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-The Project Gutenberg eBook of La pace domestica - L'elisir di lunga vita -
-La borsa, by Honoré de Balzac
-
-This eBook is for the use of anyone anywhere in the United States and
-most other parts of the world at no cost and with almost no restrictions
-whatsoever. You may copy it, give it away or re-use it under the terms
-of the Project Gutenberg License included with this eBook or online at
-www.gutenberg.org. If you are not located in the United States, you
-will have to check the laws of the country where you are located before
-using this eBook.
-
-Title: La pace domestica - L'elisir di lunga vita - La borsa
- Racconti scelti
-
-Author: Honoré de Balzac
-
-Release Date: April 10, 2021 [eBook #65051]
-
-Language: Italian
-
-Character set encoding: UTF-8
-
-Produced by: Barbara Magni and the Online Distributed Proofreading Team at
- http://www.pgdp.net (This file was produced from images made
- available by The Internet Archive)
-
-*** START OF THE PROJECT GUTENBERG EBOOK LA PACE DOMESTICA - L'ELISIR DI
-LUNGA VITA - LA BORSA ***
-
- BIBLIOTECA UNIVERSALE
-
-
- LA PACE DOMESTICA
-
- L'ELISIR DI LUNGA VITA — LA BORSA
-
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- RACCONTI SCELTI
-
- DI
-
- ONORATO BALZAC
-
-
-
- MILANO
- EDOARDO SONZOGNO, EDITORE
- 14 — Via Pasquirolo — 14
- _1893._
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- Milano. — Tip. dello Stab. di E. Sonzogno.
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-PREFAZIONE
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-Abbiamo già dato la biografia di Balzac, allorquando si pubblicarono
-i volumi contenenti _Mercadet l'affarista, Il lutto, Fisiologia del
-matrimonio, Gl'impiegati_. Quale prefazione a questo volume che si
-sta pubblicando, il quale contiene _La pace domestica, L'elisir di
-lunga vita, La borsa_, reputiamo opportuno citare il giudizio che
-dello stesso Balzac hanno pronunziato quei due grandi luminari della
-letteratura francese, che furono Vittor Hugo e Lamartine.
-
-Victor Hugo ha scritto: «Il nome di Balzac lascierà una traccia
-luminosa alla nostra epoca ed a quella che vi seguirà. Egli era dei
-primi fra i grandi, dei più alti fra i migliori. Tutti i suoi libri
-ne formano un solo, un libro vivo, luminoso, profondo, ove si vede
-il viavai, il camminare, il moversi, con un non so che di sgomento
-e di terribile, misto alla realtà dell'intero nostro incivilimento
-contemporaneo; un libro maraviglioso che il poeta intitolò _commedia_
-e che avrebbe potuto intitolare _storia_; che prende tutte le
-forme e tutti gli stili; che supera Tacito e tocca Svetonio; che
-attraversa Beaumarchais e giunge fino a Rabelais; un libro che è
-tutto osservazione ed imaginazione; che prodiga il vero, l'intimo, il
-borghese, il triviale, il materiale e che, in certi momenti, attraverso
-tutte le realtà della vita repentinamente e largamente strappate,
-lascia tutto ad un tratto scorgere l'ideale più tetro e tragico. A sua
-insaputa, il voglia o no, consenziente o no, l'autore di quest'opera
-immensa e strana è della forte stirpe degli scrittori rivoluzionarii.
-Egli va dritto alla meta. Afferra pel corpo la società moderna; strappa
-a tutti un brandello, agli uni l'illusione, agli altri la speranza,
-a questo un grido, a quello una maschera; fruga il vizio, disseca la
-passione, scruta, scandaglia l'uomo, l'anima, il cuore, le viscere, il
-cervello, l'abisso che ciascuno ha in sè.»
-
-E Lamartine scrisse di lui:
-
-«I tre caratteri predominanti del talento di Balzac sono: la verità, il
-patetico e la moralità. Bisogna aggiungervi l'invenzione drammatica,
-che lo rende in prosa eguale e spesso superiore a Molière. So che a
-questa parola si leverà un grido di scandalo e di sacrilegio da tutta
-la Francia; ma, senza punto detrarre all'autore del _Misantropo_ di
-ciò che la perfezione del suo verso aggiunge all'originalità del suo
-talento e proclamandolo, come tutti, incomparabile e inimitabile,
-il mio entusiasmo per il gran commediografo del secolo di Luigi XIV
-non mi renderà mai ingiusto ed ingrato verso un altro, inferiore in
-locuzione; eguale, se non superiore, in convinzione; pure incomparabile
-in fecondità: Balzac! Quante volte leggendolo e svolgendo con lui i
-prodigiosi ed inesauribili meandri della sua inventiva, ho esclamato
-fra me e me: «La Francia ha due Molière; il Molière in versi e il
-Molière in prosa!» Balzac è anzitutto il gran geografo delle passioni.
-Non so che istinto rivelatore ed osservatore gli ha insegnato che i
-luoghi e gli uomini sono vincolati da legami segreti; che il tal sito
-è un'idea, la tal muraglia è un carattere, e che per ben riuscire in
-un ritratto fa d'uopo dipingere una camera. Quest'analogia e fedeltà
-stanno ai suoi romanzi come il paesaggio alle grandi scene del dramma.
-Gl'imbecilli si lagnano della minuziosità apparente di descrizione;
-gl'intelligenti l'ammirano. In lui tutto incomincia con un simile
-ambiente de' suoi personaggi, prefazione dell'uomo. Anzi è appunto in
-ciò ch'egli spiegò il maggior estro. Ecco, per esempio, il principio di
-_Eugenia Grandet_, ecco l'avaro, assai diversamente concepito da quello
-di Plauto, di Terenzio e di Molière. La commedia di carattere va fino
-al riso nelle caricature di questi grandi commediografi. In Balzac va
-fino al pianto. Gli uni si burlavano ridevolmente dell'avaro nel motto
-famoso: Che fare in quella galera? L'altro fa detestare il vizio e
-odiare il vizioso.»
-
-
-
-
-LA PACE DOMESTICA
-
-
-L'avventura riprodotta in questa scena accadde verso la fine del mese
-di novembre 1809, nel punto in cui il fuggitivo impero di Napoleone
-era all'apogeo del suo splendore. Le fanfare della vittoria di Wagram
-rimbombavano ancora nel cuore della monarchia austriaca. La pace era
-segnata tra la Francia e la coalizione. I re ed i principi vennero
-allora, come astri, a compire le loro evoluzioni intorno a Napoleone,
-che si procurò la soddisfazione di trascinarsi dietro l'Europa,
-magnifico saggio della potenza che spiegò più tardi a Dresda.
-
-Mai, al dire dei contemporanei, Parigi aveva vedute feste più belle
-di quelle che precedettero e seguirono il matrimonio di questo sovrano
-con un'arciduchessa d'Austria, mai nei giorni più splendidi dell'antica
-monarchia, tante teste coronate accorsero sulle rive della Senna, e mai
-l'aristocrazia francese fu ricca e brillante come allora. I diamanti
-sparsi a profusione sulle acconciature, i ricami d'oro e d'argento
-delle uniformi, fecero tale contrasto coll'indigenza repubblicana, che
-sembrava vedere le ricchezze del globo affluire nei saloni di Parigi.
-Un'ebbrezza generale aveva come colpito questo impero d'un giorno.
-Tutti i militari, senza eccettuare il loro capo, godevano da ricchi
-improvvisati i tesori conquistati da un milione d'uomini colle spalline
-di lana, le cui esigenze erano soddisfatte con alcune aune di nastro
-rosso. A quell'epoca la maggior parte delle donne affettava quella
-facilità di costumi e quel rilassamento della morale che segnalò il
-regno di Luigi XV. Sia per imitare i modi della monarchia caduta, sia
-che certi membri della famiglia imperiale ne avessero dato l'esempio,
-come lo pretendevano i _Frondeur_ del sobborgo San Germano, è certo che
-uomini e donne, tutti si lanciarono nei piaceri con una intrepidità che
-pareva presagire la fine del mondo. Ma v'era allora un'altra ragione
-di questa licenza. La passione delle donne pei militari divenne una
-specie di frenesia e combinava troppo bene colle viste dell'imperatore
-perchè vi mettesse un freno. Le frequenti riprese di guerra, che
-fecero somigliare ad armistizii tutti i trattati conclusi da Napoleone,
-esponevano le passioni a scioglimenti così rapidi quanto le decisioni
-del capo supremo di questi kolbach, di questi dolman e di questi
-pennacchi, che piacquero tanto al bel sesso. I cuori furono allora
-nomadi come i reggimenti. Da un primo ad un quinto bollettino della
-grande armata, una donna poteva essere successivamente amante, sposa,
-madre e vedova. Era la prospettiva d'una prossima vedovanza, quella di
-una dotazione, o la speranza di portare un nome consegnato alla storia,
-che rendeva così seducenti i militari? Le donne furono trascinate
-verso di essi dalla certezza che il segreto delle loro passioni sarebbe
-sepolto sui campi di battaglia, e la causa di questo dolce fanatismo
-si deve cercare nella nobile attrattiva che ha su di esse il coraggio?
-Forse queste ragioni, che il futuro storico dei costumi imperiali si
-divertirà senza dubbio a pesare, entravano tutte per qualche cosa nella
-loro facilità ad abbandonarsi agli amori. Checchè ne sia confessiamolo
-gli allori coprirono allora molti falli, le donne cercarono con ardore
-quegli arditi avventurieri, che loro parevano vere sorgenti d'onori, di
-ricchezze e di piaceri, ed agli occhi delle giovinette, una spallina,
-quel geroglifico futuro, significava onore e libertà. Un tratto di
-quell'epoca unica nel nostri annali e che la caratterizza, fu una
-passione sfrenata per tutto ciò che brillava; mai non vi furono tanti
-fuochi artificiali, mai il diamante raggiunse sì alto valore.
-
-Gli uomini, avidi come le donne di quei ciottoli bianchi, se ne
-impadronivano al pari di esse. Forse la necessità di dare al bottino
-la forma più facile al trasporto, mise nell'armata i giojelli in voga.
-Un uomo non era tanto ridicolo come lo sarebbe oggi, quando lo sparato
-della sua camicia o le sue dita presentavano agli sguardi dei grossi
-diamanti. Murat, uomo affatto orientale, diede l'esempio di un lusso
-assurdo presso i militari moderni.
-
-Il conte di Gondreville, uno dei Luculli di quel Senato conservatore
-che nulla conservò, non aveva protratta la sua festa in onore della
-pace che per far meglio la corte a Napoleone, sforzandosi di eclissare
-gli adulatori dai quali era stato prevenuto. Gli ambasciatori di
-tutte le potenze amiche della Francia col beneficio dell'inventario,
-i personaggi più importanti dell'impero, perfino alcuni principi,
-erano in quel momento riuniti nei saloni dell'opulento senatore.
-La danza languiva; ognuno attendeva l'imperatore, la cui presenza
-era stata promessa dal conte. Napoleone avrebbe mantenuta la parola
-senza la scena che scoppiò la sera stessa fra Giuseppina e lui,
-scena che preludiò al divorzio di quegli augusti sposi. La notizia
-di quell'avventura, allora tenuta segretissima, ma che fu raccolta
-dalla storia, non pervenne alle orecchie dei cortigiani, e non influì
-altrimenti che per l'assenza di Napoleone sulla gajezza della festa
-del conte di Gondreville. Le più belle donne di Parigi, affrettatesi a
-recarsi da lui, sulla fede di una diceria, vi facevano in quel momento
-una gara di lusso, civetteria, abbigliamenti e bellezza. Orgogliosa
-delle sue ricchezze, la banca vi sfidava gli splendidi generali ed i
-grandi uffiziali dell'impero, recentemente rimpinziti di croci, titoli
-e decorazioni.
-
-Questi grandi balli erano sempre occasioni colte dalle famiglie ricche
-per produrvi le loro ereditiere agli occhi dei pretoriani di Napoleone,
-nella folle speranza di cambiare le magnifiche loro doti contro un
-incerto favore. Le donne che si credevano abbastanza forti della
-sola loro beltà venivano a provarne la potenza. Là, come altrove, il
-divertimento non era che una maschera. I volti sereni e ridenti, le
-fronti calme nascondevano calcoli odiosi; le dichiarazioni d'amicizia
-erano menzogne, e più di un personaggio diffidava meno de' suoi nemici
-che degli amici. Queste osservazioni erano necessarie per spiegare
-i fatti del piccolo imbroglio, soggetto di questa scena, per quanto
-mitigata, dei costumi che regnavano allora nei saloni di Parigi.
-
-— Volgete un po' gli occhi verso quella colonna spezzata che porta un
-candelabro, non vedete una giovine donna, pettinata alla Chinese? Là,
-nell'angolo a sinistra. Essa ha delle campanule azzurre nel mazzo di
-capelli castani che cadono a fiotti sulla sua testa. Non vedete? è così
-pallida che la si crederebbe sofferente, è graziosa e molto piccina;
-in questo momento volge la testa verso di noi; i suoi occhi azzurri,
-tagliati a mandorla ed incantevolmente soavi, pajono fatti apposta
-per piangere. Ma, guardate! ella si abbassa per guardare madama de
-Vaudremont attraverso questo dedalo di teste sempre in moto, le cui
-alte pettinature le intercettano la visuale.
-
-— Ah! ci sono, caro mio. Tu non avevi che a indicarmela come la più
-bianca di tutte le donne che sono qui, e l'avrei riconosciuta; essa
-ha la più bella carnagione ch'io abbia mai ammirata. Da qui ti sfido
-a distinguere sul suo collo le perle che separano ognuno degli zaffiri
-della sua collana. Ma essa deve avere della virtù o della civetteria,
-giacchè è molto se i merletti del suo corsetto permettono di sospettare
-la bellezza dei contorni Che spalle, che bianchezza di giglio!
-
-— Chi è? chiese, quello che aveva parlato per il primo.
-
-— Non lo so.
-
-— Aristocratico! volete dunque, Montcornet, tenervele tutte per voi?
-
-— Ti sta bene il burlarmi! rispose Montcornet sorridendo. Credi avere
-il diritto di insultare un povero generale come me, perchè, rivale
-fortunato di Soulanges, tu non fai una sola piroetta che non allarmi
-madama di Vaudremont? Oppure è perchè io non sono arrivato che da un
-mese nella terra promessa? Siete ben insolenti voi altri amministratori
-che restate inchiodati sulle vostre sedie mentre noi siamo in mezzo
-alle bombe. Via, signor referendario, lasciateci spigolare nel campo il
-cui possesso precario non vi resta che al momento in cui noi altri lo
-abbandoniamo. Che diamine! bisogna che tutti vivano! Amico mio, se tu
-conoscessi i tedeschi, mi faresti, io credo, qualche servizio presso la
-parigina che ti è cara.
-
-— Generale, poichè voi avete onorata della vostra attenzione questa
-donna che vedo qui per la prima volta, abbiate la carità di dirmi se
-l'avete vista a ballare.
-
-— Eh, mio caro Marziale, da dove vieni? Se ti mandano in ambasciata,
-auguro male dei tuoi successi. Non vedi tre ranghi delle più intrepide
-civette di Parigi fra essa e lo sciame dei ballerini che ronza sotto il
-lampadario, e non hai avuto bisogno del tuo occhialetto per scoprirla
-all'angolo di quella colonna, ove pare sepolta nell'oscurità, ad
-onta delle candele che brillano sopra la sua testa? Fra essa e noi
-scintillano tanti occhi e tanti diamanti, ondeggiano tante piume, tanti
-merletti, fiori e treccie, che sarebbe un vero miracolo se qualche
-ballerino potesse scorgerla in mezzo a questi astri. Come, Marziale,
-non hai tu indovinata la moglie di qualche sottoprefetto della Lippe o
-della Dyle, che viene a tentare di rendere prefetto il suo marito?
-
-— Oh! lo sarà, disse con vivacità il referendario.
-
-— Ne dubito, replicò il colonnello del corazzieri ridendo, sembra così
-nuova all'intrigo come tu alla diplomazia. Scommetto, Marziale, che tu
-non sai perchè si trova là.
-
-Il referendario guardò il colonnello dei corazzieri della guardia con
-un'aria che dava a divedere altrettanta indifferenza quanta curiosità.
-
-— Ebbene, disse Montcornet continuando, ella sarà senza dubbio arrivata
-alle nove precise, forse la prima, e probabilmente avrà imbarazzato
-molto la contessa di Gondreville la quale non sa cucire due idee.
-Respinta dalla padrona di casa, cacciata di sedia in sedia da qualche
-nuova arrivata, fino nelle tenebre di questo cantuccio, ella vi si
-sarà lasciata chiudere, vittima della gelosia di queste dame che non
-avranno chiesto di meglio che seppellire così quella figura pericolosa.
-Essa non avrà avuto amici per incoraggiarla a difendere la piazza
-che ha dovuto occupare di tratto in prima linea; ognuna di queste
-perfide danzatrici avrà intimato agli uomini della sua congrega di non
-impegnare la nostra povera amica, sotto pena di terribili castighi.
-Ecco, mio caro, come questi esseri così teneri e candidi in apparenza
-avranno stretta la loro coalizione contro l'incognita; e ciò senza
-che alcune di quelle donne si sia detto altro che: — Conoscete voi,
-mia cara, quella piccola dama azzurra? To', Marziale, se tu vuoi
-in un quarto d'ora essere soprafatto di occhiate lusinghiere e di
-interrogazioni provocanti più che forse non ne riceverai in tutta la
-tua vita, tenta di forzare la triplice barriera che difende la regina
-della Dyle, della Lippe, o della Charente. Vedrai se la più stupida
-di queste donne non saprà trovare al momento un'astuzia capace di
-trattenere l'uomo più determinato a mettere in luce la nostra gemente
-incognita. Non ti pare che abbia un po' l'aria di un'elegia?
-
-— Vi pare, Montcornet? sarebbe dunque una donna maritata?
-
-— Perchè non sarebbe vedova?
-
-— Sarebbe più attiva, disse ridendo il referendario.
-
-— Forse è una vedova il cui marito giuoca alla _bouillotte_, replicò il
-bel corazziere.
-
-— Infatti dopo la pace, vi sono tante di queste vedove! rispose
-Marziale. Ma, mio caro Montcornet, noi siamo due ingenui. Quella testa
-manifesta ancora troppa innocenza, respira ancora troppa gioventù e
-freschezza sulla fronte e intorno alle tempie, perchè sia una donna.
-Che toni di carne vigorosi! nulla di logoro nei rilievi del naso. Le
-labbra, il mento, tutto in questa figura è fresco come un bottone di
-rosa bianca, benchè la fisionomia ne sia come velata dalle nubi della
-tristezza. Cosa può far piangere questa giovinetta?
-
-— Le donne piangono tanto per poco, disse il colonnello.
-
-— Non so, riprese Marziale, ma ella non piange per essere là senza
-ballare; il suo cordoglio non data da oggi; si vede che per questa sera
-si è fatta bella con premeditazione. Essa ama già, lo scommetterei.
-
-— Bah! forse è la figlia di qualche principuccio di Germania; nessuno
-le parla, disse Montcornet.
-
-— Ah! come è disgraziata una povera ragazza! replicò Marziale. Si può
-avere più grazia e più finezza della nostra incognita? Ebbene, non
-una delle megere che le stanno intorno, e che si dicono sensibili, le
-rivolgerà la parola. Se parlasse, vedremmo se i suoi denti sono belli.
-
-— Oh, oh, tu bolli come il latte alla minima elevazione di temperatura!
-gridò il colonnello, un po' piccato di trovare così presto un rivale
-nel suo amico.
-
-— Come, disse il referendario, senza accorgersi dell'interrogazione del
-generale, e dirigendo l'occhialino su tutte le persone che stavano loro
-d'intorno, come! nessuno qui potrà nominarci questo fiore esotico?
-
-— Eh, sarà qualche damigella di compagnia, gli disse Montcornet.
-
-— Buono! una damigella di compagnia che porta zaffiri degni d'una
-regina ed un abito di _malines_! Contatela ad altri, generale. Anche
-voi non sareste molto forte in diplomazia se nei vostri apprezzamenti
-passaste in un momento dalla principessa tedesca alla damigella di
-compagnia.
-
-Il generale Montcornet fermò per il braccio un ometto grasso, i cui
-capelli mezzo grigi e gli occhi intelligenti si vedevano nei vani di
-tutte le porte e che si mischiava senza complimenti ai diversi gruppi,
-nei quali era accolto con rispetto.
-
-— Gondreville, caro amico, gli disse Montcornet, chi è quella graziosa
-donnina seduta laggiù sotto quell'immenso candelabro?
-
-— Il candelabro? Ravrio, mio caro, me ne ha dato il disegno Isabey.
-
-— Oh! ho già riconosciuto il tuo gusto ed il tuo fasto nel mobilio, ma
-la donna?
-
-— Ah! non la conosco. Sarà senza dubbio un'amica di mia moglie.
-
-— O la tua amante, vecchio briccone.
-
-— No, parola d'onore! La contessa di Gondreville è la sola donna capace
-di invitare persone che nessuno conosce.
-
-Ad onta di questa osservazione piena d'acrimonia, il grosso ometto
-conservò sulle sue labbra il sorriso di soddisfazione interna che vi
-aveva fatto nascere la supposizione del colonnello dei corazzieri.
-Costui raggiunse in un gruppo vicino il referendario occupato,
-ma inutilmente, a cercare notizie sulla sconosciuta. Lo prese pel
-braccio e gli disse all'orecchio: — Mio caro Marziale, sta in guardia!
-Madama di Vaudremont ti osserva da alcuni minuti con un'attenzione
-deplorabile; è donna da indovinare, al movimento solo delle tue
-labbra, ciò che tu mi dicesti; i nostri gesti sono già stati troppo
-significativi, ella ne ha benissimo scoperta e seguita la direzione, ed
-io la credo in questo momento più occupata di noi stessi della piccola
-dama azzurra.
-
-— Vecchia astuzia di guerra, mio caro Montcornet. Del resto che
-m'importa? Io sono come l'imperatore; quando faccio delle conquiste le
-mantengo.
-
-— Marziale! la tua fatuità ha bisogno di una lezione. Come! borghese,
-tu hai l'onore di essere il marito designato di madama de Vaudremont,
-una vedova di ventidue anni, che ha la miseria di quattromila napoleoni
-di rendita, di una donna che ti mette in dito dei diamanti belli come
-questo, aggiunse prendendo la mano sinistra del referendario che
-gliela abbandonò con compiacenza, ed hai ancora la pretesa di fare
-il Lovelace, come se fossi colonnello e costretto a mantenere nelle
-guarnigioni la riputazione militare! Ohibò! Ma rifletti dunque a tutto
-ciò che puoi perdere.
-
-— Almeno non perderò la mia libertà, replicò Marziale con un riso
-forzato.
-
-Gettò uno sguardo appassionato a madama de Vaudremont la quale non gli
-rispose che con un sorriso pieno d'inquietudine, giacchè aveva visto il
-colonnello esaminare l'anello del referendario.
-
-— Ascolta, Marziale, ripresa il colonnello, se tu volteggi intorno alla
-mia giovane sconosciuta, io intraprenderò la conquista di madama de
-Vaudremont.
-
-— Permesso, caro corazziere, ma voi non otterrete nulla, disse il
-giovine referendario mettendo la nitida unghia del suo pollice sotto
-uno del denti superiori, e cavandone un piccolo strepito motteggiatore.
-
-— Pensa che io sono celibe, riprese il colonnello, che la mia spada è
-tutta la mia fortuna, e che sfidarmi così è mettere Tantalo a sedere
-davanti ad un banchetto che divorerà.
-
-— Prrr!
-
-Questo insolente cumolo di consonanti fu la risposta alla provocazione
-del generale. La moda di quel tempo obbligava un uomo a portare al
-ballo i calzoni di casimiro bianco e le calze di seta. Questo grazioso
-costume metteva in rilievo la perfezione delle forme di Montcornet,
-allora in età di trentacinque anni, e che attirava gli sguardi per
-l'alta statura obbligatoria nei corazzieri della guardia imperiale,
-la cui bell'uniforme dava maggior risalto alla sua imponenza, ancora
-giovane ad onta della pinguedine che doveva all'equitazione. I suoi
-baffi neri completavano l'espressione franca di una faccia veramente
-militare la cui fronte era larga e scoperta, il naso aquilino, la
-bocca vermiglia. I modi di Montcornet, improntati di una certa nobiltà
-dovuta all'abitudine del comando, potevano piacere ad una donna che
-avesse avuto il buon senso di non fare di suo marito uno schiavo. Il
-colonnello sorrise guardando il referendario, uno dei suoi migliori
-amici di collegio, la cui piccola statura svelta l'obbligò, per
-rispondere alla sua canzonatura, ad abbassare un po' l'amichevole sua
-occhiatina.
-
-Il barone Marziale De la Roche-Hugon era un giovane provenzale
-che Napoleone proteggeva e sembrava designare per qualche pomposa
-ambasciata. Egli aveva sedotto l'imperatore con una compiacenza
-italiana, col genio dell'intrigo, con quell'eloquenza da salone e
-quella scienza dei modi che surrogano tanto facilmente le qualità
-eminenti di un uomo solido. Benchè vivace e giovane, la sua figura
-possedeva già lo splendore immobile della latta, una delle qualità
-indispensabili ai diplomatici e che permette loro di nascondere
-le proprie emozioni, di mascherare i sentimenti, se pure questa
-impassibilità non annunzia in essi l'assenza di ogni emozione e la
-morte dei sentimenti.
-
-Si può considerare il cuore dei diplomatici come un problema
-insolubile, giacchè i tre più illustri ambasciatori dell'epoca si sono
-segnalati per la persistenza nell'odio e per le affezioni romanzesche.
-Tuttavia Marziale apparteneva a quella classe d'uomini capaci di
-calcolare il loro avvenire in mezzo ai più ardenti piaceri; egli aveva
-già giudicato il mondo ed occultata la sua ambizione sotto la fatuità
-dall'uomo fortunato in amore, mascherando il suo talento sotto la
-livrea della mediocrità, dopo aver osservato la rapidità con cui si
-avanzavano le persone che davano un po' d'ombra al padrone.
-
-I due amici furono costretti a lasciarsi dandosi una cordiale stretta
-di mano. Il ritornello che preveniva le dame di formare le quadriglie
-di una nuova contradanza, cacciò gli uomini dal vasto spazio in cui
-stavano discorrendo in mezzo alla sala. Questa rapida conversazione,
-tenuta nell'intervallo che separa sempre le contradanze, ebbe luogo
-davanti al camino del gran salone del palazzo Gondreville. Le domande e
-risposte di questa chiacchierata, abbastanza comune in un ballo, erano
-state come susurrate da ciascuno dei due interlocutori all'orecchio del
-vicino. Tuttavia le girandole e i candelabri del camino spandevano sui
-due amici una luce così abbondante, che le loro figure troppo vivamente
-illuminate non poterono nascondere, malgrado la loro discrezione
-diplomatica, l'impercettibile espressione dei loro sentimenti, nè
-all'astuta contessa, nè alla candida sconosciuta. Questo spionaggio del
-pensiero è forse per gli oziosi uno dei piaceri che trovano nel mondo,
-mentre tante ingenue vittime vi si annojano senza osare di convenirne.
-
-Per comprendere tutto l'interesse di questa conversazione è necessario
-raccontare un avvenimento che per invisibili legami andava a
-congiungersi coi personaggi di questo piccolo dramma, allora sparsi nel
-salone. Alle undici di sera circa, nel momento in cui le danzatrici
-riprendevano i loro posti, la società del palazzo Gondreville aveva
-veduto apparire la più bella donna di Parigi, la regina della moda,
-la sola che mancasse a quella splendida riunione. Essa si faceva una
-legge di non mai arrivare che nel momento in cui le sale offrivano
-quel movimento animato che non permette alle donne di conservare
-a lungo la freschezza del volto nè quello della toeletta. Questo
-momento rapido è come la primavera del ballo. Un'ora dopo, quando
-il piacere è passato, quando sopraggiunge la stanchezza, tutto vi è
-logoro. Madama de Vaudremont non commetteva mai il fallo di restare
-ad una festa per mostrarvi dei fiori languenti, dei ricci cadenti,
-delle guarnizioni sciupate, con una figura simile a tutte quelle che,
-incalzate dal sonno, non sempre lo ingannano. Essa si guardava bene di
-lasciar vedere, come le sue rivali, la sua bellezza sonnolente; sapeva
-sostenere abilmente la sua riputazione di civetteria, ritirandosi
-sempre da un ballo altrettanto brillante come quando vi era entrata.
-Le donne si dicevano all'orecchio con un sentimento d'invidia che
-preparava e metteva tante toelette quanti balli vi erano in una sera.
-Questa volta madama de Vaudremont non doveva essere padrona di lasciare
-a suo capriccio il salone dove arrivava allora trionfalmente. Fermatasi
-un istante sulla porta, gettò degli sguardi osservatori, benchè rapidi,
-sulle donne, i cui abbigliamenti furono tosto studiati affine di
-convincersi che il suo li eclisserebbe tutti.
-
-La celebre civetta si offerse all'ammirazione dell'adunanza, condotta
-da uno dei più bravi colonnelli dell'artiglieria della guardia, un
-favorito dell'imperatore, il conte di Soulanges. L'unione momentanea
-e fortuita di questi due personaggi ebbe senza dubbio qualche cosa di
-misterioso. Udendo annunziare il signor di Soulanges e la contessa di
-Vaudremont, alcune donne che facevano tappezzeria si alzarono, e alcuni
-uomini passati nella sala vicina si affollarono alle porte delta sala
-principale. Uno di quei burloni, che non mancano mai in queste numerose
-riunioni, vedendo entrare la contessa ed il suo cavaliere disse: —
-«Ora le donne avevano altrettanta curiosità di contemplare un uomo
-fedele alla sua passione, come gli uomini di esaminare una bella donna
-difficile a conservare.» Benchè il conte di Soulanges, giovane di circa
-trentadue anni, fosse dotato di quel temperamento nervoso che produce
-nell'uomo le grandi qualità, le sue forme gracili e la sua tinta
-pallida prevenivan poco in suo favore; i suoi occhi neri annunziavano
-molta vivacità, ma in società era taciturno, e nulla in lui rivelava
-uno di quei talenti oratorii che dovevano brillare alla destra nelle
-assemblee legislative della Ristorazione. La contessa di Vaudremont,
-donna alta, leggiermente pingue, d'una pelle splendida per bianchezza,
-che portava bene la sua testolina, e possedeva l'immenso vantaggio di
-inspirare l'amore colla gentilezza dei modi, era di quelle creature
-che mantengono tutte le promesse fatte dalla loro bellezza. Quella
-coppia, divenuta per alcuni momenti oggetto dell'attenzione generale,
-non lasciò lungo tempo il campo alla curiosità di esercitarsi sul suo
-conto. Il colonnello e la contessa pareva comprendessero perfettamente
-che il caso li aveva messi in una posizione imbarazzante. Vedendoli
-avanzarsi, Marziale si slanciò nel gruppo di uomini che occupava il
-posto al camino, per osservare attraverso le teste che gli facevano
-una specie di barriera, madama de Vaudremont coll'attenzione gelosa che
-dà il primo fuoco della passione: una voce segreta sembrava dirgli che
-il successo di cui s'inorgogliva era forse precario; ma il sorriso di
-fredda cortesia con cui la contessa ringraziò il signor De Soulanges
-ed il gesto che fece per congedarlo sedendosi presso madama de
-Gondreville, distesero tutti i muscoli che la gelosia aveva contratti
-sul suo volto. Tuttavia, vedendo in piedi a due passi dal canapè
-sul quale trovavasi madama de Vaudremont, Soulanges, che pareva non
-comprendere lo sguardo con cui la giovine civetta gli aveva detto che
-essi rappresentavano l'uno e l'altra una parte ridicola, il provenzale
-dalla testa vulcanica tornò ad aggrottare le nere sopraciglia che
-ombreggiavano i suoi occhi azzurri, carezzò, per darsi un po' di
-contegno, i ricci dei suoi capelli bruni, e senza tradire l'emozione
-che gli faceva palpitare il cuore, sorvegliò il modo in cui si
-conducevano la contessa ed il signor de Soulanges, pure scherzando coi
-vicini; fu allora che strinse la mano al colonnello, il quale veniva a
-rinnovare con esso la conoscenza; ma l'ascoltò senza intenderlo, tanto
-era preoccupato. Soulanges gettò occhiate tranquille sulla quadrupla
-fila di donne che incorniciava l'immenso salone del senatore, ammirando
-quella decorazione di diamanti, di rubini, di perle, di manipoli d'oro
-e di teste adorne il cui splendore faceva quasi impallidire i lumi
-delle candele, il cristallo dei candelabri e le dorature.
-
-La calma noncurante del suo rivale fece perdere la bussola al
-referendario. Incapace di moderare la segreta impazienza che lo
-trasportava, Marziale si avanzò alla volta di madama de Vaudremont
-per salutarla. Quando comparve il provenzale, Soulanges gli lanciò
-uno sguardo torbido e stornò con atto impertinente la testa. Un grave
-silenzio regnò nella sala in cui la curiosità era al colmo. Tutte le
-teste tese presentavano i sentimenti più bizzarri; ognuno attendeva e
-temeva uno di quegli scandali che le persone bene educate si guardano
-sempre dal provocare. Tutto a un tratto la pallida figura del conte
-divenne rossa come lo scarlatto delle sue pistagne, ed i suoi sguardi
-si abbassarono d'un tratto a terra per non lasciare indovinare il
-soggetto del suo turbamento. Vedendo la sconosciuta modestamente
-situata al piede del candelabro, passò con aria triste dinanzi al
-referendario e si rifugiò in una delle sale da giuoco. Marziale e
-l'assemblea credettero che Soulanges gli cedesse pubblicamente il posto
-per paura del ridicolo che si attacca sempre agli amanti detronizzati.
-Il referendario rialzò fieramente la testa, guardò la sconosciuta, poi,
-quando si assise con tutta disinvoltura presso madama de Vaudremont,
-l'ascoltò con aria tanto distratta che non udì queste parole
-pronunziate dalla civetta sotto il ventaglio: — Marziale, mi farete il
-piacere di non portare questa sera l'anello che mi avete carpito. Ho
-le mie ragioni, e ve le spiegherò fra breve, quando ci ritireremo. Mi
-darete il braccio per andare dalla principessa di Wagram.
-
-— Perchè avete accettato il braccio del colonnello? chiese il barone.
-
-— Lo incontrai sotto il peristilio, ella rispose; ma lasciatemi, ci
-guardano tutti.
-
-Marziale raggiunse il colonnello dei corazzieri. La piccola dama
-azzurra divenne allora il vincolo comune dell'inquietudine che agitava
-ad un tempo e così diversamente il corazziere, Soulanges, Marziale
-e la contessa di Vaudremont. Quando i due amici si erano separati
-lanciandosi la sfida che chiuse la loro conversazione, il referendario
-mosse verso madama de Vaudremont e seppe collocarla nel mezzo della più
-brillante quadriglia. Mercè quella specie d'ebrezza in cui una donna
-è sempre immersa dalla danza, ed il moto del ballo in cui gli uomini
-si mostrano col ciarlatanismo della toeletta, la quale non dà loro
-minori attrattive che alle donne, Marziale credette potersi abbandonare
-impunemente all'incanto che lo trascinava verso l'incognita. Se riuscì
-a sottrarre all'attività inquieta degli occhi della contessa i primi
-sguardi che gettò sulla dama azzurra fu ben tosto sorpreso in flagrante
-delitto, e, se fece scusare una prima preoccupazione, non giustificò
-l'impertinente silenzio che oppose più tardi alla più seducente delle
-interrogazioni che una donna possa rivolgere ad un uomo: Mi amate
-questa sera? Più egli era distratto, più la contessa si mostrava
-stringente ed importuna. Mentre Marziale ballava, il colonnello andò
-di gruppo in gruppo cercando notizie sulla giovine sconosciuta. Dopo
-avere stancata la compiacenza di tutte le persone, ed anche quella
-degli indifferenti, si decideva ad approfittare d'un momento in cui la
-contessa di Gondreville pareva libera, per chiedere ad essa medesima
-il nome di quella dama misteriosa, quando scoperse un leggiero vuoto
-fra la colonna spezzata che sosteneva il candelabro e i due divani
-che vi mettevano capo. Il colonnello approfittò del momento in cui la
-danza lasciava vacante una parte delle sedie che formavano parecchie
-linee fortificate difese da mamme o donne in età, ed imprese ad
-attraversare quella palizzata coperta di scialli e fazzoletti. Cominciò
-a complimentare le vedove; poi, di donna in donna, di galanteria in
-galanteria finì per raggiungere presso l'incognita il posto vuoto. A
-rischio d'impigliarsi nei grifoni e nei draghi dell'immenso candelabro,
-si mantenne là sotto il fuoco della cera, con gran dispetto di
-Marziale. Troppo astuto per interpellare di primo tratto la piccola
-dama azzurra che aveva alla destra, il colonnello cominciò col dire
-ad una signora, grande, abbastanza brutta, che era seduta alla sua
-sinistra: — È questo, signora, un magnifico ballo! Che lusso! che
-movimento! Parola d'onore, le donne sono tutte belle! Se voi non
-ballate, gli è senza dubbio che non ne avete voglia.
-
-Questa insipida conversazione intavolata dal colonnello aveva per
-iscopo di far parlare la sua vicina di destra, che, silenziosa e
-preoccupata, non gli porgeva la menoma attenzione. L'ufficiale teneva
-in riserva una quantità di frasi che dovevano finire con un: E voi
-madama? sul quale contava molto. Ma ebbe una strana sorpresa vedendo
-alcune lagrime negli occhi della sconosciuta, che pareva interamente
-assorta in madama de Vaudremont.
-
-— La signora è senza dubbio maritata? arrischiò alla fine il colonnello
-Montcornet con voce titubante.
-
-— Sì, signore, rispose l'incognita.
-
-— E vostro marito è qui senza dubbio?
-
-— Sì, signore.
-
-— E allora perchè restate a questo posto? forse per civetteria?
-
-L'afflitta sorrise tristamente.
-
-— Accordatemi l'onore, madama, di essere vostro cavaliere per la
-contradanza che segue, e certo non vi ricondurrò qui. Vedo presso il
-camino un posto vuoto, venite. Quando tanta gente ha tutta la smania
-di dominare, e la follia del giorno è la monarchia, non capisco perchè
-voi rifiutereste di accettare il titolo di regina del ballo, che pare
-spetti alla vostra bellezza.
-
-— Signore, io non ballerò.
-
-L'intonazione secca delle risposte di quella donna era così
-scoraggiante, che il colonnello si vide costretto ad abbandonare la
-piazza. Marziale, che indovinò l'ultima domanda del colonnello ed il
-rifiuto che gli toccava, si mise a sorridere e si accarezzò il mento
-facendo brillare l'anello che aveva in dito.
-
-— Di che cosa ridete? gli disse la contessa de Vaudremont.
-
-— Dell'insuccesso del povero colonnello, che ha fatto un passo da
-collegiale....
-
-— Vi avevo pregato di togliervi l'anello, disse la contessa
-interrompendolo.
-
-— Non l'avevo capito.
-
-— Se non capite nulla questa sera, sapete però veder tutto, replicò
-madama de Vaudremont alquanto piccata.
-
-— Ecco un giovane che mostra un brillante molto bello, disse allora la
-sconosciuta al colonnello.
-
-— Magnifico, egli rispose; quel giovine è il barone Marziale de la
-Roche-Hugon, uno de' miei migliori amici.
-
-— Vi ringrazio d'avermi detto il suo nome, ella replicò; mi sembra
-molto gentile.
-
-— Sì, ma è un po' leggiero.
-
-— Si direbbe che sia in buoni rapporti colla contessa di Vaudremont,
-chiese la giovine signora interrogando cogli occhi il colonnello.
-
-— Nei migliori!
-
-La sconosciuta impallidì.
-
-— Via, pensò il militare, essa ama quel diavolo di Marziale.
-
-— Credevo che madama de Vaudremont fosse da tempo impegnata col signor
-de Soulanges, soggiunse la giovin donna un po' rimessa dal cruccio
-interno che aveva alterato lo splendore del suo viso.
-
-— Da otto giorni la contessa lo burla, rispose il colonnello. Ma dovete
-aver visto quel povero Soulanges quando entrò; tenta ancora di non
-credere alla sua sfortuna.
-
-— L'ho veduto, disse la dama azzurra. Poi aggiunse un: «signore, vi
-ringrazio,» che equivaleva ad un congedo.
-
-In quel momento la contradanza stava per finire, e il colonnello,
-deluso, non ebbe che il tempo di ritrarsi dicendosi a modo di
-consolazione: — È maritata.
-
-— Ebbene! valoroso corazziere, esclamò il barone trascinando il
-colonnello nel vano d'una finestra per respirarvi l'aria pura dei
-giardini, a che punto siete?
-
-— È maritata, mio caro
-
-— E che cosa importa?
-
-— Oh diavolo! io sono un uomo costumato, e non voglio più rivolgermi
-che alle donne le quali posso sposare. D'altronde, Marziale, mi ha
-formalmente dimostrata l'intenzione di non ballare.
-
-— Colonnello, scommettiamo il vostro leardo contro cento napoleoni che
-questa sera ballerà con me.
-
-— Accetto, disse il colonnello prendendo la mano del vagheggino.
-Intanto vado a vedere Soulanges; egli forse conosce questa dama, che mi
-parve si interessasse di lui.
-
-— Mio bravo, avete perduto, disse Marziale ridendo. I miei occhi si
-sono incontrati coi suoi, e me ne intendo; Caro colonnello, non ve ne
-avrete a male se ballerò con lei dopo il rifiuto che vi è toccato.
-
-— No, no, riderà bene chi riderà ultimo. Del resto, Marziale, io sono
-bel giuocatore e buon nemico; vi prevengo che essa ama i diamanti.
-
-Ciò detto, i due amici si separarono. Il generale Montcornet si diresse
-verso la sala da giuoco, ove vide il conte di Soulanges seduto ad un
-tavolo di _bugliotta_. Benchè fra i due colonnelli non esistesse che
-quell'amicizia banale che è determinata dai pericoli della guerra e
-dai doveri del servizio, il colonnello dei corazzieri fu dolorosamente
-colpito nel vedere il colonnello d'artiglieria, che conosceva per
-uomo saggio, impegnato in una partita nella quale poteva rovinarsi.
-I mucchi d'oro e di biglietti sparsi sul fatale tappeto attestavano
-il furore del giuoco. Un circolo silenzioso d'uomini circondava i
-giuocatori che erano al tavolo. Tutti si udivano pronunciare parole
-come: _Passo, giuoco, tengo, mille luigi, tenuti_; ma guardando quei
-cinque individui immobili pareva non parlassero che cogli occhi. Quando
-il colonnello, spaventato dal pallore di Soulanges, s'avvicinò a lui,
-il conte guadagnava. L'ambasciatore austriaco, un celebre banchiere,
-si alzava completamente spogliato di somme considerevoli. Soulanges
-divenne ancora più cupo e, raccogliendo una massa d'oro e di biglietti,
-non contò nemmeno: un amaro dispetto increspo le sue labbra: pareva
-minacciasse la fortuna invece di ringraziarla dei suoi favori.
-
-— Coraggio, gli disse il colonnello, coraggio Soulanges! Poi, credendo
-di fargli un vero servizio strappandolo al giuoco. — Venite, aggiunse,
-ho una buona notizia a darvi, ma ad una condizione.
-
-— Quale? chiese Soulanges.
-
-— Quella di rispondere a quanto vi chiederò.
-
-Il conte di Soulanges si alzò bruscamente, mise con aria incurante
-quanto aveva guadagnato in un fazzoletto che aveva tormentato
-convulsivamente, ed il suo viso era così stravolto, che nessun
-giuocatore pensò di trovare fuori di proposito che si ritirasse. Anzi
-i volti degli altri parvero rasserenarsi quando quella testa sgarbata e
-triste non fu più nel cerchio luminoso che descriveva al di sopra della
-tavola una lampada da _bugliotta_.
-
-— Questi diavoli di militari se la intendono come i ladri in fiera,
-disse a voce alta un diplomatico della galleria prendendo il posto del
-colonnello.
-
-Una sola figura smorta e stanca si volse verso il sopraggiunto, e gli
-disse lanciandogli uno sguardo vivacissimo: — Chi dice militare, non
-dice civile, signor ministro.
-
-— Mio caro, disse Montcornet a Soulanges attirandolo in un canto,
-questa mattina l'imperatore ha fatto i vostri elogi e la vostra
-promozione al maresciallato non è più dubbia.
-
-— Il padrone non ama l'artiglieria.
-
-— Sì, ma adora la nobiltà, e voi siete un ex! Il padrone, riprese
-Montcornet, disse che quelli i quali si erano ammogliati a Parigi
-durante la campagna non dovevano essere considerati come in disgrazia.
-Ebbene?
-
-Il conte di Soulanges pareva non capir nulla di questo discorso.
-
-— Orsù, spero adesso, continuò il colonnello, che mi direte se
-conoscete una graziosa donnina seduta ai piedi d'un candelabro...
-
-A quelle parole gli occhi del conte si animarono. Prese con tutta
-violenza la mano del colonnello: — Mio caro generale, gli disse con
-accento sensibilmente alterato, se altri fuori di voi mi facesse questa
-domanda, gli spaccherei il cranio con questa massa d'oro. Lasciatemi,
-ve ne prego. Questa sera ho più voglia di bruciarmi le cervella che...
-Odio tutto ciò che vedo. Quindi parto. Questa gioja, questa musica,
-queste faccie stupide che ridono mi assassinano.
-
-— Mio povero amico, riprese con voce dolce Montcornet, battendo
-amichevolmente sulla mano di Soulanges; voi siete appassionato! Che
-direste dunque se vi facessi sapere che Marziale pensa tanto poco a
-madama de Vaudremont, da essere innamorato di quella damina?
-
-— Se le parla, gridò Soulanges balbettando per la rabbia, lo spianerò
-come il suo portafogli, quand'anche quel balordo fosse nel circolo
-dell'imperatore.
-
-E il conte cadde come annientato sulla poltrona verso la quale il
-colonnello l'aveva condotto. Quest'ultimo si ritirò lentamente,
-essendosi accorto che Soulanges era in preda ad una collera troppo
-violenta perchè potessero calmarlo o gli scherzi o le cure di
-un'amicizia superficiale. Quando il colonnello Montcornet rientrò nel
-gran salone del ballo, madama de Vaudremont fu la prima persona che si
-presentò agli occhi suoi, e notò sul suo volto, d'ordinario così calmo,
-le traccie di un'agitazione mal celata. Vicino ad essa era vacante una
-sedia; il colonnello andò a sedervisi.
-
-— Scommetto che avete dei dispiaceri, egli disse.
-
-— Un'inezia, generale. Vorrei essere via di qui; ho promesso di
-assistere al ballo della granduchessa di Bug, e bisogna che prima vada
-dalla principessa di Wagram. Il signor De la Roche-Hugon, che lo sa, si
-diverte a civettare colle vedove.
-
-— Non è proprio questo il soggetto della vostra inquietudine, e
-scommetto cento luigi che questa sera resterete qui.
-
-— Impertinente!
-
-— Ho dunque detto la verità?
-
-— Ebbene! che cosa penso? riprese la contessa dando un colpo di
-ventaglio sulle dita del colonnello. Se lo indovinate, sono capace di
-ricompensarvi.
-
-— Non accetto la sfida; avrei troppe probabilità favorevoli.
-
-— Presuntuoso!
-
-— Voi temete di vedere Marziale ai piedi...
-
-— Di chi? domandò la contessa ostentando sorpresa.
-
-— Di quel candelabro, rispose il colonnello mostrando la bella
-incognita, e guardando la contessa con un'attenzione che la impacciava.
-
-— Avete indovinato, rispose la civetta celandosi il viso sotto il
-ventaglio, col quale si mise a giuocare. La vecchia dama di Grandlieu,
-che, come sapete, è maliziosa al pari di una scimia, riprese dopo
-un momento di silenzio, mi ha detto poco fa che il signor De la
-Roche-Hugon correva dei pericoli a corteggiare quella sconosciuta che
-si trova qui come una guastafeste. Preferirei vedere la morte anzichè
-questa figura crudelmente bella e pallida come una visione. È il mio
-cattivo genio. Madama di Grandlieu, continuò dopo essersi lasciato
-sfuggire un atto di dispetto, che non va al ballo se non per veder
-tutto fingendo di dormire, mi ha terribilmente inquietata. Marziale mi
-pagherà caro il tiro che mi giuoca. Tuttavia, generale, poichè è vostro
-amico, impegnatelo a non darmi dei dispiaceri.
-
-— Ho veduto un uomo che si propone nientemeno che di bruciargli le
-cervella se si rivolge a quella damina. Quell'uomo, madama, mantiene
-la parola. Ma io conosco Marziale; siffatti pericoli sono altrettanti
-incoraggiamenti. Vi ha di più: noi abbiamo scommesso... e qui abbassò
-la voce.
-
-— Davvero? chiese la contessa.
-
-— Sul mio onore.
-
-— Grazie, generale, rispose madama de Vaudremont lanciandogli
-un'occhiata piena di civetteria.
-
-— Mi farete l'onore di ballare con me?
-
-— Sì, ma la seconda contradanza. Durante questa voglio sapere dove può
-finire questo intrigo, e sapere chi è quella piccola dama azzurra; ha
-l'aria di una donna di spirito.
-
-Il colonnello, vedendo che madama di Vaudremont voleva restar sola, si
-allontanò, soddisfatto di avere cominciato così bene il suo assedio.
-
-Si incontrano nelle feste alcune signore le quali, come madama di
-Grandlieu, sono là al pari di vecchi marinai occupati sulla riva del
-mare a contemplare i giovani marinai alle prese colle tempeste. In quel
-momento madama di Grandlieu, che pareva interessarsi ai personaggi di
-questa scena, potè facilmente indovinare la lotta a cui era in preda
-la contessa. La giovine civetta aveva un bel farsi vento con grazia,
-sorridere a tutti i giovani che la salutavano ed usare tutte le astuzie
-di cui si serve una donna per occultare la sua emozione; la vedova, una
-delle più perspicaci e maliziose duchesse che il secolo diciottesimo
-avesse legate al decimonono, sapeva leggere nel suo cuore e nel suo
-pensiero. La vecchia dama pareva conoscesse i movimenti impercettibili
-che rivelano le affezioni dell'animo. La piega più leggiera di quella
-fronte bianca e pura, il più insensibile trasalire delle guancie, i
-moti delle sopraciglia, l'inflessione meno visibile delle labbra il
-cui mobile corallo nulla poteva occultarle, erano per la duchessa come
-lo scritto di un libro. Dal fondo della sua poltrona, che riempiva
-completamente colla sua veste, la civetta emerita, chiacchierando
-con un diplomatico che l'aveva ricercata per raccogliere gli aneddoti
-ch'ella narrava così bene, ammirava sè stessa nella civettuola giovine;
-le acquistò simpatia vedendola occultare così bene il suo dolore e
-gli strazii del suo cuore. Madama de Vaudremont provava infatti tanto
-dolore quanta era la gajezza che fingeva: aveva creduto di trovare in
-Marziale un uomo di talento sul cui appoggio contava per abbellire la
-sua vita con tutti gli incanti del potere; in quel momento riconosceva
-un errore altrettanto crudele per la sua riputazione come pel suo
-amor proprio. In lei, come in tutte le altre donne di quell'epoca,
-la subitaneità delle passioni ne aumentava la vivacità. Le anime che
-vivono molto e presto non soffrono meno di quelle che si consumano
-in una sola affezione. La predilezione della contessa per Marziale
-datava dalla vigilia, è vero; ma il più inetto dei chirurgi sa che la
-sofferenza causata dall'amputazione di un membro vivo è più dolorosa
-di quella di un membro ammalato. Nel gusto di madama de Vaudremont
-per Marziale vi era dell'avvenire, mentre la sua passione precedente
-era senza speranze ed avvelenata dai rimorsi di Soulanges. La vecchia
-duchessa, che spiava il momento opportuno di parlare alla contessa, si
-affrettò a congedare il suo ambasciatore; giacchè a fronte di amanti
-in collera ogni altro interesse vien meno, anche per una donna in età.
-Per impegnare la battaglia, madama de Grandlieu lanciò a madama de
-Vaudremont un'occhiata sardonica che fece temere alla giovine civetta
-di vedere il suo destino nelle mani della vedova. Vi sono sguardi da
-donna a donna che somigliano alle fiaccole nello scioglimento d'una
-tragedia. Bisogna aver conosciuto questa duchessa per apprezzare il
-terrore che l'espressione del suo volto cagionava alla contessa. Madama
-de Grandlieu era alta, ed i suoi lineamenti facevano dire di lei: ecco
-una donna che ha dovuto esser bella! Si copriva le gote con tanto
-belletto che le sue rughe quasi più non apparivano; ma, lontani dal
-ricevere uno splendore fittizio da quel carmino carico, i suoi occhi
-non erano che più appannati. Portava una gran quantità di diamanti
-e si vestiva con abbastanza gusto per non cadere nel ridicolo. Il
-suo naso appuntito faceva presentire l'epigramma. Una dentiera ben
-disposta conservava alla sua bocca una smorfia d'ironia che ricordava
-quella di Voltaire. Però la squisita cortesia dei suoi modi raddolciva
-tanto il giro malizioso delle sue idee, che non la si poteva accusare
-di malignità. Gli occhi grigi della vecchia dama si animarono; uno
-sguardo trionfale, accompagnato da un sorriso che significava: — Ve
-l'aveva pare promesso! — attraversò la sala e sparse l'incarnato della
-speranza sulle gote pallide della giovine donna che gemeva a piedi
-del candelabro. Questa alleanza fra madama de Grandlieu e l'incognita
-non poteva sfuggire all'occhio esperto della contessa di Vaudremont,
-che intravide un mistero e volle penetrarlo. In quel momento il barone
-della Roche-Hugon, dopo di aver finito di interpellare tutte le anziane
-senza poter conoscere il nome della dama azzurra, si rivolgeva, non
-sapendo dove dare il capo, alla contessa di Gondreville, e non ne
-riceveva che questa risposta poco soddisfacente: — È una dama che mi ha
-presentata la vecchia duchessa di Grandlieu. Volgendosi per caso verso
-la poltrona occupata dalla vecchia signora, il referendario sorprese
-lo sguardo d'intelligenza lanciato all'incognita, e benchè da qualche
-tempo non si trovasse in troppo buoni rapporti con lei, risolse di
-abbordarla. Vedendo quel nabisso di barone che gironzava intorno alla
-sua poltrona, la vecchia duchessa sorrise con una malignità sardonica
-e guardò madama de Vaudremont con un'aria che fece sorridere il
-colonnello Montcornet.
-
-— Se la vecchia zingara si atteggia all'amicizia, pensò il barone, gli
-è che senza dubbio mi vuol giuocare qualche brutto tiro. — Madama, le
-disse, mi dicono che siete incaricata di vegliare sopra un tesoro ben
-prezioso.
-
-— Mi pigliate per un drago? chiese la vecchia dama. Ma di chi parlate?
-aggiunse con una dolcezza di voce che fece rinascere in Marziale la
-speranza.
-
-— Di quella damina sconosciuta che la gelosia di tutte queste civette
-ha confinata laggiù. Voi senza dubbio conoscete la sua famiglia?
-
-— Sì, disse la duchessa, ma che volete farne di un'ereditiera di
-provincia, maritata da qualche tempo, una giovane di buona nascita che
-non conoscete, voi altri, essa non va in nessun luogo.
-
-— Perchè essa non balla? È tanto bella! Volete che stringiamo un
-trattato di pace? Se vi degnate informarmi di tutto ciò che ho
-interesse a sapere, vi giuro che la vostra domanda di restituzione del
-bosco di Marigny pel demanio straordinario sarà caldamente appoggiata
-presso l'imperatore.
-
-— Signore, rispose la vecchia dama con una ingannevole gravità,
-conducetemi la contessa di Vaudremont. Vi prometto di rivelarle
-il mistero che rende tanto interessante la vostra incognita. Ecco,
-tutti gli uomini che sono alla festa sono giunti allo stesso grado
-di curiosità di voi. Gli occhi si dirigono involontariamente verso
-questo candelabro ove la mia protetta si è modestamente collocata; essa
-raccoglie tutti gli omaggi che le si vollero rapire. Fortunato colui
-che piglierà per ballerine! Qui si interruppe fissando la contessa
-di Vaudremont con una di quelle occhiate che dicono così bene: Noi
-parliamo di voi. Poi aggiunse: Penso che preferirete apprendere il nome
-dell'incognita dalla bocca della vostra bella contessa piuttosto che
-dalla mia?
-
-L'attitudine della duchessa era così provocante, che madama de
-Vaudremont si alzò, venne presso a lei, si sedette sulla sedia che le
-offerse Marziale, e senza fare attenzione a lui: — Indovino, madama, le
-disse ridendo, che parlate di me; ma confesso la mia inferiorità, non
-so se in bene o in male.
-
-Madama di Grandlieu strinse colla mano secca e rugosa la bella mano
-della giovine donna e con un tono di compassione, le rispose a voce
-bassa: — Povera piccina!
-
-Le due donne si guardarono. Madama de Vaudremont capì che Marziale era
-di troppo, e lo congedò dicendo con aria imperiosa: Lasciateci!
-
-Il referendario, poco soddisfatto al vedere la contessa sotto il
-fascino della pericolosa sibilla che l'aveva attirato presso di sè, le
-lanciò uno di quegli sguardi d'uomo, potenti su un cuore cieco, ma che
-appaiono ridicoli ad una donna quando comincia a giudicare colui di cui
-si è invaghita.
-
-— Avreste la pretesa di scimiottare l'imperatore? disse madama di
-Vaudremont volgendo a metà il capo per contemplare il referendario con
-aria ironica.
-
-Marziale aveva troppa esperienza di mondo, troppa finezza e calcolo
-per esporsi a romperla con una donna così bene accetta alla corte, ed
-alla quale l'imperatore voleva dare marito; contava d'altronde sulla
-gelosia che si proponeva di destare in lei come sul miglior mezzo per
-indovinare il secreto della sua freddezza, e si allontanò tanto più
-volontieri che in quel momento una nuova contradanza metteva tutti
-in moto. Il barone parve cedesse il posto per le quadriglie, andò ad
-appoggiarsi ai marmo d'una _console_, incrociò le braccia sul petto
-e rimase tutto occupato del colloquio delle due dame. Di tratto in
-tratto teneva dietro agli sguardi che ambedue gettarono a più riprese
-sull'incognita. Paragonando allora la contessa a quella bellezza
-nuova che il mistero rendeva così attraente, il barone si abbandonò
-agli odiosi calcoli che fanno d'abitudine gli uomini fortunati in
-amore: egli ondeggiava fra una fortuna da afferrare ed un capriccio
-da accontentare: il riflesso dei lumi dava tale risalto alla sua
-figura pensierosa e cupa sulle tappezzerie di moerro bianco alle quali
-appoggiava i suoi capelli neri, che lo si sarebbe potuto paragonare a
-qualche cattivo genio. Da lontano certo più di uno pensò: Ecco un altro
-povero diavolo che non pare divertirsi molto!
-
-Colla spalla destra leggiermente appoggiata sullo stipite della porta
-che si trovava fra la sala da ballo e quella del giuoco, il colonnello
-poteva ridere in incognito sotto i suoi folti mustacchi, godere il
-piacere di contemplare il tumulto del ballo; vedeva cento belle teste
-turbinare ai capricci della danza; leggeva in alcune figure, come su
-quelle della contessa e del suo amico Marziale, i segreti della loro
-agitazione; poi, volgendo il capo, si chiedeva qual rapporto esistesse
-fra l'aria triste del conte di Soulanges, sempre assiso sul divano, e
-la fisionomia addolorata della dama incognita sul volto della quale
-apparivano tratto tratto le gioje della speranza e le angoscie di
-un terrore involontario. Montcornet era là come il re della festa,
-trovava in quel quadro vivente l'intero panorama del mondo, e ne
-rideva raccogliendo i sorrisi interessati di cento donne brillanti
-e magnificamente abbigliate: un colonnello della guardia imperiale,
-posto che corrispondeva al grado di generale di brigata, era certo
-uno dei più bei partiti dell'esercito. Era all'incirca mezzanotte.
-Le conversazioni, i giuochi, la danza, la civetteria, gli interessi,
-le malignità ed i progetti, tutto arrivava a quel grado di calore che
-strappa ad un giovane questa esclamazione: — Che bel ballo!
-
-— Mio angioletto, diceva madama di Grandlieu alla contessa, voi
-siete in una età nella quale di falli io ne ho commessi parecchi.
-Vedendovi testè soffrire mortalmente, mi venne in mente di darvi alcuni
-caritatevoli avvisi. Commettere degli errori a ventidue anni, non è un
-guastare il suo avvenire, lacerare la veste che si ha da portare? Mia
-cara, noi non impariamo che molto tardi a servircene senza isdruscirla.
-Continuate, cuor mio, a procurarvi dei nemici abili e degli amici
-che non abbiano una linea di condotta, e vedrete che fior di vita
-condurrete un giorno.
-
-— Ah! madama, una donna ha un gran da fare per essere felice, non è
-vero? esclamò ingenuamente la contessa.
-
-— Mia piccina, alla vostra età bisogna saper scegliere fra i piaceri e
-la felicità. Voi volete sposare Marziale, che non è abbastanza sciocco
-per fare un buon marito, nè abbastanza appassionato per essere un
-amante. Egli ha dei debiti, mia cara: è un uomo da mangiarsi la vostra
-sostanza; ma questo non sarebbe nulla se vi procurasse la felicità. Non
-vedete come è vecchio? Quest'uomo deve essere stato ammalato le tante
-volte, ed ora fa le ultime armi. Fra tre anni sarà un uomo finito.
-Comincierà l'ambizioso e forse riuscirà. Io non lo credo. Chi è poi?
-un intrigante che può possedere a meraviglia lo spirito degli affari
-e chiacchierare piacevolmente; ma è troppo presuntuoso per avere un
-vero merito; non andrà lontano. D'altronde, guardatelo! Non si legge
-sulla sua fronte che in questo momento non vede in voi una giovane
-e bella donna, ma i due milioni che possedete? Egli non vi ama, cara
-mia, vi calcola come un affare. Se volete maritarvi, prendete un uomo
-più avanzato d'età, che goda riputazione e sia a metà del suo cammino.
-Una vedova non deve trattare il proprio matrimonio come un capriccio
-amoroso.
-
-In quel momento gli occhi delle due donne si fissarono sulla bella
-figura del colonnello Montcornet.
-
-— Se volete rappresentare la difficile parte della civetta e non
-maritarvi, riprese la duchessa con bonomia, ah! cara mia, saprete
-meglio d'ogni altra accumulare le nubi d'una tempesta e dissiparla. Ma,
-ve ne scongiuro, non prendete mai piacere a disturbare la pace delle
-famiglie, a distruggerne l'unione, e la fortuna delle donne che sono
-felici. Io, mia cara, l'ho rappresentata questa parte pericolosa. Oh!
-mio Dio, per un trionfo dell'amor proprio si assassinano spesso delle
-povere creature virtuose; giacchè, mia cara, donne virtuose ne esistono
-realmente. Sono venuta qui per pregarvi. Sì, voi siete la causa della
-mia comparsa in questa sala che puzza di popolo. Non ci sono degli
-attori? Altre volte si ricevevano nel _boudoir_; ma in sala, ohibò!
-Perchè mi guardate con aria tanto sbalordita? Ascoltatemi: se volete
-burlarvi degli uomini, mettete in fiamme il cuore di quelli che non
-hanno doveri da compire; gli altri non ci perdonano i disordini che
-li hanno resi felici. Approfittate di questa massima dovuta alla mia
-vecchia esperienza. Questo povero Soulanges, per esempio, al quale
-avete fatto girare la testa!... ebbene, sapete su chi cadevano i vostri
-colpi?... Egli è ammogliato da sei mesi, adorato da un'incantevole
-creatura che egli ama e che inganna; essa vive nelle lagrime e nel più
-doloroso silenzio. Soulanges ebbe a momenti dei rimorsi più crudeli
-che non fossero dolci i suoi piaceri. E voi, furbetta, l'avete tradito.
-Ebbene! venite a contemplare l'opera vostra!
-
-La vecchia duchessa prese la mano di madama de Vaudremont, e si
-alzarono.
-
-— Ecco, le disse madama di Grandlieu mostrandole collo sguardo
-l'incognita pallida e tremante sotto i bagliori del candelabro, ecco
-la mia nipotina: la contessa di Soulanges oggi ha finalmente ceduto
-alle mie istanze, ha acconsentito a lasciare la camera di dolore in cui
-la vista del suo bambino non le arrecava che ben scarse consolazioni.
-La vedete? vi sembra bella? ebbene, cara mia, giudicate di quello che
-doveva essere quando la felicità spandeva la sua luce su quella figura.
-
-La contessa volse altrove in silenzio la testa e parve in preda a gravi
-riflessioni. La duchessa la condusse fino alla porta della sala da
-giuoco: poi, dopo avervi gettata un'occhiata, come se volesse cercarvi
-qualcuno: — Ed ecco Soulanges, disse alla giovine civetta con un tono
-di voce profondo.
-
-La contessa rabbrividì vedendo nell'angolo meno illuminato della sala
-la figura pallida e contratta di Soulanges appoggiato ad una poltrona.
-L'abbattimento delle membra e l'immobilità della fronte rivelavano
-tutto il suo dolore; i giuocatori andavano e venivano dinanzi a lui
-senza fargli più che tanta attenzione, come se non esistesse. Il
-quadro che offrivano la moglie in lagrime ed il marito tetro e cupo,
-separati l'uno dall'altra in mezzo a quella festa, come due metà di un
-albero colpito dal fulmine, ebbe forse qualche cosa di profetico per la
-contessa. Temette vedervi un'imagine delle vendette che l'avvenire le
-serbava. Il suo cuore non era ancora abbastanza logoro: serrò la mano
-della duchessa ringraziandola con uno di quei sorrisi che hanno una
-certa grazia infantile.
-
-— Mia cara ragazza, le disse la vecchia all'orecchio, pensate bene che
-noi sappiamo tanto respingere gli omaggi degli uomini come attirarli. —
-È vostra, se non siete uno sciocco.
-
-Queste ultime parole furono susurrate da madama de Grandlieu
-all'orecchio del colonnello Montcornet, mentre la bella contessa si
-abbandonava alla compassione che le inspirava l'aspetto di Soulanges,
-giacchè l'amava ancora abbastanza per volerlo restituire alla felicità.
-
-— Oh! come saprò pregarlo, disse a madama de Grandlieu.
-
-— Guardatevene bene, mia cara! esclamò la duchessa ritornando alla
-sua poltrona; scegliete un buon marito e chiudete la porta a mio
-nipote. Non offritegli neppure la vostra amicizia. Credetemi, ragazza
-mia, una donna non riceve da un'altra donna il cuore di suo marito: è
-cento volte più felice di credere d'averlo riconquistato ella stessa.
-Conducendo qui mia nipote, credo averle dato un eccellente mezzo di
-riguadagnare l'affezione di suo marito. Non vi chiedo che di ammaliare
-il generale.
-
-E quando le mostrò l'amico del referendario, la contessa sorrise.
-
-— Ebbene, madama, sapete finalmente il nome di questa incognita?
-domandò il barone con aria piccata alla contessa quando fu sola.
-
-— Sì, disse madama de Vaudremont guardando il referendario.
-
-Il suo volto esprimeva tanta astuzia quanta gajezza. Il sorriso che
-spandeva la vita sulle sue labbra e sulle sue guancie, l'umida luce
-degli occhi suoi, erano simili a quei fuochi fatui che ingannano
-il viaggiatore. Marziale, che si credeva sempre amato, prese allora
-quell'attitudine della quale si compiace tanto un uomo presso quella
-che ama e disse con aria pretensiosa: — Non ve ne avrete a male, se
-sembro tenerci molto a sapere quel nome?
-
-— E non ve ne avrete a male, replicò madama de Vaudremont, se per un
-resto di amore non ve lo dico, e se vi proibisco di fare il più piccolo
-passo verso quella giovine dama? Arrischiereste forse la vostra vita.
-
-— Madama, perdere il vostro favore non è più che perdere la vita?
-
-— Marziale, disse severamente la contessa, è madama di Soulanges. Suo
-marito vi brucierebbe le cervella, se pure ne avete.
-
-— Ah, ah! replicò ridendo il vagheggino, il colonnello lascierà vivere
-in pace colui che gli ha rapito il vostro cuore e si batterebbe per
-sua moglie? Che inversione di principii! Ve ne prego, permettetemi di
-ballare con quella piccola dama. Potrete così avere la prova del poco
-amore che vi portava quel cuore di ghiaccio, giacchè se il colonnello
-non trova di suo genio che io faccia ballare sua moglie dopo avere
-tollerato che vi...
-
-— Ma ella ama suo marito.
-
-— Ostacolo di più che avrò il piacere di vincere.
-
-— Ah! disse la contessa con un sorriso amaro, voi ci punite egualmente
-dei nostri errori e dei nostri pentimenti.
-
-— Non andate in collera, disse vivamente Marziale. Oh! ve ne prego,
-perdonatemi. Via, non penso più a madama di Soulanges.
-
-— Meritereste bene che vi mandassi a lei.
-
-— Ci vado, disse il barone ridendo, e tornerò più innamorato che mai di
-voi. La più bella donna del mondo non può impadronirsi di un cuore che
-vi appartiene.
-
-— Vale a dire che volete guadagnare il cavallo del colonnello.
-
-— Ah! traditore, disse ridendo e minacciando col dito l'amico che
-sorrideva.
-
-Il colonnello arrivò, il barone gli cedette il suo posto presso la
-contessa cui disse in modo sardonico: Madama, ecco un uomo che si è
-vantato di guadagnare le vostre buone grazie in una sera.
-
-Allontanandosi si applaudì di avere rivoltato l'amor proprio della
-contessa e spacciato Montcornet; ma ad onta della sua finezza
-abituale, non aveva capito l'ironia di cui erano piene le parole di
-madama de Vaudremont, e non si accorse che ella aveva fatto verso il
-suo amico tanta strada, quanta egli verso di lei, benchè inscienti
-l'uno dell'altra. Nel momento in cui il referendario si avvicinava
-farfalleggiando al candelabro sotto cui la contessa di Soulanges,
-pallida e timida, non sembrava vivere che cogli occhi, suo marito
-arrivò presso la porta della sala cogli sguardi scintillanti di
-passione. La vecchia duchessa, attenta a tutto, si slanciò verso
-suo nipote, gli chiese il suo braccio e la sua carrozza per uscire,
-pretestando una noja mortale e lusingandosi di prevenire così un
-deplorevole scandalo. Innanzi di partire fece un singolare segno
-d'intelligenza a sua nipote, indicandole l'intraprendente cavaliere
-che si preparava a parlarle, e questo segno pareva dirle: — Eccolo,
-vendicati!
-
-Madama de Vaudremont sorprese l'occhiata della zia e della nipote,
-una subitanea luce la illuminò, temette d'essere lo zimbello di quella
-vecchia signora così dotta e così astuta nell'intrigo.
-
-A quel pensiero l'amor proprio di madama de Vaudremont provò forse
-maggiore interesse della curiosità a trovare il filo di quell'intrigo.
-La preoccupazione interna alla quale fu in preda non la lasciò padrona
-di sè. Il colonnello, interpretando a favor suo l'indirizzo che si
-rivelava nei discorsi e nei modi della contessa, divenne più ardente
-e più insistente. I vecchi diplomatici svogliati, che si divertivano a
-seguire le espressioni delle fisionomie, non avevano mai trovato tanti
-intrighi cui tener dietro ed indovinare. Le passioni che agitavano
-le due coppie diversificavano ad ogni passo in quelle sale animate,
-riproducendosi con altre gradazioni su altre figure. Lo spettacolo di
-tante passioni vive, di tutte queste lotte amorose, vendette dolci,
-favori crudeli, sguardi infiammati, li richiamava con maggior vivezza
-alla loro impotenza. Finalmente il barone aveva potuto sedersi vicino
-alla contessa di Soulanges. I suoi occhi erravano furtivamente su
-un collo fresco come la rugiada, profumato come un fiore di campo.
-Ammirava da vicino le bellezze che da lungi l'avevano sbalordito.
-Poteva vedere un piedino ben calzato, misurare coll'occhio un vitino
-snello e grazioso. A quell'epoca le donne annodavano la cintura
-dell'abito precisamente al di sotto del seno, ad imitazione delle
-statue greche, moda spietata per le donne il cui busto avesse qualche
-difetto. Gettando degli sguardi furtivi su quel seno, Marziale rimase
-incantato della perfezione di forme della contessa.
-
-— Non avete ballato una sola volta questa sera, signora, egli disse con
-voce dolce e lusinghiera; ritengo, non sarà per mancanza di cavaliere.
-
-— Non vado nel mondo, sono sconosciuta, rispose freddamente madama di
-Soulanges che nulla aveva capito nello sguardo della zia.
-
-Marziale allora, per darsi un contegno, manovrò il bel diamante che
-ornava la sua mano sinistra; le fiamme lanciate dalla pietra parvero
-gettare una subita luce nell'anima della giovine contessa, che arrossì
-e guardò il barone con una espressione indefinibile.
-
-— Amate il bello? chiese il provenzale, per tentare di riannodare la
-conversazione.
-
-— Oh! molto, signore.
-
-A quella strana risposta i loro sguardi s'incontrarono. Il giovane,
-sorpreso dall'accento penetrante che svegliò nel suo cuore una vaga
-speranza, aveva tosto interrogato gli occhi della giovine signora.
-
-— Ebbene, madama, non è temerità da parte mia il proporvi di fare con
-voi la prima contradanza?
-
-Un'ingenua confusione colorò in rosso le bianche gote della contessa.
-
-— Ma, signore, ho già rifiutato un ballerino, un militare.
-
-— Sarebbe quel gran colonnello di cavalleria che vedete laggiù?
-
-— Precisamente.
-
-— È mio amico, non temete di nulla. Mi accordate il favore che oso
-sperare?
-
-— Sì, signore.
-
-Quella voce accusava un'emozione così nuova, così profonda che l'anima
-logora del referendario ne fu scossa. Si sentì invaso dalla timidità
-di un collegiale, si disorientò, la sua testa meridionale si infiammò,
-volle parlare, le sue espressioni gli parvero sgraziate, al confronto
-delle risposte spiritose ed acute di madama Soulanges. Fu buona
-ventura per lui che la contradanza cominciasse. In piedi presso la sua
-bella danzatrice si trovò più a posto. Per molti uomini la danza è un
-modo di essere; spiegando le grazie del corpo ritengono di agire più
-potentemente che collo spirito sul cuore delle donne. Il provenzale
-voleva in quel momento usare tutti i suoi mezzi di seduzione. Aveva
-condotta la sua conquista alla quadriglia. Mentre l'orchestra eseguiva
-il preludio della prima figura, il barone provava un'incredibile
-soddisfazione di orgoglio quando, passando in rivista le ballerine
-collocate sulle fronti di quel formidabile quadrato, si accorse che
-l'abbigliamento di madama di Soulanges sfidava perfino quello di
-madama de Vaudremout, che per un caso, forse procurato, taceva col
-colonnello il _vis-à-vis_ del barone e della dama azzurra. Gli sguardi
-si fissarono un momento su madama de Soulanges, un mormorio lusinghiero
-annunziava essere essa il soggetto del discorso di ogni cavaliere colla
-sua ballerina. Le occhiate d'invidia e d'ammirazione si incrociavano su
-di lei così vivamente, che la giovine donna, timida per un trionfo al
-quale pareva volersi sottrarre, abbassò modestamente gli occhi, arrossì
-e non fece che diventare più deliziosa.
-
-Non rialzò le pupille che per guardare il suo ballerino, inebriato,
-come se avesse voluto scaricare su di lui la gloria di questi omaggi
-e dirgli che preferiva il suo a tutti gli altri: mise dell'ingenuità
-nella sua civetteria, o piuttosto parve abbandonarsi a quella prima
-ammirazione dalla quale comincia l'amore con quella buona fede che
-non si incontra se non nei cuori giovani. Quando ballò gli spettatori
-poterono facilmente credere non spiegasse le sue grazie che per
-Marziale; e, benchè modesta e nuova ai maneggi delle sale dorate, seppe
-al pari della più consumata civetta alzare a proposito gli occhi su di
-lui e abbassarli con una finta modestia. Quando le nuove leggi di una
-contradanza, inventata dal ballerino Trenis, alla quale diede il suo
-nome, condussero Marziale davanti al colonnello: — Ho guadagnato il tuo
-cavallo, gli disse ridendo.
-
-— Sì, ma hai perduto ottanta mila lire di rendita, replicò il
-colonnello mostrandogli madama de Vaudremont.
-
-— E che m'importa? rispose Marziale; madama di Soulanges vale dei
-milioni.
-
-Alla fine di quella contradanza, più di un bisbiglio susurrò a più
-di un orecchio. Le donne meno belle facevano della morale coi loro
-ballerini a proposito dei vincolo nascente fra Marziale e la contessa
-di Soulanges. Le più belle erano sbalordite da una tale facilità.
-Gli uomini non concepivano la fortuna del piccolo referendario nel
-quale non trovavano nulla di molto seducente. Alcune donne indulgenti
-dicevano che non bisognava precipitare un giudizio sulla contessa; i
-giovani sarebbero bene infelici se uno sguardo espressivo od alcuni
-passi eseguiti con grazia fossero sufficienti per compromettere
-una donna. Marziale solo conosceva la portata della sua felicità.
-All'ultima figura, quando le dame della quadriglia vennero a fare il
-molinello, le sue dita strinsero quelle della contessa, e gli parve
-sentire attraverso la pelle fina e profumata dei guanti che le dita
-della giovane rispondessero all'amoroso suo appello.
-
-— Madama, le disse nel punto in cui finì la contradanza, non tornate in
-quell'angolo odioso dove avete finora seppellito la vostra figura e la
-vostra toeletta. L'ammirazione è il solo profitto che possiate ritrarre
-dai diamanti che ornano il vostro collo così bianco e le vostre treccie
-così bene ordinate? Venite a fare una passeggiata nelle sale e godervi
-della festa e di voi stessa.
-
-Madama de Soulanges seguì il suo seduttore, il quale pensava che gli
-sarebbe più certamente appartenuta, se fosse riuscito a metterla in
-pubblico. Ambedue fecero allora alcuni giri attraverso i gruppi, che
-ingombravano le sale del palazzo. La contessa di Soulanges, inquieta,
-si arrestava un momento prima di entrare in ciascuna sala, e non vi
-penetrava se non dopo aver teso il collo per gettare uno sguardo su
-tutti gli uomini. Questa paura, che colmava di gioja il referendario,
-non pareva calmata se non quando egli aveva detto alla tremante sua
-compagna: — Rassicuratevi, non c'è. Giunsero così fino ad un'immensa
-galleria di quadri, situata in un'ala del palazzo, e donde si godeva in
-anticipazione del magnifico aspetto di un desco preparato per trecento
-persone. Siccome la cena stava per cominciare, Marziale trascinò la
-contessa verso un gabinetto ovale che prospettava sui giardini, ove
-i fiori più rari ed alcuni arbusti formavano un boschetto profumato
-sotto brillanti tappezzerie azzurre. Il mormorio della festa la veniva
-a morire. Entrandovi la contessa trasalì, e rifiutò ostinatamente di
-seguirvi il giovane: ma dopo aver gettati gli occhi sopra uno specchio,
-senza dubbio vi vide dei testimonii, giacchè andò a sedersi con
-abbastanza disinvoltura sopra un'ottomana.
-
-— Questo gabinetto è delizioso, ella disse ammirando una tappezzeria
-color del cielo tempestata di perle.
-
-— Tutto vi respira amore e voluttà, disse il giovane estremamente
-commosso.
-
-Col favore della luce misteriosa che vi regnava guardò la contessa
-e sorprese sulla sua fisionomia dolcemente agitata un'espressione
-di imbarazzo, di pudore, di desiderio, che lo incantò. La giovine
-donna sorrise, e quel sorriso sembrò ponesse una fine alla lotta dei
-sentimenti che si urtavano nel suo cuore, prese col modo più seducente
-la mano sinistra del suo adoratore, e ne levò l'anello sul quale aveva
-fermata l'attenzione.
-
-— Il bel diamante! esclamò coll'ingenuo accento d'una giovinetta che
-lascia travedere le lusinghe d'un primo tentativo.
-
-Marziale, commosso dalla carezza involontaria ma inebbriante che la
-contessa gli aveva fatto levandogli il brillante, fissò su di lei
-sguardi scintillanti come l'anello.
-
-— Portatelo, le disse, in ricordo di quest'ora celeste e per amore di...
-
-Essa lo contemplava con tale estasi, che egli non finì: le baciò la
-mano.
-
-— Me lo regalate? ella disse con aria meravigliata.
-
-— Vorrei offrirvi il mondo intiero.
-
-— Non scherzate? rispose colla voce alterata da una soddisfazione
-troppo viva.
-
-— Non accettate che il mio diamante?
-
-— Non me lo riprenderete mai? chiese.
-
-— Mai.
-
-Ella si mise l'anello in dito. Marziale, contando su una prossima
-felicità, fece il gesto di passare la mano sul corpo della contessa,
-che si alzò di botto, e disse con voce chiara, senza emozione di
-sorta: — Signore, accetto questo diamante con tanto minor scrupolo,
-inquantochè mi appartiene.
-
-Il referendario rimase interdetto.
-
-— Il signor di Soulanges lo prese non ha guari sulla mia tavoletta e mi
-disse d'averlo perduto.
-
-— Siete in errore, madama, disse Marziale, piccato, l'ho avuto da
-madama de Vaudremont.
-
-— Precisamente, replicò ella sorridendo. Mio marito si è fatto prestare
-da me questo anello, l'ha regalato a lei, essa ve ne ha fatto un dono;
-il mio anello ha viaggiato, ecco tutto. Questo anello mi insegnerà
-forse tutto ciò che ignoro e mi apprenderà il segreto di piacer sempre.
-Signore, riprese, se non fosse stato mio, siate certo che non avrei
-arrischiato di pagarlo così caro, giacchè, a quanto si dice, una
-giovane presso voi è in pericolo. Ma ecco, continuò facendo scattare
-una molla nascosta sotto la pietra, vi sono ancora i capelli del signor
-di Soulanges.
-
-E si slanciò nelle sale con tanta prestezza che pareva inutile tentare
-di raggiungerla, e d'altronde Marziale confuso non era in vena di
-proseguire l'avventura. Il riso di madama de Soulanges aveva trovato
-un'eco nel gabinetto, in cui il giovine bellimbusto scorse fra due
-arboscelli il colonnello e madama de Vaudremont che ridevano di tutto
-cuore.
-
-— Vuoi il mio cavallo per correre dietro alla tua conquista? gli disse
-il colonnello.
-
-La buona grazia con cui il barone sopportò le celie con cui
-l'assalirono madama de Vaudremont e Montcornet gli valse la loro
-discrezione su quella serata, nella quale il suo amico scambiò il
-cavallo di battaglia con una donna giovine, ricca e bella.
-
-Mentre la contessa di Soulanges varcava l'intervallo che separa la
-Chaussée d'Antin dal sobborgo San Germano, in cui dimorava, fu in
-preda alle più vive inquietudini. Prima di abbandonare il palazzo di
-Gondreville ne aveva percorse le sale senza incontrarvi nè sua zia nè
-suo marito, partiti senza di lei. Dei terribili presentimenti vennero
-allora a tormentare la sua anima ingenua. Testimonio discreto delle
-sofferenze provate da suo marito dal giorno che madama de Vaudremont
-l'aveva attaccato al suo carro, sperava che un prossimo pentimento le
-avrebbe ricondotto lo sposo. Era quindi con una incredibile ripugnanza
-che aveva acconsentito al piano concepito da sua zia, madama di
-Grandlieu, ed in quel momento temeva di aver commesso un errore.
-
-Quella serata aveva rattristata la sua anima candida. Sgomentata da
-principio dall'aria sofferente e cupa del conte di Soulanges, lo fu
-ancora più dalla bellezza della sua rivale, e la corruzione del gran
-mondo le stringeva il cuore. Passando sul Ponte Reale, buttò via i
-capelli profanati che si trovavano sotto il diamante, già offerto come
-pegno di puro amore. Pianse ricordando le vive sofferenze alle quali
-era da lungo tempo in preda, e fremette pensando che il dovere delle
-donne le quali vogliono ottenere la pace in casa le costringeva a
-seppellire nel fondo del cuore angoscie crudeli come la sua.
-
-— Ahimè! diceva, come possono fare le donne che non amano? Dov'è la
-sorgente della loro indulgenza? Io non posso credere, come dice mia
-zia, che basti la ragione per sostenerle in tali abnegazioni.
-
-Sospirava ancora quando il suo servitore abbassò l'elegante
-predella dalla quale si lanciò nel vestibolo del suo palazzo. Salì
-precipitosamente le scale, e quando giunse nella sua camera, trasalì di
-terrore vedendo suo marito seduto presso il camino.
-
-— Da quando, mia cara, andate al ballo senza di me, senza prevenirmi?
-chiese con voce alterata. Sappiate che una donna senza suo marito è
-sempre spostata. Voi eravate singolarmente compromessa nell'angolo
-oscuro in cui vi eravate cacciata.
-
-— Oh mio buon Leone, ella disse con voce carezzevole, non ho potuto
-resistere al piacere di vederti senza che tu mi vedessi. Mia zia mi ha
-condotta a questo ballo, e vi sono stata ben fortunata.
-
-Queste parole disarmarono gli sguardi del conte della loro severità
-fittizia, giacchè egli si era fatto a sè stesso vivi rimproveri udendo
-il ritorno di sua moglie, che senza dubbio al ballo era stata informata
-di una infedeltà che egli sperava averle occultata, e giusta il costume
-degli amanti che si sentono in colpa tentava, movendo pel primo querela
-alla contessa, di evitare la sua collera troppo giusta. Guardò in
-silenzio sua moglie che gli parve più bella che mai. Felice di vedere
-suo marito sorridente e di trovarlo a quell'ora in una camera dove da
-qualche tempo veniva con minor frequenza, la contessa lo guardò così
-teneramente che arrossì ed abbassò gli occhi. Questa clemenza inebbriò
-tanto più Soulanges in quanto che succedeva ai tormenti che aveva
-provati durante il ballo; prese la mano di sua moglie e la baciò per
-riconoscenza; non si trova spesso della riconosoenza nell'amore?
-
-— Ortensia, che hai al dito che mi ha fatto tanto male alle labbra?
-chiese ridendo.
-
-— Il mio diamante, che tu dicevi perduto ed io ho ritrovato.
-
-Il generale Montcornet non sposò madama de Vaudremont, ad onta della
-buona intelligenza nella quale ambedue vissero per alcuni momenti,
-giacchè essa fu una delle vittime dello spaventevole incendio che
-rese eternamente celebre il balio dato dall'ambasciatore d'Austria,
-in occasione del matrimonio dell'imperatore Napoleone colla figlia
-dell'imperatore Francesco II.
-
-
-
-
-L'ELISIR DI LUNGA VITA
-
-
-AL LETTORE
-
-Nell'esordio della vita letteraria dell'autore un amico morto da tempo,
-gli fornì il soggetto di questo studio che più tardi trovò in una
-raccolta pubblicata verso il principio di questo secolo; e, secondo
-le sue congetture, è una fantasia dovuta al Hoffmann di Berlino,
-pubblicata in qualche almanacco di Germania e dimenticata nelle opere
-di lui dagli editori. La Commedia Umana è abbastanza ricca d'invenzioni
-per permettere all'inventore di confessare un innocente prestito; come
-il buon La-Fontaine, egli del resto avrà trattato al modo suo e senza
-saperlo un fatto già narrato. Questo non fu uno di quegli scherzi di
-moda nel 1830, epoca in cui ogni autore _faceva dell'atroce_, per il
-piacere delle ragazze. Quando sarete arrivato all'elegante parricidio
-di Don Giovanni, cercate di indovinare la condotta che in circostanze
-presso a poco simili terrebbero quegli onesti che, nel secolo
-decimonono, prendono danaro a vitalizio sulla fede di un catarro, e
-quelli che affittano una casa ad una vecchia per tutto il resto dei
-suoi giorni. Risusciterebbero essi i loro assicurati? Desidererei
-che dei pesatori giurati di coscienze esaminassero qual grado di
-somiglianza può esistere fra Don Giovanni ed i padri che maritano le
-loro figlie a motivo _delle speranze_. La società umana che, al dire
-di alcuni filosofi, cammina nella via del progresso, considera come un
-passo verso il bene l'arte di attendere la morte? Questa scienza ha
-creato dei mestieri onorevoli, mediante i quali si vive della morte.
-Lo stato sociale di certe persone è quello di sperare una morte; la
-covano, accoccolandosi ogni mattina sopra un cadavere, e se ne fanno un
-guanciale per la sera: sono i coadjutori, i cardinali, i sopranumerari,
-i tontinieri, ecc. Aggiungetevi molte persone delicate, che hanno
-premura di acquistare una proprietà il cui prezzo è superiore ai loro
-mezzi, ma che stabiliscono logicamente ed a freddo le probabilità di
-vita che restano ai loro padri od alle loro suocere, ottuagenarie o
-settuagenarie, dicendo: — «Prima di tre anni erediterò necessariamente
-e, allora....» Un omicida ci dà meno nausea di una spia. L'omicida
-ha forse ceduto a un moto di pazzia, può pentirsi, riabilitarsi.
-Ma la spia è sempre spia; è spia in letto, a tavola, camminando, di
-giorno, di notte; è vile ogni minuto. Si può essere omicida come è
-vile una spia? Eppure non ravvisate nella società una folla di esseri
-indotti dalle nostre leggi, dai nostri costumi, dagli usi, a pensare
-incessantemente alla morte dei loro, ad agognarla?
-
-Essi pensano ciò che vale una bara contrattando dei _cachemires_ per
-le loro donne, salendo le scale di un teatro, desiderando di andare ai
-_Bouffons_, sospirando una carrozza. Assassinano delle care creature,
-incantevoli di innocenza, nel momento in cui la sera offrono loro da
-baciare le fronti infantili dicendo: «Buona sera, papà!» Vedono ad
-ogni momento degli occhi che vorrebbero chiudere e che si riaprono
-ogni mattina alla luce come quelli di Belvidero in questo _studio_.
-Dio solo sa il numero di parricidii che si commettono col pensiero!
-Figuratevi un uomo che deve passare mille scudi di rendita vitalizia ad
-una vecchia, e che ambedue vivono in campagna, separati da un ruscello,
-ma abbastanza estranei l'uno all'altra, per potere odiarsi cordialmente
-senza mancare a quelle convenienze umane che mettono una maschera sul
-viso di due fratelli, di cui l'uno avrà il maggiorasco, l'altro una
-legittima. Tutta la civiltà europea riposa sull'_eredità_ come sopra
-un perno; sarebbe stoltezza sopprimerlo, ma non si potrebbe, come nelle
-macchine che formano l'orgoglio della nostra epoca, perfezionare questa
-ruota essenziale?
-
-Se l'autore ha conservato questa vecchia formola: _Al lettore_ in
-un'opera in cui cerca di rappresentare tutte le forme letterarie, si
-è per fare un'osservazione relativa ad alcuni studii ed in ispecie
-a questo. Ognuna delle sue composizioni è basata su delle idee più o
-meno nuove, la cui manifestazione gli sembra utile; può tenere alla
-priorità di certe forme, di certi pensieri, che, di poi, sono passati
-nel dominio letterario, e si sono talvolta volgarizzati. Le date della
-primitiva pubblicazione di ciascun studio non devono dunque riuscire
-indifferenti a quelli dei lettori che vorranno rendergli giustizia.
-
-La lettura ci procura amici sconosciuti, e quale amico è un lettore!
-Abbiamo degli amici noti che non leggono una riga di nostro! L'autore
-spera aver pagato il suo debito dedicando quest'opera DIIS IGNOTIS.
-
- . . . . . . .
-
-In un sontuoso palazzo di Ferrara, una sera d'inverno Don Juan
-Belvidero, dava un festino ad un principe della casa d'Este. A
-quell'epoca una festa era uno spettacolo meraviglioso che solo potevano
-realizzare ricchezze da re o da gran signore. Sedute intorno ad un
-tavolo illuminato da candele profumate, sette allegre dame scambiavano
-dolci propositi fra ammirabili capi d'opera, i cui candidi marmi si
-staccavano sulle pareti di stucco rosso e contrastavano coi ricchi
-tappeti di Turchia. Vestite di seta, scintillanti d'oro e cariche
-di pietre preziose che brillavano meno degli occhi loro, tutte
-raccontavano energiche passioni, ma diverse come lo erano le loro
-bellezze. Esse non differenziavano nè di parole nè di idee; l'aria,
-uno sguardo, qualche gesto e l'accento servivano alle loro parole di
-commentarii libertini, lascivi, melanconici o scherzosi.
-
-Una pareva dire: — La mia bellezza sa riscaldare il cuore gelato dei
-vecchi.
-
-L'altra: — Amo restare sdrajata sui cuscini, per pensare con ebbrezza a
-quelli che mi adorano.
-
-Una terza, novizia di queste feste, voleva arrossire: — In fondo
-del cuore sento un rimorso, ella diceva. Sono cattolica ed ho paura
-dell'inferno. Ma vi amo tanto, oh tanto, che posso sacrificarvi
-l'eternità.
-
-La quarta, vuotando una tazza di vino di Chio, sclamava: — Viva
-l'allegria! Ad ogni aurora io prendo una nuova vita. Dimentica del
-passato, ebra ancora degli assalti della vigilia, tutte le sere
-esaurisco una vita di felicità, una vita piena d'amore!
-
-La donna seduta presso Belvidero lo guardava con occhi infocati. Era
-silenziosa. — Non mi affiderei ai _bravi_ per uccidere il mio amante,
-se mi abbandonasse! Poi aveva riso; ma la sua mano convulsiva rompeva
-una scatola d'oro da confetti, miracolosamente scolpita. — Quando sarai
-tu granduca? dimandò la sesta al principe con una espressione di gioja
-omicida fra i denti, e di delirio bacchico negli occhi. — E tu, quando
-morrà tuo padre? disse la settima ridendo e gettando il suo mazzo a
-Don Giovanni con un gesto inebriante di civetteria. Era una innocente
-giovinetta, avvezza a scherzare con tutte le cose sacre. — Ah! non me
-ne parlate, gridò il giovine e bello Don Juan Belvidero, non vi è al
-mondo che un padre eterno, e sventura vuole che l'abbia io.
-
-Le sette cortigiane di Ferrara, gli amici di Don Giovanni ed il
-principe stesso gettarono un grido d'orrore. Duecento anni dopo e
-sotto Luigi XV la gente di buon gusto avrebbe riso di quella sortita.
-Ma fors'anche sul principio di un'orgia le anime avevano ancora troppa
-lucidità. Ad onta del fuoco delle candele, del grido delle passioni,
-dell'aspetto dei vasi d'oro e d'argento, del fumo dei vini, ad onta
-della contemplazione delle donne più incantevoli, vi era forse ancora,
-nel fondo dei cuori, un po' di quella vergogna per le cose umane e
-divine che lotta fino a tanto che l'orgia l'abbia annegata negli ultimi
-fiotti d'un vino spumante. Tuttavia i fiori erano già appassiti, gli
-occhi si inebetivano, e l'ubbriachezza guadagnava terreno, secondo
-l'espressione di Rabelais, fino ai sandali. In quel momento di
-silenzio, s'aprì una porta e, come al convito di Baldassare, Dio si
-fece riconoscere; comparve sotto le sembianze di un vecchio domestico
-dai capelli bianchi, dal passo tremante, dalle sopraciglia contratte;
-entrò con aria triste, sprezzò con un'occhiata le corone, le tazze di
-vermiglia, le piramidi di frutta, lo splendore della festa, la porpora
-dei volti sbalorditi ed i colori dei cuscini su cui si affondavano le
-candide braccia delle donne; finalmente gettò il lutto su quella follia
-dicendo con voce cavernosa queste tristi parole: — Monsignore, vostro
-padre è moribondo. Don Giovanni si alzò dicendo ai suoi ospiti un gesto
-che può tradursi così: «Scusatemi, non sono cose che accadono tutti i
-giorni.»
-
-La morte di un padre non sorprende spesso i giovan nel mezzo degli
-splendori della vita, nel seno delle follie di un'orgia? La morte è
-così subitanea ne' suoi capricci come una cortigiana nelle sue collere;
-ma, più fedele, non ha mai ingannato alcuno.
-
-Quando Don Giovanni ebbe chiusa la porta della sala, camminò in
-una lunga galleria altrettanto fredda quanto oscura, e si sforzò di
-assumere un'apparenza teatrale; pensando alla sua parte di figlio aveva
-buttata via col tovagliolo la mattana. La notte era nera. Il servitore
-silenzioso che conduceva il giovine verso una camera mortuaria, faceva
-scarsamente lume al suo padrone, di modo che la _morte_, ajutata dal
-freddo, dal silenzio, dall'oscurità, per una reazione d'ubbriacatura
-forse, potè insinuare alcune riflessioni nell'animo di questo
-dissipatore, che interrogò la sua vita e divenne pensieroso come un
-uomo sotto processo che s'incammina al tribunale.
-
-Bartolomeo Belvidero padre di Don Giovanni era un vecchio nonagenario
-che aveva passata la maggior parte della sua vita nei traffichi
-mercantili. Avendo spesso attraversati i magici paesi dell'Oriente,
-aveva acquistate immense ricchezze e cognizioni, come egli diceva, più
-preziose dell'oro e dei diamanti dei quali allora più non si curava. —
-Preferisco un dente ad un rubino ed il potere al sapere, diceva qualche
-volta sorridendo. Questo buon padre si compiaceva nell'udire Don
-Giovanni raccontargli una scappata giovanile, e diceva con aria maligna
-prodigandogli l'oro: Mio caro figlio, non fare altre sciocchezze che
-quelle le quali ti divertiranno. — Era il solo vecchio che provasse
-piacere a vedere un giovane; l'amor paterno lo illudeva nella
-contemplazione di una vita così brillante. All'età di sessant'anni
-Belvidero si era innamorato di un angelo di pace e di bellezza.
-Don Giovanni era stato il solo frutto di questo tardo e passeggero
-amore. Dopo quindici anni il buon uomo deplorava la perdita della
-sua cara Juana. I numerosi suoi servitori e suo figlio attribuivano a
-questo dolore del vecchio le singolari abitudini che aveva contratte.
-Rifugiato nell'ala più incomoda del suo palazzo, Bartolomeo non ne
-usciva che assai di rado, e Don Giovanni stesso non poteva penetrare
-nell'appartamento di suo padre senza averne ottenuto il permesso.
-Se questo volontario anacoreta andava e veniva nel palazzo, o per le
-vie di Ferrara, pareva in cerca di cosa che gli mancasse; camminava
-tutto impensierito, indeciso, preoccupato come un uomo in lotta con
-un'idea o con un ricordo. Mentre il giovane dava delle feste sontuose,
-ed il palazzo rimbombava degli scoppii della sua gioja, i cavalli
-scalpitavano nelle corti e i paggi questionavano giocando ai dadi sui
-gradini, Bartolomeo mangiava sette oncie di pane al giorno e beveva
-dell'acqua. Se gli occorreva un po' di pollame, era per darne le ossa
-ad un barbone nero, suo fedel compagno. Durante la malattia, se il
-suono del corno e gli abbajamenti dei cani lo sorprendevano nel sonno,
-si accontentava di dire: — Ah! è Don Giovanni che rincasa.
-
-Su questa terra non si era mai incontrato un padre così comodo e così
-indulgente, quindi il giovane Belvidero, avvezzo a trattarlo senza
-complimenti, aveva tutti i difetti dei fanciulli viziati; viveva con
-Bartolomeo come una cortigiana capricciosa vive con un antico amante,
-facendo passare un'impertinenza con un sorriso, vendendo il suo buon
-umore e lasciandosi amare. Ricostruendo mentalmente il quadro dei
-suoi anni giovanili, Don Giovanni si accorse che gli sarebbe stato
-difficile trovare in difetto la bontà di suo padre. Sentendo in
-fondo al cuore nascere un rimorso, nel momento in cui attraversava
-la galleria, si sentì quasi spinto a perdonare a Belvidero d'aver
-vissuto così a lungo. Tornava a sentimenti di pietà filiale, come un
-ladro diventa uomo onesto per il possibile godimento di un milione
-bene occultato. In breve il giovane attraversò le alte e fredde sale
-che componevano l'appartamento di suo padre. Dopo aver provato gli
-effetti d'un'atmosfera umida, respirata l'aria densa, l'odore stantìo
-che esalava dalle vecchie tappezzerie e dagli armadii coperti di
-polvere, si trovò nell'antica camera del vecchio, davanti a un letto
-nauseabondo, presso un focolare quasi spento. Una lampada posta sopra
-un tavolo di forma gotica, gettava a intervalli ineguali degli sprazzi
-di luce più o meno forti sul letto e mostrava così la figura del
-vecchio sotto aspetti sempre diversi. Il freddo fischiava attraverso le
-finestre mal chiuse; e la neve sferzando i vetri produceva uno strepito
-sordo. Questa scena faceva un contrasto così spiccato con quella che
-Don Giovanni aveva lasciata, che non potè a meno di trasalire. Poi
-ebbe freddo quando, avvicinandosi al letto, un barbaglio abbastanza
-violento di luce, spinto da un soffio di vento, illuminò la testa di
-suo padre; i lineamenti ne erano scomposti, la pelle aderente alle
-ossa aveva delle tinte verdognole che la bianchezza del guanciale su
-cui riposava il vegliardo rendeva ancora più orribili; contratta dal
-dolore, la bocca semichiusa e priva di denti lasciava passare alcuni
-sospiri la cui lugubre energia era sostenuta dagli urli della tempesta.
-Ad onta di questi segni di distruzione, su quella testa splendeva un
-carattere incredibile di potenza. Uno spirito superiore vi combatteva
-la morte. Gli occhi, infossati dalla malattia, avevano una fissità
-singolare. Pareva che Bartolomeo cercasse col suo sguardo di morente di
-uccidere un nemico steso ai piedi del suo letto. Quello sguardo fisso e
-freddo era tanto più spaventoso, in quanto che la testa restava in una
-immobilità simile a quella dei cranii posti sulle tavole dei medici.
-Il corpo, nettamente disegnato dalle coperte del letto, annunziava che
-le membra del vecchio avevano la stessa rigidezza. Tutto era morto,
-meno gli occhi. I suoni poi che uscivano dalla bocca avevano qualche
-cosa di meccanico. Don Giovanni provò una certa vergogna di arrivare
-al letto di suo padre morente conservando sul petto il mazzolino di una
-cortigiana, e portandovi i profumi di una festa ed il sentore del vino.
-
-— Tu ti divertivi! sclamò il vecchio, vedendo suo figlio.
-
-Nello stesso momento la voce pura e leggiera d'una cantante che
-rallegrava i convitati, fortificata dagli accordi della viola sulla
-quale si accompagnava, dominò i rantoli dell'uragano, e risuonò fino
-in quella funebre stanza. Don Giovanni voleva non intendere quella
-selvaggia affermazione data a suo padre.
-
-Bartolomeo disse: — Non te ne faccio un carico, figliuol mio.
-
-Questa parola piena di dolcezza fece male a Don Giovanni, che non
-perdonò a suo padre quella pungente bontà. — Che rimorso per me, padre
-mio! gli disse ipocritamente. — Povero Juanino, rispose il morente con
-voce sorda, sono sempre stato così buono con te, che tu non desidererai
-la mia morte? — Oh, sclamò Don Giovanni, se fosse possibile rendervi
-la vita dandovi una parte della mia! (Queste cose si possono sempre
-dire, pensava lo scialacquatore; gli è come se offrissi il mondo alla
-mia amante.) Appena finito il suo pensiero, il barbone abbajò. Quella
-voce intelligente fece fremere Don Giovanni: credette di essere stato
-compreso dal cane. — Sapeva bene, figlio mio, che potevo contare su
-di te, gridò il moribonda Io vivrò. Va, tu sarai contento. Vivrò,
-ma senza toglierti un giorno di quelli che ti appartengono. — Ha il
-delirio, disse fra sè Don Giovanni. Poi aggiunse a voce alta: Si, caro
-padre, voi vivrete certo, tanto come me, giacchè la vostra imagine sarà
-continuamente nel mio cuore. — Non si tratta di questa vita, disse
-il vecchio signore raccogliendo le sue forze per mettersi a sedere,
-giacchè fu agitato da uno di quei sospetti che non nascono se non sotto
-il capezzale dei morenti. Ascolta, figlio mio, continuò con una voce
-affievolita da quest'ultimo sforzo, io non ho maggior voglia di morire
-che tu non l'abbia di far senza innamorate, vino, cavalli, falconi,
-cani ed oro. — Lo credo bene, pensò il figlio inginocchiandosi davanti
-al letto e baciando una delle mani cadaveriche di Bartolomeo. Ma,
-riprese a dire, padre mio, mio caro padre, bisogna sottomettersi alla
-volontà di Dio! — Dio son io, replicò il vecchio brontolando. — Non
-bestemmiate! gridò il giovane vedendo l'aria minacciosa che assunsero i
-tratti di suo padre. Guardatevene bene; avete ricevuta rastrema unzione
-ed io non potrei più consolarmi, se vi vedessi morire in peccato. —
-Vuoi ascoltarmi? gridò il morente ringhiando.
-
-Don Giovanni tacque. Regnò un orribile silenzio. Attraverso i pesanti
-fischi della neve, gli accordi della viola e la voce deliziosa
-arrivarono ancora, deboli come lo spuntare del giorno. Il moribondo
-sorrise. — Ti ringrazio di aver invitato delle cantanti, d'aver
-condotto della musica. Una festa, delle donne giovani e belle, bianche
-coi capelli neri! tutti i piaceri della vita. Falle restare, io sto per
-rinascere. — Il delirio è al colmo, disse Don Giovanni. — Ho scoperto
-un mezzo per risuscitare. Guarda! Cerca nel cassetto del tavolo,
-l'aprirai spingendo una molla nascosta dal grifone. — Ci sono, padre
-mio.
-
-— Là, bravo, prendi una boccettina di cristallo di rocca.
-
-— Eccola. — Ho impiegato venti anni a.... In quel momento il vecchio
-sentì avvicinarsi la sua fine, e raccolse tutta la sua energia per
-dire: appena avrò reso l'ultimo sospiro, mi strofinerai tutto con
-quell'acqua, ed io risusciterò. — Ve n'è ben poca replicò, il giovane.
-
-Se Bartolomeo non poteva più parlare, aveva ancora la facoltà di
-intendere e di vedere; a quelle parole volse la testa verso Don
-Giovanni con un movimento spaventosamente brusco; il suo collo restò
-torto come quello di una statua di marmo dal pensiero dello scultore
-condannata a guardare da un lato: i suoi occhi ingranditi contrassero
-una ributtante immobilità. Era morto, morto perdendo la sua sola, la
-sua ultima illusione. Cercando un asilo nel cuore di suo figlio, vi
-trovava una tomba più vuota di quella che di solito gli uomini fanno
-ai loro morti. Quindi i suoi capelli furono sparpagliati dall'orrore,
-ed il suo sguardo convulso parlava ancora. Era un padre che si levava
-dal suo sepolcro per domandare vendetta a Dio! — To'! il buon uomo è
-finito, esclamò Don Giovanni.
-
-Nella premura di presentare alla luce della lampada la boccetta
-misteriosa, come un bevitore consulta la sua bottiglia alla fine del
-pranzo, non aveva veduto imbianchire l'occhio di suo padre. Il cane
-estatico contemplava alternativamente il padrone morto e l'elisir, come
-Don Giovanni guardava tratto tratto suo padre e la fiala. La lampada
-gettava delle fiamme ondeggianti. Il silenzio era profondo, la viola
-muta. Belvidero trasalì credendo di vedere suo padre che si muoveva.
-Intimidito dall'espressione fredda dei suoi occhi accusatori, li
-chiuse, come avrebbe spinta una persiana mossa dal vento in una notte
-d'autunno. Si tenne ritto, immobile, ingolfato in un mondo di pensieri.
-Tutto ad un tratto uno strepito aspro, simile allo stridore di una
-molla irrugginita, ruppe quel silenzio. Don Giovanni, sorpreso, per
-poco non lasciò cadere la boccetta. Un sudore più freddo dell'acciajo
-d'un pugnale, esci dai suoi pori. Un gallo di legno dipinto si alzò al
-di sopra di un orologio e cantò tre volte. Era una di quelle macchine
-ingegnose coll'ajuto delle quali i dotti di quell'epoca si facevano
-svegliare all'ora fissata pei loro lavori. L'alba tingeva già in rosso
-le finestre. Don Giovanni aveva passate dieci ore a riflettere. Il
-vecchio orologio era più fedele al suo servizio ch'egli non lo fosse
-nel compimento dei suoi doveri verso Bartolomeo. Quel meccanismo si
-componeva di legno, di molle, di corde, di ruote, mentre egli aveva
-quel meccanismo particolare all'uomo che chiamasi un cuore. Per non
-esporsi più a perdere il misterioso liquore, lo scettico Don Giovanni
-lo ricollocò nel cassetto della piccola tavola gotica. In quel momento
-solenne udì nelle gallerie un sordo tumulto; erano voci confuse, risa
-soffocate, passi leggieri, fruscii di seta, insomma lo strepito di una
-allegra brigata che cerca di raccogliersi.
-
-La porta si aperse, ed il principe, gli amici di Don Giovanni, le sette
-cortigiane, le cantatrici, apparvero nello strano disordine in cui si
-trovano delle danzatrici sorprese dal chiarore del mattino, quando il
-sole lotta colle fiamme delle candele che impallidiscono. Arrivavano
-tutti per dare al giovine ereditiero le consolazioni d'uso. — Oh! oh!
-il povero Don Giovanni avrebbe dunque presa sul serio questa morte?
-disse il principe all'orecchio della Brambilla. — Ma suo padre era un
-gran buon uomo, ella rispose.
-
-Le meditazioni notturne di Don Giovanni avevano impressa sui suoi
-lineamenti un'espressione così singolare, che impose silenzio a
-quel gruppo. Gli uomini restarono immobili. Le donne, i cui labbri
-erano arsi dal vino, le cui gote erano chiazzate dai baci, si
-inginocchiarono e si misero a pregare. Don Giovanni non potè a meno
-di trasalire vedendo gli splendori, le gioje, le risa, i canti, la
-gioventù, la bellezza, il potere, tutte le personificazioni della
-vita, prosternarsi così davanti alla morte. Ma in questa adorabile
-Italia, stravizzo e religione si accoppiavano allora così bene, che la
-religione era uno stravizzo, lo stravizzo una religione. Il principe
-strinse affettuosamente la mano a Don Giovanni, poi tutte le faccie
-avendo formulata simultaneamente la stessa smorfia tra la tristezza
-e l'indifferenza, quella fantasmagoria disparve lasciando vuota la
-sala. Un bel quadro della vita! Discendendo le scale il principe disse
-alla Roverbella: — Eh! chi avrebbe creduto Don Giovanni uno spaccone
-d'empietà! Ama suo padre! — Avete osservato il cane nero? chiese la
-Brambilla. — Eccolo immensamente ricco, soggiunse sospirando la Bianca
-Cavatoline. — Che m'importa? sclamò la fiera Varenese, quella che aveva
-spezzata la scatola da confetti. — Come? Che t'importa? esclamò il
-duca. Coi suoi scudi adesso è altrettanto principe quanto lo sono io.
-
-Da principio Don Giovanni, agitato da mille pensieri, ondeggiò fra
-diversi partiti. Dopo avere consultato il tesoro ammassato da suo
-padre, tornò la sera nella camera mortuaria coll'anima gonfia di un
-terribile egoismo. Trovò nell'appartamento tutte le persone della
-casa occupate a disporre gli ornamenti del letto di parata sul quale
-_fu monsignore_ doveva essere espostoli giorno dopo, in mezzo ad una
-superba camera ardente, curioso spettacolo che tutta Ferrara doveva
-venire ad ammirare. Don Giovanni fece un segno, ed i suoi uomini si
-fermarono tutti, interdetti, tremanti. — Lasciatemi solo qui, disse con
-voce alterata, non vi ritornerete che al momento in cui io uscirò.
-
-Quando non risuonarono più che debolmente i passi del vecchio servitore
-che se ne andava per l'ultimo, Don Giovanni chiuse affrettatamente la
-porta, e, sicuro d'essere solo, esclamò: — Proviamo!
-
-Il corpo di Bartolomeo era steso su una lunga tavola. Per togliere agli
-occhi di tutti lo schifoso spettacolo di un cadavere che l'estrema
-decrepitezza e la magrezza rendevano simile ad uno scheletro, gli
-imbalsamatori avevano gettato sul corpo un drappo che l'avviluppava,
-meno la testa. Quella specie di mummia giaceva nel mezzo della camera
-ed il drappo, naturalmente morbido, ne disegnava vagamente le forme, ma
-acute, stecchite, gracili. Il volto era già segnato da larghe chiazze
-violacee che indicavano la necessità di completare l'imbalsamazione. Ad
-onta dello scetticismo di cui era armato, Don Giovanni tremò sturando
-la magica fiala di cristallo. Quando arrivò presso alla testa, fu
-anzi costretto di attendere un istante, tanto tremava. Ma quel giovane
-era stato di buon'ora sapientemente corrotto dai costumi d'una corte
-dissoluta; una riflessione degna del duca d'Urbino venne a dargli un
-coraggio eccitato da un vivo sentimento di curiosità; gli sembrava anzi
-che il demonio gli avesse suggerito queste parole che rimbombarono nel
-suo cuore: _Imbevigli un occhio!_ Prese un pannolino e dopo averlo con
-parsimonia intinto nel prezioso liquore, lo passò leggiermente sulla
-pupilla destra del cadavere. L'occhio si aperse. — Ah! ah! disse Don
-Giovanni stringendo in pugno la boccetta, come noi stringeremmo in
-sogno il ramo al quale siamo sospesi al di sopra di un precipizio.
-
-Vedeva un occhio pieno di vita, un occhio di fanciullo in una testa
-da morto; la luce vi tremolava in mezzo ad un fluido giovanile e,
-protetto da belle ciglia nere, scintillava simile a quei lumi isolati
-che il viaggiatore vede in una campagna deserta nelle sere d'inverno.
-Quell'occhio fiammeggiante pareva volesse slanciarsi su Don Giovanni,
-e pensava, accusava, condannava, minacciava, giudicava, parlava. Vi
-si agitavano tutte le passioni umane. Erano le preghiere più tenere;
-una collera di re, poi l'amore di una giovinetta che chiede grazia
-ai suoi carnefici; finalmente lo sguardo profondo che getta un uomo
-nel salire l'ultimo gradino del patibolo. Scintillava tanta vita in
-quel frammento di vita, che Don Giovanni spaventato rinculò, passeggiò
-per la camera, senza osare di mirare quell'occhio che rivedeva sulle
-pareti, sulle tappezzerie. La camera era seminata di punte piene di
-fuoco, di vita, d'intelligenza. Dappertutto brillavano degli occhi che
-gli abbajavano dietro. — Sarebbe risuscitato per altri cento anni,
-gridò involontariamente quando, ricondotto davanti a suo padre da
-un'influenza diabolica, contemplò quella scintilla luminosa.
-
-Tutto ad un tratto la pupilla intelligente si chiuse e si riaperse
-subitanea, come quella di una donna che acconsente. Se una voce avesse
-gridato: «Sì!» Don Giovanni non ne avrebbe provato maggior spavento. —
-Che fare? pensò. — Sì, disse l'occhio ammiccando con una sorprendente
-ironia. — Ah! ah! gridò Don Giovanni, v'è della stregoneria. E
-s'avvicinò all'occhio per schiacciarlo. Una grossa lagrima rotolò sulle
-guancie appassite del cadavere, e cadde sulla mano di Belvidero. —
-Scotta, gridò egli sedendo.
-
-Questa lotta l'aveva estenuato come se, a somiglianza di Giacobbe,
-avesse combattuto contro un angelo.
-
-Finalmente si alzò dicendo: — Purchè non si versi sangue! Poi,
-raccogliendo quel tanto di coraggio che basta per essere vile,
-schiacciò l'occhio, comprimendolo con un pannolino, ma senza guardarlo.
-Si udì un gemito, inatteso, ma terribile. Il povero barbone spirava
-urlando. — Che sia a parte del segreto? si domandò Don Giovanni
-guardando la bestia fedele.
-
-Don Giovanni Belvidero passò per un figlio pio. Inalzò un monumento di
-marmo bianco sulla tomba di suo padre, ed affidò l'esecuzione delle
-sue statue ai più celebri artisti dell'epoca. Non fu perfettamente
-tranquillo se non il giorno in cui la statua paterna, inginocchiata
-davanti alla religione, impose l'enorme suo peso su quella fossa,
-in fondo alla quale seppellì il solo rimorso che avesse sfiorato il
-suo cuore nei momenti di fisica stanchezza. Inventariando le immense
-ricchezze ammassate dal vecchio orientalista, Don Giovanni divenne
-avaro; non aveva da provvedere a due vite umane? Il suo sguardo
-profondamente scrutatore penetrò nel principio della vita sociale, ed
-abbracciò tanto meglio il mondo, in quanto lo vedeva attraverso una
-tomba. Analizzò gli uomini e le cose, per finirla in una volta col
-passato rappresentato dalla storia, col presente raffigurato dalla
-legge, coll'avvenire svelato dalla religione. Prese l'anima e la
-materia, le gettò in un crogiuolo, non vi trovò nulla, e da allora
-divenne _Don Giovanni_!
-
-Padrone delle illusioni della vita, si lanciò giovine e bello nella
-vita, sprezzando il mondo, ma facendosene padrone. La sua felicità
-non poteva essere quella felicità borghese che si pasce di un
-_lesso_ periodico, d'un buon scaldaletto per l'inverno, d'una lampada
-per la notte e di pantofole nuove ogni trimestre. No, egli non si
-impadronì dell'esistenza come una scimia che afferra una noce, e senza
-trastullarsi a lungo, spogliò saggiamente i volgari involucri del
-frutto per gustarne la polpa saporita.
-
-La poesia ed i sublimi trasporti della passione umana non gli vennero
-più tra i piedi. Non commise l'errore di quegli uomini potenti i
-quali, imaginando talvolta che le piccole anime credano alle grandi,
-si avvisano di scambiare gli alti pensieri dell'avvenire colla moneta
-spicciola delle nostre idee vitalizie. Egli ben poteva come essi
-camminare i piedi sulla terra, la testa nei cieli; ma amava meglio
-stare seduto ed asciugare col suoi baci più di un labbro di donna
-tenera, fresca e profumata; giacchè simile alla morte, dove passava
-divorava tutto senza pudore, volendo un amore di possesso, un amore
-orientale dai piaceri lunghi e focili. Non amando nelle donne che _la
-donna_, si fece dell'ironia un abito naturale all'anima sua. Quando le
-sue amanti si servivano di un letto per salire al cielo, ove andavano
-a perdersi in un'estasi delirante, Don Giovanni ve le seguiva, grave,
-espansivo, sincero quanto può esserlo uno studente tedesco. Ma diceva
-io, quando la sua innamorata, folle, smarrita, diceva _noi_! Sapeva
-mirabilmente lasciarsi trascinare da una donna. Era sempre abbastanza
-forte per lasciarle credere che tremava come un giovine collegiale che
-in un ballo dice alla sua prima ballerina: «Amate la danza?» Ma sapeva
-anche ruggire a proposito, sfoderare la potente sua spada e sfracellare
-i commendatori. V'era dello scherno nella sua semplicità e del riso
-nelle sue lagrime, giacchè sapeva piangere come una donna quando
-dice a suo marito: «Regalami carrozza e cavalli, o muojo tisica.»
-Pei negozianti il mondo è una balla o una massa di biglietti in
-circolazione; per la maggior parte dei giovani è una donna; per alcune
-donne è un uomo; per certi individui è un salone, una consorteria, un
-quartiere, una città; per Don Giovanni l'universo era lui. Modello di
-grazia e di nobiltà, d'uno spirito seducente, attaccò la sua barca a
-tutte le rive; ma facendosi condurre non andava che dove voleva essere
-condotto. Più visse, più dubitò. Esaminando gli uomini indovinò spesso
-che il coraggio era temerità; la prudenza poltroneria; la generosità
-astuzia; la giustizia un delitto; la delicatezza una ingenuità; la
-probità un'organizzazione; e per una fatalità singolare si accorse
-che le persone veramente probe, delicate, giuste, generose, prudenti e
-coraggiose, non godevano presso gli uomini considerazione di sorta. Che
-gelido scherzo! si disse. Non viene da un Dio. Ed allora, rinunciando
-ad un mondo migliore, non si levò mai il cappello udendo pronunciare
-un nome e considerò i santi di pietra nelle chiese come opere d'arte.
-In tal modo, comprendendo il meccanismo delle società umane, non
-urtava mai troppo i pregiudizii, perchè non era tanto potente come il
-carnefice; ma maneggiava le leggi sociali con quella grazia e quello
-spirito così ben resi nella scena con Monsieur Dimanche. Fu infatti il
-tipo del Don Giovanni di Molière, del Faust di Goethe, del Manfredo di
-Byron o del Melmoth di Maturin. Grandi imagini tracciate dai più grandi
-genii d'Europa, ed ai quali non mancarono gli accordi di Mozart come
-forse la lira di Rossini. Imagini terribili che il principio del male,
-esistente nell'uomo, fa eterne, e delle quali di secolo in secolo si
-ritrovano alcuni esemplari; sia che questo tipo entri a trattare cogli
-uomini incarnandosi in Mirabeau, sia che si accontenti di agire in
-silenzio come Bonaparte, o di conglobare l'universo in un'ironia come
-il divino Rabelais; oppure anco sia che rida degli esseri invece di
-insultare le cose, come il maresciallo di Richelieu; e meglio ancora,
-sia che si burli degli uomini e delle cose come il più celebre dei
-nostri ambasciatori. Ma il genio profondo di Don Giovanni Belvidero
-riassunse, in anticipazione, tutti questi genii. Si burlò di tutto. La
-sua vita era uno scherno che comprendeva uomini, cose, instituzioni,
-idee. Quanto all'eternità, aveva chiacchierato famigliarmente una
-mezz'ora col papa Giulio II ed alla fine della conversazione gli disse
-ridendo: — Se bisogna assolutamente scegliere, amo meglio credere a Dio
-che al diavolo; la potenza unita alla bontà offre sempre più risorse
-che il genio del male. — Sì un Dio, vuole che si faccia penitenza in
-questo mondo... — Voi dunque pensate sempre alle vostre indulgenze?
-rispose Belvidero. Ebbene! per pentirmi dei falli della prima mia vita,
-ho in riserva tutta un'esistenza. — Ah! se intendi così la vecchiaja,
-esclamò il papa, arrischii di essere canonizzato. — Dopo il vostro
-inalzamento al soglio pontificio si può credere qualunque cosa.
-
-E se ne andarono a vedere gli operaj occupati a costruire l'immensa
-basilica consacrata a san Pietro. — San Pietro è l'uomo di genio che ci
-ha costituito il nostro doppio potere, disse il papa a Don Giovanni, e
-merita questo monumento. Ma alle volte, di notte, penso che un diluvio
-passerà la spugna su di ciò e bisognerà ricominciare...
-
-Don Giovanni ed il papa si misero a ridere: si erano intesi. Uno
-sciocco sarebbe andato il giorno dopo a divertirsi con Giulio II da
-Raffaello, o nella deliziosa villa Madama; ma Belvidero andò a vederlo
-officiare pontificalmente per convincersi dei suoi dubbii. In un'orgia
-La Rovere avrebbe potuto smentirsi e commentare l'Apocalisse.
-
-Ad ogni modo questa leggenda non fu intrapresa per fornire materiali a
-quelli che volessero scrivere delle memorie sulla vita di Don Giovanni;
-è destinata a provare agli uomini onesti che Belvidero non è morto nel
-suo duello con una pietra, come vogliono far credere alcuni litografi.
-Allorchè Don Giovanni Belvidero raggiunse l'età di 60 anni, venne a
-stabilirsi in Ispagna.
-
-Là, nella sua tarda età, sposò una bella ed incantevole andalusa. Ma,
-per calcolo, non fu nè buon padre, nè buon marito. Aveva osservato che
-non siamo mai amati teneramente se non dalle donne delle quali non ci
-curiamo più che tanto. Dona Elvira, santamente allevata da una vecchia
-zia nel fondo dell'Andalusia, in un castello a poche leghe da San
-Lucar, era tutta abnegazione e grazia. Don Giovanni indovinò che quella
-giovinetta sarebbe donna da combattere lungamente una passione prima di
-cedervi; sperò quindi poterla conservare virtuosa fino alla sua morte.
-Fu uno scherzo serio, una partita a scacchi che voleva riservarsi di
-giuocare negli ultimi suoi giorni. Forte di tutti gli errori commessi
-da suo padre Bartolomeo, Don Giovanni risolse di far servire le
-minime azioni della sua vecchiaja alla riescita del dramma che doveva
-compiersi al suo letto di morte. Quindi la maggior parte delle sue
-ricchezze restò sepolta nelle cantine del suo palazzo a Ferrara, ove
-andava di raro. Quanto all'altra metà della sua sostanza, fu collocata
-a vitalizio, per interessare alla durata della sua vita la moglie
-ed i figli, specie di astuzia che suo padre avrebbe dovuto usare;
-ma questa speculazione machiavellica non gli fu molto necessaria.
-Il giovine Filippo Belvidero suo figlio divenne uno spagnuolo così
-conscienziosamente religioso quanto suo padre era empio, in virtù forse
-del proverbio: _a padre avaro figliuol prodigo_. L'abate di San Lucar
-fu scelto da Don Giovanni per dirigere le conscienze della duchessa
-di Belvidero e di Filippo. Questo ecclesiastico era un sant'uomo,
-bello della persona, mirabilmente proporzionato, che aveva dei begli
-occhi neri, una testa alla Tiberio, logorata dai digiuni, bianca di
-macerazioni, e giornalmente tentato come lo sono tutti i solitarii.
-Il vecchio signore sperava forse di potere uccidere anche un frate
-prima di fluire la prima locazione della sua vita. Ma sia che l'abate
-fosse abbastanza forte quanto poteva esserlo lo stesso Don Giovanni,
-sia che Dona Elvira avesse più prudenza o virtù che la Spagna non
-accordi alle donne, Don Giovanni fu costretto a passare i suoi ultimi
-giorni come un vecchio curato di campagna senza scandali in casa.
-Alle volte si divertiva a trovare il figlio o la moglie in fallo nei
-doveri di religione, e voleva imperiosamente che eseguissero tutte le
-obbligazioni imposte ai fedeli della corte di Roma. Finalmente non era
-mai tanto felice come quando udiva il galante abate di San Lucar, Dona
-Elvira e Filippo occupati a discutere un caso di conscienza.
-
-Intanto, ad onta delle cure prodigiose che il signor Don Giovanni
-Belvidero metteva per la propria conservazione, i giorni della
-decrepitezza arrivarono; con quell'età dolorosa vennero gli strilli
-dell'impotenza, strilli tanto più strazianti, quanto più ricchi erano i
-ricordi della sua bollente giovinezza, e della sua voluttuosa maturità.
-Quest'uomo in cui l'ultimo grado dell'ironia era di impegnare gli
-altri a credere alle leggi ed ai principii dei quali egli si burlava,
-si addormentava la sera su un _forse_! Questo modello di buon genere,
-questo duca, vigoroso in un'orgia, superbo alle corti, grazioso colle
-donne, i cui cuori erano stati da lui torti come un villano torce
-un laccio di vimini, quest'uomo di genio aveva un catarro ostinato,
-una sciatica importuna, una gotta brutale. Vedeva che i suoi denti
-l'abbandonavano, come alla fine di una serata, le dame più bianche, le
-meglio abbigliate se ne vanno ad una ad una lasciando la sala deserta
-e smobiliata. Finalmente le ardite sue mani tremarono, le sue svelte
-gambe vacillarono, ed alla sera l'apoplessia gli serrò il collo colle
-sue mani adunche e glaciali. Da quel giorno fatale divenne torbido e
-duro. Accusava la devozione di suo figlio e di sua moglie, pretendendo
-a volte che non gli prodigassero le loro cure toccanti e delicate
-colla voluta tenerezza se non perchè aveva fatto vitalizio di tutta
-la sua sostanza. Elvira e Filippo versavano allora lagrime amare e
-raddoppiavano le carezze al malizioso vecchio la cui voce arrocata
-si faceva affettuosa per dir loro: — Amici miei, mia cara moglie,
-mi perdonate, non è vero? Io vi tormento un poco. Ahimè! Gran Dio!
-come si servì di me per provare queste due creature celesti! Io, che
-dovrei essere la loro gioja, sono il loro flagello. — Così li incatenò
-ai piedi del suo letto, facendo loro dimenticare dei mesi intieri
-di impazienza e di crudeltà con un'ora in cui per essi spiegava i
-tesori sempre nuovi della sua grazia e di una falsa tenerezza. Sistema
-paterno che gli riescì infinitamente meglio di quello che suo padre
-aveva usato con lui. Finalmente arrivò a tal grado di malattia che per
-metterlo a letto bisognava manovrarlo come una feluca che entra in un
-canale pericoloso. Poi il giorno della morte arrivò. Questo brillante
-e scettico personaggio, la cui Intelligenza sopraviveva sola alla più
-terribile delle distruzioni, vide entrare un medico ed un confessore,
-le sue due antipatie. Ma con essi fu gioviale. Non aveva per sè un lume
-scintillante dietro il velo dell'avvenire? Su questa tela, di piombo
-per gli altri, diafana per lui, le leggiere, incantevoli delizie della
-gioventù scherzavano come ombre.
-
-Fu in una bella sera d'estate che Don Giovanni sentì l'avvicinarsi
-della morte. Il cielo di Spagna era d'un'ammirabile purezza, gli
-aranceti profumavano l'aria, le stelle distillavano luci vive
-e fresche, la natura sembrava dargli dei pegni sicuri della sua
-risurrezione; un figlio pietoso ed obbediente lo contemplava con amore
-e rispetto. Verso le undici volle restar solo con quell'essere candido.
-— Filippo, gli disse con una voce così tenera e così affettuosa che il
-giovane trasalì e pianse di gioja. Mai quel padre inflessibile aveva
-pronunciato; Filippo, in tal modo. — Ascoltami, figlio mio, continuò
-il moribondo. Io sono un gran peccatore. Quindi, durante tutta la mia
-vita ho pensato alla mia morte. Fui già l'amico del gran pontefice
-Giulio II. Quell'illustre pontefice temette che l'eccessiva irritazione
-dei miei sensi non mi facesse commettere qualche peccato mortale
-nell'intervallo in cui avessi a morire e quello in cui avessi ricevuto
-l'estrema unzione; mi regalò una fiala nella quale esiste l'acqua santa
-già tempo scaturita dalla roccia nel deserto. Ho conservato il segreto
-su questa dilapidazione del tesoro della chiesa, ma sono autorizzato a
-rivelare questo mistero a mio figlio _in articulo mortis_. Troverete la
-fiala nel cassetto di questa tavola gotica che non ha mai abbandonato
-il capezzale del mio letto... Il prezioso cristallo potrà servirvi
-ancora, mio amato Filippo. Giuratemi, per la vostra salute eterna, di
-eseguire puntualmente i miei ordini.
-
-Filippo guardò suo padre. Don Giovanni era troppo al fatto dei
-sentimenti umani per non morire in pace sulla fede di un tal sguardo. —
-Tu meritavi un altro padre, aggiunse Don Giovanni. Oso confessarti che
-nel momento in cui il rispettabile abate di San Lucar mi amministrava
-il viatico, io pensava all'incompatibilità di due potenze così grandi
-come il diavolo e Dio... — Oh! padre mio! — E riflettevo che quando
-Satana farà pace, dovrà, se non vuol essere un gran miserabile,
-stipulare il perdono dei suoi aderenti. Questo pensiero mi perseguita.
-Andrai dunque all'inferno se tu, mio figlio, non adempi la mia volontà
-— Ditemela subito, papà. — Appena avrò chiusi gli occhi, continuò Don
-Giovanni dopo alcuni minuti, prenderai il mio cadavere, ancora caldo,
-e lo stenderai su una tavola in mezzo a questa stanza. Poi spegnerai
-questa lampada; deve bastare la luce delle stelle. Mi spoglierai dei
-miei abiti; e mentre tu reciterai dei _pater_ e degii _ave_ sollevando
-l'anima a Dio, avrai cura di umettare con quest'acqua santa i miei
-occhi, le mie labbra, tutta la testa per prima, poi successivamente le
-membra del corpo; ma, caro figlio mio, la potenza di Dio è così grande
-che non dovrai stupirti di nulla!
-
-Allora Don Giovanni, che sentiva avvicinarsi la morte, aggiunse con
-voce terribile: — Tieni ben franca la fiala. Poi spirò dolcemente nelle
-braccia d'un figlio le cui lagrime abbondanti caddero sulla sua faccia
-ironica e smorta.
-
-Era circa la mezzanotte quando Don Filippo Belvidero collocò il
-cadavere di suo padre sulla tavola. Dopo averne baciata la fronte
-minacciosa e i capelli grigi, spense la lampada. Il lume dolce prodotto
-dal chiaro di luna, i cui riflessi bizzarri illuminavano la campagna,
-permisero a Filippo di intravedere indistintamente il cadavere di suo
-padre come qualche cosa di bianco in mezzo all'ombra. Il giovine imbibì
-del liquore un pannolino, ed assorto nella preghiera unse fedelmente
-quella testa sacra in mezzo ad un profondo silenzio. Intendeva, è vero,
-dei fremiti indefinibili, ma li attribuiva agli scherzi del venticello
-fra le cime degli alberi. Quando ebbe bagnato il braccio destro, si
-sentì stringere fortemente il collo da un braccio giovane e vigoroso,
-il braccio di suo padre! Gettò un grido straziante e lasciò cadere
-la fiala che si spezzò. Il liquore svaporò. La gente del castello
-accorse, munita di torcie. Quel grido li aveva spaventati e sorpresi,
-come se la tromba del giudizio universale avesse scosso l'universo.
-In un momento la camera fu piena di gente. La folla tremante vide Don
-Filippo svenuto, ma tenuto fermo dal braccio potente di suo padre che
-gli serrava il collo. Poi, cosa sopranaturale, gli astanti videro la
-testa di Don Giovanni, giovane e bella come quella dell'Antinoo; una
-testa dai capelli neri, dagli occhi brillanti, dalla bocca vermiglia
-che si agitava spaventevolmente senza poter muovere lo scheletro cui
-apparteneva. Un vecchio servo gridò: — Miracolo! E tutti gli spagnuoli
-ripeterono: Miracolo! Troppo pia per ammettere i misteri della magia,
-Dona Elvira mandò a cercare l'abate di San Lucar. Allorchè il priore
-vide il miracolo cogli occhi proprii, risolse di approfittarne da uomo
-di spirito e da abate che meglio non domandava di un aumento delle
-sue rendite. Dichiarando tosto che il signor Don Giovanni sarebbe
-infallibilmente canonizzato, decretò la cerimonia dell'apoteosi nel suo
-convento, che d'allora in poi, disse, si chiamerebbe San-Juan-de-Lucar.
-A quelle parole la testa fece un smorfia abbastanza comica.
-
-Il gusto degli Spagnuoli per siffatte solennità è così noto, che
-non deve essere difficile credere alle baldorie religiose colle
-quali l'abate di San Lucar celebrò la traslazione del _beato Don
-Juan Belvidero_ nella sua chiesa. Alcuni giorni dopo la morte di
-quell'illustre signore, il miracolo della sua imperfetta risurrezione
-si era subitaneamente narrata di villaggio in villaggio in un raggio di
-oltre cinquanta leghe attorno a San Lucar, ed era già uno spettacolo
-vedere i curiosi per le strade; essi vennero da tutte le parti,
-ingolositi da un _Te Deum_ cantato al chiarore delle fiaccole. L'antica
-moschea del convento di San Lucar, meraviglioso edifizio inalzato
-dai Mori e le cui volte udivano da tre secoli il nome di Gesù Cristo
-sostituito a quello di Allah, non potè contenere la folla accorsa a
-vedere la cerimonia. Stipati come formiche, gli hidalgos in mantello
-di velluto, armati delle loro buone spade, stavano in piedi attorno ai
-pilastri senza trovar posto da piegare le ginocchia, le quali non si
-piegavano che là. Incantevoli paesane, i cui corsetti disegnavano le
-vaghe forme, davano il braccio a vecchi coi capelli bianchi. Giovani
-dagli occhi di fuoco si trovavano a fianco di vecchie signore in gala.
-Poi erano coppie ansimanti di gioja, fidanzate curiose condotte dai
-loro innamorati; sposi recenti; fanciulli timidi condotti a mano.
-Tutta gente ricca di colori, brillante di contrasti, carica di fiori,
-smaltata, che faceva un grazioso tumulto nel silenzio della notte. Le
-ampie porte della chiesa si aprirono. Quelli che, venuti troppo tardi,
-restarono di fuori, vedevano di lontano attraverso le porte aperte
-una scena di cui le decorazioni vaporose delle nostre opere moderne
-non saprebbero dare una debole idea. Devote e peccatori, premurose di
-guadagnarsi le buone grazie di un nuovo santo, accesero in suo onore
-migliaia di ceri in quella vasta chiesa, lumi interessati che davano
-un magico aspetto al monumento. Le nere arcate, le colonne e i loro
-capitelli, le cappelle profonde e brillanti d'oro e d'argento, le
-gallerie, i rabeschi saraceni, i tratti più delicati di quella scultura
-gentile, si disegnavano in quella luce sovrabbondante come le figure
-capricciose che si formano in un braciere ardente. Era un oceano di
-fuochi, dominato nel fondo della chiesa dal coro dorato ove sorgeva
-l'altar maggiore, la cui pompa avrebbe rivaleggiato con quella del sole
-nascente.
-
-Infatti lo splendore delle lampade d'oro, dei candelabri d'argento,
-delle bandiere, dei pennoni, dei santi e degli _ex voto_ impallidiva
-davanti alla cassa in cui si trovava Don Giovanni. Il corpo dell'empio
-scintillava di pietre preziose, fiori, cristalli, diamanti, oro, piume
-bianche come le ali di un serafino, e sostituiva sull'altare un quadro
-di Cristo. Intorno a lui brillavano numerosi ceri che lanciavano
-nell'aria onde di fuoco. Il buon abate di San Lucar, parato cogli abiti
-pontificali, colla mitra tempestata di pietre preziose, il rocchetto,
-il pastorale d'oro, sedeva re del coro, sopra una poltrona di un lusso
-imperiale, nel mezzo di tutto il suo clero, composto d'impassibili
-vecchi dai capelli d'argento, vestiti di fini camici e che lo
-circondavano, simili ai santi confessori che i pittori aggruppano
-intorno al Padre Eterno. Il gran cantore ed i dignitarii del capitolo,
-decorati delle brillanti insegne della loro vanità ecclesiastica,
-andavano e venivano in mezzo alle nubi d'incenso, simili agli astri che
-circolano sul firmamento. Quando giunse l'ora del trionfo, le campane
-destarono gli echi delle campagne, e quell'immensa assemblea lanciò
-verso Dio il primo grido delle lodi col quale comincia il _Te Deum_,
-grido sublimo! Erano voci pure e leggiere, voci di donne in estasi,
-miste alle voci gravi e forti degli uomini, migliaja di voci così
-potenti, che l'organo non ne dominò l'assieme ad onta dei muggiti delle
-sue canne. Soltanto le note acute, giovanili, dei ragazzi del coro,
-e le lunghe note di alcuni bassi, suscitarono delle idee graziose,
-dipinsero l'infanzia e la forza, in quell'incantevole concerto di voci
-umane confuse in un sentimento d'amore. — _Te Deum laudamus!_
-
-Dal seno di quella cattedrale gremita di donne ed uomini inginocchiati,
-il canto uscì simile ad una luce che scintilla d'un tratto nella
-notte, ed il silenzio fu rotto come da un colpo di tuono. Le voci
-si sollevarono colle nubi d'incenso che gettavano veli diafani ed
-azzurrognoli sulle fantastiche meraviglie dell'architettura. Tutto
-era ricchezza, profumo, luce, melodia. Nel punto in cui quella musica
-d'amore e di riconoscenza si lanciò verso l'altare, Don Giovanni,
-troppo galante per non ringraziare, troppo spiritoso per non capire la
-burla, rispose con un riso terribile e si compose con dignità nella sua
-cassa. Ma il diavolo avendo richiamato alla sua mente l'eventualità
-che correva di essere preso per un uomo ordinario, un santo, un
-Bonifacio, un Pantaleone, turbò quella melodia d'amore con un urlo
-al quale si unirono le mille voci dell'inferno. La terra benediva, il
-cielo malediva. La chiesa ne tremò sulle antiche fondamenta. — _Te Deum
-laudamus!_ diceva l'assemblea. — Andate a tutti i diavoli, bestioni che
-siete! Dio, Dio! _Carajos demonios_, animali, quanto siete stupidi col
-vostro decrepito Dio!
-
-E un torrente d'imprecazioni si sprigionò come un torrente di lave
-ardenti in una eruzione del Vesuvio. — _Deus Sabaoth, Sabaoth!_
-gridarono i cristiani. — Voi insultate la maestà dell'inferno, rispose
-Don Giovanni, la cui bocca digrignava i denti.
-
-Poco dopo il braccio vivo potè passare al di sopra della cassa e
-minacciò l'assemblea con gesti pieni di disperazione ed ironia. — Il
-Santo ci benedisce, dissero le vecchie, i fanciulli ed i fidanzati,
-gente credula.
-
-Ecco come spesso siamo delusi nelle nostre adorazioni. L'uomo superiore
-si burla di quelli che lo complimentano, e complimenta qualche volta
-quelli dei quali si burla in fondo al cuore.
-
-Nel momento in cui l'abate, prosternato davanti all'altare, cantava:
-— _Sancte Johannes ora pro nobis!_ udì abbastanza distintamente: —
-O minchione! — Che cosa succede lassù? gridò il sottopriore vedendo
-moversi la cassa. — Il santo fa il diavolo, rispose l'abate.
-
-Allora quella testa viva si staccò violentemente dal corpo che non
-viveva più e cadde sul cranio giallo del celebrante. — Ricordati di
-donna Elvira, gridò la testa divorando quella dell'abate.
-
-Quest'ultimo gettò un grido orrendo che turbò la cerimonia. Tutti i
-preti accorsero e circondarono il loro sovrano. — Imbecille, di' dunque
-che vi è un Dio! gridò la voce nel momento in cui l'abate, morsicato
-nel cervello, spirava.
-
-
-
-
-LA BORSA
-
-
-Per le anime facili alle espansioni vi è un'ora deliziosa che giunge
-al momento in cui la notte non è fatta ed il giorno se n'è ito. La
-luce crepuscolare getta allora le sue molli tinte od i suoi riflessi
-bizzarri su tutti gli oggetti e favorisce una fantasticheria che si
-sposa vagamente agli effetti di luce ed ombra. Il silenzio che regna
-quasi sempre in quel momento lo rende specialmente caro agli artisti
-che si raccolgono, si piantano ad alcuni passi dai loro lavori cui non
-possono più attendere, e li giudicano inebriandosi dei soggetto il cui
-intimo significato si appalesa allora alla seconda vista del genio.
-Favoriti dal chiaroscuro i ripieghi materiali dell'arte per far credere
-alla realtà scompajono completamente. Se si tratta di un quadro, le
-persone che rappresenta, pare camminino e parlino: l'ombra si fa ombra,
-il giorno è giorno, la carne è viva, gli occhi si muovono, il sangue
-scorre per le vene, le stoffe hanno dei fruscii. L'imaginazione viene
-in ajuto della naturalezza d'ogni particolare, e non si vedono più che
-le bellezze dell'opera. A quell'ora l'illusione regna dispotica; forse
-sorge colla notte; l'illusione non è per il pensiero una specie di
-notte che noi popoliamo di sogni?
-
-L'illusione spiega allora le sue ali, trascina l'anima nel mondo
-delle fantasie, mondo fertile di voluttuosi capricci, in cui l'artista
-dimentica il mondo positivo, la vigilia, il domani, l'avvenire, tutto,
-perfino le sue miserie, le buone come le cattive. In quell'ora magica
-un giovine pittore, uomo di talento, e che nell'arte non vedeva che
-l'arte, era salito sulla scala addoppiata che gli serviva a dipingere
-una tela grande, alta, pressochè finita. Là, criticandosi, ammirandosi
-in buona fede, abbandonandosi al corso dei suoi pensieri, si ingolfava
-in una di quelle meditazioni che rapiscono l'anima e la fanno più
-grande, accarezzandola e consolandola. Certo la sua fantasticheria
-durò a lungo. La notte sopraggiunse. Sia ch'egli volesse discendere
-dalla scala, sia che avesse fatto un movimento imprudente credendosi
-sul tavolato, il fatto non gli permise un esatto ricordo del suo
-accidente, cadde, battè la testa sopra uno sgabello, restò privo di
-sensi e senza moto per un lasso di un tempo la cui durata non potè
-conoscere. Una voce soave lo destò dalla specie di assopimento in cui
-era immerso. Allorchè schiuse gli occhi, prontamente li richiuse sotto
-l'impressione di una viva luce; ma attraverso il velo che avviluppava
-i suoi sensi udì il bisbiglio di due donne e sentì la testa riposare
-fra due giovani, timide mani Riprese in breve i sensi ed alla luce di
-una di quelle lampade antiche, che diconsi _a doppia corrente d'aria_,
-potè scorgere la più deliziosa testa di giovinetta che mai avesse
-veduto, una di quelle teste che passano ben spesso per un capriccio
-del pennello, ma che tutto ad un tratto realizzò per lui le teorie di
-quel bello ideale che ogni artista si crea e dal quale ha origine il
-suo talento. Il volto della sconosciuta apparteneva, per così dire, al
-tipo tino e delicato della scuola di Proudhon, e possedeva pure quella
-poesia che Girodet dava alle sue figure fantastiche. La freschezza,
-delle tempie, la regolarità delle sopraciglia, la purezza delle linee,
-la verginità fortemente scolpita in tutti i tratti di quella fisionomia
-facevano della fanciulla una creazione perfetta. La taglia era svelta
-e sottile, le forme delicate. I suoi abiti, benchè semplici e puliti,
-non annunziavano nè ricchezza nè miseria. Ritornando in sè il pittore
-espresse la sua ammirazione con uno sguardo di sorpresa e balbettò
-confusi ringraziamenti.
-
-Trovò che la sua fronte era stata stretta con un fazzoletto, e ad onta
-dell'odore particolare agli studi di pittore, riconobbe l'acre sentore
-dell'etere, senza dubbio adoperato per farlo riavere dallo svenimento.
-Poi finì per vedere una vecchia che rassomigliava alle marchese
-dell'antico regime, e che teneva la lampada dando dei consigli alla
-giovine sconosciuta.
-
-— Signore, rispose la giovinetta ad una delle domande fattele dal
-pittore in quel momento in cui era tuttora nella confusione di idee
-prodotte dalia caduta, mia madre ed io abbiamo udito il rumore del
-vostro corpo sul pavimento, ci parve di udire un gemito. Il silenzio
-susseguito alla caduta ci ha spaventate e ci siamo affrettate a
-salire. Trovando la chiave alla porta ci siamo per buona sorte permesso
-d'entrare, e vi abbiamo visto steso a terra senza movimento. Mia madre
-andò a cercare quanto occorreva per fare una compressa e rianimarvi.
-Voi siete ferito alla fronte, là, ve ne accorgete?
-
-— Adesso sì, egli disse.
-
-— Oh non sarà nulla, osservò la vecchia. La vostra testa, per buona
-sorte, è caduta su questo mannichino.
-
-— Mi sento infinitamente meglio, rispose il pittore, non ho più altro
-bisogno all'infuori d'una carrozza per restituirmi a casa. La portinaia
-andrà a cercarmene una.
-
-Egli voleva rinnovare i suoi ringraziamenti alle due incognite, ma
-ad ogni frase la vecchia l'interrompeva dicendo: — Domani, signore,
-abbiate cura di applicarvi delle sanguisughe, o farvi fare un salasso,
-bere qualche tazza di decotto vulnerario; curatevi, le cadute sono
-pericolose.
-
-La giovinetta guardava di soppiatto il pittore ed i quadri dello
-studio. Il suo contegno ed i suoi sguardi erano di una perfetta
-decenza; la sua curiosità rassomigliava a distrazione ed i suoi occhi
-sembravano esprimere quell'interesse che le donne prendono, con una
-spontaneità tutta grazia, ad ogni nostra sfortuna. Le due sconosciute
-alla presenza del pittore sofferente sembravano dimenticare le opere
-sue. Allorchè egli le ebbe tranquillate sul proprio conto, uscirono
-esaminandole con una sollecitudine priva ad un tempo di enfasi e di
-famigliarità, senza fargli domande indiscrete nè cercare di inspirargli
-il desiderio di conoscerle. Le loro azioni ebbero l'impronta di
-una natura squisita e del buon gusto. I loro modi nobili e semplici
-produssero dapprima poco effetto sul pittore; ma più tardi, quando
-si risovvenne di tutte le circostanze di questo avvenimento, ne fu
-vivamente colpito. Arrivando al piano inferiore a quello in cui si
-trovava lo studio del pittore, la vecchia sclamò con dolcezza: —
-Adelaide, tu hai lasciata aperta la porta.
-
-— Era per venire in mio soccorso, rispose il pittore con un sorriso di
-riconoscenza.
-
-— Mamma mia, voi siete discesa appena adesso, replicò la giovinetta
-arrossendo.
-
-— Volete che vi accompagniamo fino abbasso? disse la mamma al pittore.
-La scala è scura.
-
-— Grazie, signora, mi sento molto meglio.
-
-— Tenetevi fermo alla sbarra.
-
-Le due donne restarono sul pianerottolo per far lume al giovane
-ascoltando i suoi passi.
-
-Per comprendere tutto ciò che questa scena poteva avere di curioso e di
-inatteso per il pittore, è d'uopo aggiungere che solo da alcuni giorni
-egli aveva collocato il suo studio negli abbaini di quella casa, nel
-luogo più oscuro e più pantanoso della via Suresne, quasi dirimpetto
-alla chiesa della Maddalena, a due passi dal suo appartamento che
-si trovava in via dei Campi Elisi. La celebrità che il suo talento
-gli aveva acquistata, avendolo fatto uno degli artisti più cari alla
-Francia, cominciava a non più sentire le strette del bisogno e godeva,
-a dir suo, delle sue ultime miserie. Invece di andare a lavorare in uno
-di quegli studii situati presso le barriere ed il cui modico affitto
-era altra volta in rapporto colla modestia dei suoi guadagni, aveva
-soddisfatto ad un desiderio che si rinnovava tutti i giorni evitando
-una lunga corsa e la perdita di un tempo divenuto per lui più prezioso
-che mai. Nessuno al mondo avrebbe inspirato tanto interesse come
-Ippolito Schinner, se avesse acconsentito a farsi conoscere; ma egli
-non confidava con leggierezza i segreti della sua vita. Era l'idolo
-di una madre povera che l'aveva educato a costo delle più grandi
-privazioni. La signorina Schinner, figlia d'un fittabile alsaziano,
-non era mai stata maritata. La sua anima tenera era stata crudelmente
-oltraggiata da un uomo ricco che non vantava troppa delicatezza
-in fatto d'amore. Il giorno in cui, ancora ragazza, ed in tutto lo
-splendore della sua bellezza, subì, a spese del suo onore e dei suoi
-ideali, quella disillusione che ci colpisce così lentamente e così
-presto, giacchè crediamo il più tardi possibile al male e ci sembra
-arrivi sempre troppo presto, quel giorno fu un secolo di riflessioni,
-e fu pure il giorno de' pensieri religiosi e della rassegnazione.
-Ella rifiutò l'elemosina di colui che l'aveva ingannata, rinunziò al
-mondo e si fece una gloria del suo fallo. Si dedicò tutta all'amore
-materno chiedendogli le sue delizie in compenso dei godimenti sociali
-cui rinunciava. Visse del suo lavoro accumulando nel figlio un
-tesoro. Così, più tardi, un giorno, un'ora, la compensò dei lunghi
-e lenti sacrificii della sua indigenza. All'ultima esposizione suo
-figlio aveva ottenuto la croce della legione d'onore. Nei giornali,
-unanimi in favore di un talento sconosciuto, risonavano ancora le lodi
-sincere. Gli artisti stessi riconoscevano Schinner per un maestro ed i
-negozianti coprivano d'oro i suoi quadri.
-
-A venticinque anni Ippolito Schinner, cui sua madre aveva trasmessa
-l'anima sua di donna, aveva, meglio che mai, compresa la sua posizione
-nel mondo. Volendo rendere a sua madre le gioje di cui l'aveva privata
-la società per tanto tempo, viveva per lei, sperando, mercè la gloria e
-la fortuna, di vederla un giorno felice, ricca, considerata, attorniata
-dagli uomini più celebri. Schinner aveva quindi scelto i suoi amici
-fra gli uomini più onorevoli e più distinti. Difficile nella scelta
-delle sue relazioni, voleva sempre più inalzare la sua posizione,
-già così elevata per il suo talento. Costringendolo alla solitudine,
-questa madre dei grandi pensieri, il lavoro cui si era dedicato nella
-sua gioventù l'aveva mantenuto nelle belle credenze che sono il decoro
-del primi giorni della vita. La sua anima adolescente non sconosceva
-alcuno di quei mille pudori che fanno del giovane un essere a sè il
-cui cuore abbonda di felicità, di poesia, di speranze vergini, deboli
-agli occhi dei disillusi, ma profonde perchè semplici. Era stato dotato
-di quelle maniere dolci e gentili che si addicono così bene all'anima
-e seducono anche quelli che non le comprendono. Era ben fatto. La sua
-voce che partiva dal cuore ne palesava agli altri i nobili sentimenti,
-ed attestava nell'accento una vera modestia, un certo candore. Chi lo
-vedeva, si sentiva attratto a lui da una di quelle influenze morali
-che i dotti non hanno ancora esaminate a fondo; essi vi troverebbero
-qualche fenomeno di galvanismo, o l'azione di non so qual fluido e
-formulerebbero i nostri sentimenti con certe proporzioni di ossigeno
-e di elettricità. Questi particolari faranno forse comprendere alle
-persone ardite per carattere ed agli uomini bene incravattati perchè,
-durante l'assenza del portinaio che aveva mandato a cercare una
-carrozza in fondo alla via della Maddalena, Ippolito Schinner non
-fece alla portinaja interpellanza qualsiasi sulle due persone che gli
-avevano dimostrato il loro buon cuore. Ma, quantunque egli rispondesse
-con dei sì e dei no alle domande, naturali in simile circostanza, che
-gli vennero rivolte da questa donna sul suo accidente e sull'intervento
-officioso delle inquiline del quarto piano, non potè impedirle di
-obbedire all'istinto dei portinaj: essa gli parlò delle due sconosciute
-secondo gli interessi della sua politica ed i giudizii sotterranei
-della portineria.
-
-— Ah! disse, è senza dubbio la signorina Leseigneur e sua madre!
-Sono qui da quattro anni e non sappiamo ancora che cosa facciano. La
-mattina, solo però fino a mezzodì, una vecchia servente, mezzo sorda,
-e che non parla più di un muro, viene a far loro i servizii. La sera,
-due o tre vecchi signori, decorati come voi, signore, di cui uno ha
-carrozza e servitori ed al quale si danno da cinquanta mila lire circa
-di rendita, vengono da lei e vi restano spesso molto tardi. Sono, del
-resto, inquilini molto tranquilli, come voi, signore. E poi, economi,
-vivono di nulla. Appena arriva una lettera, la pagano. È strano,
-signore, la madre ha un nome diverso della figlia. Ah! quando vanno
-alle Tuileries, la signorina è motto attraente, e non esce una volta
-senza essere inseguita da giovinotti ai quali chiude la porta in
-faccia, e fa bene. Il padrone di casa non permetterebbe.
-
-La carrozza era arrivata. Ippolito non volle saperne di più e tornò a
-casa sua. Sua madre, cui raccontò la sua avventura, tornò a medicargli
-la ferita e non gli permise di tornare il dì dopo allo studio. Sentito
-un medico, vennero date diverse prescrizioni ed Ippolito restò in
-casa per tre giorni. Durante questa reclusione la sua imaginazione
-disoccupata gli ricordò con vivacità, e quasi a frammenti, i
-particolari della scena che aveva avuto sotto gli occhi dopo il suo
-svenimento. Il profilo della giovinetta si delineava nettamente sulle
-tenebre della sua visione interna: rivedeva il volto appassito della
-madre e sentiva ancora lo mani di Adelaide; ricordava un gesto, che
-a primo tratto l'aveva poco colpito, ma le cui grazie squisite erano
-messe in rilievo dal ricordo; poi venne un momento in cui i suoni d'una
-voce melodiosa abbellita a distanza dalla memoria, si ripresentarono
-d'un tratto, come oggetti che dal fondo dell'acqua emergono alla
-superficie. Così, il giorno in cui gli fu permesso di riprendere i
-suoi lavori, tornò per tempo al suo studio; ma la visita, che aveva
-incontestabilmente il diritto di fare alle sue vicine; era la vera
-causa della sua premura; dimenticava già i suoi quadri incominciati.
-
-Nel momento in cui una passione rompe i suoi ritegni, si trovano del
-piaceri inesplicabili che comprendono quelli che hanno amato. Così
-alcuni comprenderanno perchè ii pittore salì lentamente gli scalini del
-quarto piano, ed avranno la chiave del segreto delle pulsazioni che si
-succedettero nel suo cuore al momento in cui vide la porta bruna del
-modesto appartamento abitato dalla signorina Leseigneur. Quella ragazza
-che non portava il nome di sua madre aveva destate mille simpatie nel
-giovine pittore; voleva vedere fra loro certe analogie di posizione
-e le regalava le sventure della sua origine. Lavorando, Ippolito si
-lasciò andare colla massima compiacenza a pensieri d'amore, e, per uno
-scopo che non sapeva bene spiegarsi, fece molto strepito per obbligare
-le due dame ad occuparsi di lui come egli si occupava di loro. Si
-trattenne fino tardi nello studio, vi pranzò; indi verso le sette
-discese dalle sue vicine.
-
-Nessun pittore di costumi ha osato iniziarci, forse per pudore, ai
-secreti veramente curiosi di certe esistenze parigine, ai misteri di
-quelle abitazioni d'onde escono toelette così fresche e così eleganti,
-donne brillanti che, ricche in apparenza, lasciano in casa vedere
-dappertutto i segni di una fortuna equivoca. Se la pittura è qui
-disegnata con troppa franchezza, se vi trovate delle lungaggini, non ne
-accusate la descrizione che forma, per così dire, corpo colla storia;
-giacchè l'aspetto dell'appartamento abitato dalle due vicine ebbe una
-grande influenza sui sentimenti e sulle speranze di Ippolito Schinner.
-
-La casa apparteneva ad uno di quei proprietarii in cui è insito un
-orrore profondo per le riparazioni e gli abbellimenti, uno di quegli
-uomini che considerano la loro posizione di proprietario parigino come
-uno stato. Nella gran catena delle specie morali questa gente tiene
-il mezzo fra l'avaro e l'usurajo. Ottimisti per calcolo, sono fedeli
-allo _statu quo_ dell'Austria. Se parlate di smuovere un infisso od
-una porta, di praticare la più necessaria delle innovazioni, i loro
-occhi brillano, la loro bile si commuove, si impennano come cavalli
-spaventati.
-
-Quando il vento ha rovesciato qualche comignolo dei loro camini, sono
-ammalati e si privano di una serata al _Ginnasio_ od alla _Porta San
-Martino_, a motivo delle riparazioni. Ippolito, che a proposito di
-certi abbellimenti da praticare nel suo studio aveva avuto gratis
-la rappresentazione di una scena comica col signor Molineux, non si
-meravigliò delle intonazioni nere ed untuose, delle tinte oliacee,
-delle macchie ed altri accessorii abbastanza disgustosi che decoravano
-le stanze. Quelle stigmate di miseria non sono del resto senza poesia
-agli occhi di un artista.
-
-La signorina Leseigneur venne ella stessa ad aprire la porta. Vedendo
-il giovine pittore, lo salutò; poi, nello stesso tempo, con quella
-destrezza parigina e con quella presenza di spirito che è un dono della
-fierezza, si rivolse per chiudere la porta di una tramezza a vetri
-attraverso la quale Ippolito avrebbe potuto vedere alcune biancherie
-stese sopra corde al di sopra di fornelli economici, un vecchio letto
-di cinghie, la bragia, il carbone, i ferri da stirare, la fontana
-filtrante, il vasellame e tutti gli utensili necessarii all'economia
-domestica di una casa ristretta. Alcune cortine di mussolina abbastanza
-pulite nascondevano questo _cafarnao_, parola d'uso per designare
-famigliarmente questa specie di laboratorio, del resto male illuminato
-dalla scarsa luce presa a prestito da una corte vicina. Col rapido
-colpo d'occhio degli artisti, Ippolito vide la destinazione, i mobili,
-l'assieme e lo stato di questa prima camera divisa in due. La parte
-rispettabile, che serviva contemporaneamente d'anticamera e di sala
-da pranzo, era coperta da una vecchia tappezzeria color aurora ad
-orli vellutati, senza dubbio fabbricata da Reveillon, i cui buchi
-e le macchie erano stati accuratamente dissimulati mediante ostie
-da suggellare. Delle incisioni che rappresentavano le battaglie
-d'Alessandro, lavoro di Lebrun, ma colle cornici dalle dorature
-scolorite, decoravano simmetricamente le pareti. Nel mezzo di questa
-camera vi era un tavolo d'acajù massiccio, di forma antica e dagli orli
-logori. Una piccola stufa, il cui tubo dritto o senza gomito era appena
-visibile, si trovava dinanzi al camino il cui focolare conteneva un
-armadio.
-
-Per uno strano contrasto, le sedie presentavano qualche traccia di
-uno splendore passato: erano di acajù scolpito; ma il marocchino
-rosso del sedere, i chiodi dorati e la passamanteria mostravano
-cicatrici numerose come quelle dei vecchi sergenti della guardia
-imperiale. Questa stanza serviva da museo a certe cose che non si
-incontrano se non in tale specie di famiglie anfibie, oggetti senza
-nome che partecipano ad un tempo al lusso ed alla miseria. Fra le
-altre curiosità Ippolito vide un cannocchiale magnificamente ornato,
-sospeso al di sotto del piccolo specchio verdastro che decorava il
-camino. Per fare il pajo con questo strano mobile vi era tra il camino
-e la tramezza una misera credenza dipinta in acajù, quello fra tutti
-i legnami che meno si riesce a simulare. Ma il pavimento rosso e
-sdrucciolevole, ma i logori tappetini collocati davanti alle sedie,
-ma i mobili, tutto risplendeva per quella proprietà di manutenzione
-che da un falso bagliore alle cose vecchie, meglio rilevandone i
-difetti, l'età, i lunghi servizii. Regnava in quella stanza un sentore
-indefinibile risultante dalle esalazioni del cafarnao mescolate
-ai vapori della sala da pranzo ed a quelli della scala, benchè la
-finestra fosse semiaperta e l'aria della strada agitasse le tende di
-percallo, accuratamente distese, in modo da nascondere gli stipiti
-in cui gli inquilini precedenti avevano segnata la loro presenza con
-diverse incrostazioni, specie di affreschi domestici. Adelaide aprì
-prontamente l'uscio dell'altra camera in cui introdusse il pittore
-con certo piacere. Ippolito, che aveva già veduto presso sua madre
-gli stessi sintomi d'indigenza, li osservava colla singolare vivacità
-d'impressione che caratterizza i primi acquisti della nostra memoria,
-ed entrò meglio che altri non l'avrebbe fatto nei particolari di
-questa esistenza. Riconoscendo gli oggetti della sua età infantile,
-questo buon giovine non sentì di questa miseria occultata disprezzo, nè
-orgoglio del lusso che aveva conquistato per sua madre.
-
-— Ebbene, signore! spero che non sentirete più gli effetti della
-vostra caduta? gli disse la vecchia, levandosi da una vecchia poltrona
-collocata all'angolo del camino, e presentandogli una sedia.
-
-— No, signora. Vengo a ringraziarvi delle premure che mi avete usato, e
-sopratutto la signorina che m'ha udito cadere.
-
-Dicendo questa frase, satura dell'adorabile stupidità che danno
-all'anima i primi turbamenti dell'amor vero, Ippolito guardava la
-giovinetta. Adelaide accendeva la lampada a doppia corrente d'aria,
-allo scopo di far scomparire una candela inastata sopra una gran bugia
-di rame e adorna di scanalature sporgenti per l'abbondanza dello scolo.
-
-Fece un lieve saluto, andò a riporre la bugia nell'anticamera, ritornò
-per collocare la lampada sul camino e sedette presso sua madre, un
-po' indietro del pittore, per poterlo guardare, con suo comodo dandosi
-l'aria di essere occupatissima del contegno della lampada la cui fiamma
-sotto l'influenza dell'umidità di un vetro sporco, gettava faville
-dibattendosi con un lucignolo nero e mal tagliato. Vedendo il gran
-specchio che ornava la caminiera, Ippolito vi gettò prontamente gli
-occhi per ammirare Adelaide. La piccola astuzia della giovinetta non
-servì dunque che ad imbarazzarli ambedue. Discorrendo colla signora
-Leseigneur, giacchè Ippolito le dava a caso questo nome, esaminò la
-sala, ma con prudenza e di soppiatto. Il focolare era così pieno di
-ceneri, che si vedevano appena le figure egiziane degli alari in ferro.
-Due tizzoni cercavano di riunirsi avanti un ceppo, interrato con tanta
-cura come fosse il tesoro d'un avaro. Un vecchio tappeto d'Aubusson,
-ben rattoppato, ben ripulito, logoro come l'abito di un invalido, non
-copriva tutto il pavimento smorzandone appena il freddo. I muri avevano
-per ornamento una tappezzeria rossastra che figurava una stoffa di
-damasco a disegni gialli. Nel mezzo della parete opposta a quella in
-cui si trovavano le finestre, il pittore vide una apertura segreta
-e le pieghe fatte nella tappezzeria dalle due porte di un'alcova ove
-senza dubbio andava a dormire la signora Leseigneur. Un canapè situato
-dinanzi a questa apertura segreta la mascherava imperfettamente. In
-faccia al camino v'era un tavolo d'acajù molto bello, i cui ornati
-non mancavano nè di ricchezza nè di buon gusto. Un ritratto appeso al
-di sopra rappresentava un militare d'alto grado: ma la scarsità della
-luce non permise al pittore di distinguere a quale arma appartenesse.
-Quell'orribile sgorbio pareva, del resto, fatto in China anzichè a
-Parigi. Alle finestre alcune tende di seta rossa erano scolorite come
-i mobili tappezzati in giallo e rosso che guarnivano questa sala a
-doppio uso. Sul marmo del tavolo, una preziosa guantiera di malachite
-sosteneva una dozzina di tazze da caffè magnificamente dipinte e
-senza dubbio fatte a Sèvres. Sul camino troneggiava l'eterna pendola
-dell'Impero, un guerriero che guida i quattro cavalli d'un carro la
-cui ruota porta ad ogni raggio la cifra di un'ora. Le candele dei
-candelabri erano gialle pel fumo, e ad ogni angolo dell'intelajatura
-si vedeva un vaso di porcellana nel quale si trovava un mazzo di fiori
-artificiali, pieni di polvere ed ammuffiti. Nel mezzo della stanza
-Ippolito osservò un tavolo da giuoco in pieno assetto e delle carte
-nuove. Per un osservatore vi era un non so che di desolante nello
-spettacolo di questa miseria imbellettata come una vecchia che vuol far
-dire il falso al suo viso. A questo spettacolo ogni uomo di buon senso
-si sarebbe proposto in segreto e ili primo acchito questa specie di
-dilemma: O queste due donne sono la stessa probità, o vivon d'intrighi
-e di giuoco. Ma, vedendo Adelaide, un giovane puro come Schinner doveva
-credere all'innocenza la più perfetta e dare le cause più onorevoli
-all'incoerenza del mobilio.
-
-— Figlia mia, disse la vecchia alla giovinetta, ho freddo, fateci un
-po' di fuoco e datemi il mio scialle.
-
-Adelaide andò in una camera attigua alla sala e ritornò portando a sua
-madre uno scialle di cascemir che, nuovo, aveva dovuto essere di gran
-valore, essendone indiani i disegni; ma, vecchio, senza freschezza e
-tutto a rattoppi, armonizzava coi mobili. La signora Leseigneur vi si
-avviluppò in modo assai artistico e coll'abilità di una vecchia che
-vuol far credere alla verità delle sue parole. La giovinetta corse
-lestamente al cafarnao e ritornò con una manciata di legna minuta che
-gettò bravamente sul fuoco per riattizzarlo.
-
-Sarà molto difficile tradurre la conversazione che ebbe luogo fra
-queste tre persone. Guidato dal tatto che si acquista colle disgrazie
-provate dall'infanzia, Ippolito non osava permettersi la menoma
-osservazione relativa alla posizione delle sue vicine, vedendo intorno
-a sè i sintomi di un imbarazzo così mal celato. La più semplice
-domanda sarebbe stata indiscreta, e non doveva essere fatta che
-dopo un'amicizia già antica. Tuttavia il pittore era profondamente
-preoccupato di questa miseria celata, la sua anima generosa ne
-soffriva; ma sapendo ciò che ogni specie di pietà, anche la più amica,
-può avere di offensivo, si trovava impacciato nel disaccordo che
-esisteva fra i suoi pensieri e le sue parole. Le due donne parlarono
-dapprima di pittura indovinando benissimo gli imbarazzi segreti che
-produce una prima visita; esse forse li provavano e la natura dei loro
-spirito fornì loro mille risorse per farli cessare. Interrogando il
-giovine sui procedimenti materiali dell'arte sua, sui suoi studii,
-Adelaide e sua madre l'incoraggiarono a discorrere. Gli indefiniti
-i nonnulla della loro conversazione, animati dalla benevolenza,
-condussero in modo affatto naturale Ippolito a fare alcune osservazioni
-o riflessioni che dipingevano la natura dei suoi costumi e dell'animo
-suo. I dispiaceri avevano prematuramente avvizzito il volto della
-vecchia, che una volta senza dubbio era stata bella; ora non le
-rimanevano più che i tratti salienti, i contorni, in una parola lo
-scheletro di una fisionomia il cui insieme indicava una gran finezza,
-molta grazia nel muovere gli occhi nei quali si trovava l'espressione
-particolare alle dame dell'antica corte e che non si saprebbe definire.
-Questi lineamenti, così fini, così delicati, potevano ben anche
-denotare dei cattivi sentimenti, far supporre l'astuzia e l'inganno
-femminile portato ad un alto grado di perversità anzichè mostrare
-le delicatezze di un'anima bella. In fatto il volto delle donne ha
-una cosa che mette in imbarazzo l'osservatore volgare, che cioè vi è
-impercettibile la differenza fra la franchezza e la doppiezza, il genio
-dell'intrigo e il genio del cuore. L'uomo dotato di vista penetrante
-indovina queste gradazioni inafferrabili, prodotte da una linea più o
-meno curva, da una fossetta più o meno marcata, da una sporgenza più o
-meno tonda o prominente.
-
-L'apprezzamento di questi diagnostici è tutto riservato all'intuizione,
-che sola può far scoprire quello che altri ha interesse ad occultare.
-Il volto di questa signora era il _fac simile_ dell'appartamento
-che abitava; pareva altrettanto difficile sapere se quella miseria
-occultava dei vizii od un'alta probità, come il riconoscere se la
-madre d'Adelaide era un'antica civetta abituala a lutto pesare, tutto
-calcolare, tutto vendere, o una donna piena di nobiltà e di qualità
-amabili. All'età di Schinner il primo movimento del cuore è di credere
-al bene. Quindi, contemplando la fronte nobile e quasi sdegnosa di
-Adelaide, guardando quegli occhi pieni d'anima e di pensieri, respirò,
-per così dire, i soavi e modesti profumi della virtù. Nel mezzo della
-conversazione colse il destro di parlare dei ritratti in generale, per
-avere il diritto di e sa- minare l'orribile pastello di cui tutte le
-tinte erano impallidite, e da cui era in gran parte caduta la polvere.
-
-— Senza dubbio voi avete affetto a questa pittura a motivo della
-rassomiglianza, mie signore, giacchè il disegno è orribile, disse
-guardando Adelaide.
-
-— È stato fatto a Calcutta in gran fretta, rispose la madre con voce
-commossa.
-
-Contemplò lo schizzo informe con quell'abbandono profondo che deriva
-dai ricordi di felicità quando si ridestano e piombano sul cuore come
-una rugiada benefica alle cui fresche impressioni amiamo abbandonarci;
-ma nell'espressione del volto della vecchia signora apparvero altresì
-le traccie di un eterno cordoglio. Almeno il pittore volle interpretare
-così l'attitudine o la fisionomia della sua vicina, presso la quale
-andò a sedersi.
-
-— Madama, aggiunse, qualche tempo ancora, od i colori di questo
-pastello saranno scomparsi. Il ritratto non esisterà più che nella
-vostra memoria. Là voi vedrete una figura che vi è cara, gli altri
-non ne capiranno più nulla. Volete permettermi di riportare quella
-figura sulla tela? Vi sarà fissata più durevolmente che sulla carta.
-Accordatemi, in grazia della nostra vicinanza, il piacere di farvi
-questo servizio. Vi sono momenti in cui un artista ama sollevarsi dalle
-sue grandi composizioni con lavori di minore portata: il rifare questa
-tosta Rara per me una distrazione.
-
-La vecchia udendo queste parole trasalì, n Adelaide gettò sul pittore
-uno di quelli sguardi concentrati che pajono uno zampillo dell'anima.
-
-Ippolito voleva appartenere alle sue due vicine con qualche vincolo
-ed acquistarsi il diritto di mescolarsi alla loro esistenza. La sua
-offerta rivolgendosi alle più vive affezioni del cuore, era la sola
-che gli fosse possibile fare; accontentava il suo orgoglio d'artista, e
-non aveva nulla d'offensivo per le due dame. Madama Leseigneur accettò
-senza entusiasmo nè rammarico, ma con quella conscienza delle grandi
-anime che sanno l'importanza dei vincoli che si stringono con simili
-obbligazioni e che ne fanno un magnifico elogio, una prova di stima.
-
-— Si, ella disse; e quello dei capitani di vascello. Il signor De
-Ruvilie, mio marito, è morto a Batavia in seguito ad una ferita
-ricevuta in un combattimento contro un vascello inglese che incontrò
-sulle coste d'Asia. Egli montava una fregata di cinquantasei cannoni
-e la _Revenge_ era un vascello di novantasei. La lotta fu affatto
-ineguale, ma egli si difese così coraggiosamente che vi durò Ano alla
-notte e potè mettersi in salvo. Quando tornai in Francia, Bonaparte
-non era ancora al potere, e mi fu rifiutata una pensione. Allorchè
-ultimamente la sollecitai di nuovo, il ministro mi disse con durezza
-che se il barone De Ruville fosse emigrato, l'avrei conservato! che
-oggi sarebbe senza dubbio contrammiraglio; finalmente Sua Eccellenza
-Ani per oppormi non so qual legge sulle prescrizioni. Questo passo, al
-quale alcuni amici mi avevano spinta, non lo feci che per la mia povera
-Adelaide. Ho sempre provato ripugnanza a stendere la mano in nome di un
-dolore che toglie ad una donna la voce e le forze. Non amo questa stima
-pecuniaria di un sangue versato irreparabilmente...
-
-— Mamma mia, la conversazione su questo soggetto ti fa sempre male.
-
-A queste parole d'Adelaide la baronessa Leseigneur De Rouville chinò la
-testa e tacque.
-
-— Signore, disse la giovinetta ad Ippolito, io credevo che il lavoro
-dei pittori in generale non facesse gran fracasso.
-
-A tale questione, Schinner arrossì pensando al rumore che aveva fatto.
-Adelaide non insistè e gli risparmiò una bugia, alzandosi d'un tratto
-allo strepito d'una carrozza che si fermava alla porta; passò nella sua
-camera, dalla quale ritornò tosto con due candellieri dorati guerniti
-di candele incominciate che prestamente accese, e senza attendere il
-suono del campanello apri l'uscio della prima stanza di cui abbassò
-la lampada. Il suono di un bacio ricevuto e dato rimbombò Ano nel
-cuore di Ippolito. L'impazienza che il giovine provava di vedere colui
-Che trattava così famigliarmente Adelaide non Ai soddisfatta tanto
-presto. I sopraggiunti ebbero colla giovinetta una conversazione a
-voce bassa che egli trovò molto lunga. Finalmente la signorina De
-Rouville ricomparve seguita da due uomini, il cui abito, la fisionomia
-e l'aspetto erano tutta una storia. In età di circa sessanta anni il
-primo portava uno di quegli abiti, inventati credo da Luigi X VII!
-allora regnante, o nel quale il più difficile problema abbigliativo era
-stato risolto da un sarto che doveva restare immortale. Questo artista
-conosceva, per certo l'arte delle transizioni che costituì tutto il
-genio di quell'epoca politicamente così mobile. Non è forse merito
-assai raro quello di saper giudicare i proprii tempi?
-
-Questo abito, che i giovani d'oggi possono ritenere una favola, non era
-nè civile nè militare e poteva passare a volta a volta per militare e
-per civile. Dei fiori di giglio ornavano le risvolte delle due falde
-posteriori.
-
-I bottoni dorati erano pur essi a dori di giglio. Sulle spalle, due
-striscio vuote aspettavano delle spalline inutili. Questi due sintomi
-di milizia eran là come una petizione senza postilla. Nel vecchio,
-sulla bottoniera del suo abito di panno turchino fiorivano diversi
-nastri. Egli aveva senza dubbio in mano il suo tricorno guernito di
-un nastro d'oro, giacchè i nivei ricci dei suoi capelli incipriati
-non presentavano traccia della pressione d'un cappello. Pareva non
-avesse più di cinquantanni e sembrava godere di una robusta salute.
-Pure accusando il carattere leale e franco dei vecchi emigrati, la
-sua fisionomia dinotava anche i costumi libertini e facili, le gaje
-passioni e la noncuranza di quei moschettieri una volta così celebri
-nei fasti della galanteria. I suoi gesti, il suo portamento, le sue
-maniere, annunziavano che non voleva correggersi, nè del suo realismo,
-nè della sua religione, nè dei suoi amori.
-
-Una figura veramente fantastica teneva dietro a queste pretensioso
-_voltigeur de Louis XV_ (era il nomignolo dato dai bonapartisti
-a questi nobili avanzi della monarchia) ma per ben dipingerla
-bisognerebbe farne la parte principale del quadro di cui non è che un
-accessorio. Figuratevi un individuo secco e magro, vestito come il
-primo, ma che non ne era, per così dire, che il riflesso o l'ombra.
-L'abito nuovo nell'uno era vecchio e sdruscito nell'altro.
-
-La cipria del capelli sembrava meno bianca nel secondo, l'oro dei fiori
-di giglio meno splendente, i tentativi di spalline più disperati e più
-raggrinzati, l'intelligenza più fiacca, la vita più di quella del primo
-inoltrata preso il termine fatale. Finalmente, realizzava quel motto
-di Rivarol su Champcenetz: «È il mio Chiaro di luna.» Egli non era che
-il bis dell'altro, un bis pallido e meschino, giacchè correva fra i
-due tutta la differenza che esiste fra la' prima e l'ultima tiratura
-di una litografia. Questo vecchio muto fu un mistero pel pittore e
-restò sempre un mistero. Il cavaliere — era cavaliere — non parlò e
-nessuno parlò a lui. Era un amico, un parente povero, un uomo che si
-attaccava al vecchio galante come una damigella di compagnia presso una
-vecchia signora? Teneva il mezzo fra il cane, il pappagallo e l'amico?
-Aveva salvato le sostanze o soltanto la vita del suo benefattore? Era
-il _Trim_ di un altro capitano Tobia? Altrove, come dalla baronessa
-De Rouville, eccitava la curiosità senza mai soddisfarla. Chi poteva,
-sotto la Ristorazione, ricordarsi l'attaccamento che prima della
-Rivoluzione legava questo cavaliere alla donna del suo amico, morta da
-vent'anni?
-
-Il personaggio che pareva il più nuovo di questi due avanzi, si inoltrò
-con galanteria verso la baronessa De Rouville, le baciò la mano, e
-si sedette presso di lei. L'altro salutò e si collocò presso il suo
-tipo, ad una distanza rappresentata da due sedie. Adelaide venne ad
-appoggiare i gomiti sullo schienale della poltrona occupata dal vecchio
-gentiluomo, imitando, senza saperlo, la posa che Guerin ha data alla
-sorella di Didone nel celebre suo quadro. Benchè la famigliarità del
-gentiluomo fosse quella di un padre, pel momento parve che le sue
-libertà spiacessero alla giovinetta.
-
-— Ebbene, mi fai il broncio? disse gettando su Schinner uno di quegli
-sguardi obliqui pieni di finezza e di malizia, sguardi diplomatici
-la cui espressione tradiva la prudente inquietudine, la curiosità
-cortese delle persone bene educate che vedendo uno sconosciuto sembra
-domandino: — È dei nostri?
-
-— Ecco il nostro vicino, gli disse la vecchia mostrandogli Ippolito. Il
-signore è un celebre pittore il cui nome vi deve essere noto malgrado
-la vostra indifferenza per le arti.
-
-Il gentiluomo riconobbe la malizia della sua vecchia amica
-nell'omissione del nome, e salutò il giovane.
-
-— Certamente, egli disse, ho inteso parlar molto dei suoi quadri
-all'ultima esposizione. Il talento ha dei bei privilegi, signore,
-aggiunse guardando il nastro rosso dell'artista. Questa distinzione,
-che noi dobbiamo conquistare al prezzo del nostro sangue e di lunghi
-servizii, voi l'ottenete da giovani; ma tutte le glorie sono sorelle,
-aggiunse portando la mano alla sua decorazione di San Luigi.
-
-Ippolito balbettò alcune parole di ringraziamento, e ricadde nel
-suo silenzio accontentandosi di rimirare con entusiasmo la bella
-testa della giovinetta che l'aveva incantato. In breve si immerse
-in quella contemplazione senza più pensare alla miseria profonda
-dell'appartamento. Per lui il volto di Adelaide si staccava da
-un'atmosfera luminosa. Rispose brevemente alle domande che gli furono
-rivolte e che fortunatamente capì, grazie a una facoltà singolare
-dell'anima nostra, il cui pensiero può, qualche volta, in certo modo
-raddoppiarsi. A chi non è accaduto d'essere assorto in una meditazione
-voluttuosa o triste, di ascoltarne nell'interno la voce ed assistere
-ad una conversazione o ad una lettura? Ammirabile dualismo che spesso
-ajuta a compatire i nojosi. Feconda e ridente la speranza gli versò
-mille pensieri di felicità, e non volle più nulla osservare intorno
-a sè. Dopo un certo lasso di tempo si accorse che la vecchia dama e
-sua figlia giocavano col vecchio gentiluomo. Quanto al satellite di
-colui, fedele alla sua condizione di ombra, si teneva in piedi dietro
-l'amico, il cui giuoco lo preoccupava, rispondendo alle mute domande
-che gli faceva il giuocatore con delle piccole smorfie approvative, che
-ripetevano i movimenti interrogatorii dell'altra fisionomia.
-
-— Du Holga, perdo sempre, diceva il gentiluomo.
-
-— Scartate male, riprese la baronessa De Rouville.
-
-— Ecco tre mesi che non ho potuto guadagnarvi una partita sola, egli
-riprese.
-
-— Ha gli assi il signor conte? domandò la vecchia dama.
-
-— Sì, ancora uno segnato, egli disse.
-
-— Volete che vi dia un consiglio? diceva Adelaide.
-
-— No, no, resta dinanzi a me. Perbacco! sarebbe perdere troppo il non
-averti in faccia.
-
-Finalmente la partita finì. Il gentiluomo estrasse la sua borsa,
-e gettando due luigi sul tappeto, non senza mal umore: — Quaranta
-franchi, giusti come l'oro, disse. Eh diavolo! sono le undici!
-
-— Sono le undici, ripetè il personaggio muto guardando il pittore.
-
-Il giovine, intendendo questa parola un po' più distintamente di tutte
-le altre, pensò che era tempo di ritirarsi. Ritornando allora nel
-mondo delle idee volgari, trovò alcuni luoghi comuni per prendere la
-parola, salutò la baronessa, sua figlia, i due sconosciuti, ed uscì in
-preda alle prime felicità dell'amor vero, senza cercare di analizzare i
-piccoli avvenimenti di quella serata.
-
-Il giorno dopo il giovine pittore provò il desiderio più violento di
-rivedere Adelaide. Se avesse dato ascolto alla sua passione, sarebbe
-andato dalle sue vicine fino dalle sei del mattino, arrivando allo
-studio. Fu però ancora tanto ragionevole da attendere fin dopo mezzodì.
-Appena credette poter presentarsi a madama De Rouville, discese,
-suonò, ed arrossendo come una ragazza domandò timidamente il ritratto
-del barone De Rouville alla signorina Leseigneur che era venuta ad
-aprirgli.
-
-— Ma entrate, gli disse Adelaide che senza dubbio l'aveva udito
-discendere dal suo studio.
-
-Il pittore la seguì, timido, sconcertato, non sapendo proferir parola
-tanto la felicità lo rendeva stupido. Vedere Adelaide, udire il fruscio
-della sua veste, dopo aver desiderato per tutta una mattina di essere
-presso di lei, dopo essersi alzato cento volte dicendo: — Vado abbasso,
-e non essere ancora disceso; era per lui vivere con tale esuberanza,
-che simili sensazioni troppo prolungate gli avrebbero logorata l'anima.
-Il cuore ha la potenza singolare di dare un prezzo straordinario ai
-nonnulla. Che gioja non è per un viaggiatore il raccogliere un filo
-d'erba, una foglia sconosciuta, se in quella ricerca ha rischiata la
-vita. I nonnulla dell'amore sono così: la vecchia non era nella sala.
-Quando la giovinetta vi si trovò sola col pittore, portò una sedia per
-staccare il ritratto, ma accorgendosi che non poteva toglierlo via
-senza mettere il piede sul tavolo, si volse ad Ippolito e gli disse
-arrossendo: — Non sono abbastanza grande. Vorreste prenderlo voi?
-
-Un sentimento di pudore, rivelato dall'espressione della sua fisionomia
-e dall'accento della sua voce, era il vero motivo della sua dimanda,
-ed il giovine, così comprendendola, le gettò uno di quegli sguardi
-intelligenti che sono il linguaggio più dolce dell'amore. Adelaide
-vedendo che il pittore l'aveva indovinata, abbassò gli occhi per un
-movimento di fierezza il cui segreto appartiene alle vergini.
-
-Non trovando una parola, e quasi intimidito, il pittore prese allora
-il quadro, l'esaminò con gravità e mettendolo in luce presso la
-finestra, se ne andò senza dir altro alla signorina Leseigneur che:
-— Ve lo restituirò presto. Tutti e due in quel rapido istante avevano
-provata una di quelle vive commozioni i cui effetti sull'animo possono
-paragonarsi a quelli che produce un sasso gettato nel fondo di un lago.
-Le riflessioni più dolci nascevano e si succedevano, indefinibili,
-moltiplicate, senza meta, agitando il cuore come le rughe circolari che
-piegano per lungo tempo l'onda diramandosi dal punto dove è caduto il
-sasso. Ippolito tornò al suo studio, armato di quel ritratto. Il suo
-cavalletto era già stato munito di una tela; una tavolozza era carica
-di colori; i pennelli erano puliti, il luogo e l'ora opportuni.
-
-Quindi fino all'ora del pranzo lavorò al ritratto con quell'ardore che
-gli artisti mettono nei loro capricci. Ritornò la sera stessa dalla
-baronessa De Rouville, e vi rimase dalle nove alle undici. All'infuori
-dei differenti soggetti di conversazione, quella sera somigliò
-esattamente alla precedente.
-
-I due vecchi arrivarono alla stessa ora, ebbe luogo la stessa partita a
-picchetto, dai giocatori furono dette le stesse frasi, la somma perduta
-dall'amico di Adelaide fu dello stesso importo di quella perduta
-il giorno prima; soltanto Ippolito, un po' più incoraggiato, osò
-discorrere colla giovinetta.
-
-Passarono così otto giorni, durante i quali i sentimenti del pittore
-e quelli di Adelaide subirono quelle deliziose e lente trasformazioni
-che conducono le anime all'accordo perfetto. Di giorno in giorno lo
-sguardo con cui Adelaide accoglieva l'amico era divenuto più intimo,
-più confidente, più gajo, più franco; la sua voce, le sue maniere
-ebbero qualche cosa di più molle, di più famigliare. Tutti e due
-ridevano, discorrevano, si comunicavano i loro pensieri, parlando
-di sè stessi coll'ingenuità di due fanciulli che nello spazio di un
-giorno hanno stretta amicizia, come se si fossero veduti da tre anni.
-Schinner giocava al picchetto. Ignorante e novizio, faceva naturalmente
-l'alunnato e, come il vecchio, perdeva tutte le partite. Senza essersi
-ancora confidato il loro amore, i due amanti sapevano di appartenersi
-l'un l'altro. Ippolito aveva esercitato con fortuna il suo potere sulla
-timida amica. Molte concessioni gli erano state fatte da Adelaide la
-quale, timida e devota aveva di quei falsi malumori che l'amante meno
-abile e la giovinetta più primitiva inventano e di cui si servono
-di continuo, come i fanciulli viziati abusano del potere che loro
-dà l'amore della madre. Ogni famigliarità era cessata fra il vecchio
-ed Adelaide. La giovinetta aveva naturalmente compresa la tristezza
-del pittore ed i pensieri occulti nelle pieghe della sua fronte,
-nell'accento brusco delle poche parole che pronunciava allorchè il
-vecchio baciava senza riguardo alcuno le mani od il collo di Adelaide.
-Dal canto suo la signorina Leseigneur chiedeva al suo amante stretto
-conto delle menome sue azioni. Era così infelice, così inquieta quando
-Ippolito non veniva; sapeva così bene rimproverarlo per le sue assenze,
-che il pittore cessò di trovarsi coi suoi amici e di andare in società.
-
-Adelaide lasciò trapelare la gelosia naturale alle donne udendo che
-talvolta, uscendo da madama De Rouville alle undici, il pittore faceva
-ancora delle visite e si recava nei saloni più brillanti di Parigi. Da
-principio pretendeva che questo genere di vita fosse pernicioso alla
-salute: poi trovò modo di dirgli, con quella profonda convinzione alla
-quale danno tanta forza l'accento, il gesto, e lo sguardo d'una persona
-amata: «Che un uomo obbligato a prodigare a più donne in una volta il
-suo tempo e le grazie del suo spirito, non poteva essere oggetto di una
-viva affezione.» Il pittore fu dunque condotto, tanto dal dispotismo
-della passione che dalle esigenze di una fanciulla innamorata, a non
-vivere che in quel piccolo appartamento in cui tutto gli piaceva.
-Mai vi fu amore più puro e più ardente. Da una parte e dall'altra la
-stessa fede, la stessa delicatezza, fecero crescere quella passione
-senza l'ajuto dei sagrifizi coi quali molti cercano di provarsi il loro
-amore. Fra essi esisteva uno scambio continuo di sensazioni dolci,
-e non sapevano chi più ne dava e più ne riceveva. Una involontaria
-tendenza rendeva sempre più stretta l'unione delle anime loro. Il
-progresso di questo sentimento vero fu così rapido, che due mesi dopo
-l'accidente cui il pittore doveva la felicità di avere conosciuta
-Adelaide, la loro vita era diventata una vita sola. Cominciando dal
-mattino la giovinetta udendo il passo del suo innamorato poteva dire
-a se stessa: è là! Quando Ippolito tornava da sua madre, all'ora del
-pranzo, non mancava mai di venire a salutare le sue vicine, e la sera,
-all'ora solita, accorreva colla puntualità d'innamorato. La donna più
-tirannica e più ambiziosa in amore non avrebbe quindi potuto fare
-il menomo rimprovero al giovine pittore. Anche Adelaide godeva una
-felicità, affatto pura ed illimitata vedendo realizzarsi in tutta la
-sua estensione l'ideale che alla sua età è tanto naturale sognare. Il
-vecchio gentiluomo veniva meno di frequente; il geloso Ippolito l'aveva
-la sera sostituito al tappeto verde, nella sua costante sfortuna al
-giuoco. Tuttavia, in mezzo alla sua felicità, pensando alla disastrosa
-situazione di madama De Rouville, giacchè aveva avuto più di una prova
-della sua miseria, non poteva spacciare un pensiero importuno. Già più
-volte ritornando a casa si era detto: — Come! Venti franchi tutte le
-sere! E non osava confessarsi i suoi sospetti odiosi. Impiegò due mesi
-a fare il ritratto, e quando fu finito, verniciato, messo in cornice,
-lo contemplò come una delle sue opere migliori. Madama la baronessa De
-Rouville non gliene aveva più parlato. Era noncuranza o fierezza? Il
-pittore non voleva spiegarsi questo silenzio.
-
-Fece con Adelaide il lieto complotto di mettere il ritratto al suo
-posto durante la passeggiata che sua madre faceva ordinariamente alle
-Tuileries. Adelaide salì sola, per la prima volta, allo studio di
-Ippolito, col pretesto di vedere il ritratto nella luce favorevole
-sotto la quale era stato dipinto. Restò muta ed immobile, in preda
-ad una contemplazione deliziosa in cui fondevansi in un solo tutti i
-sentimenti della donna. Non si riassumono essi tutti in una giusta
-ammirazione dell'uomo amato? Allorchè il pittore, inquieto di quel
-silenzio, si chinò per vedere la giovinetta, essa gli stese la mano,
-senza poter dire una parola; ma due lagrime eranle cadute dagli occhi.
-Ippolito prese quella mano, la coperse di baci, e per un momento si
-guardarono in silenzio, essendo ambedue per confessarsi il loro amore
-e non osandolo. Il pittore teneva nelle sue la mano d'Adelaide ed uno
-stesso calore, uno stesso movimento loro appresero che i loro cuori
-battevano ambedue colla stessa forza. Troppo commossa, la giovinetta si
-allontanò dolcemente da Ippolito, e disse gettandogli un'occhiata piena
-d'ingenuità:
-
-— Voi farete ben felice mia madre!
-
-— Che? vostra madre soltanto? egli domandò.
-
-— Oh, io lo sono anche troppo.
-
-Il pittore abbassò la testa e rimase silenzioso, stordito dalla
-violenza dei sentimenti che l'accento di questa frase svegliò nel suo
-cuore. Comprendendo allora tutto il pericolo di quella situazione,
-essi discesero e misero il ritratto al suo posto. Ippolito pranzò
-per la prima volta colla baronessa e con sua figlia. Fu festeggiato,
-complimentato da madama De Rouville con una rara bonomia. Nella
-sua tenerezza, tutta in lagrime, la vecchia dama volle baciarlo. La
-sera, il vecchio emigrato, aulico camerata del barone De Rouville,
-col quale aveva vissuto fraternamente, fece alle sue due amiche una
-visita per annunziar loro che era stato nominato vice-ammiraglio. Le
-sue navigazioni terrestri attraverso la Germania e la Russia gli erano
-state contate come campagne navali. All'aspetto del ritratto strinse
-cordialmente la mano al pittore ed esclamò: — In fede mia! benchè la
-mia vecchia carcassa non valga la pena di essere conservata, darei ben
-volontieri cinquecento pistole per vedermi così somigliante come il mio
-vecchio Rouville.
-
-A questa proposta la baronessa guardò il suo amico e sorrise lasciando
-scaturire dal suo volto i sintomi di una subita riconoscenza. Ippolito
-credette indovinare che il vecchio ammiraglio voleva offrirgli il
-prezzo dei due ritratti pagando il suo. La sua fierezza d'artista,
-forse tanto come la sua gelosia, si offese di quell'idea e rispose: —
-Signore, se fossi ritrattista non avrei fatto questo qui.
-
-L'ammiraglio si morse le labbra e si mise a giocare. Il pittore
-restò presso Adelaide, che gli propose di fare una partita; accettò.
-Giocando, osservò in madama De Rouville un ardore pel giuoco che lo
-sorprese. Mai quella vecchia baronessa aveva dimostrato un desiderio
-così ardente di guadagno, nè un piacere così vivo palpando le monete
-d'oro del gentiluomo. Durante la serata, brutti sospetti vennero a
-turbare la felicitò di Ippolito e gli inspirarono la diffidenza. Madama
-De Rouville viveva dunque del giuoco? Non giocava essa in quel momento
-per soddisfare qualche debito, o spinta da qualche necessità? Forse
-non aveva pagato l'affitto. Quel vecchio pareva abbastanza fino per
-lasciarsi prendere impunemente il danaro. Quale poteva dunque essere
-l'interesse che lui, ricco, attirava in quella povera casa? Perchè una
-volta era così famigliare con Adelaide, e perchè ad un tratto aveva
-rinunziato ai privilegi acquistati, forse dovuti? Queste riflessioni
-gli vennero involontariamente, e l'eccitarono ad esaminare con nuova
-attenzione il vecchio e la baronessa. Fu malcontento delle loro arie
-d'intelligenza e degli sguardi obliqui che gettavano su Adelaide e su
-lui. «Mi ingannerebbero?» fu per Ippolito un'ultima idea, orribile,
-demoralizzante, ed alla quale credette quel tanto che bastava per
-esserne torturato. Volle restare dopo la partenza dei due vecchi per
-confermare i suoi sospetti o dissiparli. Aveva cavata la sua borsa
-per pagare Adelaide; ma, in preda ai suoi pensieri tumultuosi, mise la
-borsa sulla tavola e cadde in una fantasticheria che durò poco; indi,
-vergognandosi del suo silenzio, si alzò, rispose ad una interrogazione
-banale fattagli da madama De Rouville e si avvicinò a lei per potere,
-discorrendo, meglio esaminare quel vecchio volto. Uscì in preda a mille
-incertezze. Appena aveva fatti alcuni gradini, si ricordò di avere
-dimenticato il danaro sul tavolo e ritornò.
-
-— Vi ho lasciato la mia borsa? disse alla giovinetta.
-
-— No, rispose ella arrossendo.
-
-— La credeva là, egli riprese, mostrando il tavolo da giuoco; ma,
-vergognoso per Adelaide e per la baronessa di non vedervela, le guardò
-con aria inebetita che le fece ridere, impallidì e continuò tastando
-il gilè: «Mi sono ingannato; l'ho senza dubbio.» Salutò ed uscì. In
-uno dei lati di quella borsa vi erano quindici luigi, nell'altro degli
-spiccioli. Il furto era così flagrante, così sfrontatamente negato,
-che Ippolito non poteva più conservare dubbio sulla moralità delle
-sue vicine. Si fermò sulla scala, la discese con pena: le gambe gli
-tremavano, aveva le vertigini, sudava, gelava, e si trovava impotente
-a lottare coll'atroce commozione cagionatagli dalla rovina di tutte le
-sue speranze. In quel momento raccapezzò nella memoria una quantità di
-osservazioni, futili in apparenza, ma che corroboravano i terribili
-sospetti ai quali era stato in preda, e che servivano a riprova
-della verità dell'ultimo fatto, aprendogli gli occhi sul carattere
-e sulla vita di quelle due donne. Avevano dunque aspettato che fosse
-consegnato il ritratto per rubare la borsa? Combinato, il furto era
-ancora più odioso. Il pittore si ricordò, per sua sventura, che da
-due o tre sere Adelaide, mentre sembrava esaminare con una curiosità
-di ragazza il lavoro speciale della rete di seta usata, probabilmente
-verificava il danaro contenuto nella borsa, con scherzi in apparenza
-innocenti, ma che senza dubbio avevano lo scopo di spiare il momento
-in cui la somma fosse abbastanza rilevante per essere sottratta.
-— Il vecchio ammiraglio ha forse delle eccellenti ragioni per non
-sposare Adelaide, ed allora la baronessa avrà cercato di... A quella
-supposizione si fermò non completando nemmeno il suo pensiero che fu
-distrutto da una riflessione assai giusta. — Se la baronessa, pensò,
-spera di farmi sposare sua figlia, esse non m'avrebbero derubato.
-Poi, per non rinunciare alle sue illusioni, al suo amore già così
-saldamente radicato, tentò di cercare qualche giustificazione nel caso.
-— La mia borsa sarà cascata per terra, diceva; sarà restata sulla mia
-poltrona. Forse l'ho; sono tanto distratto! Si frugò convulsivamente e
-non trovò la maledetta borsa. La sua memoria crudele gli raffigurava
-tratto tratto la fatale verità. Vedeva distintamente la sua borsa
-distesa sul tappeto; ma, non dubitando più del furto, scusava Adelaide,
-dicendo che non si dovevano giudicare così lestamente i disgraziati.
-Vi era senza dubbio un segreto in quell'azione così degradante. Non
-voleva che quella fiera e nobile figura fosse una maschera. Tuttavia
-queil'appartamento così miserabile gli parve spoglio della poesia
-dell'amore che tutto abbellisce; lo vide sporco e indecente, lo
-considerò come il simbolo di una vita intima senza nobiltà, disoccupata
-e viziosa. I nostri sentimenti non sono, per così dire, scritti sulle
-cose che ne circondano? Il mattino dopo si alzò senza aver dormito.
-Il dolore del cuore, questa grave malattia morale, aveva fatto in lui
-enormi progressi Perdere una felicità sognata, rinunziare a tutto un
-avvenire, è un tormento più acuto di quello cagionato dalla rovina di
-una felicità provata, per quanto sia stata completa: la speranza non
-è forse migliore del ricordo? Le meditazioni in cui cade tutto ad un
-tratto l'anima nostra sono allora come un mare senza sponde nel seno
-del quale noi possiamo nuotare per un momento, ma in cui è necessario
-che il nostro amore si anneghi e muoja.
-
-È una morte orribile. Non sono i sentimenti la parte più brillante
-della nostra vita? Da questa morte parziale derivano in certe
-organizzazioni delicate o forti le grandi rovine prodotte dalla
-disillusione, dalle speranze e dalle passioni tradite. Così fu
-del giovine pittore. Uscì per tempissimo, assorto nelle sue idee,
-dimenticando tutto il mondo. Per un caso che non aveva nulla di
-straordinario, incontrò uno dei suoi amici più intimi, camerata
-di collegio e di studio, col quale aveva vissuto meglio che con un
-fratello.
-
-— Ebbene, Ippolito, cos'hai? gli disse Francesco Souchet, giovine
-scultore che aveva allora ottenuto il gran premio e doveva partire per
-l'Italia.
-
-— Sono sfortunatissimo, rispose gravemente Ippolito.
-
-— Non è che un affare di cuore che ti possa dare affanno. Danaro,
-gloria, considerazione, nulla ti manca.
-
-A poco a poco le confidenze cominciarono, ed il pittore confessò il suo
-amore. Quando parlò della via Suresne e d'una giovinetta alloggiata
-ad un quarto piano: — Alto là! gridò allegramente Souchet. È una
-giovinetta che vedo tutte le mattine all'Assunzione ed alla quale fo la
-corte. Sua madre è una baronessa! Ci credi tu alle baronesse alloggiate
-al quarto piano? Brrr!... Ah! tu sei un uomo dell'età dell'oro; ma essa
-ha una figura, un'aria che dicono tutto. Come! Non hai indovinato che
-cosa è alla maniera con cui tiene il suo scialle?
-
-I due amici passeggiarono a lungo, e loro si unirono parecchi giovani
-che conoscevano Souchet e Schinner. L'avventura del pittore, giudicata
-di poca importanza, fu loro contata dallo scultore.
-
-— Ed anch'esso ha veduto quella ragazza!
-
-Furono osservazioni, risa, burle, fatte innocentemente e con tutto il
-brio degli artisti, ma delle quali Ippolito soffriva orribilmente.
-Un certo intimo pudore lo metteva in triste posizione vedendo il
-segreto del suo cuore trattato con tanta leggierezza, la sua passione
-lacerata, fatta in brandelli, una giovinetta sconosciuta e la cui vita
-pareva così modesta, sottoposta a giudizii veri o falsi, pronunciati
-con tanta indifferenza. Affettò di essere spinto da uno spirito
-di contraddizione; chiese seriamente a ciascuno le prove delle sue
-asserzioni, e gli scherzi ripresero da capo.
-
-— Ma, caro amico, hai veduto lo scialle della baronessa? diceva Souchet.
-
-— Hai seguito la piccina, la mattina, quando trotta all'Assunzione?
-diceva Giuseppe Bridau, un birichino dello studio di Gres.
-
-— Ah! la madre ha, fra le altre virtù, un certo abito grigio che
-considero come un tipo, disse Bixion, il caricaturista.
-
-— Ascolta, Ippolito, riprese lo scultore, vieni qui verso le quattro
-ed analizza un po' gli andamenti della madre e della figlia. Se dopo
-hai dei dubbii, ebbene! da te non si caverà mai nulla. Sarai capace di
-sposare la figlia della tua portinaja.
-
-In preda ai sentimenti più opposti, il pittore abbandonò i suoi amici.
-Adelaide e sua madre gli sembravano esseri superiori a queste accuse,
-ed in fondo al cuore provava rimorso di avere sospettata la purezza di
-quella giovane così semplice e così bella.
-
-Andò al suo studio, passò davanti alla porta dell'appartamento in cui
-si trovava Adelaide, e provò il senso di dolore al cuore che non lascia
-luogo ad esitanze. Amava la signorina De Rouville con tanta passione
-che, ad onta del furto della borsa, l'adorava ancora. Il suo amore
-era quello del cavaliere Des Grieux che ammira e purifica la sua bella
-perfino sulla carretta che conduce alla prigione le donne perdute. —
-Perchè il mio amore non la renderebbe la più pura di tutte le donne?
-Perchè abbandonarla al male, al vizio, senza porgerle una mano amica?
-Questa missione gli piacque. L'amore trae profitto da ogni cosa. Nulla
-più seducente per un giovane che fare la parte del genio del bene
-presso una donna. Vi è qualche cosa di romanzesco in tale impresa che
-s'addice alle anime esaltate. Non è forse la massima devozione sotto
-la forma più elevata, più gentile? Non vi è della grandezza nel sapere
-che si ama abbastanza per amare ancora là ove l'amore degli altri si
-estingue e muore? Ippolito si assise nel suo studio, contemplò il suo
-quadro senza punto lavorarvi, non vedendo le figure che attraverso
-alcune lagrime che gli ondeggiavano negli occhi, tenendo sempre la
-tavolozza alla mano, avanzandosi verso la tela come per raddolcire
-una tinta, ma non toccandola. La notte lo colse in quell'attitudine.
-Svegliato dalla sua fantasticheria dall'oscurità, discese, incontrò
-il vecchio ammiraglio sulle scale, gli gettò una triste occhiata
-salutandolo, e fuggì. Aveva avuta l'intenzione di entrare dalle sue
-vicine, ma l'aspetto del protettore d'Adelaide gli gelò il cuore e
-fece svanire la sua risoluzione. Si chiese per la centesima volta quale
-interesse poteva condurre quel vecchio libertino, ricco di ottantamila
-lire di rendita, in quel quarto piano ove perdeva circa quaranta
-franchi tutte le sere; e quell'interesse credette indovinarlo. Il
-giorno dopo ed i seguenti Ippolito si ingolfò nel lavoro per cercare di
-combattere la sua passione, colla foga delle idee e della concezione.
-Riescì a mezzo. Lo studio lo consolò senza però arrivare a soffocare
-i ricordi di tante ore carezzevoli passate presso Adelaide. Una sera,
-nel lasciare il suo studio, trovò la porta dell'appartamento delle
-due signore semichiusa. Vi era una persona in piedi nel vano della
-finestra. La disposizione della porta e della scala non permettevano
-al pittore di passare senza vedere Adelaide; la salutò freddamente,
-lanciandole una occhiata indifferente; ma, giudicando dalle sue le
-sofferenze di quella giovinetta, provò un sussulto interno nel pensare
-all'amarezza che quello sguardo e quella freddezza dovevano gettare
-in un cuore innamorato. Coronare le più dolci feste che mai abbiano
-rallegrate anime pure con un dispetto di otto giorni, collo sprezzo
-più profondo, più completo!... triste scioglimento! Forse la borsa
-era stata trovata, e forse ogni sera Adelaide aveva aspettato il suo
-amico. Questo pensiero così semplice, così naturale, fece provare
-nuovi rimorsi all'innamorato. Si domandò se le prove d'attaccamento
-che la giovinetta gli aveva date, se le incantevoli conversazioni,
-improntate da un amore che l'aveva entusiasmato, non meritavano almeno
-un'inchiesta, non valevano una giustificazione. Vergognandosi di aver
-resistito per una settimana ai voti del cuore e trovandosi quasi reo
-per quella lotta, la sera stessa andò da madama De Rouville. Tutti i
-suoi sospetti, tutti i suoi cattivi pensieri, svanirono all'aspetto
-della giovinetta pallida e dimagrata.
-
-— Mio Dio, che avete? le disse dopo avere salutata la baronessa.
-
-Adelaide non gli rispose, ma gli lanciò un'occhiata piena di
-malinconia, un'occhiata triste, scoraggiata, che gli fece male.
-
-— Avete senza dubbio lavorato molto, disse la vecchia, siete cambiato.
-Noi siamo la causa della vostra reclusione. Questo ritratto avrà
-ritardato alcuni quadri importanti per la vostra riputazione.
-
-Ippolito fu felice di trovare una scusa così buona alla sua
-indelicatezza.
-
-— Sì, disse, sono stato molto occupato, ma ho sofferto...
-
-A quelle parole Adelaide alzò la testa, guardò il suo amante, ed i suoi
-occhi inquieti non gli rimproverarono più nulla.
-
-— Voi ci supponevate molto indifferenti a ciò che di bene e di male vi
-può accadere? disse la vecchia.
-
-— Ebbi torto, egli rispose. Tuttavia vi sono dolori che non si
-potrebbero confidare ad alcuno, nemmeno ad un sentimento meno recente
-di quello di cui voi mi onorate...
-
-— La sincerità, la forza dell'amicizia non si devono misurare dal
-tempo. Ho visto dei vecchi amici non scambiarsi una lagrima nella
-sventura, disse la baronessa crollando la testa.
-
-— Ma che avete dunque? chiese il giovine ad Adelaide.
-
-— Oh! nulla, rispose la baronessa. Adelaide ha passato alcune notti
-per finire un lavoro femminile e non ha voluto darmi ascolto quando le
-dicevo che un giorno più un giorno meno poco importava...
-
-Ippolito non ascoltava. Vedendo quelle due figure così nobili, così
-calme, arrossiva dei suoi sospetti ed attribuiva la perdita della sua
-borsa a qualche caso inesplicabile.
-
-Quella serata fu deliziosa per lui, e fors'anche per lei. Vi sono
-segreti che le anime giovani comprendono così bene! Adelaide indovinava
-ciò che pensasse Ippolito. Senza volere confessare i suoi torti, il
-pittore li riconosceva; ritornava alla sua amante più invaghito, più
-affettuoso, cercando così di guadagnare un tacito perdono.
-
-Adelaide gustava gioje così perfette, così dolci, che non le parevano
-pagate troppo con tutta la sciagura che aveva così crudelmente
-straziato l'anima sua.
-
-L'accordo così vero dei loro cuori, quell'intimità piena di magia, fu
-però turbata da una parola della baronessa De Rouville.
-
-— Facciamo la nostra partitina? ella disse, giacchè il mio vecchio
-Kergarouët mi tiene il broncio.
-
-Questa frase risvegliò tutti i sospetti del giovine pittore, che
-arrossì guardando la madre di Adelaide; ma non vide su quel volto che
-l'espressione di una bonomia sincera; nessuna seconda intenzione ne
-distruggeva la piacevolezza; la finezza non era perfida, la malizia
-pareva dolce, e nessun rimorso ne alterava la calma.
-
-Allora si mise alla tavola da giuoco.
-
-Adelaide volle dividere la sorte del pittore, pretendendo che non
-conoscesse il picchetto, ed avendo bisogno d'un socio.
-
-Madama De Rouville e sua figlia si fecero durante la partita dei
-segni d'intelligenza che inquietavano tanto più Ippolito, inquantochè
-guadagnava; ma poi alla fine un ultimo colpo rese i due amanti debitori
-della baronessa.
-
-Volendo cercare delle monete nelle tasche, il pittore ritirò le mani da
-sopra la tavola, ed allora vide davanti a sè una borsa che Adelaide vi
-aveva fatto scivolare senza ch'egli se ne accorgesse; la povera ragazza
-teneva l'antica, e per darsi contegno si occupava a cercarvi del danaro
-per pagare sua madre.
-
-Il sangue di Ippolito affluì tutto al suo cuore con impeto sì grande
-che fu sul punto di venir meno.
-
-La borsa nuova sostituita alla sua e che conteneva i suoi quindici
-luigi, era ricamata in perle d'oro.
-
-I cappii, le nappine, tutto attestava il buon gusto di Adelaide, che
-senza dubbio aveva esaurito il suo peculio negli ornamenti di quel
-grazioso lavoro.
-
-Era impossibile dire con maggior delicatezza che il dono del pittore
-non poteva essere ricompensato che con un attestato d'affezione.
-
-Quando Ippolito, soprafatto dalla felicità, volse gli occhi su Adelaide
-e sulla baronessa, le vide tremanti di gioja e felici dell'amabile
-soperchieria.
-
-Egli si trovò piccolo, meschino, babbeo; avrebbe voluto punirsi,
-lacerarsi il cuore.
-
-Alcune lagrime gli spuntarono negli occhi, si alzò con un moto
-irresistibile, prese Adelaide fra le braccia, la strinse al seno, le
-rapì un bacio, poi, con una buona fede d'artista:
-
-— Ve la chiedo in moglie! sclamò guardando la baronessa.
-
-Adelaide gettava sul pittore degli sguardi mezzo corrucciati e madama
-De Rouville, un po' sorpresa, cercava una risposta, quando la scena fu
-interrotta dallo strepito del campanello.
-
-Il vecchio ammiraglio comparve seguito dalla sua ombra e dalla signora
-Schinner.
-
-Dopo avere indovinato la causa dei dispiaceri che suo figlio aveva
-inutilmente cercato di nasconderle, la madre di Ippolito aveva preso
-informazioni su Adelaide da alcuno dei suoi amici.
-
-Giustamente allarmata dalle calunnie che pesavano su quella giovinetta
-all'insaputa del conte di Kergarouët, il cui nome gli fu detto
-dalla portinaja, era andata a narrarle al vice-ammiraglio, che nella
-sua collera diceva di «voler andare a tagliare le orecchie a quei
-furfanti.» Animato dalla sua bile, aveva comunicato alla signora
-Schinner il segreto delle perdite volontarie che faceva al giuoco,
-giacchè la fierezza della baronessa non gli lasciava che quel mezzo
-ingegnoso per soccorrerla.
-
-Allorchè madama Schinner salutò madama De Rouville, questa guardò
-il conte di Kergarouët, Ippolito, Adelaide, e disse colla grazia del
-cuore: — Pare che questa sera siamo in famiglia.
-
-
- FINE.
-
-
-
-
-INDICE
-
-
- Prefazione Pag. 3
- La pace domestica 7
- L'elisir di lunga vita 43
- La borsa 67
-
-
-
-
-
-Nota del Trascrittore
-
-Ortografia e punteggiatura originali sono state mantenute, correggendo
-senza annotazione minimi errori tipografici. Per comodità di lettura
-è stato aggiunto un indice a fine volume.
-
-*** END OF THE PROJECT GUTENBERG EBOOK LA PACE DOMESTICA - L'ELISIR DI
-LUNGA VITA - LA BORSA ***
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-Salt Lake City, UT 84116, (801) 596-1887. Email contact links and up
-to date contact information can be found at the Foundation's website
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-Section 4. Information about Donations to the Project Gutenberg
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-Project Gutenberg-tm depends upon and cannot survive without
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-($1 to $5,000) are particularly important to maintaining tax exempt
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-The Foundation is committed to complying with the laws regulating
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-States. Compliance requirements are not uniform and it takes a
-considerable effort, much paperwork and many fees to meet and keep up
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-against accepting unsolicited donations from donors in such states who
-approach us with offers to donate.
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-any statements concerning tax treatment of donations received from
-outside the United States. U.S. laws alone swamp our small staff.
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-Professor Michael S. Hart was the originator of the Project
-Gutenberg-tm concept of a library of electronic works that could be
-freely shared with anyone. For forty years, he produced and
-distributed Project Gutenberg-tm eBooks with only a loose network of
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-editions, all of which are confirmed as not protected by copyright in
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