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If you are not located in the United States, you -will have to check the laws of the country where you are located before -using this eBook. - -Title: Lettere di molte valorose donne - nelle quali chiaramente appare non esser ne di eloquentia ne di - dottrina alli huomini inferiori - -Author: Ortensio Lando - -Release Date: January 26, 2021 [eBook #64393] - -Language: Italian - -Character set encoding: UTF-8 - -Produced by: Carlo Traverso, Barbara Magni and the Online Distributed - Proofreading Team at https://www.pgdp.net (This transcription - was produced from images generously made available by - Bayerische Staatsbibliothek / Bavarian State Library.) - -*** START OF THE PROJECT GUTENBERG EBOOK LETTERE DI MOLTE VALOROSE -DONNE *** - - LETTERE DI - MOLTE VALOROSE - DONNE, NELLE QUALI - CHIARAMENTE APPARE. - - NON ESSER NE DI ELOQUENTIA - NE DI DOTTRINA ALLI - HUOMINI INFERIORI. - - _Di nuovo stampate & con sommo studio reviste; - & in molti luoghi corrette._ - - - - CON PRIVILEGIO. - - IN VINEGIA APPRESSO GABRIEL - GIOLITO DE FERRARI. - MDXLIX. - - - - -AL S. SIGISMONDO ROVELLO AMBASCIATORE DEL POTENTISSIMO RE D'INGHILTERRA. - -PRESSO L'INCLITA SIGNORIA DI VINEGIA. - - -_Havendo in un picciol volume ridotto molte lettere, da vari luoghi -raccolte et da savie donne scritte, per publicarle poi al mondo per -opra di diligente impressore: hò fra me stesso pensato esser quasi -di necessità il dargli alcun protettore di molta autorità & di molto -giudicio ornato; & questo accioche le maligne lingue nemiche de gli -honori feminili, sbigottite si rimanessero di mordere, et di lacerar le -Donne, anzi letto che si havessero coteste lettere, imparassero hormai -à riverire et honorare questo nobilissimo sesso: ne hò saputo per hora, -dove meglio ricorrere che à voi, il quale, di cortesia, & di lealtà -potete fronteggiare con il piu honorato Cavalliere che il Sol vegga, ò -che la terra calchi, à voi adunque le dedico, & à voi per conseguente -toccherà la difensione contra la nequitia de Calumniatori (se alcuno -ne apparirà) ne altro intorno a ciò mi accade dirvi. Iddio da mal vi -guardi. Di Vinegia alli XXIII di Ottobre._ - - - - -ISABELLA SFORZA À BUONA SFORZA REINA DI POLONIA. - -Doppia molestia mi recò Altissima Reina chi mi dette la nova del stato -vedovile, nel quale, hora vi ritrovate: doppia dico veggendo V. Altezza -priva di si gran Re & di si amabile consorte; & a voi hora toccare -quasi che di necessità l'amministratione di si ampio & di si florido -Regno. Non mi stenderò già io a consolarvi per hora & supplicarvi -che con forte animo sofferir vogliate si grave angoscia; sapendo di -quanta prudentia ornata foste sin nelle fascie, & che persuasa siete -dalle piu sante lettere, non morir mai quelli che muoiono nel Signore, -ma dolcemente dormire, fin che il suono della Angelica tromba nel -novissimo giorno li risvegli; ma sol pigliarò prosuntione, sospinta -dalla riverentia & abondante affettione, quale hò sempre portato -alla Corona vostra, di ricordarvi quanto sia grande il peso che in -su le spalle havrete per l'avenire a reggere, vi pesarà forse piu -che non pesò al forte Atlante la celeste macchina: imperoche tutte -le Donne del Regno vostro & de vicini stati, si specchiaranno hora in -voi, & da voi, torranno l'essempio & la norma di santamente governar -le lor giuridittioni. Converavi Signora molte cose prudentemente -dissimulare, & il tutto però sapere: alla sembianza del magno Iddio, -che il tutto vede, ne in parte alcuna è simile a quei che vegono & -converavvi conferir ne commodi de vostri vasalli quanto di giudicio, -di consiglio, & di prudentia v'ha communicato la bontà d'Iddio, a -quella guisa a punto che veggiamo la Luna refunder al mondo quanto -di lume le hà communicato il Sole, ma sopra ogni altra cosa vi esorto -Altissima Reina al non esser nell'esseguir la giustitia precipitosa: -imitate Saturno, ilquale, quantunque fra i sette erranti tenga il -supremo luogo, tardissimo però si move. Piacciavi anchora signora mia -non disgiunger mai la sapientia di che Dio vi ornò, dalla Potentia -ch'egli similmente vi dette: osservarno già que savi che scrissero -dell'amministratione de Regni che si come era prodigiosa cosa il vedere -le facelle di Castore & di Polluce disgiunte & di ottimo augurio il -vederle accompagnate, cosi facesse di mestieri che in colui che regge -altrui, apparissero accompagnate la Sapienza con la possanza. Habbiate -cura che i poveri vassalli non sieno da piu potenti oppressi. Usisi -ogni diligentia che la gioventu Polacca sia instrutta nelle buone arti -& nelle honeste discipline, fatte ogni opra che si viva nel Regno -vostro con amore et con timor d'Iddio, osservinsi le giuste leggi & -le buone usanze. Governate Signora i sogetti vostri con quello affetto -come se del proprio ventre usciti vi fussero: cosi facendo, l'altezza -vostra, non havrà bisogno di esterni agiuti; non dico già per questo, -che non facciate stima de vicini Potentati; perche nel vero, si come -la Luna move spetialmente le cose inferiori, non per esser piu delli -altri efficace, ma sol per esser piu vicina. Cosi nell'amministrar -de stati, l'amichevol vicinanza sempre recò altrui de molti commodi. -Io non voglio piu fastidire con la prolissità delo scrivere l'altezza -vostra; ma sol la voglio riverentemente supplicar, a ricevere in buona -parte quanto m'ha fatto subitamente scrivere la mia pura affettione, -con la persuasione dell'apportator presente, qual raccomando di cuore, -all'alta vostra protettione. Di Piacenza alli X. di Maggio. - - -ISABELLA GONZAGA A PACIENTIA PONTREMOLA, HEBREA MANTOVANA. - -La fama che per tutto risuona della virtù et bontà vostra, mi muove -a scrivervi & essortarvi a voler farvi Christiana, acciò che si -bell'anima non rimangi privata delle celesti consolationi, & doventi -preda & rapina del rapace Sathanasso. Dovereste pur hormai rimaner -chiarita della cecità giudaica, & che state voi più ad aspettare? -non dice il vostro propheta Rhaù che trapassato è il tempo che venir -debba il Messia? non havete voi questo piu di una fiata letto nel -libro intitolato Sanidrin? non sono compiute le settanta settimane di -Daniele? non è levato il scettro dalla casa di Giuda? Ho io pur molte -volte letto nel medesimo Sanidrin, che il Messia nacque quell'istesso -giorno che fu destrutto il Tempio: che aspettate adunque? che non -confessate Giesu Christo esser vero Signore & vero Redentore del -mondo? del quale, favellando già un nostro Hebreo per santità & per -singolar dottrina eccellente, teme di confessarlo huomo & non piu -tosto predicarlo per Iddio. deh ravedetivi, deh lavative hormai nel -sacro fonte che vi sarà scala di salir al Cielo, & di eternalmente -fruire la resplendente faccia del Padre eterno. non vi lasciate piu -ingannare da questi vostri Perfidi Rabini ignoranti delle dottrine & -humane & Divine: attendete al mio consiglio perche fedelmente, & con -perfetto zelo vi consiglio, fatevi christiana, perche se questo farete -per una madre carnale che voi lasciarete, ne troverete per amor di -Giesu Christo dieci. Vi sarà madre Madama di Mantova specchio di rara -santità: vi doventeranno Madri mia sorella, Ambedue le mie Cognate & -io con molte altre, ne gratioso marito v'è per mancare poi che Marco -Antonio Sidonio tanto vi brama che per vostro amore è stato il meschino -a rischio di perdere il capo: languisce il poverello & si distrugge -come falda di neve che habbi scoperto il Sole e da lui mi rendo sicura -che havrete ottima compagnia: & ne riporterete honore & riputatione per -essere egli grato, oltre il Reverendissimo nostro a tanti savi Principi -& a tante honorate Donne. so che scordata non vi siete dell'honore che -vi fu già fatto dal Reverendissimo, dal .S. Duca & dal .S. D. Diego di -Mendozza: voi gusterete un Consortino astuto & non frodolento, Audace -& non temerario, di una eloquentia libera & chiara; ma non importuna -& satievole: i suoi morsi con quali trafigge volentieri l'avaritia de -Preti, non sono di cane, ne di lupo, ma di mansueto Agnello: tutte le -volte che mi accade d'udire le sue facete narrationi, accompagnate da -piu ben composti gesti che non hebbe mai Roscio; temo di non morir di -riso come già morirno Philemone poeta, & il Comico Philistione: non -albergarà mai nella casa vostra alcuno humore maninconico: i saturnini -pensieri ne staranno da voi lontani, non patirete disagio di cosa -veruna, anzi vi parerà che sotto il vostro tetto habiti del continuo la -Dea Copia col suo corno: & quando tutto'l mondo vi mancasse, supplirà -sempre a vostri bisogni la liberalità del suo Reverendissimo padrone, -poi che dalle sue facetie sente infinito alleggiamento a suoi gravi -pensieri: v'assicuro di più & statene sopra della fede mia, che voi -sarete da lui piu amata che non fu Euridice da Orpheo, Aspasia da -Pericle, Orestilla da M. Plautio ò Lisidica da Antimaco Poeta. deh non -indugiate adunque a farvi di Christo amica, a far gioconda la chiesa -nostra & render lagrimosa la trista sinagoga. deh non indugiate più -la vostra santa conversione & di accrescere in Cielo il numero delli -Eletti, & finalmente di far beato il povero Marco Antonio, il quale, -già tanti anni fervidamente vi ama, & per voi hà sostenuto longamente -tante fatiche che tante non ne sostenne Hercole ne suoi tempi: ne per -hora vi dico altro delle sue qualità: pensate & essaminate bene quanto -v'hò detto: pregate Iddio che v'illumini con i vivi raggi de lo Spirito -santo, acciò facciate cosa utile, honorevole, et insieme dilettevole: -Nostro .S. vi consigli. Da Puvino alli XX. d'Ottobre. - - -PACIENTIA PONTREMOLA HEBREA MANTOVANA ALLA ILLUSTRE .S. LA .S. ISABELLA -GONZAGA. - -Hieri hebbi le lettere che le piacque di inviarmi, lequali, m'hanno -molto travagliato la fantasia: le ragioni vostre mi parevano piene di -nerbo, & di spirito, le persuasioni fatte con si dolce modo, facevano -quasi violentia all'intelletto mio: non mi dispiacevano le offerte anzi -mi facevano arrossire conoscendomi indegna di si gentil consorte come -voi mi proponete: dall'altro canto, stommi dubbiosa di non offendere -col farmi christiana la divina Maestà: vivo in angoscia se Christo per -il vero Messia confesso, di non provocarmi contra, il sdegno di Mose et -la maledittione di tutta la Sinagoga; non so (misera me) dove mi volga -per aiuto & per consiglio: le vostre lettere m'hanno infinitamente -commossa, & se ritenuto non mi havessero alcuni duri passi ratto ita me -ne sarei all'Episcopal Chiesa & importunamente chiesto havrei il sacro -Battesimo: ma considero Signora mia le promesse della scrittura sacra -che quando verrà il Messia, l'Israel sarà riscosso, & noi poveri Hebrei -siamo pur anchora tuttavia dispersi: leggo nel libro intittolato Badra -che nella venuta sua redificarassi Gierusalemme & il tempio di pietre -preciose, il che non è però anchora avvenuto. Veggo di più che la -nostra legge fu data publicamente da Iddio per mano di Mose sul monte -Sina, con testimoni de spaventevoli tuoni & lampi: ilche voi christiani -senza alcuno contrasto confessate, la dove la vostra è data celatamente -per mano & per confessione de duodici poveri scalzi, oltre che non -mi posso contenere di non prestare intiera fede a nostri Rhabini, -li quali hanno del vostro Redentore molto diversa opinione da voi, & -affermasi nel libro intitolato Ghittin al quinto capo, ch'egli è per i -suoi gravi eccessi & enormi peccati condennato dalla divina sententia. -non vi paia per tanto istrano, se si tosto non mi arrendo & se vi -paio alquanto pertinace. Quanto al marito del quale, mi parlate credo, -anzi chiaramente conosco, esser piu che non ne dite, sò fermamente che -per la sua rara leggiadria egli meriterebbe di haver Donna piu bella -di Deiopeia, di Amarilli & della fuggitiva Galatea: Iddio mi inspiri -a far cosa che li sia d'honore & di gloria, & voi fra tanto, che lo -Spirito mi riveli ciò che hò da fare, pregate per me, & fate fare il -simile alla purissima & innocentissima Grataphilea degna creata di V. -Eccellentia: alla quale riverentemente bascio le belle & liberali mani. -Di Mantova alli XXIII. d'Ottobre. - - -PANTASILEA LUNARDA GIORDANI A M. PHILENA VISCONTE. - -Io vi hò mandato alcuni ritratti accioche veggendoli a tutte l'hore, -imitiate la virtù delle ritratte donne: lequali, furono l'honore del -sesso nostro: giovò ad Alessandro molto il vedere il sepolchro di -Achille: fu di gran giovamento a Giulio Cesare il veder a Gade nel -tempio di Hercole l'imagine di Alessandro: l'emulatione c'hebbe Theseo -alla virtù di Hercole, fu cagione ch'egli sterpasse in Grecia de molti -mostri, ammazzasse Scirone, Procusta, et Scine, ladroni rapacissimi: fu -cagione ch'egli ammazzasse Creonte tiranno, col Minotauro, & debellasse -li Centauri, fu cagione ch'egli domasse Thebe et sin'all'inferno -penetrasse: li trophei di Milciade punsero si fattamente l'animo di -Temistocle, che lo fecero divenire valorosissimo, la gloria anchora di -Pompeio, fece gran giovamento à .M. Crasso: Cosi prego Iddio che a voi -intravenga: il primo ritratto guarnito d'oro è di quella constantissima -Ligo, dellaquale favella si honoratamente Cornelio Tacito. Il maggiore -si è di quella fortissima Tomiri, di cui, con gran loda parla Erodoto: -li altri so che li conoscerete senza che ve li dimostri: attendete a -conservarvi in sanità & amatime. Da Pesaro alli III. d'Aprile. - - -PANTASILEA LUNARDA GIORDANI ALLA ILLUSTRISSIMA DONNA. N. N. - -In molti errori siete .S. mia caduta per voler prestar gli orecchi alli -Adulatori, & me ne maraviglio, havendovi io tante volte riverentemente -ammonita, & dettovi che si come il buon medico usa ogni opra per -difendere, & per accrescer la sanità, che cosi l'adulatore pone ogni -studio per infermarne ogn'hora più l'animo, & solamente tocca le più -ulcerose et contaminate parti che in noi sono: fuggite adunque li lor -ragionamenti: so che sapete da chi guardarvi havendoveli piu fiate -con i propri colori dipinti. Ricordative .S. di ciò che soleva dire -Protagora; che si come ritrovavansi alcuni cibi li quali non erano -atti per generar ne sangue, ne spiriti, ne per giovar alli nervi, -ne alle midolle, ma sol a gonfiare il ventre, & a rendere il corpo -turgido: che cosi li ragionamenti delli adulatori erano di poco frutto -& atti solamente ad irritar le parti piu vitiose. soleva Phocione -rassimigliare li Adulatori alle superficie, & alle linee, & diceva che -si come elle per se stesse non si piegavano mai, ne si prolungavano, -ne si movevano, salvo che con i propri corpi; cosi l'Adulatore dalli -suoi propri affetti non esser mai ò di rado mosso, ma rider & piagnere -con l'amico che similmente ò rida ò pianga: fuggiteli .S. mia per -l'avenire, schivate la lor conversatione: & vedrete che infinita -contentezza ve ne risulterà & pareravvi d'haver sgombrato la casa -vostra di un grave & pestifero morbo. Iddio da mal vi guardi. - -Da Pesaro alli X. di Novembre. - - -PANTASILEA LONARDI GIORDANI A .M. FAUSTINA BENZONA. - -Sarebbe per il mio consiglio ben fatto, che vostro figliuolo attendesse -a casa sua, & lasciasse star le donne delli altri (che pur amici -gli sono) altrimenti io temo in suo servigio, ch'egli non faccia -concorrentia à Phaone, à Speusippo, à Tigilino prefetto, à Rodoaldo Re -de Longobardi, & à Giovanni duodecimo pontefice; li quali in adulterio -ritrovati, furono crudelmente svenati: essortatelo a ciò che io vi -dico, astringetelo per virtù della materna ubidienza, acciò non sia -cagione di farvi un giorno dolente & lagrimosa. state sana & lieta. - -Da Pesaro alli VII. d'Agosto. - - -MARGHERITA MARIA A .M. LUCIA TRIVULZA. - -Certamente se non vi astenete di ber tant'acqua & di mangiar tanti -frutti, quanto voi fate, voi cascarete in Idropisia, alla quale, -già buona pezza fa paruta mi ci siete molto disposta. guardatevene, -guardatevene: voi dovete pur sapere che per non volersene guardare -Eraclio Imperadore morì Idropico nel trigesimo secondo anno del suo -Imperio: il medesimo avenne per non sapersene guardare, a Michel -Imperadore, & a Crantore Solense auditore di Xenocrate philosopho: -ve ne hò voluto avisare: perche troppo m'increscerebbe che il mondo -perdesse si bella cosa come voi siete. Di Pesaro alli XX. d'Aprile. - - -ARTEMISIA SCOTTA ALLA CONTESSA AURELIA MADRE HONORATISSIMA. - -Dogliomi stremamente madre mia honoranda, che da me, che tanto vi -amo, stiate si longamente absente. & perche poi? per litigare? & -dove in una città, dove credo nato sia il litigioso Parno, che già -co suoi litigi fece luoco al proverbio, & dove non mancano mai novi -Patacioni, Iperboli, & Verginij: dove (per quanto intendo) dieci mille -si troverebbono piu atti al calunniare, di quello Eurimno che cercò -di por lite fra Castore & Polluce: si che vedete come state, & qual -affanno esser debba il nostro per voi stessa consideratelo. Deh cara -signora madre ispeditevi da questi intrichi, quanto piu tosto potete, -& ritornate a noi, che vi aspettiamo con maggior desiderio che non fa -l'ostinato Giudeo il già venuto Messia: Tutti siamo sani, ne altro ci -manca per consolarci pienamente che la vostra dolcissima presentia: Di -casa alli XX. d'Ottobre. - - -CECILIA VALERI A M. ORSOLA STELLA. - -Dite a vostro figliuolo che tenga la lingua fra denti et che non -straparli hor di questo Prencipe & hor di quell'altro: ma che si -ramenti alcuna fiata di quel verso. AN NESCIS LONGAS REGIBUS ESSE -MANUS? Ramentisi che il Re Antigono uccise Theocrito chio per la -sua mordacità: Ramentisi come Daphita gramatico fu crucifisso nel -monte Thorace per non sapersi astenere di lacerar la fama & l'honore -de Prencipi. Ramentisi come furono stranamente trattati Anasarco da -Anacreonte Cipriotto, Calistene da Alessandro, Antiphone da Dionigi, -Mevio dal Triumvirato, & Esopo dalli Delphici: ne piu di questo per -hora vi parlo. Di Vinegia alli X. d'Agosto. - - -LODOVICA GAVARDA A .M. N. N. - -La vostra importuna loquacità molti n'ha condotti à liti, & a dure -controversie, & hora piu che mai perturba tutta la vicinanza; deh -ricordative che Giove tolse la lingua a Lara nimpha, per esser troppo -loquace: & che fu relegato nell'inferno Tantalo per non saper tener -la lingua fra denti cosi potrebbe un giorno accadere à voi, poi -che non sapete, ne volete tacere; ma perche non vi viene un giorno -desiderio d'imitare il silentio di Paulo Semplice, di Agatone, & di -Secondo philosopho, acciò non caschiate piu in tanti errori: & gli -amici non pogniate in infinito travaglio: ma forse mi potreste dire -quel che già disse Zenone alli legati del Re Antigono, difficil cosa -essere il poter tacere. io vel confesso, & dicovi all'incontro esser -difficil cosa il poter uscire delli affanni, ne quali ci pone sovente -volte la sfrenataggine della nostra lingua. vi doverebbe pur esser -per un bastevole precetto l'haver scritto Sophocle in una Tragedia -che il silentio era l'ornamento delle donne. non altro, attendete -a conservarvi sana & senza veruna infamia. Da Brescia alli XXV. di -Febraio. - - -GIULIA ROSA A .N. F. - -Acciò non vi facciate monaca v'ho proveduto d'un marito: il quale, da -che nacque, non fu mai udito ne mentire, ne giurare, ne adirarsi, ne -ociosamente favellare: col quale spero haverete vita giocondissima: -avisatemi adunque se siete risoluta di volervi maritare o pur -monacarvi. quando voi di ciò mi avisarete, daretemi similmente aviso -della quantità della dote, non si cercherà d'onde la sia venuta essendo -noi certi della bontà vostra & dell'honestà de vostri maggiori. Di -Brescia. - - -FRANCESCHINA DA DRESSINO ALLA .S. OLIMPIA TAMISONA. - -Nelle vostre lettere ultimamente scritte, mostrate sentire istremo -dolore, perche vostro figliuolo a singolar battaglia combattendo, -habbia perduto; questo non è cosa tanto inusitata che habbiate per ciò -a disperarvene. Scrisse Archiloco Poeta, che meglio fusse il gittar via -lo scudo che lasciarsi ammazzare: & cosi fece presso di Aristophane -Cleonino: Taurea poi Campano, dovendo da solo a solo combattere con -Claudio Asello soldato Romano, come egli vide l'inimico circondar lo -steccato spronò il cavallo, & pieno di sbigottimento fugi in Capoua: -almeno vostro figliuolo non si è portato poltronescamente: hà pur -combattuto quanto piu virilmente hà potuto; ma era di necessità che -l'uno de dua rimanesse ò morto ò prigione. Consolative ch'egli non hà -mai (per quanto m'è rifferito) mostrato in quella battaglia che durò -piu di sei hore un'atto vile & codardo: pregovi adunque per quanto so -& posso, a darvene pace, & pregar Iddio c'habbi pietà de suoi errori: -cosi farò anch'io senza fallo: non altro. di Vinegia. - - -ISABELLA GONZAGA SIGNORA DI PUVINO A LUCIANA .N. - -Hò inteso che vi siete molto sdegnata con esso meco, ne mi volete -piu viva, per haver io detto, che vostra madre pazzamente facesse, -comportando che tutto l'altro giorno & publicamente, & privatamente -danzasi alla gagliarda; si che l'è vero che l'ho detto, & lo raffermo, -& di novo lo biasimo. oh che bella honestà di Matrona pudica & savia -tenuta: & forse che ella non sa quanto sia pericolosa cosa l'avicinar -la paglia alle accese facelle; & chi non sa che molte ne vennero già -caste & vergognose a balli che ritornarno poi sfacciate & piene di -lascivia. & qual utilità potete voi sperare da quel toccar de mani, da -quel lascivo dimenarsi, & dalo spesso scoprir alcuna parte del corpo -che celata si stava? Niuno (disse colui, che scrisse contra Verre) -danzò mai, che sobrio fusse. Non so veramente che ragion v'habbiate -di si forte adirarvi, essendomi mossa sol dalla gelosia, qual sempre -hebbi del donnesco honore. et che siamo noi da fare come l'habbiamo -perduto? a che siamo noi buone? Quando il propheta David disse spirato -da celeste virtù. IN CIRCUITU IMPII AMBULANT. volle per il parer d'un -dotto Rabino ch'egli intendesse de balli: Mi potreste per aventura dire -che già danzasse Scipione (quell'huomo si grave et di tanta auttorità:) -danzasse David, danzasse Maria sorella di Mose, danzasse Delbora, & -tante altre savie profetesse. al che rispondo, che tutte le volte che -voi danzerete come quelli danzarono, non me ne turberò punto, ne ve -ne saperò dir male. Danzava Scipione per eccitar il calor naturale, -per consumare le reliquie del cibo indigesto & per esser piu leggiero -& disciolto ne militari esercitij, donde ne dependeva la salute -Romana: Danzò già David mosso da una santissima letitia causata dalla -ricuperatione dell'Arca del patto: Danzarono le prefate Donne più di -una fiata a suono di Cembalo spinte da un devotissimo fervore, et da -un'amoroso zelo verso d'Iddio: danzasi hora a cotesto modo? usasi nel -mover la vita quella gravità che si usava alhora? ben pare a gesti, -ben si conosce à sguardi, se con si pura & con si semplice intentione -hoggidi si danza. Io non dirò per hora altro di quel c'ho detto, so -che havete ingegno (se lo volete adoperare) & che fra voi stessa quando -sarà acchetata quella grand'ira ch'hora vi tiene il lume abbarbagliato, -direte c'ho ragione da vendere, & che voi a gran torto vi siete meco -turbata. Da Luzzara alli. VII. di Febraio. - - -ISABELLA CAVALLERIA GUALENCA A .M. ZENOBIA FALCONI. - -Hò letto quanto mi scrivete di alcuni, liquali sendo capitati nelle -mani d'infideli, per timore de supplitij altri hanno rinegato Giesu -Christo, & altri s'erano nelle spelonche nascosti: & questo quando -più era tempo di mostrare l'animo loro. veramente m'è ciò assai, & non -poco per la gloria di Dio dispiacciuto: l'è pero d'havergli compassione -poi che molti de nostri antichi, liquali parevano colonne della fede -nostra, cascarno per timidità in simili errori. Giurò Pietro Apostolo, -ch'egli non abbandonarebbe mai il suo Signore (anchora che tutti li -altri Apostoli l'abbandonassero,) & pur quando si venne al fatto -per paura dell'impietà Giudaica non sol si sottrasse al pericolo, -& seguitollo dalla lunga, ma tre volte lo negò avanti che il gallo -cantasse. Athanasio Vescovo di Alessandria conoscendo non poter -resister all'invidia che contra concitata gli havevano li Arriani, -per timore della morte, stette sette anni nascosto in una Cisterna: -Marcelino Papa temendo l'ira di Domitiano, sacrificò a gli Idoli. -Si che non ve ne date maraviglia; ma habbiate compassione all'altrui -fragilità accioche Iddio habbi compassione à noi: ne altro mi occorre a -scrivervi: state sana. & quanto piu potete lieta pregando del continuo -& per voi, & per noi; accioche nostro Signor dia a tutti fortezza -contra li infideli: & finalmente ne conduca a vita eterna. Di Vinegia -alli XV. di Novembre. - - -CICILIA DA CA PESARO TRIDAPALO A. M. MARGHERITA POBBIA. - -Con dispiacer grande hò inteso c'havete lasciato quella vostra tanta -attilatura, & quella diligente opra di ricamare, & di cucire; la -quale, vi faceva risplendere sopra tutte le donne della città vostra; -& vi siete data tutta in preda alla vana poesia; & odo di più che ve -n'andate a guisa di spiritata, hor per la casa, hor pel giardino, -cercando delle desinentie per concordar di molte rime; Ditemi (di -gratia) non sapevate voi trovar piu agevol via per farvi tener pazza -che darvi nelle mani di poeti? huomini per la maggior parte maligni, -iracondi, satievoli, bizarri, & maninconici? Certo, non senza cagione -il divino Platone li scacciò dalla sua divina Republica: & Aristotile -ne suoi miracolosi scritti li publicò per bugiardi & per mentidori. -Non vedete voi che la maggior parte de santi huomini consigliò fusser -abbrugiati i lor poemi, come cose di malo esempio, & che facilmente -potesse impedire la nascente gloria del sacro santo Vangelo? et che -altro trovate voi ne poeti, che lagrime, sospiri, singhiozzi, & amorose -passioni dalle quai cose, vorrei foste, (quanto vi sie possibile) -aliena? Veramente in essi, altro non trovo che stupri, adulterij, -Metamorphosi, sanguinolenti sagrificij, & altre favole, atte con il -lor mortal veleno, ad ammorbare qualunque ben riformata Republica & -eternalmente sbandeggiarla dal celeste Regno: scrisse già .S. Girolamo -à Papa Damaso; che i versi de Poeti, erano il vero pasto de demoni; -scrisser molti altri, non di minor santità ornati esser li poeti -perniciosi, nemici del nome christiano, malefici senza piatà et senza -fede: Sono i poeti seduttori delle semplici & tenerelle menti con la -lor mortifera dolcezza, ne altro credo fusse il pestifero canto dette -Sirene, che li poemi di questi scioperati briconi. Non crederò io mai -che maggior danno, ò maggior corruttione recar ci potesse la setta -di Arrio, la scuola di Pelagio, il Dogma di Nestorio, ò l'impietà di -Giuliano Apostata. Non pensarò io mai potessemi esser tanto pernitiosa -la conversatione di Protagora, di Sardanapallo, di Luciano, di -Apollinare, ò di Diagora, quanto mi sarebbe la lettione di miscredenti -et lascivi Poeti. Sono anchora di piu nemici delle cittadinesche -usanze: ne per altro rispetto essi alle selve riccorrono, & à monti -rifuggono. poi che Homero hebbe longamente peragrato il mondo, -egli si ridusse ad habitar, hor tra l'ombrose selve, & hor tra duri -scogli. Così Virgilio, lasciata Roma; si ridusse ad habitar doppo il -promontorio di Pausilippo & di Pozzuolo: non vi voglio per hora tesser -il Catalogo di Poeti che nemici furono dell'urbanità, vi confermerò -bene che se non lasciate da canto la lor malvagia lettione, diverrete -di giorno in giorno men Christiana che non siete, & pericolo ci è che -di pazzo & di furioso amore impaniata tosto non vi vegga: & se questo -aviene, che sarà allhora di voi? che se ne dirà per le piazze, per -le loggie, & per le chiese? sarete mostrata a dito fin da fanciulli: -& diranno ecco Sapho, ecco Corinna, ecco la Petrarchessa, che sputa -versi dal furor poetico agitata. Deh fate a mio modo, lasciateli -star in Parnaso a trastullarsi con le Muse: & tornate voi all'ago, -al fuso, & all'ordir quelle vostre belle tele, che facevano vergogna -alle Lodegiane, alle Bresciane, alle Cremasche, alle Pozzolane, alle -Rochegiane; a quelle di Holanda et di Cambrai: state lieta: Di Mantova -alli .VI. di Maggio. - - -ISABELLA SFORZA A .M. MARGHERITA POBBIA. - -Hò ricevuto le vostre carissime lettere alli .xx. d'Agosto; scritte -però alli .x. & insieme la copia di una lettera che molto duramente -flagellava, anzi crocifigeva i Poeti: sonomi assai maravigliata, che -si bell'ingegno habbi esercitato l'eloquentia sua in biasimar cosa -degna di somma loda, & di somma riverentia. Io per me Poetessa non -sono, ne giamai fui: pur per l'amor grande c'ho sempre alla poesia -portato, & portero fin che vivo, non mi posso rattemperare odendone -dir male, che tutta non mi turbi: ne mi posso contenere che a mio -potere non la difenda; non voglio già per difenderla, usar alcuna -peripatetica dimostratione, ma procederò sol per grosse congietture, -& noti essempij & per la prima dicovi: che se se la Poesia non fusse -cosa piena di riverenza, non si sarebbe degnato il grande Apostolo -di Tarso cittar nelle sue divine pistole, versi di Epimenide, & di -Menandro: il che fece anche essendo nell'Ariopago (si come n'habbiamo -ne gli atti de li Apostoli) per confermar il suo fruttifero sermone, -cittò un verso di Arato Poeta: dal cui essempio mosso. S. Dionigi, di -lui discepolo, & di Christo martire constantissimo; molto della poesia -ne suoi scritti si prevalse: & quante volte Girolamo, (lume della fede -nostra) si serve a suo proposito di Virgilio, di Oratio & di Persio? -leggete le sue Pistole, leggete il prologo delle quistioni Ebraiche -& chiaramente il vederete: fa il medesimo Ambrogio, maestro di santa -Chiesa: fa il medesimo piu fiate Agostino quell'unico flagello de -Manichei. Ma che vi si dirà di Fulgentio dottor catholico & Pontefice -molto Reverendo che si copiosamente ne scrisse? ma lascio star il dir -de sacri Dottori: quante cose hà detto il Salvator nostro per parabole -convenienti a lo stil comico? sdegnossi forse di usar le parole di -Terentio contra Paulo, quando li disse: dura cosa ti è il calcitrar -contra lo stimolo; ma lascio per hora star le cose sacre, ditemi che -non havrebbe fatto Alessandro (il magno) per haver un scrittor tale, -qual fu Homero? per amor del quale, sette gran città, cioè Smirna, -Rhodo, Colophone, Salamina, Io, Argo, & Athene contendono di volerlo -per lor cittadino & li Smirni li edificarno già un bellissimo tempio. -Parve a voi che li Scipioni stimassero Ennio povero Poeta Brondusino, -havendolo fatto partecipe del medesimo sepolchro et contentandosi -che le ceneri insieme si rimescolassero? non fu caro altresi per la -poesia Theophane Mitileno à Pompeio? (à quel Pompeio dico) che adeguò -la virtù con la fortuna. Vegniamo a tempi piu moderni: quanto fu ben -caro il nostro divino Petrarca al Re Roberto: à persuasione del quale, -essendo di sessant'anni, s'incominciò a far legger Virgilio, stupendosi -che sotto si rozza, et dura scorza stesser nascosti si alti sensi, & -si segreti misteri: ma forse ch'egli volle in questo imitar Solone, -il quale, essendo vecchio poi che dato hebbe le leggi alli Atheniesi; -si ridusse alla poetica. Non fu mai huomo, ne donna al mondo, tanto -stoica, ne tanto di gloria nemica, che amato & riverito non habbia -li Poeti: dalla penna de quali immortal gloria già lor ne venne. Non -sono forse chiamati li Poeti sotto nome di Theologi? non furon tenuti -per gran Theologi Orpheo, Lino, Museo, & altri molti? non hà trattato -Dante sotto Poetico velame quanto si contiene nel sacro senno della -santa Theologia? non si sono co versi egregiamente descritti da Mose, -da Giobbe & dell'inclito David i divini concetti de lo Spirito santo? -d'onde ancho si mosser Sedulio & Prudentio, a trattar poeticamente -la christiana verità, ma che dirò di Giuvenco Spagnuol poeta che -sotto coperta di huomo, di bue, di lione, & di aquila si felicemente -espresse le divine attioni di Giesu Christo? Io, per me, non leggo mai -la divina Eneida di Virgilio, che non mi paia di legger una perpetua -loda della virtù: sentomi tutta commovere all'opre della carità quando -leggo la clementia ch'usano li nemici Troiani verso di Achimenide: -parmi veramente di veder posto in pratica l'esortatione che il Salvator -ne fa perche si giovi di cuore alli nemici. Quando contemplo quelle -infiammate parole di Enea, a suoi compagni dette, perche pacientemente -sofferir voglino li disagi del viaggio, le angoscie del mare, & li -terrestri pericoli: dico fra me stessa questo fu un'animo invitto, una -fronte intrepida, & una mente, più che 'l diaspro salda: da Virgilio -imparo l'amor che alla patria di deve: da Virgilio imparò la pietà -paterna veggendo Enea sopra delle spalle portarne il vecchio padre per -mezo delle radenti spade, delli ingordi fuochi, & de rovinati Tempij. -Quando pongo mente con qual fortezza di animo & con qual altezza di -cuore, spezzi quel gran capitano, le cathene del petulante & lascivo -Cupidine, sentomi tutta armare, & robusta divenire contra li assalti -d'amore & rafreddarsi in me, ogni concupiscibil appetito. Imparo -da Didone di esser cortese & liberale à calamitosi stranieri, & à -fortunosi fuor'usciti. Imparo in molti altri luoghi da quante passioni -sia sbattuta & infestata l'humana fragilità: et appresso, con quali -forze anchora rimanghino supperate da li animi costanti. Quando leggo -i giuochi fatti da Enea presso di Aceste, nell'anniversario del padre, -parmi a punto leggere i sacri libri de Machabei, & al mio dispetto -divengo piatosa verso de poveri defunti: non vi dico nulla quanto poi -ben'apprenda ad esser prudente & circunspetta, considerato lo scender -ch'egli fa all'inferno. Infinitamente mi accendo alla verace & immortal -gloria, dando le orecchie ben purgate alle saggie persuasioni che fa -il vecchio padre all'animoso figlio. Imparo da Virgilio bellissimi -accorgimenti nel far delle amicitie & somma fede nel conservarle. -oh come se mi intenerisce il cuore di pietosa dolcezza, ramentandomi -le molte lagrime versate nella morte del fedel Palante; Quando leggo -quella affettuosa oratione: IUPITER OMNIPOTENS PRECIBUS SI FLECTERIS -ULLIS, viemmi voglia di gittarmi incontanente in ginocchione, & con -fervor grande adorare l'eterno Padre, ma perche tanto mi diffondo? Io -tutte le volte che peso le parole, et considero le profonde sententie -di questo alto poeta; egli mi pare tutto pieno di santità. Che diro -di Oratio, di Giovenale, & di quel Persio honor di Volterra? qual -philosopho, qual mathematico, ò qual legista riprese mai con maggior -vehementia & acrimonia il vitio & lodò la virtu? Paruta mi sarebbe cosa -piu ragionevole il solamente dir male di alcuni licentiosi Poetastri, -& non indifferentemente di ogn'uno: Dovevalo pur almeno ritener la -maesta di Homero, qual chiamano le sacre leggi padre di tutte le virtù; -& spesse volte per dentro di quelle, si ci mescolono molti de suoi -versi: si come veggiamo nel fine del prohemio del Codico; & sotto'l -titolo de giustitia & iure: nel trattato delle compre; & nella materia -de legati & fede comissi, & in altri luoghi, come vedrete, se leggerete -le Pandete Pisane. Qui voglio far fine al mio scrivere; perche sentomi -hormai la mano debole & stanca: questo per hora bastivi, poi che il mio -giudicio ricercate circa la lettera scritta in vituperio de Poeti: & se -commodo vi serà, rimovetegli dall'animo si stolta et si falsa opinione, -& à voi per sempre, di perfetto cuore mi raccomando; & paratissima alli -vostri servigi mi offero. Di Piacenza alli .XXV. di Marzo. - - -ISABELLA GONZAGA A .M. - -Galeazzo vostro amantissimo fratello m'ha rifferito che siete doventata -molto inferma, di che vi attristate piu di quello che ad una christiana -donna si conviene: vi dovereste in tutti i modi confortare & prendere -speranza d'haver tosto a mutare allogiamento: questo corpo chiamato da -molti casa & albergo dell'animo ci è stato dalla natura dato per brieve -tempo: il che, doverebbe esser cagione di farci morire piu volentieri -di quel che noi facciamo: si come dicesi quel vento esser piu felice, -il quale piu tosto ne conduce in porto, cosi piu fortunati sono quelli -che da veloce morte tratti sono fuori delle malvagità della presente -vita et nell'eterno regno traportati, si che non ve ne dolete, si -come non si duole l'incarcerato perche la sua prigione sia piena di -fissure, & minacci da ogni lato rovina, cosi sperando di poterne piu -tosto uscire: guardate che la voluptà non sia stata cagione di questa -vostra debolezza, anzi che la mala compositione del corpo vostro: -sono le voluptà simili a quei ladroni dell'Egitto detti volgarmente -Philisti, liquali n'abbracciano per strangolarci: cosi fanno ancho -li carnali diletti essi ci ammazzano mentre ci lusingano: ò beati & -aventurati noi, se d'altro piacere non ci lasciassimo mai invaghir li -animi nostri, che dell'eterna vita, & che a poco a poco ci avezzassimo -a morire: ma noi facciamo come quelli fanno che sono tanto amici del -vino, che sorbiscono fin'alla fece di quello: siamo tanto desiderosi -di prolungar questa nostra miserabil vita che ne anche nell'estrema -vecchiezza ci contentiamo di morire. Di Puvino. - - -ISABELLA GONZAGA ALLA .S. LUCRETIA GONZAGA. - -Dative hormai pace carissima sorella, ne piu vi tribolate della -prigionia del vostro caro consorte: ma sperate nella bontà Estense: -che si come fu si pronta al donargli la vita, cosi sarà anchora pronta -a restituirgli la desiderata libertà: & quando pur a Dio piacesse, -ch'egli morisse nella prigione, non li haverebbe però cosa che non sia -avvenuta a maggior huomo di lui: morì prigione Iugurta, morì Siphace, -morì Enrico .iii. Imperadore, morì prigione Celestino quinto, Gioanni -primo, & Giovanni quarto decimo pontefice: morì prigione Aldegisio -figliuolo di Desiderio Re de Longobardi & Aristonico doppoi che egli fu -menato in triumpho da Aquilio console. sperate in Dio che vi consolerà, -& ve lo restituerà nelle caste braccia forse piu savio et accostumato -che prima non era. Nella casa mia del continuo si prega Iddio & per la -sua liberatione, & per la vostra pace. Di Luzzara alli .VIII. d'Aprile. - - -ISABELLA GONZAGA A .M. CLARA CARAFFA. - -Pregovi a non dolervi piu di me, perche io sia mancata di memoria, ne -servigi vostri, habbiatemi (vi prego) per iscusata: poi che non mi è -conceduto la memoria, ne di Cinea, ne di Mitridate, ne di Theodette, -ne di Lucullo ne di quel Ortensio: se hà peccato di memoria verso di -voi in simil caso .M. Lucina la quale, si giudica da savi che superbi -Seneca, Elio Adriano, Cirro, Carmide, & Portiolatrone, & pur l'havete -havuta per iscusata, perche non fate cosi a me; la quale, di debolezza -di memoria, avanzo Messalla Corvino, Bamba Re de Gothi, Calvisio -Sabino, Orbilio Beneventano & il smemorato Curione? sforzerommi per -lavenire di sodisfarvi piu intieramente che non ho fatto, pur che vi -degniate di commandarmi: Iddio da mal vi guardi: Da Puvino alli .IIII. -d'Agosto. - - -SUSANNA VALENTE. - -Sono stata pregata da chi mi potrebbe commandare che io vi voglia -quanto piu dolcemente posso, riprendere dell'esser voi troppo loquace, -& di non poter contenere alcun segreto che communicato vi sia. se l'è -cosi (come intendo) certo havete gran torto & poco prudentemente vi -portate: non vi accorgete voi che se stanno male le case senza uscio, -le finestre senza antenne, le borse senza i legami, cosi star male -anchora le bocche senza freno: si come non è facil cosa il lasciarsi -di mano uscire alcuno uccello, per volerlo poi ripigliare, cosi non -è facile di rivocare le parole, poi che una volta di bocca uscite -sono: sogliono esser loquacissimi sol quelli, che hanno poco cervello: -si come i vasi che pieni non sono, fanno sempre maggiore strepito, -cosi le persone vane et sciocche abondano sempre più di ciancie che -quelli non fanno che saggi & prudenti sono istimati: si come per il -parere de Medici il seme che tosto si sparge, è infecondo & al generar -inutile, cosi inutili, anzi nocive sono tutte quelle parole che -dalla bocca n'escono senza ritegno, o senza farvi sopra alcuna matura -consideratione: non vedete voi, che niuna donna si fida hormai più -della taciturnità vostra? & la cagione si è, perche mai non restate -di cicalare. Sono le persone loquaci simili alli fanciulli c'hanno -il ghiaccio nelle mani & quello per l'innata lubricità ne possono -ritenere, ne perder lo vorrebbono. Si come le vipere sono da propri -parti rotte & fieramente uccise, cosi i loquaci scuoprono li commessi -segreti anchor che aggiunta vi sia la propria rovina & destruttione: -astenetevene adunque & state sana. Di Mantova alli .XII. d'Agosto. - - -CATHERINA ANG. MARCHESA GONZAGA A .M. LIVIA FRANCA. - -Mi è rifferito che vi siete fortemente adirata con vostro marito, -ne volete con esso lui pace, per havervi negato alcuni ornamenti -havendone molti di soverchio: & che havete voi finalmente deliberato -di fare? di mandar vostro marito all'ospedale. oh bello honore che -vi farete: il pover huomo hà fatto piu di quel che doveva, & poteva -(se ben esamino le sue forze) & voi non vi contentate mai di cosa che -v'habbiate. Havete vesti da comparar a quella di Antistene Sibarita, -la quale si soleva ogni anno sospendere per miracolo nel tempio di -Giunone Licinia: havete veste di non minor pregio di quella c'hebbe -Lollia Paulina, laquale fu stimata quattro cento Sestertij: egli v'hà -fatto sottanne, da star al paragone di quella veste: nella quale -Triumphò Tarquinio Prisco, & di quelli che donò Silofonte a Dario -figliuolo di Histapo; & tutta via n'andate importunamente chiedendo -dell'altre? Deh vergognative di questa vostra importunità & di questa -vostra intollerabil arroganza. non l'havete voi hormai posto al fondo -con tanti zibelini, con tanti martori, & con tanti lupi cervieri? non -l'havete voi quasi che destrutto con tante, carrete, cavalli, ricami, -& paviglioni? che potreste far piu se recato li havessi l'imperio di -Roma in dote? cieche nel vero siamo, adornando con tanto studio questa -nostra carnaccia: ch'altro però non è che fango, & polvere & cosi -coprendo questo nostro Capo di si pretiosi coprimenti, non capendovi -dentro salvo che pensieri vani, sogni, & folle de romanzi: Io vorrei -sorella mia, c'hoggimai si ravedessimo & pensassimo che non siamo piu -fanciulle; i capei di fino oro tosto incominciaranno a farsi d'argento, -& n'anderemo tosto in luogo, dove non si renderà conto del vestir -leggiadro, ne di legar i crini con piu grata maniera, ma renderemo -ragione della fede, della charità, & del tempo mal speso in frascherie: -voi havete intelletto, adoperatelo, adunque riconciliatevi col vostro -consorte, honoratelo, contentative di ciò ch'egli vuole, fateli vezzi, -come faccio io al mio signor Luigi. - -Di castel Giuffrè alli XXV. di Febraio. - - -CATHERINA .C. GONZAGA ALLA .S. LIVIA MORTELLA. - -Mi sono doluta assai della sententia, che voi havete havuto nella -possessione che vi lasciò vostro marito; et ho per vostro servitio, -et per honore della giustitia desiderato, che hoggidì presso di noi -regnasse qualche novo Cambise che facesse scorticare questi iniqui -giudici come già fece quel Sisamne, che dette l'iniqua sententia: -sofferite pacientemente poi che sempre questo iniquo sesso Mascolino fu -nemico di noi povere donne; & sempre a suo potere ci conculcò & a mal -termine ridusse: state sana & confortative, tenendo per cosa ferma che -Iddio non vi debba punto mancare, pur che in esso riponiate le speranze -vostre. Dal nostro castello di Luzzara: alli IIII. d'Aprile. - - -SUSANNA VALENTE A .M. N. D. - -Voi mi fate sapere per vostre lettere, che desiderareste havere per -vostro marito quel dottore, del quale l'altro giorno diffusamente -mi parlaste; pregandomi che far voglia ogn'opra perche il fatto si -congiunga; mi credo fermamente che habbiate perduto il cervello. & che -Diavolo volete voi far di Dottori? non sapete che sono questi litterati -per la maggior parte tisichi, gelosi & franetichi? oltre che il studio -li fa sempre catarrosi, ne sentirete mai altro che sputacchiare & -tossire; fate a mio senno, lasciateli stare & questo ispetialmente: -non vedete voi che ceffo d'asassino egli hà? non vedete che guardatura -crudele et che maniere contadinesche son le sue habbiate un poco di -patientia, che se à quest'hora è vivo il figliuolo d'un mio honorato -amico farò ogni opra perche vi sia & sposo & servidore: egli deve fra -pochi mesi ritornar dalla corte di Cesare, l'è il piu bello & attilato -cavagliere che havesse mai la città nostra: state sana. Di Mantova alli -XX. di Aprile. - - -IPPOLITA CREMA A .M. FULVIA RULLA. - -Strana cosa mi pare che gli huomini si vantino tanto di esser soli nati -alle lettere, essendoci tante & tante femine non meno di loro alli -buoni studi atte: Aspasia Milesia fu pur maestra di Pericle avanti -che le fusse moglie. Fa pur honorata mentione Gellio della dottrina -di Pamphila, la quale scrisse tanti belli commentari nella Grammatica: -fassi pur mentione di Phemonoe, di Sofipatra, di Theano, di Alpaida, di -Demophilia, & di altre infinite? perche adunque si impudentemente si -vantano? perche vogliono si sfacciatamente che di loro solamente sia -l'ingegno? di lor sieno le forze & di lor sia finalmente ogni valore? -attendete pur figliuola mia a li studi, & lasciategli gracchiare quanto -vogliono, che alla fine saranno astretti a starsi cheti & ammirar la -donnesca virtù; state sana & lieta, che Dio sempre da dishonore vi -difenda, & in prosperità vi conservi. Di Mantova alli III. d'Aprile. - - -IPPOLITA CALCATERA A .M. PERLA. - -Alli X. di Dicembre hebbi le vostre lettere, nellequali molto vi -dolevate che vostro figliuolo fusse riuscito si mal sano et delle gambe -si mal disposto. io certamente non molto me ne maraviglio veggendolo -tutto dato all'otio & al riposo, ne mai esercitarsi il corpo in alcuno -utile & honesto esercitio. Venga un poco a starsi con esso noi a Perego -per qualche giorno, dove ritrovarà si perfetti cacciatori, quanto mai -fussero ne Elimo, ne Panope, delli quali, favellando Virgilio cosi già -disse TUM DUO TRINACRII IUVENES HELYMNUS PANOPESQUE ASSUETI SYLVIS, -COMITES SENIORIS ACESTAE. Potrassi anchor esercitar (s'egli vorra) -nel cavalcare essendoci il cavaglier Pozzo mio honorato consorte, -del quale si pò meritamente dire quel che disse Virgilio di Lauso -figliuol di Turno LAUSUS EQUUM DOMITOR, DEBELLATORQUE FERARUM. si che -venga a vedere questi nostri monti Brianceschi pieni di ogni vaghezza -s'egli vuole per l'avenire scordarsi il bel Palerno della Campania, il -Berecinto della Frigia & l'Aracinto dell'Etolia. venga a contemplar -almeno per dieci giorni i Monti di Brianza & sprezzarà per l'avenire -l'amenità di monte l'Abbate, la serenità del monte Idalio, & la -fecondità di Artemisio, monte dell'Arcadia. s'egli ci viene mentre ci -è il mio consorte promettetegli da parte mia che non passerà mai giorno -ch'egli de rari animali non faccia grassa preda; imperoche ci habbiamo -cani di velocità non inferiori a Vertego del quale, fassi degna memoria -presso di Martiale. Troverà cani li quali non cederebbono d'ardire & -di prestezza ne a Liscica, ne ad Ila, ne ad Umbro da Virgilio cotanto -lodati. certamente, quando gli havrete veduti & isperimentati, direte -che Ateone non ne hebbe mai de simili, & che il Melampo, con l'Oribaso -aggiuntovi anchora il Pamphago, il Dorceo & il Ladone, non potrebbono -stare al paragone con i nostri: ne ci mancano cavalli per seguirli -migliori assai di Orneo, di Etone, di Nicteo, di Alastro, di Amatheo, & -di Abastro cavalli di Plutone, de quali fassi honorata memoria presso -di Claudiano: oltre che donò alli di passati CESARE al mio consorte -per ricompensa (anzi per testimonio del valore ch'egli hà mostrato ne -suoi servigi) alcuni corsieri atti a far parer poltroni i cavalli di -Achille, di Marte & del Sole, & atti a far vergognare Cillaro, Rhebo, -Pegaso, Arion, Hirpino, Cireo, Pedaso, & Illerda. Se ci verrete voi -con esso lui (come credo che farete) mentre essi anderanno a dar la -caccia alle fiere, noi ci tratteneremo attorno le nostre peschiere, le -quali (benche stia male a lodare le proprie cose) ardisco però di dire, -ch'elle avanzino quelle di Sergio Orata, di Licinio Murena, di Fulvio -Hirpino, di Ortensio, & di Vedio Pollio: non restate adunque di venire, -& con quella servitu che vi si conviene, per timore, che siamo stretti -di alloggiamento, imperoche il mio consorte hà fabricato da che non ci -foste, una casa si grande & si ben'intesa che non ci è huomo che non si -pensi che Spintare, Meleagene, Democrate, Philo, Sostrato, et Ermodoro -ne sieno stati li istessi architetti: & pur altro disegno non ci è -stato, salvo quello ch'egli è dal suo capo uscito: ne piu mi stendo nel -scrivere, sol questo vi affermo & raffermo, che se ci verrete, sarete -da ambidui amorevolmente raccolti; & sforzerenci di porgervi tutti que -piaceri che per noi possibil saranno. anderemo a Ravagnano, a Ugionno, -a Merà, a Brianzuola, a Galbià, & a Calco, dove vostro figlio haverà -grata compagnia dal .S. Antonio Maria, dal .S. Pier Francesco, dal -Marchese, & dal .S. Entimacho: la cui gentilissima consorte vi porgerà -infinita consolatione, insieme con la .S. Veronica mia honoranda madre: -state sana. Da Perego fiore de monti Brianceschi. - - -GIOVANNA CAVALLERIA A M. CLARA GUALANDA. - -Intendo .M. Clara che di me vi siete molto maravigliata, perche hò -detto di non poter piu sofferire di legger in alcun libro che sia fuor -della sacra scrittura: si che l'è vero che l'hò detto, ne me ne pento, -ne mia colpa ne dico ne dirò mai: & dove posso io trovare la miglior -lettione? Altro piacer per certo sento legendo IN PRINCIPIO CREAVIT -DEUS COELUM ET TERRAM: che non faccio ne la Phisica, nel cielo, & -nella generatione di Aristotele. Altra consolatione prendo ne proverbi -di Salomone, nell'Ecclesiaste, & nell'ecclesiastico del figliuolo di -Syrach, che non prendo in legger ne Ethica, ne Politica, ne Economica, -ne magni Morali di Aristotile: Sento altro diletto in volger sossopra -i libri de Re, & de Giudici che non faccio legendo Suetonio, Plutarco, -Sesto Aurelio: Flavio Vopisco: & altri simili che scrissero le vite de -Cesari, godo molto piu di cuore, legendo i fatti di Mose, di David, di -Habraamo, di Giuda Machabeo, di Giosuè, di Sansone & di Gedeone; che -non godo per legger Dione, Cesare, Appiano, Livio, Polibio, Xenophonte -& altri historici: credetelo a me, che non senza causa fu la sacra -scrittura chiamata Biblia, che vuol dir libro; & cosi fu detto per -eccellenza, come se questo solo, fusse il vero libro: & ne gli altri -vi si contenessero sogni d'infermi, et folle de Romanzi: & d'onde -credete voi che Platone habbi abbellito i suoi scritti con quelle -vaghe figure, con quelle si convenevoli similitudini? non d'altronde -certamente tolse i colori & gli ornamenti suoi che dalle sacre lettere, -si come il Beatissimo Ambrogio piu di una fiata afferma & chiaramente -ne dimostra: non è publico consentimento de dotti ch'egli udisse -predicar Geremia profeta, & li pervenesse alle mani il pentateuco di -Mose? dove vedrete voi ne libri Pagani, si alto principio come è quel -di Giovanni Apostolo IN PRINCIPIO ERAT VERBUM ET VERBUM ERAT APUD DEUM; -dove in un versetto solo ci dipigne di tre sorti Mondi: dicendo, in -Mundo erat: Mundus per ipsum factus est; & Mundus eum non cognovit: -ecco l'ideal mondo, ecco il materiale, ecco gli huomini che vi habitano -sotto nome di mondo dall'apostolica voce chiamati: leggete quanto -n'hanno scritto i philosophi che non ne trarrete tanta intelligentia -quanta da questo sol verso trarne potete. deh ditemi per vostra -fe; parvi che in altro libro ritrovar si possino le consolationi, & -l'eterne speranze che nelle sacre lettere si ritrovano? Se havete in -M. Tullio un perfetto oratore, se havete in Xenophonte un perfetto -Re, se havete in Platone una perfetta Repubblica, se havete nel conte -Baldesare un perfetto Cortigiano con la donna di Palazzo, se havete ne -scritti del conte di Monte l'Abbate, il perfetto gentilhuomo d'honore: -havete ancho nelle scritture sante, il vero patiente sotto titolo di -Giobbe, havete l'essempio della verace ubidienza in Abraamo, della -santissima hospitalità in Lotto, dell'ottimo Re in David, del savio -S. in Solomone, del forte cavalliero in Sansone, del buono Imperadore -in Mose & nel fratello Aarone, et dell'ardito capitano in Giosue: ma -che non ci havete voi di buono in questo santo libro? forse ch'egli -vi fa miscredente & dubbiosa dell'immortalità come fanno i philosophi: -forse ch'egli vi fa impazzire attorno le zone, le sphere, et i zenit, -come far sogliono i Matemattici, forse che vi oscura il vero, come -veggo far i legisti: forse che vi puon in compromesso la vita, come -fanno i Medici. Delli bugiardi et appassionati historici non vi parlo, -liquali spesse volte fanno, che i poltroni paiano Marcelli & i Marcelli -sieno tenuti timidi et vili piu di quel Pluto indutto da Luciano & da -Aristophane ch'ogni cosa teme et sbigottito rimane. Vengomi hora alli -Poeti, & vorrei che alcuno mi dicesse che utilità si cavi del rapto di -Ganimede: dal formoso Alexi ò dal bruno Menalca: vorrei che alcuno mi -dicesse che profitto mi faccia l'amor della Luna et del suo Endimione -con l'importuno chiamar d'Hila, di cui si finge invaghito Hercole -presso di Propertio et di Valerio Flacco. Vorrei detto mi fusse di -giovamento esser mi possa l'amor di Hiacinto et di Apollo, di Ampelo, -& di Bacco, di Adone & di Venere; di Titone & dell'Aurora; di Atis, & -di Cibele, di Siringa & del Dio Pan. Bramo detto mi sia che honestà -si apprenda leggendo gli amori di Valerio Flacco et dell'amazonico -fanciullo: che religione si apprenda per sapere che Tibullo amò -Cherinto, Anacreonte Batillo, Alceo Lico, Valgio Misti, Asinio -Hippolito, Voconio Testilo, Oratio Ligurino, Q. Catulo Epigrammatario -amasse Roscio, Euripide Agatone, & Arato Philino. Credete voi Madonna -Clara, che venir mi possa desiderio di unirmi con Dio per leggere -che Daphne fusse amata da Apollo, Tiro di Nettuno, Hebe da Hercole, -Philace da Stratocle, & Atalanta da Meleagro? mai non che non me ne -verrà giamai voglia. si ben leggendo nella sacra Biblia di Sarra et -della riverentia che à suo marito portava chiamandolo suo signore: si -ben leggendo di Hester, di Susanna; di Giudit & di Anna figliuola di -Elcane laquale, non si partiva mai dal tempio sempre alle orationi, -& a digiuni intenta. Non vorrei pensaste che io vi scrivessi come una -trassognata: hò anch'io letto la parte mia de scrittori Pagani et me -ne pento, et ne chieggo perdono a Dio sopra tutte le colpe mie: non -vorrei da che appresi la santa Croce haver mai letto altra cosa che -la divina scrittura: vorrei haver mangiato questo sacro volume come -per il profeta Iddio comandò: vorrei havermelo convertito in succo et -in sangue, perche egli sarebbe stato come una lucerna a piedi miei, & -havrei guidato ogni mia impresa secondo la parola d'Iddio, da quella -sarei sempre stata pendente, quella m'havrei io tolto per mia guida, -per scorta, & per tramontana, con quella mi sarei piu dottamente -governata che forsi non hò fatto, ma meglio è tardi che mai; si che non -vi maravigliate più per l'avenire, che lasciato habbi qualunque altra -lettione, & data mi sia tutta alla verace Theologia: anzi vi essorto a -far il medesimo c'ho fatto io; seguite (vi prego) le mie pedate, ne vel -recate a vergogna, perche sia piu giovane di voi, fate vostro pensiero -che la mia voce, con la quale vi invitto a si gloriosa impresa, sia -voce celeste, & non terrena, persuadetevi che le mie parole sianvi -dettate dalo Spirito Santo & non d'altrui. Ricordatevi di ciò che -disse il beatissimo Girolamo, che l'ignoranza delle scritture si era -l'ignoranza di Giesù Christo. Ricordative di ciò che disse il Salvator -nostro: SCRUTAMINI SCRIPTURAS, ILLAE ENIM TESTIMONIUM PERHIBENT DE -ME. cosi facendo, noi saperemo che cosa sia veramente Christo, & quel -che egli habbi fatto per noi, & cosi l'ameremo con tutto il cuore, & -amandolo il fruiremo insieme col padre, col figliuolo, & con lo spirito -santo: amen. Di Vinegia. - - -LUCRETIA MASIPPA ALLA S. CAMILLA MARCHESA PALAVICINA ET S. DI CORTE -MAGGIORE. - -Quando mi fu data la nova che havevate partorito un bel figlio maschio, -io ne sentì tanta allegrezza al cuore, quanta ne sentisse Diagora -Rhodiotto, quando egli vide in un medesimo giorno coronare tre suoi -figliuoli vincitori et spargerli addosso dalle piu alte finestre un -nembo di vari fiori. Non sentì tanta gioia Philippide scrittor de -Comedie, quando in un Poetico certame fuor di ogni speranza si trovò -vincitore: direi liberamente d'haver superato di letitia Chilone -Lacedemonio, quando egli vide ne giuochi Olimpici coronar il figliuolo. -Di che mai havessero Policrata nobile Romana, & Marco Iuventio console, -sel non fusse, che quelli di allegrezza morirno, et io son pur viva; -benche mal viva mi senta, sendo privata della vostra gratiosissima -conversatione; non potendo più udir la dolcissima favella, non veder le -accorte maniere, non finalmente, con attentione contemplar le honorate -vostre attioni: Iddio mi faccia gratia che vi rivega prima che io -muoia; altrimenti morte mi fora pur troppo acerba & troppo dolorosa, ma -non posso credere che non vi venga un'altra fiata desiderio di rivedere -questa nostra inclita & gloriosa città di Vinegia, dove il male muore, -& il bene si nodre & si cria. state sana insieme col vostro amatissimo -consorte: le mie figlie riverentemente vi salutano. Di Vinegia alli X. -di Novembre. - - -CHIARA FEDERICI CONTESSA MARTINENGA A M. LELIA CANOSSA. - -Hò pur havuto il gran dolore, intendendo la morte di vostra madre, che -fu a nostri tempi uno specchio di patientia, una norma d'honestà & una -infallibil regola dell'honorato vivere. Deh quante volte hò io pregato -Iddio che si come già si permesse & si acconsentì risuscitassero -Aviola, L. Lamia, Corfidio, Gabieno, Tindareo, Hercole, Esopo, & altri -molti, cosi ci fusse hora conceduto ch'ella tosto risuscitasse. Deh -perche non posso io fare come si legge haver fatto .S. Cataldo che -risuscitò la madre da cui era stato poco avanti partorito. se ciò -potessi fare, so ben io certo che sin'a quest'hora non la desideraremo -piu: ma sapete voi come l'è? ci bisogna haver patientia in tutto -quello, che ne vien ordinato dalla divina potentia, & non dolersene, -& non turbarsene punto: attendiamo a consolarci scambievolmente, -imperoche mi sento di non haverne minor bisogno di voi: non altro: -Iddio ci guardi da male. Di Brescia alli XXV. d'Agosto. - - -MADDALENA BARATTIERA A M. LODOVICA CORNARISA. - -Non credo che alcuno di quelli, iquali finsero i poeti esser condennati -alli supplitij infernali, senta tanta angoscia, quanta sente un'anima -che sia presa di gelosia: l'affanno veramente delle figliuole di Danao, -il tormento di Prometheo, l'afflittione di Sisipho, la molestia di -Titio, il cordoglio di Theseo & di Isione è nulla, rispetto a quel -che per gelosia si pate. questo vi dico io, perche ve ne guardiate, -intendendo che siete assai vicina per intrare in questo inestricabil -laberinto. Deh lasciate per vostra fe correre l'acqua all'ingiù & -non vogliate rizzar le gambe a cani: tengo fermamente che se voi -perseverate a cotesto modo, che diverrete la favola del volgo. Di -Piacenza. - - -FRANCESCHA TRIVULZA CONTESSA VEDOVA DELLA MIRANDOLA A M. - -Hò ricevuto le vostre lagrimose lettere, et m'è rincresciuto -infinitamente che vostro figliuolo si porti tanto male con esso voi. -Voi non siete però la prima, ne credo sarete l'ultima che riceva da -figliuoli simili torti. Alphonso il primo Re di Portogallo, puose già -la madre in prigione, sol perche tentò di rimaritarsi & non per alcuno -difetto. Michele Calafatta imperadore spogliò la madre violentemente -d'ogni giuridittione ch'essa possedeva: cosi fece Constantino figliuolo -di Lione, verso la madre Irene et molto peggio di lui portossi anchora -Tiberio Cesare. si che datevene pace, poi che di voi sola non è questa -infelicità, dell'haver pessimi et ingratissimi figliuoli. Di Mantova -alli XX. d'Agosto. - - -ISABELLA BORROMEA TRIVULZA A M. F. N. - -Che vostro marito sendo huomo da bene, sia stato si mal trattato dalla -sua Republica, non vi paia ciò strano poi che per il passato fecero -molte fiate alcune Republice simili de trattamenti alli lor cittadini: -li Atheniesi per ricompensa delli triomphi Maratonij puosero il buono -Milciade in stretta prigione: la republica di Siracusa ammazzò con -infinita rabbia Dione, per opera del quale, havea già ricuperata la -desiderata libertà: li Atheniesi anchora scordatisi li molti beneficij -dal giustissimo Aristide ricevuti, lo sbandeggiarno dalla città. -Sofferite adunque in pace, & ringratiate Iddio d'ogni cosa ch'egli vi -manda; imperoche noi spesse fiate giudichiamo male, quel che veramente -è bene, & tall'hora bene, quel che è male. Iddio ci porghi lume di -saper discernere il bene dal male, acciò non si cada precipitosamente -in qualche errore, dal quale poscia rilevare non ci possiamo. Di Milano -alli X. d'Agosto. - - -IPPOLITA DI LAMPUGNANA A M. PHILIPPA SAGRATA. - -Mi piace stremamente della compra che voi havete fatto, perche cosi -ci vedremo piu spesso, & goderenci senza disturbo: ma molto piu mi -dispiace che nel comprar non havete usato quella equità che a voi si -conveniva: l'è celebrato dalli antichi Ermete Egittio per esser stato -si giusto, che non fu mai da veruno di giustitia avanzato: Sempre, -per non peccare contra la ragione, comprava piu caro di quello che -il venditore istimava: non intraverrà già, a voi, se a cotesto modo -perseverate di fare, come intravenne di Aristide, il quale presso delli -Atheniesi, per l'incorrotta sua giustitia meritò di havere il cognome -di giusto: ma sia ogni cosa in nome d'Iddio, forse vi ravederete -un giorno di questo errore, & lo emendarete, havendo compassione -a que poveri pupilli a quali tal heredità si apparteneva. Da casal -Pusterlengo alli XX. d'Agosto. - - -CAMILLA SUSIA A M. BARBARA MOSTA. - -Intendo che alberga nelle vostre case un'Arabesco, tenuto (da chi sa -giudicare) il piu scientiato huomo, che nato sia al mondo de molti -anni in qua, al quale vorrei dimandaste d'onde nasca che a Locri et a -Cotrone mai fusse pestilentia; perche non piovesse mai per alcun tempo -nel cortile del tempio di Venere che si vedeva già in Papho: vorrei -li dimandaste s'egli reputa vero ciò che di Hercole scrive Celio, -cioè ch'egli havesse tre ordini de denti & donde questo procedesse, & -cosi li dimanderete di Direptina figliuola di Mitridate, della quale -leggo che dui ordini n'havesse: dimandategli perche havesse Aristomene -Messenio il cuore tutto peloso: dimandategli donde avenisse che -Antipatro Sidonio fusse ogni anno di febre infestato il giorno a punto -ch'egli nacque: me ne farete di questo gran piacere, et avisatemene -quanto più tosto potrete: se il mio dottor Susio fusse presso di me, -non vi darei questo disturbo, perche egli mi sodisfarebbe: ma le Sirene -di Vinegia insieme con un Cigno d'Aquileia con mio gran dispiacere lo -tengono da me lontano. - -Dalla Mirandola. - - -LUCRETIA AGNELLA A M. CATHERINA OLDRADA. - -Per le vostre lettere hò inteso dolcissima sorella, il desiderio che -voi havreste di maritar vostra figlia col figliuolo de M. Achille -Zenardo, & sopra di ciò richiedete con instanza il parer mio. Non mi -conosco già io tale, che consigliar vi possa in si fatto caso, pur per -quella santa amicitia che con esso noi dalla prima fanciullezza con -scambievoli ufficij crebbe, io vi dirò quanto già intorno a simil fatto -raccolsi dalli dolci ragionamenti del mio consorte piu fiate havuti in -cotal materia, con M. Gioanni agnello, che fratello li fu, non so per -natura, ma per animo anchora & per costumi. Se ben adunque le passate -cose per la memoria vado rivolgendo, & più internamente considero il -danno che ne risulta dalli accerbi matrimoni, da tal parentela per ogni -modo vi asterrete: imperoche far debbonsi i matrimoni quando l'huomo è -atto a generare, & la donna a concepire; altrimenti, liti & discordie -per la casa tutta via s'odono: & sarebbe d'avertir diligentemente che -sempre la matrimoniale Copula, in tal età si facesse, che li Padri -potesseno a figliuoli sovvenire, et li figliuoli riferir le dovute -gratie a padri loro: la qual cosa felicemente avverebbe se l'età -paterna, da quella de figliuoli, fusse con giusta proportione distante. -Tutti li antichi scrittori (per quanto intendo) che a me, da molte liti -impedita, non fu mai lecito di volger sossopra di molte carte: vogliono -che l'età della moglie & del marito, sia talmente proportionata, che da -un medesimo tempo l'un cessi di generare, & l'altra di concepire, il -che all'huomo avviene nel settuagesimo & alla donna nel cinquantesimo -anno. Hò io certamente molte volte avvertito che quando in troppo -giovinil età le persone si congiungono, rade volte a perfetta statura i -parti loro pervenire, oltre che le fanciulle, per la debolezza de corpi -spesso nel partorir muoiono, o vero con istrema fatica partoriscono: -aggiungoli di piu, che le nozze alquanto tarde, dispongono le fanciulle -a continenza & a le troppo acerbe disfrenata libidine son cagione. Ma -voi mi potreste forsi addimandare quale è adunque la piu convenevol -età: al che rispondo che l'età della femina è nelli dieci otto anni, -& quella de maschi nelli trenta sei, percioche alhora i corpi hanno -conseguito sommo vigore, & ad un medesimo tempo cessa d'ambidui il -naturale ufficio. Qui per hora farò fine al mio scrivere, ma non lo -farò se prima non vi aggiungo il tempo, che a savi parve piu commodo -per la generatione, che sarà la vernata, & quando i venti Boreali -spirano, & non mai quando li Australi soffiano: state sana che Dio -prosperi li successi vostri, & a lieto fine sempre li conduchi. Da -Carbonaruola alli XX. di Marzo. - - -ISABELLA LONARDI CONTESSA DI MONTE L'ABBATE A M. MADDALENA PEVERELLA. - -Grande è stata l'allegrezza c'hò sentito intendendo che secondo il -desiderio vostro, habbiate partorito un bellissimo figliuolo; per il -che, prego di buon cuor Iddio lo faccia campar doppo voi, & voi, che lo -partorite, imiti sempre nelle vostre piu honorate attioni. Hora non vi -sarà piu lecito di gir a spasso come solevate fare, & se vorrete esser -tenuta pietosa madre, vel converrà con le proprie mammelle lattare, -& non gittarlo nell'altrui grembo, il che non fanno le piu nocevoli & -dannose fiere c'habbia la Libia: vi converà avertire che le membra per -l'innata tenerezza storte non divengano, & per il consiglio di Galeno -sparger del sale fra le fascie, acciò che la pelle dura doventi, & -resista alle esterne ingiurie; darli di piu à poco à poco alcuni soavi -movimenti, per consumar la soverchia humidità de corpi. bisognerà anche -por attentione che l'aumento del corpo suo per smoderata fatica non -sia impedito, guardarlo dal vino sin'à più provetta età; assuefarlo -destramente & al caldo & al gielo: isviarlo da lussuriosi spettacoli, -da compagnie dissolute; et avezzarlo a dir sempre il vero di ciò che li -viene richiesto. cosi sperava io di fare, se mai a Dio fusse piacciuto -di far feconda la mia sterilità: & credo che agevolmente mi sarebbe -ogni mio desio venuto ad effetto, solo specchiandosi i miei figliuoli -nel essempio del mio amabile, & honorato consorte, ilquale, non sol -Padre li sarebbe stato: ma ancho fedel precettore & diligente balio. -Veramente se mi sono rallegrata che lo habbiate partorito al mondo; -molto piu rallegrerommi vedendo per l'avenire che lo ripartorite a -Christo, insegnandoli la vera pietà con la via dell'honore & della -virtù; ne altro vi dico a questo appartenente; confidatami nella -felicità del vostro ingegno, & nella maturità del senno. Di Vinegia -alli X di Marzo. - - -GIRONIMA CAVALLERIA A M. - -Se vi hò & detto & piu volte scritto che schiviate le male pratiche, -non è ciò stato senza cagione: imperoche so quanto nuocer sappino le -maligne persone, benche alle volte il contrario dimostrino: soglio -io rassimiglia re questi tali al serpente, ilquale, anchora ch'egli -sia di sua natura pestifero, mentre però si aggiaccia di freddo, si -puo senza nocumento alcuno maneggiare & questo non perche egli non -habbi in se stesso il solito veleno, ma sol perche non lo puo come ei -vorrebbe mandar fuori. oh quanto male commetterebbesi da molti, se con -l'animo rio havessero accompagnate simiglianti forze. Se io fussi nel -grado che voi siete so che mi leverei dalla conversatione di alcuni, -nati sol al mondo, per malignare: ma a questi tristi & malvagi huomini -hoggidi non ci si avvertisce, per esservene forse troppo gran copia -in ogni luogo: si come non siamo ne anche soliti di maravigliarci -per vedere un albero, la dove le folte & alte selve a tutte l'hore si -scorgono: attendiamo sorella mia a ben vivere lasciandoci guidare dalla -ragione; & non sol a far quello che il fallace senso et l'altrui male -persuasioni v'invitano: non vogliamo per cagione alcuna commettere che -l'altrui pratica ci renda infami & vitiosi (come essi sono) ci faccia -reputare, la vita nostra diceva gia un savio Philosopho è simile alle -favole; che publicamente si recitano, delle quali non si considera -quanto lunghe ò brevi sieno, ma sol quanto sieno ben recitate: altre -cose occorrerebbomi di dirvi in questo proposito; ma me ne rimango -sperando tosto di rivedervi: tra tanto state sana. Di Vinegia. - - -APOLLONIA ROVELLA ALLA S. ISABELLA SFORZA. - -Le acerbe querele che voi fate delle tribulationi che tutto 'l giorno -vi pioveno sopra del capo, mi fanno dubitare che l'altezza del vostro -nobilissimo cuore, non si sia alquanto piegata et piu molle di quel che -l'era divenuta: quasi S. che non sappiate non altro esser la vita del -Christiano, che una perpetua croce, & pessimo segno esser per quelli -che senza croce a questo mondo viveno? questo è veramente il triompho -di Giesu Salvatore dell'humana generatione. per il mezzo della croce -vinse egli il mondo, superò Sathanasso, & distrusse l'inferno a noi -insegnando che caminar ci bisognava per la via d'essa croce. Soleva -dir il gran Demetrio che la vita perpetuamente tranquilla et quieta -senza veruna incursione di fortuna era simile al mar morto. Se siete -quella valorosa donna qual v'hò sempre giudicata, fate mi vedere che li -incommodi della fortuna non vi commovino, ne vi pertubino punto. siete -pur hormai tanto assuefatta alle asprezze di questo mondo che niuna -cosa (quanto calamitosa ch'ella sia,) vi doverebbe esser piu molesta ò -dura. Se la grandine che sopra de tetti cadde, salta di qua & la con -grande strepito: ma il piu delle volte senza nocumento d'essi tetti, -perche dovemo pensare che li insulti della fortuna possino atterrar -l'animo di una donna istimata tanto savia? Se havete insegnato alli -altri con i vostri dolci componimenti come tranquillar debbano l'animo -perche non usate per voi quella istessa medicina? l'animo del savio -è simile a raggi del Sole, liquati benche la terra tocchino, sono -però sempre in quell'istesso luogo d'onde n'uscirono: non vi lasciate -adunque si vanamente perturbare; ma consolative nel S. Dio. Di Vinegia -alli XII. d'Agosto. - - -LA CONTESSA ISABELLA DE LUNA AFFAITA ALLA S. CLARA VISMARA. - -L'è vero che io mi rallegro molto quando alli amici miei succedono -le cose secondo il voto loro: non posso però fare che alle volte io -non tema, che si come la smoderata fecondità amazza et soffoca molte -fiate gli alberi & le viti, che cosi la troppo lieta fortuna non ci -distrugga, & sciocchi non ci faccia del tutto divenire: sempre piu -nocque la prosperità che l'adversità. Si come il vetro quanto piu -risplende tanto piu dimostra la sua fragilità, cosi la fortuna quanto -piu l'è splendida, tanto è men durabile & maggior rovina ci minaccia: -di questo v'hò io voluto avvisare; perche non v'insuperbiate, & non -facciate come molti fanno, liquali dalla smoderata felicità si lasciano -talmente accecare che par loro d'esser fatti eterni, ne piu conoscono i -vecchi amici, ne credeno che mai piu lor habbi da mancar cosa veruna. -oh Dio quanto sono questi fuori del buon senno: quanto dimostrano -d'haver poca cognitione della instabilità delle cose humane, oh quanto -mal considerano questi tali, le sue instabili & volubili attioni non -per altro fu dalli antichi pittori dipinta la fortuna sopra d'una -rotonda pietra che per dimostrarci quanto la sia volubile: ne per altro -disse quel Terentiano O FORTUNA UT UNQUAM ES PERPETUO BONA? che per -farci diffidenti & per non lasciarci riposar in lei, ma in sol Iddio, -ilquale non si muta mai; ma stabilissimo rimane: non altro. Iddio vi -guardi. Di Cremona alli X. d'Aprile. - - -ISABELLA SFORZA ALLA S. FULVIA COLONNA. - -Vi hò molte volte & per lettere et con la viva voce essortata al studio -delle sacre dottrine: & per quanto m'è rifferito havete incominciato a -dargli diligentemente opera (vi prego) a perseverare senza stanchezza ò -satietà dimostrare: imperoche la sacra Theologia è di tal qualità che -s'ella profondamente non scenda alle piu secrete parti del cuore, la -non vi fa sentire il frutto che di lei coglier si suole: ne vi offenda -il vederla stratiata & da vani intelletti variamente esposta & spesso -con danno dell'anime nostre, imperoche questo è vitio & mancamento del -giudicio & de l'intelletto et non della sacra scrittura a quella guisa -che veggiamo molte cose drittissime, poste nell'acqua, rappresentarsi -storte & di altra forma che veramente non sono: attendete a caminar -(come intendo che fate) contentandovi della dolcezza & della -consolatione che la virtu di sua natura porge senza cercarne gloria ò -fama imperoche si come l'ombra al nostro dispetto ne segue & accompagna -cosi la gloria seguita la virtu anchora ch'ella se ne fugga: dico -anchora di piu che si come l'ombra alcuna fiata precede & alcuna fiata -ne viene doppo le spalle, cosi ad alcuni subitamente gli ne segue la -fama doppo l'haver operato virtuosamente et ad altri indugia fin doppo -la morte certa cosa è però che quanto piu dalla lunga ella se ne viene, -tanto maggiore è solita essere. Deh perche non mi è lecito di esservi -piu vicina per accendermi tutta via piu alla virtu: ma chi sa forse -che un giorno mi sarà conceduto fra tanto vivete lieta & amatime. Di -Milano. - - -CELESTINA SEREGNA A M. GIULIA DEL BORGO. - -Non vi hò piu per tempo scritto per il gran cordoglio c'ho sentito -nella morte del mio pappagallo, dal quale, ero piu amata, che non -fu mai Hermia dal suo caro delphino, piu che Argis dall'oca, piu che -Glauce Citarista dal suo montone, piu che Amphiloco dall'amantissimo -gallo. Se io fussi morta prima di lui, credo fermamente, ch'egli -sarebbe di dolor morto, si come fece quella gratissima aquila poi -ch'ella vide abrusciar il corpo della Virginella che allevata l'haveva: -hora che il mio dolore è alquanto sminuito, io scrivo a parte a parte -della vostra che mi fu gratissima: & per la prima cosa pregovi a -confermare, et stabilire l'animo vostro con la ragione & non con false -opinioni: i buoni marinari quando preveggono la tempesta, fermano la -nave con le anchore non compiacete punto all'ira poi che ella suole -per la smoderata indulgentia sempre piu esasperarsi. Si come per -il parer d'Hippocrate quel morbo suol esser pericoloso molto che fa -sovente cangiar volto all'infermo: cosi fra tutti i mali che sogliono -infestar li animi nostri non ci è il piu dannoso dell'ira; facendone -di maniera mutar viso, voce, & andatura che paremo in tutto diversi -da quel che da prima solevano essere. Se le nodrici sogliono dire a -piangenti fanciulli non piangere & haverai quanto desideri, perche non -diciamo parimente noi all'animo commosso & alterato non gridare, non ti -affrettare & con maggior commodità conseguirai quanto desideri. vorrei -che volentieri comportassi che la ragione togliesse di mano all'ira la -vendetta. Quanto al desiderio che voi havresti di punire chi vi offende -si attrocemente, io vi ricordo che li castighi dar si deveno quando -l'animo è ben quieto, accioche poi sforzati non siamo di punir altrui, -quando l'animo habbiamo alterato & mal disposto: ne altro mi occorre a -dirvi. Di Milano. - - -GIROLAMA CAVALLERIA A M. DIANA SCARAMPA. - -Gran dispiacere è stato il mio intendendo dell'amara discordia nata -novellamente tra vostri fratelli, allaqual cosa, dovereste voi tosto -soccorrere con la vostra senil prudentia & pensar che si come le -macchie tosto levar si debbono, perche nel soggetto drappo altamente -non si profondino a tal che poscia levar non si possino senza molta -fatica & senza danno del luogo dove elle cadero: cosi le fraterne -dissensioni doversi mitigare, prima che partorischino malevoglienza -et amaro odio. l'è troppo brutta cosa che un fratello habbisi a -male l'esaltatione dell'altro: si doverebbe imitar la bilancia, la -quale, quando una parte si leva in alto, l'altra senza molestia & -senza gridore alcuno cede, & si deprime, ne fa alcuna resistenza. -Siano benedetti per tanto Castore & Polluce, liquali tanto si amarno -che fra di loro divisero l'immortalità: siano benedetti Hercole & -Iphiclo, Apollo et Diana che si dolcemente sempre si abbracciarno, ne -mai fu tra loro alcuna picciola ombra di rancore. Affaticative quanto -piu tosto potete, per che si riuniscano queste divise anime, dalla -qual divisione, ne veggo nascere infamia, dishonore, calunnia & gran -giattura di facultà. Dal canto mio vi prometto non mancare di provedere -perche di un fuscello non se ne faccia un grosso trave: state sana, che -Iddio sia la guardia vostra. Di Vinegia alli XX. di Gennaio. - - -LAURA CONFALONIERA A M. GIULIA ROZZONA. - -Non so se io debba admettere questa vostra scusa di non poter ne -scrivere, ne visitar gli amici per esser carica de figliuoli. deh che -fareste voi se havessi venti come hebbe Euticha? che fareste voi se -ne havessi cento, come leggo haver havuto Combe Calcidica, donde poi -ne nacque il proverbio. TANQUAM CALCIDICE PEPERIT NOBIS UXOR: Niobe -figliuola di Tantalo n'hebbe quatordici ben strani & malvagi: ne perciò -rimaneva di esser ufficiosa verso gli amici. Io non accetto questa -scusa: ma in qualche modo mi vendicherò di questa vostra negligentia se -non con altro, almeno con pertinace silentio. Di Piacenza. - - -CORNELIA PICCOL'HUOMINI CONTESSA DI ALIFFE A M. LELIA SCARAMPA. - -Antonio, vostro fratel cugino, fu l'altro giorno a visitarmi & doppo -molti ragionamenti insieme familiarmente havuti mi disse ch'eravate in -grand'affanno, per la pestilentissima lingua di alcuni scellerati, che -vi laceravano la buona fama qual con tanto sudore acquistato vi havete, -& con acuti morsi vi trafiggevano il cuore; & che di questo, non ve ne -potevate dar pace in modo alcuno: Io mi maraviglio grandemente di voi, -che si leggiermente, rimagniate offesa: ma se non sofferite con forte -animo le parole de nemici vostri, come sofferirete voi i fatti? quasi -che sia cosa moderna il ritrovar che si diletti di morder altrui? & di -qual cosa prega con maggior vehementia il profeta David, salvo che di -esser liberato dalle labra inique, & dalla lingua dolosa? Ho io sempre -creduto che maggior danno si senti dal lusingheuol amico, che dal -feroce et mordace nemico, soleva il S. mio padre rassmigliar le persone -virtuose che da niuna infamia macchiar si possono, a quell'herba detta -Adianthon, laquale, anchora che ben si bagni et nell'acqua tutta si -sommerga, sempre però par che secca et arida sia: Assuefate (vi prego) -gli orecchi a ricever simil veleno, et non piu vi nuocerà che si -nuocesse gia a Mitridate ricevendo per bocca essendoci da fanciullo -avezzo. Attendete pur a guardarvi prudentemente (come fin'hora havete -fatto) & poi lasciateli sfogare questo lor insanabil morbo, ilquale -a voi non nuocerà punto. nuocerà bene a lor stessi facendoli scoprir -l'innata lor malignità. Ringraziate Iddio che a cotesto modo vi si -dia materia di esercitare la patientia vostra, laquale per si fatti -modi si raffina & illustre doventa. Avviene veramente alle persone -afflitte, come veggiamo avenir al zaffrano et al fien Greco, lequali -quanto piu son calpestrati, tanto piu facilmente fioriscono & mostrano -la lor bellezza. Voi havete pel passato et nella vostra piu giovenil -età, tolerato con istrema patientia tante ingiurie della fortuna -fatte, tanti duri incommodi, & hora per si lieve cosa v'attristate, vi -sgomentate, & non volete con voi stessa pace? mi parete fatta simile -alla Murena, laquale con noderoso bastone uccider a fatica si po' et -uccidesi poi agevolmente con la lieve ferula: non ha potuto piegar -la grandezza del vostro animo, non ha potuto scemare, ne indebolir -la fortezza del vostro petto la morte di tre fratelli, che furono di -Scipione, di Annibale, et di Leonida assai piu valorosi: non vi ha pur -un tantino sbigottito la morte d'un figliuolo, che avanzava di bellezza -l'Adone di Venere: & hora vi po' contristare una parola detta (per -aventura) da soverchio caldo di vino? Deh acchetativi sorella mia (se -punto mi amate) poiche da queste male lingue niuno guardar si puote: -elle travagliorno sempre i buoni, trafisser Christo Re del cielo, non -sol quando tra peccatori conversò, ma anche poi ch'egli fu confitto -sul legno della croce. Siavi la morte di Christo in luogo di quella -virtuosa Panace c'ha rimedio efficace contra tutti i mali; & qui fo -termine al scriver mio, scongiurandovi per quella altezza di animo, -che gia tanto in voi per passato ammirai et ammiro tuttavia, vogliate -generosamente por i piedi su queste frivole ciancie, nelle quali ne la -giustificatione, ne la condennagion vostra consiste: state lieta. Di -Napoli alli XX. d'Agosto. - - -MARTA VIDASCA A M. AGATA FERRERA. - -Volesse Iddio che le ingiurie che dette vi furono l'altro giorno -da vostro cognato, facessero in voi di quelle operationi che fece -la ferita di colui che uccider volle il Tessalo Prometheo; so che -l'istoria vi è nota, ne accade ripeterla; & chi sa che quelle villanie -non vi sieno una salutevole ammonitione perche vi guardiate se in voi è -vitio alcuno da correggere et da emendare? Telepho, perche non haveva -amici, fu costretto ricevere la salute dell'inimico: cosi intraviene -a noi quando non habbiamo liberi amici, che ci dichino la verità sul -viso; siamo sforzati udirci rinfacciare li difetti dalli nemici: ma -noi doveremo veramente fare come egli fece, ilquale non abadò a colui -di cui era l'hasta, ma sol la salute che sporta l'era per il mezo -dell'hasta: se l'è vero ciò ch'egli vi disse di male, fate di maniera -che piu non lo possa dir con verità: se l'è bugia, fate vostro conto -ch'egli non habbi detto a voi, poi che in voi non è cio che egli vi -rinfaccia: consolative adunque & ricorrete sempre a Dio nelle vostre -tribulationi: sia l'oratione il vostro rifugio, sia la prora, sia la -poppa, sia l'anchora della vostra fluttuante navicella. oh se sapeste -quanta forza ella habbi; vi fermareste, tutta, tutta, ne suoi giusti -presidij & per virtu de lo spirito, conoscereste che ella ha tanta -forza ch'ella pò mutare i fermi proponimenti d'Iddio, pur che sia fatta -con humiltà, il che ne dettero ad intender li dottori Ebrei, dicendo -che chi ha da far oratione, deve star in luogo basso & non punto -alto, il che conferma parimente la divina scrittura dicendo ORATIO -HUMILIANTIS SE PENETRAT NUBES ne piu oltre mi stendo a favellarvi di -cotal materia, Iddio vi doni fortezza. Da Trento alli XV. d'Aprile. - - -LA MARCHESA MALASPINA NICELLA A M. FLAVIA NEGRA. - -Tre partiti mi sono hor hora capitati alle mani per vostra figlia (s'è -pur siete disposta di volerla come mi diceste maritare:) l'uno è non -meno ricco che gia si fusse Crasso ilquale poteva nodrire delle sue -annuali rendite una legione, ma l'è furioso piu di Clomede: l'altro -è bello a par di Nireo, et similmente povero come Iro. Il terzo è -piu brutto di Esopo Phrigio, savio però & astuto quanto mai ve ne -fusse alcun'altro. Ulisse sarebbe nulla, comparato con esso lui: -eleggete hora qual piu vi piace, perche farò andar avanti la prattica -& in brieve spatio di tempo con il mezzo della S. Emilia Rangona la -conchiuderò: state sana. Di Piacenza alli: XX. di Gennaio. - - -ALUVIGIA CAROLEA A M. LIVIA BENCIA. - -Mi dimandaste alli di passati per vostre lettere d'onde avvenuto -sia che alcuni Philosophi habbino scritta ogni cosa esser di acqua -composta, & Pindaro nobile poeta habbi nel suo poema scritto che ottima -cosa sia l'acqua: credo io fermamente che la virtu che nell'acque -in diversi luoghi si ritrova, sia stata cagione di fargli cotal cosa -scrivere. sono veramente sopra ogni fede gli effetti che noi veggiamo -dalle acque uscire. soviemmi d'haver letto, che l'acque Suvessane, -toglievano la sterilità delle femine, & insieme la pazzia dal capo a -gli huomini. Hò letto che nell'Isola Enaria con l'acqua si guarisse -chiunque pate il male della pietra. Vicino di Roma le acque dette -Albule, risanano le ferite: il lago Amphione, toglie le vitiligini: -Cidno fiume della Cilicia, medica la podagra. Ho letto d'un fonte -posto fra Napoli & Pozzuolo, che medica gli occhi infermi: le acque -che sono nelle paludi d'Ariete; fanno stremamente indurar le unghie de -giumenti. Ecci anchora un fonte a Cerome, che fa divenire le pecore -negre, & un'altro detto Mele, che le fa doventar bianche. Chiunque -beve del fonte di Arcadia chiamato Clitorio, incontanente li viene -il vino in odio: chi beve del fonte Zizico, si spoglia subitamente -d'ogni amore, che altrui porta il fiume Lico presso di Leontini, è di -tal proprietà che chi ne beve doppo tre giorni muore. Infiniti altri -& miracolosi effetti delle acque si veggono: liquai non sol ci possono -far credere quel che Pindaro n'ha scritto: ma cio che anchora Empedocle -n'ha detto: altro circa questo per hora non vi saprei che dire, ne piu -altamente vinta dalla debolezza del mio ingegno vi saprei philosophare: -state sana & lieta, ne abbandonate per alcun tempo li incominciati -studi, acciò veggiamo di voi, tosto uscire li desiderati & lungamente -aspettati frutti. Di Pausilippo: alli XII. d'Aprile. - -La Contessa di Nola, mia S. vi saluta. - - -LUCIETTA SORANZA A M. LUCRETIA MASIPPA. - -L'altro giorno mi vennero (per lor gratia) a visitare alcune honorate -Madonne, lequali molto di voi si dolsero per havervi udito biasimare -le donne litterate, & che quando udite che alcuna donna habbi composto -qualche bella opera, ve ne ridete, ne fate scherno et ne pigliate -giambo, ne vi si puo per alcun modo persuadere che ciò sia vero. -Credereste piu agevolmente la natura della Chimera, & del Tragelafo -anzi che le femine possino esser dotte: poverella voi chi v'ha posto -in capo si strana opinione? adunque crederete non esser vero che una -femina detta per nome Carmenta fusse quella che ritrovò le lettere? -& pur questo confessano tutti li antichi istorici. Se adunque le -lettere sono inventione delle Donne: perche vi dispiace che le donne -con ogni studio ci attendino? Adunque non potrete voi credere che -Polla Argentaria moglie di Lucano scrivesse della guerra di Cesare -& di Pompeio, scrivesse dieci libri di selve, scrivesse Saturniali, -scrivesse dell'incendio di Roma, dell'incendio di Troia, & della -calamità di Priamo? Adunque crederemo che Claudia moglie di Statio -dottissima non fusse? adunque mosse dalla vostra falsa openione non -crederemo che Corrina la Tebana facesse cinque libri de Epigrammi et -cinque fiate superasse Pindaro tenuto il prencipe de poeti Lirici? -Saranno favole per voi le cose memorabili che si raccontano della -dottrina, di Pamphila, di Damophila, di Sosipatra, di Carisena, & -di Istrina Reina de Scithi: laquale, per il testimonio di Erodoto, -insegnò al figliuolo detto Sile, lettere Greche? ma lasciamo stare le -antiche Donne: diciamo de le moderne. havete voi inteso della dottrina -rara delle figliuole del Moro Inglese, & delle Bilibalde figliuole di -Bilibaldo Alemanno? havete considerato mai con attentione che poesia -sia quella ch'esce della poetica fantasia della Reina di Navara, della -S. Laura Terracina, della S. Violante Sanseverina, dalla S. Genevra -Villa fuora, della S. Emilta Angosciola, et della nostra virtuosa M. -Giulia Ferreta? havete voi mai letto il libro della vera Tranquillità -che ne dette gli anni passati la dotta penna della S. Isabella Sforza? -Vorrei leggeste le faconde prose della S. Princessa Anna Estense, et -della sua creata Olimpia morata; io vi supplico a non lasciarvi piu -di bocca uscir si fatte parole per quanto vi è caro l'honore. oh se -ciò sapessero tante & tante grandi & valorose donne, lequali, lasciato -l'ago, poste si sono alli studi, vi lacerarebbono con Iambi piu che -Anacreontici et con satire piu mordaci che non sono quelle di Persio -& di Giuvenale. fate a mio modo, (che da madre vi consiglio,) datevi -anchora voi alle buone lettere, perche non ci è altra via di ricuperare -i nostri primi honori, & la nostra vecchia reputatione: non ci è il -miglior modo per fuggir la tirannia de gli huomini, & per guardarsi -da le lor insidie, che di riccorrere alli santi studi delle dottrine & -divine et humane. Vi ho voluto avisare di questi rumori che sparsero le -parole che alli di passati diceste alla presentia di alcune forastiere, -dove si ritrovò similmente il vostro M. Ortensio, & di voi stranamente -si scandalizò, & m'hebbe a dire che s'egli creduto havesse che ciò -dicessi di buon cuore che piu non vi voleva come era di suo solito ne -amare, ne riverire. hor pensate da voi stessa, quanta perdita sarebbe -questa: state adunque in voi raccolta, & se aviene che alla presenza -vostra piu di cotai cose si favelli, parlatene altrimenti di quel che -fatto havete per il passato overo per mio consiglio tacerete. Di Villa: -alli X. d'Agosto. baciate da parte mia le vostre belle figlie. - - -LA CONTESSA DI NOLA A M. FLAVIA BORGHESE. - -Per quanto intendo, tutto'l male che è avenuto a M. Clara, è -proceduto dall'ira vostra: la colpa è adunque di voi stessa, se danno -sostenuto havete ne casi vostri veramente si come i fanciulli sovente -si feriscono mentre altri vogliono ferire, per l'inesperienza che -hanno delle arme, cosi l'ira spesse fiate nuoce a noi stessi, mentre -cerchiamo d'offender altrui. non dovevate gia voi si leggiermente -credere che M. Priamo vi havesse ingiuriato, perche si come soliti non -siamo di credere alle prime novelle che ci vengono ò liete, ò triste -ch'elle sieno: cosi non dovemo subitamente credere a quello che ne -persuade l'ira nostra: ma devesi differir la fede ch'ella desidera -per alcun giorno. Si come per la nebbia i corpi, cosi per il sdegno -le cose ci paiono sempre maggiori di quel che sono. perdonatemi se -vi dispiaccio cotai cose dicendovi: non dovevate voi mai correre si -impetuosamente alla vendetta come fatto havete. si suole da savi far -il contrario nel vendicarsi, di quel che si fa de cibi nel mangiarli. -niuno mangia salvo quando ha fame, ma la vendetta non si deve usare, -salvo quando non se n'ha voglia di farla, perche non accenda troppo. -temo io grandimenti che questa vostra strabocchevole & quasi perpetua -ira non vi travagli, & conturbi la desiata quiete a quella guisa, che -noi veggiamo l'assidua tosse conquassar il corpo. Se io circa questo -potrò in qualche cosa giovarvi, non pretermetterò cosa veruna a fare -(pur che sappia che vi risulti a utile, & a piacere) ne aspetterò -giamai che l'opera mia mi sia da veruno richiesta: state sana, & -amatime. Da Pusilipo alli XIII. di Marzo. - - -CATHERINA DELLI OLDRA A M. CLORIDA N. - -Mi scrivete per l'ultime vostre, che portate grande invidia alla S. -Tirinthia per haver piu belle gioie, & piu belle vesti di voi. di che -non posso io fare che non vi riprenda facendovi sapere che si come non -è alcuno miglior marinaio (ò nocchiero che vogliamo dire) per haver -piu bella & meglio armata nave: cosi non è miglior donna alcuna per -haver piu ricche gioie ò piu vaghi monili; non è la fortuna splendida -quella che ci fa risguardevoli al mondo; ma l'è la virtù et l'honestà -non finta et simulata, ma sincera & pura: laquale suol lungamente -durare, la onde le cose false stano picciolo tempo in un medesimo -stato: soviemmi di haver già letto qualmente una molto savia & prudente -Donna tacitamente schernì una femina Campana superba per molti pretiosi -ornamenti mostrandoli alcuni suoi figliuoletti virtuosi & ben creati -& dicendoli; questi, Donna, sono le mie gioie & li miei piu belli -adobamenti. Habbiate invidia a chi piu di voi si mostra & in effetti, -& in parole, amica dell'honore, & della verace gloria: bisogna stimar -la persona non da quello ch'ella possiede, ma da quel che è veramente -suo: le ricchezze non sono propiamente nostre, ma sono della fortuna, -& per questo le veggiamo sovente volte esposte alle predatrici mani -hor de vincitori soldati, & hor de rapacissimi Tiranni. Questo è pur -troppo publico errore cercare con infinito studio, & con infinita -sollicitudine gli ornamenti esterni, & delli interni non curarsi punto. -ben hà gli occhi di ferro chi non piange tanta nostra cecità. Hor per -conchiudervela in poche parole, scacciatevi dal petto questi vani & -fanciulleschi desiderij, & aspirate hormai di buon cuore all'eterna -gloria, caminate contra la generale opinione delli Idioti & fate come -veggiamo far le stelle, le quali vanno per un viaggio contrario al -mondo, & questo vi basti per una semplice ammonitione: Dio da mal vi -guardi et vi consoli di quanto honestamente desiderar si puote. Da -Chiavena de Grisoni alli XXV. d'Agosto. - - -LUCRETIA GONZAGA A MADAMA LIVIA PASETTA. - -Hò ricevuto il ritratto di vostra madre che mi havete mandato: -veramente non credo che ne Phidia, ne Zeusi, ne Polignoto, ne Timante -l'havessero potuto ritrar piu del naturale; parmi che solamente il -fiato li manchi: hora vel rimando & pregovi insieme à voler caminare -come ella caminò sempre di virtu in virtu senza mai esser colpevole -di alcun picciolo maleficio, ò pur darne un tantino di sospetto: -studiate (vi prego) di rassimigliarli nelle qualità dell'animo, come -le rassimigliaste nelle qualità corporali: non furono instituite -l'arti del pignere, & del scolpire per altro che per eccitarci anzi -per infiammarci il cuore alla imitatione di quelli, la cui pittura ò -vero statua contempliamo. soleva dir un valoroso capitano che le statue -rizzate per testimonianza delli altrui gloriosi fatti, li toglievano -il sonno, ne lo lasciavano dormire, sentendo sempre nell'animo -acutissimi stimoli che lo pungevano et lo trafiggevano perche simile -a quelli divenisse: faccia Iddio che il ritratto della virtuosissima -vostra madre faccia questo medesimo effetto in voi, & tal vi faccia -tosto doventare, qual vi desideriamo, et voi commossi ne havete ad -aspettarvi. nostro .S. lungamente vi conservi in sanità & del continuo -di bene in meglio vi faccia prosperare. Dalla Fratta alli XXV. di -Gennaio. - - -LA CONTESSA DI SCANDIANO A M. FAUSTINA GIOIELA. - -Vorrei esser molto piu faconda che non sono, per consolarvi della -tribulatione, qual sentite per haver un figliuolo mutolo, ma perche -prattica non siete del mondo, ne molte storie letto havete, vi date -forsi ad intendere, che sol vostro figliuolo sia caduto per ira del -cielo, in questa strana sciagura, & questo vi accresce l'affanno & -vi raddoppia il cordoglio, siete veramente ingannata se cio credete. -n'hò io veduti le migliaia, et pur vecchia non sono: hò letto anchora -che mutolo fusse Q. Pedio nipote di Q. Pedio consolare, per il che -Messala giudicò ch'egli si dovesse instruire nella pittura: ma chi -sa che vostro figliuolo non si risani un giorno? parerebbevi si gran -cosa? Narra Erodoto & doppo lui Gellio nelle sue chiare notti che Atys -figliuolo di Creso, veggendo correre un soldato impetuosamente per -uccidergli il padre, fatto un gran sforzo gridò ò soldato, non ammazzar -Creso. Hò parimenti letto come Egle Athleta veggendosi apertamente -ingannare ruppe con violenza que forti legami che li tenevano impedita -& legata la lingua, & ispeditamente dimostrò che a torto riceveva -inganno. Sovviemmi anchora d'haver letto come Zoè moglie di Nicostrato -martire, per una infirmità che le sopravenne, stette sette anni mutola -& finalmente fu dal beatissimo Sebastiano ottimamente curata: & chi sa -che simil cosa non li accaggia? TARDE NON FUR GIAMAI GRATIE DIVINE. -non vi diffidate voi della bontà d'Iddio perche non se li possono -raccorciar le braccia della pietà: fidatevi in lui, & egli quando tempo -li parerà vi consolerà non sol di temporale, ma di eterna consolatione. -Da Scandiano, alli III. d'Ottobre. - - -POLISSENA RANGONA A M. LELIA VISMARA. - -Parerebbemi ben fatto che vi partissi di Villa, et ne venissi ad -habitar alla città, perche intendo che il possente Re di Francia se -ne viene in Italia con piu numeroso esercito che non hebbero Tigrane -Re di Armenia, Radagaso Re de Gotti, et che non hebbero ne Xerse ne -Seleuco, et hà seco huomini si bellicosi quanto mai havesse Cleomene, -Pirro, Timoleone, Leonida, & Themistocle. mi è stato di piu rifferito, -esservi molti & molti nel suo esercito, li quali di fortezza di corpo -oltre l'esser esperti nell'arte militare non cederebbono a Cacco, a -Milone, ad Erillo, & a Monico. paiono veramente a vederli di lontano -tanti Poliphemi, tanti Enceladi, tanti Tiphei, & tanti Cromedonti: non -so come questi Spagnuoli lor potranno star a petto, li quali paiommi -in comparatione loro di statura simili al Nano di M. Antonio detto -Sisipho, il quale era minore de dui piedi: & a quel picciol Canopa -ch'era in delitie a Giulia nipote di Augusto lungo dui piedi & un -palmo. Iddio ci aiuti & ne difenda dal gallico furore, ne ci lasci più -vedere, quelle tante rovine che nell'Italia fecero pel passato & Iddio -da mal vi guardi. Da Carpaneto alli VI. d'Aprile. - - -ISABELLA SFORZA A M. ISABETTA CASTIGLIONA CONFALONERA. - -Mi dimandate la cagione perch'io non vada questa quaresima ad alcuna -predica: la cagione si è, perche tutti questi nostri predicatori mi -paiono non predicatori, & ministri della parola d'Iddio, ma istrioni -certamente parerrebbemi di commettere minor peccato andando a vedere -i giuochi Circensi, ò li Nemei se hora si usassero, che ad udir questi -parabolani che ci contano i lor sogni con le lor cabalistiche fittioni, -et lasciano star i sacri misteri della scrittura: mal influsso per -certo è stato il nostro questa quaresima; ma chi sa forse che l'anno -che viene, saremo ristorati. Iddio lo faccia, ne ci lasci per sua -infinita bontà mancare il pane Evangelico, ne chi ce lo ministri con -perfetto zelo. - -Di casa nostra, alli VIII. Di Febraio. - - -GIULIA LUZAGA A M. PAULA LUZAGA CAVAGLIERA S. - -Grandissima maraviglia m'hò preso intendendo quanto con poca patientia -comportate che il cavaglier Pompilio, vostro carissimo consorte si sia -partito di Vinegia, per veder Baruti, Damasco, Cipri, & il glorioso -Sepolcro di Giesù: ma perche tanto mi tribolate voi? Sarà cagione -questo viaggio di farlo anchora piu prudente ch'egli non è. pervenne -Ulisse in quella maravigliosa prudentia & singolar accortezza per la -lunga peregrinatione: ne li seppe dar Homero, il quale anch'esso molto -peregrinando si dotto & si sagace divenne, maggior loda, che dire -ch'egli veduto havesse molti paesi et molti vari costumi d'huomini, -impararno già alcuni ad essere hospitali, per haver havuto lontani da -casa loro, spesse volte bisogno dell'altrui hospitio imparerà di piu a -sofferire de molti disagi, & cosi diverrà piu forte & piu gagliardo. -l'era pur una gran vergogna che un si fatto cavagliere consumasse il -fiore degli anni suoi tra Brescia & Manerbio, ne mai altro spettacolo -li venesse davanti agli occhi, che vedere le spadoloncie cantare & -saltare a guisa di pazzo: potrestemi forse dire non tanto mi doglio -dell'absentia sua quanto che mi doglio de maritimi pericoli: temo -non li venga voglia di passar Scilla & Caribdi, che sogliano sorbir -le navi insieme con i passaggieri per li assidui concorsi de marini -flutti: temo non li venga voglia di passare Malea (il promontorio -della Laconia) pieno de scogli, il quale tra passando in mare, piu -di cinquanta miglia, rende pericolosa molto quella navigatione: -tutte le volte (direte per aventura) che mi sovviene del Caphareo -quell'altissimo monte di Euboia, dove tanti & tanti già fecero -irrecuperabil naufragio sono sforzata a tremar dal capo a piedi: cosi -faccio quando mi sovviene delle Sirti hoggidi chiamate le Secche di -Barberia che temiate .S. Paula mia non mi maraviglio punto, perche -chi ama (come voi fate) hà giusta cagione di temere: ma dovereste -pur persuadervi che essendo vostro marito amico d'Iddio, & essendo -sempre vissuto da buon Christiano: ch'egli debba anchora haverne cura -& difenderlo da monstri & terrestri & aquattici & dall'ira del mare, -& dall'insidie de malvagi huomini: state sana. Da Manerbo, alli IX. -d'Agosto. - - -CATHERINA BONVISI A LUCIA DA CA MAIORE. - -Io ti hò posto Lucia alli servigi della .S. Lucretia da Este S. di -Correggio, la quale di cortesia et di discretione credo che avanzi -tutte l'altre Signore, non sol di Lombardia, ma di Thoscana: fammi -(ti prego) honore servendola diligentemente: perche cosi facendo farai -anchora utile a te stessa: l'ufficio tuo non sarà di una sol cosa, ma -converatti far il pane, il bucato & aitar alla cucina, operar di tal -maniera, che non paia alle lombarde le quali volentieri per la lor -morbidezza uccellano le donne Toscane che siamo pastrocchie, & perche -alquanto smemorata ti conosco, ne ti ricorderai delle usanze et del -stile c'hai appreso in casa Bonvisi, ti voglio far alcuni ricordi: mi -trema certo il cuore nel seno, che tu non ci facci qualche vergogna: -per l'amor d'Iddio, fa di sorte, che tu non sii tenuta una petegola, -buona da lavar cenci & non ad altro, & io sia giudicata femina di poco -giudicio. fa che i tuoi bucati sieno fatti con ogni studio con ogni -diligentia, & che non eschino piu sudici di quello che ne mastelli -entrarono: pigliarai tre ò quattro camiscie per volta, et poralle -nel rano tepido et chiaro, & col sapone sciacqueralle molto bene -di roverscio: fatto che haverai questo; pigliarai tutte insieme que -drappi che separatamente havrai lavati nel rano tepido; & li porrai in -un gran mastello di rano ben bollente; ne haverai rispetto a logorar -sapone, perche n'hanno facilmente copia grande, per la via di Genova, -et di Vinegia. sovengati che se tu voi far bei bucati di lavare le -camiscie separatamente dalle lenzuola, & le tovaglie similmente & i -tovagliuoli, siano apartatamente lavati dall'altre cose. pon nella -lisciva qualche poco di rasa di pino, & qualche foglie di alloro, per -farli odoriferi: & sopra'l tutto avvertisci di non far bucato nel far -della Luna: usa anchora non minor diligentia nel far del pane, ponci un -poco di sale, & fa ch'egli sia ben fermentato che questo è precetto di -Galeno: se la vernata troppo s'indugiasse a levare scalda il capezzale -della piu minuta piuma che tu habbi et cuoprilo, et se vorrai che il -lievito tosto anch'esso si lievi, porragli dentro una pietra molto ben -infocata, ò vero un teschio caldo di sopra porrai: alla cucina fa che -sii parimente netta, polita & sollecita, ne si trovi immunditia nelle -cose che maneggierai: avanti che ti parti fammi motto, perche ti darò -la ricetta di far una polvere che netta il peltro & fallo risplender al -par dell'ariento: state sana. Da Forli. - - -PORTIA MELITA A M. GENEVRA ZIA HONORANDA. - -Signora Zia vi faccio sapere per questa mia qualmente io sono in -tanto affanno che se soccorsa non sono dal vostro potentissimo aiuto, -mi voglio dare morte con la mia mano, et di me stessa voglio divenir -micidiale. Mia madre s'è disposta di volermi maritare ad un'huomo losco -più di Philippo Macedone anzi (per dir meglio) ceco piu che Tiresia -et piu che Antipatro: ha costui la pancia per Idropisia più grande, -che non haveva Metrodoro philosopho & compagno dell'Epicuro: li colano -del continuo gli occhi, quasi ch'egli sia un'Aristodemo, uno Eurito, & -un novo Oratio: l'è piu zoppo di Damone, & di Androclida: Scilinguato -piu che Batto et piu che M. Fundo. L'è furioso & maniaco assai -piu di Aiace, di Pisandro, manda poi dal corpo un'odore di maggior -schifezza che non era quello di Ruffino, di Gorgonio, & di Euripide, -ne vi si po riparare ne col Nardino unguento ne col Malobrato, ne con -il Narcissino: non si po spegnere questo suo maligno fetore con il -calamo odorato, con l'Amomo, col Balsamo, col Telino, col Megalio, ò -col Susino unguento: oltre che l'è pazzo piu di Corebo figliuolo di -Migdone: hor vedete un poco a che partito mi ritruovo. Io non faccio -mai altro che piangere & stracciarmi le treccie: parvi S. Zia che -tal huomo mi si convenga essendo io servita et vagheggiata da tanti -gratiosi & belli cavaglieri che fariano parer brutti Nireo, Narciso, -Amaraco, Ippolito, & Hila? certo se non gli lo dissuadete a fatto a -fatto, io mi impicherò per la gola, mi gitterò nel pozzo, mi segherò -le vene: ò che me ne fuggirò di la dalli Sauromati: voglio piu tosto -(per conchiuderla in poche parole) menar mia vita in chiasso, che -unirmi con questo horribilissimo mostro, m'havete inteso, provedetegli, -provedetegli, se punto vi cale dell'honore & della salute della vostra -cara nipotina. Di Roma alli III. d'Aprile. - - -APOLLONIA ROVELLA A M. LEONORA DA VERTEMA. - -Alli di passati, io vi scrissi due mie, d'un medesimo tenore, -pregandovi, volessi transferirvi a Vinegia, dove havevamo un -predicatore, dotato di tutte quelle eccellentie che desiderar si -possono in huomo di tal professione: interpreta & spiana le scritture -si santamente quanto Chrisostomo, si acutamente quanto faccia Origene, -si dottamente quanto Basilio, & con tanta devotione quanto faccia -il devoto Bernardo: non hà nel suo parlare quelle affettate delitie -che in molti moderni si vegono, & è di piu lingue ornato, che non fu -mai Mitridate, per la qual cosa, egli ci da da veri & propri fonti, -tutto quel che noi desideriamo di sapere: l'è mirabile nell'insegnare, -gratioso nel persuadere, & potentissimo nell'esortare. Non credo -si trovasse mai, da che nacque Christo, il piu fedel dispensatore -de divini misteri: la voce sua è simile a quella di un Cigno; & -l'eloquentia varia secondo, che la materia richiede, alle volte l'è -piu severa che non è quella di Gregorio Nazianzieno, & alle volte -ancho parmi dolce & temperata al par di Cipriano: egli non storce le -scritture, non interpreta malignamente, ne con passione alcuna, ma -con gran candore et purità si come conviensi alla pietà christiana -che nella sua venerabil fronte a tutte l'hore si scorge: non è gonfio, -non è pettoruto, non sputa parole sesquipedali, non si vendica spirito -di profetia, usa parcamente le allegorie conoscendo per il lor mezo, -non potersi efficacemente insegnar i dogmi della fede, la qual cosa -principalmente intende di voler fare; ne in quelle, è violento, come -da alcuni si nota S. Girolamo: ma nelle allusioni è quasi al pare di -Ambrosio: l'è stupendo nelle amplificationi, salendo sempre dalle cose -inferiori, alle superiori: li essordij suoi, ò vero i themi son sempre -tolti dal centro della scrittura, & non dalli altrui sogni & strane -chimere, & li pronuncia con decoro gesto & con si grata maniera move -le pallide labra, che mi par di veder quell'antico Roscio da M. Tullio -si valorosamente difeso, si che venite, & venite tosto, se volete udir -un'huomo che insegna che diletta, & insieme commove maravigliosamente -li affetti nostri. vi prometto, se verrete, oltre l'utilità grande, -che dal predicatore potrete riportare, darvi di piu la conversatione -della moglie dell'Ambasciator di Mantova, & di quella dell'Ambasciator -d'Urbino, l'una è tenuta l'honor di Pesaro, & l'altra, la gloria di -Modona: non restate adunque di venire (se mi amate) che non mi potreste -far cosa piu grata, non sol a me, ma anche al mio carissimo consorte. -Di Vinegia alli III. di Febraio. - - -EMILIA RANGONA CONTESSA DI SARMATO ALLA .S. HIPPOLITA BORROMEA. - -Domani (sel vi pare) anderemo a confessarci; cosi restamo alli giorni -passati in conclusione (se ben vi ramentate) & vi faccio sapere, -che hò fatto elettione d'un confessore, che ne saperà ottimamente -pascer l'animo del pane evangelico: egli non è di quelli piu curiosi -a investigar l'altrui vita, che diligenti in ammendar la loro: non -è di quelli, che vi rendono la conscientia scrupolosa & perturbata: -l'è di tanta autorita della chiesa ornato, quanta bastar puote senza -haver ricorso ne a Vescovo, ne a Legato: l'è tanto taciturno che non -si havrà da temere, ch'ei vada rivelando i fatti nostri, l'è tanto -commodo & adagiato de beni temporali, chel non accaderà temere, che -tutto'l giorno ti mandi a chieder delle torte, ne che ci vuoti con -ingordi fiaschi le cantine nostre. l'è tanto accostumato che non si -haverà da dubitare che con suoi ragionamenti contamini, & ammorbi -le semplici fanciulle: l'è si vago della sollicitudine, che non cel -vedremo con nostro rossore, tutto'l giorno davanti a gli occhi: l'è si -discreto, chel non ci porrà in disperatione: l'è si compassionevole -alla fragilita humana: ch'egli havrà pietà de nostri falli: l'è -tanto esperto nelle sacre dottrine, che meglio di ogni altro saperà -discernere tra lepra et lepra: l'è si devoto & verso d'Iddio fedele, -che facilmente ci potrà impetrar la remission de peccati. resta sol -che talmente preparate vi andiamo, che una sol volta ci basti, senza -piu ritornar da capo: confessiamoci adunque senza hippocrisia & con -fermo pensiero, che la confessione che si fa a Dio, purghi i peccati; -& quella che si fa a gli huomini, n'insegni in qual maniera si purghino -& scancelar si possino fra tanto state contrita & dolente, insieme con -esso meco, del tempo, da noi si malamente dispensato: & della poca -carità che n'habbiamo al prossimo nostro. Di Piacenza alli XXV. di -Marzo. - - -GIULIA FERRETA A M. FLAMINIA ZOBOLA. - -Mi è stato rifferito da persona, a cui piu credo che non fo all'oracolo -di Delpho: che a contemplatione d'un certo goffo venutoci novamente -dall'aratro, havete lasciato la musica della quale tanto già vi -delettavate: deh che strana voglia & che maninconico pensiero è stato -il vostro di abbandonar la musica tanto necessaria alle Republiche -che piacque ad Aristotile darla alla gioventu Greca per suo peculiare -studio: et il divino Platone tanto già la stimò, che con la mutatione -della musica, pensò mutarsi insieme i costumi & le usanze (quantunque -invecchiate) delle città: è possibile che l'essempio di David, il quale -per virtù della musica raffrenava il maligno spirito di Saul, non vi -habbi ritenuta? è possibile che il scorno che n'hebbe publicamente -Temistocle di non saperne, non vi habbi fatto ravedere del pessimo -consiglio che v'era dato? Adunque siete stata si sciocca, si fuor -di voi stessa che rifiutato habbiate quel che la santissima Chiesa -d'Iddio non sol non rifiuta, ma honora et abbraccia? Adunque siete -stata si priva di giudicio che non vi siate avveduta esser la musica -atta ad eccitar lo spirito, rallegrar il cuore, & infiammar l'animo -alle valorose imprese: conoscendo il divino Ambrogio (quel dottor -irrefragabile) di quanto frutto fusse, l'introdusse nella sua chiesa, -per rasserenar i cuori di quei che afflisse già l'impietà di Arrio: & -che farete voi quando per l'avenir vi abbatterete fra tante et tante -signore che studiose ne sono? vi potrete star a raccontar delle favole -con qualche rancida vegliarda, o che vi potrete star su le finestre -à far la civetta, et che honor vi serà il star ociosa tratenendosi -l'altre pari vostre in si honesto esercitio? deh ritornate (vi prego) -alla santa musica altrimenti crederemo che qualche spirito fanatico -v'habbi disorganizata, & in voi non sia piu armonia, ma ogni cosa -lite & contraversia. state sana, che Iddio sia la guardia vostra, & vi -conservi da male persuasioni. Di Vinegia alli X. di Settembre. - - -CATHERINA VISCONTE CONTESSA DI COMPIANO A LAMPRIDIA BELLAIA S. - -Hò inteso figliuola mia, che vi volete far monaca: Io non so se mi -vi debba riprender, ò pur se debbo lodare questo vostro pensiero: -riprendendolo, et per mia cagione non essequendo voi, quanto nell'animo -dissegnato già v'havete: io temo che da qualche novo Canone, io -non fussi condennata à farmi monaca per voi: non oso ne anche di -approvarlo, veggendo c'hoggidi si faccia ne monisteri delle suore -si poco profitto nelle cose spirituali: poche nel vero, ne veggo io -mortificate, poche ne veggo che vaghe non sieno delle secolaresche -prattiche, et che non putino dal capo a piedi di sensualità con -gli occhi al secolo rivolti; mai, ò di rado me ne vado a monisteri -che non vegga i lor parlatoi & le lor grade piene di tante parole, -che tante non ne hà un mercato, a tale, che chi vol sapere qualche -cosa di novo, vada alle suore: ivi si saperà quanto tempo sia che -il prete Giane dell'India non giacque con la sua moglie, ivi si -saprà se Vinitiani armeranno quest'anno: se il Papa farà de molti -Cardinali: se i Protestanti verranno al concilio: se li Svizzari -fanno dieta: presso delle suore si contrattano i matrimoni delle -malavviate femine & i divortij de non concordevoli mariti: se tu -figliuola mia anderai nell'ordine minore, non potrai forse sofferir -quella tanta mendicità alla quale, con infinita hippocrisia a fatica -riparar si puote: nell'altre suore intrando, temo d'altri accidenti, -come sarebbe della superstitione, & delle molte fattioni che fra -loro sono non sapendo adunque che dirti, restami sol che a Dio ti -accomandi, a quello ricorrerai tu per consiglio, à quello haverai -refugio & da lui chiederai agiuto, imperoche l'è pieno di eterna -sapienza, & di veracissimo amore verso noi cattivelli sempre abondò; -ma se pur avviene che monaca ti facci, disponti al tutto di morir al -mondo, di ammazzar le concupiscenze, di crucifiger la carne tua, di -sottoporre all'altrui volere, il voler tuo, di soggiogar gli appetiti -alla ragione, di ricever Christo nel cuor per tuo legitimo sposo & a -quel mai non mancare ne di fede, ne di amore; haver fissi nel petto -& ne gli occhi suoi santi precetti. Ricordati di quell'oracolo de -lo Spirito Santo detto alla fedel anima. AUDI FILIA ET VIDE, INCLINA -AUREM TUAM ET OBLIVISCERE, POPULUM TUUM ET DOMUM PATRIS TUE. questo è -il vero monacarsi, governarsi secondo la parola d'Iddio, reggersi per -quell'istesso spirito; dalla volunta d'Iddio sempre mai pendente stare -morir con Christo & con esso lui per vivace fede resuscitare. Piu oltre -per hora non mi diffondo: prego Giesù t'inspiri & illumini a far sempre -cosa, che sia all'honor suo & a salute vostra. Dal Seno alli XXVI. di -Maggio. - - -DINA CONTESSA D'ARCO ET BARONESSA DI MADRUCCIO A M. CLARA VALERIANA S. - -Antonio Ricardo, mi hà parlato a lungo da parte vostra, & hammi -diffusamente narrato, in quanto bisogno siete per la malignità di -tempi, & per l'iniquità de malvagi giudici, Iddio sa quanto de casi -vostri internamente mi doglio, sa il medesimo come mi sento gli -affanni vostri dentro al cuor mio, ne mancherò io mai di soccorrervi -& favorirvi in quanto si stenderanno le forze mie; & dogliomi ch'elle -sieno si deboli come le sono: opportuna cosa nondimeno mi pare, di -pregarvi a sofferire piu pacientemente di quel, che fate la poverta -vostra laquale, volendola io diffinire (come in vero si deveria) altro -non è che una penuria de fragili & de caduchi beni causatrice (per cosi -dire) di vita quieta & a tutti i buoni desiderabile. Sappiate M. Clara -mia che per il mezzo di questa beata povertà, non si temono le minaccie -del mondo, ne li acuti dardi della fortuna: folmini pur il cielo quanto -sa: caggiano baleni et tuoni piu che non ne cadddero mai in Flegra: -scuoti la rabbiosa furia de venti il mondo a suo piacere, inondino i -fecondi campi le assidue pioggie: rompansi i fiumi, sorgan per tutto le -tumultuose guerre: lievinsi crudeli Pirrati et i violenti rubbatori, -che sempre la povertà lieta si vedrà & ogni spaventevol cosa prenderà -a giuoco: la povertà non nocque mai alle buone menti, cosi spero non -debba nuocer a voi: la povertà dall'oracolo di Apollo, sotto persona -di Aglao Sophidio povero possessore d'un picciol campo fu preferita -alli thesori di Gige, fu cagione la povertà che molti si risanassero da -gravi morbi et alli piu gratiosi studi volgessero l'animo: di questa -santa povertà, tanto gia dilettosi Diogene che fece altrui libero -dono di tutte le sue ricchezze, et piu li piacque d'habitar in una -versatil botte, che ne reali palagi, & piu tosto contentossi mangiar -delle lattuche selvagge, con le proprie mani lavate, che di adular al -tiranno: di questa invaghitosi Xenocrate, contentossi di possedere un -picciol orto: la medesima non dispiacque punto a Democrito (anzi fu -cagione che donasse ciò che possedeva) la non fu odiosa ad Anasagora, -poi che abbracciatola non si curò di si ampio patrimonio come egli -havea; della poverità delettatosi Amicla, povero nocchiero, non hebbe -timore d'udir alla sua porta a mezza notte la voce di Cesare temuta -dalli piu superbi Re c'havesse l'Oriente: considerate (vi supplico) -carissima sorella in quanto affanno vivono sempre li possessori delle -ricchezze: se risguardano il cielo, & veggano qualche nuvoletta, -temeno incontanente, che il ciel non rovini, & non si guastino i -seminati: se vento alcuno soffia temeno che gli alberi non caggiano a -terra, se qualche incendio si eccita, tremano di paura, che i fenili, -ò pagliai non rimanghino dalla vorace fiamma consumati: credetelo a -me, che la povertà pacientemente tolerata, è un bene non conosciuto: -l'è una felicità incomparabile, so quel ch'io dico, io non erro, ne -vaneggio punto: contentative sorella di esser povera perche cosi non -temerete che il rapace soldato rubbi i vostri grassi armenti, non -temerete l'invidia delli amici, le astutie de ladroni, le insidie de -parenti; & i cittadineschi tumulti: non vi attristate se povera siete: -ma conformative con la volontà d'Iddio, non vi sbigottite per essa. -ne vi paia di viso brutta, anzi fateveli all'incontro animosamente: -io vi ho proposto per vostra consolatione alcuni essempi tolti dalle -attioni delli huomini: molto piu n'havrei potuto togliere dalle -donne troppo grandi disprezzatrici de thesori, ma questo honore per -hora m'è piacciuto di far a gl'huomini per l'amor che porto al mio -baron Madruccio di cui non nacque mai il piu leale, ne il maggiore -osservatore delle leggi matrimoniali. Da Teno alli V. di Marzo. - - -LUCRETIA MARTINENGA CONTESSA DI PORCILIA ALLA S. LAURA GONZAGA TRIVULZA. - -Se mai hebbe il mio cuore alcuna grata nova, l'hebbe intendendo che di -legittimo matrimonio con nobilissimo cavagliere congiunta vi eravate. -Hor l'allegrezza per tal effetto nel centro delle midolle conceputa, -parmi convenevol cosa che almen per lettere, (poi che con la presentia -non mi è conceduto) ve la dimostri & iscuopra: ne questo però si faccia -senza darvi alcuni savi precetti et utili avisi alla Economia di vostra -nobil casa appartenenti: ne veramente dubito che non vi facciano di -mestieri, essendo voi si giovinetta, & gran famiglia bisognandovi con -la prudentia vostra governare: vi farà certo bisogno di maturo senno -in questa vostra giovenil età non potendovi riposare nella diligentia -dell'honorata vostra suocera havendo ella (si come da piu persone -intendo) deliberato di ritrarsi dal mondo, & unirsi tutta con Christo: -a voi adunque toccherà tutto'l peso, (salvo se non voleste forse che le -facultà vostre divenisser preda de rapaci ministri) dicovi adunque per -la prima cosa, fra molte, che ve n'hò da dire, che vogliate & amare & -honorare di perfetto cuore il vostro sposo, & non simulatamente come -hoggidi molte fanno, siate a punto verso di lui, come è l'Eliotropio -verso il Sole, ilquale sempre risguarda in quella parte, dove egli -riluce, & se quel si nasconde per qualche nuvola, ritira a se il suo -bel fiore: compiaceteli sempre in ogni honesta cosa vezzeggiatelo -del continuo; state sempre lieta nel suo cospetto svolgendo l'animo -& i pensieri vostri in quella parte dove piu inclinato lo vedrete. -siavi in memoria la virtu & humiltà di Sarra, che chiamava il marito -Abraam per suo signore: spesso vi occorrerà ammonir et riprender -alcuno de vostri famigliari, fate che le vostre riprensioni siano -tali, che chi s'ha da emendar, le possa agevolmente sofferire, ne -sol attenderete al vitio, ma a colui altresi, il cui vitio cercate di -voler correggere: essaminando diligentemente la natura sua: sogliono -i dotti scrittori rasimigliar le ammonitioni all'elleboro, il quale -quantunque di sua natura efficace sia, si vieta però da medici che non -si dia ne a vecchi, ne a deboli, ne a fanciulli; devensi nondimeno con -tal vehementia riprendere i transgressori che bastevol sia a sanar il -vitio: dovrete anchora attendere quanto piu potrete perche la discordia -non si alligni nella vostra casa, & non vi ponga le sue pestifere -radici, lequai con difficultà si sbarbano, poi che piantate una volta -vi sono: & questo facilmente vi averrà se di una medesima natione sarà -tutta la famiglia vostra, trovansi nel vero alcune nationi tra quali è -piu natural discordia che non è fra la vite e il cavolo, fra la Quercia -& l'Olivo, fra l'Aquila e il Cigno, fra la Cornacchia & la Civetta, fra -il Corbo & l'Avoltoio: a me non piacque mai il consiglio di Catone, -che buono fusse il tener la famiglia fra se discordevole, perche non -conspiri & non congiuri ne danni de padroni: essortovi di piu a far -che le vostre damigelle non si dimestichino molto co servidori: so -quel ch'io dico, & so quanto per l'amore si disvijno dalli servigi -nostri, & parimenti quanto il loro amore, a nostra infamia ci risulti: -non mi piace ne anche, che tutto'l tempo consumino in far reticelle, -punti sfillati, albanesi, a stora, incrocciati, & d'altra sorte. Certo -Signora, se io fussi come voi siete, porrei nella minor sala, due paia -di telai: & vorrei che la casa mia fusse la piu abondevole di tutte -l'altre, di lenzuola, di tornaletti, di sciugamani, di tovaglie, di -tovagliuoli, di grembiali, & di fregacapi. Voi direte (per aventura) -che io sono una Brescianaccia nemica delle attilature, & sol attendente -alle cose utili, & al far masseritia. certa cosa è Signora Laura che io -non posso, ne voglio mentire, che l'utile sempre piu mi piacque che il -diletto, non mi ci sento però di tal sorte inchinata, che la cortesia -et gentilezza n'escluda: vorrei sempre havere un gran forciero pieno -di camise, di cuffie, di moccichini, & di calcetti per donar a poveri -servidori. Ditemi per vostra fe quante signore troverete hoggidi per -Italia, che con verità vantarsi possino di haver mai donato ad alcun -servitor tanto di tela, che si potesse fasciar un dito? & poi vogliamo -che sieno ne nostri servigi fedeli, & amorevoli, et diligenti? Dannosi -ad intender alcune signore che la verace cortesia consista in donare -a pomposi cavaglieri; ma ben mostrano questi tali, di non saper le -conditioni della liberalità, lequai sono di donare à chi bisogna -& quanto bisogna. Vi essorto anchora (se dell'honor vi cale) a non -fare come, che una signora di questo mondo far odo laquale da molta -avaritia mossa, vuole che senza veruna pausa, giorno & notte le sue -donne lavorino, et con istremo sudore il pane si guadagnino: parvi che -questa sia opera di donna che meriti di esser chiamata Illustre? a me -mi par cosa d'ingorda Arpia. Confortovi ad honorare ogn'uno et quelli -ispetialmente che con molto sudore hanno conseguito fama & nome di -virtuoso: non vi piaccia giamai di imitare il costume di una Signora -novamente defonta, laquale havendo forastieri nelle sue case albergati; -niuno pensiero si dava perche stessero agiati, sol attendeva che a -se stessa non mancasse cosa veruna, & per se voleva sempre qualche -particolare intingolo, & privato manicaretto: per se stessa voleva -tutti gli avantaggi, ne si recava a vergogna, ma ad honore, che la -sua tavola non fusse uniforme: parvi che ella intendesse compitamente -la regola della cortesia et della perfetta creanza? L'è molto facil -cosa figliuola mia l'introdurre in casa un forastiero, ma non è poi si -facile il saperlo gratiosamente tratenere, & honoratamente trattare: si -doverebbe far ogni sforzo per riverire i virtuosi, anzi che i ricchi, -& honorarli con perseveranza et con giudicio, senza mai mostrar alcun -rincrescimento overo rinfacciarli la cortesia che se li usa; & donde -credete voi che naschino hoggidi al mondo tanti ingrati? nascono perche -non sappiamo noi collocare come si deverebbe i benefici; non sappiamo -perseverare in esser cortesi. Per tre giorni siamo ferventissimi, & ce -li vogliamo porre nel cuore & stampar nell'anima, poscia divegniamo -freddi piu che la gelata. Il far cortesia è simile al giuoco de la -palla, laquale spesso cade a terra, ne si pò ne ricevere, ne rimandare -per difetto di chi prima la mandò. facciamo adunque la cortesia -compiutamente senza rinfacciar i fatti benefici & forse troveremo -qualche gratitudine in questo nostro guasto mondo. ricordative anchora -di esser nelle conversationi delle parti vostre, mansueta, benigna, -& humile: percioche l'humiltà si è il fondamento di tutte le virtu: -date luogo a tutte, cedete a qualunque vaga si mostra de primi luoghi: -bastivi che la modestia vostra vi faccia rilucere ovunque andate: -guardatevi per quanto vi è caro l'honore, di non imitare alcune donne -che l'anno passato per precedentia s'hebbero a tirar per le treccie. -Non vi curerete ne anche per mio consiglio di molto pompeggiare: sia -l'habito vostro pieno di leggiadra honestà: quante n'ho io a miei -giorni conosciuto, lequali sol con l'habito mal disegnato, & peggio -concertato, davano aperto inditio d'haver il capo sventato et pieno -de grilli: non vi consiglio a caricarvi d'oro, anzi vi conforto a non -portarne punto; poi che tutti i savi Cabalistici affermano ch'egli sia -di maligno influsso: Contentatevi (per mio giudicio) d'un bel vezzo -di perle orientali al collo, di qualche bel corallo per le braccia -& d'un bel Smeraldino ò grato Diamante per le dita: non approvo il -costume di sposarsi le orecchie (quantunque molto usitato sia) per -esser tal usanza venuta da Barbari costumi: non porrete sul vostro -bel viso cosa veruna c'habbi corpo: ma contentatevi di semplice acqua -di fontana, o di fior di fava, cosi farete fare alle vostre donzelle, -delle quali vi conforto ad haverne quella cura che havreste di voi, -non favoreggiandone alcuna particularmente piu dell'altre, per esser -cosa di molto sospetto & di mal essempio: altri ricordi vi potrei -dare, ma non voglio per hora esservi piu prolissa: sol questo vi -vo dire prima che conchiuda l'amorevole mia lettera: che sopra ogni -cosa vi ingegniate di tener compagnia savia & honesta: imperoche tal -sarete tenuta, qual sarà la compagnia che voi havrete. State lieta -& conservative in sanità, perche tosto veggiamo di voi li desiderati -frutti. Di Porcilia alli X. di Febraio. - - -LUCRETIA MARTINENGA CONTESSA BECCARIA A M. LUCISTELLA DAL POZZO. - -Ho risaputo da Cecilia vostra carissima Zia, che havete determinato di -volervi maritare (mal grado de quanti parenti vi ritrovate havere) se -ben dovete togliere il piu vil furfante che vegga il Sole: ò pazzarella -dove ne havete il senno? siete voi di voi stessa uscita? imparate prima -a conoscervi bene, il che è potissima parte di vera sapienza, & poscia -diretemi (sel vi pare) di esser donna d'haver marito? saprete voi -conservare in casa stando quel che il marito guadagnerà fuor di casa -andando? che questo è uno de principali ufficij della buona madre di -famiglia? saprete voi discretamente comandare a servidori & allevare i -figliuoli come alle buone madri si conviene? Io temo grandemente (per -dirvi hora il tutto) senza tenervi alcuna cosa celata che voi sarete -di quelle, che vituperano il sesso nostro, & lo fanno alli huomini -per la lor dappocaggine abhominevole. Deh fate a mio modo, imparate -prima la modestia, la discrettione, & la vigilantia, imperoche alle -padrone di casa conviensi sempre esser le prime che la mattina si -levino, & l'ultime che si corchino: pensate (vi prego) meglio a fatti -vostri, & non vogliate (come le bestie fanno) movervi solamente alle -cose presenti, non risguardando le future, non vogliate per un poco -di prurito di minor dolcezza di quella che sovente ne causa la rogna -porvi a rischio di menar perpetuamente mala vita, & farvi schiava -dell'intemperanza maschile. vi paio forsi nell'ammonirvi troppo dura -& aspra: date la colpa a voi stessa, poscia che sempre foste di si -adormentato intelletto, che ne per ammonitioni, ne per gridi, ne per -minaccie mai vi potei svegliare da si profondo sonno: date la colpa a -vostri maligni affetti, liquali a guisa del morbo regio vi fanno parer -amaro il mele. Di Pavia. - - -HIPPOLITA MARCHESA P. SANSEVERINA A M. CALANDRA GARIBOLDI. - -La vergogna, & la taciturnità, che furono sempre due spetiali virtu -della donna, risplenderono gia grandemente in voi, mentre nelle nostre -contrade famigliarmente conversaste: & hora (se il vero m'è rifferito) -sono in voi del tutto spente: odo che siete fatta baldanzosa, loquace, -& unica seminatrice di discordie sopra tutte le femine del vostro -vicinato. Ah sorella, non sapete voi, che i buoni costumi, sono la -nostra vera dote, et il nostro vero ornamento non lo scrive questo -Sophocle nelle sue Tragedie? certamente si come nella febbre, l'haver -buona lingua, è gran segno di salute, cosi nelle donne è segno di -grande honestà: frenatela adunque, & ricordatevi che non senza gran -misterio, natura la circondò di due ripari, cioè di labra, & di denti: -l'è nel corpo la lingua come nella nave il temone: fu la sfrenata -lingua spesso cagione de molti mali: per il che gran virtu fu giudicato -il saperli per debito modo: l'è pur grande infelicità la nostra, -poi che il Sole, la Luna le stelle, il mare, la terra, gli alberi, -l'herbe, l'api, le formiche, & le conchilie possono antivedere le -future tempeste: & che sol l'huomo non antivegga i danni grandi che -la licentiosa lingua lor si spesso procura; fate (vi prego) come far -sogliono i dotti marinai, & li esperti contadini, prevedete la rovina, -nella quale siete per cadere se non chiudete la lingua fra denti; il -che, tosto fareste se poneste misura all'infinita vostra cupidigia; -non havesti invidia a chi ha maggior fortuna di voi: dovereste pur -sapere, che nelle picciole cose stessi sempre maggior quiete, non -voglio esacerbar piu questa mia ammonitione, havendovi di cio piu volte -bastevolmente ammonita, & non volendo ci intravenisse, come veggiamo -intravenire ad alcune salutifere medicine, lequali per l'assiduo uso -perdono la virtu. Di chiavenna nostra giuriditione. - - -LUCRETIA PICINARDA CROTTA A CINTHIA VANNINI. - -Tu mi scrivi figliuola carissima come se io dotta fussi al par di -quella Leontia, c'hebbe ardire di scrivere contra Teophrasto et -vorresti da me sapere, (per quanto dalle tue lettere intendo) onde -nasca che la femina sia dalli antichi scrittori reputata piu imperfetta -del maschio. Per qual rispetto si soglia dire, che levata ò spenta -che sia la lucerna, tutte le femine sieno d'un'animo et d'un volere. -Per qual cagione i Romani ci vietassero il vino, perche fusse l'Amore -depinto con l'ali: perche naschi la barba a quelle donne, che in Caria -fanno l'ufficio de sacerdoti, & cosi chi mosse Phidia a pingere Venere, -sopra di una testuggine: Alle presenti questioni per hora risponderoti -il meglio che saprò, & quanto alla prima richiesta dicoti, che si -reputò la femina piu imperfetta per cagione dell'innata frigidità, -che in lei si vede, all'altra dimanda dico haver ciò ritrovato gli -huomini, per una pura malignità volendo tacitamente significare, che -se la vergogna non ci ritenesse saremo tutte macchiate di una pece, & -pur ne mentono: Negaronci il vino i Romani, non perche riputassero nel -vino albergare la lussuria; il che però da Paulo s'afferma, ma perche -fussimo men animose, & meno ardite nel resistere alla loro iniqua -tirannide; Fu dipinto l'Amore con l'ali, perche intendessimo che gli -animi delli amanti facilmente s'inalzano, & spesso da vana speranza -gonfiati. Nasce la barba alle Sacerdotesse di Caria, perche sia un -certo segno della lor divinante natura: dipinse Phidia Venere sopra -della Testuggine, per insegnare alle donne maritate che debbono starsi -in casa: ho risposto alle tue dimande quanto piu brevemente per me s'è -potuto: se non sei pienamente sodisfatta, perdona all'imperfettione -dell'intelletto. Di Cremona, alli X. d'Agosto. - - -AGNESA DI BESTA A M. FLAVIA ROVEGA. - -Ho presentito (non so sel sia il vero) che siete per gir in Alemagna -a riveder vostra sorella, che gia vi fu si felicemente maritata: -accadendo adunque che facciate tal viaggio, pigliarete questi pochi -ricordi, nati da pura & semplice affettione: armate per la prima molto -bene le parti vitali del corpo vostro, & quelle che sono dal cuore -piu remote; perche vi so dir che sentirete freddi si aspri, che vi si -gelarano le parole in bocca, se sarete sforzata per l'usanza Tedesca, -di bere contra la vostra voglia, & temete di non imbriacarvi, mangiate -prima delle mandorle amare: bevete ancho doppo pasto un bichiero di -acqua fresca, overo usate (si come facevano gli antichi) di portarvi -adosso l'ametisto: bevete similmente avanti che mangiate, due dita di -succhio di cavolo: quando sarete fra questa natione, laquale di fede -& di s. semplicità avanza tutte l'altre: studiarete d'imitar ciò che -hanno di meglio, come sarebbe oltre le due prefate cose, il lavarsi -il viso di acqua schietta, non lisciarsi, non pelarsi punto, non far i -capei ricci, non sbiondeggiar le treccie, spesso lavarsi tutto'l corpo: -salutar ogn'uno benignamente, legger piu volontieri le sacre historie, -anzi che i sospiri del Petrarca, le pazzie d'Orlando, le prove di -Gradasso, l'Amadis de Gaula, & altre vanità dalle Italiane scioccamente -molto istimate: non imitate gia il peggio c'habbiano in lor stessi, ma -imitate il meglio, acciò non si dica che voi facciate come facevano -alcuni sciocconi di Athene, liquali non sapendo imitare la divina -eloquentia di Platone, nell'ingegnoso artificio di Aristotile, -imitavano de l'uno il scilinguato favellar, et dell'altro l'andare con -le spalle incurvate: fuggite di seguire l'usitato stile delle fanciulle -Tedesche, nemiche di mangiare all'aperta, & vaghe di trangugiar -secretamente infino alle pentole: non vi sia maggior maraviglia il -veder tutto'l giorno huomini & donne imbriachi, che se voi vedessi -presso de Miconij ogn'uno calvo: sarebbe piu facil cosa trovar veleni -in Candia, che sobrietà in Alemagna: non altro, ritornate sana et -lieta. Di Teio, nel nostro palazzo, alli VI. di Gennaio. - - -MARGHERITA PELLEGRINI COR. A M. CAMENA LANDRIANA PACE ET SALUTE NEL -SIGNORE. - -Mi è molto piacciuto d'intendere che habbiate abbandonato il mondo, -& vi siate data tutta a Giesu Christo che è porto tranquillissimo -de nostri affanni, & delle nostre infinite miserie: ma perche la -religione è assai vicina alla superstitione (si come tutte le virtu -hanno i vitij per i suoi confini) guardatevi (ve ne supplico) per -le salutifere piaghe di Giesu Christo, che non ne restiate in parte -alcuna macchiata: L'è veramente la piu miserabil cosa che possa avvenir -all'huomo Christiano: il superstitioso non ha mai dove ricorrere, per -havere a suoi affanni tranquillo porto. Quelli che solevano gia haver -paura di Policrate tiranno non lo temevano salvo mentre che erano a -Samo: & quelli che temevano Periandro, non stavano in angoscia salvo -fin che dimoravano a Corintho, ma il superstitioso non ha dove mai -fuggire per liberarsi da quella mala paura che le sta fitta sempre -nelle midolle: se il ladro, ò vero l'huomicidiale fugge in chiesa, -l'è sicuro, non teme di nulla, ma il superstitioso piu teme in chiesa, -piu dubita presso l'altare che altrove non fa, ma se volete dalle sue -mani liberarvi, svolgete l'animo alle sacre lettere, & quelle, con -tal attentione leggete, che ve le convertiate in succo & in sangue: -per il mio giudicio (benche debole) incominciarete dalla Pistola -scritta da Paolo alli Romani, qual S. Chrisostomo chiama metodo del -christianesimo, & Chrisostomo istesso userete per interprete di quella: -doppo questa elettione, ponete poi mano dove piu vi piace: di una sol -cosa vi ammonisco io, che la scrittura sacra è fatta da lo Spirito -santo, & senza l'opera sua mal si puo intendere: farà adunque bisogno -d'imitare il beatissimo S. Bernardo, dal quale si legge, che piu -imparasse, orando, che studiando, ma se pur volete adoperar interprete; -vi ricordo Girolamo ne profeti, Basilio nel Genesi, Agostino sopra -Giovanni, Arnobio sopra i Salmi, Hilario sopra Mattheo, Bernardo sopra -Lucca: ma spero che di questo ne parleremo a bocca, fra tanto state -sana in Giesu Christo: qual sempre prego sia la guardia vostra. Di -Correggio alli X. d'Aprile. - - -MADDALENA DELLI ALBERTI A CASSANDRA LANFREDUCCI S. - -Se voi volete che io conversi con esso voi, & che da sorella per -l'avenir io vi tenga & ami, si come per adietro v'ho amato: voglio -per ogni modo mutiate vita & cambiate costumi: ma che cosa disperata -è questa che non sappiate attendere ad altro, che a lisciarvi questo -vostro viso, peggio che de baronzi: per amor del quale stillate ogni -di una somma di radice di rusta, & consumate quanto lume di piuma -potete ritrovar nella citta vostra: & tanti rossi d'uova che tanti -non ne consuma la Ciartosa di Pavia: ne contenta delle usate ricette, -intendo che havete incominciato nuovamente a stillare ogni settimana -un barile di urina di cavallo, & un gran mastello di latte d'asina: -che diavolo pensate voi di fare? volete consumare oltre il tempo (che -è pretiosissimo) quanto havete in cotai frascherie? & come vi comporta -vostro marito? ma egli deve esser un qualche trasognato peccorone: il -mio Signor Nicolò non mi comporterebbe gia si fatte cose maffesi, tosto -la partirebbe meco, & forse non senza mio scorno et danno. oh come -fareste voi il meglio a polire la vostra casa laquale par sempre un -porcile, a rapezzar le vesti a vostro marito che pare un stracciaruolo. -oh quanto fareste il meglio a racconciar le calze a vostri figliuoli -che con vostra gran vergogna mostrano le carni & vanno per le contrade -con i capelli scarmigliati che paiono tanti piccioli bastasi: credo vi -gioverebbe molto se ve n'andaste ad albergare in Vinegia almeno un'anno -in Vinegia dico unica maestra delle attilature & della politezza: spero -che questa mia ammonitione non sarà del tutto vana: Iddio lo voglia, -per sua bontà. Da Tirano alli III. d'Aprile. - - -CATHERINA MALACRIA A M. MARGHERITA MARLIANA S. - -Mai mi ricordo d'haver sentito la maggior molestia di quella ch'io -senti l'altro giorno, udendo tanti vantamenti, quanti dava Madonna -Fiore a sua figliuola: è possibile ch'ella sia si mentecata che non -si avegga & non sappia quanta fragilità consista nella nostra florida -età laquale, tante migliaia d'huomini & per il passato ingannò, et -ingannerà sempre per l'avenire? oh che momentana letitia n'arreca il -fior della giovinezza poi che arido doventa in men che non balena? Qual -saggio Architetto si vide mai che l'edificio suo in fragil fondamento -fondar volesse? passano i corpi nostri a guisa di ombra, & noi miseri, -tanto pazzamente ce ne invaghimo, si che a ragion grande, me ne doglio, -che tutto'l tempo, si consumasse in que vani ragionamenti. Ahi quanto -sarebbe stato il meglio che delle sante scritture, havessimo insieme -ragionato. Pregovi (per tanto) carissima sorella, che piu non me -la facciate udire (se d'altro non sa favellare) pregovi similmente -quanto piu tosto con esso lei favellarete: vogliate (per charità) -predicarli, & porgli nel capo che niuna cosa sia da sprezzare con -maggior vehementia, della bellezza corporale, qual molti savi la -chiamarno domestico nemico, cagion potissima de strani accidenti, -et grandissimo fomento di lussuria la reputarno. se io le fussi si -vicina et si domestica come voi siete, non vi porrei in su le spalle -cotal carico: lo torrei sopra di me molto volentieri, non parendomi -che meglio collocare si possa il tempo, che in si fatte cose, grate -a Dio, giovevoli a gli huomini, & honorevoli al mondo. altro per hora -non mi occorre a scrivervi: attendete a star sana insieme col vostro -amatissimo consorte, & carissimi figliuoli. Di Gaspano alli XIII. di -Luglio. - - -OTTAVIA BAIARDA A M. CAMILLA TESTA. - -L'havervi io conosciuta savia et ingegnosa piu assai che non fu mai -Nicostrata, Diotima, ò Thargelia, mi fa confidente & molto ardita a -chiedervi la solutione di alcuni dubij che l'altro giorno nella mia -casa di ingegnose donne si trattarno. vorrei saper perche si volentieri -li amanti si baciano gli occhi. Vorrei saper per qual rispetto, spesso -gli amanti perdino il sonno & perche si di rado le imagini delli amati -occorrono in sogno alli amanti. Vorrei da voi sapere, per qual causa -vaghi sono li amanti di portar nelle mani & poma & fiori et perche -circundino le porte amate di Corone di fiori tessute. Vorrei intendere -dall'alto vostro sapere, qual sia la causa che li amanti divengano -pallidi nel cospetto delli amati, & altri ve ne sieno che rossi si -fanno. Vorrei sapere perche sieno li amanti si alle lagrime inchinati & -pronti. Desidero sapere, che sia cagione che li amanti nella presentia -delli amati, spesso si amutiscano & delle cose premeditate già con -gran studio, si scordino. Vorrei sapere, perche cosi ci vergogniamo -di confessar i nostri amori. Bramo sapere, per qual causa l'adirarsi -sia un rintegrar l'amore. Bramo sapere la causa, perche Amore a nullo -amato amar perdoni. Vorrei sapere perche triemi la voce alli amanti. -Bramo sapere perche si habbi nelle cose amorose il sternutire per buon -segno. Vorrei sapere perche i poeti chiamino Venere, hor Aurea, hor -Philomide, cioè amica del riso. fatime saper onde naschi che li amanti -tanto sieno facili al spergiurare, fatime sapere perche non vegghino -li amanti i vitij delli amati, fatime sapere, perche tanto facilmente -si rompino gli amanti la data fede: fatime sapere se l'è maggior -piacere nell'amare, ò nell'esser amato: fatime sapere, qual sia piu -facil cosa finger l'amore ò dissimularlo essendo amante: fatime saper -chi piu facilmente si persuada di esser amato, ò l'huomo ò la donna, & -chi di loro sia nell'amor piu costante & fermo. non vi voglio di piu -per hora aggravare, benche certa mi renda non vi si poter adimandar -cosa si difficile, che scioglier non me la sapeste: aspetto però detta -solutione piu volentieri a bocca che per lettere, essendo certa di -farci maggior guadagno. non altro. Di Pavia alli V. di Febraio. - - -CAMILLA TESTA ALLA S. OTTAVIA BAIARDA. - -Voi mi proponete una Illiada de oscuri quesiti, perche ve li solva, -basterebbe certo che io havessi consumato tutta l'età mia ne studi -della Philosophia, ò che sempre havessi atteso a le imprese d'amore. -parvi che a l'età mia hora si convenga amore ne cotai dimande? certo -che le mie grincie con questi miei scalzati dentoni, fanno fugir amore -lontano mille miglia, ma poi che nella vostra casa si ragunano delle -persone dotte & ingegnose fatemi voi gratia di propor loro perche in -tutte le sorti de animali le femine sterili sieno piu libidinose delle -feconde. Per qual causa ne principij delle gravidanze ci sentiamo -si male, & poi in processo di tempo, stiamo bene. Perche sono piu -lussuriosi quei huomini c'hanno le gambe piu sottili. Perche sono più -lussuriosi quei uccelli, che meno volano. Perche mutasi il suono della -voce cosi ne maschi, come nelle femine, come voi mi havrete mandato -la solutione di queste mie quistioni, forse vi solverò le vostre -presentialmente (come mi pare che piu desiderate) fra tanto state lieta -& sopra tutto guardative d'amore, perche l'è una mala cosa. egli ci fa -di savie doventar pazze: ci spoglia d'arbitrio, ci disvia dall'amore -de mariti, dalla benivoglienza de figliuoli, ci fa porre in oblio -l'honore, il maneggio della casa, & ne conduce sovente fiate all'ultimo -sterminio; ricordative di Capronia Vestale, qual amor condusse ad esser -strangolata, ricordative a che sconcia opra conducesse già Aufilena da -Catullo mentovata, et Ipermestra da Ovidio piu di una fiata ricordata: -ramentative in quanta follia per amor venessero Valeria Tusculana, -Gidica & Tutia Vestali, sovengavi a quanta pazzia venisse Clitennestra -per amor di Egisto, Fabia per amor di Petronio, Thimea per Alcibiade: -& Postumia, Lollia, Tertullia, Mutia, Servilia & Iunia per Giulio -Cesare: si che lasciate andar l'amor da canto & insieme il ragionar -d'esso: fate a mio senno, altrimenti egli vi condurà a mal fine. So -quel ch'io dico; so quel che hò piu di una fiata nella mia giovanezza -per lui amaramente sostenuto: egli mi ridusse già un giorno, che non -havea anchora compiuto venti anni a tal partito, che non mangiava se -non sospiri, & non beveva salvo che lagrime: oltre che tanta perfidia -& dislealtà trovai nell'amato mio signore, che tanta non credo se ne -trovasse in Theseo verso Ariadna, in Demophoonte verso Philide, in -Iasone ver Medea, in Enea ver Didone, in Ulisse verso di Calipso. Io -li fui sempre amante & superai Penelope, Emilia, & Turia di fede, & -di amore si che io parlo come esperta. state sana. Da Roma alli VI. di -Maggio. - - -LUCRETIA CORSA ALLE GRATIOSISSIME ET VIRTUOSISSIME FANCIULLE LA S. -LAURETTA, ET LA S. LEONORA CAVALLERIE. - -Non vi maravigliate bellissime Signore se non conoscendovi di faccia, -ma sol di fama, & di nome, io ardisca di scrivervi, et di richiedervi -humilmente che per amica mi accettiate. L'è veramente si dolce la fama -che nelle nostre case di voi risuona, che non v'è donna ne fanciulla, -che non brami di vedervi & di servirvi: & qual maraviglia meritamente -ad alcuno esser deve di questo nostro si intenso desiderio, poi che -figlie siete di quella rara Donna: la quale con la sua gentil creanza -innamora di se ciascuno, & ciascuno tira a se con quella prestezza che -veggiamo il vento Cecia trar a se le nuvole. Certo è che di niuna cosa -con maggior ardore prego l'altissimo Iddio, che di haver un giorno -occasione di visitare questa vostra città, acciò che insieme et vedere -& la dolce vostra armonia gustar possa. Non è anchora guari che la S. -Lucretia Agnella scrivendomi delle vostre rare virtù, fra molte ch'ella -me ne disse a Calliope et a Clio vi rassimigliava, tanta è in voi la -disciplina della musica congiunta con voce piu dolce et piu grata che -se di canoro Cigno fusse. Oh se mai aviene che a degni mariti di voi -maritate vi vegga, voglio questi tali piu aventurosi reputare, che se -l'uno dell'Oriente, et l'altro del Ponente divenisse Posseditore: se -vi volessi narrare carissime figliuole, quanto ho udito ragionare da -valorose donne, & che mentir non sanno della vostra singolar bontà, io -non terminarei questa mia semplice lettera ch'ella arrivarebbe a piu -alto volume che non arrivarno le decadi di Livio Padovano; qui adunque -farò fine et il mio scriver terminerò pregandovi & con ogni ardente -affetto ripregandovi, a ricevermi & per serva, & per amica, si come a -tutte l'hore & chieggio, & di cuor bramo, salutate in nome mio la S. -vostra madre et la S. Isabella: state sane, & liete. Di Coreggio, alli -XIII. d'Ottobre. - - -MARTIA BENZONA ALLA S. ARTEMISIA SCOTTA. - -Mi è rifferito da persone degne di somma fede, che mai non state in -ocio, ma tutta siete intenta alli studi delle buone lettere, et a -certi lavori che paiono usciti di mano di Aracne. doverebbesi dalla S. -vostra Madre raffrenar questo si smoderato studio, a quella guisa che -si tagliano i Pampini alle lussuriose viti, acciò non sia cagione la -troppo fecundità di farle ò morire, ò picciole divenire. Non vorrei -usaste tanta diligentia nel studiare, ch'ella vi fusse di nocumento. -non altro state sana. Di Vinegia alli X. d'Aprile. - - -PACE TASSA A M. ANTONIA PELLIZZONA. - -Mi scrivete per l'ultime vostre lettere, che molto vi maravigliate, -perche M. Antonio tanta stima faccia di Luigi, essendo huomo tanto -infame, (cosa che per aventura non havereste aspettato) fidandovi -nella perfettione del suo chiarissimo giudicio, cessi cessi (vi prego) -cotesta maraviglia, perche nel vero egli lo conosce ottimamente: ma -dovete sapere che a le volte si porta rispetto ad alcune persone, non -perche degne ne sieno reputate, ma perche ci fa a le volte bisogno -dell'opra loro. L'è cosa capitale l'uccidere in Thessaglia la cicogna, -& questo avviene perche suole uccidere i serpenti, & cosi hassi in -Inghilterra riguardo di ammazzare il Milvio, perche purga la città -portandone via l'interiora delle bestie che si ammazzano. ma che -havreste voi detto veggendo quel che piu volte veduto hanno gli occhi -miei? esser accaduto spesse volte che una buona & santa femina ha hauto -mestieri d'una malvagia & trista petegola: un Re è alcuna fiata stato -sforzato di accarezzare un'huomo di privata conditione, & di questo -sia per hora detto a bastanza: vengo all'altro capo. Piero nostro è -ritornato dalla Corte, ne d'altra cosa hora piu voluntieri favella, -che de Baroni, & gran Satrapi: egli per la fede mia mi fa ricordare di -quell'uccello detto Tauro, ilquale, (quantunque picciolo sia) imita -però la voce del Toro, & si fattamente mugisse, che non v'è persona -che facilmente non rimanesse ingannata: cosi non ci è huomo che non -creda ch'egli nodrichi nel petto lo spirito di quanti Signori ha tutto -il Regno di Napoli: qua vi desidero a tutte l'hore, perche vi udirei -ridere molto saporitamente. Di Bergomo, alli XX. d'Agosto. - - -EMILIA BREMBATA SOLCIA, ALLA S. FULVIA ROSSA. - -Voi mi scrivete & nelle prime, & nell'ultime vostre, che vi siete -mutata di proposito, ne piu vi volete render monaca, per non haver -mai saputo ritrovar monistero alcuno, che di qualche errore non sia -contaminato. mi maraviglio della prudentia vostra, ch'altrimenti -pensaste. Soleva dir un santissimo frate che fu ne suoi tempi uno -specchio di virtù, che si come nella Candia non si trovava alcun -animale velenoso, eccetto che il Phalangio, cosi non potersi ritrovare -alcun Monistero si santo & si devoto dove almeno l'invidia & la -mormoratione non vi alberghino: guardative pur di non lasciarvi -adescare da le lor lusinghe. io vi so dir ch'elle sogliono fare, -come l'Hiena far suole, la quale imita la voce humana & impara il -proprio nome di alcuno, & chiamatolo fuori di casa, lo lacera, cosi -fanno le monache & cosi fanno i frati: con mille lusinghe & segrete -astutie ci infrascano il cervello, & infrascato che ce l'hanno ne -fanno poi sentire che meglio a le volte sarebbe state di essere ite -nell'Inferno. Dite, dite, a vostro padre che ponga giù questo pensiero -di farvi monaca, & che vi procuri un bello & honesto marito, con dote -conveniente a le sue facultà: ponga mano hormai al thesoro che tanto -tempo tien rinchiuso senza godimento ne di se stesso, ne d'altrui: non -si ricorda egli forse in quanti pericoli sia già stato per l'insidie -che gli furono piu volte apparecchiate per depredarlo: meglio farebbe -a imitare il Castore, il quale piu di lui prudente di quella cosa -facilmente si spoglia, per la quale, porta pericolo: non altro. state -contenta. Di Bergomo alli XXV. d'Aprile. - - -PETRONIA FRANCA A M. SULPITIA DA VENOSA. - -Inestimabil contentezza & incomprensibil gaudio hò sentito quando -per più di un messo degno di fede intesi che amore con il suo chiodo -fissato havea il vostro volubile cervello, & che con suoi lacci -strettamente vi teneva legata. Vorrei adunque da voi sapere se questo -vostro amore è violento ò volontario: ma se per aventura non vi -piacesse di essere innamorata & dal destino guidata fussi anzi che -dall'elettione; ricordative che si come le tenerelle piante facilmente -si sbarbano & con difficultà fatto che hanno le radici sveller si -possono, anzi gagliardamente resistono alla furia de impetuosi venti: -si Amore nella sua fanciullezza cioè da cominciamento esser di poca -forza; cresciuto poi a tanta possanza pervenire che vincer non si pò -ne per forza, ne per arte. sia lodato il Dio d'amore, che vi farà per -l'avenire di mezza pazza, doventar tutta savia, di avara, liberale, -di timida, ardita & sicura: doventarete vigilante, ingegnosa, & piena -di mille accortezze (che cosi suol fare amore i suoi devoti seguaci) -di quanto desidero saper da voi, fatemene certa a la venuta di M. -Tranquillo, che niuna altra cosa piu grata far mi potreste. Di Palermo -alli XX. di Luglio. - - -MARIA DE BENEDETTI A M. N. R. - -Se vostro marito vi da delle busse, s'egli vi stratia, & s'egli vi -fa mala compagnia datene la colpa a li vostri mali portamenti, alla -smoderata loquacità & all'infinita vostra ritrosia, la quale sarebbe -sofficiente di farvi brutta & spiacevole sin' nell'Inferno: sarebbe -pur hormai tempo che mutassi costumi & variassi stile: volete voi -che di altro mai non si favelli che delle vostre pazzie, le quali -v'hanno hoggimai fatto infame per ogni contorno. Io mi abbattei (& -non è anchora guari) in un bel drapelletto di savie & accostumate -signore, lequali & la vita vostra acerbamente biasmavano, & di ogni -stratio degna vi giudicavano; per esser voi sopra ogni altra donna al -marito vostro ritrosa, & disubidiente; ne vi mancarno di quelle che vi -davano colpa d'havergli piu d'una fiata rotta la matrimonial fede, & -spezzati i legittimi nodi, & questo per ismisurato amore che portate ad -un vilissimo furfante, infame di ladronecci & di homicidij, ebriaco, -& malvagio metidore de dadi, con cui non si porrebbe la piu deserta -meretrice c'habbi ne Roma, ne Vinegia. altra cosa per hora non vi -scrivo. prego Iddio vi doni miglior mente & piu saldo intelletto. Di -Luca alli XX. d'Aprile. - - -LEONORA GONZAGA DUCHESSA DI URBINO A M. FRANCESCHA NEGRA S. - -Intendo che non si pò piu vivere con esso voi, per haver una figliuola, -tenuta da voi che di bellezza avanzi Amarilli, & a quella Egle che -fu creduta la piu bella di tutte le Naiade: & per questo sprezzate -tutte le altre fanciulle del vicinato vostro, a tutte dando qualche -emenda & tutte giudicando pazzamente ò che hanno gli occhi fatti -con i fusi, ò che hanno la bocca storta & i denti negri. ad altre -date macchia che portino mal la vita & ad altre che habbino le gole -grosse, & siano troppo ne le spalle strette: sol la vostra figliuola -secondo il parer vostro è compiutamente bella: essa sola ha gli occhi -piu vaghi et piu amorosi che non hebbe mai Helena Greca: essa hà piu -bella bocca di Atalanta con denti assai piu minuti piu bianchi, & piu -eguali di quelli di Argia figliuola del Re Adrasto: essa hà piu vaghe -fattezze di Briseida per cui arse d'amore il feroce Achille: essa -hà la gola piu candida & piu rotonda di Chione, la quale (se'l vero -scrive Ovidio) piacque a mille amanti, essendo appena di quattordici -anni; essa anchora, hà piu belle spalle, che non haveva l'amata donna -di Acontio, parvi a voi che questa sia una bella vanità di cervello? -veramente se l'è tanto bella, quanto voi dite, tanto piu havete voi -da guardarvi da le molte insidie che le saranno giorno & notte fatte, -da ogni lato apparirà chi mostrerà haver di lei desiderio, & voi ne -starete in continua paura, & ne viverete in perpetua sospittione: non -vi gioverà il confidarvi ch'ella sia casta, percioche quanto ella sarà -di maggior castità, tanto piu vigilante sarà l'altrui libidine verso di -lei. Pregate pur Iddio che s'ella è casta, sia perpetua la sua castità -et da si santo proposito non si muti. Iddio da dishonor vi guardi. Da -Fossombrone, alli III. d'Agosto. - - -D. GIULIA GONZAGA A M. LIVIA NEGRA S. - -Con mio gran dispiacer hò risaputo, esser venuto à voi un scelerato -Alchimista, il qual con false lusinghe v'ha pervertito il cervello & vi -hà fatto intrare in humore, che tramutar si possino le sostanze de gli -elementi, & di rame farse argento & l'argento convertire in oro: l'è -pur una gran cosa che questi furfanti, mendichi & pidocchiosi, voglino -arricchir ogn'uno, quasi che piu molesta lor sia l'altrui povertà & -miseria che la propria mendicità l'è pur stolta la credenza nostra: l'è -pur infinita la cupidità de mortali, ma che faremo noi se ci havessimo -a star perpetuamente? noi ci stiamo a pigione per tre giorni in questo -miserabil mondo & mai non ci pare d'esser pieni. Siamo veramente fatti -simili all'idropici, quanto più beviamo tanto maggior sete ci nasce: ò -infelici noi, poi che non ci ricordiamo di esser mortali et di havere -a lasciare un giorno a dietro ogni cosa: ignudi siamo venuti in questo -cieco mondo, & ignudi, ò poco meno, converacci uscirne: volete Madonna -Livia che io v'insegni una bella alchimia? Thesaurizatevi de thesori in -Cielo, dove i ladri non rubbano, dove la rugine non consuma, & dove la -tignuola non rode, & non mannuca: quel che si acquista per mala via non -è acquisto, ma l'è perdita grande & dannoso guadagno: sono le promesse -delli Alchimisti simili a quelle delli Astrologi; li quali vantansi -di sapere le cose future, & non sanno ne le presenti, ne le passate -& pur ardiscono di manifestar le cose celesti come se del continuo -presenti stessero al concilio d'Iddio: non mi so veramente risolvere -se la lor frode sia piu brutta, ò di pur la pazzia nostra credendoli -come facciamo, sia di maggior scherno degna: tornate in voi M. Livia, & -se le facultà non correspondino alli appetiti vostri, poneteli freno, -& cosi non vi accaderà far l'alchimia. Di S. Francesco di Napoli alli -VII. d'Agosto. - - -D. MARIA CARDONA MARCHESA DELLA PALUDE A M. N. - -Non so che pensier sia stato il vostro, di abbandonarci & ridurvi alla -villa, hora che havevamo si grande carestia di compagnia (che fusse -a nostro modo) l'è stato veramente un'atto di poco amorevol donna; -ispetialmente, non havendo voi altra scusa che di cercare un'aria -serena: sarei contenta in vostro servigio che piu tosto procacciato -havessi un'animo sereno & tranquillo, non ingombrato di alcuna nuvola -di maninconia, non alterato da alcun vento d'ira: perche questa sarebbe -una stabil serenità & un'utile tranquillità & qual cosa vi potete voi -imaginare piu incerta et piu instabile dell'aria che n'andate cercando? -se hora è sereno in men che nol dico, sarà forsi nuvoloso il tempo: si -che s'altro non vi hà fatto gir fuori, & altro non vi ci tiene, tornate -a noi, & sentirete maggior frutto & maggior dolcezza della nostra -conversatione che dell'udir cantar i rusignuoli: ecci qui, la .S. -Donna Maria di Tocco, la quale, parla del Regno d'Iddio si dolcemente, -che la innamora ogn'uno che l'ode, & facci venir voglia di morire per -andar tosto a fruire le bellezze eterne del grande Iddio. ecci la .S. -Princessa di Salerno: la quale con la sua dolce & real presenza & con -le sue gentilissime maniere sarebbe atta a raserenare l'inferno, & -ragioir le misere anime de dannati. ci habbiamo poi M. M. Antonio delli -falconi, gran segretario della natura, il quale ne trattiene con la -dottrina Greca, Toscana & Latina in stupor grande. ecci il nostro M. -Hortensio pieno di Paradossi. Del nostro fresco che noi godiamo, non ve -ne parlo, perche so ne siete ottimamente informata: tornate adunque & -non s'indugi piu se non volete che si muoia di desiderio. Di Avelino, -alli V. d'Aprile. - - -SUOR BARBARA DA COREGGIO ALLA S. LODOVICA MANDELLA. - -Delle tribulationi che novamente (benche non alla sproveduta) vi -sono alle spalle sopragiunte, me ne sono & per la carità christiana, -& per il particolar amore che vi porto, istremamente doluta, -sperate figliuola nel Signore, & vedrete ch'egli ve ne trarà fuori -miracolosamente; & quando meno ci pensarete. & in cui potete voi meglio -collocare & stabilire le speranze vostre? Se in altra cosa sperate, -non sarà mai quella speranza senza timore, ma piena di vanità & la -fortuna haverà mille aditi per turbarla, mille vie per ingannarla, il -che non le fie mai conceduto sperando voi nel S. Dio, fontana di tutte -le consolationi, refrigerio de tribolati, speranza delli oppressi, -sostegno de deboli, verace ricchezza de poveri, il quale vi darà vita -eterna & senza dubbio ve la darà, se perseverarete nella toleranza c'ho -spesse volte in voi sommamente ammirato, parmi veramente impossibile -che havendo in voi questa santissima virtù di patientia, non ci -habbiate ancho l'altre virtù, essendo fra di loro, un certo legame, & -una certa consanguinità che chi una ne possiede, paia di necessità che -tutte l'altre ne possegga; & cosi per conseguente a chi ne manca una -tutte l'altre gli manchino; & se questo si confessa da savi scrittori -esser vero nelle virtù morali, che sarà poi nelle Theologiche? Quando -vi piacerà venir a me, spero di darvi tutta quella consolatione che -per me si potrà maggiore, & mostrarvi, quanto v'ami, & impressa nel -cuor vi tenga: le nostre suore, hanno del continuo pregato Iddio per -voi & se havete sentito alli di passati alleggiamento alcuno alli -vostri affanni; n'è stato cagione la fede di sor Virginia; la purità -di suor Agnola, la patientia di suor Alessandra, l'humiltà di suor -Antonia, & la gran devotione della madre suor Catherina. Sarà vostro -ufficio ringratiarle cortesemente. vi prometto che elle sono state -si assiduamente inginocchioni, che s'hanno fatto il callo in su le -ginocchia, come si legge in Egesippo che all'apostolo S. Iacopo per -il molto orare avenne; ne altro intorno a ciò vi dico state di buona -voglia, mirando con certa fidanza il cielo d'onde vi pioveranno un -giorno in su le treccie, tante gratie, quante mai n'hebbe alcuna donna -a l'età nostra. Dal Monistero di S. Antonio fuor di Correggio alli XX. -d'Aprile. - - -CATHERINA VIGERA A LUCIETTA SERVAGGIA. - -Tu mi dimandi consiglio per tue lettere, se ti dei maritare, & mi -preghi con instanza, ch'io ti risponda. ecco che ti rispondo, & poscia -che fra me stessa hò ben considerato la tua età, le tue conditioni, & -l'humana necessità con la nostra natural fragilità; dicoti liberamente, -che ti dei maritare; & qual cosa piu santa si pò al mondo fare? non -hà instituito Iddio il matrimonio accio non venisse meno l'humana -generatione in questo facendo ufficio di padre? non fu egli per meglio -manifestar l'eccellentia sua instituto nel paradiso delle delitie? -Niuna cosa piu degna, ne piu eccellente del matrimonio ritrovar, ò -imaginar mi posso: imperoche in quello consiste la conservatione della -generatione humana, la salute degli huomini, delle città & delle nostre -facultà. Quante aspre guerre, quante mortali nimistà si spengono per -virtù del sacro matrimonio? Qual piu gioconda & dilettevol cosa si pò -desiderar di uno honesto marito che ti provegga ne bisogni & che ti -difenda l'honore si che piglia marito; ma prima che lo pigli, prega -Iddio, ti doni gratia di far buona elettione, pregalo instantemente -prima che sposa divenghi. Se per il precetto di Hesiodo non è lecito -al contadino di arar i Campi se prima alli Dei non sacrifica; quanto -sarà men lecito prender marito ad una donna christiana et non invocar -prima l'aiuto celeste? Cosi facendo, non dubiterò che pacificamente -non viviate. Si come i legami, dalle Commissure, pigliano le forze, -cosi le famiglie prendono vigore da lo scambievole consentimento del -marito et della moglie. Si come il corpo nulla pò senza l'animo, ne -l'animo suol esser sano, se il corpo non è gagliardo: cosi tra il -marito et la moglie ogni cosa esser deve commune: Bisogna sopra ogni -cosa che da matrimoni (se ne vogliamo gustare la dovuta dolcezza) -sia rimossa ogni amaritudine, il che ne detter già ad intendere -quelli, che sacrificavano alla Pronuba Giunone, cavandone il fele del -sacrificato animale, & gittandolo all'altare: starai adunque di buon -cuore riverentemente soggetta à tuo marito; perche tale la volontà -del signore, Dio & maggior loda ne riporterai sendoli ubidiente, che -rubella & contumace; non imitare alcune sfacciate femine che ad altro -no aspirano che à tirranneggiare, à far nelle case delle sette, à -rubare le maritali facultà & altri brutti eccessi commettere reputa che -ogni cosa sia del marito, anchora che tu piu di lui recato ci habbi: -si come il vino, dove molta acqua mescolata sia, non rimane per ciò di -esser detto vino, cosi la casa sempre è detta del marito, anchora che -la moglie ci habi la miglior parte; habbi di piu avertenza, che si come -le linee & le superficie si moveno insieme con i corpi, cosi le buone -mogli & nelle cose gravi & nelle giocose, & nelle prospere, & nelle -avverse, accommodaransi sempre al marito, fatti vedere alla presentia -di tuo marito: & nella absentia nascondeti, fa il contrario della Luna, -laquale, si nasconde alla presentia del sole. - - -CATHERINA FREGOSA CONTESSA AVOGADRA A M. LUCIA SPINELLA. - -Io vi hò con gran diligentia proveduto d'una Balia (partorite hora -quando vi piace,) laquale fa piu latte, & migliore, che non faceva -Philix nodrice di Domitiano: l'è piu amorevole verso de figliuoli, che -non fu mai Ericlea balia di Ulisse: l'è di corpo piu sana, che non era -Caphirna balia di Nettuno, & è solita di tenere i figliuoli con maggior -politezza che non teneva Isiphile balia di Archemoro. se altro posso -per voi, commandatime. Di Brescia. - - -F. N. ALLA R. ET IL. SUOR BARBARA DA CORREGGIO. - -Leggendo alli di passati per sminuir l'affanno mio, come essendo gia -Claudio adirato con Messallina sua moglie, ne potendo essa in alcun -modo raddolcirlo, adoperò per mezo di cotal cosa Ubidia Vestale, che -tanto è, come à dir Ubidia Monaca, & per virtù della detta donna -si fece la pace, et riconciliaronsi quegli animi, che parevano si -disuniti, & fra di loro si alienati, credei all'hora che non senza -virtu celeste mi fussi abbattuta in cotal lettione, & cosi pensai -di supplicar la riverentia vostra si volesse per carità intraporre -à riconciliarmi col mio consorte, ilquale, à gran torto, et contra -ogni ragione, s'è ingelosito di me per havermi ritrovata favellare -di segreto, con un mio parente. Iddio sa la mia innocentia & chiamo -in testimonio tutti li spiriti et celesti & aerei & terrestri & -acquatici se si ragionò di cosa che casta & honorevole non fusse: se -mai Reverenda madre la mente mia fu contaminata di impudico amore, et -di dishonesta voglia, prego la terra mi si apra sotto i piedi, et mi -ingiottisca à quella guisa che leggiamo che ingiottì Amphiaro Anchurro, -Valerio, Torquato: Curtio, Core, Datan, & Abirone, & prego il Cielo -mi caschi in su le spalle. affaticatevi adunque per l'amor d'Iddio in -cosi santa opera perche innocente sono. so ben'io quanto sia grande -l'auttorità vostra, non sol presso di lui, che vi adora, ma dico presso -di ciascun che intelletto habbi venga almeno mentre favellarete per mio -beneficio quella dea Pitho à sedervi in su le labra, acciò rimanghi -persuaso che in modo alcuno colpevole non sono, ne altro amore, che -il suo, il petto mi riscaldò giamai. ò Dio, tu che sempre amasti, & -favoristi la innocentia, aiuta & favorisce me meschina, perche rihabbia -la gratia del mio caro consorte, della cui memoria più dolcemente -mi pasco, & mi nodrico, che non farei se del continuo mi cibassi di -Nettare, & Ambrosia. Iddio vi doni forza, & faccia che la lingua vostra -sia tale, qual il mio bisogno richiede. Di villa alli .X. di Aprile. - - -LIVIA BELTRAMA A' M. ADRIA DALLA ROVERE. - -Voi dovete per cosa ferma tenere, che tutto il male alli di passati -avenutovi nacque dal non haver voi potuto tener segreto quanto vi fu -segretamente detto, l'è veramente la parola, simile all'unità, laquale, -finche la non esce fuori de suoi confini, sempre rimane una, ma come -l'esce, & entra nella dualità, incontanente moltiplicasi in infinito: -finche ciò che detto vi fu rimase presso di voi, fu segretissimo, ne -mai da veruno s'è risaputo, ma come incominciaste à conferirlo con -quella vostra loquacissima creatura: s'è diffuso per ogni luogo, ne -d'altro si ragiona hormai per le Barberie, e per le taverne, et per -le Scuole de fanciulli. vostro adunque sia il danno che non sapeste -tacere, saresti veramente scoppiata se non partorivi questo poco di -segretuzzo. siete simile ad un vaso pieno di fissure d'onde si stilli -et si versi da ogni lato ciò che v'è infuso: se venuto vi fusse nella -memoria ciò che già disse un gran Capitano ad un soldato che dimandava -di sapere non so qual cosa, non havreste (per aventura) si follemente -peccato: egli li rispose. Se io sapessi che la mia camiscia cercasse -d'intendere il mio segreto, me la trarrei hor hora di dosso et la -gitterei nel fuoco. Non so veramente in qual cosa si possi mostrare -maggior vanità di cervello, & minor prudentia: che in non potere -contenere senza scoprirlo ciò che sotto il sigillo del silentio n'è -dalli amici nostri commesso: se non potevate voi tenerlo celato, à -cui tanto si apparteneva, come potevi indur l'animo à credere che -altri lo tenesse? Voi havete fatto un'atto da fanciulla & da fanciulla -siete stata trattata: ho voluto far la riprensione che voi meritavate, -un'altra volta vi racconsolerò indolcirò l'amaricato cuore, imitando -l'Apostolo: ilquale essendo turbato contra i Galati di una santa & -giusta perturbatione, prima li sgridò acerbamente, & li disse con un -tuono di voce tutto iracondo. O INSENSATI GALATE QUIS VOS FASCINAVIT? -ne stette poi molto, che lor disse FILIOLI MEI QUOS ITERUM PARTURIO, -pigliate (vi prego) ogni cosa in buona parte, & interpretate come -si conviene al candore dell'animo vostro; ne dubitate gia che al mal -occorso non se li trovi per noi opportuno rimedio: di Vinegia alli V. -di Agosto. - - -ALLESSANDRA ROSSETA À M. GISMONDA PORTIA. - -Hò inteso quanto mi havete scritto del novo parto, et insieme hò -chiaramente inteso la sospittione che voi havete che il parto non -sia stato generato da suo marito, per esser egli molto vecchio, mi -maraviglio di voi che vi lasciate entrar nel capo cotai sospittioni. -ricordatevi che la carità Christiana non sospetta mai di alcuno male: -OMNIA CREDIT ET OMNIA SUFFERT si come l'Apostolo ne afferma: ditemi -un poco voi, che siete prattica della scrittura vecchia, non generò -Adam il figliuolo Seth sendo di cento trenta anni? non generò Abraam -di cent'anni? non generò Iared il buon Enoch di cento sessantadui, & -Mattusalemme Lamec, sendo di cento ottantasette? ma lascio star le cose -sacre, perche potreste dire, che non senza divino misterio ciò fusse -accaduto: over che gli anni delli Ebrei fussero dalli altri differenti: -non si legge presso di Plinio che Massinissa generò Metimatmo di -ottantasei anni? Catone incensorio ingravidò la figliuola di Salonio -sendo di ottanta, & Volusio Saturnio generò havendone trapassato -sessantadui. perche vi pare adunque impossibile che messer Antonio -sia vero padre, havendone appena sessanta? state in buona fede, & -lasciate le mormorationi da canto: certo se altro non imparaste, mentre -habitaste con le suore, che mormorare, & pensar male, havete fatto poco -frutto nella spiritualità. state sana di Ferrara alli XII. di Genaro. - - -IPPOLITA CATTA À M. CLARA BRESSILLA. - -Odo che non volete accettare nelle vostre case Gismondo per esser -bastardo, tanto è l'odio, che naturalmente portate à chi di legittimo -matrimonio non nasce: veramente che in questo troppo leggiermente vi -portate, et mostrate di non sapere essersi ritrovati molti bastardi, -liquali furono vasi di bontà et di dottrina. Quanta virtù militare -fusse in Antiphate bastardo di Sarpedone, lo dimostra Virgilio nel -nono della sua divina Eneida; cosi dicendo. Et primum Antiphatem. -is enim se primus agebat, Thebana de matre nothum Sarpedonis alti. -scrive Plutarco che bastardo fosse Omero figliuolo di Criteida. Furono -bastardi Enea, Aristonico rè di Pergamo, Aristeo, Ercole, Democoone, -Doriclo, Lithierse, Theseo, Romulo, Iugurta, il Rè Manfredo & altri -molti virtuosi si che non l'habbiate tanto à schifo, ma ricevetelo -amorevolmente, perche ne farete singolar piacere à vostro marito. Di -Ferrara alli .X. - - -CATHERINA PANZARASA À M. ROSA RICCIA. - -Hieri alle due hore di notte giunse il vostro messo à farci sapere che -di novo havevate partorito una bella figlia: dissi io all'hora fra me -stessa, costei mi pare simile à Serapione Pittor molto famoso, ilquale -non sapeva pigner altro, che Sciene ne mai li dette cuore di pignere -pur un sol huomo & cosi rasimigliai vostra sorella à Dionisio, Pittore, -di non minor fama, ilquale non pigneva altro che huomini, la onde ne -fu detto dalli altri pittori Antropophago. vorrei pur che imparaste -hormai à far de maschi: vi è vergogna grande che siate si da poco; ma -di questo sia per hora detto à bastanza, io scherzo con esso voi per -lettere, & voi dal fresco parto stanca, et indebolita gemete forse, & -altro vorreste, che burle & ciancie: attendete (vi prego) a governarvi -bene, ne fate alcun disordine, et se vostro marito stassi turbato -per non haver voi partorito un figlio maschio, come egli desiderava, -stiasi quanto li piace, state voi allegra credendo fermamente, ch'elle -vi debbano un giorno recar maggior consolatione, che non farebbe -quanti maschi hebbe mai Deiotaro: Se questi huomini, alli quali tanto -rincresce d'haver femine, et non maschi, si riducessero à memoria -qualmente infiniti figliuoli hanno già ammazzato chi il padre et chi la -madre, non so se ne sentissero tanto rincrescimento quanto ne sentono. -Tutte le volte che io leggo che Eraclio Imperadore ammazzò Phoca suo -padre per cupidigia di regnare, rimango tutta istordita; tutte le -volte che io leggo come Nicomede ammazzasse Prusia Rè de Bitinia, per -occupare il reame impallidisco, cosi aviene, quando mi trovo presso -delli storici che .L. Ostio, Federico, Fabriciano, Oedipo, Ozia, Albano -Martire, et tanti altri fussero patricide, ma non piu per hora. state -lieta. dalla Mirandola. alli XX di Febraio. - - -BARBARA VALENTINI À M. LUCIA FERRERIA. - -Mi dimandate consiglio à qual professione debbiate por vostro -figliuolo: io non vi saprei mai circa questo dar altro consiglio di -quello che scrisse Pindaro. Il bue all'aratro, il cavallo al corso, il -cane alla caccia, & l'huomo si ponga à quella ragione di vita, alla -quale si conosce esser piu da la natura disposto & inchinato: a voi -tocca adunque di havere questa consideratione, poiche a tutte l'hore -l'havete dananti à gli occhi: se voi lo porrete ad alcuno esercitio -dove la natura, & la volontà sua non lo inchini, non riuscendo poi -felicemente (come vorreste) non piu ve ne dovete maravigliare che -fareste gia se col bue andaste a caccia, & non pigliaste lepri, & con -l'aratro saettaste, & non coglieste uccello. state sana. di Modona. -alli XX. d'Aprile. - - -ISABELLA FEDERICI MARTINENGA A M. CHIARA L. - -Per l'ultime vostre che mi portò Gregorio vi dolete stremamente che à -tutte l'hore siate alla sproveduta sovragiunta da qualche aversità, et -di quella sorte qual meno dall'altre vorreste, & per quanto comprendo -dal vostro scrivere, vorreste vi fusse lecito di far la scelta de -gli affanni, et di sceglier quelli che men noiosi et spiacevoli vi -paressero: ma troppo di gran lunga voi v'ingannate; imperoche si -come ne giuochi Olimpici non si suol far elettione dell'aversario, -ma quel si toglie, che la sorte vuole, cosi nella vita nostra bisogna -contrastare à quella fortuna che ne occorre, et non à quella, qual noi -vorremo. studiamo pur sorella mia di contentarci de lo stato nostro, -& di sofferir patientemente quanto vuole Iddio: maggiori affanni che -voi non sostenete, sostengono molti men avezzi à patir di voi, ne si -lasciano cosi sbigottire come voi fate: nella vita nostra non ci è cosa -pura, ma vari mescolamenti se à voler che l'oratione del gramatico sia -di grato accento bisogna ci concorrino mute vocali, consonanti, liquide -& altre cose cosi nella vita bisogna che diversi accidenti accagiano, -laqual varietà la fa parere piu bella et piu riguardevole di quel -ch'essa parrebbe se ella fusse d'un perpetuo tenore. dalli Orzi. - - -MARGARITA BERNARDINI À M. CASSANDRA. - -Vi Lodo sommamente della sollicitudine, che voi ponete in udir ogni -giorno la predica di Maestro Giuliano da Colle ma ben vi avertisco -che l'andar alla predica non è come l'andar à publichi spettacoli, -dove solamente si prende diletto et non si fa miglioramento alcuno -nella vita: andategli adunque per doventar ogni di migliore, et -non per dilettar solamente gli orecchi et quando siete poi à casa -narrate à quei che non vi furono, quanto raccolto havete dalla viva -voce del predicatore et insieme con esso loro, ponete in prattica -quanto imparato havete al viver Christiano appartenente: altrimenti -niuna utilità ne sentirete; fate nell'udir la predica, il contrario -à punto di quel che fanno coloro, che de vari fiori vanno tessendo -le ghirlande, cercano essi li piu belli & lasciano adietro li più -utili: attendete voi piu tosto al peso & all'utilità delle sententie, -che alli fioriti, & alle vaghezze, del suo politissimo dire, lequai -cose non credo però sieno da sprezzare poi che furono cagione che le -divine institutioni di Lattantio Firmiano accompagnate da risplendenti -lumi fussero già in Bithinia dove publicamente insegnava con maggior -avidità raccolte di quel che forse sarebbono state se rozzamente & -senza veruna politezza sporte le havesse alli uditori suoi: vi ricordo -Madonna che l'utilità della parola d'Iddio si è à punto come il lume -acceso, ilquale, non giova salvo à chi lo vuol ricevere: andate adunque -alla predica con la mente quieta et tranquilla à quella guisa che voi -andareste alla sacratissima cena: cosi ne trarete voi maraviglioso -profitto, et me forse, che v'habbi di ciò avisata, amerete per -l'avenire piu di quel che amato mi havete. Di Luca. alli X. di Marzo. - - -APOLLONIA ROVELLA À M. N. N. F. - -Piu volte et per lettere et presentialmente vi siete meco doluta -che vostro marito non vi vezzeggia punto, ne vi compiace di quelle -cose, che voi desiderareste havere. la colpa (per quanto intendo) è -vostra perche non l'ubidite, ne mai v'ingegnate di far cosa che gli -aggradisca. Chi vol pigliar delli uccelli imita per quanto si pò la -voce di quelli: cosi chi vuol guadagnarsi l'amore del suo consorte, -bisogna che à quel si accommodi, & à quello studi sempre di compiacere: -& quantunque una volta & due in vano proviate di guadagnarvelo con -la vostra piacevolezza, non è per questo da diffidarsi, et da porsi -subitamente in desperatione. Si come il Musico non gitta ne taglia -subitamente le corde dissonanti, ma à poco à poco con pacientia le -riduce alla debita armonia: cosi deve piacevolmente la buona moglie -sofferir l'intemperanza del marito, finche le venga fatto di ridurlo -pian piano à quella domestica consonantia che ne troppo spesso si -ritrova à nostri tempi: se avviene, ch'egli vi dica qualche villania -& faccia alcuna atroce ingiuria, non vi si sgomentate per questo, ma -fate vostro pensiero che si come il dardo scagliato in cosa solida & -ferma ritorna spesse fiate in colui che lo scagliò: Cosi le villanie -fatte à quelli c'hanno l'animo forte & costante, ritornino il piu -delle volte in colui che villaneggia & offende: usate voi all'incontro -sempre parole dolci & nell'animo vostro pensate che si come i Musici -con toccar leggiermente et non con violenza le corde dell'instrumento -indolciscono i cuori delli uditori, cosi il favellar sommesso & molle -mitiga gli aspri cuori de feroci mariti; ne altro di questo vi ragiono. -state lieta. Di Vinegia. - - -COSTANZA DELLI OBIZI SCOTTA A M. F. R. - -Mi dimandaste l'altro giorno per qual causa gli Antichi ponessero -vicino la statua di Mercurio, la statua delle Gratie: al che -brievemente rispondendo vi dico essersi ciò fatto acciò che -benignamente si comportassero i falli delli Oratori, essendo Mercurio -l'Iddio dell'eloquentia: hor di questo pregovi à ricordarvene del -continuo, perche intendo che voi siete molto pronta à calumniare -hor questo, hor quell'altro, & non pò (sel vero m'è però riferito) -comparire predicatore alcuno in questa città che sodisfar vi possa -s'egli non è eloquente al par di Giovanni Bocaccio: vorrei vi sovenisse -che si come lungo le vie aspre, et spinose, spesso si ritrovano delle -viole & delli odoriferi fioretti, cosi anche spesso ritrovarsi nel dir -poco facondo, delle sententie, et delle figure, degne d'esser lodate -et dalli dotti ammirate. Si come li amanti interpretano candidamente -alcuni difetti nelle cose amate, cosi dovemo far noi in colui, che -per amaestrarci publicamente favella. Le cose della santa Theologia -non vogliono, ne se gli convengono quei ornamenti che nell'altre -scientie forse si desiderano, anzi vi dico di piu, che chi l'adorna -di sophistiche lodi, & de Rhetorici ornamenti non altrimenti fa che -s'egli incoronasse un Athleta di rose & de gigli, & non di alloro, -ò di oleastro. Si come degno di riso ci parerebbe quel cantore, che -con Lidia Musica cantar volesse di cosa grave: cosi ridicolo ci pare -qualunque volendo parlar d'Iddio, ò del ben vivere vada lascivamente -vagando con fioretti Rhetorici; ne altro di questo dico. state sana. Di -Piacenza alli XIII. - - -ANTONIA PALA. RANGONA À M. N. N. - -Oh che poca riputatione v'acquistate voi col pratticare tutto'l giorno -con questa vostra cogina, laquale, ha nome di non attendere altro, che -ad incanti, à malie, & à magiche operationi, et vantasi (per quanto -m'è da molti detto) di saperne piu di Circe, più di Medea, più di -Micale, più di Ericto et piu della scelerata Eriphia. Venne l'altro -giorno à visitarmi un'huomo ornato di grandissimo giudicio, et dissemi -che costei faceva professione di saper l'arte del compor veleni in -maggior eccellentia che non seppe Canidia, della quale Oratio in cotal -modo favellando scrisse. AN MALAS CANIDIA TRACTAVIT DAPES? ma che dico -io di Canidia? egli mi disse ch'ella ne sapeva piu di Sagana piu di -Veia piu di Folia & piu di Locusta: & voi siete si dell'honor vostro, -poco amica, & poco gelosa che con essa senza rispetto prattichiate? -Lasciate, lasciate queste vostre brutte conversationi, et togliete -prattica c'habbia più dell'honorevole. volete forse che si dica per la -città vostra, che siate una fascinatrice, una maga & una incantatrice? -Deh vi venga la contrittione sono questi studi à donna Christiana -convenevoli? liquali furno possenti à rendere infami Zoroastre, -Democrito, Pitagora, Hermippo, Dardano, Empedocle, Apollonio, Tiridate -& Apuleio? Vi prego adunque & con le mani in croce ve ne prego: à -lasciar tal compagnia, & abbracciare le persone virtuose & non infami, -si come è costei, & con laquale, à tutte l'hore vi ritrovate: state -sana. di Modona alli .XX. d'Aprile. - - -LA CONTESSA DI MONTE L'ABBATE À SUOR. A. B. - -La professione della vita monastica qual faceste già molti anni -sono, richiederebbe che voi menaste altra vita di quella che menate; -imperoche si come nella faccia piu offendono i Nevi & le Verrucole; che -nelle altre parti del corpo le gran macchie & le horribili cicatrici: -cosi piccioli peccati paiono sempre più grandi nelle persone religiose; -la vita de quali fu già proposta à noi altri per un chiaro essempio & -norma di ben vivere. Considerate (vi prego) che vogliano dir que veli -che portate in capo: certo non altro solevano significare che castigo -et mortificatione delle membra. considerate quella parte delle vostre -vestimenta che volgarmente si chiama la patientia; & vedrete quel -ch'ella vuole dimostrare si come ad Ercole cavatosi di dosso la pelle -del leone, non si conveniva punto quella veste milesia, con laquale -serviva ad Omphale: cosi mal si conviene à voi di haver lasciato la -vita monacale & vivere hora in tante delitie che non ne gustò mai la -metà la delitiosa Messalina. non dico già che sempre io approvi il -monastico rigore: ma ben vi dico che si come l'arco troppo tirato si -rompe, cosi l'animo troppo rimesso & ocioso si spezza & perde ogni suo -vigore. Deh ritornate al monistero, dove ad un tratto meno offenderete -Iddio, & l'honor della casa vostra & qual reputatione credete voi che -recar vi possi l'assidua prattica de dissoluti scolari qual voi havete? -mutate, mutate vita, & non aspettate che la divina sferza ve la faccia -mutare. Iddio da mal vi guardi. Di Vinegia. - - -LUCRETIA DI ALICROTTA ALLA S. D. CORNELIA PICCOL'HUOMINI CONTESSA DI -ALIFFE S. - -Non hò ne lingua, ne parole atte ad isprimere (valorosa donna) il -dolore, che hò sentito nella morte del vostro honoratissimo consorte; -la cui vita era à molti vita, & la cui salute ad infiniti porgeva -salute: & chi è colui si di rigido diaspro composto che non pianga -et non si doglia veggendo colui dal mondo partirsi che di humanità & -di religione tutti gli altri pari suoi avanzava: et haveva sempre le -ricchezze sue esposte alli servigi de suoi amici & cari benvoglienti? -Quanto havrebbe meritamente da pianger non sol voi, che li foste cara -consorte, ma tutto'l regno di Napoli veggendosi privato di si honorato -cavagliere: concedo liberamente che tal perdita sia stata troppo -grande, nondimeno, tolerar si deve, percioche cosi suol avvenir alla -debolezza nostra; cosi accade alla conditione della vita comune, & di -questi frutti dacci spesso la iniquità della fortuna. Confortative però -signora poi che fragile, caduca, & mortale è l'humana generatione: & -con tal patto & legge nasciamo, che morir ci bisogna ogni & qualunque -volta che à Iddio piaccia: scrisse Pindaro che altro non eravamo che -un'ombra & un sogno, & non meno elegantemente di lui il medesimo ci -espresse Theocrito, di due pastori favellando. Dalli fati siamo noi -guidati & inevitabili sono li fati: la morte non perdona à veruno, -tocca i fenili, batte i tuguri, et percuote l'alte Torri de Potenti -Rè: se muoiano le città, quanto piu facilmente pò morir l'huomo di -cui scrisse Omero non potersi cosa piu fragile ritrovare. veggiamo -estinta Babilonia superba di grossa muraglia, di bellissimo tempio, -& de sospesi orti; Veggiamo estinti Tiro per l'ostro & per la porpora -altiero; veggiamo estinto Corinto dalla finezza del metallo nobilissimo -reputato: et pareracci strano che un'huomo muoia? Certamente Signora -mia tutte quelle cose che secondo la natura ci accadeno, sono da -reputar buone, & qual cosa pò esser piu naturale che chi è mortale una -volta, muoia? temperate adunque le lagrime, perdonate al dolore, et -per darvi un'utile consiglio (benche forse vi parerà alquanto acerbo) -preparatevi anchora voi al morire, con ferma speranza di rivederlo in -cielo, & in eternamente goderlo, senza temere, che piu rubato, ò dalla -podagra danneggiato vi sia: ne piu oltre mi stendo, perche so che savia -siete, & saviamente in cotal caso vi portarete; Iddio padre delle -consolationi sia quel che vi consoli (quando le mie lettere per se -bastevoli non sieno). Di Cremona alli VII. d'Aprile. - - -PILESTRINA DA CASTELLO A M. CATHERINA ET A M. TARSIA DA CASTELLO S. - -Non mi direte già piu care sorelle che io non sia amica di Christo poi -che m'ho dimostrata amica della pace qual hoggi hò fatto con la mia -adversaria et nel vero, ne sono molto contenta d'haverla fatta, perche -mi stava piena di amaritudine, tutta via pensando alla vendetta, et al -risentirmene non feminilmente, ma con valore maschile & martiale hora -conosco esser vero ciò che M. Tullio ne scrisse che non sol essa era -dolce, ma che anchora piacevole, soave, & amichevole era il suo nome; -& che per lei si conservavano in buono stato non sol le cose publiche, -ma ancho le private, hora potrò dir di buon cuore & non simulatamente, -DIMITTE NOBIS DEBITA NOSTRA, SICUT ET NOS DIMITTIMUS DEBITORIBUS -NOSTRIS: questo vi ho voluto far intender con questa mia polizza; acciò -vi rallegriate, & facciate il medesimo. Di casa nostra. - - -ISABELLA VILLAMARINI PRINCIPESSA DI SALERNO ALLE NOBILISSIME SIGNORE -RIGHETTA VIOLANTE, ET PORTIA SANSEVERINE S. - -Domani nell'aurora, vi aspetto, perche n'andiamo insieme a -communicarci; cioè a ricevere quel santissimo sacramento instituito -dal Salvatore nostro volendo egli abbandonare questo mondo et salir al -cielo, & questo fece perche fusse segno perpetuo et perpetua ricordanza -dell'amaro supplicio per noi miseri peccatori in croce sostenuto, -resta hora che ci andiamo con pura fede, & crediamo che per noi -indubitatamente sia morto Giesù, & ch'egli ci habbi con la morte sua -aperto il Paradiso, chiuso l'Inferno, rotto la fronte a Sathan & vinto -la rapace morte: bisognerà di più conservare per l'avenire i suoi santi -precetti, quai egli dette pria che questa santissima cena instituisse: -state (vi prego) tutta notte in oratione, pregando l'eterno padre -ci mandi lo spirito suo ne cuori nostri, perche abbruggi col suo -fuoco tutte le immunditie et tutte le lordure de comessi peccati: -io vi ricordo che si come li ottimi rimedi sogliono recar morte se -con debito modo non si riceveno, cosi li sacramenti di Giesu Christo -sogliono essere salutevoli alli degni & mortali a chi indegnamente li -riceve: scordative ogni vanità; scacciate da voi ogni altro pensiero, -ogni altro amore, fuor che di unirvi per fede con Giesu Christo, & -mai da lui per alcuno momento di tempo non separarvi: voglio signore -facciamo per l'avenire una nova vita: voglio che abbandoniamo questo -cieco mondo, cioè le sue concupiscentie & gli suoi inganni, & che -doventiamo christiane de fatti & non di nome solo. Voglio, che i nostri -ragionamenti sieno sempre dell'honor d'Iddio, della gloria de beati, -& delli eterni supplitij che sono a reprobi apparecchiati: & questi -faremo sempre quando saremo tra noi: ma quando ci accaderà però essere -in conversatione di qualche signora, a cui più piaccia l'honor del -mondo, che quello d'Iddio, parlaremo di Lucretia (quel raro lume della -Romana castità) di Sophronia similmente Romana, di Sabina imperatrice, -di Monima, di Milesia, & di Veronica Chia, ambedue sagge & mogli del -gran Mitridate: parleremo di Theoxena, di Neera Salentina, di Evadne, -di Iocasta, di Erigone, & di altre molte che valorose furono, non ci -faremo a cotesto modo, tener chiettine & pur di cose honorate saranno i -ragionamenti nostri: non altro. Di casa nostra alli X. d'Aprile. - - -LEONORA VERTEMA A F. N. - -Mi rallegro che senza niuno amichevol consilio habbiate preso marito -(mi rallegro dico) perche vi vederò far la penitentia della vostra -prosuntione; poi che vi pare di saperne piu della Sibilla Cumana & ne -sapete meno di qualunque rozza contadinuccia: hor su vi faccio sapere -che voi havete preso per marito huomo si loquace, che per una parola -che voi li direte, ve ne responderà sempre dieci. per il che molti lo -rassimigliano a qual Portico ch'era già in Olimpia, il quale rendeva -sette voci per una. L'è anchora goloso più di quel Aristoxeno che -desiderava che dato li fusse dalli dei il collo di Grue. sarà veramente -pericolo grande, che un giorno egli non vi mangi come fece Camble Re -de Lidi, il qual per istrema voracità mangiò una notte la moglie (sel -vero però ci narra Musonio auttor Greco nel libro ch'egli scrisse della -Poliphigia & della Poliposia). L'è oltre questo, mettidore de malvagi -dadi. giocherebbesi il generò; si che poveretta & mal consigliata come -vi siete voi stranamente affogata? & poi volete esser tenuta savia al -par di Solomone? hor godetevelo nella buon'hora; & imparate a vivere -nell'altre cose più consigliatamente che non havete fatto in questa. -Iddio vel perdoni, voi ci havete posto con questo vostro temerario -ardire in tanto travaglio, che se campaste mille anni, non ce ne -trarreste mai. state sana. Di Piuri: alli XX. di Settembre. - - -CATHERINA VISCONTE CONTESSA DI COMPIANO ALLA S. - -Vi si da, quasi da tutti, gran colpa che tanto affatichiate le -vostre damigelle nel lavorare che divengono oppilate, & visibilmente -si veggono infracidire. Dovereste pur sapere che si come le piante -mediocremente inaffiate, crescono, & se sopra modo sono adaquate si -suffuocano: cosi gli animi & i corpi nostri per moderate fatiche -aiutarsi & per le smoderate del tutto opprimersi. Se la vigilia è -sostentata dal sonno, la tempesta s'indolcisse dalla sopravegnente -serenità, le tenebre sono confortate dalla diurna luce, cosi -doverebbonsi anchora sollevare le fatiche per i temperati giuochi, -& per i dolci canti. Se si rallentano a posta fatta le corde del -liuto, & della lira perche al bisogno rimanghino poi ben tese, perche -non si deve similmente ricrear l'animo di qualche honesto trastullo -per farlo poi piu robusto alle importanti fatiche? certo, certo voi -l'intendete male, & pessimamente sapete come governare si debbano le -tenere fanciulle: havete sinhora fatto di maniera che non ne trovareste -piu alcuna a vostri servigi se lor deste in dote quanto havete, & se -non mel credete, fatene l'isperienza, et vedrete chiaramente come la -cosa vi riuscirà: voi mi potreste per aventura dire, io le faccio -travagliare, perche le mi paiono ben sane, & io vi dico che non ci -basta per tolerar l'assidue fatiche, l'haver i corpi sani, che fa -anchora bisogno che sieno di buona habitudine & ben robusti: si come -anchora non basta l'haver la ragione pura, & da vitij sequestrata, -s'ella non sia forte & gagliarda in far resistenza alle cose esterne, -ne altro dico à questo appartenente. state sana. Di Piacenza alli X. -d'Aprile. - - -CATHERINA SPADA BONVISI A M. N. F. - -Mi scrivete nelle prime, & nelle seconde vostre, che io debba essortar -Cirillo vostro nipote, a voler attendere ad altro che a lettere, -parendovi troppo brutta cosa che un'huomo di si chiara fama come egli -nel vero è, non sia buono salvo che ad una cosa sola. Io li ho piu -volte detto che ciò non meno dispiaceva a me, che a voi dispiaccia; -ma però rimuoverlo non posso: si che sforzata sono di portarlo in -pace, & confortarmi col vedere che anche quella terra che genera il -sale, non genera mai altra cosa, & cosi credere che il medesimo avenga -a quelli ingegni che nelle dottrine sono fecondi, poiche di rado si -veggono buoni nelle altre civili attioni. Questa tal sorte d'huomini, -mio padre li soleva già rasimigliare ad un fonte posto non so in qual -luogo, dove il nitro solo & non altra cosa vi ci nasce quanto poi a -quel che mi scrivete che richiamar lo debba da alcuni vitij, ne quali -naturalmente è inchinato. Certo non ne perdo mai alcuna occasione -quando ella mi si offerisce, ma dovete sapere che si come è cosa facile -al pesce, l'entrar nella nassa & difficil poi uscirne, cosi agevol cosa -essere il scorrere ne vitij, ma molto malagevole il sapersene ritrarre, -benche in lui non mi paia d'haverci scorto mai altro difetto che di -darsi troppo in preda ad una sfortunata meretrice, & sonomi lungamente -maravigliata come si felice ingegno si lasciasse ritardare del salire -alle grandezze del mondo per si vil oggetto (sono mi dico) di cio molto -piu maravigliata che di vedere che un picciol pesce, sia bastante a -ritenere una gran nave: (quantunque sospinta sia da impetuosi venti) Io -non so però che altro fargli, salvo che pregar Iddio che lo converti a -se, & faccialo tosto ritornare nella buona strada. Di S. Quirici alli -X. d'Agosto. - - -LA CONTESSA MADDALENA AFFAITÀ BIA ALLA REVEREN. ET ILLUS. SUOR DIANA DE -CONTRARI. - -Hò inteso per piu d'un messo che vi siete fatta monaca & che havete -incominciato a vivere una vita angelica, anzi che humana, di che, -hò ricevuto tanta allegrezza che di più non ne poteva esser capace; -perseverate vi prego come incominciato havete, & se al primo tratto -non potete conseguir quella perfettione che voi vorreste, non per ciò -vi diffiderete delle vostre forze (aiutandole Iddio) ma persevererete, -con stabil perseveranza per ferma cosa tenendo, che si come la Pittura -cominciò prima dalle ombre & dalle linee, dopoi trappassò al Monocroma, -d'indi, si venne al lume & all'ombra, insieme con la varietà di colori, -fin che ella pervenne finalmente alla somma ammiratione del stupendo -artificio, cosi in noi non nasce la virtù perfetta, ma a poco a poco -con cottidiani atti virtuosi ella si conduce alla desiderata sommità. -Voi (per la Iddio gratia) ridotta vi siete in un monistero dove havrete -ottimi essempij: hor qui vi essorto io a fare come già fece Zeusi, il -quale dovendo pingere alli Agrigentini l'imagine di Giunone, veduto -ch'egli hebbe tutte le vergini della città, cinque poi ne elesse -per imitar in quelle, ciò che havessero di bello & di perfetto; cosi -voi di molte savie donne che in questo monistero di S. Antonio sono, -eleggerete le piu savie, & quel che in esse ottimo giudicherete, lo -pigliarete per una gloriosa imitatione. Intraviene a chiunque fa -professione di essere virtuoso come a Pittori accade. Si come non -ogni pittore vale in qualunque parte dell'arte, ma altri in tirar -linee, altri in isprimer volti, altri nella proportione & altri nella -mescolanza de colori eccellentia dimostra: cosi nell'abbracciar la -virtù, alcuni si veggono piu constanti, alcuni piu giusti, & alcuni di -maggior temperanza ornati: queste poche parole v'hò scritte per l'amor -grande che vi porto, attendete a conservarvi sana di mente & di corpo. - - -OLINDA SCOTTA ALLA S. AURELIA CONTESSA ET MADRE HONORANDA. - -Gran dispiacere è il mio S. madre che per si lungo tempo stiate da noi -absente, & ispetialmente per piatire alla civile, et che è peggio, -in luogo dove l'ingordigia delli avocati è incredibile: certa cosa -è che si come la bilancia piega hor in questa parte, hor in quella -secondo il peso ch'ella riceve, che cosi fanno anchora gli avocati -de nostri miseri tempi; piegansi & favoriscono sempre quelli che piu -largamente lor porgono, & a dietro lasciano quelli la causa de quali -è spesse volte di gran lunga migliore: voi vi siete poveretta voi, -condotta in una città dove fa mestieri de danari in maggior copia che -non hebbe Cleopatra, la somma de quali facilmente comprender si puote -dalle sue mura poste fra i sette miracoli del mondo, dalla sua coppa -il cui peso era di quindici talenti, dal convito col quale ricevette -M. Antonio, & da quelle bellissime perle & altre spese quai fece ne -suoi tempi: farebbevi anchora mestieri d'una grandissima prosuntione, -la onde voi siete la istessa modestia. farebbevi di mestieri d'una -patientia che avanzasse quella di Socrate: Io veramente (parlo per la -parte mia) anzi che sofferire che stiate da noi si lungamente absente, -patirei piu volentieri di perdere quanto posso possedere al mondo, & -rimanermi in camiscia & scalza. tornate adunque tosto cara S. Madre, -fate ogni sforzo che almeno alle feste di Natale siate a casa. oh che -maninconiche feste sarebbono le nostre se si facessero senza l'amata -vostra presentia. Di casa alli XIII. di Novembre. - - -RIGHETTA SANSEVERINA ALLA S. LEONORA CALANDRINA. - -Piacemi infinitamente d'haver inteso che tutta data vi siete alla -virtù: pregovi per tanto a perseverare ricordandovi che si come i -grandi obelischi con molta fatica si rizzano per il grave peso che in -se contengono, ma collocati che sono in determinato luogo, durano poi -per infiniti secoli: cosi difficil cosa esser l'acquistar fama di savia -& di virtuosa donna, ma acquistata, non morir mai: benche a me paia -che gia lungo tempo fa intrata voi siate nella via della virtù, ne mai -hò in voi ripreso cosa veruna, anzi v'hò sempre sommamente lodata: & -detto che siete la piu liberale & cortese Signora ch'io m'habbi veduta -al mio vivente, cosa che non posso già dire di quella vostra amica, -la quale con si amaro viso riceve chiunque l'entra in casa, che sono -stata sforzata piu volte di rassimigliarla a quella faccia di Diana -che nell'Isola di Scio già si vedeva in elevato luogo posta, la quale -trista & lagrimosa si dimostrava a chiunque entrava, dolce & lieta a -chi n'usciva. non farete già voi cosi, anzi desiderando vera & eterna -fama apparechiate con la cortesia altri fermi & stabili fondamenti: -guardative a non esser simile a quella gemma detta Iris, la quale non -rende i colori dell'arco celeste, salvo che in luogo opaco & al Sole -li perde affatto, ne quelli rende perche in se stessa li habbi: ma -li rappresenta sol nelle pareti, fanno veramente a cotesto modo molti -liquali mostrano molti simulacri di virtù, ma all'oscuro li dimostrano. -ne altro vi dico, state in Christo. Di Napoli alli XIII. del presente. - - -DEMETRIA GALLERITTA A M. BRUNELLA SOTIRA. - -Mi havete fatto singular piacere, a non dar a nostro figliuolo per -moglie, la figliuola di M. Sestilia: a me nel vero non piacquero mai -quei suoi capelli crespi & corti: quelle mamelle grandi, ne quella -voce si sottile & alta, per esser gli espressi di donna incontinente et -lussuriosa: ne vi paia maraviglia che tal giudicio faccia dalla forma & -dall'habitudine del corpo suo poi che Socrate approvò tal cognitione in -Zopiro, & Hippocrate, in Philomene Phisionomista molto eccellente: non -dico già per ciò che la potentia loro, sia si grande, che tiranneggiar -ci possa, & di questo sia per hora detto a bastanza, ragionerò hora -famigliarmente con esso voi per lettere poi che con la presentia -non posso d'alcune altre cose che sono doppo la partenza vostra -repentinamente occorse, ringratiovi della lettera consolatoria scritta -a M. Philippo nostro: dogliomi delli suoi dispiaceri & meno me ne -doglio, perche la radice del suo male, è nata dalla sua ambitione, non -volendosi contentare dell'humile stato nel quale Iddio lo pose. Quelli -che habitano nelle spelonche non sono mai percossi dalla saetta, cosi -mai sono da Prencipi & gran Signori oltraggiati quelli che dell'humile -& bassa fortuna si contentano, non li sarebbe avenuta questa sciagura -se havessimo piu savi & pietosi magistrati di quel che noi habbiamo: -certa cosa è che si come quella medicina merita piu loda che sana con -la dieta le parti vitiose, che non fa quella che li risana col fuoco: -cosi miglior magistrato giudico io quel che corregge i delinquenti -che quello che dal mondo li lieva: ma ben mi doglio che insieme con li -altri danni ci sia stato quel delle facultà vostre, & rincrescemi che -siate stata sforzata di perder i vostri piu cari ornamenti che presso -di voi havessi, conviene però haver patientia d'ogni cosa & ricordarsi -che quelle donne furono sempre da savi giudicate esser meglio ornate -che sprezzatrici furono delli ornamenti: si come anchora di piu soave -odore son giudicate quelle, dalle quali niuno odore spira: fidatevi pur -che saranno molto ben sofficienti gli ornamenti dell'animo vostro, a -farvi riverire & amare dal mondo: anchora che ignuda rimaneste. state -sana. Di Trahona alli X. d'Aprile. - - -LUCRETIA DA ESTE S. DI CORREGGIO ALLA S. L. R. - -Se vostro figliuolo è da voi fuggito, datene la colpa alla vostra -rigidezza, & a quelle acerbe riprensioni che siete solita di fare a -chi fallisce, non dovereste al mio giudicio riprender gli altrui falli -cosi aspramente come fate, ma dovreste imitare i Medici, li quali -sogliono mescolar non so che di dolce alle medicine amare: si come il -carrattiero non tiene sempre la briglia a se ritirata, ma spesse volte -con dolcezza la rilassa, cosi anchora si deveria verso de figliuoli -esser alle volte indulgente, & non sempre star su quel vostro rigore, -qual appena comportar potrebbe tutta la scuola Stoica: quei che non -sanno sofferire le fragilità per imperfettioni puerili fanno veramente, -come quelli che offesi dalle lambrusche lasciano altrui godere l'uve -mature; anzi per darvi una similitudine forse piu accommodata dirò che -fanno come quelli, che traffitti dalle Api lasciano alli altri il dolce -mele: imparate imparate hormai ad esser piu piacente che non siete. Se -la potentia irascibile troppo tosto si accende in voi, fate che anchora -tosto si spegna; altrimenti io temo, che doppo che saranno fuggiti -i maschi, non fuggeno anchora le femine, ilche a gran dishonore vi -risultarebbe: ne so se gli poteste poi riparare con le vostre furie & -istreme bizzarie. Io procacciarò per amore vostro per tutte le vie, che -mi saranno possibili, ch'egli ritorni. & se aviene (come spero avenir -debba) ch'egli ritorni, pregovi a mutar stile, & tenere miglior modo in -governarlo, di quel che tenuto havete fin'hora. Di Correggio alli XX. -d'Aprile. - - -ANGELA CASTRUCCI A .M. - -Mi sono spesse volte maravigliata come comporti l'Episcopo vostro, che -quel romito vestito di bigio publicamente predichi la parola d'Iddio -essendo pieno d'impietà, tutto avaro, tutto hippocrita, & seduttore. -Certamente si come Alessandro il Magno vietò per publico editto, -che niuno havesse ardire di pinger la sua imagine fuor che Appelle, -rappresentarlo in metallo, fuor che Lisippo, et intagliarlo in gemma -eccetto che Pirgotele: cosi al mio giudicio si doverebbe vietare, che -niuno predicasse Giesù Christo, eccetto quelli che con buoni fatti, -lo isprimeno, intendo però ch'egli è stato molte volte essortato & -ammonito ad abbracciar la vera pietà & lasciar la sua mala vita, ma -tutte le ammonitioni sono state vane. credo io ch'ei sia simile a -quella gemma detta Calazia, la quale anchora che si getti nel fuoco, -ritiene però sempre la sua natia freddezza, ma non mi maraviglio già -io ch'egli habbi tanto favore, quanto hà dal vostro parente, perche si -come l'ambra tira à se la paglia, la Calamita il ferro, la Chrisocolla -l'oro; cosi tiriamo a noi, & di buon cuore quei soliti siamo di -favorire che sono di simiglianti costumi a noi: v'ho fatto volentieri -questo discorso, accioche vi guardiate dalla sua pestifera dottrina, -& dalla maculata vita; ne vi lasciate contaminare la candida vostra -mente (si come fatto hanno molte sciocche) & qui fo fine al scriver -mio, pregandovi non mi teniate perciò di mala lingua, ma piu tosto di -amorevole natura. Da Lucca alli XX. d'Agosto. - - -BARBARA TRIVULZA A M. - -Vi dolete meco per lettere, che i vostri figliuoli sieno ritornati -a casa senza dottrina et senza alcuno bel costume, di che anch'io -per l'amor che vi porto, assai, & non poco me ne doglio: l'è vero -che non me ne maraviglio imperoche non vidi mai (al mio vivente) -alcuno albero che facilmente non divenisse sterile, & si facesse -tortuoso, mancandogli la debita cultura, non v'è alcuno si felice, & -si sollevato ingegno che facile non sia al degenerare; mancandovi la -buona & santa educatione. Niuno generoso cavallo obedisce volentieri al -cavalcatore, s'egli prima non è con perfetta arte domato, noi habbiamo -tutti naturalmente l'ingegno assai feroce se con saggi precetti & -con virtuosa creanza non sia adomestichito & fatto mansueto: quanto -la terra è di sua natura migliore, tanto più agevolmente si corrompe -& guastasi, se nel coltivarla vi si usi alcuna negligentia; i buoni -& felici ingegni se non sono ben disciplinati, scorrono ne vitij con -maggior prestezza che non fanno gli altri. & che volevate voi ch'essi -apprendessero di buono, ò di bello, stando alla villa del continuo -sotto l'imperio del lor zio, di cui non nacque, ne nascerà mai il piu -rozzo, piu ignorante, & il piu inhospital villano, sono i fanciulli -come anche sono le materie molli, dove tosto s'imprime il sigillo. -se qualche buona dottrina, & se qualche bel costume lor fusse stato -insegnato, l'havrebbono appresso, ma non essendogli mostrato salvo che -cattivi essempij come potevate voi sperar che riuscissero altri di quel -che riusciti sono. Di Prolezza alli XIII. d'Aprile. - - -LUCRETIA MARTINENGA CONTESSA BECCARIA ALLA S. - -Quando intesi che la virtuosissima vostra figlia era da questa vita -alla celeste trappassata, subito pensai che tal partenza in cosi -giovenil età vi fusse stata cagione d'insoportabil noia, & ad un -medesimo tempo conobbi ch'era mio debito il consolarvi di si gran -perdita, senza haver altro risguardo alla singolar vostra prudentia. -ma non fece cosi subitamente, quel che dovea fare, perche piacquemi -d'imitar i medici, li quali non porgono i lor rimedij quando -l'infermità incrudisce & è in aumento, ma sol quando l'incomincia -a declinare. io non volli porgervi alcuna consolatione a quelli -primi movimenti pieni d'ira & di dolore, ma ho voluto aspettare -che si fussero alquanto rimessi: hor finalmente pregovi dolcissima -.S. à temperar il duolo, che tanto vi cuoce, & si v'afflige: anzi -a prepararvi di gir dove ella dimora contemplando a tutte l'hore la -faccia del nostro padre eterno: ella è veramente nel Paradiso, & voi -piangete? ella giubila con gli Agnoli & festeggia insieme con le sante -anime: & voi per lei vi tribolate? quasi che vi rincresca che lasciato -qua giù il corporal velame, salita se ne sia à superni chiostri? -quasi che vi dispiaccia, ch'ella si sia vestita di immortalità? Deh -consolative signora, & non vogliate sminuire con le vostre amare -lagrime, la sua eterna gioia: ma pregatela piu tosto che preghi per -le nostre miserie, & supplichi il grande Iddio, che ne faccia hoggimai -cittadini della celeste Gierusalemme. Di Pavia alli XV. d'Aprile. - - -SESTILIA A PERONELLA. - -Non viene alcuno de vostri vicini in queste nostre parti che non vi dia -colpa di crudele, poi che vi è si poco grato l'amore che M. Pamphilo vi -porta: & perche lo ricusate voi per amante? non hà egli sempre servito -a voi sola con somma fede conoscendo esser l'amore cosa indivisibile; -non hà egli lungamente perseverato? non sprezza egli ogni cosa per -voi? Il poverino, calamitoso sopra tutti li huomini si reputa quando -accade che ò dal caso, ò dalla fortuna egli sia costretto di pensar -ad altro che a voi. Quante volte m'hà sopra della sua fede giurato -sol allhora felicissimo reputarsi quando lieta vi vede ò che almeno -l'estreme parti delle vesti vi tocca brama d'havere tutte quelle cose -che a voi appartengono, desidera l'honor vostro, non pò sofferir con -pace di sentire parola alcuna che ad infamia resultar vi possa: sempre -vi loda, & hà il suo volere al vostro conforme. Hor se questi espressi -& evidenti segni non vi moveno a credere che di perfetto cuore vi ami; -movavi almeno il vederlo per soverchio amore nel letto miserabilmente -languire: ma mi potreste forse dire se egli è amalato n'è colpa -l'intemperanza del mangiare ò le molte fatiche ch'egli sostiene nel -cacciare, ò nell'uccellare: & io del certo vi affermo, che sol amore -n'è potissima cagione, poi che tutta la scuola de medici Arabeschi -confessa che chiunque per troppo amare inferma, ha gli occhi secchi & -profondi, move frequentemente le palpebre & hà l'anelito interrotto: -havete pur veduto tutti questi segni nella passata & nella presente -infirmità, et anchora non lo credete? Ah crudel fera & per quanto -tempo credete che amore potrà comportare questa vostra tanta arroganza? -certo non passerà guari che vi pentirete, resterete un giorno dolente -di questa vostra crudel natura, & farà che voi amarete quando altri -vi haverà in odio, accenderansi in voi tutte le volte che lo vedrete, -fiamme maggiori che non uscirno mai ne di Etna, ne di Mongibello: la -faccia vostra diverrà rubiconda, terrete in lui gli occhi fissi, ne -pareravi di veder faccia humana, ma divina: arderete per lui d'amore, -abbruggiarete d'un calore che non fa strepito: & da gli occhi parerà -che vi esca il fuoco. o come mi riderò io di voi, quando per amore vi -sentirò trapassare tutte le notti & tutti i giorni che vi restano in -acerbe querele: non poter patir voi medesima, ne prender alcun pensiero -della vostra salute. oh come mi smascellarò io per le risa quando vedro -che per amare non sia in voi piu alcun vigore, non esservi piu quel -color di sangue che vi tingeva la bella faccia: que begli occhi che -si rassimigliavano al Sole, non esser piu si chiari come solevano, & -vederò bagnarvi del continuo le guancie non altrimenti che quando la -neve si distrugge: l'ardore che si sentì al cuore Medea per Iasone ò -Dido per Enea, fu nulla rispetto a quello che per lui sentirete (se -lo spirito profetico d'Amor confortato in me non vaneggia) cosi sono -trattate dall'Amore le ingrate & arroganti come voi siete, & di questo -siavi detto a bastanza. considerate voi quel che vi si convenga fare, -per non sentir d'Amore si crudeli stratij che v'hò dipinti. Fra tanto -state sana, & me, che sempre vi fui fedelissima consigliera, & piu -che me stessa v'hò amata, se potete riamatime. Di Palermo alli XXV. -d'Aprile. - - -LUCRETIA GIGLI A M. F. R. - -Letto che io hebbi le vostre dolcissime lettere, incontanente chiamai -ambidui li nipoti vostri, & si lor dissi quanto faceva di mestieri, -per dargli miglior creanza & per rimuoverli da quelli brutti studi, -ne quali del continuo occupati si stanno: ma certamente a quel che -io mi aveggo, hò gittato tutta l'opra come quelli far sogliono, che -predicano al deserto: m'è venuto per tanto voglia di rassimigliarli a -quella gemma detta Antrace, della stirpe de carbonchi, a cui è cosa -peculiare l'estinguersi nel fuoco & ardere nell'acqua. Oh quanti ne -veggio di tal natura che se li essorto divengono languidi et nell'opra -rimessi, se da qualche cosa li sconforto tutti si accendono: se -lor faccio grato servigio mi doventano nemici & se li tratto male, -molto piu mi apprezzano & fannomi vezzi. Ricordomi d'haver letto -in Plutarco ritrovarsi alcuni ingegni, simili a quella Pietra che -si chiama Draconite; la quale polir non si pò, ne artificio alcuno -suole mai admettere: a questa pietra rassimiglio io alcuni ingegni -e ispetialmente quelli de vostri nipoti, poscia che ridur non si -possono ad alcun civil costume & honorato esercitio. Io vorrei (si -come piu fiate lor hò detto) imitassero quelli che seco portano alcune -gemme, altri contro l'imbriachezza & altri contra la celeste saetta: -cosi anch'essi havessero sempre con esso loro alcuni precetti della -christiana philosophia: per rimediare con prestissimo antidoto alle -infirmità dell'animo. ne altro intorno a questo vi dico. Iddio li -aiuti. Di Lucca alli X. di Febraio. - - -CAMILLA N. A M. SEPTINIA ALBIZI. - -Havendomi per vostre lettere significato il desiderio che havereste, di -maritare vostra figliuola in qualche honorato gentilhuomo della citta -di Brescia, dove mi ritrovo havere de molti amici & benivoglienti, vi -faccio sapere ch'io n'hò uno alle mani, nel quale, appariscono tutte -le virtù a quella sembianza che non veggiamo apparire nella gemma -detta Oppalo tutte le doti dell'altre pretiose gemme: egli è per la -prima cosa, un'armario di civile & de canonici statuti, l'è un largo -fonte di cortesia, l'è un essempio di fedeltà. L'è finalmente l'Idea -della giustitia & della modestia: & se per aventura non mi havessi -quella fede che merita l'amore qual io vi porto, dirovi & il nome & -il cognome, acciò che pienamente da altri informare ve ne possiate: -chiamasi M. Lodovico Barbisono, la cui eccellentia è tale che non si -pò conoscere da chi non se gli avicina a quella foggia a punto che -dell'altezza de monti intraviene: non prattica veruno con esso lui, -che miglior & piu discreto non doventi, anchora che con tal pensiero -non ci si pratticasse: aviene a punto come avenir suole a quelli che -nelle profumerie entrano, che seco poi ne traggono l'odore anchora che -per tal rispetto non vi entrassero ò vero come quelli che dal Sole son -fatti coloriti pensando per aventura a qualunque altra qualità solare: -avisatemi d'ogni vostro pensiero che intorno a ciò farete, perche -sappia come governar mi debba. Di Brescia alli XII. d'Aprile. - - -D. CORNELIA PICCOL'HUOMINI CONTESSA DI ALIFFE ALLA S. ISABELLA SFORZA. - -Delle male fortune che occorse vi sono, ne hò sentito tanto dolore -che al mio vivente non hò mai sentito il maggiore: & credo fermamente -ch'egli mi havrebbe del tutto sbattuta, se confidata non mi fussi -nell'alta prudentia della .S.V. della quale hò sempre sperato che in -qualunque fortuna vi ritrovassi, mostrareste che piegare non si pò -per alcuno maligno soffiare d'impetuoso vento la grandezza dell'animo -vostro. il nano anchora che sopra di altissimo monte posto sia, egli -non rimane perciò di esser nano, et cosi sel si pone un colosso nel -pozzo non resta per questo di scuoprire quanto egli sia grande: cosi -anche la donna savia è sempre grande, ben che da colpi di fortuna -trafitta sia et la pazzarella è sempre picciola, anchor che in somma -& splendida fortuna si ritrovi essere; sopportate .S. mia quanto vi -accade di sinistro con viril animo, ne vi lasciate in modo alcuno -sbigottire dall'altrui malitia, la quale è a peggior conditione -condotta che non sono i serpenti, poi che quelli senza veruno suo danno -in se contengono la qualità velenosa, & la malitia per se stessa se la -bee & ingiottisce. vi conforto di piu a perdonare a chi vi ingiuria & -a torto travaglia, ne permettere che la lor detestabil ingratitudine vi -ritardi mai ò vi rimova dal far di novo beneficio, si come non restate -di seminare doppo la mala ricolta, ne restate di navigare, benche piu -volte habbiate fatto naufragio. cosi facendo ne riportarete somma loda, -& viverete quando sarete sotto terra. state sana & confortative in -Christo. Di Napoli alli X. di Settembre. - - -ISABELLA SFORZA A M. FLAVIA LAMPUGNANA. - -Nelle vostre lettere mi richiedete che io vi mandi almeno venti belle -sententie Latine per farle scrivere nella sala che novamente havete -fatto dipignere, nella qual cosa mi sono adoperata quanto piu hò potuto -diligentemente & hò fatto la scelta di queste c'hora vi mando: perche -le facciate non sol dipignere, ma perche ve le scolpiate nel cuore. - - Crebra ira animum exulcerat: - Iracundiam iracundia ne pellas, - Ratione firmandus est animus: - Linguæ durities, maximorum malorum est causa. - Iracundia sibi sæpe nocet, dum alijs nocere studet. - Nihil tam cito prætervolat, quàm iuventa: - Virtutis fama nec marcescit, nec senescit. - Salutaria magis, quam blanda sunt expetenda, - Quod stultis in pernitiem vertitur, sapiens in suum convertit - commodum: - Nihil pollicitans benefacito: - Incommoda assuetos parum ledunt. - Explorandus Amicus, antequam arcanum illi commitas. - Plura loquuntur iuvenes, sed utiliora senes. - Optima sæpe sunt, quæ fugacissima videntur. - Fortuna præter morem blanda imminens, exitium sæpe significat: - Auri pulvis, mortalium oculos maxime excæcat: - Adulatio fugit severa, & captat mollia. - Fortuna prospera, dum blanditur, strangulat, ac perdit. - Nulla res est tam nihili, quæ non aliquando prosit (si recte - utaris). - Nocet Fortuna, si vel secunda nimis, vel sit maligna nimis. - -Queste sono le sententie che per amor vostro hò estratto da Seneca, -da Plutarco, & da altri savij scrittori: Se per voi posso altro, -comandatime senza havermi alcuno risparmio. Di Firenzuola alli XX. -d'Agosto. - - -EMILIA DA ARCO ALLA S. CONSTANTIA BORELLA. - -L'altro giorno vi pregai che mi volessi mandar la solutione delli -infrascritti dubbi, cioè per qual causa gli Romani, salutavano li Dei -col capo scoperto & li huomini col capo coperto; & cosi qual cosa li -moveva à sacrificare à Saturno & all'Honore, senza havere alcuna cosa -in capo: vi pregai anchora che per lettere mi significaste da qual -ragione mossi i figliuoli portavano il padre alla sepoltura col capo -velato, & le figliuole con il capo ignudo: aspetto di questi dubbi -vostra dichiaratione, ne mi mancate di questo per quanto amore v'hò -sempre portato. oltre di questo, poi che mi sono posta à scrivervi, -(cosa che di rado faccio) voglio pregarvi che vogliate perdonare di -buon cuore tutte le ingiurie che fatte vi hà (immeritamente) vostra -cognata, & à fatto à fatto scordarvele come se mai niuna cosa ci -fusse intravenuta: imitate (vi prego) dolcissima .S. in questo la -mansuetudine d'Iddio, ne vogliate si repentinamente scorrere alla -vendetta certa rendendovi ch'egli solo & non altri, sappi con giusta -misura punire le sceleratezze nostre. Tarde non furono mai le sue -celesti gratie, tarde non son ben sempre le punitioni ch'egli ci fa; -et se stesso à noi s'è constituito per verace essempio di clementia: -ne per altro rispetto sospende egli la vendetta che per aspettare che -da noi stessi ci emendiamo non adoperando mai volentieri la sferza. -Se abondevolmente nota non mi fusse la vostra natural dolcezza, -consumerei piu parole che non faccio di ciò pregandovi. ma come mi -posso io persuadere che havendovi natura dato si gentile & si gratioso -spirito vogliate comportare ch'odio si lungamente nel petto v'habiti, -et soggiorni? Deh quanto male vi si disdice il star adirata con chi -hà peccato verso di voi, più tosto per fragilità che per malitia. -e qual maggior altezza d'animo potete voi mostrare che perdonando -le ingiurie che vi sono fatte? non è questo un'imitare Iddio? non è -egli un farsi simile à lui & di humana doventar divina? fatemi questo -piacere, perdonategli, non ne fate piu parola, rimettete questa colpa -à me, (che ve ne prego quanto piu caldamente posso) & ve ne scongiuro -per quelle tante & tante doti, delle quali Iddio v'ha ornata: non posso -io con voi favellando usurparmi quel gentil verseto à Giunone detto, -TANTAE NE ANIMIS COELESTIBUS IRAE? gli animi celesti vogliono esser -piacevoli, affabili, pieni di dolcezza & di verace clementia, & non si -fattamente sdegnosi che paiano alberghi d'ira & di vendetta: ma piu non -mi stenderò gia io in pregarvi che vogliate fare, astretta dalle mie -humili preghiere, quel che dovereste spontaneamente proccaciare. state -sana & amatime, perche nel vero io amo et adoro voi, come cosa che -paruta mi sia dal primo di che io la conobbi piu celeste che terrena. -Dalla Cavriana. - - -GIULIA FEDERICI GA. A M. LIVIA CARAFFA. - -Io vi hò sempre tenuta per donna di giudicio, & hora più che mai vi -ci tengo: poi che havete ricusato di ripigliar marito: & questo per -amore di castità. veramente giudico io ottima esser quella sententia -NON EST CASTA MATRONA, QUA BIS NUPSIT. & tanto piu savia vi reputo, -havendo per marito rifiutato quell'huomaccio che si importunamente vi -voleva per moglie. Deh come havete voi fatto bene: à me non piacque -mai quella sua phisionomia: quei Cigli molto inarcati me'l fecero -sempre reputar superbo & vanaglorioso: quei occhi grossi & molto -aperti mi dettero sempre gran sospetto ch'egli non fusse invidioso & -piu del dover tenace. Il suo naso lungo & alquanto sottile, me l'hà -sempre fatto giudicare per huomo troppo credulo & iracondo: Si che a -tutte l'hore ve ne lodo, & con qualunque persona che io parli, dico -senza temere alcuna riprensione, che nell'esser prudente & giudiciosa -havete poche che vi pareggino. Vi essorto & conforto a rimaner vedova -& menar vita conveniente all'ordine & stato vedovile fuggendo balli, -comedie, & altri vani spettacoli & resecando da voi ogni soverchio -lusso, fatta sempre ricordevole del savio detto dell'Apostolo. VIDUA -IN DELITIIS VIVENS, MORTUA EST. schivate quanto piu potete la prattica -de frati; perche l'è di gran sospetto, & la maggior parte hoggidi s'ha -persuaso che i frati habbino giurato la croce addosso alle vedove: & -che ad altro bersaglio non habbino posto la mira che ad inescarci & -farci lor tributarie: guardative con non minor avertenza che l'andar -molto in volta non sia cagione di acquistarvi mala fama. molte n'ho io -conosciuto, le quali savie & honeste erano, & sol per esser vagabonde -si posero un brutto cappello in capo. l'è veramente maggior difficultà -ad una vedova il sapersi ben reggere senza dar di se sospetto, che non -è a una fanciulla da marito. Vi hò scritto queste poche parole: perche -vi amo, et desiderarei che tutte le persone lequali amo fussero del mio -parere. state lieta et sana. Di Brescia alli XX. d'Agosto. Mia madre & -mio figliuolo vi salutano & vi desiderano ogni bene. - - -ISABELLA SFORZA A M. CASSANDRA FERRERA. - -Mi dispiace d'haver inteso che habbiate determinato nell'animo vostro -di spender quanto havete in comprar annella, ne vi potete ratemperare -che come ne vedete alcun ben pretioso che non lo vogliate havere -non avertendo non potersi far al mondo piu inutil & sciocca spesa -variandosi di tempo in tempo la lor reputatione, & consistendo il -pregio di quelli nella bugia de fraudolenti mercatanti. Li antichi -nostri furono piu savij di noi, & non ne fecero mai tanta stima come -noi facciamo. Giove fece a Prometteo un'annello di ferro, et la gemma -era di un pezzo di pietra tolta dal scoglio al quale era legato & fu -presente d'un Giove la dove se hora non si donano diamanti di molti -carratti par che non si doni nulla: che li anelli fussero di ferro (se -forsi vi paresse favola) ve ne pò chiarire Appiano nella terza guerra -Punica: ne memoria alcuna di anelli si trova presso di Homero huomo nel -scrivere si curioso & si diligente. Ricordomi d'haver letto ne VII de -Saturnali che sol si adoperavano le anella per sigillar le lettere & -non per alcuno altro ornamento: non vi ponete adunque tanta cura quanta -vi ponete, perche l'è una mera pazzia, l'è una espressa sciochezza a -chiudere in si picciola cosa, un'ampio patrimonio: lasciate adunque -questa vanità & fate a mio modo, perche vi consiglio fedelissimamente, -& in altri studi ponete il pensier vostro. - - -ANTONIA BORELLA A M. SILVIA BAGLIONA. - -Vorreste (per quanto dal vostro messo hò compreso) che io vi provedessi -di una donzella, che fusse verso di voi amorevole, fusse amica -d'honore, & sapesse ottimamente lavorare. Io mi ci sono affaticata -quanto hò potuto, vi prometto la mia fe, che non mi abatto salvo che -a certe pastrocelle che non hanno il capo fitto ad altro che a far -l'amor, ma non è però da maravigliarsene molto; imperoche delle cose -vili fu sempre maggior la copia che delle rare & perfette: & questo -senza piu philosopharci sopra lo veggiamo per isperienza. Le Asine -partoriscono per tutto'l tempo della vita loro parto si sprezzato -& abietto, la dove le donne si per tempo cessano di partorire: non -resterò per questo di affaticarmi, & far affaticar altri, acciò -siate compiacciuta di quanto desiderate, ne mi fidarò di particolare -relatione, ma vorrò prima che io ve la mandi havere un commune -consentimento di tutta la vicinanza ch'ella sia tale, quale la -ricercate: state pur sicura nelle mie promesse, & vi faccio sapere, -che io sono da chi famigliarmente meco conversa rassimigliata al fico, -ilquale fa frutti & non fa fiori cosi a punto io faccio fatti, et non -parole. Tutte le volte, che vi occorra prevalervi dell'opra mia, tal -quale ella sarà, bastivi l'accennarmi & lasciate fare a me. Di Bergomo -alli X. d'Aprile. - - -LA MARCHESA DI MEREGNANO ALLA S. OLIMPIA SANSEVERINI. - -L'è vero che vostro marito morendo di subita & sproveduta morte vi è -cagione di farvi piangere piu dirottamente di quello che per aventura -fareste se in altro modo havesse restituito lo spirito al cielo & io -vi dico che niuna sorte di morte si doverebbe da noi con piu ardente -affetto desiderare, essa almeno non ci fa marcire ne letti, non vota -le spiciarie, ne ci fa divenire odiosi a parenti et amici. Fu da molti -invidiata la morte di Trophonio & di Agamede, di Andragora, di Nicanore -& di G. Carbone per esser avenute all'improviso. Io non vi niego già -che la morte repentina non sia un certissimo argomento dell'humana -fragilità & che seco non rechi infinito stupore a chi non è bene -instrutto della miseria humana: dico però all'incontro, che tutte le -volte che n'habbiamo buona opinione della salute del defunto ch'ella -si dovrebbe piu di qualunque altra morte da noi bramare. Sarebbe -indubitatamente da pensar male di chi vivendo pieno di sceleratezze & -tutto colmo di iniquità & repentinamente morisse. Il vostro consorte ha -sempre vissuto da vero, et da perfetto Christiano, non è da dubitare -che questo non li sia stato conceduto da Iddio per un singolar -privilegio: sarebbe in vero stato cosa pur troppo pietosa il veder -per molti & molti giorni affannatamente languire si virtuosa et santa -anima, qual fu la sua. Deh consolative adunque di una solida & ferma -consolatione: siate pur certa, che s'egli fu tale nell'intrinseco, qual -estrinsecamente sempre si dimostrò ch'egli sia nel cielo empireo, & in -perpetuo goda quelle celestiali bellezze quai sempre desiderò mentre -qua giu con esso noi angelicamente portandosi conversò: & qui faccio -al mio scrivere fine. state lieta & piacciavi per l'avenire se vi pare -di sapere mal sofferire simili accidenti, pigliare Christo per vostro -marito, ilquale non muore mai, anzi da vita perpetua alle cose caduche -transitorie & mortali. Dalle tre Pievi, alli XX. d'Aprile. - - -FREGOSA MAGGI A M. N. F. - -Non ho mai potuto risaper c'habbi mosso M. Antonio Ruffino a rifiutar -sua moglie parendo essa a ciascuno donna di gran valore, et di gran -bontà ornata, anzi dimandandonegli io famigliarmente e sol per farvi -piacere, mi disse, che si come niuno sapeva mai da qual parte la scarpa -li strignesse il piede, eccetto colui che se la calzava cosi niuno -saper meglio i difetti della moglie che il marito. Certamente in questo -parmi ch'el habbi ragione da vendere: molte cose nel vero occorrono -fra marito & moglie che altri che essi non le ponno sapere. sarebbe -per tanto da sospendere i nostri precipitosi giudicij, & similmente -sarebbe d'avertire & di pigliar cura sin delle minime cose, perche -le hanno possanza di perturbar spesse volte le matrimonial dolcezze. -Soleva dir Chrisippo antichissimo Philosopho: che si come erano piu da -temere quelle febri, che nascevano a poco a poco, & da cause occulte, -che non erano quelle che si generano da manifeste & gravi cagioni, cosi -le celate & cottidiane offese, quantunque picciole essere piu atte a -separare & a disunire la benivoglienza de maritati. Tocca veramente -a noi (per divino volere) ad esser soggette a mariti, & cosi facendo -maggior loda ne meritiamo, che non facciamo sforzandoci di signoreggiar -loro con inganni & con sottili & diabolici artificij: la piu sicura via -che ritrovar si possi per impatronirsi & delli animi, & delle facultà, -si è la vita pudica, & gli honesti costumi. parlo dell'impatronirsi -di quelli che veramente sono huomini, & non bestie: perche alcuni se -ne trovano di tanta arroganza & di tanta bestialità che trattano le -mogli come se lor fussero uscite dalle scarpette, non degnandosi ne di -mangiare, ne di scherzare, ne di dormir con esse. & che altro fanno -hora questi tali salvo, che insegnarli a proveder d'altronde di quel -che fa lor bisogno? & di questo piu non favello. state sana. Di Brescia -alli XII. di Gennaio. - - -LA CONTESSA AVOGADRA A M. F. N. - -Molte cose ho io sovente volte in voi biasmato circa il ministerio -della casa vostra, ma niuna però mi pare di maggior odio degna che -di sempre, per ogni minima spesa che vi occorra da fare, togliere ad -usura con ingordo interesse. Vieta Platone che non si dimandi acqua -da vicini, fin che non s'habbi scavato tanto in casa, che non ci -sia piu speranza di potere ritrovare alcuna vena: cosi dovereste voi -fare, essaminar prima diligentemente se con la parsimonia ò con altra -honesta via potete soccorrere & riparare a vostri bisogni, prima che -ricorriate all'usurai, laquale è simile al fuoco, che una cosa doppo -l'altra consuma & distrugge. Se il Tempio di Diana Ephesia haveva -auttorità di salvare senza veruna lesione, quelli ch'erano de debiti -aggravati, molto maggiore credo l'habbi la frugalità & la moderanza del -ben vivere. Paionmi veramente li usurai simiglianti alla lepre, laquale -quasi in un medesimo tempo partorisce, nodrisce & soprafeta, che è di -novo partorire: cosi fanno li usurai danno, & subitamente chieggono, -& ponendo togliono, dando tuttavia ad usura quel che per l'usura -ricevettero. Considerate (vi prego) meglio i casi vostri, acciò non si -dica che voi habbiate rovinato questi poveri figliuoli, quai vi lasciò -vostro marito, partendosi da voi, per andare al cielo, & ve li lasciò -con fidanza grande, che li havessi a governare insieme con le lasciate -facultà con quella prudentia & discrettione; che a tanto vostro ingegno -si conviene ne altro di questo vi ragiono. nostro .S. vi consoli et -sempre vi consigli nelle vostre attioni. Da Brescia. - - -LUCRETIA AGNELLA A M. F. N. - -Per quanto m'è rifferito, voi vi siete turbata con esso meco, & di -me n'andate dicendo tutto il male, che voi potete, perche l'altro -giorno de vostri falli vi ripresi: di tutto questo, non mi sono punto -commossa, ne ve n'hò portato pur un tantino d'odio ò di malevoglienza -sperando che le mie salutevoli ammonitioni dovessero far un giorno -verso di voi, come far sogliono i rimedi medicinali liquali, da -principio, mordeno, & poi finalmente conferiscono & salute, & piacere -grande: se tutte le amiche vostre facessero a cotesto modo, voi siete -incorsa in molti dishonori che non ci sareste incorsa, ma vostro sia -il danno poi che vi fidate di ogn'uno, & senza giudicio alcuno, vi -pigliate qualunque si voglia, per amica & per segretaria: ei non si fa -cosi, ma si fa prima isperienza se l'amica è di buona & di leal natura; -se l'è fedele, se l'è di buona fama & di buoni costumi. Si come fassi -prova hor con le bilancie, hor con la pietra se il danaio è buono prima -ch'egli si riceva, perche non facciamo noi similmente l'isperienza -se l'amico è degno della nostra amistà prima ch'ei si ricevi -nell'amicitia? ma a voi non piaceno (per quel che mi aveggo) quei che -vi dicono la verità sul viso ma piaccionvi solamente li Adulatori & le -adulatrici li quali, vi vezzeggiaranno sin che haverete da donargli, -come vi haveranno spogliata & fatta rimaner ignuda non vi conosceranno -più ne per amica, ne per parente, fanno li adulatori a punto come fanno -i pedocchi, li quali abbandonano i corpi de defunti non essendovi -piu sangue del quale si solevano nodrire: ma di questo sia detto a -bastanza; spero che mi conoscerete un giorno meglio che hora non fate; -& per ottima amica mi terrete. Di Vinegia. - - -LUCIA GUINIGI À M. LELIA SO. - -Il vostro andare alla predica, mi pare di molto poco profitto, poi che -non ci andate salvo che per giudicare il predicatore s'egli favella -Thoscanamente ò non, se l'ha buona voce, & se l'ha gesti commodi -& belli da vedere. Vorrei piu tosto faceste come faccio io quando -beo, mi traggo prima la sete, & poi a bell'agio contemplo l'intaglio -della copa, ò il lavoro del bicchiero. considerate anchora voi prima -quanto sia giovevole ciò ch'egli vi dice, & poi considerate (se'l vi -pare) l'elegantia del dire & la proprietà della lingua. Quelli che -sol ricercano gli ornamenti dell'oratione, paionmi simili a quelli -che non vogliono ber l'antidoto se il vaso dove l'hanno a bere non -è recato da famoso luogo; & cosi la vernata non si vogliono por in -dosso veste alcuna, se tutta la lana della quale è tessuta, non viene -d'Athene. intendo di piu che non fate mai altro in chiesa che cicalare -hor con questa & hor con quella vicina. non fanno già cosi quelli che -hanno voglia di far profitto nella via d'Iddio, ma odono tacitamente, -& con riverentia. & come volete voi far frutto se non ci attendete? -voi vi fate tenere una cicala & altro non ci guadagnate: bisogna star -attentamente dal principio a fin al fine si come far si suole nell'udir -le Tragedie; altrimenti non se ne po trar alcuna utilità: di questo -v'hò voluto avisare, acciò che ve ne asteniate per l'avenire: pigliate -vi prego in buona parte quanto v'ho detto: l'ho fatto per l'amore che -vi porto, & non per altro rispetto. state sana. Da Saltocchio. Di Lucca -alli XIII. di Marzo. - - -D. CORNELIA PICCOL'HUOMINI CONTESSA DI ALIFFE ALLA S. CLARA PESTA. - -Le querele che voi fate dell'humil vostro stato, mi danno sospittione -che voi non habbiate quel fior d'intelletto che m'ho sempre creduto da -che prima vi conobbi, ma perche vi querelate voi della bassa conditione -nella qual siete, essendo piu sicura di qualunque alto grado? Si -come li edificij posti in luogo palustre, ne temono esser da Voragine -assorbiti, ne a terremoto, alcuno soggiacciono; cosi l'humil fortuna -non è sottoposta ad alcun male. Ricordomi altre fiate havervi detto -di simili ragioni: ma voi troppo sorda a miei santi ricordi, oprate -tutto'l contrario di quel che dovereste, & quanto piu vi essorto, -& a mio potere vi accendo il cuore a dispregiar lo splendore della -fortuna (essendo questo reputato cosa virtuosissima) tanto piu vi -raffreddate nelle virtuose attioni a quelle poi disponendovi se con -pessimo essempio disviare alcuno vi volesse mi fate veramente sovenire -di quella pietra detta Gagate laquale, per l'acqua si accende, & -con l'oglio si spegne si di contraria natura paretemi composta, & -tanto renitente vi veggo a quello che di spontanea volonta dovereste -procacciare. L'è veramente mostruosa cosa l'inconstantia de nostri -cervelli l'è in effetto degna di maggior stupore che non è veggendo -noi che la pietra detta per proprio nome Siniphio, di sua natura molle, -con l'olio caldo, non si mollifichi & inteneriscasi: ma tempo per hora -congruo non giudico io di disputar con esso voi, a me basta d'ammonirvi -con quella dolcezza che a voi & a me si conviene, se l'accetterete con -quell'animo che le mie ammonittioni vi porgo, ne voi riporterete danno, -ne io perdero il frutto delle mie fatiche. Vivete lieta quanto piu -potete, & amatime. - - -CATHERINA VIGERA A M. VERONICA PULCI. - -Non viene alcuno de vostri compatrioti in queste nostre parti, che non -ci racconti cose maravigliose della gentilezza del spirito, et della -singolar bellezza del corpo vostro, affermandoci che traete a voi -qualunque vi vede, ò pur una sola volta vi parla, con quella prestezza -che fa la calamita il ferro, ma non con occulta virtù come quella far -suole, ma con chiara & aperta poi che a tutte l'hore la bontà vostra, -vi riluce & nel sereno de gli occhi, & nell'ampio & giusto spacio -della bella fronte: vorrei pur una volta da voi imparare che artificio -usate per far che le persone tanto vi amino, che di lor stessi si -dimentichino: ho io da questo, con molti divisato & da loro inteso -esser di ciò cagione l'affabilità incredibile che in voi a tutte l'hore -si gusta: ma certa sono però io che non sol questa virtù alberga nel -vostro nobil animo, ma insieme con questa molte altre vi ci albergano -imperoche delle virtù & morali & Theologali avienne a punto come suol -ancho avenir de metalli: rade volte accade ritrovar alcuna vena d'oro ò -d'ariento che un'altra vicina non ve ne sia, dal che n'hebbero da Greci -il nome: niuna virtù si puo trovar soletaria, ma l'una tira sempre a se -l'altra: sia come si voglia io vi faccio sapere che vi amo di perfetto -cuore. Di Montalbotto alli XII. d'Aprile. - - -MARIA PERULA ALLA S. PORTIA FIESCA. - -Non attenderò piu con quella diligentia che già soleva per sterpare -dall'animo vostro quell'abhbominevol vitio qual in voi ogn'uno biasma -& vitupera: & pur niuno lo sa correggere & emendare, conosco veramente -che sì come alle percosse dell'aspide, non ci è altro rimedio che di -resecar le parti, che dall'aspro morso tocche furono: cosi esserci -alcuni vitij liquali sol con la morte risanare & toglier si possono: ne -credo io d'altronde contratto habbiate questo vostro insanabil morbo -che dall'assidua conversatione di vostro cognato, alla cui malvagità -se vi si accompagnasse forza d'ingegno, ò peso di qualche auttorità -operarebbe tanto male che le furie infernali si crederebbono essere -men dannose: sarebbe l'aspide un inevitabil male se la natura non gli -havesse dato gli occhi deboli & infermi: cosi sarebbe vostro cognato -piu di qualunque fera nocivo & pestilente se le forze unite fussero al -scelerato animo in molti homicidij & maleficij esercitato. & di questo -altro non dico: sol prego Iddio vi converta a se & facciavi partecipe -di quella infinita bontà per la quale tutte le cose rie doventano -buone. Vengo hora a rispondere a quanto m'ha detto da parte vostra -M. Lucillo, ilquale alli di passati pregomi mi volessi consigliare -se giudicava ben fatto che ponessi vostro figliuolo alli servigi di -qualche gran Prencipe. non vi ho risposto piu per tempo per non haver -havuto commodità di fedel messo: hora vi rispondo, & dicovi che si -come è pericoloso l'invocar i Demoni, percioche in tal cosa se punto si -abbaglia l'è con gran pericolo dell'invocatore, si come avenne a Tullo -Hostilio che fu dalla saetta percosso per haver errato dall'ordine -scritto ne libri di Numa nell'invocar Giove: cosi vi dico esser cosa -piena di pericolo l'haver comercio con i Prencipi co' quali conversando -difficilmente schivar si puote che in qualche cosa non si erri. ecco il -mio consiglio. beato lui se lo saperà porre in essecutione. state sana -& lieta. Da Urbino alli XXV. di Marzo. - - -LAURA MELIA PICCINARDA ALLA S. SILVIA LOTERINGA. - -L'è pur grande il dispiacere ch'io sento d'intendere che viviate in -tanta maninconia & habbiate cambiato quel vostro benigno Giove nel -maligno Saturno: non ridendo mai, non mai pigliando alcun solazzo ne -divisando con gli amici delle cose che cottidianamente accascano, ma se -pur vi piace d'imitar Pithagora nel serbar del silentio, perche non vi -piace similmente di serbar quel suo divin precetto COR NE EDITO. Ilche -altro dir non voleva salvo che macerar non si dovevamo, ne affligerci -cotanto il spirito, dalla cui afflittione ne nasce la consuntione -delle ossa, si come la sacra scrittura canta: desiderarei pur da voi -sapere, qual profitto trar possiate dal starvene si dolente come a -tutte l'hore fate. non sogliono gia star cosi quelle anime che sperano -nell'immortalità, quelle anime (dico c'hanno Christo con esso loro) -lequali anchora che col corpo sieno in terra, l'animo però loro sempre -alberga et stassi in cielo d'onde ancho ne trasse l'origine sua: state, -state, lieta, & lasciateci godere della vostra dolce conversatione, la -quale apre il Paradiso a chi n'è fatto da voi degno. Di Cremona alli -XX. d'Aprile. - - -PAULA CASTIGLIONA A M. LEONORA FORTEGUERRA. - -Se vostro marito vi da alle volte delle busse, non è che voi non lo -meritate, poscia che non havete alcuna consideratione di provocarlo a -sdegno, & di conturbarli l'animo. Vorrei vi fusse nel cuor scolpito, -quel simbolo di Pitagora. IGNEM GLADIO NE FODIAS. ch'altro non è -che di non provocare li provocati a nova ira, & a novo sdegno, & -alterar li animi già alterati. Se non havete rispetto a vostro marito -capo & signor vostro, al quale, per la divina sententia siete fatta -soggetta a chi l'havrete voi? sono stata piu volte per avvertirvi di -ciò con mie lettere, ma il timore, di non dispiacervi, me n'ha fatto -rimanere: mutate mutate hormai stile, che tempo n'è: voi non siete -piu una fanciulla: hormai siete madre di due figliuole da marito, & -volete tuttavia fanciullescamente operare? quale essempio piglieranno -esse da voi? che odore darete del vostro governo alle vicine che -con esso voi pratticano? So ben'io quel che odo dir de vostri mali -portamenti, & quanta infamia vi si da della disubidienza che usate al -vostro consorte: ma dove sono io entrata in questo pelago? non era -gia di mia intentione di farvi hora questa riprensione, ben sapeva -io che ascoltar non volete alcun mio consiglio per buono, fedele, & -amorevole ch'egli si sia: questo ho io piu di una fiata con mia gran -molestia isperimentato, & haveva giurato su l'agnus dei, di non farvene -mai piu motto; ma l'ardente affettione che v'ho sempre portato; mi -fa spergiurare & imprudentemente trapassare tutti que' termini che -dall'ira persuasa circunscritti m'havea: consigliatamente fareste, se -alle volte dessi udienza alle mie parole piene d'amore & di caldo zelo, -hor qui faccio fine, & mi vi raccomando senza fine. Da Milano alli XX. -d'Agosto. - - -MARIA PERGOLA ALLA S. LUCRETIA RAMBERTA. - -Madonna Agnola mi venne l'altro giorno a visitare & infinite cose di -voi mi disse, & fra molte, che io ne notai, & quasi che nell'animo -scrissi & stampai: era d'haver voi mutato vita & essere alla sproveduta -fatta chietina (come hoggidi s'usa di dire) & che v'erano cascate -dall'animo incontanente tutte quelle rare attilature delle quali -già tanto vi delettavate. Io non biasmo certamente la mutatione, -migliorando voi conditione di vita, ma la biasmo solamente quando l'è -si repentina che muova ogn'uno a maravigliarsene. Vorrei si facesse a -quella guisa che fanno li Alberi l'Autunno liquali per la maggior parte -a poco a poco si lasciano cadere le frondi, ne se ne spogliano ad un -tratto & non come fa il sorbo che subitamente tutte le lascia andare a -terra: ma poi che questa mutatione è fatta & vi siete posta in animo di -voler imitar la Contessa di Guastalla prego Iddio ve la faccia imitare -felicemente, come sarebbe imitando piu tosto le sue tante operationi, -anzi che le faconde parole, che dalla sua santa bocca a tutte l'hore le -escono, schivate quanto piu potete di non esser simile al Camaleonte, -ilquale di sua natura ha grandissimo pulmone ne dentro v'è cosa veruna: -molti ne trovo io, che a moderni tempi sono venuti sotto pretesto di -religione, in grandissima reputatione, & pur in se altro non hanno, -che una mera ostentatione, giattantia & vana fiducia di sue frivole -opere di carità mal informate, & peggio animate: Di questa scuola non -vorrei già io che voi foste per alcun modo essendo ciò congiunto con -poca consolatione, & con istremo pericolo dell'anima vostra, fate pur -vostro pensiero che la dottrina Christiana sia una certa santissima -et purissima cosa nemica di ogni ostentatione & amicissima della -simplicità & della schiettezza, & chiunque non si veste di queste -rarissime qualità, dir si puo liberamente, ch'egli non sia Christiano, -ma un scelerato hippocrito & un abhominevole Phariseo. & di questo sia -detto a bastanza. Di Milano alli X. d'Aprile. - - -MINERVA CONTESSA BRAMBATA ALLA S. FELICE DA PRATO. - -Hò inteso che senza niuna giusta cagione vi siete molto ristretta nello -spendere & havete posto da canto quella vostra splendida liberalità; la -qual sola ne separa et ne distingue dalli plebei & populari huomini: -ne altro ci è veramente che meglio faccia conoscere l'animo gentile -& nobile della vera liberalità: dico della vera per rispetto di -alcune persone le quali non donerebbono un paio de cintolini se non -ci fusse mescolato ò ambitione ò speranza di riccogliere piu che non -seminò. Deh ritornate per mio consiglio alla liberalità: & rendetevi -certa che si come la fava et il lupino non smagrisse mai il terreno -dove l'è seminata ma piu tosto l'ingrassa, cosi l'huomo grato & del -beneficio riconoscente, render sempre migliore la fortuna di colui da -cui riceve: ma voi per aventura mi potreste dir esser gran difficultà -l'abattersi alle persone de ricevuti beneficij ricordevoli. confesso -che l'è difficulta alle persone sciocche et stordite, ma non a quelli -che sono di perfetto giudicio si come intendo che voi siete. ma che -dico io intendo? non l'hò forse piu di una fiata isperimentato? & chi -vi conosce meglio di me? niuno certamente ne anche chi vi partori: -schivate schivate questa infamia, fuggite cotal macchia perche troppo -la si disdice a donna di si alto legnaggio nata come voi siete. Io vi -hò scritto forse troppo prosuntuosamente. se cosi giudicate per mia -sorte date la colpa al sviscerato amore che io v'hò sempre portato et -porterò sin che vivo. Da Bergomo alli XX. di Agosto. - - -LEONORA GAMBERA DA GALERA ALLA S. FAUSTINA CALDORA. - -Mi scrivete alli giorni passati che voi desideravate di accrescer -famiglia et caldamente mi pregavate che io volessi fare ogni mio sforzo -perche haver potessi quanto v'era in animo di havere: io in questo -per confessarvelo liberamente non mi ci sono affaticata come forse -espettavate, accorgendomi che il vostro peggio procuravi & non ve ne -avedevate. non havete voi mai letto quell'antico detto, QUOT SERVI, TOT -HOSTES, quanti servidori ci sono tanti nemici habbiamo? M. Francesco -Petrarca che fu uno delli piu perfetti giudicij, & delli piu purgati -intelletti c'havesse mai quell'età, era Solito di chiamare i servidori, -Cani: & nel vero altro non sono che cani; poi che sempre ci rodono, & -ci consumano. questi sono veramente quelli che rivelano fuor di casa i -segreti nostri: questi son quelli per opra de quali, sono spesse volte -i padroni avelenati: questi sono quelli, che contaminano l'honore & -la fama delle nostre damigelle: questi sono quelli che rubandoci di -continuo, a povertà molte fiate ne riducono; & voi tutta via andate -cercando di empirvene la casa, & stanca non vi dimostrate mai se a -tutte l'hore de novi servidori nelle vostre case non intromettete: fate -.S. a mio modo, adoperatene quanto men potete: servitevi piu tosto -con le vostre braccia anzi che soverchiamente aumentare il numero -de perfidi & disleali servidori: direte forsi haver letto infiniti -essempij dell'amor grande et della singular fedeltà ne servidori molte -volte ritrovata: il che non vi niego, poi che anch'io hò letto de molti -che si elessero di spontaneamente morire per conservare la vita de lor -signori, ma hò anche piu d'una volta letto bruttissimi maleficij da -servidori commessi: se alcun buono & leale si ritrova lo potete notare -per cosa prodigiosa. Se l'età antica n'hebbe fu piu tosto per benignità -de cieli che per lor buona natura: certa cosa è che a nostri tempi -paionmi piu rari che i Corbi bianchi & di questo piu non vi scrivo -attendete a conservarvi sana accio habbiate men bisogno dell'altrui -servigio et il mio consiglio per utile & per buono approviate. Di -Cremona alli XII. di Marzo. - - -LA CONTESSA MADDALENA AFFAITA BIA ALLA S. FAUSTINA N. - -In tutte le cose dolcissima signora che v'hò a miei giorni veduto -fare hò sempre compreso in voi perfettissimo giudicio & incredibile -prudentia & hora piu che mai saggia et prudente vi reputo poi che -volendo rimaritarvi havete ricusato di ciò fare il mese di Maggio -osservatione antica (per quanto leggo ne problemi di Plutarco) resta -hora che voi operiate anchora come operar solevano le donne antiche, -poi che vi è piaciuto d'imitarle fuggendo quel mese alli antichi tanto -abbominevole, & l'operare all'anticha reputo io l'ubidire al marito in -qualunque cosa che per voi possibile vi sia, preferendo i parenti di -quello, a quei che vi sono di sangue congiunti, non provocandolo mai ad -ira, mostrandovi sempre lieta nel suo cospetto, non havendo particolari -amici, ma col marito communi, tacendo di più mentre egli parla & -parlando mentre egli tace acciò si ragioisca (se per aventura fusse da -maninconico humore oppresso) altro non essendo i dolci ragionamenti -dell'amata consorte, che veri medici dell'animo perturbato: questo -non dubito già io che voi non facciate sapendo la virtù del vostro -gentilissimo spirito, qual tutti ammirano & lodano, & della natura -si stupiscono, havendoci dato si rara & si leggiadra donna come voi -siete: ne attorno a questo, altro vi dico, perseverate a far che tosto -veggiamo i frutti di questo vostro felice congiungimento: & qui fo fine -al scriver mio, ma non al raccomandarmi alla vostra buona gratia. Da -Milano alli XXX. d'Aprile. - - -LA CONTESSA MADDALENA AFFAITA BIA A M. LUCIANA CARAFFA. - -Quando a voi dolcissima sorella piacesse di pigliare marito si -come desiderano tutti quelli che vi amano datecene aviso perche -vi si provederà di consorte in cui saranno tutte le piu rare virtù -che desiderar si possono vedretici il generoso spirito di Ciro, la -temperanza del frugalissimo Agesilao, l'industria & diligentia di -Temistocle, l'isperientia di Philippo Macedone, la saggia confidenza di -Brasida & l'eloquentia di Pericle: ne in vero huomo d'altra conditione, -à voi spirito gentil si richiede, poi che hormai havete conseguito -in ogni luogo grido & fama della piu virtuosa fanciulla che a nostri -giorni si conosca. Datime adunque di ciò aviso, & questo quanto -piu tosto per voi si possa: non desidero io cosa alcuna con maggior -vehementia che di havervi habitatrice di questa nostra città di Milano; -se non per altro, almeno acciò che siate a noi un'essempio di vera et -singular creanza, a questi tempi ispetialmente che tanta carestia ce -n'è che di niuna cosa più. Deh risolvetive tostamente, & nella forma -che io piu vorrei se desiderate fare, & me, che cordialissimamente vi -amo, & altri, che con bramoso affetto vi desiderano, beati, & sopra -tutti i mortali felicissimi reputarsi. Dalla Gerola alli XX. di Maggio. - - -CLARITIA BONELLA A M. CLITIA FORNARA. - -Della maledicentia di Clara, vostra vicina, poco hormai me ne curo -sapendo ch'ella si pasce di mal dire a quella maniera che si pascono -le coturnici di seme velenoso: ne per lei sono io rimasta di venire -ad alloggiare dove soleva, sendo mia usanza d'imitare le Cicogne le -quali (quantunque in luoghi remoti vadino) ritornano però sempre alli -medesimi nidi: & perche io le sia alcuna fiata stata absente, non -crediate per ciò, che io molto bene non la conoscessi. sempre hebbi io -sospetta l'amicitia sua, ne mai di lei mi fidai. non vi soviene forse -d'havervi io piu volte detto che la rassimigliava alli Serpenti della -Siria li quali, sol alli forestieri sono dannosi & a paesani benigni: -ma sia come si voglia. questo vi dirò ben'io, ne lo tacerei se credessi -di scoppiare che di voi molto mi maraviglio che li diate si attenta -udienza tutte le volte ch'essa hà voglia di lacerare l'altrui fama con -la sua pestilentissima lingua non siamo quelli che nutriamo i maledici -col prestar loro si grata udienza. à Dio siate. Di Vicenza. - - -LODOVICA ZILIOLA A M. LUCIA PERGOLANA. - -Brutta fama (se nol sapete) si sparge per ogni luogo de vostri -figliuoli, ma che state voi a fare con la vostra lingua piena di -rara facondia che non li instigate alla virtù & alla immortalità -proponendoli quelli che per ben operare meritarno le statue? narrategli -cotai volte, quando siete da soli à soli, della virtù di Sesostre Re -dell'Egitto, del magnanimo ardire di Armidio & di Aristogitone, di Tito -Corruncano, di Conone Atheniese & di Horatio Coclite: raccontategli -quanto si legge della dottrina di quelli le quali meritarno d'havere -statua del publico, à cotesto modo forse li risvegliarete da si -profondo sonno, & se la debol lor complessione non comporta che si -dieno alli esercitij militari, diensi almeno alle lettere pel mezo -delle quali, tanti sono divenuti famosi & in gran pregio tenuti; -riducetegli à memoria quanto stimasser già li huomini litterati -Gordiano Imperadore, Alessandro Magno, Adriano, Tacito Imperadore, -Augusto, Giulio Cesare, Vespasiano, Alessandro, Severo, Antonino -pio, Sigismondo, Carlo septimo Re de Galli, Nicolao pontefice V. & -il Re Ferdinando. Non mancate del debito vostro per quanto potete -acciò non intravenga a voi come intravenne ad Herode Attico, il quale -essendo huomo nelle lettere & nel giudicio senza paragone, hebbe -poi un figliuolo si stupido & alli studi inetto, che mai per opra di -alcun perfetto maestro non puote apprender pur l'Alphabetto: Iddio vi -consoli. Di Ferrara alli III. di Gennaio. - - -CATHERINA CONTESSA NUGAROLA A M. ANTONIA N. - -Non hebbi mai a mei di la maggior allegrezza che di haver inteso che -per vostro mezo si sia fatta la pace tra vostro marito & li nemici -suoi: ogn'uno per questo ammira il vostro gran valore, & degna vi -reputa di qualunque corona: Plinio ne annovera ventidue che solite -erano di darsi da nostri antichi, per ricompensa della virtù & per -scacciar dal petto nostro la pigritia. voi veramente ne meritereste due -volte tanto: à me certo parerà sempre fin che il lume dell'intelletto -non mi venga abbarbagliato, che voi per questo generoso fatto siate -piu degna di triumpho che non fu Attilio, Calatino; Gn. Domitio: Livio -Salinatore, Paulo Emilio & Marco Aquilio, li quali triumpharno delli -Sardi, delli Arvergnacchi, delli Illirij, delli liguri, & di Aristonico -Re: l'è stata veramente una impresa molto gloriosa & altri che voi, non -la poteva fare perche paragone non havete di giudicio, di destrezza & -di prudentia: Iddio da mal vi guardi & vi prosperi in tutti li successi -vostri. Da Verona. - - -FLAVIA LAMPUGNANA A M. DOROTHEA APPIANA. - -La bellezza di vostra figlia & non altro, è stata cagione della nimistà -novellamente nata fra M. Piero & M. Andrea vostri vicini, a quella -guisa veramente che Lavinia con i suoi dorati crini, et con le rosate -guancie, suscitò la gran rissa che nacque fra Turno & Enea: & credo -fermamente ch'ella ne susciterà delle altre, se celata non la terrete -da gli occhi de lascivi risguardatori al che vi esorto, & quanto -posso vi conforto: hò voluto avisarvi di questo, acciò vi guardiate -da scandali & da dishonori: state sana che Dio sempre vi feliciti & in -lunga prosperità vi mantenga. Da Casal pusterlengo alli XX. d'Aprile. - - -HONORATA PECCHI A M. GIULIA MANFREDI. - -Io hò procacciato per vostra figlia un marito di tanta bellezza quanta -fu già Ganimede scudier di Giove et credo che s'egli fusse stato in -que tempi, quando la Luna si innamorò del pastore Endimione molto piu -spesso ch'ella non faceva, havrebbe abbandonato il cielo per descendere -nel monte Lathmio à bacciarli le colorite labra: egli è vero che non è -molto ricco, ma questo non so io se molto vi importerà poi che si dice -per comune proverbio chi nacque bello, non nacque mai povero. avisatemi -se volete che la prattica vada avanti. Di Roma alli VI. d'Aprile. - - -HIPPOLITA BORROMEA A M. VERONICA BIANCARDA. - -Mi par strano, che tutto'l di non facciate altro che disordinar la -vita vostra, & poi vi maravigliate se hor v'infesta la stranguria, -hor la pneumonia, & vi maravigliate se piena siete di furunculi, di -lepra & di chiragra. duro vi pare se la tossa sempre vi annoia se il -calcolo vi crucia, se la cephalea vi tiene oppressa & se la lienteria -vi ha per assediata; credetelo a me, che l'intemperanza è stata sempre -cagione che ne corpi nostri si sieno suscitati tanti et tanti diversi -et monstruosi morbi, quale è vi prego quella parte del corpo nostro per -minuta ch'ella sia; che da qualche infirmità occupata non si vegga? -non patono gli occhi la lippitudine la lagophtalmia & le leucomate? -non pate la faccia, le lichene, non pate il naso il polipo? non sono -infestate le palpebre dalla psorotalmia? & tutto questo ne aviene pur -per l'ingordigia del mangiare & per non haver alcuna continenza: non -senza causa scrisse Seneca. PLURES INTERFICIT GULA, QUAM GLADIUS. -Quanti n'ho io conosciuti liquali erano Apoplettici, Auriginosi, -Asmatici, Alsiosi, Letargici, Tetanici, Verternosi, Verrucosi, Ptisici, -Idrocephali, Opistonici, Icterici, Frenetichi, Epiphoretichi, & -Ischiadici, liquali sol per la temperanza del vivere, si sono talmente -risanati come se mai non havessero havuto ver'un male. Siavi adunque -questa la via, non sol di risanarvi, ma anchora di preservarvi: -lasciate star gli appetiti, anzi soggiogateli alla ragione: non -mangiate salvo che cibi generativi di buon sangue, & di ottimo succo. -Lasciate tanti frutti, tanti intingoli & tante salse; lequali vi creano -nel corpo mille oppilationi. io vi prometto che se farete a mio senno, -non ve ne pentirete mai. Iddio da mal vi guardi. Di Piacenza alli III. -d'Aprile. - - -LA CONTESSA DI GUASTALLA A M. CHIARA ET A M. LAURA MASIPPE. - -Dolcissime figliuole, hora si che io conosco esser vero che per fama -innamorar si possa; poi che la modestia vostra congiunta con infinita -pudicitia fanno che di voi per tutto si sparga un soavissimo odore; & -che ogn'uno vi ami, & di voi parli honoratamente, & faccia giudicio che -le anime vostre sieno veramente del picciol numero delli eletti di Dio -sendo quelle ornate di tanta religione & di tanta pietà quanta esser -odo. Non viene mai alcuno di Vinegia, in queste nostre parti, a cui -non dimandi incontanente che fanno le fanciulle Masippe? egli vero che -sieno si affabili & si pudiche? si belle & si honeste? si giovanette -& si colme di senil prudentia? egli vero che sieno si ben create, & -piene di gratissime maniere con una dolcissima favella? & ogn'uno mi -afferma esser molto piu di quel che la fama risuona et di quel che il -grido per ogni contrada con vostra eterna gloria se ne porta. Allhora -io benedico il celeste padre che de suoi doni v'habbi si grandimenti -arrichite, & lodo voi, del non haver fatto resistenza a lo spirito -santo, d'haver aperto i seni vostri a ricevere le divine gratie, -lodo etiandio la virtuosissima vostra madre, che v'habbi nodrite & -allevate in tanta purità di cuore senza escluderne punto la leggiadria -& la vaghezza che in voi a tutte l'hore riluce & fa di santa invidia -avampare tutte le fanciulle della città vostra. O ben aventurate anime, -per la molta intelligentia che Dio vi dette & risguardevoli corpi, -per la molta proportione; misura, & ordine che in essi (per quanto -intendo) chiaramente si vede, ma quanto sareste voi però piu felici se -nella santa compagnia nostra a Dio vi piacesse voler servire & a lui -del tutto dedicarvi. oh come vi si accenderebbe il cuore del divino -zelo: oh quanto fervore vi nascerebbe nel gentil animo veggendo la -mortificatione delle vostre membra, & l'innocentia de vostri casti -petti: ma perche penso in brieve di vedervi col corpo, si come a tutte -l'hore col spirito vi veggo, non dirò piu oltre. Iddio da peccati vi -guardi insieme con la S. V. madre. Di Milano. - - -LUCRETIA MASIPPA ALLA S. CAMILLA PALAVICINA S. DI CORTE MAGGIORE. - -L'e' si grande S. la consolatione c'ho sentito nel vedere Piacenza, -Cremona & altre terre, che lungo l'altiero vostro & famoso Re de fiumi -giacciono; che m'è venuto voglia di gir sempre vedendo il mondo; & -certo lo farei se l'amore che porto alle mie figliuole, & il timore di -non esser tenuta instabile, & vagabonda, non me ne spaventasse. & chi -sa che la peregrinatione non facesse forse in me, quell'effetto, che -gia fece in Ulisse? cioè non mi facesse divenir assai piu prudente di -quel che sono veggendo tanti vari costumi de popoli: hora si che io -vorrei esser huomo & non femina, per potere ispeditamente gir ovunque -mi piacesse. molte per certo anzi infinite sono le cose, lequali -desidero vedere pur che lecito mi fusse senza riceverne biasmo alcuno. -Vorrei primieramente vedere la bellezza delle donne Inglese, & udir -la dottrina delle dotte figliuole del gran Thomaso Moro. Vorrei vedere -la politezza delle femine di Olandia, & intendere per lor bocca, come -faccino per haver si belle tele come hanno. Vorrei imparare que sottili -lavori delle Fiamenghe. Vorrei vedere se le Alemanne sono anchora -si ardite come già erano quando fecero con vergogna de lor huomini -resistenza alle nemiche squadre. Vorrei vedere se elle sono dell'honore -si amiche, come già furono quando doppo la vettoria di Mario, per non -ricevere dishonore, s'impicarono per la gola. bramo vedere il grato -trattenimento delle donne Francese & di far riverenza a quella virtuosa -& cortese Reina di Navara, che m'ha si fattamente il cuore innamorato -che ad altro piu non penso che ad imitare le sue sante pedate. Se -lecito mi fusse di gir dove la voglia mi sforza & mi sperona, farei -concorrenza al padre Libero, che peragrò gia tutto'l mondo. Vorrei -vedere se l'è vero che presso di Sijene si adori per Iddio il pesce, -& in Ambraccia una Leonessa per havergli già ammazzato il Tiranno, & -restituito lor, l'amata libertà. Vorrei sapere se vero fusse, che li -Delphini adorassero un Lupo, & se presso li Lacedemonij sieno rizzati -nobilissimi Tempij al timore, al riso, et alla morte. Vorrei saper -se l'è vero che li Trogloditi adorino le Testugini, & molte altre -cose, vorrei vedere quai desidero sovra modo & di questo desiderio ne -siete voi stata la potissima cagione, poi che sviatami l'anno passato -di Vinegia, con quelle vostre dolcissime parole & belli modi, foste -cagione che io vedessi tanti ameni luoghi & tanti ben culti giardini -a mio grande agio contemplassi. Vi hò voluto notificare per lettere -questo mio novo desiderio, accio che voi col vostro sollevato ingegno, -& grave giudicio, m'insegnaste la via, & il modo, di sodisfare a -quanto desidero, senza dar macchia ò fregio alla donnesca reputatione, -laquale sempre mi fu et essermi deve cara piu che la luce de gl'occhi -miei, & quando pur per voi sporto non mi sia quello consiglio che -si avidamente ne aspetto, hò deliberato nell'animo mio, provedermi -d'un Tolomeo, d'un Strabone, di un Po: d'un Mella, d'un Solino, d'un -Dionisio, d'un Plinio, & di quel Stephano che gia si dottamente scrisse -del sito della Grecia & chiudermi con le mie figliuole nel mio studio, -& quivi dolcemente trastullarmi: & chi sa che forse non mi venga fatto -di poter un giorno in tal materia recar qualche luce a studiosi; come -già è avenuto a quella gentil Signora Sforzesca, laquale per leggere -studiosamente quanto della quiete dell'animo, fu da Plutarco & da -Seneca scritto, ne ha poi dato quel bel libro della vera tranquillità -c'hoggi non senza gran profitto & contentezza si legge da ogn'uno. -& qui fo termine al ragionar mio, pregandovi a scrivermi con quella -humanità, che solita siete di fare. Certamente quando veggo le vostre -lettere piene di spirito, di maestà & di singolar elegantia, parmi -leggere il libro della vita, ove descritti sono tutti i nomi delli -eletti a gloria eterna. State sana che Dio vi consoli, & sempre essalti -la vostra molto illustre persona. Di Vinegia alli XXIII. di Settembre. - -Le mie obedientissime figliuole, con la dovuta riverentia, vi salutano -& come Idolo beato insieme con esso meco vi adorano. - - -LA DUCHESSA D'AMALPHI A M. CLARITIA B. - -Infinito piacere ho ricevuto intendendo che vi siete data alli studi, -di che lungo tempo ho dubitato non faceste mai, per esser voi delle -lettere assai piu nemica di Licinio Imperadore, di Philonida Melitense, -di Eraclide Licio, & di Britanione: ma lodato Iddio poi che raveduta vi -siete del vostro fallo. Oh qual dolcezza sentirete volgendo sossopra -per l'avenir hor questo hor quell'altro bell'auttore; nella qual cosa -imitarete le Api lequali, da varij fiori varij succhi raccogliono et -col loro spirito gli mutano & digeriscono, altrimenti non farebbono il -mele: trasformarete anchora voi in vostro uso ciò che presso di quelli -leggerete, & talmente imitarete i buoni auttori che doventiate simili a -quelli non come imagine dipinta, ma a quella guisa, che noi veggiamo i -figliuoli rassimigliarsi a padri, sappiate che si come di diverse voci -consiste il choro, cosi dalla mescolanza di varie discipline, consiste -la vera eruditione: ma non vi si scordi già per alcun tempo se ben -dotta pensate di voler doventare, che si come il cibo che nuota nel -stomaco, non è cibo, ma un grave peso, tramutato poi trapassa in sangue -& ne porge vigore, cosi accadere a punto nelle Dottrine. bisognar ben -quelle masticar, ben digerirle, & non lasciarle cosi solide nella -fantasia: ma pazza sono ben'io a volervi di ciò piu diffusamente -ammonire conoscendovi tutta ingegnosa, & tutta piena di spirito: taccio -poi della felice compagnia nella qual siete, atta a disciplinare et -far erudita la rozza Batavia con l'inculta Beotia. state sana & lieta -& attendete a l'incominciata impresa, nella quale (se lo spirito -prophetico, in me non vaneggia) havete da riuscire maggiore assai di -Damisella Trivulza, di Cassandra Fedele & di Isotta Nugarola: d'Amalphi -alli XIII. di Agosto. - - -LUCRETIA RELOGGIA A M. ANDROMACA. - -Mando a V. S. il presente lattore per intendere se l'è vero che il -cielo alli di passati apparito sia sanguinolento si come apparve già -quando il Re Filippo assalì la Grecia. Se l'è vero che sieno appariti -tre Soli si come apparvero essendo Consoli Sp. Posthumio & Q. Minutio: -s'è detto di piu qua da noi, che si sono uditi sensibilmente alcuni -strepiti di arme a quella guisa che si udirno nella guerra Cimbrica: -avisatime (vi prego) di quanto vi richieggo sapere, perche ne sto molto -ansiosa & temo che qualche gran calamità non venga a la sproveduta -sopra de capi nostri. temo (per dirvi il vero) che li peccati nostri -non habbino passato il segno di remissione, & che Iddio de vostri falli -(come meritiamo) non ci punisca: preghiamo Iddio che habbia pietà de -nostri errori, & con esso noi usi la sua clementia & lasci da canto la -giustitia. Fate che il messo mio non ci ritorni senza vostre lettere, -le quali pienamente del tutto me informino. Di Padova alli XXV. -d'Aprile. - - -ALVIGIA ASINELLA A M. LEONORA BOLLA. - -Io non so quel che mi debba dir del vostro cervello, il quale regger -non puo ne alla buona, ne alla rea fortuna. paretemi veramente simile a -un corpo infermo, ilquale non puo tolerar ne caldo ne gelo. doverreste -pur sapere che si come l'Api dell'amarissimo Timo, raccogliono -soavissimo mele, così le persone savie sogliono dalli affanni, & dalle -tribulationi sempre trar qualche utilità: è da pigliar sempre in buona -parte ciò che fuor dell'aspettatione ne aviene. ma voi fate appunto -come fanno i fanciulli, liquali se di un minimo solazzo privi sono -subitamente risolti in amare lagrime sprezzano ogni altro piacere -& commodo. Voi certamente per un poco di dispendio vi convertite in -dispiacere quanti bei commodi v'habbi & natura & fortuna dati. Deh -ratemperative hormai & mostrare il valor del cuore, poi che v'è ne data -si bella occasione; non ammirate tanto l'altrui fortuna c'habbiate in -odio la vostra: non fate come fanno gli adulteri, liquali invaghiti -delle altrui mogli sprezzano le loro; contentative della vostra sorte. -Di Piacenza alli X. di Gennaio. - - -LEONORA FIASCA A M. - -Molti lodano la bontà vostra, & molti all'incontro biasmano -l'ostentatione che voi usate, perche si creda da tutti che buona & -virtuosa siate: questo non è ben fatto, perche la vera virtu fu sempre -di se stessa contenta, ne premio veruno ricerca: ella non dimanda -loda, non chiede premio: ne vuol alcuna ricompensa: bastali sol di -virtuosamente operare, senza che l'habbi testimonio che predichi i suoi -gloriosi fatti. si come la terra dove si cela alcuna vena d'acqua, suol -mandar sempre fuori avanti il nascimento del Sole, alcune esalationi -in forma di nuvole, cosi quelli che sono veramente buoni sempre soliti -sono di dar alcuni indicij di lor stessi; per iquali chiunque ha punto -di discorso, puo chiaramente comprendere che in te sia la lor bontà: -astenetevi adunque da queste brutte affettationi, lequali possenti -sono a scemarvi la reputatione, anzi che di accrescerla pur tantino: -Io ve n'ho piu volte ammonita, ma per quel che mi aveggo, gitto via il -tempo & l'opra insieme poscia che voi non ci attendete. Paretemi voi -fatta simile al terreno di Narni, ilquale per la pioggia si fa arido, -& per il caldo s'inhumidisce, la dove M. Tullio si puose a giuocarci -sopra & dire, EX IMBRE PULVEREM, EX SICCITATE FIERI LUTUM. Cosi credo -io facciano le ammonitioni mie verso di voi, se vi predico l'humiltà, -insuperbite fuor di modo, & se all'ambitione per aventura vi conforto, -vi abbassate piu di qualunque vilissima creatura. Hor su fate pur a -vostro modo & vedrete quel che ci guadagnerete: non altro intorno a -questo fatto vi ragiono. Scrivetime spesso, perche farò il medesimo -verso di voi. Di Mantova alli IIII. di Novembre. - - -GIULIA GELMINI A M. CAMILLA P. - -Hò favellato con quella buona femina che m'havete inviato per i miei -servigi: certamente non vi siete punto ingannata dell'ingegno & della -prudentia sua: di che aveduta me ne sono in una sol risposta ch'ella -mi dette. Protogene Pittore conobbe l'eccellentia di Apelle per una -sola linea non havendo mai piu veduto la faccia sua, & io scopersi -subitamente l'altezza del suo ingegno per una accorta parola ch'ella -mi disse. Ve ne ringratio quanto so & posso, ne per me mancherò di -trattarla amorevolmente, come se sorella mi fusse & non serva. hormai -ho imparato con mio danno a governare altrui. So che ad alcuni si -richieggono dolci ammonitioni, & ad alcune acerbe riprensioni, a -quella guisa appunto che veggiamo alcune gemme non risplendere se non -sono macerate nell'aceto & altre bollite col mele farsi piu belle -& piu lucenti: ho similmente avertito che si come piu facilmente -s'insculpisce nelle gemme ciò che l'huomo vuole se l'instrumento è -caldo & fervente che se freddo fusse, cosi puo efficacemente comandare -qualunque padrona ama ciò che loda, & di cuore odia quel che essa con -la lingua vitupera. Io fui sempre di questo pensiero & animo, di far -piu tosto con arte & con ragione che per viva forza, ma per non mi -diffondere nel scriver piu di quello che fa di bisogno, vi conchiudo -che me n'havete fatto singolar piacere. Domani manderò per essa et -darolli quella impresa, che m'hò disegnato nell'animo di volergli dare, -& di quello che ho promesso alla S. V. di donargli per sua mercede non -mancherò per quanto cara mi è la vita, & l'honore. Di Napoli alli X. -d'Aprile. - - -LUCRETIA MASIPPA A M. CANGENUA F. N. - -Io mi trovai l'altro giorno in un drappello di savie donne, dove -molto si ragionò della schiettezza et della lealtà che alle persone -d'honore come voi siete si conviene, & anche ragionossi della duplicità -de cuori, & biasmossi con acerbissime parole quella simulatione & -hippocrisia (per dirla con voce Greca) che in molte femine dell'età -nostra non senza gran giattura a tutte l'hore si scorge & di voi -diffusamente si parlò & gran colpa di ciò vi si dette da ciascuna. -Iddio sa quanto mi dispiacque che si leggiadra donna qual sempre foste, -si credesse macchiata di si lorda & di si brutta pece: ma perche vi -siete voi cara sorella cosi lasciata ammorbare & avelenare? non vi -pare assai che nel corpo celato si stia l'animo, senza che nell'animo -si celi anchora & coprasi la verità? ò quanto è lodato Pomponio Attico -del non haver mai (al suo vivente) favellato simulatamente, quanto -dall'altro canto è biasmato presso di Aristophane quel Phrimonda per -esser stato sempre natural nemico di quella schietezza laquale io -come qualità veramente divina et celeste amo & adoro: & per qual altra -cosa biasmasi presso di Homero Sisipho salvo che per non esser stato -leale, & nella sua lingua verace? Io per me, non so come conversar si -possa mai con tal sorte di persone, che altro ha nel cuore & altro -nella bocca gli risuona sono pur questi tali dalla santa scrittura -giustamente condennati: sono pur divinamente rassimigliati alli astuti -Draconi. O Dio perche non ve la scacciate voi tosto dall'animo? non -vi accorgete forse quanto ella si disdica alle altre vostre buone & -illustri qualità? sufficiente giudico io questo difetto per mandarvi -in bocca di Lucifero (se la divina misericordia non vi aiuta & -non vi difende) l'è sufficiente questa mala parte a farvi odiosa & -abhominevole alla miglior parte del mondo, imperoche qualunque non -è schietto è di necessità ch'egli sia nella vita sua tutto vario & -inequale, hor bugiardo, hor verace, hor aspero & hor dolce & piacevole; -la onde non senza giusta causa Plutarco li rassimiglia a quel lago che -si trova presso delli Trogloditi c'hora è salso, hor è dolce, & sovente -volte si trova amaro, ma sapete voi madonna mia quel che ci inganna -& l'intelletto nostro abbarbaglia? ingannaci il credere che questa -sia una vera & lodevole virtu & quelli mali difficilmente sempre si -schivano, liquali sotto protesto di bene familiarmente ci lusingano; -quante n'ho io vedute che per saper ben simulare, & alloro arbitrio -dissimulare, et rade volte dir il vero, uccellando & schernendo quelle -persone, lequali forsi erano tenute di cuore amare, & riverire, -credevano d'esser ben ingegnose & di alto intelletto, grossolane -tenendo quelle che portano il cuor in bocca, & quelle medesime voci li -risonano nel cuore che nella voce si sentono. Voi vi potreste forsi -dolere & con esso meco iscusare, con dir che se siete simulatrice, -ciò vi aviene per esser sin da fanciulla avezza con persone di tal -professione instrutte: accetto io in ogni modo questa vostra poco -probabil scusa; perche ottimamente conosco di qual pelo sieno state -per il passato sempre le conversationi vostre: ma quanto però maggior -loda ne riportereste voi facendo come fa il pesce che nasce in mare -& pur non ritiene pur una dramma del sale marino: di quanto maggior -pregio sareste voi tenuta, se faceste come hò veduto far molti & nati -& nodriti fra Barbari che pur da ogni Barbarie remotissimi sono. & qui -faccio al mio scriver fine. Di Vinegia alli X. d'Agosto. - - -LA CONTESSA CATHERINA VISCONTE LANDESSA ALLA S. CINTHIA PICCOL'HUOMINI. - -Alli di passati io hebbi quel Dialogo che voi per cosa nova mi mandaste -composto da un certo lava ceci ch'esser non pò già altrimenti, poi che -vi si biasmano per dentro le donne come cosa di poco ingegno, di niuna -prudentia, di niuno giudicio & di minor intentione (salvo che all'oprar -male). Io haveva fra me stessa pensato di volerlo confutare con -vive ragioni, & con fortissimi essempij: ma sopragiungendomi diverse -occupationi; sono rimasta à mezo corso dell'incominciata impresa. et -perche l'auttore del Dialogo, molto si ferma in raccogliere l'utilità -grande che recato hanno al mondo gli huomini con l'inventione di molte -cose: cosi io all'incontro con assai diffuso sermone, dimostrava nella -mia confutatione come Minerva ritrovasse l'olivo, Cerere le biade & la -coltura della terra: Phemone il verso Esametro: Anagallida il giuoco -della Palla: Glicera le corone: Carmenta madre di Evandro le lettere: -Semirami la nave longa; Città Luchese l'oro nella pelle tessuto: -Sapho il verso Saphico: Combe figliuola di Asopo l'armatura di Enea: -Pantasilea la scure: Clio le historie: Melpomene le Tragedie: Thalia -le comedie: Euterpe le Tibie o Flauti che li vogliamo dire. Erato -la Geometria, Terpsicora il Salterio; instrumento presso li antichi -molto usitato: Urania l'Astrologia: Polimmia la Rhetorica: Calliope le -lettere greche: Thimele il Saltar Scenico: Gulphila le lettere Getiche: -Nicostrata i Caratteri latini: & cosi di mano in mano scorreva io -sempre di lungo, aggiungendo sempre alle inventrici i testimoni delli -antichi & Greci & Latini: ma per dirvi il vero, m'è paruto poi di far -meglio collocando il tempo in speculatione di maggior momento. questi -nel vero sono pur i bei Capricci che vengono in capo ad alcune bestie, -poi che per parere galanti & ingeniosi cavaglieri si pongono a dire & -scriver male delle donne, quasi che dalle donne & nati & nodriti non -sieno: sciocchi nel vero ch'essi sono, & degni di esser con l'Eleboro -purgati, sel accaderà che noi ci vediamo prima che me ne vada al Sen: -vi farò copia di quanto mi ritrovo havere in tal materia scritto. fra -tanto, state sana & per difendere le donne se non bastano le parole, -poneteci & l'unghie & i denti. Di Piacenza alli XIII. di Gennaio. - - -LUCRETIA M. CONTESSA BECCARIA ALLA S. R. N. - -Non ci puo illustre S. mia esser il peggior segno delle nostre -future rovine, che di vedere i tristi & disleali hoggidi triomphare -& governare per il lor arbitrio il mondo; l'è questo segno molto piu -certo che non è di ventura tempesta, il vedere con gran lascivia -scherzare i Delphini sendo il mar tranquillo & bonacciato. Questo -vi dico io acciò stiate ben avertita & proveggiate a casi vostri. -Si come spesse volte aviene, che sendo il cielo ben sereno, alla -sproveduta crudel tempesta si lievi: cosi anchora sendo le cose -prospere & liete, n'accade spesso di vedere con nostra mala contentezza -grandisimi bisbigli & atrocissime perturbationi. che sarebbe adunque -da fare? io vi consigliarei sorella honoranda a levarvi quindi dove -al presente vi ritrovate con si mala compagnia. non siate per Dio si -mal accorta che non prevediate la tempesta che vi sta sopra del capo, -avanti ch'ella faccia il suo colpo: imitando la buona disciplina de -diligenti Agricoltori. & questo bastivi, quanto al caso occorso (dico -dell'insolentia de vostri nemici) & di quanto potete ragionevolmente -temere. Verrò hora pian piano, a toccare dell'altre corde per vostro -beneficio non meno necessarie. Parerebbemi .S. ottimamente fatto che -voi riponeste que danari che tratti havete per conto della dote vostra -in piu sicuro luogo & meno esposto alle insidie de rubbatori. Natura -puose l'anima della Murena nella coda & non nel capo, per insegnarci -a riporre le cose che carissime havemo ne luoghi che soggetti non -sieno alli pericoli dell'altrui rapacità. cosi facendo non havrete -forsi cagione di star sempre su le nimicitie, & sul far del continuo -liti: non dico già che voi diate licentia per hora al fattore vostro, -sperando per questo di rimediare a vostri affanni: perche nel vero io -temo che questo non sia sofficiente rimedio al morbo, che penetrato -veggo nelle viscere delle facultà vostre: temo che non fusse il rimedio -che si procurasse simile à punto al rimedio che ne porge l'Erba detta -Climenos; laquale talmente giova, ch'ella spesso induce sterilità et -alle donne & a gli huomini: & qual giovamento sarebbe questo scacciare -un male, per admetterne un peggiore? ponete adunque mente a fatti -vostri, se non ci volete rammaricare come sin qui havete fatto. Io -me n'anderò fra pochi giorni in Villa, dove intendo che tutto il mio -studio sia nell'Agricoltura; hò di già incominciato a fare un giardino -non inferiore a quello di Cirro, dove penso disporre tutti gli alberi -nella figura quincunce: se vi verrà voglia di villeggiar con esso -noi, fatecelo sapere che per voi verrò battendo l'ali. Fra tanto state -sana & il piu che potete lieta: il mio consorte vi si raccomanda & li -figliuoli miei vi basciano riverentemente le belle mani. Di Pavia alli -XX. d'Aprile. - - -CLAUDIA GLIZERIA A TULLIA CASTRICCIA. - -Io intendo sfacciata meretrice, che tu hai ardimento di violar con la -tua maledica & fracida lingua, l'honore che m'ho acquistato, stando -tanto tempo rinchiusa fra i termini d'una picciola cameretta; menando -vita dura & parca, con l'ago & col fuso provedendo a miei bisogni, & -non dandomi in preda mai ad alcun vano amadore come tu sempre facesti, -da che uscisti dalle fascie. Era Messalina moglie di Claudio men di -te impudica. Fu men sfacciata di te Galvia Crispilina, & hai ardire -di morder l'honestà mia. Credimi pur che se per l'avenire non te ne -astieni ti farò un mal scherzo, di pur di te, & lascia star gli altri. -Di Milano. - - -LA CONTESSA TASSONA PETRATTA ALLA S. ISABELLA TASSONA BELTRAMA. - -Il dolore che sentito havete & del continuo sentite per la morte del -S. Giannoto vostro amorevolissimo Padre, & mio honorato parente, mi -fa star si mal contenta che ne di giorno, ne di notte, posso pel gran -cordoglio liberamente respirare; & fra me stessa sovente dico quanto -mal si puo dir della morte, la maledico, la biastemmio, & me la imagino -per la piu horrida cosa che imaginar si possa: hor mentre in questo -contrasto sono, & fra me stesso con i miei duri pensieri combatto: ecco -che io sento una celeste voce che al cuor mi parla con tacita favella, -& si mi dice, che piangi? che ti duole? di qual cosa t'attristi tu? -forsi perche il S. Giannotto hà cambiato vita mortale per haverne una -immortale? hà mutato un'albergo terreno, per possederne un celeste? -Ah sciocca che sei & invidiosa delle sue perpetue consolationi: non -ti avedi che con queste lagrime & con questi vani lamenti perturbi -le dolcezze ch'egli nel cielo gusta? con questo pensiero presi io la -penna in mano, & deliberai di volervi con mie lettere supplicare a -darvi anchora voi pace, a rasciugarvi il delicato viso, et al tutto -consolarvi, & cosi ve ne prego quanto piu pregar ve ne posso: mala -cosa potrete voi reputar signora Isabella la morte sendo dalli antichi -nostri detta esser ministra di giustitia, porta di salir al Cielo, -scala di doventar immortale, & unico riposo delle nostre miserie? non -dice l'Apostolo che beati sono i morti? & rendendo di ciò la ragione, -dice perche riposano dalle fatiche loro: il S. Giannotto. adunque -riposa & voi vi inquietate i spiriti, & voi di si mala maniera vi -tribolate? Deh non piangete più. à che proposito versar tante lagrime -& mandar fuori del petto tanti dolorosi sospiri: se vostro Padre il -quale prima di voi nacque, prima di voi è anchora morto: s'è servato -in questo la legge della natura: volevate forsi morir prima di lui. -havendo Iddio nella sua imperscrutabil mente determinato di trarlo a -se prima che trahesse voi? quando egli vi fu da Iddio dato per padre, -vi fu dato con tal conditione, ch'egli era mortale & che padre non vi -sarebbe salvo che per tanto spatio di tempo, quanto egli v'è stato: -solo Iddio ci è padre perpetuo & eterno: i padri carnali ci sono dati -a tempo. se insin'hora hà fatto verso di voi ufficio di padre pensate -che hora essendosi partito da questo mondo avanti a voi, come anchora -era cosa lecita, & honesta farà ufficio di foriere, & vi apparecchiarà -nelle celesti stanze commodo & honorato albergo & come credete -voi ch'egli morisse contento, ramentandosi d'haver sempre vissuto -honoratamente & da huomo che Iddio ami, tema, & di perfetto cuore -riverisca: con quanta consolatione credete voi che trapassato sia, -ricordandosi d'haver voi prima, (qual amò sempre tenerissimamente) a -si nobilissimo cavagliere collocata. Sono anchora piu che certa che di -gran contentezza gli è stato, il morire fuor della patria per non veder -le lagrime de suoi cari parenti, & per non udir i singhiozzi de suoi -fedelissimi vasalli, i quali amava & consigliava non da padrone, ma da -vero padre, non da Tiranno, ma da vero & legittimo possessore. Forse -che a voi rincresce perche l'è morto in Ancona, & non a lo stato suo ò -vero nella delitiosa Napoli: & io vi dico ch'egli non poteva morire in -piu accommodato luogo, accioche facilmente in ogni luogo si risapesse -il suo felice trappasso: qui voglio far fine al mio scrivere acciò non -paia che io mi diffida della vostra prudentia, ne voglio piu piangere, -accio non si creda che io dubiti di non vederlo al novissimo giorno -risuscitato. Di Ferrara nelle nostre case alli XXV. di Ottobre. - - -GIULIA GONZAGA CONTESSA D'ARCO. - -State fanciulla mia quanto piu potete dalli huomini nascosta: celatevi -a tutte l'hore dalli occhi de belli et impudichi amanti, li quali, à -guisa de Basilischi & Catoblepi sol con l'aspetto uccidono le semplici -& mal accorte fanciulle: non vi curate che si spargi fama della -vostra corporal bellezza; curatevi sol che di voi si dica che savia -& pudica siate, & che proposito vi habbiate l'honestà davanti alli -occhi per unico segno di tutte le vostre attioni. Io non vi saprei -mai darvi il miglior rimedio, ne porgervi la piu singolar cautela, -che di star lontana dal fuoco non volendo abbrucciare: attenetevi -a questo medicamento, che fedelmente vi dimostro poi che d'altro -migliore non vi so provedere, colpa veramente della miseria humana -c'ha si scarsi i rimedij a suoi mali: i Cervi col mangiar del Dittamo -si fanno uscire le saette dal corpo, & se dal Phalangio son percossi -si medicano mangiando de Gambari, le lucertole offese da serpenti, -ricorrono ad una certa herba lor molto amica, et tosto rimediano alle -ricevute offese: le Rondinelle soccorrono alla cecità de lor pulcini -con la Chelidonia: le testugini col mangiar della Cunila fortificano le -forze contro de Serpenti: le mustelle con la ruta si confortano, pria -che dieno la caccia a topi: le cicogne pigliano vigore dall'origano: -li porci selvatici dall'ellera: i serpenti dal succo del fenocchio: -i dragoni dalla latuca selvaggia: le Pantere si aiutano con le feci -humane; l'Elephanto con l'herba detta camaleonte: li orsi lecando -le formiche: la palumbe, i Merli le perdici, & le cornacchie con le -frondi dell'alloro si medicinano: & noi soli nel riparare alli danni -che n'arrecano le facelle d'amore, siamo prive di ogni consiglio & -di ogni argomento contro qualunque vitio si puo virilmente a viso -aperto contrastare: ma con la lussuria non con altre arme, conviensi -combattere, che con prestissima fuga: qui bisogna volgere le spalle se -vincer si vuole: ne crediate già che dishonorevole sia cotal fuga. se -aviene carissima figliuola che pungere vi sentiate il cuore da stimoli -amorosi, recatevi subitamente per la memoria quelle pungenti spine che -trafissero il cervello al Redentor del mondo: recative per la memoria -quei acuti chiodi co' quali fu confitto sul legno della Croce il -fattor del cielo, & della terra: forse che con simili contemplationi -raffreddarete i riscaldamenti della carne: miglior consiglio non vi -saprei io dare (se del mio corpo uscita foste) accettatelo adunque con -quello affetto che io vel porgo; & ponetelo in essecutione senza farvi -sopra alcuno indugio, & me amate. Di Piacenza alli XX. di Agosto. - - -FRANCESCA VIDASCA ALLA ILL. S. POTENTIANA CONTESSA D'ARCO. - -Io mi sono infinitamente rallegrata, udendo che partorito habbiate -un bello & dolce figlio: raguagliata poi che io fui dell'hora ch'egli -nacque incontanente mandai per dui miei famigliari, nelle Astrologiche -divinationi piu periti & instrutti di Apollonio Tianeo & di quel -Conone da Virgilio ne suoi versi pastorali mentovato & feci lor fare la -natività del ben nato fanciullo: & senza alcuna controversia ritrovorno -ch'egli sarebbe & piu bello & piu casto di quel Cesto, la cui bellezza -& castità descrisse già Martiale dicendo QUANTA TUA EST PROBITAS, -QUANTA EST PRAESTANTIA FORMAE CESTE PUER, PUERO CASTIOR HIPPOLYTO? -ritrovarno di più che egli non sarebbe men bellicoso & martiale -di Pirro ò di Leonida: non hò io adunque ragione di rallegrarmene? -Attendete pur voi S. Contessa a far il debito vostro, procurandoli -balia honesta che non s'imbriachi, & che non sia nella lingua -dissoluta & licentiosa: quando sarà poi tempo ch'egli si ponga sotto la -disciplina et de litterati precettori & alli essercitij cavallereschi -tutto si applichi; non dubito che l'Illustre C. Sigismondo non faccia -quanto se li converrà di fare perche sostenga l'honor della casa -d'Arco: ne altro dico. Iddio vi conservi tutti in lieta sanità & faccia -sempre si felicemente prosperar i casi vostri, come io di perfetto -cuore il bramo, & a tutte l'hore il desidero. Di Trento alli XX. del -presente. - - -CATHERINA LANDESA TRIVULZA ALLA S. PAULA SCOTTA CONFALONIERA. - -Alla venuta del Prencipe di Spagna (se altro non occorre che ci -impedisca) farassi recitare una bellissima Comedia, nella quale (se il -mio giudicio non m'inganna) vi saranno Istrioni & recitatori non men -faceti & piacevoli di quel Stephanio chiamato da Svetonio togatario, -percioche fu il primo che recitasse Comedie con la toga: ma che dico -io di Stephanio? vi saranno recitatori da far vergognare Rubrio, -Cilisco, Theocrine & quel Castore di cui favella Horatio nelle sue -Pistole dicendo AMBIGITUR QUID ENIM CASTOR SCIAT AN DOCILIS PLUS. Il -soggetto della comedia è bellissimo, pieno di varia instruttione, à -tal che io giudico che non s'ingannasse punto colui che disse che la -comedia era maestra della vita nostra, anzi uno specchio, nel quale -rappresentavansi non sol le astutie & furti servili, ma dipingevansi -anchora li inganni delle meretrici, i brutti vantamenti de soldati, -la falsa religione de mali preti, & mille altre cose, atte all'humana -instruttione piu di qualunque altra sorte di Philosophia: di che -disponetevi di venirci a trovare, che niuna piu grata cosa ci potreste -al presente fare. state lieta. Da S. Fiorano alli XII. di Novembre. - - -GENEVRA VILLA FUORA A M. PETRONIA VERERA. - -Vostra Cia parlò alli di passati con esso meco lungamente di voi, & fra -molte cose ch'ella mi disse, si fu che eravate tutta oppilata: habbiate -(vi prego) miglior cura de fatti vostri di quel che havete havuto -fin'hora & schivate di mangiar cibi generativi di ostruttioni, come -sarebbe cacio, pesce & vini carchi di colore ispetialmente dolci, delli -quali siete sovra modo vaga: non mi dispiacerebbe che quando vi levate -la mattina per tempo & vi sentite d'haver ben digesto il cibo, vi -faceste far pianamente le fregagioni. loderei anchora che voi faceste -piu esercitio di quel che fate, non dico già che n'andiate alla caccia, -ne in su la guerra come Diana & come Arpalice era solita di fare: ma vi -dirò bene che non biasmerei giamai che alle volte anzi, che ogni giorno -giuocaste alla palla: qui forse voi vi riderete di me essortandovi -io ad uno essercitio usitato da gli huomini & non dalle donne: & -io dimanderei volentieri a voi perche non si appartiene egli cosi -alle donne come alli huomini essendo la palla inventione di Anagalli -fanciulla di gran valore? nel quale giuoco tanta utilità consiste che -non mi par punto maraviglia se Galeno ne scrisse si gentil trattatello -come egli ne scrisse. l'è vero che alle volte piu mi piacerebbono -quelli esercitij, nelli quali sono egualmente esercitati lo spirito col -corpo, che sarebbe il passeggiare per le colline pian piano, ragionando -dell'infinito valore c'hebber le donne antiche, et cosi formar l'animo -alla imitatione di quelle: ne altro per hora vi dico. state lieta & -amatemi. Di Napoli alli XXX. del presente. - - -SULPITIA BIRAGA ALLA S. ZENOBIA VISCONTE. - -Hò presentito che vorreste pigliar marito & desiderareste haver il -capitano Nicolò Franciotto: mi maraviglio del giudicio vostro che -tal persona desiderate, non dico ch'egli non sia nella sua patria -nobile, non niego ch'egli non sia nell'arme valoroso, & tanto amico -d'honore quant'altro sia a servigi del Christianissimo Re: ma ben -vi affermo che se lo togliete, non saprete il piu delle volte se -voi siete pesce ò carne. quando pensarete d'haverlo presso di voi, -eccoti che ito sarà in Constantinopoli ò che si apparecchiarà per gir -alla corte: quando pensarete d'essergli fitta nel cuore, li sarete -caduta dalla cintola. credendo poi ch'egli n'habbi a noia, vi terrà -sopra del capo ne si vedrà satollo di vezzeggiarvi, si che a voi -lascio considerare se questo è un cervello da sceglier per marito. -non gli darebbono nel capo quanti arcieri ha l'Isola d'Inghilterra. -misera voi se li capitate alle mani: io vi consiglierei piu tosto di -gire alla Contessa di Guastalla & supplicarla ch'ella vi ricevesse -nella sua santa compagnia et ivi esercitaste lo spirito nelle devote -meditationi, & il corpo con le atroce discipline castigaste: vi parerà -d'esser in paradiso, tanti angelici spiriti in questa devotissima casa -ritrovarete. oh come sarebbe questa molto meglior elettione che di -farvi moglie d'un soldato, pensate voi forse ch'altro sia il soldato -che una vitima la quale d'hora in hora stia per sacrificarsi al Dio -Marte? niuna conditione d'huomini è di natura piu iraconda et rapace -del soldato, et voi cercate di porvegli nelle mani non vi confidate -nella vostra bellezza per cioche egli non mirò mai ne mai fu d'altra -bellezza contemplatore che di quella de lo spirito non vi confidate -nella nobiltà del sangue Viscontesco, perche vi so io dire che sol -quella la nobiltà è da lui stimata che ha per suo fondamento la -virtù: ma di questo siami per hora detto a bastanza. io vi hò voluto -dir il parer mio: perche cosi ricerca l'amore che v'ho lungamente -portato, cosi ricerca la fede che in me dimostraste sempre d'havere: -se'l mio consiglio non vi parrà buono, lasciatelo da canto, ma non vi -sia molesto di comunicarlo prima con la Signora vostra Cia donna di -pellegrino ingegno & di acuto giudicio dotata, & qui facendo fine alla -vostra buona gratia di continuo mi offero, & di perfettissimo cuore mi -raccomando. Da Milano alli XX. d'Aprile. - - -GIOANNA PAVERA A M. LUCIA NUGAROLA. - -Io non vorrei che si tosto vi fuste posta a comporre & lasciar si -facilmente veder da ogn'uno i componimenti vostri: ma vorrei che -pensato haveste che nell'imparar lettere diversamente avienne di quel -che avenir suole nel giuocar alla palla, dove in un medesimo tempo -s'impara & ricevere & mandare: ma nelli studi ricercasi di ricevere -prima avanti che altrui si mandi non senza misterio voleva Pithagora -che i suoi discepoli per spatio di cinque anni tacessero: ne senza -ottima ragione volle Horatio che per nove anni celati si tenessero li -scritti nostri: Non vi lasciate guidar dall'Ambitione: ma habbiate & ne -lo scrivere & in tutte le altre vostre attioni la modestia avanti alli -occhi. Di Piacenza alli XIIII. di Maggio. - - -HELENA BENTIVOGLIA RANGONA A M. ISABETTA OLDRA. - -Sono stata pregata di essortarvi alla virtu tutte le volte che mi -occorra d'haver fidato messo che a voi se ne venga, io lo farei -volentieri se ciò facesse di mestieri non sol per obedire chi mel -commanda: ma per far cosa che alla professione di donna amica, & -honesta non si disdica: ma certa sono io che si come il cavallo di -buona razza & di generoso spirito non hà bisogno de sproni perche -facilmente corre, cosi anche chiunque arde dell'amore della virtù non -ha bisogno di chi l'avisi & instighi. io vi hò sempre conosciuta non -sol amar la virtù: ma tutta ardere di santa emulatione tutte le volte -che v'è accaduto d'udire raccontar le valorose opere di qualche gentil -madonna: non mi accade adunque essortarvi ne speronarvi alla virtù -essendoci di vostra spontanea volontà tanto inclinata che piu esser -non si puote: ma sol attenderò a pregarvi che vogliate perseverare come -incominciato havete. state sana & lieta. Di Ferrara alli XX. d'Aprile. - - -D. LEONORA GONZAGA DUCHESSA D'URBINO ALLA S. VIOLANTE CARLONA. - -Io veggo chiaramente si grande essere in voi l'amore della verità -che di niuna altra cosa hormai piu vi curate, et per questo havete -lasciato gli studi de la vana Poesia & data vi siete alle piu sante & -piu segrete dottrine: felice voi di si bella & di si santa elettione. -ma perche non acconsente il S. Iddio che piu vicina vi sia di quel che -sono: accioche trastullar mi potessi alcuna fiata in quel vago giardino -della scrittura santa & imparar a formare & riformare la vita mia con -la contemplatione della obedienza di Sarra, con l'assiduo orare della -bella Iudit, & con la castità di Susanna. aventurata voi se saprete -perseverare come incominciato havete: guardative S. dalle insidie di -Sathanasso, il quale a guisa di Leone va circondando per divorarci; -si come ne campi da diligente capitano governati mai si tralasciano, -ne si ralentano le guardie: ne le sentinelle si scordano: cosi mai -dormir deve chiunque una volta entra nella militia christiana: ma deve -sempre star attento & vigilante sapendo d'haver a fare con nemici piu -di lui possenti, più di lui astuti & frodolenti: Iddio sia quello che -vi consoli et porgavi consiglio in tutte le vostre attioni. non cessarò -io mai di pregar per voi: cosi vi prego a far per me non meno bisognosa -di quel che voi siete. state lieta in Giesù Christo unico nostro -conservatore. Da Fossambrone alli XX. d'Aprile. - - -LUCRETIA DA ESTE ALLA S. EMILIA MORTELLA. - -Della mala compagnia che vostro marito vi fa, n'hò sentito tanto dolore -quanto sentir si possa: hò poi da l'altro canto sentito non mediocre -piacere intendendo che delle sue minaccie, & sciocche bravate hormai vi -sbigottite poco; & havete incominciato à farne quella poca stima che -meritevolmente far se ne deve: & pare che ottimamente l'intendiate, -imperoche molti mariti si ritrovano simili alli Cocodrilli, seguaci -verso chi li fugge, & fugaci verso chi li segue: cosi a punto sono -alcuni se si mostra haver di lor timore insuperbiscono & ferocissimi -divengono; ma se virilmente li sprezzi & lor fai resistenza si -mollifica incontanente la lor ferocità. fate pur a cotesto modo, ne -vi sgomentate, perseverate in esser animosa & ardita; perche ve ne -risulterà piu commodo che incommodo. Dal nostro Casino di Correggio. - - -SERPENTINA POLLITA A CHRISTINA FORUZZA. - -Io vi ho sempre sconfortata dal far l'amore & vi ho piu volte narrato -li gravi incommodi che dall'amor nascono: ne mai m'havete voluto -prestar grata udienza, di che ne sono lungamente vissuta in grandissima -malinconia & m'era nell'animo mio rissoluta di non farvene piu motto: -ma intendendo hieri da persona di somma fede in quanto pericolo & -di vita & di honore eravate per cadere. ho voluto dar luogo alla -pertinacia mia & di novo vi rescrivo che lasciate la pratica che si -strettamente vi havete con quel tristo & scelerato presa: non sapete -almeno che l'è si carico di mal francioso ch'egli a gran fatica si puo -porre le mani in capo egli s'ha giuocato hormai infin'alle brache, & -non ha di che regger & sostentarsi. Ò infelice voi se mai voglia vi -viene di prendere per marito questo bricone, questo furfantaccio inutil -peso della terra: Deh se sapeste quel che ad ogni lato sento per le -case buccinare di questa vostra novella pratica vi nascondereste per -vergogna; ma a quel che mi aveggo l'havete perduta et havete fatto -una fronte di pietra & un viso di vetro tante volte v'ho sgridato, ne -mai vi siete rimossa da questa infame pratica. posso ben dir di voi -quel che disse il propheta FRONS MERETRICIS FACTA EST TIBI, NESCIVISTI -ERVBESCERE. Scriverei piu oltre ma lo sdegno & la collera m'indebolisce -la mano. Di Roma alli XX. d'Agosto. - - -NOSTRA CONTESSA CAVRIOLA A MADAMA DI TAMPE S. - -Intendo Madama, che doppo la morte del Christianissimo Re Francesco, -vi si è di mala maniera mutata la sorte: & dove prima la fortuna -vi mostrava un viso si lieto, & si giocondo, mostravel hora tutto -torbido & dispettoso; & havervi da si alto luogo, posta, quasi al -fondo dell'abisso: me ne è duolto & incresciuto assai, ma che s'ha -però da fare? conviene sofferire in pace, ciò che vuol la fortuna, -la quale signoreggia in ogni cosa; ne senza causa disse quel gentil -Poeta. TE FACIMUS FORTUNA DEAM COELOQUE LOCAMUS. Consolative Madama -con l'essempio di Dionigi Tiranno, il quale fu costretto andar in -bando, & insegnar l'Alfabetto a fanciulli nella città di Corintho. -consolative con l'essempio di Valeriano Imperadore; & di Pazaite Re de -Turchi, li quali furono astretti far ufficio de scabelli, l'uno quando -Sapore Re de Persiani, & l'altro quando il Tamberlano voleva montar -a cavallo. Indolcisca questa vostra tanta amaritudine la calamità di -Suadocupo Re di Moravia & de Bohemi, il quale con una veste tolta -in prestanza, s'invecchiò fuggitivo fra le selve, & le spelonche. -Conforti i vostri duri casi, l'acerba fortuna di Leggittimo, figliuol -di Perseo Re di Macedonia, il quale per sostentarsi, & per non morir -di fame, fu costretto doventar fabro: non vi disperate punto, ma -sperate di ritornare tosto alla prima fortuna: sel fu cosa facile ad -Helena madre di Costantino di humilissima gente nata doventar moglie -di Costanzo imperadore, perche non sarà piu facile a voi, di ritornar -nel primo grado? fu facile a Rodope vilissima meretrice doventar Reina -dell'Egitto et non sarà facile a voi, il ritornare, dove prima eravate? -Deh state di buona voglia, et di cuor rallegratevi, che tosto tosto -vedremo la fortuna raserenata. Da Pudiano alli XX. d'Agosto. - - -VIOLANTE MAURITIA CONTESSA DI GAMBARA A M. GIULIA ROSA. - -Quella povera vedova carica de figliuoli, qual raccomandai l'altro -giorno alla cortesia vostra, m'ha rifferito con mirabil gratitudine -di animo, quanto siete stata verso di lei amorevole, & liberale. Io -ve ne ringratio non sol da parte sua, ma anchora da parte dell'ordine -donnesco, poi che non sol per questo effetto novamente fatto, ma anche -per molti altri lungo tempo usati, voi certamente fate le donne per -liberalità al mondo riguardevoli. Hebbe l'età passata Lucina Romana. -Paula Busa, Theolinda Reina, Pudentiana & Praxeda, che nell'esser -liberali fronteggiavano con gli huomini, et l'età nostra si puo a -ragione gloriar d'haver M. Giulia Rosa piena di bontà & di virtù. -Perseverate sorella in questi buoni ufficij, se volete eternamente -vivere, ne giamai esser alla morte sottoposta. Per la virtù della -liberalità Cipriano acquistò il cielo dando ciò che haveva à poveri -di Christo. Abdia nudrì cento propheti nascosti nelle spelonche, dal -furore di Iezabel: Othone terzo Imperador adornò l'Alemagna d'infiniti -monasteri: per la liberalità famosi al mondo son divenuti, Theodorico, -Titto Vespasiano, Traiano Imperadore, M. Scauro, M. Aurelio, et -altri molti. Si che ritenete questa virtù acciò che l'altre Madonne -Bresciane, pigliando da voi l'essempio, imparino ad esser liberali, & -facciasi cessare & andare in domenticanza quel bugiardo detto, che si -sovente contra di noi usurpano le maligne lingue de gli huomini. AVARUM -MULIEBRE GENUS. ne altro per hora vi scrivo, piacciavi salutar in -nome mio, & del conte Giovan Francesco mio consorte la nostra Contessa -Avogadra, qual non veggendo parmi esser divenuta del tutto cieca. Di -Prato Alboino alli X. d'Aprile. - - -MADDALENA CALZAVELA ALLA S. CONTESSA AVOGADRA. - -Mi è paruto amorevole ufficio & a ben affettionata appartenente il -pregarvi che vogliate pacientemente sofferire la deliberatione che -ha fatto vostro figlio di andar in Levante: certamente non sol la non -si deve riprendere, ma dico di piu che ella merita loda oltre che l'è -senza pericolo alcuno, imperoche governati sono da un nocchiero piu del -navigare esperto & delle stelle instrutto, che non fu mai quel Telone -di Marsiglia, di cui favellando Lucano cosi scrisse. Dirigit huc Puppim -miseri, quoque dextra Telonis, Qua nullam melius pelago turbante Carine -Audivere manum, nec lux est notior ulli crastina, seu Phoebum videat, -seu cornua Lunæ: semper venturis componere garbasa ventis, il nocchiero -adunque è si esperto come voi udite, la nave è forte & si ben compacta -quanto fusse mai quella nave Atheniese chiamata paralo destinata a -condurre i Peregrini in Delpheo, & voi non vi assicurarete che debbano -andar sicuri dovunque vogliono, et sani et salvi donde si partirno -ritornare? Volesse Iddio che fusse venuto tal desiderio a Traiano mio -figliuolo, che ne sarei ben lieta & ben contenta. Quanta contentezza -credete voi Signora ch'egli sentirà veggendo Damasco dove fu creato il -primo huomo? vedrà sottilissimi artificij, & i piu bei giardini, che -mai natura producesse ò diligente giardiniero coltivasse. Contemplarà -dove l'Apostolo fece la prestissima fuga, quando a petitione de Giudei -pensò il governatore di Damasco d'incarcerarlo; vedrà la casa dove -da fratelli sostentato, celatamente stavasi insegnando il Vangelo; -scorrerà gran parte della Grecia, saliranno il monte Libano, dove -l'aria è si benigna, che quando gli huomini ci muoiono di cent'anni, -si dice che sieno morti giovani. Vedrà parte di Giudea, di Siria & -di Phenicia: vedrà il Sepolcro del Redentore del mondo, & adorerà -dove stettero i piedi suoi, tutto di santa dolcezza s'intenerirà -contemplando que santi misteri di Gierusalemme: & quando mai altro -non ne riportasse, non è assai quel che scrive S. Girolamo che meglio -de gli altri intenderanno Demostene quelli che havranno peragrato la -Grecia? & meglio intenderanno le scritture sante quelli, che havranno -veduto la Giudea? qual utilità non speraremo adunque da questa sua -peregrinatione l'una & l'altra parte veggendo? state sopra di me, -ch'egli ritornerà molto piu devoto che non vi andò, & gran solazzo -sentirete udendolo raccontar quelle stupende memorie ch'egli vedrà: -parerà un nuovo Ulisse, che dipinga il sito di Troia & l'accampato -essercito de Greci. piu oltre non mi stendo ma qui fo il fine: Iddio -da mal vi guardi, & lungamente in sanità vi conservi: di casa nostra -alli XIIII. d'Agosto. havrei fatto piu volentieri questo poco ufficio a -bocca, se impedita non mi havessero alcuni novi accidenti. - - -CAMILLA SUARDA MARTINENGA A M. DOROTHEA CAP. AVEROLDA. - -Hò risaputo da piu persone, molto attristarvi & esser maninconica sopra -modo per esser rimasta dalla infirmità che l'altro anno vi sopragiunse, -alquanto zoppa: certamente io non vi veggo cagione alcuna perche ne -rimagnate si dolente. De molti leggo che zoppi furono, ne perciò -sono di fama men chiara & honorata. Fu zoppo l'Epiteto philosopho -Gieropolitano, ne perciò rimase d'esser gratissimo a gli huomini & alli -Dei. Cocle & Philippo Re de Macedoni, non sol non si dolsero dell'esser -fatti zoppi, ma sell'arrecarono a gloria. Zoppa fu Lambda di Corinto & -pur eternamente vive nelle dotte carte di Erodoto si che consolatevi & -datevi pace, Iddio ringratiando che non vi ha fatto ne ballarina, ne -corriera, ne lottatrice dove l'esser zoppo disconviene: state lieta, -& amatemi, perche io amo singolarmente voi. Da Farfengo alli XII. -d'Agosto. - - -LA CONTESSA AURELIA VERDELLA ALLA S. SULPITIA BIRAGA. - -Non vi turbate piu che il fattor vostro, si sia partito da voi, che -per questo il cielo non vi caderà su le spalle. L'è pur gran cosa la -pusilanimità delle donne moderne; perche non possiamo far nulla, senza -l'aiuto de gli huomini, & pur si puo far senza essi in molte cose; -cosi si potesse senza la lor opra mantener l'humana schiatta; io per -me ne sarei molto ben contenta tanto m'hò recato in odio questo sesso -diabolico, prodotto da Dio per nostra eterna peste, per nostro continuo -danno & per nostra perpetua rovina. Io m'hò deliberato di far mia -vita con esso voi; quanto piu tosto havrò maritato le mie figliuole, -con patto però, che mai salvo quanto la necessità ci astringerà ci -lasciamo pratticar huomini per casa. Vi prometto la mia nuda fe, che -vorrei piu tosto veder la faccia di Sathanasso che veder un'huomo. -Siano benedette le Amazoni, sian benedetti Ceneo, Iphi, & Tiresia, che -mutar il sesso mascolino in feminino, & gran bestia credo fusse quella -Arestusa che di femina in maschio si rivolse, et questo fece quello -istesso giorno che sposa haveva da essere. Non dubitate punto che se -faremo la vita nostra insieme, che poco di mestieri non ci habbi da -esser l'opra de gli huomini: governaremo noi i nostri poderi, & con -maggior diligentia ch'essi non farebbono: lasciate pur andare me su -per i mercati, & su per le fiere a far la fattoressa, che non hò paura -che alcun m'inganni, sel fusse ben piu astuto di quel Pirrandro di cui -fa Aristophane memoria; non ho paura che alcuno mi uccelli sel fusse -ben piu versuto di Eucrate, di Cantharo Atheniese, di Phrinonda, di -Hiperbolo, & di qualunque altro per astutia famoso. non temo che alcuno -contra mia voglia mi ci faccia stare s'egli mutasse ben piu forme di -Metra figliuola di Erisitone, piu di Acheloo, & piu di Periclimeno: sel -ci sarà bisogno comprar de boi per arare le pianure nostre, non saperò -io forse che debbano esser di membra pilosi, d'occhi negri & grandi, -di corna similmente negri, d'orecchie compresse, di fronte larga, di -narigi aperte, di grossa cervice & dal collo remota: di corpo grande -& ben costolato, di larghe spalle & di buone natiche. non so io forse -come s'habbino da governare le vacche? che i luoghi freddi le fanno -smagrire, che bisogni pascerle mentre gravide sono, in luoghi verzuti -& acquosi, due volte abbeverarle l'estate, & una sol volta l'inverno. -far di mistieri per esser buone c'habbino i ventri grandi, le orecchie -pilose, le guancie compresse, poca gamba, poca unghia, molta coda, & -gli occhi ben aperti; se farà bisogno comprar de porci, non so io chel -non bisogna che sieno ne lunghi, ne brievi, ma quadrati con l'orecchie -longhe, & con le gambette curte. non so io che l'andar col capo obliquo -è segno d'infirmità, & il mangiare ingordamente esser ottimo inditio? -non so io che di sei mesi sono possenti a generare? Sel farà mestieri -di comprar delle pecore, io le comprarò di lana molle et spessa, di -corpo grande, & di humil gamba: non saperò io raffrenar la ferocità de -montoni col perforargli le corna vicine a gli orecchi? sel bisognerà -comprar delle capre, & governarle; si che non so forse i precetti di -Columella, si che non so quel, che Varrone ne dica, & di qual forma -esser debbano. Lasciate pur far a me, disponetevi voi di non ripigliar -marito, & di sgombrar la casa d'huomini: lasciate Monsignor vostro -figlio nella sua badia, & del resto non vi curate. Io farò venir dodici -femine di Schiavonia grandi & grosse, che pareranno a vederle dodici -Colossi, araranno, zapperanno, cucinaranno, vi prometto, che una di -loro, & la piu debole, farà fattione per quattro huomini, m'havete -inteso pensate a quanto v'ho scritto; & datemi risposta (il piu tosto) -che possibil vi sia. Artemisia & Olinda mie obedientissime figliuole vi -salutano. Di Rivoltela alli VII. di Luglio. - - -ISABETTA GONFALIERA ALLA S. CONTESSA COGNATA -CARISSIMA. - -Vostro marito, mio fratello (per quanto intendo) è ito a Roma per dar -hormai qualche termine alla già incominciata lite; & voi di cuor troppo -tenerella, non ve ne potete dar pace, & ve ne state sempre temendo, che -gli uccelli dell'aria non vel rubbino come già pel passato ne rubbarno -Ganimede. temete del continuo non vi sia inghiottito, ne mai per un -momento d'hora, havete l'animo di timor voto & casso & che sarebbe -poi quando piu non ci ritornasse et che li convenisse lasciar l'ossa -fuor di Piacenza? sarebbe si gran cosa? non è forsi mai piu accaduto -che uno naschi in un luogho & muoia nell'altro? Pithagora nacque -in Samo, & morì in Metaponto. Marco Tullio nacque in Arpino, crebbe -in Roma & spirò nel seno Gaietano. Sulmona generò Ovidio & Ponto il -suffocò. Carthagine partorì Terentio, Roma l'instrusse, & Arcadia l'ha -sepellito. Nacque Cirro in Persia & è poi morto in Scythia. A Catone -dette Roma il principio, & Uttica il fine. Roma generò gli Scipioni & -Spagna gli estinse. Havendo noi tutti a morire, non è meglio di morire -ne piu famosi luoghi et dove maggior conto si tenga delle anime de -trappassati? Io per me sel fusse in mia elettione non vorrei morir -altrove che in Roma. Crederei incontanente per la santità de Romani -Prelati et per l'innocentia & purità del sangue Romanesco di volarmene -ratto, ratto in Paradiso. Crederei anchora di far piu gloriosa morte, -morendo dove sepolti giacciono tanti virtuosi poeti. Quivi (se nol -sapete) giaccion sepolti Horatio Pugliese, Ennio Calavrese: Statio di -Narbona: Ausonio di Burdegallo. Duo Senechi con un Lucano Cordubesi. -Qui giaccion l'ossa di Plauto d'Arpino, di Lucillo, di Arunco, di -Pacuvio Brundusino, di Giuvenale d'Aquino, di Propertio d'Umbria, -di Valerio d'Antio, di Catullo da Verona, di Varo di Cremona, di -Gallo da Forli, di Actio da Pesaro, di Cassio da Parma, di Claudio -da Firenze & di Persio da Volterra. Hor fra tante nobilissime ossa, -non vi potrebbono anchora star l'ossa del Conte Oldrico, se cosi -a Dio piacesse? deh state lieta, consolatevi: perche cosi facendo, -consolarete me & siate certa che tosto tosto, con la vettoria in mano -fara ritorno. Da Gazino. - - -ARMELINA PAVERA A M. LIVIA COCAIA. - -Mi credo che voi vogliate che i figliuoli vostri imparino senza haver -mai precettore: & dove vedeste voi per alcun tempo farsi mai tal -cosa? Protagora huomo di si veloce ingegno hebbe per suo precettore -Evablo. Seneca si docile fu discepolo di Socione M. Tullio di Molone. -Talete fu discepolo di Anasimandro. Anasimene di Anasagora, Socrate di -Antistene: & voi volete che i vostri figliuoli imparino senza haver -chi lor insegni le buone lettere? Voi siete solita di dire, che i -vostri figliuoli sono troppo belli, & che temete che da qualche mala -conversatione corrotti non sieno. Certamente belli son essi: pur non -credo che le vostre figlie avanzino ne Licori, ne Lesbia, ne Lavinia. -similmente non credo che i vostri figli superino ne Leandro, la cui -bellezza celebra Museo, ne Hippolito, ne Marato da Tibullo tanto -lodato: hor questi pur indifferentemente con ogn'uno conversarono, -ne mai biasmo alcuno ne riportarono: si che S. mia, uscite di questo -sospetto & lasciate andare i maschi alle publiche scuole, & alle -femmine procacciate di dotto & honesto precettore, non li lasciate -consumare il tempo in otio, perche l'è troppo mal nemico de buoni -ingegni: state sana. Di Piacenza alli XX. d'Aprile. - - -LAURA B. AVEROLDA ALLA S. DIANA BELASA NIPOTE CARISSIMA. - -Io vi invio una fante, sufficiente in acconciarvi il capo più di -Cipasi, fante di Corinna; della quale Ovidio in una sua Elegia cosi -scrive. COMENDIS IN MILLE MODIS PERFECTA CAPILLIS COMERE, SED SOLAS -DIGNA CYPASSI DEAS. Io ve la do per molto piu amorevole che non furono -mai Carmione et Neera donzelle di Cleopatra. L'è piu sufficiente di -Cibale fante di quel Similo lacui povertà descrive Virgilio nel Moreto. -trattatela (vi prego) bene al vostro solito, & non facendo per voi, -rimandatemela: perche ho mia sorella che me ne fa instanza grande -per haverla: non altro, ve le bacio et me offero a vostri servigi -prestissima come un baleno. Di casa alli VII. d'Aprile. - - -VIOLANTE CALASSINA À M. E. F. - -Intendo che giorno & notte vi lagnate, & fate gran querele contra -di Amore, perche l'amante vostro, v'ha si repente abbandonata -& ha collocato l'amor suo in piu nobil luogo di voi: sopportate -patientemente questa maschile inconstantia, non fu mai che gli huomini -non fussero pieni d'instabilità & di leggierezza, ma che fareste voi se -lasciandovi, si havesse preso qualche rognosa furfantella, al che fare -non fu forse molto lontano? egli s'ha preso una giovinetta per amante; -la quale, non vide mai camiscia d'huomo, l'è piena di modestia, ha -un'animo regale, una persona svelta, non credo che Diana l'havesse piu -disciolta: l'è di sangue illustre, si che datevene pace, & consolate il -cuor vostro, con l'essempio della simplice Ariadna, dell'infelice Dido, -& della mal'aventurata Philide, & perche figliuola mia siete anchora -tanto giovane, che facilmente potreste un'altra fiata incaparci, -guardatevi da questi giovinacci spensierati, io vi so dir che la ci -frulla: non dico piu per non esacerbare il dolor vostro. chi vi fece il -duro colpo quel anchora vi risani. - -Dalla Mirandola alli XXV. d'Aprile. - - -CATHERINA SUSIA A M. GENEVRA SORANA. - -Mi è sommamente ricresciuto del travaglio di M. Lelia; ma suo sia -il danno, non le dissi io sempre, che quella sua creata le farebbe -poco honore? duolmi del caso occorso, & della infamia, nella quale è -publicamente caduta. ma cosi se le potesse rimediare all'honore come -facilmente si rimedierà che non perda la dote. L'è vero che le leggi -ordinarono che qualunque donna sia convinta d'haver dato ad alcun -huomo, che marito non le dia pur un bacio non che altro, perda la -dote: ma l'è similmente vero, che sel si puo provare, che'l marito sia -stato consentiente per alcun tempo alle dishoneste voglie della moglie, -non la puo in modo alcuno perdere. hor questo proverassi agevolmente, -si che consolate M. Lelia da parte mia, & a voi mi raccomando. Dalla -Mirandola alli X. d'Agosto. - - -MARGHERITA DELLI UBERTI STANGA A M. B. R. - -Non mi piacque mai che lungamente habitaste in queste contrade, dove -tante meretrici sogliono, non senza contagione delle honeste femine -habitare, se l'uva frauda guasta l'uva sana, che le sta al dirimpetto; -quanto peggio averrà a quella giovinetta che vedrà a tutte l'hore gli -dishonesti & lascivi abbracciamenti delle vicine? se una pecorella -rognosa, è atta a contaminar tutto 'l gregge, che speraremo noi di -si morbosa conversatione? & forse che a queste vostre vicine, basta -tener la vita da triste, & lussuriose, se anche ne nomi le antiche -triste non imitano, rebattezandosi & in luogo di Maria, Francesca, -Orsola, Helena, & Antonia. Chiamarsi Glicerio, Phrine, Taida, Flora, -Lida, Philena, & Callidena. per mio consiglio adunque levatevi di -cotesta vicinanza, imperoche non mancano a nostri tempi, chi sappia far -l'ufficio di Dipsa: che fuggiva da Ovidio per i suoi ruffianesimi nelle -sue Elegie flagellata; non ci mancano delle Hilarie, de Crobili, de -Cinnari, & de Siloni, nel ruffianeggiare sommamente esperti et dotti, -si che levatevene quanto piu tosto potete, schivate i pericoli che vi -soprastanno, se non volete essere sprovedutamente pressa state sana che -Iddio da mal vi guardi. Da Cremona alli X. d'Agosto. - - -MADAMA LA GRANDE A M. GALERANA DA FAENZA. - -Per le vostre lettere ho inteso quanto mi scrivete della vostra -indispositione: dogliomi che nell'arte della medicina non habbia fatto -maggior profitto: che tutto lo dispensarei in beneficio vostro: pur -io vi darò quel consiglio che meglio saperò darvi, volesse Iddio che -haveste fatto a mio modo, quando vi gridava che non voleste starvi -pigliando il fresco scoperta a tutte l'hore come voi facevate: che -non vi pigliaste tanto piacere di seder su le pietre, che vi guardaste -da bagni d'acqua fredda, & non mi deste mai udienza. hora sia vostro -il danno, & mia la fatica di soccorrervi: sappiate che d'altra -cagione non procede questa relassatione di matrice, che dalla molta -abondanza d'humori freddi, & da nervi mollificati: dicovi pero che se -l'è solamente scesa al basso, ne fuori esce, potersegli agevolmente -rimediare con l'odorare ambra, balsamo, muschio, spico storace, & -altri simili cose; & per di sotto profumarsi con cose fetenti, come -sarebbe con panni lini riarsi: fomentarvi il belico con lana di vino -et d'oglio bagnata, ma se per mala sorte l'esce fuori, distemprinsi -le sopradette cose arromatiche con succo di assenzo & con una penna -s'unga il ventre, & dopoi piglisi questa bevanda R. rutæ, castorei, -Artemisiæ, partes æqualeis; decoquantur in vino usque ad consumptionem -duarum partium ponete poi un sacchetto di formento cotto hor sopra -il ventre, & hor sopra il belico, & con dolce mano pongasi dentro -la matrice, poi fatevi far un bagno dove habbino bollito balaustie, -rose, cortecchie di mel granato, galle, sumach, mirtilli, follie & -cortecchie di quercia, giande, noci, cipresso, & lenticola. Usatevi -a mangiar cotogni, nespole, sorbe, poma agre, et simili frutti. Il -vostro vino sia temperato & habbi in se alquanto del stitico: quando -cotesto non vi giovasse serbatevi quest'altra ricetta R. pulveris de -corde cervi folliorum lauri, anna, dracmam .i. mirrhæ scrupulum .i. -distemperentur trita cum vino, & perpotanda exhibeantur. Se sentirete -la matrice poi che sarà al suo debito luogo riposta esser troppo -calda: pigliarete oppij scrupulum .i. adipis anseris, Scr .i. Ceræ, -melis, anna, Scrup .iiii. olei unciam i. Albumina duorum ovorum, & lac -mulieris: commisceantur, & per pessarium inijciantur. Se vi nascesse -qualche infiatura, ò vero apostema piglierete la ricetta qual vi mandai -l'estate passata, essendo in zena: se altro occorre in che vi possa -far beneficio fate ricorso a me, che per la carità Christiana non vi -verrò mai meno, & se le forze del mio sapere intorno a tal professione, -non saranno bastevoli per soccorrervi, non ci mancheranno delle donne -che ne sapranno al par di Galeno, di Aetio, di Sorano Ephesio, di -Theophilo, d'Antonio Musa, & dell'eloquente Celso. Vi farò toccar con -mano esser nella mia picciola giuridittione contadinelle da star al -paragone con i piu dotti Phisici c'hoggidi sieno in Padova, ò nella -dotta Bologna. Di Zena in Parmegiana alli X. d'Aprile. - - -CLARA DE NOBILI A M. ALESSANDRA NOSSONA. - -Per vostre lettere, mi richiedete che voglia scriver il parer mio -circa la Fecondità & sterilità vostra: non so se vi date ad intender -che per esser io moglie di medico, dotta sia nelle cose a medici -appartenenti. Siete veramente errata, se ciò vi pensate: non voglio -però negare di non haver letto la parte mia, & di non essermi alcuna -volta sforzata di far parer al mondo, che noi femine siamo si capaci -di dottrina, quanto sieno gli huomini pur che ci vogliamo attendere -si che non mi voglio ritrar di non manifestarvi liberamente quanto mi -soviene già d'haver presso de scrittori & Greci, & Latini, piu d'una -fiata diligentemente osservato. Dico adunque trovarsi alcune femine, -le quali sono al concepir inette ò per esser troppo magre, ò troppo -grasse: ne so in qual grado vi debba per anchora riporre non havendovi -già molto, veduta. sonoci anchora alcune donne, le quali hanno la -mattrice tanto lubrica, che ritenere non vi si puo il seme ricevuto, la -qual cosa potrebbe però accadere per difetto di vostro marito, il cui -seme, fusse tanto liquido, che fuori, subitamente come dentro è entrato -ne sdrucciolasse, o vero potrebbe ciò avenire, perche havesse vostro -marito i testicoli grandimente freddi, ò secchi, non ve ne tribolate -adunque poi che l'esser sterile, puo cosi accadere per mancamento de -gli huomini, come per mancamento delle donne: scrivetemi voi tutti -gli accidenti che vi avengono, acciò possa comprendere se sterile -siete per la molta calidità che abbruggia il seme, ò per la humidità -soverchia, che lo suffochi: se dal canto vostro procederà vi soccorrerò -con pochissima fatica, & quando dal marito vostro procedesse, io vi -darò un'unguento generativo de molti spiriti & con cibi producitori di -seme, cioè con cipolle, pastinache domestici, & simili cose lo farò -divenir fecondo piu che Priamo: ma se verrete a bagni di Villa col -vostro consorte, provederò che sappiate da cui di voi dua proceda: se -mi accorgerò che in niuno di voi sia il difetto, desiderando d'haver un -figlio maschio, pigliarò la mattrice, & la natura della lepre qual farò -seccare, & spolverizata la bereta, con un poco di vino & senza dubbio -gravida rimarrete; non altro per hora vi scrivo; amatemi, & di me, -servitevi, perche vi servirò viè piu che volentieri: prego che Iddio -vi consoli, & faciavi tosto divenir madre della piu bella figliuolanza -c'habbi la città vostra. - -Di Lucca alli XX. di Settembre. - - -MAMMA RIMINALDA A M. FLAMINIA VISCONTE. - -Non mi poteva dolcissima sorella venir la piu grata nova che -d'intendere che siate gravida, per laqual cosa, io vi prego, & vi -scongiuro, a volervi di sorte governare, che il desiderato parto -senza alcuna offesa venga a luce fatevi spesso de bagni & ungetive -il ventre con oglio di oliva, ò vero di viole, mangiate cibi leggieri -& digestibili. Se i piedi (per aventura) vi enfiassero, ungeteli con -oglio rosato & aceto: & perche siete solita di abortire, faretevi far -dal vostro speciale, la presente polvere Seme d'apio, ameos, menta: -parte uguali dracme .iij. mastiche, garophili, cardomomo, radici di -rubea maggiori parti uguali dracme .iij. Castorio Zedoaria, ireos parte -uguali dracme .ij. zuccaro dracme .y. pigliarete questa polvere col -mele, & nel vino ne infunderete tre scruopoli per volta & sarete sicura -non sol di non sconciarvi mai: ma ne scacciarete di più ogni ventosità -che nel corpo vi habbiate: ponete cura (vi supplico) a casi vostri, -se desiderate che viviamo per voi contente. Se potrò, non mancherò di -ritrovarmi presente quando partorirete gioveravi molto per partorir -senza difficultà, il portar corallo sospeso al collo, & avanti l'hora -del parto, ber un poco di rasura d'avorio: fra tanto vivete lieta & -non vi date maninconia di cosa che vi accaggia. Di Ferrara alli XV. -d'Aprile. - - -NICOLA TROTTA A M. LUVIGIA BIRAGA. - -Per l'ultime vostre mi avisate vi faccia haver una balia per nodrire -un vostro nipotino, a cui è mancata la balia: hò usato ogni diligentia -per ritrovarne che fusse à vostro proposito: & doppo lungo cercare -una finalmente me n'è venuta alle mani la quale è giovinetta, di un -colore che par temprato di rose, & de ligustri: non è ne molto, ne -poco ch'ella hà partorito: non è pettiginosa & hà le mamelle ne troppo -grosse, ne troppo piccine: il petto ha largo, & è mediocremente grassa -di sua natura nemica di mangiar cose acute, salse, acetose & stitiche; -ha l'aglio, il pepe, & la ruccola a schifo, l'è di natura lieta & -gioiosa, il latte suo si ritiene su l'unghia. il che suol esser buon -segno: ha de l'altre buone conditioni che non scrivo per non esservi -prolissa nel mio scrivere: avisatemi se volete che ve la mandi che non -indugiarò, & in qualunque cosa servir vi possa commandatemi senza alcun -risparmio. Di Ferrara alli XIII. di Dicembre. - - -VIRGINIA TROTTA A M. MELIBEA DA PESARO. - -Hò inteso che pensate di maritar vostra figliuola a M. Alphonso -Toderino, & perche intendo che l'è giovane molto attilato & di -leggiadria non inferiore a qualunque Napolitano cavagliero, hò pensato -che sarebbe ottimamente fatto di provedere ad alcuni suoi difetti (al -mio giudicio) insopportabili; ispetialmente a quel puzzolente sudore -che dal corpo le n'esce, al fetore della bocca, a quella rognazza -che sempre le tiene le mani assediate & al mal puzzar che da piedi -le eshala. hò similmente fra me stessa pensato se con qualche bella -ricetta si potesse far alquanto piu bianca, la miro alcuna fiata et -parmi ch'io vegga una saracina. hor per la prima provederete al fetore -del corpo con il lavarla alcuna fiata con un drappo molle nel vino, -in cui siano bollite le frondi di mortella; & per togliere il fetor -del fiato, daretegli le sommità della sopradetta mortella, faretele -tritare & cuocerle tanto nel vino, che la metà sia consunta, et con lo -stomaco ben mondato daretegli tal vino a bere: non sarà ne anche fuor -di proposito se spesse volte bevesse un cucchiaro di aceto scilino: -per il fetor de piedi, voglio pigliate del litargirio spolverizato -& ne li spropicciate i piedi poscia che li havrete diligentemente -lavati. Sanarete la rogna con far un unguento composto di lapatio -acuto, di fumoterre, con sungia di porco & botiro che sia fatto il -mese di Maggio. Hor per rabellirgli la faccia fatele far l'infrascritto -unguento R. di cerussa ottima uncie .ij. tritisi, poi si crivelli per -un panno, quel che nel panno rimarrà gittisi via, & acqua piovana vi -si mescoli, et cuocasi fin che si consumi l'acqua, raffreddasi poi, & -aggiungavisi dell'acqua rosa, & un'altra fiata ribolli, sin che duro -si faccia. formatene poscia delle pillole, quai disolverete con acqua -pura & l'ungerete la faccia. Vi hò scritto la presente ricetta: perche -so che la farete, & ne vedrete bellissima prova, ne altro per hora di -questo vi dirò: state lieta, & pregate Iddio le tenga la mano in capo, -acciò si prosperi, ne suoi successi. Di Ferrara alli X. d'Agosto. - - -ARGENTINA CONTESSA RANGONA A M. LUCRETIA N. - -Io voglio ricompensare il segreto, che alli di passati mi mandaste, -con un'altro, di non minor virtù per conservare i corpi humani -da molte infirmità: siavi caro, stimatelo assai, fatene conto, & -isperimentatelo, che lo troverete maraviglioso. Voglio pigliate quattro -lire di acqua di vita. del miglior vino destillata, che trovar si -possa: due lire Sale abbruggiato: due di Zolpho morto: quattro oncie di -Tartaro bianco: quattro oncie di Carboni di legno di Avellane: quattro -oncie di salpietra; & le prefate cose tritinsi, crivelinsi, mescolinsi -insieme, & sopramettetili della sudetta acqua di vita: & pongasi tutta -questa massa à distillare: la prima distillatione tira a se la virtù -de tutti i spiriti, ne alcun velenoso animale vi si potra avicinare. -Conservansi dentro le carni, & i pesci, come in un balsamo: lieva tutte -le macchie & le lentigini dalla faccia, & rendela chiara: toglie la -rogna, risana i lagrimosi occhi: la seconda distillatione, sana gli -Apostemi, & rimove l'enfiagioni del Fegato: la terza medica la lepra, -& provede che la lena non ci puti: & taglia il phlegma del stomaco: la -quarta distillatione manda fuori il sangue preso nel corpo: la quinta -risana il mal caduco: la sesta è buona per chi teme non li caschi la -goccia: la settima sana la podagra: l'ottava fa gli effetti che suol -far il balsamo & di gran lunga lo avanza: la nona è tutta appropriata -al Fegato: La decima fa questo maraviglioso effetto: se ne porrete una -goccia in un bicchier di vino, & chel bicchiero sia indorato, vi si -vedrà una schiuma che di sopravia anderà nuotando; & sarà detta schiuma -puro oro, & ciò che voi con quella tingerete, doventerà bellissimo -oro: parvi che questo segreto possi star al paragon del vostro? vi -prego a non lo communicare altrui, grand'amore, & gran gratitudine m'ha -spinta a communicarvelo: vi prometto a fe di gentildonna, che non lo -havrei dato a mio figliuolo. State sana & amatime: da Longiano nostra -giuridittione alli IX. di Luglio. - - -ISABELLA SFORZA A M. FLAVIA LAMPUGNANA. - -Piu volte havete riso di me, perche faccia tutto 'l giorno distillare -acque da mastro Christophoro: io hò parimente riso della simplicità -vostra et del vostro consorte che non sappiate quanta virtù spesso -ci si trovi: ecco che io vi mando per la mancia di questo Natale, -la piu miracolosa acqua che mai ne da huomo, ne da donna sia stata -fatta: sana i leprosi, toglie ogni et qualunque macchia, rende la -vista chiara, & ci conserva in perpetova & eterna gioventu, & accioche -non ve ne manchi mai per vostro uso, vi mando insieme la ricetta. -Pigliate limatura d'argento, ferro, ramo, piombo, acciaio, oro, schiuma -d'argento & schiuma d'oro & di storace. Porrete dette cose per il primo -giorno nell'urina d'un fanciullo vergine: il secondo giorno in vino -bianco caldo: il terzo nel succhio di fenocchio, il quarto giorno nel -bianco dell'uova, il quinto giorno nel latte di femina che allati un -fanciullo: il sesto giorno nel vin rosso: il settimo in sette albumi -d'uova, & tutto poi pongasi nella capella del Lambicco a lento fuoco, -& quel che n'uscirà conservatelo in un vaso d'oro: overo d'ariento, & -quando n'havrete chiaramente veduto l'isperienza, imparate a credere -a chi sa & per età & per isperienza piu di voi, & far riverentia a -fornelli, & a lambicchi, & a mastro Christophoro per il cui mezo -si veggono apertamente i gran segreti della piu segreta parte di -Philosophia. state sana. & raccomandatime alla S. Isabella & alla S. -Hippolita vostre cognate: habbiate cura d'Isabella vostra figlia & di -Clementia, ne mancate di sollicitar Sforza che attendi alle lettere. -Da Pesaro, in casa Giordani alli X. d'Agosto. Vostra madre vi saluta & -tosto sarà di ritorno con esso meco, se a Dio piace. - - -SUOR LUCRETIA BORGIA A M. LUCRETIA AMANIO. - -Due vostre lettere mi sono capitate alle mani, nelle le quali con -instantia mi pregate a farvi havere la ricetta di quella polvere tanto -alla luce giovevole; et io, che sono sempre stata desiderosa di servire -doppo Christo, le persone d'honore, come voi siete, per una che mi -richiedete due ve ne mando, acciò che se l'una fusse men efficace, -supplischi l'altra: la prima si è questa betonica, ruta, chelidonia, -sassifragia, levistico, polezzuolo, aniso, cinamomo, euphrasia, parte -uguali manipolo .i. Cordamomo, zenzaro, fenocchio, petrosello, hisopo, -origano, sillero montano, parti uguali, dracma .i. galanga, oncia .i. -zucchero oncia .i. facciasene polvere per porre sopra delle vivande -& indubitatamente ricuperarete & conservarete la vista lungo tempo: -quando non vi fusse commodo di fare la sopradetta descrittione: fate -quest'altra qual troverete forse di miglior effetto: di Tutia preparata -dracma .i. di mastiche, drac. V. scrip. V. di camphora: scupolo .i. -di carabe: dui scrupoli di vitriuolo bianco: facciasene polvere molto -sottile & pongasi nella quarta parte di acqua rosa ben distillata -al Sole: riponetela poi in un vaso di vetro ben turato, & ponetene -ogni mattina una giocciola ò due ne canti de gli occhi. Sono tutte -due queste ricette di gran momento tolte dalli piu antichi medici che -mai cotal arte essercitassero. prego Iddio le accresca & aumenti la -virtù per vostro beneficio. Da S. Bernardino di Ferrara alli XVIII. di -Luglio. - - -LUCRETIA CUOCA A M. FULVIA BELINCINA. - -Voi mi scrivete d'haver inteso che io hò un'unguento buono per le rappe -che vengono alle vecchie, io non adoperai mai al mio vivente cotal -cose, non tanto per non haverne havuto bisogno, quanto che sempre -mi spiacquero le cose sophistiche & apparenti. sappiate pur M. mia -che per levar le rappe non si levano gli anni se le ci sono, non si -doverebbono ne anche togliere, acciò ne fussero un salutevole ricordo -d'haver tosto a mutar albergo. Siamo pur nel vero insatiabili, non -vogliamo morir giovani, & non vogliamo doventar vecchie. vedete che -bestialità è la nostra: sapete quel che mi credo di queste madonne, -che vorrebbono al dispetto del tempo parer fanciulle? credo io (& -perdonatemi se vi offendo) credo che habbino voglia di vivere da -giovanette & scapestratamente. Cosi dico d'alcuni galant'huomini che -si tingono le barbe, pensate pur da voi stessa che se non sono fedeli -nel pelo, cosa di si poco momento, quel che saranno nel resto, & quanto -sia da fidarsi di loro? ma non voglio per hora predicar ne a voi, ne ad -altri, io non sono la Contessa di Guastalla, ne la stigmatica Camilla, -ma pur poi che tanto importunamente chiedete v'insegnarò quel ch'io hò -ritrovato scritto ne libri di un eccellente Phisico. Pigliarete adunque -quell'herba detta gladiolo, overo spada, & ne trarete succo, col quale -ungeretevi la sera il viso: trovarete la mattina la cote elevata & -alquanto rumpersi: hor questa rottura curarete voi con l'infrascritto -unguento Dragontea munda, radice iari; parti uguali, tritatile nel -mortaio, con la songia: distemperatele con acqua calda, & colatele per -un panno, & cosi stia per ispatio d'una notte; rimovete poi quell'acqua -la mattina, & ponetive l'acqua de fiori di Caprifollio: facendo questo -che vi dico io, parerete una fanciulla di sedici anni, ne saracci -alcuno che creda che habbiate passati li sessantasei: se altro per voi -posso comandatime che pronta all'honore & servitio vostro mi troverete. -Di Ferrara alli XIII. - - -LEONARDA DA ESTE A M. N. D. - -Vi mando honorata madonna, la ricetta del far la faccia rubicunda, -tante volte con instantia da voi richiesta; ma prima che ve la -descrivi, io vi ricordo che non ci è il piu bel colore di quel che la -vergogna nel volto d'honesta donna imprimere suole: & di tal colore -dissero alcuni savi esser la virtù. Se di questo, le donne di nostra -età, si tingessero alcuna volta la faccia, parerebbono assai piu -belle che non paiono, tingendosela con la pezzuola di levante, con -le bambagine di Ferrara, ò con i scodelini di Spagna: ma di questo -soverchio mi pare in ragionarne diffusamente con esso voi, sendo come -siete amica d'honore, & di virtù: alla ricetta dunque me ne vengo. -Pigliate radice di viticella scorticatela diligentemente, & tagliatela -minuto minuto, & desicatela, spolverizatela poi, & distemperatela -con acqua rosa, & col bambagio, overo con un panno lino, bagnatevi la -faccia & parerete un Cherubino del paradiso state sana: & accadendovi -veder alcune della nostra santa compagnia, mentre sto in villa, -bacciateli la fronte da parte mia (ispetialmente) alla bella Mamma -Riminaldi. Da Stuffione alli XX. d'Agosto. La Signora Lena vi saluta -con tutto'l cuore: & io col cuore, con l'anima, & con tutti i sensi vi -bascio la serena fronte. - - -GENEVRA MALATESTA A M. GIULIA MONTINA. - -Hò fatto chiamare in casa mia, quanti medici sono in Ferrara (parlo de -dotti) & non de certi che ne sanno meno delle lor mule: & ho favellato -dell'indispositione di vostra sorella, ispetialmente del largo flusso -delle purgagioni, & sonosi risoluti tutti di non potergli dar il -piu prestante rimedio dell'infrascritto. Piglierete sole di scarpe ò -di pianelle vecchie, & spolverizatele, pigliate poi delle frondi di -alloro, & cotte che le sieno, fatene una suffumigatione per le parti -di sotto fatto che haverete questo: pigliarete seme di ortica, & -corno di cervo ridotto in polvere & daretegliene bere: il mangiar suo -sia di galline cotte, mangi del pane d'orgio, peschi freschi & cotti -nell'aceto: beva de la ptisana fatta con perfetto orgio, nella quale, -sia primieramente cotta radice di piantagine: fareteli porle ventose -fra le mamelle: dategli ber del suco del semprevivo col vino; questi -sono i rimedij d'importanza, et vi faccio saper che Ferrara non ha -d'haver invidia a que dotti tempi che videro Ascelpiade, Nicomaco, -Erasistrato, Oribasio, Nicerote, Podalirio, Themisone, Theombrotto, -& il Massiliense Crina. ci habbiamo dui Antonij, l'un pare, anzi -superiore, a quell'antico Antonio Musa: & l'altro dalla luce, che alli -oscuri & duri morbi recar suole Luceio fu da Lusitani prima detto: se -il primo Antonio fu medico di Augusto, questo moderno, di cui favello, -è medico di Hercole, & è tanto maggior dell'antico in espugnar le crude -infirmità, quanto fu piu forte Hercole di Augusto: ne altro di questo -vi scrivo, attendete a conservarvi in sanità & procaciare che altri pel -vostro mezo si risani. Di Ferrara alli XX. di Luglio. - - -CATHERINA G. FORESTA A M. CLAUDIA LANDRINI. - -Intendo che vi havete scacciato di casa vostra nipote, per haverla voi -ritrovata carnalmente congiunta con un suo fratel cugino: l'error in -vero è grande & abbominevole: non è pero nuovo & inusitato molti se ne -sono ritrovati, & huomini & donne, che d'Incesto colpevoli furono, a -quali, perciò si perdonò, ne fu riputato il peccato loro indelebile, si -come voi volete sia questo. Achemolo figliuolo di Rheto, giacque con -la matregna. Menephrone con la madre: Mirrha usò col padre, Machareo -con la sorella Canace, Cleopatra col fratello, ne perciò furono tenuti -si colpevoli che di loro sia stata esclusa ogni speranza di perdono. -siate (vi prego) alquanto piu mansueta, et piu al perdonar inchinata -di quel che siete stata fin'hora. rammentatevi che per la clementia -verso de rei usata, divennero immortali Promochere Re de Geti, Ladislao -Re de Pannoni: Cesare, Probo Imperadore, Antonino Pio: Fl. Vespasiano: -Giuliano Imperadore & altri molti: ne altro intorno a ciò vi dico state -lieta & perdonate a chi v'ha offeso. Di Brescia, alli X. di Gennaio. - - -SUOR LIONELLA MARTINENGA A M. BARBARA ET A M. CLAUDIA BARBISONE: PACE -IN CHRISTO GIESU. - -Non è mai giorno carissime figliuole, che per voi non preghi Iddio -perche v'infonda ne cuori lo spirito santo, & facciavi divenire -sprezzatrici del mondo, come già divenne Placidia figliuola di -Valentiniano Imperadore; la quale, lasciatosi tutti gli honori a -dietro, sol attese alla salute dell'anima. così fece Agnesa moglie di -Henrico terzo Imperadore, così fece Batilda moglie del Re Clodoveo: -sprezzò gli honori di questo fallacissimo mondo, & si rinchiuse in un -monisterio, simile essempio imitarno Eugenia & Eburga figliuola di -Eduardo Re d'Inghilterra, imitate anchora voi queste sante persone, -quai v'ho preposte, & al monister di S. Marcelino venite, venite dico, -a lodar con esso meco Iddio, & a favellar co gli Agnoli: beate voi se -farete come vi consiglio, felici voi, se v'innamorarete di colui di -cui favellando la divina scrittura, disse. Spetiosus forma pre filijs -hominum. Faro opera che i vostri fratelli se ne contentaranno, & da -vostra madre ne haverete la beneditione. State liete. Da S. Marcelino. -Di Brescia alli X. d'Agosto. - - -FRANCESCA CARRETTONA A M. GIULIA BELTRADA. - -Parmi che siate molto mal consigliata, andando con si poca compagnia -pel contado come fate, ispetialmente havendo due fanciulle con esso -voi, da marito, & di si maravigliosa bellezza qual elle sono: a gran -rischio certo vi ponete: vi doverebbe, pur da cio spaventare, la -rapina che fece Plutone di Proserpina figliuola di Cerere, & che gia -fece Telamone di Esione, vi dovereste sbigottire dell'andar si mal -accompagnata leggendo alle volte, come Eurito habbi rapito Hippodama, -Theseo Ariadna. Apollo Marpissa, & Nesso Dianira. Non erano si belle, -si leggiadre come sono le vostre Perhibbia, Europa, Auga, & Lanassa, -& pur rubate furono da Axo, da Giove, da Hercole, & da Pirro, si che -ponete cura a casi vostri: habbiate mente che un giorno non ne ricevete -scorno, & quella dolcezza qual sentite hora in vedervi andar davanti -que dui soli non si converta in amaritudine, & ne rimagnate poi & -confusa & in dense tenebre avolta: ve n'ho voluto avisare, per far -ufficio di buona & di fedel amica; lasciarò il rimanente sopra delle -vostre spalle a cui piu tocca tal peso, & facendo fine al scrivere, -senza fine, mi vi raccomando. Dal Palazzo di Riva di Trento alli XX. di -Febraio. - - -CATHERINA BARBISONA A M. LORENZINA FERRERA. - -Mi è stato rifferito da molte persone degne di fede, che vostra -figliuola è intrata su una mala strada: et stassi tutto'l giorno alla -finestra, lisciata, & spettorata, piena de modi lascivi, & di maniere -libidinose, & fa professione d'haver maggior numero d'amanti di -Agarista figliuola di Tisandro, di Hippodamia, & di Atalanta: se farete -per il mio consiglio, la levarete di mano a vostra sorella, & ve la -rimenarete a casa, altrimenti temo di qualche scorno: vi ricordo che -l'havete generata di carne, & non di metallo, per il che, non so come -potra resister alli riscaldamenti della carne, non essendovi alcuna -vigilante guardia, & importunandola gli amanti tutto'l giorno con -ornate lettere, con ricchi doni, & gratiose imbasciate: ve ne voglio -haver avisata, per non ricever colpa di persona poco amorevole. Di -Offiaga alli III. di Febraio. - - -PAULA TRECCA A M. LIVIA PORTIA. - -Con mio grandissimo piacere, ho inteso che tutta vi siete data alli -studi delle buone lettere, & che tanto profitto fin'hora havete -fatto, che niuno vi giudicherebbe inferiore a Lastemia Mantina overo -ad Axiothea Phliasia; lequali spinte da istremo ardore d'imparare, -vestironsi lungo tempo d'habito maschile, per udir philosophar il -divino Platone. Sia lodato Iddio, che mostreremo pur noi donne a gli -huomini d'haver tanta capacità di lettere, quanta essi habbino. Deh -perche non viene a tutte le donne dell'età nostra la voglia di studiare -che n'è hora venuta a voi, acciò non fussino si da loro suppeditate -come siamo: perseverate (vi supplico) come havete incominciato perche -si comprenda un giorno non esser le donne men atte all'honorate imprese -de gli huomini. Di Cremona alli V. d'Agosto. - - -CAMILLA CAP. STANGA A M. LEONELLA MUSCOLA. - -Tutto'l mondo loda & ammira la virtu vostra nel cucire, & nel ricamare, -& pensasi che sia si cosa impossibile lo potervi in tal arte superare, -come impossibil stimossi già toglier le saette di mano a Giove, la -mazza di mano ad Hercole, & il versificar dall'ingegno di Homero: hor -per questo, tanto vi desidero io haver presso di me, che di piu non si -puo cosa veruna desiderare offerendomi trattarvi da sorella: trovare in -casa nostra una famiglia ben accostumata: vi parerà che non habbiamo -d'haver invidia ne a Socrate del servo Phedone, ne à Theophrasto del -suo Pompilio, ne ad Ulisse, perche havesse Melanthio per suo servidore, -ne finalmente ad alcuno, a cui fortuna habbi mai conceduto servo -fedele, & amorevole. Troverete maritti & mogli, si ben d'accordo, -quanto fusser mai, Artemisia & Mausolo, Ersilia & Romulo. Vedretici -figliuoli obedienti & cari a lor padri quanto si fusser mai Cassandra, -Andromeda & Hipsiphile: quivi parerà di vederci habitar le nove Muse -con tutte tre le Gratie: & considerato che havrete la prudentia & -profunda sapientia di mia cognata, crederete che in essa sia lo spirito -delle dieci Sibille. Habitarete un palazzo (almeno di vista) non -inferiore a qual si voglia famosa casa; direte che architteti ne furono -Democrate, Philone & Meleagene: habbiamo un'horto che non cederebbe -all'horto di Alcinoo, di Adonide, & di Mecenate. Si che risolvetevi: -perche certo sono, che non ne rimarrete pentita. Di Soresina alli X. -d'Agosto. - - -LUCRETIA DA ESTE S. DI CORGIO A M. PAULA MARCELLINA. - -Mia figliuola è per partorire di giorno in giorno, pregovi a farmi -havere una comare, che lievi la creatura dal parto, ma guardatevi, -ch'ella non sia una qualche imbriaca, et indegna di comettergli una -tal primaruola (per favellare alla nostrana) se possibil è, vorrei che -mi faceste haver quella Marietta che stava già nel vostro vicinato, -qual intendo non esser men esperta di Sotira & di Salpe: che furono in -tal esercitio si eccellenti che Plinio non sol fa di loro, nella sua -natural storia, degna memoria, ma i lor decreti piu di una fiata cita, -ne rimedij de molti morbi. affaticatevene (per amor mio) che di si -grato beneficio, non vi saro mai ingrata & sconoscente. Da Favrego alli -XI. d'Agosto. - - -VERONICA CORADELLA CONTESSA DELLE GABIZZE A M. ALESSANDRA DALLA ROVERE. - -Non mi essendo mai stato grata alcuna consolatione, senza voi, caro -il mio bene, pensate che ne anche goder possa (che me ne faccia prò) -le delitie della villa dove mi ritrovo se da voi, giorno & notte non -sono accompagnata. venite adunque a ritrovarmi acciò che il piacer -mio sia tutto intiero & dalla amara vostra absentia non venga in parte -alcuna scemato. Vedrete presso di noi, di ogni sorte alberi, addutti -di Persia, di Soria, di Giudea di Phenicia, d'Africa, & d'Asia, sonvi -Pobbie dedicate a Hercole: gli Mirti consagrati a Venere qua ci è -l'Alloro di Apollo, la Quercia di Giove: l'Olivo di Minerva, il Pino -di Cibele, & il Cipresso di Plutone. Qua vedrete selve piu fronzute -dell'Hercinia, piu fresche della Nemea: piu verdegianti di Ida: piu -folte di Caledonia, d'onde i Britani ne trassero il lor nome: piu -amabili di Dodona: piu grandi dell'Hircania, men ventose di Marathonia: -piu religiose di Tegea selva d'Arcadia. Habbiamo in questi nostri -contorni infinite sorti de legumi & de formenti: fiori, Viole, & mille -odorati frutici: tante famose & salutevoli herbe, quante annoverar -si possono: sonci in questi nostri paesi; luoghi, non inferiori, di -bellezza & di fecundità, di chiarezza, & di profundità, all'averno, -al Benaco, al Fucino, al Cocanico, all'Acronio, & al Thrasimeno. -Habbiamo non molto lontano da noi monti di grandezza, d'habitari, & -di amenità, non inferior ad Abila, ad Acantio, all'Acatone di Etolia, -all'Actio dell'Epiro, al Dardamo di Puglia, al Caucaso di Scithia, al -Caphareo dell'Euboia, & al Phalerno della campania. Gran trastullo -prenderete (se ci venite) dal veder fiumi, che che non cederebbono -di magnifico splendore a qual si voglia nobil fiume s'egli fusse ben -Acis, Albis, Anieno, Anauro, Apidano, Arexe, Athesi, Aufido, Caico de -fiumi. Certamente non habbiamo d'havervi invidia al Tago, all'Hermo, -al Pactolo, al Hidaspo dell'India, ò all'Arimaspo della Scythia. Se -volete venire, fatemelo sapere almeno di tre giorni avanti, perche -vi mandero di quante sorti de carri havere ò desiderar si possino per -farvi portare agiatamente. Vi manderò gli Essedi de Britani, le Rhede -Francese di due Rote & le Tribule contadinesche. Vi manderò l'Octofaro -di Caligola, vi manderò Curdoni: Staticoli, Pilenti, Combe, Conuini, -Bighe, Trighe, Quadrighe, Basterne & de molti Biroti. Volete voi altro -salvo che vi faccia goder meglio di quanto mai godeste da che nata -siete? non voglio far piu offerte se volete venir venite, se non, -statevene. Dalle Gabizze alli VIII. d'Agosto. - - -ORSOLA MAGGI A M. LUCILLA BENZONA. - -Mi dispiace d'haver inteso che vostro marito sia stato accusato di -lutranismo, et per dieci anni fuor dell'amata & cara patria confinato: -et molto piu mi dispiacerebbe se con ragione ciò gli fusse avenuto, -ma poi che n'è stato cagione sol l'ignoranza de Giudici troppo creduli -alle false relationi, me la sopporterò alquanto piu patientemente che -io non faccio. cosi essorto voi a fare. Non fu mai per alcun secolo, -che gli huomini ingegnosi et d'alto spirito non patissero de simili -calumnie. Specchiatevi in Demonace philosopho a tempi di Adriano, come -fu egli mal trattato per esser stato accusato sprezzatore delli misteri -Eleusini? specchiatevi in Anasagora Clazomenio che similmente fu posto -in prigione dalli Atheniesi per esser accusato falsamente d'haver -detto che il Sole contra l'opinione loro non fusse il vero Iddio, ma -fusse una pietra infocata: vi potrei addur de gli altri essempij in -si fatto proposito, ma so che li sapete meglio di me, et chi vi si puo -di molta et di varia lettione a questi nostri tempi agguagliare? niuno -certamente, se egli fusse ben Varrone che fu detto per il molto & per -l'assiduo studio Porco di lettere: quivi adunque farò fine ricordandovi -esser la pacienza rimedio molto efficace a tutti i mali. Di Cignano -alli XX. di Settembre. - - -CAMILLA CARACCIOLA VILLA A M. ADRIANA RASPONA. - -Che è quel ch'io odo M. Adriana che havete figliuoli di si malamente, -& di si mal'animo dotati? ne quali niuna maggior vaghezza si vede, -che disprezzar Iddio contaminar i sacri tempij, prophanar le sante -cerimonie & conculcare le venerande reliquie, & tutto questo fassi -alla presentia vostra: le vostre orecchie odono le biastemme, & i -vostri occhi veggono i stratij, & li comportate, & non li riprendete, -& non ardete tutti di santo furore? non havete voi letto che avenne a -Glauco per disprezzare i sacrifici di Venere? che avvenne ad Aiace per -violar Cassandra nel Tempio di Minerva leggete come fu mal trattato -Licurgo Re de Thraci, per far poca stima dell'Iddio Bacco. ne meglio -avvenne a Penteo figliuolo di Echione: le cose sante si vogliono -riverire di perfetto cuore, & chi altrimenti fa, gli ne sopraviene -male, come leggiamo esser accaduto a Capaneo da Giove fulminato, ad -Atalanta, ad Hippomene & alle figliuole di Preto, le quali furono -tramutate in vacche per poco rispetto portato alla Dea Giunone. Quando -i Poeti antichi narrano i strani accidenti a quelli avvenuti c'hebben -poco rispetto alli Dei, non ad altro pensorno che ad insegnarci il -vero culto & a sbigottirci dalle malvagie opere. Il poco rispetto -c'hebbe Licaone Re di Arcadia a Giove fu cagione di farlo convertir -in lupo; il poco rispetto c'hebbe Erisictone a Cerere lo fece ridur a -tanta fame che se stesso mangiò per brama di pane. La poca riverentia -c'hebbe Phlegia Re de Lapiti & padre d'Ixione al tempio di Apollo -fu cagione della sua strema miseria; vorrei che li figliuoli vostri -spesso ripetessero nell'animo loro ciò che ne scrisse Virg. PHLEGIASQUE -miserrimus omnes admonet, & magna testatur voce per umbras discite -iustitiam moniti, & non temnere divos. La poca riverentia c'hebbe -Salmoneo figliuolo di Eolo, li fu cagione di perpetua rovina: il poco -riguardo di Theopolemo, di Ciampo, & di Therone, che non partorì lor di -affanno & di Angoscia? Deh provedete Madonna mia a tanta impietà, accio -non ne siate anchora voi insieme con esso loro duramente punita: se -nelle sacre lettere leggiamo esser stato punito il sacerdote Heli per -non haver castigato la malvagità de figliuoli che n'averrà a voi che si -lungamente sofferti li havete et non li castigaste, mentre potevate, -& sopra di loro havevi maggior imperio? non eravate voi da Salomone -sofficientemente avvisata di non perdonar alla sferza, d'incurvare -i giovani nella loro adolescentia, di erudirli nel timor d'Iddio, & -nella via dell'honor mondano? perche non l'havete fatto? Ah quanto -mi doglio del giuditio, che veggo sovrastar al capo vostro, avisateli -almeno, ammoniteli, scongiurateli per il latte, che lor deste et per -l'albergo del ventre che lor faceste ad astenersi da tanta impietà & a -non imitare il sprezzator d'Iddio Mezentio: ne altro per hora dico. di -Ferrara alli III. di Luglio. - - -LIVIA D'ARCO, CONTESSA A M. LAURA PESTALOSSA. - -Non so, se sia vero, io ne dubito molto, (quantunque detto mi sia da -persona che non sa mentire) che voi vi dolete stranamente d'esser nata -femina & non piu tosto maschio; ò poveretta voi, è possibile che vi sia -scappata tal parola di bocca? non sapete che l'è di maggior eccellentia -l'huomo della donna? non l'hanno confessato gli huomini istessi dalla -verità astretti? non provarno questo ne lor dotti scritti Bernardo -Spina, Galeazzo Capra, Cornelio Agrippa, & Ortensio Lando? & quale è -quella eccellente professione, dove le donne non sieno eguali a gli -huomini? forse che di dottrina alcun'huomo avanzò mai Eudossa, Polla, -Mirte, Cornelia, Aspasia, Telesilla, Hiparchia, Manto, Nicostrata, -Amalthea, Delbora, Damophila, Claudia, Aglache, Myto, Axiothea, Musca, -Istrina, & altre che non racconto. Forse che alcun bellicoso huomo -fu mai ò della Tavola vecchia ò della nova che nel mestier dell'arme -superasse Pantesilea, Camilla, Elerna, Candace, Hippolita, Semirami, -Zenobia, Hisicratea, Valasca, Artemisia, Thomiri, Asbita, Tiburna; -Teuca, Lesbia, Amalasunta & altre che non dico? in esse è anchora -piu fede, piu speranza, piu carità & maggior religione. Leggete il -Cathalogo delli heretici, certamente ne troverete un migliaio & una -sol donna chiamata Barbara moglie di Sigismondo Imperadore: non hanno -havuto le donne cosi come gli huomini spirito prophetico. non ci è -Cassandra, Athirtia, Carmenta, Manto, Labissa, Phemonoa, Sofipatra, -Amalthea, Simmacchia & Marta, di cui Plutarco fa mentione nella vita -di Mario. Sono ancho state le Donne inventrici di belle & utili cose, -& voi vi pentirete d'esser nata donna? chi fu mai piu forte & costante -nelle fortune avverse di Simphorosa, di Sophia, di Felicita, & di -Agata? Chi fu piu tolerante ne tormenti di Liga, della quale fa si -honorata memoria Cor. Tacito? qual huomo diremmo noi nelli affanni piu -coraggioso di Emilia moglie di Scipione, di Femella amatriciana, & di -Lucia Siracosana? Chi vidde mai le lagrime di Cornelia et di Rutilia? -Ho letto anch'io la mia parte delli Istorici, non vidi magnanimità -simile a quella di Clelia, di Tomiri, & di Thelesi? non vidi mai -tanto amore de matrimoni, ne tanta fede, quanta leggo esser stata in -Alceste, in Penelope, in Evadne, in Tisbe, in Portia, in Hipsicratea, -in Gunilmonda, in Giulia, in Artemisia & in Panthea, in qual corpo -d'huomo fu mai tanta bellezza, tanta proportione, tanta disinvoltura, -tanta vivacità d'occhio, si gentil'aria & si gran politezza, quanta fu -gia in Rhossana, in Laodomia, in Helena, in Cenis, in Baryna, in Egina, -in Deiopeia & in Dianira? di maniera che infiammarno sin'alli Dei del -lor amore, si come leggiamo di Tyro, di Diana, di Siringa, di Clori, -& di molte altre. Qual huomo ritroverete voi piu di castità amico che -gia si fusser Sulpitia, Marcia, Eugenia, Sophronia, Etelfrida, Drias, -Rodoguna, Daphne, Biblia, Zenobia, & Beltracca, la quale quantunque -ignobile & stremamente povera fusse, ricuso, di far di se stessa -copia a Othone Imperadore anchor che monti d'oro promettesse: non mi -diffunderò per hora piu di quel c'ho fatto; considerate (vi prego) -quanto vi ho scritto, ne vi lasciate mai piu uscir di bocca si folle -voce, o dal cuor vostro si stran concetto persuadetevi per cosa certa, -& per una di quelle massime de Aristotele, che negar non si possono, -esser le donne di maggior dignità che gli huomini: ne vi inganni il -valore del S. Bartholomeo vostro honorato consorte, si come io non mi -muto d'opinione per quanta eccellentia trovo nel Conte Fortunato mio -Signore. Di Rocca Franca alli X. d'Aprile. - - -IUSTINA ORS. MARTINENGA A M. LAURETTA MINELLA. - -Madonna Fiore fu l'altro giorno da me, & si mi disse, come eravate -divenuta la piu gelosa femina, che mai nascesse da che è formato il -mondo, Deh (vi prego) scacciatevi dal petto questa vana passione, che -si fortemente v'ha ingombrato l'animo: imperoche fu gia cagione (se -forsi nol sapete) questo morbo di gelosia, di far che Circe infettasse -di mortifero veleno le acque dove si lavava Scilla da Glauco Dio -marino focosamente amata, fu cagione che Prochis ammazzasse Cephalo suo -marito: fece il medesimo la moglie di Cianippo, et di Emilio giovinetto -(se il vero ci narra Plutarco nelle sue Paralelle) per gelosia, fu -legata anchora Antiopala alle corna d'un Thoro da Dirce: per gelosia -fu sospesa Helena ad un'albergo dalla moglie di Thepolemo. Per gelosia -molte strane cose ne di passati avvennero. scacciatevela adunque dal -petto quanto piu tosto potete, perche non vi conduca a qualche atroce -fine, et lacrimoso caso; ne altro di questo non vi ragiono per hora: -Iddio da mal vi guardi, & da gelosia vi risani. Da Cobià alli X. -d'Aprile. - - -LEONORA FORESTA CONTESSA A M. HIPPOLITA LANDUCCIA. - -Se piu accade honoranda madonna, che udiate dir che le donne nelle -cose amorose habbino peggior giudicio & facciano sempre piu cattiva -elettione de gli huomini, & piu vanamente s'innamorino, ditegli, che -vaneggiano, & di gran lunga s'ingannano. fate che vi mostrino un poco -se mai alcuna donna fu di si gran follia, che amasse un'Asino, come -fece Aristone Ephesio, che vi dicano di piu, se alcuna donna si lasciò -guidar dalla cecità d'amore, a rimescolarsi con una capra come fece -Cratis pastor Sibaritano, overo con una cerva come fece Ciparisso. Se -vorranno gli huomini con diritto occhio giudicare, troveranno ch'essi -furono sempre infettati di sporca & abbominevol lussuria, la dove le -donne amarono sempre cose lecite et con ragione amabili: chiudeteli -adunque a questi tali la bocca, non sol con li proposti essempij. ma -anchora con molti altri, come sarebbe che Ermia amasse & fusse amato da -un Delphino, Argis Oleto amasse un'occha, il medesimo facesse Lacida -philosopho, altri habbi amato un Cane, altri un Granchio, altri un -gallo, & altri vari simolacri & diverse statove; ne piu altro ci dico. -Iddio vi guardi da male opinioni. Da Rocca Franca alli XX. di Maggio. - - -COLALTINA TRECCA A M. CLEOPATRA COTTA. - -Parmi intendere che vogliate accompagnar vostro figliuolo di ligittimo -matrimonio, con la figliuola di M. Alessandra Torella: mi maraviglio -certamente della vostra sapienza & che voi facciate tal congiuntione; -non è ella un'espresso mostro di natura? non è ella la piu sozza -figura che mai formasse natura? non la veggio io mai, che non mi paia -di vedere quella Philena di Martiale, che d'un'occhio era guercia, -et dell'altro lippa; non la veggio io mai, che non mi paia di vedere -quella Vetustina dal medesimo autor descritta, di haver tre, denti, -tre capelli, un petto di Cicala, una gamba di formica, la bocca di -Cocodrillo: la fronte simile a gli arati solchi; un canto & una voce -di Rana ò di zenzara: la vista di civetta, il fetore di becco & le -poppe simili alle tele di ragna. & parerà a voi (donna di giudicio) che -con si laida figura unir si debba un figlio bello piu che la istessa -beltà: ditegli apertamente, che si procaccino d'altro sposo, che piu -si confaccia alle sue belle fatezze, provegansi d'un Zoilo di capel -rosso, di negra faccia, di corto piede, & di occhio stranamente offeso; -provegansi d'un Socrate, che habbi il naso schiacciato, la fronte calva -& le spalle pelose, fategli saper senza alcun rispetto, che vostro -figliuolo non è a proposito per lei, & che se le vogliono dar marito, -vadano cercando un Poliphemo, un Vulcano, un Coriteo, un Tersite, un -Damone, un Esopo di Phrigia, un Galba, un Ermippo Poeta, overo uno -Colomano Re de Pannoni successore di Ladislao, ilquale era zoppo, -era gobbo, era losco, era scilinguato, & haveva la bocca storta. per -lei farebbe piu tosto un huomo, simile a Broteo figliuolo di Vulcano -& di Minerva, ilquale per gran dolore della sua bruttezza si gittò -nelle fiamme ardenti: a lei si converrebbe godere un huomo di bellezza -tale, quale fu quella di Hipponatto, ma non mi voglio tanto distendere -in biasimar l'altrui bruttezza acciò che maldicente non mi tegnate, -pigliate in buona parte quanto v'ho sin qui detto, ne mi date colpa di -mala lingua; state sana & amatime. - - -MARGHERITA UBERTA STANGA A M. BIANCA FELISSIMA. - -Sonosi partiti da casa nostra per gir alla guerra alcuni, servidori, -& ne siamo rimasti quasi che senza, pregovi per tanto se costi alcun -ce ne fusse a nostro proposito, ce lo facciate sapere. non lo vorrei -men amorevole che gia si fusse Erote servo di Antonio; ne men fedele -& casto nelle feminili conversationi, che si fusse Carello servidor di -Gondibarga Reina de Longobardi: promettegli honesto salario et grasse -spese, non si sentirà rimprocchi, ne in iscambio del salario haverà da -mio marito ò da miei cognati pugnalate, ò mazzate, si come in alcune -case si usa di fare. sarei ben contenta fusse tali che havesse a dire -quell'usitato proverbio Quot servi tot hostes, non vorrei sopra ogni -cosa fusser brigaiuoli, ne che riportassero hor fuori, hor dentro -ciancie da suscitar brighe: affaticative in questo (per amor mio) che -ve ne prego caldamente. Il S. Christophoro mio amantissimo consorte -assai anch'esso ve ne prega di Cremona: alli .IIII. d'Aprile. - - -ISABETTA CASTIGLIONA GONFALONIERA ALLA S. ISABELLA SFORZA. - -Quando sara mai vita mia cara et dolce anima mia, quando sarà dico, che -ritorniate a Piacenza, laqual senza voi si poco mi piace, che niente -meno. Quando fu mai che lasciaste quel Pesaro dificato per mio danno -& a noi, che piu ardentemente vi desideriamo, che non fa il cieco la -perduta luce facciate subito ritorno? Siami lecito di usar le sante -parole della divina scrittura favellando con persona piena di santità, -& dirvi REVERTERE, revertere sunamitis ut intueantur te. Deh che -paiono le vicine vostre, non vi veggendo paiono smarrite, et stanosi -maninconiche, non potendo piu contemplare il vostro reale aspetto, non -potendo piu vedere le gentili maniere, ne udir quei soavi accenti, ò -quelle sante parole che vi escono di bocca, atte ad infiammar un cuor -di ghiaccio: non altro. Di Piacenza alli III. d'Aprile. - - -AURELIA MAGIA A M. LAURA CERUTA. - -Mi dimandaste l'altro giorno, che ci ritrovamo in casa di M. Giulia -mia carissima cognata; che vuol dire, che essendo moglie disi gentil -litterato, qual è il S. Onofrio non vi dessi alle lettere come fanno -alla età nostra tante nobili Madonne; & tante illustre Signore non -vi potei all'hora rispondere, per la venuta di quelle Signore, che -sprovedutamente ne sopragiunsero, hor che mi ritrovo nel mio studiolo -tutta sola & sfacendata, vi rispondo, si non in tutto come vorrei, -& voi per aventura desiderate, almeno come dalla debolezza del mio -intelletto m'è conceduto, & vi dico che non sò da qual parte mi rivolga -per studiare; se mi do alla Theologia temo non cader in qualche mala -sospitione et che di me, si dica, che io sia Pelagiana, ò Manichea, -ò Anabatista ò Arriana. Se mi volto a Grammatici, essi poverelli non -sanno ne ragionare, ne giudicar d'altro che de nomi & de verbi, di -sillabe & di accenti, debbo volgermi alli spinosi Loici, alli Severi -Philosophi, alli odiosi Sophisti, a litigosi legisti, ò a lascivi -poeti? ne a questi credo mi consiglierete già voi? L'è adunque meglio -che io li lasci star in pace, & che mi trattenga nelli esercitij -dalle donne sin'hora usitati; io non voglio doventar poetessa perche -veggo che quelle che si danno alle lettere non si sanno (fuor di -que) rassettar un paio di calze ò lavarsi un moccichino. Io non so la -piu bella via di farmi stimare & honorare al mondo, che con l'esser -casta, modesta, taciturna, & humile, senza tante lettere & senza -tante philosophie: vi ho detto quanto m'è occorso per hora, intorno a -tal fatto. Se ci vedremo con la corporal presentia, forse vi renderò -dell'altre ragioni che vi pareranno assai piu probabili. Di casa -nostra. - - -LA CONTESSA LEONORA TODESCA A M. SILVIA FENARUOLA. - -Intendo che vi siete maritata a M. Antonio Aliprando: piacemi, per -esser egli persona di valore, & spiacemi dall'altro canto, che in si -giovenil età habbiate da esser Matregna di tanti figliuoli. Ricordomi -d'haver letto esserci ritrovati ne tempi antichi alcune matregne -indiavolate, seminatrici d'ire, d'odij, & di mille discordie: & altre -anchora che trattarno i lor figliastri come se del lor corpo usciti -fussero: guardaretevi adunque di non esser mala matregna, ne tale -qual fu Phedra verso Hippolito ò Martina verso Costantio Eraclio, da -cui fu velenato. non siate matregna tale, qual fu Nuceria che uccise -fermo il Figliastro (se'l vero narra Plutarco nelle sue paralelle) Poi -che la fortuna vostra v'ha condotto ad esser Matregna, sofferitelo -patientemente ramentandovi che à tal stato fu similmente condotta -Hippodomia: Ino, Casperia, Stratonica; Giulia, Gidica, Giunone, Opea, -Eribea, & Alfrida: attendete voi a portarvi bene, & fate pensiero di -esser vera madre, essendo voi per virtu del matrimonio, fatta una -medesima carne, con vostro marito che li generò: & a Dio siate. il -Conte Daniello mio consorte vi saluta & si congratula: Di Piacenza alli -.X. d'Ottobre. - - -SUOR BARBARA DA CORREGIO A S. CAMILLA N. - -Fu l'altro giorno a visitarci un padre dell'ordine vostro, & mi disse -ch'eravate si mal contenta d'esservi fatta monaca, che pensavate -uscirne, & pigliar marito desiderosa d'haver figliuoli. deh non voglia -Iddio che senta mai si strana nova che la mia Camillina pentita di -esser sposa di Christo si sia fatta soggetta a un'huomo fragile, -caduco, & mortale, et a quel render (come schiava) ragione d'ogni -sua attione: è possibile che si nobil animo & si generoso spirito si -voglia far vasallo, delle maschili intemperanze. sorda piu tosto possa -io divenire, anzi che mai intender cotai novelle: ma che desiderio è -questo d'haver figliuoli? havete voi paura, che'l mondo venga meno? -anchora non havete provato gli affanni che vi si sentono. Oime quando -veggo venir qualche donna gravida a visitarci, mi viene pur gran pietà -di loro veggendole andar si stentatamente, sempre ansiando, con que -volti stampati di color di morte, con quelle labra si pallide, & senza -sangue, con quelle perpetue nausee, con que strani appetiti ch'odo che -le hanno di mangiar carboni, terra, gesso, & simili cose. Ma quando -leggo nella sacra scrittura quella comparatione, sentirai dolori, da -donna di parto, & quella gran maledittione data nel Genesi PARIES IN -DOLORE FILIOS: tutta in lor servigio mi racapricio, & benedico quella -santa intentione che venne al S. mio padre; percioche monaca facendomi -ho campato quella terribil sententia. d'Iddio; fate a mio modo -dolcissima sorella, pensateci bene, non correte a furia, consigliatevi -con la ragione & non con l'appetito. Frenate i sensi con l'assidua -cogitatione della triomphante croce di Giesu Christo, alquale vi -raccomando di continuo con le mie fredde orationi. Il Spirito Santo le -riscaldi col suo virtuosissimo fuoco. Da S. Antonio alli III. d'Aprile. - - -LAVINIA SFORZA CONTESSA DI BORGO NOVO A M. LAURA DA MELARA. - -Il nostro fattore, parlerà con il Conte sforza mio cognato, ne -dubito per esser egli di nobilissimo animo ch'ei non faccia in vostro -beneficio quanto voi desiderate: quanto poi a quel che mi scrivete -circa le dishoneste prattiche di quelle Suore non me ne maraviglio -punto, ne mi par d'udire cosa nova, havendo gia letto, che Oppia -vergine Vestale, fusse per stupro commesso sepelita viva. Fu dannata -Martia d'incesto, cosi Sextilia, cosi Tutia (se'l vero ci narra Livio) -ne aliena fu da carnali congiungimenti Floronia Vestale, laquale per -paura di piu grave supplicio, se stessa uccise: fu di piu accusata di -stupro Posthumia: benche poi da Pontefici absoluta fusse: si che nova -cosa non mi pare, che le monache de nostri tempi, facciano anch'esse -l'amore, & diansi furtivamente nelle braccia de lor amatori poi che -le antiche per gravissimi supplicij non se ne potevano rimovere. Non -vi scandalizate adunque di cotai cose, se non volete esser tenuta una -sciocca anzi ricordatevi che elle non sono piu di bronzo, ne di macigno -che siamo noi altre. Troppo nel vero gran forza havrebbe il velo s'egli -potesse rafreddare, & spegnere i riscaldamenti della carne: ne altro -intorno a questo fatto vi dico, salvo che vi invito a borgo novo; a -godere di quella gentilissima Signora Bresciana qual s'ha novamente -per sua sposa eletto il Conte Alessandro mio suocero. Credo veramente -ch'egli si habbi eletto il fiore di quella città, et se io credessi che -sol due paia come fussero simili a lei rimasti non vorrei far mia vita -altrove. Di Borgo novo, alli X. d'Aprile. - - -LUCRETIA PICCA RANGONA A M. VIOLANTE GALASSIMA. - -Ho letto non senza gran sdegno et ira, quella littera si prolissa, -che mi mandaste l'altro giorno, nellaquale si ramemoravano infiniti -mali dalle donne usciti: certamente io non conosco l'autore d'essa, ma -ben vi dico, che se fusse richiesta a far giudicio di lui: io direi -ch'egli fusse un perdi giornata, un barbagianni, & finalmente, un -qualche bestionaccio: s'egli havesse letto le storie piu attentamente, -& senza alcuna passione egli havrebbe ritrovato esser state le donne -cagione d'infiniti beni: haverebbe trovato che Dominica moglie di -Valente Imperadore, pacificasse già i Gotti che se n'andavano a briglia -sciolta per distruggere sin da fondamenti Costantinopoli. Havrebbe -letto che Placidia moglie di Attaulpho Gotto, & sorella di Honorio -fu potissima cagione non si ispugnasse & non si saccheggiasse Roma, -qual havea deliberato si chiamasse poi Gottia & non piu Roma. Havrebbe -letto qualmente Iugulta fu cagione di convertir a Christo Hermogillo -figliuolo; di Lemildo Re de Gotti. Havrebbe letto le santissime -opere di Clodoveo: s'egli cosi havesse atteso alla verità, come s'è -lasciato traportar dall'odio che alle donne iniquamente porta, havrebbe -chiaramente compreso nella lettione di sesto Aurelio, di quanti beni -fusse già cagione Pompeia Plautina moglie di Giuliano Imperadore -operando ch'egli si astenersi dalle populari estorsioni: egli dovea pur -ricordarsi di Elena madre di Costantino, di Monica madre di Agostino, -et di molte altre valorose donne, che ad altro non attesero, & sin' -al presente attendono che a giovare il prossimo, & quando mai altro -essempio non mi occorresse perciò confermare & stabilire crederei, -mi dovesse bastar l'essempio di M. Maria Bracala, di M. Francesca, & -di Suor Osanna; & qui faccio fine al mio scrivere. Fulvio & Claudia -Olimpia vi salutano. Da Modona alli III. d'Aprile. - - -MARIA BRACHALE ALLA S. POLISENNA RANGONA CONTESSA DI CARPENEDOLE. - -Qua è capitato dalle montagne di Pistoia, una donna la quale cerca -d'haver qualche buon recapito, & perche so che vi dilettate di donne -sofficienti et valorose ve n'ho voluto avisare, et vi faccio sapere, -che di tessere, et di filar non cederebbe a quella Pholoe di Creta -della quale parlando Virg. cosi nel suo divino poema disse. OLLI SERVA -DATUR OPERAM HAUD IGNARA MINERVAE CRESSA GENUS PHOLOE, GEMINIQUE SUB -UBERE NATI: non cederebbe a Pamphila, non a Minerva, non ad Aracne, -non a Clostro inventor del fuso; non a Penelope figliuola di Icaro, -che fu ne suoi tempi ottima tessitrice: si che avvisatemi se la volete, -che la porrò nel cochio della S. vostra zia, & manderolla honestamente -accompagnata: M. Cechino gridando & biastemiando per le gotte che lo -tormentano, anzi lo crucificano vi saluta & di cuore vi si raccomanda. -Di Modona alli III. di Maggio. - - -LUCRETIA DA LANDO CONTESSA A M. CLARA CIMISELLA. - -Mi rallegro con esso meco, & mi congratulo con esso voi, che habbiate -un figliuolo, si amico d'honore, che condur non si possa a far cosa -dishonorata, se dato gli fusse piu territoro che non hebbe Sicheo, il -quale da Virgilio è chiamato DITISSIMUS AGRI, & conceduto li fusse -la gratia c'hebbe Mida da Bacco di poter convertir in oro ciò ch'ei -toccasse: certamente ne potete ben voi star consolata che tal fama di -lui per tutto si sparga, piu che se lui vedesse portar corona in capo -del piu florido regno che habbi Europa: i Regni veramente si perdono, & -per l'ingiustitia di chi li possiede sovente volte si trasferiscono di -gente in gente per usar l'istessa locutione della sacra scrittura; ma -la buona fama, pretiosa piu di qualunque pretioso unguento, dura sempre -et in perpetuo si mantiene mantenetelo adunque con le vostre saggie -persuasioni in questo sano consiglio, se bramate che tutta via si -aumenti & a vuoi, et a noi l'allegrezza che n'habbiamo sin'hora per lui -nodrito nel cuore, & a Dio siate: Da Caselle nostra giuriditione alli -III. di Maggio. - - -CAMILLA MARTINENGA AVEROLDA A M. LUCINA CALANDRINA. - -Mala fama si sparge di voi per bocca et de vicini & de servidori -liquali di casa vi escono si mal contenti: molti difetti si vi -attribuiscono, molte macchie vi si dano, ma sopra'l tutto siete -accusata di strema crudeltà; a tal che dicono che se haveste la -possanza che haveva Cisenna, figliuola di Diogirida Re di Thracia, -segareste anchor voi gli huomini vivi per mezzo, & dareste li figliuoli -a mangiare a padri loro: & se volete maggior chiarezza della mala -opinione, che si ha della vostra crudel natura; pigliatela da questo -segno ch'altri vi chiama Athalia, altri Irene, altri Fulvia, altri -Tomyri, altri Dirce Thebana, & altri Progne figliuola di Pandione Re di -Athene; lequali femine avanzarono di crudeltà Medea. ne altro vi dico, -ravedetevi di si mal essempio. Da El. alli III. di questo. - - -CREUSA FLORIDA CONTESSA DI PRATA ALLA MAGNIFICA M. CORNELIA CONTARINI. - -Hebbi alli di passati una vostra che mi fu per infiniti rispetti -molto grata; hor in questa parevami di esser molto ripresa per non -dir biasimata per istare troppo in solitudine, attribuendo voi il -mio star solitaria a soverchia avidità di studiare: io non niego già -che li studi delle buone lettere non mi piaccino, & sienomi sempre -piacciuti: dico però alla Magnificentia vostra, che anchora che le -lettere non mi fussero si grate (come elle sono) nondimeno, volentieri -solitaria diverrei tanta è la dolcezza che di quella al presente ne -sento: tanto è il frutto che di quella à tutte l'hore traggo oltre -che non mi mancano molti essempij di valorosissime persone, dalli -quali tutta via mi ci confermo in amarla in seguirla, & in essortar -ogn'uno ad abracciarla; so che sapete qualmente. Simon Benlocai, -che fu compagno di Geremia Propheta col star vent'anni solitario in -una stretta spelonca fu cagione ch'egli ci desse quel celeste libro, -detto nella hebraica lingua Zoar, & nella nostra luminar maggiore. -Mentre il padre Adamo visse nel Paradiso solo, fu colmo di qualunque -felicità: come egli fu accompagnato; cadde repentinamente nel fondo -delle miserie: & mentre Abraamo stette in solitaria vita, fu degno -di favellar con Iddio. Ma ditemi per cortesia, Magnifica Madonna; -credete voi che se nel star solo, non ci fusse infinita gioia & molta -contentezza? Che Silvia, figlia di Ruffino prefetto di Alessandria, -ci havesse Sessant'anni senza mai pentirsene perseverato? Steteci M. -Maddalena trenta anni: Basolo quel venerabil padre quaranta: Beniamin -ottanta: Amata, donna santissima quaranta: Natanael trentasette: -Capitone ottanta: Ugone Ciartosino, Cinquanta, & Pione Abbate trenta. -Se vi volessi hora recitare il Catalogo de gli huomini & delle donne -che furono piu di me amici della solitudine, non ne verrei a capo -in tre giorni. Se vi volessi narrare quanti bei spiriti pel mezzo -della santa solitudine. si unirono già con Iddio, & mai non se ne -disciolsero deverrebbe questa mia risposta alta piu che non sono le -Decadi di Livio. Ditemi S. mia (che ve ne supplico) per quell'alto -cuore, & per quello chiaro intelletto, che Iddio vi ha dato potete voi -hoggidi star in alcuna conversatione, & non udire mormorare, mentire, -spergiurare, giudicar, mordere, tassare, straparlare, & in mille modi -offendere il prossimo? qual animo pio, forte & costante, se ne può -hoggidi astenere? tanto è posto in uso, questa mala creanza: mi sono -alle volte sentita scoppiare di dolore, trovandomi per mala sorte -in simili conversationi; havrei certamente piu tosto voluto esser -confinata nella piu aspra solitudine c'habbi la Capadocia ò l'Egitto: -imperoche tutte non hanno i modi vostri, ne la modestia, di che Dio -vi dotò, tutte non possono, ne sanno essere simili a voi, (a voi dico) -rara Phenice di virtu & di bontà. Io non leggo mai quell'oracolo della -santa scrittura. SEDEBIT SOLITARIUS ET TACEBIT, ET ELEVABIT SE SUPRA -SE; che tutta non m'infiammi d'amore di vita solitaria, & non mi venga -voglia di abbandonare sin'a me stessa, & andarne ne deserti della Siria -a ritrovare il picciolo Tugurio di Ilarione; o vero presso il Torrente -di Carith, ove solito era di riposarsi il Zelote Elia. Solevamo già -(come sò che meglio di me sapete) pur che ramentar ve ne vogliate -solevamo dico, habitare non unitamente, come hora facciamo, ma chi -quà, chi là: ci unimo poi (non sò chi ne fusse l'auttore) sperando di -riportarne maggior consolatione, & forse che cio avvenutoci sarebbe; -se Sathanasso nemico di ogni pace, & di ogni santa concordia non fusse -venuto a turbar le dolcezze nostre, soffiandone nel cuore, il veleno -dell'ambitione, della malevoglienza, & della maladicentia. Ma se qui -non raffreno il scrivere mio & non pongo giu la penna sento abbondarmi -di tanta copia in lode della solitudine, & in biasimo delle moderne -conversationi, che io non so quando mi saperò uscir da si profondo -Pelago rimanetevi adunque in pace, & amatemi da Prata alli VI. di -Settembre. - - -LUCIA QUADRIA A M. GIULIA DE FEDERICI PARENTE CARISSIMA. - -Per mie lettere vi ho piu volte invitate a venire a goder il giardino, -qual nuovamente ha fatto il mio amatissimo consorte, nel quale molte -cose ha piantato non senza gran misterio vi ha per la prima posto di -molta enola perche l'antica Giulia volentieri ogni dì ne mangiava; de -fichi assai per amore di Platone che ne era si vago, che ne fu detto da -molti philosica. de pomi pheaci & falischi per rispetto di Philippo, -& di Alessandro, che furono chiamati Philomeli, dal molto amore che -portaronno a cotai frutti: delli porri di Aritia per Nerone che tanti -ne mangiava, del sisare si caro à Cesare, che ogni anno ne faceva -venire di Germania buona somma. Delli Lupini per amor di Protogene, -delle pere amerine per li Argei: delle pera salvatiche per li Tirinthij -(se per aventura alcuno ce ne capitasse a casa) delle Palme, per -memoria delli Carmani: del miglio per i Meotici, & per li Sauromati: -ci ha posto del Cardamo per i Persiani: delle Pruna damascene per li -popoli di Damasco; ci havemo delle noci pontiche: delle Latuche di -Circello, de Navoni per li Amiterni: Noci avellane per li Tarentini: -Meloni d'Ostia: Olivi di Venafro: Castagne Petragorice. Peponi di -Capua, Rape di Norsia, Raphani di Alemagna, & Giande di Arcadia, ci è -del ditamo per il cuore dell'Eupatorio per il fegato: del Scolopendrio -per la milza, del Petrosello per l'orificio del ventre: dell'Hisopo -per il pulmone, & per il septotransverso: del Seseli per la vesica, -dell'Elenio per le reni, della Ruta per il dolore colico, alquale molti -in casa nostra sono suggetti: della Gentiana per il capo: delli altri -utili semplici quai potrete vedere, se ci verrete: non altro. Da Tirano -alli XXV. d'Agosto. - - -ISABELLA SFORZA À M. ZENOBIA FOSSA. - -Sempre, da che il mondo è mondo, gli huomini litterati o furono -superbi, arroganti, & ambitiosi, et per mostrarvelo incomincio da quel -dotto Menecrete medico, il quale voleva della sua opera sol questa -mercede, che li risanati per lui, si confessassero suoi servi, & -lo chiamassero Giove: Nestorio heretico et fonte di varia dottrina, -quell'istesso giorno, ch'egli fu creato Vescovo di Costantinopoli, -promise liberamente a ciascuno il cielo: Nevio Poeta Comico: lasciò -che si scrivesse nel suo sepolcro questo Pitaphio. Immortales, -mortales si foret fas flere, flerent divæ Camœnæ, nevium Poetam. -Itaque postquam orci traditus est thesauro, obliti sunt Romæ latina -loquier lingua. Palemone Grammatico, si gloriava che seco nate fussero -le buone lettere, & che seco havessero anchora da morire. Mostruosa -anchora fu l'arroganza di Paulo Samosateno; ma piu assai quella di -Tamira poeta di Thracia, ilquale hebbe ardire di contrastar con le -Muse, & per la smoderata sua arroganza, li trassero gli occhi dal -capo. Timeo historico Siciliano si gloriò piu d'una fiata di superare -Tuccide & Philisto, liquai furono nobilissimi storici. Accio Poeta -hebbe ardire di por la statua sua nel tempio delle Camene, & ve la -puose grandissima, essendo egli di picciolissima statura. Suffeno -poeta inettissimo, fu sopra tutti si glorioso che n'ha fatto luogo -al proverbio presso di Catullo: Manes (quel grande & dottissimo -heretico) vendicavasi gl'honori della divinità & diceva che l'era nato -di Vergine. Empedocle Poeta di Agrigento si gittò in Ethna, per dar -ad intendere al volgo ch'egli fosse volato ne celesti chiostri per -la sua eccellentia. Arrogantissimo fu Calliphane Poeta: non fu anche -assai ambitioso Virgilio dicendo. Primus idumæas referam tibi Mantua -palmas? non fu ambitioso Ovidio scrivendo Peligne gentis gloria dicar -ego? & quell'altro ò furtunatam natam me Consule Romam. Non debbo -dirvi di Appione grammatico Alessandrino, che fu di tanta arroganza -che prometteva immortalità a cui le sue opere dedicasse: benche di -questi arrogantacci non ce ne manchino hoggidi promettitori del cielo, -essendo essi riposti nell'abisso delle miserie. paiommi cotestoro -simili alli Alchimisti, li quali privi d'ogni bene essendo promettono -monti d'oro a chi pazzamente lor crede, ma spero in Dio che se noi -perseveraremo nelli studi come incominciato habbiamo, non haveremo -bisogno delle loro trombe, ma ad essi piu tosto farà mestieri delle -nostre. Io vi ho voluto far questo longo discorso per haver inteso che -un certo disgratiataccio, ilquale è in odio da che nacque, alli huomini -& alli Dei vi minaccia di farvi morire con i suo fecciosi & stomacosi -scritti, se piacevole liberale, et affabile non ve li dimostrate. -Credetelo a me, che queste furfantesche bravate, sono di peculiar -vitio d'alcuni affamati scrittori, che vorrebbono vivere alle spese -nostre: se habbiamo pur da far vezzi a scrittori, facciamone a quelli -che ne suoi scritti ci insegnano, & dolcemente ci dilettano, & non a -questi bestioni. Un'altra cosa vi dirò di piu: attendiamo a caminare di -virtu & in virtu che cosi li tagliaremo la via del mal dire; & saranno -sforzati a cantar di noi (malgrado loro). Soviemmi una fiata che un -moderno istorico, disse alla presenza del gran Marchese di Pescara -ch'egli voleva scrivere non so qual valorosa impresa che alli di -passati fatta s'era & il Marchese arditamente rispose, adunque volendo -dir il vero, di necessità scriverete di me: cosi dico in proposito; -se noi diverremmo caste, forti, modeste, giuste, magnanime, discrete, -prudenti, grate, dotte, bellicose, liberali, come faranno di meno a -non far memoria di noi, volendo di cotal materia favellare? salvo se -non vorranno empir le carte loro de sogni, & de fittioni; attendiamo -pur ad esser buone, di perfetta & di vera bontà, & non temeremo le -penne loro, attendiamo alli studi dell'eloquentia, congiunta però con -la sapientia; & scriviamo anchora noi in biasimo & vituperio de gli -huomini, si come essi longo tempo hanno fatto contra di noi, & tuttavia -fanno a nostri giorni: facciamoli vedere per chiari essempij tolti dal -centro delle piu veraci historie, che fussero sempre gli huomini da che -fu creato Adamo, temerarij, litigosi, fraudolenti, protervi ingrati, -loquaci, importuni, perfidi, pergiuri, traditori, ingiusti, vani, -bugiardi, volubili, incostanti, paurosi nelle honeste imprese & audaci -nelle ingiuste attioni: facciamoli vedere che furono sempre ladri -crudeli insidiatori, crapulosi, bevitori, lussuriosi, biastemmiatori, -sprezzatori d'Iddio, incestuosi, sacrilegi, inhumani impij, tiranni & -scelerati: facciamoli vedere che furono sempre deboli & mal sofferenti -delle aversità, violatori dell'altrui reputatione, usurpatori -dell'altrui, ambitiosi, fastosi, negligenti, & a maggiori disubidienti: -facciamoli vedere quanti maleficij sono da essi nati, quante rovine -hanno causate et de quanti danni sono stati cagione al mondo. oh Dio -perche non sono tutte le femine del mio animo: direi piu oltre di quel -che io dico, cosi il sdegno non me indebolisse la mano: farò adunque -per hora fine al scriver mio, pregandovi ad esser d'animo forte, & -costante, & a ricuperare la feminil libertà gia molti anni fa perduta. -dalla Sforzesca alli XII. d'Aprile. - - -ISABELLA SFORZA À M. FULVIA VISCONTE. - -Oh quanto m'è dispiacciuto d'haver inteso che siate tanto indulgente -& tanto tenera de figliuoli, che li lasciate far ciò che lor piace, -senza risguardare se honesto o dishonesto sia, giusto, o ingiusto: -Sempre .S. mia lo smoderato amore a padri & a figli egualmente nocque, -& danno fece: & di questo chiarir ve ne potrà la Candida Niobe, laquale -per troppo piangere i figliuoli suoi da Apollo uccisi, divenne un -duro scoglio: Che non fece di male Hecuba a Polimestore Re di Thracia -per cagione del figlio Polidoro? Leggete un poco l'historico Diodoro -& vedrete quanti travagli sostenne Tomiri Reina de Scithi, per voler -vendicare l'amato figliuolo contro di Ciro. Antistia anchora vegendo -la figliuola sua da Pompeio rifiutata per sposar Emilia, si ammazzò -da se stessa. Non si deve adunque amar con tanta tenerezza persona -veruna, ma sempre con la debita misura: oh se legeste alcuna volta -(quando tempo vi avanza) le storie antiche, ispetialmente quelle che -trattano delle donne Spartane, direste che meglio di voi l'intendevano. -Se i Spartani havessero havuti le madri loro simili a voi, non so se -fussero divenuti si valorosi come divennero: elle non stavano tutto'l -giorno leccandoli con dirgli che vorreste anima mia? che desideri cuor -mio faccia? angelicata, chi t'ha negato cosa che tu chiedevi? maffesi, -haverebbono fatto de ben valent'huomini: esse, li armavano di propria -mano, & quando lor porgevano il scudo, li diceano fa tu che ritorni con -questo, ò morto in questo, & non te lo lasciar togliere dalli nemici. -Se si lamentavano che la spada fusse corta, li dicevano fa un passo -piu avanti, accostati piu vicino allo nemico, & sofficientemente la -slongherai: non li volevano ricevere, ne riconoscere per figliuoli, -se ricusavano di morire in servigio, & in honore della patria: ne -morendo gli altri nella battaglia, volentieri li vedevano sopra vivere; -non li losengavano, non li vezzeggiavano, li nodrivano de grossi -cibi, li vestivano di vesti, che havevano piu tosto del militare, ò -del pastorale, anzi che del cittadinesco: non crediate già che loro -fasciassero le reni di veluto, ò di raso, non li allevavano in su -le delicatezze, anzi mai altro non li intestavano che di fuggire con -ogni studio le morbidezze: proponevangli come persone infami per esser -stati troppo delitiosi Stratone Sidonio, Artemone, Ambrone, Clistene -Lisicrate, Argirio, Battalo & Andramito Re de Lidi: proponevangli -quel Philostrato da Aristophane per la molta delicatura beffato, -schernito, & proverbiato: proponevangli Aristagora Milesio, Agatone -musico, Diadumeno, & Mirace; & a questo modo nutrendogli, doventarno -i piu virtuosi & tremendi popoli di Grecia, la dove temo grandemente -in vostro servigio, che alleviate i vostri alla poltroneria, & che per -altro non sieno buoni che per far numero, per consumar le vettovaglie, -& per esser inutil peso della terra: io vi ho predicato a bastanza -& forse piu di quello che la tenerezza vostra pol sostenere se ho -ecceduto la giusta misura dell'ammonitione, datene la colpa parte -all'amore grande che vi porto, & parte all'odio che io hebbi sempre a -gli huomini poltroni. state sana che Iddio da mal vi guardi. Da Viruola -alli VIII. di Genaio. - - -SUOR LUCRETIA MALASPINA A M. LELIA CIURLANA. - -Io vi vorrei consolare (se pur tanto potessi) del dolore, che vi -odo prendere, dell'esser voi sterile, ma temo che questo non sia uno -riaprir la piaga, che forsi è già ò ristretta ò saldata: non rimarò -però di dirvi quel che gia disse il salvator nostro BEATE steriles quæ -non pepererunt. Havete adunque la beatitudine, & non ve n'accorgete: -forse che temerete sendo sterile di morir di parto come gia mori -Athena madre di S. Cataldo Episcopo, & prima di lei quella gentil -Tullietta figliuola dilettissima di M. Tullio; non havrete da nodrir -figliuoli, non da farli ammaestrare, non da procacciarli il vitto. -Quanti n'ho io conosciuti liberali & Magnifici, che divenendo poi -madri, divennero avarissime. Ricordatevi di quel saggio versetto che -si spesso soleva dir quel grande Imperadore. CONIUGE non ducta, utinam -liberis caruissem. Ricordomi haver letto esser solito S. Bernardo -di dire che il non haver figliuoli fusse un bene non conosciuto: si -che confortative quanto piu potete. Oh se sapesti quante & quante ne -rimangono dolenti, chi per vedere i figliuoli ò nascere storpiati, ò -per strano accidente guastarsi & chi per vederli consumar malamente il -patrimonio: altri si veggono con istremo dolore uccidere da manigoldi, -& da micidiali sgherri. Oh che affanno, oh che passione è questa: & da -tutti i sopradetti mali con l'esser voi sterile, libera ne siete, & -ve ne turbate, & ve ne state si mal contenta? sciocca che voi siete, -dovreste ringratiarne Iddio a tutte l'hore: se non havete figliuoli -carnali, fatene di spirituali che saranno tanto de carnali migliori -quanto lo spirito è della carne piu eccellente: temete voi forse che -vi manchino heredi? non ve ne mancheranno nò, & quando ogn'uno vi -mancasse, non vi mancherà qualche povero spedale: ma ben veggo io poi -che non ve ne potete dar pace, quel che vorreste: vorreste udir di -quelle belle nove che si sogliono udire dalle fecunde madri, che vostro -figliuolo havesse fatto qualche homicidio, ch'egli fusse prigione, -ch'egli giacesse ferito, ch'egli havesse da gir in galea, ò che fusse -condennato alle forche: vorreste forse udire per il vicinato, che -alcuna vostra figlia havesse fatto un bastardo, che la facesse l'amore, -ch'ella fusse pregna, o che la se ne sia fuggita dietro al carnale -amadore; ò che il marito le da tutto'l di delle busse, ò che l'è in -divortio: queste sono delle nove, che sovente s'odono dalle fecunde, -et non mai dalle sterili donne, come voi siete: et pur vi rincresce di -essere. Deh fate a mio senno, che consilio da fedel amica, acquetate -l'animo vostro, & contentatevi di quel che vuole Iddio: che certo non -potete far il meglio. Prego Iddio a cui servo in spirito, & in verità -che vi consoli. Di S. Antonio da Ferrara alli III. d'Aprile. - - -BARBARA CALI. ALBERISI A M. FULGENTIA CARCASSONA. - -Non mi piace che di voi lasciate uscir fama di Donna altiera & superba -si come fate, & che sprezziate ogn'uno come s'egli fosse fango delle -vostre pianelle: stimate (vi prego) ogni persona di qual conditione si -voglia et anchora ch'egli giunto fusse ad estrema povertà imperò che -non sempre sta la fortuna in un medesimo volere, ma spesso si muta: & -quelli c'hoggi veggiamo in miseria posti, domani li veggiamo fatti Re & -gran Satrapi: il gran Tamburlano (se forse nol sapete) era gia Bifolco, -& trovò la fortuna si favorevole ch'egli divenne Imperadore de Scithi: -Primislao, di guardiano d'armenti fu fatto Re de Boemi: Gige similmente -di pastore doventò Re de Lidi. Sophi, che fu poi fatto Re de Turchi era -gia un pecoraio, si che voi intendete come le cose passano, & come gira -la fortuna. State adunque raccolta in voi, ne beffate altrui per poveri -& mendichi ch'essi sieno, accio che veggendoli poi essaltati non ne -habbiate ad arrossire & di lor temere. altro non vi dico state sana; & -amatime di Brescia alli III. di Febraio. - - -COSTANZA CONTESSA DI NUVOLARA A M. FILIPPA BALBANI. - -Io vi richiesi l'altro giorno che per i miei danari, mi facessi -havere dui cavalli castrati per il mio cocchio & mi havete mandato dui -cavalli piu fieri & piu sfrenati di Pasace cavallo di Cirro, della cui -sfrenataggine fa memoria Plutarco scrivendo di Artaserse: io le voleva -corridori al par di Partenia & Eripha che furono cavalle di Marmace -(l'innamorato di Athalanta) & non si moveno piu che si farebbono due -vacche vecchie & pregne: & poi ardite di scrivermi che avanzano nel -correre la cavalla di Ecratide, laquale vittoriosa fu, ne giuochi -Olimpici; anchor che vicina fusse molto al partorire: non meritava già -io d'esser si mal servita da vostro figliuolo amandovi al par di me -stessa, & havendo voi, tanta commodità di farmi bene accommodare. state -sana. Di Nuvolara alli .X. d'Aprile. - - -TADEA MALASPINA ALLA S. L. R. - -Deh non vi affligete tanto quanto fate d'haver perduto la luce de -gl'occhi, poi che per questo l'intelletto non si perde, & la memoria -non si smarrisce, anzi si aumenta & cresce & che ciò sia vero ch'io -vi dico, specchiatevi in Appio Claudio, ilquale, non mancò mai per -esser cieco di ritrovarsi & alle private, & alle publiche facende -della Republica Romana: cieco fu Druso, et pur la casa sua era sempre -piena di chi domandava consiglio per le particolari bisogne. Non -rimasero di darsi alla Dialettica, & alla Philosophia per la cecità -Asclepiade Philosopho, Diodoro Stoico, Democrito, G. Aufidio, Omero -Stesicoro Poeta, & altri molti che non dico, ma perche dir mi potreste -di non sentirvi (per esser femina) il petto si forte, & si gagliardo, -che sofferir possiate si gran tribulationi, quant'è l'esser privata -dalla luce; dirovvi d'haver anchora letto di molte Donne, lequali & -nacquero cieche, & anche per strano accidente si accecarono, & furono -perciò piene di alto valore, & hebbero di tal caso infinita pacientia, -ricordatevi di quella Hipsea della quale, fa Horatio memoria ne suoi -sermoni, ricordatevi di Lucilla figliuola di Nemesio Tribuno, che patì -l'ultimo supplicio sotto Valeriano nemico della Christiana persuasione, -ricordatevi di Salaberga Nionesa, & di Fara vergine illustre, che gia -fiorì ne tempi di Heraclio Imperadore: & con quella grandezza d'animo, -ch'esse gia la cecità sofferirno, sofferitela anchora voi: piu non -mi stendo in essortarvi a questa nobil toleranza, perche mi confido -nella sapienza vostra, laquale sempre maravigliosa da che la conobbi mi -parve. State lieta & consolatevi: di Ferrara alli III. d'Agosto. - - -BEATRICE PIA A M. LUCIA MANFREDI. - -Non so quando mai ci risvegliaremo da si profondo sonno; non sò -veramente quando mai ricuperaremo l'antico nostro valore: per certo che -altro, non ci riputiamo nate, che a servire, & ad ubidire gli huomini: -habbiamo pur l'essempio di molte grandi et valorose femine, lequai -regnarono et signoreggiarono altri, piu che virilmente. Deh perche non -ci commove l'animo, l'essempio della Reina Candace dominatrice delli -Etiopi: perche non ci infiamma lo spirito Elerna figliuola di Iano? -perche non ci accende il cuore Semiramis? perche non facciamo noi -come gia fecero Hippolita, Zenobia, Valasca & Cleopatra. Non vorrei -che marcisseno stando sempre tra il Fuso & l'ago, vorrei imitassimo -alle volte (ispetialmente quando siamo) in villa quella famosa -Athlanta Arcadia cacciatrice: à cotesto modo potremo noi sperare di -pervenire un giorno à tal grado, che potremo far delle facende, che -gia fecero Tomiri Reina di Scithi: Delbora signora delli Israeliti, -& Teuca domatrice delli Illirici: se noi essercitassimo i corpi -nostri non sarebbono si flecmatici, & per conseguente non cosi gravi -& tardi, perche crediamo noi che le Donne Spartane pervenissero a -tanta possanza? non per altro veramente, salvo perche si esercitavano -ne Gimnasii facendo alla lotta fra di loro, & dando la caccia alle -bestie piu selvagie, spesso anchora armeggiando virilmente: Lodansi -da scrittori, le Donne Gaditane, perche subitamente doppo'l parto, si -lievano dal letto, & fanno gl'uffici loro domestici & non fa mestieri -giacersi trenta & quaranta giorni nel letto come noi facciamo, votando -le spitiarie delli piu pretiosi confetti che vi sieno, distruggendo -i Pollai, & mangiando un tinaccio di ciambaglione. Di qui nasce poi -che non sappiamo far di quelle belle prove che gia fecero le Donne -Tedesche, quando restituirno in ordinanza l'essercito gia rivolto -in fuga: di qui (& non d'altronde) nasce che non sappiamo fare delle -prove che gia fecero le donne Bellovace, lequali col proprio valore -si gloriosa vittoria riportarno da Carolo Duca di Borgogna. Ho piu di -una fiata letto molte belle cose operate da Maria Pozzolana, lequali -m'hanno fatto tutto istupire, ma quando ho poi letto ch'ella non -beveva vino, & che sin dalla prima fanciulezza si avezzò alle fatiche -vigilando spesse volte tutte le notti intiere, di poco cibo contenta, -cessò di gran parte la maraviglia, ch'io n'havea. Hor questa sarebbe -la via di ricuperar i primi nostri honori, & di divenir famose al par -di Herpalice, di Antianira, di Lampedo, di Martesia, di Euriale, di -Amalasunta, & d'altre che hanno conseguito per il valoroso operare -l'immortalità; & qui fo fine pregandovi ad amarmi con tutto'l cuore et -hormai destarvi. Dal Catai alli X. d'Aprile. - - -CATHERINA DATI, ALLA S. APOLONIA ROVELLA. - -Io mi ho riso molto di cio, che mi scrivete, ispetialmemte della strana -& falsa opinione, che vi è nata, veggendo che il vostro cagnuolo tanto -vi ami, che a tutti fuor che voi digrigni i denti, ne dal vostro lato -mai si diparta. Se voi havesti atteso alli studi piu di quel che -atteso havete, non vi lasciareste entrar nel capo opinione, che li -spiriti humani entrino ne cani, ne gran maraviglia vi parerebbe, che -un cane vi amasse, essendo per altri tempi ciò avvenuto. Il ragazzo -di Xenophonte fu come voi, & forse piu di voi amato da un cane. Un -Pavone amò similmente con estremo ardore una Verginella in Leucadia. -Ho letto nelle storie di Sassone Grammatico, che un Orso per istremo -amore rubò già una fanciulla mentre ne campi con le compagne scherzava, -si che non ve ne date maraviglia, ne vi lasciate entrare nel capo si -strane fantasie, & si capricciosi ghiribizzi: & attendete a star sana & -scriverci alcuna fiata. Di Lucca alli XII. d'Agosto. - - -FRANCESCA DA COREGGIO MAINOLDA ALLA S. CHIARA DA COREGGIO SORELLA -HONORANDA. - -Voi mi pregaste l'altro giorno che io vi volessi scrivere una -essortatione alla castità, perche n'eravate stata pregata d'alcune -monache vostre care amiche, nella quale essortatione ramemorassi buona -parte di quelli che la castità cordialmente abbracciarono. Io vi mandai -(non so se l'havete ricevuto) un brieve Cathalogo d'huomini casti -raccolto con gran fatica, accioche voi stessa ve la formassi, & non ne -deste briga a me, che sono pur assai occupata: & acciò che meglio vi -riesca l'impresa, & piu copiosa & efficace sia, vi faccio sapere che -non sarà fuor di proposito il mescolarci Penelope (benche pagana fusse) -anchora che vi sieno alcuni che per casta non la tengano. io sono del -parere di Ovidio, ilquale, nel terzo de le sue Elegie in cotal modo -ne scrisse. PENELOPE MANSIT, quamvis custode careret, inter tam multos -intemerata procos: mescolateci Daphne figliuola di Peneo; Biblia moglie -di Duvillo Romano, ricordative di Sophronia Romana, di Zenobia Reina -de Palmirei: di Etelphrida Reina d'Anglia, di Baldraca, di Dula, di -Edeltruda, di Sulpitia figliuola di Patercolo: di Rodogune figliuola -di Dario: di Siritha figliuola di Sinaldo: di Vria, della greca Hippo, -di Timoclia: di Ciane Vergine Siracusana: di Medullina, di Marcia -figliuola di Varrone, & di Eugenia figliuola di Philippo proconsole -Alessandrino; la quale, temendo che Commodo Imperadore non la violasse, -vestitasi d'habito monastico menti lungamente & sesso, & nome: a questo -modo voi la farete copiosa & Florida & me haverete da molta molestia -liberata; State sana & amatime. Di Mantova alli XX. di Marzo. - - -BEATRICE PIA A M. GIULIA FERETTA. - -Hò letto i versi che mandati m'havete: possa io morire, se creder -posso che de migliori ne facesse mai, ne Erinna, ne Corrina, ne Sapho, -ne Polla moglie di Lucano. perseverate (vi prego) come incominciato -havete, accioche per il vostro mezzo intenda il mondo che ne anchora -nella poesia siamo noi donne, alli huomini inferiori. Di Padova alli -III. d'Aprile. - - -CAMILLA MARTI. AVEROLDA A LA S. THIRINTIA SANSEVERINI. - -Essortovi quanto so & posso a dar vostra figliuola per moglie al S. -Aquilio, acciò che niuna cosa piu vi manchi alla mondana felicità. -Se questo facendo, aviene che di lui naschino figliuoli dell'ampia -heredità successori, sarà la famiglia vostra tenuta assai piu felice -di quella de Curioni, & di quella de Fabij, & voi superarete di buona -fortuna et Berenice, et la Spartana Lampedo: non indugiate adunque -piu a far da prieghi astretta, quel che spontaneamente dovereste fare: -rumpete ogni tardanza, togliete via ogni impedimento, perche de simili -partiti non se ne trovano in ogni luogo: Iddio vi prosperi. Da El. alli -XII. d'Aprile. - - -MADALENA G. BREMBATA A M. GENEVRA CARITHEA. - -Non mi pare a proposito, che essendo morto il vostro consorte facciate -piu quella honorata hospitalità che vi si soleva fare; ispetialmente, -giuvinetta essendo: sianvi per illustre essempio, Ariadna hospita -di Theseo, Phillida di Demophonte, Ipsiphile; & Medea: sbigotiscavi -dell'esser hospitale in questa giovenil età. Calipso s'innamorò -poi dell'hospite suo. Non vi essorto gia ad esser qual fu Busiride, -Polimestore, & l'inhospital Diomede: ma vorrei si tenesse una certa -mediocrità, per laquale infamia alcuna non ve ne risultasse, & pur -humana & hospitale al mondo vi dimostraste: qui vi prego ad adoperar -l'ingegno vostro, & far di modo che di voi non si buccini per la -contrada, come alli di passati si fece di quella Baldonzosa (so che -m'intendete) senza che piu ve la spiani. State lieta: che Iddio sia la -guardia vostra. Da Bergamo: alli X. d'Aprile. - - -VIOLANTE DA GAMBARA A M. OTTAVIA GARIBOLDA. - -Per vostre lettere mi richiedete instantemente, che vi debba -consigliare se sarà bene che Clara vostra sorella di matrimonio si -congiunga con il S. N. Certamente io ci ho fatto sopra consideratione -quanto piu matura m'habbi potuto fare, ne posso fra di loro ritrovare -alcuna conformità, per la quale vivere possino giamai concordevolmente. -tacerò molte cose, che stremamente mi dispiacciono in quel cavagliere, -& dirovvi solamente della sua severità; come sarà possibile che si -lieta anima possa sofferire quella inessorabil natura? Leggo che M. -Crasso fu di tanto rigore di animo, che una sol volta rise, ma costui -non credo che ridesse mai: Zaleuco Legislatore de Locri, non era a suoi -tempi si aspro come è costui: Lucio Bruto, non fu si crudo come egli è. -Aulo Fulvio non fu mai di si dura conversatione; a me par certo quando -lo veggo, o che li favello di vedere, o di favellare con Eaco, con -Minos & con il rigido Radamanto: si che per il giudicio mio, non gli la -darete; altrimenti facendo, voi la sepelite viva. viva voi la ponete in -croce, & le sarete cagione d'insupportabil noia, ne di questo altro vi -dico. Iddio vi consigli, & v'inspiri a far cosa di che non vi habbiate -poscia a pentire. Da Napoli alli X. d'Ottobre. - - -BENEDETTA CONTESSA MALASPINA A M. TERENTIA TUCCA. - -Non viene alcuno de vostri, a vederci, che non ci narri cose -maravigliose della collera vostra; dalla quale vi lasciate togliere & -l'uso & la possanza della ragione. è possibile che trovar non si possi -rimedio a rinconciliarvi con vostra sorella, & far che sempre non siate -in gara voi mi riducete in memoria l'odio di Etheocle, & di Polinice, -liquali, morti essendo per molte ferite, che si havevano date al -dispetto della madre Iocasta, et dovendosi secondo il vecchio costume, -ardersi i corpi loro, non si potero toccare, ma l'uno in quà, & l'altro -in là, visibilmente saltò d'il che fa Ovidio fede dicendo. Scinditur -in partes atra favilla duas. Deh riunitivi (se volete) perche non -siate favola del volgo. Non dico già che vostra sorella non ci habbi -molta colpa, dirò però che l'ira vostra ce n'hà molto maggiore, & temo -ch'ella non vi conduchi a quel termine ch'ella condusse già Hercole, -Septimio, Severo, Marcio Sabino, Vedio Pollione, Cherephone Atheniese: -Stephano Sesto Pontefice, & Sergio terzo, che per ira gittò il corpo -di Papa Formoso nel Tevere: guardative adunque da queste vostre -furie, altrimenti capitarete male & ne starete perpetuamente dolente: -state sana & rattemperative ne desideri vostri. Di Cremona alli XVI. -d'Agosto. - - -ISABELLA SFORZA ALLA S. DUCHESSA DI CASTRO. - -Del duro caso occorso nella vita del vostro Signore, Volentieri vi -consolarei se io mi sentissi d'haver parole atte a poterlo fare in -cosi gran cordoglio: essortero voi adunque solamente a patientia al -meglio che saperò & consolerovi con il proporvi davanti alla memoria -l'essempio di chi hà tolerato maggior stratio ch'egli non fece. -Heliogabalo fu si mal trattato dal populo Romano, che ne fu gittato, -stratiato per molte ferite in una puzzolente Cloaca; d'indi poi tratto -fu gittato insieme con Scenida sua madre nel profondo Tevere. A Michele -Paleologo Imperadore, negò il populo Romano la debita sepoltura: furono -anchora pessimamente trattate le reliquie di G. Mario da Cornelio -Sylla, le quai cose furono da lor congiunti sopportate con grandissima -patientia, ne si vendicarono mai: sofferite con altezza d'animo S. -mia le ingiurie che hanno fatto alcuni pochi huomini al vostro S. -rendendovi certa, che cosi stata sia la volontà d'Iddio, alla quale, -non ci si pò forza humana opporre. Iddio col suo Santo Spirito vi -consoli, (se io bastevole non sono.) Di Piacenza alli XX. del presente. - - -FRANCESCA VIDASCA A M. GOTTIFREDA DOLINDA. - -Ho inteso de mali portamenti ch'usa tutto'l giorno vostro cognato -con esso voi, & delle straniezze che egli vi fa: pregovi a sofferirlo -patientemente, & imitare Aristide, alquale essendo sputato nel viso, -non si adirò punto, ma bastolli d'ammonirlo, che piu tal cosa non -facesse: vi conforto a proporvi per essempio di vera sofferenza -Adriano, ilquale non sol non si vendicò di un servo, che armato -l'assali, ma dettelo nelle mani de medici, perche di si furioso humore -tosto si risanasse. Imitate anchora Licurgo, ilquale, essendogli -stato da un imbriaco tratto un'occhio, non sol non hebbe ricorso alla -giustitia, perche fusse secondo la colpa sua castigato, ma con sua -astutia dalla possanza di quella lo salvò; sofferitelo (vi supplico) -patientemente, & sperate pur ch'egli si debba un giorno ammendare: -cessarà tosto questo giovenil furore, & ve lo troverete finalmente un -perfetto amico et un gratioso parente: state sana che Dio da mal vi -guardi. Di Trento, alli XX. d'Aprile. - - -DOROTHEA CAVRIOLA AVEROLDA A M. SOTHERA N. D. - -Vorrei mi fusse lecito di potervi esser piu vicina che non sono, -che forsi, forsi, troverei al dolor vostro qualche util medicina: -certamente vostro figliuolo non poteva far piu gloriosa morte che -morire in servigio della sua honorata patria: per questo, Cleomene vive -felicissimamente nella memoria de generosi spiriti, per questo è fatto -immortale Mida Re de Phrigij, & reputato è divino Ericteo. Consolative -anima mia & ringratiate il S. di si bella occasione, & non lo piangete -piu; lo dovereste ben piangere s'egli fusse morto in qualche Taverna -ò vero in dishonesto luogo: egli, sul fiore de gli anni suoi è morto -sotto le mura della sua cara patria combattendo in tal sembianza che -fin da nemici era giudicato un'Annibale rendetevi certa, che vostro -figliuolo non è morto, ma egli vive perpetuamente in cielo, dove si -dette sempre honorato luogo a buoni & fedeli amici della patria: ne piu -oltre mi stendo, state sana & confortatevi in Giesu Christo. Da El alli -XX. di Maggio. - - -LUCIA DAL FORNO A M. LELIA DI VENAFRO. - -Mi è stato rifferito che vostro figliuolo è fatto si amico di M. Priamo -che non fu mai tanta amistà fra Diamanta et Oppleo Ercole et Theseo, -Mario et Caspro Iddio lo feliciti, et lo faccia sempre imitare li -costui santi studi. Veramente è senza paragone & nelle lettere & nelle -arme: & Iddio volesse che la città vostra n'havesse di molte paia che -lor rassimigliassero so che ella diverebbe in breve tempo piu gloriosa -di Roma, d'Athene, di Sparta, di Carthagine, di Capoa, di Corintho, -& della forte Numantia, se savia sarete (come sempre v'ho giudicato) -disviarete da tutte l'altre prattiche, et operarete che sol a questa -con tutto'l cuore attenda, donde gli ne pò risultare et honor et -consolatione infinita. Iddio vi conservi da male: Da Balbana alli X -d'Ottobre. - - -LA CONTESSA MADDALENA AFFAITA BIIA A M. IDEA DAL BORGO. - -Ho letto le vostre lettere date alli XV. d'Aprile, le quali non -erano meno ornate, che prolisse: & n'ho sentito leggendole un'istremo -piacere: veramente non mi potevate fare piu grata cosa che di consolar -M. Lucia nella morte di sua figliuola. bisogna a tutti i modi haver -pacientia di quello, che Iddio vuole. Se suo marito l'ha ammazzata, & -senza demerito alcuno, fu anche gia tempo che le mogli ammazzarono di -molti mariti, & n'habbiamo di questo piu di mille storie, senza che -si adduchi in mezo Clitennestra, Albina, Rosimonda, Lucilla, Circe ò -Semirami, & per dir il vero, soviemi d'haver osservato piu di venti -donne amazzatrici de loro mariti oltre le figliuole di Danao, dette -per sopra nome le Belide, le quali furono cinquanta & tutte ecceto -Ipermestra amazarono i mariti loro, la dove ritrovo niuno huomo -(quantunque fiero & selvaggio) haver amazzato la moglie, eccetto, -Ceffalo, Nerone, Chilperico, Constantino, Mithridate, Egnatio, M. -Cecilio, Periandro, et il Brutto Deciano. Se noi cercassimo con ogni -studio & con ogni diligentia di ricuperare l'antico nostro valore che -n'habbiamo perduto, forse non sarebbe lor si agevol cosa l'ucciderci -tutte le volte che la colera lor monta, ò vero che habbino il capo -pieno di vino. State sana & pregate Iddio che sempre ci conservi nella -sua gratia. Da Seronno alli VII. d'Aprile. - - -VIRGINIA DA GAMBERA A M. GIULIA FERRERA. - -Intesi l'altro giorno del gran pericolo, nel qual cadeste, per voler -montare sopra di quel sfrenatissimo cavallo, che alli di passati vostro -fratello vi donò, & subitamente mi triemò il cuor nel petto. Veramente -non leggo mai quel verso d'Ovidio. Quique ab equo præceps alienis -decidit arvis, che l'animo non mi caschi (come dice Homero) nelle -Ginocchia. Non leggo mai di Nipheo, di Leucago, di Ligeri, di Clonio, -di Thymete, di Agenore, di Bellorophonte, & di Seleuco, che tutta -non mi sbigotisca per esser morti cadendo da cavallo. Fate a mio modo -sorella carissima, non vi montate piu, andate piu tosto a piedi, anzi -boccone, & se mi amate, overo credete che io ami punto voi, oprate di -sorte che non si sentano piu di voi cotai novelle: state sana. Da Roma -alli IIII. d'Ottobre. - - -EMILIA CONTESSA DA GAMBERA A M. CLARA BURLA. - -Alli passati di venne nova che andando un gentil'huomo Lombardo alla -caccia, un porco l'haveva morto. subitamente mi ricordai di vostro -figliuolo, che n'è tanto vago, & incominciai a temere molto in suo -servigio. Deh fate (vi prego) che di lui se possibile è non si senta -tal nova: bastici d'un Adone, d'un Idmone, d'un Bruthe, & d'un'Anceo, -da Porci stratiati et morti: scongiuratelo per il ventre, & per il -latte materno, che rivolga l'animo suo a piu honesti studi, dove -l'ingegno insieme col corpo si eserciti & lasci altrui si laborioso et -pericoloso esercitio. Di Viruola alli III. di Febraio. - - -MARGHERITA POBBIA A M. MARGHERITA GORA COMADRE CARISSIMA. - -Mai piu (se io campassi piu di Mattusalemme) mi lascio condure in -simili luoghi dove alli di passati vostra sorella mi condusse senza -far provisione di vettovaglie, non già se credessi di doventar Reina -di Francia. Credei veramente morir di fame & di sete si come leggo -esser morti Pausania, Sisigambi, Cleante, Gabino, Silino, Neocle, -& Euristene: questo v'ho io voluto scrivere, acciò non vi lasciate -imbarcare senza biscotto; so ch'ella non ha altro in pensiero che di -condurvici: guardatevene, ne dite poi, che non ve n'habbi avisata; ma -non li dite giache io ve l'habbi disuaso, non lo fate per quanto amore -mi portate: essa vi è sorella, & per conseguente so che la conoscete, -l'è tanto iracunda che non si puo esser piu. Di Como alli VIIII. -d'Aprile. - - -MARGHERITA ZAFFARDA ALLA S. LEONORA VERTEMA. - -Quanto mi doglio che essendo si mal disposta, vi siate condotta ad -habitare in luogo poco sano, dove non vi possiate prevalere ne di -medico, esperto, ne di alcuna giovevole medicina: hor qui penso io per -l'amor che vi porto di soccorrervi con utilissimi ricordi; & per la -prima cosa di che vi avvertisco si è che pogniate cura che li meati del -corpo vostro non sieno ne molto aperti, ne molto chiusi: ne frutti, -ne herbe vi sieno in molto uso, ma molto piu parcamente mangiarete -& latte & pesce & quando pur vi occorrera mangiarne non vi si scordi -mangiarli col mele: condirete i cibi humidi & grassi con le cose acre -& aromatiche. Non vi curate punto di mangiar ogni giorno carne, acciò -che non vi si generi nel corpo una prestissima putrefattione pensate -pur che non senza causa Porphirio, mosso dalla Reverenda autorità de -Pithagorici, & d'altri Antichi philosophanti, detestò il mangiare de -gli animali certa cosa è che gli huomini avanti al Diluvio, non ne -solevano mangiare: godete con grande moderanza li cibi di complessione -molto secchi, & piaccianvi quelle vivande che sono mezane tra le secche -& le humide; benche Avicenna per schivar la canutezza preferisca i cibi -di natura secchi alli molli: schivate i cibi eccessivamente freddi & -eccessivamente caldi, & abbracciate quelli che sono caldi & insieme -humidi, non schiferete di mangiar carne ò sangue di porco come gia -solevate fare, ma confortata dall'autorità di Galeno et anche per una -certa natural similitudine qual essa suol haver con la nostra carne la -lasciarete venir sulla vostra reale & splendida tavola ne vi scorderete -che alla vita longa giovi il mangiar di piu vivaci animali (pur che -giovanetti sieno). Fugite il sonno di mezzo giorno (se astretta non -siete da gran necessità) ricordative del detto Plautino, Heu tu non est -bonus homini somnus de prandio. Non voglio dimenticare di avvertirvi -che facciate nodrire quei animali che mangiarete de cibi eletti, -raccolti in luoghi dove i venti temperati raserenano et dove i raggi -del Sole danno dolce fomento. quanta differenza è di luogho a luogo -ve lo dimostra il persico ilquale in Persia è veleno, & in Egitto è -molto amico al cuore: ve lo puo dimostrar l'Eleboro, che si riceve -in Anticira senza nocumento, & altrove è si mortale: procurate che -l'habitatione vostra sia riposta in luogo alto & che risguardi mezzo -dì et l'oriente, sotto un'aria sottile, ne humida, ne fredda: bastevi -quanto v'ho scritto per hora: occorrendo d'haver fidati messi, non -mancherò di darvi de gli altri ricordi, non men'utili, delli predetti. -State lieta. Di Mantoa alli X. d'Aprile. - - -LAVINIA SFORZA CONTESSA DI BORGO NOVO A M. ISABETTA MOSCARDA. - -Acerbissima m'è paruto la trista nova che alli di passati ci venne, -che vostro fratello si fusse cosi infelicemente annegato, & sel non -fusse stato, che alli di passati avida piu del solito di studiare, -mi chiusi nella mia libraria & ritrovai leggendo tanti & tanti dalle -acque con gran dolore di suoi congiunti assorbiti; mi sarei a fatto -a fatto per amor vostro disperata. Lessi in Propertio, in Giovinale, -& in Ausonio qualmente Hila figliuolo di Theodamante, andando per -attingere acqua, si annegò con tanto dolore di Hercole che il maggiore -non si potrebbe imaginare. Lessi in Virgilio come Oronte, rovinata che -fu Troia, venendo in Italia con Enea si annegò insieme con Leucaspi. -Lessi in Martiale, che andando Cerelia a Baia, si sommerse per ria -fortuna. Lessi in Statio, essersi annegata Sapho: lessi in Ovidio, che -Tiberino Re, si affogò nel Tevere & dalla morte sua li dette il nome, -chiamandosi prima Albula: lessi in una Tragedia di Seneca, che Icaro -cade nelle acque & ivi terminò con grande angoscia del Padre Dedalo -i giorni suoi. Lessi in Valerio Flacco che Inno con Melicerta s'erano -sommersi. Lessi in Livio, come di Naufragio morisse già C. Marcello, -essendo mandato à Masinissa in Africa. Lessi in Sex. Aurelio di simil -morte esser mancato Decio Imperadore, essendo prima vinto da Gotti. -Lessi in Plutarco di Rosana concubina di Alessandro. Lessi finalmente -che il mare Egeo non per altra causa fusse cosi chiamato, che per -esservi morto dentro Egeo, et cosi fusse detto il mare Eritreo dal Re -Eritra, l'Elesponto da Elle sorella di Phriso: il mare Icareo da Icaro: -& il Mirtoo da Mirtilo carrettiero di Enomao: il mar Tirreno da Tireno -Re de Lidi, l'Esperio dalle fanciulle Esperide, l'Anieno da Anio Re -de Thoschi. Queste cose mi consolarno maravigliosamente, & ferommi -rasciugar le lagrime, acquetaronsi i sospiri, & i singhiozzi che -duramente m'havevano suffocato il cuore: cosi prego Iddio avenga a voi, -& quella pace n'abbiate tosto che merita la rara vostra bontà, alla -quale & giorno & notte mi raccomando. Di Piacenza alli III. di Febraio. - - -LA CAVAGLIERA LUZAGA VEDOVA ALLA S. CAPRANIA ROSELLA. - -Son astretta di ammonirvi d'un diffetto che'l mondo vi accusa, che è -dell'esser sopra tutte le femine della contrada vostra invidiosa: Deh -vi prego carissima sorella non macchiate tante buone parti, quante -voi havete, con questo pestifero morbo d'invidia: sovengavi che Aiace -Thelamonio havendo invidia che le arme di Achille fussero date in -premio a Ulisse, fatto perciò furioso se stesso amazzò: infami divenero -al mondo per l'invidia, Dedalo amazzatore di Telen Suo caro discepolo, -Drance per haver invidia alla gloria di Turno, Hiarbita Mauro, Bauto & -Mevio: non è veramente l'invidia qualita degna del vostro gentilissimo -petto: non so gia io come l'ardisca di stare fra il coro di tante & -tante virtu che sono in voi. scacciatenela adunque ne ve la lasciate -piu entrar nell'animo: non vi ho voluto diffusamente trattare delli -incommodi nati dalla invidia; per conoscervi lungo tempo nelle storie -dotta & esperta: vi supplico bene per quell'ardente amore qual v'ho -sempre portato, à far di modo che piu non si odano di voi cotai -rumori. se le vostre vicine hanno de beni di fortuna piu copiosamente -di voi, non ve ne affannate punto, ma piu tosto considerate quanti -bei ornamenti v'habbi dati Iddio senza esserne voi pur un tantino -meritevole. Iddio vi guardi da male, da Isè alli XII. d'Aprile. - - -TADEA CENTANA. - -Ho letto piu di una fiata la vostra artificiosa & facetissima Comedia. -& mi credei certamente morir, delle risa, si come legesi esser morti -Chilone Lacedemonio & Diagora, quando io giunsi a quelle astutie -servili da Pandaro servo. fatte: hora (vi prego) che io veggia la -Tragedia qual havete incominciato, perche spero torrete la palma -di mano al dotto Sperone, et al consumato Trissino: non mancate di -mandarmela quanto piu tosto vi sie possibile (se mi amate, ò vero se -punto vi persuadete esser da me amata) Domani me ne vado alla villa & -ne meno con esso meco il choro de le Muse, se vi piacerà di venirci, -fatemelo sapere, che vi manderò compagnia tanto faceta che confesserete -esser vero il Mimo di Publiano COMES FACUNDUS IN VIA EST PRO VEICULO; -appresso vi mando il commento che alli di passati mi fu di Francia -mandato: credo ch'egli vi debba sommamente aggradire: godetelo fin che -ritorno & sel vi verrà voglia di villeggiar con noi, portatelo con esso -voi; di Vinegia alli VI. d'Aprile. - - -CECILIA AGNELLA ALDEGATA A M. LAURA R. - -Io v'hò piu volte avisata che schivar volessi la prattica di alcune -male persone le quali dal lato vostro mai ò di rado non si partono; -ne senza ragione ve n'avisava havendoli conosciuti di tal qualita che -a guisa dell'Aconito sol col tatto avellenare & uccider possono: non -vi lasciate rimovere dal mio Consiglio per la faceta lor natura ma -ricordatevi esser piu tosto da ricercare & da ritenere le cose utili -anzi che le gioconde et delettevoli il che ne fu dato ad intendere -per la vecchia usanza di quelli che con le quadrige combattevano in -campidoglio nelle Ferie latine, dove il vincitore haveva una Coppa -piena di absintio: veramente in niun'altra cosa doveremo noi esser piu -diligenti che in imparare il modo del viver humano, & come reggere ci -dovemo per non inciampare. & per non entrare in qualche inestricabil -laberinto quanta difficulta credete voi che sia in saper discernere li -veri, dalli falsi amici? oh se noi lasciassimo alcuna volta da canto -quelle occupationi che tanto intricate ci tengono et legessimo il dotto -libro della natura, troveremo esserci quella una ottima maestra et -perche credete voi ch'ella habbi fatto che quelle Sorbe che piu belle -sono sieno a qualita velenosa piu soggette di quelle che men belle -appaiono? non l'hà fatto per altro che per insegnarci esser piu dannosi -i lusinghevoli amici che li asperi non sono: ma di questo parmi hormai -d'havervene detto piu che à bastanza: Attendete a conservarvi in Sanita -et quanto piu potete amatemi perche io amo voi al parangone delli occhi -miei: il mio carissimo consorte vi saluta riverentemente & paratissimo -all'honore et servitio vostro si offerisce. Di Mantova. - - -ISABELLA SFORZA ALLA S. ANGELA PICCOL'HUOMINI. - -Vi hò molte volte scritto, che volendovi applicar alli studi, facciate -elettione di quella sorte di lettere, che rendendo la mente piu sobria -& l'animo fanno tuttavia doventar migliore. Se vietano i medici che non -s'usi l'halicacabo, ilquale, quantunque giovevole & opportuno sia per -fermar i denti, fa però impazzire chiunque lo adopra. perche non debbo -anch'io cosi vietarvi a non applicarvi a quelli studi, che la lingua -poliscono, & i buoni costumi infettano? non vi sbigottite, perche i -precetti della Philosophia austeri & scabrosi vi paiano, ma pensate -fra voi stessa, che si come l'aceto è al gusto mordace, giovevole però -contra li serpentini morsi: cosi i decreti della Santa Philosophia -parerci alle volte poco delettevoli, ma giovar molto, & opportunissimo -rimedio recare contro le pestilenti passioni dell'animo: molte altre -cose a questo fatto appartenenti vi direi, se non havessi certa fidanza -di tosto tosto vedervi, & teneramente come sempre soglio abbracciarvi. - - -LUCRETIA MASIPPA A M. LA DUCHESSA DI VALENTINOYS GRAN SINISCALCA. - -Ritornò (Valorosa Signora) alli di passati dalla corte del -Christianissimo Enrico M. Francesco Beltramo, ilquale, divenuto novo -Trombetta della virtù & singolar bontà di V. Eccel. hà talmente acceso -il cuore di ciascuna donna, che insino allhora presente altro per tutta -Lombardia non si desidera, che di servirvi, di amarvi (& se far si -potesse senza nota d'impietà) di adorarvi. ma che dico io di ciascuna -donna? anzi di ciascun valoroso Cavagliere. à tale che chiunque si -sente haver nel petto lealtà di fidel servidore, ò valor di forte -guerriero, desidera porsi nel servigio del potentissimo Re di Francia: -& questo desiderio, non tanto nasce loro dalla liberalità & gratitudine -Regale, quanto dalla amorevole protettione quale (per quanto s'intende) -hà preso la bonta vostra della natione Italiana: Felice quel gran -Re à cui per celeste sorte, è toccato d'haver presso di se donna che -li faccia tal servigio che appena fare lo saprebbe un Coleggio de i -piu perfetti Senatori c'havesse mai ò Roma ò la dotta Athene: ne men -felici saremo noi donne se sapessimo imitar la destrezza del vostro -divino ingegno, la perfettione del giudicio, l'integrità dell'animo, -la sincerita della vita, la generosita del cuore, & la purità della -conscientia laquale, (per quanto m'è riferito & dal sopradetto M. -Francesco & da molti altri di non minor fede degni) fu sempre schiva -di falsità, di simulationi, & di qualunque cosa indegna di donna -che Iddio ami & i suoi santi giudicij tema. Hò posta S. Duchessa la -penna su questa Carta et vi hò piu familiarmente scritto che non si -convenia farsi all'altezza del grado vostro, date la colpa all'intesa -et smisurata allegrezza nel cuor mio novellamente conceputa; qual -non ho potuto mai raffrenare & sono stata sforzata (mio mal grado) di -communicarla alla penna mia, accioche per il mezo suo pervenesse a gli -orecchi di V. Ecc. & fra voi stessa tacitamente vi rallegraste; Iddio -sempre ringratiando c'habbi piovuto sopra del capo vostro, tante, -& tante Illustri gratie che se ne potrebbe arrichire tutto il Regno -di Francia. non mi voglio dilattar piu del dovere: So che io scrivo -a una grande et occupatissima Duchessa & a donna finalmente degna -d'essere Imperatrice di tutta Europa: farò adunque fine al scriver mio, -pregandovi ad havermi con le mie figliuole per humilissima vassalla & -obedientissima serva. Iddio nostro S. sia sempre la guardia vostra & vi -essalti sopra il choro delli Agnoli insieme col Felicissimo Enrico. Di -Vinegia alli XXVI. di Decembre nel M.D.XLVIII. - - -FRANCESCA RUVISSA ALLA S. D. ISABELLA BRESEGNA. - -Quanto piu vi verrano a noia le cose temporali: tanto piu vi si -accendera il cuore dell'amore eterno: attendette pur tuttavia -come incominciato havete a darvi in preda alla sacra philosophia, -dellaquale, se vi sentirete ritrar dalla corporal cura, sentirete -anchora per il suo mezo accrescervi il vigor del'animo: la soglio -io per tanto alcuna volta rassimigliar al nasturtio, ilquale, (per -il parere de curiosi phisici) aguzza l'ingegno, et rende il corpo al -generare inetto & indisposto: questa è: Figliuola mia la vera scala di -salir al cielo: insegnaravi questa evangelica philosophia alla quale si -di buon cuore vi essorto quel che non potrebbe ne la scuola Socratica, -ne la Pithagorica: qui, qui & non altrove, imparerete à sprezzar voi -stessa, & ciò che di buono in voi havrete, rifferirlo a Dio auttore & -donatore de tutti i beni: se con humiltà trattarete la sacra scrittura, -& non ambitiosamente (come hoggidi molti fanno) havrete per vostro -maestro lo spirito Santo: non vi pentite dolcissima figliuola d'esser -per cotal mezzo intrata nella via d'Iddio: anzi tenete per cosa certa -che non ve ne fusse alcuna altra migliore ne piu sicura: affrettative -pur di caminar à quella celeste Gierusalemme, per che i giorni son -brievi. non vi fermate punto, ma animosamente armata di fede, & di -speranza caminate: Soleva dir il beatissimo S. Bernardo che la via -d'Iddio era tale; che chi non caminava sempre avanti, ritornava a -dietro: ne altro dico: Nostro S. ci aiuti tutti & ne conduchi à vita -eterna. Di Vinegia alli XX. di Marzo. - - -GIULIA TRIVULZA MARCHESANA DI VIGEVANO A M. LUCIANA MALATESTA. - -Per questa mia, vi faccio sapere che Alessandro vostro è risanato, -& per quanto mi dicono & li medici & li servidori insieme, gli è -sopravenuta questa infirmità per soverchio mangiare & per ismoderato -bere & (se l'è vero quel che m'è rifferito) credo io che la voracita -di Archesilao Pritaneo, di Domitio Aphro, di Septimio severo, et di -Valentiniano fusse nulla anzi una somma parcità rispetto a quella di -costui, che mai non si vede satollo: pare habbia un Lupo nel stomaco, -pare habbi una spongia in gola: & che si credono costoro di fare? -pensano forsi d'esser nati al mondo sol per consumarci le vettovaglie? -avvertitelo adunque amorevolmente à tener vita piu regolata ch'egli non -tiene, essortatelo con le vostre savie lettere all'esser piu temperante -& moderato ch'egli non è: io dal mio canto non manchero di essortarcelo -fin che egli stara in questi vicini luoghi: ben che alle volte, per -scuotere il giogo che ci hanno posto gli huomini tirannescamente al -collo, vorrei che tutti fussero di cotal natura: ne so piu espediente -via à riparare alla servitu nostra. state sana et amatime: da Mallè -alli VIII. d'Ottobre. - - -LUCRETIA MASIPPA ALLA S. TADEA CENTANA. - -Hieri venne a me M. Hortensio et dissemi ch'egli credea che foste un -capo senza lingua, imperoche essendo nelle vostre case venuto, mai vi -udi favellare, & pur havea gran voglia di udir uscir da si bella bocca -parole corrispondenti: Io vi ricordo S. Tadea anchora che il silentio -sia l'ornamento delle donne, disdirsi pero l'esser totalmente mutola: -si deve favellare alla presenza de valent'huomini ma con modestia -pensando & essaminando prima le parole, avanti che vi eschino di bocca: -Fa di mestieri havere la bocca nel cuore, & non il cuore, nella bocca: -escanvi le parole vostre con donnesca piacevolezza & non imitate quella -buona creatura, laquale quando vol dir mezza parola, tutta si commove, -et par che habbi da partorire un Elephanto. v'hò voluto di questo -avisare perche mi hà detto ch'egli voleva visitare M. Francesca, non -gli date occasione di mormorare per che l'hà una lingua diabolica, -porrebbe fuoco nel pozzo; non potreste credere quanto l'è sdegnoso et -come tosto si adira, se del continuo non è vezzeggiato à guisa d'un -Bambino. state sana. - - -LUCRETIA MASIPPA ALLA S. MARTA VANNUCCI. - -Se siete come mi scrivete risanata da quei colpi che amor vi dette -togliendo per istrumento i rilucenti occhi di M. Girolamo .P. attendete -a conservarvi in sanità, & ramentative di quel che disse Seneca che -niuna Ferita piu facilmente torna a rinverdirsi di quella d'amore. -Havete hormai con vostro gran danno provato pur troppo a bastanza -quanto sia grande la sua forza & come legati ci tenga con invisibil -catena (benche non insensibile) havete veduto come duramente tratti -chiunque se li fa vassallo facendolo divenir inconstante, maninconico, -iracondo, cieco, pieno di querele, & al creder facile. Non deverieno le -persone savie come vi tenete voi, amare si smisuramente le cose che non -si veggono, ma quelle sol che non appaiono, imperoche il vero amore si -è amar Iddio: hor mentre siete stata amante d'huomo carnale & caduco, -evi paruto amore altro che un celato fuoco, una grata ferita, una dolce -amaritudine, un delettevole veleno, un piacevol morbo, un giocondo -supplitio, & una lusinghevol morte? Credetelo à me che amore non -procede ne dalla natura, ne dal fatto, ma dalla vostra leggierezza & -dal vostro debol giudicio: fuggitelo adunque per l'avenire meglio, che -non havete per il passato, mutate luogo (se bisogno vi sia) schivate di -vedere il volto del male amato giovane: & occupate la mente, & i sensi -vostri in facenda di maggior importanza: pensate alcuna volta al fine, -& quanto sia egli brutta cosa: pensate similmente che non senza buona -ragione. Commandasse Archiloco Lacedemonio che li libri che d'amor -trattavano fussero publicamente arsi: ne piu mi dilato in tal cosa, -sovenendomi di quel latino proverbio ICTUS SAPIT state lieta, amandomi -di cuore. Di Vinegia alli XX. d'Agosto. - - -TADEA CENTANA ALLA S. LIVIA CARAFFA. - -Hò inteso che sendo ito il vostro maggior fratello alla caccia, era -alli di passati con gran dolore & dispiacere di chi lo conosceva -stato da uno Orso ucciso: non vi saprei giamai ridire quanto affanno -n'hebbi et per amor suo, & per vostro sentito: hor mentre di ciò mi -lagno & mi querelo, vennemi chi porse refrigerio al mio dolore, & -questo fu il ricordarmi de molti cavaglieri & per sangue & per virtù -Illustri, liquali da diversi animali uccisi, dolenti per essi lasciati -ci havevano: Sovennemi d'haver letto presso di Pausania che Millone -fusse da lupi mangiato: Basilio Macedonico Imperadore fusse amazzato -da un Cervo mentre li dava la caccia: Ho letto nelle greche storie -qualmente Cratis sibaritano fu da un becco per gelosia mentre dormiva -presso de la mal amata Capra con le corna svenato: Scrive Antipatro di -Tarso che Gatis Reina della Siria la quale, fu poi chiamata Atergate fu -data da manicare a pesci: Ho parimenti letto che Hattone Arcivescovo -di Maganza fu nel Reno mangiato da Topi non senza gran sospitione di -vendetta divina poi che finse di voler dar la limosina ad una gran -moltitudine de poveri & poi rinchiusi in un granaio tutti senza haverne -alcuna pietà gli fece miserabilmente ardere Euphemia vergine Illustre -& figliuola di Philophrone Senatore fu mangiata dalli leoni Revocato -& Felicita incliti di Christo martiri furono amazzati da leopardi. La -memoria di questi essempij m'hà consolata & cosi piacerebbemi che da -voi stessa con simile ricordanza vi consolassi: dovereste pur esser piu -che certa che qua giù non si fa cosa veruna senza la volunta di colui -che il tutto fece, & che il tutto regge & sempiternamente governa: -dative pace hormai dolce signora, poi che per le vostre lagrime et -per li vostri cordogli a vita rivocar non si puo & qui faccio di -scriver fine, à voi del continuo raccomandandomi & a darvi di ciò che -di sinistro vi accade patientia, essortandovi. Di Vinegia alli XX. di -Marzo. - - -MARTA STELLA BARBISONA ALLA S. CONTESSA THEODORA B. MARTINENGA. - -Hora per isperienza veggo esser vero: niuna cosa potersi ritrovare -piu acuta della calunnia, poi che una signora si savia si prudente -& che si ottimamente in ogni luogo, in ogni tempo, & in ogni fortuna -si è portata s'ha lasciato dare ad intendere & non so da cui che M. -Hortensio habbi di lei parlato men che honorevolmente: come vi havete -voi lasciato ciò persuadere havendo il testimonio della sua scrittura -in contrario nella quale al mondo vi publicò già per un singolar -ornamento dell'ordine vedovile? ne si contentò di lodar la vostra -molto illustre persona, ch'egli parimenti lodò con la sua dotta penna -la vostra villa di Conceso, & in verso Heroico l'haveva incominciata -a descrivere: Non mostraste gia voi la solita vostra prudentia (& -perdonatime) poi che tanto a noia vel recaste essendovi prima paruto -di si dolce conversatione, & de si amabili costumi ne sol dimostrasti -di odiarlo piu che non odia la grue il falcone: ma li mancasti anchora -d'una picciola promessa che li havevate fatta: hor perche non mostraste -voi qua la vostra singolar prudentia & quel maturo giudicio tanto -da lui lodato? perche vi provocaste voi contra si facondo Poeta? -non vi soveniva forsi haver scritto Horatio VATUM IRRITABILE GENUS? -non vi soveniva forsi haver lasciato Platone per unico precetto, -che non ci facessimo nemici gli poeti? se per niuno altro rispetto, -lo volevate tener nel numero de vostri piu cari benvoglienti ce lo -dovevate almeno tener per esser egli tanto amico della poesia. Non -sapete voi che la poetica è da Plutarco tenuta per il vero fonte di -qualunque buona disciplina & chiamolla già in piu d'un luogho per la -sua rara vaghezza Pittura parlante: fu pur grande errore il vostro, -a farvelo nemico, senza niuna sua colpa & senza niuno suo demerito: -foste pur troppo facile a credere a chi mosso d'invidia vi riportò di -lui male, & esso mi parve pur troppo humano et troppo cortese, a non -isfogar mai ne con satire, ne con iambici l'ira sua, & a non mandar -fuori il sdegno contro di voi meritamente conceputo. Voi l'offendete -stranamente riportando di lui male alla S. D. Leonora, laquale gli lo -fece intendere pel mezzo della S. Violante Mauritia & pur benignamente -vi comportò sempre & di tutta questa virtuosa sofferenza ne fu cagione -sol l'amore, & la riverenza che al vostro venerabil volto portava: ne -furono anchora in buona parte cagione le grate accoglienze che voi gli -faceste quando venne a Conceso in compagnia del gentilissimo spirito -M. Marco buona: soviemmi che il di seguente mi venne a visitare, ne -si vedeva satollo di predicar l'humanità vostra & di essaltar le dolci -maniere con lequali il trateneste: questo v'ho io voluto scrivere acciò -vi guardiate di commettere cotai errori liquali nel vero troppo si -disdicono alle vostre divine qualità. Da Manerbio alli XX. d'Agosto. - - -NICOLAA TROTTA A CLARITIA QUANTO SORELLA. - -Mi chiedete con molta instanza che io vi dia qualche util consiglio poi -che al tutto siete disposta di volervi innamorare: per mio consiglio -adunque eleggerete l'amante vostro virtuoso & modesto, ilqual non -sia ne vecchio ne giovanetto molto, imperoche gli vecchi sono del -tutto inetti alli amorosi spassi, & li giovani sono quasi tutti -mal patienti, troppo frezzolosi, sospettosi, sdegnosi, vantadori: -& certamente considerando io tante male qualità giudicherei meglio -d'amar il vecchio anzi che il giovane, nelquale, piu tosto si spenge -amore che non si accende. Non vi impacciate di huomo ricco imperoche -sogliono gli huomini facultosi comprar l'amore, & non corrispondono mai -ò di rado nell'amare & potendosi con molte trarsi le voglie, di rado -anchora avienne che osservino altrui fede. Oltre che sempre hanno per -viva forza del lor segreto amore mille domestici testimoni: schivate -gli huomini ociosi, & senza alcuna industria, perche questi sogliono -pigliar l'amore, per uno essercitio & per un'arte: non vi sottoporete -ne anche a contadini, per esser cosa troppo indegna. Di Ferrara. - - -SIBILLA SEVA TOLOMEI A M. L. R. - -Oh quanto havete voi ben fatto a non ritrovarvi alli di passati nella -città nostra poi che fu da cavalli per commandamento del Re stratiato -un sfortunato gentil'huomo nato Conte di Monte Cuccolo nelle montagne -di Modona & nelle nobili conversationi nodrito: n'hebbi per certo -gran dolore, & sovvennemi allhora del bello Hippolito, dell'infelice -Glauco figliuol di Sisipho. Vennemi allhora in memoria quanto per -adietro letto haveva presso di Livio di Metio suffetio: & disse fra -me stessa che destino fu mai quello di Diomede Re di Tracia ilquale -fu da Hercole dato a sbranare alli istessi cavalli da lui di humana -carne si lungamente pasciuti? corsemi alla memoria in quella istessa -hora che lo vidi porre nelle mani del Manigoldo, d'haver letto nella -vita di Temistocle da Plutarco diligentemente scritta, come Neocle di -Temistocle figliuolo morì d'un morso che un cavallo li dette. Ricordami -di Comminio falsamente da Gidica matregna di Stupro accusato, & da -cavalli crudelmente lacerato: cosi anchora mi ricordai di Limone -Farasuella, & di Abdero & di Pirecme Re di Euboia: hò sempre da -quell'hora havuto in odio tutti quelli che vanno a vedere si crudeli -spettacoli dove altro non s'impara che ad incrudelire: pregate Dio ci -guardi da pericoli & del continuo ci tenga la mano in capo sono pur -imperscrutabili li giudicij divini: ma non voglio per hora intrar in -questo pelago, perche non ne saprei a mia posta uscire: state sana. Di -casa nostra. - - -MARTIA PIACENZA BENVENUTI ALLA S. MARGHERITA TRIVULZA. - -Non vi doveria già accadere alcuna consolatione per esser stati -biasmati gli vostri scritti da chi forse non li intendeva. questo non -vi deve dar noia imperoche voi non gli scriveste per guadagnarvi il -pane che n'havete (la Iddio mercè) da darne ad altri: non scriveste -per acquistarne loda sendo la virtù di se stessa contenta, senza premio -cercar di gloria, scriveste sol per fugir l'otio nemico capitale della -donnesca pudicitia & scriveste per essercitar l'intelletto accioche -ruginoso non divenisse come veggiamo divenir il ferro quando non -è dal fabro posto in esercitio. se hora altri si muove à biasimare -gli vostri belli componimenti, che ce ne potete voi fare? come li -potete voi rimediare? puote forsi riparare Platone che biasmato non -fusse di esser nell'ordine poco distinto? puote riparare Aristotele -di non esser per la smoderata sua oscurità chiamato Sepia? puotero -oviare Empedocle, Anasagora, Democrito, Leucippo & altri tanti che -dall'arogante Aristotele tassati non fussero? Puote Virgilio rattenere -altri che non lo notassero di poco ingegno & non lo chiamassero -apertamente usurpatore dell'altrui fatiche? non pare a M. Tullio che -spesso dorma Homero? non rimane M. Tullio alcuna fiata poco sodisfatto -di Demostene? non è accusato Tullio dell'essere troppo ridondante, -lento nelli principij, ocioso nelle digressioni, tardo nel commoversi -& rade volte riscaldarsi? fu reputato Senophonte troppo slombato. ha -forsi potuto Livio con la sua candida eloquentia far dimeno che le -sue divine concioni non sieno state da Trogo Pompeio dannate? che ne -puo far il povero Plauto se ad Horatio non piace & a Lucillo pare -incomposto? Se l'è stato morduto Plinio (che fu al scriver molto -accorto) di non haver ben digerito cio che scrisse, & è rassimigliato -ad un torbido fiume, potete ben sofferire con patientia se anchora voi -siete stata tassata di soverchia abondantia è condennato Ovidio quel -chiaro lume di Sulmona, non puote Salustio tener la lingua ad Asinio -Pollione che troppo affettato non lo chiamasse. non puote Terentio con -istrema fatica frenar la lingua a suoi maledici ch'egli fu costretto -pervertire l'ordine de suoi prologhi: non puote tener la lingua Seneca -a molti, liquali dicevano che li suoi componimenti erano come l'arena -senza calzina. & voi crederete di andarvene senza acqua calda a questi -tempi ispetialmente dove sono tanti giudiciosi? Non si puote contenere -S. Gieronimo di non lacerar Ambrogio (è quel irrefragabil dottore) & -di chiamare i commentari ch'egli scrisse sopra San Luca pure, ciancie -in diversi luoghi dandogli nome hor di Corbo, & hor di Cornacchia. -Il medesimo non si rattemperò di affermare haver letto nelle pistole -di S. Agostino alcune cose heretiche. Se adunque l'invidia non -perdonò a queste si chiare & illustri persone, come perdonera ella -a voi che siete di minor fama, & di minor riputatione? Fu infinita -l'invidia ch'era tra Platone et Senophonte, & videsi chiaramente poi -che scrivendo di simili cose, hanno sempre Socrate in bocca & una sol -volta l'un dell'altro fa tepida mentione. Le parole di Eschine dette -a Socrate Platone per odio a Critone le attribuisce. Considerarete -anchora meglio quanto regnasse già per altri tempi (quai migliori -riputiamo) l'invidia, poiche M. Tullio facendo memoria d'infiniti -oratori sol d'uno ò di dui, al piu, fece mentione: considerate se -questo morbo d'invidia puote in Quintiliano; poi che sotto silentio -trapassa quasi tutti i scrittori dell'età sua & di uno tace il nome, -affermando ch'egli fusse la gloria di quel secolo: ne altro dico per -consolarvi: se pur tuttavia vi attristate che i scritti vostri non -sieno aggraditi a ciascuno, poi che ciascuno non ha il vero gusto delle -perfette cose & l'invidia suole accecare la maggior parte de mortali, -quelli ispetialmente che di piu alto spirito & di piu generoso cuore -al mondo appaiono. State sana & non vi tribolate. Da Crema alli XV. di -Marzo. - - -DIANA DE CONTRARI ALLA S. VERONICA DELLI ARMELINI. - -Ho risaputo da piu d'un messo che essendo vostro marito ito alla sua -villa & volendo per suo trastullo salire un pero, della scala era -caduto & incontanente morto d'il che fuor di ogni misura vi dolete: -per il che mossa da carità christiana & da particolar affettione -causatami dalla vostra rara virtu & singolar piacevolezza mi sono -posta a consolarvi per lettere, quando presentialmente non m'è lecito -di farlo. Pregovi adunque a sofferire patientemente questa sciagura -poi che vostro marito non è il primo che per tal accidente habbia -terminato i giorni suoi: Elpenore compagno di Ulisse sendo fatto ebro -de laqual cosa Martiale fede facendo, scrisse. Pene imitatus obit sævis -Elpenora fatis, præceps per longos dum ruit usque gradus. Philostrato -ancora sendo ito alli bagni di Sessa, cadde da una longa scala & finì -i suoi giorni. Scrive Plinio nel VII. della sua naturale historia che -Asclepiade medico Prusiense sendo molto vecchio in cotal modo finì la -vita sua: habbiate (vi priego) pacientia cosi ha voluto Iddio et alla -sua volontà niuno per robusto ch'egli sia pò resistere. Io non mancherò -di pregare & di far pregare altri il magno Iddio c'habbi di lui pietà -& li doni la sempiterna requie: fra tanto vivete lieta & pensate -di rivederlo quando nell'ultimo giorno, saremo dall'angelica tromba -risvegliati. Di Mantova nel nostro monistero alli XIIII. di Maggio. - - -VIOLANTE DA CASTELLO A M. LIONELLA ROSSA. - -Non vi dovete dolere, ma ralegrarvi piu tosto che vostro fratello qual -unicamente amavate, sia morto dalla saetta, ch'altro nel vero non è, -che un morire per la mano di Iddio: cosi morirno Encelado, Tipheo, -Phaetonte. Capaneo, Salmoneo, Tullo Ostilio, Esculapio, Adimanto, & -Zoroaste: mostrate hora la fortezza del petto vostro, voi, che foste -sempre da tutti chiamata non donna, ma virago, per haver sopra ogni -fede et valore et ardir virile; chi è colei che non sappia far del -bravo quando niuna occasione da dimostrar fortezza ci è proposta? -dovereste ringratiar Iddio che sporta vi sia si nobil materia di -farvi conoscere per donna di forte animo et di robusto spirito: a che -preposito versar tante amare lagrime? mandar fuori tanti sospiri, & -inghiottir tanti singhiozzi? questa non è cosa che a voi si convenga -armata essendo de tanti precetti & philosophici, & evangelici: a -qualche debole feminuccia si conviene che ad altro non sia avezza che -a tessere, et a filare: state lieta et amatici. Di Ferrara alli X. -d'Aprile. - - -THEODORA FISOGNA CALINI A M. LVCRETIA P. - -Se vostro marito è stato avelenato in tempo che voi pensavate -di goderlo con maggior dolcezza, bisogna che vel sopportiate -pacientemente, peggio certo farebbe che egli fusse stato per mano -di crudel manigoldo impicato, almeno per questo (se non per altro) -doletive ne meno ch'egli ha sendo huomo di privata conditione scorso -fortuna tale, qual scorsero gia molti di suprema dignità dal mondo -ornati. Fu avelenato Diocletiano doppo'l Ventesimo anno del suo -imperio: Claudio Imperadore Lothario Re de Galli: Lodovico quinto & -Antiocho furono avelenati dalle proprie mogli. L'è stato trattato da -grande, poi che tutti i grandi, ò almeno la maggior parte, di veleno -muore: non voglio dire de moderni per non provocarmi contra l'odio de -molti, che gia dettero sospitione di essere ottimi maestri di compor -veleni dirò sol delli antichi che per veleno morirno, cominciarò da -Clemente terzo, morto per opera di Enrico terzo Imp. poi da Carlo -ottavo Re de Galli et dirò di Corrado Imperadore per il mezo de -suoi medici corrotti et subbornati da Manfredo ilquale all'imperio -succedette, Mori di veleno Papa Vittore. Costantino Imperadore: -Enrico di Luzzemborgo (quel che successe all'Imperio doppo Alberto) -Philopomene: Ladislao re della Puglia Antheri Re de Longobardi: Arato -Duca de Sicioni: Alessandro Macedonico: Themistocle: Baudicea Reina de -Britani, Cleopatra et altri tanti che non vi dico, per non parere che -vi voglia dimostrare la diligentia c'hò usato in volger sossopra de -molti historici: consolative con li addutti essempij et non piangete -piu si dolorosamente come fate: dimostrate cosi in questo caso, come -fate nelli altri, la fortezza del petto vostro: & amatime. Da Brescia -alli XX. di Maggio. - - -ISABELLA DI LUNA AFFAITA ALLA ILLUST. S. LA S. D. M. - -Ho ricevuto l'humanissime vostre lettere scritte con si dotta mano -che mi parevano tante belle perle orientali: & a quelle rispondendo -vi dico, che amandomi come sempre mi amaste, havete ragione di -congratularvi con esso meco, et di rallegrarvi fra voi stessa, -imperoche abbattuta mi sono in si gentile et gratioso consorte, quanto -potesse chieder lingua o desiderar humano cuore: egli spira da ogni -lato dolcezza, ne pate che io desideri cosa veruna che incontanente non -l'habbia, anzi spesse volte perviene sollicitamente i desideri miei: -Sentomi giunta a tal termine che non ho invidia alla piu fortunata -donna che mai per alcun secolo fusse & questo, perche oltre il mio -consorte, ilquale in ogni suo gesto amabilissimo mi si dimostra: ho -due cognate la S. Cassandra & la S. Laura di tal qualità & di tal -conditione ornate che potreste facilmente credere veggendole & udendole -favellare che fussero dui Agnoletti di carne humana vestiti per mia -unica consolatione & per farmi sentire in terra essendo qualche parte -delle consolationi che nel paradiso da beati spiriti sentir si suole: -ne altro in risposta delle vostre, vi dico, prego nostro signor Dio, vi -faccia ogni giorno piu lieta & piu gioconda divenire, si come alla rara -vostra bonta si converrebbe. Di Cremona alli XX. di Marzo. - - -PHILENA AUGUSTA A M. TADEA LOSCA. - -Certamente voglio dir per l'avvenire, come soleva gia di Socrate che -la natura habbi errato a non farci le finestre nel petto: se questa -finestra hora ci havesi, voi non sospettereste di me, come sospettate: -ma tutto questo disturbo mi nasce dalla nequitia de miei nemici, li -quali hanno congiurato nella mia destruttione: & doppo molti mali che -m'hanno fatto, non cessano tuttavia di minacciarmi: ma io ho speranza -nel S. Iddio giusto giudice delle cose de mortali, che le lor minaccie -haverranno in se piu terrore, che nocumento, & saranno simili a quei -tuoni che vengono senza folgorare: fanno questi miei avversari verso -di me, come fanno quelli li quali veggendo che li alberi tagliati -germogliano et repululano, si risolveno di tagliarli le radici: -vorrebbono pormi nella disgratia nostra, accio che a fatto a fatto -io rimanessi estinta, et non mandassi piu fuori, ne ramo, ne fronda: -pacientia, di tutto quello che Iddio vuole che io sofferisca. Di Roma -alli XX. d'Aprile. - - -ISABETTA AGNELLA A M. CORNELIA R. - -Io mi sono affaticata molto pel passato in dissuadervi amore, ne -so veramente in qual cosa ponessi io mai tanto studio, ne tanta -solicitudine usassi & cosi torno di nuovo a replicarvi che d'amor -vi guardiate percioche egli ci fa sprezzar & le leggi et li giusti -decreti: egli indusse gia a strema crudeltà Medea, Attreo, Progne, -Clitemnestra & Silla: Divenne Theseo traditor & mancò della sua -parola: per amore si puose Ercole (quel forte domator de Mostri) in -servitù di Iole: Achille per amore che portava a Briseida ricusò di -gir alla guerra: Philli si amazzò. Leandro affogossi in mare: fu dalle -gloriose fatiche ritardato Ulisse, & effeminossi Aniballe per amore: -Fu l'amore di Tarquino cagione che li Re fussero di Roma scacciati: -Morissi Claudio in prigione. Rovinossi M. Antonio & non picciol danno -ne sentisse Cesare: per amor Phineo accecò li propri figliuoli et molti -savi tenuti, doventarno inconstanti & scelerati: & questa lettione per -hora vi basti; studiate questo, & poi procederemo piu oltre se di amare -isbigotita & al tutto spaventata non vi vedrò. Di Mantova alli XX. di -Luglio. - - -ANGELA B. ALLA SIGNORA DOROTHEA TIENE L. - -Perche mi dissuadete voi tanto che non m'innamori, che fugga amore, -et che mi guardi d'amore? et chi è colui si fuor dell'intelletto che -non confessi eccitarci l'amore alle gloriose imprese, farci civili, -faceti, & ben parlanti? Pindaro non fece mai un mezzo verso sin che -innamorato non fu: l'amore che portò Anacreonte a Batillo lo fece -repentinamente doventar poeta: Non havrebbe ne anche Virgilio poetando -poggiato si alto, se l'amor di Galathea non li traffigeva il cuore: non -me ne sconfortate adunque tanto, anzi se saggia siete (come vi tengo) -innamorative anchora voi, ne altro vi dico state sana. Di casa alli X -d'Aprile. - - -DOROTHEA TIENE L. A M. ANGELA B. - -Se v'hò sconfortata da seguir amore l'ho fatto con ottimo consiglio -et di novo ve ne sconforto: hor guardate se possibil vi pare che mi -persuadiate ad innamorarmi: La Figura istessa nella quale si dipinge -amore, me ne spaventa & dell'amare con violenza mi ritira & perche -pensate voi ch'egli si pinga fanciullo? non per altro, certamente che -per dimostrarci non saper gli amanti quel che lor si convenga & di -cose frivole dilettarsi: cieco poi, perche non ha in se ne consiglio, -ne discorso, ne raggione: La benda che gli occhi li lega, ostinato -appetito ci dimostra; fannogli l'ali per l'instabilità qual sempre seco -hanno del continuo li infelici innamorati l'arco mi dimostra insidie. -Il suo arco ci da ad intendere la perpetua concupiscenza: i quattro -cavalli che lo tirano, ci rappresentano dolor, letitia, libidine, & -timore: hor queste cose considerando io spesse volte fra me stessa -(se nella mia cameretta sola mi ritrovo) viemmi voglia di fuggir amore -lontano piu di mille miglia: ricordomi d'haver parlato gli anni passati -con una innamorata, laquale, dove pensò di sentir gioia et di gustar -infinita consolatione ha sempre sentito affanni, angoscie, et stremi -dolori: cercò di cacciarlo con altro nuovo amore ma ingannata sempre si -ritrovò, imperoche il vitio non si scaccia col vitio, ma con la virtu: -state sana et amatime alli XIIII. d'Aprile. - - -ISABELLA SFORZA ALLA S. TADEA CENTANI. - -Molte volte m'havete ripreso perch'io presti troppo fede alle -Astronomiche scientie et io contener non mi posso che similmente non -riprenda la durezza vostra poi che niuna credenza prestar li potete -havendo di ciò tanti chiari essempi et nelle greche et nelle latine -storie: Quando nel principio della guerra Peloponesiaca Pericle fu per -far vela con l'armata ben'all'ordine, apparve si grande eclipse che -mai la maggiore non si vide: allaqual cosa non volendo risguardare, -ne farne stima, ma piu tosto schernire le celesti apparitioni fu -cagione ne seguise alla patria prima & poi a tutta la Grecia l'ultimo -suo sterminio. Non vi fu mai secolo alcuno, dove veduto non si sia -che le buone fortune et le Rovine de Regni dalli diffetti de celesti -lumi non ci sieno state manifestate. certamente l'è cosa di troppo -pertinace animo il ridersi delle dimostrationi nella natura divinamente -ordinate: dovete pur sapere che due sono le parti della dottrina al -cielo appartenente, dallequali l'una dimostra le certissime leggi dei -celesti corsi: l'altra è la divinatrice, laquale, ne fa ottimamente -conoscere li miraculosi effetti delle stelle: la prima parte da veruno -(che io mi sappia) non si niega, anzi utilissima da tutti si crede -poi che in quella si contengono le diterminate misure delli anni, li -Equinotij & i solstitij: Noi habbiamo in ciò il testimonio delle sacre -scritture dove si legge ET ERUNT LUMINA IN SIGNA, TEMPORA, DIES, ET -ANNOS ecco Signora mia che per questo divino oracolo: ci è comandato & -l'osservare & il risguardare i movimenti de celesti pianeti: non penso -si sia mai veduto alcun Ciclope, o d'altro fero barbaro, che notato non -habbia li intervalli de li anni, & i spacij de i Mesi: non abbraccia -la dottrina de celesti moti molte altre belle arti & ispetialmente la -Geographia? Descendo hora alla divinatoria, da molti felici ingegni -accerbamente perseguitata: ne mi moveno punto la Cavillationi che sotto -il nome del gran Pico, vanno per le mani de studiosi calunniatori -delle astrologiche divinationi: ma confermami nell'opinione mia il -perfetto giudicio di Galeno ilquale dice esser cosa Sophistica il -resistere alla manifesta isperienza & afferma vedersi molti effetti -dalle stelle procedenti nelli elementi, ne corpi misti, nelle piante, -& nelli animali: si come certi siamo esser caldo il fuoco & humida -l'acqua, cosi parimenti sappiamo esser riscaldati i corpi dal Sole, -& inhumiditi dalla Luna et sappiamo la cognitione di Saturno & di -Marte in leone, causar & siccita & calidità. Io non comprendo come di -questo ragionevolmente dubitar si possi (salvo se voi non volessi meco -Sophisticamente procedere come faceva Anasagora volendo provare che la -neve era negra) non voglio hora tanto philosophare che vi venga a noia: -non mi sconfortate adunque piu per l'avenire da cotai studi perche -perderete il tempo et state sana spero fra pochi giorni vedervi et -farvi toccar con mano quel che per hora impedita da grave occupatione -meglio esprimer non vi posso: dalla Sforcesca alli XX d'Aprile. - - -LA CAVAGLIERA ROVATA ALLA ILLUST. S. LA S. N. R. R. - -Ho favellato a di lungo con la Contessa nostra Cavriola, et l'ho -scongiurata per quella bontà che Iddio le dette fin nelle fascie et -per quella virtu di modestia per laquale a tutte l'hore risplende, mi -volesse dir veracemente le qualità del conte Giulio suo cognato, accio -io potesti ben conoscere se l'era partito degno di vostra figliuola; -laquale, doppo molti scongiuri m'ha detto non potersi ritrovare ne -il piu leale, ne il piu cortese gentil'huomo & che beata si potrà -tenere quella che per legittimo matrimonio sarà degna riputata de -suoi congiungimenti: & cosi in vero pare anchora a me ch'egli sia: -non mancate adunque di conchiudere perche non penso mai che seguir ve -ne possa penitentia alcuna goderà oltre il consorte, la gentilissima -conversatione d'una cognata rara al mondo, et in cui (senza punto -mentire) dir si pò che le virtù morali, sieno naturali, tanto sono in -lei ottimamente habituate: haverà un cognato pieno di tutte le buone -qualità & pareralli d'haver in casa un'oracolo, si savie & accorte sono -le sue risposte, si dolci & acute sono le proposte ne altro di questo -vi raggiono, perche penso in brieve parlarvi a bocca & di questo, & -d'altra cosa: non meno importante: state contenta, che Dio vi consoli. -Da Rocca franca alli XX d'Aprile. - - -MARGHERITA CONTESSA CAVRIOLA ALLA S. NOSTRA. - -Voi mi riprendete molto acerbamente perche data mi sia all'agricoltura -et io di tal riprensione non poco mi maraviglio conciosia che -niuna cosa ne vedere, ne imaginare si possa dell'agricoltura piu -utile, piu delettevole, & al spirito nobile piu appartenente & se -ne a me, ne all'istessa isperienza creder volete, credete almeno a -Columella ilquale, nel suo primo libro preferisce la vita contadina -alla cittadinesca, dalla quale n'escono fortissimi soldati: stavano -li antichi Senatori a lavorar ne campi et arava Cincinnato quando -dall'aratro tratto fu alla suprema dittatura Zappava Curio, inestavano -li alberi molti de migliori Senatori che la Republica havesse et -quel ch'era detto esser buon contadino, era ampiamente lodato: ne -crediate S. mia che questo studio fusse solamente presso de Romani -imperoche egli trappassò ad altre nationi, et fu essercitato con -non minor sollicitudine et industria che da Romani si fusse. Non se -ne sdegnarono Gerone: Philometro: Attalo: et Archelao: & quando mai -non ci fusse nell'essercitarlo la delettatione, che vi è & non se ne -trahesse l'utilità che se ne trahe. piacerebbemi ella però, per esser -stata ritrovata da Cerere che donna fu come anch'io sono: & se non -mel credete, legete cio che dice Virgilio nel primo della Georgica: -PRIMA CERES FERRO MORTALES VERTERE TERRAM INSTITUIT & se non a me, ne -a Virgilio credete, date almen fede a Ovidio il quale nel V. delle -sue trasformationi scrisse PRIMA CERES UNCO GLEBAM DIMOVIT ARATRO -PRIMA DEDIT FRUGES ALIMENTA QUE MITIA TERRIS ma quanto credete voi che -migliorareste la vita vostra, et piu sana doventereste se in cotale -esercitio vi ponessi: considerate un poco la mutatione c'hò fatto -io poi che lasciate da canto le Delitie cittadinesche, alla coltura -d'amenissimi giardini data mi sono: soleva havere un viso che pareva -stampato di color di morte et hora paio un cherubino venuto novamente -dal Paradiso: Soleva sputacchiare, tossire, et esser piena di catarro, -hora mi sono talmente consumate tutte le superfluità che a fatica sputo -& mangio con un appetito da invogliare qualunque svogliato stomaco, -caminerei giorno & notte senza mai possarmi & senza stanchezza sentire: -simil guadagno fareste anchora voi, sel vi piacesse d'imitare i miei -vestigi: state sana & amatime: alli XX d'Agosto. - - -CAMILLA PALAVICINA A M. LUCIA R. - -Ho inteso che mi biasimate molto ovunque vi ritrovate, per essermi -posta a far la vita Ciartosina & al tutto rifiutare di mangiar carne -& a voi pare che senza tal vivanda mantener in vita non mi possa. Io -ritrovo S. che nell'età dell'oro al tempo di Saturno non si mangiava -da veruno carne, & pur viveasi longamente & con maggior sanità: -narra Cheremone stoico scrivendo la vita delli piu antichi sacerdoti -dell'Egitto: che quanto piu tosto si dedicavano al culto divino, che -mai piu dramma di carne non gustavano, anzi tanto l'abhorrivano et -haveano a schifo che rifiutavano parimente di mangiar et latte, et -uova, l'uno carne liquida credendo & l'altro sangue di color mutato. -Non mangiavano carne li Bragmani dell'india (se 'l vero afferma Eusebio -nel VI. dell'evangelica preparatione) Lodò Giosepho nelle Antichità -Giudaiche sommamente li Essei perche non ne mangiavano anchessi et voi -biasimate me perche ricusi di volerne per l'avvenir mangiare? Narra -Euripide che nella Candia li propheti di Giove, non sol s'astenevano -dal mangiar carne, ma anchora da qualunque cibo cotto. Ho letto in -Erodoto che li Babiloni si pascevano solamente di pesce e la carne -schifavano: non scrive Musonio che il mangiar carne è piu tosto cosa -ferina che humana et ch'ella impedisse le operationi dell'animo? -non mi biasimate adunque perche tal instituto abbracci et contro de -calunniatori lo difenda: benche ottimamente fareste a far il medesimo, -se non per altro, almeno per imitar i savi Padri che se ne guardavano -come da cosa (se non dannosa) almeno poco giovevole. Di Ferrara alli -XX. d'Aprile. - - -GIERONIMA LUZAGA ALLA S. SEMPRONIA ROMANA. - -Non perdete Signora tempo a far hormai diligentemente ammaestrare -i vostri figliuoli, li quali gia grandicelli sono & poscia che la -natura li ha fatti si ben atti alle lettere, non si resti per vostra -negligentia di farli con la educatione tuttavia piu perfetti: gioverà -lor veramente molto l'esser nati dove essi nacquero imperoche se -la stella di Giove ottima dalli astrologi si giudica, per esser -posta nel mezzo della frigidità di Saturno, et della calidità di -Marte, cosi utilissimo giudico io d'esser nati sotto'l Cielo ch'essi -nacquero: mostra Galeno evidentemente che et l'animo, et il corpo di -quelli c'habitano ne paesi piu temperati, sono anchora & ne fatti & -nelle parole piu savi & piu prudenti et nel vero, vedesi da ciascuno -apertamente, che dove il Sole fa mediocremente sentir il suo Caldo, -conserva sempre egualmente li humori & dove eccessivamente riscalda -li consuma & li distruge: queste poche parole v'hò io voluto dire S. -mia cara accio siate certa che tutta la speranza del lor profitto da -voi sola depende, cioe dalla disciplina & creanza vostra: qual sarà -la educatione scrisse Plato (come so che meglio di me lo sapete) tal -sarà la futura vita: ne altro di questo dico. Hora vi scrivo come -alli di passati detto mi fu che niuno hormai vi poteva piu tolerare -tanta era la superbia & tanta era l'alterezza che in ogni vostro atto -& in ogni vostra parola dimostravate: ma perche fate voi cosi? non è -gia questo di vostra usanza & che vi reca la superbia salvo che odio -& malevoglienza? non havete voi piu fiate letto che l'humanità si e -la vera radice dallaquale, germoglia l'universal benivoglienza? ne -per l'humanità intendo io quella litteratura degna di qualunque huomo -libero, ma intendo li costumi amabili, la superbia campana fu cagione -di fargli odiosi a tutti & qui faccio fine, perche temo di non intrar -in troppo cupo pelago et eccedere la misura del mio solito stile: state -sana & amatime. Da Manerbio alli X. di Maggio. - - -PAULA ROVATA CAVRIUOLA ALLA S. L. R. - -La modestia di M. Andrea palazzo congiunta con molte altre virtu -mi fanno apertamente confessare chegli possa esser degno marito di -qualunque nobile et virtuosa donna: l'e veramente una gran carestia di -veder giovani nella città nostra li quali non appetiscano, non dicano -et non faccino, se non cosa degna della lor conditione: non mancherete -adunque di proporlo a quella S. perche credo indubitamente che ne -havreste honore se lo proponessi alla piu gran Principessa c'habbi -tutta Europa: & se desiderate di conoscere l'interna sua bontà fatene -congiettura dal suo parlare qual troverete esser vera imagine della -sua vita: non si potrebbe gia dir di lui quel che disse Diogene d'un -vezzoso giovinetto che soleva dishonestamente parlare: che di fodero -d'oro traheva spada di piombo: sono i ragionamenti suoi o di casto -amore, o di cortesia, odesi anchora spesse volte con gran fervore -raggionare di batter mura, di far bastioni, di caminar in ordinanza et -tall'hora di riformar statuti et di por legge a baldanzosi popoli: mai -fu udito darsi a se stesso vanto di cosa veruna che per alcun tempo -virtuosamente operasse et questo non d'altro nasce che per conoscere -quanto piena di splendore sia la virtu della modestia poi che ella -puote indure i Salomini a rizzarli la statoua: ne piu oltre trapassa. -Di Brescia. - - -LUCRETIA GAMBERA VISCONTE ALLA S. MELIBEA DALLA ROVERE. - -Tutte le volte che voi mi scrivete, sempre con caldo affetto mi -essortate ch'io ritorni alli tralasciati studi il che ho piu volte -pensato di voler fare, ma a dirvi il vero, natura m'ha dato il gusto -si dilicato che non trovo scrittore alcuno o in la greca ò in Latina -lingua che pienamente sodisfar mi possa: sempre ritrovo ò che le lor -opre sono del tutto vote, come già mi soviene haver detto Socrate d'una -certa opera di Anasagora che ne suoi tempi venne in luce: alcuni ve ne -sono troppo affettati: altri poi troppo arridi et troppo digiuni: ne -vego anchora molti scrivere senza alcuna arte, & senza alcuno giudicio -& quanti ne trovo etiandio indegni di esser chiamati scrittori, ma piu -tosto ladri, havendo da vari luoghi ripiene le lor carte de furti: ne -trovo infiniti slombati, senza nervo, & senza sangue, pieni di brutte -cicatrici per non voler usare alcuna diligentia nelli lor componimenti -di emendare, di mutare o di trasporre o di aggiugnere: basta lor usare -de molte iperboli senza mostrar di saper punto, quel che alla poetica -dignità si convenga: ho rivolto sossopra l'anno passato mille vollumi, -& in veruno non vego alcuna magnificentia di spirito, non vi scorgo -severità di sententie ò proprietà de vocaboli non ci trovo finalmente -industria alcuna: se l'è Poeta io non ci so vedere alcuna numerosa -struttura: se l'è prosatore, non sento che le sue prose sieno da alcuni -piedi per farci sentir maggior diletto legate, & dolcemente strete -(come gia volle far Isocrate) si che non me ne date piu noia, ne piu mi -essortate a studiare; ma lasciatemi piu tosto attender all'aco, alla -qual cosa sentomi dalla natura piu inchinata & piu disposta di Milano -alli XX di Luglio. - - -ISABELLA SFORZA ALLA S. FLAVIA LAMPUGNANA. - -Havete longo tempo desiderato d'haver figliuoli, & hora che li havete -vorrei pensaste di allevarli come si deve, & perche non habbiate iscusa -veruna di non dar loro quella perfetta creanza che si conviene: intendo -io darvi alcuni savi precetti quali forse havete piu d'una fiata da -molti uditi, ma non li havete peraventura veduti mai d'alcuna femina -essequire. Vorrei prima che la lor tenerella animetta bevesse per voi -quei primi semi della pietà christiana & l'instruiste poi nell'arti -liberali, fatto questo piacerebbemi si essercitasse nelli Urbani -offici, & alla civiltà de costumi non poco attendesse, ma perche questa -parte è hoggidi in maggior consideratione delle arti ispetialmente -in questa lor si giovinil età, mi ci voglio alquanto piu diffondere -di quel che soglio, quando familiarmente a miei amici scrivo, non -vorrei mi apparissero mai li vostri figliuoli davanti alli occhi con -i mociconi ne permetteste che col farsetto si nettassero il naso, ma -col fazzoletto destramente celandosi dal cospetto delli astanti: non -acconsentite ch'essi stieno avanti persone honorate, con la bocca -aperta (si come leggesi presso di Aristophane del pazzo Mamacuto) -insegnategli a fuggire quel dissoluto ridere, pel quale tutto il corpo -si scuote: tenere il capo polito, & netto, di sorte che esclusa sempre -però ne sia quella diligentia smoderata che le fanciulle per apparir -belle usar sogliono: se vorranno sedere alla presentia di alcuno -honorato cavalliere tenghino le gambe raccolte: il caminar loro non -sia ne rotto, ne precipitoso, imperoche l'uno a molli & dilicati, & -l'altro a furiosi & mentecatti s'appartiene: nel vestirli sovvengavi -che quanto saranno di maggior fortuna, tanto piu sempre amabile & grata -sarà la modestia di quelli: insegnate loro accadendo si ritrovino a -conviti di esser ne troppo lieti, ne troppo tristi, non esser i primi -che ponghino le mani nel piatto, ne leccarsi le dita, ne alle vesti -nettarsele, & perche alle tavole come siamo dal vino & dalle vivande -riscaldati, siamo spesse volte soliti di ragionar d'altrui & violar -la fama del nostro prossimo, il che è molto biasmevol cosa: ramentate -loro di non vituperar cio che loro è posto davanti, ma del tutto -mostrar gratitudine: ma in questi precetti che fin'hora v'hò detto, -non intendo di fermarmi, ma descendere ad altri consigli non men utili -& ispedienti, ammoniteli a dar luogo alli piu vecchi, ispetialmente a -quelli che della pieta christiana maestri ci sono. Quelli che honorano -o li suoi pari o li inferiori non si dimostrano percio men nobili, ma -piu civili, d'altri piu minuti precetti vi parlerò a bocca, fra tanto -vivete lieta & di me prevaletive in tutti i bisogni vostri. Dalla -Sforcesca. - - - - -BARTOLOMEUS PESTALOSSA RHETUS LECTORI. - -En habes studiose lector Epistolas complures hetrusca lingua -conscriptas, gravissimis sententijs, Illustribusque exemplis egregie -refertas, quas ex varijs Italiæ locis, multo sudore, multa que -impensa Hortensius Lando collegit: suadenteque Octaviano Raverta in -volumen redegit (illo inquàm Octaviano) qui ob insignem animi pietatem -Terracinæ Pontifex designatus est: ac paulo post acclamantibus his, qui -fœminini sexus præ ceteris studiosi esse videntur, in apertum protulit. -Vale lector fœmineamque dignitatem (ut par est) amato, colito, -suspicito, & tandem adorato. - - -DI M. LODOVICO DOLCE ALLE STUDIOSE ET CHIARE DONNE. - - Donne, per c'habbia voi cortese il cielo - Prodotte in questo fosco empio soggiorno, - Per far d'alte bellezze il mondo adorno, - E l'alme accese d'honorato zelo: - Perche sotto a gentil leggiadro velo - Virtù, s'accolga: che puo far d'intorno, - Quand'è turbato piu, sereno il giorno, - E fiorir Maggio nel piu freddo gelo: - A lui, per cui si ricche al mondo sete - Di beltà, di valor, d'ingegno, & d'arte, - Non tanto & cosi vivo obligo havete: - Quanto al buon LANDO; ch'ogni rara parte - Di voi consacra (onde chiare vivrete) - Nel vago stil de le sue dotte carte. - - -DI M. GIROLAMO PARABOSCO. - - Ecco chi mi torrà donne gentili - Quel biasmo, che vi dan le false lingue - Del vulgo sciocco, che mai non destingue: - Ma ugualmente vi fa imperfette & vili. - Lo stile, e i bei concetti alti, e virili - Onde ogni servo a voi si nutre, e impingue, - E d'ogni vostro honor la sete estingue; - Vi faranno a i piu saggi esser simili. - Onde il mondo vedrà, ch'attorto ogn'hora - Vi biasma questo stuol, d'insania pieno - Impotente a mirar vostro splendore. - Et vedrà chiar, donne felici ancora, - Ch'Apollo a voi non è cortese meno - De duoni suoi, che sia Venere, e Amore. - - -DI M. PIETRO ARETINO. - - Donne in le squille de la fama ascritte - Con gratie, & note reverende, & sole - Hortensio lampa a le piu dotte scole, - Et chiaro Heroe de le scienze invitte. - Le carte illustri l'una a l'altra scritte, - Ha posto in luce del lor proprio sole; - A ciò i gran sensi, & le gravi parole - Sieno al scrivere altrui norme deritte. - Ma perche voi non sareste immortali - Se la nobil di lui pietosa cura - Non raccoglieva de i vostri spiriti i sali; - In dishonor de la sua stella dura, - Dateli loda a quel sapere equali: - Con cui hor alza l'arte, hor la natura. - - -DI M. FRANCESCO SANSOVINO ALLO HONORATO M. ORTENSIO. - - Lando io non so, se piu vi deve Amore - O le donne che volser da voi tanto, - Quei che si pasce di dolor, di pianto - Accenderà per quest'a mille il core: - Quell'altre havran per voi perpetuo honore, - Come cagion di si leggiadro e santo - Pegno de la virtù, che hor mostra quanto - Et quale è il feminil alto valore. - So ben io questo, che benigna e cara - Mano, apparecchia la honorata fronde - Per far al degno crin vostro corona; - E tra le dive a le castalide onde - La vostra fama alteramente sona - L'opra gentil, ove ogni ben s'impara. - - -DEL S. NICOLO DELLI ALBERTI DA BORMO. - - Quanto i begliocchi prima - Di voi donne, infiammar potean il core, - Et renderlo soggetto al vostro amore, - Tant'hor gli alti concetti - De vostri animi eterni in queste carte, - Mille amorosi affetti - Destano in si leggiadra, & nobil arte, - Ch'in voi ciascuno apprezza - L'interna piu che la mortal bellezza. - - - - -TAVOLA DEL PRIMO LIBRO DELLE LETTERE DELLE DONNE. - - - A - - Artemisia Scota, alla - Contessa Aurelia. c. 7 - Apollonia Rovella, a - Isabella Sforza. 25 - Leonora da Vertema. 37 - M.N.N.F. 61 - Aloisia Carolea, a - Livia Bencia. 30 - Agnesa di Besta, a - Flavia Rovega. 46 - Alessandra Rosetta, a - Gismonda Portia. 58 - Antonia Pala. Rangona, a - M.N.N. 62 - Angela Castrucci, a - M. 70 - Antonia Borella, a - M. Silvia Bagliona. 77 - Aluigia Asinella, a - Leonora Bolla. 92 - Aurelia Verdella, a - Sulpitia Biraga. 106 - Armellina Pavera, a - Livia Coccaia. 108 - Argentina Rangona, a - Lucretia N. 113 - Aurelia Magia, a - Laura Ceruta. 125 - Angela. B., a - Dorothea Tiene. 155 - - B - - Barbara da Coreggio, a - Lodovica Mandella. 55 - Camilla. N. 126 - Barbara Valentini, a - Lucia Terreria. 60 - Barbara Trivulza, a - M. 71 - Barbara Cali, a - Fulgentia Carcassona. 135 - Beatrice Pia, a - Lucia Manfredi. 136 - Giulia Ferretta. 138 - Benedetta Malaspina, a - Terentia Tucca. 139 - - C - - Cecilia Valeria, a - Orsola Stella. 8 - Cecilia da Pesaro, a - Margherita Pobbia. 10 - Caterina Ang., a - Livia Franca 15 - Livia Mortella. 16 - Chiara Federici, a - Lelia Canossa. 21 - Camilla Susia, a - Barbara Mosta. 23 - Cironina Cavall. a - M. 25 - Celestina Seregna, a - Giulia del Borgo. 27 - Cornelia Piccolomini, a - Lelia Scarampa. 28 - Catherina de gl'Oldra, a - Clorida N. 32 - Catherina Buonvisi, a - Lucia da Cassandra. 36 - Catherina Visconte, a - Lampridia Beltaia. 39 - S. 66 - Cinthia Piccol'Huomini. 95 - Catherina Malacria, a - Margherita Marliana. 48 - Camilla Testa, a - Ottavia Baiarda. 49 - Catherina Vigera, a - Lucietta Selvaggia. 56 - Veronica Pulci. 81 - Catherina Fregosa, a - Lucia Spinella. 57 - Catherina Panzarasa, a - Rossa Riccia. 59 - Costanza de gl'Obizi, a - M.F.R. 62 - Catherina Spada, a - M.N.F. 67 - Camilla N., a - Septinia Albizi. 73 - Cornelia Piccolomini, a - Isabella Sforza. 74 - Clara Pesta. 81 - Claritia Bonella, a - Clitia Tornera. 86 - Catherina Nugarola, a - M. Antonia M. 87 - Claudia Glizeria, a - Tullia Castriccia. 96 - Catherina Landesa Trivulzia, a - Paula Scotta Confaloniera. 99 - Camilla Suarda Martinenga a - Dorothea Averolda. 105 - Catherina Susia, a - Genevra Sorana. 109 - Clara de Nobili, a - Alessandra Nassona. 111 - Catherina Foresta, a - Claudia Landrini. 116 - Catherina Barbisona, a - Lorenzina Ferrera. 118 - Camilla Stanga, a - Leonella Muscola. 118 - Camilla Caracciola, a - Adriana Raspona. 121 - Collaltina Trecca, a - Cleopatra Cotta. 124 - Camilla Martinenga, a - Lucina Calandrina. 129 - Creusa Florida, a - Cornelia Contarini. 129 - Costanza Nuvolara, a - Filippa Balbani. 135 - Catherina Dati, a - Apollonia Rovella. 137 - Camilla Marti. Averolda, a - Thirintia Sanseverini. 138 - Cecilia Agnella, a - Laura R. 145 - Camilla Palavicina, a - Lucia. R. 158 - - D - - Dina d'Arco, a - Clara Valeriana. 40 - Demetria Galleritta, a - Brunella Satira. 69 - Dorothea Cavriola, a - Sotera N. D. 140 - Diana de Contrarij, a - Veronica degl'Armelini. 152 - Dorothea Tiene, a - Angela B. 155 - - E - - Emilia Rangona, a - Hippolita Borromea. 38 - Emilia Brembata, a - Fulvia Rossa. 52 - Emilia d'Arco, a - Costantia Borella. 75 - Emilia Gambara, a - Clara Burla. 142 - - F - - Franceschina da Dressino, a - Olimpia Tamisona. 8 - Francesca Trivultia, a - M. 22 - F. N., a - Barbara da Correggio. 57 - Fregosa Maggi, a - M. N. F. 78 - Flavia Lampugnana, a - Dorothea Appiana. 88 - Francesca Vidasca, a - Potentiana D'Arco. 99 - Gottifreda Olinda. 140 - Francesca Carrettona, a - Giulia Beltrada. 117 - Francesca da Correggio, a - Chiara da Correggio. 137 - Francesca Ruvissa, a - Isabella Bresegna. 146 - - G - - Giulia Rosa, a - N. F. 8 - Giovanna Cavaliera, a - Clara Gualanda. 18 - Girolama Cavalliera, a - Diana Scarampa. 27 - Giulia Luzzaga, a - Paola Luzzaga. 35 - Giulia Terretta, a - Flaminia Zobola. 39 - Giulia Gonzaga, a - Livia Negra. 54 - Giulia Federici, a - Livia Caraffa. 76 - Giulia Gelmini, a - Camilla. P. 93 - Giulia Gonzaga Contessa d'Arco 98 - Ginevra Villa Fuora, a - Petronia Verera. 100 - Giovanna Pavera, a - Lucia Nugarola. 101 - Ginevra Malatesta, a - Giulia Montina. 116 - Giulia Trivulza, a - Lucia Malatesta. 147 - Gieronima Luzaga, a - Sempronia Romana. 159 - - H - - Hipolita Crema, a - Fulvia Rulla. 17 - Hipolita Calcaterra, a - M. Perla. 17 - Hipolita Lampognana, a - M. Philippa Sagrata. 22 - Hipolita Sanseverina, a - Calandra Gariboldi. 45 - Hipolita Catta, a - Clara Bressilia. 59 - Honorata Pecchi, a - M. Giulia Manfredi. 88 - Hippolita Borromea, a - Veronica Biancarda. 88 - Helena Bentivoglia, a - Isabella Oldra. 101 - - I - - Isabella Sforza, a - Buona Sforza. 3 - Margherita Pobbia. 11 - Fulvia Colonna. 26 - Isabetta Castiglione. 35 - Flavia Lampognana. 74. 114. 160 - Cassandra Ferrera. 77 - Zenobia Fossa. 131 - Fulvia Visconte. 133 - Duchessa di Castro. 139 - Angela Piccolomini. 145 - Taddea Centani. 156 - Isabella Gonzaga, a - Pacienza Pontremola. 4 - Luciana. N. 9 - M. 14 - Lucretia Gonzaga. 14 - Clara Caraffa. 14 - Isabella Cavaliera Gualenga, a - Zenobia Falconi. 10 - Isabella Borromea, a - M. F. N. 22 - Isabella Lionardi, a - Madalena Peverella. 24 - Isabella de Luna, a - Clara Vismara. 26 - Isabella Federici, a - Chiara L. 60 - Isabella Villamarini, a - Righetta Violante & Portia. 65 - Isabetta Gonfalioniera, a - Sua Congnata. 107 - Iustina Ors., a - Lauretta Minella. 123 - Isabetta Castigliona, a - Isabella Sforza. 125 - Isabella di Luna, a - S.D.M. 154 - Isabetta Agnella, a - Cornelia. R. 155 - - L - - Lodovica Guarda, a - M.N.N. 8 - Lucretia Masippa, a - Camilla Pallavici. 20. 90 - Camilla Cangenua. 94 - Valentenoys Siniscal. 146 - Taddea Centana. 147 - Marta Vannucci. 148 - Lucretia Agnella, a - Catherina Oldrada. 23 - M.F.N. 80 - Laura Falconiera, a - Giulia Rozzona. 28 - Lucietta Soranza, a - Lucretia Masippa. 31 - Lucretia Gonzaga, a - Livia Posetta. 33 - Lucretia Martinenga, a - Laura Gonzaga. 43 - Luci stella dal Porco. 44 - S. 71 - Lucretia Picinarda, a - Cinthia Vannini. 46 - Lucretia Corsa, a - Lauretta et Leonora. 50 - Leonora Gonzaga, a - Francesca Negra. 53 - Violante Carlona. 102 - Livia Beltrama, a - Adria della Rovere. 58 - Lucretia d'Alicrotta, a - Cornelia Piccolhuomini. 63 - Leonora Vertema, a - F.N. 65 - Lucretia da Este, a - S.L.R. 70 - Lucretia Gigli, a - M.F.R. 73 - Lucia Guinigi, a - Lella. So. 80 - Laura Melia Piccinarda, a - Silvia Loteringa. 82 - Leonora Gambara, a - Faustina Caldora. 85 - Lodovica Ziliola, a - Lucia Pergolana. 87 - Lucretia Reloggia, a - Andromaca. 92 - Leonora Fiasca, a - M. 92 - Lucretia Beccaria, a - S.R.N. 95 - Lucretia da Heste, a - Emilia Mortella. 102 - Paula Marcellina. 119 - Laura Averolda, a - Diana Belasa. 108 - Lucretia Borgia, a - Lucretia Amanio. 114 - Lucretia Cuoca, a - Fulvia Belincina. 115 - Leonarda da Este, a - M.N.D. 115 - Lionella Martinenga, a - Barbara e Claudia Barbisone. 117 - Lucia Quadria, a - Giulia de Federici. 130 - Livia d'Arco, a - Laura Pestalossa. 122 - Leonora Foresta, a - Hippolita Landuccia. 123 - Leonora Todesca, a - Silvia Fenaruola. 126 - Lavinia Sforza, a - Laura da Melara. 127 - Isabetta Moscarda. 143 - Lucretia Picca, a - Violante Galassona. 127 - Lucretia da Lando, a - Clara Cimisella. 128 - Lucretia Malaspina, a - Lelia Ciurlana. 134 - Lucia dal Forno, a - Lelia di Venafro. 141 - Lucretia Gambara, a - Melibea Rovere. 160 - - M - - Margherita Maria, a - Lucia Trivultia. 7 - Maddalena Barattiera, a - Lodovica Cornarisa. 21 - Marta Vidasca, a - Agata Ferrera. 29 - Margherita Pellegrini, a - Camena Landriana. 47 - Maddalena de gl'Alberi, a - Cassandra Lanfreducci. 48 - Martia Benzona, a - Artemisia Scotta. 51 - Maria de Benedetti, a - M.N.R. 53 - Maria Cardona, a - M.N. 55 - Margherita Bernardini, a - Cassandra. 61 - Maddalena Affaita Bia, a - Diana de Contrari. 67 - Idea dal Borgo. 141 - Maria Perula, a - Portia Fiesca. 82 - Maria Pergola, a - Lucretia Ramberta. 83 - Minerva Brambata, a - Felice da Prato. 84 - Maddalena Calzavela, alla - Contessa Avogadra. 104 - Margherita de gl'Uberti Stanga, a - B.R. 110 - Bianca Felissima. 124 - Maria Bracale, a - Polisena Rangona. 128 - Maddalena Brembata, a - Ginevra Caritea. 138 - Margherita Pobbia, a - Margherita Gora. 142 - Margherita Zaffarda, a - Leonora Vertema. 142 - Marta Stella, a - Theodora. B. 149 - Martia Piacenza, a - Margherita Trivulza. 151 - Margherita Cavriola, a - S. 157 - - N - - Niccola Trotta, a - Luigia Biraga. 112 - Claritia. 150 - - O - - Ottavia Baiarda, a - Camilla Testa. 49 - Olinda Scotta, a - Aurelia. 68 - Orsola Maggi, a - Lucilla Benzona. 120 - - P - - Pacienza Pontremola, a - Isabella Gonzaga. 5 - Pantasilea Lunarda, a - Philena Visconta. 6 - Alla Illustr. N.N. 6 - Faustina Benozza. 7 - Polisena Rangona, a - Lelia Vismara. 34 - Portia Melita, a - Ginevra Zia. 37 - Pace Tassa, a - Antonia Pellizzona. 51 - Petronia Franca, a - Sulpitia da Venosa. 52 - Pilestrina da Castello, a - Tarsia. 64 - Paola Castigliona, a - Leonora Forte. 83 - Paola Trecca, a - Livia Partia. 118 - Philena Augusta, a - Taddea Losca. 154 - Paola Rovata, a - L. R. 159 - - R - - Righetta Sanseverina, a - Leonora Calandrina. 68 - Riminalda, a - Flaminia Visconte. 111 - - S - - Susanna Valente, 15 - a .M.N.D. 16 - Sestilia, a - Peronella. 72 - Sulpitia Biraga, a - Zenobia Visconte. 100 - Serpentina Polita, a - Cristina Foruzza. 103 - Sibilla Seva. T., a - M.L.R. 150 - - T - - Taddea Malaspina, a - S.L.R. 135 - Taddea Centana, 144 - a Livia Caraffa. 148 - Theodora Fisogna, a - Lucretia P. 153 - - V - - Violante Mauritia, a - Giulia Rosa. 104 - Violante Calassina, a - M.E.F. 108 - Virginia Trotta, a - Milibea. 112 - Veronica Coradella, a - Alessandra Dalla Rovere. 119 - Violante da Gambara, a - Ottavia Garibolda. 138 - Virginia Gambara, a - Giulia Ferrera. 141 - Violante da Castello, a - Lionella Rossa. 153 - - La Marchesa Malaspina 30 - La Contessa di Nola 32 - La Contessa di Scandiano 34 - La Contessa di Monte l'Abbate 63 - La Marchesa di Meregnano 78 - La Contessa Avogadra 80 - La Contessa Maddalena 85. 86 - La Contessa Guastalla 89 - La duchessa di Malphi 91 - La Contessa Tassona 97 - La Contessa Cavriola 103 - Madonna la Grande 110 - La Cavaliera Luzaga 144 - La Cavaliera Rovata 157 - - IL FINE DELLA TAVOLA. - - - REGISTRO. - - ABCDEFGHIKLMNOPQRSTVX. - - Tutti sono quaderni. - - IN VINEGIA APPRESSO GABRIEL - GIOLITO DE FERRARI. - - MDXLIX. - - - - - -Nota del Trascrittore - -Ortografia e punteggiatura originali sono state mantenute, correggendo -senza annotazione minimi errori tipografici. - -*** END OF THE PROJECT GUTENBERG EBOOK LETTERE DI MOLTE VALOROSE DONNE *** - -Updated editions will replace the previous one--the old editions will -be renamed. - -Creating the works from print editions not protected by U.S. copyright -law means that no one owns a United States copyright in these works, -so the Foundation (and you!) can copy and distribute it in the -United States without permission and without paying copyright -royalties. 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