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-The Project Gutenberg eBook of Il piccolo focolare, by Giulia Turco Turcati
-Lazzari
-
-This eBook is for the use of anyone anywhere in the United States and
-most other parts of the world at no cost and with almost no restrictions
-whatsoever. You may copy it, give it away or re-use it under the terms
-of the Project Gutenberg License included with this eBook or online at
-www.gutenberg.org. If you are not located in the United States, you
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-using this eBook.
-
-Title: Il piccolo focolare
- Ricette di cucina per la massaia economa
-
-Author: Giulia Turco Turcati Lazzari
-
-Release Date: April 27, 2021 [eBook #65179]
-
-Language: Italian
-
-Character set encoding: UTF-8
-
-Produced by: Barbara Magni and the Online Distributed Proofreading Team at
- http://www.pgdp.net (This file was produced from images made
- available by The Internet Archive)
-
-*** START OF THE PROJECT GUTENBERG EBOOK IL PICCOLO FOCOLARE ***
-
- IL PICCOLO
- FOCOLARE
-
-
- RICETTE DI CUCINA
-
- per la massaia economa
- di Giulia Lazzari-Turco
- autrice del Manuale
- Ecco il tuo libro di Cucina
-
- II EDIZIONE
-
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-
- Trento 1921
- Tipografia-Libreria Editrice
- G. B. MONAUNI
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- PROPRIETÀ LETTERARIA
-
- TUTTI I DIRITTI RISERVATI
-
- Premiata Tipografia-Libreria Emiliana — Venezia
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-PREFAZIONE
-
-ALLA I EDIZIONE
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-
-Quando uscì il Manuale gastronomico intitolato: «_Ecco il tuo libro di
-cucina_» un giornale che difende la causa del popolo, pur encomiando
-con gentile intendimento il lavoro, deplorò che non si pensasse a
-pubblicare una raccolta di ricette a uso dell’operaio, le cui spose
-uscite il più delle volte dalle fabbriche o dalle filande non possono
-avere alcuna familiarità coi piccoli segreti del domestico focolare.
-
-L’idea mi piacque e promisi a me stessa di ascoltare il buon consiglio.
-L’intento mi sembrava facile: messami all’opera m’accorsi invece
-ch’esso era irto di difficoltà.
-
-Se la lista del povero si limita pur troppo, per forza, a uno
-scarsissimo numero di cibi, la gente del popolo ancorchè non costretta
-a lottare col bisogno è sempre misoneista in fatto di cucina. Il popolo
-ripudia, per principio, il piatto nuovo, la verdura che non conosce, la
-salsa che non ha mai sentito a nominare: ligio alle poche vivande che
-sono in uso nella sua regione, esso ignora quanti salubri coefficienti
-la Natura offrirebbe alla sua mensa, non solo, ma quali fonti
-d’economia troverebbe in certi elementi gastronomici a lui sconosciuti.
-Non è cosa agevole il lottare contro un pregiudizio, specie mediante un
-libro: una ragazza incolta che ha dovuto guadagnarsi sino dall’infanzia
-coi più umili mezzi il pane giornaliero, andando sposa non si prenderà
-certamente la cura di consultare un manualetto di cucina, per modesto
-che sia, prima di fare la spesa della giornata, chè per quanto ci si
-studii di scrivere chiaro, certi termini della lingua, specie nelle
-provincie ove predominano i dialetti, riescono incomprensibili anche a
-una cuoca di professione.
-
-È con questo dubbio ch’io dico al povero libriccino presso ad escire
-alla luce: va con coraggio egualmente, e se potrai servire a qualche
-operaio, che l’ingegno, l’attività e l’onestà della vita hanno messo
-nella condizione di provvedere senza sforzo al cibo quotidiano, e le
-cui fatiche la compagna affettuosa e intelligente ama di compensare
-e sostenere ammannendo vivande variate, sane e corroboranti, se
-potrai essere utile all’uno o all’altro di quei contadini che hanno
-ogni ben di Dio al sole ma, fedeli al paiolo tradizionale della
-polenta, non sanno nemmeno come si allestisca un po’ di brodo per un
-ammalato, all’una o all’altra delle fanciulle, che destinate a servire
-abbisognano nell’aspro tirocinio della loro professione d’un primo
-rudimento d’arte culinaria, io mi stimerò anche troppo contenta e
-chiamerò te fortunato assai.
-
- L’AUTRICE.
-
-
-
-
-CAPITOLO PRIMO.
-
-IL PANE.
-
-
- Si deve mangiare per vivere, non
- vivere per mangiare.
-
-Il pane è un elemento di prima necessità, gustoso, salubre e che
-mai non stanca. Occorre tuttavia ch’esso sia fatto con una qualità
-di farina pura e cotto a dovere. Il pane si può cuocere anche nelle
-tegghie sulla brace, ma questo non è che un sistema di ripiego. Chi
-possiede un forno apposito, come certi contadini di montagna, viventi
-in paesi isolati, ve lo allestisce con vantaggio, specie nella stagione
-del raccolto del fieno, anche tutto in una volta per il soggiorno
-alpestre. Per chi invece tiene a disposizione oltre il tempo necessario
-un focolare col forno, arnese comune nell’alta Italia, il cuocere
-il pane in casa può essere un’abitudine proficua di tutti i giorni.
-L’economia vi troverebbe anch’essa il suo vantaggio, qualora al piccolo
-ma continuo risparmio di spesa si aggiungesse la cura costante di
-misurare la quantità del pane come quando lo si compera dal fornaio.
-In ogni caso è sempre saggio consiglio che una buona massaia impari e
-si eserciti a preparare il pane ella stessa. È un’abilità che qualche
-volta potrà tornarle più che utile, necessaria. Ecco pertanto alcune
-buone ricette.
-
- A pane di quindici giorni fame di
- tre settimane.
-
-
-1. =Pane lungo di frumento.= — Per ogni chilogrammo di farina prendete
-10 gr. di lievito di birra (di Vienna), mezzo litro d’acqua e 20-25 gr.
-di sale.
-
-In tempo d’inverno l’acqua dev’essere calda ma non tanto che non vi
-reggano le mani; col migliorare della temperatura la prenderete di mano
-in mano più tiepida.
-
-Sciogliete con poc’acqua il lievito che dev’essere freschissimo,
-diluitelo con tutta l’acqua occorrente, poi versate il liquido nella
-farina che avrete posta sulla spianatoia, aggiungendovi il sale
-sciolto anch’esso in un cucchiaio d’acqua. Maneggiate fortemente
-il composto colle mani ora aperte, ora serrate in pugno, mettetelo
-quindi in una catinella fonda, coprite questa con un tovagliolo di
-bucato un po’ infarinato e con un tagliere e chiudetela entro un
-armadio lasciandovela per alcune ore, p. e. dalla sera alla mattina.
-Trascorso questo tempo, il pastone, fermentando, si sarà aumentato
-circa il triplo del suo primitivo volume e apparirà spugnoso e
-leggero. A questo punto lo collocherete di nuovo sulla spianatoia
-e lo lavorerete lungamente, come prima, senz’aggiungervi nemmeno
-una briciola di farina, lo sbatterete contro l’asse, lo straccerete
-a pezzi e lo tornerete a ricomporre riducendolo alla fine come una
-bella palla elastica e liscia. Dopo questo lavoro, che esige circa 20
-minuti di tempo, non vi resta che a spianare i pani, cioè a dividere
-la pasta in pezzi regolari e cilindrici. Con un chilogrammo di farina
-ne farete due della lunghezza di due palmi scarsi. Questi pani si
-dispongono nelle tegghie o sulle lamiere unte di burro e infarinate
-quando s’intenda metterli sulla brace o nei piccoli forni dei focolari;
-sulle assi, quando si abbia il destro di cuocerli nei forni appositi
-dove s’introducono mediante una pala. Tuttavia, prima di passare alla
-cottura, farete sempre fermentare i pani, ben coperti, ancora una volta
-in una camera molto calda o accanto a qualche fornello finchè sono
-abbondantemente raddoppiati di volume. La fermentazione esige qualche
-cura: se il calore è troppo scarso essa procede lenta e stentata, se
-eccessivo la pasta rischia di guastarsi e non si solleva regolarmente.
-Conviene anche evitare che i pani, lievitando, piglino aria, nel
-qual caso si rivestono d’una crosta inopportuna. Il forno dev’essere
-piuttosto ardito. Prima d’infornarli e appena sfornati (il tempo
-della cottura varia secondo la grossezza del pane e i gradi del calore
-fra 40 e 60 minuti) bagnateli con acqua fredda a ciò prendano un po’
-di lucido. La crosta di questo pane dev’essere sottile e la midolla
-spugnosa e leggera.
-
-Se intendeste fare del pane in abbondanza e giornalmente, vi
-converrebbe procurarvi la _madia_ per intridere la farina, cioè una
-cassa di legno su quattro piedi robusti. Siate cauti nell’acquisto
-della farina che però non occorre sia sempre di primo velo. Il pane
-bianco non è il più saporito.
-
- Pan di un giorno, vin di un anno.
-
-
-2. =Pane intrecciato.= — Fate il fermento la mattina per tempo con 30
-gr. di lievito di birra, 285 gr. di farina e l’acqua necessaria per
-allestire un pastone di media consistenza che lavorerete con le mani
-entro una catinella e collocherete, ben coperto, in un armadio. In
-tempo d’inverno è preferibile che la stanza sia calda o per lo meno
-temperata. Se avete fretta, mettetelo addirittura in vicinanza del
-fornello.
-
-Quando il composto, fermentando, si sarà triplicato di volume, unitevi
-750 gr. di farina, il sale necessario e l’acqua che occorre per
-formarne sulla spianatoia una pasta piuttosto soda. Ben lavorata che
-sia, la farete lievitare la seconda volta in una catinella infarinata
-e ben coperta, tenendola in vicinanza del focolare e voltando di tratto
-in tratto il recipiente. Quando sarà raddoppiata di volume impastatela
-sulla spianatoia senza null’altro aggiungere, riducetela in forma di
-grossi cordoni della lunghezza di due palmi circa, rivolgete ciascun
-cordone intorno a se stesso in modo che le punte si tocchino, fate
-lievitare l’ultima volta i pani (ben coperti e in luogo caldo) sulla
-lamiera unta e infarinata e, quando sono raddoppiati nuovamente di
-volume, cuoceteli a forno ardito, bagnandoli poi mentre sono ancora
-caldi con l’acqua fresca. Se non v’aggrada il pane intrecciato potete
-fare qualche piccia, cioè una fila di 4-6 pani uniti l’uno all’altro
-per il lungo. Le piccie si preparano anche in questo modo:
-
-Fate un fermento la sera con 20 gr. di lievito di birra, 750 gr. di
-farina, alcuni cucchiai di latte, 15-20 gr. di sale, e l’acqua che
-necessita per ottenere un pastone di media consistenza che lavorerete
-fortemente colle mani entro una catinella e nella stessa lascerete
-giacere ben coperto tutta la notte. Alla mattina, quando è triplicato
-di volume, vi si aggiungono gr. 250 di farina o poco più e dopo averlo
-bene maneggiato sulla spianatoia si formano le piccie di 4-6 pani, si
-lasciano lievitare convenientemente e si cuociono al forno bagnandole
-prima e dopo la cottura coll’acqua, col latte, o coll’albume d’ovo.
-
- Pane di grano, saltami in mano.
-
- Metti i pani spessi dove son le
- barbe rade.
-
-
-3. =Pane di segale.= — Procuratevi dal fornaio un pignattino di
-lievito di pane forte, rammollitelo con un buon quartuccio d’acqua
-tiepida, dimenandolo in modo che non vi restino bozzoli, e versatelo
-su 2 chilogrammi di farina di segale, che avrete un pochino riscaldata
-accanto al focolare in una catinella e in mezzo alla quale avrete
-praticato una specie di fossetta. Amalgamate col cucchiaio tanta farina
-al lievito quanta ne occorre per farne una pasta densa ma abbastanza
-molle.
-
-Di tutta questa operazione vi occuperete la sera mettendo anche la
-catinella ben coperta entro un armadio. La mattina seguente, quando il
-fermento sarà triplicato di volume, lo incorporerete colla rimanente
-farina aggiungendovi il sale necessario (circa gr. 30), una manatina
-scarsa di anici di Puglia, ben puliti entro un tovagliolo, e l’acqua
-che necessita per ottenere un pastone piuttosto duro che lavorerete con
-gran forza entro la catinella, coi pugni chiusi, finchè è molto liscio
-ed elastico e si stacca dalle mani. Allora lo farete lievitare per la
-seconda volta finch’è raddoppiato di volume, e messolo sulla spianatoia
-lo tornerete a maneggiare con forza per formare poi i pani lunghi o
-rotondi a vostro piacere. Prima di cuocerli conviene che li lasciate
-lievitare la terza volta sulla lamiera. I tedeschi usano mettere
-i pani in appositi panierini foderati di tela infarinata. Quando
-sono fermentati li rovesciano su una piastra d’ardesia previamente
-riscaldata al forno bagnandoli con acqua tiepida da tutte e due le
-parti, e collocano l’ardesia sulla lamiera onde cuocerli nel medesimo
-forno.
-
-Se farete con questa pasta un panino e, impastatolo con un po’ di
-farina asciutta, lo ridurrete in tanti bozzoletti da asciugarsi
-all’aria, questi bozzoletti sciolti poi con gran cura entro un po’
-d’acqua tiepida vi forniranno il lievito per la volta seguente. Potete
-fare un pane simile col lievito di birra, calcolandone 12 gr. per ogni
-chilogrammo di farina di segale.
-
-Badate che l’impasto sia molto sodo e asciutto senza perdere la sua
-elasticità.
-
-Il forno deve avere un calore più forte di sotto che di sopra.
-
-Invece di 2 chilogrammi di farina di segale potete prenderne uno di
-segale e uno di frumento.
-
- Il pane di casa è sempre buono.
-
- Pane caldo e acqua fredda non furon
- mai buon pasto.
-
-
-4. =Pane di patate.= — Cuocete le patate nella cenere, mondatele e
-schiacciatele fra un tovagliolo in modo che non vi restino bozzoli,
-pesatene 500 gr., unitevi 500 gr. di farina di frumento, il sale
-necessario e 20 gr. di buon lievito di birra sciolto in mezzo litro
-d’acqua tiepida. Maneggiate la pasta in una catinella, unendovi,
-se occorresse, un po’ di farina per darle una certa consistenza.
-Lasciatela lievitare tutta la notte nella catinella coperta, entro un
-armadio, procedete quindi come indica la ricetta N.º 1.
-
- Pane, noci e fichi secchi, ne
- mangerei parecchi.
-
-
-5. =Pane di farina di granturco.= — Sciogliete 50 gr. di buon lievito
-di birra con un quartuccio d’acqua tiepida, incorporatevi tanta
-farina di frumento mista colla farina di granturco da farne una
-densa pappa, che lascierete lievitare dopo avervi aggiunto il sale
-necessario. Versate questa pappa bene lievitata sulla spianatoia dove
-avrete disposto dell’altra farina bianca e gialla in parti eguali,
-aggiungendo ancora un quartuccio d’acqua e un altro po’ di sale, e
-formate un pastone sodo e ben maneggiato, che dividerete in due parti
-e foggerete in forma di pani cilindrici. Messi i pani sulla lamiera
-unta e infarinata, lasciateli fermentare in luogo tiepido e debitamente
-coperti, cuoceteli poi a forno arditino, bagnandoli con acqua fredda o
-con l’albume un momento prima di sfornarli.
-
- Un pezzo di pane è un buon sigillo
- allo stomaco.
-
-
-6. =Pane di latte.= — Sciogliete 40 gr. di lievito di birra con un
-piccolo bicchiere di latte crudo aggiungendovi 250 gr. di farina.
-Fatelo fermentare in una pentola presso al focolare, e quando è
-raddoppiato abbondantemente di volume, unitevi sulla spianatoia 750
-gr. di farina tiepida, due tre pizzichi di sale, due tre cucchiai
-di zucchero e un cucchiaio d’anici di Puglia ben puliti, con quella
-quantità di latte crudo ma intiepidito che vi occorre per formare un
-pastone piuttosto sodo, che lavorerete a lungo e sbatterete fortemente
-col matterello finch’è molto elastico e liscio. Formate quindi un
-bel pane lungo e cilindrico; se avete un paniere della stessa forma
-foderatelo con un tovagliolo infarinato, involgete il pane in questo
-tovagliolo per farvelo lievitare in luogo caldo e rovesciarlo poi sulla
-lamiera unta e infarinata. Se non disponete del paniere, collocate il
-pane direttamente sulla lamiera. Quando è raddoppiato di volume, prima
-d’infornarlo, sfioratelo con una penna intinta nel latte caldo.
-
- Pane e pace val più della torta.
-
- Pane a piacere, vino con misura.
-
-
-7. =Pane di burro.= — Fate un fermento, la sera presso il fornello, con
-40 gr. di lievito di birra, 6 cucchiai di farina e poc’acqua tiepida.
-Quando è abbondantemente raddoppiato di volume, unitevi un chilogrammo
-di farina e un quartuccio d’acqua, in cui avrete sciolto 40 gr. di
-burro e che sarà pure tiepida, più il sale necessario. Lavorate il
-composto con le mani nella catinella finchè si stacca dalle dita, poi
-lasciatelo riposare tutta la notte ben coperto entro un armadio. La
-mattina, quando ha fermentato di bel nuovo, versatelo sulla spianatoia
-e senza null’altro aggiungervi maneggiatelo con forza, riducetelo in
-forma di pani di eguale dimensione, collocate questi sulla lamiera unta
-e infarinata, e quando sono lievitati, cioè gonfi e leggeri, cuoceteli
-a forno ardito, bagnandoli a metà cottura col latte.
-
-
-
-
-CAPITOLO SECONDO.
-
-IL BRODO E LE MINESTRE IN BRODO.
-
-
-SEZIONE I.
-
-IL BRODO.
-
- Zuppa fredda, guerra aperta.
-
-
-1. =Maniera di fare il brodo colla carne.= — Se volete che il brodo
-diventi buono dovete mettere al fuoco la carne nell’acqua fredda. Se
-gradite invece che resti più saporita la carne, date la preferenza
-all’acqua bollente.
-
-Ricordatevi di lavare sempre bene la carne ma di non lasciarla mai
-giacere nell’acqua. Mezzo chilogrammo di manzo (compresi gli ossi) vi
-basterà per fare 3 litri di brodo tanto più se vi aggiungerete delle
-verdure, come due cipolle, una carota (rapa gialla), una piccola radice
-di sedano, un pezzo di porro, un po’ di prezzemolo. Siccome il composto
-deve bollire circa ore 2 — 2 1/2 abbonderete coll’acqua
-calcolando la quantità che evapora, cioè un po’ meno del doppio (per
-avere 3 litri di brodo 5 litri d’acqua), e durante la cottura lo
-schiumerete con diligenza. Se invece d’adoperarlo subito riporrete
-il brodo in luogo fresco, dopo qualche ora vi si formerà sopra una
-crostina di grasso che potrà benissimo servirvi per arrostire patate,
-polenta o altre cose.
-
-Se il manzo che avete comperato contiene molto grasso, leverete via una
-parte di questo per metterlo in un tegamino e, dopo averlo coperto di
-latte, ve lo lascierete sciogliere adagio onde servirvene poi per l’uso
-indicato sopra.
-
-Le parti migliori per fare il brodo sono il filetto, la costa e la
-coscia di manzo; quest’ultima è la più conveniente. Gli ossi migliori
-per il brodo sono quelli del filetto. Potete fare il brodo anche
-col castrato e col petto di vitello; col primo riesce ordinario, col
-secondo più delicato. Il brodo di vitello si adopera in genere per
-gli ammalati. Allo stesso scopo serve una vecchia gallina o un paio di
-vecchi piccioni. Il brodo va salato al momento di adoperarlo.
-
-In massima occorre mezzo litro di brodo per ogni persona.
-
- Iddio manda i cibi e i cuochi li
- manda il diavolo.
-
-
-2. =Maniera di fare il brodo coll’estratto Liebig.= — L’estratto
-Liebig, che è sugo di manzo condensato e che si compera in tutte le
-drogherie, può fornire un ottimo brodo e sostituire efficacemente
-quello del lesso. Questo genere di brodo si prepara in pochi minuti,
-vantaggio anch’esso da non disprezzarsi. Mettete dunque al fuoco
-(per una persona) mezzo litro d’acqua con un pezzetto di burro della
-grossezza d’una piccola noce e quanto sta sulla punta di un coltello
-d’estratto Liebig, salate e lasciate bollire 10 minuti il composto
-prima di cuocervi il riso, il semolino, le paste, ecc. ecc. Se vi
-aggiungerete un battutino di verdure (carote, cipolle, sedano, porri,
-prezzemolo ecc. ecc.) soffritto in un po’ di burro o di strutto
-bollenti, diluito con acqua fredda, e dopo breve bollitura passato da
-un colino, il brodo diverrà eccellente.
-
-All’estratto Liebig potete sostituire un cucchiaio o due di estratto
-Maggi o altro, purchè vi assicuriate che sia buono.
-
-
-3. =Brodo scuro fatto col fegato di manzo.= — Pestate bene con un
-coltello 100 gr. di fegato di manzo finch’è ridotto come una pappina
-e fatelo rosolare adagio in una piccola tegghia con un poco di burro o
-di strutto o di grasso proveniente da altro brodo (Vedi N.º 1), mezza
-cipolla pestata, mezza carota e un pezzo di radice di sedano tagliati
-a fette, un po’ di prezzemolo, se ne avete a disposizione. Quando il
-fegato ha preso colore, attaccandosi sul fondo della tegghia, versatevi
-dell’acqua, prima in piccola quantità, poi tanta da riempirne il
-recipiente, cioè mezzo litro circa. Fate bollire il composto un paio
-d’ore a lento fuoco, rifondendo il liquido. Questo brodo serve a dar
-colore e sapore a quello del lesso quando è debole.
-
- Come la cuochina tale la cucina.
-
-
-4. =Brodo per ammalati e convalescenti.= — Fate bollire con 2 litri
-d’acqua due buone manate d’orzo macinato; dopo due ore di cottura
-circa, passate il liquido (che all’occorrenza avrete in parte rifuso)
-dal colino, unitevi un bicchiere di latte, un bicchierino di marsala,
-mezzo cucchiaino di estratto Liebig, e, quando avrà bollito ancora una
-trentina di minuti, uno o due rossi d’ovo. Servitevene subito.
-
- Il buon consiglio non ha prezzo.
-
-
-5. =Brodo in bottiglia per ammalati gravi.= — Procuratevi 1/2
-chilogrammo di manzo molto magro, levatene via gli ossi, le pelletiche
-e ogni più lieve particella di grasso.
-
-Mettete al fuoco gli ossi e le pelletiche con un bicchiere d’acqua
-procurandovi con un’oretta di bollitura qualche cucchiaio di brodo.
-Tagliate intanto la carne in minuti dadolini, e mettete poi questi
-in una bottiglia bianca da mezzo litro aggiungendovi 2-3 cucchiai del
-brodo ottenuto prima e che avrete passato da un pannolino bagnato per
-levargli il grasso. Chiudete la bottiglia con un tappo di sughero, e
-collocatela in una padella piena d’acqua fredda. Ponete la padella al
-fuoco, lasciate gorgogliare l’acqua poi mantenetela a lieve bollore
-durante ore 2 1/2 circa. Il sugo escirà dalla carne e la coprirà.
-Levate allora la bottiglia dalla padella, lasciatela un po’ freddare,
-versatene fuori il sugo, comprimete la carne, che rimarrà insapore,
-entro un tovagliolo bagnato, e unite il liquido che ne esce al sugo di
-prima versandovi anche un paio di cucchiai di vino bianco di bottiglia
-sincero. Mettete al fresco il poco brodo raccolto, e levatevi poi via
-con una penna il sottile strato di grasso che vi troverete sopra. Di
-questo brodo, agli ammalati gravi si può darne un cucchiaino da caffè
-ogni 20 minuti.
-
-
-6. =Brodo di patate.= — Mondate un chilogrammo di patate e tagliatele
-a dadolini. Fate soffriggere dello strutto in una pentola, unendovi,
-quand’è fumante, una cipolla tritata e 2 cucchiai di prezzemolo
-pesto. Appena queste verdure sono rosolate, aggiungete le patate con
-un bicchiere d’acqua fredda, rimestate bene e versatevi poi subito 2
-litri d’acqua bollente. Lasciate cuocere il composto un paio d’ore,
-e, salato e passato che sia, servitevene per fare una zuppa di pane, o
-per cuocervi dei vermicelli o altre paste, questo dopo averlo sbattuto
-alcuni minuti col fuscello.
-
-
-7. =Brodo d’erbe.= — Fate sciogliere in una pentola un pezzetto di
-strutto; quand’è bollente unitevi un pezzetto di burro e, quando questo
-è pure rosolato, le verdure trite fine, cioè una cipolla, un pezzo di
-porro, un po’ di carota (rapa gialla) e di sedano, e un paio di patate
-crude e tagliate a dadolini. Soffriggete queste verdure, bagnatele
-quindi con un bicchiere d’acqua fredda; trascorsi 30 minuti circa
-unitevi dell’altra acqua, quanta ve ne occorre per il brodo.
-
-Se fosse la stagione dei pomidori ne unireste pure due tre al composto
-insieme all’acqua. Lasciate cuocere ogni cosa un’ora circa, poi colate
-il liquido da uno staccio o da una salvietta, salatelo e servitevene
-come del precedente brodo di patate.
-
- L’acqua e il fuoco sono buoni
- servitori e cattivi padroni.
-
-
-8. =Brodo di farina abbrustolita.= — Fate riscaldare in una padella
-un pezzo di strutto come un piccolo uovo e, appena fuma, unitevi un
-pezzetto di burro della grossezza d’una noce. Quando è bene sciolto
-versatevi 200 gr. di farina bianca (un quartuccio misurato con un
-bicchiere che si colma) e rimestate bene colla paletta finchè la farina
-è tostata, cioè finchè ha preso un grato odore. Bagnatela allora con 2
-litri d’acqua fredda, salatela, e sbattendo il composto col fuscello
-di vimini fatelo bollire adagio, finchè avrete ottenuto una specie
-di brodo denso e scuretto. Se occorre, rifondete un po’ d’acqua. Dopo
-mezz’ora servitevene per la zuppa di pane.
-
- L’olio e la verità finiscono per
- venire a galla.
-
-
-9. =Brodo di rane.= — Fate soffriggere un paio di cipolle con 40 gr.
-di burro sciolto, unitevi due dozzine di rane ben lavate e purgate
-nell’acqua; quando hanno preso un bel colore spolverizzatele di farina,
-e, rosolata che sia anche questa insieme al composto, pestate ogni cosa
-nel mortaio. Quando avrete ottenuto una fina poltiglia mettete le rane
-al fuoco con 2 litri d’acqua fredda e lasciatele cuocere circa 2 ore
-adagio rifondendo all’occorrenza il liquido. Passate allora il brodo
-da una salvietta bagnata, aggiungete un po’ di pepe, se vi piace, e
-servitevene per cuocere il riso o la pasta.
-
-
-10. =Brodo di pesce.= — Sciogliete in una pentola un bel pezzetto di
-strutto, fatevi soffriggere un battutino composto di 3 cipolle, una
-carota, una radice di sedano, un mazzetto di prezzemolo. Quando questi
-erbaggi hanno preso colore, aggiungetevi il pesce di cui disponete
-(la varietà delle specie val meglio in questo caso della qualità fina)
-che avrete lavato, sbuzzato e pulito sottraendo la punta della coda,
-le pinne, le squame e le lische, e quindi tagliato a pezzi. Fatelo
-rosolare un pochino insieme al resto, poi versatevi sopra 3-5 litri
-d’acqua fredda, secondo la quantità (calcolate un buon chilogr. di
-pesce per 4 litri) unendovi anche un limone dimezzato. Dopo due ore
-circa di lenta cottura durante la quale rifonderete all’occorrenza
-il liquido, passate il brodo dal colino premendo fortemente con
-un cucchiaio di legno e, se vi rimanessero per caso delle lische,
-prendetevi la cura di filtrarlo da ultimo da un pannolino rado.
-Ricordatevi il sale e il pepe e servitevi del brodo per cuocervi il
-riso o la pasta oppure per fare la zuppa di pane.
-
- Nessuno si è mai pentito d’aver
- mangiato poco.
-
-
-11. =Un ovo nel brodo per ammalati e convalescenti.= (_Rossumata_).
-— Sbattete con una forchetta un ovo fresco in una chicchera finchè
-l’albume è bene amalgamato col rosso, salatelo un pochino poi versatevi
-adagio del buon brodo bollente rimestando sempre.
-
-
-SEZIONE II.
-
-LE MINESTRE IN BRODO.
-
-
-1. =Minestra di riso. Diverse maniere di prepararla.=
-
- NB. Calcolate per ogni persona quella quantità di riso che
- può contenere un grosso pugno, cioè circa 50 gr., e mezzo litro
- abbondante di liquido e, prima di mettere la minestra al fuoco,
- pulite bene i chicchi dalle sementi e dai sassolini che vi si
- trovassero frammisti, poi, se v’aggrada, lavateli facendo passare
- l’acqua da un colino. Ci guadagna la pulitezza ma il riso perde
- molto di sapore.
-
- Il tempo è danaro.
-
-_Minestra di riso semplice cotta nel brodo o nel latte._ Gettate il
-riso nel brodo o nel latte bollente, salatelo dopo qualche minuto
-e tenetelo al fuoco in tutto 15-20 minuti. La durata della cottura
-dipende dalla qualità del riso; oltre a ciò certuni lo vogliono molle
-mentre altri lo gradiscono granelloso. Un momento prima di metterlo in
-tavola aggiungetevi un po’ di formaggio grattato; se si trattasse d’una
-minestra di latte vi sostituireste invece il pepe.
-
-_Minestra col riso soffritto._ Sciogliete in una cazzarola (per ogni
-persona) un pezzetto di burro come una noce oppure un po’ di strutto
-fino, fatevi rosolare, appena il grasso è bollente, il riso, bagnatelo
-col brodo e fatelo bollire come si è detto da 15 a 20 minuti salandolo
-a metà cottura. Se non aveste il brodo di carne supplite col brodo
-d’estratto Liebig o con qualche dado (vedi pag. 8).
-
-_Minestra di riso col soffritto d’erbe._ Tritate minutamente una
-cipolla mondata con una carotina (rapa gialla), alcune fette di radice
-di sedano, un pezzetto di porro, alcuni ramicelli di prezzemolo, dopo
-aver lavato con diligenza ogni cosa; fate soffriggere questi erbaggi
-con un pezzetto di burro della grossezza di due noci che avrete sciolto
-nella padella, poi due manate di riso. (Queste dosi servono per due
-persone). Versatevi quindi un litro abbondante di brodo di carne
-o d’estratto Liebig e cuocete 15-20 minuti il composto salandolo a
-discrezione dopo gli otto primi minuti di bollitura.
-
-_Minestra di riso cogli spinaci e coll’ovo._ Mettete al fuoco il
-brodo con una manata di spinaci ben puliti per ogni persona, quando
-bolle unitevi il riso, salatelo e al momento di portarlo in tavola
-mescolatevi un ovo intero. L’ovo, che dà una minestra di lusso, si può
-anche omettere o sostituire con un cucchiaio di salsa di pomodoro. A
-questa minestra s’addice anche il prezzemolo pesto.
-
-_Minestra di riso col battuto di lardo e l’aglio, senza brodo._ Fate un
-battuto finissimo di lardo, aglio e prezzemolo in quelle proporzioni
-che più v’aggradano (per ogni persona ne occorre un cucchiaio colmo),
-unitelo, senza soffriggerlo, all’acqua in cui calcolate di cuocere il
-riso, tenendola abbondante, e lasciate bollire questo composto una
-trentina di minuti prima di unirvi i chicchi. Cuocete e salate come
-nelle precedenti ricette aggiungendo, se così vi piace, anche una
-presina di pepe. Il battuto deve sciogliersi interamente. A questa
-minestra potete aggiungere, da principio, delle verdure trite, come
-spinaci, verze, cavoli capucci, rape, cavoli rapa o navoni, abbondando
-in proporzione coll’acqua. Vi si addicono anche i fagioli, ma esigono
-una cottura più prolungata, e i piselli, che saranno pronti in 30-40
-minuti, secondo la stagione.
-
-_Minestra di riso col soffritto di cavoli o di verze._ Ben lavate
-che abbiate queste verdure, tritatele non troppo fine, dopo averle
-immerse un momento nell’acqua bollente, fatele soffriggere nel burro o
-nello strutto, bagnandole con poca acqua o brodo senza dimenticare il
-sale e il pepe. Preparate una minestra di riso semplice e, mentre sta
-cuocendo, unitevi i cavoli che avrete tirati a cottura in un’ora circa
-e a lento fuoco. In questo modo si possono preparare anche gli spinaci
-o i piselli per aggiungerli poi al riso. Potete calcolare per ogni
-persona 3-4 cucchiai di verdura e un pezzetto di burro o di strutto
-come una noce.
-
-_Minestra di riso cogli zucchini._ Dividete degli zucchini in quattro
-parti, estraetene la parte molliccia coi semi e senza mondarli
-tagliateli a quadrettini; fate soffriggere questi pezzetti nella
-padella dove contate cuocere il riso, con un po’ di lardo, di strutto o
-di burro (il lardo dev’essere tritato finissimo e vi si può aggiungere
-un cucchiaio di prezzemolo), salateli e, trascorsi pochi minuti,
-unitevi il brodo, lasciate bollire un quarto d’ora prima di mettervi
-il riso. Per le dosi e la cottura regolatevi a norma delle precedenti
-ricette, prendendo uno zucchino per persona.
-
-_Minestra di riso colla zucca marina o barucca._ Cuocete un pezzo di
-zucca ben matura nell’acqua o al forno, tagliatela a pezzettini (dopo
-averla mondata), fatela soffriggere in un pezzetto di burro sciolto,
-unitevi il brodo e in questo cuocete il riso col sale che occorre.
-
-_Minestra di riso colla zucca marina o barucca e col latte._ Cuocete
-la zucca come indica la precedente ricetta e, mondatala e tagliatala
-a quadrettini, unitela al latte in cui farete bollire il riso,
-aggiungendo sale e pepe.
-
-_Minestra di riso col pomodoro._ Prima di gettarvi il riso fate cuocere
-col brodo 3-4 pomidori (per due persone) dolci, maturi, ben lavati e
-schiacciati a traverso uno staccio. Salate a discrezione.
-
-In mancanza dei pomidori freschi, potete servirvi di conserva.
-
-_Minestra di riso colle lucaniche._ Mentre il riso sta cuocendo nel
-brodo mettete al fuoco nell’acqua fredda, per ciascun commensale, un
-paio di lucaniche tedesche (_Würstl_) fresche o fumate, ben lavate.
-Quando l’acqua sta per bollire ritiratele sull’angolo del fornello e
-unitele al riso (scolandole) appena è cotto.
-
-_Minestra di riso col brodo di pesce, di ranocchi, d’erbe ecc. ecc._
-S’intende che al riso s’addicono oltre il latte e il brodo di carne e
-d’estratto Liebig tutti i brodi di magro.
-
-
-2. =Minestra dei tre erre, cioè, riso, rape e rocchi (lucaniche).= —
-Fate bollire una salsiccia o un salamino (lucanica) nell’acqua un’ora
-circa, lessate pure delle buone rape, cuocendole circa ore 1 1/2,
-tagliate quindi ogni cosa a fette, unite il brodo della salsiccia
-a quello in cui intendete cucinare il riso, e pronto che sia questo
-mescolatevi, con sale e pepe, le rape e la carne.
-
-
-3. =Minestra d’orzo.= — L’orzo è un cereale sanissimo e poco conosciuto
-in Italia. La sua cottura richiede al minimo ore 1 1/2, al massimo
-3 ore. È quindi cosa importante per l’economia lo sceglierlo di buona
-qualità.
-
-L’orzo, cresciuto in montagna e macinato in modo che i grani restino
-interi, è eccellente e fornisce un’ottima minestra specie per i
-bambini. Esso si cucina in diverse maniere e può diventare più o meno
-saporito secondo gl’ingredienti che vi si aggiungono. Il sistema più
-semplice è quello di metterlo al fuoco in una pentola fonda, con
-poc’acqua (dopo averlo pulito ben s’intende da tutti gli elementi
-eterogenei e bene lavato), calcolando una manatina di grani per ogni
-persona, e di unirvi quando ha un po’ bollito 2-3 cucchiai d’olio e
-l’acqua o meglio il brodo occorrente per tutta la minestra. Questa
-s’avvalora di molto se vi si fa cuocere insieme una lucanica (salamino)
-ben lavata, o un pezzo di castrato, o di carne salata di manzo o di
-maiale. La carne si leva a cottura finita e si serve dopo la minestra
-con qualche verdura.
-
-L’orzo è gustoso anche col soffritto d’erbe e coi cavoli cappucci come
-il riso (vedi sopra), oppure colla salsa di pomodoro. A metà cottura,
-lasciando da parte l’olio crudo, vi potete unire 2-3 cucchiai d’olio
-bollente in cui avrete fatto rosolare una cipolla trita fina.
-
-L’orzo si fa anche colle verze lesse e rosolate nel burro, oppure con
-una semplice addizione di latte.
-
-
-4. =Minestra di pasta grattata.= — Impastate con un paio d’ova
-e l’acqua occorrente 300 gr. di farina bianca, una manatina di
-pangrattato, un cucchiaio di formaggio grattato, un po’ di sale
-e un pizzico di noce moscata. La pasta deve riescire dura assai.
-Sminuzzatela quindi con la solita grattuggia badando che tutti i
-bozzoletti riescano eguali, raccogliete quelli che sono troppo grossi e
-quelli che cascano dinanzi alla grattuggia e rimpastateli. Queste dosi
-servono per 3-4 persone. Potete cuocere i bozzoletti tanto nel brodo
-come nel latte.
-
-Somiglia in certo modo a questa la minestra che in Romagna chiamano
-_Manfattini_ e che si allestisce nella maniera seguente: intridete
-sulla spianatoia 3 ova intere colla farina che assorbono, più un
-cucchiaio d’acqua per sciogliere il sale necessario, formando un
-pastone duro, quanto più duro vi riesce. Stiratelo in forma di lunga
-salsiccia e tagliatelo a fette della grossezza di un centimetro scarso.
-Lasciate asciugare un paio d’ore le fette sopra un tagliere, dividetele
-quindi a quadretti, per poi pestarli colla mezzaluna. Le briciole si
-passano da un crivello e le più grosse si ripestano a ciò riescano
-tutte eguali.
-
- Val meglio coricarsi senza cena che
- alzarsi pieni di debiti.
-
-
-5. =Minestra di bozzoletti nel latte.= — Mettete 300 gr. di farina
-salata in una scodella e versatevi adagio mezzo bicchiere d’acqua circa
-studiandovi di ridurla con una forchetta in tanti bozzoletti della
-grossezza di una nocciòla o poco meno. Fate cuocere il composto circa
-20 minuti in litri 2 1/2 di latte oppure in litri 1 1/4 di
-latte buono e litri 1 1/4 d’acqua. Quando li mettete in tavola,
-spolverizzateli di pepe o di zucchero.
-
-
-6. =Minestra di taglierini e altre paste.= — Fate una pasta da
-tagliatelle come quella indicata al Cap. III N.º 1 soltanto in minore
-quantità e, bene asciugate che sieno le foglie, rotolatele e tagliatele
-a minuti filettini che farete poi cuocere 20 minuti gettandoli nel
-brodo o nel latte bollenti e debitamente salati.
-
-Anche le pastine comperate si cuociono in questo modo, più o meno a
-lungo secondo la loro grossezza, calcolandone una manatina per ogni
-persona.
-
-
-7. =Minestra di gnocchetti di pane.= — Tagliate due pani (80 gr.)
-fini a sottili fettine, bagnateli con un quintino di latte bollente,
-unitevi un ovo intero, un pezzettino di burro, il sale occorrente e un
-cucchiaio di farina bianca e dimenate bene il composto; formate quindi
-dei gnocchetti bislunghi con un cucchiaio. Cuoceteli pochi minuti a
-moderato calore nel brodo bollente. Per due persone.
-
-
-8. =Minestra di gnocchetti di pangrattato.= — Lavorate in una
-scodella un pezzetto di burro come una noce, unitevi un ovo intero, 3
-cucchiai di pangrattato e uno di farina, se il composto fosse troppo
-denso un po’ di latte, salatelo, formatene colle mani infarinate dei
-gnocchettini rotondi e cuocete poi questi pochi minuti nel brodo sempre
-a moderato calore. Per due persone.
-
-
-9. =Minestra di gnocchetti di semolino.= — Cuocete un quarto di litro
-di semolino (200 gr.) in mezzo litro di latte bollente, versatelo in
-una catinella, unitevi un pezzettino di burro, un uovo, un cucchiaio di
-formaggio e un pizzico di farina e formate i gnocchetti come quelli di
-pane. Per due persone.
-
-
-10. =Minestra di grandi gnocchi di pane alla tedesca= (_Canederli_).
-— Tagliate a dadolini 12 pani fini (circa 450 gr.) e 100-150 gr. di
-lardo. Rosolate questo con una cipolla finamente tritata e con un
-cucchiaio di prezzemolo pesto e unitelo al pane insieme a 100 gr.
-di salame pure tagliato fino. Sbattete in una pentola tre ova intere
-con un po’ di sale e 3 decilitri abbondanti di latte e mezz’ora prima
-di formare i gnocchi versateli sul pane. Unitevi da ultimo con mano
-leggera 3-4 cucchiai di farina, e formate subito con le mani infarinate
-delle palle ben rotonde della grossezza d’un piccolo arancio.
-
-Queste dosi ve ne daranno circa 12. Preparati che siano tutti i gnocchi
-cuoceteli 15 m. nell’acqua salata bollente o meglio nel brodo. Se il
-liquido bollisse lentamente potreste lasciarveli anche 20-25 minuti. La
-lenta e lunga cottura non nuoce, anzi li rende più leggeri. Se vi piace
-potete servirli col _Sauerkraut_ (crauti) la cui ricetta troverete
-nelle verdure.
-
-
-11. =Minestra di farina di granturco.= — Passate allo staccio un po’ di
-farina usuale di granturco, procurandovi così alcuni cucchiai di farina
-fina, stemperate con un po’ d’acqua fredda e col sale occorrente,
-gettate il composto nel brodo bollente aggiungendo un pezzettino di
-burro e un po’ di formaggio. Lasciate cuocere la minestra una ventina
-di minuti a lento fuoco. Essa deve avere l’aspetto di una farinata
-semicolante. Si può fare anche col latte.
-
- Chi vuol vedere il bambin fiorito
- non lo levi dal panbollito.
-
-
-12. =Zuppa di panbollito.= — Dosi per una persona sola. Mettete al
-fuoco un litro di liquido (sia esso brodo o acqua) con un pezzettino
-di burro come una noce e 40 gr. circa di pane e cuocete il composto
-tre quarti d’ora a fuoco vivo, salandolo a discrezione. Impiegando
-sola acqua vi aggiungerete mezzo cucchiaino d’estratto Liebig. Prima
-di levarlo dal fuoco lo sbatterete un momento col fuscello di vimini.
-Il panbollito si farà più sostanzioso se frullerete nella zuppiera un
-uovo.
-
-_Oppure:_ Sostituite al pane fresco (sempre per una persona sola) tre
-cucchiai colmi di pangrattato.
-
-
-13. =Zuppa di panbollito coll’olio.= — Mettete in una cazzarola un paio
-di cucchiai d’olio, aggiungetevi una fesina d’aglio e lasciatela un po’
-ingiallire al fuoco, levatela e arrostite nell’olio 40-50 gr. di pane
-tagliato a fette. Bagnatelo con un litro d’acqua o di brodo, unitevi
-un altro cucchiaio d’olio, pepe e sale e qualche erba odorosa trita,
-sia basilico o maggiorana, e cuocete come sopra finchè la zuppa si fa
-densa.
-
-
-14. =Minestra d’ova.= — Mescolate nella zuppiera due cucchiai di
-pangrattato, un cucchiaio di formaggio e un po’ di sale con un ovo
-intero, e versatevi sopra il brodo bollente.
-
-_Oppure:_ Bagnate la midolla d’un pane nel latte o nel brodo,
-sciogliete al fuoco un pezzetto di burro come una noce, unitevi il
-pane, un po’ di sale, formate, tramenando, una pappina, aggiungetevi
-un ovo intero senza più lasciar cuocere il composto che metterete nel
-brodo bollente. Trascorsi 2-3 m. versate la minestra nella zuppiera.
-
-_Oppure:_ Mescolate un ovo intero con un cucchiaio di farina bianca,
-fina, aggiungete un po’ di brodo, di latte o d’acqua tanto che il
-composto riesca quasi colante, salatelo e versatelo da un pentolino nel
-brodo bollente lasciandovelo cuocere 3-4 minuti.
-
-Tutte queste minestre servono per 1-2 persone.
-
-
-15. =Zuppa semplice di pane.= — Tagliate (per una persona) un pane a
-fette, disponete queste in una scodella, spolverizzatele con un po’ di
-sale e di pepe e con un cucchiaio di formaggio, e versatevi sopra il
-brodo bollente. Se il pane sarà tostato nel burro o al forno la zuppa
-diverrà migliore.
-
-
-16. =Zuppa di pane colle ova.= — Preparatela come sopra, ma al momento
-di servirla fate cuocere nel brodo un uovo affogato (in camicia), cioè
-scocciate entro un mestolino forato un ovo intero, badando di non
-romperlo, immergete il mestolino nel brodo bollente scuotendolo con
-garbo a ciò il bianco rapprendendosi un poco passi sopra al rosso,
-poi versate ogni cosa sul pane. Se volete rendere questa zuppa più
-saporita, fate soffriggere il pane nel burro. Non dimenticate sale e
-pepe.
-
-
-17. =Zuppa di pane col latte.= — Versate semplicemente il latte
-bollente sulle fette di pane, aggiungendo sale e pepe oppure un po’ di
-zucchero.
-
- Uccellin che mette coda, mangia
- ogn’ora ogn’ora.
-
-
-18. =Zuppa di pane colla cioccolata per i bambini.= — Disponete in una
-scodella alcune fette di pane bianco, spolverizzatele di zucchero e
-di cioccolata grattata e versatevi sopra il latte bollente. Calcolate
-mezzo litro di latte per ogni persona.
-
-_Oppure:_ Fate sciogliere un pezzetto di cioccolata e un cucchiaio di
-zucchero in mezzo litro di latte e versate poi ogni cosa sopra alcune
-fettine di pane tostato alla gratella.
-
-
-19. =Zuppa di finta cioccolata.= — Abbrustolite in una cazzarola
-un cucchiaio colmo di farina bianca finch’essa prende un bel color
-nocciòla, bagnatela con mezzo litro abbondante di latte, salandola
-un pochino; aggiungete quindi al composto un pizzico di cannella e
-un cucchiaio abbondante di zucchero e fatelo bollire adagio mezz’ora,
-rifondendo, ove occorresse, il liquido coll’acqua o meglio con altro
-latte. Versatelo quindi su alcune fette di pane rosolato nel burro
-o tostato sulla brace, aggiungendovi anche, se vi conviene, un ovo
-intero. Per una persona.
-
-
-20. =Minestra di semolino.= — Calcolate per ogni persona un cucchiaio
-colmo di semolino e mezzo litro abbondante di latte o di brodo. Portate
-il liquido a bollore, versatevi quindi adagio il semolino a ciò non
-si formino bozzoletti. Date alla minestra 15 minuti di cottura. Non
-dimenticate il sale. Un uovo frullato nella zuppiera rende questa
-minestra assai migliore. Potete anche tostare un poco il semolino nello
-strutto bollente o nel burro per poi versarvi il brodo freddo e farlo
-bollire un quarto d’ora.
-
-
-21. =Minestra di fegato.= — Pestate 200 gr. di fegato di manzo
-finamente, con un coltello, unitevi 200 gr. di mollica di pane che
-avrete rammollita nel latte (non troppo però) o nel brodo, un pizzico
-di pepe, se lo gradite, una presina di noce moscata grattata, un
-ovo intero, una fesa d’aglio pestata col sale occorrente. Passate il
-composto, con un mestolino, dai fori della grattuggia entro il brodo
-bollente e lasciatevelo cuocere pochi minuti. Per 4 persone.
-
- Figlio troppo accarezzato non fu mai
- bene allevato.
-
-
-22. =Zuppa di milza.= — Procuratevi una milza di vitello, fate
-schizzare la parte molle dall’involucro, tramenatela in una scodellina
-con un po’ di sale e un rosso d’uovo, stendetela su alcune fette di
-pane bianco che avrete lievemente rammollite col latte, rosolate quindi
-le fette con un po’ di strutto o di burro bollente, mettetele nella
-zuppiera e copritele di brodo fumante. Per 3-4 persone. Potete fare la
-minestra di milza anche come la precedente minestra di fegato.
-
-
-23. =Zuppa di trippe.= — Condizione essenziale per fare una buona
-zuppa di trippe è quella di lasciarle giacere alcune ore nell’acqua
-e di lavarle poi colla massima diligenza, soffregandole col sale,
-allontanandone con cura tutta la parte nerastra e risciacquandole
-parecchie volte nell’acqua tiepida, quindi nella fredda. Compiuta
-quest’operazione le metterete al fuoco nell’acqua e le farete bollire,
-se si tratta di trippe di manzo 4-5 ore, se si tratta di trippe
-di vitello 2 ore o poco più, poi le taglierete a listarelle della
-larghezza di mezzo cent. circa.
-
-Intanto avrete soffritto, per 1 chilogr. di trippe, 4 belle cipolle
-nel burro o nello strutto finchè pigliano un colore d’oro chiaro. Unite
-le trippe a questo soffritto mescolando bene e, quando hanno ritirato
-una parte dell’unto, versatevi l’acqua che vi occorre, se brodo tanto
-meglio, e alcuni pani interi, freschi, oppure fette di pane raffermo
-rosolate nel burro o tostate al forno. Dovete calcolare per ogni
-persona 150-200 gr. di trippe, 60 gr. di pane, 3 quartucci di liquido.
-Aggiungete sale e pepe al composto e fatelo bollire finchè il pane è
-disfatto. Servite la zuppa fumante con un po’ di formaggio grattato.
-Volendo renderla ancor migliore, dovete soffriggere colle cipolle un
-po’ di sedano e di carote pestate e far bollire insieme alle trippe
-una o due fesine d’aglio che poi si levano a cottura finita. I pomidori
-freschi e la conserva di pomidori le danno un ottimo sapore.
-
- Chi disse figliuoli disse duoli.
-
-
-24. =Il desinare nella pentola.=
-
-N.º 1. — Mettete al fuoco nell’acqua fredda un pezzo di carne ben
-pulita dal grasso, che impiegherete altrove, dalle pelletiche e
-dagli ossi che farete bollire con dell’acqua a parte. Per la carne
-vi regolerete a piacimento. Essa può essere tanto di manzo, come di
-vitello, o di castrato, o di maiale fresca o salata. Possono servire
-allo scopo anche una vecchia gallina o un paio di vecchi piccioni.
-Unitevi a poco a poco, a norma della loro morbidezza, quelle verdure
-di cui potete disporre, se svariate tanto meglio, seguendo l’ordine
-qui indicato a ciò non le troviate sfatte nel cuocere: cavoli, verze,
-pastinache, carote, lattuga, porri, cipolle, sedano, patate. S’intende
-che tutte queste verdure vanno ben lavate e, ove occorra, mondate
-e affettate. Cuocete schiumando il composto 2-3 ore finchè la carne
-è morbida. Ricordatevi il sale e il pepe, poi levate via la carne,
-tagliatela a pezzetti, mettetela in una larga insalatiera, circondatela
-colle verdure che avrete pestate nella pentola con un mestolo forato,
-poi con fette di pane o fresche, o arrostite nel burro, o tostate al
-forno, da ultimo digrassate il brodo, e versateglielo sopra passandolo
-da un colino. Al brodo della pentola unirete quello degli ossi che
-avrete pure bene schiumato e digrassato. Se volete aggiungere al
-composto fagioli o castagne secche vi converrà lessarli a parte.
-
-N.º 2. — Mondate o tagliate a dadi 24 belle patate e mettetele
-nell’acqua. Collocate al fuoco in una grande pentola 18 litri
-d’acqua, 300 gr. d’orzo, 300 gr. di piselli secchi gialli, 4 cipolle
-mondate e 500 gr. di carne senz’ossi, sia manzo o castrato, e un
-po’ di lardo fresco (100-150 gr.) bene pestato, erbe e radici trite
-a piacimento. Lasciate cuocere il composto finchè la carne ha preso
-un po’ di morbidezza, sempre schiumando, unitevi allora le patate e
-tirate il composto a cottura aggiungendo ancora il sale e il pepe che
-necessitano. Tagliate poi la carne a dadi e rimettetela nella zuppiera.
-S’intende che durante la cottura l’acqua all’occorrenza va rifusa onde
-rimangano sempre i 18 litri di minestra i quali possono fornire un buon
-desinare a 8-10 persone.
-
-
-25. =Zuppa di cipolle o di porri.= — Rosolate nel burro o nello strutto
-due cipolle mondate e finamente tritate, quando sono rosse unitevi
-tre patate di media grossezza, mondate e tagliate a dadi piccoli,
-rimestate il composto, fatelo bollire ore 1 — 1 1/2 con
-tre quartucci d’acqua, sale e pepe, versandovi alla fine mezzo litro
-di brodo e aggiungendo alcune fette di pane abbrustolito. Queste dosi
-servono per una persona. Si può fare la stessa minestra coi porri.
-
- Chi non ha figliuoli non sa che sia
- amore.
-
-
-26. =Minestra di cavoli cappucci.= — Pestate un pezzetto di lardo
-come un uovo, mettetelo in una tegghia insieme ad una palla di cavolo
-cappuccio alla quale avrete levato le foglie esterne e il torsolo e che
-poi vi sarete dato cura di tagliare a minute listarelle, aggiungetevi
-un cucchiaio o due di farina e fate soffriggere lentamente ogni cosa.
-Bagnate (quando i cavoli hanno preso un po’ di colore) con litri
-1 1/2 d’acqua, ricordate sale e pepe, aggiungete un pezzettino
-di carne salata (di manzo o di maiale) e fate bollire un paio d’ore il
-composto, rifondendo l’acqua quando occorresse. Versatevi poi due litri
-di brodo e, in mancanza di questo, dell’acqua in cui avrete sciolto un
-cucchiaino d’estratto Liebig e un po’ di burro, e dopo alcuni minuti
-di cottura portate in tavola tagliando la carne in pezzi minuti. Per 4
-persone. Potete fare la stessa minestra colle verze.
-
-
-27. =Verzata.= — Preparate un paio di verze come i cavoli della
-precedente ricetta, mettetele in tegghia col battutino di lardo
-sopraindicato, un pezzettino di burro, tre fese d’aglio pestate e un
-paio di cucchiai di prezzemolo trito, sale e pepe. Fate soffriggere a
-lento fuoco questo composto, versatevi quindi l’acqua e poi il brodo
-come nella minestra di cavoli cappucci, unitevi da ultimo un po’ di
-formaggio e 200-300 gr. di pane tagliato a minute fettoline e tostato
-al forno o sulla brace. Per 4 persone.
-
- Madre vuol dir martire.
-
-
-28. =Zuppa di lattuga.= — Cotta che abbiate un momento 400 gr. di
-lattuga nell’acqua bollente, salatela, spremetela, tagliatela finamente
-colla mezzaluna, arrostitela in 30-35 gr. circa di burro o di strutto,
-unitevi 2 litri di brodo buono e quando avrà sobbollito qualche minuto
-portatela in tavola, dopo averla versata su alcune fette di pane
-bianco. Non dimenticate il sale, il pepe e un po’ di formaggio. Per 4
-persone. Questa zuppa diventa ancor migliore se vi si aggiungono erbe
-aromatiche a piacere.
-
-
-29. =Zuppa di pomidori.= — Fate rosolare in un pezzetto di strutto fino
-o di burro della grossezza di mezz’ovo alcune cipollette trite, unitevi
-10 pomidori ben lavati, divisi a metà e puliti dai granelli, sale, pepe
-e un litro d’acqua. Lasciate sobbollire il composto un paio d’ore,
-rifondendo l’acqua ove occorresse, unitevi poi due litri di brodo o
-d’acqua in cui avrete sciolto un cucchiaino d’estratto Liebig; quando
-ha ripreso il bollore versatelo nella zuppiera in cui avrete collocato
-120-150 gr. di pane tagliato a fette e abbrustolito sulla brace.
-Questa zuppa si avvalora se vi si aggiungono radici pestate fine, come
-carote, sedano, pastinache ecc. facendole rosolare colle cipolle. Per 4
-persone.
-
-
-30. =Zuppa di zucca marina nel brodo.= — Cuocete al forno badando
-che il calore non sia tale da farle mutar colore, oppure lessate
-semplicemente nell’acqua un pezzo (un chilogrammo circa) di zucca
-marina o barucca ben matura a cui avrete levato i semi, i filamenti e
-la polpa molle. Essa sarà pronta in 30-40 minuti secondo la qualità; la
-zucca da cuocersi a lesso va prima mondata. Tagliatela quindi a dadi e
-soffriggete questi in un tegame con un pezzetto di burro o di strutto
-fino bollenti, per passarli poi da uno staccio, premendo fortemente con
-un cucchiaio di legno. Raccogliete il passato in una padella, diluitelo
-con un po’ d’acqua, tanto da renderlo liscio, aggiungetevi due litri
-di brodo, lasciate sobbollire una ventina di minuti e poi versate il
-composto nella zuppiera. Potete anche unirvi dadolini di pane arrostito
-facendoveli sobbollire un momento. Se v’aggrada evitate di arrostire la
-zucca. Essa ci perde di sapore un poco ma ci guadagna l’economia. Non
-dimenticate pepe e sale. Per 4 persone.
-
- Corruccio di fratelli fa più che due
- flagelli.
-
-
-31. =Zuppa di zucca marina nel latte.= — Preparata e cotta la zucca
-come sopra, e passatala allo staccio senza farla soffriggere nel burro,
-salatela e diluitela con l’acqua, poi con due litri di latte fresco,
-unendovi un pezzetto di burro crudo della grossezza di mezz’ovo.
-Prima di mettere in tavola, spolverizzate il composto di pepe e fatevi
-immollare un momento 200 gr. di fette di pane tostate al forno o sulla
-brace. Per 4 persone.
-
-
-32. =Zuppa di zucchini.= — Procuratevi zucche ordinarie che siano
-però molto giovani e verdi, oppure alcuni buoni zucchini, mondateli,
-tagliateli a quadrettini e calcolando per ogni persona due manate
-abbondanti di questi quadretti e un pezzetto di burro come una noce,
-fateli rosolare a lento fuoco, unitevi poi un po’ di farina bianca e
-quando anche la farina ha preso colore, qualche cucchiaio d’acqua o
-di brodo. Dopo 30-40 minuti di cottura aggiungete al composto il brodo
-(1/2 litro per ogni persona) e quando ha levato il bollore mettetevi a
-cuocere la pasta o versatelo su alcune fette di pane fresco o tostato.
-Per fare la minestra di riso cogli zucchini vedete a pag. 13.
-
- Donne per casa una in figura e una
- in pittura.
-
-
-33. =Minestra di fagioli.= — Mettete al fuoco per ogni persona due
-manate di fagiolini bianchi; a metà cottura, cioè in ore 1 1/2
-circa, unitevi alcuni sottili gambi di sedano tagliati a pezzettini,
-sale, pepe, cannella a discrezione. (Il sedano si può omettere).
-Conditeli poi con un cucchiaio abbondante per ogni persona di olio
-nel quale avrete soffritto un pezzetto di cipolla che poi leverete, e
-serviteli fumanti. Volendo potete diminuire la quantità dei fagioli e
-aggiungervi invece a cottura finita un po’ di pasta (semette, stelle,
-anellini, una manatina per persona) che avrete fatte bollire a parte
-nell’acqua salata. S’intende che la salsa di pomodoro dà a questa
-minestra un sapore più gradevole, così il formaggio messo alla fine,
-e l’aglio pestato col sale. Se vi piace il piccante, unitevi invece
-un cucchiaio o due d’aceto. Potete cuocere i fagioli semplicemente
-nell’acqua e aggiungervi poi un po’ di brodo. La santoreggia
-(peverella) pestata dà un ottimo sapore ai fagioli.
-
- Dove c’è la pace ci è Dio.
-
-
-34. =Minestra di lenticchie.= — Procuratevi buone lenticchie e di
-facile cottura perchè il tempo di questa varia da una a tre ore secondo
-la qualità. In ogni modo potrete sempre affrettarla mettendo nella
-pentola, insieme alle lenti, un sacchetto ben chiuso con entro 2-3
-cucchiai di cenere. Le lenticchie si pongono al fuoco nell’acqua fredda
-(v’è chi ha l’abitudine di lasciarvele giacere prima alcune ore, ma
-esse perdono il sapore) dopo averle debitamente pulite e lavate che
-s’intende. Durante la cottura si levano via colla schiumarola quelle
-che vengono a galla, poi quando l’acqua è in parte evaporata, se si
-intende prepararle di grasso, ci si mette il brodo. Per allestirle di
-magro si prepara un battutino fino tritando un paio di cipollette,
-una carota, un pezzo di radice di sedano, un po’ di prezzemolo e di
-santoreggia (peverella), se ne fa rosolare la metà nell’olio bollente
-e si diluisce questo soffritto con l’acqua fredda, in cui si faranno
-cuocere le lenticchie, alle quali va poi aggiunta l’altra metà del
-battutino crudo con pepe e sale. Potete calcolare per ogni persona
-una manata di lenticchie, un cucchiaio d’olio, verdure a discrezione.
-Volendo prepararle alla tedesca, le farete bollire nell’acqua, e vi
-unirete a metà cottura un po’ di brodo di farina abbrustolita (vedi
-pag. 10 N.º 8), più alcuni cucchiai d’aceto che le lenti gradiscono
-assai. Una sardella lavata (per ogni persona), diliscata, pestata
-fina e rosolata nell’olio, dà pure un grato sapore a questa minestra.
-Servendovi delle sardelle ometterete il sale o per lo meno ne userete
-con molta cautela.
-
- Chi meglio parla peggio fa.
-
-
-35. =Minestra di fave, di ceci, di piselli secchi.= — Le fave, i ceci,
-specie se secchi, si lasciano giacere una notte nell’acqua prima di
-farli bollire. La loro cottura dura in genere parecchie ore. Le fave si
-devono sbucciare. Se disponete d’uno staccio e d’un po’ di pazienza,
-fateli passare, premendoli bene con un cucchiaio di legno. Compiuta
-quest’operazione diluiteli con acqua o brodo, aggiungendo sale, pepe,
-e, se vi piace, qualche fetta di pane.
-
-I piselli secchi di qualità verde esigono ore 1 1/2, quelli di
-qualità gialla ore 2 1/2 di cottura. Essi si possono allestire
-come i ceci passati, oppure come le lenticchie, in tutte le maniere. In
-massima si calcolano gr. 120 di chicchi per ogni persona.
-
-
-36. =Minestra di castagne.= — Levate il guscio a un chilogrammo di
-castagne, fatele cuocere nell’acqua lievemente salata, mondatele,
-disponetele nella zuppiera e versatevi sopra brodo o latte bollente.
-Al brodo si può aggiungere un po’ di semi di comino, al latte un po’
-di zucchero. Calcolate 12-15 castagne e mezzo litro di liquido per ogni
-persona. La stessa minestra, che riesce però meno gustosa, si fa con le
-castagne secche mettendole in molle nell’acqua la sera per la mattina.
-
- L’amore e la fede dall’opere si
- vede.
-
-
-37. =Zuppa di patate. Diverse maniere di prepararla.=
-
-_Col lardo._ Fate soffriggere in una pentola un pezzetto (per ogni
-persona) di lardo pestato, unitevi una cipolla trita e, quando ha preso
-colore (sempre per ogni persona), un paio di belle patate mondate e
-tagliate a dadolini. Bagnate il composto con un po’ d’acqua fredda,
-aggiungendo sale e pepe e lasciatelo bollire finchè le patate si
-sfanno, rifondete il liquido calcolandone mezzo litro per persona,
-acqua o brodo che sia, e lasciatelo bollire ancora 30-40 minuti
-sbattendolo di quando in quando col fuscello. Aggiungetevi da ultimo
-dei dadolini di pane tostato al forno.
-
-_Colle erbe odorose._ Fate riscaldar bene un pezzetto di strutto in
-una pentola, arrossatevi alcune cipolle affettate, unitevi 4-5 cucchiai
-di farina e mescolate bene. Versatevi sopra dell’acqua fredda salata e
-fate cuocere in questa una dozzina di patate mondate, lavate e tagliate
-a dadi mescolandovi un battuto di basilico o di maggiorana. Quando le
-patate si sfanno, rifondete il liquido badando che vi resti mezzo litro
-di zuppa per ogni persona, e aggiungetevi alcune fette di pane tostato
-al forno. Per quattro persone.
-
-_Coll’erba cipollina e col prezzemolo._ Mondate alcune patate farinose,
-lasciatele giacere qualche tempo nell’acqua, asciugatele e sminuzzatele
-colla grattuggia. Intanto avrete preparato un soffritto di strutto,
-cipolla e farina come nella precedente ricetta: unitevi le patate e
-fatele cuocere con poc’acqua. Rifondete poi il liquido, aggiungendo
-una manatina d’erba cipollina e una di prezzemolo trito, pepe e sale,
-sbattete col fuscello e servite coi soliti dadolini di pane. Calcolate
-quattro patate per ogni persona.
-
-_Col latte._ Sciogliete al fuoco un pezzetto di burro, unitevi
-un cucchiaio grande di farina, amalgamate bene i due ingredienti,
-diluiteli con un po’ di latte freddo, aggiungete dell’altro latte
-finchè ne avrete consumato un litro, poi 4-5 patate lesse, schiacciate,
-una presina di cannella, una foglia di lauro, pepe e sale. Fate bollire
-adagio ogni cosa, bagnando col latte o con acqua se la zuppa divenisse
-troppo densa. Servite con alcune fette di pane. Per 2-3 persone.
-
-_Coi pomidori._ Mettete al fuoco parti eguali di patate mondate e
-affettate e di pomidori divisi in quattro parti, versandovi alla prima
-poc’acqua. Quando sono cotti, versatevi tutta l’acqua necessaria, un
-abbondante soffritto d’olio e di cipolla trita, sale e pepe. I pomidori
-devono essere spremuti e puliti dai granelli.
-
-_Coi porri._ Rosolate con un pezzetto di burro la parte bianca di
-quattro porri, aggiungendo una presina di sale e di zucchero. Quando
-coloriscono, bagnateli con un litro d’acqua calda, e allorchè questa
-leva di nuovo il bollore ritirate la cazzarola sull’angolo del fornello
-e mettetevi tutto il sale occorrente; trascorso un quarto d’ora unitevi
-sei belle patate mondate e affettate, spargetevi sopra un po’ di pepe,
-cuocete il composto un’ora e mezza e servite. Per 2 persone.
-
-_Col pangrattato._ Schiacciate sulla spianatoia una dozzina di patate
-lesse e bollenti, mettetele in una catinella e diluitele con 4 litri
-circa di latte spannato, oppure con 2 litri di latte e 2 litri d’acqua.
-Cuocete il composto a calore moderato, unendovi se v’aggrada qualche
-fettolina di sedano e di carota; quando le patate sono sfatte bene,
-salate la minestra e versatela subito nella zuppiera coprendola con uno
-strato di pangrattato fino arrostito nel burro. Per 4 persone.
-
-_Col pane di segale._ Affettate finamente una dozzina di patate mondate
-e lasciatele giacere mezz’ora nell’acqua fredda. Affettate pure la
-terza parte del loro peso di pane di segale.
-
-Rosolate 60 gr. circa di farina nello strutto bollente, unitevi il
-pane e una grossa cipolla trinciata e, quando anche questi sono un po’
-soffritti, versatevi 4 litri d’acqua fredda, con le patate, pepe, sale
-e un po’ di noce moscata. Fate bollire a lento fuoco il composto un’ora
-circa e servite. Per 4-5 persone.
-
-
-
-
-CAPITOLO TERZO.
-
-MINESTRE ASCIUTTE, RISOTTO, GNOCCHI, FARINATA ecc.
-
-
- Prosperità umana sospetta e vana.
-
-
-1. =Maniera di preparare la sfoglia delle tagliatelle, dei taglierini,
-ecc. ecc.= — Dove abbondano le galline, la farina delle tagliatelle
-s’intride quasi per intero colle ova, aggiungendovi tutto al più mezzo
-bicchiere scarso d’acqua tiepida o di brodo per sciogliere il sale.
-In certi paesi le ova sono un elemento di lusso e conviene abbondare
-coll’acqua. Per mezzo chilogrammo di farina potete prendere quindi due
-ova intere e l’acqua occorrente (la quantità del liquido non si può
-precisare perchè le qualità assorbenti della farina variano assai) onde
-ottenere un pastone piuttosto sodo.
-
-Disponete prima di tutto la farina sulla spianatoia, raccogliendovela
-come un piccolo mucchio. Praticate in mezzo a questo mucchio una
-conchetta, che i cuochi chiamano _fontana_, mettetevi quattro buoni
-pizzichi di sale, versatevi l’acqua per scioglierlo, rompetevi quindi
-le ova e rimestate le dette cose mediante una forchetta, prima con
-una piccola parte della farina, poi col resto che aggiungerete a
-poco a poco finch’è tutta intrisa. Se il composto vi sembrasse troppo
-duro, spruzzatelo prudentemente con qualche goccia d’acqua (sono cose
-che solo la pratica può insegnarle); se v’apparisse invece un po’
-molliccio, rimediate con la farina, raccogliete bene gl’ingredienti
-con un coltello prima di mettervi le mani, poi immergetevele (ben
-lavate) con coraggio, maneggiando la pasta con forza in tutti i sensi
-e facendola passare con destrezza sotto il palmo finchè riesce liscia,
-elastica, omogenea.
-
-Questo lavoro esige non meno di mezz’ora. Compiuto che sia, lasciate
-riposare alcuni minuti il pastone sotto una catinella, infarinate
-quindi leggermente la spianatoia e stendetevelo col matterello lungo
-operando con delicatezza a ciò non s’ammacchi. Badate di ottenere una
-bella sfoglia rotonda e, fattala asciugare una trentina di minuti e
-anche più su una tovaglia, tagliatela a piacimento col coltello o colla
-rotellina in forma di lasagne, di fettuccine, di quadrati, ecc.
-
-Per i taglierini da minestra in brodo, che si fanno minutissimi, la
-sfoglia dev’essere assai fina. Mezzo chilogrammo di farina vi basterà
-per 2-3 persone.
-
-
-2. =Maniera di cuocere la pasta.= — La pasta, sia essa comperata o
-fatta in casa, si cuoce nell’acqua bollente salata, in un recipiente
-largo, e durante la cottura (di mezz’ora al massimo), che varia
-secondo la qualità e la sua grossezza, conviene sollevarla spesso
-con una forchetta di legno e assaggiarla per convincersi se si trova
-all’ordine, cioè sensibile al dente senza essere cruda. Cotta che
-sia, la verserete in una scodella forata per farla scolare, e poi la
-condirete a norma delle ricette seguenti.
-
- Felice non è chi d’esser non sa.
-
-
-3. =Pasta con condimento semplice.= — Versate sulla pasta cotta e bene
-scolata il burro bollente e il formaggio grattato. Per un chilogrammo
-di pasta vi occorreranno 50-60 gr. di burro e 2-4 cucchiai di
-parmigiano o altro cacio buono da minestra.
-
-Al burro solito potete sostituire con vantaggio dell’economia il burro
-di cocco o la margarina, anche lo strutto fino molto bollente.
-
-
-4. =Pasta condita coll’olio.= — Versate sopra la pasta bollente e
-scolata alcuni cucchiai d’olio in cui avrete fatto rosolare alcune
-cipollette mondate e affettate, finchè diventano rosse senza bruciare.
-Questo condimento s’addice particolarmente agli spaghetti per i giorni
-di magro.
-
-
-5. =Pasta condita alla napoletana.= — Versate la pasta scolata e
-fumante in una scodella fonda frammezzandovi dei pezzetti di burro
-fresco e crudo, qualche cucchiaio di salsa di pomodoro e un po’ di
-cacio grattato.
-
-
-6. =Pasta condita alla genovese.= — Preparate un battuto molto
-abbondante di basilico, diluitelo con olio fino, crudo, e appena la
-pasta è scolata versatela sopra il composto, che deve renderla tutta
-verde, senza dimenticare il solito formaggio.
-
-
-7. =Pasta condita alla bolognese.= — Per un chilogrammo di pasta,
-80 gr. di vitello o di filetto (pesato senza l’osso), un cucchiaio
-di prezzemolo pesto, una radice piccola di sedano, due carotine, due
-cipolle, 50 gr. di strutto, 20 gr. di burro, un po’ di brodo o d’acqua,
-salsa di pomodoro, formaggio, sale, pepe, per chi la gradisce una
-presina di cannella.
-
-Prendete un tegame molto largo e basso, o una grande padella di ferro,
-e fatevi sciogliere e fumare lo strutto, unitevi il burro e, quand’è
-pure fumante, le verdure trite assai fine. Badate che piglino un po’ di
-colore e aggiungetevi poi la carne tagliata a minutissimi dadolini.
-
-Movete il composto con una spatolina, e quando la carne comincia ad
-arrossare versatevi finalmente un paio di mestoli di brodo e un po’
-di salsa di pomodoro e lasciatelo sobbollire adagio una trentina di
-minuti. S’intende che non avrete dimenticato nè il sale nè il pepe. A
-questo punto, se aggrada, si aggiunge anche la cannella.
-
-Quando la pasta è cotta e scolata (per questo condimento si prestano
-sovratutto le tagliatelle e i taglierini, i maccheroni lisci e
-scanalati) mettetela nel tegame, involgetela nel condimento, gettatela
-nella zuppiera larga e cospargetela di formaggio grattato.
-
- Un’ora di contento sconta cent’anni
- di tormento.
-
-
-8. =Pasta condita al sugo.= — Mettete al fuoco in una cazzarola fonda
-2-3 cipolle pestate assai fine con 30 gr. circa di burro diviso a
-fiocchetti, adagiatevi sopra 150 gr. di coscia di vitello o di manzo
-buono e ben salato e fate rosolare ogni cosa sul fornello o al forno.
-Quando la carne ha preso un bel colore, bagnatela a poco a poco con
-qualche cucchiaio di brodo o d’acqua fredda e continuate a cuocere il
-composto finchè avrete ottenuto una certa quantità d’intinto. Unitevi
-un po’ di salsa di pomodoro, poi levate e digrassate il sugo (il
-grasso si leva con un cucchiaino). Passatelo da ultimo da uno staccio
-fino sopra un chilogrammo di pasta cotta e bene scolata, che avrete
-preparata nella terrina, e rimestate bene il composto, aggiungendovi il
-solito formaggio.
-
-La carne potete servirla in seguito con qualche verdura. Se v’aggrada
-tuttavia di rendere la pasta ancora più saporita, tagliate minutamente
-il vitello colla mezzaluna e unitelo al sugo.
-
-
-9. =Pasta condita col lardo rosso.= — Tagliate a minuti dadolini un
-pezzetto di lardo rosso, cioè di lardo affumicato (50-60 gr. circa)
-grasso e magro, fatelo soffriggere in un tegame finchè la parte grassa
-diviene trasparente, unitevi un pezzetto di burro come una grossa noce,
-e, quando questo è sciolto e fumante, versatelo sopra un chilogrammo di
-pasta cotta e bene scolata. Servite col formaggio a parte.
-
- Fortuna cieca i suoi acceca.
-
-
-10. =Pasta condita alla tedesca.= — Sciogliete in un tegame un pezzetto
-di strutto come un piccolo uovo, quando è bollente unitevi sei cucchiai
-di semolino grosso e fatevelo tostare rimestandolo continuamente colla
-paletta. Quand’esso ha preso un bel colore, rovesciate nel tegame un
-chilogrammo di pasta cotta e scolata e investitela di semolino badando
-di non romperla. Servite con formaggio a parte.
-
-
-11. =Pasta condita col tonno e colle sardelle.= — Procuratevi due
-fettine di tonno sott’olio e due sardelle o 3-4 acciughe. Diliscate i
-pesciolini e pestate ogni cosa colla mezzaluna. Mettete al fuoco alcuni
-cucchiai d’olio, quand’è bollente unitevi due cipolle pestate, poi,
-quando hanno preso colore, il battuto di tonno e di sardelle, rimestate
-alcuni minuti, e versate il condimento sopra un chilogrammo di pasta
-cotta e scolata, in modo che resti bene distribuito, aggiungendovi
-anche il formaggio. Per questo condimento si prestano gli spaghetti e i
-vermicelli.
-
- Le cose vanno a chi non sa
- apprezzarle.
-
-
-12. =Spaghetti coi piselli.= — Sgusciate 250 gr. di piselli, cuocete
-i chicchi nell’acqua salata, conditeli in una tegamina con burro, pepe
-e sale bagnandoli con qualche cucchiaio di brodo. Mescolateli poi con
-mezzo chilogrammo di spaghetti cotti, scolati e bene spolverizzati di
-formaggio.
-
-Se v’aggrada, potete avvalorare questo condimento con un po’ di salsa
-di pomodoro e con due tre fettine dì salame o una fetta di prosciuto
-trito, aggiungendoli ai piselli mentre stanno cuocendo. Per 2 persone.
-
- Virtù e fortuna non stanno di casa
- insieme.
-
-
-13. =Ravioli di pasta da tagliatelle.= — Fate della pasta da
-tagliatelle secondo la ricetta N.º 1. Tirate una sfoglia fina e, senza
-lasciarla asciugare, riducetela con un bicchiere in tanti rotondini
-e ripetete l’operazione, rimpastando i ritagli. Questi rotondini si
-possono guarnire con una pallotola di ripieno, secondo il gusto, poi si
-piegano in forma di mezzaluna facendone aderire esattamente i lembi a
-ciò non si aprano, e si cuociono nell’acqua salata per condirli poi con
-burro, formaggio e salsa di pomodoro.
-
-_Ripieno di carne._ Avanzi di carne cotta, tritati bene colla
-mezzaluna, arrostiti a fuoco vivo con un pezzetto di burro e una
-cipolletta trinciata, sale se occorre, un po’ di pepe e di formaggio.
-
-_Ripieno di spinaci._ Spinaci (400 gr. circa) cotti nella pentola,
-senz’acqua, pestati fini, arrostiti come sopra, misti con un po’ di
-formaggio. A questi spinaci si può dare l’odore della cannella o della
-noce moscata, senza dimenticare nè sale nè pepe.
-
-_Ripieno di ricotta._ Ricotta fresca (mezzo chilogrammo circa)
-mescolata con un ovo intero, un cucchiaio di prezzemolo trito, un
-pizzico di noce moscata, un po’ di sale e 3-4 cucchiai di formaggio
-grattato.
-
-
-14. =Strichetti.= — Preparate della pasta da tagliatelle come indica
-il N.º 1, tirate una bella sfoglia, non sottilissima, e tagliatela
-in tanti pezzetti di quattro cent. di lunghezza e di due cent. di
-larghezza e stringete questi pezzetti in mezzo, con due dita in modo
-da formare una specie di nastrino. Cuocete gli strichetti come le
-tagliatelle e conditeli a piacimento.
-
- Assai vince chi non gioca.
-
-
-15. =Minestrone di legumi colla pasta.= — Fate cuocere, ciascuna
-specie a parte, mettendoli al fuoco nell’acqua fredda, un bicchiere
-di fagiolini bianchi, altrettante lenticchie e altrettanti ceci e
-piselli secchi di color verde. (Se volete ottenere una buona cottura,
-quando hanno bollito un poco, rinnovate l’acqua salandoli). Unite i
-legumi, conditeli con un soffritto fatto con 1/5 di litro d’olio, una
-cipolla trita, un pezzetto di porro pure trinciato e una manatina di
-santoreggia pesta (peverella). Cuocete anche in due litri di brodo
-150 gr. di maccheroncini, mescolatevi i legumi senza dimenticare il
-sale che occorresse, il pepe e una presina di cannella, e servite la
-minestra fumante col solito formaggio e un po’ di salsa di pomodoro.
-Per 3-4 persone. I ceci, ricordatelo, vanno cotti a lungo.
-
-
-16. =Minestrone d’erbe col riso.= — Pestate colla mezzaluna una
-grossa fetta di lardo, due cipolle, una manata di basilico e una di
-prezzemolo, fatevi soffriggere il composto, unitevi poi una carota, un
-pezzo di radice di sedano e un pezzo di porro finamente tritati, una
-piccola palla di verza e mezzo cavolo cappuccio a cui avrete levato
-le foglie più grosse e il torsolo, un cesto di lattuga, 2-3 cucchiai
-di sedano, e quelle erbe odorose (timo, maggiorana, santoreggia,
-cerfoglio, erba cipollina) che preferite, tutto s’intende ben lavato e
-trinciato, poi quattro belle patate mondate e tagliate a dadi, 250 gr.
-di fagioli sgranati, e 250 gr. di piselli pure in grani e cotti a parte
-nell’acqua (per i primi vi occorreranno circa due ore, mezz’ora basterà
-per i secondi), fate rosolare ogni cosa nella pentola, versatevi due
-o tre mestoli d’acqua, poi tutto il brodo occorrente (4-5 litri),
-lasciate bollire un’ora, e 15-18 m. prima di portare il minestrone in
-tavola, aggiungetevi 8 manate di riso ben pulito ricordando il sale,
-il pepe, anche il sapore dell’aglio se vi piace, da ultimo il cacio
-grattato. In estate questo minestrone si può collocare in cantina e
-gustare freddo. Un po’ di salsa di pomodoro lo avvalora. Serve per 6
-persone circa.
-
- Le ore della mattina hanno l’oro in
- bocca.
-
-
-17. =Risotto semplice.= — Procuratevi 100 gr. di midollo di manzo,
-mettetelo nell’acqua fresca a ciò si depuri, scioglietelo in un piccolo
-tegame sulla brace, passatelo da uno staccio a ciò non vi rimangano
-ossicini. Versatelo in una padella, collocate questa sul fuoco e
-fatevi rosolare una cipolla dimezzata, poi 12 manate di riso, cioè
-due manate per persona essendo questa una ricetta per 6 commensali.
-Aggiungete quindi un mestolo di brodo buono in cui avrete sciolto un
-grosso pizzico di zafferano, e quando il riso che rimesterete senza
-stancarvi avrà assorbito il liquido, versatevene un secondo mestolo e
-così di seguito finchè saranno trascorsi 18-20 m., momento in cui il
-risotto sarà pronto. A metà cottura vi unirete il sale necessario e sei
-cucchiai di formaggio grattato. Alla fine la cipolla si leva via.
-
- Chi non sa fare lasci stare.
-
-
-18. =Risotto alla milanese.= — Preparate un risotto come il precedente,
-ma abbiate cura di tritare minutamente la cipolla e di farla passare
-allo staccio insieme al midollo unendovi anche un pezzetto di burro
-come mezz’uovo. Prima di versare il brodo sul riso, bagnate questo con
-un po’ di vino bianco facendoglielo assorbire, a metà cottura unitevi
-mezzo _cervellato_ e un pizzico di noce moscata col solito parmigiano.
-S’intende che non avrete dimenticato nè il sale nè lo zafferano.
-
-
-19. =Risotto colla salsiccia alla romagnola.= — Levate dal budello
-il ripieno di sei piccole salsicce di maiale fresche, tritatelo colla
-mezzaluna, scioglietelo al fuoco con un pezzetto di burro, un po’ di
-salsa di pomodoro e sei cucchiai di formaggio grattato. Unite questo
-composto a una certa quantità di risotto semplice che avrete portato
-a metà cottura secondo la ricetta N.º 17 omettendo lo zafferano, e
-rimestatelo altri 8-10 m. sul fornello rifondendo sempre il brodo.
-
-
-20. =Risotto coi piselli.= — Sgusciate mezzo chilogrammo di piselli,
-fateli rosolare con un pezzo di burro, un po’ di prezzemolo pesto e
-di cipolla tritata, bagnateli con acqua o brodo, salateli e tirateli a
-cottura. Intanto avrete approntato del risotto semplice a norma della
-ricetta N.º 17. Unite a questo risotto i piselli, mescolando bene ogni
-cosa e mettete in tavola.
-
-
-21. =Risotto coi funghi.= — Come sopra, sostituendo ai piselli dei
-funghi cotti in umido.
-
-
-22. =Risotto coi ranocchi.= — Preparate il brodo di rane a norma
-della ricetta N.º 10 pag. 9, mettendo da parte la polpa delle coscie e
-facendola rosolare nel burro. Adoperatelo poi per cuocere il risotto
-secondo la ricetta del presente capitolo N.º 17, e prima di portarlo
-in tavola unitevi la polpa soffritta delle rane. Per 12 manate di riso,
-cioè per 6 persone, vi occorreranno 20-30 ranocchi.
-
- I gamberi sono buoni nei mesi
- dell’R.
-
-
-23. =Risotto coi gamberi.= — In certi luoghi abbondano i gamberi e la
-caccia di questi crostacei serve di trastullo ai fanciulli. Se volete
-farne uso, ricordatevi ch’è cosa pericolosa il mangiare un gambero che
-non si abbia visto vivo. Siccome necessità e igiene vogliono che si
-cuociano vivi, badate almeno di gettarli nell’acqua bollente e sempre
-colla testa in giù, affinchè muoiano immediatamente. I gamberi sono
-cotti quando appaiono d’un bel rosso vivo. Se invece di gustarli soli
-volete adoperarli come condimento del riso, sgusciateli con diligenza
-raccogliendo tutta la polpa e sopprimendo l’intestino nero che si trova
-nella coda e i reni verdicci nel corsaletto, poi fate soffriggere con
-un po’ di prezzemolo e di burro, sale e pepe questa polpa per unirla
-come condimento al risotto preparato colla ricetta N.º 17. Per 6
-persone vi occorreranno 25-30 gamberi secondo la loro grandezza.
-
-
-24. =Riso alla cappuccina.= — Riscaldate bene 1/5 di litro d’olio
-buono, unitevi un pezzetto di burro e, quand’è sciolto, rosolatevi una
-cipolla trita con la polpa di due sardelle, poi 400 gr. di riso, sempre
-rimestando con diligenza. Bagnate quindi il riso con litri 1 1/2
-d’acqua e tiratelo a cottura unendovi il solito parmigiano. S’intende
-che col brodo di carne, di pesce o di ranocchi questo riso diventa
-ancor migliore. Per 3 persone.
-
-
-25. =Riso in cagnoni.= — Mettete al fuoco 500 gr. di riso con litri
-2 1/2 d’acqua circa. In capo a un buon quarto d’ora scolatelo e
-conditelo con un po’ di burro in cui avrete fatto arrossare una cipolla
-ben tritata. Versatevi poi sopra il solito formaggio grattato. Per 3-4
-persone.
-
-
-26. =Gnocchi all’italiana.= — Misurate quantità eguali d’acqua e di
-farina bianca passata allo staccio, calcolando per ogni persona un
-bicchiere d’acqua e un bicchiere di farina. Mettete l’acqua sola al
-fuoco in un paiolo, quando bolle ritiratela in fretta sull’angolo del
-fornello e versatevi tutt’a un tratto la farina, debitamente salata,
-mestate con rapidità il composto, badando che non si formino bozzoli
-e, rimessolo sulla fiamma, cuocetelo, lavorandolo sempre finchè si
-stacca dagli orli del recipiente. Gettate il pastone su un tagliere,
-lasciatelo freddare, staccatene dei bocconcini con un coltello, fateli
-cadere in un paiolo d’acqua bollente appena salata e cuoceteli una
-quindicina di minuti tenendo l’acqua a lieve bollore. Condite i gnocchi
-con burro e con formaggio.
-
- Formaggio non guasta sapore.
-
-
-27. =Gnocchi alla tedesca.= — Passate allo staccio 8 decilitri di
-farina bianca (circa 520 gr.), versatela in una catinella e, fattavi
-la fontana, cioè una fossetta nel centro, mettetevi un pezzetto di
-burro come mezz’uovo. Bagnate ogni cosa con quattro decilitri di acqua
-salata e bollente e rimestate bene con un cucchiaio di legno, cercando
-d’ottenere un composto liscio e di media consistenza. (La quantità
-del liquido si deve modificare a norma delle qualità assorbenti della
-farina). Cuocete e condite questi gnocchi come i precedenti. Volendo
-allestirli proprio alla tedesca fate rosolare col burro del condimento
-un po’ di pangrattato. Per 3-4 persone.
-
-
-28. =Gnocchi di latte.= — Tagliate 400 gr. di pane bianco a fettoline,
-bagnatelo con 3/4 di litro di latte caldo nel quale avrete frullato
-un paio d’ova, e rimestate bene ogni cosa. Quando il composto è
-ridotto a poltiglia, salatelo un pochino, unitevi due cucchiai di
-farina e formate col cucchiaio i gnocchi oblunghi che cuocerete come i
-precedenti in un paiolo d’acqua debitamente salata la quale manterrete
-a lieve bollore. Se, fatta la prova del primo gnocco questo dovesse
-sciogliersi, aggiungete ancora un po’ di farina. Per 3-4 persone.
-
- Quel che piace non fa male.
-
-
-29. =Gnocchi grandi di magro alla tedesca.= — Tagliate 800 gr. di pane
-bianco a quadratini; arrossate un pezzo di strutto in una padella,
-soffriggetevi due cipolle trite e fatevi rosolare la metà di questi
-quadratini. Unite poi tutto il pane, mescolatevi una manatina di
-prezzemolo pesto e mezz’ora prima di formare i gnocchi versatevi
-litri 1 1/2 di latte caldo, un po’ d’aglio, pestato finissimo
-e il sale occorrente, cioè non molto, perchè il pane è già salato.
-Frullate intanto tre ova grosse o quattro ova piccole in un pentolino
-per poi versarle anch’esse sul pane che rimesterete con diligenza e
-delicatezza unendovi due cucchiai di farina. Formate quindi, con le
-mani infarinate, i gnocchi rotondi della dimensione d’una grossa mela
-collocandoli sopra un tagliere. Approntate il solito paiolo coll’acqua
-bollente e, mediante un mestolo fatevi scivolare i gnocchi in modo che
-vi stiano comodi, cioè che abbiano l’agio di crescere e di gonfiarsi.
-Essi diventano molto leggeri se dopo 15-20 m. di lenta cottura si
-lasciano ancora nell’acqua, tirando il paiolo sull’angolo del fornello,
-acciò essa non bolla, questo però non più di 4-5 minuti. Allora li
-leverete fuori colla schiumarola, li dividerete con due forchette
-(il coltello li schiaccia) e li condirete con burro e formaggio. Per
-6 persone circa. Questi gnocchi si gustano generalmente coi cavoli
-acidi (_Sauerkraut_, vedi Verdure). Se foste scarsi di latte potreste
-sostituirlo con un po’ d’acqua.
-
-
-30. =Gnocchi di patate.= — Cuocete entro la cenere buone patate
-farinose, mondatele lasciando da parte ciò che aderisce alla
-buccia, mettetele sulla spianatoia e, mentre sono ancora bollenti,
-schiacciatele col matterello finchè non vi si sente più alcun bozzolo.
-Raccoglietele in un pastone, salandole a dovere, aggiungetevi le ova
-e la farina che necessita, acciocchè maneggiandole con una certa
-leggerezza non s’attacchino alle dita. Se le patate sono di buona
-qualità non occorre molta farina e i gnocchi ci guadagnano. Bene
-amalgamati che siano gl’ingredienti, tagliate il pastone in diverse
-parti e formate con queste alcuni rotoli del diametro d’una lira.
-Dividete i rotoli in tanti bocconcini della grossezza d’una noce,
-schiacciateli a uno a uno col pollice infarinato in modo che vi rimanga
-una conchetta nel mezzo, cuoceteli quindi e conditeli come i gnocchi
-all’italiana (vedi N.º 26).
-
-Per un chilogrammo di patate v’occorreranno due ova. Potete calcolare
-3-4 patate grosse per ogni persona. Questi gnocchi si possono fare
-anche senz’ova, abbondando colla farina, ma perdono molto. Prima di
-metterli nel paiolo (badate che l’acqua deve bollire appena appena),
-fate la prova con un paio di gnocchetti per accertarvi che non si
-sciolgano, nel qual caso vi aggiungerete un altro po’ di farina. Anzi,
-per evitare a chi non ha pratica maggiori disturbi, meglio varrebbe
-tentare il saggio prima d’allestirli.
-
- Cacio serrato e pan bucherellato.
-
-
-31. =Gnocchi di spinaci.= — Cuocete mezzo chilogrammo di spinaci, di
-biete o di rabarbaro (la parte verde) in una pentola con due o tre
-cucchiai d’acqua. Tritate bene questo verde, passatelo allo staccio
-e mescolatevi gr. 300 di pangrattato, due ova intere, tre cucchiai
-di farina, un po’ di sale, una presina di noce moscata, se vi piace,
-e il latte necessario per farne un pastone di media consistenza che
-rimesterete con cura. Fate bollire dell’acqua salata in un paiolo,
-immergetevi un cucchiaio, staccate con questo i gnocchi lunghi e
-stretti dal pastone e metteteli adagio nell’acqua che terrete a lieve
-bollore. Quando stanno bene a galla sono cotti. Prima di formarli
-tutti, tentate la prova col primo gnocco e se cuocendo si sciogliesse,
-unite al pastone un tantino di farina. Condimento di burro e di cacio.
-Per 2-3 persone.
-
-_Strangolapreti_ si chiamano i gnocchi di spinaci fatti colla
-precedente ricetta e coll’aggiunta di una manatina di pinoli e una
-manata di sultanina o di passolina.
-
-
-32. =Gnocchi di semolino.= — Cuocete il semolino nel latte. In massima
-si prende la doppia dose di latte del semolino, dunque per mezzo litro
-di semolino un litro di latte.
-
-Cotto che sia il semolino fino a consistenza con un tantino di sale
-e un pezzetto di burro della grossezza d’una noce, e poi freddato, vi
-aggiungerete 2-3 uova (s’intende sempre per mezzo litro) rimenando con
-diligenza. Procedete quindi come indica la precedente ricetta tanto per
-la forma e per la cottura come per il condimento. Se volete rendere
-questi gnocchi più leggeri, sostituite ad un terzo di semolino, un
-terzo di pangrattato. Per 2-3 persone.
-
-
-33. =Gnocchi di polenta di granturco.= — Fate una polenta piuttosto
-molle impiegando latte invece d’acqua e aggiungendo al pastone un
-pezzetto di burro. Quando la polenta ha raggiunto il giusto grado di
-cottura, cioè in mezz’ora circa, staccatene con un cucchiaio (che
-bagnerete volta per volta nell’acqua calda) i gnocchi bislunghi ed
-eguali, disponeteli in una scodella e conditeli a strati con un po’ di
-burro e di formaggio o col sugo di carne.
-
-
-34. =Gnocchi di polenta di grano saraceno= (_polenta nera_). — Fate
-una polenta molle di grano saraceno nell’acqua coll’aggiunta di due
-tre cucchiai d’olio o di un po’ di vino bianco (vedi cap. IV N.º 11),
-staccatene i gnocchi come indica la precedente ricetta, e conditeli
-con buon sugo di carne oppure col burro e col cacio, o se non vi
-dispiacesse, con un leggero soffrittino di burro e di sardelle.
-
- Poco e buono empie il tagliere.
-
-
-35. =Gnocchi di farina abbrustolita.= — Sciogliete un bel pezzo
-di strutto in una padella larga, quand’è bollente unitevi un litro
-(misurato con un bicchiere) di farina bianca, rimestate diligentemente
-finchè la farina sia bene tostata e mandi un grato odore. Lasciatela
-freddare, mettetela in una catinella, versatevi mezzo litro d’acqua
-bollente o poco più e formate un pastone piuttosto molle che no, che
-sbatterete venti minuti circa e con gran cura. Fate bollire dell’acqua
-in un paiolo e, intingendovi ciascuna volta il cucchiaio, staccate
-dal pastone dei gnocchetti tutti eguali fra loro per cuocerli in
-quest’acqua. Scolateli in una terrina bucata e conditeli con un po’ di
-strutto bollente nel quale avrete arrostito 3-4 belle cipolle mondate e
-tagliate ad anelli. Per 4-5 persone.
-
-
-36. =Pasta, risotto, gnocchi «al salto».= — Si dice cuocere _al salto_
-l’arrostire in fretta nello strutto bollente o nel burro gli avanzi
-di tagliatelle, di spaghetti, di riso, di gnocchi tagliati a pezzi.
-La pasta, specie se si tratta di vermicelli, deve prendere una lieve
-crostina.
-
- Chi soffia nella polvere se n’empie
- gli occhi.
-
-
-37. =«Rostisciana».= — La _rostisciana_ è un piatto eccellente fatto
-di avanzi d’ogni genere, ben puliti e messi da parte, come pasta,
-riso, gnocchi, polenta, verdure e pezzettini di carne, i quali tutti si
-arrostiscono insieme nello strutto bollente in una larga padella. Buono
-particolarmente esso riesce con l’aggiunta di un pochino di sugo di
-carne, oppure servito colla salsa di pomodoro. Una cuoca raffinata farà
-rosolare ogni cosa a parte con danno dell’economia ma con esito più
-perfetto.
-
-
-38. =Pappa di biscotti genovesi per bambini.= — Calcolate per un
-piccolo bambino la metà d’un biscotto genovese (maniera di farli, vedi
-Paste dolci), per un bambino d’un anno un biscotto intero. Bagnatelo
-col latte, mettetelo al fuoco in una padellina rimestandolo bene, e
-cuocetelo lentamente, rimestando sempre e aggiungendo a poco a poco
-dell’altro latte finchè la pappina abbia preso una media consistenza.
-
-
-39. =Pappa di latte per bambini= (_Farinata_). — Stemperate in un litro
-di latte freddo tre bei cucchiai di farina d’Ungheria e mettete il
-composto al fuoco, con poco sale, in una padella d’ottone o di ferro
-nuova o destinata unicamente a questo scopo. Mescolate continuamente
-finchè il composto comincia a bollire. Allora ritiratelo sull’angolo
-del fornello e lasciatelo cuocere adagio senza più toccarlo. Sull’orlo
-e sul fondo della padella si formerà una saporita crostina. Dopo un’ora
-circa, rovesciate la pappa su di un piatto grande, staccate le crostine
-dal recipiente e posatevele sopra, spolverizzandole con zucchero a
-velo.
-
-
-40. =Pappa di latte più andante= (_Farinata_). — Fatela colle stesse
-proporzioni della precedente, e quando comincia a bollire, spargetevi
-sopra alcuni fiocchetti di burro fresco. Per ciò che riguarda la farina
-prenderete metà fiore e metà di quella da tagliatelle.
-
- Chi mal si marita non esce mai di
- fatica.
-
-
-41. =Pappa di farina di granturco e di farina di frumento.= — Mettete
-in una padella di ferro tre cucchiai di farina di granturco e fatela
-arrostire al fuoco continuando a smuoverla con la paletta. Quando
-tramanda un grato odore, unitevi sei cucchiai di farina bianca
-e diluite il composto con litri 2 1/4 di latte, salatelo e
-frullatelo col batticchiare finchè bolle, poi fatelo cuocere un’ora a
-lento fuoco versandovi sopra l’ultimo momento un po’ di burro sciolto.
-
-
-42. =Pappa di farina di granturco= (_Maismush_). — Fate bollire due
-litri di latte, salate, poi versatevi dentro colle mani, oppure con uno
-staccio, tanta farina di granturco da farne un intriso nè troppo molle
-nè troppo duro che lascerete cuocere 10-15 minuti. Versatelo su di un
-piatto fondo, spargetevi sopra alcuni pezzettini di burro e servitelo
-con buon latte freddo a parte. Cibo di famiglia pratico e sano ch’è in
-grande uso negli Stati Uniti.
-
-
-43. =Farinata di ceci.= — Stemperate bene in una catinella la farina di
-ceci coll’acqua in modo da formare un intriso che lasci un leggerissimo
-velo sul cucchiaio che vi s’immerge e, salatolo, mettetelo da parte
-rimestandolo di quando in quando. Trascorsa un’ora, levate via la
-schiuma e versatelo in una tegghia dove avrete fatto fumare dell’olio.
-Mettete la tegghia al forno o sulla brace, a ciò la farinata pigli il
-color d’oro e prima di servirla spolverizzatela di pepe.
-
-
-
-
-CAPITOLO QUARTO.
-
-PIATTI DI FARINA E D’OVA
-
-
-SEZIONE I.
-
-PIATTI DI FARINA.
-
- L’appetito non vuol salsa.
-
-
-1. =La polenta.= — Tutti fanno la polenta ma pochi sanno farla bene.
-La polenta di granturco ben dosata e ben cotta, con un discreto
-companatico, è cibo sano, gustoso, e che come il pane non stanca mai.
-
-La farina grossa detta «franta» esige una quantità d’acqua maggiore di
-quella in cui sta frammista della farina fina. Per tre litri d’acqua
-v’occorrerà un chilogr. abbondante di farina franta, un chilogr. e
-150 gr. di farina un po’ mista, chilogr. 1 1/2 circa di farina
-ordinaria. Fate bollire l’acqua in un paiolo, poi versatevi la farina,
-facendovela piovere adagio dalla scodella, salatela e lavoratela
-fortemente col mestolo. Quando fa le bolle cessate un momento di
-rimestare. Cominciate poi a sollevarla adagio, in tutti i sensi sempre
-col mestolo, studiandovi di portare in alto la pasta ch’è in fondo al
-paiolo, ma sempre con mano leggera e badando che non _s’ammacchi_,
-poichè la polenta ben riuscita dev’essere soffice e spugnosa. Se si
-tratta d’un chilogr. circa di farina, basterà che dal momento ch’essa
-comincia a cuocere la rimestiate una ventina di minuti, per una polenta
-più grande v’occorrerebbe mezz’ora. Di tratto in tratto conviene anche
-girare un poco il paiolo. Da ultimo la ridurrete leggermente a una
-palla, scuotendola contro le pareti del paiolo, e poi la verserete
-sopra un tagliere bianco e la servirete fumante con un filo per
-staccarne le fette.
-
-
-2. =Polenta alla Carbonara.= — Preparate una polenta di un chilogr. di
-farina, e mentre la state dimenando, unitevi un pezzo di burro della
-grossezza d’un uovo circa, 100-150 gr. di formaggio grasso tagliato
-a dadolini, tre manate di fagioli sgranati e cotti bene nell’acqua
-salata, 3-6 cucchiai di formaggio grattato e 100-150 gr. di salame o
-di lucanica tagliati a dadolini. Se fosse il tempo opportuno potreste
-aggiungervi anche un paio di dozzine di castagne lessate.
-
-Pronta che sia la polenta, versatela sopra un tagliere, tagliatela a
-fette con un filo e gustatela così senz’altro companatico. S’intende
-che le dosi degl’ingredienti si possono variare a piacimento.
-
-
-3. =Polenta coi siccioli.= — Come la polenta semplice, aggiungendo a
-metà cottura una scodellina di siccioli. I siccioli sono gli avanzi del
-grasso di maiale che rimangono nel mestolo quando si spreme lo strutto.
-Si serve a fette, condita con un pochino di burro.
-
-
-4. =Polenta colla salsiccia, alla romagnola.= — Spremete dal budello
-4-5 salsicce fresche di maiale, mettete la carne in una cazzarolina
-con un po’ d’acqua o di brodo, un po’ di salsa di pomodoro e due o
-tre cucchiai di formaggio grattato. Lasciate sobbollire mezz’oretta il
-composto e fate intanto una bella polenta di granturco a norma della
-ricetta N.º 1, tagliatela a fette con un filo e stratificatela così
-fumante col composto suddetto.
-
-
-5. =Polenta condita con burro e con formaggio.= — Tagliate una polenta
-a fette, disponete queste sopra un piatto e conditele col burro fuso.
-Prima di servirle, spolverizzatele di formaggio.
-
-=Polenta e uccelli.= — (vedi Carni).
-
- Buon fuoco fa buon cuoco.
-
-
-6. =Finta polenta e uccelli.= — Fate una polenta solita, molto ben
-lavorata, praticatevi un buco nel mezzo e versatevi un composto
-preparato nel modo seguente:
-
-Tritate una ventina di foglie di salvia, 8-10 bacche di ginepro, 100
-gr. di fegato di vitello o di maiale, sciogliete 100 gr. di burro in
-una tegghietta, fatevi soffriggere a fuoco ardente 80 gr. di buon
-lardo tagliato a fettoline, poi il rimanente aggiungendovi il sale
-necessario, versate in fine questa specie di salsa entro il buco della
-polenta e servite il piatto fumante.
-
-
-7. =Polenta fritta.= — Tagliatela a fette (dev’essere ancor calda)
-e mettete queste in una padella dove avrete sciolto strutto in
-abbondanza, tanto che le fette possano nuotarvi. Friggetele finchè
-hanno preso una bella crostina.
-
-
-8. =Polenta arrostita.= — La polenta fresca si arrostisce a fette nel
-burro o nello strutto bollenti, la polenta rafferma invece per questo
-scopo si taglia a dadolini. Volendo arrostire a fette anche la polenta
-rafferma, conviene bagnarla di tratto in tratto con un po’ di latte.
-
-
-9. =Polenta al forno.= — Si mettono semplicemente le fette sulla
-gratella al forno; in mancanza del forno può servire la cenere calda.
-
-Oppure, si unge un tegame con un po’ di burro, vi si dispongono le
-fette grosse della polenta e si bagnano di tratto in tratto col latte.
-
- La fame è il miglior cuoco che vi
- sia.
-
-
-10. =Polenta di grano saraceno.= — Versate 550 gr. circa di farina nera
-in un paiolo dove si troveranno litri 1 1/2 d’acqua in fiore (non
-deve bollire), salate, formate la polenta secondo la regola; un momento
-prima di versarla dal paiolo unitevi un cucchiaio d’olio o due cucchiai
-di vino bianco.
-
-Servite questa polenta a fette, condita con un po’ di burro in cui
-avrete fatto riscaldare 4-6 sardelle o 8-10 acciughe pulite e passate
-allo staccio e con formaggio in abbondanza.
-
- NB. La quantità della farina dipende dalla sua qualità, dalla
- maniera di macinarla e dalla sua minore o maggiore freschezza, e
- non è quindi facile a determinarsi.
-
-
-11. =Polenta di patate.= — Cuocete 12-14 belle patate nella cenere,
-mondatele e schiacciatele in modo che non vi restino bozzoli di
-sorta, unitevi un pezzettino di burro, un paio di cipolle trite e pure
-soffritte nel burro, un po’ di salame pestato, o un po’ di lucanica
-tagliata a dadolini, il sale occorrente, pepe a discrezione. Versate
-litri 1 1/2 d’acqua o di latte in un paiolo, mettetevi il composto
-e rimestate finchè avrete ottenuto un pastone consistente. Rovesciate
-la polenta sul tagliere e servitela fumante con un po’ di formaggio.
-Volendo potete aggiungervi un po’ di cacio durante la cottura.
-
-
-12. =Polenta di fagioli.= — Mettete i fagioli in molle nell’acqua, la
-sera. Il giorno seguente fateli cuocere bene, mutando l’acqua (fredda),
-ore 1 — 1 1/2 secondo la qualità. Passateli quindi da uno staccio
-ove devono rimanere i gusci, versateli in un paiolo con un pochino
-d’acqua, un pezzetto di burro, sale e pepe, rimestate il composto
-finchè si asciuga e versatelo sul tagliere.
-
- Mangiare senza bere murare a secco.
-
-
-13. =Intriso fritto di farina e acqua.=
-
-_Di farina di grano saraceno._ Mettete un litro (misurando col
-bicchiere) di farina di grano saraceno in una catinella, salatela e
-versatevi tant’acqua bollente che basti a formarne una pasta piena di
-bozzoletti, riscaldate strutto in buona dose in una padella, unitevi
-i bozzoletti, copriteli e abbiate cura che piglino una bella crostina
-sotto e sopra; gustateli col latte fresco.
-
-_Di farina di granturco._ Fate una polenta solita e molle, tagliatela
-a fette, dividete queste mediante due forchette in tanti pezzetti
-irregolari, unitevi un po’ di siccioli di grasso di maiale, mettete
-i pezzetti in una larga padella dove avrete riscaldato lo strutto,
-rimestateli colla paletta e trascorsi 15-20 minuti serviteli fumanti.
-
-_Di semolino._ Mettete 3/4 di litro di semolino in una padella,
-salatelo, rimestatelo al fuoco finchè comincia a mandare odore,
-versatevi tant’acqua bollente da ridurlo a bozzoletti, procedete quindi
-come nell’intriso di grano saraceno.
-
-_Di panico pestato._ Lavate bene il panico (un litro circa), cuocetelo
-a lento fuoco nell’acqua salata finchè l’ha tutta ritirata ed è spesso
-e morbido, collocatelo in una padella larga, conditelo con burro o
-con strutto bollenti in cui avrete arrostito 4-5 cipolle tagliate ad
-anelli, spartitelo con due forchette in tanti pezzettini e servitelo
-fumante. Il panico si può cuocere anche nel latte e condire col burro.
-Queste dosi servono per 3-4 persone.
-
- La tavola ruba più che non fa un
- ladro.
-
-
-14. =Tortino di farina bianca col latte. Diverse maniere di prepararlo:=
-
-_Senza ova._ Stacciate la farina entro una catinella, salatela e
-intridetela con latte freddo dimenando con molta cura il composto,
-finchè ne avrete ottenuta una bella pasta liscia e colante bensì,
-ma non troppo liquida. Per le proporzioni calcolerete mezzo
-chilogr. di farina e tre quartucci di latte ogni tre persone. Ungete
-abbondantemente di burro una padella di ferro larga e bassa, versatevi
-la pasta e collocate quindi la padella al forno, o tra la brace,
-badando che il tortino pigli sopra e sotto un bel color d’oro.
-
-_Colle ova._ Preparate un composto come il precedente, tenendolo
-un pochino più scarso di latte, aggiungendovi le ova (due per ogni
-chilogr. di farina) e sbattendolo con grande diligenza una ventina di
-minuti. Cuocetelo poi come quello della ricetta senz’ova.
-
-_Alla tedesca._ Preparate un composto come i precedenti con o senza
-ova, sciogliete un pezzo di strutto nella padella bassa e larga di
-ferro, quand’esso è bollente versatevi l’intriso badando che si sparga
-bene da tutte le parti, collocate di nuovo la padella sul fornello
-e, quando il tortino cuocendo si è rappreso e si è arrossato nella
-parte inferiore, voltatelo a ciò pigli colore anche dall’altra parte;
-tagliatelo quindi con la paletta in tanti quadrettini uguali che
-rivolterete diligentemente finchè hanno fatto tutti una appetitosa
-crostina. Se volete rendere questo tortino ancor più gustoso, unitevi
-alcune fettine crude di mela o di pera. Queste dosi servono per 3-4
-persone.
-
-
-15. =Tortino di farina di ceci.= — Formate un intriso d’acqua e di
-farina di ceci, badando per lo spessore che ne resti un leggero velo
-sul cucchiaio. Salate il composto e mettetelo in disparte, mescolandolo
-di quando in quando. Toglietegli la schiuma e versatelo in una tegghia
-dove avrete sfatto dello strutto o riscaldato dell’olio badando
-di fargli prendere, sia tra la brace, sia al forno, un bel color
-d’oro sotto e sopra. Quand’è cotto, spolverizzatelo di pepe e, se vi
-gradisce, di salvia pestata.
-
- Vin battezzato non vale un fiato.
-
-
-16. =Tortino di farina di granturco.= — Prendete parti eguali di farina
-bianca e di farina gialla e aumentando la dose del latte procedete come
-per il «Tortino di farina senza ova» N.º 14.
-
-_Oppure._ Versate un litro di latte bollente sopra una scodelletta di
-farina di granturco. Trascorsa una buona mezz’ora, unitevi, col sale
-occorrente, due ova intere e stendete il composto in una larga padella
-di ferro che avrete unta generosamente di burro o in cui avrete fatto
-sciogliere e riscaldare finchè fuma un bel pezzo di strutto. Badate che
-il tortino, sia che lo mettiate fra la brace, sia al forno, pigli sotto
-e sopra un bel colore, e quand’è ben cotto, cioè un 3/4 d’ora circa (a
-calore moderato), servitelo spolverizzandolo di formaggio. Omettendo il
-formaggio potete portarlo in tavola con un po’ di latte fresco. Certuni
-riducono questo tortino a pezzi con due forchette e fanno poi rosolare
-un momento questi pezzi sulla fiamma viva. Per 2-3 persone.
-
-
-17. =Tortino di farina nera= (_di grano saraceno_). — Versate un
-litro di latte bollente su quattro decilitri di farina; dopo 40 minuti
-aggiungetevi due uova e poi procedete come si è detto nella ricetta
-dell’intriso di semolino. Servitelo spolverizzato di formaggio. Per 2-3
-persone.
-
-
-18. =Tortino di patate.= — Lessate alcune patate, badando di asciugarle
-bene senz’acqua sul fornello, prima di mondarle. Schiacciatele calde,
-a ciò non vi rimanga alcun bozzoletto frammezzo, unitevi un pezzetto
-di burro della grossezza d’una noce ogni 3-4 patate grosse, un pochino
-di latte, sale e pepe a discrezione, formando un composto sodino ma
-liscio e appetitoso. Procedete quindi come per il «Tortino di farina di
-granturco» (vedi sopra). Calcolate per ogni persona 3-4 patate.
-
- All’osteria, o si balla, o si
- mangia, o si fa la spia.
-
-
-19. =Tortino di semolino.=
-
-_Senza ova._ Versate a poco a poco il semolino salato nel latte
-bollente, prendendo per misura il doppio di liquido della farina (un
-bicchiere di semolino, due bicchieri di latte). Quando è cotto, cioè
-quando è denso, unitevi un pezzetto di burro e procedete come nella
-ricetta N.º 16.
-
-_Colle ova._ Frullate mezzo litro di latte con due ova e un po’ di sale
-e versatelo sopra quella quantità di semolino che sta in un bicchiere
-da quartuccio. Lasciate riposare un paio d’ore il composto a ciò il
-semolino s’immolli bene, versatelo quindi in una padella unta di burro
-o preparata collo strutto bollente (tanto da vedercene un velo). Tanto
-l’uno come l’altro di questi tortini, quando sono rappresi si possono
-ridurre a pezzi, stracciandoli, per modo di dire, con due forchette e
-facendoli rosolare sulla fiamma finchè hanno preso una bella crostina.
-Per 2-3 persone. I bambini li gradiscono spolverizzati di zucchero.
-
-
-20. =Tortino di pane.= — Bagnate con mezzo litro di latte circa 450
-gr. di pane tagliato a fettoline; quand’esso è bene inzuppato unitevi
-due ova, un po’ di sale e due cucchiai scarsi di farina. Cuocete come
-indicano le ricette precedenti. Per 2-3 persone.
-
- La gola tira in malora.
-
-
-21. =Migliaccio alla trentina= (_Smacafam_). =Diverse maniere di
-prepararlo.=
-
-_Di farina di grano saraceno._ Per mezzo chilogr. di farina nera o
-di grano saraceno vi occorreranno circa litri 1 1/4 scarsi di
-brodo grasso, se ne avrete, altrimenti di acqua in cui avrete fatto
-sciogliere un pezzetto di burro. Sfatta che sia la farina col liquido,
-vi unirete 100 gr. di salame, e 50 gr. di lardo tagliati a dadolini e
-soffritti nel burro e 2-3 cucchiai di formaggio grattato. Mettete un
-bel pezzetto di strutto in una tegghia e, sciolto che sia, versatevi
-il composto, disponendovi sopra della lucanica (salsiccia) tagliata
-a sottili fettoline e qualche fiocchetto di burro. Lo _Smacafam_
-deve avere l’altezza d’un dito scarso, non più, e messo al forno per
-la durata di un’ora circa deve prendere una bella crostina bruna e
-croccante sotto e sopra. Esso si mangia solo, tagliato a fette come una
-torta, o coll’intingolo di polmone. (Vedi Carni). Per 3-4 persone.
-
-_Di farina di granturco._ Latte litri uno, farina gialla nove cucchiai,
-farina bianca tre cucchiai, 100 gr. di salame e 50 gr. di lardo
-tagliati a dadolini e soffritti nel burro. Per il resto procedete come
-sopra. Per 2-3 persone.
-
-_Di farina di frumento colle ova._ Frullate due ova con un po’ di latte
-(tre quarti di litro) e fate un intriso con 500 gr. di farina bianca,
-unendovi 40 gr. di lardo rosso o bianco e delle fettine di lucanica
-(grossa salsiccia) leggermente soffritti nel burro. Alle ova intere
-potete sostituire gli albumi a neve (3-4), al latte un po’ d’acqua e un
-pezzetto di burro. Cottura come sopra. Per 3-5 persone.
-
- Cosa rara, cosa cara.
-
-
-22. =Torta Simona alla trentina.= — Mescolate tre ova intere con tre
-decilitri di farina, diluite a poco a poco il composto con quattro
-decilitri (mezzo litro scarso) di latte freddo, sbattendolo con gran
-diligenza e aggiungendovi il sale necessario. Versatelo poi in una
-tegghia bassa spalmata con 40 gr. di burro o di _Kunerol_ (burro di
-cocco) e infornatelo subito spargendovi sopra alcuni fiocchetti di
-burro. Questa torta deve riescire tutta irregolare e a sgonfiotti e si
-gusta con qualche intingolo o coll’insalata. Volendo farne invece un
-piatto dolce si spolverizza di zucchero.
-
-
-23. =«Strudel».=
-
-_Pasta di «Strudel» comune._ — Mettete in una catinella mezzo litro
-di farina passata allo staccio e sette cucchiai circa d’acqua o di
-latte tiepido, nel quale avrete sciolto un pezzetto di burro come una
-noce; formate un pastone omogeneo, debitamente salato, versatelo sulla
-spianatoia e lavoratelo colle mani, finchè fa le bolle. Poi mettetelo
-in disparte sopra un piccolo tagliere infarinato e copritelo con una
-scodella calda, dopo averlo bagnato con acqua tiepida. Stendete sulla
-spianatoia una tovaglia fina, infarinatela lievemente, mettetevi
-il pastone, appianatelo un poco rullandovi sopra con leggerezza il
-matterello, poi cominciate a stirarlo con le mani in modo da ridurlo
-come una sottilissima carta. Gli orli resteranno più grossi: stendeteli
-col matterello o levateli addirittura badando di non sciupare la
-sfoglia che deve rimanere bella, liscia, regolare, senza una falda e
-senza il più lieve strappo. Doratela sugli orli con l’uovo sbattuto
-e nell’interno col burro fuso, poi stendetevi sopra delicatamente il
-composto del ripieno lasciando gli orli liberi e, movendo la tovaglia,
-fate rotolare la sfoglia sopra se stessa, finchè l’avrete ridotta come
-un grosso salsiccione che piegherete in forma d’anello o di spira.
-
-_Ripieno per lo «Strudel»._ — I ripieni possono variare assai. In
-genere usa farli di frutta, come di mele o pere cotte con un po’ di
-zucchero e d’acqua o vino bianco e miste con una manatina di pinoli
-e una di passolina, ma in questo caso fanno parte dei piatti dolci.
-Volendo allestire un piatto non dolce vi si mette uno strato di
-ricotta, mista con un po’ di prezzemolo pesto, con due tre cucchiai
-di formaggio grattato, un ovo e un pizzico di cannella o noce moscata,
-oppure uno strato di carne tritata fina e arrostita con molta cipolla
-nel burro, oppure spinaci cotti, tritati e mescolati con un ovo e con
-un po’ di formaggio, oppure patate lesse, schiacciate e mescolate con
-un po’ di formaggio e con un ovo.
-
-Gli _Strudel_ si cuociono generalmente al forno, rotolati in forma
-di spirale entro una tortiera unta di burro e bagnati con un pochino
-di panna o di latte. Durante la cottura, che esige secondo la loro
-grandezza ore 1 — 1 1/2, si ungono due tre volte mediante una piuma
-con burro fuso, a ciò facciano una bella crostina. In mancanza di
-burro si possono bagnare col latte caldo.
-
- L’uso serve di letto a molti abusi.
-
-
-24. =Pizza o schiacciata di lievito di pane col lardo.= — Procuratevi
-dal fornaio un pezzo di lievito di pane forte e del peso di 100-200
-gr. secondo la grandezza della pizza che intendete fare, rimpastatelo
-in una terrina con altri 200-400 gr. di farina intiepidita e salata e
-con acqua pure tiepida badando di ottenere un composto un pochino più
-molle del lievito, fatelo fermentare in un luogo caldino, p. e. davanti
-al fornello, tenendolo ben coperto e badando che gonfiandosi deve
-raddoppiarsi di volume. Ripetete quest’operazione ancora due tre volte
-finchè avrete consumato circa chilogr. 1 1/2 di farina, disponete
-quindi la pasta in una larga tortiera o tegghia unta e infarinata e
-fatevela lievitare per l’ultima volta finchè ha un’apparenza soffice
-e spugnosa, cospargetela di lardo rosso e bianco tagliato a minuti
-dadolini e di semi di comino ben puliti e cuocetela a forno allegro.
-Per una pizza da 3-4 persone potete calcolare chilogr. uno di farina.
-Questa pizza esige molte ore di tempo, non già di lavoro, quindi se
-volete allestirla per il desinare è bene che vi ci mettiate di buon
-mattino assai. Invece di spalmare la tegghia col burro potete ungerla
-bene coll’olio, senza infarinarla, e invece di mettervi il lardo e il
-comino, fermentata che sia la pizza per l’ultima volta, potete farvi
-delle fossettine e spargervi olio e sale. Il lievito di pane occorre
-ordinarlo dal fornaio la sera per la mattina; se non si trovasse,
-converrebbe sostituirlo col lievito di birra, facendo il solito
-fermento colla farina di frumento come indicano le ricette per il pane
-(vedi cap. I). Per la quantità della farina conviene regolarsi. Per un
-chilogr. di farina potete prenderne 70-80 gr.
-
-
-25. =Pizza o schiacciata col lievito di pane, il lardo e le cipolle.=
-— Preparata la pasta di pane nella tegghia o tortiera come indica la
-precedente ricetta, fatevi un orlo giro giro con la stessa pasta e
-dopo aver messo subito nel vano un ripieno di 6-8 cipolle (secondo la
-grandezza delle cipolle e della pizza) tritate fine e soffritte nel
-burro, miste con 60 gr. di lardo bianco ben pestato, 2-3 cucchiai di
-pangrattato, un po’ di formaggio, due ova, un po’ di latte, sale, pepe
-e un pizzico di comino, se vi piace, lasciate fermentare per l’ultima
-volta la pizza in un luogo tiepido e cuocetela poi a forno ardito.
-
- Chi ti vuol male ti liscia il pelo.
-
-
-26. =Pizza colla salvia=. — Sciogliete 40 gr. di buon lievito di birra
-con mezzo bicchiere d’acqua, versatelo su chilogr. uno di farina
-tiepida che avrete posta in una terrina facendole una fossetta nel
-mezzo, intridete nel lievito tanta farina quanto essa ne assorbe per
-fare una pappina molliccia e collocate la terrina in luogo tiepido.
-Quando il lievito, fermentando, si sarà raddoppiato di volume, unitevi
-la farina rimanente con mezzo bicchiere di vino bianco, alcuni cucchiai
-d’olio buono, alcune foglie di salvia trita finissima e il sale
-necessario, rimpastando ogni cosa. Se il composto diverrà troppo duro,
-vi aggiungerete qualche cucchiaio d’acqua tiepida (prima di finire il
-rimpasto), nel caso contrario un po’ di farina. La pasta deve avere la
-consistenza d’una polenta tenerissima. Quando l’avrete fatta fermentare
-un’ultima volta come la precedente in una tegghia, le praticherete
-delle fossette sulla superficie e vi spargerete sopra olio, sale e
-volendo anche un po’ di salvia pesta.
-
-
-27. =Pizza o farinata di ceci col lievito di pane.= — Sciogliete 120
-gr. di lievito di pane con mezzo litro d’acqua tiepida, aggiungetevi
-300 gr. di farina di ceci, e tenendo il composto entro una terrina ben
-coperta e in luogo caldo fatelo fermentare. Quando sarà raddoppiato
-di volume, amalgamatevi a poco a poco altri 600 gr. di farina di ceci
-alternando con l’acqua tiepida e dimenando bene finchè avrete ottenuto
-una pasta circa come quella del pane. Quando sarà nuovamente lievitata,
-rovesciatela con gran precauzione in una tegghia in cui avrete versato
-alcuni cucchiai d’olio e cuocetela a forno ardito. (Se non trovaste il
-lievito di pane vi converrebbe prendere 60 gr. di lievito di birra e
-farlo fermentare alla prima con 200 gr. di farina di frumento). Quando
-la pizza sarà cotta cospargetela con un po’ d’olio in cui avrete fatto
-soffriggere 3-4 cipolle tagliate ad anelli.
-
-
-28. =Pizza di pane colle sardelle alla ligure= (_sardenea_). — Prendete
-dal fornaio 750 gr. di pasta di pane, sciogliete 30 gr. di lievito
-di birra con un po’ di latte, unitelo alla pasta, sbattetela bene e
-fatela fermentare in un luogo caldo. Tirate quindi una sfoglia (sulla
-spianatoia) dell’altezza di due cent. circa, tenendola di forma
-rotonda, collocatela in una tegghia unta, facendole un piccolo orlo
-giro giro. Spalmatela colla salsa seguente, guernitela di fette d’aglio
-e di maggiorana pestata, lasciatela lievitare un pochino e cuocetela al
-forno per poi gustarla calda.
-
-_Salsa di sardelle._ — Pulite, diliscate e pestate con un po’ d’olio
-quattro sardelle in modo da ridurle a pappina. Fate rosolare con un
-altro po’ d’olio due cucchiai di cipolle pestate e quattro cucchiai di
-pangrattato. Cuocete alcuni pomidori con poc’acqua in una cazzarola,
-passateli allo staccio, unitevi pure un po’ d’olio e lasciateli
-sobbollire adagio, mescolate poi ogni cosa.
-
- Sotto la bianca cenere sta la brace
- ardente.
-
-
-29. =Pasticcio di maccheroni.= — Tagliate a pezzi 300 gr. di maccheroni
-grossi e cuoceteli (che non siano troppo molli) nell’acqua bollente
-salata. Mettete intanto al fuoco, in una padella, un pezzo di burro
-come mezz’uovo e due cucchiai di farina, amalgamateli sollecitamente
-e diluiteli con mezzo litro scarso di latte unendovi un pochino di
-sale e formando una pappina liquida ma ben cotta. Mescolate con questa
-pappina i maccheroni e gl’ingredienti di cui disponete i quali, quanto
-più fini e svariati saranno, tanto più gustoso renderanno il pasticcio.
-Del resto, tutto può servirvi allo scopo: pezzetti di prosciutto crudo
-e cotto, di lingua e di carni salate lesse, di animelle e di cervello
-assaporiti nel burro con la cipolla, di salsiccia, di bondiola, qualche
-cucchiaio di buon intingolo di manzo o di vitello, funghi cotti in
-umido e ancor meglio tartufi. Non dimenticate un po’ di parmigiano.
-
-Disponete poi il composto in una tegghia di rame unta di burro e
-copritelo con una sfoglia di pasta frolla, facendovi un orlo giro
-giro e dorandola col rosso d’ovo sbattuto. Cuocete quindi il pasticcio
-mezz’ora a forno caldo.
-
-Per la pasta frolla amalgamerete sulla spianatoia, lavorando con
-destrezza, 200 gr. di farina, 100 gr. di burro solito o di burro di
-cocco, un po’ di latte e di sale e prima di servirvi del composto lo
-lascerete riposare un’ora in luogo fresco entro un pannolino.
-
-In questo modo si può fare il pasticcio di maccheroncini, di taglierini
-ecc. ecc.
-
-_Oppure:_ Lascerete da parte la pappina e vi sostituirete una buona
-salsa di pomodoro senza trascurare le carni sopra indicate, oppure un
-ragoût come quello indicato a pag. 29 N.º 7 per la Pasta condita alla
-bolognese.
-
-
-30. =Frittata all’Italiana.= — Dimenate (senza sbattere) sei ova in
-una scodella con due cucchiai di latte, due cucchiai di formaggio, due
-tre pizzichi di sale e un po’ di pepe, se vi conviene, unitevi anche
-due cucchiai di erbe trite sia prezzemolo solo sia misto con un po’ di
-maggiorana, di timo, di basilico, di cerfoglio ecc. ecc.
-
-Fate sciogliere un pezzetto di burro in un tegame basso, versatelo
-fuori serbandolo a vostra disposizione e rovesciate nel recipiente che
-terrete a fuoco abbastanza vivo il contenuto della scodella. Quando
-le uova cominciano a rapprendersi sugli orli del tegame, sollevatele
-con la paletta di ferro e fatevi scorrere sotto qualche goccia di
-burro fuso. Appena la frittata è condensata, voltatela su se stessa e
-versatela fumante. Questa frittata di lusso serve appena per un paio di
-persone. Essa è molto gradevole se si maschera con una buona salsa di
-pomidori e si può anche riempire con qualche cucchiaio di verdure cotte
-nel burro, come piselli, fagiolini, funghi ecc. ecc. Quest’ingredienti
-talvolta si uniscono da bel principio alle ova, p. e. i carciofi
-lessati un pochino nell’acqua salata e poi soffritti a fettine
-nell’olio, per formarne una frittata mista.
-
- Albero che non fa frutto, taglia
- taglia.
-
-
-31. =Frittata colla farina di frumento.= — Per ogni ovo un cucchiaio
-colmo di farina e un cucchiaio di latte, sale, pepe a piacere, un
-cucchiaio d’erbe odorose pestate, se piacciono, come basilico, salvia,
-maggiorana, erba bianca ecc. ecc. Dimenate i rossi col latte poi
-intridete col composto la farina, cominciando da poche gocce, sbattete
-alcuni minuti con forza, aggiungete le chiare sbattute a densa neve,
-procedete come indica la precedente ricetta, impiegando se volete anche
-strutto invece di burro e rotolando poi la frittata sopra se stessa.
-Questa frittata, che si deve cuocere a fuoco ardente, diventa più bella
-e soffice se per ogni rosso d’ovo vi si mettono due chiare a neve.
-Oltre a ciò essa si può fare con le sole chiare.
-
-
-32. =Frittata colla farina di granturco.= — Procedete come nella
-precedente ricetta, intridendo 6-8 cucchiai di farina gialla fina,
-passata allo staccio e debitamente salata con un paio d’ova e il latte
-che necessita per farne una pappina molle.
-
-
-33. =Frittata di patate.= — Cuocete una dozzina circa di buone patate,
-mondatele, schiacciatele bollenti, unitevi un pezzetto di burro e un
-paio d’ova, sale, pepe e un po’ di prezzemolo trito nonchè qualche
-cucchiaio di latte. Procedete quindi a norma della ricetta N.º 31.
-
-
-SEZIONE II.
-
-LE UOVA.
-
- Ovo appena nato vale un ducato.
-
-
-1. =Maniera di accertarsi se le uova sono fresche.= — Se avete
-intenzione di allestire le ova sole, badate sempre che siano fresche
-e anche quando vi converrà di unirle con altri ingredienti non vi
-fidate troppo ciecamente di quelle che si conservano nella calce o
-con altri sistemi. Se volete garantirvi della freschezza delle ova
-speratele, cioè esaminatele dinanzi alla fiamma d’una candela. Se sono
-di data recente vi appariranno chiare e trasparenti, se stantie, opache
-e scure. Potete anche sciogliere 100 gr. di sale in otto decilitri
-d’acqua che collocherete in una pentola immergendovi le ova. Quelle che
-vanno a fondo sono le più fresche. Si trovano d’altronde in commercio
-arnesi appositi per riconoscere la freschezza delle ova. Prima di
-adoperarle, qualunque sia l’uso che vogliate farne, abbiate cura di
-lavarle diligentemente, e se l’acqua non bastasse, servitevi d’un po’
-di sale.
-
-
-2. =Uova a bere.= — In genere usa cuocere le ova a bere immergendole
-nell’acqua bollente e mantenendo questa a discreto bollore. Le piccole
-ova sono pronte in tre minuti, le grosse in m. 3 1/2, ma con
-questo sistema il guscio qualche volta si rompe e il contenuto riesce
-poco appetitoso. Potete anche immergere le ova nell’acqua bollente e
-poi ritirarle sull’angolo del fornello, lasciandole cinque m. nella
-padella scoperta. Oppure, mettetele al fuoco nell’acqua tiepida (ne
-calcolerete sempre un bicchiere per ogni uovo), e quand’essa comincia
-a bollire contate, piuttosto in fretta, dall’uno al cento e le ova
-saranno pronte.
-
-Le uova freschissime sono più lente a cuocersi delle meno fresche;
-dovete tener conto di questa particolarità e anche della loro
-grandezza.
-
-
-3. =Uova bazzotte.= — Le uova diverranno bazzotte se le cuocerete come
-le precedenti soltanto un po’ più a lungo. Se le metterete al fuoco
-nell’acqua bollente vi occorreranno 5-6 m. di bollitura, nell’acqua
-tiepida m. 3 — 3 1/2, se le lascerete sull’angolo del fornello m. 7-8.
-
-Si servono come le ova a bere e qualche volta come le ova sode
-sgusciandole con gran cura.
-
- La prima scodella piace a tutti.
-
-
-4. =Uova al burro.= — Sciogliete, per ogni uovo, un pezzo di burro
-come una grossa noce; quando frigge, ma non tanto da prendere colore,
-scocciatevi le ova badando che il rosso non esca dalla sua pellicina,
-spargetevi sopra un pizzico di sale e, quando l’albume si è alquanto
-assodato, servitele bollenti.
-
-_Uova al burro nero._ — Come sopra, soltanto prima di rompere le uova,
-farete friggere il burro finchè annerisce.
-
-_Uova al burro con prezzemolo._ — Fate friggere a parte con un po’ di
-burro un cucchiaio di prezzemolo trito, bagnatelo con qualche goccia di
-aceto e versatelo sulle uova preparate come indica la prima ricetta.
-
-_Uova al burro sui crostoni di pane._ — Tagliate delle fette di
-pane bianco della grossezza di un cent., bagnatele nel latte,
-fatele soffriggere nel burro, tenetele pronte nel piatto da portata
-collocato in luogo caldo, guarnitele ciascuna con un ovo cotto al
-burro, versandovi sopra quel po’ d’intinto che rimane nella tegghia e
-servitele fumanti.
-
-_Uova al burro sui crostoni di polenta._ — Cuocete della polenta
-nel latte, stendetela sulla spianatoia, quand’è fredda tagliatela in
-tanti dischi del diametro di cent. otto circa, poi rosolate questi
-crostoni in una tegghia bene spalmata di burro. Disponeteli sul
-piatto da portata e collocate sovra ciascuno un uovo cotto al burro,
-spolverizzato con buon parmigiano grattato.
-
-
-5. =Uova al lardo.= — Tagliate a dadolini un pezzetto di lardo
-affumicato grasso e magro, fatelo soffriggere in un tegame, scocciatevi
-sopra le ova, salatele, mettetevi un po’ di pepe e, appena le chiare
-sono rapprese, servite le uova fumanti.
-
-
-6. =Uova fritte.= — Riscaldate strutto od olio in una padella, quand’è
-bollente immergetevi un mestolino forato, scocciatevi un uovo, salatelo
-e scuotete il mestolino, badando che il tuorlo resti entro una camicia
-d’albume. Collocate le uova, di mano in mano, sopra un tagliere, e
-servitele subito con qualche verdura, preferendo gli spinaci.
-
-
-7. =Uova affogate.= — Mettete al fuoco due litri d’acqua con un
-bicchiere piccolo d’aceto e un po’ di sale, immergete nell’acqua
-bollente un ramaiolo forato (con minuti forellini), scocciatevi un
-ovo, salatelo e scuotendolo con destrezza entro il liquido badate che
-la chiara venga in parte a galla coprendo il rosso. Quando si è un po’
-assodata, collocate l’ovo sopra un tagliere. Portate in tavola queste
-ova con una buona salsa di pomodoro.
-
-
-8. =Uova affrittellate.= — Mettete in un tegame tanti pezzi di burro,
-grossi come belle noci, quante uova desiderate cuocere, fate sciogliere
-il burro, ma non per intero, e versatevi sopra in fretta le ova e il
-sale necessario, imbrogliandole subito con la forchetta finchè prendono
-una certa consistenza, senza mutar colore.
-
-_Con fette di pane._ — Tagliate pane bianco a fettoline, bagnatelo un
-pochino nel latte, mettetelo nel tegamino insieme alle uova e procedete
-come sopra.
-
-
-9. =Uova assodate o sode.= — Queste uova le farete bollire 8-10 m.
-secondo la grossezza e l’età. Le più fresche sono le più lente a
-cuocere. Prima di servirle mettetele nell’acqua fredda a ciò il guscio
-si possa levare con facilità.
-
-
-10. =Ova sode ripiene.= — Cuocete alcune ova sode, dimezzatele per
-il lungo e levatene fuori il tuorlo. Prendete la metà dei tuorli,
-una metà del peso degli stessi di burro fresco e una metà di tonno
-sott’olio, pestate il composto nel mortaio, unitevi a goccia a goccia
-un po’ di sugo di limone, e mettetelo in forma di pallottole nel bianco
-delle ova. Coi tuorli rimanenti fate una salsa (vedi Cap. 5 N.º 20) e
-servitevene per guernire questo piatto di lusso.
-
- Pasqua tanto desiata in un giorno è
- passata.
-
-
-11. =Le uova di Pasqua.= — Non vi può essere pranzo di Pasqua al
-quale non facciano la loro comparsa le uova sode. Vi sono molti mezzi
-noti per colorire piacevolmente le uova. Le buccie di cipolla, i
-fiori dell’_Anemone pulsatilla_, le viole del pensiero più scure, le
-foglie dell’_Indigifera tinctoria_ (pianta dell’indaco) servono per
-marmorizzarle con colori svariati, mentre certe stoffe di seta e di
-cotone verdi, rosse, azzurre, certe carte porporine si adoperano per
-foderarle quando sono guernite con delicate fogliuzze di prezzemolo e
-di felce, o con figurine intagliate, che risultano poi in bianco sullo
-sfondo variopinto.
-
-Le uova così preparate s’involgono in pezzetti di tela e si contornano
-di filo onde tutta la guernizione resti aderente, poi si fanno bollire.
-
-Il campeggio bollito insieme alle uova dà loro un colore carminio;
-a questo legno molti sostituiscono i colori d’anilina, ma essi sono
-sempre un po’ pericolosi. Se le uova sono tinte con un colore solo,
-potete scrivervi dei motti o degli scherzi coll’acqua forte.
-
-Per dare il lucido alle uova di Pasqua le strofinerete con un pannolino
-intinto nell’olio di mandorle.
-
- Vi sono in commercio dei preparati per conservare fresche le
- uova nella stagione invernale, fra questi il _Garantol_. Le uova si
- tengono in vasi di vetro puliti e chiusi in luoghi dove non gela,
- come indica la relativa istruzione.
-
-
-
-
-CAPITOLO QUINTO.
-
-LE SALSE.
-
-
-1. =Salsa di pepe N.º 1.= — Mettete al fuoco, in una cazzarolina, un
-pezzo di burro come mezz’uovo. Quand’è sciolto unitevi sei cucchiai di
-pangrattato, il sale necessario (conviene assaggiare, per il pane), un
-cucchiaio circa di pepe (anche questo va a piacere), diluite con mezzo
-litro di brodo, fate sobbollire molto adagio la salsa e al momento
-di adoperarla incorporatevi ancora due cucchiai di pangrattato. Se
-cuocerete col composto una fesina d’aglio per levarla alla fine, la
-salsa diverrà ancor più saporita. Per carni e verdure.
-
-
-2. =Salsa di pepe N.º 2.= — Rosolate due cipolle trite e mezza foglia
-d’alloro con un po’ di burro bollente, unitevi due cucchiai di farina
-e rimestate finchè questa abbia preso un po’ di colore. Diluite il
-composto con tre cucchiai d’aceto, che avrete fatto bollire con venti
-grani di pepe, e poi passatelo da un colino, e unitevi con alcuni
-cucchiai di vino il sale occorrente e quella quantità di pepe in
-polvere che v’aggrada; lasciate poi sobbollire adagio la salsa 15-20 m.
-Per carni e verdure.
-
- Febbraio asciutto erba per tutto.
-
-
-3. =Salsa agrodolce.= — Fate arrossare in una padellina di ferro due
-cucchiai colmi di zucchero pesto, senz’acqua. Scioglietelo con alcuni
-cucchiai di aceto bollente e lasciate cuocere adagio il composto.
-Sciogliete pure a parte in un tegamino un pezzetto di burro della
-grossezza di due noci, incorporatevi due cucchiai di farina e quando
-questa comincia a mandare un po’ di odore unitevi l’aceto, mescolate
-bene, condite con sale e pepe a piacere, lasciate sobbollire alcuni
-minuti e servitevene per le carni lesse e specialmente per la testina
-di vitello.
-
-
-4. =Salsa di pomodoro.= — Mettete in una cazzarolina alcuni pomidori
-puliti dal verde, lavati, dimezzati, vuotati dai granelli e tagliati
-a pezzi, con poc’acqua. Quando sono cotti, schiacciateli e passateli
-allo staccio, unitevi una presina di zucchero, un pezzetto di burro,
-sale quanto occorre e pepe in quantità, lasciate sobbollire adagio il
-composto finchè si condensa come una pappina non troppo spessa. Potete
-anche sciogliervi una fesina d’aglio col sale e omettere il pepe. Per
-minestre e carni.
-
- Aria a fette lampi e saette.
-
-
-5. =Salsa di pomodoro più fina.= — Fate un battutino con due cipolle,
-una carota, mezza radice di sedano, un mazzetto di prezzemolo e
-soffriggetelo in poco burro sciolto e bollente (al burro potete
-sostituire lo strutto o l’olio); quando queste verdure hanno preso
-colore versatevi i pomidori preparati come indica la precedente
-ricetta, mescolate bene, lasciate sobbollire alcuni minuti e assaporite
-la salsa con sale e pepe. Per ova, minestre, carni.
-
-Per renderla piccante, nel qual caso s’adopera per il lesso, non avete
-che a diluire il soffritto d’erbe con un po’ d’aceto, unendovi un
-cucchiaio circa di zucchero.
-
-
-6. =Salsa di pomodoro colle patate.= — Preparate un soffrittino di
-burro, cipolla e farina come al N.º 2 lasciando via l’alloro, unitevi
-tre patate appena cotte e bene schiacciate e la salsa semplice di
-pomodoro (fatta con circa dieci pomidori) come indica la ricetta N.º 4.
-Mescolate bene ogni cosa e lasciate sobbollire 15 m. Per le carni.
-
-
-7. =Salsa di cipolle.= — Fate arrossare con un bel pezzetto di
-burro sciolto e bollente sei belle cipolle trite fine; quando hanno
-preso colore unitevi due cucchiai di farina e, quando questa pure
-è soffritta, salate il composto e diluitelo col brodo, lasciandolo
-bollire a lungo. Se non avete brodo, fate arrossare due cucchiai di
-zucchero pesto senz’acqua in una padellina di ferro e diluitelo con
-aceto bollente facendolo sciogliere bene; servitevi quindi di questo
-aceto invece del brodo. Passate allo staccio. Per carni e verdure.
-
-
-8. =Salsa calda di prezzemolo.= — Sciogliete in un tegamino un
-pezzetto di burro come mezz’uovo; incorporatevi due cucchiai di
-farina, rimestate finch’essa comincia a prendere colore, unitevi una
-manata di prezzemolo pestato fino, sale e pepe a piacere, diluite con
-qualche cucchiaio di brodo, lasciate sobbollire una trentina di minuti,
-rifondendo il brodo se occorresse, servitevene per condire patate
-lesse, carni e verdure.
-
-
-9. =Salsa fredda dì prezzemolo.= — Prendete due manate di prezzemolo,
-un mazzetto d’erba cipollina (_santigola_), una foglia d’alloro, alcune
-foglie di cerfoglio, tritate bene ogni cosa, condite con sale, pepe,
-olio, aceto, mescolate e servitevene per le patate lesse o per le
-carni. Questa salsa diverrà ancora migliore se vi unirete un ovo sodo
-tritato.
-
- Tutto finisce fuorchè l’invidia.
-
-
-10. =Salsa d’aglio.= — Sciogliete un pezzetto di strutto in un tegame,
-quand’è bollente unitevi due cucchiai di farina, rimestate finchè
-questa comincia ad arrossare, aggiungete due fesine d’aglio pestate
-con una quantità eguale di burro, rimestate ancora, condite con sale e
-pepe, diluite con un po’ di brodo e lasciate sobbollire alcuni minuti
-il composto. Per carni, verdure o per il pesce.
-
-
-11. =Salsa d’erba cipollina.= — Preparate un soffritto di farina
-nello strutto come nella «Salsa d’aglio», unitevi due mazzetti d’erba
-cipollina finamente pestata, lasciate soffriggere un momento, diluite
-con un po’ di brodo o con qualche goccia d’aceto e fate sobbollire un
-quarto d’ora la salsa prima di servirvene. Per carni e verdure.
-
-
-12. =Salsa di menta.= — Tritate alcune belle foglie di menta romana
-a cui avrete levato il nervo mediano, versatevi sopra quattro buoni
-cucchiai d’acqua e quattro d’aceto forte che prima avrete fatto bollire
-con due cucchiai di zucchero. Lasciate freddare e servitevene per carni
-o per pesci lessi.
-
-
-13. =Salsa calda di cetrioli.= — Fate rosolare nel burro due cipolle
-trite, unitevi 2-3 cucchiai di farina e quando questa comincia ad
-arrossare 5-6 cetrioli sotto l’aceto tritati fini, sale se occorre,
-pepe a discrezione, diluite con un po’ di brodo e con qualche goccia
-d’aceto. Fate sobbollire prima di servirvene. Per le carni.
-
-
-14. =Salsa fredda di cetrioli.= — Mondate, tagliate a pezzi, vuotate
-dalla parte molliccia un paio di cetrioli grandi, tritateli finissimi
-colla mezzaluna, mescolatevi un paio di ramolacci grattati finamente,
-salateli un poco e da lì a mezz’ora fate scolare l’acqua che hanno
-mandato, conditeli con pepe, olio, aceto e un po’ di senapa e
-servitevene per le carni.
-
-Tanto i cetrioli che i ramolacci si possono preparare in questa modo da
-soli aumentandone il numero.
-
- Lingua sagace sempre mordace.
-
-
-15. =Salsa di peperoni.= — Tritate bene alcuni peperoncini sotto
-l’aceto, unitevi una cipolletta pure pestata finissima e una fesina
-d’aglio schiacciata con un po’ di sale, condite con olio, aceto e
-pepe. Anche a questa salsa potete aggiungere, se v’aggrada, i ramolacci
-grattati. Per le carni.
-
-
-16. =Salsa di rafano.= — Mondate bene un paio di radici di rafano
-(radica forte), lavatele bene, grattatele, unitevi un po’ d’aceto e
-un cucchiaio o due di zucchero, secondo la quantità. Questa salsa si
-conserva intere settimane. Per carni salate.
-
-
-17. =Salsa calda di sardelle.= — Diliscate bene alcune sardelle che
-avrete tenute in molle alcune ore nell’acqua per levar loro il sale
-soverchio e tritatele finissime. Fate soffriggere intanto nello strutto
-bollente due cipolle finamente tagliate, unitevi 2-3 patate cotte e
-bene schiacciate, poi le sardelle, diluendo il composto con un po’
-d’acqua e con un tantino d’aceto. Fate sobbollire. Per la polenta.
-
-
-18. =Salsa fredda di sardelle.= — Preparate 4-5 sardelle come sopra,
-unitevi 2-3 cucchiai di pangrattato finissimo, un po’ di prezzemolo
-trito e il sugo di mezzo limone, diluite con olio e passate il composto
-allo staccio. Per le carni.
-
-
-19. =Salsa calda d’aringhe.= — Fate soffriggere due cipollette nel
-burro, unitevi la midolla di due pani bagnata con aceto e passata
-allo staccio insieme ad un’aringa salata che avrete bene pulita e
-lasciata in molle alcune ore nell’acqua. Diluite il composto con acqua,
-rimettetelo al fuoco e riscaldatelo senza farlo bollire, aggiungendovi
-il sugo di un limone. Per la polenta.
-
-
-20. =Salsa d’ova.= — Mettete in una padellina un ovo intero, un
-cucchiaio e mezzo d’olio, un cucchiaio e mezzo d’acqua, un cucchiaio
-d’aceto, collocate la padellina entro una cazzarola d’acqua bollente
-e frullate il composto col batticchiare a bagno maria finchè si fa
-denso e schiumoso. Unitevi allora un po’ di sugo di limone e il sale
-e continuatelo a sbattere a freddo versandovi ancora qualche cucchiaio
-d’olio a goccia a goccia. Per piatti freddi.
-
-_Oppure._ Dimenate in una scodelletta 2-3 rossi d’ovo cotti sodi,
-salateli e versatevi l’olio a goccia a goccia, alternandoli con un po’
-di sugo di limone finchè la salsa si fa densa.
-
- Bisogna comprare perfino il sole.
-
-
-21. =Salsa fredda d’aringhe.= — Scegliete un paio di quelle aringhe
-salate che hanno il così detto _latte_, servitevi dei pesci per l’uso
-che meglio v’aggrada, levate il sale soverchio al latte lasciandolo
-alcune ore in molle nell’acqua, pestatelo quindi nel mortaio con due
-cipollette, una fesina d’aglio, un po’ di prezzemolo e di pepe. Diluite
-con olio e aceto. Questa salsa si farà ancor migliore se vi unirete un
-paio di rossi d’ova cotte sode, pestandoli col rimanente. Per le carni
-fredde o per le patate lesse.
-
-
-22. =Salsa dolce d’arancio.= — Fate bollire 150 gr. di zucchero con
-un bicchiere d’acqua, pulendo gli orli della padella. Versate questo
-sciroppo mentr’è ancora liquido e bianco in una scodella, unitevi 3-6
-cucchiai di rum e il sugo di due piccoli aranci. Al sugo d’arancio
-potete sostituire anche quello di limone. Questa salsa serve per fritti
-dolci e altri piatti collo zucchero.
-
-
-23. =Salsa dolce di sciroppo di frutta.= — Fate bollire una quantità
-sufficiente di sciroppo di amarene, di lamponi, di ribes ecc. e prima
-di servirvene unitevi qualche cucchiaio di maraschino o di rosolio.
-
-
-
-
-CAPITOLO SESTO.
-
-LE CARNI.
-
-
-1. =Il lesso.= — Si fanno lessare le carni nell’acqua per convertire
-questa in brodo mediante i sughi che ne escono durante la cottura. Ad
-onta di ciò le carni restano mangiabili, anzi spesso gustose specie se
-si mettono a cuocere nell’acqua già bollente.
-
-Si fanno lessare a preferenza il manzo (coscia, culaccio, filetto), il
-vitello (spalla, petto, testina), le galline e i piccioni vecchi.
-
-Per cuocere bene il manzo occorrono ore 2 1/2 — 3 di fuoco regolare,
-per il vitello ore 1 1/2 — 2, per i volatili ore 1-3 secondo il caso.
-
-Prima di farla bollire laverete diligentemente la carne e gli ossi
-guardandovi però di lasciarli giacere nell’acqua. Se il manzo fosse di
-qualità dura vi converrebbe batterlo prima col mazzuolo. Alla testa
-di vitello vanno levati gli occhi e i peli che per caso vi fossero
-rimasti; i volatili si preparano come per cuocerli arrosto (vedi più
-oltre) tolto il lardo. Per ogni chilogr. di carne di manzo pesata con
-gli ossi, calcolerete sei litri d’acqua che vi daranno poi tre litri
-di brodo (se v’aggiungeste degli ortaggi potreste abbondare di più col
-liquido); per le altre carni ne occorre un po’ meno, se si tiene conto
-della minor durata della cottura e perciò della diminuita evaporazione.
-
-Durante la bollitura schiumerete con diligenza il brodo, senza portar
-via il grasso che si leva più tardi e si ripone, mentre la schiuma
-è roba di scarto da dare al gatto o alle galline. Le carni lesse si
-gustano con gli erbaggi e la polenta, o con la polenta e una salsa.
-
- L’uso fa legge.
-
-
-2. =Maniera di adoperare gli avanzi di manzo lesso.=
-
-_Freddo o caldo, cioè riscaldato, colle salse._ N. 1, 3, 5, 7, 10, 12,
-14, 15, 16, 18 (vedi Cap. V.).
-
-_Alla gratella._ — Mettete in un piatto un po’ d’olio, il sugo di mezzo
-limone, un cucchiaio di prezzemolo e uno d’erba cipollina (_santigola_)
-molto bene pestati insieme, pepe e sale, involgete in questo composto,
-che avrete mescolato, le fette di manzo lesso freddo, spolverizzatele
-di pangrattato e collocatele alcuni minuti sulla gratella.
-
-_Arrostito, colla salvia._ — Tagliate il lesso a fettoline, unitevi
-alcune foglie di salvia e mettetelo al fuoco con un pezzetto di burro,
-arrostitelo pochi minuti a fuoco ardente, bagnatelo, se non lo gradite
-secco, con qualche cucchiaio d’acqua o di brodo. Potete frammezzarvi
-anche delle fette di polenta o di patate cotte. Al burro potete
-sostituire lo strutto o l’olio, ma in questo caso lascerete riscaldare
-il grasso, prima di unirvi il resto, col sale necessario e con un po’
-di pepe, se vi piace. Potete anche soffriggere delle cipolle e qualche
-erba nel grasso.
-
-_In tegghia colle patate, colle cipolle e col pomodoro._ — Stendete
-in una tegghia uno strato di cipolle pestate, disponetevi sopra delle
-sottili fette di manzo cotto, poi uno strato di patate cotte e tagliate
-a fette, un altro strato di manzo e uno di pomidori lavati, dimezzati e
-puliti dai granelli. Versate su questo composto alcuni cucchiai d’olio,
-senza dimenticare il sale e il pepe, cuocetelo poi coprendo la tegghia
-ore 1 1/2 circa sia nel forno sia sulla brace. Se occorre lo
-bagnerete con qualche cucchiaio d’acqua o di brodo.
-
-_Rifatto in umido._ — Tagliate il manzo a quadratelli, mettetelo in un
-soffritto di burro (un pezzetto), olio (3-4 cucchiai), cipolle trite
-(3-4), prezzemolo pesto (un cucchiaio), lasciatelo rosolare alcuni
-minuti, bagnatelo con mezzo bicchiere d’acqua o di brodo, unitevi poi
-alcuni cucchiai di salsa di pomodoro e, dopo averlo lasciato sobbollire
-un buon quarto d’ora sull’angolo del fornello, portatelo in tavola come
-companatico della polenta.
-
-_Rifatto in agro dolce._ — Sciogliete in un tegamino un pezzetto di
-burro, mescolatevi un buon cucchiaio di farina e fatela rosolare finchè
-manda un grato odore. Arrossate intanto in una padellina due cucchiai
-di zucchero senz’acqua, versatevi mezzo bicchiere d’aceto bollente e,
-quando lo zucchero è sciolto, bagnate con questo composto la farina
-unendovi anche se occorresse un po’ d’acqua. Quando la salsa, che
-sbatterete un pochino, è liscia e morbida (dev’essere quasi colante),
-unitevi le fettine di manzo col sale necessario e con un po’ di pepe e
-lasciatele sobbollire mezz’ora sull’angolo del fornello.
-
-_In insalata._ Tagliato a pezzi sottili, misto con cipolle crude e
-patate cotte tagliate a fette, con indivia, lattuga, denti di leone,
-cicoria, pomidori ecc. ecc. condirlo con olio, pepe e sale.
-
- La catena non teme il fumo.
-
-
-3. =Manzo in umido colle cipolle.= — Mondate e trinciate alcune
-cipolle, tante che vi bastino per farne un suolo compatto sul fondo
-d’una cazzarola, unitevi alcuni fiocchetti di burro, poi un pezzo di
-coscia frolla di manzo o di culaccio bene battuti, salati e infarinati
-(dopo averne, che s’intende, levati gli ossi e le pelletiche), chiudete
-la cazzarola con un coperchio esatto, tenendovi sopra un peso, e
-cuocete la carne adagio 2-3 ore secondo la sua grandezza, bagnandola di
-tratto in tratto con un po’ d’acqua.
-
-
-4. =Manzo in umido col lardo e col pomodoro.= — Coprite il fondo d’una
-cazzarola di sottili fette di lardo, collocatevi sopra un pezzo di
-coscia frolla o di culaccio di manzo preparato come sopra, fatelo
-rosolare bene da tutte le parti, unitevi un piccolo cucchiaio di
-farina, e quando questa ha preso colore, un po’ d’acqua o di brodo che
-rifonderete di tratto in tratto per ottenere il sugo. Aggiungetevi da
-ultimo un po’ di salsa di pomodoro. Cottura due ore circa.
-
-
-5. =Manzo in umido col burro e colle erbe.= — Preparato che abbiate
-il manzo come sopra, mettetelo in una cazzarola con un pezzetto di
-burro, con due cipolle mondate e divise a metà, una carota affettata,
-qualche fetta di porro, di radice di sedano, un po’ di prezzemolo e
-di maggiorana, se l’avete pronta, e rosolata bene ogni cosa, bagnate
-la carne, che avrete debitamente salata, con acqua fresca o con brodo
-aggiungendovi anche da ultimo, se vi piace, la conserva di pomodoro.
-Due prese di pepe non faranno male all’umido, un paio di cucchiai
-d’aceto o un cucchiaio d’acquavite lo renderanno ancora più morbido.
-Ore di cottura 2 — 2 1/2 secondo la qualità del manzo.
-
- Da chi ti dona guardati.
-
-
-6. =Manzo in umido col soffritto di strutto.= — Mettete al fuoco in
-una cazzarola un pezzetto di strutto della grandezza di mezz’uovo (per
-ogni 400 gr. di carne) e un battutino fino di cipolla, di carota e di
-sedano; quando il composto ha preso colore adagiatevi sopra un pezzo di
-manzo frollo e ben battuto soffregato diligentemente con sale e pepe,
-aggiungetevi, se vi piace una presina di cannella e cuocetelo a calore
-moderato non meno di due ore bagnando, quando è bene rosolato da tutte
-le parti, con acqua o con brodo, da ultimo colla salsa di pomodoro. Un
-pezzetto di burro aggiunto allo strutto rende quest’umido migliore.
-
-
-7. =Manzo in umido col soffritto d’olio.= — Mettete al fuoco in una
-cazzarola 3-4 cucchiai d’olio per ogni 500 gr. di carne, un mazzetto di
-prezzemolo trito e una fesina d’aglio pestata. Quando questo battutino
-ha preso colore procedete come dice la precedente ricetta, omettendo
-tuttavia la cannella e il pomodoro. Un pezzetto di burro unito all’olio
-dà all’umido un sapore più delicato.
-
-
-8. =Manzo in intingolo.= — Tagliate il manzo a quadrettini (s’intende
-che colla parte del culaccio o del filetto l’intingolo diventa
-migliore, tuttavia in genere s’adoperano le carni meno morbide a questo
-scopo) e collocatelo in un tegame con un battuto di lardo, di cipolla
-e d’aglio, questo se vi piace, 2-3 cucchiai d’olio e un pezzettino di
-burro, fatelo soffriggere adagio; quando ha preso colore bagnatelo con
-acqua o con brodo e fatelo cuocere adagio circa due ore aggiungendovi
-anche da ultimo la salsa di pomodoro.
-
- La lingua unge e il dente punge.
-
-
-9. =«Gulasch».= — Collocate sul fondo d’una cazzarola uno strato di
-lardo fresco, uno strato di cipolle trinciate e uno strato di patate
-crude, mondate e tagliate a pezzi piuttosto grossi, finalmente uno
-strato di carne di manzo ridotta a dadolini e ben pulita dal grasso e
-dalle pelletiche, spolverizzando di sale quanto ne occorre e di paprica
-(peperone rosso in polvere) in grande abbondanza. Mettete la cazzarola
-coperta al fuoco e quando il lardo è rosolato, rimestate con riguardo
-il composto, riempite la cazzarola d’acqua e lasciate cuocere adagio
-circa 2 ore rifondendo l’acqua se occorresse. Lo stesso piatto si può
-ammannire col vitello, coll’agnello, col castrato e col maiale.
-
-
-10. =Manzo arrosto.= — Per fare il manzo arrosto occorre un pezzo di
-filetto o di culaccio oppure un pezzo di coscia molto bene infrollita
-e battuta. Il sistema più breve è questo; fate dei tagli lunghi e
-stretti entro la carne e introducetevi con un coltellino una fettina di
-lardo involta nel sale e nel pepe. Questi tagli devono essere regolari
-in modo che tutto il pezzo ne appaia egualmente lardellato. Compiuta
-quest’operazione, collocatelo in un pentolino ove stia stretto e
-versatevi sopra alcuni cucchiai di aceto forte. Mezz’ora o tre quarti
-d’ora prima di portarlo in tavola, mettetelo in una cazzarola con un
-pezzetto di burro (in mancanza di questo vi farete rosolare alcuni
-cucchiai d’olio) e cuocetelo in fretta a fuoco ardente. Il manzo si
-può cuocere anche al forno o sulla brace semplicemente con del burro,
-o con burro e olio misti, voltandolo di tratto in tratto, ma preparato
-in questa guisa esso esige 1 1/2 — 2 ore di cottura. Per cuocerlo allo
-spiedo occorrono pure circa due ore. Ben salato che sia si fa
-continuamente girare bagnandolo di quando in quando con un po’ di
-burro puro o d’olio caldo che si raccolgono poi nella leccarda.
-Se è lardellato, come indica la presente ricetta, guadagna in sapore.
-In molti paesi uniscono al manzo da cuocersi arrosto (non allo spiedo)
-qualche odore, come il ramerino, il prezzemolo, l’origano, la persa, la
-salvia, a scelta e a discrezione.
-
-
-11. =Le bistecche.= — Le bistecche si fanno sempre col filetto di
-manzo, che si taglia a grosse fette dopo avergli levato l’osso e le
-pelletiche. Queste fette un po’ battute si collocano sulla gratella,
-si voltano quando hanno preso appena un po’ di colore e voltandole si
-salano. Quando si tagliano, esse devono mandare un sugo roseo ed essere
-per metà crude.
-
-Le bistecche si possono anche bagnare, dopo cotte, con un po’ di burro
-fuso e misto di prezzemolo trito.
-
-_Bistecche al latte._ Preparate le fette di filetto come sopra,
-copritele di latte e fatele poi cuocere in un tegame finchè il latte è
-assorbito. Sale e pepe alla fine.
-
-_Bistecche pestate._ Queste bistecche si possono fare con qualunque
-qualità di manzo purchè sia buono e un po’ grasso. La carne si sminuzza
-colla macchina oppure si pesta insieme a un pane bagnato nel brodo
-e spremuto (per 500 gr. di manzo 30-40 gr. di pane), poi si sala e,
-aggiuntovi un po’ di pepe, si riduce in forma di piccole bistecche
-regolari. Di molto le avvalora un battutino di lardo fino e d’erbe.
-Panate che siano si fanno cuocere 8-9 minuti in un soffritto di olio,
-burro e cipolla, poi si levano dal fuoco e si servono col loro sugo
-diluito con brodo e pomodoro e poi condensato, dopo avervele fatte
-bagnare un minuto a moderato calore.
-
- Chi non può sempre vuole.
-
-
-12. =Polpettone.= — Il polpettone si fa con la carne di manzo, di
-vitello e di maiale, possibilmente mista. Se non disponete d’una
-macchina per sminuzzare la carne, potete pestarla con la mezzaluna,
-o ricorrere alla macchina dei salumieri. La carne per il polpettone
-dev’essere ridotta come una poltiglia. Nello sminuzzarla vi unirete,
-per ogni chilogr., 100 gr. di grasso di rognone o di lardo, un pane
-bagnato nel brodo o nel latte, una cipolla, sale e pepe a discrezione
-e un cucchiaio o due di formaggio. Quest’ultimo però non è necessario.
-Mescolate ogni cosa entro una terrina, poi formate colle mani un grosso
-salsiccione come un salame, infarinatelo e mettetelo in un tegame
-basso con un bel pezzetto di burro o con 3-4 cucchiai d’olio e alcune
-fogliette pestate di ramerino. Cuocete il polpettone tra la brace, o
-nel forno ore 1 1/2 — 2 secondo la grandezza.
-
-
-13. =Lingua di manzo.= — La lingua fresca non è molto gustosa o per
-lo meno ha bisogno di troppe manipolazioni per pigliare un sapore
-gradevole. La lingua salata e fumata si mette in molle nell’acqua
-la sera per la mattina e si cuoce (secondo la grandezza) 5-6 ore a
-lento fuoco. Quando la pelle si stacca, cioè in 2-3 ore, si monda
-delicatamente e si rimette nella pentola finch’è morbida, per tagliarla
-poi a fette e gustarla coi cavoli. Se la lingua fosse salata di fresco
-e non fumata, non occorrerebbe metterla in molle.
-
- Il buon giorno comincia dalla
- mattina.
-
-
-14. =Cervello di manzo.= — Lasciatelo giacere 24 ore nell’acqua,
-mutando questa spesso, scottatelo nell’acqua bollente, tenendolo in
-un ramaiolo forato entro la pentola, mondatelo dalle pellicole che
-lo avvolgono, mettetevi sale, pepe e sugo di limone, poi tagliatelo
-a pezzetti. Questi pezzetti s’avvolgono nella farina, poi in un ovo
-intero bene sbattuto e diluito all’occorrenza con un po’ di latte, da
-ultimo nel pangrattato, e si fanno rosolare come polpettine a fuoco
-allegro nel grasso bollente, sia esso burro animale o vegetale, strutto
-od olio.
-
-
-15. =Polmone di manzo in intingolo.= — Fate bollire alcune ore il
-polmone di manzo nell’acqua, gettatelo nell’acqua fredda, tagliatelo a
-fettoline, riscaldate dell’olio o dello strutto in un tegame, gettatevi
-il polmone infarinato e rosolatelo in fretta a fuoco ardente, unendovi
-poi un po’ di brodo e di salsa di pomodoro. Sale e pepe alla fine.
-
-
-16. =Cuore, arnioni e fegato di manzo.= — Gli arnioni e il cuore di
-manzo si possono preparare come quelli di vitello, soltanto vanno
-lessati prima alcune ore. Il fegato si adopera per fare brodi e
-minestre.
-
-
-_Vitello lesso_ (petto e testina). (Vedi la ricetta N.º 1).
-
-
-17. =Testina di vitello ai ferri.= — Cotta che abbiate un paio d’ore
-la testina, tagliatela a fettine e involgete queste in un battutino di
-cipolla, aglio e prezzemolo, poi nel pangrattato e collocatele sulla
-gratella, salandole quando sono fumanti e portandole in tavola subito.
-
-
-18. =Testina di vitello colla salsa agrodolce.= — Fate soffriggere
-un abbondante cucchiaio di farina in un pezzetto di burro liquefatto,
-arrossate pure in una padellina due cucchiai di zucchero, diluite con
-mezzo bicchiere piccolo di aceto bollente; quando lo zucchero è sciolto
-versate il composto entro la farina che avrete riposta sull’angolo
-del fornello, fate bollire ogni cosa sbattendo col frustino, unitevi
-da ultimo un po’ di sugo di limone, poi la testina ben cotta a lesso
-un paio d’ore e tagliata a fette. Lasciate sobbollire un pochino il
-composto e portatelo in tavola colla polenta. Se il dolce non vi fosse
-gradevole omettete lo zucchero e l’aceto e diluite l’intinto di farina
-con acqua o con brodo.
-
-
-19. =Cervello di vitello fritto.= — Come quello di manzo. (Vedi ricetta
-N.º 14). Il cervello di vitello è più fino di sapore ma non molto
-economico.
-
- Chi ha l’onore è un signore.
-
-
-20. =Cervello di vitello in umido.= — Preparato il cervello come indica
-la ricetta N.º 14 e tagliato a pezzettini, fatelo rosolare in una
-cazzarola dove avrete già soffritte delle cipolle nel burro (quattro
-piccole cipolle per ogni cervello intero), spolverizzatelo di farina
-e quando questa ha pure preso un po’ di colore versatevi del brodo a
-cucchiai e mezzo bicchierino di vino, ricordandovi il sale e il pepe.
-
-
-21. =Polpettine di cervello.= — Mettete al fuoco, in una padella,
-un pezzetto di burro della grossezza di due noci; quand’è sciolto
-unitevi due cucchiai di farina, rimestate bene e diluite il composto,
-sempre sul fornello, con un bicchiere di latte tanto da farne una
-densa pappina che salerete a dovere, rifondendo il latte finch’essa si
-stacca dalla padella. Unitevi allora il cervello, che avrete preparato
-come sopra, pestato e passato allo staccio. Quando avrete ottenuto
-un composto liscio, gettatelo di nuovo sul tagliere che stavolta
-avrete avuto cura di cospargere di pangrattato e, colle mani ben
-pulite e infarinate, stendetelo dell’altezza di 1 cent. Cospargetelo
-di pangrattato, poi con un coltello infarinato tagliatelo in tanti
-pezzetti quadrati che farete soffriggere nello strutto bollente. Se
-avete molte ova a disposizione, potete involgere i pezzi in un ovo
-sbattuto e poi panarli e cuocerli nel burro a fuoco vivo.
-
- Da uom dabbene non hai che bene.
-
-
-22. =Fegato di vitello alla barcarola.= — Riscaldate dell’olio in
-una padella (per 500 gr. di fegato ne prenderete 3/4 di bicchiere),
-fatevi soffriggere 2-3 cipolle, secondo la loro grossezza, tritate
-minutissime. Quando hanno preso colore unitevi il fegato ben lavato,
-spellato e tagliato a fettoline sottili e della grandezza d’una moneta
-da 20 cent., rimestatelo in fretta 3-4 minuti sul fuoco vivo, salatelo
-da ultimo e portatelo in fretta in tavola colla polenta.
-
-
-23. =Fegato di vitello fritto.= — Tagliate il fegato (dopo avergli
-levata la pelle) a fette della grossezza di mezzo cent. e mettetele
-nel latte. Trascorsa mezz’ora o più, se v’aggrada (il latte sempre
-rammollisce il fegato), involgete le fette nella farina bianca, poi
-nell’ovo sbattuto e nel pangrattato finissimo e friggetele nuotanti
-nell’olio bollente salandole appena cotte.
-
-
-24. =Fegato di vitello rosolato nel burro.= — Preparate il fegato
-come nella precedente ricetta, tenendo invece le fette molto sottili e
-bagnandole più o meno nel latte. Asciugatele, involgetele nella farina
-o nel pangrattato e fatele cuocere in fretta nel burro che avrete fatto
-fumare. Salatele prima di portarle in tavola. Per 500 gr. di fegato vi
-occorreranno 60-70 gr. di burro.
-
- Casa mia, casa mia, per piccina che
- tu sia tu mi sembri una badia.
-
-
-25. =Fegato di vitello all’ungherese.= — Fate sciogliere e riscaldare
-un bel pezzetto di burro, rosolatevi un paio di cipollette trite,
-aggiungetevi un pizzico di paprica (peperone rosso pesto) o un
-pezzettino come due centesimi di peperone rosso, unitevi le fette di
-fegato preparate come nella ricetta N.º 23 e lasciatecele soffriggere
-mettendovi alla fine il pepe e il sale. Versatevi da ultimo anche un
-po’ di salsa di pomodoro e, se v’aggrada, alcune patate lesse tagliate
-a spicchi.
-
-
-26. =Fegato di vitello alla gratella.= — Tagliate il fegato a fette
-piuttosto grosse, disponetele in un piatto grande e spargetevi sopra il
-seguente composto: 2-3 cipolle pestate fine, un mazzetto d’erbe odorose
-trite (salvia, basilico, maggiorana ecc. ecc., anche prezzemolo se vi
-conviene), pepe e una presina di garofani, 3-4 cucchiai d’olio secondo
-l’occorrenza. Lasciate giacere le fette 2-3 ore in questa miscela che
-si chiama _marinata_, voltandole di quando in quando. Procuratevi tanti
-pezzetti di carta bianca quante sono le fette di fegato, involgetevi
-la carne dopo averle unte leggermente con un po’ d’olio, collocate
-gl’involtini sulla gratella e lasciatevi cuocere il fegato adagio,
-salandolo alla fine e spruzzandovi un po’ di limone.
-
-
-27. =Fegato di vitello al forno.= — Lardellate 500 gr. di fegato
-di vitello con filettini di lardo (se non avete l’ago apposito vi
-servirete d’un coltellino), mettetelo in un tegame con un pezzetto
-di burro crudo della grandezza di mezz’uovo, e postolo nel forno,
-lasciatelo rosolare un poco da tutte le parti, avendo cura di voltarlo.
-Copritelo quindi di latte e tiratelo a cottura in 30 m. circa,
-salandolo alla fine.
-
-
-28. =Polmone di vitello in intingolo.= — Se si tratta d’un vitello
-giovane, ben lavato che sia il polmone lo scotterete semplicemente,
-immergendolo un momento nell’acqua bollente, prima di adoperarlo; se il
-vitello fosse grande vi converrebbe meglio far lessare il polmone 30-40
-m. Tagliatelo quindi a sottili fettine, mettetele in un tegame dove
-avrete sciolto un pezzetto di burro o dell’olio fino (per 500 gr. di
-polmone un pezzetto di burro come un piccolo uovo, oppure 4-5 cucchiai
-d’olio), fatevelo rosolare alcuni minuti, spolverizzatelo di farina
-e, quando questa è scomparsa, bagnatelo a poco a poco con acqua o con
-brodo sciogliendo ciò che s’attacca sul fondo del tegame per ottenere
-un buon sugo. Sale alla fine, pepe a piacimento.
-
- La vicinanza è mezza parentela.
-
-
-29. =Polmone di vitello saltato.= — Lessato o scottato che sia il
-polmone, come dicemmo nella precedente ricetta, tagliatelo a minuti
-dadolini e postolo a fuoco ardente in un tegamino basso, dove avrete
-soffritto del burro, cuocetelo 5-6 minuti in fretta, muovendolo
-vivacemente colla paletta di ferro.
-
-
-30. =Arnioni di vitello.= — Gli arnioni si puliscono bene dalle loro
-pelli e si lavano due o tre volte, mutando sempre l’acqua. Il grasso va
-pure levato via e serve come ottimo condimento per altre cose sciolto
-in una cazzarolina con un po’ di latte. Se volete cuocere gli arnioni
-alla gratella sulla brace, prima di collocarveli li taglierete a metà
-per il lungo e li lascierete giacere mezz’ora su un piatto versandovi
-sopra dell’olio buono mescolato con un po’ di pepe e d’aglio trito
-finissimo, o con delle cipolle pure tritate. La cottura varia secondo
-la grossezza degli arnioni dai 15 ai 25 m. Il sale si mette alla fine.
-
-Se bramate cuocerli a fettine li taglierete in questo modo appena
-sono lavati e li farete rosolare nel burro bollente, unendovi anche
-una sardella diliscata e pestata e qualche goccia di sugo di limone o
-d’aceto. Sale alla fine, se occorre. Potete anche omettere la sardella
-e il limone e rosolarli semplicemente nel burro bollente dove avrete
-già soffritto un po’ di cipolla e di prezzemolo. Finalmente gli arnioni
-si possono friggere come il fegato (vedi ricetta N.º 23-24).
-
-
-31. =Piedi di vitello.= — I piedi di vitello, molto bene puliti e
-diligentemente rasati dal pelo con un coltello tagliente nell’acqua
-calda, si fanno cuocere col lesso circa due ore, quindi si gustano in
-insalata o preparati ai ferri come la testina (vedi N.º 17).
-
-
-32. =Cuore di vitello.= — Il cuore si prepara in genere come gli
-arnioni. Esso gradisce molto di essere steccato col lardo. Marinato,
-cioè messo in fusione con una miscela bollente composta di mezzo
-bicchiere di vino, mezzo bicchiere d’aceto, una cipolla, un paio di
-chiodi di garofano e un pezzo di limone, e voltato ogni dì, dopo 3-4
-giorni esso può fornire un umido eccellente, cotto sia col burro, sia
-coll’olio, al forno o sul fornello.
-
- Poca brigata vita beata.
-
-
-33. =Trippa di vitello in umido.= — Lessate le trippe come se voleste
-farne una minestra (vedi ricetta N.º 23 pag. 19), tagliatele a sottili
-listarelle e preparato un soffrittino di strutto, cipolla e carota, o
-di olio, burro e cipolla, fatevele lentamente rosolare bagnandole di
-quando in quando con brodo o con acqua e aggiungendovi alla fine un po’
-di salsa di pomodoro e, prima di portarle in tavola, come companatico
-della polenta, il formaggio grattato.
-
-
-34. =Costolette di vitello.= — Le costolette di vitello si fanno
-tanto colla parte della lombata, cioè coll’osso, o con altre parti,
-senz’osso, vale a dire colla fesa, colla noce, colla coscia ecc. ecc.
-Se si scelgono coll’osso, quando sono bene pulite e lavate si battono
-col mazzuolo per dar loro una forma regolare. Le semplici fette
-di carne si assottigliano invece con la lama d’un largo coltello,
-assecondandone le fibre.
-
-Fatta con diligenza quest’operazione, s’involge ciascuna costoletta
-nella farina fina, poi nell’ovo sbattuto con una forchetta e
-debitamente salato, finalmente nel pangrattato finissimo. Intanto
-avrete sciolto in una padella bassa e larga un pezzo di burro
-conveniente alla quantità delle costolette (se il burro è buono potete
-calcolare 15-20 gr. per ogni costoletta) e, quand’esso è fumante, vi
-adagerete con cura le costolette una accanto all’altra per voltarle
-poi diligentemente appena hanno preso un bel colore dorato. Prima di
-metterle in tavola cospargetele col sale necessario.
-
-Un ovo intero bene sbattuto in un piatto vi basterà per 3-4 costolette,
-secondo la grandezza. Se ne aveste di più, potreste aggiungervi un
-po’ di latte. Se volete farle alla milanese, lascerete da parte la
-farina e, cotte che siano le costolette e disposte ben croccanti sul
-piatto, scioglierete ancora qualche pezzettino di burro nella padella
-staccandone il sugo rappreso e glielo verserete sopra servendole col
-limone.
-
-Badate che è utile mettere il pane l’ultimo momento, altrimenti
-s’inumidisce troppo e s’attacca alla padella.
-
-Se volete usare economia di burro, impiegate una parte di strutto buono
-facendolo liquefare per il primo e solo nella padella.
-
-V’è chi usa spolverizzare le costolette di formaggio, prima di panarle.
-Certi vi mettono anche il pepe.
-
-
-35. =Costolette di vitello pestate.= — Procuratevi della coscia di
-vitello, levatene via gli ossi, le pelletiche ecc., lasciandovi, se
-ve n’è, un pochino di grasso. Pestate bene la carne colla lunetta e
-unitevi il sale necessario. Formate poi delle costolettine rotonde,
-dell’altezza di un centimetro circa (potete calcolare 100 gr. di carne
-per ogni costoletta), involgetele nella farina, poi nell’ovo sbattuto
-e da ultimo nel pangrattato, e, sciolto un pezzetto di burro in una
-padella bassa, disponetevele le une accanto alle altre facendole
-arrossare sotto e sopra, a fuoco ardente. Queste costolette si possono
-fare anche col manzo, col castrato e coll’agnello.
-
-
-36. =Costolette di vitello ai ferri.= — Preparate delle costolette come
-indica la ricetta N. 34, senza dorarle o panarle. Bagnatele invece con
-un po’ d’olio misto di sale, pepe e prezzemolo trito, collocandole
-in un piatto che avrete prima previamente soffregato con l’aglio.
-Trascorsi 30-40 minuti mettete la gratella su di uno strato di brace e
-disponetevi le costolette, avendo cura di voltarle appena hanno preso
-un leggero colore. Servitele fumanti.
-
- Il ferro lima il ferro.
-
-
-37. =Bracioline di vitello o di manzo in umido.= — Fate un soffritto
-d’olio, burro, prezzemolo e aglio a discrezione, rosolatevi delle
-fettine di vitello o di manzo molto bene pestate, aggiungete sale e
-pepe, un po’ di salsa di pomodoro, se vi piace, bagnatele con acqua o
-con brodo e lasciatele cuocere a lento fuoco ore due se si tratta del
-vitello, tre ore se si tratta del manzo, spolverizzandole alla fine col
-formaggio.
-
-
-38. =Bracioline fritte di vitello.= — Tagliate il vitello a sottili
-fette, pestatele con la lama del coltello, assecondandone le fibre,
-involgetele nell’ovo sbattuto e salato, poi nel pangrattato assai fino,
-e gettatele nello strutto o nell’olio bollente badando che prendano un
-bel colore. Prima di portarle in tavola spargetevi sopra un pochino
-di sale. Se gradite che le bracioline riescano più morbide mettetele
-appena fritte in un tegame basso e rammollitele a poco a poco con
-latte, o brodo, o vino bianco, e salsa liquida di pomodoro.
-
-
-39. =Scaloppine di vitello al pomodoro.= — Preparate delle fettine
-di vitello come nella precedente ricetta senza dorarle e panarle,
-mettetele al fuoco in una cazzarola bassa il cui fondo avrete coperto
-di cipolle bene trinciate aggiungendovi alcuni fiocchetti di burro.
-Lasciate rosolare il composto a fuoco ardente finchè la carne ha
-preso un po’ di colore, ritirate quindi la cazzarola sull’angolo del
-fornello, collocatela con un trepiede sulla brace e copritela bene,
-badando di bagnare di quando in quando le scaloppine con un po’ di
-brodo o d’acqua fredda. Trascorsi 3/4 d’ora circa, mettetevi ancora
-il sale necessario e un po’ di salsa di pomodoro e lasciatele cuocere
-adagio 15 m. circa, dopo di che le servirete colla polenta.
-
-Se ometterete il pomodoro, che non è indispensabile, farete delle
-scaloppine semplici.
-
-
-40. =Scaloppine di vitello al latte.= — Preparate delle fettine di
-vitello e bene battute che siano colla lama del coltello, involgetele
-nella farina. Disponetele quindi in una padella bassa frammezzandovi
-dei pezzettini di burro e fatele cuocere a fuoco non troppo vivo.
-Quando hanno perduto il colore della carne cruda e che la farina è
-quasi scomparsa, spargetevi sopra un cucchiaio o due di prezzemolo
-pesto e copritele di latte buono, lasciandole sobbollire 30-40 m. a
-lento fuoco, sollevandole spesso e voltandole colla paletta. Il sale da
-ultimo. Queste scaloppine devono restare quasi bianche.
-
- Gabbato è sempre quel che più si
- fida.
-
-
-41. =Uccelli scappati di vitello.= — Procuratevi un bel pezzo di coscia
-di vitello, tagliatela a fettine quadrate che abbiano la grossezza di
-mezzo centimetro circa, battetele col coltello, salatele un pochino,
-spargetevi sopra una miscela composta di foglie di salvia, di lardo
-e di grani di ginepro pestati (per sei fettine 70 gr. di lardo, 12
-foglie di salvia e 4-5 bacche di ginepro), rotolate le fettine in modo
-da farne uno specie di salsicciotto, e legatele in cima e in fondo con
-un filo bianco, strettamente. Fate sciogliere un pezzetto di burro in
-un tegame, disponetevi i finti uccelli con altre 5-6 foglie di salvia,
-fateli arrossare a fuoco ardente, tirateli quindi a cottura sull’angolo
-del fornello o sulla brace, tenendoli coperti e bagnandoli, di quando
-in quando, con un po’ d’acqua fredda. Se ne avete a disposizione,
-potete sciogliere il fondo del tegame con un po’ di salsa di pomodoro.
-Prima di mettere in tavola gli uccelli scappati con la polenta abbiate
-cura di levar via le legature di filo.
-
-Gli uccelli scappati si possono fare anche col manzo fino oppure col
-fegato di vitello guerniti d’un ripieno di prosciutto o salame tagliati
-a fettine, di lardo e salvia. Particolarmente gustosi riescono colla
-cottura allo spiedo, squisiti se s’involgono nella rete di maiale.
-
-
-42. =Intingolo di vitello.= — Procuratevi un pezzo di coscia di
-vitello, pulitela bene dalle pelletiche, dagli ossi e dal grasso, e
-(dopo averla lavata in fretta) tagliatela a dadi, della grossezza
-circa d’una piccola noce. Disponete sul fondo d’una cazzarola uno
-strato di cipolle trite, collocatevi sopra i dadi di vitello con
-qualche fiocchetto di burro e fate rosolare ogni cosa a fuoco ardente.
-Quando le carni hanno preso colore salatele, ritirate la cazzarola
-sull’angolo del fornello o sulla brace, badando di tenerla coperta,
-e bagnate di quando in quando l’intingolo con qualche cucchiaio
-d’acqua fredda. Se vi piace il pomodoro, potete aggiungervi alla fine
-anche un po’ di salsa. Per fare quest’intingolo vi occorreranno ore
-1 1/2 — 2, secondo la quantità. Potete calcolare ogni 100 gr. di
-carne 10 gr. di burro.
-
-
-43. =Intingolo di vitello alla tedesca.= — Preparato il vitello come
-indica la precedente ricetta, fate sciogliere il burro (10 gr. per ogni
-100 gr. di carne) in un tegame, e appena comincia a friggere unitevi
-le carni, rimestandole colla paletta. Quando hanno preso bel colore,
-versatevi sopra un po’ di farina fina che avrete intrisa con l’acqua
-pura formandone una specie di pappina colante e liscia (per ogni 100
-gr. di carne mezzo cucchiaio circa di farina), mescolate bene ogni
-cosa, aggiungendo sale e pepe, e lasciate cuocere a fuoco lento ore
-1 1/2.
-
-
-44. =Intingolo di vitello con patate.= — Preparate un intingolo di
-vitello come quello indicato al N.º 42, lessate contemporaneamente
-alcune piccole patate, tenendole di scarsa cottura. Quando l’intingolo
-è quasi cotto, unitevi le patate e lasciate il composto ancora una
-quindicina di minuti al fuoco, finchè le patate siano morbide e bene
-involte nel sugo, che dev’essere abbondante.
-
- Chi più guarda meno vede.
-
-
-45. =Intingolo di vitello colle verdure.= — Preparate un intingolo
-di vitello come indica la ricetta N. 42, lessate pure varie specie di
-verdure, come patate, carote (rape gialle), fagioli, broccoli, rape,
-una radice di sedano, un porro ecc. Le cipolle, in quella quantità che
-v’aggrada le unirete ben mondate ma crude e intere all’intingolo quando
-lo mettete al fuoco, le altre verdure le aggiungerete di mano in mano
-secondo la loro consistenza, in modo da formare una miscela omogenea.
-
-
-46. =Vitello in umido.= — Preparate un pezzo di coscia di vitello,
-levandogli gli ossi, le pelletiche, ma non tutto il grasso. Lavatelo
-bene, salatelo soffregandolo con le mani e involtolo nella farina,
-mettetelo al forno in un tegame fondo, circondandolo di pezzettini di
-burro (per 1/2 chilogr. di carne 50-60 gr. di burro). Quando ha preso
-colore da tutte le parti, cominciate a bagnarlo di tratto in tratto
-coll’acqua o col brodo freddo pillottandolo ogni volta, cioè versandovi
-sopra con un cucchiaio, l’unto che tramanda.
-
-In capo a ore 1 1/2 — 2 secondo la proporzione della carne, potete
-servirlo.
-
-Se lo gradite più forte di sapore, potete collocarlo da bel principio
-su uno strato di cipolle trite, miste di ramerino pestato, aggiungendo
-anche un pochino d’aglio. Potete anche sostituire a una metà del burro
-il lardo pesto.
-
-A quest’umido si aggiungono qualche volta alcune piccole patate lesse,
-o altre verdure cotte.
-
-
-47. =Vitello arrosto.= — Il migliore arrosto di vitello si ottiene
-collo spiedo, pillottando continuamente la carne coll’olio o col burro
-caldo che si raccoglie poi nella leccarda, ma pochi posseggono gli
-arnesi indispensabili per questo genere di cottura; è quindi necessario
-supplire con altri metodi egualmente buoni.
-
-Si può cuocere arrosto tanto il petto come la spalla, la coscia e
-la lombata di vitello. Il petto e la lombata, essendo più grassi,
-abbisognano d’una quantità minore di burro. Al burro si può in parte
-supplire col lardo, ma rende ottimi servigi anche lo strutto buono
-e l’olio, quando s’abbia cura di non mettervi le carni prima che non
-siano bollenti. Se la carne fosse magra si potrebbe lardellarla. In
-Romagna usa guernire il tegame d’un battutino d’aglio e di ramerino. Il
-vitello si colloca al forno in un arnese dall’orlo basso, a ciò pigli
-bel colore, e si pillotta di quando in quando col suo sugo. Due ore
-di cottura. Se si tratta di cuocere arrosto la parte del petto e della
-lombata, non si leva degli ossi che la parte sporgente e inutile.
-
- Chi non è savio, paziente e forte,
- si lamenti di sè non della sorte.
-
-
-48. =Vitello cotto col latte.= — Mettete in una cazzarola 500 gr. di
-vitello, lavato, pulito, salato, versatevi sopra un piccolo bicchiere
-(1 quinto) di latte buono e collocatelo al forno. Quando il liquido
-è stato assorbito ripetete l’operazione e così altre tre volte finchè
-avrete consumato 5 quinti di latte, ciò che accadrà in due ore circa. A
-questo punto il vitello sarà cotto. Se prima di cominciare a versarvi
-il latte rosolerete il vitello da tutte le parti con un pezzettino di
-burro esso diverrà ancor migliore.
-
-
-49. =Castrato o montone lesso.= — Come il manzo, impiegando la coscia.
-Qualche volta si trovano castrati gustosissimi, il brodo che danno è
-tuttavia assai inferiore a quello del bove. Per lessare bene un pezzo
-di castrato vi occorreranno come per il manzo circa tre ore di regolare
-cottura. S’intende che il brodo va schiumato e digrassato. La schiuma
-si dà col becchime ai polli o colla polenta agli animali domestici,
-il grasso si ripone per varii usi. Durante la cottura si possono
-aggiungere al castrato le verdure preferite che poi si servono intorno
-al lesso.
-
-V’è chi gradisce il castrato poco cotto e sanguinoso nel mezzo. In
-questo caso lo metterete al fuoco con una quantità minore d’acqua tanto
-che vi stia, per modo di dire, a suo agio. L’acqua deve essere bollente
-e, prima d’immergervi la carne, la dovrete salare. Alla carne, ben
-lavata, avrete tolto il grasso.
-
- Il giuoco è guerra.
-
-
-50. =Castrato o montone in umido.= — Tagliate a pezzi una parte della
-coscia di castrato, lasciandovi una porzione del suo grasso. Mettetela
-al fuoco con un pezzetto di burro e un pezzetto di lardo pestato, una
-fesa d’aglio, due cipollette e un paio di chiodi di garofano. Quando
-la carne ha preso un po’ di colore, riempite la cazzarola di brodo o
-d’acqua aggiungendo sale e pepe, copritela e lasciate sobbollire il
-composto un paio d’ore adagio rifondendo il brodo ove occorresse.
-
-
-51. =Castrato o montone in intingolo.= — Come quello di vitello, vedi
-il N.º 42.
-
-
-52. =Castrato o montone a uso «Gulasch».= — Come quello di manzo, vedi
-il N.º 9.
-
-
-53. =Castrato o montone stufato.= — Sciogliete in una cazzarola un
-cucchiaio di strutto, unitevi un pezzetto di burro e, quando questo
-è pure fumante, un battutino di due cipolle, una carota, un pezzo
-di porro, un pezzo di radice di sedano, un mazzolino di prezzemolo,
-erbe e radici che in Toscana si chiamano «odori». Fate soffriggere il
-composto, quando ha preso colore disponetevi sopra un pezzo di coscia
-di castrato tagliata a pezzi grossi, rimestando bene il composto e
-unendovi un po’ di pepe, il sale necessario e una presa di cannella.
-Bagnate quindi il castrato con acqua o brodo e tiratelo lentamente a
-cottura (in un paio d’ore circa) versandovi da ultimo un po’ di salsa
-di pomodoro.
-
-
-54. =Castrato o montone arrosto.= — Pulite bene un pezzo di coscia
-di castrato dagli ossi, dalle pelletiche e da una parte del suo
-grasso, lavatela, salatela, legatela con un filo forte come una grossa
-salsiccia, mettetela in una cazzarola fonda con due cipolle, due chiodi
-di garofano, una carota, un pezzo di radice di sedano, un pezzo di
-porro, uno spicchio d’aglio e un mazzetto d’erbe odorose; copritelo
-d’acqua e cuocetelo un paio d’ore col recipiente chiuso, rinnovando un
-po’ d’acqua se l’avesse ritirata tutta prima del tempo.
-
-Fate sciogliere intanto in un’altra cazzaroletta un pezzo di strutto,
-unendovi quando sarà caldo un pezzetto di burro, versate questo grasso
-bollente sulla carne asciutta dopo averne levato via le verdure e
-cuocete il castrato un’altra ora, voltandolo spesso e bagnandolo col
-sugo.
-
-Si può cuocere il castrato arrosto come il vitello avendo cura prima
-di lardellarlo, ma è di gran lunga inferiore al precedente e quando
-l’economia non ci soffre, sovra tutto per coloro che posseggono un orto
-e delle verdure proprie, val la pena di prendersi anche qualche piccola
-cura.
-
- La notte è madre dei consigli.
-
-
-55. =Castrato nel sugo di cipolle.= — Vi tornerà facile allestire
-questa vivanda se disponete d’una stufa, in cui vi siano brace
-durante parecchie ore, e d’una cazzarola con un coperchio che chiuda
-ermeticamente.
-
-Disponete sul fondo della detta cazzarola uno strato di 2 cent. di
-cipolle mondate e tritate, collocatevi sopra un pezzo di coscia di
-castrato, pulita dagli ossi, dalle pelletiche e dal grasso, bene lavata
-e salata e anche steccata con qualche filetto di lardo, spargetevi
-sopra una presina di polvere di garofani, chiudete bene il recipiente e
-affondatelo nella brace fina lasciandovelo 5-6 ore secondo la quantità
-della carne.
-
-
-56. =Coscia di castrato al forno.= — Se vi convenisse di allestire
-una coscia di castrato intera per numerosi commensali, badate prima di
-tutto di farla infrollire 2-3 giorni e anche più secondo la stagione.
-Preparate alcune fese d’aglio, pestatele e fate penetrare tutto questo
-battuto mediante un coltellino nelle carni e fra la carne e l’osso.
-Collocatelo in un tegame basso, bagnatelo con burro fuso 100 gr. circa,
-o con sugo d’arrosto e cuocetelo al forno, pillottandolo spesso e non
-più di ore una e 10 minuti.
-
- Oggi in canto, domani in pianto.
-
-
-57. =Costolettine di castrato e di montone.= — Preparate le
-costolettine sopprimendo una parte dell’osso in cima e in fondo e una
-parte del grasso. Battete la carne col mazzuolo per darle una forma
-rotonda; preparate pure un soffritto come quello del castrato stufato
-N.º 53, bagnandolo con qualche cucchiaio d’acqua, adagiatevi sopra
-le costolettine lavate e salate, badando che piglino colore, e quando
-questo è accaduto, ritiratele sull’angolo del fornello o sulla brace,
-bagnate le costolettine con acqua, vino o brodo, tenetele coperte e
-tiratele a cottura in ore 1 1/2 circa, cioè lentamente. Se vi
-piace potete aggiungervi l’ultimo quarto d’ora un po’ di salsa di
-pomodoro.
-
-Si può fare un piatto consimile con fettine bene battute di coscia di
-castrato. La carne di castrato dev’essere sempre molto frolla.
-
-
-58. =Costolettine di castrato ai ferri.= — Preparatele come le
-precedenti, poi cuocetele come quelle di vitello. (Vedi N.º 36).
-
-
-59. =Costolettine di castrato alla spiccia.= — Preparatele come le
-precedenti, mettetele al fuoco con un pezzo di burro solito o di burro
-di cocco crudo (il burro di cocco non va mai rosolato prima di mettervi
-le carni), cuocetele in fretta alcuni minuti a fuoco ardente, salandole
-nel voltarle. Unitevi da ultimo un po’ di vino bianco e, se vi piace,
-la salsa di pomodoro.
-
-
-60. =Spalla d’agnello cotta nel latte.= — Procuratevi una spalla
-d’agnello, lavatela bene, infarinatela, salatela e mettetela al fuoco
-in una cazzarola dove avrete sciolto un pezzetto di burro badando che
-prenda colore da tutte le parti. Bagnatela poi, di quando in quando,
-con 2-3 cucchiai di latte rifondendolo quando lo ha ritirato. Cottura
-ore 1 1/2 — 2.
-
-
-61. =Agnello arrosto.= — L’agnello si cucina molto bene allo spiedo,
-ma per chi non ne possedesse può servire benissimo il forno, o il
-tegame sulla brace. Dev’essere vostra cura di levargli il cattivo odore
-ch’esso talvolta conserva. Lo farete quindi marinare, cioè giacere
-alcune ore in un composto di olio, sale, pepe, ramerino pesto e un
-cucchiaio d’aceto, voltandolo di tratto in tratto e punzecchiandolo
-con una forchetta o con un lardatoio a ciò la marinata possa penetrare
-bene.
-
-Lo metterete quindi al fuoco in un tegame colla marinata stessa, avendo
-cura di pillottarlo spesso. Un cosciotto d’agnello si cuocerà in ore
-1 1/2 circa; un pezzo più piccolo domanda una cottura più breve.
-
-
-62. =Agnello fritto.= — Come i pollami fritti, cioè lessato in parte,
-tagliato a pezzi, dorato, panato, fritto nuotante nello strutto o
-nell’olio bollente.
-
- Ogni cuore ha il suo dolore.
-
-
-63. =Agnello alla cacciatora.= — Fate riscaldare dello strutto in una
-padella, unendovi, se vi conviene, anche un po’ di burro, rosolatevi
-quindi alcune cipolle mondate e tagliate a fette; quando hanno preso
-colore adagiatevi sopra l’agnello tagliato a pezzi e lasciatelo
-soffriggere qualche tempo aggiungendo il sale necessario, pepe e
-cannella a discrezione, e bagnandolo con acqua o con brodo.
-
-
-64. =Agnello alla cacciatora colle patate.= — Si prepara come il
-precedente, soltanto da principio si fanno rosolare nello strutto le
-patate crude e tagliate a fette che si levano prima di mettere il burro
-e si riuniscono all’agnello al momento di mandarlo in tavola.
-
-
-65. =Abbacchio.= — L’abbacchio, che si mangia specialmente a Roma, non
-è che un agnello molto giovane e bene nutrito. Esso si allestisce in
-parecchie maniere e anche con tutte le ricette indicate per l’agnello.
-
-
-66. =Maiale bollito.= — Potete prendere un pezzo del dorso, o della
-spalla, o del petto, e metterlo al fuoco (ben lavato) in una cazzarola
-fonda con 3-4 cipolle affettate, 2 foglie d’alloro, alcuni grani di
-pepe, un bicchiere d’aceto, coprendo poi ogni cosa con l’acqua pura.
-Se il maiale è giovane, tenero e frollo, esso impiegherà per cuocere
-da ore 1 1/2 a 2. Trascorso questo tempo, levate fuori il maiale
-dal recipiente, e condensate il sugo, che poi digrasserete e verserete
-sopra la carne prima di portarla in tavola. Un po’ di rafano grattato
-si addice a questo piatto.
-
-
-67. =Maiale in umido.= — Cuocete un pezzo di maiale come indica la
-precedente ricetta, aggiungendovi anche un bicchierino di vino bianco e
-due o tre fette di limone. A due terzi di cottura, digrassate il sugo,
-poi lasciatelo ritirare dalle carni quasi per intero e servitelo con un
-contorno di patate lesse.
-
- Chitarra e schioppo fanno andar la
- casa a galoppo.
-
-
-68. =Maiale colle erbe.= — Procuratevi un pezzo di spalla di maiale,
-battetela bene col mazzuolo e soffregatela col sale pestato insieme a
-due fesine d’aglio.
-
-Tagliate due cipolline a fette, tritate una carota, un pezzetto di
-radice di sedano, una radice di prezzemolo, un mazzetto di prezzemolo
-e di erbe odorose, collocate tutte queste verdure in una cazzarola
-dove avrete fatto riscaldare 4-5 cucchiai d’olio, fatevele rosolare,
-versatevi un bicchiere d’acqua e lasciatele cuocere adagio 30-40
-m. Trascorso questo tempo unitevi la carne e coprite la cazzarola
-rimettendola al fuoco. Se si tratta d’un pezzo di media grandezza, la
-cottura deve effettuarsi in due ore circa. Durante questo tempo non
-mancherete di versare di tratto in tratto sulla carne qualche cucchiaio
-d’acqua e un cucchiaio o due d’aceto forte.
-
-
-69. =Maiale col pomodoro.= — Tagliate la carne di maiale a pezzetti
-e, dopo averla bene lavata e salata, infarinatela e collocatela in una
-cazzarola dove avrete soffritto nello strutto bollente 4-5 cipollette
-tritate. Badate che la carne pigli bel colore nel soffritto e, quando
-ciò è avvenuto, versatevi alcuni cucchiai di salsa di pomodoro (vedi
-pag. 57); rimestate bene e coprite il composto d’acqua o di brodo
-lasciando sobbollire fino a completa cottura, cioè ancora un’oretta
-circa.
-
-
-70. =Maiale a uso «Gulasch».= — Riducete a quadrettini minuti un
-bel pezzetto di lardo e alcune cipolle mondate, collocateli in una
-cazzarola e fateli bene rosolare. Disponetevi sopra della carne di
-maiale ben battuta e tagliata a dadi, versatevi un bel cucchiaino
-di pepe e alcune prese di paprica secondo il piacer vostro, più 4-5
-cucchiai d’aceto forte, coprite il composto d’acqua o meglio di brodo,
-lasciatelo cuocere ore 1 1/2 lentamente, salatelo quindi e unitevi
-dei pezzi di patate cotte, oppure di polenta non freschissima, ma però
-cotta da poco e pure ridotta a dadi, e portatelo in tavola.
-
- Cavallo scappato da sè si castiga.
-
-
-71. =Maiale arrosto.= — Il miglior modo di cucinare un arrosto di
-maiale è di prepararlo allo spiedo, bene lavato, soffregato con un
-battuto di sale, aglio e ramerino, bagnandolo di quando in quando col
-sugo che scola entro la leccarda. Cottura ore 1 1/2 — 2
-secondo la quantità.
-
-Per chi non dispone d’uno spiedo, sarà opportuno cuocerlo in tegame,
-con alcuni cucchiai d’olio, un po’ d’aglio e di ramerino, spruzzandovi
-qualche cucchiaino d’aceto di quando in quando. S’intende che la carne
-dev’essere bene infrollita, battuta, lavata e salata. Se non fosse
-molto frolla vi converrebbe coprirla d’acqua (questo quando è un po’
-rosolata) e lasciarla bollire qualche tempo finchè ha ritirato tutto il
-liquido. Cottura ore 2 — 2 1/2.
-
-Potete anche involgere il maiale in un pezzo della sua rete e diminuire
-la quantità dell’olio, oppure, strofinare la carne con un battutino di
-ramerino, aglio, prezzemolo, maggiorana e timo e involtala nella rete
-lasciarla giacere un giorno sotto un forte peso, per cuocerla poi in
-tegame bagnandola alternativamente con latte e con aceto. La parte del
-maiale che si cuoce comunemente arrosto è il lombo.
-
-
-72. =Braciole di maiale ai ferri.= — Le braciole devono essere molto
-frolle e ben battute, oltre a ciò le farete marinare, cioè giacere
-alcune ore in un piatto versandovi sopra per ciascuna un cucchiaio
-d’olio misto di prezzemolo trito, sale e pepe. Trascorso il tempo
-dovuto le collocherete sulla gratella, avendo cura di voltarle appena
-hanno preso colore e di spruzzarvi un po’ d’aceto o di sugo di limone.
-Se le volete poco grasse sopprimete una parte del loro lardo.
-
-_Oppure_, volendo farle alla semplice, le cuocerete senza condimento ai
-ferri, salandole alla fine.
-
- Casa sua vita sua.
-
-
-73. =Braciole di maiale col vino.= — Preparate le braciole come indica
-la precedente ricetta, lasciando loro tutto il grasso, e ben battute
-che siano le porrete senz’altro condimento in un tegame sul fornello
-lasciandole cuocere un’oretta adagio e bagnandole di quando in quando
-con un po’ di vino bianco. Sale alla fine.
-
-
-74. =Braciole di maiale colle erbe.= — Mettetele in tegame, con un
-pezzo di burro e una guernizione di verdure a scelta, sedani, rape,
-porri, carote, patate, pomidori, aglio e pepe, e fate soffriggere ogni
-cosa ore 1 1/2 adagio, bagnando di tratto in tratto con acqua o
-con brodo. Sale alla fine.
-
-
-75. =Costolette di maiale colla polenta.= — Fate soffriggere parti
-eguali di strutto e di burro in una tegghia bassa, adagiatevi delle
-fette di polenta grosse un centimetro e nel tempo stesso le braciole
-ben preparate, e fate cuocere ogni cosa adagio ore 1 1/2 circa,
-salando alla fine.
-
-
-76. =Costolette di maiale alla romagnola.= — Ben preparate che siano,
-mettetele in tegame con un cucchiaio d’olio per ciascuna, o poco
-strutto, pepe e aglio a discrezione, e cuocetele adagio ore 1 1/2,
-salandole alla fine.
-
-_Oppure:_ Cuocetele ai ferri, senz’alcun condimento salandole alla
-fine, servitele fra due fette di pane.
-
- Buona compagnia mezza la via.
-
-
-77. =Orecchie di maiale.= — Le orecchie di maiale bene pulite si fanno
-bollire nel brodo o nell’acqua con verdure diverse, poi si bagnano
-coll’olio o col burro sciolto, si panano, si fanno friggere nello
-strutto e si gustano colla senapa o colla salsa di rafano.
-
-
-78. =Piedi di maiale.= — Comperate dei piedi di maiale bene puliti e
-finite di levar loro il pelo abbrustiandoli sulla fiamma, metteteli
-quindi al fuoco in un recipiente largo, coprendoli d’acqua e
-aggiungendovi una cipolla, una fesa d’aglio, una carotina (rapa
-gialla), un pezzo di radice di sedano, un mazzetto d’erbe odorose.
-Cuoceteli a lungo finchè sono morbidi e lasciateli freddare nel
-recipiente stesso se non è di rame, altrimenti in una catinella
-insieme alla loro broda. Levateli poi, tagliateli a metà per il lungo,
-bagnateli con un po’ di burro fuso, panateli e cuoceteli alla gratella,
-oppure dorateli, panateli e friggeteli nuotanti nello strutto.
-
-
-79. =Fegato di maiale alla contadina.= — Coprite il fondo di un tegame
-di cipolle mondate e tritate, collocatevi sopra il fegato tagliato a
-fettine e alcuni pezzetti di burro, lasciate rosolare ogni cosa adagio
-sul fornello per un’ora circa. Pepe e sale alla fine. Gustate il fegato
-colla polenta fresca.
-
-
-80. =Fegato di maiale nella rete semplice.= — Tagliate a fette
-piuttosto sottili il fegato ben lavato, involgetelo nella rete pure
-ridotta a pezzi, collocatelo in un tegame basso dove avrete sfatto del
-burro o un pezzetto di strutto e lasciatelo cuocere adagio, versandovi
-sopra qualche cucchiaio d’acqua per ottenere un po’ di sugo. Sale
-e pepe alla fine. Se v’aggrada, fate soffriggere nello strutto o
-nel burro un po’ di cipolla pestata. Allo strutto e al burro potete
-sostituire con vantaggio l’olio. Cottura un’ora circa.
-
- I danari non bastano, bisogna
- saperli spendere.
-
-
-81. =Fegato di maiale colla salvia o coll’alloro.= — Preparato il
-fegato di maiale come sopra, prima d’involgerlo nella rete, mettetevi
-un pizzico di salvia triturata o una foglietta d’alloro. Cuocetelo
-quindi come indica la precedente ricetta. Sale alla fine.
-
-
-82. =Fegato di maiale col pangrattato.= — Involte che siano le fette
-di fegato nella rete come indica la ricetta N.º 80, involgetele nel
-pangrattato misto di pepe e di un battutino di salvia e mettetele
-subito a cuocere nell’olio bollente, avendo cura di bagnarle con
-qualche cucchiaio d’acqua o di brodo. Sale alla fine. Il sugo di limone
-s’addice molto al fegato.
-
-
-83. =Fegato di maiale col pomodoro e col ramerino.= — Sostituite alla
-salvia della precedente ricetta un battutino di ramerino; quando il
-fegato ha preso colore, cuocendo adagio nell’olio (aggiungete se vi
-piace anche un po’ di cipolla), bagnatelo con buona salsa di pomodoro
-(vedi pag. 57) che avrete mescolata con una presina di paprica. Un
-pezzetto di peperone rosso forte può sostituire la paprica. Cottura ore
-1 1/4 circa. Sale come sempre alla fine.
-
-
-84. =Fegato di maiale ai ferri.= — Involte che abbiate le fette di
-maiale nella rete come indica la ricetta N.º 80, intingetele nell’olio
-e lasciatevele giacere alcun tempo, cuocetele in fretta alla gratella,
-spolverizzandole alla fine di sale e di pepe e spruzzandole di sugo di
-limone.
-
- È un gran medico chi conosce il suo
- male.
-
-
-85. =Arnioni di maiale alla gratella.= — Si possono cuocere ai ferri
-tagliati a fette come il fegato della precedente ricetta, tanto colla
-rete come senza rete; prima tuttavia occorre lavarli bene e, quando
-hanno riposato un’ora, dividerli a metà e tornarli a lavare a ciò
-perdano il sapore ripulsivo.
-
-
-86. =Arnioni di maiale in tegame.= — Preparati gli arnioni come indica
-la precedente ricetta e allestito pure un soffritto con alcuni cucchiai
-d’olio e un battutino di aglio e prezzemolo misto di pepe, li farete
-cuocere (sempre tagliati a fettine) 15-20 m. in questo soffritto
-bagnandoli col brodo prima, poi colla salsa di pomodoro.
-
-Volendo farli «triffolati» rosolerete alcune cipolle trite nell’olio,
-poi vi aggiungerete gli arnioni tagliati a fettine e li farete
-«saltare» a fuoco ardente per pochi minuti, mettendovi da ultimo il
-sale e un buon cucchiaio di prezzemolo trito.
-
-
-87. =Pancetta di maiale.= — La pancetta si fa cuocere due ore circa
-(ben lavata) in mezzo ai cavoli acidi (vedi pag. 99) e si gusta colla
-polenta.
-
-
-88. =Salsiccia fresca di maiale.= — Le salsicce generalmente si lavano
-bene, si involgono nella farina e si mettono a cuocere in un tegame
-basso, senz’altro condimento, bagnandole di quando in quando con un po’
-d’acqua o di brodo. Mezz’ora o poco più di cottura; sale se occorre.
-In certe regioni d’Italia usa frammischiarvi durante la cottura grani
-d’uva bianca, in altre fette di mela con un po’ d’acqua. La salsiccia
-si gusta colla polenta, anzi qualche volta si leva dal budello per
-stratificarne le fette (vedi pag. 41 N.º 4).
-
- I terreni non diventan mai vecchi.
-
-
-89. =Salsicce (lucaniche) a uso salamini.= — Quando sono fresche si
-lavano bene e si cuociono un paio d’ore sia nell’orzo, sia nei cavoli
-dolci o acidi come la pancetta (vedi sopra). Secche si mangiano a
-fettine come il salame. V’è chi usa dividerle a metà e cuocerle un
-pochino ai ferri. Ciò dipende dal gusto. Esse servono quasi sempre di
-companatico alla polenta.
-
-
-90. =Cotichini, bondiole, zampetti, ecc. ecc.= — Questa carne più fina
-e insaccata di maiale va cotta lentissimamente e sempre involta in
-un pezzo di tela. Il tempo della cottura varia secondo il peso. Uno
-di questi salami che pesi 400 gr. si cuoce circa due ore, mentre un
-pezzo da due chilogr. esige quattro ore per essere al punto. Conviene
-regolarsi secondo questa norma. Ricordate in ogni modo di metterli
-sempre al fuoco nell’acqua fredda.
-
-
-91. =Lucanichette= (_Würste_) =alla tedesca.= — Ben lavate che siano si
-mettono al fuoco nell’acqua fredda e, appena essa comincia a bollire,
-si ritirano e si portano in tavola coperte da un tovagliolo a ciò si
-mantengano calde. La stessa regola vale per le lucanichette di manzo
-e di vitello. Le piccole lucanichette di solo maiale si cuociono nei
-cavoli.
-
- La roba sta con chi la sa tenere.
-
-
-92. =Lingua di maiale salata.= — Come quella di manzo, ben lavata
-che sia si cuoce, secondo la sua grandezza 5-6 ore nell’acqua,
-adagio. Quando si può levarle la pelle (conviene provare) si fa
-quest’operazione, poi si rimette al fuoco. La lingua si gusta colle
-verdure e colla salsa di rafano (vedi pag. 59).
-
-
-93. =Carne salata di maiale (carnesecca).= — Si fa lessare un paio
-d’ore o meno secondo la sua dimensione nell’acqua poi si tira a cottura
-entro i cavoli. Nello stesso modo si allestiscono le altre carni
-salate. La carnesecca si cuoce qualche volta anche nell’orzo.
-
-
-94. =Capretto arrosto.= — Esso si può cucinare tanto sul fornello,
-come sulla brace o al forno; nel forno diventa tuttavia più gustoso.
-Il capretto si compera bell’e preparato. La parte di dietro è la più
-conveniente per cuocersi arrosto; colla parte davanti si può allestire
-un buon intingolo. Il capretto da cuocersi arrosto si lava in fretta,
-si asciuga, si sala e s’infarina tanto intero, come tagliato a pezzi,
-poi si mette in un tegame con parti eguali di burro e di lardo (in
-tutto 15 gr. per ogni 100 gr. di capretto) e si cuoce ore 1 1/2 al
-forno bagnandolo di quando in quando col suo intinto.
-
-Per fare l’intingolo colla parte davanti procederete nella stessa
-maniera, soltanto lo bagnerete con acqua o brodo e con un po’ di salsa
-di pomodoro.
-
- In casa stringi, in viaggio spendi e
- in malattia spandi.
-
-
-95. =Capretto in umido.= — Preparato il capretto come indica la
-precedente ricetta e messolo al forno, quando ha preso colore lo si
-bagna di tratto in tratto con brodo freddo o con acqua aggiungendovi
-da ultimo la salsa di pomodoro. Se v’aggrada, potete unirvi un po’
-di cipolla e di ramerino pestati. Volendo poi farlo alla romana lo
-metterete in tegghia con 4-5 cucchiai d’olio, 40-50 gr. di lardo
-pestato, due fese d’aglio, sale e pepe e una presina di noce moscata,
-nonchè con un finocchio tagliato a fettoline. Quando ha preso colore lo
-bagnerete col brodo, a due terzi di cottura leverete l’aglio, cioè in
-un’ora circa.
-
-
-96. =Capretto alla cacciatora.= — Come l’agnello. Vedi N.º 63.
-
- Nei campi si vive e in casa si
- muore.
-
-
-97. =Capretto fritto.= — Tagliate il capretto a pezzetti, fate bollire
-questi una trentina di minuti nel brodo a cui avrete aggiunto delle
-erbe, involgeteli nell’ovo sbattuto e nel pangrattato e friggeteli
-nell’olio bollente o nello strutto.
-
-
-98. =Coratina di capretto.= — La coratina o frittura di capretto,
-cioè il cervello, il polmone e il fegato bene lavati si tagliano a
-fettoline e infarinati si gettano in una cazzaroletta dove si avrà
-sciolto del burro, e si fanno saltare a fuoco ardente in pochi minuti,
-cioè muovendoli di continuo con un mestolino e salandoli alla fine.
-Il cuore, che è più duretto, si fa bollire un pochino nell’acqua o nel
-brodo.
-
-
-99. =Maniera di spellare il coniglio.= — Come la lepre (vedi più sotto
-N.º 106), soltanto non si leva la seconda pelle.
-
-
-100. =Coniglio lesso (per il brodo).= — Il coniglio lesso dà buon
-brodo. Esso impiega per cuocersi bene ore 1 1/2 — 2 secondo l’età.
-Le carni si fanno poi rosolare in un soffrittino di cipolle, lardo,
-prezzemolo e erbe odorose, ma è bene unire anche all’acqua in cui
-si cuoce un condimento rosolato di burro e cipolle, nonchè
-prezzemolo, grani di pepe, timo, alloro e un po’ d’aceto.
-
-
-101. =Coniglio in umido.= — Tagliatelo a pezzi convenienti e salatolo
-e infarinatolo, lo disporrete in una cazzarola dove avrete sfatto un
-bel pezzetto di burro o di strutto misto col burro, aggiungendovi una
-fesina d’aglio che poi leverete e un cucchiaio di ramerino pestato;
-quando, cuocendo, ha preso colore, coprite il recipiente e bagnatelo
-di tratto in tratto coll’acqua o col brodo freddo per ottenere un po’
-di sugo. Se vi piace, versatevi da ultimo un po’ di salsa di pomodoro.
-Potete anche rosolare, da principio, col grasso, 3-4 cipollette,
-un po’ di prezzemolo, di sedano e una carotina tritati insieme, ciò
-per accrescere il sapore del coniglio. Un po’ di vino nero non gli
-nuoce. Allo strutto e al burro potete sostituire l’olio. Cottura ore
-1 1/2 — 2.
-
- Chi sa far fuoco sa far casa.
-
-
-102. =Coniglio cotto col latte.= — Sciogliete in una cazzarola un
-bel pezzetto di burro, fatevi soffriggere alcune fettoline di lardo,
-disponetevi il coniglio tagliato a pezzi, salato e infarinato. Quando
-la carne ha preso colore, copritela di latte e lasciatela cuocere due
-ore adagio unendovi anche qualche presina di pepe. Se vi piacciono
-le spezie non dimenticate uno scrupolo di garofani o di cannella in
-polvere. Potete scarseggiare col sale e mettervi una sardella o due ben
-pulite con mezzo limone, il quale alla fine della cottura si leva via.
-
-
-103. =Coniglio marinato.= — Tagliate un coniglio a pezzi, collocate
-questi in una pentola di terra e versatevi sopra la seguente marinata
-che avrete fatta bollire mezz’ora e lasciata intiepidire:
-
-Un bicchiere di vino nero, un bicchiere d’aceto, due cipolle, mezzo
-limone, una carota, una radice di sedano, una fesa d’aglio, tre chiodi
-di garofano, due bacche di ginepro.
-
-Voltate il coniglio ogni dì e in capo a 2-3 giorni cuocetelo arrosto o
-in umido come indicano le ricette del capretto N.i 94 e 95.
-
-
-104. =Coniglio arrosto.= — Come il capretto (vedi N.º 94). S’intende
-che tanto il coniglio come il capretto riescono bene allo spiedo, bene
-lardellati e bagnati con un po’ di burro. Per il coniglio farete bene
-d’aggiungere un po’ di cipolla.
-
-
-105. =Coniglio a uso «Gulasch».= — Come il manzo (vedi N.º 9), tagliato
-a pezzi regolari.
-
-
-106. =Maniera di spellare la lepre.= — Fate un taglio circolare nella
-pelle intorno alle zampe, staccatela dalle coscie, dal dorso e dal
-ventre aiutandovi con un coltello e badando di non ferire la carne,
-rovesciatela come un guanto e fatela uscire dalla testa a cui avrete
-reciso gli orecchi.
-
-Recidete quindi le zampe e la testa col collo fin dove cominciano i
-filetti del dorso e, se non avete intenzione di allestire la lepre
-ripiena, asportate le costole del petto e la pelle del ventre senza
-estrarre i rognoni e mettetele da parte colle zampe posteriori ben
-pulite.
-
-Questi cascami di lepre generalmente si marinano per farli poi cuocere
-in umido, ma hanno poco valore. Il rimanente si allestisce nelle più
-svariate maniere.
-
- Il vento non è buono che a mandar
- navi e mulini.
-
-
-107. =Lepre arrosto.= — Quando la lepre è bene spellata, avrete cura
-di levarne diligentemente le pelletiche con un coltellino fino senza
-guastare la carne, poi la guernirete qui e lì di filettini di lardo,
-introducendoveli con un coltello (se non possedete il lardatoio) e la
-metterete allo spiedo colle gambe posteriori incrociate. (In genere
-si lascia da parte il pezzo davanti che serve per fare un umido). Poi
-la farete girare sulla brace viva che val meglio del fuoco di legna,
-la salerete a metà cottura abbondantemente e la bagnerete tre volte
-a intervalli regolari con burro fuso. La durata della cottura dipende
-dall’età dell’animale. S’esso fosse vecchio converrebbe fargli subire
-prima la stessa marinatura del coniglio (vedi N.º 103). Un leprotto si
-cuoce in poco più di mezza ora, una lepre adulta ha bisogno d’una buona
-ora. In ogni modo occorre che la lepre sia molto bene infrollita.
-
-Volendo invece allestirla al forno, la preparerete nello stesso modo e
-la cuocerete entro una cazzarola ovale disponendovi sotto un battutino
-di lardo e alcuni fiocchetti di burro. Cottura ore 1 1/4 circa.
-
-
-108. =Coratina di lepre.= — Colla coratina della lepre, cioè col cuore,
-coi polmoni e col fegato si può allestire una buona salsa da gustarsi
-colla polenta o colla pasta. Anzi tutto conviene marinarli (se non
-si ha già marinata la lepre, nel qual caso si mettono nella stessa
-pentola) con un po’ d’aceto. Trascorsi un paio di giorni si passano
-allo staccio e si mettono poi in una cazzarolina dove si avrà soffritto
-in un pezzetto di burro un po’ di cipolla e di prezzemolo bene tritati,
-aggiungendovi un amaretto e alcune bacche di ginepro bene schiacciate,
-pepe e sale. Il composto va diluito col sugo della lepre o con un
-po’ di brodo buono misto di vino bianco. La salsa deve poi bollire
-lungamente (circa ore 1 1/2) e molto adagio. La coratina si fa
-anche rosolare nel burro alla semplice.
-
- Chi ha l’arte ha ufficio e
- beneficio.
-
-
-109. =Polli, capponi, galline, piccioni, lessi.= — I polli si pelano
-in genere appena scannati mentre sono ancora caldi; se sono freddi
-s’immergono due tre volte nell’acqua bollente, badando di tenerveli
-appena un paio di secondi a ciò non si scottino. I piccioni in genere
-sono sempre bagnati perchè usa affogarli. Nel pelare tutti questi
-volatili abbiate cura di non romperne la pelle. Accostateli poi alla
-fiamma rivoltandoli spesso per abbrustiarne le ultime pennine che
-vi fossero rimaste. Quindi per vuotare i volatili grandi taglierete
-loro la parte inferiore dal becco e fatta una incisione nel collo,
-verso il dorso, estrarrete la lingua, il gozzo, l’esofago e i
-polmoncini liberandoli con due dita dai filamenti che li fanno aderire
-internamente al petto. Voltato quindi l’uccello sul dorso gli farete
-un’incisione non troppo lunga dal basso all’alto presso la coscia
-destra, badando di non ferire l’intestino, ed entrando con due dita nel
-vano, estrarrete prima di tutto il grasso, se ve n’è, e lo metterete
-nell’acqua fresca.
-
-Afferrerete quindi per di dietro lo stomaco tirando fuori tutto
-l’intestino colle interiora e guardandovi bene dal rompere il sacchetto
-del fiele che comunicherebbe un cattivo sapore alle carni. Questo
-sacchetto, i polmoncini, gl’intestini (a meno che non si voglia aprirli
-e pulirli), la cui estremità si recide, vanno gettati via: lo stomaco
-si apre, si vuota e si fa poi bollire nel brodo, per unirlo più tardi
-ai così detti fegatini, che sono il fegato e il cuore e che formano
-assieme alla cresta e ai granelli dei galli le così dette rigaglie.
-
-Per poter godere gl’intestini dei polli li aprirete con un coltello
-o con l’apposito fusetto di legno e, lavatili diligentemente, li
-cuocerete insieme al volatile stesso, o a parte con burro, sale e pepe
-bagnandoli con poco brodo.
-
-L’operazione del vuotare un volatile o un altro animale si chiama
-sbuzzare.
-
-Quando il volatile è così preparato gli mozzerete le zampe, le ali (la
-testa non si porta in tavola) per cuocerlo a lesso. A questo scopo
-farete bollire dell’acqua col sale necessario e con l’aggiunta di
-quelle erbe che più vi piacciono, siano radici o piantine odorose, e
-quand’è bollente v’immergerete il volatile facendolo cuocere a norma
-della sua grandezza e qualità tre quattro ore, se si tratta d’una
-gallina vecchia, due e mezzo d’un cappone, due d’un pollo, uno dei
-piccioni.
-
-La piccola _ménagère_ che avesse dell’abilità potrebbe rendere il lesso
-più vantaggioso preparando i polli con un ripieno di noci. Per far ciò
-le necessiterebbe allestire un composto del genere che segue e, dopo
-averlo introdotto nel volatile tanto dalla parte del collo (sopprimendo
-sempre la testa) che dalla parte dell’intestino, cucire il taglio con
-un filo forte, e involgere l’animale per la cottura in un pannolino.
-
-È un’operazione abbastanza complicata, ma, se si trattasse di un giorno
-di festa, anche una semplice operaia, cui la buona sorte concede un
-certo largo, non deve rifuggire dal lavoro quando ciò serve al suo
-tornaconto e a soddisfazione della famiglia.
-
-_Ripieno._ — Inzuppate nel latte o meglio nel brodo, se vi fa comodo,
-200 gr. di pane passandolo poi allo staccio con una cinquantina di noci
-grattate, coi fegatini del pollo, e il suo grasso se ne aveva, oppure
-80 gr. di midollo di manzo, un ovo intero, un po’ di noce moscata e di
-cannella, se v’aggrada. Rimestate un momento il composto sul fuoco, in
-una padella, bagnandolo con latte o con brodo se fosse troppo asciutto,
-e servitevene quand’è freddato.
-
- Il mondo senza pace è il denaro del
- soldato.
-
-
-110. =Pollo arrosto.= — Sbuzzato che abbiate il volatile come indica
-la precedente ricetta, lo soffregherete internamente col sale, poi
-lo adagerete in una tegghia mettendogli intorno qualche fiocchetto di
-burro e lo collocherete al forno, voltandolo spesso, salandolo quando
-comincia a fare la schiuma e irrorandolo col suo grasso. Se non fosse
-grasso vi converrebbe aggiungere un po’ di lardo pestato. Il pollo
-deve prendere un bel colore dorato pur restando morbido. Se vi piace
-di allestirlo col ripieno e se avete delle castagne a disposizione, ne
-cuocerete una cinquantina al forno, e pestatele con un po’ di mollica
-di pane (30 gr. circa) bagnata nel brodo o nel latte, coi fegatini
-del pollo, due tre belle fette di salame o di salsiccia, sale, pepe,
-prezzemolo e noce moscata, e legatele con un uovo, ne riempirete il
-pollo come indica la precedente ricetta per poi cuocerlo al forno.
-S’intende che la cottura allo spiedo lo rende ancor migliore, ma pochi
-possiedono quest’arnese e un focolare adatto.
-
- Non metter bocca dove non ti tocca.
-
-
-111. =Pollo in umido alla cacciatora.= — Sciogliete dello strutto in
-un tegame, fatevi soffriggere alcune cipollette mondate e tritate,
-collocatevi sopra il pollo tagliato a pezzi, lasciatelo rosolare un
-pochino, poi versatevi della salsa dì pomodoro e tiratelo lentamente a
-cottura salandolo a metà di essa.
-
-
-112. =Pollo in intingolo.= — Tagliatelo a pezzi, infarinate questi
-dopo averli bene salati e metteteli a fuoco vivo con alcuni pezzetti
-di burro crudo; quando coloriscono bagnateli con brodo o con un po’
-di vino bianco alternativamente o con semplice acqua, rallentando il
-calore. Cottura ore una circa. Se vi gradisse, potreste aggiungervi un
-paio di cipollette intere e una presina di paprica; ciò lo renderebbe
-più piccante.
-
-
-113. =Pollo colle verdure.= — Mettete un pollo intero in una cazzarola
-grande dove avrete sfatto del grasso (strutto o strutto e burro misti)
-e lasciatevelo rosolare un quarto d’ora; contornatelo quindi di tutte
-le verdure di cui disponete: cavoli, rape, cavolfiore, cipollette,
-carote, sedani, finocchi, porri, patate, pomidori; coprite il composto
-d’acqua o meglio di brodo e lasciatelo cuocere adagio ore 1 1/2
-circa. Le verdure più delicate o che si sfanno facilmente le metterete
-da ultimo.
-
-
-114. =Pollastri alla gratella.= — Tagliate i pollastri (dopo averli
-bene sbuzzati) per il lungo, dalla parte del dorso, schiacciandoli
-bene col mazzuolo, e preparato un composto di erbe odorose trite,
-pepe, sale e olio fateveli giacere un paio d’ore prima di collocarli ai
-ferri. Appena sono rosolati da una parte li volterete, mettendovi, se
-occorresse, ancora un po’ di sale.
-
-
-115. =Pollastri fritti.= — Lessateli fino a metà cottura (sempre dopo
-averli preparati come indica la ricetta N. 109), tagliateli a pezzi,
-involgeteli nell’ovo sbattuto e nel pangrattato e friggeteli nuotanti
-nello strutto o nell’olio bollente.
-
-
-116. =Piccioni.= — I piccioni pelati, lavati e sbuzzati come i polli
-si possono cuocere tanto a lesso colle erbe, come in umido o alla
-gratella. Le ricette indicate per i polli servono anche per i piccioni.
-
- Le buone parole ungono e le cattive
- pungono.
-
-
-117. =Tacchino lesso.= — Il tacchino si cuoce pure lesso; le parti più
-adatte a questo scopo sono il petto e le ali, tuttavia potete metterlo
-al fuoco intero (dopo averlo debitamente vuotato; vedi N.º 109). Se
-fosse vecchio, vi converrebbe farlo bollire parecchie ore, e non senza
-l’aggiunta (oltre le solite erbe, vedi ancora N.º 109) di un battutino
-di lardo.
-
-
-118. =Tacchino arrosto.= — Come il pollo, soltanto lo cuocerete più a
-lungo secondo la grandezza dell’animale, dalle due alle tre ore.
-
-I tacchini giovani si possono cuocere ai ferri come i pollastri e i più
-adulti anche in umido seguendo sempre le stesse regole del pollo.
-
-
-119. =Folaghe.= — Le folaghe sono grandi uccelli acquatici che si
-possono gustare anche nei giorni di magro in umido o arrosto come
-i polli. Esse hanno un sapore alquanto nauseante, conviene quindi
-marinarle, 3-4 giorni, con mezzo bicchiere di vino, mezzo bicchiere
-d’aceto e mezzo d’acqua che avrete fatto bollire insieme a una cipolla,
-mezzo limone, tre chiodi di garofano, una fesa d’aglio, cinque bacche
-di ginepro e una carotina. Questa marinata, cioè questo liquido,
-compresi i suoi ingredienti, si versa tiepida sull’uccello pelato e
-sbuzzato.
-
-
-120. =Oca lessa.= — Come il pollo, tanto intera come a pezzi, con molte
-erbe e droghe a piacere. Cottura dalle due alle quattro ore secondo
-l’età dell’uccello.
-
- L’ubbidienza è santa.
-
-
-121. =Oca arrosto.= — Usa spesso cuocere l’oca al fuoco con un ripieno
-di mele crude tagliate a fettoline finissime e miste con un po’ di
-zucchero. Regolatevi secondo la ricetta N.º 109 per la maniera di
-mettere il ripieno.
-
-
-122. =Anitra lessa.= — Come l’oca. Le anitre selvatiche hanno qualche
-volta un sapore disgustoso che si toglie colla marinata come alle
-folaghe. Vedi ricetta N.º 119.
-
-
-123. =Anitra arrosto.= — Sciogliete del burro in una cazzarola, fatevi
-soffriggere due cipollette e un cucchiaio di prezzemolo pestato.
-Adagiatevi sopra l’anitra preparata secondo la regola del pollo (vedi
-N.º 109) badando però di salarla e d’infarinarla tutta. Quando ha
-preso un bel colore da tutte le parti nel forno, versatevi sopra
-un po’ di zucchero e, quando questo si è sciolto e arrossato, 3-4
-cucchiai d’aceto e continuate a bagnarla col suo intinto. Cottura ore
-1 1/2 — 2 secondo la grandezza.
-
- Uccello che non canta non dà
- augurio.
-
-
-124. =Uccellini allo spiedo.= — Preparate gli uccellini, pelandoli
-secondo la regola, recidendo loro le zampine e senza vuotarli,
-infilzateli in uno spiedo fino dividendoli con due fettine di lardo
-separate alla lor volta da una foglia di salvia e girate lo spiedo
-in fretta dinanzi ad una fiamma leggera di sarmenti, bagnandoli di
-quando in quando con burro fuso. Quando cominciano a fare la schiuma,
-salateli, poi spolverizzateli di pangrattato finissimo, tirateli quindi
-a cottura sulla brace viva finchè sono rossicci senza riescire troppo
-croccanti. Potete anche omettere il lardo, e aumentare un pochino la
-quantità del burro, che si raccoglie in una cazzaroletta e si versa
-sulla polenta la quale si serve cogli uccelli. Cottura 25-30 m.
-
-
-125. =Uccellini in tegghia.= — Infilzate gli uccellini a due a due in
-piccoli stecchini di legno, dividendoli e guernendoli dalle parti colla
-salvia e col lardo, se esso vi conviene, collocateli in una tegghia
-con alcuni pezzetti di burro e fateli rosolare sul fornello, salandoli
-e cospargendoli di pangrattato quando cominciano a fare la schiuma.
-Quando li levate dalla tegghia, asciugatene l’intinto con fette di
-polenta. Cottura 30 m.
-
-In questo modo si cucinano anche gli uccelli più grossi, come le
-quaglie, i tordi, le cesene, ecc. ecc.; soltanto questi in parecchi
-paesi si vuotano per mettervi un ripieno di lardo e di salvia.
-
-Nell’Italia media usa cuocerli coll’olio invece del burro e farli in
-umido colla salsa di pomodoro.
-
-
-
-
-CAPITOLO SETTIMO.
-
-GLI ORTAGGI E I FUNGHI.
-
-
-SEZIONE I.
-
-GLI ORTAGGI.
-
- Amicizia di genero sole d’inverno.
-
-
-1. =Gli asparagi.= — Gli asparagi si puliscono in fondo, raschiandoli
-con un coltellino, si pareggiano, e legatili a mazzetti, si fanno
-lessare gettandoli nell’acqua bollente salata, finchè sono morbidi
-senza diventare mollicci. Si possono gustare così semplicemente col
-sale, oppure conditi in insalata o con burro e formaggio.
-
-
-2. =Le barbabietole.= — Le barbabietole si condiscono con olio,
-aceto, pepe e sale dopo averle cotte nell’acqua bollente salata.
-La cottura, se sono grandi, può esigere anche tre ore di tempo. Le
-piccole barbabietole rosse, affettate, si possono anche conservare come
-appresso, nell’aceto forte, con un cucchiaio di seme di comino.
-
-
-3. =Le biete.= — La parte verde delle foglie di bieta può sostituire
-benissimo lo spinacio, le loro costole bianche si fanno lessare
-nell’acqua bollente salata, poi si mondano e si condiscono in insalata
-oppure si tagliano a pezzi e si rosolano in tegghia con olio, burro,
-pepe e sale, bagnandole con un po’ di latte.
-
-
-4. =I broccoli e i cavolfiori.= — Si fanno lessare come ogni altro
-ortaggio, poi si condiscono in insalata oppure con burro fuso e
-formaggio. Per l’insalata si possono impiegare anche le prime foglie
-verdi.
-
-_Broccoli strascinati alla romana._ Sciogliete in un tegame un pezzetto
-di strutto, quand’è bollente unitevi i broccoli lessi e tagliati a
-pezzi, fateveli rosolare, aggiungetevi il sale, un po’ di formaggio e
-di pepe a piacere e serviteli fumanti.
-
- Dal mal uso è vinta la ragione.
-
-
-5. =I carciofi. Diverse maniere di prepararli.=
-
-_Lessi._ Il sistema più semplice e che conviene ai carciofi grandi è
-quello di lessarli nell’acqua bollente salata e di gustarli poi con
-olio, pepe e sale. Cottura 3/4 d’ora circa. I carciofi piccoli si
-cucinano a preferenza nelle seguenti maniere.
-
-_Alla «giudía»._ Mozzato che abbiate il gambo dei carciofi giovani
-e spuntatene le foglie, cercherete d’aprire queste quanto meglio vi
-riesce e vi verserete un composto di prezzemolo trito, olio, pepe e
-sale pestato con 2-3 fesine d’aglio. Collocateli ritti in una tegghia,
-dove avrete versato un dito d’acqua e cuoceteli adagio circa ore
-1 1/2.
-
-_Alla fiorentina colle acciughe o colle sardelle._ Prendete carciofini
-giovanissimi e morbidi di qualità, preparateli come i precedenti,
-dimezzateli; riempiteli con un composto di pane (la sola mollica,
-bagnata nel brodo o nel latte), aglio, pepe, olio, due sardelline
-pestate (ogni 6 carciofi), sale, se occorre. Collocateli quindi sulla
-gratella e fateveli cuocere ancora 15 minuti.
-
-_Alla fiorentina coi piselli._ Tagliate a metà dei giovani carciofi,
-preparati come sopra, metteteli in tegghia sopra uno strato di piselli
-crudi e continuate ad alternare queste due verdure aggiungendo sale,
-pepe, olio e burro. Copritele quindi di brodo e lasciatele cuocere
-ore 1 1/2. Versatevi da ultimo la salsa di pomodoro, rovesciatele
-senza toccarle sopra un piatto e spolverizzatele di formaggio.
-
-_Alla parmigiana._ Fate sciogliere dello strutto in un tegame,
-quand’è bollente adagiatevi dei piccoli carciofi lessi e dimezzati
-col sale necessario e un po’ di pepe. Lasciateli rosolare un pochino,
-spolverizzateli di formaggio e serviteli fumanti.
-
-_Fritti._ Carciofini giovani, lessati nell’acqua bollente salata,
-dimezzati, dorati, panati, fritti nello strutto fumante.
-
-_Crudi._ I carciofi giovani, tagliati a fettine, si gustano anche crudi
-con olio, sale, pepe.
-
- NB. Se i carciofi fossero un po’ maturi e avessero il così detto
- «fieno», levateglielo diligentemente con un coltellino.
-
- L’acqua fa l’orto.
-
-
-6. =Le carote.= — Le carote si possono cucinare come molti altri
-ortaggi ma sono poco usate nella cucina semplice e si adoperano
-preferibilmente per dar sapore alle minestre, nei soffritti,
-negl’intingoli ecc. ecc.
-
-
-7. =I cavoli cappucci. Diverse maniere di prepararli.=
-
-_Arrostiti alla contadina._ Tagliate i cavoli ben lavati a sottili
-fettoline, lasciando da parte i torsoli e i nervi troppo grossi delle
-foglie. Fate soffriggere, nell’olio bollente, un paio di cipollette
-tritate (circa 3 cucchiai d’olio per ogni chilogr. di cavoli),
-aggiungetevi poi le fettoline e arrostitele, rimestando bene. Bagnate i
-cavoli con un po’ d’acqua e tirateli lentamente a cottura, rifondendo
-l’acqua ove occorresse. Essi saranno pronti in circa ore 1 1/2.
-Non dimenticate il sale e il pepe.
-
-_Alla casalinga, col lardo._ Preparate i cavoli come nella precedente
-ricetta, collocateli in una cazzarola sul cui fondo avrete disposto
-un battutino di lardo (circa 3 cucchiai scarsi di minuti pezzetti di
-lardo per un chilogr. di cavoli), bagnateli con acqua in abbondanza,
-aggiungetevi pepe e sale, e lasciateli cuocere lentamente due ore
-rifondendo il liquido ove occorresse. Da ultimo fate arrossare un
-cucchiaio di farina in due cucchiai di strutto bollente, e versate il
-composto nei cavoli.
-
-_Alla casalinga colla salsiccia._ Mettete un paio di cucchiai di
-strutto in una cazzarola e, quand’è bollente, unitevi un chilogr. di
-cavoli cappucci preparati a listarelle come indica la prima ricetta,
-rimestate bene, bagnate con acqua e seppellite in mezzo ai cavoli
-una o due salsicce (lucaniche) di maiale. Se i cavoli si asciugassero
-rifondete un po’ d’acqua o di brodo.
-
-Quando la polenta è cotta, la salsiccia si trova bell’e pronta colla
-verdura.
-
-_Con i pomidori._ Tagliate un bel cavolo in quattro parti e mettetelo
-nell’acqua fredda; trascorse un paio d’ore, levategli i torsoli e
-i nervi e tritatelo bene colla mezzaluna. Collocatelo subito in una
-cazzarola col sale occorrente e pepe a discrezione e lasciatelo cuocere
-un buon quarto d’ora. Mettetelo quindi in una scodella che terrete in
-luogo caldo e, al momento di mandarlo in tavola, versategli sopra la
-salsa di pomodoro. (Vedi Cap. 5º N.º 57).
-
-_Con le rape._ Tagliate a fettoline parti eguali di cavoli e di buone
-rape mondate, metteteli in una cazzarola coprendoli d’acqua e lasciate
-cuocere adagio il composto per ore 1 1/2 circa. Sciogliete (per
-ogni chilogr. di verdura) un bel cucchiaio colmo di strutto in una
-padellina, unitevi quand’è bollente un paio di cucchiai di zucchero per
-farlo arrossare; quand’esso ha preso un bel colore, più che dorato,
-gettatelo nei cavoli e rimestateli bene a ciò piglino anch’essi il
-rosso. Poco tempo appresso potete metterli in tavola.
-
-_Coll’aceto._ Tagliate a minute fettoline tre piccoli cavoli rossi,
-tedeschi, riscaldate del burro di cocco (un bel pezzetto) o un pezzetto
-di burro in una cazzaroletta, soffriggetevi una grossa cipolla; quando
-ha preso colore unitevi i cavoli, un quintino di aceto, sale e pepe.
-Cuocete circa ore 1 1/2. Oppure, lessate il cavolo tagliato a
-fettine nell’acqua bollente salata, lasciandovelo un buon quarto d’ora,
-procedete quindi come sopra, diminuendo il tempo della cottura.
-
-_A uso di cavoli acidi (crauti)._ Preparate, come indica la prima
-ricetta, una bella palla di cavolo, mettete le fettoline in una pentola
-di terra e versatevi sopra un quartuccio d’aceto bollente. Trascorso
-qualche tempo, fate ribollire l’aceto e ripetete l’operazione. Dopo
-due ore levate i cavoli dalla pentola dove li avrete anche di tratto
-in tratto rimestati, e metteteli in una cazzarola sopra un battutino
-di lardo, poi fateli cuocere, movendoli spesso, per un’ora circa.
-Alla fine vi metterete il sale e il pepe. Se si asciugano troppo, vi
-aggiungerete qualche cucchiaio del loro aceto. Volendo omettere il
-lardo, li condirete con un cucchiaio di farina arrostita in un buon
-cucchiaio di strutto bollente.
-
-_In insalata._ Ben lavati, tagliati a fettoline minutissime disporrete
-i cavoli in una insalatiera e vi verserete sopra dell’acqua bollente
-facendola scolare subito. Conditeli quindi con olio, aceto, sale e
-pepe. Potete anche soffregare l’insalatiera, quand’è ancora vuota, con
-una fesa d’aglio e unire alle fettoline, per scottarvele insieme, 3-4
-cipollette bene mondate e tagliate a fette per traverso.
-
-_Cavoli sotto l’aceto._ Prendete una bella palla di cavolo, levate i
-nervi grossi e il torsolo, tagliuzzate quindi minutamente le foglie,
-aggiungetevi un paio di cetrioli freschi, 3-4 peperoni, 2-3 cipolline,
-tutto minutamente tritato, salate abbondantemente questa miscela e
-collocatela in una pentola. Il giorno seguente scolate tutta l’acqua
-e versatevi sopra dell’aceto forte in cui avrete messo grani di pepe e
-spezie a piacer vostro. Dopo 4-5 giorni potrete gustare i cavoli colla
-polenta o colle carni.
-
- Il cuore non si vede.
-
-
-8. =I cavoli acidi= (_Crauti_). =Diverse maniere di cucinarli.=
-
-Sta sempre bene lavare i cavoli acidi, ma qualche volta l’operazione si
-rende indispensabile per levar loro la soverchia e dannosa acidità.
-
-I cavoli acidi vanno cotti lungamente, anche 3-4 ore, per cui conviene
-metterli al fuoco anche due giorni di seguito. Essi riescono molto
-più digeribili con una prolungata cottura. Vi sono diverse maniere di
-prepararli. La più usata è la seguente:
-
-_Colla salsiccia._ Metteteli in una cazzarola sopra un piccolo strato
-di lardo pestato (50-60 gr. per ogni chilogr. di cavoli) bagnandoli con
-un po’ d’acqua o di brodo, unitevi la salsiccia (lucanica) ben lavata
-e lasciate cuocere ogni cosa adagio tre ore circa. Il lardo si può
-lasciare anche intero. Ricordate sale e pepe.
-
-_Coll’olio._ Arrostite i cavoli acidi nell’olio bollente rimestandoli
-bene e fateli cuocere (bagnandoli di tratto in tratto coll’acqua) 4-5
-ore, senza dimenticare il sale e il pepe.
-
-_Colla farina arrostita._ Sciogliete un pezzetto di strutto in una
-cazzarola, unitevi i cavoli, con un mestolo d’acqua. Mezz’ora prima
-di metterli in tavola unitevi un cucchiaio di farina arrostita in un
-pezzo di strutto sciolto bollente e diluito con 2-3 cucchiai d’acqua,
-rimestando bene ogni cosa.
-
-
-9. =Il cavolo verza= (_verza_). =Diverse maniere di prepararlo.=
-
-_Alla casalinga._ Lessate alcuni minuti le foglie di verza nell’acqua
-salata bollente, spremetele e, trinciatele bene, mettetevi quella
-quantità di pepe che bramate, un po’ di sale se occorresse, e fatele
-soffriggere adagio una trentina di minuti in una cazzarola dove
-avrete riscaldato, prima dell’olio, e poi un pezzetto di burro. Potete
-aggiungervi anche una fesa d’aglio che poi leverete.
-
-_Col lardo._ Preparate le verze come per la precedente ricetta,
-mettetele in una cazzarola dove avrete disposto uno strato di lardo
-pesto e di prezzemolo trito fino e un paio di fese d’aglio che poi
-leverete a metà cottura cioè dopo 30 m. circa.
-
-_Alla cappuccina._ Riscaldate dell’olio in una cazzarola, unitevi
-un pezzetto di burro, due cucchiai di prezzemolo trito, due sardelle
-diliscate e pestate fine, soffriggete ogni cosa, mescolatevi le verze
-lessate come nella prima ricetta, asciugate e trinciate, sale e pepe,
-e fatele cuocere lentamente, bagnandole, se occorresse, con un po’
-d’acqua o di brodo.
-
-_In insalata, cotte._ Lessate 30 m. le foglie ben lavate di verza
-nell’acqua bollente salata le spremerete entro un pannolino e le
-disporrete senza trinciarle in una insalatiera che avrete soffregata
-con una costa d’aglio per poi condirle con olio, aceto, sale e pepe.
-
-_In insalata, crude._ Ben lavate, e tagliuzzate a fine listarelle,
-le condirete come dicemmo sopra e, volendo dar loro un sapore più
-piccante, sarete parchi col sale e pesterete invece una sardella
-diliscata coll’olio.
-
- L’estate è la madre dei poveri.
-
-
-10. =I cavoli navoni.= — I navoni si fanno lessare una trentina di
-minuti nell’acqua bollente salata, poi si tirano a cottura, tagliati a
-fette, in un tegame dove si avrà preparato un soffrittino di strutto e
-di cipolla. Simili ai navoni ma più dolci sono i cavoli rutabaga (vedi
-sotto).
-
-
-11. =I cavoli rapa.= — I cavoli rapa si devono gustare mentre sono
-ancor giovani altrimenti riescono assai legnosi. Essi si mondano e si
-tagliano generalmente a fettine, poi si mettono in una cazzarola con
-burro od olio, pepe e sale, e quando in capo a mezz’ora sono rosolati
-si bagnano con acqua o brodo e si tirano a cottura.
-
-
-12. =I cavoli rutabaga.= — Come le rape, ricetta col lardo ma senza
-zucchero.
-
-
-13. =I ceci.= — Si possono mangiare tanto verdi che secchi; verdi,
-tuttavia, hanno la buccia alquanto dura. In ogni caso i ceci sono
-alquanto difficili a cuocersi ed è quindi saggio consiglio di metterli
-in molle nell’acqua la sera per la mattina. L’acqua piovana s’addice
-meglio d’ogni altra per la cottura delle leguminose; se non ne aveste
-a disposizione vi converrebbe unirvi durante la lunga bollitura (di
-5-6 ore circa) un sacchettino pieno di cenere, o un po’ di bicarbonato
-di soda. Per condirli come verdura (qualora non li gustiate come
-generalmente usa in minestra) vi mescolerete quando sono cotti un
-soffrittino di olio e cipolla.
-
- Rispetti, dispetti e sospetti
- guastano il mondo.
-
-
-14. =I cetrioli.= — Si mangiano generalmente in insalata, mondati,
-tagliati a fette per traverso e cosparsi di sale in abbondanza.
-Quest’operazione si fa alcuni minuti prima di condirli avendo poi cura
-di versar via l’acqua che tramandano. I cetrioli in insalata sono ancor
-più gustosi se si mescolano con fette di patata, di sedano, di pomodoro
-o colla cicoria e la lattuga.
-
-Essi si possono anche cuocere con olio, burro, pepe e sale.
-
-I cetriolini si mettono sotto l’aceto.
-
-
-15. =La cicoria.= — Si mangia quasi sempre in insalata, cruda, ma
-volendo si può anche lessare (per renderla più digeribile) nell’acqua
-bollente, salata, dopo di che si spreme bene, per poi condirla.
-Volendo gustarla cruda, se le foglie sono grandi e dure, se ne leva
-il nervo mediano e si tagliuzza il resto, finamente, con le forbici.
-Il torsoletto della cicoria e del radicchio di Treviso si può mettere
-anche qualche minuto alla gratella dopo averlo intinto nell’olio misto
-di sale e pepe.
-
-
-16. =La cipolla.= — Tritata o affettata essa serve per dar sapore
-alle carni e alle verdure, o per fare salse e minestre; intera si può
-mettere negli umidi, di cui assorbe piacevolmente il gusto. Cruda si
-mangia in insalata, con le patate, le barbabietole o con altre verdure
-da non cuocersi, come lattuga, indivia, cetrioli, pomidori ecc. ecc.
-
-Volendo toglierle l’eccessivo sapore la scotterete, prima di condirla,
-coll’acqua bollente.
-
- Dove non vedi non ci metter le mani.
-
-
-17. =Il cren= (_rafano_). — È una radice che si può coltivare nell’orto
-e che grattata e mista di zucchero ed aceto in piccola quantità
-fornisce un ottimo appresso per le carni e per le verdure.
-
-
-18. =Il crescione.= — Si mangia sempre in insalata.
-
-
-19. =Il dente di leone.= — Come sopra, specie se bianco e morbido; duro
-che sia vi converrà meglio cuocerlo un pochino e spremerlo prima di
-condirlo.
-
-
-20. =L’erba cipollina= (_santigola_). — Si lava, si trita e si condisce
-insieme all’insalata, oppure si mette negl’intingoli e nelle salse.
-
-
-21. =Fagioli verdi. Diverse maniere di prepararli.=
-
-_Alla contadina._ Levate le punte e il filo ai fagiolini, lavateli
-e gettateli in un paiolo dove avrete fatto bollire dell’acqua in
-abbondanza, salandola. Cuoceteli a fuoco ardente (la durata della
-cottura non è facilmente determinabile perchè essa dipende dalla
-qualità dei fagioli), versateli in una scodella forata, per scolarli.
-Riscaldate intanto dell’olio in una tegghia, fatevi soffriggere 2-3
-cipolle mondate e affettate e un paio di spicchi d’aglio tritati
-finissimi, unitevi i fagioli scolati e pestateli minutamente colla
-paletta aggiungendovi un po’ di pepe e di sale, se ancora occorresse.
-Se volete renderli ancor migliori amalgamatevi alla fine un cucchiaio
-di formaggio.
-
-_Triffolati._ Preparate un battutino con 2-3 cipolle, una piccola
-manata di prezzemolo, e mezza di santoreggia (peverella), più una
-sardella diliscata, fate soffriggere il composto un paio di minuti
-nel burro sciolto, unitevi i fagioli preparati e cotti come indica la
-precedente ricetta, rimestate un quarto d’ora il composto, aggiungendo
-pepe, sale se occorre, qualche droga se vi conviene. La sardella si può
-anche omettere.
-
-_Col lardo._ Preparati e cotti i fagioli come sopra, li porrete in
-tegghia su un battutino di lardo per metà rosolato, bagnandoli con
-acqua o brodo e ricordando sempre pepe e sale ove occorresse.
-
-_Fritti._ Cotti i fagiolini come sopra involgeteli mentre sono ancor
-caldi nella farina e friggeteli nello strutto che avrete fatto fumare
-in un largo tegame.
-
-_In insalata._ Preparati e cotti i fagioli come dicemmo sopra, se
-volete con un pizzico di bicarbonato di soda a ciò restino verdi,
-li farete scolare e poi li condirete con olio, aceto, pepe e sale,
-mescolandovi, se vi piace, un po’ d’erba cipollina trita.
-
-La santoreggia dà molto sapore ai fagioli ed è bene aggiungervene due
-tre ramicelli durante la cottura.
-
- NB. Badate ch’è cosa di grande importanza il lavare con diligenza
- i fagioli che spesse volte vengono irrorati, per la loro vicinanza
- alle viti, con elementi perniciosi alla salute.
-
-
-22. =I fagioli sgranati, verdi, bianchi, freschi e secchi.= — Potete
-valervi di tutte le precedenti ricette (meno il fritto che si fa
-soltanto coi baccelli) per i fagioli sgranati freschi. I fagioli
-sgranati secchi esigono una cottura più lunga sempre nell’acqua
-bollente salata, e quando sono vecchi si mettono anche in molle la sera
-per la mattina. Con questa misura perdono tuttavia una parte del loro
-sapore. Cotti che siano li condirete (tenendoli tiepidi) in insalata, o
-li preparerete in tegame come quelli alla contadina.
-
-Alla santoreggia (_peverella_) si può sostituire la salvia.
-
-I fagioli sono un cibo molto nutriente.
-
- Preso il partito cessato l’affanno.
-
-
-23. =La fava.= — Della fava si mangiano i baccelli immaturi, come i
-fagioli quando hanno appena raggiunto un terzo della loro grossezza,
-oppure i semi sgusciati maturi, ma conviene lasciarli in molle dalla
-sera alla mattina e levar loro la buccia indigesta. Quindi si preparano
-come minestra o colla ricetta dei fagioli alla contadina.
-
-
-24. =Il finocchio.= — Si mangia crudo con olio, pepe e sale, oppure
-cotto a fettine in tegame con burro, o olio, pepe, sale e un pochino di
-brodo da aggiungersi quand’è rosolato. Ottimo appresso per la polenta.
-
-
-25. =L’indivia.= — Condita in insalata, ma si può anche cuocere in
-tegghia con un po’ di burro, spolverizzandola di farina e aggiungendo
-pepe e sale. Prima di far ciò si legano i piccoli cesti, ben lavati,
-con un filo e si fanno lessare un poco nell’acqua bollente salata.
-
-
-26. =La lattuga.= — Come sopra. Invece dell’olio si può mettere in
-queste verdure da condirsi in insalata due tre cucchiai di lardo
-pestato e soffritto.
-
-
-27. =Le lenticchie.= — Si preparano generalmente in minestra (vedi pag.
-24) oppure, lessate che siano, si aggiungono agli umidi, o si fanno
-insaporire in un soffrittino di burro e cipolla con l’aggiunta d’un
-cucchiaio di farina.
-
-Per cuocere le lenti, si getteranno ben lavate nell’acqua bollente e
-di mano in mano si leveranno via tutte quelle che vengono a galla e che
-non sono buone. Vi sono lenticchie che impiegano parecchie ore prima di
-cuocere; in questo caso vi converrebbe metterle in molle la sera per la
-mattina.
-
-
-28. =I luppoli.= — I luppoli, cioè le cime dei loro freschi virgulti,
-e le vettine della _Spirea aruncus_, chiamati sul mercato Asparagi
-selvatici, si fanno lessare e si condiscono in insalata o col burro.
-Essi hanno un piacevole sapore amarognolo. Prima di lavarli si monda
-loro un pochino il gambo. Certuni li mettono anche nella zuppa di pane.
-
-
-29. =Il mais zuccherino. Granturco dolce.= — Vi è una qualità di
-granturco detto zuccherino ch’è assai dolce e le cui pannocchie si
-raccolgono immature. Se sono molto piccine, come il dito mignolo, si
-possono mettere sotto l’aceto crude o lievemente scottate nell’acqua
-bollente e servono di appresso alle carni lessate. Tutte le qualità
-di granturco si prestano d’altronde a questo scopo. Le pannocchie
-più grandi si fanno tostare nella cenere rovente oppure si cuociono
-a lesso per gustarne poi i chicchi con un po’ di burro. Finalmente i
-chicchi sgranati e cotti si possono condire in insalata, o soffriggere
-nell’olio.
-
-
-30. =La melanzana.= — Le melanzane si gustano cotte e crude, in
-insalata oppure mondate, tagliate a fette e soffritte con olio, pepe e
-sale.
-
-
-31. =La pastinaca.= — Serve particolarmente per dare buon sapore al
-brodo.
-
- Se non ci fosse il _se_ e il _ma_ si
- sarebbe ricchi.
-
-
-32. =Le patate. Diverse maniere di prepararle.=
-
-Le patate appartengono a quei cibi gustosi che appaiono a tutte le
-mense, tanto all’umile desco del povero, come alla sontuosa tavola dei
-re. Infinite ricette vi sono per cuocere le patate, le più semplici
-sono le preferibili.
-
-_Lesse._ Le patate si possono lessare colla buccia mettendole al
-fuoco nell’acqua fredda che a metà cottura si rinnova e da ultimo si
-lascia asciugare (cottura ore 1 — 1 1/4); mondate, nel brodo grasso
-e molto adagio, sistema col quale riescono condite; e a vapore,
-cioè in una cazzarola bucherellata e ben coperta, sopra l’acqua
-bollente. Oltre a questi metodi vi è ancora l’uso d’involgerle in due
-pezzi di carta bagnata e d’immergerle nella cenere ardente.
-
-Le patate lesse col sale, specie se di qualità fina, sono squisite.
-
-_Arrostite._ Sciogliete un pezzo di strutto in una larga padella di
-ferro, quand’è bollente fatevi soffriggere 2-3 cipolle bene trinciate,
-poi le patate lesse fredde e tagliate a fette regolari, voltandole con
-la paletta finchè hanno preso da tutte le parti una bella crostina
-dorata e spolverizzandole di sale e di pepe. Allo strutto potete
-sostituire l’olio bollente. Potete arrostirle anche crude.
-
-_Arrostite colla farina._ Come sopra, soltanto lascerete da parte
-la cipolla e prenderete delle patate bollenti, appena lessate, e
-tagliatele con precauzione a grosse fette, involgerete ciascuna di
-queste, prima di arrostirle, nella farina bianca.
-
-_Arrostite schiacciate._ Cuocete alcune patate farinose lasciandovi
-asciugare tutta l’acqua, come dicemmo sopra. Schiacciatele, ben
-mondate, badando che non vi restino bozzoli, aggiungetevi un pochino di
-latte, sale e pepe e mettetele al forno in un tegame unto avendo cura
-che prendano da ambe le parti una bella crostina dorata.
-
-_Fritte._ Mondate, lavate, tagliate a fette finissime le getterete così
-crude nello strutto bollente cospargendole di sale a cottura finita,
-cioè quando sono rosse. Devono nuotare nel grasso.
-
-_Col latte._ Tagliate a fette delle patate lesse, non troppo farinose,
-fatele soffriggere in un po’ di burro, o di strutto bollenti,
-aggiungendovi una manatina di prezzemolo trito, copritele di latte
-freddo e tiratele lentamente a cottura.
-
-_Col latte all’americana._ Mondatele, lavatele e così crude tagliatele
-a finissime fette, disponete queste in una tegghia aggiungendovi pepe
-e sale, copritele di latte, condendole con 2-3 fiocchetti di burro e
-collocatele al forno. Cottura ore una.
-
-_Col pomodoro._ Come le patate «col latte» sostituendo a questo della
-salsa di pomodoro piuttosto liquida.
-
-_Al forno in forma di tortino._ Cuocete patate farinose, schiacciatele
-colle mani fra una salvietta, riunitele, disponetele in una tegghia
-unta, o su una piastra col sale necessario e un po’ di pepe, spargetevi
-sopra alcuni fiocchetti di burro e collocatele al forno per levarle
-quando avranno fatto una crostina dorata. Potete anche unirvi un po’ di
-burro e un pesto di lardo nel formare il tortino, il quale si può anche
-cuocere in uno stampo bene imburrato.
-
-_Triffolate._ Diliscate bene una buona aringa salata o 2-3 sardelle
-e pestatele finamente. Diluite questo battuto con alcuni cucchiai
-d’olio e aggiungetevi pepe in abbondanza. Ungete un tegame di burro,
-disponetevi uno strato di patate cotte e affettate, versatevi sopra
-un po’ di composto e continuate così finchè la cazzarola è piena.
-Collocatela allora nel forno o nella brace e tenetevela circa un’ora a
-fuoco moderato per poi rovesciarne il contenuto su un piatto e prima di
-portarlo in tavola spolverizzarlo di formaggio. Ottimo piatto di magro.
-Omettendo l’aringa si possono condire con burro crudo, olio, formaggio,
-sale e pepe.
-
-_Polpettone di patate._ Cuocete delle patate farinose, schiacciatele
-sulla spianatoia e passatele da uno staccio, unitevi un pezzetto
-di burro, un po’ di latte, il sale occorrente e formatene un
-grosso salsiccione. Disponete questo in un tegame lievemente unto e
-spolverizzato di farina, poi doratelo tutto, mediante una piuma, con un
-ovo che avrete sbattuto con una forchetta e collocatelo al forno. Ore
-1 — 1 1/2 di cottura. Alle patate potete unire anche un
-po’ di prezzemolo pesto e altri odori se vi conviene.
-
-_Costolette di patate._ Preparate le patate come per la precedente
-ricetta del polpettone, unendovi anche un ovo e un pochino di
-formaggio. Stendete il composto sopra un tagliere infarinato e
-tagliatelo con un bicchiere in tanti rotondini che poi involgerete
-nell’ovo sbattuto e nel pangrattato. Cuocetele quindi nel grasso
-bollente, sia strutto, sia burro animale o burro di cocco, come le
-costolette di vitello. Potete involgerle anche semplicemente nel
-pangrattato.
-
-_In insalata._ Lesse, mondate, tagliate a fette, condite con olio,
-aceto, sale e pepe, oppure con un po’ di lardo soffritto a dadolini
-e aceto, oppure con dell’olio bollente in cui si avranno fatto
-soffriggere 3-4 cipolle affettate, aceto, sale e pepe che s’intende.
-Se sono molto calde, cioè appena cotte, le patate si possono anche
-schiacciare e condire con solo olio, pepe e sale. Esse sono molto
-gustose anche se mescolate con altre verdure cotte o crude, come
-barbabietole, peri di terra, sedani, pomidori, lattuga, cicoria,
-indivia ecc.
-
- Aria da finestra colpo di balestra.
-
-
-33. =I peri di terra= (_Topinambours_). — Come il sedano in tutte le
-maniere fuorchè crudi. Cottura brevissima.
-
-
-34. =I peperoni.= — Si mettono generalmente sotto l’aceto ma si possono
-anche friggere così alla semplice, nell’olio o nello strutto bollenti,
-lavati e bene asciugati. Questo però se sono piccoli. I grandi si
-scottano nell’acqua bollente, si dimezzano, si bagnano con l’olio, si
-spolverizzano di sale e pepe, se piace, e si cuociono alla gratella. Se
-vi gradisce di farli ripieni vi metterete, su ciascuna metà, un piccolo
-cucchiaio di pangrattato condito con olio, sale e pepe e col sapore
-dell’aglio e un po’ di prezzemolo trito e li cuocerete parimenti ai
-ferri.
-
-
-35. =I piselli col guscio= (_taccole, mangiatutto_). — Si fanno cuocere
-nell’acqua salata bollente, poi bene scolati si condiscono in insalata,
-oppure si soffriggono in tegghia con l’olio o con un battutino di lardo
-e un po’ di cipolla, sale e pepe, che s’intende.
-
-
-36. =I piselli sgranati.= — Si fanno cuocere come le taccole, poi si
-condiscono semplicemente versandovi sopra burro appena sciolto, oppure
-si soffriggono in tegghia come quelli col guscio.
-
- Caldo di panno non fe’ mai danno.
-
-
-37. =I pomidori.= — Il vero merito dei pomidori è quello di dare
-un sapore speciale e molto gradevole alle salse, alle minestre,
-agl’intingoli (vedi pag. 57 salsa di pomodoro). Essi possono tuttavia
-fornire da soli, cioè con un limitato condimento, un piatto gustoso e
-sano. Ecco varie maniere di allestirli.
-
-_Pomidori stufati._ Preparate, sul fondo d’una tegghia, un battutino
-abbondante di cipolle con qualche fiocchetto di burro, mettetevi il
-sale e il pepe e un paio di fesine d’aglio, coprite questo battuto coi
-pomidori scottati nell’acqua bollente, mondati con destrezza, tagliati
-a pezzi (i granelli li avrete levati con cura), spolverizzate di pane
-il composto e fatelo cuocere a fuoco lento nel forno o fra la brace
-versandovi sopra qualche cucchiaio di brodo misto d’aceto. Al brodo
-potete sostituire l’acqua, soltanto in questo caso aggiungerete un po’
-d’olio al burro da bel principio.
-
-_Pomidori al burro._ Prendete dei pomidori maturi e di buona qualità,
-dimezzateli, puliteli bene dai granelli, collocateli in un tegame
-con un po’ di burro e un battutino di prezzemolo, di cipolla, di
-maggiorana e d’aglio, senza dimenticare il sale. Cuoceteli circa ore
-1 — 1 1/2 al forno e metteteli in tavola bollenti, colla
-polenta.
-
-_Pomidori alla gratella._ Tagliate a metà dei bei pomidori maturi,
-e levatine i granelli, spolverizzateli di sale e pepe, poi cuoceteli
-adagio sulla gratella sopra una carta unta di burro o d’olio. Servono
-come appresso.
-
-_Pomidori ripieni._ Preparate i pomidori come nella precedente ricetta
-e apprestate d’altronde a parte un composto di pangrattato, aglio,
-prezzemolo, pepe, sale e olio buono. Le proporzioni si devono regolare
-a norma del numero dei pomidori. Per 6 pomidori di media grandezza
-8 cucchiai di pangrattato, 4 cucchiai d’olio, una bella manatina di
-prezzemolo trito, due fese d’aglio, sale e pepe a discrezione.
-
-Riempite i pomidori con questa miscela dopo averli disposti uno accanto
-all’altro in una tegghia il cui fondo sarà coperto d’acqua. Aggiungete
-all’acqua qualche pezzetto di burro e collocateli al forno. Potete
-anche metterli semplicemente sulla gratella.
-
-_Pomidori ripieni di riso._ Preparate in una scodella del riso crudo,
-lavato, calcolandone un cucchiaio per ogni pomodoro, unitevi sale,
-pepe e un battutino di cipolla, di prezzemolo e volendo anche d’aglio;
-prendete dei buoni pomidori grandi, sugosi e maturi, dimezzateli,
-puliteli dai granelli, e spremeteli un poco lasciandone cadere il sugo
-sul riso. Mescolate questo con diligenza, poi servitevene di ripieno
-per i pomidori che cuocerete al forno un’ora circa in una tegghia sul
-cui fondo avrete versato un po’ d’olio.
-
-_Torta di pomidori e riso._ Prendete dei buoni pomidori maturi,
-divideteli a metà, puliteli dai granelli e spremetene possibilmente
-tutto il sugo che adopererete per altri usi, p. e. per la minestra.
-Mettete i pomidori in un tegame e cuoceteli a fuoco lento finchè sono
-morbidi. Ungete di olio o di burro il fondo d’una tortiera, o fatevi
-fumare del buono strutto, disponetevi sopra uno strato di pomidori
-bene scolati e morbidi condendoli con pepe, sale (questo pestato con
-un po’ d’aglio) e olio, poi uno strato di riso ben lavato e un po’
-salato, quindi un altro strato di pomidori e così di seguito finchè il
-recipiente sarà pieno. Sui pomidori che rimangono da ultimo spargerete
-alcuni cucchiai di pangrattato e qualche fiocchetto di burro. Cuocete
-tra la brace 30-35 m. e servite nel tegame.
-
-_Torta di pomidori e pane._ Preparate dei pomidori come sopra, tagliati
-a metà, disponeteli sul fondo d’una tegghia unta, cospargeteli con
-un abbondante battuto di aglio, timo, basilico, prezzemolo, sale e
-pepe, diluito con olio, spolverizzateli di pangrattato in abbondanza,
-ripetete l’operazione finchè la tegghia sarà piena. Allora collocatela
-per 30-40 m. in un forno caldo o fra la brace.
-
-_Pomidori in insalata._ Crudi e a fette.
-
-_Pomidori sotto l’aceto_ (vedi più oltre).
-
- I dottori non voglion superiori.
-
-
-38. =La rapa. Diverse maniere di prepararla.=
-
-_Collo zucchero._ La maniera migliore di preparare le rape è la
-seguente:
-
-Mondate diligentemente delle buone rape dolci, tagliatele a grosse
-fette per il lungo e poi a bastoncelli oppure a grossi rotondini per
-traverso, lavatele bene e collocatele al fuoco in una cazzarola fonda
-con tant’acqua che ne siano quasi coperte. (La quantità dell’acqua
-dipende dalla qualità delle rape cioè dalla maggiore o minore
-difficoltà che hanno a cuocere). In capo ad un’ora circa, salatele
-e sciogliete un bel pezzetto di strutto in una piccola padella, fate
-arrossare in questo strutto due cucchiai di zucchero (per ogni chilogr.
-e mezzo di rape), poi versatelo nella cazzarola, e rimestate le rape
-badando di non rompere i pezzi. Quando hanno preso un bel color rosso,
-cioè in una ventina di minuti, sono pronte. Oppure, cotte che siano
-le rape nell’acqua che deve asciugarsi, levatele e mettetele in una
-tegghia molto larga dove avrete sciolto lo strutto, spolverizzandole di
-mano in mano di zucchero e rimestatele con riguardo finchè hanno preso
-un bel colore.
-
-_Col lardo._ Tagliate le rape ben mondate e lavate a quadrettini,
-mettetele in una cazzarola sopra un battutino di lardo per metà
-rosolato, lasciatele soffriggere un momento, poi bagnatele con acqua
-o brodo e tiratele lentamente a cottura aggiungendo sale, pepe e alla
-fine un po’ di zucchero. Questo però non è necessario.
-
-_Coi cavoli_ (vedi cavoli e rape, pag. 98).
-
-_Lesse._ Ben lavate le rape si fanno lessare colla buccia nell’acqua o
-nel brodo ch’esse hanno però il difetto di rendere insipido. Le rape
-lesse si gustano semplicemente con sale e pepe, oppure si condiscono
-molto calde con olio, pepe e sale.
-
-
-39. =I ramolacci.= — Si mangiano crudi col sale, mondandoli e
-praticandovi dei tagli in croce entro i quali lo si fa penetrare,
-oppure grattati o finamente affettati e conditi con olio, pepe e sale.
-I ravanelli si mangiano col sale.
-
-
-40. =Lo scalogno.= — Sostituisce l’aglio del quale è più delicato.
-
-
-41. =La scorzonera= e la =scorzobianca= sono radici che ben lavate e
-raschiate si cuociono nell’acqua bollente salata con una manatella di
-farina e poi si condiscono con olio, pepe e sale, o si soffriggono con
-olio o con burro.
-
- Chi non ha travagli tenga dei
- cavalli.
-
-
-42. =Il sedano.= — I grossi ceppi di sedano veronese ben mondati si
-possono gustare crudi, tagliati a fettine e conditi con olio pepe
-e sale, ma generalmente si mettono a cuocere nell’acqua bollente
-salata, poi affettati che siano s’involgono nella farina e si friggono
-nello strutto, oppure si rosolano con olio o burro e pepe e sale,
-mescolandovi un po’ di pomodoro, o così lessi si condiscono come la
-solita insalata. I sedani da taglio, cioè i gambi imbianchiti, si
-mangiano come le vettine di cardo o come il finocchio.
-
-
-43. =Gli spinaci.= — Gli spinaci ben lavati e puliti si cuociono in
-un tegame, con poca o punto acqua, poi si pestano colla mezzaluna, e
-soffritte nell’olio un paio di cipolle trite si tirano a cottura in
-questo composto, salandoli e mettendovi il pepe necessario. Oppure,
-cotti e tritati che siano (per questa ricetta assai più finamente),
-si mettono in un tegame con un po’ di burro e, rimestatili bene, vi
-si aggiunge oltre il sale e il pepe un po’ di farina intrisa (a poco
-a poco) con un bicchiere di latte, e si mescola ogni cosa finchè il
-composto ha l’aspetto d’una pappina.
-
-Cogli spinaci si fanno ottimi gnocchi (vedi pag. 36 N.º 31).
-
-Oltre gli spinaci propriamente detti vi sono parecchie piante che li
-sostituiscono, come le biete, il rabarbaro ecc. ecc. Essi servono come
-appresso.
-
-
-44. =Zucche verdi.= — Le zucche verdi si mondano (non sempre
-occorre), si tagliano a fette levando loro la parte molliccia, poi
-a quadrettini e, postele in tegghia con olio, burro, pepe e sale,
-si fanno soffriggere lentamente mezz’ora servendole come appresso.
-Lessate semplicemente nell’acqua bollente salata si condiscono in
-insalata. Tagliate a sottili fettoline, salate, scolate, asciugate in
-un pannolino e infarinate si fanno friggere nello strutto finchè hanno
-preso il croccante e un color d’oro. Le zucchette si possono anche
-allestire ripiene come i pomidori, con un composto di pane o di carne.
-
-
-45. =Zucche gialle (barucche o marine).= — Queste zucche si possono
-cuocere tanto al forno tagliate a pezzi grossi e colla buccia, come
-a lesso, mondate, nell’acqua lievemente salata. Esse costituiscono un
-cibo sano e piacevole e si condiscono in insalata. Cotte a fette nel
-latte danno una buona minestra. Colla polpa delle zucche si fa pure una
-torta.
-
-
-SEZIONE II.
-
-I FUNGHI.
-
- Chi più boschi cerca più lupi trova.
-
-
-Ogni anno si lamentano numerose vittime dei funghi, specie fra gli
-abitanti della campagna, i quali allettati dalle forme, dai colori,
-dalla fallace lusinga che il prezzemolo e l’argento rimanendo
-inalterati diano garanzia sicura d’innocuità, li raccolgono e li
-cucinano spensieratamente.
-
-La scelta dei funghi mangerecci esige invece la più solerte attenzione,
-perchè non solo si devono cucinare le specie assolutamente note e
-provate nel circondario, ma anche esemplari perfetti, cioè che non
-abbiano il menomo segno di vecchiezza o decomposizione. Se i funghi
-non esigessero un condimento abbondante e perciò poco economico essi
-potrebbero costituire per le classi meno agiate uno dei cibi più
-opportuni e consigliabili perchè nutrienti quasi al pari della carne;
-ma se il condimento riesce caro, v’è sempre il compenso di potersi
-procurare i funghi _gratis_ in tutte quelle salubri passeggiate
-primaverili e autunnali che gli operai intraprendono con tanto diletto.
-
-Esistono molti funghi mangerecci, ma ogni regione predilige quelle
-alcune specie che la costituzione del suolo le fornisce in maggiore
-quantità. Sarebbe quindi superfluo l’enumerarli.
-
-Di qualunque fungo si tratti è norma generale il sopprimerne la base
-terrosa, cioè il fondo del gambo, poi la parte del gambo stesso se
-fosse coriaceo (i gambi che presentano delle asperità si raschiano),
-la pelle dei cappelli se si solleva facilmente o se è dura e rugosa,
-finalmente l’_imenio_ nei polipori, vale a dire lo strato spugnoso che
-portano (vedi i boleti, _brise_) sotto il cappello, che è insipido e
-che contiene i microscopici semi.
-
-Compiuta quest’operazione laverete molto bene i funghi, mutando tre
-volte l’acqua però senza lasciarveli mai giacere. Quindi, se sono
-leggeri e sottili o mollicci, li dimezzerete o affetterete e li
-arrostirete in fretta nell’olio o nel burro bollenti aggiungendo sale
-e pepe; se sono invece compatti li taglierete a sottili fettine (questo
-potete farlo anche prima di lavarli) e li metterete in un tegame con un
-battuto di aglio, di cipolla e di prezzemolo, olio, burro, pepe, sale,
-tutto a freddo (per un chilogr. di funghi puliti, una fesa d’aglio, 4
-cipollette, una manata di prezzemolo, 4-5 cucchiai d’olio, 30-40 gr. di
-burro), e li farete cuocere adagio circa due ore, bagnandoli con acqua
-o con brodo ove non tramandassero una sufficiente quantità di liquido,
-e spargendovi sopra a metà cottura un buon cucchiaio di farina; le
-qualità più coriacee, come i cantarelli (_finferli_), prima di condirli
-e cuocerli nel modo suddetto val meglio farli bollire con poc’acqua
-finchè l’hanno tutta ritirata insieme al loro sugo.
-
-Volendo cuocere invece i funghi in tegame, al forno o alla gratella,
-sceglierete i cappelli che hanno una bella forma concava e pesterete
-gli altri insieme coi gambi che avrete soppressi, con una manatina
-di prezzemolo, una fesa d’aglio e un paio di cipolle, poi, unendo al
-composto un po’ di pangrattato, d’olio, di pepe e sale ne disporrete
-un cucchiaio entro i cappelli per mettere poi questi ai ferri. Se
-preferite il tegame, vi collocherete sul fondo un po’ d’acqua mista
-d’olio e il ripieno che vi fosse rimasto, e lo metterete al forno. La
-durata della cottura dipende dalla qualità dei funghi e può variare
-da mezz’ora a un’ora. Sulla gratella è più spiccia. S’intende che i
-funghi si possono cuocere ai ferri anche senza ripieno con un semplice
-condimento.
-
-Finalmente, tagliati a fette fine e infarinati, oppure dorati coll’ovo
-e panati, i funghi si possono anche friggere nell’olio o nello strutto.
-
-
-
-
-CAPITOLO OTTAVO.
-
-IL PESCE, I CROSTACEI E I MOLLUSCHI.
-
- Chi tutto vuole tutto perde.
-
-
-Coloro che vivono sulla riva del mare, di qualche lago o in vicinanza
-di fiumi e di torrenti hanno sempre l’occasione di procurarsi il pesce
-fresco, ma chi abita la terraferma deve andar molto cauto nell’acquisto
-dei pesci perchè la frode è all’ordine del giorno e la salute in
-continuo pericolo. Il pesce fresco ha gli occhi lucenti e ancora
-sporgenti dall’orbita, le squamme brillanti, la pelle senza rughe ed è
-sopra tutto rigido, cioè se si tiene nel palmo della mano colla coda
-molto sporgente nel vuoto, mantiene la posizione orizzontale, senza
-traccia di flaccidezza.
-
-I piccoli pesci si lavano soltanto, ai grandi conviene raschiare le
-squamme, e spuntare la coda e le pinne, dopo di che si sbuzzano, cioè
-si vuotano facendo loro colle forbici un taglio laterale e per il
-lungo, ed estraendo il filetto che si trova lungo la spina dorsale,
-insieme colle interiora. Durante quest’operazione baderete di non
-rompere la vescichetta del fiele che comunicherebbe l’amaro a tutta la
-polpa. Le ova di parecchi pesci sono dannose alla salute, quindi avrete
-cura di sopprimerle.
-
-
-1. =Pesce fritto.= — I piccoli pesciolini non si sbuzzano, ma lavati
-semplicemente che siano si fanno scolare sopra un tagliere inclinato,
-e al momento di gettarli in padella, s’involgono in un leggero velo
-di farina. L’olio in cui si friggono deve avere un certo grado di
-calore. Per accertarsene vi s’immergono dei pezzettini di pane; se essi
-prendono subito il color d’oro, l’olio è al punto dovuto. E dorato deve
-apparire il pesce ben fritto, rizzando anche la coda. S’intende che
-l’olio deve essere così abbondante ch’esso possa nuotarvi.
-
-I pesci grandi si preparano come dicemmo al principio del capitolo, poi
-ben lavati e infarinati che siano si friggono come i piccoli.
-
- Quando il pesce fa bianco l’occhio,
- è segno che gli è cotto.
-
-
-2. =Pesce alla gratella.= — Preparato come dicemmo sopra, il pesce da
-cuocersi ai ferri, sia esso intero oppure dimezzato e diliscato o anche
-tagliato a pezzi, si bagna con un po’ d’olio, e se fosse di qualità
-oleosa con qualche goccia d’aceto, si spolverizza di pepe a discrezione
-e si lascia giacere così 30-40 minuti. Se vi piacesse potreste
-spargervi sopra anche un battutino di cipolla e d’erbe odorose. Mentre
-scaldate bene la gratella sulla brace (se fosse fredda, il pesce vi
-perderebbe subito la pelle) involgetelo nel pangrattato. Cuocetelo
-quindi con calore moderato avendo cura di voltarlo e di salarlo alla
-fine.
-
- Bisogna seminar colla mano e non col
- sacco.
-
-
-3. =Luccio lesso.= — Questa ricetta serve anche per le altre specie
-che vanno lessate, come la trota, il branzino, il bulbero ecc. Fate
-bollire, in un recipiente largo, un liquido composto di tre parti
-d’acqua pura e una parte d’aceto, aromatizzandolo colla metà d’un
-limone e con quelle radici ed erbe di cui potete disporre e che più
-vi convengono, come carote, sedano, cipolle, foglie d’alloro, timo,
-maggiorana ecc. ecc., più il sale necessario e droghe a piacer vostro.
-Quando il composto ha bollito mezz’ora, lasciatelo freddare, mettetevi
-il pesce preparato secondo le regole indicate al principio del capitolo
-e portatelo di nuovo lentamente a bollore. Un pesce grosso non impiega
-più di un’ora a cuocere. Regolatevi secondo la grandezza e secondo le
-carni, le quali, quando il pesce è pronto, devono mostrarsi cedevoli al
-tatto. Ricordate che il proverbio dice: _Carne cruda e pesce cotto_, e
-che una mezza cottura lo renderebbe disgustoso.
-
-Il luccio si può anche mettere al fuoco con l’acqua fredda, una manata
-di prezzemolo pesto, un po’ d’olio, di burro e di sale. Quando l’acqua
-comincia a gorgogliare si ritira sull’angolo del fornello e vi si
-lascia il pesce in bagno finchè dà segno di aprirsi. Allora si leva
-con precauzione l’acqua, che dev’essere in quantità giusta tanto che
-il luccio ne sia ben coperto, la quale serve poi per fare una zuppa di
-magro. S’intende che il pesce deve pesare per lo meno un chilogrammo.
-Esso si condisce poi con olio, aceto, pepe e sale, oppure con olio,
-pepe, sale, prezzemolo pesto e sugo di limone. Potete servirlo anche
-coll’ottima salsa seguente.
-
-_Salsa per il pesce lesso._ Prendete due recipienti di diversa
-grandezza, per esempio due piccole padelle. Fate bollire dell’acqua
-nella più grande, collocatevi la piccola con entro questo composto:
-due ova intere, due cucchiai scarsi d’olio, il sugo di mezzo limone,
-un cucchiaio d’aceto, un cucchiaio d’acqua. Mettete ogni cosa al fuoco,
-frullando la salsa finchè dà il primo segno della bollitura.
-
-Levatela subito dal fuoco e frullatela a freddo finchè piglia una certa
-densità, aggiungendovi un po’ d’olio a goccia a goccia.
-
- Poca roba poco pensiero.
-
-
-4. =Costolette di luccio.= — Preparato il luccio secondo la regola
-indicata al principio del capitolo, levatene la spina dorsale, e
-sopprimendone le lische tagliatelo a pezzi, involgete questi nell’ovo
-sbattuto e poi nel pangrattato, metteteli in una padella, tutto a
-freddo con olio e con burro, e cuoceteli finchè sopra e sotto hanno
-preso il color d’oro. Sale e sugo di limone alla fine. Per fare le
-costolette occorre che il luccio sia piuttosto grande.
-
-
-5. =Costolette di palombo= (_asià, cagnoletto_). — Come sopra, soltanto
-si mettono i pezzi di pesce dorati e panati nel burro bollente. Queste
-due ultime ricette servono anche per altri pesci grossi che abbiano
-poche lische.
-
- Chi dorme non piglia pesce.
-
-
-6. =Tinche in tegame.= — Riscaldate dell’olio in un tegame, adagiatevi
-i pesci interi, ben lavati, se piccoli, se grandi preparati come
-vedemmo al principio del capitolo, divisi a metà, diliscati e tagliati
-a pezzi, con l’aggiunta d’un battutino di erbe odorose, pepe, sale
-e una fesa d’aglio che poi leverete via. Trascorsi alcuni minuti
-spolverizzateli di farina fina e quando nel soffriggere hanno preso
-il color d’oro, bagnateli a poco a poco con acqua pura o meglio con
-vino bianco, badando ch’essi ritirino di volta in volta il liquido.
-Serviteli quasi asciutti.
-
- Tinca di maggio e luccio in
- settembre.
-
-
-7. =Tinca in umido N.º 1.= — Riscaldate dell’olio in una cazzarola,
-fatevi soffriggere un paio di cipolle pestate, se v’aggrada anche
-un battutino di radici e d’erbe odorose, più una fesina d’aglio che
-leverete quando comincia a ingiallire. Adagiatevi sopra una tinca
-del peso di un chilogr. circa, preparata come dicemmo al principio
-del capitolo, diliscata, tagliata a pezzi, salata e pepata. Quando il
-pesce comincia a colorire bene, spargetevi sopra un po’ di farina e
-quando questa pure arrossa, bagnatelo a poco a poco con acqua pura.
-Dopo un’ora di lenta cottura, unitevi alcuni cucchiai di buona salsa di
-pomodoro, lasciate cuocere pochi minuti adagio e servite colla polenta.
-
-=N.º 2.= — Fate un soffritto con 4-5 cucchiai d’olio, un pezzetto
-di burro, una manata di cipolle e una manatina di prezzemolo,
-aggiungendovi anche del pangrattato. Quando il composto colorisce,
-versatevi dell’acqua bollente, rimestatelo, lasciatelo sobbollire
-alcuni minuti, unitevi la tinca sia intera (pulita e sbuzzata, che
-s’intende), sia tagliata a pezzi con sale, pepe, spezie a discrezione e
-un po’ di scorza gialla di limone. Cuocetela quindi finch’è morbida al
-tatto senza sfarsi.
-
-=N.º 3.= — Preparate una tinca di un chilogr. secondo la regola sopra
-indicata, tagliatela a pezzi, infarinate questi e metteteli in una
-tegghia con un po’ d’olio e di burro (tutto a freddo), sale, due chiodi
-di garofano, una presina di cannella, una manatina di prezzemolo trito,
-un quartuccio di vino bianco, pinoli e passolina a piacere. Cuocete il
-pesce adagio, due ore circa, rivoltandone i rocchi con precauzione.
-
-=N.º 4.= — Prendete piccole tinche, levate loro le squamme, lavatele,
-infarinatele, friggetele un minuto nuotanti nell’olio bollente, quindi
-mettete una parte di quest’olio in una cazzarola, unitevi un pezzetto
-di burro fresco, poi due cipollette trite, una manatina di prezzemolo
-pesto, mezzo limone, un po’ di pangrattato e una fesina d’aglio che
-leverete prima che prenda troppo colore, quindi il pesce, aggiungendovi
-pure un po’ di vino bianco e un tantino di zucchero, oppure dell’acqua
-con un po’ di scorza gialla di limone, e tirate le tinche a cottura,
-sia tra la brace, sia al forno, pillottandole diligentemente col loro
-intinto. In questo modo si possono cuocere anche le piccole trote.
-
- Chi non vuol piedi sul collo non
- s’inchini.
-
-
-8. =Anguilla d’acqua dolce in umido.= — Fate un taglio circolare nella
-pelle dell’anguilla intorno al collo, appendetela colla testa a un
-uncino o fatela tenere strettamente da un’altra persona, applicate un
-grosso strofinaccio vicino al taglio e stirando con le due mani verso
-la coda rovesciatene la pelle come un guanto. Mozzatene via la testa
-e l’estremità della coda, sbuzzate il pesce e tagliatelo a pezzi.
-Infarinate questi e cuoceteli come la tinca N.º 3.
-
-
-9. =Anguilla d’acqua dolce arrosto.= — Preparate l’anguilla come nella
-precedente ricetta, infarinate i pezzi e infilateli a tre a tre in uno
-stecchino, dividendoli con delle foglie di salvia. Cuoceteli poi 30-40
-m. circa in un tegame basso senza grasso di sorta, spruzzandovi solo di
-quando in quando qualche goccia d’aceto. Pepe in abbondanza, sale alla
-fine. L’anguilla si può cuocere in questo modo anche allo spiedo.
-
-
-10. =Anguilla di mare in umido. (Bisato alla veneziana).= — Fate
-un soffritto con metà olio, metà burro e molta cipolla, mettetevi a
-cuocere le piccole anguille tagliate a pezzi ma senza spellarle; quando
-hanno preso un po’ di colore bagnatele con un tantino di vino bianco,
-versatevi da ultimo un po’ di salsa di pomodoro, cuocendole altri 15 m.
-Cottura in tutto ore 1 — 1 1/4. Ottimo companatico della
-polenta.
-
- Carne giovane, pesce vecchio.
-
-
-11. =Cefali (ceoli) in tegghia.= — Molti usano lasciare i cefali
-intatti, cioè senza sbuzzarli a ciò piglino l’amaro. Se così vi
-piace, levatene via soltanto le squamme e metteteli in tegghia con
-olio, burro, cipolla e salvia trite, prezzemolo pesto e poco aglio
-schiacciato, tutto a freddo. Cuoceteli con fuoco moderato mezz’ora
-circa. I cefali generalmente si cuociono ai ferri con olio, pepe, sale
-e pangrattato. (Vedi ricetta N.º 2).
-
-
-12. =Marsoni in frittata.= — Riscaldate dell’olio in una padella bassa,
-mettetevi i piccoli marsoni preparati come se li voleste friggere (non
-nuotanti però), quando sono rossi aggiungetevi delle ova frullate e
-lasciatele rapprendere al fuoco. Rovesciate poi ogni cosa sopra un
-piatto.
-
-
-13. =Sardelle fresche.= — Ben pulite che siano disponetele in un tegame
-basso dove avrete fatto soffriggere un po’ di pangrattato nell’olio
-bollente con pepe, sale, scorza di limone e un po’ d’aglio, versatevi
-un cucchiaio d’acqua fredda e lasciatele cuocere in fretta una ventina
-di minuti. Asciugate il loro sugo con alcune fettine di pane e servite.
-In questo modo si allestiscono molti pesci piccoli.
-
- Poco fiele fa amaro molto miele.
-
-
-14. =Il baccalà. Maniera di bagnarlo.= — Se vi piacesse fare
-quest’operazione in casa, con sicuro vantaggio dell’economia e dello
-stomaco, eccovi la regola.
-
-Prima di tutto, quando fate acquisto del baccalà assicuratevi
-(esaminandolo con un coltellino) che la fibra non ne sia filacciosa e
-che le code siano trasparenti. Quando volete bagnarlo collocatelo sopra
-un oggetto solido e battetelo fortemente col mazzuolo o colla costola
-di un’accetta. Il giorno antecedente avrete sciolto in un secchio
-d’acqua un pugno di _calce galla_ e un pugno di cenere mescolando poi
-bene il liquido che avrà tempo di chiarirsi durante la notte. Versate
-ora con precauzione l’acqua in un altro recipiente, badando che non ne
-esca il fondo; immergetevi il baccalà tagliato a pezzi e bagnatelo non
-meno di due giorni in questo liquido. Mettetelo quindi nell’acqua pura
-e lasciatevelo, per ammorbidirlo, non meno di tre giorni ma anche otto
-o dieci se vi conviene, cambiando l’acqua la mattina e la sera.
-
-Se vi trovate in un luogo di campagna, dove c’è dell’acqua corrente,
-potete bagnare 12 ore il baccalà in un secchio d’acqua mista con un
-pugno di cenere, rinnovando ancora una volta l’operazione, se il pesce
-non fosse di qualità molto buona. Trascorse 12 o 24 ore, secondo il
-caso, lo metterete nell’acqua fresca corrente, cambiandola ogni giorno
-e comprimendolo fortemente colle mani due volte al giorno per renderlo
-morbido.
-
-Anche il baccalà comperato ci guadagna sempre se lo si lascia un paio
-di giorni in molle.
-
-L’arnese più opportuno per tenere in molle il baccalà è un pezzo di
-canale di latta, chiuso alle due estremità.
-
- Pesce che va all’amo cerca d’esser
- gramo.
-
-
-15. =Baccalà lesso.= — Per allestirlo lesso, conviene che il baccalà
-sia molto bene bagnato e morbido. Levategli la pelle, le lische e la
-spina, lo taglierete a pezzi e lo metterete al fuoco in una padella
-piena d’acqua pura e fredda, lasciandovelo finch’esso entri in pieno
-bollore, non di più, altrimenti il pesce indurirebbe. Conditelo poi
-così fumante con olio, sale e pepe, aceto se v’aggrada.
-
-
-16. =Baccalà in tegghia. Diverse maniere d’allestirlo.=
-
-_Coll’olio._ Preparatelo come il precedente, ma a pezzi piuttosto
-piccoli, e messolo in una tegghia con una fesina d’aglio, che poi
-leverete, copritelo d’olio. Dopo due ore di lenta cottura salatelo e
-portatelo in tavola colla polenta.
-
-_Colle cipolle._ Preparato che abbiate il baccalà come nella precedente
-ricetta e dispostine i pezzi (non troppo piccoli) ritti in una tegghia
-piuttosto bassa, spargetevi sopra un battuto abbondante di cipolla e
-prezzemolo e conditelo con pepe, olio e burro a fiocchetti. Mettetelo
-al fuoco e quando comincia a prendere colore bagnatelo col latte,
-sollevandolo di quando in quando colla paletta. Due ore di lenta
-cottura. Sale alla fine.
-
-_Colle patate._ Come il precedente, soltanto unirete al baccalà una
-quantità eguale di patate mondate e tagliate a fette grandi della
-grossezza d’un centimetro e lo cuocerete senza smuoverlo, bagnandolo di
-quando in quando col latte. Se aggiungerete da ultimo al composto una
-sardella diliscata e pestata, spargendovene sopra le briciole, esso si
-farà ancor migliore.
-
-Le patate, che si alternano nella tegghia col baccalà, tengono luogo
-della polenta. Due ore di cottura, sale alla fine.
-
-_Colle sardelle senza patate._ Tagliate il baccalà a pezzi grossi, e
-diliscatelo lasciandogli la pelle che nella tegghia terrete dalla parte
-di sopra. Conditelo subito con olio, burro e pepe e con un battuto di
-cipolla e di prezzemolo, e a metà cottura, cioè dopo un’ora circa,
-levate fuori un paio di cucchiai d’unto, mescolatevi una sardella
-diliscata e pestata e tornate a versarlo sul baccalà, spargendovi anche
-qualche cucchiaio di latte. Sale sempre alla fine.
-
-_Col latte._ Procuratevi baccalà morbido assai e cuocetelo un minuto in
-un litro di latte bollente (dopo averlo pulito e tagliato a pezzi, che
-s’intende). Fate un soffritto con un po’ d’olio e di burro, cipolla,
-prezzemolo ed erbe odorose, pepe, scorza di limone, diluitelo con
-un po’ di salsa di pomodoro, versate ogni cosa sul baccalà e tirate
-lentamente a cottura in un’ora scarsa, salandolo alla fine.
-
-_Col pomodoro._ Ungete la tegghia col burro, spolverizzatela di
-pane, collocatevi il baccalà tagliato a pezzi e colla pelle di sopra,
-aggiungendo pepe a discrezione e un abbondante battuto di cipolla e
-di prezzemolo. Copritelo d’acqua e cuocetelo ore 2 1/2 adagio
-rifondendo il liquido, ove occorresse. Mezz’ora prima di servirlo
-versatevi dell’olio e del formaggio grattato, poi la salsa di pomodoro
-preparata a parte (vedi pag. 57), da ultimo il sale.
-
-_Col vino bianco._ Come la ricetta colle cipolle: ometterete soltanto
-il latte e vi verserete da principio un bicchiere abbondante di vino
-bianco lasciando cuocere il baccalà finchè il liquido è consumato. Sale
-alla fine.
-
- Il pesce comincia a putir dal capo.
-
-
-17. =Baccalà fritto.= — Lessato che sia come indica la ricetta N.º 15,
-tagliatelo a pezzi, involgete questi nella farina, nell’ovo sbattuto e
-da ultimo nel pangrattato, e friggeteli nuotanti nell’olio bollente.
-Appena hanno preso un bel color d’oro levateli colla schiumarola e
-spolverizzateli di sale.
-
-
-18. =Baccalà ai ferri.= — Preparate un battuto di cipolla, di
-prezzemolo e di ramerino, lessate il baccalà come dicemmo nella ricetta
-N.º 15; tagliatelo a pezzi, involgetelo nel battuto a cui avrete
-aggiunto un po’ d’olio e di pepe, mettetelo alla gratella sopra una
-carta unta, e fatevelo insaporire a fuoco dolce 30 m. salandolo alla
-fine.
-
-
-19. =Merluzzo fresco o nasello.= — Potete lessarlo come il luccio a
-pag. 114 oppure in tegghia come la tinca della ricetta N.º 3. Prima
-di cuocerlo conviene spianarlo (diviso a metà, che s’intende) col
-mazzuolo. Col nasello si fanno anche le costolette.
-
-
-20. =Merluzzo secco.= — Questo lo lascerete in molle alcuni giorni
-nell’acqua mutandola spesso, dopo averlo, che s’intende, ben battuto.
-Poi lo taglierete a pezzetti diliscandolo e lo cuocerete in tegghia con
-olio, aglio, pepe e sale finchè diventa morbido.
-
- I pesci grossi mangiano i piccoli.
-
-
-21. =Le aringhe salate.= — Il sale delle aringhe in genere è sempre
-soverchio. A tale inconveniente si rimedia facendole giacere (quando
-sono bene lavate e raschiate) dodici ore nell’acqua e mutando questa
-più volte. Il latte si presta ancor meglio a questo scopo. Fatta
-quest’operazione le dilischerete, sopprimendo testa e coda, e le
-metterete in un piatto versandovi sopra dell’acqua bollente, poi,
-mantenendole calde, le servirete con un po’ d’olio, di pepe e di
-cipolle affettate.
-
-Invece di lasciarle in molle nell’acqua, si possono anche far bollire
-mutando una volta l’acqua, e poi cuocere con un po’ d’olio, con un
-cucchiaio di salvia trita e alcune bacche di ginepro pestate.
-
-Diliscate come sopra, miste con patate cotte e tagliate a fette e
-rosolate in una tegghia con un po’ d’olio e di pepe, forniscono pure un
-ottimo cibo.
-
-In America usa lavare e asciugare le aringhe, involgerle così intatte
-in una carta e cuocerle tra la cenere.
-
-_Piatto di aringhe colle patate._ Pulite e diliscate alcune aringhe
-salate, copritele di latte e lasciatele così in fusione alcune ore a
-ciò perdano il sale soverchio. Tagliatele quindi a pezzetti e mettetele
-in una cazzarola fonda su uno strato di patate lesse affettate, e
-alternate così gli strati, badando che le patate restino le ultime e
-condendo di mano in mano il composto con olio, pepe, aglio, sale se
-occorresse, e un po’ di formaggio grattato. Cuocete il composto un’ora
-circa a lento fuoco e versatevi da ultimo qualche cucchiaio di conserva
-di pomodoro.
-
-
-22. =Arselle o telline (conchiglie).= — Fate riscaldare dell’olio in
-una pentola e soffriggetevi un battutino di cipolla e di prezzemolo;
-mettete al fuoco con un po’ d’acqua le conchiglie chiuse e lavate con
-la massima cura e, appena s’aprono, levatele dai gusci e unitele al
-soffritto con l’acqua in cui furono cotte, aggiungendovi poi salsa di
-pomodoro, pepe e sale. Prima di portarle in tavola mescolatevi fette di
-pane o di polenta fumante.
-
-
-23. =Le cannocchie o cicale.= — Le cannocchie si gustano a preferenza
-nei mesi primaverili quando hanno la così detta cera. In qualunque
-modo si allestiscano, conviene anzitutto cuocerle nell’acqua e così
-lesse semplicemente e condite con olio pepe e sale possono fornire un
-cibo gradevole. D’altronde si preparano ai ferri con condimento pure
-di olio, pepe e sale, oppure in tegghia, ripiene come i pomidori di
-prezzemolo, pangrattato, aglio, olio, pepe e sale. Molti le friggono
-nell’olio dopo averle dorate e panate.
-
-S’intende che le pinne ventrali e le zampe delle cannocchie si
-sopprimono prima di cucinarle.
-
-
-24. =I calamari.= — I calamari grandi del Mediterraneo si allestiscono
-a preferenza ai ferri col solito condimento di olio, pepe e sale e con
-un ripieno fatto dai loro tentacoli che si tritano finamente con aglio
-e prezzemolo.
-
-I calamaretti dell’Adriatico, più gustosi, generalmente s’infarinano,
-si dorano coll’ovo sbattuto e si friggono nell’olio.
-
-A tutti i calamari, grandi e piccoli, prima di cucinarli si strizzano
-fuori gli occhi, si leva la borsetta dell’inchiostro e la penna, specie
-di laminetta elastica che hanno nel corpo.
-
-
-25. =Le seppie.= — Alle seppie si leva la borsetta dell’inchiostro, non
-già l’umor giallo che hanno sotto la testa e, lessate che siano, si
-cuociono ai ferri col solito condimento di olio, pepe e sale, oppure
-si tagliano a listarelle e si tirano a cottura con un soffritto di
-olio, aglio, cipolla, pepe e sale bagnandole in primo luogo con salsa
-di pomodoro poi con vino bianco. Da ultimo si digrassa e si condensa
-l’intinto.
-
-
-26. =I gamberi e i gamberetti.= — Necessità vuole che si cuociano
-questi crostacei vivi, perchè se ve ne fosse frammezzo qualcuno di
-morto potrebbero riescire assai dannosi alla salute. Per evitare che
-soffrano, vi si versa sopra l’acqua bollente nella quale poi si fanno
-cuocere con l’aggiunta d’un po’ d’aceto, di mezzo limone, d’un mazzetto
-d’erbe odorose, sale e pepe in grani.
-
-
-27. =Piccoli molluschi e crostacei misti.= — Lavati, infarinati, dorati
-coll’ovo sbattuto, fritti nell’olio.
-
-
-28. =Le granceole.= — Si fanno lessare nell’acqua con o senza erbe a
-piacimento, finch’essa comincia a dare schiuma, poi soppresse le zampe
-meno la polpa molliccia che contengono, e che si unisce al rimanente,
-si levano via le ova e le parti nericce e pelose, si lavano i gusci
-vuotati, poi vi si rimette la polpa condita con olio, pepe, sale e sugo
-di limone, e si finisce di cuocere le granceole ai ferri.
-
- Ogni magione ha la sua passione.
-
-
-29. =Le chiocciole (lumache).= — Prima di adoperarle, le chiocciole
-hanno bisogno d’essere depurate nei serbatoi, specie le qualità
-grosse. Usa come coi gamberi immergerle vive nell’acqua bollente.
-Quando sono in tal modo scottate, levate con gran cura la membrana che
-chiude i gusci, indi estraetene i molluschi coll’aiuto d’uno spillo.
-Lavateli con gran cura nell’acqua salata, soffregandoli anche col
-sale e risciacquandoli parecchie volte, indi fateli bollire 3-4 ore
-nell’acqua, condizione indispensabile per prepararli in qualunque
-maniera. Quando sono pronti asportate la scaglietta ossea che serve
-loro per la masticazione delle erbe.
-
-_Chiocciole nel loro guscio._ Mettete in fondo a ciascun guscio ben
-lavato una goccia d’olio, introducetevi il mollusco, poi chiudete
-l’apertura con un battutino di mollica di pane fritta nell’olio,
-passata allo staccio e mista con prezzemolo e cipolla ben triti, pepe e
-uno spicchio d’aglio pestato col sale; aggiungetevi ancora un pezzetto
-di burro e collocate i gusci alcuni minuti alla gratella o in una
-tegghia al forno, oppure fateli bollire nell’acqua o meglio nel brodo
-buono.
-
-Volendo allestirle senza guscio farete un soffritto d’olio,
-cipolla, pepe e sale, vi adagerete sopra le chiocciole infarinate
-e le lascierete cuocere adagio aggiungendovi di tratto in tratto
-un cucchiaio dell’acqua in cui sono state cotte, quindi un po’ di
-formaggio.
-
- La ranocchia non morde perchè non ha
- denti.
-
-
-30. =Le rane.= — Si cuociono in umido colle gambe incrociate e con
-un velo di farina sopra un soffrittino di burro, olio e cipolla e
-si bagnano (quando hanno preso colore) con acqua o brodo di pesce,
-versandovi da ultimo un po’ di salsa di pomodoro e di formaggio.
-Volendo friggerle s’indorano coll’ovo sbattuto, si panano e si fanno
-rosolare nel burro bollente.
-
-
-
-
-CAPITOLO NONO.
-
-I PIATTI DOLCI.
-
-
-La farina di frumento per i piatti dolci necessita che sia fina se non
-finissima. Per le torte e per i budini la prenderete sempre di prima
-qualità.
-
-I vecchi e i bambini gradiscono molto i piatti dolci. Ve ne sono di
-semplici e di poca spesa che possono piacere assai e che costituiscono
-un cibo sano e nutriente.
-
-In certi casi servono come dolce anche il riso, il semolino, i
-capellini cotti nel latte e spolverizzati di zucchero. Occorre soltanto
-che i cibi siano preparati con diligenza e bene dosati.
-
-
-SEZIONE I.
-
-PIATTI DOLCI SEMPLICI.
-
- Dolce vivanda vuol salsa acerba.
-
-
-1. =Riso nel latte collo zucchero caramellato o colla cioccolata.=
-— Gettate il riso in mezzo litro d’acqua bollente e, appena riprende
-il bollore, versatevi sopra del latte pure bollente (per 160 gr. di
-riso un litro circa di latte). Quand’è cotto mettetelo in una scodella
-larga, spolverizzatelo abbondantemente di zucchero fino e accostatevi
-una paletta arroventata a ciò quest’ultimo si caramelli. Se ciò non
-vi conviene spolverizzatelo di zucchero a velo misto di cioccolata
-grattata o di cannella in piccola dose.
-
-
-2. =Dolce di pane e latte per bambini.= — Disponete alcune fette di
-pane bianco e fresco in una scodella, versatevi sopra latte buono,
-crudo e inzuccherate a piacere.
-
-Sbattete due albumi a neve (coi rossi potete fare una minestra),
-unitevi 2-3 cucchiai di zucchero a velo, coprite il pane con questa
-schiuma e fate rapprendere il composto pochi minuti al forno.
-
-
-3. =Dolce di ricotta, freddo.= — Procuratevi della buona ricotta fresca
-e dolce, 300 gr. circa, mescolatevi due cucchiai di zucchero e due
-cucchiai di rhum, servitela circondata di fette di pane.
-
-_Oppure._ Sostituite al rhum un po’ di cioccolata grattata e diluita
-con un tantino di latte.
-
-_Oppure._ Mescolate colla ricotta una chicchera di buon caffè nero
-passato da un pannolino e abbondate collo zucchero.
-
- Dolce parlare fa gentilezza.
-
-
-4. =Dolce semplice di farina gialla, per bambini.= — Calcolate per
-mezzo litro di latte, 3 cucchiai di farina di granturco detta _franta_.
-Fate bollire il latte e lasciatevi piovere con destrezza, dall’alto,
-la farina lievemente salata, dimenando in fretta a ciò non si formino
-bozzoli. Dopo 20-25 m. di lenta cottura, unitevi un pezzetto di
-burro come una noce e un paio di cucchiai di zucchero fino. Se volete
-raffinare questo dolce spolverizzatelo con un cucchiaio di cioccolata
-grattata.
-
-
-5. =«Monchi», altro dolce di farina gialla.= — Misurate la farina
-gialla con un bicchiere e fate bollire un po’ più del doppio di latte
-buono, con un pezzetto di burro. Gettate la farina in questo latte
-bollente col sale che occorre e zucchero a piacere e cuocetela come una
-polenta. Staccate quindi con un cucchiaio dei gnocchetti dal composto,
-disponeteli sopra un piatto, spolverizzateli di zucchero misto con poca
-cannella e conditeli con un po’ di burro fuso. Versate qualche goccia
-di latte nel recipiente dove fu cotta la polenta per staccarne le
-crostine, che stenderete sopra i monchi condendole nella stessa guisa.
-
-
-6. =Intriso semplice di farina gialla.= — Prendete, misurando con un
-bicchiere, 3 quartucci di farina di granturco, salate questa farina
-e cuocetela adagio in 7 quartucci di latte che avrete reso bollente.
-Quand’è un po’ freddata, unitevi un pezzetto di burro e zucchero pesto
-a piacimento. Riscaldate un po’ di strutto in una larga padella di
-ferro, stendetevi il composto e poi fatevelo arrossare sotto e sopra
-a fuoco vivo tagliandolo a pezzi e rimestando questi di continuo colla
-paletta.
-
- Chi la misura la dura.
-
-
-7. =Intriso semplice di semolino.= — Intridete 3 quartucci di semolino
-(misurati con un bicchiere) in 6 quartucci di latte, aggiungendovi il
-sale necessario e zucchero a piacimento. Lasciate giacere il composto
-ore 1 1/2 per lo meno, procedete quindi come indica la precedente
-ricetta collocando tuttavia la padella al forno per metterla sul
-fuoco vivo quando l’intriso si è rappreso. Prima di portarlo in tavola
-spolverizzatelo di zucchero.
-
-
-8. =Intriso di farina gialla e di mele.= — Cuocete mezzo litro di
-farina di granturco macinata grossa (_franta_) con due pizzichi di
-sale in litri 1 1/4 di buon latte bollente. Stendete la metà del
-composto in una tegghia unta, disponetevi sopra uno strato di mele
-tagliate a fettine sottili, più un cucchiaio di pinoli, coprite con
-l’altra metà, collocate la tegghia al forno, e trascorsi 20 minuti
-circa, tagliate l’intriso a pezzi con la paletta e fate rosolare questi
-a fuoco vivo, rimestandoli continuamente. Da ultimo spolverizzate la
-vivanda con zucchero fino in abbondanza. Alle mele potete sostituire
-le pere; badate tuttavia che le frutta siano mature e dolci. Le frutta
-immature mandano molta acqua ed esigono un composto più sodo.
-
-
-9. =Intriso di semolino colle frutta.= — Preparate un intriso di
-semolino come quello del N. 7. Procedete quindi a norma della ricetta
-precedente.
-
-
-10. =Intriso di farina bianca e di mele.= — Mondate buone mele mature,
-tagliatele a fettine e rosolate queste nello strutto bollente, in una
-larga padella di ferro. Frullate intanto un uovo intero, unitevi un
-litro di latte, servitevi di questo liquido per intridere 500 gr. di
-farina lievemente salata, versate il composto sulle mele, lasciate
-rapprendere l’intriso al forno, poi, tagliatolo a pezzi con la paletta
-e messa la padella sul fuoco, rimestatelo a ciò pigli una bella
-crostina badando che le mele non brucino. Versate quindi il migliaccio
-in un piatto e cospargetelo di zucchero in abbondanza. Questo piatto
-si può fare anche senza le mele oppure con altre frutta, come pere,
-susine, pesche dolci ecc. ecc. S’intende che aumentando il numero delle
-uova esso si fa sempre migliore.
-
-
-11. =Intriso di riso e di mele.= — Cuocete 200 gr. di riso in un litro
-circa di latte e poco sale, quando si è freddato mescolatevi un uovo
-intero e alcune mele mature mondate e tagliate a sottili fettoline.
-Collocate il composto in una larga padella di ferro unta di burro, fate
-che si rapprenda un pochino al forno, procedete quindi come indica la
-ricetta precedente spolverizzandolo di zucchero.
-
- Per un miracolo non si va
- sull’altare.
-
-
-12. =Intriso di pane colla passolina.= — Levate la crostina a gr. 300
-di pane bianco, un po’ raffermo, tagliate quindi il pane a fettoline
-e versatevi sopra tre quartucci di latte freddo (buona misura) in
-cui avrete frullato due grosse ova, mescolate ogni cosa, aggiungendo
-una manatella di passolina ben pulita. Sciogliete dello strutto (100
-gr. circa) in una padella di ferro, quand’esso è bollente versatevi
-il composto e, collocatolo a fuoco vivo, rimestatelo continuamente
-sollevandolo a pezzetti colla paletta a ciò pigli bel colore. Prima di
-servirlo spolverizzatelo di zucchero e, se vi piace, anche di cannella.
-Volendo potete omettere la passolina.
-
-
-13. =Tortino di pane e di mele o d’altre frutta.= — Mondate delle buone
-mele, tagliatele a fettine, cuocetele con un po’ d’acqua (tanto che
-ne siano coperte) e due tre cucchiai di zucchero. Tagliate pure del
-pane raffermo a fette, bagnate queste lievemente nel latte, friggetele
-nello strutto bollente, in una larga padella (ritirandola sull’angolo
-del fornello per mettervi il pane), disponetele poi senza sciuparle
-(devono restare molliccie), in un arnese resistente al fuoco e unto di
-burro, alternativamente colle mele cotte, spolverizzate da ultimo il
-composto con un po’ di zucchero e di pangrattato e collocatelo per una
-ventina di minuti al forno. Rovesciate quindi tutto il tortino su di
-un piatto spolverizzandolo una seconda volta di zucchero, o servitelo
-semplicemente nell’arnese in cui fu cotto. Potete fare lo stesso dolce
-colle pere, colle pesche, colle susine fresche o secche regolandovi per
-lo zucchero a norma della loro qualità. Volendo rendere questo tortino
-ancor più gradito vi unirete un po’ d’uva sultana. Per le proporzioni
-potete calcolare ogni 500 gr. di pane un chilogr. di fette di mela.
-
-
-14. =Tortino di pane colle noci e coll’uva sultana.= — Tagliate a
-dadolini 450 gr. di pane un po’ raffermo, unitevi una bella manata di
-noci trite non troppo fine e una manata d’uva sultana ben pulita, poi
-collocate ogni cosa in una tegghia unta di burro. Sbattete due ova
-intere con mezzo litro abbondante di latte, unitevi un po’ di zucchero
-e versate il composto sul pane. Mettete subito la tegghia al forno e
-trascorsi 30-40 minuti portatela in tavola.
-
- Quattrino risparmiato due volte
- guadagnato.
-
-
-15. =Tortino di semolino nel latte colle ova.= — Sbattete in una
-terrina 4 uova intere, unitevi una buona presa di sale, 90 gr. di
-zucchero, la scorza gialla grattata di un limone e 3 decilitri scarsi
-cioè circa gr. 240 di semolino crudo. Fate una specie di tortino
-piccino, dell’altezza di un cent. con questo composto e cuocetelo
-al forno in un piccolo tegame unto di burro. Quand’è rappreso,
-rovesciatelo nel mezzo d’un tegame molto più grande, versatevi sopra
-un litro di latte crudo, un pezzetto di burro come un piccolo uovo e
-2-4 cucchiai di zucchero, come meglio vi piace. Se fosse vanigliato,
-il piatto dolce si avvalorerebbe di molto. Coprite poi il recipiente e
-rimettete il composto al forno. In capo a mezz’ora avrete la sorpresa
-di trovarvi un bel tortino grande e morbido che servirete subito,
-spolverizzato di zucchero.
-
-
-16. =Tortino di semolino coll’uva sultana.= — Cuocete mezzo litro
-di semolino in un litro di latte bollente con un pizzico di sale
-e zucchero a piacimento, unitevi una manatella d’uva sultana ben
-pulita e lavata, due prese di cannella e stendete il composto in una
-tortiera unta di burro che collocherete al forno per una trentina di
-minuti circa. Volendo fare un dolce ancora migliore vi unirete un
-po’ di mandorle grattate o di noci peste. Chi non ama la cannella
-può sostituirvi la vaniglina. Servite il tortino su d’un piatto,
-spolverizzandolo di zucchero.
-
-
-17. =Tortino di farina gialla.= — Cuocete 2 quartucci (buona misura
-presa con un bicchiere) di farina gialla salata con 5 quartucci di
-latte bollente, unitevi poi due ova intere, zucchero a piacimento,
-stendete il composto in una padella unta e collocatelo per mezz’ora al
-forno. Quando ha preso un bel colore dorato spolverizzatelo di zucchero
-e servitelo.
-
- Gran pericolo, gran guadagno.
-
-
-18. =Tortino di farina gialla più fino.= — Cuocete della farina gialla
-nel latte bollente con le stesse dosi della precedente ricetta.
-Dimenate in una scodella un pezzetto di burro della grandezza di
-mezz’uovo, unitevi, lavorando sempre, 3 rossi d’uovo, 3 cucchiai di
-zucchero, la polenta e da ultimo gli albumi a neve e, se v’aggrada,
-anche un po’ di pinoli e di passolina. Procedete quindi come nella
-precedente ricetta. Cottura 3/4 d’ora al forno. I pinoli si puliscono
-stropicciandoli in un tovagliolo, le uve secche si soffregano
-lievemente con un po’ di farina bianca, poi si scuotono entro uno
-staccio per separare i grani dai gambi ecc. ecc.
-
-Potete anche grattare un pezzo di polenta della grandezza di 4 pani
-circa e ricuocerla in una tortiera al forno dopo averla ben rammollita
-col latte e avervi aggiunto zucchero e passolina a piacere, più un ovo
-o due.
-
-
-19. =Tortino di farina.= — Dimenate 4 rossi d’ovo con 100 gr. di
-zucchero, unitevi poi alternando e rimestando sempre litri uno di latte
-e gr. 400 di farina bianca, la scorza gialla d’un limone raschiata o
-trita finamente, due presine di cannella, poco sale e da ultimo le 4
-chiare a densa neve. Versate il composto in una tegghia dove avrete
-sfatto 50 gr. di burro, spargetevi sopra altri 50 gr. di burro tagliato
-a fettoline, cuocete il tortino un’ora a forno ardito, rovesciatelo
-quindi sopra un piatto e spolverizzatelo di zucchero. Volendo fare
-questo tortino più semplice e meno dolce, ometterete i rossi e 50 gr.
-di zucchero e vi unirete i soli 4 albumi.
-
-_Oppure:_ Lavorate 4 ova intere con 250 gr. di zucchero, unitevi
-alternativamente e rimestando sempre 750 gr. di farina e litri uno di
-latte, trascorsi 30 minuti aggiungetevi 50 gr. di sultanina e 50 gr. di
-pinoli o di mandorle trite, procedete poi come nella precedente ricetta
-anche per ciò che riguarda il burro.
-
- L’ozio è la sepoltura d’un uomo
- vivo.
-
-
-20. =Tortino di farina bianca e gialla senz’ova.= — Mettete in una
-terrina 500 gr. di farina di granoturco fina, 60-70 gr. di farina di
-frumento, un bel pezzetto di burro, 3 cucchiai di zucchero e poco sale,
-intridete il composto con acqua calda in quella quantità che necessita
-a ciò esso prenda l’aspetto d’una pappa. Aggiungetevi un po’ di noci o
-di mandorle tagliate a pezzetti e una manata di passolina (per pulire
-queste frutta vedi il N.º 18), versate il composto in una tegghia unta,
-cuocetelo un’ora a forno caldo. Sfornato che sia lo spolverizzerete di
-zucchero.
-
-
-21. =Tortino di farina bianca e gialla colle ova.= — Misurate con un
-bicchiere 3 quartucci di farina gialla grossa, 2 quartucci di farina
-bianca. Sbattete 4 ova in una terrina, prima sole, poi con 4 cucchiai
-di zucchero, unitevi le due farine mescolate e salate alternativamente
-con un po’ di latte (la quantità che necessita per ottenere una pappa
-di media consistenza) e continuate a rimestare. Trascorsi 30 minuti
-di lavoro procedete come nelle precedente ricetta senza più nulla
-aggiungere.
-
- Chi ha difetto e non tace, ode
- sovente quel che gli dispiace.
-
-
-22. =Torta Simona.= — Mescolate 3 ova intere con 3 decilitri
-(circa gr. 210) di farina bianca, salate e diluite a poco a poco il
-composto con mezzo litro scarso di latte, sbattendolo a lungo e colla
-massima diligenza. Versatelo quindi in una tegghia che avrete unta
-abbondantemente col burro e mettetelo subito al forno. Questo piatto,
-che servirete spolverizzato di zucchero, ma che volendo si può gustare
-anche con qualche umido, deve riescire tutto irregolare e a sgonfiotti.
-
-
-23. =Frittatine dolci.= — Sbattete 2 rossi d’ovo con 2 quartucci di
-latte, 90 gr. di farina e un po’ di sale unendovi da ultimo i 2 albumi
-a neve. Riscaldate un pochino di strutto in una piccola padella bassa,
-quando è bollente versatelo fuori e stendete sul fondo unto della
-padellina un cucchiaio di composto. Quando la frittatina arrossa di
-sotto e si stacca, sollevatela colla paletta, voltandola a ciò pigli
-colore anche dall’altra parte. Le cuoche esperte la fanno voltare da sè
-con un colpetto maestro.
-
-Quand’è ben cotta, spolverizzatela di zucchero, rotolatela su se stessa
-e mettetela in disparte al caldo per ripetere l’operazione finchè
-la pasta è esaurita. S’intende che bisogna rinnovare anche l’unto.
-Se gradite il forte, spruzzate le frittatine con un po’ di rhum e
-spolverizzatele nuovamente di zucchero. Si può fare anche a meno di
-rotolarle sovrapponendole le une alle altre. Queste dosi servono per
-3-4 persone.
-
- Ogni momento è grazia.
-
-
-24. =Frittate grandi col ripieno.= — Servitevi del composto della
-precedente ricetta e fate invece due frittate grandi che poi
-rovescierete sopra un tagliere e spalmerete di marmellata, di frutta
-cotte in poltiglia con acqua e zucchero, di ricotta raddolcita ecc.
-ecc. Rotolatele quindi, spolverizzatele di zucchero e, prima di
-portarle in tavola, tagliatele a grosse fette regolari.
-
-Se le frittate nel cuocere non si staccassero bene dal fondo della
-padella, fatevi scorrere sotto un cucchiaio di strutto bollente.
-
-
-25. =Fritto dolce alla trentina (Grostoli).= — Raccogliete in un bel
-mucchietto sulla spianatoia 400 gr. di farina, praticatevi una fossetta
-nel mezzo, versatevi 3 pizzichi di sale con un cucchiaio d’acqua per
-scioglierlo, 2 grosse ova intere, un bicchierino scarso d’acquavite, e
-30 gr. di burro tagliato a fettoline o diviso a fiocchetti, amalgamate
-ogni cosa, prima coll’indice e col pollice della destra, poi con tutta
-la mano aggiungendo a poco a poco l’acqua che necessita per farne un
-pastone piuttosto sodo che lavorerete con ambe le mani. Spolverizzate
-la spianatoia di farina e tirate una sfoglia non troppo sottile.
-Tagliate questa sfoglia a pezzi regolari e intanto fate riscaldare
-l’olio o lo strutto in una larga padella. Gettatevi pochi pezzi alla
-volta. Il grasso dev’essere così abbondante che i _grostoli_ friggendo
-possano nuotarvi, altrimenti non si gonfierebbero. Prima di tutto
-farete la prova con un pezzetto di pasta la quale deve prendere adagio
-un colore dorato. Se diventasse presto rossa e secca, vi converrebbe
-ritirare la padella sull’angolo del fornello. Quando tutti i _grostoli_
-sono fritti (li collocherete di mano in mano sopra un pezzo di carta
-bianca) disponeteli in un piatto e spolverizzateli di zucchero a velo.
-Si può dar loro l’odore di cannella o di limone. Questa dose serve per
-6-8 persone.
-
- NB. Tanto l’olio come lo strutto a lavoro finito si passano da un
- colino entro la pentola e si ripongono per la prossima occasione.
- Possono servire benissimo, specie se non furono portati a un troppo
- alto grado di calore. L’arte del friggitore non è facile ed esige
- molta esperienza. In massima, il grasso dev’essere così caldo che
- nel mettervi la roba da friggersi lo si possa ritirare sull’angolo
- del fornello, senza che il fritto vi rimanga bianchiccio, flaccido,
- untuoso. Esso deve prendere colore e gonfiarsi a poco a poco.
- A questo scopo si rimette adagio la padella verso il fuoco. Un
- cucchiaio d’acquavite o di rhum misto nelle paste da friggere
- impedisce loro d’assorbire molto unto.
-
- Meglio cento beffe che un danno.
-
-
-26. =Fritto in forma di nastrini.= — Procedete come nella precedente
-ricetta con 400 gr. di farina bianca, 50 gr. di burro, un ovo intero
-e un rosso, un bicchierino di vino bianco, sale e acqua. Il pastone
-dev’essere piuttosto sodo che no e la sfoglia va tirata assai sottile.
-Poi si taglia a listarelle e queste si annodano a guisa di nastrini i
-quali si friggono come i grostoli e si spolverizzano di zucchero.
-
-
-27. =Pasticcetti fritti di lievito di soda.= — Sbattete 3 rossi d’ovo
-con 3 cucchiai di latte e 50 gr. di zucchero nonchè una buona presina
-di cannella, aggiungetevi un cucchiaio di lievito di soda, cioè di
-quelle polveri che si trovano nelle drogherie, e tutta la farina che il
-liquido assorbe per farne una bella pasta soda e liscia che finirete
-di lavorare sulla spianatoia. Dopo averla lasciata riposare 20 m.
-tirate la sfoglia della grossezza d’una moneta da 5 lire, tagliatela a
-piacimento e friggetela come i _grostoli_ (vedi n. 26) spolverizzando i
-pasticcetti di zucchero.
-
- Fanciulli angeli, in età, son
- diavoli.
-
-
-28. =Crescentine.= — Amalgamate sulla spianatoia 300 gr. di farina
-bianca con un buon pizzico di sale, due cucchiai d’olio buono e l’acqua
-occorrente per farne una pasta simile a quella delle tagliatelle, che
-lavorerete molto bene, e lascerete poi riposare una trentina di minuti
-sotto una catinella. Tirate la sfoglia non troppo sottile, tagliatela a
-pezzi piuttosto grandi di forma quadrilunga, p. e. come il palmo d’una
-mano, e friggete subito questi a uno a uno nello strutto o nell’olio
-bollente, ritirando ciascuna volta la padella sull’orlo del fornello
-e scuotendola spesso. Le crescentine, nuotando nel grasso, devono
-prendere un bel colore di pancotto e gonfiarsi come piccoli cuscini.
-Esse si servono spolverizzate di zucchero, ma sono ottime anche come
-fritto semplice.
-
-
-29. =Gnocchi fritti di patate.= — Mondate delle patate, tagliatele
-a pezzi, cuocetele nel latte, con poco sale, e fate asciugare il
-composto al fuoco mescolandolo finchè è ridotto come una densa pappa.
-Incorporatevi quindi un po’ di farina e friggetelo nello strutto o
-nell’olio bollente in forma di piccoli gnocchi, che staccherete con
-un cucchiaio. Questi gnocchi si servono spolverizzati di zucchero e di
-cannella. Non occorre che nuotino nel grasso, esso dev’essere però così
-abbondante che non possano attaccarsi al fondo della padella. Un ovo o
-due li renderebbe ancora migliori.
-
-
-30. =Gnocchi fritti di pane.= — Levate la crosta a 6 pani (225 gr.)
-servendovi della grattuggia, tagliatene la midolla a fettine e fate
-cuocere queste in mezzo litro di latte bollente. Quando il pane è
-sciolto unitevi un pezzetto di burro, un po’ di scorza gialla di
-limone, e la farina necessaria per formarne una pasta piuttosto soda,
-senza dimenticare il sale e un po’ di zucchero. Aggiungetevi da ultimo
-due ova, riducete il composto in tante pallottole regolari, panatele e
-friggetele per poi spolverizzarle di zucchero.
-
- Figliole e frittelle quante più se
- ne fa più vengon belle.
-
-
-31. =Fritto di ricotta.= — Mescolate in una terrina 400 gr. di buona
-ricotta dolce con un po’ di zucchero e di farina e con due ova. Non
-dimenticate la scorza di limone o la vaniglina. Friggete a tocchetti
-nello strutto questo composto ben tramenato e spolverizzate di zucchero
-e di cannella.
-
-
-32. =Fritto di crema.= — Mettete al fuoco due quartucci d’acqua con
-un pezzetto di burro come una noce. Quando bolle, ritirate la padella
-sull’angolo del fornello e versatevi da un cartoccino di carta due
-quartucci scarsi di farina stacciata e salata, mestando in fretta a
-ciò non si formino bozzoli. Rimettete la padella al fuoco e dimenate il
-composto finchè si stacca dal recipiente. Gettatelo in una catinella e
-unitevi uno alla volta 3 ova intere, lavorandolo sempre. Se vi aggrada
-dategli un po’ di odore di limone o d’arancio colle scorze trite fine,
-stendetelo poi all’altezza di un centimetro sopra un tagliere cosparso
-di pangrattato finissimo e lasciatelo freddare. Tagliatelo quindi a
-pezzi regolari, e involti questi da tutte le parti nel pangrattato,
-friggeteli. Potete anche indorare questa pasta prima di panarla. Essa
-si frigge anche a bocconi nuotanti nello strutto senza ovo nè pane.
-
-_Oppure:_ Prendete per ogni rosso d’ovo un cucchiaio di zucchero, un
-cucchiaio di farina, un bicchiere di latte, poco sale. Dimenate prima i
-rossi collo zucchero, aggiungetevi poi la farina stemperandola con una
-piccola parte del latte il quale verserete a poco a poco nella padella
-lavorando continuamente il composto tre quarti d’ora finchè il liquido
-sarà esaurito. Procedete come sopra.
-
-
-33. =Michette fritte.= — Raschiate con una grattuggia la crosta di
-alcune michette (6 pani per 4 persone), tagliate queste in croce
-riducendole in quattro parti e, collocatele sopra un piatto, bagnatele
-con un po’ di latte freddo, inzuccherato, in cui avrete frullato un
-ovo, badando che diventino morbide ma non molliccie. Trascorsa un’ora
-circa, involgete ciascun pezzo, separatamente, nella raschiatura
-che avrete messa in serbo, friggete il pane nello strutto bollente
-e, mentre è ancor caldo, spolverizzatelo di cioccolata grattata.
-Potete fare lo stesso dolce con semplici fette di pane servendovi di
-pangrattato fino.
-
-_Oppure:_ Bagnate i pezzi di michetta con un po’ di vino bianco
-in cui avrete messo una presa di cannella, la scorza trita d’un
-limone e zucchero a piacere, involgeteli poi nell’ovo sbattuto e nel
-pangrattato, friggeteli e spolverizzateli bollenti di zucchero misto di
-cannella.
-
-
-34. =Fette fritte di pane col ripieno di marmellata.= — Bagnate
-nel latte delle fette di pane (grossezza 1/2 cent.), ma non tanto
-che si sciupino, unitele a due a due con un ripieno di marmellata,
-involgetele nel pangrattato fino, friggetele nello strutto bollente,
-spolverizzatele di zucchero. Alla marmellata si può sostituire un po’
-di crema (vedi N.º 91) o di sciroppo denso di frutta, o di frutta cotte
-in poltiglia, o di fragole crude, inzuccherate.
-
-Volendo rendere il fritto ancor migliore, prima di gettarlo in padella,
-intingerete le fette nell’ovo frullato, oppure nelle chiare a neve
-(2-3) miste con un rosso, oppure nella seguente:
-
-_Pastina da friggere._ — Un quartuccio di farina bianca stacciata.
-Versatevi sopra un po’ di latte caldo in cui avrete sciolto un pezzetto
-di burro, tanto da ridurlo come una pappina colante, aggiungete un ovo
-e sale a discrezione.
-
- Figlio senza dolore, madre senza
- amore.
-
-
-35. =Frittelle di semolino.= — Cuocete 150 gr. di semolino in mezzo
-litro di latte bollente, zucchero e sale a piacere. Appena è cotto
-aggiungetevi un pezzetto di burro, due ova intere, 50 gr. di mandorle
-sbucciate e pestate fine delle quali un terzo di amare. Amalgamate
-bene ogni cosa, formate col composto polpettine piatte, involgetele nel
-pangrattato e friggetele nello strutto bollente.
-
-
-36. =Frittelle di mele o di pere.= — Mondate buone mele o pere
-grandi non troppo mature e tagliatele per il largo a fette rotonde
-della grossezza di mezzo centimetro levando via con un coltellino la
-parte dura del torsolo. Collocate tutte queste fette sovra un piatto
-largo, bagnatele con qualche goccia d’acquavite o meglio di rhum e
-spolverizzatele di zucchero. Trascorsi 30-40 m. involgetele a una a
-una nella farina, poi nella seguente pastina, e friggetele nell’olio
-o nello strutto come indicano le precedenti ricette. In questo modo si
-possono preparare anche le pesche spiccagnole mondate e inzuccherate.
-
-_Pastina da friggere._ — Un quartuccio (misurate con un bicchiere) di
-farina passata allo staccio, ben salata e diluita con un quartuccio di
-vino bianco.
-
- Tempo, vento, signor, donna, fortuna
- Voltan e tornan come fa la luna.
-
-
-37. =Bombe «(Crafen)» di lievito di soda.= — Sebbene non possano
-vantare il sapore degli esotici _crafen_ di lievito di birra, queste
-bombe di lievito artificiale hanno il vantaggio d’una lesta e facile
-preparazione.
-
-Dimenate in una catinella 70 gr. di burro, unitevi un ovo intero e
-3 rossi, 5-6 cucchiai di latte, due cucchiai di zucchero, la scorza
-gialla d’un limone trita finissima, e circa 325 gr. di farina fina
-che avrete passata tre volte allo staccio con 20 gr. (una cartina) di
-buon lievito di soda. La quantità della farina non si può precisare,
-essa dipende dalla sua qualità. Se il composto riescirà troppo sodo vi
-aggiungerete qualche cucchiaio di latte, se sarà invece troppo molle
-lo rassoderete, sempre ben rimestando, che s’intende, con un po’ di
-farina. Rovesciatelo quindi sulla spianatoia infarinata e stendetelo
-col matterello della grossezza d’una moneta di 5 lire. Tagliatelo con
-un bicchiere in tanti rotondini, sulla metà di questi collocate un
-pezzetto di marmellata densa di frutto della grossezza d’una bella
-nocciola passando giro giro al dischetto (sopra, non dalle parti) una
-penna intinta nell’albume naturale. Copriteli quindi coi rotondini
-rimasti, comprimendone gli orli a ciò non si aprano friggendo,
-ritagliateli con un bicchiere più piccolo e rimpastate i rimasugli.
-Compiuta l’operazione gettateli nello strutto bollente, ove devono
-nuotare in uno spazio sufficiente per potersi gonfiare. Ritirate di
-quando in quando la padella sull’orlo del fornello a ciò il calore non
-sia eccessivo e badate di tenerla coperta e di scuoterla col manico.
-Quando le bombe sono fritte da una parte, voltatele affinchè prendano
-un bel colore dorato. Servitele calde e spolverizzate di zucchero.
-Se voleste farle col lievito di birra non avreste che a prendere il
-composto della ricetta N.º 66 mettendovi i soli rossi delle ova,
-scarseggiando col burro e tenendo la pasta più soda. Le bombe di
-lievito di birra devono fermentare su d’una assicella infarinata,
-coperte d’un pannolino prima d’andare in padella.
-
- Chi non crede alla buona madre crede
- poi alla mala matrigna.
-
-
-38. =Dolce di mele o di pere colla schiuma.= — Cuocete con un po’
-d’acqua, di vino bianco e di zucchero mele o pere mondate e tagliate a
-fette, unendovi anche un po’ di scorza di limone. Quando sono ridotte
-in poltiglia, asciugatele un poco, rimestandole al fuoco, collocatele
-quindi al forno in una padella bassa o in un piatto resistente,
-distendendovi sopra 2-3 albumi sbattuti a densa neve e mescolati con
-2-3 cucchiai di zucchero finissimo. Se volete rendere questo piatto
-ancor più gradevole, spolverizzatelo da ultimo con un cucchiaio di
-mandorle o di nocciole trite. Appena ha preso un po’ di colore, cioè in
-15-20 m., portatelo in tavola.
-
-
-39. =Zuppa dolce di ciliege.= — Cuocete mezzo chilogr. di ciliege con
-un po’ di vino nero amabile, 2-3 chiodi di garofano e un pezzetto di
-cannella, fate condensare il sugo solo, levandone fuori le droghe, e
-versate poi le frutta col sugo ristretto in una scodella dove avrete
-disposte delle fette di focaccia, di panettone o di pan di Spagna
-bagnandole con un pochino di latte misto di rosolio o di rhum.
-
-
-40. =Frutta cotte.= — Il modo più semplice di cuocere le frutta è
-quello di metterle, ben lavate, in tegghia con poc’acqua, sia al forno,
-sia fra la brace. Nel forno possono restare dalla sera alla mattina, ma
-questo si fa soltanto colle pere e colle mele che, divise poi a metà,
-si spolverizzano di zucchero, a meno che la loro dolcezza non lo renda
-superfluo.
-
-Le altre frutta, ciliege, pesche, albicocche, susine nere e della
-regina si fanno cuocere con poc’acqua e zucchero a discrezione, badando
-che divengano morbide senza sciogliersi. Alle frutta di sugo rosso
-si può aggiungere nella cottura un po’ di vino nero, a quelle di sugo
-chiaro un po’ di vino bianco. Le spezie (cannella e garofani) in giusta
-dose e chiuse in un sacchettino di velo s’addicono alle ciliege e
-alle susine nere. Le pesche, le albicocche e le susine della regina
-gradiscono la vaniglia. Le pere e le mele preparate a questo modo si
-mondano e si tagliano a quarti o a fettine sopprimendone il torsolo.
-Esse amano il limone. Le pesche vanno mondate e divise a metà. Le
-castagne lessate si possono anche raddolcire con un po’ di zucchero,
-ma in massima esse si cuociono al forno o in padella con un taglio
-per traverso (certi ne sopprimono soltanto un pezzettino di guscio
-lasciando intatta la scorza interna). Volendo lessarle si mettono al
-fuoco nell’acqua tutte intere, oppure mondate dal guscio, badando che
-resti la buccia interna. All’acqua si aggiunge un po’ di salvia o di
-semi di comino, se ciò piace, più sale a discrezione.
-
- Per un miracolo non si va
- sull’altare.
-
-
-41. =Strudel con diversi ripieni.= — Allestite una pasta da _Strudel_
-come quella indicata a pag. 47, collocatela sotto una terrina
-rovesciata e, trascorsi trenta minuti circa, tirate la sfoglia come
-insegna la succitata ricetta, ungetela con una penna intinta nel burro
-fuso, distendetevi regolarmente il ripieno fino a due dita dall’orlo,
-poi, sollevando la salvietta o la tovaglia che avrete posta sulla
-spianatoia, formate un rotolo lungo e compatto, in modo che la pasta
-raccolga bene il ripieno. Rivolgete questo rotolo sopra se stesso in
-forma di spirale, collocatelo in una tegghia unta di burro e cuocetelo
-un’ora al forno, bagnandolo una volta col latte freddo e ungendolo una
-volta col burro sciolto.
-
-_Ripieno di mele._ — Alcune mele di qualità fina, tagliate a fettoline
-finissime, una manata di passolina e una manatella di pinoli o di noci
-ridotte a pezzettini, zucchero in abbondanza. Se non aveste nè noci,
-nè pinoli a disposizione, potreste unire alle mele alcuni cucchiai di
-pangrattato arrostito nel burro e qualche presina di spezie a piacere.
-Alle mele si sostituiscono con successo anche le pere.
-
-_Ripieno di ricotta._ — Mezzo chilogr. di ricotta dolce scolata, mista
-con due ova, 2-3 cucchiai grandi di zucchero, un po’ di cannella e, se
-vi conviene, 2-3 amaretti pestati.
-
-_Ripieno di zucca marina._ — Cuocete della zucca marina al forno,
-pesatene 300-400 gr. secondo la grandezza dello _strudel_, passatela
-allo staccio, unitevi il sugo e la buccia trita d’un limone e zucchero
-a discrezione.
-
-_Ripieno di castagne._ — Cuocete 30-40 belle castagne nell’acqua,
-mondatele, schiacciatele e passatele allo staccio, unitevi mezzo
-panetto di cioccolata grattata e 3-4 cucchiai di zucchero, diluendo il
-composto con un po’ di latte.
-
-
-SEZIONE II.
-
-PIATTI DOLCI PIÙ FINI.
-
- Gli spaventi sono peggio dei mali.
-
-
-42. =Flammeri, dolce freddo.= — Mescolate 100 gr. di farina d’amido con
-un decilitro di farina solita e 4 decilitri di latte freddo. Versate
-il composto entro 7 decilitri di latte che avrete fatto bollire con 4
-cucchiai di zucchero, 50 gr. di pinoli macinati, alcune mandorle amare
-e un po’ di vaniglia e che sarà ancora in ebollizione. Formate una
-densa pappina, unitevi 4 albumi a neve e collocate il composto entro
-uno stampo liscio bagnato coll’acqua. Trascorse alcune ore rovesciatelo
-sopra un piatto e copritelo con un po’ di sciroppo di frutta.
-
-I rossi si possono adoperare in diverse maniere anche per fare dello
-zabajone (vedi N.º 90) da sostituirsi allo sciroppo. Lo zabajone si fa
-anche col latte, aumentandone un poco la dose in confronto a quella del
-vino.
-
-
-43. =Cacciata, dolce freddo di ricotta.= — Foderate una cazzarola
-bene stagnata (sulle cui pareti avrete passato una penna intinta nel
-rosolio) di fette di pane di Spagna. Riempitene tutto il vano con buona
-ricotta fresca che avrete raddolcita a piacere e mescolata con un po’
-di rosolio di vaniglia e con alcuni dadolini di cioccolata e di candito
-di cedro. Coprite il composto con altre fette di biscotto e lasciate
-riposare il dolce in luogo fresco. Al momento di gustarlo rovesciatelo
-sopra un piatto.
-
- Chi non teme pericola.
-
-
-44. =Budino di pangrattato colla cioccolata.= — Mettete in una padella
-di ferro 3 manate di pangrattato fino e fatelo tostare. Dimenate 6
-rossi d’uovo con 6 cucchiai di zucchero pesto, aggiungetevi il pane,
-50 gr. di mandorle tritate colla loro buccia, da ultimo mezzo panino
-di cioccolata grattata, rimestando sempre, poi con mano leggera gli
-albumi a fitta neve. Se vi piace, mettetevi anche una buona presina di
-cannella. Cottura nello stampo unto e infarinato 40 m. circa al forno.
-Per sei persone.
-
- NB. Gli stampi per i budini devono avere sempre un cilindro
- nel mezzo, perchè ciò facilita la cottura. Essi si ungono
- diligentemente con un pezzettino di burro crudo tenendolo in mano
- con una carta, poi si spolverizzano di farina. La loro capacità
- dev’essere tale che la pasta cruda occupi soltanto due terzi scarsi
- del vano e abbia perciò un bel largo per salire.
-
- I budini riesciranno bene soltanto se avrete molta cura e
- pazienza nel rimestarne il composto.
-
-
-45. =Budino di pane coi pinoli e con la sultanina.= — Tagliate 150 gr.
-di pane a quadrettini. Sbattete 10 minuti in una pentola 3 ova intere,
-diluitele con un cucchiaio di latte freddo, poi con un quartuccio di
-latte bollente e versatele sul pane. Collocate poi questo pane nello
-stampo unto e infarinato disponendolo a strati con 150 gr. di pinoli
-e di sultanina misti e ben puliti (vedi N.º 18). Cuocete 3/4 d’ora al
-forno. Questo budino è ottimo anche freddo e si può coprire di zabajone
-o di sciroppo. Eccellente riesce se lo stampo è preparato collo
-zucchero caramellato. Per far ciò metterete al fuoco in una padellina
-4 cucchiai di zucchero pesto con un cucchiaino scarso di acqua, e lo
-farete arrossare senza rimestarlo scuotendo soltanto l’arnese a ciò si
-sciolga tutto. Quando ha preso un bel colore rosso lo verserete nello
-stampo unto (non infarinato) cercando di diffonderlo. Non occorre che
-tutto l’interno dello stampo ne sia coperto, la cosa s’aggiusta durante
-la cottura. Per 5 persone.
-
- Chi si scusa s’accusa.
-
-
-46. =Budino di semolino tostato.= — Tostate in una padella 170 gr. di
-zucchero e 170 gr. di semolino finissimo finchè lo zucchero comincia
-a sciogliersi, versatevi 7 decilitri di latte e cuocete il composto.
-Quando è denso levatelo dal fuoco, unitevi mentr’è ancor caldo un pezzo
-di burro come mezz’uovo, che avrete lavorato a parte con 5 rossi d’uovo
-e 3 cucchiai di zucchero, da ultimo 5 chiare a neve. Cuocete il budino
-al forno in uno stampo unto e infarinato.
-
-
-47. =Budino di semolino coll’arancio.= — Mettete al fuoco 6 decilitri
-di latte con una presina di sale, quando bolle versatevi 130 gr.
-di semolino e cuocetelo un poco continuando sempre a rimestare.
-Aggiungetevi poi 110 gr. di zucchero fino e non cessate di dimenare.
-Quando il semolino è cotto, cioè quando saranno trascorsi in tutto
-12-15 minuti, versatelo in una terrina e mischiatevi, lavorandolo
-sempre, 40 gr. di burro fresco, più la buccia gialla d’un arancio che
-avrete tritata finamente, poi un uovo intero e 4 rossi uno alla volta,
-da ultimo le 4 chiare a neve e, se volete renderlo un po’ migliore, una
-dozzina di amarettini grattati. Mettete il composto in uno stampo unto
-e spolverizzato di pangrattato e cuocetelo una trentina di minuti al
-forno.
-
-
-48. =Budino di riso.= — Mettete al fuoco mezzo litro d’acqua, quando
-bolle versatevi 160 gr. di riso e un pizzico di sale. Appena riprende
-il bollore scolate l’acqua e sostituitevi mezzo litro abbondante
-di latte bollente, rallentando di molto il calore perchè il riso
-deve cuocere adagio circa 3/4 d’ora. Lo terrete coperto e spesso
-lo rimesterete unendovi da ultimo 5 cucchiai di zucchero fino e
-continuando a dimenare. Mettetelo poi in una terrina, mescolatevi un
-pezzetto di burro come mezz’ovo che avrete ridotto a fiocchetti, poi
-due ova intere e 3 tuorli, un po’ di vaniglina o la buccia gialla trita
-finissima di un limone e, se volete rendere il budino ancor migliore,
-una manata di pinoli e una dozzina di amarettini tritati.
-
-Amalgamatevi finalmente 3 chiare a neve e cuocete il composto al
-forno in uno stampo unto e spolverizzato di pangrattato fino. In 30 m.
-circa sarà cotto. Se volete fare un budino di lusso, appena sformato
-irroratelo di rhum, e accendetelo nel portarlo in tavola.
-
- Chi non vuol perdere non giuochi.
-
-
-49. =Budino di limone colle mandorle.= — Prendete un grossissimo limone
-sugoso o due limoncini, cuoceteli (ben ravvolti in un pezzetto di
-mussolina) nell’acqua, cambiando questa per lo meno due volte durante
-la cottura a ciò perdano l’amaro. Quando i limoni sono molli, pestateli
-in un mortaio levandone i semi. (Certi limoni esigono quasi tre ore
-di cottura). Lavorate 3 belle ova intere con 150 gr. di zucchero,
-finchè il composto si presenti molto bianco e spumoso, cioè 3/4 d’ora
-circa, aggiungetevi la polpa di limone e dimenate un altro quarto
-d’ora, finalmente 150 gr. di mandorle mondate e finamente macinate
-e un cucchiaio di rosolio fino. Cuocete questo budino fino come il
-precedente, al forno. Potete anche dimenare i rossi soli collo zucchero
-e sbattere da ultimo le chiare a neve. Per 4 persone.
-
-
-50. =Torta di zucca barucca o marina.= — Cuocete la zucca al forno
-sopprimendone i granelli e la parte filacciosa. Pesatene poi 500 gr.
-(polpa senza scorza) e passatela allo staccio a meno non vi riesca
-di schiacciarla in una scodella in modo che non vi restino bozzoli.
-Dimenate intanto in un’altra terrina 50 gr. di burro, unitevi poi uno
-alla volta 5 ova intere e 150 gr. di zucchero a cucchiai e, dopo aver
-lavorato a lungo il composto, mescolatevi 50 gr. di pangrattato, la
-zucca, la scorza d’un limone trita finamente, anche un po’ di sugo di
-questo frutto se il sapore vi piacesse. Cuocete la torta 3/4 d’ora
-a forno moderato. Essa si fa ancor migliore se vi si aggiunge una
-manatina di mandorle grattate. Ottima riesce se cotta tra due sfoglie
-di pasta frolla.
-
- NB. La riuscita delle torte dipende dalla maniera con cui si
- lavorano i rossi collo zucchero e col burro, cioè con mano leggera,
- sempre dalla stessa parte per una durata di tempo sufficiente
- (3/4 d’ora o un’ora), dalla densità degli albumi sbattuti a neve,
- dall’esperienza del forno o del calore in genere.
-
-
-51. =Torta di patate.= — Lessate buone patate farinose levando via
-l’acqua alla fine della cottura acciò asciughino bene. Mondatele,
-passatele allo staccio o schiacciatele colle mani entro un tovagliolo
-a ciò non vi restino bozzoli, e pesatene mezzo chilogr. Lavorate pure
-4 rossi d’ovo con 250 gr. di zucchero, trascorsi 20 minuti aggiungetevi
-la raschiatura d’un limone dimenando sempre, poi le patate, e rimestate
-in tutto un’ora il composto, sempre da una parte. Amalgamatevi da
-ultimo le 4 chiare sbattute a densa neve e cuocete la torta al forno
-o tra la brace in una tortiera unta col burro e spolverizzata di
-pangrattato. Se vi unirete una manatella di mandorle grattate, tra le
-quali tre o quattro d’amare, la torta si farà ancor migliore. Tempo
-della cottura un’ora circa.
-
- Pazienza vince scienza.
-
-
-52. =Torta di castagne.= — Mondate delle castagne crude (560 gr.
-circa), cuocetele nell’acqua finchè si possa levar loro la buccia
-interna, finite di lessarle con un po’ di latte, rimestandole spesso,
-schiacciatele e passatele allo staccio. Lavorate intanto 280 gr. di
-zucchero con 5 rossi d’uovo finchè il composto si sia fatto spumoso
-e biancastro, unitevi 280 gr. di polpa di castagne, un bicchierino di
-rhum o meglio di rosolio di vaniglia, dimenandolo sempre, quindi con
-mano leggera le chiare a densa neve. Cuocete la torta 3/4 d’ora circa a
-forno non troppo caldo in una tortiera bassa unta e infarinata e, prima
-di metterla in tavola, spolverizzatela di cioccolata.
-
-_Oppure._ Pesate 560 gr. di castagne colla scorza, preparatele come
-indica la precedente ricetta, unitevi 280 gr. di zucchero, 2 rossi
-d’ovo, un panetto di cioccolata grattata, un bicchierino di rosolio, 2
-chiare a neve e cuocete come sopra.
-
-
-53. =Torta di noci col lievito di soda.= — Pestate finamente colla
-mezzaluna 315 gr. di noci; lavorate 6 rossi d’ovo con 315 gr. di
-zucchero aggiungendovi di quando in quando qualche goccia di latte;
-unite poi a questo composto le noci, 100 gr. abbondanti di pangrattato
-bagnato con un po’ di rhum o di rosolio versando sempre nel composto
-qualche cucchiaio di latte finchè ne avrete consumato circa un
-bicchiere. Mescolatevi da ultimo 20 gr. di lievito di soda, cioè
-l’intero contenuto d’una cartina, e cuocete la torta a forno ardito.
-
- Chi è nelle pene Iddio sostiene.
-
-
-54. =Torta di mandorle.= — Grattate 400 gr. di mandorle colla buccia,
-unitevi 420 gr. di zucchero pestato, poi 6 albumi montati a densa neve,
-oppure 3 ova intere, ungete una tortiera col burro, foderatela con una
-cialda (si comperano dai pasticceri), versatevi il composto e cuocetelo
-molto adagio. A questa torta darete un sapore a piacere vostro, sia
-colla scorza e con un po’ di sugo di limone, sia con due pizzichi di
-cannella in polvere.
-
- Chi si lamenta non può guarire.
-
-
-55. =Torta di pane.= — Lavorate 6 cucchiai di zucchero fino con 6
-rossi d’uovo, unitevi a poco a poco, sempre dimenando, 6 cucchiai di
-pangrattato finissimo, poi i 6 albumi a neve. Cuocete la torta a forno
-moderato in una tegghia unta col burro e spolverizzata di pangrattato.
-Potete darle l’odore di limone come alla precedente, oppure vi
-mescolerete un po’ di cannella, o di vaniglia, o di cioccolata
-grattata.
-
-
-56. =Torta di riso.= — Cuocete 250 gr. di riso in un litro di latte
-bollente e lasciatelo freddare. Unitevi poi 3-4 rossi d’ovo che
-avrete dimenati con 4 cucchiai di zucchero fino e con la buccia gialla
-trita finissima d’un limone, da ultimo le chiare a neve, e cuocete il
-composto in una tegghia unta e spolverizzata di pangrattato. Forno
-caldo ma non troppo ardito. Potete aggiungere al riso una manata di
-nocciole e alcune mandorle amare grattate.
-
-
-57. =Torta di semolino.= — Cuocete 500 gr. di semolino in un litro
-abbondante di latte, aggiungetevi mentre è ancor caldo un pezzetto
-di burro, come due noci, 150 gr. di zucchero e una presa di sale,
-e quand’è freddato 4 ova intere che avrete frullate a parte in un
-pentolino. Date a questa torta l’odore di vaniglia, di limone o di
-cannella come meglio v’aggrada, e cuocetela come le precedenti.
-
-
-58. =Torta di ciliege.= — Raschiate con la grattuggia la crosta di 5
-pani (170 gr. circa), tagliatene poi la mollica a fette e cuocetela
-con mezzo litro di latte e colla buccia gialla trita finamente di mezzo
-limone. Dimenate a parte un pezzetto di burro come due noci, unitevi,
-sempre dimenando, 4 rossi d’uovo e 4 cucchiai di zucchero, poi 4 chiare
-a neve e 500-700 gr. di ciliege nere sugose, senza gambo e bene lavate.
-Cuocete la torta a forno moderato in una tegghia o tortiera preparata a
-norma delle ricette precedenti.
-
-
-59. =Torta di lievito di soda col burro.= — Lavorate 80 gr. di burro in
-una terrina, unitevi 4 rossi d’uovo e 250 gr. di zucchero insieme alla
-scorza gialla, tritata finamente, di un limone, dimenate a lungo il
-composto, aggiungendovi poi 500 gr. di farina alternativamente con un
-po’ di latte finchè ne avrete consumato un bicchiere, amalgamatevi da
-ultimo 30 gr. di lievito di soda (una cartina e mezza), poi le 4 chiare
-a densa neve e un cucchiaio di rhum. Cuocete la torta in una tegghia o
-tortiera unta e infarinata. Cottura 3/4 d’ora circa a forno caldo.
-
-
-60. =Torta di lievito di soda senza burro.= — Lavorate due rossi e 4
-ova intere con 250 gr. di zucchero e la scorza gialla trita finissima
-di un limone, unitevi poi 125 gr. di farina fina di frumento e 125 gr.
-di fecola di patate alternativamente con 6 cucchiai di latte crudo,
-sempre dimenando, più una cartina di lievito di soda. Cuocete il
-composto 3/4 d’ora a forno caldo, però non troppo ardito, in una grande
-tortiera unta e infarinata. Le ova devono essere lavorate lungamente
-collo zucchero.
-
-
-61. =Torta di lievito di soda col sapore di caffè e di cioccolata.= —
-Lavorate in una scodella 75 gr. di burro, aggiungetevi, uno alla volta,
-3 ova intere alternativamente con 250 gr. di zucchero finissimo, due
-panetti di cioccolata grattata, un cucchiaino di polvere di caffè.
-Unitevi quindi, a poco a poco, un cucchiaio di farina e uno di latte
-finchè avrete consumato 270 gr. dell’una e un quartuccio e mezzo
-dell’altro, amalgamandovi da ultimo 22 gr. di cremor di tartaro e 8 gr.
-di bicarbonato di soda (si comperano in farmacia), versate subito il
-composto in una tortiera unta e infarinata e cuocetelo a forno ardito.
-
-
-62. =Torta di farina nera di grano saraceno.= — Lavorate un’ora 200 gr.
-di zucchero con 5 rossi d’uovo, aggiungete 60 gr. di mandorle pestate
-colla buccia, 60 gr. di farina nera fina, poi le 5 chiare a neve.
-Cottura lenta in tortiera come sopra. Si può rendere questa torta ancor
-migliore con l’aggiunta di un po’ di cannella, di garofani e di fettine
-di candito di cedro.
-
- Chi mangia la torta del comune la
- paga in piazza.
-
-
-63. =Torta di papparelle alla veronese.= — Fate della pasta da
-tagliatelle (vedi pag. 27) con un paio di cucchiai d’acqua per
-sciogliere il sale, 3 ova intere e la farina che assorbono. Badate che
-riesca soda e ben lavorata e tiratene una sfoglia finissima. Quando è
-un po’ asciugata, tagliatela a filetti sottilissimi come i capellini
-e spargete questi sopra una tovaglia. Preparate intanto 120 gr. di
-mandorle dolci e 60 gr. di mandorle amare, sbucciatele coll’acqua
-bollente e tritatele con gran cura; preparate pure 180 gr. di zucchero
-in polvere, 120 gr. di burro, due bicchierini di buon rosolio e la
-scorza gialla d’un limone grattata minutamente.
-
-Ungete e infarinate la tortiera e spargetevi leggermente uno strato
-di _papparelle_, poi uno strato di mandorle e uno di zucchero e di
-burro a fiocchetti, quindi ripetete l’operazione badando che l’ultimo
-strato sia di pasta. Le mandorle, lo zucchero e il burro vanno sempre
-spruzzati col rosolio, tanto da consumarne la metà, il secondo
-bicchierino si versa sulla torta quando essa è cotta. Il calore
-dev’essere moderato, oltre a ciò il composto si copre con una carta.
-
-
-64. =Torta di fregolotti (bozzoletti) alla trentina.= — Mettete sulla
-spianatoia 500 gr. di farina, 400 gr. di burro, 300 gr. di zucchero,
-300 gr. di mandorle mondate e tritate. Fate passare quest’ingredienti
-fra le mani, riducendoli in tante briciole regolari, e spruzzandovi
-un buon cucchiaio d’acquavite. Ungete e infarinate la tortiera e
-lasciatevi piovere leggermente i bozzoletti. Cuocete poi la torta a
-forno caldo.
-
-
-65. =Torta di pan di Spagna.= — Per questa torta occorre che la farina
-come lo zucchero siano molto asciutti. Per ogni uovo calcolerete 28
-gr. di zucchero e altrettanta farina. Lavorate i rossi collo zucchero
-finchè diventino spumosi e finchè appaiano triplicati di volume (per
-far ciò occorre il fuscello di vimini o il battichiare), aggiungetevi
-allora le chiare sbattute a densissima neve e, lavorando sempre con
-mano leggera, la farina, che farete piovere adagio nel composto. Se non
-avete una tortiera a disposizione ungete di burro crudo una cazzarola o
-una tegghia larga, spolverizzatela di pangrattato finissimo e cuocetevi
-il pan di Spagna a forno moderato. Con 6 ova vi procurerete una bella
-torta. Se vi pare, potete aggiungervi un po’ di buccia gialla di limone
-trita finamente. Se volete agevolare la riuscita della torta unitevi,
-prima di cuocerla, mezza cartina di lievito di soda.
-
-
-66. =Torta di lievito di birra colla marmellata.= — Sciogliete 40 gr.
-di lievito di birra molto fresco in una pentola grande con un po’ di
-latte crudo, unitevi 3 cucchiai colmi di farina fina e il latte crudo
-e intiepidito che necessita per farne, sbattendo bene, una pappina
-di media consistenza. Collocate la pentola, che terrete ben coperta e
-difesa dall’aria, in un luogo caldo, cioè in vicinanza della stufa o
-del fornello. In capo a 30-40 m. il composto fermentando (se il lievito
-è fresco) si sarà quasi triplicato di volume. (Badate che se dal fondo
-della pentola penetrasse un calore troppo forte nel fermento esso
-si guasterebbe). Mettete intanto sulla spianatoia 300 gr. di farina
-e 150-180 gr. di burro, 5 cucchiai di zucchero e 3 rossi d’ovo, la
-raschiatura di un limone e due pizzichi di sale. Quando il lievito è
-pronto, aggiungetelo ai suddetti ingredienti, e amalgamate ogni cosa
-con un pochino di latte crudo maneggiando con diligenza il pastone.
-Staccatene l’ottava parte circa per formare i rotolini, e componete
-col rimanente un disco della dimensione della tortiera o della tegghia
-stagnata di cui disponete e che avrete unta e infarinata. Collocate
-il disco sul fondo della tegghia, poi, colla pasta lasciata da parte
-preparate dei bachini, uno dei quali assai lungo per disporlo giro giro
-sul rotondo. Spalmate il vano interno con buona marmellata o con uno
-dei seguenti ripieni, poi disponetevi sopra i bachini rimasti, in forma
-di gratella. Collocate la tortiera in luogo caldo a ciò il composto
-possa nuovamente lievitare e, quand’è raddoppiato di volume, cuocete
-la torta a forno caldo. Essa sarà pronta in un’ora circa e si potrà
-gustare tanto calda come fredda. Sformata che sia (s’intende che la
-gratella deve sempre restare dalla parte di sopra, condizione per cui
-si presta la tortiera a cerniera) la spolverizzerete di zucchero.
-
-_Ripieno di noci._ Noci grattate miste con zucchero e chiare d’ovo
-tanto da farne una pappina un po’ soda oppure con miele riscaldato.
-
-_Ripieno di papaveri._ Semi di papavero schiacciati nel macinino del
-caffè, misti con sciroppo di zucchero, con cannella e garofani.
-
-
-67. =Torta di lievito di birra colla cioccolata.= — Fate fermentare,
-come indica la precedente ricetta, 20 gr. di buon lievito di birra
-con due cucchiai di farina e poco latte crudo. Lavorate intanto in una
-catinella 60 gr. di burro, unitevi poi 3 cucchiai di zucchero, due ova,
-un po’ di vaniglina, il lievito, quando è quasi triplicato di volume,
-280 gr. di farina e il latte crudo e tiepido che occorre per formare
-un pastone di media consistenza, che sbatterete (questo composto non
-va tramenato) con forza contro l’orlo della terrina con una spatola di
-legno finchè si stacca dalla stessa. Mettetelo allora sulla spianatoia
-infarinata, appianatelo dolcemente colle mani, tagliatelo a pezzetti
-quadrati, spalmate questi col seguente ripieno, rotolateli in forma di
-salsiccette e collocateli in una cazzarola unta e infarinata per farli
-nuovamente lievitare in luogo caldo. Quando la torta si mostra leggera
-e tremolante collocatela a forno abbastanza ardito. Cottura 3/4 d’ora
-circa.
-
-_Ripieno:_ Cuocete 150 gr. di zucchero con due decilitri d’acqua,
-unitevi 140 gr. di cioccolata e formate una pappina non troppo densa.
-Mescolatevi poi una manatella di pinoli interi.
-
- Serva tornata non fu mai buona.
-
-
-68. =Cugluf «Kugelhupf» di lievito di birra.= — Fate fermentare 40
-gr. di buon lievito di birra con un po’ di latte crudo e intiepidito
-e 3 cucchiai di farina come indica la ricetta N.º 66, rimestate in una
-terrina 80-100 gr. di burro, aggiungendovi poi 4 ova intere, uno alla
-volta alternativamente con 5-6 cucchiai di zucchero, la scorza gialla
-trita finamente di mezzo limone, poi il lievito fermentato insieme
-ad altri 300 gr. di farina, a un po’ di sale e a quella quantità di
-latte tiepido e crudo che può occorrere per farne una pasta molle
-anzi che no. Lavoratela fortemente nella terrina che, stando a sedere,
-terrete sulle ginocchia, e invece di dimenarla come si fa coi composti
-delle torte, continuate a sbatterla e ad attrarla a piccole porzioni
-col cucchiaio o colla spatola di legno verso di voi sulle pareti del
-recipiente. Quand’essa si stacca dal cucchiaio e lo lascia pulito, e
-fa anche delle grosse bolle, aggiungetevi una manatina d’uva sultana e
-una manatina di pinoli ben puliti (l’uva sultana si mescola con un po’
-di farina e si mette in uno staccio donde la farina passa coi gambi;
-i pinoli si soffregano entro un tovagliolo) e versatelo nello stampo
-da _cugluf_ che ha in genere la forma di turbante e, in mancanza di
-esso, in qualunque altro stampo col cilindro in mezzo e che avrete,
-s’intende, debitamente unto e infarinato. Collocatelo in luogo caldo
-dove possa fermentare e, quand’è raddoppiato di volume, cuocete il
-_cugluf_ al forno a discreto calore. In un’ora sarà pronto. Sformatelo
-e spolverizzatelo di zucchero a velo.
-
-Ai pinoli si possono sostituire le mandorle e le nocciole, anche le
-noci.
-
-Qualche fettolina di candito di cedro rende il dolce più fino.
-
- Onestà e gentilezza sopravanza ogni
- bellezza.
-
-
-69. =Cugluf di lievito di soda.= — Dimenate in una terrina 100 gr.
-di burro, unitevi uno alla volta 4 ova intere, alternativamente con
-120 gr. di zucchero a cucchiai, poi 300 gr. di farina e un piccolo
-bicchiere di latte crudo, pure alternando, due cucchiai di rhum e
-quell’odore (limone o vaniglia) che preferite, da ultimo una cartina
-(20 gr.) di lievito di soda. Ben lavorato che sia il composto,
-versatelo in uno stampo eguale a quello indicato nella precedente
-ricetta che avrete unto e infarinato, e cuocetelo un’ora a forno caldo.
-
-_Altre dosi:_ Farina 500 gr., burro 100 gr., zucchero 250 gr., 4 rossi
-d’ovo, 4 chiare a neve (queste si mettono da ultimo), la buccia d’un
-limone tritata finamente, 30 gr. di lievito di soda (una cartina e
-mezza).
-
-_Colle spezie:_ Come la prima ricetta aggiungendo al composto 3
-cucchiaini di cannella e uno e mezzo di garofani in polvere, più
-l’odore di limone.
-
-_Colle frutta:_ Potete aggiungere a questo biscotto un po’ di
-sultanina, o di mandorle mondate e dimezzate, o di noci o nocciole
-pestate grossolanamente; qualche fettina di candito di cedro lo rende
-migliore assai.
-
- Non tutte le ciambelle riescono col
- buco.
-
-
-70. =Ciambella di lievito di soda.= — Amalgamate sulla spianatoia 500
-gr. di farina che avrete passata tre volte allo staccio col contenuto
-di una cartina, cioè con 20 gr. di lievito di soda, 2 ova intere, la
-buccia gialla d’un limone trita finissima, 40 gr. di burro e 180 gr.
-di zucchero, più mezzo bicchiere di latte formando un pastone di media
-consistenza; riducete poi questo pastone in forma di palla, praticatevi
-un buco nel mezzo colle mani infarinate allargandolo a guisa d’anello,
-collocate la ciambella sulla piastra unta e infarinata e, dopo averla
-lasciata riposare due ore, bagnatela coll’albume sbattuto, cospargetela
-di granelli di zucchero (queste ultime operazioni non sono necessarie)
-e cuocetela un’ora a forno caldo ma non troppo ardito. Essa deve
-prendere un bel colore rosso chiaro. Per mantenere alla ciambella la
-forma d’anello mettetevi in mezzo da bel principio una scodelletta.
-
-
-71. =Ciambella di lievito di birra.= — Fate fermentare 25 gr. di
-lievito di birra con 4 cucchiai di farina e con un po’ di latte crudo
-come indica la ricetta N.º 66. Sciogliete intanto 50 gr. di burro in
-1/6 di litro di latte tiepido ma crudo, sbattetevi due ova intere e
-con questo liquido impastate il fermento che dev’essere triplicato di
-volume, 300 gr. di farina, 70 gr. di zucchero e un po’ di raschiatura
-di limone. Maneggiate ogni cosa con forza sulla spianatoia formando un
-pastone elastico e lavorandolo finchè si stacca dalle mani. Riducetelo
-in forma d’anello come insegna la precedente ricetta, fatelo lievitare
-sulla piastra unta e infarinata che terrete in luogo caldo, per esempio
-in vicinanza del fornello. Quand’è raddoppiato di volume bagnatelo
-mediante una penna col latte tiepido e cuocetelo a forno ardito. Si può
-allestire anche tra la brace in una tegghia.
-
-
-72. =Pane di latte col lievito di soda.= — Amalgamate sulla spianatoia
-750 gr. di farina fina, 60 gr. di burro, 200 gr. di zucchero, un
-cucchiaio d’anici lavati, 22 gr. di cremor di tartaro e 8 gr. di
-carbonato di soda. (Queste polveri sarebbe bene mescolarle e passarle
-due o tre volte allo staccio insieme alla farina). Formate un pastone
-ben lavorato, intridendolo con quella quantità di latte che può
-occorrere per ottenere una certa morbidezza, cioè con un bicchiere
-circa. Riducete il composto come un lungo salsiccione cilindrico
-e disponetelo sulla piastra del forno un po’ unta e infarinata.
-Lasciatelo riposare un paio d’ore e poi cuocetelo a calore vivo nel
-forno. Cottura 3/4 d’ora circa.
-
- Pane e feste tengon il popol quieto.
-
-
-73. =Pane di latte col lievito di birra.= — Procuratevi 40 gr. di buon
-lievito di birra fresco, mettetelo in una pentola e scioglietelo con
-un paio di cucchiai di latte crudo. Aggiungetevi 6 cucchiai di farina
-e dell’altro latte crudo, ma lievemente intiepidito, quanto basti per
-formare una pappina di media consistenza. Collocate la pentola in un
-luogo caldo, p. e. accanto al fornello ma non tanto che il lievito
-possa scottarsi dalla parte di sotto e perciò andare a male, e quando
-è quasi triplicato di volume per l’azione del calore, portatelo sulla
-spianatoia dove avrete disposto 750 gr. di farina intiepidita, 100
-gr. di zucchero e 60-80 gr. di burro, amalgamatelo col resto unendovi
-quella quantità di latte tiepido ma crudo che vi occorrerà per formarne
-un pastone compatto. Non dimenticate 2-3 buoni pizzichi di sale e, se
-vi piacessero, un cucchiaio d’anici ben puliti entro un tovagliolo o
-lavati. Lavorate con forza il pastone finchè non s’attacca più nè alle
-dita nè alla spianatoia, sbattendolo con forza e riducendolo quindi
-alla forma di un lungo pane cilindrico che disporrete sulla piastra del
-forno unta e infarinata per lasciarvelo di nuovo fermentare in luogo
-caldo. Quando è gonfio e tremolante e si è bene alzato senza troppo
-diffondersi dalle parti, indizio di buona manipolazione, passatevi
-sopra una penna intinta nel latte caldo e cuocetelo un’ora a forno
-allegro.
-
- Meglio onore che boccone.
-
-
-74. =Pane dolce di lievito di birra senza latte.= — Fate il fermento
-come insegna la ricetta N.º 66 con 60 gr. di lievito, 3 cucchiai di
-farina e poc’acqua. Quando è pronto aggiungetevi 750 gr. di farina,
-il sale necessario e mezzo litro scarso d’acqua, e sbattete bene il
-composto in una terrina che poi coprirete e collocherete in un armadio.
-Tutto questo alla sera. La mattina seguente preparate sulla spianatoia
-250 gr. di farina, versatevi il lievito che troverete molto bene
-fermentato, unitevi due ova, 4 cucchiai di zucchero, un pezzetto di
-burro come mezz’uovo, un cucchiaio d’anici, se li gradite, o un po’
-di vaniglia. Lavorate mezz’ora il pastone colle mani stracciandolo
-e ricomponendolo, battendolo col matterello e col pugno. Riducetelo
-quindi come un lungo salsiccione, collocatelo sulla lamiera unta e
-infarinata, lasciatelo bene lievitare, bagnatelo con albume e cuocetelo
-a forno caldo un’ora circa.
-
-
-75. =Pane dolce di patate col lievito di birra.= — Fate un fermento
-come quello indicato nella ricetta N.º 66 con 60 gr. di lievito, un
-po’ di latte crudo e 4 cucchiai di farina. Lavorate in una scodella
-due ova intere con un pezzo di burro come mezz’ovo, che avrete prima
-ben rimestato da solo, unitevi 60-70 gr. di zucchero, il lievito
-fermentato, 500 gr. di patate cotte tra la cenere e passate calde allo
-staccio, e un chilogr. di farina col latte che occorre (3/8 circa) per
-farne un pastone di media consistenza, che poi finirete di preparare e
-di cuocere come il pane di latte (ricetta N.º 73).
-
-=Oppure.= Mettete in una catinella un litro di farina (misurata con
-un bicchiere), sciogliete 60 gr. di lievito di birra nel latte crudo
-(un quartuccio circa) e intridete con questo latte la farina riducendo
-il composto come una pappina. (Se la farina fosse molto assorbente
-aumentate la dose del latte). Fate fermentare la pappina a tiepido
-calore e, quando il suo volume si è abbondantemente raddoppiato,
-aggiungetevi 70 gr. di burro che avrete lavorato prima solo poi con due
-ova e con 80 gr. di zucchero, più un chilogr. di patate lesse e passate
-calde allo staccio. Sbattete e amalgamate il pastone nella catinella,
-gettatelo quindi sulla spianatoia, lavoratelo lungamente colle mani,
-come il pane, aggiungendo farina ove ciò occorresse, formate un lungo
-panettone, fatelo lievitare come il precedente sulla lamiera unta e
-infarinata e cuocetelo a forno caldo. Potete unire alla pasta, se vi
-piace, un cucchiaio di anici di Puglia.
-
- Chi non ha Dio gliene dà.
-
-
-76. =Focaccia.= — Fate un fermento come i precedenti con 60 gr. di
-lievito di birra, circa 1/8 di litro di latte crudo intiepidito e
-250 gr. di farina. Quand’è triplicato di volume lievitando (vedi
-ricetta N.º 66), versatelo nella farina rimanente (750 gr.) che avrete
-intiepidita e collocata sulla spianatoia in forma di fontana, con
-entro 4 ova intere (dalle quali avrete sottratto un cucchiaino di
-rosso, per indorare), 100 gr. di zucchero, 60 gr. di burro tagliato
-a fettoline, un cucchiaio di sale e un altro quartuccio circa di
-latte crudo e tiepido. Amalgamate ogni cosa con destrezza, senza che
-il liquido vi sfugga, e lavorate 30-40 m. il pastone maneggiandolo e
-sbattendolo con forza in tutti i sensi. Esso deve riescire piuttosto
-duro che no. Dividetelo quindi in due parti, una grande, l’altra
-piccina, riducendole in forma di palle, e fate lievitare queste due
-palle diverse sulla lamiera unta e infarinata. Quando sono raddoppiate
-abbondantemente di volume, sovrapponete la palla piccola alla grande,
-lavorando con destrezza a ciò non si ammacchino. Indoratele poi col
-rosso d’ovo messo da parte e diluito con un po’ di latte, e cuocete la
-focaccia per un 40 minuti a forno caldo, senza aprirlo.
-
- Ride bene chi ride l’ultimo.
-
-
-77. =Genovesi per i bambini.= — Fate fermentare 40 gr. di lievito di
-birra con 270 gr. di farina e un bicchiere di latte tiepido ma non
-bollito e ciò dopo aver sbattuto a lungo il composto.
-
-Amalgamate intanto sulla spianatoia 350 gr. di farina con 90 gr. di
-burro e 90 gr. di zucchero, unitevi il lievito fermentato e formate
-una bella pasta morbida, elastica, ma piuttosto consistente, unendovi
-un pizzico di sale e, se occorresse, un altro pochino di latte crudo.
-Stendetela quindi della grossezza di un centimetro abbondante e
-mediante un tagliapasta ovale, che abbia circa un diametro di 9 cent.
-per 7 cent., tagliatela in tante formette che lascerete ben lievitare
-sulla lamiera unta e infarinata. Cuocetele a forno abbastanza caldo,
-il giorno seguente tagliatele in due parti per traverso con un coltello
-affilato e fatele biscottare.
-
-Questi genovesi sono indicati per fare la pappa dei bambini con un po’
-di latte caldo.
-
-
-78. =Pane di frutta (Zelten) col lievito di soda.= — Sciogliete 100
-gr. di burro in 1/6 di litro d’acqua bollente. Lavorate diligentemente
-4 ova con 4 cucchiai colmi di zucchero pestato fino, aggiungetevi
-560 gr. di farina intrisa coll’acqua suddetta e, quando il composto
-è ben dimenato e freddo, amalgamatevi 22 gr. di cremor di tartaro e
-8 gr. di bicarbonato di soda, che avrete comperati in farmacia, 50
-gr. di sultanina ben pulita, 50 gr. di pinoli, 50 gr. di mandorle
-intere mondate nell’acqua bollente, 50 gr. di noci a spicchi, 50 gr.
-d’arancetti triti, 50 gr. di candito di cedro, 70 gr. di fichi secchi,
-questi due ultimi ingredienti tagliati a fettoline, versandovi ancora
-un po’ d’acqua, se occorresse. Stendete il pastone molto basso in una
-larga tegghia unta e infarinata e cuocetelo subito a forno caldo 3/4
-d’ora circa.
-
- Se ti vuoi mantener sano Caccia via
- il rispetto umano.
-
-
-79. =Pane di frutta (Zelten) col lievito di birra.= — Preparate
-chilogr. 1 1/4 di farina, 160 gr. di burro, 160 gr. di zucchero,
-60 gr. di lievito di birra, mezzo litro scarso di latte tiepido ma
-crudo, 160 gr. di noci ridotte a pezzetti, 160 gr. di fichi secchi
-tagliati a filetti fini, 160 gr. di mandorle mondate pure a filetti,
-160 gr. di cedro confettato a fettoline, 160 gr. di uva sultana, un po’
-di maraschino di Zara, due tuorli d’uovo, mezzo cucchiaio di sale, la
-scorza trita finamente di due aranci, alcune mandorle mondate e intere.
-
-Sciogliete il lievito con la terza parte della farina e col
-latte necessario e lasciatelo fermentare: quando il composto è
-abbondantemente raddoppiato di volume, unitevi un altro terzo di
-farina e un po’ di latte e riponetelo in luogo caldo. Quando la pasta
-è lievitata per la seconda volta, amalgamatevi i tuorli d’uovo che
-avrete uniti al burro, lavorato prima solo poi collo zucchero, più il
-latte rimanente, il sale e un altro po’ di farina (non tutta) e fate
-fermentare per la terza volta. Versate finalmente il composto sulla
-spianatoia dove avrete disposto la farina che vi rimane, la scorza
-d’arancio e le frutta in disparte (queste le avrete messe un’ora in
-fusione nel maraschino), fate un impasto più sodino, unitevi tutti
-gl’ingredienti, stendete il pastone dell’altezza di un centimetro
-scarso, e servendovi d’uno stampo di carta, ritagliatelo in forma
-di grandi pani eguali a foggia di mandorla (queste dosi vi daranno 3
-pani), guerniteli sopra con le mandorle mondate e dimezzate e fateli
-lievitare per la quarta volta sulle lamiere unte e infarinate. Quando
-i pani sono sollevati e morbidi, dorateli col tuorlo d’uovo sbattuto e
-cuoceteli a forno ardito un’ora e più.
-
- NB. Il composto si deve sbattere bene ad ogni impasto finchè
- si stacca dalla spatola e maneggiare poi con forza sul tagliere,
- lacerandolo, riunendolo e bastonandolo bene prima d’introdurvi le
- frutta che non vanno sciupate.
-
- Il padre è l’ospite migliore alla
- tavola domestica.
-
-
-80. =Pane semplice colle frutta.= — Questo non si potrebbe chiamare
-un dolce, perchè non c’entra zucchero, ma lo raddolciscono tuttavia i
-fichi e l’uva sultanina. Preparate pasta di pane come dice la ricetta
-N.º 1 pag. 1. La mattina, nel rimaneggiare il composto, unitevi 250 gr.
-di noci a spicchi, 250 gr. di uva sultana e 250 gr. di fichi tagliati
-a fettoline. Formate quindi i pani, lasciateli lievitare e cuoceteli
-a norma della stessa ricetta. Essi si prestano anche molto per le
-escursioni alpine. I ragazzi ne sono ghiotti.
-
-
-81. =Ravioli o «fiadoni».= — Impastate sulla spianatoia 400 gr.
-di farina, 200 gr. di burro, 100 gr. di zucchero, la scorza trita
-finamente d’un limone, una cartina scarsa di lievito di soda (15-18
-gr.) col latte che necessita per farne un composto morbido ma non
-troppo maneggiato. Tirate una sfoglia di media grossezza, tagliatela
-a quadratini della dimensione di 9 cent. su ogni lato, collocate su
-ciascuno di questi quadratini un cucchiaio di ripieno e ripiegate la
-sfoglia a triangolo facendo bene aderire gli orli. Dorate i fiadoni
-coll’ovo sbattuto, cospargeteli di zucchero a granelli e cuoceteli a
-forno caldo sulla lamiera unta e infarinata.
-
-_Ripieno:_ Tre manatelle di mandorle, di nocciole o di noci pestate
-fine, miste di pangrattato e legate con un po’ di miele caldo. Spezie,
-cioè cannella e garofani, a piacere.
-
- Chi più mangia meno mangia.
-
-
-82. =Ciambellette di lievito di soda.= — Amalgamate sulla spianatoia
-450 gr. di farina fina, due ova (dalle quali avrete sottratto per
-metterlo da parte un pochino d’albume), 35 gr. di burro, 180 gr. di
-zucchero, la scorza gialla d’un limone trita finissimamente, mezzo
-bicchiere di latte crudo e una cartina di lievito di soda. Questo,
-fareste bene a passarlo da bel principio tre volte allo staccio
-colla farina. Tirate una sfoglia dell’altezza di mezzo centimetro
-circa, tagliatela a rotondini con un bicchiere grande o con una
-scodelletta, poi ad anelli forandoli nel mezzo con un bicchiere più
-piccolo. Rimpastate i dischetti che vi restano e gli avanzi e ripetete
-l’operazione. Bagnate coll’albume messo da parte (servendovi d’una
-penna) i pasticcetti, cospargeteli di granellini di zucchero (questi
-si ottengono schiacciando lo zucchero con una bottiglia liscia che
-s’adopera a guisa di matterello) e cuoceteli a forno caldo.
-
-Queste ciambellette sono ottime da gustarsi col vino, e si conservano a
-lungo.
-
-
-83. =Mostazzini (Basini forti).= — Mettete sulla spianatoia 300 gr. di
-farina fina, 300 gr. di zucchero pesto finissimo, 12 gr. di cannella
-e 9 gr. di garofani in polvere, se v’aggrada anche un pizzico di noce
-moscata, più un cucchiaino di carbonato d’ammoniaca fortissimo pesto
-assai fino. Impastate quest’ingredienti con due albumi d’ovo e con un
-po’ d’acqua, oppure con acqua e con un po’ di vino bianco, senza gli
-albumi, stendete il pastone sulla spianatoia infarinata spianandolo
-all’altezza di mezzo cent. scarso, poi tagliatelo con un bicchiere
-in tanti tondini. I ritagli si rimpastano e si ripete l’operazione.
-Collocate i mostazzini a qualche distanza uno dall’altro sulla lamiera
-unta e infarinata, bagnateli con acqua pura o con albume, cospargeteli
-di granelli di zucchero e cuoceteli a forno moderato. Essi devono
-restar grigi, senza prendere colore di sorta; bisogna quindi sfornarli
-prima che siano duri.
-
-
-84. =Amaretti.= — Dimenate 3/4 d’ora 560 gr. di zucchero con 3 albumi
-naturali, unitevi 280 gr. di mandorle dolci e 280 gr. di mandorle amare
-mondate e grattate. Cuocete il composto sulla lamiera coperta da una
-carta unta, disponendovelo in forma di pallottole che poi s’allargano.
-Il calore del forno dev’essere moderato e durante i primi 12 m. di
-cottura non si può aprire lo sportello. Badate che le mandorle e lo
-zucchero siano perfettamente asciutti e che nell’albume non si veda
-traccia alcuna del tuorlo. Queste sono condizioni indispensabili per la
-buona riescita degli amaretti.
-
- Chi fa bene fa presto.
-
-
-85. =Amaretti di mandorle di pesca.= — Sbattete due albumi a neve assai
-densa, incorporatevi un pochino di zucchero, poi un bicchiere ordinario
-di mandorle di pesca macinate, in fine il rimanente dello zucchero, la
-cui quantità si regola secondo la grandezza degli albumi. Se sono molto
-grandi ne occorrono 500 gr. Il composto dev’essere denso, altrimenti
-si dilata troppo sulla lamiera, la quale va unta e infarinata prima di
-disporvelo in forma di pallottole.
-
- Chi ha la sanità è ricco e non lo
- sa.
-
-
-86. =Dolcetti di cioccolata.= — Lavorate a lungo, 40-50 m. 3 albumi
-naturali con 315 gr. di zucchero, aggiungendovi a poco a poco 100
-gr. di cioccolata grattuggiata. Dopo avere cosparso la spianatoia di
-farina e di zucchero, stendetevi il composto col matterello infarinato,
-dell’altezza di mezzo dito, tagliatelo a rotondini con un cerchiello
-di latta, e cuocete questi a forno moderato sulla lamiera unta e
-infarinata. Questi pasticcini devono gonfiarsi molto.
-
-
-87. =Pastine di pasta zuccherina.= — Impastate in fretta (altrimenti il
-composto si _brucia_, cioè non resta compatto) farina, burro e zucchero
-in queste proporzioni: il burro deve avere il doppio peso dello
-zucchero e la farina il doppio peso del burro. Aggiungete un pizzico di
-sale e legate gl’ingredienti con un po’ di vino bianco. Oppure prendete
-egual peso di zucchero e di burro e il doppio di farina e sostituite
-al vino bianco il sugo di limone aggiungendovene anche la scorza
-trita. Stendete (sempre sulla spianatoia) una sfoglia della grossezza
-d’una moneta da 5 lire o poco più, e tagliatela poi a rotondini con un
-bicchiere. Dorate le pastine con un po’ d’ovo sbattuto, dopo averle
-collocate in una tegghia o sulla lamiera infarinata per cuocerle a
-calore abbastanza vivo, sia tra la brace, sia al forno. Potete anche
-cospargerle di noci, o di mandorle grattate, o di granelli di zucchero.
-
-Lo zucchero per la pasta deve essere fino, non finissimo.
-
-
-88. =Pastine di pasta frolla.= — Calcolate metà peso di burro della
-farina (a Roma si prende un quarto di burro, un quarto di strutto
-fino e due quarti di farina) e per 400 gr. di farina e 200 gr. di
-grasso 4 rossi o due ova intere e un po’ d’acqua, aggiungetevi il
-sale necessario, un po’ di scorza trita di limone, se vi piace anche
-un po’ di cannella. Intridete e impastate in fretta ogni cosa sulla
-spianatoia, procedete quindi come nella precedente ricetta senza
-omettere i granelli di zucchero che sono indispensabili, mancando
-questo elemento nel pastone.
-
-Prima di stendere la sfoglia potete lasciarlo riposare ben coperto in
-luogo fresco.
-
- Meglio un ovo oggi che una gallina
- domani.
-
-
-89. =Biscottini.= — Pesate le ova e mettete sulla bilancia un egual
-peso di zucchero e altrettanta farina. Lavorate poi le ova collo
-zucchero e in seguito colla farina; quando il composto è omogeneo e
-liscio, unitevi quanto sta sulla punta di un coltello di carbonato
-d’ammoniaca in polvere (comperatela in farmacia, badate che sia forte,
-e non crucciatevi per l’odore che svanisce), versatelo subito in una
-tegghia o tortiera unta e infarinata, cuocetelo a forno caldo, ma
-non troppo ardito e, sformato che sia, tagliatelo a listarelle o a
-quadratini. Potete dare a questi biscottini l’odore di vaniglia o di
-spezie a piacimento, essi gradiscono anche gli anici di Puglia.
-
-
-90. =Zabaione.= — Mettete in una padellina un rosso d’ovo con un
-cucchiaio di zucchero finissimo, aggiungetevi mezzo guscio d’ovo
-d’acqua e mezzo di vino bianco buono, sbattete a fuoco dolcissimo il
-composto con una forchetta, con un battichiare o col fuscello di vimini
-finchè cresce di volume facendosi schiumoso. Bollire non deve mai,
-anzi alla prima bolla si ritira dal fuoco e si sbatte un pochino a
-freddo. Dosi per una persona. Si può aggiungervi da ultimo la chiara a
-neve, come si può adoperare l’ovo intero aumentando la quantità dello
-zucchero, ma se si tratta di qualche ammalato, il primo sistema è
-preferibile.
-
-
-91. =Una chicchera di crema per un bambino o per un vecchio.= —
-Dimenate un rosso d’ovo nella padella, come sopra, con un cucchiaio
-colmo di zucchero e con un cucchiaino di farina fina, diluite il
-composto con un quartuccio di latte bollito e dimenatelo a fuoco dolce
-finchè compare la prima bolla. Bollire non deve mai. Se v’aggrada
-aggiungete alla crema la chiara sbattuta a neve. Dategli anche l’odore
-del limone o della vaniglina. Volendo allestire una crema di cioccolata
-ne scioglierete prima mezzo panino nel latte che lascierete freddare.
-
- A ferite atroci cure disperate.
-
-
-92. =Caramelle per la tosse. (Zucchero d’orzo).= — Se avete dell’orzo
-non macinato, fatene bollire un pugno nell’acqua e prendete un
-bicchiere di quest’acqua, nel caso contrario servitevi d’acqua pura.
-
-Mettete in una padella 300 gr. di zucchero tagliato a pezzi, versatevi
-sopra il bicchiere d’acqua e fatelo cuocere a lento fuoco pulendo, da
-principio, gli orli del recipiente con una penna bagnata. Guardatevi
-però dal rimestare lo sciroppo che si guasterebbe. Quand’esso ha preso
-cuocendo un bel color d’oro, cioè che il liquido n’è tutto svaporato,
-lasciatene cadere una goccia in un bicchiere pieno d’acqua. Se questa
-goccia diventa subito secca e scricchiolante, lo zucchero è cotto, se
-si mantiene molle conviene lasciarlo un altro pochino sul fuoco senza
-però ravvivarlo, ma badando anzi che rallenti.
-
-Intanto avrete lasciato cadere una goccia d’olio sopra un pezzo di
-marmo liscio qualunque asciugandone poi bene la superficie con un
-pannolino. Su questo marmo verserete lo sciroppo bollente che si
-stenderà per subito indurire. Prima che ciò avvenga, tracciatevi sopra
-con un coltello caldo una rete di linee, cioè una specie di gratella.
-I segni rimarranno impressi nello zucchero che spezzerete poi, freddato
-che sia, in tante caramelle.
-
-
-
-
-CAPITOLO DECIMO.
-
-CONSERVE DI FRUTTA.
-
-
- NB. Le conserve di frutta si devono allestire con esemplari
- sani e che abbiano raggiunto tutti lo stesso grado di maturità,
- entro un paiolo di rame non stagnato (lo stagno altera i colori)
- e rimestare con un cucchiaio o con una paletta di legno che
- non abbiano servito ad altri usi sempre toccando il fondo del
- recipiente. Lo sciroppo va sempre pulito diligentemente, con una
- penna bagnata, dalle impurità che porta a galla e contro le pareti
- del recipiente; le conserve durante la bollitura si schiumano colla
- massima cura e, appena sono cotte, si versano dal paiolo entro una
- catinella e da questa nei vasi di vetro che si lasciano due tre
- giorni scoperti. Trascorso questo tempo si stende sulla conserva
- un disco di carta imbevuto d’acquavite o di rhum e si coprono i
- vasi col loro turacciolo o con una carta pergamena. Se dopo qualche
- mese le conserve apparissero troppo dense, cioè prive di sugo, vi
- converrebbe aggiungervi un po’ di sciroppo di zucchero filante; se
- fossero troppo liquide potreste cuocerle a bagno maria (mettendo il
- vaso in una cazzarola piena d’acqua fredda e lasciando poi bollire
- questa a lungo e rifondendola anche all’occorrenza), se v’apparisse
- qualche traccia di muffa, dovreste levare questa con diligenza e
- poi versare la conserva in un piccolo paiolo e rimestarla alcun
- tempo a moderato calore per poi riporla come prima. Le conserve
- si cuociono sempre a calore moderato e eguale e si rimestano di
- continuo acciò non s’attacchino al fondo del paiolo.
-
- Le radici della virtù sono amare ma
- i frutti dolci.
-
-
-1. =Conserva di pesche.= — Mondate buone pesche spiccagnole non troppo
-mature, dimezzatele e lasciatele asciugare mezza giornata sopra un
-graticcio al sole. Pesatele quindi e per ogni chilogr. di pesche
-prendete 3/4 di chilogr. di zucchero, per ogni chilog. di zucchero
-un bicchiere d’acqua. Mettete lo zucchero al fuoco coll’acqua, in un
-paiolo, depuratelo mediante una penna dalle impurità che vengono a
-galla e che si radunano sugli orli del recipiente; quando appaiono alla
-superficie dello sciroppo tante bolle dense, come gemme, gettatevi le
-pesche con un bicchierino di vin secco e con la scorza di un limone
-tagliata fina per ogni chilogr. di frutta (avverto che questi due
-ultimi ingredienti non sono necessari), cuocete il composto rimestando
-sempre finchè diventa denso senza pigliare odore di zucchero bruciato,
-cioè un’ora circa, versatelo in una catinella e riponetelo quindi nei
-vasi.
-
-
-2. =Marmellata di pesche.= — Come la precedente, soltanto le pesche
-dopo averle asciugate al sole, le metterete in un paiolo e rimestandole
-fortemente le farete riscaldare e così calde le passerete allo staccio
-prima d’unirle allo sciroppo. Il vino e il limone si possono omettere,
-sostituendovi invece alcune mandorle di pesca pestate finissime.
-
- Meglio esser dotto che dottore.
-
-
-3. =Conserva d’albicocche.= — Dimezzate senza mondarle le albicocche
-non troppo mature ed esponetele un paio d’ore al sole. Pesatele, fate
-bollire lo zucchero (di egual peso delle frutta) come nella ricetta N.º
-1, gettatevi le frutta e cuocete il composto dimenandolo sempre finchè
-abbia raggiunto una certa densità cioè un’ora scarsa.
-
-
-4. =Marmellata d’albicocche.= — Dimezzate le albicocche senza mondarle
-e passatele allo staccio. Fate cuocere lo zucchero (di egual peso
-delle frutta) finchè mostra le gemme (vedi ricetta N.º 1), gettatevi la
-poltiglia di albicocca e rimestate continuamente il composto a fuoco
-dolce finchè esso è diventato consistente. Fatene la prova versandone
-una goccia sopra un piatto o su un pezzo di carta asciugante. S’essa
-rimane intatta, senza scorrere nè dilatarsi, la marmellata è cotta.
-
-
-5. =Conserva di susine bianche.= — Prendetele piuttosto immature,
-foracchiatele con un ago grosso, gettatele nell’acqua bollente,
-levatele subito con la schiumarola e fatele scolare. Pesatele quindi,
-poi fate cuocere lo zucchero di peso eguale delle frutta finchè fa
-le gemme come al N.º 1, con un bicchiere grande d’acqua per ogni
-chilogrammo, unitevi le frutta, cuocetele 30 m. circa.
-
-
-6. =Marmellata di susine bianche.= — Levate il nocciolo alle susine
-che devono essere un po’ più mature di quelle destinate alla ricetta
-precedente, passatele allo staccio, fate cuocere in un po d’acqua una
-quantità di zucchero che abbia lo stesso peso della poltiglia di frutta
-finchè appaiono le gemme (vedi N.º 1), unite ogni cosa e rimestate a
-fuoco dolce finchè il composto si fa denso. Fate la prova come al N.º
-4.
-
-
-7. =Conserva semplice di susine nere.= — Come quella di susine bianche.
-
-
-8. =Conserva di susine nere coll’aceto.= — Foracchiate 3 chilogr.
-di susine nere di buona qualità, mettetele al fuoco con 2 chilogr.
-di zucchero pestato fino (non in polvere), 1/2 litro d’acqua, litri
-1 1/2 d’aceto forte, 100 gr. di cannella e 10 garofani legando
-queste spezie in un sacchettino di velo.
-
-Levate le frutta dal fuoco appena cominciano a rammollirsi e
-collocatele in vasi di vetro, condensate il sugo, e levato via il
-sacchetto versatelo tiepido sulle frutta. Trascorsi otto giorni fatelo
-ribollire e rimettetelo nei vasi.
-
- La maraviglia dell’ignoranza è
- figlia.
-
-
-9. =Marmellata di susine nere collo zucchero.= — Scottate le susine
-nell’acqua bollente, mondatele subito, passatele allo staccio, unitevi
-la metà del loro peso di zucchero pesto e, se v’aggrada, per ogni
-chilogr. di frutta 20 gr. di cannella e 10 gr. di garofani in polvere.
-Cuocete il composto a fuoco dolce rimestandolo continuamente finchè si
-condensa. Questa marmellata spalmata sul pane piace ai bambini ed è per
-loro cibo salubre sovratutto se si omettono le spezie.
-
-
-10. =Marmellata di susine nere senza zucchero.= — Le susine molto
-mature si dividono per toglierne i noccioli, e senza null’altro
-aggiungervi, si mettono a fuoco vivo in una larga cazzarola e si
-rimestano continuamente finchè hanno formato una densa poltiglia nera,
-ciò ch’esige una lunga cottura. Il fuoco da ultimo va gradatamente
-rallentato e la mano che dimena il mestolo deve essere bene difesa
-da un guanto o da uno strofinaccio perchè dal composto sprizzano
-goccioline bollenti. Si può migliorare questa marmellata con un po’ di
-spezie o di scorza di limone e con due manatine di mandorle di susina
-pestate fine. Vi s’addicono molto anche le noci a pezzi.
-
-
-11. =Marmellata di susine nere con altre frutta.= — Prendete 2 chilogr.
-di susine nere, pesate senza noccioli, 1 chilogr. di mele o di pere
-mondate e tagliate a fettine e 2 chilogr. di zucchero pestato ma non in
-polvere, mettete ogni cosa al fuoco in un paiolo di rame e rimestate
-a calore moderato senza mai desistere finchè il composto si condensa
-senza farsi troppo scuro.
-
- Il sapere è il bastone della vita.
-
-
-12. =Marmellata dolce di mele.= — Mondate buone mele e tagliatele a
-pezzetti, pesatele e cuocetele, con un piccolo bicchiere d’acqua in
-un paiolo, finchè, rimestando sempre sono ridotte come una poltiglia
-abbastanza densa. D’altra parte, mettete al fuoco in una padella
-dello zucchero tagliato a pezzetti che abbia lo stesso peso delle
-mele, bagnatelo con un bicchiere d’acqua per ogni chilogrammo e fatelo
-bollire finchè appaiono le gemme, cioè le bolle grosse, depurandolo
-come dicemmo al principio del capitolo. Versatelo allora nella
-poltiglia di mele che non avrete cessato di rimestare e, tramenando
-ancora con diligenza, tirate a cottura a lento fuoco la marmellata,
-finchè sollevandola con un cucchiaio essa ricade a belle falde nel
-paiolo. Le bucce di limone (uno per chilogr. di frutta) al principio
-della cottura, e il sugo dello stesso alla fine ne avvalorano di molto
-il sapore, ma non sono necessari. Versate subito la marmellata in uno
-stampo o in una scodella dove fra pochi giorni si rapprenderà. Per
-sciroppare lo zucchero potete adoperare l’acqua in cui furono cotte le
-mele.
-
- A male piccolo gran fascia.
-
-
-13. =Conserva d! pere.= — Molte qualità di pere si prestano a questo
-scopo, specie le moscatelle. Mondatele, tagliatele a fettine, fatele
-cuocere un momento nell’acqua bollente. Mettete al fuoco con un po’
-d’acqua una quantità di zucchero che abbia lo stesso peso delle fettine
-di pera e quand’esso comincia a filare (vedi ricetta N.º 15), unitevi
-le frutta e continuate a rimestarle a lento fuoco finchè il composto
-si condensa. Potete anche diminuire la quantità dello zucchero e unire
-alla conserva un po’ di scorza di limone pestata fina.
-
-
-14. =Marmellata di pere.= — Mondate buone pere morbide, tagliatele a
-sottili fettoline, passatele allo staccio, unitevi metà del loro peso
-di zucchero pesto, cannella e garofani a piacere, mettete il composto
-in un paiolo e rimestatelo a fuoco dolce con gran diligenza finchè si
-condensa.
-
- Chi non fa prima fa dopo.
-
-
-15. =Conserva di mele cotogne.= — Fate bollire alcune mele cotogne in
-un paiolo grande pieno d’acqua, quando sono cedevoli al tatto mondatele
-e tagliatele a spicchi oppure a fette traversali, levando loro il
-torsolo. Pesatele quindi e messa al fuoco una quantità di zucchero che
-abbia un peso eguale a quello delle frutta con un bicchiere grande
-d’acqua per ogni chilogrammo, fatelo filare, e unitevi le fette.
-Cuocete ancora il composto finchè lo sciroppo torna a filare, cioè
-finchè prendendone una goccia fra l’indice e il medio e allontanando le
-dita vi si forma un filo. Riponete allora la conserva.
-
-Se v’aggrada potete unirvi durante la cottura la buccia gialla grattata
-d’un limone per ogni chilogrammo di frutta oppure un sacchettino di
-velo con entro spezie a piacere.
-
-
-16. =Conserva di mele cotogne coll’aceto.= — Mettete al fuoco 120 gr.
-di cotogne, colte di fresco e di ottima qualità, mondate e tagliate a
-fette con mezzo litro abbondante d’acqua e 3 decilitri e mezzo di aceto
-forte, 740 gr. di zucchero, cannella e garofani a piacere. Quando le
-fette, che sono piuttosto grosse riescono morbide al tatto levatele e
-riponetele in una catinella. Condensate lo sciroppo e versatelo caldo
-ancora sulle frutta passandolo da uno staccio.
-
- A tela ordita Dio manda il filo.
-
-
-17. =Conserva di mele cotogne coll’acquavite.= — Mondate alcune
-cotogne, grattatele e spremetene il sugo. Fate bollire questo con
-poc’acqua, schiumandolo. Tagliate altre cotogne a fette, sempre dopo
-averle mondate, unitele al sugo con una quantità di zucchero eguale
-al loro peso. Cuocetele finchè sono morbide al tatto, aggiungetevi
-da ultimo un bicchiere d’acquavite, lasciatele al fuoco alcuni minuti
-ancora, riponetele.
-
-
-18. =Marmellata di mele cotogne.= — Cuocete in un paiolo con acqua
-abbondante 12 belle cotogne e 4 mele _reinette_, queste non troppo
-mature, ben lavate ma non mondate. Quando sono morbide passatele
-allo staccio e pesatele. Sciogliete una quantità di zucchero eguale
-al peso delle frutta con una parte dell’acqua in cui furono cotte,
-e sciroppatelo secondo le norme indicate al principio del capitolo.
-Quando fa le gemme unitevi la poltiglia e rimestando sempre, a ciò
-non s’attacchi al fondo, tirate il composto a cottura facendo la prova
-indicata al N.º 4.
-
-
-19. =Conserva di fichi.= — Scegliete piccoli fichi verdi _dottati_,
-cioè dalla goccia, lavateli e gettateli nell’acqua bollente. Levateli
-fuori appena questa riprende il bollore e pesateli. Mettete al fuoco
-con un bicchiere d’acqua per ogni chilogrammo una quantità di zucchero
-pari al peso delle frutta e quando lo sciroppo fila (vedi N.º 15)
-immergetevi i fichi e fate cuocere il composto a lento fuoco finchè si
-condensa. Se si tratta d’un chilogrammo di fichi o poco più basterà
-un’ora circa di cottura, per una conserva più abbondante occorre
-maggior quantità di tempo.
-
- A chi crede non duole la morte.
-
-
-20. =Conserva di nespole.= — Le nespole, che saranno ancor dure, si
-gettano nell’acqua bollente e si lasciano cuocere finchè si possano
-facilmente foracchiare. Bagnate con poc’acqua una quantità di zucchero
-eguale al peso delle frutta, fatelo filare (vedi N.º 15), unitevi le
-nespole e cuocete il composto finchè si condensa. Se, trascorso qualche
-giorno dovesse mostrarsi più liquido, fate ribollire lo sciroppo.
-
-
-21. =Conserva di ciliege.= — Prendete ciliege nere, duracine, lavatele,
-levate loro il gambo, mettetele al fuoco con egual peso di zucchero,
-e mezzo litro di vino nero per ogni chilogrammo di frutta, aggiungete
-un po’ di spezie in un sacchetto, se ciò v’aggrada. Quando le ciliege
-cuocendo si saranno rammollite (schiumate sempre la conserva) levatele,
-condensate lo sciroppo e, quand’è tiepido, versateglielo sopra.
-
-
-22. =Conserva di carote.= — Cuocete le carote nell’acqua bollente dopo
-averle bene lavate. Tagliatele a listarelle per il lungo, omettendo la
-parte coriacea cioè l’anima della radice, pesatele, fate filare (vedi
-N.º 15) con poc’acqua una quantità di zucchero eguale al loro peso,
-unitevi le fettoline colla buccia gialla tagliata finissima d’un limone
-per ogni 500 gr. di carote, condensate il composto e riponetelo.
-
- Onestà sta bene anche in chiasso.
-
-
-23. =Conserva di zucche marine.= — Procuratevi una zucca marina
-non troppo matura, dividetela in quattro parti, mondatela, levatene
-la parte molliccia interna, tagliatela a pezzetti, cuocete questi
-nell’acqua bollente, procedete quindi come nella precedente ricetta,
-unendo al composto invece della buccia di limone, cannella e garofani
-chiusi in un sacchetto di velo e sciroppando lo zucchero con forte
-aceto. Da ultimo levate la zucca e condensate il sugo.
-
-
-24. =Conserva di semi di rosa.= — I semi di rosa si raccolgono quando è
-già caduta la brina, si puliscono e si vuotano dai semi e dalla interna
-peluria con una penna d’oca, poi si cuociono con poc’acqua finchè si
-possono passare facilmente allo staccio, vi si unisce una quantità
-eguale di zucchero pesto, spezie in polvere se si vuole, e si rimesta
-la poltiglia a fuoco dolce finchè si condensa.
-
- Il troppo zucchero guasta le
- vivande.
-
-
-25. =Marmellata di zucca marina.= — Cotta che abbiate la zucca a lesso
-o al forno, passatela da uno staccio, pesatela e fatela asciugare un
-momento in un paiolo tramenando sempre. Cuocete intanto dello zucchero
-che abbia lo stesso peso della zucca, con poc’acqua (vedi N.º 1) e,
-quando fa le gemme, unitevi la zucca passata, colla buccia gialla trita
-fina di un limone per ogni chilogrammo e rimestate finchè cuocendo il
-composto si condensa. Versatevi da ultimo il sugo del limone.
-
-
-26. =Conserva di frutta e verdure col mosto= (sapore, sugoli). —
-Pigiate una certa quantità d’uva molto dolce e possibilmente nera per
-cavarne il sugo, oppure mettetene i grani prima al fuoco per farli
-scoppiare, poi schiacciateli con un cucchiaio e passate il liquido
-attraverso un panno bagnato. Cuocete il mosto schiumandolo finch’è
-ridotto alla metà, a questo punto, se non fosse dolce, unitevi un po’
-di zucchero e le frutta di cui disponete, fichi interi, pesche, mele,
-pere e mele cotogne tagliate a spicchi, barbabietole, zucche marine
-e carote ridotte a pezzetti (queste si fanno bollire prima un poco
-nell’acqua). Quando il liquido già ristretto alla metà è di nuovo
-ridotto a un terzo la conserva è pronta. Per ogni 4 litri di mosto
-crudo potete calcolare circa un chilogrammo di frutta.
-
- Suocera e nuora tempesta e gragnola.
-
-
-27. =Mostarda.= — Mondate 3 chilogr. di pere e 3 chilogr. di mele e
-tagliatele a fettine. Mettete al fuoco con 3 quartucci d’acqua, un
-chilogr. di zucchero tagliato a pezzetti, quando è sciolto unitevi le
-frutta e cuocetele 2-3 ore rimestando sempre. La durata della cottura
-non si può stabilire, essa dipende dalla qualità delle frutta. Quando
-il composto vi dà l’idea d’una densa pappa, versatelo in una terrina,
-continuate a rimestarlo finchè si fredda, unitevi allora la senapa in
-polvere (qualità Colman) in quella quantità che vi conviene. Il minimo
-sarebbero gr. 200, il massimo gr. 800. Riponete poi la mostarda in una
-pentola di terra, copritela bene e servitevene come appresso per le
-carni e anche per la polenta.
-
- Neve marzolina dura dalla sera alla
- mattina.
-
-
-28. =Frutta nello spirito.= — Molte frutta si possono mettere nello
-spirito: le pesche, le albicocche, le susine, l’uva, le ciliege, i
-fichi ecc. ecc. Esse devono essere senza macchia e non troppo mature.
-Quando sono collocate nei vasi di vetro (le ciliege e le susine collo
-stelo tagliato alla lunghezza d’un centimetro) si coprono d’acquavite
-genuina e si ripongono. All’acquavite si può sostituire lo spirito di
-vino. V’ha chi unisce al composto un po’ di sciroppo di zucchero e un
-po’ di spezie.
-
-
-29. =Pesche, pere, susine seccate.= — Le pesche spiccagnole, mondate
-che siano si dividono in due parti, e si espongono alcuni giorni
-al sole sui graticci, poi si conservano in sacchetti di carta
-bucherellata. Le pesche duracine si mondano e si tagliano a grandi
-fette prima di seccarle. Le pere dolci d’estate si mondano, si tagliano
-a quarti levando via il torsolo e si seccano al forno o al sole, se è
-cocente, oppure si fanno bollire mondate ma intere nell’acqua, poi si
-schiacciano comprimendone la punta e si fanno disseccare alcuni giorni
-al forno. Le susine (ci vogliono qualità speciali, nere e spiccagnole)
-si immergono mediante un mestolo forato nell’acqua bollente e si
-asciugano sui graticci al sole, voltandole ogni dì. I fichi non si
-possono seccare che nei climi molto caldi.
-
-
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-
-CAPITOLO DECIMOPRIMO.
-
-SCIROPPI E BIBITE.
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-SEZIONE I.
-
-GLI SCIROPPI.
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- Chi non comincia non finisce.
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-1. =Sciroppo di amarasche.= — Procuratevi 4 chilogr. di amarasche
-genuine e 6 chilogr. di zucchero in pane. Levate i gambi alle ciliege,
-lavatele e mettetele da parte. Cuocete con 3 litri d’acqua lo zucchero
-ridotto a pezzetti, badando di non dimenarlo ma di levar via con una
-penna bagnata la schiuma impura che si forma alla superficie. Quando
-vi appaiono bolle grosse e compatte unitevi le amarasche, fatevele
-sobbollire parecchie volte, poi levate lo sciroppo dal fuoco e, prima
-di riporlo nelle bottiglie, lasciatelo giacere tre giorni in una
-catinella. Questo è il sistema più semplice.
-
-_Oppure:_ Sopprimete i gambi di 4 chilogr. di amarasche, levatene pure
-i noccioli e questi metteteli da parte, badando che non si disperda
-il sugo delle frutta. Pigiate la polpa e mettetela su uno staccio a
-scolare, raccogliendo tutto il liquido in una catinella che avrete
-pesata. Unite ai noccioli i pochi avanzi che vi restano nello staccio.
-Pesate di bel nuovo la catinella (se non possedete una bilancia potete
-ricorrere al droghiere) per farvi un’idea esatta di quanto pesa il
-liquido a ciò vi possiate procurare un peso eguale di zucchero. Versate
-il sugo in un paiolo di rame non stagnato, e fatelo bollire un quarto
-d’ora; trascorso questo tempo unitevi lo zucchero che avrete ridotto
-a minuti pezzettini, lasciate cuocere molto adagio il composto,
-schiumandolo diligentemente con un ramaiolino forato e badando di
-raccogliere le impurità dello zucchero che si radunano sulle pareti
-del paiolo. Appena il composto cessa di dare schiuma versatelo in
-una catinella e, freddo che sia, riponetelo in bottiglie che turerete
-soltanto dopo 3-4 giorni per conservarle in luogo fresco e asciutto.
-
-Se bramaste aggiungere allo sciroppo qualche ciliegia non avreste che a
-metterne da parte 200 o 300 gr. (le più belle) lasciandole intere, che
-s’intende. Queste ciliege le fareste poi sobbollire 3-4 minuti nello
-sciroppo prima di riporlo. Ricordate però che vi necessita aggiungere
-allo zucchero anche il peso delle ciliege intere.
-
-Se non aveste le amarasche a vostra disposizione, vi converrebbe
-sostituirle con buone ciliege nere duracine ma sugose. In questo caso
-farete sobbollire collo sciroppo una manata di noccioli di ciliegia
-pestati con 8-10 mandorle di pesca e ben raccolte in un sacchettino di
-velo, chiuso con un filo.
-
-Coi noccioli e cogli avanzi delle amarasche si fa il maraschino (vedi
-più sotto «Liquori»).
-
- Chi tardi vuol non vuole.
-
-
-2. =Sciroppo di ribes.= — Procuratevi 4 chilogr. di ribes rosso ben
-maturo, sgranate tutti i grappoletti con una forchetta e pigiate
-fortemente i grani in una scodella, collocateli quindi in uno staccio
-(badate che la tela non dev’essere nè di rame nè di ottone) e lasciate
-colare il sugo una notte intera. Il giorno appresso comprimete il
-ribes a ciò ne esca ancora quel po’ di liquido che vi fosse rimasto
-e pesate questo sugo come dicemmo nella precedente ricetta. Prendete
-egual peso di zucchero, tagliatelo a pezzi, bagnatelo coll’acqua (un
-bicchiere per ogni chilogrammo di zucchero) e mettetelo al fuoco in un
-paiolo di rame non stagnato. (Lo stagno altera il colore delle frutta).
-Guardatevi dal dimenarlo mentre cuoce, abbiate cura soltanto di levar
-via, con una penna di volatile bagnata, i rifiuti della bollitura che
-vengono a galla e si fermano contro le pareti del recipiente. Quando
-sulla superficie del liquido appaiono molte bolle grosse e dense
-le une vicine alle altre, versatevi il sugo di ribes, rallentate il
-fuoco, schiumate il composto con diligenza come dice la precedente
-ricetta e, appena cessa la schiuma, riponetelo servendovi delle regole
-sopraindicate.
-
-
-3. =Sciroppo di lamponi.= — Ben puliti che abbiate i lamponi, pigiateli
-fortemente in una catinella e riponeteli per due o tre giorni in
-cantina. Passate quindi il sugo da uno staccio, premendo un poco sulle
-frutta, procedete poi esattamente come nella precedente ricetta.
-
-
-4. =Acetosa di lamponi.= — Fate cuocere chilogr. 1 1/2 di zucchero
-con un bicchiere e mezzo d’acqua finchè fa le bolle grosse come nella
-ricetta di «Sciroppo di ribes», unitevi 2 bicchieri di sugo di lamponi
-che avrete ottenuto a norma della ricetta N.º 3 e 2 bicchieri d’aceto
-forte di vino nero, mescolate bene, lasciate bollire un paio di minuti
-e riponete.
-
-
-5. =Acetosa di ribes e di lamponi.= — Come la precedente prendendo
-metà ribes e metà lamponi. S’intende che l’acetosa si può fare anche
-col ribes solo, ma riesce meno buona. Se si trattasse di ribes bianco
-converrebbe prendere anche l’aceto bianco. Il sugo di ribes si può
-spremere anche a traverso un sacchetto di tela.
-
- Misura tre volte e taglia una.
-
-
-6. =Sciroppo di mirtilli.= — Questo sciroppo non è molto gustoso ma
-altrettanto ricercato quale astringente per i bambini. I mirtilli
-contengono difatti molto tannino. Procuratevi 3-4 chilogr. di mirtilli
-(giasene, cesarelle), lavateli bene, metteteli in una pentola di terra
-e questa in un recipiente pieno d’acqua che manterrete a continuo
-bollore finchè il sugo è uscito dalle bacche. Collocate allora le
-frutta in un vecchio sacchetto di tela, previamente bagnato (badate
-che il colore dei mirtilli è difficile a svanire anche in bucato)
-e comprimetelo con forza finchè n’è uscito tutto il liquido, senza
-traccia di granelli. Pesate poi il sugo, prendete egual peso di
-zucchero pestato grossolanamente, mettete ogni cosa al fuoco in un
-paiolo di rame non stagnato, e cuocete lo sciroppo adagio schiumandolo
-e riponendolo poi come indica la ricetta N.º 1. Potete far bollire
-insieme al composto, che se ne avvalora, 2-3 pezzetti di cannella e un
-po’ di buccia fina di limone, ingredienti che alla fine si levano via.
-
- Ogni domane porta il suo pane.
-
-
-7. =Sciroppo di berbero (crespino).= — Questo sciroppo è eccellente
-ed economico per chi vive nei paesi dove cresce il berbero e può
-procurarsene le frutta senza spesa.
-
-Occorre tuttavia una bella paniera di berbero per ottenere un paio
-di litri di sciroppo. Le piccole bacche si levano via con cura dai
-grappoletti e si mettono al fuoco con l’identico sistema dei mirtilli
-(vedi ricetta precedente), cioè a bagno maria. Il sugo, quando sono
-bene rammolliti, si estrae comprimendoli fortemente in uno staccio.
-Pesato che abbiate il sugo come indica la ricetta N.º 1, mettete al
-fuoco egual peso di zucchero (ridotto in briciole) con un bicchiere
-d’acqua per ogni chilogrammo.
-
-Pulitelo bene, come dicemmo nella ricetta dello «Sciroppo di ribes» e
-quando comincia a fare le bolle o gemme unitevi il sugo di berbero.
-Rallentate il fuoco, schiumate con diligenza (vedi sempre ricetta
-N.º 1) e riponete colle regole precedenti. Se volete avvalorare il
-sapore di questo sciroppo mettetevi a bollire le buccie di un arancio
-e di un limone per ogni chilogrammo di zucchero, e quand’è cotto
-aggiungetegliene anche il sugo passato da un pannolino, mescolando
-bene. Il paiolo in cui fate lo sciroppo dev’essere di rame.
-
-
-8. =Sciroppo di vino.= — Fate bollire un litro di vino nero di prima
-qualità con 1/2 chilogr. di zucchero; quando sono trascorsi 15 minuti,
-aggiungetevi il sugo di 3-4 limoni, levatelo dal fuoco subito e
-riponete lo sciroppo in bottiglie che chiuderete appena sarà freddato.
-Se gradite che il sapore di limone sia forte, strofinate lo zucchero
-sulla scorza delle frutta prima di unirlo al vino.
-
- Meglio onore che boccone.
-
-
-9. =Sciroppo di menta.= — Fate bollire un chilogr. di zucchero con
-mezzo litro scarso d’acqua, pulendolo bene come indica la ricetta dello
-«Sciroppo di ribes». Quando appaiono sulla superficie una quantità
-di bolle grosse e dense, ritiratelo dal fuoco e versatevi alcune
-gocce (per il gusto conviene assaggiare) di essenza di menta che vi
-procurerete in qualche buona drogheria. Mettete lo sciroppo freddato
-in un paio di bottigliette lasciandovi un piccolo vuoto, chiudetele
-bene, collocatele in piedi in una padella piena d’acqua fredda, portate
-questa a bollitura e, trascorsi 15 minuti, ritirate dal fuoco la
-padella lasciandovi le bottiglie finchè ogni calore ne è svanito.
-
-La menta dev’essere di prima qualità.
-
-
-10. =Sciroppo di caffè.= — Fate mezzo litro di caffè fortissimo e di
-buona qualità. Fate pure bollire un chilogr. di zucchero con mezzo
-litro d’acqua finchè comincia a prendere un colore d’oro chiaro e
-versatevi, senza troppo mescolare, il caffè caldo e passato da un
-tovagliolo, chiudete la cazzarola a ciò l’aroma non si disperda e,
-freddo che sia lo sciroppo, riponetelo in bottiglie.
-
-Badate che lo zucchero sia purgato con una penna come indica la ricetta
-N.º 1. Servitevi di una cazzarola bene stagnata o di terra.
-
-
-11. =Agro di limone.= — Fate bollire un chilogr. di zucchero con un
-bicchiere d’acqua, badando di pulire con una penna gli orli del paiolo
-dove si raccolgono i rifiuti della schiuma. Quando appaiono le bolle
-grosse e dense, unitevi le scorze di 5 bei limoni tritate finissime
-e cuocete ancora lo zucchero finchè comincia a filare, versatevi
-allora il sugo delle frutta, passate subito il liquido allo staccio e
-riponetelo.
-
-Lo zucchero fila, quando prendendone una goccia fra l’indice e il
-pollice e allontanando le due dita uno dall’altro vi resta frammezzo un
-filo.
-
-
-12. =Mosto.= — Pigiate dell’uva matura e dolce per farne uscire il
-sugo. Passate questo con forza da un tovagliolo, mettetelo al fuoco e
-cuocetelo finch’è ridotto alla metà. Il mosto si può bere coll’acqua ma
-serve principalmente per fare le conserve di frutta. (Vedi Cap. 10).
-
-
-SEZIONE II.
-
-LE BIBITE.
-
- Non essere il primo a provare il
- nuovo.
-
-
-1. =Bibite fatte cogli sciroppi precedenti.= — Due tre cucchiai di
-sciroppo diluiti con acqua calda o fredda possono costituire una bibita
-omogenea, piacevole, e più sana d’un bicchiere di cattivo vino.
-
-
-2. =Limonata= (per una persona). — Prendete 8-10 pezzetti di zucchero,
-strofinateli sulla scorza d’un limone ben lavato finchè la parte gialla
-è quasi tutta scomparsa, mettete questi pezzetti in un bicchiere,
-versatevi sopra il sugo scolato del limone e, mescolando, riempite il
-bicchiere d’acqua.
-
-
-Limonata calda (vedi _thè di limone_).
-
-
-3. =Aranciata= (per una persona). — Come la precedente prendendo un
-arancio invece di un limone. Squisita riesce con un arancio e un limone
-per mezzo litro d’acqua e lo zucchero necessario.
-
-
-4. =Aranciata e limonata gasosa.= — Invece di diluire il sugo
-coll’acqua sola, aggiungetevi oltre qualche cucchiaio d’acqua un po’ di
-Seltz.
-
-
-5. =Agresto.= — Sugo d’uva bianca immatura raddolcito collo zucchero.
-
-
-6. =Uovo alla marsala= (per infermi o per convalescenti). — Sbattete
-in un bicchiere un ovo intero con 2 buoni cucchiai di zucchero pestato
-fino, finchè il composto riesce schiumoso. Versatevi adagio un pochino
-d’acqua (3-4 cucchiai) ma sempre mescolando, poi riempite il bicchiere
-di marsala o di altro buon vino bianco.
-
-
-7. =Latte di gallina.= — Preparate un uovo sbattuto come sopra, ma
-invece d’impiegare acqua o vino prendete latte caldo o freddo.
-
-
-8. =Latte di semi di melone (Semata).= — Pestate 3-4 cucchiai di semi
-di melone in un piccolo mortaio aggiungendo acqua a poco a poco. Quando
-v’accorgete ch’entro il guscio dei semi non vi è più polpa alcuna,
-levate via il latte, che sarà circa un bicchiere, raddolcitelo con
-un po’ di zucchero e servitevene come di bibita rinfrescante. Questa
-semata, prima d’adoperarla, va passata da un pannolino.
-
-
-9. =Acqua d’orzo.= — Fate bollire un cesto (piede) di lattuga con due
-manate d’orzo naturale in due litri d’acqua finchè i grani s’aprono.
-Passate il liquido da un tovagliolo, aggiungetevi quel tanto di miele
-che occorre per raddolcirlo, tenetelo in luogo caldo e servitevene,
-prendendone una tazzina ogni mezz’ora, per le costipazioni di petto.
-
-
-10. =Acqua di riso.= — Fate bollire due ore, con molt’acqua, 250 gr.
-di riso con due tre pezzetti di cannella della regina. Spremete poi
-il liquido da un tovagliolo, raddolcitelo con un po’ di zucchero e
-servitevene per uso astringente.
-
-
-11. =Acqua di pane per persone convalescenti.= — Fate bollire 2-3
-pani bianchi con molt’acqua. Colate poi il liquido da un tovagliolo e
-aggiungetevi, se v’aggrada, qualche cucchiaino di vino o di limonata.
-
- La fretta fa rompere il bicchiere.
-
-
-12. =Grog freddo.= — Mettete 2 cucchiai di zucchero in un bicchiere,
-versatevi sopra acqua fresca e 2-4 cucchiai di rhum.
-
-
-13. =Grog caldo.= — Come sopra, impiegando acqua calda.
-
-
-14. =Vino cotto.= — Mettete al fuoco due litri di buon vino nero
-non troppo dolce, 500 gr. di zucchero tagliato a pezzi, due stecche
-di cannella della regina, 10 chiodi di garofano, la scorza gialla
-e sottile d’un limone. Lasciate bollire il composto circa 40 m.,
-accendete il vino con un pezzetto di carta, quando è spento unitevi il
-sugo del limone, passatelo da un colino e servitelo fumante.
-
-
-15. =Il caffè.= — Per preparare buon caffè e con giusta economia
-occorrono anzitutto fondi ben custoditi in un’apposita pentola di ferro
-smaltato. Oltre a ciò si può aggiungervi un po’ di surrogato (Frank)
-calcolandone un pezzetto come mezza noce per ogni persona. Dunque
-misurerete la quantità di fondi che v’occorre, ponendoli al fuoco in
-una padella e, appena bollono, vi farete sciogliere l’estratto; quand’è
-scomparso allora soltanto vi aggiungerete la polvere di caffè (dai
-5 agli 8 gr. per persona), e quando il liquido ripiglia il bollore,
-lo solleverete due tre volte con un cucchiaio e lo verserete nel suo
-bricco. Il caffè si fa con miglior successo ancora tra la brace, nel
-bricco stesso che si leva via appena esso è all’ordine. Per il caffè
-nero conviene abbondare colla polvere.
-
-Versato che abbiate il caffè dal bricco entro le chicchere,
-risciacquate l’arnese con un po’ d’acqua e versate il fondo entro
-l’apposita pentola, che avrete cura di mettere giornalmente una volta
-al fuoco per farne ribollire il contenuto. Di quando in quando si
-ripulisce la pentola e si raccolgono fondi freschi.
-
-
-16. =Il cacao.= — Il cacao è una bevanda sana e anche abbastanza
-economica per bambini, vecchi e convalescenti. Calcolate per ogni
-chicchera di latte un cucchiaio giusto di zucchero e un cucchiaio
-scarso di cacao, sciogliete lo zucchero e il cacao con un po’ d’acqua
-in una tazzina, poi versateli nel latte bollente lasciandoveli cuocere
-un minuto prima di portare in tavola.
-
- Non esser l’ultimo a metter le cose
- vecchie da parte.
-
-
-17. =La cioccolata.= — Potete calcolare per ogni chicchera dai 15 ai
-20 gr. di cioccolata grattata, che metterete al fuoco con una quantità
-di latte un po’ più abbondante di quanto la chicchera contiene, e
-sbatterete col fuscello 20-25 m. a fuoco moderato.
-
-Se voleste cuocere invece la cioccolata nell’acqua, vi converrebbe
-metterla al fuoco intera con poco liquido, e rimestarla finchè si
-riduce come una pappina, e versarvi poi l’acqua necessaria continuando
-a sbattere. Lo zucchero lo potete aggiungere tanto nella padella, come
-nelle chicchere. Vi sono qualità di cioccolata che non hanno bisogno
-d’essere raddolcite.
-
-
-18. =Thè cinese.= — Mettete in un bricco che chiuda bene un cucchiaino
-per ogni persona di buon thè cinese. Versatevi sopra, mescolando, 2-3
-cucchiai di acqua bollente, possibilmente piovana, poi trascorsi 2-3
-minuti, per ogni persona, una chicchera intera della stessa acqua che
-abbia bollito alcun tempo. Passate il thè da un colino aggiungendovi
-zucchero e latte e, se v’aggrada, una goccia di rhum.
-
-
-19. =Thè di limone.= — Fate bollire la scorza gialla, tagliata
-finissima, di mezzo limone con un quartuccio d’acqua. Scolate l’acqua,
-aggiungetevi un po’ di zucchero, il sugo del mezzo limone e un po’ di
-rhum. Se lo gradite più forte potete impiegare un limone intero.
-
-
-20. =Thè di foglie d’arancio.= — Si versa l’acqua bollente su alcune
-foglie d’arancio, si copre bene la cucuma, e trascorsi 8-12 m. si versa
-dal colino.
-
-
-21. =Thè di tiglio, thè di camomilla.= — Come quello d’arancio,
-impiegando i fiori di queste piante.
-
-
-
-
-CAPITOLO DECIMOSECONDO.
-
-I LIQUORI.
-
- Chi tardi fa i suoi lavori tardi
- raccoglie i suoi liquori.
-
-
-1. =Maraschino casalingo.= — Versate sui noccioli delle amarasche e
-sugli avanzi della loro polpa (vedi pag. 166 «Sciroppo d’amarasche»)
-due litri di buona acquavite. Scuotete spesso la boccia e in capo a 4-5
-mesi filtrate il liquido da un pannolino. Potete aggiungervi anche un
-po’ di cannella e di garofani.
-
-
-2. =Rosolio di vaniglia.= — Mescolate 1/2 litro di buon latte con 1/2
-litro di spirito di vino, mettetevi in fusione un guscio di vaniglia
-e 500 gr. di zucchero che avrete sciolto al fuoco con 1/2 litro
-d’acqua e bene freddato, più la scorza gialla di mezzo limone; dopo
-tre giorni passate il rosolio da una carta da filtro. Essa si trova
-nelle cartolerie, si taglia a quadrati, si piega a guisa di cartoccio
-e s’introduce in un imbuto collocato nel collo d’una bottiglia. Il
-liquore da filtrarsi si versa molto adagio nella carta donde esso
-passerà a goccia a goccia entro la bottiglia. Se la filtrazione si
-sospendesse converrebbe rinnovare la carta.
-
-
-3. =Rosolio di menta.= — Procuratevi in drogheria 8 gr. d’essenza di
-menta _finissima_ e mettetela in fusione in 1/2 litro di spirito. Il
-giorno seguente sciogliete al fuoco chilogr. uno di zucchero in un
-litro d’acqua finchè comincia a essere denso, senza però mutar colore
-(durante la cottura pulirete con una penna gli orli della padella).
-Quando questo sciroppo è freddato, unitelo allo spirito e filtratelo
-come il rosolio di vaniglia.
-
-
-4. =Rosolio di limone.= — Mettete in fusione in 1/2 litro d’acquavite
-buona la scorza gialla tagliata finissima di 3 limoni. Sciogliete al
-fuoco 500 gr. di zucchero in un litro d’acqua, quand’esso è ridotto
-a sciroppo piuttosto denso (non deve però filare, cioè quando vi
-s’immerge la schiumarola e vi si soffia sopra non si devono scorgere
-fili sottilissimi partirsi dalla stessa), versatevi l’acquavite e
-mettete il recipiente, ben coperto, in disparte sul fornello, badando
-che si mantenga molto caldo senza bollire. In capo ad un’ora filtratelo
-come il rosolio di vaniglia. Lo sciroppo va pulito con una penna come
-nella ricetta precedente.
-
- Dove non vedi non ci metter le mani.
-
-
-5. =Rosolio d’arancio.= — Scegliete 3 begli aranci dalla scorza
-grossa rugosa e di color giallo oro, lavateli e guarniteli ciascuno
-con 6 chiodi di garofano. Pestate pure una noce moscata e mettete in
-fusione quest’ingredienti in litri 1 1/3 d’acquavite unendovi
-pure 250 gr. di zucchero. Scuotete ogni giorno il composto. In capo
-ad una settimana, cuocete altri 250 gr. di zucchero con un piccolo
-bicchiere d’acqua finchè prende un bel color d’oro, diluitelo con poca
-acqua calda, levatelo dal fuoco e versatelo entro l’acquavite che poi
-filtrerete, prima da un pannolino e poi dalla carta, come il rosolio di
-vaniglia.
-
-
-6. =Rosolio o acqua di cedro.= — Procuratevi un cedro di media
-grandezza, levatene via la buccia e mettetela 48 ore in fusione in 1/2
-litro di spirito, sciroppate quindi (come indica la ricetta N.º 2) 500
-gr. di zucchero con un bicchiere d’acqua, quand’è denso aggiungetevi
-un altro bicchiere d’acqua, cuocendolo ancora qualche minuto, poi
-versatelo bollente entro lo spirito. Filtrate quindi come il rosolio di
-vaniglia.
-
-
-7. =Rosolio di noci (nocino).= — Raccogliete N.º 39 noci quando sono
-ancora verdi, cioè col mallo e così morbide che si possano passare
-da parte a parte con uno spillo, tagliatele in minuti pezzettini e
-mettetele in fusione in litri uno d’acquavite con 5 chiodi di garofano,
-e 3 pezzetti di cannella della regina, collocando quindi la bottiglia
-al sole o in un luogo caldo e scuotendola ogni giorno. Trascorse 5
-settimane circa aggiungetevi 600 gr. di zucchero pesto, e in capo ad
-altre due settimane filtrate il liquore da un pannolino fitto.
-
- Ogni bello alfine svanisce Ma la
- fama mai perisce.
-
-
-8. =Ratafià di noccioli.= — I noccioli delle frutta si prestano
-quasi tutti a fare liquori casalinghi, specie quelli delle susine nere,
-coltivate, e quelli delle susinette selvatiche, cioè dei _prugnoli_ di
-siepe. Di quelli di ciliegia ci siamo già occupati nel maraschino. Essi
-si possono anche mescolare con quelli di susina in parti eguali.
-
-I noccioli di pesca danno un liquore calmante del quale non si deve
-fare abuso.
-
-Per un bicchiere di noccioli finamente pestati prendete litri uno
-d’acquavite. Uniteli in una bottiglia e collocateli al sole. Trascorse
-6 settimane circa aggiungetevi un po’ di sciroppo di zucchero preparato
-come indica la ricetta N.º 2 e filtrate dalla carta pure a norma di
-essa. Lo sciroppo, volendo, si può omettere.
-
-Questo stesso liquore si fa anche colle sole mandorle, ma riesce meno
-buono.
-
-Alle mandorle di pesca si può aggiungere la buccia fina d’un limone, 2
-gr. di cannella, 1 gr. di _macis_ e 1 di noce moscata. In questo caso
-il liquore si chiama «Persichino».
-
-
-9. =Mistrà.= — Versate in 1/2 litro di spirito 1 gr. d’essenza d’anici,
-1 gr. d’essenza di finocchio, 1 gr. d’essenza di comino. Il domani
-sciroppate (vedi N.º 2) 200 gr. di zucchero con un bicchiere d’acqua:
-freddato che sia, unitelo allo spirito e filtrate il liquore a norma
-della ricetta N.º 2.
-
- Amaro tienlo caro.
-
-
-10. =Amaro.= — Mettete in fusione in litri 1 d’acquavite, 3 gr.
-di corteccia di china, 2 gr. di legno quassio, 12 gr. di radice di
-genziana, 3 gr. di cannella fina, 1 gr. di garofani, una noce moscata
-(piccola) grattata, la scorza tagliata fina di un piccolo limone e di
-un grosso arancio e 3 fogliette d’assenzio. Collocate il composto al
-sole o in luogo caldo e, in capo a 4-5 settimane, passate il liquido da
-un pannolino e unitevi 250 gr. di zucchero sciroppato con un bicchier
-d’acqua secondo le regole indicate al N.º 2. Filtrate pure a norma
-della stessa ricetta.
-
-
-11. =Vino chinato.= — Mettete in fusione 35 gr. di corteccia di china
-calissaia in un piccolo bicchiere d’acquavite. Trascorsi 2-3 giorni
-aggiungetevi un litro abbondante di buon vino nero. Lasciate una
-settimana ancora in fusione, poi filtrate come indica il N.º 2.
-
-
-
-
-CAPITOLO DECIMOTERZO.
-
-I GRASSI.
-
- A grassa cucina, povertà vicina.
-
-
-1. =Il burro.= — Il burro è il più caro dei grassi che necessitano
-in cucina, ma siccome ai giorni nostri esso si falsifica in tutte le
-maniere con danno sicuro della salute, non mette conto di scegliere
-qualità di prezzo troppo inferiore, perchè senza dubbio adulterate ed
-è più proficuo il sostituirvi addirittura la «Margarina» (vedi sotto) o
-il burro vegetale.
-
-Il burro giallo non è sempre grasso ma è spesso colorito
-artificialmente, e il burro troppo duro e friabile contiene senza fallo
-elementi eterogenei.
-
-Gli abitanti dell’Italia settentrionale hanno grande ripugnanza a
-servirsi dello strutto, mentre questo grasso, che si può preparare da
-sè con assoluta garanzia del risultato, nella maggior parte dei casi
-può sostituire efficacemente il burro. Necessita soltanto ch’esso sia
-bollente quando vi si mettono altri ingredienti.
-
-La Romagna, assai scarsa di burro, non esita a introdurre lo strutto in
-tutte le salse e in tutti i condimenti. A Roma si allestisce perfino la
-delicata «Pasta sfoglia» collo strutto.
-
-Da qualche tempo è apparsa in commercio la «Margarina», grasso non
-certo da disprezzarsi, e sotto diversi nomi il «Burro vegetale».
-
- Gran nave, gran pensiero.
-
-
-2. =Il burro di cocco o burro vegetale.= — Esso serve a sostituire
-senza danno alcuno delle vivande e con vantaggio degli stomachi
-delicati il burro di latte animale, premesso sempre che questo prodotto
-non sia adulterato, perchè pur troppo l’onestà del commercio si fa
-sempre più dubbia.
-
-Il burro di cocco costa la metà circa dell’altro e sembra uno strutto
-fino lucido e quasi trasparente. Per i dolci non è consigliabile,
-ma si può adoperare in moltissimi cibi. Si deve tuttavia osservare
-che ne occorre sempre una quantità maggiore del burro, oltre a ciò
-conviene metterlo al fuoco freddo con gli altri ingredienti, perchè
-rosolato piglia qualche volta un sapore poco gradevole. Quindi non lo
-consiglierei mai per condire la pasta.
-
- L’assai basta, il troppo guasta.
-
-
-3. =Il burro cotto. Maniera di prepararlo.= — Se avete burro in
-abbondanza e non così fresco da poterlo conservare nei vasi (vedi
-conservazione del burro), mettetelo al fuoco in un grande paiuolo
-e fatelo sciogliere lentamente, badando di non lasciarlo bollire,
-e aggiungendovi alcuni pezzetti di pane, a cui spetta l’ufficio di
-assorbire le parti impure. Quand’esso vi apparirà trasparente come
-l’olio, passatelo adagio adagio (dopo averlo schiumato se occorresse)
-da un pannolino rado, entro un vaso di terra cotta e inverniciata,
-dove si raffredderà (e dove potrete conservarlo parecchi mesi coperto
-con una carta), badando che non esca dal paiolo la feccia, colla quale
-ammannirete il becchime per i polli.
-
-Il burro cotto si può adoperare per carni, per verdure, anche misto col
-burro fresco, per qualche pasta di lievito.
-
- Non cercar miglior pane che di
- grano.
-
-
-4. =Lo strutto di maiale. Maniera di prepararlo.= — Lo strutto, del
-quale si fa sì grande uso nelle Romagne e a Roma stessa dove il burro
-manca o si vende a caro prezzo, è fatto interamente col grasso di
-maiale, e per la buona qualità dei maiali riesce sì squisito da poterlo
-adoperare, senza paura, invece del burro per paste dolci, paste frolle,
-sfogliate ecc. ecc.
-
-Se bramate preparare dello strutto perfetto vi procurerete del grasso
-di maiale, quello del dorso, la membrana che involge l’intestino, i
-ritagli di lardo che non si salano, e dopo una minuziosa lavatura,
-taglierete tutto in minuti pezzetti che collocherete in un grande
-paiolo o calderone con mezzo litro di acqua circa per 10 chilogr. di
-grasso, esponendoli a fuoco dolce. Rimestate un pochino e, quando il
-grasso comincia a sciogliersi, ravvivate il calore. Vi sono delle parti
-nel grasso che non possono fondersi ma che si cuociono. Badate che
-questi pezzettini, che si chiamano siccioli e che servono a preparare
-diverse gradite vivande, non diventino rossi, altrimenti lo strutto
-sarebbe passato di cottura. In genere potrete riconoscerne il giusto
-momento quando dal paiuolo non si innalzerà più alcun vapore. Procedete
-allora come col burro cotto, versando il grasso fuso in alcuni vasi di
-terra inverniciata o di porcellana ordinaria, e badando d’empirli fino
-all’orlo, perchè lo strutto nel condensarsi diminuisce di volume. Esso
-dev’essere bianco e appetitoso.
-
-V’ha l’usanza in certi luoghi d’unire al grasso una cipolla o due
-che poi si levano, ma è cosa poco pratica, perchè lo strutto si
-può adoperare per vivande a cui il sapore di cipolla riuscirebbe
-molesto. Potete fare lo strutto anche senza il lardo. Nelle provincie
-dell’Italia settentrionale usano unire al grasso di maiale del grasso
-d’arnione di vitello o di manzo, e di mescolare i grassi in tre parti
-eguali.
-
- Meglio minuzzoli con amore che polli
- grassi con dolore.
-
-
-5. =Lo strutto di manzo e di vitello.= — Prendete parti eguali di
-grasso di arnione di manzo e di arnione di vitello e procedete come
-nella ricetta precedente aggiungendovi invece dell’acqua un po’ di
-latte.
-
-
-6. =Il midollo di manzo.= — Il midollo può servire per vari condimenti
-e per fare gnocchi, risotti ecc. ecc. Esso si depura prima nell’acqua
-fresca, quindi nella tiepida finchè ha perduto ogni traccia di
-sangue, poi si scioglie molto adagio in una cazzarolina, oppure in
-una chicchera, che si porrà al fuoco entro una padella piena per metà
-d’acqua bollente, cioè a bagno maria, in fine si passa da un colino per
-il caso che vi fossero rimasti degli ossicini.
-
- Tutti i fiori non sanno di buono.
-
-
-7. =I grassi economici.=
-
-_Grasso delle carni crude._ — Prima di cuocere le carni levate via
-tutto il grasso superfluo, tanto se si tratta di manzo come di vitello
-o di maiale (l’agnello e il montone danno un grasso meno buono che sa
-un poco di sugna), lavatelo bene, mettetelo in una tegghina, copritelo
-di latte, fatelo sciogliere a fuoco lento, rimestandolo, passatelo allo
-staccio e riponetelo in piccoli vasi. Ottimo per friggere e per condire
-verdure andanti.
-
-_Grasso del brodo._ — Quando il brodo è freddo, levategli la crosta
-di grasso che si sarà formata sulla sua superficie, scioglietela con
-un po’ di latte e riponetela in piccoli vasi. Questo grasso serve
-benissimo per rosolare le verdure colle quali si prepara il _consommé_.
-
-
-8. =L’olio per friggere e per condire.= — Esso serve egregiamente e, se
-è buono, dà un ottimo sapore alle carni e alle verdure, ma in massima
-dev’essere molto caldo, come lo strutto, quando vi si mettono altri
-ingredienti.
-
- Aiuta i tuoi e gli altri se tu puoi.
-
-
-9. =Il lardo.= — Ottimo condimento di certe verdure e di certe carni
-che si può preparare anche in casa (vedi Cap. 16).
-
-
-
-
-CAPITOLO DECIMO QUARTO.
-
-LE CONSERVE DI VERDURE E LA MANIERA DI CUSTODIRE LE DERRATE ALIMENTARI.
-
- Non lasciare il poco per l’assai,
- che forse l’uno e l’altro
- perderai.
-
-
-1. =Peperoni sotto l’aceto.= — A questo scopo si scelgono generalmente
-piccoli peperoni, si mozza loro il gambo, si lavano, si fanno asciugare
-e un pochino appassire, poi si collocano in una pentola, a strati,
-spolverizzandoli di sale in abbondanza e, quando la pentola è colma, vi
-si versa sopra dell’aceto freddo, fortissimo, e si copre ogni cosa con
-una carta e con un tondino di legno, a ciò i peperoncini non marciscano
-venendo a galla e sporgendo dal liquido. Di tratto in tratto conviene
-esaminarli e mescolarli con un cucchiaio di legno. Essi si possono
-gustare in capo a 6-8 settimane. Volendo renderli più morbidi non avete
-che a farvi un taglio per il lungo nella punta. Se l’aceto diventasse
-debole e torbido converrebbe cambiarlo. V’è chi leva ai peperoni anche
-il piccolo calice verde.
-
-
-2. =Cetrioli sotto l’aceto.= — Vi sono gli appositi cetriolini
-per quest’uso, non più lunghi di un dito mignolo. I cetrioli un
-po’ appassiti che siano, si lavano con uno spazzolino, poi si
-accomodano bene gli uni accanto agli altri in una pentola di terra
-spolverizzandone ogni strato di sale. Quindi si coprono d’aceto
-mantenendoli fermi con un coperchietto di legno. Se vi aggrada, potete
-unirvi qualche grano di pepe, qualche cipolletta, sovratutto una manata
-di serpentaria, se la coltivate nell’orto. I cetrioli si gustano in
-capo a tre mesi. Se v’occorressero prima, vi converrebbe farli bollire
-nell’acqua salata e molto acidulata d’aceto, prima di riporli nei vasi
-e di coprirli d’aceto crudo con qualche po’ di sale ancora.
-
- Ben dire val molto, ben fare passa
- tutto.
-
-
-3. =Cipolle sotto l’aceto.= — Sceglietele piccole molto e tutte
-eguali, mondatele e mettetele in un boccale con un pugno di sale e col
-solito aceto forte e freddo. Se le adoperaste presto vi converrebbe
-_scottarle_ un paio di minuti nell’acqua bollente.
-
-
-4. =Altre verdure sotto l’aceto.= — Sono molte le verdure che cotte o
-crude si possono mettere sotto l’aceto come i peperoni e i cetrioli.
-Fra le verdure cotte noteremo le patate, che si tagliano a dadi, i
-broccoli e i cavolfiori, che si dividono a grumoletti, le barbabietole,
-che si affettano (esse danno il colore rosso a tutta la miscela), le
-carote, che si riducono pure a fette, i fagioli in erba, i fagioli
-sgranati, i pomidori piccoli verdi, immaturi, che appena lessati si
-guerniscono di spezie, il sedano ecc. ecc. Fra le verdure crude i
-grumoli dei cavoli cappucci, tagliati a fette, le pannocchiette piccole
-di granturco, che hanno la virtù di rendere forte l’aceto, il rafano, i
-ramolacci, i ravanelli, le ciliegine immature ecc. ecc.
-
-Le erbe odorose, fra cui a preferenza la serpentaria, l’erba cipollina
-e i grani di pepe danno a queste verdure sotto l’aceto un gusto più
-gradevole.
-
-
-5. =Funghi sotto l’aceto.= — Servono particolarmente a questo scopo
-i piccoli funghi del pino (Agarici deliziosi) e le «brise» (boleti)
-giovanissime. Ai primi si mozza il gambo, nei boleti si pulisce
-soltanto. Questi funghi vanno poi cotti in parti eguali d’acqua e
-d’aceto forte con 2-3 cipollette, pepe e sale in abbondanza. Dopo 30
-m. circa di bollitura si fanno sgocciolare, si collocano in vasi di
-vetro o in pentolini di terra, vi si versa sopra dell’aceto puro e
-forte bollito e freddato, e si coprono d’olio o di grasso sciolto (un
-dito circa). I vasi vanno chiusi con carta forte e conservati in luogo
-fresco.
-
- La mano che dà raccoglie.
-
-
-6. =Pomidori in conserva.= — Esistono molti metodi per conservare i
-pomidori, ma quasi tutti poco vantaggiosi all’economia. Uno dei più
-semplici è il seguente:
-
-Fate bollire lungamente dell’acqua pura, quand’è fredda mescolatevi
-una quantità di sale sufficiente perchè essa possa portare un uovo a
-galla (conviene far la prova), disponete quindi in una pentola dei bei
-pomidori maturi, sani, puliti, lavati e asciugati, copriteli coll’acqua
-salata freddata e fate colare su questa uno strato di grasso sciolto.
-S’intende che non si devono lasciar trascorrere lunghi mesi senza
-adoperare questi pomidori, che si considerano come freschi dopo averli
-fatti giacere qualche ora nell’acqua pura per levar loro il sale.
-
-Se volete allestire invece della salsa densa, prendete pomidori
-molto maturi, divideteli a metà, spremetene coi semi il sugo acquoso,
-pigiateli un poco in una pentola di ferro smaltato o in un brentino di
-legno lasciandoveli fermentare 24 ore. Passateli quindi con forza allo
-staccio e raccogliete il passato in una salvietta grossa che avrete
-stesa, legandola con delle cordicelle ai quattro piedi d’una sedia
-rovesciata. Sottoponete al tovagliolo una terrina per raccogliervi il
-liquido che adopererete al momento. Quando nella salvietta rimane la
-sola parte densa, raccoglietela, mettetevi un terzo del suo peso di
-sale e riponetela ben coperta in piccoli vasetti per poi servirvene
-all’occasione.
-
-Chi ha la fortuna di poter coltivare un orto non dimentichi la qualità
-di pomidori «Principe Umberto» i quali si possono raccogliere colla
-pianta stessa e appendere ad un chiodo in cucina dove si conservano
-parecchio tempo.
-
- Colla pazienza s’acquista scienza.
-
-
-7. =Fagiolini verdi in conserva.= — Prendete dei fagioli giovani,
-levate loro il filo, collocateli a strati in una pentola di terra
-inverniciata o in un recipiente di pietra con un pugno di sale per
-ogni strato. Collocatevi sopra un peso e lasciateli in luogo fresco.
-Riempito che sia quasi per intero il vaso, coprite i fagiolini d’olio.
-L’acqua che si forma li conserva. Quando volete servirvene, metteteli
-alcune ore nell’acqua fresca per levar loro il sale.
-
-
-8. =Fagiolini seccati.= — Levate il filo ai fagiolini, scottateli tre
-volte nell’acqua bollente gettandoli poi sempre nell’acqua fredda,
-asciugateli bene con dei pannolini, collocateli a forno dolce e fateli
-lentamente seccare.
-
- Chi vuol ben parlare ci deve ben
- pensare.
-
-
-9. =Maniera di conservare:=
-
-_Le verdure._ — Se possedete un orto e avete delle verdure da riporre
-per l’inverno conservatele in cassettine di legno, ben coperte di
-sabbia. La sabbia che vi può servire tutti gli anni deve essere lavata
-finchè non vi rimanga traccia di terra e asciugata al sole. Questo per
-le radici. I cavoli, le verze si conservano uno discosto dall’altro su
-assicelle, colla radice rivolta all’ingiù.
-
-Le patate si seppelliscono sotto uno strato di 15 cent. di terra.
-
-_Le noci e le nocciole._ — Qualche giorno dopo che fu tolto loro il
-mallo o l’involucro si asciugano alcune ore al sole, poi si ripongono
-in piccoli sacchi.
-
-_Le castagne._ — Tolte che siano dal riccio si lasciano asciugare
-finchè cominciano a mutar colore. Allora si mettono in una cassa, si
-coprono, e si collocano in cantina.
-
-_Le pesche._ — Esse si conservano qualche tempo se si sprofondano
-nell’orzo o nel frumento asciutto.
-
-_Le pere e le mele._ — Le frutta da conservarsi si devono cogliere
-assolutamente in un giorno molto asciutto e con una parte dello stelo.
-Le mele si lasciano alcuni giorni ammucchiate, poi si dispongono come
-le pere, che non vanno ammucchiate, sui graticci, in un luogo asciutto
-e un po’ discoste le une dalle altre. Di tratto in tratto conviene
-esaminarle, adoperare gli esemplari che minacciano di guastarsi,
-scartare quelli che fossero già guasti.
-
-_La farina._ — La farina, se è di fresco macinata, si stende su una
-tovaglia in luogo arieggiato, trascorso qualche giorno si ripone
-nell’apposita madìa che si tiene aperta.
-
-_L’orzo._ — Come sopra.
-
-_Il latte._ — Il metodo più sicuro di conservare il latte è la
-scrupolosa nettezza degli utensili che devono contenerlo. Tuttavia, se
-entro l’estate non aveste un luogo abbastanza fresco per riporlo, vi
-mescolerete per ogni litro una presina di _acido salicilico_ (si trova
-nelle drogherie).
-
-_Il burro._ — In inverno si mette sopra un tagliere di legno, in estate
-nell’acqua rinnovandola ogni giorno.
-
-_Il brodo._ — Si conserva alcuni giorni facendolo bollire ogni sera.
-
-_Le carni._ — Senza lavarle affatto, si salano un poco, si pigiano in
-una pentola e vi si mette sopra una carta e un sasso pesante.
-
-_Le salumerie, salsicce, salami ecc._ — Appesi al soffitto in un locale
-asciutto.
-
- L’uomo lento non ha mai tempo.
-
-
-10. =Maniera di preparare i cavoli acidi (crauti).= — Procuratevi
-dei cavoli cappucci di buona qualità, levatene via le foglie grosse,
-tagliate tutto il resto a minutissime striscioline (vi è la macchina
-apposita a questo scopo). Collocate sul fondo d’un mastello, munito
-d’un foro e d’un tappo, uno strato di foglie intere, poi uno strato
-di striscioline e uno di sale e di spezie regolandovi con queste
-proporzioni: per chilogr. 50 di cavoli gr. 500 di sale, mezzo gr. di
-zafferano e 250 gr. di comino, il tutto misto, lo zafferano sciolto
-con un po’ d’acqua. Riempito in tal modo il mastello, mettete sopra
-i cavoli un pezzo di tela, un coperchino di legno e un grosso peso
-e collocateli in un luogo asciutto e fresco. Quando comincia a
-formarsi la salamoia, lasciatela scorrere fuori dal foro, e tornatela
-a versare sui cavoli, continuando così tutti i giorni finchè l’acqua
-comincia a sorpassare il coperchio. Allora desistete, ma se venisse a
-galla un po’ di schiuma, affrettatevi a levarla. In capo a due mesi
-potete cominciare a servirvi dei cavoli, prendendo quelle porzioni
-che vi occorrono e spremendone sempre il liquido che deve restare
-nel mastello. La tela che si trova sotto il coperchio si lava ogni
-settimana e si ripone al suo posto bene asciutta.
-
-
-
-
-CAPITOLO DECIMOQUINTO.
-
-ERBE UTILI A COLTIVARSI PER CHI POSSIEDE UN ORTO.
-
- Il miglior podere è un buon
- mestiere.
-
-
-Se un piccolo orto costituisce una fonte di risparmio e di benessere,
-non è soltanto per le verdure che vi si coltivano, ma anche per le erbe
-svariate che possono servire a quelle di contorno e che si prestano a
-insaporire molti cibi, fornendo altresì buon numero di semplici rimedi
-casalinghi. Le più comuni sono le seguenti:
-
- _Absinzio_ per la virtù tonico-amara delle sue foglie.
- _Aneto_ per dar sapore al brodo.
- * _Basilico_ per condire la pasta coll’olio, ecc. ecc.
- _Borrana_ per uso d’insalata.
- * _Camomilla_ per preparare il thè calmante.
- _Cerfoglio_ per dar sapore al brodo e agl’intingoli.
- _Dittamo_ cretico per uso medicinale.
- * _Erba acciuga_, vedi salvia.
- » _bianca_ (artemisia volgare) per dare il piccante alle
- frittate.
- » _brusca_ (acetosa) per dare il piccante alle minestre.
- » _cipollina_ per dare il sapore di cipolla all’insalata, alle
- salse ecc. ecc.
- » _San Giovanni_ (iperico) per uso medicinale.
- » _San Pietro_ (tanaceto) come l’«erba bianca».
- _Issopo_ per aromatizzare l’aceto ecc. ecc.
- _Lavanda_ (spigo) per dar profumo alla biancheria.
- * _Maggiorana_ per aromatizzare gli intingoli e le salumerie.
- _Malva_ per usi medicinali.
- _Melissa_ per fare l’acqua calmante.
- _Menta romana_ per friggersi.
- » _silvestre_ per fare la salsa e per dare il piccante ai
- carciofi.
- _Pimpinella_ per dar sapore al brodo.
- _Porcellana_ per uso d’insalata.
- * _Prezzemolo_ per usi svariatissimi.
- _Rafano_ (cren) per adoperarne la radice.
- * _Ramerino_ per insaporire le carni.
- _Regamo_, sorta di maggiorana perenne, per insaporire gl’intingoli.
- _Ruchetta_ per uso d’insalata.
- _Ruta_ per la virtù amara delle sue foglie.
- * _Salvia_ per insaporire le carni e gli uccelli.
- * _Santoreggia_ (peverella) per insaporire carni, erbaggi, specie
- i fagioli.
- _Sclarea_ (salvia) per dar sapore al vinello.
- * _Serpentaria_ per dare il piccante agli erbaggi sotto l’aceto.
- * _Timo_ per intingoli, salse e salumi.
-
- NB. Gli asterischi indicano le piante utili o necessarie.
-
-
-
-
-CAPITOLO DECIMOSESTO.
-
-COME S’IMPIEGA UN MAIALE E MANIERA DI SALARE LE CARNI DI MANZO E DI
-VITELLO.
-
- Lagrime di donna, fontana di
- malizia.
-
-
-Le famiglie che hanno la fortuna di poter allevare un maiale con buon
-successo, trovano una grande fonte d’economia. Nessuna parte di questo,
-all’apparenza, ignobile animale rimane infruttuosa.
-
-I peli del maiale servono, se lunghi, come setole per i calzolai; coi
-corti si fanno spazzole per lucidare gli stivali. Per staccarli bene
-dalla cotenna occorre tuttavia bagnare il maiale appena macellato
-con l’acqua bollente, ma ciò nuoce alla bontà della carne. Taluni
-rinunziando ai peli li abbrustiano con un mazzetto di paglia accesa,
-insistendo presso i piedi onde poterne staccare le unghie, poi, lavato
-che sia il maiale coll’acqua calda (non bollente) lo risciacquano
-coll’acqua fredda.
-
-Questa operazione esige grandi cure.
-
-Il sangue del maiale serve a fare i sanguinacci (vedi più oltre N.i 1 e
-2).
-
-La cotenna (i salumieri l’adoperano come ingrediente dei cotichini);
-se non rimane unita al lardo, si mette come condimento negli ortaggi e
-nelle minestre.
-
-Il lardo (quando non si voglia scioglierlo insieme al grasso) si sala e
-qualche volta anche si fa affumicare. Così la ventresca in cui vi sono
-delle parti magre.
-
-Il grasso che non occorre per i salati, si scioglie a norma della
-ricetta N.º 4 pag. 178.
-
- Dal frutto si conosce l’albero.
-
-I _siccioli_, o rimasugli del grasso, servono per fare un saporito
-tortino o per condire la polenta (vedi ricetta N.º 3 pag. 41).
-
-Il grasso dei visceri, sciolto, costituisce la sugna.
-
-Il capo del maiale serve a fare la Coppa alla romagnola, le mascelle
-salate (vedi più oltre ricette N.º 3 e 8), oppure si sala colle altre
-carni.
-
-Col capo, colla cotenna e colla coppa del maiale si fanno anche i
-cotichini, colle zampe i famosi zamponi ripieni di carne ecc., ma
-questi sono cibi costosi.
-
-La lingua si sala, ma si può cuocere anche a lesso.
-
-Le orecchie si possono allestire separatamente dal resto del capo (vedi
-pag. 83 ricetta N. 77).
-
-I piedi si preparano a norma della ricetta N.º 78 pag. 83, oppure si
-fanno cuocere nei cavoli, nelle rape, nel _Sauerkraut_ (crauti).
-
-Il codino si cuoce pure negli erbaggi.
-
-Il cervello s’impiega come quello degli altri animali, il fegato, i
-polmoni, il cuore, gli arnioni si allestiscono in diverse maniere e
-si devono consumare poco tempo dopo che il maiale è macellato; v’è
-tuttavia chi fa cuocere il fegato nel grasso e coperto di grasso lo
-conserva, oltre a ciò i tedeschi preparano col fegato e col cuore un
-genere di salumeria da loro molto ricercato.
-
-Le due coscie si possono vendere per fare prosciutti, ma esse vanno
-tagliate con una certa abilità badando che la pelle sopravanzi dalla
-carne e che non venga intaccato l’osso che entra nell’anca, altrimenti
-i prosciutti non si conserverebbero. Cogli avambracci del maiale
-disarticolati alla spalla si possono fare prosciutti piccoli, ma non è
-cosa nè utile, nè economica.
-
-Le altre parti carnose del maiale, qualora non servano a preparare
-salsicce, lucaniche e salame, si salano. Ottima a salarsi è la lombata
-o parte del dorso.
-
-Le trippe e lo stomaco rovesciato e raschiato dalla pelle interna si
-allestiscono come le trippe di manzo (vedi pag. 19) e si possono anche
-preparare in umido come quelle di vitello (vedi pag. 71). In parecchi
-luoghi si scelgono i budelli più belli per insaccarvi il rimanente
-delle trippe (vedi ricetta N.º 4). Essi vanno diligentemente lavati con
-acqua calda e fredda più volte e poi raschiati colla massima cura.
-
-Finalmente gli ossi si fanno cuocere colla minestra di riso o meglio
-d’orzo, ma esigono stomachi forti.
-
- Lo sparagno è il primo guadagno.
-
-
-1. =Sanguinacci.= — Quando il maiale è macellato conviene raccoglierne
-diligentemente il sangue in un catino e poi smuoverlo qualche tempo
-con un bastoncello a ciò, freddandosi, esso non faccia troppi grumi.
-Durante quest’operazione potete versarvi 2-3 cucchiai d’olio. Si passa
-quindi il sangue da un crivello onde lasciar da parte i bozzoletti che
-vi si trovano, vi si aggiungono due litri di latte in cui si avranno
-sfatti (cominciando con pochi cucchiai) 400-500 gr. di farina di
-frumento (certuni la fanno arrostire nel grasso di maiale, però non
-tanto che arrossi), 2-3 cucchiai di cipolle trite finissime e rosolate
-con abbondante strutto, alcuni cucchiai di mandorle o di pinoli o di
-noci pestate fine, il sale che occorre e droghe a piacere. Introducete
-poi mediante l’apposito imbuto (che vi farete prestare da qualche
-salumiere) il composto nei budelli più regolari del maiale stesso,
-che avrete lavati diligentemente nell’acqua corrente, poi nell’acqua
-calda e nella fredda daccapo e molto bene puliti e raschiati in modo
-che restino trasparenti, legate questi budelli a regolari distanze con
-uno spago fino, metteteli al fuoco nell’acqua fredda e, appena essa
-comincia a gorgogliare, foracchiateli con uno spillo: se non danno più
-traccia di sangue sono cotti. Lasciateli freddare sopra un tagliere,
-poi all’occorrenza tagliateli a fette e cuocete queste ai ferri o in
-tegghia con del grasso di maiale.
-
-Per fare i sanguinacci occorre lavorare in luogo caldo a ciò il sangue
-non si coaguli. Chi vuol fare sanguinacci migliori aggiunge subito il
-latte al sangue e omette la farina.
-
- Chi non vede il fondo non passi
- l’acqua.
-
-
-2. =Sanguinacci più fini, col riso.= — Questi sanguinacci sono meno
-economici ma migliori dei precedenti. Per il sangue di un maiale
-ordinario calcolate due litri di latte e fatevi cuocere 120 gr. circa
-di riso, tagliate una decina di cipolle a fette, mettetele al fuoco con
-un po’ d’acqua e un po’ di burro, riducetele come una pappina, unitele
-mescolando al sangue e al riso intiepidito aggiungendovi circa 600 gr.
-di grasso crudo di maiale tagliato fino, più sale, pepe, prezzemolo
-e altre erbe, come timo e maggiorana, queste ultime rosolate in una
-padella prima di pestarle (in tutto, col prezzemolo 60-70 gr.) inoltre
-quelle spezie che più v’aggradano. Procedete quindi come indica la
-precedente ricetta.
-
-Per giudicare se la quantità del sale e delle spezie è sufficiente,
-cuocete un cucchiaio di composto in una padella finchè prende un colore
-scuro e assaggiatelo per correggerne i difetti. Tanto il sale come
-le droghe devono sembrare quasi troppo abbondanti perchè durante la
-cottura essi scemano d’efficacia.
-
-Questi sanguinacci si mettono poi al fuoco nell’acqua bollente e vi si
-cuociono una decina di minuti.
-
-
-3. =Coppa di maiale alla romagnola.= — Spaccate a metà la testa di
-maiale, estraetene gli occhi e il cervello e asportatene le guance
-(parte grassa), mettetela quindi nell’acqua limpida per mezz’ora
-almeno, lavandola poi per bene a ciò tutte le particelle di sangue
-raggrumato vengano tolte via. Fatela quindi bollire alcune ore in
-una caldaia, con acqua pura, finchè la carne si stacca facilmente
-dall’osso. Se volete avere una coppa magra dovete aggiungere alla
-testa dei pezzi di muscolo della spalla o d’altre parti del maiale.
-Separate la carne dall’osso badando che non ve ne resti nemmeno un
-pezzettino. Praticate quindi dei tagli nei pezzi più grossi per poterla
-bene insaccare e, mentre è ancora calda, procedete al condimento
-nelle seguenti proporzioni: sale pesto fino gr. 50, pepe rotto gr.
-3 1/2, spezie miste gr. 3 1/2, carne gr. 1000. La quantità
-del pepe e delle spezie può variare secondo i gusti. Mescolate tutto
-insieme, procedete quindi all’insaccamento, operazione che richiede
-l’intervento di due persone. Vi sarete procurato allo scopo dei budelli
-di bue del diametro di 7-11 centim. lavati con acqua tiepida e poi
-risciacquati con la massima cura. Legate il budello a uno dei suoi capi
-e, di mano in mano che v’introdurrete la carne, foracchiate con una
-forchetta o con un punteruolo la parte che si va riempiendo e fatevi
-dei massaggi perchè l’aria e l’acqua escano. Finita l’insaccatura
-legate strettamente il budello nella sua parte superiore, praticate
-quindi con uno spago la legatura traversale allacciata ad uno spago
-longitudinale. Applicate finalmente uno spago libero di rinforzo e
-sostegno e appendete la coppa all’aria libera. Raffreddata che sia
-pulitela esternamente, con un canevaccio, dall’untume che vi sarà
-rimasto. Dopo tre giorni potete cominciare a tagliarla.
-
-Questa coppa si conserva soltanto nella stagione fresca.
-
- La pigrizia è la chiave della
- povertà.
-
-
-4. =Trippe insaccate.= — Si scelgono i budelli più grandi e più
-regolari del maiale e, lavati e preparati che siano come indica la
-ricetta n.º 1, si mettono da parte. Si tagliano quindi con le forbici
-in lunghe liste gli altri budelli unendovi, se fosse possibile, delle
-trippe di vitello freschissime, poi si mettono nel sale, misto di
-spezie a piacere, vi si versa sopra qualche cucchiaio di vino bianco e
-si lasciano giacere 3-4 giorni in questa marinata. Si riuniscono quindi
-con cura le listarelle, si legano a metà, si ripiegano e s’introduce
-l’estremità dello spago nel budello che deve servire da sacco, poi si
-lega strettamente quella bocca del budello che si trova più prossima
-alla legatura delle listarelle e, tenendo lo spago con una mano,
-coll’altra vi si rovescia sopra come un guanto il budello praticandovi
-un’ultima legatura in fondo.
-
-Queste trippe insaccate vanno poi cotte circa quattro ore nell’acqua
-drogata con sale, spezie, foglie di lauro ed erbaggi a piacere. Cotte
-che siano, si sottopongono ad un peso fra due assicelle, per prepararle
-poi all’occorrenza ai ferri. Affumicate si conserverebbero qualche
-mese, mentre così possono durare 2-3 settimane al più, e sempre in
-tempo d’inverno.
-
- Grassa cucina, magro testamento.
-
-
-5. =Salsicce di maiale.= — I budelli del maiale, essendo troppo grandi
-per fare la salsiccia, vi converrà prenderli di castrato. Ricordatevi
-sempre la necessità d’una scrupolosa lavatura. Il composto della
-salsiccia si fa con queste proporzioni:
-
-Chilogr. 2 di carne di maiale, 500 gr. del suo grasso crudo, 60 gr. di
-sale, 2 gr. di cannella in polvere, 9 gr. di tamaro (spezie riunite),
-2 gr. di badiana, acqua 1/16 di litro, se v’aggrada un po’ di formaggio
-di grana. La carne, il grasso e il formaggio si macinano insieme in una
-macchina dai fori grossi perchè non devono essere ridotti a poltiglia,
-poi vi si aggiungono il sale, le spezie e l’acqua, e rimestata bene
-ogni cosa, s’insacca il composto nei budelli dando loro una stretta
-sicura collo spago fino di otto in otto centimetri. Queste salsicce
-s’impiegano fresche, vedi pag. 85.
-
-Per la macchina da tritare la carne e per l’imbuto che occorrono vi
-converrà rivolgervi a qualche macellaio o salumiere. Nelle città non è
-cosa facile ad ottenersi, nei paesi invece l’aiuto viene più spontaneo.
-
-
-6. =«Lucaniche» di maiale.= — Prendete carne di maiale magra e grassa,
-sottraetene la parte magra che deve abbondare assai e aggiungetevi il
-25% del suo peso di buona carne di manzo, unitela quindi al grasso e al
-lardo, pesate ogni cosa e per chilogr.
-
-8.40 di questo composto preparate 250 gr. di sale, 10 gr. di salnitro,
-30 gr. di pepe pesto, 15 gr. di polvere di garofani, 30 gr. di aglio
-pesto fino. Riducete tutti gl’ingredienti (vi sono macchine apposite)
-in una poltiglia uniforme, introducete questa in budelli di maiale
-non troppo grossi lavati diligentemente come indica la ricetta N.º 1,
-legandoli a regolari distanze collo spago.
-
-Queste salsicce, che si gustano poi crude o cotte a piacere nei cavoli,
-non si affumicano ma si asciugano alcun tempo in una camera, dove si
-lasciano penetrare i raggi del sole e si fa fuoco alternativamente. Per
-questa operazione delicata conviene ricorrere a gente del mestiere.
-
- Troppo dormire fa impoverire.
-
-
-7. =Salame di maiale.= — Come il composto delle lucaniche nella
-precedente ricetta, soltanto prenderete il 30% della carne magra di
-maiale, di carne di manzo, ometterete i garofani e sostituirete il pepe
-granito al pepe pesto.
-
-_Oppure:_ Proporzioni: carne magra di maiale (della migliore) chilogr.
-2, grasso di maiale gr. 400, sale gr. 66, salnitro gr. 4, pepe gr. 6,
-aglio pestato finissimo gr. 12.
-
-Tanto per il primo come per il secondo di questi composti, ch’è
-più fino, si procede a norma della precedente ricetta insaccando la
-poltiglia coll’apposito arnese entro budelli più o meno grandi di bue
-o di maiale preparati colla massima diligenza. La lunghezza dei salami
-varia a piacere. Le estremità vanno legate con gran cura. Per asciugare
-i salami serviranno le regole della precedente ricetta.
-
- Assai sa chi non sa, se tacer sa.
-
-
-8. =Modo di preparare i siccioli (grassoli) di maiale alla romagnola.=
-
-I siccioli si allestiscono coi cascami grassi del maiale, i quali
-tagliati a pezzi e ben salati si fanno cuocere in un paiolo a lento
-fuoco. Quando coloriscono e quando il grasso che ne cola comincia a
-fare un piccolo rumore caratteristico si mettono in un sacchetto di
-tela rada per spremerne l’unto soverchio, ottenendo così una specie di
-tortino saporitissimo che si gusta poi colla polenta. Col grasso colato
-si fa lo strutto.
-
-
-9. =Mascelle di maiale salate.= — Procuratevi due mascelle di maiale
-col loro osso e per ogni chilogrammo del loro peso prendete 60 gr. di
-sale e 5 di salnitro che mescolerete unendovi un buon pizzico di spezie
-miste, pestate non troppo fine. Soffregate colla metà di questa miscela
-le mascelle, e, dopo averle collocate in una catinella, versategliene
-sopra l’altra metà, copritele quindi con un forte peso. Trascorse due
-settimane circa, mettete le mascelle in molle e dopo 24 ore cuocetele
-finchè sono morbide nell’acqua che aromatizzerete più o meno a piacer
-vostro.
-
-
-10. =Modo di salare la carne di maiale.= — Per 10 chilogr. di carne di
-maiale, calcolate 500 gr. di sale e 50 gr. di salnitro. Mescolate bene
-il sale e il salnitro, unitevi una discreta quantità di pepe, e con
-tale miscela soffregate molto bene le carni. Disponete poi queste in un
-brentino di legno provveduto di un esattissimo coperchio, badando di
-comprimerle in modo che non vi restino vani frammezzo, spolverizzate
-l’ultimo strato di sale, copritele con diligenza aggiungendo ancora
-un forte peso, per esempio una grossa pietra. Versate fuori tutti i
-giorni l’acqua che manda la carne e rimettetegliela sopra di bel nuovo.
-Quest’operazione sarà facilitata, se il brentino avrà un foro munito
-di tappo presso al fondo. In capo a 10 giorni affumicate la carne come
-dicemmo nelle precedenti ricette, e se disponete d’un largo camino,
-appendetevela per pochi giorni.
-
-Se aggiungerete al sale erbe trite, come timo e maggiorana e un po’ di
-pimento, la carne riescirà migliore, un po’ di zucchero pesto le farà
-mantenere un bel colore rosso.
-
-Potete salare in questo modo la lingua del maiale, le parti del ventre
-e del petto, il capo ecc. ecc. Le gambe davanti, il capo, la coppa,
-il collo dove fu ferito l’animale, si conservano meno a lungo del
-rimanente.
-
- Tanto va la gatta al lardo finchè ci
- lascia lo zampino.
-
-
-11. =Maniera di salare il lardo.= — Il lardo si taglia generalmente
-a pezzi grandi, i quali si strofinano con sale in buona dose, si
-dispongono in un brentino o in una cassetta quadrata, apposita
-(spolverizzata anch’essa di sale misto d’erbe odorose e foglie d’alloro
-trite), gli uni sopra gli altri, colla cotenna di sopra, si coprono
-di sale e si comprimono col coperchio e con un forte peso. Se il lardo
-mandasse acqua, si procede come indica la precedente ricetta. Trascorse
-tre settimane si fanno asciugare i pezzi semplicemente all’aria.
-
-
-12. =Modo di salare la carne di vitello.= — Procuratevi dei pezzi di
-carne di vitello di fresco macellato, soffregateli ciascuno con un
-po’ d’aglio, poi con sale misto di salnitro nella proporzione di 33
-gr. di sale e gr. 1 1/2 di salnitro per ogni chilogr. di carne.
-Collocateli in un mastellino, spolverizzato di sale, unendovi alcune
-bacche di ginepro, la scorza fina di mezzo limone, un cucchiaio di
-zucchero, 2 foglie d’alloro, un cucchiaio d’erbe fine, alcuni pizzichi
-di pepe e di pimento; mettetevi sopra un coperchio e un forte peso.
-Voltate la carne ogni due giorni. Dopo dieci giorni potete levarla
-e cuocerla a lesso; affumicata riescirà però migliore. Per far ciò
-la affiderete al macellaio o la esporrete 4-5 giorni al fumo in casa
-seguendo la regola indicata più sopra. Prima di cuocere il vitello
-affumicato vi converrà metterlo alcune ore in molle nell’acqua fresca e
-spazzolarlo bene.
-
-
-13. =Modo di salare la carne di manzo.= — Per preparare buona carne
-salata la prima condizione esige ch’essa sia di ottima qualità, morbida
-e macellata da 2-3 giorni. La parte del bove più adatta a questo scopo
-è la coscia. Sopprimetene gli ossi, il grasso e i filamenti, badando
-di non tagliarla a pezzi troppo piccoli, soffregatela quindi con
-sale e salnitro in queste proporzioni: Per 10 chilogr. di carne mezzo
-chilogr. di sale e 50 gr. di salnitro. Collocatela poi in un brentino,
-o nell’apposito recipiente per conservare la carne fresca, sul cui
-fondo avrete sparso del sale avendo cura che fra un pezzo e l’altro non
-restino vani di sorta e cospargendola, se v’aggrada, con un battutino
-d’erbe (timo, maggiorana) misto con un po’ di pepe e di pimento;
-spolverizzatela da ultimo con 2-3 cucchiai di zucchero. (Lo zucchero
-contribuisce molto a mantenere il bel colore rosso alle carni salate).
-Comprimetela fortemente con un peso o col coperchio a vite. Versate
-fuori tutti i giorni l’acqua che manderà la carne e rimettetegliela
-sopra di bel nuovo. Trascorsi 10 giorni fate affumicare la carne dal
-macellaio, o, se avrete modo di occuparvene in casa, prendetevi voi
-stessi questa cura.
-
-La carne di manzo salata si fa bollire prima nell’acqua poi si tira a
-cottura nella verdura.
-
-
-
-
-CAPITOLO DECIMOSETTIMO.
-
-I PRINCIPALI UTENSILI CHE OCCORRONO IN UNA PICCOLA CUCINA.
-
-
- Due paioli di rame di diversa dimensione.
- Due marmitte di terra o di ferro smaltato di diversa dimensione.
- Due cazzarole di rame stagnato di diversa dimensione.
- Una tegghia di rame stagnato o di terra.
- Un tegame di rame stagnato o di terra.
- Un tegamino di rame stagnato o di terra.
- Due padelle d’ottone di diversa dimensione.
- Una larga padella di ferro per arrostire.
- Una piccola padella di ferro per friggere.
- Una padella di ferro forata per cuocervi le castagne.
- Una bastardella di rame stagnato.
- Due o tre coperchi di latta o di rame.
- Due o tre piatti di ferro smaltato resistenti al fuoco.
- Una tortiera a cerniera.
- Una forma per budini.
- Un girarrosto.
- Uno spiedo per lo stesso.
- Un fattorino per lo stesso.
- Una leccarda per lo stesso.
- Una gratella.
- Un treppiede.
- Un mortaio.
- Un pestello.
- Una grattuggia a 4 facce.
- Uno staccio di ferro zincato.
- Un colabrodo di ferro zincato o di latta.
- Un colino di latta.
- Un imbuto di ferro smaltato.
- Uno scotitoio di filo di ferro per l’insalata.
- Uno scolapasta di terra.
- Un tamburino per tostare il caffè.
- Un macinino per macinarlo.
- Un bricco da caffè.
- Una pignatta di ferro smaltato per i fondi.
- Un lardatoio.
- Un paio di forbici ordinarie.
- Uno sprone (rotella) per tagliare la pasta.
- Un palloncino (frusta) per sbattere chiare e qualche intriso.
- Un fuscello di rami di larice allo stesso scopo.
- Un bossolo per le spezie.
- Un bossolo per il sale.
- Un bossolo per il pepe.
- Una saliera.
- Una peparola.
- Un’oliera.
- Uno strizzalimoni di vetro.
- Due ramaioli di diversa grandezza, di ferro smaltato.
- Un ramaiolo grande forato.
- Una paletta di ferro.
- Una paletta forata di latta per schiumare.
- Una paletta grande e un paio di molle per il focolare.
- Un vasello da infarinare.
- Una tafferia per panare.
- Due taglieri quadrilunghi di legno duro e di diversa grandezza.
- Un tagliere rotondo per la polenta.
- Una spianatoia.
- Un matterello.
- Due secchi per l’acqua.
- Una caldaia per l’acqua calda se non c’è il fornello economico.
- Una piastra da forno se c’è il fornello economico.
- Un catino per rigovernare.
- Un secchio per rigovernare.
- Due coltelli diversi.
- Un coltellino.
- Una mezzaluna.
- Una forchetta a due punte.
- Un’accetta.
- Un portasapone.
- Un portazolfanelli.
- Un cestino per il pane.
- Due o tre pignatte di terra di diverse dimensioni.
- Due o tre scodelle pure di diverse dimensioni.
- Due scodelline.
- Una bilancia.
-
-
-
-
-INDICE ALFABETICO
-
-
- Pag.
-
- A
-
- Abbacchio 80
- Acetosa di lamponi 168
- Acetosa di ribes ivi
- Acqua di pane 172
- Acqua di riso ivi
- Acqua d’orzo 171
- Agnello alla cacciatora 80
- Agnello alla cacciatora colle patate ivi
- Agnello arrosto 79
- Agnello fritto 80
- Agresto 171
- Agro di limone 170
- Amaro 176
- Amaretti 154
- Amaretti di mandorle di pesca 155
- Anguilla d’acqua dolce arrosto 117
- Anguilla d’acqua dolce in umido ivi
- Anguilla di mare in umido ivi
- Anitra arrosto 94
- Anitra lessa 98
- Aranciata 171
- Aranciata o limonata gazosa ivi
- Arnioni di maiale alla gratella 84
- Arnioni di maiale in tegame 85
- Arnioni di vitello 70
- Aringhe (Le) salate 120
- Arselle o telline 121
- Asparagi (Gli) 95
-
-
- B
-
- Baccalà ai ferri 120
- Baccalà fritto ivi
- Baccalà in tegghia, diverse maniere
- di prepararlo 119
- Baccalà lesso ivi
- Baccalà (maniera di bagnarlo) 118
- Barbabietole (Le) 95
- Basini forti 154
- Bibite fatte cogli sciroppi 170
- Biete (Le) 95
- Bisato alla veneziana 117
- Biscottini 156
- Bistecche (Le) 65
- Bombe di lievito di soda 185
- Braciole di maiale ai ferri 82
- Braciole di maiale colle erbe ivi
- Braciole di maiale col vino ivi
- Bracioline di vitello o di manzo
- in umido 72
- Bracioline fritte di vitello 78
- Broccoli e cavolfiori 96
- Brodo d’erbe 10
- Brodo di farina abbrustolita ivi
- Brodo di patate 9
- Brodo di pesce 11
- Brodo di rane 10
- Brodo in bottiglia per malati gravi 9
- Brodo per malati e convalescenti ivi
- Brodo scuro fatto col fegato di manzo 8
- Budino di limone colle mandorle 140
- Budino di pane coi pinoli e colla
- sultanina 139
- Budino di pangrattato colla cioccolata ivi
- Budino di semolino tostato 139
- Budino di semolino coll’arancio 140
- Budino di riso 140
- Burro (Il) 177
- Burro (Il) di cocco o vegetale ivi
- Burro cotto (Il), maniera di prepararlo 178
-
-
- C
-
- Cacao (Il) 173
- Cacciata (dolce freddo di ricotta) 138
- Caffè (Il) 172
- Calamari (I) 122
- Cannocchie o cicale (Le) 121
- Capretto alla cacciatora 87
- Capretto arrosto 86
- Capretto fritto 87
- Capretto in umido 86
- Caramelle per la tosse 157
- Carne salata di maiale 86
- Carciofi (I), diverse maniere
- di prepararli 96
- Carote (Le) 97
- Castrato o montone arrosto 77
- Castrato o montone a uso Gulasch ivi
- Castrato o montone in intingolo ivi
- Castrato o montone in umido ivi
- Castrato o montone lesso ivi
- Castrato o montone nel sugo di cipolle 78
- Castrato o montone stufato 77
- Cavoli (I), diverse maniere
- di prepararli 99
- Cavoli cappucci (I), diverse maniere
- di prepararli 97
- Cavoli navoni (I) 100
- Cavoli rapa (I) ivi
- Cavoli rutabaga ivi
- Cavolo verza (Il), diverse maniere
- d’allestirlo 99
- Ceci (I) 100
- Cefali in tegghia 117
- Cervello di manzo 66
- Cervello di vitello fritto 68
- Cervello di vitello in umido ivi
- Cetrioli (I) 101
- Cetrioli sotto l’aceto 181
- Chicchera (una) di crema per un
- bambino o per un vecchio 156
- Chiocciole (Le) 123
- Ciambelle di lievito di birra 148
- Ciambelle di lievito di soda ivi
- Ciambellette di lievito di soda 154
- Cicoria (La) 101
- Cipolla (La) 101
- Cipolle sotto l’aceto 181
- Cioccolata (La) 173
- Coniglio arrosto 88
- Coniglio a uso Gulasch 81
- Coniglio cotto nel latte 88
- Coniglio in umido 87
- Coniglio lesso per il brodo ivi
- Coniglio marinato 88
- Conserva d’albicocche 159
- Conserva di carote 168
- Conserva di ciliege ivi
- Conserva di fichi ivi
- Conserva di frutta e verdure nel mosto 164
- Conserva di mele cotogne 162
- Conserva di mele cotogne coll’aceto ivi
- Conserva di mele cotogne coll’acquavite ivi
- Conserva di nespole 163
- Conserva di pere 161
- Conserva di pesche 158
- Conserva di semi di rosa 163
- Conserva di susine bianche 159
- Conserva di susine nere coll’aceto 160
- Conserva di zucche marine 163
- Conserva semplice di susine nere 160
- Coppa di maiale alla romagnola 191
- Coratina di capretto 87
- Coratina di lepre 89
- Coscia di castrato al forno 78
- Costolette di maiale alla romagnola 83
- Costolette di maiale colla polenta ivi
- Costolette di luccio 115
- Costolette di palombo ivi
- Costolette di vitello 71
- Costolette di vitello ai ferri 72
- Costolette di vitello pestate ivi
- Costolettine di castrato o di montone 78
- Costolettine di castrato o di montone
- ai ferri 79
- Costolettine di castrato o di montone
- alla spiccia ivi
- Cotichini, bondiole, zampetti ecc. ecc. 85
- Crafen (fritto) 135
- Cren (Il) 101
- Crescentine (fritto) 135
- Crescione (Il) 102
- Cugluf di lievito di birra 147
- Cugluf di lievito di soda ivi
- Cuore, arnioni e fegato di manzo 67
- Cuore di vitello 71
-
-
- D
-
- Dente di leone (Il) 102
- Desinare (Il) nella pentola 20
- Dolce di mele o di pere colla schiuma 136
- Dolce di pane e latte per bambini 125
- Dolce di ricotta fredda ivi
- Dolce semplice di farina gialla
- per bambini ivi
- Dolcetti di cioccolata 155
-
-
- E
-
- Erba (L’) cipollina 102
-
-
- F
-
- Fagioli sgranati, verdi, bianchi,
- freschi, secchi 103
- Fagioli verdi, diverse maniere
- di prepararli 102
- Fagiolini seccati 182
- Fagiolini verdi in conserva ivi
- Farinata di ceci 39
- Fava (La) 103
- Fegato di maiale ai ferri 84
- Fegato di maiale alla contadina 83
- Fegato di maiale col pangrattato 84
- Fegato di maiale col pomodoro col
- ramerino ivi
- Fegato di maiale colla salvia e
- coll’alloro ivi
- Fegato di maiale nella rete, semplice 83
- Fegato di vitello al forno 69
- Fegato di vitello alla barcarola 68
- Fegato di vitello alla gratella 69
- Fegato di vitello all’ungherese ivi
- Fegato di vitello fritto ivi
- Fegato di vitello rosolato nel burro 69
- Fette fritte di pane col ripieno
- di marmellata 134
- Finocchio (Il) 103
- Flammeri (dolce freddo) 138
- Focaccia 151
- Folaghe (Le) 93
- Frittata all’italiana 51
- Frittata colla farina di frumento ivi
- Frittata colla farina di granturco 52
- Frittata colla farina di patate ivi
- Frittate grandi col ripieno (dolce) 131
- Frittatine dolci 130
- Frittelle di mele e di pere 136
- Frittelle di semolino 134
- Fritto dolce alla trentina 131
- Fritto dolce di crema 133
- Fritto dolce di ricotta ivi
- Fritto dolce in forma di nastrini 132
- Frutta cotte 136
- Frutta nello spirito 165
- Funghi (I) 111
- Funghi sotto l’aceto 181
-
-
- G
-
- Gamberi e gamberetti 122
- Genovesi per i bambini 151
- Gnocchi all’italiana 34
- Gnocchi alla tedesca 35
- Gnocchi di farina abbrustolita 38
- Gnocchi di latte 35
- Gnocchi di patate 36
- Gnocchi di polenta di granturco 37
- Gnocchi di polenta di grano saraceno ivi
- Gnocchi di semolino ivi
- Gnocchi di spinacci 36
- Gnocchi fritti di pane 133
- Gnocchi fritti di patate 132
- Gnocchi grandi di magro alla tedesca 35
- Granceole (Le) 122
- Grassi economici (I) 179
- _Grog_ freddo 172
- _Grog_ caldo ivi
- _Grostoli_ 131
- _Gulasch_ 164
-
-
- I
-
- Indivia (L’) 163
- Intingolo di vitello 74
- Intingolo di vitello alla tedesca ivi
- Intingolo di vitello colle patate 75
- Intingolo di vitello colle verdure ivi
- Intriso di farina bianca e di mele 126
- Intriso di farina gialla e di mele ivi
- Intriso di pane colla passolina 127
- Intriso di riso e di mele ivi
- Intriso di semolino colle frutta 126
- Intriso di farina e acqua 43
- Intriso semplice di farina gialla 125
- Intriso semplice di semolino 126
-
-
- L
-
- Lardo (Il) 180
- Latte di gallina 171
- Latte di semi di melone ivi
- Lattuga (La) 103
- Lenticchie (Le) ivi
- Lepre arrosto 89
- Lesso (Il) 61
- Lingua di maiale salata 86
- Lingua di manzo 66
- Limonata 171
- _Lucaniche_ di maiale 192
- _Lucanichette_ alla tedesca 86
- Luccio lesso 114
- Luppoli (I) 104
-
-
- M
-
- Maiale a uso _gulasch_ 81
- Maiale arrosto ivi
- Maiale bollito 80
- Maiale colle erbe 81
- Maiale col pomodoro ivi
- Maiale in umido 80
- _Mais_, zuccherino (Il) 104
- Maniera d’adoperare gli avanzi di
- manzo lesso 62
- Maniera d’accertarsi se le ova
- sono fresche 52
- Maniera di conservare varie derrate
- alimentari 184
- Maniera di cuocere la pasta 28
- Maniera di fare il brodo colla carne 7
- Maniera di fare il brodo coll’estratto
- Liebig 8
- Maniera di preparare la sfoglia delle
- tagliatelle 27
- Maniera di preparare i cavoli acidi 185
- Maniera di salare il lardo 194
- Maniera di spellare il coniglio 99
- Maniera di spellare la lepre 88
- Manzo arrosto 75
- Manzo in intingolo 64
- Manzo in umido col burro e colle erbe 63
- Manzo in umido col lardo e col pomodoro ivi
- Manzo in umido colle cipolle ivi
- Manzo in umido col soffritto di strutto 64
- Manzo in umido col soffritto d’olio ivi
- Maraschino casalingo 174
- Marmellata d’albicocche 159
- Marmellata di mele cotogne ivi
- Marmellata di pere 161
- Marmellata di pesche 159
- Marmellata di susine bianche ivi
- Marmellata di susine nere collo
- zucchero 160
- Marmellata di susine nere senza
- zucchero ivi
- Marmellata di susine nere con
- altre frutta 161
- Marmellata di zucca marina 164
- Marmellata dolce di mele 161
- Marsoni in frittata 117
- Mascelle di maiale salate 194
- Melanzana (La) 104
- Merluzzo fresco o nasello 120
- Merluzzo secco ivi
- Michette fritte 134
- Midollo (Il) di manzo 179
- Migliaccio alla trentina, diverse
- maniere di prepararlo 46
- Minestra dei tre erre 14
- Minestra di bozzoletti nel latte 15
- Minestra di castagne 25
- Minestra di cavoli cappucci 21
- Minestra di fagioli 26
- Minestra di fave, ceci, piselli secchi 24
- Minestra di fegato 19
- Minestra di gnocchetti di farina di
- granturco 17
- Minestra di gnocchetti di pane 15
- Minestra di gnocchetti di pangrattato 16
- Minestra di gnocchetti di semolino ivi
- Minestra di grandi gnocchi di pane
- alla tedesca 16
- Minestra di lenticchie 24
- Minestra di pasta grattata 14
- Minestra di riso, diverse maniere di
- prepararla 11
- Minestra di semolino 18
- Minestra di taglierini ed altre paste 15
- Minestra d’ova 17
- Minestra d’orzo 14
- Minestrone d’erbe col riso 32
- Minestrone di legumi colla pasta 31
- _Mistrà_ 176
- Modo di preparare i siccioli di
- maiale alla romagnola 193
- Modo di salare la carne di maiale 194
- Modo di salare la carne di manzo 195
- Modo di salare la carne di vitello ivi
- Molluschi e crostacei (piccoli) misti 122
- _Monchi_, dolce di farina gialla 125
- Mostarda 165
- Mostazzini 154
- Mosto 170
-
-
- O
-
- Oca arrosto 93
- Oca lessa ivi
- Olio per friggere e per condire 180
- Orecchie di maiale 83
- Ortaggi (Gli) 95
-
-
- P
-
- Pancetta di maiale 85
- Pane (Il) 1
- Pane di burro 6
- Pane (Il) di farina di granturco 5
- Pane di frutta (_Zelten_) col
- lievito di birra 152
- Pane di frutta (_Zelten_) col
- lievito di soda ivi
- Pane di frutta semplice 153
- Pane di latte 5
- Pane di latte dolce col lievito di
- birra 149
- Pane di latte dolce col lievito di soda ivi
- Pane di patate 5
- Pane di segale 4
- Pane dolce di patate col lievito di
- birra 150
- Pane dolce di lievito di birra senza
- latte ivi
- Pane intrecciato 3
- Pane lungo di frumento 1
- Pappa di biscotti genovesi per bambini 38
- Pappa di farina di granturco 39
- Pappa di farina di granturco e di
- farina di frumento ivi
- Pappa di latte per bambini 38
- Pappa di latte più andante 39
- Pasta alla bolognese 29
- Pasta alla genovese ivi
- Pasta alla napoletana 28
- Pasta alla tedesca 30
- Pasta col condimento semplice 28
- Pasta col lardo rosso 30
- Pasta col sugo 29
- Pasta col tonno e colle sardelle 30
- Pasta condita coll’olio 28
- Pasta, risotto, gnocchi _al salto_ 38
- Pasticcetti fritti di lievito di soda 132
- Pasticcio di maccheroni 50
- Pastine di pasta frolla 156
- Pastine di pasta zuccherina 155
- Peperoni (I) 107
- Peperoni sotto l’aceto 181
- Peri di terra 107
- Pesce alla gratella 114
- Pesce fritto 113
- Pesche, pere, susine seccate 165
- Piccioni 92
- Piedi di maiale 88
- Piedi di vitello 71
- Piselli (I) col guscio 107
- Piselli (I) sgranati ivi
- Pizza colla salvia 49
- Pizza di lievito di pane col lardo 48
- Pizza di lievito di pane col lardo e
- le cipolle 49
- Pizza di lievito di pane colle sardelle
- alla ligure 50
- Pizza o farinata di ceci col lievito
- di pane 49
- Polenta (La) 40
- Polenta alla carbonara 41
- Polenta al forno 42
- Polenta arrostita ivi
- Polenta coi siccioli 41
- Polenta colla salsiccia alla romagnola ivi
- Polenta condita con burro e formaggio ivi
- Polenta di fagioli 48
- Polenta di grano saraceno 42
- Polenta di patate ivi
- Polenta (finta) e uccelli 41
- Polenta fritta 42
- Pollastri alla gratella 92
- Pollastri fritti ivi
- Pollo arrosto 91
- Polli, capponi, galline, piccioni lessi 90
- Pollo colle verdure 92
- Pollo in intingolo ivi
- Pollo in umido alla cacciatora ivi
- Polmone di manzo in intingolo 67
- Polmone di vitello in intingolo 70
- Polmone di vitello saltato ivi
- Polpettine di cervello 68
- Polpettone 66
- Pomidori (I), diverse maniere di
- prepararli 107
- Pomidori in conserva 182
-
-
- R
-
- Rafano (Il) 101
- Ramolacci (I) 110
- Rane (Le) 123
- Rape, diverse maniere di prepararle 109
- Ratafià di noccioli 176
- Ravioli di pasta da tagliatelle 31
- Ravioli o _fiadoni_ 153
- Riso alla cappuccina 34
- Riso in cagnoni ivi
- Riso nel latte collo zucchero
- caramellato 124
- Risotto alla milanese 33
- Risotto coi funghi ivi
- Risotto coi gamberi 34
- Risotto coi piselli 33
- Risotto coi ranocchi ivi
- Risotto colla salsiccia alla romagnola ivi
- Risotto semplice 32
- Rosolio d’arancio 175
- Rosolio di limone ivi
- Rosolio di menta 174
- Rosolio di noci 175
- Rosolio di vaniglia 174
- Rosolio o acqua di cedro 175
- _Rossumata_ 11
- _Rostisciana_ 38
-
-
- S
-
- Salame di maiale 193
- Salsa agrodolce 56
- Salsa d’aglio 58
- Salsa d’aringhe (calda) 60
- Salsa d’aringhe (fredda) ivi
- Salsa d’erba cipollina 58
- Salsa di cetrioli (calda) 59
- Salsa di cetrioli (fredda) ivi
- Salsa di menta 58
- Salsa di cipolle 57
- Salsa di pepe N.º 1 56
- Salsa di pepe N.º 2 ivi
- Salsa di peperoni 59
- Salsa di pomodoro 57
- Salsa di pomodoro più fina ivi
- Salsa di pomodoro colle patate ivi
- Salsa di prezzemolo (calda) 58
- Salsa di prezzemolo (fredda) ivi
- Salsa di rafano 59
- Salsa di sardelle (calda) ivi
- Salsa di sardelle (fredda) ivi
- Salsa di sciroppo di frutta 60
- Salsa dolce d’arancio ivi
- Salsa d’ova ivi
- Salsiccia di maiale, maniera di farla 192
- Salsiccia fresca di maiale 85
- Salsicce (lucaniche) a uso salamini ivi
- Sanguinacci 190
- Sanguinacci più fini col riso ivi
- Sardelle fresche 118
- Scalogno (Lo) 10
- Scaloppine di vitello al latte 173
- Scaloppine di vitello al pomodoro ivi
- Sciroppi (Gli) 166
- Sciroppo d’amarasche ivi
- Sciroppo di berbero 468
- Sciroppo di caffè 170
- Sciroppo di lamponi 168
- Sciroppo di menta 169
- Sciroppo di mirtilli 168
- Sciroppo di ribes 167
- Sciroppo di vino 168
- Scorzonera e Scorzobianca 110
- Sedano (Il) ivi
- Seppie (Le) 122
- _Smacafam_ 46
- Spaghetti coi piselli 80
- Spalla d’agnello cotta nel latte 79
- Strichetti 81
- _Strudel_ 47
- _Strudel_ dolce con diversi ripieni 187
- Strutto (Lo) di maiale, maniera di
- prepararlo 178
- Strutto (Lo) di manzo e di vitello 179
-
-
- T
-
- Tacchino arrosto 93
- Tacchino lesso ivi
- Testina di vitello ai ferri 67
- Testina di vitello colla salsa agrodolce ivi
- Thè cinese 173
- Thè di camomilla ivi
- Thè di foglie d’arancio 173
- Thè di limone ivi
- Thè di tiglio ivi
- Tinca in umido, diverse maniere di
- prepararla 116
- Tinche in tegame 115
- Torta di castagne 142
- Torta di ciliege 143
- Torta di farina nera di grano saraceno 144
- Torta di _fregolotti_ alla trentina 144
- Torta di lievito di birra colla
- marmellata 145
- Torta di lievito di birra colla
- cioccolata 146
- Torta di lievito di soda col burro 143
- Torta di lievito di soda col sapore
- di caffè e di cioccolata 144
- Torta di lievito di soda senza burro 141
- Torta di mandorle 142
- Torta di noci col lievito di soda ivi
- Torta di pan di Spagna 145
- Torta di pane 142
- Torta di papparelle alla veronese 144
- Torta di riso 143
- Torta di semolino 143
- Torta di zucca marina o barucca 141
- Torta Simona alla trentina 47
- Torta Simona dolce 130
- Tortino di farina bianca col latte,
- diverse maniere di prepararlo 44
- Tortino di farina bianca (dolce) 129
- Tortino di farina bianca e gialla
- senz’ova (dolce) ivi
- Tortino di farina bianca e gialla
- colle ova (dolce) 130
- Tortino di farina di ceci 44
- Tortino di farina di granturco 45
- Tortino di farina gialla (dolce) 128
- Tortino di farina gialla più fino 129
- Tortino di farina nera 45
- Tortino di pane 46
- Tortino di pane, mele o altre
- frutta (dolce) 127
- Tortino di pane colle noci e coll’uva
- sultana (dolce) 128
- Tortino di patate 45
- Tortino di semolino ivi
- Tortino di semolino coll’uva sultana
- (dolce) 128
- Tortino di semolino nel latte colle
- ova (dolce) ivi
- Trippe di vitello 71
- Trippe insaccate 191
-
-
- U
-
- Uccellini allo spiedo 94
- Uccellini in tegghia ivi
- Uccelli scappati di vitello 74
- Uova a bere 53
- Uova affogate 54
- Uova affrittellate ivi
- Uova al burro 53
- Uova al lardo 54
- Uova bazzotte 53
- Uova fritte 54
- Uova sode 55
- Uova sode ripiene ivi
- Uova (Le) di Pasqua ivi
- Uovo al marsala 171
- Uovo nel brodo per malati e
- convalescenti 11
-
-
- V
-
- Verdure sotto l’aceto 182
- Verzata 21
- Vino chinato 176
- Vino cotto 172
- Vitello arrosto 76
- Vitello cotto nel latte 76
- Vitello in umido 75
-
-
- Z
-
- Zabaione 156
- _Zelten_ 152
- Zucche gialle 111
- Zucche verdi ivi
- Zuppa di cipolle o di porri 21
- Zuppa di finta cioccolata 18
- Zuppa di lattuga 22
- Zuppa di milza 19
- Zuppa di panbollito 17
- Zuppa di panbollito coll’olio ivi
- Zuppa di pane colle ova 18
- Zuppa di pane col latte ivi
- Zuppa di pane colla cioccolata ivi
- Zuppa di patate, diverse maniere di
- prepararla 25
- Zuppa di pomidori 22
- Zuppa di trippe 19
- Zuppa di zucca marina nel brodo 22
- Zuppa di zucca marina nel latte 23
- Zuppa di zucchini 22
- Zuppa dolce di ciliege 136
- Zuppa semplice di pane 17
-
-
-
-
-INDICE DELLE MATERIE
-
-
- Pag.
-
- =Il Pane.=
-
- Pane di burro 6
- Pane di farina di granturco 5
- Pane di latte ivi
- Pane di patate ivi
- Pane di segale 4
- Pane intrecciato 3
- Pane lungo di frumento 1
-
- =Il Brodo.=
-
- Brodo d’erbe 10
- Brodo di farina abbrustolita ivi
- Brodo di patate 9
- Brodo di pesce 11
- Brodo di rane 10
- Brodo in bottiglia per malati gravi 9
- Brodo per malati e convalescenti ivi
- Brodo scuro fatto col fegato di manzo 8
- Maniera di fare il brodo colla carne 7
- Maniera di fare il brodo coll’estratto
- Liebig 8
- Ovo (un) nel brodo per ammalati e
- convalescenti 11
-
- =Minestre in brodo.=
-
- Desinare (Il) nella pentola 20
- Minestra dei tre erre 14
- Minestra di bozzoletti nel latte 15
- Minestra di castagne 25
- Minestra di cavoli cappucci 21
- Minestra di fagioli 23
- Minestra di fave, ceci, piselli secchi 24
- Minestra di fegato 19
- Minestra di gnocchetti di farina di
- granturco 16
- Minestra di gnocchetti di pane 15
- Minestra di gnocchetti di pangrattato 16
- Minestra di grandi gnocchi di pane
- alla tedesca ivi
- Minestra di lenticchie 24
- Minestra di pasta grattata 14
- Minestra di riso, diverse maniere di
- prepararla 11
- Minestra di semolino 18
- Minestra di taglierini e altre paste 15
- Minestra d’ova 17
- Minestra d’orzo, diverse maniere di
- prepararla 14
- Verzata 21
- Zuppa di cipolle o di porri ivi
- Zuppa di finta cioccolata 18
- Zuppa di lattuga 22
- Zuppa di milza 19
- Zuppa di panbollito 17
- Zuppa di panbollito coll’olio ivi
- Zuppa di pane colle ova 18
- Zuppa di pane col latte ivi
- Zuppa di pane colla cioccolata per
- i bambini 11
- Zuppa di patate, diverse maniere di
- prepararla 25
- Zuppa di pomodoro 22
- Zuppa di trippe 19
- Zuppa di zucca marina nel brodo 22
- Zuppa di zucca marina nel latte 23
- Zuppa di zucchini 22
- Zuppa semplice di pane 17
-
- =Minestre asciutte.=
-
- Farinata di ceci 39
- Gnocchi all’italiana 34
- Gnocchi alla tedesca 35
- Gnocchi di farina abbrustolita 38
- Gnocchi di latte 35
- Gnocchi di patate 36
- Gnocchi di polenta di granturco 37
- Gnocchi di polenta di grano saraceno ivi
- Gnocchi di semolino ivi
- Gnocchi di spinaci 36
- Gnocchi grandi di magro alla tedesca 35
- Maniera di preparare la sfoglia delle
- tagliatelle ecc. 27
- Maniera di cuocere la pasta 28
- Minestrone di erbe col riso 32
- Minestrone di legumi colla pasta 31
- Pappa di biscotti genovesi per bambini 38
- Pappa di farina di granturco 39
- Pappa di farina di granturco e di
- farina di frumento ivi
- Pappa di latte per bambini 38
- Pappa di latte più andante 39
- Pasta con condimento semplice 28
- Pasta condita alla bolognese 29
- Pasta condita alla genovese ivi
- Pasta condita alla napoletana ivi
- Pasta condita alla tedesca 30
- Pasta condita al sugo 29
- Pasta condita col lardo rosso 30
- Pasta condita coll’olio 28
- Pasta condita col tonno e colle sardelle 30
- Riso, risotto, gnocchi _al salto_ 38
- Ravioli di pasta da tagliatelle 31
- Riso alla cappuccina 34
- Riso in cagnoni ivi
- Risotto alla milanese 33
- Risotto coi funghi ivi
- Risotto coi gamberi 34
- Risotto coi piselli 33
- Risotto coi ranocchi 33
- Risotto» colla salsiccia alla romagnola ivi
- Risotto semplice 32
- _Rostisciana_ 38
- Spaghetti coi piselli 30
- Strichetti 31
-
- =Piatti di farina.=
-
- Frittata all’italiana 51
- Frittata colla farina di frumento ivi
- Frittata colla farina di granturco 52
- Frittata colla farina di patate ivi
- Intriso di farina e acqua, diverse
- maniere di prepararlo 43
- Migliaccio alla trentina, diverse
- maniere di prepararlo 46
- Pasticcio di maccheroni 50
- Pizza colla salvia 49
- Pizza di lievito di pane col lardo 48
- Pizza di lievito di pane col lardo e
- con le cipolle 49
- Pizza di lievito di pane colle sardelle
- alla ligure 50
- Pizza o farinata di ceci col lievito
- di pane 49
- Polenta (La) 40
- Polenta al forno 42
- Polenta alla carbonara 41
- Polenta arrostita 42
- Polenta coi siccioli 41
- Polenta colla salsiccia alla romagnola ivi
- Polenta condita con burro e formaggio ivi
- Polenta di fagioli 43
- Polenta di grano saraceno 42
- Polenta di patate ivi
- Polenta (finta) e uccelli 41
- Polenta fritta 42
- _Strudel_ 47
- Torta Simona alla trentina ivi
- Tortino di farina bianca, diverse
- maniere di prepararlo 44
- Tortino di farina di ceci ivi
- Tortino di farina di granturco 45
- Tortino di farina nera ivi
- Tortino di pane 46
- Tortino di patate 45
- Tortino di semolino ivi
-
- =Le uova.=
-
- Maniera d’accertarsi se le uova sono
- fresche 52
- Uova a bere 53
- Uova affrittellate 54
- Uova affogate ivi
- Uova al burro 53
- Uova al lardo 54
- Uova bazzotte 53
- Uova fritte 54
- Uova sode 55
- Uova sode col ripieno ivi
- Uova (Le) di Pasqua ivi
-
- =Le Salse.=
-
- Salsa agrodolce 56
- Salsa d’aglio 58
- Salsa d’aringhe (calda) 60
- Salsa d’aringhe (fredda) ivi
- Salsa d’erba cipollina 58
- Salsa di cetrioli (calda) 59
- Salsa di cetrioli (fredda) ivi
- Salsa di menta 58
- Salsa di cipolle 57
- Salsa di pepe N.º 1 56
- Salsa di pepe N.º 2 ivi
- Salsa di peperoni 59
- Salsa di pomodoro 57
- Salsa di pomodoro più fina ivi
- Salsa di pomodoro colle patate ivi
- Salsa di prezzemolo (calda) 58
- Salsa di prezzemolo (fredda) ivi
- Salsa di rafano 59
- Salsa di sardelle (calda) ivi
- Salsa di sardelle (fredda) ivi
- Salsa di sciroppo di frutta 60
- Salsa dolce d’arancio ivi
- Salsa d’ova ivi
-
- =Le Carni.=
-
- Abbacchio 80
- Agnello alla cacciatora ivi
- Agnello alla cacciatora colle patate ivi
- Agnello arrosto 79
- Agnello fritto 80
- Anitra arrosto 94
- Anitra lessa 93
- Arnioni di maiale alla gratella 84
- Arnioni di maiale in tegame 85
- Arnioni di vitello 70
- Bistecche (Le) 65
- Braciole di maiale ai ferri 82
- Braciole di maiale colle erbe ivi
- Braciole di maiale col vino ivi
- Bracioline di vitello o di manzo
- in umido 72
- Bracioline fritte di vitello 73
- Capretto alla cacciatora 87
- Capretto arrosto 86
- Capretto fritto 87
- Capretto in umido 86
- Carne salata di maiale (carnesecca) ivi
- Castrato o montone arrosto 77
- Castrato o montone a uso _Gulasch_ ivi
- Castrato o montone in intingolo ivi
- Castrato o montone in umido ivi
- Castrato o montone lesso 76
- Castrato o montone nel sugo di cipolle 78
- Castrato o montone stufato 77
- Cervello di manzo 66
- Cervello di vitello fritto 68
- Cervello di vitello in umido ivi
- Coniglio arrosto 88
- Coniglio a uso _Gulasch_ 81
- Coniglio cotto nel latte 88
- Coniglio in umido 87
- Coniglio lesso per il brodo ivi
- Coniglio marinato 88
- Coppa di maiale alla romagnola 191
- Coratina di capretto 87
- Coratina di lepre 89
- Coscia di castrato al forno 78
- Costolette di maiale alla romagnola 83
- Costolette di maiale colla polenta ivi
- Costolette di vitello 71
- Costolette di vitello ai ferri 72
- Costolette di vitello pestate ivi
- Costolettine di castrato o montone 78
- Costolettine di castrato o montone ai
- ferri 79
- Costolettine di castrato o montone
- alla spiccia ivi
- Cotichini, bondiole, zampetti ecc. ecc. 85
- Cuore, arnioni e fegato di manzo 67
- Cuore di vitello 71
- Fegato di maiale ai ferri 84
- Fegato di maiale alla contadina 88
- Fegato di maiale col pangrattato 84
- Fegato di maiale col pomodoro e col
- ramerino ivi
- Fegato di maiale colla salvia e
- coll’alloro ivi
- Fegato di maiale nella rete, semplice 83
- Fegato di vitello al forno 69
- Fegato di vitello alla barcarola 68
- Fegato di vitello alla gratella 69
- Fegato di vitello all’ungherese 68
- Fegato di vitello fritto ivi
- Fegato di vitello rosolato nel burro 69
- _Gulasch_ 64
- Intingolo di vitello 74
- Intingolo di vitello alla tedesca ivi
- Intingolo di vitello colle patate 75
- Intingolo di vitello colle verdure ivi
- Lepre arrosto 89
- Lesso (Il) 61
- Lingua di maiale salata 86
- Lingua di manzo 66
- _Lucaniche_ di maiale, maniera
- di farle 192
- _Lucanichette_ alla tedesca 86
- Maiale a uso _gulasch_ 81
- Maiale arrosto ivi
- Maiale bollito 80
- Maiale colle erbe 81
- Maiale col pomodoro ivi
- Maiale in umido 80
- Maniera d’adoperare gli avanzi di
- manzo lesso 62
- Maniera di spellare il coniglio 99
- Maniera di spellare la lepre 88
- Manzo arrosto 75
- Manzo in intingolo 64
- Manzo in umido col burro e colle erbe 63
- Manzo in umido col lardo e col pomodoro ivi
- Manzo in umido colle cipolle ivi
- Manzo in umido col soffritto di strutto 64
- Manzo in umido col soffritto d’olio ivi
- Oca arrosto 93
- Oca lessa ivi
- Orecchie di maiale 83
- Pancetta di maiale 85
- Piccioni 92
- Piedi di maiale 83
- Piedi di vitello 71
- Pollastri alla gratella 92
- Pollastri fritti ivi
- Pollo arrosto 91
- Polli, capponi, galline, piccioni lessi 90
- Pollo colle verdure 92
- Pollo in intingolo ivi
- Pollo in umido alla cacciatora ivi
- Polmone di manzo in intingolo 67
- Polmone di vitello in intingolo 70
- Polmone di vitello saltato ivi
- Polpettine di cervello 68
- Polpettone 66
- Salsiccia fresca di maiale 85
- Salsicce (lucaniche) a uso salamini ivi
- Scaloppine di vitello al latte 173
- Scaloppine di vitello al pomodoro ivi
- Spalla d’agnello cotta nel latte 79
- Tacchino arrosto 93
- Tacchino lesso ivi
- Testina di vitello ai ferri 67
- Testina di vitello colla salsa
- agrodolce ivi
- Trippa di vitello in umido 71
- Trippe insaccate 191
- Uccellini allo spiedo 94
- Uccellini in tegghia ivi
- Uccelli scappati di vitello 74
- Vitello arrosto 76
- Vitello cotto nel latte ivi
- Vitello in umido 75
-
- =Gli ortaggi.=
-
- Asparagi (Gli) 95
- Barbabietole (Le) ivi
- Biete (Le) ivi
- Broccoli e cavolfiori (I) 96
- Carciofi (I), diverse maniere di
- prepararli ivi
- Carote (Le) 97
- Cavoli cappucci (I), diverse maniere
- di prepararli ivi
- Cavoli acidi (I), diverse maniere di
- prepararli 99
- Cavoli rapa (I) 100
- Cavoli rutabaga ivi
- Cavoli navoni (I) ivi
- Cavolo verza (Il), diverse maniere di
- prepararlo 99
- Ceci (I) 100
- Cetrioli (I) 101
- Cicoria (La) ivi
- Cipolla (La) ivi
- _Cren_ (Il) ivi
- Crescione (Il) 102
- Dente di leone (Il) ivi
- Erba cipollina (L’) ivi
- Fagioli verdi (I), diverse maniere di
- prepararli ivi
- Fagioli (I), sgranati, verdi, bianchi,
- freschi, secchi 103
- Fava (La) ivi
- Finocchio (Il) ivi
- Indivia (L’) ivi
- Lattuga (La) ivi
- Lenticchie (Le) ivi
- Luppoli (I) 104
- _Mais_, zuccherino (Il) ivi
- Melanzana (La) ivi
- Pastinaca (La) ivi
- Patate (Le), diverse maniere di
- prepararle ivi
- Peri di terra (I) 107
- Peperoni (I) ivi
- Piselli col guscio (I) ivi
- Piselli sgranati (I) ivi
- Pomidori (I), diverse maniere di
- prepararli 107
- Rapa (La), diverse maniere di
- prepararla 109
- Ramolacci (I) 110
- Scalogno (Lo) ivi
- Scorzonera (La) ivi
- Spinaci (Gli) ivi
- Zucche verdi 111
- Zucche gialle (barucche o marine) ivi
- I funghi ivi
-
- =Il pesce,
- i crostacei e i molluschi.=
-
- Anguilla d’acqua dolce arrosto 117
- Anguilla d’acqua dolce in umido ivi
- Anguilla di mare in umido ivi
- Aringhe salate 120
- Arselle o telline 121
- Baccalà ai ferri 120
- Baccalà fritto ivi
- Baccalà in tegghia, diverse maniere
- d’allestirlo 119
- Baccalà lesso ivi
- Baccalà (maniera di bagnarlo) 118
- _Bisato_ alla veneziana 117
- Calamari (I) 122
- Cannocchie o cicale (Le) 121
- Cefali in tegghia 117
- Chiocciole (Le) 123
- Costolette di luccio 115
- Costolette di palombo ivi
- Gamberi e gamberetti (I) 122
- Granceole (Le) ivi
- Luccio lesso 114
- Marsoni in frittata 117
- Merluzzo fresco o nasello 120
- Merluzzo secco ivi
- Molluschi (piccoli) e crostacei misti 122
- Pesce fritto 113
- Pesce alla gratella 114
- Rane (Le) 123
- Sardelle fresche 118
- Seppie (Le) 122
- Tinca in umido, diverse maniere di
- prepararla 116
- Tinche in tegame 115
-
- =Piatti dolci semplici.=
-
- Bombe di lievito di soda (fritto) 135
- _Crafen_ (fritto) ivi
- Crescentine (fritto) ivi
- Dolce di mele o di pere colla schiuma 136
- Dolce di pane e latte per bambini 125
- Dolce di ricotta freddo ivi
- Dolce semplice di farina gialla per
- bambini ivi
- Fette fritte di pane col ripieno di
- marmellata 134
- Frittate grandi col ripieno 131
- Frittatine dolci 130
- Frittelle di semolino 134
- Frittelle di mele o di pere 135
- Fritto dolce alla trentina 131
- Fritto dolce di crema 133
- Fritto dolce di ricotta ivi
- Fritto dolce in forma di nastrini 132
- Frutta cotte 136
- Gnocchi fritti di pane 133
- Gnocchi fritti di patate 132
- _Grostoli_ 131
- Intriso di farina bianca e di mele 126
- Intriso di farina gialla e di mele ivi
- Intriso di pane colla passolina 127
- Intriso di riso e di mele ivi
- Intriso di semolino colle frutta 126
- Intriso semplice di farina gialla 125
- Intriso semplice di semolino 126
- Michette fritte 134
- _Monchi_, dolce di farina gialla 125
- Pasticcetti fritti di lievito di soda 132
- Riso nel latte collo zucchero
- caramellato 124
- Strudel dolce con diversi ripieni 137
- Torta Simona dolce 130
- Tortino di farina bianca 129
- Tortino di farina bianca e gialla
- senz’ova ivi
- Tortino di farina bianca e gialla
- colle ova 130
- Tortino di farina gialla 128
- Tortino di farina gialla più fino 129
- Tortino di pane colle noci e coll’uva
- sultana 128
- Tortino di pane, mele o altre frutta 127
- Tortino di semolino coll’uva sultana 128
- Tortino di semolino nel latte colle ova ivi
- Zuppa dolce di ciliege 136
-
- =Piatti dolci più fini.=
-
- Amaretti 154
- Amaretti di mandorle di pesca 155
- _Basini forti_ 154
- Biscottini 156
- Budino di limone colle mandorle 140
- Budino di pane coi pinoli e colla
- sultanina 139
- Budino di pangrattato colla cioccolata ivi
- Budino di semolino tostato ivi
- Budino di semolino coll’arancio 140
- Budino di riso ivi
- _Cacciata_ (dolce freddo di
- ricotta) 138
- Caramelle per la tosse 157
- Chicchera (una) di crema per un bambino
- o per un vecchio 156
- Ciambella di lievito di birra 148
- Ciambella di lievito di soda ivi
- Ciambellette di lievito di soda 154
- _Cugluf_ di lievito di birra 147
- _Cugluf_ di lievito di soda ivi
- Dolcetti di cioccolata 155
- _Flammeri_ (dolce freddo) 138
- Focaccia 151
- Genovesi per i bambini ivi
- Mostazzini 154
- Pane di frutta (_Zelten_) col
- lievito di birra 152
- Pane di frutta (_Zelten_) col
- lievito di soda ivi
- Pane di frutta semplice 153
- Pane di latte col lievito di birra 149
- Pane di latte col lievito di soda ivi
- Pane di lievito di birra senza latte 150
- Pane di patate col lievito di birra ivi
- Pastine di pasta frolla 156
- Pastine di pasta zuccherina 155
- Ravioli o _fiadoni_ 153
- Torta di castagne 142
- Torta di ciliege 143
- Torta di farina nera di grano saraceno 144
- Torta di _fregolotti_ alla
- trentina ivi
- Torta di lievito di birra colla
- marmellata 145
- Torta di lievito di birra colla
- cioccolata 146
- Torta di lievito di soda col burro 143
- Torta di lievito di soda col sapore di
- caffè e di cioccolata 144
- Torta di lievito di soda senza burro 141
- Torta di mandorle 142
- Torta di noci col lievito di soda ivi
- Torta di pan di Spagna 145
- Torta di pane 142
- Torta di papparelle alla veronese 144
- Torta di riso 143
- Torta di semolino ivi
- Torta di zucca marina o barucca 141
- Zabaione 156
- _Zelten_ 152
-
- =Conserve di frutta.=
-
- Conserva d’albicocche 159
- Conserva di carote 163
- Conserva di ciliege ivi
- Conserva di fichi ivi
- Conserva di frutta e verdure nel mosto 164
- Conserva di mele cotogne 162
- Conserva di mele cotogne coll’aceto ivi
- Conserva di mele cotogne coll’acquavite ivi
- Conserva di nespole 163
- Conserva di pere 161
- Conserva di pesche 158
- Conserva di semi di rosa 163
- Conserva di susine bianche 159
- Conserva di susine nere coll’aceto 160
- Conserva di zucche marine 163
- Conserva semplice di susine nere 160
- Frutta nello spirito 165
- Marmellata d’albicocche 159
- Marmellata di mele 161
- Marmellata di mele cotogne 159
- Marmellata di pere 161
- Marmellata di pesche 159
- Marmellata di susine bianche ivi
- Marmellata di susine nere collo
- zucchero 160
- Marmellata di susine nere senza
- zucchero ivi
- Marmellata di susine nere con altre
- frutta 161
- Marmellata di zucca marina 164
- Mostarda 165
- Pesche, pere, susine seccate ivi
-
- =Gli sciroppi.=
-
- Acetosa di lamponi 168
- Acetosa di ribes ivi
- Agro di limone 170
- Mosto ivi
- Sciroppo d’amarasche 166
- Sciroppo di berbero 169
- Sciroppo di caffè 170
- Sciroppo di lamponi 168
- Sciroppo di menta 169
- Sciroppo di mirtilli 168
- Sciroppo di ribes 167
- Sciroppo di vino 169
-
- =Le Bibite.=
-
- Acqua di pane per persone convalescenti 172
- Acqua di riso 172
- Acqua d’orzo 171
- Agresto ivi
- Aranciata ivi
- Aranciata e limonata gazosa ivi
- Bibite fatte cogli sciroppi 170
- Cacao (Il) 173
- Caffè (Il) 172
- Cioccolata (La) 173
- _Grog_ caldo 172
- _Grog_ freddo ivi
- Latte di gallina 171
- Latte di semi di melone ivi
- Limonata ivi
- Thè cinese 173
- Thè di foglie d’arancio ivi
- Thè di limone ivi
- Thè di tiglio ivi
- Thè di camomilla ivi
- Uovo alla marsala 171
- Vino cotto 172
-
- =I Liquori.=
-
- Amaro 176
- Maraschino casalingo 174
- _Mistrà_ 176
- Ratafià di noccioli ivi
- Rosolio d’arancio 175
- Rosolio di limone ivi
- Rosolio di menta 174
- Rosolio di noci 175
- Rosolio di vaniglia 174
- Rosolio o acqua di cedro 175
- Vino chinato 176
-
- =I Grassi.=
-
- Burro (Il) 177
- Burro cotto (Il), maniera di prepararlo 178
- Burro (Il) di cocco o vegetale 177
- Grassi economici (I) 179
- Lardo (Il) 180
- Midollo (Il) di manzo 179
- Olio (L’) per friggere e per condire 180
- Strutto (Lo) di maiale, maniera di
- prepararlo 178
- Strutto (Lo) di manzo e di vitello 179
-
- =Le conserve di verdure e la
- maniera di conservare le
- derrate alimentari.=
-
- Cetrioli sotto l’aceto 181
- Cipolle sotto l’aceto 182
- Fagiolini seccati 183
- Fagiolini verdi in conserva ivi
- Funghi sotto l’aceto 181
- Maniera di conservare le derrate
- alimentari 184
- Maniera di preparare i cavoli acidi 185
- Peperoni sotto l’aceto 181
- Pomidori in conserva 182
- Verdure (Altre) sotto l’aceto ivi
- Erbe utili a coltivarsi per chi
- possiede un orto 186
-
- =Come s’impiega un maiale e
- maniera di salare le carni
- di manzo e di vitello.=
-
- Coppa di maiale alla romagnola 191
- Lucaniche di maiale 192
- Maniera di salare il lardo 194
- Mascelle di maiale salate ivi
- Modo di preparare i siccioli di maiale 193
- Modo di salare la carne di maiale 194
- Modo di salare la carne di manzo 195
- Modo di salare la carne di vitello ivi
- Salame di maiale 192
- Salsicce di maiale ivi
- Sanguinacci 190
- Sanguinacci più fini col riso ivi
- Trippe insaccate 191
-
- I principali utensili che occorrono in
- una piccola cucina 196
-
-
-
-
-
-Nota del Trascrittore
-
-Ortografia e punteggiatura originali sono state mantenute, correggendo
-senza annotazione minimi errori tipografici.
-
-*** END OF THE PROJECT GUTENBERG EBOOK IL PICCOLO FOCOLARE ***
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