matto?
-
-GIACOMINO.
-
-Naturalmente l'arte nasconde la politica. Io sono del partito della
-Pochini e ho fischiato il ballo «Miranda» e la prima ballerina la
-Priora, perchè sono stati imposti dagli ufficiali austriaci. Il
-principe Varzis...
-
-ANNA interrompendolo.
-
-Ti batti col principe Varzis?
-
-GIACOMINO accenna di sì, continuando.
-
-... Si sfogava ad applaudire dalle poltrone degli ufficiali, ed io a
-fischiare dal mio palco in prima fila. È corsa qualche occhiata, ma
-gli ufficiali hanno ricevuto l'ordine severissimo di usare la massima
-prudenza... Io, allora, finito il teatro, mi sono appostato all'uscita,
-e quando passa il mio barilotto di birra, gli grido forte, guardandolo
-in faccia: — Come cenerei volentieri stasera con...
-
- esitando.
-
-L'ho detta troppo grossa! A te non posso ripeterla!
-
-ANNA.
-
-Avanti! Avanti! di su!
-
-GIACOMINO.
-
-Chiudi prima le orecchie... Chiudi almeno gli occhi! Mi fai soggezione!
-
-ANNA.
-
-Presto! Ragazzo che sei! Cos'hai detto?
-
-GIACOMINO.
-
-Come cenerei volentieri con una costoletta... di porco.
-
- ridendo.
-
-E nota: nel dirlo me n'è venuta anche la voglia! Sono andato al Cova e
-ne ho subito divorata una, enorme!
-
-ANNA.
-
-Non ti credo niente! Però bada: non si dicono nemmeno per ridere certe
-cose!
-
-GIACOMINO.
-
-Per ridere! — Alle undici sono venuti da me i rappresentanti
-del principe Varzis, — a mezzogiorno si sono trovati co' miei e
-domattina... Zzaff!
-
-ANNA.
-
-Allora... Dio! Dio! Ma che cosa hai fatto?... Ma Giacomino?!... Se non
-sai nemmeno batterti!
-
-GIACOMINO.
-
-Stasera mi daranno lezione, in tre.
-
-ANNA.
-
-Ci vuol altro!... Il principe Varzis?... Uno spadaccino!
-
-GIACOMINO.
-
-Mi vuoi proprio bene?
-
-ANNA.
-
-Sicuro che ti voglio bene!
-
-GIACOMINO.
-
-E anch'io, sai? — Oh, se tu non fossi stata troppo vecchia, come
-ti avrei sposata volentieri! Del resto, è stata la nonna a trovarti
-troppo vecchia; non io! Per me saresti andata benissimo! Figurati, io
-volevo cominciare a sposarti fino da quando avevo cinque anni! — Te ne
-ricordi? E saresti stata molto più felice con me, che con mio zio! —
-L'uomo delle selve!
-
-ANNA.
-
-Non scherzare! Non è il momento!
-
-GIACOMINO.
-
-Sul serio! Come ti avrei amata! Più della Cesira, più dell'Ernestina,
-più di donna Eugenia... — Ma che di più! Messe tutte insieme, non
-riuscirebbero a dare nemmeno un terzo, nemmeno un quarto, un quinto, un
-decimo del grande, dell'immenso amore che ti ho sempre voluto... e che
-ti voglio!
-
-ANNA.
-
-Via! Finiscila! E in questo momento!
-
-GIACOMINO.
-
-Appunto: posso confessarti il mio amore perchè sono quasi un morituro.
-E se invece sarà morituro quell'altro, io forse dovrò scappare e non ci
-vedremo più ugualmente!
-
-ANNA.
-
-E la nonna? La tua povera nonna?
-
-GIACOMINO.
-
-Ti disperi anche per la nonna? Se andate così d'accordo nel non potervi
-soffrire?
-
-ANNA.
-
-Ma quando saprà... Pensa di tutta la famiglia non ama che te! E poi,
-anche per la cosa in se stessa! Tu, proprio tu, batterti, e batterti
-con un ufficiale austriaco!
-
-GIACOMINO.
-
-Sicuro! — È stata per me la mamma, il papà... tutto!
-
- commovendosi.
-
-Ti dico la verità: io non ho la più piccola esitazione, mi sento
-fatalista! Soltanto quando penso alla nonna, mi viene un po' la...
-malinconia!
-
-ANNA.
-
-Non c'è una via di scampo?... Non si può accomodare?...
-
-GIACOMINO vivamente.
-
-Accomodare?... Diventi matta, Anna? Del resto io mi batto appunto anche
-per la nonna! Sfido io! Con quel... conte di Rienz!... E nota che lui,
-come lui, personalmente, mi è poi simpaticissimo!... Mah! Come si fa? È
-un austriaco e...
-
- con forza.
-
-non c'è cristi!
-
- movimento di Anna.
-
-È di moda! È un verso del Giusti! — Quelli, invece, che non sono
-proprio più di moda, sono gli austriaci! Sono andati giù, giù, giù,
-tremendamente!
-
-ANNA.
-
-E scegliere proprio il principe Varzis.
-
-GIACOMINO continuando.
-
-Giacchè ero dietro, ho scelto addirittura il più grosso!
-
- ritornando serio.
-
-Ho la nonna, una nonna più che codinona da farmi perdonare!... Povera
-nonna!...
-
- cambiando, tornando a ridere e a scherzare.
-
-Non senti qui...
-
- odorando ironicamente.
-
-ANNA.
-
-Che cosa?
-
-GIACOMINO.
-
-Che puzzo d'aquila arrosto?... — Bisogna cambiar aria!
-
- leva di tasca un fazzoletto bianco rosso e
- verde: sventolandolo, sbattendolo.
-
-Cambiar aria! Cambiar aria!
-
-ANNA spaventata, glielo strappa di mano per nasconderlo.
-
-Imprudente. Se te lo trovano?
-
-GIACOMINO.
-
-Dammelo!
-
-ANNA.
-
-No!
-
-GIACOMINO.
-
-Dammelo!
-
-ANNA.
-
-No! Corro io stessa ad abbruciarlo, sul momento!
-
- fa per correre via.
-
-GIACOMINO cantando.
-
-«La bandiera dei tre colori — Sempre è stata la più bella...»
-
-ANNA dandogli il fazzoletto e mettendogli una mano sulla bocca.
-
-Prendi! Ragazzo!
-
-GIACOMINO sottovoce.
-
-«Noi vogliamo sempre quella — Noi vogliam la libertà!»
-
- mostrandole le cifre del fazzoletto.
-
-L. M. «Libertà o Morte» — Libertà, s'intende, per il popolo che è in
-schiavitù: non per me! Io la libertà, con la nonna, figurati, ne ho
-quanta ne voglio!
-
-ANNA.
-
-Ma... e... poi?
-
- con gli occhi pieni di lacrime.
-
-Ti andrà bene!... Sì!... Sì... Lo spero! Ne sono certa! Ma... e dopo?
-Se quell'altro rimanesse...
-
-GIACOMINO.
-
-Infilato?
-
-ANNA.
-
-O anche solo ferito gravemente?
-
-GIACOMINO.
-
-In tal caso: galoppa Ruello! Galoppa fino a Torino! Adesso, appena
-torna Vitaliano gli racconto la storiella che ho già scritto alla
-nonna: ho perduto al giuoco. Si tratta dell'onore, bisogna battere alla
-grande cassa della nonna.
-
- commovendosi a mano a mano.
-
-Batterla io stesso... — Sciocchezze... ma sai? Ho paura di
-commuovermi... di farle capire qualche cosa... — Invece così, mi darà
-la solita strapazzata, io resterò a testa bassa... e poi... Psst!
-Partenza!
-
- cambiando, scherzando di nuovo.
-
-A Torino!... Ad arruolarmi!... In cavalleria!... Ohp là là! Ohp là là!
-Torino, sai, è una città divertentissima! Un piccolo Parigi!... Ci sono
-i famosi veglioni dello Scribe dove le donne si mostrano in perfetto
-costume di...
-
- correggendosi.
-
-— Cose straordinarie!
-
-ANNA.
-
-E per scappare?
-
-GIACOMINO.
-
-Questa notte dopo il fatto della costoletta di por... d'agnello, sono
-diventato di moda, in un attimo!... Avessi visto al Cova! Poi di sopra,
-al Club. — Mi hanno presentato a Emilio Dandolo! — che bel giovine! E
-come parla!... Ti dice certe parole, crist...
-
- correggendosi.
-
-E che _lion_! È il Re dei _lions_! L'idolo delle signore! Pensa che è
-tisico! Ma tisico proprio davvero!
-
-ANNA.
-
-Rispondimi, invece. E per scappare?
-
-GIACOMINO più sottovoce.
-
-Appunto stavo per dirtelo. Emilio Dandolo ci pensa lui.
-
-ANNA.
-
-In che modo?
-
-GIACOMINO.
-
-Lo saprò... un'ora prima del duello!
-
- battendosi sulla fronte.
-
-Ah, saper Diana! — Ho fatto giuramento di tacere e te l'ho detto! Non
-parlerai con nessuno?
-
-ANNA.
-
-No!... Te lo prometto!
-
-GIACOMINO.
-
-Sul tuo onore?
-
-ANNA.
-
-Te lo prometto!
-
-GIACOMINO.
-
-Specialmente con quel Cézky. Quel profugo... ereditario! Perchè il vero
-profugo, capostipite, era suo padre!
-
-TERESA di dentro.
-
-Basta così...
-
-GIACOMINO spaventato.
-
-La nonna!... Ha già ricevuto la mia lettera!
-
-TERESA sempre di dentro.
-
-Ti proibisco di difenderlo! Anche la mia pazienza, la mia bontà, hanno
-un limite!
-
- presentandosi sulla soglia dell'uscio.
-
-Dov'è questo signore?
-
-
-SCENA V.
-
- La contessa TERESA, il LAMBERTI e detti.
-
-
-TERESA vedendo Giacomino.
-
-Si vergogni!
-
- Giacomino rimane sempre a testa bassa.
-
-Vergognatevi! Dieci mila svanziche! Altre dieci mila svanziche?... Non
-pago più niente! Sempre l'«ultima volta» e sempre da capo! Adesso basta
-e peggio per voi! Il giuoco, la disperazione di tante madri! E sapendo
-di darmi un grande dispiacere, un grande dolore! Siete cattivo e siete
-testardo. _Tes-tardo!_ — Sì o no?
-
- GIACOMINO accenna di sì col capo.
-
-TERESA.
-
-Come sì? — Difenditi rispondi! Che c'è di nuovo? — Su con quella testa!
-
- vivamente.
-
-Ti senti forse poco bene?
-
- vede gli occhi di Giacomino gonfi di
- lacrime.
-
-Sopratutto, lo sai, non voglio scene. L'uomo dev'essere sempre un uomo
-e quando ha perduto paga.
-
- al Lamberti.
-
-Gli darai le diecimila svanziche e gli dirai tu, tutto quello che gli
-volevo dir io, e che si merita! Tu Anna, vieni con me.
-
- al Lamberti.
-
-Gli farai ben considerare la sua e la nostra condizione. Non siamo
-banchieri e oggi, di ricchi, non ci sono che i banchieri! — E che sia
-l'ultima volta!
-
-GIACOMINO.
-
-Lo giuro!
-
-TERESA.
-
-Non giurare, mai!
-
-GIACOMINO abbracciandola.
-
-Sei buona! Sei un angelo!
-
-TERESA.
-
-Sta fermo!... Dissipatore, giuocatore e adesso anche seduttore!
-
- ridendo.
-
-Angelo!
-
- gli dà uno schiaffettino.
-
-A quest'ora, sai anche tu, come sono fatti gli angeli! Coi capelli
-biondi... o neri, non importa, ma hanno le guance di rosa, le labbra di
-corallo e gli occhi languidi!
-
-GIACOMINO.
-
-Il mio buon angelo sarai sempre tu!
-
-TERESA fingendo di arrabbiarsi.
-
-Finiscila!... Hai capito?... Andiamo, Anna!... Mi prende anche in
-giro!... Vero stupid... Vero stupidone!
-
- esce ridendo seguita da Anna.
-
-
-SCENA VI.
-
- GIACOMINO e il LAMBERTI. — In fine ANNA.
-
-
-LAMBERTI sottovoce; ma serio, senza nessuna commozione.
-
-Le dieci mila svanziche, prevedo, le finirai presto, se dovrai andare a
-Torino.
-
-GIACOMINO trasalendo, ma poi fingendosi meravigliato.
-
-A Torino?... Io?...
-
-LAMBERTI.
-
-... E siccome, prevedo pure, che non sarebbe sempre facile il poter
-scrivere e forse, ancora meno, il poter rispondere, così ti ho
-preparato, al caso, anche una mia credenziale per il banco Mazza e
-Sacerdoti.
-
-GIACOMINO.
-
-A Torino?... Io?...
-
-LAMBERTI.
-
-Sì, tu! — Domani ti batti col principe Varzis!
-
-GIACOMINO.
-
-Chi te l'ha detto?
-
-LAMBERTI.
-
-Emilio Dandolo.
-
-GIACOMINO.
-
-Emilio Dandolo?
-
-LAMBERTI.
-
-Adesso, a Milano.
-
- fissandolo.
-
-Libertà o Morte.
-
-GIACOMINO.
-
-Anche tu?... Anche tu sei dei nostri?
-
-LAMBERTI.
-
-Dei vostri? Non so. Tu, intanto, di chi sei?
-
-GIACOMINO.
-
-Io? Di chi sono? Bellissima domanda! Di chi sono? Sono... del partito
-degli Italiani.
-
-LAMBERTI.
-
-Del partito della Pochini? Della prima ballerina della Scala?
-
-GIACOMINO.
-
-Contro la Priora che ci vogliono imporre gli ufficiali austriaci! Ma la
-Scala è nostra!
-
- dà una grande fischiata.
-
-Fischi! Abbasso! Basta! — Dovevi sentire ieri sera, che baccano!
-
-LAMBERTI vivamente.
-
-Ebbene no! Io non sono dei vostri, dei tuoi! Noi non apparteniamo al
-partito degli Italiani: apparteniamo all'Italia e siamo italiani!
-
-GIACOMINO, maravigliato.
-
-Non è poi la stessa cosa?
-
-LAMBERTI.
-
-Io, «il figlio delle selve», fischio di notte, al confine, per
-chiamare, o avvisare i contrabbandieri...
-
-GIACOMINO risentito.
-
-Anch'io non fischio soltanto le ballerine! Domattina — lo sai già — mi
-sentirà fischiare qualcun altro!
-
-LAMBERTI.
-
-Dinanzi a tutta Milano che ti osserva e ti applaude, con le più belle
-signore che ti incitano e ti ammirano? Non arrischieresti forse di
-romperti il collo anche alle corse per ottenere i battimani delle dee
-dell'Ippodromo? Il duello col Varzis ti fa onore: ma ti giova anche.
-Il fare l'Italiano, il fare il coraggioso è indispensabile oggi, per il
-perfetto gentiluomo di società, come... il saper suonare il pianoforte!
-Ben altro dev'essere il sentimento che ci anima! Ben altro il coraggio
-del quale dobbiamo dar prova!
-
-GIACOMINO con alterezza.
-
-Qual'è, dunque?
-
-LAMBERTI.
-
-È il coraggio dell'abnegazione, del sacrificio, il coraggio del
-perseverare... tanto più grande, quanto più è oscuro e ignorato! — È
-il coraggio del Pezzotti, che sentendosi sfinito dalla lunga prigionia
-e dalle torture dell'interrogatorio, per paura che gli sfugga un nome,
-per paura di tradire i compagni, solo, al buio, con la cravatta si
-appicca all'inferriata del carcere! È il coraggio di Tito Speri, che
-esce dal confortatorio ornato nella giovine elegante persona, azzimato
-nell'abito, ben composta la chioma bionda e che così, come per recarsi
-ad un ballo, infilandosi i guanti bianchi, si avvia al capestro, alla
-forca! — E non ha lì, intorno, in quell'alba piovosa, altro che quattro
-croati per ammirarlo! E al boia che gli chiede il perdono regolamentare
-risponde: — Niente paura, caro mio!... Trattami soltanto da buon amico!
-— Sei diventato pallido? — Anch'io guardami! E non sono questi, i soli.
-— Sono cento, sono mille gli esempî, gli eroi: sono uomini e donne,
-patrizî e popolo; sono spiriti eletti nella nobiltà del pensiero, sono
-anime semplici e rudi! E tutti insieme, i nostri, dal sepolcro dei
-morti, dal sepolcro più tremendo dei vivi, erompono in un sol grido, in
-una sola parola d'incitamento, di evocazione di speranza: — Patria!
-
-GIACOMINO.
-
-Patria! La nostra Patria! — Ho capito!
-
- si preme sul cuore una mano del Lamberti.
-
-Senti. — Sono con te.
-
-LAMBERTI.
-
-Sei commosso?... No! No! Non nascondere, non vergognarti delle tue
-lacrime!
-
-GIACOMINO.
-
-Non sono più un ragazzo! Sono un uomo!
-
-LAMBERTI.
-
-Ed è appunto questo tuo pallore, questo tuo fremito, sono queste tue
-lacrime che ti rendono uomo! Ascoltami bene.
-
-GIACOMINO.
-
-Sì! Sì!
-
-LAMBERTI.
-
-Tu, adesso, sai ciò che fai! Il tuo, dunque, non è più un duello,
-è la nostra guerra disperata e continua. Non è possibile unirci in
-battaglioni? Scendiamo in campo faccia a faccia...
-
-GIACOMINO.
-
-Uno per uno!
-
-LAMBERTI.
-
-E se mai ti tremasse la mano, ricordati. Oggi bisogna ricordare,
-ricordare e odiare.
-
- più sottovoce.
-
-In un anno solo, — dal quarantotto al quarantanove, — più di 960 tra
-impiccati e fucilati. In questi ultimi tre anni, più di 432. — E «la
-verga di ferro», — ricordati, — che valse la condanna a morte ad un
-povero maestro, e non era altro che un piccolo bastoncino da passeggio!
-— E ricordati le irrisioni feroci!... E le nostre giovani, trascinate
-ignude alle nerbate sulle reni in Castello, presenti gli ufficiali,
-— come il tuo, di domani, che sghignazzavano! Ricordati! Ricordati!
-Oggi bisogna ricordare, ricordare e odiare! Verrà dopo il perdono,
-— il perdono e fors'anche l'oblìo, — ma soltanto, quando la patria,
-l'avremo.
-
-GIACOMINO.
-
-Domani! Domani! Sono dei tuoi, sono con te! — Domani sarò degno di te!
-
-LAMBERTI.
-
-Degno di me? Io? Non sono niente, non sono nessuno, io! Sai, tu, a chi
-dobbiamo, noi tutti, questo fuoco, questa fede, questo fervore, questo
-spirito di sacrificio? — A lui, ad un uomo, ad un grande, che abbiamo
-intravveduto appena, col quale abbiamo scambiato appena qualche parola,
-ma che sentiamo essere vicino a noi, con noi, vigile, austero, forte
-come il destino!
-
-GIACOMINO sottovoce.
-
-Mazzini?... Mazzini?...
-
-LAMBERTI.
-
-Votato alla causa degli oppressi, i nemici d'Italia lo odiano, i
-potenti lo avversano e lo temono, ma tutti i cuori generosi battono
-sul suo, si esaltano alla sua parola ardente, e le donne lo amano, e la
-giovane Italia lo idolatra!
-
-GIACOMINO.
-
-Mazzini! Mazzini! È Giuseppe Mazzini!
-
-LAMBERTI.
-
-Egli è cospiratore ed artista: formidabile, inflessibile, gentile e
-mite insieme. Adora i fanciulli, i fiori e definisce la musica «il
-tramite più puro fra l'uomo e la divinità». — Egli è, per noi la stessa
-Provvidenza, nella quale fermamente crede, e noi siamo con lui, per
-lui! La sua invocazione, — Dio e Popolo, — è la nostra; e il suo motto
-«pensiero ed azione» — è ormai, per noi tutti, il dovere, la gioia, il
-perchè della vita...
-
-GIACOMINO.
-
-E il coraggio di saper morire!
-
-LAMBERTI.
-
-A Milano, subito, a Milano! Ho già consegnato a Emilio Dandolo, denaro
-e credenziali. Ma sarò anch'io questa notte, a Milano. — E se non
-partirai...
-
- Il Lamberti pensa per un istante che
- Giacomino possa rimanere ferito, ucciso:
- ma poi, subito, si rassicura.
-
-— Non temere! Dio è con noi! — Se il Varzis se la caverà con poco,
-torneremo qui. Ci sarà da fare.
-
- GIACOMINO gli afferra la mano,
- interrogandolo con gli occhi,
- ansiosamente.
-
-LAMBERTI.
-
-Forse. — Aspetto adesso un amico... — Tu, va; adesso va; e non veder la
-nonna, nessuno!
-
-GIACOMINO.
-
-No!
-
-LAMBERTI.
-
-Pensa che da una tua parola, da una tua imprudenza, può dipendere la
-vita di Dandolo, di cento altri... — che hai?...
-
- scotendolo con ira.
-
-Con chi?... Con chi?
-
-GIACOMINO.
-
-Con Anna. Ho detto tutto ad Anna!
-
-LAMBERTI.
-
-Soltanto con lei?
-
-GIACOMINO.
-
-Soltanto con Anna. Ma adesso la vedrò: certo mi aspetta... per
-salutarmi.
-
- verso la finestra.
-
-Eccola!
-
- fa per andarle incontro.
-
-LAMBERTI.
-
-No. Le parlerò io stesso; subito! Adesso la chiamo qui! Tu va. Scendi
-per la scala di servizio, passa dietro la casa. All'osteria della
-Stella, troverai un calessino già pronto. In meno di un'ora sei a
-Milano. Addio!
-
- GIACOMINO lo fissa, mostrando il desiderio
- di abbracciarlo: il Lamberti e Giacomino
- si gettano fra le braccia l'uno
- dell'altro, poi Giacomino fugge via quasi
- di corsa.
-
-
-SCENA VII.
-
- LAMBERTI solo — poi ANNA.
-
-
-LAMBERTI alla finestra: saluta ancora Giacomino con la mano. Si
-ricompone, va sull'uscio di mezzo e chiama:
-
-Anna! Anna!
-
- ANNA si presenta all'uscio.
-
-LAMBERTI.
-
-Vieni qui, un momento.
-
- ANNA entra.
-
- LAMBERTI chiude l'uscio.
-
-
-SCENA VIII.
-
- LAMBERTI ed ANNA. Il CÉZKY in fine.
-
-
-LAMBERTI.
-
-Giacomino è partito.
-
- ANNA si volta vivamente e lo fissa.
-
-LAMBERTI.
-
-In questo momento; e mi ha lasciato i suoi saluti per te. È ardito quel
-ragazzo; pieno di coraggio. Non temere, Varzis le piglierà!
-
-ANNA.
-
-Ti ha detto?
-
-LAMBERTI sorridendo.
-
-Sapevo già...
-
-ANNA.
-
-Da chi?
-
-LAMBERTI.
-
-Non temere! Hai paura della mia imprudenza?
-
- guardandola e scrollando il capo.
-
-Anna! Anna! Da molto tempo ho imparato a tacere! E anch'io?... Sono
-certo, sicuro del tuo silenzio?
-
-ANNA lo fissa sempre: esitante.
-
-... Tu?
-
-LAMBERTI.
-
-Sì. Una parola imprudente potrebbe mandare anche me in Castello...
-poi a Mantova. Hai sentito del vecchio Ansperti? Della sua fuga quasi
-miracolosa in Isvizzera, a settant'anni? Infermo?
-
-ANNA.
-
-Sì...
-
-LAMBERTI.
-
-Sono stato io.
-
-ANNA.
-
-Tu?
-
-LAMBERTI.
-
-Coi nostri contrabbandieri: cuori di leone e garretti di camoscio!
-
- ridendo.
-
-Per un lungo tratto di cresta l'ho portato io sulle spalle! Che notte!
-Le nubi, anche le nubi correvano brontolando! E a lampi, si vedeva
-giù il precipizio, a mille piedi! Ci fu uno scontro con i gendarmi. Il
-solo, per altro che mi aveva riconosciuto, — il sergente Baraffini, —
-l'ho ammazzato!
-
-ANNA.
-
-Tu?... Tu?
-
-LAMBERTI.
-
-Sì, io. Ti fa tanto stupore? Perchè? — Non mi credevi capace di
-arrischiare anch'io la vita per la mia patria? Tutti ormai: i nostri
-stessi servitori, i contadini... tutti. Ed io solo, no? Oh, Anna, anche
-se non mi ami, almeno un po' di stima!
-
- ANNA gli stringe la mano con passione.
-
-LAMBERTI con dolcezza e insieme con molta gravità.
-
-Presto verrà il giorno decisivo. Riusciremo, questa volta! Ma oggi,
-al punto in cui siamo, ho acquistato il diritto di parlare. Ho
-acquistato il diritto, finalmente di averti con me, unita nel pensiero,
-nelle ansie, nelle aspirazioni! Voglio sentirmi riscaldata l'anima,
-raddoppiato il coraggio dal calore del tuo affetto! Voglio avere la
-certezza nel rischio, che se anche perdo la vita...
-
-ANNA buttandogli le braccia al collo con un grido di spavento.
-
-No!
-
- ripetendo sottovoce e stringendosi a
- Vitaliano affettuosamente.
-
-No, no, no!
-
-LAMBERTI.
-
-... Tu, ormai, non avrai più sdegno, non avrai più collera contro
-il mio nome, che è il nome di mia madre, ma lo porterai fiera, con
-orgoglio!
-
- ANNA fa per rispondere: le lacrime
- le stringono la gola. Scoppia in
- pianto abbracciando ancora Vitaliano
- strettamente e nascondendosi il viso
- contro il suo petto.
-
-LAMBERTI.
-
-Per me! le tue lacrime!... Piangi per me!
-
- baciandola sui capelli.
-
-Non temere tu mi porti fortuna! Tutto andrà bene, se mi vuoi bene!...
-Bella! Come sei bella! Bella, bella, cara!... Che smania avevo di dirti
-bella, di dirti cara... e non osavo, non osavo mai!
-
-ANNA.
-
-Dimmi Anna, tante volte! Anna, Anna, Anna. Mi piace tanto il mio nome
-detto da te.
-
-LAMBERTI.
-
-Anna!... Anna!... Pensa Anna, è questo il primo giorno il primo momento
-nostro...
-
-ANNA.
-
-Anna... ancora Anna, Anna....
-
-LAMBERTI.
-
-Fra me e te, Anna, c'era come una nebbia fredda, un muro di ghiaccio.
-Io non sapevo parlare, tu non mi sapevi capire; ci chiudevamo in noi
-stessi e ci allontanavamo l'uno dall'altra. E la causa di ciò? Mia
-madre! È così? Rispondi. Mia madre?
-
-ANNA.
-
-Ma...
-
- risoluta.
-
-Adesso no; più!
-
-LAMBERTI.
-
-Questo spirito nuovo che freme nell'aria, che ci accende il sangue
-e le idee, che ci ripete echeggiante nell'anima, con ogni alito di
-vento, con ogni stormir di fronda, la canzone della patria, è penetrato
-pure nel tuo cuore, nel tuo spirito, co' suoi entusiasmi, con la sua
-poesia! Io capivo, vedevo tuttociò, a mano a mano che io stesso ne
-rimanevo sconvolto, preso, affascinato! Dal mio amore per te venne la
-prima luce, la prima fiamma. Tu, senza saperlo, mi hai fatto vincere
-avversioni, esitazioni, pregiudizi, ripugnanze! Mi hai rischiarata
-dinanzi, come illuminata dal sole, la strada giusta e diritta, la vera!
-
-ANNA.
-
-Anch'io, voglio dirti tutto, anch'io. No! Lasciami parlare qui; —
-ho più coraggio qui, — così — Tu dici di avermi amata fin dal primo
-giorno?... Io... no. E come avrei potuto, subito, volerti bene? Non è
-stato il nostro cuore, non siamo stati noi ad unirci... Sono stati gli
-altri. Mi sentivo straniera qui, in casa tua, mi sentivo sola. La mia
-vita cominciava appena e mi pareva finita, e sentivo, con un grande
-bisogno di piangere, un così vivo, un così grande bisogno di amare! —
-Seguivo qualche fantasma che mi destava pietà, simpatia... ma poi, non
-trovavo nessuno! — Sono stata tanto cattiva, tanto leggera e vana! —
-Perdonami! Poi un giorno, finalmente, ti sei fermato di più con me...
-Mi hai guardata fissandomi... I tuoi occhi erano diversi! — Allora...
-— Sì, mi faceva dispetto tua madre, perchè essa gettava come un'ombra
-sopra di te, ed io volevo vederti circondato dell'approvazione,
-dell'ammirazione di tutti! Sì, è vero, sentivo un fremito accendermi
-il sangue, le idee, ma quella che mi ripeteva nell'animo ogni alito di
-vento, ogni stordir di fronda, era... la canzone dell'amore!
-
-LAMBERTI.
-
-Cara, cara, cara!
-
-ANNA.
-
-Anna! La tua Anna! Dimmi che ti piacciono i miei capelli! Dimmi tu, che
-sono bella!...
-
-LAMBERTI.
-
-Bella!... Bella...
-
-ANNA.
-
-Che sono tua!... Tutta tua!
-
- Vitaliano ed Anna restano un istante
- abbracciati. — Poi Vitaliano ascolta
- verso l'uscio di mezzo. — Ascolta anche
- Anna.
-
-ANNA scostandosi.
-
-Forse... tua madre?
-
-LAMBERTI.
-
-Sarà il dottor Fratti! Lo aspetto!
-
- l'uscio si apre.
-
- ANNA trasalisce con un motto di spavento.
-
- CÉZKY si presenta pallidissimo.
-
-LAMBERTI.
-
-Il Fratti?... È arrivato?
-
-CÉZKY con voce alterata.
-
-Il signor Fratti e il signor Strassèr.
-
-LAMBERTI pensando.
-
-Qui no!... Non è prudente...
-
- al Cézky.
-
-Su! In camera vostra!
-
-ANNA sottovoce a Vitaliano.
-
-No! No!
-
-LAMBERTI con grande tenerezza.
-
-Anna, Anna, Anna cara!... Non inquietarti così!... È dei nostri!
-
-ANNA con un grido.
-
-Cézky?!
-
- LAMBERTI rimane colpito; fissa il Cézky, —
- poi Anna, — poi ordina al Cézky di andare
- avanti e lo segue.
-
-
- FINE DEL SECONDO ATTO.
-
-
-
-
-ATTO TERZO.
-
-
- Salotto nell'appartamento della contessa Teresa: da un uscio a
- sinistra si entra nella sua camera da letto. — Nella parete
- di fondo, a destra, dall'uscio sempre aperto si vedrà una
- cappelletta con un ricco altarino e un inginocchiatoio. Un
- grande ritratto dell'imperatore Francesco Giuseppe. In faccia
- all'uscio della camera da letto, un altro uscio che mette nella
- biblioteca.
-
-
-SCENA PRIMA.
-
- CAROLINA — la voce di Teresa, poi il RIENZ.
-
-
- CAROLINA entra e va a battere all'uscio
- della camera di Teresa.
-
-TERESA di dentro.
-
-Chi è?
-
-CAROLINA.
-
-Sua Eccellenza!
-
-TERESA.
-
-Il Conte Stefano?
-
-CAROLINA.
-
-Sì! Faccia presto!
-
- RIENZ entra in fretta, ancora con il
- cappello il pastrano e il frustino.
-
-TERESA sempre di dentro: a Carolina.
-
-Vengo subito! Apri le finestre!
-
- CAROLINA si volta, vede il Rienz e fa per
- aiutarlo a levarsi il pastrano.
-
-RIENZ.
-
-Andate, andate dalla contessa.
-
- CAROLINA entra da Teresa.
-
- RIENZ si leva da sè il pastrano, depone il
- cappello, tiene in mano il frustino che
- agita nervosamente camminando su e giù
- per il salotto.
-
-TERESA ancora di dentro.
-
-Che c'è?... Una brutta notizia?
-
-RIENZ.
-
-Forse!
-
-TERESA.
-
-Vitaliano?... Qualche nuova sciocchezza di Vitaliano?
-
-RIENZ.
-
-Vi dirò... Fate presto!
-
-TERESA.
-
-Un momento!... sono pronta!
-
- entra allacciandosi un nastro della veste
- da camera.
-
-— Eccomi!
-
-
-SCENA II.
-
- RIENZ e TERESA — poi di nuovo la CAROLINA.
-
- RIENZ bacia la mano alla contessa.
-
-
-TERESA.
-
-Mio Dio! Stefano?
-
-RIENZ.
-
-Una lettera anonima! Una denuncia.
-
-TERESA.
-
-Una denuncia contro chi?
-
-RIENZ.
-
-Contro Vitaliano; contro vostro figlio! Lo si accusa di cospirazione;
-di essere in rapporti con Mazzini e con quel... Garibaldi, quell'altro
-romantico filibustiere!
-
-TERESA.
-
-Datemi questa lettera!
-
-RIENZ.
-
-Non fu mandata a me! Fu mandata...
-
-TERESA con un grido represso.
-
-Alla polizia?
-
-RIENZ.
-
-Tranquillatevi. Fu aperta dal barone Wolf, — un buon austriaco, mio
-amico. — Per fortuna! — Se capitava fra le mani dell'altro commissario,
-l'italiano, a quest'ora sarebbero qui i gendarmi!
-
-TERESA vivamente, giungendo le palme verso la cappelletta.
-
-Grazie! Grazie! Vi ringrazio!
-
- coprendosi il viso con le mani.
-
-Mio figlio? Il mio sangue? Un conte Lamberti?
-
-RIENZ.
-
-C'è questo di più grave ancora:: la lettera anonima, la denunzia è
-partita da questa casa.
-
-TERESA.
-
-Come lo sapete?
-
-RIENZ.
-
-Per un miracolo! Ai furfanti, manca sempre qualche cosa: quando sono
-perfetti, diventano... brava gente! A costui, manca il sangue freddo.
-Mentre compie la canagliata, gli tremano le mani e gli si oscura la
-vista.
-
-TERESA vivamente.
-
-Chi è?
-
-RIENZ.
-
-Cézky.
-
-TERESA.
-
-Quel polacco girovago, pitocco?
-
-RIENZ.
-
-È innamorato di Anna.
-
-TERESA fissando Rienz.
-
-Anna abbassarsi a... Non lo credo...
-
- risoluta.
-
-No!
-
-RIENZ.
-
-Precisamente! Respinto, per vendicarsi!
-
-TERESA con alzata di spalle.
-
-Uno strimpellatore di versi! Un Werther, un Ortis, inconcludente!
-
-RIENZ.
-
-Più concludente degli altri! Invece di ammazzarsi, costui, fa impiccare
-il marito!
-
-TERESA impallidendo: con voce rauca.
-
-In qual modo avete scoperto?
-
-RIENZ si avvicina alla scrivania di Teresa e prende un foglio di carta.
-
-Questa è la lettera. — Va bene? — Qui, in prima pagina, la sua brava
-denunzia.
-
- volta il foglio.
-
-E in fondo da quest'altra parte, una parola, in lapis, sbiadita, — una
-sola parola — «promemoria». — Una nota si vede incominciata e subito
-interrotta.
-
-TERESA.
-
-Era il carattere del Cézky?
-
-RIENZ affermando col capo.
-
-Indubbiamente! Non vi ricordate, Teresa? Per quindici giorni, quando ho
-avuto ammalato il mio cancelliere? Chi lo ha sostituito? Il Cézky.
-
-TERESA si lascia cadere sopra una sedia.
-
-Ma... e allora?
-
-RIENZ.
-
-Volete un'altra prova?... Schiacciante? Prima di parlare con voi,
-volevo parlare col Cézky
-
- con piglio minaccioso.
-
-a quattr'occhi, io e lui... A villa Lamberta non c'è più. — Il letto...
-intatto. Fatto il colpo ha preso il largo.
-
-TERESA.
-
-Allora?... E allora?...
-
-RIENZ.
-
-Chiamate vostro figlio.
-
-TERESA esitante.
-
-Qui?... Con voi?
-
-RIENZ con un atto stizzoso.
-
-Puntigli, riguardi, risentimenti... Non è l'ora! — Adesso bisogna
-tutto sapere, — la lista dei compagni, dei fratelli prima, — poi, se si
-tratta solo di sciocchezza, d'imprudenze, tutto in tacere, per quanto
-riguarda la vostra casa. — Ma vostro figlio, — il pazzo! — reso da noi
-impotente a nuocere e a nuocersi!
-
-TERESA con gratitudine, stringendogli la mano.
-
-Oh! Stefano!
-
-RIENZ.
-
-Di simili scandali è piena Milano; è pieno il Lombardo-Veneto! Ci
-mancherebbe altro che ne scoppiasse uno anche nella casa... che...
-frequento io! — È necessario per tutti, per l'autorità stessa
-dell'Arciduca, che qui... e a Vienna, non si facciano confusioni
-fra il vostro nome e quello dei d'Adda, dei Durini, degli Arese...
-Fra la vostra, — la vera, — e tutta questa aristocrazia turbolenta,
-irrequieta, imborghesita dalle inframmettenze donnesche e dalle
-velleità demagogiche! — Chiamate vostro figlio!
-
- TERESA suona il campanello sopra il
- tavolino: pausa.
-
- CAROLINA entra: rimane presso l'uscio.
-
-TERESA.
-
-Mandate Francesco dal signor conte. A mio nome! Venga qui, subito.
-
- CAROLINA via.
-
-RIENZ.
-
-Calma mi raccomando; calma.
-
-TERESA.
-
-È un gran dolore!... La mia devozione il mio affetto all'imperatore! I
-miei principî! Tutto l'orgoglio del mio nome...
-
- RIENZ le impone di tacere e le fa segno che
- qualcuno si avvicina.
-
-
-SCENA III.
-
- FRANCESCO e detti.
-
-
-FRANCESCO sta sulla soglia dell'uscio.
-
-Il signor conte non c'è. Non è a villa Lamberta. È andato a Milano.
-
-RIENZ vivamente.
-
-A Milano?
-
-TERESA.
-
-Quando?
-
-FRANCESCO.
-
-Questa notte, tardi. Saranno state le tre, le quattro. Non potrei dire
-l'ora, precisamente perchè il signor conte si è alzato e si è vestito
-da solo: non mi ha fatto chiamare.
-
-TERESA con esitazione.
-
-Ed è... anche partito solo? In calessino?
-
-FRANCESCO.
-
-No, no; con Giovanni, in carrozza chiusa. Ha fatto attaccare i due
-sauri.
-
-RIENZ interrompendolo.
-
-La contessa Anna...
-
- rivolgendosi a Teresa.
-
-Fate pregare la contessa Anna di venir qui subito.
-
-TERESA a FRANCESCO.
-
-Avete sentito?... Andate.
-
- FRANCESCO s'inchina ed esce.
-
-
-SCENA IV.
-
- TERESA e RIENZ.
-
-
-TERESA.
-
-Questa notte?... Saranno state le tre, le quattro?
-
- al Rienz: cercando di tranquillarsi.
-
-E d'altra parte in carrozza... a due cavalli... con Giovanni, il nostro
-primo cocchiere?...
-
-RIENZ riprendendo il foglio di carta, che gli è caduto di mano.
-
-E per ciò? A commettere delle... bestialità, non si va soltanto a piedi
-o in diligenza.
-
-
-SCENA V.
-
- ANNA e detti.
-
-
-ANNA.
-
-Eccomi mamma.
-
-TERESA colpita: al Rienz sottovoce.
-
-Mamma?... È la prima volta!
-
- RIENZ chiude tutti gli usci, — non a chiave
- — guardando prima se vi è qualcuno che
- possa ascoltare.
-
- ANNA lo osserva attentamente, corrugando
- gli occhi.
-
-TERESA.
-
-Siedi, cara, siedi.
-
-RIENZ con squisita, amabile galanteria.
-
-E oggi vogliate essere buona anche con me, contessa Anna. Guardatemi,
-— se vi è possibile, — senza diffidenza, e sopratutto senza cattive
-prevenzioni. Lo dicevo, adesso, alla contessa Teresa: — è con dolore,
-è con vero dolore, che io sono costretto a notare la vostra freddezza.
-Certe volte dovrei dire, persino... antipatia.
-
- ANNA, maravigliata, interroga Teresa con
- uno sguardo.
-
-TERESA.
-
-Sì, cara. Proprio così.
-
-RIENZ.
-
-Oggi, specialmente oggi, io ho bisogno, invece, di tutta la confidenza,
-di tutta la fiducia vostra e del conte Vitaliano.
-
-ANNA trasalisce, ma poi si domina subito, simulando una grande
-indifferenza e molta sicurezza.
-
-Mio marito?
-
-TERESA con impeto indicandole il Rienz.
-
-Per lui! Per il nostro interesse! Per il nostro onore!
-
-RIENZ sorridendo, fa cenno a Teresa di contenersi: ad Anna.
-
-Rassicuratevi! Non c'è finora da spaventarsi! La contessa Teresa è
-madre: si lascia vincere, forse, troppo presto dalle apprensioni.
-
-ANNA.
-
-Spaventarmi? Di che?
-
- rivolgendosi a Teresa.
-
-Soltanto io non so spiegarmi le tue parole...
-
- al Rienz con più forza.
-
-e tanto meno le vostre!
-
-TERESA.
-
-Anna, Anna, cerca di frenarti! Non è questo il momento di essere fiera,
-orgogliosa!
-
-ANNA.
-
-Non lo sono mai stata, — con te, — mamma.
-
- RIENZ resta attentissimo, seguendo con
- ansia il dialogo fra Anna e Teresa.
-
-TERESA con irritazione.
-
-E sopratutto, figliola mia, ricordati nella scelta degli amici non
-bisogna lasciarsi guidare da antipatie e, peggio, da simpatie strane,
-ridicole. Gli amici veri, leali, si conoscono e si trovano vicini a noi
-nel momento del bisogno, del pericolo!
-
-ANNA trasalisce, ma è un lampo. Con molta calma:
-
-Nel momento del pericolo? Quale pericolo?
-
- RIENZ fa un cenno di approvazione a Teresa,
- incitandola ad andare avanti.
-
-TERESA.
-
-Si tratta di Vitaliano, ti ripeto: di tuo marito!
-
-ANNA.
-
-Vitaliano? Egli non ha nessun pericolo da temere.
-
-TERESA.
-
-Questo intanto, — tu, — come lo sai? Come lo puoi assicurare?
-
- RIENZ approva sempre coi cenni del capo le
- domande di Teresa.
-
-ANNA sforzandosi per sorridere.
-
-Come lo so? Forse... non sono sua moglie?
-
- appassionatamente.
-
-Conosco la sua vita, il suo cuore, conosco i suoi pensieri...
-
-TERESA.
-
-Non tutto conosci! Voglio crederlo, almeno non tutto!
-
- lentamente, sempre spinta dalle
- approvazioni del Rienz.
-
-Ci sono azioni, intrighi, che un uomo nasconde anche alla propria
-moglie, anche alla donna più amata, più adorata...
-
-ANNA.
-
-Ma non a me! Vitaliano non ha segreti per me!
-
-TERESA osservandola con l'occhialino: ironica.
-
-Sì?... Benissimo. Me ne compiaccio assai! Tanto più che non è sempre
-stato così. Oh, no! Anzi, è recente — recentissima, crederei, — questa
-unione così stetta, delle vostre anime?
-
-ANNA risentita.
-
-Ciò, scusa, mamma, non ti riguarda! — Io ho da dirti questo soltanto
-
- ironica a sua volta.
-
-per tranquillarti. — Tuo figlio Vitaliano non ha proprio nulla da
-temere!
-
- RIENZ non veduto da Anna, mostra a Teresa
- il foglio di carta che tiene ancora fra
- le mani.
-
-TERESA.
-
-Nemmeno... da un qualche suo... nemico?
-
-ANNA.
-
-È buono, non ha nemici.
-
-TERESA.
-
-Da un amico, allora; — da un suo fratello di fede, da un traditore, da
-un rivale, da una spia?...
-
-ANNA con un grido di spavento, alzandosi di scatto.
-
-Cézky?! Ha fatto la spia?!
-
-RIENZ avanzandosi: vivamente.
-
-Sì, Cézky! Ha denunziato il conte Lamberti! Ma voi come avete
-indovinato?
-
-ANNA smarrita, tremante.
-
-Io?... Io no!... Io non ho detto niente non so niente!
-
-TERESA ad Anna, che ad ogni parola si smarrisce e trema sempre più.
-
-Cézky! Cézky! Con un'anonima alla polizia! Lo ha denunziato alla
-polizia!
-
- indicando a Rienz.
-
-Lui ha scoperto tutto per fortuna nostra! E lui solo può ancora salvare
-Vitaliano dall'infamia, dalla morte!
-
-ANNA disperata, si volta verso Rienz con gli occhi pieni di lacrime,
-tendendo verso di lui le mani giunte, supplichevoli.
-
-Dio, Dio, Dio, Dio!
-
-RIENZ.
-
-Lo salverò; a un patto: — la verità! voglio la verità!
-
-ANNA.
-
-Ma io...
-
-RIENZ.
-
-La verità! O vostro marito è arrestato e perduto!
-
-ANNA balbettando.
-
-Sì!... Sì!... Ieri...
-
- si arresta, esita impaurita davanti alla
- rivelazione che sta per fare.
-
-Io... non... non so...
-
-RIENZ.
-
-Dovete parlare e bisogna parlare!
-
-ANNA.
-
-Io... non...
-
- scoppia in un pianto dirotto.
-
-Non so niente! Io non so niente, niente, niente!
-
-RIENZ.
-
-Le lacrime! Sempre! Maledette le lacrime!
-
- cammina su e giù furibondo.
-
-TERESA al Rienz, sottovoce.
-
-Non così! La spaventate troppo!
-
-RIENZ.
-
-L'ho osservata bene! Sa molte cose. Bisogna approfittare della paura!
-
-TERESA mettendosi una mano sul petto.
-
-Io; io.
-
-RIENZ a Teresa: sempre sottovoce.
-
-Nomi, — sopratutto! — Nomi! I compagni!
-
-TERESA avvicinandosi ad Anna dolcemente.
-
-Coraggio! Coraggio, Anna!
-
- l'accarezza, la bacia sui capelli.
-
-Sono io stessa, che ti fo coraggio: sua madre. La mia presenza qui,
-la mia calma ti devono rassicurare. Mio figlio non mi ha mai amata. Ha
-torti gravi verso di me: ha commesso errori gravissimi, ma è sempre mio
-figlio, porta sempre il mio nome!
-
- ANNA continua a singhiozzare.
-
-TERESA.
-
-Ora si tratta di salvarlo; poi, tutti insieme, — noi tre, — cercheremo,
-di poter rimediare per il momento, e sapremo costringerlo anche ad
-aprire gli occhi davanti al precipizio. Non è vero?
-
-RIENZ.
-
-Certamente!
-
- ANNA ancora in lacrime, guarda ora l'uno
- ora l'altra, come trasognata.
-
-TERESA.
-
-Quel Cézky!
-
- ANNA ha un brivido.
-
-TERESA.
-
-Che canaglia!... Tuo marito ti trascurava un po'; ti lasciava sola.
-Poi...
-
- accarezzandola.
-
-la testolina è poetica... I versi... la luna. — Romanticismo! — Non è
-vero, conte Stefano? — Ha sperato: — si è innamorato.
-
- ANNA fa un atto di protesta.
-
-TERESA.
-
-Non giustificarti! Non negare! — Sono donna... un istante di
-sconforto... la malinconia. È la sua stessa infamia che ti difende, che
-prova la tua innocenza! Tu lo hai respinto e lui si è vendicato! Tutta
-la colpa è di tuo marito.
-
- ANNA fissa Teresa attentamente.
-
-TERESA.
-
-Il primo venuto diventa subito suo amico, basta che sia un affamato e
-un declamatore! E così, come questo Cézky, tutti gli altri, i tristi, i
-settarî che gli hanno avvelenato il sangue!
-
-ANNA.
-
-I settarî?... I tristi?...
-
-TERESA.
-
-Tu li conosci?... — Unisciti a noi per allontanarlo da costoro! Per
-salvarlo da costoro!
-
-ANNA cominciando a capire.
-
-Io non... conosco nessuno...
-
-RIENZ quasi brutalmente.
-
-Con chi si trova vostro marito? Chi gli scrive? Chi ha rapporti palesi
-o segreti con lui?
-
-ANNA alzandosi, fissando prima Teresa, poi il Rienz.
-
-E vorreste che io?... È questo che... — Ditemi, — ben chiaro, — _ben
-chiaro_, — che cosa volete, che cosa pretendete da me?
-
-RIENZ.
-
-Contessa, vi prego. Nè... strepito... nè false sentimentalità!
-
-ANNA.
-
-E nemmeno sottintesi!
-
-RIENZ.
-
-E nemmeno sottintesi. Io qui, rappresento l'arciduca, — più ancora —
-il mio imperatore. Io sono stato un soldato e ora sono un servitore
-fedele di casa d'Austria, di questa vecchia e grande casa che ha
-profuso nel vostro paese, — paese di conquista, — sangue e milioni! —
-Io posso salvare vostro marito, ma lui solo! Tutti i nostri nemici no!
-— Voglio, devo sapere se si sta macchinando un altro sei febbraio, se
-— nell'ombra, — si stanno affilando nuovi pugnali! Questi emissarî,
-questi adepti, questi sicarî, voglio averli nelle mani, perchè io
-voglio, devo definire l'ordine e lo Stato. — Che cosa mi credete voi,
-un traditore o, — peggio, — un imbecille?!
-
-ANNA.
-
-E voi signore?
-
- a Teresa.
-
-E tu? Che cosa mi credete?... Anch'io... la spia? Anch'io... una spia?
-
-TERESA.
-
-Il tuo sangue t'impone di parlare! I tuoi interessi! I tuoi diritti!
-
-ANNA con orrore crescente.
-
-Io la spia?... La spia?... Una spia?...
-
-TERESA.
-
-Vitaliano...
-
-RIENZ.
-
-Col silenzio accusate lui solo!
-
-ANNA.
-
-No! No! No! No!
-
-RIENZ.
-
-Lo perderete!
-
-TERESA.
-
-Sarà arrestato!
-
-ANNA.
-
-E allora uccidetemelo anche! Io morirò con lui! Ma la spia no! La spia
-mai!
-
-TERESA spaventata.
-
-Ssst. Sottovoce!
-
-RIENZ irritato, irrequieto.
-
-Diventate pazza! Siete pazza!
-
-ANNA.
-
-Pazza! Pazza! Ma anch'io della stessa pazzia di mio marito!
-
- a Teresa.
-
-Lo amo! Adesso lo amo!... Lo amo!... Oh, se lo amo!
-
- a Rienz.
-
-E con lui, amo, adoro ciò che egli adora! Questa sua patria, questa
-nostra patria, più grande della vostra, più bella della vostra e, per
-colpa vostra, tanto infelice!
-
- a Teresa.
-
-Volete dei nomi?
-
- a Rienz.
-
-I nomi? Prendetevi il suo e prendetevi il mio!
-
-TERESA.
-
-Il tuo?
-
-ANNA.
-
-Sì; anche il mio! — È per lui! Per Vitaliano! È stato in questa forte
-e nuova poesia della sua vita, che io finalmente ho cominciato ad esser
-sua, _sua_! Che ho cominciato a conoscerlo a comprenderlo...
-
-RIENZ sente venir gente.
-
-Ssst!...
-
-TERESA.
-
-Taci!
-
-ANNA continuando.
-
-A stimarlo!
-
-TERESA afferrandole una mano; cercando di chiuderle la bocca, e
-ascoltando verso l'uscio.
-
-Taci! Taci!
-
-ANNA.
-
-Ad ammirarlo!...
-
-
-SCENA VI.
-
- FRANCESCO e detti — poi il LAMBERTI.
-
-
-FRANCESCO aprendo l'uscio di mezzo.
-
-Il signor conte...
-
-ANNA con un grido di gioia.
-
-Vitaliano!
-
-FRANCESCO.
-
-Torna adesso!
-
-RIENZ a Francesco spingendolo fuori e richiudendo l'uscio.
-
-Va bene! Andate!
-
- ad Anna.
-
-E voi ricordatevi...
-
-ANNA mentre Teresa vorrebbe allontanarla chiamando, con voce ancora
-soffocata
-
-Vitaliano!
-
-TERESA.
-
-Che cosa gli dirai?
-
-ANNA.
-
-Ciò che volete da me! Che pretendete da me!
-
-TERESA.
-
-Rifletti prima!
-
-RIENZ.
-
-Per voi e per lui!
-
-ANNA forte.
-
-Vitaliano! Vitaliano!
-
-LAMBERTI di dentro.
-
-Anna!
-
- presentandosi sull'uscio.
-
-Anna!
-
-ANNA corre a gettarsi fra le braccia di Vitaliano.
-
-Tu! Tu! Qui! Sei qui! Sei qui!
-
-
-SCENA VII.
-
- LAMBERTI, ANNA, TERESA, il RIENZ.
-
-
-LAMBERTI ad Anna.
-
-Che cosa ti hanno fatto?...
-
- fissando Teresa e il Rienz.
-
-Che cosa le avete fatto?...
-
-TERESA.
-
-Sei stato tradito!
-
- LAMBERTI trasalisce corrugando le ciglia.
-
-TERESA.
-
-Denunziato alla polizia!
-
-ANNA.
-
-E vogliono i nomi! Tutti i nomi!
-
-TERESA.
-
-Per salvarti! Perchè vogliamo salvarti!
-
-LAMBERTI ad Anna, ansiosamente.
-
-E tu?... Tu?...
-
-ANNA.
-
-No! No! No! — Io e te! Noi due! Noi due! Ho detto soltanto noi due!
-
-LAMBERTI stringendosi Anna sul petto.
-
-Soltanto noi due? — Perchè non dire la verità? — Sempre la verità!
-
- al Rienz ironico.
-
-I nomi?
-
- RIENZ rimane rigido, impassibile.
-
-LAMBERTI a Teresa.
-
-E anche tu sei qui con lui per avere dei nomi?
-
- TERESA raggrotta la fronte, fiera,
- sdegnosa.
-
-LAMBERTI prorompendo.
-
-Ve li dirò! E ricordateli bene! — È il nome di quanti hanno cuore e
-intelligenza, di quanti ricordano e odiano!... Uscite nelle vie! Nelle
-piazze! Entrate nei teatri, nelle chiese, dovunque si finge di godere
-o di pregare, dovunque si soffre e si nasconde il tormento! Il nome? I
-nomi...
-
- ridendo.
-
-Ah! Ah! Prima allargate le vostre prigioni! Fatele grandi come le
-nostre città e prendetevi... il nome di tutti! È l'ora! È venuta l'ora!
-Siamo tutti congiurati e ribelli!
-
-RIENZ scrollando il capo con fierezza ironica.
-
-Tutti!
-
-TERESA rivoltandosi sdegnata.
-
-Tutti, no!
-
-LAMBERTI.
-
-Tutti! Tutti!... Anche in casa tua! Anche la parte più cara del tuo
-sangue, della tua anima...
-
-ANNA con un grido di angoscia.
-
-Giacomino?... Giacomino?...
-
- TERESA guarda Anna, attonita, poi fa un
- passo verso Vitaliano.
-
-LAMBERTI continuando.
-
-Sì, lui, la creatura tua allevata da te, con le tue passioni, i tuoi
-pregiudizi! Anche lui! Anche lui, ha sentito il nostro fremito d'odio e
-di rivolta!
-
- spingendo prima Anna, poi anche Teresa
- verso l'uscio di mezzo.
-
-Va! Va!... Andate! Ritorna adesso!
-
-ANNA con un grido.
-
-Ferito?...
-
-TERESA allibita.
-
-Ferito?....
-
-LAMBERTI.
-
-Sì! Ferito!
-
- verso la finestra.
-
-Ecco!... la carrozza!
-
-TERESA.
-
-Si è battuto?... Un duello!
-
-LAMBERTI.
-
-Sì! Con un ufficiale austriaco! Il principe Varzis! — È dei nostri! Si
-è battuto per noi!
-
- Anna e Teresa corrono incontro a Giacomino.
-
-
-SCENA VIII.
-
- LAMBERTI e il RIENZ.
-
-
-LAMBERTI fissa il Rienz, che rimane presso l'uscio, con un'occhiata
-torva, di odio.
-
-E voi, invece ricordatevi bene: — Giacomino, quel ragazzo si è battuto
-per una ballerina. Bisogna crederlo e farlo credere! Sono io solo che
-voi, — proprio voi — dovete far arrestare!
-
-RIENZ soffoca un impeto di collera: poi con dignità e con amarezza.
-
-Ah, no! Signor conte! — Io non sono un ufficiale di polizia e non sono
-un delatore!
-
-
- FINE DEL TERZO ATTO.
-
-
-
-
-ATTO QUARTO.
-
-
- La stessa scena dell'atto terzo.
-
-
-SCENA PRIMA.
-
- GIACOMINO poi ANNA — poi FRANCESCO.
-
-
- GIACOMINO seduto a un tavolino in
- giacchetta da camera e con un fazzoletto
- bianco al collo: sta facendo colazione.
-
- ANNA di dentro: bussa ad un uscio di
- fianco.
-
-GIACOMINO con indifferenza, continuando a mangiare.
-
-Avanti!
-
-ANNA.
-
-Posso entrare?
-
-GIACOMINO alzandosi, correndole incontro.
-
-Vieni! Vieni, zietta cara!
-
-ANNA entra facendo un lavoro di maglia: è pallida. Si sforza per
-dominare una grande tristezza e una grande inquietudine.
-
-Oggi come va?
-
-GIACOMINO allegramente.
-
-Benone!... Benissimo!
-
-ANNA sorridendo, ma sempre con un velo di mestizia.
-
-Ero venuta per farti un po' di compagnia. Allora...
-
- fa un passo per uscire.
-
-GIACOMINO.
-
-Ahi!... Si riapre la ferita!
-
-ANNA lo guarda a lungo: con un sospiro.
-
-Beato te!
-
- siede e ricomincia a lavorare, ma
- svogliatamente, soprappensiero e
- interrompendosi spesso.
-
-GIACOMINO ridendo.
-
-Eh!... Perchè la sciabolata
-
- segna il petto.
-
-l'ho presa di traverso! Se era per così...
-
- indica la punta.
-
-a quest'ora sarei fra i beati, davvero!
-
- siede e continua a far colazione: beve un
- bicchiere di marsala.
-
-Eccellente!
-
-ANNA.
-
-Non bere troppo, in questi primi giorni! E non mangiar troppo!
-Ricordati le raccomandazioni del dottore!
-
-GIACOMINO.
-
-Non parlarmi di quello sgherro della nonna!
-
- ANNA si fa sempre scura in viso, quando
- sente nominar Teresa.
-
-GIACOMINO.
-
-Dopo due giorni avrei potuto alzarmi e lui, a letto, per una settimana!
-Il mio stomaco invocava un bel pezzo di rosbiffe al sangue, e lui,
-brodetti e vermicelli!... Malizie della nonna per tenermi sottochiave,
-— qui, — nel suo appartamento! — Ma oggi, rivoluzione! Ho dichiarato
-a quel... Giulay che sarei uscito a cavallo e così, almeno, mi ha
-permesso di uscire in carrozza. — E sai,
-
- indica danaro.
-
-più niente! Le... svanziche, moneta austriaca! — Io ho dichiarato di
-essere italiano! dunque... più nemmeno un kaiser! Tu l'hai vista, oggi,
-la nonna?
-
-ANNA seccamente.
-
-No!
-
-GIACOMINO.
-
-Io non la vedo da tre giorni!
-
- si ferma con la forchetta in mano,
- pensieroso.
-
-Accumula prediche e strapazzate!
-
- con un'alzata di spalle.
-
-Non ci penso, o perdo l'appetito!
-
- ricomincia a mangiare allegramente.
-
-ANNA.
-
-Tu sei sempre allegro... Tu ridi sempre! Proprio... beato te!
-
-GIACOMINO.
-
-Che vuoi? Per me la vita bisogna prenderla... e magari anche lasciarla
-ridendo!
-
- guardandosi intorno, sottovoce.
-
-Io l'ho detto anche a Vitaliano: — Perchè dobbiamo metterci a fare
-l'Italia con tanto di muso? Ma facciamola ridendo! Col cattivo umore
-non si farà poi niente di buono!
-
-ANNA con gli occhi fissi.
-
-Beato te!... Beato te!... Perchè sei un uomo solo!
-
-GIACOMINO.
-
-No, se vuoi, beato per questo: perchè io so che tutte le cose,
-anche le più nere, hanno il loro lato roseo, ed io lo volto subito
-da questa parte! Da un po' di tempo, per esempio, avevo quasi perso
-l'appetito!... persino i tartufi non erano abbastanza profumati! —
-Adesso dopo una sciabolata e otto giorni di languidi brodetti!... Uhm!
-Queste patatine... hanno squisitezze inaudite! — Vuoi?
-
-ANNA rifiutando con un cenno del capo.
-
-Grazie.
-
-GIACOMINO.
-
-Ti ricordi, da ragazzi? Quante volte si rubava al cuoco le patate e le
-rape! — Si divoravano crude! ed eri tu, la più vecchia e la più golosa,
-che ci guidavi all'assalto!...
-
-ANNA sorridendo.
-
-Sì, sì... mi ricordo!
-
-
-SCENA II.
-
- FRANCESCO e detti.
-
- FRANCESCO entra con un piatto coperto.
-
-
-GIACOMINO goloso.
-
-Che cos'è?...
-
-FRANCESCO.
-
-Un quartino di pollo, bollito!
-
-GIACOMINO.
-
-Un quartino! Potevi portarne anche un quartone, gendarme!
-
-FRANCESCO.
-
-Mah! Quando non si ha avuto giudizio... si fa penitenza!
-
-GIACOMINO.
-
-Giudizio? Devi dire fortuna. Non ho avuto fortuna! E sai perchè? Perchè
-ho avuti troppi maestri! — Teso quel braccio! Più lunga la spaccata!...
-Salto indietro! Passo avanti!... — E poi, tutti mi insegnavano a darle,
-e nessuno m'ha insegnato a non prenderle!
-
-FRANCESCO scrollando il capo con dolce rimprovero.
-
-Marchesino!... Marchesino! Vale proprio la pena di battersi... per una
-ballerina!
-
-GIACOMINO si alza con impeto: fissa Francesco fieramente e respinge il
-piatto.
-
-Porta via!
-
-FRANCESCO inchinandosi, intimidito.
-
-Signor marchese... Scusi... Io non credevo...
-
-GIACOMINO.
-
-Basta così. Ho detto di portar via!
-
- FRANCESCO raccoglie in fretta piatti e
- bicchieri sopra un vassoio e via.
-
-
-SCENA III.
-
- ANNA e GIACOMINO.
-
-
-ANNA.
-
-Che estro hai avuto? Perchè tanta furia?
-
-GIACOMINO.
-
-Quell'uomo rappresenta tutta l'Austria. L'Austria, che non vuol
-prendermi sul serio! Io mi sono battuto per una ballerina! È fissato,
-è convenuto; è la parola d'ordine. Scommetto che se io andassi a dire
-oggi al commissario di polizia: — Barone; io non mi sono battuto per
-la Pochini, ma perchè non voglio in questa terra feconda di aranci e di
-olivi i mangiatori di sego, — scommetto mi riderebbe sul muso!
-
-ANNA.
-
-E ti disperi per ciò?
-
-GIACOMINO.
-
-Non mi dispero, ma capirai, averle prese e poi non essere nemmeno un
-po'... un po' martire!
-
- avvicinandosi ad Anna.
-
-C'è qualche cosa di grosso per aria!
-
- ANNA trasalisce interrogandolo con gli
- occhi.
-
-GIACOMINO.
-
-Non posso dirti niente! Non interrogarmi, non pregarmi, non
-supplicarmi! Tanto, non potrei rispondere! Ma che uomo, tuo marito! Che
-uomo quel Vitaliano!
-
-ANNA sorridendo, raggiante.
-
-Sì? È vero?
-
-GIACOMINO.
-
-Che cuore!... E che fegato!... Non è un orso, — no, no! — È un
-leone!... Un Dio!
-
- con slancio, dando un bacio ad Anna.
-
-Tò!... Prendi!
-
-ANNA risentita.
-
-Giacomino!
-
-GIACOMINO.
-
-È per lui. Per tuo marito! — E questa volta... Altro che finte e salto
-indietro! Sempre avanti e per davvero fino alla fine!
-
- vedendo Anna oscurarsi in viso.
-
-Che hai?...
-
- spaventato.
-
-La nonna!
-
- siede fingendosi sofferente.
-
-ANNA scrollando il capo.
-
-Tutto il tuo coraggio...
-
-GIACOMINO.
-
-Sento anch'io il coraggio, come in quei versi, di guardare il patibolo
-in faccia; ma di guardare in faccia la nonna quando è in collera....
-proprio no!
-
-
-SCENA IV.
-
- TERESA e detti.
-
-
-TERESA entra dall'uscio della biblioteca e si avvicina ad Anna senza
-mai guardare Giacomino.
-
-Oh, brava! Ero stata a cercarti in biblioteca! Mando il fattore a
-Milano; vuoi qualche cosa?
-
-ANNA fa cenno di no, col capo.
-
-Grazie.
-
-TERESA rimane un po' sconcertata da tanta sostenutezza, poi, dopo aver
-lanciata un'occhiata, senza parere, a Giacomino, si avvicina ad Anna,
-cercando di rabbonirla.
-
-Bella questa lana!... Un bel colore! Ne farò prendere anche per me! Si
-trova dal Guffanti, vero? Quello in via dei Borsinari?
-
-ANNA.
-
-Sì.
-
-TERESA ad Anna sottovoce e chinandosi come per osservare la lana.
-
-Quel... bel mobile, come va stamattina?
-
-ANNA.
-
-Meglio.
-
-TERESA.
-
-Mi pare un po' giù. Ha mangiato?
-
-ANNA.
-
-Sì!
-
-TERESA.
-
-Asino! Così debole... per crepare d'indigestione!
-
- dopo un momento con voce affettuosa.
-
-Anche tu, bada! sei pallida! Hai certi occhi...
-
-ANNA.
-
-Capirai; per me, almeno, non è questo il momento di pensare alla mia
-salute!
-
-TERESA sente sul viso la stoccata, ma si domina.
-
-Dovresti pensare a questo, per altro, che non sempre si può riuscire
-a moderare il proprio carattere, a frenare il proprio legittimo
-risentimento; e non dovresti conservare tanta... asprezza. Non
-sarò stata sempre molto espansiva con te, e la cosa, del resto, era
-abbastanza... reciproca. Ma ti ho sempre usato ogni riguardo, ho sempre
-avuto per te molta stima... e te l'ho provato anche ultimamente.
-
-ANNA.
-
-Ed io pure ti ho provato di meritarla.
-
-TERESA.
-
-Hai, nondimeno un grave torto. I giovani dovrebbero sempre giudicare i
-vecchi con un po' di benevolenza e... giudicare dalle intenzioni, che
-sono sempre giuste e rette.
-
- con un accento di verità e di passione, ma
- sempre molto dignitosa.
-
-Apprezza... il passo che io fo in questo momento.
-
- ANNA si alza vivamente, vinta da un
- improvviso slancio del cuore.
-
-TERESA sottovoce.
-
-E non metterti sempre anche tu, contro di me... Ormai, sono detestata
-da tutti in casa mia!
-
-ANNA.
-
-Detestata no.
-
-TERESA.
-
-Sì! Sì!... E perchè?
-
- forte per essere udita anche da Giacomino.
-
-Per quella maledetta ubriacatura politica.
-
-GIACOMINO.
-
-Ma nonna, tu...
-
-TERESA.
-
-Non parlo con voi! — Voi, per me, siete morto, e ne provo grande
-sollievo! È un peso... che ho giù dallo stomaco!
-
- ad Anna, con un altro tono di voce.
-
-Ma sopra di te, io avrei il diritto di poter contare come in un aiuto,
-come in un'alleata...
-
-ANNA.
-
-Un'alleata? Tua?
-
-TERESA sottovoce.
-
-Sì, per il bene, per la sicurezza di tuo marito.
-
-ANNA.
-
-In questi momenti gli uomini come mio marito, non pensano alla propria
-sicurezza! — Hanno ben altro da pensare.
-
-TERESA.
-
-E sei tu? Una donna, una moglie, un essere del nostro stampo che parla
-così?... — I patriotti, i fratelli! — Tu, almeno questo, avresti dovuto
-aver imparato... a tue spese: a conoscere bene i fratelli!
-
- ANNA trasalisce.
-
-TERESA.
-
-È un vento, una furia, che penetra nelle case, nelle famiglie, e che
-spazza via tutto: ogni sentimento di rispetto, di amore, ogni spirito
-di religione, di concordia e, insieme, la tranquillità e la felicità!
-
- pausa.
-
-Di vivo! di forte, di profondo, non c'è più che l'odio!
-
-GIACOMINO con forza, ribellandosi.
-
-Non è vero!
-
-TERESA meravigliata, furente.
-
-Non è vero?!...
-
- frenandosi con ironia.
-
-Ah, già, già! Sicuro! «Non è vero!» Di forte e di profondo c'è anche
-l'amore! L'amore... delle ballerine, per le quali un ragazzaccio
-scimunito come voi, provoca disordini e arrischia la vita!
-
- GIACOMINO si alza di scatto e si abbottona
- la giacca nervosamente.
-
-TERESA.
-
-Ah! Ah!... Vi sentite meglio? Siete guarito, interamente?... Ne ho
-molto piacere.
-
- GIACOMINO si avvia per uscire.
-
-TERESA con forza.
-
-Dove andate?
-
-GIACOMINO duramente.
-
-Di là!
-
-TERESA ha una scossa, poi si domina e torna ironica.
-
-Andate! Andate pure!
-
- richiamandolo.
-
-Il dottore...
-
- GIACOMINO si ferma.
-
-TERESA.
-
-Il dottore vi ha concesso per oggi, una passeggiata in carrozza. Ve
-la permetto anch'io, ma verso mezzogiorno; col sole! Andate in camera
-vostra a vestirvi, e non uscite... finchè non vi manderò a chiamare!
-
- GIACOMINO si avvia di nuovo, serio,
- sostenuto.
-
-TERESA che si aspetta una parola di scusa: quando Giacomino è
-sull'uscio.
-
-Andate così...
-
- GIACOMINO si ferma.
-
-TERESA sforzandosi di sorridere per vincere l'ira e il dolore.
-
-Andate! Andate pure!... Meno vi vedo e più... sono contenta!
-
- GIACOMINO via.
-
-TERESA con le lagrime nella gola.
-
-Anche lui... Ma a lui poi, — a lui! — Che cosa ho fatto?...
-
- sfogandosi, gridando forte.
-
-Francesco! Francesco!
-
- va verso l'uscio di mezzo.
-
-Francesco!
-
- il Lamberti entra.
-
-
-SCENA V.
-
- LAMBERTI e dette — poi FRANCESCO.
-
-
-LAMBERTI.
-
-Che vuoi da Francesco?
-
-TERESA.
-
-Mandarlo da Giacomino!
-
-LAMBERTI indicando Francesco che si presenta e si ferma sull'uscio.
-
-Eccolo, Francesco!
-
-TERESA.
-
-Andate dal signor Marchese! Aspettate! Prendete questo _plaid_!
-
- gli dà uno scialle.
-
-Che lo porti in carrozza, e si copra! Ordine mio!
-
- FRANCESCO via.
-
-LAMBERTI ad Anna.
-
-Vieni un momento di là? Ho da parlarti.
-
-TERESA.
-
-No, no! Rimani... Rimanete. Vado io!
-
- con la solita calma signorile.
-
-Il fattore mi aspetta: devo mandarlo a Milano.
-
- ad Anna.
-
-La lana dal Guffanti abbiamo detto?...
-
-ANNA.
-
-Sì.
-
-TERESA via, nella biblioteca.
-
-Guffanti; via dei Borsinari!
-
-
-SCENA VI.
-
- LAMBERTI ed ANNA, poi di nuovo FRANCESCO.
-
-
-ANNA a Vitaliano.
-
-Hai da parlarmi?
-
- lo guarda fisso.
-
-Che hai?
-
- LAMBERTI a sua volta, continua a fissare
- Anna con grande tristezza.
-
-ANNA con voce rotta dall'ansia.
-
-Che hai? Che cosa vuoi dirmi? Sì, sì!... Fissami bene: che il tuo
-occhio possa penetrare in fondo all'anima mia; non ho nulla da
-nasconderti!
-
-LAMBERTI.
-
-Hai capito dunque, che io volevo parlarti... di lui, del Cézky?...
-
- ANNA sostiene lo sguardo di Vitaliano:
- ferma, sicura.
-
-LAMBERTI le prende una mano, gliela bacia.
-
-No, Anna, Anna cara; io non ho mai dubitato di te!
-
-ANNA.
-
-Posso essere stata leggera; certo sono stata imprudente! — Era, allora,
-così vuota e inerte la mia vita, così grigia...
-
- con un brivido.
-
-così buia!
-
- accarezzandogli i capegli con grazia
- affettuosa.
-
-L'amore è come il sole; senza di lui, non c'è luce, nè calore!
-
- LAMBERTI stringe Anna al petto
- affettuosamente.
-
-ANNA.
-
-Per quel giovane... che non aveva una famiglia, solo, povero, io ho
-sentito, prima, un sentimento di compassione, di pietà... Poi anche
-di simpatia per il suo dolore così simile al mio. Cézky mi amava... lo
-capivo, lo vedevo, e non era amato. E anch'io cominciavo ad amare, ad
-amarti, e allora... non mi credevo amata! — Ecco; ti ho detto tutto! —
-Io poi, lo ritenevo nobile di animo, esaltato, ma onesto.
-
-LAMBERTI.
-
-Onesto?... Forse lo era. Non si può giudicare gli uomini nell'eccesso
-della passione; da un momento di disperazione! Bisogna, in ogni modo,
-essere indulgenti con chi...
-
- lentamente e fissando Anna per farle
- indovinare il suicidio del Cézky.
-
-sa condannarsi e punirsi da sè, con chi... sconta il delitto
-commesso... con la propria vita.
-
-ANNA con un grido.
-
-Cézky?
-
-LAMBERTI accennando affermativamente col capo, si leva una lettera di
-tasca e gliela dà.
-
-È una lettera da Milano. Chi scrive, è un amico.
-
- ANNA legge con un forte tremito: lascia
- cadere la lettera e siede con un gesto
- d'orrore, nascondendosi il capo fra le
- mani.
-
-LAMBERTI raccoglie la lettera e di nuovo la ripone in tasca.
-
-Noi lo credevamo in Tirolo o a Vienna, sotto la protezione della
-polizia! Invece era a Milano, nascosto in una soffitta, vivendo nel
-dolore, e, forse, fra i rimorsi. In quell'ultimo istante la grande
-bontà di Dio ha certo fatto dimenticare a quell'uomo di essere una
-spia. Si è ucciso con una pugnalata come Jacopo Ortis... e col libro
-dell'Ortis, chiuso dinanzi.
-
- cammina su e giù, poi torna ad avvicinarsi
- ad Anna.
-
- ANNA rimane sempre con il capo fra le
- braccia appoggiata al tavolino.
-
-LAMBERTI si appoggia lui pure al tavolino: ad Anna, con grande dolcezza.
-
-Perdonagli, Anna! Gli ho perdonato anch'io! Ed ora... ascoltami con
-coraggio. Forse... forse qualche giorno, forse domani, forse stasera io
-dovrò partire.
-
-ANNA, con un sussulto doloroso.
-
-È il momento?
-
-LAMBERTI.
-
-Sì. Il Fratti e lo Strassér rimangono a Milano. Don Carlo Morelli, da
-Como, ci terrà in relazione con lui.
-
-ANNA.
-
-Con Mazzini?...
-
-LAMBERTI.
-
-Sì. È a Lugano; pronto ad unirsi con noi. Io devo passare dal
-Carrarese, e per il giorno dell'insurrezione trovarmi a Sarzana.
-
-ANNA buttandogli le braccia al collo.
-
-Vengo con te!
-
-LAMBERTI.
-
-Anna... Anna...
-
-ANNA.
-
-Vengo con te!
-
-LAMBERTI.
-
-Mi raggiungerai!... Presto!
-
-ANNA.
-
-Vengo con te! Vengo con te!
-
-LAMBERTI.
-
-È impossibile cara, e lo sai. Ascoltami, dunque; ascolta bene ciò che
-tu devi fare.
-
- ANNA abbassa il capo come vinta.
-
-LAMBERTI.
-
-Appena partito io tu anderai e ti fermerai a Milano, in casa tua. Sei
-ricca, della mia sostanza tu non ne hai bisogno.
-
- si leva di tasca un'altra lettera chiusa in
- una busta.
-
-Prendi...
-
- turbamento di Anna.
-
-Ma no!... Non impressionarti così! Bisogna tutto prevedere. Tornerò, o
-verrai tu!
-
- indicando la lettera.
-
-Due righe sole. Sei tu la mia erede universale. Ma per aiutare i
-nostri. Devi spendere tutto ciò che è mio per la causa. Ed ora...
-
- esitando.
-
-Un'altra preghiera. E pensa, — adesso sì, — pensa che può essere
-l'ultima. — È la mia felicità, è il coraggio stesso che io ti domando.
-Sono egoista, ingiusto, inumano, ma è più forte di me. Se io... Anche
-quando non ci sarò più...
-
- abbracciandola stretta con un singhiozzo.
-
-Ti voglio sempre mia!
-
-ANNA coprendolo di baci.
-
-Tua, tua, tua, tua! Ma io voglio venire con te! Ma io voglio morire con
-te! Con te che sei mio! Con te che mi hai fatto vivere! Con te che mi
-hai fatta buona! Tua! Tua! Tua! Tua!
-
-LAMBERTI dopo un momento di commozione, asciuga gli occhi ad Anna.
-
-Che non ti vedano piangere!... Nessuno deve sospettare...
-
- prende la lettera sul tavolino, gliela dà.
-
-Prendi!
-
- ANNA, attonita, la tiene in mano.
-
-No! No!...
-
- ANNA la nasconde in seno.
-
-E la chiuderai subito nella tua scrivania. A Milano vedrò poi il mio
-notaio...
-
-FRANCESCO dall'uscio di mezzo, tremante, sconvolto.
-
-Signor conte! Sa?... Sa?
-
-LAMBERTI.
-
-Che c'è?
-
-FRANCESCO.
-
-A Sonvico, hanno arrestato il dottor Fratti!
-
-LAMBERTI.
-
-Chi te l'ha detto?
-
-FRANCESCO.
-
-Adesso! Il maestro di posta!
-
-LAMBERTI.
-
-Va!... Chiamalo!
-
- Francesco via.
-
-ANNA trattenendo Vitaliano che vuol seguire Francesco.
-
-Il dottor Fratti? Arrestato?...
-
-LAMBERTI.
-
-Lasciami andare! Lasciami andare!
-
-
-SCENA VII.
-
- TERESA e il Conte RIENZ.
-
-
- Teresa chiamando dalla biblioteca.
-
-Vitaliano! Vitaliano!
-
-RIENZ.
-
-Dov'è? Dov'è?...
-
- seguito da Teresa entra in fretta dalla
- biblioteca, attraversa la scena, viene
- fin dietro di Vitaliano: sottovoce;
- rapidamente.
-
-Partite subito sul momento! Dietro il Molino vecchio troverete una
-carrozza chiusa. Passerete il confine a Maslianico.
-
- forte ad Anna.
-
-Contessa Anna, scusate la mia fretta ma devo essere subito a Milano, al
-Comando Militare.
-
- a Teresa.
-
-Anche voi! Perdonate!
-
- fa un inchino alle signore, via.
-
-
-SCENA VIII.
-
- LAMBERTI, ANNA, TERESA.
-
-
- Lamberti immobile, sorpreso.
-
-ANNA con disperazione.
-
-Va! Va! Va!
-
-TERESA.
-
-Non un minuto! È la Provvidenza! L'aiuto della Provvidenza!
-
- LAMBERTI risoluto.
-
-Alcune carte... Aspettatemi!
-
- ad Anna che fa per seguirlo
-
-Aspettami!
-
- va via per l'uscio dal quale è uscito
- Giacomino.
-
-ANNA a Teresa, con grande ansia e terrore.
-
-Tu sai?... Tu sai?...
-
-TERESA.
-
-Anna! Anna!
-
-ANNA.
-
-Presto! Ho diritto di saper tutto. Sono sua moglie!
-
-TERESA sempre più tremante.
-
-Dalla Spezia...
-
-ANNA.
-
-Dalla Spezia?
-
-TERESA.
-
-Sì, è venuto l'ordine dalla Spezia!... Hanno sequestrata una tartana, —
-i doganieri Pontifici, — diretta alla punta di San Terenzo! Era carica
-di armi, di fucili! Il capitano, un levantino, arrestato, minacciato di
-morte, ha parlato!
-
-ANNA.
-
-E Vitaliano?
-
-TERESA.
-
-Una grande insurrezione doveva scoppiare nello stesso giorno, in tutta
-l'Italia!
-
-ANNA.
-
-E Vitaliano?... Vitaliano?...
-
-TERESA.
-
-È uno dei capi! Vengono per arrestarlo!
-
- fuor di sè.
-
-Ma cosa fa? Che cosa fa?
-
-ANNA.
-
-Il conte?... Il conte di Rienz?
-
-TERESA.
-
-Ha tutto arrischiato per noi, ma non può nulla contro la polizia! — Il
-Commissario, i soldati, saranno qui fra mezz'ora! Sono forse già qui!
-
- verso la biblioteca.
-
-Che cosa fa adesso? Ma che cosa fa?!...
-
- giungendo le mani supplichevoli verso la
- cappelletta.
-
-Dio! Dio! Dio! Buono! Santo!
-
-
-SCENA IX.
-
- LAMBERTI e dette.
-
-
-LAMBERTI.
-
-Eccomi. Ed ora... io sono pronto.
-
-TERESA.
-
-Va!... Dunque!... Va!
-
- Anna lo fissa pallidissima, immobile, muta.
-
-LAMBERTI.
-
-No, madre mia. Io resto.
-
- ANNA trasalisce: senza mai dire una parola
- lo abbraccia come per non lasciarlo più,
- lo accarezza, lo bacia, gli bacia la
- mano.
-
-TERESA.
-
-Rimani?... Ma... non hai capito?... Vengono qui!... I soldati! Il
-Commissario! Per arrestarti!
-
- ANNA stringe Vitaliano affettuosamente, lo
- guarda supplichevole, scongiurandolo di
- fuggire.
-
-LAMBERTI le prende la mano, gliela stringe forte per infonderle
-coraggio: poi di nuovo, a Teresa.
-
-Nella carrozza del conte di Rienz è partito Giacomino. Avviserà, dietro
-via quanti più potrà dei nostri. E gli ho dovuto assicurare, per farlo
-partire, che avevo anch'io un mezzo altrettanto sicuro e che lo avrei
-raggiunto a Chiasso. Invece... no. Resto qui. La Provvidenza che voleva
-salvare me, non ha voluto o potuto salvare insieme anche tutti gli
-altri miei compagni. Perciò io, — solo, — non posso, io, approfittare
-dei suoi favori... e rimango.
-
-TERESA.
-
-Va! Va! Va! Ascoltami, Vitaliano! Devi ascoltarmi! Ne ho diritto!
-Sono tua madre!... La mamma! La tua povera mamma! Lo sento e non l'ho
-mai sentito come in questo momento! E non c'è più altro per me! Te lo
-giuro! Non c'è più altro! Va! Va! Va! Va!
-
- LAMBERTI con dolcezza.
-
-Non posso partire!
-
- la bacia, come in atto di perdono.
-
-TERESA.
-
-Va! Va! Va!
-
-LAMBERTI risoluto.
-
-No, mamma non devo partire. Bisogna aspettarli qui!
-
-TERESA ascolta un momento: con un grido.
-
-Dio!
-
- prendendosi la testa fra le mani guardando
- spaventata verso la finestra.
-
-Vengono!... Vengono!
-
- Anna con un grido si attacca disperatamente
- al collo di Vitaliano come per
- difenderlo...
-
-
- FINE.
-
-
-
-
-Opere di Gerolamo Rovetta
-
-
-_Romanzi_:
-
- La Moglie di sua Eccellenza, romanzo.
- La Signorina, romanzo.
- Cinque minuti di riposo!
- Mater Dolorosa, romanzo.
- La Baraonda, romanzo.
- L'idolo, romanzo.
- Le lacrime del prossimo, romanzo.
- Il tenente dei Lancieri, romanzo.
- Il primo amante, romanzo.
- Il processo Montegù, romanzo.
- Sott'acqua, romanzo.
- Dramatis personæ, antologia.
-
-_Teatro_:
-
- I Disonesti, dramma in tre atti.
- Scellerata!... commedia in un atto. — Collera cieca... commedia
- in due atti.
- Romanticismo, dramma in quattro atti.
- Madame Fanny, commedia in tre atti. — Marco Spada, commedia in
- quattro atti. — La Cameriera nova, commedia in due atti in
- dialetto veneziano.
- La Baraonda, dramma in cinque atti. — Principio di Secolo, dramma
- in quattro atti.
- La Realtà, dramma in tre atti. — La Trilogia di Dorina, commedia
- in tre atti.
- Il Re Burlone, dramma in quattro atti.
- Molière e sua Moglie, commedia in tre atti.
- Il Ramo d'ulivo, commedia in tre atti. — Il Poeta, commedia in
- tre atti.
- La Moglie giovine, commedia in quattro atti. — Le due coscienze,
- commedia in tre atti.
- I Barbarò, dramma in un prologo e quattro atti. — Alla città di
- Roma, commedia in due atti.
-
-_Novelle_:
-
- Casta Diva, Novelle.
- Cavalleria assassina, racconti.
- Baby, Tiranni minimi.
-
-
-
-
-
-Nota del Trascrittore
-
-Ortografia e punteggiatura originali sono state mantenute, correggendo
-senza annotazione minimi errori tipografici.
-
-*** END OF THE PROJECT GUTENBERG EBOOK ROMANTICISMO ***
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- Romanticismo, di Gerolamo Rovetta
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-
-<div style='text-align:center; font-size:1.2em; font-weight:bold'>The Project Gutenberg eBook of Romanticismo, by Gerolamo Rovetta</div>
-
-<div style='display:block; margin:1em 0'>
-This eBook is for the use of anyone anywhere in the United States and
-most other parts of the world at no cost and with almost no restrictions
-whatsoever. You may copy it, give it away or re-use it under the terms
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-
-<div style='display:table'>
- <div style='display:table-row'>
- <div style='display:table-cell; padding-right:0.5em'>Title:</div>
- <div style='display:table-cell; padding-right:0.5em'>Romanticismo</div>
- </div>
- <div style='display:table-row;'>
- <div style='display:table-cell'></div>
- <div style='display:table-cell'>(dramma in 4 atti)</div>
- </div>
-</div>
-
-<div style='display:block; margin-top:1em; margin-bottom:1em; margin-left:2em; text-indent:-2em'>Author: Gerolamo Rovetta</div>
-
-<div style='display:block; margin:1em 0'>Release Date: June 1, 2021 [eBook #65488]</div>
-
-<div style='display:block; margin:1em 0'>Language: Italian</div>
-
-<div style='display:block; margin:1em 0'>Character set encoding: UTF-8</div>
-
-<div style='display:block; margin-left:2em; text-indent:-2em'>Produced by: Carlo Traverso, Barbara Magni and the Online Distributed Proofreading Team at http://www.pgdp.net (This file was produced from images generously made available by The Internet Archive)</div>
-
-<div style='margin-top:2em; margin-bottom:4em'>*** START OF THE PROJECT GUTENBERG EBOOK ROMANTICISMO ***</div>
-
-<div class="booktitle">
-<h1>
-ROMANTICISMO
-</h1>
-</div>
-
-<hr class="silver" />
-
-<div class="titlepage">
-<p class="x-large">
-GEROLAMO ROVETTA
-</p>
-
-<p class="pad2 main-t">
-ROMANTICISMO
-</p>
-
-<p class="pad1">
-DRAMMA IN 4 ATTI
-</p>
-
-<p class="pad2 small">
-Sedicesima edizione
-</p>
-
-<p class="pad4">
-<span class="large g">MILANO</span><br />
-CASA EDITRICE BALDINI &amp; CASTOLDI<br />
-<span class="small">Galleria Vittorio Emanuele, 17</span><br />
-—<br />
-<span class="g">1922</span>
-</p>
-</div>
-
-<div class="verso">
-<hr class="mid" />
-<p>
-PROPRIETÀ RISERVATA
-</p>
-
-<p>
-I diritti di riproduzione, di traduzione e di rappresentazione
-sono riservati per tutti i paesi, non escluso il Regno di Svezia
-e Norvegia
-</p>
-
-<p>
-È assolutamente proibito di rappresentare questo dramma
-senza il consenso della Società Italiana degli Autori.
-(<i>Articolo 14 del Testo unico 17 Settembre 1882</i>).
-</p>
-
-<p>
-UNIONE TIPOGRAFICA — MILANO
-</p>
-<hr class="mid" />
-</div>
-
-<div class="dedica">
-<p>
-A TINA DI LORENZO L'AUTORE DI<br />
-DORINA DI NORA DI ANNA CON AFFETTUOSA<br />
-E RICONOSCENTE AMMIRAZIONE.
-</p>
-
-<p class="pad2">
-LIVORNO, 18 NOVEMBRE 1902.
-</p>
-
-<hr class="silver" />
-</div>
-
-<div class="chapter">
-<p>
-<span class="pagenum" id="Page_ix">[ix]</span>
-</p>
-
-<h2 id="articolo">Patria italiana sul teatro</h2>
-</div>
-
-<p class="indr">
-<i>A Gerolamo Rovetta.</i>
-</p>
-
-<p>
-Per qual ragione credete voi che il vostro
-nuovo dramma «Romanticismo» sia così ben
-accolto sui teatri di città in città d'Italia e
-dia alla nostra letteratura il conforto che un
-lavoro drammatico applaudito e piaciuto, nel
-pieno senso della parola, sia questa volta un
-lavoro italiano? Voi non pecchereste d'immodestia,
-rispondendomi che gli è perchè lo avete
-fortemente concepito e datagli una forma appropriata,
-con sentimento di verità e d'arte. I
-vostri personaggi son persone vive che operano
-e parlano in un ambiente reale: i caratteri
-sono quali, nelle rispettive condizioni di
-vita e d'ufficio, erano i caratteri del Lombardo-Veneto,
-triste vocabolo di austriaca memoria,
-mezzo secolo fa; gli affetti, quali nei cuori
-<span class="pagenum" id="Page_x">[x]</span>
-degl'Italiani di codesta nobile e visceral parte
-della patria nostra si venivano formando e
-nella vita si effondevano, in quel sacro decennio
-fra il '49 e il '59, che maturò, fermentante
-dal 1821, la libertà d'Italia. Il vostro
-conte Vitaliano Lamberti aveva nei decennii
-antecedenti portato il nome di Federico Confalonieri,
-di Giovanni Arrivabene, degli Arconati,
-degli Arese, dei Trecchi, dei Porro. Quella
-borghesia eroica che nella farmacia di Giovanni
-Ansperti riceveva l'epico giuramento
-dei fedeli al verbo mazziniano, e dava, serena
-e impenitente i suoi confessori e martiri alle
-forche di Belfiore, accolse il medico, il libraio,
-il prete, il patrizio, che non si chiamavano
-Ansperti, Fratti, Strassèr, Morelli, Lamberti,
-ma Scarsellini, Maggi, Maisner, Montanari,
-Finzi, Grioli, Zambelli, Speri, Penna, Ottonelli,
-Tazzoli. La povera Giuditta Ansperti,
-che muore di crepacuore un mese dopo esserle
-stato impiccato il marito, fu, in quella stessa
-Como, e in una farmacia, con dissomiglianza
-di vicenda e di fibbra, la forte donna il cui
-affetto tenace segue fino alle terribili carceri
-di Venezia Luigi Dottesio, e che è sopravvissuta,
-fino a sei anni fa, quasi nonagenaria,
-a quel dramma d'amore e di patria e
-di sangue. Dalle montagne del confine elvetico,
-che Ugo Foscolo inaugurò al rifugio dell'idea
-<span class="pagenum" id="Page_xi">[xi]</span>
-italica sotto l'egida delle libertà repubblicane;
-fra quelle balze, esercitate dal contrabbando
-politico, di mezzo alle quali il vostro
-conte trafuga in salvo il vecchio farmacista
-e si trova a dover ammazzare il tristo gendarme,
-che italiano, si fa gioia e vanto delle lacrime
-e del sangue degli italiani ribelli al
-suo imperatore; dalle balze di quelle montagne
-erano passati in una tempestosa notte
-del '22, a lume di torcie, l'Arrivabene, l'Ugoni,
-lo Scalvini, scampando allo Spielberg che ingoiava
-il Pellico, il Maroncelli, l'Oroboni,
-il Pallavicino, il Castillia, il Borsieri. Di quelle
-dame austriacanti, madri di figliuoli liberali;
-di quelle spose che avevano fatta una cosa
-sola dell'amore coniugale e della devozione
-all'Italia; oh quante la storia, la più inedita,
-del cuore di donna, quante ne avrebbe
-potuto consacrare alla compassione o al disprezzo,
-ovvero (come già per Teresa Confalonieri)
-al culto reverente, di noi che allora
-eravamo giovanetti! E il vostro consigliere
-imperiale, che divide la sua fedeltà tra l'aula
-della Cancelleria Cesarea e i recessi d'una
-di quelle alcove maledette nel verso del Berchet
-e del Nicolini, lo abbiamo avuto, mutati nomi
-e proporzioni, anche noi nella Toscana
-lorenese: salvo che qui la tragedia si assottiglia
-pianamente nel comico, che il Giusti
-<span class="pagenum" id="Page_xii">[xii]</span>
-di tra le quinte dell'allusione motteggevole
-ritraeva in iscorcio; nel modo stesso che la
-ferocia del gendarme Baraffini ingoffiava in
-qualche inocuo pupazzetto militare, tirato
-pe' fili della sestina scettica del Guadagnoli.
-Ma il pallido Ortis del romanticismo di tutta
-la penisola si disegnava con chiaroscuri lunari
-lungo le linee, sulle quali voi avete tracciata
-la figura del venturiero Rodolfo. E non piuttosto
-di Lombardia che di altra qualsiasi regione
-d'Italia era il marchese Giacomino,
-da voi ritratto con arguzia e festività goldoniane,
-quando dalla regione designata per la
-riscossa rivarcava il Ticino, sotto la bandiera
-tricolore, non più fatuo giovanotto quasi
-inconsapevole de' suoi stessi sentimenti di
-naturale amor patrio, ma soldato di Vittorio
-Emanuele alle cariche di Palestro e di San
-Martino.
-</p>
-
-<p class="ast"><sub>*</sub><sup>*</sup><sub>*</sub></p>
-
-<p>
-E tutta questa vita vera di quel periodo
-della nostra storia Voi l'avete atteggiata con
-arte sapiente; sì per quel che avete condotto
-espressamente sulla scena, sì per quello che
-fra atto e atto avete trascorso. La morte della
-vedova Ansperti, quanto è più pietosa risaputa
-<span class="pagenum" id="Page_xiii">[xiii]</span>
-dopo! e come drammatico lo scontro dei
-patriotti coi gendarmi sul confine svizzero,
-nella penombra del racconto senza indugiarvisi
-sopra! E il suicidio espiativo dell'Ortis
-denunciatore, che Voi con audace novità fate
-raccontare dal marito alla moglie, e può da
-quella coppia pura avere generoso compianto; e il
-duello patriottico tra Giacomino e il Grosso
-ufficiale austriaco che ci pare aver conosciuto
-nonostante che voi non gli abbiate fatto l'onor
-della scena; sono tratti di artista possente,
-che sa risparmiarsi alle parti culminanti dell'opera
-meditata, e in queste poi eccellere
-luminoso.
-</p>
-
-<p>
-Dico nel primo atto tutto intero, che non
-si dimentica; e (per quanto dallo avervi ascoltato
-può essermisi impresso nella memoria)
-nella scena, che mi parve bellissima su tutte,
-nella quale moglie e marito si rivelano, tardi
-ma in tempo, a se medesimi, e nella religione
-della patria riconsacrano e sublimano l'amor
-coniugale; e dove a quella religione il conte
-mazziniano inizia il marchesino, che d'ora
-innanzi avrà coscienza di ciò che sin allora
-solamente sentiva; e le arti poliziesche della
-suocera e del consigliere intorno alla giovane
-sposa magnanima; e il castigo che alla vecchia
-dama si viene, lungo tutto il dramma, apparecchiando
-nella diserzione d'ogni più caro e
-<span class="pagenum" id="Page_xiv">[xiv]</span>
-legittimo affetto, e nel supremo dolore, in cui
-ella ritrova colle lacrime materne se stessa,
-dell'arresto del figliuolo; e nella temperanza
-con la quale avete ritratto e lei e l'imperiale
-amico suo senz'aggravarli di troppo foschi
-colori, anzi lasciando che ancor egli, pur rimanendo
-inflessibile nell'aulica sua devozione
-contro l'idea italiana, e contro il «romanticismo»
-della rivoluzione impossibile, abbia
-tuttavia alcuno di quei tratti generosi a cui
-nessun cuore umano che non sia de' pochi
-affatto snaturati e perversi, rimane chiuso
-con sigillo inviolabile.
-</p>
-
-<p>
-Questi sono pregi nobilissimi del vostro lavoro.
-Ai quali deve pur aggiungersi la sincerità
-della lingua e dello stile che mi parvero
-non peccare nè di trascuranza delle proprietà
-dell'idioma che ci è testimonio di nazione, nè
-di quella preziosità che sotto altre penne (e
-alcun'altra volta scusate sotto la vostra stessa)
-aliena dallo schietto quotidiano linguaggio il
-conversar delle scene. Grave questione cotesta,
-nella quale credo che autori ed attori avrebbero
-ancor molto da fare, qui fra noi, per
-conseguire al teatro nostro la virtù somma, che
-dovrebb'essere, in tutti i sensi ed aspetti,
-la verità.
-</p>
-
-<p>
-Della verità storica poi, di fatti e d'ambiente,
-lumeggiata in modo squisito dalla valentia
-<span class="pagenum" id="Page_xv">[xv]</span>
-dei vostri interpreti e dallo sceneggiamento
-e dal costume, così fossero i drammaturghi
-sempre in sicuro possesso come siete stato Voi
-nell'interrogarne un'epoca, della quale i testimoni
-viventi rimangono, drappello di seniori,
-ancora in buon numero! Ahimè quanto
-falso medioevo sulle scene moderne! e non
-di scrittori italiani solamente; anzi, diciamo
-piuttosto, quanto falso medioevo italiano in
-lavori teatrali, che è sotto tale rispetto
-«peccato nostro e non natural cosa» tradurceli
-e accettarceli con plauso e, in certo
-modo, sottoscriverceli noi Italiani, sui teatri
-d'Italia! Voi avete dato un esempio, da augurarne
-imitatori. Ho riletto, dopo la rappresentazione
-del vostro «Romanticismo», le
-scene maestrevoli che la Sand desunse pel
-suo «Cadio» dalla storia della Vandea; nè
-le vostre mi paiono da meno: oltre poi il vantaggio,
-di averle Voi commisurate a scenica
-rappresentazione: chè il teatro parla a più
-e di più specie, persone che non il libro; parla
-a coloro ai quali non vorremmo non averci
-a pentire di aver insegnato a leggere il libro
-e il giornale; e parla, il teatro, il linguaggio
-del cuore, nel quale tutti anche e letterati e
-analfabeti, dovremmo saperci intendere e sentirci
-uniti nel bene. E si avverta che quanto
-è più facile lo adire le fonti del vero d'un'età
-<span class="pagenum" id="Page_xvi">[xvi]</span>
-a noi vicina, tanto più stringente è l'obbligo
-d'attingervi schietto: e più grave dunque il
-carico che Voi vi eravate addossato.
-</p>
-
-<p>
-Proseguite animosamente, anche perchè — questo
-vi dico per ultimo, ma sopra tutto mi
-preme che vi sia detto; e per questo principalmente
-ho preso fiducia di scrivervi in pubblico — anche
-perchè voi avete fatto, signore,
-un'opera buona. E ciò pure io credo (e rispondo
-alla dimanda che Vi proposi in principio)
-sia legittimo titolo del lieto successo
-che avete incontrato. La Poesia civile, la quale,
-e romantica e classica, cooperò con tanta
-efficacia a conquistarci la libertà nazionale, è
-richiamata sotto le armi a difenderla: difenderla
-da nemici tanto più pericolosi in quanto
-essi pretessono in nome della libertà umana,
-mentre uccidono consapevoli o no, il sentimento
-della patria. Io ho pur una volta sentito,
-come da giovane, echeggiare il teatro
-di applausi patriottici: ve ne ringrazio di
-cuore. La grande istoria della servitù d'Italia
-e del suo risorgimento Vi offre, da tutto il
-secolo decimonono, altri degni argomenti a
-trattare o riproducendo con nomi storici o,
-molto meglio, dal complesso dei particolari,
-com'era avete fatto, idealizzando fedelmente
-al vero persone ed avvenimenti. Vi preghiamo — lasciatemi
-parlare in nome della generazione
-<span class="pagenum" id="Page_xvii">[xvii]</span>
-con la quale io discendo — Vi preghiamo,
-Voi che ascendete, non sia questo il solo lavoro
-con cui facciate rivivere sulle scene, a
-memoria, ad ammonimento, a conforto, la
-santa immagine della patria italiana.
-</p>
-
-<p class="indl">
-<i>Firenze, Settembre 1902.</i>
-</p>
-
-<p class="indr">
-<span class="smcap">Isidoro Del Lungo.</span>
-</p>
-
-<p class="indl">
-(Dal <i>Giornale d'Italia</i>: — Roma — Sabato 4 Ottobre 1902).
-</p>
-
-<div class="chapter">
-<p>
-<span class="pagenum" id="Page_xviii">[xviii]</span>
-</p>
-
-<h2 id="pers">PERSONAGGI</h2>
-</div>
-
-<ul>
-<li>Il conte VITALIANO LAMBERTI</li>
-<li>Il conte di RIENZ</li>
-<li>Il marchese GIACOMINO D'ARFO</li>
-<li>RODOLFO CÉZKY</li>
-<li>GIOVANNI ANSPERTI, farmacista</li>
-<li>CASIMIRO FRATTI, medico</li>
-<li>MAURO STRASSÈR, libraio-editore</li>
-<li>Don CARLO MORELLI</li>
-<li>Il signor FAUSTINO, direttore della Farmacia Ansperti.</li>
-<li>BARAFFINI, sergente dei gendarmi</li>
-<li>DEMOSTENE, facchino</li>
-<li>FRANCESCO, vecchio servo di casa Lamberti</li>
-<li>La contessa ANNA LAMBERTI</li>
-<li>La contessa TERESA LAMBERTI dei duchi di Landro</li>
-<li>GIUDITTA ANSPERTI</li>
-<li>CAROLINA, vecchia cameriera della contessa Teresa</li>
-<li>Una contadina</li>
-<li>Gendarmi.</li>
-</ul>
-
-<p class="center">
-L'azione succede nel 1854:
-</p>
-
-<p class="center">
-Nel 1º atto a Como, nella farmacia Ansperti.
-</p>
-
-<p class="center">
-Nel 2º, 3º e 4º atto nella villa Lamberta, presso
-Milano.
-</p>
-
-<div class="chapter">
-<p>
-<span class="pagenum" id="Page_1">[1]</span>
-</p>
-
-<h2 id="atto1">ATTO PRIMO.</h2>
-</div>
-
-<div class="blockquote">
-<p>
-La scena rappresenta la retrobottega della
-farmacia Ansperti. Dai vetri delle finestre,
-che hanno le tendine bianche, ma sono aperte,
-e dagli usci si vedrà l'interno della farmacia
-e la porta che dalla farmacia mette
-sulla strada. La retrobottega è arredata come
-un modesto salottino borghese: un grande
-braciere con intorno alcune seggiole: una tavola
-grande, che serve da pranzo e da giuoco. — È
-la fine di novembre. — Sono le sette
-pomeridiane. La farmacia è illuminata
-con una lucerna ad olio: nella retrobottega
-una lucerna ad olio sulla tavola ed una candela
-di sego sulla credenza. Sulla tavola ad
-un'estremità, sul vecchio tappeto, è steso
-un tovagliolo con l'occorrente del pranzo per
-una sola persona.
-</p>
-</div>
-
-<p>
-<span class="pagenum" id="Page_2">[2]</span>
-</p>
-
-<h3>SCENA PRIMA.</h3>
-
-<div class="blockquote">
-<p>
-Il signor <span class="smcap">Faustino</span> e la signora <span class="smcap">Giuditta</span>.
-Il Signor Faustino, seduto a tavola, cena. La
-signora Giuditta, vestita assai modestamente,
-senza nessun ornamento, con un fazzoletto
-nero al collo, curva dinanzi al grande braciere,
-fissa la brace immobile, assorta, con la
-mente lontano. È pallida: ha l'aspetto sofferente.
-</p>
-</div>
-
-<div class="blocksc">
-<p>
-<span class="smcap">Faustino</span> continua a mangiare, poi dopo essersi
-pulita la bocca col tovagliolo
-cerca la bottiglia del vino con gli
-occhi: dopo un momento chiamando
-sottovoce:
-</p>
-</div>
-
-<p>
-Signora Giuditta! Signora Giuditta!
-</p>
-
-<div class="blocksc">
-<p>
-<span class="smcap">Giuditta</span> scuotendosi: lo fissa senza capire.
-</p>
-</div>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Faustino</span> sorridendo.
-</p>
-
-<p>
-Sono condannato anch'io...
-</p>
-
-<div class="blocksc">
-<p>
-più sottovoce
-</p>
-</div>
-
-<p>
-A morir di sete!
-</p>
-
-<p>
-<span class="pagenum" id="Page_3">[3]</span>
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Giuditta.</span>
-</p>
-
-<p>
-Ah!... Il vino!
-</p>
-
-<div class="blocksc">
-<p>
-si alza: va a prendere la bottiglia
-sulla credenza.
-</p>
-</div>
-
-<p>
-Scusi! La mia povera testa se ne va!
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Faustino.</span>
-</p>
-
-<p>
-Coraggio, signora Giuditta!... Non
-bisogna crucciarsi e bisogna distrarsi!
-</p>
-
-<div class="blocksc">
-<p>
-dopo averla osservata: gravemente.
-</p>
-</div>
-
-<p>
-Lei è molto ammalata!
-</p>
-
-<div class="blocksc">
-<p>
-<span class="smcap">Giuditta</span> scoppia in lacrime.
-</p>
-</div>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Faustino</span> alzandosi e prendendole una mano.
-</p>
-
-<p>
-Coraggio! Coraggio per lei...
-</p>
-
-<div class="blocksc">
-<p>
-sottovoce
-</p>
-</div>
-
-<p>
-e più ancora <i>per lui</i>.
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Giuditta</span>
-a mano a mano con crescente esaltazione.
-</p>
-
-<p>
-Lo sento! Lo sento! Non lo vedrò
-più! La forca!... La forca! Poveri e
-<span class="pagenum" id="Page_4">[4]</span>
-ricchi! Plebei e nobili! La forca... non
-guarda più in faccia a nessuno!
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Faustino.</span>
-</p>
-
-<p>
-Sst!
-</p>
-
-<div class="blocksc">
-<p>
-guarda verso la farmacia: poi, più
-sottovoce, spaventato.
-</p>
-</div>
-
-<p>
-Sa che quel rinnegato del sergente Baraffini
-l'ha presa a perseguitare e fa
-sempre la ronda!... — Pensi, invece — per
-calmarsi — che con tante perquisizioni
-non hanno trovato una prova
-sola contro suo marito! E suo marito,
-Tito Ansperti, è forte di corpo e di
-spirito: saprà negare, negare, negar
-sempre, per salvar sè e gli altri.
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Giuditta.</span>
-</p>
-
-<p>
-E il dottor Lazzati? — Gli hanno
-trovato qualche cosa? — No. — Eppure
-lo hanno condannato a quindici
-anni di ferri! E poi... fra i suoi compagni...
-</p>
-
-<p>
-<span class="pagenum" id="Page_5">[5]</span>
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Faustino</span> con impeto.
-</p>
-
-<p>
-Fra i patriotti?... Una spia?
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Giuditta.</span>
-</p>
-
-<p>
-Una spia, no! Ma un animo debole
-che non resista ai patimenti, alle minacce,
-ai tradimenti... — Mi compatisca,
-signor Faustino!... Perdoni ad
-una povera donna che ama, che soffre...
-e che muore. Sì! Sì! La morte! Ecco
-la mia forza e la mia speranza, perchè
-il mio Tito non me lo rendono
-più! Sono tre mesi, più di tre mesi,
-che quel Baraffini aveva messi sopra
-di me i suoi occhi di spia infame! — È
-venuto a strapparlo dalle mie braccia!
-E rideva, ghignava, mentre i gendarmi
-lo ammanettavano! Lo hanno
-condotto a Como, a Milano, a Venezia!
-Dio, Dio, a Venezia! Sapete come si
-chiama la prigione dove lo hanno rinchiuso
-<span class="pagenum" id="Page_6">[6]</span>
-a Venezia? — <i>Lo Stokhaus!</i> — La
-casa delle bastonate.
-</p>
-
-<div class="blocksc">
-<p>
-scoppia di nuovo in lacrime.
-</p>
-</div>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Faustino</span> esortandola a calmarsi.
-</p>
-
-<p>
-Signora Giuditta! Signora Giuditta!
-Anche per quel povero vecchio del signor
-Ansperti!... Il signor Tito era
-l'unico figlio!
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Giuditta.</span>
-</p>
-
-<p>
-Il babbo vive per la patria, per la
-vendetta! Lui... non è che suo padre!
-Io sono sua moglie! Lo amo, lo adoro,
-ne sono innamorata! Sono giovine ancora!
-È mio, è mio, il mio Tito e lo
-voglio!
-</p>
-
-<div class="blocksc">
-<p>
-Suona il campanello dall'uscio che
-dalla strada mette in farmacia:
-Giuditta si asciuga la lacrime
-in fretta.
-</p>
-</div>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Faustino</span> fa per avviarsi in bottega.
-</p>
-
-<p>
-<span class="pagenum" id="Page_7">[7]</span>
-</p>
-
-<p>
-Finisca di cenare. Vado io al banco.
-</p>
-
-<div class="blocksc">
-<p>
-vede in farmacia il conte Lamberti:
-sottovoce a Faustino:
-</p>
-</div>
-
-<p>
-È il conte Vitaliano!
-</p>
-
-<div class="blocksc">
-<p>
-Giuditta e Faustino mutano d'aspetto
-immediatamente: sorridono
-e si mostrano disinvolti.
-</p>
-</div>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Giuditta</span> rimuovendo la brace con
-una palettina.
-</p>
-
-<p>
-Avanti, avanti, signor conte! Venga
-a scaldarsi le mani! Soffia una <i>brèva</i>
-gelata! Un ventaccio di neve!
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Faustino</span> mentre Lamberti entra
-nella retrobottega.
-</p>
-
-<p>
-Servitor suo, signor conte!
-</p>
-
-<p>
-<span class="pagenum" id="Page_8">[8]</span>
-</p>
-
-<h3>SCENA II.</h3>
-
-<div class="blockquote">
-<p class="center">
-<span class="smcap">Lamberti</span> vestito da cacciatore e <span class="smcap lowercase">DETTI</span>
-poi la voce di <span class="smcap">Demostene</span>.
-</p>
-</div>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Giuditta.</span>
-</p>
-
-<p>
-È stata una buona giornata? Ha
-fatto buona presa?
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Lamberti.</span>
-</p>
-
-<p>
-No.
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Faustino.</span>
-</p>
-
-<p>
-M'hanno detto che attorno al Bisbino
-si levano le starne a nuvoli!
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Lamberti.</span>
-</p>
-
-<p>
-Non sono stato a caccia.
-</p>
-
-<p>
-<span class="pagenum" id="Page_9">[9]</span>
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Giuditta</span> ha notato l'occhiata e il torbido
-umore di Lamberti: sforzandosi
-con una risata.
-</p>
-
-<p>
-Allora grande allegria e festa per
-la selvaggina!
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Lamberti</span> fissandola con intenzione.
-</p>
-
-<p>
-Appunto: grande allegria! Molta allegria!
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Faustino</span> per cavarsela, avviandosi in bottega.
-</p>
-
-<p>
-Con permesso...
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Giuditta.</span>
-</p>
-
-<p>
-Si ricordi: lo zucchero e il caffè a
-casa Bernasconi.
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Faustino.</span>
-</p>
-
-<p>
-Subito!
-</p>
-
-<div class="blocksc">
-<p>
-chiamando
-</p>
-</div>
-
-<p>
-Demostene!
-</p>
-
-<div class="blocksc">
-<p>
-entra nella farmacia.
-</p>
-</div>
-
-<p>
-<span class="pagenum" id="Page_10">[10]</span>
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Demostene</span> di dentro con una sua cantilena
-particolare.
-</p>
-
-<p>
-<i>vèngòòò!</i>
-</p>
-
-<div class="blocksc">
-<p>
-Mentre dura il dialogo tra la Giuditta
-e il Lamberti, si vedrà il signor
-Faustino consegnare due pacchi
-di zucchero e di caffè a Demostene:
-poi, dall'uscio di strada, che si apre
-sempre con una scampanellata,
-entrerà una donna di servizio con
-una ricetta: il signor Faustino,
-legge la ricetta e prepara la medicina
-che consegnerà poi alla donna.
-</p>
-</div>
-
-<p>
-<span class="pagenum" id="Page_11">[11]</span>
-</p>
-
-<h3>SCENA III.</h3>
-
-<div class="blockquote">
-<p>
-<span class="smcap">Giuditta</span> e il conte <span class="smcap">Lamberti</span>
-nella retrobottega.
-</p>
-
-<p>
-Nella farmacia — a suo tempo, e seguendo
-l'azione come è indicata nella scena II<br />
-<span class="smcap">Faustino</span>, <span class="smcap">Demostene</span>
-e la <span class="smcap lowercase">DONNA DI SERVIZIO</span>.
-</p>
-</div>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Giuditta.</span>
-</p>
-
-<p>
-In questi mesi a Como si <i>crèpa</i> di
-salute! se non ci fosse un po' di lavoro
-in coloniali, con la farmacia non
-si caverebbero le spese!
-</p>
-
-<div class="blocksc">
-<p>
-<span class="smcap">Lamberti</span> fa un atto di stizza,
-passeggiando in su e in giù.
-</p>
-</div>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Giuditta</span> sforzandosi di sorridere.
-</p>
-
-<p>
-Misericordia che nuvoloni! È giovine,
-è ricco... La signora contessa è
-una dea fra le più ammirate dell'Olimpo
-<span class="pagenum" id="Page_12">[12]</span>
-milanese di tutto il Lombardo-Veneto!
-Dovrebbe essere allegro, felice
-e invece è sempre tetro e brontolone,
-come il vecchio Silva dell'<i>Ernani</i>!
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Lamberti</span> fissandola.
-</p>
-
-<p>
-Lei, invece signora Giuditta, lei, la
-moglie di Tito Ansperti... si mostra
-troppo di buon umore <i>con me</i>.
-</p>
-
-<div class="blocksc">
-<p>
-prorompendo.
-</p>
-</div>
-
-<p>
-Per Dio, non sono una spia!
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Giuditta</span>, spaventata.
-</p>
-
-<p>
-Signor conte!
-</p>
-
-<div class="blocksc">
-<p>
-frattanto nella farmacia si svolge l'azione
-tra Faustino e Demostene
-com'è indicato nella scena II.
-</p>
-</div>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Lamberti.</span>
-</p>
-
-<p>
-E allora, perchè — tutti qui!
-diffidate di me? Lei, signora Giuditta,
-col suo ridere forzato, mentre è pallida,
-ancora stravolta dal dolore? E anche
-<span class="pagenum" id="Page_13">[13]</span>
-il signor Faustino, il dottore, anche
-don Carlo, tutti! E più di tutti il
-vecchio Ansperti, suo suocero!
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Giuditta</span> inquieta per sè commossa
-per il Lamberti.
-</p>
-
-<p>
-Quel povero vecchio, dopo che gli
-hanno arrestato il figliuolo... in seguito
-ad una falsa denunzia... a sospetti senza
-fondamento, non ha più la testa a
-posto.
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Lamberti</span> avvicinandosi: sottovoce.
-</p>
-
-<p>
-Giovanni Ansperti il Presidente della
-Fratellanza Repubblicana Comasca,
-ha il cuore sempre forte e la testa sempre
-a posto!
-</p>
-
-<div class="blocksc">
-<p>
-<span class="smcap">Giuditta</span> lo fissa pallida, esterrefatta.
-</p>
-</div>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Lamberti.</span>
-</p>
-
-<p>
-So tutto; e stasera prenderò parte
-anch'io al vostro gioco del sette e
-<span class="pagenum" id="Page_14">[14]</span>
-mezzo. — Dov'è il signor Ansperti?...
-Di sopra?... Lo faccia venir giù. Se io
-fossi soltanto un imprudente — lei lo
-sa — Tito Ansperti a quest'ora sarebbe
-impiccato. Per chi è trovato
-in possesso di una cedola del prestito
-di Mazzini, c'è la pena di morte — e
-Tito Ansperti ne ha vendute cinquecento
-per cinquanta mila svanziche in
-un giorno solo e a Como soltanto! E
-il contrabbando? E la diffusione dei
-libri rivoluzionari?
-</p>
-
-<div class="blocksc">
-<p>
-con un impeto di collera.
-</p>
-</div>
-
-<p>
-Ma si fidi di me! Ha tanta fiducia nel
-signor Faustino, il direttore della sua
-farmacia, che conosce da pochi mesi, e
-in me no, che mi ha sempre veduto? Si
-fida di Demostene — il suo facchino — e
-non si fiderebbe di me, che ho avuto
-per trent'anni il fratello di suo suocero
-in casa mia, mio amministratore, mio
-<span class="pagenum" id="Page_15">[15]</span>
-procuratore? — Ma guardi la mia
-faccia. Legga nei miei occhi! Le par
-possibile che io possa essere un traditore,
-ovvero un pusillanime, un vigliacco?
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Giuditta</span> dopo un momento.
-</p>
-
-<p>
-Io credo in lei? ma... e gli altri?...
-</p>
-
-<div class="blocksc">
-<p>
-esitando.
-</p>
-</div>
-
-<p>
-Ella sa perchè, non la sua persona, ma
-il suo nome è circondato da tanta...
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Lamberti.</span>
-</p>
-
-<p>
-Antipatia, da tanto odio? Lo so.
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Giuditta.</span>
-</p>
-
-<p>
-Da tanta diffidenza.
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Lamberti.</span>
-</p>
-
-<p>
-Per mia madre! — Mia madre una
-duchessa di Landro, italiana, ma che
-chiamano «la Tirolese» perchè è tirolese
-il conte di Rienz! — Mia madre
-devota a casa d'Austria, mia
-<span class="pagenum" id="Page_16">[16]</span>
-madre la cugina, l'amica... Sì, l'amica,
-è falso, è un'infamia, ma tutti lo credono
-per gettarmelo in faccia! Mia
-madre l'amica di quel Conte di Rienz,
-del consigliere, dell'ispiratore mandato
-da Vienna all'arciduca!
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Giuditta.</span>
-</p>
-
-<p>
-Signor conte! Signor conte!
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Lamberti.</span>
-</p>
-
-<p>
-Ebbene, tutto questo è un grande
-dolore per me! È la vergogna che pesa
-sopra di me! Ma imputarmelo a colpa,
-no! — Dov'è la giustizia? E la giustizia
-dev'essere il sangue giovine e
-nuovo di un popolo nuovo e giovine! — È
-la mia disgrazia, terribile, signora
-Giuditta! Per mia madre, anche
-in casa mia, trovo la freddezza e l'indifferenza!
-</p>
-
-<div class="blocksc">
-<p>
-con un impeto di sincerità.
-</p>
-</div>
-
-<p>
-<span class="pagenum" id="Page_17">[17]</span>
-</p>
-
-<p>
-Io amo mia moglie con tutta la poesia,
-con tutta la passione, ma non sono riamato! — L'ho
-detto anche a Tito
-Ansperti: la patria prima; ma poi
-anche il mio nome da redimere, anche
-l'amore da inspirare, una famiglia mia
-da conquistare!
-</p>
-
-<div class="blocksc">
-<p>
-cambiando.
-</p>
-</div>
-
-<p>
-Ci vogliono prove?
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Giuditta.</span>
-</p>
-
-<p>
-Non per me...
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Lamberti.</span>
-</p>
-
-<p>
-Prove <i>materiali</i>, non ne ho, ma riuscirò
-a convincere lei e gli altri. — Dovevo
-essere iniziato alla <i>Giovine
-Italia</i>, presentato ai fratelli da suo
-marito. Quando egli fu arrestato, speravo
-che da un giorno all'altro fosse
-prosciolto...
-</p>
-
-<p>
-<span class="pagenum" id="Page_18">[18]</span>
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Giuditta</span> con un grido.
-</p>
-
-<p>
-Sperava?... Oggi non spera più?
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Lamberti</span> deludendo la domanda di Giuditta.
-</p>
-
-<p>
-Oggi ho alcune gravi rivelazioni da fare
-alla Società. Qualunque indugio potrebbe
-essere fatale.
-</p>
-
-<div class="blocksc">
-<p>
-più sottovoce afferrandole la mano.
-</p>
-</div>
-
-<p>
-I fratelli si raccolgono qui anche stasera?
-</p>
-
-<div class="blocksc">
-<p>
-vedendola esitante.
-</p>
-</div>
-
-<p>
-Ancora? — Ebbene lo dirò come ci
-siamo intesi io e suo marito, e mi crederà!
-</p>
-
-<div class="blocksc">
-<p>
-<span class="smcap">Giuditta</span> lasciandosi cadere sopra una seggiola
-fissa ancora Lamberti che
-resta in piedi, davanti a lei.
-</p>
-</div>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Lamberti.</span>
-</p>
-
-<p>
-Anche Tito Ansperti era, come me,
-un cacciatore appassionato: ci incontravamo
-spesso, nei boschi lontani, e
-<span class="pagenum" id="Page_19">[19]</span>
-si cacciava poi insieme, soli io e lui,
-le intere giornate.
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Giuditta.</span>
-</p>
-
-<p>
-So, so; ebbene?
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Lamberti.</span>
-</p>
-
-<p>
-Una mattina prestissimo, ai primi
-di settembre...
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Giuditta</span> interrompendolo.
-</p>
-
-<p>
-Il giorno stesso in cui sono venuti
-i gendarmi?
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Lamberti.</span>
-</p>
-
-<p>
-No. Tito Ansperti è stato arrestato
-il venerdì: noi, invece, ci siamo incontrati
-la mattina del mercoledì: sono
-date che non si dimenticano.
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Giuditta</span> come un'eco: quasi cupamente.
-</p>
-
-<p>
-Alle otto di sera, il cinque settembre:
-venerdì. Sono date che non si dimenticano!
-</p>
-
-<p>
-<span class="pagenum" id="Page_20">[20]</span>
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Lamberti.</span>
-</p>
-
-<p>
-Io avevo fissato la posta dietro la
-villa del Pizzo, alle prime boscaglie
-che salgono poi, a dirupo, lungo la
-montagna. L'alba non spuntava ancora:
-io avevo attraversato il grande giardino
-dell'albergo «Alla Regina d'Inghilterra»,
-avevo scavalcato il muro
-di confine fra il giardino dell'Albergo
-e quello della villa e mi ero lasciato cader
-giù, di colpo, nel recinto della
-villa stessa, quando vedo passarmi davanti
-agli occhi il lucicore di una
-canna di fucile e sento una mano forte,
-di ferro stringermi alla gola.
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Giuditta.</span>
-</p>
-
-<p>
-Tito?
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Lamberti.</span>
-</p>
-
-<p>
-«Che fate qui? — Dove andate?» — borbotta
-<span class="pagenum" id="Page_21">[21]</span>
-il mio aggressore, in tono
-di minaccia e di collera.
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Giuditta.</span>
-</p>
-
-<p>
-Era lui?... Era Tito?...
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Lamberti.</span>
-</p>
-
-<p>
-Ma allora, subito...
-</p>
-
-<div class="blocksc">
-<p>
-Si ode il campanello della farmacia:
-entra la donna com'è indicato
-nella scena seconda.
-</p>
-</div>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Giuditta</span> con voce indifferente, avvicinandosi
-all'uscio a vetri.
-</p>
-
-<p>
-Come sta la padrona?
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Donna</span> di dentro.
-</p>
-
-<p>
-Stasera è quasi senza febbre!
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Giuditta.</span>
-</p>
-
-<p>
-Buon segno! Speriamo!
-</p>
-
-<div class="blocksc">
-<p>
-rientra: torna a sedersi come prima:
-con la stessa intonazione di prima.
-</p>
-</div>
-
-<p>
-Era lui? Era Tito?...
-</p>
-
-<p>
-<span class="pagenum" id="Page_22">[22]</span>
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Lamberti.</span>
-</p>
-
-<p>
-Lo riconosco alla voce! «amici!...»
-rispondo «Lamberti!» L'altro rallenta
-la mano, mi lascia libero, ma il
-suo viso — la penombra a mano a
-mano diradava — rimaneva accigliato,
-inquieto. — «Non è la buona strada,
-signor conte! — Per di là! Per di là!»
-— E mi respinge a viva forza verso
-il muro di cinta, quando ad un tratto
-si ode nella boscaglia un frastuono, un
-precipitare di passi e dal dirupo erto,
-scosceso due giovani montanari piombano,
-d'un salto, in mezzo a noi, e buttati
-vari pacchi di libri e di carte ai
-nostri piedi, continuano sempre giù,
-a precipizio, e spariscono nella discesa!
-</p>
-
-<p>
-<span class="pagenum" id="Page_23">[23]</span>
-</p>
-
-<h3>SCENA IV.</h3>
-
-<div class="blockquote">
-<p>
-Suona il campanello della farmacia: entrano
-<span class="smcap">Don Carlo Morelli</span> e <span class="smcap">Mauro Strassèr</span>.
-Si fermano al banco a discorrere col signor
-Faustino. — Poi in fine entra in Farmacia
-il <span class="smcap">Dottor Fratti</span>.
-</p>
-</div>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Giuditta</span> dopo aver guardato, rimanendo
-seduta, chi è entrato in bottega:
-a Lamberti in tono rassicurante.
-</p>
-
-<p>
-Don Carlo e il libraio Strassèr!
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Lamberti</span> continuando.
-</p>
-
-<p>
-Erano due contrabbandieri! E portavan
-libri del Guerrazzi, del Gioberti,
-la <i>Francesca da Rimini</i> del Pellico!
-Erano giornali, l'<i>Italia del Popolo</i>, coi
-proclami di Mazzini, di Saffi, di Kossuth,
-stampati a Capolago dalla tipografia
-Elvetica.
-</p>
-
-<div class="blocksc">
-<p>
-cambiando, ridendo.
-</p>
-</div>
-
-<p>
-<span class="pagenum" id="Page_24">[24]</span>
-</p>
-
-<p>
-Ah! ah! La villa del Pizzo! La villa
-dell'arciduca Ranieri, vicerè del Lombardo-Veneto,
-è un buon posto, sicuro,
-per un simile contrabbando! — Tutto
-ciò io indovino, intuisco a quella rapida
-scena, il pallore minaccioso dell'Ansperti,
-e subito, gettandogli le braccia
-al collo e baciandolo, gli grido ma,
-a voce bassa, con tutto il calore del
-mio sangue: «Viva l'Italia!» — Viva
-l'italia — mi risponde l'Ansperti abbracciandomi
-a sua volta, sicuro che
-io non ero un giuda! — Una vecchia
-tana di volpe serve di nascondiglio,
-fino a sera, ai libri e ai proclami...
-</p>
-
-<div class="blocksc">
-<p>
-scampanellata forte: è il dottor Fratti
-che entra in farmacia.
-</p>
-</div>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Giuditta</span> sottovoce.
-</p>
-
-<p>
-Il dottor Fratti!
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Lamberti.</span>
-</p>
-
-<p>
-E la sera ne abbiamo introdotti a
-<span class="pagenum" id="Page_25">[25]</span>
-Como, quanti ce ne stavano, sotto gli
-abiti, nelle tasche, nel carniere... Poi
-a Milano.
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Giuditta</span> con fede e con entusiasmo
-stringendogli la mano.
-</p>
-
-<p>
-Adesso sì!
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Lamberti</span> interrompendola: allontanando
-la propria mano.
-</p>
-
-<p>
-Adesso o credermi o denunziarmi!
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Giuditta.</span>
-</p>
-
-<p>
-Andiamo su, dal babbo!
-</p>
-
-<div class="blocksc">
-<p>
-si stringono la mano. — Giuditta, chiamando
-sull'uscio a vetri.
-</p>
-</div>
-
-<p>
-Venite avanti!
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Don Carlo.</span>
-</p>
-
-<p>
-Buona sera, signora Giuditta!
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Giuditta.</span>
-</p>
-
-<p>
-Qui fa più caldo! — Demostene!
-</p>
-
-<p>
-<span class="pagenum" id="Page_26">[26]</span>
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Demostene</span> di dentro.
-</p>
-
-<p>
-<i>Vengòòò!</i>
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Giuditta.</span>
-</p>
-
-<p>
-Porta del carbone!
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Dottor Fratti</span> sull'uscio della farmacia.
-</p>
-
-<p>
-E il signor Giovanni?
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Giuditta.</span>
-</p>
-
-<p>
-Vado a chiamarlo e torno subito.
-Anche lei, signor Faustino! Venga a
-preparare le carte e le puglie. Resterà
-Demostene in bottega! Addio signor
-Strassèr!
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Strassèr.</span>
-</p>
-
-<p>
-Buona sera!
-</p>
-
-<div class="blocksc">
-<p>
-Giuditta e Lamberti entrano dall'uscio
-di fianco, a sinistra, che mette
-alla scala e quindi alle stanze superiori.
-</p>
-</div>
-
-<p>
-<span class="pagenum" id="Page_27">[27]</span>
-</p>
-
-<h3>SCENA V.</h3>
-
-<div class="blockquote">
-<p>
-<span class="smcap">Don Carlo Morelli</span>, il <span class="smcap">Dottor Fratti</span> e
-<span class="smcap">Mauro Strassèr</span> entrano dalla farmacia nella
-retrobottega: poco dopo da un uscio di fianco
-entra <span class="smcap">Demostene</span>, in maniche di camicia e
-con un lungo grembiule bianco, portando un
-cesto di carbone.
-</p>
-</div>
-
-<div class="blocksc">
-<p>
-Tutti depongono i mantelli, i cappelli
-sulle seggiole; chi appoggia l'ombrello,
-chi il bastone alle seggiole;
-si levano i grossi guanti
-di lana.
-</p>
-
-<p>
-Frattanto entra Demostene e vuota
-mezzo il cestello del carbone sul
-braciere, lascia il cesto per terra
-accanto al braciere e passa per
-l'uscio a vetri, nella farmacia.
-</p>
-
-<p>
-Tutti gli altri si avvicinano al braciere.
-</p>
-</div>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Fratti.</span>
-</p>
-
-<p>
-Il freddo, io lo soffro alle mani.
-</p>
-
-<p>
-<span class="pagenum" id="Page_28">[28]</span>
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Strassèr.</span>
-</p>
-
-<p>
-Io, invece ai piedi.
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Don Carlo</span> sorridendo bonariamente e crollando
-leggermente il capo con un
-moto che gli è abituale.
-</p>
-
-<p>
-Io alle mani, ai piedi e a tutto il
-resto!
-</p>
-
-<div class="blocksc">
-<p>
-ridono.
-</p>
-</div>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Fratti</span> scherzando.
-</p>
-
-<p>
-Siete vecchio, Don Carlo, e i vecchi,
-si sa, amano il caldo!
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Don Carlo.</span>
-</p>
-
-<p>
-No, no! Io no! Secondo le stagioni.
-D'inverno amo stare al caldo, ma d'estate...
-al fresco!
-</p>
-
-<div class="blocksc">
-<p>
-ridono.
-</p>
-</div>
-
-<p>
-<span class="pagenum" id="Page_29">[29]</span>
-</p>
-
-<h3>SCENA VI.</h3>
-
-<div class="blockquote">
-<p class="center">
-Il signor <span class="smcap">Faustino</span> e detti; poi la
-signora <span class="smcap">Giuditta</span>.
-</p>
-</div>
-
-<div class="blocksc">
-<p>
-<span class="smcap">Faustino</span> entra, spazzola il tappeto che è già
-sul tavolo e prepara le carte e le pugliette
-per il giuoco.
-</p>
-</div>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Don Carlo</span> aperta la scatola del tabacco, ne
-offre allo Strassèr.
-</p>
-
-<p>
-È vostro compatriotta: rapè d'Ungheria!
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Strassèr</span> prendendo il tabacco e annusando.
-</p>
-
-<p>
-A me, già, che volete?... L'idea di
-riprendere il nostro... sett'e mezzo,
-ancora qui, proprio qui, dopo l'arresto
-dell'Ansperti, mi pare...
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Don Carlo</span> crollando il capo e rimescolando
-la cenere con le molle.
-</p>
-
-<p>
-Anche a me. Mi pare, forse un eccesso
-di astuzia!
-</p>
-
-<p>
-<span class="pagenum" id="Page_30">[30]</span>
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Fratti.</span>
-</p>
-
-<p>
-E l'abbandonare improvvisamente
-la farmacia, non sarebbe stato invece,
-un eccesso di... ingenuità? Qui ci tengono
-d'occhio, ma lo sappiamo e abbiamo
-preso le nostre precauzioni!
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Faustino.</span>
-</p>
-
-<p>
-E poi trovare un altro posto?...
-Quale?... Dove?
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Fratti.</span>
-</p>
-
-<p>
-Qui siamo vecchi amici: siamo sempre
-venuti e, finchè la polizia ce lo
-permette, continueremo a venire.
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Strassèr</span> voltandosi dà un'occhiata sospettosa
-all'uscio che mette alle stanze
-superiori.
-</p>
-
-<p>
-Però, stasera, aspetteremo almeno,
-a giuocare, che quell'altro...
-</p>
-
-<div class="blocksc">
-<p>
-vuol dire: che il Lamberti se
-ne sia andato.
-</p>
-</div>
-
-<p>
-<span class="pagenum" id="Page_31">[31]</span>
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Don Carlo</span> chiamando Faustino.
-</p>
-
-<p>
-Pst!... Faustino!
-</p>
-
-<div class="blocksc">
-<p>
-Faustino si avvicina.
-</p>
-</div>
-
-<p>
-Il conte Vitaliano è andato su dal signor
-Ansperti!
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Fratti.</span>
-</p>
-
-<p>
-A che fare?
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Faustino.</span>
-</p>
-
-<p>
-Non so. È stato qui più di un'ora
-a discorrer colla signora Giuditta!
-</p>
-
-<div class="blocksc">
-<p>
-Tutti si fissano come interrogandosi
-a vicenda.
-</p>
-</div>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Fratti.</span>
-</p>
-
-<p>
-Come... figlio di sua madre, non m'ispira
-molta fiducia!
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Don Carlo</span> scrollando il capo e sorridendo
-con bontà.
-</p>
-
-<p>
-Con tutti i suoi milioni è un povero
-infelice!
-</p>
-
-<p>
-<span class="pagenum" id="Page_32">[32]</span>
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Faustino.</span>
-</p>
-
-<p>
-Per sua moglie?
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Don Carlo.</span>
-</p>
-
-<p>
-Credo, molto di più... per sua madre!
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Strassèr.</span>
-</p>
-
-<p>
-Voi andate spesso a villa Lamberta?
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Don Carlo.</span>
-</p>
-
-<p>
-Sì, dalla contessa giovine.
-</p>
-
-<div class="blocksc">
-<p>
-a Fratti.
-</p>
-</div>
-
-<p>
-Voi pure, dottore?
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Fratti.</span>
-</p>
-
-<p>
-Mi fanno chiamare per le persone di
-servizio. Per i padroni, arriva il medico
-da Milano. Peccato! Curerei la vecchia
-tanto volentieri... con l'arsenico!
-</p>
-
-<p>
-<span class="pagenum" id="Page_33">[33]</span>
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Strassèr.</span>
-</p>
-
-<p>
-Ma... anche la contessa giovine, pare,
-non è troppo molto buona con suo
-marito?
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Don Carlo</span> scrollando il capo, più forte.
-</p>
-
-<p>
-Non saprei! — Io so... che è molto
-buona per i miei poveri!
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Giuditta</span> entrando.
-</p>
-
-<p>
-Pronto, signor Faustino?
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Faustino.</span>
-</p>
-
-<p>
-Prontissimo!
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Giuditta</span> con solennità e fermezza.
-</p>
-
-<p>
-Vi annunzio, a nome del signor
-Giovanni, che abbiamo acquistato, da
-stasera in poi un nuovo compagno
-di giuoco: il conte Vitaliano Lamberti.
-</p>
-
-<div class="blocksc">
-<p>
-Il Fratti, lo Strassèr e Faustino fissano
-Giuditta serî, accigliati. Don Carlo,
-sorridendo, continua a frugare con
-la paletta nel braciere.
-</p>
-</div>
-
-<p>
-<span class="pagenum" id="Page_34">[34]</span>
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Giuditta.</span>
-</p>
-
-<p>
-Mio marito doveva condurlo qui,
-in mezzo a noi, il giorno stesso in
-cui fu arrestato. Ha offerto le prove
-più sicure a me, al signor Giovanni.
-</p>
-
-<div class="blocksc">
-<p>
-prorompendo.
-</p>
-</div>
-
-<p>
-È risoluto, pronto a dare tutto il suo
-danaro e tutto il suo sangue alla
-causa italiana!
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Strassèr</span> esitando.
-</p>
-
-<p>
-Nessun dubbio, ma...
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Fratti</span> pronto.
-</p>
-
-<p>
-Uno, uno solo. Era vostro marito
-che doveva presentarlo al comitato?
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Giuditta.</span>
-</p>
-
-<p>
-Sì.
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Fratti.</span>
-</p>
-
-<p>
-Sono tre mesi che Tito Ansperti è
-<span class="pagenum" id="Page_35">[35]</span>
-stato arrestato. Perchè il signor Conte
-si è risolto proprio stasera?
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Giuditta.</span>
-</p>
-
-<p>
-Perchè ha una grave rivelazione da
-fare alla fratellanza, nell'interesse
-della causa e nostro. — Vi ripeto: io
-e mio suocero siamo pronti ad accoglierlo:
-voi volete respingerlo? Differire?
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Fratti</span> risoluto.
-</p>
-
-<p>
-No.
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Giuditta</span> rivolgendosi a Strassèr e a Faustino.
-</p>
-
-<p>
-E voi?
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Strassèr</span> e <span class="smcap">Faustino</span> insieme.
-</p>
-
-<p>
-No.
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Giuditta</span> va all'uscio che mette nelle stanze
-superiori e chiama:
-</p>
-
-<p>
-Signor Giovanni!
-</p>
-
-<div class="blocksc">
-<p>
-rivolgendosi agli altri
-</p>
-</div>
-
-<p>
-<span class="pagenum" id="Page_36">[36]</span>
-</p>
-
-<p>
-Eccolo. Il conte Vitaliano è qui,
-col babbo!
-</p>
-
-<div class="blocksc">
-<p>
-a Faustino.
-</p>
-</div>
-
-<p>
-Demostene è stato avvertito?
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Faustino.</span>
-</p>
-
-<p>
-Fa già la guardia. — Sente?
-</p>
-
-<div class="blocksc">
-<p>
-Si sente dalla farmacia il rumore che
-fa il mortaio nel quale viene pestato
-il caffè con un lungo bastone
-di ferro.
-</p>
-
-<p>
-<span class="smcap">Giuditta</span> va a chiudere l'uscio e le finestre
-che danno nella farmacia: dalle
-tendine non si distingueranno più
-le persone, ma si vedrà sempre
-la luce.
-</p>
-</div>
-
-<p>
-<span class="pagenum" id="Page_37">[37]</span>
-</p>
-
-<h3>SCENA VII.</h3>
-
-<div class="blockquote">
-<p class="center">
-Il conte <span class="smcap">Lamberti</span>. — Il signor <span class="smcap">Giovanni
-Ansperti</span> e detti, poi, infine, <span class="smcap">Demostene</span>.
-</p>
-</div>
-
-<div class="blocksc">
-<p>
-<span class="smcap">Fratti</span> va incontro a Lamberti e fissandolo
-gli stende la mano in silenzio.
-</p>
-</div>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Lamberti</span> stringe la mano al Fratti e
-allo Strassèr; poi a Don Carlo,
-vivamente.
-</p>
-
-<p>
-Lei che conosce la mia vita e le
-mie amarezze, lei non è stupito di vedermi
-<i>qui</i>? Mi aspettava <i>qui</i>, non è
-vero?
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Don Carlo</span> commosso.
-</p>
-
-<p>
-E la benedico. E a sua volta, signor
-conte, non si stupisca lei di trovar
-qui, un povero prete. — Qui si soffre
-e si spera, è dunque il nostro posto,
-il più degno!
-</p>
-
-<p>
-<span class="pagenum" id="Page_38">[38]</span>
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Giovanni</span> stringendo la mano a Don Carlo.
-</p>
-
-<p>
-Voi siete la bontà e la giustizia.
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Lamberti.</span>
-</p>
-
-<p>
-Un vero, un degno prete. Invece a
-Venezia... — Ecco ciò che preme, ciò
-di cui dovevo avvertirvi.
-</p>
-
-<div class="blocksc">
-<p>
-<span class="smcap">Tutti</span> lo circondano con ansia.
-</p>
-</div>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Lamberti.</span>
-</p>
-
-<p>
-A Venezia, al servizio dell'auditore
-militare, c'è un prete ben diverso e
-che compie un ben diverso ministero.
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Fratti.</span>
-</p>
-
-<p>
-L'abate Bianconi?
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Strassèr.</span>
-</p>
-
-<p>
-Un fanatico austriacante?
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Giuditta.</span>
-</p>
-
-<p>
-Bianconi? Un Italiano? Un altro
-rinnegato?
-</p>
-
-<p>
-<span class="pagenum" id="Page_39">[39]</span>
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Lamberti.</span>
-</p>
-
-<p>
-Costui commettendo un sacrilegio...
-</p>
-
-<div class="blocksc">
-<p>
-si sente Demostene che batte più in
-fretta il mortaio.
-</p>
-</div>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Giovanni</span> subito, correndo a sedersi attorno alla
-tavola seguito da tutti gli altri.
-</p>
-
-<p>
-Al giuoco!
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Tutti</span> meno Vitaliano e la Giuditta.
-</p>
-
-<p>
-Giuochiamo!
-</p>
-
-<div class="blocksc">
-<p>
-<span class="smcap">Giovanni</span> distribuisce una carta a ognuno,
-cominciando il giuoco del sette
-e mezzo.
-</p>
-</div>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Giuditta</span> sottovoce al Lamberti.
-</p>
-
-<p>
-La ronda o qualche figura sospetta.
-Demostene dà l'avviso pestando più
-forte nel mortaio.
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Fratti</span> a Giovanni continuando il giuoco.
-</p>
-
-<p>
-Carta; un'altra, un'altra... ancora
-una carta... Sto.
-</p>
-
-<p>
-<span class="pagenum" id="Page_40">[40]</span>
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Faustino.</span>
-</p>
-
-<p>
-Sto.
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Don Carlo</span> dopo aver guardata la sua carta.
-</p>
-
-<p>
-Anch'io; sto.
-</p>
-
-<div class="blocksc">
-<p>
-<span class="smcap">Demostene</span> torna a pestare lentamente col
-tono cadenzato di prima.
-</p>
-</div>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Strassèr.</span>
-</p>
-
-<p>
-Dieci <i>kraiser</i>: carte.
-</p>
-
-<div class="blocksc">
-<p>
-prendendo le carte che gli dà Giovanni
-Ansperti.
-</p>
-</div>
-
-<p>
-È stato un falso allarme. Quattro
-</p>
-
-<div class="blocksc">
-<p>
-vedendo l'ultima carta.
-</p>
-</div>
-
-<p>
-e quattro otto!
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Faustino</span> sottovoce.
-</p>
-
-<p>
-Vado io a vedere.
-</p>
-
-<div class="blocksc">
-<p>
-si alza, esce.
-</p>
-</div>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Giuditta</span> macchinalmente, seguendo Faustino
-con lo sguardo.
-</p>
-
-<p>
-Carta!
-</p>
-
-<p>
-<span class="pagenum" id="Page_41">[41]</span>
-</p>
-
-<div class="blocksc">
-<p>
-<span class="smcap">Giovanni</span> le dà le carte pure macchinalmente.
-Demostene sospende di picchiare
-perchè parla con Faustino.
-</p>
-</div>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Giuditta.</span>
-</p>
-
-<p>
-Ancora... — Un'altra... — Sette e
-mezzo.
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Faustino</span> ritornando, mentre tutti si voltano
-verso di lui.
-</p>
-
-<p>
-Due gendarmi. Hanno cacciato il
-grugno in bottega, poi sono spariti.
-</p>
-
-<div class="blocksc">
-<p>
-tutti circondano ansiosi il Lamberti.
-</p>
-</div>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Giovanni.</span>
-</p>
-
-<p>
-Dunque?
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Giuditta.</span>
-</p>
-
-<p>
-L'abate Bianconi?...
-</p>
-
-<p>
-Lamberti.
-</p>
-
-<p>
-Sapete che un mese fa, a Milano,
-all'osteria della «Mezzalingua», è
-stato arrestato il cappellaio Rossetti?
-</p>
-
-<p>
-<span class="pagenum" id="Page_42">[42]</span>
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Giuditta</span> spaventata.
-</p>
-
-<p>
-Sì, ma il Rossetti è sicuro!
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Strassèr.</span>
-</p>
-
-<p>
-Sicurissimo!
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Fratti.</span>
-</p>
-
-<p>
-Sono pronto io a giurare per lui!
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Giovanni</span> imponendo silenzio, con forza.
-</p>
-
-<p>
-Sst!
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Faustino.</span>
-</p>
-
-<p>
-Lasciatelo parlare!
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Giuditta</span> angosciata.
-</p>
-
-<p>
-Dio, Dio, mio Dio!
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Lamberti</span> continuando.
-</p>
-
-<p>
-Orbene, quando il Rossetti dalle
-carceri di Milano fu trasferito a quelle
-di Venezia...
-</p>
-
-<p>
-<span class="pagenum" id="Page_43">[43]</span>
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Giuditta.</span>
-</p>
-
-<p>
-Allo Stokhaus?
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Ansperti.</span>
-</p>
-
-<p>
-Con mio figlio!
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Fratti</span> con ira.
-</p>
-
-<p>
-Anche voi! Ma lasciatelo parlare!
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Lamberti</span> continuando.
-</p>
-
-<p>
-Fu subito assalito da una febbre
-fortissima, poi rimase prostrato, abbattuto,
-in preda a cupe malinconie, a
-scrupoli religiosi...
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Strassèr.</span>
-</p>
-
-<p>
-Scrupoli religiosi?
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Fratti.</span>
-</p>
-
-<p>
-Il Rossetti?
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Faustino.</span>
-</p>
-
-<p>
-Un mangia-preti?
-</p>
-
-<p>
-<span class="pagenum" id="Page_44">[44]</span>
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Don Carlo.</span>
-</p>
-
-<p>
-Ha però una sorella monaca, a Brescia,
-al Sacro Cuore...
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Lamberti</span> continuando.
-</p>
-
-<p>
-Era turbato da visioni spaventevoli!
-gli appariva, credeva di vedere il demonio.
-</p>
-
-<div class="blocksc">
-<p>
-si torna a sentir lento, misurato, cadenzato,
-il pestar di Demostene
-nel mortaio.
-</p>
-</div>
-
-<p>
-Il commissario di polizia approfittò
-dell'occasione e gli pose accanto, in
-segreta, l'abate Bianconi, mentitore,
-traditore fin con l'aspetto venerando!...
-Costui s'insinuò nell'animo debole del
-convalescente, lo sbigottì con le minacce
-dell'inferno e lo consolò con le
-promesse del paradiso, purchè fosse
-disposto a mettere in pace la propria
-coscienza, con una confessione generale.
-</p>
-
-<p>
-<span class="pagenum" id="Page_45">[45]</span>
-</p>
-
-<div class="blocksc">
-<p>
-<span class="smcap">Don Carlo</span> si nasconde la faccia con le mani,
-in atto di orrore.
-</p>
-</div>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Lamberti</span> continuando.
-</p>
-
-<p>
-Fra i peccati il più grave, la diffusione
-di certi libri proibiti dalla Chiesa,
-che turbano la mente dei giovani,
-che offendono il sentimento religioso,
-che diffondono il pervertimento e la
-corruzione, e il povero Rossetti, non
-dubitando che un vecchio ministro di
-Dio potesse commettere un sacrilegio...
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Don Carlo.</span>
-</p>
-
-<p>
-Un tanto sacrilegio!
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Lamberti</span> continuando.
-</p>
-
-<p>
-Confessò di essere stato lui stesso
-l'intermediario che all'osteria della
-«Mezzalingua» e a quella della «Noce»
-riceveva i libri e gli stampati introdotti
-nel Lombardo-Veneto da Tito Ansperti.
-</p>
-
-<p>
-<span class="pagenum" id="Page_46">[46]</span>
-</p>
-
-<div class="blocksc">
-<p>
-<span class="smcap">Giuditta</span> si alza con un grido, poi si lascia
-ricadere sulla sedia.
-</p>
-</div>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Giovanni.</span>
-</p>
-
-<p>
-Mio figlio!... Il nome di mio figlio!
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Don Carlo.</span>
-</p>
-
-<p>
-Un prete!
-</p>
-
-<div class="blocksc">
-<p>
-toccandosi gli abiti con orrore.
-</p>
-</div>
-
-<p>
-Un vecchio prete!
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Faustino.</span>
-</p>
-
-<p>
-Anche il Rossetti!
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Strassèr.</span>
-</p>
-
-<p>
-Anche il Rossetti!
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Lamberti.</span>
-</p>
-
-<p>
-Sst!.
-</p>
-
-<div class="blocksc">
-<p>
-impone silenzio guardando inquieto
-nella farmacia.
-</p>
-
-<p>
-<span class="smcap">Giuditta</span> continua a piangere. Per un istante
-non si sentono che i suoi singhiozzi,
-e il pestare che fa Demostene nel
-mortaio.
-</p>
-</div>
-
-<p>
-<span class="pagenum" id="Page_47">[47]</span>
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Lamberti</span> dopo un momento.
-</p>
-
-<p>
-Si tratta della vostra sicurezza!
-Della vostra vita! A Venezia...
-</p>
-
-<div class="blocksc">
-<p>
-esitando, guardando Giuditta, poi
-decidendosi.
-</p>
-</div>
-
-<p>
-Il Tribunale Militare è già stato radunato!
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Giuditta</span> alzandosi di colpo.
-</p>
-
-<p>
-Condannato! Lo hanno condannato?...
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Lamberti.</span>
-</p>
-
-<p>
-Più tardi lo saprò!
-</p>
-
-<div class="blocksc">
-<p>
-correndo vicino a Giuditta.
-</p>
-</div>
-
-<p>
-Al carcere! non potrà essere che
-al carcere! Ha sempre negato! Avrà
-continuato a negare!
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Giuditta</span> con impeto, a Faustino.
-</p>
-
-<p>
-Gliel'ho detto! Anche stasera! Il
-<span class="pagenum" id="Page_48">[48]</span>
-mio Tito, no!... Ma un altro! Un altro
-che non abbia la sua forza!
-</p>
-
-<div class="blocksc">
-<p>
-Faustino, don Carlo, lo Strassèr, il
-Lamberti circondano Giuditta
-confortandola, facendola sedere,
-stringendole le mani con affetto.
-Giovanni Ansperti ed il Fratti
-restano un po' in disparte, l'Ansperti
-appoggiato al Fratti osserva
-Giuditta. Il Fratti fissa il
-Lamberti mostrandosi incredulo.
-</p>
-</div>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Faustino.</span>
-</p>
-
-<p>
-Coraggio! Non si perda di coraggio!
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Don Carlo.</span>
-</p>
-
-<p>
-Io ho tanta fede! Abbia la mia fede!
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Lamberti</span> come scusandosi.
-</p>
-
-<p>
-Io non potevo tacere! Non avrei potuto
-tacere!
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Giovanni</span> mormorando.
-</p>
-
-<p>
-Povera donna! Povera donna!
-</p>
-
-<p>
-<span class="pagenum" id="Page_49">[49]</span>
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Strassèr.</span>
-</p>
-
-<p>
-Maledetto il traditore!
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Faustino.</span>
-</p>
-
-<p>
-Il vigliacco!
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Fratti</span> avanzandosi con impeto.
-</p>
-
-<p>
-Aspettate a maledire e a giudicare!
-Io ho visto il Rossetti nel quarantotto
-sulle barricate! L'ho visto l'anno scorso
-nella giornata del sei febbraio! È ammalato!
-Può essere ancora il delirio
-della febbre! Non si giudicano gli uomini,
-non si condanna un fratello
-con la paura!
-</p>
-
-<div class="blocksc">
-<p>
-Tutti meno Giuditta, il Lamberti e
-Don Carlo fanno atto di sdegno.
-</p>
-</div>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Faustino.</span>
-</p>
-
-<p>
-Paura?...
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Strassèr.</span>
-</p>
-
-<p>
-Chi paura?
-</p>
-
-<p>
-<span class="pagenum" id="Page_50">[50]</span>
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Giovanni</span> imponendosi.
-</p>
-
-<p>
-Nessuno ha paura!
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Fratti</span> al Lamberti.
-</p>
-
-<p>
-Lei, intanto, signor conte, dica un
-po': come ha potuto avere tante notizie,
-i tanti particolari?
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Lamberti</span> risentito.
-</p>
-
-<p>
-Ho rivelato all'Associazione quanto
-poteva esserle utile. Ora basta: io ho
-finito.
-</p>
-
-<div class="blocksc">
-<p>
-Prende il cappello e il mantello
-e fa per andarsene.
-</p>
-</div>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Giuditta</span> con un grido trattenendolo.
-</p>
-
-<p>
-No!
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Giovanni</span> con autorità.
-</p>
-
-<p>
-Si fermi!
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Don Carlo</span> sottovoce al Fratti.
-</p>
-
-<p>
-Vorreste costringerlo a fare il nome
-<span class="pagenum" id="Page_51">[51]</span>
-di sua madre o quello del conte di
-Rienz?
-</p>
-
-<div class="blocksc">
-<p>
-<span class="smcap">Lamberti</span> fa di nuovo per andarsene.
-</p>
-</div>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Giovanni.</span>
-</p>
-
-<p>
-Ha chiesto a mio figlio e a me di
-appartenere alla <i>Giovine Italia</i>. Siamo
-tutti pronti ad accettare il suo giuramento,
-ad accoglierlo come fratello.
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Fratti</span> al Lamberti.
-</p>
-
-<p>
-Nelle mie parole non c'era altro
-che l'impeto, il desiderio di poter difendere
-un amico; ma non un'ombra
-di diffidenza verso di lei! Francamente,
-lealmente: mi creda e mi dia la mano.
-Mi dichiaro io stesso il suo iniziatore.
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Giovanni</span> al Lamberti.
-</p>
-
-<p>
-E la formula della promessa?
-</p>
-
-<p>
-<span class="pagenum" id="Page_52">[52]</span>
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Lamberti.</span>
-</p>
-
-<p>
-La so, da vostro figlio.
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Giuditta</span> con voce fioca.
-</p>
-
-<p>
-Anche Demostene...
-</p>
-
-<div class="blocksc">
-<p>
-si avvicina all'uscio della farmacia, lo
-apre, e chiama Demostene con la
-mano. — Demostene entra, fa un
-passo verso il gruppo, rimanendo un
-po' discosto. — Giuditta resta in
-piedi, appoggiata alla credenza, vicino
-alla finestra.
-</p>
-</div>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Lamberti</span> lento, solenne, come chi ripete parole
-imparate a mente.
-</p>
-
-<p>
-«... Nel nome di Dio e dell'Italia.
-Nel nome di tutti i martiri della santa
-causa italiana, caduti sotto i colpi della
-tirannide straniera o domestica. Pei
-doveri che mi legano alla terra ove
-Dio m'ha posto, e ai fratelli che Dio
-m'ha dati... Per l'amore, innato in ogni
-uomo, ai luoghi ove nacque mio padre
-e dove vivranno i miei figli... Per l'odio
-<span class="pagenum" id="Page_53">[53]</span>
-innato in ogni uomo, al male, all'ingiustizia,
-all'usurpazione, all'arbitrio...
-Pel rossore che io sento in faccia ai
-cittadini dell'altre nazioni, del non
-aver nome, nè diritti di cittadino, nè
-bandiera di nazione, nè patria... Per
-fremito dell'anima mia creata alla libertà,
-impotente ad esercitarla, creata
-all'attività nel bene e impotente a
-farlo nel silenzio e nell'isolamento della
-servitù... Per la memoria dell'antica
-potenza... Per la coscienza della presente
-abbiezione... Per le lacrime delle
-madri italiane, pei figli morti sul palco,
-nelle prigioni, in esilio, io, Vitaliano
-Lamberti conte di Agliate, credente
-nella forza commessa da Dio all'Italia
-e convinto che il popolo è Depositario
-di questa forza — che nel dirigerla
-pel popolo e col popolo, sta il secreto
-della vittoria... — Dò il mio nome alla
-<i>Giovine Italia</i>, associazione d'uomini
-<span class="pagenum" id="Page_54">[54]</span>
-credenti nella stessa fede, e giuro: di
-consacrarmi tutto e per sempre a costituire
-con essi l'Italia in nazione <i>una,
-libera, indipendente</i>; — Giuro, invocando
-sulla mia testa l'ira di Dio, l'abbominio
-degli uomini e l'infamia dello
-spergiuro, se io tradissi in tutto o in
-parte il mio giuramento.»
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Fratti.</span>
-</p>
-
-<p>
-Fratello!
-</p>
-
-<div class="blocksc">
-<p>
-si abbracciano.
-</p>
-
-<p>
-<span class="smcap">Lamberti</span>
-abbraccia Giovanni Ansperti e Don Carlo.
-</p>
-
-<p>
-<span class="smcap">Faustino</span> fa cenno a Demostene di rientrare
-nella farmacia, e sorvegliare la porta
-di strada.
-</p>
-</div>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Lamberti</span> chiamandoli tutti vicini, meno
-Giuditta che rimane sempre immobile.
-</p>
-
-<p>
-Finora il solo compromesso è Tito
-<span class="pagenum" id="Page_55">[55]</span>
-Ansperti. Forte, coraggioso, saprà resistere
-alle insidie dell'interrogatorio e
-salvarsi. Ma l'abate Bianconi è ancora
-vicino al Rossetti. — Chi ha avuto
-rapporti con costui? In caso di pericolo,
-metto a vostra disposizione uomini
-fidati e danaro.
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Fratti.</span>
-</p>
-
-<p>
-Il Rossetti non apparteneva al nostro
-comitato.
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Giovanni.</span>
-</p>
-
-<p>
-Era in quello di Milano.
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Don Carlo.</span>
-</p>
-
-<p>
-Non lo vedo dall'anno scorso.
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Strassèr.</span>
-</p>
-
-<p>
-Io torno adesso da Londra.
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Lamberti</span> vivamente.
-</p>
-
-<p>
-Garibaldi?
-</p>
-
-<p>
-<span class="pagenum" id="Page_56">[56]</span>
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Strassèr.</span>
-</p>
-
-<p>
-Si!... Si è riconciliato con Mazzini!
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Fratti.</span>
-</p>
-
-<p>
-«Fallito il moto del 6 Febbraio»
-sono parole del Maestro, «l'Italia è
-paurosa, svogliata, inerte; bisogna ridestarla
-all'azione.»
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Strassèr.</span>
-</p>
-
-<p>
-Egli sta preparando un nuovo piano. — Medici
-incomincierà il moto nella
-Lunigiana; seguirà Garibaldi in Sicilia;
-Kossuth nella Valtellina!
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Lamberti.</span>
-</p>
-
-<p>
-Ora non sarà più come l'anno scorso.
-Avremo le armi, perchè avremo il
-danaro.
-</p>
-
-<p>
-<span class="pagenum" id="Page_57">[57]</span>
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Giovanni.</span>
-</p>
-
-<p>
-Sst! la ronda! Sono le dieci e
-mezzo, bisogna chiudere.
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Faustino</span> a Demostene.
-</p>
-
-<p>
-Si chiude!
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Demostene</span> dalla farmacia.
-</p>
-
-<p>
-<i>Prontòòò!</i>
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Lamberti</span> al Fratti e a don Carlo.
-</p>
-
-<p>
-Domani a casa mia. Voi due!
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Demostene.</span>
-</p>
-
-<p>
-I gendarmi!
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Tutti.</span>
-</p>
-
-<p>
-I gendarmi?
-</p>
-
-<div class="blocksc">
-<p>
-corrono al tavolo da gioco.
-</p>
-</div>
-
-<p>
-<span class="pagenum" id="Page_58">[58]</span>
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Giuditta</span>
-guardando dalla finestra della farmacia.
-</p>
-
-<p>
-Il Baraffini!
-</p>
-
-<div class="blocksc">
-<p>
-spaventata buttandosi fra le braccia
-di Giovanni Ansperti, come per proteggerlo.
-</p>
-</div>
-
-<p>
-Per lei babbo! Questa volta è venuto
-per lei.
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Giovanni.</span>
-</p>
-
-<p>
-Su! Su! Non ti veda tremare quel
-rinnegato! Mi sento sicuro come mio
-figlio.
-</p>
-
-<p>
-<span class="pagenum" id="Page_59">[59]</span>
-</p>
-
-<h3>SCENA VIII.</h3>
-
-<div class="blockquote">
-<p class="center">
-Il sergente <span class="smcap">Baraffini</span>, i <span class="smcap">Gendarmi</span> e detti.
-</p>
-</div>
-
-<div class="blocksc">
-<p>
-I gendarmi restano dietro l'uscio a
-vetri e dietro la finestra che dà
-nella farmacia.
-</p>
-</div>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Baraffini</span> parla un dialettaccio mezzo veneto.
-</p>
-
-<p>
-Bona sera, parona. Bona sera alla
-compagnia.
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Giovanni</span> andandogli incontro.
-</p>
-
-<p>
-Eccomi! Sono con voi! Presto, andiamo!
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Baraffini.</span>
-</p>
-
-<p>
-In dove?
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Giovanni.</span>
-</p>
-
-<p>
-Non siete qui per me? Per arrestarmi?
-</p>
-
-<p>
-<span class="pagenum" id="Page_60">[60]</span>
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Baraffini</span> ironico.
-</p>
-
-<p>
-Me dispiase contradirla, ma no go
-ordini in proposito. Sarà per un'altra
-volta, no xe vero? Semo qua, invece,
-per la parona!
-</p>
-
-<div class="blocksc">
-<p>
-tutti: fanno l'atto di difenderla.
-</p>
-</div>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Giuditta</span> avanzandosi risoluta.
-</p>
-
-<p>
-Per me?... Eccomi pronta!
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Baraffini.</span>
-</p>
-
-<p>
-Pian, pian! Troppa pressa de andar
-drento. Se tratta invece d'una bona
-notizia. — La ga domandà la grazia
-de veder so marìo? No xe vero?
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Giuditta</span>
-con un grido: ancora esitante tra speranza e
-timore.
-</p>
-
-<p>
-Sì? Sì?
-</p>
-
-<p>
-<span class="pagenum" id="Page_61">[61]</span>
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Baraffini.</span>
-</p>
-
-<p>
-Ecco qua!
-</p>
-
-<div class="blocksc">
-<p>
-porgendole una lettera.
-</p>
-</div>
-
-<p>
-A ela.
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Giuditta</span> strappandogli la lettera dalle mani
-giubilante, tremante, mentre cerca
-di spiegarla per leggerla.
-</p>
-
-<p>
-La grazia!... Dio! Dio!... La grazia!
-La grazia!
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Baraffini.</span>
-</p>
-
-<p>
-La grazia de vederlo un'ultima volta.
-</p>
-
-<div class="blocksc">
-<p>
-<span class="smcap">Giuditta</span> si ferma di colpo: alza il capo fissando
-di nuovo il Baraffini con
-gli occhi sbarrati.
-</p>
-</div>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Baraffini.</span>
-</p>
-
-<p>
-E l'ordinanza impone de no perder
-tempo in ciacole. Bisogna partir sta
-note con nu altri perchè el ga da esser
-picà, doman l'altro matina, a Venezia.
-</p>
-
-<p>
-<span class="pagenum" id="Page_62">[62]</span>
-</p>
-
-<div class="blocksc">
-<p>
-<span class="smcap">Giuditta</span> fissa ancora per un istante, immobile,
-muta, il Baraffini, poi dà un
-grido terribile e cade riversa sostenuta
-da Giovanni Ansperti, circondata
-da tutti gli altri. Il Fratti le
-slaccia il colletto, parla a Faustino,
-che corre in farmacia e ritorna subito,
-con un bicchierino d'acqua, e
-una boccettina d'aceto, per far rinvenire
-la Giuditta: tutto ciò mentre
-continua il dialogo.
-</p>
-</div>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Giovanni</span>
-al Baraffini, a mezza voce.
-</p>
-
-<p>
-Rinnegato!
-</p>
-
-<div class="blocksc">
-<p>
-Baraffini dà una occhiata ai gendarmi, poi
-si avvicina all'Ansperti minaccioso.
-</p>
-</div>
-
-<p>
-Cossa? Vecio inseminio?... Più forte!
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Ansperti</span> con forza.
-</p>
-
-<p>
-Rinnegato!
-</p>
-
-<div class="blocksc">
-<p>
-<span class="smcap">Baraffini</span>
-fa per slanciarsi ad afferrare l'Ansperti,
-seguito dai gendarmi.
-</p>
-</div>
-
-<p>
-<span class="pagenum" id="Page_63">[63]</span>
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Lamberti</span> frapponendosi.
-</p>
-
-<p>
-È suo padre! È il padre dell'Ansperti
-vivaddio!
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Baraffini</span> riconoscendolo meravigliato.
-</p>
-
-<p>
-Ela?... Ela qua?...
-</p>
-
-<div class="blocksc">
-<p>
-mettendosi la mano al berretto.
-</p>
-</div>
-
-<p>
-Bona sera, sior conte!
-</p>
-
-<div class="blocksc">
-<p>
-fa per avvicinarsi a Giuditta.
-</p>
-</div>
-
-<p>
-Presto! No gavemo tempo da perder
-in convulsioni!...
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Lamberti</span> fermandolo.
-</p>
-
-<p>
-Indietro, e abbassate la voce!
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Baraffini</span> con sfrontatezza e con minaccia.
-</p>
-
-<p>
-La diga! Paron belo!... Mi qua fazzo
-el mio dover!
-</p>
-
-<p>
-<span class="pagenum" id="Page_64">[64]</span>
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Giovanni</span> con un grido disperato avvicinandosi
-alla Giuditta, che rimane
-immobile sulla sedia.
-</p>
-
-<p>
-Giuditta! Giuditta!
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Lamberti</span> respingendo il Baraffini e indicandogli
-l'uscio della farmacia.
-</p>
-
-<p>
-Fuori! Di là!... Aspettate di là!
-Lasciate almeno, alle nostre donne, la
-libertà di morir di dolore!
-</p>
-
-<div class="blocksc">
-<p>
-Il Baraffini e i gendarmi si fermano
-sull'uscio della farmacia:
-gli altri circondano la Giuditta.
-Don Carlo, in piedi, a mani
-giunte, mormora una preghiera
-sottovoce.
-</p>
-</div>
-
-<p class="pad2 center large">
-<span class="smcap">Fine del primo atto.</span>
-</p>
-
-<div class="chapter">
-<p>
-<span class="pagenum" id="Page_65">[65]</span>
-</p>
-
-<h2 id="atto2">ATTO SECONDO.</h2>
-</div>
-
-<div class="blockquote">
-<p>
-Alla villa Lamberta, presso Milano. — Ricca
-e spaziosa sala terrena: a destra un canapè,
-poltrone sedie e un tavolino grande. — A
-sinistra, una libreria e una scrivania. — In
-fondo, nel mezzo, un uscio a due battenti:
-quando è aperto si vedrà il giardino.
-Finestre e usci laterali.
-</p>
-</div>
-
-<h3>SCENA PRIMA.</h3>
-
-<div class="blockquote">
-<p>
-La contessa <span class="smcap">Teresa</span>, il conte di <span class="smcap">Rienz</span>, la
-contessa <span class="smcap">Anna</span>, il <span class="smcap">Cézky</span> e <span class="smcap">Francesco</span>. La
-contessa Teresa, in piedi, davanti al tavolino,
-leva i fiori da un cesto di vimini e ne riempie
-due ricchi vasi. Il conte di Rienz passeggia
-su e giù, per la sala. Dimostra un'eleganza
-ed una disinvoltura giovanile. Francesco, in
-piedi, serio, rigido, si tiene un po' discosto
-aspettando gli ordini della contessa Teresa.
-Anna, in piedi sopra uno sgabello, davanti alla
-libreria, prende dei libri e ne legge il frontespizio
-al Cézky, seduto alla scrivania.
-</p>
-</div>
-
-<p>
-<span class="pagenum" id="Page_66">[66]</span>
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Rienz</span> fermandosi vicino a Teresa.
-</p>
-
-<p>
-Quante cure e quanto amore per i
-vostri fiori.
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Teresa</span> sorridendo.
-</p>
-
-<p>
-Non vedono le rughe e non hanno
-odî politici! Sono i soli amici rimasti
-fedeli; che non mi voltano le spalle!
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Rienz</span> sottovoce, con amabile rimprovero.
-</p>
-
-<p>
-I soli, Teresa?
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Teresa.</span>
-</p>
-
-<p>
-Voi siete... molto più di un amico!
-Quando non c'erano le rughe, l'amore...
-e adesso... tutto ciò che rimane di
-questa mia povera vita!
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Rienz</span> scherzando.
-</p>
-
-<p>
-E Giacomino?
-</p>
-
-<p>
-<span class="pagenum" id="Page_67">[67]</span>
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Teresa</span> con un sospiro.
-</p>
-
-<p>
-Il figlio della mia povera figliuola?
-</p>
-
-<div class="blocksc">
-<p>
-ridendo con viva compiacenza.
-</p>
-</div>
-
-<p>
-Ah! Ah! Giacomino, è la mia vanità!
-Come nonna, e nonna di un rompicollo
-già famoso, posso vantarmi di essere
-ancora una nonnina giovine e bella!
-</p>
-
-<div class="blocksc">
-<p>
-a Francesco indicando il vaso
-di fiori che ha finito di adornare,
-ed il posto dove metterlo.
-</p>
-</div>
-
-<p>
-Lì; sul caminetto!
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Anna</span> leggendo il frontespizio di un libro
-e dettando al Cézky.
-</p>
-
-<p>
-«George Sand. — <i>François Le
-Champi</i> — Editore Cadot — Parigi.»
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Cézky</span> scrivendo.
-</p>
-
-<p>
-«... Cadot — Parigi.»
-</p>
-
-<p>
-<span class="pagenum" id="Page_68">[68]</span>
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Teresa</span> che sta riempiendo un secondo vaso
-di fiori, al Rienz.
-</p>
-
-<p>
-Vi vedrò qualche volta anche quest'inverno?
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Rienz.</span>
-</p>
-
-<p>
-Volete proprio rimanere a villa Lamberta?
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Teresa.</span>
-</p>
-
-<p>
-Ve l'ho detto; sono gli odî politici!
-A Milano, adesso, mi detestano!
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Rienz.</span>
-</p>
-
-<p>
-Commettete la colpa di ricevermi!
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Teresa.</span>
-</p>
-
-<p>
-Quella Maffei!... Col pretesto dell'arte
-e della letteratura!... Non so come
-si possa tollerare un simile covo di rivoluzionari!
-E tutti sottomessi a quel
-Carlo Tenca! Al figlio di una portinaia!
-</p>
-
-<p>
-<span class="pagenum" id="Page_69">[69]</span>
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Rienz</span> sorridendo con un'alzata di spalle.
-</p>
-
-<p>
-Chiacchiere, lasciateli chiacchierare.
-Quando c'entrano le donne non c'è
-mai serio pericolo! e chi altro si è
-mostrato con voi poco gentile?
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Teresa.</span>
-</p>
-
-<p>
-Cioè... molto scortese. Tutti! Adesso
-anche la Marianna Trivulzio, anche
-la Carolina Crivelli! L'una ha finto
-quasi di non vedermi, l'altra mi ha
-appena salutata.
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Rienz.</span>
-</p>
-
-<p>
-Quando?
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Teresa.</span>
-</p>
-
-<p>
-Sabato; a Milano. Le ho incontrate
-faccia a faccia al <i>coperto dei</i> Figini:
-io salivo, loro scendevano. È di moda,
-è una montatura!
-</p>
-
-<p>
-<span class="pagenum" id="Page_70">[70]</span>
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Rienz.</span>
-</p>
-
-<p>
-Passerà.
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Anna</span> leggendo il frontespizio di un altro
-libro: vivamente.
-</p>
-
-<p>
-«<i>La capanna dello zio Tom!</i>...»
-</p>
-
-<div class="blocksc">
-<p>
-buttando il libro sulla scrivania.
-</p>
-</div>
-
-<p>
-Voglio rileggerlo!
-</p>
-
-<div class="blocksc">
-<p>
-<span class="smcap">Cézky</span> legge il frontespizio e scrive.
-</p>
-</div>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Rienz</span> a Teresa.
-</p>
-
-<p>
-E... vostro figlio?
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Teresa</span> per farlo tacere.
-</p>
-
-<p>
-Stefano, per amor del cielo!
-</p>
-
-<div class="blocksc">
-<p>
-odorando il mazzo.
-</p>
-</div>
-
-<p>
-No, no! I figli, non sono i <i>fiori della
-vita</i>!
-</p>
-
-<p>
-<span class="pagenum" id="Page_71">[71]</span>
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Rienz.</span>
-</p>
-
-<p>
-Dite la verità: lo credereste capace
-di... qualche seria buffonata?
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Teresa.</span>
-</p>
-
-<p>
-Capace di tutto per il suo spirito di
-contradizione contro sua madre! Anche
-di fare il repubblicano o l'albertista.
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Rienz.</span>
-</p>
-
-<p>
-Va sempre a caccia con quel Fratti...
-Con quel vostro dottore?
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Teresa</span> stizzita.
-</p>
-
-<p>
-Mio dottore? che dottore!... Veterinario!
-Non gli ho mai fatto curare altro
-che la servitù! Francesco!
-</p>
-
-<div class="blocksc">
-<p>
-indicandogli l'altro vaso che ha
-empito di fiori.
-</p>
-</div>
-
-<p>
-<span class="pagenum" id="Page_72">[72]</span>
-</p>
-
-<p>
-Sotto lo specchio!
-</p>
-
-<div class="blocksc">
-<p>
-Mette i fiori che sono rimasti nel
-cesto, in una coppa d'argento,
-in mezzo al tavolino.
-</p>
-</div>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Anna</span> legge il titolo di un altro volume.
-</p>
-
-<p>
-«<i>I dolori del giovine Werther</i>... Firenze — Le
-Monnier.»
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Cézky</span>
-scrivendo: con evidente allusione.
-</p>
-
-<p>
-Questo libro invece lo rileggerò io!
-Werther e Jacopo Ortis! Nella mia
-anima, quanto della loro anima... Nel
-loro dolore quanto del mio dolore.
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Anna</span> con vivacità.
-</p>
-
-<p>
-Signor Cézky! Siamo forse da capo?
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Cézky</span> fingendo di scrivere, mormora alcune
-parole delle lettere dell'Ortis.
-</p>
-
-<p>
-«Ho amato! Tu stesso, tu mi hai
-<span class="pagenum" id="Page_73">[73]</span>
-presentata la felicità; tu l'hai abbellita
-de' raggi dell'infinita tua luce! ma
-dopo mille speranze ho perduto tutto!»
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Teresa</span> rovesciando sul tavolino i pochi fiori
-che sono rimasti nel piccolo
-cesto e dando il cesto vuoto a
-Francesco.
-</p>
-
-<p>
-Prendete, andate pure.
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Anna</span> prende un libro lo apre e legge:
-</p>
-
-<div class="poem">
-<p>Luna, romito, aereo</p>
-<p class="i2"> Tranquillo astro d'argento,</p>
-<p class="i2"> Come una vela candida</p>
-<p class="i2"> Navighi il firmamento,</p>
-<p class="i2"> Come una dolce amica</p>
-<p class="i2"> In tua carriera antica</p>
-<p class="i2"> Segui la terra in ciel!</p>
-</div>
-
-<p>
-A voi!
-</p>
-
-<div class="blocksc">
-<p>
-scendendo dallo sgabello.
-</p>
-</div>
-
-<p>
-Leggete, invece, questi bei versi, per
-rasserenarvi.
-</p>
-
-<p>
-<span class="pagenum" id="Page_74">[74]</span>
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Rienz</span>
-sempre passeggiando, si avvicina ad Anna.
-</p>
-
-<p>
-Si può sapere, contessa, qual lavoro
-avete immaginato per impiegare il
-vostro tempo e per farlo perdere al
-segretario di vostro marito?
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Anna</span> con freddezza.
-</p>
-
-<p>
-Il catalogo de' miei libri!
-</p>
-
-<div class="blocksc">
-<p>
-Si volta subito e prende un altro
-volume: dettando a <span class="smcap">Cézky</span>.
-</p>
-</div>
-
-<p>
-Alessandro Dumas: «<i>Antony.</i>»
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Rienz</span> dopo aver scambiato un'occhiatina
-ed un sorriso d'intelligenza con Teresa.
-</p>
-
-<p>
-Avete detto bene, duchessa, è una
-moda, una montatura; idrofobia romantica,
-ma passerà, passerà! I <i>Conti
-di Lara</i>, i <i>Don Paez</i>, i <i>Profughi</i>, i
-<span class="pagenum" id="Page_75">[75]</span>
-<i>Corsari</i> da una parte; — le <i>Parisine</i>,
-le <i>Ermengarde</i>, le <i>Carlotte</i> dall'altra,
-hanno fatto più male ai giovani cervelli
-del Lombardo-Veneto, di tutti libri
-incendiari e proibiti «sotto pena di
-morte» — Lo spirito rivoluzionario è
-entrato nel sangue «al chiaro di luna»
-e anche a suon di musica coi <i>Lombardi</i>
-e col <i>Rigoletto</i>! Il cattivo umore
-e le cattive digestioni!... Ecco il nemico
-insidioso al quale un buon Governo
-deve tagliare la strada, e noi,
-invece, abbiano lasciato prender voga
-all'etisia! Tisiche le... <i>demi-mondaines</i>,
-come la <i>Margherita</i> del Dumas, tisici
-i lions, tisiche le signore! Chi ormai
-ha la disgrazia di essere florido, beve
-l'aceto per diventar magro e verde.
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Teresa</span> ridendo.
-</p>
-
-<p>
-Non c'è che dire! Avete quasi ragione!
-</p>
-
-<p>
-<span class="pagenum" id="Page_76">[76]</span>
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Rienz.</span>
-</p>
-
-<p>
-Quasi? Proprio così. — I discepoli
-di quel maestro... capo bandito, mezzo
-Fra Diavolo e mezzo Savonarola, che
-ordisce da Londra le pugnalate del
-6 febbraio dell'anno scorso?... I <i>fratelli</i>?
-I <i>cospiratori</i>?... Tutti stomachi
-deboli! Dopo teatro, non potendo cenare,
-passano la notte cospirando,
-preparando la rivoluzione!... pallidi
-Antony, di un'illusione politica... che
-vanno a finire sulla forca! Preparare
-la rivoluzione!
-</p>
-
-<div class="blocksc">
-<p>
-siede vicino a Teresa.
-</p>
-
-<p>
-<span class="smcap">Teresa</span>
-sceglie un fiore dalla coppa d'argento
-e glielo offre.
-</p>
-</div>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Rienz.</span>
-</p>
-
-<p>
-Grazie!
-</p>
-
-<div class="blocksc">
-<p>
-odorando il fiore.
-</p>
-</div>
-
-<p>
-<span class="pagenum" id="Page_77">[77]</span>
-</p>
-
-<p>
-Intanto... le rivoluzioni che riescono
-non sono quelle che si preparano,
-e poi...
-</p>
-
-<div class="blocksc">
-<p>
-sorridendo.
-</p>
-</div>
-
-<p>
-In questo momento? Noi armati fino
-ai denti, la Francia in piena reazione
-monarchica e il Piemonte costretto,
-pare, a metter giudizio!
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Teresa.</span>
-</p>
-
-<p>
-Quel... Cavour, veramente, che
-roba è?
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Rienz</span> alzandosi vivamente, e facendo con la
-mano il gesto stizzoso, particolare
-ai tedeschi.
-</p>
-
-<p>
-Un piccolo Metternich <i>frondeur</i>,
-che se vorrà ostinarsi a fare l'Italia,
-finirà col disfare il Piemonte!
-</p>
-
-<div class="blocksc">
-<p>
-a Teresa: più sottovoce.
-</p>
-</div>
-
-<p>
-Volete scommettere, Teresa? Fra un
-anno sarete a Milano, festeggiatissima!
-</p>
-
-<p>
-<span class="pagenum" id="Page_78">[78]</span>
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Teresa.</span>
-</p>
-
-<p>
-Credete? Davvero?
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Rienz.</span>
-</p>
-
-<p>
-Leggete il loro giornale! I poeti, i
-critici del crepuscolo, dopo il fiasco
-tragico del 6 febbraio cominciano ad
-averne abbastanza dell'«utopista» di
-Londra o di Lugano!... del cospiratore
-banchiere che col «prestito nazionale»
-ha vuotate loro anche le tasche!
-</p>
-
-<div class="blocksc">
-<p>
-ridendo e sedendo di nuovo.
-</p>
-</div>
-
-<p>
-Ah! Ah! È scoppiata la discordia
-fra i due «Carlett... Carlucc...» come
-dite?
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Teresa.</span>
-</p>
-
-<p>
-<i>Carlöè.</i>
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Rienz.</span>
-</p>
-
-<p>
-Fra i due Carlöe, il Cattaneo <i>federalista</i>
-e il Tenca <i>unitario</i>! Ah! Ah!
-<span class="pagenum" id="Page_79">[79]</span>
-Il <i>Crepuscolo</i>! Benissimo! Soltanto,
-il loro, non è il crepuscolo che si vede
-prima del levar del sole... è il crepuscolo
-del tramonto: l'ultimo barlume
-del romanticismo!
-</p>
-
-<div class="blocksc">
-<p>
-alzandosi.
-</p>
-</div>
-
-<p>
-Ma qui, e a Vienna devono darmi
-ascolto. Basta con le forche e proibire
-«<i>la bianca luna</i>». Rimettere in voga
-l'allegria e rinforzare l'amore!
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Teresa.</span>
-</p>
-
-<p>
-Lo manderemo a Venezia ai bagni
-di mare!
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Rienz.</span>
-</p>
-
-<p>
-Sapete, Teresa, che cosa mi ha detto
-lo stesso conte di Metternich? — «Quei
-poveri Lombardoveneti, noi li abbiamo
-troppo annoiati!» — Filosofia, profonda! — I
-popoli, sono come le donne
-<span class="pagenum" id="Page_80">[80]</span>
-e le donne si vincono divertendole, e
-vi tradiscono... sopratutto quando le
-annoiate!
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Francesco</span> si presenta sull'uscio di mezzo.
-</p>
-
-<p>
-La carrozza di sua Eccellenza!
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Teresa.</span>
-</p>
-
-<p>
-Così presto?
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Rienz.</span>
-</p>
-
-<p>
-Sono a pranzo dall'Arciduca. Devo
-essere alla «Villa del Pizzo» prima
-delle sette!
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Teresa</span> a <span class="smcap">Francesco</span>.
-</p>
-
-<p>
-Dite al cocchiere di andare avanti
-al passo e di fermarsi alla «casa
-rossa».
-</p>
-
-<div class="blocksc">
-<p>
-Francesco s'inchina ed esce.
-</p>
-</div>
-
-<p>
-Ho la prescrizione del medico — il
-mio! — di fare un'ora di passeggiata,
-<span class="pagenum" id="Page_81">[81]</span>
-tutti i giorni! Suvvia datemi il braccio,
-uomo...
-</p>
-
-<div class="blocksc">
-<p>
-guardandolo con affettuosa e con
-tenera galanteria.
-</p>
-</div>
-
-<p>
-molto divertente!
-</p>
-
-<div class="blocksc">
-<p>
-rivolgendosi ad Anna.
-</p>
-</div>
-
-<p>
-Vieni anche tu, Anna?
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Cézky</span>
-sottovoce alla contessa, sempre fingendo
-di scrivere.
-</p>
-
-<p>
-No!... Rispondete di no!
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Anna</span> fa un atto di collera contro Cézky: poi
-fermandosi, a Teresa.
-</p>
-
-<p>
-Devo salire un momento...
-</p>
-
-<div class="blocksc">
-<p>
-Stringe la mano al Conte di Rienz
-con molta sostenutezza. Il Cézky,
-alzatosi in piedi, s'inchina
-profondamente, poi corre innanzi,
-spalanca i due battenti
-dell'uscio, e s'inchina una seconda
-volta.
-</p>
-</div>
-
-<p>
-<span class="pagenum" id="Page_82">[82]</span>
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Teresa</span> mentre aiutata da Rienz si accomoda
-lo scialle.
-</p>
-
-<p>
-Mia nuora è proprio come me!... Io
-non ho mai sentito vivamente gli affetti
-di famiglia!
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Rienz.</span>
-</p>
-
-<p>
-E... Giacomino?
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Teresa</span> ridendo.
-</p>
-
-<p>
-Quello posso dire che mi è caro
-come le mie pupille!... Mi costa un
-occhio della testa!
-</p>
-
-<div class="blocksc">
-<p>
-<span class="smcap">Cézky</span>
-chiude l'uscio e rimane vicino alla soglia.
-</p>
-</div>
-
-<p>
-<span class="pagenum" id="Page_83">[83]</span>
-</p>
-
-<h3>SCENA II.</h3>
-
-<div class="blockquote">
-<p class="center">
-<span class="smcap">Cézky</span> ed <span class="smcap">Anna</span>.
-</p>
-</div>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Anna</span> fissa il Cézky corrugando le ciglia: questi
-tenta un istante di sostenere
-lo sguardo di Anna, poi
-abbassa il capo intimidito.
-</p>
-
-<p>
-Un tono così imperativo, certi modi
-io non li tollero!
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Cézky</span> si lascia cadere sopra una sedia; si
-nasconde il viso fra le mani.
-</p>
-
-<p>
-Oh, le mie illusioni! Il mio sogno!
-</p>
-
-<div class="blocksc">
-<p>
-scoppia in lacrime.
-</p>
-</div>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Anna.</span>
-nervosissima: guardando inquieta verso l'uscio.
-</p>
-
-<p>
-Badate! Possono sentire! Può tornare
-mia suocera!
-</p>
-
-<div class="blocksc">
-<p>
-<span class="smcap">Cézky</span> si alza, asciugandosi gli occhi: si avvicina
-alla scrivania riordinando
-macchinalmente alcune
-carte.
-</p>
-</div>
-
-<p>
-<span class="pagenum" id="Page_84">[84]</span>
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Anna</span> rabbonita.
-</p>
-
-<p>
-Sogno, illusioni!... L'illusione, forse,
-che io potessi mancare a me stessa
-alla mia onestà, alla mia dignità!
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Cézky.</span>
-</p>
-
-<p>
-E al vostro cuore? Adesso non parlate
-più del vostro cuore!
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Anna.</span>
-</p>
-
-<p>
-Abbassate la voce!
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Cézky.</span>
-</p>
-
-<p>
-Perdono, vi domando perdono!...
-Non badate a ciò che dico, pensate
-soltanto a tutto ciò che soffro! — Sono
-giorni e giorni che io cerco di vincere
-la vostra freddezza! Che aspetto
-questo momento...
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Anna</span> con alterezza.
-</p>
-
-<p>
-Parlate dunque! Presto!
-</p>
-
-<p>
-<span class="pagenum" id="Page_85">[85]</span>
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Cézky.</span>
-</p>
-
-<p>
-Ricordate contessa Anna.......
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Anna</span> con atto di insofferenza.
-</p>
-
-<p>
-Signor Cézky!
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Cézky</span> malinconico, sentimentale.
-</p>
-
-<p>
-Bisogna ricordare, lasciatemi ricordare! — Quando
-sono arrivato qui, il
-primo giorno, la vostra bellezza mi ha
-dato l'impressione subitanea di un barbaglio
-di luce; ma era solo l'entusiasmo
-di tutto ciò che c'era nel mio spirito,
-di arte e di poesia. Fossi stato un pittore,
-avrei dato il vostro volto alle mie
-madonne; ero un poeta e vedevo le
-grazie coi vostri occhi e col vostro
-sorriso! Ma il cuore, poteva ancora
-tacere, — forse, — la testa, poteva
-ancora ragionare. — Vedevo voi, in
-cielo: io, in terra. — Che cosa poteva
-<span class="pagenum" id="Page_86">[86]</span>
-valere per me — povero profugo, l'oscura
-nobiltà di mio padre?
-</p>
-
-<div class="blocksc">
-<p>
-con un sorriso di sdegnosa amarezza.
-</p>
-</div>
-
-<p>
-Ero stato beneficato, protetto dal... signor
-conte! La mia dignitosa fierezza
-mi teneva sempre davanti agli occhi il
-mio passato e il mio presente, come
-una barriera insormontabile, contro
-ogni speranza, contro ogni desiderio.
-La vostra bellezza illuminava la mia
-vita, la mia anima la mia mente... la
-piccola stanzetta del poeta ignoto e solitario,
-ma non era che luce! Non era
-ancora ardore, non era ancora spasimo!
-Siete stata voi, la prima...
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Anna.</span>
-</p>
-
-<p>
-No!
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Cézky.</span>
-</p>
-
-<p>
-La prima a venire di là in biblioteca. — Io
-leggevo i «<i>Sogni d'amore</i>» del
-<span class="pagenum" id="Page_87">[87]</span>
-Prati, le «<i>Lettere a Maria</i>» dell'Aleardi...
-Balbettavo, impallidivo! Ve
-ne siete accorta e tornavate più spesso...
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Anna</span> con sincerità.
-</p>
-
-<p>
-Sì, è vero! Questo è vero! E per ciò?
-Vi vedevo soffrire, vi vedevo infelice — per
-questo, — ma soltanto per questo,
-sentivo per voi amicizia e simpatia!
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Cézky.</span>
-</p>
-
-<p>
-Sapevate che io passavo le intere
-notti in giardino, sul terrazzo, contemplando
-le vostre finestre...
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Anna.</span>
-</p>
-
-<p>
-No! questo no!
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Cézky.</span>
-</p>
-
-<p>
-Lo sapevate, perchè le vostre finestre
-s'illuminavano e la vostra ombra appariva
-dietro i vetri.
-</p>
-
-<p>
-<span class="pagenum" id="Page_88">[88]</span>
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Anna.</span>
-</p>
-
-<p>
-Io non vi ho veduto!... Io non pensavo
-a voi! Lo giuro!
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Cézky.</span>
-</p>
-
-<p>
-Insistendo, insistendo sempre, avete
-voluto sapere perchè fossi così triste,
-perchè sospiravo, e quando finalmente,
-si sono spalancate le porte della mia
-anima con uno scoppio di pianto, voi,
-per compassione, s'intende, soltanto
-per compassione, avete pianto con me!
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Anna.</span>
-</p>
-
-<p>
-E anche questo è vero! Mostrandomi
-con voi gentile, affettuosa, speravo
-di calmare la vostra passione, di consolare
-il vostro dolore, di poter essere per
-voi... una sorella.
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Cézky</span> con dolorosa ironia.
-</p>
-
-<div class="poem">
-<p class="i4"> «... Simile alla rosa</p>
-<p>Nella mistica val di Casimira!...»</p>
-</div>
-
-<p>
-<span class="pagenum" id="Page_89">[89]</span>
-</p>
-
-<p>
-Aleardi! Aleardi!
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Anna.</span>
-</p>
-
-<p>
-Ho sperato nella sincerità, nella lealtà
-della mia stima, della mia simpatia
-per voi, e nella mia onestà, che tutto
-potesse risolversi nel conforto di una
-tenera, di una sicura amicizia.
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Cézky.</span>
-</p>
-
-<p>
-Amicizia?...
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Anna.</span>
-</p>
-
-<p>
-Amicizia, ispirata dalla... pietà. Dalla
-pietà per il vostro dolore che credevo
-sincero, per il vostro amore che
-credevo diverso!
-</p>
-
-<div class="blocksc">
-<p>
-<span class="smcap">Cézky</span> fa una risata ironica.
-</p>
-</div>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Anna</span> rivoltandosi.
-</p>
-
-<p>
-Infine... Sarò stata leggera, imprudente!
-Ma qualunque possa essere il
-mio torto, — anche se agli occhi vostri
-<span class="pagenum" id="Page_90">[90]</span>
-io oggi posso sembrarvi diversa, mutata,
-io però, vi ho sempre fatto l'onore
-di fidarmi di voi, — e non è bello,
-non è generoso, da parte vostra, il
-farmene pentire!
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Cézky.</span>
-</p>
-
-<p>
-E lo spingere un uomo alla disperazione?
-Il farlo diventare pazzo e credere
-poi... di potersene sbarazzare comodamente,
-quando
-</p>
-
-<div class="blocksc">
-<p>
-con gelosia.
-</p>
-</div>
-
-<p>
-il cuore s'inebria di nuove speranze,
-di nuove gioie? — Questo, sarà forse
-bello e generoso, ma... non è prudente.
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Anna</span> con fierezza.
-</p>
-
-<p>
-Sarebbe... una minaccia?
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Cézky.</span>
-</p>
-
-<p>
-Forse!
-</p>
-
-<div class="blocksc">
-<p>
-lentamente, fissando Anna che
-corruga la fronte, sdegnata.
-</p>
-</div>
-
-<p>
-<span class="pagenum" id="Page_91">[91]</span>
-</p>
-
-<p>
-Nelle lunghe giornate squallide, tristi,
-quando sola qui, dimenticata, sentivate
-il freddo intorno a voi e il cuore intirizzito,
-allora avete pur voluto riscaldarvi
-alle fiamme della mia passione!
-Adesso l'incendio divampa! Fuggire, è
-troppo tardi!
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Anna</span> con collera sprezzante.
-</p>
-
-<p>
-Vorreste punirmi per essere stata
-buona, troppo buona con voi?
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Cézky.</span>
-</p>
-
-<p>
-Buona con me?
-</p>
-
-<div class="blocksc">
-<p>
-con una risata ironica.
-</p>
-</div>
-
-<p>
-Ah! Ah! Ah! Eravate... gelosa e volevate
-vendicarvi!
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Anna.</span>
-</p>
-
-<p>
-Vendicarmi?
-</p>
-
-<p>
-<span class="pagenum" id="Page_92">[92]</span>
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Cézky.</span>
-</p>
-
-<p>
-Vendicarvi! I miei occhi, il mio pallore,
-che vi dicevano bella, che vi dicevano
-cara, vi vendicavano della
-freddezza, dei lunghi abbandoni di
-vostro marito. — Non negate! Non
-sorridete così! E non sfidate la mia
-gelosia! Abbiate, invece, paura della
-mia gelosia! Oh, è ben diversa dalla
-vostra!... Con tanto amore, con tanto
-desiderio, io, ho appena sfiorata la
-vostra mano, con le labbra, una volta!
-Sono geloso, geloso di tutto! Dell'aria,
-di chi vi guarda, di una carezza al
-vostro cane! — Oggi, <i>lui</i>, è tornato — è
-qui — forse per farsi perdonare...
-E voi lo sperate! Lo leggo nei vostri
-occhi raggianti!
-</p>
-
-<div class="blocksc">
-<p>
-sottovoce.
-</p>
-</div>
-
-<p>
-È grande il mio amore per voi, ma
-è ancora più grande il mio odio per
-quell'uomo.
-</p>
-
-<p>
-<span class="pagenum" id="Page_93">[93]</span>
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Anna.</span>
-</p>
-
-<p>
-Quell'uomo, signore, è il vostro benefattore!
-il vostro protettore!
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Cézky.</span>
-</p>
-
-<p>
-Ma che protettore, ma che benefattore!
-Quell'uomo mi ha offerto un... un
-posto, ed io gli ho dato in cambio
-molto di più: il mio lavoro e la mia
-intelligenza!
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Anna.</span>
-</p>
-
-<p>
-Basta! Non vi posso più ascoltare!
-Sappiate che oggi, come ieri, come
-sempre, io non ho amato, non ho
-adorato altri che mio marito!
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Cézky</span> diventando pallidissimo.
-</p>
-
-<p>
-Voi, sì... Ma lui... lui no!
-</p>
-
-<div class="blocksc">
-<p>
-con ironia.
-</p>
-</div>
-
-<p>
-Non più gite a Como! Non più caccia!
-Sfido io la bella farmacista... è morta!
-</p>
-
-<p>
-<span class="pagenum" id="Page_94">[94]</span>
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Anna.</span>
-</p>
-
-<p>
-È falso! Ed è la seconda volta che
-voi mentite! La signora Ansperti è
-morta di amore e di dolore un mese
-dopo che Tito Ansperti fu condannato
-a morte e giustiziato!
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Cézky.</span>
-</p>
-
-<p>
-Chi ve l'ha detto?... Lui? il signor
-conte?
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Anna.</span>
-</p>
-
-<p>
-Un prete, un degno sacerdote, Don
-Carlo Morelli. E me lo avesse pur
-detto mio...
-</p>
-
-<div class="blocksc">
-<p>
-interrompendosi e fissando Cézky.
-</p>
-</div>
-
-<p>
-il signor conte, gli avrei ugualmente
-creduto. Egli non ha mai mentito.
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Cézky</span> con odio e con ira repressa.
-</p>
-
-<p>
-Nemmeno io, non ho mai mentito.
-Lo dicevan tutti a Como! Era la voce
-che correva...
-</p>
-
-<div class="blocksc">
-<p>
-prorompendo.
-</p>
-</div>
-
-<p>
-<span class="pagenum" id="Page_95">[95]</span>
-</p>
-
-<p>
-Sì, sì, ho mentito! Ho mentito! Perchè...
-Per questo devo farvi paura
-</p>
-
-<div class="blocksc">
-<p>
-si lascia cadere sopra una sedia,
-pallidissimo, stravolto.
-</p>
-</div>
-
-<p>
-come faccio paura... a me stesso.
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Anna</span> è ancora accigliata, ma poi, mal suo
-grado, rimane vinta da un nuovo
-senso di pietà.
-</p>
-
-<p>
-Non vediamoci più per ora. Tornate
-a Milano. Dimenticatemi. Anch'io
-cercherò di dimenticare... questo
-brutto giorno, e starà in voi, col tempo
-il risuscitare in me quel sentimento
-buono che mi avete ispirato.
-</p>
-
-<div class="blocksc">
-<p>
-si ode di lontano la bubboliera di
-una carrozza.
-</p>
-</div>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Cézky</span> alzandosi.
-</p>
-
-<p>
-Vostro marito ritorna!
-</p>
-
-<p>
-<span class="pagenum" id="Page_96">[96]</span>
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Anna.</span>
-</p>
-
-<p>
-Andate! Partite, senza farvi vedere!
-Penserò io a giustificarvi!
-</p>
-
-<div class="blocksc">
-<p>
-Il suono della bubboliera si avvicina
-sempre, a mano, a mano.
-</p>
-</div>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Cézky</span> risoluto.
-</p>
-
-<p>
-No.
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Anna</span> con calma, sicura di sè:
-</p>
-
-<p>
-Allora ricordate questo: alla vostra
-prima parola, alla vostra prima minaccia,
-sarò io che dirò tutto, io stessa
-che parlerò al signor conte.
-</p>
-
-<div class="blocksc">
-<p>
-Cessa il suono della bubboliera.
-Anna si volta vivamente per
-andare incontro al Lamberti,
-invece è Giacomino che arriva.
-</p>
-</div>
-
-<p>
-<span class="pagenum" id="Page_97">[97]</span>
-</p>
-
-<h3>SCENA III.</h3>
-
-<div class="blockquote">
-<p class="center">
-<span class="smcap">Giacomino</span> e detti.
-</p>
-</div>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Giacomino</span> entra chiamando.
-</p>
-
-<p>
-Anna! Anna!... Benissimo! Eccoti
-qui!
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Anna.</span>
-</p>
-
-<p>
-Non hai incontrata la nonna?
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Giacomino</span> risponde appena con un cenno al
-profondo inchino del Cézky.
-</p>
-
-<p>
-Appunto perchè l'ho vista da lontano,
-ho potuto schivarla!
-</p>
-
-<div class="blocksc">
-<p>
-vorrebbe parlare ma è trattenuto
-dalla presenza del Cézky.
-</p>
-</div>
-
-<p>
-Per il momento le ho mandato una...
-letterina!
-</p>
-
-<p>
-<span class="pagenum" id="Page_98">[98]</span>
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Anna</span>.
-</p>
-
-<p>
-Ancora il Faraone?
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Giacomino</span>.
-</p>
-
-<p>
-Già! Il Faraone!
-</p>
-
-<div class="blocksc">
-<p>
-sottovoce indicando ad Anna il
-Cézky.
-</p>
-</div>
-
-<p>
-Mandalo via!
-</p>
-
-<div class="blocksc">
-<p>
-forte.
-</p>
-</div>
-
-<p>
-Vitaliano è qui?
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Anna</span>.
-</p>
-
-<p>
-Stamattina è andato a Milano, ma
-deve tornar presto; se non è già
-tornato.
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Giacomino</span>.
-</p>
-
-<p>
-Gli devo parlare per... Te lo dirò poi.
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Cézky</span>.
-</p>
-
-<p>
-La signora contessa non ha altro
-da comandarmi?
-</p>
-
-<p>
-<span class="pagenum" id="Page_99">[99]</span>
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Anna.</span>
-</p>
-
-<p>
-No, grazie!
-</p>
-
-<div class="blocksc">
-<p>
-<span class="smcap">Cézky</span> inchina Anna: inchina Giacomino.
-</p>
-</div>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Giacomino.</span>
-</p>
-
-<p>
-Buon giorno.
-</p>
-
-<div class="blocksc">
-<p>
-<span class="smcap">Anna</span> vedendo uscire il Cézky respira con un
-senso di gioia.
-</p>
-</div>
-
-<p>
-<span class="pagenum" id="Page_100">[100]</span>
-</p>
-
-<h3>SCENA IV.</h3>
-
-<div class="blockquote">
-<p class="center">
-<span class="smcap">Anna</span> e <span class="smcap">Giacomino</span>.
-</p>
-</div>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Giacomino</span> tirando il fiato senza aver badato
-ad Anna.
-</p>
-
-<p>
-Ah... Che peso quel tuo polacco!
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Anna</span> con un'alzata di spalle: ancora irata.
-</p>
-
-<p>
-È odioso!
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Giacomino.</span>
-</p>
-
-<p>
-Non fidartene non accettare nè versi
-nè sospiri.
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Anna.</span>
-</p>
-
-<p>
-Che ti salta in mente?
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Giacomino.</span>
-</p>
-
-<p>
-In campagna! In mancanza di meglio!
-<span class="pagenum" id="Page_101">[101]</span>
-Sembra l'eroe di una ballata
-notturna, ma sembra, anche uno scappato
-di prigione! — Galoppa, Ruello!
-Galoppa! Alla larga!
-</p>
-
-<div class="blocksc">
-<p>
-chiamando Anna.
-</p>
-</div>
-
-<p>
-Pst!
-</p>
-
-<div class="blocksc">
-<p>
-con grande mistero.
-</p>
-</div>
-
-<p>
-Giura il segreto.
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Anna.</span>
-</p>
-
-<p>
-Che c'è?
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Giacomino</span> osservandola.
-</p>
-
-<p>
-Sei pallida? Hai la ciera stravolta?
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Anna.</span>
-</p>
-
-<p>
-Il tempo: un po' di dolor di capo.
-Che cosa devo giurare?
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Giacomino.</span>
-</p>
-
-<p>
-Il massimo segreto!
-</p>
-
-<p>
-<span class="pagenum" id="Page_102">[102]</span>
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Anna.</span>
-</p>
-
-<p>
-Giuro.
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Giacomino.</span>
-</p>
-
-<p>
-Corro io, il rischio di essere chiuso
-in prigione e chiuso <i>aritmeticamente</i>,
-come direbbe il Gargantini! — Ho
-provocato un ufficiale austriaco alto
-così e grosso così!
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Anna</span> vivamente.
-</p>
-
-<p>
-Scherzi!
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Giacomino.</span>
-</p>
-
-<p>
-Pensa, la nonna, quando lo saprà!
-</p>
-
-<div class="blocksc">
-<p>
-facendo l'atto di infilzare uno, con
-una spaccata.
-</p>
-</div>
-
-<p>
-Zzaff... Parte a parte, io lui, o lui me;
-s'intende.
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Anna.</span>
-</p>
-
-<p>
-Dici per scherzo?
-</p>
-
-<p>
-<span class="pagenum" id="Page_103">[103]</span>
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Giacomino</span> all'orecchio di Anna.
-</p>
-
-<p>
-Viva la Repubblica! E viva il re di
-Sardegna!
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Anna</span> sussultando.
-</p>
-
-<p>
-Diventi matto?
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Giacomino.</span>
-</p>
-
-<p>
-Naturalmente l'arte nasconde la
-politica. Io sono del partito della Pochini
-e ho fischiato il ballo «Miranda»
-e la prima ballerina la Priora, perchè
-sono stati imposti dagli ufficiali austriaci.
-Il principe Varzis...
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Anna</span> interrompendolo.
-</p>
-
-<p>
-Ti batti col principe Varzis?
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Giacomino</span> accenna di sì, continuando.
-</p>
-
-<p>
-... Si sfogava ad applaudire dalle
-poltrone degli ufficiali, ed io a fischiare
-<span class="pagenum" id="Page_104">[104]</span>
-dal mio palco in prima fila. È corsa
-qualche occhiata, ma gli ufficiali hanno
-ricevuto l'ordine severissimo di usare
-la massima prudenza... Io, allora, finito
-il teatro, mi sono appostato all'uscita,
-e quando passa il mio barilotto di
-birra, gli grido forte, guardandolo in
-faccia: — Come cenerei volentieri stasera
-con...
-</p>
-
-<div class="blocksc">
-<p>
-esitando.
-</p>
-</div>
-
-<p>
-L'ho detta troppo grossa! A te non
-posso ripeterla!
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Anna.</span>
-</p>
-
-<p>
-Avanti! Avanti! di su!
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Giacomino.</span>
-</p>
-
-<p>
-Chiudi prima le orecchie... Chiudi
-almeno gli occhi! Mi fai soggezione!
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Anna.</span>
-</p>
-
-<p>
-Presto! Ragazzo che sei! Cos'hai
-detto?
-</p>
-
-<p>
-<span class="pagenum" id="Page_105">[105]</span>
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Giacomino.</span>
-</p>
-
-<p>
-Come cenerei volentieri con una
-costoletta... di porco.
-</p>
-
-<div class="blocksc">
-<p>
-ridendo.
-</p>
-</div>
-
-<p>
-E nota: nel dirlo me n'è venuta anche
-la voglia! Sono andato al Cova e
-ne ho subito divorata una, enorme!
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Anna.</span>
-</p>
-
-<p>
-Non ti credo niente! Però bada: non
-si dicono nemmeno per ridere certe
-cose!
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Giacomino.</span>
-</p>
-
-<p>
-Per ridere! — Alle undici sono venuti
-da me i rappresentanti del principe
-Varzis, — a mezzogiorno si sono
-trovati co' miei e domattina... Zzaff!
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Anna.</span>
-</p>
-
-<p>
-Allora... Dio! Dio! Ma che cosa hai
-<span class="pagenum" id="Page_106">[106]</span>
-fatto?... Ma Giacomino?!... Se non sai
-nemmeno batterti!
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Giacomino.</span>
-</p>
-
-<p>
-Stasera mi daranno lezione, in tre.
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Anna.</span>
-</p>
-
-<p>
-Ci vuol altro!... Il principe Varzis?...
-Uno spadaccino!
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Giacomino.</span>
-</p>
-
-<p>
-Mi vuoi proprio bene?
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Anna.</span>
-</p>
-
-<p>
-Sicuro che ti voglio bene!
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Giacomino.</span>
-</p>
-
-<p>
-E anch'io, sai? — Oh, se tu non
-fossi stata troppo vecchia, come ti
-avrei sposata volentieri! Del resto, è
-stata la nonna a trovarti troppo vecchia;
-<span class="pagenum" id="Page_107">[107]</span>
-non io! Per me saresti andata
-benissimo! Figurati, io volevo cominciare
-a sposarti fino da quando avevo
-cinque anni! — Te ne ricordi? E saresti
-stata molto più felice con me,
-che con mio zio! — L'uomo delle
-selve!
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Anna.</span>
-</p>
-
-<p>
-Non scherzare! Non è il momento!
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Giacomino.</span>
-</p>
-
-<p>
-Sul serio! Come ti avrei amata! Più
-della Cesira, più dell'Ernestina, più di
-donna Eugenia... — Ma che di più!
-Messe tutte insieme, non riuscirebbero
-a dare nemmeno un terzo, nemmeno
-un quarto, un quinto, un decimo del
-grande, dell'immenso amore che ti ho
-sempre voluto... e che ti voglio!
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Anna.</span>
-</p>
-
-<p>
-Via! Finiscila! E in questo momento!
-</p>
-
-<p>
-<span class="pagenum" id="Page_108">[108]</span>
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Giacomino.</span>
-</p>
-
-<p>
-Appunto: posso confessarti il mio
-amore perchè sono quasi un morituro.
-E se invece sarà morituro quell'altro,
-io forse dovrò scappare e non ci vedremo
-più ugualmente!
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Anna.</span>
-</p>
-
-<p>
-E la nonna? La tua povera nonna?
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Giacomino.</span>
-</p>
-
-<p>
-Ti disperi anche per la nonna? Se
-andate così d'accordo nel non potervi
-soffrire?
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Anna.</span>
-</p>
-
-<p>
-Ma quando saprà... Pensa di tutta
-la famiglia non ama che te! E poi,
-anche per la cosa in se stessa! Tu,
-proprio tu, batterti, e batterti con un
-ufficiale austriaco!
-</p>
-
-<p>
-<span class="pagenum" id="Page_109">[109]</span>
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Giacomino.</span>
-</p>
-
-<p>
-Sicuro! — È stata per me la mamma,
-il papà... tutto!
-</p>
-
-<div class="blocksc">
-<p>
-commovendosi.
-</p>
-</div>
-
-<p>
-Ti dico la verità: io non ho la più
-piccola esitazione, mi sento fatalista!
-Soltanto quando penso alla nonna,
-mi viene un po' la... malinconia!
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Anna.</span>
-</p>
-
-<p>
-Non c'è una via di scampo?... Non
-si può accomodare?...
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Giacomino</span> vivamente.
-</p>
-
-<p>
-Accomodare?... Diventi matta, Anna?
-Del resto io mi batto appunto anche
-per la nonna! Sfido io! Con quel...
-conte di Rienz!... E nota che lui, come
-lui, personalmente, mi è poi simpaticissimo!...
-Mah! Come si fa? È un
-austriaco e...
-</p>
-
-<div class="blocksc">
-<p>
-con forza.
-</p>
-</div>
-
-<p>
-<span class="pagenum" id="Page_110">[110]</span>
-</p>
-
-<p>
-non c'è cristi!
-</p>
-
-<div class="blocksc">
-<p>
-movimento di Anna.
-</p>
-</div>
-
-<p>
-È di moda! È un verso del Giusti! — Quelli,
-invece, che non sono proprio
-più di moda, sono gli austriaci! Sono
-andati giù, giù, giù, tremendamente!
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Anna.</span>
-</p>
-
-<p>
-E scegliere proprio il principe Varzis.
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Giacomino</span> continuando.
-</p>
-
-<p>
-Giacchè ero dietro, ho scelto addirittura
-il più grosso!
-</p>
-
-<div class="blocksc">
-<p>
-ritornando serio.
-</p>
-</div>
-
-<p>
-Ho la nonna, una nonna più che codinona
-da farmi perdonare!... Povera
-nonna!...
-</p>
-
-<div class="blocksc">
-<p>
-cambiando, tornando a ridere e
-a scherzare.
-</p>
-</div>
-
-<p>
-Non senti qui...
-</p>
-
-<div class="blocksc">
-<p>
-odorando ironicamente.
-</p>
-</div>
-
-<p>
-<span class="pagenum" id="Page_111">[111]</span>
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Anna.</span>
-</p>
-
-<p>
-Che cosa?
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Giacomino.</span>
-</p>
-
-<p>
-Che puzzo d'aquila arrosto?... — Bisogna
-cambiar aria!
-</p>
-
-<div class="blocksc">
-<p>
-leva di tasca un fazzoletto bianco
-rosso e verde: sventolandolo,
-sbattendolo.
-</p>
-</div>
-
-<p>
-Cambiar aria! Cambiar aria!
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Anna</span> spaventata, glielo strappa di mano per
-nasconderlo.
-</p>
-
-<p>
-Imprudente. Se te lo trovano?
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Giacomino.</span>
-</p>
-
-<p>
-Dammelo!
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Anna.</span>
-</p>
-
-<p>
-No!
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Giacomino.</span>
-</p>
-
-<p>
-Dammelo!
-</p>
-
-<p>
-<span class="pagenum" id="Page_112">[112]</span>
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Anna.</span>
-</p>
-
-<p>
-No! Corro io stessa ad abbruciarlo,
-sul momento!
-</p>
-
-<div class="blocksc">
-<p>
-fa per correre via.
-</p>
-</div>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Giacomino</span> cantando.
-</p>
-
-<p>
-«La bandiera dei tre colori — Sempre
-è stata la più bella...»
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Anna</span> dandogli il fazzoletto e mettendogli una
-mano sulla bocca.
-</p>
-
-<p>
-Prendi! Ragazzo!
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Giacomino</span> sottovoce.
-</p>
-
-<p>
-«Noi vogliamo sempre quella — Noi
-vogliam la libertà!»
-</p>
-
-<div class="blocksc">
-<p>
-mostrandole le cifre del fazzoletto.
-</p>
-</div>
-
-<p>
-L. M. «Libertà o Morte» — Libertà,
-s'intende, per il popolo che è in schiavitù:
-non per me! Io la libertà, con
-la nonna, figurati, ne ho quanta ne
-voglio!
-</p>
-
-<p>
-<span class="pagenum" id="Page_113">[113]</span>
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Anna.</span>
-</p>
-
-<p>
-Ma... e... poi?
-</p>
-
-<div class="blocksc">
-<p>
-con gli occhi pieni di lacrime.
-</p>
-</div>
-
-<p>
-Ti andrà bene!... Sì!... Sì... Lo spero!
-Ne sono certa! Ma... e dopo? Se quell'altro
-rimanesse...
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Giacomino.</span>
-</p>
-
-<p>
-Infilato?
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Anna.</span>
-</p>
-
-<p>
-O anche solo ferito gravemente?
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Giacomino.</span>
-</p>
-
-<p>
-In tal caso: galoppa Ruello! Galoppa
-fino a Torino! Adesso, appena
-torna Vitaliano gli racconto la storiella
-che ho già scritto alla nonna: ho
-perduto al giuoco. Si tratta dell'onore,
-bisogna battere alla grande cassa della
-nonna.
-</p>
-
-<div class="blocksc">
-<p>
-commovendosi a mano a mano.
-</p>
-</div>
-
-<p>
-<span class="pagenum" id="Page_114">[114]</span>
-</p>
-
-<p>
-Batterla io stesso... — Sciocchezze...
-ma sai? Ho paura di commuovermi...
-di farle capire qualche cosa... — Invece
-così, mi darà la solita strapazzata, io
-resterò a testa bassa... e poi... Psst!
-Partenza!
-</p>
-
-<div class="blocksc">
-<p>
-cambiando, scherzando di nuovo.
-</p>
-</div>
-
-<p>
-A Torino!... Ad arruolarmi!... In cavalleria!...
-Ohp là là! Ohp là là!
-Torino, sai, è una città divertentissima!
-Un piccolo Parigi!... Ci sono i
-famosi veglioni dello Scribe dove le
-donne si mostrano in perfetto costume
-di...
-</p>
-
-<div class="blocksc">
-<p>
-correggendosi.
-</p>
-</div>
-
-<p>
-— Cose straordinarie!
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Anna.</span>
-</p>
-
-<p>
-E per scappare?
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Giacomino.</span>
-</p>
-
-<p>
-Questa notte dopo il fatto della costoletta
-di por... d'agnello, sono diventato
-<span class="pagenum" id="Page_115">[115]</span>
-di moda, in un attimo!... Avessi
-visto al Cova! Poi di sopra, al Club. — Mi
-hanno presentato a Emilio Dandolo! — che
-bel giovine! E come
-parla!... Ti dice certe parole, crist...
-</p>
-
-<div class="blocksc">
-<p>
-correggendosi.
-</p>
-</div>
-
-<p>
-E che <i>lion</i>! È il Re dei <i>lions</i>! L'idolo
-delle signore! Pensa che è tisico! Ma
-tisico proprio davvero!
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Anna.</span>
-</p>
-
-<p>
-Rispondimi, invece. E per scappare?
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Giacomino</span> più sottovoce.
-</p>
-
-<p>
-Appunto stavo per dirtelo. Emilio
-Dandolo ci pensa lui.
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Anna.</span>
-</p>
-
-<p>
-In che modo?
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Giacomino.</span>
-</p>
-
-<p>
-Lo saprò... un'ora prima del duello!
-</p>
-
-<div class="blocksc">
-<p>
-battendosi sulla fronte.
-</p>
-</div>
-
-<p>
-<span class="pagenum" id="Page_116">[116]</span>
-</p>
-
-<p>
-Ah, saper Diana! — Ho fatto giuramento
-di tacere e te l'ho detto! Non
-parlerai con nessuno?
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Anna.</span>
-</p>
-
-<p>
-No!... Te lo prometto!
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Giacomino.</span>
-</p>
-
-<p>
-Sul tuo onore?
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Anna.</span>
-</p>
-
-<p>
-Te lo prometto!
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Giacomino.</span>
-</p>
-
-<p>
-Specialmente con quel Cézky. Quel
-profugo... ereditario! Perchè il vero
-profugo, capostipite, era suo padre!
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Teresa</span> di dentro.
-</p>
-
-<p>
-Basta così...
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Giacomino</span> spaventato.
-</p>
-
-<p>
-La nonna!... Ha già ricevuto la mia
-lettera!
-</p>
-
-<p>
-<span class="pagenum" id="Page_117">[117]</span>
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Teresa</span> sempre di dentro.
-</p>
-
-<p>
-Ti proibisco di difenderlo! Anche
-la mia pazienza, la mia bontà, hanno
-un limite!
-</p>
-
-<div class="blocksc">
-<p>
-presentandosi sulla soglia dell'uscio.
-</p>
-</div>
-
-<p>
-Dov'è questo signore?
-</p>
-
-<p>
-<span class="pagenum" id="Page_118">[118]</span>
-</p>
-
-<h3>SCENA V.</h3>
-
-<div class="blockquote">
-<p class="center">
-La contessa <span class="smcap">Teresa</span>, il <span class="smcap">Lamberti</span> e detti.
-</p>
-</div>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Teresa</span> vedendo Giacomino.
-</p>
-
-<p>
-Si vergogni!
-</p>
-
-<div class="blocksc">
-<p>
-Giacomino rimane sempre a testa bassa.
-</p>
-</div>
-
-<p>
-Vergognatevi! Dieci mila svanziche!
-Altre dieci mila svanziche?... Non pago
-più niente! Sempre l'«ultima volta»
-e sempre da capo! Adesso basta e
-peggio per voi! Il giuoco, la disperazione
-di tante madri! E sapendo di
-darmi un grande dispiacere, un grande
-dolore! Siete cattivo e siete testardo.
-<i>Tes-tardo!</i> — Sì o no?
-</p>
-
-<div class="blocksc">
-<p>
-<span class="smcap">Giacomino</span> accenna di sì col capo.
-</p>
-</div>
-
-<p>
-<span class="pagenum" id="Page_119">[119]</span>
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Teresa.</span>
-</p>
-
-<p>
-Come sì? — Difenditi rispondi!
-Che c'è di nuovo? — Su con quella
-testa!
-</p>
-
-<div class="blocksc">
-<p>
-vivamente.
-</p>
-</div>
-
-<p>
-Ti senti forse poco bene?
-</p>
-
-<div class="blocksc">
-<p>
-vede gli occhi di Giacomino gonfi
-di lacrime.
-</p>
-</div>
-
-<p>
-Sopratutto, lo sai, non voglio scene.
-L'uomo dev'essere sempre un uomo e
-quando ha perduto paga.
-</p>
-
-<div class="blocksc">
-<p>
-al Lamberti.
-</p>
-</div>
-
-<p>
-Gli darai le diecimila svanziche e gli
-dirai tu, tutto quello che gli volevo
-dir io, e che si merita! Tu Anna,
-vieni con me.
-</p>
-
-<div class="blocksc">
-<p>
-al Lamberti.
-</p>
-</div>
-
-<p>
-Gli farai ben considerare la sua e la
-nostra condizione. Non siamo banchieri
-<span class="pagenum" id="Page_120">[120]</span>
-e oggi, di ricchi, non ci sono
-che i banchieri! — E che sia l'ultima
-volta!
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Giacomino.</span>
-</p>
-
-<p>
-Lo giuro!
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Teresa.</span>
-</p>
-
-<p>
-Non giurare, mai!
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Giacomino</span> abbracciandola.
-</p>
-
-<p>
-Sei buona! Sei un angelo!
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Teresa.</span>
-</p>
-
-<p>
-Sta fermo!... Dissipatore, giuocatore
-e adesso anche seduttore!
-</p>
-
-<div class="blocksc">
-<p>
-ridendo.
-</p>
-</div>
-
-<p>
-Angelo!
-</p>
-
-<div class="blocksc">
-<p>
-gli dà uno schiaffettino.
-</p>
-</div>
-
-<p>
-A quest'ora, sai anche tu, come sono
-fatti gli angeli! Coi capelli biondi... o
-neri, non importa, ma hanno le guance
-<span class="pagenum" id="Page_121">[121]</span>
-di rosa, le labbra di corallo e gli occhi
-languidi!
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Giacomino.</span>
-</p>
-
-<p>
-Il mio buon angelo sarai sempre tu!
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Teresa</span> fingendo di arrabbiarsi.
-</p>
-
-<p>
-Finiscila!... Hai capito?... Andiamo,
-Anna!... Mi prende anche in giro!...
-Vero stupid... Vero stupidone!
-</p>
-
-<div class="blocksc">
-<p>
-esce ridendo seguita da Anna.
-</p>
-</div>
-
-<p>
-<span class="pagenum" id="Page_122">[122]</span>
-</p>
-
-<h3>SCENA VI.</h3>
-
-<div class="blockquote">
-<p class="center">
-<span class="smcap">Giacomino</span> e il <span class="smcap">Lamberti</span>. — In fine <span class="smcap">Anna</span>.
-</p>
-</div>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Lamberti</span> sottovoce; ma serio, senza nessuna
-commozione.
-</p>
-
-<p>
-Le dieci mila svanziche, prevedo,
-le finirai presto, se dovrai andare a
-Torino.
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Giacomino</span> trasalendo, ma poi fingendosi
-meravigliato.
-</p>
-
-<p>
-A Torino?... Io?...
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Lamberti.</span>
-</p>
-
-<p>
-... E siccome, prevedo pure, che
-non sarebbe sempre facile il poter
-scrivere e forse, ancora meno, il poter
-rispondere, così ti ho preparato,
-al caso, anche una mia credenziale
-per il banco Mazza e Sacerdoti.
-</p>
-
-<p>
-<span class="pagenum" id="Page_123">[123]</span>
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Giacomino.</span>
-</p>
-
-<p>
-A Torino?... Io?...
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Lamberti.</span>
-</p>
-
-<p>
-Sì, tu! — Domani ti batti col principe
-Varzis!
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Giacomino.</span>
-</p>
-
-<p>
-Chi te l'ha detto?
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Lamberti.</span>
-</p>
-
-<p>
-Emilio Dandolo.
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Giacomino.</span>
-</p>
-
-<p>
-Emilio Dandolo?
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Lamberti.</span>
-</p>
-
-<p>
-Adesso, a Milano.
-</p>
-
-<div class="blocksc">
-<p>
-fissandolo.
-</p>
-</div>
-
-<p>
-Libertà o Morte.
-</p>
-
-<p>
-<span class="pagenum" id="Page_124">[124]</span>
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Giacomino.</span>
-</p>
-
-<p>
-Anche tu?... Anche tu sei dei nostri?
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Lamberti.</span>
-</p>
-
-<p>
-Dei vostri? Non so. Tu, intanto,
-di chi sei?
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Giacomino.</span>
-</p>
-
-<p>
-Io? Di chi sono? Bellissima domanda!
-Di chi sono? Sono... del partito
-degli Italiani.
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Lamberti.</span>
-</p>
-
-<p>
-Del partito della Pochini? Della
-prima ballerina della Scala?
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Giacomino.</span>
-</p>
-
-<p>
-Contro la Priora che ci vogliono
-imporre gli ufficiali austriaci! Ma la
-Scala è nostra!
-</p>
-
-<div class="blocksc">
-<p>
-dà una grande fischiata.
-</p>
-</div>
-
-<p>
-<span class="pagenum" id="Page_125">[125]</span>
-</p>
-
-<p>
-Fischi! Abbasso! Basta! — Dovevi
-sentire ieri sera, che baccano!
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Lamberti</span> vivamente.
-</p>
-
-<p>
-Ebbene no! Io non sono dei vostri,
-dei tuoi! Noi non apparteniamo al
-partito degli Italiani: apparteniamo
-all'Italia e siamo italiani!
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Giacomino</span>, maravigliato.
-</p>
-
-<p>
-Non è poi la stessa cosa?
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Lamberti.</span>
-</p>
-
-<p>
-Io, «il figlio delle selve», fischio
-di notte, al confine, per chiamare, o
-avvisare i contrabbandieri...
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Giacomino</span> risentito.
-</p>
-
-<p>
-Anch'io non fischio soltanto le ballerine!
-Domattina — lo sai già — mi
-sentirà fischiare qualcun altro!
-</p>
-
-<p>
-<span class="pagenum" id="Page_126">[126]</span>
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Lamberti.</span>
-</p>
-
-<p>
-Dinanzi a tutta Milano che ti osserva
-e ti applaude, con le più belle signore
-che ti incitano e ti ammirano?
-Non arrischieresti forse di romperti il
-collo anche alle corse per ottenere i
-battimani delle dee dell'Ippodromo? Il
-duello col Varzis ti fa onore: ma ti
-giova anche. Il fare l'Italiano, il fare
-il coraggioso è indispensabile oggi,
-per il perfetto gentiluomo di società,
-come... il saper suonare il pianoforte!
-Ben altro dev'essere il sentimento che
-ci anima! Ben altro il coraggio del
-quale dobbiamo dar prova!
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Giacomino</span> con alterezza.
-</p>
-
-<p>
-Qual'è, dunque?
-</p>
-
-<p>
-<span class="pagenum" id="Page_127">[127]</span>
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Lamberti.</span>
-</p>
-
-<p>
-È il coraggio dell'abnegazione, del
-sacrificio, il coraggio del perseverare...
-tanto più grande, quanto più è oscuro
-e ignorato! — È il coraggio del Pezzotti,
-che sentendosi sfinito dalla lunga
-prigionia e dalle torture dell'interrogatorio,
-per paura che gli sfugga
-un nome, per paura di tradire i compagni,
-solo, al buio, con la cravatta
-si appicca all'inferriata del carcere! È
-il coraggio di Tito Speri, che esce
-dal confortatorio ornato nella giovine
-elegante persona, azzimato nell'abito,
-ben composta la chioma bionda e che
-così, come per recarsi ad un ballo,
-infilandosi i guanti bianchi, si avvia
-al capestro, alla forca! — E non ha
-lì, intorno, in quell'alba piovosa, altro
-che quattro croati per ammirarlo! E
-al boia che gli chiede il perdono regolamentare
-<span class="pagenum" id="Page_128">[128]</span>
-risponde: — Niente paura,
-caro mio!... Trattami soltanto da
-buon amico! — Sei diventato pallido? — Anch'io
-guardami! E non sono questi,
-i soli. — Sono cento, sono mille gli
-esempî, gli eroi: sono uomini e donne,
-patrizî e popolo; sono spiriti eletti
-nella nobiltà del pensiero, sono anime
-semplici e rudi! E tutti insieme, i
-nostri, dal sepolcro dei morti, dal sepolcro
-più tremendo dei vivi, erompono
-in un sol grido, in una sola
-parola d'incitamento, di evocazione
-di speranza: — Patria!
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Giacomino.</span>
-</p>
-
-<p>
-Patria! La nostra Patria! — Ho
-capito!
-</p>
-
-<div class="blocksc">
-<p>
-si preme sul cuore una mano del
-Lamberti.
-</p>
-</div>
-
-<p>
-Senti. — Sono con te.
-</p>
-
-<p>
-<span class="pagenum" id="Page_129">[129]</span>
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Lamberti.</span>
-</p>
-
-<p>
-Sei commosso?... No! No! Non nascondere,
-non vergognarti delle tue
-lacrime!
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Giacomino.</span>
-</p>
-
-<p>
-Non sono più un ragazzo! Sono
-un uomo!
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Lamberti.</span>
-</p>
-
-<p>
-Ed è appunto questo tuo pallore,
-questo tuo fremito, sono queste tue
-lacrime che ti rendono uomo! Ascoltami
-bene.
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Giacomino.</span>
-</p>
-
-<p>
-Sì! Sì!
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Lamberti.</span>
-</p>
-
-<p>
-Tu, adesso, sai ciò che fai! Il tuo,
-dunque, non è più un duello, è la
-<span class="pagenum" id="Page_130">[130]</span>
-nostra guerra disperata e continua.
-Non è possibile unirci in battaglioni?
-Scendiamo in campo faccia a faccia...
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Giacomino.</span>
-</p>
-
-<p>
-Uno per uno!
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Lamberti.</span>
-</p>
-
-<p>
-E se mai ti tremasse la mano, ricordati.
-Oggi bisogna ricordare, ricordare
-e odiare.
-</p>
-
-<div class="blocksc">
-<p>
-più sottovoce.
-</p>
-</div>
-
-<p>
-In un anno solo, — dal quarantotto
-al quarantanove, — più di 960 tra
-impiccati e fucilati. In questi ultimi
-tre anni, più di 432. — E «la verga
-di ferro», — ricordati, — che valse la
-condanna a morte ad un povero maestro,
-e non era altro che un piccolo bastoncino
-da passeggio! — E ricordati
-le irrisioni feroci!... E le nostre giovani,
-<span class="pagenum" id="Page_131">[131]</span>
-trascinate ignude alle nerbate
-sulle reni in Castello, presenti gli ufficiali, — come
-il tuo, di domani, che
-sghignazzavano! Ricordati! Ricordati!
-Oggi bisogna ricordare, ricordare e
-odiare! Verrà dopo il perdono, — il
-perdono e fors'anche l'oblìo, — ma
-soltanto, quando la patria, l'avremo.
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Giacomino.</span>
-</p>
-
-<p>
-Domani! Domani! Sono dei tuoi,
-sono con te! — Domani sarò degno
-di te!
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Lamberti.</span>
-</p>
-
-<p>
-Degno di me? Io? Non sono niente,
-non sono nessuno, io! Sai, tu, a chi
-dobbiamo, noi tutti, questo fuoco, questa
-fede, questo fervore, questo spirito
-di sacrificio? — A lui, ad un uomo,
-ad un grande, che abbiamo intravveduto
-<span class="pagenum" id="Page_132">[132]</span>
-appena, col quale abbiamo scambiato
-appena qualche parola, ma che
-sentiamo essere vicino a noi, con noi,
-vigile, austero, forte come il destino!
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Giacomino</span> sottovoce.
-</p>
-
-<p>
-Mazzini?... Mazzini?...
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Lamberti.</span>
-</p>
-
-<p>
-Votato alla causa degli oppressi, i
-nemici d'Italia lo odiano, i potenti lo
-avversano e lo temono, ma tutti i
-cuori generosi battono sul suo, si esaltano
-alla sua parola ardente, e le
-donne lo amano, e la giovane Italia
-lo idolatra!
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Giacomino.</span>
-</p>
-
-<p>
-Mazzini! Mazzini! È Giuseppe Mazzini!
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Lamberti.</span>
-</p>
-
-<p>
-Egli è cospiratore ed artista: formidabile,
-<span class="pagenum" id="Page_133">[133]</span>
-inflessibile, gentile e mite insieme.
-Adora i fanciulli, i fiori e definisce
-la musica «il tramite più puro
-fra l'uomo e la divinità». — Egli è,
-per noi la stessa Provvidenza, nella
-quale fermamente crede, e noi siamo
-con lui, per lui! La sua invocazione, — Dio
-e Popolo, — è la nostra; e il
-suo motto «pensiero ed azione» — è
-ormai, per noi tutti, il dovere, la gioia,
-il perchè della vita...
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Giacomino.</span>
-</p>
-
-<p>
-E il coraggio di saper morire!
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Lamberti.</span>
-</p>
-
-<p>
-A Milano, subito, a Milano! Ho già
-consegnato a Emilio Dandolo, denaro
-e credenziali. Ma sarò anch'io questa
-notte, a Milano. — E se non partirai...
-</p>
-
-<p>
-<span class="pagenum" id="Page_134">[134]</span>
-</p>
-
-<div class="blocksc">
-<p>
-Il Lamberti pensa per un istante
-che Giacomino possa rimanere
-ferito, ucciso: ma poi, subito,
-si rassicura.
-</p>
-</div>
-
-<p>
-— Non temere! Dio è con noi! — Se
-il Varzis se la caverà con poco, torneremo
-qui. Ci sarà da fare.
-</p>
-
-<div class="blocksc">
-<p>
-<span class="smcap">Giacomino</span> gli afferra la mano, interrogandolo
-con gli occhi, ansiosamente.
-</p>
-</div>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Lamberti.</span>
-</p>
-
-<p>
-Forse. — Aspetto adesso un amico... — Tu,
-va; adesso va; e non veder la
-nonna, nessuno!
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Giacomino.</span>
-</p>
-
-<p>
-No!
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Lamberti.</span>
-</p>
-
-<p>
-Pensa che da una tua parola, da una
-tua imprudenza, può dipendere la vita
-<span class="pagenum" id="Page_135">[135]</span>
-di Dandolo, di cento altri... — che
-hai?...
-</p>
-
-<div class="blocksc">
-<p>
-scotendolo con ira.
-</p>
-</div>
-
-<p>
-Con chi?... Con chi?
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Giacomino.</span>
-</p>
-
-<p>
-Con Anna. Ho detto tutto ad Anna!
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Lamberti.</span>
-</p>
-
-<p>
-Soltanto con lei?
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Giacomino.</span>
-</p>
-
-<p>
-Soltanto con Anna. Ma adesso la
-vedrò: certo mi aspetta... per salutarmi.
-</p>
-
-<div class="blocksc">
-<p>
-verso la finestra.
-</p>
-</div>
-
-<p>
-Eccola!
-</p>
-
-<div class="blocksc">
-<p>
-fa per andarle incontro.
-</p>
-</div>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Lamberti.</span>
-</p>
-
-<p>
-No. Le parlerò io stesso; subito!
-Adesso la chiamo qui! Tu va. Scendi
-<span class="pagenum" id="Page_136">[136]</span>
-per la scala di servizio, passa dietro
-la casa. All'osteria della Stella, troverai
-un calessino già pronto. In meno
-di un'ora sei a Milano. Addio!
-</p>
-
-<div class="blocksc">
-<p>
-<span class="smcap">Giacomino</span> lo fissa, mostrando il desiderio di
-abbracciarlo: il Lamberti e Giacomino
-si gettano fra le braccia
-l'uno dell'altro, poi Giacomino
-fugge via quasi di corsa.
-</p>
-</div>
-
-<p>
-<span class="pagenum" id="Page_137">[137]</span>
-</p>
-
-<h3>SCENA VII.</h3>
-
-<div class="blockquote">
-<p class="center">
-<span class="smcap">Lamberti</span> solo — poi <span class="smcap">Anna</span>.
-</p>
-</div>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Lamberti</span> alla finestra: saluta ancora Giacomino
-con la mano. Si ricompone,
-va sull'uscio di mezzo e
-chiama:
-</p>
-
-<p>
-Anna! Anna!
-</p>
-
-<div class="blocksc">
-<p>
-<span class="smcap">Anna</span> si presenta all'uscio.
-</p>
-</div>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Lamberti.</span>
-</p>
-
-<p>
-Vieni qui, un momento.
-</p>
-
-<div class="blocksc">
-<p>
-<span class="smcap">Anna</span> entra.
-</p>
-
-<p>
-<span class="smcap">Lamberti</span> chiude l'uscio.
-</p>
-</div>
-
-<p>
-<span class="pagenum" id="Page_138">[138]</span>
-</p>
-
-<h3>SCENA VIII.</h3>
-
-<div class="blockquote">
-<p class="center">
-<span class="smcap">Lamberti</span> ed <span class="smcap">Anna</span>. Il <span class="smcap">Cézky</span> in fine.
-</p>
-</div>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Lamberti.</span>
-</p>
-
-<p>
-Giacomino è partito.
-</p>
-
-<div class="blocksc">
-<p>
-<span class="smcap">Anna</span> si volta vivamente e lo fissa.
-</p>
-</div>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Lamberti.</span>
-</p>
-
-<p>
-In questo momento; e mi ha lasciato
-i suoi saluti per te. È ardito quel ragazzo;
-pieno di coraggio. Non temere,
-Varzis le piglierà!
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Anna.</span>
-</p>
-
-<p>
-Ti ha detto?
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Lamberti</span> sorridendo.
-</p>
-
-<p>
-Sapevo già...
-</p>
-
-<p>
-<span class="pagenum" id="Page_139">[139]</span>
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Anna.</span>
-</p>
-
-<p>
-Da chi?
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Lamberti.</span>
-</p>
-
-<p>
-Non temere! Hai paura della mia
-imprudenza?
-</p>
-
-<div class="blocksc">
-<p>
-guardandola e scrollando il capo.
-</p>
-</div>
-
-<p>
-Anna! Anna! Da molto tempo ho imparato
-a tacere! E anch'io?... Sono
-certo, sicuro del tuo silenzio?
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Anna</span> lo fissa sempre: esitante.
-</p>
-
-<p>
-... Tu?
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Lamberti.</span>
-</p>
-
-<p>
-Sì. Una parola imprudente potrebbe
-mandare anche me in Castello... poi
-a Mantova. Hai sentito del vecchio
-Ansperti? Della sua fuga quasi miracolosa
-in Isvizzera, a settant'anni? Infermo?
-</p>
-
-<p>
-<span class="pagenum" id="Page_140">[140]</span>
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Anna.</span>
-</p>
-
-<p>
-Sì...
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Lamberti.</span>
-</p>
-
-<p>
-Sono stato io.
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Anna.</span>
-</p>
-
-<p>
-Tu?
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Lamberti.</span>
-</p>
-
-<p>
-Coi nostri contrabbandieri: cuori di
-leone e garretti di camoscio!
-</p>
-
-<div class="blocksc">
-<p>
-ridendo.
-</p>
-</div>
-
-<p>
-Per un lungo tratto di cresta l'ho portato
-io sulle spalle! Che notte! Le nubi,
-anche le nubi correvano brontolando!
-E a lampi, si vedeva giù il precipizio,
-a mille piedi! Ci fu uno scontro
-con i gendarmi. Il solo, per altro
-che mi aveva riconosciuto, — il sergente
-Baraffini, — l'ho ammazzato!
-</p>
-
-<p>
-<span class="pagenum" id="Page_141">[141]</span>
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Anna.</span>
-</p>
-
-<p>
-Tu?... Tu?
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Lamberti.</span>
-</p>
-
-<p>
-Sì, io. Ti fa tanto stupore? Perchè? — Non
-mi credevi capace di arrischiare
-anch'io la vita per la mia patria?
-Tutti ormai: i nostri stessi servitori,
-i contadini... tutti. Ed io solo,
-no? Oh, Anna, anche se non mi ami,
-almeno un po' di stima!
-</p>
-
-<div class="blocksc">
-<p>
-<span class="smcap">Anna</span> gli stringe la mano con passione.
-</p>
-</div>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Lamberti</span> con dolcezza e insieme con molta
-gravità.
-</p>
-
-<p>
-Presto verrà il giorno decisivo. Riusciremo,
-questa volta! Ma oggi, al
-punto in cui siamo, ho acquistato il
-diritto di parlare. Ho acquistato il
-diritto, finalmente di averti con me,
-<span class="pagenum" id="Page_142">[142]</span>
-unita nel pensiero, nelle ansie, nelle
-aspirazioni! Voglio sentirmi riscaldata
-l'anima, raddoppiato il coraggio dal
-calore del tuo affetto! Voglio avere la
-certezza nel rischio, che se anche
-perdo la vita...
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Anna</span> buttandogli le braccia al collo con un
-grido di spavento.
-</p>
-
-<p>
-No!
-</p>
-
-<div class="blocksc">
-<p>
-ripetendo sottovoce e stringendosi
-a Vitaliano affettuosamente.
-</p>
-</div>
-
-<p>
-No, no, no!
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Lamberti.</span>
-</p>
-
-<p>
-... Tu, ormai, non avrai più sdegno,
-non avrai più collera contro il mio nome,
-che è il nome di mia madre,
-ma lo porterai fiera, con orgoglio!
-</p>
-
-<div class="blocksc">
-<p>
-<span class="smcap">Anna</span> fa per rispondere: le lacrime le stringono
-la gola. Scoppia in pianto abbracciando
-<span class="pagenum" id="Page_143">[143]</span>
-ancora Vitaliano strettamente e nascondendosi
-il viso contro il suo petto.
-</p>
-</div>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Lamberti.</span>
-</p>
-
-<p>
-Per me! le tue lacrime!... Piangi
-per me!
-</p>
-
-<div class="blocksc">
-<p>
-baciandola sui capelli.
-</p>
-</div>
-
-<p>
-Non temere tu mi porti fortuna! Tutto
-andrà bene, se mi vuoi bene!... Bella!
-Come sei bella! Bella, bella, cara!...
-Che smania avevo di dirti bella, di
-dirti cara... e non osavo, non osavo
-mai!
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Anna.</span>
-</p>
-
-<p>
-Dimmi Anna, tante volte! Anna,
-Anna, Anna. Mi piace tanto il mio
-nome detto da te.
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Lamberti.</span>
-</p>
-
-<p>
-Anna!... Anna!... Pensa Anna, è
-questo il primo giorno il primo momento
-nostro...
-</p>
-
-<p>
-<span class="pagenum" id="Page_144">[144]</span>
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Anna.</span>
-</p>
-
-<p>
-Anna... ancora Anna, Anna....
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Lamberti.</span>
-</p>
-
-<p>
-Fra me e te, Anna, c'era come una
-nebbia fredda, un muro di ghiaccio.
-Io non sapevo parlare, tu non mi sapevi
-capire; ci chiudevamo in noi stessi
-e ci allontanavamo l'uno dall'altra. E
-la causa di ciò? Mia madre! È così?
-Rispondi. Mia madre?
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Anna.</span>
-</p>
-
-<p>
-Ma...
-</p>
-
-<div class="blocksc">
-<p>
-risoluta.
-</p>
-</div>
-
-<p>
-Adesso no; più!
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Lamberti.</span>
-</p>
-
-<p>
-Questo spirito nuovo che freme nell'aria,
-che ci accende il sangue e le
-idee, che ci ripete echeggiante nell'anima,
-<span class="pagenum" id="Page_145">[145]</span>
-con ogni alito di vento, con
-ogni stormir di fronda, la canzone della
-patria, è penetrato pure nel tuo cuore,
-nel tuo spirito, co' suoi entusiasmi,
-con la sua poesia! Io capivo, vedevo
-tuttociò, a mano a mano che io
-stesso ne rimanevo sconvolto, preso,
-affascinato! Dal mio amore per te
-venne la prima luce, la prima fiamma.
-Tu, senza saperlo, mi hai fatto vincere
-avversioni, esitazioni, pregiudizi,
-ripugnanze! Mi hai rischiarata dinanzi,
-come illuminata dal sole, la strada
-giusta e diritta, la vera!
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Anna.</span>
-</p>
-
-<p>
-Anch'io, voglio dirti tutto, anch'io.
-No! Lasciami parlare qui; — ho più
-coraggio qui, — così — Tu dici di
-avermi amata fin dal primo giorno?...
-Io... no. E come avrei potuto, subito,
-<span class="pagenum" id="Page_146">[146]</span>
-volerti bene? Non è stato il nostro
-cuore, non siamo stati noi ad unirci...
-Sono stati gli altri. Mi sentivo straniera
-qui, in casa tua, mi sentivo sola. La
-mia vita cominciava appena e mi pareva
-finita, e sentivo, con un grande
-bisogno di piangere, un così vivo, un
-così grande bisogno di amare! — Seguivo
-qualche fantasma che mi destava
-pietà, simpatia... ma poi, non
-trovavo nessuno! — Sono stata tanto
-cattiva, tanto leggera e vana! — Perdonami!
-Poi un giorno, finalmente, ti
-sei fermato di più con me... Mi hai
-guardata fissandomi... I tuoi occhi erano
-diversi! — Allora... — Sì, mi faceva
-dispetto tua madre, perchè essa
-gettava come un'ombra sopra di te,
-ed io volevo vederti circondato dell'approvazione,
-dell'ammirazione di
-tutti! Sì, è vero, sentivo un fremito accendermi
-il sangue, le idee, ma quella
-<span class="pagenum" id="Page_147">[147]</span>
-che mi ripeteva nell'animo ogni alito
-di vento, ogni stordir di fronda, era...
-la canzone dell'amore!
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Lamberti.</span>
-</p>
-
-<p>
-Cara, cara, cara!
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Anna.</span>
-</p>
-
-<p>
-Anna! La tua Anna! Dimmi che ti
-piacciono i miei capelli! Dimmi tu,
-che sono bella!...
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Lamberti.</span>
-</p>
-
-<p>
-Bella!... Bella...
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Anna.</span>
-</p>
-
-<p>
-Che sono tua!... Tutta tua!
-</p>
-
-<div class="blocksc">
-<p>
-Vitaliano ed Anna restano un istante
-abbracciati. — Poi Vitaliano ascolta
-verso l'uscio di mezzo. — Ascolta
-anche Anna.
-</p>
-</div>
-
-<p>
-<span class="pagenum" id="Page_148">[148]</span>
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Anna</span> scostandosi.
-</p>
-
-<p>
-Forse... tua madre?
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Lamberti.</span>
-</p>
-
-<p>
-Sarà il dottor Fratti! Lo aspetto!
-</p>
-
-<div class="blocksc">
-<p>
-l'uscio si apre.
-</p>
-
-<p>
-<span class="smcap">Anna</span> trasalisce con un motto di spavento.
-</p>
-
-<p>
-<span class="smcap">Cézky</span> si presenta pallidissimo.
-</p>
-</div>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Lamberti.</span>
-</p>
-
-<p>
-Il Fratti?... È arrivato?
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Cézky</span> con voce alterata.
-</p>
-
-<p>
-Il signor Fratti e il signor Strassèr.
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Lamberti</span> pensando.
-</p>
-
-<p>
-Qui no!... Non è prudente...
-</p>
-
-<div class="blocksc">
-<p>
-al Cézky.
-</p>
-</div>
-
-<p>
-Su! In camera vostra!
-</p>
-
-<p>
-<span class="pagenum" id="Page_149">[149]</span>
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Anna</span> sottovoce a Vitaliano.
-</p>
-
-<p>
-No! No!
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Lamberti</span> con grande tenerezza.
-</p>
-
-<p>
-Anna, Anna, Anna cara!... Non inquietarti
-così!... È dei nostri!
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Anna</span> con un grido.
-</p>
-
-<p>
-Cézky?!
-</p>
-
-<div class="blocksc">
-<p>
-<span class="smcap">Lamberti</span> rimane colpito; fissa il Cézky, — poi
-Anna, — poi ordina al Cézky
-di andare avanti e lo segue.
-</p>
-</div>
-
-<p class="pad2 center large">
-<span class="smcap">Fine del secondo atto.</span>
-</p>
-
-<div class="chapter">
-<p>
-<span class="pagenum" id="Page_151">[151]</span>
-</p>
-
-<h2 id="atto3">ATTO TERZO.</h2>
-</div>
-
-<div class="blockquote">
-<p>
-Salotto nell'appartamento della contessa Teresa:
-da un uscio a sinistra si entra nella
-sua camera da letto. — Nella parete di
-fondo, a destra, dall'uscio sempre aperto
-si vedrà una cappelletta con un ricco altarino
-e un inginocchiatoio. Un grande ritratto
-dell'imperatore Francesco Giuseppe.
-In faccia all'uscio della camera da letto,
-un altro uscio che mette nella biblioteca.
-</p>
-</div>
-
-<h3>SCENA PRIMA.</h3>
-
-<div class="blockquote">
-<p class="center">
-<span class="smcap">Carolina</span> — la voce di Teresa, poi il <span class="smcap">Rienz</span>.
-</p>
-</div>
-
-<div class="blocksc">
-<p>
-<span class="smcap">Carolina</span> entra e va a battere all'uscio
-della camera di Teresa.
-</p>
-</div>
-
-<p>
-<span class="pagenum" id="Page_152">[152]</span>
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Teresa</span> di dentro.
-</p>
-
-<p>
-Chi è?
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Carolina.</span>
-</p>
-
-<p>
-Sua Eccellenza!
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Teresa.</span>
-</p>
-
-<p>
-Il Conte Stefano?
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Carolina.</span>
-</p>
-
-<p>
-Sì! Faccia presto!
-</p>
-
-<div class="blocksc">
-<p>
-<span class="smcap">Rienz</span> entra in fretta, ancora con il cappello
-il pastrano e il frustino.
-</p>
-</div>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Teresa</span> sempre di dentro: a Carolina.
-</p>
-
-<p>
-Vengo subito! Apri le finestre!
-</p>
-
-<p>
-<span class="pagenum" id="Page_153">[153]</span>
-</p>
-
-<div class="blocksc">
-<p>
-<span class="smcap">Carolina</span> si volta, vede il Rienz e fa per
-aiutarlo a levarsi il pastrano.
-</p>
-</div>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Rienz.</span>
-</p>
-
-<p>
-Andate, andate dalla contessa.
-</p>
-
-<div class="blocksc">
-<p>
-<span class="smcap">Carolina</span> entra da Teresa.
-</p>
-
-<p>
-<span class="smcap">Rienz</span> si leva da sè il pastrano, depone il
-cappello, tiene in mano il frustino
-che agita nervosamente
-camminando su e giù per il salotto.
-</p>
-</div>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Teresa</span> ancora di dentro.
-</p>
-
-<p>
-Che c'è?... Una brutta notizia?
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Rienz.</span>
-</p>
-
-<p>
-Forse!
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Teresa.</span>
-</p>
-
-<p>
-Vitaliano?... Qualche nuova sciocchezza
-di Vitaliano?
-</p>
-
-<p>
-<span class="pagenum" id="Page_154">[154]</span>
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Rienz.</span>
-</p>
-
-<p>
-Vi dirò... Fate presto!
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Teresa.</span>
-</p>
-
-<p>
-Un momento!... sono pronta!
-</p>
-
-<div class="blocksc">
-<p>
-entra allacciandosi un nastro
-della veste da camera.
-</p>
-</div>
-
-<p>
-— Eccomi!
-</p>
-
-<p>
-<span class="pagenum" id="Page_155">[155]</span>
-</p>
-
-<h3>SCENA II.</h3>
-
-<div class="blockquote">
-<p class="center">
-<span class="smcap">Rienz</span> e <span class="smcap">Teresa</span> — poi di nuovo la <span class="smcap">Carolina</span>.
-</p>
-</div>
-
-<div class="blocksc">
-<p>
-<span class="smcap">Rienz</span> bacia la mano alla contessa.
-</p>
-</div>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Teresa.</span>
-</p>
-
-<p>
-Mio Dio! Stefano?
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Rienz.</span>
-</p>
-
-<p>
-Una lettera anonima! Una denuncia.
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Teresa.</span>
-</p>
-
-<p>
-Una denuncia contro chi?
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Rienz.</span>
-</p>
-
-<p>
-Contro Vitaliano; contro vostro figlio!
-Lo si accusa di cospirazione;
-<span class="pagenum" id="Page_156">[156]</span>
-di essere in rapporti con Mazzini e
-con quel... Garibaldi, quell'altro romantico
-filibustiere!
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Teresa.</span>
-</p>
-
-<p>
-Datemi questa lettera!
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Rienz.</span>
-</p>
-
-<p>
-Non fu mandata a me! Fu mandata...
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Teresa</span> con un grido represso.
-</p>
-
-<p>
-Alla polizia?
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Rienz.</span>
-</p>
-
-<p>
-Tranquillatevi. Fu aperta dal barone
-Wolf, — un buon austriaco, mio
-amico. — Per fortuna! — Se capitava
-fra le mani dell'altro commissario,
-l'italiano, a quest'ora sarebbero qui i
-gendarmi!
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Teresa</span> vivamente, giungendo le palme verso
-la cappelletta.
-</p>
-
-<p>
-<span class="pagenum" id="Page_157">[157]</span>
-</p>
-
-<p>
-Grazie! Grazie! Vi ringrazio!
-</p>
-
-<div class="blocksc">
-<p>
-coprendosi il viso con le mani.
-</p>
-</div>
-
-<p>
-Mio figlio? Il mio sangue? Un conte
-Lamberti?
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Rienz.</span>
-</p>
-
-<p>
-C'è questo di più grave ancora:: la
-lettera anonima, la denunzia è partita
-da questa casa.
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Teresa.</span>
-</p>
-
-<p>
-Come lo sapete?
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Rienz.</span>
-</p>
-
-<p>
-Per un miracolo! Ai furfanti, manca
-sempre qualche cosa: quando sono
-perfetti, diventano... brava gente! A
-costui, manca il sangue freddo. Mentre
-compie la canagliata, gli tremano
-le mani e gli si oscura la vista.
-</p>
-
-<p>
-<span class="pagenum" id="Page_158">[158]</span>
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Teresa</span> vivamente.
-</p>
-
-<p>
-Chi è?
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Rienz.</span>
-</p>
-
-<p>
-Cézky.
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Teresa.</span>
-</p>
-
-<p>
-Quel polacco girovago, pitocco?
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Rienz.</span>
-</p>
-
-<p>
-È innamorato di Anna.
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Teresa</span> fissando Rienz.
-</p>
-
-<p>
-Anna abbassarsi a... Non lo credo...
-</p>
-
-<div class="blocksc">
-<p>
-risoluta.
-</p>
-</div>
-
-<p>
-No!
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Rienz.</span>
-</p>
-
-<p>
-Precisamente! Respinto, per vendicarsi!
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Teresa</span> con alzata di spalle.
-</p>
-
-<p>
-Uno strimpellatore di versi! Un
-Werther, un Ortis, inconcludente!
-</p>
-
-<p>
-<span class="pagenum" id="Page_159">[159]</span>
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Rienz.</span>
-</p>
-
-<p>
-Più concludente degli altri! Invece
-di ammazzarsi, costui, fa impiccare
-il marito!
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Teresa</span> impallidendo: con voce rauca.
-</p>
-
-<p>
-In qual modo avete scoperto?
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Rienz</span> si avvicina alla scrivania di Teresa
-e prende un foglio di carta.
-</p>
-
-<p>
-Questa è la lettera. — Va bene? — Qui,
-in prima pagina, la sua brava
-denunzia.
-</p>
-
-<div class="blocksc">
-<p>
-volta il foglio.
-</p>
-</div>
-
-<p>
-E in fondo da quest'altra parte, una
-parola, in lapis, sbiadita, — una sola
-parola — «promemoria». — Una nota
-si vede incominciata e subito interrotta.
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Teresa.</span>
-</p>
-
-<p>
-Era il carattere del Cézky?
-</p>
-
-<p>
-<span class="pagenum" id="Page_160">[160]</span>
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Rienz</span> affermando col capo.
-</p>
-
-<p>
-Indubbiamente! Non vi ricordate,
-Teresa? Per quindici giorni, quando
-ho avuto ammalato il mio cancelliere?
-Chi lo ha sostituito? Il Cézky.
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Teresa</span> si lascia cadere sopra una sedia.
-</p>
-
-<p>
-Ma... e allora?
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Rienz.</span>
-</p>
-
-<p>
-Volete un'altra prova?... Schiacciante?
-Prima di parlare con voi, volevo
-parlare col Cézky
-</p>
-
-<div class="blocksc">
-<p>
-con piglio minaccioso.
-</p>
-</div>
-
-<p>
-a quattr'occhi, io e lui... A villa Lamberta
-non c'è più. — Il letto... intatto.
-Fatto il colpo ha preso il largo.
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Teresa.</span>
-</p>
-
-<p>
-Allora?... E allora?...
-</p>
-
-<p>
-<span class="pagenum" id="Page_161">[161]</span>
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Rienz.</span>
-</p>
-
-<p>
-Chiamate vostro figlio.
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Teresa</span> esitante.
-</p>
-
-<p>
-Qui?... Con voi?
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Rienz</span> con un atto stizzoso.
-</p>
-
-<p>
-Puntigli, riguardi, risentimenti...
-Non è l'ora! — Adesso bisogna tutto
-sapere, — la lista dei compagni, dei
-fratelli prima, — poi, se si tratta solo
-di sciocchezza, d'imprudenze, tutto in
-tacere, per quanto riguarda la vostra
-casa. — Ma vostro figlio, — il pazzo! — reso
-da noi impotente a nuocere e
-a nuocersi!
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Teresa</span> con gratitudine, stringendogli la mano.
-</p>
-
-<p>
-Oh! Stefano!
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Rienz.</span>
-</p>
-
-<p>
-Di simili scandali è piena Milano;
-<span class="pagenum" id="Page_162">[162]</span>
-è pieno il Lombardo-Veneto! Ci mancherebbe
-altro che ne scoppiasse uno
-anche nella casa... che... frequento io! — È
-necessario per tutti, per l'autorità
-stessa dell'Arciduca, che qui... e a
-Vienna, non si facciano confusioni fra
-il vostro nome e quello dei d'Adda,
-dei Durini, degli Arese... Fra la vostra, — la
-vera, — e tutta questa aristocrazia
-turbolenta, irrequieta, imborghesita
-dalle inframmettenze donnesche e
-dalle velleità demagogiche! — Chiamate
-vostro figlio!
-</p>
-
-<div class="blocksc">
-<p>
-<span class="smcap">Teresa</span> suona il campanello sopra il tavolino:
-pausa.
-</p>
-
-<p>
-<span class="smcap">Carolina</span> entra: rimane presso l'uscio.
-</p>
-</div>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Teresa.</span>
-</p>
-
-<p>
-Mandate Francesco dal signor conte.
-A mio nome! Venga qui, subito.
-</p>
-
-<p>
-<span class="pagenum" id="Page_163">[163]</span>
-</p>
-
-<div class="blocksc">
-<p>
-<span class="smcap">Carolina</span> via.
-</p>
-</div>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Rienz.</span>
-</p>
-
-<p>
-Calma mi raccomando; calma.
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Teresa.</span>
-</p>
-
-<p>
-È un gran dolore!... La mia devozione
-il mio affetto all'imperatore!
-I miei principî! Tutto l'orgoglio del
-mio nome...
-</p>
-
-<div class="blocksc">
-<p>
-<span class="smcap">Rienz</span> le impone di tacere e le fa segno che
-qualcuno si avvicina.
-</p>
-</div>
-
-<p>
-<span class="pagenum" id="Page_164">[164]</span>
-</p>
-
-<h3>SCENA III.</h3>
-
-<div class="blockquote">
-<p class="center">
-<span class="smcap">Francesco</span> e detti.
-</p>
-</div>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Francesco</span> sta sulla soglia dell'uscio.
-</p>
-
-<p>
-Il signor conte non c'è. Non è a
-villa Lamberta. È andato a Milano.
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Rienz</span> vivamente.
-</p>
-
-<p>
-A Milano?
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Teresa.</span>
-</p>
-
-<p>
-Quando?
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Francesco.</span>
-</p>
-
-<p>
-Questa notte, tardi. Saranno state
-le tre, le quattro. Non potrei dire l'ora,
-precisamente perchè il signor conte
-si è alzato e si è vestito da solo: non
-mi ha fatto chiamare.
-</p>
-
-<p>
-<span class="pagenum" id="Page_165">[165]</span>
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Teresa</span> con esitazione.
-</p>
-
-<p>
-Ed è... anche partito solo? In calessino?
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Francesco.</span>
-</p>
-
-<p>
-No, no; con Giovanni, in carrozza
-chiusa. Ha fatto attaccare i due sauri.
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Rienz</span> interrompendolo.
-</p>
-
-<p>
-La contessa Anna...
-</p>
-
-<div class="blocksc">
-<p>
-rivolgendosi a Teresa.
-</p>
-</div>
-
-<p>
-Fate pregare la contessa Anna di venir
-qui subito.
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Teresa</span> a <span class="smcap">Francesco</span>.
-</p>
-
-<p>
-Avete sentito?... Andate.
-</p>
-
-<div class="blocksc">
-<p>
-<span class="smcap">Francesco</span> s'inchina ed esce.
-</p>
-</div>
-
-<p>
-<span class="pagenum" id="Page_166">[166]</span>
-</p>
-
-<h3>SCENA IV.</h3>
-
-<div class="blockquote">
-<p class="center">
-<span class="smcap">Teresa</span> e <span class="smcap">Rienz</span>.
-</p>
-</div>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Teresa.</span>
-</p>
-
-<p>
-Questa notte?... Saranno state le tre,
-le quattro?
-</p>
-
-<div class="blocksc">
-<p>
-al Rienz: cercando di tranquillarsi.
-</p>
-</div>
-
-<p>
-E d'altra parte in carrozza... a due
-cavalli... con Giovanni, il nostro primo
-cocchiere?...
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Rienz</span> riprendendo il foglio di carta, che gli
-è caduto di mano.
-</p>
-
-<p>
-E per ciò? A commettere delle...
-bestialità, non si va soltanto a piedi
-o in diligenza.
-</p>
-
-<p>
-<span class="pagenum" id="Page_167">[167]</span>
-</p>
-
-<h3>SCENA V.</h3>
-
-<div class="blockquote">
-<p class="center">
-<span class="smcap">Anna</span> e detti.
-</p>
-</div>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Anna.</span>
-</p>
-
-<p>
-Eccomi mamma.
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Teresa</span> colpita: al Rienz sottovoce.
-</p>
-
-<p>
-Mamma?... È la prima volta!
-</p>
-
-<div class="blocksc">
-<p>
-<span class="smcap">Rienz</span> chiude tutti gli usci, — non a chiave — guardando
-prima se vi è qualcuno
-che possa ascoltare.
-</p>
-
-<p>
-<span class="smcap">Anna</span> lo osserva attentamente, corrugando
-gli occhi.
-</p>
-</div>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Teresa.</span>
-</p>
-
-<p>
-Siedi, cara, siedi.
-</p>
-
-<p>
-<span class="pagenum" id="Page_168">[168]</span>
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Rienz</span> con squisita, amabile galanteria.
-</p>
-
-<p>
-E oggi vogliate essere buona anche
-con me, contessa Anna. Guardatemi, — se
-vi è possibile, — senza
-diffidenza, e sopratutto senza cattive
-prevenzioni. Lo dicevo, adesso, alla
-contessa Teresa: — è con dolore, è
-con vero dolore, che io sono costretto
-a notare la vostra freddezza. Certe
-volte dovrei dire, persino... antipatia.
-</p>
-
-<div class="blocksc">
-<p>
-<span class="smcap">Anna</span>, maravigliata, interroga Teresa con uno
-sguardo.
-</p>
-</div>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Teresa.</span>
-</p>
-
-<p>
-Sì, cara. Proprio così.
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Rienz.</span>
-</p>
-
-<p>
-Oggi, specialmente oggi, io ho bisogno,
-invece, di tutta la confidenza,
-di tutta la fiducia vostra e del conte
-Vitaliano.
-</p>
-
-<p>
-<span class="pagenum" id="Page_169">[169]</span>
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Anna</span> trasalisce, ma poi si domina subito, simulando
-una grande indifferenza e
-molta sicurezza.
-</p>
-
-<p>
-Mio marito?
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Teresa</span> con impeto indicandole il Rienz.
-</p>
-
-<p>
-Per lui! Per il nostro interesse! Per
-il nostro onore!
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Rienz</span> sorridendo, fa cenno a Teresa di contenersi:
-ad Anna.
-</p>
-
-<p>
-Rassicuratevi! Non c'è finora da
-spaventarsi! La contessa Teresa è
-madre: si lascia vincere, forse, troppo
-presto dalle apprensioni.
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Anna.</span>
-</p>
-
-<p>
-Spaventarmi? Di che?
-</p>
-
-<div class="blocksc">
-<p>
-rivolgendosi a Teresa.
-</p>
-</div>
-
-<p>
-<span class="pagenum" id="Page_170">[170]</span>
-</p>
-
-<p>
-Soltanto io non so spiegarmi le tue
-parole...
-</p>
-
-<div class="blocksc">
-<p>
-al Rienz con più forza.
-</p>
-</div>
-
-<p>
-e tanto meno le vostre!
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Teresa.</span>
-</p>
-
-<p>
-Anna, Anna, cerca di frenarti! Non
-è questo il momento di essere fiera,
-orgogliosa!
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Anna.</span>
-</p>
-
-<p>
-Non lo sono mai stata, — con te, — mamma.
-</p>
-
-<div class="blocksc">
-<p>
-<span class="smcap">Rienz</span> resta attentissimo, seguendo con ansia
-il dialogo fra Anna e Teresa.
-</p>
-</div>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Teresa</span> con irritazione.
-</p>
-
-<p>
-E sopratutto, figliola mia, ricordati
-nella scelta degli amici non bisogna
-<span class="pagenum" id="Page_171">[171]</span>
-lasciarsi guidare da antipatie e, peggio,
-da simpatie strane, ridicole.
-Gli amici veri, leali, si conoscono e
-si trovano vicini a noi nel momento
-del bisogno, del pericolo!
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Anna</span> trasalisce, ma è un lampo. Con molta
-calma:
-</p>
-
-<p>
-Nel momento del pericolo? Quale
-pericolo?
-</p>
-
-<div class="blocksc">
-<p>
-<span class="smcap">Rienz</span> fa un cenno di approvazione a Teresa,
-incitandola ad andare avanti.
-</p>
-</div>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Teresa.</span>
-</p>
-
-<p>
-Si tratta di Vitaliano, ti ripeto: di
-tuo marito!
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Anna.</span>
-</p>
-
-<p>
-Vitaliano? Egli non ha nessun pericolo
-da temere.
-</p>
-
-<p>
-<span class="pagenum" id="Page_172">[172]</span>
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Teresa.</span>
-</p>
-
-<p>
-Questo intanto, — tu, — come lo
-sai? Come lo puoi assicurare?
-</p>
-
-<div class="blocksc">
-<p>
-<span class="smcap">Rienz</span> approva sempre coi cenni del capo
-le domande di Teresa.
-</p>
-</div>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Anna</span> sforzandosi per sorridere.
-</p>
-
-<p>
-Come lo so? Forse... non sono sua
-moglie?
-</p>
-
-<div class="blocksc">
-<p>
-appassionatamente.
-</p>
-</div>
-
-<p>
-Conosco la sua vita, il suo cuore, conosco
-i suoi pensieri...
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Teresa.</span>
-</p>
-
-<p>
-Non tutto conosci! Voglio crederlo,
-almeno non tutto!
-</p>
-
-<div class="blocksc">
-<p>
-lentamente, sempre spinta dalle
-approvazioni del Rienz.
-</p>
-</div>
-
-<p>
-Ci sono azioni, intrighi, che un
-<span class="pagenum" id="Page_173">[173]</span>
-uomo nasconde anche alla propria moglie,
-anche alla donna più amata, più
-adorata...
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Anna.</span>
-</p>
-
-<p>
-Ma non a me! Vitaliano non ha segreti
-per me!
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Teresa</span> osservandola con l'occhialino: ironica.
-</p>
-
-<p>
-Sì?... Benissimo. Me ne compiaccio
-assai! Tanto più che non è sempre stato
-così. Oh, no! Anzi, è recente — recentissima,
-crederei, — questa unione
-così stetta, delle vostre anime?
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Anna</span> risentita.
-</p>
-
-<p>
-Ciò, scusa, mamma, non ti riguarda! — Io
-ho da dirti questo soltanto
-</p>
-
-<p>
-<span class="pagenum" id="Page_174">[174]</span>
-</p>
-
-<div class="blocksc">
-<p>
-ironica a sua volta.
-</p>
-</div>
-
-<p>
-per tranquillarti. — Tuo figlio Vitaliano
-non ha proprio nulla da temere!
-</p>
-
-<div class="blocksc">
-<p>
-<span class="smcap">Rienz</span> non veduto da Anna, mostra a Teresa
-il foglio di carta che tiene ancora
-fra le mani.
-</p>
-</div>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Teresa.</span>
-</p>
-
-<p>
-Nemmeno... da un qualche suo...
-nemico?
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Anna.</span>
-</p>
-
-<p>
-È buono, non ha nemici.
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Teresa.</span>
-</p>
-
-<p>
-Da un amico, allora; — da un suo fratello
-di fede, da un traditore, da un
-rivale, da una spia?...
-</p>
-
-<p>
-<span class="pagenum" id="Page_175">[175]</span>
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Anna</span> con un grido di spavento, alzandosi di
-scatto.
-</p>
-
-<p>
-Cézky?! Ha fatto la spia?!
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Rienz</span> avanzandosi: vivamente.
-</p>
-
-<p>
-Sì, Cézky! Ha denunziato il conte
-Lamberti! Ma voi come avete indovinato?
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Anna</span> smarrita, tremante.
-</p>
-
-<p>
-Io?... Io no!... Io non ho detto
-niente non so niente!
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Teresa</span> ad Anna, che ad ogni parola si smarrisce
-e trema sempre più.
-</p>
-
-<p>
-Cézky! Cézky! Con un'anonima alla
-polizia! Lo ha denunziato alla polizia!
-</p>
-
-<div class="blocksc">
-<p>
-indicando a Rienz.
-</p>
-</div>
-
-<p>
-Lui ha scoperto tutto per fortuna
-<span class="pagenum" id="Page_176">[176]</span>
-nostra! E lui solo può ancora salvare
-Vitaliano dall'infamia, dalla morte!
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Anna</span> disperata, si volta verso Rienz con gli
-occhi pieni di lacrime, tendendo
-verso di lui le mani giunte, supplichevoli.
-</p>
-
-<p>
-Dio, Dio, Dio, Dio!
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Rienz.</span>
-</p>
-
-<p>
-Lo salverò; a un patto: — la verità!
-voglio la verità!
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Anna.</span>
-</p>
-
-<p>
-Ma io...
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Rienz.</span>
-</p>
-
-<p>
-La verità! O vostro marito è arrestato
-e perduto!
-</p>
-
-<p>
-<span class="pagenum" id="Page_177">[177]</span>
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Anna</span> balbettando.
-</p>
-
-<p>
-Sì!... Sì!... Ieri...
-</p>
-
-<div class="blocksc">
-<p>
-si arresta, esita impaurita davanti alla rivelazione
-che sta per fare.
-</p>
-</div>
-
-<p>
-Io... non... non so...
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Rienz.</span>
-</p>
-
-<p>
-Dovete parlare e bisogna parlare!
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Anna.</span>
-</p>
-
-<p>
-Io... non...
-</p>
-
-<div class="blocksc">
-<p>
-scoppia in un pianto dirotto.
-</p>
-</div>
-
-<p>
-Non so niente! Io non so niente, niente,
-niente!
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Rienz.</span>
-</p>
-
-<p>
-Le lacrime! Sempre! Maledette le
-lacrime!
-</p>
-
-<div class="blocksc">
-<p>
-cammina su e giù furibondo.
-</p>
-</div>
-
-<p>
-<span class="pagenum" id="Page_178">[178]</span>
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Teresa</span> al Rienz, sottovoce.
-</p>
-
-<p>
-Non così! La spaventate troppo!
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Rienz.</span>
-</p>
-
-<p>
-L'ho osservata bene! Sa molte cose.
-Bisogna approfittare della paura!
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Teresa</span> mettendosi una mano sul petto.
-</p>
-
-<p>
-Io; io.
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Rienz</span> a Teresa: sempre sottovoce.
-</p>
-
-<p>
-Nomi, — sopratutto! — Nomi! I
-compagni!
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Teresa</span> avvicinandosi ad Anna dolcemente.
-</p>
-
-<p>
-Coraggio! Coraggio, Anna!
-</p>
-
-<div class="blocksc">
-<p>
-l'accarezza, la bacia sui capelli.
-</p>
-</div>
-
-<p>
-Sono io stessa, che ti fo coraggio: sua
-<span class="pagenum" id="Page_179">[179]</span>
-madre. La mia presenza qui, la mia
-calma ti devono rassicurare. Mio figlio
-non mi ha mai amata. Ha torti gravi
-verso di me: ha commesso errori gravissimi,
-ma è sempre mio figlio, porta
-sempre il mio nome!
-</p>
-
-<div class="blocksc">
-<p>
-<span class="smcap">Anna</span> continua a singhiozzare.
-</p>
-</div>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Teresa.</span>
-</p>
-
-<p>
-Ora si tratta di salvarlo; poi, tutti
-insieme, — noi tre, — cercheremo, di
-poter rimediare per il momento, e sapremo
-costringerlo anche ad aprire
-gli occhi davanti al precipizio. Non è
-vero?
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Rienz.</span>
-</p>
-
-<p>
-Certamente!
-</p>
-
-<div class="blocksc">
-<p>
-<span class="smcap">Anna</span> ancora in lacrime, guarda ora l'uno
-ora l'altra, come trasognata.
-</p>
-</div>
-
-<p>
-<span class="pagenum" id="Page_180">[180]</span>
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Teresa.</span>
-</p>
-
-<p>
-Quel Cézky!
-</p>
-
-<div class="blocksc">
-<p>
-<span class="smcap">Anna</span> ha un brivido.
-</p>
-</div>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Teresa.</span>
-</p>
-
-<p>
-Che canaglia!... Tuo marito ti trascurava
-un po'; ti lasciava sola. Poi...
-</p>
-
-<div class="blocksc">
-<p>
-accarezzandola.
-</p>
-</div>
-
-<p>
-la testolina è poetica... I versi... la
-luna. — Romanticismo! — Non è vero,
-conte Stefano? — Ha sperato: — si
-è innamorato.
-</p>
-
-<div class="blocksc">
-<p>
-<span class="smcap">Anna</span> fa un atto di protesta.
-</p>
-</div>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Teresa.</span>
-</p>
-
-<p>
-Non giustificarti! Non negare! — Sono
-donna... un istante di sconforto...
-<span class="pagenum" id="Page_181">[181]</span>
-la malinconia. È la sua stessa infamia
-che ti difende, che prova la tua
-innocenza! Tu lo hai respinto e lui si
-è vendicato! Tutta la colpa è di tuo
-marito.
-</p>
-
-<div class="blocksc">
-<p>
-<span class="smcap">Anna</span> fissa Teresa attentamente.
-</p>
-</div>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Teresa.</span>
-</p>
-
-<p>
-Il primo venuto diventa subito suo
-amico, basta che sia un affamato e un
-declamatore! E così, come questo
-Cézky, tutti gli altri, i tristi, i settarî
-che gli hanno avvelenato il sangue!
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Anna.</span>
-</p>
-
-<p>
-I settarî?... I tristi?...
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Teresa.</span>
-</p>
-
-<p>
-Tu li conosci?... — Unisciti a noi
-per allontanarlo da costoro! Per salvarlo
-da costoro!
-</p>
-
-<p>
-<span class="pagenum" id="Page_182">[182]</span>
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Anna</span> cominciando a capire.
-</p>
-
-<p>
-Io non... conosco nessuno...
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Rienz</span> quasi brutalmente.
-</p>
-
-<p>
-Con chi si trova vostro marito? Chi
-gli scrive? Chi ha rapporti palesi o
-segreti con lui?
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Anna</span> alzandosi, fissando prima Teresa, poi
-il Rienz.
-</p>
-
-<p>
-E vorreste che io?... È questo che... — Ditemi, — ben
-chiaro, — <i>ben chiaro</i>, — che
-cosa volete, che cosa pretendete
-da me?
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Rienz.</span>
-</p>
-
-<p>
-Contessa, vi prego. Nè... strepito...
-nè false sentimentalità!
-</p>
-
-<p>
-<span class="pagenum" id="Page_183">[183]</span>
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Anna.</span>
-</p>
-
-<p>
-E nemmeno sottintesi!
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Rienz.</span>
-</p>
-
-<p>
-E nemmeno sottintesi. Io qui, rappresento
-l'arciduca, — più ancora — il
-mio imperatore. Io sono stato un
-soldato e ora sono un servitore fedele
-di casa d'Austria, di questa vecchia
-e grande casa che ha profuso nel vostro
-paese, — paese di conquista, — sangue
-e milioni! — Io posso salvare
-vostro marito, ma lui solo! Tutti i nostri
-nemici no! — Voglio, devo sapere
-se si sta macchinando un altro sei febbraio,
-se — nell'ombra, — si stanno
-affilando nuovi pugnali! Questi emissarî,
-questi adepti, questi sicarî, voglio
-averli nelle mani, perchè io voglio,
-<span class="pagenum" id="Page_184">[184]</span>
-devo definire l'ordine e lo Stato. — Che
-cosa mi credete voi, un traditore
-o, — peggio, — un imbecille?!
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Anna.</span>
-</p>
-
-<p>
-E voi signore?
-</p>
-
-<div class="blocksc">
-<p>
-a Teresa.
-</p>
-</div>
-
-<p>
-E tu? Che cosa mi credete?... Anch'io...
-la spia? Anch'io... una spia?
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Teresa.</span>
-</p>
-
-<p>
-Il tuo sangue t'impone di parlare!
-I tuoi interessi! I tuoi diritti!
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Anna</span> con orrore crescente.
-</p>
-
-<p>
-Io la spia?... La spia?... Una spia?...
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Teresa.</span>
-</p>
-
-<p>
-Vitaliano...
-</p>
-
-<p>
-<span class="pagenum" id="Page_185">[185]</span>
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Rienz.</span>
-</p>
-
-<p>
-Col silenzio accusate lui solo!
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Anna.</span>
-</p>
-
-<p>
-No! No! No! No!
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Rienz.</span>
-</p>
-
-<p>
-Lo perderete!
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Teresa.</span>
-</p>
-
-<p>
-Sarà arrestato!
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Anna.</span>
-</p>
-
-<p>
-E allora uccidetemelo anche! Io
-morirò con lui! Ma la spia no! La
-spia mai!
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Teresa</span> spaventata.
-</p>
-
-<p>
-Ssst. Sottovoce!
-</p>
-
-<p>
-<span class="pagenum" id="Page_186">[186]</span>
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Rienz</span> irritato, irrequieto.
-</p>
-
-<p>
-Diventate pazza! Siete pazza!
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Anna.</span>
-</p>
-
-<p>
-Pazza! Pazza! Ma anch'io della
-stessa pazzia di mio marito!
-</p>
-
-<div class="blocksc">
-<p>
-a Teresa.
-</p>
-</div>
-
-<p>
-Lo amo! Adesso lo amo!... Lo amo!...
-Oh, se lo amo!
-</p>
-
-<div class="blocksc">
-<p>
-a Rienz.
-</p>
-</div>
-
-<p>
-E con lui, amo, adoro ciò che egli
-adora! Questa sua patria, questa nostra
-patria, più grande della vostra,
-più bella della vostra e, per colpa
-vostra, tanto infelice!
-</p>
-
-<div class="blocksc">
-<p>
-a Teresa.
-</p>
-</div>
-
-<p>
-Volete dei nomi?
-</p>
-
-<div class="blocksc">
-<p>
-a Rienz.
-</p>
-</div>
-
-<p>
-I nomi? Prendetevi il suo e prendetevi
-il mio!
-</p>
-
-<p>
-<span class="pagenum" id="Page_187">[187]</span>
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Teresa.</span>
-</p>
-
-<p>
-Il tuo?
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Anna.</span>
-</p>
-
-<p>
-Sì; anche il mio! — È per lui! Per
-Vitaliano! È stato in questa forte e
-nuova poesia della sua vita, che io
-finalmente ho cominciato ad esser
-sua, <i>sua</i>! Che ho cominciato a conoscerlo
-a comprenderlo...
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Rienz</span> sente venir gente.
-</p>
-
-<p>
-Ssst!...
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Teresa.</span>
-</p>
-
-<p>
-Taci!
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Anna</span> continuando.
-</p>
-
-<p>
-A stimarlo!
-</p>
-
-<p>
-<span class="pagenum" id="Page_188">[188]</span>
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Teresa</span> afferrandole una mano; cercando di
-chiuderle la bocca, e ascoltando
-verso l'uscio.
-</p>
-
-<p>
-Taci! Taci!
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Anna.</span>
-</p>
-
-<p>
-Ad ammirarlo!...
-</p>
-
-<p>
-<span class="pagenum" id="Page_189">[189]</span>
-</p>
-
-<h3>SCENA VI.</h3>
-
-<div class="blockquote">
-<p class="center">
-<span class="smcap">Francesco</span> e detti — poi il <span class="smcap">Lamberti</span>.
-</p>
-</div>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Francesco</span> aprendo l'uscio di mezzo.
-</p>
-
-<p>
-Il signor conte...
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Anna</span> con un grido di gioia.
-</p>
-
-<p>
-Vitaliano!
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Francesco.</span>
-</p>
-
-<p>
-Torna adesso!
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Rienz</span> a Francesco spingendolo fuori e richiudendo
-l'uscio.
-</p>
-
-<p>
-Va bene! Andate!
-</p>
-
-<p>
-<span class="pagenum" id="Page_190">[190]</span>
-</p>
-
-<div class="blocksc">
-<p>
-ad Anna.
-</p>
-</div>
-
-<p>
-E voi ricordatevi...
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Anna</span> mentre Teresa vorrebbe allontanarla
-chiamando, con voce ancora soffocata
-</p>
-
-<p>
-Vitaliano!
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Teresa.</span>
-</p>
-
-<p>
-Che cosa gli dirai?
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Anna.</span>
-</p>
-
-<p>
-Ciò che volete da me! Che pretendete
-da me!
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Teresa.</span>
-</p>
-
-<p>
-Rifletti prima!
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Rienz.</span>
-</p>
-
-<p>
-Per voi e per lui!
-</p>
-
-<p>
-<span class="pagenum" id="Page_191">[191]</span>
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Anna</span> forte.
-</p>
-
-<p>
-Vitaliano! Vitaliano!
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Lamberti</span> di dentro.
-</p>
-
-<p>
-Anna!
-</p>
-
-<div class="blocksc">
-<p>
-presentandosi sull'uscio.
-</p>
-</div>
-
-<p>
-Anna!
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Anna</span>
-corre a gettarsi fra le braccia di Vitaliano.
-</p>
-
-<p>
-Tu! Tu! Qui! Sei qui! Sei qui!
-</p>
-
-<p>
-<span class="pagenum" id="Page_192">[192]</span>
-</p>
-
-<h3>SCENA VII.</h3>
-
-<div class="blockquote">
-<p class="center">
-<span class="smcap">Lamberti</span>, <span class="smcap">Anna</span>, <span class="smcap">Teresa</span>, il <span class="smcap">Rienz</span>.
-</p>
-</div>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Lamberti</span> ad Anna.
-</p>
-
-<p>
-Che cosa ti hanno fatto?...
-</p>
-
-<div class="blocksc">
-<p>
-fissando Teresa e il Rienz.
-</p>
-</div>
-
-<p>
-Che cosa le avete fatto?...
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Teresa.</span>
-</p>
-
-<p>
-Sei stato tradito!
-</p>
-
-<div class="blocksc">
-<p>
-<span class="smcap">Lamberti</span> trasalisce corrugando le ciglia.
-</p>
-</div>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Teresa.</span>
-</p>
-
-<p>
-Denunziato alla polizia!
-</p>
-
-<p>
-<span class="pagenum" id="Page_193">[193]</span>
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Anna.</span>
-</p>
-
-<p>
-E vogliono i nomi! Tutti i nomi!
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Teresa.</span>
-</p>
-
-<p>
-Per salvarti! Perchè vogliamo salvarti!
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Lamberti</span> ad Anna, ansiosamente.
-</p>
-
-<p>
-E tu?... Tu?...
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Anna.</span>
-</p>
-
-<p>
-No! No! No! — Io e te! Noi due!
-Noi due! Ho detto soltanto noi due!
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Lamberti</span> stringendosi Anna sul petto.
-</p>
-
-<p>
-Soltanto noi due? — Perchè non
-dire la verità? — Sempre la verità!
-</p>
-
-<p>
-<span class="pagenum" id="Page_194">[194]</span>
-</p>
-
-<div class="blocksc">
-<p>
-al Rienz ironico.
-</p>
-</div>
-
-<p>
-I nomi?
-</p>
-
-<div class="blocksc">
-<p>
-<span class="smcap">Rienz</span> rimane rigido, impassibile.
-</p>
-</div>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Lamberti</span> a Teresa.
-</p>
-
-<p>
-E anche tu sei qui con lui per avere
-dei nomi?
-</p>
-
-<div class="blocksc">
-<p>
-<span class="smcap">Teresa</span> raggrotta la fronte, fiera, sdegnosa.
-</p>
-</div>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Lamberti</span> prorompendo.
-</p>
-
-<p>
-Ve li dirò! E ricordateli bene! — È
-il nome di quanti hanno cuore e
-intelligenza, di quanti ricordano e
-odiano!... Uscite nelle vie! Nelle piazze!
-Entrate nei teatri, nelle chiese,
-dovunque si finge di godere o di pregare,
-<span class="pagenum" id="Page_195">[195]</span>
-dovunque si soffre e si nasconde il
-tormento! Il nome? I nomi...
-</p>
-
-<div class="blocksc">
-<p>
-ridendo.
-</p>
-</div>
-
-<p>
-Ah! Ah! Prima allargate le vostre prigioni!
-Fatele grandi come le nostre
-città e prendetevi... il nome di tutti!
-È l'ora! È venuta l'ora! Siamo tutti
-congiurati e ribelli!
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Rienz</span> scrollando il capo con fierezza ironica.
-</p>
-
-<p>
-Tutti!
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Teresa</span> rivoltandosi sdegnata.
-</p>
-
-<p>
-Tutti, no!
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Lamberti.</span>
-</p>
-
-<p>
-Tutti! Tutti!... Anche in casa tua!
-Anche la parte più cara del tuo sangue,
-della tua anima...
-</p>
-
-<p>
-<span class="pagenum" id="Page_196">[196]</span>
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Anna</span> con un grido di angoscia.
-</p>
-
-<p>
-Giacomino?... Giacomino?...
-</p>
-
-<div class="blocksc">
-<p>
-<span class="smcap">Teresa</span> guarda Anna, attonita, poi fa un passo
-verso Vitaliano.
-</p>
-</div>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Lamberti</span> continuando.
-</p>
-
-<p>
-Sì, lui, la creatura tua allevata da
-te, con le tue passioni, i tuoi pregiudizi!
-Anche lui! Anche lui, ha sentito
-il nostro fremito d'odio e di rivolta!
-</p>
-
-<div class="blocksc">
-<p>
-spingendo prima Anna, poi anche
-Teresa verso l'uscio di mezzo.
-</p>
-</div>
-
-<p>
-Va! Va!... Andate! Ritorna adesso!
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Anna</span> con un grido.
-</p>
-
-<p>
-Ferito?...
-</p>
-
-<p>
-<span class="pagenum" id="Page_197">[197]</span>
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Teresa</span> allibita.
-</p>
-
-<p>
-Ferito?....
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Lamberti.</span>
-</p>
-
-<p>
-Sì! Ferito!
-</p>
-
-<div class="blocksc">
-<p>
-verso la finestra.
-</p>
-</div>
-
-<p>
-Ecco!... la carrozza!
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Teresa.</span>
-</p>
-
-<p>
-Si è battuto?... Un duello!
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Lamberti.</span>
-</p>
-
-<p>
-Sì! Con un ufficiale austriaco! Il
-principe Varzis! — È dei nostri! Si
-è battuto per noi!
-</p>
-
-<div class="blocksc">
-<p>
-Anna e Teresa corrono incontro a
-Giacomino.
-</p>
-</div>
-
-<p>
-<span class="pagenum" id="Page_198">[198]</span>
-</p>
-
-<h3>SCENA VIII.</h3>
-
-<div class="blockquote">
-<p class="center">
-<span class="smcap">Lamberti</span> e il <span class="smcap">Rienz</span>.
-</p>
-</div>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Lamberti</span> fissa il Rienz, che rimane presso
-l'uscio, con un'occhiata torva, di odio.
-</p>
-
-<p>
-E voi, invece ricordatevi bene: — Giacomino,
-quel ragazzo si è battuto
-per una ballerina. Bisogna crederlo e
-farlo credere! Sono io solo che voi, — proprio
-voi — dovete far arrestare!
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Rienz</span> soffoca un impeto di collera: poi con
-dignità e con amarezza.
-</p>
-
-<p>
-Ah, no! Signor conte! — Io non
-sono un ufficiale di polizia e non
-sono un delatore!
-</p>
-
-<p class="pad2 center large">
-<span class="smcap">Fine del terzo atto.</span>
-</p>
-
-<div class="chapter">
-<p>
-<span class="pagenum" id="Page_199">[199]</span>
-</p>
-
-<h2 id="atto4">ATTO QUARTO.</h2>
-</div>
-
-<div class="blockquote">
-<p class="center">
-La stessa scena dell'atto terzo.
-</p>
-</div>
-
-<h3>SCENA PRIMA.</h3>
-
-<div class="blockquote">
-<p class="center">
-<span class="smcap">Giacomino</span> poi <span class="smcap">Anna</span> — poi <span class="smcap">Francesco</span>.
-</p>
-</div>
-
-<div class="blocksc">
-<p>
-<span class="smcap">Giacomino</span> seduto a un tavolino in giacchetta
-da camera e con un fazzoletto
-bianco al collo: sta facendo colazione.
-</p>
-
-<p>
-<span class="smcap">Anna</span> di dentro: bussa ad un uscio di fianco.
-</p>
-</div>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Giacomino</span> con indifferenza, continuando a
-mangiare.
-</p>
-
-<p>
-Avanti!
-</p>
-
-<p>
-<span class="pagenum" id="Page_200">[200]</span>
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Anna.</span>
-</p>
-
-<p>
-Posso entrare?
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Giacomino</span> alzandosi, correndole incontro.
-</p>
-
-<p>
-Vieni! Vieni, zietta cara!
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Anna</span> entra facendo un lavoro di maglia: è
-pallida. Si sforza per dominare
-una grande tristezza e una grande
-inquietudine.
-</p>
-
-<p>
-Oggi come va?
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Giacomino</span> allegramente.
-</p>
-
-<p>
-Benone!... Benissimo!
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Anna</span> sorridendo, ma sempre con un velo di
-mestizia.
-</p>
-
-<p>
-Ero venuta per farti un po' di compagnia.
-Allora...
-</p>
-
-<div class="blocksc">
-<p>
-fa un passo per uscire.
-</p>
-</div>
-
-<p>
-<span class="pagenum" id="Page_201">[201]</span>
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Giacomino.</span>
-</p>
-
-<p>
-Ahi!... Si riapre la ferita!
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Anna</span> lo guarda a lungo: con un sospiro.
-</p>
-
-<p>
-Beato te!
-</p>
-
-<div class="blocksc">
-<p>
-siede e ricomincia a lavorare, ma svogliatamente,
-soprappensiero e interrompendosi
-spesso.
-</p>
-</div>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Giacomino</span> ridendo.
-</p>
-
-<p>
-Eh!... Perchè la sciabolata
-</p>
-
-<div class="blocksc">
-<p>
-segna il petto.
-</p>
-</div>
-
-<p>
-l'ho presa di traverso! Se era per
-così...
-</p>
-
-<div class="blocksc">
-<p>
-indica la punta.
-</p>
-</div>
-
-<p>
-a quest'ora sarei fra i beati, davvero!
-</p>
-
-<p>
-<span class="pagenum" id="Page_202">[202]</span>
-</p>
-
-<div class="blocksc">
-<p>
-siede e continua a far colazione: beve
-un bicchiere di marsala.
-</p>
-</div>
-
-<p>
-Eccellente!
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Anna.</span>
-</p>
-
-<p>
-Non bere troppo, in questi primi
-giorni! E non mangiar troppo! Ricordati
-le raccomandazioni del dottore!
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Giacomino.</span>
-</p>
-
-<p>
-Non parlarmi di quello sgherro della
-nonna!
-</p>
-
-<div class="blocksc">
-<p>
-<span class="smcap">Anna</span> si fa sempre scura in viso, quando sente
-nominar Teresa.
-</p>
-</div>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Giacomino.</span>
-</p>
-
-<p>
-Dopo due giorni avrei potuto alzarmi
-e lui, a letto, per una settimana!
-<span class="pagenum" id="Page_203">[203]</span>
-Il mio stomaco invocava un bel
-pezzo di rosbiffe al sangue, e lui, brodetti
-e vermicelli!... Malizie della nonna
-per tenermi sottochiave, — qui, — nel
-suo appartamento! — Ma oggi, rivoluzione!
-Ho dichiarato a quel... Giulay
-che sarei uscito a cavallo e così,
-almeno, mi ha permesso di uscire in
-carrozza. — E sai,
-</p>
-
-<div class="blocksc">
-<p>
-indica danaro.
-</p>
-</div>
-
-<p>
-più niente! Le... svanziche, moneta
-austriaca! — Io ho dichiarato di essere
-italiano! dunque... più nemmeno
-un kaiser! Tu l'hai vista, oggi, la
-nonna?
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Anna</span> seccamente.
-</p>
-
-<p>
-No!
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Giacomino.</span>
-</p>
-
-<p>
-Io non la vedo da tre giorni!
-</p>
-
-<p>
-<span class="pagenum" id="Page_204">[204]</span>
-</p>
-
-<div class="blocksc">
-<p>
-si ferma con la forchetta in mano,
-pensieroso.
-</p>
-</div>
-
-<p>
-Accumula prediche e strapazzate!
-</p>
-
-<div class="blocksc">
-<p>
-con un'alzata di spalle.
-</p>
-</div>
-
-<p>
-Non ci penso, o perdo l'appetito!
-</p>
-
-<div class="blocksc">
-<p>
-ricomincia a mangiare allegramente.
-</p>
-</div>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Anna.</span>
-</p>
-
-<p>
-Tu sei sempre allegro... Tu ridi
-sempre! Proprio... beato te!
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Giacomino.</span>
-</p>
-
-<p>
-Che vuoi? Per me la vita bisogna
-prenderla... e magari anche lasciarla
-ridendo!
-</p>
-
-<div class="blocksc">
-<p>
-guardandosi intorno, sottovoce.
-</p>
-</div>
-
-<p>
-Io l'ho detto anche a Vitaliano: — Perchè
-<span class="pagenum" id="Page_205">[205]</span>
-dobbiamo metterci a fare l'Italia
-con tanto di muso? Ma facciamola
-ridendo! Col cattivo umore non
-si farà poi niente di buono!
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Anna</span> con gli occhi fissi.
-</p>
-
-<p>
-Beato te!... Beato te!... Perchè sei
-un uomo solo!
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Giacomino.</span>
-</p>
-
-<p>
-No, se vuoi, beato per questo: perchè
-io so che tutte le cose, anche le
-più nere, hanno il loro lato roseo, ed io
-lo volto subito da questa parte! Da
-un po' di tempo, per esempio, avevo
-quasi perso l'appetito!... persino i
-tartufi non erano abbastanza profumati! — Adesso
-dopo una sciabolata
-e otto giorni di languidi brodetti!...
-Uhm! Queste patatine... hanno
-squisitezze inaudite! — Vuoi?
-</p>
-
-<p>
-<span class="pagenum" id="Page_206">[206]</span>
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Anna</span> rifiutando con un cenno del capo.
-</p>
-
-<p>
-Grazie.
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Giacomino.</span>
-</p>
-
-<p>
-Ti ricordi, da ragazzi? Quante volte
-si rubava al cuoco le patate e le rape! — Si
-divoravano crude! ed eri tu, la
-più vecchia e la più golosa, che ci
-guidavi all'assalto!...
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Anna</span> sorridendo.
-</p>
-
-<p>
-Sì, sì... mi ricordo!
-</p>
-
-<p>
-<span class="pagenum" id="Page_207">[207]</span>
-</p>
-
-<h3>SCENA II.</h3>
-
-<div class="blockquote">
-<p class="center">
-<span class="smcap">Francesco</span> e detti.
-</p>
-</div>
-
-<div class="blocksc">
-<p>
-<span class="smcap">Francesco</span> entra con un piatto coperto.
-</p>
-</div>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Giacomino</span> goloso.
-</p>
-
-<p>
-Che cos'è?...
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Francesco.</span>
-</p>
-
-<p>
-Un quartino di pollo, bollito!
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Giacomino.</span>
-</p>
-
-<p>
-Un quartino! Potevi portarne anche
-un quartone, gendarme!
-</p>
-
-<p>
-<span class="pagenum" id="Page_208">[208]</span>
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Francesco.</span>
-</p>
-
-<p>
-Mah! Quando non si ha avuto giudizio...
-si fa penitenza!
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Giacomino.</span>
-</p>
-
-<p>
-Giudizio? Devi dire fortuna. Non
-ho avuto fortuna! E sai perchè? Perchè
-ho avuti troppi maestri! — Teso
-quel braccio! Più lunga la spaccata!...
-Salto indietro! Passo avanti!... — E
-poi, tutti mi insegnavano a darle,
-e nessuno m'ha insegnato a non
-prenderle!
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Francesco</span> scrollando il capo con dolce rimprovero.
-</p>
-
-<p>
-Marchesino!... Marchesino! Vale proprio
-la pena di battersi... per una ballerina!
-</p>
-
-<p>
-<span class="pagenum" id="Page_209">[209]</span>
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Giacomino</span> si alza con impeto: fissa Francesco
-fieramente e respinge il piatto.
-</p>
-
-<p>
-Porta via!
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Francesco</span> inchinandosi, intimidito.
-</p>
-
-<p>
-Signor marchese... Scusi... Io non
-credevo...
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Giacomino.</span>
-</p>
-
-<p>
-Basta così. Ho detto di portar via!
-</p>
-
-<div class="blocksc">
-<p>
-<span class="smcap">Francesco</span> raccoglie in fretta piatti e bicchieri
-sopra un vassoio e via.
-</p>
-</div>
-
-<p>
-<span class="pagenum" id="Page_210">[210]</span>
-</p>
-
-<h3>SCENA III.</h3>
-
-<div class="blockquote">
-<p class="center">
-<span class="smcap">Anna</span> e <span class="smcap">Giacomino</span>.
-</p>
-</div>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Anna.</span>
-</p>
-
-<p>
-Che estro hai avuto? Perchè tanta
-furia?
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Giacomino.</span>
-</p>
-
-<p>
-Quell'uomo rappresenta tutta l'Austria.
-L'Austria, che non vuol prendermi
-sul serio! Io mi sono battuto
-per una ballerina! È fissato, è convenuto;
-è la parola d'ordine. Scommetto
-che se io andassi a dire oggi
-al commissario di polizia: — Barone;
-<span class="pagenum" id="Page_211">[211]</span>
-io non mi sono battuto per la Pochini,
-ma perchè non voglio in questa terra
-feconda di aranci e di olivi i
-mangiatori di sego, — scommetto mi
-riderebbe sul muso!
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Anna.</span>
-</p>
-
-<p>
-E ti disperi per ciò?
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Giacomino.</span>
-</p>
-
-<p>
-Non mi dispero, ma capirai, averle
-prese e poi non essere nemmeno un
-po'... un po' martire!
-</p>
-
-<div class="blocksc">
-<p>
-avvicinandosi ad Anna.
-</p>
-</div>
-
-<p>
-C'è qualche cosa di grosso per aria!
-</p>
-
-<div class="blocksc">
-<p>
-<span class="smcap">Anna</span> trasalisce interrogandolo con gli occhi.
-</p>
-</div>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Giacomino.</span>
-</p>
-
-<p>
-Non posso dirti niente! Non interrogarmi,
-<span class="pagenum" id="Page_212">[212]</span>
-non pregarmi, non supplicarmi!
-Tanto, non potrei rispondere!
-Ma che uomo, tuo marito! Che
-uomo quel Vitaliano!
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Anna</span> sorridendo, raggiante.
-</p>
-
-<p>
-Sì? È vero?
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Giacomino.</span>
-</p>
-
-<p>
-Che cuore!... E che fegato!... Non
-è un orso, — no, no! — È un leone!...
-Un Dio!
-</p>
-
-<div class="blocksc">
-<p>
-con slancio, dando un bacio ad Anna.
-</p>
-</div>
-
-<p>
-Tò!... Prendi!
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Anna</span> risentita.
-</p>
-
-<p>
-Giacomino!
-</p>
-
-<p>
-<span class="pagenum" id="Page_213">[213]</span>
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Giacomino.</span>
-</p>
-
-<p>
-È per lui. Per tuo marito! — E
-questa volta... Altro che finte e salto
-indietro! Sempre avanti e per davvero
-fino alla fine!
-</p>
-
-<div class="blocksc">
-<p>
-vedendo Anna oscurarsi in viso.
-</p>
-</div>
-
-<p>
-Che hai?...
-</p>
-
-<div class="blocksc">
-<p>
-spaventato.
-</p>
-</div>
-
-<p>
-La nonna!
-</p>
-
-<div class="blocksc">
-<p>
-siede fingendosi sofferente.
-</p>
-</div>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Anna</span> scrollando il capo.
-</p>
-
-<p>
-Tutto il tuo coraggio...
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Giacomino.</span>
-</p>
-
-<p>
-Sento anch'io il coraggio, come in
-quei versi, di guardare il patibolo in
-faccia; ma di guardare in faccia la
-nonna quando è in collera.... proprio
-no!
-</p>
-
-<p>
-<span class="pagenum" id="Page_214">[214]</span>
-</p>
-
-<h3>SCENA IV.</h3>
-
-<div class="blockquote">
-<p class="center">
-<span class="smcap">Teresa</span> e detti.
-</p>
-</div>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Teresa</span> entra dall'uscio della biblioteca e si
-avvicina ad Anna senza mai guardare
-Giacomino.
-</p>
-
-<p>
-Oh, brava! Ero stata a cercarti in
-biblioteca! Mando il fattore a Milano;
-vuoi qualche cosa?
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Anna</span> fa cenno di no, col capo.
-</p>
-
-<p>
-Grazie.
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Teresa</span> rimane un po' sconcertata da tanta
-sostenutezza, poi, dopo aver lanciata
-un'occhiata, senza parere, a Giacomino,
-<span class="pagenum" id="Page_215">[215]</span>
-si avvicina ad Anna, cercando
-di rabbonirla.
-</p>
-
-<p>
-Bella questa lana!... Un bel colore!
-Ne farò prendere anche per me! Si
-trova dal Guffanti, vero? Quello in
-via dei Borsinari?
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Anna.</span>
-</p>
-
-<p>
-Sì.
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Teresa</span> ad Anna sottovoce e chinandosi come
-per osservare la lana.
-</p>
-
-<p>
-Quel... bel mobile, come va stamattina?
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Anna.</span>
-</p>
-
-<p>
-Meglio.
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Teresa.</span>
-</p>
-
-<p>
-Mi pare un po' giù. Ha mangiato?
-</p>
-
-<p>
-<span class="pagenum" id="Page_216">[216]</span>
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Anna.</span>
-</p>
-
-<p>
-Sì!
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Teresa.</span>
-</p>
-
-<p>
-Asino! Così debole... per crepare
-d'indigestione!
-</p>
-
-<div class="blocksc">
-<p>
-dopo un momento con voce affettuosa.
-</p>
-</div>
-
-<p>
-Anche tu, bada! sei pallida! Hai certi
-occhi...
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Anna.</span>
-</p>
-
-<p>
-Capirai; per me, almeno, non è
-questo il momento di pensare alla
-mia salute!
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Teresa</span> sente sul viso la stoccata, ma si domina.
-</p>
-
-<p>
-Dovresti pensare a questo, per altro,
-<span class="pagenum" id="Page_217">[217]</span>
-che non sempre si può riuscire a moderare
-il proprio carattere, a frenare il
-proprio legittimo risentimento; e non
-dovresti conservare tanta... asprezza.
-Non sarò stata sempre molto espansiva
-con te, e la cosa, del resto, era
-abbastanza... reciproca. Ma ti ho
-sempre usato ogni riguardo, ho sempre
-avuto per te molta stima... e te
-l'ho provato anche ultimamente.
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Anna.</span>
-</p>
-
-<p>
-Ed io pure ti ho provato di meritarla.
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Teresa.</span>
-</p>
-
-<p>
-Hai, nondimeno un grave torto. I
-giovani dovrebbero sempre giudicare
-i vecchi con un po' di benevolenza
-e... giudicare dalle intenzioni, che
-sono sempre giuste e rette.
-</p>
-
-<p>
-<span class="pagenum" id="Page_218">[218]</span>
-</p>
-
-<div class="blocksc">
-<p>
-con un accento di verità e di passione,
-ma sempre molto dignitosa.
-</p>
-</div>
-
-<p>
-Apprezza... il passo che io fo in questo
-momento.
-</p>
-
-<div class="blocksc">
-<p>
-<span class="smcap">Anna</span> si alza vivamente, vinta da un improvviso
-slancio del cuore.
-</p>
-</div>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Teresa</span> sottovoce.
-</p>
-
-<p>
-E non metterti sempre anche tu,
-contro di me... Ormai, sono detestata
-da tutti in casa mia!
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Anna.</span>
-</p>
-
-<p>
-Detestata no.
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Teresa.</span>
-</p>
-
-<p>
-Sì! Sì!... E perchè?
-</p>
-
-<p>
-<span class="pagenum" id="Page_219">[219]</span>
-</p>
-
-<div class="blocksc">
-<p>
-forte per essere udita anche da Giacomino.
-</p>
-</div>
-
-<p>
-Per quella maledetta ubriacatura
-politica.
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Giacomino.</span>
-</p>
-
-<p>
-Ma nonna, tu...
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Teresa.</span>
-</p>
-
-<p>
-Non parlo con voi! — Voi, per me,
-siete morto, e ne provo grande sollievo!
-È un peso... che ho giù dallo stomaco!
-</p>
-
-<div class="blocksc">
-<p>
-ad Anna, con un altro tono di voce.
-</p>
-</div>
-
-<p>
-Ma sopra di te, io avrei il diritto di
-poter contare come in un aiuto, come
-in un'alleata...
-</p>
-
-<p>
-<span class="pagenum" id="Page_220">[220]</span>
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Anna.</span>
-</p>
-
-<p>
-Un'alleata? Tua?
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Teresa</span> sottovoce.
-</p>
-
-<p>
-Sì, per il bene, per la sicurezza di
-tuo marito.
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Anna.</span>
-</p>
-
-<p>
-In questi momenti gli uomini come
-mio marito, non pensano alla propria
-sicurezza! — Hanno ben altro da pensare.
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Teresa.</span>
-</p>
-
-<p>
-E sei tu? Una donna, una moglie,
-un essere del nostro stampo che parla
-così?... — I patriotti, i fratelli! — Tu,
-<span class="pagenum" id="Page_221">[221]</span>
-almeno questo, avresti dovuto aver
-imparato... a tue spese: a conoscere
-bene i fratelli!
-</p>
-
-<div class="blocksc">
-<p>
-<span class="smcap">Anna</span> trasalisce.
-</p>
-</div>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Teresa.</span>
-</p>
-
-<p>
-È un vento, una furia, che penetra
-nelle case, nelle famiglie, e che spazza
-via tutto: ogni sentimento di rispetto,
-di amore, ogni spirito di religione,
-di concordia e, insieme, la
-tranquillità e la felicità!
-</p>
-
-<div class="blocksc">
-<p>
-pausa.
-</p>
-</div>
-
-<p>
-Di vivo! di forte, di profondo, non c'è
-più che l'odio!
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Giacomino</span> con forza, ribellandosi.
-</p>
-
-<p>
-Non è vero!
-</p>
-
-<p>
-<span class="pagenum" id="Page_222">[222]</span>
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Teresa</span> meravigliata, furente.
-</p>
-
-<p>
-Non è vero?!...
-</p>
-
-<div class="blocksc">
-<p>
-frenandosi con ironia.
-</p>
-</div>
-
-<p>
-Ah, già, già! Sicuro! «Non è vero!»
-Di forte e di profondo c'è anche l'amore!
-L'amore... delle ballerine, per
-le quali un ragazzaccio scimunito come
-voi, provoca disordini e arrischia
-la vita!
-</p>
-
-<div class="blocksc">
-<p>
-<span class="smcap">Giacomino</span> si alza di scatto e si abbottona
-la giacca nervosamente.
-</p>
-</div>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Teresa.</span>
-</p>
-
-<p>
-Ah! Ah!... Vi sentite meglio? Siete
-guarito, interamente?... Ne ho molto
-piacere.
-</p>
-
-<div class="blocksc">
-<p>
-<span class="smcap">Giacomino</span> si avvia per uscire.
-</p>
-</div>
-
-<p>
-<span class="pagenum" id="Page_223">[223]</span>
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Teresa</span> con forza.
-</p>
-
-<p>
-Dove andate?
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Giacomino</span> duramente.
-</p>
-
-<p>
-Di là!
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Teresa</span> ha una scossa, poi si domina e torna
-ironica.
-</p>
-
-<p>
-Andate! Andate pure!
-</p>
-
-<div class="blocksc">
-<p>
-richiamandolo.
-</p>
-</div>
-
-<p>
-Il dottore...
-</p>
-
-<div class="blocksc">
-<p>
-<span class="smcap">Giacomino</span> si ferma.
-</p>
-</div>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Teresa.</span>
-</p>
-
-<p>
-Il dottore vi ha concesso per oggi,
-<span class="pagenum" id="Page_224">[224]</span>
-una passeggiata in carrozza. Ve la
-permetto anch'io, ma verso mezzogiorno;
-col sole! Andate in camera
-vostra a vestirvi, e non uscite... finchè
-non vi manderò a chiamare!
-</p>
-
-<div class="blocksc">
-<p>
-<span class="smcap">Giacomino</span> si avvia di nuovo, serio, sostenuto.
-</p>
-</div>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Teresa</span> che si aspetta una parola di scusa:
-quando Giacomino è sull'uscio.
-</p>
-
-<p>
-Andate così...
-</p>
-
-<div class="blocksc">
-<p>
-<span class="smcap">Giacomino</span> si ferma.
-</p>
-</div>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Teresa</span> sforzandosi di sorridere per vincere l'ira
-e il dolore.
-</p>
-
-<p>
-Andate! Andate pure!... Meno vi
-vedo e più... sono contenta!
-</p>
-
-<p>
-<span class="pagenum" id="Page_225">[225]</span>
-</p>
-
-<div class="blocksc">
-<p>
-<span class="smcap">Giacomino</span> via.
-</p>
-</div>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Teresa</span> con le lagrime nella gola.
-</p>
-
-<p>
-Anche lui... Ma a lui poi, — a lui! — Che
-cosa ho fatto?...
-</p>
-
-<div class="blocksc">
-<p>
-sfogandosi, gridando forte.
-</p>
-</div>
-
-<p>
-Francesco! Francesco!
-</p>
-
-<div class="blocksc">
-<p>
-va verso l'uscio di mezzo.
-</p>
-</div>
-
-<p>
-Francesco!
-</p>
-
-<div class="blocksc">
-<p>
-il Lamberti entra.
-</p>
-</div>
-
-<p>
-<span class="pagenum" id="Page_226">[226]</span>
-</p>
-
-<h3>SCENA V.</h3>
-
-<div class="blockquote">
-<p class="center">
-<span class="smcap">Lamberti</span> e dette — poi <span class="smcap">Francesco</span>.
-</p>
-</div>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Lamberti.</span>
-</p>
-
-<p>
-Che vuoi da Francesco?
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Teresa.</span>
-</p>
-
-<p>
-Mandarlo da Giacomino!
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Lamberti</span> indicando Francesco che si presenta
-e si ferma sull'uscio.
-</p>
-
-<p>
-Eccolo, Francesco!
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Teresa.</span>
-</p>
-
-<p>
-Andate dal signor Marchese! Aspettate!
-Prendete questo <i>plaid</i>!
-</p>
-
-<p>
-<span class="pagenum" id="Page_227">[227]</span>
-</p>
-
-<div class="blocksc">
-<p>
-gli dà uno scialle.
-</p>
-</div>
-
-<p>
-Che lo porti in carrozza, e si copra!
-Ordine mio!
-</p>
-
-<div class="blocksc">
-<p>
-<span class="smcap">Francesco</span> via.
-</p>
-</div>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Lamberti</span> ad Anna.
-</p>
-
-<p>
-Vieni un momento di là? Ho da
-parlarti.
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Teresa.</span>
-</p>
-
-<p>
-No, no! Rimani... Rimanete. Vado
-io!
-</p>
-
-<div class="blocksc">
-<p>
-con la solita calma signorile.
-</p>
-</div>
-
-<p>
-Il fattore mi aspetta: devo mandarlo
-a Milano.
-</p>
-
-<p>
-<span class="pagenum" id="Page_228">[228]</span>
-</p>
-
-<div class="blocksc">
-<p>
-ad Anna.
-</p>
-</div>
-
-<p>
-La lana dal Guffanti abbiamo detto?...
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Anna.</span>
-</p>
-
-<p>
-Sì.
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Teresa</span> via, nella biblioteca.
-</p>
-
-<p>
-Guffanti; via dei Borsinari!
-</p>
-
-<p>
-<span class="pagenum" id="Page_229">[229]</span>
-</p>
-
-<h3>SCENA VI.</h3>
-
-<div class="blockquote">
-<p class="center">
-<span class="smcap">Lamberti</span> ed <span class="smcap">Anna</span>,
-poi di nuovo <span class="smcap">Francesco</span>.
-</p>
-</div>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Anna</span> a Vitaliano.
-</p>
-
-<p>
-Hai da parlarmi?
-</p>
-
-<div class="blocksc">
-<p>
-lo guarda fisso.
-</p>
-</div>
-
-<p>
-Che hai?
-</p>
-
-<div class="blocksc">
-<p>
-<span class="smcap">Lamberti</span> a sua volta, continua a fissare Anna
-con grande tristezza.
-</p>
-</div>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Anna</span> con voce rotta dall'ansia.
-</p>
-
-<p>
-Che hai? Che cosa vuoi dirmi?
-<span class="pagenum" id="Page_230">[230]</span>
-Sì, sì!... Fissami bene: che il tuo occhio
-possa penetrare in fondo all'anima
-mia; non ho nulla da nasconderti!
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Lamberti.</span>
-</p>
-
-<p>
-Hai capito dunque, che io volevo
-parlarti... di lui, del Cézky?...
-</p>
-
-<div class="blocksc">
-<p>
-<span class="smcap">Anna</span> sostiene lo sguardo di Vitaliano: ferma,
-sicura.
-</p>
-</div>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Lamberti</span> le prende una mano, gliela bacia.
-</p>
-
-<p>
-No, Anna, Anna cara; io non ho
-mai dubitato di te!
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Anna.</span>
-</p>
-
-<p>
-Posso essere stata leggera; certo
-sono stata imprudente! — Era, allora,
-così vuota e inerte la mia vita, così
-grigia...
-</p>
-
-<p>
-<span class="pagenum" id="Page_231">[231]</span>
-</p>
-
-<div class="blocksc">
-<p>
-con un brivido.
-</p>
-</div>
-
-<p>
-così buia!
-</p>
-
-<div class="blocksc">
-<p>
-accarezzandogli i capegli con grazia
-affettuosa.
-</p>
-</div>
-
-<p>
-L'amore è come il sole; senza di lui,
-non c'è luce, nè calore!
-</p>
-
-<div class="blocksc">
-<p>
-<span class="smcap">Lamberti</span> stringe Anna al petto affettuosamente.
-</p>
-</div>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Anna.</span>
-</p>
-
-<p>
-Per quel giovane... che non aveva
-una famiglia, solo, povero, io ho sentito,
-prima, un sentimento di compassione,
-di pietà... Poi anche di simpatia
-per il suo dolore così simile al mio.
-Cézky mi amava... lo capivo, lo vedevo,
-e non era amato. E anch'io cominciavo
-ad amare, ad amarti, e allora...
-<span class="pagenum" id="Page_232">[232]</span>
-non mi credevo amata! — Ecco;
-ti ho detto tutto! — Io poi, lo ritenevo
-nobile di animo, esaltato, ma
-onesto.
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Lamberti.</span>
-</p>
-
-<p>
-Onesto?... Forse lo era. Non si può
-giudicare gli uomini nell'eccesso della
-passione; da un momento di disperazione!
-Bisogna, in ogni modo, essere
-indulgenti con chi...
-</p>
-
-<div class="blocksc">
-<p>
-lentamente e fissando Anna per farle
-indovinare il suicidio del Cézky.
-</p>
-</div>
-
-<p>
-sa condannarsi e punirsi da sè, con
-chi... sconta il delitto commesso... con
-la propria vita.
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Anna</span> con un grido.
-</p>
-
-<p>
-Cézky?
-</p>
-
-<p>
-<span class="pagenum" id="Page_233">[233]</span>
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Lamberti</span> accennando affermativamente col
-capo, si leva una lettera di tasca
-e gliela dà.
-</p>
-
-<p>
-È una lettera da Milano. Chi scrive,
-è un amico.
-</p>
-
-<div class="blocksc">
-<p>
-<span class="smcap">Anna</span> legge con un forte tremito: lascia cadere
-la lettera e siede con un gesto
-d'orrore, nascondendosi il capo
-fra le mani.
-</p>
-</div>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Lamberti</span> raccoglie la lettera e di nuovo la ripone
-in tasca.
-</p>
-
-<p>
-Noi lo credevamo in Tirolo o a
-Vienna, sotto la protezione della polizia!
-Invece era a Milano, nascosto
-in una soffitta, vivendo nel dolore, e,
-forse, fra i rimorsi. In quell'ultimo
-istante la grande bontà di Dio ha
-certo fatto dimenticare a quell'uomo di
-<span class="pagenum" id="Page_234">[234]</span>
-essere una spia. Si è ucciso con una
-pugnalata come Jacopo Ortis... e col
-libro dell'Ortis, chiuso dinanzi.
-</p>
-
-<div class="blocksc">
-<p>
-cammina su e giù, poi torna ad
-avvicinarsi ad Anna.
-</p>
-
-<p>
-<span class="smcap">Anna</span> rimane sempre con il capo fra le braccia
-appoggiata al tavolino.
-</p>
-</div>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Lamberti</span> si appoggia lui pure al tavolino: ad
-Anna, con grande dolcezza.
-</p>
-
-<p>
-Perdonagli, Anna! Gli ho perdonato
-anch'io! Ed ora... ascoltami con coraggio.
-Forse... forse qualche giorno,
-forse domani, forse stasera io dovrò
-partire.
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Anna</span>, con un sussulto doloroso.
-</p>
-
-<p>
-È il momento?
-</p>
-
-<p>
-<span class="pagenum" id="Page_235">[235]</span>
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Lamberti.</span>
-</p>
-
-<p>
-Sì. Il Fratti e lo Strassér rimangono
-a Milano. Don Carlo Morelli, da Como,
-ci terrà in relazione con lui.
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Anna.</span>
-</p>
-
-<p>
-Con Mazzini?...
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Lamberti.</span>
-</p>
-
-<p>
-Sì. È a Lugano; pronto ad unirsi
-con noi. Io devo passare dal Carrarese,
-e per il giorno dell'insurrezione trovarmi
-a Sarzana.
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Anna</span> buttandogli le braccia al collo.
-</p>
-
-<p>
-Vengo con te!
-</p>
-
-<p>
-<span class="pagenum" id="Page_236">[236]</span>
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Lamberti.</span>
-</p>
-
-<p>
-Anna... Anna...
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Anna.</span>
-</p>
-
-<p>
-Vengo con te!
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Lamberti.</span>
-</p>
-
-<p>
-Mi raggiungerai!... Presto!
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Anna.</span>
-</p>
-
-<p>
-Vengo con te! Vengo con te!
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Lamberti.</span>
-</p>
-
-<p>
-È impossibile cara, e lo sai. Ascoltami,
-dunque; ascolta bene ciò che
-tu devi fare.
-</p>
-
-<p>
-<span class="pagenum" id="Page_237">[237]</span>
-</p>
-
-<div class="blocksc">
-<p>
-<span class="smcap">Anna</span> abbassa il capo come vinta.
-</p>
-</div>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Lamberti.</span>
-</p>
-
-<p>
-Appena partito io tu anderai e ti
-fermerai a Milano, in casa tua. Sei
-ricca, della mia sostanza tu non ne
-hai bisogno.
-</p>
-
-<div class="blocksc">
-<p>
-si leva di tasca un'altra lettera
-chiusa in una busta.
-</p>
-</div>
-
-<p>
-Prendi...
-</p>
-
-<div class="blocksc">
-<p>
-turbamento di Anna.
-</p>
-</div>
-
-<p>
-Ma no!... Non impressionarti così! Bisogna
-tutto prevedere. Tornerò, o
-verrai tu!
-</p>
-
-<div class="blocksc">
-<p>
-indicando la lettera.
-</p>
-</div>
-
-<p>
-Due righe sole. Sei tu la mia erede
-universale. Ma per aiutare i nostri.
-<span class="pagenum" id="Page_238">[238]</span>
-Devi spendere tutto ciò che è mio per
-la causa. Ed ora...
-</p>
-
-<div class="blocksc">
-<p>
-esitando.
-</p>
-</div>
-
-<p>
-Un'altra preghiera. E pensa, — adesso
-sì, — pensa che può essere l'ultima. — È
-la mia felicità, è il coraggio stesso
-che io ti domando. Sono egoista,
-ingiusto, inumano, ma è più forte
-di me. Se io... Anche quando non ci
-sarò più...
-</p>
-
-<div class="blocksc">
-<p>
-abbracciandola stretta con un singhiozzo.
-</p>
-</div>
-
-<p>
-Ti voglio sempre mia!
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Anna</span> coprendolo di baci.
-</p>
-
-<p>
-Tua, tua, tua, tua! Ma io voglio
-venire con te! Ma io voglio morire
-con te! Con te che sei mio! Con te
-che mi hai fatto vivere! Con te che mi
-hai fatta buona! Tua! Tua! Tua!
-Tua!
-</p>
-
-<p>
-<span class="pagenum" id="Page_239">[239]</span>
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Lamberti</span> dopo un momento di commozione,
-asciuga gli occhi ad Anna.
-</p>
-
-<p>
-Che non ti vedano piangere!... Nessuno
-deve sospettare...
-</p>
-
-<div class="blocksc">
-<p>
-prende la lettera sul tavolino, gliela dà.
-</p>
-</div>
-
-<p>
-Prendi!
-</p>
-
-<div class="blocksc">
-<p>
-<span class="smcap">Anna</span>, attonita, la tiene in mano.
-</p>
-</div>
-
-<p>
-No! No!...
-</p>
-
-<div class="blocksc">
-<p>
-<span class="smcap">Anna</span> la nasconde in seno.
-</p>
-</div>
-
-<p>
-E la chiuderai subito nella tua scrivania.
-A Milano vedrò poi il mio
-notaio...
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Francesco</span>
-dall'uscio di mezzo, tremante, sconvolto.
-</p>
-
-<p>
-Signor conte! Sa?... Sa?
-</p>
-
-<p>
-<span class="pagenum" id="Page_240">[240]</span>
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Lamberti</span>.
-</p>
-
-<p>
-Che c'è?
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Francesco</span>.
-</p>
-
-<p>
-A Sonvico, hanno arrestato il dottor
-Fratti!
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Lamberti</span>.
-</p>
-
-<p>
-Chi te l'ha detto?
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Francesco</span>.
-</p>
-
-<p>
-Adesso! Il maestro di posta!
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Lamberti</span>.
-</p>
-
-<p>
-Va!... Chiamalo!
-</p>
-
-<div class="blocksc">
-<p>
-Francesco via.
-</p>
-</div>
-
-<p>
-<span class="pagenum" id="Page_241">[241]</span>
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Anna</span> trattenendo Vitaliano che vuol seguire
-Francesco.
-</p>
-
-<p>
-Il dottor Fratti? Arrestato?...
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Lamberti</span>.
-</p>
-
-<p>
-Lasciami andare! Lasciami andare!
-</p>
-
-<p>
-<span class="pagenum" id="Page_242">[242]</span>
-</p>
-
-<h3>SCENA VII.</h3>
-
-<div class="blockquote">
-<p class="center">
-<span class="smcap">Teresa</span> e il Conte <span class="smcap">Rienz</span>.
-</p>
-</div>
-
-<div class="blocksc">
-<p>
-Teresa chiamando dalla biblioteca.
-</p>
-</div>
-
-<p>
-Vitaliano! Vitaliano!
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Rienz</span>.
-</p>
-
-<p>
-Dov'è? Dov'è?...
-</p>
-
-<div class="blocksc">
-<p>
-seguito da Teresa entra in fretta dalla
-biblioteca, attraversa la scena, viene
-fin dietro di Vitaliano: sottovoce;
-rapidamente.
-</p>
-</div>
-
-<p>
-Partite subito sul momento! Dietro
-il Molino vecchio troverete una carrozza
-chiusa. Passerete il confine a
-Maslianico.
-</p>
-
-<p>
-<span class="pagenum" id="Page_243">[243]</span>
-</p>
-
-<div class="blocksc">
-<p>
-forte ad Anna.
-</p>
-</div>
-
-<p>
-Contessa Anna, scusate la mia fretta
-ma devo essere subito a Milano, al
-Comando Militare.
-</p>
-
-<div class="blocksc">
-<p>
-a Teresa.
-</p>
-</div>
-
-<p>
-Anche voi! Perdonate!
-</p>
-
-<div class="blocksc">
-<p>
-fa un inchino alle signore, via.
-</p>
-</div>
-
-<p>
-<span class="pagenum" id="Page_244">[244]</span>
-</p>
-
-<h3>SCENA VIII.</h3>
-
-<div class="blockquote">
-<p class="center">
-<span class="smcap">Lamberti, Anna, Teresa.</span>
-</p>
-</div>
-
-<div class="blocksc">
-<p>
-Lamberti immobile, sorpreso.
-</p>
-</div>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Anna</span> con disperazione.
-</p>
-
-<p>
-Va! Va! Va!
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Teresa</span>.
-</p>
-
-<p>
-Non un minuto! È la Provvidenza!
-L'aiuto della Provvidenza!
-</p>
-
-<div class="blocksc">
-<p>
-<span class="smcap">Lamberti</span> risoluto.
-</p>
-</div>
-
-<p>
-Alcune carte... Aspettatemi!
-</p>
-
-<div class="blocksc">
-<p>
-ad Anna che fa per seguirlo
-</p>
-</div>
-
-<p>
-<span class="pagenum" id="Page_245">[245]</span>
-</p>
-
-<p>
-Aspettami!
-</p>
-
-<div class="blocksc">
-<p>
-va via per l'uscio dal quale è uscito
-Giacomino.
-</p>
-</div>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Anna</span> a Teresa, con grande ansia e terrore.
-</p>
-
-<p>
-Tu sai?... Tu sai?...
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Teresa</span>.
-</p>
-
-<p>
-Anna! Anna!
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Anna</span>.
-</p>
-
-<p>
-Presto! Ho diritto di saper tutto.
-Sono sua moglie!
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Teresa</span> sempre più tremante.
-</p>
-
-<p>
-Dalla Spezia...
-</p>
-
-<p>
-<span class="pagenum" id="Page_246">[246]</span>
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Anna</span>.
-</p>
-
-<p>
-Dalla Spezia?
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Teresa</span>.
-</p>
-
-<p>
-Sì, è venuto l'ordine dalla Spezia!...
-Hanno sequestrata una tartana, — i
-doganieri Pontifici, — diretta alla
-punta di San Terenzo! Era carica di
-armi, di fucili! Il capitano, un levantino,
-arrestato, minacciato di morte,
-ha parlato!
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Anna</span>.
-</p>
-
-<p>
-E Vitaliano?
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Teresa</span>.
-</p>
-
-<p>
-Una grande insurrezione doveva
-scoppiare nello stesso giorno, in tutta
-l'Italia!
-</p>
-
-<p>
-<span class="pagenum" id="Page_247">[247]</span>
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Anna</span>.
-</p>
-
-<p>
-E Vitaliano?... Vitaliano?...
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Teresa</span>.
-</p>
-
-<p>
-È uno dei capi! Vengono per arrestarlo!
-</p>
-
-<div class="blocksc">
-<p>
-fuor di sè.
-</p>
-</div>
-
-<p>
-Ma cosa fa? Che cosa fa?
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Anna</span>.
-</p>
-
-<p>
-Il conte?... Il conte di Rienz?
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Teresa</span>.
-</p>
-
-<p>
-Ha tutto arrischiato per noi, ma
-non può nulla contro la polizia! — Il
-Commissario, i soldati, saranno qui
-fra mezz'ora! Sono forse già qui!
-</p>
-
-<p>
-<span class="pagenum" id="Page_248">[248]</span>
-</p>
-
-<div class="blocksc">
-<p>
-verso la biblioteca.
-</p>
-</div>
-
-<p>
-Che cosa fa adesso? Ma che cosa fa?!...
-</p>
-
-<div class="blocksc">
-<p>
-giungendo le mani supplichevoli verso
-la cappelletta.
-</p>
-</div>
-
-<p>
-Dio! Dio! Dio! Buono! Santo!
-</p>
-
-<p>
-<span class="pagenum" id="Page_249">[249]</span>
-</p>
-
-<h3>SCENA IX.</h3>
-
-<div class="blockquote">
-<p class="center">
-<span class="smcap">Lamberti</span> e dette.
-</p>
-</div>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Lamberti</span>.
-</p>
-
-<p>
-Eccomi. Ed ora... io sono pronto.
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Teresa</span>.
-</p>
-
-<p>
-Va!... Dunque!... Va!
-</p>
-
-<div class="blocksc">
-<p>
-Anna lo fissa pallidissima, immobile, muta.
-</p>
-</div>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Lamberti</span>.
-</p>
-
-<p>
-No, madre mia. Io resto.
-</p>
-
-<div class="blocksc">
-<p>
-<span class="smcap">Anna</span> trasalisce: senza mai dire una parola lo
-abbraccia come per non lasciarlo
-più, lo accarezza, lo bacia, gli bacia
-la mano.
-</p>
-</div>
-
-<p>
-<span class="pagenum" id="Page_250">[250]</span>
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Teresa</span>.
-</p>
-
-<p>
-Rimani?... Ma... non hai capito?...
-Vengono qui!... I soldati! Il Commissario!
-Per arrestarti!
-</p>
-
-<div class="blocksc">
-<p>
-<span class="smcap">Anna</span> stringe Vitaliano affettuosamente, lo
-guarda supplichevole, scongiurandolo
-di fuggire.
-</p>
-</div>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Lamberti</span> le prende la mano, gliela stringe
-forte per infonderle coraggio: poi
-di nuovo, a Teresa.
-</p>
-
-<p>
-Nella carrozza del conte di Rienz
-è partito Giacomino. Avviserà, dietro
-via quanti più potrà dei nostri. E
-gli ho dovuto assicurare, per farlo
-partire, che avevo anch'io un mezzo
-altrettanto sicuro e che lo avrei raggiunto
-a Chiasso. Invece... no. Resto
-qui. La Provvidenza che voleva salvare
-me, non ha voluto o potuto salvare
-<span class="pagenum" id="Page_251">[251]</span>
-insieme anche tutti gli altri miei
-compagni. Perciò io, — solo, — non
-posso, io, approfittare dei suoi favori...
-e rimango.
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Teresa</span>.
-</p>
-
-<p>
-Va! Va! Va! Ascoltami, Vitaliano!
-Devi ascoltarmi! Ne ho diritto! Sono
-tua madre!... La mamma! La tua
-povera mamma! Lo sento e non l'ho
-mai sentito come in questo momento!
-E non c'è più altro per me! Te lo
-giuro! Non c'è più altro! Va! Va!
-Va! Va!
-</p>
-
-<div class="blocksc">
-<p>
-<span class="smcap">Lamberti</span> con dolcezza.
-</p>
-</div>
-
-<p>
-Non posso partire!
-</p>
-
-<div class="blocksc">
-<p>
-la bacia, come in atto di perdono.
-</p>
-</div>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Teresa</span>.
-</p>
-
-<p>
-Va! Va! Va!
-</p>
-
-<p>
-<span class="pagenum" id="Page_252">[252]</span>
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Lamberti</span> risoluto.
-</p>
-
-<p>
-No, mamma non devo partire. Bisogna
-aspettarli qui!
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<span class="smcap">Teresa</span> ascolta un momento: con un grido.
-</p>
-
-<p>
-Dio!
-</p>
-
-<div class="blocksc">
-<p>
-prendendosi la testa fra le mani guardando
-spaventata verso la finestra.
-</p>
-</div>
-
-<p>
-Vengono!... Vengono!
-</p>
-
-<div class="blocksc">
-<p>
-Anna con un grido si attacca disperatamente
-al collo di Vitaliano come per
-difenderlo...
-</p>
-</div>
-
-<p class="pad2 center large">
-FINE.
-</p>
-
-<hr class="silver" />
-
-<div class="opere">
-<p>
-<span class="pagenum" id="Page_253">[253]</span>
-</p>
-
-<p class="title">
-Opere di Gerolamo Rovetta
-</p>
-
-<p class="center">
-<i>Romanzi</i>:
-</p>
-
-<ul>
-<li>La Moglie di sua Eccellenza, romanzo.</li>
-<li>La Signorina, romanzo.</li>
-<li>Cinque minuti di riposo!</li>
-<li>Mater Dolorosa, romanzo.</li>
-<li>La Baraonda, romanzo.</li>
-<li>L'idolo, romanzo.</li>
-<li>Le lacrime del prossimo, romanzo.</li>
-<li>Il tenente dei Lancieri, romanzo.</li>
-<li>Il primo amante, romanzo.</li>
-<li>Il processo Montegù, romanzo.</li>
-<li>Sott'acqua, romanzo.</li>
-<li>Dramatis personæ, antologia.</li>
-</ul>
-
-<p class="center">
-<i>Teatro</i>:
-</p>
-
-<ul>
-<li>I Disonesti, dramma in tre atti.</li>
-<li>Scellerata!... commedia in un atto. — Collera cieca... commedia in due atti.</li>
-<li>Romanticismo, dramma in quattro atti.</li>
-<li>Madame Fanny, commedia in tre atti. — Marco Spada, commedia in quattro atti. — La Cameriera nova, commedia in due atti in dialetto veneziano.</li>
-<li>La Baraonda, dramma in cinque atti. — Principio di Secolo, dramma in quattro atti.</li>
-<li>La Realtà, dramma in tre atti. — La Trilogia di Dorina, commedia in tre atti.</li>
-<li>Il Re Burlone, dramma in quattro atti.</li>
-<li>Molière e sua Moglie, commedia in tre atti.</li>
-<li>Il Ramo d'ulivo, commedia in tre atti. — Il Poeta, commedia in tre atti.</li>
-<li>La Moglie giovine, commedia in quattro atti. — Le due coscienze, commedia in tre atti.</li>
-<li>I Barbarò, dramma in un prologo e quattro atti. — Alla città di Roma, commedia in due atti.</li>
-</ul>
-
-<p class="center">
-<i>Novelle</i>:
-</p>
-
-<ul>
-<li>Casta Diva, Novelle.</li>
-<li>Cavalleria assassina, racconti.</li>
-<li>Baby, Tiranni minimi.</li>
-</ul>
-
-</div>
-
-<div class="tnote">
-<p class="tntitle">
-Nota del Trascrittore
-</p>
-
-<p>
-Ortografia e punteggiatura originali sono state mantenute, correggendo senza annotazione
-minimi errori tipografici.
-</p>
-
-<p class="covernote">
-Copertina elaborata dal trascrittore e posta nel pubblico dominio.
-</p>
-</div>
-
-<div style='display:block; margin-top:4em'>*** END OF THE PROJECT GUTENBERG EBOOK ROMANTICISMO ***</div>
-<div style='text-align:left'>
-
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-Updated editions will replace the previous one&#8212;the old editions will
-be renamed.
-</div>
-
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-Creating the works from print editions not protected by U.S. copyright
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-so the Foundation (and you!) can copy and distribute it in the United
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-</div>
-
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-<span style='font-size:smaller'>THE FULL PROJECT GUTENBERG LICENSE<br />
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-</div>
-
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-</div>
-
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-Section 1. General Terms of Use and Redistributing Project Gutenberg&#8482; electronic works
-</div>
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-</div>
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-electronic works. See paragraph 1.E below.
-</div>
-
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-Section 2. Information about the Mission of Project Gutenberg&#8482;
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-Sections 3 and 4 and the Foundation information page at www.gutenberg.org.
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-Section 3. Information about the Project Gutenberg Literary Archive Foundation
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-The Project Gutenberg Literary Archive Foundation is a non-profit
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-state of Mississippi and granted tax exempt status by the Internal
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-The Foundation&#8217;s business office is located at 809 North 1500 West,
-Salt Lake City, UT 84116, (801) 596-1887. Email contact links and up
-to date contact information can be found at the Foundation&#8217;s website
-and official page at www.gutenberg.org/contact
-</div>
-
-<div style='display:block; font-size:1.1em; margin:1em 0; font-weight:bold'>
-Section 4. Information about Donations to the Project Gutenberg Literary Archive Foundation
-</div>
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-public support and donations to carry out its mission of
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-</div>
-
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-The Foundation is committed to complying with the laws regulating
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-States. Compliance requirements are not uniform and it takes a
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-have not met the solicitation requirements, we know of no prohibition
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-approach us with offers to donate.
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-
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-</div>
-
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-methods and addresses. Donations are accepted in a number of other
-ways including checks, online payments and credit card donations. To
-donate, please visit: www.gutenberg.org/donate
-</div>
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-Section 5. General Information About Project Gutenberg&#8482; electronic works
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-Professor Michael S. Hart was the originator of the Project
-Gutenberg&#8482; concept of a library of electronic works that could be
-freely shared with anyone. For forty years, he produced and
-distributed Project Gutenberg&#8482; eBooks with only a loose network of
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-</div>
-
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-facility: <a href="https://www.gutenberg.org">www.gutenberg.org</a>.
-</div>
-
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