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-The Project Gutenberg eBook of Lettere di molte valorose donne, by Ortensio
-Lando
-
-This eBook is for the use of anyone anywhere in the United States and
-most other parts of the world at no cost and with almost no restrictions
-whatsoever. You may copy it, give it away or re-use it under the terms
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-using this eBook.
-
-Title: Lettere di molte valorose donne
- nelle quali chiaramente appare non esser ne di eloquentia ne di
- dottrina alli huomini inferiori
-
-Author: Ortensio Lando
-
-Release Date: January 26, 2021 [eBook #64393]
-
-Language: Italian
-
-Character set encoding: UTF-8
-
-Produced by: Carlo Traverso, Barbara Magni and the Online Distributed
- Proofreading Team at https://www.pgdp.net (This transcription
- was produced from images generously made available by
- Bayerische Staatsbibliothek / Bavarian State Library.)
-
-*** START OF THE PROJECT GUTENBERG EBOOK LETTERE DI MOLTE VALOROSE
-DONNE ***
-
- LETTERE DI
- MOLTE VALOROSE
- DONNE, NELLE QUALI
- CHIARAMENTE APPARE.
-
- NON ESSER NE DI ELOQUENTIA
- NE DI DOTTRINA ALLI
- HUOMINI INFERIORI.
-
- _Di nuovo stampate & con sommo studio reviste;
- & in molti luoghi corrette._
-
-
-
- CON PRIVILEGIO.
-
- IN VINEGIA APPRESSO GABRIEL
- GIOLITO DE FERRARI.
- MDXLIX.
-
-
-
-
-AL S. SIGISMONDO ROVELLO AMBASCIATORE DEL POTENTISSIMO RE D'INGHILTERRA.
-
-PRESSO L'INCLITA SIGNORIA DI VINEGIA.
-
-
-_Havendo in un picciol volume ridotto molte lettere, da vari luoghi
-raccolte et da savie donne scritte, per publicarle poi al mondo per
-opra di diligente impressore: hò fra me stesso pensato esser quasi
-di necessità il dargli alcun protettore di molta autorità & di molto
-giudicio ornato; & questo accioche le maligne lingue nemiche de gli
-honori feminili, sbigottite si rimanessero di mordere, et di lacerar le
-Donne, anzi letto che si havessero coteste lettere, imparassero hormai
-à riverire et honorare questo nobilissimo sesso: ne hò saputo per hora,
-dove meglio ricorrere che à voi, il quale, di cortesia, & di lealtà
-potete fronteggiare con il piu honorato Cavalliere che il Sol vegga, ò
-che la terra calchi, à voi adunque le dedico, & à voi per conseguente
-toccherà la difensione contra la nequitia de Calumniatori (se alcuno
-ne apparirà) ne altro intorno a ciò mi accade dirvi. Iddio da mal vi
-guardi. Di Vinegia alli XXIII di Ottobre._
-
-
-
-
-ISABELLA SFORZA À BUONA SFORZA REINA DI POLONIA.
-
-Doppia molestia mi recò Altissima Reina chi mi dette la nova del stato
-vedovile, nel quale, hora vi ritrovate: doppia dico veggendo V. Altezza
-priva di si gran Re & di si amabile consorte; & a voi hora toccare
-quasi che di necessità l'amministratione di si ampio & di si florido
-Regno. Non mi stenderò già io a consolarvi per hora & supplicarvi
-che con forte animo sofferir vogliate si grave angoscia; sapendo di
-quanta prudentia ornata foste sin nelle fascie, & che persuasa siete
-dalle piu sante lettere, non morir mai quelli che muoiono nel Signore,
-ma dolcemente dormire, fin che il suono della Angelica tromba nel
-novissimo giorno li risvegli; ma sol pigliarò prosuntione, sospinta
-dalla riverentia & abondante affettione, quale hò sempre portato
-alla Corona vostra, di ricordarvi quanto sia grande il peso che in
-su le spalle havrete per l'avenire a reggere, vi pesarà forse piu
-che non pesò al forte Atlante la celeste macchina: imperoche tutte
-le Donne del Regno vostro & de vicini stati, si specchiaranno hora in
-voi, & da voi, torranno l'essempio & la norma di santamente governar
-le lor giuridittioni. Converavi Signora molte cose prudentemente
-dissimulare, & il tutto però sapere: alla sembianza del magno Iddio,
-che il tutto vede, ne in parte alcuna è simile a quei che vegono &
-converavvi conferir ne commodi de vostri vasalli quanto di giudicio,
-di consiglio, & di prudentia v'ha communicato la bontà d'Iddio, a
-quella guisa a punto che veggiamo la Luna refunder al mondo quanto
-di lume le hà communicato il Sole, ma sopra ogni altra cosa vi esorto
-Altissima Reina al non esser nell'esseguir la giustitia precipitosa:
-imitate Saturno, ilquale, quantunque fra i sette erranti tenga il
-supremo luogo, tardissimo però si move. Piacciavi anchora signora mia
-non disgiunger mai la sapientia di che Dio vi ornò, dalla Potentia
-ch'egli similmente vi dette: osservarno già que savi che scrissero
-dell'amministratione de Regni che si come era prodigiosa cosa il vedere
-le facelle di Castore & di Polluce disgiunte & di ottimo augurio il
-vederle accompagnate, cosi facesse di mestieri che in colui che regge
-altrui, apparissero accompagnate la Sapienza con la possanza. Habbiate
-cura che i poveri vassalli non sieno da piu potenti oppressi. Usisi
-ogni diligentia che la gioventu Polacca sia instrutta nelle buone arti
-& nelle honeste discipline, fatte ogni opra che si viva nel Regno
-vostro con amore et con timor d'Iddio, osservinsi le giuste leggi &
-le buone usanze. Governate Signora i sogetti vostri con quello affetto
-come se del proprio ventre usciti vi fussero: cosi facendo, l'altezza
-vostra, non havrà bisogno di esterni agiuti; non dico già per questo,
-che non facciate stima de vicini Potentati; perche nel vero, si come
-la Luna move spetialmente le cose inferiori, non per esser piu delli
-altri efficace, ma sol per esser piu vicina. Cosi nell'amministrar
-de stati, l'amichevol vicinanza sempre recò altrui de molti commodi.
-Io non voglio piu fastidire con la prolissità delo scrivere l'altezza
-vostra; ma sol la voglio riverentemente supplicar, a ricevere in buona
-parte quanto m'ha fatto subitamente scrivere la mia pura affettione,
-con la persuasione dell'apportator presente, qual raccomando di cuore,
-all'alta vostra protettione. Di Piacenza alli X. di Maggio.
-
-
-ISABELLA GONZAGA A PACIENTIA PONTREMOLA, HEBREA MANTOVANA.
-
-La fama che per tutto risuona della virtù et bontà vostra, mi muove
-a scrivervi & essortarvi a voler farvi Christiana, acciò che si
-bell'anima non rimangi privata delle celesti consolationi, & doventi
-preda & rapina del rapace Sathanasso. Dovereste pur hormai rimaner
-chiarita della cecità giudaica, & che state voi più ad aspettare?
-non dice il vostro propheta Rhaù che trapassato è il tempo che venir
-debba il Messia? non havete voi questo piu di una fiata letto nel
-libro intitolato Sanidrin? non sono compiute le settanta settimane di
-Daniele? non è levato il scettro dalla casa di Giuda? Ho io pur molte
-volte letto nel medesimo Sanidrin, che il Messia nacque quell'istesso
-giorno che fu destrutto il Tempio: che aspettate adunque? che non
-confessate Giesu Christo esser vero Signore & vero Redentore del
-mondo? del quale, favellando già un nostro Hebreo per santità & per
-singolar dottrina eccellente, teme di confessarlo huomo & non piu
-tosto predicarlo per Iddio. deh ravedetivi, deh lavative hormai nel
-sacro fonte che vi sarà scala di salir al Cielo, & di eternalmente
-fruire la resplendente faccia del Padre eterno. non vi lasciate piu
-ingannare da questi vostri Perfidi Rabini ignoranti delle dottrine &
-humane & Divine: attendete al mio consiglio perche fedelmente, & con
-perfetto zelo vi consiglio, fatevi christiana, perche se questo farete
-per una madre carnale che voi lasciarete, ne troverete per amor di
-Giesu Christo dieci. Vi sarà madre Madama di Mantova specchio di rara
-santità: vi doventeranno Madri mia sorella, Ambedue le mie Cognate &
-io con molte altre, ne gratioso marito v'è per mancare poi che Marco
-Antonio Sidonio tanto vi brama che per vostro amore è stato il meschino
-a rischio di perdere il capo: languisce il poverello & si distrugge
-come falda di neve che habbi scoperto il Sole e da lui mi rendo sicura
-che havrete ottima compagnia: & ne riporterete honore & riputatione per
-essere egli grato, oltre il Reverendissimo nostro a tanti savi Principi
-& a tante honorate Donne. so che scordata non vi siete dell'honore che
-vi fu già fatto dal Reverendissimo, dal .S. Duca & dal .S. D. Diego di
-Mendozza: voi gusterete un Consortino astuto & non frodolento, Audace
-& non temerario, di una eloquentia libera & chiara; ma non importuna
-& satievole: i suoi morsi con quali trafigge volentieri l'avaritia de
-Preti, non sono di cane, ne di lupo, ma di mansueto Agnello: tutte le
-volte che mi accade d'udire le sue facete narrationi, accompagnate da
-piu ben composti gesti che non hebbe mai Roscio; temo di non morir di
-riso come già morirno Philemone poeta, & il Comico Philistione: non
-albergarà mai nella casa vostra alcuno humore maninconico: i saturnini
-pensieri ne staranno da voi lontani, non patirete disagio di cosa
-veruna, anzi vi parerà che sotto il vostro tetto habiti del continuo la
-Dea Copia col suo corno: & quando tutto'l mondo vi mancasse, supplirà
-sempre a vostri bisogni la liberalità del suo Reverendissimo padrone,
-poi che dalle sue facetie sente infinito alleggiamento a suoi gravi
-pensieri: v'assicuro di più & statene sopra della fede mia, che voi
-sarete da lui piu amata che non fu Euridice da Orpheo, Aspasia da
-Pericle, Orestilla da M. Plautio ò Lisidica da Antimaco Poeta. deh non
-indugiate adunque a farvi di Christo amica, a far gioconda la chiesa
-nostra & render lagrimosa la trista sinagoga. deh non indugiate più
-la vostra santa conversione & di accrescere in Cielo il numero delli
-Eletti, & finalmente di far beato il povero Marco Antonio, il quale,
-già tanti anni fervidamente vi ama, & per voi hà sostenuto longamente
-tante fatiche che tante non ne sostenne Hercole ne suoi tempi: ne per
-hora vi dico altro delle sue qualità: pensate & essaminate bene quanto
-v'hò detto: pregate Iddio che v'illumini con i vivi raggi de lo Spirito
-santo, acciò facciate cosa utile, honorevole, et insieme dilettevole:
-Nostro .S. vi consigli. Da Puvino alli XX. d'Ottobre.
-
-
-PACIENTIA PONTREMOLA HEBREA MANTOVANA ALLA ILLUSTRE .S. LA .S. ISABELLA
-GONZAGA.
-
-Hieri hebbi le lettere che le piacque di inviarmi, lequali, m'hanno
-molto travagliato la fantasia: le ragioni vostre mi parevano piene di
-nerbo, & di spirito, le persuasioni fatte con si dolce modo, facevano
-quasi violentia all'intelletto mio: non mi dispiacevano le offerte anzi
-mi facevano arrossire conoscendomi indegna di si gentil consorte come
-voi mi proponete: dall'altro canto, stommi dubbiosa di non offendere
-col farmi christiana la divina Maestà: vivo in angoscia se Christo per
-il vero Messia confesso, di non provocarmi contra, il sdegno di Mose et
-la maledittione di tutta la Sinagoga; non so (misera me) dove mi volga
-per aiuto & per consiglio: le vostre lettere m'hanno infinitamente
-commossa, & se ritenuto non mi havessero alcuni duri passi ratto ita me
-ne sarei all'Episcopal Chiesa & importunamente chiesto havrei il sacro
-Battesimo: ma considero Signora mia le promesse della scrittura sacra
-che quando verrà il Messia, l'Israel sarà riscosso, & noi poveri Hebrei
-siamo pur anchora tuttavia dispersi: leggo nel libro intittolato Badra
-che nella venuta sua redificarassi Gierusalemme & il tempio di pietre
-preciose, il che non è però anchora avvenuto. Veggo di più che la
-nostra legge fu data publicamente da Iddio per mano di Mose sul monte
-Sina, con testimoni de spaventevoli tuoni & lampi: ilche voi christiani
-senza alcuno contrasto confessate, la dove la vostra è data celatamente
-per mano & per confessione de duodici poveri scalzi, oltre che non
-mi posso contenere di non prestare intiera fede a nostri Rhabini,
-li quali hanno del vostro Redentore molto diversa opinione da voi, &
-affermasi nel libro intitolato Ghittin al quinto capo, ch'egli è per i
-suoi gravi eccessi & enormi peccati condennato dalla divina sententia.
-non vi paia per tanto istrano, se si tosto non mi arrendo & se vi
-paio alquanto pertinace. Quanto al marito del quale, mi parlate credo,
-anzi chiaramente conosco, esser piu che non ne dite, sò fermamente che
-per la sua rara leggiadria egli meriterebbe di haver Donna piu bella
-di Deiopeia, di Amarilli & della fuggitiva Galatea: Iddio mi inspiri
-a far cosa che li sia d'honore & di gloria, & voi fra tanto, che lo
-Spirito mi riveli ciò che hò da fare, pregate per me, & fate fare il
-simile alla purissima & innocentissima Grataphilea degna creata di V.
-Eccellentia: alla quale riverentemente bascio le belle & liberali mani.
-Di Mantova alli XXIII. d'Ottobre.
-
-
-PANTASILEA LUNARDA GIORDANI A M. PHILENA VISCONTE.
-
-Io vi hò mandato alcuni ritratti accioche veggendoli a tutte l'hore,
-imitiate la virtù delle ritratte donne: lequali, furono l'honore del
-sesso nostro: giovò ad Alessandro molto il vedere il sepolchro di
-Achille: fu di gran giovamento a Giulio Cesare il veder a Gade nel
-tempio di Hercole l'imagine di Alessandro: l'emulatione c'hebbe Theseo
-alla virtù di Hercole, fu cagione ch'egli sterpasse in Grecia de molti
-mostri, ammazzasse Scirone, Procusta, et Scine, ladroni rapacissimi: fu
-cagione ch'egli ammazzasse Creonte tiranno, col Minotauro, & debellasse
-li Centauri, fu cagione ch'egli domasse Thebe et sin'all'inferno
-penetrasse: li trophei di Milciade punsero si fattamente l'animo di
-Temistocle, che lo fecero divenire valorosissimo, la gloria anchora di
-Pompeio, fece gran giovamento à .M. Crasso: Cosi prego Iddio che a voi
-intravenga: il primo ritratto guarnito d'oro è di quella constantissima
-Ligo, dellaquale favella si honoratamente Cornelio Tacito. Il maggiore
-si è di quella fortissima Tomiri, di cui, con gran loda parla Erodoto:
-li altri so che li conoscerete senza che ve li dimostri: attendete a
-conservarvi in sanità & amatime. Da Pesaro alli III. d'Aprile.
-
-
-PANTASILEA LUNARDA GIORDANI ALLA ILLUSTRISSIMA DONNA. N. N.
-
-In molti errori siete .S. mia caduta per voler prestar gli orecchi alli
-Adulatori, & me ne maraviglio, havendovi io tante volte riverentemente
-ammonita, & dettovi che si come il buon medico usa ogni opra per
-difendere, & per accrescer la sanità, che cosi l'adulatore pone ogni
-studio per infermarne ogn'hora più l'animo, & solamente tocca le più
-ulcerose et contaminate parti che in noi sono: fuggite adunque li lor
-ragionamenti: so che sapete da chi guardarvi havendoveli piu fiate
-con i propri colori dipinti. Ricordative .S. di ciò che soleva dire
-Protagora; che si come ritrovavansi alcuni cibi li quali non erano
-atti per generar ne sangue, ne spiriti, ne per giovar alli nervi,
-ne alle midolle, ma sol a gonfiare il ventre, & a rendere il corpo
-turgido: che cosi li ragionamenti delli adulatori erano di poco frutto
-& atti solamente ad irritar le parti piu vitiose. soleva Phocione
-rassimigliare li Adulatori alle superficie, & alle linee, & diceva che
-si come elle per se stesse non si piegavano mai, ne si prolungavano,
-ne si movevano, salvo che con i propri corpi; cosi l'Adulatore dalli
-suoi propri affetti non esser mai ò di rado mosso, ma rider & piagnere
-con l'amico che similmente ò rida ò pianga: fuggiteli .S. mia per
-l'avenire, schivate la lor conversatione: & vedrete che infinita
-contentezza ve ne risulterà & pareravvi d'haver sgombrato la casa
-vostra di un grave & pestifero morbo. Iddio da mal vi guardi.
-
-Da Pesaro alli X. di Novembre.
-
-
-PANTASILEA LONARDI GIORDANI A .M. FAUSTINA BENZONA.
-
-Sarebbe per il mio consiglio ben fatto, che vostro figliuolo attendesse
-a casa sua, & lasciasse star le donne delli altri (che pur amici
-gli sono) altrimenti io temo in suo servigio, ch'egli non faccia
-concorrentia à Phaone, à Speusippo, à Tigilino prefetto, à Rodoaldo Re
-de Longobardi, & à Giovanni duodecimo pontefice; li quali in adulterio
-ritrovati, furono crudelmente svenati: essortatelo a ciò che io vi
-dico, astringetelo per virtù della materna ubidienza, acciò non sia
-cagione di farvi un giorno dolente & lagrimosa. state sana & lieta.
-
-Da Pesaro alli VII. d'Agosto.
-
-
-MARGHERITA MARIA A .M. LUCIA TRIVULZA.
-
-Certamente se non vi astenete di ber tant'acqua & di mangiar tanti
-frutti, quanto voi fate, voi cascarete in Idropisia, alla quale,
-già buona pezza fa paruta mi ci siete molto disposta. guardatevene,
-guardatevene: voi dovete pur sapere che per non volersene guardare
-Eraclio Imperadore morì Idropico nel trigesimo secondo anno del suo
-Imperio: il medesimo avenne per non sapersene guardare, a Michel
-Imperadore, & a Crantore Solense auditore di Xenocrate philosopho:
-ve ne hò voluto avisare: perche troppo m'increscerebbe che il mondo
-perdesse si bella cosa come voi siete. Di Pesaro alli XX. d'Aprile.
-
-
-ARTEMISIA SCOTTA ALLA CONTESSA AURELIA MADRE HONORATISSIMA.
-
-Dogliomi stremamente madre mia honoranda, che da me, che tanto vi
-amo, stiate si longamente absente. & perche poi? per litigare? &
-dove in una città, dove credo nato sia il litigioso Parno, che già
-co suoi litigi fece luoco al proverbio, & dove non mancano mai novi
-Patacioni, Iperboli, & Verginij: dove (per quanto intendo) dieci mille
-si troverebbono piu atti al calunniare, di quello Eurimno che cercò
-di por lite fra Castore & Polluce: si che vedete come state, & qual
-affanno esser debba il nostro per voi stessa consideratelo. Deh cara
-signora madre ispeditevi da questi intrichi, quanto piu tosto potete,
-& ritornate a noi, che vi aspettiamo con maggior desiderio che non fa
-l'ostinato Giudeo il già venuto Messia: Tutti siamo sani, ne altro ci
-manca per consolarci pienamente che la vostra dolcissima presentia: Di
-casa alli XX. d'Ottobre.
-
-
-CECILIA VALERI A M. ORSOLA STELLA.
-
-Dite a vostro figliuolo che tenga la lingua fra denti et che non
-straparli hor di questo Prencipe & hor di quell'altro: ma che si
-ramenti alcuna fiata di quel verso. AN NESCIS LONGAS REGIBUS ESSE
-MANUS? Ramentisi che il Re Antigono uccise Theocrito chio per la
-sua mordacità: Ramentisi come Daphita gramatico fu crucifisso nel
-monte Thorace per non sapersi astenere di lacerar la fama & l'honore
-de Prencipi. Ramentisi come furono stranamente trattati Anasarco da
-Anacreonte Cipriotto, Calistene da Alessandro, Antiphone da Dionigi,
-Mevio dal Triumvirato, & Esopo dalli Delphici: ne piu di questo per
-hora vi parlo. Di Vinegia alli X. d'Agosto.
-
-
-LODOVICA GAVARDA A .M. N. N.
-
-La vostra importuna loquacità molti n'ha condotti à liti, & a dure
-controversie, & hora piu che mai perturba tutta la vicinanza; deh
-ricordative che Giove tolse la lingua a Lara nimpha, per esser troppo
-loquace: & che fu relegato nell'inferno Tantalo per non saper tener
-la lingua fra denti cosi potrebbe un giorno accadere à voi, poi
-che non sapete, ne volete tacere; ma perche non vi viene un giorno
-desiderio d'imitare il silentio di Paulo Semplice, di Agatone, & di
-Secondo philosopho, acciò non caschiate piu in tanti errori: & gli
-amici non pogniate in infinito travaglio: ma forse mi potreste dire
-quel che già disse Zenone alli legati del Re Antigono, difficil cosa
-essere il poter tacere. io vel confesso, & dicovi all'incontro esser
-difficil cosa il poter uscire delli affanni, ne quali ci pone sovente
-volte la sfrenataggine della nostra lingua. vi doverebbe pur esser
-per un bastevole precetto l'haver scritto Sophocle in una Tragedia
-che il silentio era l'ornamento delle donne. non altro, attendete
-a conservarvi sana & senza veruna infamia. Da Brescia alli XXV. di
-Febraio.
-
-
-GIULIA ROSA A .N. F.
-
-Acciò non vi facciate monaca v'ho proveduto d'un marito: il quale, da
-che nacque, non fu mai udito ne mentire, ne giurare, ne adirarsi, ne
-ociosamente favellare: col quale spero haverete vita giocondissima:
-avisatemi adunque se siete risoluta di volervi maritare o pur
-monacarvi. quando voi di ciò mi avisarete, daretemi similmente aviso
-della quantità della dote, non si cercherà d'onde la sia venuta essendo
-noi certi della bontà vostra & dell'honestà de vostri maggiori. Di
-Brescia.
-
-
-FRANCESCHINA DA DRESSINO ALLA .S. OLIMPIA TAMISONA.
-
-Nelle vostre lettere ultimamente scritte, mostrate sentire istremo
-dolore, perche vostro figliuolo a singolar battaglia combattendo,
-habbia perduto; questo non è cosa tanto inusitata che habbiate per ciò
-a disperarvene. Scrisse Archiloco Poeta, che meglio fusse il gittar via
-lo scudo che lasciarsi ammazzare: & cosi fece presso di Aristophane
-Cleonino: Taurea poi Campano, dovendo da solo a solo combattere con
-Claudio Asello soldato Romano, come egli vide l'inimico circondar lo
-steccato spronò il cavallo, & pieno di sbigottimento fugi in Capoua:
-almeno vostro figliuolo non si è portato poltronescamente: hà pur
-combattuto quanto piu virilmente hà potuto; ma era di necessità che
-l'uno de dua rimanesse ò morto ò prigione. Consolative ch'egli non hà
-mai (per quanto m'è rifferito) mostrato in quella battaglia che durò
-piu di sei hore un'atto vile & codardo: pregovi adunque per quanto so
-& posso, a darvene pace, & pregar Iddio c'habbi pietà de suoi errori:
-cosi farò anch'io senza fallo: non altro. di Vinegia.
-
-
-ISABELLA GONZAGA SIGNORA DI PUVINO A LUCIANA .N.
-
-Hò inteso che vi siete molto sdegnata con esso meco, ne mi volete
-piu viva, per haver io detto, che vostra madre pazzamente facesse,
-comportando che tutto l'altro giorno & publicamente, & privatamente
-danzasi alla gagliarda; si che l'è vero che l'ho detto, & lo raffermo,
-& di novo lo biasimo. oh che bella honestà di Matrona pudica & savia
-tenuta: & forse che ella non sa quanto sia pericolosa cosa l'avicinar
-la paglia alle accese facelle; & chi non sa che molte ne vennero già
-caste & vergognose a balli che ritornarno poi sfacciate & piene di
-lascivia. & qual utilità potete voi sperare da quel toccar de mani, da
-quel lascivo dimenarsi, & dalo spesso scoprir alcuna parte del corpo
-che celata si stava? Niuno (disse colui, che scrisse contra Verre)
-danzò mai, che sobrio fusse. Non so veramente che ragion v'habbiate
-di si forte adirarvi, essendomi mossa sol dalla gelosia, qual sempre
-hebbi del donnesco honore. et che siamo noi da fare come l'habbiamo
-perduto? a che siamo noi buone? Quando il propheta David disse spirato
-da celeste virtù. IN CIRCUITU IMPII AMBULANT. volle per il parer d'un
-dotto Rabino ch'egli intendesse de balli: Mi potreste per aventura dire
-che già danzasse Scipione (quell'huomo si grave et di tanta auttorità:)
-danzasse David, danzasse Maria sorella di Mose, danzasse Delbora, &
-tante altre savie profetesse. al che rispondo, che tutte le volte che
-voi danzerete come quelli danzarono, non me ne turberò punto, ne ve
-ne saperò dir male. Danzava Scipione per eccitar il calor naturale,
-per consumare le reliquie del cibo indigesto & per esser piu leggiero
-& disciolto ne militari esercitij, donde ne dependeva la salute
-Romana: Danzò già David mosso da una santissima letitia causata dalla
-ricuperatione dell'Arca del patto: Danzarono le prefate Donne più di
-una fiata a suono di Cembalo spinte da un devotissimo fervore, et da
-un'amoroso zelo verso d'Iddio: danzasi hora a cotesto modo? usasi nel
-mover la vita quella gravità che si usava alhora? ben pare a gesti,
-ben si conosce à sguardi, se con si pura & con si semplice intentione
-hoggidi si danza. Io non dirò per hora altro di quel c'ho detto, so
-che havete ingegno (se lo volete adoperare) & che fra voi stessa quando
-sarà acchetata quella grand'ira ch'hora vi tiene il lume abbarbagliato,
-direte c'ho ragione da vendere, & che voi a gran torto vi siete meco
-turbata. Da Luzzara alli. VII. di Febraio.
-
-
-ISABELLA CAVALLERIA GUALENCA A .M. ZENOBIA FALCONI.
-
-Hò letto quanto mi scrivete di alcuni, liquali sendo capitati nelle
-mani d'infideli, per timore de supplitij altri hanno rinegato Giesu
-Christo, & altri s'erano nelle spelonche nascosti: & questo quando
-più era tempo di mostrare l'animo loro. veramente m'è ciò assai, & non
-poco per la gloria di Dio dispiacciuto: l'è pero d'havergli compassione
-poi che molti de nostri antichi, liquali parevano colonne della fede
-nostra, cascarno per timidità in simili errori. Giurò Pietro Apostolo,
-ch'egli non abbandonarebbe mai il suo Signore (anchora che tutti li
-altri Apostoli l'abbandonassero,) & pur quando si venne al fatto
-per paura dell'impietà Giudaica non sol si sottrasse al pericolo,
-& seguitollo dalla lunga, ma tre volte lo negò avanti che il gallo
-cantasse. Athanasio Vescovo di Alessandria conoscendo non poter
-resister all'invidia che contra concitata gli havevano li Arriani,
-per timore della morte, stette sette anni nascosto in una Cisterna:
-Marcelino Papa temendo l'ira di Domitiano, sacrificò a gli Idoli.
-Si che non ve ne date maraviglia; ma habbiate compassione all'altrui
-fragilità accioche Iddio habbi compassione à noi: ne altro mi occorre a
-scrivervi: state sana. & quanto piu potete lieta pregando del continuo
-& per voi, & per noi; accioche nostro Signor dia a tutti fortezza
-contra li infideli: & finalmente ne conduca a vita eterna. Di Vinegia
-alli XV. di Novembre.
-
-
-CICILIA DA CA PESARO TRIDAPALO A. M. MARGHERITA POBBIA.
-
-Con dispiacer grande hò inteso c'havete lasciato quella vostra tanta
-attilatura, & quella diligente opra di ricamare, & di cucire; la
-quale, vi faceva risplendere sopra tutte le donne della città vostra;
-& vi siete data tutta in preda alla vana poesia; & odo di più che ve
-n'andate a guisa di spiritata, hor per la casa, hor pel giardino,
-cercando delle desinentie per concordar di molte rime; Ditemi (di
-gratia) non sapevate voi trovar piu agevol via per farvi tener pazza
-che darvi nelle mani di poeti? huomini per la maggior parte maligni,
-iracondi, satievoli, bizarri, & maninconici? Certo, non senza cagione
-il divino Platone li scacciò dalla sua divina Republica: & Aristotile
-ne suoi miracolosi scritti li publicò per bugiardi & per mentidori.
-Non vedete voi che la maggior parte de santi huomini consigliò fusser
-abbrugiati i lor poemi, come cose di malo esempio, & che facilmente
-potesse impedire la nascente gloria del sacro santo Vangelo? et che
-altro trovate voi ne poeti, che lagrime, sospiri, singhiozzi, & amorose
-passioni dalle quai cose, vorrei foste, (quanto vi sie possibile)
-aliena? Veramente in essi, altro non trovo che stupri, adulterij,
-Metamorphosi, sanguinolenti sagrificij, & altre favole, atte con il
-lor mortal veleno, ad ammorbare qualunque ben riformata Republica &
-eternalmente sbandeggiarla dal celeste Regno: scrisse già .S. Girolamo
-à Papa Damaso; che i versi de Poeti, erano il vero pasto de demoni;
-scrisser molti altri, non di minor santità ornati esser li poeti
-perniciosi, nemici del nome christiano, malefici senza piatà et senza
-fede: Sono i poeti seduttori delle semplici & tenerelle menti con la
-lor mortifera dolcezza, ne altro credo fusse il pestifero canto dette
-Sirene, che li poemi di questi scioperati briconi. Non crederò io mai
-che maggior danno, ò maggior corruttione recar ci potesse la setta
-di Arrio, la scuola di Pelagio, il Dogma di Nestorio, ò l'impietà di
-Giuliano Apostata. Non pensarò io mai potessemi esser tanto pernitiosa
-la conversatione di Protagora, di Sardanapallo, di Luciano, di
-Apollinare, ò di Diagora, quanto mi sarebbe la lettione di miscredenti
-et lascivi Poeti. Sono anchora di piu nemici delle cittadinesche
-usanze: ne per altro rispetto essi alle selve riccorrono, & à monti
-rifuggono. poi che Homero hebbe longamente peragrato il mondo,
-egli si ridusse ad habitar, hor tra l'ombrose selve, & hor tra duri
-scogli. Così Virgilio, lasciata Roma; si ridusse ad habitar doppo il
-promontorio di Pausilippo & di Pozzuolo: non vi voglio per hora tesser
-il Catalogo di Poeti che nemici furono dell'urbanità, vi confermerò
-bene che se non lasciate da canto la lor malvagia lettione, diverrete
-di giorno in giorno men Christiana che non siete, & pericolo ci è che
-di pazzo & di furioso amore impaniata tosto non vi vegga: & se questo
-aviene, che sarà allhora di voi? che se ne dirà per le piazze, per
-le loggie, & per le chiese? sarete mostrata a dito fin da fanciulli:
-& diranno ecco Sapho, ecco Corinna, ecco la Petrarchessa, che sputa
-versi dal furor poetico agitata. Deh fate a mio modo, lasciateli
-star in Parnaso a trastullarsi con le Muse: & tornate voi all'ago,
-al fuso, & all'ordir quelle vostre belle tele, che facevano vergogna
-alle Lodegiane, alle Bresciane, alle Cremasche, alle Pozzolane, alle
-Rochegiane; a quelle di Holanda et di Cambrai: state lieta: Di Mantova
-alli .VI. di Maggio.
-
-
-ISABELLA SFORZA A .M. MARGHERITA POBBIA.
-
-Hò ricevuto le vostre carissime lettere alli .xx. d'Agosto; scritte
-però alli .x. & insieme la copia di una lettera che molto duramente
-flagellava, anzi crocifigeva i Poeti: sonomi assai maravigliata, che
-si bell'ingegno habbi esercitato l'eloquentia sua in biasimar cosa
-degna di somma loda, & di somma riverentia. Io per me Poetessa non
-sono, ne giamai fui: pur per l'amor grande c'ho sempre alla poesia
-portato, & portero fin che vivo, non mi posso rattemperare odendone
-dir male, che tutta non mi turbi: ne mi posso contenere che a mio
-potere non la difenda; non voglio già per difenderla, usar alcuna
-peripatetica dimostratione, ma procederò sol per grosse congietture,
-& noti essempij & per la prima dicovi: che se se la Poesia non fusse
-cosa piena di riverenza, non si sarebbe degnato il grande Apostolo
-di Tarso cittar nelle sue divine pistole, versi di Epimenide, & di
-Menandro: il che fece anche essendo nell'Ariopago (si come n'habbiamo
-ne gli atti de li Apostoli) per confermar il suo fruttifero sermone,
-cittò un verso di Arato Poeta: dal cui essempio mosso. S. Dionigi, di
-lui discepolo, & di Christo martire constantissimo; molto della poesia
-ne suoi scritti si prevalse: & quante volte Girolamo, (lume della fede
-nostra) si serve a suo proposito di Virgilio, di Oratio & di Persio?
-leggete le sue Pistole, leggete il prologo delle quistioni Ebraiche
-& chiaramente il vederete: fa il medesimo Ambrogio, maestro di santa
-Chiesa: fa il medesimo piu fiate Agostino quell'unico flagello de
-Manichei. Ma che vi si dirà di Fulgentio dottor catholico & Pontefice
-molto Reverendo che si copiosamente ne scrisse? ma lascio star il dir
-de sacri Dottori: quante cose hà detto il Salvator nostro per parabole
-convenienti a lo stil comico? sdegnossi forse di usar le parole di
-Terentio contra Paulo, quando li disse: dura cosa ti è il calcitrar
-contra lo stimolo; ma lascio per hora star le cose sacre, ditemi che
-non havrebbe fatto Alessandro (il magno) per haver un scrittor tale,
-qual fu Homero? per amor del quale, sette gran città, cioè Smirna,
-Rhodo, Colophone, Salamina, Io, Argo, & Athene contendono di volerlo
-per lor cittadino & li Smirni li edificarno già un bellissimo tempio.
-Parve a voi che li Scipioni stimassero Ennio povero Poeta Brondusino,
-havendolo fatto partecipe del medesimo sepolchro et contentandosi
-che le ceneri insieme si rimescolassero? non fu caro altresi per la
-poesia Theophane Mitileno à Pompeio? (à quel Pompeio dico) che adeguò
-la virtù con la fortuna. Vegniamo a tempi piu moderni: quanto fu ben
-caro il nostro divino Petrarca al Re Roberto: à persuasione del quale,
-essendo di sessant'anni, s'incominciò a far legger Virgilio, stupendosi
-che sotto si rozza, et dura scorza stesser nascosti si alti sensi, &
-si segreti misteri: ma forse ch'egli volle in questo imitar Solone,
-il quale, essendo vecchio poi che dato hebbe le leggi alli Atheniesi;
-si ridusse alla poetica. Non fu mai huomo, ne donna al mondo, tanto
-stoica, ne tanto di gloria nemica, che amato & riverito non habbia
-li Poeti: dalla penna de quali immortal gloria già lor ne venne. Non
-sono forse chiamati li Poeti sotto nome di Theologi? non furon tenuti
-per gran Theologi Orpheo, Lino, Museo, & altri molti? non hà trattato
-Dante sotto Poetico velame quanto si contiene nel sacro senno della
-santa Theologia? non si sono co versi egregiamente descritti da Mose,
-da Giobbe & dell'inclito David i divini concetti de lo Spirito santo?
-d'onde ancho si mosser Sedulio & Prudentio, a trattar poeticamente
-la christiana verità, ma che dirò di Giuvenco Spagnuol poeta che
-sotto coperta di huomo, di bue, di lione, & di aquila si felicemente
-espresse le divine attioni di Giesu Christo? Io, per me, non leggo mai
-la divina Eneida di Virgilio, che non mi paia di legger una perpetua
-loda della virtù: sentomi tutta commovere all'opre della carità quando
-leggo la clementia ch'usano li nemici Troiani verso di Achimenide:
-parmi veramente di veder posto in pratica l'esortatione che il Salvator
-ne fa perche si giovi di cuore alli nemici. Quando contemplo quelle
-infiammate parole di Enea, a suoi compagni dette, perche pacientemente
-sofferir voglino li disagi del viaggio, le angoscie del mare, & li
-terrestri pericoli: dico fra me stessa questo fu un'animo invitto, una
-fronte intrepida, & una mente, più che 'l diaspro salda: da Virgilio
-imparo l'amor che alla patria di deve: da Virgilio imparò la pietà
-paterna veggendo Enea sopra delle spalle portarne il vecchio padre per
-mezo delle radenti spade, delli ingordi fuochi, & de rovinati Tempij.
-Quando pongo mente con qual fortezza di animo & con qual altezza di
-cuore, spezzi quel gran capitano, le cathene del petulante & lascivo
-Cupidine, sentomi tutta armare, & robusta divenire contra li assalti
-d'amore & rafreddarsi in me, ogni concupiscibil appetito. Imparo
-da Didone di esser cortese & liberale à calamitosi stranieri, & à
-fortunosi fuor'usciti. Imparo in molti altri luoghi da quante passioni
-sia sbattuta & infestata l'humana fragilità: et appresso, con quali
-forze anchora rimanghino supperate da li animi costanti. Quando leggo
-i giuochi fatti da Enea presso di Aceste, nell'anniversario del padre,
-parmi a punto leggere i sacri libri de Machabei, & al mio dispetto
-divengo piatosa verso de poveri defunti: non vi dico nulla quanto poi
-ben'apprenda ad esser prudente & circunspetta, considerato lo scender
-ch'egli fa all'inferno. Infinitamente mi accendo alla verace & immortal
-gloria, dando le orecchie ben purgate alle saggie persuasioni che fa
-il vecchio padre all'animoso figlio. Imparo da Virgilio bellissimi
-accorgimenti nel far delle amicitie & somma fede nel conservarle.
-oh come se mi intenerisce il cuore di pietosa dolcezza, ramentandomi
-le molte lagrime versate nella morte del fedel Palante; Quando leggo
-quella affettuosa oratione: IUPITER OMNIPOTENS PRECIBUS SI FLECTERIS
-ULLIS, viemmi voglia di gittarmi incontanente in ginocchione, & con
-fervor grande adorare l'eterno Padre, ma perche tanto mi diffondo? Io
-tutte le volte che peso le parole, et considero le profonde sententie
-di questo alto poeta; egli mi pare tutto pieno di santità. Che diro
-di Oratio, di Giovenale, & di quel Persio honor di Volterra? qual
-philosopho, qual mathematico, ò qual legista riprese mai con maggior
-vehementia & acrimonia il vitio & lodò la virtu? Paruta mi sarebbe cosa
-piu ragionevole il solamente dir male di alcuni licentiosi Poetastri,
-& non indifferentemente di ogn'uno: Dovevalo pur almeno ritener la
-maesta di Homero, qual chiamano le sacre leggi padre di tutte le virtù;
-& spesse volte per dentro di quelle, si ci mescolono molti de suoi
-versi: si come veggiamo nel fine del prohemio del Codico; & sotto'l
-titolo de giustitia & iure: nel trattato delle compre; & nella materia
-de legati & fede comissi, & in altri luoghi, come vedrete, se leggerete
-le Pandete Pisane. Qui voglio far fine al mio scrivere; perche sentomi
-hormai la mano debole & stanca: questo per hora bastivi, poi che il mio
-giudicio ricercate circa la lettera scritta in vituperio de Poeti: & se
-commodo vi serà, rimovetegli dall'animo si stolta et si falsa opinione,
-& à voi per sempre, di perfetto cuore mi raccomando; & paratissima alli
-vostri servigi mi offero. Di Piacenza alli .XXV. di Marzo.
-
-
-ISABELLA GONZAGA A .M.
-
-Galeazzo vostro amantissimo fratello m'ha rifferito che siete doventata
-molto inferma, di che vi attristate piu di quello che ad una christiana
-donna si conviene: vi dovereste in tutti i modi confortare & prendere
-speranza d'haver tosto a mutare allogiamento: questo corpo chiamato da
-molti casa & albergo dell'animo ci è stato dalla natura dato per brieve
-tempo: il che, doverebbe esser cagione di farci morire piu volentieri
-di quel che noi facciamo: si come dicesi quel vento esser piu felice,
-il quale piu tosto ne conduce in porto, cosi piu fortunati sono quelli
-che da veloce morte tratti sono fuori delle malvagità della presente
-vita et nell'eterno regno traportati, si che non ve ne dolete, si
-come non si duole l'incarcerato perche la sua prigione sia piena di
-fissure, & minacci da ogni lato rovina, cosi sperando di poterne piu
-tosto uscire: guardate che la voluptà non sia stata cagione di questa
-vostra debolezza, anzi che la mala compositione del corpo vostro:
-sono le voluptà simili a quei ladroni dell'Egitto detti volgarmente
-Philisti, liquali n'abbracciano per strangolarci: cosi fanno ancho
-li carnali diletti essi ci ammazzano mentre ci lusingano: ò beati &
-aventurati noi, se d'altro piacere non ci lasciassimo mai invaghir li
-animi nostri, che dell'eterna vita, & che a poco a poco ci avezzassimo
-a morire: ma noi facciamo come quelli fanno che sono tanto amici del
-vino, che sorbiscono fin'alla fece di quello: siamo tanto desiderosi
-di prolungar questa nostra miserabil vita che ne anche nell'estrema
-vecchiezza ci contentiamo di morire. Di Puvino.
-
-
-ISABELLA GONZAGA ALLA .S. LUCRETIA GONZAGA.
-
-Dative hormai pace carissima sorella, ne piu vi tribolate della
-prigionia del vostro caro consorte: ma sperate nella bontà Estense:
-che si come fu si pronta al donargli la vita, cosi sarà anchora pronta
-a restituirgli la desiderata libertà: & quando pur a Dio piacesse,
-ch'egli morisse nella prigione, non li haverebbe però cosa che non sia
-avvenuta a maggior huomo di lui: morì prigione Iugurta, morì Siphace,
-morì Enrico .iii. Imperadore, morì prigione Celestino quinto, Gioanni
-primo, & Giovanni quarto decimo pontefice: morì prigione Aldegisio
-figliuolo di Desiderio Re de Longobardi & Aristonico doppoi che egli fu
-menato in triumpho da Aquilio console. sperate in Dio che vi consolerà,
-& ve lo restituerà nelle caste braccia forse piu savio et accostumato
-che prima non era. Nella casa mia del continuo si prega Iddio & per la
-sua liberatione, & per la vostra pace. Di Luzzara alli .VIII. d'Aprile.
-
-
-ISABELLA GONZAGA A .M. CLARA CARAFFA.
-
-Pregovi a non dolervi piu di me, perche io sia mancata di memoria, ne
-servigi vostri, habbiatemi (vi prego) per iscusata: poi che non mi è
-conceduto la memoria, ne di Cinea, ne di Mitridate, ne di Theodette,
-ne di Lucullo ne di quel Ortensio: se hà peccato di memoria verso di
-voi in simil caso .M. Lucina la quale, si giudica da savi che superbi
-Seneca, Elio Adriano, Cirro, Carmide, & Portiolatrone, & pur l'havete
-havuta per iscusata, perche non fate cosi a me; la quale, di debolezza
-di memoria, avanzo Messalla Corvino, Bamba Re de Gothi, Calvisio
-Sabino, Orbilio Beneventano & il smemorato Curione? sforzerommi per
-lavenire di sodisfarvi piu intieramente che non ho fatto, pur che vi
-degniate di commandarmi: Iddio da mal vi guardi: Da Puvino alli .IIII.
-d'Agosto.
-
-
-SUSANNA VALENTE.
-
-Sono stata pregata da chi mi potrebbe commandare che io vi voglia
-quanto piu dolcemente posso, riprendere dell'esser voi troppo loquace,
-& di non poter contenere alcun segreto che communicato vi sia. se l'è
-cosi (come intendo) certo havete gran torto & poco prudentemente vi
-portate: non vi accorgete voi che se stanno male le case senza uscio,
-le finestre senza antenne, le borse senza i legami, cosi star male
-anchora le bocche senza freno: si come non è facil cosa il lasciarsi
-di mano uscire alcuno uccello, per volerlo poi ripigliare, cosi non
-è facile di rivocare le parole, poi che una volta di bocca uscite
-sono: sogliono esser loquacissimi sol quelli, che hanno poco cervello:
-si come i vasi che pieni non sono, fanno sempre maggiore strepito,
-cosi le persone vane et sciocche abondano sempre più di ciancie che
-quelli non fanno che saggi & prudenti sono istimati: si come per il
-parere de Medici il seme che tosto si sparge, è infecondo & al generar
-inutile, cosi inutili, anzi nocive sono tutte quelle parole che
-dalla bocca n'escono senza ritegno, o senza farvi sopra alcuna matura
-consideratione: non vedete voi, che niuna donna si fida hormai più
-della taciturnità vostra? & la cagione si è, perche mai non restate
-di cicalare. Sono le persone loquaci simili alli fanciulli c'hanno
-il ghiaccio nelle mani & quello per l'innata lubricità ne possono
-ritenere, ne perder lo vorrebbono. Si come le vipere sono da propri
-parti rotte & fieramente uccise, cosi i loquaci scuoprono li commessi
-segreti anchor che aggiunta vi sia la propria rovina & destruttione:
-astenetevene adunque & state sana. Di Mantova alli .XII. d'Agosto.
-
-
-CATHERINA ANG. MARCHESA GONZAGA A .M. LIVIA FRANCA.
-
-Mi è rifferito che vi siete fortemente adirata con vostro marito,
-ne volete con esso lui pace, per havervi negato alcuni ornamenti
-havendone molti di soverchio: & che havete voi finalmente deliberato
-di fare? di mandar vostro marito all'ospedale. oh bello honore che
-vi farete: il pover huomo hà fatto piu di quel che doveva, & poteva
-(se ben esamino le sue forze) & voi non vi contentate mai di cosa che
-v'habbiate. Havete vesti da comparar a quella di Antistene Sibarita,
-la quale si soleva ogni anno sospendere per miracolo nel tempio di
-Giunone Licinia: havete veste di non minor pregio di quella c'hebbe
-Lollia Paulina, laquale fu stimata quattro cento Sestertij: egli v'hà
-fatto sottanne, da star al paragone di quella veste: nella quale
-Triumphò Tarquinio Prisco, & di quelli che donò Silofonte a Dario
-figliuolo di Histapo; & tutta via n'andate importunamente chiedendo
-dell'altre? Deh vergognative di questa vostra importunità & di questa
-vostra intollerabil arroganza. non l'havete voi hormai posto al fondo
-con tanti zibelini, con tanti martori, & con tanti lupi cervieri? non
-l'havete voi quasi che destrutto con tante, carrete, cavalli, ricami,
-& paviglioni? che potreste far piu se recato li havessi l'imperio di
-Roma in dote? cieche nel vero siamo, adornando con tanto studio questa
-nostra carnaccia: ch'altro però non è che fango, & polvere & cosi
-coprendo questo nostro Capo di si pretiosi coprimenti, non capendovi
-dentro salvo che pensieri vani, sogni, & folle de romanzi: Io vorrei
-sorella mia, c'hoggimai si ravedessimo & pensassimo che non siamo piu
-fanciulle; i capei di fino oro tosto incominciaranno a farsi d'argento,
-& n'anderemo tosto in luogo, dove non si renderà conto del vestir
-leggiadro, ne di legar i crini con piu grata maniera, ma renderemo
-ragione della fede, della charità, & del tempo mal speso in frascherie:
-voi havete intelletto, adoperatelo, adunque riconciliatevi col vostro
-consorte, honoratelo, contentative di ciò ch'egli vuole, fateli vezzi,
-come faccio io al mio signor Luigi.
-
-Di castel Giuffrè alli XXV. di Febraio.
-
-
-CATHERINA .C. GONZAGA ALLA .S. LIVIA MORTELLA.
-
-Mi sono doluta assai della sententia, che voi havete havuto nella
-possessione che vi lasciò vostro marito; et ho per vostro servitio,
-et per honore della giustitia desiderato, che hoggidì presso di noi
-regnasse qualche novo Cambise che facesse scorticare questi iniqui
-giudici come già fece quel Sisamne, che dette l'iniqua sententia:
-sofferite pacientemente poi che sempre questo iniquo sesso Mascolino fu
-nemico di noi povere donne; & sempre a suo potere ci conculcò & a mal
-termine ridusse: state sana & confortative, tenendo per cosa ferma che
-Iddio non vi debba punto mancare, pur che in esso riponiate le speranze
-vostre. Dal nostro castello di Luzzara: alli IIII. d'Aprile.
-
-
-SUSANNA VALENTE A .M. N. D.
-
-Voi mi fate sapere per vostre lettere, che desiderareste havere per
-vostro marito quel dottore, del quale l'altro giorno diffusamente
-mi parlaste; pregandomi che far voglia ogn'opra perche il fatto si
-congiunga; mi credo fermamente che habbiate perduto il cervello. & che
-Diavolo volete voi far di Dottori? non sapete che sono questi litterati
-per la maggior parte tisichi, gelosi & franetichi? oltre che il studio
-li fa sempre catarrosi, ne sentirete mai altro che sputacchiare &
-tossire; fate a mio senno, lasciateli stare & questo ispetialmente:
-non vedete voi che ceffo d'asassino egli hà? non vedete che guardatura
-crudele et che maniere contadinesche son le sue habbiate un poco di
-patientia, che se à quest'hora è vivo il figliuolo d'un mio honorato
-amico farò ogni opra perche vi sia & sposo & servidore: egli deve fra
-pochi mesi ritornar dalla corte di Cesare, l'è il piu bello & attilato
-cavagliere che havesse mai la città nostra: state sana. Di Mantova alli
-XX. di Aprile.
-
-
-IPPOLITA CREMA A .M. FULVIA RULLA.
-
-Strana cosa mi pare che gli huomini si vantino tanto di esser soli nati
-alle lettere, essendoci tante & tante femine non meno di loro alli
-buoni studi atte: Aspasia Milesia fu pur maestra di Pericle avanti
-che le fusse moglie. Fa pur honorata mentione Gellio della dottrina
-di Pamphila, la quale scrisse tanti belli commentari nella Grammatica:
-fassi pur mentione di Phemonoe, di Sofipatra, di Theano, di Alpaida, di
-Demophilia, & di altre infinite? perche adunque si impudentemente si
-vantano? perche vogliono si sfacciatamente che di loro solamente sia
-l'ingegno? di lor sieno le forze & di lor sia finalmente ogni valore?
-attendete pur figliuola mia a li studi, & lasciategli gracchiare quanto
-vogliono, che alla fine saranno astretti a starsi cheti & ammirar la
-donnesca virtù; state sana & lieta, che Dio sempre da dishonore vi
-difenda, & in prosperità vi conservi. Di Mantova alli III. d'Aprile.
-
-
-IPPOLITA CALCATERA A .M. PERLA.
-
-Alli X. di Dicembre hebbi le vostre lettere, nellequali molto vi
-dolevate che vostro figliuolo fusse riuscito si mal sano et delle gambe
-si mal disposto. io certamente non molto me ne maraviglio veggendolo
-tutto dato all'otio & al riposo, ne mai esercitarsi il corpo in alcuno
-utile & honesto esercitio. Venga un poco a starsi con esso noi a Perego
-per qualche giorno, dove ritrovarà si perfetti cacciatori, quanto mai
-fussero ne Elimo, ne Panope, delli quali, favellando Virgilio cosi già
-disse TUM DUO TRINACRII IUVENES HELYMNUS PANOPESQUE ASSUETI SYLVIS,
-COMITES SENIORIS ACESTAE. Potrassi anchor esercitar (s'egli vorra)
-nel cavalcare essendoci il cavaglier Pozzo mio honorato consorte,
-del quale si pò meritamente dire quel che disse Virgilio di Lauso
-figliuol di Turno LAUSUS EQUUM DOMITOR, DEBELLATORQUE FERARUM. si che
-venga a vedere questi nostri monti Brianceschi pieni di ogni vaghezza
-s'egli vuole per l'avenire scordarsi il bel Palerno della Campania, il
-Berecinto della Frigia & l'Aracinto dell'Etolia. venga a contemplar
-almeno per dieci giorni i Monti di Brianza & sprezzarà per l'avenire
-l'amenità di monte l'Abbate, la serenità del monte Idalio, & la
-fecondità di Artemisio, monte dell'Arcadia. s'egli ci viene mentre ci
-è il mio consorte promettetegli da parte mia che non passerà mai giorno
-ch'egli de rari animali non faccia grassa preda; imperoche ci habbiamo
-cani di velocità non inferiori a Vertego del quale, fassi degna memoria
-presso di Martiale. Troverà cani li quali non cederebbono d'ardire &
-di prestezza ne a Liscica, ne ad Ila, ne ad Umbro da Virgilio cotanto
-lodati. certamente, quando gli havrete veduti & isperimentati, direte
-che Ateone non ne hebbe mai de simili, & che il Melampo, con l'Oribaso
-aggiuntovi anchora il Pamphago, il Dorceo & il Ladone, non potrebbono
-stare al paragone con i nostri: ne ci mancano cavalli per seguirli
-migliori assai di Orneo, di Etone, di Nicteo, di Alastro, di Amatheo, &
-di Abastro cavalli di Plutone, de quali fassi honorata memoria presso
-di Claudiano: oltre che donò alli di passati CESARE al mio consorte
-per ricompensa (anzi per testimonio del valore ch'egli hà mostrato ne
-suoi servigi) alcuni corsieri atti a far parer poltroni i cavalli di
-Achille, di Marte & del Sole, & atti a far vergognare Cillaro, Rhebo,
-Pegaso, Arion, Hirpino, Cireo, Pedaso, & Illerda. Se ci verrete voi
-con esso lui (come credo che farete) mentre essi anderanno a dar la
-caccia alle fiere, noi ci tratteneremo attorno le nostre peschiere, le
-quali (benche stia male a lodare le proprie cose) ardisco però di dire,
-ch'elle avanzino quelle di Sergio Orata, di Licinio Murena, di Fulvio
-Hirpino, di Ortensio, & di Vedio Pollio: non restate adunque di venire,
-& con quella servitu che vi si conviene, per timore, che siamo stretti
-di alloggiamento, imperoche il mio consorte hà fabricato da che non ci
-foste, una casa si grande & si ben'intesa che non ci è huomo che non si
-pensi che Spintare, Meleagene, Democrate, Philo, Sostrato, et Ermodoro
-ne sieno stati li istessi architetti: & pur altro disegno non ci è
-stato, salvo quello ch'egli è dal suo capo uscito: ne piu mi stendo nel
-scrivere, sol questo vi affermo & raffermo, che se ci verrete, sarete
-da ambidui amorevolmente raccolti; & sforzerenci di porgervi tutti que
-piaceri che per noi possibil saranno. anderemo a Ravagnano, a Ugionno,
-a Merà, a Brianzuola, a Galbià, & a Calco, dove vostro figlio haverà
-grata compagnia dal .S. Antonio Maria, dal .S. Pier Francesco, dal
-Marchese, & dal .S. Entimacho: la cui gentilissima consorte vi porgerà
-infinita consolatione, insieme con la .S. Veronica mia honoranda madre:
-state sana. Da Perego fiore de monti Brianceschi.
-
-
-GIOVANNA CAVALLERIA A M. CLARA GUALANDA.
-
-Intendo .M. Clara che di me vi siete molto maravigliata, perche hò
-detto di non poter piu sofferire di legger in alcun libro che sia fuor
-della sacra scrittura: si che l'è vero che l'hò detto, ne me ne pento,
-ne mia colpa ne dico ne dirò mai: & dove posso io trovare la miglior
-lettione? Altro piacer per certo sento legendo IN PRINCIPIO CREAVIT
-DEUS COELUM ET TERRAM: che non faccio ne la Phisica, nel cielo, &
-nella generatione di Aristotele. Altra consolatione prendo ne proverbi
-di Salomone, nell'Ecclesiaste, & nell'ecclesiastico del figliuolo di
-Syrach, che non prendo in legger ne Ethica, ne Politica, ne Economica,
-ne magni Morali di Aristotile: Sento altro diletto in volger sossopra
-i libri de Re, & de Giudici che non faccio legendo Suetonio, Plutarco,
-Sesto Aurelio: Flavio Vopisco: & altri simili che scrissero le vite de
-Cesari, godo molto piu di cuore, legendo i fatti di Mose, di David, di
-Habraamo, di Giuda Machabeo, di Giosuè, di Sansone & di Gedeone; che
-non godo per legger Dione, Cesare, Appiano, Livio, Polibio, Xenophonte
-& altri historici: credetelo a me, che non senza causa fu la sacra
-scrittura chiamata Biblia, che vuol dir libro; & cosi fu detto per
-eccellenza, come se questo solo, fusse il vero libro: & ne gli altri
-vi si contenessero sogni d'infermi, et folle de Romanzi: & d'onde
-credete voi che Platone habbi abbellito i suoi scritti con quelle
-vaghe figure, con quelle si convenevoli similitudini? non d'altronde
-certamente tolse i colori & gli ornamenti suoi che dalle sacre lettere,
-si come il Beatissimo Ambrogio piu di una fiata afferma & chiaramente
-ne dimostra: non è publico consentimento de dotti ch'egli udisse
-predicar Geremia profeta, & li pervenesse alle mani il pentateuco di
-Mose? dove vedrete voi ne libri Pagani, si alto principio come è quel
-di Giovanni Apostolo IN PRINCIPIO ERAT VERBUM ET VERBUM ERAT APUD DEUM;
-dove in un versetto solo ci dipigne di tre sorti Mondi: dicendo, in
-Mundo erat: Mundus per ipsum factus est; & Mundus eum non cognovit:
-ecco l'ideal mondo, ecco il materiale, ecco gli huomini che vi habitano
-sotto nome di mondo dall'apostolica voce chiamati: leggete quanto
-n'hanno scritto i philosophi che non ne trarrete tanta intelligentia
-quanta da questo sol verso trarne potete. deh ditemi per vostra
-fe; parvi che in altro libro ritrovar si possino le consolationi, &
-l'eterne speranze che nelle sacre lettere si ritrovano? Se havete in
-M. Tullio un perfetto oratore, se havete in Xenophonte un perfetto
-Re, se havete in Platone una perfetta Repubblica, se havete nel conte
-Baldesare un perfetto Cortigiano con la donna di Palazzo, se havete ne
-scritti del conte di Monte l'Abbate, il perfetto gentilhuomo d'honore:
-havete ancho nelle scritture sante, il vero patiente sotto titolo di
-Giobbe, havete l'essempio della verace ubidienza in Abraamo, della
-santissima hospitalità in Lotto, dell'ottimo Re in David, del savio
-S. in Solomone, del forte cavalliero in Sansone, del buono Imperadore
-in Mose & nel fratello Aarone, et dell'ardito capitano in Giosue: ma
-che non ci havete voi di buono in questo santo libro? forse ch'egli
-vi fa miscredente & dubbiosa dell'immortalità come fanno i philosophi:
-forse ch'egli vi fa impazzire attorno le zone, le sphere, et i zenit,
-come far sogliono i Matemattici, forse che vi oscura il vero, come
-veggo far i legisti: forse che vi puon in compromesso la vita, come
-fanno i Medici. Delli bugiardi et appassionati historici non vi parlo,
-liquali spesse volte fanno, che i poltroni paiano Marcelli & i Marcelli
-sieno tenuti timidi et vili piu di quel Pluto indutto da Luciano & da
-Aristophane ch'ogni cosa teme et sbigottito rimane. Vengomi hora alli
-Poeti, & vorrei che alcuno mi dicesse che utilità si cavi del rapto di
-Ganimede: dal formoso Alexi ò dal bruno Menalca: vorrei che alcuno mi
-dicesse che profitto mi faccia l'amor della Luna et del suo Endimione
-con l'importuno chiamar d'Hila, di cui si finge invaghito Hercole
-presso di Propertio et di Valerio Flacco. Vorrei detto mi fusse di
-giovamento esser mi possa l'amor di Hiacinto et di Apollo, di Ampelo,
-& di Bacco, di Adone & di Venere; di Titone & dell'Aurora; di Atis, &
-di Cibele, di Siringa & del Dio Pan. Bramo detto mi sia che honestà
-si apprenda leggendo gli amori di Valerio Flacco et dell'amazonico
-fanciullo: che religione si apprenda per sapere che Tibullo amò
-Cherinto, Anacreonte Batillo, Alceo Lico, Valgio Misti, Asinio
-Hippolito, Voconio Testilo, Oratio Ligurino, Q. Catulo Epigrammatario
-amasse Roscio, Euripide Agatone, & Arato Philino. Credete voi Madonna
-Clara, che venir mi possa desiderio di unirmi con Dio per leggere
-che Daphne fusse amata da Apollo, Tiro di Nettuno, Hebe da Hercole,
-Philace da Stratocle, & Atalanta da Meleagro? mai non che non me ne
-verrà giamai voglia. si ben leggendo nella sacra Biblia di Sarra et
-della riverentia che à suo marito portava chiamandolo suo signore: si
-ben leggendo di Hester, di Susanna; di Giudit & di Anna figliuola di
-Elcane laquale, non si partiva mai dal tempio sempre alle orationi,
-& a digiuni intenta. Non vorrei pensaste che io vi scrivessi come una
-trassognata: hò anch'io letto la parte mia de scrittori Pagani et me
-ne pento, et ne chieggo perdono a Dio sopra tutte le colpe mie: non
-vorrei da che appresi la santa Croce haver mai letto altra cosa che
-la divina scrittura: vorrei haver mangiato questo sacro volume come
-per il profeta Iddio comandò: vorrei havermelo convertito in succo et
-in sangue, perche egli sarebbe stato come una lucerna a piedi miei, &
-havrei guidato ogni mia impresa secondo la parola d'Iddio, da quella
-sarei sempre stata pendente, quella m'havrei io tolto per mia guida,
-per scorta, & per tramontana, con quella mi sarei piu dottamente
-governata che forsi non hò fatto, ma meglio è tardi che mai; si che non
-vi maravigliate più per l'avenire, che lasciato habbi qualunque altra
-lettione, & data mi sia tutta alla verace Theologia: anzi vi essorto a
-far il medesimo c'ho fatto io; seguite (vi prego) le mie pedate, ne vel
-recate a vergogna, perche sia piu giovane di voi, fate vostro pensiero
-che la mia voce, con la quale vi invitto a si gloriosa impresa, sia
-voce celeste, & non terrena, persuadetevi che le mie parole sianvi
-dettate dalo Spirito Santo & non d'altrui. Ricordatevi di ciò che
-disse il beatissimo Girolamo, che l'ignoranza delle scritture si era
-l'ignoranza di Giesù Christo. Ricordative di ciò che disse il Salvator
-nostro: SCRUTAMINI SCRIPTURAS, ILLAE ENIM TESTIMONIUM PERHIBENT DE
-ME. cosi facendo, noi saperemo che cosa sia veramente Christo, & quel
-che egli habbi fatto per noi, & cosi l'ameremo con tutto il cuore, &
-amandolo il fruiremo insieme col padre, col figliuolo, & con lo spirito
-santo: amen. Di Vinegia.
-
-
-LUCRETIA MASIPPA ALLA S. CAMILLA MARCHESA PALAVICINA ET S. DI CORTE
-MAGGIORE.
-
-Quando mi fu data la nova che havevate partorito un bel figlio maschio,
-io ne sentì tanta allegrezza al cuore, quanta ne sentisse Diagora
-Rhodiotto, quando egli vide in un medesimo giorno coronare tre suoi
-figliuoli vincitori et spargerli addosso dalle piu alte finestre un
-nembo di vari fiori. Non sentì tanta gioia Philippide scrittor de
-Comedie, quando in un Poetico certame fuor di ogni speranza si trovò
-vincitore: direi liberamente d'haver superato di letitia Chilone
-Lacedemonio, quando egli vide ne giuochi Olimpici coronar il figliuolo.
-Di che mai havessero Policrata nobile Romana, & Marco Iuventio console,
-sel non fusse, che quelli di allegrezza morirno, et io son pur viva;
-benche mal viva mi senta, sendo privata della vostra gratiosissima
-conversatione; non potendo più udir la dolcissima favella, non veder le
-accorte maniere, non finalmente, con attentione contemplar le honorate
-vostre attioni: Iddio mi faccia gratia che vi rivega prima che io
-muoia; altrimenti morte mi fora pur troppo acerba & troppo dolorosa, ma
-non posso credere che non vi venga un'altra fiata desiderio di rivedere
-questa nostra inclita & gloriosa città di Vinegia, dove il male muore,
-& il bene si nodre & si cria. state sana insieme col vostro amatissimo
-consorte: le mie figlie riverentemente vi salutano. Di Vinegia alli X.
-di Novembre.
-
-
-CHIARA FEDERICI CONTESSA MARTINENGA A M. LELIA CANOSSA.
-
-Hò pur havuto il gran dolore, intendendo la morte di vostra madre, che
-fu a nostri tempi uno specchio di patientia, una norma d'honestà & una
-infallibil regola dell'honorato vivere. Deh quante volte hò io pregato
-Iddio che si come già si permesse & si acconsentì risuscitassero
-Aviola, L. Lamia, Corfidio, Gabieno, Tindareo, Hercole, Esopo, & altri
-molti, cosi ci fusse hora conceduto ch'ella tosto risuscitasse. Deh
-perche non posso io fare come si legge haver fatto .S. Cataldo che
-risuscitò la madre da cui era stato poco avanti partorito. se ciò
-potessi fare, so ben io certo che sin'a quest'hora non la desideraremo
-piu: ma sapete voi come l'è? ci bisogna haver patientia in tutto
-quello, che ne vien ordinato dalla divina potentia, & non dolersene,
-& non turbarsene punto: attendiamo a consolarci scambievolmente,
-imperoche mi sento di non haverne minor bisogno di voi: non altro:
-Iddio ci guardi da male. Di Brescia alli XXV. d'Agosto.
-
-
-MADDALENA BARATTIERA A M. LODOVICA CORNARISA.
-
-Non credo che alcuno di quelli, iquali finsero i poeti esser condennati
-alli supplitij infernali, senta tanta angoscia, quanta sente un'anima
-che sia presa di gelosia: l'affanno veramente delle figliuole di Danao,
-il tormento di Prometheo, l'afflittione di Sisipho, la molestia di
-Titio, il cordoglio di Theseo & di Isione è nulla, rispetto a quel
-che per gelosia si pate. questo vi dico io, perche ve ne guardiate,
-intendendo che siete assai vicina per intrare in questo inestricabil
-laberinto. Deh lasciate per vostra fe correre l'acqua all'ingiù &
-non vogliate rizzar le gambe a cani: tengo fermamente che se voi
-perseverate a cotesto modo, che diverrete la favola del volgo. Di
-Piacenza.
-
-
-FRANCESCHA TRIVULZA CONTESSA VEDOVA DELLA MIRANDOLA A M.
-
-Hò ricevuto le vostre lagrimose lettere, et m'è rincresciuto
-infinitamente che vostro figliuolo si porti tanto male con esso voi.
-Voi non siete però la prima, ne credo sarete l'ultima che riceva da
-figliuoli simili torti. Alphonso il primo Re di Portogallo, puose già
-la madre in prigione, sol perche tentò di rimaritarsi & non per alcuno
-difetto. Michele Calafatta imperadore spogliò la madre violentemente
-d'ogni giuridittione ch'essa possedeva: cosi fece Constantino figliuolo
-di Lione, verso la madre Irene et molto peggio di lui portossi anchora
-Tiberio Cesare. si che datevene pace, poi che di voi sola non è questa
-infelicità, dell'haver pessimi et ingratissimi figliuoli. Di Mantova
-alli XX. d'Agosto.
-
-
-ISABELLA BORROMEA TRIVULZA A M. F. N.
-
-Che vostro marito sendo huomo da bene, sia stato si mal trattato dalla
-sua Republica, non vi paia ciò strano poi che per il passato fecero
-molte fiate alcune Republice simili de trattamenti alli lor cittadini:
-li Atheniesi per ricompensa delli triomphi Maratonij puosero il buono
-Milciade in stretta prigione: la republica di Siracusa ammazzò con
-infinita rabbia Dione, per opera del quale, havea già ricuperata la
-desiderata libertà: li Atheniesi anchora scordatisi li molti beneficij
-dal giustissimo Aristide ricevuti, lo sbandeggiarno dalla città.
-Sofferite adunque in pace, & ringratiate Iddio d'ogni cosa ch'egli vi
-manda; imperoche noi spesse fiate giudichiamo male, quel che veramente
-è bene, & tall'hora bene, quel che è male. Iddio ci porghi lume di
-saper discernere il bene dal male, acciò non si cada precipitosamente
-in qualche errore, dal quale poscia rilevare non ci possiamo. Di Milano
-alli X. d'Agosto.
-
-
-IPPOLITA DI LAMPUGNANA A M. PHILIPPA SAGRATA.
-
-Mi piace stremamente della compra che voi havete fatto, perche cosi
-ci vedremo piu spesso, & goderenci senza disturbo: ma molto piu mi
-dispiace che nel comprar non havete usato quella equità che a voi si
-conveniva: l'è celebrato dalli antichi Ermete Egittio per esser stato
-si giusto, che non fu mai da veruno di giustitia avanzato: Sempre,
-per non peccare contra la ragione, comprava piu caro di quello che
-il venditore istimava: non intraverrà già, a voi, se a cotesto modo
-perseverate di fare, come intravenne di Aristide, il quale presso delli
-Atheniesi, per l'incorrotta sua giustitia meritò di havere il cognome
-di giusto: ma sia ogni cosa in nome d'Iddio, forse vi ravederete
-un giorno di questo errore, & lo emendarete, havendo compassione
-a que poveri pupilli a quali tal heredità si apparteneva. Da casal
-Pusterlengo alli XX. d'Agosto.
-
-
-CAMILLA SUSIA A M. BARBARA MOSTA.
-
-Intendo che alberga nelle vostre case un'Arabesco, tenuto (da chi sa
-giudicare) il piu scientiato huomo, che nato sia al mondo de molti
-anni in qua, al quale vorrei dimandaste d'onde nasca che a Locri et a
-Cotrone mai fusse pestilentia; perche non piovesse mai per alcun tempo
-nel cortile del tempio di Venere che si vedeva già in Papho: vorrei
-li dimandaste s'egli reputa vero ciò che di Hercole scrive Celio,
-cioè ch'egli havesse tre ordini de denti & donde questo procedesse, &
-cosi li dimanderete di Direptina figliuola di Mitridate, della quale
-leggo che dui ordini n'havesse: dimandategli perche havesse Aristomene
-Messenio il cuore tutto peloso: dimandategli donde avenisse che
-Antipatro Sidonio fusse ogni anno di febre infestato il giorno a punto
-ch'egli nacque: me ne farete di questo gran piacere, et avisatemene
-quanto più tosto potrete: se il mio dottor Susio fusse presso di me,
-non vi darei questo disturbo, perche egli mi sodisfarebbe: ma le Sirene
-di Vinegia insieme con un Cigno d'Aquileia con mio gran dispiacere lo
-tengono da me lontano.
-
-Dalla Mirandola.
-
-
-LUCRETIA AGNELLA A M. CATHERINA OLDRADA.
-
-Per le vostre lettere hò inteso dolcissima sorella, il desiderio che
-voi havreste di maritar vostra figlia col figliuolo de M. Achille
-Zenardo, & sopra di ciò richiedete con instanza il parer mio. Non mi
-conosco già io tale, che consigliar vi possa in si fatto caso, pur per
-quella santa amicitia che con esso noi dalla prima fanciullezza con
-scambievoli ufficij crebbe, io vi dirò quanto già intorno a simil fatto
-raccolsi dalli dolci ragionamenti del mio consorte piu fiate havuti in
-cotal materia, con M. Gioanni agnello, che fratello li fu, non so per
-natura, ma per animo anchora & per costumi. Se ben adunque le passate
-cose per la memoria vado rivolgendo, & più internamente considero il
-danno che ne risulta dalli accerbi matrimoni, da tal parentela per ogni
-modo vi asterrete: imperoche far debbonsi i matrimoni quando l'huomo è
-atto a generare, & la donna a concepire; altrimenti, liti & discordie
-per la casa tutta via s'odono: & sarebbe d'avertir diligentemente che
-sempre la matrimoniale Copula, in tal età si facesse, che li Padri
-potesseno a figliuoli sovvenire, et li figliuoli riferir le dovute
-gratie a padri loro: la qual cosa felicemente avverebbe se l'età
-paterna, da quella de figliuoli, fusse con giusta proportione distante.
-Tutti li antichi scrittori (per quanto intendo) che a me, da molte liti
-impedita, non fu mai lecito di volger sossopra di molte carte: vogliono
-che l'età della moglie & del marito, sia talmente proportionata, che da
-un medesimo tempo l'un cessi di generare, & l'altra di concepire, il
-che all'huomo avviene nel settuagesimo & alla donna nel cinquantesimo
-anno. Hò io certamente molte volte avvertito che quando in troppo
-giovinil età le persone si congiungono, rade volte a perfetta statura i
-parti loro pervenire, oltre che le fanciulle, per la debolezza de corpi
-spesso nel partorir muoiono, o vero con istrema fatica partoriscono:
-aggiungoli di piu, che le nozze alquanto tarde, dispongono le fanciulle
-a continenza & a le troppo acerbe disfrenata libidine son cagione. Ma
-voi mi potreste forsi addimandare quale è adunque la piu convenevol
-età: al che rispondo che l'età della femina è nelli dieci otto anni,
-& quella de maschi nelli trenta sei, percioche alhora i corpi hanno
-conseguito sommo vigore, & ad un medesimo tempo cessa d'ambidui il
-naturale ufficio. Qui per hora farò fine al mio scrivere, ma non lo
-farò se prima non vi aggiungo il tempo, che a savi parve piu commodo
-per la generatione, che sarà la vernata, & quando i venti Boreali
-spirano, & non mai quando li Australi soffiano: state sana che Dio
-prosperi li successi vostri, & a lieto fine sempre li conduchi. Da
-Carbonaruola alli XX. di Marzo.
-
-
-ISABELLA LONARDI CONTESSA DI MONTE L'ABBATE A M. MADDALENA PEVERELLA.
-
-Grande è stata l'allegrezza c'hò sentito intendendo che secondo il
-desiderio vostro, habbiate partorito un bellissimo figliuolo; per il
-che, prego di buon cuor Iddio lo faccia campar doppo voi, & voi, che lo
-partorite, imiti sempre nelle vostre piu honorate attioni. Hora non vi
-sarà piu lecito di gir a spasso come solevate fare, & se vorrete esser
-tenuta pietosa madre, vel converrà con le proprie mammelle lattare,
-& non gittarlo nell'altrui grembo, il che non fanno le piu nocevoli &
-dannose fiere c'habbia la Libia: vi converà avertire che le membra per
-l'innata tenerezza storte non divengano, & per il consiglio di Galeno
-sparger del sale fra le fascie, acciò che la pelle dura doventi, &
-resista alle esterne ingiurie; darli di piu à poco à poco alcuni soavi
-movimenti, per consumar la soverchia humidità de corpi. bisognerà anche
-por attentione che l'aumento del corpo suo per smoderata fatica non
-sia impedito, guardarlo dal vino sin'à più provetta età; assuefarlo
-destramente & al caldo & al gielo: isviarlo da lussuriosi spettacoli,
-da compagnie dissolute; et avezzarlo a dir sempre il vero di ciò che li
-viene richiesto. cosi sperava io di fare, se mai a Dio fusse piacciuto
-di far feconda la mia sterilità: & credo che agevolmente mi sarebbe
-ogni mio desio venuto ad effetto, solo specchiandosi i miei figliuoli
-nel essempio del mio amabile, & honorato consorte, ilquale, non sol
-Padre li sarebbe stato: ma ancho fedel precettore & diligente balio.
-Veramente se mi sono rallegrata che lo habbiate partorito al mondo;
-molto piu rallegrerommi vedendo per l'avenire che lo ripartorite a
-Christo, insegnandoli la vera pietà con la via dell'honore & della
-virtù; ne altro vi dico a questo appartenente; confidatami nella
-felicità del vostro ingegno, & nella maturità del senno. Di Vinegia
-alli X di Marzo.
-
-
-GIRONIMA CAVALLERIA A M.
-
-Se vi hò & detto & piu volte scritto che schiviate le male pratiche,
-non è ciò stato senza cagione: imperoche so quanto nuocer sappino le
-maligne persone, benche alle volte il contrario dimostrino: soglio
-io rassimiglia re questi tali al serpente, ilquale, anchora ch'egli
-sia di sua natura pestifero, mentre però si aggiaccia di freddo, si
-puo senza nocumento alcuno maneggiare & questo non perche egli non
-habbi in se stesso il solito veleno, ma sol perche non lo puo come ei
-vorrebbe mandar fuori. oh quanto male commetterebbesi da molti, se con
-l'animo rio havessero accompagnate simiglianti forze. Se io fussi nel
-grado che voi siete so che mi leverei dalla conversatione di alcuni,
-nati sol al mondo, per malignare: ma a questi tristi & malvagi huomini
-hoggidi non ci si avvertisce, per esservene forse troppo gran copia
-in ogni luogo: si come non siamo ne anche soliti di maravigliarci
-per vedere un albero, la dove le folte & alte selve a tutte l'hore si
-scorgono: attendiamo sorella mia a ben vivere lasciandoci guidare dalla
-ragione; & non sol a far quello che il fallace senso et l'altrui male
-persuasioni v'invitano: non vogliamo per cagione alcuna commettere che
-l'altrui pratica ci renda infami & vitiosi (come essi sono) ci faccia
-reputare, la vita nostra diceva gia un savio Philosopho è simile alle
-favole; che publicamente si recitano, delle quali non si considera
-quanto lunghe ò brevi sieno, ma sol quanto sieno ben recitate: altre
-cose occorrerebbomi di dirvi in questo proposito; ma me ne rimango
-sperando tosto di rivedervi: tra tanto state sana. Di Vinegia.
-
-
-APOLLONIA ROVELLA ALLA S. ISABELLA SFORZA.
-
-Le acerbe querele che voi fate delle tribulationi che tutto 'l giorno
-vi pioveno sopra del capo, mi fanno dubitare che l'altezza del vostro
-nobilissimo cuore, non si sia alquanto piegata et piu molle di quel che
-l'era divenuta: quasi S. che non sappiate non altro esser la vita del
-Christiano, che una perpetua croce, & pessimo segno esser per quelli
-che senza croce a questo mondo viveno? questo è veramente il triompho
-di Giesu Salvatore dell'humana generatione. per il mezzo della croce
-vinse egli il mondo, superò Sathanasso, & distrusse l'inferno a noi
-insegnando che caminar ci bisognava per la via d'essa croce. Soleva
-dir il gran Demetrio che la vita perpetuamente tranquilla et quieta
-senza veruna incursione di fortuna era simile al mar morto. Se siete
-quella valorosa donna qual v'hò sempre giudicata, fate mi vedere che li
-incommodi della fortuna non vi commovino, ne vi pertubino punto. siete
-pur hormai tanto assuefatta alle asprezze di questo mondo che niuna
-cosa (quanto calamitosa ch'ella sia,) vi doverebbe esser piu molesta ò
-dura. Se la grandine che sopra de tetti cadde, salta di qua & la con
-grande strepito: ma il piu delle volte senza nocumento d'essi tetti,
-perche dovemo pensare che li insulti della fortuna possino atterrar
-l'animo di una donna istimata tanto savia? Se havete insegnato alli
-altri con i vostri dolci componimenti come tranquillar debbano l'animo
-perche non usate per voi quella istessa medicina? l'animo del savio
-è simile a raggi del Sole, liquati benche la terra tocchino, sono
-però sempre in quell'istesso luogo d'onde n'uscirono: non vi lasciate
-adunque si vanamente perturbare; ma consolative nel S. Dio. Di Vinegia
-alli XII. d'Agosto.
-
-
-LA CONTESSA ISABELLA DE LUNA AFFAITA ALLA S. CLARA VISMARA.
-
-L'è vero che io mi rallegro molto quando alli amici miei succedono
-le cose secondo il voto loro: non posso però fare che alle volte io
-non tema, che si come la smoderata fecondità amazza et soffoca molte
-fiate gli alberi & le viti, che cosi la troppo lieta fortuna non ci
-distrugga, & sciocchi non ci faccia del tutto divenire: sempre piu
-nocque la prosperità che l'adversità. Si come il vetro quanto piu
-risplende tanto piu dimostra la sua fragilità, cosi la fortuna quanto
-piu l'è splendida, tanto è men durabile & maggior rovina ci minaccia:
-di questo v'hò io voluto avvisare; perche non v'insuperbiate, & non
-facciate come molti fanno, liquali dalla smoderata felicità si lasciano
-talmente accecare che par loro d'esser fatti eterni, ne piu conoscono i
-vecchi amici, ne credeno che mai piu lor habbi da mancar cosa veruna.
-oh Dio quanto sono questi fuori del buon senno: quanto dimostrano
-d'haver poca cognitione della instabilità delle cose humane, oh quanto
-mal considerano questi tali, le sue instabili & volubili attioni non
-per altro fu dalli antichi pittori dipinta la fortuna sopra d'una
-rotonda pietra che per dimostrarci quanto la sia volubile: ne per altro
-disse quel Terentiano O FORTUNA UT UNQUAM ES PERPETUO BONA? che per
-farci diffidenti & per non lasciarci riposar in lei, ma in sol Iddio,
-ilquale non si muta mai; ma stabilissimo rimane: non altro. Iddio vi
-guardi. Di Cremona alli X. d'Aprile.
-
-
-ISABELLA SFORZA ALLA S. FULVIA COLONNA.
-
-Vi hò molte volte & per lettere et con la viva voce essortata al studio
-delle sacre dottrine: & per quanto m'è rifferito havete incominciato a
-dargli diligentemente opera (vi prego) a perseverare senza stanchezza ò
-satietà dimostrare: imperoche la sacra Theologia è di tal qualità che
-s'ella profondamente non scenda alle piu secrete parti del cuore, la
-non vi fa sentire il frutto che di lei coglier si suole: ne vi offenda
-il vederla stratiata & da vani intelletti variamente esposta & spesso
-con danno dell'anime nostre, imperoche questo è vitio & mancamento del
-giudicio & de l'intelletto et non della sacra scrittura a quella guisa
-che veggiamo molte cose drittissime, poste nell'acqua, rappresentarsi
-storte & di altra forma che veramente non sono: attendete a caminar
-(come intendo che fate) contentandovi della dolcezza & della
-consolatione che la virtu di sua natura porge senza cercarne gloria ò
-fama imperoche si come l'ombra al nostro dispetto ne segue & accompagna
-cosi la gloria seguita la virtu anchora ch'ella se ne fugga: dico
-anchora di piu che si come l'ombra alcuna fiata precede & alcuna fiata
-ne viene doppo le spalle, cosi ad alcuni subitamente gli ne segue la
-fama doppo l'haver operato virtuosamente et ad altri indugia fin doppo
-la morte certa cosa è però che quanto piu dalla lunga ella se ne viene,
-tanto maggiore è solita essere. Deh perche non mi è lecito di esservi
-piu vicina per accendermi tutta via piu alla virtu: ma chi sa forse
-che un giorno mi sarà conceduto fra tanto vivete lieta & amatime. Di
-Milano.
-
-
-CELESTINA SEREGNA A M. GIULIA DEL BORGO.
-
-Non vi hò piu per tempo scritto per il gran cordoglio c'ho sentito
-nella morte del mio pappagallo, dal quale, ero piu amata, che non
-fu mai Hermia dal suo caro delphino, piu che Argis dall'oca, piu che
-Glauce Citarista dal suo montone, piu che Amphiloco dall'amantissimo
-gallo. Se io fussi morta prima di lui, credo fermamente, ch'egli
-sarebbe di dolor morto, si come fece quella gratissima aquila poi
-ch'ella vide abrusciar il corpo della Virginella che allevata l'haveva:
-hora che il mio dolore è alquanto sminuito, io scrivo a parte a parte
-della vostra che mi fu gratissima: & per la prima cosa pregovi a
-confermare, et stabilire l'animo vostro con la ragione & non con false
-opinioni: i buoni marinari quando preveggono la tempesta, fermano la
-nave con le anchore non compiacete punto all'ira poi che ella suole
-per la smoderata indulgentia sempre piu esasperarsi. Si come per
-il parer d'Hippocrate quel morbo suol esser pericoloso molto che fa
-sovente cangiar volto all'infermo: cosi fra tutti i mali che sogliono
-infestar li animi nostri non ci è il piu dannoso dell'ira; facendone
-di maniera mutar viso, voce, & andatura che paremo in tutto diversi
-da quel che da prima solevano essere. Se le nodrici sogliono dire a
-piangenti fanciulli non piangere & haverai quanto desideri, perche non
-diciamo parimente noi all'animo commosso & alterato non gridare, non ti
-affrettare & con maggior commodità conseguirai quanto desideri. vorrei
-che volentieri comportassi che la ragione togliesse di mano all'ira la
-vendetta. Quanto al desiderio che voi havresti di punire chi vi offende
-si attrocemente, io vi ricordo che li castighi dar si deveno quando
-l'animo è ben quieto, accioche poi sforzati non siamo di punir altrui,
-quando l'animo habbiamo alterato & mal disposto: ne altro mi occorre a
-dirvi. Di Milano.
-
-
-GIROLAMA CAVALLERIA A M. DIANA SCARAMPA.
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-Gran dispiacere è stato il mio intendendo dell'amara discordia nata
-novellamente tra vostri fratelli, allaqual cosa, dovereste voi tosto
-soccorrere con la vostra senil prudentia & pensar che si come le
-macchie tosto levar si debbono, perche nel soggetto drappo altamente
-non si profondino a tal che poscia levar non si possino senza molta
-fatica & senza danno del luogo dove elle cadero: cosi le fraterne
-dissensioni doversi mitigare, prima che partorischino malevoglienza
-et amaro odio. l'è troppo brutta cosa che un fratello habbisi a
-male l'esaltatione dell'altro: si doverebbe imitar la bilancia, la
-quale, quando una parte si leva in alto, l'altra senza molestia &
-senza gridore alcuno cede, & si deprime, ne fa alcuna resistenza.
-Siano benedetti per tanto Castore & Polluce, liquali tanto si amarno
-che fra di loro divisero l'immortalità: siano benedetti Hercole &
-Iphiclo, Apollo et Diana che si dolcemente sempre si abbracciarno, ne
-mai fu tra loro alcuna picciola ombra di rancore. Affaticative quanto
-piu tosto potete, per che si riuniscano queste divise anime, dalla
-qual divisione, ne veggo nascere infamia, dishonore, calunnia & gran
-giattura di facultà. Dal canto mio vi prometto non mancare di provedere
-perche di un fuscello non se ne faccia un grosso trave: state sana, che
-Iddio sia la guardia vostra. Di Vinegia alli XX. di Gennaio.
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-LAURA CONFALONIERA A M. GIULIA ROZZONA.
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-Non so se io debba admettere questa vostra scusa di non poter ne
-scrivere, ne visitar gli amici per esser carica de figliuoli. deh che
-fareste voi se havessi venti come hebbe Euticha? che fareste voi se
-ne havessi cento, come leggo haver havuto Combe Calcidica, donde poi
-ne nacque il proverbio. TANQUAM CALCIDICE PEPERIT NOBIS UXOR: Niobe
-figliuola di Tantalo n'hebbe quatordici ben strani & malvagi: ne perciò
-rimaneva di esser ufficiosa verso gli amici. Io non accetto questa
-scusa: ma in qualche modo mi vendicherò di questa vostra negligentia se
-non con altro, almeno con pertinace silentio. Di Piacenza.
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-CORNELIA PICCOL'HUOMINI CONTESSA DI ALIFFE A M. LELIA SCARAMPA.
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-Antonio, vostro fratel cugino, fu l'altro giorno a visitarmi & doppo
-molti ragionamenti insieme familiarmente havuti mi disse ch'eravate in
-grand'affanno, per la pestilentissima lingua di alcuni scellerati, che
-vi laceravano la buona fama qual con tanto sudore acquistato vi havete,
-& con acuti morsi vi trafiggevano il cuore; & che di questo, non ve ne
-potevate dar pace in modo alcuno: Io mi maraviglio grandemente di voi,
-che si leggiermente, rimagniate offesa: ma se non sofferite con forte
-animo le parole de nemici vostri, come sofferirete voi i fatti? quasi
-che sia cosa moderna il ritrovar che si diletti di morder altrui? & di
-qual cosa prega con maggior vehementia il profeta David, salvo che di
-esser liberato dalle labra inique, & dalla lingua dolosa? Ho io sempre
-creduto che maggior danno si senti dal lusingheuol amico, che dal
-feroce et mordace nemico, soleva il S. mio padre rassmigliar le persone
-virtuose che da niuna infamia macchiar si possono, a quell'herba detta
-Adianthon, laquale, anchora che ben si bagni et nell'acqua tutta si
-sommerga, sempre però par che secca et arida sia: Assuefate (vi prego)
-gli orecchi a ricever simil veleno, et non piu vi nuocerà che si
-nuocesse gia a Mitridate ricevendo per bocca essendoci da fanciullo
-avezzo. Attendete pur a guardarvi prudentemente (come fin'hora havete
-fatto) & poi lasciateli sfogare questo lor insanabil morbo, ilquale
-a voi non nuocerà punto. nuocerà bene a lor stessi facendoli scoprir
-l'innata lor malignità. Ringraziate Iddio che a cotesto modo vi si
-dia materia di esercitare la patientia vostra, laquale per si fatti
-modi si raffina & illustre doventa. Avviene veramente alle persone
-afflitte, come veggiamo avenir al zaffrano et al fien Greco, lequali
-quanto piu son calpestrati, tanto piu facilmente fioriscono & mostrano
-la lor bellezza. Voi havete pel passato et nella vostra piu giovenil
-età, tolerato con istrema patientia tante ingiurie della fortuna
-fatte, tanti duri incommodi, & hora per si lieve cosa v'attristate, vi
-sgomentate, & non volete con voi stessa pace? mi parete fatta simile
-alla Murena, laquale con noderoso bastone uccider a fatica si po' et
-uccidesi poi agevolmente con la lieve ferula: non ha potuto piegar
-la grandezza del vostro animo, non ha potuto scemare, ne indebolir
-la fortezza del vostro petto la morte di tre fratelli, che furono di
-Scipione, di Annibale, et di Leonida assai piu valorosi: non vi ha pur
-un tantino sbigottito la morte d'un figliuolo, che avanzava di bellezza
-l'Adone di Venere: & hora vi po' contristare una parola detta (per
-aventura) da soverchio caldo di vino? Deh acchetativi sorella mia (se
-punto mi amate) poiche da queste male lingue niuno guardar si puote:
-elle travagliorno sempre i buoni, trafisser Christo Re del cielo, non
-sol quando tra peccatori conversò, ma anche poi ch'egli fu confitto
-sul legno della croce. Siavi la morte di Christo in luogo di quella
-virtuosa Panace c'ha rimedio efficace contra tutti i mali; & qui fo
-termine al scriver mio, scongiurandovi per quella altezza di animo,
-che gia tanto in voi per passato ammirai et ammiro tuttavia, vogliate
-generosamente por i piedi su queste frivole ciancie, nelle quali ne la
-giustificatione, ne la condennagion vostra consiste: state lieta. Di
-Napoli alli XX. d'Agosto.
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-MARTA VIDASCA A M. AGATA FERRERA.
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-Volesse Iddio che le ingiurie che dette vi furono l'altro giorno
-da vostro cognato, facessero in voi di quelle operationi che fece
-la ferita di colui che uccider volle il Tessalo Prometheo; so che
-l'istoria vi è nota, ne accade ripeterla; & chi sa che quelle villanie
-non vi sieno una salutevole ammonitione perche vi guardiate se in voi è
-vitio alcuno da correggere et da emendare? Telepho, perche non haveva
-amici, fu costretto ricevere la salute dell'inimico: cosi intraviene
-a noi quando non habbiamo liberi amici, che ci dichino la verità sul
-viso; siamo sforzati udirci rinfacciare li difetti dalli nemici: ma
-noi doveremo veramente fare come egli fece, ilquale non abadò a colui
-di cui era l'hasta, ma sol la salute che sporta l'era per il mezo
-dell'hasta: se l'è vero ciò ch'egli vi disse di male, fate di maniera
-che piu non lo possa dir con verità: se l'è bugia, fate vostro conto
-ch'egli non habbi detto a voi, poi che in voi non è cio che egli vi
-rinfaccia: consolative adunque & ricorrete sempre a Dio nelle vostre
-tribulationi: sia l'oratione il vostro rifugio, sia la prora, sia la
-poppa, sia l'anchora della vostra fluttuante navicella. oh se sapeste
-quanta forza ella habbi; vi fermareste, tutta, tutta, ne suoi giusti
-presidij & per virtu de lo spirito, conoscereste che ella ha tanta
-forza ch'ella pò mutare i fermi proponimenti d'Iddio, pur che sia fatta
-con humiltà, il che ne dettero ad intender li dottori Ebrei, dicendo
-che chi ha da far oratione, deve star in luogo basso & non punto
-alto, il che conferma parimente la divina scrittura dicendo ORATIO
-HUMILIANTIS SE PENETRAT NUBES ne piu oltre mi stendo a favellarvi di
-cotal materia, Iddio vi doni fortezza. Da Trento alli XV. d'Aprile.
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-LA MARCHESA MALASPINA NICELLA A M. FLAVIA NEGRA.
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-Tre partiti mi sono hor hora capitati alle mani per vostra figlia (s'è
-pur siete disposta di volerla come mi diceste maritare:) l'uno è non
-meno ricco che gia si fusse Crasso ilquale poteva nodrire delle sue
-annuali rendite una legione, ma l'è furioso piu di Clomede: l'altro
-è bello a par di Nireo, et similmente povero come Iro. Il terzo è
-piu brutto di Esopo Phrigio, savio però & astuto quanto mai ve ne
-fusse alcun'altro. Ulisse sarebbe nulla, comparato con esso lui:
-eleggete hora qual piu vi piace, perche farò andar avanti la prattica
-& in brieve spatio di tempo con il mezzo della S. Emilia Rangona la
-conchiuderò: state sana. Di Piacenza alli: XX. di Gennaio.
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-ALUVIGIA CAROLEA A M. LIVIA BENCIA.
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-Mi dimandaste alli di passati per vostre lettere d'onde avvenuto
-sia che alcuni Philosophi habbino scritta ogni cosa esser di acqua
-composta, & Pindaro nobile poeta habbi nel suo poema scritto che ottima
-cosa sia l'acqua: credo io fermamente che la virtu che nell'acque
-in diversi luoghi si ritrova, sia stata cagione di fargli cotal cosa
-scrivere. sono veramente sopra ogni fede gli effetti che noi veggiamo
-dalle acque uscire. soviemmi d'haver letto, che l'acque Suvessane,
-toglievano la sterilità delle femine, & insieme la pazzia dal capo a
-gli huomini. Hò letto che nell'Isola Enaria con l'acqua si guarisse
-chiunque pate il male della pietra. Vicino di Roma le acque dette
-Albule, risanano le ferite: il lago Amphione, toglie le vitiligini:
-Cidno fiume della Cilicia, medica la podagra. Ho letto d'un fonte
-posto fra Napoli & Pozzuolo, che medica gli occhi infermi: le acque
-che sono nelle paludi d'Ariete; fanno stremamente indurar le unghie de
-giumenti. Ecci anchora un fonte a Cerome, che fa divenire le pecore
-negre, & un'altro detto Mele, che le fa doventar bianche. Chiunque
-beve del fonte di Arcadia chiamato Clitorio, incontanente li viene
-il vino in odio: chi beve del fonte Zizico, si spoglia subitamente
-d'ogni amore, che altrui porta il fiume Lico presso di Leontini, è di
-tal proprietà che chi ne beve doppo tre giorni muore. Infiniti altri
-& miracolosi effetti delle acque si veggono: liquai non sol ci possono
-far credere quel che Pindaro n'ha scritto: ma cio che anchora Empedocle
-n'ha detto: altro circa questo per hora non vi saprei che dire, ne piu
-altamente vinta dalla debolezza del mio ingegno vi saprei philosophare:
-state sana & lieta, ne abbandonate per alcun tempo li incominciati
-studi, acciò veggiamo di voi, tosto uscire li desiderati & lungamente
-aspettati frutti. Di Pausilippo: alli XII. d'Aprile.
-
-La Contessa di Nola, mia S. vi saluta.
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-
-LUCIETTA SORANZA A M. LUCRETIA MASIPPA.
-
-L'altro giorno mi vennero (per lor gratia) a visitare alcune honorate
-Madonne, lequali molto di voi si dolsero per havervi udito biasimare
-le donne litterate, & che quando udite che alcuna donna habbi composto
-qualche bella opera, ve ne ridete, ne fate scherno et ne pigliate
-giambo, ne vi si puo per alcun modo persuadere che ciò sia vero.
-Credereste piu agevolmente la natura della Chimera, & del Tragelafo
-anzi che le femine possino esser dotte: poverella voi chi v'ha posto
-in capo si strana opinione? adunque crederete non esser vero che una
-femina detta per nome Carmenta fusse quella che ritrovò le lettere?
-& pur questo confessano tutti li antichi istorici. Se adunque le
-lettere sono inventione delle Donne: perche vi dispiace che le donne
-con ogni studio ci attendino? Adunque non potrete voi credere che
-Polla Argentaria moglie di Lucano scrivesse della guerra di Cesare
-& di Pompeio, scrivesse dieci libri di selve, scrivesse Saturniali,
-scrivesse dell'incendio di Roma, dell'incendio di Troia, & della
-calamità di Priamo? Adunque crederemo che Claudia moglie di Statio
-dottissima non fusse? adunque mosse dalla vostra falsa openione non
-crederemo che Corrina la Tebana facesse cinque libri de Epigrammi et
-cinque fiate superasse Pindaro tenuto il prencipe de poeti Lirici?
-Saranno favole per voi le cose memorabili che si raccontano della
-dottrina, di Pamphila, di Damophila, di Sosipatra, di Carisena, &
-di Istrina Reina de Scithi: laquale, per il testimonio di Erodoto,
-insegnò al figliuolo detto Sile, lettere Greche? ma lasciamo stare le
-antiche Donne: diciamo de le moderne. havete voi inteso della dottrina
-rara delle figliuole del Moro Inglese, & delle Bilibalde figliuole di
-Bilibaldo Alemanno? havete considerato mai con attentione che poesia
-sia quella ch'esce della poetica fantasia della Reina di Navara, della
-S. Laura Terracina, della S. Violante Sanseverina, dalla S. Genevra
-Villa fuora, della S. Emilta Angosciola, et della nostra virtuosa M.
-Giulia Ferreta? havete voi mai letto il libro della vera Tranquillità
-che ne dette gli anni passati la dotta penna della S. Isabella Sforza?
-Vorrei leggeste le faconde prose della S. Princessa Anna Estense, et
-della sua creata Olimpia morata; io vi supplico a non lasciarvi piu
-di bocca uscir si fatte parole per quanto vi è caro l'honore. oh se
-ciò sapessero tante & tante grandi & valorose donne, lequali, lasciato
-l'ago, poste si sono alli studi, vi lacerarebbono con Iambi piu che
-Anacreontici et con satire piu mordaci che non sono quelle di Persio
-& di Giuvenale. fate a mio modo, (che da madre vi consiglio,) datevi
-anchora voi alle buone lettere, perche non ci è altra via di ricuperare
-i nostri primi honori, & la nostra vecchia reputatione: non ci è il
-miglior modo per fuggir la tirannia de gli huomini, & per guardarsi
-da le lor insidie, che di riccorrere alli santi studi delle dottrine &
-divine et humane. Vi ho voluto avisare di questi rumori che sparsero le
-parole che alli di passati diceste alla presentia di alcune forastiere,
-dove si ritrovò similmente il vostro M. Ortensio, & di voi stranamente
-si scandalizò, & m'hebbe a dire che s'egli creduto havesse che ciò
-dicessi di buon cuore che piu non vi voleva come era di suo solito ne
-amare, ne riverire. hor pensate da voi stessa, quanta perdita sarebbe
-questa: state adunque in voi raccolta, & se aviene che alla presenza
-vostra piu di cotai cose si favelli, parlatene altrimenti di quel che
-fatto havete per il passato overo per mio consiglio tacerete. Di Villa:
-alli X. d'Agosto. baciate da parte mia le vostre belle figlie.
-
-
-LA CONTESSA DI NOLA A M. FLAVIA BORGHESE.
-
-Per quanto intendo, tutto'l male che è avenuto a M. Clara, è
-proceduto dall'ira vostra: la colpa è adunque di voi stessa, se danno
-sostenuto havete ne casi vostri veramente si come i fanciulli sovente
-si feriscono mentre altri vogliono ferire, per l'inesperienza che
-hanno delle arme, cosi l'ira spesse fiate nuoce a noi stessi, mentre
-cerchiamo d'offender altrui. non dovevate gia voi si leggiermente
-credere che M. Priamo vi havesse ingiuriato, perche si come soliti non
-siamo di credere alle prime novelle che ci vengono ò liete, ò triste
-ch'elle sieno: cosi non dovemo subitamente credere a quello che ne
-persuade l'ira nostra: ma devesi differir la fede ch'ella desidera
-per alcun giorno. Si come per la nebbia i corpi, cosi per il sdegno
-le cose ci paiono sempre maggiori di quel che sono. perdonatemi se
-vi dispiaccio cotai cose dicendovi: non dovevate voi mai correre si
-impetuosamente alla vendetta come fatto havete. si suole da savi far
-il contrario nel vendicarsi, di quel che si fa de cibi nel mangiarli.
-niuno mangia salvo quando ha fame, ma la vendetta non si deve usare,
-salvo quando non se n'ha voglia di farla, perche non accenda troppo.
-temo io grandimenti che questa vostra strabocchevole & quasi perpetua
-ira non vi travagli, & conturbi la desiata quiete a quella guisa, che
-noi veggiamo l'assidua tosse conquassar il corpo. Se io circa questo
-potrò in qualche cosa giovarvi, non pretermetterò cosa veruna a fare
-(pur che sappia che vi risulti a utile, & a piacere) ne aspetterò
-giamai che l'opera mia mi sia da veruno richiesta: state sana, &
-amatime. Da Pusilipo alli XIII. di Marzo.
-
-
-CATHERINA DELLI OLDRA A M. CLORIDA N.
-
-Mi scrivete per l'ultime vostre, che portate grande invidia alla S.
-Tirinthia per haver piu belle gioie, & piu belle vesti di voi. di che
-non posso io fare che non vi riprenda facendovi sapere che si come non
-è alcuno miglior marinaio (ò nocchiero che vogliamo dire) per haver
-piu bella & meglio armata nave: cosi non è miglior donna alcuna per
-haver piu ricche gioie ò piu vaghi monili; non è la fortuna splendida
-quella che ci fa risguardevoli al mondo; ma l'è la virtù et l'honestà
-non finta et simulata, ma sincera & pura: laquale suol lungamente
-durare, la onde le cose false stano picciolo tempo in un medesimo
-stato: soviemmi di haver già letto qualmente una molto savia & prudente
-Donna tacitamente schernì una femina Campana superba per molti pretiosi
-ornamenti mostrandoli alcuni suoi figliuoletti virtuosi & ben creati
-& dicendoli; questi, Donna, sono le mie gioie & li miei piu belli
-adobamenti. Habbiate invidia a chi piu di voi si mostra & in effetti,
-& in parole, amica dell'honore, & della verace gloria: bisogna stimar
-la persona non da quello ch'ella possiede, ma da quel che è veramente
-suo: le ricchezze non sono propiamente nostre, ma sono della fortuna,
-& per questo le veggiamo sovente volte esposte alle predatrici mani
-hor de vincitori soldati, & hor de rapacissimi Tiranni. Questo è pur
-troppo publico errore cercare con infinito studio, & con infinita
-sollicitudine gli ornamenti esterni, & delli interni non curarsi punto.
-ben hà gli occhi di ferro chi non piange tanta nostra cecità. Hor per
-conchiudervela in poche parole, scacciatevi dal petto questi vani &
-fanciulleschi desiderij, & aspirate hormai di buon cuore all'eterna
-gloria, caminate contra la generale opinione delli Idioti & fate come
-veggiamo far le stelle, le quali vanno per un viaggio contrario al
-mondo, & questo vi basti per una semplice ammonitione: Dio da mal vi
-guardi et vi consoli di quanto honestamente desiderar si puote. Da
-Chiavena de Grisoni alli XXV. d'Agosto.
-
-
-LUCRETIA GONZAGA A MADAMA LIVIA PASETTA.
-
-Hò ricevuto il ritratto di vostra madre che mi havete mandato:
-veramente non credo che ne Phidia, ne Zeusi, ne Polignoto, ne Timante
-l'havessero potuto ritrar piu del naturale; parmi che solamente il
-fiato li manchi: hora vel rimando & pregovi insieme à voler caminare
-come ella caminò sempre di virtu in virtu senza mai esser colpevole
-di alcun picciolo maleficio, ò pur darne un tantino di sospetto:
-studiate (vi prego) di rassimigliarli nelle qualità dell'animo, come
-le rassimigliaste nelle qualità corporali: non furono instituite
-l'arti del pignere, & del scolpire per altro che per eccitarci anzi
-per infiammarci il cuore alla imitatione di quelli, la cui pittura ò
-vero statua contempliamo. soleva dir un valoroso capitano che le statue
-rizzate per testimonianza delli altrui gloriosi fatti, li toglievano
-il sonno, ne lo lasciavano dormire, sentendo sempre nell'animo
-acutissimi stimoli che lo pungevano et lo trafiggevano perche simile
-a quelli divenisse: faccia Iddio che il ritratto della virtuosissima
-vostra madre faccia questo medesimo effetto in voi, & tal vi faccia
-tosto doventare, qual vi desideriamo, et voi commossi ne havete ad
-aspettarvi. nostro .S. lungamente vi conservi in sanità & del continuo
-di bene in meglio vi faccia prosperare. Dalla Fratta alli XXV. di
-Gennaio.
-
-
-LA CONTESSA DI SCANDIANO A M. FAUSTINA GIOIELA.
-
-Vorrei esser molto piu faconda che non sono, per consolarvi della
-tribulatione, qual sentite per haver un figliuolo mutolo, ma perche
-prattica non siete del mondo, ne molte storie letto havete, vi date
-forsi ad intendere, che sol vostro figliuolo sia caduto per ira del
-cielo, in questa strana sciagura, & questo vi accresce l'affanno &
-vi raddoppia il cordoglio, siete veramente ingannata se cio credete.
-n'hò io veduti le migliaia, et pur vecchia non sono: hò letto anchora
-che mutolo fusse Q. Pedio nipote di Q. Pedio consolare, per il che
-Messala giudicò ch'egli si dovesse instruire nella pittura: ma chi
-sa che vostro figliuolo non si risani un giorno? parerebbevi si gran
-cosa? Narra Erodoto & doppo lui Gellio nelle sue chiare notti che Atys
-figliuolo di Creso, veggendo correre un soldato impetuosamente per
-uccidergli il padre, fatto un gran sforzo gridò ò soldato, non ammazzar
-Creso. Hò parimenti letto come Egle Athleta veggendosi apertamente
-ingannare ruppe con violenza que forti legami che li tenevano impedita
-& legata la lingua, & ispeditamente dimostrò che a torto riceveva
-inganno. Sovviemmi anchora d'haver letto come Zoè moglie di Nicostrato
-martire, per una infirmità che le sopravenne, stette sette anni mutola
-& finalmente fu dal beatissimo Sebastiano ottimamente curata: & chi sa
-che simil cosa non li accaggia? TARDE NON FUR GIAMAI GRATIE DIVINE.
-non vi diffidate voi della bontà d'Iddio perche non se li possono
-raccorciar le braccia della pietà: fidatevi in lui, & egli quando tempo
-li parerà vi consolerà non sol di temporale, ma di eterna consolatione.
-Da Scandiano, alli III. d'Ottobre.
-
-
-POLISSENA RANGONA A M. LELIA VISMARA.
-
-Parerebbemi ben fatto che vi partissi di Villa, et ne venissi ad
-habitar alla città, perche intendo che il possente Re di Francia se
-ne viene in Italia con piu numeroso esercito che non hebbero Tigrane
-Re di Armenia, Radagaso Re de Gotti, et che non hebbero ne Xerse ne
-Seleuco, et hà seco huomini si bellicosi quanto mai havesse Cleomene,
-Pirro, Timoleone, Leonida, & Themistocle. mi è stato di piu rifferito,
-esservi molti & molti nel suo esercito, li quali di fortezza di corpo
-oltre l'esser esperti nell'arte militare non cederebbono a Cacco, a
-Milone, ad Erillo, & a Monico. paiono veramente a vederli di lontano
-tanti Poliphemi, tanti Enceladi, tanti Tiphei, & tanti Cromedonti: non
-so come questi Spagnuoli lor potranno star a petto, li quali paiommi
-in comparatione loro di statura simili al Nano di M. Antonio detto
-Sisipho, il quale era minore de dui piedi: & a quel picciol Canopa
-ch'era in delitie a Giulia nipote di Augusto lungo dui piedi & un
-palmo. Iddio ci aiuti & ne difenda dal gallico furore, ne ci lasci più
-vedere, quelle tante rovine che nell'Italia fecero pel passato & Iddio
-da mal vi guardi. Da Carpaneto alli VI. d'Aprile.
-
-
-ISABELLA SFORZA A M. ISABETTA CASTIGLIONA CONFALONERA.
-
-Mi dimandate la cagione perch'io non vada questa quaresima ad alcuna
-predica: la cagione si è, perche tutti questi nostri predicatori mi
-paiono non predicatori, & ministri della parola d'Iddio, ma istrioni
-certamente parerrebbemi di commettere minor peccato andando a vedere
-i giuochi Circensi, ò li Nemei se hora si usassero, che ad udir questi
-parabolani che ci contano i lor sogni con le lor cabalistiche fittioni,
-et lasciano star i sacri misteri della scrittura: mal influsso per
-certo è stato il nostro questa quaresima; ma chi sa forse che l'anno
-che viene, saremo ristorati. Iddio lo faccia, ne ci lasci per sua
-infinita bontà mancare il pane Evangelico, ne chi ce lo ministri con
-perfetto zelo.
-
-Di casa nostra, alli VIII. Di Febraio.
-
-
-GIULIA LUZAGA A M. PAULA LUZAGA CAVAGLIERA S.
-
-Grandissima maraviglia m'hò preso intendendo quanto con poca patientia
-comportate che il cavaglier Pompilio, vostro carissimo consorte si sia
-partito di Vinegia, per veder Baruti, Damasco, Cipri, & il glorioso
-Sepolcro di Giesù: ma perche tanto mi tribolate voi? Sarà cagione
-questo viaggio di farlo anchora piu prudente ch'egli non è. pervenne
-Ulisse in quella maravigliosa prudentia & singolar accortezza per la
-lunga peregrinatione: ne li seppe dar Homero, il quale anch'esso molto
-peregrinando si dotto & si sagace divenne, maggior loda, che dire
-ch'egli veduto havesse molti paesi et molti vari costumi d'huomini,
-impararno già alcuni ad essere hospitali, per haver havuto lontani da
-casa loro, spesse volte bisogno dell'altrui hospitio imparerà di piu a
-sofferire de molti disagi, & cosi diverrà piu forte & piu gagliardo.
-l'era pur una gran vergogna che un si fatto cavagliere consumasse il
-fiore degli anni suoi tra Brescia & Manerbio, ne mai altro spettacolo
-li venesse davanti agli occhi, che vedere le spadoloncie cantare &
-saltare a guisa di pazzo: potrestemi forse dire non tanto mi doglio
-dell'absentia sua quanto che mi doglio de maritimi pericoli: temo
-non li venga voglia di passar Scilla & Caribdi, che sogliano sorbir
-le navi insieme con i passaggieri per li assidui concorsi de marini
-flutti: temo non li venga voglia di passare Malea (il promontorio
-della Laconia) pieno de scogli, il quale tra passando in mare, piu
-di cinquanta miglia, rende pericolosa molto quella navigatione:
-tutte le volte (direte per aventura) che mi sovviene del Caphareo
-quell'altissimo monte di Euboia, dove tanti & tanti già fecero
-irrecuperabil naufragio sono sforzata a tremar dal capo a piedi: cosi
-faccio quando mi sovviene delle Sirti hoggidi chiamate le Secche di
-Barberia che temiate .S. Paula mia non mi maraviglio punto, perche
-chi ama (come voi fate) hà giusta cagione di temere: ma dovereste
-pur persuadervi che essendo vostro marito amico d'Iddio, & essendo
-sempre vissuto da buon Christiano: ch'egli debba anchora haverne cura
-& difenderlo da monstri & terrestri & aquattici & dall'ira del mare,
-& dall'insidie de malvagi huomini: state sana. Da Manerbo, alli IX.
-d'Agosto.
-
-
-CATHERINA BONVISI A LUCIA DA CA MAIORE.
-
-Io ti hò posto Lucia alli servigi della .S. Lucretia da Este S. di
-Correggio, la quale di cortesia et di discretione credo che avanzi
-tutte l'altre Signore, non sol di Lombardia, ma di Thoscana: fammi
-(ti prego) honore servendola diligentemente: perche cosi facendo farai
-anchora utile a te stessa: l'ufficio tuo non sarà di una sol cosa, ma
-converatti far il pane, il bucato & aitar alla cucina, operar di tal
-maniera, che non paia alle lombarde le quali volentieri per la lor
-morbidezza uccellano le donne Toscane che siamo pastrocchie, & perche
-alquanto smemorata ti conosco, ne ti ricorderai delle usanze et del
-stile c'hai appreso in casa Bonvisi, ti voglio far alcuni ricordi: mi
-trema certo il cuore nel seno, che tu non ci facci qualche vergogna:
-per l'amor d'Iddio, fa di sorte, che tu non sii tenuta una petegola,
-buona da lavar cenci & non ad altro, & io sia giudicata femina di poco
-giudicio. fa che i tuoi bucati sieno fatti con ogni studio con ogni
-diligentia, & che non eschino piu sudici di quello che ne mastelli
-entrarono: pigliarai tre ò quattro camiscie per volta, et poralle
-nel rano tepido et chiaro, & col sapone sciacqueralle molto bene
-di roverscio: fatto che haverai questo; pigliarai tutte insieme que
-drappi che separatamente havrai lavati nel rano tepido; & li porrai in
-un gran mastello di rano ben bollente; ne haverai rispetto a logorar
-sapone, perche n'hanno facilmente copia grande, per la via di Genova,
-et di Vinegia. sovengati che se tu voi far bei bucati di lavare le
-camiscie separatamente dalle lenzuola, & le tovaglie similmente & i
-tovagliuoli, siano apartatamente lavati dall'altre cose. pon nella
-lisciva qualche poco di rasa di pino, & qualche foglie di alloro, per
-farli odoriferi: & sopra'l tutto avvertisci di non far bucato nel far
-della Luna: usa anchora non minor diligentia nel far del pane, ponci un
-poco di sale, & fa ch'egli sia ben fermentato che questo è precetto di
-Galeno: se la vernata troppo s'indugiasse a levare scalda il capezzale
-della piu minuta piuma che tu habbi et cuoprilo, et se vorrai che il
-lievito tosto anch'esso si lievi, porragli dentro una pietra molto ben
-infocata, ò vero un teschio caldo di sopra porrai: alla cucina fa che
-sii parimente netta, polita & sollecita, ne si trovi immunditia nelle
-cose che maneggierai: avanti che ti parti fammi motto, perche ti darò
-la ricetta di far una polvere che netta il peltro & fallo risplender al
-par dell'ariento: state sana. Da Forli.
-
-
-PORTIA MELITA A M. GENEVRA ZIA HONORANDA.
-
-Signora Zia vi faccio sapere per questa mia qualmente io sono in
-tanto affanno che se soccorsa non sono dal vostro potentissimo aiuto,
-mi voglio dare morte con la mia mano, et di me stessa voglio divenir
-micidiale. Mia madre s'è disposta di volermi maritare ad un'huomo losco
-più di Philippo Macedone anzi (per dir meglio) ceco piu che Tiresia
-et piu che Antipatro: ha costui la pancia per Idropisia più grande,
-che non haveva Metrodoro philosopho & compagno dell'Epicuro: li colano
-del continuo gli occhi, quasi ch'egli sia un'Aristodemo, uno Eurito, &
-un novo Oratio: l'è piu zoppo di Damone, & di Androclida: Scilinguato
-piu che Batto et piu che M. Fundo. L'è furioso & maniaco assai
-piu di Aiace, di Pisandro, manda poi dal corpo un'odore di maggior
-schifezza che non era quello di Ruffino, di Gorgonio, & di Euripide,
-ne vi si po riparare ne col Nardino unguento ne col Malobrato, ne con
-il Narcissino: non si po spegnere questo suo maligno fetore con il
-calamo odorato, con l'Amomo, col Balsamo, col Telino, col Megalio, ò
-col Susino unguento: oltre che l'è pazzo piu di Corebo figliuolo di
-Migdone: hor vedete un poco a che partito mi ritruovo. Io non faccio
-mai altro che piangere & stracciarmi le treccie: parvi S. Zia che
-tal huomo mi si convenga essendo io servita et vagheggiata da tanti
-gratiosi & belli cavaglieri che fariano parer brutti Nireo, Narciso,
-Amaraco, Ippolito, & Hila? certo se non gli lo dissuadete a fatto a
-fatto, io mi impicherò per la gola, mi gitterò nel pozzo, mi segherò
-le vene: ò che me ne fuggirò di la dalli Sauromati: voglio piu tosto
-(per conchiuderla in poche parole) menar mia vita in chiasso, che
-unirmi con questo horribilissimo mostro, m'havete inteso, provedetegli,
-provedetegli, se punto vi cale dell'honore & della salute della vostra
-cara nipotina. Di Roma alli III. d'Aprile.
-
-
-APOLLONIA ROVELLA A M. LEONORA DA VERTEMA.
-
-Alli di passati, io vi scrissi due mie, d'un medesimo tenore,
-pregandovi, volessi transferirvi a Vinegia, dove havevamo un
-predicatore, dotato di tutte quelle eccellentie che desiderar si
-possono in huomo di tal professione: interpreta & spiana le scritture
-si santamente quanto Chrisostomo, si acutamente quanto faccia Origene,
-si dottamente quanto Basilio, & con tanta devotione quanto faccia
-il devoto Bernardo: non hà nel suo parlare quelle affettate delitie
-che in molti moderni si vegono, & è di piu lingue ornato, che non fu
-mai Mitridate, per la qual cosa, egli ci da da veri & propri fonti,
-tutto quel che noi desideriamo di sapere: l'è mirabile nell'insegnare,
-gratioso nel persuadere, & potentissimo nell'esortare. Non credo
-si trovasse mai, da che nacque Christo, il piu fedel dispensatore
-de divini misteri: la voce sua è simile a quella di un Cigno; &
-l'eloquentia varia secondo, che la materia richiede, alle volte l'è
-piu severa che non è quella di Gregorio Nazianzieno, & alle volte
-ancho parmi dolce & temperata al par di Cipriano: egli non storce le
-scritture, non interpreta malignamente, ne con passione alcuna, ma
-con gran candore et purità si come conviensi alla pietà christiana
-che nella sua venerabil fronte a tutte l'hore si scorge: non è gonfio,
-non è pettoruto, non sputa parole sesquipedali, non si vendica spirito
-di profetia, usa parcamente le allegorie conoscendo per il lor mezo,
-non potersi efficacemente insegnar i dogmi della fede, la qual cosa
-principalmente intende di voler fare; ne in quelle, è violento, come
-da alcuni si nota S. Girolamo: ma nelle allusioni è quasi al pare di
-Ambrosio: l'è stupendo nelle amplificationi, salendo sempre dalle cose
-inferiori, alle superiori: li essordij suoi, ò vero i themi son sempre
-tolti dal centro della scrittura, & non dalli altrui sogni & strane
-chimere, & li pronuncia con decoro gesto & con si grata maniera move
-le pallide labra, che mi par di veder quell'antico Roscio da M. Tullio
-si valorosamente difeso, si che venite, & venite tosto, se volete udir
-un'huomo che insegna che diletta, & insieme commove maravigliosamente
-li affetti nostri. vi prometto, se verrete, oltre l'utilità grande,
-che dal predicatore potrete riportare, darvi di piu la conversatione
-della moglie dell'Ambasciator di Mantova, & di quella dell'Ambasciator
-d'Urbino, l'una è tenuta l'honor di Pesaro, & l'altra, la gloria di
-Modona: non restate adunque di venire (se mi amate) che non mi potreste
-far cosa piu grata, non sol a me, ma anche al mio carissimo consorte.
-Di Vinegia alli III. di Febraio.
-
-
-EMILIA RANGONA CONTESSA DI SARMATO ALLA .S. HIPPOLITA BORROMEA.
-
-Domani (sel vi pare) anderemo a confessarci; cosi restamo alli giorni
-passati in conclusione (se ben vi ramentate) & vi faccio sapere,
-che hò fatto elettione d'un confessore, che ne saperà ottimamente
-pascer l'animo del pane evangelico: egli non è di quelli piu curiosi
-a investigar l'altrui vita, che diligenti in ammendar la loro: non
-è di quelli, che vi rendono la conscientia scrupolosa & perturbata:
-l'è di tanta autorita della chiesa ornato, quanta bastar puote senza
-haver ricorso ne a Vescovo, ne a Legato: l'è tanto taciturno che non
-si havrà da temere, ch'ei vada rivelando i fatti nostri, l'è tanto
-commodo & adagiato de beni temporali, chel non accaderà temere, che
-tutto'l giorno ti mandi a chieder delle torte, ne che ci vuoti con
-ingordi fiaschi le cantine nostre. l'è tanto accostumato che non si
-haverà da dubitare che con suoi ragionamenti contamini, & ammorbi
-le semplici fanciulle: l'è si vago della sollicitudine, che non cel
-vedremo con nostro rossore, tutto'l giorno davanti a gli occhi: l'è si
-discreto, chel non ci porrà in disperatione: l'è si compassionevole
-alla fragilita humana: ch'egli havrà pietà de nostri falli: l'è
-tanto esperto nelle sacre dottrine, che meglio di ogni altro saperà
-discernere tra lepra et lepra: l'è si devoto & verso d'Iddio fedele,
-che facilmente ci potrà impetrar la remission de peccati. resta sol
-che talmente preparate vi andiamo, che una sol volta ci basti, senza
-piu ritornar da capo: confessiamoci adunque senza hippocrisia & con
-fermo pensiero, che la confessione che si fa a Dio, purghi i peccati;
-& quella che si fa a gli huomini, n'insegni in qual maniera si purghino
-& scancelar si possino fra tanto state contrita & dolente, insieme con
-esso meco, del tempo, da noi si malamente dispensato: & della poca
-carità che n'habbiamo al prossimo nostro. Di Piacenza alli XXV. di
-Marzo.
-
-
-GIULIA FERRETA A M. FLAMINIA ZOBOLA.
-
-Mi è stato rifferito da persona, a cui piu credo che non fo all'oracolo
-di Delpho: che a contemplatione d'un certo goffo venutoci novamente
-dall'aratro, havete lasciato la musica della quale tanto già vi
-delettavate: deh che strana voglia & che maninconico pensiero è stato
-il vostro di abbandonar la musica tanto necessaria alle Republiche
-che piacque ad Aristotile darla alla gioventu Greca per suo peculiare
-studio: et il divino Platone tanto già la stimò, che con la mutatione
-della musica, pensò mutarsi insieme i costumi & le usanze (quantunque
-invecchiate) delle città: è possibile che l'essempio di David, il quale
-per virtù della musica raffrenava il maligno spirito di Saul, non vi
-habbi ritenuta? è possibile che il scorno che n'hebbe publicamente
-Temistocle di non saperne, non vi habbi fatto ravedere del pessimo
-consiglio che v'era dato? Adunque siete stata si sciocca, si fuor
-di voi stessa che rifiutato habbiate quel che la santissima Chiesa
-d'Iddio non sol non rifiuta, ma honora et abbraccia? Adunque siete
-stata si priva di giudicio che non vi siate avveduta esser la musica
-atta ad eccitar lo spirito, rallegrar il cuore, & infiammar l'animo
-alle valorose imprese: conoscendo il divino Ambrogio (quel dottor
-irrefragabile) di quanto frutto fusse, l'introdusse nella sua chiesa,
-per rasserenar i cuori di quei che afflisse già l'impietà di Arrio: &
-che farete voi quando per l'avenir vi abbatterete fra tante et tante
-signore che studiose ne sono? vi potrete star a raccontar delle favole
-con qualche rancida vegliarda, o che vi potrete star su le finestre
-à far la civetta, et che honor vi serà il star ociosa tratenendosi
-l'altre pari vostre in si honesto esercitio? deh ritornate (vi prego)
-alla santa musica altrimenti crederemo che qualche spirito fanatico
-v'habbi disorganizata, & in voi non sia piu armonia, ma ogni cosa
-lite & contraversia. state sana, che Iddio sia la guardia vostra, & vi
-conservi da male persuasioni. Di Vinegia alli X. di Settembre.
-
-
-CATHERINA VISCONTE CONTESSA DI COMPIANO A LAMPRIDIA BELLAIA S.
-
-Hò inteso figliuola mia, che vi volete far monaca: Io non so se mi
-vi debba riprender, ò pur se debbo lodare questo vostro pensiero:
-riprendendolo, et per mia cagione non essequendo voi, quanto nell'animo
-dissegnato già v'havete: io temo che da qualche novo Canone, io
-non fussi condennata à farmi monaca per voi: non oso ne anche di
-approvarlo, veggendo c'hoggidi si faccia ne monisteri delle suore
-si poco profitto nelle cose spirituali: poche nel vero, ne veggo io
-mortificate, poche ne veggo che vaghe non sieno delle secolaresche
-prattiche, et che non putino dal capo a piedi di sensualità con
-gli occhi al secolo rivolti; mai, ò di rado me ne vado a monisteri
-che non vegga i lor parlatoi & le lor grade piene di tante parole,
-che tante non ne hà un mercato, a tale, che chi vol sapere qualche
-cosa di novo, vada alle suore: ivi si saperà quanto tempo sia che
-il prete Giane dell'India non giacque con la sua moglie, ivi si
-saprà se Vinitiani armeranno quest'anno: se il Papa farà de molti
-Cardinali: se i Protestanti verranno al concilio: se li Svizzari
-fanno dieta: presso delle suore si contrattano i matrimoni delle
-malavviate femine & i divortij de non concordevoli mariti: se tu
-figliuola mia anderai nell'ordine minore, non potrai forse sofferir
-quella tanta mendicità alla quale, con infinita hippocrisia a fatica
-riparar si puote: nell'altre suore intrando, temo d'altri accidenti,
-come sarebbe della superstitione, & delle molte fattioni che fra
-loro sono non sapendo adunque che dirti, restami sol che a Dio ti
-accomandi, a quello ricorrerai tu per consiglio, à quello haverai
-refugio & da lui chiederai agiuto, imperoche l'è pieno di eterna
-sapienza, & di veracissimo amore verso noi cattivelli sempre abondò;
-ma se pur avviene che monaca ti facci, disponti al tutto di morir al
-mondo, di ammazzar le concupiscenze, di crucifiger la carne tua, di
-sottoporre all'altrui volere, il voler tuo, di soggiogar gli appetiti
-alla ragione, di ricever Christo nel cuor per tuo legitimo sposo & a
-quel mai non mancare ne di fede, ne di amore; haver fissi nel petto
-& ne gli occhi suoi santi precetti. Ricordati di quell'oracolo de
-lo Spirito Santo detto alla fedel anima. AUDI FILIA ET VIDE, INCLINA
-AUREM TUAM ET OBLIVISCERE, POPULUM TUUM ET DOMUM PATRIS TUE. questo è
-il vero monacarsi, governarsi secondo la parola d'Iddio, reggersi per
-quell'istesso spirito; dalla volunta d'Iddio sempre mai pendente stare
-morir con Christo & con esso lui per vivace fede resuscitare. Piu oltre
-per hora non mi diffondo: prego Giesù t'inspiri & illumini a far sempre
-cosa, che sia all'honor suo & a salute vostra. Dal Seno alli XXVI. di
-Maggio.
-
-
-DINA CONTESSA D'ARCO ET BARONESSA DI MADRUCCIO A M. CLARA VALERIANA S.
-
-Antonio Ricardo, mi hà parlato a lungo da parte vostra, & hammi
-diffusamente narrato, in quanto bisogno siete per la malignità di
-tempi, & per l'iniquità de malvagi giudici, Iddio sa quanto de casi
-vostri internamente mi doglio, sa il medesimo come mi sento gli
-affanni vostri dentro al cuor mio, ne mancherò io mai di soccorrervi
-& favorirvi in quanto si stenderanno le forze mie; & dogliomi ch'elle
-sieno si deboli come le sono: opportuna cosa nondimeno mi pare, di
-pregarvi a sofferire piu pacientemente di quel, che fate la poverta
-vostra laquale, volendola io diffinire (come in vero si deveria) altro
-non è che una penuria de fragili & de caduchi beni causatrice (per cosi
-dire) di vita quieta & a tutti i buoni desiderabile. Sappiate M. Clara
-mia che per il mezzo di questa beata povertà, non si temono le minaccie
-del mondo, ne li acuti dardi della fortuna: folmini pur il cielo quanto
-sa: caggiano baleni et tuoni piu che non ne cadddero mai in Flegra:
-scuoti la rabbiosa furia de venti il mondo a suo piacere, inondino i
-fecondi campi le assidue pioggie: rompansi i fiumi, sorgan per tutto le
-tumultuose guerre: lievinsi crudeli Pirrati et i violenti rubbatori,
-che sempre la povertà lieta si vedrà & ogni spaventevol cosa prenderà
-a giuoco: la povertà non nocque mai alle buone menti, cosi spero non
-debba nuocer a voi: la povertà dall'oracolo di Apollo, sotto persona
-di Aglao Sophidio povero possessore d'un picciol campo fu preferita
-alli thesori di Gige, fu cagione la povertà che molti si risanassero da
-gravi morbi et alli piu gratiosi studi volgessero l'animo: di questa
-santa povertà, tanto gia dilettosi Diogene che fece altrui libero
-dono di tutte le sue ricchezze, et piu li piacque d'habitar in una
-versatil botte, che ne reali palagi, & piu tosto contentossi mangiar
-delle lattuche selvagge, con le proprie mani lavate, che di adular al
-tiranno: di questa invaghitosi Xenocrate, contentossi di possedere un
-picciol orto: la medesima non dispiacque punto a Democrito (anzi fu
-cagione che donasse ciò che possedeva) la non fu odiosa ad Anasagora,
-poi che abbracciatola non si curò di si ampio patrimonio come egli
-havea; della poverità delettatosi Amicla, povero nocchiero, non hebbe
-timore d'udir alla sua porta a mezza notte la voce di Cesare temuta
-dalli piu superbi Re c'havesse l'Oriente: considerate (vi supplico)
-carissima sorella in quanto affanno vivono sempre li possessori delle
-ricchezze: se risguardano il cielo, & veggano qualche nuvoletta,
-temeno incontanente, che il ciel non rovini, & non si guastino i
-seminati: se vento alcuno soffia temeno che gli alberi non caggiano a
-terra, se qualche incendio si eccita, tremano di paura, che i fenili,
-ò pagliai non rimanghino dalla vorace fiamma consumati: credetelo a
-me, che la povertà pacientemente tolerata, è un bene non conosciuto:
-l'è una felicità incomparabile, so quel ch'io dico, io non erro, ne
-vaneggio punto: contentative sorella di esser povera perche cosi non
-temerete che il rapace soldato rubbi i vostri grassi armenti, non
-temerete l'invidia delli amici, le astutie de ladroni, le insidie de
-parenti; & i cittadineschi tumulti: non vi attristate se povera siete:
-ma conformative con la volontà d'Iddio, non vi sbigottite per essa.
-ne vi paia di viso brutta, anzi fateveli all'incontro animosamente:
-io vi ho proposto per vostra consolatione alcuni essempi tolti dalle
-attioni delli huomini: molto piu n'havrei potuto togliere dalle
-donne troppo grandi disprezzatrici de thesori, ma questo honore per
-hora m'è piacciuto di far a gl'huomini per l'amor che porto al mio
-baron Madruccio di cui non nacque mai il piu leale, ne il maggiore
-osservatore delle leggi matrimoniali. Da Teno alli V. di Marzo.
-
-
-LUCRETIA MARTINENGA CONTESSA DI PORCILIA ALLA S. LAURA GONZAGA TRIVULZA.
-
-Se mai hebbe il mio cuore alcuna grata nova, l'hebbe intendendo che di
-legittimo matrimonio con nobilissimo cavagliere congiunta vi eravate.
-Hor l'allegrezza per tal effetto nel centro delle midolle conceputa,
-parmi convenevol cosa che almen per lettere, (poi che con la presentia
-non mi è conceduto) ve la dimostri & iscuopra: ne questo però si faccia
-senza darvi alcuni savi precetti et utili avisi alla Economia di vostra
-nobil casa appartenenti: ne veramente dubito che non vi facciano di
-mestieri, essendo voi si giovinetta, & gran famiglia bisognandovi con
-la prudentia vostra governare: vi farà certo bisogno di maturo senno
-in questa vostra giovenil età non potendovi riposare nella diligentia
-dell'honorata vostra suocera havendo ella (si come da piu persone
-intendo) deliberato di ritrarsi dal mondo, & unirsi tutta con Christo:
-a voi adunque toccherà tutto'l peso, (salvo se non voleste forse che le
-facultà vostre divenisser preda de rapaci ministri) dicovi adunque per
-la prima cosa, fra molte, che ve n'hò da dire, che vogliate & amare &
-honorare di perfetto cuore il vostro sposo, & non simulatamente come
-hoggidi molte fanno, siate a punto verso di lui, come è l'Eliotropio
-verso il Sole, ilquale sempre risguarda in quella parte, dove egli
-riluce, & se quel si nasconde per qualche nuvola, ritira a se il suo
-bel fiore: compiaceteli sempre in ogni honesta cosa vezzeggiatelo
-del continuo; state sempre lieta nel suo cospetto svolgendo l'animo
-& i pensieri vostri in quella parte dove piu inclinato lo vedrete.
-siavi in memoria la virtu & humiltà di Sarra, che chiamava il marito
-Abraam per suo signore: spesso vi occorrerà ammonir et riprender
-alcuno de vostri famigliari, fate che le vostre riprensioni siano
-tali, che chi s'ha da emendar, le possa agevolmente sofferire, ne
-sol attenderete al vitio, ma a colui altresi, il cui vitio cercate di
-voler correggere: essaminando diligentemente la natura sua: sogliono
-i dotti scrittori rasimigliar le ammonitioni all'elleboro, il quale
-quantunque di sua natura efficace sia, si vieta però da medici che non
-si dia ne a vecchi, ne a deboli, ne a fanciulli; devensi nondimeno con
-tal vehementia riprendere i transgressori che bastevol sia a sanar il
-vitio: dovrete anchora attendere quanto piu potrete perche la discordia
-non si alligni nella vostra casa, & non vi ponga le sue pestifere
-radici, lequai con difficultà si sbarbano, poi che piantate una volta
-vi sono: & questo facilmente vi averrà se di una medesima natione sarà
-tutta la famiglia vostra, trovansi nel vero alcune nationi tra quali è
-piu natural discordia che non è fra la vite e il cavolo, fra la Quercia
-& l'Olivo, fra l'Aquila e il Cigno, fra la Cornacchia & la Civetta, fra
-il Corbo & l'Avoltoio: a me non piacque mai il consiglio di Catone,
-che buono fusse il tener la famiglia fra se discordevole, perche non
-conspiri & non congiuri ne danni de padroni: essortovi di piu a far
-che le vostre damigelle non si dimestichino molto co servidori: so
-quel ch'io dico, & so quanto per l'amore si disvijno dalli servigi
-nostri, & parimenti quanto il loro amore, a nostra infamia ci risulti:
-non mi piace ne anche, che tutto'l tempo consumino in far reticelle,
-punti sfillati, albanesi, a stora, incrocciati, & d'altra sorte. Certo
-Signora, se io fussi come voi siete, porrei nella minor sala, due paia
-di telai: & vorrei che la casa mia fusse la piu abondevole di tutte
-l'altre, di lenzuola, di tornaletti, di sciugamani, di tovaglie, di
-tovagliuoli, di grembiali, & di fregacapi. Voi direte (per aventura)
-che io sono una Brescianaccia nemica delle attilature, & sol attendente
-alle cose utili, & al far masseritia. certa cosa è Signora Laura che io
-non posso, ne voglio mentire, che l'utile sempre piu mi piacque che il
-diletto, non mi ci sento però di tal sorte inchinata, che la cortesia
-et gentilezza n'escluda: vorrei sempre havere un gran forciero pieno
-di camise, di cuffie, di moccichini, & di calcetti per donar a poveri
-servidori. Ditemi per vostra fe quante signore troverete hoggidi per
-Italia, che con verità vantarsi possino di haver mai donato ad alcun
-servitor tanto di tela, che si potesse fasciar un dito? & poi vogliamo
-che sieno ne nostri servigi fedeli, & amorevoli, et diligenti? Dannosi
-ad intender alcune signore che la verace cortesia consista in donare
-a pomposi cavaglieri; ma ben mostrano questi tali, di non saper le
-conditioni della liberalità, lequai sono di donare à chi bisogna
-& quanto bisogna. Vi essorto anchora (se dell'honor vi cale) a non
-fare come, che una signora di questo mondo far odo laquale da molta
-avaritia mossa, vuole che senza veruna pausa, giorno & notte le sue
-donne lavorino, et con istremo sudore il pane si guadagnino: parvi che
-questa sia opera di donna che meriti di esser chiamata Illustre? a me
-mi par cosa d'ingorda Arpia. Confortovi ad honorare ogn'uno et quelli
-ispetialmente che con molto sudore hanno conseguito fama & nome di
-virtuoso: non vi piaccia giamai di imitare il costume di una Signora
-novamente defonta, laquale havendo forastieri nelle sue case albergati;
-niuno pensiero si dava perche stessero agiati, sol attendeva che a
-se stessa non mancasse cosa veruna, & per se voleva sempre qualche
-particolare intingolo, & privato manicaretto: per se stessa voleva
-tutti gli avantaggi, ne si recava a vergogna, ma ad honore, che la
-sua tavola non fusse uniforme: parvi che ella intendesse compitamente
-la regola della cortesia et della perfetta creanza? L'è molto facil
-cosa figliuola mia l'introdurre in casa un forastiero, ma non è poi si
-facile il saperlo gratiosamente tratenere, & honoratamente trattare: si
-doverebbe far ogni sforzo per riverire i virtuosi, anzi che i ricchi,
-& honorarli con perseveranza et con giudicio, senza mai mostrar alcun
-rincrescimento overo rinfacciarli la cortesia che se li usa; & donde
-credete voi che naschino hoggidi al mondo tanti ingrati? nascono perche
-non sappiamo noi collocare come si deverebbe i benefici; non sappiamo
-perseverare in esser cortesi. Per tre giorni siamo ferventissimi, & ce
-li vogliamo porre nel cuore & stampar nell'anima, poscia divegniamo
-freddi piu che la gelata. Il far cortesia è simile al giuoco de la
-palla, laquale spesso cade a terra, ne si pò ne ricevere, ne rimandare
-per difetto di chi prima la mandò. facciamo adunque la cortesia
-compiutamente senza rinfacciar i fatti benefici & forse troveremo
-qualche gratitudine in questo nostro guasto mondo. ricordative anchora
-di esser nelle conversationi delle parti vostre, mansueta, benigna,
-& humile: percioche l'humiltà si è il fondamento di tutte le virtu:
-date luogo a tutte, cedete a qualunque vaga si mostra de primi luoghi:
-bastivi che la modestia vostra vi faccia rilucere ovunque andate:
-guardatevi per quanto vi è caro l'honore, di non imitare alcune donne
-che l'anno passato per precedentia s'hebbero a tirar per le treccie.
-Non vi curerete ne anche per mio consiglio di molto pompeggiare: sia
-l'habito vostro pieno di leggiadra honestà: quante n'ho io a miei
-giorni conosciuto, lequali sol con l'habito mal disegnato, & peggio
-concertato, davano aperto inditio d'haver il capo sventato et pieno
-de grilli: non vi consiglio a caricarvi d'oro, anzi vi conforto a non
-portarne punto; poi che tutti i savi Cabalistici affermano ch'egli sia
-di maligno influsso: Contentatevi (per mio giudicio) d'un bel vezzo
-di perle orientali al collo, di qualche bel corallo per le braccia
-& d'un bel Smeraldino ò grato Diamante per le dita: non approvo il
-costume di sposarsi le orecchie (quantunque molto usitato sia) per
-esser tal usanza venuta da Barbari costumi: non porrete sul vostro
-bel viso cosa veruna c'habbi corpo: ma contentatevi di semplice acqua
-di fontana, o di fior di fava, cosi farete fare alle vostre donzelle,
-delle quali vi conforto ad haverne quella cura che havreste di voi,
-non favoreggiandone alcuna particularmente piu dell'altre, per esser
-cosa di molto sospetto & di mal essempio: altri ricordi vi potrei
-dare, ma non voglio per hora esservi piu prolissa: sol questo vi
-vo dire prima che conchiuda l'amorevole mia lettera: che sopra ogni
-cosa vi ingegniate di tener compagnia savia & honesta: imperoche tal
-sarete tenuta, qual sarà la compagnia che voi havrete. State lieta
-& conservative in sanità, perche tosto veggiamo di voi li desiderati
-frutti. Di Porcilia alli X. di Febraio.
-
-
-LUCRETIA MARTINENGA CONTESSA BECCARIA A M. LUCISTELLA DAL POZZO.
-
-Ho risaputo da Cecilia vostra carissima Zia, che havete determinato di
-volervi maritare (mal grado de quanti parenti vi ritrovate havere) se
-ben dovete togliere il piu vil furfante che vegga il Sole: ò pazzarella
-dove ne havete il senno? siete voi di voi stessa uscita? imparate prima
-a conoscervi bene, il che è potissima parte di vera sapienza, & poscia
-diretemi (sel vi pare) di esser donna d'haver marito? saprete voi
-conservare in casa stando quel che il marito guadagnerà fuor di casa
-andando? che questo è uno de principali ufficij della buona madre di
-famiglia? saprete voi discretamente comandare a servidori & allevare i
-figliuoli come alle buone madri si conviene? Io temo grandemente (per
-dirvi hora il tutto) senza tenervi alcuna cosa celata che voi sarete
-di quelle, che vituperano il sesso nostro, & lo fanno alli huomini
-per la lor dappocaggine abhominevole. Deh fate a mio modo, imparate
-prima la modestia, la discrettione, & la vigilantia, imperoche alle
-padrone di casa conviensi sempre esser le prime che la mattina si
-levino, & l'ultime che si corchino: pensate (vi prego) meglio a fatti
-vostri, & non vogliate (come le bestie fanno) movervi solamente alle
-cose presenti, non risguardando le future, non vogliate per un poco
-di prurito di minor dolcezza di quella che sovente ne causa la rogna
-porvi a rischio di menar perpetuamente mala vita, & farvi schiava
-dell'intemperanza maschile. vi paio forsi nell'ammonirvi troppo dura
-& aspra: date la colpa a voi stessa, poscia che sempre foste di si
-adormentato intelletto, che ne per ammonitioni, ne per gridi, ne per
-minaccie mai vi potei svegliare da si profondo sonno: date la colpa a
-vostri maligni affetti, liquali a guisa del morbo regio vi fanno parer
-amaro il mele. Di Pavia.
-
-
-HIPPOLITA MARCHESA P. SANSEVERINA A M. CALANDRA GARIBOLDI.
-
-La vergogna, & la taciturnità, che furono sempre due spetiali virtu
-della donna, risplenderono gia grandemente in voi, mentre nelle nostre
-contrade famigliarmente conversaste: & hora (se il vero m'è rifferito)
-sono in voi del tutto spente: odo che siete fatta baldanzosa, loquace,
-& unica seminatrice di discordie sopra tutte le femine del vostro
-vicinato. Ah sorella, non sapete voi, che i buoni costumi, sono la
-nostra vera dote, et il nostro vero ornamento non lo scrive questo
-Sophocle nelle sue Tragedie? certamente si come nella febbre, l'haver
-buona lingua, è gran segno di salute, cosi nelle donne è segno di
-grande honestà: frenatela adunque, & ricordatevi che non senza gran
-misterio, natura la circondò di due ripari, cioè di labra, & di denti:
-l'è nel corpo la lingua come nella nave il temone: fu la sfrenata
-lingua spesso cagione de molti mali: per il che gran virtu fu giudicato
-il saperli per debito modo: l'è pur grande infelicità la nostra,
-poi che il Sole, la Luna le stelle, il mare, la terra, gli alberi,
-l'herbe, l'api, le formiche, & le conchilie possono antivedere le
-future tempeste: & che sol l'huomo non antivegga i danni grandi che
-la licentiosa lingua lor si spesso procura; fate (vi prego) come far
-sogliono i dotti marinai, & li esperti contadini, prevedete la rovina,
-nella quale siete per cadere se non chiudete la lingua fra denti; il
-che, tosto fareste se poneste misura all'infinita vostra cupidigia;
-non havesti invidia a chi ha maggior fortuna di voi: dovereste pur
-sapere, che nelle picciole cose stessi sempre maggior quiete, non
-voglio esacerbar piu questa mia ammonitione, havendovi di cio piu volte
-bastevolmente ammonita, & non volendo ci intravenisse, come veggiamo
-intravenire ad alcune salutifere medicine, lequali per l'assiduo uso
-perdono la virtu. Di chiavenna nostra giuriditione.
-
-
-LUCRETIA PICINARDA CROTTA A CINTHIA VANNINI.
-
-Tu mi scrivi figliuola carissima come se io dotta fussi al par di
-quella Leontia, c'hebbe ardire di scrivere contra Teophrasto et
-vorresti da me sapere, (per quanto dalle tue lettere intendo) onde
-nasca che la femina sia dalli antichi scrittori reputata piu imperfetta
-del maschio. Per qual rispetto si soglia dire, che levata ò spenta
-che sia la lucerna, tutte le femine sieno d'un'animo et d'un volere.
-Per qual cagione i Romani ci vietassero il vino, perche fusse l'Amore
-depinto con l'ali: perche naschi la barba a quelle donne, che in Caria
-fanno l'ufficio de sacerdoti, & cosi chi mosse Phidia a pingere Venere,
-sopra di una testuggine: Alle presenti questioni per hora risponderoti
-il meglio che saprò, & quanto alla prima richiesta dicoti, che si
-reputò la femina piu imperfetta per cagione dell'innata frigidità,
-che in lei si vede, all'altra dimanda dico haver ciò ritrovato gli
-huomini, per una pura malignità volendo tacitamente significare, che
-se la vergogna non ci ritenesse saremo tutte macchiate di una pece, &
-pur ne mentono: Negaronci il vino i Romani, non perche riputassero nel
-vino albergare la lussuria; il che però da Paulo s'afferma, ma perche
-fussimo men animose, & meno ardite nel resistere alla loro iniqua
-tirannide; Fu dipinto l'Amore con l'ali, perche intendessimo che gli
-animi delli amanti facilmente s'inalzano, & spesso da vana speranza
-gonfiati. Nasce la barba alle Sacerdotesse di Caria, perche sia un
-certo segno della lor divinante natura: dipinse Phidia Venere sopra
-della Testuggine, per insegnare alle donne maritate che debbono starsi
-in casa: ho risposto alle tue dimande quanto piu brevemente per me s'è
-potuto: se non sei pienamente sodisfatta, perdona all'imperfettione
-dell'intelletto. Di Cremona, alli X. d'Agosto.
-
-
-AGNESA DI BESTA A M. FLAVIA ROVEGA.
-
-Ho presentito (non so sel sia il vero) che siete per gir in Alemagna
-a riveder vostra sorella, che gia vi fu si felicemente maritata:
-accadendo adunque che facciate tal viaggio, pigliarete questi pochi
-ricordi, nati da pura & semplice affettione: armate per la prima molto
-bene le parti vitali del corpo vostro, & quelle che sono dal cuore
-piu remote; perche vi so dir che sentirete freddi si aspri, che vi si
-gelarano le parole in bocca, se sarete sforzata per l'usanza Tedesca,
-di bere contra la vostra voglia, & temete di non imbriacarvi, mangiate
-prima delle mandorle amare: bevete ancho doppo pasto un bichiero di
-acqua fresca, overo usate (si come facevano gli antichi) di portarvi
-adosso l'ametisto: bevete similmente avanti che mangiate, due dita di
-succhio di cavolo: quando sarete fra questa natione, laquale di fede
-& di s. semplicità avanza tutte l'altre: studiarete d'imitar ciò che
-hanno di meglio, come sarebbe oltre le due prefate cose, il lavarsi
-il viso di acqua schietta, non lisciarsi, non pelarsi punto, non far i
-capei ricci, non sbiondeggiar le treccie, spesso lavarsi tutto'l corpo:
-salutar ogn'uno benignamente, legger piu volontieri le sacre historie,
-anzi che i sospiri del Petrarca, le pazzie d'Orlando, le prove di
-Gradasso, l'Amadis de Gaula, & altre vanità dalle Italiane scioccamente
-molto istimate: non imitate gia il peggio c'habbiano in lor stessi, ma
-imitate il meglio, acciò non si dica che voi facciate come facevano
-alcuni sciocconi di Athene, liquali non sapendo imitare la divina
-eloquentia di Platone, nell'ingegnoso artificio di Aristotile,
-imitavano de l'uno il scilinguato favellar, et dell'altro l'andare con
-le spalle incurvate: fuggite di seguire l'usitato stile delle fanciulle
-Tedesche, nemiche di mangiare all'aperta, & vaghe di trangugiar
-secretamente infino alle pentole: non vi sia maggior maraviglia il
-veder tutto'l giorno huomini & donne imbriachi, che se voi vedessi
-presso de Miconij ogn'uno calvo: sarebbe piu facil cosa trovar veleni
-in Candia, che sobrietà in Alemagna: non altro, ritornate sana et
-lieta. Di Teio, nel nostro palazzo, alli VI. di Gennaio.
-
-
-MARGHERITA PELLEGRINI COR. A M. CAMENA LANDRIANA PACE ET SALUTE NEL
-SIGNORE.
-
-Mi è molto piacciuto d'intendere che habbiate abbandonato il mondo,
-& vi siate data tutta a Giesu Christo che è porto tranquillissimo
-de nostri affanni, & delle nostre infinite miserie: ma perche la
-religione è assai vicina alla superstitione (si come tutte le virtu
-hanno i vitij per i suoi confini) guardatevi (ve ne supplico) per
-le salutifere piaghe di Giesu Christo, che non ne restiate in parte
-alcuna macchiata: L'è veramente la piu miserabil cosa che possa avvenir
-all'huomo Christiano: il superstitioso non ha mai dove ricorrere, per
-havere a suoi affanni tranquillo porto. Quelli che solevano gia haver
-paura di Policrate tiranno non lo temevano salvo mentre che erano a
-Samo: & quelli che temevano Periandro, non stavano in angoscia salvo
-fin che dimoravano a Corintho, ma il superstitioso non ha dove mai
-fuggire per liberarsi da quella mala paura che le sta fitta sempre
-nelle midolle: se il ladro, ò vero l'huomicidiale fugge in chiesa,
-l'è sicuro, non teme di nulla, ma il superstitioso piu teme in chiesa,
-piu dubita presso l'altare che altrove non fa, ma se volete dalle sue
-mani liberarvi, svolgete l'animo alle sacre lettere, & quelle, con
-tal attentione leggete, che ve le convertiate in succo & in sangue:
-per il mio giudicio (benche debole) incominciarete dalla Pistola
-scritta da Paolo alli Romani, qual S. Chrisostomo chiama metodo del
-christianesimo, & Chrisostomo istesso userete per interprete di quella:
-doppo questa elettione, ponete poi mano dove piu vi piace: di una sol
-cosa vi ammonisco io, che la scrittura sacra è fatta da lo Spirito
-santo, & senza l'opera sua mal si puo intendere: farà adunque bisogno
-d'imitare il beatissimo S. Bernardo, dal quale si legge, che piu
-imparasse, orando, che studiando, ma se pur volete adoperar interprete;
-vi ricordo Girolamo ne profeti, Basilio nel Genesi, Agostino sopra
-Giovanni, Arnobio sopra i Salmi, Hilario sopra Mattheo, Bernardo sopra
-Lucca: ma spero che di questo ne parleremo a bocca, fra tanto state
-sana in Giesu Christo: qual sempre prego sia la guardia vostra. Di
-Correggio alli X. d'Aprile.
-
-
-MADDALENA DELLI ALBERTI A CASSANDRA LANFREDUCCI S.
-
-Se voi volete che io conversi con esso voi, & che da sorella per
-l'avenir io vi tenga & ami, si come per adietro v'ho amato: voglio
-per ogni modo mutiate vita & cambiate costumi: ma che cosa disperata
-è questa che non sappiate attendere ad altro, che a lisciarvi questo
-vostro viso, peggio che de baronzi: per amor del quale stillate ogni
-di una somma di radice di rusta, & consumate quanto lume di piuma
-potete ritrovar nella citta vostra: & tanti rossi d'uova che tanti
-non ne consuma la Ciartosa di Pavia: ne contenta delle usate ricette,
-intendo che havete incominciato nuovamente a stillare ogni settimana
-un barile di urina di cavallo, & un gran mastello di latte d'asina:
-che diavolo pensate voi di fare? volete consumare oltre il tempo (che
-è pretiosissimo) quanto havete in cotai frascherie? & come vi comporta
-vostro marito? ma egli deve esser un qualche trasognato peccorone: il
-mio Signor Nicolò non mi comporterebbe gia si fatte cose maffesi, tosto
-la partirebbe meco, & forse non senza mio scorno et danno. oh come
-fareste voi il meglio a polire la vostra casa laquale par sempre un
-porcile, a rapezzar le vesti a vostro marito che pare un stracciaruolo.
-oh quanto fareste il meglio a racconciar le calze a vostri figliuoli
-che con vostra gran vergogna mostrano le carni & vanno per le contrade
-con i capelli scarmigliati che paiono tanti piccioli bastasi: credo vi
-gioverebbe molto se ve n'andaste ad albergare in Vinegia almeno un'anno
-in Vinegia dico unica maestra delle attilature & della politezza: spero
-che questa mia ammonitione non sarà del tutto vana: Iddio lo voglia,
-per sua bontà. Da Tirano alli III. d'Aprile.
-
-
-CATHERINA MALACRIA A M. MARGHERITA MARLIANA S.
-
-Mai mi ricordo d'haver sentito la maggior molestia di quella ch'io
-senti l'altro giorno, udendo tanti vantamenti, quanti dava Madonna
-Fiore a sua figliuola: è possibile ch'ella sia si mentecata che non
-si avegga & non sappia quanta fragilità consista nella nostra florida
-età laquale, tante migliaia d'huomini & per il passato ingannò, et
-ingannerà sempre per l'avenire? oh che momentana letitia n'arreca il
-fior della giovinezza poi che arido doventa in men che non balena? Qual
-saggio Architetto si vide mai che l'edificio suo in fragil fondamento
-fondar volesse? passano i corpi nostri a guisa di ombra, & noi miseri,
-tanto pazzamente ce ne invaghimo, si che a ragion grande, me ne doglio,
-che tutto'l tempo, si consumasse in que vani ragionamenti. Ahi quanto
-sarebbe stato il meglio che delle sante scritture, havessimo insieme
-ragionato. Pregovi (per tanto) carissima sorella, che piu non me
-la facciate udire (se d'altro non sa favellare) pregovi similmente
-quanto piu tosto con esso lei favellarete: vogliate (per charità)
-predicarli, & porgli nel capo che niuna cosa sia da sprezzare con
-maggior vehementia, della bellezza corporale, qual molti savi la
-chiamarno domestico nemico, cagion potissima de strani accidenti,
-et grandissimo fomento di lussuria la reputarno. se io le fussi si
-vicina et si domestica come voi siete, non vi porrei in su le spalle
-cotal carico: lo torrei sopra di me molto volentieri, non parendomi
-che meglio collocare si possa il tempo, che in si fatte cose, grate
-a Dio, giovevoli a gli huomini, & honorevoli al mondo. altro per hora
-non mi occorre a scrivervi: attendete a star sana insieme col vostro
-amatissimo consorte, & carissimi figliuoli. Di Gaspano alli XIII. di
-Luglio.
-
-
-OTTAVIA BAIARDA A M. CAMILLA TESTA.
-
-L'havervi io conosciuta savia et ingegnosa piu assai che non fu mai
-Nicostrata, Diotima, ò Thargelia, mi fa confidente & molto ardita a
-chiedervi la solutione di alcuni dubij che l'altro giorno nella mia
-casa di ingegnose donne si trattarno. vorrei saper perche si volentieri
-li amanti si baciano gli occhi. Vorrei saper per qual rispetto, spesso
-gli amanti perdino il sonno & perche si di rado le imagini delli amati
-occorrono in sogno alli amanti. Vorrei da voi sapere, per qual causa
-vaghi sono li amanti di portar nelle mani & poma & fiori et perche
-circundino le porte amate di Corone di fiori tessute. Vorrei intendere
-dall'alto vostro sapere, qual sia la causa che li amanti divengano
-pallidi nel cospetto delli amati, & altri ve ne sieno che rossi si
-fanno. Vorrei sapere perche sieno li amanti si alle lagrime inchinati &
-pronti. Desidero sapere, che sia cagione che li amanti nella presentia
-delli amati, spesso si amutiscano & delle cose premeditate già con
-gran studio, si scordino. Vorrei sapere, perche cosi ci vergogniamo
-di confessar i nostri amori. Bramo sapere, per qual causa l'adirarsi
-sia un rintegrar l'amore. Bramo sapere la causa, perche Amore a nullo
-amato amar perdoni. Vorrei sapere perche triemi la voce alli amanti.
-Bramo sapere perche si habbi nelle cose amorose il sternutire per buon
-segno. Vorrei sapere perche i poeti chiamino Venere, hor Aurea, hor
-Philomide, cioè amica del riso. fatime saper onde naschi che li amanti
-tanto sieno facili al spergiurare, fatime sapere perche non vegghino
-li amanti i vitij delli amati, fatime sapere, perche tanto facilmente
-si rompino gli amanti la data fede: fatime sapere se l'è maggior
-piacere nell'amare, ò nell'esser amato: fatime sapere, qual sia piu
-facil cosa finger l'amore ò dissimularlo essendo amante: fatime saper
-chi piu facilmente si persuada di esser amato, ò l'huomo ò la donna, &
-chi di loro sia nell'amor piu costante & fermo. non vi voglio di piu
-per hora aggravare, benche certa mi renda non vi si poter adimandar
-cosa si difficile, che scioglier non me la sapeste: aspetto però detta
-solutione piu volentieri a bocca che per lettere, essendo certa di
-farci maggior guadagno. non altro. Di Pavia alli V. di Febraio.
-
-
-CAMILLA TESTA ALLA S. OTTAVIA BAIARDA.
-
-Voi mi proponete una Illiada de oscuri quesiti, perche ve li solva,
-basterebbe certo che io havessi consumato tutta l'età mia ne studi
-della Philosophia, ò che sempre havessi atteso a le imprese d'amore.
-parvi che a l'età mia hora si convenga amore ne cotai dimande? certo
-che le mie grincie con questi miei scalzati dentoni, fanno fugir amore
-lontano mille miglia, ma poi che nella vostra casa si ragunano delle
-persone dotte & ingegnose fatemi voi gratia di propor loro perche in
-tutte le sorti de animali le femine sterili sieno piu libidinose delle
-feconde. Per qual causa ne principij delle gravidanze ci sentiamo
-si male, & poi in processo di tempo, stiamo bene. Perche sono piu
-lussuriosi quei huomini c'hanno le gambe piu sottili. Perche sono più
-lussuriosi quei uccelli, che meno volano. Perche mutasi il suono della
-voce cosi ne maschi, come nelle femine, come voi mi havrete mandato
-la solutione di queste mie quistioni, forse vi solverò le vostre
-presentialmente (come mi pare che piu desiderate) fra tanto state lieta
-& sopra tutto guardative d'amore, perche l'è una mala cosa. egli ci fa
-di savie doventar pazze: ci spoglia d'arbitrio, ci disvia dall'amore
-de mariti, dalla benivoglienza de figliuoli, ci fa porre in oblio
-l'honore, il maneggio della casa, & ne conduce sovente fiate all'ultimo
-sterminio; ricordative di Capronia Vestale, qual amor condusse ad esser
-strangolata, ricordative a che sconcia opra conducesse già Aufilena da
-Catullo mentovata, et Ipermestra da Ovidio piu di una fiata ricordata:
-ramentative in quanta follia per amor venessero Valeria Tusculana,
-Gidica & Tutia Vestali, sovengavi a quanta pazzia venisse Clitennestra
-per amor di Egisto, Fabia per amor di Petronio, Thimea per Alcibiade:
-& Postumia, Lollia, Tertullia, Mutia, Servilia & Iunia per Giulio
-Cesare: si che lasciate andar l'amor da canto & insieme il ragionar
-d'esso: fate a mio senno, altrimenti egli vi condurà a mal fine. So
-quel ch'io dico; so quel che hò piu di una fiata nella mia giovanezza
-per lui amaramente sostenuto: egli mi ridusse già un giorno, che non
-havea anchora compiuto venti anni a tal partito, che non mangiava se
-non sospiri, & non beveva salvo che lagrime: oltre che tanta perfidia
-& dislealtà trovai nell'amato mio signore, che tanta non credo se ne
-trovasse in Theseo verso Ariadna, in Demophoonte verso Philide, in
-Iasone ver Medea, in Enea ver Didone, in Ulisse verso di Calipso. Io
-li fui sempre amante & superai Penelope, Emilia, & Turia di fede, &
-di amore si che io parlo come esperta. state sana. Da Roma alli VI. di
-Maggio.
-
-
-LUCRETIA CORSA ALLE GRATIOSISSIME ET VIRTUOSISSIME FANCIULLE LA S.
-LAURETTA, ET LA S. LEONORA CAVALLERIE.
-
-Non vi maravigliate bellissime Signore se non conoscendovi di faccia,
-ma sol di fama, & di nome, io ardisca di scrivervi, et di richiedervi
-humilmente che per amica mi accettiate. L'è veramente si dolce la fama
-che nelle nostre case di voi risuona, che non v'è donna ne fanciulla,
-che non brami di vedervi & di servirvi: & qual maraviglia meritamente
-ad alcuno esser deve di questo nostro si intenso desiderio, poi che
-figlie siete di quella rara Donna: la quale con la sua gentil creanza
-innamora di se ciascuno, & ciascuno tira a se con quella prestezza che
-veggiamo il vento Cecia trar a se le nuvole. Certo è che di niuna cosa
-con maggior ardore prego l'altissimo Iddio, che di haver un giorno
-occasione di visitare questa vostra città, acciò che insieme et vedere
-& la dolce vostra armonia gustar possa. Non è anchora guari che la S.
-Lucretia Agnella scrivendomi delle vostre rare virtù, fra molte ch'ella
-me ne disse a Calliope et a Clio vi rassimigliava, tanta è in voi la
-disciplina della musica congiunta con voce piu dolce et piu grata che
-se di canoro Cigno fusse. Oh se mai aviene che a degni mariti di voi
-maritate vi vegga, voglio questi tali piu aventurosi reputare, che se
-l'uno dell'Oriente, et l'altro del Ponente divenisse Posseditore: se
-vi volessi narrare carissime figliuole, quanto ho udito ragionare da
-valorose donne, & che mentir non sanno della vostra singolar bontà, io
-non terminarei questa mia semplice lettera ch'ella arrivarebbe a piu
-alto volume che non arrivarno le decadi di Livio Padovano; qui adunque
-farò fine et il mio scriver terminerò pregandovi & con ogni ardente
-affetto ripregandovi, a ricevermi & per serva, & per amica, si come a
-tutte l'hore & chieggio, & di cuor bramo, salutate in nome mio la S.
-vostra madre et la S. Isabella: state sane, & liete. Di Coreggio, alli
-XIII. d'Ottobre.
-
-
-MARTIA BENZONA ALLA S. ARTEMISIA SCOTTA.
-
-Mi è rifferito da persone degne di somma fede, che mai non state in
-ocio, ma tutta siete intenta alli studi delle buone lettere, et a
-certi lavori che paiono usciti di mano di Aracne. doverebbesi dalla S.
-vostra Madre raffrenar questo si smoderato studio, a quella guisa che
-si tagliano i Pampini alle lussuriose viti, acciò non sia cagione la
-troppo fecundità di farle ò morire, ò picciole divenire. Non vorrei
-usaste tanta diligentia nel studiare, ch'ella vi fusse di nocumento.
-non altro state sana. Di Vinegia alli X. d'Aprile.
-
-
-PACE TASSA A M. ANTONIA PELLIZZONA.
-
-Mi scrivete per l'ultime vostre lettere, che molto vi maravigliate,
-perche M. Antonio tanta stima faccia di Luigi, essendo huomo tanto
-infame, (cosa che per aventura non havereste aspettato) fidandovi
-nella perfettione del suo chiarissimo giudicio, cessi cessi (vi prego)
-cotesta maraviglia, perche nel vero egli lo conosce ottimamente: ma
-dovete sapere che a le volte si porta rispetto ad alcune persone, non
-perche degne ne sieno reputate, ma perche ci fa a le volte bisogno
-dell'opra loro. L'è cosa capitale l'uccidere in Thessaglia la cicogna,
-& questo avviene perche suole uccidere i serpenti, & cosi hassi in
-Inghilterra riguardo di ammazzare il Milvio, perche purga la città
-portandone via l'interiora delle bestie che si ammazzano. ma che
-havreste voi detto veggendo quel che piu volte veduto hanno gli occhi
-miei? esser accaduto spesse volte che una buona & santa femina ha hauto
-mestieri d'una malvagia & trista petegola: un Re è alcuna fiata stato
-sforzato di accarezzare un'huomo di privata conditione, & di questo
-sia per hora detto a bastanza: vengo all'altro capo. Piero nostro è
-ritornato dalla Corte, ne d'altra cosa hora piu voluntieri favella,
-che de Baroni, & gran Satrapi: egli per la fede mia mi fa ricordare di
-quell'uccello detto Tauro, ilquale, (quantunque picciolo sia) imita
-però la voce del Toro, & si fattamente mugisse, che non v'è persona
-che facilmente non rimanesse ingannata: cosi non ci è huomo che non
-creda ch'egli nodrichi nel petto lo spirito di quanti Signori ha tutto
-il Regno di Napoli: qua vi desidero a tutte l'hore, perche vi udirei
-ridere molto saporitamente. Di Bergomo, alli XX. d'Agosto.
-
-
-EMILIA BREMBATA SOLCIA, ALLA S. FULVIA ROSSA.
-
-Voi mi scrivete & nelle prime, & nell'ultime vostre, che vi siete
-mutata di proposito, ne piu vi volete render monaca, per non haver
-mai saputo ritrovar monistero alcuno, che di qualche errore non sia
-contaminato. mi maraviglio della prudentia vostra, ch'altrimenti
-pensaste. Soleva dir un santissimo frate che fu ne suoi tempi uno
-specchio di virtù, che si come nella Candia non si trovava alcun
-animale velenoso, eccetto che il Phalangio, cosi non potersi ritrovare
-alcun Monistero si santo & si devoto dove almeno l'invidia & la
-mormoratione non vi alberghino: guardative pur di non lasciarvi
-adescare da le lor lusinghe. io vi so dir ch'elle sogliono fare,
-come l'Hiena far suole, la quale imita la voce humana & impara il
-proprio nome di alcuno, & chiamatolo fuori di casa, lo lacera, cosi
-fanno le monache & cosi fanno i frati: con mille lusinghe & segrete
-astutie ci infrascano il cervello, & infrascato che ce l'hanno ne
-fanno poi sentire che meglio a le volte sarebbe state di essere ite
-nell'Inferno. Dite, dite, a vostro padre che ponga giù questo pensiero
-di farvi monaca, & che vi procuri un bello & honesto marito, con dote
-conveniente a le sue facultà: ponga mano hormai al thesoro che tanto
-tempo tien rinchiuso senza godimento ne di se stesso, ne d'altrui: non
-si ricorda egli forse in quanti pericoli sia già stato per l'insidie
-che gli furono piu volte apparecchiate per depredarlo: meglio farebbe
-a imitare il Castore, il quale piu di lui prudente di quella cosa
-facilmente si spoglia, per la quale, porta pericolo: non altro. state
-contenta. Di Bergomo alli XXV. d'Aprile.
-
-
-PETRONIA FRANCA A M. SULPITIA DA VENOSA.
-
-Inestimabil contentezza & incomprensibil gaudio hò sentito quando
-per più di un messo degno di fede intesi che amore con il suo chiodo
-fissato havea il vostro volubile cervello, & che con suoi lacci
-strettamente vi teneva legata. Vorrei adunque da voi sapere se questo
-vostro amore è violento ò volontario: ma se per aventura non vi
-piacesse di essere innamorata & dal destino guidata fussi anzi che
-dall'elettione; ricordative che si come le tenerelle piante facilmente
-si sbarbano & con difficultà fatto che hanno le radici sveller si
-possono, anzi gagliardamente resistono alla furia de impetuosi venti:
-si Amore nella sua fanciullezza cioè da cominciamento esser di poca
-forza; cresciuto poi a tanta possanza pervenire che vincer non si pò
-ne per forza, ne per arte. sia lodato il Dio d'amore, che vi farà per
-l'avenire di mezza pazza, doventar tutta savia, di avara, liberale,
-di timida, ardita & sicura: doventarete vigilante, ingegnosa, & piena
-di mille accortezze (che cosi suol fare amore i suoi devoti seguaci)
-di quanto desidero saper da voi, fatemene certa a la venuta di M.
-Tranquillo, che niuna altra cosa piu grata far mi potreste. Di Palermo
-alli XX. di Luglio.
-
-
-MARIA DE BENEDETTI A M. N. R.
-
-Se vostro marito vi da delle busse, s'egli vi stratia, & s'egli vi
-fa mala compagnia datene la colpa a li vostri mali portamenti, alla
-smoderata loquacità & all'infinita vostra ritrosia, la quale sarebbe
-sofficiente di farvi brutta & spiacevole sin' nell'Inferno: sarebbe
-pur hormai tempo che mutassi costumi & variassi stile: volete voi
-che di altro mai non si favelli che delle vostre pazzie, le quali
-v'hanno hoggimai fatto infame per ogni contorno. Io mi abbattei (&
-non è anchora guari) in un bel drapelletto di savie & accostumate
-signore, lequali & la vita vostra acerbamente biasmavano, & di ogni
-stratio degna vi giudicavano; per esser voi sopra ogni altra donna al
-marito vostro ritrosa, & disubidiente; ne vi mancarno di quelle che vi
-davano colpa d'havergli piu d'una fiata rotta la matrimonial fede, &
-spezzati i legittimi nodi, & questo per ismisurato amore che portate ad
-un vilissimo furfante, infame di ladronecci & di homicidij, ebriaco,
-& malvagio metidore de dadi, con cui non si porrebbe la piu deserta
-meretrice c'habbi ne Roma, ne Vinegia. altra cosa per hora non vi
-scrivo. prego Iddio vi doni miglior mente & piu saldo intelletto. Di
-Luca alli XX. d'Aprile.
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-LEONORA GONZAGA DUCHESSA DI URBINO A M. FRANCESCHA NEGRA S.
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-Intendo che non si pò piu vivere con esso voi, per haver una figliuola,
-tenuta da voi che di bellezza avanzi Amarilli, & a quella Egle che
-fu creduta la piu bella di tutte le Naiade: & per questo sprezzate
-tutte le altre fanciulle del vicinato vostro, a tutte dando qualche
-emenda & tutte giudicando pazzamente ò che hanno gli occhi fatti
-con i fusi, ò che hanno la bocca storta & i denti negri. ad altre
-date macchia che portino mal la vita & ad altre che habbino le gole
-grosse, & siano troppo ne le spalle strette: sol la vostra figliuola
-secondo il parer vostro è compiutamente bella: essa sola ha gli occhi
-piu vaghi et piu amorosi che non hebbe mai Helena Greca: essa hà piu
-bella bocca di Atalanta con denti assai piu minuti piu bianchi, & piu
-eguali di quelli di Argia figliuola del Re Adrasto: essa hà piu vaghe
-fattezze di Briseida per cui arse d'amore il feroce Achille: essa
-hà la gola piu candida & piu rotonda di Chione, la quale (se'l vero
-scrive Ovidio) piacque a mille amanti, essendo appena di quattordici
-anni; essa anchora, hà piu belle spalle, che non haveva l'amata donna
-di Acontio, parvi a voi che questa sia una bella vanità di cervello?
-veramente se l'è tanto bella, quanto voi dite, tanto piu havete voi
-da guardarvi da le molte insidie che le saranno giorno & notte fatte,
-da ogni lato apparirà chi mostrerà haver di lei desiderio, & voi ne
-starete in continua paura, & ne viverete in perpetua sospittione: non
-vi gioverà il confidarvi ch'ella sia casta, percioche quanto ella sarà
-di maggior castità, tanto piu vigilante sarà l'altrui libidine verso di
-lei. Pregate pur Iddio che s'ella è casta, sia perpetua la sua castità
-et da si santo proposito non si muti. Iddio da dishonor vi guardi. Da
-Fossombrone, alli III. d'Agosto.
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-D. GIULIA GONZAGA A M. LIVIA NEGRA S.
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-Con mio gran dispiacer hò risaputo, esser venuto à voi un scelerato
-Alchimista, il qual con false lusinghe v'ha pervertito il cervello & vi
-hà fatto intrare in humore, che tramutar si possino le sostanze de gli
-elementi, & di rame farse argento & l'argento convertire in oro: l'è
-pur una gran cosa che questi furfanti, mendichi & pidocchiosi, voglino
-arricchir ogn'uno, quasi che piu molesta lor sia l'altrui povertà &
-miseria che la propria mendicità l'è pur stolta la credenza nostra: l'è
-pur infinita la cupidità de mortali, ma che faremo noi se ci havessimo
-a star perpetuamente? noi ci stiamo a pigione per tre giorni in questo
-miserabil mondo & mai non ci pare d'esser pieni. Siamo veramente fatti
-simili all'idropici, quanto più beviamo tanto maggior sete ci nasce: ò
-infelici noi, poi che non ci ricordiamo di esser mortali et di havere
-a lasciare un giorno a dietro ogni cosa: ignudi siamo venuti in questo
-cieco mondo, & ignudi, ò poco meno, converacci uscirne: volete Madonna
-Livia che io v'insegni una bella alchimia? Thesaurizatevi de thesori in
-Cielo, dove i ladri non rubbano, dove la rugine non consuma, & dove la
-tignuola non rode, & non mannuca: quel che si acquista per mala via non
-è acquisto, ma l'è perdita grande & dannoso guadagno: sono le promesse
-delli Alchimisti simili a quelle delli Astrologi; li quali vantansi
-di sapere le cose future, & non sanno ne le presenti, ne le passate
-& pur ardiscono di manifestar le cose celesti come se del continuo
-presenti stessero al concilio d'Iddio: non mi so veramente risolvere
-se la lor frode sia piu brutta, ò di pur la pazzia nostra credendoli
-come facciamo, sia di maggior scherno degna: tornate in voi M. Livia, &
-se le facultà non correspondino alli appetiti vostri, poneteli freno,
-& cosi non vi accaderà far l'alchimia. Di S. Francesco di Napoli alli
-VII. d'Agosto.
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-D. MARIA CARDONA MARCHESA DELLA PALUDE A M. N.
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-Non so che pensier sia stato il vostro, di abbandonarci & ridurvi alla
-villa, hora che havevamo si grande carestia di compagnia (che fusse
-a nostro modo) l'è stato veramente un'atto di poco amorevol donna;
-ispetialmente, non havendo voi altra scusa che di cercare un'aria
-serena: sarei contenta in vostro servigio che piu tosto procacciato
-havessi un'animo sereno & tranquillo, non ingombrato di alcuna nuvola
-di maninconia, non alterato da alcun vento d'ira: perche questa sarebbe
-una stabil serenità & un'utile tranquillità & qual cosa vi potete voi
-imaginare piu incerta et piu instabile dell'aria che n'andate cercando?
-se hora è sereno in men che nol dico, sarà forsi nuvoloso il tempo: si
-che s'altro non vi hà fatto gir fuori, & altro non vi ci tiene, tornate
-a noi, & sentirete maggior frutto & maggior dolcezza della nostra
-conversatione che dell'udir cantar i rusignuoli: ecci qui, la .S.
-Donna Maria di Tocco, la quale, parla del Regno d'Iddio si dolcemente,
-che la innamora ogn'uno che l'ode, & facci venir voglia di morire per
-andar tosto a fruire le bellezze eterne del grande Iddio. ecci la .S.
-Princessa di Salerno: la quale con la sua dolce & real presenza & con
-le sue gentilissime maniere sarebbe atta a raserenare l'inferno, &
-ragioir le misere anime de dannati. ci habbiamo poi M. M. Antonio delli
-falconi, gran segretario della natura, il quale ne trattiene con la
-dottrina Greca, Toscana & Latina in stupor grande. ecci il nostro M.
-Hortensio pieno di Paradossi. Del nostro fresco che noi godiamo, non ve
-ne parlo, perche so ne siete ottimamente informata: tornate adunque &
-non s'indugi piu se non volete che si muoia di desiderio. Di Avelino,
-alli V. d'Aprile.
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-SUOR BARBARA DA COREGGIO ALLA S. LODOVICA MANDELLA.
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-Delle tribulationi che novamente (benche non alla sproveduta) vi
-sono alle spalle sopragiunte, me ne sono & per la carità christiana,
-& per il particolar amore che vi porto, istremamente doluta,
-sperate figliuola nel Signore, & vedrete ch'egli ve ne trarà fuori
-miracolosamente; & quando meno ci pensarete. & in cui potete voi meglio
-collocare & stabilire le speranze vostre? Se in altra cosa sperate,
-non sarà mai quella speranza senza timore, ma piena di vanità & la
-fortuna haverà mille aditi per turbarla, mille vie per ingannarla, il
-che non le fie mai conceduto sperando voi nel S. Dio, fontana di tutte
-le consolationi, refrigerio de tribolati, speranza delli oppressi,
-sostegno de deboli, verace ricchezza de poveri, il quale vi darà vita
-eterna & senza dubbio ve la darà, se perseverarete nella toleranza c'ho
-spesse volte in voi sommamente ammirato, parmi veramente impossibile
-che havendo in voi questa santissima virtù di patientia, non ci
-habbiate ancho l'altre virtù, essendo fra di loro, un certo legame, &
-una certa consanguinità che chi una ne possiede, paia di necessità che
-tutte l'altre ne possegga; & cosi per conseguente a chi ne manca una
-tutte l'altre gli manchino; & se questo si confessa da savi scrittori
-esser vero nelle virtù morali, che sarà poi nelle Theologiche? Quando
-vi piacerà venir a me, spero di darvi tutta quella consolatione che
-per me si potrà maggiore, & mostrarvi, quanto v'ami, & impressa nel
-cuor vi tenga: le nostre suore, hanno del continuo pregato Iddio per
-voi & se havete sentito alli di passati alleggiamento alcuno alli
-vostri affanni; n'è stato cagione la fede di sor Virginia; la purità
-di suor Agnola, la patientia di suor Alessandra, l'humiltà di suor
-Antonia, & la gran devotione della madre suor Catherina. Sarà vostro
-ufficio ringratiarle cortesemente. vi prometto che elle sono state
-si assiduamente inginocchioni, che s'hanno fatto il callo in su le
-ginocchia, come si legge in Egesippo che all'apostolo S. Iacopo per
-il molto orare avenne; ne altro intorno a ciò vi dico state di buona
-voglia, mirando con certa fidanza il cielo d'onde vi pioveranno un
-giorno in su le treccie, tante gratie, quante mai n'hebbe alcuna donna
-a l'età nostra. Dal Monistero di S. Antonio fuor di Correggio alli XX.
-d'Aprile.
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-CATHERINA VIGERA A LUCIETTA SERVAGGIA.
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-Tu mi dimandi consiglio per tue lettere, se ti dei maritare, & mi
-preghi con instanza, ch'io ti risponda. ecco che ti rispondo, & poscia
-che fra me stessa hò ben considerato la tua età, le tue conditioni, &
-l'humana necessità con la nostra natural fragilità; dicoti liberamente,
-che ti dei maritare; & qual cosa piu santa si pò al mondo fare? non
-hà instituito Iddio il matrimonio accio non venisse meno l'humana
-generatione in questo facendo ufficio di padre? non fu egli per meglio
-manifestar l'eccellentia sua instituto nel paradiso delle delitie?
-Niuna cosa piu degna, ne piu eccellente del matrimonio ritrovar, ò
-imaginar mi posso: imperoche in quello consiste la conservatione della
-generatione humana, la salute degli huomini, delle città & delle nostre
-facultà. Quante aspre guerre, quante mortali nimistà si spengono per
-virtù del sacro matrimonio? Qual piu gioconda & dilettevol cosa si pò
-desiderar di uno honesto marito che ti provegga ne bisogni & che ti
-difenda l'honore si che piglia marito; ma prima che lo pigli, prega
-Iddio, ti doni gratia di far buona elettione, pregalo instantemente
-prima che sposa divenghi. Se per il precetto di Hesiodo non è lecito
-al contadino di arar i Campi se prima alli Dei non sacrifica; quanto
-sarà men lecito prender marito ad una donna christiana et non invocar
-prima l'aiuto celeste? Cosi facendo, non dubiterò che pacificamente
-non viviate. Si come i legami, dalle Commissure, pigliano le forze,
-cosi le famiglie prendono vigore da lo scambievole consentimento del
-marito et della moglie. Si come il corpo nulla pò senza l'animo, ne
-l'animo suol esser sano, se il corpo non è gagliardo: cosi tra il
-marito et la moglie ogni cosa esser deve commune: Bisogna sopra ogni
-cosa che da matrimoni (se ne vogliamo gustare la dovuta dolcezza)
-sia rimossa ogni amaritudine, il che ne detter già ad intendere
-quelli, che sacrificavano alla Pronuba Giunone, cavandone il fele del
-sacrificato animale, & gittandolo all'altare: starai adunque di buon
-cuore riverentemente soggetta à tuo marito; perche tale la volontà
-del signore, Dio & maggior loda ne riporterai sendoli ubidiente, che
-rubella & contumace; non imitare alcune sfacciate femine che ad altro
-no aspirano che à tirranneggiare, à far nelle case delle sette, à
-rubare le maritali facultà & altri brutti eccessi commettere reputa che
-ogni cosa sia del marito, anchora che tu piu di lui recato ci habbi:
-si come il vino, dove molta acqua mescolata sia, non rimane per ciò di
-esser detto vino, cosi la casa sempre è detta del marito, anchora che
-la moglie ci habi la miglior parte; habbi di piu avertenza, che si come
-le linee & le superficie si moveno insieme con i corpi, cosi le buone
-mogli & nelle cose gravi & nelle giocose, & nelle prospere, & nelle
-avverse, accommodaransi sempre al marito, fatti vedere alla presentia
-di tuo marito: & nella absentia nascondeti, fa il contrario della Luna,
-laquale, si nasconde alla presentia del sole.
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-CATHERINA FREGOSA CONTESSA AVOGADRA A M. LUCIA SPINELLA.
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-Io vi hò con gran diligentia proveduto d'una Balia (partorite hora
-quando vi piace,) laquale fa piu latte, & migliore, che non faceva
-Philix nodrice di Domitiano: l'è piu amorevole verso de figliuoli, che
-non fu mai Ericlea balia di Ulisse: l'è di corpo piu sana, che non era
-Caphirna balia di Nettuno, & è solita di tenere i figliuoli con maggior
-politezza che non teneva Isiphile balia di Archemoro. se altro posso
-per voi, commandatime. Di Brescia.
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-F. N. ALLA R. ET IL. SUOR BARBARA DA CORREGGIO.
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-Leggendo alli di passati per sminuir l'affanno mio, come essendo gia
-Claudio adirato con Messallina sua moglie, ne potendo essa in alcun
-modo raddolcirlo, adoperò per mezo di cotal cosa Ubidia Vestale, che
-tanto è, come à dir Ubidia Monaca, & per virtù della detta donna
-si fece la pace, et riconciliaronsi quegli animi, che parevano si
-disuniti, & fra di loro si alienati, credei all'hora che non senza
-virtu celeste mi fussi abbattuta in cotal lettione, & cosi pensai
-di supplicar la riverentia vostra si volesse per carità intraporre
-à riconciliarmi col mio consorte, ilquale, à gran torto, et contra
-ogni ragione, s'è ingelosito di me per havermi ritrovata favellare
-di segreto, con un mio parente. Iddio sa la mia innocentia & chiamo
-in testimonio tutti li spiriti et celesti & aerei & terrestri &
-acquatici se si ragionò di cosa che casta & honorevole non fusse: se
-mai Reverenda madre la mente mia fu contaminata di impudico amore, et
-di dishonesta voglia, prego la terra mi si apra sotto i piedi, et mi
-ingiottisca à quella guisa che leggiamo che ingiottì Amphiaro Anchurro,
-Valerio, Torquato: Curtio, Core, Datan, & Abirone, & prego il Cielo
-mi caschi in su le spalle. affaticatevi adunque per l'amor d'Iddio in
-cosi santa opera perche innocente sono. so ben'io quanto sia grande
-l'auttorità vostra, non sol presso di lui, che vi adora, ma dico presso
-di ciascun che intelletto habbi venga almeno mentre favellarete per mio
-beneficio quella dea Pitho à sedervi in su le labra, acciò rimanghi
-persuaso che in modo alcuno colpevole non sono, ne altro amore, che
-il suo, il petto mi riscaldò giamai. ò Dio, tu che sempre amasti, &
-favoristi la innocentia, aiuta & favorisce me meschina, perche rihabbia
-la gratia del mio caro consorte, della cui memoria più dolcemente
-mi pasco, & mi nodrico, che non farei se del continuo mi cibassi di
-Nettare, & Ambrosia. Iddio vi doni forza, & faccia che la lingua vostra
-sia tale, qual il mio bisogno richiede. Di villa alli .X. di Aprile.
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-LIVIA BELTRAMA A' M. ADRIA DALLA ROVERE.
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-Voi dovete per cosa ferma tenere, che tutto il male alli di passati
-avenutovi nacque dal non haver voi potuto tener segreto quanto vi fu
-segretamente detto, l'è veramente la parola, simile all'unità, laquale,
-finche la non esce fuori de suoi confini, sempre rimane una, ma come
-l'esce, & entra nella dualità, incontanente moltiplicasi in infinito:
-finche ciò che detto vi fu rimase presso di voi, fu segretissimo, ne
-mai da veruno s'è risaputo, ma come incominciaste à conferirlo con
-quella vostra loquacissima creatura: s'è diffuso per ogni luogo, ne
-d'altro si ragiona hormai per le Barberie, e per le taverne, et per
-le Scuole de fanciulli. vostro adunque sia il danno che non sapeste
-tacere, saresti veramente scoppiata se non partorivi questo poco di
-segretuzzo. siete simile ad un vaso pieno di fissure d'onde si stilli
-et si versi da ogni lato ciò che v'è infuso: se venuto vi fusse nella
-memoria ciò che già disse un gran Capitano ad un soldato che dimandava
-di sapere non so qual cosa, non havreste (per aventura) si follemente
-peccato: egli li rispose. Se io sapessi che la mia camiscia cercasse
-d'intendere il mio segreto, me la trarrei hor hora di dosso et la
-gitterei nel fuoco. Non so veramente in qual cosa si possi mostrare
-maggior vanità di cervello, & minor prudentia: che in non potere
-contenere senza scoprirlo ciò che sotto il sigillo del silentio n'è
-dalli amici nostri commesso: se non potevate voi tenerlo celato, à
-cui tanto si apparteneva, come potevi indur l'animo à credere che
-altri lo tenesse? Voi havete fatto un'atto da fanciulla & da fanciulla
-siete stata trattata: ho voluto far la riprensione che voi meritavate,
-un'altra volta vi racconsolerò indolcirò l'amaricato cuore, imitando
-l'Apostolo: ilquale essendo turbato contra i Galati di una santa &
-giusta perturbatione, prima li sgridò acerbamente, & li disse con un
-tuono di voce tutto iracondo. O INSENSATI GALATE QUIS VOS FASCINAVIT?
-ne stette poi molto, che lor disse FILIOLI MEI QUOS ITERUM PARTURIO,
-pigliate (vi prego) ogni cosa in buona parte, & interpretate come
-si conviene al candore dell'animo vostro; ne dubitate gia che al mal
-occorso non se li trovi per noi opportuno rimedio: di Vinegia alli V.
-di Agosto.
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-ALLESSANDRA ROSSETA À M. GISMONDA PORTIA.
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-Hò inteso quanto mi havete scritto del novo parto, et insieme hò
-chiaramente inteso la sospittione che voi havete che il parto non
-sia stato generato da suo marito, per esser egli molto vecchio, mi
-maraviglio di voi che vi lasciate entrar nel capo cotai sospittioni.
-ricordatevi che la carità Christiana non sospetta mai di alcuno male:
-OMNIA CREDIT ET OMNIA SUFFERT si come l'Apostolo ne afferma: ditemi
-un poco voi, che siete prattica della scrittura vecchia, non generò
-Adam il figliuolo Seth sendo di cento trenta anni? non generò Abraam
-di cent'anni? non generò Iared il buon Enoch di cento sessantadui, &
-Mattusalemme Lamec, sendo di cento ottantasette? ma lascio star le cose
-sacre, perche potreste dire, che non senza divino misterio ciò fusse
-accaduto: over che gli anni delli Ebrei fussero dalli altri differenti:
-non si legge presso di Plinio che Massinissa generò Metimatmo di
-ottantasei anni? Catone incensorio ingravidò la figliuola di Salonio
-sendo di ottanta, & Volusio Saturnio generò havendone trapassato
-sessantadui. perche vi pare adunque impossibile che messer Antonio
-sia vero padre, havendone appena sessanta? state in buona fede, &
-lasciate le mormorationi da canto: certo se altro non imparaste, mentre
-habitaste con le suore, che mormorare, & pensar male, havete fatto poco
-frutto nella spiritualità. state sana di Ferrara alli XII. di Genaro.
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-
-IPPOLITA CATTA À M. CLARA BRESSILLA.
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-Odo che non volete accettare nelle vostre case Gismondo per esser
-bastardo, tanto è l'odio, che naturalmente portate à chi di legittimo
-matrimonio non nasce: veramente che in questo troppo leggiermente vi
-portate, et mostrate di non sapere essersi ritrovati molti bastardi,
-liquali furono vasi di bontà et di dottrina. Quanta virtù militare
-fusse in Antiphate bastardo di Sarpedone, lo dimostra Virgilio nel
-nono della sua divina Eneida; cosi dicendo. Et primum Antiphatem.
-is enim se primus agebat, Thebana de matre nothum Sarpedonis alti.
-scrive Plutarco che bastardo fosse Omero figliuolo di Criteida. Furono
-bastardi Enea, Aristonico rè di Pergamo, Aristeo, Ercole, Democoone,
-Doriclo, Lithierse, Theseo, Romulo, Iugurta, il Rè Manfredo & altri
-molti virtuosi si che non l'habbiate tanto à schifo, ma ricevetelo
-amorevolmente, perche ne farete singolar piacere à vostro marito. Di
-Ferrara alli .X.
-
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-CATHERINA PANZARASA À M. ROSA RICCIA.
-
-Hieri alle due hore di notte giunse il vostro messo à farci sapere che
-di novo havevate partorito una bella figlia: dissi io all'hora fra me
-stessa, costei mi pare simile à Serapione Pittor molto famoso, ilquale
-non sapeva pigner altro, che Sciene ne mai li dette cuore di pignere
-pur un sol huomo & cosi rasimigliai vostra sorella à Dionisio, Pittore,
-di non minor fama, ilquale non pigneva altro che huomini, la onde ne
-fu detto dalli altri pittori Antropophago. vorrei pur che imparaste
-hormai à far de maschi: vi è vergogna grande che siate si da poco; ma
-di questo sia per hora detto à bastanza, io scherzo con esso voi per
-lettere, & voi dal fresco parto stanca, et indebolita gemete forse, &
-altro vorreste, che burle & ciancie: attendete (vi prego) a governarvi
-bene, ne fate alcun disordine, et se vostro marito stassi turbato
-per non haver voi partorito un figlio maschio, come egli desiderava,
-stiasi quanto li piace, state voi allegra credendo fermamente, ch'elle
-vi debbano un giorno recar maggior consolatione, che non farebbe
-quanti maschi hebbe mai Deiotaro: Se questi huomini, alli quali tanto
-rincresce d'haver femine, et non maschi, si riducessero à memoria
-qualmente infiniti figliuoli hanno già ammazzato chi il padre et chi la
-madre, non so se ne sentissero tanto rincrescimento quanto ne sentono.
-Tutte le volte che io leggo che Eraclio Imperadore ammazzò Phoca suo
-padre per cupidigia di regnare, rimango tutta istordita; tutte le
-volte che io leggo come Nicomede ammazzasse Prusia Rè de Bitinia, per
-occupare il reame impallidisco, cosi aviene, quando mi trovo presso
-delli storici che .L. Ostio, Federico, Fabriciano, Oedipo, Ozia, Albano
-Martire, et tanti altri fussero patricide, ma non piu per hora. state
-lieta. dalla Mirandola. alli XX di Febraio.
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-BARBARA VALENTINI À M. LUCIA FERRERIA.
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-Mi dimandate consiglio à qual professione debbiate por vostro
-figliuolo: io non vi saprei mai circa questo dar altro consiglio di
-quello che scrisse Pindaro. Il bue all'aratro, il cavallo al corso, il
-cane alla caccia, & l'huomo si ponga à quella ragione di vita, alla
-quale si conosce esser piu da la natura disposto & inchinato: a voi
-tocca adunque di havere questa consideratione, poiche a tutte l'hore
-l'havete dananti à gli occhi: se voi lo porrete ad alcuno esercitio
-dove la natura, & la volontà sua non lo inchini, non riuscendo poi
-felicemente (come vorreste) non piu ve ne dovete maravigliare che
-fareste gia se col bue andaste a caccia, & non pigliaste lepri, & con
-l'aratro saettaste, & non coglieste uccello. state sana. di Modona.
-alli XX. d'Aprile.
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-ISABELLA FEDERICI MARTINENGA A M. CHIARA L.
-
-Per l'ultime vostre che mi portò Gregorio vi dolete stremamente che à
-tutte l'hore siate alla sproveduta sovragiunta da qualche aversità, et
-di quella sorte qual meno dall'altre vorreste, & per quanto comprendo
-dal vostro scrivere, vorreste vi fusse lecito di far la scelta de
-gli affanni, et di sceglier quelli che men noiosi et spiacevoli vi
-paressero: ma troppo di gran lunga voi v'ingannate; imperoche si
-come ne giuochi Olimpici non si suol far elettione dell'aversario,
-ma quel si toglie, che la sorte vuole, cosi nella vita nostra bisogna
-contrastare à quella fortuna che ne occorre, et non à quella, qual noi
-vorremo. studiamo pur sorella mia di contentarci de lo stato nostro,
-& di sofferir patientemente quanto vuole Iddio: maggiori affanni che
-voi non sostenete, sostengono molti men avezzi à patir di voi, ne si
-lasciano cosi sbigottire come voi fate: nella vita nostra non ci è cosa
-pura, ma vari mescolamenti se à voler che l'oratione del gramatico sia
-di grato accento bisogna ci concorrino mute vocali, consonanti, liquide
-& altre cose cosi nella vita bisogna che diversi accidenti accagiano,
-laqual varietà la fa parere piu bella et piu riguardevole di quel
-ch'essa parrebbe se ella fusse d'un perpetuo tenore. dalli Orzi.
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-MARGARITA BERNARDINI À M. CASSANDRA.
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-Vi Lodo sommamente della sollicitudine, che voi ponete in udir ogni
-giorno la predica di Maestro Giuliano da Colle ma ben vi avertisco
-che l'andar alla predica non è come l'andar à publichi spettacoli,
-dove solamente si prende diletto et non si fa miglioramento alcuno
-nella vita: andategli adunque per doventar ogni di migliore, et
-non per dilettar solamente gli orecchi et quando siete poi à casa
-narrate à quei che non vi furono, quanto raccolto havete dalla viva
-voce del predicatore et insieme con esso loro, ponete in prattica
-quanto imparato havete al viver Christiano appartenente: altrimenti
-niuna utilità ne sentirete; fate nell'udir la predica, il contrario
-à punto di quel che fanno coloro, che de vari fiori vanno tessendo
-le ghirlande, cercano essi li piu belli & lasciano adietro li più
-utili: attendete voi piu tosto al peso & all'utilità delle sententie,
-che alli fioriti, & alle vaghezze, del suo politissimo dire, lequai
-cose non credo però sieno da sprezzare poi che furono cagione che le
-divine institutioni di Lattantio Firmiano accompagnate da risplendenti
-lumi fussero già in Bithinia dove publicamente insegnava con maggior
-avidità raccolte di quel che forse sarebbono state se rozzamente &
-senza veruna politezza sporte le havesse alli uditori suoi: vi ricordo
-Madonna che l'utilità della parola d'Iddio si è à punto come il lume
-acceso, ilquale, non giova salvo à chi lo vuol ricevere: andate adunque
-alla predica con la mente quieta et tranquilla à quella guisa che voi
-andareste alla sacratissima cena: cosi ne trarete voi maraviglioso
-profitto, et me forse, che v'habbi di ciò avisata, amerete per
-l'avenire piu di quel che amato mi havete. Di Luca. alli X. di Marzo.
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-APOLLONIA ROVELLA À M. N. N. F.
-
-Piu volte et per lettere et presentialmente vi siete meco doluta
-che vostro marito non vi vezzeggia punto, ne vi compiace di quelle
-cose, che voi desiderareste havere. la colpa (per quanto intendo) è
-vostra perche non l'ubidite, ne mai v'ingegnate di far cosa che gli
-aggradisca. Chi vol pigliar delli uccelli imita per quanto si pò la
-voce di quelli: cosi chi vuol guadagnarsi l'amore del suo consorte,
-bisogna che à quel si accommodi, & à quello studi sempre di compiacere:
-& quantunque una volta & due in vano proviate di guadagnarvelo con
-la vostra piacevolezza, non è per questo da diffidarsi, et da porsi
-subitamente in desperatione. Si come il Musico non gitta ne taglia
-subitamente le corde dissonanti, ma à poco à poco con pacientia le
-riduce alla debita armonia: cosi deve piacevolmente la buona moglie
-sofferir l'intemperanza del marito, finche le venga fatto di ridurlo
-pian piano à quella domestica consonantia che ne troppo spesso si
-ritrova à nostri tempi: se avviene, ch'egli vi dica qualche villania
-& faccia alcuna atroce ingiuria, non vi si sgomentate per questo, ma
-fate vostro pensiero che si come il dardo scagliato in cosa solida &
-ferma ritorna spesse fiate in colui che lo scagliò: Cosi le villanie
-fatte à quelli c'hanno l'animo forte & costante, ritornino il piu
-delle volte in colui che villaneggia & offende: usate voi all'incontro
-sempre parole dolci & nell'animo vostro pensate che si come i Musici
-con toccar leggiermente et non con violenza le corde dell'instrumento
-indolciscono i cuori delli uditori, cosi il favellar sommesso & molle
-mitiga gli aspri cuori de feroci mariti; ne altro di questo vi ragiono.
-state lieta. Di Vinegia.
-
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-COSTANZA DELLI OBIZI SCOTTA A M. F. R.
-
-Mi dimandaste l'altro giorno per qual causa gli Antichi ponessero
-vicino la statua di Mercurio, la statua delle Gratie: al che
-brievemente rispondendo vi dico essersi ciò fatto acciò che
-benignamente si comportassero i falli delli Oratori, essendo Mercurio
-l'Iddio dell'eloquentia: hor di questo pregovi à ricordarvene del
-continuo, perche intendo che voi siete molto pronta à calumniare
-hor questo, hor quell'altro, & non pò (sel vero m'è però riferito)
-comparire predicatore alcuno in questa città che sodisfar vi possa
-s'egli non è eloquente al par di Giovanni Bocaccio: vorrei vi sovenisse
-che si come lungo le vie aspre, et spinose, spesso si ritrovano delle
-viole & delli odoriferi fioretti, cosi anche spesso ritrovarsi nel dir
-poco facondo, delle sententie, et delle figure, degne d'esser lodate
-et dalli dotti ammirate. Si come li amanti interpretano candidamente
-alcuni difetti nelle cose amate, cosi dovemo far noi in colui, che
-per amaestrarci publicamente favella. Le cose della santa Theologia
-non vogliono, ne se gli convengono quei ornamenti che nell'altre
-scientie forse si desiderano, anzi vi dico di piu, che chi l'adorna
-di sophistiche lodi, & de Rhetorici ornamenti non altrimenti fa che
-s'egli incoronasse un Athleta di rose & de gigli, & non di alloro,
-ò di oleastro. Si come degno di riso ci parerebbe quel cantore, che
-con Lidia Musica cantar volesse di cosa grave: cosi ridicolo ci pare
-qualunque volendo parlar d'Iddio, ò del ben vivere vada lascivamente
-vagando con fioretti Rhetorici; ne altro di questo dico. state sana. Di
-Piacenza alli XIII.
-
-
-ANTONIA PALA. RANGONA À M. N. N.
-
-Oh che poca riputatione v'acquistate voi col pratticare tutto'l giorno
-con questa vostra cogina, laquale, ha nome di non attendere altro, che
-ad incanti, à malie, & à magiche operationi, et vantasi (per quanto
-m'è da molti detto) di saperne piu di Circe, più di Medea, più di
-Micale, più di Ericto et piu della scelerata Eriphia. Venne l'altro
-giorno à visitarmi un'huomo ornato di grandissimo giudicio, et dissemi
-che costei faceva professione di saper l'arte del compor veleni in
-maggior eccellentia che non seppe Canidia, della quale Oratio in cotal
-modo favellando scrisse. AN MALAS CANIDIA TRACTAVIT DAPES? ma che dico
-io di Canidia? egli mi disse ch'ella ne sapeva piu di Sagana piu di
-Veia piu di Folia & piu di Locusta: & voi siete si dell'honor vostro,
-poco amica, & poco gelosa che con essa senza rispetto prattichiate?
-Lasciate, lasciate queste vostre brutte conversationi, et togliete
-prattica c'habbia più dell'honorevole. volete forse che si dica per la
-città vostra, che siate una fascinatrice, una maga & una incantatrice?
-Deh vi venga la contrittione sono questi studi à donna Christiana
-convenevoli? liquali furno possenti à rendere infami Zoroastre,
-Democrito, Pitagora, Hermippo, Dardano, Empedocle, Apollonio, Tiridate
-& Apuleio? Vi prego adunque & con le mani in croce ve ne prego: à
-lasciar tal compagnia, & abbracciare le persone virtuose & non infami,
-si come è costei, & con laquale, à tutte l'hore vi ritrovate: state
-sana. di Modona alli .XX. d'Aprile.
-
-
-LA CONTESSA DI MONTE L'ABBATE À SUOR. A. B.
-
-La professione della vita monastica qual faceste già molti anni
-sono, richiederebbe che voi menaste altra vita di quella che menate;
-imperoche si come nella faccia piu offendono i Nevi & le Verrucole; che
-nelle altre parti del corpo le gran macchie & le horribili cicatrici:
-cosi piccioli peccati paiono sempre più grandi nelle persone religiose;
-la vita de quali fu già proposta à noi altri per un chiaro essempio &
-norma di ben vivere. Considerate (vi prego) che vogliano dir que veli
-che portate in capo: certo non altro solevano significare che castigo
-et mortificatione delle membra. considerate quella parte delle vostre
-vestimenta che volgarmente si chiama la patientia; & vedrete quel
-ch'ella vuole dimostrare si come ad Ercole cavatosi di dosso la pelle
-del leone, non si conveniva punto quella veste milesia, con laquale
-serviva ad Omphale: cosi mal si conviene à voi di haver lasciato la
-vita monacale & vivere hora in tante delitie che non ne gustò mai la
-metà la delitiosa Messalina. non dico già che sempre io approvi il
-monastico rigore: ma ben vi dico che si come l'arco troppo tirato si
-rompe, cosi l'animo troppo rimesso & ocioso si spezza & perde ogni suo
-vigore. Deh ritornate al monistero, dove ad un tratto meno offenderete
-Iddio, & l'honor della casa vostra & qual reputatione credete voi che
-recar vi possi l'assidua prattica de dissoluti scolari qual voi havete?
-mutate, mutate vita, & non aspettate che la divina sferza ve la faccia
-mutare. Iddio da mal vi guardi. Di Vinegia.
-
-
-LUCRETIA DI ALICROTTA ALLA S. D. CORNELIA PICCOL'HUOMINI CONTESSA DI
-ALIFFE S.
-
-Non hò ne lingua, ne parole atte ad isprimere (valorosa donna) il
-dolore, che hò sentito nella morte del vostro honoratissimo consorte;
-la cui vita era à molti vita, & la cui salute ad infiniti porgeva
-salute: & chi è colui si di rigido diaspro composto che non pianga
-et non si doglia veggendo colui dal mondo partirsi che di humanità &
-di religione tutti gli altri pari suoi avanzava: et haveva sempre le
-ricchezze sue esposte alli servigi de suoi amici & cari benvoglienti?
-Quanto havrebbe meritamente da pianger non sol voi, che li foste cara
-consorte, ma tutto'l regno di Napoli veggendosi privato di si honorato
-cavagliere: concedo liberamente che tal perdita sia stata troppo
-grande, nondimeno, tolerar si deve, percioche cosi suol avvenir alla
-debolezza nostra; cosi accade alla conditione della vita comune, & di
-questi frutti dacci spesso la iniquità della fortuna. Confortative però
-signora poi che fragile, caduca, & mortale è l'humana generatione: &
-con tal patto & legge nasciamo, che morir ci bisogna ogni & qualunque
-volta che à Iddio piaccia: scrisse Pindaro che altro non eravamo che
-un'ombra & un sogno, & non meno elegantemente di lui il medesimo ci
-espresse Theocrito, di due pastori favellando. Dalli fati siamo noi
-guidati & inevitabili sono li fati: la morte non perdona à veruno,
-tocca i fenili, batte i tuguri, et percuote l'alte Torri de Potenti
-Rè: se muoiano le città, quanto piu facilmente pò morir l'huomo di
-cui scrisse Omero non potersi cosa piu fragile ritrovare. veggiamo
-estinta Babilonia superba di grossa muraglia, di bellissimo tempio,
-& de sospesi orti; Veggiamo estinti Tiro per l'ostro & per la porpora
-altiero; veggiamo estinto Corinto dalla finezza del metallo nobilissimo
-reputato: et pareracci strano che un'huomo muoia? Certamente Signora
-mia tutte quelle cose che secondo la natura ci accadeno, sono da
-reputar buone, & qual cosa pò esser piu naturale che chi è mortale una
-volta, muoia? temperate adunque le lagrime, perdonate al dolore, et
-per darvi un'utile consiglio (benche forse vi parerà alquanto acerbo)
-preparatevi anchora voi al morire, con ferma speranza di rivederlo in
-cielo, & in eternamente goderlo, senza temere, che piu rubato, ò dalla
-podagra danneggiato vi sia: ne piu oltre mi stendo, perche so che savia
-siete, & saviamente in cotal caso vi portarete; Iddio padre delle
-consolationi sia quel che vi consoli (quando le mie lettere per se
-bastevoli non sieno). Di Cremona alli VII. d'Aprile.
-
-
-PILESTRINA DA CASTELLO A M. CATHERINA ET A M. TARSIA DA CASTELLO S.
-
-Non mi direte già piu care sorelle che io non sia amica di Christo poi
-che m'ho dimostrata amica della pace qual hoggi hò fatto con la mia
-adversaria et nel vero, ne sono molto contenta d'haverla fatta, perche
-mi stava piena di amaritudine, tutta via pensando alla vendetta, et al
-risentirmene non feminilmente, ma con valore maschile & martiale hora
-conosco esser vero ciò che M. Tullio ne scrisse che non sol essa era
-dolce, ma che anchora piacevole, soave, & amichevole era il suo nome;
-& che per lei si conservavano in buono stato non sol le cose publiche,
-ma ancho le private, hora potrò dir di buon cuore & non simulatamente,
-DIMITTE NOBIS DEBITA NOSTRA, SICUT ET NOS DIMITTIMUS DEBITORIBUS
-NOSTRIS: questo vi ho voluto far intender con questa mia polizza; acciò
-vi rallegriate, & facciate il medesimo. Di casa nostra.
-
-
-ISABELLA VILLAMARINI PRINCIPESSA DI SALERNO ALLE NOBILISSIME SIGNORE
-RIGHETTA VIOLANTE, ET PORTIA SANSEVERINE S.
-
-Domani nell'aurora, vi aspetto, perche n'andiamo insieme a
-communicarci; cioè a ricevere quel santissimo sacramento instituito
-dal Salvatore nostro volendo egli abbandonare questo mondo et salir al
-cielo, & questo fece perche fusse segno perpetuo et perpetua ricordanza
-dell'amaro supplicio per noi miseri peccatori in croce sostenuto,
-resta hora che ci andiamo con pura fede, & crediamo che per noi
-indubitatamente sia morto Giesù, & ch'egli ci habbi con la morte sua
-aperto il Paradiso, chiuso l'Inferno, rotto la fronte a Sathan & vinto
-la rapace morte: bisognerà di più conservare per l'avenire i suoi santi
-precetti, quai egli dette pria che questa santissima cena instituisse:
-state (vi prego) tutta notte in oratione, pregando l'eterno padre
-ci mandi lo spirito suo ne cuori nostri, perche abbruggi col suo
-fuoco tutte le immunditie et tutte le lordure de comessi peccati:
-io vi ricordo che si come li ottimi rimedi sogliono recar morte se
-con debito modo non si riceveno, cosi li sacramenti di Giesu Christo
-sogliono essere salutevoli alli degni & mortali a chi indegnamente li
-riceve: scordative ogni vanità; scacciate da voi ogni altro pensiero,
-ogni altro amore, fuor che di unirvi per fede con Giesu Christo, &
-mai da lui per alcuno momento di tempo non separarvi: voglio signore
-facciamo per l'avenire una nova vita: voglio che abbandoniamo questo
-cieco mondo, cioè le sue concupiscentie & gli suoi inganni, & che
-doventiamo christiane de fatti & non di nome solo. Voglio, che i nostri
-ragionamenti sieno sempre dell'honor d'Iddio, della gloria de beati,
-& delli eterni supplitij che sono a reprobi apparecchiati: & questi
-faremo sempre quando saremo tra noi: ma quando ci accaderà però essere
-in conversatione di qualche signora, a cui più piaccia l'honor del
-mondo, che quello d'Iddio, parlaremo di Lucretia (quel raro lume della
-Romana castità) di Sophronia similmente Romana, di Sabina imperatrice,
-di Monima, di Milesia, & di Veronica Chia, ambedue sagge & mogli del
-gran Mitridate: parleremo di Theoxena, di Neera Salentina, di Evadne,
-di Iocasta, di Erigone, & di altre molte che valorose furono, non ci
-faremo a cotesto modo, tener chiettine & pur di cose honorate saranno i
-ragionamenti nostri: non altro. Di casa nostra alli X. d'Aprile.
-
-
-LEONORA VERTEMA A F. N.
-
-Mi rallegro che senza niuno amichevol consilio habbiate preso marito
-(mi rallegro dico) perche vi vederò far la penitentia della vostra
-prosuntione; poi che vi pare di saperne piu della Sibilla Cumana & ne
-sapete meno di qualunque rozza contadinuccia: hor su vi faccio sapere
-che voi havete preso per marito huomo si loquace, che per una parola
-che voi li direte, ve ne responderà sempre dieci. per il che molti lo
-rassimigliano a qual Portico ch'era già in Olimpia, il quale rendeva
-sette voci per una. L'è anchora goloso più di quel Aristoxeno che
-desiderava che dato li fusse dalli dei il collo di Grue. sarà veramente
-pericolo grande, che un giorno egli non vi mangi come fece Camble Re
-de Lidi, il qual per istrema voracità mangiò una notte la moglie (sel
-vero però ci narra Musonio auttor Greco nel libro ch'egli scrisse della
-Poliphigia & della Poliposia). L'è oltre questo, mettidore de malvagi
-dadi. giocherebbesi il generò; si che poveretta & mal consigliata come
-vi siete voi stranamente affogata? & poi volete esser tenuta savia al
-par di Solomone? hor godetevelo nella buon'hora; & imparate a vivere
-nell'altre cose più consigliatamente che non havete fatto in questa.
-Iddio vel perdoni, voi ci havete posto con questo vostro temerario
-ardire in tanto travaglio, che se campaste mille anni, non ce ne
-trarreste mai. state sana. Di Piuri: alli XX. di Settembre.
-
-
-CATHERINA VISCONTE CONTESSA DI COMPIANO ALLA S.
-
-Vi si da, quasi da tutti, gran colpa che tanto affatichiate le
-vostre damigelle nel lavorare che divengono oppilate, & visibilmente
-si veggono infracidire. Dovereste pur sapere che si come le piante
-mediocremente inaffiate, crescono, & se sopra modo sono adaquate si
-suffuocano: cosi gli animi & i corpi nostri per moderate fatiche
-aiutarsi & per le smoderate del tutto opprimersi. Se la vigilia è
-sostentata dal sonno, la tempesta s'indolcisse dalla sopravegnente
-serenità, le tenebre sono confortate dalla diurna luce, cosi
-doverebbonsi anchora sollevare le fatiche per i temperati giuochi,
-& per i dolci canti. Se si rallentano a posta fatta le corde del
-liuto, & della lira perche al bisogno rimanghino poi ben tese, perche
-non si deve similmente ricrear l'animo di qualche honesto trastullo
-per farlo poi piu robusto alle importanti fatiche? certo, certo voi
-l'intendete male, & pessimamente sapete come governare si debbano le
-tenere fanciulle: havete sinhora fatto di maniera che non ne trovareste
-piu alcuna a vostri servigi se lor deste in dote quanto havete, & se
-non mel credete, fatene l'isperienza, et vedrete chiaramente come la
-cosa vi riuscirà: voi mi potreste per aventura dire, io le faccio
-travagliare, perche le mi paiono ben sane, & io vi dico che non ci
-basta per tolerar l'assidue fatiche, l'haver i corpi sani, che fa
-anchora bisogno che sieno di buona habitudine & ben robusti: si come
-anchora non basta l'haver la ragione pura, & da vitij sequestrata,
-s'ella non sia forte & gagliarda in far resistenza alle cose esterne,
-ne altro dico à questo appartenente. state sana. Di Piacenza alli X.
-d'Aprile.
-
-
-CATHERINA SPADA BONVISI A M. N. F.
-
-Mi scrivete nelle prime, & nelle seconde vostre, che io debba essortar
-Cirillo vostro nipote, a voler attendere ad altro che a lettere,
-parendovi troppo brutta cosa che un'huomo di si chiara fama come egli
-nel vero è, non sia buono salvo che ad una cosa sola. Io li ho piu
-volte detto che ciò non meno dispiaceva a me, che a voi dispiaccia;
-ma però rimuoverlo non posso: si che sforzata sono di portarlo in
-pace, & confortarmi col vedere che anche quella terra che genera il
-sale, non genera mai altra cosa, & cosi credere che il medesimo avenga
-a quelli ingegni che nelle dottrine sono fecondi, poiche di rado si
-veggono buoni nelle altre civili attioni. Questa tal sorte d'huomini,
-mio padre li soleva già rasimigliare ad un fonte posto non so in qual
-luogo, dove il nitro solo & non altra cosa vi ci nasce quanto poi a
-quel che mi scrivete che richiamar lo debba da alcuni vitij, ne quali
-naturalmente è inchinato. Certo non ne perdo mai alcuna occasione
-quando ella mi si offerisce, ma dovete sapere che si come è cosa facile
-al pesce, l'entrar nella nassa & difficil poi uscirne, cosi agevol cosa
-essere il scorrere ne vitij, ma molto malagevole il sapersene ritrarre,
-benche in lui non mi paia d'haverci scorto mai altro difetto che di
-darsi troppo in preda ad una sfortunata meretrice, & sonomi lungamente
-maravigliata come si felice ingegno si lasciasse ritardare del salire
-alle grandezze del mondo per si vil oggetto (sono mi dico) di cio molto
-piu maravigliata che di vedere che un picciol pesce, sia bastante a
-ritenere una gran nave: (quantunque sospinta sia da impetuosi venti) Io
-non so però che altro fargli, salvo che pregar Iddio che lo converti a
-se, & faccialo tosto ritornare nella buona strada. Di S. Quirici alli
-X. d'Agosto.
-
-
-LA CONTESSA MADDALENA AFFAITÀ BIA ALLA REVEREN. ET ILLUS. SUOR DIANA DE
-CONTRARI.
-
-Hò inteso per piu d'un messo che vi siete fatta monaca & che havete
-incominciato a vivere una vita angelica, anzi che humana, di che,
-hò ricevuto tanta allegrezza che di più non ne poteva esser capace;
-perseverate vi prego come incominciato havete, & se al primo tratto
-non potete conseguir quella perfettione che voi vorreste, non per ciò
-vi diffiderete delle vostre forze (aiutandole Iddio) ma persevererete,
-con stabil perseveranza per ferma cosa tenendo, che si come la Pittura
-cominciò prima dalle ombre & dalle linee, dopoi trappassò al Monocroma,
-d'indi, si venne al lume & all'ombra, insieme con la varietà di colori,
-fin che ella pervenne finalmente alla somma ammiratione del stupendo
-artificio, cosi in noi non nasce la virtù perfetta, ma a poco a poco
-con cottidiani atti virtuosi ella si conduce alla desiderata sommità.
-Voi (per la Iddio gratia) ridotta vi siete in un monistero dove havrete
-ottimi essempij: hor qui vi essorto io a fare come già fece Zeusi, il
-quale dovendo pingere alli Agrigentini l'imagine di Giunone, veduto
-ch'egli hebbe tutte le vergini della città, cinque poi ne elesse
-per imitar in quelle, ciò che havessero di bello & di perfetto; cosi
-voi di molte savie donne che in questo monistero di S. Antonio sono,
-eleggerete le piu savie, & quel che in esse ottimo giudicherete, lo
-pigliarete per una gloriosa imitatione. Intraviene a chiunque fa
-professione di essere virtuoso come a Pittori accade. Si come non
-ogni pittore vale in qualunque parte dell'arte, ma altri in tirar
-linee, altri in isprimer volti, altri nella proportione & altri nella
-mescolanza de colori eccellentia dimostra: cosi nell'abbracciar la
-virtù, alcuni si veggono piu constanti, alcuni piu giusti, & alcuni di
-maggior temperanza ornati: queste poche parole v'hò scritte per l'amor
-grande che vi porto, attendete a conservarvi sana di mente & di corpo.
-
-
-OLINDA SCOTTA ALLA S. AURELIA CONTESSA ET MADRE HONORANDA.
-
-Gran dispiacere è il mio S. madre che per si lungo tempo stiate da noi
-absente, & ispetialmente per piatire alla civile, et che è peggio,
-in luogo dove l'ingordigia delli avocati è incredibile: certa cosa
-è che si come la bilancia piega hor in questa parte, hor in quella
-secondo il peso ch'ella riceve, che cosi fanno anchora gli avocati
-de nostri miseri tempi; piegansi & favoriscono sempre quelli che piu
-largamente lor porgono, & a dietro lasciano quelli la causa de quali
-è spesse volte di gran lunga migliore: voi vi siete poveretta voi,
-condotta in una città dove fa mestieri de danari in maggior copia che
-non hebbe Cleopatra, la somma de quali facilmente comprender si puote
-dalle sue mura poste fra i sette miracoli del mondo, dalla sua coppa
-il cui peso era di quindici talenti, dal convito col quale ricevette
-M. Antonio, & da quelle bellissime perle & altre spese quai fece ne
-suoi tempi: farebbevi anchora mestieri d'una grandissima prosuntione,
-la onde voi siete la istessa modestia. farebbevi di mestieri d'una
-patientia che avanzasse quella di Socrate: Io veramente (parlo per la
-parte mia) anzi che sofferire che stiate da noi si lungamente absente,
-patirei piu volentieri di perdere quanto posso possedere al mondo, &
-rimanermi in camiscia & scalza. tornate adunque tosto cara S. Madre,
-fate ogni sforzo che almeno alle feste di Natale siate a casa. oh che
-maninconiche feste sarebbono le nostre se si facessero senza l'amata
-vostra presentia. Di casa alli XIII. di Novembre.
-
-
-RIGHETTA SANSEVERINA ALLA S. LEONORA CALANDRINA.
-
-Piacemi infinitamente d'haver inteso che tutta data vi siete alla
-virtù: pregovi per tanto a perseverare ricordandovi che si come i
-grandi obelischi con molta fatica si rizzano per il grave peso che in
-se contengono, ma collocati che sono in determinato luogo, durano poi
-per infiniti secoli: cosi difficil cosa esser l'acquistar fama di savia
-& di virtuosa donna, ma acquistata, non morir mai: benche a me paia
-che gia lungo tempo fa intrata voi siate nella via della virtù, ne mai
-hò in voi ripreso cosa veruna, anzi v'hò sempre sommamente lodata: &
-detto che siete la piu liberale & cortese Signora ch'io m'habbi veduta
-al mio vivente, cosa che non posso già dire di quella vostra amica,
-la quale con si amaro viso riceve chiunque l'entra in casa, che sono
-stata sforzata piu volte di rassimigliarla a quella faccia di Diana
-che nell'Isola di Scio già si vedeva in elevato luogo posta, la quale
-trista & lagrimosa si dimostrava a chiunque entrava, dolce & lieta a
-chi n'usciva. non farete già voi cosi, anzi desiderando vera & eterna
-fama apparechiate con la cortesia altri fermi & stabili fondamenti:
-guardative a non esser simile a quella gemma detta Iris, la quale non
-rende i colori dell'arco celeste, salvo che in luogo opaco & al Sole
-li perde affatto, ne quelli rende perche in se stessa li habbi: ma
-li rappresenta sol nelle pareti, fanno veramente a cotesto modo molti
-liquali mostrano molti simulacri di virtù, ma all'oscuro li dimostrano.
-ne altro vi dico, state in Christo. Di Napoli alli XIII. del presente.
-
-
-DEMETRIA GALLERITTA A M. BRUNELLA SOTIRA.
-
-Mi havete fatto singular piacere, a non dar a nostro figliuolo per
-moglie, la figliuola di M. Sestilia: a me nel vero non piacquero mai
-quei suoi capelli crespi & corti: quelle mamelle grandi, ne quella
-voce si sottile & alta, per esser gli espressi di donna incontinente et
-lussuriosa: ne vi paia maraviglia che tal giudicio faccia dalla forma &
-dall'habitudine del corpo suo poi che Socrate approvò tal cognitione in
-Zopiro, & Hippocrate, in Philomene Phisionomista molto eccellente: non
-dico già per ciò che la potentia loro, sia si grande, che tiranneggiar
-ci possa, & di questo sia per hora detto a bastanza, ragionerò hora
-famigliarmente con esso voi per lettere poi che con la presentia
-non posso d'alcune altre cose che sono doppo la partenza vostra
-repentinamente occorse, ringratiovi della lettera consolatoria scritta
-a M. Philippo nostro: dogliomi delli suoi dispiaceri & meno me ne
-doglio, perche la radice del suo male, è nata dalla sua ambitione, non
-volendosi contentare dell'humile stato nel quale Iddio lo pose. Quelli
-che habitano nelle spelonche non sono mai percossi dalla saetta, cosi
-mai sono da Prencipi & gran Signori oltraggiati quelli che dell'humile
-& bassa fortuna si contentano, non li sarebbe avenuta questa sciagura
-se havessimo piu savi & pietosi magistrati di quel che noi habbiamo:
-certa cosa è che si come quella medicina merita piu loda che sana con
-la dieta le parti vitiose, che non fa quella che li risana col fuoco:
-cosi miglior magistrato giudico io quel che corregge i delinquenti
-che quello che dal mondo li lieva: ma ben mi doglio che insieme con li
-altri danni ci sia stato quel delle facultà vostre, & rincrescemi che
-siate stata sforzata di perder i vostri piu cari ornamenti che presso
-di voi havessi, conviene però haver patientia d'ogni cosa & ricordarsi
-che quelle donne furono sempre da savi giudicate esser meglio ornate
-che sprezzatrici furono delli ornamenti: si come anchora di piu soave
-odore son giudicate quelle, dalle quali niuno odore spira: fidatevi pur
-che saranno molto ben sofficienti gli ornamenti dell'animo vostro, a
-farvi riverire & amare dal mondo: anchora che ignuda rimaneste. state
-sana. Di Trahona alli X. d'Aprile.
-
-
-LUCRETIA DA ESTE S. DI CORREGGIO ALLA S. L. R.
-
-Se vostro figliuolo è da voi fuggito, datene la colpa alla vostra
-rigidezza, & a quelle acerbe riprensioni che siete solita di fare a
-chi fallisce, non dovereste al mio giudicio riprender gli altrui falli
-cosi aspramente come fate, ma dovreste imitare i Medici, li quali
-sogliono mescolar non so che di dolce alle medicine amare: si come il
-carrattiero non tiene sempre la briglia a se ritirata, ma spesse volte
-con dolcezza la rilassa, cosi anchora si deveria verso de figliuoli
-esser alle volte indulgente, & non sempre star su quel vostro rigore,
-qual appena comportar potrebbe tutta la scuola Stoica: quei che non
-sanno sofferire le fragilità per imperfettioni puerili fanno veramente,
-come quelli che offesi dalle lambrusche lasciano altrui godere l'uve
-mature; anzi per darvi una similitudine forse piu accommodata dirò che
-fanno come quelli, che traffitti dalle Api lasciano alli altri il dolce
-mele: imparate imparate hormai ad esser piu piacente che non siete. Se
-la potentia irascibile troppo tosto si accende in voi, fate che anchora
-tosto si spegna; altrimenti io temo, che doppo che saranno fuggiti
-i maschi, non fuggeno anchora le femine, ilche a gran dishonore vi
-risultarebbe: ne so se gli poteste poi riparare con le vostre furie &
-istreme bizzarie. Io procacciarò per amore vostro per tutte le vie, che
-mi saranno possibili, ch'egli ritorni. & se aviene (come spero avenir
-debba) ch'egli ritorni, pregovi a mutar stile, & tenere miglior modo in
-governarlo, di quel che tenuto havete fin'hora. Di Correggio alli XX.
-d'Aprile.
-
-
-ANGELA CASTRUCCI A .M.
-
-Mi sono spesse volte maravigliata come comporti l'Episcopo vostro, che
-quel romito vestito di bigio publicamente predichi la parola d'Iddio
-essendo pieno d'impietà, tutto avaro, tutto hippocrita, & seduttore.
-Certamente si come Alessandro il Magno vietò per publico editto,
-che niuno havesse ardire di pinger la sua imagine fuor che Appelle,
-rappresentarlo in metallo, fuor che Lisippo, et intagliarlo in gemma
-eccetto che Pirgotele: cosi al mio giudicio si doverebbe vietare, che
-niuno predicasse Giesù Christo, eccetto quelli che con buoni fatti,
-lo isprimeno, intendo però ch'egli è stato molte volte essortato &
-ammonito ad abbracciar la vera pietà & lasciar la sua mala vita, ma
-tutte le ammonitioni sono state vane. credo io ch'ei sia simile a
-quella gemma detta Calazia, la quale anchora che si getti nel fuoco,
-ritiene però sempre la sua natia freddezza, ma non mi maraviglio già
-io ch'egli habbi tanto favore, quanto hà dal vostro parente, perche si
-come l'ambra tira à se la paglia, la Calamita il ferro, la Chrisocolla
-l'oro; cosi tiriamo a noi, & di buon cuore quei soliti siamo di
-favorire che sono di simiglianti costumi a noi: v'ho fatto volentieri
-questo discorso, accioche vi guardiate dalla sua pestifera dottrina,
-& dalla maculata vita; ne vi lasciate contaminare la candida vostra
-mente (si come fatto hanno molte sciocche) & qui fo fine al scriver
-mio, pregandovi non mi teniate perciò di mala lingua, ma piu tosto di
-amorevole natura. Da Lucca alli XX. d'Agosto.
-
-
-BARBARA TRIVULZA A M.
-
-Vi dolete meco per lettere, che i vostri figliuoli sieno ritornati
-a casa senza dottrina et senza alcuno bel costume, di che anch'io
-per l'amor che vi porto, assai, & non poco me ne doglio: l'è vero
-che non me ne maraviglio imperoche non vidi mai (al mio vivente)
-alcuno albero che facilmente non divenisse sterile, & si facesse
-tortuoso, mancandogli la debita cultura, non v'è alcuno si felice, &
-si sollevato ingegno che facile non sia al degenerare; mancandovi la
-buona & santa educatione. Niuno generoso cavallo obedisce volentieri al
-cavalcatore, s'egli prima non è con perfetta arte domato, noi habbiamo
-tutti naturalmente l'ingegno assai feroce se con saggi precetti &
-con virtuosa creanza non sia adomestichito & fatto mansueto: quanto
-la terra è di sua natura migliore, tanto più agevolmente si corrompe
-& guastasi, se nel coltivarla vi si usi alcuna negligentia; i buoni
-& felici ingegni se non sono ben disciplinati, scorrono ne vitij con
-maggior prestezza che non fanno gli altri. & che volevate voi ch'essi
-apprendessero di buono, ò di bello, stando alla villa del continuo
-sotto l'imperio del lor zio, di cui non nacque, ne nascerà mai il piu
-rozzo, piu ignorante, & il piu inhospital villano, sono i fanciulli
-come anche sono le materie molli, dove tosto s'imprime il sigillo.
-se qualche buona dottrina, & se qualche bel costume lor fusse stato
-insegnato, l'havrebbono appresso, ma non essendogli mostrato salvo che
-cattivi essempij come potevate voi sperar che riuscissero altri di quel
-che riusciti sono. Di Prolezza alli XIII. d'Aprile.
-
-
-LUCRETIA MARTINENGA CONTESSA BECCARIA ALLA S.
-
-Quando intesi che la virtuosissima vostra figlia era da questa vita
-alla celeste trappassata, subito pensai che tal partenza in cosi
-giovenil età vi fusse stata cagione d'insoportabil noia, & ad un
-medesimo tempo conobbi ch'era mio debito il consolarvi di si gran
-perdita, senza haver altro risguardo alla singolar vostra prudentia.
-ma non fece cosi subitamente, quel che dovea fare, perche piacquemi
-d'imitar i medici, li quali non porgono i lor rimedij quando
-l'infermità incrudisce & è in aumento, ma sol quando l'incomincia
-a declinare. io non volli porgervi alcuna consolatione a quelli
-primi movimenti pieni d'ira & di dolore, ma ho voluto aspettare
-che si fussero alquanto rimessi: hor finalmente pregovi dolcissima
-.S. à temperar il duolo, che tanto vi cuoce, & si v'afflige: anzi
-a prepararvi di gir dove ella dimora contemplando a tutte l'hore la
-faccia del nostro padre eterno: ella è veramente nel Paradiso, & voi
-piangete? ella giubila con gli Agnoli & festeggia insieme con le sante
-anime: & voi per lei vi tribolate? quasi che vi rincresca che lasciato
-qua giù il corporal velame, salita se ne sia à superni chiostri?
-quasi che vi dispiaccia, ch'ella si sia vestita di immortalità? Deh
-consolative signora, & non vogliate sminuire con le vostre amare
-lagrime, la sua eterna gioia: ma pregatela piu tosto che preghi per
-le nostre miserie, & supplichi il grande Iddio, che ne faccia hoggimai
-cittadini della celeste Gierusalemme. Di Pavia alli XV. d'Aprile.
-
-
-SESTILIA A PERONELLA.
-
-Non viene alcuno de vostri vicini in queste nostre parti che non vi dia
-colpa di crudele, poi che vi è si poco grato l'amore che M. Pamphilo vi
-porta: & perche lo ricusate voi per amante? non hà egli sempre servito
-a voi sola con somma fede conoscendo esser l'amore cosa indivisibile;
-non hà egli lungamente perseverato? non sprezza egli ogni cosa per
-voi? Il poverino, calamitoso sopra tutti li huomini si reputa quando
-accade che ò dal caso, ò dalla fortuna egli sia costretto di pensar
-ad altro che a voi. Quante volte m'hà sopra della sua fede giurato
-sol allhora felicissimo reputarsi quando lieta vi vede ò che almeno
-l'estreme parti delle vesti vi tocca brama d'havere tutte quelle cose
-che a voi appartengono, desidera l'honor vostro, non pò sofferir con
-pace di sentire parola alcuna che ad infamia resultar vi possa: sempre
-vi loda, & hà il suo volere al vostro conforme. Hor se questi espressi
-& evidenti segni non vi moveno a credere che di perfetto cuore vi ami;
-movavi almeno il vederlo per soverchio amore nel letto miserabilmente
-languire: ma mi potreste forse dire se egli è amalato n'è colpa
-l'intemperanza del mangiare ò le molte fatiche ch'egli sostiene nel
-cacciare, ò nell'uccellare: & io del certo vi affermo, che sol amore
-n'è potissima cagione, poi che tutta la scuola de medici Arabeschi
-confessa che chiunque per troppo amare inferma, ha gli occhi secchi &
-profondi, move frequentemente le palpebre & hà l'anelito interrotto:
-havete pur veduto tutti questi segni nella passata & nella presente
-infirmità, et anchora non lo credete? Ah crudel fera & per quanto
-tempo credete che amore potrà comportare questa vostra tanta arroganza?
-certo non passerà guari che vi pentirete, resterete un giorno dolente
-di questa vostra crudel natura, & farà che voi amarete quando altri
-vi haverà in odio, accenderansi in voi tutte le volte che lo vedrete,
-fiamme maggiori che non uscirno mai ne di Etna, ne di Mongibello: la
-faccia vostra diverrà rubiconda, terrete in lui gli occhi fissi, ne
-pareravi di veder faccia humana, ma divina: arderete per lui d'amore,
-abbruggiarete d'un calore che non fa strepito: & da gli occhi parerà
-che vi esca il fuoco. o come mi riderò io di voi, quando per amore vi
-sentirò trapassare tutte le notti & tutti i giorni che vi restano in
-acerbe querele: non poter patir voi medesima, ne prender alcun pensiero
-della vostra salute. oh come mi smascellarò io per le risa quando vedro
-che per amare non sia in voi piu alcun vigore, non esservi piu quel
-color di sangue che vi tingeva la bella faccia: que begli occhi che
-si rassimigliavano al Sole, non esser piu si chiari come solevano, &
-vederò bagnarvi del continuo le guancie non altrimenti che quando la
-neve si distrugge: l'ardore che si sentì al cuore Medea per Iasone ò
-Dido per Enea, fu nulla rispetto a quello che per lui sentirete (se
-lo spirito profetico d'Amor confortato in me non vaneggia) cosi sono
-trattate dall'Amore le ingrate & arroganti come voi siete, & di questo
-siavi detto a bastanza. considerate voi quel che vi si convenga fare,
-per non sentir d'Amore si crudeli stratij che v'hò dipinti. Fra tanto
-state sana, & me, che sempre vi fui fedelissima consigliera, & piu
-che me stessa v'hò amata, se potete riamatime. Di Palermo alli XXV.
-d'Aprile.
-
-
-LUCRETIA GIGLI A M. F. R.
-
-Letto che io hebbi le vostre dolcissime lettere, incontanente chiamai
-ambidui li nipoti vostri, & si lor dissi quanto faceva di mestieri,
-per dargli miglior creanza & per rimuoverli da quelli brutti studi,
-ne quali del continuo occupati si stanno: ma certamente a quel che
-io mi aveggo, hò gittato tutta l'opra come quelli far sogliono, che
-predicano al deserto: m'è venuto per tanto voglia di rassimigliarli a
-quella gemma detta Antrace, della stirpe de carbonchi, a cui è cosa
-peculiare l'estinguersi nel fuoco & ardere nell'acqua. Oh quanti ne
-veggio di tal natura che se li essorto divengono languidi et nell'opra
-rimessi, se da qualche cosa li sconforto tutti si accendono: se
-lor faccio grato servigio mi doventano nemici & se li tratto male,
-molto piu mi apprezzano & fannomi vezzi. Ricordomi d'haver letto
-in Plutarco ritrovarsi alcuni ingegni, simili a quella Pietra che
-si chiama Draconite; la quale polir non si pò, ne artificio alcuno
-suole mai admettere: a questa pietra rassimiglio io alcuni ingegni
-e ispetialmente quelli de vostri nipoti, poscia che ridur non si
-possono ad alcun civil costume & honorato esercitio. Io vorrei (si
-come piu fiate lor hò detto) imitassero quelli che seco portano alcune
-gemme, altri contro l'imbriachezza & altri contra la celeste saetta:
-cosi anch'essi havessero sempre con esso loro alcuni precetti della
-christiana philosophia: per rimediare con prestissimo antidoto alle
-infirmità dell'animo. ne altro intorno a questo vi dico. Iddio li
-aiuti. Di Lucca alli X. di Febraio.
-
-
-CAMILLA N. A M. SEPTINIA ALBIZI.
-
-Havendomi per vostre lettere significato il desiderio che havereste, di
-maritare vostra figliuola in qualche honorato gentilhuomo della citta
-di Brescia, dove mi ritrovo havere de molti amici & benivoglienti, vi
-faccio sapere ch'io n'hò uno alle mani, nel quale, appariscono tutte
-le virtù a quella sembianza che non veggiamo apparire nella gemma
-detta Oppalo tutte le doti dell'altre pretiose gemme: egli è per la
-prima cosa, un'armario di civile & de canonici statuti, l'è un largo
-fonte di cortesia, l'è un essempio di fedeltà. L'è finalmente l'Idea
-della giustitia & della modestia: & se per aventura non mi havessi
-quella fede che merita l'amore qual io vi porto, dirovi & il nome &
-il cognome, acciò che pienamente da altri informare ve ne possiate:
-chiamasi M. Lodovico Barbisono, la cui eccellentia è tale che non si
-pò conoscere da chi non se gli avicina a quella foggia a punto che
-dell'altezza de monti intraviene: non prattica veruno con esso lui,
-che miglior & piu discreto non doventi, anchora che con tal pensiero
-non ci si pratticasse: aviene a punto come avenir suole a quelli che
-nelle profumerie entrano, che seco poi ne traggono l'odore anchora che
-per tal rispetto non vi entrassero ò vero come quelli che dal Sole son
-fatti coloriti pensando per aventura a qualunque altra qualità solare:
-avisatemi d'ogni vostro pensiero che intorno a ciò farete, perche
-sappia come governar mi debba. Di Brescia alli XII. d'Aprile.
-
-
-D. CORNELIA PICCOL'HUOMINI CONTESSA DI ALIFFE ALLA S. ISABELLA SFORZA.
-
-Delle male fortune che occorse vi sono, ne hò sentito tanto dolore
-che al mio vivente non hò mai sentito il maggiore: & credo fermamente
-ch'egli mi havrebbe del tutto sbattuta, se confidata non mi fussi
-nell'alta prudentia della .S.V. della quale hò sempre sperato che in
-qualunque fortuna vi ritrovassi, mostrareste che piegare non si pò
-per alcuno maligno soffiare d'impetuoso vento la grandezza dell'animo
-vostro. il nano anchora che sopra di altissimo monte posto sia, egli
-non rimane perciò di esser nano, et cosi sel si pone un colosso nel
-pozzo non resta per questo di scuoprire quanto egli sia grande: cosi
-anche la donna savia è sempre grande, ben che da colpi di fortuna
-trafitta sia et la pazzarella è sempre picciola, anchor che in somma
-& splendida fortuna si ritrovi essere; sopportate .S. mia quanto vi
-accade di sinistro con viril animo, ne vi lasciate in modo alcuno
-sbigottire dall'altrui malitia, la quale è a peggior conditione
-condotta che non sono i serpenti, poi che quelli senza veruno suo danno
-in se contengono la qualità velenosa, & la malitia per se stessa se la
-bee & ingiottisce. vi conforto di piu a perdonare a chi vi ingiuria &
-a torto travaglia, ne permettere che la lor detestabil ingratitudine vi
-ritardi mai ò vi rimova dal far di novo beneficio, si come non restate
-di seminare doppo la mala ricolta, ne restate di navigare, benche piu
-volte habbiate fatto naufragio. cosi facendo ne riportarete somma loda,
-& viverete quando sarete sotto terra. state sana & confortative in
-Christo. Di Napoli alli X. di Settembre.
-
-
-ISABELLA SFORZA A M. FLAVIA LAMPUGNANA.
-
-Nelle vostre lettere mi richiedete che io vi mandi almeno venti belle
-sententie Latine per farle scrivere nella sala che novamente havete
-fatto dipignere, nella qual cosa mi sono adoperata quanto piu hò potuto
-diligentemente & hò fatto la scelta di queste c'hora vi mando: perche
-le facciate non sol dipignere, ma perche ve le scolpiate nel cuore.
-
- Crebra ira animum exulcerat:
- Iracundiam iracundia ne pellas,
- Ratione firmandus est animus:
- Linguæ durities, maximorum malorum est causa.
- Iracundia sibi sæpe nocet, dum alijs nocere studet.
- Nihil tam cito prætervolat, quàm iuventa:
- Virtutis fama nec marcescit, nec senescit.
- Salutaria magis, quam blanda sunt expetenda,
- Quod stultis in pernitiem vertitur, sapiens in suum convertit
- commodum:
- Nihil pollicitans benefacito:
- Incommoda assuetos parum ledunt.
- Explorandus Amicus, antequam arcanum illi commitas.
- Plura loquuntur iuvenes, sed utiliora senes.
- Optima sæpe sunt, quæ fugacissima videntur.
- Fortuna præter morem blanda imminens, exitium sæpe significat:
- Auri pulvis, mortalium oculos maxime excæcat:
- Adulatio fugit severa, & captat mollia.
- Fortuna prospera, dum blanditur, strangulat, ac perdit.
- Nulla res est tam nihili, quæ non aliquando prosit (si recte
- utaris).
- Nocet Fortuna, si vel secunda nimis, vel sit maligna nimis.
-
-Queste sono le sententie che per amor vostro hò estratto da Seneca,
-da Plutarco, & da altri savij scrittori: Se per voi posso altro,
-comandatime senza havermi alcuno risparmio. Di Firenzuola alli XX.
-d'Agosto.
-
-
-EMILIA DA ARCO ALLA S. CONSTANTIA BORELLA.
-
-L'altro giorno vi pregai che mi volessi mandar la solutione delli
-infrascritti dubbi, cioè per qual causa gli Romani, salutavano li Dei
-col capo scoperto & li huomini col capo coperto; & cosi qual cosa li
-moveva à sacrificare à Saturno & all'Honore, senza havere alcuna cosa
-in capo: vi pregai anchora che per lettere mi significaste da qual
-ragione mossi i figliuoli portavano il padre alla sepoltura col capo
-velato, & le figliuole con il capo ignudo: aspetto di questi dubbi
-vostra dichiaratione, ne mi mancate di questo per quanto amore v'hò
-sempre portato. oltre di questo, poi che mi sono posta à scrivervi,
-(cosa che di rado faccio) voglio pregarvi che vogliate perdonare di
-buon cuore tutte le ingiurie che fatte vi hà (immeritamente) vostra
-cognata, & à fatto à fatto scordarvele come se mai niuna cosa ci
-fusse intravenuta: imitate (vi prego) dolcissima .S. in questo la
-mansuetudine d'Iddio, ne vogliate si repentinamente scorrere alla
-vendetta certa rendendovi ch'egli solo & non altri, sappi con giusta
-misura punire le sceleratezze nostre. Tarde non furono mai le sue
-celesti gratie, tarde non son ben sempre le punitioni ch'egli ci fa;
-et se stesso à noi s'è constituito per verace essempio di clementia:
-ne per altro rispetto sospende egli la vendetta che per aspettare che
-da noi stessi ci emendiamo non adoperando mai volentieri la sferza.
-Se abondevolmente nota non mi fusse la vostra natural dolcezza,
-consumerei piu parole che non faccio di ciò pregandovi. ma come mi
-posso io persuadere che havendovi natura dato si gentile & si gratioso
-spirito vogliate comportare ch'odio si lungamente nel petto v'habiti,
-et soggiorni? Deh quanto male vi si disdice il star adirata con chi
-hà peccato verso di voi, più tosto per fragilità che per malitia.
-e qual maggior altezza d'animo potete voi mostrare che perdonando
-le ingiurie che vi sono fatte? non è questo un'imitare Iddio? non è
-egli un farsi simile à lui & di humana doventar divina? fatemi questo
-piacere, perdonategli, non ne fate piu parola, rimettete questa colpa
-à me, (che ve ne prego quanto piu caldamente posso) & ve ne scongiuro
-per quelle tante & tante doti, delle quali Iddio v'ha ornata: non posso
-io con voi favellando usurparmi quel gentil verseto à Giunone detto,
-TANTAE NE ANIMIS COELESTIBUS IRAE? gli animi celesti vogliono esser
-piacevoli, affabili, pieni di dolcezza & di verace clementia, & non si
-fattamente sdegnosi che paiano alberghi d'ira & di vendetta: ma piu non
-mi stenderò gia io in pregarvi che vogliate fare, astretta dalle mie
-humili preghiere, quel che dovereste spontaneamente proccaciare. state
-sana & amatime, perche nel vero io amo et adoro voi, come cosa che
-paruta mi sia dal primo di che io la conobbi piu celeste che terrena.
-Dalla Cavriana.
-
-
-GIULIA FEDERICI GA. A M. LIVIA CARAFFA.
-
-Io vi hò sempre tenuta per donna di giudicio, & hora più che mai vi
-ci tengo: poi che havete ricusato di ripigliar marito: & questo per
-amore di castità. veramente giudico io ottima esser quella sententia
-NON EST CASTA MATRONA, QUA BIS NUPSIT. & tanto piu savia vi reputo,
-havendo per marito rifiutato quell'huomaccio che si importunamente vi
-voleva per moglie. Deh come havete voi fatto bene: à me non piacque
-mai quella sua phisionomia: quei Cigli molto inarcati me'l fecero
-sempre reputar superbo & vanaglorioso: quei occhi grossi & molto
-aperti mi dettero sempre gran sospetto ch'egli non fusse invidioso &
-piu del dover tenace. Il suo naso lungo & alquanto sottile, me l'hà
-sempre fatto giudicare per huomo troppo credulo & iracondo: Si che a
-tutte l'hore ve ne lodo, & con qualunque persona che io parli, dico
-senza temere alcuna riprensione, che nell'esser prudente & giudiciosa
-havete poche che vi pareggino. Vi essorto & conforto a rimaner vedova
-& menar vita conveniente all'ordine & stato vedovile fuggendo balli,
-comedie, & altri vani spettacoli & resecando da voi ogni soverchio
-lusso, fatta sempre ricordevole del savio detto dell'Apostolo. VIDUA
-IN DELITIIS VIVENS, MORTUA EST. schivate quanto piu potete la prattica
-de frati; perche l'è di gran sospetto, & la maggior parte hoggidi s'ha
-persuaso che i frati habbino giurato la croce addosso alle vedove: &
-che ad altro bersaglio non habbino posto la mira che ad inescarci &
-farci lor tributarie: guardative con non minor avertenza che l'andar
-molto in volta non sia cagione di acquistarvi mala fama. molte n'ho io
-conosciuto, le quali savie & honeste erano, & sol per esser vagabonde
-si posero un brutto cappello in capo. l'è veramente maggior difficultà
-ad una vedova il sapersi ben reggere senza dar di se sospetto, che non
-è a una fanciulla da marito. Vi hò scritto queste poche parole: perche
-vi amo, et desiderarei che tutte le persone lequali amo fussero del mio
-parere. state lieta et sana. Di Brescia alli XX. d'Agosto. Mia madre &
-mio figliuolo vi salutano & vi desiderano ogni bene.
-
-
-ISABELLA SFORZA A M. CASSANDRA FERRERA.
-
-Mi dispiace d'haver inteso che habbiate determinato nell'animo vostro
-di spender quanto havete in comprar annella, ne vi potete ratemperare
-che come ne vedete alcun ben pretioso che non lo vogliate havere
-non avertendo non potersi far al mondo piu inutil & sciocca spesa
-variandosi di tempo in tempo la lor reputatione, & consistendo il
-pregio di quelli nella bugia de fraudolenti mercatanti. Li antichi
-nostri furono piu savij di noi, & non ne fecero mai tanta stima come
-noi facciamo. Giove fece a Prometteo un'annello di ferro, et la gemma
-era di un pezzo di pietra tolta dal scoglio al quale era legato & fu
-presente d'un Giove la dove se hora non si donano diamanti di molti
-carratti par che non si doni nulla: che li anelli fussero di ferro (se
-forsi vi paresse favola) ve ne pò chiarire Appiano nella terza guerra
-Punica: ne memoria alcuna di anelli si trova presso di Homero huomo nel
-scrivere si curioso & si diligente. Ricordomi d'haver letto ne VII de
-Saturnali che sol si adoperavano le anella per sigillar le lettere &
-non per alcuno altro ornamento: non vi ponete adunque tanta cura quanta
-vi ponete, perche l'è una mera pazzia, l'è una espressa sciochezza a
-chiudere in si picciola cosa, un'ampio patrimonio: lasciate adunque
-questa vanità & fate a mio modo, perche vi consiglio fedelissimamente,
-& in altri studi ponete il pensier vostro.
-
-
-ANTONIA BORELLA A M. SILVIA BAGLIONA.
-
-Vorreste (per quanto dal vostro messo hò compreso) che io vi provedessi
-di una donzella, che fusse verso di voi amorevole, fusse amica
-d'honore, & sapesse ottimamente lavorare. Io mi ci sono affaticata
-quanto hò potuto, vi prometto la mia fe, che non mi abatto salvo che
-a certe pastrocelle che non hanno il capo fitto ad altro che a far
-l'amor, ma non è però da maravigliarsene molto; imperoche delle cose
-vili fu sempre maggior la copia che delle rare & perfette: & questo
-senza piu philosopharci sopra lo veggiamo per isperienza. Le Asine
-partoriscono per tutto'l tempo della vita loro parto si sprezzato
-& abietto, la dove le donne si per tempo cessano di partorire: non
-resterò per questo di affaticarmi, & far affaticar altri, acciò
-siate compiacciuta di quanto desiderate, ne mi fidarò di particolare
-relatione, ma vorrò prima che io ve la mandi havere un commune
-consentimento di tutta la vicinanza ch'ella sia tale, quale la
-ricercate: state pur sicura nelle mie promesse, & vi faccio sapere,
-che io sono da chi famigliarmente meco conversa rassimigliata al fico,
-ilquale fa frutti & non fa fiori cosi a punto io faccio fatti, et non
-parole. Tutte le volte, che vi occorra prevalervi dell'opra mia, tal
-quale ella sarà, bastivi l'accennarmi & lasciate fare a me. Di Bergomo
-alli X. d'Aprile.
-
-
-LA MARCHESA DI MEREGNANO ALLA S. OLIMPIA SANSEVERINI.
-
-L'è vero che vostro marito morendo di subita & sproveduta morte vi è
-cagione di farvi piangere piu dirottamente di quello che per aventura
-fareste se in altro modo havesse restituito lo spirito al cielo & io
-vi dico che niuna sorte di morte si doverebbe da noi con piu ardente
-affetto desiderare, essa almeno non ci fa marcire ne letti, non vota
-le spiciarie, ne ci fa divenire odiosi a parenti et amici. Fu da molti
-invidiata la morte di Trophonio & di Agamede, di Andragora, di Nicanore
-& di G. Carbone per esser avenute all'improviso. Io non vi niego già
-che la morte repentina non sia un certissimo argomento dell'humana
-fragilità & che seco non rechi infinito stupore a chi non è bene
-instrutto della miseria humana: dico però all'incontro, che tutte le
-volte che n'habbiamo buona opinione della salute del defunto ch'ella
-si dovrebbe piu di qualunque altra morte da noi bramare. Sarebbe
-indubitatamente da pensar male di chi vivendo pieno di sceleratezze &
-tutto colmo di iniquità & repentinamente morisse. Il vostro consorte ha
-sempre vissuto da vero, et da perfetto Christiano, non è da dubitare
-che questo non li sia stato conceduto da Iddio per un singolar
-privilegio: sarebbe in vero stato cosa pur troppo pietosa il veder
-per molti & molti giorni affannatamente languire si virtuosa et santa
-anima, qual fu la sua. Deh consolative adunque di una solida & ferma
-consolatione: siate pur certa, che s'egli fu tale nell'intrinseco, qual
-estrinsecamente sempre si dimostrò ch'egli sia nel cielo empireo, & in
-perpetuo goda quelle celestiali bellezze quai sempre desiderò mentre
-qua giu con esso noi angelicamente portandosi conversò: & qui faccio
-al mio scrivere fine. state lieta & piacciavi per l'avenire se vi pare
-di sapere mal sofferire simili accidenti, pigliare Christo per vostro
-marito, ilquale non muore mai, anzi da vita perpetua alle cose caduche
-transitorie & mortali. Dalle tre Pievi, alli XX. d'Aprile.
-
-
-FREGOSA MAGGI A M. N. F.
-
-Non ho mai potuto risaper c'habbi mosso M. Antonio Ruffino a rifiutar
-sua moglie parendo essa a ciascuno donna di gran valore, et di gran
-bontà ornata, anzi dimandandonegli io famigliarmente e sol per farvi
-piacere, mi disse, che si come niuno sapeva mai da qual parte la scarpa
-li strignesse il piede, eccetto colui che se la calzava cosi niuno
-saper meglio i difetti della moglie che il marito. Certamente in questo
-parmi ch'el habbi ragione da vendere: molte cose nel vero occorrono
-fra marito & moglie che altri che essi non le ponno sapere. sarebbe
-per tanto da sospendere i nostri precipitosi giudicij, & similmente
-sarebbe d'avertire & di pigliar cura sin delle minime cose, perche
-le hanno possanza di perturbar spesse volte le matrimonial dolcezze.
-Soleva dir Chrisippo antichissimo Philosopho: che si come erano piu da
-temere quelle febri, che nascevano a poco a poco, & da cause occulte,
-che non erano quelle che si generano da manifeste & gravi cagioni, cosi
-le celate & cottidiane offese, quantunque picciole essere piu atte a
-separare & a disunire la benivoglienza de maritati. Tocca veramente
-a noi (per divino volere) ad esser soggette a mariti, & cosi facendo
-maggior loda ne meritiamo, che non facciamo sforzandoci di signoreggiar
-loro con inganni & con sottili & diabolici artificij: la piu sicura via
-che ritrovar si possi per impatronirsi & delli animi, & delle facultà,
-si è la vita pudica, & gli honesti costumi. parlo dell'impatronirsi
-di quelli che veramente sono huomini, & non bestie: perche alcuni se
-ne trovano di tanta arroganza & di tanta bestialità che trattano le
-mogli come se lor fussero uscite dalle scarpette, non degnandosi ne di
-mangiare, ne di scherzare, ne di dormir con esse. & che altro fanno
-hora questi tali salvo, che insegnarli a proveder d'altronde di quel
-che fa lor bisogno? & di questo piu non favello. state sana. Di Brescia
-alli XII. di Gennaio.
-
-
-LA CONTESSA AVOGADRA A M. F. N.
-
-Molte cose ho io sovente volte in voi biasmato circa il ministerio
-della casa vostra, ma niuna però mi pare di maggior odio degna che
-di sempre, per ogni minima spesa che vi occorra da fare, togliere ad
-usura con ingordo interesse. Vieta Platone che non si dimandi acqua
-da vicini, fin che non s'habbi scavato tanto in casa, che non ci
-sia piu speranza di potere ritrovare alcuna vena: cosi dovereste voi
-fare, essaminar prima diligentemente se con la parsimonia ò con altra
-honesta via potete soccorrere & riparare a vostri bisogni, prima che
-ricorriate all'usurai, laquale è simile al fuoco, che una cosa doppo
-l'altra consuma & distrugge. Se il Tempio di Diana Ephesia haveva
-auttorità di salvare senza veruna lesione, quelli ch'erano de debiti
-aggravati, molto maggiore credo l'habbi la frugalità & la moderanza del
-ben vivere. Paionmi veramente li usurai simiglianti alla lepre, laquale
-quasi in un medesimo tempo partorisce, nodrisce & soprafeta, che è di
-novo partorire: cosi fanno li usurai danno, & subitamente chieggono,
-& ponendo togliono, dando tuttavia ad usura quel che per l'usura
-ricevettero. Considerate (vi prego) meglio i casi vostri, acciò non si
-dica che voi habbiate rovinato questi poveri figliuoli, quai vi lasciò
-vostro marito, partendosi da voi, per andare al cielo, & ve li lasciò
-con fidanza grande, che li havessi a governare insieme con le lasciate
-facultà con quella prudentia & discrettione; che a tanto vostro ingegno
-si conviene ne altro di questo vi ragiono. nostro .S. vi consoli et
-sempre vi consigli nelle vostre attioni. Da Brescia.
-
-
-LUCRETIA AGNELLA A M. F. N.
-
-Per quanto m'è rifferito, voi vi siete turbata con esso meco, & di
-me n'andate dicendo tutto il male, che voi potete, perche l'altro
-giorno de vostri falli vi ripresi: di tutto questo, non mi sono punto
-commossa, ne ve n'hò portato pur un tantino d'odio ò di malevoglienza
-sperando che le mie salutevoli ammonitioni dovessero far un giorno
-verso di voi, come far sogliono i rimedi medicinali liquali, da
-principio, mordeno, & poi finalmente conferiscono & salute, & piacere
-grande: se tutte le amiche vostre facessero a cotesto modo, voi siete
-incorsa in molti dishonori che non ci sareste incorsa, ma vostro sia
-il danno poi che vi fidate di ogn'uno, & senza giudicio alcuno, vi
-pigliate qualunque si voglia, per amica & per segretaria: ei non si fa
-cosi, ma si fa prima isperienza se l'amica è di buona & di leal natura;
-se l'è fedele, se l'è di buona fama & di buoni costumi. Si come fassi
-prova hor con le bilancie, hor con la pietra se il danaio è buono prima
-ch'egli si riceva, perche non facciamo noi similmente l'isperienza
-se l'amico è degno della nostra amistà prima ch'ei si ricevi
-nell'amicitia? ma a voi non piaceno (per quel che mi aveggo) quei che
-vi dicono la verità sul viso ma piaccionvi solamente li Adulatori & le
-adulatrici li quali, vi vezzeggiaranno sin che haverete da donargli,
-come vi haveranno spogliata & fatta rimaner ignuda non vi conosceranno
-più ne per amica, ne per parente, fanno li adulatori a punto come fanno
-i pedocchi, li quali abbandonano i corpi de defunti non essendovi
-piu sangue del quale si solevano nodrire: ma di questo sia detto a
-bastanza; spero che mi conoscerete un giorno meglio che hora non fate;
-& per ottima amica mi terrete. Di Vinegia.
-
-
-LUCIA GUINIGI À M. LELIA SO.
-
-Il vostro andare alla predica, mi pare di molto poco profitto, poi che
-non ci andate salvo che per giudicare il predicatore s'egli favella
-Thoscanamente ò non, se l'ha buona voce, & se l'ha gesti commodi
-& belli da vedere. Vorrei piu tosto faceste come faccio io quando
-beo, mi traggo prima la sete, & poi a bell'agio contemplo l'intaglio
-della copa, ò il lavoro del bicchiero. considerate anchora voi prima
-quanto sia giovevole ciò ch'egli vi dice, & poi considerate (se'l vi
-pare) l'elegantia del dire & la proprietà della lingua. Quelli che
-sol ricercano gli ornamenti dell'oratione, paionmi simili a quelli
-che non vogliono ber l'antidoto se il vaso dove l'hanno a bere non
-è recato da famoso luogo; & cosi la vernata non si vogliono por in
-dosso veste alcuna, se tutta la lana della quale è tessuta, non viene
-d'Athene. intendo di piu che non fate mai altro in chiesa che cicalare
-hor con questa & hor con quella vicina. non fanno già cosi quelli che
-hanno voglia di far profitto nella via d'Iddio, ma odono tacitamente,
-& con riverentia. & come volete voi far frutto se non ci attendete?
-voi vi fate tenere una cicala & altro non ci guadagnate: bisogna star
-attentamente dal principio a fin al fine si come far si suole nell'udir
-le Tragedie; altrimenti non se ne po trar alcuna utilità: di questo
-v'hò voluto avisare, acciò che ve ne asteniate per l'avenire: pigliate
-vi prego in buona parte quanto v'ho detto: l'ho fatto per l'amore che
-vi porto, & non per altro rispetto. state sana. Da Saltocchio. Di Lucca
-alli XIII. di Marzo.
-
-
-D. CORNELIA PICCOL'HUOMINI CONTESSA DI ALIFFE ALLA S. CLARA PESTA.
-
-Le querele che voi fate dell'humil vostro stato, mi danno sospittione
-che voi non habbiate quel fior d'intelletto che m'ho sempre creduto da
-che prima vi conobbi, ma perche vi querelate voi della bassa conditione
-nella qual siete, essendo piu sicura di qualunque alto grado? Si
-come li edificij posti in luogo palustre, ne temono esser da Voragine
-assorbiti, ne a terremoto, alcuno soggiacciono; cosi l'humil fortuna
-non è sottoposta ad alcun male. Ricordomi altre fiate havervi detto
-di simili ragioni: ma voi troppo sorda a miei santi ricordi, oprate
-tutto'l contrario di quel che dovereste, & quanto piu vi essorto,
-& a mio potere vi accendo il cuore a dispregiar lo splendore della
-fortuna (essendo questo reputato cosa virtuosissima) tanto piu vi
-raffreddate nelle virtuose attioni a quelle poi disponendovi se con
-pessimo essempio disviare alcuno vi volesse mi fate veramente sovenire
-di quella pietra detta Gagate laquale, per l'acqua si accende, &
-con l'oglio si spegne si di contraria natura paretemi composta, &
-tanto renitente vi veggo a quello che di spontanea volonta dovereste
-procacciare. L'è veramente mostruosa cosa l'inconstantia de nostri
-cervelli l'è in effetto degna di maggior stupore che non è veggendo
-noi che la pietra detta per proprio nome Siniphio, di sua natura molle,
-con l'olio caldo, non si mollifichi & inteneriscasi: ma tempo per hora
-congruo non giudico io di disputar con esso voi, a me basta d'ammonirvi
-con quella dolcezza che a voi & a me si conviene, se l'accetterete con
-quell'animo che le mie ammonittioni vi porgo, ne voi riporterete danno,
-ne io perdero il frutto delle mie fatiche. Vivete lieta quanto piu
-potete, & amatime.
-
-
-CATHERINA VIGERA A M. VERONICA PULCI.
-
-Non viene alcuno de vostri compatrioti in queste nostre parti, che non
-ci racconti cose maravigliose della gentilezza del spirito, et della
-singolar bellezza del corpo vostro, affermandoci che traete a voi
-qualunque vi vede, ò pur una sola volta vi parla, con quella prestezza
-che fa la calamita il ferro, ma non con occulta virtù come quella far
-suole, ma con chiara & aperta poi che a tutte l'hore la bontà vostra,
-vi riluce & nel sereno de gli occhi, & nell'ampio & giusto spacio
-della bella fronte: vorrei pur una volta da voi imparare che artificio
-usate per far che le persone tanto vi amino, che di lor stessi si
-dimentichino: ho io da questo, con molti divisato & da loro inteso
-esser di ciò cagione l'affabilità incredibile che in voi a tutte l'hore
-si gusta: ma certa sono però io che non sol questa virtù alberga nel
-vostro nobil animo, ma insieme con questa molte altre vi ci albergano
-imperoche delle virtù & morali & Theologali avienne a punto come suol
-ancho avenir de metalli: rade volte accade ritrovar alcuna vena d'oro ò
-d'ariento che un'altra vicina non ve ne sia, dal che n'hebbero da Greci
-il nome: niuna virtù si puo trovar soletaria, ma l'una tira sempre a se
-l'altra: sia come si voglia io vi faccio sapere che vi amo di perfetto
-cuore. Di Montalbotto alli XII. d'Aprile.
-
-
-MARIA PERULA ALLA S. PORTIA FIESCA.
-
-Non attenderò piu con quella diligentia che già soleva per sterpare
-dall'animo vostro quell'abhbominevol vitio qual in voi ogn'uno biasma
-& vitupera: & pur niuno lo sa correggere & emendare, conosco veramente
-che sì come alle percosse dell'aspide, non ci è altro rimedio che di
-resecar le parti, che dall'aspro morso tocche furono: cosi esserci
-alcuni vitij liquali sol con la morte risanare & toglier si possono: ne
-credo io d'altronde contratto habbiate questo vostro insanabil morbo
-che dall'assidua conversatione di vostro cognato, alla cui malvagità
-se vi si accompagnasse forza d'ingegno, ò peso di qualche auttorità
-operarebbe tanto male che le furie infernali si crederebbono essere
-men dannose: sarebbe l'aspide un inevitabil male se la natura non gli
-havesse dato gli occhi deboli & infermi: cosi sarebbe vostro cognato
-piu di qualunque fera nocivo & pestilente se le forze unite fussero al
-scelerato animo in molti homicidij & maleficij esercitato. & di questo
-altro non dico: sol prego Iddio vi converta a se & facciavi partecipe
-di quella infinita bontà per la quale tutte le cose rie doventano
-buone. Vengo hora a rispondere a quanto m'ha detto da parte vostra
-M. Lucillo, ilquale alli di passati pregomi mi volessi consigliare
-se giudicava ben fatto che ponessi vostro figliuolo alli servigi di
-qualche gran Prencipe. non vi ho risposto piu per tempo per non haver
-havuto commodità di fedel messo: hora vi rispondo, & dicovi che si
-come è pericoloso l'invocar i Demoni, percioche in tal cosa se punto si
-abbaglia l'è con gran pericolo dell'invocatore, si come avenne a Tullo
-Hostilio che fu dalla saetta percosso per haver errato dall'ordine
-scritto ne libri di Numa nell'invocar Giove: cosi vi dico esser cosa
-piena di pericolo l'haver comercio con i Prencipi co' quali conversando
-difficilmente schivar si puote che in qualche cosa non si erri. ecco il
-mio consiglio. beato lui se lo saperà porre in essecutione. state sana
-& lieta. Da Urbino alli XXV. di Marzo.
-
-
-LAURA MELIA PICCINARDA ALLA S. SILVIA LOTERINGA.
-
-L'è pur grande il dispiacere ch'io sento d'intendere che viviate in
-tanta maninconia & habbiate cambiato quel vostro benigno Giove nel
-maligno Saturno: non ridendo mai, non mai pigliando alcun solazzo ne
-divisando con gli amici delle cose che cottidianamente accascano, ma se
-pur vi piace d'imitar Pithagora nel serbar del silentio, perche non vi
-piace similmente di serbar quel suo divin precetto COR NE EDITO. Ilche
-altro dir non voleva salvo che macerar non si dovevamo, ne affligerci
-cotanto il spirito, dalla cui afflittione ne nasce la consuntione
-delle ossa, si come la sacra scrittura canta: desiderarei pur da voi
-sapere, qual profitto trar possiate dal starvene si dolente come a
-tutte l'hore fate. non sogliono gia star cosi quelle anime che sperano
-nell'immortalità, quelle anime (dico c'hanno Christo con esso loro)
-lequali anchora che col corpo sieno in terra, l'animo però loro sempre
-alberga et stassi in cielo d'onde ancho ne trasse l'origine sua: state,
-state, lieta, & lasciateci godere della vostra dolce conversatione, la
-quale apre il Paradiso a chi n'è fatto da voi degno. Di Cremona alli
-XX. d'Aprile.
-
-
-PAULA CASTIGLIONA A M. LEONORA FORTEGUERRA.
-
-Se vostro marito vi da alle volte delle busse, non è che voi non lo
-meritate, poscia che non havete alcuna consideratione di provocarlo a
-sdegno, & di conturbarli l'animo. Vorrei vi fusse nel cuor scolpito,
-quel simbolo di Pitagora. IGNEM GLADIO NE FODIAS. ch'altro non è
-che di non provocare li provocati a nova ira, & a novo sdegno, &
-alterar li animi già alterati. Se non havete rispetto a vostro marito
-capo & signor vostro, al quale, per la divina sententia siete fatta
-soggetta a chi l'havrete voi? sono stata piu volte per avvertirvi di
-ciò con mie lettere, ma il timore, di non dispiacervi, me n'ha fatto
-rimanere: mutate mutate hormai stile, che tempo n'è: voi non siete
-piu una fanciulla: hormai siete madre di due figliuole da marito, &
-volete tuttavia fanciullescamente operare? quale essempio piglieranno
-esse da voi? che odore darete del vostro governo alle vicine che
-con esso voi pratticano? So ben'io quel che odo dir de vostri mali
-portamenti, & quanta infamia vi si da della disubidienza che usate al
-vostro consorte: ma dove sono io entrata in questo pelago? non era
-gia di mia intentione di farvi hora questa riprensione, ben sapeva
-io che ascoltar non volete alcun mio consiglio per buono, fedele, &
-amorevole ch'egli si sia: questo ho io piu di una fiata con mia gran
-molestia isperimentato, & haveva giurato su l'agnus dei, di non farvene
-mai piu motto; ma l'ardente affettione che v'ho sempre portato; mi
-fa spergiurare & imprudentemente trapassare tutti que' termini che
-dall'ira persuasa circunscritti m'havea: consigliatamente fareste, se
-alle volte dessi udienza alle mie parole piene d'amore & di caldo zelo,
-hor qui faccio fine, & mi vi raccomando senza fine. Da Milano alli XX.
-d'Agosto.
-
-
-MARIA PERGOLA ALLA S. LUCRETIA RAMBERTA.
-
-Madonna Agnola mi venne l'altro giorno a visitare & infinite cose di
-voi mi disse, & fra molte, che io ne notai, & quasi che nell'animo
-scrissi & stampai: era d'haver voi mutato vita & essere alla sproveduta
-fatta chietina (come hoggidi s'usa di dire) & che v'erano cascate
-dall'animo incontanente tutte quelle rare attilature delle quali
-già tanto vi delettavate. Io non biasmo certamente la mutatione,
-migliorando voi conditione di vita, ma la biasmo solamente quando l'è
-si repentina che muova ogn'uno a maravigliarsene. Vorrei si facesse a
-quella guisa che fanno li Alberi l'Autunno liquali per la maggior parte
-a poco a poco si lasciano cadere le frondi, ne se ne spogliano ad un
-tratto & non come fa il sorbo che subitamente tutte le lascia andare a
-terra: ma poi che questa mutatione è fatta & vi siete posta in animo di
-voler imitar la Contessa di Guastalla prego Iddio ve la faccia imitare
-felicemente, come sarebbe imitando piu tosto le sue tante operationi,
-anzi che le faconde parole, che dalla sua santa bocca a tutte l'hore le
-escono, schivate quanto piu potete di non esser simile al Camaleonte,
-ilquale di sua natura ha grandissimo pulmone ne dentro v'è cosa veruna:
-molti ne trovo io, che a moderni tempi sono venuti sotto pretesto di
-religione, in grandissima reputatione, & pur in se altro non hanno,
-che una mera ostentatione, giattantia & vana fiducia di sue frivole
-opere di carità mal informate, & peggio animate: Di questa scuola non
-vorrei già io che voi foste per alcun modo essendo ciò congiunto con
-poca consolatione, & con istremo pericolo dell'anima vostra, fate pur
-vostro pensiero che la dottrina Christiana sia una certa santissima
-et purissima cosa nemica di ogni ostentatione & amicissima della
-simplicità & della schiettezza, & chiunque non si veste di queste
-rarissime qualità, dir si puo liberamente, ch'egli non sia Christiano,
-ma un scelerato hippocrito & un abhominevole Phariseo. & di questo sia
-detto a bastanza. Di Milano alli X. d'Aprile.
-
-
-MINERVA CONTESSA BRAMBATA ALLA S. FELICE DA PRATO.
-
-Hò inteso che senza niuna giusta cagione vi siete molto ristretta nello
-spendere & havete posto da canto quella vostra splendida liberalità; la
-qual sola ne separa et ne distingue dalli plebei & populari huomini:
-ne altro ci è veramente che meglio faccia conoscere l'animo gentile
-& nobile della vera liberalità: dico della vera per rispetto di
-alcune persone le quali non donerebbono un paio de cintolini se non
-ci fusse mescolato ò ambitione ò speranza di riccogliere piu che non
-seminò. Deh ritornate per mio consiglio alla liberalità: & rendetevi
-certa che si come la fava et il lupino non smagrisse mai il terreno
-dove l'è seminata ma piu tosto l'ingrassa, cosi l'huomo grato & del
-beneficio riconoscente, render sempre migliore la fortuna di colui da
-cui riceve: ma voi per aventura mi potreste dir esser gran difficultà
-l'abattersi alle persone de ricevuti beneficij ricordevoli. confesso
-che l'è difficulta alle persone sciocche et stordite, ma non a quelli
-che sono di perfetto giudicio si come intendo che voi siete. ma che
-dico io intendo? non l'hò forse piu di una fiata isperimentato? & chi
-vi conosce meglio di me? niuno certamente ne anche chi vi partori:
-schivate schivate questa infamia, fuggite cotal macchia perche troppo
-la si disdice a donna di si alto legnaggio nata come voi siete. Io vi
-hò scritto forse troppo prosuntuosamente. se cosi giudicate per mia
-sorte date la colpa al sviscerato amore che io v'hò sempre portato et
-porterò sin che vivo. Da Bergomo alli XX. di Agosto.
-
-
-LEONORA GAMBERA DA GALERA ALLA S. FAUSTINA CALDORA.
-
-Mi scrivete alli giorni passati che voi desideravate di accrescer
-famiglia et caldamente mi pregavate che io volessi fare ogni mio sforzo
-perche haver potessi quanto v'era in animo di havere: io in questo
-per confessarvelo liberamente non mi ci sono affaticata come forse
-espettavate, accorgendomi che il vostro peggio procuravi & non ve ne
-avedevate. non havete voi mai letto quell'antico detto, QUOT SERVI, TOT
-HOSTES, quanti servidori ci sono tanti nemici habbiamo? M. Francesco
-Petrarca che fu uno delli piu perfetti giudicij, & delli piu purgati
-intelletti c'havesse mai quell'età, era Solito di chiamare i servidori,
-Cani: & nel vero altro non sono che cani; poi che sempre ci rodono, &
-ci consumano. questi sono veramente quelli che rivelano fuor di casa i
-segreti nostri: questi son quelli per opra de quali, sono spesse volte
-i padroni avelenati: questi sono quelli, che contaminano l'honore &
-la fama delle nostre damigelle: questi sono quelli che rubandoci di
-continuo, a povertà molte fiate ne riducono; & voi tutta via andate
-cercando di empirvene la casa, & stanca non vi dimostrate mai se a
-tutte l'hore de novi servidori nelle vostre case non intromettete: fate
-.S. a mio modo, adoperatene quanto men potete: servitevi piu tosto
-con le vostre braccia anzi che soverchiamente aumentare il numero
-de perfidi & disleali servidori: direte forsi haver letto infiniti
-essempij dell'amor grande et della singular fedeltà ne servidori molte
-volte ritrovata: il che non vi niego, poi che anch'io hò letto de molti
-che si elessero di spontaneamente morire per conservare la vita de lor
-signori, ma hò anche piu d'una volta letto bruttissimi maleficij da
-servidori commessi: se alcun buono & leale si ritrova lo potete notare
-per cosa prodigiosa. Se l'età antica n'hebbe fu piu tosto per benignità
-de cieli che per lor buona natura: certa cosa è che a nostri tempi
-paionmi piu rari che i Corbi bianchi & di questo piu non vi scrivo
-attendete a conservarvi sana accio habbiate men bisogno dell'altrui
-servigio et il mio consiglio per utile & per buono approviate. Di
-Cremona alli XII. di Marzo.
-
-
-LA CONTESSA MADDALENA AFFAITA BIA ALLA S. FAUSTINA N.
-
-In tutte le cose dolcissima signora che v'hò a miei giorni veduto
-fare hò sempre compreso in voi perfettissimo giudicio & incredibile
-prudentia & hora piu che mai saggia et prudente vi reputo poi che
-volendo rimaritarvi havete ricusato di ciò fare il mese di Maggio
-osservatione antica (per quanto leggo ne problemi di Plutarco) resta
-hora che voi operiate anchora come operar solevano le donne antiche,
-poi che vi è piaciuto d'imitarle fuggendo quel mese alli antichi tanto
-abbominevole, & l'operare all'anticha reputo io l'ubidire al marito in
-qualunque cosa che per voi possibile vi sia, preferendo i parenti di
-quello, a quei che vi sono di sangue congiunti, non provocandolo mai ad
-ira, mostrandovi sempre lieta nel suo cospetto, non havendo particolari
-amici, ma col marito communi, tacendo di più mentre egli parla &
-parlando mentre egli tace acciò si ragioisca (se per aventura fusse da
-maninconico humore oppresso) altro non essendo i dolci ragionamenti
-dell'amata consorte, che veri medici dell'animo perturbato: questo
-non dubito già io che voi non facciate sapendo la virtù del vostro
-gentilissimo spirito, qual tutti ammirano & lodano, & della natura
-si stupiscono, havendoci dato si rara & si leggiadra donna come voi
-siete: ne attorno a questo, altro vi dico, perseverate a far che tosto
-veggiamo i frutti di questo vostro felice congiungimento: & qui fo fine
-al scriver mio, ma non al raccomandarmi alla vostra buona gratia. Da
-Milano alli XXX. d'Aprile.
-
-
-LA CONTESSA MADDALENA AFFAITA BIA A M. LUCIANA CARAFFA.
-
-Quando a voi dolcissima sorella piacesse di pigliare marito si
-come desiderano tutti quelli che vi amano datecene aviso perche
-vi si provederà di consorte in cui saranno tutte le piu rare virtù
-che desiderar si possono vedretici il generoso spirito di Ciro, la
-temperanza del frugalissimo Agesilao, l'industria & diligentia di
-Temistocle, l'isperientia di Philippo Macedone, la saggia confidenza di
-Brasida & l'eloquentia di Pericle: ne in vero huomo d'altra conditione,
-à voi spirito gentil si richiede, poi che hormai havete conseguito
-in ogni luogo grido & fama della piu virtuosa fanciulla che a nostri
-giorni si conosca. Datime adunque di ciò aviso, & questo quanto
-piu tosto per voi si possa: non desidero io cosa alcuna con maggior
-vehementia che di havervi habitatrice di questa nostra città di Milano;
-se non per altro, almeno acciò che siate a noi un'essempio di vera et
-singular creanza, a questi tempi ispetialmente che tanta carestia ce
-n'è che di niuna cosa più. Deh risolvetive tostamente, & nella forma
-che io piu vorrei se desiderate fare, & me, che cordialissimamente vi
-amo, & altri, che con bramoso affetto vi desiderano, beati, & sopra
-tutti i mortali felicissimi reputarsi. Dalla Gerola alli XX. di Maggio.
-
-
-CLARITIA BONELLA A M. CLITIA FORNARA.
-
-Della maledicentia di Clara, vostra vicina, poco hormai me ne curo
-sapendo ch'ella si pasce di mal dire a quella maniera che si pascono
-le coturnici di seme velenoso: ne per lei sono io rimasta di venire
-ad alloggiare dove soleva, sendo mia usanza d'imitare le Cicogne le
-quali (quantunque in luoghi remoti vadino) ritornano però sempre alli
-medesimi nidi: & perche io le sia alcuna fiata stata absente, non
-crediate per ciò, che io molto bene non la conoscessi. sempre hebbi io
-sospetta l'amicitia sua, ne mai di lei mi fidai. non vi soviene forse
-d'havervi io piu volte detto che la rassimigliava alli Serpenti della
-Siria li quali, sol alli forestieri sono dannosi & a paesani benigni:
-ma sia come si voglia. questo vi dirò ben'io, ne lo tacerei se credessi
-di scoppiare che di voi molto mi maraviglio che li diate si attenta
-udienza tutte le volte ch'essa hà voglia di lacerare l'altrui fama con
-la sua pestilentissima lingua non siamo quelli che nutriamo i maledici
-col prestar loro si grata udienza. à Dio siate. Di Vicenza.
-
-
-LODOVICA ZILIOLA A M. LUCIA PERGOLANA.
-
-Brutta fama (se nol sapete) si sparge per ogni luogo de vostri
-figliuoli, ma che state voi a fare con la vostra lingua piena di
-rara facondia che non li instigate alla virtù & alla immortalità
-proponendoli quelli che per ben operare meritarno le statue? narrategli
-cotai volte, quando siete da soli à soli, della virtù di Sesostre Re
-dell'Egitto, del magnanimo ardire di Armidio & di Aristogitone, di Tito
-Corruncano, di Conone Atheniese & di Horatio Coclite: raccontategli
-quanto si legge della dottrina di quelli le quali meritarno d'havere
-statua del publico, à cotesto modo forse li risvegliarete da si
-profondo sonno, & se la debol lor complessione non comporta che si
-dieno alli esercitij militari, diensi almeno alle lettere pel mezo
-delle quali, tanti sono divenuti famosi & in gran pregio tenuti;
-riducetegli à memoria quanto stimasser già li huomini litterati
-Gordiano Imperadore, Alessandro Magno, Adriano, Tacito Imperadore,
-Augusto, Giulio Cesare, Vespasiano, Alessandro, Severo, Antonino
-pio, Sigismondo, Carlo septimo Re de Galli, Nicolao pontefice V. &
-il Re Ferdinando. Non mancate del debito vostro per quanto potete
-acciò non intravenga a voi come intravenne ad Herode Attico, il quale
-essendo huomo nelle lettere & nel giudicio senza paragone, hebbe
-poi un figliuolo si stupido & alli studi inetto, che mai per opra di
-alcun perfetto maestro non puote apprender pur l'Alphabetto: Iddio vi
-consoli. Di Ferrara alli III. di Gennaio.
-
-
-CATHERINA CONTESSA NUGAROLA A M. ANTONIA N.
-
-Non hebbi mai a mei di la maggior allegrezza che di haver inteso che
-per vostro mezo si sia fatta la pace tra vostro marito & li nemici
-suoi: ogn'uno per questo ammira il vostro gran valore, & degna vi
-reputa di qualunque corona: Plinio ne annovera ventidue che solite
-erano di darsi da nostri antichi, per ricompensa della virtù & per
-scacciar dal petto nostro la pigritia. voi veramente ne meritereste due
-volte tanto: à me certo parerà sempre fin che il lume dell'intelletto
-non mi venga abbarbagliato, che voi per questo generoso fatto siate
-piu degna di triumpho che non fu Attilio, Calatino; Gn. Domitio: Livio
-Salinatore, Paulo Emilio & Marco Aquilio, li quali triumpharno delli
-Sardi, delli Arvergnacchi, delli Illirij, delli liguri, & di Aristonico
-Re: l'è stata veramente una impresa molto gloriosa & altri che voi, non
-la poteva fare perche paragone non havete di giudicio, di destrezza &
-di prudentia: Iddio da mal vi guardi & vi prosperi in tutti li successi
-vostri. Da Verona.
-
-
-FLAVIA LAMPUGNANA A M. DOROTHEA APPIANA.
-
-La bellezza di vostra figlia & non altro, è stata cagione della nimistà
-novellamente nata fra M. Piero & M. Andrea vostri vicini, a quella
-guisa veramente che Lavinia con i suoi dorati crini, et con le rosate
-guancie, suscitò la gran rissa che nacque fra Turno & Enea: & credo
-fermamente ch'ella ne susciterà delle altre, se celata non la terrete
-da gli occhi de lascivi risguardatori al che vi esorto, & quanto
-posso vi conforto: hò voluto avisarvi di questo, acciò vi guardiate
-da scandali & da dishonori: state sana che Dio sempre vi feliciti & in
-lunga prosperità vi mantenga. Da Casal pusterlengo alli XX. d'Aprile.
-
-
-HONORATA PECCHI A M. GIULIA MANFREDI.
-
-Io hò procacciato per vostra figlia un marito di tanta bellezza quanta
-fu già Ganimede scudier di Giove et credo che s'egli fusse stato in
-que tempi, quando la Luna si innamorò del pastore Endimione molto piu
-spesso ch'ella non faceva, havrebbe abbandonato il cielo per descendere
-nel monte Lathmio à bacciarli le colorite labra: egli è vero che non è
-molto ricco, ma questo non so io se molto vi importerà poi che si dice
-per comune proverbio chi nacque bello, non nacque mai povero. avisatemi
-se volete che la prattica vada avanti. Di Roma alli VI. d'Aprile.
-
-
-HIPPOLITA BORROMEA A M. VERONICA BIANCARDA.
-
-Mi par strano, che tutto'l di non facciate altro che disordinar la
-vita vostra, & poi vi maravigliate se hor v'infesta la stranguria,
-hor la pneumonia, & vi maravigliate se piena siete di furunculi, di
-lepra & di chiragra. duro vi pare se la tossa sempre vi annoia se il
-calcolo vi crucia, se la cephalea vi tiene oppressa & se la lienteria
-vi ha per assediata; credetelo a me, che l'intemperanza è stata sempre
-cagione che ne corpi nostri si sieno suscitati tanti et tanti diversi
-et monstruosi morbi, quale è vi prego quella parte del corpo nostro per
-minuta ch'ella sia; che da qualche infirmità occupata non si vegga?
-non patono gli occhi la lippitudine la lagophtalmia & le leucomate?
-non pate la faccia, le lichene, non pate il naso il polipo? non sono
-infestate le palpebre dalla psorotalmia? & tutto questo ne aviene pur
-per l'ingordigia del mangiare & per non haver alcuna continenza: non
-senza causa scrisse Seneca. PLURES INTERFICIT GULA, QUAM GLADIUS.
-Quanti n'ho io conosciuti liquali erano Apoplettici, Auriginosi,
-Asmatici, Alsiosi, Letargici, Tetanici, Verternosi, Verrucosi, Ptisici,
-Idrocephali, Opistonici, Icterici, Frenetichi, Epiphoretichi, &
-Ischiadici, liquali sol per la temperanza del vivere, si sono talmente
-risanati come se mai non havessero havuto ver'un male. Siavi adunque
-questa la via, non sol di risanarvi, ma anchora di preservarvi:
-lasciate star gli appetiti, anzi soggiogateli alla ragione: non
-mangiate salvo che cibi generativi di buon sangue, & di ottimo succo.
-Lasciate tanti frutti, tanti intingoli & tante salse; lequali vi creano
-nel corpo mille oppilationi. io vi prometto che se farete a mio senno,
-non ve ne pentirete mai. Iddio da mal vi guardi. Di Piacenza alli III.
-d'Aprile.
-
-
-LA CONTESSA DI GUASTALLA A M. CHIARA ET A M. LAURA MASIPPE.
-
-Dolcissime figliuole, hora si che io conosco esser vero che per fama
-innamorar si possa; poi che la modestia vostra congiunta con infinita
-pudicitia fanno che di voi per tutto si sparga un soavissimo odore; &
-che ogn'uno vi ami, & di voi parli honoratamente, & faccia giudicio che
-le anime vostre sieno veramente del picciol numero delli eletti di Dio
-sendo quelle ornate di tanta religione & di tanta pietà quanta esser
-odo. Non viene mai alcuno di Vinegia, in queste nostre parti, a cui
-non dimandi incontanente che fanno le fanciulle Masippe? egli vero che
-sieno si affabili & si pudiche? si belle & si honeste? si giovanette
-& si colme di senil prudentia? egli vero che sieno si ben create, &
-piene di gratissime maniere con una dolcissima favella? & ogn'uno mi
-afferma esser molto piu di quel che la fama risuona et di quel che il
-grido per ogni contrada con vostra eterna gloria se ne porta. Allhora
-io benedico il celeste padre che de suoi doni v'habbi si grandimenti
-arrichite, & lodo voi, del non haver fatto resistenza a lo spirito
-santo, d'haver aperto i seni vostri a ricevere le divine gratie,
-lodo etiandio la virtuosissima vostra madre, che v'habbi nodrite &
-allevate in tanta purità di cuore senza escluderne punto la leggiadria
-& la vaghezza che in voi a tutte l'hore riluce & fa di santa invidia
-avampare tutte le fanciulle della città vostra. O ben aventurate anime,
-per la molta intelligentia che Dio vi dette & risguardevoli corpi,
-per la molta proportione; misura, & ordine che in essi (per quanto
-intendo) chiaramente si vede, ma quanto sareste voi però piu felici se
-nella santa compagnia nostra a Dio vi piacesse voler servire & a lui
-del tutto dedicarvi. oh come vi si accenderebbe il cuore del divino
-zelo: oh quanto fervore vi nascerebbe nel gentil animo veggendo la
-mortificatione delle vostre membra, & l'innocentia de vostri casti
-petti: ma perche penso in brieve di vedervi col corpo, si come a tutte
-l'hore col spirito vi veggo, non dirò piu oltre. Iddio da peccati vi
-guardi insieme con la S. V. madre. Di Milano.
-
-
-LUCRETIA MASIPPA ALLA S. CAMILLA PALAVICINA S. DI CORTE MAGGIORE.
-
-L'e' si grande S. la consolatione c'ho sentito nel vedere Piacenza,
-Cremona & altre terre, che lungo l'altiero vostro & famoso Re de fiumi
-giacciono; che m'è venuto voglia di gir sempre vedendo il mondo; &
-certo lo farei se l'amore che porto alle mie figliuole, & il timore di
-non esser tenuta instabile, & vagabonda, non me ne spaventasse. & chi
-sa che la peregrinatione non facesse forse in me, quell'effetto, che
-gia fece in Ulisse? cioè non mi facesse divenir assai piu prudente di
-quel che sono veggendo tanti vari costumi de popoli: hora si che io
-vorrei esser huomo & non femina, per potere ispeditamente gir ovunque
-mi piacesse. molte per certo anzi infinite sono le cose, lequali
-desidero vedere pur che lecito mi fusse senza riceverne biasmo alcuno.
-Vorrei primieramente vedere la bellezza delle donne Inglese, & udir
-la dottrina delle dotte figliuole del gran Thomaso Moro. Vorrei vedere
-la politezza delle femine di Olandia, & intendere per lor bocca, come
-faccino per haver si belle tele come hanno. Vorrei imparare que sottili
-lavori delle Fiamenghe. Vorrei vedere se le Alemanne sono anchora
-si ardite come già erano quando fecero con vergogna de lor huomini
-resistenza alle nemiche squadre. Vorrei vedere se elle sono dell'honore
-si amiche, come già furono quando doppo la vettoria di Mario, per non
-ricevere dishonore, s'impicarono per la gola. bramo vedere il grato
-trattenimento delle donne Francese & di far riverenza a quella virtuosa
-& cortese Reina di Navara, che m'ha si fattamente il cuore innamorato
-che ad altro piu non penso che ad imitare le sue sante pedate. Se
-lecito mi fusse di gir dove la voglia mi sforza & mi sperona, farei
-concorrenza al padre Libero, che peragrò gia tutto'l mondo. Vorrei
-vedere se l'è vero che presso di Sijene si adori per Iddio il pesce,
-& in Ambraccia una Leonessa per havergli già ammazzato il Tiranno, &
-restituito lor, l'amata libertà. Vorrei sapere se vero fusse, che li
-Delphini adorassero un Lupo, & se presso li Lacedemonij sieno rizzati
-nobilissimi Tempij al timore, al riso, et alla morte. Vorrei saper
-se l'è vero che li Trogloditi adorino le Testugini, & molte altre
-cose, vorrei vedere quai desidero sovra modo & di questo desiderio ne
-siete voi stata la potissima cagione, poi che sviatami l'anno passato
-di Vinegia, con quelle vostre dolcissime parole & belli modi, foste
-cagione che io vedessi tanti ameni luoghi & tanti ben culti giardini
-a mio grande agio contemplassi. Vi hò voluto notificare per lettere
-questo mio novo desiderio, accio che voi col vostro sollevato ingegno,
-& grave giudicio, m'insegnaste la via, & il modo, di sodisfare a
-quanto desidero, senza dar macchia ò fregio alla donnesca reputatione,
-laquale sempre mi fu et essermi deve cara piu che la luce de gl'occhi
-miei, & quando pur per voi sporto non mi sia quello consiglio che
-si avidamente ne aspetto, hò deliberato nell'animo mio, provedermi
-d'un Tolomeo, d'un Strabone, di un Po: d'un Mella, d'un Solino, d'un
-Dionisio, d'un Plinio, & di quel Stephano che gia si dottamente scrisse
-del sito della Grecia & chiudermi con le mie figliuole nel mio studio,
-& quivi dolcemente trastullarmi: & chi sa che forse non mi venga fatto
-di poter un giorno in tal materia recar qualche luce a studiosi; come
-già è avenuto a quella gentil Signora Sforzesca, laquale per leggere
-studiosamente quanto della quiete dell'animo, fu da Plutarco & da
-Seneca scritto, ne ha poi dato quel bel libro della vera tranquillità
-c'hoggi non senza gran profitto & contentezza si legge da ogn'uno.
-& qui fo termine al ragionar mio, pregandovi a scrivermi con quella
-humanità, che solita siete di fare. Certamente quando veggo le vostre
-lettere piene di spirito, di maestà & di singolar elegantia, parmi
-leggere il libro della vita, ove descritti sono tutti i nomi delli
-eletti a gloria eterna. State sana che Dio vi consoli, & sempre essalti
-la vostra molto illustre persona. Di Vinegia alli XXIII. di Settembre.
-
-Le mie obedientissime figliuole, con la dovuta riverentia, vi salutano
-& come Idolo beato insieme con esso meco vi adorano.
-
-
-LA DUCHESSA D'AMALPHI A M. CLARITIA B.
-
-Infinito piacere ho ricevuto intendendo che vi siete data alli studi,
-di che lungo tempo ho dubitato non faceste mai, per esser voi delle
-lettere assai piu nemica di Licinio Imperadore, di Philonida Melitense,
-di Eraclide Licio, & di Britanione: ma lodato Iddio poi che raveduta vi
-siete del vostro fallo. Oh qual dolcezza sentirete volgendo sossopra
-per l'avenir hor questo hor quell'altro bell'auttore; nella qual cosa
-imitarete le Api lequali, da varij fiori varij succhi raccogliono et
-col loro spirito gli mutano & digeriscono, altrimenti non farebbono il
-mele: trasformarete anchora voi in vostro uso ciò che presso di quelli
-leggerete, & talmente imitarete i buoni auttori che doventiate simili a
-quelli non come imagine dipinta, ma a quella guisa, che noi veggiamo i
-figliuoli rassimigliarsi a padri, sappiate che si come di diverse voci
-consiste il choro, cosi dalla mescolanza di varie discipline, consiste
-la vera eruditione: ma non vi si scordi già per alcun tempo se ben
-dotta pensate di voler doventare, che si come il cibo che nuota nel
-stomaco, non è cibo, ma un grave peso, tramutato poi trapassa in sangue
-& ne porge vigore, cosi accadere a punto nelle Dottrine. bisognar ben
-quelle masticar, ben digerirle, & non lasciarle cosi solide nella
-fantasia: ma pazza sono ben'io a volervi di ciò piu diffusamente
-ammonire conoscendovi tutta ingegnosa, & tutta piena di spirito: taccio
-poi della felice compagnia nella qual siete, atta a disciplinare et
-far erudita la rozza Batavia con l'inculta Beotia. state sana & lieta
-& attendete a l'incominciata impresa, nella quale (se lo spirito
-prophetico, in me non vaneggia) havete da riuscire maggiore assai di
-Damisella Trivulza, di Cassandra Fedele & di Isotta Nugarola: d'Amalphi
-alli XIII. di Agosto.
-
-
-LUCRETIA RELOGGIA A M. ANDROMACA.
-
-Mando a V. S. il presente lattore per intendere se l'è vero che il
-cielo alli di passati apparito sia sanguinolento si come apparve già
-quando il Re Filippo assalì la Grecia. Se l'è vero che sieno appariti
-tre Soli si come apparvero essendo Consoli Sp. Posthumio & Q. Minutio:
-s'è detto di piu qua da noi, che si sono uditi sensibilmente alcuni
-strepiti di arme a quella guisa che si udirno nella guerra Cimbrica:
-avisatime (vi prego) di quanto vi richieggo sapere, perche ne sto molto
-ansiosa & temo che qualche gran calamità non venga a la sproveduta
-sopra de capi nostri. temo (per dirvi il vero) che li peccati nostri
-non habbino passato il segno di remissione, & che Iddio de vostri falli
-(come meritiamo) non ci punisca: preghiamo Iddio che habbia pietà de
-nostri errori, & con esso noi usi la sua clementia & lasci da canto la
-giustitia. Fate che il messo mio non ci ritorni senza vostre lettere,
-le quali pienamente del tutto me informino. Di Padova alli XXV.
-d'Aprile.
-
-
-ALVIGIA ASINELLA A M. LEONORA BOLLA.
-
-Io non so quel che mi debba dir del vostro cervello, il quale regger
-non puo ne alla buona, ne alla rea fortuna. paretemi veramente simile a
-un corpo infermo, ilquale non puo tolerar ne caldo ne gelo. doverreste
-pur sapere che si come l'Api dell'amarissimo Timo, raccogliono
-soavissimo mele, così le persone savie sogliono dalli affanni, & dalle
-tribulationi sempre trar qualche utilità: è da pigliar sempre in buona
-parte ciò che fuor dell'aspettatione ne aviene. ma voi fate appunto
-come fanno i fanciulli, liquali se di un minimo solazzo privi sono
-subitamente risolti in amare lagrime sprezzano ogni altro piacere
-& commodo. Voi certamente per un poco di dispendio vi convertite in
-dispiacere quanti bei commodi v'habbi & natura & fortuna dati. Deh
-ratemperative hormai & mostrare il valor del cuore, poi che v'è ne data
-si bella occasione; non ammirate tanto l'altrui fortuna c'habbiate in
-odio la vostra: non fate come fanno gli adulteri, liquali invaghiti
-delle altrui mogli sprezzano le loro; contentative della vostra sorte.
-Di Piacenza alli X. di Gennaio.
-
-
-LEONORA FIASCA A M.
-
-Molti lodano la bontà vostra, & molti all'incontro biasmano
-l'ostentatione che voi usate, perche si creda da tutti che buona &
-virtuosa siate: questo non è ben fatto, perche la vera virtu fu sempre
-di se stessa contenta, ne premio veruno ricerca: ella non dimanda
-loda, non chiede premio: ne vuol alcuna ricompensa: bastali sol di
-virtuosamente operare, senza che l'habbi testimonio che predichi i suoi
-gloriosi fatti. si come la terra dove si cela alcuna vena d'acqua, suol
-mandar sempre fuori avanti il nascimento del Sole, alcune esalationi
-in forma di nuvole, cosi quelli che sono veramente buoni sempre soliti
-sono di dar alcuni indicij di lor stessi; per iquali chiunque ha punto
-di discorso, puo chiaramente comprendere che in te sia la lor bontà:
-astenetevi adunque da queste brutte affettationi, lequali possenti
-sono a scemarvi la reputatione, anzi che di accrescerla pur tantino:
-Io ve n'ho piu volte ammonita, ma per quel che mi aveggo, gitto via il
-tempo & l'opra insieme poscia che voi non ci attendete. Paretemi voi
-fatta simile al terreno di Narni, ilquale per la pioggia si fa arido,
-& per il caldo s'inhumidisce, la dove M. Tullio si puose a giuocarci
-sopra & dire, EX IMBRE PULVEREM, EX SICCITATE FIERI LUTUM. Cosi credo
-io facciano le ammonitioni mie verso di voi, se vi predico l'humiltà,
-insuperbite fuor di modo, & se all'ambitione per aventura vi conforto,
-vi abbassate piu di qualunque vilissima creatura. Hor su fate pur a
-vostro modo & vedrete quel che ci guadagnerete: non altro intorno a
-questo fatto vi ragiono. Scrivetime spesso, perche farò il medesimo
-verso di voi. Di Mantova alli IIII. di Novembre.
-
-
-GIULIA GELMINI A M. CAMILLA P.
-
-Hò favellato con quella buona femina che m'havete inviato per i miei
-servigi: certamente non vi siete punto ingannata dell'ingegno & della
-prudentia sua: di che aveduta me ne sono in una sol risposta ch'ella
-mi dette. Protogene Pittore conobbe l'eccellentia di Apelle per una
-sola linea non havendo mai piu veduto la faccia sua, & io scopersi
-subitamente l'altezza del suo ingegno per una accorta parola ch'ella
-mi disse. Ve ne ringratio quanto so & posso, ne per me mancherò di
-trattarla amorevolmente, come se sorella mi fusse & non serva. hormai
-ho imparato con mio danno a governare altrui. So che ad alcuni si
-richieggono dolci ammonitioni, & ad alcune acerbe riprensioni, a
-quella guisa appunto che veggiamo alcune gemme non risplendere se non
-sono macerate nell'aceto & altre bollite col mele farsi piu belle
-& piu lucenti: ho similmente avertito che si come piu facilmente
-s'insculpisce nelle gemme ciò che l'huomo vuole se l'instrumento è
-caldo & fervente che se freddo fusse, cosi puo efficacemente comandare
-qualunque padrona ama ciò che loda, & di cuore odia quel che essa con
-la lingua vitupera. Io fui sempre di questo pensiero & animo, di far
-piu tosto con arte & con ragione che per viva forza, ma per non mi
-diffondere nel scriver piu di quello che fa di bisogno, vi conchiudo
-che me n'havete fatto singolar piacere. Domani manderò per essa et
-darolli quella impresa, che m'hò disegnato nell'animo di volergli dare,
-& di quello che ho promesso alla S. V. di donargli per sua mercede non
-mancherò per quanto cara mi è la vita, & l'honore. Di Napoli alli X.
-d'Aprile.
-
-
-LUCRETIA MASIPPA A M. CANGENUA F. N.
-
-Io mi trovai l'altro giorno in un drappello di savie donne, dove
-molto si ragionò della schiettezza et della lealtà che alle persone
-d'honore come voi siete si conviene, & anche ragionossi della duplicità
-de cuori, & biasmossi con acerbissime parole quella simulatione &
-hippocrisia (per dirla con voce Greca) che in molte femine dell'età
-nostra non senza gran giattura a tutte l'hore si scorge & di voi
-diffusamente si parlò & gran colpa di ciò vi si dette da ciascuna.
-Iddio sa quanto mi dispiacque che si leggiadra donna qual sempre foste,
-si credesse macchiata di si lorda & di si brutta pece: ma perche vi
-siete voi cara sorella cosi lasciata ammorbare & avelenare? non vi
-pare assai che nel corpo celato si stia l'animo, senza che nell'animo
-si celi anchora & coprasi la verità? ò quanto è lodato Pomponio Attico
-del non haver mai (al suo vivente) favellato simulatamente, quanto
-dall'altro canto è biasmato presso di Aristophane quel Phrimonda per
-esser stato sempre natural nemico di quella schietezza laquale io
-come qualità veramente divina et celeste amo & adoro: & per qual altra
-cosa biasmasi presso di Homero Sisipho salvo che per non esser stato
-leale, & nella sua lingua verace? Io per me, non so come conversar si
-possa mai con tal sorte di persone, che altro ha nel cuore & altro
-nella bocca gli risuona sono pur questi tali dalla santa scrittura
-giustamente condennati: sono pur divinamente rassimigliati alli astuti
-Draconi. O Dio perche non ve la scacciate voi tosto dall'animo? non
-vi accorgete forse quanto ella si disdica alle altre vostre buone &
-illustri qualità? sufficiente giudico io questo difetto per mandarvi
-in bocca di Lucifero (se la divina misericordia non vi aiuta &
-non vi difende) l'è sufficiente questa mala parte a farvi odiosa &
-abhominevole alla miglior parte del mondo, imperoche qualunque non
-è schietto è di necessità ch'egli sia nella vita sua tutto vario &
-inequale, hor bugiardo, hor verace, hor aspero & hor dolce & piacevole;
-la onde non senza giusta causa Plutarco li rassimiglia a quel lago che
-si trova presso delli Trogloditi c'hora è salso, hor è dolce, & sovente
-volte si trova amaro, ma sapete voi madonna mia quel che ci inganna
-& l'intelletto nostro abbarbaglia? ingannaci il credere che questa
-sia una vera & lodevole virtu & quelli mali difficilmente sempre si
-schivano, liquali sotto protesto di bene familiarmente ci lusingano;
-quante n'ho io vedute che per saper ben simulare, & alloro arbitrio
-dissimulare, et rade volte dir il vero, uccellando & schernendo quelle
-persone, lequali forsi erano tenute di cuore amare, & riverire,
-credevano d'esser ben ingegnose & di alto intelletto, grossolane
-tenendo quelle che portano il cuor in bocca, & quelle medesime voci li
-risonano nel cuore che nella voce si sentono. Voi vi potreste forsi
-dolere & con esso meco iscusare, con dir che se siete simulatrice,
-ciò vi aviene per esser sin da fanciulla avezza con persone di tal
-professione instrutte: accetto io in ogni modo questa vostra poco
-probabil scusa; perche ottimamente conosco di qual pelo sieno state
-per il passato sempre le conversationi vostre: ma quanto però maggior
-loda ne riportereste voi facendo come fa il pesce che nasce in mare
-& pur non ritiene pur una dramma del sale marino: di quanto maggior
-pregio sareste voi tenuta, se faceste come hò veduto far molti & nati
-& nodriti fra Barbari che pur da ogni Barbarie remotissimi sono. & qui
-faccio al mio scriver fine. Di Vinegia alli X. d'Agosto.
-
-
-LA CONTESSA CATHERINA VISCONTE LANDESSA ALLA S. CINTHIA PICCOL'HUOMINI.
-
-Alli di passati io hebbi quel Dialogo che voi per cosa nova mi mandaste
-composto da un certo lava ceci ch'esser non pò già altrimenti, poi che
-vi si biasmano per dentro le donne come cosa di poco ingegno, di niuna
-prudentia, di niuno giudicio & di minor intentione (salvo che all'oprar
-male). Io haveva fra me stessa pensato di volerlo confutare con
-vive ragioni, & con fortissimi essempij: ma sopragiungendomi diverse
-occupationi; sono rimasta à mezo corso dell'incominciata impresa. et
-perche l'auttore del Dialogo, molto si ferma in raccogliere l'utilità
-grande che recato hanno al mondo gli huomini con l'inventione di molte
-cose: cosi io all'incontro con assai diffuso sermone, dimostrava nella
-mia confutatione come Minerva ritrovasse l'olivo, Cerere le biade & la
-coltura della terra: Phemone il verso Esametro: Anagallida il giuoco
-della Palla: Glicera le corone: Carmenta madre di Evandro le lettere:
-Semirami la nave longa; Città Luchese l'oro nella pelle tessuto:
-Sapho il verso Saphico: Combe figliuola di Asopo l'armatura di Enea:
-Pantasilea la scure: Clio le historie: Melpomene le Tragedie: Thalia
-le comedie: Euterpe le Tibie o Flauti che li vogliamo dire. Erato
-la Geometria, Terpsicora il Salterio; instrumento presso li antichi
-molto usitato: Urania l'Astrologia: Polimmia la Rhetorica: Calliope le
-lettere greche: Thimele il Saltar Scenico: Gulphila le lettere Getiche:
-Nicostrata i Caratteri latini: & cosi di mano in mano scorreva io
-sempre di lungo, aggiungendo sempre alle inventrici i testimoni delli
-antichi & Greci & Latini: ma per dirvi il vero, m'è paruto poi di far
-meglio collocando il tempo in speculatione di maggior momento. questi
-nel vero sono pur i bei Capricci che vengono in capo ad alcune bestie,
-poi che per parere galanti & ingeniosi cavaglieri si pongono a dire &
-scriver male delle donne, quasi che dalle donne & nati & nodriti non
-sieno: sciocchi nel vero ch'essi sono, & degni di esser con l'Eleboro
-purgati, sel accaderà che noi ci vediamo prima che me ne vada al Sen:
-vi farò copia di quanto mi ritrovo havere in tal materia scritto. fra
-tanto, state sana & per difendere le donne se non bastano le parole,
-poneteci & l'unghie & i denti. Di Piacenza alli XIII. di Gennaio.
-
-
-LUCRETIA M. CONTESSA BECCARIA ALLA S. R. N.
-
-Non ci puo illustre S. mia esser il peggior segno delle nostre
-future rovine, che di vedere i tristi & disleali hoggidi triomphare
-& governare per il lor arbitrio il mondo; l'è questo segno molto piu
-certo che non è di ventura tempesta, il vedere con gran lascivia
-scherzare i Delphini sendo il mar tranquillo & bonacciato. Questo
-vi dico io acciò stiate ben avertita & proveggiate a casi vostri.
-Si come spesse volte aviene, che sendo il cielo ben sereno, alla
-sproveduta crudel tempesta si lievi: cosi anchora sendo le cose
-prospere & liete, n'accade spesso di vedere con nostra mala contentezza
-grandisimi bisbigli & atrocissime perturbationi. che sarebbe adunque
-da fare? io vi consigliarei sorella honoranda a levarvi quindi dove
-al presente vi ritrovate con si mala compagnia. non siate per Dio si
-mal accorta che non prevediate la tempesta che vi sta sopra del capo,
-avanti ch'ella faccia il suo colpo: imitando la buona disciplina de
-diligenti Agricoltori. & questo bastivi, quanto al caso occorso (dico
-dell'insolentia de vostri nemici) & di quanto potete ragionevolmente
-temere. Verrò hora pian piano, a toccare dell'altre corde per vostro
-beneficio non meno necessarie. Parerebbemi .S. ottimamente fatto che
-voi riponeste que danari che tratti havete per conto della dote vostra
-in piu sicuro luogo & meno esposto alle insidie de rubbatori. Natura
-puose l'anima della Murena nella coda & non nel capo, per insegnarci
-a riporre le cose che carissime havemo ne luoghi che soggetti non
-sieno alli pericoli dell'altrui rapacità. cosi facendo non havrete
-forsi cagione di star sempre su le nimicitie, & sul far del continuo
-liti: non dico già che voi diate licentia per hora al fattore vostro,
-sperando per questo di rimediare a vostri affanni: perche nel vero io
-temo che questo non sia sofficiente rimedio al morbo, che penetrato
-veggo nelle viscere delle facultà vostre: temo che non fusse il rimedio
-che si procurasse simile à punto al rimedio che ne porge l'Erba detta
-Climenos; laquale talmente giova, ch'ella spesso induce sterilità et
-alle donne & a gli huomini: & qual giovamento sarebbe questo scacciare
-un male, per admetterne un peggiore? ponete adunque mente a fatti
-vostri, se non ci volete rammaricare come sin qui havete fatto. Io
-me n'anderò fra pochi giorni in Villa, dove intendo che tutto il mio
-studio sia nell'Agricoltura; hò di già incominciato a fare un giardino
-non inferiore a quello di Cirro, dove penso disporre tutti gli alberi
-nella figura quincunce: se vi verrà voglia di villeggiar con esso
-noi, fatecelo sapere che per voi verrò battendo l'ali. Fra tanto state
-sana & il piu che potete lieta: il mio consorte vi si raccomanda & li
-figliuoli miei vi basciano riverentemente le belle mani. Di Pavia alli
-XX. d'Aprile.
-
-
-CLAUDIA GLIZERIA A TULLIA CASTRICCIA.
-
-Io intendo sfacciata meretrice, che tu hai ardimento di violar con la
-tua maledica & fracida lingua, l'honore che m'ho acquistato, stando
-tanto tempo rinchiusa fra i termini d'una picciola cameretta; menando
-vita dura & parca, con l'ago & col fuso provedendo a miei bisogni, &
-non dandomi in preda mai ad alcun vano amadore come tu sempre facesti,
-da che uscisti dalle fascie. Era Messalina moglie di Claudio men di
-te impudica. Fu men sfacciata di te Galvia Crispilina, & hai ardire
-di morder l'honestà mia. Credimi pur che se per l'avenire non te ne
-astieni ti farò un mal scherzo, di pur di te, & lascia star gli altri.
-Di Milano.
-
-
-LA CONTESSA TASSONA PETRATTA ALLA S. ISABELLA TASSONA BELTRAMA.
-
-Il dolore che sentito havete & del continuo sentite per la morte del
-S. Giannoto vostro amorevolissimo Padre, & mio honorato parente, mi
-fa star si mal contenta che ne di giorno, ne di notte, posso pel gran
-cordoglio liberamente respirare; & fra me stessa sovente dico quanto
-mal si puo dir della morte, la maledico, la biastemmio, & me la imagino
-per la piu horrida cosa che imaginar si possa: hor mentre in questo
-contrasto sono, & fra me stesso con i miei duri pensieri combatto: ecco
-che io sento una celeste voce che al cuor mi parla con tacita favella,
-& si mi dice, che piangi? che ti duole? di qual cosa t'attristi tu?
-forsi perche il S. Giannotto hà cambiato vita mortale per haverne una
-immortale? hà mutato un'albergo terreno, per possederne un celeste?
-Ah sciocca che sei & invidiosa delle sue perpetue consolationi: non
-ti avedi che con queste lagrime & con questi vani lamenti perturbi
-le dolcezze ch'egli nel cielo gusta? con questo pensiero presi io la
-penna in mano, & deliberai di volervi con mie lettere supplicare a
-darvi anchora voi pace, a rasciugarvi il delicato viso, et al tutto
-consolarvi, & cosi ve ne prego quanto piu pregar ve ne posso: mala
-cosa potrete voi reputar signora Isabella la morte sendo dalli antichi
-nostri detta esser ministra di giustitia, porta di salir al Cielo,
-scala di doventar immortale, & unico riposo delle nostre miserie? non
-dice l'Apostolo che beati sono i morti? & rendendo di ciò la ragione,
-dice perche riposano dalle fatiche loro: il S. Giannotto. adunque
-riposa & voi vi inquietate i spiriti, & voi di si mala maniera vi
-tribolate? Deh non piangete più. à che proposito versar tante lagrime
-& mandar fuori del petto tanti dolorosi sospiri: se vostro Padre il
-quale prima di voi nacque, prima di voi è anchora morto: s'è servato
-in questo la legge della natura: volevate forsi morir prima di lui.
-havendo Iddio nella sua imperscrutabil mente determinato di trarlo a
-se prima che trahesse voi? quando egli vi fu da Iddio dato per padre,
-vi fu dato con tal conditione, ch'egli era mortale & che padre non vi
-sarebbe salvo che per tanto spatio di tempo, quanto egli v'è stato:
-solo Iddio ci è padre perpetuo & eterno: i padri carnali ci sono dati
-a tempo. se insin'hora hà fatto verso di voi ufficio di padre pensate
-che hora essendosi partito da questo mondo avanti a voi, come anchora
-era cosa lecita, & honesta farà ufficio di foriere, & vi apparecchiarà
-nelle celesti stanze commodo & honorato albergo & come credete
-voi ch'egli morisse contento, ramentandosi d'haver sempre vissuto
-honoratamente & da huomo che Iddio ami, tema, & di perfetto cuore
-riverisca: con quanta consolatione credete voi che trapassato sia,
-ricordandosi d'haver voi prima, (qual amò sempre tenerissimamente) a
-si nobilissimo cavagliere collocata. Sono anchora piu che certa che di
-gran contentezza gli è stato, il morire fuor della patria per non veder
-le lagrime de suoi cari parenti, & per non udir i singhiozzi de suoi
-fedelissimi vasalli, i quali amava & consigliava non da padrone, ma da
-vero padre, non da Tiranno, ma da vero & legittimo possessore. Forse
-che a voi rincresce perche l'è morto in Ancona, & non a lo stato suo ò
-vero nella delitiosa Napoli: & io vi dico ch'egli non poteva morire in
-piu accommodato luogo, accioche facilmente in ogni luogo si risapesse
-il suo felice trappasso: qui voglio far fine al mio scrivere acciò non
-paia che io mi diffida della vostra prudentia, ne voglio piu piangere,
-accio non si creda che io dubiti di non vederlo al novissimo giorno
-risuscitato. Di Ferrara nelle nostre case alli XXV. di Ottobre.
-
-
-GIULIA GONZAGA CONTESSA D'ARCO.
-
-State fanciulla mia quanto piu potete dalli huomini nascosta: celatevi
-a tutte l'hore dalli occhi de belli et impudichi amanti, li quali, à
-guisa de Basilischi & Catoblepi sol con l'aspetto uccidono le semplici
-& mal accorte fanciulle: non vi curate che si spargi fama della
-vostra corporal bellezza; curatevi sol che di voi si dica che savia
-& pudica siate, & che proposito vi habbiate l'honestà davanti alli
-occhi per unico segno di tutte le vostre attioni. Io non vi saprei
-mai darvi il miglior rimedio, ne porgervi la piu singolar cautela,
-che di star lontana dal fuoco non volendo abbrucciare: attenetevi
-a questo medicamento, che fedelmente vi dimostro poi che d'altro
-migliore non vi so provedere, colpa veramente della miseria humana
-c'ha si scarsi i rimedij a suoi mali: i Cervi col mangiar del Dittamo
-si fanno uscire le saette dal corpo, & se dal Phalangio son percossi
-si medicano mangiando de Gambari, le lucertole offese da serpenti,
-ricorrono ad una certa herba lor molto amica, et tosto rimediano alle
-ricevute offese: le Rondinelle soccorrono alla cecità de lor pulcini
-con la Chelidonia: le testugini col mangiar della Cunila fortificano le
-forze contro de Serpenti: le mustelle con la ruta si confortano, pria
-che dieno la caccia a topi: le cicogne pigliano vigore dall'origano:
-li porci selvatici dall'ellera: i serpenti dal succo del fenocchio:
-i dragoni dalla latuca selvaggia: le Pantere si aiutano con le feci
-humane; l'Elephanto con l'herba detta camaleonte: li orsi lecando
-le formiche: la palumbe, i Merli le perdici, & le cornacchie con le
-frondi dell'alloro si medicinano: & noi soli nel riparare alli danni
-che n'arrecano le facelle d'amore, siamo prive di ogni consiglio &
-di ogni argomento contro qualunque vitio si puo virilmente a viso
-aperto contrastare: ma con la lussuria non con altre arme, conviensi
-combattere, che con prestissima fuga: qui bisogna volgere le spalle se
-vincer si vuole: ne crediate già che dishonorevole sia cotal fuga. se
-aviene carissima figliuola che pungere vi sentiate il cuore da stimoli
-amorosi, recatevi subitamente per la memoria quelle pungenti spine che
-trafissero il cervello al Redentor del mondo: recative per la memoria
-quei acuti chiodi co' quali fu confitto sul legno della Croce il
-fattor del cielo, & della terra: forse che con simili contemplationi
-raffreddarete i riscaldamenti della carne: miglior consiglio non vi
-saprei io dare (se del mio corpo uscita foste) accettatelo adunque con
-quello affetto che io vel porgo; & ponetelo in essecutione senza farvi
-sopra alcuno indugio, & me amate. Di Piacenza alli XX. di Agosto.
-
-
-FRANCESCA VIDASCA ALLA ILL. S. POTENTIANA CONTESSA D'ARCO.
-
-Io mi sono infinitamente rallegrata, udendo che partorito habbiate
-un bello & dolce figlio: raguagliata poi che io fui dell'hora ch'egli
-nacque incontanente mandai per dui miei famigliari, nelle Astrologiche
-divinationi piu periti & instrutti di Apollonio Tianeo & di quel
-Conone da Virgilio ne suoi versi pastorali mentovato & feci lor fare la
-natività del ben nato fanciullo: & senza alcuna controversia ritrovorno
-ch'egli sarebbe & piu bello & piu casto di quel Cesto, la cui bellezza
-& castità descrisse già Martiale dicendo QUANTA TUA EST PROBITAS,
-QUANTA EST PRAESTANTIA FORMAE CESTE PUER, PUERO CASTIOR HIPPOLYTO?
-ritrovarno di più che egli non sarebbe men bellicoso & martiale
-di Pirro ò di Leonida: non hò io adunque ragione di rallegrarmene?
-Attendete pur voi S. Contessa a far il debito vostro, procurandoli
-balia honesta che non s'imbriachi, & che non sia nella lingua
-dissoluta & licentiosa: quando sarà poi tempo ch'egli si ponga sotto la
-disciplina et de litterati precettori & alli essercitij cavallereschi
-tutto si applichi; non dubito che l'Illustre C. Sigismondo non faccia
-quanto se li converrà di fare perche sostenga l'honor della casa
-d'Arco: ne altro dico. Iddio vi conservi tutti in lieta sanità & faccia
-sempre si felicemente prosperar i casi vostri, come io di perfetto
-cuore il bramo, & a tutte l'hore il desidero. Di Trento alli XX. del
-presente.
-
-
-CATHERINA LANDESA TRIVULZA ALLA S. PAULA SCOTTA CONFALONIERA.
-
-Alla venuta del Prencipe di Spagna (se altro non occorre che ci
-impedisca) farassi recitare una bellissima Comedia, nella quale (se il
-mio giudicio non m'inganna) vi saranno Istrioni & recitatori non men
-faceti & piacevoli di quel Stephanio chiamato da Svetonio togatario,
-percioche fu il primo che recitasse Comedie con la toga: ma che dico
-io di Stephanio? vi saranno recitatori da far vergognare Rubrio,
-Cilisco, Theocrine & quel Castore di cui favella Horatio nelle sue
-Pistole dicendo AMBIGITUR QUID ENIM CASTOR SCIAT AN DOCILIS PLUS. Il
-soggetto della comedia è bellissimo, pieno di varia instruttione, à
-tal che io giudico che non s'ingannasse punto colui che disse che la
-comedia era maestra della vita nostra, anzi uno specchio, nel quale
-rappresentavansi non sol le astutie & furti servili, ma dipingevansi
-anchora li inganni delle meretrici, i brutti vantamenti de soldati,
-la falsa religione de mali preti, & mille altre cose, atte all'humana
-instruttione piu di qualunque altra sorte di Philosophia: di che
-disponetevi di venirci a trovare, che niuna piu grata cosa ci potreste
-al presente fare. state lieta. Da S. Fiorano alli XII. di Novembre.
-
-
-GENEVRA VILLA FUORA A M. PETRONIA VERERA.
-
-Vostra Cia parlò alli di passati con esso meco lungamente di voi, & fra
-molte cose ch'ella mi disse, si fu che eravate tutta oppilata: habbiate
-(vi prego) miglior cura de fatti vostri di quel che havete havuto
-fin'hora & schivate di mangiar cibi generativi di ostruttioni, come
-sarebbe cacio, pesce & vini carchi di colore ispetialmente dolci, delli
-quali siete sovra modo vaga: non mi dispiacerebbe che quando vi levate
-la mattina per tempo & vi sentite d'haver ben digesto il cibo, vi
-faceste far pianamente le fregagioni. loderei anchora che voi faceste
-piu esercitio di quel che fate, non dico già che n'andiate alla caccia,
-ne in su la guerra come Diana & come Arpalice era solita di fare: ma vi
-dirò bene che non biasmerei giamai che alle volte anzi, che ogni giorno
-giuocaste alla palla: qui forse voi vi riderete di me essortandovi
-io ad uno essercitio usitato da gli huomini & non dalle donne: &
-io dimanderei volentieri a voi perche non si appartiene egli cosi
-alle donne come alli huomini essendo la palla inventione di Anagalli
-fanciulla di gran valore? nel quale giuoco tanta utilità consiste che
-non mi par punto maraviglia se Galeno ne scrisse si gentil trattatello
-come egli ne scrisse. l'è vero che alle volte piu mi piacerebbono
-quelli esercitij, nelli quali sono egualmente esercitati lo spirito col
-corpo, che sarebbe il passeggiare per le colline pian piano, ragionando
-dell'infinito valore c'hebber le donne antiche, et cosi formar l'animo
-alla imitatione di quelle: ne altro per hora vi dico. state lieta &
-amatemi. Di Napoli alli XXX. del presente.
-
-
-SULPITIA BIRAGA ALLA S. ZENOBIA VISCONTE.
-
-Hò presentito che vorreste pigliar marito & desiderareste haver il
-capitano Nicolò Franciotto: mi maraviglio del giudicio vostro che
-tal persona desiderate, non dico ch'egli non sia nella sua patria
-nobile, non niego ch'egli non sia nell'arme valoroso, & tanto amico
-d'honore quant'altro sia a servigi del Christianissimo Re: ma ben
-vi affermo che se lo togliete, non saprete il piu delle volte se
-voi siete pesce ò carne. quando pensarete d'haverlo presso di voi,
-eccoti che ito sarà in Constantinopoli ò che si apparecchiarà per gir
-alla corte: quando pensarete d'essergli fitta nel cuore, li sarete
-caduta dalla cintola. credendo poi ch'egli n'habbi a noia, vi terrà
-sopra del capo ne si vedrà satollo di vezzeggiarvi, si che a voi
-lascio considerare se questo è un cervello da sceglier per marito.
-non gli darebbono nel capo quanti arcieri ha l'Isola d'Inghilterra.
-misera voi se li capitate alle mani: io vi consiglierei piu tosto di
-gire alla Contessa di Guastalla & supplicarla ch'ella vi ricevesse
-nella sua santa compagnia et ivi esercitaste lo spirito nelle devote
-meditationi, & il corpo con le atroce discipline castigaste: vi parerà
-d'esser in paradiso, tanti angelici spiriti in questa devotissima casa
-ritrovarete. oh come sarebbe questa molto meglior elettione che di
-farvi moglie d'un soldato, pensate voi forse ch'altro sia il soldato
-che una vitima la quale d'hora in hora stia per sacrificarsi al Dio
-Marte? niuna conditione d'huomini è di natura piu iraconda et rapace
-del soldato, et voi cercate di porvegli nelle mani non vi confidate
-nella vostra bellezza per cioche egli non mirò mai ne mai fu d'altra
-bellezza contemplatore che di quella de lo spirito non vi confidate
-nella nobiltà del sangue Viscontesco, perche vi so io dire che sol
-quella la nobiltà è da lui stimata che ha per suo fondamento la
-virtù: ma di questo siami per hora detto a bastanza. io vi hò voluto
-dir il parer mio: perche cosi ricerca l'amore che v'ho lungamente
-portato, cosi ricerca la fede che in me dimostraste sempre d'havere:
-se'l mio consiglio non vi parrà buono, lasciatelo da canto, ma non vi
-sia molesto di comunicarlo prima con la Signora vostra Cia donna di
-pellegrino ingegno & di acuto giudicio dotata, & qui facendo fine alla
-vostra buona gratia di continuo mi offero, & di perfettissimo cuore mi
-raccomando. Da Milano alli XX. d'Aprile.
-
-
-GIOANNA PAVERA A M. LUCIA NUGAROLA.
-
-Io non vorrei che si tosto vi fuste posta a comporre & lasciar si
-facilmente veder da ogn'uno i componimenti vostri: ma vorrei che
-pensato haveste che nell'imparar lettere diversamente avienne di quel
-che avenir suole nel giuocar alla palla, dove in un medesimo tempo
-s'impara & ricevere & mandare: ma nelli studi ricercasi di ricevere
-prima avanti che altrui si mandi non senza misterio voleva Pithagora
-che i suoi discepoli per spatio di cinque anni tacessero: ne senza
-ottima ragione volle Horatio che per nove anni celati si tenessero li
-scritti nostri: Non vi lasciate guidar dall'Ambitione: ma habbiate & ne
-lo scrivere & in tutte le altre vostre attioni la modestia avanti alli
-occhi. Di Piacenza alli XIIII. di Maggio.
-
-
-HELENA BENTIVOGLIA RANGONA A M. ISABETTA OLDRA.
-
-Sono stata pregata di essortarvi alla virtu tutte le volte che mi
-occorra d'haver fidato messo che a voi se ne venga, io lo farei
-volentieri se ciò facesse di mestieri non sol per obedire chi mel
-commanda: ma per far cosa che alla professione di donna amica, &
-honesta non si disdica: ma certa sono io che si come il cavallo di
-buona razza & di generoso spirito non hà bisogno de sproni perche
-facilmente corre, cosi anche chiunque arde dell'amore della virtù non
-ha bisogno di chi l'avisi & instighi. io vi hò sempre conosciuta non
-sol amar la virtù: ma tutta ardere di santa emulatione tutte le volte
-che v'è accaduto d'udire raccontar le valorose opere di qualche gentil
-madonna: non mi accade adunque essortarvi ne speronarvi alla virtù
-essendoci di vostra spontanea volontà tanto inclinata che piu esser
-non si puote: ma sol attenderò a pregarvi che vogliate perseverare come
-incominciato havete. state sana & lieta. Di Ferrara alli XX. d'Aprile.
-
-
-D. LEONORA GONZAGA DUCHESSA D'URBINO ALLA S. VIOLANTE CARLONA.
-
-Io veggo chiaramente si grande essere in voi l'amore della verità
-che di niuna altra cosa hormai piu vi curate, et per questo havete
-lasciato gli studi de la vana Poesia & data vi siete alle piu sante &
-piu segrete dottrine: felice voi di si bella & di si santa elettione.
-ma perche non acconsente il S. Iddio che piu vicina vi sia di quel che
-sono: accioche trastullar mi potessi alcuna fiata in quel vago giardino
-della scrittura santa & imparar a formare & riformare la vita mia con
-la contemplatione della obedienza di Sarra, con l'assiduo orare della
-bella Iudit, & con la castità di Susanna. aventurata voi se saprete
-perseverare come incominciato havete: guardative S. dalle insidie di
-Sathanasso, il quale a guisa di Leone va circondando per divorarci;
-si come ne campi da diligente capitano governati mai si tralasciano,
-ne si ralentano le guardie: ne le sentinelle si scordano: cosi mai
-dormir deve chiunque una volta entra nella militia christiana: ma deve
-sempre star attento & vigilante sapendo d'haver a fare con nemici piu
-di lui possenti, più di lui astuti & frodolenti: Iddio sia quello che
-vi consoli et porgavi consiglio in tutte le vostre attioni. non cessarò
-io mai di pregar per voi: cosi vi prego a far per me non meno bisognosa
-di quel che voi siete. state lieta in Giesù Christo unico nostro
-conservatore. Da Fossambrone alli XX. d'Aprile.
-
-
-LUCRETIA DA ESTE ALLA S. EMILIA MORTELLA.
-
-Della mala compagnia che vostro marito vi fa, n'hò sentito tanto dolore
-quanto sentir si possa: hò poi da l'altro canto sentito non mediocre
-piacere intendendo che delle sue minaccie, & sciocche bravate hormai vi
-sbigottite poco; & havete incominciato à farne quella poca stima che
-meritevolmente far se ne deve: & pare che ottimamente l'intendiate,
-imperoche molti mariti si ritrovano simili alli Cocodrilli, seguaci
-verso chi li fugge, & fugaci verso chi li segue: cosi a punto sono
-alcuni se si mostra haver di lor timore insuperbiscono & ferocissimi
-divengono; ma se virilmente li sprezzi & lor fai resistenza si
-mollifica incontanente la lor ferocità. fate pur a cotesto modo, ne
-vi sgomentate, perseverate in esser animosa & ardita; perche ve ne
-risulterà piu commodo che incommodo. Dal nostro Casino di Correggio.
-
-
-SERPENTINA POLLITA A CHRISTINA FORUZZA.
-
-Io vi ho sempre sconfortata dal far l'amore & vi ho piu volte narrato
-li gravi incommodi che dall'amor nascono: ne mai m'havete voluto
-prestar grata udienza, di che ne sono lungamente vissuta in grandissima
-malinconia & m'era nell'animo mio rissoluta di non farvene piu motto:
-ma intendendo hieri da persona di somma fede in quanto pericolo &
-di vita & di honore eravate per cadere. ho voluto dar luogo alla
-pertinacia mia & di novo vi rescrivo che lasciate la pratica che si
-strettamente vi havete con quel tristo & scelerato presa: non sapete
-almeno che l'è si carico di mal francioso ch'egli a gran fatica si puo
-porre le mani in capo egli s'ha giuocato hormai infin'alle brache, &
-non ha di che regger & sostentarsi. Ò infelice voi se mai voglia vi
-viene di prendere per marito questo bricone, questo furfantaccio inutil
-peso della terra: Deh se sapeste quel che ad ogni lato sento per le
-case buccinare di questa vostra novella pratica vi nascondereste per
-vergogna; ma a quel che mi aveggo l'havete perduta et havete fatto
-una fronte di pietra & un viso di vetro tante volte v'ho sgridato, ne
-mai vi siete rimossa da questa infame pratica. posso ben dir di voi
-quel che disse il propheta FRONS MERETRICIS FACTA EST TIBI, NESCIVISTI
-ERVBESCERE. Scriverei piu oltre ma lo sdegno & la collera m'indebolisce
-la mano. Di Roma alli XX. d'Agosto.
-
-
-NOSTRA CONTESSA CAVRIOLA A MADAMA DI TAMPE S.
-
-Intendo Madama, che doppo la morte del Christianissimo Re Francesco,
-vi si è di mala maniera mutata la sorte: & dove prima la fortuna
-vi mostrava un viso si lieto, & si giocondo, mostravel hora tutto
-torbido & dispettoso; & havervi da si alto luogo, posta, quasi al
-fondo dell'abisso: me ne è duolto & incresciuto assai, ma che s'ha
-però da fare? conviene sofferire in pace, ciò che vuol la fortuna,
-la quale signoreggia in ogni cosa; ne senza causa disse quel gentil
-Poeta. TE FACIMUS FORTUNA DEAM COELOQUE LOCAMUS. Consolative Madama
-con l'essempio di Dionigi Tiranno, il quale fu costretto andar in
-bando, & insegnar l'Alfabetto a fanciulli nella città di Corintho.
-consolative con l'essempio di Valeriano Imperadore; & di Pazaite Re de
-Turchi, li quali furono astretti far ufficio de scabelli, l'uno quando
-Sapore Re de Persiani, & l'altro quando il Tamberlano voleva montar
-a cavallo. Indolcisca questa vostra tanta amaritudine la calamità di
-Suadocupo Re di Moravia & de Bohemi, il quale con una veste tolta
-in prestanza, s'invecchiò fuggitivo fra le selve, & le spelonche.
-Conforti i vostri duri casi, l'acerba fortuna di Leggittimo, figliuol
-di Perseo Re di Macedonia, il quale per sostentarsi, & per non morir
-di fame, fu costretto doventar fabro: non vi disperate punto, ma
-sperate di ritornare tosto alla prima fortuna: sel fu cosa facile ad
-Helena madre di Costantino di humilissima gente nata doventar moglie
-di Costanzo imperadore, perche non sarà piu facile a voi, di ritornar
-nel primo grado? fu facile a Rodope vilissima meretrice doventar Reina
-dell'Egitto et non sarà facile a voi, il ritornare, dove prima eravate?
-Deh state di buona voglia, et di cuor rallegratevi, che tosto tosto
-vedremo la fortuna raserenata. Da Pudiano alli XX. d'Agosto.
-
-
-VIOLANTE MAURITIA CONTESSA DI GAMBARA A M. GIULIA ROSA.
-
-Quella povera vedova carica de figliuoli, qual raccomandai l'altro
-giorno alla cortesia vostra, m'ha rifferito con mirabil gratitudine
-di animo, quanto siete stata verso di lei amorevole, & liberale. Io
-ve ne ringratio non sol da parte sua, ma anchora da parte dell'ordine
-donnesco, poi che non sol per questo effetto novamente fatto, ma anche
-per molti altri lungo tempo usati, voi certamente fate le donne per
-liberalità al mondo riguardevoli. Hebbe l'età passata Lucina Romana.
-Paula Busa, Theolinda Reina, Pudentiana & Praxeda, che nell'esser
-liberali fronteggiavano con gli huomini, et l'età nostra si puo a
-ragione gloriar d'haver M. Giulia Rosa piena di bontà & di virtù.
-Perseverate sorella in questi buoni ufficij, se volete eternamente
-vivere, ne giamai esser alla morte sottoposta. Per la virtù della
-liberalità Cipriano acquistò il cielo dando ciò che haveva à poveri
-di Christo. Abdia nudrì cento propheti nascosti nelle spelonche, dal
-furore di Iezabel: Othone terzo Imperador adornò l'Alemagna d'infiniti
-monasteri: per la liberalità famosi al mondo son divenuti, Theodorico,
-Titto Vespasiano, Traiano Imperadore, M. Scauro, M. Aurelio, et
-altri molti. Si che ritenete questa virtù acciò che l'altre Madonne
-Bresciane, pigliando da voi l'essempio, imparino ad esser liberali, &
-facciasi cessare & andare in domenticanza quel bugiardo detto, che si
-sovente contra di noi usurpano le maligne lingue de gli huomini. AVARUM
-MULIEBRE GENUS. ne altro per hora vi scrivo, piacciavi salutar in
-nome mio, & del conte Giovan Francesco mio consorte la nostra Contessa
-Avogadra, qual non veggendo parmi esser divenuta del tutto cieca. Di
-Prato Alboino alli X. d'Aprile.
-
-
-MADDALENA CALZAVELA ALLA S. CONTESSA AVOGADRA.
-
-Mi è paruto amorevole ufficio & a ben affettionata appartenente il
-pregarvi che vogliate pacientemente sofferire la deliberatione che
-ha fatto vostro figlio di andar in Levante: certamente non sol la non
-si deve riprendere, ma dico di piu che ella merita loda oltre che l'è
-senza pericolo alcuno, imperoche governati sono da un nocchiero piu del
-navigare esperto & delle stelle instrutto, che non fu mai quel Telone
-di Marsiglia, di cui favellando Lucano cosi scrisse. Dirigit huc Puppim
-miseri, quoque dextra Telonis, Qua nullam melius pelago turbante Carine
-Audivere manum, nec lux est notior ulli crastina, seu Phoebum videat,
-seu cornua Lunæ: semper venturis componere garbasa ventis, il nocchiero
-adunque è si esperto come voi udite, la nave è forte & si ben compacta
-quanto fusse mai quella nave Atheniese chiamata paralo destinata a
-condurre i Peregrini in Delpheo, & voi non vi assicurarete che debbano
-andar sicuri dovunque vogliono, et sani et salvi donde si partirno
-ritornare? Volesse Iddio che fusse venuto tal desiderio a Traiano mio
-figliuolo, che ne sarei ben lieta & ben contenta. Quanta contentezza
-credete voi Signora ch'egli sentirà veggendo Damasco dove fu creato il
-primo huomo? vedrà sottilissimi artificij, & i piu bei giardini, che
-mai natura producesse ò diligente giardiniero coltivasse. Contemplarà
-dove l'Apostolo fece la prestissima fuga, quando a petitione de Giudei
-pensò il governatore di Damasco d'incarcerarlo; vedrà la casa dove
-da fratelli sostentato, celatamente stavasi insegnando il Vangelo;
-scorrerà gran parte della Grecia, saliranno il monte Libano, dove
-l'aria è si benigna, che quando gli huomini ci muoiono di cent'anni,
-si dice che sieno morti giovani. Vedrà parte di Giudea, di Siria &
-di Phenicia: vedrà il Sepolcro del Redentore del mondo, & adorerà
-dove stettero i piedi suoi, tutto di santa dolcezza s'intenerirà
-contemplando que santi misteri di Gierusalemme: & quando mai altro
-non ne riportasse, non è assai quel che scrive S. Girolamo che meglio
-de gli altri intenderanno Demostene quelli che havranno peragrato la
-Grecia? & meglio intenderanno le scritture sante quelli, che havranno
-veduto la Giudea? qual utilità non speraremo adunque da questa sua
-peregrinatione l'una & l'altra parte veggendo? state sopra di me,
-ch'egli ritornerà molto piu devoto che non vi andò, & gran solazzo
-sentirete udendolo raccontar quelle stupende memorie ch'egli vedrà:
-parerà un nuovo Ulisse, che dipinga il sito di Troia & l'accampato
-essercito de Greci. piu oltre non mi stendo ma qui fo il fine: Iddio
-da mal vi guardi, & lungamente in sanità vi conservi: di casa nostra
-alli XIIII. d'Agosto. havrei fatto piu volentieri questo poco ufficio a
-bocca, se impedita non mi havessero alcuni novi accidenti.
-
-
-CAMILLA SUARDA MARTINENGA A M. DOROTHEA CAP. AVEROLDA.
-
-Hò risaputo da piu persone, molto attristarvi & esser maninconica sopra
-modo per esser rimasta dalla infirmità che l'altro anno vi sopragiunse,
-alquanto zoppa: certamente io non vi veggo cagione alcuna perche ne
-rimagnate si dolente. De molti leggo che zoppi furono, ne perciò
-sono di fama men chiara & honorata. Fu zoppo l'Epiteto philosopho
-Gieropolitano, ne perciò rimase d'esser gratissimo a gli huomini & alli
-Dei. Cocle & Philippo Re de Macedoni, non sol non si dolsero dell'esser
-fatti zoppi, ma sell'arrecarono a gloria. Zoppa fu Lambda di Corinto &
-pur eternamente vive nelle dotte carte di Erodoto si che consolatevi &
-datevi pace, Iddio ringratiando che non vi ha fatto ne ballarina, ne
-corriera, ne lottatrice dove l'esser zoppo disconviene: state lieta,
-& amatemi, perche io amo singolarmente voi. Da Farfengo alli XII.
-d'Agosto.
-
-
-LA CONTESSA AURELIA VERDELLA ALLA S. SULPITIA BIRAGA.
-
-Non vi turbate piu che il fattor vostro, si sia partito da voi, che
-per questo il cielo non vi caderà su le spalle. L'è pur gran cosa la
-pusilanimità delle donne moderne; perche non possiamo far nulla, senza
-l'aiuto de gli huomini, & pur si puo far senza essi in molte cose;
-cosi si potesse senza la lor opra mantener l'humana schiatta; io per
-me ne sarei molto ben contenta tanto m'hò recato in odio questo sesso
-diabolico, prodotto da Dio per nostra eterna peste, per nostro continuo
-danno & per nostra perpetua rovina. Io m'hò deliberato di far mia
-vita con esso voi; quanto piu tosto havrò maritato le mie figliuole,
-con patto però, che mai salvo quanto la necessità ci astringerà ci
-lasciamo pratticar huomini per casa. Vi prometto la mia nuda fe, che
-vorrei piu tosto veder la faccia di Sathanasso che veder un'huomo.
-Siano benedette le Amazoni, sian benedetti Ceneo, Iphi, & Tiresia, che
-mutar il sesso mascolino in feminino, & gran bestia credo fusse quella
-Arestusa che di femina in maschio si rivolse, et questo fece quello
-istesso giorno che sposa haveva da essere. Non dubitate punto che se
-faremo la vita nostra insieme, che poco di mestieri non ci habbi da
-esser l'opra de gli huomini: governaremo noi i nostri poderi, & con
-maggior diligentia ch'essi non farebbono: lasciate pur andare me su
-per i mercati, & su per le fiere a far la fattoressa, che non hò paura
-che alcun m'inganni, sel fusse ben piu astuto di quel Pirrandro di cui
-fa Aristophane memoria; non ho paura che alcuno mi uccelli sel fusse
-ben piu versuto di Eucrate, di Cantharo Atheniese, di Phrinonda, di
-Hiperbolo, & di qualunque altro per astutia famoso. non temo che alcuno
-contra mia voglia mi ci faccia stare s'egli mutasse ben piu forme di
-Metra figliuola di Erisitone, piu di Acheloo, & piu di Periclimeno: sel
-ci sarà bisogno comprar de boi per arare le pianure nostre, non saperò
-io forse che debbano esser di membra pilosi, d'occhi negri & grandi,
-di corna similmente negri, d'orecchie compresse, di fronte larga, di
-narigi aperte, di grossa cervice & dal collo remota: di corpo grande
-& ben costolato, di larghe spalle & di buone natiche. non so io forse
-come s'habbino da governare le vacche? che i luoghi freddi le fanno
-smagrire, che bisogni pascerle mentre gravide sono, in luoghi verzuti
-& acquosi, due volte abbeverarle l'estate, & una sol volta l'inverno.
-far di mistieri per esser buone c'habbino i ventri grandi, le orecchie
-pilose, le guancie compresse, poca gamba, poca unghia, molta coda, &
-gli occhi ben aperti; se farà bisogno comprar de porci, non so io chel
-non bisogna che sieno ne lunghi, ne brievi, ma quadrati con l'orecchie
-longhe, & con le gambette curte. non so io che l'andar col capo obliquo
-è segno d'infirmità, & il mangiare ingordamente esser ottimo inditio?
-non so io che di sei mesi sono possenti a generare? Sel farà mestieri
-di comprar delle pecore, io le comprarò di lana molle et spessa, di
-corpo grande, & di humil gamba: non saperò io raffrenar la ferocità de
-montoni col perforargli le corna vicine a gli orecchi? sel bisognerà
-comprar delle capre, & governarle; si che non so forse i precetti di
-Columella, si che non so quel, che Varrone ne dica, & di qual forma
-esser debbano. Lasciate pur far a me, disponetevi voi di non ripigliar
-marito, & di sgombrar la casa d'huomini: lasciate Monsignor vostro
-figlio nella sua badia, & del resto non vi curate. Io farò venir dodici
-femine di Schiavonia grandi & grosse, che pareranno a vederle dodici
-Colossi, araranno, zapperanno, cucinaranno, vi prometto, che una di
-loro, & la piu debole, farà fattione per quattro huomini, m'havete
-inteso pensate a quanto v'ho scritto; & datemi risposta (il piu tosto)
-che possibil vi sia. Artemisia & Olinda mie obedientissime figliuole vi
-salutano. Di Rivoltela alli VII. di Luglio.
-
-
-ISABETTA GONFALIERA ALLA S. CONTESSA COGNATA
-CARISSIMA.
-
-Vostro marito, mio fratello (per quanto intendo) è ito a Roma per dar
-hormai qualche termine alla già incominciata lite; & voi di cuor troppo
-tenerella, non ve ne potete dar pace, & ve ne state sempre temendo, che
-gli uccelli dell'aria non vel rubbino come già pel passato ne rubbarno
-Ganimede. temete del continuo non vi sia inghiottito, ne mai per un
-momento d'hora, havete l'animo di timor voto & casso & che sarebbe
-poi quando piu non ci ritornasse et che li convenisse lasciar l'ossa
-fuor di Piacenza? sarebbe si gran cosa? non è forsi mai piu accaduto
-che uno naschi in un luogho & muoia nell'altro? Pithagora nacque
-in Samo, & morì in Metaponto. Marco Tullio nacque in Arpino, crebbe
-in Roma & spirò nel seno Gaietano. Sulmona generò Ovidio & Ponto il
-suffocò. Carthagine partorì Terentio, Roma l'instrusse, & Arcadia l'ha
-sepellito. Nacque Cirro in Persia & è poi morto in Scythia. A Catone
-dette Roma il principio, & Uttica il fine. Roma generò gli Scipioni &
-Spagna gli estinse. Havendo noi tutti a morire, non è meglio di morire
-ne piu famosi luoghi et dove maggior conto si tenga delle anime de
-trappassati? Io per me sel fusse in mia elettione non vorrei morir
-altrove che in Roma. Crederei incontanente per la santità de Romani
-Prelati et per l'innocentia & purità del sangue Romanesco di volarmene
-ratto, ratto in Paradiso. Crederei anchora di far piu gloriosa morte,
-morendo dove sepolti giacciono tanti virtuosi poeti. Quivi (se nol
-sapete) giaccion sepolti Horatio Pugliese, Ennio Calavrese: Statio di
-Narbona: Ausonio di Burdegallo. Duo Senechi con un Lucano Cordubesi.
-Qui giaccion l'ossa di Plauto d'Arpino, di Lucillo, di Arunco, di
-Pacuvio Brundusino, di Giuvenale d'Aquino, di Propertio d'Umbria,
-di Valerio d'Antio, di Catullo da Verona, di Varo di Cremona, di
-Gallo da Forli, di Actio da Pesaro, di Cassio da Parma, di Claudio
-da Firenze & di Persio da Volterra. Hor fra tante nobilissime ossa,
-non vi potrebbono anchora star l'ossa del Conte Oldrico, se cosi
-a Dio piacesse? deh state lieta, consolatevi: perche cosi facendo,
-consolarete me & siate certa che tosto tosto, con la vettoria in mano
-fara ritorno. Da Gazino.
-
-
-ARMELINA PAVERA A M. LIVIA COCAIA.
-
-Mi credo che voi vogliate che i figliuoli vostri imparino senza haver
-mai precettore: & dove vedeste voi per alcun tempo farsi mai tal
-cosa? Protagora huomo di si veloce ingegno hebbe per suo precettore
-Evablo. Seneca si docile fu discepolo di Socione M. Tullio di Molone.
-Talete fu discepolo di Anasimandro. Anasimene di Anasagora, Socrate di
-Antistene: & voi volete che i vostri figliuoli imparino senza haver
-chi lor insegni le buone lettere? Voi siete solita di dire, che i
-vostri figliuoli sono troppo belli, & che temete che da qualche mala
-conversatione corrotti non sieno. Certamente belli son essi: pur non
-credo che le vostre figlie avanzino ne Licori, ne Lesbia, ne Lavinia.
-similmente non credo che i vostri figli superino ne Leandro, la cui
-bellezza celebra Museo, ne Hippolito, ne Marato da Tibullo tanto
-lodato: hor questi pur indifferentemente con ogn'uno conversarono,
-ne mai biasmo alcuno ne riportarono: si che S. mia, uscite di questo
-sospetto & lasciate andare i maschi alle publiche scuole, & alle
-femmine procacciate di dotto & honesto precettore, non li lasciate
-consumare il tempo in otio, perche l'è troppo mal nemico de buoni
-ingegni: state sana. Di Piacenza alli XX. d'Aprile.
-
-
-LAURA B. AVEROLDA ALLA S. DIANA BELASA NIPOTE CARISSIMA.
-
-Io vi invio una fante, sufficiente in acconciarvi il capo più di
-Cipasi, fante di Corinna; della quale Ovidio in una sua Elegia cosi
-scrive. COMENDIS IN MILLE MODIS PERFECTA CAPILLIS COMERE, SED SOLAS
-DIGNA CYPASSI DEAS. Io ve la do per molto piu amorevole che non furono
-mai Carmione et Neera donzelle di Cleopatra. L'è piu sufficiente di
-Cibale fante di quel Similo lacui povertà descrive Virgilio nel Moreto.
-trattatela (vi prego) bene al vostro solito, & non facendo per voi,
-rimandatemela: perche ho mia sorella che me ne fa instanza grande
-per haverla: non altro, ve le bacio et me offero a vostri servigi
-prestissima come un baleno. Di casa alli VII. d'Aprile.
-
-
-VIOLANTE CALASSINA À M. E. F.
-
-Intendo che giorno & notte vi lagnate, & fate gran querele contra
-di Amore, perche l'amante vostro, v'ha si repente abbandonata
-& ha collocato l'amor suo in piu nobil luogo di voi: sopportate
-patientemente questa maschile inconstantia, non fu mai che gli huomini
-non fussero pieni d'instabilità & di leggierezza, ma che fareste voi se
-lasciandovi, si havesse preso qualche rognosa furfantella, al che fare
-non fu forse molto lontano? egli s'ha preso una giovinetta per amante;
-la quale, non vide mai camiscia d'huomo, l'è piena di modestia, ha
-un'animo regale, una persona svelta, non credo che Diana l'havesse piu
-disciolta: l'è di sangue illustre, si che datevene pace, & consolate il
-cuor vostro, con l'essempio della simplice Ariadna, dell'infelice Dido,
-& della mal'aventurata Philide, & perche figliuola mia siete anchora
-tanto giovane, che facilmente potreste un'altra fiata incaparci,
-guardatevi da questi giovinacci spensierati, io vi so dir che la ci
-frulla: non dico piu per non esacerbare il dolor vostro. chi vi fece il
-duro colpo quel anchora vi risani.
-
-Dalla Mirandola alli XXV. d'Aprile.
-
-
-CATHERINA SUSIA A M. GENEVRA SORANA.
-
-Mi è sommamente ricresciuto del travaglio di M. Lelia; ma suo sia
-il danno, non le dissi io sempre, che quella sua creata le farebbe
-poco honore? duolmi del caso occorso, & della infamia, nella quale è
-publicamente caduta. ma cosi se le potesse rimediare all'honore come
-facilmente si rimedierà che non perda la dote. L'è vero che le leggi
-ordinarono che qualunque donna sia convinta d'haver dato ad alcun
-huomo, che marito non le dia pur un bacio non che altro, perda la
-dote: ma l'è similmente vero, che sel si puo provare, che'l marito sia
-stato consentiente per alcun tempo alle dishoneste voglie della moglie,
-non la puo in modo alcuno perdere. hor questo proverassi agevolmente,
-si che consolate M. Lelia da parte mia, & a voi mi raccomando. Dalla
-Mirandola alli X. d'Agosto.
-
-
-MARGHERITA DELLI UBERTI STANGA A M. B. R.
-
-Non mi piacque mai che lungamente habitaste in queste contrade, dove
-tante meretrici sogliono, non senza contagione delle honeste femine
-habitare, se l'uva frauda guasta l'uva sana, che le sta al dirimpetto;
-quanto peggio averrà a quella giovinetta che vedrà a tutte l'hore gli
-dishonesti & lascivi abbracciamenti delle vicine? se una pecorella
-rognosa, è atta a contaminar tutto 'l gregge, che speraremo noi di
-si morbosa conversatione? & forse che a queste vostre vicine, basta
-tener la vita da triste, & lussuriose, se anche ne nomi le antiche
-triste non imitano, rebattezandosi & in luogo di Maria, Francesca,
-Orsola, Helena, & Antonia. Chiamarsi Glicerio, Phrine, Taida, Flora,
-Lida, Philena, & Callidena. per mio consiglio adunque levatevi di
-cotesta vicinanza, imperoche non mancano a nostri tempi, chi sappia far
-l'ufficio di Dipsa: che fuggiva da Ovidio per i suoi ruffianesimi nelle
-sue Elegie flagellata; non ci mancano delle Hilarie, de Crobili, de
-Cinnari, & de Siloni, nel ruffianeggiare sommamente esperti et dotti,
-si che levatevene quanto piu tosto potete, schivate i pericoli che vi
-soprastanno, se non volete essere sprovedutamente pressa state sana che
-Iddio da mal vi guardi. Da Cremona alli X. d'Agosto.
-
-
-MADAMA LA GRANDE A M. GALERANA DA FAENZA.
-
-Per le vostre lettere ho inteso quanto mi scrivete della vostra
-indispositione: dogliomi che nell'arte della medicina non habbia fatto
-maggior profitto: che tutto lo dispensarei in beneficio vostro: pur
-io vi darò quel consiglio che meglio saperò darvi, volesse Iddio che
-haveste fatto a mio modo, quando vi gridava che non voleste starvi
-pigliando il fresco scoperta a tutte l'hore come voi facevate: che
-non vi pigliaste tanto piacere di seder su le pietre, che vi guardaste
-da bagni d'acqua fredda, & non mi deste mai udienza. hora sia vostro
-il danno, & mia la fatica di soccorrervi: sappiate che d'altra
-cagione non procede questa relassatione di matrice, che dalla molta
-abondanza d'humori freddi, & da nervi mollificati: dicovi pero che se
-l'è solamente scesa al basso, ne fuori esce, potersegli agevolmente
-rimediare con l'odorare ambra, balsamo, muschio, spico storace, &
-altri simili cose; & per di sotto profumarsi con cose fetenti, come
-sarebbe con panni lini riarsi: fomentarvi il belico con lana di vino
-et d'oglio bagnata, ma se per mala sorte l'esce fuori, distemprinsi
-le sopradette cose arromatiche con succo di assenzo & con una penna
-s'unga il ventre, & dopoi piglisi questa bevanda R. rutæ, castorei,
-Artemisiæ, partes æqualeis; decoquantur in vino usque ad consumptionem
-duarum partium ponete poi un sacchetto di formento cotto hor sopra
-il ventre, & hor sopra il belico, & con dolce mano pongasi dentro
-la matrice, poi fatevi far un bagno dove habbino bollito balaustie,
-rose, cortecchie di mel granato, galle, sumach, mirtilli, follie &
-cortecchie di quercia, giande, noci, cipresso, & lenticola. Usatevi
-a mangiar cotogni, nespole, sorbe, poma agre, et simili frutti. Il
-vostro vino sia temperato & habbi in se alquanto del stitico: quando
-cotesto non vi giovasse serbatevi quest'altra ricetta R. pulveris de
-corde cervi folliorum lauri, anna, dracmam .i. mirrhæ scrupulum .i.
-distemperentur trita cum vino, & perpotanda exhibeantur. Se sentirete
-la matrice poi che sarà al suo debito luogo riposta esser troppo
-calda: pigliarete oppij scrupulum .i. adipis anseris, Scr .i. Ceræ,
-melis, anna, Scrup .iiii. olei unciam i. Albumina duorum ovorum, & lac
-mulieris: commisceantur, & per pessarium inijciantur. Se vi nascesse
-qualche infiatura, ò vero apostema piglierete la ricetta qual vi mandai
-l'estate passata, essendo in zena: se altro occorre in che vi possa
-far beneficio fate ricorso a me, che per la carità Christiana non vi
-verrò mai meno, & se le forze del mio sapere intorno a tal professione,
-non saranno bastevoli per soccorrervi, non ci mancheranno delle donne
-che ne sapranno al par di Galeno, di Aetio, di Sorano Ephesio, di
-Theophilo, d'Antonio Musa, & dell'eloquente Celso. Vi farò toccar con
-mano esser nella mia picciola giuridittione contadinelle da star al
-paragone con i piu dotti Phisici c'hoggidi sieno in Padova, ò nella
-dotta Bologna. Di Zena in Parmegiana alli X. d'Aprile.
-
-
-CLARA DE NOBILI A M. ALESSANDRA NOSSONA.
-
-Per vostre lettere, mi richiedete che voglia scriver il parer mio
-circa la Fecondità & sterilità vostra: non so se vi date ad intender
-che per esser io moglie di medico, dotta sia nelle cose a medici
-appartenenti. Siete veramente errata, se ciò vi pensate: non voglio
-però negare di non haver letto la parte mia, & di non essermi alcuna
-volta sforzata di far parer al mondo, che noi femine siamo si capaci
-di dottrina, quanto sieno gli huomini pur che ci vogliamo attendere
-si che non mi voglio ritrar di non manifestarvi liberamente quanto mi
-soviene già d'haver presso de scrittori & Greci, & Latini, piu d'una
-fiata diligentemente osservato. Dico adunque trovarsi alcune femine,
-le quali sono al concepir inette ò per esser troppo magre, ò troppo
-grasse: ne so in qual grado vi debba per anchora riporre non havendovi
-già molto, veduta. sonoci anchora alcune donne, le quali hanno la
-mattrice tanto lubrica, che ritenere non vi si puo il seme ricevuto, la
-qual cosa potrebbe però accadere per difetto di vostro marito, il cui
-seme, fusse tanto liquido, che fuori, subitamente come dentro è entrato
-ne sdrucciolasse, o vero potrebbe ciò avenire, perche havesse vostro
-marito i testicoli grandimente freddi, ò secchi, non ve ne tribolate
-adunque poi che l'esser sterile, puo cosi accadere per mancamento de
-gli huomini, come per mancamento delle donne: scrivetemi voi tutti
-gli accidenti che vi avengono, acciò possa comprendere se sterile
-siete per la molta calidità che abbruggia il seme, ò per la humidità
-soverchia, che lo suffochi: se dal canto vostro procederà vi soccorrerò
-con pochissima fatica, & quando dal marito vostro procedesse, io vi
-darò un'unguento generativo de molti spiriti & con cibi producitori di
-seme, cioè con cipolle, pastinache domestici, & simili cose lo farò
-divenir fecondo piu che Priamo: ma se verrete a bagni di Villa col
-vostro consorte, provederò che sappiate da cui di voi dua proceda: se
-mi accorgerò che in niuno di voi sia il difetto, desiderando d'haver un
-figlio maschio, pigliarò la mattrice, & la natura della lepre qual farò
-seccare, & spolverizata la bereta, con un poco di vino & senza dubbio
-gravida rimarrete; non altro per hora vi scrivo; amatemi, & di me,
-servitevi, perche vi servirò viè piu che volentieri: prego che Iddio
-vi consoli, & faciavi tosto divenir madre della piu bella figliuolanza
-c'habbi la città vostra.
-
-Di Lucca alli XX. di Settembre.
-
-
-MAMMA RIMINALDA A M. FLAMINIA VISCONTE.
-
-Non mi poteva dolcissima sorella venir la piu grata nova che
-d'intendere che siate gravida, per laqual cosa, io vi prego, & vi
-scongiuro, a volervi di sorte governare, che il desiderato parto
-senza alcuna offesa venga a luce fatevi spesso de bagni & ungetive
-il ventre con oglio di oliva, ò vero di viole, mangiate cibi leggieri
-& digestibili. Se i piedi (per aventura) vi enfiassero, ungeteli con
-oglio rosato & aceto: & perche siete solita di abortire, faretevi far
-dal vostro speciale, la presente polvere Seme d'apio, ameos, menta:
-parte uguali dracme .iij. mastiche, garophili, cardomomo, radici di
-rubea maggiori parti uguali dracme .iij. Castorio Zedoaria, ireos parte
-uguali dracme .ij. zuccaro dracme .y. pigliarete questa polvere col
-mele, & nel vino ne infunderete tre scruopoli per volta & sarete sicura
-non sol di non sconciarvi mai: ma ne scacciarete di più ogni ventosità
-che nel corpo vi habbiate: ponete cura (vi supplico) a casi vostri,
-se desiderate che viviamo per voi contente. Se potrò, non mancherò di
-ritrovarmi presente quando partorirete gioveravi molto per partorir
-senza difficultà, il portar corallo sospeso al collo, & avanti l'hora
-del parto, ber un poco di rasura d'avorio: fra tanto vivete lieta &
-non vi date maninconia di cosa che vi accaggia. Di Ferrara alli XV.
-d'Aprile.
-
-
-NICOLA TROTTA A M. LUVIGIA BIRAGA.
-
-Per l'ultime vostre mi avisate vi faccia haver una balia per nodrire
-un vostro nipotino, a cui è mancata la balia: hò usato ogni diligentia
-per ritrovarne che fusse à vostro proposito: & doppo lungo cercare
-una finalmente me n'è venuta alle mani la quale è giovinetta, di un
-colore che par temprato di rose, & de ligustri: non è ne molto, ne
-poco ch'ella hà partorito: non è pettiginosa & hà le mamelle ne troppo
-grosse, ne troppo piccine: il petto ha largo, & è mediocremente grassa
-di sua natura nemica di mangiar cose acute, salse, acetose & stitiche;
-ha l'aglio, il pepe, & la ruccola a schifo, l'è di natura lieta &
-gioiosa, il latte suo si ritiene su l'unghia. il che suol esser buon
-segno: ha de l'altre buone conditioni che non scrivo per non esservi
-prolissa nel mio scrivere: avisatemi se volete che ve la mandi che non
-indugiarò, & in qualunque cosa servir vi possa commandatemi senza alcun
-risparmio. Di Ferrara alli XIII. di Dicembre.
-
-
-VIRGINIA TROTTA A M. MELIBEA DA PESARO.
-
-Hò inteso che pensate di maritar vostra figliuola a M. Alphonso
-Toderino, & perche intendo che l'è giovane molto attilato & di
-leggiadria non inferiore a qualunque Napolitano cavagliero, hò pensato
-che sarebbe ottimamente fatto di provedere ad alcuni suoi difetti (al
-mio giudicio) insopportabili; ispetialmente a quel puzzolente sudore
-che dal corpo le n'esce, al fetore della bocca, a quella rognazza
-che sempre le tiene le mani assediate & al mal puzzar che da piedi
-le eshala. hò similmente fra me stessa pensato se con qualche bella
-ricetta si potesse far alquanto piu bianca, la miro alcuna fiata et
-parmi ch'io vegga una saracina. hor per la prima provederete al fetore
-del corpo con il lavarla alcuna fiata con un drappo molle nel vino,
-in cui siano bollite le frondi di mortella; & per togliere il fetor
-del fiato, daretegli le sommità della sopradetta mortella, faretele
-tritare & cuocerle tanto nel vino, che la metà sia consunta, et con lo
-stomaco ben mondato daretegli tal vino a bere: non sarà ne anche fuor
-di proposito se spesse volte bevesse un cucchiaro di aceto scilino:
-per il fetor de piedi, voglio pigliate del litargirio spolverizato
-& ne li spropicciate i piedi poscia che li havrete diligentemente
-lavati. Sanarete la rogna con far un unguento composto di lapatio
-acuto, di fumoterre, con sungia di porco & botiro che sia fatto il
-mese di Maggio. Hor per rabellirgli la faccia fatele far l'infrascritto
-unguento R. di cerussa ottima uncie .ij. tritisi, poi si crivelli per
-un panno, quel che nel panno rimarrà gittisi via, & acqua piovana vi
-si mescoli, et cuocasi fin che si consumi l'acqua, raffreddasi poi, &
-aggiungavisi dell'acqua rosa, & un'altra fiata ribolli, sin che duro
-si faccia. formatene poscia delle pillole, quai disolverete con acqua
-pura & l'ungerete la faccia. Vi hò scritto la presente ricetta: perche
-so che la farete, & ne vedrete bellissima prova, ne altro per hora di
-questo vi dirò: state lieta, & pregate Iddio le tenga la mano in capo,
-acciò si prosperi, ne suoi successi. Di Ferrara alli X. d'Agosto.
-
-
-ARGENTINA CONTESSA RANGONA A M. LUCRETIA N.
-
-Io voglio ricompensare il segreto, che alli di passati mi mandaste,
-con un'altro, di non minor virtù per conservare i corpi humani
-da molte infirmità: siavi caro, stimatelo assai, fatene conto, &
-isperimentatelo, che lo troverete maraviglioso. Voglio pigliate quattro
-lire di acqua di vita. del miglior vino destillata, che trovar si
-possa: due lire Sale abbruggiato: due di Zolpho morto: quattro oncie di
-Tartaro bianco: quattro oncie di Carboni di legno di Avellane: quattro
-oncie di salpietra; & le prefate cose tritinsi, crivelinsi, mescolinsi
-insieme, & sopramettetili della sudetta acqua di vita: & pongasi tutta
-questa massa à distillare: la prima distillatione tira a se la virtù
-de tutti i spiriti, ne alcun velenoso animale vi si potra avicinare.
-Conservansi dentro le carni, & i pesci, come in un balsamo: lieva tutte
-le macchie & le lentigini dalla faccia, & rendela chiara: toglie la
-rogna, risana i lagrimosi occhi: la seconda distillatione, sana gli
-Apostemi, & rimove l'enfiagioni del Fegato: la terza medica la lepra,
-& provede che la lena non ci puti: & taglia il phlegma del stomaco: la
-quarta distillatione manda fuori il sangue preso nel corpo: la quinta
-risana il mal caduco: la sesta è buona per chi teme non li caschi la
-goccia: la settima sana la podagra: l'ottava fa gli effetti che suol
-far il balsamo & di gran lunga lo avanza: la nona è tutta appropriata
-al Fegato: La decima fa questo maraviglioso effetto: se ne porrete una
-goccia in un bicchier di vino, & chel bicchiero sia indorato, vi si
-vedrà una schiuma che di sopravia anderà nuotando; & sarà detta schiuma
-puro oro, & ciò che voi con quella tingerete, doventerà bellissimo
-oro: parvi che questo segreto possi star al paragon del vostro? vi
-prego a non lo communicare altrui, grand'amore, & gran gratitudine m'ha
-spinta a communicarvelo: vi prometto a fe di gentildonna, che non lo
-havrei dato a mio figliuolo. State sana & amatime: da Longiano nostra
-giuridittione alli IX. di Luglio.
-
-
-ISABELLA SFORZA A M. FLAVIA LAMPUGNANA.
-
-Piu volte havete riso di me, perche faccia tutto 'l giorno distillare
-acque da mastro Christophoro: io hò parimente riso della simplicità
-vostra et del vostro consorte che non sappiate quanta virtù spesso
-ci si trovi: ecco che io vi mando per la mancia di questo Natale,
-la piu miracolosa acqua che mai ne da huomo, ne da donna sia stata
-fatta: sana i leprosi, toglie ogni et qualunque macchia, rende la
-vista chiara, & ci conserva in perpetova & eterna gioventu, & accioche
-non ve ne manchi mai per vostro uso, vi mando insieme la ricetta.
-Pigliate limatura d'argento, ferro, ramo, piombo, acciaio, oro, schiuma
-d'argento & schiuma d'oro & di storace. Porrete dette cose per il primo
-giorno nell'urina d'un fanciullo vergine: il secondo giorno in vino
-bianco caldo: il terzo nel succhio di fenocchio, il quarto giorno nel
-bianco dell'uova, il quinto giorno nel latte di femina che allati un
-fanciullo: il sesto giorno nel vin rosso: il settimo in sette albumi
-d'uova, & tutto poi pongasi nella capella del Lambicco a lento fuoco,
-& quel che n'uscirà conservatelo in un vaso d'oro: overo d'ariento, &
-quando n'havrete chiaramente veduto l'isperienza, imparate a credere
-a chi sa & per età & per isperienza piu di voi, & far riverentia a
-fornelli, & a lambicchi, & a mastro Christophoro per il cui mezo
-si veggono apertamente i gran segreti della piu segreta parte di
-Philosophia. state sana. & raccomandatime alla S. Isabella & alla S.
-Hippolita vostre cognate: habbiate cura d'Isabella vostra figlia & di
-Clementia, ne mancate di sollicitar Sforza che attendi alle lettere.
-Da Pesaro, in casa Giordani alli X. d'Agosto. Vostra madre vi saluta &
-tosto sarà di ritorno con esso meco, se a Dio piace.
-
-
-SUOR LUCRETIA BORGIA A M. LUCRETIA AMANIO.
-
-Due vostre lettere mi sono capitate alle mani, nelle le quali con
-instantia mi pregate a farvi havere la ricetta di quella polvere tanto
-alla luce giovevole; et io, che sono sempre stata desiderosa di servire
-doppo Christo, le persone d'honore, come voi siete, per una che mi
-richiedete due ve ne mando, acciò che se l'una fusse men efficace,
-supplischi l'altra: la prima si è questa betonica, ruta, chelidonia,
-sassifragia, levistico, polezzuolo, aniso, cinamomo, euphrasia, parte
-uguali manipolo .i. Cordamomo, zenzaro, fenocchio, petrosello, hisopo,
-origano, sillero montano, parti uguali, dracma .i. galanga, oncia .i.
-zucchero oncia .i. facciasene polvere per porre sopra delle vivande
-& indubitatamente ricuperarete & conservarete la vista lungo tempo:
-quando non vi fusse commodo di fare la sopradetta descrittione: fate
-quest'altra qual troverete forse di miglior effetto: di Tutia preparata
-dracma .i. di mastiche, drac. V. scrip. V. di camphora: scupolo .i.
-di carabe: dui scrupoli di vitriuolo bianco: facciasene polvere molto
-sottile & pongasi nella quarta parte di acqua rosa ben distillata
-al Sole: riponetela poi in un vaso di vetro ben turato, & ponetene
-ogni mattina una giocciola ò due ne canti de gli occhi. Sono tutte
-due queste ricette di gran momento tolte dalli piu antichi medici che
-mai cotal arte essercitassero. prego Iddio le accresca & aumenti la
-virtù per vostro beneficio. Da S. Bernardino di Ferrara alli XVIII. di
-Luglio.
-
-
-LUCRETIA CUOCA A M. FULVIA BELINCINA.
-
-Voi mi scrivete d'haver inteso che io hò un'unguento buono per le rappe
-che vengono alle vecchie, io non adoperai mai al mio vivente cotal
-cose, non tanto per non haverne havuto bisogno, quanto che sempre
-mi spiacquero le cose sophistiche & apparenti. sappiate pur M. mia
-che per levar le rappe non si levano gli anni se le ci sono, non si
-doverebbono ne anche togliere, acciò ne fussero un salutevole ricordo
-d'haver tosto a mutar albergo. Siamo pur nel vero insatiabili, non
-vogliamo morir giovani, & non vogliamo doventar vecchie. vedete che
-bestialità è la nostra: sapete quel che mi credo di queste madonne,
-che vorrebbono al dispetto del tempo parer fanciulle? credo io (&
-perdonatemi se vi offendo) credo che habbino voglia di vivere da
-giovanette & scapestratamente. Cosi dico d'alcuni galant'huomini che
-si tingono le barbe, pensate pur da voi stessa che se non sono fedeli
-nel pelo, cosa di si poco momento, quel che saranno nel resto, & quanto
-sia da fidarsi di loro? ma non voglio per hora predicar ne a voi, ne ad
-altri, io non sono la Contessa di Guastalla, ne la stigmatica Camilla,
-ma pur poi che tanto importunamente chiedete v'insegnarò quel ch'io hò
-ritrovato scritto ne libri di un eccellente Phisico. Pigliarete adunque
-quell'herba detta gladiolo, overo spada, & ne trarete succo, col quale
-ungeretevi la sera il viso: trovarete la mattina la cote elevata &
-alquanto rumpersi: hor questa rottura curarete voi con l'infrascritto
-unguento Dragontea munda, radice iari; parti uguali, tritatile nel
-mortaio, con la songia: distemperatele con acqua calda, & colatele per
-un panno, & cosi stia per ispatio d'una notte; rimovete poi quell'acqua
-la mattina, & ponetive l'acqua de fiori di Caprifollio: facendo questo
-che vi dico io, parerete una fanciulla di sedici anni, ne saracci
-alcuno che creda che habbiate passati li sessantasei: se altro per voi
-posso comandatime che pronta all'honore & servitio vostro mi troverete.
-Di Ferrara alli XIII.
-
-
-LEONARDA DA ESTE A M. N. D.
-
-Vi mando honorata madonna, la ricetta del far la faccia rubicunda,
-tante volte con instantia da voi richiesta; ma prima che ve la
-descrivi, io vi ricordo che non ci è il piu bel colore di quel che la
-vergogna nel volto d'honesta donna imprimere suole: & di tal colore
-dissero alcuni savi esser la virtù. Se di questo, le donne di nostra
-età, si tingessero alcuna volta la faccia, parerebbono assai piu
-belle che non paiono, tingendosela con la pezzuola di levante, con
-le bambagine di Ferrara, ò con i scodelini di Spagna: ma di questo
-soverchio mi pare in ragionarne diffusamente con esso voi, sendo come
-siete amica d'honore, & di virtù: alla ricetta dunque me ne vengo.
-Pigliate radice di viticella scorticatela diligentemente, & tagliatela
-minuto minuto, & desicatela, spolverizatela poi, & distemperatela
-con acqua rosa, & col bambagio, overo con un panno lino, bagnatevi la
-faccia & parerete un Cherubino del paradiso state sana: & accadendovi
-veder alcune della nostra santa compagnia, mentre sto in villa,
-bacciateli la fronte da parte mia (ispetialmente) alla bella Mamma
-Riminaldi. Da Stuffione alli XX. d'Agosto. La Signora Lena vi saluta
-con tutto'l cuore: & io col cuore, con l'anima, & con tutti i sensi vi
-bascio la serena fronte.
-
-
-GENEVRA MALATESTA A M. GIULIA MONTINA.
-
-Hò fatto chiamare in casa mia, quanti medici sono in Ferrara (parlo de
-dotti) & non de certi che ne sanno meno delle lor mule: & ho favellato
-dell'indispositione di vostra sorella, ispetialmente del largo flusso
-delle purgagioni, & sonosi risoluti tutti di non potergli dar il
-piu prestante rimedio dell'infrascritto. Piglierete sole di scarpe ò
-di pianelle vecchie, & spolverizatele, pigliate poi delle frondi di
-alloro, & cotte che le sieno, fatene una suffumigatione per le parti
-di sotto fatto che haverete questo: pigliarete seme di ortica, &
-corno di cervo ridotto in polvere & daretegliene bere: il mangiar suo
-sia di galline cotte, mangi del pane d'orgio, peschi freschi & cotti
-nell'aceto: beva de la ptisana fatta con perfetto orgio, nella quale,
-sia primieramente cotta radice di piantagine: fareteli porle ventose
-fra le mamelle: dategli ber del suco del semprevivo col vino; questi
-sono i rimedij d'importanza, et vi faccio saper che Ferrara non ha
-d'haver invidia a que dotti tempi che videro Ascelpiade, Nicomaco,
-Erasistrato, Oribasio, Nicerote, Podalirio, Themisone, Theombrotto,
-& il Massiliense Crina. ci habbiamo dui Antonij, l'un pare, anzi
-superiore, a quell'antico Antonio Musa: & l'altro dalla luce, che alli
-oscuri & duri morbi recar suole Luceio fu da Lusitani prima detto: se
-il primo Antonio fu medico di Augusto, questo moderno, di cui favello,
-è medico di Hercole, & è tanto maggior dell'antico in espugnar le crude
-infirmità, quanto fu piu forte Hercole di Augusto: ne altro di questo
-vi scrivo, attendete a conservarvi in sanità & procaciare che altri pel
-vostro mezo si risani. Di Ferrara alli XX. di Luglio.
-
-
-CATHERINA G. FORESTA A M. CLAUDIA LANDRINI.
-
-Intendo che vi havete scacciato di casa vostra nipote, per haverla voi
-ritrovata carnalmente congiunta con un suo fratel cugino: l'error in
-vero è grande & abbominevole: non è pero nuovo & inusitato molti se ne
-sono ritrovati, & huomini & donne, che d'Incesto colpevoli furono, a
-quali, perciò si perdonò, ne fu riputato il peccato loro indelebile, si
-come voi volete sia questo. Achemolo figliuolo di Rheto, giacque con
-la matregna. Menephrone con la madre: Mirrha usò col padre, Machareo
-con la sorella Canace, Cleopatra col fratello, ne perciò furono tenuti
-si colpevoli che di loro sia stata esclusa ogni speranza di perdono.
-siate (vi prego) alquanto piu mansueta, et piu al perdonar inchinata
-di quel che siete stata fin'hora. rammentatevi che per la clementia
-verso de rei usata, divennero immortali Promochere Re de Geti, Ladislao
-Re de Pannoni: Cesare, Probo Imperadore, Antonino Pio: Fl. Vespasiano:
-Giuliano Imperadore & altri molti: ne altro intorno a ciò vi dico state
-lieta & perdonate a chi v'ha offeso. Di Brescia, alli X. di Gennaio.
-
-
-SUOR LIONELLA MARTINENGA A M. BARBARA ET A M. CLAUDIA BARBISONE: PACE
-IN CHRISTO GIESU.
-
-Non è mai giorno carissime figliuole, che per voi non preghi Iddio
-perche v'infonda ne cuori lo spirito santo, & facciavi divenire
-sprezzatrici del mondo, come già divenne Placidia figliuola di
-Valentiniano Imperadore; la quale, lasciatosi tutti gli honori a
-dietro, sol attese alla salute dell'anima. così fece Agnesa moglie di
-Henrico terzo Imperadore, così fece Batilda moglie del Re Clodoveo:
-sprezzò gli honori di questo fallacissimo mondo, & si rinchiuse in un
-monisterio, simile essempio imitarno Eugenia & Eburga figliuola di
-Eduardo Re d'Inghilterra, imitate anchora voi queste sante persone,
-quai v'ho preposte, & al monister di S. Marcelino venite, venite dico,
-a lodar con esso meco Iddio, & a favellar co gli Agnoli: beate voi se
-farete come vi consiglio, felici voi, se v'innamorarete di colui di
-cui favellando la divina scrittura, disse. Spetiosus forma pre filijs
-hominum. Faro opera che i vostri fratelli se ne contentaranno, & da
-vostra madre ne haverete la beneditione. State liete. Da S. Marcelino.
-Di Brescia alli X. d'Agosto.
-
-
-FRANCESCA CARRETTONA A M. GIULIA BELTRADA.
-
-Parmi che siate molto mal consigliata, andando con si poca compagnia
-pel contado come fate, ispetialmente havendo due fanciulle con esso
-voi, da marito, & di si maravigliosa bellezza qual elle sono: a gran
-rischio certo vi ponete: vi doverebbe, pur da cio spaventare, la
-rapina che fece Plutone di Proserpina figliuola di Cerere, & che gia
-fece Telamone di Esione, vi dovereste sbigottire dell'andar si mal
-accompagnata leggendo alle volte, come Eurito habbi rapito Hippodama,
-Theseo Ariadna. Apollo Marpissa, & Nesso Dianira. Non erano si belle,
-si leggiadre come sono le vostre Perhibbia, Europa, Auga, & Lanassa,
-& pur rubate furono da Axo, da Giove, da Hercole, & da Pirro, si che
-ponete cura a casi vostri: habbiate mente che un giorno non ne ricevete
-scorno, & quella dolcezza qual sentite hora in vedervi andar davanti
-que dui soli non si converta in amaritudine, & ne rimagnate poi &
-confusa & in dense tenebre avolta: ve n'ho voluto avisare, per far
-ufficio di buona & di fedel amica; lasciarò il rimanente sopra delle
-vostre spalle a cui piu tocca tal peso, & facendo fine al scrivere,
-senza fine, mi vi raccomando. Dal Palazzo di Riva di Trento alli XX. di
-Febraio.
-
-
-CATHERINA BARBISONA A M. LORENZINA FERRERA.
-
-Mi è stato rifferito da molte persone degne di fede, che vostra
-figliuola è intrata su una mala strada: et stassi tutto'l giorno alla
-finestra, lisciata, & spettorata, piena de modi lascivi, & di maniere
-libidinose, & fa professione d'haver maggior numero d'amanti di
-Agarista figliuola di Tisandro, di Hippodamia, & di Atalanta: se farete
-per il mio consiglio, la levarete di mano a vostra sorella, & ve la
-rimenarete a casa, altrimenti temo di qualche scorno: vi ricordo che
-l'havete generata di carne, & non di metallo, per il che, non so come
-potra resister alli riscaldamenti della carne, non essendovi alcuna
-vigilante guardia, & importunandola gli amanti tutto'l giorno con
-ornate lettere, con ricchi doni, & gratiose imbasciate: ve ne voglio
-haver avisata, per non ricever colpa di persona poco amorevole. Di
-Offiaga alli III. di Febraio.
-
-
-PAULA TRECCA A M. LIVIA PORTIA.
-
-Con mio grandissimo piacere, ho inteso che tutta vi siete data alli
-studi delle buone lettere, & che tanto profitto fin'hora havete
-fatto, che niuno vi giudicherebbe inferiore a Lastemia Mantina overo
-ad Axiothea Phliasia; lequali spinte da istremo ardore d'imparare,
-vestironsi lungo tempo d'habito maschile, per udir philosophar il
-divino Platone. Sia lodato Iddio, che mostreremo pur noi donne a gli
-huomini d'haver tanta capacità di lettere, quanta essi habbino. Deh
-perche non viene a tutte le donne dell'età nostra la voglia di studiare
-che n'è hora venuta a voi, acciò non fussino si da loro suppeditate
-come siamo: perseverate (vi supplico) come havete incominciato perche
-si comprenda un giorno non esser le donne men atte all'honorate imprese
-de gli huomini. Di Cremona alli V. d'Agosto.
-
-
-CAMILLA CAP. STANGA A M. LEONELLA MUSCOLA.
-
-Tutto'l mondo loda & ammira la virtu vostra nel cucire, & nel ricamare,
-& pensasi che sia si cosa impossibile lo potervi in tal arte superare,
-come impossibil stimossi già toglier le saette di mano a Giove, la
-mazza di mano ad Hercole, & il versificar dall'ingegno di Homero: hor
-per questo, tanto vi desidero io haver presso di me, che di piu non si
-puo cosa veruna desiderare offerendomi trattarvi da sorella: trovare in
-casa nostra una famiglia ben accostumata: vi parerà che non habbiamo
-d'haver invidia ne a Socrate del servo Phedone, ne à Theophrasto del
-suo Pompilio, ne ad Ulisse, perche havesse Melanthio per suo servidore,
-ne finalmente ad alcuno, a cui fortuna habbi mai conceduto servo
-fedele, & amorevole. Troverete maritti & mogli, si ben d'accordo,
-quanto fusser mai, Artemisia & Mausolo, Ersilia & Romulo. Vedretici
-figliuoli obedienti & cari a lor padri quanto si fusser mai Cassandra,
-Andromeda & Hipsiphile: quivi parerà di vederci habitar le nove Muse
-con tutte tre le Gratie: & considerato che havrete la prudentia &
-profunda sapientia di mia cognata, crederete che in essa sia lo spirito
-delle dieci Sibille. Habitarete un palazzo (almeno di vista) non
-inferiore a qual si voglia famosa casa; direte che architteti ne furono
-Democrate, Philone & Meleagene: habbiamo un'horto che non cederebbe
-all'horto di Alcinoo, di Adonide, & di Mecenate. Si che risolvetevi:
-perche certo sono, che non ne rimarrete pentita. Di Soresina alli X.
-d'Agosto.
-
-
-LUCRETIA DA ESTE S. DI CORGIO A M. PAULA MARCELLINA.
-
-Mia figliuola è per partorire di giorno in giorno, pregovi a farmi
-havere una comare, che lievi la creatura dal parto, ma guardatevi,
-ch'ella non sia una qualche imbriaca, et indegna di comettergli una
-tal primaruola (per favellare alla nostrana) se possibil è, vorrei che
-mi faceste haver quella Marietta che stava già nel vostro vicinato,
-qual intendo non esser men esperta di Sotira & di Salpe: che furono in
-tal esercitio si eccellenti che Plinio non sol fa di loro, nella sua
-natural storia, degna memoria, ma i lor decreti piu di una fiata cita,
-ne rimedij de molti morbi. affaticatevene (per amor mio) che di si
-grato beneficio, non vi saro mai ingrata & sconoscente. Da Favrego alli
-XI. d'Agosto.
-
-
-VERONICA CORADELLA CONTESSA DELLE GABIZZE A M. ALESSANDRA DALLA ROVERE.
-
-Non mi essendo mai stato grata alcuna consolatione, senza voi, caro
-il mio bene, pensate che ne anche goder possa (che me ne faccia prò)
-le delitie della villa dove mi ritrovo se da voi, giorno & notte non
-sono accompagnata. venite adunque a ritrovarmi acciò che il piacer
-mio sia tutto intiero & dalla amara vostra absentia non venga in parte
-alcuna scemato. Vedrete presso di noi, di ogni sorte alberi, addutti
-di Persia, di Soria, di Giudea di Phenicia, d'Africa, & d'Asia, sonvi
-Pobbie dedicate a Hercole: gli Mirti consagrati a Venere qua ci è
-l'Alloro di Apollo, la Quercia di Giove: l'Olivo di Minerva, il Pino
-di Cibele, & il Cipresso di Plutone. Qua vedrete selve piu fronzute
-dell'Hercinia, piu fresche della Nemea: piu verdegianti di Ida: piu
-folte di Caledonia, d'onde i Britani ne trassero il lor nome: piu
-amabili di Dodona: piu grandi dell'Hircania, men ventose di Marathonia:
-piu religiose di Tegea selva d'Arcadia. Habbiamo in questi nostri
-contorni infinite sorti de legumi & de formenti: fiori, Viole, & mille
-odorati frutici: tante famose & salutevoli herbe, quante annoverar
-si possono: sonci in questi nostri paesi; luoghi, non inferiori, di
-bellezza & di fecundità, di chiarezza, & di profundità, all'averno,
-al Benaco, al Fucino, al Cocanico, all'Acronio, & al Thrasimeno.
-Habbiamo non molto lontano da noi monti di grandezza, d'habitari, &
-di amenità, non inferior ad Abila, ad Acantio, all'Acatone di Etolia,
-all'Actio dell'Epiro, al Dardamo di Puglia, al Caucaso di Scithia, al
-Caphareo dell'Euboia, & al Phalerno della campania. Gran trastullo
-prenderete (se ci venite) dal veder fiumi, che che non cederebbono
-di magnifico splendore a qual si voglia nobil fiume s'egli fusse ben
-Acis, Albis, Anieno, Anauro, Apidano, Arexe, Athesi, Aufido, Caico de
-fiumi. Certamente non habbiamo d'havervi invidia al Tago, all'Hermo,
-al Pactolo, al Hidaspo dell'India, ò all'Arimaspo della Scythia. Se
-volete venire, fatemelo sapere almeno di tre giorni avanti, perche
-vi mandero di quante sorti de carri havere ò desiderar si possino per
-farvi portare agiatamente. Vi manderò gli Essedi de Britani, le Rhede
-Francese di due Rote & le Tribule contadinesche. Vi manderò l'Octofaro
-di Caligola, vi manderò Curdoni: Staticoli, Pilenti, Combe, Conuini,
-Bighe, Trighe, Quadrighe, Basterne & de molti Biroti. Volete voi altro
-salvo che vi faccia goder meglio di quanto mai godeste da che nata
-siete? non voglio far piu offerte se volete venir venite, se non,
-statevene. Dalle Gabizze alli VIII. d'Agosto.
-
-
-ORSOLA MAGGI A M. LUCILLA BENZONA.
-
-Mi dispiace d'haver inteso che vostro marito sia stato accusato di
-lutranismo, et per dieci anni fuor dell'amata & cara patria confinato:
-et molto piu mi dispiacerebbe se con ragione ciò gli fusse avenuto,
-ma poi che n'è stato cagione sol l'ignoranza de Giudici troppo creduli
-alle false relationi, me la sopporterò alquanto piu patientemente che
-io non faccio. cosi essorto voi a fare. Non fu mai per alcun secolo,
-che gli huomini ingegnosi et d'alto spirito non patissero de simili
-calumnie. Specchiatevi in Demonace philosopho a tempi di Adriano, come
-fu egli mal trattato per esser stato accusato sprezzatore delli misteri
-Eleusini? specchiatevi in Anasagora Clazomenio che similmente fu posto
-in prigione dalli Atheniesi per esser accusato falsamente d'haver
-detto che il Sole contra l'opinione loro non fusse il vero Iddio, ma
-fusse una pietra infocata: vi potrei addur de gli altri essempij in
-si fatto proposito, ma so che li sapete meglio di me, et chi vi si puo
-di molta et di varia lettione a questi nostri tempi agguagliare? niuno
-certamente, se egli fusse ben Varrone che fu detto per il molto & per
-l'assiduo studio Porco di lettere: quivi adunque farò fine ricordandovi
-esser la pacienza rimedio molto efficace a tutti i mali. Di Cignano
-alli XX. di Settembre.
-
-
-CAMILLA CARACCIOLA VILLA A M. ADRIANA RASPONA.
-
-Che è quel ch'io odo M. Adriana che havete figliuoli di si malamente,
-& di si mal'animo dotati? ne quali niuna maggior vaghezza si vede,
-che disprezzar Iddio contaminar i sacri tempij, prophanar le sante
-cerimonie & conculcare le venerande reliquie, & tutto questo fassi
-alla presentia vostra: le vostre orecchie odono le biastemme, & i
-vostri occhi veggono i stratij, & li comportate, & non li riprendete,
-& non ardete tutti di santo furore? non havete voi letto che avenne a
-Glauco per disprezzare i sacrifici di Venere? che avvenne ad Aiace per
-violar Cassandra nel Tempio di Minerva leggete come fu mal trattato
-Licurgo Re de Thraci, per far poca stima dell'Iddio Bacco. ne meglio
-avvenne a Penteo figliuolo di Echione: le cose sante si vogliono
-riverire di perfetto cuore, & chi altrimenti fa, gli ne sopraviene
-male, come leggiamo esser accaduto a Capaneo da Giove fulminato, ad
-Atalanta, ad Hippomene & alle figliuole di Preto, le quali furono
-tramutate in vacche per poco rispetto portato alla Dea Giunone. Quando
-i Poeti antichi narrano i strani accidenti a quelli avvenuti c'hebben
-poco rispetto alli Dei, non ad altro pensorno che ad insegnarci il
-vero culto & a sbigottirci dalle malvagie opere. Il poco rispetto
-c'hebbe Licaone Re di Arcadia a Giove fu cagione di farlo convertir
-in lupo; il poco rispetto c'hebbe Erisictone a Cerere lo fece ridur a
-tanta fame che se stesso mangiò per brama di pane. La poca riverentia
-c'hebbe Phlegia Re de Lapiti & padre d'Ixione al tempio di Apollo
-fu cagione della sua strema miseria; vorrei che li figliuoli vostri
-spesso ripetessero nell'animo loro ciò che ne scrisse Virg. PHLEGIASQUE
-miserrimus omnes admonet, & magna testatur voce per umbras discite
-iustitiam moniti, & non temnere divos. La poca riverentia c'hebbe
-Salmoneo figliuolo di Eolo, li fu cagione di perpetua rovina: il poco
-riguardo di Theopolemo, di Ciampo, & di Therone, che non partorì lor di
-affanno & di Angoscia? Deh provedete Madonna mia a tanta impietà, accio
-non ne siate anchora voi insieme con esso loro duramente punita: se
-nelle sacre lettere leggiamo esser stato punito il sacerdote Heli per
-non haver castigato la malvagità de figliuoli che n'averrà a voi che si
-lungamente sofferti li havete et non li castigaste, mentre potevate,
-& sopra di loro havevi maggior imperio? non eravate voi da Salomone
-sofficientemente avvisata di non perdonar alla sferza, d'incurvare
-i giovani nella loro adolescentia, di erudirli nel timor d'Iddio, &
-nella via dell'honor mondano? perche non l'havete fatto? Ah quanto
-mi doglio del giuditio, che veggo sovrastar al capo vostro, avisateli
-almeno, ammoniteli, scongiurateli per il latte, che lor deste et per
-l'albergo del ventre che lor faceste ad astenersi da tanta impietà & a
-non imitare il sprezzator d'Iddio Mezentio: ne altro per hora dico. di
-Ferrara alli III. di Luglio.
-
-
-LIVIA D'ARCO, CONTESSA A M. LAURA PESTALOSSA.
-
-Non so, se sia vero, io ne dubito molto, (quantunque detto mi sia da
-persona che non sa mentire) che voi vi dolete stranamente d'esser nata
-femina & non piu tosto maschio; ò poveretta voi, è possibile che vi sia
-scappata tal parola di bocca? non sapete che l'è di maggior eccellentia
-l'huomo della donna? non l'hanno confessato gli huomini istessi dalla
-verità astretti? non provarno questo ne lor dotti scritti Bernardo
-Spina, Galeazzo Capra, Cornelio Agrippa, & Ortensio Lando? & quale è
-quella eccellente professione, dove le donne non sieno eguali a gli
-huomini? forse che di dottrina alcun'huomo avanzò mai Eudossa, Polla,
-Mirte, Cornelia, Aspasia, Telesilla, Hiparchia, Manto, Nicostrata,
-Amalthea, Delbora, Damophila, Claudia, Aglache, Myto, Axiothea, Musca,
-Istrina, & altre che non racconto. Forse che alcun bellicoso huomo
-fu mai ò della Tavola vecchia ò della nova che nel mestier dell'arme
-superasse Pantesilea, Camilla, Elerna, Candace, Hippolita, Semirami,
-Zenobia, Hisicratea, Valasca, Artemisia, Thomiri, Asbita, Tiburna;
-Teuca, Lesbia, Amalasunta & altre che non dico? in esse è anchora
-piu fede, piu speranza, piu carità & maggior religione. Leggete il
-Cathalogo delli heretici, certamente ne troverete un migliaio & una
-sol donna chiamata Barbara moglie di Sigismondo Imperadore: non hanno
-havuto le donne cosi come gli huomini spirito prophetico. non ci è
-Cassandra, Athirtia, Carmenta, Manto, Labissa, Phemonoa, Sofipatra,
-Amalthea, Simmacchia & Marta, di cui Plutarco fa mentione nella vita
-di Mario. Sono ancho state le Donne inventrici di belle & utili cose,
-& voi vi pentirete d'esser nata donna? chi fu mai piu forte & costante
-nelle fortune avverse di Simphorosa, di Sophia, di Felicita, & di
-Agata? Chi fu piu tolerante ne tormenti di Liga, della quale fa si
-honorata memoria Cor. Tacito? qual huomo diremmo noi nelli affanni piu
-coraggioso di Emilia moglie di Scipione, di Femella amatriciana, & di
-Lucia Siracosana? Chi vidde mai le lagrime di Cornelia et di Rutilia?
-Ho letto anch'io la mia parte delli Istorici, non vidi magnanimità
-simile a quella di Clelia, di Tomiri, & di Thelesi? non vidi mai
-tanto amore de matrimoni, ne tanta fede, quanta leggo esser stata in
-Alceste, in Penelope, in Evadne, in Tisbe, in Portia, in Hipsicratea,
-in Gunilmonda, in Giulia, in Artemisia & in Panthea, in qual corpo
-d'huomo fu mai tanta bellezza, tanta proportione, tanta disinvoltura,
-tanta vivacità d'occhio, si gentil'aria & si gran politezza, quanta fu
-gia in Rhossana, in Laodomia, in Helena, in Cenis, in Baryna, in Egina,
-in Deiopeia & in Dianira? di maniera che infiammarno sin'alli Dei del
-lor amore, si come leggiamo di Tyro, di Diana, di Siringa, di Clori,
-& di molte altre. Qual huomo ritroverete voi piu di castità amico che
-gia si fusser Sulpitia, Marcia, Eugenia, Sophronia, Etelfrida, Drias,
-Rodoguna, Daphne, Biblia, Zenobia, & Beltracca, la quale quantunque
-ignobile & stremamente povera fusse, ricuso, di far di se stessa
-copia a Othone Imperadore anchor che monti d'oro promettesse: non mi
-diffunderò per hora piu di quel c'ho fatto; considerate (vi prego)
-quanto vi ho scritto, ne vi lasciate mai piu uscir di bocca si folle
-voce, o dal cuor vostro si stran concetto persuadetevi per cosa certa,
-& per una di quelle massime de Aristotele, che negar non si possono,
-esser le donne di maggior dignità che gli huomini: ne vi inganni il
-valore del S. Bartholomeo vostro honorato consorte, si come io non mi
-muto d'opinione per quanta eccellentia trovo nel Conte Fortunato mio
-Signore. Di Rocca Franca alli X. d'Aprile.
-
-
-IUSTINA ORS. MARTINENGA A M. LAURETTA MINELLA.
-
-Madonna Fiore fu l'altro giorno da me, & si mi disse, come eravate
-divenuta la piu gelosa femina, che mai nascesse da che è formato il
-mondo, Deh (vi prego) scacciatevi dal petto questa vana passione, che
-si fortemente v'ha ingombrato l'animo: imperoche fu gia cagione (se
-forsi nol sapete) questo morbo di gelosia, di far che Circe infettasse
-di mortifero veleno le acque dove si lavava Scilla da Glauco Dio
-marino focosamente amata, fu cagione che Prochis ammazzasse Cephalo suo
-marito: fece il medesimo la moglie di Cianippo, et di Emilio giovinetto
-(se il vero ci narra Plutarco nelle sue Paralelle) per gelosia, fu
-legata anchora Antiopala alle corna d'un Thoro da Dirce: per gelosia
-fu sospesa Helena ad un'albergo dalla moglie di Thepolemo. Per gelosia
-molte strane cose ne di passati avvennero. scacciatevela adunque dal
-petto quanto piu tosto potete, perche non vi conduca a qualche atroce
-fine, et lacrimoso caso; ne altro di questo non vi ragiono per hora:
-Iddio da mal vi guardi, & da gelosia vi risani. Da Cobià alli X.
-d'Aprile.
-
-
-LEONORA FORESTA CONTESSA A M. HIPPOLITA LANDUCCIA.
-
-Se piu accade honoranda madonna, che udiate dir che le donne nelle
-cose amorose habbino peggior giudicio & facciano sempre piu cattiva
-elettione de gli huomini, & piu vanamente s'innamorino, ditegli, che
-vaneggiano, & di gran lunga s'ingannano. fate che vi mostrino un poco
-se mai alcuna donna fu di si gran follia, che amasse un'Asino, come
-fece Aristone Ephesio, che vi dicano di piu, se alcuna donna si lasciò
-guidar dalla cecità d'amore, a rimescolarsi con una capra come fece
-Cratis pastor Sibaritano, overo con una cerva come fece Ciparisso. Se
-vorranno gli huomini con diritto occhio giudicare, troveranno ch'essi
-furono sempre infettati di sporca & abbominevol lussuria, la dove le
-donne amarono sempre cose lecite et con ragione amabili: chiudeteli
-adunque a questi tali la bocca, non sol con li proposti essempij. ma
-anchora con molti altri, come sarebbe che Ermia amasse & fusse amato da
-un Delphino, Argis Oleto amasse un'occha, il medesimo facesse Lacida
-philosopho, altri habbi amato un Cane, altri un Granchio, altri un
-gallo, & altri vari simolacri & diverse statove; ne piu altro ci dico.
-Iddio vi guardi da male opinioni. Da Rocca Franca alli XX. di Maggio.
-
-
-COLALTINA TRECCA A M. CLEOPATRA COTTA.
-
-Parmi intendere che vogliate accompagnar vostro figliuolo di ligittimo
-matrimonio, con la figliuola di M. Alessandra Torella: mi maraviglio
-certamente della vostra sapienza & che voi facciate tal congiuntione;
-non è ella un'espresso mostro di natura? non è ella la piu sozza
-figura che mai formasse natura? non la veggio io mai, che non mi paia
-di vedere quella Philena di Martiale, che d'un'occhio era guercia,
-et dell'altro lippa; non la veggio io mai, che non mi paia di vedere
-quella Vetustina dal medesimo autor descritta, di haver tre, denti,
-tre capelli, un petto di Cicala, una gamba di formica, la bocca di
-Cocodrillo: la fronte simile a gli arati solchi; un canto & una voce
-di Rana ò di zenzara: la vista di civetta, il fetore di becco & le
-poppe simili alle tele di ragna. & parerà a voi (donna di giudicio) che
-con si laida figura unir si debba un figlio bello piu che la istessa
-beltà: ditegli apertamente, che si procaccino d'altro sposo, che piu
-si confaccia alle sue belle fatezze, provegansi d'un Zoilo di capel
-rosso, di negra faccia, di corto piede, & di occhio stranamente offeso;
-provegansi d'un Socrate, che habbi il naso schiacciato, la fronte calva
-& le spalle pelose, fategli saper senza alcun rispetto, che vostro
-figliuolo non è a proposito per lei, & che se le vogliono dar marito,
-vadano cercando un Poliphemo, un Vulcano, un Coriteo, un Tersite, un
-Damone, un Esopo di Phrigia, un Galba, un Ermippo Poeta, overo uno
-Colomano Re de Pannoni successore di Ladislao, ilquale era zoppo,
-era gobbo, era losco, era scilinguato, & haveva la bocca storta. per
-lei farebbe piu tosto un huomo, simile a Broteo figliuolo di Vulcano
-& di Minerva, ilquale per gran dolore della sua bruttezza si gittò
-nelle fiamme ardenti: a lei si converrebbe godere un huomo di bellezza
-tale, quale fu quella di Hipponatto, ma non mi voglio tanto distendere
-in biasimar l'altrui bruttezza acciò che maldicente non mi tegnate,
-pigliate in buona parte quanto v'ho sin qui detto, ne mi date colpa di
-mala lingua; state sana & amatime.
-
-
-MARGHERITA UBERTA STANGA A M. BIANCA FELISSIMA.
-
-Sonosi partiti da casa nostra per gir alla guerra alcuni, servidori,
-& ne siamo rimasti quasi che senza, pregovi per tanto se costi alcun
-ce ne fusse a nostro proposito, ce lo facciate sapere. non lo vorrei
-men amorevole che gia si fusse Erote servo di Antonio; ne men fedele
-& casto nelle feminili conversationi, che si fusse Carello servidor di
-Gondibarga Reina de Longobardi: promettegli honesto salario et grasse
-spese, non si sentirà rimprocchi, ne in iscambio del salario haverà da
-mio marito ò da miei cognati pugnalate, ò mazzate, si come in alcune
-case si usa di fare. sarei ben contenta fusse tali che havesse a dire
-quell'usitato proverbio Quot servi tot hostes, non vorrei sopra ogni
-cosa fusser brigaiuoli, ne che riportassero hor fuori, hor dentro
-ciancie da suscitar brighe: affaticative in questo (per amor mio) che
-ve ne prego caldamente. Il S. Christophoro mio amantissimo consorte
-assai anch'esso ve ne prega di Cremona: alli .IIII. d'Aprile.
-
-
-ISABETTA CASTIGLIONA GONFALONIERA ALLA S. ISABELLA SFORZA.
-
-Quando sara mai vita mia cara et dolce anima mia, quando sarà dico, che
-ritorniate a Piacenza, laqual senza voi si poco mi piace, che niente
-meno. Quando fu mai che lasciaste quel Pesaro dificato per mio danno
-& a noi, che piu ardentemente vi desideriamo, che non fa il cieco la
-perduta luce facciate subito ritorno? Siami lecito di usar le sante
-parole della divina scrittura favellando con persona piena di santità,
-& dirvi REVERTERE, revertere sunamitis ut intueantur te. Deh che
-paiono le vicine vostre, non vi veggendo paiono smarrite, et stanosi
-maninconiche, non potendo piu contemplare il vostro reale aspetto, non
-potendo piu vedere le gentili maniere, ne udir quei soavi accenti, ò
-quelle sante parole che vi escono di bocca, atte ad infiammar un cuor
-di ghiaccio: non altro. Di Piacenza alli III. d'Aprile.
-
-
-AURELIA MAGIA A M. LAURA CERUTA.
-
-Mi dimandaste l'altro giorno, che ci ritrovamo in casa di M. Giulia
-mia carissima cognata; che vuol dire, che essendo moglie disi gentil
-litterato, qual è il S. Onofrio non vi dessi alle lettere come fanno
-alla età nostra tante nobili Madonne; & tante illustre Signore non
-vi potei all'hora rispondere, per la venuta di quelle Signore, che
-sprovedutamente ne sopragiunsero, hor che mi ritrovo nel mio studiolo
-tutta sola & sfacendata, vi rispondo, si non in tutto come vorrei,
-& voi per aventura desiderate, almeno come dalla debolezza del mio
-intelletto m'è conceduto, & vi dico che non sò da qual parte mi rivolga
-per studiare; se mi do alla Theologia temo non cader in qualche mala
-sospitione et che di me, si dica, che io sia Pelagiana, ò Manichea,
-ò Anabatista ò Arriana. Se mi volto a Grammatici, essi poverelli non
-sanno ne ragionare, ne giudicar d'altro che de nomi & de verbi, di
-sillabe & di accenti, debbo volgermi alli spinosi Loici, alli Severi
-Philosophi, alli odiosi Sophisti, a litigosi legisti, ò a lascivi
-poeti? ne a questi credo mi consiglierete già voi? L'è adunque meglio
-che io li lasci star in pace, & che mi trattenga nelli esercitij
-dalle donne sin'hora usitati; io non voglio doventar poetessa perche
-veggo che quelle che si danno alle lettere non si sanno (fuor di
-que) rassettar un paio di calze ò lavarsi un moccichino. Io non so la
-piu bella via di farmi stimare & honorare al mondo, che con l'esser
-casta, modesta, taciturna, & humile, senza tante lettere & senza
-tante philosophie: vi ho detto quanto m'è occorso per hora, intorno a
-tal fatto. Se ci vedremo con la corporal presentia, forse vi renderò
-dell'altre ragioni che vi pareranno assai piu probabili. Di casa
-nostra.
-
-
-LA CONTESSA LEONORA TODESCA A M. SILVIA FENARUOLA.
-
-Intendo che vi siete maritata a M. Antonio Aliprando: piacemi, per
-esser egli persona di valore, & spiacemi dall'altro canto, che in si
-giovenil età habbiate da esser Matregna di tanti figliuoli. Ricordomi
-d'haver letto esserci ritrovati ne tempi antichi alcune matregne
-indiavolate, seminatrici d'ire, d'odij, & di mille discordie: & altre
-anchora che trattarno i lor figliastri come se del lor corpo usciti
-fussero: guardaretevi adunque di non esser mala matregna, ne tale
-qual fu Phedra verso Hippolito ò Martina verso Costantio Eraclio, da
-cui fu velenato. non siate matregna tale, qual fu Nuceria che uccise
-fermo il Figliastro (se'l vero narra Plutarco nelle sue paralelle) Poi
-che la fortuna vostra v'ha condotto ad esser Matregna, sofferitelo
-patientemente ramentandovi che à tal stato fu similmente condotta
-Hippodomia: Ino, Casperia, Stratonica; Giulia, Gidica, Giunone, Opea,
-Eribea, & Alfrida: attendete voi a portarvi bene, & fate pensiero di
-esser vera madre, essendo voi per virtu del matrimonio, fatta una
-medesima carne, con vostro marito che li generò: & a Dio siate. il
-Conte Daniello mio consorte vi saluta & si congratula: Di Piacenza alli
-.X. d'Ottobre.
-
-
-SUOR BARBARA DA CORREGIO A S. CAMILLA N.
-
-Fu l'altro giorno a visitarci un padre dell'ordine vostro, & mi disse
-ch'eravate si mal contenta d'esservi fatta monaca, che pensavate
-uscirne, & pigliar marito desiderosa d'haver figliuoli. deh non voglia
-Iddio che senta mai si strana nova che la mia Camillina pentita di
-esser sposa di Christo si sia fatta soggetta a un'huomo fragile,
-caduco, & mortale, et a quel render (come schiava) ragione d'ogni
-sua attione: è possibile che si nobil animo & si generoso spirito si
-voglia far vasallo, delle maschili intemperanze. sorda piu tosto possa
-io divenire, anzi che mai intender cotai novelle: ma che desiderio è
-questo d'haver figliuoli? havete voi paura, che'l mondo venga meno?
-anchora non havete provato gli affanni che vi si sentono. Oime quando
-veggo venir qualche donna gravida a visitarci, mi viene pur gran pietà
-di loro veggendole andar si stentatamente, sempre ansiando, con que
-volti stampati di color di morte, con quelle labra si pallide, & senza
-sangue, con quelle perpetue nausee, con que strani appetiti ch'odo che
-le hanno di mangiar carboni, terra, gesso, & simili cose. Ma quando
-leggo nella sacra scrittura quella comparatione, sentirai dolori, da
-donna di parto, & quella gran maledittione data nel Genesi PARIES IN
-DOLORE FILIOS: tutta in lor servigio mi racapricio, & benedico quella
-santa intentione che venne al S. mio padre; percioche monaca facendomi
-ho campato quella terribil sententia. d'Iddio; fate a mio modo
-dolcissima sorella, pensateci bene, non correte a furia, consigliatevi
-con la ragione & non con l'appetito. Frenate i sensi con l'assidua
-cogitatione della triomphante croce di Giesu Christo, alquale vi
-raccomando di continuo con le mie fredde orationi. Il Spirito Santo le
-riscaldi col suo virtuosissimo fuoco. Da S. Antonio alli III. d'Aprile.
-
-
-LAVINIA SFORZA CONTESSA DI BORGO NOVO A M. LAURA DA MELARA.
-
-Il nostro fattore, parlerà con il Conte sforza mio cognato, ne
-dubito per esser egli di nobilissimo animo ch'ei non faccia in vostro
-beneficio quanto voi desiderate: quanto poi a quel che mi scrivete
-circa le dishoneste prattiche di quelle Suore non me ne maraviglio
-punto, ne mi par d'udire cosa nova, havendo gia letto, che Oppia
-vergine Vestale, fusse per stupro commesso sepelita viva. Fu dannata
-Martia d'incesto, cosi Sextilia, cosi Tutia (se'l vero ci narra Livio)
-ne aliena fu da carnali congiungimenti Floronia Vestale, laquale per
-paura di piu grave supplicio, se stessa uccise: fu di piu accusata di
-stupro Posthumia: benche poi da Pontefici absoluta fusse: si che nova
-cosa non mi pare, che le monache de nostri tempi, facciano anch'esse
-l'amore, & diansi furtivamente nelle braccia de lor amatori poi che
-le antiche per gravissimi supplicij non se ne potevano rimovere. Non
-vi scandalizate adunque di cotai cose, se non volete esser tenuta una
-sciocca anzi ricordatevi che elle non sono piu di bronzo, ne di macigno
-che siamo noi altre. Troppo nel vero gran forza havrebbe il velo s'egli
-potesse rafreddare, & spegnere i riscaldamenti della carne: ne altro
-intorno a questo fatto vi dico, salvo che vi invito a borgo novo; a
-godere di quella gentilissima Signora Bresciana qual s'ha novamente
-per sua sposa eletto il Conte Alessandro mio suocero. Credo veramente
-ch'egli si habbi eletto il fiore di quella città, et se io credessi che
-sol due paia come fussero simili a lei rimasti non vorrei far mia vita
-altrove. Di Borgo novo, alli X. d'Aprile.
-
-
-LUCRETIA PICCA RANGONA A M. VIOLANTE GALASSIMA.
-
-Ho letto non senza gran sdegno et ira, quella littera si prolissa,
-che mi mandaste l'altro giorno, nellaquale si ramemoravano infiniti
-mali dalle donne usciti: certamente io non conosco l'autore d'essa, ma
-ben vi dico, che se fusse richiesta a far giudicio di lui: io direi
-ch'egli fusse un perdi giornata, un barbagianni, & finalmente, un
-qualche bestionaccio: s'egli havesse letto le storie piu attentamente,
-& senza alcuna passione egli havrebbe ritrovato esser state le donne
-cagione d'infiniti beni: haverebbe trovato che Dominica moglie di
-Valente Imperadore, pacificasse già i Gotti che se n'andavano a briglia
-sciolta per distruggere sin da fondamenti Costantinopoli. Havrebbe
-letto che Placidia moglie di Attaulpho Gotto, & sorella di Honorio
-fu potissima cagione non si ispugnasse & non si saccheggiasse Roma,
-qual havea deliberato si chiamasse poi Gottia & non piu Roma. Havrebbe
-letto qualmente Iugulta fu cagione di convertir a Christo Hermogillo
-figliuolo; di Lemildo Re de Gotti. Havrebbe letto le santissime
-opere di Clodoveo: s'egli cosi havesse atteso alla verità, come s'è
-lasciato traportar dall'odio che alle donne iniquamente porta, havrebbe
-chiaramente compreso nella lettione di sesto Aurelio, di quanti beni
-fusse già cagione Pompeia Plautina moglie di Giuliano Imperadore
-operando ch'egli si astenersi dalle populari estorsioni: egli dovea pur
-ricordarsi di Elena madre di Costantino, di Monica madre di Agostino,
-et di molte altre valorose donne, che ad altro non attesero, & sin'
-al presente attendono che a giovare il prossimo, & quando mai altro
-essempio non mi occorresse perciò confermare & stabilire crederei,
-mi dovesse bastar l'essempio di M. Maria Bracala, di M. Francesca, &
-di Suor Osanna; & qui faccio fine al mio scrivere. Fulvio & Claudia
-Olimpia vi salutano. Da Modona alli III. d'Aprile.
-
-
-MARIA BRACHALE ALLA S. POLISENNA RANGONA CONTESSA DI CARPENEDOLE.
-
-Qua è capitato dalle montagne di Pistoia, una donna la quale cerca
-d'haver qualche buon recapito, & perche so che vi dilettate di donne
-sofficienti et valorose ve n'ho voluto avisare, et vi faccio sapere,
-che di tessere, et di filar non cederebbe a quella Pholoe di Creta
-della quale parlando Virg. cosi nel suo divino poema disse. OLLI SERVA
-DATUR OPERAM HAUD IGNARA MINERVAE CRESSA GENUS PHOLOE, GEMINIQUE SUB
-UBERE NATI: non cederebbe a Pamphila, non a Minerva, non ad Aracne,
-non a Clostro inventor del fuso; non a Penelope figliuola di Icaro,
-che fu ne suoi tempi ottima tessitrice: si che avvisatemi se la volete,
-che la porrò nel cochio della S. vostra zia, & manderolla honestamente
-accompagnata: M. Cechino gridando & biastemiando per le gotte che lo
-tormentano, anzi lo crucificano vi saluta & di cuore vi si raccomanda.
-Di Modona alli III. di Maggio.
-
-
-LUCRETIA DA LANDO CONTESSA A M. CLARA CIMISELLA.
-
-Mi rallegro con esso meco, & mi congratulo con esso voi, che habbiate
-un figliuolo, si amico d'honore, che condur non si possa a far cosa
-dishonorata, se dato gli fusse piu territoro che non hebbe Sicheo, il
-quale da Virgilio è chiamato DITISSIMUS AGRI, & conceduto li fusse
-la gratia c'hebbe Mida da Bacco di poter convertir in oro ciò ch'ei
-toccasse: certamente ne potete ben voi star consolata che tal fama di
-lui per tutto si sparga, piu che se lui vedesse portar corona in capo
-del piu florido regno che habbi Europa: i Regni veramente si perdono, &
-per l'ingiustitia di chi li possiede sovente volte si trasferiscono di
-gente in gente per usar l'istessa locutione della sacra scrittura; ma
-la buona fama, pretiosa piu di qualunque pretioso unguento, dura sempre
-et in perpetuo si mantiene mantenetelo adunque con le vostre saggie
-persuasioni in questo sano consiglio, se bramate che tutta via si
-aumenti & a vuoi, et a noi l'allegrezza che n'habbiamo sin'hora per lui
-nodrito nel cuore, & a Dio siate: Da Caselle nostra giuriditione alli
-III. di Maggio.
-
-
-CAMILLA MARTINENGA AVEROLDA A M. LUCINA CALANDRINA.
-
-Mala fama si sparge di voi per bocca et de vicini & de servidori
-liquali di casa vi escono si mal contenti: molti difetti si vi
-attribuiscono, molte macchie vi si dano, ma sopra'l tutto siete
-accusata di strema crudeltà; a tal che dicono che se haveste la
-possanza che haveva Cisenna, figliuola di Diogirida Re di Thracia,
-segareste anchor voi gli huomini vivi per mezzo, & dareste li figliuoli
-a mangiare a padri loro: & se volete maggior chiarezza della mala
-opinione, che si ha della vostra crudel natura; pigliatela da questo
-segno ch'altri vi chiama Athalia, altri Irene, altri Fulvia, altri
-Tomyri, altri Dirce Thebana, & altri Progne figliuola di Pandione Re di
-Athene; lequali femine avanzarono di crudeltà Medea. ne altro vi dico,
-ravedetevi di si mal essempio. Da El. alli III. di questo.
-
-
-CREUSA FLORIDA CONTESSA DI PRATA ALLA MAGNIFICA M. CORNELIA CONTARINI.
-
-Hebbi alli di passati una vostra che mi fu per infiniti rispetti
-molto grata; hor in questa parevami di esser molto ripresa per non
-dir biasimata per istare troppo in solitudine, attribuendo voi il
-mio star solitaria a soverchia avidità di studiare: io non niego già
-che li studi delle buone lettere non mi piaccino, & sienomi sempre
-piacciuti: dico però alla Magnificentia vostra, che anchora che le
-lettere non mi fussero si grate (come elle sono) nondimeno, volentieri
-solitaria diverrei tanta è la dolcezza che di quella al presente ne
-sento: tanto è il frutto che di quella à tutte l'hore traggo oltre
-che non mi mancano molti essempij di valorosissime persone, dalli
-quali tutta via mi ci confermo in amarla in seguirla, & in essortar
-ogn'uno ad abracciarla; so che sapete qualmente. Simon Benlocai,
-che fu compagno di Geremia Propheta col star vent'anni solitario in
-una stretta spelonca fu cagione ch'egli ci desse quel celeste libro,
-detto nella hebraica lingua Zoar, & nella nostra luminar maggiore.
-Mentre il padre Adamo visse nel Paradiso solo, fu colmo di qualunque
-felicità: come egli fu accompagnato; cadde repentinamente nel fondo
-delle miserie: & mentre Abraamo stette in solitaria vita, fu degno
-di favellar con Iddio. Ma ditemi per cortesia, Magnifica Madonna;
-credete voi che se nel star solo, non ci fusse infinita gioia & molta
-contentezza? Che Silvia, figlia di Ruffino prefetto di Alessandria,
-ci havesse Sessant'anni senza mai pentirsene perseverato? Steteci M.
-Maddalena trenta anni: Basolo quel venerabil padre quaranta: Beniamin
-ottanta: Amata, donna santissima quaranta: Natanael trentasette:
-Capitone ottanta: Ugone Ciartosino, Cinquanta, & Pione Abbate trenta.
-Se vi volessi hora recitare il Catalogo de gli huomini & delle donne
-che furono piu di me amici della solitudine, non ne verrei a capo
-in tre giorni. Se vi volessi narrare quanti bei spiriti pel mezzo
-della santa solitudine. si unirono già con Iddio, & mai non se ne
-disciolsero deverrebbe questa mia risposta alta piu che non sono le
-Decadi di Livio. Ditemi S. mia (che ve ne supplico) per quell'alto
-cuore, & per quello chiaro intelletto, che Iddio vi ha dato potete voi
-hoggidi star in alcuna conversatione, & non udire mormorare, mentire,
-spergiurare, giudicar, mordere, tassare, straparlare, & in mille modi
-offendere il prossimo? qual animo pio, forte & costante, se ne può
-hoggidi astenere? tanto è posto in uso, questa mala creanza: mi sono
-alle volte sentita scoppiare di dolore, trovandomi per mala sorte
-in simili conversationi; havrei certamente piu tosto voluto esser
-confinata nella piu aspra solitudine c'habbi la Capadocia ò l'Egitto:
-imperoche tutte non hanno i modi vostri, ne la modestia, di che Dio
-vi dotò, tutte non possono, ne sanno essere simili a voi, (a voi dico)
-rara Phenice di virtu & di bontà. Io non leggo mai quell'oracolo della
-santa scrittura. SEDEBIT SOLITARIUS ET TACEBIT, ET ELEVABIT SE SUPRA
-SE; che tutta non m'infiammi d'amore di vita solitaria, & non mi venga
-voglia di abbandonare sin'a me stessa, & andarne ne deserti della Siria
-a ritrovare il picciolo Tugurio di Ilarione; o vero presso il Torrente
-di Carith, ove solito era di riposarsi il Zelote Elia. Solevamo già
-(come sò che meglio di me sapete) pur che ramentar ve ne vogliate
-solevamo dico, habitare non unitamente, come hora facciamo, ma chi
-quà, chi là: ci unimo poi (non sò chi ne fusse l'auttore) sperando di
-riportarne maggior consolatione, & forse che cio avvenutoci sarebbe;
-se Sathanasso nemico di ogni pace, & di ogni santa concordia non fusse
-venuto a turbar le dolcezze nostre, soffiandone nel cuore, il veleno
-dell'ambitione, della malevoglienza, & della maladicentia. Ma se qui
-non raffreno il scrivere mio & non pongo giu la penna sento abbondarmi
-di tanta copia in lode della solitudine, & in biasimo delle moderne
-conversationi, che io non so quando mi saperò uscir da si profondo
-Pelago rimanetevi adunque in pace, & amatemi da Prata alli VI. di
-Settembre.
-
-
-LUCIA QUADRIA A M. GIULIA DE FEDERICI PARENTE CARISSIMA.
-
-Per mie lettere vi ho piu volte invitate a venire a goder il giardino,
-qual nuovamente ha fatto il mio amatissimo consorte, nel quale molte
-cose ha piantato non senza gran misterio vi ha per la prima posto di
-molta enola perche l'antica Giulia volentieri ogni dì ne mangiava; de
-fichi assai per amore di Platone che ne era si vago, che ne fu detto da
-molti philosica. de pomi pheaci & falischi per rispetto di Philippo,
-& di Alessandro, che furono chiamati Philomeli, dal molto amore che
-portaronno a cotai frutti: delli porri di Aritia per Nerone che tanti
-ne mangiava, del sisare si caro à Cesare, che ogni anno ne faceva
-venire di Germania buona somma. Delli Lupini per amor di Protogene,
-delle pere amerine per li Argei: delle pera salvatiche per li Tirinthij
-(se per aventura alcuno ce ne capitasse a casa) delle Palme, per
-memoria delli Carmani: del miglio per i Meotici, & per li Sauromati:
-ci ha posto del Cardamo per i Persiani: delle Pruna damascene per li
-popoli di Damasco; ci havemo delle noci pontiche: delle Latuche di
-Circello, de Navoni per li Amiterni: Noci avellane per li Tarentini:
-Meloni d'Ostia: Olivi di Venafro: Castagne Petragorice. Peponi di
-Capua, Rape di Norsia, Raphani di Alemagna, & Giande di Arcadia, ci è
-del ditamo per il cuore dell'Eupatorio per il fegato: del Scolopendrio
-per la milza, del Petrosello per l'orificio del ventre: dell'Hisopo
-per il pulmone, & per il septotransverso: del Seseli per la vesica,
-dell'Elenio per le reni, della Ruta per il dolore colico, alquale molti
-in casa nostra sono suggetti: della Gentiana per il capo: delli altri
-utili semplici quai potrete vedere, se ci verrete: non altro. Da Tirano
-alli XXV. d'Agosto.
-
-
-ISABELLA SFORZA À M. ZENOBIA FOSSA.
-
-Sempre, da che il mondo è mondo, gli huomini litterati o furono
-superbi, arroganti, & ambitiosi, et per mostrarvelo incomincio da quel
-dotto Menecrete medico, il quale voleva della sua opera sol questa
-mercede, che li risanati per lui, si confessassero suoi servi, &
-lo chiamassero Giove: Nestorio heretico et fonte di varia dottrina,
-quell'istesso giorno, ch'egli fu creato Vescovo di Costantinopoli,
-promise liberamente a ciascuno il cielo: Nevio Poeta Comico: lasciò
-che si scrivesse nel suo sepolcro questo Pitaphio. Immortales,
-mortales si foret fas flere, flerent divæ Camœnæ, nevium Poetam.
-Itaque postquam orci traditus est thesauro, obliti sunt Romæ latina
-loquier lingua. Palemone Grammatico, si gloriava che seco nate fussero
-le buone lettere, & che seco havessero anchora da morire. Mostruosa
-anchora fu l'arroganza di Paulo Samosateno; ma piu assai quella di
-Tamira poeta di Thracia, ilquale hebbe ardire di contrastar con le
-Muse, & per la smoderata sua arroganza, li trassero gli occhi dal
-capo. Timeo historico Siciliano si gloriò piu d'una fiata di superare
-Tuccide & Philisto, liquai furono nobilissimi storici. Accio Poeta
-hebbe ardire di por la statua sua nel tempio delle Camene, & ve la
-puose grandissima, essendo egli di picciolissima statura. Suffeno
-poeta inettissimo, fu sopra tutti si glorioso che n'ha fatto luogo
-al proverbio presso di Catullo: Manes (quel grande & dottissimo
-heretico) vendicavasi gl'honori della divinità & diceva che l'era nato
-di Vergine. Empedocle Poeta di Agrigento si gittò in Ethna, per dar
-ad intendere al volgo ch'egli fosse volato ne celesti chiostri per
-la sua eccellentia. Arrogantissimo fu Calliphane Poeta: non fu anche
-assai ambitioso Virgilio dicendo. Primus idumæas referam tibi Mantua
-palmas? non fu ambitioso Ovidio scrivendo Peligne gentis gloria dicar
-ego? & quell'altro ò furtunatam natam me Consule Romam. Non debbo
-dirvi di Appione grammatico Alessandrino, che fu di tanta arroganza
-che prometteva immortalità a cui le sue opere dedicasse: benche di
-questi arrogantacci non ce ne manchino hoggidi promettitori del cielo,
-essendo essi riposti nell'abisso delle miserie. paiommi cotestoro
-simili alli Alchimisti, li quali privi d'ogni bene essendo promettono
-monti d'oro a chi pazzamente lor crede, ma spero in Dio che se noi
-perseveraremo nelli studi come incominciato habbiamo, non haveremo
-bisogno delle loro trombe, ma ad essi piu tosto farà mestieri delle
-nostre. Io vi ho voluto far questo longo discorso per haver inteso che
-un certo disgratiataccio, ilquale è in odio da che nacque, alli huomini
-& alli Dei vi minaccia di farvi morire con i suo fecciosi & stomacosi
-scritti, se piacevole liberale, et affabile non ve li dimostrate.
-Credetelo a me, che queste furfantesche bravate, sono di peculiar
-vitio d'alcuni affamati scrittori, che vorrebbono vivere alle spese
-nostre: se habbiamo pur da far vezzi a scrittori, facciamone a quelli
-che ne suoi scritti ci insegnano, & dolcemente ci dilettano, & non a
-questi bestioni. Un'altra cosa vi dirò di piu: attendiamo a caminare di
-virtu & in virtu che cosi li tagliaremo la via del mal dire; & saranno
-sforzati a cantar di noi (malgrado loro). Soviemmi una fiata che un
-moderno istorico, disse alla presenza del gran Marchese di Pescara
-ch'egli voleva scrivere non so qual valorosa impresa che alli di
-passati fatta s'era & il Marchese arditamente rispose, adunque volendo
-dir il vero, di necessità scriverete di me: cosi dico in proposito;
-se noi diverremmo caste, forti, modeste, giuste, magnanime, discrete,
-prudenti, grate, dotte, bellicose, liberali, come faranno di meno a
-non far memoria di noi, volendo di cotal materia favellare? salvo se
-non vorranno empir le carte loro de sogni, & de fittioni; attendiamo
-pur ad esser buone, di perfetta & di vera bontà, & non temeremo le
-penne loro, attendiamo alli studi dell'eloquentia, congiunta però con
-la sapientia; & scriviamo anchora noi in biasimo & vituperio de gli
-huomini, si come essi longo tempo hanno fatto contra di noi, & tuttavia
-fanno a nostri giorni: facciamoli vedere per chiari essempij tolti dal
-centro delle piu veraci historie, che fussero sempre gli huomini da che
-fu creato Adamo, temerarij, litigosi, fraudolenti, protervi ingrati,
-loquaci, importuni, perfidi, pergiuri, traditori, ingiusti, vani,
-bugiardi, volubili, incostanti, paurosi nelle honeste imprese & audaci
-nelle ingiuste attioni: facciamoli vedere che furono sempre ladri
-crudeli insidiatori, crapulosi, bevitori, lussuriosi, biastemmiatori,
-sprezzatori d'Iddio, incestuosi, sacrilegi, inhumani impij, tiranni &
-scelerati: facciamoli vedere che furono sempre deboli & mal sofferenti
-delle aversità, violatori dell'altrui reputatione, usurpatori
-dell'altrui, ambitiosi, fastosi, negligenti, & a maggiori disubidienti:
-facciamoli vedere quanti maleficij sono da essi nati, quante rovine
-hanno causate et de quanti danni sono stati cagione al mondo. oh Dio
-perche non sono tutte le femine del mio animo: direi piu oltre di quel
-che io dico, cosi il sdegno non me indebolisse la mano: farò adunque
-per hora fine al scriver mio, pregandovi ad esser d'animo forte, &
-costante, & a ricuperare la feminil libertà gia molti anni fa perduta.
-dalla Sforzesca alli XII. d'Aprile.
-
-
-ISABELLA SFORZA À M. FULVIA VISCONTE.
-
-Oh quanto m'è dispiacciuto d'haver inteso che siate tanto indulgente
-& tanto tenera de figliuoli, che li lasciate far ciò che lor piace,
-senza risguardare se honesto o dishonesto sia, giusto, o ingiusto:
-Sempre .S. mia lo smoderato amore a padri & a figli egualmente nocque,
-& danno fece: & di questo chiarir ve ne potrà la Candida Niobe, laquale
-per troppo piangere i figliuoli suoi da Apollo uccisi, divenne un
-duro scoglio: Che non fece di male Hecuba a Polimestore Re di Thracia
-per cagione del figlio Polidoro? Leggete un poco l'historico Diodoro
-& vedrete quanti travagli sostenne Tomiri Reina de Scithi, per voler
-vendicare l'amato figliuolo contro di Ciro. Antistia anchora vegendo
-la figliuola sua da Pompeio rifiutata per sposar Emilia, si ammazzò
-da se stessa. Non si deve adunque amar con tanta tenerezza persona
-veruna, ma sempre con la debita misura: oh se legeste alcuna volta
-(quando tempo vi avanza) le storie antiche, ispetialmente quelle che
-trattano delle donne Spartane, direste che meglio di voi l'intendevano.
-Se i Spartani havessero havuti le madri loro simili a voi, non so se
-fussero divenuti si valorosi come divennero: elle non stavano tutto'l
-giorno leccandoli con dirgli che vorreste anima mia? che desideri cuor
-mio faccia? angelicata, chi t'ha negato cosa che tu chiedevi? maffesi,
-haverebbono fatto de ben valent'huomini: esse, li armavano di propria
-mano, & quando lor porgevano il scudo, li diceano fa tu che ritorni con
-questo, ò morto in questo, & non te lo lasciar togliere dalli nemici.
-Se si lamentavano che la spada fusse corta, li dicevano fa un passo
-piu avanti, accostati piu vicino allo nemico, & sofficientemente la
-slongherai: non li volevano ricevere, ne riconoscere per figliuoli,
-se ricusavano di morire in servigio, & in honore della patria: ne
-morendo gli altri nella battaglia, volentieri li vedevano sopra vivere;
-non li losengavano, non li vezzeggiavano, li nodrivano de grossi
-cibi, li vestivano di vesti, che havevano piu tosto del militare, ò
-del pastorale, anzi che del cittadinesco: non crediate già che loro
-fasciassero le reni di veluto, ò di raso, non li allevavano in su
-le delicatezze, anzi mai altro non li intestavano che di fuggire con
-ogni studio le morbidezze: proponevangli come persone infami per esser
-stati troppo delitiosi Stratone Sidonio, Artemone, Ambrone, Clistene
-Lisicrate, Argirio, Battalo & Andramito Re de Lidi: proponevangli
-quel Philostrato da Aristophane per la molta delicatura beffato,
-schernito, & proverbiato: proponevangli Aristagora Milesio, Agatone
-musico, Diadumeno, & Mirace; & a questo modo nutrendogli, doventarno
-i piu virtuosi & tremendi popoli di Grecia, la dove temo grandemente
-in vostro servigio, che alleviate i vostri alla poltroneria, & che per
-altro non sieno buoni che per far numero, per consumar le vettovaglie,
-& per esser inutil peso della terra: io vi ho predicato a bastanza
-& forse piu di quello che la tenerezza vostra pol sostenere se ho
-ecceduto la giusta misura dell'ammonitione, datene la colpa parte
-all'amore grande che vi porto, & parte all'odio che io hebbi sempre a
-gli huomini poltroni. state sana che Iddio da mal vi guardi. Da Viruola
-alli VIII. di Genaio.
-
-
-SUOR LUCRETIA MALASPINA A M. LELIA CIURLANA.
-
-Io vi vorrei consolare (se pur tanto potessi) del dolore, che vi
-odo prendere, dell'esser voi sterile, ma temo che questo non sia uno
-riaprir la piaga, che forsi è già ò ristretta ò saldata: non rimarò
-però di dirvi quel che gia disse il salvator nostro BEATE steriles quæ
-non pepererunt. Havete adunque la beatitudine, & non ve n'accorgete:
-forse che temerete sendo sterile di morir di parto come gia mori
-Athena madre di S. Cataldo Episcopo, & prima di lei quella gentil
-Tullietta figliuola dilettissima di M. Tullio; non havrete da nodrir
-figliuoli, non da farli ammaestrare, non da procacciarli il vitto.
-Quanti n'ho io conosciuti liberali & Magnifici, che divenendo poi
-madri, divennero avarissime. Ricordatevi di quel saggio versetto che
-si spesso soleva dir quel grande Imperadore. CONIUGE non ducta, utinam
-liberis caruissem. Ricordomi haver letto esser solito S. Bernardo
-di dire che il non haver figliuoli fusse un bene non conosciuto: si
-che confortative quanto piu potete. Oh se sapesti quante & quante ne
-rimangono dolenti, chi per vedere i figliuoli ò nascere storpiati, ò
-per strano accidente guastarsi & chi per vederli consumar malamente il
-patrimonio: altri si veggono con istremo dolore uccidere da manigoldi,
-& da micidiali sgherri. Oh che affanno, oh che passione è questa: & da
-tutti i sopradetti mali con l'esser voi sterile, libera ne siete, &
-ve ne turbate, & ve ne state si mal contenta? sciocca che voi siete,
-dovreste ringratiarne Iddio a tutte l'hore: se non havete figliuoli
-carnali, fatene di spirituali che saranno tanto de carnali migliori
-quanto lo spirito è della carne piu eccellente: temete voi forse che
-vi manchino heredi? non ve ne mancheranno nò, & quando ogn'uno vi
-mancasse, non vi mancherà qualche povero spedale: ma ben veggo io poi
-che non ve ne potete dar pace, quel che vorreste: vorreste udir di
-quelle belle nove che si sogliono udire dalle fecunde madri, che vostro
-figliuolo havesse fatto qualche homicidio, ch'egli fusse prigione,
-ch'egli giacesse ferito, ch'egli havesse da gir in galea, ò che fusse
-condennato alle forche: vorreste forse udire per il vicinato, che
-alcuna vostra figlia havesse fatto un bastardo, che la facesse l'amore,
-ch'ella fusse pregna, o che la se ne sia fuggita dietro al carnale
-amadore; ò che il marito le da tutto'l di delle busse, ò che l'è in
-divortio: queste sono delle nove, che sovente s'odono dalle fecunde,
-et non mai dalle sterili donne, come voi siete: et pur vi rincresce di
-essere. Deh fate a mio senno, che consilio da fedel amica, acquetate
-l'animo vostro, & contentatevi di quel che vuole Iddio: che certo non
-potete far il meglio. Prego Iddio a cui servo in spirito, & in verità
-che vi consoli. Di S. Antonio da Ferrara alli III. d'Aprile.
-
-
-BARBARA CALI. ALBERISI A M. FULGENTIA CARCASSONA.
-
-Non mi piace che di voi lasciate uscir fama di Donna altiera & superba
-si come fate, & che sprezziate ogn'uno come s'egli fosse fango delle
-vostre pianelle: stimate (vi prego) ogni persona di qual conditione si
-voglia et anchora ch'egli giunto fusse ad estrema povertà imperò che
-non sempre sta la fortuna in un medesimo volere, ma spesso si muta: &
-quelli c'hoggi veggiamo in miseria posti, domani li veggiamo fatti Re &
-gran Satrapi: il gran Tamburlano (se forse nol sapete) era gia Bifolco,
-& trovò la fortuna si favorevole ch'egli divenne Imperadore de Scithi:
-Primislao, di guardiano d'armenti fu fatto Re de Boemi: Gige similmente
-di pastore doventò Re de Lidi. Sophi, che fu poi fatto Re de Turchi era
-gia un pecoraio, si che voi intendete come le cose passano, & come gira
-la fortuna. State adunque raccolta in voi, ne beffate altrui per poveri
-& mendichi ch'essi sieno, accio che veggendoli poi essaltati non ne
-habbiate ad arrossire & di lor temere. altro non vi dico state sana; &
-amatime di Brescia alli III. di Febraio.
-
-
-COSTANZA CONTESSA DI NUVOLARA A M. FILIPPA BALBANI.
-
-Io vi richiesi l'altro giorno che per i miei danari, mi facessi
-havere dui cavalli castrati per il mio cocchio & mi havete mandato dui
-cavalli piu fieri & piu sfrenati di Pasace cavallo di Cirro, della cui
-sfrenataggine fa memoria Plutarco scrivendo di Artaserse: io le voleva
-corridori al par di Partenia & Eripha che furono cavalle di Marmace
-(l'innamorato di Athalanta) & non si moveno piu che si farebbono due
-vacche vecchie & pregne: & poi ardite di scrivermi che avanzano nel
-correre la cavalla di Ecratide, laquale vittoriosa fu, ne giuochi
-Olimpici; anchor che vicina fusse molto al partorire: non meritava già
-io d'esser si mal servita da vostro figliuolo amandovi al par di me
-stessa, & havendo voi, tanta commodità di farmi bene accommodare. state
-sana. Di Nuvolara alli .X. d'Aprile.
-
-
-TADEA MALASPINA ALLA S. L. R.
-
-Deh non vi affligete tanto quanto fate d'haver perduto la luce de
-gl'occhi, poi che per questo l'intelletto non si perde, & la memoria
-non si smarrisce, anzi si aumenta & cresce & che ciò sia vero ch'io
-vi dico, specchiatevi in Appio Claudio, ilquale, non mancò mai per
-esser cieco di ritrovarsi & alle private, & alle publiche facende
-della Republica Romana: cieco fu Druso, et pur la casa sua era sempre
-piena di chi domandava consiglio per le particolari bisogne. Non
-rimasero di darsi alla Dialettica, & alla Philosophia per la cecità
-Asclepiade Philosopho, Diodoro Stoico, Democrito, G. Aufidio, Omero
-Stesicoro Poeta, & altri molti che non dico, ma perche dir mi potreste
-di non sentirvi (per esser femina) il petto si forte, & si gagliardo,
-che sofferir possiate si gran tribulationi, quant'è l'esser privata
-dalla luce; dirovvi d'haver anchora letto di molte Donne, lequali &
-nacquero cieche, & anche per strano accidente si accecarono, & furono
-perciò piene di alto valore, & hebbero di tal caso infinita pacientia,
-ricordatevi di quella Hipsea della quale, fa Horatio memoria ne suoi
-sermoni, ricordatevi di Lucilla figliuola di Nemesio Tribuno, che patì
-l'ultimo supplicio sotto Valeriano nemico della Christiana persuasione,
-ricordatevi di Salaberga Nionesa, & di Fara vergine illustre, che gia
-fiorì ne tempi di Heraclio Imperadore: & con quella grandezza d'animo,
-ch'esse gia la cecità sofferirno, sofferitela anchora voi: piu non
-mi stendo in essortarvi a questa nobil toleranza, perche mi confido
-nella sapienza vostra, laquale sempre maravigliosa da che la conobbi mi
-parve. State lieta & consolatevi: di Ferrara alli III. d'Agosto.
-
-
-BEATRICE PIA A M. LUCIA MANFREDI.
-
-Non so quando mai ci risvegliaremo da si profondo sonno; non sò
-veramente quando mai ricuperaremo l'antico nostro valore: per certo che
-altro, non ci riputiamo nate, che a servire, & ad ubidire gli huomini:
-habbiamo pur l'essempio di molte grandi et valorose femine, lequai
-regnarono et signoreggiarono altri, piu che virilmente. Deh perche non
-ci commove l'animo, l'essempio della Reina Candace dominatrice delli
-Etiopi: perche non ci infiamma lo spirito Elerna figliuola di Iano?
-perche non ci accende il cuore Semiramis? perche non facciamo noi
-come gia fecero Hippolita, Zenobia, Valasca & Cleopatra. Non vorrei
-che marcisseno stando sempre tra il Fuso & l'ago, vorrei imitassimo
-alle volte (ispetialmente quando siamo) in villa quella famosa
-Athlanta Arcadia cacciatrice: à cotesto modo potremo noi sperare di
-pervenire un giorno à tal grado, che potremo far delle facende, che
-gia fecero Tomiri Reina di Scithi: Delbora signora delli Israeliti,
-& Teuca domatrice delli Illirici: se noi essercitassimo i corpi
-nostri non sarebbono si flecmatici, & per conseguente non cosi gravi
-& tardi, perche crediamo noi che le Donne Spartane pervenissero a
-tanta possanza? non per altro veramente, salvo perche si esercitavano
-ne Gimnasii facendo alla lotta fra di loro, & dando la caccia alle
-bestie piu selvagie, spesso anchora armeggiando virilmente: Lodansi
-da scrittori, le Donne Gaditane, perche subitamente doppo'l parto, si
-lievano dal letto, & fanno gl'uffici loro domestici & non fa mestieri
-giacersi trenta & quaranta giorni nel letto come noi facciamo, votando
-le spitiarie delli piu pretiosi confetti che vi sieno, distruggendo
-i Pollai, & mangiando un tinaccio di ciambaglione. Di qui nasce poi
-che non sappiamo far di quelle belle prove che gia fecero le Donne
-Tedesche, quando restituirno in ordinanza l'essercito gia rivolto
-in fuga: di qui (& non d'altronde) nasce che non sappiamo fare delle
-prove che gia fecero le donne Bellovace, lequali col proprio valore
-si gloriosa vittoria riportarno da Carolo Duca di Borgogna. Ho piu di
-una fiata letto molte belle cose operate da Maria Pozzolana, lequali
-m'hanno fatto tutto istupire, ma quando ho poi letto ch'ella non
-beveva vino, & che sin dalla prima fanciulezza si avezzò alle fatiche
-vigilando spesse volte tutte le notti intiere, di poco cibo contenta,
-cessò di gran parte la maraviglia, ch'io n'havea. Hor questa sarebbe
-la via di ricuperar i primi nostri honori, & di divenir famose al par
-di Herpalice, di Antianira, di Lampedo, di Martesia, di Euriale, di
-Amalasunta, & d'altre che hanno conseguito per il valoroso operare
-l'immortalità; & qui fo fine pregandovi ad amarmi con tutto'l cuore et
-hormai destarvi. Dal Catai alli X. d'Aprile.
-
-
-CATHERINA DATI, ALLA S. APOLONIA ROVELLA.
-
-Io mi ho riso molto di cio, che mi scrivete, ispetialmemte della strana
-& falsa opinione, che vi è nata, veggendo che il vostro cagnuolo tanto
-vi ami, che a tutti fuor che voi digrigni i denti, ne dal vostro lato
-mai si diparta. Se voi havesti atteso alli studi piu di quel che
-atteso havete, non vi lasciareste entrar nel capo opinione, che li
-spiriti humani entrino ne cani, ne gran maraviglia vi parerebbe, che
-un cane vi amasse, essendo per altri tempi ciò avvenuto. Il ragazzo
-di Xenophonte fu come voi, & forse piu di voi amato da un cane. Un
-Pavone amò similmente con estremo ardore una Verginella in Leucadia.
-Ho letto nelle storie di Sassone Grammatico, che un Orso per istremo
-amore rubò già una fanciulla mentre ne campi con le compagne scherzava,
-si che non ve ne date maraviglia, ne vi lasciate entrare nel capo si
-strane fantasie, & si capricciosi ghiribizzi: & attendete a star sana &
-scriverci alcuna fiata. Di Lucca alli XII. d'Agosto.
-
-
-FRANCESCA DA COREGGIO MAINOLDA ALLA S. CHIARA DA COREGGIO SORELLA
-HONORANDA.
-
-Voi mi pregaste l'altro giorno che io vi volessi scrivere una
-essortatione alla castità, perche n'eravate stata pregata d'alcune
-monache vostre care amiche, nella quale essortatione ramemorassi buona
-parte di quelli che la castità cordialmente abbracciarono. Io vi mandai
-(non so se l'havete ricevuto) un brieve Cathalogo d'huomini casti
-raccolto con gran fatica, accioche voi stessa ve la formassi, & non ne
-deste briga a me, che sono pur assai occupata: & acciò che meglio vi
-riesca l'impresa, & piu copiosa & efficace sia, vi faccio sapere che
-non sarà fuor di proposito il mescolarci Penelope (benche pagana fusse)
-anchora che vi sieno alcuni che per casta non la tengano. io sono del
-parere di Ovidio, ilquale, nel terzo de le sue Elegie in cotal modo
-ne scrisse. PENELOPE MANSIT, quamvis custode careret, inter tam multos
-intemerata procos: mescolateci Daphne figliuola di Peneo; Biblia moglie
-di Duvillo Romano, ricordative di Sophronia Romana, di Zenobia Reina
-de Palmirei: di Etelphrida Reina d'Anglia, di Baldraca, di Dula, di
-Edeltruda, di Sulpitia figliuola di Patercolo: di Rodogune figliuola
-di Dario: di Siritha figliuola di Sinaldo: di Vria, della greca Hippo,
-di Timoclia: di Ciane Vergine Siracusana: di Medullina, di Marcia
-figliuola di Varrone, & di Eugenia figliuola di Philippo proconsole
-Alessandrino; la quale, temendo che Commodo Imperadore non la violasse,
-vestitasi d'habito monastico menti lungamente & sesso, & nome: a questo
-modo voi la farete copiosa & Florida & me haverete da molta molestia
-liberata; State sana & amatime. Di Mantova alli XX. di Marzo.
-
-
-BEATRICE PIA A M. GIULIA FERETTA.
-
-Hò letto i versi che mandati m'havete: possa io morire, se creder
-posso che de migliori ne facesse mai, ne Erinna, ne Corrina, ne Sapho,
-ne Polla moglie di Lucano. perseverate (vi prego) come incominciato
-havete, accioche per il vostro mezzo intenda il mondo che ne anchora
-nella poesia siamo noi donne, alli huomini inferiori. Di Padova alli
-III. d'Aprile.
-
-
-CAMILLA MARTI. AVEROLDA A LA S. THIRINTIA SANSEVERINI.
-
-Essortovi quanto so & posso a dar vostra figliuola per moglie al S.
-Aquilio, acciò che niuna cosa piu vi manchi alla mondana felicità.
-Se questo facendo, aviene che di lui naschino figliuoli dell'ampia
-heredità successori, sarà la famiglia vostra tenuta assai piu felice
-di quella de Curioni, & di quella de Fabij, & voi superarete di buona
-fortuna et Berenice, et la Spartana Lampedo: non indugiate adunque
-piu a far da prieghi astretta, quel che spontaneamente dovereste fare:
-rumpete ogni tardanza, togliete via ogni impedimento, perche de simili
-partiti non se ne trovano in ogni luogo: Iddio vi prosperi. Da El. alli
-XII. d'Aprile.
-
-
-MADALENA G. BREMBATA A M. GENEVRA CARITHEA.
-
-Non mi pare a proposito, che essendo morto il vostro consorte facciate
-piu quella honorata hospitalità che vi si soleva fare; ispetialmente,
-giuvinetta essendo: sianvi per illustre essempio, Ariadna hospita
-di Theseo, Phillida di Demophonte, Ipsiphile; & Medea: sbigotiscavi
-dell'esser hospitale in questa giovenil età. Calipso s'innamorò
-poi dell'hospite suo. Non vi essorto gia ad esser qual fu Busiride,
-Polimestore, & l'inhospital Diomede: ma vorrei si tenesse una certa
-mediocrità, per laquale infamia alcuna non ve ne risultasse, & pur
-humana & hospitale al mondo vi dimostraste: qui vi prego ad adoperar
-l'ingegno vostro, & far di modo che di voi non si buccini per la
-contrada, come alli di passati si fece di quella Baldonzosa (so che
-m'intendete) senza che piu ve la spiani. State lieta: che Iddio sia la
-guardia vostra. Da Bergamo: alli X. d'Aprile.
-
-
-VIOLANTE DA GAMBARA A M. OTTAVIA GARIBOLDA.
-
-Per vostre lettere mi richiedete instantemente, che vi debba
-consigliare se sarà bene che Clara vostra sorella di matrimonio si
-congiunga con il S. N. Certamente io ci ho fatto sopra consideratione
-quanto piu matura m'habbi potuto fare, ne posso fra di loro ritrovare
-alcuna conformità, per la quale vivere possino giamai concordevolmente.
-tacerò molte cose, che stremamente mi dispiacciono in quel cavagliere,
-& dirovvi solamente della sua severità; come sarà possibile che si
-lieta anima possa sofferire quella inessorabil natura? Leggo che M.
-Crasso fu di tanto rigore di animo, che una sol volta rise, ma costui
-non credo che ridesse mai: Zaleuco Legislatore de Locri, non era a suoi
-tempi si aspro come è costui: Lucio Bruto, non fu si crudo come egli è.
-Aulo Fulvio non fu mai di si dura conversatione; a me par certo quando
-lo veggo, o che li favello di vedere, o di favellare con Eaco, con
-Minos & con il rigido Radamanto: si che per il giudicio mio, non gli la
-darete; altrimenti facendo, voi la sepelite viva. viva voi la ponete in
-croce, & le sarete cagione d'insupportabil noia, ne di questo altro vi
-dico. Iddio vi consigli, & v'inspiri a far cosa di che non vi habbiate
-poscia a pentire. Da Napoli alli X. d'Ottobre.
-
-
-BENEDETTA CONTESSA MALASPINA A M. TERENTIA TUCCA.
-
-Non viene alcuno de vostri, a vederci, che non ci narri cose
-maravigliose della collera vostra; dalla quale vi lasciate togliere &
-l'uso & la possanza della ragione. è possibile che trovar non si possi
-rimedio a rinconciliarvi con vostra sorella, & far che sempre non siate
-in gara voi mi riducete in memoria l'odio di Etheocle, & di Polinice,
-liquali, morti essendo per molte ferite, che si havevano date al
-dispetto della madre Iocasta, et dovendosi secondo il vecchio costume,
-ardersi i corpi loro, non si potero toccare, ma l'uno in quà, & l'altro
-in là, visibilmente saltò d'il che fa Ovidio fede dicendo. Scinditur
-in partes atra favilla duas. Deh riunitivi (se volete) perche non
-siate favola del volgo. Non dico già che vostra sorella non ci habbi
-molta colpa, dirò però che l'ira vostra ce n'hà molto maggiore, & temo
-ch'ella non vi conduchi a quel termine ch'ella condusse già Hercole,
-Septimio, Severo, Marcio Sabino, Vedio Pollione, Cherephone Atheniese:
-Stephano Sesto Pontefice, & Sergio terzo, che per ira gittò il corpo
-di Papa Formoso nel Tevere: guardative adunque da queste vostre
-furie, altrimenti capitarete male & ne starete perpetuamente dolente:
-state sana & rattemperative ne desideri vostri. Di Cremona alli XVI.
-d'Agosto.
-
-
-ISABELLA SFORZA ALLA S. DUCHESSA DI CASTRO.
-
-Del duro caso occorso nella vita del vostro Signore, Volentieri vi
-consolarei se io mi sentissi d'haver parole atte a poterlo fare in
-cosi gran cordoglio: essortero voi adunque solamente a patientia al
-meglio che saperò & consolerovi con il proporvi davanti alla memoria
-l'essempio di chi hà tolerato maggior stratio ch'egli non fece.
-Heliogabalo fu si mal trattato dal populo Romano, che ne fu gittato,
-stratiato per molte ferite in una puzzolente Cloaca; d'indi poi tratto
-fu gittato insieme con Scenida sua madre nel profondo Tevere. A Michele
-Paleologo Imperadore, negò il populo Romano la debita sepoltura: furono
-anchora pessimamente trattate le reliquie di G. Mario da Cornelio
-Sylla, le quai cose furono da lor congiunti sopportate con grandissima
-patientia, ne si vendicarono mai: sofferite con altezza d'animo S.
-mia le ingiurie che hanno fatto alcuni pochi huomini al vostro S.
-rendendovi certa, che cosi stata sia la volontà d'Iddio, alla quale,
-non ci si pò forza humana opporre. Iddio col suo Santo Spirito vi
-consoli, (se io bastevole non sono.) Di Piacenza alli XX. del presente.
-
-
-FRANCESCA VIDASCA A M. GOTTIFREDA DOLINDA.
-
-Ho inteso de mali portamenti ch'usa tutto'l giorno vostro cognato
-con esso voi, & delle straniezze che egli vi fa: pregovi a sofferirlo
-patientemente, & imitare Aristide, alquale essendo sputato nel viso,
-non si adirò punto, ma bastolli d'ammonirlo, che piu tal cosa non
-facesse: vi conforto a proporvi per essempio di vera sofferenza
-Adriano, ilquale non sol non si vendicò di un servo, che armato
-l'assali, ma dettelo nelle mani de medici, perche di si furioso humore
-tosto si risanasse. Imitate anchora Licurgo, ilquale, essendogli
-stato da un imbriaco tratto un'occhio, non sol non hebbe ricorso alla
-giustitia, perche fusse secondo la colpa sua castigato, ma con sua
-astutia dalla possanza di quella lo salvò; sofferitelo (vi supplico)
-patientemente, & sperate pur ch'egli si debba un giorno ammendare:
-cessarà tosto questo giovenil furore, & ve lo troverete finalmente un
-perfetto amico et un gratioso parente: state sana che Dio da mal vi
-guardi. Di Trento, alli XX. d'Aprile.
-
-
-DOROTHEA CAVRIOLA AVEROLDA A M. SOTHERA N. D.
-
-Vorrei mi fusse lecito di potervi esser piu vicina che non sono,
-che forsi, forsi, troverei al dolor vostro qualche util medicina:
-certamente vostro figliuolo non poteva far piu gloriosa morte che
-morire in servigio della sua honorata patria: per questo, Cleomene vive
-felicissimamente nella memoria de generosi spiriti, per questo è fatto
-immortale Mida Re de Phrigij, & reputato è divino Ericteo. Consolative
-anima mia & ringratiate il S. di si bella occasione, & non lo piangete
-piu; lo dovereste ben piangere s'egli fusse morto in qualche Taverna
-ò vero in dishonesto luogo: egli, sul fiore de gli anni suoi è morto
-sotto le mura della sua cara patria combattendo in tal sembianza che
-fin da nemici era giudicato un'Annibale rendetevi certa, che vostro
-figliuolo non è morto, ma egli vive perpetuamente in cielo, dove si
-dette sempre honorato luogo a buoni & fedeli amici della patria: ne piu
-oltre mi stendo, state sana & confortatevi in Giesu Christo. Da El alli
-XX. di Maggio.
-
-
-LUCIA DAL FORNO A M. LELIA DI VENAFRO.
-
-Mi è stato rifferito che vostro figliuolo è fatto si amico di M. Priamo
-che non fu mai tanta amistà fra Diamanta et Oppleo Ercole et Theseo,
-Mario et Caspro Iddio lo feliciti, et lo faccia sempre imitare li
-costui santi studi. Veramente è senza paragone & nelle lettere & nelle
-arme: & Iddio volesse che la città vostra n'havesse di molte paia che
-lor rassimigliassero so che ella diverebbe in breve tempo piu gloriosa
-di Roma, d'Athene, di Sparta, di Carthagine, di Capoa, di Corintho,
-& della forte Numantia, se savia sarete (come sempre v'ho giudicato)
-disviarete da tutte l'altre prattiche, et operarete che sol a questa
-con tutto'l cuore attenda, donde gli ne pò risultare et honor et
-consolatione infinita. Iddio vi conservi da male: Da Balbana alli X
-d'Ottobre.
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-LA CONTESSA MADDALENA AFFAITA BIIA A M. IDEA DAL BORGO.
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-Ho letto le vostre lettere date alli XV. d'Aprile, le quali non
-erano meno ornate, che prolisse: & n'ho sentito leggendole un'istremo
-piacere: veramente non mi potevate fare piu grata cosa che di consolar
-M. Lucia nella morte di sua figliuola. bisogna a tutti i modi haver
-pacientia di quello, che Iddio vuole. Se suo marito l'ha ammazzata, &
-senza demerito alcuno, fu anche gia tempo che le mogli ammazzarono di
-molti mariti, & n'habbiamo di questo piu di mille storie, senza che
-si adduchi in mezo Clitennestra, Albina, Rosimonda, Lucilla, Circe ò
-Semirami, & per dir il vero, soviemi d'haver osservato piu di venti
-donne amazzatrici de loro mariti oltre le figliuole di Danao, dette
-per sopra nome le Belide, le quali furono cinquanta & tutte ecceto
-Ipermestra amazarono i mariti loro, la dove ritrovo niuno huomo
-(quantunque fiero & selvaggio) haver amazzato la moglie, eccetto,
-Ceffalo, Nerone, Chilperico, Constantino, Mithridate, Egnatio, M.
-Cecilio, Periandro, et il Brutto Deciano. Se noi cercassimo con ogni
-studio & con ogni diligentia di ricuperare l'antico nostro valore che
-n'habbiamo perduto, forse non sarebbe lor si agevol cosa l'ucciderci
-tutte le volte che la colera lor monta, ò vero che habbino il capo
-pieno di vino. State sana & pregate Iddio che sempre ci conservi nella
-sua gratia. Da Seronno alli VII. d'Aprile.
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-VIRGINIA DA GAMBERA A M. GIULIA FERRERA.
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-Intesi l'altro giorno del gran pericolo, nel qual cadeste, per voler
-montare sopra di quel sfrenatissimo cavallo, che alli di passati vostro
-fratello vi donò, & subitamente mi triemò il cuor nel petto. Veramente
-non leggo mai quel verso d'Ovidio. Quique ab equo præceps alienis
-decidit arvis, che l'animo non mi caschi (come dice Homero) nelle
-Ginocchia. Non leggo mai di Nipheo, di Leucago, di Ligeri, di Clonio,
-di Thymete, di Agenore, di Bellorophonte, & di Seleuco, che tutta
-non mi sbigotisca per esser morti cadendo da cavallo. Fate a mio modo
-sorella carissima, non vi montate piu, andate piu tosto a piedi, anzi
-boccone, & se mi amate, overo credete che io ami punto voi, oprate di
-sorte che non si sentano piu di voi cotai novelle: state sana. Da Roma
-alli IIII. d'Ottobre.
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-EMILIA CONTESSA DA GAMBERA A M. CLARA BURLA.
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-Alli passati di venne nova che andando un gentil'huomo Lombardo alla
-caccia, un porco l'haveva morto. subitamente mi ricordai di vostro
-figliuolo, che n'è tanto vago, & incominciai a temere molto in suo
-servigio. Deh fate (vi prego) che di lui se possibile è non si senta
-tal nova: bastici d'un Adone, d'un Idmone, d'un Bruthe, & d'un'Anceo,
-da Porci stratiati et morti: scongiuratelo per il ventre, & per il
-latte materno, che rivolga l'animo suo a piu honesti studi, dove
-l'ingegno insieme col corpo si eserciti & lasci altrui si laborioso et
-pericoloso esercitio. Di Viruola alli III. di Febraio.
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-MARGHERITA POBBIA A M. MARGHERITA GORA COMADRE CARISSIMA.
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-Mai piu (se io campassi piu di Mattusalemme) mi lascio condure in
-simili luoghi dove alli di passati vostra sorella mi condusse senza
-far provisione di vettovaglie, non già se credessi di doventar Reina
-di Francia. Credei veramente morir di fame & di sete si come leggo
-esser morti Pausania, Sisigambi, Cleante, Gabino, Silino, Neocle,
-& Euristene: questo v'ho io voluto scrivere, acciò non vi lasciate
-imbarcare senza biscotto; so ch'ella non ha altro in pensiero che di
-condurvici: guardatevene, ne dite poi, che non ve n'habbi avisata; ma
-non li dite giache io ve l'habbi disuaso, non lo fate per quanto amore
-mi portate: essa vi è sorella, & per conseguente so che la conoscete,
-l'è tanto iracunda che non si puo esser piu. Di Como alli VIIII.
-d'Aprile.
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-MARGHERITA ZAFFARDA ALLA S. LEONORA VERTEMA.
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-Quanto mi doglio che essendo si mal disposta, vi siate condotta ad
-habitare in luogo poco sano, dove non vi possiate prevalere ne di
-medico, esperto, ne di alcuna giovevole medicina: hor qui penso io per
-l'amor che vi porto di soccorrervi con utilissimi ricordi; & per la
-prima cosa di che vi avvertisco si è che pogniate cura che li meati del
-corpo vostro non sieno ne molto aperti, ne molto chiusi: ne frutti,
-ne herbe vi sieno in molto uso, ma molto piu parcamente mangiarete
-& latte & pesce & quando pur vi occorrera mangiarne non vi si scordi
-mangiarli col mele: condirete i cibi humidi & grassi con le cose acre
-& aromatiche. Non vi curate punto di mangiar ogni giorno carne, acciò
-che non vi si generi nel corpo una prestissima putrefattione pensate
-pur che non senza causa Porphirio, mosso dalla Reverenda autorità de
-Pithagorici, & d'altri Antichi philosophanti, detestò il mangiare de
-gli animali certa cosa è che gli huomini avanti al Diluvio, non ne
-solevano mangiare: godete con grande moderanza li cibi di complessione
-molto secchi, & piaccianvi quelle vivande che sono mezane tra le secche
-& le humide; benche Avicenna per schivar la canutezza preferisca i cibi
-di natura secchi alli molli: schivate i cibi eccessivamente freddi &
-eccessivamente caldi, & abbracciate quelli che sono caldi & insieme
-humidi, non schiferete di mangiar carne ò sangue di porco come gia
-solevate fare, ma confortata dall'autorità di Galeno et anche per una
-certa natural similitudine qual essa suol haver con la nostra carne la
-lasciarete venir sulla vostra reale & splendida tavola ne vi scorderete
-che alla vita longa giovi il mangiar di piu vivaci animali (pur che
-giovanetti sieno). Fugite il sonno di mezzo giorno (se astretta non
-siete da gran necessità) ricordative del detto Plautino, Heu tu non est
-bonus homini somnus de prandio. Non voglio dimenticare di avvertirvi
-che facciate nodrire quei animali che mangiarete de cibi eletti,
-raccolti in luoghi dove i venti temperati raserenano et dove i raggi
-del Sole danno dolce fomento. quanta differenza è di luogho a luogo
-ve lo dimostra il persico ilquale in Persia è veleno, & in Egitto è
-molto amico al cuore: ve lo puo dimostrar l'Eleboro, che si riceve
-in Anticira senza nocumento, & altrove è si mortale: procurate che
-l'habitatione vostra sia riposta in luogo alto & che risguardi mezzo
-dì et l'oriente, sotto un'aria sottile, ne humida, ne fredda: bastevi
-quanto v'ho scritto per hora: occorrendo d'haver fidati messi, non
-mancherò di darvi de gli altri ricordi, non men'utili, delli predetti.
-State lieta. Di Mantoa alli X. d'Aprile.
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-LAVINIA SFORZA CONTESSA DI BORGO NOVO A M. ISABETTA MOSCARDA.
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-Acerbissima m'è paruto la trista nova che alli di passati ci venne,
-che vostro fratello si fusse cosi infelicemente annegato, & sel non
-fusse stato, che alli di passati avida piu del solito di studiare,
-mi chiusi nella mia libraria & ritrovai leggendo tanti & tanti dalle
-acque con gran dolore di suoi congiunti assorbiti; mi sarei a fatto
-a fatto per amor vostro disperata. Lessi in Propertio, in Giovinale,
-& in Ausonio qualmente Hila figliuolo di Theodamante, andando per
-attingere acqua, si annegò con tanto dolore di Hercole che il maggiore
-non si potrebbe imaginare. Lessi in Virgilio come Oronte, rovinata che
-fu Troia, venendo in Italia con Enea si annegò insieme con Leucaspi.
-Lessi in Martiale, che andando Cerelia a Baia, si sommerse per ria
-fortuna. Lessi in Statio, essersi annegata Sapho: lessi in Ovidio, che
-Tiberino Re, si affogò nel Tevere & dalla morte sua li dette il nome,
-chiamandosi prima Albula: lessi in una Tragedia di Seneca, che Icaro
-cade nelle acque & ivi terminò con grande angoscia del Padre Dedalo
-i giorni suoi. Lessi in Valerio Flacco che Inno con Melicerta s'erano
-sommersi. Lessi in Livio, come di Naufragio morisse già C. Marcello,
-essendo mandato à Masinissa in Africa. Lessi in Sex. Aurelio di simil
-morte esser mancato Decio Imperadore, essendo prima vinto da Gotti.
-Lessi in Plutarco di Rosana concubina di Alessandro. Lessi finalmente
-che il mare Egeo non per altra causa fusse cosi chiamato, che per
-esservi morto dentro Egeo, et cosi fusse detto il mare Eritreo dal Re
-Eritra, l'Elesponto da Elle sorella di Phriso: il mare Icareo da Icaro:
-& il Mirtoo da Mirtilo carrettiero di Enomao: il mar Tirreno da Tireno
-Re de Lidi, l'Esperio dalle fanciulle Esperide, l'Anieno da Anio Re
-de Thoschi. Queste cose mi consolarno maravigliosamente, & ferommi
-rasciugar le lagrime, acquetaronsi i sospiri, & i singhiozzi che
-duramente m'havevano suffocato il cuore: cosi prego Iddio avenga a voi,
-& quella pace n'abbiate tosto che merita la rara vostra bontà, alla
-quale & giorno & notte mi raccomando. Di Piacenza alli III. di Febraio.
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-LA CAVAGLIERA LUZAGA VEDOVA ALLA S. CAPRANIA ROSELLA.
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-Son astretta di ammonirvi d'un diffetto che'l mondo vi accusa, che è
-dell'esser sopra tutte le femine della contrada vostra invidiosa: Deh
-vi prego carissima sorella non macchiate tante buone parti, quante
-voi havete, con questo pestifero morbo d'invidia: sovengavi che Aiace
-Thelamonio havendo invidia che le arme di Achille fussero date in
-premio a Ulisse, fatto perciò furioso se stesso amazzò: infami divenero
-al mondo per l'invidia, Dedalo amazzatore di Telen Suo caro discepolo,
-Drance per haver invidia alla gloria di Turno, Hiarbita Mauro, Bauto &
-Mevio: non è veramente l'invidia qualita degna del vostro gentilissimo
-petto: non so gia io come l'ardisca di stare fra il coro di tante &
-tante virtu che sono in voi. scacciatenela adunque ne ve la lasciate
-piu entrar nell'animo: non vi ho voluto diffusamente trattare delli
-incommodi nati dalla invidia; per conoscervi lungo tempo nelle storie
-dotta & esperta: vi supplico bene per quell'ardente amore qual v'ho
-sempre portato, à far di modo che piu non si odano di voi cotai
-rumori. se le vostre vicine hanno de beni di fortuna piu copiosamente
-di voi, non ve ne affannate punto, ma piu tosto considerate quanti
-bei ornamenti v'habbi dati Iddio senza esserne voi pur un tantino
-meritevole. Iddio vi guardi da male, da Isè alli XII. d'Aprile.
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-TADEA CENTANA.
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-Ho letto piu di una fiata la vostra artificiosa & facetissima Comedia.
-& mi credei certamente morir, delle risa, si come legesi esser morti
-Chilone Lacedemonio & Diagora, quando io giunsi a quelle astutie
-servili da Pandaro servo. fatte: hora (vi prego) che io veggia la
-Tragedia qual havete incominciato, perche spero torrete la palma
-di mano al dotto Sperone, et al consumato Trissino: non mancate di
-mandarmela quanto piu tosto vi sie possibile (se mi amate, ò vero se
-punto vi persuadete esser da me amata) Domani me ne vado alla villa &
-ne meno con esso meco il choro de le Muse, se vi piacerà di venirci,
-fatemelo sapere, che vi manderò compagnia tanto faceta che confesserete
-esser vero il Mimo di Publiano COMES FACUNDUS IN VIA EST PRO VEICULO;
-appresso vi mando il commento che alli di passati mi fu di Francia
-mandato: credo ch'egli vi debba sommamente aggradire: godetelo fin che
-ritorno & sel vi verrà voglia di villeggiar con noi, portatelo con esso
-voi; di Vinegia alli VI. d'Aprile.
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-CECILIA AGNELLA ALDEGATA A M. LAURA R.
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-Io v'hò piu volte avisata che schivar volessi la prattica di alcune
-male persone le quali dal lato vostro mai ò di rado non si partono;
-ne senza ragione ve n'avisava havendoli conosciuti di tal qualita che
-a guisa dell'Aconito sol col tatto avellenare & uccider possono: non
-vi lasciate rimovere dal mio Consiglio per la faceta lor natura ma
-ricordatevi esser piu tosto da ricercare & da ritenere le cose utili
-anzi che le gioconde et delettevoli il che ne fu dato ad intendere
-per la vecchia usanza di quelli che con le quadrige combattevano in
-campidoglio nelle Ferie latine, dove il vincitore haveva una Coppa
-piena di absintio: veramente in niun'altra cosa doveremo noi esser piu
-diligenti che in imparare il modo del viver humano, & come reggere ci
-dovemo per non inciampare. & per non entrare in qualche inestricabil
-laberinto quanta difficulta credete voi che sia in saper discernere li
-veri, dalli falsi amici? oh se noi lasciassimo alcuna volta da canto
-quelle occupationi che tanto intricate ci tengono et legessimo il dotto
-libro della natura, troveremo esserci quella una ottima maestra et
-perche credete voi ch'ella habbi fatto che quelle Sorbe che piu belle
-sono sieno a qualita velenosa piu soggette di quelle che men belle
-appaiono? non l'hà fatto per altro che per insegnarci esser piu dannosi
-i lusinghevoli amici che li asperi non sono: ma di questo parmi hormai
-d'havervene detto piu che à bastanza: Attendete a conservarvi in Sanita
-et quanto piu potete amatemi perche io amo voi al parangone delli occhi
-miei: il mio carissimo consorte vi saluta riverentemente & paratissimo
-all'honore et servitio vostro si offerisce. Di Mantova.
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-ISABELLA SFORZA ALLA S. ANGELA PICCOL'HUOMINI.
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-Vi hò molte volte scritto, che volendovi applicar alli studi, facciate
-elettione di quella sorte di lettere, che rendendo la mente piu sobria
-& l'animo fanno tuttavia doventar migliore. Se vietano i medici che non
-s'usi l'halicacabo, ilquale, quantunque giovevole & opportuno sia per
-fermar i denti, fa però impazzire chiunque lo adopra. perche non debbo
-anch'io cosi vietarvi a non applicarvi a quelli studi, che la lingua
-poliscono, & i buoni costumi infettano? non vi sbigottite, perche i
-precetti della Philosophia austeri & scabrosi vi paiano, ma pensate
-fra voi stessa, che si come l'aceto è al gusto mordace, giovevole però
-contra li serpentini morsi: cosi i decreti della Santa Philosophia
-parerci alle volte poco delettevoli, ma giovar molto, & opportunissimo
-rimedio recare contro le pestilenti passioni dell'animo: molte altre
-cose a questo fatto appartenenti vi direi, se non havessi certa fidanza
-di tosto tosto vedervi, & teneramente come sempre soglio abbracciarvi.
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-LUCRETIA MASIPPA A M. LA DUCHESSA DI VALENTINOYS GRAN SINISCALCA.
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-Ritornò (Valorosa Signora) alli di passati dalla corte del
-Christianissimo Enrico M. Francesco Beltramo, ilquale, divenuto novo
-Trombetta della virtù & singolar bontà di V. Eccel. hà talmente acceso
-il cuore di ciascuna donna, che insino allhora presente altro per tutta
-Lombardia non si desidera, che di servirvi, di amarvi (& se far si
-potesse senza nota d'impietà) di adorarvi. ma che dico io di ciascuna
-donna? anzi di ciascun valoroso Cavagliere. à tale che chiunque si
-sente haver nel petto lealtà di fidel servidore, ò valor di forte
-guerriero, desidera porsi nel servigio del potentissimo Re di Francia:
-& questo desiderio, non tanto nasce loro dalla liberalità & gratitudine
-Regale, quanto dalla amorevole protettione quale (per quanto s'intende)
-hà preso la bonta vostra della natione Italiana: Felice quel gran
-Re à cui per celeste sorte, è toccato d'haver presso di se donna che
-li faccia tal servigio che appena fare lo saprebbe un Coleggio de i
-piu perfetti Senatori c'havesse mai ò Roma ò la dotta Athene: ne men
-felici saremo noi donne se sapessimo imitar la destrezza del vostro
-divino ingegno, la perfettione del giudicio, l'integrità dell'animo,
-la sincerita della vita, la generosita del cuore, & la purità della
-conscientia laquale, (per quanto m'è riferito & dal sopradetto M.
-Francesco & da molti altri di non minor fede degni) fu sempre schiva
-di falsità, di simulationi, & di qualunque cosa indegna di donna
-che Iddio ami & i suoi santi giudicij tema. Hò posta S. Duchessa la
-penna su questa Carta et vi hò piu familiarmente scritto che non si
-convenia farsi all'altezza del grado vostro, date la colpa all'intesa
-et smisurata allegrezza nel cuor mio novellamente conceputa; qual
-non ho potuto mai raffrenare & sono stata sforzata (mio mal grado) di
-communicarla alla penna mia, accioche per il mezo suo pervenesse a gli
-orecchi di V. Ecc. & fra voi stessa tacitamente vi rallegraste; Iddio
-sempre ringratiando c'habbi piovuto sopra del capo vostro, tante,
-& tante Illustri gratie che se ne potrebbe arrichire tutto il Regno
-di Francia. non mi voglio dilattar piu del dovere: So che io scrivo
-a una grande et occupatissima Duchessa & a donna finalmente degna
-d'essere Imperatrice di tutta Europa: farò adunque fine al scriver mio,
-pregandovi ad havermi con le mie figliuole per humilissima vassalla &
-obedientissima serva. Iddio nostro S. sia sempre la guardia vostra & vi
-essalti sopra il choro delli Agnoli insieme col Felicissimo Enrico. Di
-Vinegia alli XXVI. di Decembre nel M.D.XLVIII.
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-FRANCESCA RUVISSA ALLA S. D. ISABELLA BRESEGNA.
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-Quanto piu vi verrano a noia le cose temporali: tanto piu vi si
-accendera il cuore dell'amore eterno: attendette pur tuttavia
-come incominciato havete a darvi in preda alla sacra philosophia,
-dellaquale, se vi sentirete ritrar dalla corporal cura, sentirete
-anchora per il suo mezo accrescervi il vigor del'animo: la soglio
-io per tanto alcuna volta rassimigliar al nasturtio, ilquale, (per
-il parere de curiosi phisici) aguzza l'ingegno, et rende il corpo al
-generare inetto & indisposto: questa è: Figliuola mia la vera scala di
-salir al cielo: insegnaravi questa evangelica philosophia alla quale si
-di buon cuore vi essorto quel che non potrebbe ne la scuola Socratica,
-ne la Pithagorica: qui, qui & non altrove, imparerete à sprezzar voi
-stessa, & ciò che di buono in voi havrete, rifferirlo a Dio auttore &
-donatore de tutti i beni: se con humiltà trattarete la sacra scrittura,
-& non ambitiosamente (come hoggidi molti fanno) havrete per vostro
-maestro lo spirito Santo: non vi pentite dolcissima figliuola d'esser
-per cotal mezzo intrata nella via d'Iddio: anzi tenete per cosa certa
-che non ve ne fusse alcuna altra migliore ne piu sicura: affrettative
-pur di caminar à quella celeste Gierusalemme, per che i giorni son
-brievi. non vi fermate punto, ma animosamente armata di fede, & di
-speranza caminate: Soleva dir il beatissimo S. Bernardo che la via
-d'Iddio era tale; che chi non caminava sempre avanti, ritornava a
-dietro: ne altro dico: Nostro S. ci aiuti tutti & ne conduchi à vita
-eterna. Di Vinegia alli XX. di Marzo.
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-GIULIA TRIVULZA MARCHESANA DI VIGEVANO A M. LUCIANA MALATESTA.
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-Per questa mia, vi faccio sapere che Alessandro vostro è risanato,
-& per quanto mi dicono & li medici & li servidori insieme, gli è
-sopravenuta questa infirmità per soverchio mangiare & per ismoderato
-bere & (se l'è vero quel che m'è rifferito) credo io che la voracita
-di Archesilao Pritaneo, di Domitio Aphro, di Septimio severo, et di
-Valentiniano fusse nulla anzi una somma parcità rispetto a quella di
-costui, che mai non si vede satollo: pare habbia un Lupo nel stomaco,
-pare habbi una spongia in gola: & che si credono costoro di fare?
-pensano forsi d'esser nati al mondo sol per consumarci le vettovaglie?
-avvertitelo adunque amorevolmente à tener vita piu regolata ch'egli non
-tiene, essortatelo con le vostre savie lettere all'esser piu temperante
-& moderato ch'egli non è: io dal mio canto non manchero di essortarcelo
-fin che egli stara in questi vicini luoghi: ben che alle volte, per
-scuotere il giogo che ci hanno posto gli huomini tirannescamente al
-collo, vorrei che tutti fussero di cotal natura: ne so piu espediente
-via à riparare alla servitu nostra. state sana et amatime: da Mallè
-alli VIII. d'Ottobre.
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-LUCRETIA MASIPPA ALLA S. TADEA CENTANA.
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-Hieri venne a me M. Hortensio et dissemi ch'egli credea che foste un
-capo senza lingua, imperoche essendo nelle vostre case venuto, mai vi
-udi favellare, & pur havea gran voglia di udir uscir da si bella bocca
-parole corrispondenti: Io vi ricordo S. Tadea anchora che il silentio
-sia l'ornamento delle donne, disdirsi pero l'esser totalmente mutola:
-si deve favellare alla presenza de valent'huomini ma con modestia
-pensando & essaminando prima le parole, avanti che vi eschino di bocca:
-Fa di mestieri havere la bocca nel cuore, & non il cuore, nella bocca:
-escanvi le parole vostre con donnesca piacevolezza & non imitate quella
-buona creatura, laquale quando vol dir mezza parola, tutta si commove,
-et par che habbi da partorire un Elephanto. v'hò voluto di questo
-avisare perche mi hà detto ch'egli voleva visitare M. Francesca, non
-gli date occasione di mormorare per che l'hà una lingua diabolica,
-porrebbe fuoco nel pozzo; non potreste credere quanto l'è sdegnoso et
-come tosto si adira, se del continuo non è vezzeggiato à guisa d'un
-Bambino. state sana.
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-LUCRETIA MASIPPA ALLA S. MARTA VANNUCCI.
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-Se siete come mi scrivete risanata da quei colpi che amor vi dette
-togliendo per istrumento i rilucenti occhi di M. Girolamo .P. attendete
-a conservarvi in sanità, & ramentative di quel che disse Seneca che
-niuna Ferita piu facilmente torna a rinverdirsi di quella d'amore.
-Havete hormai con vostro gran danno provato pur troppo a bastanza
-quanto sia grande la sua forza & come legati ci tenga con invisibil
-catena (benche non insensibile) havete veduto come duramente tratti
-chiunque se li fa vassallo facendolo divenir inconstante, maninconico,
-iracondo, cieco, pieno di querele, & al creder facile. Non deverieno le
-persone savie come vi tenete voi, amare si smisuramente le cose che non
-si veggono, ma quelle sol che non appaiono, imperoche il vero amore si
-è amar Iddio: hor mentre siete stata amante d'huomo carnale & caduco,
-evi paruto amore altro che un celato fuoco, una grata ferita, una dolce
-amaritudine, un delettevole veleno, un piacevol morbo, un giocondo
-supplitio, & una lusinghevol morte? Credetelo à me che amore non
-procede ne dalla natura, ne dal fatto, ma dalla vostra leggierezza &
-dal vostro debol giudicio: fuggitelo adunque per l'avenire meglio, che
-non havete per il passato, mutate luogo (se bisogno vi sia) schivate di
-vedere il volto del male amato giovane: & occupate la mente, & i sensi
-vostri in facenda di maggior importanza: pensate alcuna volta al fine,
-& quanto sia egli brutta cosa: pensate similmente che non senza buona
-ragione. Commandasse Archiloco Lacedemonio che li libri che d'amor
-trattavano fussero publicamente arsi: ne piu mi dilato in tal cosa,
-sovenendomi di quel latino proverbio ICTUS SAPIT state lieta, amandomi
-di cuore. Di Vinegia alli XX. d'Agosto.
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-TADEA CENTANA ALLA S. LIVIA CARAFFA.
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-Hò inteso che sendo ito il vostro maggior fratello alla caccia, era
-alli di passati con gran dolore & dispiacere di chi lo conosceva
-stato da uno Orso ucciso: non vi saprei giamai ridire quanto affanno
-n'hebbi et per amor suo, & per vostro sentito: hor mentre di ciò mi
-lagno & mi querelo, vennemi chi porse refrigerio al mio dolore, &
-questo fu il ricordarmi de molti cavaglieri & per sangue & per virtù
-Illustri, liquali da diversi animali uccisi, dolenti per essi lasciati
-ci havevano: Sovennemi d'haver letto presso di Pausania che Millone
-fusse da lupi mangiato: Basilio Macedonico Imperadore fusse amazzato
-da un Cervo mentre li dava la caccia: Ho letto nelle greche storie
-qualmente Cratis sibaritano fu da un becco per gelosia mentre dormiva
-presso de la mal amata Capra con le corna svenato: Scrive Antipatro di
-Tarso che Gatis Reina della Siria la quale, fu poi chiamata Atergate fu
-data da manicare a pesci: Ho parimenti letto che Hattone Arcivescovo
-di Maganza fu nel Reno mangiato da Topi non senza gran sospitione di
-vendetta divina poi che finse di voler dar la limosina ad una gran
-moltitudine de poveri & poi rinchiusi in un granaio tutti senza haverne
-alcuna pietà gli fece miserabilmente ardere Euphemia vergine Illustre
-& figliuola di Philophrone Senatore fu mangiata dalli leoni Revocato
-& Felicita incliti di Christo martiri furono amazzati da leopardi. La
-memoria di questi essempij m'hà consolata & cosi piacerebbemi che da
-voi stessa con simile ricordanza vi consolassi: dovereste pur esser piu
-che certa che qua giù non si fa cosa veruna senza la volunta di colui
-che il tutto fece, & che il tutto regge & sempiternamente governa:
-dative pace hormai dolce signora, poi che per le vostre lagrime et
-per li vostri cordogli a vita rivocar non si puo & qui faccio di
-scriver fine, à voi del continuo raccomandandomi & a darvi di ciò che
-di sinistro vi accade patientia, essortandovi. Di Vinegia alli XX. di
-Marzo.
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-MARTA STELLA BARBISONA ALLA S. CONTESSA THEODORA B. MARTINENGA.
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-Hora per isperienza veggo esser vero: niuna cosa potersi ritrovare
-piu acuta della calunnia, poi che una signora si savia si prudente
-& che si ottimamente in ogni luogo, in ogni tempo, & in ogni fortuna
-si è portata s'ha lasciato dare ad intendere & non so da cui che M.
-Hortensio habbi di lei parlato men che honorevolmente: come vi havete
-voi lasciato ciò persuadere havendo il testimonio della sua scrittura
-in contrario nella quale al mondo vi publicò già per un singolar
-ornamento dell'ordine vedovile? ne si contentò di lodar la vostra
-molto illustre persona, ch'egli parimenti lodò con la sua dotta penna
-la vostra villa di Conceso, & in verso Heroico l'haveva incominciata
-a descrivere: Non mostraste gia voi la solita vostra prudentia (&
-perdonatime) poi che tanto a noia vel recaste essendovi prima paruto
-di si dolce conversatione, & de si amabili costumi ne sol dimostrasti
-di odiarlo piu che non odia la grue il falcone: ma li mancasti anchora
-d'una picciola promessa che li havevate fatta: hor perche non mostraste
-voi qua la vostra singolar prudentia & quel maturo giudicio tanto
-da lui lodato? perche vi provocaste voi contra si facondo Poeta?
-non vi soveniva forsi haver scritto Horatio VATUM IRRITABILE GENUS?
-non vi soveniva forsi haver lasciato Platone per unico precetto,
-che non ci facessimo nemici gli poeti? se per niuno altro rispetto,
-lo volevate tener nel numero de vostri piu cari benvoglienti ce lo
-dovevate almeno tener per esser egli tanto amico della poesia. Non
-sapete voi che la poetica è da Plutarco tenuta per il vero fonte di
-qualunque buona disciplina & chiamolla già in piu d'un luogho per la
-sua rara vaghezza Pittura parlante: fu pur grande errore il vostro,
-a farvelo nemico, senza niuna sua colpa & senza niuno suo demerito:
-foste pur troppo facile a credere a chi mosso d'invidia vi riportò di
-lui male, & esso mi parve pur troppo humano et troppo cortese, a non
-isfogar mai ne con satire, ne con iambici l'ira sua, & a non mandar
-fuori il sdegno contro di voi meritamente conceputo. Voi l'offendete
-stranamente riportando di lui male alla S. D. Leonora, laquale gli lo
-fece intendere pel mezzo della S. Violante Mauritia & pur benignamente
-vi comportò sempre & di tutta questa virtuosa sofferenza ne fu cagione
-sol l'amore, & la riverenza che al vostro venerabil volto portava: ne
-furono anchora in buona parte cagione le grate accoglienze che voi gli
-faceste quando venne a Conceso in compagnia del gentilissimo spirito
-M. Marco buona: soviemmi che il di seguente mi venne a visitare, ne
-si vedeva satollo di predicar l'humanità vostra & di essaltar le dolci
-maniere con lequali il trateneste: questo v'ho io voluto scrivere acciò
-vi guardiate di commettere cotai errori liquali nel vero troppo si
-disdicono alle vostre divine qualità. Da Manerbio alli XX. d'Agosto.
-
-
-NICOLAA TROTTA A CLARITIA QUANTO SORELLA.
-
-Mi chiedete con molta instanza che io vi dia qualche util consiglio poi
-che al tutto siete disposta di volervi innamorare: per mio consiglio
-adunque eleggerete l'amante vostro virtuoso & modesto, ilqual non
-sia ne vecchio ne giovanetto molto, imperoche gli vecchi sono del
-tutto inetti alli amorosi spassi, & li giovani sono quasi tutti
-mal patienti, troppo frezzolosi, sospettosi, sdegnosi, vantadori:
-& certamente considerando io tante male qualità giudicherei meglio
-d'amar il vecchio anzi che il giovane, nelquale, piu tosto si spenge
-amore che non si accende. Non vi impacciate di huomo ricco imperoche
-sogliono gli huomini facultosi comprar l'amore, & non corrispondono mai
-ò di rado nell'amare & potendosi con molte trarsi le voglie, di rado
-anchora avienne che osservino altrui fede. Oltre che sempre hanno per
-viva forza del lor segreto amore mille domestici testimoni: schivate
-gli huomini ociosi, & senza alcuna industria, perche questi sogliono
-pigliar l'amore, per uno essercitio & per un'arte: non vi sottoporete
-ne anche a contadini, per esser cosa troppo indegna. Di Ferrara.
-
-
-SIBILLA SEVA TOLOMEI A M. L. R.
-
-Oh quanto havete voi ben fatto a non ritrovarvi alli di passati nella
-città nostra poi che fu da cavalli per commandamento del Re stratiato
-un sfortunato gentil'huomo nato Conte di Monte Cuccolo nelle montagne
-di Modona & nelle nobili conversationi nodrito: n'hebbi per certo
-gran dolore, & sovvennemi allhora del bello Hippolito, dell'infelice
-Glauco figliuol di Sisipho. Vennemi allhora in memoria quanto per
-adietro letto haveva presso di Livio di Metio suffetio: & disse fra
-me stessa che destino fu mai quello di Diomede Re di Tracia ilquale
-fu da Hercole dato a sbranare alli istessi cavalli da lui di humana
-carne si lungamente pasciuti? corsemi alla memoria in quella istessa
-hora che lo vidi porre nelle mani del Manigoldo, d'haver letto nella
-vita di Temistocle da Plutarco diligentemente scritta, come Neocle di
-Temistocle figliuolo morì d'un morso che un cavallo li dette. Ricordami
-di Comminio falsamente da Gidica matregna di Stupro accusato, & da
-cavalli crudelmente lacerato: cosi anchora mi ricordai di Limone
-Farasuella, & di Abdero & di Pirecme Re di Euboia: hò sempre da
-quell'hora havuto in odio tutti quelli che vanno a vedere si crudeli
-spettacoli dove altro non s'impara che ad incrudelire: pregate Dio ci
-guardi da pericoli & del continuo ci tenga la mano in capo sono pur
-imperscrutabili li giudicij divini: ma non voglio per hora intrar in
-questo pelago, perche non ne saprei a mia posta uscire: state sana. Di
-casa nostra.
-
-
-MARTIA PIACENZA BENVENUTI ALLA S. MARGHERITA TRIVULZA.
-
-Non vi doveria già accadere alcuna consolatione per esser stati
-biasmati gli vostri scritti da chi forse non li intendeva. questo non
-vi deve dar noia imperoche voi non gli scriveste per guadagnarvi il
-pane che n'havete (la Iddio mercè) da darne ad altri: non scriveste
-per acquistarne loda sendo la virtù di se stessa contenta, senza premio
-cercar di gloria, scriveste sol per fugir l'otio nemico capitale della
-donnesca pudicitia & scriveste per essercitar l'intelletto accioche
-ruginoso non divenisse come veggiamo divenir il ferro quando non
-è dal fabro posto in esercitio. se hora altri si muove à biasimare
-gli vostri belli componimenti, che ce ne potete voi fare? come li
-potete voi rimediare? puote forsi riparare Platone che biasmato non
-fusse di esser nell'ordine poco distinto? puote riparare Aristotele
-di non esser per la smoderata sua oscurità chiamato Sepia? puotero
-oviare Empedocle, Anasagora, Democrito, Leucippo & altri tanti che
-dall'arogante Aristotele tassati non fussero? Puote Virgilio rattenere
-altri che non lo notassero di poco ingegno & non lo chiamassero
-apertamente usurpatore dell'altrui fatiche? non pare a M. Tullio che
-spesso dorma Homero? non rimane M. Tullio alcuna fiata poco sodisfatto
-di Demostene? non è accusato Tullio dell'essere troppo ridondante,
-lento nelli principij, ocioso nelle digressioni, tardo nel commoversi
-& rade volte riscaldarsi? fu reputato Senophonte troppo slombato. ha
-forsi potuto Livio con la sua candida eloquentia far dimeno che le
-sue divine concioni non sieno state da Trogo Pompeio dannate? che ne
-puo far il povero Plauto se ad Horatio non piace & a Lucillo pare
-incomposto? Se l'è stato morduto Plinio (che fu al scriver molto
-accorto) di non haver ben digerito cio che scrisse, & è rassimigliato
-ad un torbido fiume, potete ben sofferire con patientia se anchora voi
-siete stata tassata di soverchia abondantia è condennato Ovidio quel
-chiaro lume di Sulmona, non puote Salustio tener la lingua ad Asinio
-Pollione che troppo affettato non lo chiamasse. non puote Terentio con
-istrema fatica frenar la lingua a suoi maledici ch'egli fu costretto
-pervertire l'ordine de suoi prologhi: non puote tener la lingua Seneca
-a molti, liquali dicevano che li suoi componimenti erano come l'arena
-senza calzina. & voi crederete di andarvene senza acqua calda a questi
-tempi ispetialmente dove sono tanti giudiciosi? Non si puote contenere
-S. Gieronimo di non lacerar Ambrogio (è quel irrefragabil dottore) &
-di chiamare i commentari ch'egli scrisse sopra San Luca pure, ciancie
-in diversi luoghi dandogli nome hor di Corbo, & hor di Cornacchia.
-Il medesimo non si rattemperò di affermare haver letto nelle pistole
-di S. Agostino alcune cose heretiche. Se adunque l'invidia non
-perdonò a queste si chiare & illustri persone, come perdonera ella
-a voi che siete di minor fama, & di minor riputatione? Fu infinita
-l'invidia ch'era tra Platone et Senophonte, & videsi chiaramente poi
-che scrivendo di simili cose, hanno sempre Socrate in bocca & una sol
-volta l'un dell'altro fa tepida mentione. Le parole di Eschine dette
-a Socrate Platone per odio a Critone le attribuisce. Considerarete
-anchora meglio quanto regnasse già per altri tempi (quai migliori
-riputiamo) l'invidia, poiche M. Tullio facendo memoria d'infiniti
-oratori sol d'uno ò di dui, al piu, fece mentione: considerate se
-questo morbo d'invidia puote in Quintiliano; poi che sotto silentio
-trapassa quasi tutti i scrittori dell'età sua & di uno tace il nome,
-affermando ch'egli fusse la gloria di quel secolo: ne altro dico per
-consolarvi: se pur tuttavia vi attristate che i scritti vostri non
-sieno aggraditi a ciascuno, poi che ciascuno non ha il vero gusto delle
-perfette cose & l'invidia suole accecare la maggior parte de mortali,
-quelli ispetialmente che di piu alto spirito & di piu generoso cuore
-al mondo appaiono. State sana & non vi tribolate. Da Crema alli XV. di
-Marzo.
-
-
-DIANA DE CONTRARI ALLA S. VERONICA DELLI ARMELINI.
-
-Ho risaputo da piu d'un messo che essendo vostro marito ito alla sua
-villa & volendo per suo trastullo salire un pero, della scala era
-caduto & incontanente morto d'il che fuor di ogni misura vi dolete:
-per il che mossa da carità christiana & da particolar affettione
-causatami dalla vostra rara virtu & singolar piacevolezza mi sono
-posta a consolarvi per lettere, quando presentialmente non m'è lecito
-di farlo. Pregovi adunque a sofferire patientemente questa sciagura
-poi che vostro marito non è il primo che per tal accidente habbia
-terminato i giorni suoi: Elpenore compagno di Ulisse sendo fatto ebro
-de laqual cosa Martiale fede facendo, scrisse. Pene imitatus obit sævis
-Elpenora fatis, præceps per longos dum ruit usque gradus. Philostrato
-ancora sendo ito alli bagni di Sessa, cadde da una longa scala & finì
-i suoi giorni. Scrive Plinio nel VII. della sua naturale historia che
-Asclepiade medico Prusiense sendo molto vecchio in cotal modo finì la
-vita sua: habbiate (vi priego) pacientia cosi ha voluto Iddio et alla
-sua volontà niuno per robusto ch'egli sia pò resistere. Io non mancherò
-di pregare & di far pregare altri il magno Iddio c'habbi di lui pietà
-& li doni la sempiterna requie: fra tanto vivete lieta & pensate
-di rivederlo quando nell'ultimo giorno, saremo dall'angelica tromba
-risvegliati. Di Mantova nel nostro monistero alli XIIII. di Maggio.
-
-
-VIOLANTE DA CASTELLO A M. LIONELLA ROSSA.
-
-Non vi dovete dolere, ma ralegrarvi piu tosto che vostro fratello qual
-unicamente amavate, sia morto dalla saetta, ch'altro nel vero non è,
-che un morire per la mano di Iddio: cosi morirno Encelado, Tipheo,
-Phaetonte. Capaneo, Salmoneo, Tullo Ostilio, Esculapio, Adimanto, &
-Zoroaste: mostrate hora la fortezza del petto vostro, voi, che foste
-sempre da tutti chiamata non donna, ma virago, per haver sopra ogni
-fede et valore et ardir virile; chi è colei che non sappia far del
-bravo quando niuna occasione da dimostrar fortezza ci è proposta?
-dovereste ringratiar Iddio che sporta vi sia si nobil materia di
-farvi conoscere per donna di forte animo et di robusto spirito: a che
-preposito versar tante amare lagrime? mandar fuori tanti sospiri, &
-inghiottir tanti singhiozzi? questa non è cosa che a voi si convenga
-armata essendo de tanti precetti & philosophici, & evangelici: a
-qualche debole feminuccia si conviene che ad altro non sia avezza che
-a tessere, et a filare: state lieta et amatici. Di Ferrara alli X.
-d'Aprile.
-
-
-THEODORA FISOGNA CALINI A M. LVCRETIA P.
-
-Se vostro marito è stato avelenato in tempo che voi pensavate
-di goderlo con maggior dolcezza, bisogna che vel sopportiate
-pacientemente, peggio certo farebbe che egli fusse stato per mano
-di crudel manigoldo impicato, almeno per questo (se non per altro)
-doletive ne meno ch'egli ha sendo huomo di privata conditione scorso
-fortuna tale, qual scorsero gia molti di suprema dignità dal mondo
-ornati. Fu avelenato Diocletiano doppo'l Ventesimo anno del suo
-imperio: Claudio Imperadore Lothario Re de Galli: Lodovico quinto &
-Antiocho furono avelenati dalle proprie mogli. L'è stato trattato da
-grande, poi che tutti i grandi, ò almeno la maggior parte, di veleno
-muore: non voglio dire de moderni per non provocarmi contra l'odio de
-molti, che gia dettero sospitione di essere ottimi maestri di compor
-veleni dirò sol delli antichi che per veleno morirno, cominciarò da
-Clemente terzo, morto per opera di Enrico terzo Imp. poi da Carlo
-ottavo Re de Galli et dirò di Corrado Imperadore per il mezo de
-suoi medici corrotti et subbornati da Manfredo ilquale all'imperio
-succedette, Mori di veleno Papa Vittore. Costantino Imperadore:
-Enrico di Luzzemborgo (quel che successe all'Imperio doppo Alberto)
-Philopomene: Ladislao re della Puglia Antheri Re de Longobardi: Arato
-Duca de Sicioni: Alessandro Macedonico: Themistocle: Baudicea Reina de
-Britani, Cleopatra et altri tanti che non vi dico, per non parere che
-vi voglia dimostrare la diligentia c'hò usato in volger sossopra de
-molti historici: consolative con li addutti essempij et non piangete
-piu si dolorosamente come fate: dimostrate cosi in questo caso, come
-fate nelli altri, la fortezza del petto vostro: & amatime. Da Brescia
-alli XX. di Maggio.
-
-
-ISABELLA DI LUNA AFFAITA ALLA ILLUST. S. LA S. D. M.
-
-Ho ricevuto l'humanissime vostre lettere scritte con si dotta mano
-che mi parevano tante belle perle orientali: & a quelle rispondendo
-vi dico, che amandomi come sempre mi amaste, havete ragione di
-congratularvi con esso meco, et di rallegrarvi fra voi stessa,
-imperoche abbattuta mi sono in si gentile et gratioso consorte, quanto
-potesse chieder lingua o desiderar humano cuore: egli spira da ogni
-lato dolcezza, ne pate che io desideri cosa veruna che incontanente non
-l'habbia, anzi spesse volte perviene sollicitamente i desideri miei:
-Sentomi giunta a tal termine che non ho invidia alla piu fortunata
-donna che mai per alcun secolo fusse & questo, perche oltre il mio
-consorte, ilquale in ogni suo gesto amabilissimo mi si dimostra: ho
-due cognate la S. Cassandra & la S. Laura di tal qualità & di tal
-conditione ornate che potreste facilmente credere veggendole & udendole
-favellare che fussero dui Agnoletti di carne humana vestiti per mia
-unica consolatione & per farmi sentire in terra essendo qualche parte
-delle consolationi che nel paradiso da beati spiriti sentir si suole:
-ne altro in risposta delle vostre, vi dico, prego nostro signor Dio, vi
-faccia ogni giorno piu lieta & piu gioconda divenire, si come alla rara
-vostra bonta si converrebbe. Di Cremona alli XX. di Marzo.
-
-
-PHILENA AUGUSTA A M. TADEA LOSCA.
-
-Certamente voglio dir per l'avvenire, come soleva gia di Socrate che
-la natura habbi errato a non farci le finestre nel petto: se questa
-finestra hora ci havesi, voi non sospettereste di me, come sospettate:
-ma tutto questo disturbo mi nasce dalla nequitia de miei nemici, li
-quali hanno congiurato nella mia destruttione: & doppo molti mali che
-m'hanno fatto, non cessano tuttavia di minacciarmi: ma io ho speranza
-nel S. Iddio giusto giudice delle cose de mortali, che le lor minaccie
-haverranno in se piu terrore, che nocumento, & saranno simili a quei
-tuoni che vengono senza folgorare: fanno questi miei avversari verso
-di me, come fanno quelli li quali veggendo che li alberi tagliati
-germogliano et repululano, si risolveno di tagliarli le radici:
-vorrebbono pormi nella disgratia nostra, accio che a fatto a fatto
-io rimanessi estinta, et non mandassi piu fuori, ne ramo, ne fronda:
-pacientia, di tutto quello che Iddio vuole che io sofferisca. Di Roma
-alli XX. d'Aprile.
-
-
-ISABETTA AGNELLA A M. CORNELIA R.
-
-Io mi sono affaticata molto pel passato in dissuadervi amore, ne
-so veramente in qual cosa ponessi io mai tanto studio, ne tanta
-solicitudine usassi & cosi torno di nuovo a replicarvi che d'amor
-vi guardiate percioche egli ci fa sprezzar & le leggi et li giusti
-decreti: egli indusse gia a strema crudeltà Medea, Attreo, Progne,
-Clitemnestra & Silla: Divenne Theseo traditor & mancò della sua
-parola: per amore si puose Ercole (quel forte domator de Mostri) in
-servitù di Iole: Achille per amore che portava a Briseida ricusò di
-gir alla guerra: Philli si amazzò. Leandro affogossi in mare: fu dalle
-gloriose fatiche ritardato Ulisse, & effeminossi Aniballe per amore:
-Fu l'amore di Tarquino cagione che li Re fussero di Roma scacciati:
-Morissi Claudio in prigione. Rovinossi M. Antonio & non picciol danno
-ne sentisse Cesare: per amor Phineo accecò li propri figliuoli et molti
-savi tenuti, doventarno inconstanti & scelerati: & questa lettione per
-hora vi basti; studiate questo, & poi procederemo piu oltre se di amare
-isbigotita & al tutto spaventata non vi vedrò. Di Mantova alli XX. di
-Luglio.
-
-
-ANGELA B. ALLA SIGNORA DOROTHEA TIENE L.
-
-Perche mi dissuadete voi tanto che non m'innamori, che fugga amore,
-et che mi guardi d'amore? et chi è colui si fuor dell'intelletto che
-non confessi eccitarci l'amore alle gloriose imprese, farci civili,
-faceti, & ben parlanti? Pindaro non fece mai un mezzo verso sin che
-innamorato non fu: l'amore che portò Anacreonte a Batillo lo fece
-repentinamente doventar poeta: Non havrebbe ne anche Virgilio poetando
-poggiato si alto, se l'amor di Galathea non li traffigeva il cuore: non
-me ne sconfortate adunque tanto, anzi se saggia siete (come vi tengo)
-innamorative anchora voi, ne altro vi dico state sana. Di casa alli X
-d'Aprile.
-
-
-DOROTHEA TIENE L. A M. ANGELA B.
-
-Se v'hò sconfortata da seguir amore l'ho fatto con ottimo consiglio
-et di novo ve ne sconforto: hor guardate se possibil vi pare che mi
-persuadiate ad innamorarmi: La Figura istessa nella quale si dipinge
-amore, me ne spaventa & dell'amare con violenza mi ritira & perche
-pensate voi ch'egli si pinga fanciullo? non per altro, certamente che
-per dimostrarci non saper gli amanti quel che lor si convenga & di
-cose frivole dilettarsi: cieco poi, perche non ha in se ne consiglio,
-ne discorso, ne raggione: La benda che gli occhi li lega, ostinato
-appetito ci dimostra; fannogli l'ali per l'instabilità qual sempre seco
-hanno del continuo li infelici innamorati l'arco mi dimostra insidie.
-Il suo arco ci da ad intendere la perpetua concupiscenza: i quattro
-cavalli che lo tirano, ci rappresentano dolor, letitia, libidine, &
-timore: hor queste cose considerando io spesse volte fra me stessa
-(se nella mia cameretta sola mi ritrovo) viemmi voglia di fuggir amore
-lontano piu di mille miglia: ricordomi d'haver parlato gli anni passati
-con una innamorata, laquale, dove pensò di sentir gioia et di gustar
-infinita consolatione ha sempre sentito affanni, angoscie, et stremi
-dolori: cercò di cacciarlo con altro nuovo amore ma ingannata sempre si
-ritrovò, imperoche il vitio non si scaccia col vitio, ma con la virtu:
-state sana et amatime alli XIIII. d'Aprile.
-
-
-ISABELLA SFORZA ALLA S. TADEA CENTANI.
-
-Molte volte m'havete ripreso perch'io presti troppo fede alle
-Astronomiche scientie et io contener non mi posso che similmente non
-riprenda la durezza vostra poi che niuna credenza prestar li potete
-havendo di ciò tanti chiari essempi et nelle greche et nelle latine
-storie: Quando nel principio della guerra Peloponesiaca Pericle fu per
-far vela con l'armata ben'all'ordine, apparve si grande eclipse che
-mai la maggiore non si vide: allaqual cosa non volendo risguardare,
-ne farne stima, ma piu tosto schernire le celesti apparitioni fu
-cagione ne seguise alla patria prima & poi a tutta la Grecia l'ultimo
-suo sterminio. Non vi fu mai secolo alcuno, dove veduto non si sia
-che le buone fortune et le Rovine de Regni dalli diffetti de celesti
-lumi non ci sieno state manifestate. certamente l'è cosa di troppo
-pertinace animo il ridersi delle dimostrationi nella natura divinamente
-ordinate: dovete pur sapere che due sono le parti della dottrina al
-cielo appartenente, dallequali l'una dimostra le certissime leggi dei
-celesti corsi: l'altra è la divinatrice, laquale, ne fa ottimamente
-conoscere li miraculosi effetti delle stelle: la prima parte da veruno
-(che io mi sappia) non si niega, anzi utilissima da tutti si crede
-poi che in quella si contengono le diterminate misure delli anni, li
-Equinotij & i solstitij: Noi habbiamo in ciò il testimonio delle sacre
-scritture dove si legge ET ERUNT LUMINA IN SIGNA, TEMPORA, DIES, ET
-ANNOS ecco Signora mia che per questo divino oracolo: ci è comandato &
-l'osservare & il risguardare i movimenti de celesti pianeti: non penso
-si sia mai veduto alcun Ciclope, o d'altro fero barbaro, che notato non
-habbia li intervalli de li anni, & i spacij de i Mesi: non abbraccia
-la dottrina de celesti moti molte altre belle arti & ispetialmente la
-Geographia? Descendo hora alla divinatoria, da molti felici ingegni
-accerbamente perseguitata: ne mi moveno punto la Cavillationi che sotto
-il nome del gran Pico, vanno per le mani de studiosi calunniatori
-delle astrologiche divinationi: ma confermami nell'opinione mia il
-perfetto giudicio di Galeno ilquale dice esser cosa Sophistica il
-resistere alla manifesta isperienza & afferma vedersi molti effetti
-dalle stelle procedenti nelli elementi, ne corpi misti, nelle piante,
-& nelli animali: si come certi siamo esser caldo il fuoco & humida
-l'acqua, cosi parimenti sappiamo esser riscaldati i corpi dal Sole,
-& inhumiditi dalla Luna et sappiamo la cognitione di Saturno & di
-Marte in leone, causar & siccita & calidità. Io non comprendo come di
-questo ragionevolmente dubitar si possi (salvo se voi non volessi meco
-Sophisticamente procedere come faceva Anasagora volendo provare che la
-neve era negra) non voglio hora tanto philosophare che vi venga a noia:
-non mi sconfortate adunque piu per l'avenire da cotai studi perche
-perderete il tempo et state sana spero fra pochi giorni vedervi et
-farvi toccar con mano quel che per hora impedita da grave occupatione
-meglio esprimer non vi posso: dalla Sforcesca alli XX d'Aprile.
-
-
-LA CAVAGLIERA ROVATA ALLA ILLUST. S. LA S. N. R. R.
-
-Ho favellato a di lungo con la Contessa nostra Cavriola, et l'ho
-scongiurata per quella bontà che Iddio le dette fin nelle fascie et
-per quella virtu di modestia per laquale a tutte l'hore risplende, mi
-volesse dir veracemente le qualità del conte Giulio suo cognato, accio
-io potesti ben conoscere se l'era partito degno di vostra figliuola;
-laquale, doppo molti scongiuri m'ha detto non potersi ritrovare ne
-il piu leale, ne il piu cortese gentil'huomo & che beata si potrà
-tenere quella che per legittimo matrimonio sarà degna riputata de
-suoi congiungimenti: & cosi in vero pare anchora a me ch'egli sia:
-non mancate adunque di conchiudere perche non penso mai che seguir ve
-ne possa penitentia alcuna goderà oltre il consorte, la gentilissima
-conversatione d'una cognata rara al mondo, et in cui (senza punto
-mentire) dir si pò che le virtù morali, sieno naturali, tanto sono in
-lei ottimamente habituate: haverà un cognato pieno di tutte le buone
-qualità & pareralli d'haver in casa un'oracolo, si savie & accorte sono
-le sue risposte, si dolci & acute sono le proposte ne altro di questo
-vi raggiono, perche penso in brieve parlarvi a bocca & di questo, &
-d'altra cosa: non meno importante: state contenta, che Dio vi consoli.
-Da Rocca franca alli XX d'Aprile.
-
-
-MARGHERITA CONTESSA CAVRIOLA ALLA S. NOSTRA.
-
-Voi mi riprendete molto acerbamente perche data mi sia all'agricoltura
-et io di tal riprensione non poco mi maraviglio conciosia che
-niuna cosa ne vedere, ne imaginare si possa dell'agricoltura piu
-utile, piu delettevole, & al spirito nobile piu appartenente & se
-ne a me, ne all'istessa isperienza creder volete, credete almeno a
-Columella ilquale, nel suo primo libro preferisce la vita contadina
-alla cittadinesca, dalla quale n'escono fortissimi soldati: stavano
-li antichi Senatori a lavorar ne campi et arava Cincinnato quando
-dall'aratro tratto fu alla suprema dittatura Zappava Curio, inestavano
-li alberi molti de migliori Senatori che la Republica havesse et
-quel ch'era detto esser buon contadino, era ampiamente lodato: ne
-crediate S. mia che questo studio fusse solamente presso de Romani
-imperoche egli trappassò ad altre nationi, et fu essercitato con
-non minor sollicitudine et industria che da Romani si fusse. Non se
-ne sdegnarono Gerone: Philometro: Attalo: et Archelao: & quando mai
-non ci fusse nell'essercitarlo la delettatione, che vi è & non se ne
-trahesse l'utilità che se ne trahe. piacerebbemi ella però, per esser
-stata ritrovata da Cerere che donna fu come anch'io sono: & se non
-mel credete, legete cio che dice Virgilio nel primo della Georgica:
-PRIMA CERES FERRO MORTALES VERTERE TERRAM INSTITUIT & se non a me, ne
-a Virgilio credete, date almen fede a Ovidio il quale nel V. delle
-sue trasformationi scrisse PRIMA CERES UNCO GLEBAM DIMOVIT ARATRO
-PRIMA DEDIT FRUGES ALIMENTA QUE MITIA TERRIS ma quanto credete voi che
-migliorareste la vita vostra, et piu sana doventereste se in cotale
-esercitio vi ponessi: considerate un poco la mutatione c'hò fatto
-io poi che lasciate da canto le Delitie cittadinesche, alla coltura
-d'amenissimi giardini data mi sono: soleva havere un viso che pareva
-stampato di color di morte et hora paio un cherubino venuto novamente
-dal Paradiso: Soleva sputacchiare, tossire, et esser piena di catarro,
-hora mi sono talmente consumate tutte le superfluità che a fatica sputo
-& mangio con un appetito da invogliare qualunque svogliato stomaco,
-caminerei giorno & notte senza mai possarmi & senza stanchezza sentire:
-simil guadagno fareste anchora voi, sel vi piacesse d'imitare i miei
-vestigi: state sana & amatime: alli XX d'Agosto.
-
-
-CAMILLA PALAVICINA A M. LUCIA R.
-
-Ho inteso che mi biasimate molto ovunque vi ritrovate, per essermi
-posta a far la vita Ciartosina & al tutto rifiutare di mangiar carne
-& a voi pare che senza tal vivanda mantener in vita non mi possa. Io
-ritrovo S. che nell'età dell'oro al tempo di Saturno non si mangiava
-da veruno carne, & pur viveasi longamente & con maggior sanità:
-narra Cheremone stoico scrivendo la vita delli piu antichi sacerdoti
-dell'Egitto: che quanto piu tosto si dedicavano al culto divino, che
-mai piu dramma di carne non gustavano, anzi tanto l'abhorrivano et
-haveano a schifo che rifiutavano parimente di mangiar et latte, et
-uova, l'uno carne liquida credendo & l'altro sangue di color mutato.
-Non mangiavano carne li Bragmani dell'india (se 'l vero afferma Eusebio
-nel VI. dell'evangelica preparatione) Lodò Giosepho nelle Antichità
-Giudaiche sommamente li Essei perche non ne mangiavano anchessi et voi
-biasimate me perche ricusi di volerne per l'avvenir mangiare? Narra
-Euripide che nella Candia li propheti di Giove, non sol s'astenevano
-dal mangiar carne, ma anchora da qualunque cibo cotto. Ho letto in
-Erodoto che li Babiloni si pascevano solamente di pesce e la carne
-schifavano: non scrive Musonio che il mangiar carne è piu tosto cosa
-ferina che humana et ch'ella impedisse le operationi dell'animo?
-non mi biasimate adunque perche tal instituto abbracci et contro de
-calunniatori lo difenda: benche ottimamente fareste a far il medesimo,
-se non per altro, almeno per imitar i savi Padri che se ne guardavano
-come da cosa (se non dannosa) almeno poco giovevole. Di Ferrara alli
-XX. d'Aprile.
-
-
-GIERONIMA LUZAGA ALLA S. SEMPRONIA ROMANA.
-
-Non perdete Signora tempo a far hormai diligentemente ammaestrare
-i vostri figliuoli, li quali gia grandicelli sono & poscia che la
-natura li ha fatti si ben atti alle lettere, non si resti per vostra
-negligentia di farli con la educatione tuttavia piu perfetti: gioverà
-lor veramente molto l'esser nati dove essi nacquero imperoche se
-la stella di Giove ottima dalli astrologi si giudica, per esser
-posta nel mezzo della frigidità di Saturno, et della calidità di
-Marte, cosi utilissimo giudico io d'esser nati sotto'l Cielo ch'essi
-nacquero: mostra Galeno evidentemente che et l'animo, et il corpo di
-quelli c'habitano ne paesi piu temperati, sono anchora & ne fatti &
-nelle parole piu savi & piu prudenti et nel vero, vedesi da ciascuno
-apertamente, che dove il Sole fa mediocremente sentir il suo Caldo,
-conserva sempre egualmente li humori & dove eccessivamente riscalda
-li consuma & li distruge: queste poche parole v'hò io voluto dire S.
-mia cara accio siate certa che tutta la speranza del lor profitto da
-voi sola depende, cioe dalla disciplina & creanza vostra: qual sarà
-la educatione scrisse Plato (come so che meglio di me lo sapete) tal
-sarà la futura vita: ne altro di questo dico. Hora vi scrivo come
-alli di passati detto mi fu che niuno hormai vi poteva piu tolerare
-tanta era la superbia & tanta era l'alterezza che in ogni vostro atto
-& in ogni vostra parola dimostravate: ma perche fate voi cosi? non è
-gia questo di vostra usanza & che vi reca la superbia salvo che odio
-& malevoglienza? non havete voi piu fiate letto che l'humanità si e
-la vera radice dallaquale, germoglia l'universal benivoglienza? ne
-per l'humanità intendo io quella litteratura degna di qualunque huomo
-libero, ma intendo li costumi amabili, la superbia campana fu cagione
-di fargli odiosi a tutti & qui faccio fine, perche temo di non intrar
-in troppo cupo pelago et eccedere la misura del mio solito stile: state
-sana & amatime. Da Manerbio alli X. di Maggio.
-
-
-PAULA ROVATA CAVRIUOLA ALLA S. L. R.
-
-La modestia di M. Andrea palazzo congiunta con molte altre virtu
-mi fanno apertamente confessare chegli possa esser degno marito di
-qualunque nobile et virtuosa donna: l'e veramente una gran carestia di
-veder giovani nella città nostra li quali non appetiscano, non dicano
-et non faccino, se non cosa degna della lor conditione: non mancherete
-adunque di proporlo a quella S. perche credo indubitamente che ne
-havreste honore se lo proponessi alla piu gran Principessa c'habbi
-tutta Europa: & se desiderate di conoscere l'interna sua bontà fatene
-congiettura dal suo parlare qual troverete esser vera imagine della
-sua vita: non si potrebbe gia dir di lui quel che disse Diogene d'un
-vezzoso giovinetto che soleva dishonestamente parlare: che di fodero
-d'oro traheva spada di piombo: sono i ragionamenti suoi o di casto
-amore, o di cortesia, odesi anchora spesse volte con gran fervore
-raggionare di batter mura, di far bastioni, di caminar in ordinanza et
-tall'hora di riformar statuti et di por legge a baldanzosi popoli: mai
-fu udito darsi a se stesso vanto di cosa veruna che per alcun tempo
-virtuosamente operasse et questo non d'altro nasce che per conoscere
-quanto piena di splendore sia la virtu della modestia poi che ella
-puote indure i Salomini a rizzarli la statoua: ne piu oltre trapassa.
-Di Brescia.
-
-
-LUCRETIA GAMBERA VISCONTE ALLA S. MELIBEA DALLA ROVERE.
-
-Tutte le volte che voi mi scrivete, sempre con caldo affetto mi
-essortate ch'io ritorni alli tralasciati studi il che ho piu volte
-pensato di voler fare, ma a dirvi il vero, natura m'ha dato il gusto
-si dilicato che non trovo scrittore alcuno o in la greca ò in Latina
-lingua che pienamente sodisfar mi possa: sempre ritrovo ò che le lor
-opre sono del tutto vote, come già mi soviene haver detto Socrate d'una
-certa opera di Anasagora che ne suoi tempi venne in luce: alcuni ve ne
-sono troppo affettati: altri poi troppo arridi et troppo digiuni: ne
-vego anchora molti scrivere senza alcuna arte, & senza alcuno giudicio
-& quanti ne trovo etiandio indegni di esser chiamati scrittori, ma piu
-tosto ladri, havendo da vari luoghi ripiene le lor carte de furti: ne
-trovo infiniti slombati, senza nervo, & senza sangue, pieni di brutte
-cicatrici per non voler usare alcuna diligentia nelli lor componimenti
-di emendare, di mutare o di trasporre o di aggiugnere: basta lor usare
-de molte iperboli senza mostrar di saper punto, quel che alla poetica
-dignità si convenga: ho rivolto sossopra l'anno passato mille vollumi,
-& in veruno non vego alcuna magnificentia di spirito, non vi scorgo
-severità di sententie ò proprietà de vocaboli non ci trovo finalmente
-industria alcuna: se l'è Poeta io non ci so vedere alcuna numerosa
-struttura: se l'è prosatore, non sento che le sue prose sieno da alcuni
-piedi per farci sentir maggior diletto legate, & dolcemente strete
-(come gia volle far Isocrate) si che non me ne date piu noia, ne piu mi
-essortate a studiare; ma lasciatemi piu tosto attender all'aco, alla
-qual cosa sentomi dalla natura piu inchinata & piu disposta di Milano
-alli XX di Luglio.
-
-
-ISABELLA SFORZA ALLA S. FLAVIA LAMPUGNANA.
-
-Havete longo tempo desiderato d'haver figliuoli, & hora che li havete
-vorrei pensaste di allevarli come si deve, & perche non habbiate iscusa
-veruna di non dar loro quella perfetta creanza che si conviene: intendo
-io darvi alcuni savi precetti quali forse havete piu d'una fiata da
-molti uditi, ma non li havete peraventura veduti mai d'alcuna femina
-essequire. Vorrei prima che la lor tenerella animetta bevesse per voi
-quei primi semi della pietà christiana & l'instruiste poi nell'arti
-liberali, fatto questo piacerebbemi si essercitasse nelli Urbani
-offici, & alla civiltà de costumi non poco attendesse, ma perche questa
-parte è hoggidi in maggior consideratione delle arti ispetialmente
-in questa lor si giovinil età, mi ci voglio alquanto piu diffondere
-di quel che soglio, quando familiarmente a miei amici scrivo, non
-vorrei mi apparissero mai li vostri figliuoli davanti alli occhi con
-i mociconi ne permetteste che col farsetto si nettassero il naso, ma
-col fazzoletto destramente celandosi dal cospetto delli astanti: non
-acconsentite ch'essi stieno avanti persone honorate, con la bocca
-aperta (si come leggesi presso di Aristophane del pazzo Mamacuto)
-insegnategli a fuggire quel dissoluto ridere, pel quale tutto il corpo
-si scuote: tenere il capo polito, & netto, di sorte che esclusa sempre
-però ne sia quella diligentia smoderata che le fanciulle per apparir
-belle usar sogliono: se vorranno sedere alla presentia di alcuno
-honorato cavalliere tenghino le gambe raccolte: il caminar loro non
-sia ne rotto, ne precipitoso, imperoche l'uno a molli & dilicati, &
-l'altro a furiosi & mentecatti s'appartiene: nel vestirli sovvengavi
-che quanto saranno di maggior fortuna, tanto piu sempre amabile & grata
-sarà la modestia di quelli: insegnate loro accadendo si ritrovino a
-conviti di esser ne troppo lieti, ne troppo tristi, non esser i primi
-che ponghino le mani nel piatto, ne leccarsi le dita, ne alle vesti
-nettarsele, & perche alle tavole come siamo dal vino & dalle vivande
-riscaldati, siamo spesse volte soliti di ragionar d'altrui & violar
-la fama del nostro prossimo, il che è molto biasmevol cosa: ramentate
-loro di non vituperar cio che loro è posto davanti, ma del tutto
-mostrar gratitudine: ma in questi precetti che fin'hora v'hò detto,
-non intendo di fermarmi, ma descendere ad altri consigli non men utili
-& ispedienti, ammoniteli a dar luogo alli piu vecchi, ispetialmente a
-quelli che della pieta christiana maestri ci sono. Quelli che honorano
-o li suoi pari o li inferiori non si dimostrano percio men nobili, ma
-piu civili, d'altri piu minuti precetti vi parlerò a bocca, fra tanto
-vivete lieta & di me prevaletive in tutti i bisogni vostri. Dalla
-Sforcesca.
-
-
-
-
-BARTOLOMEUS PESTALOSSA RHETUS LECTORI.
-
-En habes studiose lector Epistolas complures hetrusca lingua
-conscriptas, gravissimis sententijs, Illustribusque exemplis egregie
-refertas, quas ex varijs Italiæ locis, multo sudore, multa que
-impensa Hortensius Lando collegit: suadenteque Octaviano Raverta in
-volumen redegit (illo inquàm Octaviano) qui ob insignem animi pietatem
-Terracinæ Pontifex designatus est: ac paulo post acclamantibus his, qui
-fœminini sexus præ ceteris studiosi esse videntur, in apertum protulit.
-Vale lector fœmineamque dignitatem (ut par est) amato, colito,
-suspicito, & tandem adorato.
-
-
-DI M. LODOVICO DOLCE ALLE STUDIOSE ET CHIARE DONNE.
-
- Donne, per c'habbia voi cortese il cielo
- Prodotte in questo fosco empio soggiorno,
- Per far d'alte bellezze il mondo adorno,
- E l'alme accese d'honorato zelo:
- Perche sotto a gentil leggiadro velo
- Virtù, s'accolga: che puo far d'intorno,
- Quand'è turbato piu, sereno il giorno,
- E fiorir Maggio nel piu freddo gelo:
- A lui, per cui si ricche al mondo sete
- Di beltà, di valor, d'ingegno, & d'arte,
- Non tanto & cosi vivo obligo havete:
- Quanto al buon LANDO; ch'ogni rara parte
- Di voi consacra (onde chiare vivrete)
- Nel vago stil de le sue dotte carte.
-
-
-DI M. GIROLAMO PARABOSCO.
-
- Ecco chi mi torrà donne gentili
- Quel biasmo, che vi dan le false lingue
- Del vulgo sciocco, che mai non destingue:
- Ma ugualmente vi fa imperfette & vili.
- Lo stile, e i bei concetti alti, e virili
- Onde ogni servo a voi si nutre, e impingue,
- E d'ogni vostro honor la sete estingue;
- Vi faranno a i piu saggi esser simili.
- Onde il mondo vedrà, ch'attorto ogn'hora
- Vi biasma questo stuol, d'insania pieno
- Impotente a mirar vostro splendore.
- Et vedrà chiar, donne felici ancora,
- Ch'Apollo a voi non è cortese meno
- De duoni suoi, che sia Venere, e Amore.
-
-
-DI M. PIETRO ARETINO.
-
- Donne in le squille de la fama ascritte
- Con gratie, & note reverende, & sole
- Hortensio lampa a le piu dotte scole,
- Et chiaro Heroe de le scienze invitte.
- Le carte illustri l'una a l'altra scritte,
- Ha posto in luce del lor proprio sole;
- A ciò i gran sensi, & le gravi parole
- Sieno al scrivere altrui norme deritte.
- Ma perche voi non sareste immortali
- Se la nobil di lui pietosa cura
- Non raccoglieva de i vostri spiriti i sali;
- In dishonor de la sua stella dura,
- Dateli loda a quel sapere equali:
- Con cui hor alza l'arte, hor la natura.
-
-
-DI M. FRANCESCO SANSOVINO ALLO HONORATO M. ORTENSIO.
-
- Lando io non so, se piu vi deve Amore
- O le donne che volser da voi tanto,
- Quei che si pasce di dolor, di pianto
- Accenderà per quest'a mille il core:
- Quell'altre havran per voi perpetuo honore,
- Come cagion di si leggiadro e santo
- Pegno de la virtù, che hor mostra quanto
- Et quale è il feminil alto valore.
- So ben io questo, che benigna e cara
- Mano, apparecchia la honorata fronde
- Per far al degno crin vostro corona;
- E tra le dive a le castalide onde
- La vostra fama alteramente sona
- L'opra gentil, ove ogni ben s'impara.
-
-
-DEL S. NICOLO DELLI ALBERTI DA BORMO.
-
- Quanto i begliocchi prima
- Di voi donne, infiammar potean il core,
- Et renderlo soggetto al vostro amore,
- Tant'hor gli alti concetti
- De vostri animi eterni in queste carte,
- Mille amorosi affetti
- Destano in si leggiadra, & nobil arte,
- Ch'in voi ciascuno apprezza
- L'interna piu che la mortal bellezza.
-
-
-
-
-TAVOLA DEL PRIMO LIBRO DELLE LETTERE DELLE DONNE.
-
-
- A
-
- Artemisia Scota, alla
- Contessa Aurelia. c. 7
- Apollonia Rovella, a
- Isabella Sforza. 25
- Leonora da Vertema. 37
- M.N.N.F. 61
- Aloisia Carolea, a
- Livia Bencia. 30
- Agnesa di Besta, a
- Flavia Rovega. 46
- Alessandra Rosetta, a
- Gismonda Portia. 58
- Antonia Pala. Rangona, a
- M.N.N. 62
- Angela Castrucci, a
- M. 70
- Antonia Borella, a
- M. Silvia Bagliona. 77
- Aluigia Asinella, a
- Leonora Bolla. 92
- Aurelia Verdella, a
- Sulpitia Biraga. 106
- Armellina Pavera, a
- Livia Coccaia. 108
- Argentina Rangona, a
- Lucretia N. 113
- Aurelia Magia, a
- Laura Ceruta. 125
- Angela. B., a
- Dorothea Tiene. 155
-
- B
-
- Barbara da Coreggio, a
- Lodovica Mandella. 55
- Camilla. N. 126
- Barbara Valentini, a
- Lucia Terreria. 60
- Barbara Trivulza, a
- M. 71
- Barbara Cali, a
- Fulgentia Carcassona. 135
- Beatrice Pia, a
- Lucia Manfredi. 136
- Giulia Ferretta. 138
- Benedetta Malaspina, a
- Terentia Tucca. 139
-
- C
-
- Cecilia Valeria, a
- Orsola Stella. 8
- Cecilia da Pesaro, a
- Margherita Pobbia. 10
- Caterina Ang., a
- Livia Franca 15
- Livia Mortella. 16
- Chiara Federici, a
- Lelia Canossa. 21
- Camilla Susia, a
- Barbara Mosta. 23
- Cironina Cavall. a
- M. 25
- Celestina Seregna, a
- Giulia del Borgo. 27
- Cornelia Piccolomini, a
- Lelia Scarampa. 28
- Catherina de gl'Oldra, a
- Clorida N. 32
- Catherina Buonvisi, a
- Lucia da Cassandra. 36
- Catherina Visconte, a
- Lampridia Beltaia. 39
- S. 66
- Cinthia Piccol'Huomini. 95
- Catherina Malacria, a
- Margherita Marliana. 48
- Camilla Testa, a
- Ottavia Baiarda. 49
- Catherina Vigera, a
- Lucietta Selvaggia. 56
- Veronica Pulci. 81
- Catherina Fregosa, a
- Lucia Spinella. 57
- Catherina Panzarasa, a
- Rossa Riccia. 59
- Costanza de gl'Obizi, a
- M.F.R. 62
- Catherina Spada, a
- M.N.F. 67
- Camilla N., a
- Septinia Albizi. 73
- Cornelia Piccolomini, a
- Isabella Sforza. 74
- Clara Pesta. 81
- Claritia Bonella, a
- Clitia Tornera. 86
- Catherina Nugarola, a
- M. Antonia M. 87
- Claudia Glizeria, a
- Tullia Castriccia. 96
- Catherina Landesa Trivulzia, a
- Paula Scotta Confaloniera. 99
- Camilla Suarda Martinenga a
- Dorothea Averolda. 105
- Catherina Susia, a
- Genevra Sorana. 109
- Clara de Nobili, a
- Alessandra Nassona. 111
- Catherina Foresta, a
- Claudia Landrini. 116
- Catherina Barbisona, a
- Lorenzina Ferrera. 118
- Camilla Stanga, a
- Leonella Muscola. 118
- Camilla Caracciola, a
- Adriana Raspona. 121
- Collaltina Trecca, a
- Cleopatra Cotta. 124
- Camilla Martinenga, a
- Lucina Calandrina. 129
- Creusa Florida, a
- Cornelia Contarini. 129
- Costanza Nuvolara, a
- Filippa Balbani. 135
- Catherina Dati, a
- Apollonia Rovella. 137
- Camilla Marti. Averolda, a
- Thirintia Sanseverini. 138
- Cecilia Agnella, a
- Laura R. 145
- Camilla Palavicina, a
- Lucia. R. 158
-
- D
-
- Dina d'Arco, a
- Clara Valeriana. 40
- Demetria Galleritta, a
- Brunella Satira. 69
- Dorothea Cavriola, a
- Sotera N. D. 140
- Diana de Contrarij, a
- Veronica degl'Armelini. 152
- Dorothea Tiene, a
- Angela B. 155
-
- E
-
- Emilia Rangona, a
- Hippolita Borromea. 38
- Emilia Brembata, a
- Fulvia Rossa. 52
- Emilia d'Arco, a
- Costantia Borella. 75
- Emilia Gambara, a
- Clara Burla. 142
-
- F
-
- Franceschina da Dressino, a
- Olimpia Tamisona. 8
- Francesca Trivultia, a
- M. 22
- F. N., a
- Barbara da Correggio. 57
- Fregosa Maggi, a
- M. N. F. 78
- Flavia Lampugnana, a
- Dorothea Appiana. 88
- Francesca Vidasca, a
- Potentiana D'Arco. 99
- Gottifreda Olinda. 140
- Francesca Carrettona, a
- Giulia Beltrada. 117
- Francesca da Correggio, a
- Chiara da Correggio. 137
- Francesca Ruvissa, a
- Isabella Bresegna. 146
-
- G
-
- Giulia Rosa, a
- N. F. 8
- Giovanna Cavaliera, a
- Clara Gualanda. 18
- Girolama Cavalliera, a
- Diana Scarampa. 27
- Giulia Luzzaga, a
- Paola Luzzaga. 35
- Giulia Terretta, a
- Flaminia Zobola. 39
- Giulia Gonzaga, a
- Livia Negra. 54
- Giulia Federici, a
- Livia Caraffa. 76
- Giulia Gelmini, a
- Camilla. P. 93
- Giulia Gonzaga Contessa d'Arco 98
- Ginevra Villa Fuora, a
- Petronia Verera. 100
- Giovanna Pavera, a
- Lucia Nugarola. 101
- Ginevra Malatesta, a
- Giulia Montina. 116
- Giulia Trivulza, a
- Lucia Malatesta. 147
- Gieronima Luzaga, a
- Sempronia Romana. 159
-
- H
-
- Hipolita Crema, a
- Fulvia Rulla. 17
- Hipolita Calcaterra, a
- M. Perla. 17
- Hipolita Lampognana, a
- M. Philippa Sagrata. 22
- Hipolita Sanseverina, a
- Calandra Gariboldi. 45
- Hipolita Catta, a
- Clara Bressilia. 59
- Honorata Pecchi, a
- M. Giulia Manfredi. 88
- Hippolita Borromea, a
- Veronica Biancarda. 88
- Helena Bentivoglia, a
- Isabella Oldra. 101
-
- I
-
- Isabella Sforza, a
- Buona Sforza. 3
- Margherita Pobbia. 11
- Fulvia Colonna. 26
- Isabetta Castiglione. 35
- Flavia Lampognana. 74. 114. 160
- Cassandra Ferrera. 77
- Zenobia Fossa. 131
- Fulvia Visconte. 133
- Duchessa di Castro. 139
- Angela Piccolomini. 145
- Taddea Centani. 156
- Isabella Gonzaga, a
- Pacienza Pontremola. 4
- Luciana. N. 9
- M. 14
- Lucretia Gonzaga. 14
- Clara Caraffa. 14
- Isabella Cavaliera Gualenga, a
- Zenobia Falconi. 10
- Isabella Borromea, a
- M. F. N. 22
- Isabella Lionardi, a
- Madalena Peverella. 24
- Isabella de Luna, a
- Clara Vismara. 26
- Isabella Federici, a
- Chiara L. 60
- Isabella Villamarini, a
- Righetta Violante & Portia. 65
- Isabetta Gonfalioniera, a
- Sua Congnata. 107
- Iustina Ors., a
- Lauretta Minella. 123
- Isabetta Castigliona, a
- Isabella Sforza. 125
- Isabella di Luna, a
- S.D.M. 154
- Isabetta Agnella, a
- Cornelia. R. 155
-
- L
-
- Lodovica Guarda, a
- M.N.N. 8
- Lucretia Masippa, a
- Camilla Pallavici. 20. 90
- Camilla Cangenua. 94
- Valentenoys Siniscal. 146
- Taddea Centana. 147
- Marta Vannucci. 148
- Lucretia Agnella, a
- Catherina Oldrada. 23
- M.F.N. 80
- Laura Falconiera, a
- Giulia Rozzona. 28
- Lucietta Soranza, a
- Lucretia Masippa. 31
- Lucretia Gonzaga, a
- Livia Posetta. 33
- Lucretia Martinenga, a
- Laura Gonzaga. 43
- Luci stella dal Porco. 44
- S. 71
- Lucretia Picinarda, a
- Cinthia Vannini. 46
- Lucretia Corsa, a
- Lauretta et Leonora. 50
- Leonora Gonzaga, a
- Francesca Negra. 53
- Violante Carlona. 102
- Livia Beltrama, a
- Adria della Rovere. 58
- Lucretia d'Alicrotta, a
- Cornelia Piccolhuomini. 63
- Leonora Vertema, a
- F.N. 65
- Lucretia da Este, a
- S.L.R. 70
- Lucretia Gigli, a
- M.F.R. 73
- Lucia Guinigi, a
- Lella. So. 80
- Laura Melia Piccinarda, a
- Silvia Loteringa. 82
- Leonora Gambara, a
- Faustina Caldora. 85
- Lodovica Ziliola, a
- Lucia Pergolana. 87
- Lucretia Reloggia, a
- Andromaca. 92
- Leonora Fiasca, a
- M. 92
- Lucretia Beccaria, a
- S.R.N. 95
- Lucretia da Heste, a
- Emilia Mortella. 102
- Paula Marcellina. 119
- Laura Averolda, a
- Diana Belasa. 108
- Lucretia Borgia, a
- Lucretia Amanio. 114
- Lucretia Cuoca, a
- Fulvia Belincina. 115
- Leonarda da Este, a
- M.N.D. 115
- Lionella Martinenga, a
- Barbara e Claudia Barbisone. 117
- Lucia Quadria, a
- Giulia de Federici. 130
- Livia d'Arco, a
- Laura Pestalossa. 122
- Leonora Foresta, a
- Hippolita Landuccia. 123
- Leonora Todesca, a
- Silvia Fenaruola. 126
- Lavinia Sforza, a
- Laura da Melara. 127
- Isabetta Moscarda. 143
- Lucretia Picca, a
- Violante Galassona. 127
- Lucretia da Lando, a
- Clara Cimisella. 128
- Lucretia Malaspina, a
- Lelia Ciurlana. 134
- Lucia dal Forno, a
- Lelia di Venafro. 141
- Lucretia Gambara, a
- Melibea Rovere. 160
-
- M
-
- Margherita Maria, a
- Lucia Trivultia. 7
- Maddalena Barattiera, a
- Lodovica Cornarisa. 21
- Marta Vidasca, a
- Agata Ferrera. 29
- Margherita Pellegrini, a
- Camena Landriana. 47
- Maddalena de gl'Alberi, a
- Cassandra Lanfreducci. 48
- Martia Benzona, a
- Artemisia Scotta. 51
- Maria de Benedetti, a
- M.N.R. 53
- Maria Cardona, a
- M.N. 55
- Margherita Bernardini, a
- Cassandra. 61
- Maddalena Affaita Bia, a
- Diana de Contrari. 67
- Idea dal Borgo. 141
- Maria Perula, a
- Portia Fiesca. 82
- Maria Pergola, a
- Lucretia Ramberta. 83
- Minerva Brambata, a
- Felice da Prato. 84
- Maddalena Calzavela, alla
- Contessa Avogadra. 104
- Margherita de gl'Uberti Stanga, a
- B.R. 110
- Bianca Felissima. 124
- Maria Bracale, a
- Polisena Rangona. 128
- Maddalena Brembata, a
- Ginevra Caritea. 138
- Margherita Pobbia, a
- Margherita Gora. 142
- Margherita Zaffarda, a
- Leonora Vertema. 142
- Marta Stella, a
- Theodora. B. 149
- Martia Piacenza, a
- Margherita Trivulza. 151
- Margherita Cavriola, a
- S. 157
-
- N
-
- Niccola Trotta, a
- Luigia Biraga. 112
- Claritia. 150
-
- O
-
- Ottavia Baiarda, a
- Camilla Testa. 49
- Olinda Scotta, a
- Aurelia. 68
- Orsola Maggi, a
- Lucilla Benzona. 120
-
- P
-
- Pacienza Pontremola, a
- Isabella Gonzaga. 5
- Pantasilea Lunarda, a
- Philena Visconta. 6
- Alla Illustr. N.N. 6
- Faustina Benozza. 7
- Polisena Rangona, a
- Lelia Vismara. 34
- Portia Melita, a
- Ginevra Zia. 37
- Pace Tassa, a
- Antonia Pellizzona. 51
- Petronia Franca, a
- Sulpitia da Venosa. 52
- Pilestrina da Castello, a
- Tarsia. 64
- Paola Castigliona, a
- Leonora Forte. 83
- Paola Trecca, a
- Livia Partia. 118
- Philena Augusta, a
- Taddea Losca. 154
- Paola Rovata, a
- L. R. 159
-
- R
-
- Righetta Sanseverina, a
- Leonora Calandrina. 68
- Riminalda, a
- Flaminia Visconte. 111
-
- S
-
- Susanna Valente, 15
- a .M.N.D. 16
- Sestilia, a
- Peronella. 72
- Sulpitia Biraga, a
- Zenobia Visconte. 100
- Serpentina Polita, a
- Cristina Foruzza. 103
- Sibilla Seva. T., a
- M.L.R. 150
-
- T
-
- Taddea Malaspina, a
- S.L.R. 135
- Taddea Centana, 144
- a Livia Caraffa. 148
- Theodora Fisogna, a
- Lucretia P. 153
-
- V
-
- Violante Mauritia, a
- Giulia Rosa. 104
- Violante Calassina, a
- M.E.F. 108
- Virginia Trotta, a
- Milibea. 112
- Veronica Coradella, a
- Alessandra Dalla Rovere. 119
- Violante da Gambara, a
- Ottavia Garibolda. 138
- Virginia Gambara, a
- Giulia Ferrera. 141
- Violante da Castello, a
- Lionella Rossa. 153
-
- La Marchesa Malaspina 30
- La Contessa di Nola 32
- La Contessa di Scandiano 34
- La Contessa di Monte l'Abbate 63
- La Marchesa di Meregnano 78
- La Contessa Avogadra 80
- La Contessa Maddalena 85. 86
- La Contessa Guastalla 89
- La duchessa di Malphi 91
- La Contessa Tassona 97
- La Contessa Cavriola 103
- Madonna la Grande 110
- La Cavaliera Luzaga 144
- La Cavaliera Rovata 157
-
- IL FINE DELLA TAVOLA.
-
-
- REGISTRO.
-
- ABCDEFGHIKLMNOPQRSTVX.
-
- Tutti sono quaderni.
-
- IN VINEGIA APPRESSO GABRIEL
- GIOLITO DE FERRARI.
-
- MDXLIX.
-
-
-
-
-
-Nota del Trascrittore
-
-Ortografia e punteggiatura originali sono state mantenute, correggendo
-senza annotazione minimi errori tipografici.
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-*** END OF THE PROJECT GUTENBERG EBOOK LETTERE DI MOLTE VALOROSE DONNE ***
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