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If you are not located in the United States, you -will have to check the laws of the country where you are located before -using this eBook. - -Title: Romanticismo - (dramma in 4 atti) - -Author: Gerolamo Rovetta - -Release Date: June 1, 2021 [eBook #65488] - -Language: Italian - -Character set encoding: UTF-8 - -Produced by: Carlo Traverso, Barbara Magni and the Online Distributed - Proofreading Team at http://www.pgdp.net (This file was - produced from images generously made available by The Internet - Archive) - -*** START OF THE PROJECT GUTENBERG EBOOK ROMANTICISMO *** - - GEROLAMO ROVETTA - - - ROMANTICISMO - - DRAMMA IN 4 ATTI - - - Sedicesima edizione - - - - MILANO - CASA EDITRICE BALDINI & CASTOLDI - Galleria Vittorio Emanuele, 17 - — - 1922 - - - - - PROPRIETÀ RISERVATA - - - I diritti di riproduzione, di traduzione e di rappresentazione - sono riservati per tutti i paesi, non escluso il Regno di Svezia - e Norvegia - - È assolutamente proibito di rappresentare questo dramma - senza il consenso della Società Italiana degli Autori. - (_Articolo 14 del Testo unico 17 Settembre 1882_). - - UNIONE TIPOGRAFICA — MILANO - - - - - A TINA DI LORENZO L'AUTORE DI - DORINA DI NORA DI ANNA CON AFFETTUOSA - E RICONOSCENTE AMMIRAZIONE. - - LIVORNO, 18 NOVEMBRE 1902. - - - - -Patria italiana sul teatro - - - _A Gerolamo Rovetta._ - - -Per qual ragione credete voi che il vostro nuovo dramma «Romanticismo» -sia così ben accolto sui teatri di città in città d'Italia e dia alla -nostra letteratura il conforto che un lavoro drammatico applaudito -e piaciuto, nel pieno senso della parola, sia questa volta un lavoro -italiano? Voi non pecchereste d'immodestia, rispondendomi che gli è -perchè lo avete fortemente concepito e datagli una forma appropriata, -con sentimento di verità e d'arte. I vostri personaggi son persone vive -che operano e parlano in un ambiente reale: i caratteri sono quali, -nelle rispettive condizioni di vita e d'ufficio, erano i caratteri del -Lombardo-Veneto, triste vocabolo di austriaca memoria, mezzo secolo -fa; gli affetti, quali nei cuori degl'Italiani di codesta nobile -e visceral parte della patria nostra si venivano formando e nella -vita si effondevano, in quel sacro decennio fra il '49 e il '59, che -maturò, fermentante dal 1821, la libertà d'Italia. Il vostro conte -Vitaliano Lamberti aveva nei decennii antecedenti portato il nome di -Federico Confalonieri, di Giovanni Arrivabene, degli Arconati, degli -Arese, dei Trecchi, dei Porro. Quella borghesia eroica che nella -farmacia di Giovanni Ansperti riceveva l'epico giuramento dei fedeli -al verbo mazziniano, e dava, serena e impenitente i suoi confessori -e martiri alle forche di Belfiore, accolse il medico, il libraio, il -prete, il patrizio, che non si chiamavano Ansperti, Fratti, Strassèr, -Morelli, Lamberti, ma Scarsellini, Maggi, Maisner, Montanari, -Finzi, Grioli, Zambelli, Speri, Penna, Ottonelli, Tazzoli. La povera -Giuditta Ansperti, che muore di crepacuore un mese dopo esserle stato -impiccato il marito, fu, in quella stessa Como, e in una farmacia, con -dissomiglianza di vicenda e di fibbra, la forte donna il cui affetto -tenace segue fino alle terribili carceri di Venezia Luigi Dottesio, -e che è sopravvissuta, fino a sei anni fa, quasi nonagenaria, a quel -dramma d'amore e di patria e di sangue. Dalle montagne del confine -elvetico, che Ugo Foscolo inaugurò al rifugio dell'idea italica sotto -l'egida delle libertà repubblicane; fra quelle balze, esercitate dal -contrabbando politico, di mezzo alle quali il vostro conte trafuga -in salvo il vecchio farmacista e si trova a dover ammazzare il tristo -gendarme, che italiano, si fa gioia e vanto delle lacrime e del sangue -degli italiani ribelli al suo imperatore; dalle balze di quelle -montagne erano passati in una tempestosa notte del '22, a lume di -torcie, l'Arrivabene, l'Ugoni, lo Scalvini, scampando allo Spielberg -che ingoiava il Pellico, il Maroncelli, l'Oroboni, il Pallavicino, il -Castillia, il Borsieri. Di quelle dame austriacanti, madri di figliuoli -liberali; di quelle spose che avevano fatta una cosa sola dell'amore -coniugale e della devozione all'Italia; oh quante la storia, la più -inedita, del cuore di donna, quante ne avrebbe potuto consacrare alla -compassione o al disprezzo, ovvero (come già per Teresa Confalonieri) -al culto reverente, di noi che allora eravamo giovanetti! E il vostro -consigliere imperiale, che divide la sua fedeltà tra l'aula della -Cancelleria Cesarea e i recessi d'una di quelle alcove maledette -nel verso del Berchet e del Nicolini, lo abbiamo avuto, mutati nomi -e proporzioni, anche noi nella Toscana lorenese: salvo che qui la -tragedia si assottiglia pianamente nel comico, che il Giusti di tra -le quinte dell'allusione motteggevole ritraeva in iscorcio; nel modo -stesso che la ferocia del gendarme Baraffini ingoffiava in qualche -inocuo pupazzetto militare, tirato pe' fili della sestina scettica del -Guadagnoli. Ma il pallido Ortis del romanticismo di tutta la penisola -si disegnava con chiaroscuri lunari lungo le linee, sulle quali voi -avete tracciata la figura del venturiero Rodolfo. E non piuttosto -di Lombardia che di altra qualsiasi regione d'Italia era il marchese -Giacomino, da voi ritratto con arguzia e festività goldoniane, quando -dalla regione designata per la riscossa rivarcava il Ticino, sotto la -bandiera tricolore, non più fatuo giovanotto quasi inconsapevole de' -suoi stessi sentimenti di naturale amor patrio, ma soldato di Vittorio -Emanuele alle cariche di Palestro e di San Martino. - - * - * * - -E tutta questa vita vera di quel periodo della nostra storia Voi -l'avete atteggiata con arte sapiente; sì per quel che avete condotto -espressamente sulla scena, sì per quello che fra atto e atto avete -trascorso. La morte della vedova Ansperti, quanto è più pietosa -risaputa dopo! e come drammatico lo scontro dei patriotti coi gendarmi -sul confine svizzero, nella penombra del racconto senza indugiarvisi -sopra! E il suicidio espiativo dell'Ortis denunciatore, che Voi con -audace novità fate raccontare dal marito alla moglie, e può da quella -coppia pura avere generoso compianto; e il duello patriottico tra -Giacomino e il Grosso ufficiale austriaco che ci pare aver conosciuto -nonostante che voi non gli abbiate fatto l'onor della scena; sono -tratti di artista possente, che sa risparmiarsi alle parti culminanti -dell'opera meditata, e in queste poi eccellere luminoso. - -Dico nel primo atto tutto intero, che non si dimentica; e (per quanto -dallo avervi ascoltato può essermisi impresso nella memoria) nella -scena, che mi parve bellissima su tutte, nella quale moglie e marito -si rivelano, tardi ma in tempo, a se medesimi, e nella religione della -patria riconsacrano e sublimano l'amor coniugale; e dove a quella -religione il conte mazziniano inizia il marchesino, che d'ora innanzi -avrà coscienza di ciò che sin allora solamente sentiva; e le arti -poliziesche della suocera e del consigliere intorno alla giovane sposa -magnanima; e il castigo che alla vecchia dama si viene, lungo tutto il -dramma, apparecchiando nella diserzione d'ogni più caro e legittimo -affetto, e nel supremo dolore, in cui ella ritrova colle lacrime -materne se stessa, dell'arresto del figliuolo; e nella temperanza con -la quale avete ritratto e lei e l'imperiale amico suo senz'aggravarli -di troppo foschi colori, anzi lasciando che ancor egli, pur rimanendo -inflessibile nell'aulica sua devozione contro l'idea italiana, e contro -il «romanticismo» della rivoluzione impossibile, abbia tuttavia alcuno -di quei tratti generosi a cui nessun cuore umano che non sia de' pochi -affatto snaturati e perversi, rimane chiuso con sigillo inviolabile. - -Questi sono pregi nobilissimi del vostro lavoro. Ai quali deve pur -aggiungersi la sincerità della lingua e dello stile che mi parvero -non peccare nè di trascuranza delle proprietà dell'idioma che ci è -testimonio di nazione, nè di quella preziosità che sotto altre penne (e -alcun'altra volta scusate sotto la vostra stessa) aliena dallo schietto -quotidiano linguaggio il conversar delle scene. Grave questione -cotesta, nella quale credo che autori ed attori avrebbero ancor molto -da fare, qui fra noi, per conseguire al teatro nostro la virtù somma, -che dovrebb'essere, in tutti i sensi ed aspetti, la verità. - -Della verità storica poi, di fatti e d'ambiente, lumeggiata in modo -squisito dalla valentia dei vostri interpreti e dallo sceneggiamento e -dal costume, così fossero i drammaturghi sempre in sicuro possesso come -siete stato Voi nell'interrogarne un'epoca, della quale i testimoni -viventi rimangono, drappello di seniori, ancora in buon numero! Ahimè -quanto falso medioevo sulle scene moderne! e non di scrittori italiani -solamente; anzi, diciamo piuttosto, quanto falso medioevo italiano -in lavori teatrali, che è sotto tale rispetto «peccato nostro e non -natural cosa» tradurceli e accettarceli con plauso e, in certo modo, -sottoscriverceli noi Italiani, sui teatri d'Italia! Voi avete dato un -esempio, da augurarne imitatori. Ho riletto, dopo la rappresentazione -del vostro «Romanticismo», le scene maestrevoli che la Sand desunse -pel suo «Cadio» dalla storia della Vandea; nè le vostre mi paiono -da meno: oltre poi il vantaggio, di averle Voi commisurate a scenica -rappresentazione: chè il teatro parla a più e di più specie, persone -che non il libro; parla a coloro ai quali non vorremmo non averci a -pentire di aver insegnato a leggere il libro e il giornale; e parla, -il teatro, il linguaggio del cuore, nel quale tutti anche e letterati -e analfabeti, dovremmo saperci intendere e sentirci uniti nel bene. E -si avverta che quanto è più facile lo adire le fonti del vero d'un'età -a noi vicina, tanto più stringente è l'obbligo d'attingervi schietto: e -più grave dunque il carico che Voi vi eravate addossato. - -Proseguite animosamente, anche perchè — questo vi dico per ultimo, ma -sopra tutto mi preme che vi sia detto; e per questo principalmente -ho preso fiducia di scrivervi in pubblico — anche perchè voi avete -fatto, signore, un'opera buona. E ciò pure io credo (e rispondo alla -dimanda che Vi proposi in principio) sia legittimo titolo del lieto -successo che avete incontrato. La Poesia civile, la quale, e romantica -e classica, cooperò con tanta efficacia a conquistarci la libertà -nazionale, è richiamata sotto le armi a difenderla: difenderla da -nemici tanto più pericolosi in quanto essi pretessono in nome della -libertà umana, mentre uccidono consapevoli o no, il sentimento della -patria. Io ho pur una volta sentito, come da giovane, echeggiare il -teatro di applausi patriottici: ve ne ringrazio di cuore. La grande -istoria della servitù d'Italia e del suo risorgimento Vi offre, -da tutto il secolo decimonono, altri degni argomenti a trattare o -riproducendo con nomi storici o, molto meglio, dal complesso dei -particolari, com'era avete fatto, idealizzando fedelmente al vero -persone ed avvenimenti. Vi preghiamo — lasciatemi parlare in nome della -generazione con la quale io discendo — Vi preghiamo, Voi che ascendete, -non sia questo il solo lavoro con cui facciate rivivere sulle scene, -a memoria, ad ammonimento, a conforto, la santa immagine della patria -italiana. - - _Firenze, Settembre 1902._ - - ISIDORO DEL LUNGO. - - (Dal _Giornale d'Italia_: — Roma — Sabato 4 Ottobre 1902). - - - - -PERSONAGGI - - - Il conte VITALIANO LAMBERTI - Il conte di RIENZ - Il marchese GIACOMINO D'ARFO - RODOLFO CÉZKY - GIOVANNI ANSPERTI, farmacista - CASIMIRO FRATTI, medico - MAURO STRASSÈR, libraio-editore - Don CARLO MORELLI - Il signor FAUSTINO, direttore della Farmacia Ansperti. - BARAFFINI, sergente dei gendarmi - DEMOSTENE, facchino - FRANCESCO, vecchio servo di casa Lamberti - La contessa ANNA LAMBERTI - La contessa TERESA LAMBERTI dei duchi di Landro - GIUDITTA ANSPERTI - CAROLINA, vecchia cameriera della contessa Teresa - Una contadina - Gendarmi. - -L'azione succede nel 1854: - -Nel 1º atto a Como, nella farmacia Ansperti. - -Nel 2º, 3º e 4º atto nella villa Lamberta, presso Milano. - - - - -ATTO PRIMO. - - - La scena rappresenta la retrobottega della farmacia Ansperti. Dai - vetri delle finestre, che hanno le tendine bianche, ma sono - aperte, e dagli usci si vedrà l'interno della farmacia e la - porta che dalla farmacia mette sulla strada. La retrobottega è - arredata come un modesto salottino borghese: un grande braciere - con intorno alcune seggiole: una tavola grande, che serve da - pranzo e da giuoco. — È la fine di novembre. — Sono le sette - pomeridiane. La farmacia è illuminata con una lucerna ad olio: - nella retrobottega una lucerna ad olio sulla tavola ed una - candela di sego sulla credenza. Sulla tavola ad un'estremità, - sul vecchio tappeto, è steso un tovagliolo con l'occorrente del - pranzo per una sola persona. - - -SCENA PRIMA. - -Il signor FAUSTINO e la signora GIUDITTA. Il Signor Faustino, seduto a -tavola, cena. La signora Giuditta, vestita assai modestamente, senza -nessun ornamento, con un fazzoletto nero al collo, curva dinanzi -al grande braciere, fissa la brace immobile, assorta, con la mente -lontano. È pallida: ha l'aspetto sofferente. - - - FAUSTINO continua a mangiare, poi dopo - essersi pulita la bocca col tovagliolo - cerca la bottiglia del vino con gli - occhi: dopo un momento chiamando - sottovoce: - -Signora Giuditta! Signora Giuditta! - - GIUDITTA scuotendosi: lo fissa senza - capire. - -FAUSTINO sorridendo. - -Sono condannato anch'io... - - più sottovoce - -A morir di sete! - -GIUDITTA. - -Ah!... Il vino! - - si alza: va a prendere la bottiglia sulla - credenza. - -Scusi! La mia povera testa se ne va! - -FAUSTINO. - -Coraggio, signora Giuditta!... Non bisogna crucciarsi e bisogna -distrarsi! - - dopo averla osservata: gravemente. - -Lei è molto ammalata! - - GIUDITTA scoppia in lacrime. - -FAUSTINO alzandosi e prendendole una mano. - -Coraggio! Coraggio per lei... - - sottovoce - -e più ancora _per lui_. - -GIUDITTA a mano a mano con crescente esaltazione. - -Lo sento! Lo sento! Non lo vedrò più! La forca!... La forca! Poveri -e ricchi! Plebei e nobili! La forca... non guarda più in faccia a -nessuno! - -FAUSTINO. - -Sst! - - guarda verso la farmacia: poi, più - sottovoce, spaventato. - -Sa che quel rinnegato del sergente Baraffini l'ha presa a perseguitare -e fa sempre la ronda!... — Pensi, invece — per calmarsi — che con tante -perquisizioni non hanno trovato una prova sola contro suo marito! E -suo marito, Tito Ansperti, è forte di corpo e di spirito: saprà negare, -negare, negar sempre, per salvar sè e gli altri. - -GIUDITTA. - -E il dottor Lazzati? — Gli hanno trovato qualche cosa? — No. — Eppure -lo hanno condannato a quindici anni di ferri! E poi... fra i suoi -compagni... - -FAUSTINO con impeto. - -Fra i patriotti?... Una spia? - -GIUDITTA. - -Una spia, no! Ma un animo debole che non resista ai patimenti, alle -minacce, ai tradimenti... — Mi compatisca, signor Faustino!... Perdoni -ad una povera donna che ama, che soffre... e che muore. Sì! Sì! La -morte! Ecco la mia forza e la mia speranza, perchè il mio Tito non me -lo rendono più! Sono tre mesi, più di tre mesi, che quel Baraffini -aveva messi sopra di me i suoi occhi di spia infame! — È venuto a -strapparlo dalle mie braccia! E rideva, ghignava, mentre i gendarmi lo -ammanettavano! Lo hanno condotto a Como, a Milano, a Venezia! Dio, Dio, -a Venezia! Sapete come si chiama la prigione dove lo hanno rinchiuso a -Venezia? — _Lo Stokhaus!_ — La casa delle bastonate. - - scoppia di nuovo in lacrime. - -FAUSTINO esortandola a calmarsi. - -Signora Giuditta! Signora Giuditta! Anche per quel povero vecchio del -signor Ansperti!... Il signor Tito era l'unico figlio! - -GIUDITTA. - -Il babbo vive per la patria, per la vendetta! Lui... non è che suo -padre! Io sono sua moglie! Lo amo, lo adoro, ne sono innamorata! Sono -giovine ancora! È mio, è mio, il mio Tito e lo voglio! - - Suona il campanello dall'uscio che dalla - strada mette in farmacia: Giuditta si - asciuga la lacrime in fretta. - -FAUSTINO fa per avviarsi in bottega. - -Finisca di cenare. Vado io al banco. - - vede in farmacia il conte Lamberti: - sottovoce a Faustino: - -È il conte Vitaliano! - - Giuditta e Faustino mutano d'aspetto - immediatamente: sorridono e si mostrano - disinvolti. - -GIUDITTA rimuovendo la brace con una palettina. - -Avanti, avanti, signor conte! Venga a scaldarsi le mani! Soffia una -_brèva_ gelata! Un ventaccio di neve! - -FAUSTINO mentre Lamberti entra nella retrobottega. - -Servitor suo, signor conte! - - -SCENA II. - -LAMBERTI vestito da cacciatore e DETTI poi la voce di DEMOSTENE. - - -GIUDITTA. - -È stata una buona giornata? Ha fatto buona presa? - -LAMBERTI. - -No. - -FAUSTINO. - -M'hanno detto che attorno al Bisbino si levano le starne a nuvoli! - -LAMBERTI. - -Non sono stato a caccia. - -GIUDITTA ha notato l'occhiata e il torbido umore di Lamberti: -sforzandosi con una risata. - -Allora grande allegria e festa per la selvaggina! - -LAMBERTI fissandola con intenzione. - -Appunto: grande allegria! Molta allegria! - -FAUSTINO per cavarsela, avviandosi in bottega. - -Con permesso... - -GIUDITTA. - -Si ricordi: lo zucchero e il caffè a casa Bernasconi. - -FAUSTINO. - -Subito! - - chiamando - -Demostene! - - entra nella farmacia. - -DEMOSTENE di dentro con una sua cantilena particolare. - -_vèngòòò!_ - - Mentre dura il dialogo tra la Giuditta e - il Lamberti, si vedrà il signor Faustino - consegnare due pacchi di zucchero e - di caffè a Demostene: poi, dall'uscio - di strada, che si apre sempre con una - scampanellata, entrerà una donna di - servizio con una ricetta: il signor - Faustino, legge la ricetta e prepara la - medicina che consegnerà poi alla donna. - - -SCENA III. - - GIUDITTA e il conte LAMBERTI nella retrobottega. - - Nella farmacia — a suo tempo, e seguendo l'azione come è indicata - nella scena II - - FAUSTINO, DEMOSTENE e la DONNA DI SERVIZIO. - - -GIUDITTA. - -In questi mesi a Como si _crèpa_ di salute! se non ci fosse un po' di -lavoro in coloniali, con la farmacia non si caverebbero le spese! - - LAMBERTI fa un atto di stizza, passeggiando - in su e in giù. - -GIUDITTA sforzandosi di sorridere. - -Misericordia che nuvoloni! È giovine, è ricco... La signora contessa -è una dea fra le più ammirate dell'Olimpo milanese di tutto il -Lombardo-Veneto! Dovrebbe essere allegro, felice e invece è sempre -tetro e brontolone, come il vecchio Silva dell'_Ernani_! - -LAMBERTI fissandola. - -Lei, invece signora Giuditta, lei, la moglie di Tito Ansperti... si -mostra troppo di buon umore _con me_. - - prorompendo. - -Per Dio, non sono una spia! - -GIUDITTA, spaventata. - -Signor conte! - - frattanto nella farmacia si svolge l'azione - tra Faustino e Demostene com'è indicato - nella scena II. - -LAMBERTI. - -E allora, perchè — tutti qui! diffidate di me? Lei, signora Giuditta, -col suo ridere forzato, mentre è pallida, ancora stravolta dal dolore? -E anche il signor Faustino, il dottore, anche don Carlo, tutti! E più -di tutti il vecchio Ansperti, suo suocero! - -GIUDITTA inquieta per sè commossa per il Lamberti. - -Quel povero vecchio, dopo che gli hanno arrestato il figliuolo... in -seguito ad una falsa denunzia... a sospetti senza fondamento, non ha -più la testa a posto. - -LAMBERTI avvicinandosi: sottovoce. - -Giovanni Ansperti il Presidente della Fratellanza Repubblicana Comasca, -ha il cuore sempre forte e la testa sempre a posto! - - GIUDITTA lo fissa pallida, esterrefatta. - -LAMBERTI. - -So tutto; e stasera prenderò parte anch'io al vostro gioco del sette -e mezzo. — Dov'è il signor Ansperti?... Di sopra?... Lo faccia venir -giù. Se io fossi soltanto un imprudente — lei lo sa — Tito Ansperti -a quest'ora sarebbe impiccato. Per chi è trovato in possesso di una -cedola del prestito di Mazzini, c'è la pena di morte — e Tito Ansperti -ne ha vendute cinquecento per cinquanta mila svanziche in un giorno -solo e a Como soltanto! E il contrabbando? E la diffusione dei libri -rivoluzionari? - - con un impeto di collera. - -Ma si fidi di me! Ha tanta fiducia nel signor Faustino, il direttore -della sua farmacia, che conosce da pochi mesi, e in me no, che mi -ha sempre veduto? Si fida di Demostene — il suo facchino — e non si -fiderebbe di me, che ho avuto per trent'anni il fratello di suo suocero -in casa mia, mio amministratore, mio procuratore? — Ma guardi la mia -faccia. Legga nei miei occhi! Le par possibile che io possa essere un -traditore, ovvero un pusillanime, un vigliacco? - -GIUDITTA dopo un momento. - -Io credo in lei? ma... e gli altri?... - - esitando. - -Ella sa perchè, non la sua persona, ma il suo nome è circondato da -tanta... - -LAMBERTI. - -Antipatia, da tanto odio? Lo so. - -GIUDITTA. - -Da tanta diffidenza. - -LAMBERTI. - -Per mia madre! — Mia madre una duchessa di Landro, italiana, ma che -chiamano «la Tirolese» perchè è tirolese il conte di Rienz! — Mia madre -devota a casa d'Austria, mia madre la cugina, l'amica... Sì, l'amica, è -falso, è un'infamia, ma tutti lo credono per gettarmelo in faccia! Mia -madre l'amica di quel Conte di Rienz, del consigliere, dell'ispiratore -mandato da Vienna all'arciduca! - -GIUDITTA. - -Signor conte! Signor conte! - -LAMBERTI. - -Ebbene, tutto questo è un grande dolore per me! È la vergogna che pesa -sopra di me! Ma imputarmelo a colpa, no! — Dov'è la giustizia? E la -giustizia dev'essere il sangue giovine e nuovo di un popolo nuovo e -giovine! — È la mia disgrazia, terribile, signora Giuditta! Per mia -madre, anche in casa mia, trovo la freddezza e l'indifferenza! - - con un impeto di sincerità. - -Io amo mia moglie con tutta la poesia, con tutta la passione, ma non -sono riamato! — L'ho detto anche a Tito Ansperti: la patria prima; -ma poi anche il mio nome da redimere, anche l'amore da inspirare, una -famiglia mia da conquistare! - - cambiando. - -Ci vogliono prove? - -GIUDITTA. - -Non per me... - -LAMBERTI. - -Prove _materiali_, non ne ho, ma riuscirò a convincere lei e gli altri. -— Dovevo essere iniziato alla _Giovine Italia_, presentato ai fratelli -da suo marito. Quando egli fu arrestato, speravo che da un giorno -all'altro fosse prosciolto... - -GIUDITTA con un grido. - -Sperava?... Oggi non spera più? - -LAMBERTI deludendo la domanda di Giuditta. - -Oggi ho alcune gravi rivelazioni da fare alla Società. Qualunque -indugio potrebbe essere fatale. - - più sottovoce afferrandole la mano. - -I fratelli si raccolgono qui anche stasera? - - vedendola esitante. - -Ancora? — Ebbene lo dirò come ci siamo intesi io e suo marito, e mi -crederà! - - GIUDITTA lasciandosi cadere sopra una - seggiola fissa ancora Lamberti che resta - in piedi, davanti a lei. - -LAMBERTI. - -Anche Tito Ansperti era, come me, un cacciatore appassionato: ci -incontravamo spesso, nei boschi lontani, e si cacciava poi insieme, -soli io e lui, le intere giornate. - -GIUDITTA. - -So, so; ebbene? - -LAMBERTI. - -Una mattina prestissimo, ai primi di settembre... - -GIUDITTA interrompendolo. - -Il giorno stesso in cui sono venuti i gendarmi? - -LAMBERTI. - -No. Tito Ansperti è stato arrestato il venerdì: noi, invece, ci siamo -incontrati la mattina del mercoledì: sono date che non si dimenticano. - -GIUDITTA come un'eco: quasi cupamente. - -Alle otto di sera, il cinque settembre: venerdì. Sono date che non si -dimenticano! - -LAMBERTI. - -Io avevo fissato la posta dietro la villa del Pizzo, alle prime -boscaglie che salgono poi, a dirupo, lungo la montagna. L'alba non -spuntava ancora: io avevo attraversato il grande giardino dell'albergo -«Alla Regina d'Inghilterra», avevo scavalcato il muro di confine fra il -giardino dell'Albergo e quello della villa e mi ero lasciato cader giù, -di colpo, nel recinto della villa stessa, quando vedo passarmi davanti -agli occhi il lucicore di una canna di fucile e sento una mano forte, -di ferro stringermi alla gola. - -GIUDITTA. - -Tito? - -LAMBERTI. - -«Che fate qui? — Dove andate?» — borbotta il mio aggressore, in tono di -minaccia e di collera. - -GIUDITTA. - -Era lui?... Era Tito?... - -LAMBERTI. - -Ma allora, subito... - - Si ode il campanello della farmacia: entra - la donna com'è indicato nella scena - seconda. - -GIUDITTA con voce indifferente, avvicinandosi all'uscio a vetri. - -Come sta la padrona? - -DONNA di dentro. - -Stasera è quasi senza febbre! - -GIUDITTA. - -Buon segno! Speriamo! - - rientra: torna a sedersi come prima: con la - stessa intonazione di prima. - -Era lui? Era Tito?... - -LAMBERTI. - -Lo riconosco alla voce! «amici!...» rispondo «Lamberti!» L'altro -rallenta la mano, mi lascia libero, ma il suo viso — la penombra a -mano a mano diradava — rimaneva accigliato, inquieto. — «Non è la -buona strada, signor conte! — Per di là! Per di là!» — E mi respinge -a viva forza verso il muro di cinta, quando ad un tratto si ode nella -boscaglia un frastuono, un precipitare di passi e dal dirupo erto, -scosceso due giovani montanari piombano, d'un salto, in mezzo a noi, -e buttati vari pacchi di libri e di carte ai nostri piedi, continuano -sempre giù, a precipizio, e spariscono nella discesa! - - -SCENA IV. - - Suona il campanello della farmacia: entrano DON CARLO MORELLI - e MAURO STRASSÈR. Si fermano al banco a discorrere col signor - Faustino. — Poi in fine entra in Farmacia il DOTTOR FRATTI. - - -GIUDITTA dopo aver guardato, rimanendo seduta, chi è entrato in -bottega: a Lamberti in tono rassicurante. - -Don Carlo e il libraio Strassèr! - -LAMBERTI continuando. - -Erano due contrabbandieri! E portavan libri del Guerrazzi, del -Gioberti, la _Francesca da Rimini_ del Pellico! Erano giornali, -l'_Italia del Popolo_, coi proclami di Mazzini, di Saffi, di Kossuth, -stampati a Capolago dalla tipografia Elvetica. - - cambiando, ridendo. - -Ah! ah! La villa del Pizzo! La villa dell'arciduca Ranieri, vicerè del -Lombardo-Veneto, è un buon posto, sicuro, per un simile contrabbando! -— Tutto ciò io indovino, intuisco a quella rapida scena, il pallore -minaccioso dell'Ansperti, e subito, gettandogli le braccia al collo e -baciandolo, gli grido ma, a voce bassa, con tutto il calore del mio -sangue: «Viva l'Italia!» — Viva l'italia — mi risponde l'Ansperti -abbracciandomi a sua volta, sicuro che io non ero un giuda! — Una -vecchia tana di volpe serve di nascondiglio, fino a sera, ai libri e ai -proclami... - - scampanellata forte: è il dottor Fratti che - entra in farmacia. - -GIUDITTA sottovoce. - -Il dottor Fratti! - -LAMBERTI. - -E la sera ne abbiamo introdotti a Como, quanti ce ne stavano, sotto gli -abiti, nelle tasche, nel carniere... Poi a Milano. - -GIUDITTA con fede e con entusiasmo stringendogli la mano. - -Adesso sì! - -LAMBERTI interrompendola: allontanando la propria mano. - -Adesso o credermi o denunziarmi! - -GIUDITTA. - -Andiamo su, dal babbo! - - si stringono la mano. — Giuditta, chiamando - sull'uscio a vetri. - -Venite avanti! - -DON CARLO. - -Buona sera, signora Giuditta! - -GIUDITTA. - -Qui fa più caldo! — Demostene! - -DEMOSTENE di dentro. - -_Vengòòò!_ - -GIUDITTA. - -Porta del carbone! - -DOTTOR FRATTI sull'uscio della farmacia. - -E il signor Giovanni? - -GIUDITTA. - -Vado a chiamarlo e torno subito. Anche lei, signor Faustino! Venga a -preparare le carte e le puglie. Resterà Demostene in bottega! Addio -signor Strassèr! - -STRASSÈR. - -Buona sera! - - Giuditta e Lamberti entrano dall'uscio di - fianco, a sinistra, che mette alla scala - e quindi alle stanze superiori. - - -SCENA V. - - DON CARLO MORELLI, il DOTTOR FRATTI e MAURO STRASSÈR entrano - dalla farmacia nella retrobottega: poco dopo da un uscio di - fianco entra DEMOSTENE, in maniche di camicia e con un lungo - grembiule bianco, portando un cesto di carbone. - - - Tutti depongono i mantelli, i cappelli - sulle seggiole; chi appoggia l'ombrello, - chi il bastone alle seggiole; si levano i - grossi guanti di lana. - - Frattanto entra Demostene e vuota mezzo il - cestello del carbone sul braciere, lascia - il cesto per terra accanto al braciere - e passa per l'uscio a vetri, nella - farmacia. - - Tutti gli altri si avvicinano al braciere. - -FRATTI. - -Il freddo, io lo soffro alle mani. - -STRASSÈR. - -Io, invece ai piedi. - -DON CARLO sorridendo bonariamente e crollando leggermente il capo con -un moto che gli è abituale. - -Io alle mani, ai piedi e a tutto il resto! - - ridono. - -FRATTI scherzando. - -Siete vecchio, Don Carlo, e i vecchi, si sa, amano il caldo! - -DON CARLO. - -No, no! Io no! Secondo le stagioni. D'inverno amo stare al caldo, ma -d'estate... al fresco! - - ridono. - - -SCENA VI. - - Il signor FAUSTINO e detti; poi la signora GIUDITTA. - - - FAUSTINO entra, spazzola il tappeto che è - già sul tavolo e prepara le carte e le - pugliette per il giuoco. - - DON CARLO aperta la scatola del tabacco, ne - offre allo Strassèr. - -È vostro compatriotta: rapè d'Ungheria! - -STRASSÈR prendendo il tabacco e annusando. - -A me, già, che volete?... L'idea di riprendere il nostro... sett'e -mezzo, ancora qui, proprio qui, dopo l'arresto dell'Ansperti, mi -pare... - -DON CARLO crollando il capo e rimescolando la cenere con le molle. - -Anche a me. Mi pare, forse un eccesso di astuzia! - -FRATTI. - -E l'abbandonare improvvisamente la farmacia, non sarebbe stato invece, -un eccesso di... ingenuità? Qui ci tengono d'occhio, ma lo sappiamo e -abbiamo preso le nostre precauzioni! - -FAUSTINO. - -E poi trovare un altro posto?... Quale?... Dove? - -FRATTI. - -Qui siamo vecchi amici: siamo sempre venuti e, finchè la polizia ce lo -permette, continueremo a venire. - -STRASSÈR voltandosi dà un'occhiata sospettosa all'uscio che mette alle -stanze superiori. - -Però, stasera, aspetteremo almeno, a giuocare, che quell'altro... - - vuol dire: che il Lamberti se ne sia - andato. - -DON CARLO chiamando Faustino. - -Pst!... Faustino! - - Faustino si avvicina. - -Il conte Vitaliano è andato su dal signor Ansperti! - -FRATTI. - -A che fare? - -FAUSTINO. - -Non so. È stato qui più di un'ora a discorrer colla signora Giuditta! - - Tutti si fissano come interrogandosi a - vicenda. - -FRATTI. - -Come... figlio di sua madre, non m'ispira molta fiducia! - -DON CARLO scrollando il capo e sorridendo con bontà. - -Con tutti i suoi milioni è un povero infelice! - -FAUSTINO. - -Per sua moglie? - -DON CARLO. - -Credo, molto di più... per sua madre! - -STRASSÈR. - -Voi andate spesso a villa Lamberta? - -DON CARLO. - -Sì, dalla contessa giovine. - - a Fratti. - -Voi pure, dottore? - -FRATTI. - -Mi fanno chiamare per le persone di servizio. Per i padroni, arriva il -medico da Milano. Peccato! Curerei la vecchia tanto volentieri... con -l'arsenico! - -STRASSÈR. - -Ma... anche la contessa giovine, pare, non è troppo molto buona con suo -marito? - -DON CARLO scrollando il capo, più forte. - -Non saprei! — Io so... che è molto buona per i miei poveri! - -GIUDITTA entrando. - -Pronto, signor Faustino? - -FAUSTINO. - -Prontissimo! - -GIUDITTA con solennità e fermezza. - -Vi annunzio, a nome del signor Giovanni, che abbiamo acquistato, -da stasera in poi un nuovo compagno di giuoco: il conte Vitaliano -Lamberti. - - Il Fratti, lo Strassèr e Faustino fissano - Giuditta serî, accigliati. Don Carlo, - sorridendo, continua a frugare con la - paletta nel braciere. - -GIUDITTA. - -Mio marito doveva condurlo qui, in mezzo a noi, il giorno stesso in cui -fu arrestato. Ha offerto le prove più sicure a me, al signor Giovanni. - - prorompendo. - -È risoluto, pronto a dare tutto il suo danaro e tutto il suo sangue -alla causa italiana! - -STRASSÈR esitando. - -Nessun dubbio, ma... - -FRATTI pronto. - -Uno, uno solo. Era vostro marito che doveva presentarlo al comitato? - -GIUDITTA. - -Sì. - -FRATTI. - -Sono tre mesi che Tito Ansperti è stato arrestato. Perchè il signor -Conte si è risolto proprio stasera? - -GIUDITTA. - -Perchè ha una grave rivelazione da fare alla fratellanza, -nell'interesse della causa e nostro. — Vi ripeto: io e mio suocero -siamo pronti ad accoglierlo: voi volete respingerlo? Differire? - -FRATTI risoluto. - -No. - -GIUDITTA rivolgendosi a Strassèr e a Faustino. - -E voi? - -STRASSÈR e FAUSTINO insieme. - -No. - -GIUDITTA va all'uscio che mette nelle stanze superiori e chiama: - -Signor Giovanni! - - rivolgendosi agli altri - -Eccolo. Il conte Vitaliano è qui, col babbo! - - a Faustino. - -Demostene è stato avvertito? - -FAUSTINO. - -Fa già la guardia. — Sente? - - Si sente dalla farmacia il rumore che fa il - mortaio nel quale viene pestato il caffè - con un lungo bastone di ferro. - - GIUDITTA va a chiudere l'uscio e le - finestre che danno nella farmacia: dalle - tendine non si distingueranno più le - persone, ma si vedrà sempre la luce. - - -SCENA VII. - - Il conte LAMBERTI. — Il signor GIOVANNI ANSPERTI e detti, poi, - infine, DEMOSTENE. - - - FRATTI va incontro a Lamberti e fissandolo - gli stende la mano in silenzio. - -LAMBERTI stringe la mano al Fratti e allo Strassèr; poi a Don Carlo, -vivamente. - -Lei che conosce la mia vita e le mie amarezze, lei non è stupito di -vedermi _qui_? Mi aspettava _qui_, non è vero? - -DON CARLO commosso. - -E la benedico. E a sua volta, signor conte, non si stupisca lei di -trovar qui, un povero prete. — Qui si soffre e si spera, è dunque il -nostro posto, il più degno! - -GIOVANNI stringendo la mano a Don Carlo. - -Voi siete la bontà e la giustizia. - -LAMBERTI. - -Un vero, un degno prete. Invece a Venezia... — Ecco ciò che preme, ciò -di cui dovevo avvertirvi. - - TUTTI lo circondano con ansia. - -LAMBERTI. - -A Venezia, al servizio dell'auditore militare, c'è un prete ben diverso -e che compie un ben diverso ministero. - -FRATTI. - -L'abate Bianconi? - -STRASSÈR. - -Un fanatico austriacante? - -GIUDITTA. - -Bianconi? Un Italiano? Un altro rinnegato? - -LAMBERTI. - -Costui commettendo un sacrilegio... - - si sente Demostene che batte più in fretta - il mortaio. - -GIOVANNI subito, correndo a sedersi attorno alla tavola seguito da -tutti gli altri. - -Al giuoco! - -TUTTI meno Vitaliano e la Giuditta. - -Giuochiamo! - - GIOVANNI distribuisce una carta a ognuno, - cominciando il giuoco del sette e mezzo. - -GIUDITTA sottovoce al Lamberti. - -La ronda o qualche figura sospetta. Demostene dà l'avviso pestando più -forte nel mortaio. - -FRATTI a Giovanni continuando il giuoco. - -Carta; un'altra, un'altra... ancora una carta... Sto. - -FAUSTINO. - -Sto. - -DON CARLO dopo aver guardata la sua carta. - -Anch'io; sto. - - DEMOSTENE torna a pestare lentamente col - tono cadenzato di prima. - -STRASSÈR. - -Dieci _kraiser_: carte. - - prendendo le carte che gli dà Giovanni - Ansperti. - -È stato un falso allarme. Quattro - - vedendo l'ultima carta. - -e quattro otto! - -FAUSTINO sottovoce. - -Vado io a vedere. - - si alza, esce. - -GIUDITTA macchinalmente, seguendo Faustino con lo sguardo. - -Carta! - - GIOVANNI le dà le carte pure - macchinalmente. Demostene sospende di - picchiare perchè parla con Faustino. - -GIUDITTA. - -Ancora... — Un'altra... — Sette e mezzo. - -FAUSTINO ritornando, mentre tutti si voltano verso di lui. - -Due gendarmi. Hanno cacciato il grugno in bottega, poi sono spariti. - - tutti circondano ansiosi il Lamberti. - -GIOVANNI. - -Dunque? - -GIUDITTA. - -L'abate Bianconi?... - -Lamberti. - -Sapete che un mese fa, a Milano, all'osteria della «Mezzalingua», è -stato arrestato il cappellaio Rossetti? - -GIUDITTA spaventata. - -Sì, ma il Rossetti è sicuro! - -STRASSÈR. - -Sicurissimo! - -FRATTI. - -Sono pronto io a giurare per lui! - -GIOVANNI imponendo silenzio, con forza. - -Sst! - -FAUSTINO. - -Lasciatelo parlare! - -GIUDITTA angosciata. - -Dio, Dio, mio Dio! - -LAMBERTI continuando. - -Orbene, quando il Rossetti dalle carceri di Milano fu trasferito a -quelle di Venezia... - -GIUDITTA. - -Allo Stokhaus? - -ANSPERTI. - -Con mio figlio! - -FRATTI con ira. - -Anche voi! Ma lasciatelo parlare! - -LAMBERTI continuando. - -Fu subito assalito da una febbre fortissima, poi rimase prostrato, -abbattuto, in preda a cupe malinconie, a scrupoli religiosi... - -STRASSÈR. - -Scrupoli religiosi? - -FRATTI. - -Il Rossetti? - -FAUSTINO. - -Un mangia-preti? - -DON CARLO. - -Ha però una sorella monaca, a Brescia, al Sacro Cuore... - -LAMBERTI continuando. - -Era turbato da visioni spaventevoli! gli appariva, credeva di vedere il -demonio. - - si torna a sentir lento, misurato, - cadenzato, il pestar di Demostene nel - mortaio. - -Il commissario di polizia approfittò dell'occasione e gli pose accanto, -in segreta, l'abate Bianconi, mentitore, traditore fin con l'aspetto -venerando!... Costui s'insinuò nell'animo debole del convalescente, lo -sbigottì con le minacce dell'inferno e lo consolò con le promesse del -paradiso, purchè fosse disposto a mettere in pace la propria coscienza, -con una confessione generale. - - DON CARLO si nasconde la faccia con le - mani, in atto di orrore. - -LAMBERTI continuando. - -Fra i peccati il più grave, la diffusione di certi libri proibiti dalla -Chiesa, che turbano la mente dei giovani, che offendono il sentimento -religioso, che diffondono il pervertimento e la corruzione, e il -povero Rossetti, non dubitando che un vecchio ministro di Dio potesse -commettere un sacrilegio... - -DON CARLO. - -Un tanto sacrilegio! - -LAMBERTI continuando. - -Confessò di essere stato lui stesso l'intermediario che all'osteria -della «Mezzalingua» e a quella della «Noce» riceveva i libri e gli -stampati introdotti nel Lombardo-Veneto da Tito Ansperti. - - GIUDITTA si alza con un grido, poi si - lascia ricadere sulla sedia. - -GIOVANNI. - -Mio figlio!... Il nome di mio figlio! - -DON CARLO. - -Un prete! - - toccandosi gli abiti con orrore. - -Un vecchio prete! - -FAUSTINO. - -Anche il Rossetti! - -STRASSÈR. - -Anche il Rossetti! - -LAMBERTI. - -Sst!. - - impone silenzio guardando inquieto nella - farmacia. - - GIUDITTA continua a piangere. Per un - istante non si sentono che i suoi - singhiozzi, e il pestare che fa Demostene - nel mortaio. - -LAMBERTI dopo un momento. - -Si tratta della vostra sicurezza! Della vostra vita! A Venezia... - - esitando, guardando Giuditta, poi - decidendosi. - -Il Tribunale Militare è già stato radunato! - -GIUDITTA alzandosi di colpo. - -Condannato! Lo hanno condannato?... - -LAMBERTI. - -Più tardi lo saprò! - - correndo vicino a Giuditta. - -Al carcere! non potrà essere che al carcere! Ha sempre negato! Avrà -continuato a negare! - -GIUDITTA con impeto, a Faustino. - -Gliel'ho detto! Anche stasera! Il mio Tito, no!... Ma un altro! Un -altro che non abbia la sua forza! - - Faustino, don Carlo, lo Strassèr, - il Lamberti circondano Giuditta - confortandola, facendola sedere, - stringendole le mani con affetto. - Giovanni Ansperti ed il Fratti restano un - po' in disparte, l'Ansperti appoggiato al - Fratti osserva Giuditta. Il Fratti fissa - il Lamberti mostrandosi incredulo. - -FAUSTINO. - -Coraggio! Non si perda di coraggio! - -DON CARLO. - -Io ho tanta fede! Abbia la mia fede! - -LAMBERTI come scusandosi. - -Io non potevo tacere! Non avrei potuto tacere! - -GIOVANNI mormorando. - -Povera donna! Povera donna! - -STRASSÈR. - -Maledetto il traditore! - -FAUSTINO. - -Il vigliacco! - -FRATTI avanzandosi con impeto. - -Aspettate a maledire e a giudicare! Io ho visto il Rossetti nel -quarantotto sulle barricate! L'ho visto l'anno scorso nella giornata -del sei febbraio! È ammalato! Può essere ancora il delirio della -febbre! Non si giudicano gli uomini, non si condanna un fratello con la -paura! - - Tutti meno Giuditta, il Lamberti e Don - Carlo fanno atto di sdegno. - -FAUSTINO. - -Paura?... - -STRASSÈR. - -Chi paura? - -GIOVANNI imponendosi. - -Nessuno ha paura! - -FRATTI al Lamberti. - -Lei, intanto, signor conte, dica un po': come ha potuto avere tante -notizie, i tanti particolari? - -LAMBERTI risentito. - -Ho rivelato all'Associazione quanto poteva esserle utile. Ora basta: io -ho finito. - - Prende il cappello e il mantello e fa per - andarsene. - -GIUDITTA con un grido trattenendolo. - -No! - -GIOVANNI con autorità. - -Si fermi! - -DON CARLO sottovoce al Fratti. - -Vorreste costringerlo a fare il nome di sua madre o quello del conte di -Rienz? - - LAMBERTI fa di nuovo per andarsene. - -GIOVANNI. - -Ha chiesto a mio figlio e a me di appartenere alla _Giovine Italia_. -Siamo tutti pronti ad accettare il suo giuramento, ad accoglierlo come -fratello. - -FRATTI al Lamberti. - -Nelle mie parole non c'era altro che l'impeto, il desiderio di poter -difendere un amico; ma non un'ombra di diffidenza verso di lei! -Francamente, lealmente: mi creda e mi dia la mano. Mi dichiaro io -stesso il suo iniziatore. - -GIOVANNI al Lamberti. - -E la formula della promessa? - -LAMBERTI. - -La so, da vostro figlio. - -GIUDITTA con voce fioca. - -Anche Demostene... - - si avvicina all'uscio della farmacia, lo - apre, e chiama Demostene con la mano. - — Demostene entra, fa un passo verso - il gruppo, rimanendo un po' discosto. — - Giuditta resta in piedi, appoggiata alla - credenza, vicino alla finestra. - -LAMBERTI lento, solenne, come chi ripete parole imparate a mente. - -«... Nel nome di Dio e dell'Italia. Nel nome di tutti i martiri della -santa causa italiana, caduti sotto i colpi della tirannide straniera -o domestica. Pei doveri che mi legano alla terra ove Dio m'ha posto, -e ai fratelli che Dio m'ha dati... Per l'amore, innato in ogni uomo, -ai luoghi ove nacque mio padre e dove vivranno i miei figli... Per -l'odio innato in ogni uomo, al male, all'ingiustizia, all'usurpazione, -all'arbitrio... Pel rossore che io sento in faccia ai cittadini -dell'altre nazioni, del non aver nome, nè diritti di cittadino, nè -bandiera di nazione, nè patria... Per fremito dell'anima mia creata -alla libertà, impotente ad esercitarla, creata all'attività nel bene -e impotente a farlo nel silenzio e nell'isolamento della servitù... -Per la memoria dell'antica potenza... Per la coscienza della presente -abbiezione... Per le lacrime delle madri italiane, pei figli morti -sul palco, nelle prigioni, in esilio, io, Vitaliano Lamberti conte di -Agliate, credente nella forza commessa da Dio all'Italia e convinto che -il popolo è Depositario di questa forza — che nel dirigerla pel popolo -e col popolo, sta il secreto della vittoria... — Dò il mio nome alla -_Giovine Italia_, associazione d'uomini credenti nella stessa fede, e -giuro: di consacrarmi tutto e per sempre a costituire con essi l'Italia -in nazione _una, libera, indipendente_; — Giuro, invocando sulla -mia testa l'ira di Dio, l'abbominio degli uomini e l'infamia dello -spergiuro, se io tradissi in tutto o in parte il mio giuramento.» - -FRATTI. - -Fratello! - - si abbracciano. - - LAMBERTI abbraccia Giovanni Ansperti e Don - Carlo. - - FAUSTINO fa cenno a Demostene di rientrare - nella farmacia, e sorvegliare la porta di - strada. - -LAMBERTI chiamandoli tutti vicini, meno Giuditta che rimane sempre -immobile. - -Finora il solo compromesso è Tito Ansperti. Forte, coraggioso, saprà -resistere alle insidie dell'interrogatorio e salvarsi. Ma l'abate -Bianconi è ancora vicino al Rossetti. — Chi ha avuto rapporti con -costui? In caso di pericolo, metto a vostra disposizione uomini fidati -e danaro. - -FRATTI. - -Il Rossetti non apparteneva al nostro comitato. - -GIOVANNI. - -Era in quello di Milano. - -DON CARLO. - -Non lo vedo dall'anno scorso. - -STRASSÈR. - -Io torno adesso da Londra. - -LAMBERTI vivamente. - -Garibaldi? - -STRASSÈR. - -Si!... Si è riconciliato con Mazzini! - -FRATTI. - -«Fallito il moto del 6 Febbraio» sono parole del Maestro, «l'Italia è -paurosa, svogliata, inerte; bisogna ridestarla all'azione.» - -STRASSÈR. - -Egli sta preparando un nuovo piano. — Medici incomincierà il moto nella -Lunigiana; seguirà Garibaldi in Sicilia; Kossuth nella Valtellina! - -LAMBERTI. - -Ora non sarà più come l'anno scorso. Avremo le armi, perchè avremo il -danaro. - -GIOVANNI. - -Sst! la ronda! Sono le dieci e mezzo, bisogna chiudere. - -FAUSTINO a Demostene. - -Si chiude! - -DEMOSTENE dalla farmacia. - -_Prontòòò!_ - -LAMBERTI al Fratti e a don Carlo. - -Domani a casa mia. Voi due! - -DEMOSTENE. - -I gendarmi! - -TUTTI. - -I gendarmi? - - corrono al tavolo da gioco. - -GIUDITTA guardando dalla finestra della farmacia. - -Il Baraffini! - - spaventata buttandosi fra le braccia di - Giovanni Ansperti, come per proteggerlo. - -Per lei babbo! Questa volta è venuto per lei. - -GIOVANNI. - -Su! Su! Non ti veda tremare quel rinnegato! Mi sento sicuro come mio -figlio. - - -SCENA VIII. - - Il sergente BARAFFINI, i GENDARMI e detti. - - - I gendarmi restano dietro l'uscio a vetri e - dietro la finestra che dà nella farmacia. - -BARAFFINI parla un dialettaccio mezzo veneto. - -Bona sera, parona. Bona sera alla compagnia. - -GIOVANNI andandogli incontro. - -Eccomi! Sono con voi! Presto, andiamo! - -BARAFFINI. - -In dove? - -GIOVANNI. - -Non siete qui per me? Per arrestarmi? - -BARAFFINI ironico. - -Me dispiase contradirla, ma no go ordini in proposito. Sarà per -un'altra volta, no xe vero? Semo qua, invece, per la parona! - - tutti: fanno l'atto di difenderla. - -GIUDITTA avanzandosi risoluta. - -Per me?... Eccomi pronta! - -BARAFFINI. - -Pian, pian! Troppa pressa de andar drento. Se tratta invece d'una bona -notizia. — La ga domandà la grazia de veder so marìo? No xe vero? - -GIUDITTA con un grido: ancora esitante tra speranza e timore. - -Sì? Sì? - -BARAFFINI. - -Ecco qua! - - porgendole una lettera. - -A ela. - -GIUDITTA strappandogli la lettera dalle mani giubilante, tremante, -mentre cerca di spiegarla per leggerla. - -La grazia!... Dio! Dio!... La grazia! La grazia! - -BARAFFINI. - -La grazia de vederlo un'ultima volta. - - GIUDITTA si ferma di colpo: alza il capo - fissando di nuovo il Baraffini con gli - occhi sbarrati. - -BARAFFINI. - -E l'ordinanza impone de no perder tempo in ciacole. Bisogna partir sta -note con nu altri perchè el ga da esser picà, doman l'altro matina, a -Venezia. - - GIUDITTA fissa ancora per un istante, - immobile, muta, il Baraffini, poi dà un - grido terribile e cade riversa sostenuta - da Giovanni Ansperti, circondata da - tutti gli altri. Il Fratti le slaccia il - colletto, parla a Faustino, che corre - in farmacia e ritorna subito, con un - bicchierino d'acqua, e una boccettina - d'aceto, per far rinvenire la Giuditta: - tutto ciò mentre continua il dialogo. - -GIOVANNI al Baraffini, a mezza voce. - -Rinnegato! - - Baraffini dà una occhiata ai gendarmi, poi - si avvicina all'Ansperti minaccioso. - -Cossa? Vecio inseminio?... Più forte! - -ANSPERTI con forza. - -Rinnegato! - - BARAFFINI fa per slanciarsi ad afferrare - l'Ansperti, seguito dai gendarmi. - -LAMBERTI frapponendosi. - -È suo padre! È il padre dell'Ansperti vivaddio! - -BARAFFINI riconoscendolo meravigliato. - -Ela?... Ela qua?... - - mettendosi la mano al berretto. - -Bona sera, sior conte! - - fa per avvicinarsi a Giuditta. - -Presto! No gavemo tempo da perder in convulsioni!... - -LAMBERTI fermandolo. - -Indietro, e abbassate la voce! - -BARAFFINI con sfrontatezza e con minaccia. - -La diga! Paron belo!... Mi qua fazzo el mio dover! - -GIOVANNI con un grido disperato avvicinandosi alla Giuditta, che rimane -immobile sulla sedia. - -Giuditta! Giuditta! - -LAMBERTI respingendo il Baraffini e indicandogli l'uscio della farmacia. - -Fuori! Di là!... Aspettate di là! Lasciate almeno, alle nostre donne, -la libertà di morir di dolore! - - Il Baraffini e i gendarmi si fermano - sull'uscio della farmacia: gli altri - circondano la Giuditta. Don Carlo, - in piedi, a mani giunte, mormora una - preghiera sottovoce. - - - FINE DEL PRIMO ATTO. - - - - -ATTO SECONDO. - - - Alla villa Lamberta, presso Milano. — Ricca e spaziosa sala - terrena: a destra un canapè, poltrone sedie e un tavolino - grande. — A sinistra, una libreria e una scrivania. — In fondo, - nel mezzo, un uscio a due battenti: quando è aperto si vedrà il - giardino. Finestre e usci laterali. - - -SCENA PRIMA. - - La contessa TERESA, il conte di RIENZ, la contessa ANNA, il - CÉZKY e FRANCESCO. La contessa Teresa, in piedi, davanti al - tavolino, leva i fiori da un cesto di vimini e ne riempie due - ricchi vasi. Il conte di Rienz passeggia su e giù, per la sala. - Dimostra un'eleganza ed una disinvoltura giovanile. Francesco, - in piedi, serio, rigido, si tiene un po' discosto aspettando - gli ordini della contessa Teresa. Anna, in piedi sopra uno - sgabello, davanti alla libreria, prende dei libri e ne legge il - frontespizio al Cézky, seduto alla scrivania. - - -RIENZ fermandosi vicino a Teresa. - -Quante cure e quanto amore per i vostri fiori. - -TERESA sorridendo. - -Non vedono le rughe e non hanno odî politici! Sono i soli amici rimasti -fedeli; che non mi voltano le spalle! - -RIENZ sottovoce, con amabile rimprovero. - -I soli, Teresa? - -TERESA. - -Voi siete... molto più di un amico! Quando non c'erano le rughe, -l'amore... e adesso... tutto ciò che rimane di questa mia povera vita! - -RIENZ scherzando. - -E Giacomino? - -TERESA con un sospiro. - -Il figlio della mia povera figliuola? - - ridendo con viva compiacenza. - -Ah! Ah! Giacomino, è la mia vanità! Come nonna, e nonna di un -rompicollo già famoso, posso vantarmi di essere ancora una nonnina -giovine e bella! - - a Francesco indicando il vaso di fiori che - ha finito di adornare, ed il posto dove - metterlo. - -Lì; sul caminetto! - -ANNA leggendo il frontespizio di un libro e dettando al Cézky. - -«George Sand. — _François Le Champi_ — Editore Cadot — Parigi.» - -CÉZKY scrivendo. - -«... Cadot — Parigi.» - -TERESA che sta riempiendo un secondo vaso di fiori, al Rienz. - -Vi vedrò qualche volta anche quest'inverno? - -RIENZ. - -Volete proprio rimanere a villa Lamberta? - -TERESA. - -Ve l'ho detto; sono gli odî politici! A Milano, adesso, mi detestano! - -RIENZ. - -Commettete la colpa di ricevermi! - -TERESA. - -Quella Maffei!... Col pretesto dell'arte e della letteratura!... Non -so come si possa tollerare un simile covo di rivoluzionari! E tutti -sottomessi a quel Carlo Tenca! Al figlio di una portinaia! - -RIENZ sorridendo con un'alzata di spalle. - -Chiacchiere, lasciateli chiacchierare. Quando c'entrano le donne non -c'è mai serio pericolo! e chi altro si è mostrato con voi poco gentile? - -TERESA. - -Cioè... molto scortese. Tutti! Adesso anche la Marianna Trivulzio, -anche la Carolina Crivelli! L'una ha finto quasi di non vedermi, -l'altra mi ha appena salutata. - -RIENZ. - -Quando? - -TERESA. - -Sabato; a Milano. Le ho incontrate faccia a faccia al _coperto dei_ -Figini: io salivo, loro scendevano. È di moda, è una montatura! - -RIENZ. - -Passerà. - -ANNA leggendo il frontespizio di un altro libro: vivamente. - -«_La capanna dello zio Tom!_...» - - buttando il libro sulla scrivania. - -Voglio rileggerlo! - - CÉZKY legge il frontespizio e scrive. - -RIENZ a Teresa. - -E... vostro figlio? - -TERESA per farlo tacere. - -Stefano, per amor del cielo! - - odorando il mazzo. - -No, no! I figli, non sono i _fiori della vita_! - -RIENZ. - -Dite la verità: lo credereste capace di... qualche seria buffonata? - -TERESA. - -Capace di tutto per il suo spirito di contradizione contro sua madre! -Anche di fare il repubblicano o l'albertista. - -RIENZ. - -Va sempre a caccia con quel Fratti... Con quel vostro dottore? - -TERESA stizzita. - -Mio dottore? che dottore!... Veterinario! Non gli ho mai fatto curare -altro che la servitù! Francesco! - - indicandogli l'altro vaso che ha empito di - fiori. - -Sotto lo specchio! - - Mette i fiori che sono rimasti nel cesto, - in una coppa d'argento, in mezzo al - tavolino. - -ANNA legge il titolo di un altro volume. - -«_I dolori del giovine Werther_... Firenze — Le Monnier.» - -CÉZKY scrivendo: con evidente allusione. - -Questo libro invece lo rileggerò io! Werther e Jacopo Ortis! Nella -mia anima, quanto della loro anima... Nel loro dolore quanto del mio -dolore. - -ANNA con vivacità. - -Signor Cézky! Siamo forse da capo? - -CÉZKY fingendo di scrivere, mormora alcune parole delle lettere -dell'Ortis. - -«Ho amato! Tu stesso, tu mi hai presentata la felicità; tu l'hai -abbellita de' raggi dell'infinita tua luce! ma dopo mille speranze ho -perduto tutto!» - -TERESA rovesciando sul tavolino i pochi fiori che sono rimasti nel -piccolo cesto e dando il cesto vuoto a Francesco. - -Prendete, andate pure. - -ANNA prende un libro lo apre e legge: - - Luna, romito, aereo - Tranquillo astro d'argento, - Come una vela candida - Navighi il firmamento, - Come una dolce amica - In tua carriera antica - Segui la terra in ciel! - -A voi! - - scendendo dallo sgabello. - -Leggete, invece, questi bei versi, per rasserenarvi. - -RIENZ sempre passeggiando, si avvicina ad Anna. - -Si può sapere, contessa, qual lavoro avete immaginato per impiegare il -vostro tempo e per farlo perdere al segretario di vostro marito? - -ANNA con freddezza. - -Il catalogo de' miei libri! - - Si volta subito e prende un altro volume: - dettando a CÉZKY. - -Alessandro Dumas: «_Antony._» - -RIENZ dopo aver scambiato un'occhiatina ed un sorriso d'intelligenza -con Teresa. - -Avete detto bene, duchessa, è una moda, una montatura; idrofobia -romantica, ma passerà, passerà! I _Conti di Lara_, i _Don Paez_, i -_Profughi_, i _Corsari_ da una parte; — le _Parisine_, le _Ermengarde_, -le _Carlotte_ dall'altra, hanno fatto più male ai giovani cervelli del -Lombardo-Veneto, di tutti libri incendiari e proibiti «sotto pena di -morte» — Lo spirito rivoluzionario è entrato nel sangue «al chiaro di -luna» e anche a suon di musica coi _Lombardi_ e col _Rigoletto_! Il -cattivo umore e le cattive digestioni!... Ecco il nemico insidioso al -quale un buon Governo deve tagliare la strada, e noi, invece, abbiano -lasciato prender voga all'etisia! Tisiche le... _demi-mondaines_, come -la _Margherita_ del Dumas, tisici i lions, tisiche le signore! Chi -ormai ha la disgrazia di essere florido, beve l'aceto per diventar -magro e verde. - -TERESA ridendo. - -Non c'è che dire! Avete quasi ragione! - -RIENZ. - -Quasi? Proprio così. — I discepoli di quel maestro... capo bandito, -mezzo Fra Diavolo e mezzo Savonarola, che ordisce da Londra le -pugnalate del 6 febbraio dell'anno scorso?... I _fratelli_? I -_cospiratori_?... Tutti stomachi deboli! Dopo teatro, non potendo -cenare, passano la notte cospirando, preparando la rivoluzione!... -pallidi Antony, di un'illusione politica... che vanno a finire sulla -forca! Preparare la rivoluzione! - - siede vicino a Teresa. - - TERESA sceglie un fiore dalla coppa - d'argento e glielo offre. - -RIENZ. - -Grazie! - - odorando il fiore. - -Intanto... le rivoluzioni che riescono non sono quelle che si -preparano, e poi... - - sorridendo. - -In questo momento? Noi armati fino ai denti, la Francia in piena -reazione monarchica e il Piemonte costretto, pare, a metter giudizio! - -TERESA. - -Quel... Cavour, veramente, che roba è? - -RIENZ alzandosi vivamente, e facendo con la mano il gesto stizzoso, -particolare ai tedeschi. - -Un piccolo Metternich _frondeur_, che se vorrà ostinarsi a fare -l'Italia, finirà col disfare il Piemonte! - - a Teresa: più sottovoce. - -Volete scommettere, Teresa? Fra un anno sarete a Milano, -festeggiatissima! - -TERESA. - -Credete? Davvero? - -RIENZ. - -Leggete il loro giornale! I poeti, i critici del crepuscolo, dopo -il fiasco tragico del 6 febbraio cominciano ad averne abbastanza -dell'«utopista» di Londra o di Lugano!... del cospiratore banchiere che -col «prestito nazionale» ha vuotate loro anche le tasche! - - ridendo e sedendo di nuovo. - -Ah! Ah! È scoppiata la discordia fra i due «Carlett... Carlucc...» come -dite? - -TERESA. - -_Carlöè._ - -RIENZ. - -Fra i due Carlöe, il Cattaneo _federalista_ e il Tenca _unitario_! Ah! -Ah! Il _Crepuscolo_! Benissimo! Soltanto, il loro, non è il crepuscolo -che si vede prima del levar del sole... è il crepuscolo del tramonto: -l'ultimo barlume del romanticismo! - - alzandosi. - -Ma qui, e a Vienna devono darmi ascolto. Basta con le forche e proibire -«_la bianca luna_». Rimettere in voga l'allegria e rinforzare l'amore! - -TERESA. - -Lo manderemo a Venezia ai bagni di mare! - -RIENZ. - -Sapete, Teresa, che cosa mi ha detto lo stesso conte di Metternich? -— «Quei poveri Lombardoveneti, noi li abbiamo troppo annoiati!» — -Filosofia, profonda! — I popoli, sono come le donne e le donne si -vincono divertendole, e vi tradiscono... sopratutto quando le annoiate! - -FRANCESCO si presenta sull'uscio di mezzo. - -La carrozza di sua Eccellenza! - -TERESA. - -Così presto? - -RIENZ. - -Sono a pranzo dall'Arciduca. Devo essere alla «Villa del Pizzo» prima -delle sette! - -TERESA a FRANCESCO. - -Dite al cocchiere di andare avanti al passo e di fermarsi alla «casa -rossa». - - Francesco s'inchina ed esce. - -Ho la prescrizione del medico — il mio! — di fare un'ora di -passeggiata, tutti i giorni! Suvvia datemi il braccio, uomo... - - guardandolo con affettuosa e con tenera - galanteria. - -molto divertente! - - rivolgendosi ad Anna. - -Vieni anche tu, Anna? - -CÉZKY sottovoce alla contessa, sempre fingendo di scrivere. - -No!... Rispondete di no! - -ANNA fa un atto di collera contro Cézky: poi fermandosi, a Teresa. - -Devo salire un momento... - - Stringe la mano al Conte di Rienz con - molta sostenutezza. Il Cézky, alzatosi - in piedi, s'inchina profondamente, poi - corre innanzi, spalanca i due battenti - dell'uscio, e s'inchina una seconda - volta. - -TERESA mentre aiutata da Rienz si accomoda lo scialle. - -Mia nuora è proprio come me!... Io non ho mai sentito vivamente gli -affetti di famiglia! - -RIENZ. - -E... Giacomino? - -TERESA ridendo. - -Quello posso dire che mi è caro come le mie pupille!... Mi costa un -occhio della testa! - - CÉZKY chiude l'uscio e rimane vicino alla - soglia. - - -SCENA II. - - CÉZKY ed ANNA. - - -ANNA fissa il Cézky corrugando le ciglia: questi tenta un istante di -sostenere lo sguardo di Anna, poi abbassa il capo intimidito. - -Un tono così imperativo, certi modi io non li tollero! - -CÉZKY si lascia cadere sopra una sedia; si nasconde il viso fra le mani. - -Oh, le mie illusioni! Il mio sogno! - - scoppia in lacrime. - -ANNA. nervosissima: guardando inquieta verso l'uscio. - -Badate! Possono sentire! Può tornare mia suocera! - - CÉZKY si alza, asciugandosi gli occhi: - si avvicina alla scrivania riordinando - macchinalmente alcune carte. - -ANNA rabbonita. - -Sogno, illusioni!... L'illusione, forse, che io potessi mancare a me -stessa alla mia onestà, alla mia dignità! - -CÉZKY. - -E al vostro cuore? Adesso non parlate più del vostro cuore! - -ANNA. - -Abbassate la voce! - -CÉZKY. - -Perdono, vi domando perdono!... Non badate a ciò che dico, pensate -soltanto a tutto ciò che soffro! — Sono giorni e giorni che io cerco di -vincere la vostra freddezza! Che aspetto questo momento... - -ANNA con alterezza. - -Parlate dunque! Presto! - -CÉZKY. - -Ricordate contessa Anna....... - -ANNA con atto di insofferenza. - -Signor Cézky! - -CÉZKY malinconico, sentimentale. - -Bisogna ricordare, lasciatemi ricordare! — Quando sono arrivato qui, il -primo giorno, la vostra bellezza mi ha dato l'impressione subitanea di -un barbaglio di luce; ma era solo l'entusiasmo di tutto ciò che c'era -nel mio spirito, di arte e di poesia. Fossi stato un pittore, avrei -dato il vostro volto alle mie madonne; ero un poeta e vedevo le grazie -coi vostri occhi e col vostro sorriso! Ma il cuore, poteva ancora -tacere, — forse, — la testa, poteva ancora ragionare. — Vedevo voi, in -cielo: io, in terra. — Che cosa poteva valere per me — povero profugo, -l'oscura nobiltà di mio padre? - - con un sorriso di sdegnosa amarezza. - -Ero stato beneficato, protetto dal... signor conte! La mia dignitosa -fierezza mi teneva sempre davanti agli occhi il mio passato e il mio -presente, come una barriera insormontabile, contro ogni speranza, -contro ogni desiderio. La vostra bellezza illuminava la mia vita, -la mia anima la mia mente... la piccola stanzetta del poeta ignoto e -solitario, ma non era che luce! Non era ancora ardore, non era ancora -spasimo! Siete stata voi, la prima... - -ANNA. - -No! - -CÉZKY. - -La prima a venire di là in biblioteca. — Io leggevo i «_Sogni -d'amore_» del Prati, le «_Lettere a Maria_» dell'Aleardi... Balbettavo, -impallidivo! Ve ne siete accorta e tornavate più spesso... - -ANNA con sincerità. - -Sì, è vero! Questo è vero! E per ciò? Vi vedevo soffrire, vi vedevo -infelice — per questo, — ma soltanto per questo, sentivo per voi -amicizia e simpatia! - -CÉZKY. - -Sapevate che io passavo le intere notti in giardino, sul terrazzo, -contemplando le vostre finestre... - -ANNA. - -No! questo no! - -CÉZKY. - -Lo sapevate, perchè le vostre finestre s'illuminavano e la vostra ombra -appariva dietro i vetri. - -ANNA. - -Io non vi ho veduto!... Io non pensavo a voi! Lo giuro! - -CÉZKY. - -Insistendo, insistendo sempre, avete voluto sapere perchè fossi così -triste, perchè sospiravo, e quando finalmente, si sono spalancate le -porte della mia anima con uno scoppio di pianto, voi, per compassione, -s'intende, soltanto per compassione, avete pianto con me! - -ANNA. - -E anche questo è vero! Mostrandomi con voi gentile, affettuosa, speravo -di calmare la vostra passione, di consolare il vostro dolore, di poter -essere per voi... una sorella. - -CÉZKY con dolorosa ironia. - - «... Simile alla rosa - Nella mistica val di Casimira!...» - -Aleardi! Aleardi! - -ANNA. - -Ho sperato nella sincerità, nella lealtà della mia stima, della mia -simpatia per voi, e nella mia onestà, che tutto potesse risolversi nel -conforto di una tenera, di una sicura amicizia. - -CÉZKY. - -Amicizia?... - -ANNA. - -Amicizia, ispirata dalla... pietà. Dalla pietà per il vostro dolore che -credevo sincero, per il vostro amore che credevo diverso! - - CÉZKY fa una risata ironica. - -ANNA rivoltandosi. - -Infine... Sarò stata leggera, imprudente! Ma qualunque possa essere -il mio torto, — anche se agli occhi vostri io oggi posso sembrarvi -diversa, mutata, io però, vi ho sempre fatto l'onore di fidarmi di voi, -— e non è bello, non è generoso, da parte vostra, il farmene pentire! - -CÉZKY. - -E lo spingere un uomo alla disperazione? Il farlo diventare pazzo e -credere poi... di potersene sbarazzare comodamente, quando - - con gelosia. - -il cuore s'inebria di nuove speranze, di nuove gioie? — Questo, sarà -forse bello e generoso, ma... non è prudente. - -ANNA con fierezza. - -Sarebbe... una minaccia? - -CÉZKY. - -Forse! - - lentamente, fissando Anna che corruga la - fronte, sdegnata. - -Nelle lunghe giornate squallide, tristi, quando sola qui, dimenticata, -sentivate il freddo intorno a voi e il cuore intirizzito, allora -avete pur voluto riscaldarvi alle fiamme della mia passione! Adesso -l'incendio divampa! Fuggire, è troppo tardi! - -ANNA con collera sprezzante. - -Vorreste punirmi per essere stata buona, troppo buona con voi? - -CÉZKY. - -Buona con me? - - con una risata ironica. - -Ah! Ah! Ah! Eravate... gelosa e volevate vendicarvi! - -ANNA. - -Vendicarmi? - -CÉZKY. - -Vendicarvi! I miei occhi, il mio pallore, che vi dicevano bella, che vi -dicevano cara, vi vendicavano della freddezza, dei lunghi abbandoni di -vostro marito. — Non negate! Non sorridete così! E non sfidate la mia -gelosia! Abbiate, invece, paura della mia gelosia! Oh, è ben diversa -dalla vostra!... Con tanto amore, con tanto desiderio, io, ho appena -sfiorata la vostra mano, con le labbra, una volta! Sono geloso, geloso -di tutto! Dell'aria, di chi vi guarda, di una carezza al vostro cane! — -Oggi, _lui_, è tornato — è qui — forse per farsi perdonare... E voi lo -sperate! Lo leggo nei vostri occhi raggianti! - - sottovoce. - -È grande il mio amore per voi, ma è ancora più grande il mio odio per -quell'uomo. - -ANNA. - -Quell'uomo, signore, è il vostro benefattore! il vostro protettore! - -CÉZKY. - -Ma che protettore, ma che benefattore! Quell'uomo mi ha offerto un... -un posto, ed io gli ho dato in cambio molto di più: il mio lavoro e la -mia intelligenza! - -ANNA. - -Basta! Non vi posso più ascoltare! Sappiate che oggi, come ieri, come -sempre, io non ho amato, non ho adorato altri che mio marito! - -CÉZKY diventando pallidissimo. - -Voi, sì... Ma lui... lui no! - - con ironia. - -Non più gite a Como! Non più caccia! Sfido io la bella farmacista... è -morta! - -ANNA. - -È falso! Ed è la seconda volta che voi mentite! La signora Ansperti è -morta di amore e di dolore un mese dopo che Tito Ansperti fu condannato -a morte e giustiziato! - -CÉZKY. - -Chi ve l'ha detto?... Lui? il signor conte? - -ANNA. - -Un prete, un degno sacerdote, Don Carlo Morelli. E me lo avesse pur -detto mio... - - interrompendosi e fissando Cézky. - -il signor conte, gli avrei ugualmente creduto. Egli non ha mai mentito. - -CÉZKY con odio e con ira repressa. - -Nemmeno io, non ho mai mentito. Lo dicevan tutti a Como! Era la voce -che correva... - - prorompendo. - -Sì, sì, ho mentito! Ho mentito! Perchè... Per questo devo farvi paura - - si lascia cadere sopra una sedia, - pallidissimo, stravolto. - -come faccio paura... a me stesso. - -ANNA è ancora accigliata, ma poi, mal suo grado, rimane vinta da un -nuovo senso di pietà. - -Non vediamoci più per ora. Tornate a Milano. Dimenticatemi. Anch'io -cercherò di dimenticare... questo brutto giorno, e starà in voi, col -tempo il risuscitare in me quel sentimento buono che mi avete ispirato. - - si ode di lontano la bubboliera di una - carrozza. - -CÉZKY alzandosi. - -Vostro marito ritorna! - -ANNA. - -Andate! Partite, senza farvi vedere! Penserò io a giustificarvi! - - Il suono della bubboliera si avvicina - sempre, a mano, a mano. - -CÉZKY risoluto. - -No. - -ANNA con calma, sicura di sè: - -Allora ricordate questo: alla vostra prima parola, alla vostra prima -minaccia, sarò io che dirò tutto, io stessa che parlerò al signor -conte. - - Cessa il suono della bubboliera. Anna si - volta vivamente per andare incontro al - Lamberti, invece è Giacomino che arriva. - - -SCENA III. - - GIACOMINO e detti. - - -GIACOMINO entra chiamando. - -Anna! Anna!... Benissimo! Eccoti qui! - -ANNA. - -Non hai incontrata la nonna? - -GIACOMINO risponde appena con un cenno al profondo inchino del Cézky. - -Appunto perchè l'ho vista da lontano, ho potuto schivarla! - - vorrebbe parlare ma è trattenuto dalla - presenza del Cézky. - -Per il momento le ho mandato una... letterina! - -ANNA. - -Ancora il Faraone? - -GIACOMINO. - -Già! Il Faraone! - - sottovoce indicando ad Anna il Cézky. - -Mandalo via! - - forte. - -Vitaliano è qui? - -ANNA. - -Stamattina è andato a Milano, ma deve tornar presto; se non è già -tornato. - -GIACOMINO. - -Gli devo parlare per... Te lo dirò poi. - -CÉZKY. - -La signora contessa non ha altro da comandarmi? - -ANNA. - -No, grazie! - - CÉZKY inchina Anna: inchina Giacomino. - -GIACOMINO. - -Buon giorno. - - ANNA vedendo uscire il Cézky respira con un - senso di gioia. - - -SCENA IV. - - ANNA e GIACOMINO. - - -GIACOMINO tirando il fiato senza aver badato ad Anna. - -Ah... Che peso quel tuo polacco! - -ANNA con un'alzata di spalle: ancora irata. - -È odioso! - -GIACOMINO. - -Non fidartene non accettare nè versi nè sospiri. - -ANNA. - -Che ti salta in mente? - -GIACOMINO. - -In campagna! In mancanza di meglio! Sembra l'eroe di una ballata -notturna, ma sembra, anche uno scappato di prigione! — Galoppa, Ruello! -Galoppa! Alla larga! - - chiamando Anna. - -Pst! - - con grande mistero. - -Giura il segreto. - -ANNA. - -Che c'è? - -GIACOMINO osservandola. - -Sei pallida? Hai la ciera stravolta? - -ANNA. - -Il tempo: un po' di dolor di capo. Che cosa devo giurare? - -GIACOMINO. - -Il massimo segreto! - -ANNA. - -Giuro. - -GIACOMINO. - -Corro io, il rischio di essere chiuso in prigione e chiuso -_aritmeticamente_, come direbbe il Gargantini! — Ho provocato un -ufficiale austriaco alto così e grosso così! - -ANNA vivamente. - -Scherzi! - -GIACOMINO. - -Pensa, la nonna, quando lo saprà! - - facendo l'atto di infilzare uno, con una - spaccata. - -Zzaff... Parte a parte, io lui, o lui me; s'intende. - -ANNA. - -Dici per scherzo? - -GIACOMINO all'orecchio di Anna. - -Viva la Repubblica! E viva il re di Sardegna! - -ANNA sussultando. - -Diventi matto? - -GIACOMINO. - -Naturalmente l'arte nasconde la politica. Io sono del partito della -Pochini e ho fischiato il ballo «Miranda» e la prima ballerina la -Priora, perchè sono stati imposti dagli ufficiali austriaci. Il -principe Varzis... - -ANNA interrompendolo. - -Ti batti col principe Varzis? - -GIACOMINO accenna di sì, continuando. - -... Si sfogava ad applaudire dalle poltrone degli ufficiali, ed io a -fischiare dal mio palco in prima fila. È corsa qualche occhiata, ma -gli ufficiali hanno ricevuto l'ordine severissimo di usare la massima -prudenza... Io, allora, finito il teatro, mi sono appostato all'uscita, -e quando passa il mio barilotto di birra, gli grido forte, guardandolo -in faccia: — Come cenerei volentieri stasera con... - - esitando. - -L'ho detta troppo grossa! A te non posso ripeterla! - -ANNA. - -Avanti! Avanti! di su! - -GIACOMINO. - -Chiudi prima le orecchie... Chiudi almeno gli occhi! Mi fai soggezione! - -ANNA. - -Presto! Ragazzo che sei! Cos'hai detto? - -GIACOMINO. - -Come cenerei volentieri con una costoletta... di porco. - - ridendo. - -E nota: nel dirlo me n'è venuta anche la voglia! Sono andato al Cova e -ne ho subito divorata una, enorme! - -ANNA. - -Non ti credo niente! Però bada: non si dicono nemmeno per ridere certe -cose! - -GIACOMINO. - -Per ridere! — Alle undici sono venuti da me i rappresentanti -del principe Varzis, — a mezzogiorno si sono trovati co' miei e -domattina... Zzaff! - -ANNA. - -Allora... Dio! Dio! Ma che cosa hai fatto?... Ma Giacomino?!... Se non -sai nemmeno batterti! - -GIACOMINO. - -Stasera mi daranno lezione, in tre. - -ANNA. - -Ci vuol altro!... Il principe Varzis?... Uno spadaccino! - -GIACOMINO. - -Mi vuoi proprio bene? - -ANNA. - -Sicuro che ti voglio bene! - -GIACOMINO. - -E anch'io, sai? — Oh, se tu non fossi stata troppo vecchia, come -ti avrei sposata volentieri! Del resto, è stata la nonna a trovarti -troppo vecchia; non io! Per me saresti andata benissimo! Figurati, io -volevo cominciare a sposarti fino da quando avevo cinque anni! — Te ne -ricordi? E saresti stata molto più felice con me, che con mio zio! — -L'uomo delle selve! - -ANNA. - -Non scherzare! Non è il momento! - -GIACOMINO. - -Sul serio! Come ti avrei amata! Più della Cesira, più dell'Ernestina, -più di donna Eugenia... — Ma che di più! Messe tutte insieme, non -riuscirebbero a dare nemmeno un terzo, nemmeno un quarto, un quinto, un -decimo del grande, dell'immenso amore che ti ho sempre voluto... e che -ti voglio! - -ANNA. - -Via! Finiscila! E in questo momento! - -GIACOMINO. - -Appunto: posso confessarti il mio amore perchè sono quasi un morituro. -E se invece sarà morituro quell'altro, io forse dovrò scappare e non ci -vedremo più ugualmente! - -ANNA. - -E la nonna? La tua povera nonna? - -GIACOMINO. - -Ti disperi anche per la nonna? Se andate così d'accordo nel non potervi -soffrire? - -ANNA. - -Ma quando saprà... Pensa di tutta la famiglia non ama che te! E poi, -anche per la cosa in se stessa! Tu, proprio tu, batterti, e batterti -con un ufficiale austriaco! - -GIACOMINO. - -Sicuro! — È stata per me la mamma, il papà... tutto! - - commovendosi. - -Ti dico la verità: io non ho la più piccola esitazione, mi sento -fatalista! Soltanto quando penso alla nonna, mi viene un po' la... -malinconia! - -ANNA. - -Non c'è una via di scampo?... Non si può accomodare?... - -GIACOMINO vivamente. - -Accomodare?... Diventi matta, Anna? Del resto io mi batto appunto anche -per la nonna! Sfido io! Con quel... conte di Rienz!... E nota che lui, -come lui, personalmente, mi è poi simpaticissimo!... Mah! Come si fa? È -un austriaco e... - - con forza. - -non c'è cristi! - - movimento di Anna. - -È di moda! È un verso del Giusti! — Quelli, invece, che non sono -proprio più di moda, sono gli austriaci! Sono andati giù, giù, giù, -tremendamente! - -ANNA. - -E scegliere proprio il principe Varzis. - -GIACOMINO continuando. - -Giacchè ero dietro, ho scelto addirittura il più grosso! - - ritornando serio. - -Ho la nonna, una nonna più che codinona da farmi perdonare!... Povera -nonna!... - - cambiando, tornando a ridere e a scherzare. - -Non senti qui... - - odorando ironicamente. - -ANNA. - -Che cosa? - -GIACOMINO. - -Che puzzo d'aquila arrosto?... — Bisogna cambiar aria! - - leva di tasca un fazzoletto bianco rosso e - verde: sventolandolo, sbattendolo. - -Cambiar aria! Cambiar aria! - -ANNA spaventata, glielo strappa di mano per nasconderlo. - -Imprudente. Se te lo trovano? - -GIACOMINO. - -Dammelo! - -ANNA. - -No! - -GIACOMINO. - -Dammelo! - -ANNA. - -No! Corro io stessa ad abbruciarlo, sul momento! - - fa per correre via. - -GIACOMINO cantando. - -«La bandiera dei tre colori — Sempre è stata la più bella...» - -ANNA dandogli il fazzoletto e mettendogli una mano sulla bocca. - -Prendi! Ragazzo! - -GIACOMINO sottovoce. - -«Noi vogliamo sempre quella — Noi vogliam la libertà!» - - mostrandole le cifre del fazzoletto. - -L. M. «Libertà o Morte» — Libertà, s'intende, per il popolo che è in -schiavitù: non per me! Io la libertà, con la nonna, figurati, ne ho -quanta ne voglio! - -ANNA. - -Ma... e... poi? - - con gli occhi pieni di lacrime. - -Ti andrà bene!... Sì!... Sì... Lo spero! Ne sono certa! Ma... e dopo? -Se quell'altro rimanesse... - -GIACOMINO. - -Infilato? - -ANNA. - -O anche solo ferito gravemente? - -GIACOMINO. - -In tal caso: galoppa Ruello! Galoppa fino a Torino! Adesso, appena -torna Vitaliano gli racconto la storiella che ho già scritto alla -nonna: ho perduto al giuoco. Si tratta dell'onore, bisogna battere alla -grande cassa della nonna. - - commovendosi a mano a mano. - -Batterla io stesso... — Sciocchezze... ma sai? Ho paura di -commuovermi... di farle capire qualche cosa... — Invece così, mi darà -la solita strapazzata, io resterò a testa bassa... e poi... Psst! -Partenza! - - cambiando, scherzando di nuovo. - -A Torino!... Ad arruolarmi!... In cavalleria!... Ohp là là! Ohp là là! -Torino, sai, è una città divertentissima! Un piccolo Parigi!... Ci sono -i famosi veglioni dello Scribe dove le donne si mostrano in perfetto -costume di... - - correggendosi. - -— Cose straordinarie! - -ANNA. - -E per scappare? - -GIACOMINO. - -Questa notte dopo il fatto della costoletta di por... d'agnello, sono -diventato di moda, in un attimo!... Avessi visto al Cova! Poi di sopra, -al Club. — Mi hanno presentato a Emilio Dandolo! — che bel giovine! E -come parla!... Ti dice certe parole, crist... - - correggendosi. - -E che _lion_! È il Re dei _lions_! L'idolo delle signore! Pensa che è -tisico! Ma tisico proprio davvero! - -ANNA. - -Rispondimi, invece. E per scappare? - -GIACOMINO più sottovoce. - -Appunto stavo per dirtelo. Emilio Dandolo ci pensa lui. - -ANNA. - -In che modo? - -GIACOMINO. - -Lo saprò... un'ora prima del duello! - - battendosi sulla fronte. - -Ah, saper Diana! — Ho fatto giuramento di tacere e te l'ho detto! Non -parlerai con nessuno? - -ANNA. - -No!... Te lo prometto! - -GIACOMINO. - -Sul tuo onore? - -ANNA. - -Te lo prometto! - -GIACOMINO. - -Specialmente con quel Cézky. Quel profugo... ereditario! Perchè il vero -profugo, capostipite, era suo padre! - -TERESA di dentro. - -Basta così... - -GIACOMINO spaventato. - -La nonna!... Ha già ricevuto la mia lettera! - -TERESA sempre di dentro. - -Ti proibisco di difenderlo! Anche la mia pazienza, la mia bontà, hanno -un limite! - - presentandosi sulla soglia dell'uscio. - -Dov'è questo signore? - - -SCENA V. - - La contessa TERESA, il LAMBERTI e detti. - - -TERESA vedendo Giacomino. - -Si vergogni! - - Giacomino rimane sempre a testa bassa. - -Vergognatevi! Dieci mila svanziche! Altre dieci mila svanziche?... Non -pago più niente! Sempre l'«ultima volta» e sempre da capo! Adesso basta -e peggio per voi! Il giuoco, la disperazione di tante madri! E sapendo -di darmi un grande dispiacere, un grande dolore! Siete cattivo e siete -testardo. _Tes-tardo!_ — Sì o no? - - GIACOMINO accenna di sì col capo. - -TERESA. - -Come sì? — Difenditi rispondi! Che c'è di nuovo? — Su con quella testa! - - vivamente. - -Ti senti forse poco bene? - - vede gli occhi di Giacomino gonfi di - lacrime. - -Sopratutto, lo sai, non voglio scene. L'uomo dev'essere sempre un uomo -e quando ha perduto paga. - - al Lamberti. - -Gli darai le diecimila svanziche e gli dirai tu, tutto quello che gli -volevo dir io, e che si merita! Tu Anna, vieni con me. - - al Lamberti. - -Gli farai ben considerare la sua e la nostra condizione. Non siamo -banchieri e oggi, di ricchi, non ci sono che i banchieri! — E che sia -l'ultima volta! - -GIACOMINO. - -Lo giuro! - -TERESA. - -Non giurare, mai! - -GIACOMINO abbracciandola. - -Sei buona! Sei un angelo! - -TERESA. - -Sta fermo!... Dissipatore, giuocatore e adesso anche seduttore! - - ridendo. - -Angelo! - - gli dà uno schiaffettino. - -A quest'ora, sai anche tu, come sono fatti gli angeli! Coi capelli -biondi... o neri, non importa, ma hanno le guance di rosa, le labbra di -corallo e gli occhi languidi! - -GIACOMINO. - -Il mio buon angelo sarai sempre tu! - -TERESA fingendo di arrabbiarsi. - -Finiscila!... Hai capito?... Andiamo, Anna!... Mi prende anche in -giro!... Vero stupid... Vero stupidone! - - esce ridendo seguita da Anna. - - -SCENA VI. - - GIACOMINO e il LAMBERTI. — In fine ANNA. - - -LAMBERTI sottovoce; ma serio, senza nessuna commozione. - -Le dieci mila svanziche, prevedo, le finirai presto, se dovrai andare a -Torino. - -GIACOMINO trasalendo, ma poi fingendosi meravigliato. - -A Torino?... Io?... - -LAMBERTI. - -... E siccome, prevedo pure, che non sarebbe sempre facile il poter -scrivere e forse, ancora meno, il poter rispondere, così ti ho -preparato, al caso, anche una mia credenziale per il banco Mazza e -Sacerdoti. - -GIACOMINO. - -A Torino?... Io?... - -LAMBERTI. - -Sì, tu! — Domani ti batti col principe Varzis! - -GIACOMINO. - -Chi te l'ha detto? - -LAMBERTI. - -Emilio Dandolo. - -GIACOMINO. - -Emilio Dandolo? - -LAMBERTI. - -Adesso, a Milano. - - fissandolo. - -Libertà o Morte. - -GIACOMINO. - -Anche tu?... Anche tu sei dei nostri? - -LAMBERTI. - -Dei vostri? Non so. Tu, intanto, di chi sei? - -GIACOMINO. - -Io? Di chi sono? Bellissima domanda! Di chi sono? Sono... del partito -degli Italiani. - -LAMBERTI. - -Del partito della Pochini? Della prima ballerina della Scala? - -GIACOMINO. - -Contro la Priora che ci vogliono imporre gli ufficiali austriaci! Ma la -Scala è nostra! - - dà una grande fischiata. - -Fischi! Abbasso! Basta! — Dovevi sentire ieri sera, che baccano! - -LAMBERTI vivamente. - -Ebbene no! Io non sono dei vostri, dei tuoi! Noi non apparteniamo al -partito degli Italiani: apparteniamo all'Italia e siamo italiani! - -GIACOMINO, maravigliato. - -Non è poi la stessa cosa? - -LAMBERTI. - -Io, «il figlio delle selve», fischio di notte, al confine, per -chiamare, o avvisare i contrabbandieri... - -GIACOMINO risentito. - -Anch'io non fischio soltanto le ballerine! Domattina — lo sai già — mi -sentirà fischiare qualcun altro! - -LAMBERTI. - -Dinanzi a tutta Milano che ti osserva e ti applaude, con le più belle -signore che ti incitano e ti ammirano? Non arrischieresti forse di -romperti il collo anche alle corse per ottenere i battimani delle dee -dell'Ippodromo? Il duello col Varzis ti fa onore: ma ti giova anche. -Il fare l'Italiano, il fare il coraggioso è indispensabile oggi, per il -perfetto gentiluomo di società, come... il saper suonare il pianoforte! -Ben altro dev'essere il sentimento che ci anima! Ben altro il coraggio -del quale dobbiamo dar prova! - -GIACOMINO con alterezza. - -Qual'è, dunque? - -LAMBERTI. - -È il coraggio dell'abnegazione, del sacrificio, il coraggio del -perseverare... tanto più grande, quanto più è oscuro e ignorato! — È -il coraggio del Pezzotti, che sentendosi sfinito dalla lunga prigionia -e dalle torture dell'interrogatorio, per paura che gli sfugga un nome, -per paura di tradire i compagni, solo, al buio, con la cravatta si -appicca all'inferriata del carcere! È il coraggio di Tito Speri, che -esce dal confortatorio ornato nella giovine elegante persona, azzimato -nell'abito, ben composta la chioma bionda e che così, come per recarsi -ad un ballo, infilandosi i guanti bianchi, si avvia al capestro, alla -forca! — E non ha lì, intorno, in quell'alba piovosa, altro che quattro -croati per ammirarlo! E al boia che gli chiede il perdono regolamentare -risponde: — Niente paura, caro mio!... Trattami soltanto da buon amico! -— Sei diventato pallido? — Anch'io guardami! E non sono questi, i soli. -— Sono cento, sono mille gli esempî, gli eroi: sono uomini e donne, -patrizî e popolo; sono spiriti eletti nella nobiltà del pensiero, sono -anime semplici e rudi! E tutti insieme, i nostri, dal sepolcro dei -morti, dal sepolcro più tremendo dei vivi, erompono in un sol grido, in -una sola parola d'incitamento, di evocazione di speranza: — Patria! - -GIACOMINO. - -Patria! La nostra Patria! — Ho capito! - - si preme sul cuore una mano del Lamberti. - -Senti. — Sono con te. - -LAMBERTI. - -Sei commosso?... No! No! Non nascondere, non vergognarti delle tue -lacrime! - -GIACOMINO. - -Non sono più un ragazzo! Sono un uomo! - -LAMBERTI. - -Ed è appunto questo tuo pallore, questo tuo fremito, sono queste tue -lacrime che ti rendono uomo! Ascoltami bene. - -GIACOMINO. - -Sì! Sì! - -LAMBERTI. - -Tu, adesso, sai ciò che fai! Il tuo, dunque, non è più un duello, -è la nostra guerra disperata e continua. Non è possibile unirci in -battaglioni? Scendiamo in campo faccia a faccia... - -GIACOMINO. - -Uno per uno! - -LAMBERTI. - -E se mai ti tremasse la mano, ricordati. Oggi bisogna ricordare, -ricordare e odiare. - - più sottovoce. - -In un anno solo, — dal quarantotto al quarantanove, — più di 960 tra -impiccati e fucilati. In questi ultimi tre anni, più di 432. — E «la -verga di ferro», — ricordati, — che valse la condanna a morte ad un -povero maestro, e non era altro che un piccolo bastoncino da passeggio! -— E ricordati le irrisioni feroci!... E le nostre giovani, trascinate -ignude alle nerbate sulle reni in Castello, presenti gli ufficiali, -— come il tuo, di domani, che sghignazzavano! Ricordati! Ricordati! -Oggi bisogna ricordare, ricordare e odiare! Verrà dopo il perdono, -— il perdono e fors'anche l'oblìo, — ma soltanto, quando la patria, -l'avremo. - -GIACOMINO. - -Domani! Domani! Sono dei tuoi, sono con te! — Domani sarò degno di te! - -LAMBERTI. - -Degno di me? Io? Non sono niente, non sono nessuno, io! Sai, tu, a chi -dobbiamo, noi tutti, questo fuoco, questa fede, questo fervore, questo -spirito di sacrificio? — A lui, ad un uomo, ad un grande, che abbiamo -intravveduto appena, col quale abbiamo scambiato appena qualche parola, -ma che sentiamo essere vicino a noi, con noi, vigile, austero, forte -come il destino! - -GIACOMINO sottovoce. - -Mazzini?... Mazzini?... - -LAMBERTI. - -Votato alla causa degli oppressi, i nemici d'Italia lo odiano, i -potenti lo avversano e lo temono, ma tutti i cuori generosi battono -sul suo, si esaltano alla sua parola ardente, e le donne lo amano, e la -giovane Italia lo idolatra! - -GIACOMINO. - -Mazzini! Mazzini! È Giuseppe Mazzini! - -LAMBERTI. - -Egli è cospiratore ed artista: formidabile, inflessibile, gentile e -mite insieme. Adora i fanciulli, i fiori e definisce la musica «il -tramite più puro fra l'uomo e la divinità». — Egli è, per noi la stessa -Provvidenza, nella quale fermamente crede, e noi siamo con lui, per -lui! La sua invocazione, — Dio e Popolo, — è la nostra; e il suo motto -«pensiero ed azione» — è ormai, per noi tutti, il dovere, la gioia, il -perchè della vita... - -GIACOMINO. - -E il coraggio di saper morire! - -LAMBERTI. - -A Milano, subito, a Milano! Ho già consegnato a Emilio Dandolo, denaro -e credenziali. Ma sarò anch'io questa notte, a Milano. — E se non -partirai... - - Il Lamberti pensa per un istante che - Giacomino possa rimanere ferito, ucciso: - ma poi, subito, si rassicura. - -— Non temere! Dio è con noi! — Se il Varzis se la caverà con poco, -torneremo qui. Ci sarà da fare. - - GIACOMINO gli afferra la mano, - interrogandolo con gli occhi, - ansiosamente. - -LAMBERTI. - -Forse. — Aspetto adesso un amico... — Tu, va; adesso va; e non veder la -nonna, nessuno! - -GIACOMINO. - -No! - -LAMBERTI. - -Pensa che da una tua parola, da una tua imprudenza, può dipendere la -vita di Dandolo, di cento altri... — che hai?... - - scotendolo con ira. - -Con chi?... Con chi? - -GIACOMINO. - -Con Anna. Ho detto tutto ad Anna! - -LAMBERTI. - -Soltanto con lei? - -GIACOMINO. - -Soltanto con Anna. Ma adesso la vedrò: certo mi aspetta... per -salutarmi. - - verso la finestra. - -Eccola! - - fa per andarle incontro. - -LAMBERTI. - -No. Le parlerò io stesso; subito! Adesso la chiamo qui! Tu va. Scendi -per la scala di servizio, passa dietro la casa. All'osteria della -Stella, troverai un calessino già pronto. In meno di un'ora sei a -Milano. Addio! - - GIACOMINO lo fissa, mostrando il desiderio - di abbracciarlo: il Lamberti e Giacomino - si gettano fra le braccia l'uno - dell'altro, poi Giacomino fugge via quasi - di corsa. - - -SCENA VII. - - LAMBERTI solo — poi ANNA. - - -LAMBERTI alla finestra: saluta ancora Giacomino con la mano. Si -ricompone, va sull'uscio di mezzo e chiama: - -Anna! Anna! - - ANNA si presenta all'uscio. - -LAMBERTI. - -Vieni qui, un momento. - - ANNA entra. - - LAMBERTI chiude l'uscio. - - -SCENA VIII. - - LAMBERTI ed ANNA. Il CÉZKY in fine. - - -LAMBERTI. - -Giacomino è partito. - - ANNA si volta vivamente e lo fissa. - -LAMBERTI. - -In questo momento; e mi ha lasciato i suoi saluti per te. È ardito quel -ragazzo; pieno di coraggio. Non temere, Varzis le piglierà! - -ANNA. - -Ti ha detto? - -LAMBERTI sorridendo. - -Sapevo già... - -ANNA. - -Da chi? - -LAMBERTI. - -Non temere! Hai paura della mia imprudenza? - - guardandola e scrollando il capo. - -Anna! Anna! Da molto tempo ho imparato a tacere! E anch'io?... Sono -certo, sicuro del tuo silenzio? - -ANNA lo fissa sempre: esitante. - -... Tu? - -LAMBERTI. - -Sì. Una parola imprudente potrebbe mandare anche me in Castello... -poi a Mantova. Hai sentito del vecchio Ansperti? Della sua fuga quasi -miracolosa in Isvizzera, a settant'anni? Infermo? - -ANNA. - -Sì... - -LAMBERTI. - -Sono stato io. - -ANNA. - -Tu? - -LAMBERTI. - -Coi nostri contrabbandieri: cuori di leone e garretti di camoscio! - - ridendo. - -Per un lungo tratto di cresta l'ho portato io sulle spalle! Che notte! -Le nubi, anche le nubi correvano brontolando! E a lampi, si vedeva -giù il precipizio, a mille piedi! Ci fu uno scontro con i gendarmi. Il -solo, per altro che mi aveva riconosciuto, — il sergente Baraffini, — -l'ho ammazzato! - -ANNA. - -Tu?... Tu? - -LAMBERTI. - -Sì, io. Ti fa tanto stupore? Perchè? — Non mi credevi capace di -arrischiare anch'io la vita per la mia patria? Tutti ormai: i nostri -stessi servitori, i contadini... tutti. Ed io solo, no? Oh, Anna, anche -se non mi ami, almeno un po' di stima! - - ANNA gli stringe la mano con passione. - -LAMBERTI con dolcezza e insieme con molta gravità. - -Presto verrà il giorno decisivo. Riusciremo, questa volta! Ma oggi, -al punto in cui siamo, ho acquistato il diritto di parlare. Ho -acquistato il diritto, finalmente di averti con me, unita nel pensiero, -nelle ansie, nelle aspirazioni! Voglio sentirmi riscaldata l'anima, -raddoppiato il coraggio dal calore del tuo affetto! Voglio avere la -certezza nel rischio, che se anche perdo la vita... - -ANNA buttandogli le braccia al collo con un grido di spavento. - -No! - - ripetendo sottovoce e stringendosi a - Vitaliano affettuosamente. - -No, no, no! - -LAMBERTI. - -... Tu, ormai, non avrai più sdegno, non avrai più collera contro -il mio nome, che è il nome di mia madre, ma lo porterai fiera, con -orgoglio! - - ANNA fa per rispondere: le lacrime - le stringono la gola. Scoppia in - pianto abbracciando ancora Vitaliano - strettamente e nascondendosi il viso - contro il suo petto. - -LAMBERTI. - -Per me! le tue lacrime!... Piangi per me! - - baciandola sui capelli. - -Non temere tu mi porti fortuna! Tutto andrà bene, se mi vuoi bene!... -Bella! Come sei bella! Bella, bella, cara!... Che smania avevo di dirti -bella, di dirti cara... e non osavo, non osavo mai! - -ANNA. - -Dimmi Anna, tante volte! Anna, Anna, Anna. Mi piace tanto il mio nome -detto da te. - -LAMBERTI. - -Anna!... Anna!... Pensa Anna, è questo il primo giorno il primo momento -nostro... - -ANNA. - -Anna... ancora Anna, Anna.... - -LAMBERTI. - -Fra me e te, Anna, c'era come una nebbia fredda, un muro di ghiaccio. -Io non sapevo parlare, tu non mi sapevi capire; ci chiudevamo in noi -stessi e ci allontanavamo l'uno dall'altra. E la causa di ciò? Mia -madre! È così? Rispondi. Mia madre? - -ANNA. - -Ma... - - risoluta. - -Adesso no; più! - -LAMBERTI. - -Questo spirito nuovo che freme nell'aria, che ci accende il sangue -e le idee, che ci ripete echeggiante nell'anima, con ogni alito di -vento, con ogni stormir di fronda, la canzone della patria, è penetrato -pure nel tuo cuore, nel tuo spirito, co' suoi entusiasmi, con la sua -poesia! Io capivo, vedevo tuttociò, a mano a mano che io stesso ne -rimanevo sconvolto, preso, affascinato! Dal mio amore per te venne la -prima luce, la prima fiamma. Tu, senza saperlo, mi hai fatto vincere -avversioni, esitazioni, pregiudizi, ripugnanze! Mi hai rischiarata -dinanzi, come illuminata dal sole, la strada giusta e diritta, la vera! - -ANNA. - -Anch'io, voglio dirti tutto, anch'io. No! Lasciami parlare qui; — -ho più coraggio qui, — così — Tu dici di avermi amata fin dal primo -giorno?... Io... no. E come avrei potuto, subito, volerti bene? Non è -stato il nostro cuore, non siamo stati noi ad unirci... Sono stati gli -altri. Mi sentivo straniera qui, in casa tua, mi sentivo sola. La mia -vita cominciava appena e mi pareva finita, e sentivo, con un grande -bisogno di piangere, un così vivo, un così grande bisogno di amare! — -Seguivo qualche fantasma che mi destava pietà, simpatia... ma poi, non -trovavo nessuno! — Sono stata tanto cattiva, tanto leggera e vana! — -Perdonami! Poi un giorno, finalmente, ti sei fermato di più con me... -Mi hai guardata fissandomi... I tuoi occhi erano diversi! — Allora... -— Sì, mi faceva dispetto tua madre, perchè essa gettava come un'ombra -sopra di te, ed io volevo vederti circondato dell'approvazione, -dell'ammirazione di tutti! Sì, è vero, sentivo un fremito accendermi -il sangue, le idee, ma quella che mi ripeteva nell'animo ogni alito di -vento, ogni stordir di fronda, era... la canzone dell'amore! - -LAMBERTI. - -Cara, cara, cara! - -ANNA. - -Anna! La tua Anna! Dimmi che ti piacciono i miei capelli! Dimmi tu, che -sono bella!... - -LAMBERTI. - -Bella!... Bella... - -ANNA. - -Che sono tua!... Tutta tua! - - Vitaliano ed Anna restano un istante - abbracciati. — Poi Vitaliano ascolta - verso l'uscio di mezzo. — Ascolta anche - Anna. - -ANNA scostandosi. - -Forse... tua madre? - -LAMBERTI. - -Sarà il dottor Fratti! Lo aspetto! - - l'uscio si apre. - - ANNA trasalisce con un motto di spavento. - - CÉZKY si presenta pallidissimo. - -LAMBERTI. - -Il Fratti?... È arrivato? - -CÉZKY con voce alterata. - -Il signor Fratti e il signor Strassèr. - -LAMBERTI pensando. - -Qui no!... Non è prudente... - - al Cézky. - -Su! In camera vostra! - -ANNA sottovoce a Vitaliano. - -No! No! - -LAMBERTI con grande tenerezza. - -Anna, Anna, Anna cara!... Non inquietarti così!... È dei nostri! - -ANNA con un grido. - -Cézky?! - - LAMBERTI rimane colpito; fissa il Cézky, — - poi Anna, — poi ordina al Cézky di andare - avanti e lo segue. - - - FINE DEL SECONDO ATTO. - - - - -ATTO TERZO. - - - Salotto nell'appartamento della contessa Teresa: da un uscio a - sinistra si entra nella sua camera da letto. — Nella parete - di fondo, a destra, dall'uscio sempre aperto si vedrà una - cappelletta con un ricco altarino e un inginocchiatoio. Un - grande ritratto dell'imperatore Francesco Giuseppe. In faccia - all'uscio della camera da letto, un altro uscio che mette nella - biblioteca. - - -SCENA PRIMA. - - CAROLINA — la voce di Teresa, poi il RIENZ. - - - CAROLINA entra e va a battere all'uscio - della camera di Teresa. - -TERESA di dentro. - -Chi è? - -CAROLINA. - -Sua Eccellenza! - -TERESA. - -Il Conte Stefano? - -CAROLINA. - -Sì! Faccia presto! - - RIENZ entra in fretta, ancora con il - cappello il pastrano e il frustino. - -TERESA sempre di dentro: a Carolina. - -Vengo subito! Apri le finestre! - - CAROLINA si volta, vede il Rienz e fa per - aiutarlo a levarsi il pastrano. - -RIENZ. - -Andate, andate dalla contessa. - - CAROLINA entra da Teresa. - - RIENZ si leva da sè il pastrano, depone il - cappello, tiene in mano il frustino che - agita nervosamente camminando su e giù - per il salotto. - -TERESA ancora di dentro. - -Che c'è?... Una brutta notizia? - -RIENZ. - -Forse! - -TERESA. - -Vitaliano?... Qualche nuova sciocchezza di Vitaliano? - -RIENZ. - -Vi dirò... Fate presto! - -TERESA. - -Un momento!... sono pronta! - - entra allacciandosi un nastro della veste - da camera. - -— Eccomi! - - -SCENA II. - - RIENZ e TERESA — poi di nuovo la CAROLINA. - - RIENZ bacia la mano alla contessa. - - -TERESA. - -Mio Dio! Stefano? - -RIENZ. - -Una lettera anonima! Una denuncia. - -TERESA. - -Una denuncia contro chi? - -RIENZ. - -Contro Vitaliano; contro vostro figlio! Lo si accusa di cospirazione; -di essere in rapporti con Mazzini e con quel... Garibaldi, quell'altro -romantico filibustiere! - -TERESA. - -Datemi questa lettera! - -RIENZ. - -Non fu mandata a me! Fu mandata... - -TERESA con un grido represso. - -Alla polizia? - -RIENZ. - -Tranquillatevi. Fu aperta dal barone Wolf, — un buon austriaco, mio -amico. — Per fortuna! — Se capitava fra le mani dell'altro commissario, -l'italiano, a quest'ora sarebbero qui i gendarmi! - -TERESA vivamente, giungendo le palme verso la cappelletta. - -Grazie! Grazie! Vi ringrazio! - - coprendosi il viso con le mani. - -Mio figlio? Il mio sangue? Un conte Lamberti? - -RIENZ. - -C'è questo di più grave ancora:: la lettera anonima, la denunzia è -partita da questa casa. - -TERESA. - -Come lo sapete? - -RIENZ. - -Per un miracolo! Ai furfanti, manca sempre qualche cosa: quando sono -perfetti, diventano... brava gente! A costui, manca il sangue freddo. -Mentre compie la canagliata, gli tremano le mani e gli si oscura la -vista. - -TERESA vivamente. - -Chi è? - -RIENZ. - -Cézky. - -TERESA. - -Quel polacco girovago, pitocco? - -RIENZ. - -È innamorato di Anna. - -TERESA fissando Rienz. - -Anna abbassarsi a... Non lo credo... - - risoluta. - -No! - -RIENZ. - -Precisamente! Respinto, per vendicarsi! - -TERESA con alzata di spalle. - -Uno strimpellatore di versi! Un Werther, un Ortis, inconcludente! - -RIENZ. - -Più concludente degli altri! Invece di ammazzarsi, costui, fa impiccare -il marito! - -TERESA impallidendo: con voce rauca. - -In qual modo avete scoperto? - -RIENZ si avvicina alla scrivania di Teresa e prende un foglio di carta. - -Questa è la lettera. — Va bene? — Qui, in prima pagina, la sua brava -denunzia. - - volta il foglio. - -E in fondo da quest'altra parte, una parola, in lapis, sbiadita, — una -sola parola — «promemoria». — Una nota si vede incominciata e subito -interrotta. - -TERESA. - -Era il carattere del Cézky? - -RIENZ affermando col capo. - -Indubbiamente! Non vi ricordate, Teresa? Per quindici giorni, quando ho -avuto ammalato il mio cancelliere? Chi lo ha sostituito? Il Cézky. - -TERESA si lascia cadere sopra una sedia. - -Ma... e allora? - -RIENZ. - -Volete un'altra prova?... Schiacciante? Prima di parlare con voi, -volevo parlare col Cézky - - con piglio minaccioso. - -a quattr'occhi, io e lui... A villa Lamberta non c'è più. — Il letto... -intatto. Fatto il colpo ha preso il largo. - -TERESA. - -Allora?... E allora?... - -RIENZ. - -Chiamate vostro figlio. - -TERESA esitante. - -Qui?... Con voi? - -RIENZ con un atto stizzoso. - -Puntigli, riguardi, risentimenti... Non è l'ora! — Adesso bisogna -tutto sapere, — la lista dei compagni, dei fratelli prima, — poi, se si -tratta solo di sciocchezza, d'imprudenze, tutto in tacere, per quanto -riguarda la vostra casa. — Ma vostro figlio, — il pazzo! — reso da noi -impotente a nuocere e a nuocersi! - -TERESA con gratitudine, stringendogli la mano. - -Oh! Stefano! - -RIENZ. - -Di simili scandali è piena Milano; è pieno il Lombardo-Veneto! Ci -mancherebbe altro che ne scoppiasse uno anche nella casa... che... -frequento io! — È necessario per tutti, per l'autorità stessa -dell'Arciduca, che qui... e a Vienna, non si facciano confusioni -fra il vostro nome e quello dei d'Adda, dei Durini, degli Arese... -Fra la vostra, — la vera, — e tutta questa aristocrazia turbolenta, -irrequieta, imborghesita dalle inframmettenze donnesche e dalle -velleità demagogiche! — Chiamate vostro figlio! - - TERESA suona il campanello sopra il - tavolino: pausa. - - CAROLINA entra: rimane presso l'uscio. - -TERESA. - -Mandate Francesco dal signor conte. A mio nome! Venga qui, subito. - - CAROLINA via. - -RIENZ. - -Calma mi raccomando; calma. - -TERESA. - -È un gran dolore!... La mia devozione il mio affetto all'imperatore! I -miei principî! Tutto l'orgoglio del mio nome... - - RIENZ le impone di tacere e le fa segno che - qualcuno si avvicina. - - -SCENA III. - - FRANCESCO e detti. - - -FRANCESCO sta sulla soglia dell'uscio. - -Il signor conte non c'è. Non è a villa Lamberta. È andato a Milano. - -RIENZ vivamente. - -A Milano? - -TERESA. - -Quando? - -FRANCESCO. - -Questa notte, tardi. Saranno state le tre, le quattro. Non potrei dire -l'ora, precisamente perchè il signor conte si è alzato e si è vestito -da solo: non mi ha fatto chiamare. - -TERESA con esitazione. - -Ed è... anche partito solo? In calessino? - -FRANCESCO. - -No, no; con Giovanni, in carrozza chiusa. Ha fatto attaccare i due -sauri. - -RIENZ interrompendolo. - -La contessa Anna... - - rivolgendosi a Teresa. - -Fate pregare la contessa Anna di venir qui subito. - -TERESA a FRANCESCO. - -Avete sentito?... Andate. - - FRANCESCO s'inchina ed esce. - - -SCENA IV. - - TERESA e RIENZ. - - -TERESA. - -Questa notte?... Saranno state le tre, le quattro? - - al Rienz: cercando di tranquillarsi. - -E d'altra parte in carrozza... a due cavalli... con Giovanni, il nostro -primo cocchiere?... - -RIENZ riprendendo il foglio di carta, che gli è caduto di mano. - -E per ciò? A commettere delle... bestialità, non si va soltanto a piedi -o in diligenza. - - -SCENA V. - - ANNA e detti. - - -ANNA. - -Eccomi mamma. - -TERESA colpita: al Rienz sottovoce. - -Mamma?... È la prima volta! - - RIENZ chiude tutti gli usci, — non a chiave - — guardando prima se vi è qualcuno che - possa ascoltare. - - ANNA lo osserva attentamente, corrugando - gli occhi. - -TERESA. - -Siedi, cara, siedi. - -RIENZ con squisita, amabile galanteria. - -E oggi vogliate essere buona anche con me, contessa Anna. Guardatemi, -— se vi è possibile, — senza diffidenza, e sopratutto senza cattive -prevenzioni. Lo dicevo, adesso, alla contessa Teresa: — è con dolore, -è con vero dolore, che io sono costretto a notare la vostra freddezza. -Certe volte dovrei dire, persino... antipatia. - - ANNA, maravigliata, interroga Teresa con - uno sguardo. - -TERESA. - -Sì, cara. Proprio così. - -RIENZ. - -Oggi, specialmente oggi, io ho bisogno, invece, di tutta la confidenza, -di tutta la fiducia vostra e del conte Vitaliano. - -ANNA trasalisce, ma poi si domina subito, simulando una grande -indifferenza e molta sicurezza. - -Mio marito? - -TERESA con impeto indicandole il Rienz. - -Per lui! Per il nostro interesse! Per il nostro onore! - -RIENZ sorridendo, fa cenno a Teresa di contenersi: ad Anna. - -Rassicuratevi! Non c'è finora da spaventarsi! La contessa Teresa è -madre: si lascia vincere, forse, troppo presto dalle apprensioni. - -ANNA. - -Spaventarmi? Di che? - - rivolgendosi a Teresa. - -Soltanto io non so spiegarmi le tue parole... - - al Rienz con più forza. - -e tanto meno le vostre! - -TERESA. - -Anna, Anna, cerca di frenarti! Non è questo il momento di essere fiera, -orgogliosa! - -ANNA. - -Non lo sono mai stata, — con te, — mamma. - - RIENZ resta attentissimo, seguendo con - ansia il dialogo fra Anna e Teresa. - -TERESA con irritazione. - -E sopratutto, figliola mia, ricordati nella scelta degli amici non -bisogna lasciarsi guidare da antipatie e, peggio, da simpatie strane, -ridicole. Gli amici veri, leali, si conoscono e si trovano vicini a noi -nel momento del bisogno, del pericolo! - -ANNA trasalisce, ma è un lampo. Con molta calma: - -Nel momento del pericolo? Quale pericolo? - - RIENZ fa un cenno di approvazione a Teresa, - incitandola ad andare avanti. - -TERESA. - -Si tratta di Vitaliano, ti ripeto: di tuo marito! - -ANNA. - -Vitaliano? Egli non ha nessun pericolo da temere. - -TERESA. - -Questo intanto, — tu, — come lo sai? Come lo puoi assicurare? - - RIENZ approva sempre coi cenni del capo le - domande di Teresa. - -ANNA sforzandosi per sorridere. - -Come lo so? Forse... non sono sua moglie? - - appassionatamente. - -Conosco la sua vita, il suo cuore, conosco i suoi pensieri... - -TERESA. - -Non tutto conosci! Voglio crederlo, almeno non tutto! - - lentamente, sempre spinta dalle - approvazioni del Rienz. - -Ci sono azioni, intrighi, che un uomo nasconde anche alla propria -moglie, anche alla donna più amata, più adorata... - -ANNA. - -Ma non a me! Vitaliano non ha segreti per me! - -TERESA osservandola con l'occhialino: ironica. - -Sì?... Benissimo. Me ne compiaccio assai! Tanto più che non è sempre -stato così. Oh, no! Anzi, è recente — recentissima, crederei, — questa -unione così stetta, delle vostre anime? - -ANNA risentita. - -Ciò, scusa, mamma, non ti riguarda! — Io ho da dirti questo soltanto - - ironica a sua volta. - -per tranquillarti. — Tuo figlio Vitaliano non ha proprio nulla da -temere! - - RIENZ non veduto da Anna, mostra a Teresa - il foglio di carta che tiene ancora fra - le mani. - -TERESA. - -Nemmeno... da un qualche suo... nemico? - -ANNA. - -È buono, non ha nemici. - -TERESA. - -Da un amico, allora; — da un suo fratello di fede, da un traditore, da -un rivale, da una spia?... - -ANNA con un grido di spavento, alzandosi di scatto. - -Cézky?! Ha fatto la spia?! - -RIENZ avanzandosi: vivamente. - -Sì, Cézky! Ha denunziato il conte Lamberti! Ma voi come avete -indovinato? - -ANNA smarrita, tremante. - -Io?... Io no!... Io non ho detto niente non so niente! - -TERESA ad Anna, che ad ogni parola si smarrisce e trema sempre più. - -Cézky! Cézky! Con un'anonima alla polizia! Lo ha denunziato alla -polizia! - - indicando a Rienz. - -Lui ha scoperto tutto per fortuna nostra! E lui solo può ancora salvare -Vitaliano dall'infamia, dalla morte! - -ANNA disperata, si volta verso Rienz con gli occhi pieni di lacrime, -tendendo verso di lui le mani giunte, supplichevoli. - -Dio, Dio, Dio, Dio! - -RIENZ. - -Lo salverò; a un patto: — la verità! voglio la verità! - -ANNA. - -Ma io... - -RIENZ. - -La verità! O vostro marito è arrestato e perduto! - -ANNA balbettando. - -Sì!... Sì!... Ieri... - - si arresta, esita impaurita davanti alla - rivelazione che sta per fare. - -Io... non... non so... - -RIENZ. - -Dovete parlare e bisogna parlare! - -ANNA. - -Io... non... - - scoppia in un pianto dirotto. - -Non so niente! Io non so niente, niente, niente! - -RIENZ. - -Le lacrime! Sempre! Maledette le lacrime! - - cammina su e giù furibondo. - -TERESA al Rienz, sottovoce. - -Non così! La spaventate troppo! - -RIENZ. - -L'ho osservata bene! Sa molte cose. Bisogna approfittare della paura! - -TERESA mettendosi una mano sul petto. - -Io; io. - -RIENZ a Teresa: sempre sottovoce. - -Nomi, — sopratutto! — Nomi! I compagni! - -TERESA avvicinandosi ad Anna dolcemente. - -Coraggio! Coraggio, Anna! - - l'accarezza, la bacia sui capelli. - -Sono io stessa, che ti fo coraggio: sua madre. La mia presenza qui, -la mia calma ti devono rassicurare. Mio figlio non mi ha mai amata. Ha -torti gravi verso di me: ha commesso errori gravissimi, ma è sempre mio -figlio, porta sempre il mio nome! - - ANNA continua a singhiozzare. - -TERESA. - -Ora si tratta di salvarlo; poi, tutti insieme, — noi tre, — cercheremo, -di poter rimediare per il momento, e sapremo costringerlo anche ad -aprire gli occhi davanti al precipizio. Non è vero? - -RIENZ. - -Certamente! - - ANNA ancora in lacrime, guarda ora l'uno - ora l'altra, come trasognata. - -TERESA. - -Quel Cézky! - - ANNA ha un brivido. - -TERESA. - -Che canaglia!... Tuo marito ti trascurava un po'; ti lasciava sola. -Poi... - - accarezzandola. - -la testolina è poetica... I versi... la luna. — Romanticismo! — Non è -vero, conte Stefano? — Ha sperato: — si è innamorato. - - ANNA fa un atto di protesta. - -TERESA. - -Non giustificarti! Non negare! — Sono donna... un istante di -sconforto... la malinconia. È la sua stessa infamia che ti difende, che -prova la tua innocenza! Tu lo hai respinto e lui si è vendicato! Tutta -la colpa è di tuo marito. - - ANNA fissa Teresa attentamente. - -TERESA. - -Il primo venuto diventa subito suo amico, basta che sia un affamato e -un declamatore! E così, come questo Cézky, tutti gli altri, i tristi, i -settarî che gli hanno avvelenato il sangue! - -ANNA. - -I settarî?... I tristi?... - -TERESA. - -Tu li conosci?... — Unisciti a noi per allontanarlo da costoro! Per -salvarlo da costoro! - -ANNA cominciando a capire. - -Io non... conosco nessuno... - -RIENZ quasi brutalmente. - -Con chi si trova vostro marito? Chi gli scrive? Chi ha rapporti palesi -o segreti con lui? - -ANNA alzandosi, fissando prima Teresa, poi il Rienz. - -E vorreste che io?... È questo che... — Ditemi, — ben chiaro, — _ben -chiaro_, — che cosa volete, che cosa pretendete da me? - -RIENZ. - -Contessa, vi prego. Nè... strepito... nè false sentimentalità! - -ANNA. - -E nemmeno sottintesi! - -RIENZ. - -E nemmeno sottintesi. Io qui, rappresento l'arciduca, — più ancora — -il mio imperatore. Io sono stato un soldato e ora sono un servitore -fedele di casa d'Austria, di questa vecchia e grande casa che ha -profuso nel vostro paese, — paese di conquista, — sangue e milioni! — -Io posso salvare vostro marito, ma lui solo! Tutti i nostri nemici no! -— Voglio, devo sapere se si sta macchinando un altro sei febbraio, se -— nell'ombra, — si stanno affilando nuovi pugnali! Questi emissarî, -questi adepti, questi sicarî, voglio averli nelle mani, perchè io -voglio, devo definire l'ordine e lo Stato. — Che cosa mi credete voi, -un traditore o, — peggio, — un imbecille?! - -ANNA. - -E voi signore? - - a Teresa. - -E tu? Che cosa mi credete?... Anch'io... la spia? Anch'io... una spia? - -TERESA. - -Il tuo sangue t'impone di parlare! I tuoi interessi! I tuoi diritti! - -ANNA con orrore crescente. - -Io la spia?... La spia?... Una spia?... - -TERESA. - -Vitaliano... - -RIENZ. - -Col silenzio accusate lui solo! - -ANNA. - -No! No! No! No! - -RIENZ. - -Lo perderete! - -TERESA. - -Sarà arrestato! - -ANNA. - -E allora uccidetemelo anche! Io morirò con lui! Ma la spia no! La spia -mai! - -TERESA spaventata. - -Ssst. Sottovoce! - -RIENZ irritato, irrequieto. - -Diventate pazza! Siete pazza! - -ANNA. - -Pazza! Pazza! Ma anch'io della stessa pazzia di mio marito! - - a Teresa. - -Lo amo! Adesso lo amo!... Lo amo!... Oh, se lo amo! - - a Rienz. - -E con lui, amo, adoro ciò che egli adora! Questa sua patria, questa -nostra patria, più grande della vostra, più bella della vostra e, per -colpa vostra, tanto infelice! - - a Teresa. - -Volete dei nomi? - - a Rienz. - -I nomi? Prendetevi il suo e prendetevi il mio! - -TERESA. - -Il tuo? - -ANNA. - -Sì; anche il mio! — È per lui! Per Vitaliano! È stato in questa forte -e nuova poesia della sua vita, che io finalmente ho cominciato ad esser -sua, _sua_! Che ho cominciato a conoscerlo a comprenderlo... - -RIENZ sente venir gente. - -Ssst!... - -TERESA. - -Taci! - -ANNA continuando. - -A stimarlo! - -TERESA afferrandole una mano; cercando di chiuderle la bocca, e -ascoltando verso l'uscio. - -Taci! Taci! - -ANNA. - -Ad ammirarlo!... - - -SCENA VI. - - FRANCESCO e detti — poi il LAMBERTI. - - -FRANCESCO aprendo l'uscio di mezzo. - -Il signor conte... - -ANNA con un grido di gioia. - -Vitaliano! - -FRANCESCO. - -Torna adesso! - -RIENZ a Francesco spingendolo fuori e richiudendo l'uscio. - -Va bene! Andate! - - ad Anna. - -E voi ricordatevi... - -ANNA mentre Teresa vorrebbe allontanarla chiamando, con voce ancora -soffocata - -Vitaliano! - -TERESA. - -Che cosa gli dirai? - -ANNA. - -Ciò che volete da me! Che pretendete da me! - -TERESA. - -Rifletti prima! - -RIENZ. - -Per voi e per lui! - -ANNA forte. - -Vitaliano! Vitaliano! - -LAMBERTI di dentro. - -Anna! - - presentandosi sull'uscio. - -Anna! - -ANNA corre a gettarsi fra le braccia di Vitaliano. - -Tu! Tu! Qui! Sei qui! Sei qui! - - -SCENA VII. - - LAMBERTI, ANNA, TERESA, il RIENZ. - - -LAMBERTI ad Anna. - -Che cosa ti hanno fatto?... - - fissando Teresa e il Rienz. - -Che cosa le avete fatto?... - -TERESA. - -Sei stato tradito! - - LAMBERTI trasalisce corrugando le ciglia. - -TERESA. - -Denunziato alla polizia! - -ANNA. - -E vogliono i nomi! Tutti i nomi! - -TERESA. - -Per salvarti! Perchè vogliamo salvarti! - -LAMBERTI ad Anna, ansiosamente. - -E tu?... Tu?... - -ANNA. - -No! No! No! — Io e te! Noi due! Noi due! Ho detto soltanto noi due! - -LAMBERTI stringendosi Anna sul petto. - -Soltanto noi due? — Perchè non dire la verità? — Sempre la verità! - - al Rienz ironico. - -I nomi? - - RIENZ rimane rigido, impassibile. - -LAMBERTI a Teresa. - -E anche tu sei qui con lui per avere dei nomi? - - TERESA raggrotta la fronte, fiera, - sdegnosa. - -LAMBERTI prorompendo. - -Ve li dirò! E ricordateli bene! — È il nome di quanti hanno cuore e -intelligenza, di quanti ricordano e odiano!... Uscite nelle vie! Nelle -piazze! Entrate nei teatri, nelle chiese, dovunque si finge di godere -o di pregare, dovunque si soffre e si nasconde il tormento! Il nome? I -nomi... - - ridendo. - -Ah! Ah! Prima allargate le vostre prigioni! Fatele grandi come le -nostre città e prendetevi... il nome di tutti! È l'ora! È venuta l'ora! -Siamo tutti congiurati e ribelli! - -RIENZ scrollando il capo con fierezza ironica. - -Tutti! - -TERESA rivoltandosi sdegnata. - -Tutti, no! - -LAMBERTI. - -Tutti! Tutti!... Anche in casa tua! Anche la parte più cara del tuo -sangue, della tua anima... - -ANNA con un grido di angoscia. - -Giacomino?... Giacomino?... - - TERESA guarda Anna, attonita, poi fa un - passo verso Vitaliano. - -LAMBERTI continuando. - -Sì, lui, la creatura tua allevata da te, con le tue passioni, i tuoi -pregiudizi! Anche lui! Anche lui, ha sentito il nostro fremito d'odio e -di rivolta! - - spingendo prima Anna, poi anche Teresa - verso l'uscio di mezzo. - -Va! Va!... Andate! Ritorna adesso! - -ANNA con un grido. - -Ferito?... - -TERESA allibita. - -Ferito?.... - -LAMBERTI. - -Sì! Ferito! - - verso la finestra. - -Ecco!... la carrozza! - -TERESA. - -Si è battuto?... Un duello! - -LAMBERTI. - -Sì! Con un ufficiale austriaco! Il principe Varzis! — È dei nostri! Si -è battuto per noi! - - Anna e Teresa corrono incontro a Giacomino. - - -SCENA VIII. - - LAMBERTI e il RIENZ. - - -LAMBERTI fissa il Rienz, che rimane presso l'uscio, con un'occhiata -torva, di odio. - -E voi, invece ricordatevi bene: — Giacomino, quel ragazzo si è battuto -per una ballerina. Bisogna crederlo e farlo credere! Sono io solo che -voi, — proprio voi — dovete far arrestare! - -RIENZ soffoca un impeto di collera: poi con dignità e con amarezza. - -Ah, no! Signor conte! — Io non sono un ufficiale di polizia e non sono -un delatore! - - - FINE DEL TERZO ATTO. - - - - -ATTO QUARTO. - - - La stessa scena dell'atto terzo. - - -SCENA PRIMA. - - GIACOMINO poi ANNA — poi FRANCESCO. - - - GIACOMINO seduto a un tavolino in - giacchetta da camera e con un fazzoletto - bianco al collo: sta facendo colazione. - - ANNA di dentro: bussa ad un uscio di - fianco. - -GIACOMINO con indifferenza, continuando a mangiare. - -Avanti! - -ANNA. - -Posso entrare? - -GIACOMINO alzandosi, correndole incontro. - -Vieni! Vieni, zietta cara! - -ANNA entra facendo un lavoro di maglia: è pallida. Si sforza per -dominare una grande tristezza e una grande inquietudine. - -Oggi come va? - -GIACOMINO allegramente. - -Benone!... Benissimo! - -ANNA sorridendo, ma sempre con un velo di mestizia. - -Ero venuta per farti un po' di compagnia. Allora... - - fa un passo per uscire. - -GIACOMINO. - -Ahi!... Si riapre la ferita! - -ANNA lo guarda a lungo: con un sospiro. - -Beato te! - - siede e ricomincia a lavorare, ma - svogliatamente, soprappensiero e - interrompendosi spesso. - -GIACOMINO ridendo. - -Eh!... Perchè la sciabolata - - segna il petto. - -l'ho presa di traverso! Se era per così... - - indica la punta. - -a quest'ora sarei fra i beati, davvero! - - siede e continua a far colazione: beve un - bicchiere di marsala. - -Eccellente! - -ANNA. - -Non bere troppo, in questi primi giorni! E non mangiar troppo! -Ricordati le raccomandazioni del dottore! - -GIACOMINO. - -Non parlarmi di quello sgherro della nonna! - - ANNA si fa sempre scura in viso, quando - sente nominar Teresa. - -GIACOMINO. - -Dopo due giorni avrei potuto alzarmi e lui, a letto, per una settimana! -Il mio stomaco invocava un bel pezzo di rosbiffe al sangue, e lui, -brodetti e vermicelli!... Malizie della nonna per tenermi sottochiave, -— qui, — nel suo appartamento! — Ma oggi, rivoluzione! Ho dichiarato -a quel... Giulay che sarei uscito a cavallo e così, almeno, mi ha -permesso di uscire in carrozza. — E sai, - - indica danaro. - -più niente! Le... svanziche, moneta austriaca! — Io ho dichiarato di -essere italiano! dunque... più nemmeno un kaiser! Tu l'hai vista, oggi, -la nonna? - -ANNA seccamente. - -No! - -GIACOMINO. - -Io non la vedo da tre giorni! - - si ferma con la forchetta in mano, - pensieroso. - -Accumula prediche e strapazzate! - - con un'alzata di spalle. - -Non ci penso, o perdo l'appetito! - - ricomincia a mangiare allegramente. - -ANNA. - -Tu sei sempre allegro... Tu ridi sempre! Proprio... beato te! - -GIACOMINO. - -Che vuoi? Per me la vita bisogna prenderla... e magari anche lasciarla -ridendo! - - guardandosi intorno, sottovoce. - -Io l'ho detto anche a Vitaliano: — Perchè dobbiamo metterci a fare -l'Italia con tanto di muso? Ma facciamola ridendo! Col cattivo umore -non si farà poi niente di buono! - -ANNA con gli occhi fissi. - -Beato te!... Beato te!... Perchè sei un uomo solo! - -GIACOMINO. - -No, se vuoi, beato per questo: perchè io so che tutte le cose, -anche le più nere, hanno il loro lato roseo, ed io lo volto subito -da questa parte! Da un po' di tempo, per esempio, avevo quasi perso -l'appetito!... persino i tartufi non erano abbastanza profumati! — -Adesso dopo una sciabolata e otto giorni di languidi brodetti!... Uhm! -Queste patatine... hanno squisitezze inaudite! — Vuoi? - -ANNA rifiutando con un cenno del capo. - -Grazie. - -GIACOMINO. - -Ti ricordi, da ragazzi? Quante volte si rubava al cuoco le patate e le -rape! — Si divoravano crude! ed eri tu, la più vecchia e la più golosa, -che ci guidavi all'assalto!... - -ANNA sorridendo. - -Sì, sì... mi ricordo! - - -SCENA II. - - FRANCESCO e detti. - - FRANCESCO entra con un piatto coperto. - - -GIACOMINO goloso. - -Che cos'è?... - -FRANCESCO. - -Un quartino di pollo, bollito! - -GIACOMINO. - -Un quartino! Potevi portarne anche un quartone, gendarme! - -FRANCESCO. - -Mah! Quando non si ha avuto giudizio... si fa penitenza! - -GIACOMINO. - -Giudizio? Devi dire fortuna. Non ho avuto fortuna! E sai perchè? Perchè -ho avuti troppi maestri! — Teso quel braccio! Più lunga la spaccata!... -Salto indietro! Passo avanti!... — E poi, tutti mi insegnavano a darle, -e nessuno m'ha insegnato a non prenderle! - -FRANCESCO scrollando il capo con dolce rimprovero. - -Marchesino!... Marchesino! Vale proprio la pena di battersi... per una -ballerina! - -GIACOMINO si alza con impeto: fissa Francesco fieramente e respinge il -piatto. - -Porta via! - -FRANCESCO inchinandosi, intimidito. - -Signor marchese... Scusi... Io non credevo... - -GIACOMINO. - -Basta così. Ho detto di portar via! - - FRANCESCO raccoglie in fretta piatti e - bicchieri sopra un vassoio e via. - - -SCENA III. - - ANNA e GIACOMINO. - - -ANNA. - -Che estro hai avuto? Perchè tanta furia? - -GIACOMINO. - -Quell'uomo rappresenta tutta l'Austria. L'Austria, che non vuol -prendermi sul serio! Io mi sono battuto per una ballerina! È fissato, -è convenuto; è la parola d'ordine. Scommetto che se io andassi a dire -oggi al commissario di polizia: — Barone; io non mi sono battuto per -la Pochini, ma perchè non voglio in questa terra feconda di aranci e di -olivi i mangiatori di sego, — scommetto mi riderebbe sul muso! - -ANNA. - -E ti disperi per ciò? - -GIACOMINO. - -Non mi dispero, ma capirai, averle prese e poi non essere nemmeno un -po'... un po' martire! - - avvicinandosi ad Anna. - -C'è qualche cosa di grosso per aria! - - ANNA trasalisce interrogandolo con gli - occhi. - -GIACOMINO. - -Non posso dirti niente! Non interrogarmi, non pregarmi, non -supplicarmi! Tanto, non potrei rispondere! Ma che uomo, tuo marito! Che -uomo quel Vitaliano! - -ANNA sorridendo, raggiante. - -Sì? È vero? - -GIACOMINO. - -Che cuore!... E che fegato!... Non è un orso, — no, no! — È un -leone!... Un Dio! - - con slancio, dando un bacio ad Anna. - -Tò!... Prendi! - -ANNA risentita. - -Giacomino! - -GIACOMINO. - -È per lui. Per tuo marito! — E questa volta... Altro che finte e salto -indietro! Sempre avanti e per davvero fino alla fine! - - vedendo Anna oscurarsi in viso. - -Che hai?... - - spaventato. - -La nonna! - - siede fingendosi sofferente. - -ANNA scrollando il capo. - -Tutto il tuo coraggio... - -GIACOMINO. - -Sento anch'io il coraggio, come in quei versi, di guardare il patibolo -in faccia; ma di guardare in faccia la nonna quando è in collera.... -proprio no! - - -SCENA IV. - - TERESA e detti. - - -TERESA entra dall'uscio della biblioteca e si avvicina ad Anna senza -mai guardare Giacomino. - -Oh, brava! Ero stata a cercarti in biblioteca! Mando il fattore a -Milano; vuoi qualche cosa? - -ANNA fa cenno di no, col capo. - -Grazie. - -TERESA rimane un po' sconcertata da tanta sostenutezza, poi, dopo aver -lanciata un'occhiata, senza parere, a Giacomino, si avvicina ad Anna, -cercando di rabbonirla. - -Bella questa lana!... Un bel colore! Ne farò prendere anche per me! Si -trova dal Guffanti, vero? Quello in via dei Borsinari? - -ANNA. - -Sì. - -TERESA ad Anna sottovoce e chinandosi come per osservare la lana. - -Quel... bel mobile, come va stamattina? - -ANNA. - -Meglio. - -TERESA. - -Mi pare un po' giù. Ha mangiato? - -ANNA. - -Sì! - -TERESA. - -Asino! Così debole... per crepare d'indigestione! - - dopo un momento con voce affettuosa. - -Anche tu, bada! sei pallida! Hai certi occhi... - -ANNA. - -Capirai; per me, almeno, non è questo il momento di pensare alla mia -salute! - -TERESA sente sul viso la stoccata, ma si domina. - -Dovresti pensare a questo, per altro, che non sempre si può riuscire -a moderare il proprio carattere, a frenare il proprio legittimo -risentimento; e non dovresti conservare tanta... asprezza. Non -sarò stata sempre molto espansiva con te, e la cosa, del resto, era -abbastanza... reciproca. Ma ti ho sempre usato ogni riguardo, ho sempre -avuto per te molta stima... e te l'ho provato anche ultimamente. - -ANNA. - -Ed io pure ti ho provato di meritarla. - -TERESA. - -Hai, nondimeno un grave torto. I giovani dovrebbero sempre giudicare i -vecchi con un po' di benevolenza e... giudicare dalle intenzioni, che -sono sempre giuste e rette. - - con un accento di verità e di passione, ma - sempre molto dignitosa. - -Apprezza... il passo che io fo in questo momento. - - ANNA si alza vivamente, vinta da un - improvviso slancio del cuore. - -TERESA sottovoce. - -E non metterti sempre anche tu, contro di me... Ormai, sono detestata -da tutti in casa mia! - -ANNA. - -Detestata no. - -TERESA. - -Sì! Sì!... E perchè? - - forte per essere udita anche da Giacomino. - -Per quella maledetta ubriacatura politica. - -GIACOMINO. - -Ma nonna, tu... - -TERESA. - -Non parlo con voi! — Voi, per me, siete morto, e ne provo grande -sollievo! È un peso... che ho giù dallo stomaco! - - ad Anna, con un altro tono di voce. - -Ma sopra di te, io avrei il diritto di poter contare come in un aiuto, -come in un'alleata... - -ANNA. - -Un'alleata? Tua? - -TERESA sottovoce. - -Sì, per il bene, per la sicurezza di tuo marito. - -ANNA. - -In questi momenti gli uomini come mio marito, non pensano alla propria -sicurezza! — Hanno ben altro da pensare. - -TERESA. - -E sei tu? Una donna, una moglie, un essere del nostro stampo che parla -così?... — I patriotti, i fratelli! — Tu, almeno questo, avresti dovuto -aver imparato... a tue spese: a conoscere bene i fratelli! - - ANNA trasalisce. - -TERESA. - -È un vento, una furia, che penetra nelle case, nelle famiglie, e che -spazza via tutto: ogni sentimento di rispetto, di amore, ogni spirito -di religione, di concordia e, insieme, la tranquillità e la felicità! - - pausa. - -Di vivo! di forte, di profondo, non c'è più che l'odio! - -GIACOMINO con forza, ribellandosi. - -Non è vero! - -TERESA meravigliata, furente. - -Non è vero?!... - - frenandosi con ironia. - -Ah, già, già! Sicuro! «Non è vero!» Di forte e di profondo c'è anche -l'amore! L'amore... delle ballerine, per le quali un ragazzaccio -scimunito come voi, provoca disordini e arrischia la vita! - - GIACOMINO si alza di scatto e si abbottona - la giacca nervosamente. - -TERESA. - -Ah! Ah!... Vi sentite meglio? Siete guarito, interamente?... Ne ho -molto piacere. - - GIACOMINO si avvia per uscire. - -TERESA con forza. - -Dove andate? - -GIACOMINO duramente. - -Di là! - -TERESA ha una scossa, poi si domina e torna ironica. - -Andate! Andate pure! - - richiamandolo. - -Il dottore... - - GIACOMINO si ferma. - -TERESA. - -Il dottore vi ha concesso per oggi, una passeggiata in carrozza. Ve -la permetto anch'io, ma verso mezzogiorno; col sole! Andate in camera -vostra a vestirvi, e non uscite... finchè non vi manderò a chiamare! - - GIACOMINO si avvia di nuovo, serio, - sostenuto. - -TERESA che si aspetta una parola di scusa: quando Giacomino è -sull'uscio. - -Andate così... - - GIACOMINO si ferma. - -TERESA sforzandosi di sorridere per vincere l'ira e il dolore. - -Andate! Andate pure!... Meno vi vedo e più... sono contenta! - - GIACOMINO via. - -TERESA con le lagrime nella gola. - -Anche lui... Ma a lui poi, — a lui! — Che cosa ho fatto?... - - sfogandosi, gridando forte. - -Francesco! Francesco! - - va verso l'uscio di mezzo. - -Francesco! - - il Lamberti entra. - - -SCENA V. - - LAMBERTI e dette — poi FRANCESCO. - - -LAMBERTI. - -Che vuoi da Francesco? - -TERESA. - -Mandarlo da Giacomino! - -LAMBERTI indicando Francesco che si presenta e si ferma sull'uscio. - -Eccolo, Francesco! - -TERESA. - -Andate dal signor Marchese! Aspettate! Prendete questo _plaid_! - - gli dà uno scialle. - -Che lo porti in carrozza, e si copra! Ordine mio! - - FRANCESCO via. - -LAMBERTI ad Anna. - -Vieni un momento di là? Ho da parlarti. - -TERESA. - -No, no! Rimani... Rimanete. Vado io! - - con la solita calma signorile. - -Il fattore mi aspetta: devo mandarlo a Milano. - - ad Anna. - -La lana dal Guffanti abbiamo detto?... - -ANNA. - -Sì. - -TERESA via, nella biblioteca. - -Guffanti; via dei Borsinari! - - -SCENA VI. - - LAMBERTI ed ANNA, poi di nuovo FRANCESCO. - - -ANNA a Vitaliano. - -Hai da parlarmi? - - lo guarda fisso. - -Che hai? - - LAMBERTI a sua volta, continua a fissare - Anna con grande tristezza. - -ANNA con voce rotta dall'ansia. - -Che hai? Che cosa vuoi dirmi? Sì, sì!... Fissami bene: che il tuo -occhio possa penetrare in fondo all'anima mia; non ho nulla da -nasconderti! - -LAMBERTI. - -Hai capito dunque, che io volevo parlarti... di lui, del Cézky?... - - ANNA sostiene lo sguardo di Vitaliano: - ferma, sicura. - -LAMBERTI le prende una mano, gliela bacia. - -No, Anna, Anna cara; io non ho mai dubitato di te! - -ANNA. - -Posso essere stata leggera; certo sono stata imprudente! — Era, allora, -così vuota e inerte la mia vita, così grigia... - - con un brivido. - -così buia! - - accarezzandogli i capegli con grazia - affettuosa. - -L'amore è come il sole; senza di lui, non c'è luce, nè calore! - - LAMBERTI stringe Anna al petto - affettuosamente. - -ANNA. - -Per quel giovane... che non aveva una famiglia, solo, povero, io ho -sentito, prima, un sentimento di compassione, di pietà... Poi anche -di simpatia per il suo dolore così simile al mio. Cézky mi amava... lo -capivo, lo vedevo, e non era amato. E anch'io cominciavo ad amare, ad -amarti, e allora... non mi credevo amata! — Ecco; ti ho detto tutto! — -Io poi, lo ritenevo nobile di animo, esaltato, ma onesto. - -LAMBERTI. - -Onesto?... Forse lo era. Non si può giudicare gli uomini nell'eccesso -della passione; da un momento di disperazione! Bisogna, in ogni modo, -essere indulgenti con chi... - - lentamente e fissando Anna per farle - indovinare il suicidio del Cézky. - -sa condannarsi e punirsi da sè, con chi... sconta il delitto -commesso... con la propria vita. - -ANNA con un grido. - -Cézky? - -LAMBERTI accennando affermativamente col capo, si leva una lettera di -tasca e gliela dà. - -È una lettera da Milano. Chi scrive, è un amico. - - ANNA legge con un forte tremito: lascia - cadere la lettera e siede con un gesto - d'orrore, nascondendosi il capo fra le - mani. - -LAMBERTI raccoglie la lettera e di nuovo la ripone in tasca. - -Noi lo credevamo in Tirolo o a Vienna, sotto la protezione della -polizia! Invece era a Milano, nascosto in una soffitta, vivendo nel -dolore, e, forse, fra i rimorsi. In quell'ultimo istante la grande -bontà di Dio ha certo fatto dimenticare a quell'uomo di essere una -spia. Si è ucciso con una pugnalata come Jacopo Ortis... e col libro -dell'Ortis, chiuso dinanzi. - - cammina su e giù, poi torna ad avvicinarsi - ad Anna. - - ANNA rimane sempre con il capo fra le - braccia appoggiata al tavolino. - -LAMBERTI si appoggia lui pure al tavolino: ad Anna, con grande dolcezza. - -Perdonagli, Anna! Gli ho perdonato anch'io! Ed ora... ascoltami con -coraggio. Forse... forse qualche giorno, forse domani, forse stasera io -dovrò partire. - -ANNA, con un sussulto doloroso. - -È il momento? - -LAMBERTI. - -Sì. Il Fratti e lo Strassér rimangono a Milano. Don Carlo Morelli, da -Como, ci terrà in relazione con lui. - -ANNA. - -Con Mazzini?... - -LAMBERTI. - -Sì. È a Lugano; pronto ad unirsi con noi. Io devo passare dal -Carrarese, e per il giorno dell'insurrezione trovarmi a Sarzana. - -ANNA buttandogli le braccia al collo. - -Vengo con te! - -LAMBERTI. - -Anna... Anna... - -ANNA. - -Vengo con te! - -LAMBERTI. - -Mi raggiungerai!... Presto! - -ANNA. - -Vengo con te! Vengo con te! - -LAMBERTI. - -È impossibile cara, e lo sai. Ascoltami, dunque; ascolta bene ciò che -tu devi fare. - - ANNA abbassa il capo come vinta. - -LAMBERTI. - -Appena partito io tu anderai e ti fermerai a Milano, in casa tua. Sei -ricca, della mia sostanza tu non ne hai bisogno. - - si leva di tasca un'altra lettera chiusa in - una busta. - -Prendi... - - turbamento di Anna. - -Ma no!... Non impressionarti così! Bisogna tutto prevedere. Tornerò, o -verrai tu! - - indicando la lettera. - -Due righe sole. Sei tu la mia erede universale. Ma per aiutare i -nostri. Devi spendere tutto ciò che è mio per la causa. Ed ora... - - esitando. - -Un'altra preghiera. E pensa, — adesso sì, — pensa che può essere -l'ultima. — È la mia felicità, è il coraggio stesso che io ti domando. -Sono egoista, ingiusto, inumano, ma è più forte di me. Se io... Anche -quando non ci sarò più... - - abbracciandola stretta con un singhiozzo. - -Ti voglio sempre mia! - -ANNA coprendolo di baci. - -Tua, tua, tua, tua! Ma io voglio venire con te! Ma io voglio morire con -te! Con te che sei mio! Con te che mi hai fatto vivere! Con te che mi -hai fatta buona! Tua! Tua! Tua! Tua! - -LAMBERTI dopo un momento di commozione, asciuga gli occhi ad Anna. - -Che non ti vedano piangere!... Nessuno deve sospettare... - - prende la lettera sul tavolino, gliela dà. - -Prendi! - - ANNA, attonita, la tiene in mano. - -No! No!... - - ANNA la nasconde in seno. - -E la chiuderai subito nella tua scrivania. A Milano vedrò poi il mio -notaio... - -FRANCESCO dall'uscio di mezzo, tremante, sconvolto. - -Signor conte! Sa?... Sa? - -LAMBERTI. - -Che c'è? - -FRANCESCO. - -A Sonvico, hanno arrestato il dottor Fratti! - -LAMBERTI. - -Chi te l'ha detto? - -FRANCESCO. - -Adesso! Il maestro di posta! - -LAMBERTI. - -Va!... Chiamalo! - - Francesco via. - -ANNA trattenendo Vitaliano che vuol seguire Francesco. - -Il dottor Fratti? Arrestato?... - -LAMBERTI. - -Lasciami andare! Lasciami andare! - - -SCENA VII. - - TERESA e il Conte RIENZ. - - - Teresa chiamando dalla biblioteca. - -Vitaliano! Vitaliano! - -RIENZ. - -Dov'è? Dov'è?... - - seguito da Teresa entra in fretta dalla - biblioteca, attraversa la scena, viene - fin dietro di Vitaliano: sottovoce; - rapidamente. - -Partite subito sul momento! Dietro il Molino vecchio troverete una -carrozza chiusa. Passerete il confine a Maslianico. - - forte ad Anna. - -Contessa Anna, scusate la mia fretta ma devo essere subito a Milano, al -Comando Militare. - - a Teresa. - -Anche voi! Perdonate! - - fa un inchino alle signore, via. - - -SCENA VIII. - - LAMBERTI, ANNA, TERESA. - - - Lamberti immobile, sorpreso. - -ANNA con disperazione. - -Va! Va! Va! - -TERESA. - -Non un minuto! È la Provvidenza! L'aiuto della Provvidenza! - - LAMBERTI risoluto. - -Alcune carte... Aspettatemi! - - ad Anna che fa per seguirlo - -Aspettami! - - va via per l'uscio dal quale è uscito - Giacomino. - -ANNA a Teresa, con grande ansia e terrore. - -Tu sai?... Tu sai?... - -TERESA. - -Anna! Anna! - -ANNA. - -Presto! Ho diritto di saper tutto. Sono sua moglie! - -TERESA sempre più tremante. - -Dalla Spezia... - -ANNA. - -Dalla Spezia? - -TERESA. - -Sì, è venuto l'ordine dalla Spezia!... Hanno sequestrata una tartana, — -i doganieri Pontifici, — diretta alla punta di San Terenzo! Era carica -di armi, di fucili! Il capitano, un levantino, arrestato, minacciato di -morte, ha parlato! - -ANNA. - -E Vitaliano? - -TERESA. - -Una grande insurrezione doveva scoppiare nello stesso giorno, in tutta -l'Italia! - -ANNA. - -E Vitaliano?... Vitaliano?... - -TERESA. - -È uno dei capi! Vengono per arrestarlo! - - fuor di sè. - -Ma cosa fa? Che cosa fa? - -ANNA. - -Il conte?... Il conte di Rienz? - -TERESA. - -Ha tutto arrischiato per noi, ma non può nulla contro la polizia! — Il -Commissario, i soldati, saranno qui fra mezz'ora! Sono forse già qui! - - verso la biblioteca. - -Che cosa fa adesso? Ma che cosa fa?!... - - giungendo le mani supplichevoli verso la - cappelletta. - -Dio! Dio! Dio! Buono! Santo! - - -SCENA IX. - - LAMBERTI e dette. - - -LAMBERTI. - -Eccomi. Ed ora... io sono pronto. - -TERESA. - -Va!... Dunque!... Va! - - Anna lo fissa pallidissima, immobile, muta. - -LAMBERTI. - -No, madre mia. Io resto. - - ANNA trasalisce: senza mai dire una parola - lo abbraccia come per non lasciarlo più, - lo accarezza, lo bacia, gli bacia la - mano. - -TERESA. - -Rimani?... Ma... non hai capito?... Vengono qui!... I soldati! Il -Commissario! Per arrestarti! - - ANNA stringe Vitaliano affettuosamente, lo - guarda supplichevole, scongiurandolo di - fuggire. - -LAMBERTI le prende la mano, gliela stringe forte per infonderle -coraggio: poi di nuovo, a Teresa. - -Nella carrozza del conte di Rienz è partito Giacomino. Avviserà, dietro -via quanti più potrà dei nostri. E gli ho dovuto assicurare, per farlo -partire, che avevo anch'io un mezzo altrettanto sicuro e che lo avrei -raggiunto a Chiasso. Invece... no. Resto qui. La Provvidenza che voleva -salvare me, non ha voluto o potuto salvare insieme anche tutti gli -altri miei compagni. Perciò io, — solo, — non posso, io, approfittare -dei suoi favori... e rimango. - -TERESA. - -Va! Va! Va! Ascoltami, Vitaliano! Devi ascoltarmi! Ne ho diritto! -Sono tua madre!... La mamma! La tua povera mamma! Lo sento e non l'ho -mai sentito come in questo momento! E non c'è più altro per me! Te lo -giuro! Non c'è più altro! Va! Va! Va! Va! - - LAMBERTI con dolcezza. - -Non posso partire! - - la bacia, come in atto di perdono. - -TERESA. - -Va! Va! Va! - -LAMBERTI risoluto. - -No, mamma non devo partire. Bisogna aspettarli qui! - -TERESA ascolta un momento: con un grido. - -Dio! - - prendendosi la testa fra le mani guardando - spaventata verso la finestra. - -Vengono!... Vengono! - - Anna con un grido si attacca disperatamente - al collo di Vitaliano come per - difenderlo... - - - FINE. - - - - -Opere di Gerolamo Rovetta - - -_Romanzi_: - - La Moglie di sua Eccellenza, romanzo. - La Signorina, romanzo. - Cinque minuti di riposo! - Mater Dolorosa, romanzo. - La Baraonda, romanzo. - L'idolo, romanzo. - Le lacrime del prossimo, romanzo. - Il tenente dei Lancieri, romanzo. - Il primo amante, romanzo. - Il processo Montegù, romanzo. - Sott'acqua, romanzo. - Dramatis personæ, antologia. - -_Teatro_: - - I Disonesti, dramma in tre atti. - Scellerata!... commedia in un atto. — Collera cieca... commedia - in due atti. - Romanticismo, dramma in quattro atti. - Madame Fanny, commedia in tre atti. — Marco Spada, commedia in - quattro atti. — La Cameriera nova, commedia in due atti in - dialetto veneziano. - La Baraonda, dramma in cinque atti. — Principio di Secolo, dramma - in quattro atti. - La Realtà, dramma in tre atti. — La Trilogia di Dorina, commedia - in tre atti. - Il Re Burlone, dramma in quattro atti. - Molière e sua Moglie, commedia in tre atti. - Il Ramo d'ulivo, commedia in tre atti. — Il Poeta, commedia in - tre atti. - La Moglie giovine, commedia in quattro atti. — Le due coscienze, - commedia in tre atti. - I Barbarò, dramma in un prologo e quattro atti. — Alla città di - Roma, commedia in due atti. - -_Novelle_: - - Casta Diva, Novelle. - Cavalleria assassina, racconti. - Baby, Tiranni minimi. - - - - - -Nota del Trascrittore - -Ortografia e punteggiatura originali sono state mantenute, correggendo -senza annotazione minimi errori tipografici. - -*** END OF THE PROJECT GUTENBERG EBOOK ROMANTICISMO *** - -Updated editions will replace the previous one--the old editions will -be renamed. - -Creating the works from print editions not protected by U.S. copyright -law means that no one owns a United States copyright in these works, -so the Foundation (and you!) can copy and distribute it in the -United States without permission and without paying copyright -royalties. 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Redistribution is subject to the trademark -license, especially commercial redistribution. - -START: FULL LICENSE - -THE FULL PROJECT GUTENBERG LICENSE -PLEASE READ THIS BEFORE YOU DISTRIBUTE OR USE THIS WORK - -To protect the Project Gutenberg-tm mission of promoting the free -distribution of electronic works, by using or distributing this work -(or any other work associated in any way with the phrase "Project -Gutenberg"), you agree to comply with all the terms of the Full -Project Gutenberg-tm License available with this file or online at -www.gutenberg.org/license. - -Section 1. General Terms of Use and Redistributing Project -Gutenberg-tm electronic works - -1.A. By reading or using any part of this Project Gutenberg-tm -electronic work, you indicate that you have read, understand, agree to -and accept all the terms of this license and intellectual property -(trademark/copyright) agreement. 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Hart was the originator of the Project -Gutenberg-tm concept of a library of electronic works that could be -freely shared with anyone. For forty years, he produced and -distributed Project Gutenberg-tm eBooks with only a loose network of -volunteer support. - -Project Gutenberg-tm eBooks are often created from several printed -editions, all of which are confirmed as not protected by copyright in -the U.S. unless a copyright notice is included. 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You may copy it, give it away or re-use it under the terms -of the Project Gutenberg License included with this eBook or online -at <a href="https://www.gutenberg.org">www.gutenberg.org</a>. 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Voi non pecchereste d'immodestia, -rispondendomi che gli è perchè lo avete -fortemente concepito e datagli una forma appropriata, -con sentimento di verità e d'arte. I -vostri personaggi son persone vive che operano -e parlano in un ambiente reale: i caratteri -sono quali, nelle rispettive condizioni di -vita e d'ufficio, erano i caratteri del Lombardo-Veneto, -triste vocabolo di austriaca memoria, -mezzo secolo fa; gli affetti, quali nei cuori -<span class="pagenum" id="Page_x">[x]</span> -degl'Italiani di codesta nobile e visceral parte -della patria nostra si venivano formando e -nella vita si effondevano, in quel sacro decennio -fra il '49 e il '59, che maturò, fermentante -dal 1821, la libertà d'Italia. Il vostro -conte Vitaliano Lamberti aveva nei decennii -antecedenti portato il nome di Federico Confalonieri, -di Giovanni Arrivabene, degli Arconati, -degli Arese, dei Trecchi, dei Porro. Quella -borghesia eroica che nella farmacia di Giovanni -Ansperti riceveva l'epico giuramento -dei fedeli al verbo mazziniano, e dava, serena -e impenitente i suoi confessori e martiri alle -forche di Belfiore, accolse il medico, il libraio, -il prete, il patrizio, che non si chiamavano -Ansperti, Fratti, Strassèr, Morelli, Lamberti, -ma Scarsellini, Maggi, Maisner, Montanari, -Finzi, Grioli, Zambelli, Speri, Penna, Ottonelli, -Tazzoli. La povera Giuditta Ansperti, -che muore di crepacuore un mese dopo esserle -stato impiccato il marito, fu, in quella stessa -Como, e in una farmacia, con dissomiglianza -di vicenda e di fibbra, la forte donna il cui -affetto tenace segue fino alle terribili carceri -di Venezia Luigi Dottesio, e che è sopravvissuta, -fino a sei anni fa, quasi nonagenaria, -a quel dramma d'amore e di patria e -di sangue. Dalle montagne del confine elvetico, -che Ugo Foscolo inaugurò al rifugio dell'idea -<span class="pagenum" id="Page_xi">[xi]</span> -italica sotto l'egida delle libertà repubblicane; -fra quelle balze, esercitate dal contrabbando -politico, di mezzo alle quali il vostro -conte trafuga in salvo il vecchio farmacista -e si trova a dover ammazzare il tristo gendarme, -che italiano, si fa gioia e vanto delle lacrime -e del sangue degli italiani ribelli al -suo imperatore; dalle balze di quelle montagne -erano passati in una tempestosa notte -del '22, a lume di torcie, l'Arrivabene, l'Ugoni, -lo Scalvini, scampando allo Spielberg che ingoiava -il Pellico, il Maroncelli, l'Oroboni, -il Pallavicino, il Castillia, il Borsieri. Di quelle -dame austriacanti, madri di figliuoli liberali; -di quelle spose che avevano fatta una cosa -sola dell'amore coniugale e della devozione -all'Italia; oh quante la storia, la più inedita, -del cuore di donna, quante ne avrebbe -potuto consacrare alla compassione o al disprezzo, -ovvero (come già per Teresa Confalonieri) -al culto reverente, di noi che allora -eravamo giovanetti! E il vostro consigliere -imperiale, che divide la sua fedeltà tra l'aula -della Cancelleria Cesarea e i recessi d'una -di quelle alcove maledette nel verso del Berchet -e del Nicolini, lo abbiamo avuto, mutati nomi -e proporzioni, anche noi nella Toscana -lorenese: salvo che qui la tragedia si assottiglia -pianamente nel comico, che il Giusti -<span class="pagenum" id="Page_xii">[xii]</span> -di tra le quinte dell'allusione motteggevole -ritraeva in iscorcio; nel modo stesso che la -ferocia del gendarme Baraffini ingoffiava in -qualche inocuo pupazzetto militare, tirato -pe' fili della sestina scettica del Guadagnoli. -Ma il pallido Ortis del romanticismo di tutta -la penisola si disegnava con chiaroscuri lunari -lungo le linee, sulle quali voi avete tracciata -la figura del venturiero Rodolfo. E non piuttosto -di Lombardia che di altra qualsiasi regione -d'Italia era il marchese Giacomino, -da voi ritratto con arguzia e festività goldoniane, -quando dalla regione designata per la -riscossa rivarcava il Ticino, sotto la bandiera -tricolore, non più fatuo giovanotto quasi -inconsapevole de' suoi stessi sentimenti di -naturale amor patrio, ma soldato di Vittorio -Emanuele alle cariche di Palestro e di San -Martino. -</p> - -<p class="ast"><sub>*</sub><sup>*</sup><sub>*</sub></p> - -<p> -E tutta questa vita vera di quel periodo -della nostra storia Voi l'avete atteggiata con -arte sapiente; sì per quel che avete condotto -espressamente sulla scena, sì per quello che -fra atto e atto avete trascorso. La morte della -vedova Ansperti, quanto è più pietosa risaputa -<span class="pagenum" id="Page_xiii">[xiii]</span> -dopo! e come drammatico lo scontro dei -patriotti coi gendarmi sul confine svizzero, -nella penombra del racconto senza indugiarvisi -sopra! E il suicidio espiativo dell'Ortis -denunciatore, che Voi con audace novità fate -raccontare dal marito alla moglie, e può da -quella coppia pura avere generoso compianto; e il -duello patriottico tra Giacomino e il Grosso -ufficiale austriaco che ci pare aver conosciuto -nonostante che voi non gli abbiate fatto l'onor -della scena; sono tratti di artista possente, -che sa risparmiarsi alle parti culminanti dell'opera -meditata, e in queste poi eccellere -luminoso. -</p> - -<p> -Dico nel primo atto tutto intero, che non -si dimentica; e (per quanto dallo avervi ascoltato -può essermisi impresso nella memoria) -nella scena, che mi parve bellissima su tutte, -nella quale moglie e marito si rivelano, tardi -ma in tempo, a se medesimi, e nella religione -della patria riconsacrano e sublimano l'amor -coniugale; e dove a quella religione il conte -mazziniano inizia il marchesino, che d'ora -innanzi avrà coscienza di ciò che sin allora -solamente sentiva; e le arti poliziesche della -suocera e del consigliere intorno alla giovane -sposa magnanima; e il castigo che alla vecchia -dama si viene, lungo tutto il dramma, apparecchiando -nella diserzione d'ogni più caro e -<span class="pagenum" id="Page_xiv">[xiv]</span> -legittimo affetto, e nel supremo dolore, in cui -ella ritrova colle lacrime materne se stessa, -dell'arresto del figliuolo; e nella temperanza -con la quale avete ritratto e lei e l'imperiale -amico suo senz'aggravarli di troppo foschi -colori, anzi lasciando che ancor egli, pur rimanendo -inflessibile nell'aulica sua devozione -contro l'idea italiana, e contro il «romanticismo» -della rivoluzione impossibile, abbia -tuttavia alcuno di quei tratti generosi a cui -nessun cuore umano che non sia de' pochi -affatto snaturati e perversi, rimane chiuso -con sigillo inviolabile. -</p> - -<p> -Questi sono pregi nobilissimi del vostro lavoro. -Ai quali deve pur aggiungersi la sincerità -della lingua e dello stile che mi parvero -non peccare nè di trascuranza delle proprietà -dell'idioma che ci è testimonio di nazione, nè -di quella preziosità che sotto altre penne (e -alcun'altra volta scusate sotto la vostra stessa) -aliena dallo schietto quotidiano linguaggio il -conversar delle scene. Grave questione cotesta, -nella quale credo che autori ed attori avrebbero -ancor molto da fare, qui fra noi, per -conseguire al teatro nostro la virtù somma, che -dovrebb'essere, in tutti i sensi ed aspetti, -la verità. -</p> - -<p> -Della verità storica poi, di fatti e d'ambiente, -lumeggiata in modo squisito dalla valentia -<span class="pagenum" id="Page_xv">[xv]</span> -dei vostri interpreti e dallo sceneggiamento -e dal costume, così fossero i drammaturghi -sempre in sicuro possesso come siete stato Voi -nell'interrogarne un'epoca, della quale i testimoni -viventi rimangono, drappello di seniori, -ancora in buon numero! Ahimè quanto -falso medioevo sulle scene moderne! e non -di scrittori italiani solamente; anzi, diciamo -piuttosto, quanto falso medioevo italiano in -lavori teatrali, che è sotto tale rispetto -«peccato nostro e non natural cosa» tradurceli -e accettarceli con plauso e, in certo -modo, sottoscriverceli noi Italiani, sui teatri -d'Italia! Voi avete dato un esempio, da augurarne -imitatori. Ho riletto, dopo la rappresentazione -del vostro «Romanticismo», le -scene maestrevoli che la Sand desunse pel -suo «Cadio» dalla storia della Vandea; nè -le vostre mi paiono da meno: oltre poi il vantaggio, -di averle Voi commisurate a scenica -rappresentazione: chè il teatro parla a più -e di più specie, persone che non il libro; parla -a coloro ai quali non vorremmo non averci -a pentire di aver insegnato a leggere il libro -e il giornale; e parla, il teatro, il linguaggio -del cuore, nel quale tutti anche e letterati e -analfabeti, dovremmo saperci intendere e sentirci -uniti nel bene. E si avverta che quanto -è più facile lo adire le fonti del vero d'un'età -<span class="pagenum" id="Page_xvi">[xvi]</span> -a noi vicina, tanto più stringente è l'obbligo -d'attingervi schietto: e più grave dunque il -carico che Voi vi eravate addossato. -</p> - -<p> -Proseguite animosamente, anche perchè — questo -vi dico per ultimo, ma sopra tutto mi -preme che vi sia detto; e per questo principalmente -ho preso fiducia di scrivervi in pubblico — anche -perchè voi avete fatto, signore, -un'opera buona. E ciò pure io credo (e rispondo -alla dimanda che Vi proposi in principio) -sia legittimo titolo del lieto successo -che avete incontrato. La Poesia civile, la quale, -e romantica e classica, cooperò con tanta -efficacia a conquistarci la libertà nazionale, è -richiamata sotto le armi a difenderla: difenderla -da nemici tanto più pericolosi in quanto -essi pretessono in nome della libertà umana, -mentre uccidono consapevoli o no, il sentimento -della patria. Io ho pur una volta sentito, -come da giovane, echeggiare il teatro -di applausi patriottici: ve ne ringrazio di -cuore. La grande istoria della servitù d'Italia -e del suo risorgimento Vi offre, da tutto il -secolo decimonono, altri degni argomenti a -trattare o riproducendo con nomi storici o, -molto meglio, dal complesso dei particolari, -com'era avete fatto, idealizzando fedelmente -al vero persone ed avvenimenti. Vi preghiamo — lasciatemi -parlare in nome della generazione -<span class="pagenum" id="Page_xvii">[xvii]</span> -con la quale io discendo — Vi preghiamo, -Voi che ascendete, non sia questo il solo lavoro -con cui facciate rivivere sulle scene, a -memoria, ad ammonimento, a conforto, la -santa immagine della patria italiana. -</p> - -<p class="indl"> -<i>Firenze, Settembre 1902.</i> -</p> - -<p class="indr"> -<span class="smcap">Isidoro Del Lungo.</span> -</p> - -<p class="indl"> -(Dal <i>Giornale d'Italia</i>: — Roma — Sabato 4 Ottobre 1902). -</p> - -<div class="chapter"> -<p> -<span class="pagenum" id="Page_xviii">[xviii]</span> -</p> - -<h2 id="pers">PERSONAGGI</h2> -</div> - -<ul> -<li>Il conte VITALIANO LAMBERTI</li> -<li>Il conte di RIENZ</li> -<li>Il marchese GIACOMINO D'ARFO</li> -<li>RODOLFO CÉZKY</li> -<li>GIOVANNI ANSPERTI, farmacista</li> -<li>CASIMIRO FRATTI, medico</li> -<li>MAURO STRASSÈR, libraio-editore</li> -<li>Don CARLO MORELLI</li> -<li>Il signor FAUSTINO, direttore della Farmacia Ansperti.</li> -<li>BARAFFINI, sergente dei gendarmi</li> -<li>DEMOSTENE, facchino</li> -<li>FRANCESCO, vecchio servo di casa Lamberti</li> -<li>La contessa ANNA LAMBERTI</li> -<li>La contessa TERESA LAMBERTI dei duchi di Landro</li> -<li>GIUDITTA ANSPERTI</li> -<li>CAROLINA, vecchia cameriera della contessa Teresa</li> -<li>Una contadina</li> -<li>Gendarmi.</li> -</ul> - -<p class="center"> -L'azione succede nel 1854: -</p> - -<p class="center"> -Nel 1º atto a Como, nella farmacia Ansperti. -</p> - -<p class="center"> -Nel 2º, 3º e 4º atto nella villa Lamberta, presso -Milano. -</p> - -<div class="chapter"> -<p> -<span class="pagenum" id="Page_1">[1]</span> -</p> - -<h2 id="atto1">ATTO PRIMO.</h2> -</div> - -<div class="blockquote"> -<p> -La scena rappresenta la retrobottega della -farmacia Ansperti. Dai vetri delle finestre, -che hanno le tendine bianche, ma sono aperte, -e dagli usci si vedrà l'interno della farmacia -e la porta che dalla farmacia mette -sulla strada. La retrobottega è arredata come -un modesto salottino borghese: un grande -braciere con intorno alcune seggiole: una tavola -grande, che serve da pranzo e da giuoco. — È -la fine di novembre. — Sono le sette -pomeridiane. La farmacia è illuminata -con una lucerna ad olio: nella retrobottega -una lucerna ad olio sulla tavola ed una candela -di sego sulla credenza. Sulla tavola ad -un'estremità, sul vecchio tappeto, è steso -un tovagliolo con l'occorrente del pranzo per -una sola persona. -</p> -</div> - -<p> -<span class="pagenum" id="Page_2">[2]</span> -</p> - -<h3>SCENA PRIMA.</h3> - -<div class="blockquote"> -<p> -Il signor <span class="smcap">Faustino</span> e la signora <span class="smcap">Giuditta</span>. -Il Signor Faustino, seduto a tavola, cena. La -signora Giuditta, vestita assai modestamente, -senza nessun ornamento, con un fazzoletto -nero al collo, curva dinanzi al grande braciere, -fissa la brace immobile, assorta, con la -mente lontano. È pallida: ha l'aspetto sofferente. -</p> -</div> - -<div class="blocksc"> -<p> -<span class="smcap">Faustino</span> continua a mangiare, poi dopo essersi -pulita la bocca col tovagliolo -cerca la bottiglia del vino con gli -occhi: dopo un momento chiamando -sottovoce: -</p> -</div> - -<p> -Signora Giuditta! Signora Giuditta! -</p> - -<div class="blocksc"> -<p> -<span class="smcap">Giuditta</span> scuotendosi: lo fissa senza capire. -</p> -</div> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Faustino</span> sorridendo. -</p> - -<p> -Sono condannato anch'io... -</p> - -<div class="blocksc"> -<p> -più sottovoce -</p> -</div> - -<p> -A morir di sete! -</p> - -<p> -<span class="pagenum" id="Page_3">[3]</span> -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Giuditta.</span> -</p> - -<p> -Ah!... Il vino! -</p> - -<div class="blocksc"> -<p> -si alza: va a prendere la bottiglia -sulla credenza. -</p> -</div> - -<p> -Scusi! La mia povera testa se ne va! -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Faustino.</span> -</p> - -<p> -Coraggio, signora Giuditta!... Non -bisogna crucciarsi e bisogna distrarsi! -</p> - -<div class="blocksc"> -<p> -dopo averla osservata: gravemente. -</p> -</div> - -<p> -Lei è molto ammalata! -</p> - -<div class="blocksc"> -<p> -<span class="smcap">Giuditta</span> scoppia in lacrime. -</p> -</div> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Faustino</span> alzandosi e prendendole una mano. -</p> - -<p> -Coraggio! Coraggio per lei... -</p> - -<div class="blocksc"> -<p> -sottovoce -</p> -</div> - -<p> -e più ancora <i>per lui</i>. -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Giuditta</span> -a mano a mano con crescente esaltazione. -</p> - -<p> -Lo sento! Lo sento! Non lo vedrò -più! La forca!... La forca! Poveri e -<span class="pagenum" id="Page_4">[4]</span> -ricchi! Plebei e nobili! La forca... non -guarda più in faccia a nessuno! -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Faustino.</span> -</p> - -<p> -Sst! -</p> - -<div class="blocksc"> -<p> -guarda verso la farmacia: poi, più -sottovoce, spaventato. -</p> -</div> - -<p> -Sa che quel rinnegato del sergente Baraffini -l'ha presa a perseguitare e fa -sempre la ronda!... — Pensi, invece — per -calmarsi — che con tante perquisizioni -non hanno trovato una prova -sola contro suo marito! E suo marito, -Tito Ansperti, è forte di corpo e di -spirito: saprà negare, negare, negar -sempre, per salvar sè e gli altri. -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Giuditta.</span> -</p> - -<p> -E il dottor Lazzati? — Gli hanno -trovato qualche cosa? — No. — Eppure -lo hanno condannato a quindici -anni di ferri! E poi... fra i suoi compagni... -</p> - -<p> -<span class="pagenum" id="Page_5">[5]</span> -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Faustino</span> con impeto. -</p> - -<p> -Fra i patriotti?... Una spia? -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Giuditta.</span> -</p> - -<p> -Una spia, no! Ma un animo debole -che non resista ai patimenti, alle minacce, -ai tradimenti... — Mi compatisca, -signor Faustino!... Perdoni ad -una povera donna che ama, che soffre... -e che muore. Sì! Sì! La morte! Ecco -la mia forza e la mia speranza, perchè -il mio Tito non me lo rendono -più! Sono tre mesi, più di tre mesi, -che quel Baraffini aveva messi sopra -di me i suoi occhi di spia infame! — È -venuto a strapparlo dalle mie braccia! -E rideva, ghignava, mentre i gendarmi -lo ammanettavano! Lo hanno -condotto a Como, a Milano, a Venezia! -Dio, Dio, a Venezia! Sapete come si -chiama la prigione dove lo hanno rinchiuso -<span class="pagenum" id="Page_6">[6]</span> -a Venezia? — <i>Lo Stokhaus!</i> — La -casa delle bastonate. -</p> - -<div class="blocksc"> -<p> -scoppia di nuovo in lacrime. -</p> -</div> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Faustino</span> esortandola a calmarsi. -</p> - -<p> -Signora Giuditta! Signora Giuditta! -Anche per quel povero vecchio del signor -Ansperti!... Il signor Tito era -l'unico figlio! -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Giuditta.</span> -</p> - -<p> -Il babbo vive per la patria, per la -vendetta! Lui... non è che suo padre! -Io sono sua moglie! Lo amo, lo adoro, -ne sono innamorata! Sono giovine ancora! -È mio, è mio, il mio Tito e lo -voglio! -</p> - -<div class="blocksc"> -<p> -Suona il campanello dall'uscio che -dalla strada mette in farmacia: -Giuditta si asciuga la lacrime -in fretta. -</p> -</div> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Faustino</span> fa per avviarsi in bottega. -</p> - -<p> -<span class="pagenum" id="Page_7">[7]</span> -</p> - -<p> -Finisca di cenare. Vado io al banco. -</p> - -<div class="blocksc"> -<p> -vede in farmacia il conte Lamberti: -sottovoce a Faustino: -</p> -</div> - -<p> -È il conte Vitaliano! -</p> - -<div class="blocksc"> -<p> -Giuditta e Faustino mutano d'aspetto -immediatamente: sorridono -e si mostrano disinvolti. -</p> -</div> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Giuditta</span> rimuovendo la brace con -una palettina. -</p> - -<p> -Avanti, avanti, signor conte! Venga -a scaldarsi le mani! Soffia una <i>brèva</i> -gelata! Un ventaccio di neve! -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Faustino</span> mentre Lamberti entra -nella retrobottega. -</p> - -<p> -Servitor suo, signor conte! -</p> - -<p> -<span class="pagenum" id="Page_8">[8]</span> -</p> - -<h3>SCENA II.</h3> - -<div class="blockquote"> -<p class="center"> -<span class="smcap">Lamberti</span> vestito da cacciatore e <span class="smcap lowercase">DETTI</span> -poi la voce di <span class="smcap">Demostene</span>. -</p> -</div> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Giuditta.</span> -</p> - -<p> -È stata una buona giornata? Ha -fatto buona presa? -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Lamberti.</span> -</p> - -<p> -No. -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Faustino.</span> -</p> - -<p> -M'hanno detto che attorno al Bisbino -si levano le starne a nuvoli! -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Lamberti.</span> -</p> - -<p> -Non sono stato a caccia. -</p> - -<p> -<span class="pagenum" id="Page_9">[9]</span> -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Giuditta</span> ha notato l'occhiata e il torbido -umore di Lamberti: sforzandosi -con una risata. -</p> - -<p> -Allora grande allegria e festa per -la selvaggina! -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Lamberti</span> fissandola con intenzione. -</p> - -<p> -Appunto: grande allegria! Molta allegria! -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Faustino</span> per cavarsela, avviandosi in bottega. -</p> - -<p> -Con permesso... -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Giuditta.</span> -</p> - -<p> -Si ricordi: lo zucchero e il caffè a -casa Bernasconi. -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Faustino.</span> -</p> - -<p> -Subito! -</p> - -<div class="blocksc"> -<p> -chiamando -</p> -</div> - -<p> -Demostene! -</p> - -<div class="blocksc"> -<p> -entra nella farmacia. -</p> -</div> - -<p> -<span class="pagenum" id="Page_10">[10]</span> -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Demostene</span> di dentro con una sua cantilena -particolare. -</p> - -<p> -<i>vèngòòò!</i> -</p> - -<div class="blocksc"> -<p> -Mentre dura il dialogo tra la Giuditta -e il Lamberti, si vedrà il signor -Faustino consegnare due pacchi -di zucchero e di caffè a Demostene: -poi, dall'uscio di strada, che si apre -sempre con una scampanellata, -entrerà una donna di servizio con -una ricetta: il signor Faustino, -legge la ricetta e prepara la medicina -che consegnerà poi alla donna. -</p> -</div> - -<p> -<span class="pagenum" id="Page_11">[11]</span> -</p> - -<h3>SCENA III.</h3> - -<div class="blockquote"> -<p> -<span class="smcap">Giuditta</span> e il conte <span class="smcap">Lamberti</span> -nella retrobottega. -</p> - -<p> -Nella farmacia — a suo tempo, e seguendo -l'azione come è indicata nella scena II<br /> -<span class="smcap">Faustino</span>, <span class="smcap">Demostene</span> -e la <span class="smcap lowercase">DONNA DI SERVIZIO</span>. -</p> -</div> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Giuditta.</span> -</p> - -<p> -In questi mesi a Como si <i>crèpa</i> di -salute! se non ci fosse un po' di lavoro -in coloniali, con la farmacia non -si caverebbero le spese! -</p> - -<div class="blocksc"> -<p> -<span class="smcap">Lamberti</span> fa un atto di stizza, -passeggiando in su e in giù. -</p> -</div> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Giuditta</span> sforzandosi di sorridere. -</p> - -<p> -Misericordia che nuvoloni! È giovine, -è ricco... La signora contessa è -una dea fra le più ammirate dell'Olimpo -<span class="pagenum" id="Page_12">[12]</span> -milanese di tutto il Lombardo-Veneto! -Dovrebbe essere allegro, felice -e invece è sempre tetro e brontolone, -come il vecchio Silva dell'<i>Ernani</i>! -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Lamberti</span> fissandola. -</p> - -<p> -Lei, invece signora Giuditta, lei, la -moglie di Tito Ansperti... si mostra -troppo di buon umore <i>con me</i>. -</p> - -<div class="blocksc"> -<p> -prorompendo. -</p> -</div> - -<p> -Per Dio, non sono una spia! -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Giuditta</span>, spaventata. -</p> - -<p> -Signor conte! -</p> - -<div class="blocksc"> -<p> -frattanto nella farmacia si svolge l'azione -tra Faustino e Demostene -com'è indicato nella scena II. -</p> -</div> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Lamberti.</span> -</p> - -<p> -E allora, perchè — tutti qui! -diffidate di me? Lei, signora Giuditta, -col suo ridere forzato, mentre è pallida, -ancora stravolta dal dolore? E anche -<span class="pagenum" id="Page_13">[13]</span> -il signor Faustino, il dottore, anche -don Carlo, tutti! E più di tutti il -vecchio Ansperti, suo suocero! -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Giuditta</span> inquieta per sè commossa -per il Lamberti. -</p> - -<p> -Quel povero vecchio, dopo che gli -hanno arrestato il figliuolo... in seguito -ad una falsa denunzia... a sospetti senza -fondamento, non ha più la testa a -posto. -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Lamberti</span> avvicinandosi: sottovoce. -</p> - -<p> -Giovanni Ansperti il Presidente della -Fratellanza Repubblicana Comasca, -ha il cuore sempre forte e la testa sempre -a posto! -</p> - -<div class="blocksc"> -<p> -<span class="smcap">Giuditta</span> lo fissa pallida, esterrefatta. -</p> -</div> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Lamberti.</span> -</p> - -<p> -So tutto; e stasera prenderò parte -anch'io al vostro gioco del sette e -<span class="pagenum" id="Page_14">[14]</span> -mezzo. — Dov'è il signor Ansperti?... -Di sopra?... Lo faccia venir giù. Se io -fossi soltanto un imprudente — lei lo -sa — Tito Ansperti a quest'ora sarebbe -impiccato. Per chi è trovato -in possesso di una cedola del prestito -di Mazzini, c'è la pena di morte — e -Tito Ansperti ne ha vendute cinquecento -per cinquanta mila svanziche in -un giorno solo e a Como soltanto! E -il contrabbando? E la diffusione dei -libri rivoluzionari? -</p> - -<div class="blocksc"> -<p> -con un impeto di collera. -</p> -</div> - -<p> -Ma si fidi di me! Ha tanta fiducia nel -signor Faustino, il direttore della sua -farmacia, che conosce da pochi mesi, e -in me no, che mi ha sempre veduto? Si -fida di Demostene — il suo facchino — e -non si fiderebbe di me, che ho avuto -per trent'anni il fratello di suo suocero -in casa mia, mio amministratore, mio -<span class="pagenum" id="Page_15">[15]</span> -procuratore? — Ma guardi la mia -faccia. Legga nei miei occhi! Le par -possibile che io possa essere un traditore, -ovvero un pusillanime, un vigliacco? -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Giuditta</span> dopo un momento. -</p> - -<p> -Io credo in lei? ma... e gli altri?... -</p> - -<div class="blocksc"> -<p> -esitando. -</p> -</div> - -<p> -Ella sa perchè, non la sua persona, ma -il suo nome è circondato da tanta... -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Lamberti.</span> -</p> - -<p> -Antipatia, da tanto odio? Lo so. -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Giuditta.</span> -</p> - -<p> -Da tanta diffidenza. -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Lamberti.</span> -</p> - -<p> -Per mia madre! — Mia madre una -duchessa di Landro, italiana, ma che -chiamano «la Tirolese» perchè è tirolese -il conte di Rienz! — Mia madre -devota a casa d'Austria, mia -<span class="pagenum" id="Page_16">[16]</span> -madre la cugina, l'amica... Sì, l'amica, -è falso, è un'infamia, ma tutti lo credono -per gettarmelo in faccia! Mia -madre l'amica di quel Conte di Rienz, -del consigliere, dell'ispiratore mandato -da Vienna all'arciduca! -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Giuditta.</span> -</p> - -<p> -Signor conte! Signor conte! -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Lamberti.</span> -</p> - -<p> -Ebbene, tutto questo è un grande -dolore per me! È la vergogna che pesa -sopra di me! Ma imputarmelo a colpa, -no! — Dov'è la giustizia? E la giustizia -dev'essere il sangue giovine e -nuovo di un popolo nuovo e giovine! — È -la mia disgrazia, terribile, signora -Giuditta! Per mia madre, anche -in casa mia, trovo la freddezza e l'indifferenza! -</p> - -<div class="blocksc"> -<p> -con un impeto di sincerità. -</p> -</div> - -<p> -<span class="pagenum" id="Page_17">[17]</span> -</p> - -<p> -Io amo mia moglie con tutta la poesia, -con tutta la passione, ma non sono riamato! — L'ho -detto anche a Tito -Ansperti: la patria prima; ma poi -anche il mio nome da redimere, anche -l'amore da inspirare, una famiglia mia -da conquistare! -</p> - -<div class="blocksc"> -<p> -cambiando. -</p> -</div> - -<p> -Ci vogliono prove? -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Giuditta.</span> -</p> - -<p> -Non per me... -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Lamberti.</span> -</p> - -<p> -Prove <i>materiali</i>, non ne ho, ma riuscirò -a convincere lei e gli altri. — Dovevo -essere iniziato alla <i>Giovine -Italia</i>, presentato ai fratelli da suo -marito. Quando egli fu arrestato, speravo -che da un giorno all'altro fosse -prosciolto... -</p> - -<p> -<span class="pagenum" id="Page_18">[18]</span> -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Giuditta</span> con un grido. -</p> - -<p> -Sperava?... Oggi non spera più? -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Lamberti</span> deludendo la domanda di Giuditta. -</p> - -<p> -Oggi ho alcune gravi rivelazioni da fare -alla Società. Qualunque indugio potrebbe -essere fatale. -</p> - -<div class="blocksc"> -<p> -più sottovoce afferrandole la mano. -</p> -</div> - -<p> -I fratelli si raccolgono qui anche stasera? -</p> - -<div class="blocksc"> -<p> -vedendola esitante. -</p> -</div> - -<p> -Ancora? — Ebbene lo dirò come ci -siamo intesi io e suo marito, e mi crederà! -</p> - -<div class="blocksc"> -<p> -<span class="smcap">Giuditta</span> lasciandosi cadere sopra una seggiola -fissa ancora Lamberti che -resta in piedi, davanti a lei. -</p> -</div> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Lamberti.</span> -</p> - -<p> -Anche Tito Ansperti era, come me, -un cacciatore appassionato: ci incontravamo -spesso, nei boschi lontani, e -<span class="pagenum" id="Page_19">[19]</span> -si cacciava poi insieme, soli io e lui, -le intere giornate. -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Giuditta.</span> -</p> - -<p> -So, so; ebbene? -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Lamberti.</span> -</p> - -<p> -Una mattina prestissimo, ai primi -di settembre... -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Giuditta</span> interrompendolo. -</p> - -<p> -Il giorno stesso in cui sono venuti -i gendarmi? -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Lamberti.</span> -</p> - -<p> -No. Tito Ansperti è stato arrestato -il venerdì: noi, invece, ci siamo incontrati -la mattina del mercoledì: sono -date che non si dimenticano. -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Giuditta</span> come un'eco: quasi cupamente. -</p> - -<p> -Alle otto di sera, il cinque settembre: -venerdì. Sono date che non si dimenticano! -</p> - -<p> -<span class="pagenum" id="Page_20">[20]</span> -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Lamberti.</span> -</p> - -<p> -Io avevo fissato la posta dietro la -villa del Pizzo, alle prime boscaglie -che salgono poi, a dirupo, lungo la -montagna. L'alba non spuntava ancora: -io avevo attraversato il grande giardino -dell'albergo «Alla Regina d'Inghilterra», -avevo scavalcato il muro -di confine fra il giardino dell'Albergo -e quello della villa e mi ero lasciato cader -giù, di colpo, nel recinto della -villa stessa, quando vedo passarmi davanti -agli occhi il lucicore di una -canna di fucile e sento una mano forte, -di ferro stringermi alla gola. -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Giuditta.</span> -</p> - -<p> -Tito? -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Lamberti.</span> -</p> - -<p> -«Che fate qui? — Dove andate?» — borbotta -<span class="pagenum" id="Page_21">[21]</span> -il mio aggressore, in tono -di minaccia e di collera. -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Giuditta.</span> -</p> - -<p> -Era lui?... Era Tito?... -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Lamberti.</span> -</p> - -<p> -Ma allora, subito... -</p> - -<div class="blocksc"> -<p> -Si ode il campanello della farmacia: -entra la donna com'è indicato -nella scena seconda. -</p> -</div> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Giuditta</span> con voce indifferente, avvicinandosi -all'uscio a vetri. -</p> - -<p> -Come sta la padrona? -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Donna</span> di dentro. -</p> - -<p> -Stasera è quasi senza febbre! -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Giuditta.</span> -</p> - -<p> -Buon segno! Speriamo! -</p> - -<div class="blocksc"> -<p> -rientra: torna a sedersi come prima: -con la stessa intonazione di prima. -</p> -</div> - -<p> -Era lui? Era Tito?... -</p> - -<p> -<span class="pagenum" id="Page_22">[22]</span> -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Lamberti.</span> -</p> - -<p> -Lo riconosco alla voce! «amici!...» -rispondo «Lamberti!» L'altro rallenta -la mano, mi lascia libero, ma il -suo viso — la penombra a mano a -mano diradava — rimaneva accigliato, -inquieto. — «Non è la buona strada, -signor conte! — Per di là! Per di là!» -— E mi respinge a viva forza verso -il muro di cinta, quando ad un tratto -si ode nella boscaglia un frastuono, un -precipitare di passi e dal dirupo erto, -scosceso due giovani montanari piombano, -d'un salto, in mezzo a noi, e buttati -vari pacchi di libri e di carte ai -nostri piedi, continuano sempre giù, -a precipizio, e spariscono nella discesa! -</p> - -<p> -<span class="pagenum" id="Page_23">[23]</span> -</p> - -<h3>SCENA IV.</h3> - -<div class="blockquote"> -<p> -Suona il campanello della farmacia: entrano -<span class="smcap">Don Carlo Morelli</span> e <span class="smcap">Mauro Strassèr</span>. -Si fermano al banco a discorrere col signor -Faustino. — Poi in fine entra in Farmacia -il <span class="smcap">Dottor Fratti</span>. -</p> -</div> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Giuditta</span> dopo aver guardato, rimanendo -seduta, chi è entrato in bottega: -a Lamberti in tono rassicurante. -</p> - -<p> -Don Carlo e il libraio Strassèr! -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Lamberti</span> continuando. -</p> - -<p> -Erano due contrabbandieri! E portavan -libri del Guerrazzi, del Gioberti, -la <i>Francesca da Rimini</i> del Pellico! -Erano giornali, l'<i>Italia del Popolo</i>, coi -proclami di Mazzini, di Saffi, di Kossuth, -stampati a Capolago dalla tipografia -Elvetica. -</p> - -<div class="blocksc"> -<p> -cambiando, ridendo. -</p> -</div> - -<p> -<span class="pagenum" id="Page_24">[24]</span> -</p> - -<p> -Ah! ah! La villa del Pizzo! La villa -dell'arciduca Ranieri, vicerè del Lombardo-Veneto, -è un buon posto, sicuro, -per un simile contrabbando! — Tutto -ciò io indovino, intuisco a quella rapida -scena, il pallore minaccioso dell'Ansperti, -e subito, gettandogli le braccia -al collo e baciandolo, gli grido ma, -a voce bassa, con tutto il calore del -mio sangue: «Viva l'Italia!» — Viva -l'italia — mi risponde l'Ansperti abbracciandomi -a sua volta, sicuro che -io non ero un giuda! — Una vecchia -tana di volpe serve di nascondiglio, -fino a sera, ai libri e ai proclami... -</p> - -<div class="blocksc"> -<p> -scampanellata forte: è il dottor Fratti -che entra in farmacia. -</p> -</div> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Giuditta</span> sottovoce. -</p> - -<p> -Il dottor Fratti! -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Lamberti.</span> -</p> - -<p> -E la sera ne abbiamo introdotti a -<span class="pagenum" id="Page_25">[25]</span> -Como, quanti ce ne stavano, sotto gli -abiti, nelle tasche, nel carniere... Poi -a Milano. -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Giuditta</span> con fede e con entusiasmo -stringendogli la mano. -</p> - -<p> -Adesso sì! -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Lamberti</span> interrompendola: allontanando -la propria mano. -</p> - -<p> -Adesso o credermi o denunziarmi! -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Giuditta.</span> -</p> - -<p> -Andiamo su, dal babbo! -</p> - -<div class="blocksc"> -<p> -si stringono la mano. — Giuditta, chiamando -sull'uscio a vetri. -</p> -</div> - -<p> -Venite avanti! -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Don Carlo.</span> -</p> - -<p> -Buona sera, signora Giuditta! -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Giuditta.</span> -</p> - -<p> -Qui fa più caldo! — Demostene! -</p> - -<p> -<span class="pagenum" id="Page_26">[26]</span> -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Demostene</span> di dentro. -</p> - -<p> -<i>Vengòòò!</i> -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Giuditta.</span> -</p> - -<p> -Porta del carbone! -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Dottor Fratti</span> sull'uscio della farmacia. -</p> - -<p> -E il signor Giovanni? -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Giuditta.</span> -</p> - -<p> -Vado a chiamarlo e torno subito. -Anche lei, signor Faustino! Venga a -preparare le carte e le puglie. Resterà -Demostene in bottega! Addio signor -Strassèr! -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Strassèr.</span> -</p> - -<p> -Buona sera! -</p> - -<div class="blocksc"> -<p> -Giuditta e Lamberti entrano dall'uscio -di fianco, a sinistra, che mette -alla scala e quindi alle stanze superiori. -</p> -</div> - -<p> -<span class="pagenum" id="Page_27">[27]</span> -</p> - -<h3>SCENA V.</h3> - -<div class="blockquote"> -<p> -<span class="smcap">Don Carlo Morelli</span>, il <span class="smcap">Dottor Fratti</span> e -<span class="smcap">Mauro Strassèr</span> entrano dalla farmacia nella -retrobottega: poco dopo da un uscio di fianco -entra <span class="smcap">Demostene</span>, in maniche di camicia e -con un lungo grembiule bianco, portando un -cesto di carbone. -</p> -</div> - -<div class="blocksc"> -<p> -Tutti depongono i mantelli, i cappelli -sulle seggiole; chi appoggia l'ombrello, -chi il bastone alle seggiole; -si levano i grossi guanti -di lana. -</p> - -<p> -Frattanto entra Demostene e vuota -mezzo il cestello del carbone sul -braciere, lascia il cesto per terra -accanto al braciere e passa per -l'uscio a vetri, nella farmacia. -</p> - -<p> -Tutti gli altri si avvicinano al braciere. -</p> -</div> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Fratti.</span> -</p> - -<p> -Il freddo, io lo soffro alle mani. -</p> - -<p> -<span class="pagenum" id="Page_28">[28]</span> -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Strassèr.</span> -</p> - -<p> -Io, invece ai piedi. -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Don Carlo</span> sorridendo bonariamente e crollando -leggermente il capo con un -moto che gli è abituale. -</p> - -<p> -Io alle mani, ai piedi e a tutto il -resto! -</p> - -<div class="blocksc"> -<p> -ridono. -</p> -</div> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Fratti</span> scherzando. -</p> - -<p> -Siete vecchio, Don Carlo, e i vecchi, -si sa, amano il caldo! -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Don Carlo.</span> -</p> - -<p> -No, no! Io no! Secondo le stagioni. -D'inverno amo stare al caldo, ma d'estate... -al fresco! -</p> - -<div class="blocksc"> -<p> -ridono. -</p> -</div> - -<p> -<span class="pagenum" id="Page_29">[29]</span> -</p> - -<h3>SCENA VI.</h3> - -<div class="blockquote"> -<p class="center"> -Il signor <span class="smcap">Faustino</span> e detti; poi la -signora <span class="smcap">Giuditta</span>. -</p> -</div> - -<div class="blocksc"> -<p> -<span class="smcap">Faustino</span> entra, spazzola il tappeto che è già -sul tavolo e prepara le carte e le pugliette -per il giuoco. -</p> -</div> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Don Carlo</span> aperta la scatola del tabacco, ne -offre allo Strassèr. -</p> - -<p> -È vostro compatriotta: rapè d'Ungheria! -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Strassèr</span> prendendo il tabacco e annusando. -</p> - -<p> -A me, già, che volete?... L'idea di -riprendere il nostro... sett'e mezzo, -ancora qui, proprio qui, dopo l'arresto -dell'Ansperti, mi pare... -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Don Carlo</span> crollando il capo e rimescolando -la cenere con le molle. -</p> - -<p> -Anche a me. Mi pare, forse un eccesso -di astuzia! -</p> - -<p> -<span class="pagenum" id="Page_30">[30]</span> -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Fratti.</span> -</p> - -<p> -E l'abbandonare improvvisamente -la farmacia, non sarebbe stato invece, -un eccesso di... ingenuità? Qui ci tengono -d'occhio, ma lo sappiamo e abbiamo -preso le nostre precauzioni! -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Faustino.</span> -</p> - -<p> -E poi trovare un altro posto?... -Quale?... Dove? -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Fratti.</span> -</p> - -<p> -Qui siamo vecchi amici: siamo sempre -venuti e, finchè la polizia ce lo -permette, continueremo a venire. -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Strassèr</span> voltandosi dà un'occhiata sospettosa -all'uscio che mette alle stanze -superiori. -</p> - -<p> -Però, stasera, aspetteremo almeno, -a giuocare, che quell'altro... -</p> - -<div class="blocksc"> -<p> -vuol dire: che il Lamberti se -ne sia andato. -</p> -</div> - -<p> -<span class="pagenum" id="Page_31">[31]</span> -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Don Carlo</span> chiamando Faustino. -</p> - -<p> -Pst!... Faustino! -</p> - -<div class="blocksc"> -<p> -Faustino si avvicina. -</p> -</div> - -<p> -Il conte Vitaliano è andato su dal signor -Ansperti! -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Fratti.</span> -</p> - -<p> -A che fare? -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Faustino.</span> -</p> - -<p> -Non so. È stato qui più di un'ora -a discorrer colla signora Giuditta! -</p> - -<div class="blocksc"> -<p> -Tutti si fissano come interrogandosi -a vicenda. -</p> -</div> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Fratti.</span> -</p> - -<p> -Come... figlio di sua madre, non m'ispira -molta fiducia! -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Don Carlo</span> scrollando il capo e sorridendo -con bontà. -</p> - -<p> -Con tutti i suoi milioni è un povero -infelice! -</p> - -<p> -<span class="pagenum" id="Page_32">[32]</span> -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Faustino.</span> -</p> - -<p> -Per sua moglie? -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Don Carlo.</span> -</p> - -<p> -Credo, molto di più... per sua madre! -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Strassèr.</span> -</p> - -<p> -Voi andate spesso a villa Lamberta? -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Don Carlo.</span> -</p> - -<p> -Sì, dalla contessa giovine. -</p> - -<div class="blocksc"> -<p> -a Fratti. -</p> -</div> - -<p> -Voi pure, dottore? -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Fratti.</span> -</p> - -<p> -Mi fanno chiamare per le persone di -servizio. Per i padroni, arriva il medico -da Milano. Peccato! Curerei la vecchia -tanto volentieri... con l'arsenico! -</p> - -<p> -<span class="pagenum" id="Page_33">[33]</span> -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Strassèr.</span> -</p> - -<p> -Ma... anche la contessa giovine, pare, -non è troppo molto buona con suo -marito? -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Don Carlo</span> scrollando il capo, più forte. -</p> - -<p> -Non saprei! — Io so... che è molto -buona per i miei poveri! -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Giuditta</span> entrando. -</p> - -<p> -Pronto, signor Faustino? -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Faustino.</span> -</p> - -<p> -Prontissimo! -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Giuditta</span> con solennità e fermezza. -</p> - -<p> -Vi annunzio, a nome del signor -Giovanni, che abbiamo acquistato, da -stasera in poi un nuovo compagno -di giuoco: il conte Vitaliano Lamberti. -</p> - -<div class="blocksc"> -<p> -Il Fratti, lo Strassèr e Faustino fissano -Giuditta serî, accigliati. Don Carlo, -sorridendo, continua a frugare con -la paletta nel braciere. -</p> -</div> - -<p> -<span class="pagenum" id="Page_34">[34]</span> -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Giuditta.</span> -</p> - -<p> -Mio marito doveva condurlo qui, -in mezzo a noi, il giorno stesso in -cui fu arrestato. Ha offerto le prove -più sicure a me, al signor Giovanni. -</p> - -<div class="blocksc"> -<p> -prorompendo. -</p> -</div> - -<p> -È risoluto, pronto a dare tutto il suo -danaro e tutto il suo sangue alla -causa italiana! -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Strassèr</span> esitando. -</p> - -<p> -Nessun dubbio, ma... -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Fratti</span> pronto. -</p> - -<p> -Uno, uno solo. Era vostro marito -che doveva presentarlo al comitato? -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Giuditta.</span> -</p> - -<p> -Sì. -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Fratti.</span> -</p> - -<p> -Sono tre mesi che Tito Ansperti è -<span class="pagenum" id="Page_35">[35]</span> -stato arrestato. Perchè il signor Conte -si è risolto proprio stasera? -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Giuditta.</span> -</p> - -<p> -Perchè ha una grave rivelazione da -fare alla fratellanza, nell'interesse -della causa e nostro. — Vi ripeto: io -e mio suocero siamo pronti ad accoglierlo: -voi volete respingerlo? Differire? -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Fratti</span> risoluto. -</p> - -<p> -No. -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Giuditta</span> rivolgendosi a Strassèr e a Faustino. -</p> - -<p> -E voi? -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Strassèr</span> e <span class="smcap">Faustino</span> insieme. -</p> - -<p> -No. -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Giuditta</span> va all'uscio che mette nelle stanze -superiori e chiama: -</p> - -<p> -Signor Giovanni! -</p> - -<div class="blocksc"> -<p> -rivolgendosi agli altri -</p> -</div> - -<p> -<span class="pagenum" id="Page_36">[36]</span> -</p> - -<p> -Eccolo. Il conte Vitaliano è qui, -col babbo! -</p> - -<div class="blocksc"> -<p> -a Faustino. -</p> -</div> - -<p> -Demostene è stato avvertito? -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Faustino.</span> -</p> - -<p> -Fa già la guardia. — Sente? -</p> - -<div class="blocksc"> -<p> -Si sente dalla farmacia il rumore che -fa il mortaio nel quale viene pestato -il caffè con un lungo bastone -di ferro. -</p> - -<p> -<span class="smcap">Giuditta</span> va a chiudere l'uscio e le finestre -che danno nella farmacia: dalle -tendine non si distingueranno più -le persone, ma si vedrà sempre -la luce. -</p> -</div> - -<p> -<span class="pagenum" id="Page_37">[37]</span> -</p> - -<h3>SCENA VII.</h3> - -<div class="blockquote"> -<p class="center"> -Il conte <span class="smcap">Lamberti</span>. — Il signor <span class="smcap">Giovanni -Ansperti</span> e detti, poi, infine, <span class="smcap">Demostene</span>. -</p> -</div> - -<div class="blocksc"> -<p> -<span class="smcap">Fratti</span> va incontro a Lamberti e fissandolo -gli stende la mano in silenzio. -</p> -</div> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Lamberti</span> stringe la mano al Fratti e -allo Strassèr; poi a Don Carlo, -vivamente. -</p> - -<p> -Lei che conosce la mia vita e le -mie amarezze, lei non è stupito di vedermi -<i>qui</i>? Mi aspettava <i>qui</i>, non è -vero? -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Don Carlo</span> commosso. -</p> - -<p> -E la benedico. E a sua volta, signor -conte, non si stupisca lei di trovar -qui, un povero prete. — Qui si soffre -e si spera, è dunque il nostro posto, -il più degno! -</p> - -<p> -<span class="pagenum" id="Page_38">[38]</span> -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Giovanni</span> stringendo la mano a Don Carlo. -</p> - -<p> -Voi siete la bontà e la giustizia. -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Lamberti.</span> -</p> - -<p> -Un vero, un degno prete. Invece a -Venezia... — Ecco ciò che preme, ciò -di cui dovevo avvertirvi. -</p> - -<div class="blocksc"> -<p> -<span class="smcap">Tutti</span> lo circondano con ansia. -</p> -</div> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Lamberti.</span> -</p> - -<p> -A Venezia, al servizio dell'auditore -militare, c'è un prete ben diverso e -che compie un ben diverso ministero. -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Fratti.</span> -</p> - -<p> -L'abate Bianconi? -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Strassèr.</span> -</p> - -<p> -Un fanatico austriacante? -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Giuditta.</span> -</p> - -<p> -Bianconi? Un Italiano? Un altro -rinnegato? -</p> - -<p> -<span class="pagenum" id="Page_39">[39]</span> -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Lamberti.</span> -</p> - -<p> -Costui commettendo un sacrilegio... -</p> - -<div class="blocksc"> -<p> -si sente Demostene che batte più in -fretta il mortaio. -</p> -</div> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Giovanni</span> subito, correndo a sedersi attorno alla -tavola seguito da tutti gli altri. -</p> - -<p> -Al giuoco! -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Tutti</span> meno Vitaliano e la Giuditta. -</p> - -<p> -Giuochiamo! -</p> - -<div class="blocksc"> -<p> -<span class="smcap">Giovanni</span> distribuisce una carta a ognuno, -cominciando il giuoco del sette -e mezzo. -</p> -</div> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Giuditta</span> sottovoce al Lamberti. -</p> - -<p> -La ronda o qualche figura sospetta. -Demostene dà l'avviso pestando più -forte nel mortaio. -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Fratti</span> a Giovanni continuando il giuoco. -</p> - -<p> -Carta; un'altra, un'altra... ancora -una carta... Sto. -</p> - -<p> -<span class="pagenum" id="Page_40">[40]</span> -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Faustino.</span> -</p> - -<p> -Sto. -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Don Carlo</span> dopo aver guardata la sua carta. -</p> - -<p> -Anch'io; sto. -</p> - -<div class="blocksc"> -<p> -<span class="smcap">Demostene</span> torna a pestare lentamente col -tono cadenzato di prima. -</p> -</div> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Strassèr.</span> -</p> - -<p> -Dieci <i>kraiser</i>: carte. -</p> - -<div class="blocksc"> -<p> -prendendo le carte che gli dà Giovanni -Ansperti. -</p> -</div> - -<p> -È stato un falso allarme. Quattro -</p> - -<div class="blocksc"> -<p> -vedendo l'ultima carta. -</p> -</div> - -<p> -e quattro otto! -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Faustino</span> sottovoce. -</p> - -<p> -Vado io a vedere. -</p> - -<div class="blocksc"> -<p> -si alza, esce. -</p> -</div> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Giuditta</span> macchinalmente, seguendo Faustino -con lo sguardo. -</p> - -<p> -Carta! -</p> - -<p> -<span class="pagenum" id="Page_41">[41]</span> -</p> - -<div class="blocksc"> -<p> -<span class="smcap">Giovanni</span> le dà le carte pure macchinalmente. -Demostene sospende di picchiare -perchè parla con Faustino. -</p> -</div> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Giuditta.</span> -</p> - -<p> -Ancora... — Un'altra... — Sette e -mezzo. -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Faustino</span> ritornando, mentre tutti si voltano -verso di lui. -</p> - -<p> -Due gendarmi. Hanno cacciato il -grugno in bottega, poi sono spariti. -</p> - -<div class="blocksc"> -<p> -tutti circondano ansiosi il Lamberti. -</p> -</div> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Giovanni.</span> -</p> - -<p> -Dunque? -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Giuditta.</span> -</p> - -<p> -L'abate Bianconi?... -</p> - -<p> -Lamberti. -</p> - -<p> -Sapete che un mese fa, a Milano, -all'osteria della «Mezzalingua», è -stato arrestato il cappellaio Rossetti? -</p> - -<p> -<span class="pagenum" id="Page_42">[42]</span> -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Giuditta</span> spaventata. -</p> - -<p> -Sì, ma il Rossetti è sicuro! -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Strassèr.</span> -</p> - -<p> -Sicurissimo! -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Fratti.</span> -</p> - -<p> -Sono pronto io a giurare per lui! -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Giovanni</span> imponendo silenzio, con forza. -</p> - -<p> -Sst! -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Faustino.</span> -</p> - -<p> -Lasciatelo parlare! -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Giuditta</span> angosciata. -</p> - -<p> -Dio, Dio, mio Dio! -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Lamberti</span> continuando. -</p> - -<p> -Orbene, quando il Rossetti dalle -carceri di Milano fu trasferito a quelle -di Venezia... -</p> - -<p> -<span class="pagenum" id="Page_43">[43]</span> -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Giuditta.</span> -</p> - -<p> -Allo Stokhaus? -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Ansperti.</span> -</p> - -<p> -Con mio figlio! -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Fratti</span> con ira. -</p> - -<p> -Anche voi! Ma lasciatelo parlare! -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Lamberti</span> continuando. -</p> - -<p> -Fu subito assalito da una febbre -fortissima, poi rimase prostrato, abbattuto, -in preda a cupe malinconie, a -scrupoli religiosi... -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Strassèr.</span> -</p> - -<p> -Scrupoli religiosi? -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Fratti.</span> -</p> - -<p> -Il Rossetti? -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Faustino.</span> -</p> - -<p> -Un mangia-preti? -</p> - -<p> -<span class="pagenum" id="Page_44">[44]</span> -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Don Carlo.</span> -</p> - -<p> -Ha però una sorella monaca, a Brescia, -al Sacro Cuore... -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Lamberti</span> continuando. -</p> - -<p> -Era turbato da visioni spaventevoli! -gli appariva, credeva di vedere il demonio. -</p> - -<div class="blocksc"> -<p> -si torna a sentir lento, misurato, cadenzato, -il pestar di Demostene -nel mortaio. -</p> -</div> - -<p> -Il commissario di polizia approfittò -dell'occasione e gli pose accanto, in -segreta, l'abate Bianconi, mentitore, -traditore fin con l'aspetto venerando!... -Costui s'insinuò nell'animo debole del -convalescente, lo sbigottì con le minacce -dell'inferno e lo consolò con le -promesse del paradiso, purchè fosse -disposto a mettere in pace la propria -coscienza, con una confessione generale. -</p> - -<p> -<span class="pagenum" id="Page_45">[45]</span> -</p> - -<div class="blocksc"> -<p> -<span class="smcap">Don Carlo</span> si nasconde la faccia con le mani, -in atto di orrore. -</p> -</div> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Lamberti</span> continuando. -</p> - -<p> -Fra i peccati il più grave, la diffusione -di certi libri proibiti dalla Chiesa, -che turbano la mente dei giovani, -che offendono il sentimento religioso, -che diffondono il pervertimento e la -corruzione, e il povero Rossetti, non -dubitando che un vecchio ministro di -Dio potesse commettere un sacrilegio... -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Don Carlo.</span> -</p> - -<p> -Un tanto sacrilegio! -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Lamberti</span> continuando. -</p> - -<p> -Confessò di essere stato lui stesso -l'intermediario che all'osteria della -«Mezzalingua» e a quella della «Noce» -riceveva i libri e gli stampati introdotti -nel Lombardo-Veneto da Tito Ansperti. -</p> - -<p> -<span class="pagenum" id="Page_46">[46]</span> -</p> - -<div class="blocksc"> -<p> -<span class="smcap">Giuditta</span> si alza con un grido, poi si lascia -ricadere sulla sedia. -</p> -</div> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Giovanni.</span> -</p> - -<p> -Mio figlio!... Il nome di mio figlio! -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Don Carlo.</span> -</p> - -<p> -Un prete! -</p> - -<div class="blocksc"> -<p> -toccandosi gli abiti con orrore. -</p> -</div> - -<p> -Un vecchio prete! -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Faustino.</span> -</p> - -<p> -Anche il Rossetti! -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Strassèr.</span> -</p> - -<p> -Anche il Rossetti! -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Lamberti.</span> -</p> - -<p> -Sst!. -</p> - -<div class="blocksc"> -<p> -impone silenzio guardando inquieto -nella farmacia. -</p> - -<p> -<span class="smcap">Giuditta</span> continua a piangere. Per un istante -non si sentono che i suoi singhiozzi, -e il pestare che fa Demostene nel -mortaio. -</p> -</div> - -<p> -<span class="pagenum" id="Page_47">[47]</span> -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Lamberti</span> dopo un momento. -</p> - -<p> -Si tratta della vostra sicurezza! -Della vostra vita! A Venezia... -</p> - -<div class="blocksc"> -<p> -esitando, guardando Giuditta, poi -decidendosi. -</p> -</div> - -<p> -Il Tribunale Militare è già stato radunato! -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Giuditta</span> alzandosi di colpo. -</p> - -<p> -Condannato! Lo hanno condannato?... -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Lamberti.</span> -</p> - -<p> -Più tardi lo saprò! -</p> - -<div class="blocksc"> -<p> -correndo vicino a Giuditta. -</p> -</div> - -<p> -Al carcere! non potrà essere che -al carcere! Ha sempre negato! Avrà -continuato a negare! -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Giuditta</span> con impeto, a Faustino. -</p> - -<p> -Gliel'ho detto! Anche stasera! Il -<span class="pagenum" id="Page_48">[48]</span> -mio Tito, no!... Ma un altro! Un altro -che non abbia la sua forza! -</p> - -<div class="blocksc"> -<p> -Faustino, don Carlo, lo Strassèr, il -Lamberti circondano Giuditta -confortandola, facendola sedere, -stringendole le mani con affetto. -Giovanni Ansperti ed il Fratti -restano un po' in disparte, l'Ansperti -appoggiato al Fratti osserva -Giuditta. Il Fratti fissa il -Lamberti mostrandosi incredulo. -</p> -</div> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Faustino.</span> -</p> - -<p> -Coraggio! Non si perda di coraggio! -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Don Carlo.</span> -</p> - -<p> -Io ho tanta fede! Abbia la mia fede! -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Lamberti</span> come scusandosi. -</p> - -<p> -Io non potevo tacere! Non avrei potuto -tacere! -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Giovanni</span> mormorando. -</p> - -<p> -Povera donna! Povera donna! -</p> - -<p> -<span class="pagenum" id="Page_49">[49]</span> -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Strassèr.</span> -</p> - -<p> -Maledetto il traditore! -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Faustino.</span> -</p> - -<p> -Il vigliacco! -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Fratti</span> avanzandosi con impeto. -</p> - -<p> -Aspettate a maledire e a giudicare! -Io ho visto il Rossetti nel quarantotto -sulle barricate! L'ho visto l'anno scorso -nella giornata del sei febbraio! È ammalato! -Può essere ancora il delirio -della febbre! Non si giudicano gli uomini, -non si condanna un fratello -con la paura! -</p> - -<div class="blocksc"> -<p> -Tutti meno Giuditta, il Lamberti e -Don Carlo fanno atto di sdegno. -</p> -</div> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Faustino.</span> -</p> - -<p> -Paura?... -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Strassèr.</span> -</p> - -<p> -Chi paura? -</p> - -<p> -<span class="pagenum" id="Page_50">[50]</span> -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Giovanni</span> imponendosi. -</p> - -<p> -Nessuno ha paura! -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Fratti</span> al Lamberti. -</p> - -<p> -Lei, intanto, signor conte, dica un -po': come ha potuto avere tante notizie, -i tanti particolari? -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Lamberti</span> risentito. -</p> - -<p> -Ho rivelato all'Associazione quanto -poteva esserle utile. Ora basta: io ho -finito. -</p> - -<div class="blocksc"> -<p> -Prende il cappello e il mantello -e fa per andarsene. -</p> -</div> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Giuditta</span> con un grido trattenendolo. -</p> - -<p> -No! -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Giovanni</span> con autorità. -</p> - -<p> -Si fermi! -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Don Carlo</span> sottovoce al Fratti. -</p> - -<p> -Vorreste costringerlo a fare il nome -<span class="pagenum" id="Page_51">[51]</span> -di sua madre o quello del conte di -Rienz? -</p> - -<div class="blocksc"> -<p> -<span class="smcap">Lamberti</span> fa di nuovo per andarsene. -</p> -</div> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Giovanni.</span> -</p> - -<p> -Ha chiesto a mio figlio e a me di -appartenere alla <i>Giovine Italia</i>. Siamo -tutti pronti ad accettare il suo giuramento, -ad accoglierlo come fratello. -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Fratti</span> al Lamberti. -</p> - -<p> -Nelle mie parole non c'era altro -che l'impeto, il desiderio di poter difendere -un amico; ma non un'ombra -di diffidenza verso di lei! Francamente, -lealmente: mi creda e mi dia la mano. -Mi dichiaro io stesso il suo iniziatore. -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Giovanni</span> al Lamberti. -</p> - -<p> -E la formula della promessa? -</p> - -<p> -<span class="pagenum" id="Page_52">[52]</span> -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Lamberti.</span> -</p> - -<p> -La so, da vostro figlio. -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Giuditta</span> con voce fioca. -</p> - -<p> -Anche Demostene... -</p> - -<div class="blocksc"> -<p> -si avvicina all'uscio della farmacia, lo -apre, e chiama Demostene con la -mano. — Demostene entra, fa un -passo verso il gruppo, rimanendo un -po' discosto. — Giuditta resta in -piedi, appoggiata alla credenza, vicino -alla finestra. -</p> -</div> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Lamberti</span> lento, solenne, come chi ripete parole -imparate a mente. -</p> - -<p> -«... Nel nome di Dio e dell'Italia. -Nel nome di tutti i martiri della santa -causa italiana, caduti sotto i colpi della -tirannide straniera o domestica. Pei -doveri che mi legano alla terra ove -Dio m'ha posto, e ai fratelli che Dio -m'ha dati... Per l'amore, innato in ogni -uomo, ai luoghi ove nacque mio padre -e dove vivranno i miei figli... Per l'odio -<span class="pagenum" id="Page_53">[53]</span> -innato in ogni uomo, al male, all'ingiustizia, -all'usurpazione, all'arbitrio... -Pel rossore che io sento in faccia ai -cittadini dell'altre nazioni, del non -aver nome, nè diritti di cittadino, nè -bandiera di nazione, nè patria... Per -fremito dell'anima mia creata alla libertà, -impotente ad esercitarla, creata -all'attività nel bene e impotente a -farlo nel silenzio e nell'isolamento della -servitù... Per la memoria dell'antica -potenza... Per la coscienza della presente -abbiezione... Per le lacrime delle -madri italiane, pei figli morti sul palco, -nelle prigioni, in esilio, io, Vitaliano -Lamberti conte di Agliate, credente -nella forza commessa da Dio all'Italia -e convinto che il popolo è Depositario -di questa forza — che nel dirigerla -pel popolo e col popolo, sta il secreto -della vittoria... — Dò il mio nome alla -<i>Giovine Italia</i>, associazione d'uomini -<span class="pagenum" id="Page_54">[54]</span> -credenti nella stessa fede, e giuro: di -consacrarmi tutto e per sempre a costituire -con essi l'Italia in nazione <i>una, -libera, indipendente</i>; — Giuro, invocando -sulla mia testa l'ira di Dio, l'abbominio -degli uomini e l'infamia dello -spergiuro, se io tradissi in tutto o in -parte il mio giuramento.» -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Fratti.</span> -</p> - -<p> -Fratello! -</p> - -<div class="blocksc"> -<p> -si abbracciano. -</p> - -<p> -<span class="smcap">Lamberti</span> -abbraccia Giovanni Ansperti e Don Carlo. -</p> - -<p> -<span class="smcap">Faustino</span> fa cenno a Demostene di rientrare -nella farmacia, e sorvegliare la porta -di strada. -</p> -</div> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Lamberti</span> chiamandoli tutti vicini, meno -Giuditta che rimane sempre immobile. -</p> - -<p> -Finora il solo compromesso è Tito -<span class="pagenum" id="Page_55">[55]</span> -Ansperti. Forte, coraggioso, saprà resistere -alle insidie dell'interrogatorio e -salvarsi. Ma l'abate Bianconi è ancora -vicino al Rossetti. — Chi ha avuto -rapporti con costui? In caso di pericolo, -metto a vostra disposizione uomini -fidati e danaro. -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Fratti.</span> -</p> - -<p> -Il Rossetti non apparteneva al nostro -comitato. -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Giovanni.</span> -</p> - -<p> -Era in quello di Milano. -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Don Carlo.</span> -</p> - -<p> -Non lo vedo dall'anno scorso. -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Strassèr.</span> -</p> - -<p> -Io torno adesso da Londra. -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Lamberti</span> vivamente. -</p> - -<p> -Garibaldi? -</p> - -<p> -<span class="pagenum" id="Page_56">[56]</span> -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Strassèr.</span> -</p> - -<p> -Si!... Si è riconciliato con Mazzini! -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Fratti.</span> -</p> - -<p> -«Fallito il moto del 6 Febbraio» -sono parole del Maestro, «l'Italia è -paurosa, svogliata, inerte; bisogna ridestarla -all'azione.» -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Strassèr.</span> -</p> - -<p> -Egli sta preparando un nuovo piano. — Medici -incomincierà il moto nella -Lunigiana; seguirà Garibaldi in Sicilia; -Kossuth nella Valtellina! -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Lamberti.</span> -</p> - -<p> -Ora non sarà più come l'anno scorso. -Avremo le armi, perchè avremo il -danaro. -</p> - -<p> -<span class="pagenum" id="Page_57">[57]</span> -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Giovanni.</span> -</p> - -<p> -Sst! la ronda! Sono le dieci e -mezzo, bisogna chiudere. -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Faustino</span> a Demostene. -</p> - -<p> -Si chiude! -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Demostene</span> dalla farmacia. -</p> - -<p> -<i>Prontòòò!</i> -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Lamberti</span> al Fratti e a don Carlo. -</p> - -<p> -Domani a casa mia. Voi due! -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Demostene.</span> -</p> - -<p> -I gendarmi! -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Tutti.</span> -</p> - -<p> -I gendarmi? -</p> - -<div class="blocksc"> -<p> -corrono al tavolo da gioco. -</p> -</div> - -<p> -<span class="pagenum" id="Page_58">[58]</span> -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Giuditta</span> -guardando dalla finestra della farmacia. -</p> - -<p> -Il Baraffini! -</p> - -<div class="blocksc"> -<p> -spaventata buttandosi fra le braccia -di Giovanni Ansperti, come per proteggerlo. -</p> -</div> - -<p> -Per lei babbo! Questa volta è venuto -per lei. -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Giovanni.</span> -</p> - -<p> -Su! Su! Non ti veda tremare quel -rinnegato! Mi sento sicuro come mio -figlio. -</p> - -<p> -<span class="pagenum" id="Page_59">[59]</span> -</p> - -<h3>SCENA VIII.</h3> - -<div class="blockquote"> -<p class="center"> -Il sergente <span class="smcap">Baraffini</span>, i <span class="smcap">Gendarmi</span> e detti. -</p> -</div> - -<div class="blocksc"> -<p> -I gendarmi restano dietro l'uscio a -vetri e dietro la finestra che dà -nella farmacia. -</p> -</div> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Baraffini</span> parla un dialettaccio mezzo veneto. -</p> - -<p> -Bona sera, parona. Bona sera alla -compagnia. -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Giovanni</span> andandogli incontro. -</p> - -<p> -Eccomi! Sono con voi! Presto, andiamo! -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Baraffini.</span> -</p> - -<p> -In dove? -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Giovanni.</span> -</p> - -<p> -Non siete qui per me? Per arrestarmi? -</p> - -<p> -<span class="pagenum" id="Page_60">[60]</span> -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Baraffini</span> ironico. -</p> - -<p> -Me dispiase contradirla, ma no go -ordini in proposito. Sarà per un'altra -volta, no xe vero? Semo qua, invece, -per la parona! -</p> - -<div class="blocksc"> -<p> -tutti: fanno l'atto di difenderla. -</p> -</div> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Giuditta</span> avanzandosi risoluta. -</p> - -<p> -Per me?... Eccomi pronta! -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Baraffini.</span> -</p> - -<p> -Pian, pian! Troppa pressa de andar -drento. Se tratta invece d'una bona -notizia. — La ga domandà la grazia -de veder so marìo? No xe vero? -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Giuditta</span> -con un grido: ancora esitante tra speranza e -timore. -</p> - -<p> -Sì? Sì? -</p> - -<p> -<span class="pagenum" id="Page_61">[61]</span> -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Baraffini.</span> -</p> - -<p> -Ecco qua! -</p> - -<div class="blocksc"> -<p> -porgendole una lettera. -</p> -</div> - -<p> -A ela. -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Giuditta</span> strappandogli la lettera dalle mani -giubilante, tremante, mentre cerca -di spiegarla per leggerla. -</p> - -<p> -La grazia!... Dio! Dio!... La grazia! -La grazia! -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Baraffini.</span> -</p> - -<p> -La grazia de vederlo un'ultima volta. -</p> - -<div class="blocksc"> -<p> -<span class="smcap">Giuditta</span> si ferma di colpo: alza il capo fissando -di nuovo il Baraffini con -gli occhi sbarrati. -</p> -</div> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Baraffini.</span> -</p> - -<p> -E l'ordinanza impone de no perder -tempo in ciacole. Bisogna partir sta -note con nu altri perchè el ga da esser -picà, doman l'altro matina, a Venezia. -</p> - -<p> -<span class="pagenum" id="Page_62">[62]</span> -</p> - -<div class="blocksc"> -<p> -<span class="smcap">Giuditta</span> fissa ancora per un istante, immobile, -muta, il Baraffini, poi dà un -grido terribile e cade riversa sostenuta -da Giovanni Ansperti, circondata -da tutti gli altri. Il Fratti le -slaccia il colletto, parla a Faustino, -che corre in farmacia e ritorna subito, -con un bicchierino d'acqua, e -una boccettina d'aceto, per far rinvenire -la Giuditta: tutto ciò mentre -continua il dialogo. -</p> -</div> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Giovanni</span> -al Baraffini, a mezza voce. -</p> - -<p> -Rinnegato! -</p> - -<div class="blocksc"> -<p> -Baraffini dà una occhiata ai gendarmi, poi -si avvicina all'Ansperti minaccioso. -</p> -</div> - -<p> -Cossa? Vecio inseminio?... Più forte! -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Ansperti</span> con forza. -</p> - -<p> -Rinnegato! -</p> - -<div class="blocksc"> -<p> -<span class="smcap">Baraffini</span> -fa per slanciarsi ad afferrare l'Ansperti, -seguito dai gendarmi. -</p> -</div> - -<p> -<span class="pagenum" id="Page_63">[63]</span> -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Lamberti</span> frapponendosi. -</p> - -<p> -È suo padre! È il padre dell'Ansperti -vivaddio! -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Baraffini</span> riconoscendolo meravigliato. -</p> - -<p> -Ela?... Ela qua?... -</p> - -<div class="blocksc"> -<p> -mettendosi la mano al berretto. -</p> -</div> - -<p> -Bona sera, sior conte! -</p> - -<div class="blocksc"> -<p> -fa per avvicinarsi a Giuditta. -</p> -</div> - -<p> -Presto! No gavemo tempo da perder -in convulsioni!... -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Lamberti</span> fermandolo. -</p> - -<p> -Indietro, e abbassate la voce! -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Baraffini</span> con sfrontatezza e con minaccia. -</p> - -<p> -La diga! Paron belo!... Mi qua fazzo -el mio dover! -</p> - -<p> -<span class="pagenum" id="Page_64">[64]</span> -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Giovanni</span> con un grido disperato avvicinandosi -alla Giuditta, che rimane -immobile sulla sedia. -</p> - -<p> -Giuditta! Giuditta! -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Lamberti</span> respingendo il Baraffini e indicandogli -l'uscio della farmacia. -</p> - -<p> -Fuori! Di là!... Aspettate di là! -Lasciate almeno, alle nostre donne, la -libertà di morir di dolore! -</p> - -<div class="blocksc"> -<p> -Il Baraffini e i gendarmi si fermano -sull'uscio della farmacia: -gli altri circondano la Giuditta. -Don Carlo, in piedi, a mani -giunte, mormora una preghiera -sottovoce. -</p> -</div> - -<p class="pad2 center large"> -<span class="smcap">Fine del primo atto.</span> -</p> - -<div class="chapter"> -<p> -<span class="pagenum" id="Page_65">[65]</span> -</p> - -<h2 id="atto2">ATTO SECONDO.</h2> -</div> - -<div class="blockquote"> -<p> -Alla villa Lamberta, presso Milano. — Ricca -e spaziosa sala terrena: a destra un canapè, -poltrone sedie e un tavolino grande. — A -sinistra, una libreria e una scrivania. — In -fondo, nel mezzo, un uscio a due battenti: -quando è aperto si vedrà il giardino. -Finestre e usci laterali. -</p> -</div> - -<h3>SCENA PRIMA.</h3> - -<div class="blockquote"> -<p> -La contessa <span class="smcap">Teresa</span>, il conte di <span class="smcap">Rienz</span>, la -contessa <span class="smcap">Anna</span>, il <span class="smcap">Cézky</span> e <span class="smcap">Francesco</span>. La -contessa Teresa, in piedi, davanti al tavolino, -leva i fiori da un cesto di vimini e ne riempie -due ricchi vasi. Il conte di Rienz passeggia -su e giù, per la sala. Dimostra un'eleganza -ed una disinvoltura giovanile. Francesco, in -piedi, serio, rigido, si tiene un po' discosto -aspettando gli ordini della contessa Teresa. -Anna, in piedi sopra uno sgabello, davanti alla -libreria, prende dei libri e ne legge il frontespizio -al Cézky, seduto alla scrivania. -</p> -</div> - -<p> -<span class="pagenum" id="Page_66">[66]</span> -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Rienz</span> fermandosi vicino a Teresa. -</p> - -<p> -Quante cure e quanto amore per i -vostri fiori. -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Teresa</span> sorridendo. -</p> - -<p> -Non vedono le rughe e non hanno -odî politici! Sono i soli amici rimasti -fedeli; che non mi voltano le spalle! -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Rienz</span> sottovoce, con amabile rimprovero. -</p> - -<p> -I soli, Teresa? -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Teresa.</span> -</p> - -<p> -Voi siete... molto più di un amico! -Quando non c'erano le rughe, l'amore... -e adesso... tutto ciò che rimane di -questa mia povera vita! -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Rienz</span> scherzando. -</p> - -<p> -E Giacomino? -</p> - -<p> -<span class="pagenum" id="Page_67">[67]</span> -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Teresa</span> con un sospiro. -</p> - -<p> -Il figlio della mia povera figliuola? -</p> - -<div class="blocksc"> -<p> -ridendo con viva compiacenza. -</p> -</div> - -<p> -Ah! Ah! Giacomino, è la mia vanità! -Come nonna, e nonna di un rompicollo -già famoso, posso vantarmi di essere -ancora una nonnina giovine e bella! -</p> - -<div class="blocksc"> -<p> -a Francesco indicando il vaso -di fiori che ha finito di adornare, -ed il posto dove metterlo. -</p> -</div> - -<p> -Lì; sul caminetto! -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Anna</span> leggendo il frontespizio di un libro -e dettando al Cézky. -</p> - -<p> -«George Sand. — <i>François Le -Champi</i> — Editore Cadot — Parigi.» -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Cézky</span> scrivendo. -</p> - -<p> -«... Cadot — Parigi.» -</p> - -<p> -<span class="pagenum" id="Page_68">[68]</span> -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Teresa</span> che sta riempiendo un secondo vaso -di fiori, al Rienz. -</p> - -<p> -Vi vedrò qualche volta anche quest'inverno? -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Rienz.</span> -</p> - -<p> -Volete proprio rimanere a villa Lamberta? -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Teresa.</span> -</p> - -<p> -Ve l'ho detto; sono gli odî politici! -A Milano, adesso, mi detestano! -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Rienz.</span> -</p> - -<p> -Commettete la colpa di ricevermi! -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Teresa.</span> -</p> - -<p> -Quella Maffei!... Col pretesto dell'arte -e della letteratura!... Non so come -si possa tollerare un simile covo di rivoluzionari! -E tutti sottomessi a quel -Carlo Tenca! Al figlio di una portinaia! -</p> - -<p> -<span class="pagenum" id="Page_69">[69]</span> -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Rienz</span> sorridendo con un'alzata di spalle. -</p> - -<p> -Chiacchiere, lasciateli chiacchierare. -Quando c'entrano le donne non c'è -mai serio pericolo! e chi altro si è -mostrato con voi poco gentile? -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Teresa.</span> -</p> - -<p> -Cioè... molto scortese. Tutti! Adesso -anche la Marianna Trivulzio, anche -la Carolina Crivelli! L'una ha finto -quasi di non vedermi, l'altra mi ha -appena salutata. -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Rienz.</span> -</p> - -<p> -Quando? -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Teresa.</span> -</p> - -<p> -Sabato; a Milano. Le ho incontrate -faccia a faccia al <i>coperto dei</i> Figini: -io salivo, loro scendevano. È di moda, -è una montatura! -</p> - -<p> -<span class="pagenum" id="Page_70">[70]</span> -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Rienz.</span> -</p> - -<p> -Passerà. -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Anna</span> leggendo il frontespizio di un altro -libro: vivamente. -</p> - -<p> -«<i>La capanna dello zio Tom!</i>...» -</p> - -<div class="blocksc"> -<p> -buttando il libro sulla scrivania. -</p> -</div> - -<p> -Voglio rileggerlo! -</p> - -<div class="blocksc"> -<p> -<span class="smcap">Cézky</span> legge il frontespizio e scrive. -</p> -</div> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Rienz</span> a Teresa. -</p> - -<p> -E... vostro figlio? -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Teresa</span> per farlo tacere. -</p> - -<p> -Stefano, per amor del cielo! -</p> - -<div class="blocksc"> -<p> -odorando il mazzo. -</p> -</div> - -<p> -No, no! I figli, non sono i <i>fiori della -vita</i>! -</p> - -<p> -<span class="pagenum" id="Page_71">[71]</span> -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Rienz.</span> -</p> - -<p> -Dite la verità: lo credereste capace -di... qualche seria buffonata? -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Teresa.</span> -</p> - -<p> -Capace di tutto per il suo spirito di -contradizione contro sua madre! Anche -di fare il repubblicano o l'albertista. -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Rienz.</span> -</p> - -<p> -Va sempre a caccia con quel Fratti... -Con quel vostro dottore? -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Teresa</span> stizzita. -</p> - -<p> -Mio dottore? che dottore!... Veterinario! -Non gli ho mai fatto curare altro -che la servitù! Francesco! -</p> - -<div class="blocksc"> -<p> -indicandogli l'altro vaso che ha -empito di fiori. -</p> -</div> - -<p> -<span class="pagenum" id="Page_72">[72]</span> -</p> - -<p> -Sotto lo specchio! -</p> - -<div class="blocksc"> -<p> -Mette i fiori che sono rimasti nel -cesto, in una coppa d'argento, -in mezzo al tavolino. -</p> -</div> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Anna</span> legge il titolo di un altro volume. -</p> - -<p> -«<i>I dolori del giovine Werther</i>... Firenze — Le -Monnier.» -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Cézky</span> -scrivendo: con evidente allusione. -</p> - -<p> -Questo libro invece lo rileggerò io! -Werther e Jacopo Ortis! Nella mia -anima, quanto della loro anima... Nel -loro dolore quanto del mio dolore. -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Anna</span> con vivacità. -</p> - -<p> -Signor Cézky! Siamo forse da capo? -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Cézky</span> fingendo di scrivere, mormora alcune -parole delle lettere dell'Ortis. -</p> - -<p> -«Ho amato! Tu stesso, tu mi hai -<span class="pagenum" id="Page_73">[73]</span> -presentata la felicità; tu l'hai abbellita -de' raggi dell'infinita tua luce! ma -dopo mille speranze ho perduto tutto!» -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Teresa</span> rovesciando sul tavolino i pochi fiori -che sono rimasti nel piccolo -cesto e dando il cesto vuoto a -Francesco. -</p> - -<p> -Prendete, andate pure. -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Anna</span> prende un libro lo apre e legge: -</p> - -<div class="poem"> -<p>Luna, romito, aereo</p> -<p class="i2"> Tranquillo astro d'argento,</p> -<p class="i2"> Come una vela candida</p> -<p class="i2"> Navighi il firmamento,</p> -<p class="i2"> Come una dolce amica</p> -<p class="i2"> In tua carriera antica</p> -<p class="i2"> Segui la terra in ciel!</p> -</div> - -<p> -A voi! -</p> - -<div class="blocksc"> -<p> -scendendo dallo sgabello. -</p> -</div> - -<p> -Leggete, invece, questi bei versi, per -rasserenarvi. -</p> - -<p> -<span class="pagenum" id="Page_74">[74]</span> -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Rienz</span> -sempre passeggiando, si avvicina ad Anna. -</p> - -<p> -Si può sapere, contessa, qual lavoro -avete immaginato per impiegare il -vostro tempo e per farlo perdere al -segretario di vostro marito? -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Anna</span> con freddezza. -</p> - -<p> -Il catalogo de' miei libri! -</p> - -<div class="blocksc"> -<p> -Si volta subito e prende un altro -volume: dettando a <span class="smcap">Cézky</span>. -</p> -</div> - -<p> -Alessandro Dumas: «<i>Antony.</i>» -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Rienz</span> dopo aver scambiato un'occhiatina -ed un sorriso d'intelligenza con Teresa. -</p> - -<p> -Avete detto bene, duchessa, è una -moda, una montatura; idrofobia romantica, -ma passerà, passerà! I <i>Conti -di Lara</i>, i <i>Don Paez</i>, i <i>Profughi</i>, i -<span class="pagenum" id="Page_75">[75]</span> -<i>Corsari</i> da una parte; — le <i>Parisine</i>, -le <i>Ermengarde</i>, le <i>Carlotte</i> dall'altra, -hanno fatto più male ai giovani cervelli -del Lombardo-Veneto, di tutti libri -incendiari e proibiti «sotto pena di -morte» — Lo spirito rivoluzionario è -entrato nel sangue «al chiaro di luna» -e anche a suon di musica coi <i>Lombardi</i> -e col <i>Rigoletto</i>! Il cattivo umore -e le cattive digestioni!... Ecco il nemico -insidioso al quale un buon Governo -deve tagliare la strada, e noi, -invece, abbiano lasciato prender voga -all'etisia! Tisiche le... <i>demi-mondaines</i>, -come la <i>Margherita</i> del Dumas, tisici -i lions, tisiche le signore! Chi ormai -ha la disgrazia di essere florido, beve -l'aceto per diventar magro e verde. -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Teresa</span> ridendo. -</p> - -<p> -Non c'è che dire! Avete quasi ragione! -</p> - -<p> -<span class="pagenum" id="Page_76">[76]</span> -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Rienz.</span> -</p> - -<p> -Quasi? Proprio così. — I discepoli -di quel maestro... capo bandito, mezzo -Fra Diavolo e mezzo Savonarola, che -ordisce da Londra le pugnalate del -6 febbraio dell'anno scorso?... I <i>fratelli</i>? -I <i>cospiratori</i>?... Tutti stomachi -deboli! Dopo teatro, non potendo cenare, -passano la notte cospirando, -preparando la rivoluzione!... pallidi -Antony, di un'illusione politica... che -vanno a finire sulla forca! Preparare -la rivoluzione! -</p> - -<div class="blocksc"> -<p> -siede vicino a Teresa. -</p> - -<p> -<span class="smcap">Teresa</span> -sceglie un fiore dalla coppa d'argento -e glielo offre. -</p> -</div> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Rienz.</span> -</p> - -<p> -Grazie! -</p> - -<div class="blocksc"> -<p> -odorando il fiore. -</p> -</div> - -<p> -<span class="pagenum" id="Page_77">[77]</span> -</p> - -<p> -Intanto... le rivoluzioni che riescono -non sono quelle che si preparano, -e poi... -</p> - -<div class="blocksc"> -<p> -sorridendo. -</p> -</div> - -<p> -In questo momento? Noi armati fino -ai denti, la Francia in piena reazione -monarchica e il Piemonte costretto, -pare, a metter giudizio! -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Teresa.</span> -</p> - -<p> -Quel... Cavour, veramente, che -roba è? -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Rienz</span> alzandosi vivamente, e facendo con la -mano il gesto stizzoso, particolare -ai tedeschi. -</p> - -<p> -Un piccolo Metternich <i>frondeur</i>, -che se vorrà ostinarsi a fare l'Italia, -finirà col disfare il Piemonte! -</p> - -<div class="blocksc"> -<p> -a Teresa: più sottovoce. -</p> -</div> - -<p> -Volete scommettere, Teresa? Fra un -anno sarete a Milano, festeggiatissima! -</p> - -<p> -<span class="pagenum" id="Page_78">[78]</span> -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Teresa.</span> -</p> - -<p> -Credete? Davvero? -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Rienz.</span> -</p> - -<p> -Leggete il loro giornale! I poeti, i -critici del crepuscolo, dopo il fiasco -tragico del 6 febbraio cominciano ad -averne abbastanza dell'«utopista» di -Londra o di Lugano!... del cospiratore -banchiere che col «prestito nazionale» -ha vuotate loro anche le tasche! -</p> - -<div class="blocksc"> -<p> -ridendo e sedendo di nuovo. -</p> -</div> - -<p> -Ah! Ah! È scoppiata la discordia -fra i due «Carlett... Carlucc...» come -dite? -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Teresa.</span> -</p> - -<p> -<i>Carlöè.</i> -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Rienz.</span> -</p> - -<p> -Fra i due Carlöe, il Cattaneo <i>federalista</i> -e il Tenca <i>unitario</i>! Ah! Ah! -<span class="pagenum" id="Page_79">[79]</span> -Il <i>Crepuscolo</i>! Benissimo! Soltanto, -il loro, non è il crepuscolo che si vede -prima del levar del sole... è il crepuscolo -del tramonto: l'ultimo barlume -del romanticismo! -</p> - -<div class="blocksc"> -<p> -alzandosi. -</p> -</div> - -<p> -Ma qui, e a Vienna devono darmi -ascolto. Basta con le forche e proibire -«<i>la bianca luna</i>». Rimettere in voga -l'allegria e rinforzare l'amore! -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Teresa.</span> -</p> - -<p> -Lo manderemo a Venezia ai bagni -di mare! -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Rienz.</span> -</p> - -<p> -Sapete, Teresa, che cosa mi ha detto -lo stesso conte di Metternich? — «Quei -poveri Lombardoveneti, noi li abbiamo -troppo annoiati!» — Filosofia, profonda! — I -popoli, sono come le donne -<span class="pagenum" id="Page_80">[80]</span> -e le donne si vincono divertendole, e -vi tradiscono... sopratutto quando le -annoiate! -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Francesco</span> si presenta sull'uscio di mezzo. -</p> - -<p> -La carrozza di sua Eccellenza! -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Teresa.</span> -</p> - -<p> -Così presto? -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Rienz.</span> -</p> - -<p> -Sono a pranzo dall'Arciduca. Devo -essere alla «Villa del Pizzo» prima -delle sette! -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Teresa</span> a <span class="smcap">Francesco</span>. -</p> - -<p> -Dite al cocchiere di andare avanti -al passo e di fermarsi alla «casa -rossa». -</p> - -<div class="blocksc"> -<p> -Francesco s'inchina ed esce. -</p> -</div> - -<p> -Ho la prescrizione del medico — il -mio! — di fare un'ora di passeggiata, -<span class="pagenum" id="Page_81">[81]</span> -tutti i giorni! Suvvia datemi il braccio, -uomo... -</p> - -<div class="blocksc"> -<p> -guardandolo con affettuosa e con -tenera galanteria. -</p> -</div> - -<p> -molto divertente! -</p> - -<div class="blocksc"> -<p> -rivolgendosi ad Anna. -</p> -</div> - -<p> -Vieni anche tu, Anna? -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Cézky</span> -sottovoce alla contessa, sempre fingendo -di scrivere. -</p> - -<p> -No!... Rispondete di no! -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Anna</span> fa un atto di collera contro Cézky: poi -fermandosi, a Teresa. -</p> - -<p> -Devo salire un momento... -</p> - -<div class="blocksc"> -<p> -Stringe la mano al Conte di Rienz -con molta sostenutezza. Il Cézky, -alzatosi in piedi, s'inchina -profondamente, poi corre innanzi, -spalanca i due battenti -dell'uscio, e s'inchina una seconda -volta. -</p> -</div> - -<p> -<span class="pagenum" id="Page_82">[82]</span> -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Teresa</span> mentre aiutata da Rienz si accomoda -lo scialle. -</p> - -<p> -Mia nuora è proprio come me!... Io -non ho mai sentito vivamente gli affetti -di famiglia! -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Rienz.</span> -</p> - -<p> -E... Giacomino? -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Teresa</span> ridendo. -</p> - -<p> -Quello posso dire che mi è caro -come le mie pupille!... Mi costa un -occhio della testa! -</p> - -<div class="blocksc"> -<p> -<span class="smcap">Cézky</span> -chiude l'uscio e rimane vicino alla soglia. -</p> -</div> - -<p> -<span class="pagenum" id="Page_83">[83]</span> -</p> - -<h3>SCENA II.</h3> - -<div class="blockquote"> -<p class="center"> -<span class="smcap">Cézky</span> ed <span class="smcap">Anna</span>. -</p> -</div> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Anna</span> fissa il Cézky corrugando le ciglia: questi -tenta un istante di sostenere -lo sguardo di Anna, poi -abbassa il capo intimidito. -</p> - -<p> -Un tono così imperativo, certi modi -io non li tollero! -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Cézky</span> si lascia cadere sopra una sedia; si -nasconde il viso fra le mani. -</p> - -<p> -Oh, le mie illusioni! Il mio sogno! -</p> - -<div class="blocksc"> -<p> -scoppia in lacrime. -</p> -</div> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Anna.</span> -nervosissima: guardando inquieta verso l'uscio. -</p> - -<p> -Badate! Possono sentire! Può tornare -mia suocera! -</p> - -<div class="blocksc"> -<p> -<span class="smcap">Cézky</span> si alza, asciugandosi gli occhi: si avvicina -alla scrivania riordinando -macchinalmente alcune -carte. -</p> -</div> - -<p> -<span class="pagenum" id="Page_84">[84]</span> -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Anna</span> rabbonita. -</p> - -<p> -Sogno, illusioni!... L'illusione, forse, -che io potessi mancare a me stessa -alla mia onestà, alla mia dignità! -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Cézky.</span> -</p> - -<p> -E al vostro cuore? Adesso non parlate -più del vostro cuore! -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Anna.</span> -</p> - -<p> -Abbassate la voce! -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Cézky.</span> -</p> - -<p> -Perdono, vi domando perdono!... -Non badate a ciò che dico, pensate -soltanto a tutto ciò che soffro! — Sono -giorni e giorni che io cerco di vincere -la vostra freddezza! Che aspetto -questo momento... -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Anna</span> con alterezza. -</p> - -<p> -Parlate dunque! Presto! -</p> - -<p> -<span class="pagenum" id="Page_85">[85]</span> -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Cézky.</span> -</p> - -<p> -Ricordate contessa Anna....... -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Anna</span> con atto di insofferenza. -</p> - -<p> -Signor Cézky! -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Cézky</span> malinconico, sentimentale. -</p> - -<p> -Bisogna ricordare, lasciatemi ricordare! — Quando -sono arrivato qui, il -primo giorno, la vostra bellezza mi ha -dato l'impressione subitanea di un barbaglio -di luce; ma era solo l'entusiasmo -di tutto ciò che c'era nel mio spirito, -di arte e di poesia. Fossi stato un pittore, -avrei dato il vostro volto alle mie -madonne; ero un poeta e vedevo le -grazie coi vostri occhi e col vostro -sorriso! Ma il cuore, poteva ancora -tacere, — forse, — la testa, poteva -ancora ragionare. — Vedevo voi, in -cielo: io, in terra. — Che cosa poteva -<span class="pagenum" id="Page_86">[86]</span> -valere per me — povero profugo, l'oscura -nobiltà di mio padre? -</p> - -<div class="blocksc"> -<p> -con un sorriso di sdegnosa amarezza. -</p> -</div> - -<p> -Ero stato beneficato, protetto dal... signor -conte! La mia dignitosa fierezza -mi teneva sempre davanti agli occhi il -mio passato e il mio presente, come -una barriera insormontabile, contro -ogni speranza, contro ogni desiderio. -La vostra bellezza illuminava la mia -vita, la mia anima la mia mente... la -piccola stanzetta del poeta ignoto e solitario, -ma non era che luce! Non era -ancora ardore, non era ancora spasimo! -Siete stata voi, la prima... -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Anna.</span> -</p> - -<p> -No! -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Cézky.</span> -</p> - -<p> -La prima a venire di là in biblioteca. — Io -leggevo i «<i>Sogni d'amore</i>» del -<span class="pagenum" id="Page_87">[87]</span> -Prati, le «<i>Lettere a Maria</i>» dell'Aleardi... -Balbettavo, impallidivo! Ve -ne siete accorta e tornavate più spesso... -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Anna</span> con sincerità. -</p> - -<p> -Sì, è vero! Questo è vero! E per ciò? -Vi vedevo soffrire, vi vedevo infelice — per -questo, — ma soltanto per questo, -sentivo per voi amicizia e simpatia! -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Cézky.</span> -</p> - -<p> -Sapevate che io passavo le intere -notti in giardino, sul terrazzo, contemplando -le vostre finestre... -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Anna.</span> -</p> - -<p> -No! questo no! -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Cézky.</span> -</p> - -<p> -Lo sapevate, perchè le vostre finestre -s'illuminavano e la vostra ombra appariva -dietro i vetri. -</p> - -<p> -<span class="pagenum" id="Page_88">[88]</span> -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Anna.</span> -</p> - -<p> -Io non vi ho veduto!... Io non pensavo -a voi! Lo giuro! -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Cézky.</span> -</p> - -<p> -Insistendo, insistendo sempre, avete -voluto sapere perchè fossi così triste, -perchè sospiravo, e quando finalmente, -si sono spalancate le porte della mia -anima con uno scoppio di pianto, voi, -per compassione, s'intende, soltanto -per compassione, avete pianto con me! -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Anna.</span> -</p> - -<p> -E anche questo è vero! Mostrandomi -con voi gentile, affettuosa, speravo -di calmare la vostra passione, di consolare -il vostro dolore, di poter essere per -voi... una sorella. -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Cézky</span> con dolorosa ironia. -</p> - -<div class="poem"> -<p class="i4"> «... Simile alla rosa</p> -<p>Nella mistica val di Casimira!...»</p> -</div> - -<p> -<span class="pagenum" id="Page_89">[89]</span> -</p> - -<p> -Aleardi! Aleardi! -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Anna.</span> -</p> - -<p> -Ho sperato nella sincerità, nella lealtà -della mia stima, della mia simpatia -per voi, e nella mia onestà, che tutto -potesse risolversi nel conforto di una -tenera, di una sicura amicizia. -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Cézky.</span> -</p> - -<p> -Amicizia?... -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Anna.</span> -</p> - -<p> -Amicizia, ispirata dalla... pietà. Dalla -pietà per il vostro dolore che credevo -sincero, per il vostro amore che -credevo diverso! -</p> - -<div class="blocksc"> -<p> -<span class="smcap">Cézky</span> fa una risata ironica. -</p> -</div> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Anna</span> rivoltandosi. -</p> - -<p> -Infine... Sarò stata leggera, imprudente! -Ma qualunque possa essere il -mio torto, — anche se agli occhi vostri -<span class="pagenum" id="Page_90">[90]</span> -io oggi posso sembrarvi diversa, mutata, -io però, vi ho sempre fatto l'onore -di fidarmi di voi, — e non è bello, -non è generoso, da parte vostra, il -farmene pentire! -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Cézky.</span> -</p> - -<p> -E lo spingere un uomo alla disperazione? -Il farlo diventare pazzo e credere -poi... di potersene sbarazzare comodamente, -quando -</p> - -<div class="blocksc"> -<p> -con gelosia. -</p> -</div> - -<p> -il cuore s'inebria di nuove speranze, -di nuove gioie? — Questo, sarà forse -bello e generoso, ma... non è prudente. -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Anna</span> con fierezza. -</p> - -<p> -Sarebbe... una minaccia? -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Cézky.</span> -</p> - -<p> -Forse! -</p> - -<div class="blocksc"> -<p> -lentamente, fissando Anna che -corruga la fronte, sdegnata. -</p> -</div> - -<p> -<span class="pagenum" id="Page_91">[91]</span> -</p> - -<p> -Nelle lunghe giornate squallide, tristi, -quando sola qui, dimenticata, sentivate -il freddo intorno a voi e il cuore intirizzito, -allora avete pur voluto riscaldarvi -alle fiamme della mia passione! -Adesso l'incendio divampa! Fuggire, è -troppo tardi! -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Anna</span> con collera sprezzante. -</p> - -<p> -Vorreste punirmi per essere stata -buona, troppo buona con voi? -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Cézky.</span> -</p> - -<p> -Buona con me? -</p> - -<div class="blocksc"> -<p> -con una risata ironica. -</p> -</div> - -<p> -Ah! Ah! Ah! Eravate... gelosa e volevate -vendicarvi! -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Anna.</span> -</p> - -<p> -Vendicarmi? -</p> - -<p> -<span class="pagenum" id="Page_92">[92]</span> -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Cézky.</span> -</p> - -<p> -Vendicarvi! I miei occhi, il mio pallore, -che vi dicevano bella, che vi dicevano -cara, vi vendicavano della -freddezza, dei lunghi abbandoni di -vostro marito. — Non negate! Non -sorridete così! E non sfidate la mia -gelosia! Abbiate, invece, paura della -mia gelosia! Oh, è ben diversa dalla -vostra!... Con tanto amore, con tanto -desiderio, io, ho appena sfiorata la -vostra mano, con le labbra, una volta! -Sono geloso, geloso di tutto! Dell'aria, -di chi vi guarda, di una carezza al -vostro cane! — Oggi, <i>lui</i>, è tornato — è -qui — forse per farsi perdonare... -E voi lo sperate! Lo leggo nei vostri -occhi raggianti! -</p> - -<div class="blocksc"> -<p> -sottovoce. -</p> -</div> - -<p> -È grande il mio amore per voi, ma -è ancora più grande il mio odio per -quell'uomo. -</p> - -<p> -<span class="pagenum" id="Page_93">[93]</span> -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Anna.</span> -</p> - -<p> -Quell'uomo, signore, è il vostro benefattore! -il vostro protettore! -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Cézky.</span> -</p> - -<p> -Ma che protettore, ma che benefattore! -Quell'uomo mi ha offerto un... un -posto, ed io gli ho dato in cambio -molto di più: il mio lavoro e la mia -intelligenza! -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Anna.</span> -</p> - -<p> -Basta! Non vi posso più ascoltare! -Sappiate che oggi, come ieri, come -sempre, io non ho amato, non ho -adorato altri che mio marito! -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Cézky</span> diventando pallidissimo. -</p> - -<p> -Voi, sì... Ma lui... lui no! -</p> - -<div class="blocksc"> -<p> -con ironia. -</p> -</div> - -<p> -Non più gite a Como! Non più caccia! -Sfido io la bella farmacista... è morta! -</p> - -<p> -<span class="pagenum" id="Page_94">[94]</span> -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Anna.</span> -</p> - -<p> -È falso! Ed è la seconda volta che -voi mentite! La signora Ansperti è -morta di amore e di dolore un mese -dopo che Tito Ansperti fu condannato -a morte e giustiziato! -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Cézky.</span> -</p> - -<p> -Chi ve l'ha detto?... Lui? il signor -conte? -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Anna.</span> -</p> - -<p> -Un prete, un degno sacerdote, Don -Carlo Morelli. E me lo avesse pur -detto mio... -</p> - -<div class="blocksc"> -<p> -interrompendosi e fissando Cézky. -</p> -</div> - -<p> -il signor conte, gli avrei ugualmente -creduto. Egli non ha mai mentito. -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Cézky</span> con odio e con ira repressa. -</p> - -<p> -Nemmeno io, non ho mai mentito. -Lo dicevan tutti a Como! Era la voce -che correva... -</p> - -<div class="blocksc"> -<p> -prorompendo. -</p> -</div> - -<p> -<span class="pagenum" id="Page_95">[95]</span> -</p> - -<p> -Sì, sì, ho mentito! Ho mentito! Perchè... -Per questo devo farvi paura -</p> - -<div class="blocksc"> -<p> -si lascia cadere sopra una sedia, -pallidissimo, stravolto. -</p> -</div> - -<p> -come faccio paura... a me stesso. -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Anna</span> è ancora accigliata, ma poi, mal suo -grado, rimane vinta da un nuovo -senso di pietà. -</p> - -<p> -Non vediamoci più per ora. Tornate -a Milano. Dimenticatemi. Anch'io -cercherò di dimenticare... questo -brutto giorno, e starà in voi, col tempo -il risuscitare in me quel sentimento -buono che mi avete ispirato. -</p> - -<div class="blocksc"> -<p> -si ode di lontano la bubboliera di -una carrozza. -</p> -</div> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Cézky</span> alzandosi. -</p> - -<p> -Vostro marito ritorna! -</p> - -<p> -<span class="pagenum" id="Page_96">[96]</span> -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Anna.</span> -</p> - -<p> -Andate! Partite, senza farvi vedere! -Penserò io a giustificarvi! -</p> - -<div class="blocksc"> -<p> -Il suono della bubboliera si avvicina -sempre, a mano, a mano. -</p> -</div> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Cézky</span> risoluto. -</p> - -<p> -No. -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Anna</span> con calma, sicura di sè: -</p> - -<p> -Allora ricordate questo: alla vostra -prima parola, alla vostra prima minaccia, -sarò io che dirò tutto, io stessa -che parlerò al signor conte. -</p> - -<div class="blocksc"> -<p> -Cessa il suono della bubboliera. -Anna si volta vivamente per -andare incontro al Lamberti, -invece è Giacomino che arriva. -</p> -</div> - -<p> -<span class="pagenum" id="Page_97">[97]</span> -</p> - -<h3>SCENA III.</h3> - -<div class="blockquote"> -<p class="center"> -<span class="smcap">Giacomino</span> e detti. -</p> -</div> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Giacomino</span> entra chiamando. -</p> - -<p> -Anna! Anna!... Benissimo! Eccoti -qui! -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Anna.</span> -</p> - -<p> -Non hai incontrata la nonna? -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Giacomino</span> risponde appena con un cenno al -profondo inchino del Cézky. -</p> - -<p> -Appunto perchè l'ho vista da lontano, -ho potuto schivarla! -</p> - -<div class="blocksc"> -<p> -vorrebbe parlare ma è trattenuto -dalla presenza del Cézky. -</p> -</div> - -<p> -Per il momento le ho mandato una... -letterina! -</p> - -<p> -<span class="pagenum" id="Page_98">[98]</span> -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Anna</span>. -</p> - -<p> -Ancora il Faraone? -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Giacomino</span>. -</p> - -<p> -Già! Il Faraone! -</p> - -<div class="blocksc"> -<p> -sottovoce indicando ad Anna il -Cézky. -</p> -</div> - -<p> -Mandalo via! -</p> - -<div class="blocksc"> -<p> -forte. -</p> -</div> - -<p> -Vitaliano è qui? -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Anna</span>. -</p> - -<p> -Stamattina è andato a Milano, ma -deve tornar presto; se non è già -tornato. -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Giacomino</span>. -</p> - -<p> -Gli devo parlare per... Te lo dirò poi. -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Cézky</span>. -</p> - -<p> -La signora contessa non ha altro -da comandarmi? -</p> - -<p> -<span class="pagenum" id="Page_99">[99]</span> -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Anna.</span> -</p> - -<p> -No, grazie! -</p> - -<div class="blocksc"> -<p> -<span class="smcap">Cézky</span> inchina Anna: inchina Giacomino. -</p> -</div> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Giacomino.</span> -</p> - -<p> -Buon giorno. -</p> - -<div class="blocksc"> -<p> -<span class="smcap">Anna</span> vedendo uscire il Cézky respira con un -senso di gioia. -</p> -</div> - -<p> -<span class="pagenum" id="Page_100">[100]</span> -</p> - -<h3>SCENA IV.</h3> - -<div class="blockquote"> -<p class="center"> -<span class="smcap">Anna</span> e <span class="smcap">Giacomino</span>. -</p> -</div> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Giacomino</span> tirando il fiato senza aver badato -ad Anna. -</p> - -<p> -Ah... Che peso quel tuo polacco! -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Anna</span> con un'alzata di spalle: ancora irata. -</p> - -<p> -È odioso! -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Giacomino.</span> -</p> - -<p> -Non fidartene non accettare nè versi -nè sospiri. -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Anna.</span> -</p> - -<p> -Che ti salta in mente? -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Giacomino.</span> -</p> - -<p> -In campagna! In mancanza di meglio! -<span class="pagenum" id="Page_101">[101]</span> -Sembra l'eroe di una ballata -notturna, ma sembra, anche uno scappato -di prigione! — Galoppa, Ruello! -Galoppa! Alla larga! -</p> - -<div class="blocksc"> -<p> -chiamando Anna. -</p> -</div> - -<p> -Pst! -</p> - -<div class="blocksc"> -<p> -con grande mistero. -</p> -</div> - -<p> -Giura il segreto. -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Anna.</span> -</p> - -<p> -Che c'è? -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Giacomino</span> osservandola. -</p> - -<p> -Sei pallida? Hai la ciera stravolta? -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Anna.</span> -</p> - -<p> -Il tempo: un po' di dolor di capo. -Che cosa devo giurare? -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Giacomino.</span> -</p> - -<p> -Il massimo segreto! -</p> - -<p> -<span class="pagenum" id="Page_102">[102]</span> -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Anna.</span> -</p> - -<p> -Giuro. -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Giacomino.</span> -</p> - -<p> -Corro io, il rischio di essere chiuso -in prigione e chiuso <i>aritmeticamente</i>, -come direbbe il Gargantini! — Ho -provocato un ufficiale austriaco alto -così e grosso così! -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Anna</span> vivamente. -</p> - -<p> -Scherzi! -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Giacomino.</span> -</p> - -<p> -Pensa, la nonna, quando lo saprà! -</p> - -<div class="blocksc"> -<p> -facendo l'atto di infilzare uno, con -una spaccata. -</p> -</div> - -<p> -Zzaff... Parte a parte, io lui, o lui me; -s'intende. -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Anna.</span> -</p> - -<p> -Dici per scherzo? -</p> - -<p> -<span class="pagenum" id="Page_103">[103]</span> -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Giacomino</span> all'orecchio di Anna. -</p> - -<p> -Viva la Repubblica! E viva il re di -Sardegna! -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Anna</span> sussultando. -</p> - -<p> -Diventi matto? -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Giacomino.</span> -</p> - -<p> -Naturalmente l'arte nasconde la -politica. Io sono del partito della Pochini -e ho fischiato il ballo «Miranda» -e la prima ballerina la Priora, perchè -sono stati imposti dagli ufficiali austriaci. -Il principe Varzis... -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Anna</span> interrompendolo. -</p> - -<p> -Ti batti col principe Varzis? -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Giacomino</span> accenna di sì, continuando. -</p> - -<p> -... Si sfogava ad applaudire dalle -poltrone degli ufficiali, ed io a fischiare -<span class="pagenum" id="Page_104">[104]</span> -dal mio palco in prima fila. È corsa -qualche occhiata, ma gli ufficiali hanno -ricevuto l'ordine severissimo di usare -la massima prudenza... Io, allora, finito -il teatro, mi sono appostato all'uscita, -e quando passa il mio barilotto di -birra, gli grido forte, guardandolo in -faccia: — Come cenerei volentieri stasera -con... -</p> - -<div class="blocksc"> -<p> -esitando. -</p> -</div> - -<p> -L'ho detta troppo grossa! A te non -posso ripeterla! -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Anna.</span> -</p> - -<p> -Avanti! Avanti! di su! -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Giacomino.</span> -</p> - -<p> -Chiudi prima le orecchie... Chiudi -almeno gli occhi! Mi fai soggezione! -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Anna.</span> -</p> - -<p> -Presto! Ragazzo che sei! Cos'hai -detto? -</p> - -<p> -<span class="pagenum" id="Page_105">[105]</span> -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Giacomino.</span> -</p> - -<p> -Come cenerei volentieri con una -costoletta... di porco. -</p> - -<div class="blocksc"> -<p> -ridendo. -</p> -</div> - -<p> -E nota: nel dirlo me n'è venuta anche -la voglia! Sono andato al Cova e -ne ho subito divorata una, enorme! -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Anna.</span> -</p> - -<p> -Non ti credo niente! Però bada: non -si dicono nemmeno per ridere certe -cose! -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Giacomino.</span> -</p> - -<p> -Per ridere! — Alle undici sono venuti -da me i rappresentanti del principe -Varzis, — a mezzogiorno si sono -trovati co' miei e domattina... Zzaff! -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Anna.</span> -</p> - -<p> -Allora... Dio! Dio! Ma che cosa hai -<span class="pagenum" id="Page_106">[106]</span> -fatto?... Ma Giacomino?!... Se non sai -nemmeno batterti! -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Giacomino.</span> -</p> - -<p> -Stasera mi daranno lezione, in tre. -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Anna.</span> -</p> - -<p> -Ci vuol altro!... Il principe Varzis?... -Uno spadaccino! -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Giacomino.</span> -</p> - -<p> -Mi vuoi proprio bene? -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Anna.</span> -</p> - -<p> -Sicuro che ti voglio bene! -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Giacomino.</span> -</p> - -<p> -E anch'io, sai? — Oh, se tu non -fossi stata troppo vecchia, come ti -avrei sposata volentieri! Del resto, è -stata la nonna a trovarti troppo vecchia; -<span class="pagenum" id="Page_107">[107]</span> -non io! Per me saresti andata -benissimo! Figurati, io volevo cominciare -a sposarti fino da quando avevo -cinque anni! — Te ne ricordi? E saresti -stata molto più felice con me, -che con mio zio! — L'uomo delle -selve! -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Anna.</span> -</p> - -<p> -Non scherzare! Non è il momento! -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Giacomino.</span> -</p> - -<p> -Sul serio! Come ti avrei amata! Più -della Cesira, più dell'Ernestina, più di -donna Eugenia... — Ma che di più! -Messe tutte insieme, non riuscirebbero -a dare nemmeno un terzo, nemmeno -un quarto, un quinto, un decimo del -grande, dell'immenso amore che ti ho -sempre voluto... e che ti voglio! -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Anna.</span> -</p> - -<p> -Via! Finiscila! E in questo momento! -</p> - -<p> -<span class="pagenum" id="Page_108">[108]</span> -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Giacomino.</span> -</p> - -<p> -Appunto: posso confessarti il mio -amore perchè sono quasi un morituro. -E se invece sarà morituro quell'altro, -io forse dovrò scappare e non ci vedremo -più ugualmente! -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Anna.</span> -</p> - -<p> -E la nonna? La tua povera nonna? -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Giacomino.</span> -</p> - -<p> -Ti disperi anche per la nonna? Se -andate così d'accordo nel non potervi -soffrire? -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Anna.</span> -</p> - -<p> -Ma quando saprà... Pensa di tutta -la famiglia non ama che te! E poi, -anche per la cosa in se stessa! Tu, -proprio tu, batterti, e batterti con un -ufficiale austriaco! -</p> - -<p> -<span class="pagenum" id="Page_109">[109]</span> -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Giacomino.</span> -</p> - -<p> -Sicuro! — È stata per me la mamma, -il papà... tutto! -</p> - -<div class="blocksc"> -<p> -commovendosi. -</p> -</div> - -<p> -Ti dico la verità: io non ho la più -piccola esitazione, mi sento fatalista! -Soltanto quando penso alla nonna, -mi viene un po' la... malinconia! -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Anna.</span> -</p> - -<p> -Non c'è una via di scampo?... Non -si può accomodare?... -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Giacomino</span> vivamente. -</p> - -<p> -Accomodare?... Diventi matta, Anna? -Del resto io mi batto appunto anche -per la nonna! Sfido io! Con quel... -conte di Rienz!... E nota che lui, come -lui, personalmente, mi è poi simpaticissimo!... -Mah! Come si fa? È un -austriaco e... -</p> - -<div class="blocksc"> -<p> -con forza. -</p> -</div> - -<p> -<span class="pagenum" id="Page_110">[110]</span> -</p> - -<p> -non c'è cristi! -</p> - -<div class="blocksc"> -<p> -movimento di Anna. -</p> -</div> - -<p> -È di moda! È un verso del Giusti! — Quelli, -invece, che non sono proprio -più di moda, sono gli austriaci! Sono -andati giù, giù, giù, tremendamente! -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Anna.</span> -</p> - -<p> -E scegliere proprio il principe Varzis. -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Giacomino</span> continuando. -</p> - -<p> -Giacchè ero dietro, ho scelto addirittura -il più grosso! -</p> - -<div class="blocksc"> -<p> -ritornando serio. -</p> -</div> - -<p> -Ho la nonna, una nonna più che codinona -da farmi perdonare!... Povera -nonna!... -</p> - -<div class="blocksc"> -<p> -cambiando, tornando a ridere e -a scherzare. -</p> -</div> - -<p> -Non senti qui... -</p> - -<div class="blocksc"> -<p> -odorando ironicamente. -</p> -</div> - -<p> -<span class="pagenum" id="Page_111">[111]</span> -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Anna.</span> -</p> - -<p> -Che cosa? -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Giacomino.</span> -</p> - -<p> -Che puzzo d'aquila arrosto?... — Bisogna -cambiar aria! -</p> - -<div class="blocksc"> -<p> -leva di tasca un fazzoletto bianco -rosso e verde: sventolandolo, -sbattendolo. -</p> -</div> - -<p> -Cambiar aria! Cambiar aria! -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Anna</span> spaventata, glielo strappa di mano per -nasconderlo. -</p> - -<p> -Imprudente. Se te lo trovano? -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Giacomino.</span> -</p> - -<p> -Dammelo! -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Anna.</span> -</p> - -<p> -No! -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Giacomino.</span> -</p> - -<p> -Dammelo! -</p> - -<p> -<span class="pagenum" id="Page_112">[112]</span> -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Anna.</span> -</p> - -<p> -No! Corro io stessa ad abbruciarlo, -sul momento! -</p> - -<div class="blocksc"> -<p> -fa per correre via. -</p> -</div> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Giacomino</span> cantando. -</p> - -<p> -«La bandiera dei tre colori — Sempre -è stata la più bella...» -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Anna</span> dandogli il fazzoletto e mettendogli una -mano sulla bocca. -</p> - -<p> -Prendi! Ragazzo! -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Giacomino</span> sottovoce. -</p> - -<p> -«Noi vogliamo sempre quella — Noi -vogliam la libertà!» -</p> - -<div class="blocksc"> -<p> -mostrandole le cifre del fazzoletto. -</p> -</div> - -<p> -L. M. «Libertà o Morte» — Libertà, -s'intende, per il popolo che è in schiavitù: -non per me! Io la libertà, con -la nonna, figurati, ne ho quanta ne -voglio! -</p> - -<p> -<span class="pagenum" id="Page_113">[113]</span> -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Anna.</span> -</p> - -<p> -Ma... e... poi? -</p> - -<div class="blocksc"> -<p> -con gli occhi pieni di lacrime. -</p> -</div> - -<p> -Ti andrà bene!... Sì!... Sì... Lo spero! -Ne sono certa! Ma... e dopo? Se quell'altro -rimanesse... -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Giacomino.</span> -</p> - -<p> -Infilato? -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Anna.</span> -</p> - -<p> -O anche solo ferito gravemente? -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Giacomino.</span> -</p> - -<p> -In tal caso: galoppa Ruello! Galoppa -fino a Torino! Adesso, appena -torna Vitaliano gli racconto la storiella -che ho già scritto alla nonna: ho -perduto al giuoco. Si tratta dell'onore, -bisogna battere alla grande cassa della -nonna. -</p> - -<div class="blocksc"> -<p> -commovendosi a mano a mano. -</p> -</div> - -<p> -<span class="pagenum" id="Page_114">[114]</span> -</p> - -<p> -Batterla io stesso... — Sciocchezze... -ma sai? Ho paura di commuovermi... -di farle capire qualche cosa... — Invece -così, mi darà la solita strapazzata, io -resterò a testa bassa... e poi... Psst! -Partenza! -</p> - -<div class="blocksc"> -<p> -cambiando, scherzando di nuovo. -</p> -</div> - -<p> -A Torino!... Ad arruolarmi!... In cavalleria!... -Ohp là là! Ohp là là! -Torino, sai, è una città divertentissima! -Un piccolo Parigi!... Ci sono i -famosi veglioni dello Scribe dove le -donne si mostrano in perfetto costume -di... -</p> - -<div class="blocksc"> -<p> -correggendosi. -</p> -</div> - -<p> -— Cose straordinarie! -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Anna.</span> -</p> - -<p> -E per scappare? -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Giacomino.</span> -</p> - -<p> -Questa notte dopo il fatto della costoletta -di por... d'agnello, sono diventato -<span class="pagenum" id="Page_115">[115]</span> -di moda, in un attimo!... Avessi -visto al Cova! Poi di sopra, al Club. — Mi -hanno presentato a Emilio Dandolo! — che -bel giovine! E come -parla!... Ti dice certe parole, crist... -</p> - -<div class="blocksc"> -<p> -correggendosi. -</p> -</div> - -<p> -E che <i>lion</i>! È il Re dei <i>lions</i>! L'idolo -delle signore! Pensa che è tisico! Ma -tisico proprio davvero! -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Anna.</span> -</p> - -<p> -Rispondimi, invece. E per scappare? -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Giacomino</span> più sottovoce. -</p> - -<p> -Appunto stavo per dirtelo. Emilio -Dandolo ci pensa lui. -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Anna.</span> -</p> - -<p> -In che modo? -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Giacomino.</span> -</p> - -<p> -Lo saprò... un'ora prima del duello! -</p> - -<div class="blocksc"> -<p> -battendosi sulla fronte. -</p> -</div> - -<p> -<span class="pagenum" id="Page_116">[116]</span> -</p> - -<p> -Ah, saper Diana! — Ho fatto giuramento -di tacere e te l'ho detto! Non -parlerai con nessuno? -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Anna.</span> -</p> - -<p> -No!... Te lo prometto! -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Giacomino.</span> -</p> - -<p> -Sul tuo onore? -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Anna.</span> -</p> - -<p> -Te lo prometto! -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Giacomino.</span> -</p> - -<p> -Specialmente con quel Cézky. Quel -profugo... ereditario! Perchè il vero -profugo, capostipite, era suo padre! -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Teresa</span> di dentro. -</p> - -<p> -Basta così... -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Giacomino</span> spaventato. -</p> - -<p> -La nonna!... Ha già ricevuto la mia -lettera! -</p> - -<p> -<span class="pagenum" id="Page_117">[117]</span> -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Teresa</span> sempre di dentro. -</p> - -<p> -Ti proibisco di difenderlo! Anche -la mia pazienza, la mia bontà, hanno -un limite! -</p> - -<div class="blocksc"> -<p> -presentandosi sulla soglia dell'uscio. -</p> -</div> - -<p> -Dov'è questo signore? -</p> - -<p> -<span class="pagenum" id="Page_118">[118]</span> -</p> - -<h3>SCENA V.</h3> - -<div class="blockquote"> -<p class="center"> -La contessa <span class="smcap">Teresa</span>, il <span class="smcap">Lamberti</span> e detti. -</p> -</div> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Teresa</span> vedendo Giacomino. -</p> - -<p> -Si vergogni! -</p> - -<div class="blocksc"> -<p> -Giacomino rimane sempre a testa bassa. -</p> -</div> - -<p> -Vergognatevi! Dieci mila svanziche! -Altre dieci mila svanziche?... Non pago -più niente! Sempre l'«ultima volta» -e sempre da capo! Adesso basta e -peggio per voi! Il giuoco, la disperazione -di tante madri! E sapendo di -darmi un grande dispiacere, un grande -dolore! Siete cattivo e siete testardo. -<i>Tes-tardo!</i> — Sì o no? -</p> - -<div class="blocksc"> -<p> -<span class="smcap">Giacomino</span> accenna di sì col capo. -</p> -</div> - -<p> -<span class="pagenum" id="Page_119">[119]</span> -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Teresa.</span> -</p> - -<p> -Come sì? — Difenditi rispondi! -Che c'è di nuovo? — Su con quella -testa! -</p> - -<div class="blocksc"> -<p> -vivamente. -</p> -</div> - -<p> -Ti senti forse poco bene? -</p> - -<div class="blocksc"> -<p> -vede gli occhi di Giacomino gonfi -di lacrime. -</p> -</div> - -<p> -Sopratutto, lo sai, non voglio scene. -L'uomo dev'essere sempre un uomo e -quando ha perduto paga. -</p> - -<div class="blocksc"> -<p> -al Lamberti. -</p> -</div> - -<p> -Gli darai le diecimila svanziche e gli -dirai tu, tutto quello che gli volevo -dir io, e che si merita! Tu Anna, -vieni con me. -</p> - -<div class="blocksc"> -<p> -al Lamberti. -</p> -</div> - -<p> -Gli farai ben considerare la sua e la -nostra condizione. Non siamo banchieri -<span class="pagenum" id="Page_120">[120]</span> -e oggi, di ricchi, non ci sono -che i banchieri! — E che sia l'ultima -volta! -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Giacomino.</span> -</p> - -<p> -Lo giuro! -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Teresa.</span> -</p> - -<p> -Non giurare, mai! -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Giacomino</span> abbracciandola. -</p> - -<p> -Sei buona! Sei un angelo! -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Teresa.</span> -</p> - -<p> -Sta fermo!... Dissipatore, giuocatore -e adesso anche seduttore! -</p> - -<div class="blocksc"> -<p> -ridendo. -</p> -</div> - -<p> -Angelo! -</p> - -<div class="blocksc"> -<p> -gli dà uno schiaffettino. -</p> -</div> - -<p> -A quest'ora, sai anche tu, come sono -fatti gli angeli! Coi capelli biondi... o -neri, non importa, ma hanno le guance -<span class="pagenum" id="Page_121">[121]</span> -di rosa, le labbra di corallo e gli occhi -languidi! -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Giacomino.</span> -</p> - -<p> -Il mio buon angelo sarai sempre tu! -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Teresa</span> fingendo di arrabbiarsi. -</p> - -<p> -Finiscila!... Hai capito?... Andiamo, -Anna!... Mi prende anche in giro!... -Vero stupid... Vero stupidone! -</p> - -<div class="blocksc"> -<p> -esce ridendo seguita da Anna. -</p> -</div> - -<p> -<span class="pagenum" id="Page_122">[122]</span> -</p> - -<h3>SCENA VI.</h3> - -<div class="blockquote"> -<p class="center"> -<span class="smcap">Giacomino</span> e il <span class="smcap">Lamberti</span>. — In fine <span class="smcap">Anna</span>. -</p> -</div> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Lamberti</span> sottovoce; ma serio, senza nessuna -commozione. -</p> - -<p> -Le dieci mila svanziche, prevedo, -le finirai presto, se dovrai andare a -Torino. -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Giacomino</span> trasalendo, ma poi fingendosi -meravigliato. -</p> - -<p> -A Torino?... Io?... -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Lamberti.</span> -</p> - -<p> -... E siccome, prevedo pure, che -non sarebbe sempre facile il poter -scrivere e forse, ancora meno, il poter -rispondere, così ti ho preparato, -al caso, anche una mia credenziale -per il banco Mazza e Sacerdoti. -</p> - -<p> -<span class="pagenum" id="Page_123">[123]</span> -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Giacomino.</span> -</p> - -<p> -A Torino?... Io?... -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Lamberti.</span> -</p> - -<p> -Sì, tu! — Domani ti batti col principe -Varzis! -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Giacomino.</span> -</p> - -<p> -Chi te l'ha detto? -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Lamberti.</span> -</p> - -<p> -Emilio Dandolo. -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Giacomino.</span> -</p> - -<p> -Emilio Dandolo? -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Lamberti.</span> -</p> - -<p> -Adesso, a Milano. -</p> - -<div class="blocksc"> -<p> -fissandolo. -</p> -</div> - -<p> -Libertà o Morte. -</p> - -<p> -<span class="pagenum" id="Page_124">[124]</span> -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Giacomino.</span> -</p> - -<p> -Anche tu?... Anche tu sei dei nostri? -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Lamberti.</span> -</p> - -<p> -Dei vostri? Non so. Tu, intanto, -di chi sei? -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Giacomino.</span> -</p> - -<p> -Io? Di chi sono? Bellissima domanda! -Di chi sono? Sono... del partito -degli Italiani. -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Lamberti.</span> -</p> - -<p> -Del partito della Pochini? Della -prima ballerina della Scala? -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Giacomino.</span> -</p> - -<p> -Contro la Priora che ci vogliono -imporre gli ufficiali austriaci! Ma la -Scala è nostra! -</p> - -<div class="blocksc"> -<p> -dà una grande fischiata. -</p> -</div> - -<p> -<span class="pagenum" id="Page_125">[125]</span> -</p> - -<p> -Fischi! Abbasso! Basta! — Dovevi -sentire ieri sera, che baccano! -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Lamberti</span> vivamente. -</p> - -<p> -Ebbene no! Io non sono dei vostri, -dei tuoi! Noi non apparteniamo al -partito degli Italiani: apparteniamo -all'Italia e siamo italiani! -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Giacomino</span>, maravigliato. -</p> - -<p> -Non è poi la stessa cosa? -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Lamberti.</span> -</p> - -<p> -Io, «il figlio delle selve», fischio -di notte, al confine, per chiamare, o -avvisare i contrabbandieri... -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Giacomino</span> risentito. -</p> - -<p> -Anch'io non fischio soltanto le ballerine! -Domattina — lo sai già — mi -sentirà fischiare qualcun altro! -</p> - -<p> -<span class="pagenum" id="Page_126">[126]</span> -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Lamberti.</span> -</p> - -<p> -Dinanzi a tutta Milano che ti osserva -e ti applaude, con le più belle signore -che ti incitano e ti ammirano? -Non arrischieresti forse di romperti il -collo anche alle corse per ottenere i -battimani delle dee dell'Ippodromo? Il -duello col Varzis ti fa onore: ma ti -giova anche. Il fare l'Italiano, il fare -il coraggioso è indispensabile oggi, -per il perfetto gentiluomo di società, -come... il saper suonare il pianoforte! -Ben altro dev'essere il sentimento che -ci anima! Ben altro il coraggio del -quale dobbiamo dar prova! -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Giacomino</span> con alterezza. -</p> - -<p> -Qual'è, dunque? -</p> - -<p> -<span class="pagenum" id="Page_127">[127]</span> -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Lamberti.</span> -</p> - -<p> -È il coraggio dell'abnegazione, del -sacrificio, il coraggio del perseverare... -tanto più grande, quanto più è oscuro -e ignorato! — È il coraggio del Pezzotti, -che sentendosi sfinito dalla lunga -prigionia e dalle torture dell'interrogatorio, -per paura che gli sfugga -un nome, per paura di tradire i compagni, -solo, al buio, con la cravatta -si appicca all'inferriata del carcere! È -il coraggio di Tito Speri, che esce -dal confortatorio ornato nella giovine -elegante persona, azzimato nell'abito, -ben composta la chioma bionda e che -così, come per recarsi ad un ballo, -infilandosi i guanti bianchi, si avvia -al capestro, alla forca! — E non ha -lì, intorno, in quell'alba piovosa, altro -che quattro croati per ammirarlo! E -al boia che gli chiede il perdono regolamentare -<span class="pagenum" id="Page_128">[128]</span> -risponde: — Niente paura, -caro mio!... Trattami soltanto da -buon amico! — Sei diventato pallido? — Anch'io -guardami! E non sono questi, -i soli. — Sono cento, sono mille gli -esempî, gli eroi: sono uomini e donne, -patrizî e popolo; sono spiriti eletti -nella nobiltà del pensiero, sono anime -semplici e rudi! E tutti insieme, i -nostri, dal sepolcro dei morti, dal sepolcro -più tremendo dei vivi, erompono -in un sol grido, in una sola -parola d'incitamento, di evocazione -di speranza: — Patria! -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Giacomino.</span> -</p> - -<p> -Patria! La nostra Patria! — Ho -capito! -</p> - -<div class="blocksc"> -<p> -si preme sul cuore una mano del -Lamberti. -</p> -</div> - -<p> -Senti. — Sono con te. -</p> - -<p> -<span class="pagenum" id="Page_129">[129]</span> -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Lamberti.</span> -</p> - -<p> -Sei commosso?... No! No! Non nascondere, -non vergognarti delle tue -lacrime! -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Giacomino.</span> -</p> - -<p> -Non sono più un ragazzo! Sono -un uomo! -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Lamberti.</span> -</p> - -<p> -Ed è appunto questo tuo pallore, -questo tuo fremito, sono queste tue -lacrime che ti rendono uomo! Ascoltami -bene. -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Giacomino.</span> -</p> - -<p> -Sì! Sì! -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Lamberti.</span> -</p> - -<p> -Tu, adesso, sai ciò che fai! Il tuo, -dunque, non è più un duello, è la -<span class="pagenum" id="Page_130">[130]</span> -nostra guerra disperata e continua. -Non è possibile unirci in battaglioni? -Scendiamo in campo faccia a faccia... -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Giacomino.</span> -</p> - -<p> -Uno per uno! -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Lamberti.</span> -</p> - -<p> -E se mai ti tremasse la mano, ricordati. -Oggi bisogna ricordare, ricordare -e odiare. -</p> - -<div class="blocksc"> -<p> -più sottovoce. -</p> -</div> - -<p> -In un anno solo, — dal quarantotto -al quarantanove, — più di 960 tra -impiccati e fucilati. In questi ultimi -tre anni, più di 432. — E «la verga -di ferro», — ricordati, — che valse la -condanna a morte ad un povero maestro, -e non era altro che un piccolo bastoncino -da passeggio! — E ricordati -le irrisioni feroci!... E le nostre giovani, -<span class="pagenum" id="Page_131">[131]</span> -trascinate ignude alle nerbate -sulle reni in Castello, presenti gli ufficiali, — come -il tuo, di domani, che -sghignazzavano! Ricordati! Ricordati! -Oggi bisogna ricordare, ricordare e -odiare! Verrà dopo il perdono, — il -perdono e fors'anche l'oblìo, — ma -soltanto, quando la patria, l'avremo. -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Giacomino.</span> -</p> - -<p> -Domani! Domani! Sono dei tuoi, -sono con te! — Domani sarò degno -di te! -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Lamberti.</span> -</p> - -<p> -Degno di me? Io? Non sono niente, -non sono nessuno, io! Sai, tu, a chi -dobbiamo, noi tutti, questo fuoco, questa -fede, questo fervore, questo spirito -di sacrificio? — A lui, ad un uomo, -ad un grande, che abbiamo intravveduto -<span class="pagenum" id="Page_132">[132]</span> -appena, col quale abbiamo scambiato -appena qualche parola, ma che -sentiamo essere vicino a noi, con noi, -vigile, austero, forte come il destino! -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Giacomino</span> sottovoce. -</p> - -<p> -Mazzini?... Mazzini?... -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Lamberti.</span> -</p> - -<p> -Votato alla causa degli oppressi, i -nemici d'Italia lo odiano, i potenti lo -avversano e lo temono, ma tutti i -cuori generosi battono sul suo, si esaltano -alla sua parola ardente, e le -donne lo amano, e la giovane Italia -lo idolatra! -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Giacomino.</span> -</p> - -<p> -Mazzini! Mazzini! È Giuseppe Mazzini! -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Lamberti.</span> -</p> - -<p> -Egli è cospiratore ed artista: formidabile, -<span class="pagenum" id="Page_133">[133]</span> -inflessibile, gentile e mite insieme. -Adora i fanciulli, i fiori e definisce -la musica «il tramite più puro -fra l'uomo e la divinità». — Egli è, -per noi la stessa Provvidenza, nella -quale fermamente crede, e noi siamo -con lui, per lui! La sua invocazione, — Dio -e Popolo, — è la nostra; e il -suo motto «pensiero ed azione» — è -ormai, per noi tutti, il dovere, la gioia, -il perchè della vita... -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Giacomino.</span> -</p> - -<p> -E il coraggio di saper morire! -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Lamberti.</span> -</p> - -<p> -A Milano, subito, a Milano! Ho già -consegnato a Emilio Dandolo, denaro -e credenziali. Ma sarò anch'io questa -notte, a Milano. — E se non partirai... -</p> - -<p> -<span class="pagenum" id="Page_134">[134]</span> -</p> - -<div class="blocksc"> -<p> -Il Lamberti pensa per un istante -che Giacomino possa rimanere -ferito, ucciso: ma poi, subito, -si rassicura. -</p> -</div> - -<p> -— Non temere! Dio è con noi! — Se -il Varzis se la caverà con poco, torneremo -qui. Ci sarà da fare. -</p> - -<div class="blocksc"> -<p> -<span class="smcap">Giacomino</span> gli afferra la mano, interrogandolo -con gli occhi, ansiosamente. -</p> -</div> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Lamberti.</span> -</p> - -<p> -Forse. — Aspetto adesso un amico... — Tu, -va; adesso va; e non veder la -nonna, nessuno! -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Giacomino.</span> -</p> - -<p> -No! -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Lamberti.</span> -</p> - -<p> -Pensa che da una tua parola, da una -tua imprudenza, può dipendere la vita -<span class="pagenum" id="Page_135">[135]</span> -di Dandolo, di cento altri... — che -hai?... -</p> - -<div class="blocksc"> -<p> -scotendolo con ira. -</p> -</div> - -<p> -Con chi?... Con chi? -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Giacomino.</span> -</p> - -<p> -Con Anna. Ho detto tutto ad Anna! -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Lamberti.</span> -</p> - -<p> -Soltanto con lei? -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Giacomino.</span> -</p> - -<p> -Soltanto con Anna. Ma adesso la -vedrò: certo mi aspetta... per salutarmi. -</p> - -<div class="blocksc"> -<p> -verso la finestra. -</p> -</div> - -<p> -Eccola! -</p> - -<div class="blocksc"> -<p> -fa per andarle incontro. -</p> -</div> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Lamberti.</span> -</p> - -<p> -No. Le parlerò io stesso; subito! -Adesso la chiamo qui! Tu va. Scendi -<span class="pagenum" id="Page_136">[136]</span> -per la scala di servizio, passa dietro -la casa. All'osteria della Stella, troverai -un calessino già pronto. In meno -di un'ora sei a Milano. Addio! -</p> - -<div class="blocksc"> -<p> -<span class="smcap">Giacomino</span> lo fissa, mostrando il desiderio di -abbracciarlo: il Lamberti e Giacomino -si gettano fra le braccia -l'uno dell'altro, poi Giacomino -fugge via quasi di corsa. -</p> -</div> - -<p> -<span class="pagenum" id="Page_137">[137]</span> -</p> - -<h3>SCENA VII.</h3> - -<div class="blockquote"> -<p class="center"> -<span class="smcap">Lamberti</span> solo — poi <span class="smcap">Anna</span>. -</p> -</div> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Lamberti</span> alla finestra: saluta ancora Giacomino -con la mano. Si ricompone, -va sull'uscio di mezzo e -chiama: -</p> - -<p> -Anna! Anna! -</p> - -<div class="blocksc"> -<p> -<span class="smcap">Anna</span> si presenta all'uscio. -</p> -</div> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Lamberti.</span> -</p> - -<p> -Vieni qui, un momento. -</p> - -<div class="blocksc"> -<p> -<span class="smcap">Anna</span> entra. -</p> - -<p> -<span class="smcap">Lamberti</span> chiude l'uscio. -</p> -</div> - -<p> -<span class="pagenum" id="Page_138">[138]</span> -</p> - -<h3>SCENA VIII.</h3> - -<div class="blockquote"> -<p class="center"> -<span class="smcap">Lamberti</span> ed <span class="smcap">Anna</span>. Il <span class="smcap">Cézky</span> in fine. -</p> -</div> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Lamberti.</span> -</p> - -<p> -Giacomino è partito. -</p> - -<div class="blocksc"> -<p> -<span class="smcap">Anna</span> si volta vivamente e lo fissa. -</p> -</div> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Lamberti.</span> -</p> - -<p> -In questo momento; e mi ha lasciato -i suoi saluti per te. È ardito quel ragazzo; -pieno di coraggio. Non temere, -Varzis le piglierà! -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Anna.</span> -</p> - -<p> -Ti ha detto? -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Lamberti</span> sorridendo. -</p> - -<p> -Sapevo già... -</p> - -<p> -<span class="pagenum" id="Page_139">[139]</span> -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Anna.</span> -</p> - -<p> -Da chi? -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Lamberti.</span> -</p> - -<p> -Non temere! Hai paura della mia -imprudenza? -</p> - -<div class="blocksc"> -<p> -guardandola e scrollando il capo. -</p> -</div> - -<p> -Anna! Anna! Da molto tempo ho imparato -a tacere! E anch'io?... Sono -certo, sicuro del tuo silenzio? -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Anna</span> lo fissa sempre: esitante. -</p> - -<p> -... Tu? -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Lamberti.</span> -</p> - -<p> -Sì. Una parola imprudente potrebbe -mandare anche me in Castello... poi -a Mantova. Hai sentito del vecchio -Ansperti? Della sua fuga quasi miracolosa -in Isvizzera, a settant'anni? Infermo? -</p> - -<p> -<span class="pagenum" id="Page_140">[140]</span> -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Anna.</span> -</p> - -<p> -Sì... -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Lamberti.</span> -</p> - -<p> -Sono stato io. -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Anna.</span> -</p> - -<p> -Tu? -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Lamberti.</span> -</p> - -<p> -Coi nostri contrabbandieri: cuori di -leone e garretti di camoscio! -</p> - -<div class="blocksc"> -<p> -ridendo. -</p> -</div> - -<p> -Per un lungo tratto di cresta l'ho portato -io sulle spalle! Che notte! Le nubi, -anche le nubi correvano brontolando! -E a lampi, si vedeva giù il precipizio, -a mille piedi! Ci fu uno scontro -con i gendarmi. Il solo, per altro -che mi aveva riconosciuto, — il sergente -Baraffini, — l'ho ammazzato! -</p> - -<p> -<span class="pagenum" id="Page_141">[141]</span> -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Anna.</span> -</p> - -<p> -Tu?... Tu? -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Lamberti.</span> -</p> - -<p> -Sì, io. Ti fa tanto stupore? Perchè? — Non -mi credevi capace di arrischiare -anch'io la vita per la mia patria? -Tutti ormai: i nostri stessi servitori, -i contadini... tutti. Ed io solo, -no? Oh, Anna, anche se non mi ami, -almeno un po' di stima! -</p> - -<div class="blocksc"> -<p> -<span class="smcap">Anna</span> gli stringe la mano con passione. -</p> -</div> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Lamberti</span> con dolcezza e insieme con molta -gravità. -</p> - -<p> -Presto verrà il giorno decisivo. Riusciremo, -questa volta! Ma oggi, al -punto in cui siamo, ho acquistato il -diritto di parlare. Ho acquistato il -diritto, finalmente di averti con me, -<span class="pagenum" id="Page_142">[142]</span> -unita nel pensiero, nelle ansie, nelle -aspirazioni! Voglio sentirmi riscaldata -l'anima, raddoppiato il coraggio dal -calore del tuo affetto! Voglio avere la -certezza nel rischio, che se anche -perdo la vita... -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Anna</span> buttandogli le braccia al collo con un -grido di spavento. -</p> - -<p> -No! -</p> - -<div class="blocksc"> -<p> -ripetendo sottovoce e stringendosi -a Vitaliano affettuosamente. -</p> -</div> - -<p> -No, no, no! -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Lamberti.</span> -</p> - -<p> -... Tu, ormai, non avrai più sdegno, -non avrai più collera contro il mio nome, -che è il nome di mia madre, -ma lo porterai fiera, con orgoglio! -</p> - -<div class="blocksc"> -<p> -<span class="smcap">Anna</span> fa per rispondere: le lacrime le stringono -la gola. Scoppia in pianto abbracciando -<span class="pagenum" id="Page_143">[143]</span> -ancora Vitaliano strettamente e nascondendosi -il viso contro il suo petto. -</p> -</div> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Lamberti.</span> -</p> - -<p> -Per me! le tue lacrime!... Piangi -per me! -</p> - -<div class="blocksc"> -<p> -baciandola sui capelli. -</p> -</div> - -<p> -Non temere tu mi porti fortuna! Tutto -andrà bene, se mi vuoi bene!... Bella! -Come sei bella! Bella, bella, cara!... -Che smania avevo di dirti bella, di -dirti cara... e non osavo, non osavo -mai! -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Anna.</span> -</p> - -<p> -Dimmi Anna, tante volte! Anna, -Anna, Anna. Mi piace tanto il mio -nome detto da te. -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Lamberti.</span> -</p> - -<p> -Anna!... Anna!... Pensa Anna, è -questo il primo giorno il primo momento -nostro... -</p> - -<p> -<span class="pagenum" id="Page_144">[144]</span> -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Anna.</span> -</p> - -<p> -Anna... ancora Anna, Anna.... -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Lamberti.</span> -</p> - -<p> -Fra me e te, Anna, c'era come una -nebbia fredda, un muro di ghiaccio. -Io non sapevo parlare, tu non mi sapevi -capire; ci chiudevamo in noi stessi -e ci allontanavamo l'uno dall'altra. E -la causa di ciò? Mia madre! È così? -Rispondi. Mia madre? -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Anna.</span> -</p> - -<p> -Ma... -</p> - -<div class="blocksc"> -<p> -risoluta. -</p> -</div> - -<p> -Adesso no; più! -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Lamberti.</span> -</p> - -<p> -Questo spirito nuovo che freme nell'aria, -che ci accende il sangue e le -idee, che ci ripete echeggiante nell'anima, -<span class="pagenum" id="Page_145">[145]</span> -con ogni alito di vento, con -ogni stormir di fronda, la canzone della -patria, è penetrato pure nel tuo cuore, -nel tuo spirito, co' suoi entusiasmi, -con la sua poesia! Io capivo, vedevo -tuttociò, a mano a mano che io -stesso ne rimanevo sconvolto, preso, -affascinato! Dal mio amore per te -venne la prima luce, la prima fiamma. -Tu, senza saperlo, mi hai fatto vincere -avversioni, esitazioni, pregiudizi, -ripugnanze! Mi hai rischiarata dinanzi, -come illuminata dal sole, la strada -giusta e diritta, la vera! -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Anna.</span> -</p> - -<p> -Anch'io, voglio dirti tutto, anch'io. -No! Lasciami parlare qui; — ho più -coraggio qui, — così — Tu dici di -avermi amata fin dal primo giorno?... -Io... no. E come avrei potuto, subito, -<span class="pagenum" id="Page_146">[146]</span> -volerti bene? Non è stato il nostro -cuore, non siamo stati noi ad unirci... -Sono stati gli altri. Mi sentivo straniera -qui, in casa tua, mi sentivo sola. La -mia vita cominciava appena e mi pareva -finita, e sentivo, con un grande -bisogno di piangere, un così vivo, un -così grande bisogno di amare! — Seguivo -qualche fantasma che mi destava -pietà, simpatia... ma poi, non -trovavo nessuno! — Sono stata tanto -cattiva, tanto leggera e vana! — Perdonami! -Poi un giorno, finalmente, ti -sei fermato di più con me... Mi hai -guardata fissandomi... I tuoi occhi erano -diversi! — Allora... — Sì, mi faceva -dispetto tua madre, perchè essa -gettava come un'ombra sopra di te, -ed io volevo vederti circondato dell'approvazione, -dell'ammirazione di -tutti! Sì, è vero, sentivo un fremito accendermi -il sangue, le idee, ma quella -<span class="pagenum" id="Page_147">[147]</span> -che mi ripeteva nell'animo ogni alito -di vento, ogni stordir di fronda, era... -la canzone dell'amore! -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Lamberti.</span> -</p> - -<p> -Cara, cara, cara! -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Anna.</span> -</p> - -<p> -Anna! La tua Anna! Dimmi che ti -piacciono i miei capelli! Dimmi tu, -che sono bella!... -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Lamberti.</span> -</p> - -<p> -Bella!... Bella... -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Anna.</span> -</p> - -<p> -Che sono tua!... Tutta tua! -</p> - -<div class="blocksc"> -<p> -Vitaliano ed Anna restano un istante -abbracciati. — Poi Vitaliano ascolta -verso l'uscio di mezzo. — Ascolta -anche Anna. -</p> -</div> - -<p> -<span class="pagenum" id="Page_148">[148]</span> -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Anna</span> scostandosi. -</p> - -<p> -Forse... tua madre? -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Lamberti.</span> -</p> - -<p> -Sarà il dottor Fratti! Lo aspetto! -</p> - -<div class="blocksc"> -<p> -l'uscio si apre. -</p> - -<p> -<span class="smcap">Anna</span> trasalisce con un motto di spavento. -</p> - -<p> -<span class="smcap">Cézky</span> si presenta pallidissimo. -</p> -</div> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Lamberti.</span> -</p> - -<p> -Il Fratti?... È arrivato? -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Cézky</span> con voce alterata. -</p> - -<p> -Il signor Fratti e il signor Strassèr. -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Lamberti</span> pensando. -</p> - -<p> -Qui no!... Non è prudente... -</p> - -<div class="blocksc"> -<p> -al Cézky. -</p> -</div> - -<p> -Su! In camera vostra! -</p> - -<p> -<span class="pagenum" id="Page_149">[149]</span> -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Anna</span> sottovoce a Vitaliano. -</p> - -<p> -No! No! -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Lamberti</span> con grande tenerezza. -</p> - -<p> -Anna, Anna, Anna cara!... Non inquietarti -così!... È dei nostri! -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Anna</span> con un grido. -</p> - -<p> -Cézky?! -</p> - -<div class="blocksc"> -<p> -<span class="smcap">Lamberti</span> rimane colpito; fissa il Cézky, — poi -Anna, — poi ordina al Cézky -di andare avanti e lo segue. -</p> -</div> - -<p class="pad2 center large"> -<span class="smcap">Fine del secondo atto.</span> -</p> - -<div class="chapter"> -<p> -<span class="pagenum" id="Page_151">[151]</span> -</p> - -<h2 id="atto3">ATTO TERZO.</h2> -</div> - -<div class="blockquote"> -<p> -Salotto nell'appartamento della contessa Teresa: -da un uscio a sinistra si entra nella -sua camera da letto. — Nella parete di -fondo, a destra, dall'uscio sempre aperto -si vedrà una cappelletta con un ricco altarino -e un inginocchiatoio. Un grande ritratto -dell'imperatore Francesco Giuseppe. -In faccia all'uscio della camera da letto, -un altro uscio che mette nella biblioteca. -</p> -</div> - -<h3>SCENA PRIMA.</h3> - -<div class="blockquote"> -<p class="center"> -<span class="smcap">Carolina</span> — la voce di Teresa, poi il <span class="smcap">Rienz</span>. -</p> -</div> - -<div class="blocksc"> -<p> -<span class="smcap">Carolina</span> entra e va a battere all'uscio -della camera di Teresa. -</p> -</div> - -<p> -<span class="pagenum" id="Page_152">[152]</span> -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Teresa</span> di dentro. -</p> - -<p> -Chi è? -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Carolina.</span> -</p> - -<p> -Sua Eccellenza! -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Teresa.</span> -</p> - -<p> -Il Conte Stefano? -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Carolina.</span> -</p> - -<p> -Sì! Faccia presto! -</p> - -<div class="blocksc"> -<p> -<span class="smcap">Rienz</span> entra in fretta, ancora con il cappello -il pastrano e il frustino. -</p> -</div> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Teresa</span> sempre di dentro: a Carolina. -</p> - -<p> -Vengo subito! Apri le finestre! -</p> - -<p> -<span class="pagenum" id="Page_153">[153]</span> -</p> - -<div class="blocksc"> -<p> -<span class="smcap">Carolina</span> si volta, vede il Rienz e fa per -aiutarlo a levarsi il pastrano. -</p> -</div> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Rienz.</span> -</p> - -<p> -Andate, andate dalla contessa. -</p> - -<div class="blocksc"> -<p> -<span class="smcap">Carolina</span> entra da Teresa. -</p> - -<p> -<span class="smcap">Rienz</span> si leva da sè il pastrano, depone il -cappello, tiene in mano il frustino -che agita nervosamente -camminando su e giù per il salotto. -</p> -</div> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Teresa</span> ancora di dentro. -</p> - -<p> -Che c'è?... Una brutta notizia? -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Rienz.</span> -</p> - -<p> -Forse! -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Teresa.</span> -</p> - -<p> -Vitaliano?... Qualche nuova sciocchezza -di Vitaliano? -</p> - -<p> -<span class="pagenum" id="Page_154">[154]</span> -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Rienz.</span> -</p> - -<p> -Vi dirò... Fate presto! -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Teresa.</span> -</p> - -<p> -Un momento!... sono pronta! -</p> - -<div class="blocksc"> -<p> -entra allacciandosi un nastro -della veste da camera. -</p> -</div> - -<p> -— Eccomi! -</p> - -<p> -<span class="pagenum" id="Page_155">[155]</span> -</p> - -<h3>SCENA II.</h3> - -<div class="blockquote"> -<p class="center"> -<span class="smcap">Rienz</span> e <span class="smcap">Teresa</span> — poi di nuovo la <span class="smcap">Carolina</span>. -</p> -</div> - -<div class="blocksc"> -<p> -<span class="smcap">Rienz</span> bacia la mano alla contessa. -</p> -</div> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Teresa.</span> -</p> - -<p> -Mio Dio! Stefano? -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Rienz.</span> -</p> - -<p> -Una lettera anonima! Una denuncia. -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Teresa.</span> -</p> - -<p> -Una denuncia contro chi? -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Rienz.</span> -</p> - -<p> -Contro Vitaliano; contro vostro figlio! -Lo si accusa di cospirazione; -<span class="pagenum" id="Page_156">[156]</span> -di essere in rapporti con Mazzini e -con quel... Garibaldi, quell'altro romantico -filibustiere! -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Teresa.</span> -</p> - -<p> -Datemi questa lettera! -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Rienz.</span> -</p> - -<p> -Non fu mandata a me! Fu mandata... -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Teresa</span> con un grido represso. -</p> - -<p> -Alla polizia? -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Rienz.</span> -</p> - -<p> -Tranquillatevi. Fu aperta dal barone -Wolf, — un buon austriaco, mio -amico. — Per fortuna! — Se capitava -fra le mani dell'altro commissario, -l'italiano, a quest'ora sarebbero qui i -gendarmi! -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Teresa</span> vivamente, giungendo le palme verso -la cappelletta. -</p> - -<p> -<span class="pagenum" id="Page_157">[157]</span> -</p> - -<p> -Grazie! Grazie! Vi ringrazio! -</p> - -<div class="blocksc"> -<p> -coprendosi il viso con le mani. -</p> -</div> - -<p> -Mio figlio? Il mio sangue? Un conte -Lamberti? -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Rienz.</span> -</p> - -<p> -C'è questo di più grave ancora:: la -lettera anonima, la denunzia è partita -da questa casa. -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Teresa.</span> -</p> - -<p> -Come lo sapete? -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Rienz.</span> -</p> - -<p> -Per un miracolo! Ai furfanti, manca -sempre qualche cosa: quando sono -perfetti, diventano... brava gente! A -costui, manca il sangue freddo. Mentre -compie la canagliata, gli tremano -le mani e gli si oscura la vista. -</p> - -<p> -<span class="pagenum" id="Page_158">[158]</span> -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Teresa</span> vivamente. -</p> - -<p> -Chi è? -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Rienz.</span> -</p> - -<p> -Cézky. -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Teresa.</span> -</p> - -<p> -Quel polacco girovago, pitocco? -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Rienz.</span> -</p> - -<p> -È innamorato di Anna. -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Teresa</span> fissando Rienz. -</p> - -<p> -Anna abbassarsi a... Non lo credo... -</p> - -<div class="blocksc"> -<p> -risoluta. -</p> -</div> - -<p> -No! -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Rienz.</span> -</p> - -<p> -Precisamente! Respinto, per vendicarsi! -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Teresa</span> con alzata di spalle. -</p> - -<p> -Uno strimpellatore di versi! Un -Werther, un Ortis, inconcludente! -</p> - -<p> -<span class="pagenum" id="Page_159">[159]</span> -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Rienz.</span> -</p> - -<p> -Più concludente degli altri! Invece -di ammazzarsi, costui, fa impiccare -il marito! -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Teresa</span> impallidendo: con voce rauca. -</p> - -<p> -In qual modo avete scoperto? -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Rienz</span> si avvicina alla scrivania di Teresa -e prende un foglio di carta. -</p> - -<p> -Questa è la lettera. — Va bene? — Qui, -in prima pagina, la sua brava -denunzia. -</p> - -<div class="blocksc"> -<p> -volta il foglio. -</p> -</div> - -<p> -E in fondo da quest'altra parte, una -parola, in lapis, sbiadita, — una sola -parola — «promemoria». — Una nota -si vede incominciata e subito interrotta. -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Teresa.</span> -</p> - -<p> -Era il carattere del Cézky? -</p> - -<p> -<span class="pagenum" id="Page_160">[160]</span> -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Rienz</span> affermando col capo. -</p> - -<p> -Indubbiamente! Non vi ricordate, -Teresa? Per quindici giorni, quando -ho avuto ammalato il mio cancelliere? -Chi lo ha sostituito? Il Cézky. -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Teresa</span> si lascia cadere sopra una sedia. -</p> - -<p> -Ma... e allora? -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Rienz.</span> -</p> - -<p> -Volete un'altra prova?... Schiacciante? -Prima di parlare con voi, volevo -parlare col Cézky -</p> - -<div class="blocksc"> -<p> -con piglio minaccioso. -</p> -</div> - -<p> -a quattr'occhi, io e lui... A villa Lamberta -non c'è più. — Il letto... intatto. -Fatto il colpo ha preso il largo. -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Teresa.</span> -</p> - -<p> -Allora?... E allora?... -</p> - -<p> -<span class="pagenum" id="Page_161">[161]</span> -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Rienz.</span> -</p> - -<p> -Chiamate vostro figlio. -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Teresa</span> esitante. -</p> - -<p> -Qui?... Con voi? -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Rienz</span> con un atto stizzoso. -</p> - -<p> -Puntigli, riguardi, risentimenti... -Non è l'ora! — Adesso bisogna tutto -sapere, — la lista dei compagni, dei -fratelli prima, — poi, se si tratta solo -di sciocchezza, d'imprudenze, tutto in -tacere, per quanto riguarda la vostra -casa. — Ma vostro figlio, — il pazzo! — reso -da noi impotente a nuocere e -a nuocersi! -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Teresa</span> con gratitudine, stringendogli la mano. -</p> - -<p> -Oh! Stefano! -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Rienz.</span> -</p> - -<p> -Di simili scandali è piena Milano; -<span class="pagenum" id="Page_162">[162]</span> -è pieno il Lombardo-Veneto! Ci mancherebbe -altro che ne scoppiasse uno -anche nella casa... che... frequento io! — È -necessario per tutti, per l'autorità -stessa dell'Arciduca, che qui... e a -Vienna, non si facciano confusioni fra -il vostro nome e quello dei d'Adda, -dei Durini, degli Arese... Fra la vostra, — la -vera, — e tutta questa aristocrazia -turbolenta, irrequieta, imborghesita -dalle inframmettenze donnesche e -dalle velleità demagogiche! — Chiamate -vostro figlio! -</p> - -<div class="blocksc"> -<p> -<span class="smcap">Teresa</span> suona il campanello sopra il tavolino: -pausa. -</p> - -<p> -<span class="smcap">Carolina</span> entra: rimane presso l'uscio. -</p> -</div> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Teresa.</span> -</p> - -<p> -Mandate Francesco dal signor conte. -A mio nome! Venga qui, subito. -</p> - -<p> -<span class="pagenum" id="Page_163">[163]</span> -</p> - -<div class="blocksc"> -<p> -<span class="smcap">Carolina</span> via. -</p> -</div> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Rienz.</span> -</p> - -<p> -Calma mi raccomando; calma. -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Teresa.</span> -</p> - -<p> -È un gran dolore!... La mia devozione -il mio affetto all'imperatore! -I miei principî! Tutto l'orgoglio del -mio nome... -</p> - -<div class="blocksc"> -<p> -<span class="smcap">Rienz</span> le impone di tacere e le fa segno che -qualcuno si avvicina. -</p> -</div> - -<p> -<span class="pagenum" id="Page_164">[164]</span> -</p> - -<h3>SCENA III.</h3> - -<div class="blockquote"> -<p class="center"> -<span class="smcap">Francesco</span> e detti. -</p> -</div> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Francesco</span> sta sulla soglia dell'uscio. -</p> - -<p> -Il signor conte non c'è. Non è a -villa Lamberta. È andato a Milano. -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Rienz</span> vivamente. -</p> - -<p> -A Milano? -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Teresa.</span> -</p> - -<p> -Quando? -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Francesco.</span> -</p> - -<p> -Questa notte, tardi. Saranno state -le tre, le quattro. Non potrei dire l'ora, -precisamente perchè il signor conte -si è alzato e si è vestito da solo: non -mi ha fatto chiamare. -</p> - -<p> -<span class="pagenum" id="Page_165">[165]</span> -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Teresa</span> con esitazione. -</p> - -<p> -Ed è... anche partito solo? In calessino? -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Francesco.</span> -</p> - -<p> -No, no; con Giovanni, in carrozza -chiusa. Ha fatto attaccare i due sauri. -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Rienz</span> interrompendolo. -</p> - -<p> -La contessa Anna... -</p> - -<div class="blocksc"> -<p> -rivolgendosi a Teresa. -</p> -</div> - -<p> -Fate pregare la contessa Anna di venir -qui subito. -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Teresa</span> a <span class="smcap">Francesco</span>. -</p> - -<p> -Avete sentito?... Andate. -</p> - -<div class="blocksc"> -<p> -<span class="smcap">Francesco</span> s'inchina ed esce. -</p> -</div> - -<p> -<span class="pagenum" id="Page_166">[166]</span> -</p> - -<h3>SCENA IV.</h3> - -<div class="blockquote"> -<p class="center"> -<span class="smcap">Teresa</span> e <span class="smcap">Rienz</span>. -</p> -</div> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Teresa.</span> -</p> - -<p> -Questa notte?... Saranno state le tre, -le quattro? -</p> - -<div class="blocksc"> -<p> -al Rienz: cercando di tranquillarsi. -</p> -</div> - -<p> -E d'altra parte in carrozza... a due -cavalli... con Giovanni, il nostro primo -cocchiere?... -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Rienz</span> riprendendo il foglio di carta, che gli -è caduto di mano. -</p> - -<p> -E per ciò? A commettere delle... -bestialità, non si va soltanto a piedi -o in diligenza. -</p> - -<p> -<span class="pagenum" id="Page_167">[167]</span> -</p> - -<h3>SCENA V.</h3> - -<div class="blockquote"> -<p class="center"> -<span class="smcap">Anna</span> e detti. -</p> -</div> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Anna.</span> -</p> - -<p> -Eccomi mamma. -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Teresa</span> colpita: al Rienz sottovoce. -</p> - -<p> -Mamma?... È la prima volta! -</p> - -<div class="blocksc"> -<p> -<span class="smcap">Rienz</span> chiude tutti gli usci, — non a chiave — guardando -prima se vi è qualcuno -che possa ascoltare. -</p> - -<p> -<span class="smcap">Anna</span> lo osserva attentamente, corrugando -gli occhi. -</p> -</div> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Teresa.</span> -</p> - -<p> -Siedi, cara, siedi. -</p> - -<p> -<span class="pagenum" id="Page_168">[168]</span> -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Rienz</span> con squisita, amabile galanteria. -</p> - -<p> -E oggi vogliate essere buona anche -con me, contessa Anna. Guardatemi, — se -vi è possibile, — senza -diffidenza, e sopratutto senza cattive -prevenzioni. Lo dicevo, adesso, alla -contessa Teresa: — è con dolore, è -con vero dolore, che io sono costretto -a notare la vostra freddezza. Certe -volte dovrei dire, persino... antipatia. -</p> - -<div class="blocksc"> -<p> -<span class="smcap">Anna</span>, maravigliata, interroga Teresa con uno -sguardo. -</p> -</div> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Teresa.</span> -</p> - -<p> -Sì, cara. Proprio così. -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Rienz.</span> -</p> - -<p> -Oggi, specialmente oggi, io ho bisogno, -invece, di tutta la confidenza, -di tutta la fiducia vostra e del conte -Vitaliano. -</p> - -<p> -<span class="pagenum" id="Page_169">[169]</span> -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Anna</span> trasalisce, ma poi si domina subito, simulando -una grande indifferenza e -molta sicurezza. -</p> - -<p> -Mio marito? -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Teresa</span> con impeto indicandole il Rienz. -</p> - -<p> -Per lui! Per il nostro interesse! Per -il nostro onore! -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Rienz</span> sorridendo, fa cenno a Teresa di contenersi: -ad Anna. -</p> - -<p> -Rassicuratevi! Non c'è finora da -spaventarsi! La contessa Teresa è -madre: si lascia vincere, forse, troppo -presto dalle apprensioni. -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Anna.</span> -</p> - -<p> -Spaventarmi? Di che? -</p> - -<div class="blocksc"> -<p> -rivolgendosi a Teresa. -</p> -</div> - -<p> -<span class="pagenum" id="Page_170">[170]</span> -</p> - -<p> -Soltanto io non so spiegarmi le tue -parole... -</p> - -<div class="blocksc"> -<p> -al Rienz con più forza. -</p> -</div> - -<p> -e tanto meno le vostre! -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Teresa.</span> -</p> - -<p> -Anna, Anna, cerca di frenarti! Non -è questo il momento di essere fiera, -orgogliosa! -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Anna.</span> -</p> - -<p> -Non lo sono mai stata, — con te, — mamma. -</p> - -<div class="blocksc"> -<p> -<span class="smcap">Rienz</span> resta attentissimo, seguendo con ansia -il dialogo fra Anna e Teresa. -</p> -</div> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Teresa</span> con irritazione. -</p> - -<p> -E sopratutto, figliola mia, ricordati -nella scelta degli amici non bisogna -<span class="pagenum" id="Page_171">[171]</span> -lasciarsi guidare da antipatie e, peggio, -da simpatie strane, ridicole. -Gli amici veri, leali, si conoscono e -si trovano vicini a noi nel momento -del bisogno, del pericolo! -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Anna</span> trasalisce, ma è un lampo. Con molta -calma: -</p> - -<p> -Nel momento del pericolo? Quale -pericolo? -</p> - -<div class="blocksc"> -<p> -<span class="smcap">Rienz</span> fa un cenno di approvazione a Teresa, -incitandola ad andare avanti. -</p> -</div> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Teresa.</span> -</p> - -<p> -Si tratta di Vitaliano, ti ripeto: di -tuo marito! -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Anna.</span> -</p> - -<p> -Vitaliano? Egli non ha nessun pericolo -da temere. -</p> - -<p> -<span class="pagenum" id="Page_172">[172]</span> -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Teresa.</span> -</p> - -<p> -Questo intanto, — tu, — come lo -sai? Come lo puoi assicurare? -</p> - -<div class="blocksc"> -<p> -<span class="smcap">Rienz</span> approva sempre coi cenni del capo -le domande di Teresa. -</p> -</div> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Anna</span> sforzandosi per sorridere. -</p> - -<p> -Come lo so? Forse... non sono sua -moglie? -</p> - -<div class="blocksc"> -<p> -appassionatamente. -</p> -</div> - -<p> -Conosco la sua vita, il suo cuore, conosco -i suoi pensieri... -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Teresa.</span> -</p> - -<p> -Non tutto conosci! Voglio crederlo, -almeno non tutto! -</p> - -<div class="blocksc"> -<p> -lentamente, sempre spinta dalle -approvazioni del Rienz. -</p> -</div> - -<p> -Ci sono azioni, intrighi, che un -<span class="pagenum" id="Page_173">[173]</span> -uomo nasconde anche alla propria moglie, -anche alla donna più amata, più -adorata... -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Anna.</span> -</p> - -<p> -Ma non a me! Vitaliano non ha segreti -per me! -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Teresa</span> osservandola con l'occhialino: ironica. -</p> - -<p> -Sì?... Benissimo. Me ne compiaccio -assai! Tanto più che non è sempre stato -così. Oh, no! Anzi, è recente — recentissima, -crederei, — questa unione -così stetta, delle vostre anime? -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Anna</span> risentita. -</p> - -<p> -Ciò, scusa, mamma, non ti riguarda! — Io -ho da dirti questo soltanto -</p> - -<p> -<span class="pagenum" id="Page_174">[174]</span> -</p> - -<div class="blocksc"> -<p> -ironica a sua volta. -</p> -</div> - -<p> -per tranquillarti. — Tuo figlio Vitaliano -non ha proprio nulla da temere! -</p> - -<div class="blocksc"> -<p> -<span class="smcap">Rienz</span> non veduto da Anna, mostra a Teresa -il foglio di carta che tiene ancora -fra le mani. -</p> -</div> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Teresa.</span> -</p> - -<p> -Nemmeno... da un qualche suo... -nemico? -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Anna.</span> -</p> - -<p> -È buono, non ha nemici. -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Teresa.</span> -</p> - -<p> -Da un amico, allora; — da un suo fratello -di fede, da un traditore, da un -rivale, da una spia?... -</p> - -<p> -<span class="pagenum" id="Page_175">[175]</span> -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Anna</span> con un grido di spavento, alzandosi di -scatto. -</p> - -<p> -Cézky?! Ha fatto la spia?! -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Rienz</span> avanzandosi: vivamente. -</p> - -<p> -Sì, Cézky! Ha denunziato il conte -Lamberti! Ma voi come avete indovinato? -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Anna</span> smarrita, tremante. -</p> - -<p> -Io?... Io no!... Io non ho detto -niente non so niente! -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Teresa</span> ad Anna, che ad ogni parola si smarrisce -e trema sempre più. -</p> - -<p> -Cézky! Cézky! Con un'anonima alla -polizia! Lo ha denunziato alla polizia! -</p> - -<div class="blocksc"> -<p> -indicando a Rienz. -</p> -</div> - -<p> -Lui ha scoperto tutto per fortuna -<span class="pagenum" id="Page_176">[176]</span> -nostra! E lui solo può ancora salvare -Vitaliano dall'infamia, dalla morte! -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Anna</span> disperata, si volta verso Rienz con gli -occhi pieni di lacrime, tendendo -verso di lui le mani giunte, supplichevoli. -</p> - -<p> -Dio, Dio, Dio, Dio! -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Rienz.</span> -</p> - -<p> -Lo salverò; a un patto: — la verità! -voglio la verità! -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Anna.</span> -</p> - -<p> -Ma io... -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Rienz.</span> -</p> - -<p> -La verità! O vostro marito è arrestato -e perduto! -</p> - -<p> -<span class="pagenum" id="Page_177">[177]</span> -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Anna</span> balbettando. -</p> - -<p> -Sì!... Sì!... Ieri... -</p> - -<div class="blocksc"> -<p> -si arresta, esita impaurita davanti alla rivelazione -che sta per fare. -</p> -</div> - -<p> -Io... non... non so... -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Rienz.</span> -</p> - -<p> -Dovete parlare e bisogna parlare! -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Anna.</span> -</p> - -<p> -Io... non... -</p> - -<div class="blocksc"> -<p> -scoppia in un pianto dirotto. -</p> -</div> - -<p> -Non so niente! Io non so niente, niente, -niente! -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Rienz.</span> -</p> - -<p> -Le lacrime! Sempre! Maledette le -lacrime! -</p> - -<div class="blocksc"> -<p> -cammina su e giù furibondo. -</p> -</div> - -<p> -<span class="pagenum" id="Page_178">[178]</span> -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Teresa</span> al Rienz, sottovoce. -</p> - -<p> -Non così! La spaventate troppo! -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Rienz.</span> -</p> - -<p> -L'ho osservata bene! Sa molte cose. -Bisogna approfittare della paura! -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Teresa</span> mettendosi una mano sul petto. -</p> - -<p> -Io; io. -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Rienz</span> a Teresa: sempre sottovoce. -</p> - -<p> -Nomi, — sopratutto! — Nomi! I -compagni! -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Teresa</span> avvicinandosi ad Anna dolcemente. -</p> - -<p> -Coraggio! Coraggio, Anna! -</p> - -<div class="blocksc"> -<p> -l'accarezza, la bacia sui capelli. -</p> -</div> - -<p> -Sono io stessa, che ti fo coraggio: sua -<span class="pagenum" id="Page_179">[179]</span> -madre. La mia presenza qui, la mia -calma ti devono rassicurare. Mio figlio -non mi ha mai amata. Ha torti gravi -verso di me: ha commesso errori gravissimi, -ma è sempre mio figlio, porta -sempre il mio nome! -</p> - -<div class="blocksc"> -<p> -<span class="smcap">Anna</span> continua a singhiozzare. -</p> -</div> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Teresa.</span> -</p> - -<p> -Ora si tratta di salvarlo; poi, tutti -insieme, — noi tre, — cercheremo, di -poter rimediare per il momento, e sapremo -costringerlo anche ad aprire -gli occhi davanti al precipizio. Non è -vero? -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Rienz.</span> -</p> - -<p> -Certamente! -</p> - -<div class="blocksc"> -<p> -<span class="smcap">Anna</span> ancora in lacrime, guarda ora l'uno -ora l'altra, come trasognata. -</p> -</div> - -<p> -<span class="pagenum" id="Page_180">[180]</span> -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Teresa.</span> -</p> - -<p> -Quel Cézky! -</p> - -<div class="blocksc"> -<p> -<span class="smcap">Anna</span> ha un brivido. -</p> -</div> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Teresa.</span> -</p> - -<p> -Che canaglia!... Tuo marito ti trascurava -un po'; ti lasciava sola. Poi... -</p> - -<div class="blocksc"> -<p> -accarezzandola. -</p> -</div> - -<p> -la testolina è poetica... I versi... la -luna. — Romanticismo! — Non è vero, -conte Stefano? — Ha sperato: — si -è innamorato. -</p> - -<div class="blocksc"> -<p> -<span class="smcap">Anna</span> fa un atto di protesta. -</p> -</div> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Teresa.</span> -</p> - -<p> -Non giustificarti! Non negare! — Sono -donna... un istante di sconforto... -<span class="pagenum" id="Page_181">[181]</span> -la malinconia. È la sua stessa infamia -che ti difende, che prova la tua -innocenza! Tu lo hai respinto e lui si -è vendicato! Tutta la colpa è di tuo -marito. -</p> - -<div class="blocksc"> -<p> -<span class="smcap">Anna</span> fissa Teresa attentamente. -</p> -</div> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Teresa.</span> -</p> - -<p> -Il primo venuto diventa subito suo -amico, basta che sia un affamato e un -declamatore! E così, come questo -Cézky, tutti gli altri, i tristi, i settarî -che gli hanno avvelenato il sangue! -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Anna.</span> -</p> - -<p> -I settarî?... I tristi?... -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Teresa.</span> -</p> - -<p> -Tu li conosci?... — Unisciti a noi -per allontanarlo da costoro! Per salvarlo -da costoro! -</p> - -<p> -<span class="pagenum" id="Page_182">[182]</span> -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Anna</span> cominciando a capire. -</p> - -<p> -Io non... conosco nessuno... -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Rienz</span> quasi brutalmente. -</p> - -<p> -Con chi si trova vostro marito? Chi -gli scrive? Chi ha rapporti palesi o -segreti con lui? -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Anna</span> alzandosi, fissando prima Teresa, poi -il Rienz. -</p> - -<p> -E vorreste che io?... È questo che... — Ditemi, — ben -chiaro, — <i>ben chiaro</i>, — che -cosa volete, che cosa pretendete -da me? -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Rienz.</span> -</p> - -<p> -Contessa, vi prego. Nè... strepito... -nè false sentimentalità! -</p> - -<p> -<span class="pagenum" id="Page_183">[183]</span> -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Anna.</span> -</p> - -<p> -E nemmeno sottintesi! -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Rienz.</span> -</p> - -<p> -E nemmeno sottintesi. Io qui, rappresento -l'arciduca, — più ancora — il -mio imperatore. Io sono stato un -soldato e ora sono un servitore fedele -di casa d'Austria, di questa vecchia -e grande casa che ha profuso nel vostro -paese, — paese di conquista, — sangue -e milioni! — Io posso salvare -vostro marito, ma lui solo! Tutti i nostri -nemici no! — Voglio, devo sapere -se si sta macchinando un altro sei febbraio, -se — nell'ombra, — si stanno -affilando nuovi pugnali! Questi emissarî, -questi adepti, questi sicarî, voglio -averli nelle mani, perchè io voglio, -<span class="pagenum" id="Page_184">[184]</span> -devo definire l'ordine e lo Stato. — Che -cosa mi credete voi, un traditore -o, — peggio, — un imbecille?! -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Anna.</span> -</p> - -<p> -E voi signore? -</p> - -<div class="blocksc"> -<p> -a Teresa. -</p> -</div> - -<p> -E tu? Che cosa mi credete?... Anch'io... -la spia? Anch'io... una spia? -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Teresa.</span> -</p> - -<p> -Il tuo sangue t'impone di parlare! -I tuoi interessi! I tuoi diritti! -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Anna</span> con orrore crescente. -</p> - -<p> -Io la spia?... La spia?... Una spia?... -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Teresa.</span> -</p> - -<p> -Vitaliano... -</p> - -<p> -<span class="pagenum" id="Page_185">[185]</span> -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Rienz.</span> -</p> - -<p> -Col silenzio accusate lui solo! -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Anna.</span> -</p> - -<p> -No! No! No! No! -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Rienz.</span> -</p> - -<p> -Lo perderete! -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Teresa.</span> -</p> - -<p> -Sarà arrestato! -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Anna.</span> -</p> - -<p> -E allora uccidetemelo anche! Io -morirò con lui! Ma la spia no! La -spia mai! -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Teresa</span> spaventata. -</p> - -<p> -Ssst. Sottovoce! -</p> - -<p> -<span class="pagenum" id="Page_186">[186]</span> -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Rienz</span> irritato, irrequieto. -</p> - -<p> -Diventate pazza! Siete pazza! -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Anna.</span> -</p> - -<p> -Pazza! Pazza! Ma anch'io della -stessa pazzia di mio marito! -</p> - -<div class="blocksc"> -<p> -a Teresa. -</p> -</div> - -<p> -Lo amo! Adesso lo amo!... Lo amo!... -Oh, se lo amo! -</p> - -<div class="blocksc"> -<p> -a Rienz. -</p> -</div> - -<p> -E con lui, amo, adoro ciò che egli -adora! Questa sua patria, questa nostra -patria, più grande della vostra, -più bella della vostra e, per colpa -vostra, tanto infelice! -</p> - -<div class="blocksc"> -<p> -a Teresa. -</p> -</div> - -<p> -Volete dei nomi? -</p> - -<div class="blocksc"> -<p> -a Rienz. -</p> -</div> - -<p> -I nomi? Prendetevi il suo e prendetevi -il mio! -</p> - -<p> -<span class="pagenum" id="Page_187">[187]</span> -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Teresa.</span> -</p> - -<p> -Il tuo? -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Anna.</span> -</p> - -<p> -Sì; anche il mio! — È per lui! Per -Vitaliano! È stato in questa forte e -nuova poesia della sua vita, che io -finalmente ho cominciato ad esser -sua, <i>sua</i>! Che ho cominciato a conoscerlo -a comprenderlo... -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Rienz</span> sente venir gente. -</p> - -<p> -Ssst!... -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Teresa.</span> -</p> - -<p> -Taci! -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Anna</span> continuando. -</p> - -<p> -A stimarlo! -</p> - -<p> -<span class="pagenum" id="Page_188">[188]</span> -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Teresa</span> afferrandole una mano; cercando di -chiuderle la bocca, e ascoltando -verso l'uscio. -</p> - -<p> -Taci! Taci! -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Anna.</span> -</p> - -<p> -Ad ammirarlo!... -</p> - -<p> -<span class="pagenum" id="Page_189">[189]</span> -</p> - -<h3>SCENA VI.</h3> - -<div class="blockquote"> -<p class="center"> -<span class="smcap">Francesco</span> e detti — poi il <span class="smcap">Lamberti</span>. -</p> -</div> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Francesco</span> aprendo l'uscio di mezzo. -</p> - -<p> -Il signor conte... -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Anna</span> con un grido di gioia. -</p> - -<p> -Vitaliano! -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Francesco.</span> -</p> - -<p> -Torna adesso! -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Rienz</span> a Francesco spingendolo fuori e richiudendo -l'uscio. -</p> - -<p> -Va bene! Andate! -</p> - -<p> -<span class="pagenum" id="Page_190">[190]</span> -</p> - -<div class="blocksc"> -<p> -ad Anna. -</p> -</div> - -<p> -E voi ricordatevi... -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Anna</span> mentre Teresa vorrebbe allontanarla -chiamando, con voce ancora soffocata -</p> - -<p> -Vitaliano! -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Teresa.</span> -</p> - -<p> -Che cosa gli dirai? -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Anna.</span> -</p> - -<p> -Ciò che volete da me! Che pretendete -da me! -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Teresa.</span> -</p> - -<p> -Rifletti prima! -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Rienz.</span> -</p> - -<p> -Per voi e per lui! -</p> - -<p> -<span class="pagenum" id="Page_191">[191]</span> -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Anna</span> forte. -</p> - -<p> -Vitaliano! Vitaliano! -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Lamberti</span> di dentro. -</p> - -<p> -Anna! -</p> - -<div class="blocksc"> -<p> -presentandosi sull'uscio. -</p> -</div> - -<p> -Anna! -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Anna</span> -corre a gettarsi fra le braccia di Vitaliano. -</p> - -<p> -Tu! Tu! Qui! Sei qui! Sei qui! -</p> - -<p> -<span class="pagenum" id="Page_192">[192]</span> -</p> - -<h3>SCENA VII.</h3> - -<div class="blockquote"> -<p class="center"> -<span class="smcap">Lamberti</span>, <span class="smcap">Anna</span>, <span class="smcap">Teresa</span>, il <span class="smcap">Rienz</span>. -</p> -</div> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Lamberti</span> ad Anna. -</p> - -<p> -Che cosa ti hanno fatto?... -</p> - -<div class="blocksc"> -<p> -fissando Teresa e il Rienz. -</p> -</div> - -<p> -Che cosa le avete fatto?... -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Teresa.</span> -</p> - -<p> -Sei stato tradito! -</p> - -<div class="blocksc"> -<p> -<span class="smcap">Lamberti</span> trasalisce corrugando le ciglia. -</p> -</div> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Teresa.</span> -</p> - -<p> -Denunziato alla polizia! -</p> - -<p> -<span class="pagenum" id="Page_193">[193]</span> -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Anna.</span> -</p> - -<p> -E vogliono i nomi! Tutti i nomi! -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Teresa.</span> -</p> - -<p> -Per salvarti! Perchè vogliamo salvarti! -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Lamberti</span> ad Anna, ansiosamente. -</p> - -<p> -E tu?... Tu?... -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Anna.</span> -</p> - -<p> -No! No! No! — Io e te! Noi due! -Noi due! Ho detto soltanto noi due! -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Lamberti</span> stringendosi Anna sul petto. -</p> - -<p> -Soltanto noi due? — Perchè non -dire la verità? — Sempre la verità! -</p> - -<p> -<span class="pagenum" id="Page_194">[194]</span> -</p> - -<div class="blocksc"> -<p> -al Rienz ironico. -</p> -</div> - -<p> -I nomi? -</p> - -<div class="blocksc"> -<p> -<span class="smcap">Rienz</span> rimane rigido, impassibile. -</p> -</div> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Lamberti</span> a Teresa. -</p> - -<p> -E anche tu sei qui con lui per avere -dei nomi? -</p> - -<div class="blocksc"> -<p> -<span class="smcap">Teresa</span> raggrotta la fronte, fiera, sdegnosa. -</p> -</div> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Lamberti</span> prorompendo. -</p> - -<p> -Ve li dirò! E ricordateli bene! — È -il nome di quanti hanno cuore e -intelligenza, di quanti ricordano e -odiano!... Uscite nelle vie! Nelle piazze! -Entrate nei teatri, nelle chiese, -dovunque si finge di godere o di pregare, -<span class="pagenum" id="Page_195">[195]</span> -dovunque si soffre e si nasconde il -tormento! Il nome? I nomi... -</p> - -<div class="blocksc"> -<p> -ridendo. -</p> -</div> - -<p> -Ah! Ah! Prima allargate le vostre prigioni! -Fatele grandi come le nostre -città e prendetevi... il nome di tutti! -È l'ora! È venuta l'ora! Siamo tutti -congiurati e ribelli! -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Rienz</span> scrollando il capo con fierezza ironica. -</p> - -<p> -Tutti! -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Teresa</span> rivoltandosi sdegnata. -</p> - -<p> -Tutti, no! -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Lamberti.</span> -</p> - -<p> -Tutti! Tutti!... Anche in casa tua! -Anche la parte più cara del tuo sangue, -della tua anima... -</p> - -<p> -<span class="pagenum" id="Page_196">[196]</span> -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Anna</span> con un grido di angoscia. -</p> - -<p> -Giacomino?... Giacomino?... -</p> - -<div class="blocksc"> -<p> -<span class="smcap">Teresa</span> guarda Anna, attonita, poi fa un passo -verso Vitaliano. -</p> -</div> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Lamberti</span> continuando. -</p> - -<p> -Sì, lui, la creatura tua allevata da -te, con le tue passioni, i tuoi pregiudizi! -Anche lui! Anche lui, ha sentito -il nostro fremito d'odio e di rivolta! -</p> - -<div class="blocksc"> -<p> -spingendo prima Anna, poi anche -Teresa verso l'uscio di mezzo. -</p> -</div> - -<p> -Va! Va!... Andate! Ritorna adesso! -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Anna</span> con un grido. -</p> - -<p> -Ferito?... -</p> - -<p> -<span class="pagenum" id="Page_197">[197]</span> -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Teresa</span> allibita. -</p> - -<p> -Ferito?.... -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Lamberti.</span> -</p> - -<p> -Sì! Ferito! -</p> - -<div class="blocksc"> -<p> -verso la finestra. -</p> -</div> - -<p> -Ecco!... la carrozza! -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Teresa.</span> -</p> - -<p> -Si è battuto?... Un duello! -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Lamberti.</span> -</p> - -<p> -Sì! Con un ufficiale austriaco! Il -principe Varzis! — È dei nostri! Si -è battuto per noi! -</p> - -<div class="blocksc"> -<p> -Anna e Teresa corrono incontro a -Giacomino. -</p> -</div> - -<p> -<span class="pagenum" id="Page_198">[198]</span> -</p> - -<h3>SCENA VIII.</h3> - -<div class="blockquote"> -<p class="center"> -<span class="smcap">Lamberti</span> e il <span class="smcap">Rienz</span>. -</p> -</div> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Lamberti</span> fissa il Rienz, che rimane presso -l'uscio, con un'occhiata torva, di odio. -</p> - -<p> -E voi, invece ricordatevi bene: — Giacomino, -quel ragazzo si è battuto -per una ballerina. Bisogna crederlo e -farlo credere! Sono io solo che voi, — proprio -voi — dovete far arrestare! -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Rienz</span> soffoca un impeto di collera: poi con -dignità e con amarezza. -</p> - -<p> -Ah, no! Signor conte! — Io non -sono un ufficiale di polizia e non -sono un delatore! -</p> - -<p class="pad2 center large"> -<span class="smcap">Fine del terzo atto.</span> -</p> - -<div class="chapter"> -<p> -<span class="pagenum" id="Page_199">[199]</span> -</p> - -<h2 id="atto4">ATTO QUARTO.</h2> -</div> - -<div class="blockquote"> -<p class="center"> -La stessa scena dell'atto terzo. -</p> -</div> - -<h3>SCENA PRIMA.</h3> - -<div class="blockquote"> -<p class="center"> -<span class="smcap">Giacomino</span> poi <span class="smcap">Anna</span> — poi <span class="smcap">Francesco</span>. -</p> -</div> - -<div class="blocksc"> -<p> -<span class="smcap">Giacomino</span> seduto a un tavolino in giacchetta -da camera e con un fazzoletto -bianco al collo: sta facendo colazione. -</p> - -<p> -<span class="smcap">Anna</span> di dentro: bussa ad un uscio di fianco. -</p> -</div> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Giacomino</span> con indifferenza, continuando a -mangiare. -</p> - -<p> -Avanti! -</p> - -<p> -<span class="pagenum" id="Page_200">[200]</span> -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Anna.</span> -</p> - -<p> -Posso entrare? -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Giacomino</span> alzandosi, correndole incontro. -</p> - -<p> -Vieni! Vieni, zietta cara! -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Anna</span> entra facendo un lavoro di maglia: è -pallida. Si sforza per dominare -una grande tristezza e una grande -inquietudine. -</p> - -<p> -Oggi come va? -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Giacomino</span> allegramente. -</p> - -<p> -Benone!... Benissimo! -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Anna</span> sorridendo, ma sempre con un velo di -mestizia. -</p> - -<p> -Ero venuta per farti un po' di compagnia. -Allora... -</p> - -<div class="blocksc"> -<p> -fa un passo per uscire. -</p> -</div> - -<p> -<span class="pagenum" id="Page_201">[201]</span> -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Giacomino.</span> -</p> - -<p> -Ahi!... Si riapre la ferita! -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Anna</span> lo guarda a lungo: con un sospiro. -</p> - -<p> -Beato te! -</p> - -<div class="blocksc"> -<p> -siede e ricomincia a lavorare, ma svogliatamente, -soprappensiero e interrompendosi -spesso. -</p> -</div> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Giacomino</span> ridendo. -</p> - -<p> -Eh!... Perchè la sciabolata -</p> - -<div class="blocksc"> -<p> -segna il petto. -</p> -</div> - -<p> -l'ho presa di traverso! Se era per -così... -</p> - -<div class="blocksc"> -<p> -indica la punta. -</p> -</div> - -<p> -a quest'ora sarei fra i beati, davvero! -</p> - -<p> -<span class="pagenum" id="Page_202">[202]</span> -</p> - -<div class="blocksc"> -<p> -siede e continua a far colazione: beve -un bicchiere di marsala. -</p> -</div> - -<p> -Eccellente! -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Anna.</span> -</p> - -<p> -Non bere troppo, in questi primi -giorni! E non mangiar troppo! Ricordati -le raccomandazioni del dottore! -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Giacomino.</span> -</p> - -<p> -Non parlarmi di quello sgherro della -nonna! -</p> - -<div class="blocksc"> -<p> -<span class="smcap">Anna</span> si fa sempre scura in viso, quando sente -nominar Teresa. -</p> -</div> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Giacomino.</span> -</p> - -<p> -Dopo due giorni avrei potuto alzarmi -e lui, a letto, per una settimana! -<span class="pagenum" id="Page_203">[203]</span> -Il mio stomaco invocava un bel -pezzo di rosbiffe al sangue, e lui, brodetti -e vermicelli!... Malizie della nonna -per tenermi sottochiave, — qui, — nel -suo appartamento! — Ma oggi, rivoluzione! -Ho dichiarato a quel... Giulay -che sarei uscito a cavallo e così, -almeno, mi ha permesso di uscire in -carrozza. — E sai, -</p> - -<div class="blocksc"> -<p> -indica danaro. -</p> -</div> - -<p> -più niente! Le... svanziche, moneta -austriaca! — Io ho dichiarato di essere -italiano! dunque... più nemmeno -un kaiser! Tu l'hai vista, oggi, la -nonna? -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Anna</span> seccamente. -</p> - -<p> -No! -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Giacomino.</span> -</p> - -<p> -Io non la vedo da tre giorni! -</p> - -<p> -<span class="pagenum" id="Page_204">[204]</span> -</p> - -<div class="blocksc"> -<p> -si ferma con la forchetta in mano, -pensieroso. -</p> -</div> - -<p> -Accumula prediche e strapazzate! -</p> - -<div class="blocksc"> -<p> -con un'alzata di spalle. -</p> -</div> - -<p> -Non ci penso, o perdo l'appetito! -</p> - -<div class="blocksc"> -<p> -ricomincia a mangiare allegramente. -</p> -</div> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Anna.</span> -</p> - -<p> -Tu sei sempre allegro... Tu ridi -sempre! Proprio... beato te! -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Giacomino.</span> -</p> - -<p> -Che vuoi? Per me la vita bisogna -prenderla... e magari anche lasciarla -ridendo! -</p> - -<div class="blocksc"> -<p> -guardandosi intorno, sottovoce. -</p> -</div> - -<p> -Io l'ho detto anche a Vitaliano: — Perchè -<span class="pagenum" id="Page_205">[205]</span> -dobbiamo metterci a fare l'Italia -con tanto di muso? Ma facciamola -ridendo! Col cattivo umore non -si farà poi niente di buono! -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Anna</span> con gli occhi fissi. -</p> - -<p> -Beato te!... Beato te!... Perchè sei -un uomo solo! -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Giacomino.</span> -</p> - -<p> -No, se vuoi, beato per questo: perchè -io so che tutte le cose, anche le -più nere, hanno il loro lato roseo, ed io -lo volto subito da questa parte! Da -un po' di tempo, per esempio, avevo -quasi perso l'appetito!... persino i -tartufi non erano abbastanza profumati! — Adesso -dopo una sciabolata -e otto giorni di languidi brodetti!... -Uhm! Queste patatine... hanno -squisitezze inaudite! — Vuoi? -</p> - -<p> -<span class="pagenum" id="Page_206">[206]</span> -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Anna</span> rifiutando con un cenno del capo. -</p> - -<p> -Grazie. -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Giacomino.</span> -</p> - -<p> -Ti ricordi, da ragazzi? Quante volte -si rubava al cuoco le patate e le rape! — Si -divoravano crude! ed eri tu, la -più vecchia e la più golosa, che ci -guidavi all'assalto!... -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Anna</span> sorridendo. -</p> - -<p> -Sì, sì... mi ricordo! -</p> - -<p> -<span class="pagenum" id="Page_207">[207]</span> -</p> - -<h3>SCENA II.</h3> - -<div class="blockquote"> -<p class="center"> -<span class="smcap">Francesco</span> e detti. -</p> -</div> - -<div class="blocksc"> -<p> -<span class="smcap">Francesco</span> entra con un piatto coperto. -</p> -</div> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Giacomino</span> goloso. -</p> - -<p> -Che cos'è?... -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Francesco.</span> -</p> - -<p> -Un quartino di pollo, bollito! -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Giacomino.</span> -</p> - -<p> -Un quartino! Potevi portarne anche -un quartone, gendarme! -</p> - -<p> -<span class="pagenum" id="Page_208">[208]</span> -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Francesco.</span> -</p> - -<p> -Mah! Quando non si ha avuto giudizio... -si fa penitenza! -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Giacomino.</span> -</p> - -<p> -Giudizio? Devi dire fortuna. Non -ho avuto fortuna! E sai perchè? Perchè -ho avuti troppi maestri! — Teso -quel braccio! Più lunga la spaccata!... -Salto indietro! Passo avanti!... — E -poi, tutti mi insegnavano a darle, -e nessuno m'ha insegnato a non -prenderle! -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Francesco</span> scrollando il capo con dolce rimprovero. -</p> - -<p> -Marchesino!... Marchesino! Vale proprio -la pena di battersi... per una ballerina! -</p> - -<p> -<span class="pagenum" id="Page_209">[209]</span> -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Giacomino</span> si alza con impeto: fissa Francesco -fieramente e respinge il piatto. -</p> - -<p> -Porta via! -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Francesco</span> inchinandosi, intimidito. -</p> - -<p> -Signor marchese... Scusi... Io non -credevo... -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Giacomino.</span> -</p> - -<p> -Basta così. Ho detto di portar via! -</p> - -<div class="blocksc"> -<p> -<span class="smcap">Francesco</span> raccoglie in fretta piatti e bicchieri -sopra un vassoio e via. -</p> -</div> - -<p> -<span class="pagenum" id="Page_210">[210]</span> -</p> - -<h3>SCENA III.</h3> - -<div class="blockquote"> -<p class="center"> -<span class="smcap">Anna</span> e <span class="smcap">Giacomino</span>. -</p> -</div> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Anna.</span> -</p> - -<p> -Che estro hai avuto? Perchè tanta -furia? -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Giacomino.</span> -</p> - -<p> -Quell'uomo rappresenta tutta l'Austria. -L'Austria, che non vuol prendermi -sul serio! Io mi sono battuto -per una ballerina! È fissato, è convenuto; -è la parola d'ordine. Scommetto -che se io andassi a dire oggi -al commissario di polizia: — Barone; -<span class="pagenum" id="Page_211">[211]</span> -io non mi sono battuto per la Pochini, -ma perchè non voglio in questa terra -feconda di aranci e di olivi i -mangiatori di sego, — scommetto mi -riderebbe sul muso! -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Anna.</span> -</p> - -<p> -E ti disperi per ciò? -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Giacomino.</span> -</p> - -<p> -Non mi dispero, ma capirai, averle -prese e poi non essere nemmeno un -po'... un po' martire! -</p> - -<div class="blocksc"> -<p> -avvicinandosi ad Anna. -</p> -</div> - -<p> -C'è qualche cosa di grosso per aria! -</p> - -<div class="blocksc"> -<p> -<span class="smcap">Anna</span> trasalisce interrogandolo con gli occhi. -</p> -</div> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Giacomino.</span> -</p> - -<p> -Non posso dirti niente! Non interrogarmi, -<span class="pagenum" id="Page_212">[212]</span> -non pregarmi, non supplicarmi! -Tanto, non potrei rispondere! -Ma che uomo, tuo marito! Che -uomo quel Vitaliano! -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Anna</span> sorridendo, raggiante. -</p> - -<p> -Sì? È vero? -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Giacomino.</span> -</p> - -<p> -Che cuore!... E che fegato!... Non -è un orso, — no, no! — È un leone!... -Un Dio! -</p> - -<div class="blocksc"> -<p> -con slancio, dando un bacio ad Anna. -</p> -</div> - -<p> -Tò!... Prendi! -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Anna</span> risentita. -</p> - -<p> -Giacomino! -</p> - -<p> -<span class="pagenum" id="Page_213">[213]</span> -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Giacomino.</span> -</p> - -<p> -È per lui. Per tuo marito! — E -questa volta... Altro che finte e salto -indietro! Sempre avanti e per davvero -fino alla fine! -</p> - -<div class="blocksc"> -<p> -vedendo Anna oscurarsi in viso. -</p> -</div> - -<p> -Che hai?... -</p> - -<div class="blocksc"> -<p> -spaventato. -</p> -</div> - -<p> -La nonna! -</p> - -<div class="blocksc"> -<p> -siede fingendosi sofferente. -</p> -</div> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Anna</span> scrollando il capo. -</p> - -<p> -Tutto il tuo coraggio... -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Giacomino.</span> -</p> - -<p> -Sento anch'io il coraggio, come in -quei versi, di guardare il patibolo in -faccia; ma di guardare in faccia la -nonna quando è in collera.... proprio -no! -</p> - -<p> -<span class="pagenum" id="Page_214">[214]</span> -</p> - -<h3>SCENA IV.</h3> - -<div class="blockquote"> -<p class="center"> -<span class="smcap">Teresa</span> e detti. -</p> -</div> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Teresa</span> entra dall'uscio della biblioteca e si -avvicina ad Anna senza mai guardare -Giacomino. -</p> - -<p> -Oh, brava! Ero stata a cercarti in -biblioteca! Mando il fattore a Milano; -vuoi qualche cosa? -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Anna</span> fa cenno di no, col capo. -</p> - -<p> -Grazie. -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Teresa</span> rimane un po' sconcertata da tanta -sostenutezza, poi, dopo aver lanciata -un'occhiata, senza parere, a Giacomino, -<span class="pagenum" id="Page_215">[215]</span> -si avvicina ad Anna, cercando -di rabbonirla. -</p> - -<p> -Bella questa lana!... Un bel colore! -Ne farò prendere anche per me! Si -trova dal Guffanti, vero? Quello in -via dei Borsinari? -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Anna.</span> -</p> - -<p> -Sì. -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Teresa</span> ad Anna sottovoce e chinandosi come -per osservare la lana. -</p> - -<p> -Quel... bel mobile, come va stamattina? -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Anna.</span> -</p> - -<p> -Meglio. -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Teresa.</span> -</p> - -<p> -Mi pare un po' giù. Ha mangiato? -</p> - -<p> -<span class="pagenum" id="Page_216">[216]</span> -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Anna.</span> -</p> - -<p> -Sì! -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Teresa.</span> -</p> - -<p> -Asino! Così debole... per crepare -d'indigestione! -</p> - -<div class="blocksc"> -<p> -dopo un momento con voce affettuosa. -</p> -</div> - -<p> -Anche tu, bada! sei pallida! Hai certi -occhi... -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Anna.</span> -</p> - -<p> -Capirai; per me, almeno, non è -questo il momento di pensare alla -mia salute! -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Teresa</span> sente sul viso la stoccata, ma si domina. -</p> - -<p> -Dovresti pensare a questo, per altro, -<span class="pagenum" id="Page_217">[217]</span> -che non sempre si può riuscire a moderare -il proprio carattere, a frenare il -proprio legittimo risentimento; e non -dovresti conservare tanta... asprezza. -Non sarò stata sempre molto espansiva -con te, e la cosa, del resto, era -abbastanza... reciproca. Ma ti ho -sempre usato ogni riguardo, ho sempre -avuto per te molta stima... e te -l'ho provato anche ultimamente. -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Anna.</span> -</p> - -<p> -Ed io pure ti ho provato di meritarla. -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Teresa.</span> -</p> - -<p> -Hai, nondimeno un grave torto. I -giovani dovrebbero sempre giudicare -i vecchi con un po' di benevolenza -e... giudicare dalle intenzioni, che -sono sempre giuste e rette. -</p> - -<p> -<span class="pagenum" id="Page_218">[218]</span> -</p> - -<div class="blocksc"> -<p> -con un accento di verità e di passione, -ma sempre molto dignitosa. -</p> -</div> - -<p> -Apprezza... il passo che io fo in questo -momento. -</p> - -<div class="blocksc"> -<p> -<span class="smcap">Anna</span> si alza vivamente, vinta da un improvviso -slancio del cuore. -</p> -</div> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Teresa</span> sottovoce. -</p> - -<p> -E non metterti sempre anche tu, -contro di me... Ormai, sono detestata -da tutti in casa mia! -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Anna.</span> -</p> - -<p> -Detestata no. -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Teresa.</span> -</p> - -<p> -Sì! Sì!... E perchè? -</p> - -<p> -<span class="pagenum" id="Page_219">[219]</span> -</p> - -<div class="blocksc"> -<p> -forte per essere udita anche da Giacomino. -</p> -</div> - -<p> -Per quella maledetta ubriacatura -politica. -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Giacomino.</span> -</p> - -<p> -Ma nonna, tu... -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Teresa.</span> -</p> - -<p> -Non parlo con voi! — Voi, per me, -siete morto, e ne provo grande sollievo! -È un peso... che ho giù dallo stomaco! -</p> - -<div class="blocksc"> -<p> -ad Anna, con un altro tono di voce. -</p> -</div> - -<p> -Ma sopra di te, io avrei il diritto di -poter contare come in un aiuto, come -in un'alleata... -</p> - -<p> -<span class="pagenum" id="Page_220">[220]</span> -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Anna.</span> -</p> - -<p> -Un'alleata? Tua? -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Teresa</span> sottovoce. -</p> - -<p> -Sì, per il bene, per la sicurezza di -tuo marito. -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Anna.</span> -</p> - -<p> -In questi momenti gli uomini come -mio marito, non pensano alla propria -sicurezza! — Hanno ben altro da pensare. -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Teresa.</span> -</p> - -<p> -E sei tu? Una donna, una moglie, -un essere del nostro stampo che parla -così?... — I patriotti, i fratelli! — Tu, -<span class="pagenum" id="Page_221">[221]</span> -almeno questo, avresti dovuto aver -imparato... a tue spese: a conoscere -bene i fratelli! -</p> - -<div class="blocksc"> -<p> -<span class="smcap">Anna</span> trasalisce. -</p> -</div> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Teresa.</span> -</p> - -<p> -È un vento, una furia, che penetra -nelle case, nelle famiglie, e che spazza -via tutto: ogni sentimento di rispetto, -di amore, ogni spirito di religione, -di concordia e, insieme, la -tranquillità e la felicità! -</p> - -<div class="blocksc"> -<p> -pausa. -</p> -</div> - -<p> -Di vivo! di forte, di profondo, non c'è -più che l'odio! -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Giacomino</span> con forza, ribellandosi. -</p> - -<p> -Non è vero! -</p> - -<p> -<span class="pagenum" id="Page_222">[222]</span> -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Teresa</span> meravigliata, furente. -</p> - -<p> -Non è vero?!... -</p> - -<div class="blocksc"> -<p> -frenandosi con ironia. -</p> -</div> - -<p> -Ah, già, già! Sicuro! «Non è vero!» -Di forte e di profondo c'è anche l'amore! -L'amore... delle ballerine, per -le quali un ragazzaccio scimunito come -voi, provoca disordini e arrischia -la vita! -</p> - -<div class="blocksc"> -<p> -<span class="smcap">Giacomino</span> si alza di scatto e si abbottona -la giacca nervosamente. -</p> -</div> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Teresa.</span> -</p> - -<p> -Ah! Ah!... Vi sentite meglio? Siete -guarito, interamente?... Ne ho molto -piacere. -</p> - -<div class="blocksc"> -<p> -<span class="smcap">Giacomino</span> si avvia per uscire. -</p> -</div> - -<p> -<span class="pagenum" id="Page_223">[223]</span> -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Teresa</span> con forza. -</p> - -<p> -Dove andate? -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Giacomino</span> duramente. -</p> - -<p> -Di là! -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Teresa</span> ha una scossa, poi si domina e torna -ironica. -</p> - -<p> -Andate! Andate pure! -</p> - -<div class="blocksc"> -<p> -richiamandolo. -</p> -</div> - -<p> -Il dottore... -</p> - -<div class="blocksc"> -<p> -<span class="smcap">Giacomino</span> si ferma. -</p> -</div> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Teresa.</span> -</p> - -<p> -Il dottore vi ha concesso per oggi, -<span class="pagenum" id="Page_224">[224]</span> -una passeggiata in carrozza. Ve la -permetto anch'io, ma verso mezzogiorno; -col sole! Andate in camera -vostra a vestirvi, e non uscite... finchè -non vi manderò a chiamare! -</p> - -<div class="blocksc"> -<p> -<span class="smcap">Giacomino</span> si avvia di nuovo, serio, sostenuto. -</p> -</div> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Teresa</span> che si aspetta una parola di scusa: -quando Giacomino è sull'uscio. -</p> - -<p> -Andate così... -</p> - -<div class="blocksc"> -<p> -<span class="smcap">Giacomino</span> si ferma. -</p> -</div> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Teresa</span> sforzandosi di sorridere per vincere l'ira -e il dolore. -</p> - -<p> -Andate! Andate pure!... Meno vi -vedo e più... sono contenta! -</p> - -<p> -<span class="pagenum" id="Page_225">[225]</span> -</p> - -<div class="blocksc"> -<p> -<span class="smcap">Giacomino</span> via. -</p> -</div> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Teresa</span> con le lagrime nella gola. -</p> - -<p> -Anche lui... Ma a lui poi, — a lui! — Che -cosa ho fatto?... -</p> - -<div class="blocksc"> -<p> -sfogandosi, gridando forte. -</p> -</div> - -<p> -Francesco! Francesco! -</p> - -<div class="blocksc"> -<p> -va verso l'uscio di mezzo. -</p> -</div> - -<p> -Francesco! -</p> - -<div class="blocksc"> -<p> -il Lamberti entra. -</p> -</div> - -<p> -<span class="pagenum" id="Page_226">[226]</span> -</p> - -<h3>SCENA V.</h3> - -<div class="blockquote"> -<p class="center"> -<span class="smcap">Lamberti</span> e dette — poi <span class="smcap">Francesco</span>. -</p> -</div> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Lamberti.</span> -</p> - -<p> -Che vuoi da Francesco? -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Teresa.</span> -</p> - -<p> -Mandarlo da Giacomino! -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Lamberti</span> indicando Francesco che si presenta -e si ferma sull'uscio. -</p> - -<p> -Eccolo, Francesco! -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Teresa.</span> -</p> - -<p> -Andate dal signor Marchese! Aspettate! -Prendete questo <i>plaid</i>! -</p> - -<p> -<span class="pagenum" id="Page_227">[227]</span> -</p> - -<div class="blocksc"> -<p> -gli dà uno scialle. -</p> -</div> - -<p> -Che lo porti in carrozza, e si copra! -Ordine mio! -</p> - -<div class="blocksc"> -<p> -<span class="smcap">Francesco</span> via. -</p> -</div> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Lamberti</span> ad Anna. -</p> - -<p> -Vieni un momento di là? Ho da -parlarti. -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Teresa.</span> -</p> - -<p> -No, no! Rimani... Rimanete. Vado -io! -</p> - -<div class="blocksc"> -<p> -con la solita calma signorile. -</p> -</div> - -<p> -Il fattore mi aspetta: devo mandarlo -a Milano. -</p> - -<p> -<span class="pagenum" id="Page_228">[228]</span> -</p> - -<div class="blocksc"> -<p> -ad Anna. -</p> -</div> - -<p> -La lana dal Guffanti abbiamo detto?... -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Anna.</span> -</p> - -<p> -Sì. -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Teresa</span> via, nella biblioteca. -</p> - -<p> -Guffanti; via dei Borsinari! -</p> - -<p> -<span class="pagenum" id="Page_229">[229]</span> -</p> - -<h3>SCENA VI.</h3> - -<div class="blockquote"> -<p class="center"> -<span class="smcap">Lamberti</span> ed <span class="smcap">Anna</span>, -poi di nuovo <span class="smcap">Francesco</span>. -</p> -</div> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Anna</span> a Vitaliano. -</p> - -<p> -Hai da parlarmi? -</p> - -<div class="blocksc"> -<p> -lo guarda fisso. -</p> -</div> - -<p> -Che hai? -</p> - -<div class="blocksc"> -<p> -<span class="smcap">Lamberti</span> a sua volta, continua a fissare Anna -con grande tristezza. -</p> -</div> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Anna</span> con voce rotta dall'ansia. -</p> - -<p> -Che hai? Che cosa vuoi dirmi? -<span class="pagenum" id="Page_230">[230]</span> -Sì, sì!... Fissami bene: che il tuo occhio -possa penetrare in fondo all'anima -mia; non ho nulla da nasconderti! -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Lamberti.</span> -</p> - -<p> -Hai capito dunque, che io volevo -parlarti... di lui, del Cézky?... -</p> - -<div class="blocksc"> -<p> -<span class="smcap">Anna</span> sostiene lo sguardo di Vitaliano: ferma, -sicura. -</p> -</div> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Lamberti</span> le prende una mano, gliela bacia. -</p> - -<p> -No, Anna, Anna cara; io non ho -mai dubitato di te! -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Anna.</span> -</p> - -<p> -Posso essere stata leggera; certo -sono stata imprudente! — Era, allora, -così vuota e inerte la mia vita, così -grigia... -</p> - -<p> -<span class="pagenum" id="Page_231">[231]</span> -</p> - -<div class="blocksc"> -<p> -con un brivido. -</p> -</div> - -<p> -così buia! -</p> - -<div class="blocksc"> -<p> -accarezzandogli i capegli con grazia -affettuosa. -</p> -</div> - -<p> -L'amore è come il sole; senza di lui, -non c'è luce, nè calore! -</p> - -<div class="blocksc"> -<p> -<span class="smcap">Lamberti</span> stringe Anna al petto affettuosamente. -</p> -</div> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Anna.</span> -</p> - -<p> -Per quel giovane... che non aveva -una famiglia, solo, povero, io ho sentito, -prima, un sentimento di compassione, -di pietà... Poi anche di simpatia -per il suo dolore così simile al mio. -Cézky mi amava... lo capivo, lo vedevo, -e non era amato. E anch'io cominciavo -ad amare, ad amarti, e allora... -<span class="pagenum" id="Page_232">[232]</span> -non mi credevo amata! — Ecco; -ti ho detto tutto! — Io poi, lo ritenevo -nobile di animo, esaltato, ma -onesto. -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Lamberti.</span> -</p> - -<p> -Onesto?... Forse lo era. Non si può -giudicare gli uomini nell'eccesso della -passione; da un momento di disperazione! -Bisogna, in ogni modo, essere -indulgenti con chi... -</p> - -<div class="blocksc"> -<p> -lentamente e fissando Anna per farle -indovinare il suicidio del Cézky. -</p> -</div> - -<p> -sa condannarsi e punirsi da sè, con -chi... sconta il delitto commesso... con -la propria vita. -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Anna</span> con un grido. -</p> - -<p> -Cézky? -</p> - -<p> -<span class="pagenum" id="Page_233">[233]</span> -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Lamberti</span> accennando affermativamente col -capo, si leva una lettera di tasca -e gliela dà. -</p> - -<p> -È una lettera da Milano. Chi scrive, -è un amico. -</p> - -<div class="blocksc"> -<p> -<span class="smcap">Anna</span> legge con un forte tremito: lascia cadere -la lettera e siede con un gesto -d'orrore, nascondendosi il capo -fra le mani. -</p> -</div> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Lamberti</span> raccoglie la lettera e di nuovo la ripone -in tasca. -</p> - -<p> -Noi lo credevamo in Tirolo o a -Vienna, sotto la protezione della polizia! -Invece era a Milano, nascosto -in una soffitta, vivendo nel dolore, e, -forse, fra i rimorsi. In quell'ultimo -istante la grande bontà di Dio ha -certo fatto dimenticare a quell'uomo di -<span class="pagenum" id="Page_234">[234]</span> -essere una spia. Si è ucciso con una -pugnalata come Jacopo Ortis... e col -libro dell'Ortis, chiuso dinanzi. -</p> - -<div class="blocksc"> -<p> -cammina su e giù, poi torna ad -avvicinarsi ad Anna. -</p> - -<p> -<span class="smcap">Anna</span> rimane sempre con il capo fra le braccia -appoggiata al tavolino. -</p> -</div> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Lamberti</span> si appoggia lui pure al tavolino: ad -Anna, con grande dolcezza. -</p> - -<p> -Perdonagli, Anna! Gli ho perdonato -anch'io! Ed ora... ascoltami con coraggio. -Forse... forse qualche giorno, -forse domani, forse stasera io dovrò -partire. -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Anna</span>, con un sussulto doloroso. -</p> - -<p> -È il momento? -</p> - -<p> -<span class="pagenum" id="Page_235">[235]</span> -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Lamberti.</span> -</p> - -<p> -Sì. Il Fratti e lo Strassér rimangono -a Milano. Don Carlo Morelli, da Como, -ci terrà in relazione con lui. -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Anna.</span> -</p> - -<p> -Con Mazzini?... -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Lamberti.</span> -</p> - -<p> -Sì. È a Lugano; pronto ad unirsi -con noi. Io devo passare dal Carrarese, -e per il giorno dell'insurrezione trovarmi -a Sarzana. -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Anna</span> buttandogli le braccia al collo. -</p> - -<p> -Vengo con te! -</p> - -<p> -<span class="pagenum" id="Page_236">[236]</span> -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Lamberti.</span> -</p> - -<p> -Anna... Anna... -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Anna.</span> -</p> - -<p> -Vengo con te! -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Lamberti.</span> -</p> - -<p> -Mi raggiungerai!... Presto! -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Anna.</span> -</p> - -<p> -Vengo con te! Vengo con te! -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Lamberti.</span> -</p> - -<p> -È impossibile cara, e lo sai. Ascoltami, -dunque; ascolta bene ciò che -tu devi fare. -</p> - -<p> -<span class="pagenum" id="Page_237">[237]</span> -</p> - -<div class="blocksc"> -<p> -<span class="smcap">Anna</span> abbassa il capo come vinta. -</p> -</div> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Lamberti.</span> -</p> - -<p> -Appena partito io tu anderai e ti -fermerai a Milano, in casa tua. Sei -ricca, della mia sostanza tu non ne -hai bisogno. -</p> - -<div class="blocksc"> -<p> -si leva di tasca un'altra lettera -chiusa in una busta. -</p> -</div> - -<p> -Prendi... -</p> - -<div class="blocksc"> -<p> -turbamento di Anna. -</p> -</div> - -<p> -Ma no!... Non impressionarti così! Bisogna -tutto prevedere. Tornerò, o -verrai tu! -</p> - -<div class="blocksc"> -<p> -indicando la lettera. -</p> -</div> - -<p> -Due righe sole. Sei tu la mia erede -universale. Ma per aiutare i nostri. -<span class="pagenum" id="Page_238">[238]</span> -Devi spendere tutto ciò che è mio per -la causa. Ed ora... -</p> - -<div class="blocksc"> -<p> -esitando. -</p> -</div> - -<p> -Un'altra preghiera. E pensa, — adesso -sì, — pensa che può essere l'ultima. — È -la mia felicità, è il coraggio stesso -che io ti domando. Sono egoista, -ingiusto, inumano, ma è più forte -di me. Se io... Anche quando non ci -sarò più... -</p> - -<div class="blocksc"> -<p> -abbracciandola stretta con un singhiozzo. -</p> -</div> - -<p> -Ti voglio sempre mia! -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Anna</span> coprendolo di baci. -</p> - -<p> -Tua, tua, tua, tua! Ma io voglio -venire con te! Ma io voglio morire -con te! Con te che sei mio! Con te -che mi hai fatto vivere! Con te che mi -hai fatta buona! Tua! Tua! Tua! -Tua! -</p> - -<p> -<span class="pagenum" id="Page_239">[239]</span> -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Lamberti</span> dopo un momento di commozione, -asciuga gli occhi ad Anna. -</p> - -<p> -Che non ti vedano piangere!... Nessuno -deve sospettare... -</p> - -<div class="blocksc"> -<p> -prende la lettera sul tavolino, gliela dà. -</p> -</div> - -<p> -Prendi! -</p> - -<div class="blocksc"> -<p> -<span class="smcap">Anna</span>, attonita, la tiene in mano. -</p> -</div> - -<p> -No! No!... -</p> - -<div class="blocksc"> -<p> -<span class="smcap">Anna</span> la nasconde in seno. -</p> -</div> - -<p> -E la chiuderai subito nella tua scrivania. -A Milano vedrò poi il mio -notaio... -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Francesco</span> -dall'uscio di mezzo, tremante, sconvolto. -</p> - -<p> -Signor conte! Sa?... Sa? -</p> - -<p> -<span class="pagenum" id="Page_240">[240]</span> -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Lamberti</span>. -</p> - -<p> -Che c'è? -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Francesco</span>. -</p> - -<p> -A Sonvico, hanno arrestato il dottor -Fratti! -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Lamberti</span>. -</p> - -<p> -Chi te l'ha detto? -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Francesco</span>. -</p> - -<p> -Adesso! Il maestro di posta! -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Lamberti</span>. -</p> - -<p> -Va!... Chiamalo! -</p> - -<div class="blocksc"> -<p> -Francesco via. -</p> -</div> - -<p> -<span class="pagenum" id="Page_241">[241]</span> -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Anna</span> trattenendo Vitaliano che vuol seguire -Francesco. -</p> - -<p> -Il dottor Fratti? Arrestato?... -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Lamberti</span>. -</p> - -<p> -Lasciami andare! Lasciami andare! -</p> - -<p> -<span class="pagenum" id="Page_242">[242]</span> -</p> - -<h3>SCENA VII.</h3> - -<div class="blockquote"> -<p class="center"> -<span class="smcap">Teresa</span> e il Conte <span class="smcap">Rienz</span>. -</p> -</div> - -<div class="blocksc"> -<p> -Teresa chiamando dalla biblioteca. -</p> -</div> - -<p> -Vitaliano! Vitaliano! -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Rienz</span>. -</p> - -<p> -Dov'è? Dov'è?... -</p> - -<div class="blocksc"> -<p> -seguito da Teresa entra in fretta dalla -biblioteca, attraversa la scena, viene -fin dietro di Vitaliano: sottovoce; -rapidamente. -</p> -</div> - -<p> -Partite subito sul momento! Dietro -il Molino vecchio troverete una carrozza -chiusa. Passerete il confine a -Maslianico. -</p> - -<p> -<span class="pagenum" id="Page_243">[243]</span> -</p> - -<div class="blocksc"> -<p> -forte ad Anna. -</p> -</div> - -<p> -Contessa Anna, scusate la mia fretta -ma devo essere subito a Milano, al -Comando Militare. -</p> - -<div class="blocksc"> -<p> -a Teresa. -</p> -</div> - -<p> -Anche voi! Perdonate! -</p> - -<div class="blocksc"> -<p> -fa un inchino alle signore, via. -</p> -</div> - -<p> -<span class="pagenum" id="Page_244">[244]</span> -</p> - -<h3>SCENA VIII.</h3> - -<div class="blockquote"> -<p class="center"> -<span class="smcap">Lamberti, Anna, Teresa.</span> -</p> -</div> - -<div class="blocksc"> -<p> -Lamberti immobile, sorpreso. -</p> -</div> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Anna</span> con disperazione. -</p> - -<p> -Va! Va! Va! -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Teresa</span>. -</p> - -<p> -Non un minuto! È la Provvidenza! -L'aiuto della Provvidenza! -</p> - -<div class="blocksc"> -<p> -<span class="smcap">Lamberti</span> risoluto. -</p> -</div> - -<p> -Alcune carte... Aspettatemi! -</p> - -<div class="blocksc"> -<p> -ad Anna che fa per seguirlo -</p> -</div> - -<p> -<span class="pagenum" id="Page_245">[245]</span> -</p> - -<p> -Aspettami! -</p> - -<div class="blocksc"> -<p> -va via per l'uscio dal quale è uscito -Giacomino. -</p> -</div> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Anna</span> a Teresa, con grande ansia e terrore. -</p> - -<p> -Tu sai?... Tu sai?... -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Teresa</span>. -</p> - -<p> -Anna! Anna! -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Anna</span>. -</p> - -<p> -Presto! Ho diritto di saper tutto. -Sono sua moglie! -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Teresa</span> sempre più tremante. -</p> - -<p> -Dalla Spezia... -</p> - -<p> -<span class="pagenum" id="Page_246">[246]</span> -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Anna</span>. -</p> - -<p> -Dalla Spezia? -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Teresa</span>. -</p> - -<p> -Sì, è venuto l'ordine dalla Spezia!... -Hanno sequestrata una tartana, — i -doganieri Pontifici, — diretta alla -punta di San Terenzo! Era carica di -armi, di fucili! Il capitano, un levantino, -arrestato, minacciato di morte, -ha parlato! -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Anna</span>. -</p> - -<p> -E Vitaliano? -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Teresa</span>. -</p> - -<p> -Una grande insurrezione doveva -scoppiare nello stesso giorno, in tutta -l'Italia! -</p> - -<p> -<span class="pagenum" id="Page_247">[247]</span> -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Anna</span>. -</p> - -<p> -E Vitaliano?... Vitaliano?... -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Teresa</span>. -</p> - -<p> -È uno dei capi! Vengono per arrestarlo! -</p> - -<div class="blocksc"> -<p> -fuor di sè. -</p> -</div> - -<p> -Ma cosa fa? Che cosa fa? -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Anna</span>. -</p> - -<p> -Il conte?... Il conte di Rienz? -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Teresa</span>. -</p> - -<p> -Ha tutto arrischiato per noi, ma -non può nulla contro la polizia! — Il -Commissario, i soldati, saranno qui -fra mezz'ora! Sono forse già qui! -</p> - -<p> -<span class="pagenum" id="Page_248">[248]</span> -</p> - -<div class="blocksc"> -<p> -verso la biblioteca. -</p> -</div> - -<p> -Che cosa fa adesso? Ma che cosa fa?!... -</p> - -<div class="blocksc"> -<p> -giungendo le mani supplichevoli verso -la cappelletta. -</p> -</div> - -<p> -Dio! Dio! Dio! Buono! Santo! -</p> - -<p> -<span class="pagenum" id="Page_249">[249]</span> -</p> - -<h3>SCENA IX.</h3> - -<div class="blockquote"> -<p class="center"> -<span class="smcap">Lamberti</span> e dette. -</p> -</div> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Lamberti</span>. -</p> - -<p> -Eccomi. Ed ora... io sono pronto. -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Teresa</span>. -</p> - -<p> -Va!... Dunque!... Va! -</p> - -<div class="blocksc"> -<p> -Anna lo fissa pallidissima, immobile, muta. -</p> -</div> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Lamberti</span>. -</p> - -<p> -No, madre mia. Io resto. -</p> - -<div class="blocksc"> -<p> -<span class="smcap">Anna</span> trasalisce: senza mai dire una parola lo -abbraccia come per non lasciarlo -più, lo accarezza, lo bacia, gli bacia -la mano. -</p> -</div> - -<p> -<span class="pagenum" id="Page_250">[250]</span> -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Teresa</span>. -</p> - -<p> -Rimani?... Ma... non hai capito?... -Vengono qui!... I soldati! Il Commissario! -Per arrestarti! -</p> - -<div class="blocksc"> -<p> -<span class="smcap">Anna</span> stringe Vitaliano affettuosamente, lo -guarda supplichevole, scongiurandolo -di fuggire. -</p> -</div> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Lamberti</span> le prende la mano, gliela stringe -forte per infonderle coraggio: poi -di nuovo, a Teresa. -</p> - -<p> -Nella carrozza del conte di Rienz -è partito Giacomino. Avviserà, dietro -via quanti più potrà dei nostri. E -gli ho dovuto assicurare, per farlo -partire, che avevo anch'io un mezzo -altrettanto sicuro e che lo avrei raggiunto -a Chiasso. Invece... no. Resto -qui. La Provvidenza che voleva salvare -me, non ha voluto o potuto salvare -<span class="pagenum" id="Page_251">[251]</span> -insieme anche tutti gli altri miei -compagni. Perciò io, — solo, — non -posso, io, approfittare dei suoi favori... -e rimango. -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Teresa</span>. -</p> - -<p> -Va! Va! Va! Ascoltami, Vitaliano! -Devi ascoltarmi! Ne ho diritto! Sono -tua madre!... La mamma! La tua -povera mamma! Lo sento e non l'ho -mai sentito come in questo momento! -E non c'è più altro per me! Te lo -giuro! Non c'è più altro! Va! Va! -Va! Va! -</p> - -<div class="blocksc"> -<p> -<span class="smcap">Lamberti</span> con dolcezza. -</p> -</div> - -<p> -Non posso partire! -</p> - -<div class="blocksc"> -<p> -la bacia, come in atto di perdono. -</p> -</div> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Teresa</span>. -</p> - -<p> -Va! Va! Va! -</p> - -<p> -<span class="pagenum" id="Page_252">[252]</span> -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Lamberti</span> risoluto. -</p> - -<p> -No, mamma non devo partire. Bisogna -aspettarli qui! -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Teresa</span> ascolta un momento: con un grido. -</p> - -<p> -Dio! -</p> - -<div class="blocksc"> -<p> -prendendosi la testa fra le mani guardando -spaventata verso la finestra. -</p> -</div> - -<p> -Vengono!... Vengono! -</p> - -<div class="blocksc"> -<p> -Anna con un grido si attacca disperatamente -al collo di Vitaliano come per -difenderlo... -</p> -</div> - -<p class="pad2 center large"> -FINE. -</p> - -<hr class="silver" /> - -<div class="opere"> -<p> -<span class="pagenum" id="Page_253">[253]</span> -</p> - -<p class="title"> -Opere di Gerolamo Rovetta -</p> - -<p class="center"> -<i>Romanzi</i>: -</p> - -<ul> -<li>La Moglie di sua Eccellenza, romanzo.</li> -<li>La Signorina, romanzo.</li> -<li>Cinque minuti di riposo!</li> -<li>Mater Dolorosa, romanzo.</li> -<li>La Baraonda, romanzo.</li> -<li>L'idolo, romanzo.</li> -<li>Le lacrime del prossimo, romanzo.</li> -<li>Il tenente dei Lancieri, romanzo.</li> -<li>Il primo amante, romanzo.</li> -<li>Il processo Montegù, romanzo.</li> -<li>Sott'acqua, romanzo.</li> -<li>Dramatis personæ, antologia.</li> -</ul> - -<p class="center"> -<i>Teatro</i>: -</p> - -<ul> -<li>I Disonesti, dramma in tre atti.</li> -<li>Scellerata!... commedia in un atto. — Collera cieca... commedia in due atti.</li> -<li>Romanticismo, dramma in quattro atti.</li> -<li>Madame Fanny, commedia in tre atti. — Marco Spada, commedia in quattro atti. — La Cameriera nova, commedia in due atti in dialetto veneziano.</li> -<li>La Baraonda, dramma in cinque atti. — Principio di Secolo, dramma in quattro atti.</li> -<li>La Realtà, dramma in tre atti. — La Trilogia di Dorina, commedia in tre atti.</li> -<li>Il Re Burlone, dramma in quattro atti.</li> -<li>Molière e sua Moglie, commedia in tre atti.</li> -<li>Il Ramo d'ulivo, commedia in tre atti. — Il Poeta, commedia in tre atti.</li> -<li>La Moglie giovine, commedia in quattro atti. — Le due coscienze, commedia in tre atti.</li> -<li>I Barbarò, dramma in un prologo e quattro atti. — Alla città di Roma, commedia in due atti.</li> -</ul> - -<p class="center"> -<i>Novelle</i>: -</p> - -<ul> -<li>Casta Diva, Novelle.</li> -<li>Cavalleria assassina, racconti.</li> -<li>Baby, Tiranni minimi.</li> -</ul> - -</div> - -<div class="tnote"> -<p class="tntitle"> -Nota del Trascrittore -</p> - -<p> -Ortografia e punteggiatura originali sono state mantenute, correggendo senza annotazione -minimi errori tipografici. -</p> - -<p class="covernote"> -Copertina elaborata dal trascrittore e posta nel pubblico dominio. -</p> -</div> - -<div style='display:block; margin-top:4em'>*** END OF THE PROJECT GUTENBERG EBOOK ROMANTICISMO ***</div> -<div style='text-align:left'> - -<div style='display:block; margin:1em 0'> -Updated editions will replace the previous one—the old editions will -be renamed. -</div> - -<div style='display:block; margin:1em 0'> -Creating the works from print editions not protected by U.S. copyright -law means that no one owns a United States copyright in these works, -so the Foundation (and you!) can copy and distribute it in the United -States without permission and without paying copyright -royalties. 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Redistribution is subject to the trademark -license, especially commercial redistribution. -</div> - -<div style='margin:0.83em 0; font-size:1.1em; text-align:center'>START: FULL LICENSE<br /> -<span style='font-size:smaller'>THE FULL PROJECT GUTENBERG LICENSE<br /> -PLEASE READ THIS BEFORE YOU DISTRIBUTE OR USE THIS WORK</span> -</div> - -<div style='display:block; margin:1em 0'> -To protect the Project Gutenberg™ mission of promoting the free -distribution of electronic works, by using or distributing this work -(or any other work associated in any way with the phrase “Project -Gutenberg”), you agree to comply with all the terms of the Full -Project Gutenberg™ License available with this file or online at -www.gutenberg.org/license. -</div> - -<div style='display:block; font-size:1.1em; margin:1em 0; font-weight:bold'> -Section 1. General Terms of Use and Redistributing Project Gutenberg™ electronic works -</div> - -<div style='display:block; margin:1em 0'> -1.A. By reading or using any part of this Project Gutenberg™ -electronic work, you indicate that you have read, understand, agree to -and accept all the terms of this license and intellectual property -(trademark/copyright) agreement. If you do not agree to abide by all -the terms of this agreement, you must cease using and return or -destroy all copies of Project Gutenberg™ electronic works in your -possession. If you paid a fee for obtaining a copy of or access to a -Project Gutenberg™ electronic work and you do not agree to be bound -by the terms of this agreement, you may obtain a refund from the person -or entity to whom you paid the fee as set forth in paragraph 1.E.8. -</div> - -<div style='display:block; margin:1em 0'> -1.B. “Project Gutenberg” is a registered trademark. It may only be -used on or associated in any way with an electronic work by people who -agree to be bound by the terms of this agreement. 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Information about the Mission of Project Gutenberg™ -</div> - -<div style='display:block; margin:1em 0'> -Project Gutenberg™ is synonymous with the free distribution of -electronic works in formats readable by the widest variety of -computers including obsolete, old, middle-aged and new computers. It -exists because of the efforts of hundreds of volunteers and donations -from people in all walks of life. -</div> - -<div style='display:block; margin:1em 0'> -Volunteers and financial support to provide volunteers with the -assistance they need are critical to reaching Project Gutenberg™’s -goals and ensuring that the Project Gutenberg™ collection will -remain freely available for generations to come. In 2001, the Project -Gutenberg Literary Archive Foundation was created to provide a secure -and permanent future for Project Gutenberg™ and future -generations. 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