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If you are not located in the United States, you -will have to check the laws of the country where you are located before -using this eBook. - -Title: Lettere di molte valorose donne - nelle quali chiaramente appare non esser ne di eloquentia ne di - dottrina alli huomini inferiori - -Author: Ortensio Lando - -Release Date: January 26, 2021 [eBook #64393] - -Language: Italian - -Character set encoding: UTF-8 - -Produced by: Carlo Traverso, Barbara Magni and the Online Distributed - Proofreading Team at https://www.pgdp.net (This transcription - was produced from images generously made available by - Bayerische Staatsbibliothek / Bavarian State Library.) - -*** START OF THE PROJECT GUTENBERG EBOOK LETTERE DI MOLTE VALOROSE -DONNE *** - - LETTERE DI - MOLTE VALOROSE - DONNE, NELLE QUALI - CHIARAMENTE APPARE. - - NON ESSER NE DI ELOQUENTIA - NE DI DOTTRINA ALLI - HUOMINI INFERIORI. - - _Di nuovo stampate & con sommo studio reviste; - & in molti luoghi corrette._ - - - - CON PRIVILEGIO. - - IN VINEGIA APPRESSO GABRIEL - GIOLITO DE FERRARI. - MDXLIX. - - - - -AL S. SIGISMONDO ROVELLO AMBASCIATORE DEL POTENTISSIMO RE D'INGHILTERRA. - -PRESSO L'INCLITA SIGNORIA DI VINEGIA. - - -_Havendo in un picciol volume ridotto molte lettere, da vari luoghi -raccolte et da savie donne scritte, per publicarle poi al mondo per -opra di diligente impressore: hò fra me stesso pensato esser quasi -di necessità il dargli alcun protettore di molta autorità & di molto -giudicio ornato; & questo accioche le maligne lingue nemiche de gli -honori feminili, sbigottite si rimanessero di mordere, et di lacerar le -Donne, anzi letto che si havessero coteste lettere, imparassero hormai -à riverire et honorare questo nobilissimo sesso: ne hò saputo per hora, -dove meglio ricorrere che à voi, il quale, di cortesia, & di lealtà -potete fronteggiare con il piu honorato Cavalliere che il Sol vegga, ò -che la terra calchi, à voi adunque le dedico, & à voi per conseguente -toccherà la difensione contra la nequitia de Calumniatori (se alcuno -ne apparirà) ne altro intorno a ciò mi accade dirvi. Iddio da mal vi -guardi. Di Vinegia alli XXIII di Ottobre._ - - - - -ISABELLA SFORZA À BUONA SFORZA REINA DI POLONIA. - -Doppia molestia mi recò Altissima Reina chi mi dette la nova del stato -vedovile, nel quale, hora vi ritrovate: doppia dico veggendo V. Altezza -priva di si gran Re & di si amabile consorte; & a voi hora toccare -quasi che di necessità l'amministratione di si ampio & di si florido -Regno. Non mi stenderò già io a consolarvi per hora & supplicarvi -che con forte animo sofferir vogliate si grave angoscia; sapendo di -quanta prudentia ornata foste sin nelle fascie, & che persuasa siete -dalle piu sante lettere, non morir mai quelli che muoiono nel Signore, -ma dolcemente dormire, fin che il suono della Angelica tromba nel -novissimo giorno li risvegli; ma sol pigliarò prosuntione, sospinta -dalla riverentia & abondante affettione, quale hò sempre portato -alla Corona vostra, di ricordarvi quanto sia grande il peso che in -su le spalle havrete per l'avenire a reggere, vi pesarà forse piu -che non pesò al forte Atlante la celeste macchina: imperoche tutte -le Donne del Regno vostro & de vicini stati, si specchiaranno hora in -voi, & da voi, torranno l'essempio & la norma di santamente governar -le lor giuridittioni. Converavi Signora molte cose prudentemente -dissimulare, & il tutto però sapere: alla sembianza del magno Iddio, -che il tutto vede, ne in parte alcuna è simile a quei che vegono & -converavvi conferir ne commodi de vostri vasalli quanto di giudicio, -di consiglio, & di prudentia v'ha communicato la bontà d'Iddio, a -quella guisa a punto che veggiamo la Luna refunder al mondo quanto -di lume le hà communicato il Sole, ma sopra ogni altra cosa vi esorto -Altissima Reina al non esser nell'esseguir la giustitia precipitosa: -imitate Saturno, ilquale, quantunque fra i sette erranti tenga il -supremo luogo, tardissimo però si move. Piacciavi anchora signora mia -non disgiunger mai la sapientia di che Dio vi ornò, dalla Potentia -ch'egli similmente vi dette: osservarno già que savi che scrissero -dell'amministratione de Regni che si come era prodigiosa cosa il vedere -le facelle di Castore & di Polluce disgiunte & di ottimo augurio il -vederle accompagnate, cosi facesse di mestieri che in colui che regge -altrui, apparissero accompagnate la Sapienza con la possanza. Habbiate -cura che i poveri vassalli non sieno da piu potenti oppressi. Usisi -ogni diligentia che la gioventu Polacca sia instrutta nelle buone arti -& nelle honeste discipline, fatte ogni opra che si viva nel Regno -vostro con amore et con timor d'Iddio, osservinsi le giuste leggi & -le buone usanze. Governate Signora i sogetti vostri con quello affetto -come se del proprio ventre usciti vi fussero: cosi facendo, l'altezza -vostra, non havrà bisogno di esterni agiuti; non dico già per questo, -che non facciate stima de vicini Potentati; perche nel vero, si come -la Luna move spetialmente le cose inferiori, non per esser piu delli -altri efficace, ma sol per esser piu vicina. Cosi nell'amministrar -de stati, l'amichevol vicinanza sempre recò altrui de molti commodi. -Io non voglio piu fastidire con la prolissità delo scrivere l'altezza -vostra; ma sol la voglio riverentemente supplicar, a ricevere in buona -parte quanto m'ha fatto subitamente scrivere la mia pura affettione, -con la persuasione dell'apportator presente, qual raccomando di cuore, -all'alta vostra protettione. Di Piacenza alli X. di Maggio. - - -ISABELLA GONZAGA A PACIENTIA PONTREMOLA, HEBREA MANTOVANA. - -La fama che per tutto risuona della virtù et bontà vostra, mi muove -a scrivervi & essortarvi a voler farvi Christiana, acciò che si -bell'anima non rimangi privata delle celesti consolationi, & doventi -preda & rapina del rapace Sathanasso. Dovereste pur hormai rimaner -chiarita della cecità giudaica, & che state voi più ad aspettare? -non dice il vostro propheta Rhaù che trapassato è il tempo che venir -debba il Messia? non havete voi questo piu di una fiata letto nel -libro intitolato Sanidrin? non sono compiute le settanta settimane di -Daniele? non è levato il scettro dalla casa di Giuda? Ho io pur molte -volte letto nel medesimo Sanidrin, che il Messia nacque quell'istesso -giorno che fu destrutto il Tempio: che aspettate adunque? che non -confessate Giesu Christo esser vero Signore & vero Redentore del -mondo? del quale, favellando già un nostro Hebreo per santità & per -singolar dottrina eccellente, teme di confessarlo huomo & non piu -tosto predicarlo per Iddio. deh ravedetivi, deh lavative hormai nel -sacro fonte che vi sarà scala di salir al Cielo, & di eternalmente -fruire la resplendente faccia del Padre eterno. non vi lasciate piu -ingannare da questi vostri Perfidi Rabini ignoranti delle dottrine & -humane & Divine: attendete al mio consiglio perche fedelmente, & con -perfetto zelo vi consiglio, fatevi christiana, perche se questo farete -per una madre carnale che voi lasciarete, ne troverete per amor di -Giesu Christo dieci. Vi sarà madre Madama di Mantova specchio di rara -santità: vi doventeranno Madri mia sorella, Ambedue le mie Cognate & -io con molte altre, ne gratioso marito v'è per mancare poi che Marco -Antonio Sidonio tanto vi brama che per vostro amore è stato il meschino -a rischio di perdere il capo: languisce il poverello & si distrugge -come falda di neve che habbi scoperto il Sole e da lui mi rendo sicura -che havrete ottima compagnia: & ne riporterete honore & riputatione per -essere egli grato, oltre il Reverendissimo nostro a tanti savi Principi -& a tante honorate Donne. so che scordata non vi siete dell'honore che -vi fu già fatto dal Reverendissimo, dal .S. Duca & dal .S. D. Diego di -Mendozza: voi gusterete un Consortino astuto & non frodolento, Audace -& non temerario, di una eloquentia libera & chiara; ma non importuna -& satievole: i suoi morsi con quali trafigge volentieri l'avaritia de -Preti, non sono di cane, ne di lupo, ma di mansueto Agnello: tutte le -volte che mi accade d'udire le sue facete narrationi, accompagnate da -piu ben composti gesti che non hebbe mai Roscio; temo di non morir di -riso come già morirno Philemone poeta, & il Comico Philistione: non -albergarà mai nella casa vostra alcuno humore maninconico: i saturnini -pensieri ne staranno da voi lontani, non patirete disagio di cosa -veruna, anzi vi parerà che sotto il vostro tetto habiti del continuo la -Dea Copia col suo corno: & quando tutto'l mondo vi mancasse, supplirà -sempre a vostri bisogni la liberalità del suo Reverendissimo padrone, -poi che dalle sue facetie sente infinito alleggiamento a suoi gravi -pensieri: v'assicuro di più & statene sopra della fede mia, che voi -sarete da lui piu amata che non fu Euridice da Orpheo, Aspasia da -Pericle, Orestilla da M. Plautio ò Lisidica da Antimaco Poeta. deh non -indugiate adunque a farvi di Christo amica, a far gioconda la chiesa -nostra & render lagrimosa la trista sinagoga. deh non indugiate più -la vostra santa conversione & di accrescere in Cielo il numero delli -Eletti, & finalmente di far beato il povero Marco Antonio, il quale, -già tanti anni fervidamente vi ama, & per voi hà sostenuto longamente -tante fatiche che tante non ne sostenne Hercole ne suoi tempi: ne per -hora vi dico altro delle sue qualità: pensate & essaminate bene quanto -v'hò detto: pregate Iddio che v'illumini con i vivi raggi de lo Spirito -santo, acciò facciate cosa utile, honorevole, et insieme dilettevole: -Nostro .S. vi consigli. Da Puvino alli XX. d'Ottobre. - - -PACIENTIA PONTREMOLA HEBREA MANTOVANA ALLA ILLUSTRE .S. LA .S. ISABELLA -GONZAGA. - -Hieri hebbi le lettere che le piacque di inviarmi, lequali, m'hanno -molto travagliato la fantasia: le ragioni vostre mi parevano piene di -nerbo, & di spirito, le persuasioni fatte con si dolce modo, facevano -quasi violentia all'intelletto mio: non mi dispiacevano le offerte anzi -mi facevano arrossire conoscendomi indegna di si gentil consorte come -voi mi proponete: dall'altro canto, stommi dubbiosa di non offendere -col farmi christiana la divina Maestà: vivo in angoscia se Christo per -il vero Messia confesso, di non provocarmi contra, il sdegno di Mose et -la maledittione di tutta la Sinagoga; non so (misera me) dove mi volga -per aiuto & per consiglio: le vostre lettere m'hanno infinitamente -commossa, & se ritenuto non mi havessero alcuni duri passi ratto ita me -ne sarei all'Episcopal Chiesa & importunamente chiesto havrei il sacro -Battesimo: ma considero Signora mia le promesse della scrittura sacra -che quando verrà il Messia, l'Israel sarà riscosso, & noi poveri Hebrei -siamo pur anchora tuttavia dispersi: leggo nel libro intittolato Badra -che nella venuta sua redificarassi Gierusalemme & il tempio di pietre -preciose, il che non è però anchora avvenuto. Veggo di più che la -nostra legge fu data publicamente da Iddio per mano di Mose sul monte -Sina, con testimoni de spaventevoli tuoni & lampi: ilche voi christiani -senza alcuno contrasto confessate, la dove la vostra è data celatamente -per mano & per confessione de duodici poveri scalzi, oltre che non -mi posso contenere di non prestare intiera fede a nostri Rhabini, -li quali hanno del vostro Redentore molto diversa opinione da voi, & -affermasi nel libro intitolato Ghittin al quinto capo, ch'egli è per i -suoi gravi eccessi & enormi peccati condennato dalla divina sententia. -non vi paia per tanto istrano, se si tosto non mi arrendo & se vi -paio alquanto pertinace. Quanto al marito del quale, mi parlate credo, -anzi chiaramente conosco, esser piu che non ne dite, sò fermamente che -per la sua rara leggiadria egli meriterebbe di haver Donna piu bella -di Deiopeia, di Amarilli & della fuggitiva Galatea: Iddio mi inspiri -a far cosa che li sia d'honore & di gloria, & voi fra tanto, che lo -Spirito mi riveli ciò che hò da fare, pregate per me, & fate fare il -simile alla purissima & innocentissima Grataphilea degna creata di V. -Eccellentia: alla quale riverentemente bascio le belle & liberali mani. -Di Mantova alli XXIII. d'Ottobre. - - -PANTASILEA LUNARDA GIORDANI A M. PHILENA VISCONTE. - -Io vi hò mandato alcuni ritratti accioche veggendoli a tutte l'hore, -imitiate la virtù delle ritratte donne: lequali, furono l'honore del -sesso nostro: giovò ad Alessandro molto il vedere il sepolchro di -Achille: fu di gran giovamento a Giulio Cesare il veder a Gade nel -tempio di Hercole l'imagine di Alessandro: l'emulatione c'hebbe Theseo -alla virtù di Hercole, fu cagione ch'egli sterpasse in Grecia de molti -mostri, ammazzasse Scirone, Procusta, et Scine, ladroni rapacissimi: fu -cagione ch'egli ammazzasse Creonte tiranno, col Minotauro, & debellasse -li Centauri, fu cagione ch'egli domasse Thebe et sin'all'inferno -penetrasse: li trophei di Milciade punsero si fattamente l'animo di -Temistocle, che lo fecero divenire valorosissimo, la gloria anchora di -Pompeio, fece gran giovamento à .M. Crasso: Cosi prego Iddio che a voi -intravenga: il primo ritratto guarnito d'oro è di quella constantissima -Ligo, dellaquale favella si honoratamente Cornelio Tacito. Il maggiore -si è di quella fortissima Tomiri, di cui, con gran loda parla Erodoto: -li altri so che li conoscerete senza che ve li dimostri: attendete a -conservarvi in sanità & amatime. Da Pesaro alli III. d'Aprile. - - -PANTASILEA LUNARDA GIORDANI ALLA ILLUSTRISSIMA DONNA. N. N. - -In molti errori siete .S. mia caduta per voler prestar gli orecchi alli -Adulatori, & me ne maraviglio, havendovi io tante volte riverentemente -ammonita, & dettovi che si come il buon medico usa ogni opra per -difendere, & per accrescer la sanità, che cosi l'adulatore pone ogni -studio per infermarne ogn'hora più l'animo, & solamente tocca le più -ulcerose et contaminate parti che in noi sono: fuggite adunque li lor -ragionamenti: so che sapete da chi guardarvi havendoveli piu fiate -con i propri colori dipinti. Ricordative .S. di ciò che soleva dire -Protagora; che si come ritrovavansi alcuni cibi li quali non erano -atti per generar ne sangue, ne spiriti, ne per giovar alli nervi, -ne alle midolle, ma sol a gonfiare il ventre, & a rendere il corpo -turgido: che cosi li ragionamenti delli adulatori erano di poco frutto -& atti solamente ad irritar le parti piu vitiose. soleva Phocione -rassimigliare li Adulatori alle superficie, & alle linee, & diceva che -si come elle per se stesse non si piegavano mai, ne si prolungavano, -ne si movevano, salvo che con i propri corpi; cosi l'Adulatore dalli -suoi propri affetti non esser mai ò di rado mosso, ma rider & piagnere -con l'amico che similmente ò rida ò pianga: fuggiteli .S. mia per -l'avenire, schivate la lor conversatione: & vedrete che infinita -contentezza ve ne risulterà & pareravvi d'haver sgombrato la casa -vostra di un grave & pestifero morbo. Iddio da mal vi guardi. - -Da Pesaro alli X. di Novembre. - - -PANTASILEA LONARDI GIORDANI A .M. FAUSTINA BENZONA. - -Sarebbe per il mio consiglio ben fatto, che vostro figliuolo attendesse -a casa sua, & lasciasse star le donne delli altri (che pur amici -gli sono) altrimenti io temo in suo servigio, ch'egli non faccia -concorrentia à Phaone, à Speusippo, à Tigilino prefetto, à Rodoaldo Re -de Longobardi, & à Giovanni duodecimo pontefice; li quali in adulterio -ritrovati, furono crudelmente svenati: essortatelo a ciò che io vi -dico, astringetelo per virtù della materna ubidienza, acciò non sia -cagione di farvi un giorno dolente & lagrimosa. state sana & lieta. - -Da Pesaro alli VII. d'Agosto. - - -MARGHERITA MARIA A .M. LUCIA TRIVULZA. - -Certamente se non vi astenete di ber tant'acqua & di mangiar tanti -frutti, quanto voi fate, voi cascarete in Idropisia, alla quale, -già buona pezza fa paruta mi ci siete molto disposta. guardatevene, -guardatevene: voi dovete pur sapere che per non volersene guardare -Eraclio Imperadore morì Idropico nel trigesimo secondo anno del suo -Imperio: il medesimo avenne per non sapersene guardare, a Michel -Imperadore, & a Crantore Solense auditore di Xenocrate philosopho: -ve ne hò voluto avisare: perche troppo m'increscerebbe che il mondo -perdesse si bella cosa come voi siete. Di Pesaro alli XX. d'Aprile. - - -ARTEMISIA SCOTTA ALLA CONTESSA AURELIA MADRE HONORATISSIMA. - -Dogliomi stremamente madre mia honoranda, che da me, che tanto vi -amo, stiate si longamente absente. & perche poi? per litigare? & -dove in una città, dove credo nato sia il litigioso Parno, che già -co suoi litigi fece luoco al proverbio, & dove non mancano mai novi -Patacioni, Iperboli, & Verginij: dove (per quanto intendo) dieci mille -si troverebbono piu atti al calunniare, di quello Eurimno che cercò -di por lite fra Castore & Polluce: si che vedete come state, & qual -affanno esser debba il nostro per voi stessa consideratelo. Deh cara -signora madre ispeditevi da questi intrichi, quanto piu tosto potete, -& ritornate a noi, che vi aspettiamo con maggior desiderio che non fa -l'ostinato Giudeo il già venuto Messia: Tutti siamo sani, ne altro ci -manca per consolarci pienamente che la vostra dolcissima presentia: Di -casa alli XX. d'Ottobre. - - -CECILIA VALERI A M. ORSOLA STELLA. - -Dite a vostro figliuolo che tenga la lingua fra denti et che non -straparli hor di questo Prencipe & hor di quell'altro: ma che si -ramenti alcuna fiata di quel verso. AN NESCIS LONGAS REGIBUS ESSE -MANUS? Ramentisi che il Re Antigono uccise Theocrito chio per la -sua mordacità: Ramentisi come Daphita gramatico fu crucifisso nel -monte Thorace per non sapersi astenere di lacerar la fama & l'honore -de Prencipi. Ramentisi come furono stranamente trattati Anasarco da -Anacreonte Cipriotto, Calistene da Alessandro, Antiphone da Dionigi, -Mevio dal Triumvirato, & Esopo dalli Delphici: ne piu di questo per -hora vi parlo. Di Vinegia alli X. d'Agosto. - - -LODOVICA GAVARDA A .M. N. N. - -La vostra importuna loquacità molti n'ha condotti à liti, & a dure -controversie, & hora piu che mai perturba tutta la vicinanza; deh -ricordative che Giove tolse la lingua a Lara nimpha, per esser troppo -loquace: & che fu relegato nell'inferno Tantalo per non saper tener -la lingua fra denti cosi potrebbe un giorno accadere à voi, poi -che non sapete, ne volete tacere; ma perche non vi viene un giorno -desiderio d'imitare il silentio di Paulo Semplice, di Agatone, & di -Secondo philosopho, acciò non caschiate piu in tanti errori: & gli -amici non pogniate in infinito travaglio: ma forse mi potreste dire -quel che già disse Zenone alli legati del Re Antigono, difficil cosa -essere il poter tacere. io vel confesso, & dicovi all'incontro esser -difficil cosa il poter uscire delli affanni, ne quali ci pone sovente -volte la sfrenataggine della nostra lingua. vi doverebbe pur esser -per un bastevole precetto l'haver scritto Sophocle in una Tragedia -che il silentio era l'ornamento delle donne. non altro, attendete -a conservarvi sana & senza veruna infamia. Da Brescia alli XXV. di -Febraio. - - -GIULIA ROSA A .N. F. - -Acciò non vi facciate monaca v'ho proveduto d'un marito: il quale, da -che nacque, non fu mai udito ne mentire, ne giurare, ne adirarsi, ne -ociosamente favellare: col quale spero haverete vita giocondissima: -avisatemi adunque se siete risoluta di volervi maritare o pur -monacarvi. quando voi di ciò mi avisarete, daretemi similmente aviso -della quantità della dote, non si cercherà d'onde la sia venuta essendo -noi certi della bontà vostra & dell'honestà de vostri maggiori. Di -Brescia. - - -FRANCESCHINA DA DRESSINO ALLA .S. OLIMPIA TAMISONA. - -Nelle vostre lettere ultimamente scritte, mostrate sentire istremo -dolore, perche vostro figliuolo a singolar battaglia combattendo, -habbia perduto; questo non è cosa tanto inusitata che habbiate per ciò -a disperarvene. Scrisse Archiloco Poeta, che meglio fusse il gittar via -lo scudo che lasciarsi ammazzare: & cosi fece presso di Aristophane -Cleonino: Taurea poi Campano, dovendo da solo a solo combattere con -Claudio Asello soldato Romano, come egli vide l'inimico circondar lo -steccato spronò il cavallo, & pieno di sbigottimento fugi in Capoua: -almeno vostro figliuolo non si è portato poltronescamente: hà pur -combattuto quanto piu virilmente hà potuto; ma era di necessità che -l'uno de dua rimanesse ò morto ò prigione. Consolative ch'egli non hà -mai (per quanto m'è rifferito) mostrato in quella battaglia che durò -piu di sei hore un'atto vile & codardo: pregovi adunque per quanto so -& posso, a darvene pace, & pregar Iddio c'habbi pietà de suoi errori: -cosi farò anch'io senza fallo: non altro. di Vinegia. - - -ISABELLA GONZAGA SIGNORA DI PUVINO A LUCIANA .N. - -Hò inteso che vi siete molto sdegnata con esso meco, ne mi volete -piu viva, per haver io detto, che vostra madre pazzamente facesse, -comportando che tutto l'altro giorno & publicamente, & privatamente -danzasi alla gagliarda; si che l'è vero che l'ho detto, & lo raffermo, -& di novo lo biasimo. oh che bella honestà di Matrona pudica & savia -tenuta: & forse che ella non sa quanto sia pericolosa cosa l'avicinar -la paglia alle accese facelle; & chi non sa che molte ne vennero già -caste & vergognose a balli che ritornarno poi sfacciate & piene di -lascivia. & qual utilità potete voi sperare da quel toccar de mani, da -quel lascivo dimenarsi, & dalo spesso scoprir alcuna parte del corpo -che celata si stava? Niuno (disse colui, che scrisse contra Verre) -danzò mai, che sobrio fusse. Non so veramente che ragion v'habbiate -di si forte adirarvi, essendomi mossa sol dalla gelosia, qual sempre -hebbi del donnesco honore. et che siamo noi da fare come l'habbiamo -perduto? a che siamo noi buone? Quando il propheta David disse spirato -da celeste virtù. IN CIRCUITU IMPII AMBULANT. volle per il parer d'un -dotto Rabino ch'egli intendesse de balli: Mi potreste per aventura dire -che già danzasse Scipione (quell'huomo si grave et di tanta auttorità:) -danzasse David, danzasse Maria sorella di Mose, danzasse Delbora, & -tante altre savie profetesse. al che rispondo, che tutte le volte che -voi danzerete come quelli danzarono, non me ne turberò punto, ne ve -ne saperò dir male. Danzava Scipione per eccitar il calor naturale, -per consumare le reliquie del cibo indigesto & per esser piu leggiero -& disciolto ne militari esercitij, donde ne dependeva la salute -Romana: Danzò già David mosso da una santissima letitia causata dalla -ricuperatione dell'Arca del patto: Danzarono le prefate Donne più di -una fiata a suono di Cembalo spinte da un devotissimo fervore, et da -un'amoroso zelo verso d'Iddio: danzasi hora a cotesto modo? usasi nel -mover la vita quella gravità che si usava alhora? ben pare a gesti, -ben si conosce à sguardi, se con si pura & con si semplice intentione -hoggidi si danza. Io non dirò per hora altro di quel c'ho detto, so -che havete ingegno (se lo volete adoperare) & che fra voi stessa quando -sarà acchetata quella grand'ira ch'hora vi tiene il lume abbarbagliato, -direte c'ho ragione da vendere, & che voi a gran torto vi siete meco -turbata. Da Luzzara alli. VII. di Febraio. - - -ISABELLA CAVALLERIA GUALENCA A .M. ZENOBIA FALCONI. - -Hò letto quanto mi scrivete di alcuni, liquali sendo capitati nelle -mani d'infideli, per timore de supplitij altri hanno rinegato Giesu -Christo, & altri s'erano nelle spelonche nascosti: & questo quando -più era tempo di mostrare l'animo loro. veramente m'è ciò assai, & non -poco per la gloria di Dio dispiacciuto: l'è pero d'havergli compassione -poi che molti de nostri antichi, liquali parevano colonne della fede -nostra, cascarno per timidità in simili errori. Giurò Pietro Apostolo, -ch'egli non abbandonarebbe mai il suo Signore (anchora che tutti li -altri Apostoli l'abbandonassero,) & pur quando si venne al fatto -per paura dell'impietà Giudaica non sol si sottrasse al pericolo, -& seguitollo dalla lunga, ma tre volte lo negò avanti che il gallo -cantasse. Athanasio Vescovo di Alessandria conoscendo non poter -resister all'invidia che contra concitata gli havevano li Arriani, -per timore della morte, stette sette anni nascosto in una Cisterna: -Marcelino Papa temendo l'ira di Domitiano, sacrificò a gli Idoli. -Si che non ve ne date maraviglia; ma habbiate compassione all'altrui -fragilità accioche Iddio habbi compassione à noi: ne altro mi occorre a -scrivervi: state sana. & quanto piu potete lieta pregando del continuo -& per voi, & per noi; accioche nostro Signor dia a tutti fortezza -contra li infideli: & finalmente ne conduca a vita eterna. Di Vinegia -alli XV. di Novembre. - - -CICILIA DA CA PESARO TRIDAPALO A. M. MARGHERITA POBBIA. - -Con dispiacer grande hò inteso c'havete lasciato quella vostra tanta -attilatura, & quella diligente opra di ricamare, & di cucire; la -quale, vi faceva risplendere sopra tutte le donne della città vostra; -& vi siete data tutta in preda alla vana poesia; & odo di più che ve -n'andate a guisa di spiritata, hor per la casa, hor pel giardino, -cercando delle desinentie per concordar di molte rime; Ditemi (di -gratia) non sapevate voi trovar piu agevol via per farvi tener pazza -che darvi nelle mani di poeti? huomini per la maggior parte maligni, -iracondi, satievoli, bizarri, & maninconici? Certo, non senza cagione -il divino Platone li scacciò dalla sua divina Republica: & Aristotile -ne suoi miracolosi scritti li publicò per bugiardi & per mentidori. -Non vedete voi che la maggior parte de santi huomini consigliò fusser -abbrugiati i lor poemi, come cose di malo esempio, & che facilmente -potesse impedire la nascente gloria del sacro santo Vangelo? et che -altro trovate voi ne poeti, che lagrime, sospiri, singhiozzi, & amorose -passioni dalle quai cose, vorrei foste, (quanto vi sie possibile) -aliena? Veramente in essi, altro non trovo che stupri, adulterij, -Metamorphosi, sanguinolenti sagrificij, & altre favole, atte con il -lor mortal veleno, ad ammorbare qualunque ben riformata Republica & -eternalmente sbandeggiarla dal celeste Regno: scrisse già .S. Girolamo -à Papa Damaso; che i versi de Poeti, erano il vero pasto de demoni; -scrisser molti altri, non di minor santità ornati esser li poeti -perniciosi, nemici del nome christiano, malefici senza piatà et senza -fede: Sono i poeti seduttori delle semplici & tenerelle menti con la -lor mortifera dolcezza, ne altro credo fusse il pestifero canto dette -Sirene, che li poemi di questi scioperati briconi. Non crederò io mai -che maggior danno, ò maggior corruttione recar ci potesse la setta -di Arrio, la scuola di Pelagio, il Dogma di Nestorio, ò l'impietà di -Giuliano Apostata. Non pensarò io mai potessemi esser tanto pernitiosa -la conversatione di Protagora, di Sardanapallo, di Luciano, di -Apollinare, ò di Diagora, quanto mi sarebbe la lettione di miscredenti -et lascivi Poeti. Sono anchora di piu nemici delle cittadinesche -usanze: ne per altro rispetto essi alle selve riccorrono, & à monti -rifuggono. poi che Homero hebbe longamente peragrato il mondo, -egli si ridusse ad habitar, hor tra l'ombrose selve, & hor tra duri -scogli. Così Virgilio, lasciata Roma; si ridusse ad habitar doppo il -promontorio di Pausilippo & di Pozzuolo: non vi voglio per hora tesser -il Catalogo di Poeti che nemici furono dell'urbanità, vi confermerò -bene che se non lasciate da canto la lor malvagia lettione, diverrete -di giorno in giorno men Christiana che non siete, & pericolo ci è che -di pazzo & di furioso amore impaniata tosto non vi vegga: & se questo -aviene, che sarà allhora di voi? che se ne dirà per le piazze, per -le loggie, & per le chiese? sarete mostrata a dito fin da fanciulli: -& diranno ecco Sapho, ecco Corinna, ecco la Petrarchessa, che sputa -versi dal furor poetico agitata. Deh fate a mio modo, lasciateli -star in Parnaso a trastullarsi con le Muse: & tornate voi all'ago, -al fuso, & all'ordir quelle vostre belle tele, che facevano vergogna -alle Lodegiane, alle Bresciane, alle Cremasche, alle Pozzolane, alle -Rochegiane; a quelle di Holanda et di Cambrai: state lieta: Di Mantova -alli .VI. di Maggio. - - -ISABELLA SFORZA A .M. MARGHERITA POBBIA. - -Hò ricevuto le vostre carissime lettere alli .xx. d'Agosto; scritte -però alli .x. & insieme la copia di una lettera che molto duramente -flagellava, anzi crocifigeva i Poeti: sonomi assai maravigliata, che -si bell'ingegno habbi esercitato l'eloquentia sua in biasimar cosa -degna di somma loda, & di somma riverentia. Io per me Poetessa non -sono, ne giamai fui: pur per l'amor grande c'ho sempre alla poesia -portato, & portero fin che vivo, non mi posso rattemperare odendone -dir male, che tutta non mi turbi: ne mi posso contenere che a mio -potere non la difenda; non voglio già per difenderla, usar alcuna -peripatetica dimostratione, ma procederò sol per grosse congietture, -& noti essempij & per la prima dicovi: che se se la Poesia non fusse -cosa piena di riverenza, non si sarebbe degnato il grande Apostolo -di Tarso cittar nelle sue divine pistole, versi di Epimenide, & di -Menandro: il che fece anche essendo nell'Ariopago (si come n'habbiamo -ne gli atti de li Apostoli) per confermar il suo fruttifero sermone, -cittò un verso di Arato Poeta: dal cui essempio mosso. S. Dionigi, di -lui discepolo, & di Christo martire constantissimo; molto della poesia -ne suoi scritti si prevalse: & quante volte Girolamo, (lume della fede -nostra) si serve a suo proposito di Virgilio, di Oratio & di Persio? -leggete le sue Pistole, leggete il prologo delle quistioni Ebraiche -& chiaramente il vederete: fa il medesimo Ambrogio, maestro di santa -Chiesa: fa il medesimo piu fiate Agostino quell'unico flagello de -Manichei. Ma che vi si dirà di Fulgentio dottor catholico & Pontefice -molto Reverendo che si copiosamente ne scrisse? ma lascio star il dir -de sacri Dottori: quante cose hà detto il Salvator nostro per parabole -convenienti a lo stil comico? sdegnossi forse di usar le parole di -Terentio contra Paulo, quando li disse: dura cosa ti è il calcitrar -contra lo stimolo; ma lascio per hora star le cose sacre, ditemi che -non havrebbe fatto Alessandro (il magno) per haver un scrittor tale, -qual fu Homero? per amor del quale, sette gran città, cioè Smirna, -Rhodo, Colophone, Salamina, Io, Argo, & Athene contendono di volerlo -per lor cittadino & li Smirni li edificarno già un bellissimo tempio. -Parve a voi che li Scipioni stimassero Ennio povero Poeta Brondusino, -havendolo fatto partecipe del medesimo sepolchro et contentandosi -che le ceneri insieme si rimescolassero? non fu caro altresi per la -poesia Theophane Mitileno à Pompeio? (à quel Pompeio dico) che adeguò -la virtù con la fortuna. Vegniamo a tempi piu moderni: quanto fu ben -caro il nostro divino Petrarca al Re Roberto: à persuasione del quale, -essendo di sessant'anni, s'incominciò a far legger Virgilio, stupendosi -che sotto si rozza, et dura scorza stesser nascosti si alti sensi, & -si segreti misteri: ma forse ch'egli volle in questo imitar Solone, -il quale, essendo vecchio poi che dato hebbe le leggi alli Atheniesi; -si ridusse alla poetica. Non fu mai huomo, ne donna al mondo, tanto -stoica, ne tanto di gloria nemica, che amato & riverito non habbia -li Poeti: dalla penna de quali immortal gloria già lor ne venne. Non -sono forse chiamati li Poeti sotto nome di Theologi? non furon tenuti -per gran Theologi Orpheo, Lino, Museo, & altri molti? non hà trattato -Dante sotto Poetico velame quanto si contiene nel sacro senno della -santa Theologia? non si sono co versi egregiamente descritti da Mose, -da Giobbe & dell'inclito David i divini concetti de lo Spirito santo? -d'onde ancho si mosser Sedulio & Prudentio, a trattar poeticamente -la christiana verità, ma che dirò di Giuvenco Spagnuol poeta che -sotto coperta di huomo, di bue, di lione, & di aquila si felicemente -espresse le divine attioni di Giesu Christo? Io, per me, non leggo mai -la divina Eneida di Virgilio, che non mi paia di legger una perpetua -loda della virtù: sentomi tutta commovere all'opre della carità quando -leggo la clementia ch'usano li nemici Troiani verso di Achimenide: -parmi veramente di veder posto in pratica l'esortatione che il Salvator -ne fa perche si giovi di cuore alli nemici. Quando contemplo quelle -infiammate parole di Enea, a suoi compagni dette, perche pacientemente -sofferir voglino li disagi del viaggio, le angoscie del mare, & li -terrestri pericoli: dico fra me stessa questo fu un'animo invitto, una -fronte intrepida, & una mente, più che 'l diaspro salda: da Virgilio -imparo l'amor che alla patria di deve: da Virgilio imparò la pietà -paterna veggendo Enea sopra delle spalle portarne il vecchio padre per -mezo delle radenti spade, delli ingordi fuochi, & de rovinati Tempij. -Quando pongo mente con qual fortezza di animo & con qual altezza di -cuore, spezzi quel gran capitano, le cathene del petulante & lascivo -Cupidine, sentomi tutta armare, & robusta divenire contra li assalti -d'amore & rafreddarsi in me, ogni concupiscibil appetito. Imparo -da Didone di esser cortese & liberale à calamitosi stranieri, & à -fortunosi fuor'usciti. Imparo in molti altri luoghi da quante passioni -sia sbattuta & infestata l'humana fragilità: et appresso, con quali -forze anchora rimanghino supperate da li animi costanti. Quando leggo -i giuochi fatti da Enea presso di Aceste, nell'anniversario del padre, -parmi a punto leggere i sacri libri de Machabei, & al mio dispetto -divengo piatosa verso de poveri defunti: non vi dico nulla quanto poi -ben'apprenda ad esser prudente & circunspetta, considerato lo scender -ch'egli fa all'inferno. Infinitamente mi accendo alla verace & immortal -gloria, dando le orecchie ben purgate alle saggie persuasioni che fa -il vecchio padre all'animoso figlio. Imparo da Virgilio bellissimi -accorgimenti nel far delle amicitie & somma fede nel conservarle. -oh come se mi intenerisce il cuore di pietosa dolcezza, ramentandomi -le molte lagrime versate nella morte del fedel Palante; Quando leggo -quella affettuosa oratione: IUPITER OMNIPOTENS PRECIBUS SI FLECTERIS -ULLIS, viemmi voglia di gittarmi incontanente in ginocchione, & con -fervor grande adorare l'eterno Padre, ma perche tanto mi diffondo? Io -tutte le volte che peso le parole, et considero le profonde sententie -di questo alto poeta; egli mi pare tutto pieno di santità. Che diro -di Oratio, di Giovenale, & di quel Persio honor di Volterra? qual -philosopho, qual mathematico, ò qual legista riprese mai con maggior -vehementia & acrimonia il vitio & lodò la virtu? Paruta mi sarebbe cosa -piu ragionevole il solamente dir male di alcuni licentiosi Poetastri, -& non indifferentemente di ogn'uno: Dovevalo pur almeno ritener la -maesta di Homero, qual chiamano le sacre leggi padre di tutte le virtù; -& spesse volte per dentro di quelle, si ci mescolono molti de suoi -versi: si come veggiamo nel fine del prohemio del Codico; & sotto'l -titolo de giustitia & iure: nel trattato delle compre; & nella materia -de legati & fede comissi, & in altri luoghi, come vedrete, se leggerete -le Pandete Pisane. Qui voglio far fine al mio scrivere; perche sentomi -hormai la mano debole & stanca: questo per hora bastivi, poi che il mio -giudicio ricercate circa la lettera scritta in vituperio de Poeti: & se -commodo vi serà, rimovetegli dall'animo si stolta et si falsa opinione, -& à voi per sempre, di perfetto cuore mi raccomando; & paratissima alli -vostri servigi mi offero. Di Piacenza alli .XXV. di Marzo. - - -ISABELLA GONZAGA A .M. - -Galeazzo vostro amantissimo fratello m'ha rifferito che siete doventata -molto inferma, di che vi attristate piu di quello che ad una christiana -donna si conviene: vi dovereste in tutti i modi confortare & prendere -speranza d'haver tosto a mutare allogiamento: questo corpo chiamato da -molti casa & albergo dell'animo ci è stato dalla natura dato per brieve -tempo: il che, doverebbe esser cagione di farci morire piu volentieri -di quel che noi facciamo: si come dicesi quel vento esser piu felice, -il quale piu tosto ne conduce in porto, cosi piu fortunati sono quelli -che da veloce morte tratti sono fuori delle malvagità della presente -vita et nell'eterno regno traportati, si che non ve ne dolete, si -come non si duole l'incarcerato perche la sua prigione sia piena di -fissure, & minacci da ogni lato rovina, cosi sperando di poterne piu -tosto uscire: guardate che la voluptà non sia stata cagione di questa -vostra debolezza, anzi che la mala compositione del corpo vostro: -sono le voluptà simili a quei ladroni dell'Egitto detti volgarmente -Philisti, liquali n'abbracciano per strangolarci: cosi fanno ancho -li carnali diletti essi ci ammazzano mentre ci lusingano: ò beati & -aventurati noi, se d'altro piacere non ci lasciassimo mai invaghir li -animi nostri, che dell'eterna vita, & che a poco a poco ci avezzassimo -a morire: ma noi facciamo come quelli fanno che sono tanto amici del -vino, che sorbiscono fin'alla fece di quello: siamo tanto desiderosi -di prolungar questa nostra miserabil vita che ne anche nell'estrema -vecchiezza ci contentiamo di morire. Di Puvino. - - -ISABELLA GONZAGA ALLA .S. LUCRETIA GONZAGA. - -Dative hormai pace carissima sorella, ne piu vi tribolate della -prigionia del vostro caro consorte: ma sperate nella bontà Estense: -che si come fu si pronta al donargli la vita, cosi sarà anchora pronta -a restituirgli la desiderata libertà: & quando pur a Dio piacesse, -ch'egli morisse nella prigione, non li haverebbe però cosa che non sia -avvenuta a maggior huomo di lui: morì prigione Iugurta, morì Siphace, -morì Enrico .iii. Imperadore, morì prigione Celestino quinto, Gioanni -primo, & Giovanni quarto decimo pontefice: morì prigione Aldegisio -figliuolo di Desiderio Re de Longobardi & Aristonico doppoi che egli fu -menato in triumpho da Aquilio console. sperate in Dio che vi consolerà, -& ve lo restituerà nelle caste braccia forse piu savio et accostumato -che prima non era. Nella casa mia del continuo si prega Iddio & per la -sua liberatione, & per la vostra pace. Di Luzzara alli .VIII. d'Aprile. - - -ISABELLA GONZAGA A .M. CLARA CARAFFA. - -Pregovi a non dolervi piu di me, perche io sia mancata di memoria, ne -servigi vostri, habbiatemi (vi prego) per iscusata: poi che non mi è -conceduto la memoria, ne di Cinea, ne di Mitridate, ne di Theodette, -ne di Lucullo ne di quel Ortensio: se hà peccato di memoria verso di -voi in simil caso .M. Lucina la quale, si giudica da savi che superbi -Seneca, Elio Adriano, Cirro, Carmide, & Portiolatrone, & pur l'havete -havuta per iscusata, perche non fate cosi a me; la quale, di debolezza -di memoria, avanzo Messalla Corvino, Bamba Re de Gothi, Calvisio -Sabino, Orbilio Beneventano & il smemorato Curione? sforzerommi per -lavenire di sodisfarvi piu intieramente che non ho fatto, pur che vi -degniate di commandarmi: Iddio da mal vi guardi: Da Puvino alli .IIII. -d'Agosto. - - -SUSANNA VALENTE. - -Sono stata pregata da chi mi potrebbe commandare che io vi voglia -quanto piu dolcemente posso, riprendere dell'esser voi troppo loquace, -& di non poter contenere alcun segreto che communicato vi sia. se l'è -cosi (come intendo) certo havete gran torto & poco prudentemente vi -portate: non vi accorgete voi che se stanno male le case senza uscio, -le finestre senza antenne, le borse senza i legami, cosi star male -anchora le bocche senza freno: si come non è facil cosa il lasciarsi -di mano uscire alcuno uccello, per volerlo poi ripigliare, cosi non -è facile di rivocare le parole, poi che una volta di bocca uscite -sono: sogliono esser loquacissimi sol quelli, che hanno poco cervello: -si come i vasi che pieni non sono, fanno sempre maggiore strepito, -cosi le persone vane et sciocche abondano sempre più di ciancie che -quelli non fanno che saggi & prudenti sono istimati: si come per il -parere de Medici il seme che tosto si sparge, è infecondo & al generar -inutile, cosi inutili, anzi nocive sono tutte quelle parole che -dalla bocca n'escono senza ritegno, o senza farvi sopra alcuna matura -consideratione: non vedete voi, che niuna donna si fida hormai più -della taciturnità vostra? & la cagione si è, perche mai non restate -di cicalare. Sono le persone loquaci simili alli fanciulli c'hanno -il ghiaccio nelle mani & quello per l'innata lubricità ne possono -ritenere, ne perder lo vorrebbono. Si come le vipere sono da propri -parti rotte & fieramente uccise, cosi i loquaci scuoprono li commessi -segreti anchor che aggiunta vi sia la propria rovina & destruttione: -astenetevene adunque & state sana. Di Mantova alli .XII. d'Agosto. - - -CATHERINA ANG. MARCHESA GONZAGA A .M. LIVIA FRANCA. - -Mi è rifferito che vi siete fortemente adirata con vostro marito, -ne volete con esso lui pace, per havervi negato alcuni ornamenti -havendone molti di soverchio: & che havete voi finalmente deliberato -di fare? di mandar vostro marito all'ospedale. oh bello honore che -vi farete: il pover huomo hà fatto piu di quel che doveva, & poteva -(se ben esamino le sue forze) & voi non vi contentate mai di cosa che -v'habbiate. Havete vesti da comparar a quella di Antistene Sibarita, -la quale si soleva ogni anno sospendere per miracolo nel tempio di -Giunone Licinia: havete veste di non minor pregio di quella c'hebbe -Lollia Paulina, laquale fu stimata quattro cento Sestertij: egli v'hà -fatto sottanne, da star al paragone di quella veste: nella quale -Triumphò Tarquinio Prisco, & di quelli che donò Silofonte a Dario -figliuolo di Histapo; & tutta via n'andate importunamente chiedendo -dell'altre? Deh vergognative di questa vostra importunità & di questa -vostra intollerabil arroganza. non l'havete voi hormai posto al fondo -con tanti zibelini, con tanti martori, & con tanti lupi cervieri? non -l'havete voi quasi che destrutto con tante, carrete, cavalli, ricami, -& paviglioni? che potreste far piu se recato li havessi l'imperio di -Roma in dote? cieche nel vero siamo, adornando con tanto studio questa -nostra carnaccia: ch'altro però non è che fango, & polvere & cosi -coprendo questo nostro Capo di si pretiosi coprimenti, non capendovi -dentro salvo che pensieri vani, sogni, & folle de romanzi: Io vorrei -sorella mia, c'hoggimai si ravedessimo & pensassimo che non siamo piu -fanciulle; i capei di fino oro tosto incominciaranno a farsi d'argento, -& n'anderemo tosto in luogo, dove non si renderà conto del vestir -leggiadro, ne di legar i crini con piu grata maniera, ma renderemo -ragione della fede, della charità, & del tempo mal speso in frascherie: -voi havete intelletto, adoperatelo, adunque riconciliatevi col vostro -consorte, honoratelo, contentative di ciò ch'egli vuole, fateli vezzi, -come faccio io al mio signor Luigi. - -Di castel Giuffrè alli XXV. di Febraio. - - -CATHERINA .C. GONZAGA ALLA .S. LIVIA MORTELLA. - -Mi sono doluta assai della sententia, che voi havete havuto nella -possessione che vi lasciò vostro marito; et ho per vostro servitio, -et per honore della giustitia desiderato, che hoggidì presso di noi -regnasse qualche novo Cambise che facesse scorticare questi iniqui -giudici come già fece quel Sisamne, che dette l'iniqua sententia: -sofferite pacientemente poi che sempre questo iniquo sesso Mascolino fu -nemico di noi povere donne; & sempre a suo potere ci conculcò & a mal -termine ridusse: state sana & confortative, tenendo per cosa ferma che -Iddio non vi debba punto mancare, pur che in esso riponiate le speranze -vostre. Dal nostro castello di Luzzara: alli IIII. d'Aprile. - - -SUSANNA VALENTE A .M. N. D. - -Voi mi fate sapere per vostre lettere, che desiderareste havere per -vostro marito quel dottore, del quale l'altro giorno diffusamente -mi parlaste; pregandomi che far voglia ogn'opra perche il fatto si -congiunga; mi credo fermamente che habbiate perduto il cervello. & che -Diavolo volete voi far di Dottori? non sapete che sono questi litterati -per la maggior parte tisichi, gelosi & franetichi? oltre che il studio -li fa sempre catarrosi, ne sentirete mai altro che sputacchiare & -tossire; fate a mio senno, lasciateli stare & questo ispetialmente: -non vedete voi che ceffo d'asassino egli hà? non vedete che guardatura -crudele et che maniere contadinesche son le sue habbiate un poco di -patientia, che se à quest'hora è vivo il figliuolo d'un mio honorato -amico farò ogni opra perche vi sia & sposo & servidore: egli deve fra -pochi mesi ritornar dalla corte di Cesare, l'è il piu bello & attilato -cavagliere che havesse mai la città nostra: state sana. Di Mantova alli -XX. di Aprile. - - -IPPOLITA CREMA A .M. FULVIA RULLA. - -Strana cosa mi pare che gli huomini si vantino tanto di esser soli nati -alle lettere, essendoci tante & tante femine non meno di loro alli -buoni studi atte: Aspasia Milesia fu pur maestra di Pericle avanti -che le fusse moglie. Fa pur honorata mentione Gellio della dottrina -di Pamphila, la quale scrisse tanti belli commentari nella Grammatica: -fassi pur mentione di Phemonoe, di Sofipatra, di Theano, di Alpaida, di -Demophilia, & di altre infinite? perche adunque si impudentemente si -vantano? perche vogliono si sfacciatamente che di loro solamente sia -l'ingegno? di lor sieno le forze & di lor sia finalmente ogni valore? -attendete pur figliuola mia a li studi, & lasciategli gracchiare quanto -vogliono, che alla fine saranno astretti a starsi cheti & ammirar la -donnesca virtù; state sana & lieta, che Dio sempre da dishonore vi -difenda, & in prosperità vi conservi. Di Mantova alli III. d'Aprile. - - -IPPOLITA CALCATERA A .M. PERLA. - -Alli X. di Dicembre hebbi le vostre lettere, nellequali molto vi -dolevate che vostro figliuolo fusse riuscito si mal sano et delle gambe -si mal disposto. io certamente non molto me ne maraviglio veggendolo -tutto dato all'otio & al riposo, ne mai esercitarsi il corpo in alcuno -utile & honesto esercitio. Venga un poco a starsi con esso noi a Perego -per qualche giorno, dove ritrovarà si perfetti cacciatori, quanto mai -fussero ne Elimo, ne Panope, delli quali, favellando Virgilio cosi già -disse TUM DUO TRINACRII IUVENES HELYMNUS PANOPESQUE ASSUETI SYLVIS, -COMITES SENIORIS ACESTAE. Potrassi anchor esercitar (s'egli vorra) -nel cavalcare essendoci il cavaglier Pozzo mio honorato consorte, -del quale si pò meritamente dire quel che disse Virgilio di Lauso -figliuol di Turno LAUSUS EQUUM DOMITOR, DEBELLATORQUE FERARUM. si che -venga a vedere questi nostri monti Brianceschi pieni di ogni vaghezza -s'egli vuole per l'avenire scordarsi il bel Palerno della Campania, il -Berecinto della Frigia & l'Aracinto dell'Etolia. venga a contemplar -almeno per dieci giorni i Monti di Brianza & sprezzarà per l'avenire -l'amenità di monte l'Abbate, la serenità del monte Idalio, & la -fecondità di Artemisio, monte dell'Arcadia. s'egli ci viene mentre ci -è il mio consorte promettetegli da parte mia che non passerà mai giorno -ch'egli de rari animali non faccia grassa preda; imperoche ci habbiamo -cani di velocità non inferiori a Vertego del quale, fassi degna memoria -presso di Martiale. Troverà cani li quali non cederebbono d'ardire & -di prestezza ne a Liscica, ne ad Ila, ne ad Umbro da Virgilio cotanto -lodati. certamente, quando gli havrete veduti & isperimentati, direte -che Ateone non ne hebbe mai de simili, & che il Melampo, con l'Oribaso -aggiuntovi anchora il Pamphago, il Dorceo & il Ladone, non potrebbono -stare al paragone con i nostri: ne ci mancano cavalli per seguirli -migliori assai di Orneo, di Etone, di Nicteo, di Alastro, di Amatheo, & -di Abastro cavalli di Plutone, de quali fassi honorata memoria presso -di Claudiano: oltre che donò alli di passati CESARE al mio consorte -per ricompensa (anzi per testimonio del valore ch'egli hà mostrato ne -suoi servigi) alcuni corsieri atti a far parer poltroni i cavalli di -Achille, di Marte & del Sole, & atti a far vergognare Cillaro, Rhebo, -Pegaso, Arion, Hirpino, Cireo, Pedaso, & Illerda. Se ci verrete voi -con esso lui (come credo che farete) mentre essi anderanno a dar la -caccia alle fiere, noi ci tratteneremo attorno le nostre peschiere, le -quali (benche stia male a lodare le proprie cose) ardisco però di dire, -ch'elle avanzino quelle di Sergio Orata, di Licinio Murena, di Fulvio -Hirpino, di Ortensio, & di Vedio Pollio: non restate adunque di venire, -& con quella servitu che vi si conviene, per timore, che siamo stretti -di alloggiamento, imperoche il mio consorte hà fabricato da che non ci -foste, una casa si grande & si ben'intesa che non ci è huomo che non si -pensi che Spintare, Meleagene, Democrate, Philo, Sostrato, et Ermodoro -ne sieno stati li istessi architetti: & pur altro disegno non ci è -stato, salvo quello ch'egli è dal suo capo uscito: ne piu mi stendo nel -scrivere, sol questo vi affermo & raffermo, che se ci verrete, sarete -da ambidui amorevolmente raccolti; & sforzerenci di porgervi tutti que -piaceri che per noi possibil saranno. anderemo a Ravagnano, a Ugionno, -a Merà, a Brianzuola, a Galbià, & a Calco, dove vostro figlio haverà -grata compagnia dal .S. Antonio Maria, dal .S. Pier Francesco, dal -Marchese, & dal .S. Entimacho: la cui gentilissima consorte vi porgerà -infinita consolatione, insieme con la .S. Veronica mia honoranda madre: -state sana. Da Perego fiore de monti Brianceschi. - - -GIOVANNA CAVALLERIA A M. CLARA GUALANDA. - -Intendo .M. Clara che di me vi siete molto maravigliata, perche hò -detto di non poter piu sofferire di legger in alcun libro che sia fuor -della sacra scrittura: si che l'è vero che l'hò detto, ne me ne pento, -ne mia colpa ne dico ne dirò mai: & dove posso io trovare la miglior -lettione? Altro piacer per certo sento legendo IN PRINCIPIO CREAVIT -DEUS COELUM ET TERRAM: che non faccio ne la Phisica, nel cielo, & -nella generatione di Aristotele. Altra consolatione prendo ne proverbi -di Salomone, nell'Ecclesiaste, & nell'ecclesiastico del figliuolo di -Syrach, che non prendo in legger ne Ethica, ne Politica, ne Economica, -ne magni Morali di Aristotile: Sento altro diletto in volger sossopra -i libri de Re, & de Giudici che non faccio legendo Suetonio, Plutarco, -Sesto Aurelio: Flavio Vopisco: & altri simili che scrissero le vite de -Cesari, godo molto piu di cuore, legendo i fatti di Mose, di David, di -Habraamo, di Giuda Machabeo, di Giosuè, di Sansone & di Gedeone; che -non godo per legger Dione, Cesare, Appiano, Livio, Polibio, Xenophonte -& altri historici: credetelo a me, che non senza causa fu la sacra -scrittura chiamata Biblia, che vuol dir libro; & cosi fu detto per -eccellenza, come se questo solo, fusse il vero libro: & ne gli altri -vi si contenessero sogni d'infermi, et folle de Romanzi: & d'onde -credete voi che Platone habbi abbellito i suoi scritti con quelle -vaghe figure, con quelle si convenevoli similitudini? non d'altronde -certamente tolse i colori & gli ornamenti suoi che dalle sacre lettere, -si come il Beatissimo Ambrogio piu di una fiata afferma & chiaramente -ne dimostra: non è publico consentimento de dotti ch'egli udisse -predicar Geremia profeta, & li pervenesse alle mani il pentateuco di -Mose? dove vedrete voi ne libri Pagani, si alto principio come è quel -di Giovanni Apostolo IN PRINCIPIO ERAT VERBUM ET VERBUM ERAT APUD DEUM; -dove in un versetto solo ci dipigne di tre sorti Mondi: dicendo, in -Mundo erat: Mundus per ipsum factus est; & Mundus eum non cognovit: -ecco l'ideal mondo, ecco il materiale, ecco gli huomini che vi habitano -sotto nome di mondo dall'apostolica voce chiamati: leggete quanto -n'hanno scritto i philosophi che non ne trarrete tanta intelligentia -quanta da questo sol verso trarne potete. deh ditemi per vostra -fe; parvi che in altro libro ritrovar si possino le consolationi, & -l'eterne speranze che nelle sacre lettere si ritrovano? Se havete in -M. Tullio un perfetto oratore, se havete in Xenophonte un perfetto -Re, se havete in Platone una perfetta Repubblica, se havete nel conte -Baldesare un perfetto Cortigiano con la donna di Palazzo, se havete ne -scritti del conte di Monte l'Abbate, il perfetto gentilhuomo d'honore: -havete ancho nelle scritture sante, il vero patiente sotto titolo di -Giobbe, havete l'essempio della verace ubidienza in Abraamo, della -santissima hospitalità in Lotto, dell'ottimo Re in David, del savio -S. in Solomone, del forte cavalliero in Sansone, del buono Imperadore -in Mose & nel fratello Aarone, et dell'ardito capitano in Giosue: ma -che non ci havete voi di buono in questo santo libro? forse ch'egli -vi fa miscredente & dubbiosa dell'immortalità come fanno i philosophi: -forse ch'egli vi fa impazzire attorno le zone, le sphere, et i zenit, -come far sogliono i Matemattici, forse che vi oscura il vero, come -veggo far i legisti: forse che vi puon in compromesso la vita, come -fanno i Medici. Delli bugiardi et appassionati historici non vi parlo, -liquali spesse volte fanno, che i poltroni paiano Marcelli & i Marcelli -sieno tenuti timidi et vili piu di quel Pluto indutto da Luciano & da -Aristophane ch'ogni cosa teme et sbigottito rimane. Vengomi hora alli -Poeti, & vorrei che alcuno mi dicesse che utilità si cavi del rapto di -Ganimede: dal formoso Alexi ò dal bruno Menalca: vorrei che alcuno mi -dicesse che profitto mi faccia l'amor della Luna et del suo Endimione -con l'importuno chiamar d'Hila, di cui si finge invaghito Hercole -presso di Propertio et di Valerio Flacco. Vorrei detto mi fusse di -giovamento esser mi possa l'amor di Hiacinto et di Apollo, di Ampelo, -& di Bacco, di Adone & di Venere; di Titone & dell'Aurora; di Atis, & -di Cibele, di Siringa & del Dio Pan. Bramo detto mi sia che honestà -si apprenda leggendo gli amori di Valerio Flacco et dell'amazonico -fanciullo: che religione si apprenda per sapere che Tibullo amò -Cherinto, Anacreonte Batillo, Alceo Lico, Valgio Misti, Asinio -Hippolito, Voconio Testilo, Oratio Ligurino, Q. Catulo Epigrammatario -amasse Roscio, Euripide Agatone, & Arato Philino. Credete voi Madonna -Clara, che venir mi possa desiderio di unirmi con Dio per leggere -che Daphne fusse amata da Apollo, Tiro di Nettuno, Hebe da Hercole, -Philace da Stratocle, & Atalanta da Meleagro? mai non che non me ne -verrà giamai voglia. si ben leggendo nella sacra Biblia di Sarra et -della riverentia che à suo marito portava chiamandolo suo signore: si -ben leggendo di Hester, di Susanna; di Giudit & di Anna figliuola di -Elcane laquale, non si partiva mai dal tempio sempre alle orationi, -& a digiuni intenta. Non vorrei pensaste che io vi scrivessi come una -trassognata: hò anch'io letto la parte mia de scrittori Pagani et me -ne pento, et ne chieggo perdono a Dio sopra tutte le colpe mie: non -vorrei da che appresi la santa Croce haver mai letto altra cosa che -la divina scrittura: vorrei haver mangiato questo sacro volume come -per il profeta Iddio comandò: vorrei havermelo convertito in succo et -in sangue, perche egli sarebbe stato come una lucerna a piedi miei, & -havrei guidato ogni mia impresa secondo la parola d'Iddio, da quella -sarei sempre stata pendente, quella m'havrei io tolto per mia guida, -per scorta, & per tramontana, con quella mi sarei piu dottamente -governata che forsi non hò fatto, ma meglio è tardi che mai; si che non -vi maravigliate più per l'avenire, che lasciato habbi qualunque altra -lettione, & data mi sia tutta alla verace Theologia: anzi vi essorto a -far il medesimo c'ho fatto io; seguite (vi prego) le mie pedate, ne vel -recate a vergogna, perche sia piu giovane di voi, fate vostro pensiero -che la mia voce, con la quale vi invitto a si gloriosa impresa, sia -voce celeste, & non terrena, persuadetevi che le mie parole sianvi -dettate dalo Spirito Santo & non d'altrui. Ricordatevi di ciò che -disse il beatissimo Girolamo, che l'ignoranza delle scritture si era -l'ignoranza di Giesù Christo. Ricordative di ciò che disse il Salvator -nostro: SCRUTAMINI SCRIPTURAS, ILLAE ENIM TESTIMONIUM PERHIBENT DE -ME. cosi facendo, noi saperemo che cosa sia veramente Christo, & quel -che egli habbi fatto per noi, & cosi l'ameremo con tutto il cuore, & -amandolo il fruiremo insieme col padre, col figliuolo, & con lo spirito -santo: amen. Di Vinegia. - - -LUCRETIA MASIPPA ALLA S. CAMILLA MARCHESA PALAVICINA ET S. DI CORTE -MAGGIORE. - -Quando mi fu data la nova che havevate partorito un bel figlio maschio, -io ne sentì tanta allegrezza al cuore, quanta ne sentisse Diagora -Rhodiotto, quando egli vide in un medesimo giorno coronare tre suoi -figliuoli vincitori et spargerli addosso dalle piu alte finestre un -nembo di vari fiori. Non sentì tanta gioia Philippide scrittor de -Comedie, quando in un Poetico certame fuor di ogni speranza si trovò -vincitore: direi liberamente d'haver superato di letitia Chilone -Lacedemonio, quando egli vide ne giuochi Olimpici coronar il figliuolo. -Di che mai havessero Policrata nobile Romana, & Marco Iuventio console, -sel non fusse, che quelli di allegrezza morirno, et io son pur viva; -benche mal viva mi senta, sendo privata della vostra gratiosissima -conversatione; non potendo più udir la dolcissima favella, non veder le -accorte maniere, non finalmente, con attentione contemplar le honorate -vostre attioni: Iddio mi faccia gratia che vi rivega prima che io -muoia; altrimenti morte mi fora pur troppo acerba & troppo dolorosa, ma -non posso credere che non vi venga un'altra fiata desiderio di rivedere -questa nostra inclita & gloriosa città di Vinegia, dove il male muore, -& il bene si nodre & si cria. state sana insieme col vostro amatissimo -consorte: le mie figlie riverentemente vi salutano. Di Vinegia alli X. -di Novembre. - - -CHIARA FEDERICI CONTESSA MARTINENGA A M. LELIA CANOSSA. - -Hò pur havuto il gran dolore, intendendo la morte di vostra madre, che -fu a nostri tempi uno specchio di patientia, una norma d'honestà & una -infallibil regola dell'honorato vivere. Deh quante volte hò io pregato -Iddio che si come già si permesse & si acconsentì risuscitassero -Aviola, L. Lamia, Corfidio, Gabieno, Tindareo, Hercole, Esopo, & altri -molti, cosi ci fusse hora conceduto ch'ella tosto risuscitasse. Deh -perche non posso io fare come si legge haver fatto .S. Cataldo che -risuscitò la madre da cui era stato poco avanti partorito. se ciò -potessi fare, so ben io certo che sin'a quest'hora non la desideraremo -piu: ma sapete voi come l'è? ci bisogna haver patientia in tutto -quello, che ne vien ordinato dalla divina potentia, & non dolersene, -& non turbarsene punto: attendiamo a consolarci scambievolmente, -imperoche mi sento di non haverne minor bisogno di voi: non altro: -Iddio ci guardi da male. Di Brescia alli XXV. d'Agosto. - - -MADDALENA BARATTIERA A M. LODOVICA CORNARISA. - -Non credo che alcuno di quelli, iquali finsero i poeti esser condennati -alli supplitij infernali, senta tanta angoscia, quanta sente un'anima -che sia presa di gelosia: l'affanno veramente delle figliuole di Danao, -il tormento di Prometheo, l'afflittione di Sisipho, la molestia di -Titio, il cordoglio di Theseo & di Isione è nulla, rispetto a quel -che per gelosia si pate. questo vi dico io, perche ve ne guardiate, -intendendo che siete assai vicina per intrare in questo inestricabil -laberinto. Deh lasciate per vostra fe correre l'acqua all'ingiù & -non vogliate rizzar le gambe a cani: tengo fermamente che se voi -perseverate a cotesto modo, che diverrete la favola del volgo. Di -Piacenza. - - -FRANCESCHA TRIVULZA CONTESSA VEDOVA DELLA MIRANDOLA A M. - -Hò ricevuto le vostre lagrimose lettere, et m'è rincresciuto -infinitamente che vostro figliuolo si porti tanto male con esso voi. -Voi non siete però la prima, ne credo sarete l'ultima che riceva da -figliuoli simili torti. Alphonso il primo Re di Portogallo, puose già -la madre in prigione, sol perche tentò di rimaritarsi & non per alcuno -difetto. Michele Calafatta imperadore spogliò la madre violentemente -d'ogni giuridittione ch'essa possedeva: cosi fece Constantino figliuolo -di Lione, verso la madre Irene et molto peggio di lui portossi anchora -Tiberio Cesare. si che datevene pace, poi che di voi sola non è questa -infelicità, dell'haver pessimi et ingratissimi figliuoli. Di Mantova -alli XX. d'Agosto. - - -ISABELLA BORROMEA TRIVULZA A M. F. N. - -Che vostro marito sendo huomo da bene, sia stato si mal trattato dalla -sua Republica, non vi paia ciò strano poi che per il passato fecero -molte fiate alcune Republice simili de trattamenti alli lor cittadini: -li Atheniesi per ricompensa delli triomphi Maratonij puosero il buono -Milciade in stretta prigione: la republica di Siracusa ammazzò con -infinita rabbia Dione, per opera del quale, havea già ricuperata la -desiderata libertà: li Atheniesi anchora scordatisi li molti beneficij -dal giustissimo Aristide ricevuti, lo sbandeggiarno dalla città. -Sofferite adunque in pace, & ringratiate Iddio d'ogni cosa ch'egli vi -manda; imperoche noi spesse fiate giudichiamo male, quel che veramente -è bene, & tall'hora bene, quel che è male. Iddio ci porghi lume di -saper discernere il bene dal male, acciò non si cada precipitosamente -in qualche errore, dal quale poscia rilevare non ci possiamo. Di Milano -alli X. d'Agosto. - - -IPPOLITA DI LAMPUGNANA A M. PHILIPPA SAGRATA. - -Mi piace stremamente della compra che voi havete fatto, perche cosi -ci vedremo piu spesso, & goderenci senza disturbo: ma molto piu mi -dispiace che nel comprar non havete usato quella equità che a voi si -conveniva: l'è celebrato dalli antichi Ermete Egittio per esser stato -si giusto, che non fu mai da veruno di giustitia avanzato: Sempre, -per non peccare contra la ragione, comprava piu caro di quello che -il venditore istimava: non intraverrà già, a voi, se a cotesto modo -perseverate di fare, come intravenne di Aristide, il quale presso delli -Atheniesi, per l'incorrotta sua giustitia meritò di havere il cognome -di giusto: ma sia ogni cosa in nome d'Iddio, forse vi ravederete -un giorno di questo errore, & lo emendarete, havendo compassione -a que poveri pupilli a quali tal heredità si apparteneva. Da casal -Pusterlengo alli XX. d'Agosto. - - -CAMILLA SUSIA A M. BARBARA MOSTA. - -Intendo che alberga nelle vostre case un'Arabesco, tenuto (da chi sa -giudicare) il piu scientiato huomo, che nato sia al mondo de molti -anni in qua, al quale vorrei dimandaste d'onde nasca che a Locri et a -Cotrone mai fusse pestilentia; perche non piovesse mai per alcun tempo -nel cortile del tempio di Venere che si vedeva già in Papho: vorrei -li dimandaste s'egli reputa vero ciò che di Hercole scrive Celio, -cioè ch'egli havesse tre ordini de denti & donde questo procedesse, & -cosi li dimanderete di Direptina figliuola di Mitridate, della quale -leggo che dui ordini n'havesse: dimandategli perche havesse Aristomene -Messenio il cuore tutto peloso: dimandategli donde avenisse che -Antipatro Sidonio fusse ogni anno di febre infestato il giorno a punto -ch'egli nacque: me ne farete di questo gran piacere, et avisatemene -quanto più tosto potrete: se il mio dottor Susio fusse presso di me, -non vi darei questo disturbo, perche egli mi sodisfarebbe: ma le Sirene -di Vinegia insieme con un Cigno d'Aquileia con mio gran dispiacere lo -tengono da me lontano. - -Dalla Mirandola. - - -LUCRETIA AGNELLA A M. CATHERINA OLDRADA. - -Per le vostre lettere hò inteso dolcissima sorella, il desiderio che -voi havreste di maritar vostra figlia col figliuolo de M. Achille -Zenardo, & sopra di ciò richiedete con instanza il parer mio. Non mi -conosco già io tale, che consigliar vi possa in si fatto caso, pur per -quella santa amicitia che con esso noi dalla prima fanciullezza con -scambievoli ufficij crebbe, io vi dirò quanto già intorno a simil fatto -raccolsi dalli dolci ragionamenti del mio consorte piu fiate havuti in -cotal materia, con M. Gioanni agnello, che fratello li fu, non so per -natura, ma per animo anchora & per costumi. Se ben adunque le passate -cose per la memoria vado rivolgendo, & più internamente considero il -danno che ne risulta dalli accerbi matrimoni, da tal parentela per ogni -modo vi asterrete: imperoche far debbonsi i matrimoni quando l'huomo è -atto a generare, & la donna a concepire; altrimenti, liti & discordie -per la casa tutta via s'odono: & sarebbe d'avertir diligentemente che -sempre la matrimoniale Copula, in tal età si facesse, che li Padri -potesseno a figliuoli sovvenire, et li figliuoli riferir le dovute -gratie a padri loro: la qual cosa felicemente avverebbe se l'età -paterna, da quella de figliuoli, fusse con giusta proportione distante. -Tutti li antichi scrittori (per quanto intendo) che a me, da molte liti -impedita, non fu mai lecito di volger sossopra di molte carte: vogliono -che l'età della moglie & del marito, sia talmente proportionata, che da -un medesimo tempo l'un cessi di generare, & l'altra di concepire, il -che all'huomo avviene nel settuagesimo & alla donna nel cinquantesimo -anno. Hò io certamente molte volte avvertito che quando in troppo -giovinil età le persone si congiungono, rade volte a perfetta statura i -parti loro pervenire, oltre che le fanciulle, per la debolezza de corpi -spesso nel partorir muoiono, o vero con istrema fatica partoriscono: -aggiungoli di piu, che le nozze alquanto tarde, dispongono le fanciulle -a continenza & a le troppo acerbe disfrenata libidine son cagione. Ma -voi mi potreste forsi addimandare quale è adunque la piu convenevol -età: al che rispondo che l'età della femina è nelli dieci otto anni, -& quella de maschi nelli trenta sei, percioche alhora i corpi hanno -conseguito sommo vigore, & ad un medesimo tempo cessa d'ambidui il -naturale ufficio. Qui per hora farò fine al mio scrivere, ma non lo -farò se prima non vi aggiungo il tempo, che a savi parve piu commodo -per la generatione, che sarà la vernata, & quando i venti Boreali -spirano, & non mai quando li Australi soffiano: state sana che Dio -prosperi li successi vostri, & a lieto fine sempre li conduchi. Da -Carbonaruola alli XX. di Marzo. - - -ISABELLA LONARDI CONTESSA DI MONTE L'ABBATE A M. MADDALENA PEVERELLA. - -Grande è stata l'allegrezza c'hò sentito intendendo che secondo il -desiderio vostro, habbiate partorito un bellissimo figliuolo; per il -che, prego di buon cuor Iddio lo faccia campar doppo voi, & voi, che lo -partorite, imiti sempre nelle vostre piu honorate attioni. Hora non vi -sarà piu lecito di gir a spasso come solevate fare, & se vorrete esser -tenuta pietosa madre, vel converrà con le proprie mammelle lattare, -& non gittarlo nell'altrui grembo, il che non fanno le piu nocevoli & -dannose fiere c'habbia la Libia: vi converà avertire che le membra per -l'innata tenerezza storte non divengano, & per il consiglio di Galeno -sparger del sale fra le fascie, acciò che la pelle dura doventi, & -resista alle esterne ingiurie; darli di piu à poco à poco alcuni soavi -movimenti, per consumar la soverchia humidità de corpi. bisognerà anche -por attentione che l'aumento del corpo suo per smoderata fatica non -sia impedito, guardarlo dal vino sin'à più provetta età; assuefarlo -destramente & al caldo & al gielo: isviarlo da lussuriosi spettacoli, -da compagnie dissolute; et avezzarlo a dir sempre il vero di ciò che li -viene richiesto. cosi sperava io di fare, se mai a Dio fusse piacciuto -di far feconda la mia sterilità: & credo che agevolmente mi sarebbe -ogni mio desio venuto ad effetto, solo specchiandosi i miei figliuoli -nel essempio del mio amabile, & honorato consorte, ilquale, non sol -Padre li sarebbe stato: ma ancho fedel precettore & diligente balio. -Veramente se mi sono rallegrata che lo habbiate partorito al mondo; -molto piu rallegrerommi vedendo per l'avenire che lo ripartorite a -Christo, insegnandoli la vera pietà con la via dell'honore & della -virtù; ne altro vi dico a questo appartenente; confidatami nella -felicità del vostro ingegno, & nella maturità del senno. Di Vinegia -alli X di Marzo. - - -GIRONIMA CAVALLERIA A M. - -Se vi hò & detto & piu volte scritto che schiviate le male pratiche, -non è ciò stato senza cagione: imperoche so quanto nuocer sappino le -maligne persone, benche alle volte il contrario dimostrino: soglio -io rassimiglia re questi tali al serpente, ilquale, anchora ch'egli -sia di sua natura pestifero, mentre però si aggiaccia di freddo, si -puo senza nocumento alcuno maneggiare & questo non perche egli non -habbi in se stesso il solito veleno, ma sol perche non lo puo come ei -vorrebbe mandar fuori. oh quanto male commetterebbesi da molti, se con -l'animo rio havessero accompagnate simiglianti forze. Se io fussi nel -grado che voi siete so che mi leverei dalla conversatione di alcuni, -nati sol al mondo, per malignare: ma a questi tristi & malvagi huomini -hoggidi non ci si avvertisce, per esservene forse troppo gran copia -in ogni luogo: si come non siamo ne anche soliti di maravigliarci -per vedere un albero, la dove le folte & alte selve a tutte l'hore si -scorgono: attendiamo sorella mia a ben vivere lasciandoci guidare dalla -ragione; & non sol a far quello che il fallace senso et l'altrui male -persuasioni v'invitano: non vogliamo per cagione alcuna commettere che -l'altrui pratica ci renda infami & vitiosi (come essi sono) ci faccia -reputare, la vita nostra diceva gia un savio Philosopho è simile alle -favole; che publicamente si recitano, delle quali non si considera -quanto lunghe ò brevi sieno, ma sol quanto sieno ben recitate: altre -cose occorrerebbomi di dirvi in questo proposito; ma me ne rimango -sperando tosto di rivedervi: tra tanto state sana. Di Vinegia. - - -APOLLONIA ROVELLA ALLA S. ISABELLA SFORZA. - -Le acerbe querele che voi fate delle tribulationi che tutto 'l giorno -vi pioveno sopra del capo, mi fanno dubitare che l'altezza del vostro -nobilissimo cuore, non si sia alquanto piegata et piu molle di quel che -l'era divenuta: quasi S. che non sappiate non altro esser la vita del -Christiano, che una perpetua croce, & pessimo segno esser per quelli -che senza croce a questo mondo viveno? questo è veramente il triompho -di Giesu Salvatore dell'humana generatione. per il mezzo della croce -vinse egli il mondo, superò Sathanasso, & distrusse l'inferno a noi -insegnando che caminar ci bisognava per la via d'essa croce. Soleva -dir il gran Demetrio che la vita perpetuamente tranquilla et quieta -senza veruna incursione di fortuna era simile al mar morto. Se siete -quella valorosa donna qual v'hò sempre giudicata, fate mi vedere che li -incommodi della fortuna non vi commovino, ne vi pertubino punto. siete -pur hormai tanto assuefatta alle asprezze di questo mondo che niuna -cosa (quanto calamitosa ch'ella sia,) vi doverebbe esser piu molesta ò -dura. Se la grandine che sopra de tetti cadde, salta di qua & la con -grande strepito: ma il piu delle volte senza nocumento d'essi tetti, -perche dovemo pensare che li insulti della fortuna possino atterrar -l'animo di una donna istimata tanto savia? Se havete insegnato alli -altri con i vostri dolci componimenti come tranquillar debbano l'animo -perche non usate per voi quella istessa medicina? l'animo del savio -è simile a raggi del Sole, liquati benche la terra tocchino, sono -però sempre in quell'istesso luogo d'onde n'uscirono: non vi lasciate -adunque si vanamente perturbare; ma consolative nel S. Dio. Di Vinegia -alli XII. d'Agosto. - - -LA CONTESSA ISABELLA DE LUNA AFFAITA ALLA S. CLARA VISMARA. - -L'è vero che io mi rallegro molto quando alli amici miei succedono -le cose secondo il voto loro: non posso però fare che alle volte io -non tema, che si come la smoderata fecondità amazza et soffoca molte -fiate gli alberi & le viti, che cosi la troppo lieta fortuna non ci -distrugga, & sciocchi non ci faccia del tutto divenire: sempre piu -nocque la prosperità che l'adversità. Si come il vetro quanto piu -risplende tanto piu dimostra la sua fragilità, cosi la fortuna quanto -piu l'è splendida, tanto è men durabile & maggior rovina ci minaccia: -di questo v'hò io voluto avvisare; perche non v'insuperbiate, & non -facciate come molti fanno, liquali dalla smoderata felicità si lasciano -talmente accecare che par loro d'esser fatti eterni, ne piu conoscono i -vecchi amici, ne credeno che mai piu lor habbi da mancar cosa veruna. -oh Dio quanto sono questi fuori del buon senno: quanto dimostrano -d'haver poca cognitione della instabilità delle cose humane, oh quanto -mal considerano questi tali, le sue instabili & volubili attioni non -per altro fu dalli antichi pittori dipinta la fortuna sopra d'una -rotonda pietra che per dimostrarci quanto la sia volubile: ne per altro -disse quel Terentiano O FORTUNA UT UNQUAM ES PERPETUO BONA? che per -farci diffidenti & per non lasciarci riposar in lei, ma in sol Iddio, -ilquale non si muta mai; ma stabilissimo rimane: non altro. Iddio vi -guardi. Di Cremona alli X. d'Aprile. - - -ISABELLA SFORZA ALLA S. FULVIA COLONNA. - -Vi hò molte volte & per lettere et con la viva voce essortata al studio -delle sacre dottrine: & per quanto m'è rifferito havete incominciato a -dargli diligentemente opera (vi prego) a perseverare senza stanchezza ò -satietà dimostrare: imperoche la sacra Theologia è di tal qualità che -s'ella profondamente non scenda alle piu secrete parti del cuore, la -non vi fa sentire il frutto che di lei coglier si suole: ne vi offenda -il vederla stratiata & da vani intelletti variamente esposta & spesso -con danno dell'anime nostre, imperoche questo è vitio & mancamento del -giudicio & de l'intelletto et non della sacra scrittura a quella guisa -che veggiamo molte cose drittissime, poste nell'acqua, rappresentarsi -storte & di altra forma che veramente non sono: attendete a caminar -(come intendo che fate) contentandovi della dolcezza & della -consolatione che la virtu di sua natura porge senza cercarne gloria ò -fama imperoche si come l'ombra al nostro dispetto ne segue & accompagna -cosi la gloria seguita la virtu anchora ch'ella se ne fugga: dico -anchora di piu che si come l'ombra alcuna fiata precede & alcuna fiata -ne viene doppo le spalle, cosi ad alcuni subitamente gli ne segue la -fama doppo l'haver operato virtuosamente et ad altri indugia fin doppo -la morte certa cosa è però che quanto piu dalla lunga ella se ne viene, -tanto maggiore è solita essere. Deh perche non mi è lecito di esservi -piu vicina per accendermi tutta via piu alla virtu: ma chi sa forse -che un giorno mi sarà conceduto fra tanto vivete lieta & amatime. Di -Milano. - - -CELESTINA SEREGNA A M. GIULIA DEL BORGO. - -Non vi hò piu per tempo scritto per il gran cordoglio c'ho sentito -nella morte del mio pappagallo, dal quale, ero piu amata, che non -fu mai Hermia dal suo caro delphino, piu che Argis dall'oca, piu che -Glauce Citarista dal suo montone, piu che Amphiloco dall'amantissimo -gallo. Se io fussi morta prima di lui, credo fermamente, ch'egli -sarebbe di dolor morto, si come fece quella gratissima aquila poi -ch'ella vide abrusciar il corpo della Virginella che allevata l'haveva: -hora che il mio dolore è alquanto sminuito, io scrivo a parte a parte -della vostra che mi fu gratissima: & per la prima cosa pregovi a -confermare, et stabilire l'animo vostro con la ragione & non con false -opinioni: i buoni marinari quando preveggono la tempesta, fermano la -nave con le anchore non compiacete punto all'ira poi che ella suole -per la smoderata indulgentia sempre piu esasperarsi. Si come per -il parer d'Hippocrate quel morbo suol esser pericoloso molto che fa -sovente cangiar volto all'infermo: cosi fra tutti i mali che sogliono -infestar li animi nostri non ci è il piu dannoso dell'ira; facendone -di maniera mutar viso, voce, & andatura che paremo in tutto diversi -da quel che da prima solevano essere. Se le nodrici sogliono dire a -piangenti fanciulli non piangere & haverai quanto desideri, perche non -diciamo parimente noi all'animo commosso & alterato non gridare, non ti -affrettare & con maggior commodità conseguirai quanto desideri. vorrei -che volentieri comportassi che la ragione togliesse di mano all'ira la -vendetta. Quanto al desiderio che voi havresti di punire chi vi offende -si attrocemente, io vi ricordo che li castighi dar si deveno quando -l'animo è ben quieto, accioche poi sforzati non siamo di punir altrui, -quando l'animo habbiamo alterato & mal disposto: ne altro mi occorre a -dirvi. Di Milano. - - -GIROLAMA CAVALLERIA A M. DIANA SCARAMPA. - -Gran dispiacere è stato il mio intendendo dell'amara discordia nata -novellamente tra vostri fratelli, allaqual cosa, dovereste voi tosto -soccorrere con la vostra senil prudentia & pensar che si come le -macchie tosto levar si debbono, perche nel soggetto drappo altamente -non si profondino a tal che poscia levar non si possino senza molta -fatica & senza danno del luogo dove elle cadero: cosi le fraterne -dissensioni doversi mitigare, prima che partorischino malevoglienza -et amaro odio. l'è troppo brutta cosa che un fratello habbisi a -male l'esaltatione dell'altro: si doverebbe imitar la bilancia, la -quale, quando una parte si leva in alto, l'altra senza molestia & -senza gridore alcuno cede, & si deprime, ne fa alcuna resistenza. -Siano benedetti per tanto Castore & Polluce, liquali tanto si amarno -che fra di loro divisero l'immortalità: siano benedetti Hercole & -Iphiclo, Apollo et Diana che si dolcemente sempre si abbracciarno, ne -mai fu tra loro alcuna picciola ombra di rancore. Affaticative quanto -piu tosto potete, per che si riuniscano queste divise anime, dalla -qual divisione, ne veggo nascere infamia, dishonore, calunnia & gran -giattura di facultà. Dal canto mio vi prometto non mancare di provedere -perche di un fuscello non se ne faccia un grosso trave: state sana, che -Iddio sia la guardia vostra. Di Vinegia alli XX. di Gennaio. - - -LAURA CONFALONIERA A M. GIULIA ROZZONA. - -Non so se io debba admettere questa vostra scusa di non poter ne -scrivere, ne visitar gli amici per esser carica de figliuoli. deh che -fareste voi se havessi venti come hebbe Euticha? che fareste voi se -ne havessi cento, come leggo haver havuto Combe Calcidica, donde poi -ne nacque il proverbio. TANQUAM CALCIDICE PEPERIT NOBIS UXOR: Niobe -figliuola di Tantalo n'hebbe quatordici ben strani & malvagi: ne perciò -rimaneva di esser ufficiosa verso gli amici. Io non accetto questa -scusa: ma in qualche modo mi vendicherò di questa vostra negligentia se -non con altro, almeno con pertinace silentio. Di Piacenza. - - -CORNELIA PICCOL'HUOMINI CONTESSA DI ALIFFE A M. LELIA SCARAMPA. - -Antonio, vostro fratel cugino, fu l'altro giorno a visitarmi & doppo -molti ragionamenti insieme familiarmente havuti mi disse ch'eravate in -grand'affanno, per la pestilentissima lingua di alcuni scellerati, che -vi laceravano la buona fama qual con tanto sudore acquistato vi havete, -& con acuti morsi vi trafiggevano il cuore; & che di questo, non ve ne -potevate dar pace in modo alcuno: Io mi maraviglio grandemente di voi, -che si leggiermente, rimagniate offesa: ma se non sofferite con forte -animo le parole de nemici vostri, come sofferirete voi i fatti? quasi -che sia cosa moderna il ritrovar che si diletti di morder altrui? & di -qual cosa prega con maggior vehementia il profeta David, salvo che di -esser liberato dalle labra inique, & dalla lingua dolosa? Ho io sempre -creduto che maggior danno si senti dal lusingheuol amico, che dal -feroce et mordace nemico, soleva il S. mio padre rassmigliar le persone -virtuose che da niuna infamia macchiar si possono, a quell'herba detta -Adianthon, laquale, anchora che ben si bagni et nell'acqua tutta si -sommerga, sempre però par che secca et arida sia: Assuefate (vi prego) -gli orecchi a ricever simil veleno, et non piu vi nuocerà che si -nuocesse gia a Mitridate ricevendo per bocca essendoci da fanciullo -avezzo. Attendete pur a guardarvi prudentemente (come fin'hora havete -fatto) & poi lasciateli sfogare questo lor insanabil morbo, ilquale -a voi non nuocerà punto. nuocerà bene a lor stessi facendoli scoprir -l'innata lor malignità. Ringraziate Iddio che a cotesto modo vi si -dia materia di esercitare la patientia vostra, laquale per si fatti -modi si raffina & illustre doventa. Avviene veramente alle persone -afflitte, come veggiamo avenir al zaffrano et al fien Greco, lequali -quanto piu son calpestrati, tanto piu facilmente fioriscono & mostrano -la lor bellezza. Voi havete pel passato et nella vostra piu giovenil -età, tolerato con istrema patientia tante ingiurie della fortuna -fatte, tanti duri incommodi, & hora per si lieve cosa v'attristate, vi -sgomentate, & non volete con voi stessa pace? mi parete fatta simile -alla Murena, laquale con noderoso bastone uccider a fatica si po' et -uccidesi poi agevolmente con la lieve ferula: non ha potuto piegar -la grandezza del vostro animo, non ha potuto scemare, ne indebolir -la fortezza del vostro petto la morte di tre fratelli, che furono di -Scipione, di Annibale, et di Leonida assai piu valorosi: non vi ha pur -un tantino sbigottito la morte d'un figliuolo, che avanzava di bellezza -l'Adone di Venere: & hora vi po' contristare una parola detta (per -aventura) da soverchio caldo di vino? Deh acchetativi sorella mia (se -punto mi amate) poiche da queste male lingue niuno guardar si puote: -elle travagliorno sempre i buoni, trafisser Christo Re del cielo, non -sol quando tra peccatori conversò, ma anche poi ch'egli fu confitto -sul legno della croce. Siavi la morte di Christo in luogo di quella -virtuosa Panace c'ha rimedio efficace contra tutti i mali; & qui fo -termine al scriver mio, scongiurandovi per quella altezza di animo, -che gia tanto in voi per passato ammirai et ammiro tuttavia, vogliate -generosamente por i piedi su queste frivole ciancie, nelle quali ne la -giustificatione, ne la condennagion vostra consiste: state lieta. Di -Napoli alli XX. d'Agosto. - - -MARTA VIDASCA A M. AGATA FERRERA. - -Volesse Iddio che le ingiurie che dette vi furono l'altro giorno -da vostro cognato, facessero in voi di quelle operationi che fece -la ferita di colui che uccider volle il Tessalo Prometheo; so che -l'istoria vi è nota, ne accade ripeterla; & chi sa che quelle villanie -non vi sieno una salutevole ammonitione perche vi guardiate se in voi è -vitio alcuno da correggere et da emendare? Telepho, perche non haveva -amici, fu costretto ricevere la salute dell'inimico: cosi intraviene -a noi quando non habbiamo liberi amici, che ci dichino la verità sul -viso; siamo sforzati udirci rinfacciare li difetti dalli nemici: ma -noi doveremo veramente fare come egli fece, ilquale non abadò a colui -di cui era l'hasta, ma sol la salute che sporta l'era per il mezo -dell'hasta: se l'è vero ciò ch'egli vi disse di male, fate di maniera -che piu non lo possa dir con verità: se l'è bugia, fate vostro conto -ch'egli non habbi detto a voi, poi che in voi non è cio che egli vi -rinfaccia: consolative adunque & ricorrete sempre a Dio nelle vostre -tribulationi: sia l'oratione il vostro rifugio, sia la prora, sia la -poppa, sia l'anchora della vostra fluttuante navicella. oh se sapeste -quanta forza ella habbi; vi fermareste, tutta, tutta, ne suoi giusti -presidij & per virtu de lo spirito, conoscereste che ella ha tanta -forza ch'ella pò mutare i fermi proponimenti d'Iddio, pur che sia fatta -con humiltà, il che ne dettero ad intender li dottori Ebrei, dicendo -che chi ha da far oratione, deve star in luogo basso & non punto -alto, il che conferma parimente la divina scrittura dicendo ORATIO -HUMILIANTIS SE PENETRAT NUBES ne piu oltre mi stendo a favellarvi di -cotal materia, Iddio vi doni fortezza. Da Trento alli XV. d'Aprile. - - -LA MARCHESA MALASPINA NICELLA A M. FLAVIA NEGRA. - -Tre partiti mi sono hor hora capitati alle mani per vostra figlia (s'è -pur siete disposta di volerla come mi diceste maritare:) l'uno è non -meno ricco che gia si fusse Crasso ilquale poteva nodrire delle sue -annuali rendite una legione, ma l'è furioso piu di Clomede: l'altro -è bello a par di Nireo, et similmente povero come Iro. Il terzo è -piu brutto di Esopo Phrigio, savio però & astuto quanto mai ve ne -fusse alcun'altro. Ulisse sarebbe nulla, comparato con esso lui: -eleggete hora qual piu vi piace, perche farò andar avanti la prattica -& in brieve spatio di tempo con il mezzo della S. Emilia Rangona la -conchiuderò: state sana. Di Piacenza alli: XX. di Gennaio. - - -ALUVIGIA CAROLEA A M. LIVIA BENCIA. - -Mi dimandaste alli di passati per vostre lettere d'onde avvenuto -sia che alcuni Philosophi habbino scritta ogni cosa esser di acqua -composta, & Pindaro nobile poeta habbi nel suo poema scritto che ottima -cosa sia l'acqua: credo io fermamente che la virtu che nell'acque -in diversi luoghi si ritrova, sia stata cagione di fargli cotal cosa -scrivere. sono veramente sopra ogni fede gli effetti che noi veggiamo -dalle acque uscire. soviemmi d'haver letto, che l'acque Suvessane, -toglievano la sterilità delle femine, & insieme la pazzia dal capo a -gli huomini. Hò letto che nell'Isola Enaria con l'acqua si guarisse -chiunque pate il male della pietra. Vicino di Roma le acque dette -Albule, risanano le ferite: il lago Amphione, toglie le vitiligini: -Cidno fiume della Cilicia, medica la podagra. Ho letto d'un fonte -posto fra Napoli & Pozzuolo, che medica gli occhi infermi: le acque -che sono nelle paludi d'Ariete; fanno stremamente indurar le unghie de -giumenti. Ecci anchora un fonte a Cerome, che fa divenire le pecore -negre, & un'altro detto Mele, che le fa doventar bianche. Chiunque -beve del fonte di Arcadia chiamato Clitorio, incontanente li viene -il vino in odio: chi beve del fonte Zizico, si spoglia subitamente -d'ogni amore, che altrui porta il fiume Lico presso di Leontini, è di -tal proprietà che chi ne beve doppo tre giorni muore. Infiniti altri -& miracolosi effetti delle acque si veggono: liquai non sol ci possono -far credere quel che Pindaro n'ha scritto: ma cio che anchora Empedocle -n'ha detto: altro circa questo per hora non vi saprei che dire, ne piu -altamente vinta dalla debolezza del mio ingegno vi saprei philosophare: -state sana & lieta, ne abbandonate per alcun tempo li incominciati -studi, acciò veggiamo di voi, tosto uscire li desiderati & lungamente -aspettati frutti. Di Pausilippo: alli XII. d'Aprile. - -La Contessa di Nola, mia S. vi saluta. - - -LUCIETTA SORANZA A M. LUCRETIA MASIPPA. - -L'altro giorno mi vennero (per lor gratia) a visitare alcune honorate -Madonne, lequali molto di voi si dolsero per havervi udito biasimare -le donne litterate, & che quando udite che alcuna donna habbi composto -qualche bella opera, ve ne ridete, ne fate scherno et ne pigliate -giambo, ne vi si puo per alcun modo persuadere che ciò sia vero. -Credereste piu agevolmente la natura della Chimera, & del Tragelafo -anzi che le femine possino esser dotte: poverella voi chi v'ha posto -in capo si strana opinione? adunque crederete non esser vero che una -femina detta per nome Carmenta fusse quella che ritrovò le lettere? -& pur questo confessano tutti li antichi istorici. Se adunque le -lettere sono inventione delle Donne: perche vi dispiace che le donne -con ogni studio ci attendino? Adunque non potrete voi credere che -Polla Argentaria moglie di Lucano scrivesse della guerra di Cesare -& di Pompeio, scrivesse dieci libri di selve, scrivesse Saturniali, -scrivesse dell'incendio di Roma, dell'incendio di Troia, & della -calamità di Priamo? Adunque crederemo che Claudia moglie di Statio -dottissima non fusse? adunque mosse dalla vostra falsa openione non -crederemo che Corrina la Tebana facesse cinque libri de Epigrammi et -cinque fiate superasse Pindaro tenuto il prencipe de poeti Lirici? -Saranno favole per voi le cose memorabili che si raccontano della -dottrina, di Pamphila, di Damophila, di Sosipatra, di Carisena, & -di Istrina Reina de Scithi: laquale, per il testimonio di Erodoto, -insegnò al figliuolo detto Sile, lettere Greche? ma lasciamo stare le -antiche Donne: diciamo de le moderne. havete voi inteso della dottrina -rara delle figliuole del Moro Inglese, & delle Bilibalde figliuole di -Bilibaldo Alemanno? havete considerato mai con attentione che poesia -sia quella ch'esce della poetica fantasia della Reina di Navara, della -S. Laura Terracina, della S. Violante Sanseverina, dalla S. Genevra -Villa fuora, della S. Emilta Angosciola, et della nostra virtuosa M. -Giulia Ferreta? havete voi mai letto il libro della vera Tranquillità -che ne dette gli anni passati la dotta penna della S. Isabella Sforza? -Vorrei leggeste le faconde prose della S. Princessa Anna Estense, et -della sua creata Olimpia morata; io vi supplico a non lasciarvi piu -di bocca uscir si fatte parole per quanto vi è caro l'honore. oh se -ciò sapessero tante & tante grandi & valorose donne, lequali, lasciato -l'ago, poste si sono alli studi, vi lacerarebbono con Iambi piu che -Anacreontici et con satire piu mordaci che non sono quelle di Persio -& di Giuvenale. fate a mio modo, (che da madre vi consiglio,) datevi -anchora voi alle buone lettere, perche non ci è altra via di ricuperare -i nostri primi honori, & la nostra vecchia reputatione: non ci è il -miglior modo per fuggir la tirannia de gli huomini, & per guardarsi -da le lor insidie, che di riccorrere alli santi studi delle dottrine & -divine et humane. Vi ho voluto avisare di questi rumori che sparsero le -parole che alli di passati diceste alla presentia di alcune forastiere, -dove si ritrovò similmente il vostro M. Ortensio, & di voi stranamente -si scandalizò, & m'hebbe a dire che s'egli creduto havesse che ciò -dicessi di buon cuore che piu non vi voleva come era di suo solito ne -amare, ne riverire. hor pensate da voi stessa, quanta perdita sarebbe -questa: state adunque in voi raccolta, & se aviene che alla presenza -vostra piu di cotai cose si favelli, parlatene altrimenti di quel che -fatto havete per il passato overo per mio consiglio tacerete. Di Villa: -alli X. d'Agosto. baciate da parte mia le vostre belle figlie. - - -LA CONTESSA DI NOLA A M. FLAVIA BORGHESE. - -Per quanto intendo, tutto'l male che è avenuto a M. Clara, è -proceduto dall'ira vostra: la colpa è adunque di voi stessa, se danno -sostenuto havete ne casi vostri veramente si come i fanciulli sovente -si feriscono mentre altri vogliono ferire, per l'inesperienza che -hanno delle arme, cosi l'ira spesse fiate nuoce a noi stessi, mentre -cerchiamo d'offender altrui. non dovevate gia voi si leggiermente -credere che M. Priamo vi havesse ingiuriato, perche si come soliti non -siamo di credere alle prime novelle che ci vengono ò liete, ò triste -ch'elle sieno: cosi non dovemo subitamente credere a quello che ne -persuade l'ira nostra: ma devesi differir la fede ch'ella desidera -per alcun giorno. Si come per la nebbia i corpi, cosi per il sdegno -le cose ci paiono sempre maggiori di quel che sono. perdonatemi se -vi dispiaccio cotai cose dicendovi: non dovevate voi mai correre si -impetuosamente alla vendetta come fatto havete. si suole da savi far -il contrario nel vendicarsi, di quel che si fa de cibi nel mangiarli. -niuno mangia salvo quando ha fame, ma la vendetta non si deve usare, -salvo quando non se n'ha voglia di farla, perche non accenda troppo. -temo io grandimenti che questa vostra strabocchevole & quasi perpetua -ira non vi travagli, & conturbi la desiata quiete a quella guisa, che -noi veggiamo l'assidua tosse conquassar il corpo. Se io circa questo -potrò in qualche cosa giovarvi, non pretermetterò cosa veruna a fare -(pur che sappia che vi risulti a utile, & a piacere) ne aspetterò -giamai che l'opera mia mi sia da veruno richiesta: state sana, & -amatime. Da Pusilipo alli XIII. di Marzo. - - -CATHERINA DELLI OLDRA A M. CLORIDA N. - -Mi scrivete per l'ultime vostre, che portate grande invidia alla S. -Tirinthia per haver piu belle gioie, & piu belle vesti di voi. di che -non posso io fare che non vi riprenda facendovi sapere che si come non -è alcuno miglior marinaio (ò nocchiero che vogliamo dire) per haver -piu bella & meglio armata nave: cosi non è miglior donna alcuna per -haver piu ricche gioie ò piu vaghi monili; non è la fortuna splendida -quella che ci fa risguardevoli al mondo; ma l'è la virtù et l'honestà -non finta et simulata, ma sincera & pura: laquale suol lungamente -durare, la onde le cose false stano picciolo tempo in un medesimo -stato: soviemmi di haver già letto qualmente una molto savia & prudente -Donna tacitamente schernì una femina Campana superba per molti pretiosi -ornamenti mostrandoli alcuni suoi figliuoletti virtuosi & ben creati -& dicendoli; questi, Donna, sono le mie gioie & li miei piu belli -adobamenti. Habbiate invidia a chi piu di voi si mostra & in effetti, -& in parole, amica dell'honore, & della verace gloria: bisogna stimar -la persona non da quello ch'ella possiede, ma da quel che è veramente -suo: le ricchezze non sono propiamente nostre, ma sono della fortuna, -& per questo le veggiamo sovente volte esposte alle predatrici mani -hor de vincitori soldati, & hor de rapacissimi Tiranni. Questo è pur -troppo publico errore cercare con infinito studio, & con infinita -sollicitudine gli ornamenti esterni, & delli interni non curarsi punto. -ben hà gli occhi di ferro chi non piange tanta nostra cecità. Hor per -conchiudervela in poche parole, scacciatevi dal petto questi vani & -fanciulleschi desiderij, & aspirate hormai di buon cuore all'eterna -gloria, caminate contra la generale opinione delli Idioti & fate come -veggiamo far le stelle, le quali vanno per un viaggio contrario al -mondo, & questo vi basti per una semplice ammonitione: Dio da mal vi -guardi et vi consoli di quanto honestamente desiderar si puote. Da -Chiavena de Grisoni alli XXV. d'Agosto. - - -LUCRETIA GONZAGA A MADAMA LIVIA PASETTA. - -Hò ricevuto il ritratto di vostra madre che mi havete mandato: -veramente non credo che ne Phidia, ne Zeusi, ne Polignoto, ne Timante -l'havessero potuto ritrar piu del naturale; parmi che solamente il -fiato li manchi: hora vel rimando & pregovi insieme à voler caminare -come ella caminò sempre di virtu in virtu senza mai esser colpevole -di alcun picciolo maleficio, ò pur darne un tantino di sospetto: -studiate (vi prego) di rassimigliarli nelle qualità dell'animo, come -le rassimigliaste nelle qualità corporali: non furono instituite -l'arti del pignere, & del scolpire per altro che per eccitarci anzi -per infiammarci il cuore alla imitatione di quelli, la cui pittura ò -vero statua contempliamo. soleva dir un valoroso capitano che le statue -rizzate per testimonianza delli altrui gloriosi fatti, li toglievano -il sonno, ne lo lasciavano dormire, sentendo sempre nell'animo -acutissimi stimoli che lo pungevano et lo trafiggevano perche simile -a quelli divenisse: faccia Iddio che il ritratto della virtuosissima -vostra madre faccia questo medesimo effetto in voi, & tal vi faccia -tosto doventare, qual vi desideriamo, et voi commossi ne havete ad -aspettarvi. nostro .S. lungamente vi conservi in sanità & del continuo -di bene in meglio vi faccia prosperare. Dalla Fratta alli XXV. di -Gennaio. - - -LA CONTESSA DI SCANDIANO A M. FAUSTINA GIOIELA. - -Vorrei esser molto piu faconda che non sono, per consolarvi della -tribulatione, qual sentite per haver un figliuolo mutolo, ma perche -prattica non siete del mondo, ne molte storie letto havete, vi date -forsi ad intendere, che sol vostro figliuolo sia caduto per ira del -cielo, in questa strana sciagura, & questo vi accresce l'affanno & -vi raddoppia il cordoglio, siete veramente ingannata se cio credete. -n'hò io veduti le migliaia, et pur vecchia non sono: hò letto anchora -che mutolo fusse Q. Pedio nipote di Q. Pedio consolare, per il che -Messala giudicò ch'egli si dovesse instruire nella pittura: ma chi -sa che vostro figliuolo non si risani un giorno? parerebbevi si gran -cosa? Narra Erodoto & doppo lui Gellio nelle sue chiare notti che Atys -figliuolo di Creso, veggendo correre un soldato impetuosamente per -uccidergli il padre, fatto un gran sforzo gridò ò soldato, non ammazzar -Creso. Hò parimenti letto come Egle Athleta veggendosi apertamente -ingannare ruppe con violenza que forti legami che li tenevano impedita -& legata la lingua, & ispeditamente dimostrò che a torto riceveva -inganno. Sovviemmi anchora d'haver letto come Zoè moglie di Nicostrato -martire, per una infirmità che le sopravenne, stette sette anni mutola -& finalmente fu dal beatissimo Sebastiano ottimamente curata: & chi sa -che simil cosa non li accaggia? TARDE NON FUR GIAMAI GRATIE DIVINE. -non vi diffidate voi della bontà d'Iddio perche non se li possono -raccorciar le braccia della pietà: fidatevi in lui, & egli quando tempo -li parerà vi consolerà non sol di temporale, ma di eterna consolatione. -Da Scandiano, alli III. d'Ottobre. - - -POLISSENA RANGONA A M. LELIA VISMARA. - -Parerebbemi ben fatto che vi partissi di Villa, et ne venissi ad -habitar alla città, perche intendo che il possente Re di Francia se -ne viene in Italia con piu numeroso esercito che non hebbero Tigrane -Re di Armenia, Radagaso Re de Gotti, et che non hebbero ne Xerse ne -Seleuco, et hà seco huomini si bellicosi quanto mai havesse Cleomene, -Pirro, Timoleone, Leonida, & Themistocle. mi è stato di piu rifferito, -esservi molti & molti nel suo esercito, li quali di fortezza di corpo -oltre l'esser esperti nell'arte militare non cederebbono a Cacco, a -Milone, ad Erillo, & a Monico. paiono veramente a vederli di lontano -tanti Poliphemi, tanti Enceladi, tanti Tiphei, & tanti Cromedonti: non -so come questi Spagnuoli lor potranno star a petto, li quali paiommi -in comparatione loro di statura simili al Nano di M. Antonio detto -Sisipho, il quale era minore de dui piedi: & a quel picciol Canopa -ch'era in delitie a Giulia nipote di Augusto lungo dui piedi & un -palmo. Iddio ci aiuti & ne difenda dal gallico furore, ne ci lasci più -vedere, quelle tante rovine che nell'Italia fecero pel passato & Iddio -da mal vi guardi. Da Carpaneto alli VI. d'Aprile. - - -ISABELLA SFORZA A M. ISABETTA CASTIGLIONA CONFALONERA. - -Mi dimandate la cagione perch'io non vada questa quaresima ad alcuna -predica: la cagione si è, perche tutti questi nostri predicatori mi -paiono non predicatori, & ministri della parola d'Iddio, ma istrioni -certamente parerrebbemi di commettere minor peccato andando a vedere -i giuochi Circensi, ò li Nemei se hora si usassero, che ad udir questi -parabolani che ci contano i lor sogni con le lor cabalistiche fittioni, -et lasciano star i sacri misteri della scrittura: mal influsso per -certo è stato il nostro questa quaresima; ma chi sa forse che l'anno -che viene, saremo ristorati. Iddio lo faccia, ne ci lasci per sua -infinita bontà mancare il pane Evangelico, ne chi ce lo ministri con -perfetto zelo. - -Di casa nostra, alli VIII. Di Febraio. - - -GIULIA LUZAGA A M. PAULA LUZAGA CAVAGLIERA S. - -Grandissima maraviglia m'hò preso intendendo quanto con poca patientia -comportate che il cavaglier Pompilio, vostro carissimo consorte si sia -partito di Vinegia, per veder Baruti, Damasco, Cipri, & il glorioso -Sepolcro di Giesù: ma perche tanto mi tribolate voi? Sarà cagione -questo viaggio di farlo anchora piu prudente ch'egli non è. pervenne -Ulisse in quella maravigliosa prudentia & singolar accortezza per la -lunga peregrinatione: ne li seppe dar Homero, il quale anch'esso molto -peregrinando si dotto & si sagace divenne, maggior loda, che dire -ch'egli veduto havesse molti paesi et molti vari costumi d'huomini, -impararno già alcuni ad essere hospitali, per haver havuto lontani da -casa loro, spesse volte bisogno dell'altrui hospitio imparerà di piu a -sofferire de molti disagi, & cosi diverrà piu forte & piu gagliardo. -l'era pur una gran vergogna che un si fatto cavagliere consumasse il -fiore degli anni suoi tra Brescia & Manerbio, ne mai altro spettacolo -li venesse davanti agli occhi, che vedere le spadoloncie cantare & -saltare a guisa di pazzo: potrestemi forse dire non tanto mi doglio -dell'absentia sua quanto che mi doglio de maritimi pericoli: temo -non li venga voglia di passar Scilla & Caribdi, che sogliano sorbir -le navi insieme con i passaggieri per li assidui concorsi de marini -flutti: temo non li venga voglia di passare Malea (il promontorio -della Laconia) pieno de scogli, il quale tra passando in mare, piu -di cinquanta miglia, rende pericolosa molto quella navigatione: -tutte le volte (direte per aventura) che mi sovviene del Caphareo -quell'altissimo monte di Euboia, dove tanti & tanti già fecero -irrecuperabil naufragio sono sforzata a tremar dal capo a piedi: cosi -faccio quando mi sovviene delle Sirti hoggidi chiamate le Secche di -Barberia che temiate .S. Paula mia non mi maraviglio punto, perche -chi ama (come voi fate) hà giusta cagione di temere: ma dovereste -pur persuadervi che essendo vostro marito amico d'Iddio, & essendo -sempre vissuto da buon Christiano: ch'egli debba anchora haverne cura -& difenderlo da monstri & terrestri & aquattici & dall'ira del mare, -& dall'insidie de malvagi huomini: state sana. Da Manerbo, alli IX. -d'Agosto. - - -CATHERINA BONVISI A LUCIA DA CA MAIORE. - -Io ti hò posto Lucia alli servigi della .S. Lucretia da Este S. di -Correggio, la quale di cortesia et di discretione credo che avanzi -tutte l'altre Signore, non sol di Lombardia, ma di Thoscana: fammi -(ti prego) honore servendola diligentemente: perche cosi facendo farai -anchora utile a te stessa: l'ufficio tuo non sarà di una sol cosa, ma -converatti far il pane, il bucato & aitar alla cucina, operar di tal -maniera, che non paia alle lombarde le quali volentieri per la lor -morbidezza uccellano le donne Toscane che siamo pastrocchie, & perche -alquanto smemorata ti conosco, ne ti ricorderai delle usanze et del -stile c'hai appreso in casa Bonvisi, ti voglio far alcuni ricordi: mi -trema certo il cuore nel seno, che tu non ci facci qualche vergogna: -per l'amor d'Iddio, fa di sorte, che tu non sii tenuta una petegola, -buona da lavar cenci & non ad altro, & io sia giudicata femina di poco -giudicio. fa che i tuoi bucati sieno fatti con ogni studio con ogni -diligentia, & che non eschino piu sudici di quello che ne mastelli -entrarono: pigliarai tre ò quattro camiscie per volta, et poralle -nel rano tepido et chiaro, & col sapone sciacqueralle molto bene -di roverscio: fatto che haverai questo; pigliarai tutte insieme que -drappi che separatamente havrai lavati nel rano tepido; & li porrai in -un gran mastello di rano ben bollente; ne haverai rispetto a logorar -sapone, perche n'hanno facilmente copia grande, per la via di Genova, -et di Vinegia. sovengati che se tu voi far bei bucati di lavare le -camiscie separatamente dalle lenzuola, & le tovaglie similmente & i -tovagliuoli, siano apartatamente lavati dall'altre cose. pon nella -lisciva qualche poco di rasa di pino, & qualche foglie di alloro, per -farli odoriferi: & sopra'l tutto avvertisci di non far bucato nel far -della Luna: usa anchora non minor diligentia nel far del pane, ponci un -poco di sale, & fa ch'egli sia ben fermentato che questo è precetto di -Galeno: se la vernata troppo s'indugiasse a levare scalda il capezzale -della piu minuta piuma che tu habbi et cuoprilo, et se vorrai che il -lievito tosto anch'esso si lievi, porragli dentro una pietra molto ben -infocata, ò vero un teschio caldo di sopra porrai: alla cucina fa che -sii parimente netta, polita & sollecita, ne si trovi immunditia nelle -cose che maneggierai: avanti che ti parti fammi motto, perche ti darò -la ricetta di far una polvere che netta il peltro & fallo risplender al -par dell'ariento: state sana. Da Forli. - - -PORTIA MELITA A M. GENEVRA ZIA HONORANDA. - -Signora Zia vi faccio sapere per questa mia qualmente io sono in -tanto affanno che se soccorsa non sono dal vostro potentissimo aiuto, -mi voglio dare morte con la mia mano, et di me stessa voglio divenir -micidiale. Mia madre s'è disposta di volermi maritare ad un'huomo losco -più di Philippo Macedone anzi (per dir meglio) ceco piu che Tiresia -et piu che Antipatro: ha costui la pancia per Idropisia più grande, -che non haveva Metrodoro philosopho & compagno dell'Epicuro: li colano -del continuo gli occhi, quasi ch'egli sia un'Aristodemo, uno Eurito, & -un novo Oratio: l'è piu zoppo di Damone, & di Androclida: Scilinguato -piu che Batto et piu che M. Fundo. L'è furioso & maniaco assai -piu di Aiace, di Pisandro, manda poi dal corpo un'odore di maggior -schifezza che non era quello di Ruffino, di Gorgonio, & di Euripide, -ne vi si po riparare ne col Nardino unguento ne col Malobrato, ne con -il Narcissino: non si po spegnere questo suo maligno fetore con il -calamo odorato, con l'Amomo, col Balsamo, col Telino, col Megalio, ò -col Susino unguento: oltre che l'è pazzo piu di Corebo figliuolo di -Migdone: hor vedete un poco a che partito mi ritruovo. Io non faccio -mai altro che piangere & stracciarmi le treccie: parvi S. Zia che -tal huomo mi si convenga essendo io servita et vagheggiata da tanti -gratiosi & belli cavaglieri che fariano parer brutti Nireo, Narciso, -Amaraco, Ippolito, & Hila? certo se non gli lo dissuadete a fatto a -fatto, io mi impicherò per la gola, mi gitterò nel pozzo, mi segherò -le vene: ò che me ne fuggirò di la dalli Sauromati: voglio piu tosto -(per conchiuderla in poche parole) menar mia vita in chiasso, che -unirmi con questo horribilissimo mostro, m'havete inteso, provedetegli, -provedetegli, se punto vi cale dell'honore & della salute della vostra -cara nipotina. Di Roma alli III. d'Aprile. - - -APOLLONIA ROVELLA A M. LEONORA DA VERTEMA. - -Alli di passati, io vi scrissi due mie, d'un medesimo tenore, -pregandovi, volessi transferirvi a Vinegia, dove havevamo un -predicatore, dotato di tutte quelle eccellentie che desiderar si -possono in huomo di tal professione: interpreta & spiana le scritture -si santamente quanto Chrisostomo, si acutamente quanto faccia Origene, -si dottamente quanto Basilio, & con tanta devotione quanto faccia -il devoto Bernardo: non hà nel suo parlare quelle affettate delitie -che in molti moderni si vegono, & è di piu lingue ornato, che non fu -mai Mitridate, per la qual cosa, egli ci da da veri & propri fonti, -tutto quel che noi desideriamo di sapere: l'è mirabile nell'insegnare, -gratioso nel persuadere, & potentissimo nell'esortare. Non credo -si trovasse mai, da che nacque Christo, il piu fedel dispensatore -de divini misteri: la voce sua è simile a quella di un Cigno; & -l'eloquentia varia secondo, che la materia richiede, alle volte l'è -piu severa che non è quella di Gregorio Nazianzieno, & alle volte -ancho parmi dolce & temperata al par di Cipriano: egli non storce le -scritture, non interpreta malignamente, ne con passione alcuna, ma -con gran candore et purità si come conviensi alla pietà christiana -che nella sua venerabil fronte a tutte l'hore si scorge: non è gonfio, -non è pettoruto, non sputa parole sesquipedali, non si vendica spirito -di profetia, usa parcamente le allegorie conoscendo per il lor mezo, -non potersi efficacemente insegnar i dogmi della fede, la qual cosa -principalmente intende di voler fare; ne in quelle, è violento, come -da alcuni si nota S. Girolamo: ma nelle allusioni è quasi al pare di -Ambrosio: l'è stupendo nelle amplificationi, salendo sempre dalle cose -inferiori, alle superiori: li essordij suoi, ò vero i themi son sempre -tolti dal centro della scrittura, & non dalli altrui sogni & strane -chimere, & li pronuncia con decoro gesto & con si grata maniera move -le pallide labra, che mi par di veder quell'antico Roscio da M. Tullio -si valorosamente difeso, si che venite, & venite tosto, se volete udir -un'huomo che insegna che diletta, & insieme commove maravigliosamente -li affetti nostri. vi prometto, se verrete, oltre l'utilità grande, -che dal predicatore potrete riportare, darvi di piu la conversatione -della moglie dell'Ambasciator di Mantova, & di quella dell'Ambasciator -d'Urbino, l'una è tenuta l'honor di Pesaro, & l'altra, la gloria di -Modona: non restate adunque di venire (se mi amate) che non mi potreste -far cosa piu grata, non sol a me, ma anche al mio carissimo consorte. -Di Vinegia alli III. di Febraio. - - -EMILIA RANGONA CONTESSA DI SARMATO ALLA .S. HIPPOLITA BORROMEA. - -Domani (sel vi pare) anderemo a confessarci; cosi restamo alli giorni -passati in conclusione (se ben vi ramentate) & vi faccio sapere, -che hò fatto elettione d'un confessore, che ne saperà ottimamente -pascer l'animo del pane evangelico: egli non è di quelli piu curiosi -a investigar l'altrui vita, che diligenti in ammendar la loro: non -è di quelli, che vi rendono la conscientia scrupolosa & perturbata: -l'è di tanta autorita della chiesa ornato, quanta bastar puote senza -haver ricorso ne a Vescovo, ne a Legato: l'è tanto taciturno che non -si havrà da temere, ch'ei vada rivelando i fatti nostri, l'è tanto -commodo & adagiato de beni temporali, chel non accaderà temere, che -tutto'l giorno ti mandi a chieder delle torte, ne che ci vuoti con -ingordi fiaschi le cantine nostre. l'è tanto accostumato che non si -haverà da dubitare che con suoi ragionamenti contamini, & ammorbi -le semplici fanciulle: l'è si vago della sollicitudine, che non cel -vedremo con nostro rossore, tutto'l giorno davanti a gli occhi: l'è si -discreto, chel non ci porrà in disperatione: l'è si compassionevole -alla fragilita humana: ch'egli havrà pietà de nostri falli: l'è -tanto esperto nelle sacre dottrine, che meglio di ogni altro saperà -discernere tra lepra et lepra: l'è si devoto & verso d'Iddio fedele, -che facilmente ci potrà impetrar la remission de peccati. resta sol -che talmente preparate vi andiamo, che una sol volta ci basti, senza -piu ritornar da capo: confessiamoci adunque senza hippocrisia & con -fermo pensiero, che la confessione che si fa a Dio, purghi i peccati; -& quella che si fa a gli huomini, n'insegni in qual maniera si purghino -& scancelar si possino fra tanto state contrita & dolente, insieme con -esso meco, del tempo, da noi si malamente dispensato: & della poca -carità che n'habbiamo al prossimo nostro. Di Piacenza alli XXV. di -Marzo. - - -GIULIA FERRETA A M. FLAMINIA ZOBOLA. - -Mi è stato rifferito da persona, a cui piu credo che non fo all'oracolo -di Delpho: che a contemplatione d'un certo goffo venutoci novamente -dall'aratro, havete lasciato la musica della quale tanto già vi -delettavate: deh che strana voglia & che maninconico pensiero è stato -il vostro di abbandonar la musica tanto necessaria alle Republiche -che piacque ad Aristotile darla alla gioventu Greca per suo peculiare -studio: et il divino Platone tanto già la stimò, che con la mutatione -della musica, pensò mutarsi insieme i costumi & le usanze (quantunque -invecchiate) delle città: è possibile che l'essempio di David, il quale -per virtù della musica raffrenava il maligno spirito di Saul, non vi -habbi ritenuta? è possibile che il scorno che n'hebbe publicamente -Temistocle di non saperne, non vi habbi fatto ravedere del pessimo -consiglio che v'era dato? Adunque siete stata si sciocca, si fuor -di voi stessa che rifiutato habbiate quel che la santissima Chiesa -d'Iddio non sol non rifiuta, ma honora et abbraccia? Adunque siete -stata si priva di giudicio che non vi siate avveduta esser la musica -atta ad eccitar lo spirito, rallegrar il cuore, & infiammar l'animo -alle valorose imprese: conoscendo il divino Ambrogio (quel dottor -irrefragabile) di quanto frutto fusse, l'introdusse nella sua chiesa, -per rasserenar i cuori di quei che afflisse già l'impietà di Arrio: & -che farete voi quando per l'avenir vi abbatterete fra tante et tante -signore che studiose ne sono? vi potrete star a raccontar delle favole -con qualche rancida vegliarda, o che vi potrete star su le finestre -à far la civetta, et che honor vi serà il star ociosa tratenendosi -l'altre pari vostre in si honesto esercitio? deh ritornate (vi prego) -alla santa musica altrimenti crederemo che qualche spirito fanatico -v'habbi disorganizata, & in voi non sia piu armonia, ma ogni cosa -lite & contraversia. state sana, che Iddio sia la guardia vostra, & vi -conservi da male persuasioni. Di Vinegia alli X. di Settembre. - - -CATHERINA VISCONTE CONTESSA DI COMPIANO A LAMPRIDIA BELLAIA S. - -Hò inteso figliuola mia, che vi volete far monaca: Io non so se mi -vi debba riprender, ò pur se debbo lodare questo vostro pensiero: -riprendendolo, et per mia cagione non essequendo voi, quanto nell'animo -dissegnato già v'havete: io temo che da qualche novo Canone, io -non fussi condennata à farmi monaca per voi: non oso ne anche di -approvarlo, veggendo c'hoggidi si faccia ne monisteri delle suore -si poco profitto nelle cose spirituali: poche nel vero, ne veggo io -mortificate, poche ne veggo che vaghe non sieno delle secolaresche -prattiche, et che non putino dal capo a piedi di sensualità con -gli occhi al secolo rivolti; mai, ò di rado me ne vado a monisteri -che non vegga i lor parlatoi & le lor grade piene di tante parole, -che tante non ne hà un mercato, a tale, che chi vol sapere qualche -cosa di novo, vada alle suore: ivi si saperà quanto tempo sia che -il prete Giane dell'India non giacque con la sua moglie, ivi si -saprà se Vinitiani armeranno quest'anno: se il Papa farà de molti -Cardinali: se i Protestanti verranno al concilio: se li Svizzari -fanno dieta: presso delle suore si contrattano i matrimoni delle -malavviate femine & i divortij de non concordevoli mariti: se tu -figliuola mia anderai nell'ordine minore, non potrai forse sofferir -quella tanta mendicità alla quale, con infinita hippocrisia a fatica -riparar si puote: nell'altre suore intrando, temo d'altri accidenti, -come sarebbe della superstitione, & delle molte fattioni che fra -loro sono non sapendo adunque che dirti, restami sol che a Dio ti -accomandi, a quello ricorrerai tu per consiglio, à quello haverai -refugio & da lui chiederai agiuto, imperoche l'è pieno di eterna -sapienza, & di veracissimo amore verso noi cattivelli sempre abondò; -ma se pur avviene che monaca ti facci, disponti al tutto di morir al -mondo, di ammazzar le concupiscenze, di crucifiger la carne tua, di -sottoporre all'altrui volere, il voler tuo, di soggiogar gli appetiti -alla ragione, di ricever Christo nel cuor per tuo legitimo sposo & a -quel mai non mancare ne di fede, ne di amore; haver fissi nel petto -& ne gli occhi suoi santi precetti. Ricordati di quell'oracolo de -lo Spirito Santo detto alla fedel anima. AUDI FILIA ET VIDE, INCLINA -AUREM TUAM ET OBLIVISCERE, POPULUM TUUM ET DOMUM PATRIS TUE. questo è -il vero monacarsi, governarsi secondo la parola d'Iddio, reggersi per -quell'istesso spirito; dalla volunta d'Iddio sempre mai pendente stare -morir con Christo & con esso lui per vivace fede resuscitare. Piu oltre -per hora non mi diffondo: prego Giesù t'inspiri & illumini a far sempre -cosa, che sia all'honor suo & a salute vostra. Dal Seno alli XXVI. di -Maggio. - - -DINA CONTESSA D'ARCO ET BARONESSA DI MADRUCCIO A M. CLARA VALERIANA S. - -Antonio Ricardo, mi hà parlato a lungo da parte vostra, & hammi -diffusamente narrato, in quanto bisogno siete per la malignità di -tempi, & per l'iniquità de malvagi giudici, Iddio sa quanto de casi -vostri internamente mi doglio, sa il medesimo come mi sento gli -affanni vostri dentro al cuor mio, ne mancherò io mai di soccorrervi -& favorirvi in quanto si stenderanno le forze mie; & dogliomi ch'elle -sieno si deboli come le sono: opportuna cosa nondimeno mi pare, di -pregarvi a sofferire piu pacientemente di quel, che fate la poverta -vostra laquale, volendola io diffinire (come in vero si deveria) altro -non è che una penuria de fragili & de caduchi beni causatrice (per cosi -dire) di vita quieta & a tutti i buoni desiderabile. Sappiate M. Clara -mia che per il mezzo di questa beata povertà, non si temono le minaccie -del mondo, ne li acuti dardi della fortuna: folmini pur il cielo quanto -sa: caggiano baleni et tuoni piu che non ne cadddero mai in Flegra: -scuoti la rabbiosa furia de venti il mondo a suo piacere, inondino i -fecondi campi le assidue pioggie: rompansi i fiumi, sorgan per tutto le -tumultuose guerre: lievinsi crudeli Pirrati et i violenti rubbatori, -che sempre la povertà lieta si vedrà & ogni spaventevol cosa prenderà -a giuoco: la povertà non nocque mai alle buone menti, cosi spero non -debba nuocer a voi: la povertà dall'oracolo di Apollo, sotto persona -di Aglao Sophidio povero possessore d'un picciol campo fu preferita -alli thesori di Gige, fu cagione la povertà che molti si risanassero da -gravi morbi et alli piu gratiosi studi volgessero l'animo: di questa -santa povertà, tanto gia dilettosi Diogene che fece altrui libero -dono di tutte le sue ricchezze, et piu li piacque d'habitar in una -versatil botte, che ne reali palagi, & piu tosto contentossi mangiar -delle lattuche selvagge, con le proprie mani lavate, che di adular al -tiranno: di questa invaghitosi Xenocrate, contentossi di possedere un -picciol orto: la medesima non dispiacque punto a Democrito (anzi fu -cagione che donasse ciò che possedeva) la non fu odiosa ad Anasagora, -poi che abbracciatola non si curò di si ampio patrimonio come egli -havea; della poverità delettatosi Amicla, povero nocchiero, non hebbe -timore d'udir alla sua porta a mezza notte la voce di Cesare temuta -dalli piu superbi Re c'havesse l'Oriente: considerate (vi supplico) -carissima sorella in quanto affanno vivono sempre li possessori delle -ricchezze: se risguardano il cielo, & veggano qualche nuvoletta, -temeno incontanente, che il ciel non rovini, & non si guastino i -seminati: se vento alcuno soffia temeno che gli alberi non caggiano a -terra, se qualche incendio si eccita, tremano di paura, che i fenili, -ò pagliai non rimanghino dalla vorace fiamma consumati: credetelo a -me, che la povertà pacientemente tolerata, è un bene non conosciuto: -l'è una felicità incomparabile, so quel ch'io dico, io non erro, ne -vaneggio punto: contentative sorella di esser povera perche cosi non -temerete che il rapace soldato rubbi i vostri grassi armenti, non -temerete l'invidia delli amici, le astutie de ladroni, le insidie de -parenti; & i cittadineschi tumulti: non vi attristate se povera siete: -ma conformative con la volontà d'Iddio, non vi sbigottite per essa. -ne vi paia di viso brutta, anzi fateveli all'incontro animosamente: -io vi ho proposto per vostra consolatione alcuni essempi tolti dalle -attioni delli huomini: molto piu n'havrei potuto togliere dalle -donne troppo grandi disprezzatrici de thesori, ma questo honore per -hora m'è piacciuto di far a gl'huomini per l'amor che porto al mio -baron Madruccio di cui non nacque mai il piu leale, ne il maggiore -osservatore delle leggi matrimoniali. Da Teno alli V. di Marzo. - - -LUCRETIA MARTINENGA CONTESSA DI PORCILIA ALLA S. LAURA GONZAGA TRIVULZA. - -Se mai hebbe il mio cuore alcuna grata nova, l'hebbe intendendo che di -legittimo matrimonio con nobilissimo cavagliere congiunta vi eravate. -Hor l'allegrezza per tal effetto nel centro delle midolle conceputa, -parmi convenevol cosa che almen per lettere, (poi che con la presentia -non mi è conceduto) ve la dimostri & iscuopra: ne questo però si faccia -senza darvi alcuni savi precetti et utili avisi alla Economia di vostra -nobil casa appartenenti: ne veramente dubito che non vi facciano di -mestieri, essendo voi si giovinetta, & gran famiglia bisognandovi con -la prudentia vostra governare: vi farà certo bisogno di maturo senno -in questa vostra giovenil età non potendovi riposare nella diligentia -dell'honorata vostra suocera havendo ella (si come da piu persone -intendo) deliberato di ritrarsi dal mondo, & unirsi tutta con Christo: -a voi adunque toccherà tutto'l peso, (salvo se non voleste forse che le -facultà vostre divenisser preda de rapaci ministri) dicovi adunque per -la prima cosa, fra molte, che ve n'hò da dire, che vogliate & amare & -honorare di perfetto cuore il vostro sposo, & non simulatamente come -hoggidi molte fanno, siate a punto verso di lui, come è l'Eliotropio -verso il Sole, ilquale sempre risguarda in quella parte, dove egli -riluce, & se quel si nasconde per qualche nuvola, ritira a se il suo -bel fiore: compiaceteli sempre in ogni honesta cosa vezzeggiatelo -del continuo; state sempre lieta nel suo cospetto svolgendo l'animo -& i pensieri vostri in quella parte dove piu inclinato lo vedrete. -siavi in memoria la virtu & humiltà di Sarra, che chiamava il marito -Abraam per suo signore: spesso vi occorrerà ammonir et riprender -alcuno de vostri famigliari, fate che le vostre riprensioni siano -tali, che chi s'ha da emendar, le possa agevolmente sofferire, ne -sol attenderete al vitio, ma a colui altresi, il cui vitio cercate di -voler correggere: essaminando diligentemente la natura sua: sogliono -i dotti scrittori rasimigliar le ammonitioni all'elleboro, il quale -quantunque di sua natura efficace sia, si vieta però da medici che non -si dia ne a vecchi, ne a deboli, ne a fanciulli; devensi nondimeno con -tal vehementia riprendere i transgressori che bastevol sia a sanar il -vitio: dovrete anchora attendere quanto piu potrete perche la discordia -non si alligni nella vostra casa, & non vi ponga le sue pestifere -radici, lequai con difficultà si sbarbano, poi che piantate una volta -vi sono: & questo facilmente vi averrà se di una medesima natione sarà -tutta la famiglia vostra, trovansi nel vero alcune nationi tra quali è -piu natural discordia che non è fra la vite e il cavolo, fra la Quercia -& l'Olivo, fra l'Aquila e il Cigno, fra la Cornacchia & la Civetta, fra -il Corbo & l'Avoltoio: a me non piacque mai il consiglio di Catone, -che buono fusse il tener la famiglia fra se discordevole, perche non -conspiri & non congiuri ne danni de padroni: essortovi di piu a far -che le vostre damigelle non si dimestichino molto co servidori: so -quel ch'io dico, & so quanto per l'amore si disvijno dalli servigi -nostri, & parimenti quanto il loro amore, a nostra infamia ci risulti: -non mi piace ne anche, che tutto'l tempo consumino in far reticelle, -punti sfillati, albanesi, a stora, incrocciati, & d'altra sorte. Certo -Signora, se io fussi come voi siete, porrei nella minor sala, due paia -di telai: & vorrei che la casa mia fusse la piu abondevole di tutte -l'altre, di lenzuola, di tornaletti, di sciugamani, di tovaglie, di -tovagliuoli, di grembiali, & di fregacapi. Voi direte (per aventura) -che io sono una Brescianaccia nemica delle attilature, & sol attendente -alle cose utili, & al far masseritia. certa cosa è Signora Laura che io -non posso, ne voglio mentire, che l'utile sempre piu mi piacque che il -diletto, non mi ci sento però di tal sorte inchinata, che la cortesia -et gentilezza n'escluda: vorrei sempre havere un gran forciero pieno -di camise, di cuffie, di moccichini, & di calcetti per donar a poveri -servidori. Ditemi per vostra fe quante signore troverete hoggidi per -Italia, che con verità vantarsi possino di haver mai donato ad alcun -servitor tanto di tela, che si potesse fasciar un dito? & poi vogliamo -che sieno ne nostri servigi fedeli, & amorevoli, et diligenti? Dannosi -ad intender alcune signore che la verace cortesia consista in donare -a pomposi cavaglieri; ma ben mostrano questi tali, di non saper le -conditioni della liberalità, lequai sono di donare à chi bisogna -& quanto bisogna. Vi essorto anchora (se dell'honor vi cale) a non -fare come, che una signora di questo mondo far odo laquale da molta -avaritia mossa, vuole che senza veruna pausa, giorno & notte le sue -donne lavorino, et con istremo sudore il pane si guadagnino: parvi che -questa sia opera di donna che meriti di esser chiamata Illustre? a me -mi par cosa d'ingorda Arpia. Confortovi ad honorare ogn'uno et quelli -ispetialmente che con molto sudore hanno conseguito fama & nome di -virtuoso: non vi piaccia giamai di imitare il costume di una Signora -novamente defonta, laquale havendo forastieri nelle sue case albergati; -niuno pensiero si dava perche stessero agiati, sol attendeva che a -se stessa non mancasse cosa veruna, & per se voleva sempre qualche -particolare intingolo, & privato manicaretto: per se stessa voleva -tutti gli avantaggi, ne si recava a vergogna, ma ad honore, che la -sua tavola non fusse uniforme: parvi che ella intendesse compitamente -la regola della cortesia et della perfetta creanza? L'è molto facil -cosa figliuola mia l'introdurre in casa un forastiero, ma non è poi si -facile il saperlo gratiosamente tratenere, & honoratamente trattare: si -doverebbe far ogni sforzo per riverire i virtuosi, anzi che i ricchi, -& honorarli con perseveranza et con giudicio, senza mai mostrar alcun -rincrescimento overo rinfacciarli la cortesia che se li usa; & donde -credete voi che naschino hoggidi al mondo tanti ingrati? nascono perche -non sappiamo noi collocare come si deverebbe i benefici; non sappiamo -perseverare in esser cortesi. Per tre giorni siamo ferventissimi, & ce -li vogliamo porre nel cuore & stampar nell'anima, poscia divegniamo -freddi piu che la gelata. Il far cortesia è simile al giuoco de la -palla, laquale spesso cade a terra, ne si pò ne ricevere, ne rimandare -per difetto di chi prima la mandò. facciamo adunque la cortesia -compiutamente senza rinfacciar i fatti benefici & forse troveremo -qualche gratitudine in questo nostro guasto mondo. ricordative anchora -di esser nelle conversationi delle parti vostre, mansueta, benigna, -& humile: percioche l'humiltà si è il fondamento di tutte le virtu: -date luogo a tutte, cedete a qualunque vaga si mostra de primi luoghi: -bastivi che la modestia vostra vi faccia rilucere ovunque andate: -guardatevi per quanto vi è caro l'honore, di non imitare alcune donne -che l'anno passato per precedentia s'hebbero a tirar per le treccie. -Non vi curerete ne anche per mio consiglio di molto pompeggiare: sia -l'habito vostro pieno di leggiadra honestà: quante n'ho io a miei -giorni conosciuto, lequali sol con l'habito mal disegnato, & peggio -concertato, davano aperto inditio d'haver il capo sventato et pieno -de grilli: non vi consiglio a caricarvi d'oro, anzi vi conforto a non -portarne punto; poi che tutti i savi Cabalistici affermano ch'egli sia -di maligno influsso: Contentatevi (per mio giudicio) d'un bel vezzo -di perle orientali al collo, di qualche bel corallo per le braccia -& d'un bel Smeraldino ò grato Diamante per le dita: non approvo il -costume di sposarsi le orecchie (quantunque molto usitato sia) per -esser tal usanza venuta da Barbari costumi: non porrete sul vostro -bel viso cosa veruna c'habbi corpo: ma contentatevi di semplice acqua -di fontana, o di fior di fava, cosi farete fare alle vostre donzelle, -delle quali vi conforto ad haverne quella cura che havreste di voi, -non favoreggiandone alcuna particularmente piu dell'altre, per esser -cosa di molto sospetto & di mal essempio: altri ricordi vi potrei -dare, ma non voglio per hora esservi piu prolissa: sol questo vi -vo dire prima che conchiuda l'amorevole mia lettera: che sopra ogni -cosa vi ingegniate di tener compagnia savia & honesta: imperoche tal -sarete tenuta, qual sarà la compagnia che voi havrete. State lieta -& conservative in sanità, perche tosto veggiamo di voi li desiderati -frutti. Di Porcilia alli X. di Febraio. - - -LUCRETIA MARTINENGA CONTESSA BECCARIA A M. LUCISTELLA DAL POZZO. - -Ho risaputo da Cecilia vostra carissima Zia, che havete determinato di -volervi maritare (mal grado de quanti parenti vi ritrovate havere) se -ben dovete togliere il piu vil furfante che vegga il Sole: ò pazzarella -dove ne havete il senno? siete voi di voi stessa uscita? imparate prima -a conoscervi bene, il che è potissima parte di vera sapienza, & poscia -diretemi (sel vi pare) di esser donna d'haver marito? saprete voi -conservare in casa stando quel che il marito guadagnerà fuor di casa -andando? che questo è uno de principali ufficij della buona madre di -famiglia? saprete voi discretamente comandare a servidori & allevare i -figliuoli come alle buone madri si conviene? Io temo grandemente (per -dirvi hora il tutto) senza tenervi alcuna cosa celata che voi sarete -di quelle, che vituperano il sesso nostro, & lo fanno alli huomini -per la lor dappocaggine abhominevole. Deh fate a mio modo, imparate -prima la modestia, la discrettione, & la vigilantia, imperoche alle -padrone di casa conviensi sempre esser le prime che la mattina si -levino, & l'ultime che si corchino: pensate (vi prego) meglio a fatti -vostri, & non vogliate (come le bestie fanno) movervi solamente alle -cose presenti, non risguardando le future, non vogliate per un poco -di prurito di minor dolcezza di quella che sovente ne causa la rogna -porvi a rischio di menar perpetuamente mala vita, & farvi schiava -dell'intemperanza maschile. vi paio forsi nell'ammonirvi troppo dura -& aspra: date la colpa a voi stessa, poscia che sempre foste di si -adormentato intelletto, che ne per ammonitioni, ne per gridi, ne per -minaccie mai vi potei svegliare da si profondo sonno: date la colpa a -vostri maligni affetti, liquali a guisa del morbo regio vi fanno parer -amaro il mele. Di Pavia. - - -HIPPOLITA MARCHESA P. SANSEVERINA A M. CALANDRA GARIBOLDI. - -La vergogna, & la taciturnità, che furono sempre due spetiali virtu -della donna, risplenderono gia grandemente in voi, mentre nelle nostre -contrade famigliarmente conversaste: & hora (se il vero m'è rifferito) -sono in voi del tutto spente: odo che siete fatta baldanzosa, loquace, -& unica seminatrice di discordie sopra tutte le femine del vostro -vicinato. Ah sorella, non sapete voi, che i buoni costumi, sono la -nostra vera dote, et il nostro vero ornamento non lo scrive questo -Sophocle nelle sue Tragedie? certamente si come nella febbre, l'haver -buona lingua, è gran segno di salute, cosi nelle donne è segno di -grande honestà: frenatela adunque, & ricordatevi che non senza gran -misterio, natura la circondò di due ripari, cioè di labra, & di denti: -l'è nel corpo la lingua come nella nave il temone: fu la sfrenata -lingua spesso cagione de molti mali: per il che gran virtu fu giudicato -il saperli per debito modo: l'è pur grande infelicità la nostra, -poi che il Sole, la Luna le stelle, il mare, la terra, gli alberi, -l'herbe, l'api, le formiche, & le conchilie possono antivedere le -future tempeste: & che sol l'huomo non antivegga i danni grandi che -la licentiosa lingua lor si spesso procura; fate (vi prego) come far -sogliono i dotti marinai, & li esperti contadini, prevedete la rovina, -nella quale siete per cadere se non chiudete la lingua fra denti; il -che, tosto fareste se poneste misura all'infinita vostra cupidigia; -non havesti invidia a chi ha maggior fortuna di voi: dovereste pur -sapere, che nelle picciole cose stessi sempre maggior quiete, non -voglio esacerbar piu questa mia ammonitione, havendovi di cio piu volte -bastevolmente ammonita, & non volendo ci intravenisse, come veggiamo -intravenire ad alcune salutifere medicine, lequali per l'assiduo uso -perdono la virtu. Di chiavenna nostra giuriditione. - - -LUCRETIA PICINARDA CROTTA A CINTHIA VANNINI. - -Tu mi scrivi figliuola carissima come se io dotta fussi al par di -quella Leontia, c'hebbe ardire di scrivere contra Teophrasto et -vorresti da me sapere, (per quanto dalle tue lettere intendo) onde -nasca che la femina sia dalli antichi scrittori reputata piu imperfetta -del maschio. Per qual rispetto si soglia dire, che levata ò spenta -che sia la lucerna, tutte le femine sieno d'un'animo et d'un volere. -Per qual cagione i Romani ci vietassero il vino, perche fusse l'Amore -depinto con l'ali: perche naschi la barba a quelle donne, che in Caria -fanno l'ufficio de sacerdoti, & cosi chi mosse Phidia a pingere Venere, -sopra di una testuggine: Alle presenti questioni per hora risponderoti -il meglio che saprò, & quanto alla prima richiesta dicoti, che si -reputò la femina piu imperfetta per cagione dell'innata frigidità, -che in lei si vede, all'altra dimanda dico haver ciò ritrovato gli -huomini, per una pura malignità volendo tacitamente significare, che -se la vergogna non ci ritenesse saremo tutte macchiate di una pece, & -pur ne mentono: Negaronci il vino i Romani, non perche riputassero nel -vino albergare la lussuria; il che però da Paulo s'afferma, ma perche -fussimo men animose, & meno ardite nel resistere alla loro iniqua -tirannide; Fu dipinto l'Amore con l'ali, perche intendessimo che gli -animi delli amanti facilmente s'inalzano, & spesso da vana speranza -gonfiati. Nasce la barba alle Sacerdotesse di Caria, perche sia un -certo segno della lor divinante natura: dipinse Phidia Venere sopra -della Testuggine, per insegnare alle donne maritate che debbono starsi -in casa: ho risposto alle tue dimande quanto piu brevemente per me s'è -potuto: se non sei pienamente sodisfatta, perdona all'imperfettione -dell'intelletto. Di Cremona, alli X. d'Agosto. - - -AGNESA DI BESTA A M. FLAVIA ROVEGA. - -Ho presentito (non so sel sia il vero) che siete per gir in Alemagna -a riveder vostra sorella, che gia vi fu si felicemente maritata: -accadendo adunque che facciate tal viaggio, pigliarete questi pochi -ricordi, nati da pura & semplice affettione: armate per la prima molto -bene le parti vitali del corpo vostro, & quelle che sono dal cuore -piu remote; perche vi so dir che sentirete freddi si aspri, che vi si -gelarano le parole in bocca, se sarete sforzata per l'usanza Tedesca, -di bere contra la vostra voglia, & temete di non imbriacarvi, mangiate -prima delle mandorle amare: bevete ancho doppo pasto un bichiero di -acqua fresca, overo usate (si come facevano gli antichi) di portarvi -adosso l'ametisto: bevete similmente avanti che mangiate, due dita di -succhio di cavolo: quando sarete fra questa natione, laquale di fede -& di s. semplicità avanza tutte l'altre: studiarete d'imitar ciò che -hanno di meglio, come sarebbe oltre le due prefate cose, il lavarsi -il viso di acqua schietta, non lisciarsi, non pelarsi punto, non far i -capei ricci, non sbiondeggiar le treccie, spesso lavarsi tutto'l corpo: -salutar ogn'uno benignamente, legger piu volontieri le sacre historie, -anzi che i sospiri del Petrarca, le pazzie d'Orlando, le prove di -Gradasso, l'Amadis de Gaula, & altre vanità dalle Italiane scioccamente -molto istimate: non imitate gia il peggio c'habbiano in lor stessi, ma -imitate il meglio, acciò non si dica che voi facciate come facevano -alcuni sciocconi di Athene, liquali non sapendo imitare la divina -eloquentia di Platone, nell'ingegnoso artificio di Aristotile, -imitavano de l'uno il scilinguato favellar, et dell'altro l'andare con -le spalle incurvate: fuggite di seguire l'usitato stile delle fanciulle -Tedesche, nemiche di mangiare all'aperta, & vaghe di trangugiar -secretamente infino alle pentole: non vi sia maggior maraviglia il -veder tutto'l giorno huomini & donne imbriachi, che se voi vedessi -presso de Miconij ogn'uno calvo: sarebbe piu facil cosa trovar veleni -in Candia, che sobrietà in Alemagna: non altro, ritornate sana et -lieta. Di Teio, nel nostro palazzo, alli VI. di Gennaio. - - -MARGHERITA PELLEGRINI COR. A M. CAMENA LANDRIANA PACE ET SALUTE NEL -SIGNORE. - -Mi è molto piacciuto d'intendere che habbiate abbandonato il mondo, -& vi siate data tutta a Giesu Christo che è porto tranquillissimo -de nostri affanni, & delle nostre infinite miserie: ma perche la -religione è assai vicina alla superstitione (si come tutte le virtu -hanno i vitij per i suoi confini) guardatevi (ve ne supplico) per -le salutifere piaghe di Giesu Christo, che non ne restiate in parte -alcuna macchiata: L'è veramente la piu miserabil cosa che possa avvenir -all'huomo Christiano: il superstitioso non ha mai dove ricorrere, per -havere a suoi affanni tranquillo porto. Quelli che solevano gia haver -paura di Policrate tiranno non lo temevano salvo mentre che erano a -Samo: & quelli che temevano Periandro, non stavano in angoscia salvo -fin che dimoravano a Corintho, ma il superstitioso non ha dove mai -fuggire per liberarsi da quella mala paura che le sta fitta sempre -nelle midolle: se il ladro, ò vero l'huomicidiale fugge in chiesa, -l'è sicuro, non teme di nulla, ma il superstitioso piu teme in chiesa, -piu dubita presso l'altare che altrove non fa, ma se volete dalle sue -mani liberarvi, svolgete l'animo alle sacre lettere, & quelle, con -tal attentione leggete, che ve le convertiate in succo & in sangue: -per il mio giudicio (benche debole) incominciarete dalla Pistola -scritta da Paolo alli Romani, qual S. Chrisostomo chiama metodo del -christianesimo, & Chrisostomo istesso userete per interprete di quella: -doppo questa elettione, ponete poi mano dove piu vi piace: di una sol -cosa vi ammonisco io, che la scrittura sacra è fatta da lo Spirito -santo, & senza l'opera sua mal si puo intendere: farà adunque bisogno -d'imitare il beatissimo S. Bernardo, dal quale si legge, che piu -imparasse, orando, che studiando, ma se pur volete adoperar interprete; -vi ricordo Girolamo ne profeti, Basilio nel Genesi, Agostino sopra -Giovanni, Arnobio sopra i Salmi, Hilario sopra Mattheo, Bernardo sopra -Lucca: ma spero che di questo ne parleremo a bocca, fra tanto state -sana in Giesu Christo: qual sempre prego sia la guardia vostra. Di -Correggio alli X. d'Aprile. - - -MADDALENA DELLI ALBERTI A CASSANDRA LANFREDUCCI S. - -Se voi volete che io conversi con esso voi, & che da sorella per -l'avenir io vi tenga & ami, si come per adietro v'ho amato: voglio -per ogni modo mutiate vita & cambiate costumi: ma che cosa disperata -è questa che non sappiate attendere ad altro, che a lisciarvi questo -vostro viso, peggio che de baronzi: per amor del quale stillate ogni -di una somma di radice di rusta, & consumate quanto lume di piuma -potete ritrovar nella citta vostra: & tanti rossi d'uova che tanti -non ne consuma la Ciartosa di Pavia: ne contenta delle usate ricette, -intendo che havete incominciato nuovamente a stillare ogni settimana -un barile di urina di cavallo, & un gran mastello di latte d'asina: -che diavolo pensate voi di fare? volete consumare oltre il tempo (che -è pretiosissimo) quanto havete in cotai frascherie? & come vi comporta -vostro marito? ma egli deve esser un qualche trasognato peccorone: il -mio Signor Nicolò non mi comporterebbe gia si fatte cose maffesi, tosto -la partirebbe meco, & forse non senza mio scorno et danno. oh come -fareste voi il meglio a polire la vostra casa laquale par sempre un -porcile, a rapezzar le vesti a vostro marito che pare un stracciaruolo. -oh quanto fareste il meglio a racconciar le calze a vostri figliuoli -che con vostra gran vergogna mostrano le carni & vanno per le contrade -con i capelli scarmigliati che paiono tanti piccioli bastasi: credo vi -gioverebbe molto se ve n'andaste ad albergare in Vinegia almeno un'anno -in Vinegia dico unica maestra delle attilature & della politezza: spero -che questa mia ammonitione non sarà del tutto vana: Iddio lo voglia, -per sua bontà. Da Tirano alli III. d'Aprile. - - -CATHERINA MALACRIA A M. MARGHERITA MARLIANA S. - -Mai mi ricordo d'haver sentito la maggior molestia di quella ch'io -senti l'altro giorno, udendo tanti vantamenti, quanti dava Madonna -Fiore a sua figliuola: è possibile ch'ella sia si mentecata che non -si avegga & non sappia quanta fragilità consista nella nostra florida -età laquale, tante migliaia d'huomini & per il passato ingannò, et -ingannerà sempre per l'avenire? oh che momentana letitia n'arreca il -fior della giovinezza poi che arido doventa in men che non balena? Qual -saggio Architetto si vide mai che l'edificio suo in fragil fondamento -fondar volesse? passano i corpi nostri a guisa di ombra, & noi miseri, -tanto pazzamente ce ne invaghimo, si che a ragion grande, me ne doglio, -che tutto'l tempo, si consumasse in que vani ragionamenti. Ahi quanto -sarebbe stato il meglio che delle sante scritture, havessimo insieme -ragionato. Pregovi (per tanto) carissima sorella, che piu non me -la facciate udire (se d'altro non sa favellare) pregovi similmente -quanto piu tosto con esso lei favellarete: vogliate (per charità) -predicarli, & porgli nel capo che niuna cosa sia da sprezzare con -maggior vehementia, della bellezza corporale, qual molti savi la -chiamarno domestico nemico, cagion potissima de strani accidenti, -et grandissimo fomento di lussuria la reputarno. se io le fussi si -vicina et si domestica come voi siete, non vi porrei in su le spalle -cotal carico: lo torrei sopra di me molto volentieri, non parendomi -che meglio collocare si possa il tempo, che in si fatte cose, grate -a Dio, giovevoli a gli huomini, & honorevoli al mondo. altro per hora -non mi occorre a scrivervi: attendete a star sana insieme col vostro -amatissimo consorte, & carissimi figliuoli. Di Gaspano alli XIII. di -Luglio. - - -OTTAVIA BAIARDA A M. CAMILLA TESTA. - -L'havervi io conosciuta savia et ingegnosa piu assai che non fu mai -Nicostrata, Diotima, ò Thargelia, mi fa confidente & molto ardita a -chiedervi la solutione di alcuni dubij che l'altro giorno nella mia -casa di ingegnose donne si trattarno. vorrei saper perche si volentieri -li amanti si baciano gli occhi. Vorrei saper per qual rispetto, spesso -gli amanti perdino il sonno & perche si di rado le imagini delli amati -occorrono in sogno alli amanti. Vorrei da voi sapere, per qual causa -vaghi sono li amanti di portar nelle mani & poma & fiori et perche -circundino le porte amate di Corone di fiori tessute. Vorrei intendere -dall'alto vostro sapere, qual sia la causa che li amanti divengano -pallidi nel cospetto delli amati, & altri ve ne sieno che rossi si -fanno. Vorrei sapere perche sieno li amanti si alle lagrime inchinati & -pronti. Desidero sapere, che sia cagione che li amanti nella presentia -delli amati, spesso si amutiscano & delle cose premeditate già con -gran studio, si scordino. Vorrei sapere, perche cosi ci vergogniamo -di confessar i nostri amori. Bramo sapere, per qual causa l'adirarsi -sia un rintegrar l'amore. Bramo sapere la causa, perche Amore a nullo -amato amar perdoni. Vorrei sapere perche triemi la voce alli amanti. -Bramo sapere perche si habbi nelle cose amorose il sternutire per buon -segno. Vorrei sapere perche i poeti chiamino Venere, hor Aurea, hor -Philomide, cioè amica del riso. fatime saper onde naschi che li amanti -tanto sieno facili al spergiurare, fatime sapere perche non vegghino -li amanti i vitij delli amati, fatime sapere, perche tanto facilmente -si rompino gli amanti la data fede: fatime sapere se l'è maggior -piacere nell'amare, ò nell'esser amato: fatime sapere, qual sia piu -facil cosa finger l'amore ò dissimularlo essendo amante: fatime saper -chi piu facilmente si persuada di esser amato, ò l'huomo ò la donna, & -chi di loro sia nell'amor piu costante & fermo. non vi voglio di piu -per hora aggravare, benche certa mi renda non vi si poter adimandar -cosa si difficile, che scioglier non me la sapeste: aspetto però detta -solutione piu volentieri a bocca che per lettere, essendo certa di -farci maggior guadagno. non altro. Di Pavia alli V. di Febraio. - - -CAMILLA TESTA ALLA S. OTTAVIA BAIARDA. - -Voi mi proponete una Illiada de oscuri quesiti, perche ve li solva, -basterebbe certo che io havessi consumato tutta l'età mia ne studi -della Philosophia, ò che sempre havessi atteso a le imprese d'amore. -parvi che a l'età mia hora si convenga amore ne cotai dimande? certo -che le mie grincie con questi miei scalzati dentoni, fanno fugir amore -lontano mille miglia, ma poi che nella vostra casa si ragunano delle -persone dotte & ingegnose fatemi voi gratia di propor loro perche in -tutte le sorti de animali le femine sterili sieno piu libidinose delle -feconde. Per qual causa ne principij delle gravidanze ci sentiamo -si male, & poi in processo di tempo, stiamo bene. Perche sono piu -lussuriosi quei huomini c'hanno le gambe piu sottili. Perche sono più -lussuriosi quei uccelli, che meno volano. Perche mutasi il suono della -voce cosi ne maschi, come nelle femine, come voi mi havrete mandato -la solutione di queste mie quistioni, forse vi solverò le vostre -presentialmente (come mi pare che piu desiderate) fra tanto state lieta -& sopra tutto guardative d'amore, perche l'è una mala cosa. egli ci fa -di savie doventar pazze: ci spoglia d'arbitrio, ci disvia dall'amore -de mariti, dalla benivoglienza de figliuoli, ci fa porre in oblio -l'honore, il maneggio della casa, & ne conduce sovente fiate all'ultimo -sterminio; ricordative di Capronia Vestale, qual amor condusse ad esser -strangolata, ricordative a che sconcia opra conducesse già Aufilena da -Catullo mentovata, et Ipermestra da Ovidio piu di una fiata ricordata: -ramentative in quanta follia per amor venessero Valeria Tusculana, -Gidica & Tutia Vestali, sovengavi a quanta pazzia venisse Clitennestra -per amor di Egisto, Fabia per amor di Petronio, Thimea per Alcibiade: -& Postumia, Lollia, Tertullia, Mutia, Servilia & Iunia per Giulio -Cesare: si che lasciate andar l'amor da canto & insieme il ragionar -d'esso: fate a mio senno, altrimenti egli vi condurà a mal fine. So -quel ch'io dico; so quel che hò piu di una fiata nella mia giovanezza -per lui amaramente sostenuto: egli mi ridusse già un giorno, che non -havea anchora compiuto venti anni a tal partito, che non mangiava se -non sospiri, & non beveva salvo che lagrime: oltre che tanta perfidia -& dislealtà trovai nell'amato mio signore, che tanta non credo se ne -trovasse in Theseo verso Ariadna, in Demophoonte verso Philide, in -Iasone ver Medea, in Enea ver Didone, in Ulisse verso di Calipso. Io -li fui sempre amante & superai Penelope, Emilia, & Turia di fede, & -di amore si che io parlo come esperta. state sana. Da Roma alli VI. di -Maggio. - - -LUCRETIA CORSA ALLE GRATIOSISSIME ET VIRTUOSISSIME FANCIULLE LA S. -LAURETTA, ET LA S. LEONORA CAVALLERIE. - -Non vi maravigliate bellissime Signore se non conoscendovi di faccia, -ma sol di fama, & di nome, io ardisca di scrivervi, et di richiedervi -humilmente che per amica mi accettiate. L'è veramente si dolce la fama -che nelle nostre case di voi risuona, che non v'è donna ne fanciulla, -che non brami di vedervi & di servirvi: & qual maraviglia meritamente -ad alcuno esser deve di questo nostro si intenso desiderio, poi che -figlie siete di quella rara Donna: la quale con la sua gentil creanza -innamora di se ciascuno, & ciascuno tira a se con quella prestezza che -veggiamo il vento Cecia trar a se le nuvole. Certo è che di niuna cosa -con maggior ardore prego l'altissimo Iddio, che di haver un giorno -occasione di visitare questa vostra città, acciò che insieme et vedere -& la dolce vostra armonia gustar possa. Non è anchora guari che la S. -Lucretia Agnella scrivendomi delle vostre rare virtù, fra molte ch'ella -me ne disse a Calliope et a Clio vi rassimigliava, tanta è in voi la -disciplina della musica congiunta con voce piu dolce et piu grata che -se di canoro Cigno fusse. Oh se mai aviene che a degni mariti di voi -maritate vi vegga, voglio questi tali piu aventurosi reputare, che se -l'uno dell'Oriente, et l'altro del Ponente divenisse Posseditore: se -vi volessi narrare carissime figliuole, quanto ho udito ragionare da -valorose donne, & che mentir non sanno della vostra singolar bontà, io -non terminarei questa mia semplice lettera ch'ella arrivarebbe a piu -alto volume che non arrivarno le decadi di Livio Padovano; qui adunque -farò fine et il mio scriver terminerò pregandovi & con ogni ardente -affetto ripregandovi, a ricevermi & per serva, & per amica, si come a -tutte l'hore & chieggio, & di cuor bramo, salutate in nome mio la S. -vostra madre et la S. Isabella: state sane, & liete. Di Coreggio, alli -XIII. d'Ottobre. - - -MARTIA BENZONA ALLA S. ARTEMISIA SCOTTA. - -Mi è rifferito da persone degne di somma fede, che mai non state in -ocio, ma tutta siete intenta alli studi delle buone lettere, et a -certi lavori che paiono usciti di mano di Aracne. doverebbesi dalla S. -vostra Madre raffrenar questo si smoderato studio, a quella guisa che -si tagliano i Pampini alle lussuriose viti, acciò non sia cagione la -troppo fecundità di farle ò morire, ò picciole divenire. Non vorrei -usaste tanta diligentia nel studiare, ch'ella vi fusse di nocumento. -non altro state sana. Di Vinegia alli X. d'Aprile. - - -PACE TASSA A M. ANTONIA PELLIZZONA. - -Mi scrivete per l'ultime vostre lettere, che molto vi maravigliate, -perche M. Antonio tanta stima faccia di Luigi, essendo huomo tanto -infame, (cosa che per aventura non havereste aspettato) fidandovi -nella perfettione del suo chiarissimo giudicio, cessi cessi (vi prego) -cotesta maraviglia, perche nel vero egli lo conosce ottimamente: ma -dovete sapere che a le volte si porta rispetto ad alcune persone, non -perche degne ne sieno reputate, ma perche ci fa a le volte bisogno -dell'opra loro. L'è cosa capitale l'uccidere in Thessaglia la cicogna, -& questo avviene perche suole uccidere i serpenti, & cosi hassi in -Inghilterra riguardo di ammazzare il Milvio, perche purga la città -portandone via l'interiora delle bestie che si ammazzano. ma che -havreste voi detto veggendo quel che piu volte veduto hanno gli occhi -miei? esser accaduto spesse volte che una buona & santa femina ha hauto -mestieri d'una malvagia & trista petegola: un Re è alcuna fiata stato -sforzato di accarezzare un'huomo di privata conditione, & di questo -sia per hora detto a bastanza: vengo all'altro capo. Piero nostro è -ritornato dalla Corte, ne d'altra cosa hora piu voluntieri favella, -che de Baroni, & gran Satrapi: egli per la fede mia mi fa ricordare di -quell'uccello detto Tauro, ilquale, (quantunque picciolo sia) imita -però la voce del Toro, & si fattamente mugisse, che non v'è persona -che facilmente non rimanesse ingannata: cosi non ci è huomo che non -creda ch'egli nodrichi nel petto lo spirito di quanti Signori ha tutto -il Regno di Napoli: qua vi desidero a tutte l'hore, perche vi udirei -ridere molto saporitamente. Di Bergomo, alli XX. d'Agosto. - - -EMILIA BREMBATA SOLCIA, ALLA S. FULVIA ROSSA. - -Voi mi scrivete & nelle prime, & nell'ultime vostre, che vi siete -mutata di proposito, ne piu vi volete render monaca, per non haver -mai saputo ritrovar monistero alcuno, che di qualche errore non sia -contaminato. mi maraviglio della prudentia vostra, ch'altrimenti -pensaste. Soleva dir un santissimo frate che fu ne suoi tempi uno -specchio di virtù, che si come nella Candia non si trovava alcun -animale velenoso, eccetto che il Phalangio, cosi non potersi ritrovare -alcun Monistero si santo & si devoto dove almeno l'invidia & la -mormoratione non vi alberghino: guardative pur di non lasciarvi -adescare da le lor lusinghe. io vi so dir ch'elle sogliono fare, -come l'Hiena far suole, la quale imita la voce humana & impara il -proprio nome di alcuno, & chiamatolo fuori di casa, lo lacera, cosi -fanno le monache & cosi fanno i frati: con mille lusinghe & segrete -astutie ci infrascano il cervello, & infrascato che ce l'hanno ne -fanno poi sentire che meglio a le volte sarebbe state di essere ite -nell'Inferno. Dite, dite, a vostro padre che ponga giù questo pensiero -di farvi monaca, & che vi procuri un bello & honesto marito, con dote -conveniente a le sue facultà: ponga mano hormai al thesoro che tanto -tempo tien rinchiuso senza godimento ne di se stesso, ne d'altrui: non -si ricorda egli forse in quanti pericoli sia già stato per l'insidie -che gli furono piu volte apparecchiate per depredarlo: meglio farebbe -a imitare il Castore, il quale piu di lui prudente di quella cosa -facilmente si spoglia, per la quale, porta pericolo: non altro. state -contenta. Di Bergomo alli XXV. d'Aprile. - - -PETRONIA FRANCA A M. SULPITIA DA VENOSA. - -Inestimabil contentezza & incomprensibil gaudio hò sentito quando -per più di un messo degno di fede intesi che amore con il suo chiodo -fissato havea il vostro volubile cervello, & che con suoi lacci -strettamente vi teneva legata. Vorrei adunque da voi sapere se questo -vostro amore è violento ò volontario: ma se per aventura non vi -piacesse di essere innamorata & dal destino guidata fussi anzi che -dall'elettione; ricordative che si come le tenerelle piante facilmente -si sbarbano & con difficultà fatto che hanno le radici sveller si -possono, anzi gagliardamente resistono alla furia de impetuosi venti: -si Amore nella sua fanciullezza cioè da cominciamento esser di poca -forza; cresciuto poi a tanta possanza pervenire che vincer non si pò -ne per forza, ne per arte. sia lodato il Dio d'amore, che vi farà per -l'avenire di mezza pazza, doventar tutta savia, di avara, liberale, -di timida, ardita & sicura: doventarete vigilante, ingegnosa, & piena -di mille accortezze (che cosi suol fare amore i suoi devoti seguaci) -di quanto desidero saper da voi, fatemene certa a la venuta di M. -Tranquillo, che niuna altra cosa piu grata far mi potreste. Di Palermo -alli XX. di Luglio. - - -MARIA DE BENEDETTI A M. N. R. - -Se vostro marito vi da delle busse, s'egli vi stratia, & s'egli vi -fa mala compagnia datene la colpa a li vostri mali portamenti, alla -smoderata loquacità & all'infinita vostra ritrosia, la quale sarebbe -sofficiente di farvi brutta & spiacevole sin' nell'Inferno: sarebbe -pur hormai tempo che mutassi costumi & variassi stile: volete voi -che di altro mai non si favelli che delle vostre pazzie, le quali -v'hanno hoggimai fatto infame per ogni contorno. Io mi abbattei (& -non è anchora guari) in un bel drapelletto di savie & accostumate -signore, lequali & la vita vostra acerbamente biasmavano, & di ogni -stratio degna vi giudicavano; per esser voi sopra ogni altra donna al -marito vostro ritrosa, & disubidiente; ne vi mancarno di quelle che vi -davano colpa d'havergli piu d'una fiata rotta la matrimonial fede, & -spezzati i legittimi nodi, & questo per ismisurato amore che portate ad -un vilissimo furfante, infame di ladronecci & di homicidij, ebriaco, -& malvagio metidore de dadi, con cui non si porrebbe la piu deserta -meretrice c'habbi ne Roma, ne Vinegia. altra cosa per hora non vi -scrivo. prego Iddio vi doni miglior mente & piu saldo intelletto. Di -Luca alli XX. d'Aprile. - - -LEONORA GONZAGA DUCHESSA DI URBINO A M. FRANCESCHA NEGRA S. - -Intendo che non si pò piu vivere con esso voi, per haver una figliuola, -tenuta da voi che di bellezza avanzi Amarilli, & a quella Egle che -fu creduta la piu bella di tutte le Naiade: & per questo sprezzate -tutte le altre fanciulle del vicinato vostro, a tutte dando qualche -emenda & tutte giudicando pazzamente ò che hanno gli occhi fatti -con i fusi, ò che hanno la bocca storta & i denti negri. ad altre -date macchia che portino mal la vita & ad altre che habbino le gole -grosse, & siano troppo ne le spalle strette: sol la vostra figliuola -secondo il parer vostro è compiutamente bella: essa sola ha gli occhi -piu vaghi et piu amorosi che non hebbe mai Helena Greca: essa hà piu -bella bocca di Atalanta con denti assai piu minuti piu bianchi, & piu -eguali di quelli di Argia figliuola del Re Adrasto: essa hà piu vaghe -fattezze di Briseida per cui arse d'amore il feroce Achille: essa -hà la gola piu candida & piu rotonda di Chione, la quale (se'l vero -scrive Ovidio) piacque a mille amanti, essendo appena di quattordici -anni; essa anchora, hà piu belle spalle, che non haveva l'amata donna -di Acontio, parvi a voi che questa sia una bella vanità di cervello? -veramente se l'è tanto bella, quanto voi dite, tanto piu havete voi -da guardarvi da le molte insidie che le saranno giorno & notte fatte, -da ogni lato apparirà chi mostrerà haver di lei desiderio, & voi ne -starete in continua paura, & ne viverete in perpetua sospittione: non -vi gioverà il confidarvi ch'ella sia casta, percioche quanto ella sarà -di maggior castità, tanto piu vigilante sarà l'altrui libidine verso di -lei. Pregate pur Iddio che s'ella è casta, sia perpetua la sua castità -et da si santo proposito non si muti. Iddio da dishonor vi guardi. Da -Fossombrone, alli III. d'Agosto. - - -D. GIULIA GONZAGA A M. LIVIA NEGRA S. - -Con mio gran dispiacer hò risaputo, esser venuto à voi un scelerato -Alchimista, il qual con false lusinghe v'ha pervertito il cervello & vi -hà fatto intrare in humore, che tramutar si possino le sostanze de gli -elementi, & di rame farse argento & l'argento convertire in oro: l'è -pur una gran cosa che questi furfanti, mendichi & pidocchiosi, voglino -arricchir ogn'uno, quasi che piu molesta lor sia l'altrui povertà & -miseria che la propria mendicità l'è pur stolta la credenza nostra: l'è -pur infinita la cupidità de mortali, ma che faremo noi se ci havessimo -a star perpetuamente? noi ci stiamo a pigione per tre giorni in questo -miserabil mondo & mai non ci pare d'esser pieni. Siamo veramente fatti -simili all'idropici, quanto più beviamo tanto maggior sete ci nasce: ò -infelici noi, poi che non ci ricordiamo di esser mortali et di havere -a lasciare un giorno a dietro ogni cosa: ignudi siamo venuti in questo -cieco mondo, & ignudi, ò poco meno, converacci uscirne: volete Madonna -Livia che io v'insegni una bella alchimia? Thesaurizatevi de thesori in -Cielo, dove i ladri non rubbano, dove la rugine non consuma, & dove la -tignuola non rode, & non mannuca: quel che si acquista per mala via non -è acquisto, ma l'è perdita grande & dannoso guadagno: sono le promesse -delli Alchimisti simili a quelle delli Astrologi; li quali vantansi -di sapere le cose future, & non sanno ne le presenti, ne le passate -& pur ardiscono di manifestar le cose celesti come se del continuo -presenti stessero al concilio d'Iddio: non mi so veramente risolvere -se la lor frode sia piu brutta, ò di pur la pazzia nostra credendoli -come facciamo, sia di maggior scherno degna: tornate in voi M. Livia, & -se le facultà non correspondino alli appetiti vostri, poneteli freno, -& cosi non vi accaderà far l'alchimia. Di S. Francesco di Napoli alli -VII. d'Agosto. - - -D. MARIA CARDONA MARCHESA DELLA PALUDE A M. N. - -Non so che pensier sia stato il vostro, di abbandonarci & ridurvi alla -villa, hora che havevamo si grande carestia di compagnia (che fusse -a nostro modo) l'è stato veramente un'atto di poco amorevol donna; -ispetialmente, non havendo voi altra scusa che di cercare un'aria -serena: sarei contenta in vostro servigio che piu tosto procacciato -havessi un'animo sereno & tranquillo, non ingombrato di alcuna nuvola -di maninconia, non alterato da alcun vento d'ira: perche questa sarebbe -una stabil serenità & un'utile tranquillità & qual cosa vi potete voi -imaginare piu incerta et piu instabile dell'aria che n'andate cercando? -se hora è sereno in men che nol dico, sarà forsi nuvoloso il tempo: si -che s'altro non vi hà fatto gir fuori, & altro non vi ci tiene, tornate -a noi, & sentirete maggior frutto & maggior dolcezza della nostra -conversatione che dell'udir cantar i rusignuoli: ecci qui, la .S. -Donna Maria di Tocco, la quale, parla del Regno d'Iddio si dolcemente, -che la innamora ogn'uno che l'ode, & facci venir voglia di morire per -andar tosto a fruire le bellezze eterne del grande Iddio. ecci la .S. -Princessa di Salerno: la quale con la sua dolce & real presenza & con -le sue gentilissime maniere sarebbe atta a raserenare l'inferno, & -ragioir le misere anime de dannati. ci habbiamo poi M. M. Antonio delli -falconi, gran segretario della natura, il quale ne trattiene con la -dottrina Greca, Toscana & Latina in stupor grande. ecci il nostro M. -Hortensio pieno di Paradossi. Del nostro fresco che noi godiamo, non ve -ne parlo, perche so ne siete ottimamente informata: tornate adunque & -non s'indugi piu se non volete che si muoia di desiderio. Di Avelino, -alli V. d'Aprile. - - -SUOR BARBARA DA COREGGIO ALLA S. LODOVICA MANDELLA. - -Delle tribulationi che novamente (benche non alla sproveduta) vi -sono alle spalle sopragiunte, me ne sono & per la carità christiana, -& per il particolar amore che vi porto, istremamente doluta, -sperate figliuola nel Signore, & vedrete ch'egli ve ne trarà fuori -miracolosamente; & quando meno ci pensarete. & in cui potete voi meglio -collocare & stabilire le speranze vostre? Se in altra cosa sperate, -non sarà mai quella speranza senza timore, ma piena di vanità & la -fortuna haverà mille aditi per turbarla, mille vie per ingannarla, il -che non le fie mai conceduto sperando voi nel S. Dio, fontana di tutte -le consolationi, refrigerio de tribolati, speranza delli oppressi, -sostegno de deboli, verace ricchezza de poveri, il quale vi darà vita -eterna & senza dubbio ve la darà, se perseverarete nella toleranza c'ho -spesse volte in voi sommamente ammirato, parmi veramente impossibile -che havendo in voi questa santissima virtù di patientia, non ci -habbiate ancho l'altre virtù, essendo fra di loro, un certo legame, & -una certa consanguinità che chi una ne possiede, paia di necessità che -tutte l'altre ne possegga; & cosi per conseguente a chi ne manca una -tutte l'altre gli manchino; & se questo si confessa da savi scrittori -esser vero nelle virtù morali, che sarà poi nelle Theologiche? Quando -vi piacerà venir a me, spero di darvi tutta quella consolatione che -per me si potrà maggiore, & mostrarvi, quanto v'ami, & impressa nel -cuor vi tenga: le nostre suore, hanno del continuo pregato Iddio per -voi & se havete sentito alli di passati alleggiamento alcuno alli -vostri affanni; n'è stato cagione la fede di sor Virginia; la purità -di suor Agnola, la patientia di suor Alessandra, l'humiltà di suor -Antonia, & la gran devotione della madre suor Catherina. Sarà vostro -ufficio ringratiarle cortesemente. vi prometto che elle sono state -si assiduamente inginocchioni, che s'hanno fatto il callo in su le -ginocchia, come si legge in Egesippo che all'apostolo S. Iacopo per -il molto orare avenne; ne altro intorno a ciò vi dico state di buona -voglia, mirando con certa fidanza il cielo d'onde vi pioveranno un -giorno in su le treccie, tante gratie, quante mai n'hebbe alcuna donna -a l'età nostra. Dal Monistero di S. Antonio fuor di Correggio alli XX. -d'Aprile. - - -CATHERINA VIGERA A LUCIETTA SERVAGGIA. - -Tu mi dimandi consiglio per tue lettere, se ti dei maritare, & mi -preghi con instanza, ch'io ti risponda. ecco che ti rispondo, & poscia -che fra me stessa hò ben considerato la tua età, le tue conditioni, & -l'humana necessità con la nostra natural fragilità; dicoti liberamente, -che ti dei maritare; & qual cosa piu santa si pò al mondo fare? non -hà instituito Iddio il matrimonio accio non venisse meno l'humana -generatione in questo facendo ufficio di padre? non fu egli per meglio -manifestar l'eccellentia sua instituto nel paradiso delle delitie? -Niuna cosa piu degna, ne piu eccellente del matrimonio ritrovar, ò -imaginar mi posso: imperoche in quello consiste la conservatione della -generatione humana, la salute degli huomini, delle città & delle nostre -facultà. Quante aspre guerre, quante mortali nimistà si spengono per -virtù del sacro matrimonio? Qual piu gioconda & dilettevol cosa si pò -desiderar di uno honesto marito che ti provegga ne bisogni & che ti -difenda l'honore si che piglia marito; ma prima che lo pigli, prega -Iddio, ti doni gratia di far buona elettione, pregalo instantemente -prima che sposa divenghi. Se per il precetto di Hesiodo non è lecito -al contadino di arar i Campi se prima alli Dei non sacrifica; quanto -sarà men lecito prender marito ad una donna christiana et non invocar -prima l'aiuto celeste? Cosi facendo, non dubiterò che pacificamente -non viviate. Si come i legami, dalle Commissure, pigliano le forze, -cosi le famiglie prendono vigore da lo scambievole consentimento del -marito et della moglie. Si come il corpo nulla pò senza l'animo, ne -l'animo suol esser sano, se il corpo non è gagliardo: cosi tra il -marito et la moglie ogni cosa esser deve commune: Bisogna sopra ogni -cosa che da matrimoni (se ne vogliamo gustare la dovuta dolcezza) -sia rimossa ogni amaritudine, il che ne detter già ad intendere -quelli, che sacrificavano alla Pronuba Giunone, cavandone il fele del -sacrificato animale, & gittandolo all'altare: starai adunque di buon -cuore riverentemente soggetta à tuo marito; perche tale la volontà -del signore, Dio & maggior loda ne riporterai sendoli ubidiente, che -rubella & contumace; non imitare alcune sfacciate femine che ad altro -no aspirano che à tirranneggiare, à far nelle case delle sette, à -rubare le maritali facultà & altri brutti eccessi commettere reputa che -ogni cosa sia del marito, anchora che tu piu di lui recato ci habbi: -si come il vino, dove molta acqua mescolata sia, non rimane per ciò di -esser detto vino, cosi la casa sempre è detta del marito, anchora che -la moglie ci habi la miglior parte; habbi di piu avertenza, che si come -le linee & le superficie si moveno insieme con i corpi, cosi le buone -mogli & nelle cose gravi & nelle giocose, & nelle prospere, & nelle -avverse, accommodaransi sempre al marito, fatti vedere alla presentia -di tuo marito: & nella absentia nascondeti, fa il contrario della Luna, -laquale, si nasconde alla presentia del sole. - - -CATHERINA FREGOSA CONTESSA AVOGADRA A M. LUCIA SPINELLA. - -Io vi hò con gran diligentia proveduto d'una Balia (partorite hora -quando vi piace,) laquale fa piu latte, & migliore, che non faceva -Philix nodrice di Domitiano: l'è piu amorevole verso de figliuoli, che -non fu mai Ericlea balia di Ulisse: l'è di corpo piu sana, che non era -Caphirna balia di Nettuno, & è solita di tenere i figliuoli con maggior -politezza che non teneva Isiphile balia di Archemoro. se altro posso -per voi, commandatime. Di Brescia. - - -F. N. ALLA R. ET IL. SUOR BARBARA DA CORREGGIO. - -Leggendo alli di passati per sminuir l'affanno mio, come essendo gia -Claudio adirato con Messallina sua moglie, ne potendo essa in alcun -modo raddolcirlo, adoperò per mezo di cotal cosa Ubidia Vestale, che -tanto è, come à dir Ubidia Monaca, & per virtù della detta donna -si fece la pace, et riconciliaronsi quegli animi, che parevano si -disuniti, & fra di loro si alienati, credei all'hora che non senza -virtu celeste mi fussi abbattuta in cotal lettione, & cosi pensai -di supplicar la riverentia vostra si volesse per carità intraporre -à riconciliarmi col mio consorte, ilquale, à gran torto, et contra -ogni ragione, s'è ingelosito di me per havermi ritrovata favellare -di segreto, con un mio parente. Iddio sa la mia innocentia & chiamo -in testimonio tutti li spiriti et celesti & aerei & terrestri & -acquatici se si ragionò di cosa che casta & honorevole non fusse: se -mai Reverenda madre la mente mia fu contaminata di impudico amore, et -di dishonesta voglia, prego la terra mi si apra sotto i piedi, et mi -ingiottisca à quella guisa che leggiamo che ingiottì Amphiaro Anchurro, -Valerio, Torquato: Curtio, Core, Datan, & Abirone, & prego il Cielo -mi caschi in su le spalle. affaticatevi adunque per l'amor d'Iddio in -cosi santa opera perche innocente sono. so ben'io quanto sia grande -l'auttorità vostra, non sol presso di lui, che vi adora, ma dico presso -di ciascun che intelletto habbi venga almeno mentre favellarete per mio -beneficio quella dea Pitho à sedervi in su le labra, acciò rimanghi -persuaso che in modo alcuno colpevole non sono, ne altro amore, che -il suo, il petto mi riscaldò giamai. ò Dio, tu che sempre amasti, & -favoristi la innocentia, aiuta & favorisce me meschina, perche rihabbia -la gratia del mio caro consorte, della cui memoria più dolcemente -mi pasco, & mi nodrico, che non farei se del continuo mi cibassi di -Nettare, & Ambrosia. Iddio vi doni forza, & faccia che la lingua vostra -sia tale, qual il mio bisogno richiede. Di villa alli .X. di Aprile. - - -LIVIA BELTRAMA A' M. ADRIA DALLA ROVERE. - -Voi dovete per cosa ferma tenere, che tutto il male alli di passati -avenutovi nacque dal non haver voi potuto tener segreto quanto vi fu -segretamente detto, l'è veramente la parola, simile all'unità, laquale, -finche la non esce fuori de suoi confini, sempre rimane una, ma come -l'esce, & entra nella dualità, incontanente moltiplicasi in infinito: -finche ciò che detto vi fu rimase presso di voi, fu segretissimo, ne -mai da veruno s'è risaputo, ma come incominciaste à conferirlo con -quella vostra loquacissima creatura: s'è diffuso per ogni luogo, ne -d'altro si ragiona hormai per le Barberie, e per le taverne, et per -le Scuole de fanciulli. vostro adunque sia il danno che non sapeste -tacere, saresti veramente scoppiata se non partorivi questo poco di -segretuzzo. siete simile ad un vaso pieno di fissure d'onde si stilli -et si versi da ogni lato ciò che v'è infuso: se venuto vi fusse nella -memoria ciò che già disse un gran Capitano ad un soldato che dimandava -di sapere non so qual cosa, non havreste (per aventura) si follemente -peccato: egli li rispose. Se io sapessi che la mia camiscia cercasse -d'intendere il mio segreto, me la trarrei hor hora di dosso et la -gitterei nel fuoco. Non so veramente in qual cosa si possi mostrare -maggior vanità di cervello, & minor prudentia: che in non potere -contenere senza scoprirlo ciò che sotto il sigillo del silentio n'è -dalli amici nostri commesso: se non potevate voi tenerlo celato, à -cui tanto si apparteneva, come potevi indur l'animo à credere che -altri lo tenesse? Voi havete fatto un'atto da fanciulla & da fanciulla -siete stata trattata: ho voluto far la riprensione che voi meritavate, -un'altra volta vi racconsolerò indolcirò l'amaricato cuore, imitando -l'Apostolo: ilquale essendo turbato contra i Galati di una santa & -giusta perturbatione, prima li sgridò acerbamente, & li disse con un -tuono di voce tutto iracondo. O INSENSATI GALATE QUIS VOS FASCINAVIT? -ne stette poi molto, che lor disse FILIOLI MEI QUOS ITERUM PARTURIO, -pigliate (vi prego) ogni cosa in buona parte, & interpretate come -si conviene al candore dell'animo vostro; ne dubitate gia che al mal -occorso non se li trovi per noi opportuno rimedio: di Vinegia alli V. -di Agosto. - - -ALLESSANDRA ROSSETA À M. GISMONDA PORTIA. - -Hò inteso quanto mi havete scritto del novo parto, et insieme hò -chiaramente inteso la sospittione che voi havete che il parto non -sia stato generato da suo marito, per esser egli molto vecchio, mi -maraviglio di voi che vi lasciate entrar nel capo cotai sospittioni. -ricordatevi che la carità Christiana non sospetta mai di alcuno male: -OMNIA CREDIT ET OMNIA SUFFERT si come l'Apostolo ne afferma: ditemi -un poco voi, che siete prattica della scrittura vecchia, non generò -Adam il figliuolo Seth sendo di cento trenta anni? non generò Abraam -di cent'anni? non generò Iared il buon Enoch di cento sessantadui, & -Mattusalemme Lamec, sendo di cento ottantasette? ma lascio star le cose -sacre, perche potreste dire, che non senza divino misterio ciò fusse -accaduto: over che gli anni delli Ebrei fussero dalli altri differenti: -non si legge presso di Plinio che Massinissa generò Metimatmo di -ottantasei anni? Catone incensorio ingravidò la figliuola di Salonio -sendo di ottanta, & Volusio Saturnio generò havendone trapassato -sessantadui. perche vi pare adunque impossibile che messer Antonio -sia vero padre, havendone appena sessanta? state in buona fede, & -lasciate le mormorationi da canto: certo se altro non imparaste, mentre -habitaste con le suore, che mormorare, & pensar male, havete fatto poco -frutto nella spiritualità. state sana di Ferrara alli XII. di Genaro. - - -IPPOLITA CATTA À M. CLARA BRESSILLA. - -Odo che non volete accettare nelle vostre case Gismondo per esser -bastardo, tanto è l'odio, che naturalmente portate à chi di legittimo -matrimonio non nasce: veramente che in questo troppo leggiermente vi -portate, et mostrate di non sapere essersi ritrovati molti bastardi, -liquali furono vasi di bontà et di dottrina. Quanta virtù militare -fusse in Antiphate bastardo di Sarpedone, lo dimostra Virgilio nel -nono della sua divina Eneida; cosi dicendo. Et primum Antiphatem. -is enim se primus agebat, Thebana de matre nothum Sarpedonis alti. -scrive Plutarco che bastardo fosse Omero figliuolo di Criteida. Furono -bastardi Enea, Aristonico rè di Pergamo, Aristeo, Ercole, Democoone, -Doriclo, Lithierse, Theseo, Romulo, Iugurta, il Rè Manfredo & altri -molti virtuosi si che non l'habbiate tanto à schifo, ma ricevetelo -amorevolmente, perche ne farete singolar piacere à vostro marito. Di -Ferrara alli .X. - - -CATHERINA PANZARASA À M. ROSA RICCIA. - -Hieri alle due hore di notte giunse il vostro messo à farci sapere che -di novo havevate partorito una bella figlia: dissi io all'hora fra me -stessa, costei mi pare simile à Serapione Pittor molto famoso, ilquale -non sapeva pigner altro, che Sciene ne mai li dette cuore di pignere -pur un sol huomo & cosi rasimigliai vostra sorella à Dionisio, Pittore, -di non minor fama, ilquale non pigneva altro che huomini, la onde ne -fu detto dalli altri pittori Antropophago. vorrei pur che imparaste -hormai à far de maschi: vi è vergogna grande che siate si da poco; ma -di questo sia per hora detto à bastanza, io scherzo con esso voi per -lettere, & voi dal fresco parto stanca, et indebolita gemete forse, & -altro vorreste, che burle & ciancie: attendete (vi prego) a governarvi -bene, ne fate alcun disordine, et se vostro marito stassi turbato -per non haver voi partorito un figlio maschio, come egli desiderava, -stiasi quanto li piace, state voi allegra credendo fermamente, ch'elle -vi debbano un giorno recar maggior consolatione, che non farebbe -quanti maschi hebbe mai Deiotaro: Se questi huomini, alli quali tanto -rincresce d'haver femine, et non maschi, si riducessero à memoria -qualmente infiniti figliuoli hanno già ammazzato chi il padre et chi la -madre, non so se ne sentissero tanto rincrescimento quanto ne sentono. -Tutte le volte che io leggo che Eraclio Imperadore ammazzò Phoca suo -padre per cupidigia di regnare, rimango tutta istordita; tutte le -volte che io leggo come Nicomede ammazzasse Prusia Rè de Bitinia, per -occupare il reame impallidisco, cosi aviene, quando mi trovo presso -delli storici che .L. Ostio, Federico, Fabriciano, Oedipo, Ozia, Albano -Martire, et tanti altri fussero patricide, ma non piu per hora. state -lieta. dalla Mirandola. alli XX di Febraio. - - -BARBARA VALENTINI À M. LUCIA FERRERIA. - -Mi dimandate consiglio à qual professione debbiate por vostro -figliuolo: io non vi saprei mai circa questo dar altro consiglio di -quello che scrisse Pindaro. Il bue all'aratro, il cavallo al corso, il -cane alla caccia, & l'huomo si ponga à quella ragione di vita, alla -quale si conosce esser piu da la natura disposto & inchinato: a voi -tocca adunque di havere questa consideratione, poiche a tutte l'hore -l'havete dananti à gli occhi: se voi lo porrete ad alcuno esercitio -dove la natura, & la volontà sua non lo inchini, non riuscendo poi -felicemente (come vorreste) non piu ve ne dovete maravigliare che -fareste gia se col bue andaste a caccia, & non pigliaste lepri, & con -l'aratro saettaste, & non coglieste uccello. state sana. di Modona. -alli XX. d'Aprile. - - -ISABELLA FEDERICI MARTINENGA A M. CHIARA L. - -Per l'ultime vostre che mi portò Gregorio vi dolete stremamente che à -tutte l'hore siate alla sproveduta sovragiunta da qualche aversità, et -di quella sorte qual meno dall'altre vorreste, & per quanto comprendo -dal vostro scrivere, vorreste vi fusse lecito di far la scelta de -gli affanni, et di sceglier quelli che men noiosi et spiacevoli vi -paressero: ma troppo di gran lunga voi v'ingannate; imperoche si -come ne giuochi Olimpici non si suol far elettione dell'aversario, -ma quel si toglie, che la sorte vuole, cosi nella vita nostra bisogna -contrastare à quella fortuna che ne occorre, et non à quella, qual noi -vorremo. studiamo pur sorella mia di contentarci de lo stato nostro, -& di sofferir patientemente quanto vuole Iddio: maggiori affanni che -voi non sostenete, sostengono molti men avezzi à patir di voi, ne si -lasciano cosi sbigottire come voi fate: nella vita nostra non ci è cosa -pura, ma vari mescolamenti se à voler che l'oratione del gramatico sia -di grato accento bisogna ci concorrino mute vocali, consonanti, liquide -& altre cose cosi nella vita bisogna che diversi accidenti accagiano, -laqual varietà la fa parere piu bella et piu riguardevole di quel -ch'essa parrebbe se ella fusse d'un perpetuo tenore. dalli Orzi. - - -MARGARITA BERNARDINI À M. CASSANDRA. - -Vi Lodo sommamente della sollicitudine, che voi ponete in udir ogni -giorno la predica di Maestro Giuliano da Colle ma ben vi avertisco -che l'andar alla predica non è come l'andar à publichi spettacoli, -dove solamente si prende diletto et non si fa miglioramento alcuno -nella vita: andategli adunque per doventar ogni di migliore, et -non per dilettar solamente gli orecchi et quando siete poi à casa -narrate à quei che non vi furono, quanto raccolto havete dalla viva -voce del predicatore et insieme con esso loro, ponete in prattica -quanto imparato havete al viver Christiano appartenente: altrimenti -niuna utilità ne sentirete; fate nell'udir la predica, il contrario -à punto di quel che fanno coloro, che de vari fiori vanno tessendo -le ghirlande, cercano essi li piu belli & lasciano adietro li più -utili: attendete voi piu tosto al peso & all'utilità delle sententie, -che alli fioriti, & alle vaghezze, del suo politissimo dire, lequai -cose non credo però sieno da sprezzare poi che furono cagione che le -divine institutioni di Lattantio Firmiano accompagnate da risplendenti -lumi fussero già in Bithinia dove publicamente insegnava con maggior -avidità raccolte di quel che forse sarebbono state se rozzamente & -senza veruna politezza sporte le havesse alli uditori suoi: vi ricordo -Madonna che l'utilità della parola d'Iddio si è à punto come il lume -acceso, ilquale, non giova salvo à chi lo vuol ricevere: andate adunque -alla predica con la mente quieta et tranquilla à quella guisa che voi -andareste alla sacratissima cena: cosi ne trarete voi maraviglioso -profitto, et me forse, che v'habbi di ciò avisata, amerete per -l'avenire piu di quel che amato mi havete. Di Luca. alli X. di Marzo. - - -APOLLONIA ROVELLA À M. N. N. F. - -Piu volte et per lettere et presentialmente vi siete meco doluta -che vostro marito non vi vezzeggia punto, ne vi compiace di quelle -cose, che voi desiderareste havere. la colpa (per quanto intendo) è -vostra perche non l'ubidite, ne mai v'ingegnate di far cosa che gli -aggradisca. Chi vol pigliar delli uccelli imita per quanto si pò la -voce di quelli: cosi chi vuol guadagnarsi l'amore del suo consorte, -bisogna che à quel si accommodi, & à quello studi sempre di compiacere: -& quantunque una volta & due in vano proviate di guadagnarvelo con -la vostra piacevolezza, non è per questo da diffidarsi, et da porsi -subitamente in desperatione. Si come il Musico non gitta ne taglia -subitamente le corde dissonanti, ma à poco à poco con pacientia le -riduce alla debita armonia: cosi deve piacevolmente la buona moglie -sofferir l'intemperanza del marito, finche le venga fatto di ridurlo -pian piano à quella domestica consonantia che ne troppo spesso si -ritrova à nostri tempi: se avviene, ch'egli vi dica qualche villania -& faccia alcuna atroce ingiuria, non vi si sgomentate per questo, ma -fate vostro pensiero che si come il dardo scagliato in cosa solida & -ferma ritorna spesse fiate in colui che lo scagliò: Cosi le villanie -fatte à quelli c'hanno l'animo forte & costante, ritornino il piu -delle volte in colui che villaneggia & offende: usate voi all'incontro -sempre parole dolci & nell'animo vostro pensate che si come i Musici -con toccar leggiermente et non con violenza le corde dell'instrumento -indolciscono i cuori delli uditori, cosi il favellar sommesso & molle -mitiga gli aspri cuori de feroci mariti; ne altro di questo vi ragiono. -state lieta. Di Vinegia. - - -COSTANZA DELLI OBIZI SCOTTA A M. F. R. - -Mi dimandaste l'altro giorno per qual causa gli Antichi ponessero -vicino la statua di Mercurio, la statua delle Gratie: al che -brievemente rispondendo vi dico essersi ciò fatto acciò che -benignamente si comportassero i falli delli Oratori, essendo Mercurio -l'Iddio dell'eloquentia: hor di questo pregovi à ricordarvene del -continuo, perche intendo che voi siete molto pronta à calumniare -hor questo, hor quell'altro, & non pò (sel vero m'è però riferito) -comparire predicatore alcuno in questa città che sodisfar vi possa -s'egli non è eloquente al par di Giovanni Bocaccio: vorrei vi sovenisse -che si come lungo le vie aspre, et spinose, spesso si ritrovano delle -viole & delli odoriferi fioretti, cosi anche spesso ritrovarsi nel dir -poco facondo, delle sententie, et delle figure, degne d'esser lodate -et dalli dotti ammirate. Si come li amanti interpretano candidamente -alcuni difetti nelle cose amate, cosi dovemo far noi in colui, che -per amaestrarci publicamente favella. Le cose della santa Theologia -non vogliono, ne se gli convengono quei ornamenti che nell'altre -scientie forse si desiderano, anzi vi dico di piu, che chi l'adorna -di sophistiche lodi, & de Rhetorici ornamenti non altrimenti fa che -s'egli incoronasse un Athleta di rose & de gigli, & non di alloro, -ò di oleastro. Si come degno di riso ci parerebbe quel cantore, che -con Lidia Musica cantar volesse di cosa grave: cosi ridicolo ci pare -qualunque volendo parlar d'Iddio, ò del ben vivere vada lascivamente -vagando con fioretti Rhetorici; ne altro di questo dico. state sana. Di -Piacenza alli XIII. - - -ANTONIA PALA. RANGONA À M. N. N. - -Oh che poca riputatione v'acquistate voi col pratticare tutto'l giorno -con questa vostra cogina, laquale, ha nome di non attendere altro, che -ad incanti, à malie, & à magiche operationi, et vantasi (per quanto -m'è da molti detto) di saperne piu di Circe, più di Medea, più di -Micale, più di Ericto et piu della scelerata Eriphia. Venne l'altro -giorno à visitarmi un'huomo ornato di grandissimo giudicio, et dissemi -che costei faceva professione di saper l'arte del compor veleni in -maggior eccellentia che non seppe Canidia, della quale Oratio in cotal -modo favellando scrisse. AN MALAS CANIDIA TRACTAVIT DAPES? ma che dico -io di Canidia? egli mi disse ch'ella ne sapeva piu di Sagana piu di -Veia piu di Folia & piu di Locusta: & voi siete si dell'honor vostro, -poco amica, & poco gelosa che con essa senza rispetto prattichiate? -Lasciate, lasciate queste vostre brutte conversationi, et togliete -prattica c'habbia più dell'honorevole. volete forse che si dica per la -città vostra, che siate una fascinatrice, una maga & una incantatrice? -Deh vi venga la contrittione sono questi studi à donna Christiana -convenevoli? liquali furno possenti à rendere infami Zoroastre, -Democrito, Pitagora, Hermippo, Dardano, Empedocle, Apollonio, Tiridate -& Apuleio? Vi prego adunque & con le mani in croce ve ne prego: à -lasciar tal compagnia, & abbracciare le persone virtuose & non infami, -si come è costei, & con laquale, à tutte l'hore vi ritrovate: state -sana. di Modona alli .XX. d'Aprile. - - -LA CONTESSA DI MONTE L'ABBATE À SUOR. A. B. - -La professione della vita monastica qual faceste già molti anni -sono, richiederebbe che voi menaste altra vita di quella che menate; -imperoche si come nella faccia piu offendono i Nevi & le Verrucole; che -nelle altre parti del corpo le gran macchie & le horribili cicatrici: -cosi piccioli peccati paiono sempre più grandi nelle persone religiose; -la vita de quali fu già proposta à noi altri per un chiaro essempio & -norma di ben vivere. Considerate (vi prego) che vogliano dir que veli -che portate in capo: certo non altro solevano significare che castigo -et mortificatione delle membra. considerate quella parte delle vostre -vestimenta che volgarmente si chiama la patientia; & vedrete quel -ch'ella vuole dimostrare si come ad Ercole cavatosi di dosso la pelle -del leone, non si conveniva punto quella veste milesia, con laquale -serviva ad Omphale: cosi mal si conviene à voi di haver lasciato la -vita monacale & vivere hora in tante delitie che non ne gustò mai la -metà la delitiosa Messalina. non dico già che sempre io approvi il -monastico rigore: ma ben vi dico che si come l'arco troppo tirato si -rompe, cosi l'animo troppo rimesso & ocioso si spezza & perde ogni suo -vigore. Deh ritornate al monistero, dove ad un tratto meno offenderete -Iddio, & l'honor della casa vostra & qual reputatione credete voi che -recar vi possi l'assidua prattica de dissoluti scolari qual voi havete? -mutate, mutate vita, & non aspettate che la divina sferza ve la faccia -mutare. Iddio da mal vi guardi. Di Vinegia. - - -LUCRETIA DI ALICROTTA ALLA S. D. CORNELIA PICCOL'HUOMINI CONTESSA DI -ALIFFE S. - -Non hò ne lingua, ne parole atte ad isprimere (valorosa donna) il -dolore, che hò sentito nella morte del vostro honoratissimo consorte; -la cui vita era à molti vita, & la cui salute ad infiniti porgeva -salute: & chi è colui si di rigido diaspro composto che non pianga -et non si doglia veggendo colui dal mondo partirsi che di humanità & -di religione tutti gli altri pari suoi avanzava: et haveva sempre le -ricchezze sue esposte alli servigi de suoi amici & cari benvoglienti? -Quanto havrebbe meritamente da pianger non sol voi, che li foste cara -consorte, ma tutto'l regno di Napoli veggendosi privato di si honorato -cavagliere: concedo liberamente che tal perdita sia stata troppo -grande, nondimeno, tolerar si deve, percioche cosi suol avvenir alla -debolezza nostra; cosi accade alla conditione della vita comune, & di -questi frutti dacci spesso la iniquità della fortuna. Confortative però -signora poi che fragile, caduca, & mortale è l'humana generatione: & -con tal patto & legge nasciamo, che morir ci bisogna ogni & qualunque -volta che à Iddio piaccia: scrisse Pindaro che altro non eravamo che -un'ombra & un sogno, & non meno elegantemente di lui il medesimo ci -espresse Theocrito, di due pastori favellando. Dalli fati siamo noi -guidati & inevitabili sono li fati: la morte non perdona à veruno, -tocca i fenili, batte i tuguri, et percuote l'alte Torri de Potenti -Rè: se muoiano le città, quanto piu facilmente pò morir l'huomo di -cui scrisse Omero non potersi cosa piu fragile ritrovare. veggiamo -estinta Babilonia superba di grossa muraglia, di bellissimo tempio, -& de sospesi orti; Veggiamo estinti Tiro per l'ostro & per la porpora -altiero; veggiamo estinto Corinto dalla finezza del metallo nobilissimo -reputato: et pareracci strano che un'huomo muoia? Certamente Signora -mia tutte quelle cose che secondo la natura ci accadeno, sono da -reputar buone, & qual cosa pò esser piu naturale che chi è mortale una -volta, muoia? temperate adunque le lagrime, perdonate al dolore, et -per darvi un'utile consiglio (benche forse vi parerà alquanto acerbo) -preparatevi anchora voi al morire, con ferma speranza di rivederlo in -cielo, & in eternamente goderlo, senza temere, che piu rubato, ò dalla -podagra danneggiato vi sia: ne piu oltre mi stendo, perche so che savia -siete, & saviamente in cotal caso vi portarete; Iddio padre delle -consolationi sia quel che vi consoli (quando le mie lettere per se -bastevoli non sieno). Di Cremona alli VII. d'Aprile. - - -PILESTRINA DA CASTELLO A M. CATHERINA ET A M. TARSIA DA CASTELLO S. - -Non mi direte già piu care sorelle che io non sia amica di Christo poi -che m'ho dimostrata amica della pace qual hoggi hò fatto con la mia -adversaria et nel vero, ne sono molto contenta d'haverla fatta, perche -mi stava piena di amaritudine, tutta via pensando alla vendetta, et al -risentirmene non feminilmente, ma con valore maschile & martiale hora -conosco esser vero ciò che M. Tullio ne scrisse che non sol essa era -dolce, ma che anchora piacevole, soave, & amichevole era il suo nome; -& che per lei si conservavano in buono stato non sol le cose publiche, -ma ancho le private, hora potrò dir di buon cuore & non simulatamente, -DIMITTE NOBIS DEBITA NOSTRA, SICUT ET NOS DIMITTIMUS DEBITORIBUS -NOSTRIS: questo vi ho voluto far intender con questa mia polizza; acciò -vi rallegriate, & facciate il medesimo. Di casa nostra. - - -ISABELLA VILLAMARINI PRINCIPESSA DI SALERNO ALLE NOBILISSIME SIGNORE -RIGHETTA VIOLANTE, ET PORTIA SANSEVERINE S. - -Domani nell'aurora, vi aspetto, perche n'andiamo insieme a -communicarci; cioè a ricevere quel santissimo sacramento instituito -dal Salvatore nostro volendo egli abbandonare questo mondo et salir al -cielo, & questo fece perche fusse segno perpetuo et perpetua ricordanza -dell'amaro supplicio per noi miseri peccatori in croce sostenuto, -resta hora che ci andiamo con pura fede, & crediamo che per noi -indubitatamente sia morto Giesù, & ch'egli ci habbi con la morte sua -aperto il Paradiso, chiuso l'Inferno, rotto la fronte a Sathan & vinto -la rapace morte: bisognerà di più conservare per l'avenire i suoi santi -precetti, quai egli dette pria che questa santissima cena instituisse: -state (vi prego) tutta notte in oratione, pregando l'eterno padre -ci mandi lo spirito suo ne cuori nostri, perche abbruggi col suo -fuoco tutte le immunditie et tutte le lordure de comessi peccati: -io vi ricordo che si come li ottimi rimedi sogliono recar morte se -con debito modo non si riceveno, cosi li sacramenti di Giesu Christo -sogliono essere salutevoli alli degni & mortali a chi indegnamente li -riceve: scordative ogni vanità; scacciate da voi ogni altro pensiero, -ogni altro amore, fuor che di unirvi per fede con Giesu Christo, & -mai da lui per alcuno momento di tempo non separarvi: voglio signore -facciamo per l'avenire una nova vita: voglio che abbandoniamo questo -cieco mondo, cioè le sue concupiscentie & gli suoi inganni, & che -doventiamo christiane de fatti & non di nome solo. Voglio, che i nostri -ragionamenti sieno sempre dell'honor d'Iddio, della gloria de beati, -& delli eterni supplitij che sono a reprobi apparecchiati: & questi -faremo sempre quando saremo tra noi: ma quando ci accaderà però essere -in conversatione di qualche signora, a cui più piaccia l'honor del -mondo, che quello d'Iddio, parlaremo di Lucretia (quel raro lume della -Romana castità) di Sophronia similmente Romana, di Sabina imperatrice, -di Monima, di Milesia, & di Veronica Chia, ambedue sagge & mogli del -gran Mitridate: parleremo di Theoxena, di Neera Salentina, di Evadne, -di Iocasta, di Erigone, & di altre molte che valorose furono, non ci -faremo a cotesto modo, tener chiettine & pur di cose honorate saranno i -ragionamenti nostri: non altro. Di casa nostra alli X. d'Aprile. - - -LEONORA VERTEMA A F. N. - -Mi rallegro che senza niuno amichevol consilio habbiate preso marito -(mi rallegro dico) perche vi vederò far la penitentia della vostra -prosuntione; poi che vi pare di saperne piu della Sibilla Cumana & ne -sapete meno di qualunque rozza contadinuccia: hor su vi faccio sapere -che voi havete preso per marito huomo si loquace, che per una parola -che voi li direte, ve ne responderà sempre dieci. per il che molti lo -rassimigliano a qual Portico ch'era già in Olimpia, il quale rendeva -sette voci per una. L'è anchora goloso più di quel Aristoxeno che -desiderava che dato li fusse dalli dei il collo di Grue. sarà veramente -pericolo grande, che un giorno egli non vi mangi come fece Camble Re -de Lidi, il qual per istrema voracità mangiò una notte la moglie (sel -vero però ci narra Musonio auttor Greco nel libro ch'egli scrisse della -Poliphigia & della Poliposia). L'è oltre questo, mettidore de malvagi -dadi. giocherebbesi il generò; si che poveretta & mal consigliata come -vi siete voi stranamente affogata? & poi volete esser tenuta savia al -par di Solomone? hor godetevelo nella buon'hora; & imparate a vivere -nell'altre cose più consigliatamente che non havete fatto in questa. -Iddio vel perdoni, voi ci havete posto con questo vostro temerario -ardire in tanto travaglio, che se campaste mille anni, non ce ne -trarreste mai. state sana. Di Piuri: alli XX. di Settembre. - - -CATHERINA VISCONTE CONTESSA DI COMPIANO ALLA S. - -Vi si da, quasi da tutti, gran colpa che tanto affatichiate le -vostre damigelle nel lavorare che divengono oppilate, & visibilmente -si veggono infracidire. Dovereste pur sapere che si come le piante -mediocremente inaffiate, crescono, & se sopra modo sono adaquate si -suffuocano: cosi gli animi & i corpi nostri per moderate fatiche -aiutarsi & per le smoderate del tutto opprimersi. Se la vigilia è -sostentata dal sonno, la tempesta s'indolcisse dalla sopravegnente -serenità, le tenebre sono confortate dalla diurna luce, cosi -doverebbonsi anchora sollevare le fatiche per i temperati giuochi, -& per i dolci canti. Se si rallentano a posta fatta le corde del -liuto, & della lira perche al bisogno rimanghino poi ben tese, perche -non si deve similmente ricrear l'animo di qualche honesto trastullo -per farlo poi piu robusto alle importanti fatiche? certo, certo voi -l'intendete male, & pessimamente sapete come governare si debbano le -tenere fanciulle: havete sinhora fatto di maniera che non ne trovareste -piu alcuna a vostri servigi se lor deste in dote quanto havete, & se -non mel credete, fatene l'isperienza, et vedrete chiaramente come la -cosa vi riuscirà: voi mi potreste per aventura dire, io le faccio -travagliare, perche le mi paiono ben sane, & io vi dico che non ci -basta per tolerar l'assidue fatiche, l'haver i corpi sani, che fa -anchora bisogno che sieno di buona habitudine & ben robusti: si come -anchora non basta l'haver la ragione pura, & da vitij sequestrata, -s'ella non sia forte & gagliarda in far resistenza alle cose esterne, -ne altro dico à questo appartenente. state sana. Di Piacenza alli X. -d'Aprile. - - -CATHERINA SPADA BONVISI A M. N. F. - -Mi scrivete nelle prime, & nelle seconde vostre, che io debba essortar -Cirillo vostro nipote, a voler attendere ad altro che a lettere, -parendovi troppo brutta cosa che un'huomo di si chiara fama come egli -nel vero è, non sia buono salvo che ad una cosa sola. Io li ho piu -volte detto che ciò non meno dispiaceva a me, che a voi dispiaccia; -ma però rimuoverlo non posso: si che sforzata sono di portarlo in -pace, & confortarmi col vedere che anche quella terra che genera il -sale, non genera mai altra cosa, & cosi credere che il medesimo avenga -a quelli ingegni che nelle dottrine sono fecondi, poiche di rado si -veggono buoni nelle altre civili attioni. Questa tal sorte d'huomini, -mio padre li soleva già rasimigliare ad un fonte posto non so in qual -luogo, dove il nitro solo & non altra cosa vi ci nasce quanto poi a -quel che mi scrivete che richiamar lo debba da alcuni vitij, ne quali -naturalmente è inchinato. Certo non ne perdo mai alcuna occasione -quando ella mi si offerisce, ma dovete sapere che si come è cosa facile -al pesce, l'entrar nella nassa & difficil poi uscirne, cosi agevol cosa -essere il scorrere ne vitij, ma molto malagevole il sapersene ritrarre, -benche in lui non mi paia d'haverci scorto mai altro difetto che di -darsi troppo in preda ad una sfortunata meretrice, & sonomi lungamente -maravigliata come si felice ingegno si lasciasse ritardare del salire -alle grandezze del mondo per si vil oggetto (sono mi dico) di cio molto -piu maravigliata che di vedere che un picciol pesce, sia bastante a -ritenere una gran nave: (quantunque sospinta sia da impetuosi venti) Io -non so però che altro fargli, salvo che pregar Iddio che lo converti a -se, & faccialo tosto ritornare nella buona strada. Di S. Quirici alli -X. d'Agosto. - - -LA CONTESSA MADDALENA AFFAITÀ BIA ALLA REVEREN. ET ILLUS. SUOR DIANA DE -CONTRARI. - -Hò inteso per piu d'un messo che vi siete fatta monaca & che havete -incominciato a vivere una vita angelica, anzi che humana, di che, -hò ricevuto tanta allegrezza che di più non ne poteva esser capace; -perseverate vi prego come incominciato havete, & se al primo tratto -non potete conseguir quella perfettione che voi vorreste, non per ciò -vi diffiderete delle vostre forze (aiutandole Iddio) ma persevererete, -con stabil perseveranza per ferma cosa tenendo, che si come la Pittura -cominciò prima dalle ombre & dalle linee, dopoi trappassò al Monocroma, -d'indi, si venne al lume & all'ombra, insieme con la varietà di colori, -fin che ella pervenne finalmente alla somma ammiratione del stupendo -artificio, cosi in noi non nasce la virtù perfetta, ma a poco a poco -con cottidiani atti virtuosi ella si conduce alla desiderata sommità. -Voi (per la Iddio gratia) ridotta vi siete in un monistero dove havrete -ottimi essempij: hor qui vi essorto io a fare come già fece Zeusi, il -quale dovendo pingere alli Agrigentini l'imagine di Giunone, veduto -ch'egli hebbe tutte le vergini della città, cinque poi ne elesse -per imitar in quelle, ciò che havessero di bello & di perfetto; cosi -voi di molte savie donne che in questo monistero di S. Antonio sono, -eleggerete le piu savie, & quel che in esse ottimo giudicherete, lo -pigliarete per una gloriosa imitatione. Intraviene a chiunque fa -professione di essere virtuoso come a Pittori accade. Si come non -ogni pittore vale in qualunque parte dell'arte, ma altri in tirar -linee, altri in isprimer volti, altri nella proportione & altri nella -mescolanza de colori eccellentia dimostra: cosi nell'abbracciar la -virtù, alcuni si veggono piu constanti, alcuni piu giusti, & alcuni di -maggior temperanza ornati: queste poche parole v'hò scritte per l'amor -grande che vi porto, attendete a conservarvi sana di mente & di corpo. - - -OLINDA SCOTTA ALLA S. AURELIA CONTESSA ET MADRE HONORANDA. - -Gran dispiacere è il mio S. madre che per si lungo tempo stiate da noi -absente, & ispetialmente per piatire alla civile, et che è peggio, -in luogo dove l'ingordigia delli avocati è incredibile: certa cosa -è che si come la bilancia piega hor in questa parte, hor in quella -secondo il peso ch'ella riceve, che cosi fanno anchora gli avocati -de nostri miseri tempi; piegansi & favoriscono sempre quelli che piu -largamente lor porgono, & a dietro lasciano quelli la causa de quali -è spesse volte di gran lunga migliore: voi vi siete poveretta voi, -condotta in una città dove fa mestieri de danari in maggior copia che -non hebbe Cleopatra, la somma de quali facilmente comprender si puote -dalle sue mura poste fra i sette miracoli del mondo, dalla sua coppa -il cui peso era di quindici talenti, dal convito col quale ricevette -M. Antonio, & da quelle bellissime perle & altre spese quai fece ne -suoi tempi: farebbevi anchora mestieri d'una grandissima prosuntione, -la onde voi siete la istessa modestia. farebbevi di mestieri d'una -patientia che avanzasse quella di Socrate: Io veramente (parlo per la -parte mia) anzi che sofferire che stiate da noi si lungamente absente, -patirei piu volentieri di perdere quanto posso possedere al mondo, & -rimanermi in camiscia & scalza. tornate adunque tosto cara S. Madre, -fate ogni sforzo che almeno alle feste di Natale siate a casa. oh che -maninconiche feste sarebbono le nostre se si facessero senza l'amata -vostra presentia. Di casa alli XIII. di Novembre. - - -RIGHETTA SANSEVERINA ALLA S. LEONORA CALANDRINA. - -Piacemi infinitamente d'haver inteso che tutta data vi siete alla -virtù: pregovi per tanto a perseverare ricordandovi che si come i -grandi obelischi con molta fatica si rizzano per il grave peso che in -se contengono, ma collocati che sono in determinato luogo, durano poi -per infiniti secoli: cosi difficil cosa esser l'acquistar fama di savia -& di virtuosa donna, ma acquistata, non morir mai: benche a me paia -che gia lungo tempo fa intrata voi siate nella via della virtù, ne mai -hò in voi ripreso cosa veruna, anzi v'hò sempre sommamente lodata: & -detto che siete la piu liberale & cortese Signora ch'io m'habbi veduta -al mio vivente, cosa che non posso già dire di quella vostra amica, -la quale con si amaro viso riceve chiunque l'entra in casa, che sono -stata sforzata piu volte di rassimigliarla a quella faccia di Diana -che nell'Isola di Scio già si vedeva in elevato luogo posta, la quale -trista & lagrimosa si dimostrava a chiunque entrava, dolce & lieta a -chi n'usciva. non farete già voi cosi, anzi desiderando vera & eterna -fama apparechiate con la cortesia altri fermi & stabili fondamenti: -guardative a non esser simile a quella gemma detta Iris, la quale non -rende i colori dell'arco celeste, salvo che in luogo opaco & al Sole -li perde affatto, ne quelli rende perche in se stessa li habbi: ma -li rappresenta sol nelle pareti, fanno veramente a cotesto modo molti -liquali mostrano molti simulacri di virtù, ma all'oscuro li dimostrano. -ne altro vi dico, state in Christo. Di Napoli alli XIII. del presente. - - -DEMETRIA GALLERITTA A M. BRUNELLA SOTIRA. - -Mi havete fatto singular piacere, a non dar a nostro figliuolo per -moglie, la figliuola di M. Sestilia: a me nel vero non piacquero mai -quei suoi capelli crespi & corti: quelle mamelle grandi, ne quella -voce si sottile & alta, per esser gli espressi di donna incontinente et -lussuriosa: ne vi paia maraviglia che tal giudicio faccia dalla forma & -dall'habitudine del corpo suo poi che Socrate approvò tal cognitione in -Zopiro, & Hippocrate, in Philomene Phisionomista molto eccellente: non -dico già per ciò che la potentia loro, sia si grande, che tiranneggiar -ci possa, & di questo sia per hora detto a bastanza, ragionerò hora -famigliarmente con esso voi per lettere poi che con la presentia -non posso d'alcune altre cose che sono doppo la partenza vostra -repentinamente occorse, ringratiovi della lettera consolatoria scritta -a M. Philippo nostro: dogliomi delli suoi dispiaceri & meno me ne -doglio, perche la radice del suo male, è nata dalla sua ambitione, non -volendosi contentare dell'humile stato nel quale Iddio lo pose. Quelli -che habitano nelle spelonche non sono mai percossi dalla saetta, cosi -mai sono da Prencipi & gran Signori oltraggiati quelli che dell'humile -& bassa fortuna si contentano, non li sarebbe avenuta questa sciagura -se havessimo piu savi & pietosi magistrati di quel che noi habbiamo: -certa cosa è che si come quella medicina merita piu loda che sana con -la dieta le parti vitiose, che non fa quella che li risana col fuoco: -cosi miglior magistrato giudico io quel che corregge i delinquenti -che quello che dal mondo li lieva: ma ben mi doglio che insieme con li -altri danni ci sia stato quel delle facultà vostre, & rincrescemi che -siate stata sforzata di perder i vostri piu cari ornamenti che presso -di voi havessi, conviene però haver patientia d'ogni cosa & ricordarsi -che quelle donne furono sempre da savi giudicate esser meglio ornate -che sprezzatrici furono delli ornamenti: si come anchora di piu soave -odore son giudicate quelle, dalle quali niuno odore spira: fidatevi pur -che saranno molto ben sofficienti gli ornamenti dell'animo vostro, a -farvi riverire & amare dal mondo: anchora che ignuda rimaneste. state -sana. Di Trahona alli X. d'Aprile. - - -LUCRETIA DA ESTE S. DI CORREGGIO ALLA S. L. R. - -Se vostro figliuolo è da voi fuggito, datene la colpa alla vostra -rigidezza, & a quelle acerbe riprensioni che siete solita di fare a -chi fallisce, non dovereste al mio giudicio riprender gli altrui falli -cosi aspramente come fate, ma dovreste imitare i Medici, li quali -sogliono mescolar non so che di dolce alle medicine amare: si come il -carrattiero non tiene sempre la briglia a se ritirata, ma spesse volte -con dolcezza la rilassa, cosi anchora si deveria verso de figliuoli -esser alle volte indulgente, & non sempre star su quel vostro rigore, -qual appena comportar potrebbe tutta la scuola Stoica: quei che non -sanno sofferire le fragilità per imperfettioni puerili fanno veramente, -come quelli che offesi dalle lambrusche lasciano altrui godere l'uve -mature; anzi per darvi una similitudine forse piu accommodata dirò che -fanno come quelli, che traffitti dalle Api lasciano alli altri il dolce -mele: imparate imparate hormai ad esser piu piacente che non siete. Se -la potentia irascibile troppo tosto si accende in voi, fate che anchora -tosto si spegna; altrimenti io temo, che doppo che saranno fuggiti -i maschi, non fuggeno anchora le femine, ilche a gran dishonore vi -risultarebbe: ne so se gli poteste poi riparare con le vostre furie & -istreme bizzarie. Io procacciarò per amore vostro per tutte le vie, che -mi saranno possibili, ch'egli ritorni. & se aviene (come spero avenir -debba) ch'egli ritorni, pregovi a mutar stile, & tenere miglior modo in -governarlo, di quel che tenuto havete fin'hora. Di Correggio alli XX. -d'Aprile. - - -ANGELA CASTRUCCI A .M. - -Mi sono spesse volte maravigliata come comporti l'Episcopo vostro, che -quel romito vestito di bigio publicamente predichi la parola d'Iddio -essendo pieno d'impietà, tutto avaro, tutto hippocrita, & seduttore. -Certamente si come Alessandro il Magno vietò per publico editto, -che niuno havesse ardire di pinger la sua imagine fuor che Appelle, -rappresentarlo in metallo, fuor che Lisippo, et intagliarlo in gemma -eccetto che Pirgotele: cosi al mio giudicio si doverebbe vietare, che -niuno predicasse Giesù Christo, eccetto quelli che con buoni fatti, -lo isprimeno, intendo però ch'egli è stato molte volte essortato & -ammonito ad abbracciar la vera pietà & lasciar la sua mala vita, ma -tutte le ammonitioni sono state vane. credo io ch'ei sia simile a -quella gemma detta Calazia, la quale anchora che si getti nel fuoco, -ritiene però sempre la sua natia freddezza, ma non mi maraviglio già -io ch'egli habbi tanto favore, quanto hà dal vostro parente, perche si -come l'ambra tira à se la paglia, la Calamita il ferro, la Chrisocolla -l'oro; cosi tiriamo a noi, & di buon cuore quei soliti siamo di -favorire che sono di simiglianti costumi a noi: v'ho fatto volentieri -questo discorso, accioche vi guardiate dalla sua pestifera dottrina, -& dalla maculata vita; ne vi lasciate contaminare la candida vostra -mente (si come fatto hanno molte sciocche) & qui fo fine al scriver -mio, pregandovi non mi teniate perciò di mala lingua, ma piu tosto di -amorevole natura. Da Lucca alli XX. d'Agosto. - - -BARBARA TRIVULZA A M. - -Vi dolete meco per lettere, che i vostri figliuoli sieno ritornati -a casa senza dottrina et senza alcuno bel costume, di che anch'io -per l'amor che vi porto, assai, & non poco me ne doglio: l'è vero -che non me ne maraviglio imperoche non vidi mai (al mio vivente) -alcuno albero che facilmente non divenisse sterile, & si facesse -tortuoso, mancandogli la debita cultura, non v'è alcuno si felice, & -si sollevato ingegno che facile non sia al degenerare; mancandovi la -buona & santa educatione. Niuno generoso cavallo obedisce volentieri al -cavalcatore, s'egli prima non è con perfetta arte domato, noi habbiamo -tutti naturalmente l'ingegno assai feroce se con saggi precetti & -con virtuosa creanza non sia adomestichito & fatto mansueto: quanto -la terra è di sua natura migliore, tanto più agevolmente si corrompe -& guastasi, se nel coltivarla vi si usi alcuna negligentia; i buoni -& felici ingegni se non sono ben disciplinati, scorrono ne vitij con -maggior prestezza che non fanno gli altri. & che volevate voi ch'essi -apprendessero di buono, ò di bello, stando alla villa del continuo -sotto l'imperio del lor zio, di cui non nacque, ne nascerà mai il piu -rozzo, piu ignorante, & il piu inhospital villano, sono i fanciulli -come anche sono le materie molli, dove tosto s'imprime il sigillo. -se qualche buona dottrina, & se qualche bel costume lor fusse stato -insegnato, l'havrebbono appresso, ma non essendogli mostrato salvo che -cattivi essempij come potevate voi sperar che riuscissero altri di quel -che riusciti sono. Di Prolezza alli XIII. d'Aprile. - - -LUCRETIA MARTINENGA CONTESSA BECCARIA ALLA S. - -Quando intesi che la virtuosissima vostra figlia era da questa vita -alla celeste trappassata, subito pensai che tal partenza in cosi -giovenil età vi fusse stata cagione d'insoportabil noia, & ad un -medesimo tempo conobbi ch'era mio debito il consolarvi di si gran -perdita, senza haver altro risguardo alla singolar vostra prudentia. -ma non fece cosi subitamente, quel che dovea fare, perche piacquemi -d'imitar i medici, li quali non porgono i lor rimedij quando -l'infermità incrudisce & è in aumento, ma sol quando l'incomincia -a declinare. io non volli porgervi alcuna consolatione a quelli -primi movimenti pieni d'ira & di dolore, ma ho voluto aspettare -che si fussero alquanto rimessi: hor finalmente pregovi dolcissima -.S. à temperar il duolo, che tanto vi cuoce, & si v'afflige: anzi -a prepararvi di gir dove ella dimora contemplando a tutte l'hore la -faccia del nostro padre eterno: ella è veramente nel Paradiso, & voi -piangete? ella giubila con gli Agnoli & festeggia insieme con le sante -anime: & voi per lei vi tribolate? quasi che vi rincresca che lasciato -qua giù il corporal velame, salita se ne sia à superni chiostri? -quasi che vi dispiaccia, ch'ella si sia vestita di immortalità? Deh -consolative signora, & non vogliate sminuire con le vostre amare -lagrime, la sua eterna gioia: ma pregatela piu tosto che preghi per -le nostre miserie, & supplichi il grande Iddio, che ne faccia hoggimai -cittadini della celeste Gierusalemme. Di Pavia alli XV. d'Aprile. - - -SESTILIA A PERONELLA. - -Non viene alcuno de vostri vicini in queste nostre parti che non vi dia -colpa di crudele, poi che vi è si poco grato l'amore che M. Pamphilo vi -porta: & perche lo ricusate voi per amante? non hà egli sempre servito -a voi sola con somma fede conoscendo esser l'amore cosa indivisibile; -non hà egli lungamente perseverato? non sprezza egli ogni cosa per -voi? Il poverino, calamitoso sopra tutti li huomini si reputa quando -accade che ò dal caso, ò dalla fortuna egli sia costretto di pensar -ad altro che a voi. Quante volte m'hà sopra della sua fede giurato -sol allhora felicissimo reputarsi quando lieta vi vede ò che almeno -l'estreme parti delle vesti vi tocca brama d'havere tutte quelle cose -che a voi appartengono, desidera l'honor vostro, non pò sofferir con -pace di sentire parola alcuna che ad infamia resultar vi possa: sempre -vi loda, & hà il suo volere al vostro conforme. Hor se questi espressi -& evidenti segni non vi moveno a credere che di perfetto cuore vi ami; -movavi almeno il vederlo per soverchio amore nel letto miserabilmente -languire: ma mi potreste forse dire se egli è amalato n'è colpa -l'intemperanza del mangiare ò le molte fatiche ch'egli sostiene nel -cacciare, ò nell'uccellare: & io del certo vi affermo, che sol amore -n'è potissima cagione, poi che tutta la scuola de medici Arabeschi -confessa che chiunque per troppo amare inferma, ha gli occhi secchi & -profondi, move frequentemente le palpebre & hà l'anelito interrotto: -havete pur veduto tutti questi segni nella passata & nella presente -infirmità, et anchora non lo credete? Ah crudel fera & per quanto -tempo credete che amore potrà comportare questa vostra tanta arroganza? -certo non passerà guari che vi pentirete, resterete un giorno dolente -di questa vostra crudel natura, & farà che voi amarete quando altri -vi haverà in odio, accenderansi in voi tutte le volte che lo vedrete, -fiamme maggiori che non uscirno mai ne di Etna, ne di Mongibello: la -faccia vostra diverrà rubiconda, terrete in lui gli occhi fissi, ne -pareravi di veder faccia humana, ma divina: arderete per lui d'amore, -abbruggiarete d'un calore che non fa strepito: & da gli occhi parerà -che vi esca il fuoco. o come mi riderò io di voi, quando per amore vi -sentirò trapassare tutte le notti & tutti i giorni che vi restano in -acerbe querele: non poter patir voi medesima, ne prender alcun pensiero -della vostra salute. oh come mi smascellarò io per le risa quando vedro -che per amare non sia in voi piu alcun vigore, non esservi piu quel -color di sangue che vi tingeva la bella faccia: que begli occhi che -si rassimigliavano al Sole, non esser piu si chiari come solevano, & -vederò bagnarvi del continuo le guancie non altrimenti che quando la -neve si distrugge: l'ardore che si sentì al cuore Medea per Iasone ò -Dido per Enea, fu nulla rispetto a quello che per lui sentirete (se -lo spirito profetico d'Amor confortato in me non vaneggia) cosi sono -trattate dall'Amore le ingrate & arroganti come voi siete, & di questo -siavi detto a bastanza. considerate voi quel che vi si convenga fare, -per non sentir d'Amore si crudeli stratij che v'hò dipinti. Fra tanto -state sana, & me, che sempre vi fui fedelissima consigliera, & piu -che me stessa v'hò amata, se potete riamatime. Di Palermo alli XXV. -d'Aprile. - - -LUCRETIA GIGLI A M. F. R. - -Letto che io hebbi le vostre dolcissime lettere, incontanente chiamai -ambidui li nipoti vostri, & si lor dissi quanto faceva di mestieri, -per dargli miglior creanza & per rimuoverli da quelli brutti studi, -ne quali del continuo occupati si stanno: ma certamente a quel che -io mi aveggo, hò gittato tutta l'opra come quelli far sogliono, che -predicano al deserto: m'è venuto per tanto voglia di rassimigliarli a -quella gemma detta Antrace, della stirpe de carbonchi, a cui è cosa -peculiare l'estinguersi nel fuoco & ardere nell'acqua. Oh quanti ne -veggio di tal natura che se li essorto divengono languidi et nell'opra -rimessi, se da qualche cosa li sconforto tutti si accendono: se -lor faccio grato servigio mi doventano nemici & se li tratto male, -molto piu mi apprezzano & fannomi vezzi. Ricordomi d'haver letto -in Plutarco ritrovarsi alcuni ingegni, simili a quella Pietra che -si chiama Draconite; la quale polir non si pò, ne artificio alcuno -suole mai admettere: a questa pietra rassimiglio io alcuni ingegni -e ispetialmente quelli de vostri nipoti, poscia che ridur non si -possono ad alcun civil costume & honorato esercitio. Io vorrei (si -come piu fiate lor hò detto) imitassero quelli che seco portano alcune -gemme, altri contro l'imbriachezza & altri contra la celeste saetta: -cosi anch'essi havessero sempre con esso loro alcuni precetti della -christiana philosophia: per rimediare con prestissimo antidoto alle -infirmità dell'animo. ne altro intorno a questo vi dico. Iddio li -aiuti. Di Lucca alli X. di Febraio. - - -CAMILLA N. A M. SEPTINIA ALBIZI. - -Havendomi per vostre lettere significato il desiderio che havereste, di -maritare vostra figliuola in qualche honorato gentilhuomo della citta -di Brescia, dove mi ritrovo havere de molti amici & benivoglienti, vi -faccio sapere ch'io n'hò uno alle mani, nel quale, appariscono tutte -le virtù a quella sembianza che non veggiamo apparire nella gemma -detta Oppalo tutte le doti dell'altre pretiose gemme: egli è per la -prima cosa, un'armario di civile & de canonici statuti, l'è un largo -fonte di cortesia, l'è un essempio di fedeltà. L'è finalmente l'Idea -della giustitia & della modestia: & se per aventura non mi havessi -quella fede che merita l'amore qual io vi porto, dirovi & il nome & -il cognome, acciò che pienamente da altri informare ve ne possiate: -chiamasi M. Lodovico Barbisono, la cui eccellentia è tale che non si -pò conoscere da chi non se gli avicina a quella foggia a punto che -dell'altezza de monti intraviene: non prattica veruno con esso lui, -che miglior & piu discreto non doventi, anchora che con tal pensiero -non ci si pratticasse: aviene a punto come avenir suole a quelli che -nelle profumerie entrano, che seco poi ne traggono l'odore anchora che -per tal rispetto non vi entrassero ò vero come quelli che dal Sole son -fatti coloriti pensando per aventura a qualunque altra qualità solare: -avisatemi d'ogni vostro pensiero che intorno a ciò farete, perche -sappia come governar mi debba. Di Brescia alli XII. d'Aprile. - - -D. CORNELIA PICCOL'HUOMINI CONTESSA DI ALIFFE ALLA S. ISABELLA SFORZA. - -Delle male fortune che occorse vi sono, ne hò sentito tanto dolore -che al mio vivente non hò mai sentito il maggiore: & credo fermamente -ch'egli mi havrebbe del tutto sbattuta, se confidata non mi fussi -nell'alta prudentia della .S.V. della quale hò sempre sperato che in -qualunque fortuna vi ritrovassi, mostrareste che piegare non si pò -per alcuno maligno soffiare d'impetuoso vento la grandezza dell'animo -vostro. il nano anchora che sopra di altissimo monte posto sia, egli -non rimane perciò di esser nano, et cosi sel si pone un colosso nel -pozzo non resta per questo di scuoprire quanto egli sia grande: cosi -anche la donna savia è sempre grande, ben che da colpi di fortuna -trafitta sia et la pazzarella è sempre picciola, anchor che in somma -& splendida fortuna si ritrovi essere; sopportate .S. mia quanto vi -accade di sinistro con viril animo, ne vi lasciate in modo alcuno -sbigottire dall'altrui malitia, la quale è a peggior conditione -condotta che non sono i serpenti, poi che quelli senza veruno suo danno -in se contengono la qualità velenosa, & la malitia per se stessa se la -bee & ingiottisce. vi conforto di piu a perdonare a chi vi ingiuria & -a torto travaglia, ne permettere che la lor detestabil ingratitudine vi -ritardi mai ò vi rimova dal far di novo beneficio, si come non restate -di seminare doppo la mala ricolta, ne restate di navigare, benche piu -volte habbiate fatto naufragio. cosi facendo ne riportarete somma loda, -& viverete quando sarete sotto terra. state sana & confortative in -Christo. Di Napoli alli X. di Settembre. - - -ISABELLA SFORZA A M. FLAVIA LAMPUGNANA. - -Nelle vostre lettere mi richiedete che io vi mandi almeno venti belle -sententie Latine per farle scrivere nella sala che novamente havete -fatto dipignere, nella qual cosa mi sono adoperata quanto piu hò potuto -diligentemente & hò fatto la scelta di queste c'hora vi mando: perche -le facciate non sol dipignere, ma perche ve le scolpiate nel cuore. - - Crebra ira animum exulcerat: - Iracundiam iracundia ne pellas, - Ratione firmandus est animus: - Linguæ durities, maximorum malorum est causa. - Iracundia sibi sæpe nocet, dum alijs nocere studet. - Nihil tam cito prætervolat, quàm iuventa: - Virtutis fama nec marcescit, nec senescit. - Salutaria magis, quam blanda sunt expetenda, - Quod stultis in pernitiem vertitur, sapiens in suum convertit - commodum: - Nihil pollicitans benefacito: - Incommoda assuetos parum ledunt. - Explorandus Amicus, antequam arcanum illi commitas. - Plura loquuntur iuvenes, sed utiliora senes. - Optima sæpe sunt, quæ fugacissima videntur. - Fortuna præter morem blanda imminens, exitium sæpe significat: - Auri pulvis, mortalium oculos maxime excæcat: - Adulatio fugit severa, & captat mollia. - Fortuna prospera, dum blanditur, strangulat, ac perdit. - Nulla res est tam nihili, quæ non aliquando prosit (si recte - utaris). - Nocet Fortuna, si vel secunda nimis, vel sit maligna nimis. - -Queste sono le sententie che per amor vostro hò estratto da Seneca, -da Plutarco, & da altri savij scrittori: Se per voi posso altro, -comandatime senza havermi alcuno risparmio. Di Firenzuola alli XX. -d'Agosto. - - -EMILIA DA ARCO ALLA S. CONSTANTIA BORELLA. - -L'altro giorno vi pregai che mi volessi mandar la solutione delli -infrascritti dubbi, cioè per qual causa gli Romani, salutavano li Dei -col capo scoperto & li huomini col capo coperto; & cosi qual cosa li -moveva à sacrificare à Saturno & all'Honore, senza havere alcuna cosa -in capo: vi pregai anchora che per lettere mi significaste da qual -ragione mossi i figliuoli portavano il padre alla sepoltura col capo -velato, & le figliuole con il capo ignudo: aspetto di questi dubbi -vostra dichiaratione, ne mi mancate di questo per quanto amore v'hò -sempre portato. oltre di questo, poi che mi sono posta à scrivervi, -(cosa che di rado faccio) voglio pregarvi che vogliate perdonare di -buon cuore tutte le ingiurie che fatte vi hà (immeritamente) vostra -cognata, & à fatto à fatto scordarvele come se mai niuna cosa ci -fusse intravenuta: imitate (vi prego) dolcissima .S. in questo la -mansuetudine d'Iddio, ne vogliate si repentinamente scorrere alla -vendetta certa rendendovi ch'egli solo & non altri, sappi con giusta -misura punire le sceleratezze nostre. Tarde non furono mai le sue -celesti gratie, tarde non son ben sempre le punitioni ch'egli ci fa; -et se stesso à noi s'è constituito per verace essempio di clementia: -ne per altro rispetto sospende egli la vendetta che per aspettare che -da noi stessi ci emendiamo non adoperando mai volentieri la sferza. -Se abondevolmente nota non mi fusse la vostra natural dolcezza, -consumerei piu parole che non faccio di ciò pregandovi. ma come mi -posso io persuadere che havendovi natura dato si gentile & si gratioso -spirito vogliate comportare ch'odio si lungamente nel petto v'habiti, -et soggiorni? Deh quanto male vi si disdice il star adirata con chi -hà peccato verso di voi, più tosto per fragilità che per malitia. -e qual maggior altezza d'animo potete voi mostrare che perdonando -le ingiurie che vi sono fatte? non è questo un'imitare Iddio? non è -egli un farsi simile à lui & di humana doventar divina? fatemi questo -piacere, perdonategli, non ne fate piu parola, rimettete questa colpa -à me, (che ve ne prego quanto piu caldamente posso) & ve ne scongiuro -per quelle tante & tante doti, delle quali Iddio v'ha ornata: non posso -io con voi favellando usurparmi quel gentil verseto à Giunone detto, -TANTAE NE ANIMIS COELESTIBUS IRAE? gli animi celesti vogliono esser -piacevoli, affabili, pieni di dolcezza & di verace clementia, & non si -fattamente sdegnosi che paiano alberghi d'ira & di vendetta: ma piu non -mi stenderò gia io in pregarvi che vogliate fare, astretta dalle mie -humili preghiere, quel che dovereste spontaneamente proccaciare. state -sana & amatime, perche nel vero io amo et adoro voi, come cosa che -paruta mi sia dal primo di che io la conobbi piu celeste che terrena. -Dalla Cavriana. - - -GIULIA FEDERICI GA. A M. LIVIA CARAFFA. - -Io vi hò sempre tenuta per donna di giudicio, & hora più che mai vi -ci tengo: poi che havete ricusato di ripigliar marito: & questo per -amore di castità. veramente giudico io ottima esser quella sententia -NON EST CASTA MATRONA, QUA BIS NUPSIT. & tanto piu savia vi reputo, -havendo per marito rifiutato quell'huomaccio che si importunamente vi -voleva per moglie. Deh come havete voi fatto bene: à me non piacque -mai quella sua phisionomia: quei Cigli molto inarcati me'l fecero -sempre reputar superbo & vanaglorioso: quei occhi grossi & molto -aperti mi dettero sempre gran sospetto ch'egli non fusse invidioso & -piu del dover tenace. Il suo naso lungo & alquanto sottile, me l'hà -sempre fatto giudicare per huomo troppo credulo & iracondo: Si che a -tutte l'hore ve ne lodo, & con qualunque persona che io parli, dico -senza temere alcuna riprensione, che nell'esser prudente & giudiciosa -havete poche che vi pareggino. Vi essorto & conforto a rimaner vedova -& menar vita conveniente all'ordine & stato vedovile fuggendo balli, -comedie, & altri vani spettacoli & resecando da voi ogni soverchio -lusso, fatta sempre ricordevole del savio detto dell'Apostolo. VIDUA -IN DELITIIS VIVENS, MORTUA EST. schivate quanto piu potete la prattica -de frati; perche l'è di gran sospetto, & la maggior parte hoggidi s'ha -persuaso che i frati habbino giurato la croce addosso alle vedove: & -che ad altro bersaglio non habbino posto la mira che ad inescarci & -farci lor tributarie: guardative con non minor avertenza che l'andar -molto in volta non sia cagione di acquistarvi mala fama. molte n'ho io -conosciuto, le quali savie & honeste erano, & sol per esser vagabonde -si posero un brutto cappello in capo. l'è veramente maggior difficultà -ad una vedova il sapersi ben reggere senza dar di se sospetto, che non -è a una fanciulla da marito. Vi hò scritto queste poche parole: perche -vi amo, et desiderarei che tutte le persone lequali amo fussero del mio -parere. state lieta et sana. Di Brescia alli XX. d'Agosto. Mia madre & -mio figliuolo vi salutano & vi desiderano ogni bene. - - -ISABELLA SFORZA A M. CASSANDRA FERRERA. - -Mi dispiace d'haver inteso che habbiate determinato nell'animo vostro -di spender quanto havete in comprar annella, ne vi potete ratemperare -che come ne vedete alcun ben pretioso che non lo vogliate havere -non avertendo non potersi far al mondo piu inutil & sciocca spesa -variandosi di tempo in tempo la lor reputatione, & consistendo il -pregio di quelli nella bugia de fraudolenti mercatanti. Li antichi -nostri furono piu savij di noi, & non ne fecero mai tanta stima come -noi facciamo. Giove fece a Prometteo un'annello di ferro, et la gemma -era di un pezzo di pietra tolta dal scoglio al quale era legato & fu -presente d'un Giove la dove se hora non si donano diamanti di molti -carratti par che non si doni nulla: che li anelli fussero di ferro (se -forsi vi paresse favola) ve ne pò chiarire Appiano nella terza guerra -Punica: ne memoria alcuna di anelli si trova presso di Homero huomo nel -scrivere si curioso & si diligente. Ricordomi d'haver letto ne VII de -Saturnali che sol si adoperavano le anella per sigillar le lettere & -non per alcuno altro ornamento: non vi ponete adunque tanta cura quanta -vi ponete, perche l'è una mera pazzia, l'è una espressa sciochezza a -chiudere in si picciola cosa, un'ampio patrimonio: lasciate adunque -questa vanità & fate a mio modo, perche vi consiglio fedelissimamente, -& in altri studi ponete il pensier vostro. - - -ANTONIA BORELLA A M. SILVIA BAGLIONA. - -Vorreste (per quanto dal vostro messo hò compreso) che io vi provedessi -di una donzella, che fusse verso di voi amorevole, fusse amica -d'honore, & sapesse ottimamente lavorare. Io mi ci sono affaticata -quanto hò potuto, vi prometto la mia fe, che non mi abatto salvo che -a certe pastrocelle che non hanno il capo fitto ad altro che a far -l'amor, ma non è però da maravigliarsene molto; imperoche delle cose -vili fu sempre maggior la copia che delle rare & perfette: & questo -senza piu philosopharci sopra lo veggiamo per isperienza. Le Asine -partoriscono per tutto'l tempo della vita loro parto si sprezzato -& abietto, la dove le donne si per tempo cessano di partorire: non -resterò per questo di affaticarmi, & far affaticar altri, acciò -siate compiacciuta di quanto desiderate, ne mi fidarò di particolare -relatione, ma vorrò prima che io ve la mandi havere un commune -consentimento di tutta la vicinanza ch'ella sia tale, quale la -ricercate: state pur sicura nelle mie promesse, & vi faccio sapere, -che io sono da chi famigliarmente meco conversa rassimigliata al fico, -ilquale fa frutti & non fa fiori cosi a punto io faccio fatti, et non -parole. Tutte le volte, che vi occorra prevalervi dell'opra mia, tal -quale ella sarà, bastivi l'accennarmi & lasciate fare a me. Di Bergomo -alli X. d'Aprile. - - -LA MARCHESA DI MEREGNANO ALLA S. OLIMPIA SANSEVERINI. - -L'è vero che vostro marito morendo di subita & sproveduta morte vi è -cagione di farvi piangere piu dirottamente di quello che per aventura -fareste se in altro modo havesse restituito lo spirito al cielo & io -vi dico che niuna sorte di morte si doverebbe da noi con piu ardente -affetto desiderare, essa almeno non ci fa marcire ne letti, non vota -le spiciarie, ne ci fa divenire odiosi a parenti et amici. Fu da molti -invidiata la morte di Trophonio & di Agamede, di Andragora, di Nicanore -& di G. Carbone per esser avenute all'improviso. Io non vi niego già -che la morte repentina non sia un certissimo argomento dell'humana -fragilità & che seco non rechi infinito stupore a chi non è bene -instrutto della miseria humana: dico però all'incontro, che tutte le -volte che n'habbiamo buona opinione della salute del defunto ch'ella -si dovrebbe piu di qualunque altra morte da noi bramare. Sarebbe -indubitatamente da pensar male di chi vivendo pieno di sceleratezze & -tutto colmo di iniquità & repentinamente morisse. Il vostro consorte ha -sempre vissuto da vero, et da perfetto Christiano, non è da dubitare -che questo non li sia stato conceduto da Iddio per un singolar -privilegio: sarebbe in vero stato cosa pur troppo pietosa il veder -per molti & molti giorni affannatamente languire si virtuosa et santa -anima, qual fu la sua. Deh consolative adunque di una solida & ferma -consolatione: siate pur certa, che s'egli fu tale nell'intrinseco, qual -estrinsecamente sempre si dimostrò ch'egli sia nel cielo empireo, & in -perpetuo goda quelle celestiali bellezze quai sempre desiderò mentre -qua giu con esso noi angelicamente portandosi conversò: & qui faccio -al mio scrivere fine. state lieta & piacciavi per l'avenire se vi pare -di sapere mal sofferire simili accidenti, pigliare Christo per vostro -marito, ilquale non muore mai, anzi da vita perpetua alle cose caduche -transitorie & mortali. Dalle tre Pievi, alli XX. d'Aprile. - - -FREGOSA MAGGI A M. N. F. - -Non ho mai potuto risaper c'habbi mosso M. Antonio Ruffino a rifiutar -sua moglie parendo essa a ciascuno donna di gran valore, et di gran -bontà ornata, anzi dimandandonegli io famigliarmente e sol per farvi -piacere, mi disse, che si come niuno sapeva mai da qual parte la scarpa -li strignesse il piede, eccetto colui che se la calzava cosi niuno -saper meglio i difetti della moglie che il marito. Certamente in questo -parmi ch'el habbi ragione da vendere: molte cose nel vero occorrono -fra marito & moglie che altri che essi non le ponno sapere. sarebbe -per tanto da sospendere i nostri precipitosi giudicij, & similmente -sarebbe d'avertire & di pigliar cura sin delle minime cose, perche -le hanno possanza di perturbar spesse volte le matrimonial dolcezze. -Soleva dir Chrisippo antichissimo Philosopho: che si come erano piu da -temere quelle febri, che nascevano a poco a poco, & da cause occulte, -che non erano quelle che si generano da manifeste & gravi cagioni, cosi -le celate & cottidiane offese, quantunque picciole essere piu atte a -separare & a disunire la benivoglienza de maritati. Tocca veramente -a noi (per divino volere) ad esser soggette a mariti, & cosi facendo -maggior loda ne meritiamo, che non facciamo sforzandoci di signoreggiar -loro con inganni & con sottili & diabolici artificij: la piu sicura via -che ritrovar si possi per impatronirsi & delli animi, & delle facultà, -si è la vita pudica, & gli honesti costumi. parlo dell'impatronirsi -di quelli che veramente sono huomini, & non bestie: perche alcuni se -ne trovano di tanta arroganza & di tanta bestialità che trattano le -mogli come se lor fussero uscite dalle scarpette, non degnandosi ne di -mangiare, ne di scherzare, ne di dormir con esse. & che altro fanno -hora questi tali salvo, che insegnarli a proveder d'altronde di quel -che fa lor bisogno? & di questo piu non favello. state sana. Di Brescia -alli XII. di Gennaio. - - -LA CONTESSA AVOGADRA A M. F. N. - -Molte cose ho io sovente volte in voi biasmato circa il ministerio -della casa vostra, ma niuna però mi pare di maggior odio degna che -di sempre, per ogni minima spesa che vi occorra da fare, togliere ad -usura con ingordo interesse. Vieta Platone che non si dimandi acqua -da vicini, fin che non s'habbi scavato tanto in casa, che non ci -sia piu speranza di potere ritrovare alcuna vena: cosi dovereste voi -fare, essaminar prima diligentemente se con la parsimonia ò con altra -honesta via potete soccorrere & riparare a vostri bisogni, prima che -ricorriate all'usurai, laquale è simile al fuoco, che una cosa doppo -l'altra consuma & distrugge. Se il Tempio di Diana Ephesia haveva -auttorità di salvare senza veruna lesione, quelli ch'erano de debiti -aggravati, molto maggiore credo l'habbi la frugalità & la moderanza del -ben vivere. Paionmi veramente li usurai simiglianti alla lepre, laquale -quasi in un medesimo tempo partorisce, nodrisce & soprafeta, che è di -novo partorire: cosi fanno li usurai danno, & subitamente chieggono, -& ponendo togliono, dando tuttavia ad usura quel che per l'usura -ricevettero. Considerate (vi prego) meglio i casi vostri, acciò non si -dica che voi habbiate rovinato questi poveri figliuoli, quai vi lasciò -vostro marito, partendosi da voi, per andare al cielo, & ve li lasciò -con fidanza grande, che li havessi a governare insieme con le lasciate -facultà con quella prudentia & discrettione; che a tanto vostro ingegno -si conviene ne altro di questo vi ragiono. nostro .S. vi consoli et -sempre vi consigli nelle vostre attioni. Da Brescia. - - -LUCRETIA AGNELLA A M. F. N. - -Per quanto m'è rifferito, voi vi siete turbata con esso meco, & di -me n'andate dicendo tutto il male, che voi potete, perche l'altro -giorno de vostri falli vi ripresi: di tutto questo, non mi sono punto -commossa, ne ve n'hò portato pur un tantino d'odio ò di malevoglienza -sperando che le mie salutevoli ammonitioni dovessero far un giorno -verso di voi, come far sogliono i rimedi medicinali liquali, da -principio, mordeno, & poi finalmente conferiscono & salute, & piacere -grande: se tutte le amiche vostre facessero a cotesto modo, voi siete -incorsa in molti dishonori che non ci sareste incorsa, ma vostro sia -il danno poi che vi fidate di ogn'uno, & senza giudicio alcuno, vi -pigliate qualunque si voglia, per amica & per segretaria: ei non si fa -cosi, ma si fa prima isperienza se l'amica è di buona & di leal natura; -se l'è fedele, se l'è di buona fama & di buoni costumi. Si come fassi -prova hor con le bilancie, hor con la pietra se il danaio è buono prima -ch'egli si riceva, perche non facciamo noi similmente l'isperienza -se l'amico è degno della nostra amistà prima ch'ei si ricevi -nell'amicitia? ma a voi non piaceno (per quel che mi aveggo) quei che -vi dicono la verità sul viso ma piaccionvi solamente li Adulatori & le -adulatrici li quali, vi vezzeggiaranno sin che haverete da donargli, -come vi haveranno spogliata & fatta rimaner ignuda non vi conosceranno -più ne per amica, ne per parente, fanno li adulatori a punto come fanno -i pedocchi, li quali abbandonano i corpi de defunti non essendovi -piu sangue del quale si solevano nodrire: ma di questo sia detto a -bastanza; spero che mi conoscerete un giorno meglio che hora non fate; -& per ottima amica mi terrete. Di Vinegia. - - -LUCIA GUINIGI À M. LELIA SO. - -Il vostro andare alla predica, mi pare di molto poco profitto, poi che -non ci andate salvo che per giudicare il predicatore s'egli favella -Thoscanamente ò non, se l'ha buona voce, & se l'ha gesti commodi -& belli da vedere. Vorrei piu tosto faceste come faccio io quando -beo, mi traggo prima la sete, & poi a bell'agio contemplo l'intaglio -della copa, ò il lavoro del bicchiero. considerate anchora voi prima -quanto sia giovevole ciò ch'egli vi dice, & poi considerate (se'l vi -pare) l'elegantia del dire & la proprietà della lingua. Quelli che -sol ricercano gli ornamenti dell'oratione, paionmi simili a quelli -che non vogliono ber l'antidoto se il vaso dove l'hanno a bere non -è recato da famoso luogo; & cosi la vernata non si vogliono por in -dosso veste alcuna, se tutta la lana della quale è tessuta, non viene -d'Athene. intendo di piu che non fate mai altro in chiesa che cicalare -hor con questa & hor con quella vicina. non fanno già cosi quelli che -hanno voglia di far profitto nella via d'Iddio, ma odono tacitamente, -& con riverentia. & come volete voi far frutto se non ci attendete? -voi vi fate tenere una cicala & altro non ci guadagnate: bisogna star -attentamente dal principio a fin al fine si come far si suole nell'udir -le Tragedie; altrimenti non se ne po trar alcuna utilità: di questo -v'hò voluto avisare, acciò che ve ne asteniate per l'avenire: pigliate -vi prego in buona parte quanto v'ho detto: l'ho fatto per l'amore che -vi porto, & non per altro rispetto. state sana. Da Saltocchio. Di Lucca -alli XIII. di Marzo. - - -D. CORNELIA PICCOL'HUOMINI CONTESSA DI ALIFFE ALLA S. CLARA PESTA. - -Le querele che voi fate dell'humil vostro stato, mi danno sospittione -che voi non habbiate quel fior d'intelletto che m'ho sempre creduto da -che prima vi conobbi, ma perche vi querelate voi della bassa conditione -nella qual siete, essendo piu sicura di qualunque alto grado? Si -come li edificij posti in luogo palustre, ne temono esser da Voragine -assorbiti, ne a terremoto, alcuno soggiacciono; cosi l'humil fortuna -non è sottoposta ad alcun male. Ricordomi altre fiate havervi detto -di simili ragioni: ma voi troppo sorda a miei santi ricordi, oprate -tutto'l contrario di quel che dovereste, & quanto piu vi essorto, -& a mio potere vi accendo il cuore a dispregiar lo splendore della -fortuna (essendo questo reputato cosa virtuosissima) tanto piu vi -raffreddate nelle virtuose attioni a quelle poi disponendovi se con -pessimo essempio disviare alcuno vi volesse mi fate veramente sovenire -di quella pietra detta Gagate laquale, per l'acqua si accende, & -con l'oglio si spegne si di contraria natura paretemi composta, & -tanto renitente vi veggo a quello che di spontanea volonta dovereste -procacciare. L'è veramente mostruosa cosa l'inconstantia de nostri -cervelli l'è in effetto degna di maggior stupore che non è veggendo -noi che la pietra detta per proprio nome Siniphio, di sua natura molle, -con l'olio caldo, non si mollifichi & inteneriscasi: ma tempo per hora -congruo non giudico io di disputar con esso voi, a me basta d'ammonirvi -con quella dolcezza che a voi & a me si conviene, se l'accetterete con -quell'animo che le mie ammonittioni vi porgo, ne voi riporterete danno, -ne io perdero il frutto delle mie fatiche. Vivete lieta quanto piu -potete, & amatime. - - -CATHERINA VIGERA A M. VERONICA PULCI. - -Non viene alcuno de vostri compatrioti in queste nostre parti, che non -ci racconti cose maravigliose della gentilezza del spirito, et della -singolar bellezza del corpo vostro, affermandoci che traete a voi -qualunque vi vede, ò pur una sola volta vi parla, con quella prestezza -che fa la calamita il ferro, ma non con occulta virtù come quella far -suole, ma con chiara & aperta poi che a tutte l'hore la bontà vostra, -vi riluce & nel sereno de gli occhi, & nell'ampio & giusto spacio -della bella fronte: vorrei pur una volta da voi imparare che artificio -usate per far che le persone tanto vi amino, che di lor stessi si -dimentichino: ho io da questo, con molti divisato & da loro inteso -esser di ciò cagione l'affabilità incredibile che in voi a tutte l'hore -si gusta: ma certa sono però io che non sol questa virtù alberga nel -vostro nobil animo, ma insieme con questa molte altre vi ci albergano -imperoche delle virtù & morali & Theologali avienne a punto come suol -ancho avenir de metalli: rade volte accade ritrovar alcuna vena d'oro ò -d'ariento che un'altra vicina non ve ne sia, dal che n'hebbero da Greci -il nome: niuna virtù si puo trovar soletaria, ma l'una tira sempre a se -l'altra: sia come si voglia io vi faccio sapere che vi amo di perfetto -cuore. Di Montalbotto alli XII. d'Aprile. - - -MARIA PERULA ALLA S. PORTIA FIESCA. - -Non attenderò piu con quella diligentia che già soleva per sterpare -dall'animo vostro quell'abhbominevol vitio qual in voi ogn'uno biasma -& vitupera: & pur niuno lo sa correggere & emendare, conosco veramente -che sì come alle percosse dell'aspide, non ci è altro rimedio che di -resecar le parti, che dall'aspro morso tocche furono: cosi esserci -alcuni vitij liquali sol con la morte risanare & toglier si possono: ne -credo io d'altronde contratto habbiate questo vostro insanabil morbo -che dall'assidua conversatione di vostro cognato, alla cui malvagità -se vi si accompagnasse forza d'ingegno, ò peso di qualche auttorità -operarebbe tanto male che le furie infernali si crederebbono essere -men dannose: sarebbe l'aspide un inevitabil male se la natura non gli -havesse dato gli occhi deboli & infermi: cosi sarebbe vostro cognato -piu di qualunque fera nocivo & pestilente se le forze unite fussero al -scelerato animo in molti homicidij & maleficij esercitato. & di questo -altro non dico: sol prego Iddio vi converta a se & facciavi partecipe -di quella infinita bontà per la quale tutte le cose rie doventano -buone. Vengo hora a rispondere a quanto m'ha detto da parte vostra -M. Lucillo, ilquale alli di passati pregomi mi volessi consigliare -se giudicava ben fatto che ponessi vostro figliuolo alli servigi di -qualche gran Prencipe. non vi ho risposto piu per tempo per non haver -havuto commodità di fedel messo: hora vi rispondo, & dicovi che si -come è pericoloso l'invocar i Demoni, percioche in tal cosa se punto si -abbaglia l'è con gran pericolo dell'invocatore, si come avenne a Tullo -Hostilio che fu dalla saetta percosso per haver errato dall'ordine -scritto ne libri di Numa nell'invocar Giove: cosi vi dico esser cosa -piena di pericolo l'haver comercio con i Prencipi co' quali conversando -difficilmente schivar si puote che in qualche cosa non si erri. ecco il -mio consiglio. beato lui se lo saperà porre in essecutione. state sana -& lieta. Da Urbino alli XXV. di Marzo. - - -LAURA MELIA PICCINARDA ALLA S. SILVIA LOTERINGA. - -L'è pur grande il dispiacere ch'io sento d'intendere che viviate in -tanta maninconia & habbiate cambiato quel vostro benigno Giove nel -maligno Saturno: non ridendo mai, non mai pigliando alcun solazzo ne -divisando con gli amici delle cose che cottidianamente accascano, ma se -pur vi piace d'imitar Pithagora nel serbar del silentio, perche non vi -piace similmente di serbar quel suo divin precetto COR NE EDITO. Ilche -altro dir non voleva salvo che macerar non si dovevamo, ne affligerci -cotanto il spirito, dalla cui afflittione ne nasce la consuntione -delle ossa, si come la sacra scrittura canta: desiderarei pur da voi -sapere, qual profitto trar possiate dal starvene si dolente come a -tutte l'hore fate. non sogliono gia star cosi quelle anime che sperano -nell'immortalità, quelle anime (dico c'hanno Christo con esso loro) -lequali anchora che col corpo sieno in terra, l'animo però loro sempre -alberga et stassi in cielo d'onde ancho ne trasse l'origine sua: state, -state, lieta, & lasciateci godere della vostra dolce conversatione, la -quale apre il Paradiso a chi n'è fatto da voi degno. Di Cremona alli -XX. d'Aprile. - - -PAULA CASTIGLIONA A M. LEONORA FORTEGUERRA. - -Se vostro marito vi da alle volte delle busse, non è che voi non lo -meritate, poscia che non havete alcuna consideratione di provocarlo a -sdegno, & di conturbarli l'animo. Vorrei vi fusse nel cuor scolpito, -quel simbolo di Pitagora. IGNEM GLADIO NE FODIAS. ch'altro non è -che di non provocare li provocati a nova ira, & a novo sdegno, & -alterar li animi già alterati. Se non havete rispetto a vostro marito -capo & signor vostro, al quale, per la divina sententia siete fatta -soggetta a chi l'havrete voi? sono stata piu volte per avvertirvi di -ciò con mie lettere, ma il timore, di non dispiacervi, me n'ha fatto -rimanere: mutate mutate hormai stile, che tempo n'è: voi non siete -piu una fanciulla: hormai siete madre di due figliuole da marito, & -volete tuttavia fanciullescamente operare? quale essempio piglieranno -esse da voi? che odore darete del vostro governo alle vicine che -con esso voi pratticano? So ben'io quel che odo dir de vostri mali -portamenti, & quanta infamia vi si da della disubidienza che usate al -vostro consorte: ma dove sono io entrata in questo pelago? non era -gia di mia intentione di farvi hora questa riprensione, ben sapeva -io che ascoltar non volete alcun mio consiglio per buono, fedele, & -amorevole ch'egli si sia: questo ho io piu di una fiata con mia gran -molestia isperimentato, & haveva giurato su l'agnus dei, di non farvene -mai piu motto; ma l'ardente affettione che v'ho sempre portato; mi -fa spergiurare & imprudentemente trapassare tutti que' termini che -dall'ira persuasa circunscritti m'havea: consigliatamente fareste, se -alle volte dessi udienza alle mie parole piene d'amore & di caldo zelo, -hor qui faccio fine, & mi vi raccomando senza fine. Da Milano alli XX. -d'Agosto. - - -MARIA PERGOLA ALLA S. LUCRETIA RAMBERTA. - -Madonna Agnola mi venne l'altro giorno a visitare & infinite cose di -voi mi disse, & fra molte, che io ne notai, & quasi che nell'animo -scrissi & stampai: era d'haver voi mutato vita & essere alla sproveduta -fatta chietina (come hoggidi s'usa di dire) & che v'erano cascate -dall'animo incontanente tutte quelle rare attilature delle quali -già tanto vi delettavate. Io non biasmo certamente la mutatione, -migliorando voi conditione di vita, ma la biasmo solamente quando l'è -si repentina che muova ogn'uno a maravigliarsene. Vorrei si facesse a -quella guisa che fanno li Alberi l'Autunno liquali per la maggior parte -a poco a poco si lasciano cadere le frondi, ne se ne spogliano ad un -tratto & non come fa il sorbo che subitamente tutte le lascia andare a -terra: ma poi che questa mutatione è fatta & vi siete posta in animo di -voler imitar la Contessa di Guastalla prego Iddio ve la faccia imitare -felicemente, come sarebbe imitando piu tosto le sue tante operationi, -anzi che le faconde parole, che dalla sua santa bocca a tutte l'hore le -escono, schivate quanto piu potete di non esser simile al Camaleonte, -ilquale di sua natura ha grandissimo pulmone ne dentro v'è cosa veruna: -molti ne trovo io, che a moderni tempi sono venuti sotto pretesto di -religione, in grandissima reputatione, & pur in se altro non hanno, -che una mera ostentatione, giattantia & vana fiducia di sue frivole -opere di carità mal informate, & peggio animate: Di questa scuola non -vorrei già io che voi foste per alcun modo essendo ciò congiunto con -poca consolatione, & con istremo pericolo dell'anima vostra, fate pur -vostro pensiero che la dottrina Christiana sia una certa santissima -et purissima cosa nemica di ogni ostentatione & amicissima della -simplicità & della schiettezza, & chiunque non si veste di queste -rarissime qualità, dir si puo liberamente, ch'egli non sia Christiano, -ma un scelerato hippocrito & un abhominevole Phariseo. & di questo sia -detto a bastanza. Di Milano alli X. d'Aprile. - - -MINERVA CONTESSA BRAMBATA ALLA S. FELICE DA PRATO. - -Hò inteso che senza niuna giusta cagione vi siete molto ristretta nello -spendere & havete posto da canto quella vostra splendida liberalità; la -qual sola ne separa et ne distingue dalli plebei & populari huomini: -ne altro ci è veramente che meglio faccia conoscere l'animo gentile -& nobile della vera liberalità: dico della vera per rispetto di -alcune persone le quali non donerebbono un paio de cintolini se non -ci fusse mescolato ò ambitione ò speranza di riccogliere piu che non -seminò. Deh ritornate per mio consiglio alla liberalità: & rendetevi -certa che si come la fava et il lupino non smagrisse mai il terreno -dove l'è seminata ma piu tosto l'ingrassa, cosi l'huomo grato & del -beneficio riconoscente, render sempre migliore la fortuna di colui da -cui riceve: ma voi per aventura mi potreste dir esser gran difficultà -l'abattersi alle persone de ricevuti beneficij ricordevoli. confesso -che l'è difficulta alle persone sciocche et stordite, ma non a quelli -che sono di perfetto giudicio si come intendo che voi siete. ma che -dico io intendo? non l'hò forse piu di una fiata isperimentato? & chi -vi conosce meglio di me? niuno certamente ne anche chi vi partori: -schivate schivate questa infamia, fuggite cotal macchia perche troppo -la si disdice a donna di si alto legnaggio nata come voi siete. Io vi -hò scritto forse troppo prosuntuosamente. se cosi giudicate per mia -sorte date la colpa al sviscerato amore che io v'hò sempre portato et -porterò sin che vivo. Da Bergomo alli XX. di Agosto. - - -LEONORA GAMBERA DA GALERA ALLA S. FAUSTINA CALDORA. - -Mi scrivete alli giorni passati che voi desideravate di accrescer -famiglia et caldamente mi pregavate che io volessi fare ogni mio sforzo -perche haver potessi quanto v'era in animo di havere: io in questo -per confessarvelo liberamente non mi ci sono affaticata come forse -espettavate, accorgendomi che il vostro peggio procuravi & non ve ne -avedevate. non havete voi mai letto quell'antico detto, QUOT SERVI, TOT -HOSTES, quanti servidori ci sono tanti nemici habbiamo? M. Francesco -Petrarca che fu uno delli piu perfetti giudicij, & delli piu purgati -intelletti c'havesse mai quell'età, era Solito di chiamare i servidori, -Cani: & nel vero altro non sono che cani; poi che sempre ci rodono, & -ci consumano. questi sono veramente quelli che rivelano fuor di casa i -segreti nostri: questi son quelli per opra de quali, sono spesse volte -i padroni avelenati: questi sono quelli, che contaminano l'honore & -la fama delle nostre damigelle: questi sono quelli che rubandoci di -continuo, a povertà molte fiate ne riducono; & voi tutta via andate -cercando di empirvene la casa, & stanca non vi dimostrate mai se a -tutte l'hore de novi servidori nelle vostre case non intromettete: fate -.S. a mio modo, adoperatene quanto men potete: servitevi piu tosto -con le vostre braccia anzi che soverchiamente aumentare il numero -de perfidi & disleali servidori: direte forsi haver letto infiniti -essempij dell'amor grande et della singular fedeltà ne servidori molte -volte ritrovata: il che non vi niego, poi che anch'io hò letto de molti -che si elessero di spontaneamente morire per conservare la vita de lor -signori, ma hò anche piu d'una volta letto bruttissimi maleficij da -servidori commessi: se alcun buono & leale si ritrova lo potete notare -per cosa prodigiosa. Se l'età antica n'hebbe fu piu tosto per benignità -de cieli che per lor buona natura: certa cosa è che a nostri tempi -paionmi piu rari che i Corbi bianchi & di questo piu non vi scrivo -attendete a conservarvi sana accio habbiate men bisogno dell'altrui -servigio et il mio consiglio per utile & per buono approviate. Di -Cremona alli XII. di Marzo. - - -LA CONTESSA MADDALENA AFFAITA BIA ALLA S. FAUSTINA N. - -In tutte le cose dolcissima signora che v'hò a miei giorni veduto -fare hò sempre compreso in voi perfettissimo giudicio & incredibile -prudentia & hora piu che mai saggia et prudente vi reputo poi che -volendo rimaritarvi havete ricusato di ciò fare il mese di Maggio -osservatione antica (per quanto leggo ne problemi di Plutarco) resta -hora che voi operiate anchora come operar solevano le donne antiche, -poi che vi è piaciuto d'imitarle fuggendo quel mese alli antichi tanto -abbominevole, & l'operare all'anticha reputo io l'ubidire al marito in -qualunque cosa che per voi possibile vi sia, preferendo i parenti di -quello, a quei che vi sono di sangue congiunti, non provocandolo mai ad -ira, mostrandovi sempre lieta nel suo cospetto, non havendo particolari -amici, ma col marito communi, tacendo di più mentre egli parla & -parlando mentre egli tace acciò si ragioisca (se per aventura fusse da -maninconico humore oppresso) altro non essendo i dolci ragionamenti -dell'amata consorte, che veri medici dell'animo perturbato: questo -non dubito già io che voi non facciate sapendo la virtù del vostro -gentilissimo spirito, qual tutti ammirano & lodano, & della natura -si stupiscono, havendoci dato si rara & si leggiadra donna come voi -siete: ne attorno a questo, altro vi dico, perseverate a far che tosto -veggiamo i frutti di questo vostro felice congiungimento: & qui fo fine -al scriver mio, ma non al raccomandarmi alla vostra buona gratia. Da -Milano alli XXX. d'Aprile. - - -LA CONTESSA MADDALENA AFFAITA BIA A M. LUCIANA CARAFFA. - -Quando a voi dolcissima sorella piacesse di pigliare marito si -come desiderano tutti quelli che vi amano datecene aviso perche -vi si provederà di consorte in cui saranno tutte le piu rare virtù -che desiderar si possono vedretici il generoso spirito di Ciro, la -temperanza del frugalissimo Agesilao, l'industria & diligentia di -Temistocle, l'isperientia di Philippo Macedone, la saggia confidenza di -Brasida & l'eloquentia di Pericle: ne in vero huomo d'altra conditione, -à voi spirito gentil si richiede, poi che hormai havete conseguito -in ogni luogo grido & fama della piu virtuosa fanciulla che a nostri -giorni si conosca. Datime adunque di ciò aviso, & questo quanto -piu tosto per voi si possa: non desidero io cosa alcuna con maggior -vehementia che di havervi habitatrice di questa nostra città di Milano; -se non per altro, almeno acciò che siate a noi un'essempio di vera et -singular creanza, a questi tempi ispetialmente che tanta carestia ce -n'è che di niuna cosa più. Deh risolvetive tostamente, & nella forma -che io piu vorrei se desiderate fare, & me, che cordialissimamente vi -amo, & altri, che con bramoso affetto vi desiderano, beati, & sopra -tutti i mortali felicissimi reputarsi. Dalla Gerola alli XX. di Maggio. - - -CLARITIA BONELLA A M. CLITIA FORNARA. - -Della maledicentia di Clara, vostra vicina, poco hormai me ne curo -sapendo ch'ella si pasce di mal dire a quella maniera che si pascono -le coturnici di seme velenoso: ne per lei sono io rimasta di venire -ad alloggiare dove soleva, sendo mia usanza d'imitare le Cicogne le -quali (quantunque in luoghi remoti vadino) ritornano però sempre alli -medesimi nidi: & perche io le sia alcuna fiata stata absente, non -crediate per ciò, che io molto bene non la conoscessi. sempre hebbi io -sospetta l'amicitia sua, ne mai di lei mi fidai. non vi soviene forse -d'havervi io piu volte detto che la rassimigliava alli Serpenti della -Siria li quali, sol alli forestieri sono dannosi & a paesani benigni: -ma sia come si voglia. questo vi dirò ben'io, ne lo tacerei se credessi -di scoppiare che di voi molto mi maraviglio che li diate si attenta -udienza tutte le volte ch'essa hà voglia di lacerare l'altrui fama con -la sua pestilentissima lingua non siamo quelli che nutriamo i maledici -col prestar loro si grata udienza. à Dio siate. Di Vicenza. - - -LODOVICA ZILIOLA A M. LUCIA PERGOLANA. - -Brutta fama (se nol sapete) si sparge per ogni luogo de vostri -figliuoli, ma che state voi a fare con la vostra lingua piena di -rara facondia che non li instigate alla virtù & alla immortalità -proponendoli quelli che per ben operare meritarno le statue? narrategli -cotai volte, quando siete da soli à soli, della virtù di Sesostre Re -dell'Egitto, del magnanimo ardire di Armidio & di Aristogitone, di Tito -Corruncano, di Conone Atheniese & di Horatio Coclite: raccontategli -quanto si legge della dottrina di quelli le quali meritarno d'havere -statua del publico, à cotesto modo forse li risvegliarete da si -profondo sonno, & se la debol lor complessione non comporta che si -dieno alli esercitij militari, diensi almeno alle lettere pel mezo -delle quali, tanti sono divenuti famosi & in gran pregio tenuti; -riducetegli à memoria quanto stimasser già li huomini litterati -Gordiano Imperadore, Alessandro Magno, Adriano, Tacito Imperadore, -Augusto, Giulio Cesare, Vespasiano, Alessandro, Severo, Antonino -pio, Sigismondo, Carlo septimo Re de Galli, Nicolao pontefice V. & -il Re Ferdinando. Non mancate del debito vostro per quanto potete -acciò non intravenga a voi come intravenne ad Herode Attico, il quale -essendo huomo nelle lettere & nel giudicio senza paragone, hebbe -poi un figliuolo si stupido & alli studi inetto, che mai per opra di -alcun perfetto maestro non puote apprender pur l'Alphabetto: Iddio vi -consoli. Di Ferrara alli III. di Gennaio. - - -CATHERINA CONTESSA NUGAROLA A M. ANTONIA N. - -Non hebbi mai a mei di la maggior allegrezza che di haver inteso che -per vostro mezo si sia fatta la pace tra vostro marito & li nemici -suoi: ogn'uno per questo ammira il vostro gran valore, & degna vi -reputa di qualunque corona: Plinio ne annovera ventidue che solite -erano di darsi da nostri antichi, per ricompensa della virtù & per -scacciar dal petto nostro la pigritia. voi veramente ne meritereste due -volte tanto: à me certo parerà sempre fin che il lume dell'intelletto -non mi venga abbarbagliato, che voi per questo generoso fatto siate -piu degna di triumpho che non fu Attilio, Calatino; Gn. Domitio: Livio -Salinatore, Paulo Emilio & Marco Aquilio, li quali triumpharno delli -Sardi, delli Arvergnacchi, delli Illirij, delli liguri, & di Aristonico -Re: l'è stata veramente una impresa molto gloriosa & altri che voi, non -la poteva fare perche paragone non havete di giudicio, di destrezza & -di prudentia: Iddio da mal vi guardi & vi prosperi in tutti li successi -vostri. Da Verona. - - -FLAVIA LAMPUGNANA A M. DOROTHEA APPIANA. - -La bellezza di vostra figlia & non altro, è stata cagione della nimistà -novellamente nata fra M. Piero & M. Andrea vostri vicini, a quella -guisa veramente che Lavinia con i suoi dorati crini, et con le rosate -guancie, suscitò la gran rissa che nacque fra Turno & Enea: & credo -fermamente ch'ella ne susciterà delle altre, se celata non la terrete -da gli occhi de lascivi risguardatori al che vi esorto, & quanto -posso vi conforto: hò voluto avisarvi di questo, acciò vi guardiate -da scandali & da dishonori: state sana che Dio sempre vi feliciti & in -lunga prosperità vi mantenga. Da Casal pusterlengo alli XX. d'Aprile. - - -HONORATA PECCHI A M. GIULIA MANFREDI. - -Io hò procacciato per vostra figlia un marito di tanta bellezza quanta -fu già Ganimede scudier di Giove et credo che s'egli fusse stato in -que tempi, quando la Luna si innamorò del pastore Endimione molto piu -spesso ch'ella non faceva, havrebbe abbandonato il cielo per descendere -nel monte Lathmio à bacciarli le colorite labra: egli è vero che non è -molto ricco, ma questo non so io se molto vi importerà poi che si dice -per comune proverbio chi nacque bello, non nacque mai povero. avisatemi -se volete che la prattica vada avanti. Di Roma alli VI. d'Aprile. - - -HIPPOLITA BORROMEA A M. VERONICA BIANCARDA. - -Mi par strano, che tutto'l di non facciate altro che disordinar la -vita vostra, & poi vi maravigliate se hor v'infesta la stranguria, -hor la pneumonia, & vi maravigliate se piena siete di furunculi, di -lepra & di chiragra. duro vi pare se la tossa sempre vi annoia se il -calcolo vi crucia, se la cephalea vi tiene oppressa & se la lienteria -vi ha per assediata; credetelo a me, che l'intemperanza è stata sempre -cagione che ne corpi nostri si sieno suscitati tanti et tanti diversi -et monstruosi morbi, quale è vi prego quella parte del corpo nostro per -minuta ch'ella sia; che da qualche infirmità occupata non si vegga? -non patono gli occhi la lippitudine la lagophtalmia & le leucomate? -non pate la faccia, le lichene, non pate il naso il polipo? non sono -infestate le palpebre dalla psorotalmia? & tutto questo ne aviene pur -per l'ingordigia del mangiare & per non haver alcuna continenza: non -senza causa scrisse Seneca. PLURES INTERFICIT GULA, QUAM GLADIUS. -Quanti n'ho io conosciuti liquali erano Apoplettici, Auriginosi, -Asmatici, Alsiosi, Letargici, Tetanici, Verternosi, Verrucosi, Ptisici, -Idrocephali, Opistonici, Icterici, Frenetichi, Epiphoretichi, & -Ischiadici, liquali sol per la temperanza del vivere, si sono talmente -risanati come se mai non havessero havuto ver'un male. Siavi adunque -questa la via, non sol di risanarvi, ma anchora di preservarvi: -lasciate star gli appetiti, anzi soggiogateli alla ragione: non -mangiate salvo che cibi generativi di buon sangue, & di ottimo succo. -Lasciate tanti frutti, tanti intingoli & tante salse; lequali vi creano -nel corpo mille oppilationi. io vi prometto che se farete a mio senno, -non ve ne pentirete mai. Iddio da mal vi guardi. Di Piacenza alli III. -d'Aprile. - - -LA CONTESSA DI GUASTALLA A M. CHIARA ET A M. LAURA MASIPPE. - -Dolcissime figliuole, hora si che io conosco esser vero che per fama -innamorar si possa; poi che la modestia vostra congiunta con infinita -pudicitia fanno che di voi per tutto si sparga un soavissimo odore; & -che ogn'uno vi ami, & di voi parli honoratamente, & faccia giudicio che -le anime vostre sieno veramente del picciol numero delli eletti di Dio -sendo quelle ornate di tanta religione & di tanta pietà quanta esser -odo. Non viene mai alcuno di Vinegia, in queste nostre parti, a cui -non dimandi incontanente che fanno le fanciulle Masippe? egli vero che -sieno si affabili & si pudiche? si belle & si honeste? si giovanette -& si colme di senil prudentia? egli vero che sieno si ben create, & -piene di gratissime maniere con una dolcissima favella? & ogn'uno mi -afferma esser molto piu di quel che la fama risuona et di quel che il -grido per ogni contrada con vostra eterna gloria se ne porta. Allhora -io benedico il celeste padre che de suoi doni v'habbi si grandimenti -arrichite, & lodo voi, del non haver fatto resistenza a lo spirito -santo, d'haver aperto i seni vostri a ricevere le divine gratie, -lodo etiandio la virtuosissima vostra madre, che v'habbi nodrite & -allevate in tanta purità di cuore senza escluderne punto la leggiadria -& la vaghezza che in voi a tutte l'hore riluce & fa di santa invidia -avampare tutte le fanciulle della città vostra. O ben aventurate anime, -per la molta intelligentia che Dio vi dette & risguardevoli corpi, -per la molta proportione; misura, & ordine che in essi (per quanto -intendo) chiaramente si vede, ma quanto sareste voi però piu felici se -nella santa compagnia nostra a Dio vi piacesse voler servire & a lui -del tutto dedicarvi. oh come vi si accenderebbe il cuore del divino -zelo: oh quanto fervore vi nascerebbe nel gentil animo veggendo la -mortificatione delle vostre membra, & l'innocentia de vostri casti -petti: ma perche penso in brieve di vedervi col corpo, si come a tutte -l'hore col spirito vi veggo, non dirò piu oltre. Iddio da peccati vi -guardi insieme con la S. V. madre. Di Milano. - - -LUCRETIA MASIPPA ALLA S. CAMILLA PALAVICINA S. DI CORTE MAGGIORE. - -L'e' si grande S. la consolatione c'ho sentito nel vedere Piacenza, -Cremona & altre terre, che lungo l'altiero vostro & famoso Re de fiumi -giacciono; che m'è venuto voglia di gir sempre vedendo il mondo; & -certo lo farei se l'amore che porto alle mie figliuole, & il timore di -non esser tenuta instabile, & vagabonda, non me ne spaventasse. & chi -sa che la peregrinatione non facesse forse in me, quell'effetto, che -gia fece in Ulisse? cioè non mi facesse divenir assai piu prudente di -quel che sono veggendo tanti vari costumi de popoli: hora si che io -vorrei esser huomo & non femina, per potere ispeditamente gir ovunque -mi piacesse. molte per certo anzi infinite sono le cose, lequali -desidero vedere pur che lecito mi fusse senza riceverne biasmo alcuno. -Vorrei primieramente vedere la bellezza delle donne Inglese, & udir -la dottrina delle dotte figliuole del gran Thomaso Moro. Vorrei vedere -la politezza delle femine di Olandia, & intendere per lor bocca, come -faccino per haver si belle tele come hanno. Vorrei imparare que sottili -lavori delle Fiamenghe. Vorrei vedere se le Alemanne sono anchora -si ardite come già erano quando fecero con vergogna de lor huomini -resistenza alle nemiche squadre. Vorrei vedere se elle sono dell'honore -si amiche, come già furono quando doppo la vettoria di Mario, per non -ricevere dishonore, s'impicarono per la gola. bramo vedere il grato -trattenimento delle donne Francese & di far riverenza a quella virtuosa -& cortese Reina di Navara, che m'ha si fattamente il cuore innamorato -che ad altro piu non penso che ad imitare le sue sante pedate. Se -lecito mi fusse di gir dove la voglia mi sforza & mi sperona, farei -concorrenza al padre Libero, che peragrò gia tutto'l mondo. Vorrei -vedere se l'è vero che presso di Sijene si adori per Iddio il pesce, -& in Ambraccia una Leonessa per havergli già ammazzato il Tiranno, & -restituito lor, l'amata libertà. Vorrei sapere se vero fusse, che li -Delphini adorassero un Lupo, & se presso li Lacedemonij sieno rizzati -nobilissimi Tempij al timore, al riso, et alla morte. Vorrei saper -se l'è vero che li Trogloditi adorino le Testugini, & molte altre -cose, vorrei vedere quai desidero sovra modo & di questo desiderio ne -siete voi stata la potissima cagione, poi che sviatami l'anno passato -di Vinegia, con quelle vostre dolcissime parole & belli modi, foste -cagione che io vedessi tanti ameni luoghi & tanti ben culti giardini -a mio grande agio contemplassi. Vi hò voluto notificare per lettere -questo mio novo desiderio, accio che voi col vostro sollevato ingegno, -& grave giudicio, m'insegnaste la via, & il modo, di sodisfare a -quanto desidero, senza dar macchia ò fregio alla donnesca reputatione, -laquale sempre mi fu et essermi deve cara piu che la luce de gl'occhi -miei, & quando pur per voi sporto non mi sia quello consiglio che -si avidamente ne aspetto, hò deliberato nell'animo mio, provedermi -d'un Tolomeo, d'un Strabone, di un Po: d'un Mella, d'un Solino, d'un -Dionisio, d'un Plinio, & di quel Stephano che gia si dottamente scrisse -del sito della Grecia & chiudermi con le mie figliuole nel mio studio, -& quivi dolcemente trastullarmi: & chi sa che forse non mi venga fatto -di poter un giorno in tal materia recar qualche luce a studiosi; come -già è avenuto a quella gentil Signora Sforzesca, laquale per leggere -studiosamente quanto della quiete dell'animo, fu da Plutarco & da -Seneca scritto, ne ha poi dato quel bel libro della vera tranquillità -c'hoggi non senza gran profitto & contentezza si legge da ogn'uno. -& qui fo termine al ragionar mio, pregandovi a scrivermi con quella -humanità, che solita siete di fare. Certamente quando veggo le vostre -lettere piene di spirito, di maestà & di singolar elegantia, parmi -leggere il libro della vita, ove descritti sono tutti i nomi delli -eletti a gloria eterna. State sana che Dio vi consoli, & sempre essalti -la vostra molto illustre persona. Di Vinegia alli XXIII. di Settembre. - -Le mie obedientissime figliuole, con la dovuta riverentia, vi salutano -& come Idolo beato insieme con esso meco vi adorano. - - -LA DUCHESSA D'AMALPHI A M. CLARITIA B. - -Infinito piacere ho ricevuto intendendo che vi siete data alli studi, -di che lungo tempo ho dubitato non faceste mai, per esser voi delle -lettere assai piu nemica di Licinio Imperadore, di Philonida Melitense, -di Eraclide Licio, & di Britanione: ma lodato Iddio poi che raveduta vi -siete del vostro fallo. Oh qual dolcezza sentirete volgendo sossopra -per l'avenir hor questo hor quell'altro bell'auttore; nella qual cosa -imitarete le Api lequali, da varij fiori varij succhi raccogliono et -col loro spirito gli mutano & digeriscono, altrimenti non farebbono il -mele: trasformarete anchora voi in vostro uso ciò che presso di quelli -leggerete, & talmente imitarete i buoni auttori che doventiate simili a -quelli non come imagine dipinta, ma a quella guisa, che noi veggiamo i -figliuoli rassimigliarsi a padri, sappiate che si come di diverse voci -consiste il choro, cosi dalla mescolanza di varie discipline, consiste -la vera eruditione: ma non vi si scordi già per alcun tempo se ben -dotta pensate di voler doventare, che si come il cibo che nuota nel -stomaco, non è cibo, ma un grave peso, tramutato poi trapassa in sangue -& ne porge vigore, cosi accadere a punto nelle Dottrine. bisognar ben -quelle masticar, ben digerirle, & non lasciarle cosi solide nella -fantasia: ma pazza sono ben'io a volervi di ciò piu diffusamente -ammonire conoscendovi tutta ingegnosa, & tutta piena di spirito: taccio -poi della felice compagnia nella qual siete, atta a disciplinare et -far erudita la rozza Batavia con l'inculta Beotia. state sana & lieta -& attendete a l'incominciata impresa, nella quale (se lo spirito -prophetico, in me non vaneggia) havete da riuscire maggiore assai di -Damisella Trivulza, di Cassandra Fedele & di Isotta Nugarola: d'Amalphi -alli XIII. di Agosto. - - -LUCRETIA RELOGGIA A M. ANDROMACA. - -Mando a V. S. il presente lattore per intendere se l'è vero che il -cielo alli di passati apparito sia sanguinolento si come apparve già -quando il Re Filippo assalì la Grecia. Se l'è vero che sieno appariti -tre Soli si come apparvero essendo Consoli Sp. Posthumio & Q. Minutio: -s'è detto di piu qua da noi, che si sono uditi sensibilmente alcuni -strepiti di arme a quella guisa che si udirno nella guerra Cimbrica: -avisatime (vi prego) di quanto vi richieggo sapere, perche ne sto molto -ansiosa & temo che qualche gran calamità non venga a la sproveduta -sopra de capi nostri. temo (per dirvi il vero) che li peccati nostri -non habbino passato il segno di remissione, & che Iddio de vostri falli -(come meritiamo) non ci punisca: preghiamo Iddio che habbia pietà de -nostri errori, & con esso noi usi la sua clementia & lasci da canto la -giustitia. Fate che il messo mio non ci ritorni senza vostre lettere, -le quali pienamente del tutto me informino. Di Padova alli XXV. -d'Aprile. - - -ALVIGIA ASINELLA A M. LEONORA BOLLA. - -Io non so quel che mi debba dir del vostro cervello, il quale regger -non puo ne alla buona, ne alla rea fortuna. paretemi veramente simile a -un corpo infermo, ilquale non puo tolerar ne caldo ne gelo. doverreste -pur sapere che si come l'Api dell'amarissimo Timo, raccogliono -soavissimo mele, così le persone savie sogliono dalli affanni, & dalle -tribulationi sempre trar qualche utilità: è da pigliar sempre in buona -parte ciò che fuor dell'aspettatione ne aviene. ma voi fate appunto -come fanno i fanciulli, liquali se di un minimo solazzo privi sono -subitamente risolti in amare lagrime sprezzano ogni altro piacere -& commodo. Voi certamente per un poco di dispendio vi convertite in -dispiacere quanti bei commodi v'habbi & natura & fortuna dati. Deh -ratemperative hormai & mostrare il valor del cuore, poi che v'è ne data -si bella occasione; non ammirate tanto l'altrui fortuna c'habbiate in -odio la vostra: non fate come fanno gli adulteri, liquali invaghiti -delle altrui mogli sprezzano le loro; contentative della vostra sorte. -Di Piacenza alli X. di Gennaio. - - -LEONORA FIASCA A M. - -Molti lodano la bontà vostra, & molti all'incontro biasmano -l'ostentatione che voi usate, perche si creda da tutti che buona & -virtuosa siate: questo non è ben fatto, perche la vera virtu fu sempre -di se stessa contenta, ne premio veruno ricerca: ella non dimanda -loda, non chiede premio: ne vuol alcuna ricompensa: bastali sol di -virtuosamente operare, senza che l'habbi testimonio che predichi i suoi -gloriosi fatti. si come la terra dove si cela alcuna vena d'acqua, suol -mandar sempre fuori avanti il nascimento del Sole, alcune esalationi -in forma di nuvole, cosi quelli che sono veramente buoni sempre soliti -sono di dar alcuni indicij di lor stessi; per iquali chiunque ha punto -di discorso, puo chiaramente comprendere che in te sia la lor bontà: -astenetevi adunque da queste brutte affettationi, lequali possenti -sono a scemarvi la reputatione, anzi che di accrescerla pur tantino: -Io ve n'ho piu volte ammonita, ma per quel che mi aveggo, gitto via il -tempo & l'opra insieme poscia che voi non ci attendete. Paretemi voi -fatta simile al terreno di Narni, ilquale per la pioggia si fa arido, -& per il caldo s'inhumidisce, la dove M. Tullio si puose a giuocarci -sopra & dire, EX IMBRE PULVEREM, EX SICCITATE FIERI LUTUM. Cosi credo -io facciano le ammonitioni mie verso di voi, se vi predico l'humiltà, -insuperbite fuor di modo, & se all'ambitione per aventura vi conforto, -vi abbassate piu di qualunque vilissima creatura. Hor su fate pur a -vostro modo & vedrete quel che ci guadagnerete: non altro intorno a -questo fatto vi ragiono. Scrivetime spesso, perche farò il medesimo -verso di voi. Di Mantova alli IIII. di Novembre. - - -GIULIA GELMINI A M. CAMILLA P. - -Hò favellato con quella buona femina che m'havete inviato per i miei -servigi: certamente non vi siete punto ingannata dell'ingegno & della -prudentia sua: di che aveduta me ne sono in una sol risposta ch'ella -mi dette. Protogene Pittore conobbe l'eccellentia di Apelle per una -sola linea non havendo mai piu veduto la faccia sua, & io scopersi -subitamente l'altezza del suo ingegno per una accorta parola ch'ella -mi disse. Ve ne ringratio quanto so & posso, ne per me mancherò di -trattarla amorevolmente, come se sorella mi fusse & non serva. hormai -ho imparato con mio danno a governare altrui. So che ad alcuni si -richieggono dolci ammonitioni, & ad alcune acerbe riprensioni, a -quella guisa appunto che veggiamo alcune gemme non risplendere se non -sono macerate nell'aceto & altre bollite col mele farsi piu belle -& piu lucenti: ho similmente avertito che si come piu facilmente -s'insculpisce nelle gemme ciò che l'huomo vuole se l'instrumento è -caldo & fervente che se freddo fusse, cosi puo efficacemente comandare -qualunque padrona ama ciò che loda, & di cuore odia quel che essa con -la lingua vitupera. Io fui sempre di questo pensiero & animo, di far -piu tosto con arte & con ragione che per viva forza, ma per non mi -diffondere nel scriver piu di quello che fa di bisogno, vi conchiudo -che me n'havete fatto singolar piacere. Domani manderò per essa et -darolli quella impresa, che m'hò disegnato nell'animo di volergli dare, -& di quello che ho promesso alla S. V. di donargli per sua mercede non -mancherò per quanto cara mi è la vita, & l'honore. Di Napoli alli X. -d'Aprile. - - -LUCRETIA MASIPPA A M. CANGENUA F. N. - -Io mi trovai l'altro giorno in un drappello di savie donne, dove -molto si ragionò della schiettezza et della lealtà che alle persone -d'honore come voi siete si conviene, & anche ragionossi della duplicità -de cuori, & biasmossi con acerbissime parole quella simulatione & -hippocrisia (per dirla con voce Greca) che in molte femine dell'età -nostra non senza gran giattura a tutte l'hore si scorge & di voi -diffusamente si parlò & gran colpa di ciò vi si dette da ciascuna. -Iddio sa quanto mi dispiacque che si leggiadra donna qual sempre foste, -si credesse macchiata di si lorda & di si brutta pece: ma perche vi -siete voi cara sorella cosi lasciata ammorbare & avelenare? non vi -pare assai che nel corpo celato si stia l'animo, senza che nell'animo -si celi anchora & coprasi la verità? ò quanto è lodato Pomponio Attico -del non haver mai (al suo vivente) favellato simulatamente, quanto -dall'altro canto è biasmato presso di Aristophane quel Phrimonda per -esser stato sempre natural nemico di quella schietezza laquale io -come qualità veramente divina et celeste amo & adoro: & per qual altra -cosa biasmasi presso di Homero Sisipho salvo che per non esser stato -leale, & nella sua lingua verace? Io per me, non so come conversar si -possa mai con tal sorte di persone, che altro ha nel cuore & altro -nella bocca gli risuona sono pur questi tali dalla santa scrittura -giustamente condennati: sono pur divinamente rassimigliati alli astuti -Draconi. O Dio perche non ve la scacciate voi tosto dall'animo? non -vi accorgete forse quanto ella si disdica alle altre vostre buone & -illustri qualità? sufficiente giudico io questo difetto per mandarvi -in bocca di Lucifero (se la divina misericordia non vi aiuta & -non vi difende) l'è sufficiente questa mala parte a farvi odiosa & -abhominevole alla miglior parte del mondo, imperoche qualunque non -è schietto è di necessità ch'egli sia nella vita sua tutto vario & -inequale, hor bugiardo, hor verace, hor aspero & hor dolce & piacevole; -la onde non senza giusta causa Plutarco li rassimiglia a quel lago che -si trova presso delli Trogloditi c'hora è salso, hor è dolce, & sovente -volte si trova amaro, ma sapete voi madonna mia quel che ci inganna -& l'intelletto nostro abbarbaglia? ingannaci il credere che questa -sia una vera & lodevole virtu & quelli mali difficilmente sempre si -schivano, liquali sotto protesto di bene familiarmente ci lusingano; -quante n'ho io vedute che per saper ben simulare, & alloro arbitrio -dissimulare, et rade volte dir il vero, uccellando & schernendo quelle -persone, lequali forsi erano tenute di cuore amare, & riverire, -credevano d'esser ben ingegnose & di alto intelletto, grossolane -tenendo quelle che portano il cuor in bocca, & quelle medesime voci li -risonano nel cuore che nella voce si sentono. Voi vi potreste forsi -dolere & con esso meco iscusare, con dir che se siete simulatrice, -ciò vi aviene per esser sin da fanciulla avezza con persone di tal -professione instrutte: accetto io in ogni modo questa vostra poco -probabil scusa; perche ottimamente conosco di qual pelo sieno state -per il passato sempre le conversationi vostre: ma quanto però maggior -loda ne riportereste voi facendo come fa il pesce che nasce in mare -& pur non ritiene pur una dramma del sale marino: di quanto maggior -pregio sareste voi tenuta, se faceste come hò veduto far molti & nati -& nodriti fra Barbari che pur da ogni Barbarie remotissimi sono. & qui -faccio al mio scriver fine. Di Vinegia alli X. d'Agosto. - - -LA CONTESSA CATHERINA VISCONTE LANDESSA ALLA S. CINTHIA PICCOL'HUOMINI. - -Alli di passati io hebbi quel Dialogo che voi per cosa nova mi mandaste -composto da un certo lava ceci ch'esser non pò già altrimenti, poi che -vi si biasmano per dentro le donne come cosa di poco ingegno, di niuna -prudentia, di niuno giudicio & di minor intentione (salvo che all'oprar -male). Io haveva fra me stessa pensato di volerlo confutare con -vive ragioni, & con fortissimi essempij: ma sopragiungendomi diverse -occupationi; sono rimasta à mezo corso dell'incominciata impresa. et -perche l'auttore del Dialogo, molto si ferma in raccogliere l'utilità -grande che recato hanno al mondo gli huomini con l'inventione di molte -cose: cosi io all'incontro con assai diffuso sermone, dimostrava nella -mia confutatione come Minerva ritrovasse l'olivo, Cerere le biade & la -coltura della terra: Phemone il verso Esametro: Anagallida il giuoco -della Palla: Glicera le corone: Carmenta madre di Evandro le lettere: -Semirami la nave longa; Città Luchese l'oro nella pelle tessuto: -Sapho il verso Saphico: Combe figliuola di Asopo l'armatura di Enea: -Pantasilea la scure: Clio le historie: Melpomene le Tragedie: Thalia -le comedie: Euterpe le Tibie o Flauti che li vogliamo dire. Erato -la Geometria, Terpsicora il Salterio; instrumento presso li antichi -molto usitato: Urania l'Astrologia: Polimmia la Rhetorica: Calliope le -lettere greche: Thimele il Saltar Scenico: Gulphila le lettere Getiche: -Nicostrata i Caratteri latini: & cosi di mano in mano scorreva io -sempre di lungo, aggiungendo sempre alle inventrici i testimoni delli -antichi & Greci & Latini: ma per dirvi il vero, m'è paruto poi di far -meglio collocando il tempo in speculatione di maggior momento. questi -nel vero sono pur i bei Capricci che vengono in capo ad alcune bestie, -poi che per parere galanti & ingeniosi cavaglieri si pongono a dire & -scriver male delle donne, quasi che dalle donne & nati & nodriti non -sieno: sciocchi nel vero ch'essi sono, & degni di esser con l'Eleboro -purgati, sel accaderà che noi ci vediamo prima che me ne vada al Sen: -vi farò copia di quanto mi ritrovo havere in tal materia scritto. fra -tanto, state sana & per difendere le donne se non bastano le parole, -poneteci & l'unghie & i denti. Di Piacenza alli XIII. di Gennaio. - - -LUCRETIA M. CONTESSA BECCARIA ALLA S. R. N. - -Non ci puo illustre S. mia esser il peggior segno delle nostre -future rovine, che di vedere i tristi & disleali hoggidi triomphare -& governare per il lor arbitrio il mondo; l'è questo segno molto piu -certo che non è di ventura tempesta, il vedere con gran lascivia -scherzare i Delphini sendo il mar tranquillo & bonacciato. Questo -vi dico io acciò stiate ben avertita & proveggiate a casi vostri. -Si come spesse volte aviene, che sendo il cielo ben sereno, alla -sproveduta crudel tempesta si lievi: cosi anchora sendo le cose -prospere & liete, n'accade spesso di vedere con nostra mala contentezza -grandisimi bisbigli & atrocissime perturbationi. che sarebbe adunque -da fare? io vi consigliarei sorella honoranda a levarvi quindi dove -al presente vi ritrovate con si mala compagnia. non siate per Dio si -mal accorta che non prevediate la tempesta che vi sta sopra del capo, -avanti ch'ella faccia il suo colpo: imitando la buona disciplina de -diligenti Agricoltori. & questo bastivi, quanto al caso occorso (dico -dell'insolentia de vostri nemici) & di quanto potete ragionevolmente -temere. Verrò hora pian piano, a toccare dell'altre corde per vostro -beneficio non meno necessarie. Parerebbemi .S. ottimamente fatto che -voi riponeste que danari che tratti havete per conto della dote vostra -in piu sicuro luogo & meno esposto alle insidie de rubbatori. Natura -puose l'anima della Murena nella coda & non nel capo, per insegnarci -a riporre le cose che carissime havemo ne luoghi che soggetti non -sieno alli pericoli dell'altrui rapacità. cosi facendo non havrete -forsi cagione di star sempre su le nimicitie, & sul far del continuo -liti: non dico già che voi diate licentia per hora al fattore vostro, -sperando per questo di rimediare a vostri affanni: perche nel vero io -temo che questo non sia sofficiente rimedio al morbo, che penetrato -veggo nelle viscere delle facultà vostre: temo che non fusse il rimedio -che si procurasse simile à punto al rimedio che ne porge l'Erba detta -Climenos; laquale talmente giova, ch'ella spesso induce sterilità et -alle donne & a gli huomini: & qual giovamento sarebbe questo scacciare -un male, per admetterne un peggiore? ponete adunque mente a fatti -vostri, se non ci volete rammaricare come sin qui havete fatto. Io -me n'anderò fra pochi giorni in Villa, dove intendo che tutto il mio -studio sia nell'Agricoltura; hò di già incominciato a fare un giardino -non inferiore a quello di Cirro, dove penso disporre tutti gli alberi -nella figura quincunce: se vi verrà voglia di villeggiar con esso -noi, fatecelo sapere che per voi verrò battendo l'ali. Fra tanto state -sana & il piu che potete lieta: il mio consorte vi si raccomanda & li -figliuoli miei vi basciano riverentemente le belle mani. Di Pavia alli -XX. d'Aprile. - - -CLAUDIA GLIZERIA A TULLIA CASTRICCIA. - -Io intendo sfacciata meretrice, che tu hai ardimento di violar con la -tua maledica & fracida lingua, l'honore che m'ho acquistato, stando -tanto tempo rinchiusa fra i termini d'una picciola cameretta; menando -vita dura & parca, con l'ago & col fuso provedendo a miei bisogni, & -non dandomi in preda mai ad alcun vano amadore come tu sempre facesti, -da che uscisti dalle fascie. Era Messalina moglie di Claudio men di -te impudica. Fu men sfacciata di te Galvia Crispilina, & hai ardire -di morder l'honestà mia. Credimi pur che se per l'avenire non te ne -astieni ti farò un mal scherzo, di pur di te, & lascia star gli altri. -Di Milano. - - -LA CONTESSA TASSONA PETRATTA ALLA S. ISABELLA TASSONA BELTRAMA. - -Il dolore che sentito havete & del continuo sentite per la morte del -S. Giannoto vostro amorevolissimo Padre, & mio honorato parente, mi -fa star si mal contenta che ne di giorno, ne di notte, posso pel gran -cordoglio liberamente respirare; & fra me stessa sovente dico quanto -mal si puo dir della morte, la maledico, la biastemmio, & me la imagino -per la piu horrida cosa che imaginar si possa: hor mentre in questo -contrasto sono, & fra me stesso con i miei duri pensieri combatto: ecco -che io sento una celeste voce che al cuor mi parla con tacita favella, -& si mi dice, che piangi? che ti duole? di qual cosa t'attristi tu? -forsi perche il S. Giannotto hà cambiato vita mortale per haverne una -immortale? hà mutato un'albergo terreno, per possederne un celeste? -Ah sciocca che sei & invidiosa delle sue perpetue consolationi: non -ti avedi che con queste lagrime & con questi vani lamenti perturbi -le dolcezze ch'egli nel cielo gusta? con questo pensiero presi io la -penna in mano, & deliberai di volervi con mie lettere supplicare a -darvi anchora voi pace, a rasciugarvi il delicato viso, et al tutto -consolarvi, & cosi ve ne prego quanto piu pregar ve ne posso: mala -cosa potrete voi reputar signora Isabella la morte sendo dalli antichi -nostri detta esser ministra di giustitia, porta di salir al Cielo, -scala di doventar immortale, & unico riposo delle nostre miserie? non -dice l'Apostolo che beati sono i morti? & rendendo di ciò la ragione, -dice perche riposano dalle fatiche loro: il S. Giannotto. adunque -riposa & voi vi inquietate i spiriti, & voi di si mala maniera vi -tribolate? Deh non piangete più. à che proposito versar tante lagrime -& mandar fuori del petto tanti dolorosi sospiri: se vostro Padre il -quale prima di voi nacque, prima di voi è anchora morto: s'è servato -in questo la legge della natura: volevate forsi morir prima di lui. -havendo Iddio nella sua imperscrutabil mente determinato di trarlo a -se prima che trahesse voi? quando egli vi fu da Iddio dato per padre, -vi fu dato con tal conditione, ch'egli era mortale & che padre non vi -sarebbe salvo che per tanto spatio di tempo, quanto egli v'è stato: -solo Iddio ci è padre perpetuo & eterno: i padri carnali ci sono dati -a tempo. se insin'hora hà fatto verso di voi ufficio di padre pensate -che hora essendosi partito da questo mondo avanti a voi, come anchora -era cosa lecita, & honesta farà ufficio di foriere, & vi apparecchiarà -nelle celesti stanze commodo & honorato albergo & come credete -voi ch'egli morisse contento, ramentandosi d'haver sempre vissuto -honoratamente & da huomo che Iddio ami, tema, & di perfetto cuore -riverisca: con quanta consolatione credete voi che trapassato sia, -ricordandosi d'haver voi prima, (qual amò sempre tenerissimamente) a -si nobilissimo cavagliere collocata. Sono anchora piu che certa che di -gran contentezza gli è stato, il morire fuor della patria per non veder -le lagrime de suoi cari parenti, & per non udir i singhiozzi de suoi -fedelissimi vasalli, i quali amava & consigliava non da padrone, ma da -vero padre, non da Tiranno, ma da vero & legittimo possessore. Forse -che a voi rincresce perche l'è morto in Ancona, & non a lo stato suo ò -vero nella delitiosa Napoli: & io vi dico ch'egli non poteva morire in -piu accommodato luogo, accioche facilmente in ogni luogo si risapesse -il suo felice trappasso: qui voglio far fine al mio scrivere acciò non -paia che io mi diffida della vostra prudentia, ne voglio piu piangere, -accio non si creda che io dubiti di non vederlo al novissimo giorno -risuscitato. Di Ferrara nelle nostre case alli XXV. di Ottobre. - - -GIULIA GONZAGA CONTESSA D'ARCO. - -State fanciulla mia quanto piu potete dalli huomini nascosta: celatevi -a tutte l'hore dalli occhi de belli et impudichi amanti, li quali, à -guisa de Basilischi & Catoblepi sol con l'aspetto uccidono le semplici -& mal accorte fanciulle: non vi curate che si spargi fama della -vostra corporal bellezza; curatevi sol che di voi si dica che savia -& pudica siate, & che proposito vi habbiate l'honestà davanti alli -occhi per unico segno di tutte le vostre attioni. Io non vi saprei -mai darvi il miglior rimedio, ne porgervi la piu singolar cautela, -che di star lontana dal fuoco non volendo abbrucciare: attenetevi -a questo medicamento, che fedelmente vi dimostro poi che d'altro -migliore non vi so provedere, colpa veramente della miseria humana -c'ha si scarsi i rimedij a suoi mali: i Cervi col mangiar del Dittamo -si fanno uscire le saette dal corpo, & se dal Phalangio son percossi -si medicano mangiando de Gambari, le lucertole offese da serpenti, -ricorrono ad una certa herba lor molto amica, et tosto rimediano alle -ricevute offese: le Rondinelle soccorrono alla cecità de lor pulcini -con la Chelidonia: le testugini col mangiar della Cunila fortificano le -forze contro de Serpenti: le mustelle con la ruta si confortano, pria -che dieno la caccia a topi: le cicogne pigliano vigore dall'origano: -li porci selvatici dall'ellera: i serpenti dal succo del fenocchio: -i dragoni dalla latuca selvaggia: le Pantere si aiutano con le feci -humane; l'Elephanto con l'herba detta camaleonte: li orsi lecando -le formiche: la palumbe, i Merli le perdici, & le cornacchie con le -frondi dell'alloro si medicinano: & noi soli nel riparare alli danni -che n'arrecano le facelle d'amore, siamo prive di ogni consiglio & -di ogni argomento contro qualunque vitio si puo virilmente a viso -aperto contrastare: ma con la lussuria non con altre arme, conviensi -combattere, che con prestissima fuga: qui bisogna volgere le spalle se -vincer si vuole: ne crediate già che dishonorevole sia cotal fuga. se -aviene carissima figliuola che pungere vi sentiate il cuore da stimoli -amorosi, recatevi subitamente per la memoria quelle pungenti spine che -trafissero il cervello al Redentor del mondo: recative per la memoria -quei acuti chiodi co' quali fu confitto sul legno della Croce il -fattor del cielo, & della terra: forse che con simili contemplationi -raffreddarete i riscaldamenti della carne: miglior consiglio non vi -saprei io dare (se del mio corpo uscita foste) accettatelo adunque con -quello affetto che io vel porgo; & ponetelo in essecutione senza farvi -sopra alcuno indugio, & me amate. Di Piacenza alli XX. di Agosto. - - -FRANCESCA VIDASCA ALLA ILL. S. POTENTIANA CONTESSA D'ARCO. - -Io mi sono infinitamente rallegrata, udendo che partorito habbiate -un bello & dolce figlio: raguagliata poi che io fui dell'hora ch'egli -nacque incontanente mandai per dui miei famigliari, nelle Astrologiche -divinationi piu periti & instrutti di Apollonio Tianeo & di quel -Conone da Virgilio ne suoi versi pastorali mentovato & feci lor fare la -natività del ben nato fanciullo: & senza alcuna controversia ritrovorno -ch'egli sarebbe & piu bello & piu casto di quel Cesto, la cui bellezza -& castità descrisse già Martiale dicendo QUANTA TUA EST PROBITAS, -QUANTA EST PRAESTANTIA FORMAE CESTE PUER, PUERO CASTIOR HIPPOLYTO? -ritrovarno di più che egli non sarebbe men bellicoso & martiale -di Pirro ò di Leonida: non hò io adunque ragione di rallegrarmene? -Attendete pur voi S. Contessa a far il debito vostro, procurandoli -balia honesta che non s'imbriachi, & che non sia nella lingua -dissoluta & licentiosa: quando sarà poi tempo ch'egli si ponga sotto la -disciplina et de litterati precettori & alli essercitij cavallereschi -tutto si applichi; non dubito che l'Illustre C. Sigismondo non faccia -quanto se li converrà di fare perche sostenga l'honor della casa -d'Arco: ne altro dico. Iddio vi conservi tutti in lieta sanità & faccia -sempre si felicemente prosperar i casi vostri, come io di perfetto -cuore il bramo, & a tutte l'hore il desidero. Di Trento alli XX. del -presente. - - -CATHERINA LANDESA TRIVULZA ALLA S. PAULA SCOTTA CONFALONIERA. - -Alla venuta del Prencipe di Spagna (se altro non occorre che ci -impedisca) farassi recitare una bellissima Comedia, nella quale (se il -mio giudicio non m'inganna) vi saranno Istrioni & recitatori non men -faceti & piacevoli di quel Stephanio chiamato da Svetonio togatario, -percioche fu il primo che recitasse Comedie con la toga: ma che dico -io di Stephanio? vi saranno recitatori da far vergognare Rubrio, -Cilisco, Theocrine & quel Castore di cui favella Horatio nelle sue -Pistole dicendo AMBIGITUR QUID ENIM CASTOR SCIAT AN DOCILIS PLUS. Il -soggetto della comedia è bellissimo, pieno di varia instruttione, à -tal che io giudico che non s'ingannasse punto colui che disse che la -comedia era maestra della vita nostra, anzi uno specchio, nel quale -rappresentavansi non sol le astutie & furti servili, ma dipingevansi -anchora li inganni delle meretrici, i brutti vantamenti de soldati, -la falsa religione de mali preti, & mille altre cose, atte all'humana -instruttione piu di qualunque altra sorte di Philosophia: di che -disponetevi di venirci a trovare, che niuna piu grata cosa ci potreste -al presente fare. state lieta. Da S. Fiorano alli XII. di Novembre. - - -GENEVRA VILLA FUORA A M. PETRONIA VERERA. - -Vostra Cia parlò alli di passati con esso meco lungamente di voi, & fra -molte cose ch'ella mi disse, si fu che eravate tutta oppilata: habbiate -(vi prego) miglior cura de fatti vostri di quel che havete havuto -fin'hora & schivate di mangiar cibi generativi di ostruttioni, come -sarebbe cacio, pesce & vini carchi di colore ispetialmente dolci, delli -quali siete sovra modo vaga: non mi dispiacerebbe che quando vi levate -la mattina per tempo & vi sentite d'haver ben digesto il cibo, vi -faceste far pianamente le fregagioni. loderei anchora che voi faceste -piu esercitio di quel che fate, non dico già che n'andiate alla caccia, -ne in su la guerra come Diana & come Arpalice era solita di fare: ma vi -dirò bene che non biasmerei giamai che alle volte anzi, che ogni giorno -giuocaste alla palla: qui forse voi vi riderete di me essortandovi -io ad uno essercitio usitato da gli huomini & non dalle donne: & -io dimanderei volentieri a voi perche non si appartiene egli cosi -alle donne come alli huomini essendo la palla inventione di Anagalli -fanciulla di gran valore? nel quale giuoco tanta utilità consiste che -non mi par punto maraviglia se Galeno ne scrisse si gentil trattatello -come egli ne scrisse. l'è vero che alle volte piu mi piacerebbono -quelli esercitij, nelli quali sono egualmente esercitati lo spirito col -corpo, che sarebbe il passeggiare per le colline pian piano, ragionando -dell'infinito valore c'hebber le donne antiche, et cosi formar l'animo -alla imitatione di quelle: ne altro per hora vi dico. state lieta & -amatemi. Di Napoli alli XXX. del presente. - - -SULPITIA BIRAGA ALLA S. ZENOBIA VISCONTE. - -Hò presentito che vorreste pigliar marito & desiderareste haver il -capitano Nicolò Franciotto: mi maraviglio del giudicio vostro che -tal persona desiderate, non dico ch'egli non sia nella sua patria -nobile, non niego ch'egli non sia nell'arme valoroso, & tanto amico -d'honore quant'altro sia a servigi del Christianissimo Re: ma ben -vi affermo che se lo togliete, non saprete il piu delle volte se -voi siete pesce ò carne. quando pensarete d'haverlo presso di voi, -eccoti che ito sarà in Constantinopoli ò che si apparecchiarà per gir -alla corte: quando pensarete d'essergli fitta nel cuore, li sarete -caduta dalla cintola. credendo poi ch'egli n'habbi a noia, vi terrà -sopra del capo ne si vedrà satollo di vezzeggiarvi, si che a voi -lascio considerare se questo è un cervello da sceglier per marito. -non gli darebbono nel capo quanti arcieri ha l'Isola d'Inghilterra. -misera voi se li capitate alle mani: io vi consiglierei piu tosto di -gire alla Contessa di Guastalla & supplicarla ch'ella vi ricevesse -nella sua santa compagnia et ivi esercitaste lo spirito nelle devote -meditationi, & il corpo con le atroce discipline castigaste: vi parerà -d'esser in paradiso, tanti angelici spiriti in questa devotissima casa -ritrovarete. oh come sarebbe questa molto meglior elettione che di -farvi moglie d'un soldato, pensate voi forse ch'altro sia il soldato -che una vitima la quale d'hora in hora stia per sacrificarsi al Dio -Marte? niuna conditione d'huomini è di natura piu iraconda et rapace -del soldato, et voi cercate di porvegli nelle mani non vi confidate -nella vostra bellezza per cioche egli non mirò mai ne mai fu d'altra -bellezza contemplatore che di quella de lo spirito non vi confidate -nella nobiltà del sangue Viscontesco, perche vi so io dire che sol -quella la nobiltà è da lui stimata che ha per suo fondamento la -virtù: ma di questo siami per hora detto a bastanza. io vi hò voluto -dir il parer mio: perche cosi ricerca l'amore che v'ho lungamente -portato, cosi ricerca la fede che in me dimostraste sempre d'havere: -se'l mio consiglio non vi parrà buono, lasciatelo da canto, ma non vi -sia molesto di comunicarlo prima con la Signora vostra Cia donna di -pellegrino ingegno & di acuto giudicio dotata, & qui facendo fine alla -vostra buona gratia di continuo mi offero, & di perfettissimo cuore mi -raccomando. Da Milano alli XX. d'Aprile. - - -GIOANNA PAVERA A M. LUCIA NUGAROLA. - -Io non vorrei che si tosto vi fuste posta a comporre & lasciar si -facilmente veder da ogn'uno i componimenti vostri: ma vorrei che -pensato haveste che nell'imparar lettere diversamente avienne di quel -che avenir suole nel giuocar alla palla, dove in un medesimo tempo -s'impara & ricevere & mandare: ma nelli studi ricercasi di ricevere -prima avanti che altrui si mandi non senza misterio voleva Pithagora -che i suoi discepoli per spatio di cinque anni tacessero: ne senza -ottima ragione volle Horatio che per nove anni celati si tenessero li -scritti nostri: Non vi lasciate guidar dall'Ambitione: ma habbiate & ne -lo scrivere & in tutte le altre vostre attioni la modestia avanti alli -occhi. Di Piacenza alli XIIII. di Maggio. - - -HELENA BENTIVOGLIA RANGONA A M. ISABETTA OLDRA. - -Sono stata pregata di essortarvi alla virtu tutte le volte che mi -occorra d'haver fidato messo che a voi se ne venga, io lo farei -volentieri se ciò facesse di mestieri non sol per obedire chi mel -commanda: ma per far cosa che alla professione di donna amica, & -honesta non si disdica: ma certa sono io che si come il cavallo di -buona razza & di generoso spirito non hà bisogno de sproni perche -facilmente corre, cosi anche chiunque arde dell'amore della virtù non -ha bisogno di chi l'avisi & instighi. io vi hò sempre conosciuta non -sol amar la virtù: ma tutta ardere di santa emulatione tutte le volte -che v'è accaduto d'udire raccontar le valorose opere di qualche gentil -madonna: non mi accade adunque essortarvi ne speronarvi alla virtù -essendoci di vostra spontanea volontà tanto inclinata che piu esser -non si puote: ma sol attenderò a pregarvi che vogliate perseverare come -incominciato havete. state sana & lieta. Di Ferrara alli XX. d'Aprile. - - -D. LEONORA GONZAGA DUCHESSA D'URBINO ALLA S. VIOLANTE CARLONA. - -Io veggo chiaramente si grande essere in voi l'amore della verità -che di niuna altra cosa hormai piu vi curate, et per questo havete -lasciato gli studi de la vana Poesia & data vi siete alle piu sante & -piu segrete dottrine: felice voi di si bella & di si santa elettione. -ma perche non acconsente il S. Iddio che piu vicina vi sia di quel che -sono: accioche trastullar mi potessi alcuna fiata in quel vago giardino -della scrittura santa & imparar a formare & riformare la vita mia con -la contemplatione della obedienza di Sarra, con l'assiduo orare della -bella Iudit, & con la castità di Susanna. aventurata voi se saprete -perseverare come incominciato havete: guardative S. dalle insidie di -Sathanasso, il quale a guisa di Leone va circondando per divorarci; -si come ne campi da diligente capitano governati mai si tralasciano, -ne si ralentano le guardie: ne le sentinelle si scordano: cosi mai -dormir deve chiunque una volta entra nella militia christiana: ma deve -sempre star attento & vigilante sapendo d'haver a fare con nemici piu -di lui possenti, più di lui astuti & frodolenti: Iddio sia quello che -vi consoli et porgavi consiglio in tutte le vostre attioni. non cessarò -io mai di pregar per voi: cosi vi prego a far per me non meno bisognosa -di quel che voi siete. state lieta in Giesù Christo unico nostro -conservatore. Da Fossambrone alli XX. d'Aprile. - - -LUCRETIA DA ESTE ALLA S. EMILIA MORTELLA. - -Della mala compagnia che vostro marito vi fa, n'hò sentito tanto dolore -quanto sentir si possa: hò poi da l'altro canto sentito non mediocre -piacere intendendo che delle sue minaccie, & sciocche bravate hormai vi -sbigottite poco; & havete incominciato à farne quella poca stima che -meritevolmente far se ne deve: & pare che ottimamente l'intendiate, -imperoche molti mariti si ritrovano simili alli Cocodrilli, seguaci -verso chi li fugge, & fugaci verso chi li segue: cosi a punto sono -alcuni se si mostra haver di lor timore insuperbiscono & ferocissimi -divengono; ma se virilmente li sprezzi & lor fai resistenza si -mollifica incontanente la lor ferocità. fate pur a cotesto modo, ne -vi sgomentate, perseverate in esser animosa & ardita; perche ve ne -risulterà piu commodo che incommodo. Dal nostro Casino di Correggio. - - -SERPENTINA POLLITA A CHRISTINA FORUZZA. - -Io vi ho sempre sconfortata dal far l'amore & vi ho piu volte narrato -li gravi incommodi che dall'amor nascono: ne mai m'havete voluto -prestar grata udienza, di che ne sono lungamente vissuta in grandissima -malinconia & m'era nell'animo mio rissoluta di non farvene piu motto: -ma intendendo hieri da persona di somma fede in quanto pericolo & -di vita & di honore eravate per cadere. ho voluto dar luogo alla -pertinacia mia & di novo vi rescrivo che lasciate la pratica che si -strettamente vi havete con quel tristo & scelerato presa: non sapete -almeno che l'è si carico di mal francioso ch'egli a gran fatica si puo -porre le mani in capo egli s'ha giuocato hormai infin'alle brache, & -non ha di che regger & sostentarsi. Ò infelice voi se mai voglia vi -viene di prendere per marito questo bricone, questo furfantaccio inutil -peso della terra: Deh se sapeste quel che ad ogni lato sento per le -case buccinare di questa vostra novella pratica vi nascondereste per -vergogna; ma a quel che mi aveggo l'havete perduta et havete fatto -una fronte di pietra & un viso di vetro tante volte v'ho sgridato, ne -mai vi siete rimossa da questa infame pratica. posso ben dir di voi -quel che disse il propheta FRONS MERETRICIS FACTA EST TIBI, NESCIVISTI -ERVBESCERE. Scriverei piu oltre ma lo sdegno & la collera m'indebolisce -la mano. Di Roma alli XX. d'Agosto. - - -NOSTRA CONTESSA CAVRIOLA A MADAMA DI TAMPE S. - -Intendo Madama, che doppo la morte del Christianissimo Re Francesco, -vi si è di mala maniera mutata la sorte: & dove prima la fortuna -vi mostrava un viso si lieto, & si giocondo, mostravel hora tutto -torbido & dispettoso; & havervi da si alto luogo, posta, quasi al -fondo dell'abisso: me ne è duolto & incresciuto assai, ma che s'ha -però da fare? conviene sofferire in pace, ciò che vuol la fortuna, -la quale signoreggia in ogni cosa; ne senza causa disse quel gentil -Poeta. TE FACIMUS FORTUNA DEAM COELOQUE LOCAMUS. Consolative Madama -con l'essempio di Dionigi Tiranno, il quale fu costretto andar in -bando, & insegnar l'Alfabetto a fanciulli nella città di Corintho. -consolative con l'essempio di Valeriano Imperadore; & di Pazaite Re de -Turchi, li quali furono astretti far ufficio de scabelli, l'uno quando -Sapore Re de Persiani, & l'altro quando il Tamberlano voleva montar -a cavallo. Indolcisca questa vostra tanta amaritudine la calamità di -Suadocupo Re di Moravia & de Bohemi, il quale con una veste tolta -in prestanza, s'invecchiò fuggitivo fra le selve, & le spelonche. -Conforti i vostri duri casi, l'acerba fortuna di Leggittimo, figliuol -di Perseo Re di Macedonia, il quale per sostentarsi, & per non morir -di fame, fu costretto doventar fabro: non vi disperate punto, ma -sperate di ritornare tosto alla prima fortuna: sel fu cosa facile ad -Helena madre di Costantino di humilissima gente nata doventar moglie -di Costanzo imperadore, perche non sarà piu facile a voi, di ritornar -nel primo grado? fu facile a Rodope vilissima meretrice doventar Reina -dell'Egitto et non sarà facile a voi, il ritornare, dove prima eravate? -Deh state di buona voglia, et di cuor rallegratevi, che tosto tosto -vedremo la fortuna raserenata. Da Pudiano alli XX. d'Agosto. - - -VIOLANTE MAURITIA CONTESSA DI GAMBARA A M. GIULIA ROSA. - -Quella povera vedova carica de figliuoli, qual raccomandai l'altro -giorno alla cortesia vostra, m'ha rifferito con mirabil gratitudine -di animo, quanto siete stata verso di lei amorevole, & liberale. Io -ve ne ringratio non sol da parte sua, ma anchora da parte dell'ordine -donnesco, poi che non sol per questo effetto novamente fatto, ma anche -per molti altri lungo tempo usati, voi certamente fate le donne per -liberalità al mondo riguardevoli. Hebbe l'età passata Lucina Romana. -Paula Busa, Theolinda Reina, Pudentiana & Praxeda, che nell'esser -liberali fronteggiavano con gli huomini, et l'età nostra si puo a -ragione gloriar d'haver M. Giulia Rosa piena di bontà & di virtù. -Perseverate sorella in questi buoni ufficij, se volete eternamente -vivere, ne giamai esser alla morte sottoposta. Per la virtù della -liberalità Cipriano acquistò il cielo dando ciò che haveva à poveri -di Christo. Abdia nudrì cento propheti nascosti nelle spelonche, dal -furore di Iezabel: Othone terzo Imperador adornò l'Alemagna d'infiniti -monasteri: per la liberalità famosi al mondo son divenuti, Theodorico, -Titto Vespasiano, Traiano Imperadore, M. Scauro, M. Aurelio, et -altri molti. Si che ritenete questa virtù acciò che l'altre Madonne -Bresciane, pigliando da voi l'essempio, imparino ad esser liberali, & -facciasi cessare & andare in domenticanza quel bugiardo detto, che si -sovente contra di noi usurpano le maligne lingue de gli huomini. AVARUM -MULIEBRE GENUS. ne altro per hora vi scrivo, piacciavi salutar in -nome mio, & del conte Giovan Francesco mio consorte la nostra Contessa -Avogadra, qual non veggendo parmi esser divenuta del tutto cieca. Di -Prato Alboino alli X. d'Aprile. - - -MADDALENA CALZAVELA ALLA S. CONTESSA AVOGADRA. - -Mi è paruto amorevole ufficio & a ben affettionata appartenente il -pregarvi che vogliate pacientemente sofferire la deliberatione che -ha fatto vostro figlio di andar in Levante: certamente non sol la non -si deve riprendere, ma dico di piu che ella merita loda oltre che l'è -senza pericolo alcuno, imperoche governati sono da un nocchiero piu del -navigare esperto & delle stelle instrutto, che non fu mai quel Telone -di Marsiglia, di cui favellando Lucano cosi scrisse. Dirigit huc Puppim -miseri, quoque dextra Telonis, Qua nullam melius pelago turbante Carine -Audivere manum, nec lux est notior ulli crastina, seu Phoebum videat, -seu cornua Lunæ: semper venturis componere garbasa ventis, il nocchiero -adunque è si esperto come voi udite, la nave è forte & si ben compacta -quanto fusse mai quella nave Atheniese chiamata paralo destinata a -condurre i Peregrini in Delpheo, & voi non vi assicurarete che debbano -andar sicuri dovunque vogliono, et sani et salvi donde si partirno -ritornare? Volesse Iddio che fusse venuto tal desiderio a Traiano mio -figliuolo, che ne sarei ben lieta & ben contenta. Quanta contentezza -credete voi Signora ch'egli sentirà veggendo Damasco dove fu creato il -primo huomo? vedrà sottilissimi artificij, & i piu bei giardini, che -mai natura producesse ò diligente giardiniero coltivasse. Contemplarà -dove l'Apostolo fece la prestissima fuga, quando a petitione de Giudei -pensò il governatore di Damasco d'incarcerarlo; vedrà la casa dove -da fratelli sostentato, celatamente stavasi insegnando il Vangelo; -scorrerà gran parte della Grecia, saliranno il monte Libano, dove -l'aria è si benigna, che quando gli huomini ci muoiono di cent'anni, -si dice che sieno morti giovani. Vedrà parte di Giudea, di Siria & -di Phenicia: vedrà il Sepolcro del Redentore del mondo, & adorerà -dove stettero i piedi suoi, tutto di santa dolcezza s'intenerirà -contemplando que santi misteri di Gierusalemme: & quando mai altro -non ne riportasse, non è assai quel che scrive S. Girolamo che meglio -de gli altri intenderanno Demostene quelli che havranno peragrato la -Grecia? & meglio intenderanno le scritture sante quelli, che havranno -veduto la Giudea? qual utilità non speraremo adunque da questa sua -peregrinatione l'una & l'altra parte veggendo? state sopra di me, -ch'egli ritornerà molto piu devoto che non vi andò, & gran solazzo -sentirete udendolo raccontar quelle stupende memorie ch'egli vedrà: -parerà un nuovo Ulisse, che dipinga il sito di Troia & l'accampato -essercito de Greci. piu oltre non mi stendo ma qui fo il fine: Iddio -da mal vi guardi, & lungamente in sanità vi conservi: di casa nostra -alli XIIII. d'Agosto. havrei fatto piu volentieri questo poco ufficio a -bocca, se impedita non mi havessero alcuni novi accidenti. - - -CAMILLA SUARDA MARTINENGA A M. DOROTHEA CAP. AVEROLDA. - -Hò risaputo da piu persone, molto attristarvi & esser maninconica sopra -modo per esser rimasta dalla infirmità che l'altro anno vi sopragiunse, -alquanto zoppa: certamente io non vi veggo cagione alcuna perche ne -rimagnate si dolente. De molti leggo che zoppi furono, ne perciò -sono di fama men chiara & honorata. Fu zoppo l'Epiteto philosopho -Gieropolitano, ne perciò rimase d'esser gratissimo a gli huomini & alli -Dei. Cocle & Philippo Re de Macedoni, non sol non si dolsero dell'esser -fatti zoppi, ma sell'arrecarono a gloria. Zoppa fu Lambda di Corinto & -pur eternamente vive nelle dotte carte di Erodoto si che consolatevi & -datevi pace, Iddio ringratiando che non vi ha fatto ne ballarina, ne -corriera, ne lottatrice dove l'esser zoppo disconviene: state lieta, -& amatemi, perche io amo singolarmente voi. Da Farfengo alli XII. -d'Agosto. - - -LA CONTESSA AURELIA VERDELLA ALLA S. SULPITIA BIRAGA. - -Non vi turbate piu che il fattor vostro, si sia partito da voi, che -per questo il cielo non vi caderà su le spalle. L'è pur gran cosa la -pusilanimità delle donne moderne; perche non possiamo far nulla, senza -l'aiuto de gli huomini, & pur si puo far senza essi in molte cose; -cosi si potesse senza la lor opra mantener l'humana schiatta; io per -me ne sarei molto ben contenta tanto m'hò recato in odio questo sesso -diabolico, prodotto da Dio per nostra eterna peste, per nostro continuo -danno & per nostra perpetua rovina. Io m'hò deliberato di far mia -vita con esso voi; quanto piu tosto havrò maritato le mie figliuole, -con patto però, che mai salvo quanto la necessità ci astringerà ci -lasciamo pratticar huomini per casa. Vi prometto la mia nuda fe, che -vorrei piu tosto veder la faccia di Sathanasso che veder un'huomo. -Siano benedette le Amazoni, sian benedetti Ceneo, Iphi, & Tiresia, che -mutar il sesso mascolino in feminino, & gran bestia credo fusse quella -Arestusa che di femina in maschio si rivolse, et questo fece quello -istesso giorno che sposa haveva da essere. Non dubitate punto che se -faremo la vita nostra insieme, che poco di mestieri non ci habbi da -esser l'opra de gli huomini: governaremo noi i nostri poderi, & con -maggior diligentia ch'essi non farebbono: lasciate pur andare me su -per i mercati, & su per le fiere a far la fattoressa, che non hò paura -che alcun m'inganni, sel fusse ben piu astuto di quel Pirrandro di cui -fa Aristophane memoria; non ho paura che alcuno mi uccelli sel fusse -ben piu versuto di Eucrate, di Cantharo Atheniese, di Phrinonda, di -Hiperbolo, & di qualunque altro per astutia famoso. non temo che alcuno -contra mia voglia mi ci faccia stare s'egli mutasse ben piu forme di -Metra figliuola di Erisitone, piu di Acheloo, & piu di Periclimeno: sel -ci sarà bisogno comprar de boi per arare le pianure nostre, non saperò -io forse che debbano esser di membra pilosi, d'occhi negri & grandi, -di corna similmente negri, d'orecchie compresse, di fronte larga, di -narigi aperte, di grossa cervice & dal collo remota: di corpo grande -& ben costolato, di larghe spalle & di buone natiche. non so io forse -come s'habbino da governare le vacche? che i luoghi freddi le fanno -smagrire, che bisogni pascerle mentre gravide sono, in luoghi verzuti -& acquosi, due volte abbeverarle l'estate, & una sol volta l'inverno. -far di mistieri per esser buone c'habbino i ventri grandi, le orecchie -pilose, le guancie compresse, poca gamba, poca unghia, molta coda, & -gli occhi ben aperti; se farà bisogno comprar de porci, non so io chel -non bisogna che sieno ne lunghi, ne brievi, ma quadrati con l'orecchie -longhe, & con le gambette curte. non so io che l'andar col capo obliquo -è segno d'infirmità, & il mangiare ingordamente esser ottimo inditio? -non so io che di sei mesi sono possenti a generare? Sel farà mestieri -di comprar delle pecore, io le comprarò di lana molle et spessa, di -corpo grande, & di humil gamba: non saperò io raffrenar la ferocità de -montoni col perforargli le corna vicine a gli orecchi? sel bisognerà -comprar delle capre, & governarle; si che non so forse i precetti di -Columella, si che non so quel, che Varrone ne dica, & di qual forma -esser debbano. Lasciate pur far a me, disponetevi voi di non ripigliar -marito, & di sgombrar la casa d'huomini: lasciate Monsignor vostro -figlio nella sua badia, & del resto non vi curate. Io farò venir dodici -femine di Schiavonia grandi & grosse, che pareranno a vederle dodici -Colossi, araranno, zapperanno, cucinaranno, vi prometto, che una di -loro, & la piu debole, farà fattione per quattro huomini, m'havete -inteso pensate a quanto v'ho scritto; & datemi risposta (il piu tosto) -che possibil vi sia. Artemisia & Olinda mie obedientissime figliuole vi -salutano. Di Rivoltela alli VII. di Luglio. - - -ISABETTA GONFALIERA ALLA S. CONTESSA COGNATA -CARISSIMA. - -Vostro marito, mio fratello (per quanto intendo) è ito a Roma per dar -hormai qualche termine alla già incominciata lite; & voi di cuor troppo -tenerella, non ve ne potete dar pace, & ve ne state sempre temendo, che -gli uccelli dell'aria non vel rubbino come già pel passato ne rubbarno -Ganimede. temete del continuo non vi sia inghiottito, ne mai per un -momento d'hora, havete l'animo di timor voto & casso & che sarebbe -poi quando piu non ci ritornasse et che li convenisse lasciar l'ossa -fuor di Piacenza? sarebbe si gran cosa? non è forsi mai piu accaduto -che uno naschi in un luogho & muoia nell'altro? Pithagora nacque -in Samo, & morì in Metaponto. Marco Tullio nacque in Arpino, crebbe -in Roma & spirò nel seno Gaietano. Sulmona generò Ovidio & Ponto il -suffocò. Carthagine partorì Terentio, Roma l'instrusse, & Arcadia l'ha -sepellito. Nacque Cirro in Persia & è poi morto in Scythia. A Catone -dette Roma il principio, & Uttica il fine. Roma generò gli Scipioni & -Spagna gli estinse. Havendo noi tutti a morire, non è meglio di morire -ne piu famosi luoghi et dove maggior conto si tenga delle anime de -trappassati? Io per me sel fusse in mia elettione non vorrei morir -altrove che in Roma. Crederei incontanente per la santità de Romani -Prelati et per l'innocentia & purità del sangue Romanesco di volarmene -ratto, ratto in Paradiso. Crederei anchora di far piu gloriosa morte, -morendo dove sepolti giacciono tanti virtuosi poeti. Quivi (se nol -sapete) giaccion sepolti Horatio Pugliese, Ennio Calavrese: Statio di -Narbona: Ausonio di Burdegallo. Duo Senechi con un Lucano Cordubesi. -Qui giaccion l'ossa di Plauto d'Arpino, di Lucillo, di Arunco, di -Pacuvio Brundusino, di Giuvenale d'Aquino, di Propertio d'Umbria, -di Valerio d'Antio, di Catullo da Verona, di Varo di Cremona, di -Gallo da Forli, di Actio da Pesaro, di Cassio da Parma, di Claudio -da Firenze & di Persio da Volterra. Hor fra tante nobilissime ossa, -non vi potrebbono anchora star l'ossa del Conte Oldrico, se cosi -a Dio piacesse? deh state lieta, consolatevi: perche cosi facendo, -consolarete me & siate certa che tosto tosto, con la vettoria in mano -fara ritorno. Da Gazino. - - -ARMELINA PAVERA A M. LIVIA COCAIA. - -Mi credo che voi vogliate che i figliuoli vostri imparino senza haver -mai precettore: & dove vedeste voi per alcun tempo farsi mai tal -cosa? Protagora huomo di si veloce ingegno hebbe per suo precettore -Evablo. Seneca si docile fu discepolo di Socione M. Tullio di Molone. -Talete fu discepolo di Anasimandro. Anasimene di Anasagora, Socrate di -Antistene: & voi volete che i vostri figliuoli imparino senza haver -chi lor insegni le buone lettere? Voi siete solita di dire, che i -vostri figliuoli sono troppo belli, & che temete che da qualche mala -conversatione corrotti non sieno. Certamente belli son essi: pur non -credo che le vostre figlie avanzino ne Licori, ne Lesbia, ne Lavinia. -similmente non credo che i vostri figli superino ne Leandro, la cui -bellezza celebra Museo, ne Hippolito, ne Marato da Tibullo tanto -lodato: hor questi pur indifferentemente con ogn'uno conversarono, -ne mai biasmo alcuno ne riportarono: si che S. mia, uscite di questo -sospetto & lasciate andare i maschi alle publiche scuole, & alle -femmine procacciate di dotto & honesto precettore, non li lasciate -consumare il tempo in otio, perche l'è troppo mal nemico de buoni -ingegni: state sana. Di Piacenza alli XX. d'Aprile. - - -LAURA B. AVEROLDA ALLA S. DIANA BELASA NIPOTE CARISSIMA. - -Io vi invio una fante, sufficiente in acconciarvi il capo più di -Cipasi, fante di Corinna; della quale Ovidio in una sua Elegia cosi -scrive. COMENDIS IN MILLE MODIS PERFECTA CAPILLIS COMERE, SED SOLAS -DIGNA CYPASSI DEAS. Io ve la do per molto piu amorevole che non furono -mai Carmione et Neera donzelle di Cleopatra. L'è piu sufficiente di -Cibale fante di quel Similo lacui povertà descrive Virgilio nel Moreto. -trattatela (vi prego) bene al vostro solito, & non facendo per voi, -rimandatemela: perche ho mia sorella che me ne fa instanza grande -per haverla: non altro, ve le bacio et me offero a vostri servigi -prestissima come un baleno. Di casa alli VII. d'Aprile. - - -VIOLANTE CALASSINA À M. E. F. - -Intendo che giorno & notte vi lagnate, & fate gran querele contra -di Amore, perche l'amante vostro, v'ha si repente abbandonata -& ha collocato l'amor suo in piu nobil luogo di voi: sopportate -patientemente questa maschile inconstantia, non fu mai che gli huomini -non fussero pieni d'instabilità & di leggierezza, ma che fareste voi se -lasciandovi, si havesse preso qualche rognosa furfantella, al che fare -non fu forse molto lontano? egli s'ha preso una giovinetta per amante; -la quale, non vide mai camiscia d'huomo, l'è piena di modestia, ha -un'animo regale, una persona svelta, non credo che Diana l'havesse piu -disciolta: l'è di sangue illustre, si che datevene pace, & consolate il -cuor vostro, con l'essempio della simplice Ariadna, dell'infelice Dido, -& della mal'aventurata Philide, & perche figliuola mia siete anchora -tanto giovane, che facilmente potreste un'altra fiata incaparci, -guardatevi da questi giovinacci spensierati, io vi so dir che la ci -frulla: non dico piu per non esacerbare il dolor vostro. chi vi fece il -duro colpo quel anchora vi risani. - -Dalla Mirandola alli XXV. d'Aprile. - - -CATHERINA SUSIA A M. GENEVRA SORANA. - -Mi è sommamente ricresciuto del travaglio di M. Lelia; ma suo sia -il danno, non le dissi io sempre, che quella sua creata le farebbe -poco honore? duolmi del caso occorso, & della infamia, nella quale è -publicamente caduta. ma cosi se le potesse rimediare all'honore come -facilmente si rimedierà che non perda la dote. L'è vero che le leggi -ordinarono che qualunque donna sia convinta d'haver dato ad alcun -huomo, che marito non le dia pur un bacio non che altro, perda la -dote: ma l'è similmente vero, che sel si puo provare, che'l marito sia -stato consentiente per alcun tempo alle dishoneste voglie della moglie, -non la puo in modo alcuno perdere. hor questo proverassi agevolmente, -si che consolate M. Lelia da parte mia, & a voi mi raccomando. Dalla -Mirandola alli X. d'Agosto. - - -MARGHERITA DELLI UBERTI STANGA A M. B. R. - -Non mi piacque mai che lungamente habitaste in queste contrade, dove -tante meretrici sogliono, non senza contagione delle honeste femine -habitare, se l'uva frauda guasta l'uva sana, che le sta al dirimpetto; -quanto peggio averrà a quella giovinetta che vedrà a tutte l'hore gli -dishonesti & lascivi abbracciamenti delle vicine? se una pecorella -rognosa, è atta a contaminar tutto 'l gregge, che speraremo noi di -si morbosa conversatione? & forse che a queste vostre vicine, basta -tener la vita da triste, & lussuriose, se anche ne nomi le antiche -triste non imitano, rebattezandosi & in luogo di Maria, Francesca, -Orsola, Helena, & Antonia. Chiamarsi Glicerio, Phrine, Taida, Flora, -Lida, Philena, & Callidena. per mio consiglio adunque levatevi di -cotesta vicinanza, imperoche non mancano a nostri tempi, chi sappia far -l'ufficio di Dipsa: che fuggiva da Ovidio per i suoi ruffianesimi nelle -sue Elegie flagellata; non ci mancano delle Hilarie, de Crobili, de -Cinnari, & de Siloni, nel ruffianeggiare sommamente esperti et dotti, -si che levatevene quanto piu tosto potete, schivate i pericoli che vi -soprastanno, se non volete essere sprovedutamente pressa state sana che -Iddio da mal vi guardi. Da Cremona alli X. d'Agosto. - - -MADAMA LA GRANDE A M. GALERANA DA FAENZA. - -Per le vostre lettere ho inteso quanto mi scrivete della vostra -indispositione: dogliomi che nell'arte della medicina non habbia fatto -maggior profitto: che tutto lo dispensarei in beneficio vostro: pur -io vi darò quel consiglio che meglio saperò darvi, volesse Iddio che -haveste fatto a mio modo, quando vi gridava che non voleste starvi -pigliando il fresco scoperta a tutte l'hore come voi facevate: che -non vi pigliaste tanto piacere di seder su le pietre, che vi guardaste -da bagni d'acqua fredda, & non mi deste mai udienza. hora sia vostro -il danno, & mia la fatica di soccorrervi: sappiate che d'altra -cagione non procede questa relassatione di matrice, che dalla molta -abondanza d'humori freddi, & da nervi mollificati: dicovi pero che se -l'è solamente scesa al basso, ne fuori esce, potersegli agevolmente -rimediare con l'odorare ambra, balsamo, muschio, spico storace, & -altri simili cose; & per di sotto profumarsi con cose fetenti, come -sarebbe con panni lini riarsi: fomentarvi il belico con lana di vino -et d'oglio bagnata, ma se per mala sorte l'esce fuori, distemprinsi -le sopradette cose arromatiche con succo di assenzo & con una penna -s'unga il ventre, & dopoi piglisi questa bevanda R. rutæ, castorei, -Artemisiæ, partes æqualeis; decoquantur in vino usque ad consumptionem -duarum partium ponete poi un sacchetto di formento cotto hor sopra -il ventre, & hor sopra il belico, & con dolce mano pongasi dentro -la matrice, poi fatevi far un bagno dove habbino bollito balaustie, -rose, cortecchie di mel granato, galle, sumach, mirtilli, follie & -cortecchie di quercia, giande, noci, cipresso, & lenticola. Usatevi -a mangiar cotogni, nespole, sorbe, poma agre, et simili frutti. Il -vostro vino sia temperato & habbi in se alquanto del stitico: quando -cotesto non vi giovasse serbatevi quest'altra ricetta R. pulveris de -corde cervi folliorum lauri, anna, dracmam .i. mirrhæ scrupulum .i. -distemperentur trita cum vino, & perpotanda exhibeantur. Se sentirete -la matrice poi che sarà al suo debito luogo riposta esser troppo -calda: pigliarete oppij scrupulum .i. adipis anseris, Scr .i. Ceræ, -melis, anna, Scrup .iiii. olei unciam i. Albumina duorum ovorum, & lac -mulieris: commisceantur, & per pessarium inijciantur. Se vi nascesse -qualche infiatura, ò vero apostema piglierete la ricetta qual vi mandai -l'estate passata, essendo in zena: se altro occorre in che vi possa -far beneficio fate ricorso a me, che per la carità Christiana non vi -verrò mai meno, & se le forze del mio sapere intorno a tal professione, -non saranno bastevoli per soccorrervi, non ci mancheranno delle donne -che ne sapranno al par di Galeno, di Aetio, di Sorano Ephesio, di -Theophilo, d'Antonio Musa, & dell'eloquente Celso. Vi farò toccar con -mano esser nella mia picciola giuridittione contadinelle da star al -paragone con i piu dotti Phisici c'hoggidi sieno in Padova, ò nella -dotta Bologna. Di Zena in Parmegiana alli X. d'Aprile. - - -CLARA DE NOBILI A M. ALESSANDRA NOSSONA. - -Per vostre lettere, mi richiedete che voglia scriver il parer mio -circa la Fecondità & sterilità vostra: non so se vi date ad intender -che per esser io moglie di medico, dotta sia nelle cose a medici -appartenenti. Siete veramente errata, se ciò vi pensate: non voglio -però negare di non haver letto la parte mia, & di non essermi alcuna -volta sforzata di far parer al mondo, che noi femine siamo si capaci -di dottrina, quanto sieno gli huomini pur che ci vogliamo attendere -si che non mi voglio ritrar di non manifestarvi liberamente quanto mi -soviene già d'haver presso de scrittori & Greci, & Latini, piu d'una -fiata diligentemente osservato. Dico adunque trovarsi alcune femine, -le quali sono al concepir inette ò per esser troppo magre, ò troppo -grasse: ne so in qual grado vi debba per anchora riporre non havendovi -già molto, veduta. sonoci anchora alcune donne, le quali hanno la -mattrice tanto lubrica, che ritenere non vi si puo il seme ricevuto, la -qual cosa potrebbe però accadere per difetto di vostro marito, il cui -seme, fusse tanto liquido, che fuori, subitamente come dentro è entrato -ne sdrucciolasse, o vero potrebbe ciò avenire, perche havesse vostro -marito i testicoli grandimente freddi, ò secchi, non ve ne tribolate -adunque poi che l'esser sterile, puo cosi accadere per mancamento de -gli huomini, come per mancamento delle donne: scrivetemi voi tutti -gli accidenti che vi avengono, acciò possa comprendere se sterile -siete per la molta calidità che abbruggia il seme, ò per la humidità -soverchia, che lo suffochi: se dal canto vostro procederà vi soccorrerò -con pochissima fatica, & quando dal marito vostro procedesse, io vi -darò un'unguento generativo de molti spiriti & con cibi producitori di -seme, cioè con cipolle, pastinache domestici, & simili cose lo farò -divenir fecondo piu che Priamo: ma se verrete a bagni di Villa col -vostro consorte, provederò che sappiate da cui di voi dua proceda: se -mi accorgerò che in niuno di voi sia il difetto, desiderando d'haver un -figlio maschio, pigliarò la mattrice, & la natura della lepre qual farò -seccare, & spolverizata la bereta, con un poco di vino & senza dubbio -gravida rimarrete; non altro per hora vi scrivo; amatemi, & di me, -servitevi, perche vi servirò viè piu che volentieri: prego che Iddio -vi consoli, & faciavi tosto divenir madre della piu bella figliuolanza -c'habbi la città vostra. - -Di Lucca alli XX. di Settembre. - - -MAMMA RIMINALDA A M. FLAMINIA VISCONTE. - -Non mi poteva dolcissima sorella venir la piu grata nova che -d'intendere che siate gravida, per laqual cosa, io vi prego, & vi -scongiuro, a volervi di sorte governare, che il desiderato parto -senza alcuna offesa venga a luce fatevi spesso de bagni & ungetive -il ventre con oglio di oliva, ò vero di viole, mangiate cibi leggieri -& digestibili. Se i piedi (per aventura) vi enfiassero, ungeteli con -oglio rosato & aceto: & perche siete solita di abortire, faretevi far -dal vostro speciale, la presente polvere Seme d'apio, ameos, menta: -parte uguali dracme .iij. mastiche, garophili, cardomomo, radici di -rubea maggiori parti uguali dracme .iij. Castorio Zedoaria, ireos parte -uguali dracme .ij. zuccaro dracme .y. pigliarete questa polvere col -mele, & nel vino ne infunderete tre scruopoli per volta & sarete sicura -non sol di non sconciarvi mai: ma ne scacciarete di più ogni ventosità -che nel corpo vi habbiate: ponete cura (vi supplico) a casi vostri, -se desiderate che viviamo per voi contente. Se potrò, non mancherò di -ritrovarmi presente quando partorirete gioveravi molto per partorir -senza difficultà, il portar corallo sospeso al collo, & avanti l'hora -del parto, ber un poco di rasura d'avorio: fra tanto vivete lieta & -non vi date maninconia di cosa che vi accaggia. Di Ferrara alli XV. -d'Aprile. - - -NICOLA TROTTA A M. LUVIGIA BIRAGA. - -Per l'ultime vostre mi avisate vi faccia haver una balia per nodrire -un vostro nipotino, a cui è mancata la balia: hò usato ogni diligentia -per ritrovarne che fusse à vostro proposito: & doppo lungo cercare -una finalmente me n'è venuta alle mani la quale è giovinetta, di un -colore che par temprato di rose, & de ligustri: non è ne molto, ne -poco ch'ella hà partorito: non è pettiginosa & hà le mamelle ne troppo -grosse, ne troppo piccine: il petto ha largo, & è mediocremente grassa -di sua natura nemica di mangiar cose acute, salse, acetose & stitiche; -ha l'aglio, il pepe, & la ruccola a schifo, l'è di natura lieta & -gioiosa, il latte suo si ritiene su l'unghia. il che suol esser buon -segno: ha de l'altre buone conditioni che non scrivo per non esservi -prolissa nel mio scrivere: avisatemi se volete che ve la mandi che non -indugiarò, & in qualunque cosa servir vi possa commandatemi senza alcun -risparmio. Di Ferrara alli XIII. di Dicembre. - - -VIRGINIA TROTTA A M. MELIBEA DA PESARO. - -Hò inteso che pensate di maritar vostra figliuola a M. Alphonso -Toderino, & perche intendo che l'è giovane molto attilato & di -leggiadria non inferiore a qualunque Napolitano cavagliero, hò pensato -che sarebbe ottimamente fatto di provedere ad alcuni suoi difetti (al -mio giudicio) insopportabili; ispetialmente a quel puzzolente sudore -che dal corpo le n'esce, al fetore della bocca, a quella rognazza -che sempre le tiene le mani assediate & al mal puzzar che da piedi -le eshala. hò similmente fra me stessa pensato se con qualche bella -ricetta si potesse far alquanto piu bianca, la miro alcuna fiata et -parmi ch'io vegga una saracina. hor per la prima provederete al fetore -del corpo con il lavarla alcuna fiata con un drappo molle nel vino, -in cui siano bollite le frondi di mortella; & per togliere il fetor -del fiato, daretegli le sommità della sopradetta mortella, faretele -tritare & cuocerle tanto nel vino, che la metà sia consunta, et con lo -stomaco ben mondato daretegli tal vino a bere: non sarà ne anche fuor -di proposito se spesse volte bevesse un cucchiaro di aceto scilino: -per il fetor de piedi, voglio pigliate del litargirio spolverizato -& ne li spropicciate i piedi poscia che li havrete diligentemente -lavati. Sanarete la rogna con far un unguento composto di lapatio -acuto, di fumoterre, con sungia di porco & botiro che sia fatto il -mese di Maggio. Hor per rabellirgli la faccia fatele far l'infrascritto -unguento R. di cerussa ottima uncie .ij. tritisi, poi si crivelli per -un panno, quel che nel panno rimarrà gittisi via, & acqua piovana vi -si mescoli, et cuocasi fin che si consumi l'acqua, raffreddasi poi, & -aggiungavisi dell'acqua rosa, & un'altra fiata ribolli, sin che duro -si faccia. formatene poscia delle pillole, quai disolverete con acqua -pura & l'ungerete la faccia. Vi hò scritto la presente ricetta: perche -so che la farete, & ne vedrete bellissima prova, ne altro per hora di -questo vi dirò: state lieta, & pregate Iddio le tenga la mano in capo, -acciò si prosperi, ne suoi successi. Di Ferrara alli X. d'Agosto. - - -ARGENTINA CONTESSA RANGONA A M. LUCRETIA N. - -Io voglio ricompensare il segreto, che alli di passati mi mandaste, -con un'altro, di non minor virtù per conservare i corpi humani -da molte infirmità: siavi caro, stimatelo assai, fatene conto, & -isperimentatelo, che lo troverete maraviglioso. Voglio pigliate quattro -lire di acqua di vita. del miglior vino destillata, che trovar si -possa: due lire Sale abbruggiato: due di Zolpho morto: quattro oncie di -Tartaro bianco: quattro oncie di Carboni di legno di Avellane: quattro -oncie di salpietra; & le prefate cose tritinsi, crivelinsi, mescolinsi -insieme, & sopramettetili della sudetta acqua di vita: & pongasi tutta -questa massa à distillare: la prima distillatione tira a se la virtù -de tutti i spiriti, ne alcun velenoso animale vi si potra avicinare. -Conservansi dentro le carni, & i pesci, come in un balsamo: lieva tutte -le macchie & le lentigini dalla faccia, & rendela chiara: toglie la -rogna, risana i lagrimosi occhi: la seconda distillatione, sana gli -Apostemi, & rimove l'enfiagioni del Fegato: la terza medica la lepra, -& provede che la lena non ci puti: & taglia il phlegma del stomaco: la -quarta distillatione manda fuori il sangue preso nel corpo: la quinta -risana il mal caduco: la sesta è buona per chi teme non li caschi la -goccia: la settima sana la podagra: l'ottava fa gli effetti che suol -far il balsamo & di gran lunga lo avanza: la nona è tutta appropriata -al Fegato: La decima fa questo maraviglioso effetto: se ne porrete una -goccia in un bicchier di vino, & chel bicchiero sia indorato, vi si -vedrà una schiuma che di sopravia anderà nuotando; & sarà detta schiuma -puro oro, & ciò che voi con quella tingerete, doventerà bellissimo -oro: parvi che questo segreto possi star al paragon del vostro? vi -prego a non lo communicare altrui, grand'amore, & gran gratitudine m'ha -spinta a communicarvelo: vi prometto a fe di gentildonna, che non lo -havrei dato a mio figliuolo. State sana & amatime: da Longiano nostra -giuridittione alli IX. di Luglio. - - -ISABELLA SFORZA A M. FLAVIA LAMPUGNANA. - -Piu volte havete riso di me, perche faccia tutto 'l giorno distillare -acque da mastro Christophoro: io hò parimente riso della simplicità -vostra et del vostro consorte che non sappiate quanta virtù spesso -ci si trovi: ecco che io vi mando per la mancia di questo Natale, -la piu miracolosa acqua che mai ne da huomo, ne da donna sia stata -fatta: sana i leprosi, toglie ogni et qualunque macchia, rende la -vista chiara, & ci conserva in perpetova & eterna gioventu, & accioche -non ve ne manchi mai per vostro uso, vi mando insieme la ricetta. -Pigliate limatura d'argento, ferro, ramo, piombo, acciaio, oro, schiuma -d'argento & schiuma d'oro & di storace. Porrete dette cose per il primo -giorno nell'urina d'un fanciullo vergine: il secondo giorno in vino -bianco caldo: il terzo nel succhio di fenocchio, il quarto giorno nel -bianco dell'uova, il quinto giorno nel latte di femina che allati un -fanciullo: il sesto giorno nel vin rosso: il settimo in sette albumi -d'uova, & tutto poi pongasi nella capella del Lambicco a lento fuoco, -& quel che n'uscirà conservatelo in un vaso d'oro: overo d'ariento, & -quando n'havrete chiaramente veduto l'isperienza, imparate a credere -a chi sa & per età & per isperienza piu di voi, & far riverentia a -fornelli, & a lambicchi, & a mastro Christophoro per il cui mezo -si veggono apertamente i gran segreti della piu segreta parte di -Philosophia. state sana. & raccomandatime alla S. Isabella & alla S. -Hippolita vostre cognate: habbiate cura d'Isabella vostra figlia & di -Clementia, ne mancate di sollicitar Sforza che attendi alle lettere. -Da Pesaro, in casa Giordani alli X. d'Agosto. Vostra madre vi saluta & -tosto sarà di ritorno con esso meco, se a Dio piace. - - -SUOR LUCRETIA BORGIA A M. LUCRETIA AMANIO. - -Due vostre lettere mi sono capitate alle mani, nelle le quali con -instantia mi pregate a farvi havere la ricetta di quella polvere tanto -alla luce giovevole; et io, che sono sempre stata desiderosa di servire -doppo Christo, le persone d'honore, come voi siete, per una che mi -richiedete due ve ne mando, acciò che se l'una fusse men efficace, -supplischi l'altra: la prima si è questa betonica, ruta, chelidonia, -sassifragia, levistico, polezzuolo, aniso, cinamomo, euphrasia, parte -uguali manipolo .i. Cordamomo, zenzaro, fenocchio, petrosello, hisopo, -origano, sillero montano, parti uguali, dracma .i. galanga, oncia .i. -zucchero oncia .i. facciasene polvere per porre sopra delle vivande -& indubitatamente ricuperarete & conservarete la vista lungo tempo: -quando non vi fusse commodo di fare la sopradetta descrittione: fate -quest'altra qual troverete forse di miglior effetto: di Tutia preparata -dracma .i. di mastiche, drac. V. scrip. V. di camphora: scupolo .i. -di carabe: dui scrupoli di vitriuolo bianco: facciasene polvere molto -sottile & pongasi nella quarta parte di acqua rosa ben distillata -al Sole: riponetela poi in un vaso di vetro ben turato, & ponetene -ogni mattina una giocciola ò due ne canti de gli occhi. Sono tutte -due queste ricette di gran momento tolte dalli piu antichi medici che -mai cotal arte essercitassero. prego Iddio le accresca & aumenti la -virtù per vostro beneficio. Da S. Bernardino di Ferrara alli XVIII. di -Luglio. - - -LUCRETIA CUOCA A M. FULVIA BELINCINA. - -Voi mi scrivete d'haver inteso che io hò un'unguento buono per le rappe -che vengono alle vecchie, io non adoperai mai al mio vivente cotal -cose, non tanto per non haverne havuto bisogno, quanto che sempre -mi spiacquero le cose sophistiche & apparenti. sappiate pur M. mia -che per levar le rappe non si levano gli anni se le ci sono, non si -doverebbono ne anche togliere, acciò ne fussero un salutevole ricordo -d'haver tosto a mutar albergo. Siamo pur nel vero insatiabili, non -vogliamo morir giovani, & non vogliamo doventar vecchie. vedete che -bestialità è la nostra: sapete quel che mi credo di queste madonne, -che vorrebbono al dispetto del tempo parer fanciulle? credo io (& -perdonatemi se vi offendo) credo che habbino voglia di vivere da -giovanette & scapestratamente. Cosi dico d'alcuni galant'huomini che -si tingono le barbe, pensate pur da voi stessa che se non sono fedeli -nel pelo, cosa di si poco momento, quel che saranno nel resto, & quanto -sia da fidarsi di loro? ma non voglio per hora predicar ne a voi, ne ad -altri, io non sono la Contessa di Guastalla, ne la stigmatica Camilla, -ma pur poi che tanto importunamente chiedete v'insegnarò quel ch'io hò -ritrovato scritto ne libri di un eccellente Phisico. Pigliarete adunque -quell'herba detta gladiolo, overo spada, & ne trarete succo, col quale -ungeretevi la sera il viso: trovarete la mattina la cote elevata & -alquanto rumpersi: hor questa rottura curarete voi con l'infrascritto -unguento Dragontea munda, radice iari; parti uguali, tritatile nel -mortaio, con la songia: distemperatele con acqua calda, & colatele per -un panno, & cosi stia per ispatio d'una notte; rimovete poi quell'acqua -la mattina, & ponetive l'acqua de fiori di Caprifollio: facendo questo -che vi dico io, parerete una fanciulla di sedici anni, ne saracci -alcuno che creda che habbiate passati li sessantasei: se altro per voi -posso comandatime che pronta all'honore & servitio vostro mi troverete. -Di Ferrara alli XIII. - - -LEONARDA DA ESTE A M. N. D. - -Vi mando honorata madonna, la ricetta del far la faccia rubicunda, -tante volte con instantia da voi richiesta; ma prima che ve la -descrivi, io vi ricordo che non ci è il piu bel colore di quel che la -vergogna nel volto d'honesta donna imprimere suole: & di tal colore -dissero alcuni savi esser la virtù. Se di questo, le donne di nostra -età, si tingessero alcuna volta la faccia, parerebbono assai piu -belle che non paiono, tingendosela con la pezzuola di levante, con -le bambagine di Ferrara, ò con i scodelini di Spagna: ma di questo -soverchio mi pare in ragionarne diffusamente con esso voi, sendo come -siete amica d'honore, & di virtù: alla ricetta dunque me ne vengo. -Pigliate radice di viticella scorticatela diligentemente, & tagliatela -minuto minuto, & desicatela, spolverizatela poi, & distemperatela -con acqua rosa, & col bambagio, overo con un panno lino, bagnatevi la -faccia & parerete un Cherubino del paradiso state sana: & accadendovi -veder alcune della nostra santa compagnia, mentre sto in villa, -bacciateli la fronte da parte mia (ispetialmente) alla bella Mamma -Riminaldi. Da Stuffione alli XX. d'Agosto. La Signora Lena vi saluta -con tutto'l cuore: & io col cuore, con l'anima, & con tutti i sensi vi -bascio la serena fronte. - - -GENEVRA MALATESTA A M. GIULIA MONTINA. - -Hò fatto chiamare in casa mia, quanti medici sono in Ferrara (parlo de -dotti) & non de certi che ne sanno meno delle lor mule: & ho favellato -dell'indispositione di vostra sorella, ispetialmente del largo flusso -delle purgagioni, & sonosi risoluti tutti di non potergli dar il -piu prestante rimedio dell'infrascritto. Piglierete sole di scarpe ò -di pianelle vecchie, & spolverizatele, pigliate poi delle frondi di -alloro, & cotte che le sieno, fatene una suffumigatione per le parti -di sotto fatto che haverete questo: pigliarete seme di ortica, & -corno di cervo ridotto in polvere & daretegliene bere: il mangiar suo -sia di galline cotte, mangi del pane d'orgio, peschi freschi & cotti -nell'aceto: beva de la ptisana fatta con perfetto orgio, nella quale, -sia primieramente cotta radice di piantagine: fareteli porle ventose -fra le mamelle: dategli ber del suco del semprevivo col vino; questi -sono i rimedij d'importanza, et vi faccio saper che Ferrara non ha -d'haver invidia a que dotti tempi che videro Ascelpiade, Nicomaco, -Erasistrato, Oribasio, Nicerote, Podalirio, Themisone, Theombrotto, -& il Massiliense Crina. ci habbiamo dui Antonij, l'un pare, anzi -superiore, a quell'antico Antonio Musa: & l'altro dalla luce, che alli -oscuri & duri morbi recar suole Luceio fu da Lusitani prima detto: se -il primo Antonio fu medico di Augusto, questo moderno, di cui favello, -è medico di Hercole, & è tanto maggior dell'antico in espugnar le crude -infirmità, quanto fu piu forte Hercole di Augusto: ne altro di questo -vi scrivo, attendete a conservarvi in sanità & procaciare che altri pel -vostro mezo si risani. Di Ferrara alli XX. di Luglio. - - -CATHERINA G. FORESTA A M. CLAUDIA LANDRINI. - -Intendo che vi havete scacciato di casa vostra nipote, per haverla voi -ritrovata carnalmente congiunta con un suo fratel cugino: l'error in -vero è grande & abbominevole: non è pero nuovo & inusitato molti se ne -sono ritrovati, & huomini & donne, che d'Incesto colpevoli furono, a -quali, perciò si perdonò, ne fu riputato il peccato loro indelebile, si -come voi volete sia questo. Achemolo figliuolo di Rheto, giacque con -la matregna. Menephrone con la madre: Mirrha usò col padre, Machareo -con la sorella Canace, Cleopatra col fratello, ne perciò furono tenuti -si colpevoli che di loro sia stata esclusa ogni speranza di perdono. -siate (vi prego) alquanto piu mansueta, et piu al perdonar inchinata -di quel che siete stata fin'hora. rammentatevi che per la clementia -verso de rei usata, divennero immortali Promochere Re de Geti, Ladislao -Re de Pannoni: Cesare, Probo Imperadore, Antonino Pio: Fl. Vespasiano: -Giuliano Imperadore & altri molti: ne altro intorno a ciò vi dico state -lieta & perdonate a chi v'ha offeso. Di Brescia, alli X. di Gennaio. - - -SUOR LIONELLA MARTINENGA A M. BARBARA ET A M. CLAUDIA BARBISONE: PACE -IN CHRISTO GIESU. - -Non è mai giorno carissime figliuole, che per voi non preghi Iddio -perche v'infonda ne cuori lo spirito santo, & facciavi divenire -sprezzatrici del mondo, come già divenne Placidia figliuola di -Valentiniano Imperadore; la quale, lasciatosi tutti gli honori a -dietro, sol attese alla salute dell'anima. così fece Agnesa moglie di -Henrico terzo Imperadore, così fece Batilda moglie del Re Clodoveo: -sprezzò gli honori di questo fallacissimo mondo, & si rinchiuse in un -monisterio, simile essempio imitarno Eugenia & Eburga figliuola di -Eduardo Re d'Inghilterra, imitate anchora voi queste sante persone, -quai v'ho preposte, & al monister di S. Marcelino venite, venite dico, -a lodar con esso meco Iddio, & a favellar co gli Agnoli: beate voi se -farete come vi consiglio, felici voi, se v'innamorarete di colui di -cui favellando la divina scrittura, disse. Spetiosus forma pre filijs -hominum. Faro opera che i vostri fratelli se ne contentaranno, & da -vostra madre ne haverete la beneditione. State liete. Da S. Marcelino. -Di Brescia alli X. d'Agosto. - - -FRANCESCA CARRETTONA A M. GIULIA BELTRADA. - -Parmi che siate molto mal consigliata, andando con si poca compagnia -pel contado come fate, ispetialmente havendo due fanciulle con esso -voi, da marito, & di si maravigliosa bellezza qual elle sono: a gran -rischio certo vi ponete: vi doverebbe, pur da cio spaventare, la -rapina che fece Plutone di Proserpina figliuola di Cerere, & che gia -fece Telamone di Esione, vi dovereste sbigottire dell'andar si mal -accompagnata leggendo alle volte, come Eurito habbi rapito Hippodama, -Theseo Ariadna. Apollo Marpissa, & Nesso Dianira. Non erano si belle, -si leggiadre come sono le vostre Perhibbia, Europa, Auga, & Lanassa, -& pur rubate furono da Axo, da Giove, da Hercole, & da Pirro, si che -ponete cura a casi vostri: habbiate mente che un giorno non ne ricevete -scorno, & quella dolcezza qual sentite hora in vedervi andar davanti -que dui soli non si converta in amaritudine, & ne rimagnate poi & -confusa & in dense tenebre avolta: ve n'ho voluto avisare, per far -ufficio di buona & di fedel amica; lasciarò il rimanente sopra delle -vostre spalle a cui piu tocca tal peso, & facendo fine al scrivere, -senza fine, mi vi raccomando. Dal Palazzo di Riva di Trento alli XX. di -Febraio. - - -CATHERINA BARBISONA A M. LORENZINA FERRERA. - -Mi è stato rifferito da molte persone degne di fede, che vostra -figliuola è intrata su una mala strada: et stassi tutto'l giorno alla -finestra, lisciata, & spettorata, piena de modi lascivi, & di maniere -libidinose, & fa professione d'haver maggior numero d'amanti di -Agarista figliuola di Tisandro, di Hippodamia, & di Atalanta: se farete -per il mio consiglio, la levarete di mano a vostra sorella, & ve la -rimenarete a casa, altrimenti temo di qualche scorno: vi ricordo che -l'havete generata di carne, & non di metallo, per il che, non so come -potra resister alli riscaldamenti della carne, non essendovi alcuna -vigilante guardia, & importunandola gli amanti tutto'l giorno con -ornate lettere, con ricchi doni, & gratiose imbasciate: ve ne voglio -haver avisata, per non ricever colpa di persona poco amorevole. Di -Offiaga alli III. di Febraio. - - -PAULA TRECCA A M. LIVIA PORTIA. - -Con mio grandissimo piacere, ho inteso che tutta vi siete data alli -studi delle buone lettere, & che tanto profitto fin'hora havete -fatto, che niuno vi giudicherebbe inferiore a Lastemia Mantina overo -ad Axiothea Phliasia; lequali spinte da istremo ardore d'imparare, -vestironsi lungo tempo d'habito maschile, per udir philosophar il -divino Platone. Sia lodato Iddio, che mostreremo pur noi donne a gli -huomini d'haver tanta capacità di lettere, quanta essi habbino. Deh -perche non viene a tutte le donne dell'età nostra la voglia di studiare -che n'è hora venuta a voi, acciò non fussino si da loro suppeditate -come siamo: perseverate (vi supplico) come havete incominciato perche -si comprenda un giorno non esser le donne men atte all'honorate imprese -de gli huomini. Di Cremona alli V. d'Agosto. - - -CAMILLA CAP. STANGA A M. LEONELLA MUSCOLA. - -Tutto'l mondo loda & ammira la virtu vostra nel cucire, & nel ricamare, -& pensasi che sia si cosa impossibile lo potervi in tal arte superare, -come impossibil stimossi già toglier le saette di mano a Giove, la -mazza di mano ad Hercole, & il versificar dall'ingegno di Homero: hor -per questo, tanto vi desidero io haver presso di me, che di piu non si -puo cosa veruna desiderare offerendomi trattarvi da sorella: trovare in -casa nostra una famiglia ben accostumata: vi parerà che non habbiamo -d'haver invidia ne a Socrate del servo Phedone, ne à Theophrasto del -suo Pompilio, ne ad Ulisse, perche havesse Melanthio per suo servidore, -ne finalmente ad alcuno, a cui fortuna habbi mai conceduto servo -fedele, & amorevole. Troverete maritti & mogli, si ben d'accordo, -quanto fusser mai, Artemisia & Mausolo, Ersilia & Romulo. Vedretici -figliuoli obedienti & cari a lor padri quanto si fusser mai Cassandra, -Andromeda & Hipsiphile: quivi parerà di vederci habitar le nove Muse -con tutte tre le Gratie: & considerato che havrete la prudentia & -profunda sapientia di mia cognata, crederete che in essa sia lo spirito -delle dieci Sibille. Habitarete un palazzo (almeno di vista) non -inferiore a qual si voglia famosa casa; direte che architteti ne furono -Democrate, Philone & Meleagene: habbiamo un'horto che non cederebbe -all'horto di Alcinoo, di Adonide, & di Mecenate. Si che risolvetevi: -perche certo sono, che non ne rimarrete pentita. Di Soresina alli X. -d'Agosto. - - -LUCRETIA DA ESTE S. DI CORGIO A M. PAULA MARCELLINA. - -Mia figliuola è per partorire di giorno in giorno, pregovi a farmi -havere una comare, che lievi la creatura dal parto, ma guardatevi, -ch'ella non sia una qualche imbriaca, et indegna di comettergli una -tal primaruola (per favellare alla nostrana) se possibil è, vorrei che -mi faceste haver quella Marietta che stava già nel vostro vicinato, -qual intendo non esser men esperta di Sotira & di Salpe: che furono in -tal esercitio si eccellenti che Plinio non sol fa di loro, nella sua -natural storia, degna memoria, ma i lor decreti piu di una fiata cita, -ne rimedij de molti morbi. affaticatevene (per amor mio) che di si -grato beneficio, non vi saro mai ingrata & sconoscente. Da Favrego alli -XI. d'Agosto. - - -VERONICA CORADELLA CONTESSA DELLE GABIZZE A M. ALESSANDRA DALLA ROVERE. - -Non mi essendo mai stato grata alcuna consolatione, senza voi, caro -il mio bene, pensate che ne anche goder possa (che me ne faccia prò) -le delitie della villa dove mi ritrovo se da voi, giorno & notte non -sono accompagnata. venite adunque a ritrovarmi acciò che il piacer -mio sia tutto intiero & dalla amara vostra absentia non venga in parte -alcuna scemato. Vedrete presso di noi, di ogni sorte alberi, addutti -di Persia, di Soria, di Giudea di Phenicia, d'Africa, & d'Asia, sonvi -Pobbie dedicate a Hercole: gli Mirti consagrati a Venere qua ci è -l'Alloro di Apollo, la Quercia di Giove: l'Olivo di Minerva, il Pino -di Cibele, & il Cipresso di Plutone. Qua vedrete selve piu fronzute -dell'Hercinia, piu fresche della Nemea: piu verdegianti di Ida: piu -folte di Caledonia, d'onde i Britani ne trassero il lor nome: piu -amabili di Dodona: piu grandi dell'Hircania, men ventose di Marathonia: -piu religiose di Tegea selva d'Arcadia. Habbiamo in questi nostri -contorni infinite sorti de legumi & de formenti: fiori, Viole, & mille -odorati frutici: tante famose & salutevoli herbe, quante annoverar -si possono: sonci in questi nostri paesi; luoghi, non inferiori, di -bellezza & di fecundità, di chiarezza, & di profundità, all'averno, -al Benaco, al Fucino, al Cocanico, all'Acronio, & al Thrasimeno. -Habbiamo non molto lontano da noi monti di grandezza, d'habitari, & -di amenità, non inferior ad Abila, ad Acantio, all'Acatone di Etolia, -all'Actio dell'Epiro, al Dardamo di Puglia, al Caucaso di Scithia, al -Caphareo dell'Euboia, & al Phalerno della campania. Gran trastullo -prenderete (se ci venite) dal veder fiumi, che che non cederebbono -di magnifico splendore a qual si voglia nobil fiume s'egli fusse ben -Acis, Albis, Anieno, Anauro, Apidano, Arexe, Athesi, Aufido, Caico de -fiumi. Certamente non habbiamo d'havervi invidia al Tago, all'Hermo, -al Pactolo, al Hidaspo dell'India, ò all'Arimaspo della Scythia. Se -volete venire, fatemelo sapere almeno di tre giorni avanti, perche -vi mandero di quante sorti de carri havere ò desiderar si possino per -farvi portare agiatamente. Vi manderò gli Essedi de Britani, le Rhede -Francese di due Rote & le Tribule contadinesche. Vi manderò l'Octofaro -di Caligola, vi manderò Curdoni: Staticoli, Pilenti, Combe, Conuini, -Bighe, Trighe, Quadrighe, Basterne & de molti Biroti. Volete voi altro -salvo che vi faccia goder meglio di quanto mai godeste da che nata -siete? non voglio far piu offerte se volete venir venite, se non, -statevene. Dalle Gabizze alli VIII. d'Agosto. - - -ORSOLA MAGGI A M. LUCILLA BENZONA. - -Mi dispiace d'haver inteso che vostro marito sia stato accusato di -lutranismo, et per dieci anni fuor dell'amata & cara patria confinato: -et molto piu mi dispiacerebbe se con ragione ciò gli fusse avenuto, -ma poi che n'è stato cagione sol l'ignoranza de Giudici troppo creduli -alle false relationi, me la sopporterò alquanto piu patientemente che -io non faccio. cosi essorto voi a fare. Non fu mai per alcun secolo, -che gli huomini ingegnosi et d'alto spirito non patissero de simili -calumnie. Specchiatevi in Demonace philosopho a tempi di Adriano, come -fu egli mal trattato per esser stato accusato sprezzatore delli misteri -Eleusini? specchiatevi in Anasagora Clazomenio che similmente fu posto -in prigione dalli Atheniesi per esser accusato falsamente d'haver -detto che il Sole contra l'opinione loro non fusse il vero Iddio, ma -fusse una pietra infocata: vi potrei addur de gli altri essempij in -si fatto proposito, ma so che li sapete meglio di me, et chi vi si puo -di molta et di varia lettione a questi nostri tempi agguagliare? niuno -certamente, se egli fusse ben Varrone che fu detto per il molto & per -l'assiduo studio Porco di lettere: quivi adunque farò fine ricordandovi -esser la pacienza rimedio molto efficace a tutti i mali. Di Cignano -alli XX. di Settembre. - - -CAMILLA CARACCIOLA VILLA A M. ADRIANA RASPONA. - -Che è quel ch'io odo M. Adriana che havete figliuoli di si malamente, -& di si mal'animo dotati? ne quali niuna maggior vaghezza si vede, -che disprezzar Iddio contaminar i sacri tempij, prophanar le sante -cerimonie & conculcare le venerande reliquie, & tutto questo fassi -alla presentia vostra: le vostre orecchie odono le biastemme, & i -vostri occhi veggono i stratij, & li comportate, & non li riprendete, -& non ardete tutti di santo furore? non havete voi letto che avenne a -Glauco per disprezzare i sacrifici di Venere? che avvenne ad Aiace per -violar Cassandra nel Tempio di Minerva leggete come fu mal trattato -Licurgo Re de Thraci, per far poca stima dell'Iddio Bacco. ne meglio -avvenne a Penteo figliuolo di Echione: le cose sante si vogliono -riverire di perfetto cuore, & chi altrimenti fa, gli ne sopraviene -male, come leggiamo esser accaduto a Capaneo da Giove fulminato, ad -Atalanta, ad Hippomene & alle figliuole di Preto, le quali furono -tramutate in vacche per poco rispetto portato alla Dea Giunone. Quando -i Poeti antichi narrano i strani accidenti a quelli avvenuti c'hebben -poco rispetto alli Dei, non ad altro pensorno che ad insegnarci il -vero culto & a sbigottirci dalle malvagie opere. Il poco rispetto -c'hebbe Licaone Re di Arcadia a Giove fu cagione di farlo convertir -in lupo; il poco rispetto c'hebbe Erisictone a Cerere lo fece ridur a -tanta fame che se stesso mangiò per brama di pane. La poca riverentia -c'hebbe Phlegia Re de Lapiti & padre d'Ixione al tempio di Apollo -fu cagione della sua strema miseria; vorrei che li figliuoli vostri -spesso ripetessero nell'animo loro ciò che ne scrisse Virg. PHLEGIASQUE -miserrimus omnes admonet, & magna testatur voce per umbras discite -iustitiam moniti, & non temnere divos. La poca riverentia c'hebbe -Salmoneo figliuolo di Eolo, li fu cagione di perpetua rovina: il poco -riguardo di Theopolemo, di Ciampo, & di Therone, che non partorì lor di -affanno & di Angoscia? Deh provedete Madonna mia a tanta impietà, accio -non ne siate anchora voi insieme con esso loro duramente punita: se -nelle sacre lettere leggiamo esser stato punito il sacerdote Heli per -non haver castigato la malvagità de figliuoli che n'averrà a voi che si -lungamente sofferti li havete et non li castigaste, mentre potevate, -& sopra di loro havevi maggior imperio? non eravate voi da Salomone -sofficientemente avvisata di non perdonar alla sferza, d'incurvare -i giovani nella loro adolescentia, di erudirli nel timor d'Iddio, & -nella via dell'honor mondano? perche non l'havete fatto? Ah quanto -mi doglio del giuditio, che veggo sovrastar al capo vostro, avisateli -almeno, ammoniteli, scongiurateli per il latte, che lor deste et per -l'albergo del ventre che lor faceste ad astenersi da tanta impietà & a -non imitare il sprezzator d'Iddio Mezentio: ne altro per hora dico. di -Ferrara alli III. di Luglio. - - -LIVIA D'ARCO, CONTESSA A M. LAURA PESTALOSSA. - -Non so, se sia vero, io ne dubito molto, (quantunque detto mi sia da -persona che non sa mentire) che voi vi dolete stranamente d'esser nata -femina & non piu tosto maschio; ò poveretta voi, è possibile che vi sia -scappata tal parola di bocca? non sapete che l'è di maggior eccellentia -l'huomo della donna? non l'hanno confessato gli huomini istessi dalla -verità astretti? non provarno questo ne lor dotti scritti Bernardo -Spina, Galeazzo Capra, Cornelio Agrippa, & Ortensio Lando? & quale è -quella eccellente professione, dove le donne non sieno eguali a gli -huomini? forse che di dottrina alcun'huomo avanzò mai Eudossa, Polla, -Mirte, Cornelia, Aspasia, Telesilla, Hiparchia, Manto, Nicostrata, -Amalthea, Delbora, Damophila, Claudia, Aglache, Myto, Axiothea, Musca, -Istrina, & altre che non racconto. Forse che alcun bellicoso huomo -fu mai ò della Tavola vecchia ò della nova che nel mestier dell'arme -superasse Pantesilea, Camilla, Elerna, Candace, Hippolita, Semirami, -Zenobia, Hisicratea, Valasca, Artemisia, Thomiri, Asbita, Tiburna; -Teuca, Lesbia, Amalasunta & altre che non dico? in esse è anchora -piu fede, piu speranza, piu carità & maggior religione. Leggete il -Cathalogo delli heretici, certamente ne troverete un migliaio & una -sol donna chiamata Barbara moglie di Sigismondo Imperadore: non hanno -havuto le donne cosi come gli huomini spirito prophetico. non ci è -Cassandra, Athirtia, Carmenta, Manto, Labissa, Phemonoa, Sofipatra, -Amalthea, Simmacchia & Marta, di cui Plutarco fa mentione nella vita -di Mario. Sono ancho state le Donne inventrici di belle & utili cose, -& voi vi pentirete d'esser nata donna? chi fu mai piu forte & costante -nelle fortune avverse di Simphorosa, di Sophia, di Felicita, & di -Agata? Chi fu piu tolerante ne tormenti di Liga, della quale fa si -honorata memoria Cor. Tacito? qual huomo diremmo noi nelli affanni piu -coraggioso di Emilia moglie di Scipione, di Femella amatriciana, & di -Lucia Siracosana? Chi vidde mai le lagrime di Cornelia et di Rutilia? -Ho letto anch'io la mia parte delli Istorici, non vidi magnanimità -simile a quella di Clelia, di Tomiri, & di Thelesi? non vidi mai -tanto amore de matrimoni, ne tanta fede, quanta leggo esser stata in -Alceste, in Penelope, in Evadne, in Tisbe, in Portia, in Hipsicratea, -in Gunilmonda, in Giulia, in Artemisia & in Panthea, in qual corpo -d'huomo fu mai tanta bellezza, tanta proportione, tanta disinvoltura, -tanta vivacità d'occhio, si gentil'aria & si gran politezza, quanta fu -gia in Rhossana, in Laodomia, in Helena, in Cenis, in Baryna, in Egina, -in Deiopeia & in Dianira? di maniera che infiammarno sin'alli Dei del -lor amore, si come leggiamo di Tyro, di Diana, di Siringa, di Clori, -& di molte altre. Qual huomo ritroverete voi piu di castità amico che -gia si fusser Sulpitia, Marcia, Eugenia, Sophronia, Etelfrida, Drias, -Rodoguna, Daphne, Biblia, Zenobia, & Beltracca, la quale quantunque -ignobile & stremamente povera fusse, ricuso, di far di se stessa -copia a Othone Imperadore anchor che monti d'oro promettesse: non mi -diffunderò per hora piu di quel c'ho fatto; considerate (vi prego) -quanto vi ho scritto, ne vi lasciate mai piu uscir di bocca si folle -voce, o dal cuor vostro si stran concetto persuadetevi per cosa certa, -& per una di quelle massime de Aristotele, che negar non si possono, -esser le donne di maggior dignità che gli huomini: ne vi inganni il -valore del S. Bartholomeo vostro honorato consorte, si come io non mi -muto d'opinione per quanta eccellentia trovo nel Conte Fortunato mio -Signore. Di Rocca Franca alli X. d'Aprile. - - -IUSTINA ORS. MARTINENGA A M. LAURETTA MINELLA. - -Madonna Fiore fu l'altro giorno da me, & si mi disse, come eravate -divenuta la piu gelosa femina, che mai nascesse da che è formato il -mondo, Deh (vi prego) scacciatevi dal petto questa vana passione, che -si fortemente v'ha ingombrato l'animo: imperoche fu gia cagione (se -forsi nol sapete) questo morbo di gelosia, di far che Circe infettasse -di mortifero veleno le acque dove si lavava Scilla da Glauco Dio -marino focosamente amata, fu cagione che Prochis ammazzasse Cephalo suo -marito: fece il medesimo la moglie di Cianippo, et di Emilio giovinetto -(se il vero ci narra Plutarco nelle sue Paralelle) per gelosia, fu -legata anchora Antiopala alle corna d'un Thoro da Dirce: per gelosia -fu sospesa Helena ad un'albergo dalla moglie di Thepolemo. Per gelosia -molte strane cose ne di passati avvennero. scacciatevela adunque dal -petto quanto piu tosto potete, perche non vi conduca a qualche atroce -fine, et lacrimoso caso; ne altro di questo non vi ragiono per hora: -Iddio da mal vi guardi, & da gelosia vi risani. Da Cobià alli X. -d'Aprile. - - -LEONORA FORESTA CONTESSA A M. HIPPOLITA LANDUCCIA. - -Se piu accade honoranda madonna, che udiate dir che le donne nelle -cose amorose habbino peggior giudicio & facciano sempre piu cattiva -elettione de gli huomini, & piu vanamente s'innamorino, ditegli, che -vaneggiano, & di gran lunga s'ingannano. fate che vi mostrino un poco -se mai alcuna donna fu di si gran follia, che amasse un'Asino, come -fece Aristone Ephesio, che vi dicano di piu, se alcuna donna si lasciò -guidar dalla cecità d'amore, a rimescolarsi con una capra come fece -Cratis pastor Sibaritano, overo con una cerva come fece Ciparisso. Se -vorranno gli huomini con diritto occhio giudicare, troveranno ch'essi -furono sempre infettati di sporca & abbominevol lussuria, la dove le -donne amarono sempre cose lecite et con ragione amabili: chiudeteli -adunque a questi tali la bocca, non sol con li proposti essempij. ma -anchora con molti altri, come sarebbe che Ermia amasse & fusse amato da -un Delphino, Argis Oleto amasse un'occha, il medesimo facesse Lacida -philosopho, altri habbi amato un Cane, altri un Granchio, altri un -gallo, & altri vari simolacri & diverse statove; ne piu altro ci dico. -Iddio vi guardi da male opinioni. Da Rocca Franca alli XX. di Maggio. - - -COLALTINA TRECCA A M. CLEOPATRA COTTA. - -Parmi intendere che vogliate accompagnar vostro figliuolo di ligittimo -matrimonio, con la figliuola di M. Alessandra Torella: mi maraviglio -certamente della vostra sapienza & che voi facciate tal congiuntione; -non è ella un'espresso mostro di natura? non è ella la piu sozza -figura che mai formasse natura? non la veggio io mai, che non mi paia -di vedere quella Philena di Martiale, che d'un'occhio era guercia, -et dell'altro lippa; non la veggio io mai, che non mi paia di vedere -quella Vetustina dal medesimo autor descritta, di haver tre, denti, -tre capelli, un petto di Cicala, una gamba di formica, la bocca di -Cocodrillo: la fronte simile a gli arati solchi; un canto & una voce -di Rana ò di zenzara: la vista di civetta, il fetore di becco & le -poppe simili alle tele di ragna. & parerà a voi (donna di giudicio) che -con si laida figura unir si debba un figlio bello piu che la istessa -beltà: ditegli apertamente, che si procaccino d'altro sposo, che piu -si confaccia alle sue belle fatezze, provegansi d'un Zoilo di capel -rosso, di negra faccia, di corto piede, & di occhio stranamente offeso; -provegansi d'un Socrate, che habbi il naso schiacciato, la fronte calva -& le spalle pelose, fategli saper senza alcun rispetto, che vostro -figliuolo non è a proposito per lei, & che se le vogliono dar marito, -vadano cercando un Poliphemo, un Vulcano, un Coriteo, un Tersite, un -Damone, un Esopo di Phrigia, un Galba, un Ermippo Poeta, overo uno -Colomano Re de Pannoni successore di Ladislao, ilquale era zoppo, -era gobbo, era losco, era scilinguato, & haveva la bocca storta. per -lei farebbe piu tosto un huomo, simile a Broteo figliuolo di Vulcano -& di Minerva, ilquale per gran dolore della sua bruttezza si gittò -nelle fiamme ardenti: a lei si converrebbe godere un huomo di bellezza -tale, quale fu quella di Hipponatto, ma non mi voglio tanto distendere -in biasimar l'altrui bruttezza acciò che maldicente non mi tegnate, -pigliate in buona parte quanto v'ho sin qui detto, ne mi date colpa di -mala lingua; state sana & amatime. - - -MARGHERITA UBERTA STANGA A M. BIANCA FELISSIMA. - -Sonosi partiti da casa nostra per gir alla guerra alcuni, servidori, -& ne siamo rimasti quasi che senza, pregovi per tanto se costi alcun -ce ne fusse a nostro proposito, ce lo facciate sapere. non lo vorrei -men amorevole che gia si fusse Erote servo di Antonio; ne men fedele -& casto nelle feminili conversationi, che si fusse Carello servidor di -Gondibarga Reina de Longobardi: promettegli honesto salario et grasse -spese, non si sentirà rimprocchi, ne in iscambio del salario haverà da -mio marito ò da miei cognati pugnalate, ò mazzate, si come in alcune -case si usa di fare. sarei ben contenta fusse tali che havesse a dire -quell'usitato proverbio Quot servi tot hostes, non vorrei sopra ogni -cosa fusser brigaiuoli, ne che riportassero hor fuori, hor dentro -ciancie da suscitar brighe: affaticative in questo (per amor mio) che -ve ne prego caldamente. Il S. Christophoro mio amantissimo consorte -assai anch'esso ve ne prega di Cremona: alli .IIII. d'Aprile. - - -ISABETTA CASTIGLIONA GONFALONIERA ALLA S. ISABELLA SFORZA. - -Quando sara mai vita mia cara et dolce anima mia, quando sarà dico, che -ritorniate a Piacenza, laqual senza voi si poco mi piace, che niente -meno. Quando fu mai che lasciaste quel Pesaro dificato per mio danno -& a noi, che piu ardentemente vi desideriamo, che non fa il cieco la -perduta luce facciate subito ritorno? Siami lecito di usar le sante -parole della divina scrittura favellando con persona piena di santità, -& dirvi REVERTERE, revertere sunamitis ut intueantur te. Deh che -paiono le vicine vostre, non vi veggendo paiono smarrite, et stanosi -maninconiche, non potendo piu contemplare il vostro reale aspetto, non -potendo piu vedere le gentili maniere, ne udir quei soavi accenti, ò -quelle sante parole che vi escono di bocca, atte ad infiammar un cuor -di ghiaccio: non altro. Di Piacenza alli III. d'Aprile. - - -AURELIA MAGIA A M. LAURA CERUTA. - -Mi dimandaste l'altro giorno, che ci ritrovamo in casa di M. Giulia -mia carissima cognata; che vuol dire, che essendo moglie disi gentil -litterato, qual è il S. Onofrio non vi dessi alle lettere come fanno -alla età nostra tante nobili Madonne; & tante illustre Signore non -vi potei all'hora rispondere, per la venuta di quelle Signore, che -sprovedutamente ne sopragiunsero, hor che mi ritrovo nel mio studiolo -tutta sola & sfacendata, vi rispondo, si non in tutto come vorrei, -& voi per aventura desiderate, almeno come dalla debolezza del mio -intelletto m'è conceduto, & vi dico che non sò da qual parte mi rivolga -per studiare; se mi do alla Theologia temo non cader in qualche mala -sospitione et che di me, si dica, che io sia Pelagiana, ò Manichea, -ò Anabatista ò Arriana. Se mi volto a Grammatici, essi poverelli non -sanno ne ragionare, ne giudicar d'altro che de nomi & de verbi, di -sillabe & di accenti, debbo volgermi alli spinosi Loici, alli Severi -Philosophi, alli odiosi Sophisti, a litigosi legisti, ò a lascivi -poeti? ne a questi credo mi consiglierete già voi? L'è adunque meglio -che io li lasci star in pace, & che mi trattenga nelli esercitij -dalle donne sin'hora usitati; io non voglio doventar poetessa perche -veggo che quelle che si danno alle lettere non si sanno (fuor di -que) rassettar un paio di calze ò lavarsi un moccichino. Io non so la -piu bella via di farmi stimare & honorare al mondo, che con l'esser -casta, modesta, taciturna, & humile, senza tante lettere & senza -tante philosophie: vi ho detto quanto m'è occorso per hora, intorno a -tal fatto. Se ci vedremo con la corporal presentia, forse vi renderò -dell'altre ragioni che vi pareranno assai piu probabili. Di casa -nostra. - - -LA CONTESSA LEONORA TODESCA A M. SILVIA FENARUOLA. - -Intendo che vi siete maritata a M. Antonio Aliprando: piacemi, per -esser egli persona di valore, & spiacemi dall'altro canto, che in si -giovenil età habbiate da esser Matregna di tanti figliuoli. Ricordomi -d'haver letto esserci ritrovati ne tempi antichi alcune matregne -indiavolate, seminatrici d'ire, d'odij, & di mille discordie: & altre -anchora che trattarno i lor figliastri come se del lor corpo usciti -fussero: guardaretevi adunque di non esser mala matregna, ne tale -qual fu Phedra verso Hippolito ò Martina verso Costantio Eraclio, da -cui fu velenato. non siate matregna tale, qual fu Nuceria che uccise -fermo il Figliastro (se'l vero narra Plutarco nelle sue paralelle) Poi -che la fortuna vostra v'ha condotto ad esser Matregna, sofferitelo -patientemente ramentandovi che à tal stato fu similmente condotta -Hippodomia: Ino, Casperia, Stratonica; Giulia, Gidica, Giunone, Opea, -Eribea, & Alfrida: attendete voi a portarvi bene, & fate pensiero di -esser vera madre, essendo voi per virtu del matrimonio, fatta una -medesima carne, con vostro marito che li generò: & a Dio siate. il -Conte Daniello mio consorte vi saluta & si congratula: Di Piacenza alli -.X. d'Ottobre. - - -SUOR BARBARA DA CORREGIO A S. CAMILLA N. - -Fu l'altro giorno a visitarci un padre dell'ordine vostro, & mi disse -ch'eravate si mal contenta d'esservi fatta monaca, che pensavate -uscirne, & pigliar marito desiderosa d'haver figliuoli. deh non voglia -Iddio che senta mai si strana nova che la mia Camillina pentita di -esser sposa di Christo si sia fatta soggetta a un'huomo fragile, -caduco, & mortale, et a quel render (come schiava) ragione d'ogni -sua attione: è possibile che si nobil animo & si generoso spirito si -voglia far vasallo, delle maschili intemperanze. sorda piu tosto possa -io divenire, anzi che mai intender cotai novelle: ma che desiderio è -questo d'haver figliuoli? havete voi paura, che'l mondo venga meno? -anchora non havete provato gli affanni che vi si sentono. Oime quando -veggo venir qualche donna gravida a visitarci, mi viene pur gran pietà -di loro veggendole andar si stentatamente, sempre ansiando, con que -volti stampati di color di morte, con quelle labra si pallide, & senza -sangue, con quelle perpetue nausee, con que strani appetiti ch'odo che -le hanno di mangiar carboni, terra, gesso, & simili cose. Ma quando -leggo nella sacra scrittura quella comparatione, sentirai dolori, da -donna di parto, & quella gran maledittione data nel Genesi PARIES IN -DOLORE FILIOS: tutta in lor servigio mi racapricio, & benedico quella -santa intentione che venne al S. mio padre; percioche monaca facendomi -ho campato quella terribil sententia. d'Iddio; fate a mio modo -dolcissima sorella, pensateci bene, non correte a furia, consigliatevi -con la ragione & non con l'appetito. Frenate i sensi con l'assidua -cogitatione della triomphante croce di Giesu Christo, alquale vi -raccomando di continuo con le mie fredde orationi. Il Spirito Santo le -riscaldi col suo virtuosissimo fuoco. Da S. Antonio alli III. d'Aprile. - - -LAVINIA SFORZA CONTESSA DI BORGO NOVO A M. LAURA DA MELARA. - -Il nostro fattore, parlerà con il Conte sforza mio cognato, ne -dubito per esser egli di nobilissimo animo ch'ei non faccia in vostro -beneficio quanto voi desiderate: quanto poi a quel che mi scrivete -circa le dishoneste prattiche di quelle Suore non me ne maraviglio -punto, ne mi par d'udire cosa nova, havendo gia letto, che Oppia -vergine Vestale, fusse per stupro commesso sepelita viva. Fu dannata -Martia d'incesto, cosi Sextilia, cosi Tutia (se'l vero ci narra Livio) -ne aliena fu da carnali congiungimenti Floronia Vestale, laquale per -paura di piu grave supplicio, se stessa uccise: fu di piu accusata di -stupro Posthumia: benche poi da Pontefici absoluta fusse: si che nova -cosa non mi pare, che le monache de nostri tempi, facciano anch'esse -l'amore, & diansi furtivamente nelle braccia de lor amatori poi che -le antiche per gravissimi supplicij non se ne potevano rimovere. Non -vi scandalizate adunque di cotai cose, se non volete esser tenuta una -sciocca anzi ricordatevi che elle non sono piu di bronzo, ne di macigno -che siamo noi altre. Troppo nel vero gran forza havrebbe il velo s'egli -potesse rafreddare, & spegnere i riscaldamenti della carne: ne altro -intorno a questo fatto vi dico, salvo che vi invito a borgo novo; a -godere di quella gentilissima Signora Bresciana qual s'ha novamente -per sua sposa eletto il Conte Alessandro mio suocero. Credo veramente -ch'egli si habbi eletto il fiore di quella città, et se io credessi che -sol due paia come fussero simili a lei rimasti non vorrei far mia vita -altrove. Di Borgo novo, alli X. d'Aprile. - - -LUCRETIA PICCA RANGONA A M. VIOLANTE GALASSIMA. - -Ho letto non senza gran sdegno et ira, quella littera si prolissa, -che mi mandaste l'altro giorno, nellaquale si ramemoravano infiniti -mali dalle donne usciti: certamente io non conosco l'autore d'essa, ma -ben vi dico, che se fusse richiesta a far giudicio di lui: io direi -ch'egli fusse un perdi giornata, un barbagianni, & finalmente, un -qualche bestionaccio: s'egli havesse letto le storie piu attentamente, -& senza alcuna passione egli havrebbe ritrovato esser state le donne -cagione d'infiniti beni: haverebbe trovato che Dominica moglie di -Valente Imperadore, pacificasse già i Gotti che se n'andavano a briglia -sciolta per distruggere sin da fondamenti Costantinopoli. Havrebbe -letto che Placidia moglie di Attaulpho Gotto, & sorella di Honorio -fu potissima cagione non si ispugnasse & non si saccheggiasse Roma, -qual havea deliberato si chiamasse poi Gottia & non piu Roma. Havrebbe -letto qualmente Iugulta fu cagione di convertir a Christo Hermogillo -figliuolo; di Lemildo Re de Gotti. Havrebbe letto le santissime -opere di Clodoveo: s'egli cosi havesse atteso alla verità, come s'è -lasciato traportar dall'odio che alle donne iniquamente porta, havrebbe -chiaramente compreso nella lettione di sesto Aurelio, di quanti beni -fusse già cagione Pompeia Plautina moglie di Giuliano Imperadore -operando ch'egli si astenersi dalle populari estorsioni: egli dovea pur -ricordarsi di Elena madre di Costantino, di Monica madre di Agostino, -et di molte altre valorose donne, che ad altro non attesero, & sin' -al presente attendono che a giovare il prossimo, & quando mai altro -essempio non mi occorresse perciò confermare & stabilire crederei, -mi dovesse bastar l'essempio di M. Maria Bracala, di M. Francesca, & -di Suor Osanna; & qui faccio fine al mio scrivere. Fulvio & Claudia -Olimpia vi salutano. Da Modona alli III. d'Aprile. - - -MARIA BRACHALE ALLA S. POLISENNA RANGONA CONTESSA DI CARPENEDOLE. - -Qua è capitato dalle montagne di Pistoia, una donna la quale cerca -d'haver qualche buon recapito, & perche so che vi dilettate di donne -sofficienti et valorose ve n'ho voluto avisare, et vi faccio sapere, -che di tessere, et di filar non cederebbe a quella Pholoe di Creta -della quale parlando Virg. cosi nel suo divino poema disse. OLLI SERVA -DATUR OPERAM HAUD IGNARA MINERVAE CRESSA GENUS PHOLOE, GEMINIQUE SUB -UBERE NATI: non cederebbe a Pamphila, non a Minerva, non ad Aracne, -non a Clostro inventor del fuso; non a Penelope figliuola di Icaro, -che fu ne suoi tempi ottima tessitrice: si che avvisatemi se la volete, -che la porrò nel cochio della S. vostra zia, & manderolla honestamente -accompagnata: M. Cechino gridando & biastemiando per le gotte che lo -tormentano, anzi lo crucificano vi saluta & di cuore vi si raccomanda. -Di Modona alli III. di Maggio. - - -LUCRETIA DA LANDO CONTESSA A M. CLARA CIMISELLA. - -Mi rallegro con esso meco, & mi congratulo con esso voi, che habbiate -un figliuolo, si amico d'honore, che condur non si possa a far cosa -dishonorata, se dato gli fusse piu territoro che non hebbe Sicheo, il -quale da Virgilio è chiamato DITISSIMUS AGRI, & conceduto li fusse -la gratia c'hebbe Mida da Bacco di poter convertir in oro ciò ch'ei -toccasse: certamente ne potete ben voi star consolata che tal fama di -lui per tutto si sparga, piu che se lui vedesse portar corona in capo -del piu florido regno che habbi Europa: i Regni veramente si perdono, & -per l'ingiustitia di chi li possiede sovente volte si trasferiscono di -gente in gente per usar l'istessa locutione della sacra scrittura; ma -la buona fama, pretiosa piu di qualunque pretioso unguento, dura sempre -et in perpetuo si mantiene mantenetelo adunque con le vostre saggie -persuasioni in questo sano consiglio, se bramate che tutta via si -aumenti & a vuoi, et a noi l'allegrezza che n'habbiamo sin'hora per lui -nodrito nel cuore, & a Dio siate: Da Caselle nostra giuriditione alli -III. di Maggio. - - -CAMILLA MARTINENGA AVEROLDA A M. LUCINA CALANDRINA. - -Mala fama si sparge di voi per bocca et de vicini & de servidori -liquali di casa vi escono si mal contenti: molti difetti si vi -attribuiscono, molte macchie vi si dano, ma sopra'l tutto siete -accusata di strema crudeltà; a tal che dicono che se haveste la -possanza che haveva Cisenna, figliuola di Diogirida Re di Thracia, -segareste anchor voi gli huomini vivi per mezzo, & dareste li figliuoli -a mangiare a padri loro: & se volete maggior chiarezza della mala -opinione, che si ha della vostra crudel natura; pigliatela da questo -segno ch'altri vi chiama Athalia, altri Irene, altri Fulvia, altri -Tomyri, altri Dirce Thebana, & altri Progne figliuola di Pandione Re di -Athene; lequali femine avanzarono di crudeltà Medea. ne altro vi dico, -ravedetevi di si mal essempio. Da El. alli III. di questo. - - -CREUSA FLORIDA CONTESSA DI PRATA ALLA MAGNIFICA M. CORNELIA CONTARINI. - -Hebbi alli di passati una vostra che mi fu per infiniti rispetti -molto grata; hor in questa parevami di esser molto ripresa per non -dir biasimata per istare troppo in solitudine, attribuendo voi il -mio star solitaria a soverchia avidità di studiare: io non niego già -che li studi delle buone lettere non mi piaccino, & sienomi sempre -piacciuti: dico però alla Magnificentia vostra, che anchora che le -lettere non mi fussero si grate (come elle sono) nondimeno, volentieri -solitaria diverrei tanta è la dolcezza che di quella al presente ne -sento: tanto è il frutto che di quella à tutte l'hore traggo oltre -che non mi mancano molti essempij di valorosissime persone, dalli -quali tutta via mi ci confermo in amarla in seguirla, & in essortar -ogn'uno ad abracciarla; so che sapete qualmente. Simon Benlocai, -che fu compagno di Geremia Propheta col star vent'anni solitario in -una stretta spelonca fu cagione ch'egli ci desse quel celeste libro, -detto nella hebraica lingua Zoar, & nella nostra luminar maggiore. -Mentre il padre Adamo visse nel Paradiso solo, fu colmo di qualunque -felicità: come egli fu accompagnato; cadde repentinamente nel fondo -delle miserie: & mentre Abraamo stette in solitaria vita, fu degno -di favellar con Iddio. Ma ditemi per cortesia, Magnifica Madonna; -credete voi che se nel star solo, non ci fusse infinita gioia & molta -contentezza? Che Silvia, figlia di Ruffino prefetto di Alessandria, -ci havesse Sessant'anni senza mai pentirsene perseverato? Steteci M. -Maddalena trenta anni: Basolo quel venerabil padre quaranta: Beniamin -ottanta: Amata, donna santissima quaranta: Natanael trentasette: -Capitone ottanta: Ugone Ciartosino, Cinquanta, & Pione Abbate trenta. -Se vi volessi hora recitare il Catalogo de gli huomini & delle donne -che furono piu di me amici della solitudine, non ne verrei a capo -in tre giorni. Se vi volessi narrare quanti bei spiriti pel mezzo -della santa solitudine. si unirono già con Iddio, & mai non se ne -disciolsero deverrebbe questa mia risposta alta piu che non sono le -Decadi di Livio. Ditemi S. mia (che ve ne supplico) per quell'alto -cuore, & per quello chiaro intelletto, che Iddio vi ha dato potete voi -hoggidi star in alcuna conversatione, & non udire mormorare, mentire, -spergiurare, giudicar, mordere, tassare, straparlare, & in mille modi -offendere il prossimo? qual animo pio, forte & costante, se ne può -hoggidi astenere? tanto è posto in uso, questa mala creanza: mi sono -alle volte sentita scoppiare di dolore, trovandomi per mala sorte -in simili conversationi; havrei certamente piu tosto voluto esser -confinata nella piu aspra solitudine c'habbi la Capadocia ò l'Egitto: -imperoche tutte non hanno i modi vostri, ne la modestia, di che Dio -vi dotò, tutte non possono, ne sanno essere simili a voi, (a voi dico) -rara Phenice di virtu & di bontà. Io non leggo mai quell'oracolo della -santa scrittura. SEDEBIT SOLITARIUS ET TACEBIT, ET ELEVABIT SE SUPRA -SE; che tutta non m'infiammi d'amore di vita solitaria, & non mi venga -voglia di abbandonare sin'a me stessa, & andarne ne deserti della Siria -a ritrovare il picciolo Tugurio di Ilarione; o vero presso il Torrente -di Carith, ove solito era di riposarsi il Zelote Elia. Solevamo già -(come sò che meglio di me sapete) pur che ramentar ve ne vogliate -solevamo dico, habitare non unitamente, come hora facciamo, ma chi -quà, chi là: ci unimo poi (non sò chi ne fusse l'auttore) sperando di -riportarne maggior consolatione, & forse che cio avvenutoci sarebbe; -se Sathanasso nemico di ogni pace, & di ogni santa concordia non fusse -venuto a turbar le dolcezze nostre, soffiandone nel cuore, il veleno -dell'ambitione, della malevoglienza, & della maladicentia. Ma se qui -non raffreno il scrivere mio & non pongo giu la penna sento abbondarmi -di tanta copia in lode della solitudine, & in biasimo delle moderne -conversationi, che io non so quando mi saperò uscir da si profondo -Pelago rimanetevi adunque in pace, & amatemi da Prata alli VI. di -Settembre. - - -LUCIA QUADRIA A M. GIULIA DE FEDERICI PARENTE CARISSIMA. - -Per mie lettere vi ho piu volte invitate a venire a goder il giardino, -qual nuovamente ha fatto il mio amatissimo consorte, nel quale molte -cose ha piantato non senza gran misterio vi ha per la prima posto di -molta enola perche l'antica Giulia volentieri ogni dì ne mangiava; de -fichi assai per amore di Platone che ne era si vago, che ne fu detto da -molti philosica. de pomi pheaci & falischi per rispetto di Philippo, -& di Alessandro, che furono chiamati Philomeli, dal molto amore che -portaronno a cotai frutti: delli porri di Aritia per Nerone che tanti -ne mangiava, del sisare si caro à Cesare, che ogni anno ne faceva -venire di Germania buona somma. Delli Lupini per amor di Protogene, -delle pere amerine per li Argei: delle pera salvatiche per li Tirinthij -(se per aventura alcuno ce ne capitasse a casa) delle Palme, per -memoria delli Carmani: del miglio per i Meotici, & per li Sauromati: -ci ha posto del Cardamo per i Persiani: delle Pruna damascene per li -popoli di Damasco; ci havemo delle noci pontiche: delle Latuche di -Circello, de Navoni per li Amiterni: Noci avellane per li Tarentini: -Meloni d'Ostia: Olivi di Venafro: Castagne Petragorice. Peponi di -Capua, Rape di Norsia, Raphani di Alemagna, & Giande di Arcadia, ci è -del ditamo per il cuore dell'Eupatorio per il fegato: del Scolopendrio -per la milza, del Petrosello per l'orificio del ventre: dell'Hisopo -per il pulmone, & per il septotransverso: del Seseli per la vesica, -dell'Elenio per le reni, della Ruta per il dolore colico, alquale molti -in casa nostra sono suggetti: della Gentiana per il capo: delli altri -utili semplici quai potrete vedere, se ci verrete: non altro. Da Tirano -alli XXV. d'Agosto. - - -ISABELLA SFORZA À M. ZENOBIA FOSSA. - -Sempre, da che il mondo è mondo, gli huomini litterati o furono -superbi, arroganti, & ambitiosi, et per mostrarvelo incomincio da quel -dotto Menecrete medico, il quale voleva della sua opera sol questa -mercede, che li risanati per lui, si confessassero suoi servi, & -lo chiamassero Giove: Nestorio heretico et fonte di varia dottrina, -quell'istesso giorno, ch'egli fu creato Vescovo di Costantinopoli, -promise liberamente a ciascuno il cielo: Nevio Poeta Comico: lasciò -che si scrivesse nel suo sepolcro questo Pitaphio. Immortales, -mortales si foret fas flere, flerent divæ Camœnæ, nevium Poetam. -Itaque postquam orci traditus est thesauro, obliti sunt Romæ latina -loquier lingua. Palemone Grammatico, si gloriava che seco nate fussero -le buone lettere, & che seco havessero anchora da morire. Mostruosa -anchora fu l'arroganza di Paulo Samosateno; ma piu assai quella di -Tamira poeta di Thracia, ilquale hebbe ardire di contrastar con le -Muse, & per la smoderata sua arroganza, li trassero gli occhi dal -capo. Timeo historico Siciliano si gloriò piu d'una fiata di superare -Tuccide & Philisto, liquai furono nobilissimi storici. Accio Poeta -hebbe ardire di por la statua sua nel tempio delle Camene, & ve la -puose grandissima, essendo egli di picciolissima statura. Suffeno -poeta inettissimo, fu sopra tutti si glorioso che n'ha fatto luogo -al proverbio presso di Catullo: Manes (quel grande & dottissimo -heretico) vendicavasi gl'honori della divinità & diceva che l'era nato -di Vergine. Empedocle Poeta di Agrigento si gittò in Ethna, per dar -ad intendere al volgo ch'egli fosse volato ne celesti chiostri per -la sua eccellentia. Arrogantissimo fu Calliphane Poeta: non fu anche -assai ambitioso Virgilio dicendo. Primus idumæas referam tibi Mantua -palmas? non fu ambitioso Ovidio scrivendo Peligne gentis gloria dicar -ego? & quell'altro ò furtunatam natam me Consule Romam. Non debbo -dirvi di Appione grammatico Alessandrino, che fu di tanta arroganza -che prometteva immortalità a cui le sue opere dedicasse: benche di -questi arrogantacci non ce ne manchino hoggidi promettitori del cielo, -essendo essi riposti nell'abisso delle miserie. paiommi cotestoro -simili alli Alchimisti, li quali privi d'ogni bene essendo promettono -monti d'oro a chi pazzamente lor crede, ma spero in Dio che se noi -perseveraremo nelli studi come incominciato habbiamo, non haveremo -bisogno delle loro trombe, ma ad essi piu tosto farà mestieri delle -nostre. Io vi ho voluto far questo longo discorso per haver inteso che -un certo disgratiataccio, ilquale è in odio da che nacque, alli huomini -& alli Dei vi minaccia di farvi morire con i suo fecciosi & stomacosi -scritti, se piacevole liberale, et affabile non ve li dimostrate. -Credetelo a me, che queste furfantesche bravate, sono di peculiar -vitio d'alcuni affamati scrittori, che vorrebbono vivere alle spese -nostre: se habbiamo pur da far vezzi a scrittori, facciamone a quelli -che ne suoi scritti ci insegnano, & dolcemente ci dilettano, & non a -questi bestioni. Un'altra cosa vi dirò di piu: attendiamo a caminare di -virtu & in virtu che cosi li tagliaremo la via del mal dire; & saranno -sforzati a cantar di noi (malgrado loro). Soviemmi una fiata che un -moderno istorico, disse alla presenza del gran Marchese di Pescara -ch'egli voleva scrivere non so qual valorosa impresa che alli di -passati fatta s'era & il Marchese arditamente rispose, adunque volendo -dir il vero, di necessità scriverete di me: cosi dico in proposito; -se noi diverremmo caste, forti, modeste, giuste, magnanime, discrete, -prudenti, grate, dotte, bellicose, liberali, come faranno di meno a -non far memoria di noi, volendo di cotal materia favellare? salvo se -non vorranno empir le carte loro de sogni, & de fittioni; attendiamo -pur ad esser buone, di perfetta & di vera bontà, & non temeremo le -penne loro, attendiamo alli studi dell'eloquentia, congiunta però con -la sapientia; & scriviamo anchora noi in biasimo & vituperio de gli -huomini, si come essi longo tempo hanno fatto contra di noi, & tuttavia -fanno a nostri giorni: facciamoli vedere per chiari essempij tolti dal -centro delle piu veraci historie, che fussero sempre gli huomini da che -fu creato Adamo, temerarij, litigosi, fraudolenti, protervi ingrati, -loquaci, importuni, perfidi, pergiuri, traditori, ingiusti, vani, -bugiardi, volubili, incostanti, paurosi nelle honeste imprese & audaci -nelle ingiuste attioni: facciamoli vedere che furono sempre ladri -crudeli insidiatori, crapulosi, bevitori, lussuriosi, biastemmiatori, -sprezzatori d'Iddio, incestuosi, sacrilegi, inhumani impij, tiranni & -scelerati: facciamoli vedere che furono sempre deboli & mal sofferenti -delle aversità, violatori dell'altrui reputatione, usurpatori -dell'altrui, ambitiosi, fastosi, negligenti, & a maggiori disubidienti: -facciamoli vedere quanti maleficij sono da essi nati, quante rovine -hanno causate et de quanti danni sono stati cagione al mondo. oh Dio -perche non sono tutte le femine del mio animo: direi piu oltre di quel -che io dico, cosi il sdegno non me indebolisse la mano: farò adunque -per hora fine al scriver mio, pregandovi ad esser d'animo forte, & -costante, & a ricuperare la feminil libertà gia molti anni fa perduta. -dalla Sforzesca alli XII. d'Aprile. - - -ISABELLA SFORZA À M. FULVIA VISCONTE. - -Oh quanto m'è dispiacciuto d'haver inteso che siate tanto indulgente -& tanto tenera de figliuoli, che li lasciate far ciò che lor piace, -senza risguardare se honesto o dishonesto sia, giusto, o ingiusto: -Sempre .S. mia lo smoderato amore a padri & a figli egualmente nocque, -& danno fece: & di questo chiarir ve ne potrà la Candida Niobe, laquale -per troppo piangere i figliuoli suoi da Apollo uccisi, divenne un -duro scoglio: Che non fece di male Hecuba a Polimestore Re di Thracia -per cagione del figlio Polidoro? Leggete un poco l'historico Diodoro -& vedrete quanti travagli sostenne Tomiri Reina de Scithi, per voler -vendicare l'amato figliuolo contro di Ciro. Antistia anchora vegendo -la figliuola sua da Pompeio rifiutata per sposar Emilia, si ammazzò -da se stessa. Non si deve adunque amar con tanta tenerezza persona -veruna, ma sempre con la debita misura: oh se legeste alcuna volta -(quando tempo vi avanza) le storie antiche, ispetialmente quelle che -trattano delle donne Spartane, direste che meglio di voi l'intendevano. -Se i Spartani havessero havuti le madri loro simili a voi, non so se -fussero divenuti si valorosi come divennero: elle non stavano tutto'l -giorno leccandoli con dirgli che vorreste anima mia? che desideri cuor -mio faccia? angelicata, chi t'ha negato cosa che tu chiedevi? maffesi, -haverebbono fatto de ben valent'huomini: esse, li armavano di propria -mano, & quando lor porgevano il scudo, li diceano fa tu che ritorni con -questo, ò morto in questo, & non te lo lasciar togliere dalli nemici. -Se si lamentavano che la spada fusse corta, li dicevano fa un passo -piu avanti, accostati piu vicino allo nemico, & sofficientemente la -slongherai: non li volevano ricevere, ne riconoscere per figliuoli, -se ricusavano di morire in servigio, & in honore della patria: ne -morendo gli altri nella battaglia, volentieri li vedevano sopra vivere; -non li losengavano, non li vezzeggiavano, li nodrivano de grossi -cibi, li vestivano di vesti, che havevano piu tosto del militare, ò -del pastorale, anzi che del cittadinesco: non crediate già che loro -fasciassero le reni di veluto, ò di raso, non li allevavano in su -le delicatezze, anzi mai altro non li intestavano che di fuggire con -ogni studio le morbidezze: proponevangli come persone infami per esser -stati troppo delitiosi Stratone Sidonio, Artemone, Ambrone, Clistene -Lisicrate, Argirio, Battalo & Andramito Re de Lidi: proponevangli -quel Philostrato da Aristophane per la molta delicatura beffato, -schernito, & proverbiato: proponevangli Aristagora Milesio, Agatone -musico, Diadumeno, & Mirace; & a questo modo nutrendogli, doventarno -i piu virtuosi & tremendi popoli di Grecia, la dove temo grandemente -in vostro servigio, che alleviate i vostri alla poltroneria, & che per -altro non sieno buoni che per far numero, per consumar le vettovaglie, -& per esser inutil peso della terra: io vi ho predicato a bastanza -& forse piu di quello che la tenerezza vostra pol sostenere se ho -ecceduto la giusta misura dell'ammonitione, datene la colpa parte -all'amore grande che vi porto, & parte all'odio che io hebbi sempre a -gli huomini poltroni. state sana che Iddio da mal vi guardi. Da Viruola -alli VIII. di Genaio. - - -SUOR LUCRETIA MALASPINA A M. LELIA CIURLANA. - -Io vi vorrei consolare (se pur tanto potessi) del dolore, che vi -odo prendere, dell'esser voi sterile, ma temo che questo non sia uno -riaprir la piaga, che forsi è già ò ristretta ò saldata: non rimarò -però di dirvi quel che gia disse il salvator nostro BEATE steriles quæ -non pepererunt. Havete adunque la beatitudine, & non ve n'accorgete: -forse che temerete sendo sterile di morir di parto come gia mori -Athena madre di S. Cataldo Episcopo, & prima di lei quella gentil -Tullietta figliuola dilettissima di M. Tullio; non havrete da nodrir -figliuoli, non da farli ammaestrare, non da procacciarli il vitto. -Quanti n'ho io conosciuti liberali & Magnifici, che divenendo poi -madri, divennero avarissime. Ricordatevi di quel saggio versetto che -si spesso soleva dir quel grande Imperadore. CONIUGE non ducta, utinam -liberis caruissem. Ricordomi haver letto esser solito S. Bernardo -di dire che il non haver figliuoli fusse un bene non conosciuto: si -che confortative quanto piu potete. Oh se sapesti quante & quante ne -rimangono dolenti, chi per vedere i figliuoli ò nascere storpiati, ò -per strano accidente guastarsi & chi per vederli consumar malamente il -patrimonio: altri si veggono con istremo dolore uccidere da manigoldi, -& da micidiali sgherri. Oh che affanno, oh che passione è questa: & da -tutti i sopradetti mali con l'esser voi sterile, libera ne siete, & -ve ne turbate, & ve ne state si mal contenta? sciocca che voi siete, -dovreste ringratiarne Iddio a tutte l'hore: se non havete figliuoli -carnali, fatene di spirituali che saranno tanto de carnali migliori -quanto lo spirito è della carne piu eccellente: temete voi forse che -vi manchino heredi? non ve ne mancheranno nò, & quando ogn'uno vi -mancasse, non vi mancherà qualche povero spedale: ma ben veggo io poi -che non ve ne potete dar pace, quel che vorreste: vorreste udir di -quelle belle nove che si sogliono udire dalle fecunde madri, che vostro -figliuolo havesse fatto qualche homicidio, ch'egli fusse prigione, -ch'egli giacesse ferito, ch'egli havesse da gir in galea, ò che fusse -condennato alle forche: vorreste forse udire per il vicinato, che -alcuna vostra figlia havesse fatto un bastardo, che la facesse l'amore, -ch'ella fusse pregna, o che la se ne sia fuggita dietro al carnale -amadore; ò che il marito le da tutto'l di delle busse, ò che l'è in -divortio: queste sono delle nove, che sovente s'odono dalle fecunde, -et non mai dalle sterili donne, come voi siete: et pur vi rincresce di -essere. Deh fate a mio senno, che consilio da fedel amica, acquetate -l'animo vostro, & contentatevi di quel che vuole Iddio: che certo non -potete far il meglio. Prego Iddio a cui servo in spirito, & in verità -che vi consoli. Di S. Antonio da Ferrara alli III. d'Aprile. - - -BARBARA CALI. ALBERISI A M. FULGENTIA CARCASSONA. - -Non mi piace che di voi lasciate uscir fama di Donna altiera & superba -si come fate, & che sprezziate ogn'uno come s'egli fosse fango delle -vostre pianelle: stimate (vi prego) ogni persona di qual conditione si -voglia et anchora ch'egli giunto fusse ad estrema povertà imperò che -non sempre sta la fortuna in un medesimo volere, ma spesso si muta: & -quelli c'hoggi veggiamo in miseria posti, domani li veggiamo fatti Re & -gran Satrapi: il gran Tamburlano (se forse nol sapete) era gia Bifolco, -& trovò la fortuna si favorevole ch'egli divenne Imperadore de Scithi: -Primislao, di guardiano d'armenti fu fatto Re de Boemi: Gige similmente -di pastore doventò Re de Lidi. Sophi, che fu poi fatto Re de Turchi era -gia un pecoraio, si che voi intendete come le cose passano, & come gira -la fortuna. State adunque raccolta in voi, ne beffate altrui per poveri -& mendichi ch'essi sieno, accio che veggendoli poi essaltati non ne -habbiate ad arrossire & di lor temere. altro non vi dico state sana; & -amatime di Brescia alli III. di Febraio. - - -COSTANZA CONTESSA DI NUVOLARA A M. FILIPPA BALBANI. - -Io vi richiesi l'altro giorno che per i miei danari, mi facessi -havere dui cavalli castrati per il mio cocchio & mi havete mandato dui -cavalli piu fieri & piu sfrenati di Pasace cavallo di Cirro, della cui -sfrenataggine fa memoria Plutarco scrivendo di Artaserse: io le voleva -corridori al par di Partenia & Eripha che furono cavalle di Marmace -(l'innamorato di Athalanta) & non si moveno piu che si farebbono due -vacche vecchie & pregne: & poi ardite di scrivermi che avanzano nel -correre la cavalla di Ecratide, laquale vittoriosa fu, ne giuochi -Olimpici; anchor che vicina fusse molto al partorire: non meritava già -io d'esser si mal servita da vostro figliuolo amandovi al par di me -stessa, & havendo voi, tanta commodità di farmi bene accommodare. state -sana. Di Nuvolara alli .X. d'Aprile. - - -TADEA MALASPINA ALLA S. L. R. - -Deh non vi affligete tanto quanto fate d'haver perduto la luce de -gl'occhi, poi che per questo l'intelletto non si perde, & la memoria -non si smarrisce, anzi si aumenta & cresce & che ciò sia vero ch'io -vi dico, specchiatevi in Appio Claudio, ilquale, non mancò mai per -esser cieco di ritrovarsi & alle private, & alle publiche facende -della Republica Romana: cieco fu Druso, et pur la casa sua era sempre -piena di chi domandava consiglio per le particolari bisogne. Non -rimasero di darsi alla Dialettica, & alla Philosophia per la cecità -Asclepiade Philosopho, Diodoro Stoico, Democrito, G. Aufidio, Omero -Stesicoro Poeta, & altri molti che non dico, ma perche dir mi potreste -di non sentirvi (per esser femina) il petto si forte, & si gagliardo, -che sofferir possiate si gran tribulationi, quant'è l'esser privata -dalla luce; dirovvi d'haver anchora letto di molte Donne, lequali & -nacquero cieche, & anche per strano accidente si accecarono, & furono -perciò piene di alto valore, & hebbero di tal caso infinita pacientia, -ricordatevi di quella Hipsea della quale, fa Horatio memoria ne suoi -sermoni, ricordatevi di Lucilla figliuola di Nemesio Tribuno, che patì -l'ultimo supplicio sotto Valeriano nemico della Christiana persuasione, -ricordatevi di Salaberga Nionesa, & di Fara vergine illustre, che gia -fiorì ne tempi di Heraclio Imperadore: & con quella grandezza d'animo, -ch'esse gia la cecità sofferirno, sofferitela anchora voi: piu non -mi stendo in essortarvi a questa nobil toleranza, perche mi confido -nella sapienza vostra, laquale sempre maravigliosa da che la conobbi mi -parve. State lieta & consolatevi: di Ferrara alli III. d'Agosto. - - -BEATRICE PIA A M. LUCIA MANFREDI. - -Non so quando mai ci risvegliaremo da si profondo sonno; non sò -veramente quando mai ricuperaremo l'antico nostro valore: per certo che -altro, non ci riputiamo nate, che a servire, & ad ubidire gli huomini: -habbiamo pur l'essempio di molte grandi et valorose femine, lequai -regnarono et signoreggiarono altri, piu che virilmente. Deh perche non -ci commove l'animo, l'essempio della Reina Candace dominatrice delli -Etiopi: perche non ci infiamma lo spirito Elerna figliuola di Iano? -perche non ci accende il cuore Semiramis? perche non facciamo noi -come gia fecero Hippolita, Zenobia, Valasca & Cleopatra. Non vorrei -che marcisseno stando sempre tra il Fuso & l'ago, vorrei imitassimo -alle volte (ispetialmente quando siamo) in villa quella famosa -Athlanta Arcadia cacciatrice: à cotesto modo potremo noi sperare di -pervenire un giorno à tal grado, che potremo far delle facende, che -gia fecero Tomiri Reina di Scithi: Delbora signora delli Israeliti, -& Teuca domatrice delli Illirici: se noi essercitassimo i corpi -nostri non sarebbono si flecmatici, & per conseguente non cosi gravi -& tardi, perche crediamo noi che le Donne Spartane pervenissero a -tanta possanza? non per altro veramente, salvo perche si esercitavano -ne Gimnasii facendo alla lotta fra di loro, & dando la caccia alle -bestie piu selvagie, spesso anchora armeggiando virilmente: Lodansi -da scrittori, le Donne Gaditane, perche subitamente doppo'l parto, si -lievano dal letto, & fanno gl'uffici loro domestici & non fa mestieri -giacersi trenta & quaranta giorni nel letto come noi facciamo, votando -le spitiarie delli piu pretiosi confetti che vi sieno, distruggendo -i Pollai, & mangiando un tinaccio di ciambaglione. Di qui nasce poi -che non sappiamo far di quelle belle prove che gia fecero le Donne -Tedesche, quando restituirno in ordinanza l'essercito gia rivolto -in fuga: di qui (& non d'altronde) nasce che non sappiamo fare delle -prove che gia fecero le donne Bellovace, lequali col proprio valore -si gloriosa vittoria riportarno da Carolo Duca di Borgogna. Ho piu di -una fiata letto molte belle cose operate da Maria Pozzolana, lequali -m'hanno fatto tutto istupire, ma quando ho poi letto ch'ella non -beveva vino, & che sin dalla prima fanciulezza si avezzò alle fatiche -vigilando spesse volte tutte le notti intiere, di poco cibo contenta, -cessò di gran parte la maraviglia, ch'io n'havea. Hor questa sarebbe -la via di ricuperar i primi nostri honori, & di divenir famose al par -di Herpalice, di Antianira, di Lampedo, di Martesia, di Euriale, di -Amalasunta, & d'altre che hanno conseguito per il valoroso operare -l'immortalità; & qui fo fine pregandovi ad amarmi con tutto'l cuore et -hormai destarvi. Dal Catai alli X. d'Aprile. - - -CATHERINA DATI, ALLA S. APOLONIA ROVELLA. - -Io mi ho riso molto di cio, che mi scrivete, ispetialmemte della strana -& falsa opinione, che vi è nata, veggendo che il vostro cagnuolo tanto -vi ami, che a tutti fuor che voi digrigni i denti, ne dal vostro lato -mai si diparta. Se voi havesti atteso alli studi piu di quel che -atteso havete, non vi lasciareste entrar nel capo opinione, che li -spiriti humani entrino ne cani, ne gran maraviglia vi parerebbe, che -un cane vi amasse, essendo per altri tempi ciò avvenuto. Il ragazzo -di Xenophonte fu come voi, & forse piu di voi amato da un cane. Un -Pavone amò similmente con estremo ardore una Verginella in Leucadia. -Ho letto nelle storie di Sassone Grammatico, che un Orso per istremo -amore rubò già una fanciulla mentre ne campi con le compagne scherzava, -si che non ve ne date maraviglia, ne vi lasciate entrare nel capo si -strane fantasie, & si capricciosi ghiribizzi: & attendete a star sana & -scriverci alcuna fiata. Di Lucca alli XII. d'Agosto. - - -FRANCESCA DA COREGGIO MAINOLDA ALLA S. CHIARA DA COREGGIO SORELLA -HONORANDA. - -Voi mi pregaste l'altro giorno che io vi volessi scrivere una -essortatione alla castità, perche n'eravate stata pregata d'alcune -monache vostre care amiche, nella quale essortatione ramemorassi buona -parte di quelli che la castità cordialmente abbracciarono. Io vi mandai -(non so se l'havete ricevuto) un brieve Cathalogo d'huomini casti -raccolto con gran fatica, accioche voi stessa ve la formassi, & non ne -deste briga a me, che sono pur assai occupata: & acciò che meglio vi -riesca l'impresa, & piu copiosa & efficace sia, vi faccio sapere che -non sarà fuor di proposito il mescolarci Penelope (benche pagana fusse) -anchora che vi sieno alcuni che per casta non la tengano. io sono del -parere di Ovidio, ilquale, nel terzo de le sue Elegie in cotal modo -ne scrisse. PENELOPE MANSIT, quamvis custode careret, inter tam multos -intemerata procos: mescolateci Daphne figliuola di Peneo; Biblia moglie -di Duvillo Romano, ricordative di Sophronia Romana, di Zenobia Reina -de Palmirei: di Etelphrida Reina d'Anglia, di Baldraca, di Dula, di -Edeltruda, di Sulpitia figliuola di Patercolo: di Rodogune figliuola -di Dario: di Siritha figliuola di Sinaldo: di Vria, della greca Hippo, -di Timoclia: di Ciane Vergine Siracusana: di Medullina, di Marcia -figliuola di Varrone, & di Eugenia figliuola di Philippo proconsole -Alessandrino; la quale, temendo che Commodo Imperadore non la violasse, -vestitasi d'habito monastico menti lungamente & sesso, & nome: a questo -modo voi la farete copiosa & Florida & me haverete da molta molestia -liberata; State sana & amatime. Di Mantova alli XX. di Marzo. - - -BEATRICE PIA A M. GIULIA FERETTA. - -Hò letto i versi che mandati m'havete: possa io morire, se creder -posso che de migliori ne facesse mai, ne Erinna, ne Corrina, ne Sapho, -ne Polla moglie di Lucano. perseverate (vi prego) come incominciato -havete, accioche per il vostro mezzo intenda il mondo che ne anchora -nella poesia siamo noi donne, alli huomini inferiori. Di Padova alli -III. d'Aprile. - - -CAMILLA MARTI. AVEROLDA A LA S. THIRINTIA SANSEVERINI. - -Essortovi quanto so & posso a dar vostra figliuola per moglie al S. -Aquilio, acciò che niuna cosa piu vi manchi alla mondana felicità. -Se questo facendo, aviene che di lui naschino figliuoli dell'ampia -heredità successori, sarà la famiglia vostra tenuta assai piu felice -di quella de Curioni, & di quella de Fabij, & voi superarete di buona -fortuna et Berenice, et la Spartana Lampedo: non indugiate adunque -piu a far da prieghi astretta, quel che spontaneamente dovereste fare: -rumpete ogni tardanza, togliete via ogni impedimento, perche de simili -partiti non se ne trovano in ogni luogo: Iddio vi prosperi. Da El. alli -XII. d'Aprile. - - -MADALENA G. BREMBATA A M. GENEVRA CARITHEA. - -Non mi pare a proposito, che essendo morto il vostro consorte facciate -piu quella honorata hospitalità che vi si soleva fare; ispetialmente, -giuvinetta essendo: sianvi per illustre essempio, Ariadna hospita -di Theseo, Phillida di Demophonte, Ipsiphile; & Medea: sbigotiscavi -dell'esser hospitale in questa giovenil età. Calipso s'innamorò -poi dell'hospite suo. Non vi essorto gia ad esser qual fu Busiride, -Polimestore, & l'inhospital Diomede: ma vorrei si tenesse una certa -mediocrità, per laquale infamia alcuna non ve ne risultasse, & pur -humana & hospitale al mondo vi dimostraste: qui vi prego ad adoperar -l'ingegno vostro, & far di modo che di voi non si buccini per la -contrada, come alli di passati si fece di quella Baldonzosa (so che -m'intendete) senza che piu ve la spiani. State lieta: che Iddio sia la -guardia vostra. Da Bergamo: alli X. d'Aprile. - - -VIOLANTE DA GAMBARA A M. OTTAVIA GARIBOLDA. - -Per vostre lettere mi richiedete instantemente, che vi debba -consigliare se sarà bene che Clara vostra sorella di matrimonio si -congiunga con il S. N. Certamente io ci ho fatto sopra consideratione -quanto piu matura m'habbi potuto fare, ne posso fra di loro ritrovare -alcuna conformità, per la quale vivere possino giamai concordevolmente. -tacerò molte cose, che stremamente mi dispiacciono in quel cavagliere, -& dirovvi solamente della sua severità; come sarà possibile che si -lieta anima possa sofferire quella inessorabil natura? Leggo che M. -Crasso fu di tanto rigore di animo, che una sol volta rise, ma costui -non credo che ridesse mai: Zaleuco Legislatore de Locri, non era a suoi -tempi si aspro come è costui: Lucio Bruto, non fu si crudo come egli è. -Aulo Fulvio non fu mai di si dura conversatione; a me par certo quando -lo veggo, o che li favello di vedere, o di favellare con Eaco, con -Minos & con il rigido Radamanto: si che per il giudicio mio, non gli la -darete; altrimenti facendo, voi la sepelite viva. viva voi la ponete in -croce, & le sarete cagione d'insupportabil noia, ne di questo altro vi -dico. Iddio vi consigli, & v'inspiri a far cosa di che non vi habbiate -poscia a pentire. Da Napoli alli X. d'Ottobre. - - -BENEDETTA CONTESSA MALASPINA A M. TERENTIA TUCCA. - -Non viene alcuno de vostri, a vederci, che non ci narri cose -maravigliose della collera vostra; dalla quale vi lasciate togliere & -l'uso & la possanza della ragione. è possibile che trovar non si possi -rimedio a rinconciliarvi con vostra sorella, & far che sempre non siate -in gara voi mi riducete in memoria l'odio di Etheocle, & di Polinice, -liquali, morti essendo per molte ferite, che si havevano date al -dispetto della madre Iocasta, et dovendosi secondo il vecchio costume, -ardersi i corpi loro, non si potero toccare, ma l'uno in quà, & l'altro -in là, visibilmente saltò d'il che fa Ovidio fede dicendo. Scinditur -in partes atra favilla duas. Deh riunitivi (se volete) perche non -siate favola del volgo. Non dico già che vostra sorella non ci habbi -molta colpa, dirò però che l'ira vostra ce n'hà molto maggiore, & temo -ch'ella non vi conduchi a quel termine ch'ella condusse già Hercole, -Septimio, Severo, Marcio Sabino, Vedio Pollione, Cherephone Atheniese: -Stephano Sesto Pontefice, & Sergio terzo, che per ira gittò il corpo -di Papa Formoso nel Tevere: guardative adunque da queste vostre -furie, altrimenti capitarete male & ne starete perpetuamente dolente: -state sana & rattemperative ne desideri vostri. Di Cremona alli XVI. -d'Agosto. - - -ISABELLA SFORZA ALLA S. DUCHESSA DI CASTRO. - -Del duro caso occorso nella vita del vostro Signore, Volentieri vi -consolarei se io mi sentissi d'haver parole atte a poterlo fare in -cosi gran cordoglio: essortero voi adunque solamente a patientia al -meglio che saperò & consolerovi con il proporvi davanti alla memoria -l'essempio di chi hà tolerato maggior stratio ch'egli non fece. -Heliogabalo fu si mal trattato dal populo Romano, che ne fu gittato, -stratiato per molte ferite in una puzzolente Cloaca; d'indi poi tratto -fu gittato insieme con Scenida sua madre nel profondo Tevere. A Michele -Paleologo Imperadore, negò il populo Romano la debita sepoltura: furono -anchora pessimamente trattate le reliquie di G. Mario da Cornelio -Sylla, le quai cose furono da lor congiunti sopportate con grandissima -patientia, ne si vendicarono mai: sofferite con altezza d'animo S. -mia le ingiurie che hanno fatto alcuni pochi huomini al vostro S. -rendendovi certa, che cosi stata sia la volontà d'Iddio, alla quale, -non ci si pò forza humana opporre. Iddio col suo Santo Spirito vi -consoli, (se io bastevole non sono.) Di Piacenza alli XX. del presente. - - -FRANCESCA VIDASCA A M. GOTTIFREDA DOLINDA. - -Ho inteso de mali portamenti ch'usa tutto'l giorno vostro cognato -con esso voi, & delle straniezze che egli vi fa: pregovi a sofferirlo -patientemente, & imitare Aristide, alquale essendo sputato nel viso, -non si adirò punto, ma bastolli d'ammonirlo, che piu tal cosa non -facesse: vi conforto a proporvi per essempio di vera sofferenza -Adriano, ilquale non sol non si vendicò di un servo, che armato -l'assali, ma dettelo nelle mani de medici, perche di si furioso humore -tosto si risanasse. Imitate anchora Licurgo, ilquale, essendogli -stato da un imbriaco tratto un'occhio, non sol non hebbe ricorso alla -giustitia, perche fusse secondo la colpa sua castigato, ma con sua -astutia dalla possanza di quella lo salvò; sofferitelo (vi supplico) -patientemente, & sperate pur ch'egli si debba un giorno ammendare: -cessarà tosto questo giovenil furore, & ve lo troverete finalmente un -perfetto amico et un gratioso parente: state sana che Dio da mal vi -guardi. Di Trento, alli XX. d'Aprile. - - -DOROTHEA CAVRIOLA AVEROLDA A M. SOTHERA N. D. - -Vorrei mi fusse lecito di potervi esser piu vicina che non sono, -che forsi, forsi, troverei al dolor vostro qualche util medicina: -certamente vostro figliuolo non poteva far piu gloriosa morte che -morire in servigio della sua honorata patria: per questo, Cleomene vive -felicissimamente nella memoria de generosi spiriti, per questo è fatto -immortale Mida Re de Phrigij, & reputato è divino Ericteo. Consolative -anima mia & ringratiate il S. di si bella occasione, & non lo piangete -piu; lo dovereste ben piangere s'egli fusse morto in qualche Taverna -ò vero in dishonesto luogo: egli, sul fiore de gli anni suoi è morto -sotto le mura della sua cara patria combattendo in tal sembianza che -fin da nemici era giudicato un'Annibale rendetevi certa, che vostro -figliuolo non è morto, ma egli vive perpetuamente in cielo, dove si -dette sempre honorato luogo a buoni & fedeli amici della patria: ne piu -oltre mi stendo, state sana & confortatevi in Giesu Christo. Da El alli -XX. di Maggio. - - -LUCIA DAL FORNO A M. LELIA DI VENAFRO. - -Mi è stato rifferito che vostro figliuolo è fatto si amico di M. Priamo -che non fu mai tanta amistà fra Diamanta et Oppleo Ercole et Theseo, -Mario et Caspro Iddio lo feliciti, et lo faccia sempre imitare li -costui santi studi. Veramente è senza paragone & nelle lettere & nelle -arme: & Iddio volesse che la città vostra n'havesse di molte paia che -lor rassimigliassero so che ella diverebbe in breve tempo piu gloriosa -di Roma, d'Athene, di Sparta, di Carthagine, di Capoa, di Corintho, -& della forte Numantia, se savia sarete (come sempre v'ho giudicato) -disviarete da tutte l'altre prattiche, et operarete che sol a questa -con tutto'l cuore attenda, donde gli ne pò risultare et honor et -consolatione infinita. Iddio vi conservi da male: Da Balbana alli X -d'Ottobre. - - -LA CONTESSA MADDALENA AFFAITA BIIA A M. IDEA DAL BORGO. - -Ho letto le vostre lettere date alli XV. d'Aprile, le quali non -erano meno ornate, che prolisse: & n'ho sentito leggendole un'istremo -piacere: veramente non mi potevate fare piu grata cosa che di consolar -M. Lucia nella morte di sua figliuola. bisogna a tutti i modi haver -pacientia di quello, che Iddio vuole. Se suo marito l'ha ammazzata, & -senza demerito alcuno, fu anche gia tempo che le mogli ammazzarono di -molti mariti, & n'habbiamo di questo piu di mille storie, senza che -si adduchi in mezo Clitennestra, Albina, Rosimonda, Lucilla, Circe ò -Semirami, & per dir il vero, soviemi d'haver osservato piu di venti -donne amazzatrici de loro mariti oltre le figliuole di Danao, dette -per sopra nome le Belide, le quali furono cinquanta & tutte ecceto -Ipermestra amazarono i mariti loro, la dove ritrovo niuno huomo -(quantunque fiero & selvaggio) haver amazzato la moglie, eccetto, -Ceffalo, Nerone, Chilperico, Constantino, Mithridate, Egnatio, M. -Cecilio, Periandro, et il Brutto Deciano. Se noi cercassimo con ogni -studio & con ogni diligentia di ricuperare l'antico nostro valore che -n'habbiamo perduto, forse non sarebbe lor si agevol cosa l'ucciderci -tutte le volte che la colera lor monta, ò vero che habbino il capo -pieno di vino. State sana & pregate Iddio che sempre ci conservi nella -sua gratia. Da Seronno alli VII. d'Aprile. - - -VIRGINIA DA GAMBERA A M. GIULIA FERRERA. - -Intesi l'altro giorno del gran pericolo, nel qual cadeste, per voler -montare sopra di quel sfrenatissimo cavallo, che alli di passati vostro -fratello vi donò, & subitamente mi triemò il cuor nel petto. Veramente -non leggo mai quel verso d'Ovidio. Quique ab equo præceps alienis -decidit arvis, che l'animo non mi caschi (come dice Homero) nelle -Ginocchia. Non leggo mai di Nipheo, di Leucago, di Ligeri, di Clonio, -di Thymete, di Agenore, di Bellorophonte, & di Seleuco, che tutta -non mi sbigotisca per esser morti cadendo da cavallo. Fate a mio modo -sorella carissima, non vi montate piu, andate piu tosto a piedi, anzi -boccone, & se mi amate, overo credete che io ami punto voi, oprate di -sorte che non si sentano piu di voi cotai novelle: state sana. Da Roma -alli IIII. d'Ottobre. - - -EMILIA CONTESSA DA GAMBERA A M. CLARA BURLA. - -Alli passati di venne nova che andando un gentil'huomo Lombardo alla -caccia, un porco l'haveva morto. subitamente mi ricordai di vostro -figliuolo, che n'è tanto vago, & incominciai a temere molto in suo -servigio. Deh fate (vi prego) che di lui se possibile è non si senta -tal nova: bastici d'un Adone, d'un Idmone, d'un Bruthe, & d'un'Anceo, -da Porci stratiati et morti: scongiuratelo per il ventre, & per il -latte materno, che rivolga l'animo suo a piu honesti studi, dove -l'ingegno insieme col corpo si eserciti & lasci altrui si laborioso et -pericoloso esercitio. Di Viruola alli III. di Febraio. - - -MARGHERITA POBBIA A M. MARGHERITA GORA COMADRE CARISSIMA. - -Mai piu (se io campassi piu di Mattusalemme) mi lascio condure in -simili luoghi dove alli di passati vostra sorella mi condusse senza -far provisione di vettovaglie, non già se credessi di doventar Reina -di Francia. Credei veramente morir di fame & di sete si come leggo -esser morti Pausania, Sisigambi, Cleante, Gabino, Silino, Neocle, -& Euristene: questo v'ho io voluto scrivere, acciò non vi lasciate -imbarcare senza biscotto; so ch'ella non ha altro in pensiero che di -condurvici: guardatevene, ne dite poi, che non ve n'habbi avisata; ma -non li dite giache io ve l'habbi disuaso, non lo fate per quanto amore -mi portate: essa vi è sorella, & per conseguente so che la conoscete, -l'è tanto iracunda che non si puo esser piu. Di Como alli VIIII. -d'Aprile. - - -MARGHERITA ZAFFARDA ALLA S. LEONORA VERTEMA. - -Quanto mi doglio che essendo si mal disposta, vi siate condotta ad -habitare in luogo poco sano, dove non vi possiate prevalere ne di -medico, esperto, ne di alcuna giovevole medicina: hor qui penso io per -l'amor che vi porto di soccorrervi con utilissimi ricordi; & per la -prima cosa di che vi avvertisco si è che pogniate cura che li meati del -corpo vostro non sieno ne molto aperti, ne molto chiusi: ne frutti, -ne herbe vi sieno in molto uso, ma molto piu parcamente mangiarete -& latte & pesce & quando pur vi occorrera mangiarne non vi si scordi -mangiarli col mele: condirete i cibi humidi & grassi con le cose acre -& aromatiche. Non vi curate punto di mangiar ogni giorno carne, acciò -che non vi si generi nel corpo una prestissima putrefattione pensate -pur che non senza causa Porphirio, mosso dalla Reverenda autorità de -Pithagorici, & d'altri Antichi philosophanti, detestò il mangiare de -gli animali certa cosa è che gli huomini avanti al Diluvio, non ne -solevano mangiare: godete con grande moderanza li cibi di complessione -molto secchi, & piaccianvi quelle vivande che sono mezane tra le secche -& le humide; benche Avicenna per schivar la canutezza preferisca i cibi -di natura secchi alli molli: schivate i cibi eccessivamente freddi & -eccessivamente caldi, & abbracciate quelli che sono caldi & insieme -humidi, non schiferete di mangiar carne ò sangue di porco come gia -solevate fare, ma confortata dall'autorità di Galeno et anche per una -certa natural similitudine qual essa suol haver con la nostra carne la -lasciarete venir sulla vostra reale & splendida tavola ne vi scorderete -che alla vita longa giovi il mangiar di piu vivaci animali (pur che -giovanetti sieno). Fugite il sonno di mezzo giorno (se astretta non -siete da gran necessità) ricordative del detto Plautino, Heu tu non est -bonus homini somnus de prandio. Non voglio dimenticare di avvertirvi -che facciate nodrire quei animali che mangiarete de cibi eletti, -raccolti in luoghi dove i venti temperati raserenano et dove i raggi -del Sole danno dolce fomento. quanta differenza è di luogho a luogo -ve lo dimostra il persico ilquale in Persia è veleno, & in Egitto è -molto amico al cuore: ve lo puo dimostrar l'Eleboro, che si riceve -in Anticira senza nocumento, & altrove è si mortale: procurate che -l'habitatione vostra sia riposta in luogo alto & che risguardi mezzo -dì et l'oriente, sotto un'aria sottile, ne humida, ne fredda: bastevi -quanto v'ho scritto per hora: occorrendo d'haver fidati messi, non -mancherò di darvi de gli altri ricordi, non men'utili, delli predetti. -State lieta. Di Mantoa alli X. d'Aprile. - - -LAVINIA SFORZA CONTESSA DI BORGO NOVO A M. ISABETTA MOSCARDA. - -Acerbissima m'è paruto la trista nova che alli di passati ci venne, -che vostro fratello si fusse cosi infelicemente annegato, & sel non -fusse stato, che alli di passati avida piu del solito di studiare, -mi chiusi nella mia libraria & ritrovai leggendo tanti & tanti dalle -acque con gran dolore di suoi congiunti assorbiti; mi sarei a fatto -a fatto per amor vostro disperata. Lessi in Propertio, in Giovinale, -& in Ausonio qualmente Hila figliuolo di Theodamante, andando per -attingere acqua, si annegò con tanto dolore di Hercole che il maggiore -non si potrebbe imaginare. Lessi in Virgilio come Oronte, rovinata che -fu Troia, venendo in Italia con Enea si annegò insieme con Leucaspi. -Lessi in Martiale, che andando Cerelia a Baia, si sommerse per ria -fortuna. Lessi in Statio, essersi annegata Sapho: lessi in Ovidio, che -Tiberino Re, si affogò nel Tevere & dalla morte sua li dette il nome, -chiamandosi prima Albula: lessi in una Tragedia di Seneca, che Icaro -cade nelle acque & ivi terminò con grande angoscia del Padre Dedalo -i giorni suoi. Lessi in Valerio Flacco che Inno con Melicerta s'erano -sommersi. Lessi in Livio, come di Naufragio morisse già C. Marcello, -essendo mandato à Masinissa in Africa. Lessi in Sex. Aurelio di simil -morte esser mancato Decio Imperadore, essendo prima vinto da Gotti. -Lessi in Plutarco di Rosana concubina di Alessandro. Lessi finalmente -che il mare Egeo non per altra causa fusse cosi chiamato, che per -esservi morto dentro Egeo, et cosi fusse detto il mare Eritreo dal Re -Eritra, l'Elesponto da Elle sorella di Phriso: il mare Icareo da Icaro: -& il Mirtoo da Mirtilo carrettiero di Enomao: il mar Tirreno da Tireno -Re de Lidi, l'Esperio dalle fanciulle Esperide, l'Anieno da Anio Re -de Thoschi. Queste cose mi consolarno maravigliosamente, & ferommi -rasciugar le lagrime, acquetaronsi i sospiri, & i singhiozzi che -duramente m'havevano suffocato il cuore: cosi prego Iddio avenga a voi, -& quella pace n'abbiate tosto che merita la rara vostra bontà, alla -quale & giorno & notte mi raccomando. Di Piacenza alli III. di Febraio. - - -LA CAVAGLIERA LUZAGA VEDOVA ALLA S. CAPRANIA ROSELLA. - -Son astretta di ammonirvi d'un diffetto che'l mondo vi accusa, che è -dell'esser sopra tutte le femine della contrada vostra invidiosa: Deh -vi prego carissima sorella non macchiate tante buone parti, quante -voi havete, con questo pestifero morbo d'invidia: sovengavi che Aiace -Thelamonio havendo invidia che le arme di Achille fussero date in -premio a Ulisse, fatto perciò furioso se stesso amazzò: infami divenero -al mondo per l'invidia, Dedalo amazzatore di Telen Suo caro discepolo, -Drance per haver invidia alla gloria di Turno, Hiarbita Mauro, Bauto & -Mevio: non è veramente l'invidia qualita degna del vostro gentilissimo -petto: non so gia io come l'ardisca di stare fra il coro di tante & -tante virtu che sono in voi. scacciatenela adunque ne ve la lasciate -piu entrar nell'animo: non vi ho voluto diffusamente trattare delli -incommodi nati dalla invidia; per conoscervi lungo tempo nelle storie -dotta & esperta: vi supplico bene per quell'ardente amore qual v'ho -sempre portato, à far di modo che piu non si odano di voi cotai -rumori. se le vostre vicine hanno de beni di fortuna piu copiosamente -di voi, non ve ne affannate punto, ma piu tosto considerate quanti -bei ornamenti v'habbi dati Iddio senza esserne voi pur un tantino -meritevole. Iddio vi guardi da male, da Isè alli XII. d'Aprile. - - -TADEA CENTANA. - -Ho letto piu di una fiata la vostra artificiosa & facetissima Comedia. -& mi credei certamente morir, delle risa, si come legesi esser morti -Chilone Lacedemonio & Diagora, quando io giunsi a quelle astutie -servili da Pandaro servo. fatte: hora (vi prego) che io veggia la -Tragedia qual havete incominciato, perche spero torrete la palma -di mano al dotto Sperone, et al consumato Trissino: non mancate di -mandarmela quanto piu tosto vi sie possibile (se mi amate, ò vero se -punto vi persuadete esser da me amata) Domani me ne vado alla villa & -ne meno con esso meco il choro de le Muse, se vi piacerà di venirci, -fatemelo sapere, che vi manderò compagnia tanto faceta che confesserete -esser vero il Mimo di Publiano COMES FACUNDUS IN VIA EST PRO VEICULO; -appresso vi mando il commento che alli di passati mi fu di Francia -mandato: credo ch'egli vi debba sommamente aggradire: godetelo fin che -ritorno & sel vi verrà voglia di villeggiar con noi, portatelo con esso -voi; di Vinegia alli VI. d'Aprile. - - -CECILIA AGNELLA ALDEGATA A M. LAURA R. - -Io v'hò piu volte avisata che schivar volessi la prattica di alcune -male persone le quali dal lato vostro mai ò di rado non si partono; -ne senza ragione ve n'avisava havendoli conosciuti di tal qualita che -a guisa dell'Aconito sol col tatto avellenare & uccider possono: non -vi lasciate rimovere dal mio Consiglio per la faceta lor natura ma -ricordatevi esser piu tosto da ricercare & da ritenere le cose utili -anzi che le gioconde et delettevoli il che ne fu dato ad intendere -per la vecchia usanza di quelli che con le quadrige combattevano in -campidoglio nelle Ferie latine, dove il vincitore haveva una Coppa -piena di absintio: veramente in niun'altra cosa doveremo noi esser piu -diligenti che in imparare il modo del viver humano, & come reggere ci -dovemo per non inciampare. & per non entrare in qualche inestricabil -laberinto quanta difficulta credete voi che sia in saper discernere li -veri, dalli falsi amici? oh se noi lasciassimo alcuna volta da canto -quelle occupationi che tanto intricate ci tengono et legessimo il dotto -libro della natura, troveremo esserci quella una ottima maestra et -perche credete voi ch'ella habbi fatto che quelle Sorbe che piu belle -sono sieno a qualita velenosa piu soggette di quelle che men belle -appaiono? non l'hà fatto per altro che per insegnarci esser piu dannosi -i lusinghevoli amici che li asperi non sono: ma di questo parmi hormai -d'havervene detto piu che à bastanza: Attendete a conservarvi in Sanita -et quanto piu potete amatemi perche io amo voi al parangone delli occhi -miei: il mio carissimo consorte vi saluta riverentemente & paratissimo -all'honore et servitio vostro si offerisce. Di Mantova. - - -ISABELLA SFORZA ALLA S. ANGELA PICCOL'HUOMINI. - -Vi hò molte volte scritto, che volendovi applicar alli studi, facciate -elettione di quella sorte di lettere, che rendendo la mente piu sobria -& l'animo fanno tuttavia doventar migliore. Se vietano i medici che non -s'usi l'halicacabo, ilquale, quantunque giovevole & opportuno sia per -fermar i denti, fa però impazzire chiunque lo adopra. perche non debbo -anch'io cosi vietarvi a non applicarvi a quelli studi, che la lingua -poliscono, & i buoni costumi infettano? non vi sbigottite, perche i -precetti della Philosophia austeri & scabrosi vi paiano, ma pensate -fra voi stessa, che si come l'aceto è al gusto mordace, giovevole però -contra li serpentini morsi: cosi i decreti della Santa Philosophia -parerci alle volte poco delettevoli, ma giovar molto, & opportunissimo -rimedio recare contro le pestilenti passioni dell'animo: molte altre -cose a questo fatto appartenenti vi direi, se non havessi certa fidanza -di tosto tosto vedervi, & teneramente come sempre soglio abbracciarvi. - - -LUCRETIA MASIPPA A M. LA DUCHESSA DI VALENTINOYS GRAN SINISCALCA. - -Ritornò (Valorosa Signora) alli di passati dalla corte del -Christianissimo Enrico M. Francesco Beltramo, ilquale, divenuto novo -Trombetta della virtù & singolar bontà di V. Eccel. hà talmente acceso -il cuore di ciascuna donna, che insino allhora presente altro per tutta -Lombardia non si desidera, che di servirvi, di amarvi (& se far si -potesse senza nota d'impietà) di adorarvi. ma che dico io di ciascuna -donna? anzi di ciascun valoroso Cavagliere. à tale che chiunque si -sente haver nel petto lealtà di fidel servidore, ò valor di forte -guerriero, desidera porsi nel servigio del potentissimo Re di Francia: -& questo desiderio, non tanto nasce loro dalla liberalità & gratitudine -Regale, quanto dalla amorevole protettione quale (per quanto s'intende) -hà preso la bonta vostra della natione Italiana: Felice quel gran -Re à cui per celeste sorte, è toccato d'haver presso di se donna che -li faccia tal servigio che appena fare lo saprebbe un Coleggio de i -piu perfetti Senatori c'havesse mai ò Roma ò la dotta Athene: ne men -felici saremo noi donne se sapessimo imitar la destrezza del vostro -divino ingegno, la perfettione del giudicio, l'integrità dell'animo, -la sincerita della vita, la generosita del cuore, & la purità della -conscientia laquale, (per quanto m'è riferito & dal sopradetto M. -Francesco & da molti altri di non minor fede degni) fu sempre schiva -di falsità, di simulationi, & di qualunque cosa indegna di donna -che Iddio ami & i suoi santi giudicij tema. Hò posta S. Duchessa la -penna su questa Carta et vi hò piu familiarmente scritto che non si -convenia farsi all'altezza del grado vostro, date la colpa all'intesa -et smisurata allegrezza nel cuor mio novellamente conceputa; qual -non ho potuto mai raffrenare & sono stata sforzata (mio mal grado) di -communicarla alla penna mia, accioche per il mezo suo pervenesse a gli -orecchi di V. Ecc. & fra voi stessa tacitamente vi rallegraste; Iddio -sempre ringratiando c'habbi piovuto sopra del capo vostro, tante, -& tante Illustri gratie che se ne potrebbe arrichire tutto il Regno -di Francia. non mi voglio dilattar piu del dovere: So che io scrivo -a una grande et occupatissima Duchessa & a donna finalmente degna -d'essere Imperatrice di tutta Europa: farò adunque fine al scriver mio, -pregandovi ad havermi con le mie figliuole per humilissima vassalla & -obedientissima serva. Iddio nostro S. sia sempre la guardia vostra & vi -essalti sopra il choro delli Agnoli insieme col Felicissimo Enrico. Di -Vinegia alli XXVI. di Decembre nel M.D.XLVIII. - - -FRANCESCA RUVISSA ALLA S. D. ISABELLA BRESEGNA. - -Quanto piu vi verrano a noia le cose temporali: tanto piu vi si -accendera il cuore dell'amore eterno: attendette pur tuttavia -come incominciato havete a darvi in preda alla sacra philosophia, -dellaquale, se vi sentirete ritrar dalla corporal cura, sentirete -anchora per il suo mezo accrescervi il vigor del'animo: la soglio -io per tanto alcuna volta rassimigliar al nasturtio, ilquale, (per -il parere de curiosi phisici) aguzza l'ingegno, et rende il corpo al -generare inetto & indisposto: questa è: Figliuola mia la vera scala di -salir al cielo: insegnaravi questa evangelica philosophia alla quale si -di buon cuore vi essorto quel che non potrebbe ne la scuola Socratica, -ne la Pithagorica: qui, qui & non altrove, imparerete à sprezzar voi -stessa, & ciò che di buono in voi havrete, rifferirlo a Dio auttore & -donatore de tutti i beni: se con humiltà trattarete la sacra scrittura, -& non ambitiosamente (come hoggidi molti fanno) havrete per vostro -maestro lo spirito Santo: non vi pentite dolcissima figliuola d'esser -per cotal mezzo intrata nella via d'Iddio: anzi tenete per cosa certa -che non ve ne fusse alcuna altra migliore ne piu sicura: affrettative -pur di caminar à quella celeste Gierusalemme, per che i giorni son -brievi. non vi fermate punto, ma animosamente armata di fede, & di -speranza caminate: Soleva dir il beatissimo S. Bernardo che la via -d'Iddio era tale; che chi non caminava sempre avanti, ritornava a -dietro: ne altro dico: Nostro S. ci aiuti tutti & ne conduchi à vita -eterna. Di Vinegia alli XX. di Marzo. - - -GIULIA TRIVULZA MARCHESANA DI VIGEVANO A M. LUCIANA MALATESTA. - -Per questa mia, vi faccio sapere che Alessandro vostro è risanato, -& per quanto mi dicono & li medici & li servidori insieme, gli è -sopravenuta questa infirmità per soverchio mangiare & per ismoderato -bere & (se l'è vero quel che m'è rifferito) credo io che la voracita -di Archesilao Pritaneo, di Domitio Aphro, di Septimio severo, et di -Valentiniano fusse nulla anzi una somma parcità rispetto a quella di -costui, che mai non si vede satollo: pare habbia un Lupo nel stomaco, -pare habbi una spongia in gola: & che si credono costoro di fare? -pensano forsi d'esser nati al mondo sol per consumarci le vettovaglie? -avvertitelo adunque amorevolmente à tener vita piu regolata ch'egli non -tiene, essortatelo con le vostre savie lettere all'esser piu temperante -& moderato ch'egli non è: io dal mio canto non manchero di essortarcelo -fin che egli stara in questi vicini luoghi: ben che alle volte, per -scuotere il giogo che ci hanno posto gli huomini tirannescamente al -collo, vorrei che tutti fussero di cotal natura: ne so piu espediente -via à riparare alla servitu nostra. state sana et amatime: da Mallè -alli VIII. d'Ottobre. - - -LUCRETIA MASIPPA ALLA S. TADEA CENTANA. - -Hieri venne a me M. Hortensio et dissemi ch'egli credea che foste un -capo senza lingua, imperoche essendo nelle vostre case venuto, mai vi -udi favellare, & pur havea gran voglia di udir uscir da si bella bocca -parole corrispondenti: Io vi ricordo S. Tadea anchora che il silentio -sia l'ornamento delle donne, disdirsi pero l'esser totalmente mutola: -si deve favellare alla presenza de valent'huomini ma con modestia -pensando & essaminando prima le parole, avanti che vi eschino di bocca: -Fa di mestieri havere la bocca nel cuore, & non il cuore, nella bocca: -escanvi le parole vostre con donnesca piacevolezza & non imitate quella -buona creatura, laquale quando vol dir mezza parola, tutta si commove, -et par che habbi da partorire un Elephanto. v'hò voluto di questo -avisare perche mi hà detto ch'egli voleva visitare M. Francesca, non -gli date occasione di mormorare per che l'hà una lingua diabolica, -porrebbe fuoco nel pozzo; non potreste credere quanto l'è sdegnoso et -come tosto si adira, se del continuo non è vezzeggiato à guisa d'un -Bambino. state sana. - - -LUCRETIA MASIPPA ALLA S. MARTA VANNUCCI. - -Se siete come mi scrivete risanata da quei colpi che amor vi dette -togliendo per istrumento i rilucenti occhi di M. Girolamo .P. attendete -a conservarvi in sanità, & ramentative di quel che disse Seneca che -niuna Ferita piu facilmente torna a rinverdirsi di quella d'amore. -Havete hormai con vostro gran danno provato pur troppo a bastanza -quanto sia grande la sua forza & come legati ci tenga con invisibil -catena (benche non insensibile) havete veduto come duramente tratti -chiunque se li fa vassallo facendolo divenir inconstante, maninconico, -iracondo, cieco, pieno di querele, & al creder facile. Non deverieno le -persone savie come vi tenete voi, amare si smisuramente le cose che non -si veggono, ma quelle sol che non appaiono, imperoche il vero amore si -è amar Iddio: hor mentre siete stata amante d'huomo carnale & caduco, -evi paruto amore altro che un celato fuoco, una grata ferita, una dolce -amaritudine, un delettevole veleno, un piacevol morbo, un giocondo -supplitio, & una lusinghevol morte? Credetelo à me che amore non -procede ne dalla natura, ne dal fatto, ma dalla vostra leggierezza & -dal vostro debol giudicio: fuggitelo adunque per l'avenire meglio, che -non havete per il passato, mutate luogo (se bisogno vi sia) schivate di -vedere il volto del male amato giovane: & occupate la mente, & i sensi -vostri in facenda di maggior importanza: pensate alcuna volta al fine, -& quanto sia egli brutta cosa: pensate similmente che non senza buona -ragione. Commandasse Archiloco Lacedemonio che li libri che d'amor -trattavano fussero publicamente arsi: ne piu mi dilato in tal cosa, -sovenendomi di quel latino proverbio ICTUS SAPIT state lieta, amandomi -di cuore. Di Vinegia alli XX. d'Agosto. - - -TADEA CENTANA ALLA S. LIVIA CARAFFA. - -Hò inteso che sendo ito il vostro maggior fratello alla caccia, era -alli di passati con gran dolore & dispiacere di chi lo conosceva -stato da uno Orso ucciso: non vi saprei giamai ridire quanto affanno -n'hebbi et per amor suo, & per vostro sentito: hor mentre di ciò mi -lagno & mi querelo, vennemi chi porse refrigerio al mio dolore, & -questo fu il ricordarmi de molti cavaglieri & per sangue & per virtù -Illustri, liquali da diversi animali uccisi, dolenti per essi lasciati -ci havevano: Sovennemi d'haver letto presso di Pausania che Millone -fusse da lupi mangiato: Basilio Macedonico Imperadore fusse amazzato -da un Cervo mentre li dava la caccia: Ho letto nelle greche storie -qualmente Cratis sibaritano fu da un becco per gelosia mentre dormiva -presso de la mal amata Capra con le corna svenato: Scrive Antipatro di -Tarso che Gatis Reina della Siria la quale, fu poi chiamata Atergate fu -data da manicare a pesci: Ho parimenti letto che Hattone Arcivescovo -di Maganza fu nel Reno mangiato da Topi non senza gran sospitione di -vendetta divina poi che finse di voler dar la limosina ad una gran -moltitudine de poveri & poi rinchiusi in un granaio tutti senza haverne -alcuna pietà gli fece miserabilmente ardere Euphemia vergine Illustre -& figliuola di Philophrone Senatore fu mangiata dalli leoni Revocato -& Felicita incliti di Christo martiri furono amazzati da leopardi. La -memoria di questi essempij m'hà consolata & cosi piacerebbemi che da -voi stessa con simile ricordanza vi consolassi: dovereste pur esser piu -che certa che qua giù non si fa cosa veruna senza la volunta di colui -che il tutto fece, & che il tutto regge & sempiternamente governa: -dative pace hormai dolce signora, poi che per le vostre lagrime et -per li vostri cordogli a vita rivocar non si puo & qui faccio di -scriver fine, à voi del continuo raccomandandomi & a darvi di ciò che -di sinistro vi accade patientia, essortandovi. Di Vinegia alli XX. di -Marzo. - - -MARTA STELLA BARBISONA ALLA S. CONTESSA THEODORA B. MARTINENGA. - -Hora per isperienza veggo esser vero: niuna cosa potersi ritrovare -piu acuta della calunnia, poi che una signora si savia si prudente -& che si ottimamente in ogni luogo, in ogni tempo, & in ogni fortuna -si è portata s'ha lasciato dare ad intendere & non so da cui che M. -Hortensio habbi di lei parlato men che honorevolmente: come vi havete -voi lasciato ciò persuadere havendo il testimonio della sua scrittura -in contrario nella quale al mondo vi publicò già per un singolar -ornamento dell'ordine vedovile? ne si contentò di lodar la vostra -molto illustre persona, ch'egli parimenti lodò con la sua dotta penna -la vostra villa di Conceso, & in verso Heroico l'haveva incominciata -a descrivere: Non mostraste gia voi la solita vostra prudentia (& -perdonatime) poi che tanto a noia vel recaste essendovi prima paruto -di si dolce conversatione, & de si amabili costumi ne sol dimostrasti -di odiarlo piu che non odia la grue il falcone: ma li mancasti anchora -d'una picciola promessa che li havevate fatta: hor perche non mostraste -voi qua la vostra singolar prudentia & quel maturo giudicio tanto -da lui lodato? perche vi provocaste voi contra si facondo Poeta? -non vi soveniva forsi haver scritto Horatio VATUM IRRITABILE GENUS? -non vi soveniva forsi haver lasciato Platone per unico precetto, -che non ci facessimo nemici gli poeti? se per niuno altro rispetto, -lo volevate tener nel numero de vostri piu cari benvoglienti ce lo -dovevate almeno tener per esser egli tanto amico della poesia. Non -sapete voi che la poetica è da Plutarco tenuta per il vero fonte di -qualunque buona disciplina & chiamolla già in piu d'un luogho per la -sua rara vaghezza Pittura parlante: fu pur grande errore il vostro, -a farvelo nemico, senza niuna sua colpa & senza niuno suo demerito: -foste pur troppo facile a credere a chi mosso d'invidia vi riportò di -lui male, & esso mi parve pur troppo humano et troppo cortese, a non -isfogar mai ne con satire, ne con iambici l'ira sua, & a non mandar -fuori il sdegno contro di voi meritamente conceputo. Voi l'offendete -stranamente riportando di lui male alla S. D. Leonora, laquale gli lo -fece intendere pel mezzo della S. Violante Mauritia & pur benignamente -vi comportò sempre & di tutta questa virtuosa sofferenza ne fu cagione -sol l'amore, & la riverenza che al vostro venerabil volto portava: ne -furono anchora in buona parte cagione le grate accoglienze che voi gli -faceste quando venne a Conceso in compagnia del gentilissimo spirito -M. Marco buona: soviemmi che il di seguente mi venne a visitare, ne -si vedeva satollo di predicar l'humanità vostra & di essaltar le dolci -maniere con lequali il trateneste: questo v'ho io voluto scrivere acciò -vi guardiate di commettere cotai errori liquali nel vero troppo si -disdicono alle vostre divine qualità. Da Manerbio alli XX. d'Agosto. - - -NICOLAA TROTTA A CLARITIA QUANTO SORELLA. - -Mi chiedete con molta instanza che io vi dia qualche util consiglio poi -che al tutto siete disposta di volervi innamorare: per mio consiglio -adunque eleggerete l'amante vostro virtuoso & modesto, ilqual non -sia ne vecchio ne giovanetto molto, imperoche gli vecchi sono del -tutto inetti alli amorosi spassi, & li giovani sono quasi tutti -mal patienti, troppo frezzolosi, sospettosi, sdegnosi, vantadori: -& certamente considerando io tante male qualità giudicherei meglio -d'amar il vecchio anzi che il giovane, nelquale, piu tosto si spenge -amore che non si accende. Non vi impacciate di huomo ricco imperoche -sogliono gli huomini facultosi comprar l'amore, & non corrispondono mai -ò di rado nell'amare & potendosi con molte trarsi le voglie, di rado -anchora avienne che osservino altrui fede. Oltre che sempre hanno per -viva forza del lor segreto amore mille domestici testimoni: schivate -gli huomini ociosi, & senza alcuna industria, perche questi sogliono -pigliar l'amore, per uno essercitio & per un'arte: non vi sottoporete -ne anche a contadini, per esser cosa troppo indegna. Di Ferrara. - - -SIBILLA SEVA TOLOMEI A M. L. R. - -Oh quanto havete voi ben fatto a non ritrovarvi alli di passati nella -città nostra poi che fu da cavalli per commandamento del Re stratiato -un sfortunato gentil'huomo nato Conte di Monte Cuccolo nelle montagne -di Modona & nelle nobili conversationi nodrito: n'hebbi per certo -gran dolore, & sovvennemi allhora del bello Hippolito, dell'infelice -Glauco figliuol di Sisipho. Vennemi allhora in memoria quanto per -adietro letto haveva presso di Livio di Metio suffetio: & disse fra -me stessa che destino fu mai quello di Diomede Re di Tracia ilquale -fu da Hercole dato a sbranare alli istessi cavalli da lui di humana -carne si lungamente pasciuti? corsemi alla memoria in quella istessa -hora che lo vidi porre nelle mani del Manigoldo, d'haver letto nella -vita di Temistocle da Plutarco diligentemente scritta, come Neocle di -Temistocle figliuolo morì d'un morso che un cavallo li dette. Ricordami -di Comminio falsamente da Gidica matregna di Stupro accusato, & da -cavalli crudelmente lacerato: cosi anchora mi ricordai di Limone -Farasuella, & di Abdero & di Pirecme Re di Euboia: hò sempre da -quell'hora havuto in odio tutti quelli che vanno a vedere si crudeli -spettacoli dove altro non s'impara che ad incrudelire: pregate Dio ci -guardi da pericoli & del continuo ci tenga la mano in capo sono pur -imperscrutabili li giudicij divini: ma non voglio per hora intrar in -questo pelago, perche non ne saprei a mia posta uscire: state sana. Di -casa nostra. - - -MARTIA PIACENZA BENVENUTI ALLA S. MARGHERITA TRIVULZA. - -Non vi doveria già accadere alcuna consolatione per esser stati -biasmati gli vostri scritti da chi forse non li intendeva. questo non -vi deve dar noia imperoche voi non gli scriveste per guadagnarvi il -pane che n'havete (la Iddio mercè) da darne ad altri: non scriveste -per acquistarne loda sendo la virtù di se stessa contenta, senza premio -cercar di gloria, scriveste sol per fugir l'otio nemico capitale della -donnesca pudicitia & scriveste per essercitar l'intelletto accioche -ruginoso non divenisse come veggiamo divenir il ferro quando non -è dal fabro posto in esercitio. se hora altri si muove à biasimare -gli vostri belli componimenti, che ce ne potete voi fare? come li -potete voi rimediare? puote forsi riparare Platone che biasmato non -fusse di esser nell'ordine poco distinto? puote riparare Aristotele -di non esser per la smoderata sua oscurità chiamato Sepia? puotero -oviare Empedocle, Anasagora, Democrito, Leucippo & altri tanti che -dall'arogante Aristotele tassati non fussero? Puote Virgilio rattenere -altri che non lo notassero di poco ingegno & non lo chiamassero -apertamente usurpatore dell'altrui fatiche? non pare a M. Tullio che -spesso dorma Homero? non rimane M. Tullio alcuna fiata poco sodisfatto -di Demostene? non è accusato Tullio dell'essere troppo ridondante, -lento nelli principij, ocioso nelle digressioni, tardo nel commoversi -& rade volte riscaldarsi? fu reputato Senophonte troppo slombato. ha -forsi potuto Livio con la sua candida eloquentia far dimeno che le -sue divine concioni non sieno state da Trogo Pompeio dannate? che ne -puo far il povero Plauto se ad Horatio non piace & a Lucillo pare -incomposto? Se l'è stato morduto Plinio (che fu al scriver molto -accorto) di non haver ben digerito cio che scrisse, & è rassimigliato -ad un torbido fiume, potete ben sofferire con patientia se anchora voi -siete stata tassata di soverchia abondantia è condennato Ovidio quel -chiaro lume di Sulmona, non puote Salustio tener la lingua ad Asinio -Pollione che troppo affettato non lo chiamasse. non puote Terentio con -istrema fatica frenar la lingua a suoi maledici ch'egli fu costretto -pervertire l'ordine de suoi prologhi: non puote tener la lingua Seneca -a molti, liquali dicevano che li suoi componimenti erano come l'arena -senza calzina. & voi crederete di andarvene senza acqua calda a questi -tempi ispetialmente dove sono tanti giudiciosi? Non si puote contenere -S. Gieronimo di non lacerar Ambrogio (è quel irrefragabil dottore) & -di chiamare i commentari ch'egli scrisse sopra San Luca pure, ciancie -in diversi luoghi dandogli nome hor di Corbo, & hor di Cornacchia. -Il medesimo non si rattemperò di affermare haver letto nelle pistole -di S. Agostino alcune cose heretiche. Se adunque l'invidia non -perdonò a queste si chiare & illustri persone, come perdonera ella -a voi che siete di minor fama, & di minor riputatione? Fu infinita -l'invidia ch'era tra Platone et Senophonte, & videsi chiaramente poi -che scrivendo di simili cose, hanno sempre Socrate in bocca & una sol -volta l'un dell'altro fa tepida mentione. Le parole di Eschine dette -a Socrate Platone per odio a Critone le attribuisce. Considerarete -anchora meglio quanto regnasse già per altri tempi (quai migliori -riputiamo) l'invidia, poiche M. Tullio facendo memoria d'infiniti -oratori sol d'uno ò di dui, al piu, fece mentione: considerate se -questo morbo d'invidia puote in Quintiliano; poi che sotto silentio -trapassa quasi tutti i scrittori dell'età sua & di uno tace il nome, -affermando ch'egli fusse la gloria di quel secolo: ne altro dico per -consolarvi: se pur tuttavia vi attristate che i scritti vostri non -sieno aggraditi a ciascuno, poi che ciascuno non ha il vero gusto delle -perfette cose & l'invidia suole accecare la maggior parte de mortali, -quelli ispetialmente che di piu alto spirito & di piu generoso cuore -al mondo appaiono. State sana & non vi tribolate. Da Crema alli XV. di -Marzo. - - -DIANA DE CONTRARI ALLA S. VERONICA DELLI ARMELINI. - -Ho risaputo da piu d'un messo che essendo vostro marito ito alla sua -villa & volendo per suo trastullo salire un pero, della scala era -caduto & incontanente morto d'il che fuor di ogni misura vi dolete: -per il che mossa da carità christiana & da particolar affettione -causatami dalla vostra rara virtu & singolar piacevolezza mi sono -posta a consolarvi per lettere, quando presentialmente non m'è lecito -di farlo. Pregovi adunque a sofferire patientemente questa sciagura -poi che vostro marito non è il primo che per tal accidente habbia -terminato i giorni suoi: Elpenore compagno di Ulisse sendo fatto ebro -de laqual cosa Martiale fede facendo, scrisse. Pene imitatus obit sævis -Elpenora fatis, præceps per longos dum ruit usque gradus. Philostrato -ancora sendo ito alli bagni di Sessa, cadde da una longa scala & finì -i suoi giorni. Scrive Plinio nel VII. della sua naturale historia che -Asclepiade medico Prusiense sendo molto vecchio in cotal modo finì la -vita sua: habbiate (vi priego) pacientia cosi ha voluto Iddio et alla -sua volontà niuno per robusto ch'egli sia pò resistere. Io non mancherò -di pregare & di far pregare altri il magno Iddio c'habbi di lui pietà -& li doni la sempiterna requie: fra tanto vivete lieta & pensate -di rivederlo quando nell'ultimo giorno, saremo dall'angelica tromba -risvegliati. Di Mantova nel nostro monistero alli XIIII. di Maggio. - - -VIOLANTE DA CASTELLO A M. LIONELLA ROSSA. - -Non vi dovete dolere, ma ralegrarvi piu tosto che vostro fratello qual -unicamente amavate, sia morto dalla saetta, ch'altro nel vero non è, -che un morire per la mano di Iddio: cosi morirno Encelado, Tipheo, -Phaetonte. Capaneo, Salmoneo, Tullo Ostilio, Esculapio, Adimanto, & -Zoroaste: mostrate hora la fortezza del petto vostro, voi, che foste -sempre da tutti chiamata non donna, ma virago, per haver sopra ogni -fede et valore et ardir virile; chi è colei che non sappia far del -bravo quando niuna occasione da dimostrar fortezza ci è proposta? -dovereste ringratiar Iddio che sporta vi sia si nobil materia di -farvi conoscere per donna di forte animo et di robusto spirito: a che -preposito versar tante amare lagrime? mandar fuori tanti sospiri, & -inghiottir tanti singhiozzi? questa non è cosa che a voi si convenga -armata essendo de tanti precetti & philosophici, & evangelici: a -qualche debole feminuccia si conviene che ad altro non sia avezza che -a tessere, et a filare: state lieta et amatici. Di Ferrara alli X. -d'Aprile. - - -THEODORA FISOGNA CALINI A M. LVCRETIA P. - -Se vostro marito è stato avelenato in tempo che voi pensavate -di goderlo con maggior dolcezza, bisogna che vel sopportiate -pacientemente, peggio certo farebbe che egli fusse stato per mano -di crudel manigoldo impicato, almeno per questo (se non per altro) -doletive ne meno ch'egli ha sendo huomo di privata conditione scorso -fortuna tale, qual scorsero gia molti di suprema dignità dal mondo -ornati. Fu avelenato Diocletiano doppo'l Ventesimo anno del suo -imperio: Claudio Imperadore Lothario Re de Galli: Lodovico quinto & -Antiocho furono avelenati dalle proprie mogli. L'è stato trattato da -grande, poi che tutti i grandi, ò almeno la maggior parte, di veleno -muore: non voglio dire de moderni per non provocarmi contra l'odio de -molti, che gia dettero sospitione di essere ottimi maestri di compor -veleni dirò sol delli antichi che per veleno morirno, cominciarò da -Clemente terzo, morto per opera di Enrico terzo Imp. poi da Carlo -ottavo Re de Galli et dirò di Corrado Imperadore per il mezo de -suoi medici corrotti et subbornati da Manfredo ilquale all'imperio -succedette, Mori di veleno Papa Vittore. Costantino Imperadore: -Enrico di Luzzemborgo (quel che successe all'Imperio doppo Alberto) -Philopomene: Ladislao re della Puglia Antheri Re de Longobardi: Arato -Duca de Sicioni: Alessandro Macedonico: Themistocle: Baudicea Reina de -Britani, Cleopatra et altri tanti che non vi dico, per non parere che -vi voglia dimostrare la diligentia c'hò usato in volger sossopra de -molti historici: consolative con li addutti essempij et non piangete -piu si dolorosamente come fate: dimostrate cosi in questo caso, come -fate nelli altri, la fortezza del petto vostro: & amatime. Da Brescia -alli XX. di Maggio. - - -ISABELLA DI LUNA AFFAITA ALLA ILLUST. S. LA S. D. M. - -Ho ricevuto l'humanissime vostre lettere scritte con si dotta mano -che mi parevano tante belle perle orientali: & a quelle rispondendo -vi dico, che amandomi come sempre mi amaste, havete ragione di -congratularvi con esso meco, et di rallegrarvi fra voi stessa, -imperoche abbattuta mi sono in si gentile et gratioso consorte, quanto -potesse chieder lingua o desiderar humano cuore: egli spira da ogni -lato dolcezza, ne pate che io desideri cosa veruna che incontanente non -l'habbia, anzi spesse volte perviene sollicitamente i desideri miei: -Sentomi giunta a tal termine che non ho invidia alla piu fortunata -donna che mai per alcun secolo fusse & questo, perche oltre il mio -consorte, ilquale in ogni suo gesto amabilissimo mi si dimostra: ho -due cognate la S. Cassandra & la S. Laura di tal qualità & di tal -conditione ornate che potreste facilmente credere veggendole & udendole -favellare che fussero dui Agnoletti di carne humana vestiti per mia -unica consolatione & per farmi sentire in terra essendo qualche parte -delle consolationi che nel paradiso da beati spiriti sentir si suole: -ne altro in risposta delle vostre, vi dico, prego nostro signor Dio, vi -faccia ogni giorno piu lieta & piu gioconda divenire, si come alla rara -vostra bonta si converrebbe. Di Cremona alli XX. di Marzo. - - -PHILENA AUGUSTA A M. TADEA LOSCA. - -Certamente voglio dir per l'avvenire, come soleva gia di Socrate che -la natura habbi errato a non farci le finestre nel petto: se questa -finestra hora ci havesi, voi non sospettereste di me, come sospettate: -ma tutto questo disturbo mi nasce dalla nequitia de miei nemici, li -quali hanno congiurato nella mia destruttione: & doppo molti mali che -m'hanno fatto, non cessano tuttavia di minacciarmi: ma io ho speranza -nel S. Iddio giusto giudice delle cose de mortali, che le lor minaccie -haverranno in se piu terrore, che nocumento, & saranno simili a quei -tuoni che vengono senza folgorare: fanno questi miei avversari verso -di me, come fanno quelli li quali veggendo che li alberi tagliati -germogliano et repululano, si risolveno di tagliarli le radici: -vorrebbono pormi nella disgratia nostra, accio che a fatto a fatto -io rimanessi estinta, et non mandassi piu fuori, ne ramo, ne fronda: -pacientia, di tutto quello che Iddio vuole che io sofferisca. Di Roma -alli XX. d'Aprile. - - -ISABETTA AGNELLA A M. CORNELIA R. - -Io mi sono affaticata molto pel passato in dissuadervi amore, ne -so veramente in qual cosa ponessi io mai tanto studio, ne tanta -solicitudine usassi & cosi torno di nuovo a replicarvi che d'amor -vi guardiate percioche egli ci fa sprezzar & le leggi et li giusti -decreti: egli indusse gia a strema crudeltà Medea, Attreo, Progne, -Clitemnestra & Silla: Divenne Theseo traditor & mancò della sua -parola: per amore si puose Ercole (quel forte domator de Mostri) in -servitù di Iole: Achille per amore che portava a Briseida ricusò di -gir alla guerra: Philli si amazzò. Leandro affogossi in mare: fu dalle -gloriose fatiche ritardato Ulisse, & effeminossi Aniballe per amore: -Fu l'amore di Tarquino cagione che li Re fussero di Roma scacciati: -Morissi Claudio in prigione. Rovinossi M. Antonio & non picciol danno -ne sentisse Cesare: per amor Phineo accecò li propri figliuoli et molti -savi tenuti, doventarno inconstanti & scelerati: & questa lettione per -hora vi basti; studiate questo, & poi procederemo piu oltre se di amare -isbigotita & al tutto spaventata non vi vedrò. Di Mantova alli XX. di -Luglio. - - -ANGELA B. ALLA SIGNORA DOROTHEA TIENE L. - -Perche mi dissuadete voi tanto che non m'innamori, che fugga amore, -et che mi guardi d'amore? et chi è colui si fuor dell'intelletto che -non confessi eccitarci l'amore alle gloriose imprese, farci civili, -faceti, & ben parlanti? Pindaro non fece mai un mezzo verso sin che -innamorato non fu: l'amore che portò Anacreonte a Batillo lo fece -repentinamente doventar poeta: Non havrebbe ne anche Virgilio poetando -poggiato si alto, se l'amor di Galathea non li traffigeva il cuore: non -me ne sconfortate adunque tanto, anzi se saggia siete (come vi tengo) -innamorative anchora voi, ne altro vi dico state sana. Di casa alli X -d'Aprile. - - -DOROTHEA TIENE L. A M. ANGELA B. - -Se v'hò sconfortata da seguir amore l'ho fatto con ottimo consiglio -et di novo ve ne sconforto: hor guardate se possibil vi pare che mi -persuadiate ad innamorarmi: La Figura istessa nella quale si dipinge -amore, me ne spaventa & dell'amare con violenza mi ritira & perche -pensate voi ch'egli si pinga fanciullo? non per altro, certamente che -per dimostrarci non saper gli amanti quel che lor si convenga & di -cose frivole dilettarsi: cieco poi, perche non ha in se ne consiglio, -ne discorso, ne raggione: La benda che gli occhi li lega, ostinato -appetito ci dimostra; fannogli l'ali per l'instabilità qual sempre seco -hanno del continuo li infelici innamorati l'arco mi dimostra insidie. -Il suo arco ci da ad intendere la perpetua concupiscenza: i quattro -cavalli che lo tirano, ci rappresentano dolor, letitia, libidine, & -timore: hor queste cose considerando io spesse volte fra me stessa -(se nella mia cameretta sola mi ritrovo) viemmi voglia di fuggir amore -lontano piu di mille miglia: ricordomi d'haver parlato gli anni passati -con una innamorata, laquale, dove pensò di sentir gioia et di gustar -infinita consolatione ha sempre sentito affanni, angoscie, et stremi -dolori: cercò di cacciarlo con altro nuovo amore ma ingannata sempre si -ritrovò, imperoche il vitio non si scaccia col vitio, ma con la virtu: -state sana et amatime alli XIIII. d'Aprile. - - -ISABELLA SFORZA ALLA S. TADEA CENTANI. - -Molte volte m'havete ripreso perch'io presti troppo fede alle -Astronomiche scientie et io contener non mi posso che similmente non -riprenda la durezza vostra poi che niuna credenza prestar li potete -havendo di ciò tanti chiari essempi et nelle greche et nelle latine -storie: Quando nel principio della guerra Peloponesiaca Pericle fu per -far vela con l'armata ben'all'ordine, apparve si grande eclipse che -mai la maggiore non si vide: allaqual cosa non volendo risguardare, -ne farne stima, ma piu tosto schernire le celesti apparitioni fu -cagione ne seguise alla patria prima & poi a tutta la Grecia l'ultimo -suo sterminio. Non vi fu mai secolo alcuno, dove veduto non si sia -che le buone fortune et le Rovine de Regni dalli diffetti de celesti -lumi non ci sieno state manifestate. certamente l'è cosa di troppo -pertinace animo il ridersi delle dimostrationi nella natura divinamente -ordinate: dovete pur sapere che due sono le parti della dottrina al -cielo appartenente, dallequali l'una dimostra le certissime leggi dei -celesti corsi: l'altra è la divinatrice, laquale, ne fa ottimamente -conoscere li miraculosi effetti delle stelle: la prima parte da veruno -(che io mi sappia) non si niega, anzi utilissima da tutti si crede -poi che in quella si contengono le diterminate misure delli anni, li -Equinotij & i solstitij: Noi habbiamo in ciò il testimonio delle sacre -scritture dove si legge ET ERUNT LUMINA IN SIGNA, TEMPORA, DIES, ET -ANNOS ecco Signora mia che per questo divino oracolo: ci è comandato & -l'osservare & il risguardare i movimenti de celesti pianeti: non penso -si sia mai veduto alcun Ciclope, o d'altro fero barbaro, che notato non -habbia li intervalli de li anni, & i spacij de i Mesi: non abbraccia -la dottrina de celesti moti molte altre belle arti & ispetialmente la -Geographia? Descendo hora alla divinatoria, da molti felici ingegni -accerbamente perseguitata: ne mi moveno punto la Cavillationi che sotto -il nome del gran Pico, vanno per le mani de studiosi calunniatori -delle astrologiche divinationi: ma confermami nell'opinione mia il -perfetto giudicio di Galeno ilquale dice esser cosa Sophistica il -resistere alla manifesta isperienza & afferma vedersi molti effetti -dalle stelle procedenti nelli elementi, ne corpi misti, nelle piante, -& nelli animali: si come certi siamo esser caldo il fuoco & humida -l'acqua, cosi parimenti sappiamo esser riscaldati i corpi dal Sole, -& inhumiditi dalla Luna et sappiamo la cognitione di Saturno & di -Marte in leone, causar & siccita & calidità. Io non comprendo come di -questo ragionevolmente dubitar si possi (salvo se voi non volessi meco -Sophisticamente procedere come faceva Anasagora volendo provare che la -neve era negra) non voglio hora tanto philosophare che vi venga a noia: -non mi sconfortate adunque piu per l'avenire da cotai studi perche -perderete il tempo et state sana spero fra pochi giorni vedervi et -farvi toccar con mano quel che per hora impedita da grave occupatione -meglio esprimer non vi posso: dalla Sforcesca alli XX d'Aprile. - - -LA CAVAGLIERA ROVATA ALLA ILLUST. S. LA S. N. R. R. - -Ho favellato a di lungo con la Contessa nostra Cavriola, et l'ho -scongiurata per quella bontà che Iddio le dette fin nelle fascie et -per quella virtu di modestia per laquale a tutte l'hore risplende, mi -volesse dir veracemente le qualità del conte Giulio suo cognato, accio -io potesti ben conoscere se l'era partito degno di vostra figliuola; -laquale, doppo molti scongiuri m'ha detto non potersi ritrovare ne -il piu leale, ne il piu cortese gentil'huomo & che beata si potrà -tenere quella che per legittimo matrimonio sarà degna riputata de -suoi congiungimenti: & cosi in vero pare anchora a me ch'egli sia: -non mancate adunque di conchiudere perche non penso mai che seguir ve -ne possa penitentia alcuna goderà oltre il consorte, la gentilissima -conversatione d'una cognata rara al mondo, et in cui (senza punto -mentire) dir si pò che le virtù morali, sieno naturali, tanto sono in -lei ottimamente habituate: haverà un cognato pieno di tutte le buone -qualità & pareralli d'haver in casa un'oracolo, si savie & accorte sono -le sue risposte, si dolci & acute sono le proposte ne altro di questo -vi raggiono, perche penso in brieve parlarvi a bocca & di questo, & -d'altra cosa: non meno importante: state contenta, che Dio vi consoli. -Da Rocca franca alli XX d'Aprile. - - -MARGHERITA CONTESSA CAVRIOLA ALLA S. NOSTRA. - -Voi mi riprendete molto acerbamente perche data mi sia all'agricoltura -et io di tal riprensione non poco mi maraviglio conciosia che -niuna cosa ne vedere, ne imaginare si possa dell'agricoltura piu -utile, piu delettevole, & al spirito nobile piu appartenente & se -ne a me, ne all'istessa isperienza creder volete, credete almeno a -Columella ilquale, nel suo primo libro preferisce la vita contadina -alla cittadinesca, dalla quale n'escono fortissimi soldati: stavano -li antichi Senatori a lavorar ne campi et arava Cincinnato quando -dall'aratro tratto fu alla suprema dittatura Zappava Curio, inestavano -li alberi molti de migliori Senatori che la Republica havesse et -quel ch'era detto esser buon contadino, era ampiamente lodato: ne -crediate S. mia che questo studio fusse solamente presso de Romani -imperoche egli trappassò ad altre nationi, et fu essercitato con -non minor sollicitudine et industria che da Romani si fusse. Non se -ne sdegnarono Gerone: Philometro: Attalo: et Archelao: & quando mai -non ci fusse nell'essercitarlo la delettatione, che vi è & non se ne -trahesse l'utilità che se ne trahe. piacerebbemi ella però, per esser -stata ritrovata da Cerere che donna fu come anch'io sono: & se non -mel credete, legete cio che dice Virgilio nel primo della Georgica: -PRIMA CERES FERRO MORTALES VERTERE TERRAM INSTITUIT & se non a me, ne -a Virgilio credete, date almen fede a Ovidio il quale nel V. delle -sue trasformationi scrisse PRIMA CERES UNCO GLEBAM DIMOVIT ARATRO -PRIMA DEDIT FRUGES ALIMENTA QUE MITIA TERRIS ma quanto credete voi che -migliorareste la vita vostra, et piu sana doventereste se in cotale -esercitio vi ponessi: considerate un poco la mutatione c'hò fatto -io poi che lasciate da canto le Delitie cittadinesche, alla coltura -d'amenissimi giardini data mi sono: soleva havere un viso che pareva -stampato di color di morte et hora paio un cherubino venuto novamente -dal Paradiso: Soleva sputacchiare, tossire, et esser piena di catarro, -hora mi sono talmente consumate tutte le superfluità che a fatica sputo -& mangio con un appetito da invogliare qualunque svogliato stomaco, -caminerei giorno & notte senza mai possarmi & senza stanchezza sentire: -simil guadagno fareste anchora voi, sel vi piacesse d'imitare i miei -vestigi: state sana & amatime: alli XX d'Agosto. - - -CAMILLA PALAVICINA A M. LUCIA R. - -Ho inteso che mi biasimate molto ovunque vi ritrovate, per essermi -posta a far la vita Ciartosina & al tutto rifiutare di mangiar carne -& a voi pare che senza tal vivanda mantener in vita non mi possa. Io -ritrovo S. che nell'età dell'oro al tempo di Saturno non si mangiava -da veruno carne, & pur viveasi longamente & con maggior sanità: -narra Cheremone stoico scrivendo la vita delli piu antichi sacerdoti -dell'Egitto: che quanto piu tosto si dedicavano al culto divino, che -mai piu dramma di carne non gustavano, anzi tanto l'abhorrivano et -haveano a schifo che rifiutavano parimente di mangiar et latte, et -uova, l'uno carne liquida credendo & l'altro sangue di color mutato. -Non mangiavano carne li Bragmani dell'india (se 'l vero afferma Eusebio -nel VI. dell'evangelica preparatione) Lodò Giosepho nelle Antichità -Giudaiche sommamente li Essei perche non ne mangiavano anchessi et voi -biasimate me perche ricusi di volerne per l'avvenir mangiare? Narra -Euripide che nella Candia li propheti di Giove, non sol s'astenevano -dal mangiar carne, ma anchora da qualunque cibo cotto. Ho letto in -Erodoto che li Babiloni si pascevano solamente di pesce e la carne -schifavano: non scrive Musonio che il mangiar carne è piu tosto cosa -ferina che humana et ch'ella impedisse le operationi dell'animo? -non mi biasimate adunque perche tal instituto abbracci et contro de -calunniatori lo difenda: benche ottimamente fareste a far il medesimo, -se non per altro, almeno per imitar i savi Padri che se ne guardavano -come da cosa (se non dannosa) almeno poco giovevole. Di Ferrara alli -XX. d'Aprile. - - -GIERONIMA LUZAGA ALLA S. SEMPRONIA ROMANA. - -Non perdete Signora tempo a far hormai diligentemente ammaestrare -i vostri figliuoli, li quali gia grandicelli sono & poscia che la -natura li ha fatti si ben atti alle lettere, non si resti per vostra -negligentia di farli con la educatione tuttavia piu perfetti: gioverà -lor veramente molto l'esser nati dove essi nacquero imperoche se -la stella di Giove ottima dalli astrologi si giudica, per esser -posta nel mezzo della frigidità di Saturno, et della calidità di -Marte, cosi utilissimo giudico io d'esser nati sotto'l Cielo ch'essi -nacquero: mostra Galeno evidentemente che et l'animo, et il corpo di -quelli c'habitano ne paesi piu temperati, sono anchora & ne fatti & -nelle parole piu savi & piu prudenti et nel vero, vedesi da ciascuno -apertamente, che dove il Sole fa mediocremente sentir il suo Caldo, -conserva sempre egualmente li humori & dove eccessivamente riscalda -li consuma & li distruge: queste poche parole v'hò io voluto dire S. -mia cara accio siate certa che tutta la speranza del lor profitto da -voi sola depende, cioe dalla disciplina & creanza vostra: qual sarà -la educatione scrisse Plato (come so che meglio di me lo sapete) tal -sarà la futura vita: ne altro di questo dico. Hora vi scrivo come -alli di passati detto mi fu che niuno hormai vi poteva piu tolerare -tanta era la superbia & tanta era l'alterezza che in ogni vostro atto -& in ogni vostra parola dimostravate: ma perche fate voi cosi? non è -gia questo di vostra usanza & che vi reca la superbia salvo che odio -& malevoglienza? non havete voi piu fiate letto che l'humanità si e -la vera radice dallaquale, germoglia l'universal benivoglienza? ne -per l'humanità intendo io quella litteratura degna di qualunque huomo -libero, ma intendo li costumi amabili, la superbia campana fu cagione -di fargli odiosi a tutti & qui faccio fine, perche temo di non intrar -in troppo cupo pelago et eccedere la misura del mio solito stile: state -sana & amatime. Da Manerbio alli X. di Maggio. - - -PAULA ROVATA CAVRIUOLA ALLA S. L. R. - -La modestia di M. Andrea palazzo congiunta con molte altre virtu -mi fanno apertamente confessare chegli possa esser degno marito di -qualunque nobile et virtuosa donna: l'e veramente una gran carestia di -veder giovani nella città nostra li quali non appetiscano, non dicano -et non faccino, se non cosa degna della lor conditione: non mancherete -adunque di proporlo a quella S. perche credo indubitamente che ne -havreste honore se lo proponessi alla piu gran Principessa c'habbi -tutta Europa: & se desiderate di conoscere l'interna sua bontà fatene -congiettura dal suo parlare qual troverete esser vera imagine della -sua vita: non si potrebbe gia dir di lui quel che disse Diogene d'un -vezzoso giovinetto che soleva dishonestamente parlare: che di fodero -d'oro traheva spada di piombo: sono i ragionamenti suoi o di casto -amore, o di cortesia, odesi anchora spesse volte con gran fervore -raggionare di batter mura, di far bastioni, di caminar in ordinanza et -tall'hora di riformar statuti et di por legge a baldanzosi popoli: mai -fu udito darsi a se stesso vanto di cosa veruna che per alcun tempo -virtuosamente operasse et questo non d'altro nasce che per conoscere -quanto piena di splendore sia la virtu della modestia poi che ella -puote indure i Salomini a rizzarli la statoua: ne piu oltre trapassa. -Di Brescia. - - -LUCRETIA GAMBERA VISCONTE ALLA S. MELIBEA DALLA ROVERE. - -Tutte le volte che voi mi scrivete, sempre con caldo affetto mi -essortate ch'io ritorni alli tralasciati studi il che ho piu volte -pensato di voler fare, ma a dirvi il vero, natura m'ha dato il gusto -si dilicato che non trovo scrittore alcuno o in la greca ò in Latina -lingua che pienamente sodisfar mi possa: sempre ritrovo ò che le lor -opre sono del tutto vote, come già mi soviene haver detto Socrate d'una -certa opera di Anasagora che ne suoi tempi venne in luce: alcuni ve ne -sono troppo affettati: altri poi troppo arridi et troppo digiuni: ne -vego anchora molti scrivere senza alcuna arte, & senza alcuno giudicio -& quanti ne trovo etiandio indegni di esser chiamati scrittori, ma piu -tosto ladri, havendo da vari luoghi ripiene le lor carte de furti: ne -trovo infiniti slombati, senza nervo, & senza sangue, pieni di brutte -cicatrici per non voler usare alcuna diligentia nelli lor componimenti -di emendare, di mutare o di trasporre o di aggiugnere: basta lor usare -de molte iperboli senza mostrar di saper punto, quel che alla poetica -dignità si convenga: ho rivolto sossopra l'anno passato mille vollumi, -& in veruno non vego alcuna magnificentia di spirito, non vi scorgo -severità di sententie ò proprietà de vocaboli non ci trovo finalmente -industria alcuna: se l'è Poeta io non ci so vedere alcuna numerosa -struttura: se l'è prosatore, non sento che le sue prose sieno da alcuni -piedi per farci sentir maggior diletto legate, & dolcemente strete -(come gia volle far Isocrate) si che non me ne date piu noia, ne piu mi -essortate a studiare; ma lasciatemi piu tosto attender all'aco, alla -qual cosa sentomi dalla natura piu inchinata & piu disposta di Milano -alli XX di Luglio. - - -ISABELLA SFORZA ALLA S. FLAVIA LAMPUGNANA. - -Havete longo tempo desiderato d'haver figliuoli, & hora che li havete -vorrei pensaste di allevarli come si deve, & perche non habbiate iscusa -veruna di non dar loro quella perfetta creanza che si conviene: intendo -io darvi alcuni savi precetti quali forse havete piu d'una fiata da -molti uditi, ma non li havete peraventura veduti mai d'alcuna femina -essequire. Vorrei prima che la lor tenerella animetta bevesse per voi -quei primi semi della pietà christiana & l'instruiste poi nell'arti -liberali, fatto questo piacerebbemi si essercitasse nelli Urbani -offici, & alla civiltà de costumi non poco attendesse, ma perche questa -parte è hoggidi in maggior consideratione delle arti ispetialmente -in questa lor si giovinil età, mi ci voglio alquanto piu diffondere -di quel che soglio, quando familiarmente a miei amici scrivo, non -vorrei mi apparissero mai li vostri figliuoli davanti alli occhi con -i mociconi ne permetteste che col farsetto si nettassero il naso, ma -col fazzoletto destramente celandosi dal cospetto delli astanti: non -acconsentite ch'essi stieno avanti persone honorate, con la bocca -aperta (si come leggesi presso di Aristophane del pazzo Mamacuto) -insegnategli a fuggire quel dissoluto ridere, pel quale tutto il corpo -si scuote: tenere il capo polito, & netto, di sorte che esclusa sempre -però ne sia quella diligentia smoderata che le fanciulle per apparir -belle usar sogliono: se vorranno sedere alla presentia di alcuno -honorato cavalliere tenghino le gambe raccolte: il caminar loro non -sia ne rotto, ne precipitoso, imperoche l'uno a molli & dilicati, & -l'altro a furiosi & mentecatti s'appartiene: nel vestirli sovvengavi -che quanto saranno di maggior fortuna, tanto piu sempre amabile & grata -sarà la modestia di quelli: insegnate loro accadendo si ritrovino a -conviti di esser ne troppo lieti, ne troppo tristi, non esser i primi -che ponghino le mani nel piatto, ne leccarsi le dita, ne alle vesti -nettarsele, & perche alle tavole come siamo dal vino & dalle vivande -riscaldati, siamo spesse volte soliti di ragionar d'altrui & violar -la fama del nostro prossimo, il che è molto biasmevol cosa: ramentate -loro di non vituperar cio che loro è posto davanti, ma del tutto -mostrar gratitudine: ma in questi precetti che fin'hora v'hò detto, -non intendo di fermarmi, ma descendere ad altri consigli non men utili -& ispedienti, ammoniteli a dar luogo alli piu vecchi, ispetialmente a -quelli che della pieta christiana maestri ci sono. Quelli che honorano -o li suoi pari o li inferiori non si dimostrano percio men nobili, ma -piu civili, d'altri piu minuti precetti vi parlerò a bocca, fra tanto -vivete lieta & di me prevaletive in tutti i bisogni vostri. Dalla -Sforcesca. - - - - -BARTOLOMEUS PESTALOSSA RHETUS LECTORI. - -En habes studiose lector Epistolas complures hetrusca lingua -conscriptas, gravissimis sententijs, Illustribusque exemplis egregie -refertas, quas ex varijs Italiæ locis, multo sudore, multa que -impensa Hortensius Lando collegit: suadenteque Octaviano Raverta in -volumen redegit (illo inquàm Octaviano) qui ob insignem animi pietatem -Terracinæ Pontifex designatus est: ac paulo post acclamantibus his, qui -fœminini sexus præ ceteris studiosi esse videntur, in apertum protulit. -Vale lector fœmineamque dignitatem (ut par est) amato, colito, -suspicito, & tandem adorato. - - -DI M. LODOVICO DOLCE ALLE STUDIOSE ET CHIARE DONNE. - - Donne, per c'habbia voi cortese il cielo - Prodotte in questo fosco empio soggiorno, - Per far d'alte bellezze il mondo adorno, - E l'alme accese d'honorato zelo: - Perche sotto a gentil leggiadro velo - Virtù, s'accolga: che puo far d'intorno, - Quand'è turbato piu, sereno il giorno, - E fiorir Maggio nel piu freddo gelo: - A lui, per cui si ricche al mondo sete - Di beltà, di valor, d'ingegno, & d'arte, - Non tanto & cosi vivo obligo havete: - Quanto al buon LANDO; ch'ogni rara parte - Di voi consacra (onde chiare vivrete) - Nel vago stil de le sue dotte carte. - - -DI M. GIROLAMO PARABOSCO. - - Ecco chi mi torrà donne gentili - Quel biasmo, che vi dan le false lingue - Del vulgo sciocco, che mai non destingue: - Ma ugualmente vi fa imperfette & vili. - Lo stile, e i bei concetti alti, e virili - Onde ogni servo a voi si nutre, e impingue, - E d'ogni vostro honor la sete estingue; - Vi faranno a i piu saggi esser simili. - Onde il mondo vedrà, ch'attorto ogn'hora - Vi biasma questo stuol, d'insania pieno - Impotente a mirar vostro splendore. - Et vedrà chiar, donne felici ancora, - Ch'Apollo a voi non è cortese meno - De duoni suoi, che sia Venere, e Amore. - - -DI M. PIETRO ARETINO. - - Donne in le squille de la fama ascritte - Con gratie, & note reverende, & sole - Hortensio lampa a le piu dotte scole, - Et chiaro Heroe de le scienze invitte. - Le carte illustri l'una a l'altra scritte, - Ha posto in luce del lor proprio sole; - A ciò i gran sensi, & le gravi parole - Sieno al scrivere altrui norme deritte. - Ma perche voi non sareste immortali - Se la nobil di lui pietosa cura - Non raccoglieva de i vostri spiriti i sali; - In dishonor de la sua stella dura, - Dateli loda a quel sapere equali: - Con cui hor alza l'arte, hor la natura. - - -DI M. FRANCESCO SANSOVINO ALLO HONORATO M. ORTENSIO. - - Lando io non so, se piu vi deve Amore - O le donne che volser da voi tanto, - Quei che si pasce di dolor, di pianto - Accenderà per quest'a mille il core: - Quell'altre havran per voi perpetuo honore, - Come cagion di si leggiadro e santo - Pegno de la virtù, che hor mostra quanto - Et quale è il feminil alto valore. - So ben io questo, che benigna e cara - Mano, apparecchia la honorata fronde - Per far al degno crin vostro corona; - E tra le dive a le castalide onde - La vostra fama alteramente sona - L'opra gentil, ove ogni ben s'impara. - - -DEL S. NICOLO DELLI ALBERTI DA BORMO. - - Quanto i begliocchi prima - Di voi donne, infiammar potean il core, - Et renderlo soggetto al vostro amore, - Tant'hor gli alti concetti - De vostri animi eterni in queste carte, - Mille amorosi affetti - Destano in si leggiadra, & nobil arte, - Ch'in voi ciascuno apprezza - L'interna piu che la mortal bellezza. - - - - -TAVOLA DEL PRIMO LIBRO DELLE LETTERE DELLE DONNE. - - - A - - Artemisia Scota, alla - Contessa Aurelia. c. 7 - Apollonia Rovella, a - Isabella Sforza. 25 - Leonora da Vertema. 37 - M.N.N.F. 61 - Aloisia Carolea, a - Livia Bencia. 30 - Agnesa di Besta, a - Flavia Rovega. 46 - Alessandra Rosetta, a - Gismonda Portia. 58 - Antonia Pala. Rangona, a - M.N.N. 62 - Angela Castrucci, a - M. 70 - Antonia Borella, a - M. Silvia Bagliona. 77 - Aluigia Asinella, a - Leonora Bolla. 92 - Aurelia Verdella, a - Sulpitia Biraga. 106 - Armellina Pavera, a - Livia Coccaia. 108 - Argentina Rangona, a - Lucretia N. 113 - Aurelia Magia, a - Laura Ceruta. 125 - Angela. B., a - Dorothea Tiene. 155 - - B - - Barbara da Coreggio, a - Lodovica Mandella. 55 - Camilla. N. 126 - Barbara Valentini, a - Lucia Terreria. 60 - Barbara Trivulza, a - M. 71 - Barbara Cali, a - Fulgentia Carcassona. 135 - Beatrice Pia, a - Lucia Manfredi. 136 - Giulia Ferretta. 138 - Benedetta Malaspina, a - Terentia Tucca. 139 - - C - - Cecilia Valeria, a - Orsola Stella. 8 - Cecilia da Pesaro, a - Margherita Pobbia. 10 - Caterina Ang., a - Livia Franca 15 - Livia Mortella. 16 - Chiara Federici, a - Lelia Canossa. 21 - Camilla Susia, a - Barbara Mosta. 23 - Cironina Cavall. a - M. 25 - Celestina Seregna, a - Giulia del Borgo. 27 - Cornelia Piccolomini, a - Lelia Scarampa. 28 - Catherina de gl'Oldra, a - Clorida N. 32 - Catherina Buonvisi, a - Lucia da Cassandra. 36 - Catherina Visconte, a - Lampridia Beltaia. 39 - S. 66 - Cinthia Piccol'Huomini. 95 - Catherina Malacria, a - Margherita Marliana. 48 - Camilla Testa, a - Ottavia Baiarda. 49 - Catherina Vigera, a - Lucietta Selvaggia. 56 - Veronica Pulci. 81 - Catherina Fregosa, a - Lucia Spinella. 57 - Catherina Panzarasa, a - Rossa Riccia. 59 - Costanza de gl'Obizi, a - M.F.R. 62 - Catherina Spada, a - M.N.F. 67 - Camilla N., a - Septinia Albizi. 73 - Cornelia Piccolomini, a - Isabella Sforza. 74 - Clara Pesta. 81 - Claritia Bonella, a - Clitia Tornera. 86 - Catherina Nugarola, a - M. Antonia M. 87 - Claudia Glizeria, a - Tullia Castriccia. 96 - Catherina Landesa Trivulzia, a - Paula Scotta Confaloniera. 99 - Camilla Suarda Martinenga a - Dorothea Averolda. 105 - Catherina Susia, a - Genevra Sorana. 109 - Clara de Nobili, a - Alessandra Nassona. 111 - Catherina Foresta, a - Claudia Landrini. 116 - Catherina Barbisona, a - Lorenzina Ferrera. 118 - Camilla Stanga, a - Leonella Muscola. 118 - Camilla Caracciola, a - Adriana Raspona. 121 - Collaltina Trecca, a - Cleopatra Cotta. 124 - Camilla Martinenga, a - Lucina Calandrina. 129 - Creusa Florida, a - Cornelia Contarini. 129 - Costanza Nuvolara, a - Filippa Balbani. 135 - Catherina Dati, a - Apollonia Rovella. 137 - Camilla Marti. Averolda, a - Thirintia Sanseverini. 138 - Cecilia Agnella, a - Laura R. 145 - Camilla Palavicina, a - Lucia. R. 158 - - D - - Dina d'Arco, a - Clara Valeriana. 40 - Demetria Galleritta, a - Brunella Satira. 69 - Dorothea Cavriola, a - Sotera N. D. 140 - Diana de Contrarij, a - Veronica degl'Armelini. 152 - Dorothea Tiene, a - Angela B. 155 - - E - - Emilia Rangona, a - Hippolita Borromea. 38 - Emilia Brembata, a - Fulvia Rossa. 52 - Emilia d'Arco, a - Costantia Borella. 75 - Emilia Gambara, a - Clara Burla. 142 - - F - - Franceschina da Dressino, a - Olimpia Tamisona. 8 - Francesca Trivultia, a - M. 22 - F. N., a - Barbara da Correggio. 57 - Fregosa Maggi, a - M. N. F. 78 - Flavia Lampugnana, a - Dorothea Appiana. 88 - Francesca Vidasca, a - Potentiana D'Arco. 99 - Gottifreda Olinda. 140 - Francesca Carrettona, a - Giulia Beltrada. 117 - Francesca da Correggio, a - Chiara da Correggio. 137 - Francesca Ruvissa, a - Isabella Bresegna. 146 - - G - - Giulia Rosa, a - N. F. 8 - Giovanna Cavaliera, a - Clara Gualanda. 18 - Girolama Cavalliera, a - Diana Scarampa. 27 - Giulia Luzzaga, a - Paola Luzzaga. 35 - Giulia Terretta, a - Flaminia Zobola. 39 - Giulia Gonzaga, a - Livia Negra. 54 - Giulia Federici, a - Livia Caraffa. 76 - Giulia Gelmini, a - Camilla. P. 93 - Giulia Gonzaga Contessa d'Arco 98 - Ginevra Villa Fuora, a - Petronia Verera. 100 - Giovanna Pavera, a - Lucia Nugarola. 101 - Ginevra Malatesta, a - Giulia Montina. 116 - Giulia Trivulza, a - Lucia Malatesta. 147 - Gieronima Luzaga, a - Sempronia Romana. 159 - - H - - Hipolita Crema, a - Fulvia Rulla. 17 - Hipolita Calcaterra, a - M. Perla. 17 - Hipolita Lampognana, a - M. Philippa Sagrata. 22 - Hipolita Sanseverina, a - Calandra Gariboldi. 45 - Hipolita Catta, a - Clara Bressilia. 59 - Honorata Pecchi, a - M. Giulia Manfredi. 88 - Hippolita Borromea, a - Veronica Biancarda. 88 - Helena Bentivoglia, a - Isabella Oldra. 101 - - I - - Isabella Sforza, a - Buona Sforza. 3 - Margherita Pobbia. 11 - Fulvia Colonna. 26 - Isabetta Castiglione. 35 - Flavia Lampognana. 74. 114. 160 - Cassandra Ferrera. 77 - Zenobia Fossa. 131 - Fulvia Visconte. 133 - Duchessa di Castro. 139 - Angela Piccolomini. 145 - Taddea Centani. 156 - Isabella Gonzaga, a - Pacienza Pontremola. 4 - Luciana. N. 9 - M. 14 - Lucretia Gonzaga. 14 - Clara Caraffa. 14 - Isabella Cavaliera Gualenga, a - Zenobia Falconi. 10 - Isabella Borromea, a - M. F. N. 22 - Isabella Lionardi, a - Madalena Peverella. 24 - Isabella de Luna, a - Clara Vismara. 26 - Isabella Federici, a - Chiara L. 60 - Isabella Villamarini, a - Righetta Violante & Portia. 65 - Isabetta Gonfalioniera, a - Sua Congnata. 107 - Iustina Ors., a - Lauretta Minella. 123 - Isabetta Castigliona, a - Isabella Sforza. 125 - Isabella di Luna, a - S.D.M. 154 - Isabetta Agnella, a - Cornelia. R. 155 - - L - - Lodovica Guarda, a - M.N.N. 8 - Lucretia Masippa, a - Camilla Pallavici. 20. 90 - Camilla Cangenua. 94 - Valentenoys Siniscal. 146 - Taddea Centana. 147 - Marta Vannucci. 148 - Lucretia Agnella, a - Catherina Oldrada. 23 - M.F.N. 80 - Laura Falconiera, a - Giulia Rozzona. 28 - Lucietta Soranza, a - Lucretia Masippa. 31 - Lucretia Gonzaga, a - Livia Posetta. 33 - Lucretia Martinenga, a - Laura Gonzaga. 43 - Luci stella dal Porco. 44 - S. 71 - Lucretia Picinarda, a - Cinthia Vannini. 46 - Lucretia Corsa, a - Lauretta et Leonora. 50 - Leonora Gonzaga, a - Francesca Negra. 53 - Violante Carlona. 102 - Livia Beltrama, a - Adria della Rovere. 58 - Lucretia d'Alicrotta, a - Cornelia Piccolhuomini. 63 - Leonora Vertema, a - F.N. 65 - Lucretia da Este, a - S.L.R. 70 - Lucretia Gigli, a - M.F.R. 73 - Lucia Guinigi, a - Lella. So. 80 - Laura Melia Piccinarda, a - Silvia Loteringa. 82 - Leonora Gambara, a - Faustina Caldora. 85 - Lodovica Ziliola, a - Lucia Pergolana. 87 - Lucretia Reloggia, a - Andromaca. 92 - Leonora Fiasca, a - M. 92 - Lucretia Beccaria, a - S.R.N. 95 - Lucretia da Heste, a - Emilia Mortella. 102 - Paula Marcellina. 119 - Laura Averolda, a - Diana Belasa. 108 - Lucretia Borgia, a - Lucretia Amanio. 114 - Lucretia Cuoca, a - Fulvia Belincina. 115 - Leonarda da Este, a - M.N.D. 115 - Lionella Martinenga, a - Barbara e Claudia Barbisone. 117 - Lucia Quadria, a - Giulia de Federici. 130 - Livia d'Arco, a - Laura Pestalossa. 122 - Leonora Foresta, a - Hippolita Landuccia. 123 - Leonora Todesca, a - Silvia Fenaruola. 126 - Lavinia Sforza, a - Laura da Melara. 127 - Isabetta Moscarda. 143 - Lucretia Picca, a - Violante Galassona. 127 - Lucretia da Lando, a - Clara Cimisella. 128 - Lucretia Malaspina, a - Lelia Ciurlana. 134 - Lucia dal Forno, a - Lelia di Venafro. 141 - Lucretia Gambara, a - Melibea Rovere. 160 - - M - - Margherita Maria, a - Lucia Trivultia. 7 - Maddalena Barattiera, a - Lodovica Cornarisa. 21 - Marta Vidasca, a - Agata Ferrera. 29 - Margherita Pellegrini, a - Camena Landriana. 47 - Maddalena de gl'Alberi, a - Cassandra Lanfreducci. 48 - Martia Benzona, a - Artemisia Scotta. 51 - Maria de Benedetti, a - M.N.R. 53 - Maria Cardona, a - M.N. 55 - Margherita Bernardini, a - Cassandra. 61 - Maddalena Affaita Bia, a - Diana de Contrari. 67 - Idea dal Borgo. 141 - Maria Perula, a - Portia Fiesca. 82 - Maria Pergola, a - Lucretia Ramberta. 83 - Minerva Brambata, a - Felice da Prato. 84 - Maddalena Calzavela, alla - Contessa Avogadra. 104 - Margherita de gl'Uberti Stanga, a - B.R. 110 - Bianca Felissima. 124 - Maria Bracale, a - Polisena Rangona. 128 - Maddalena Brembata, a - Ginevra Caritea. 138 - Margherita Pobbia, a - Margherita Gora. 142 - Margherita Zaffarda, a - Leonora Vertema. 142 - Marta Stella, a - Theodora. B. 149 - Martia Piacenza, a - Margherita Trivulza. 151 - Margherita Cavriola, a - S. 157 - - N - - Niccola Trotta, a - Luigia Biraga. 112 - Claritia. 150 - - O - - Ottavia Baiarda, a - Camilla Testa. 49 - Olinda Scotta, a - Aurelia. 68 - Orsola Maggi, a - Lucilla Benzona. 120 - - P - - Pacienza Pontremola, a - Isabella Gonzaga. 5 - Pantasilea Lunarda, a - Philena Visconta. 6 - Alla Illustr. N.N. 6 - Faustina Benozza. 7 - Polisena Rangona, a - Lelia Vismara. 34 - Portia Melita, a - Ginevra Zia. 37 - Pace Tassa, a - Antonia Pellizzona. 51 - Petronia Franca, a - Sulpitia da Venosa. 52 - Pilestrina da Castello, a - Tarsia. 64 - Paola Castigliona, a - Leonora Forte. 83 - Paola Trecca, a - Livia Partia. 118 - Philena Augusta, a - Taddea Losca. 154 - Paola Rovata, a - L. R. 159 - - R - - Righetta Sanseverina, a - Leonora Calandrina. 68 - Riminalda, a - Flaminia Visconte. 111 - - S - - Susanna Valente, 15 - a .M.N.D. 16 - Sestilia, a - Peronella. 72 - Sulpitia Biraga, a - Zenobia Visconte. 100 - Serpentina Polita, a - Cristina Foruzza. 103 - Sibilla Seva. T., a - M.L.R. 150 - - T - - Taddea Malaspina, a - S.L.R. 135 - Taddea Centana, 144 - a Livia Caraffa. 148 - Theodora Fisogna, a - Lucretia P. 153 - - V - - Violante Mauritia, a - Giulia Rosa. 104 - Violante Calassina, a - M.E.F. 108 - Virginia Trotta, a - Milibea. 112 - Veronica Coradella, a - Alessandra Dalla Rovere. 119 - Violante da Gambara, a - Ottavia Garibolda. 138 - Virginia Gambara, a - Giulia Ferrera. 141 - Violante da Castello, a - Lionella Rossa. 153 - - La Marchesa Malaspina 30 - La Contessa di Nola 32 - La Contessa di Scandiano 34 - La Contessa di Monte l'Abbate 63 - La Marchesa di Meregnano 78 - La Contessa Avogadra 80 - La Contessa Maddalena 85. 86 - La Contessa Guastalla 89 - La duchessa di Malphi 91 - La Contessa Tassona 97 - La Contessa Cavriola 103 - Madonna la Grande 110 - La Cavaliera Luzaga 144 - La Cavaliera Rovata 157 - - IL FINE DELLA TAVOLA. - - - REGISTRO. - - ABCDEFGHIKLMNOPQRSTVX. - - Tutti sono quaderni. - - IN VINEGIA APPRESSO GABRIEL - GIOLITO DE FERRARI. - - MDXLIX. - - - - - -Nota del Trascrittore - -Ortografia e punteggiatura originali sono state mantenute, correggendo -senza annotazione minimi errori tipografici. - -*** END OF THE PROJECT GUTENBERG EBOOK LETTERE DI MOLTE VALOROSE DONNE *** - -Updated editions will replace the previous one--the old editions will -be renamed. - -Creating the works from print editions not protected by U.S. copyright -law means that no one owns a United States copyright in these works, -so the Foundation (and you!) can copy and distribute it in the -United States without permission and without paying copyright -royalties. 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Hart was the originator of the Project -Gutenberg-tm concept of a library of electronic works that could be -freely shared with anyone. For forty years, he produced and -distributed Project Gutenberg-tm eBooks with only a loose network of -volunteer support. - -Project Gutenberg-tm eBooks are often created from several printed -editions, all of which are confirmed as not protected by copyright in -the U.S. unless a copyright notice is included. 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You may copy it, give it away or re-use it under the terms -of the Project Gutenberg License included with this eBook or online -at <a href="https://www.gutenberg.org">www.gutenberg.org</a>. 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SIGISMONDO ROVELLO<br /> -AMBASCIATORE DEL<br /> -POTENTISSIMO RE D'INGHILTERRA. -</p> - -<p class="title"> -PRESSO L'INCLITA SIGNORIA DI VINEGIA. -</p> -</div> - -<p class="pad2"> -<i>Havendo in -un picciol volume ridotto -molte lettere, -da vari luoghi raccolte -et da savie donne -scritte, per publicarle poi al mondo -per opra di diligente impressore: -hò fra me stesso pensato esser quasi di -necessità il dargli alcun protettore di -molta autorità & di molto giudicio -ornato; & questo accioche le maligne -lingue nemiche de gli honori feminili, -sbigottite si rimanessero di mordere, -<span class="pagenum" id="Page_2-v">[2-v]</span> -et di lacerar le Donne, anzi letto che -si havessero coteste lettere, imparassero -hormai à riverire et honorare questo -nobilissimo sesso: ne hò saputo per -hora, dove meglio ricorrere che à -voi, il quale, di cortesia, & di lealtà -potete fronteggiare con il piu honorato -Cavalliere che il Sol vegga, ò -che la terra calchi, à voi adunque le dedico, -& à voi per conseguente toccherà -la difensione contra la nequitia de -Calumniatori (se alcuno ne apparirà) -ne altro intorno a ciò mi accade -dirvi. Iddio da mal vi guardi. Di -Vinegia alli XXIII di Ottobre.</i> -<span class="pagenum" id="Page_3-r">[3-r]</span> -</p> - -<hr class="silver" /> - -<h2 id="isabella3r">ISABELLA SFORZA -À BUONA SFORZA REINA -DI POLONIA.</h2> - -<p> -Doppia molestia mi recò Altissima -Reina chi mi dette la nova -del stato vedovile, nel quale, -hora vi ritrovate: doppia dico -veggendo V. Altezza priva -di si gran Re & di si amabile -consorte; & a voi hora toccare -quasi che di necessità l'amministratione -di si ampio & di si florido Regno. Non mi stenderò -già io a consolarvi per hora & supplicarvi che con -forte animo sofferir vogliate si grave angoscia; sapendo -di quanta prudentia ornata foste sin nelle fascie, & che -persuasa siete dalle piu sante lettere, non morir mai quelli -che muoiono nel Signore, ma dolcemente dormire, fin -che il suono della Angelica tromba nel novissimo giorno -li risvegli; ma sol pigliarò prosuntione, sospinta dalla -riverentia & abondante affettione, quale hò sempre -portato alla Corona vostra, di ricordarvi quanto sia -grande il peso che in su le spalle havrete per l'avenire a -reggere, vi pesarà forse piu che non pesò al forte Atlante -la celeste macchina: imperoche tutte le Donne del Regno -vostro & de vicini stati, si specchiaranno hora in -voi, & da voi, torranno l'essempio & la norma di santamente -governar le lor giuridittioni. Converavi Signora -molte cose prudentemente dissimulare, & il tutto -<span class="pagenum" id="Page_3-v">[3-v]</span> -però sapere: alla sembianza del magno Iddio, che il -tutto vede, ne in parte alcuna è simile a quei che vegono -& converavvi conferir ne commodi de vostri vasalli -quanto di giudicio, di consiglio, & di prudentia -v'ha communicato la bontà d'Iddio, a quella guisa a -punto che veggiamo la Luna refunder al mondo quanto -di lume le hà communicato il Sole, ma sopra ogni altra -cosa vi esorto Altissima Reina al non esser nell'esseguir -la giustitia precipitosa: imitate Saturno, ilquale, -quantunque fra i sette erranti tenga il supremo luogo, -tardissimo però si move. Piacciavi anchora signora mia -non disgiunger mai la sapientia di che Dio vi ornò, -dalla Potentia ch'egli similmente vi dette: osservarno -già que savi che scrissero dell'amministratione de Regni -che si come era prodigiosa cosa il vedere le facelle -di Castore & di Polluce disgiunte & di ottimo augurio -il vederle accompagnate, cosi facesse di mestieri che in colui -che regge altrui, apparissero accompagnate la Sapienza -con la possanza. Habbiate cura che i poveri -vassalli non sieno da piu potenti oppressi. Usisi ogni diligentia -che la gioventu Polacca sia instrutta nelle buone -arti & nelle honeste discipline, fatte ogni opra che -si viva nel Regno vostro con amore et con timor d'Iddio, -osservinsi le giuste leggi & le buone usanze. Governate -Signora i sogetti vostri con quello affetto come se del -proprio ventre usciti vi fussero: cosi facendo, l'altezza -vostra, non havrà bisogno di esterni agiuti; non dico -già per questo, che non facciate stima de vicini Potentati; -perche nel vero, si come la Luna move spetialmente -le cose inferiori, non per esser piu delli altri efficace, -<span class="pagenum" id="Page_4-r">[4-r]</span> -ma sol per esser piu vicina. Cosi nell'amministrar de -stati, l'amichevol vicinanza sempre recò altrui de molti -commodi. Io non voglio piu fastidire con la prolissità -delo scrivere l'altezza vostra; ma sol la voglio riverentemente -supplicar, a ricevere in buona parte quanto -m'ha fatto subitamente scrivere la mia pura affettione, -con la persuasione dell'apportator presente, qual -raccomando di cuore, all'alta vostra protettione. Di -Piacenza alli X. di Maggio. -</p> - -<h2 id="isabella4r">ISABELLA GONZAGA A PACIENTIA PONTREMOLA, -HEBREA MANTOVANA.</h2> - -<p> -La fama che per tutto risuona della virtù et bontà vostra, -mi muove a scrivervi & essortarvi a voler farvi -Christiana, acciò che si bell'anima non rimangi privata -delle celesti consolationi, & doventi preda & rapina -del rapace Sathanasso. Dovereste pur hormai rimaner -chiarita della cecità giudaica, & che state voi -più ad aspettare? non dice il vostro propheta Rhaù che -trapassato è il tempo che venir debba il Messia? non havete -voi questo piu di una fiata letto nel libro intitolato -Sanidrin? non sono compiute le settanta settimane di -Daniele? non è levato il scettro dalla casa di Giuda? -Ho io pur molte volte letto nel medesimo Sanidrin, che -il Messia nacque quell'istesso giorno che fu destrutto il -Tempio: che aspettate adunque? che non confessate Giesu -Christo esser vero Signore & vero Redentore del -mondo? del quale, favellando già un nostro Hebreo per -santità & per singolar dottrina eccellente, teme di -<span class="pagenum" id="Page_4-v">[4-v]</span> -confessarlo huomo & non piu tosto predicarlo per Iddio. -deh ravedetivi, deh lavative hormai nel sacro fonte -che vi sarà scala di salir al Cielo, & di eternalmente -fruire la resplendente faccia del Padre eterno. non vi -lasciate piu ingannare da questi vostri Perfidi Rabini -ignoranti delle dottrine & humane & Divine: attendete -al mio consiglio perche fedelmente, & con perfetto -zelo vi consiglio, fatevi christiana, perche se questo -farete per una madre carnale che voi lasciarete, ne troverete -per amor di Giesu Christo dieci. Vi sarà madre -Madama di Mantova specchio di rara santità: vi doventeranno -Madri mia sorella, Ambedue le mie Cognate -& io con molte altre, ne gratioso marito v'è per mancare -poi che Marco Antonio Sidonio tanto vi brama che -per vostro amore è stato il meschino a rischio di perdere -il capo: languisce il poverello & si distrugge come -falda di neve che habbi scoperto il Sole e da lui mi rendo -sicura che havrete ottima compagnia: & ne riporterete -honore & riputatione per essere egli grato, oltre -il Reverendissimo nostro a tanti savi Principi & a -tante honorate Donne. so che scordata non vi siete dell'honore -che vi fu già fatto dal Reverendissimo, dal .S. -Duca & dal .S. D. Diego di Mendozza: voi gusterete un -Consortino astuto & non frodolento, Audace & non temerario, -di una eloquentia libera & chiara; ma non importuna -& satievole: i suoi morsi con quali trafigge volentieri -l'avaritia de Preti, non sono di cane, ne di lupo, -ma di mansueto Agnello: tutte le volte che mi accade -d'udire le sue facete narrationi, accompagnate da -piu ben composti gesti che non hebbe mai Roscio; temo -<span class="pagenum" id="Page_5-r">[5-r]</span> -di non morir di riso come già morirno Philemone -poeta, & il Comico Philistione: non albergarà mai nella -casa vostra alcuno humore maninconico: i saturnini -pensieri ne staranno da voi lontani, non patirete disagio -di cosa veruna, anzi vi parerà che sotto il vostro -tetto habiti del continuo la Dea Copia col suo corno: -& quando tutto'l mondo vi mancasse, supplirà sempre -a vostri bisogni la liberalità del suo Reverendissimo -padrone, poi che dalle sue facetie sente infinito alleggiamento -a suoi gravi pensieri: v'assicuro di più & -statene sopra della fede mia, che voi sarete da lui piu -amata che non fu Euridice da Orpheo, Aspasia da Pericle, -Orestilla da M. Plautio ò Lisidica da Antimaco -Poeta. deh non indugiate adunque a farvi di Christo -amica, a far gioconda la chiesa nostra & render lagrimosa -la trista sinagoga. deh non indugiate più la vostra -santa conversione & di accrescere in Cielo il numero -delli Eletti, & finalmente di far beato il povero Marco -Antonio, il quale, già tanti anni fervidamente vi -ama, & per voi hà sostenuto longamente tante fatiche -che tante non ne sostenne Hercole ne suoi tempi: ne per -hora vi dico altro delle sue qualità: pensate & -essaminate bene quanto v'hò detto: pregate -Iddio che v'illumini con i vivi -raggi de lo Spirito santo, acciò -facciate cosa utile, honorevole, -et insieme dilettevole: -Nostro .S. vi consigli. Da Puvino -alli XX. d'Ottobre. -<span class="pagenum" id="Page_5-v">[5-v]</span> -</p> - -<h2 id="pacientia5v">PACIENTIA PONTREMOLA HEBREA MANTOVANA -ALLA ILLUSTRE .S. LA -.S. ISABELLA GONZAGA.</h2> - -<p> -Hieri hebbi le lettere che le piacque di inviarmi, -lequali, m'hanno molto travagliato la fantasia: -le ragioni vostre mi parevano piene di nerbo, & di spirito, -le persuasioni fatte con si dolce modo, facevano -quasi violentia all'intelletto mio: non mi dispiacevano le -offerte anzi mi facevano arrossire conoscendomi indegna -di si gentil consorte come voi mi proponete: dall'altro -canto, stommi dubbiosa di non offendere col farmi christiana -la divina Maestà: vivo in angoscia se Christo per -il vero Messia confesso, di non provocarmi contra, il -sdegno di Mose et la maledittione di tutta la Sinagoga; -non so (misera me) dove mi volga per aiuto & per consiglio: -le vostre lettere m'hanno infinitamente commossa, -& se ritenuto non mi havessero alcuni duri passi -ratto ita me ne sarei all'Episcopal Chiesa & importunamente -chiesto havrei il sacro Battesimo: ma considero -Signora mia le promesse della scrittura sacra che quando -verrà il Messia, l'Israel sarà riscosso, & noi poveri -Hebrei siamo pur anchora tuttavia dispersi: leggo nel libro -intittolato Badra che nella venuta sua redificarassi -Gierusalemme & il tempio di pietre preciose, il che -non è però anchora avvenuto. Veggo di più che la nostra -legge fu data publicamente da Iddio per mano di Mose -sul monte Sina, con testimoni de spaventevoli tuoni & -lampi: ilche voi christiani senza alcuno contrasto confessate, -la dove la vostra è data celatamente per mano -<span class="pagenum" id="Page_6-r">[6-r]</span> -& per confessione de duodici poveri scalzi, oltre -che non mi posso contenere di non prestare intiera fede -a nostri Rhabini, li quali hanno del vostro Redentore -molto diversa opinione da voi, & affermasi nel libro intitolato -Ghittin al quinto capo, ch'egli è per i suoi gravi -eccessi & enormi peccati condennato dalla divina sententia. -non vi paia per tanto istrano, se si tosto non mi -arrendo & se vi paio alquanto pertinace. Quanto -al marito del quale, mi parlate credo, anzi chiaramente -conosco, esser piu che non ne dite, sò fermamente -che per la sua rara leggiadria egli meriterebbe di -haver Donna piu bella di Deiopeia, di Amarilli & della -fuggitiva Galatea: Iddio mi inspiri a far cosa che li -sia d'honore & di gloria, & voi fra tanto, che lo Spirito -mi riveli ciò che hò da fare, pregate per me, & -fate fare il simile alla purissima & innocentissima Grataphilea -degna creata di V. Eccellentia: alla quale riverentemente -bascio le belle & liberali mani. Di Mantova -alli XXIII. d'Ottobre. -</p> - -<h2 id="pantasilea6r">PANTASILEA LUNARDA GIORDANI -A M. PHILENA VISCONTE.</h2> - -<p> -Io vi hò mandato alcuni ritratti accioche veggendoli a tutte -l'hore, imitiate la virtù delle ritratte donne: lequali, -furono l'honore del sesso nostro: giovò ad Alessandro -molto il vedere il sepolchro di Achille: fu di gran giovamento -a Giulio Cesare il veder a Gade nel tempio di Hercole -l'imagine di Alessandro: l'emulatione c'hebbe Theseo -alla virtù di Hercole, fu cagione ch'egli sterpasse in -<span class="pagenum" id="Page_6-v">[6-v]</span> -Grecia de molti mostri, ammazzasse Scirone, Procusta, -et Scine, ladroni rapacissimi: fu cagione ch'egli ammazzasse -Creonte tiranno, col Minotauro, & debellasse li -Centauri, fu cagione ch'egli domasse Thebe et sin'all'inferno -penetrasse: li trophei di Milciade punsero si fattamente -l'animo di Temistocle, che lo fecero divenire -valorosissimo, la gloria anchora di Pompeio, fece gran -giovamento à .M. Crasso: Cosi prego Iddio che a voi intravenga: -il primo ritratto guarnito d'oro è di quella -constantissima Ligo, dellaquale favella si honoratamente -Cornelio Tacito. Il maggiore si è di quella fortissima -Tomiri, di cui, con gran loda parla Erodoto: li altri -so che li conoscerete senza che ve li dimostri: attendete -a conservarvi in sanità & amatime. Da Pesaro -alli III. d'Aprile. -</p> - -<h2 id="pantasilea6v">PANTASILEA LUNARDA GIORDANI ALLA -ILLUSTRISSIMA DONNA. N. N.</h2> - -<p> -In molti errori siete .S. mia caduta per voler prestar gli -orecchi alli Adulatori, & me ne maraviglio, havendovi -io tante volte riverentemente ammonita, & dettovi -che si come il buon medico usa ogni opra per difendere, -& per accrescer la sanità, che cosi l'adulatore pone -ogni studio per infermarne ogn'hora più l'animo, & -solamente tocca le più ulcerose et contaminate parti che -in noi sono: fuggite adunque li lor ragionamenti: so -che sapete da chi guardarvi havendoveli piu fiate con -i propri colori dipinti. Ricordative .S. di ciò che soleva -dire Protagora; che si come ritrovavansi alcuni cibi -<span class="pagenum" id="Page_7-r">[7-r]</span> -li quali non erano atti per generar ne sangue, ne spiriti, -ne per giovar alli nervi, ne alle midolle, ma sol a gonfiare -il ventre, & a rendere il corpo turgido: che cosi -li ragionamenti delli adulatori erano di poco frutto & -atti solamente ad irritar le parti piu vitiose. soleva Phocione -rassimigliare li Adulatori alle superficie, & alle -linee, & diceva che si come elle per se stesse non si piegavano -mai, ne si prolungavano, ne si movevano, salvo -che con i propri corpi; cosi l'Adulatore dalli suoi propri -affetti non esser mai ò di rado mosso, ma rider & -piagnere con l'amico che similmente ò rida ò pianga: fuggiteli -.S. mia per l'avenire, schivate la lor conversatione: -& vedrete che infinita contentezza ve ne risulterà -& pareravvi d'haver sgombrato la casa vostra di un -grave & pestifero morbo. Iddio da mal vi guardi. -</p> - -<p> -Da Pesaro alli X. di Novembre. -</p> - -<h2 id="pantasilea7r">PANTASILEA LONARDI GIORDANI -A .M. FAUSTINA BENZONA.</h2> - -<p> -Sarebbe per il mio consiglio ben fatto, che vostro figliuolo -attendesse a casa sua, & lasciasse star le donne -delli altri (che pur amici gli sono) altrimenti io temo -in suo servigio, ch'egli non faccia concorrentia à -Phaone, à Speusippo, à Tigilino prefetto, à Rodoaldo -Re de Longobardi, & à Giovanni duodecimo pontefice; -li quali in adulterio ritrovati, furono crudelmente svenati: -essortatelo a ciò che io vi dico, astringetelo per virtù -della materna ubidienza, acciò non sia cagione di farvi -un giorno dolente & lagrimosa. state sana & lieta. -</p> - -<p> -Da Pesaro alli VII. d'Agosto. -<span class="pagenum" id="Page_7-v">[7-v]</span> -</p> - -<h2 id="margherita7v">MARGHERITA MARIA A .M. LUCIA -TRIVULZA.</h2> - -<p> -Certamente se non vi astenete di ber tant'acqua & -di mangiar tanti frutti, quanto voi fate, voi cascarete -in Idropisia, alla quale, già buona pezza fa paruta -mi ci siete molto disposta. guardatevene, guardatevene: -voi dovete pur sapere che per non volersene guardare -Eraclio Imperadore morì Idropico nel trigesimo -secondo anno del suo Imperio: il medesimo avenne per -non sapersene guardare, a Michel Imperadore, & a -Crantore Solense auditore di Xenocrate philosopho: ve -ne hò voluto avisare: perche troppo m'increscerebbe che -il mondo perdesse si bella cosa come voi siete. Di Pesaro -alli XX. d'Aprile. -</p> - -<h2 id="artemisia7v">ARTEMISIA SCOTTA ALLA CONTESSA -AURELIA MADRE HONORATISSIMA.</h2> - -<p> -Dogliomi stremamente madre mia honoranda, che da -me, che tanto vi amo, stiate si longamente absente. -& perche poi? per litigare? & dove in una città, dove -credo nato sia il litigioso Parno, che già co suoi litigi -fece luoco al proverbio, & dove non mancano mai novi -Patacioni, Iperboli, & Verginij: dove (per quanto intendo) -dieci mille si troverebbono piu atti al calunniare, -di quello Eurimno che cercò di por lite fra Castore & -Polluce: si che vedete come state, & qual affanno esser -debba il nostro per voi stessa consideratelo. Deh cara -signora madre ispeditevi da questi intrichi, quanto -piu tosto potete, & ritornate a noi, che vi aspettiamo -<span class="pagenum" id="Page_8-r">[8-r]</span> -con maggior desiderio che non fa l'ostinato Giudeo il già -venuto Messia: Tutti siamo sani, ne altro ci manca per -consolarci pienamente che la vostra dolcissima presentia: -Di casa alli XX. d'Ottobre. -</p> - -<h2 id="cecilia8r">CECILIA VALERI A M. ORSOLA STELLA.</h2> - -<p> -Dite a vostro figliuolo che tenga la lingua fra denti et -che non straparli hor di questo Prencipe & hor di -quell'altro: ma che si ramenti alcuna fiata di quel verso. -<span class="smcap lowercase">AN NESCIS LONGAS REGIBUS ESSE MANUS?</span> -Ramentisi che il Re Antigono uccise Theocrito -chio per la sua mordacità: Ramentisi come Daphita -gramatico fu crucifisso nel monte Thorace per non -sapersi astenere di lacerar la fama & l'honore de Prencipi. -Ramentisi come furono stranamente trattati Anasarco -da Anacreonte Cipriotto, Calistene da Alessandro, -Antiphone da Dionigi, Mevio dal Triumvirato, & -Esopo dalli Delphici: ne piu di questo per hora vi parlo. -Di Vinegia alli X. d'Agosto. -</p> - -<h2 id="lodovica8r">LODOVICA GAVARDA A .M. N. N.</h2> - -<p> -La vostra importuna loquacità molti n'ha condotti à liti, -& a dure controversie, & hora piu che mai perturba -tutta la vicinanza; deh ricordative che Giove tolse -la lingua a Lara nimpha, per esser troppo loquace: & -che fu relegato nell'inferno Tantalo per non saper tener -la lingua fra denti cosi potrebbe un giorno accadere -à voi, poi che non sapete, ne volete tacere; ma perche -<span class="pagenum" id="Page_8-v">[8-v]</span> -non vi viene un giorno desiderio d'imitare il silentio di -Paulo Semplice, di Agatone, & di Secondo philosopho, -acciò non caschiate piu in tanti errori: & gli amici non -pogniate in infinito travaglio: ma forse mi potreste dire -quel che già disse Zenone alli legati del Re Antigono, -difficil cosa essere il poter tacere. io vel confesso, -& dicovi all'incontro esser difficil cosa il poter uscire -delli affanni, ne quali ci pone sovente volte la sfrenataggine -della nostra lingua. vi doverebbe pur esser per un bastevole -precetto l'haver scritto Sophocle in una Tragedia -che il silentio era l'ornamento delle donne. non altro, -attendete a conservarvi sana & senza veruna infamia. -Da Brescia alli XXV. di Febraio. -</p> - -<h2 id="giulia8v">GIULIA ROSA A .N. F.</h2> - -<p> -Acciò non vi facciate monaca v'ho proveduto d'un -marito: il quale, da che nacque, non fu mai udito ne -mentire, ne giurare, ne adirarsi, ne ociosamente favellare: -col quale spero haverete vita giocondissima: avisatemi -adunque se siete risoluta di volervi maritare o -pur monacarvi. quando voi di ciò mi avisarete, daretemi -similmente aviso della quantità della dote, non si cercherà -d'onde la sia venuta essendo noi certi della bontà -vostra & dell'honestà de vostri maggiori. Di Brescia. -</p> - -<h2 id="franceschina8v">FRANCESCHINA DA DRESSINO ALLA -.S. OLIMPIA TAMISONA.</h2> - -<p> -Nelle vostre lettere ultimamente scritte, mostrate sentire -istremo dolore, perche vostro figliuolo a singolar -<span class="pagenum" id="Page_9-r">[9-r]</span> -battaglia combattendo, habbia perduto; questo non è -cosa tanto inusitata che habbiate per ciò a disperarvene. -Scrisse Archiloco Poeta, che meglio fusse il gittar via -lo scudo che lasciarsi ammazzare: & cosi fece presso -di Aristophane Cleonino: Taurea poi Campano, dovendo -da solo a solo combattere con Claudio Asello soldato -Romano, come egli vide l'inimico circondar lo steccato -spronò il cavallo, & pieno di sbigottimento fugi in Capoua: -almeno vostro figliuolo non si è portato poltronescamente: -hà pur combattuto quanto piu virilmente hà -potuto; ma era di necessità che l'uno de dua rimanesse -ò morto ò prigione. Consolative ch'egli non hà mai -(per quanto m'è rifferito) mostrato in quella battaglia -che durò piu di sei hore un'atto vile & codardo: pregovi -adunque per quanto so & posso, a darvene pace, -& pregar Iddio c'habbi pietà de suoi errori: cosi farò -anch'io senza fallo: non altro. di Vinegia. -</p> - -<h2 id="isabella9r">ISABELLA GONZAGA SIGNORA -DI PUVINO A LUCIANA .N.</h2> - -<p> -Hò inteso che vi siete molto sdegnata con esso meco, -ne mi volete piu viva, per haver io detto, che vostra -madre pazzamente facesse, comportando che tutto -l'altro giorno & publicamente, & privatamente -danzasi alla gagliarda; si che l'è vero che l'ho detto, -& lo raffermo, & di novo lo biasimo. oh che bella honestà -di Matrona pudica & savia tenuta: & forse che -ella non sa quanto sia pericolosa cosa l'avicinar la paglia -alle accese facelle; & chi non sa che molte ne vennero -<span class="pagenum" id="Page_9-v">[9-v]</span> -già caste & vergognose a balli che ritornarno poi -sfacciate & piene di lascivia. & qual utilità potete voi -sperare da quel toccar de mani, da quel lascivo dimenarsi, -& dalo spesso scoprir alcuna parte del corpo che -celata si stava? Niuno (disse colui, che scrisse contra Verre) -danzò mai, che sobrio fusse. Non so veramente che -ragion v'habbiate di si forte adirarvi, essendomi mossa -sol dalla gelosia, qual sempre hebbi del donnesco honore. -et che siamo noi da fare come l'habbiamo perduto? -a che siamo noi buone? Quando il propheta David disse -spirato da celeste virtù. <span class="smcap lowercase">IN CIRCUITU IMPII -AMBULANT</span>. volle per il parer d'un dotto Rabino -ch'egli intendesse de balli: Mi potreste per aventura -dire che già danzasse Scipione (quell'huomo si grave et -di tanta auttorità:) danzasse David, danzasse Maria -sorella di Mose, danzasse Delbora, & tante altre savie -profetesse. al che rispondo, che tutte le volte che voi -danzerete come quelli danzarono, non me ne turberò -punto, ne ve ne saperò dir male. Danzava Scipione -per eccitar il calor naturale, per consumare le reliquie -del cibo indigesto & per esser piu leggiero & disciolto -ne militari esercitij, donde ne dependeva la salute -Romana: Danzò già David mosso da una santissima -letitia causata dalla ricuperatione dell'Arca del patto: -Danzarono le prefate Donne più di una fiata a suono -di Cembalo spinte da un devotissimo fervore, et da un'amoroso -zelo verso d'Iddio: danzasi hora a cotesto modo? -usasi nel mover la vita quella gravità che si usava -alhora? ben pare a gesti, ben si conosce à sguardi, se -con si pura & con si semplice intentione hoggidi si danza. -<span class="pagenum" id="Page_10-r">[10-r]</span> -Io non dirò per hora altro di quel c'ho detto, so -che havete ingegno (se lo volete adoperare) & che fra -voi stessa quando sarà acchetata quella grand'ira ch'hora -vi tiene il lume abbarbagliato, direte c'ho ragione da -vendere, & che voi a gran torto vi siete meco turbata. -Da Luzzara alli. VII. di Febraio. -</p> - -<h2 id="isabella10r">ISABELLA CAVALLERIA GUALENCA -A .M. ZENOBIA FALCONI.</h2> - -<p> -Hò letto quanto mi scrivete di alcuni, liquali sendo -capitati nelle mani d'infideli, per timore de supplitij -altri hanno rinegato Giesu Christo, & altri s'erano -nelle spelonche nascosti: & questo quando più era -tempo di mostrare l'animo loro. veramente m'è ciò assai, -& non poco per la gloria di Dio dispiacciuto: l'è pero -d'havergli compassione poi che molti de nostri antichi, -liquali parevano colonne della fede nostra, cascarno -per timidità in simili errori. Giurò Pietro Apostolo, -ch'egli non abbandonarebbe mai il suo Signore (anchora -che tutti li altri Apostoli l'abbandonassero,) & -pur quando si venne al fatto per paura dell'impietà Giudaica -non sol si sottrasse al pericolo, & seguitollo dalla -lunga, ma tre volte lo negò avanti che il gallo cantasse. -Athanasio Vescovo di Alessandria conoscendo non poter -resister all'invidia che contra concitata gli havevano -li Arriani, per timore della morte, stette sette anni -nascosto in una Cisterna: Marcelino Papa temendo l'ira -di Domitiano, sacrificò a gli Idoli. Si che non ve ne -date maraviglia; ma habbiate compassione all'altrui -<span class="pagenum" id="Page_10-v">[10-v]</span> -fragilità accioche Iddio habbi compassione à noi: ne altro -mi occorre a scrivervi: state sana. & quanto piu -potete lieta pregando del continuo & per voi, & per -noi; accioche nostro Signor dia a tutti fortezza contra -li infideli: & finalmente ne conduca a vita eterna. -Di Vinegia alli XV. di Novembre. -</p> - -<h2 id="cecilia10v">CICILIA DA CA PESARO TRIDAPALO -A. M. MARGHERITA POBBIA.</h2> - -<p> -Con dispiacer grande hò inteso c'havete lasciato quella -vostra tanta attilatura, & quella diligente opra di -ricamare, & di cucire; la quale, vi faceva risplendere -sopra tutte le donne della città vostra; & vi siete data -tutta in preda alla vana poesia; & odo di più che ve -n'andate a guisa di spiritata, hor per la casa, hor pel -giardino, cercando delle desinentie per concordar di -molte rime; Ditemi (di gratia) non sapevate voi trovar -piu agevol via per farvi tener pazza che darvi nelle -mani di poeti? huomini per la maggior parte maligni, -iracondi, satievoli, bizarri, & maninconici? Certo, -non senza cagione il divino Platone li scacciò dalla -sua divina Republica: & Aristotile ne suoi miracolosi -scritti li publicò per bugiardi & per mentidori. Non -vedete voi che la maggior parte de santi huomini consigliò -fusser abbrugiati i lor poemi, come cose di malo esempio, -& che facilmente potesse impedire la nascente -gloria del sacro santo Vangelo? et che altro trovate voi -ne poeti, che lagrime, sospiri, singhiozzi, & amorose -passioni dalle quai cose, vorrei foste, (quanto vi sie -<span class="pagenum" id="Page_11-r">[11-r]</span> -possibile) aliena? Veramente in essi, altro non trovo -che stupri, adulterij, Metamorphosi, sanguinolenti sagrificij, -& altre favole, atte con il lor mortal veleno, -ad ammorbare qualunque ben riformata Republica & -eternalmente sbandeggiarla dal celeste Regno: scrisse -già .S. Girolamo à Papa Damaso; che i versi de Poeti, -erano il vero pasto de demoni; scrisser molti altri, non -di minor santità ornati esser li poeti perniciosi, nemici -del nome christiano, malefici senza piatà et senza fede: -Sono i poeti seduttori delle semplici & tenerelle menti -con la lor mortifera dolcezza, ne altro credo fusse il -pestifero canto dette Sirene, che li poemi di questi scioperati -briconi. Non crederò io mai che maggior danno, -ò maggior corruttione recar ci potesse la setta di -Arrio, la scuola di Pelagio, il Dogma di Nestorio, ò -l'impietà di Giuliano Apostata. Non pensarò io mai potessemi -esser tanto pernitiosa la conversatione di Protagora, -di Sardanapallo, di Luciano, di Apollinare, ò di -Diagora, quanto mi sarebbe la lettione di miscredenti -et lascivi Poeti. Sono anchora di piu nemici delle cittadinesche -usanze: ne per altro rispetto essi alle selve riccorrono, -& à monti rifuggono. poi che Homero hebbe longamente -peragrato il mondo, egli si ridusse ad habitar, -hor tra l'ombrose selve, & hor tra duri scogli. -Così Virgilio, lasciata Roma; si ridusse ad habitar doppo -il promontorio di Pausilippo & di Pozzuolo: non vi -voglio per hora tesser il Catalogo di Poeti che nemici -furono dell'urbanità, vi confermerò bene che se non lasciate -da canto la lor malvagia lettione, diverrete di -giorno in giorno men Christiana che non siete, & pericolo -<span class="pagenum" id="Page_11-v">[11-v]</span> -ci è che di pazzo & di furioso amore impaniata tosto -non vi vegga: & se questo aviene, che sarà allhora -di voi? che se ne dirà per le piazze, per le loggie, & -per le chiese? sarete mostrata a dito fin da fanciulli: & -diranno ecco Sapho, ecco Corinna, ecco la Petrarchessa, -che sputa versi dal furor poetico agitata. Deh fate -a mio modo, lasciateli star in Parnaso a trastullarsi con -le Muse: & tornate voi all'ago, al fuso, & all'ordir -quelle vostre belle tele, che facevano vergogna alle Lodegiane, -alle Bresciane, alle Cremasche, alle Pozzolane, -alle Rochegiane; a quelle di Holanda et di Cambrai: -state lieta: Di Mantova alli .VI. di Maggio. -</p> - -<h2 id="isabella11v">ISABELLA SFORZA A .M. -MARGHERITA POBBIA.</h2> - -<p> -Hò ricevuto le vostre carissime lettere alli .xx. d'Agosto; -scritte però alli .x. & insieme la copia di una -lettera che molto duramente flagellava, anzi crocifigeva -i Poeti: sonomi assai maravigliata, che si bell'ingegno -habbi esercitato l'eloquentia sua in biasimar cosa degna -di somma loda, & di somma riverentia. Io per me -Poetessa non sono, ne giamai fui: pur per l'amor grande -c'ho sempre alla poesia portato, & portero fin che vivo, -non mi posso rattemperare odendone dir male, che -tutta non mi turbi: ne mi posso contenere che a mio potere -non la difenda; non voglio già per difenderla, usar -alcuna peripatetica dimostratione, ma procederò sol -per grosse congietture, & noti essempij & per la prima -dicovi: che se se la Poesia non fusse cosa piena di riverenza, -<span class="pagenum" id="Page_12-r">[12-r]</span> -non si sarebbe degnato il grande Apostolo di Tarso -cittar nelle sue divine pistole, versi di Epimenide, -& di Menandro: il che fece anche essendo nell'Ariopago -(si come n'habbiamo ne gli atti de li Apostoli) per confermar -il suo fruttifero sermone, cittò un verso di Arato -Poeta: dal cui essempio mosso. S. Dionigi, di lui discepolo, -& di Christo martire constantissimo; molto della -poesia ne suoi scritti si prevalse: & quante volte Girolamo, -(lume della fede nostra) si serve a suo proposito -di Virgilio, di Oratio & di Persio? leggete le sue Pistole, -leggete il prologo delle quistioni Ebraiche & chiaramente -il vederete: fa il medesimo Ambrogio, maestro -di santa Chiesa: fa il medesimo piu fiate Agostino -quell'unico flagello de Manichei. Ma che vi si dirà di -Fulgentio dottor catholico & Pontefice molto Reverendo -che si copiosamente ne scrisse? ma lascio star il dir de -sacri Dottori: quante cose hà detto il Salvator nostro -per parabole convenienti a lo stil comico? sdegnossi forse -di usar le parole di Terentio contra Paulo, quando li -disse: dura cosa ti è il calcitrar contra lo stimolo; ma lascio -per hora star le cose sacre, ditemi che non havrebbe -fatto Alessandro (il magno) per haver un scrittor tale, -qual fu Homero? per amor del quale, sette gran città, -cioè Smirna, Rhodo, Colophone, Salamina, Io, Argo, -& Athene contendono di volerlo per lor cittadino & li -Smirni li edificarno già un bellissimo tempio. Parve a voi -che li Scipioni stimassero Ennio povero Poeta Brondusino, -havendolo fatto partecipe del medesimo sepolchro et -contentandosi che le ceneri insieme si rimescolassero? -non fu caro altresi per la poesia Theophane Mitileno -<span class="pagenum" id="Page_12-v">[12-v]</span> -à Pompeio? (à quel Pompeio dico) che adeguò la virtù -con la fortuna. Vegniamo a tempi piu moderni: -quanto fu ben caro il nostro divino Petrarca al Re -Roberto: à persuasione del quale, essendo di sessant'anni, -s'incominciò a far legger Virgilio, stupendosi che -sotto si rozza, et dura scorza stesser nascosti si alti sensi, -& si segreti misteri: ma forse ch'egli volle in questo -imitar Solone, il quale, essendo vecchio poi che dato -hebbe le leggi alli Atheniesi; si ridusse alla poetica. -Non fu mai huomo, ne donna al mondo, tanto stoica, -ne tanto di gloria nemica, che amato & riverito non habbia -li Poeti: dalla penna de quali immortal gloria già -lor ne venne. Non sono forse chiamati li Poeti sotto nome -di Theologi? non furon tenuti per gran Theologi -Orpheo, Lino, Museo, & altri molti? non hà trattato -Dante sotto Poetico velame quanto si contiene nel sacro -senno della santa Theologia? non si sono co versi -egregiamente descritti da Mose, da Giobbe & dell'inclito -David i divini concetti de lo Spirito santo? d'onde -ancho si mosser Sedulio & Prudentio, a trattar poeticamente -la christiana verità, ma che dirò di Giuvenco -Spagnuol poeta che sotto coperta di huomo, di bue, di -lione, & di aquila si felicemente espresse le divine attioni -di Giesu Christo? Io, per me, non leggo mai la divina -Eneida di Virgilio, che non mi paia di legger una -perpetua loda della virtù: sentomi tutta commovere all'opre -della carità quando leggo la clementia ch'usano li -nemici Troiani verso di Achimenide: parmi veramente -di veder posto in pratica l'esortatione che il Salvator -ne fa perche si giovi di cuore alli nemici. Quando contemplo -<span class="pagenum" id="Page_13-r">[13-r]</span> -quelle infiammate parole di Enea, a suoi compagni -dette, perche pacientemente sofferir voglino li disagi -del viaggio, le angoscie del mare, & li terrestri pericoli: -dico fra me stessa questo fu un'animo invitto, una -fronte intrepida, & una mente, più che 'l diaspro salda: -da Virgilio imparo l'amor che alla patria di deve: -da Virgilio imparò la pietà paterna veggendo Enea sopra -delle spalle portarne il vecchio padre per mezo delle -radenti spade, delli ingordi fuochi, & de rovinati -Tempij. Quando pongo mente con qual fortezza di -animo & con qual altezza di cuore, spezzi quel gran -capitano, le cathene del petulante & lascivo Cupidine, -sentomi tutta armare, & robusta divenire contra li assalti -d'amore & rafreddarsi in me, ogni concupiscibil -appetito. Imparo da Didone di esser cortese & liberale -à calamitosi stranieri, & à fortunosi fuor'usciti. Imparo -in molti altri luoghi da quante passioni sia sbattuta -& infestata l'humana fragilità: et appresso, con quali -forze anchora rimanghino supperate da li animi costanti. -Quando leggo i giuochi fatti da Enea presso di -Aceste, nell'anniversario del padre, parmi a punto leggere -i sacri libri de Machabei, & al mio dispetto divengo -piatosa verso de poveri defunti: non vi dico nulla -quanto poi ben'apprenda ad esser prudente & circunspetta, -considerato lo scender ch'egli fa all'inferno. -Infinitamente mi accendo alla verace & immortal gloria, -dando le orecchie ben purgate alle saggie persuasioni -che fa il vecchio padre all'animoso figlio. Imparo -da Virgilio bellissimi accorgimenti nel far delle amicitie -& somma fede nel conservarle. oh come se mi intenerisce -<span class="pagenum" id="Page_13-v">[13-v]</span> -il cuore di pietosa dolcezza, ramentandomi le -molte lagrime versate nella morte del fedel Palante; -Quando leggo quella affettuosa oratione: <span class="smcap lowercase">IUPITER -OMNIPOTENS PRECIBUS SI FLECTERIS -ULLIS</span>, viemmi voglia di gittarmi incontanente in ginocchione, -& con fervor grande adorare l'eterno Padre, -ma perche tanto mi diffondo? Io tutte le volte -che peso le parole, et considero le profonde sententie di -questo alto poeta; egli mi pare tutto pieno di santità. -Che diro di Oratio, di Giovenale, & di quel Persio honor -di Volterra? qual philosopho, qual mathematico, -ò qual legista riprese mai con maggior vehementia & -acrimonia il vitio & lodò la virtu? Paruta mi sarebbe -cosa piu ragionevole il solamente dir male di alcuni licentiosi -Poetastri, & non indifferentemente di ogn'uno: -Dovevalo pur almeno ritener la maesta di Homero, -qual chiamano le sacre leggi padre di tutte le virtù; & -spesse volte per dentro di quelle, si ci mescolono molti de -suoi versi: si come veggiamo nel fine del prohemio del -Codico; & sotto'l titolo de giustitia & iure: nel trattato -delle compre; & nella materia de legati & fede comissi, -& in altri luoghi, come vedrete, se leggerete le -Pandete Pisane. Qui voglio far fine al mio scrivere; -perche sentomi hormai la mano debole & stanca: questo -per hora bastivi, poi che il mio giudicio ricercate circa -la lettera scritta in vituperio de Poeti: & se commodo vi -serà, rimovetegli dall'animo si stolta et si falsa opinione, -& à voi per sempre, di perfetto cuore mi raccomando; -& paratissima alli vostri servigi mi offero. -Di Piacenza alli .XXV. di Marzo. -<span class="pagenum" id="Page_14-r">[14-r]</span> -</p> - -<h2 id="isabella14r">ISABELLA GONZAGA -A .M.</h2> - -<p> -Galeazzo vostro amantissimo fratello m'ha rifferito -che siete doventata molto inferma, di che vi attristate -piu di quello che ad una christiana donna si conviene: -vi dovereste in tutti i modi confortare & prendere -speranza d'haver tosto a mutare allogiamento: questo -corpo chiamato da molti casa & albergo dell'animo ci è -stato dalla natura dato per brieve tempo: il che, doverebbe -esser cagione di farci morire piu volentieri di quel -che noi facciamo: si come dicesi quel vento esser piu -felice, il quale piu tosto ne conduce in porto, cosi piu fortunati -sono quelli che da veloce morte tratti sono fuori -delle malvagità della presente vita et nell'eterno regno -traportati, si che non ve ne dolete, si come non si duole -l'incarcerato perche la sua prigione sia piena di fissure, -& minacci da ogni lato rovina, cosi sperando di poterne -piu tosto uscire: guardate che la voluptà non sia stata -cagione di questa vostra debolezza, anzi che la mala -compositione del corpo vostro: sono le voluptà simili a -quei ladroni dell'Egitto detti volgarmente Philisti, liquali -n'abbracciano per strangolarci: cosi fanno ancho li -carnali diletti essi ci ammazzano mentre ci lusingano: ò -beati & aventurati noi, se d'altro piacere non ci lasciassimo -mai invaghir li animi nostri, che dell'eterna vita, -& che a poco a poco ci avezzassimo a morire: ma noi facciamo -come quelli fanno che sono tanto amici del vino, -che sorbiscono fin'alla fece di quello: siamo tanto desiderosi -di prolungar questa nostra miserabil vita che ne anche -<span class="pagenum" id="Page_14-v">[14-v]</span> -nell'estrema vecchiezza ci contentiamo di morire. -Di Puvino. -</p> - -<h2 id="isabella14v">ISABELLA GONZAGA ALLA .S. -LUCRETIA GONZAGA.</h2> - -<p> -Dative hormai pace carissima sorella, ne piu vi tribolate -della prigionia del vostro caro consorte: ma sperate -nella bontà Estense: che si come fu si pronta al donargli -la vita, cosi sarà anchora pronta a restituirgli la -desiderata libertà: & quando pur a Dio piacesse, ch'egli -morisse nella prigione, non li haverebbe però cosa -che non sia avvenuta a maggior huomo di lui: morì prigione -Iugurta, morì Siphace, morì Enrico .iii. Imperadore, -morì prigione Celestino quinto, Gioanni primo, -& Giovanni quarto decimo pontefice: morì prigione -Aldegisio figliuolo di Desiderio Re de Longobardi & -Aristonico doppoi che egli fu menato in triumpho da -Aquilio console. sperate in Dio che vi consolerà, & -ve lo restituerà nelle caste braccia forse piu savio et accostumato -che prima non era. Nella casa mia del continuo -si prega Iddio & per la sua liberatione, & per la -vostra pace. Di Luzzara alli .VIII. d'Aprile. -</p> - -<h2 id="isab14v">ISABELLA GONZAGA A .M. -CLARA CARAFFA.</h2> - -<p> -Pregovi a non dolervi piu di me, perche io sia mancata -di memoria, ne servigi vostri, habbiatemi (vi prego) -per iscusata: poi che non mi è conceduto la memoria, -<span class="pagenum" id="Page_15-r">[15-r]</span> -ne di Cinea, ne di Mitridate, ne di Theodette, -ne di Lucullo ne di quel Ortensio: se hà peccato di memoria -verso di voi in simil caso .M. Lucina la quale, si -giudica da savi che superbi Seneca, Elio Adriano, Cirro, -Carmide, & Portiolatrone, & pur l'havete havuta -per iscusata, perche non fate cosi a me; la quale, di -debolezza di memoria, avanzo Messalla Corvino, Bamba -Re de Gothi, Calvisio Sabino, Orbilio Beneventano -& il smemorato Curione? sforzerommi per lavenire -di sodisfarvi piu intieramente che non ho fatto, pur che -vi degniate di commandarmi: Iddio da mal vi guardi: -Da Puvino alli .IIII. d'Agosto. -</p> - -<h2 id="susanna15r">SUSANNA VALENTE.</h2> - -<p> -Sono stata pregata da chi mi potrebbe commandare che -io vi voglia quanto piu dolcemente posso, riprendere -dell'esser voi troppo loquace, & di non poter contenere -alcun segreto che communicato vi sia. se l'è cosi (come -intendo) certo havete gran torto & poco prudentemente -vi portate: non vi accorgete voi che se stanno -male le case senza uscio, le finestre senza antenne, le -borse senza i legami, cosi star male anchora le bocche senza -freno: si come non è facil cosa il lasciarsi di mano uscire -alcuno uccello, per volerlo poi ripigliare, cosi non -è facile di rivocare le parole, poi che una volta di bocca -uscite sono: sogliono esser loquacissimi sol quelli, che -hanno poco cervello: si come i vasi che pieni non sono, -fanno sempre maggiore strepito, cosi le persone vane et -sciocche abondano sempre più di ciancie che quelli non -<span class="pagenum" id="Page_15-v">[15-v]</span> -fanno che saggi & prudenti sono istimati: si come per -il parere de Medici il seme che tosto si sparge, è infecondo -& al generar inutile, cosi inutili, anzi nocive sono -tutte quelle parole che dalla bocca n'escono senza ritegno, -o senza farvi sopra alcuna matura consideratione: -non vedete voi, che niuna donna si fida hormai più -della taciturnità vostra? & la cagione si è, perche mai -non restate di cicalare. Sono le persone loquaci simili alli -fanciulli c'hanno il ghiaccio nelle mani & quello per -l'innata lubricità ne possono ritenere, ne perder lo vorrebbono. -Si come le vipere sono da propri parti rotte -& fieramente uccise, cosi i loquaci scuoprono li commessi -segreti anchor che aggiunta vi sia la propria rovina & -destruttione: astenetevene adunque & state sana. -Di Mantova alli .XII. d'Agosto. -</p> - -<h2 id="caterina15v">CATHERINA ANG. MARCHESA GONZAGA -A .M. LIVIA FRANCA.</h2> - -<p> -Mi è rifferito che vi siete fortemente adirata con vostro -marito, ne volete con esso lui pace, per havervi -negato alcuni ornamenti havendone molti di soverchio: -& che havete voi finalmente deliberato di fare? -di mandar vostro marito all'ospedale. oh bello honore -che vi farete: il pover huomo hà fatto piu di quel che -doveva, & poteva (se ben esamino le sue forze) & voi -non vi contentate mai di cosa che v'habbiate. Havete -vesti da comparar a quella di Antistene Sibarita, la quale -si soleva ogni anno sospendere per miracolo nel tempio -di Giunone Licinia: havete veste di non minor pregio -<span class="pagenum" id="Page_16-r">[16-r]</span> -di quella c'hebbe Lollia Paulina, laquale fu stimata -quattro cento Sestertij: egli v'hà fatto sottanne, da -star al paragone di quella veste: nella quale Triumphò -Tarquinio Prisco, & di quelli che donò Silofonte a Dario -figliuolo di Histapo; & tutta via n'andate importunamente -chiedendo dell'altre? Deh vergognative di questa -vostra importunità & di questa vostra intollerabil -arroganza. non l'havete voi hormai posto al fondo con -tanti zibelini, con tanti martori, & con tanti lupi cervieri? -non l'havete voi quasi che destrutto con tante, -carrete, cavalli, ricami, & paviglioni? che potreste -far piu se recato li havessi l'imperio di Roma in dote? -cieche nel vero siamo, adornando con tanto studio questa -nostra carnaccia: ch'altro però non è che fango, & -polvere & cosi coprendo questo nostro Capo di si pretiosi -coprimenti, non capendovi dentro salvo che pensieri -vani, sogni, & folle de romanzi: Io vorrei sorella -mia, c'hoggimai si ravedessimo & pensassimo che non -siamo piu fanciulle; i capei di fino oro tosto incominciaranno -a farsi d'argento, & n'anderemo tosto in luogo, -dove non si renderà conto del vestir leggiadro, ne di legar -i crini con piu grata maniera, ma renderemo ragione -della fede, della charità, & del tempo mal speso in -frascherie: voi havete intelletto, adoperatelo, -adunque riconciliatevi col vostro consorte, -honoratelo, contentative di ciò -ch'egli vuole, fateli vezzi, -come faccio io al mio -signor Luigi. -</p> - -<p> -Di castel Giuffrè alli XXV. di Febraio. -<span class="pagenum" id="Page_16-v">[16-v]</span> -</p> - -<h2 id="caterina16v">CATHERINA .C. GONZAGA ALLA -.S. LIVIA MORTELLA.</h2> - -<p> -Mi sono doluta assai della sententia, che voi havete havuto -nella possessione che vi lasciò vostro marito; et -ho per vostro servitio, et per honore della giustitia desiderato, -che hoggidì presso di noi regnasse qualche novo -Cambise che facesse scorticare questi iniqui giudici come -già fece quel Sisamne, che dette l'iniqua sententia: -sofferite pacientemente poi che sempre questo iniquo -sesso Mascolino fu nemico di noi povere donne; & sempre -a suo potere ci conculcò & a mal termine ridusse: -state sana & confortative, tenendo per cosa ferma che -Iddio non vi debba punto mancare, pur che in esso riponiate -le speranze vostre. Dal nostro castello di Luzzara: -alli IIII. d'Aprile. -</p> - -<h2 id="susanna16v">SUSANNA VALENTE A .M. N. D.</h2> - -<p> -Voi mi fate sapere per vostre lettere, che desiderareste -havere per vostro marito quel dottore, del quale -l'altro giorno diffusamente mi parlaste; pregandomi -che far voglia ogn'opra perche il fatto si congiunga; mi credo -fermamente che habbiate perduto il cervello. & che -Diavolo volete voi far di Dottori? non sapete che sono -questi litterati per la maggior parte tisichi, gelosi & -franetichi? oltre che il studio li fa sempre catarrosi, ne -sentirete mai altro che sputacchiare & tossire; fate a -mio senno, lasciateli stare & questo ispetialmente: non -vedete voi che ceffo d'asassino egli hà? non vedete che guardatura -<span class="pagenum" id="Page_17-r">[17-r]</span> -crudele et che maniere contadinesche son le sue -habbiate un poco di patientia, che se à quest'hora è vivo -il figliuolo d'un mio honorato amico farò ogni opra -perche vi sia & sposo & servidore: egli deve fra pochi -mesi ritornar dalla corte di Cesare, l'è il piu bello -& attilato cavagliere che havesse mai la città nostra: -state sana. Di Mantova alli XX. di Aprile. -</p> - -<h2 id="ippolita17r">IPPOLITA CREMA A .M. -FULVIA RULLA.</h2> - -<p> -Strana cosa mi pare che gli huomini si vantino tanto di -esser soli nati alle lettere, essendoci tante & tante -femine non meno di loro alli buoni studi atte: Aspasia -Milesia fu pur maestra di Pericle avanti che le fusse moglie. -Fa pur honorata mentione Gellio della dottrina di -Pamphila, la quale scrisse tanti belli commentari nella -Grammatica: fassi pur mentione di Phemonoe, di Sofipatra, -di Theano, di Alpaida, di Demophilia, & di altre -infinite? perche adunque si impudentemente si vantano? -perche vogliono si sfacciatamente che di loro solamente -sia l'ingegno? di lor sieno le forze & di lor sia -finalmente ogni valore? attendete pur figliuola mia a -li studi, & lasciategli gracchiare quanto vogliono, che -alla fine saranno astretti a starsi cheti & ammirar la -donnesca virtù; state sana & lieta, che Dio sempre -da dishonore vi difenda, & in -prosperità vi conservi. Di -Mantova alli III. -d'Aprile. -<span class="pagenum" id="Page_17-v">[17-v]</span> -</p> - -<h2 id="ippolita17v">IPPOLITA CALCATERA -A .M. PERLA.</h2> - -<p> -Alli X. di Dicembre hebbi le vostre lettere, nellequali -molto vi dolevate che vostro figliuolo fusse -riuscito si mal sano et delle gambe si mal disposto. io certamente -non molto me ne maraviglio veggendolo tutto -dato all'otio & al riposo, ne mai esercitarsi il corpo in -alcuno utile & honesto esercitio. Venga un poco a starsi -con esso noi a Perego per qualche giorno, dove ritrovarà -si perfetti cacciatori, quanto mai fussero ne Elimo, -ne Panope, delli quali, favellando Virgilio cosi già -disse <span class="smcap lowercase">TUM DUO TRINACRII IUVENES -HELYMNUS PANOPESQUE ASSUETI SYLVIS, -COMITES SENIORIS ACESTAE</span>. Potrassi -anchor esercitar (s'egli vorra) nel cavalcare essendoci -il cavaglier Pozzo mio honorato consorte, del quale -si pò meritamente dire quel che disse Virgilio di Lauso -figliuol di Turno <span class="smcap lowercase">LAUSUS EQUUM DOMITOR, -DEBELLATORQUE FERARUM</span>. si che -venga a vedere questi nostri monti Brianceschi pieni -di ogni vaghezza s'egli vuole per l'avenire scordarsi -il bel Palerno della Campania, il Berecinto della Frigia -& l'Aracinto dell'Etolia. venga a contemplar almeno -per dieci giorni i Monti di Brianza & sprezzarà -per l'avenire l'amenità di monte l'Abbate, la serenità -del monte Idalio, & la fecondità di Artemisio, monte -dell'Arcadia. s'egli ci viene mentre ci è il mio consorte -promettetegli da parte mia che non passerà mai giorno -ch'egli de rari animali non faccia grassa preda; imperoche -<span class="pagenum" id="Page_18-r">[18-r]</span> -ci habbiamo cani di velocità non inferiori a Vertego -del quale, fassi degna memoria presso di Martiale. -Troverà cani li quali non cederebbono d'ardire & -di prestezza ne a Liscica, ne ad Ila, ne ad Umbro -da Virgilio cotanto lodati. certamente, quando gli havrete -veduti & isperimentati, direte che Ateone non -ne hebbe mai de simili, & che il Melampo, con l'Oribaso -aggiuntovi anchora il Pamphago, il Dorceo & il -Ladone, non potrebbono stare al paragone con i nostri: -ne ci mancano cavalli per seguirli migliori assai di Orneo, -di Etone, di Nicteo, di Alastro, di Amatheo, -& di Abastro cavalli di Plutone, de quali fassi honorata -memoria presso di Claudiano: oltre che donò alli di -passati <span class="smcap lowercase">CESARE</span> al mio consorte per ricompensa (anzi -per testimonio del valore ch'egli hà mostrato ne suoi -servigi) alcuni corsieri atti a far parer poltroni i cavalli -di Achille, di Marte & del Sole, & atti a far -vergognare Cillaro, Rhebo, Pegaso, Arion, Hirpino, -Cireo, Pedaso, & Illerda. Se ci verrete voi con -esso lui (come credo che farete) mentre essi anderanno -a dar la caccia alle fiere, noi ci tratteneremo attorno -le nostre peschiere, le quali (benche stia male a lodare le -proprie cose) ardisco però di dire, ch'elle avanzino -quelle di Sergio Orata, di Licinio Murena, di Fulvio -Hirpino, di Ortensio, & di Vedio Pollio: non restate -adunque di venire, & con quella servitu che vi si conviene, -per timore, che siamo stretti di alloggiamento, -imperoche il mio consorte hà fabricato da che non ci -foste, una casa si grande & si ben'intesa che non ci è huomo -che non si pensi che Spintare, Meleagene, Democrate, -<span class="pagenum" id="Page_18-v">[18-v]</span> -Philo, Sostrato, et Ermodoro ne sieno stati li istessi -architetti: & pur altro disegno non ci è stato, salvo -quello ch'egli è dal suo capo uscito: ne piu mi stendo nel -scrivere, sol questo vi affermo & raffermo, che se ci -verrete, sarete da ambidui amorevolmente raccolti; & -sforzerenci di porgervi tutti que piaceri che per noi -possibil saranno. anderemo a Ravagnano, a Ugionno, a -Merà, a Brianzuola, a Galbià, & a Calco, dove vostro -figlio haverà grata compagnia dal .S. Antonio Maria, -dal .S. Pier Francesco, dal Marchese, & dal .S. -Entimacho: la cui gentilissima consorte vi porgerà infinita -consolatione, insieme con la .S. Veronica mia honoranda -madre: state sana. Da Perego fiore de monti -Brianceschi. -</p> - -<h2 id="giovanna18v">GIOVANNA CAVALLERIA A -M. CLARA GUALANDA.</h2> - -<p> -Intendo .M. Clara che di me vi siete molto maravigliata, -perche hò detto di non poter piu sofferire di legger in -alcun libro che sia fuor della sacra scrittura: si che -l'è vero che l'hò detto, ne me ne pento, ne mia colpa -ne dico ne dirò mai: & dove posso io trovare la miglior -lettione? Altro piacer per certo sento legendo <span class="smcap lowercase">IN -PRINCIPIO CREAVIT DEUS COELUM ET -TERRAM</span>: che non faccio ne la Phisica, nel cielo, & -nella generatione di Aristotele. Altra consolatione prendo -ne proverbi di Salomone, nell'Ecclesiaste, & nell'ecclesiastico -del figliuolo di Syrach, che non prendo in legger -ne Ethica, ne Politica, ne Economica, ne magni Morali -<span class="pagenum" id="Page_19-r">[19-r]</span> -di Aristotile: Sento altro diletto in volger sossopra -i libri de Re, & de Giudici che non faccio legendo Suetonio, -Plutarco, Sesto Aurelio: Flavio Vopisco: & -altri simili che scrissero le vite de Cesari, godo molto -piu di cuore, legendo i fatti di Mose, di David, di Habraamo, -di Giuda Machabeo, di Giosuè, di Sansone & -di Gedeone; che non godo per legger Dione, Cesare, -Appiano, Livio, Polibio, Xenophonte & altri historici: -credetelo a me, che non senza causa fu la sacra scrittura -chiamata Biblia, che vuol dir libro; & cosi fu detto -per eccellenza, come se questo solo, fusse il vero libro: -& ne gli altri vi si contenessero sogni d'infermi, et folle -de Romanzi: & d'onde credete voi che Platone habbi -abbellito i suoi scritti con quelle vaghe figure, con -quelle si convenevoli similitudini? non d'altronde certamente -tolse i colori & gli ornamenti suoi che dalle sacre -lettere, si come il Beatissimo Ambrogio piu di una fiata -afferma & chiaramente ne dimostra: non è publico -consentimento de dotti ch'egli udisse predicar Geremia -profeta, & li pervenesse alle mani il pentateuco di Mose? -dove vedrete voi ne libri Pagani, si alto principio -come è quel di Giovanni Apostolo <span class="smcap lowercase">IN PRINCIPIO -ERAT VERBUM ET VERBUM ERAT APUD -DEUM</span>; dove in un versetto solo ci dipigne di tre sorti -Mondi: dicendo, in Mundo erat: Mundus per ipsum -factus est; & Mundus eum non cognovit: ecco l'ideal mondo, -ecco il materiale, ecco gli huomini che vi habitano -sotto nome di mondo dall'apostolica voce chiamati: leggete -quanto n'hanno scritto i philosophi che non ne trarrete -tanta intelligentia quanta da questo sol verso trarne potete. -<span class="pagenum" id="Page_19-v">[19-v]</span> -deh ditemi per vostra fe; parvi che in altro libro -ritrovar si possino le consolationi, & l'eterne speranze -che nelle sacre lettere si ritrovano? Se havete in M. -Tullio un perfetto oratore, se havete in Xenophonte -un perfetto Re, se havete in Platone una perfetta Repubblica, -se havete nel conte Baldesare un perfetto Cortigiano -con la donna di Palazzo, se havete ne scritti del -conte di Monte l'Abbate, il perfetto gentilhuomo d'honore: -havete ancho nelle scritture sante, il vero patiente -sotto titolo di Giobbe, havete l'essempio della verace -ubidienza in Abraamo, della santissima hospitalità -in Lotto, dell'ottimo Re in David, del savio S. in Solomone, -del forte cavalliero in Sansone, del buono Imperadore -in Mose & nel fratello Aarone, et dell'ardito capitano -in Giosue: ma che non ci havete voi di buono in -questo santo libro? forse ch'egli vi fa miscredente & -dubbiosa dell'immortalità come fanno i philosophi: forse -ch'egli vi fa impazzire attorno le zone, le sphere, et -i zenit, come far sogliono i Matemattici, forse che vi -oscura il vero, come veggo far i legisti: forse che vi puon -in compromesso la vita, come fanno i Medici. Delli bugiardi -et appassionati historici non vi parlo, liquali spesse -volte fanno, che i poltroni paiano Marcelli & i Marcelli -sieno tenuti timidi et vili piu di quel Pluto indutto -da Luciano & da Aristophane ch'ogni cosa teme et sbigottito -rimane. Vengomi hora alli Poeti, & vorrei che -alcuno mi dicesse che utilità si cavi del rapto di Ganimede: -dal formoso Alexi ò dal bruno Menalca: vorrei che -alcuno mi dicesse che profitto mi faccia l'amor della Luna -et del suo Endimione con l'importuno chiamar d'Hila, -<span class="pagenum" id="Page_20-r">[20-r]</span> -di cui si finge invaghito Hercole presso di Propertio -et di Valerio Flacco. Vorrei detto mi fusse di giovamento -esser mi possa l'amor di Hiacinto et di Apollo, di -Ampelo, & di Bacco, di Adone & di Venere; di Titone -& dell'Aurora; di Atis, & di Cibele, di Siringa -& del Dio Pan. Bramo detto mi sia che honestà si apprenda -leggendo gli amori di Valerio Flacco et dell'amazonico -fanciullo: che religione si apprenda per sapere -che Tibullo amò Cherinto, Anacreonte Batillo, Alceo -Lico, Valgio Misti, Asinio Hippolito, Voconio Testilo, -Oratio Ligurino, Q. Catulo Epigrammatario amasse -Roscio, Euripide Agatone, & Arato Philino. Credete -voi Madonna Clara, che venir mi possa desiderio -di unirmi con Dio per leggere che Daphne fusse amata -da Apollo, Tiro di Nettuno, Hebe da Hercole, Philace -da Stratocle, & Atalanta da Meleagro? mai non che non -me ne verrà giamai voglia. si ben leggendo nella sacra Biblia -di Sarra et della riverentia che à suo marito portava -chiamandolo suo signore: si ben leggendo di Hester, di -Susanna; di Giudit & di Anna figliuola di Elcane laquale, -non si partiva mai dal tempio sempre alle orationi, -& a digiuni intenta. Non vorrei pensaste che -io vi scrivessi come una trassognata: hò anch'io letto la -parte mia de scrittori Pagani et me ne pento, et ne chieggo -perdono a Dio sopra tutte le colpe mie: non vorrei -da che appresi la santa Croce haver mai letto altra cosa -che la divina scrittura: vorrei haver mangiato questo sacro -volume come per il profeta Iddio comandò: vorrei -havermelo convertito in succo et in sangue, perche egli -sarebbe stato come una lucerna a piedi miei, & havrei -<span class="pagenum" id="Page_20-v">[20-v]</span> -guidato ogni mia impresa secondo la parola d'Iddio, da -quella sarei sempre stata pendente, quella m'havrei io -tolto per mia guida, per scorta, & per tramontana, -con quella mi sarei piu dottamente governata che forsi -non hò fatto, ma meglio è tardi che mai; si che non vi -maravigliate più per l'avenire, che lasciato habbi qualunque -altra lettione, & data mi sia tutta alla verace -Theologia: anzi vi essorto a far il medesimo c'ho fatto -io; seguite (vi prego) le mie pedate, ne vel recate a vergogna, -perche sia piu giovane di voi, fate vostro pensiero -che la mia voce, con la quale vi invitto a si gloriosa -impresa, sia voce celeste, & non terrena, persuadetevi -che le mie parole sianvi dettate dalo Spirito Santo & non -d'altrui. Ricordatevi di ciò che disse il beatissimo Girolamo, -che l'ignoranza delle scritture si era l'ignoranza -di Giesù Christo. Ricordative di ciò che disse il Salvator -nostro: <span class="smcap lowercase">SCRUTAMINI SCRIPTURAS, ILLAE -ENIM TESTIMONIUM PERHIBENT DE -ME</span>. cosi facendo, noi saperemo che cosa sia veramente -Christo, & quel che egli habbi fatto per noi, & cosi -l'ameremo con tutto il cuore, & amandolo il fruiremo -insieme col padre, col figliuolo, & con lo spirito santo: -amen. Di Vinegia. -</p> - -<h2 id="lucrezia20v">LUCRETIA MASIPPA ALLA S. CAMILLA -MARCHESA PALAVICINA ET -S. DI CORTE MAGGIORE.</h2> - -<p> -Quando mi fu data la nova che havevate partorito un -bel figlio maschio, io ne sentì tanta allegrezza al cuore, -<span class="pagenum" id="Page_21-r">[21-r]</span> -quanta ne sentisse Diagora Rhodiotto, quando egli -vide in un medesimo giorno coronare tre suoi figliuoli -vincitori et spargerli addosso dalle piu alte finestre un -nembo di vari fiori. Non sentì tanta gioia Philippide -scrittor de Comedie, quando in un Poetico certame fuor -di ogni speranza si trovò vincitore: direi liberamente -d'haver superato di letitia Chilone Lacedemonio, quando -egli vide ne giuochi Olimpici coronar il figliuolo. Di -che mai havessero Policrata nobile Romana, & Marco -Iuventio console, sel non fusse, che quelli di allegrezza -morirno, et io son pur viva; benche mal viva mi senta, -sendo privata della vostra gratiosissima conversatione; -non potendo più udir la dolcissima favella, non veder -le accorte maniere, non finalmente, con attentione -contemplar le honorate vostre attioni: Iddio mi faccia -gratia che vi rivega prima che io muoia; altrimenti morte -mi fora pur troppo acerba & troppo dolorosa, ma -non posso credere che non vi venga un'altra fiata desiderio -di rivedere questa nostra inclita & gloriosa città di -Vinegia, dove il male muore, & il bene si nodre & si -cria. state sana insieme col vostro amatissimo consorte: -le mie figlie riverentemente vi salutano. Di Vinegia -alli X. di Novembre. -</p> - -<h2 id="chiara21r">CHIARA FEDERICI CONTESSA MARTINENGA -A M. LELIA CANOSSA.</h2> - -<p> -Hò pur havuto il gran dolore, intendendo la morte di -vostra madre, che fu a nostri tempi uno specchio di -<span class="pagenum" id="Page_21-v">[21-v]</span> -patientia, una norma d'honestà & una infallibil regola -dell'honorato vivere. Deh quante volte hò io pregato -Iddio che si come già si permesse & si acconsentì risuscitassero -Aviola, L. Lamia, Corfidio, Gabieno, Tindareo, -Hercole, Esopo, & altri molti, cosi ci fusse hora -conceduto ch'ella tosto risuscitasse. Deh perche non -posso io fare come si legge haver fatto .S. Cataldo che risuscitò -la madre da cui era stato poco avanti partorito. -se ciò potessi fare, so ben io certo che sin'a quest'hora non -la desideraremo piu: ma sapete voi come l'è? ci bisogna -haver patientia in tutto quello, che ne vien ordinato dalla -divina potentia, & non dolersene, & non turbarsene -punto: attendiamo a consolarci scambievolmente, imperoche -mi sento di non haverne minor bisogno di voi: -non altro: Iddio ci guardi da male. Di Brescia alli -XXV. d'Agosto. -</p> - -<h2 id="maddalena21v">MADDALENA BARATTIERA A M. -LODOVICA CORNARISA.</h2> - -<p> -Non credo che alcuno di quelli, iquali finsero i poeti esser -condennati alli supplitij infernali, senta tanta angoscia, -quanta sente un'anima che sia presa di gelosia: -l'affanno veramente delle figliuole di Danao, il tormento -di Prometheo, l'afflittione di Sisipho, la molestia di -Titio, il cordoglio di Theseo & di Isione è nulla, rispetto -a quel che per gelosia si pate. questo vi dico io, perche -ve ne guardiate, intendendo che siete assai vicina per -intrare in questo inestricabil laberinto. Deh lasciate per -vostra fe correre l'acqua all'ingiù & non vogliate rizzar -<span class="pagenum" id="Page_22-r">[22-r]</span> -le gambe a cani: tengo fermamente che se voi perseverate -a cotesto modo, che diverrete la favola del -volgo. Di Piacenza. -</p> - -<h2 id="francesca22r">FRANCESCHA TRIVULZA CONTESSA -VEDOVA DELLA -MIRANDOLA A M.</h2> - -<p> -Hò ricevuto le vostre lagrimose lettere, et m'è rincresciuto -infinitamente che vostro figliuolo si porti tanto -male con esso voi. Voi non siete però la prima, ne credo -sarete l'ultima che riceva da figliuoli simili torti. Alphonso -il primo Re di Portogallo, puose già la madre in -prigione, sol perche tentò di rimaritarsi & non per alcuno -difetto. Michele Calafatta imperadore spogliò la -madre violentemente d'ogni giuridittione ch'essa possedeva: -cosi fece Constantino figliuolo di Lione, verso la -madre Irene et molto peggio di lui portossi anchora Tiberio -Cesare. si che datevene pace, poi che di voi sola non -è questa infelicità, dell'haver pessimi et ingratissimi figliuoli. -Di Mantova alli XX. d'Agosto. -</p> - -<h2 id="isabella22r">ISABELLA BORROMEA -TRIVULZA A M. F. N.</h2> - -<p> -Che vostro marito sendo huomo da bene, sia stato si -mal trattato dalla sua Republica, non vi paia ciò strano -poi che per il passato fecero molte fiate alcune Republice -simili de trattamenti alli lor cittadini: li Atheniesi per -ricompensa delli triomphi Maratonij puosero il buono -<span class="pagenum" id="Page_22-v">[22-v]</span> -Milciade in stretta prigione: la republica di Siracusa -ammazzò con infinita rabbia Dione, per opera del quale, -havea già ricuperata la desiderata libertà: li Atheniesi -anchora scordatisi li molti beneficij dal giustissimo Aristide -ricevuti, lo sbandeggiarno dalla città. Sofferite -adunque in pace, & ringratiate Iddio d'ogni cosa ch'egli -vi manda; imperoche noi spesse fiate giudichiamo male, -quel che veramente è bene, & tall'hora bene, quel -che è male. Iddio ci porghi lume di saper discernere il -bene dal male, acciò non si cada precipitosamente in qualche -errore, dal quale poscia rilevare non ci possiamo. -Di Milano alli X. d'Agosto. -</p> - -<h2 id="ippolita22v">IPPOLITA DI LAMPUGNANA A -M. PHILIPPA SAGRATA.</h2> - -<p> -Mi piace stremamente della compra che voi havete -fatto, perche cosi ci vedremo piu spesso, & goderenci -senza disturbo: ma molto piu mi dispiace che nel comprar -non havete usato quella equità che a voi si conveniva: -l'è celebrato dalli antichi Ermete Egittio per esser -stato si giusto, che non fu mai da veruno di giustitia -avanzato: Sempre, per non peccare contra la ragione, -comprava piu caro di quello che il venditore istimava: -non intraverrà già, a voi, se a cotesto modo perseverate -di fare, come intravenne di Aristide, il quale presso -delli Atheniesi, per l'incorrotta sua giustitia meritò -di havere il cognome di giusto: ma sia ogni cosa in nome -d'Iddio, forse vi ravederete un giorno di questo errore, -& lo emendarete, havendo compassione a que poveri -<span class="pagenum" id="Page_23-r">[23-r]</span> -pupilli a quali tal heredità si apparteneva. Da casal -Pusterlengo alli XX. d'Agosto. -</p> - -<h2 id="camilla23r">CAMILLA SUSIA A M. -BARBARA MOSTA.</h2> - -<p> -Intendo che alberga nelle vostre case un'Arabesco, tenuto -(da chi sa giudicare) il piu scientiato huomo, che -nato sia al mondo de molti anni in qua, al quale vorrei -dimandaste d'onde nasca che a Locri et a Cotrone mai -fusse pestilentia; perche non piovesse mai per alcun tempo -nel cortile del tempio di Venere che si vedeva già in -Papho: vorrei li dimandaste s'egli reputa vero ciò che -di Hercole scrive Celio, cioè ch'egli havesse tre ordini -de denti & donde questo procedesse, & cosi li dimanderete -di Direptina figliuola di Mitridate, della quale leggo -che dui ordini n'havesse: dimandategli perche havesse -Aristomene Messenio il cuore tutto peloso: dimandategli -donde avenisse che Antipatro Sidonio fusse ogni anno -di febre infestato il giorno a punto ch'egli nacque: me -ne farete di questo gran piacere, et avisatemene quanto -più tosto potrete: se il mio dottor Susio fusse presso -di me, non vi darei questo disturbo, perche -egli mi sodisfarebbe: ma le Sirene -di Vinegia insieme con un -Cigno d'Aquileia con -mio gran dispiacere -lo -tengono da me lontano. -</p> - -<p> -Dalla Mirandola. -<span class="pagenum" id="Page_23-v">[23-v]</span> -</p> - -<h2 id="lucrezia23v">LUCRETIA AGNELLA A M. -CATHERINA OLDRADA.</h2> - -<p> -Per le vostre lettere hò inteso dolcissima sorella, il desiderio -che voi havreste di maritar vostra figlia col figliuolo -de M. Achille Zenardo, & sopra di ciò richiedete -con instanza il parer mio. Non mi conosco già io -tale, che consigliar vi possa in si fatto caso, pur per quella -santa amicitia che con esso noi dalla prima fanciullezza -con scambievoli ufficij crebbe, io vi dirò quanto già -intorno a simil fatto raccolsi dalli dolci ragionamenti -del mio consorte piu fiate havuti in cotal materia, con -M. Gioanni agnello, che fratello li fu, non so per natura, -ma per animo anchora & per costumi. Se ben -adunque le passate cose per la memoria vado rivolgendo, -& più internamente considero il danno che ne risulta -dalli accerbi matrimoni, da tal parentela per ogni -modo vi asterrete: imperoche far debbonsi i matrimoni -quando l'huomo è atto a generare, & la donna a concepire; -altrimenti, liti & discordie per la casa tutta via -s'odono: & sarebbe d'avertir diligentemente che sempre -la matrimoniale Copula, in tal età si facesse, che li -Padri potesseno a figliuoli sovvenire, et li figliuoli riferir -le dovute gratie a padri loro: la qual cosa felicemente -avverebbe se l'età paterna, da quella de figliuoli, fusse -con giusta proportione distante. Tutti li antichi scrittori -(per quanto intendo) che a me, da molte liti impedita, -non fu mai lecito di volger sossopra di molte carte: -vogliono che l'età della moglie & del marito, sia talmente -proportionata, che da un medesimo tempo l'un -<span class="pagenum" id="Page_24-r">[24-r]</span> -cessi di generare, & l'altra di concepire, il che all'huomo -avviene nel settuagesimo & alla donna nel cinquantesimo -anno. Hò io certamente molte volte avvertito che -quando in troppo giovinil età le persone si congiungono, -rade volte a perfetta statura i parti loro pervenire, oltre -che le fanciulle, per la debolezza de corpi spesso -nel partorir muoiono, o vero con istrema fatica partoriscono: -aggiungoli di piu, che le nozze alquanto tarde, -dispongono le fanciulle a continenza & a le troppo acerbe -disfrenata libidine son cagione. Ma voi mi potreste -forsi addimandare quale è adunque la piu convenevol -età: al che rispondo che l'età della femina è nelli dieci -otto anni, & quella de maschi nelli trenta sei, percioche -alhora i corpi hanno conseguito sommo vigore, & ad -un medesimo tempo cessa d'ambidui il naturale ufficio. -Qui per hora farò fine al mio scrivere, ma non lo farò -se prima non vi aggiungo il tempo, che a savi parve -piu commodo per la generatione, che sarà la vernata, -& quando i venti Boreali spirano, & non mai quando -li Australi soffiano: state sana che Dio prosperi li -successi vostri, & a lieto fine sempre li conduchi. Da -Carbonaruola alli XX. di Marzo. -</p> - -<h2 id="isabella24r">ISABELLA LONARDI CONTESSA DI -MONTE L'ABBATE A M. MADDALENA -PEVERELLA.</h2> - -<p> -Grande è stata l'allegrezza c'hò sentito intendendo -che secondo il desiderio vostro, habbiate partorito un -bellissimo figliuolo; per il che, prego di buon cuor Iddio -<span class="pagenum" id="Page_24-v">[24-v]</span> -lo faccia campar doppo voi, & voi, che lo partorite, -imiti sempre nelle vostre piu honorate attioni. -Hora non vi sarà piu lecito di gir a spasso come solevate -fare, & se vorrete esser tenuta pietosa madre, vel -converrà con le proprie mammelle lattare, & non gittarlo -nell'altrui grembo, il che non fanno le piu nocevoli -& dannose fiere c'habbia la Libia: vi converà avertire -che le membra per l'innata tenerezza storte non divengano, -& per il consiglio di Galeno sparger del sale fra -le fascie, acciò che la pelle dura doventi, & resista alle -esterne ingiurie; darli di piu à poco à poco alcuni soavi -movimenti, per consumar la soverchia humidità de corpi. -bisognerà anche por attentione che l'aumento del corpo -suo per smoderata fatica non sia impedito, guardarlo -dal vino sin'à più provetta età; assuefarlo destramente -& al caldo & al gielo: isviarlo da lussuriosi spettacoli, -da compagnie dissolute; et avezzarlo a dir sempre -il vero di ciò che li viene richiesto. cosi sperava io di fare, -se mai a Dio fusse piacciuto di far feconda la mia sterilità: -& credo che agevolmente mi sarebbe ogni mio -desio venuto ad effetto, solo specchiandosi i miei figliuoli -nel essempio del mio amabile, & honorato consorte, ilquale, -non sol Padre li sarebbe stato: ma ancho fedel precettore -& diligente balio. Veramente se mi sono rallegrata -che lo habbiate partorito al mondo; molto piu rallegrerommi -vedendo per l'avenire che lo ripartorite a -Christo, insegnandoli la vera pietà con la via dell'honore -& della virtù; ne altro vi dico a questo appartenente; -confidatami nella felicità del vostro ingegno, & nella -maturità del senno. Di Vinegia alli X di Marzo. -<span class="pagenum" id="Page_25-r">[25-r]</span> -</p> - -<h2 id="girolama25r">GIRONIMA CAVALLERIA -A M.</h2> - -<p> -Se vi hò & detto & piu volte scritto che schiviate le -male pratiche, non è ciò stato senza cagione: imperoche -so quanto nuocer sappino le maligne persone, benche -alle volte il contrario dimostrino: soglio io rassimiglia -re questi tali al serpente, ilquale, anchora ch'egli sia -di sua natura pestifero, mentre però si aggiaccia di freddo, -si puo senza nocumento alcuno maneggiare & questo -non perche egli non habbi in se stesso il solito veleno, -ma sol perche non lo puo come ei vorrebbe mandar fuori. -oh quanto male commetterebbesi da molti, se con l'animo -rio havessero accompagnate simiglianti forze. -Se io fussi nel grado che voi siete so che mi leverei dalla -conversatione di alcuni, nati sol al mondo, per malignare: -ma a questi tristi & malvagi huomini hoggidi non -ci si avvertisce, per esservene forse troppo gran copia -in ogni luogo: si come non siamo ne anche soliti di maravigliarci -per vedere un albero, la dove le folte & alte -selve a tutte l'hore si scorgono: attendiamo sorella mia -a ben vivere lasciandoci guidare dalla ragione; & non -sol a far quello che il fallace senso et l'altrui male persuasioni -v'invitano: non vogliamo per cagione alcuna -commettere che l'altrui pratica ci renda infami & vitiosi -(come essi sono) ci faccia reputare, la vita nostra -diceva gia un savio Philosopho è simile alle favole; che -publicamente si recitano, delle quali non si considera -quanto lunghe ò brevi sieno, ma sol quanto sieno ben -recitate: altre cose occorrerebbomi di dirvi in questo -<span class="pagenum" id="Page_25-v">[25-v]</span> -proposito; ma me ne rimango sperando tosto di rivedervi: -tra tanto state sana. -Di Vinegia. -</p> - -<h2 id="apollonia25v">APOLLONIA ROVELLA ALLA S. -ISABELLA SFORZA.</h2> - -<p> -Le acerbe querele che voi fate delle tribulationi che -tutto 'l giorno vi pioveno sopra del capo, mi fanno dubitare -che l'altezza del vostro nobilissimo cuore, non si -sia alquanto piegata et piu molle di quel che l'era divenuta: -quasi S. che non sappiate non altro esser la vita -del Christiano, che una perpetua croce, & pessimo segno -esser per quelli che senza croce a questo mondo viveno? -questo è veramente il triompho di Giesu Salvatore -dell'humana generatione. per il mezzo della croce -vinse egli il mondo, superò Sathanasso, & distrusse -l'inferno a noi insegnando che caminar ci bisognava per -la via d'essa croce. Soleva dir il gran Demetrio che la -vita perpetuamente tranquilla et quieta senza veruna -incursione di fortuna era simile al mar morto. Se siete -quella valorosa donna qual v'hò sempre giudicata, fate -mi vedere che li incommodi della fortuna non vi commovino, -ne vi pertubino punto. siete pur hormai tanto assuefatta -alle asprezze di questo mondo che niuna cosa -(quanto calamitosa ch'ella sia,) vi doverebbe esser piu molesta -ò dura. Se la grandine che sopra de tetti cadde, salta -di qua & la con grande strepito: ma il piu delle volte senza -nocumento d'essi tetti, perche dovemo pensare che -li insulti della fortuna possino atterrar l'animo di una -donna istimata tanto savia? Se havete insegnato alli altri -<span class="pagenum" id="Page_26-r">[26-r]</span> -con i vostri dolci componimenti come tranquillar debbano -l'animo perche non usate per voi quella istessa medicina? -l'animo del savio è simile a raggi del Sole, liquati -benche la terra tocchino, sono però sempre in quell'istesso -luogo d'onde n'uscirono: non vi lasciate adunque -si vanamente perturbare; ma consolative nel S. Dio. -Di Vinegia alli XII. d'Agosto. -</p> - -<h2 id="isabella26r">LA CONTESSA ISABELLA DE LUNA -AFFAITA ALLA S. CLARA -VISMARA.</h2> - -<p> -L'è vero che io mi rallegro molto quando alli amici miei -succedono le cose secondo il voto loro: non posso però -fare che alle volte io non tema, che si come la smoderata -fecondità amazza et soffoca molte fiate gli alberi -& le viti, che cosi la troppo lieta fortuna non ci distrugga, -& sciocchi non ci faccia del tutto divenire: sempre -piu nocque la prosperità che l'adversità. Si come il vetro -quanto piu risplende tanto piu dimostra la sua fragilità, -cosi la fortuna quanto piu l'è splendida, tanto è men durabile -& maggior rovina ci minaccia: di questo v'hò io -voluto avvisare; perche non v'insuperbiate, & non facciate -come molti fanno, liquali dalla smoderata felicità -si lasciano talmente accecare che par loro d'esser fatti -eterni, ne piu conoscono i vecchi amici, ne credeno -che mai piu lor habbi da mancar cosa veruna. oh Dio -quanto sono questi fuori del buon senno: quanto dimostrano -d'haver poca cognitione della instabilità delle cose -humane, oh quanto mal considerano questi tali, le -<span class="pagenum" id="Page_26-v">[26-v]</span> -sue instabili & volubili attioni non per altro fu dalli -antichi pittori dipinta la fortuna sopra d'una rotonda -pietra che per dimostrarci quanto la sia volubile: ne per -altro disse quel Terentiano <span class="smcap lowercase">O FORTUNA UT -UNQUAM ES PERPETUO BONA</span>? che per -farci diffidenti & per non lasciarci riposar in lei, ma -in sol Iddio, ilquale non si muta mai; ma stabilissimo rimane: -non altro. Iddio vi guardi. Di Cremona -alli X. d'Aprile. -</p> - -<h2 id="isabella26v">ISABELLA SFORZA ALLA S. -FULVIA COLONNA.</h2> - -<p> -Vi hò molte volte & per lettere et con la viva voce essortata -al studio delle sacre dottrine: & per quanto -m'è rifferito havete incominciato a dargli diligentemente -opera (vi prego) a perseverare senza stanchezza ò satietà -dimostrare: imperoche la sacra Theologia è di tal -qualità che s'ella profondamente non scenda alle piu -secrete parti del cuore, la non vi fa sentire il frutto -che di lei coglier si suole: ne vi offenda il vederla stratiata -& da vani intelletti variamente esposta & spesso -con danno dell'anime nostre, imperoche questo è vitio -& mancamento del giudicio & de l'intelletto et non della -sacra scrittura a quella guisa che veggiamo molte cose -drittissime, poste nell'acqua, rappresentarsi storte -& di altra forma che veramente non sono: attendete a -caminar (come intendo che fate) contentandovi della dolcezza -& della consolatione che la virtu di sua natura -porge senza cercarne gloria ò fama imperoche si come -<span class="pagenum" id="Page_27-r">[27-r]</span> -l'ombra al nostro dispetto ne segue & accompagna cosi -la gloria seguita la virtu anchora ch'ella se ne fugga: dico -anchora di piu che si come l'ombra alcuna fiata precede -& alcuna fiata ne viene doppo le spalle, cosi ad alcuni -subitamente gli ne segue la fama doppo l'haver operato -virtuosamente et ad altri indugia fin doppo la morte -certa cosa è però che quanto piu dalla lunga ella se ne -viene, tanto maggiore è solita essere. Deh perche -non mi è lecito di esservi piu vicina per accendermi tutta -via piu alla virtu: ma chi sa forse che un giorno mi sarà -conceduto fra tanto vivete lieta & amatime. -Di Milano. -</p> - -<h2 id="celestina27r">CELESTINA SEREGNA A M. -GIULIA DEL BORGO.</h2> - -<p> -Non vi hò piu per tempo scritto per il gran cordoglio -c'ho sentito nella morte del mio pappagallo, dal -quale, ero piu amata, che non fu mai Hermia dal suo caro -delphino, piu che Argis dall'oca, piu che Glauce Citarista -dal suo montone, piu che Amphiloco dall'amantissimo -gallo. Se io fussi morta prima di lui, credo fermamente, -ch'egli sarebbe di dolor morto, si come fece quella -gratissima aquila poi ch'ella vide abrusciar il corpo -della Virginella che allevata l'haveva: hora che il -mio dolore è alquanto sminuito, io scrivo a parte a parte -della vostra che mi fu gratissima: & per la prima cosa -pregovi a confermare, et stabilire l'animo vostro con -la ragione & non con false opinioni: i buoni marinari -quando preveggono la tempesta, fermano la nave con le -<span class="pagenum" id="Page_27-v">[27-v]</span> -anchore non compiacete punto all'ira poi che ella suole -per la smoderata indulgentia sempre piu esasperarsi. Si -come per il parer d'Hippocrate quel morbo suol esser -pericoloso molto che fa sovente cangiar volto all'infermo: -cosi fra tutti i mali che sogliono infestar li animi nostri -non ci è il piu dannoso dell'ira; facendone di maniera -mutar viso, voce, & andatura che paremo in tutto diversi -da quel che da prima solevano essere. Se le nodrici -sogliono dire a piangenti fanciulli non piangere -& haverai quanto desideri, perche non diciamo parimente -noi all'animo commosso & alterato non gridare, -non ti affrettare & con maggior commodità conseguirai -quanto desideri. vorrei che volentieri comportassi -che la ragione togliesse di mano all'ira la vendetta. -Quanto al desiderio che voi havresti di punire chi vi offende -si attrocemente, io vi ricordo che li castighi dar si -deveno quando l'animo è ben quieto, accioche poi sforzati -non siamo di punir altrui, quando l'animo habbiamo -alterato & mal disposto: ne altro mi occorre a dirvi. -Di Milano. -</p> - -<h2 id="girolama27v">GIROLAMA CAVALLERIA A M. -DIANA SCARAMPA.</h2> - -<p> -Gran dispiacere è stato il mio intendendo dell'amara discordia -nata novellamente tra vostri fratelli, allaqual -cosa, dovereste voi tosto soccorrere con la vostra senil -prudentia & pensar che si come le macchie tosto levar -si debbono, perche nel soggetto drappo altamente -non si profondino a tal che poscia levar non si possino -<span class="pagenum" id="Page_28-r">[28-r]</span> -senza molta fatica & senza danno del luogo dove elle -cadero: cosi le fraterne dissensioni doversi mitigare, prima -che partorischino malevoglienza et amaro odio. l'è -troppo brutta cosa che un fratello habbisi a male l'esaltatione -dell'altro: si doverebbe imitar la bilancia, la -quale, quando una parte si leva in alto, l'altra senza -molestia & senza gridore alcuno cede, & si deprime, -ne fa alcuna resistenza. Siano benedetti per tanto Castore -& Polluce, liquali tanto si amarno che fra di loro -divisero l'immortalità: siano benedetti Hercole & Iphiclo, -Apollo et Diana che si dolcemente sempre si abbracciarno, -ne mai fu tra loro alcuna picciola ombra di rancore. -Affaticative quanto piu tosto potete, per che si -riuniscano queste divise anime, dalla qual divisione, ne -veggo nascere infamia, dishonore, calunnia & gran giattura -di facultà. Dal canto mio vi prometto non mancare -di provedere perche di un fuscello non se ne faccia un -grosso trave: state sana, che Iddio sia la guardia vostra. -Di Vinegia alli XX. di Gennaio. -</p> - -<h2 id="laura28r">LAURA CONFALONIERA A M. -GIULIA ROZZONA.</h2> - -<p> -Non so se io debba admettere questa vostra scusa di -non poter ne scrivere, ne visitar gli amici per esser -carica de figliuoli. deh che fareste voi se havessi venti -come hebbe Euticha? che fareste voi se ne havessi cento, -come leggo haver havuto Combe Calcidica, donde poi -ne nacque il proverbio. <span class="smcap lowercase">TANQUAM CALCIDICE -PEPERIT NOBIS UXOR</span>: Niobe figliuola di -<span class="pagenum" id="Page_28-v">[28-v]</span> -Tantalo n'hebbe quatordici ben strani & malvagi: ne -perciò rimaneva di esser ufficiosa verso gli amici. Io -non accetto questa scusa: ma in qualche modo mi vendicherò -di questa vostra negligentia se non con altro, almeno -con pertinace silentio. Di Piacenza. -</p> - -<h2 id="cornelia28v">CORNELIA PICCOL'HUOMINI -CONTESSA DI ALIFFE A M. -LELIA SCARAMPA.</h2> - -<p> -Antonio, vostro fratel cugino, fu l'altro giorno a visitarmi -& doppo molti ragionamenti insieme familiarmente -havuti mi disse ch'eravate in grand'affanno, -per la pestilentissima lingua di alcuni scellerati, che vi laceravano -la buona fama qual con tanto sudore acquistato -vi havete, & con acuti morsi vi trafiggevano il cuore; -& che di questo, non ve ne potevate dar pace in modo -alcuno: Io mi maraviglio grandemente di voi, che si leggiermente, -rimagniate offesa: ma se non sofferite con forte -animo le parole de nemici vostri, come sofferirete voi -i fatti? quasi che sia cosa moderna il ritrovar che si diletti -di morder altrui? & di qual cosa prega con maggior -vehementia il profeta David, salvo che di esser liberato -dalle labra inique, & dalla lingua dolosa? Ho io sempre -creduto che maggior danno si senti dal lusingheuol -amico, che dal feroce et mordace nemico, soleva il S. mio -padre rassmigliar le persone virtuose che da niuna infamia -macchiar si possono, a quell'herba detta Adianthon, -laquale, anchora che ben si bagni et nell'acqua tutta -si sommerga, sempre però par che secca et arida sia: -<span class="pagenum" id="Page_29-r">[29-r]</span> -Assuefate (vi prego) gli orecchi a ricever simil veleno, -et non piu vi nuocerà che si nuocesse gia a Mitridate ricevendo -per bocca essendoci da fanciullo avezzo. Attendete -pur a guardarvi prudentemente (come fin'hora -havete fatto) & poi lasciateli sfogare questo lor insanabil -morbo, ilquale a voi non nuocerà punto. nuocerà -bene a lor stessi facendoli scoprir l'innata lor malignità. -Ringraziate Iddio che a cotesto modo vi si dia materia -di esercitare la patientia vostra, laquale per si fatti -modi si raffina & illustre doventa. Avviene veramente -alle persone afflitte, come veggiamo avenir al -zaffrano et al fien Greco, lequali quanto piu son calpestrati, -tanto piu facilmente fioriscono & mostrano la lor -bellezza. Voi havete pel passato et nella vostra piu giovenil -età, tolerato con istrema patientia tante ingiurie -della fortuna fatte, tanti duri incommodi, & hora per -si lieve cosa v'attristate, vi sgomentate, & non volete con -voi stessa pace? mi parete fatta simile alla Murena, laquale -con noderoso bastone uccider a fatica si po' et uccidesi -poi agevolmente con la lieve ferula: non ha potuto -piegar la grandezza del vostro animo, non ha potuto -scemare, ne indebolir la fortezza del vostro petto la -morte di tre fratelli, che furono di Scipione, di Annibale, -et di Leonida assai piu valorosi: non vi ha pur un tantino -sbigottito la morte d'un figliuolo, che avanzava di -bellezza l'Adone di Venere: & hora vi po' contristare -una parola detta (per aventura) da soverchio caldo di -vino? Deh acchetativi sorella mia (se punto mi amate) poiche -da queste male lingue niuno guardar si puote: elle -travagliorno sempre i buoni, trafisser Christo Re del -<span class="pagenum" id="Page_29-v">[29-v]</span> -cielo, non sol quando tra peccatori conversò, ma anche -poi ch'egli fu confitto sul legno della croce. Siavi la -morte di Christo in luogo di quella virtuosa Panace c'ha -rimedio efficace contra tutti i mali; & qui fo termine -al scriver mio, scongiurandovi per quella altezza di -animo, che gia tanto in voi per passato ammirai et ammiro -tuttavia, vogliate generosamente por i piedi su queste -frivole ciancie, nelle quali ne la giustificatione, ne la -condennagion vostra consiste: state lieta. Di Napoli -alli XX. d'Agosto. -</p> - -<h2 id="marta29v">MARTA VIDASCA A M. -AGATA FERRERA.</h2> - -<p> -Volesse Iddio che le ingiurie che dette vi furono l'altro -giorno da vostro cognato, facessero in voi di quelle -operationi che fece la ferita di colui che uccider volle -il Tessalo Prometheo; so che l'istoria vi è nota, ne accade -ripeterla; & chi sa che quelle villanie non vi sieno -una salutevole ammonitione perche vi guardiate se in -voi è vitio alcuno da correggere et da emendare? Telepho, -perche non haveva amici, fu costretto ricevere la -salute dell'inimico: cosi intraviene a noi quando non habbiamo -liberi amici, che ci dichino la verità sul viso; siamo -sforzati udirci rinfacciare li difetti dalli nemici: ma -noi doveremo veramente fare come egli fece, ilquale -non abadò a colui di cui era l'hasta, ma sol la salute che -sporta l'era per il mezo dell'hasta: se l'è vero ciò ch'egli -vi disse di male, fate di maniera che piu non lo possa -dir con verità: se l'è bugia, fate vostro conto ch'egli non -<span class="pagenum" id="Page_30-r">[30-r]</span> -habbi detto a voi, poi che in voi non è cio che egli vi rinfaccia: -consolative adunque & ricorrete sempre a Dio -nelle vostre tribulationi: sia l'oratione il vostro rifugio, -sia la prora, sia la poppa, sia l'anchora della vostra -fluttuante navicella. oh se sapeste quanta forza ella habbi; -vi fermareste, tutta, tutta, ne suoi giusti presidij -& per virtu de lo spirito, conoscereste che ella ha tanta -forza ch'ella pò mutare i fermi proponimenti d'Iddio, -pur che sia fatta con humiltà, il che ne dettero ad intender -li dottori Ebrei, dicendo che chi ha da far oratione, -deve star in luogo basso & non punto alto, il che -conferma parimente la divina scrittura dicendo <span class="smcap lowercase">ORATIO -HUMILIANTIS SE PENETRAT NUBES</span> -ne piu oltre mi stendo a favellarvi di cotal materia, Iddio -vi doni fortezza. Da Trento alli -XV. d'Aprile. -</p> - -<h2 id="malaspina30r">LA MARCHESA MALASPINA NICELLA -A M. FLAVIA NEGRA.</h2> - -<p> -Tre partiti mi sono hor hora capitati alle mani per vostra -figlia (s'è pur siete disposta di volerla come mi diceste -maritare:) l'uno è non meno ricco che gia si fusse -Crasso ilquale poteva nodrire delle sue annuali rendite -una legione, ma l'è furioso piu di Clomede: l'altro -è bello a par di Nireo, et similmente povero come Iro. -Il terzo è piu brutto di Esopo Phrigio, savio però & -astuto quanto mai ve ne fusse alcun'altro. Ulisse sarebbe -nulla, comparato con esso lui: eleggete hora qual -piu vi piace, perche farò andar avanti la prattica & -<span class="pagenum" id="Page_30-v">[30-v]</span> -in brieve spatio di tempo con il mezzo della S. Emilia -Rangona la conchiuderò: state sana. Di Piacenza alli: -XX. di Gennaio. -</p> - -<h2 id="aloisia30v">ALUVIGIA CAROLEA A M. -LIVIA BENCIA.</h2> - -<p> -Mi dimandaste alli di passati per vostre lettere d'onde -avvenuto sia che alcuni Philosophi habbino scritta -ogni cosa esser di acqua composta, & Pindaro nobile -poeta habbi nel suo poema scritto che ottima cosa sia l'acqua: -credo io fermamente che la virtu che nell'acque in -diversi luoghi si ritrova, sia stata cagione di fargli cotal -cosa scrivere. sono veramente sopra ogni fede gli effetti -che noi veggiamo dalle acque uscire. soviemmi d'haver -letto, che l'acque Suvessane, toglievano la sterilità -delle femine, & insieme la pazzia dal capo a gli -huomini. Hò letto che nell'Isola Enaria con l'acqua si -guarisse chiunque pate il male della pietra. Vicino di -Roma le acque dette Albule, risanano le ferite: il lago -Amphione, toglie le vitiligini: Cidno fiume della Cilicia, -medica la podagra. Ho letto d'un fonte posto fra -Napoli & Pozzuolo, che medica gli occhi infermi: le -acque che sono nelle paludi d'Ariete; fanno stremamente -indurar le unghie de giumenti. Ecci anchora un fonte -a Cerome, che fa divenire le pecore negre, & un'altro -detto Mele, che le fa doventar bianche. Chiunque -beve del fonte di Arcadia chiamato Clitorio, incontanente -li viene il vino in odio: chi beve del fonte Zizico, si -spoglia subitamente d'ogni amore, che altrui porta il fiume -<span class="pagenum" id="Page_31-r">[31-r]</span> -Lico presso di Leontini, è di tal proprietà che chi -ne beve doppo tre giorni muore. Infiniti altri & miracolosi -effetti delle acque si veggono: liquai non sol ci -possono far credere quel che Pindaro n'ha scritto: ma cio -che anchora Empedocle n'ha detto: altro circa questo -per hora non vi saprei che dire, ne piu altamente -vinta dalla debolezza del mio ingegno vi saprei philosophare: -state sana & lieta, ne abbandonate per alcun tempo -li incominciati studi, acciò veggiamo di voi, tosto -uscire li desiderati & lungamente aspettati frutti. Di -Pausilippo: alli XII. d'Aprile. -</p> - -<p> -La Contessa di Nola, mia S. vi saluta. -</p> - -<h2 id="lucietta31r">LUCIETTA SORANZA A M. -LUCRETIA MASIPPA.</h2> - -<p> -L'altro giorno mi vennero (per lor gratia) a visitare -alcune honorate Madonne, lequali molto di voi si -dolsero per havervi udito biasimare le donne litterate, -& che quando udite che alcuna donna habbi composto -qualche bella opera, ve ne ridete, ne fate scherno et -ne pigliate giambo, ne vi si puo per alcun modo persuadere -che ciò sia vero. Credereste piu agevolmente la -natura della Chimera, & del Tragelafo anzi che le femine -possino esser dotte: poverella voi chi v'ha posto in -capo si strana opinione? adunque crederete non esser -vero che una femina detta per nome Carmenta fusse -quella che ritrovò le lettere? & pur questo confessano -tutti li antichi istorici. Se adunque le lettere sono inventione -delle Donne: perche vi dispiace che le donne con -<span class="pagenum" id="Page_31-v">[31-v]</span> -ogni studio ci attendino? Adunque non potrete voi credere -che Polla Argentaria moglie di Lucano scrivesse -della guerra di Cesare & di Pompeio, scrivesse dieci libri -di selve, scrivesse Saturniali, scrivesse dell'incendio di -Roma, dell'incendio di Troia, & della calamità di Priamo? -Adunque crederemo che Claudia moglie di Statio -dottissima non fusse? adunque mosse dalla vostra falsa -openione non crederemo che Corrina la Tebana facesse -cinque libri de Epigrammi et cinque fiate superasse -Pindaro tenuto il prencipe de poeti Lirici? Saranno favole -per voi le cose memorabili che si raccontano della -dottrina, di Pamphila, di Damophila, di Sosipatra, di -Carisena, & di Istrina Reina de Scithi: laquale, per il -testimonio di Erodoto, insegnò al figliuolo detto Sile, -lettere Greche? ma lasciamo stare le antiche Donne: diciamo -de le moderne. havete voi inteso della dottrina rara -delle figliuole del Moro Inglese, & delle Bilibalde -figliuole di Bilibaldo Alemanno? havete considerato mai -con attentione che poesia sia quella ch'esce della poetica -fantasia della Reina di Navara, della S. Laura Terracina, -della S. Violante Sanseverina, dalla S. Genevra Villa -fuora, della S. Emilta Angosciola, et della nostra virtuosa -M. Giulia Ferreta? havete voi mai letto il libro -della vera Tranquillità che ne dette gli anni passati la -dotta penna della S. Isabella Sforza? Vorrei leggeste le -faconde prose della S. Princessa Anna Estense, et della -sua creata Olimpia morata; io vi supplico a non lasciarvi -piu di bocca uscir si fatte parole per quanto vi è caro -l'honore. oh se ciò sapessero tante & tante grandi -& valorose donne, lequali, lasciato l'ago, poste si sono -<span class="pagenum" id="Page_32-r">[32-r]</span> -alli studi, vi lacerarebbono con Iambi piu che Anacreontici -et con satire piu mordaci che non sono quelle di -Persio & di Giuvenale. fate a mio modo, (che da madre -vi consiglio,) datevi anchora voi alle buone lettere, -perche non ci è altra via di ricuperare i nostri primi honori, -& la nostra vecchia reputatione: non ci è il miglior -modo per fuggir la tirannia de gli huomini, & per -guardarsi da le lor insidie, che di riccorrere alli santi studi -delle dottrine & divine et humane. Vi ho voluto avisare -di questi rumori che sparsero le parole che alli di -passati diceste alla presentia di alcune forastiere, dove -si ritrovò similmente il vostro M. Ortensio, & di voi -stranamente si scandalizò, & m'hebbe a dire che s'egli -creduto havesse che ciò dicessi di buon cuore che piu non -vi voleva come era di suo solito ne amare, ne riverire. -hor pensate da voi stessa, quanta perdita sarebbe questa: -state adunque in voi raccolta, & se aviene che alla -presenza vostra piu di cotai cose si favelli, parlatene altrimenti -di quel che fatto havete per il passato overo per -mio consiglio tacerete. Di Villa: alli X. d'Agosto. -baciate da parte mia le vostre belle figlie. -</p> - -<h2 id="nola32r">LA CONTESSA DI NOLA A M. -FLAVIA BORGHESE.</h2> - -<p> -Per quanto intendo, tutto'l male che è avenuto a M. -Clara, è proceduto dall'ira vostra: la colpa è adunque -di voi stessa, se danno sostenuto havete ne casi vostri veramente -si come i fanciulli sovente si feriscono mentre -altri vogliono ferire, per l'inesperienza che hanno delle -<span class="pagenum" id="Page_32-v">[32-v]</span> -arme, cosi l'ira spesse fiate nuoce a noi stessi, mentre -cerchiamo d'offender altrui. non dovevate gia voi si leggiermente -credere che M. Priamo vi havesse ingiuriato, -perche si come soliti non siamo di credere alle prime -novelle che ci vengono ò liete, ò triste ch'elle sieno: cosi -non dovemo subitamente credere a quello che ne persuade -l'ira nostra: ma devesi differir la fede ch'ella desidera -per alcun giorno. Si come per la nebbia i corpi, cosi -per il sdegno le cose ci paiono sempre maggiori di -quel che sono. perdonatemi se vi dispiaccio cotai cose dicendovi: -non dovevate voi mai correre si impetuosamente -alla vendetta come fatto havete. si suole da savi far il -contrario nel vendicarsi, di quel che si fa de cibi nel -mangiarli. niuno mangia salvo quando ha fame, ma la -vendetta non si deve usare, salvo quando non se n'ha voglia -di farla, perche non accenda troppo. temo io grandimenti -che questa vostra strabocchevole & quasi perpetua -ira non vi travagli, & conturbi la desiata quiete -a quella guisa, che noi veggiamo l'assidua tosse conquassar -il corpo. Se io circa questo potrò in qualche cosa -giovarvi, non pretermetterò cosa veruna a fare -(pur che sappia che vi risulti a utile, & a piacere) -ne aspetterò giamai che l'opera mia -mi sia da veruno richiesta: state sana, -& amatime. Da Pusilipo -alli XIII. -di Marzo. -<span class="pagenum" id="Page_33-r">[33-r]</span> -</p> - -<h2 id="caterina33r">CATHERINA DELLI OLDRA -A M. CLORIDA N.</h2> - -<p> -Mi scrivete per l'ultime vostre, che portate grande -invidia alla S. Tirinthia per haver piu belle gioie, -& piu belle vesti di voi. di che non posso io fare che non -vi riprenda facendovi sapere che si come non è alcuno miglior -marinaio (ò nocchiero che vogliamo dire) per haver -piu bella & meglio armata nave: cosi non è miglior -donna alcuna per haver piu ricche gioie ò piu vaghi monili; -non è la fortuna splendida quella che ci fa risguardevoli -al mondo; ma l'è la virtù et l'honestà non finta et -simulata, ma sincera & pura: laquale suol lungamente -durare, la onde le cose false stano picciolo tempo in -un medesimo stato: soviemmi di haver già letto qualmente -una molto savia & prudente Donna tacitamente -schernì una femina Campana superba per molti pretiosi -ornamenti mostrandoli alcuni suoi figliuoletti virtuosi -& ben creati & dicendoli; questi, Donna, sono le -mie gioie & li miei piu belli adobamenti. Habbiate invidia -a chi piu di voi si mostra & in effetti, & in parole, -amica dell'honore, & della verace gloria: bisogna -stimar la persona non da quello ch'ella possiede, ma -da quel che è veramente suo: le ricchezze non sono propiamente -nostre, ma sono della fortuna, & per questo -le veggiamo sovente volte esposte alle predatrici mani -hor de vincitori soldati, & hor de rapacissimi Tiranni. -Questo è pur troppo publico errore cercare con infinito -studio, & con infinita sollicitudine gli ornamenti -esterni, & delli interni non curarsi punto. ben hà gli occhi -<span class="pagenum" id="Page_33-v">[33-v]</span> -di ferro chi non piange tanta nostra cecità. Hor per -conchiudervela in poche parole, scacciatevi dal petto questi -vani & fanciulleschi desiderij, & aspirate hormai di -buon cuore all'eterna gloria, caminate contra la generale -opinione delli Idioti & fate come veggiamo far le -stelle, le quali vanno per un viaggio contrario al mondo, -& questo vi basti per una semplice ammonitione: -Dio da mal vi guardi et vi consoli di quanto honestamente -desiderar si puote. Da Chiavena de Grisoni -alli XXV. d'Agosto. -</p> - -<h2 id="lucrezia33v">LUCRETIA GONZAGA A MADAMA -LIVIA PASETTA.</h2> - -<p> -Hò ricevuto il ritratto di vostra madre che mi havete -mandato: veramente non credo che ne Phidia, ne -Zeusi, ne Polignoto, ne Timante l'havessero potuto -ritrar piu del naturale; parmi che solamente il fiato li -manchi: hora vel rimando & pregovi insieme à voler -caminare come ella caminò sempre di virtu in virtu senza -mai esser colpevole di alcun picciolo maleficio, ò pur -darne un tantino di sospetto: studiate (vi prego) di rassimigliarli -nelle qualità dell'animo, come le rassimigliaste -nelle qualità corporali: non furono instituite l'arti -del pignere, & del scolpire per altro che per eccitarci -anzi per infiammarci il cuore alla imitatione di quelli, -la cui pittura ò vero statua contempliamo. soleva dir un -valoroso capitano che le statue rizzate per testimonianza -delli altrui gloriosi fatti, li toglievano il sonno, -ne lo lasciavano dormire, sentendo sempre nell'animo -<span class="pagenum" id="Page_34-r">[34-r]</span> -acutissimi stimoli che lo pungevano et lo trafiggevano -perche simile a quelli divenisse: faccia Iddio che il ritratto -della virtuosissima vostra madre faccia questo medesimo -effetto in voi, & tal vi faccia tosto doventare, -qual vi desideriamo, et voi commossi ne havete ad aspettarvi. -nostro .S. lungamente vi conservi in sanità & del -continuo di bene in meglio vi faccia prosperare. Dalla -Fratta alli XXV. di Gennaio. -</p> - -<h2 id="scandiano34r">LA CONTESSA DI SCANDIANO -A M. FAUSTINA GIOIELA.</h2> - -<p> -Vorrei esser molto piu faconda che non sono, per consolarvi -della tribulatione, qual sentite per haver un -figliuolo mutolo, ma perche prattica non siete del mondo, -ne molte storie letto havete, vi date forsi ad intendere, -che sol vostro figliuolo sia caduto per ira del cielo, -in questa strana sciagura, & questo vi accresce l'affanno -& vi raddoppia il cordoglio, siete veramente ingannata -se cio credete. n'hò io veduti le migliaia, et pur vecchia -non sono: hò letto anchora che mutolo fusse Q. Pedio -nipote di Q. Pedio consolare, per il che Messala giudicò -ch'egli si dovesse instruire nella pittura: ma chi -sa che vostro figliuolo non si risani un giorno? parerebbevi -si gran cosa? Narra Erodoto & doppo lui Gellio -nelle sue chiare notti che Atys figliuolo di Creso, veggendo -correre un soldato impetuosamente per uccidergli -il padre, fatto un gran sforzo gridò ò soldato, non -ammazzar Creso. Hò parimenti letto come Egle Athleta -veggendosi apertamente ingannare ruppe con violenza -<span class="pagenum" id="Page_34-v">[34-v]</span> -que forti legami che li tenevano impedita & legata -la lingua, & ispeditamente dimostrò che a torto riceveva -inganno. Sovviemmi anchora d'haver letto come -Zoè moglie di Nicostrato martire, per una infirmità -che le sopravenne, stette sette anni mutola & finalmente -fu dal beatissimo Sebastiano ottimamente curata: & -chi sa che simil cosa non li accaggia? <span class="smcap lowercase">TARDE NON -FUR GIAMAI GRATIE DIVINE</span>. non vi diffidate -voi della bontà d'Iddio perche non se li possono -raccorciar le braccia della pietà: fidatevi in lui, & egli -quando tempo li parerà vi consolerà non sol di temporale, -ma di eterna consolatione. Da Scandiano, alli -III. d'Ottobre. -</p> - -<h2 id="polissena34v">POLISSENA RANGONA A -M. LELIA VISMARA.</h2> - -<p> -Parerebbemi ben fatto che vi partissi di Villa, et ne venissi -ad habitar alla città, perche intendo che il possente -Re di Francia se ne viene in Italia con piu numeroso -esercito che non hebbero Tigrane Re di Armenia, Radagaso -Re de Gotti, et che non hebbero ne Xerse ne Seleuco, -et hà seco huomini si bellicosi quanto mai havesse -Cleomene, Pirro, Timoleone, Leonida, & Themistocle. -mi è stato di piu rifferito, esservi molti & molti nel -suo esercito, li quali di fortezza di corpo oltre l'esser -esperti nell'arte militare non cederebbono a Cacco, a -Milone, ad Erillo, & a Monico. paiono veramente a -vederli di lontano tanti Poliphemi, tanti Enceladi, tanti -Tiphei, & tanti Cromedonti: non so come questi Spagnuoli -<span class="pagenum" id="Page_35-r">[35-r]</span> -lor potranno star a petto, li quali paiommi in -comparatione loro di statura simili al Nano di M. Antonio -detto Sisipho, il quale era minore de dui piedi: -& a quel picciol Canopa ch'era in delitie a Giulia nipote -di Augusto lungo dui piedi & un palmo. Iddio ci -aiuti & ne difenda dal gallico furore, ne ci lasci più -vedere, quelle tante rovine che nell'Italia fecero pel -passato & Iddio da mal vi guardi. Da Carpaneto -alli VI. d'Aprile. -</p> - -<h2 id="isabella35r">ISABELLA SFORZA A M. -ISABETTA CASTIGLIONA -CONFALONERA.</h2> - -<p> -Mi dimandate la cagione perch'io non vada questa quaresima -ad alcuna predica: la cagione si è, perche tutti -questi nostri predicatori mi paiono non predicatori, -& ministri della parola d'Iddio, ma istrioni certamente -parerrebbemi di commettere minor peccato andando a vedere -i giuochi Circensi, ò li Nemei se hora si usassero, che -ad udir questi parabolani che ci contano i lor sogni con -le lor cabalistiche fittioni, et lasciano star i sacri misteri -della scrittura: mal influsso per certo è stato il nostro questa -quaresima; ma chi sa forse che l'anno che viene, saremo -ristorati. Iddio lo faccia, ne ci lasci per sua infinita -bontà mancare il pane Evangelico, ne -chi ce lo ministri con perfetto zelo. -</p> - -<p> -Di casa nostra, alli VIII. -Di Febraio. -<span class="pagenum" id="Page_35-v">[35-v]</span> -</p> - -<h2 id="giulia35v">GIULIA LUZAGA A M. PAULA -LUZAGA CAVAGLIERA S.</h2> - -<p> -Grandissima maraviglia m'hò preso intendendo quanto -con poca patientia comportate che il cavaglier Pompilio, -vostro carissimo consorte si sia partito di Vinegia, -per veder Baruti, Damasco, Cipri, & il glorioso -Sepolcro di Giesù: ma perche tanto mi tribolate voi? -Sarà cagione questo viaggio di farlo anchora piu prudente -ch'egli non è. pervenne Ulisse in quella maravigliosa -prudentia & singolar accortezza per la lunga peregrinatione: -ne li seppe dar Homero, il quale anch'esso -molto peregrinando si dotto & si sagace divenne, maggior -loda, che dire ch'egli veduto havesse molti paesi -et molti vari costumi d'huomini, impararno già alcuni -ad essere hospitali, per haver havuto lontani da casa loro, -spesse volte bisogno dell'altrui hospitio imparerà di -piu a sofferire de molti disagi, & cosi diverrà piu forte -& piu gagliardo. l'era pur una gran vergogna che un -si fatto cavagliere consumasse il fiore degli anni suoi tra -Brescia & Manerbio, ne mai altro spettacolo li venesse -davanti agli occhi, che vedere le spadoloncie cantare -& saltare a guisa di pazzo: potrestemi forse dire non -tanto mi doglio dell'absentia sua quanto che mi doglio -de maritimi pericoli: temo non li venga voglia di passar -Scilla & Caribdi, che sogliano sorbir le navi insieme -con i passaggieri per li assidui concorsi de marini -flutti: temo non li venga voglia di passare Malea (il -promontorio della Laconia) pieno de scogli, il quale tra -passando in mare, piu di cinquanta miglia, rende pericolosa -<span class="pagenum" id="Page_36-r">[36-r]</span> -molto quella navigatione: tutte le volte (direte -per aventura) che mi sovviene del Caphareo quell'altissimo -monte di Euboia, dove tanti & tanti già fecero -irrecuperabil naufragio sono sforzata a tremar dal capo -a piedi: cosi faccio quando mi sovviene delle Sirti -hoggidi chiamate le Secche di Barberia che temiate .S. -Paula mia non mi maraviglio punto, perche chi ama -(come voi fate) hà giusta cagione di temere: ma dovereste -pur persuadervi che essendo vostro marito amico -d'Iddio, & essendo sempre vissuto da buon Christiano: -ch'egli debba anchora haverne cura & difenderlo da -monstri & terrestri & aquattici & dall'ira del mare, -& dall'insidie de malvagi huomini: state sana. Da Manerbo, -alli IX. d'Agosto. -</p> - -<h2 id="caterina36r">CATHERINA BONVISI A -LUCIA DA CA MAIORE.</h2> - -<p> -Io ti hò posto Lucia alli servigi della .S. Lucretia da Este -S. di Correggio, la quale di cortesia et di discretione credo -che avanzi tutte l'altre Signore, non sol di Lombardia, -ma di Thoscana: fammi (ti prego) honore servendola -diligentemente: perche cosi facendo farai anchora -utile a te stessa: l'ufficio tuo non sarà di una sol cosa, -ma converatti far il pane, il bucato & aitar alla cucina, -operar di tal maniera, che non paia alle lombarde -le quali volentieri per la lor morbidezza uccellano le -donne Toscane che siamo pastrocchie, & perche alquanto -smemorata ti conosco, ne ti ricorderai delle usanze et -del stile c'hai appreso in casa Bonvisi, ti voglio far alcuni -<span class="pagenum" id="Page_36-v">[36-v]</span> -ricordi: mi trema certo il cuore nel seno, che tu -non ci facci qualche vergogna: per l'amor d'Iddio, fa -di sorte, che tu non sii tenuta una petegola, buona da -lavar cenci & non ad altro, & io sia giudicata femina -di poco giudicio. fa che i tuoi bucati sieno fatti con ogni -studio con ogni diligentia, & che non eschino piu sudici -di quello che ne mastelli entrarono: pigliarai tre ò quattro -camiscie per volta, et poralle nel rano tepido et chiaro, -& col sapone sciacqueralle molto bene di roverscio: -fatto che haverai questo; pigliarai tutte insieme que -drappi che separatamente havrai lavati nel rano tepido; -& li porrai in un gran mastello di rano ben bollente; -ne haverai rispetto a logorar sapone, perche n'hanno -facilmente copia grande, per la via di Genova, et di -Vinegia. sovengati che se tu voi far bei bucati di lavare -le camiscie separatamente dalle lenzuola, & le tovaglie -similmente & i tovagliuoli, siano apartatamente lavati -dall'altre cose. pon nella lisciva qualche poco di rasa -di pino, & qualche foglie di alloro, per farli odoriferi: -& sopra'l tutto avvertisci di non far bucato nel -far della Luna: usa anchora non minor diligentia nel far -del pane, ponci un poco di sale, & fa ch'egli sia ben fermentato -che questo è precetto di Galeno: se la vernata -troppo s'indugiasse a levare scalda il capezzale della -piu minuta piuma che tu habbi et cuoprilo, et se vorrai -che il lievito tosto anch'esso si lievi, porragli dentro -una pietra molto ben infocata, ò vero un teschio -caldo di sopra porrai: alla cucina fa che sii parimente -netta, polita & sollecita, ne si trovi immunditia -nelle cose che maneggierai: avanti che ti parti fammi -<span class="pagenum" id="Page_37-r">[37-r]</span> -motto, perche ti darò la ricetta di far una polvere che -netta il peltro & fallo risplender al par dell'ariento: -state sana. Da Forli. -</p> - -<h2 id="porzia37r">PORTIA MELITA A M. GENEVRA -ZIA HONORANDA.</h2> - -<p> -Signora Zia vi faccio sapere per questa mia qualmente -io sono in tanto affanno che se soccorsa non sono dal vostro -potentissimo aiuto, mi voglio dare morte con la -mia mano, et di me stessa voglio divenir micidiale. Mia -madre s'è disposta di volermi maritare ad un'huomo losco -più di Philippo Macedone anzi (per dir meglio) ceco -piu che Tiresia et piu che Antipatro: ha costui la pancia -per Idropisia più grande, che non haveva Metrodoro -philosopho & compagno dell'Epicuro: li colano del -continuo gli occhi, quasi ch'egli sia un'Aristodemo, uno -Eurito, & un novo Oratio: l'è piu zoppo di Damone, -& di Androclida: Scilinguato piu che Batto et piu che -M. Fundo. L'è furioso & maniaco assai piu di Aiace, -di Pisandro, manda poi dal corpo un'odore di maggior -schifezza che non era quello di Ruffino, di Gorgonio, -& di Euripide, ne vi si po riparare ne col Nardino unguento -ne col Malobrato, ne con il Narcissino: non si po -spegnere questo suo maligno fetore con il calamo odorato, -con l'Amomo, col Balsamo, col Telino, col Megalio, -ò col Susino unguento: oltre che l'è pazzo piu di -Corebo figliuolo di Migdone: hor vedete un poco a che -partito mi ritruovo. Io non faccio mai altro che piangere -& stracciarmi le treccie: parvi S. Zia che tal huomo -<span class="pagenum" id="Page_37-v">[37-v]</span> -mi si convenga essendo io servita et vagheggiata da tanti -gratiosi & belli cavaglieri che fariano parer brutti -Nireo, Narciso, Amaraco, Ippolito, & Hila? certo -se non gli lo dissuadete a fatto a fatto, io mi impicherò -per la gola, mi gitterò nel pozzo, mi segherò le vene: -ò che me ne fuggirò di la dalli Sauromati: voglio piu tosto -(per conchiuderla in poche parole) menar mia vita -in chiasso, che unirmi con questo horribilissimo mostro, -m'havete inteso, provedetegli, provedetegli, se punto -vi cale dell'honore & della salute della vostra cara nipotina. -Di Roma alli III. d'Aprile. -</p> - -<h2 id="apollonia37v">APOLLONIA ROVELLA A M. -LEONORA DA VERTEMA.</h2> - -<p> -Alli di passati, io vi scrissi due mie, d'un medesimo tenore, -pregandovi, volessi transferirvi a Vinegia, -dove havevamo un predicatore, dotato di tutte quelle -eccellentie che desiderar si possono in huomo di tal professione: -interpreta & spiana le scritture si santamente -quanto Chrisostomo, si acutamente quanto faccia Origene, -si dottamente quanto Basilio, & con tanta devotione -quanto faccia il devoto Bernardo: non hà nel suo -parlare quelle affettate delitie che in molti moderni si -vegono, & è di piu lingue ornato, che non fu mai Mitridate, -per la qual cosa, egli ci da da veri & propri -fonti, tutto quel che noi desideriamo di sapere: l'è mirabile -nell'insegnare, gratioso nel persuadere, & potentissimo -nell'esortare. Non credo si trovasse mai, da -che nacque Christo, il piu fedel dispensatore de divini -<span class="pagenum" id="Page_38-r">[38-r]</span> -misteri: la voce sua è simile a quella di un Cigno; & -l'eloquentia varia secondo, che la materia richiede, alle -volte l'è piu severa che non è quella di Gregorio Nazianzieno, -& alle volte ancho parmi dolce & temperata -al par di Cipriano: egli non storce le scritture, non -interpreta malignamente, ne con passione alcuna, ma -con gran candore et purità si come conviensi alla pietà -christiana che nella sua venerabil fronte a tutte l'hore -si scorge: non è gonfio, non è pettoruto, non sputa parole -sesquipedali, non si vendica spirito di profetia, usa -parcamente le allegorie conoscendo per il lor mezo, non -potersi efficacemente insegnar i dogmi della fede, la qual -cosa principalmente intende di voler fare; ne in quelle, -è violento, come da alcuni si nota S. Girolamo: ma nelle -allusioni è quasi al pare di Ambrosio: l'è stupendo nelle -amplificationi, salendo sempre dalle cose inferiori, -alle superiori: li essordij suoi, ò vero i themi son sempre -tolti dal centro della scrittura, & non dalli altrui sogni -& strane chimere, & li pronuncia con decoro gesto -& con si grata maniera move le pallide labra, che -mi par di veder quell'antico Roscio da M. Tullio si valorosamente -difeso, si che venite, & venite tosto, se -volete udir un'huomo che insegna che diletta, & insieme -commove maravigliosamente li affetti nostri. vi prometto, -se verrete, oltre l'utilità grande, che dal predicatore -potrete riportare, darvi di piu la conversatione -della moglie dell'Ambasciator di Mantova, & di quella -dell'Ambasciator d'Urbino, l'una è tenuta l'honor di -Pesaro, & l'altra, la gloria di Modona: non restate -adunque di venire (se mi amate) che non mi potreste -<span class="pagenum" id="Page_38-v">[38-v]</span> -far cosa piu grata, non sol a me, ma anche al mio carissimo -consorte. Di Vinegia alli III. di Febraio. -</p> - -<h2 id="emilia38v">EMILIA RANGONA CONTESSA -DI SARMATO ALLA .S. -HIPPOLITA BORROMEA.</h2> - -<p> -Domani (sel vi pare) anderemo a confessarci; cosi restamo -alli giorni passati in conclusione (se ben vi ramentate) -& vi faccio sapere, che hò fatto elettione d'un -confessore, che ne saperà ottimamente pascer l'animo -del pane evangelico: egli non è di quelli piu curiosi a investigar -l'altrui vita, che diligenti in ammendar la loro: -non è di quelli, che vi rendono la conscientia scrupolosa -& perturbata: l'è di tanta autorita della chiesa -ornato, quanta bastar puote senza haver ricorso ne a Vescovo, -ne a Legato: l'è tanto taciturno che non si havrà -da temere, ch'ei vada rivelando i fatti nostri, l'è tanto -commodo & adagiato de beni temporali, chel non accaderà -temere, che tutto'l giorno ti mandi a chieder delle -torte, ne che ci vuoti con ingordi fiaschi le cantine nostre. -l'è tanto accostumato che non si haverà da dubitare -che con suoi ragionamenti contamini, & ammorbi le semplici -fanciulle: l'è si vago della sollicitudine, che non cel -vedremo con nostro rossore, tutto'l giorno davanti a -gli occhi: l'è si discreto, chel non ci porrà in disperatione: -l'è si compassionevole alla fragilita humana: ch'egli -havrà pietà de nostri falli: l'è tanto esperto nelle sacre -dottrine, che meglio di ogni altro saperà discernere -tra lepra et lepra: l'è si devoto & verso d'Iddio fedele, -<span class="pagenum" id="Page_39-r">[39-r]</span> -che facilmente ci potrà impetrar la remission de -peccati. resta sol che talmente preparate vi andiamo, -che una sol volta ci basti, senza piu ritornar da capo: -confessiamoci adunque senza hippocrisia & con fermo -pensiero, che la confessione che si fa a Dio, purghi i peccati; -& quella che si fa a gli huomini, n'insegni in qual -maniera si purghino & scancelar si possino fra tanto state -contrita & dolente, insieme con esso meco, del tempo, -da noi si malamente dispensato: & della poca carità -che n'habbiamo al prossimo nostro. Di Piacenza -alli XXV. di Marzo. -</p> - -<h2 id="giulia39r">GIULIA FERRETA A M. -FLAMINIA ZOBOLA.</h2> - -<p> -Mi è stato rifferito da persona, a cui piu credo che -non fo all'oracolo di Delpho: che a contemplatione -d'un certo goffo venutoci novamente dall'aratro, havete -lasciato la musica della quale tanto già vi delettavate: -deh che strana voglia & che maninconico pensiero è stato -il vostro di abbandonar la musica tanto necessaria alle -Republiche che piacque ad Aristotile darla alla gioventu -Greca per suo peculiare studio: et il divino Platone tanto -già la stimò, che con la mutatione della musica, pensò -mutarsi insieme i costumi & le usanze (quantunque -invecchiate) delle città: è possibile che l'essempio di David, -il quale per virtù della musica raffrenava il maligno -spirito di Saul, non vi habbi ritenuta? è possibile -che il scorno che n'hebbe publicamente Temistocle di non -saperne, non vi habbi fatto ravedere del pessimo consiglio -<span class="pagenum" id="Page_39-v">[39-v]</span> -che v'era dato? Adunque siete stata si sciocca, si -fuor di voi stessa che rifiutato habbiate quel che la santissima -Chiesa d'Iddio non sol non rifiuta, ma honora et -abbraccia? Adunque siete stata si priva di giudicio che -non vi siate avveduta esser la musica atta ad eccitar lo spirito, -rallegrar il cuore, & infiammar l'animo alle valorose -imprese: conoscendo il divino Ambrogio (quel dottor -irrefragabile) di quanto frutto fusse, l'introdusse -nella sua chiesa, per rasserenar i cuori di quei che afflisse -già l'impietà di Arrio: & che farete voi quando -per l'avenir vi abbatterete fra tante et tante signore che -studiose ne sono? vi potrete star a raccontar delle favole -con qualche rancida vegliarda, o che vi potrete star -su le finestre à far la civetta, et che honor vi serà il star -ociosa tratenendosi l'altre pari vostre in si honesto esercitio? -deh ritornate (vi prego) alla santa musica altrimenti -crederemo che qualche spirito fanatico v'habbi disorganizata, -& in voi non sia piu armonia, ma ogni cosa -lite & contraversia. state sana, che Iddio sia la guardia -vostra, & vi conservi da male persuasioni. Di Vinegia -alli X. di Settembre. -</p> - -<h2 id="caterina39v">CATHERINA VISCONTE CONTESSA -DI COMPIANO A LAMPRIDIA -BELLAIA S.</h2> - -<p> -Hò inteso figliuola mia, che vi volete far monaca: Io -non so se mi vi debba riprender, ò pur se debbo lodare -questo vostro pensiero: riprendendolo, et per mia -cagione non essequendo voi, quanto nell'animo dissegnato -<span class="pagenum" id="Page_40-r">[40-r]</span> -già v'havete: io temo che da qualche novo Canone, -io non fussi condennata à farmi monaca per voi: non oso -ne anche di approvarlo, veggendo c'hoggidi si faccia -ne monisteri delle suore si poco profitto nelle cose spirituali: -poche nel vero, ne veggo io mortificate, poche ne -veggo che vaghe non sieno delle secolaresche prattiche, -et che non putino dal capo a piedi di sensualità con gli occhi -al secolo rivolti; mai, ò di rado me ne vado a monisteri -che non vegga i lor parlatoi & le lor grade piene di -tante parole, che tante non ne hà un mercato, a tale, che -chi vol sapere qualche cosa di novo, vada alle suore: ivi -si saperà quanto tempo sia che il prete Giane dell'India -non giacque con la sua moglie, ivi si saprà se Vinitiani -armeranno quest'anno: se il Papa farà de molti Cardinali: -se i Protestanti verranno al concilio: se li Svizzari -fanno dieta: presso delle suore si contrattano i matrimoni -delle malavviate femine & i divortij de non concordevoli -mariti: se tu figliuola mia anderai nell'ordine minore, -non potrai forse sofferir quella tanta mendicità alla -quale, con infinita hippocrisia a fatica riparar si puote: -nell'altre suore intrando, temo d'altri accidenti, come -sarebbe della superstitione, & delle molte fattioni che -fra loro sono non sapendo adunque che dirti, restami sol -che a Dio ti accomandi, a quello ricorrerai tu per consiglio, -à quello haverai refugio & da lui chiederai agiuto, -imperoche l'è pieno di eterna sapienza, & di veracissimo -amore verso noi cattivelli sempre abondò; ma -se pur avviene che monaca ti facci, disponti al tutto di -morir al mondo, di ammazzar le concupiscenze, di crucifiger -la carne tua, di sottoporre all'altrui volere, il voler -<span class="pagenum" id="Page_40-v">[40-v]</span> -tuo, di soggiogar gli appetiti alla ragione, di ricever -Christo nel cuor per tuo legitimo sposo & a quel -mai non mancare ne di fede, ne di amore; haver fissi nel -petto & ne gli occhi suoi santi precetti. Ricordati di -quell'oracolo de lo Spirito Santo detto alla fedel anima. -<span class="smcap lowercase">AUDI FILIA ET VIDE, INCLINA AUREM -TUAM ET OBLIVISCERE, POPULUM TUUM -ET DOMUM PATRIS TUE</span>. questo è il vero -monacarsi, governarsi secondo la parola d'Iddio, reggersi -per quell'istesso spirito; dalla volunta d'Iddio sempre -mai pendente stare morir con Christo & con esso -lui per vivace fede resuscitare. Piu oltre per hora non -mi diffondo: prego Giesù t'inspiri & illumini a far -sempre cosa, che sia all'honor suo & a salute vostra. -Dal Seno alli XXVI. di Maggio. -</p> - -<h2 id="dina40v">DINA CONTESSA D'ARCO -ET BARONESSA DI MADRUCCIO -A M. CLARA VALERIANA S.</h2> - -<p> -Antonio Ricardo, mi hà parlato a lungo da parte vostra, -& hammi diffusamente narrato, in quanto bisogno -siete per la malignità di tempi, & per l'iniquità de -malvagi giudici, Iddio sa quanto de casi vostri internamente -mi doglio, sa il medesimo come mi sento gli affanni -vostri dentro al cuor mio, ne mancherò io mai di soccorrervi -& favorirvi in quanto si stenderanno le forze -mie; & dogliomi ch'elle sieno si deboli come le sono: -opportuna cosa nondimeno mi pare, di pregarvi a sofferire -<span class="pagenum" id="Page_41-r">[41-r]</span> -piu pacientemente di quel, che fate la poverta vostra -laquale, volendola io diffinire (come in vero si deveria) -altro non è che una penuria de fragili & de caduchi -beni causatrice (per cosi dire) di vita quieta & -a tutti i buoni desiderabile. Sappiate M. Clara mia che -per il mezzo di questa beata povertà, non si temono le -minaccie del mondo, ne li acuti dardi della fortuna: folmini -pur il cielo quanto sa: caggiano baleni et tuoni piu -che non ne cadddero mai in Flegra: scuoti la rabbiosa furia -de venti il mondo a suo piacere, inondino i fecondi -campi le assidue pioggie: rompansi i fiumi, sorgan per -tutto le tumultuose guerre: lievinsi crudeli Pirrati et -i violenti rubbatori, che sempre la povertà lieta si vedrà -& ogni spaventevol cosa prenderà a giuoco: la povertà -non nocque mai alle buone menti, cosi spero non -debba nuocer a voi: la povertà dall'oracolo di Apollo, -sotto persona di Aglao Sophidio povero possessore d'un -picciol campo fu preferita alli thesori di Gige, fu cagione -la povertà che molti si risanassero da gravi morbi et -alli piu gratiosi studi volgessero l'animo: di questa santa -povertà, tanto gia dilettosi Diogene che fece altrui libero -dono di tutte le sue ricchezze, et piu li piacque d'habitar -in una versatil botte, che ne reali palagi, & piu -tosto contentossi mangiar delle lattuche selvagge, con -le proprie mani lavate, che di adular al tiranno: di questa -invaghitosi Xenocrate, contentossi di possedere un -picciol orto: la medesima non dispiacque punto a Democrito -(anzi fu cagione che donasse ciò che possedeva) la -non fu odiosa ad Anasagora, poi che abbracciatola non -si curò di si ampio patrimonio come egli havea; della poverità -<span class="pagenum" id="Page_41-v">[41-v]</span> -delettatosi Amicla, povero nocchiero, non hebbe -timore d'udir alla sua porta a mezza notte la voce di -Cesare temuta dalli piu superbi Re c'havesse l'Oriente: -considerate (vi supplico) carissima sorella in quanto affanno -vivono sempre li possessori delle ricchezze: se risguardano -il cielo, & veggano qualche nuvoletta, temeno -incontanente, che il ciel non rovini, & non si guastino -i seminati: se vento alcuno soffia temeno che gli alberi -non caggiano a terra, se qualche incendio si eccita, -tremano di paura, che i fenili, ò pagliai non rimanghino -dalla vorace fiamma consumati: credetelo a me, che -la povertà pacientemente tolerata, è un bene non conosciuto: -l'è una felicità incomparabile, so quel ch'io dico, -io non erro, ne vaneggio punto: contentative sorella di -esser povera perche cosi non temerete che il rapace soldato -rubbi i vostri grassi armenti, non temerete l'invidia -delli amici, le astutie de ladroni, le insidie de parenti; -& i cittadineschi tumulti: non vi attristate se povera -siete: ma conformative con la volontà d'Iddio, non vi sbigottite -per essa. ne vi paia di viso brutta, anzi fateveli -all'incontro animosamente: io vi ho proposto per vostra -consolatione alcuni essempi tolti dalle attioni delli -huomini: molto piu n'havrei potuto togliere dalle donne -troppo grandi disprezzatrici de thesori, ma questo honore -per hora m'è piacciuto di far a gl'huomini per l'amor -che porto al mio baron Madruccio di cui non nacque -mai il piu leale, ne il maggiore osservatore delle -leggi matrimoniali. Da Teno alli V. di -Marzo. -<span class="pagenum" id="Page_42-r">[42-r]</span> -</p> - -<h2 id="lucrezia42r">LUCRETIA MARTINENGA -CONTESSA DI PORCILIA ALLA -S. LAURA GONZAGA -TRIVULZA.</h2> - -<p> -Se mai hebbe il mio cuore alcuna grata nova, l'hebbe -intendendo che di legittimo matrimonio con nobilissimo -cavagliere congiunta vi eravate. Hor l'allegrezza -per tal effetto nel centro delle midolle conceputa, parmi -convenevol cosa che almen per lettere, (poi che con -la presentia non mi è conceduto) ve la dimostri & iscuopra: -ne questo però si faccia senza darvi alcuni savi precetti -et utili avisi alla Economia di vostra nobil casa appartenenti: -ne veramente dubito che non vi facciano di mestieri, -essendo voi si giovinetta, & gran famiglia bisognandovi -con la prudentia vostra governare: vi farà certo -bisogno di maturo senno in questa vostra giovenil età -non potendovi riposare nella diligentia dell'honorata vostra -suocera havendo ella (si come da piu persone intendo) -deliberato di ritrarsi dal mondo, & unirsi tutta con -Christo: a voi adunque toccherà tutto'l peso, (salvo se -non voleste forse che le facultà vostre divenisser preda -de rapaci ministri) dicovi adunque per la prima cosa, -fra molte, che ve n'hò da dire, che vogliate & amare -& honorare di perfetto cuore il vostro sposo, & non simulatamente -come hoggidi molte fanno, siate a punto -verso di lui, come è l'Eliotropio verso il Sole, ilquale -sempre risguarda in quella parte, dove egli riluce, -& se quel si nasconde per qualche nuvola, ritira a se -il suo bel fiore: compiaceteli sempre in ogni honesta cosa -<span class="pagenum" id="Page_42-v">[42-v]</span> -vezzeggiatelo del continuo; state sempre lieta nel suo cospetto -svolgendo l'animo & i pensieri vostri in quella -parte dove piu inclinato lo vedrete. siavi in memoria -la virtu & humiltà di Sarra, che chiamava il marito -Abraam per suo signore: spesso vi occorrerà ammonir et -riprender alcuno de vostri famigliari, fate che le vostre -riprensioni siano tali, che chi s'ha da emendar, le possa -agevolmente sofferire, ne sol attenderete al vitio, ma -a colui altresi, il cui vitio cercate di voler correggere: -essaminando diligentemente la natura sua: sogliono i -dotti scrittori rasimigliar le ammonitioni all'elleboro, il -quale quantunque di sua natura efficace sia, si vieta però -da medici che non si dia ne a vecchi, ne a deboli, ne a -fanciulli; devensi nondimeno con tal vehementia riprendere -i transgressori che bastevol sia a sanar il vitio: dovrete -anchora attendere quanto piu potrete perche la -discordia non si alligni nella vostra casa, & non vi ponga -le sue pestifere radici, lequai con difficultà si sbarbano, -poi che piantate una volta vi sono: & questo facilmente -vi averrà se di una medesima natione sarà tutta -la famiglia vostra, trovansi nel vero alcune nationi tra -quali è piu natural discordia che non è fra la vite e -il cavolo, fra la Quercia & l'Olivo, fra l'Aquila e il -Cigno, fra la Cornacchia & la Civetta, fra il Corbo -& l'Avoltoio: a me non piacque mai il consiglio di Catone, -che buono fusse il tener la famiglia fra se discordevole, -perche non conspiri & non congiuri ne danni -de padroni: essortovi di piu a far che le vostre damigelle -non si dimestichino molto co servidori: so quel ch'io dico, -& so quanto per l'amore si disvijno dalli servigi nostri, -<span class="pagenum" id="Page_43-r">[43-r]</span> -& parimenti quanto il loro amore, a nostra infamia -ci risulti: non mi piace ne anche, che tutto'l tempo -consumino in far reticelle, punti sfillati, albanesi, a -stora, incrocciati, & d'altra sorte. Certo Signora, se -io fussi come voi siete, porrei nella minor sala, due paia -di telai: & vorrei che la casa mia fusse la piu abondevole -di tutte l'altre, di lenzuola, di tornaletti, di sciugamani, -di tovaglie, di tovagliuoli, di grembiali, & -di fregacapi. Voi direte (per aventura) che io sono una -Brescianaccia nemica delle attilature, & sol attendente -alle cose utili, & al far masseritia. certa cosa è Signora -Laura che io non posso, ne voglio mentire, che l'utile sempre -piu mi piacque che il diletto, non mi ci sento però -di tal sorte inchinata, che la cortesia et gentilezza n'escluda: -vorrei sempre havere un gran forciero pieno di -camise, di cuffie, di moccichini, & di calcetti per donar -a poveri servidori. Ditemi per vostra fe quante signore -troverete hoggidi per Italia, che con verità vantarsi -possino di haver mai donato ad alcun servitor tanto di -tela, che si potesse fasciar un dito? & poi vogliamo che -sieno ne nostri servigi fedeli, & amorevoli, et diligenti? -Dannosi ad intender alcune signore che la verace cortesia -consista in donare a pomposi cavaglieri; ma ben mostrano -questi tali, di non saper le conditioni della liberalità, -lequai sono di donare à chi bisogna & quanto bisogna. -Vi essorto anchora (se dell'honor vi cale) a non fare -come, che una signora di questo mondo far odo laquale -da molta avaritia mossa, vuole che senza veruna -pausa, giorno & notte le sue donne lavorino, et con -istremo sudore il pane si guadagnino: parvi che questa -<span class="pagenum" id="Page_43-v">[43-v]</span> -sia opera di donna che meriti di esser chiamata Illustre? -a me mi par cosa d'ingorda Arpia. Confortovi ad honorare -ogn'uno et quelli ispetialmente che con molto sudore -hanno conseguito fama & nome di virtuoso: non -vi piaccia giamai di imitare il costume di una Signora -novamente defonta, laquale havendo forastieri nelle sue -case albergati; niuno pensiero si dava perche stessero -agiati, sol attendeva che a se stessa non mancasse cosa veruna, -& per se voleva sempre qualche particolare intingolo, -& privato manicaretto: per se stessa voleva tutti -gli avantaggi, ne si recava a vergogna, ma ad honore, -che la sua tavola non fusse uniforme: parvi che ella intendesse -compitamente la regola della cortesia et della perfetta -creanza? L'è molto facil cosa figliuola mia l'introdurre -in casa un forastiero, ma non è poi si facile il saperlo -gratiosamente tratenere, & honoratamente trattare: -si doverebbe far ogni sforzo per riverire i virtuosi, -anzi che i ricchi, & honorarli con perseveranza et con -giudicio, senza mai mostrar alcun rincrescimento overo -rinfacciarli la cortesia che se li usa; & donde credete -voi che naschino hoggidi al mondo tanti ingrati? -nascono perche non sappiamo noi collocare come si deverebbe -i benefici; non sappiamo perseverare in esser cortesi. -Per tre giorni siamo ferventissimi, & ce li vogliamo -porre nel cuore & stampar nell'anima, poscia -divegniamo freddi piu che la gelata. Il far cortesia è simile -al giuoco de la palla, laquale spesso cade a terra, -ne si pò ne ricevere, ne rimandare per difetto di chi -prima la mandò. facciamo adunque la cortesia compiutamente -senza rinfacciar i fatti benefici & forse troveremo -<span class="pagenum" id="Page_44-r">[44-r]</span> -qualche gratitudine in questo nostro guasto mondo. -ricordative anchora di esser nelle conversationi delle -parti vostre, mansueta, benigna, & humile: percioche -l'humiltà si è il fondamento di tutte le virtu: date -luogo a tutte, cedete a qualunque vaga si mostra de primi -luoghi: bastivi che la modestia vostra vi faccia rilucere -ovunque andate: guardatevi per quanto vi è caro l'honore, -di non imitare alcune donne che l'anno passato -per precedentia s'hebbero a tirar per le treccie. Non -vi curerete ne anche per mio consiglio di molto pompeggiare: -sia l'habito vostro pieno di leggiadra honestà: -quante n'ho io a miei giorni conosciuto, lequali sol con -l'habito mal disegnato, & peggio concertato, davano -aperto inditio d'haver il capo sventato et pieno de grilli: -non vi consiglio a caricarvi d'oro, anzi vi conforto -a non portarne punto; poi che tutti i savi Cabalistici affermano -ch'egli sia di maligno influsso: Contentatevi -(per mio giudicio) d'un bel vezzo di perle orientali al -collo, di qualche bel corallo per le braccia & d'un bel -Smeraldino ò grato Diamante per le dita: non approvo -il costume di sposarsi le orecchie (quantunque molto -usitato sia) per esser tal usanza venuta da Barbari costumi: -non porrete sul vostro bel viso cosa veruna c'habbi -corpo: ma contentatevi di semplice acqua di fontana, o di -fior di fava, cosi farete fare alle vostre donzelle, delle -quali vi conforto ad haverne quella cura che havreste -di voi, non favoreggiandone alcuna particularmente -piu dell'altre, per esser cosa di molto sospetto & di mal -essempio: altri ricordi vi potrei dare, ma non voglio per -hora esservi piu prolissa: sol questo vi vo dire prima che -<span class="pagenum" id="Page_44-v">[44-v]</span> -conchiuda l'amorevole mia lettera: che sopra ogni cosa -vi ingegniate di tener compagnia savia & honesta: -imperoche tal sarete tenuta, qual sarà la compagnia che -voi havrete. State lieta & conservative in sanità, perche -tosto veggiamo di voi li desiderati frutti. Di Porcilia -alli X. di Febraio. -</p> - -<h2 id="lucrezia44v">LUCRETIA MARTINENGA CONTESSA -BECCARIA A M. LUCISTELLA -DAL POZZO.</h2> - -<p> -Ho risaputo da Cecilia vostra carissima Zia, che havete -determinato di volervi maritare (mal grado de -quanti parenti vi ritrovate havere) se ben dovete togliere -il piu vil furfante che vegga il Sole: ò pazzarella -dove ne havete il senno? siete voi di voi stessa uscita? -imparate prima a conoscervi bene, il che è potissima -parte di vera sapienza, & poscia diretemi (sel vi pare) -di esser donna d'haver marito? saprete voi conservare -in casa stando quel che il marito guadagnerà fuor di -casa andando? che questo è uno de principali ufficij della -buona madre di famiglia? saprete voi discretamente -comandare a servidori & allevare i figliuoli come alle -buone madri si conviene? Io temo grandemente (per -dirvi hora il tutto) senza tenervi alcuna cosa celata che -voi sarete di quelle, che vituperano il sesso nostro, & -lo fanno alli huomini per la lor dappocaggine abhominevole. -Deh fate a mio modo, imparate prima la modestia, -la discrettione, & la vigilantia, imperoche alle padrone -di casa conviensi sempre esser le prime che la mattina -<span class="pagenum" id="Page_45-r">[45-r]</span> -si levino, & l'ultime che si corchino: pensate (vi -prego) meglio a fatti vostri, & non vogliate (come le -bestie fanno) movervi solamente alle cose presenti, non -risguardando le future, non vogliate per un poco di -prurito di minor dolcezza di quella che sovente ne causa -la rogna porvi a rischio di menar perpetuamente mala -vita, & farvi schiava dell'intemperanza maschile. vi -paio forsi nell'ammonirvi troppo dura & aspra: date -la colpa a voi stessa, poscia che sempre foste di si adormentato -intelletto, che ne per ammonitioni, ne per gridi, -ne per minaccie mai vi potei svegliare da si profondo -sonno: date la colpa a vostri maligni affetti, liquali -a guisa del morbo regio vi fanno parer amaro il mele. -Di Pavia. -</p> - -<h2 id="ippolita45r">HIPPOLITA MARCHESA P. -SANSEVERINA A M. CALANDRA -GARIBOLDI.</h2> - -<p> -La vergogna, & la taciturnità, che furono sempre -due spetiali virtu della donna, risplenderono gia grandemente -in voi, mentre nelle nostre contrade famigliarmente -conversaste: & hora (se il vero m'è rifferito) sono -in voi del tutto spente: odo che siete fatta baldanzosa, -loquace, & unica seminatrice di discordie sopra -tutte le femine del vostro vicinato. Ah sorella, non sapete -voi, che i buoni costumi, sono la nostra vera dote, et -il nostro vero ornamento non lo scrive questo Sophocle -nelle sue Tragedie? certamente si come nella febbre, l'haver -<span class="pagenum" id="Page_45-v">[45-v]</span> -buona lingua, è gran segno di salute, cosi nelle donne -è segno di grande honestà: frenatela adunque, & -ricordatevi che non senza gran misterio, natura la circondò -di due ripari, cioè di labra, & di denti: l'è nel -corpo la lingua come nella nave il temone: fu la sfrenata -lingua spesso cagione de molti mali: per il che -gran virtu fu giudicato il saperli per debito modo: l'è -pur grande infelicità la nostra, poi che il Sole, la Luna -le stelle, il mare, la terra, gli alberi, l'herbe, l'api, le -formiche, & le conchilie possono antivedere le future -tempeste: & che sol l'huomo non antivegga i danni -grandi che la licentiosa lingua lor si spesso procura; fate -(vi prego) come far sogliono i dotti marinai, & li -esperti contadini, prevedete la rovina, nella quale siete -per cadere se non chiudete la lingua fra denti; il che, -tosto fareste se poneste misura all'infinita vostra cupidigia; -non havesti invidia a chi ha maggior fortuna di -voi: dovereste pur sapere, che nelle picciole cose stessi -sempre maggior quiete, non voglio esacerbar piu questa -mia ammonitione, havendovi di cio piu volte bastevolmente -ammonita, & non volendo ci intravenisse, -come veggiamo intravenire ad alcune -salutifere medicine, lequali -per l'assiduo uso perdono la -virtu. Di chiavenna -nostra giuriditione. -<span class="pagenum" id="Page_46-r">[46-r]</span> -</p> - -<h2 id="lucrezia46r">LUCRETIA PICINARDA CROTTA -A CINTHIA VANNINI.</h2> - -<p> -Tu mi scrivi figliuola carissima come se io dotta fussi -al par di quella Leontia, c'hebbe ardire di scrivere -contra Teophrasto et vorresti da me sapere, (per quanto -dalle tue lettere intendo) onde nasca che la femina sia -dalli antichi scrittori reputata piu imperfetta del maschio. -Per qual rispetto si soglia dire, che levata ò spenta -che sia la lucerna, tutte le femine sieno d'un'animo et -d'un volere. Per qual cagione i Romani ci vietassero -il vino, perche fusse l'Amore depinto con l'ali: perche -naschi la barba a quelle donne, che in Caria fanno l'ufficio -de sacerdoti, & cosi chi mosse Phidia a pingere -Venere, sopra di una testuggine: Alle presenti questioni -per hora risponderoti il meglio che saprò, & quanto -alla prima richiesta dicoti, che si reputò la femina -piu imperfetta per cagione dell'innata frigidità, che in -lei si vede, all'altra dimanda dico haver ciò ritrovato -gli huomini, per una pura malignità volendo tacitamente -significare, che se la vergogna non ci ritenesse saremo -tutte macchiate di una pece, & pur ne mentono: -Negaronci il vino i Romani, non perche riputassero -nel vino albergare la lussuria; il che però da Paulo -s'afferma, ma perche fussimo men animose, & meno -ardite nel resistere alla loro iniqua tirannide; Fu dipinto -l'Amore con l'ali, perche intendessimo che gli animi -delli amanti facilmente s'inalzano, & spesso da vana -speranza gonfiati. Nasce la barba alle Sacerdotesse -di Caria, perche sia un certo segno della lor divinante -<span class="pagenum" id="Page_46-v">[46-v]</span> -natura: dipinse Phidia Venere sopra della Testuggine, -per insegnare alle donne maritate che debbono starsi -in casa: ho risposto alle tue dimande quanto piu brevemente -per me s'è potuto: se non sei pienamente sodisfatta, -perdona all'imperfettione dell'intelletto. Di Cremona, -alli X. d'Agosto. -</p> - -<h2 id="agnesa46v">AGNESA DI BESTA A M. -FLAVIA ROVEGA.</h2> - -<p> -Ho presentito (non so sel sia il vero) che siete per gir -in Alemagna a riveder vostra sorella, che gia vi fu -si felicemente maritata: accadendo adunque che facciate -tal viaggio, pigliarete questi pochi ricordi, nati da pura -& semplice affettione: armate per la prima molto bene -le parti vitali del corpo vostro, & quelle che sono -dal cuore piu remote; perche vi so dir che sentirete -freddi si aspri, che vi si gelarano le parole in bocca, se -sarete sforzata per l'usanza Tedesca, di bere contra la -vostra voglia, & temete di non imbriacarvi, mangiate -prima delle mandorle amare: bevete ancho doppo pasto -un bichiero di acqua fresca, overo usate (si come facevano -gli antichi) di portarvi adosso l'ametisto: bevete -similmente avanti che mangiate, due dita di succhio di -cavolo: quando sarete fra questa natione, laquale di fede -& di s. semplicità avanza tutte l'altre: studiarete d'imitar -ciò che hanno di meglio, come sarebbe oltre le due prefate -cose, il lavarsi il viso di acqua schietta, non lisciarsi, -non pelarsi punto, non far i capei ricci, non sbiondeggiar -le treccie, spesso lavarsi tutto'l corpo: salutar ogn'uno -<span class="pagenum" id="Page_47-r">[47-r]</span> -benignamente, legger piu volontieri le sacre historie, anzi -che i sospiri del Petrarca, le pazzie d'Orlando, le -prove di Gradasso, l'Amadis de Gaula, & altre vanità -dalle Italiane scioccamente molto istimate: non imitate -gia il peggio c'habbiano in lor stessi, ma imitate il meglio, -acciò non si dica che voi facciate come facevano alcuni -sciocconi di Athene, liquali non sapendo imitare la -divina eloquentia di Platone, nell'ingegnoso artificio di -Aristotile, imitavano de l'uno il scilinguato favellar, et -dell'altro l'andare con le spalle incurvate: fuggite di seguire -l'usitato stile delle fanciulle Tedesche, nemiche -di mangiare all'aperta, & vaghe di trangugiar secretamente -infino alle pentole: non vi sia maggior maraviglia -il veder tutto'l giorno huomini & donne imbriachi, -che se voi vedessi presso de Miconij ogn'uno calvo: -sarebbe piu facil cosa trovar veleni in Candia, che -sobrietà in Alemagna: non altro, ritornate sana et lieta. -Di Teio, nel nostro palazzo, alli VI. di Gennaio. -</p> - -<h2 id="margherita47r">MARGHERITA PELLEGRINI COR. -A M. CAMENA LANDRIANA PACE -ET SALUTE NEL SIGNORE.</h2> - -<p> -Mi è molto piacciuto d'intendere che habbiate abbandonato -il mondo, & vi siate data tutta a Giesu -Christo che è porto tranquillissimo de nostri affanni, & -delle nostre infinite miserie: ma perche la religione è -assai vicina alla superstitione (si come tutte le virtu -hanno i vitij per i suoi confini) guardatevi (ve ne supplico) -<span class="pagenum" id="Page_47-v">[47-v]</span> -per le salutifere piaghe di Giesu Christo, che non -ne restiate in parte alcuna macchiata: L'è veramente -la piu miserabil cosa che possa avvenir all'huomo Christiano: -il superstitioso non ha mai dove ricorrere, per -havere a suoi affanni tranquillo porto. Quelli che solevano -gia haver paura di Policrate tiranno non lo temevano -salvo mentre che erano a Samo: & quelli che -temevano Periandro, non stavano in angoscia salvo fin -che dimoravano a Corintho, ma il superstitioso non ha -dove mai fuggire per liberarsi da quella mala paura -che le sta fitta sempre nelle midolle: se il ladro, ò vero -l'huomicidiale fugge in chiesa, l'è sicuro, non teme di -nulla, ma il superstitioso piu teme in chiesa, piu dubita -presso l'altare che altrove non fa, ma se volete dalle -sue mani liberarvi, svolgete l'animo alle sacre lettere, -& quelle, con tal attentione leggete, che ve le convertiate -in succo & in sangue: per il mio giudicio (benche debole) -incominciarete dalla Pistola scritta da Paolo alli -Romani, qual S. Chrisostomo chiama metodo del christianesimo, -& Chrisostomo istesso userete per interprete -di quella: doppo questa elettione, ponete poi mano -dove piu vi piace: di una sol cosa vi ammonisco io, -che la scrittura sacra è fatta da lo Spirito santo, & senza -l'opera sua mal si puo intendere: farà adunque bisogno -d'imitare il beatissimo S. Bernardo, dal quale si legge, -che piu imparasse, orando, che studiando, ma se -pur volete adoperar interprete; vi ricordo Girolamo -ne profeti, Basilio nel Genesi, Agostino sopra Giovanni, -Arnobio sopra i Salmi, Hilario sopra Mattheo, Bernardo -sopra Lucca: ma spero che di questo ne parleremo -<span class="pagenum" id="Page_48-r">[48-r]</span> -a bocca, fra tanto state sana in Giesu Christo: qual -sempre prego sia la guardia vostra. Di Correggio -alli X. d'Aprile. -</p> - -<h2 id="maddalena48r">MADDALENA DELLI ALBERTI -A CASSANDRA -LANFREDUCCI S.</h2> - -<p> -Se voi volete che io conversi con esso voi, & che da sorella -per l'avenir io vi tenga & ami, si come per adietro -v'ho amato: voglio per ogni modo mutiate vita -& cambiate costumi: ma che cosa disperata è questa che -non sappiate attendere ad altro, che a lisciarvi questo vostro -viso, peggio che de baronzi: per amor del quale -stillate ogni di una somma di radice di rusta, & consumate -quanto lume di piuma potete ritrovar nella citta -vostra: & tanti rossi d'uova che tanti non ne consuma -la Ciartosa di Pavia: ne contenta delle usate ricette, -intendo che havete incominciato nuovamente a stillare -ogni settimana un barile di urina di cavallo, & un gran -mastello di latte d'asina: che diavolo pensate voi di fare? -volete consumare oltre il tempo (che è pretiosissimo) -quanto havete in cotai frascherie? & come vi comporta -vostro marito? ma egli deve esser un qualche trasognato -peccorone: il mio Signor Nicolò non mi comporterebbe -gia si fatte cose maffesi, tosto la partirebbe meco, -& forse non senza mio scorno et danno. oh come fareste -voi il meglio a polire la vostra casa laquale par sempre -un porcile, a rapezzar le vesti a vostro marito che -pare un stracciaruolo. oh quanto fareste il meglio a -<span class="pagenum" id="Page_48-v">[48-v]</span> -racconciar le calze a vostri figliuoli che con vostra gran -vergogna mostrano le carni & vanno per le contrade -con i capelli scarmigliati che paiono tanti piccioli bastasi: -credo vi gioverebbe molto se ve n'andaste ad albergare -in Vinegia almeno un'anno in Vinegia dico unica -maestra delle attilature & della politezza: spero che -questa mia ammonitione non sarà del tutto vana: Iddio -lo voglia, per sua bontà. Da Tirano alli -III. d'Aprile. -</p> - -<h2 id="caterina48v">CATHERINA MALACRIA A M. -MARGHERITA MARLIANA S.</h2> - -<p> -Mai mi ricordo d'haver sentito la maggior molestia -di quella ch'io senti l'altro giorno, udendo tanti vantamenti, -quanti dava Madonna Fiore a sua figliuola: è -possibile ch'ella sia si mentecata che non si avegga & -non sappia quanta fragilità consista nella nostra florida -età laquale, tante migliaia d'huomini & per il passato -ingannò, et ingannerà sempre per l'avenire? oh che momentana -letitia n'arreca il fior della giovinezza poi che -arido doventa in men che non balena? Qual saggio Architetto -si vide mai che l'edificio suo in fragil fondamento -fondar volesse? passano i corpi nostri a guisa di -ombra, & noi miseri, tanto pazzamente ce ne invaghimo, -si che a ragion grande, me ne doglio, che tutto'l -tempo, si consumasse in que vani ragionamenti. Ahi -quanto sarebbe stato il meglio che delle sante scritture, -havessimo insieme ragionato. Pregovi (per tanto) carissima -sorella, che piu non me la facciate udire (se d'altro -<span class="pagenum" id="Page_49-r">[49-r]</span> -non sa favellare) pregovi similmente quanto piu tosto -con esso lei favellarete: vogliate (per charità) predicarli, -& porgli nel capo che niuna cosa sia da sprezzare -con maggior vehementia, della bellezza corporale, -qual molti savi la chiamarno domestico nemico, cagion -potissima de strani accidenti, et grandissimo fomento -di lussuria la reputarno. se io le fussi si vicina et si domestica -come voi siete, non vi porrei in su le spalle cotal -carico: lo torrei sopra di me molto volentieri, non parendomi -che meglio collocare si possa il tempo, che in si -fatte cose, grate a Dio, giovevoli a gli huomini, & honorevoli -al mondo. altro per hora non mi occorre a scrivervi: -attendete a star sana insieme col vostro amatissimo -consorte, & carissimi figliuoli. Di Gaspano -alli XIII. di Luglio. -</p> - -<h2 id="ottavia49r">OTTAVIA BAIARDA A M. -CAMILLA TESTA.</h2> - -<p> -L'havervi io conosciuta savia et ingegnosa piu assai che -non fu mai Nicostrata, Diotima, ò Thargelia, mi -fa confidente & molto ardita a chiedervi la solutione -di alcuni dubij che l'altro giorno nella mia casa di ingegnose -donne si trattarno. vorrei saper perche si volentieri li -amanti si baciano gli occhi. Vorrei saper per qual rispetto, -spesso gli amanti perdino il sonno & perche si -di rado le imagini delli amati occorrono in sogno alli -amanti. Vorrei da voi sapere, per qual causa vaghi -sono li amanti di portar nelle mani & poma & fiori et -perche circundino le porte amate di Corone di fiori -<span class="pagenum" id="Page_49-v">[49-v]</span> -tessute. Vorrei intendere dall'alto vostro sapere, qual -sia la causa che li amanti divengano pallidi nel cospetto -delli amati, & altri ve ne sieno che rossi si fanno. Vorrei -sapere perche sieno li amanti si alle lagrime inchinati -& pronti. Desidero sapere, che sia cagione che li -amanti nella presentia delli amati, spesso si amutiscano -& delle cose premeditate già con gran studio, si scordino. -Vorrei sapere, perche cosi ci vergogniamo di confessar -i nostri amori. Bramo sapere, per qual causa -l'adirarsi sia un rintegrar l'amore. Bramo sapere la -causa, perche Amore a nullo amato amar perdoni. -Vorrei sapere perche triemi la voce alli amanti. Bramo -sapere perche si habbi nelle cose amorose il sternutire -per buon segno. Vorrei sapere perche i poeti chiamino -Venere, hor Aurea, hor Philomide, cioè amica -del riso. fatime saper onde naschi che li amanti tanto -sieno facili al spergiurare, fatime sapere perche non -vegghino li amanti i vitij delli amati, fatime sapere, perche -tanto facilmente si rompino gli amanti la data fede: -fatime sapere se l'è maggior piacere nell'amare, ò nell'esser -amato: fatime sapere, qual sia piu facil cosa finger -l'amore ò dissimularlo essendo amante: fatime saper -chi piu facilmente si persuada di esser amato, ò l'huomo -ò la donna, & chi di loro sia nell'amor piu costante -& fermo. non vi voglio di piu per hora aggravare, -benche certa mi renda non vi si poter adimandar cosa -si difficile, che scioglier non me la sapeste: aspetto però -detta solutione piu volentieri a bocca che per lettere, -essendo certa di farci maggior guadagno. non altro. Di -Pavia alli V. di Febraio. -<span class="pagenum" id="Page_50-r">[50-r]</span> -</p> - -<h2 id="camilla50r">CAMILLA TESTA ALLA -S. OTTAVIA BAIARDA.</h2> - -<p> -Voi mi proponete una Illiada de oscuri quesiti, perche -ve li solva, basterebbe certo che io havessi consumato -tutta l'età mia ne studi della Philosophia, ò che sempre -havessi atteso a le imprese d'amore. parvi che a l'età -mia hora si convenga amore ne cotai dimande? certo -che le mie grincie con questi miei scalzati dentoni, fanno -fugir amore lontano mille miglia, ma poi che nella -vostra casa si ragunano delle persone dotte & ingegnose -fatemi voi gratia di propor loro perche in tutte le sorti -de animali le femine sterili sieno piu libidinose delle -feconde. Per qual causa ne principij delle gravidanze -ci sentiamo si male, & poi in processo di tempo, stiamo -bene. Perche sono piu lussuriosi quei huomini c'hanno -le gambe piu sottili. Perche sono più lussuriosi quei -uccelli, che meno volano. Perche mutasi il suono della -voce cosi ne maschi, come nelle femine, come voi mi havrete -mandato la solutione di queste mie quistioni, forse -vi solverò le vostre presentialmente (come mi pare -che piu desiderate) fra tanto state lieta & sopra tutto -guardative d'amore, perche l'è una mala cosa. egli ci fa -di savie doventar pazze: ci spoglia d'arbitrio, ci disvia -dall'amore de mariti, dalla benivoglienza de figliuoli, -ci fa porre in oblio l'honore, il maneggio della casa, -& ne conduce sovente fiate all'ultimo sterminio; -ricordative di Capronia Vestale, qual amor condusse ad -esser strangolata, ricordative a che sconcia opra conducesse -già Aufilena da Catullo mentovata, et Ipermestra -<span class="pagenum" id="Page_50-v">[50-v]</span> -da Ovidio piu di una fiata ricordata: ramentative in quanta -follia per amor venessero Valeria Tusculana, Gidica -& Tutia Vestali, sovengavi a quanta pazzia venisse -Clitennestra per amor di Egisto, Fabia per amor di -Petronio, Thimea per Alcibiade: & Postumia, Lollia, -Tertullia, Mutia, Servilia & Iunia per Giulio Cesare: -si che lasciate andar l'amor da canto & insieme -il ragionar d'esso: fate a mio senno, altrimenti egli vi condurà -a mal fine. So quel ch'io dico; so quel che hò piu -di una fiata nella mia giovanezza per lui amaramente -sostenuto: egli mi ridusse già un giorno, che non havea -anchora compiuto venti anni a tal partito, che non -mangiava se non sospiri, & non beveva salvo che lagrime: -oltre che tanta perfidia & dislealtà trovai nell'amato -mio signore, che tanta non credo se ne trovasse in -Theseo verso Ariadna, in Demophoonte verso Philide, -in Iasone ver Medea, in Enea ver Didone, in Ulisse -verso di Calipso. Io li fui sempre amante & superai -Penelope, Emilia, & Turia di fede, & di amore si -che io parlo come esperta. state sana. Da Roma alli -VI. di Maggio. -</p> - -<h2 id="lucrezia50v">LUCRETIA CORSA ALLE GRATIOSISSIME -ET VIRTUOSISSIME -FANCIULLE LA S. LAURETTA, -ET LA S. LEONORA CAVALLERIE.</h2> - -<p> -Non vi maravigliate bellissime Signore se non conoscendovi -di faccia, ma sol di fama, & di nome, io ardisca -<span class="pagenum" id="Page_51-r">[51-r]</span> -di scrivervi, et di richiedervi humilmente che per -amica mi accettiate. L'è veramente si dolce la fama che -nelle nostre case di voi risuona, che non v'è donna ne fanciulla, -che non brami di vedervi & di servirvi: & qual -maraviglia meritamente ad alcuno esser deve di questo -nostro si intenso desiderio, poi che figlie siete di -quella rara Donna: la quale con la sua gentil creanza -innamora di se ciascuno, & ciascuno tira a se con quella -prestezza che veggiamo il vento Cecia trar a se le nuvole. -Certo è che di niuna cosa con maggior ardore prego -l'altissimo Iddio, che di haver un giorno occasione di -visitare questa vostra città, acciò che insieme et vedere -& la dolce vostra armonia gustar possa. Non è anchora -guari che la S. Lucretia Agnella scrivendomi delle vostre -rare virtù, fra molte ch'ella me ne disse a Calliope -et a Clio vi rassimigliava, tanta è in voi la disciplina della -musica congiunta con voce piu dolce et piu grata che -se di canoro Cigno fusse. Oh se mai aviene che a degni -mariti di voi maritate vi vegga, voglio questi tali piu aventurosi -reputare, che se l'uno dell'Oriente, et l'altro del -Ponente divenisse Posseditore: se vi volessi narrare carissime -figliuole, quanto ho udito ragionare da valorose -donne, & che mentir non sanno della vostra singolar -bontà, io non terminarei questa mia semplice lettera -ch'ella arrivarebbe a piu alto volume che non arrivarno -le decadi di Livio Padovano; qui adunque farò fine et -il mio scriver terminerò pregandovi & con ogni ardente -affetto ripregandovi, a ricevermi & per serva, & per -amica, si come a tutte l'hore & chieggio, & di cuor -bramo, salutate in nome mio la S. vostra madre et la S. -<span class="pagenum" id="Page_51-v">[51-v]</span> -Isabella: state sane, & liete. Di Coreggio, alli XIII. -d'Ottobre. -</p> - -<h2 id="marzia51v">MARTIA BENZONA ALLA -S. ARTEMISIA SCOTTA.</h2> - -<p> -Mi è rifferito da persone degne di somma fede, che -mai non state in ocio, ma tutta siete intenta alli studi -delle buone lettere, et a certi lavori che paiono usciti -di mano di Aracne. doverebbesi dalla S. vostra Madre -raffrenar questo si smoderato studio, a quella guisa che -si tagliano i Pampini alle lussuriose viti, acciò non sia -cagione la troppo fecundità di farle ò morire, ò picciole -divenire. Non vorrei usaste tanta diligentia nel -studiare, ch'ella vi fusse di nocumento. non altro state -sana. Di Vinegia alli X. d'Aprile. -</p> - -<h2 id="pace51v">PACE TASSA A M. ANTONIA -PELLIZZONA.</h2> - -<p> -Mi scrivete per l'ultime vostre lettere, che molto vi -maravigliate, perche M. Antonio tanta stima faccia -di Luigi, essendo huomo tanto infame, (cosa che per -aventura non havereste aspettato) fidandovi nella perfettione -del suo chiarissimo giudicio, cessi cessi (vi prego) -cotesta maraviglia, perche nel vero egli lo conosce -ottimamente: ma dovete sapere che a le volte si porta -rispetto ad alcune persone, non perche degne ne sieno reputate, -ma perche ci fa a le volte bisogno dell'opra loro. -L'è cosa capitale l'uccidere in Thessaglia la cicogna, -<span class="pagenum" id="Page_52-r">[52-r]</span> -& questo avviene perche suole uccidere i serpenti, & -cosi hassi in Inghilterra riguardo di ammazzare il Milvio, -perche purga la città portandone via l'interiora -delle bestie che si ammazzano. ma che havreste voi detto -veggendo quel che piu volte veduto hanno gli occhi -miei? esser accaduto spesse volte che una buona & santa -femina ha hauto mestieri d'una malvagia & trista -petegola: un Re è alcuna fiata stato sforzato di accarezzare -un'huomo di privata conditione, & di questo -sia per hora detto a bastanza: vengo all'altro capo. Piero -nostro è ritornato dalla Corte, ne d'altra cosa hora -piu voluntieri favella, che de Baroni, & gran Satrapi: -egli per la fede mia mi fa ricordare di quell'uccello -detto Tauro, ilquale, (quantunque picciolo sia) imita -però la voce del Toro, & si fattamente mugisse, che -non v'è persona che facilmente non rimanesse ingannata: -cosi non ci è huomo che non creda ch'egli nodrichi -nel petto lo spirito di quanti Signori ha tutto il Regno -di Napoli: qua vi desidero a tutte l'hore, perche vi udirei -ridere molto saporitamente. Di Bergomo, alli -XX. d'Agosto. -</p> - -<h2 id="emilia52r">EMILIA BREMBATA SOLCIA, -ALLA S. FULVIA ROSSA.</h2> - -<p> -Voi mi scrivete & nelle prime, & nell'ultime vostre, -che vi siete mutata di proposito, ne piu vi volete render -monaca, per non haver mai saputo ritrovar monistero -alcuno, che di qualche errore non sia contaminato. -mi maraviglio della prudentia vostra, ch'altrimenti -<span class="pagenum" id="Page_52-v">[52-v]</span> -pensaste. Soleva dir un santissimo frate che fu ne suoi -tempi uno specchio di virtù, che si come nella Candia non -si trovava alcun animale velenoso, eccetto che il Phalangio, -cosi non potersi ritrovare alcun Monistero si -santo & si devoto dove almeno l'invidia & la mormoratione -non vi alberghino: guardative pur di non lasciarvi -adescare da le lor lusinghe. io vi so dir ch'elle sogliono -fare, come l'Hiena far suole, la quale imita la voce -humana & impara il proprio nome di alcuno, & -chiamatolo fuori di casa, lo lacera, cosi fanno le monache -& cosi fanno i frati: con mille lusinghe & segrete -astutie ci infrascano il cervello, & infrascato che ce -l'hanno ne fanno poi sentire che meglio a le volte sarebbe -state di essere ite nell'Inferno. Dite, dite, a vostro -padre che ponga giù questo pensiero di farvi monaca, -& che vi procuri un bello & honesto marito, -con dote conveniente a le sue facultà: ponga mano hormai -al thesoro che tanto tempo tien rinchiuso senza godimento -ne di se stesso, ne d'altrui: non si ricorda egli -forse in quanti pericoli sia già stato per l'insidie che gli -furono piu volte apparecchiate per depredarlo: meglio -farebbe a imitare il Castore, il quale piu di lui prudente -di quella cosa facilmente si spoglia, per la quale, porta -pericolo: non altro. state contenta. Di Bergomo -alli XXV. d'Aprile. -</p> - -<h2 id="petronia52v">PETRONIA FRANCA A M. -SULPITIA DA VENOSA.</h2> - -<p> -Inestimabil contentezza & incomprensibil gaudio hò -sentito quando per più di un messo degno di fede intesi -<span class="pagenum" id="Page_53-r">[53-r]</span> -che amore con il suo chiodo fissato havea il vostro volubile -cervello, & che con suoi lacci strettamente vi teneva -legata. Vorrei adunque da voi sapere se questo vostro -amore è violento ò volontario: ma se per aventura -non vi piacesse di essere innamorata & dal destino -guidata fussi anzi che dall'elettione; ricordative che si -come le tenerelle piante facilmente si sbarbano & con -difficultà fatto che hanno le radici sveller si possono, -anzi gagliardamente resistono alla furia de impetuosi -venti: si Amore nella sua fanciullezza cioè da cominciamento -esser di poca forza; cresciuto poi a tanta possanza -pervenire che vincer non si pò ne per forza, ne -per arte. sia lodato il Dio d'amore, che vi farà per -l'avenire di mezza pazza, doventar tutta savia, di avara, -liberale, di timida, ardita & sicura: doventarete vigilante, -ingegnosa, & piena di mille accortezze (che -cosi suol fare amore i suoi devoti seguaci) di quanto desidero -saper da voi, fatemene certa a la venuta di M. -Tranquillo, che niuna altra cosa piu grata far mi potreste. -Di Palermo alli XX. di Luglio. -</p> - -<h2 id="maria53r">MARIA DE BENEDETTI A M. N. R.</h2> - -<p> -Se vostro marito vi da delle busse, s'egli vi stratia, & -s'egli vi fa mala compagnia datene la colpa a li vostri -mali portamenti, alla smoderata loquacità & all'infinita -vostra ritrosia, la quale sarebbe sofficiente di farvi -brutta & spiacevole sin' nell'Inferno: sarebbe pur -hormai tempo che mutassi costumi & variassi stile: volete -voi che di altro mai non si favelli che delle vostre -<span class="pagenum" id="Page_53-v">[53-v]</span> -pazzie, le quali v'hanno hoggimai fatto infame per ogni -contorno. Io mi abbattei (& non è anchora guari) in un -bel drapelletto di savie & accostumate signore, lequali -& la vita vostra acerbamente biasmavano, & di -ogni stratio degna vi giudicavano; per esser voi sopra -ogni altra donna al marito vostro ritrosa, & disubidiente; -ne vi mancarno di quelle che vi davano colpa d'havergli -piu d'una fiata rotta la matrimonial fede, & spezzati -i legittimi nodi, & questo per ismisurato amore -che portate ad un vilissimo furfante, infame di ladronecci -& di homicidij, ebriaco, & malvagio metidore -de dadi, con cui non si porrebbe la piu deserta meretrice -c'habbi ne Roma, ne Vinegia. altra cosa per hora non -vi scrivo. prego Iddio vi doni miglior mente & piu saldo -intelletto. Di Luca alli XX. d'Aprile. -</p> - -<h2 id="leonora53v">LEONORA GONZAGA DUCHESSA -DI URBINO A M. FRANCESCHA -NEGRA S.</h2> - -<p> -Intendo che non si pò piu vivere con esso voi, per haver -una figliuola, tenuta da voi che di bellezza avanzi Amarilli, -& a quella Egle che fu creduta la piu bella di tutte -le Naiade: & per questo sprezzate tutte le altre -fanciulle del vicinato vostro, a tutte dando qualche emenda -& tutte giudicando pazzamente ò che hanno gli occhi -fatti con i fusi, ò che hanno la bocca storta & i denti -negri. ad altre date macchia che portino mal la vita -& ad altre che habbino le gole grosse, & siano troppo -ne le spalle strette: sol la vostra figliuola secondo il parer -<span class="pagenum" id="Page_54-r">[54-r]</span> -vostro è compiutamente bella: essa sola ha gli occhi -piu vaghi et piu amorosi che non hebbe mai Helena Greca: -essa hà piu bella bocca di Atalanta con denti assai -piu minuti piu bianchi, & piu eguali di quelli di Argia -figliuola del Re Adrasto: essa hà piu vaghe fattezze -di Briseida per cui arse d'amore il feroce Achille: essa -hà la gola piu candida & piu rotonda di Chione, la -quale (se'l vero scrive Ovidio) piacque a mille amanti, -essendo appena di quattordici anni; essa anchora, hà -piu belle spalle, che non haveva l'amata donna di Acontio, -parvi a voi che questa sia una bella vanità di cervello? -veramente se l'è tanto bella, quanto voi dite, tanto -piu havete voi da guardarvi da le molte insidie che le -saranno giorno & notte fatte, da ogni lato apparirà chi -mostrerà haver di lei desiderio, & voi ne starete in -continua paura, & ne viverete in perpetua sospittione: -non vi gioverà il confidarvi ch'ella sia casta, percioche -quanto ella sarà di maggior castità, tanto piu vigilante -sarà l'altrui libidine verso di lei. Pregate pur Iddio -che s'ella è casta, sia perpetua la sua castità et da si santo -proposito non si muti. Iddio da dishonor vi guardi. -Da Fossombrone, alli III. d'Agosto. -</p> - -<h2 id="giulia54r">D. GIULIA GONZAGA A -M. LIVIA NEGRA S.</h2> - -<p> -Con mio gran dispiacer hò risaputo, esser venuto à voi -un scelerato Alchimista, il qual con false lusinghe v'ha -pervertito il cervello & vi hà fatto intrare in humore, -che tramutar si possino le sostanze de gli elementi, & -<span class="pagenum" id="Page_54-v">[54-v]</span> -di rame farse argento & l'argento convertire in oro: -l'è pur una gran cosa che questi furfanti, mendichi & -pidocchiosi, voglino arricchir ogn'uno, quasi che piu -molesta lor sia l'altrui povertà & miseria che la propria -mendicità l'è pur stolta la credenza nostra: l'è -pur infinita la cupidità de mortali, ma che faremo noi -se ci havessimo a star perpetuamente? noi ci stiamo a pigione -per tre giorni in questo miserabil mondo & mai -non ci pare d'esser pieni. Siamo veramente fatti simili -all'idropici, quanto più beviamo tanto maggior sete ci -nasce: ò infelici noi, poi che non ci ricordiamo di esser -mortali et di havere a lasciare un giorno a dietro ogni -cosa: ignudi siamo venuti in questo cieco mondo, & ignudi, -ò poco meno, converacci uscirne: volete Madonna -Livia che io v'insegni una bella alchimia? Thesaurizatevi -de thesori in Cielo, dove i ladri non rubbano, dove -la rugine non consuma, & dove la tignuola non rode, -& non mannuca: quel che si acquista per mala -via non è acquisto, ma l'è perdita grande & dannoso -guadagno: sono le promesse delli Alchimisti simili a -quelle delli Astrologi; li quali vantansi di sapere le cose -future, & non sanno ne le presenti, ne le passate & -pur ardiscono di manifestar le cose celesti come se del -continuo presenti stessero al concilio d'Iddio: non mi so -veramente risolvere se la lor frode sia piu brutta, ò di -pur la pazzia nostra credendoli come facciamo, sia di -maggior scherno degna: tornate in voi M. Livia, & se -le facultà non correspondino alli appetiti vostri, poneteli -freno, & cosi non vi accaderà far l'alchimia. Di S. -Francesco di Napoli alli VII. d'Agosto. -<span class="pagenum" id="Page_55-r">[55-r]</span> -</p> - -<h2 id="maria55r">D. MARIA CARDONA MARCHESA -DELLA PALUDE A M. N.</h2> - -<p> -Non so che pensier sia stato il vostro, di abbandonarci -& ridurvi alla villa, hora che havevamo si grande carestia -di compagnia (che fusse a nostro modo) l'è stato veramente -un'atto di poco amorevol donna; ispetialmente, -non havendo voi altra scusa che di cercare un'aria -serena: sarei contenta in vostro servigio che piu tosto -procacciato havessi un'animo sereno & tranquillo, non -ingombrato di alcuna nuvola di maninconia, non alterato -da alcun vento d'ira: perche questa sarebbe una stabil -serenità & un'utile tranquillità & qual cosa vi potete -voi imaginare piu incerta et piu instabile dell'aria -che n'andate cercando? se hora è sereno in men che nol -dico, sarà forsi nuvoloso il tempo: si che s'altro non vi -hà fatto gir fuori, & altro non vi ci tiene, tornate a -noi, & sentirete maggior frutto & maggior dolcezza -della nostra conversatione che dell'udir cantar i rusignuoli: -ecci qui, la .S. Donna Maria di Tocco, la quale, -parla del Regno d'Iddio si dolcemente, che la innamora -ogn'uno che l'ode, & facci venir voglia di morire -per andar tosto a fruire le bellezze eterne del grande -Iddio. ecci la .S. Princessa di Salerno: la quale con la -sua dolce & real presenza & con le sue gentilissime -maniere sarebbe atta a raserenare l'inferno, & ragioir -le misere anime de dannati. ci habbiamo poi M. M. Antonio -delli falconi, gran segretario della natura, il quale -ne trattiene con la dottrina Greca, Toscana & Latina -in stupor grande. ecci il nostro M. Hortensio pieno di -<span class="pagenum" id="Page_55-v">[55-v]</span> -Paradossi. Del nostro fresco che noi godiamo, non ve ne -parlo, perche so ne siete ottimamente informata: tornate -adunque & non s'indugi piu se non volete che si -muoia di desiderio. Di Avelino, alli V. d'Aprile. -</p> - -<h2 id="barbara55v">SUOR BARBARA DA COREGGIO -ALLA S. LODOVICA MANDELLA.</h2> - -<p> -Delle tribulationi che novamente (benche non alla sproveduta) -vi sono alle spalle sopragiunte, me ne sono -& per la carità christiana, & per il particolar amore -che vi porto, istremamente doluta, sperate figliuola -nel Signore, & vedrete ch'egli ve ne trarà fuori miracolosamente; -& quando meno ci pensarete. & in cui potete -voi meglio collocare & stabilire le speranze vostre? -Se in altra cosa sperate, non sarà mai quella speranza -senza timore, ma piena di vanità & la fortuna -haverà mille aditi per turbarla, mille vie per ingannarla, -il che non le fie mai conceduto sperando voi nel S. -Dio, fontana di tutte le consolationi, refrigerio de tribolati, -speranza delli oppressi, sostegno de deboli, verace -ricchezza de poveri, il quale vi darà vita eterna -& senza dubbio ve la darà, se perseverarete nella toleranza -c'ho spesse volte in voi sommamente ammirato, -parmi veramente impossibile che havendo in voi questa -santissima virtù di patientia, non ci habbiate ancho l'altre -virtù, essendo fra di loro, un certo legame, & una -certa consanguinità che chi una ne possiede, paia di necessità -che tutte l'altre ne possegga; & cosi per conseguente -a chi ne manca una tutte l'altre gli manchino; & -<span class="pagenum" id="Page_56-r">[56-r]</span> -se questo si confessa da savi scrittori esser vero nelle virtù -morali, che sarà poi nelle Theologiche? Quando vi -piacerà venir a me, spero di darvi tutta quella consolatione -che per me si potrà maggiore, & mostrarvi, -quanto v'ami, & impressa nel cuor vi tenga: le nostre -suore, hanno del continuo pregato Iddio per voi & se -havete sentito alli di passati alleggiamento alcuno alli -vostri affanni; n'è stato cagione la fede di sor Virginia; -la purità di suor Agnola, la patientia di suor Alessandra, -l'humiltà di suor Antonia, & la gran devotione -della madre suor Catherina. Sarà vostro ufficio ringratiarle -cortesemente. vi prometto che elle sono state si assiduamente -inginocchioni, che s'hanno fatto il callo in -su le ginocchia, come si legge in Egesippo che all'apostolo -S. Iacopo per il molto orare avenne; ne altro intorno -a ciò vi dico state di buona voglia, mirando con -certa fidanza il cielo d'onde vi pioveranno un giorno in -su le treccie, tante gratie, quante mai n'hebbe alcuna -donna a l'età nostra. Dal Monistero di S. Antonio -fuor di Correggio alli XX. d'Aprile. -</p> - -<h2 id="caterina56r">CATHERINA VIGERA A -LUCIETTA SERVAGGIA.</h2> - -<p> -Tu mi dimandi consiglio per tue lettere, se ti dei maritare, -& mi preghi con instanza, ch'io ti risponda. -ecco che ti rispondo, & poscia che fra me stessa hò ben -considerato la tua età, le tue conditioni, & l'humana -necessità con la nostra natural fragilità; dicoti liberamente, -che ti dei maritare; & qual cosa piu santa si -<span class="pagenum" id="Page_56-v">[56-v]</span> -pò al mondo fare? non hà instituito Iddio il matrimonio -accio non venisse meno l'humana generatione in questo -facendo ufficio di padre? non fu egli per meglio manifestar -l'eccellentia sua instituto nel paradiso delle delitie? -Niuna cosa piu degna, ne piu eccellente del matrimonio -ritrovar, ò imaginar mi posso: imperoche in quello -consiste la conservatione della generatione humana, la -salute degli huomini, delle città & delle nostre facultà. -Quante aspre guerre, quante mortali nimistà si spengono -per virtù del sacro matrimonio? Qual piu gioconda -& dilettevol cosa si pò desiderar di uno honesto marito -che ti provegga ne bisogni & che ti difenda l'honore -si che piglia marito; ma prima che lo pigli, prega -Iddio, ti doni gratia di far buona elettione, pregalo instantemente -prima che sposa divenghi. Se per il precetto -di Hesiodo non è lecito al contadino di arar i Campi -se prima alli Dei non sacrifica; quanto sarà men lecito -prender marito ad una donna christiana et non invocar -prima l'aiuto celeste? Cosi facendo, non dubiterò che -pacificamente non viviate. Si come i legami, dalle Commissure, -pigliano le forze, cosi le famiglie prendono -vigore da lo scambievole consentimento del marito et della -moglie. Si come il corpo nulla pò senza l'animo, ne -l'animo suol esser sano, se il corpo non è gagliardo: cosi -tra il marito et la moglie ogni cosa esser deve commune: -Bisogna sopra ogni cosa che da matrimoni (se ne -vogliamo gustare la dovuta dolcezza) sia rimossa ogni -amaritudine, il che ne detter già ad intendere quelli, che -sacrificavano alla Pronuba Giunone, cavandone il fele -del sacrificato animale, & gittandolo all'altare: starai -<span class="pagenum" id="Page_57-r">[57-r]</span> -adunque di buon cuore riverentemente soggetta à tuo -marito; perche tale la volontà del signore, Dio & maggior -loda ne riporterai sendoli ubidiente, che rubella -& contumace; non imitare alcune sfacciate femine che -ad altro no aspirano che à tirranneggiare, à far nelle -case delle sette, à rubare le maritali facultà & altri -brutti eccessi commettere reputa che ogni cosa sia del -marito, anchora che tu piu di lui recato ci habbi: si come -il vino, dove molta acqua mescolata sia, non rimane per -ciò di esser detto vino, cosi la casa sempre è detta del -marito, anchora che la moglie ci habi la miglior parte; -habbi di piu avertenza, che si come le linee & le superficie -si moveno insieme con i corpi, cosi le buone mogli -& nelle cose gravi & nelle giocose, & nelle prospere, -& nelle avverse, accommodaransi sempre al marito, -fatti vedere alla presentia di tuo marito: & nella -absentia nascondeti, fa il contrario della Luna, laquale, -si nasconde alla presentia del sole. -</p> - -<h2 id="caterina57r">CATHERINA FREGOSA CONTESSA -AVOGADRA A M. LUCIA SPINELLA.</h2> - -<p> -Io vi hò con gran diligentia proveduto d'una Balia (partorite -hora quando vi piace,) laquale fa piu latte, & -migliore, che non faceva Philix nodrice di Domitiano: -l'è piu amorevole verso de figliuoli, che non fu mai Ericlea -balia di Ulisse: l'è di corpo piu sana, che non era -Caphirna balia di Nettuno, & è solita di tenere i figliuoli -con maggior politezza che non teneva Isiphile balia -di Archemoro. se altro posso per voi, commandatime. -Di Brescia. -<span class="pagenum" id="Page_57-v">[57-v]</span> -</p> - -<h2 id="fen57v">F. N. ALLA R. ET IL. -SUOR BARBARA DA CORREGGIO.</h2> - -<p> -Leggendo alli di passati per sminuir l'affanno mio, come -essendo gia Claudio adirato con Messallina sua moglie, -ne potendo essa in alcun modo raddolcirlo, adoperò -per mezo di cotal cosa Ubidia Vestale, che tanto è, come -à dir Ubidia Monaca, & per virtù della detta donna -si fece la pace, et riconciliaronsi quegli animi, che parevano -si disuniti, & fra di loro si alienati, credei all'hora -che non senza virtu celeste mi fussi abbattuta in -cotal lettione, & cosi pensai di supplicar la riverentia -vostra si volesse per carità intraporre à riconciliarmi -col mio consorte, ilquale, à gran torto, et contra ogni -ragione, s'è ingelosito di me per havermi ritrovata favellare -di segreto, con un mio parente. Iddio sa la mia -innocentia & chiamo in testimonio tutti li spiriti et celesti -& aerei & terrestri & acquatici se si ragionò di -cosa che casta & honorevole non fusse: se mai Reverenda -madre la mente mia fu contaminata di impudico amore, -et di dishonesta voglia, prego la terra mi si apra -sotto i piedi, et mi ingiottisca à quella guisa che leggiamo -che ingiottì Amphiaro Anchurro, Valerio, Torquato: -Curtio, Core, Datan, & Abirone, & prego il Cielo mi -caschi in su le spalle. affaticatevi adunque per l'amor d'Iddio -in cosi santa opera perche innocente sono. so ben'io -quanto sia grande l'auttorità vostra, non sol presso di -lui, che vi adora, ma dico presso di ciascun che intelletto -habbi venga almeno mentre favellarete per mio beneficio -quella dea Pitho à sedervi in su le labra, acciò rimanghi -<span class="pagenum" id="Page_58-r">[58-r]</span> -persuaso che in modo alcuno colpevole non sono, ne -altro amore, che il suo, il petto mi riscaldò giamai. ò -Dio, tu che sempre amasti, & favoristi la innocentia, -aiuta & favorisce me meschina, perche rihabbia la gratia -del mio caro consorte, della cui memoria più dolcemente -mi pasco, & mi nodrico, che non farei se del continuo -mi cibassi di Nettare, & Ambrosia. Iddio vi doni -forza, & faccia che la lingua vostra sia tale, qual il -mio bisogno richiede. Di villa alli .X. di Aprile. -</p> - -<h2 id="livia58r">LIVIA BELTRAMA A' M. -ADRIA DALLA ROVERE.</h2> - -<p> -Voi dovete per cosa ferma tenere, che tutto il male alli -di passati avenutovi nacque dal non haver voi potuto -tener segreto quanto vi fu segretamente detto, l'è veramente -la parola, simile all'unità, laquale, finche la non -esce fuori de suoi confini, sempre rimane una, ma come -l'esce, & entra nella dualità, incontanente moltiplicasi -in infinito: finche ciò che detto vi fu rimase presso di -voi, fu segretissimo, ne mai da veruno s'è risaputo, ma -come incominciaste à conferirlo con quella vostra loquacissima -creatura: s'è diffuso per ogni luogo, ne d'altro -si ragiona hormai per le Barberie, e per le taverne, et -per le Scuole de fanciulli. vostro adunque sia il danno -che non sapeste tacere, saresti veramente scoppiata se non -partorivi questo poco di segretuzzo. siete simile ad un -vaso pieno di fissure d'onde si stilli et si versi da ogni lato -ciò che v'è infuso: se venuto vi fusse nella memoria -ciò che già disse un gran Capitano ad un soldato che dimandava -<span class="pagenum" id="Page_58-v">[58-v]</span> -di sapere non so qual cosa, non havreste (per -aventura) si follemente peccato: egli li rispose. Se io sapessi -che la mia camiscia cercasse d'intendere il mio segreto, -me la trarrei hor hora di dosso et la gitterei nel -fuoco. Non so veramente in qual cosa si possi mostrare -maggior vanità di cervello, & minor prudentia: che in -non potere contenere senza scoprirlo ciò che sotto il sigillo -del silentio n'è dalli amici nostri commesso: se non -potevate voi tenerlo celato, à cui tanto si apparteneva, -come potevi indur l'animo à credere che altri lo tenesse? -Voi havete fatto un'atto da fanciulla & da fanciulla -siete stata trattata: ho voluto far la riprensione che -voi meritavate, un'altra volta vi racconsolerò indolcirò -l'amaricato cuore, imitando l'Apostolo: ilquale essendo -turbato contra i Galati di una santa & giusta perturbatione, -prima li sgridò acerbamente, & li disse con -un tuono di voce tutto iracondo. <span class="smcap lowercase">O INSENSATI GALATE -QUIS VOS FASCINAVIT?</span> ne stette poi -molto, che lor disse <span class="smcap lowercase">FILIOLI MEI QUOS ITERUM -PARTURIO</span>, pigliate (vi prego) ogni cosa in -buona parte, & interpretate come si conviene al candore -dell'animo vostro; ne dubitate gia che al mal occorso -non se li trovi per noi opportuno rimedio: di Vinegia -alli V. di Agosto. -</p> - -<h2 id="alessandra58v">ALLESSANDRA ROSSETA À M. -GISMONDA PORTIA.</h2> - -<p> -Hò inteso quanto mi havete scritto del novo parto, et -insieme hò chiaramente inteso la sospittione che voi havete -<span class="pagenum" id="Page_59-r">[59-r]</span> -che il parto non sia stato generato da suo marito, -per esser egli molto vecchio, mi maraviglio di voi che -vi lasciate entrar nel capo cotai sospittioni. ricordatevi -che la carità Christiana non sospetta mai di alcuno -male: <span class="smcap lowercase">OMNIA CREDIT ET OMNIA SUFFERT</span> si -come l'Apostolo ne afferma: ditemi un poco voi, che siete -prattica della scrittura vecchia, non generò Adam -il figliuolo Seth sendo di cento trenta anni? non generò -Abraam di cent'anni? non generò Iared il buon Enoch -di cento sessantadui, & Mattusalemme Lamec, sendo -di cento ottantasette? ma lascio star le cose sacre, -perche potreste dire, che non senza divino misterio -ciò fusse accaduto: over che gli anni delli Ebrei fussero -dalli altri differenti: non si legge presso di Plinio che -Massinissa generò Metimatmo di ottantasei anni? Catone -incensorio ingravidò la figliuola di Salonio sendo -di ottanta, & Volusio Saturnio generò havendone trapassato -sessantadui. perche vi pare adunque impossibile -che messer Antonio sia vero padre, havendone appena -sessanta? state in buona fede, & lasciate le mormorationi -da canto: certo se altro non imparaste, mentre -habitaste con le suore, che mormorare, & pensar male, -havete fatto poco frutto nella spiritualità. state sana di -Ferrara alli XII. di Genaro. -</p> - -<h2 id="ippolita59r">IPPOLITA CATTA À M. -CLARA BRESSILLA.</h2> - -<p> -Odo che non volete accettare nelle vostre case Gismondo -per esser bastardo, tanto è l'odio, che naturalmente -<span class="pagenum" id="Page_59-v">[59-v]</span> -portate à chi di legittimo matrimonio non nasce: -veramente che in questo troppo leggiermente vi portate, -et mostrate di non sapere essersi ritrovati molti bastardi, -liquali furono vasi di bontà et di dottrina. Quanta -virtù militare fusse in Antiphate bastardo di Sarpedone, -lo dimostra Virgilio nel nono della sua divina Eneida; -cosi dicendo. Et primum Antiphatem. is enim -se primus agebat, Thebana de matre nothum Sarpedonis -alti. scrive Plutarco che bastardo fosse Omero -figliuolo di Criteida. Furono bastardi Enea, Aristonico -rè di Pergamo, Aristeo, Ercole, Democoone, Doriclo, Lithierse, -Theseo, Romulo, Iugurta, il Rè Manfredo & -altri molti virtuosi si che non l'habbiate tanto à schifo, -ma ricevetelo amorevolmente, perche ne farete singolar -piacere à vostro marito. Di Ferrara alli .X. -</p> - -<h2 id="caterina59v">CATHERINA PANZARASA À -M. ROSA RICCIA.</h2> - -<p> -Hieri alle due hore di notte giunse il vostro messo à farci -sapere che di novo havevate partorito una bella figlia: -dissi io all'hora fra me stessa, costei mi pare simile -à Serapione Pittor molto famoso, ilquale non sapeva -pigner altro, che Sciene ne mai li dette cuore di pignere -pur un sol huomo & cosi rasimigliai vostra sorella -à Dionisio, Pittore, di non minor fama, ilquale non pigneva -altro che huomini, la onde ne fu detto dalli altri -pittori Antropophago. vorrei pur che imparaste hormai -à far de maschi: vi è vergogna grande che siate si -da poco; ma di questo sia per hora detto à bastanza, io -scherzo con esso voi per lettere, & voi dal fresco parto -<span class="pagenum" id="Page_60-r">[60-r]</span> -stanca, et indebolita gemete forse, & altro vorreste, -che burle & ciancie: attendete (vi prego) a governarvi -bene, ne fate alcun disordine, et se vostro marito stassi -turbato per non haver voi partorito un figlio maschio, -come egli desiderava, stiasi quanto li piace, state voi allegra -credendo fermamente, ch'elle vi debbano un giorno -recar maggior consolatione, che non farebbe quanti -maschi hebbe mai Deiotaro: Se questi huomini, alli quali -tanto rincresce d'haver femine, et non maschi, si riducessero -à memoria qualmente infiniti figliuoli hanno già -ammazzato chi il padre et chi la madre, non so se ne sentissero -tanto rincrescimento quanto ne sentono. Tutte le -volte che io leggo che Eraclio Imperadore ammazzò Phoca -suo padre per cupidigia di regnare, rimango tutta istordita; -tutte le volte che io leggo come Nicomede ammazzasse -Prusia Rè de Bitinia, per occupare il reame -impallidisco, cosi aviene, quando mi trovo presso delli storici -che .L. Ostio, Federico, Fabriciano, Oedipo, Ozia, Albano -Martire, et tanti altri fussero patricide, ma non -piu per hora. state lieta. dalla Mirandola. alli XX di -Febraio. -</p> - -<h2 id="barbara60r">BARBARA VALENTINI À M. -LUCIA FERRERIA.</h2> - -<p> -Mi dimandate consiglio à qual professione debbiate -por vostro figliuolo: io non vi saprei mai circa questo -dar altro consiglio di quello che scrisse Pindaro. Il bue -all'aratro, il cavallo al corso, il cane alla caccia, & -l'huomo si ponga à quella ragione di vita, alla quale si -<span class="pagenum" id="Page_60-v">[60-v]</span> -conosce esser piu da la natura disposto & inchinato: a -voi tocca adunque di havere questa consideratione, poiche -a tutte l'hore l'havete dananti à gli occhi: se voi lo -porrete ad alcuno esercitio dove la natura, & la volontà -sua non lo inchini, non riuscendo poi felicemente (come -vorreste) non piu ve ne dovete maravigliare che fareste -gia se col bue andaste a caccia, & non pigliaste lepri, -& con l'aratro saettaste, & non coglieste uccello. -state sana. di Modona. alli XX. d'Aprile. -</p> - -<h2 id="isabella60v">ISABELLA FEDERICI MARTINENGA -A M. CHIARA L.</h2> - -<p> -Per l'ultime vostre che mi portò Gregorio vi dolete -stremamente che à tutte l'hore siate alla sproveduta -sovragiunta da qualche aversità, et di quella sorte qual -meno dall'altre vorreste, & per quanto comprendo dal -vostro scrivere, vorreste vi fusse lecito di far la scelta -de gli affanni, et di sceglier quelli che men noiosi et spiacevoli -vi paressero: ma troppo di gran lunga voi v'ingannate; -imperoche si come ne giuochi Olimpici non si suol far -elettione dell'aversario, ma quel si toglie, che la sorte -vuole, cosi nella vita nostra bisogna contrastare à quella -fortuna che ne occorre, et non à quella, qual noi vorremo. -studiamo pur sorella mia di contentarci de lo stato nostro, -& di sofferir patientemente quanto vuole Iddio: -maggiori affanni che voi non sostenete, sostengono molti -men avezzi à patir di voi, ne si lasciano cosi sbigottire -come voi fate: nella vita nostra non ci è cosa pura, ma -vari mescolamenti se à voler che l'oratione del gramatico -<span class="pagenum" id="Page_61-r">[61-r]</span> -sia di grato accento bisogna ci concorrino mute vocali, -consonanti, liquide & altre cose cosi nella vita bisogna -che diversi accidenti accagiano, laqual varietà la fa -parere piu bella et piu riguardevole di quel ch'essa -parrebbe se ella fusse d'un perpetuo tenore. dalli Orzi. -</p> - -<h2 id="margherita61r">MARGARITA BERNARDINI À M. -CASSANDRA.</h2> - -<p> -Vi Lodo sommamente della sollicitudine, che voi ponete -in udir ogni giorno la predica di Maestro Giuliano -da Colle ma ben vi avertisco che l'andar alla predica -non è come l'andar à publichi spettacoli, dove solamente -si prende diletto et non si fa miglioramento alcuno nella -vita: andategli adunque per doventar ogni di migliore, -et non per dilettar solamente gli orecchi et quando -siete poi à casa narrate à quei che non vi furono, quanto -raccolto havete dalla viva voce del predicatore et insieme -con esso loro, ponete in prattica quanto imparato havete -al viver Christiano appartenente: altrimenti niuna -utilità ne sentirete; fate nell'udir la predica, il contrario -à punto di quel che fanno coloro, che de vari fiori -vanno tessendo le ghirlande, cercano essi li piu belli -& lasciano adietro li più utili: attendete voi piu tosto -al peso & all'utilità delle sententie, che alli fioriti, & -alle vaghezze, del suo politissimo dire, lequai cose non -credo però sieno da sprezzare poi che furono cagione -che le divine institutioni di Lattantio Firmiano accompagnate -da risplendenti lumi fussero già in Bithinia dove -publicamente insegnava con maggior avidità raccolte -<span class="pagenum" id="Page_61-v">[61-v]</span> -di quel che forse sarebbono state se rozzamente & -senza veruna politezza sporte le havesse alli uditori -suoi: vi ricordo Madonna che l'utilità della parola d'Iddio -si è à punto come il lume acceso, ilquale, non giova -salvo à chi lo vuol ricevere: andate adunque alla predica -con la mente quieta et tranquilla à quella guisa che -voi andareste alla sacratissima cena: cosi ne trarete voi -maraviglioso profitto, et me forse, che v'habbi di ciò avisata, -amerete per l'avenire piu di quel che amato mi -havete. Di Luca. alli X. di Marzo. -</p> - -<h2 id="apollonia61v">APOLLONIA ROVELLA -À M. N. N. F.</h2> - -<p> -Piu volte et per lettere et presentialmente vi siete meco -doluta che vostro marito non vi vezzeggia punto, ne -vi compiace di quelle cose, che voi desiderareste havere. -la colpa (per quanto intendo) è vostra perche non l'ubidite, -ne mai v'ingegnate di far cosa che gli aggradisca. -Chi vol pigliar delli uccelli imita per quanto si pò la -voce di quelli: cosi chi vuol guadagnarsi l'amore del suo -consorte, bisogna che à quel si accommodi, & à quello -studi sempre di compiacere: & quantunque una volta -& due in vano proviate di guadagnarvelo con la vostra -piacevolezza, non è per questo da diffidarsi, et da -porsi subitamente in desperatione. Si come il Musico non -gitta ne taglia subitamente le corde dissonanti, ma à poco -à poco con pacientia le riduce alla debita armonia: cosi deve -piacevolmente la buona moglie sofferir l'intemperanza -del marito, finche le venga fatto di ridurlo pian piano -<span class="pagenum" id="Page_62-r">[62-r]</span> -à quella domestica consonantia che ne troppo spesso -si ritrova à nostri tempi: se avviene, ch'egli vi dica qualche -villania & faccia alcuna atroce ingiuria, non vi si -sgomentate per questo, ma fate vostro pensiero che si come -il dardo scagliato in cosa solida & ferma ritorna -spesse fiate in colui che lo scagliò: Cosi le villanie fatte -à quelli c'hanno l'animo forte & costante, ritornino il -piu delle volte in colui che villaneggia & offende: usate -voi all'incontro sempre parole dolci & nell'animo -vostro pensate che si come i Musici con toccar leggiermente -et non con violenza le corde dell'instrumento indolciscono -i cuori delli uditori, cosi il favellar sommesso -& molle mitiga gli aspri cuori de feroci mariti; ne altro -di questo vi ragiono. state lieta. Di Vinegia. -</p> - -<h2 id="costanza62r">COSTANZA DELLI OBIZI -SCOTTA A M. F. R.</h2> - -<p> -Mi dimandaste l'altro giorno per qual causa gli Antichi -ponessero vicino la statua di Mercurio, la statua -delle Gratie: al che brievemente rispondendo vi dico -essersi ciò fatto acciò che benignamente si comportassero -i falli delli Oratori, essendo Mercurio l'Iddio dell'eloquentia: -hor di questo pregovi à ricordarvene del continuo, -perche intendo che voi siete molto pronta à calumniare -hor questo, hor quell'altro, & non pò (sel vero -m'è però riferito) comparire predicatore alcuno in -questa città che sodisfar vi possa s'egli non è eloquente -al par di Giovanni Bocaccio: vorrei vi sovenisse che si -come lungo le vie aspre, et spinose, spesso si ritrovano delle -<span class="pagenum" id="Page_62-v">[62-v]</span> -viole & delli odoriferi fioretti, cosi anche spesso ritrovarsi -nel dir poco facondo, delle sententie, et delle figure, -degne d'esser lodate et dalli dotti ammirate. Si -come li amanti interpretano candidamente alcuni difetti -nelle cose amate, cosi dovemo far noi in colui, che -per amaestrarci publicamente favella. Le cose della -santa Theologia non vogliono, ne se gli convengono -quei ornamenti che nell'altre scientie forse si desiderano, -anzi vi dico di piu, che chi l'adorna di sophistiche -lodi, & de Rhetorici ornamenti non altrimenti fa -che s'egli incoronasse un Athleta di rose & de gigli, -& non di alloro, ò di oleastro. Si come degno di riso ci -parerebbe quel cantore, che con Lidia Musica cantar -volesse di cosa grave: cosi ridicolo ci pare qualunque -volendo parlar d'Iddio, ò del ben vivere vada lascivamente -vagando con fioretti Rhetorici; ne altro di questo -dico. state sana. Di Piacenza alli XIII. -</p> - -<h2 id="antonia62v">ANTONIA PALA. RANGONA -À M. N. N.</h2> - -<p> -Oh che poca riputatione v'acquistate voi col pratticare -tutto'l giorno con questa vostra cogina, laquale, -ha nome di non attendere altro, che ad incanti, à -malie, & à magiche operationi, et vantasi (per quanto -m'è da molti detto) di saperne piu di Circe, più di -Medea, più di Micale, più di Ericto et piu della scelerata -Eriphia. Venne l'altro giorno à visitarmi un'huomo -ornato di grandissimo giudicio, et dissemi che costei -faceva professione di saper l'arte del compor veleni in maggior -<span class="pagenum" id="Page_63-r">[63-r]</span> -eccellentia che non seppe Canidia, della quale Oratio -in cotal modo favellando scrisse. <span class="smcap lowercase">AN MALAS -CANIDIA TRACTAVIT DAPES</span>? ma che dico -io di Canidia? egli mi disse ch'ella ne sapeva piu di -Sagana piu di Veia piu di Folia & piu di Locusta: & -voi siete si dell'honor vostro, poco amica, & poco gelosa -che con essa senza rispetto prattichiate? Lasciate, lasciate -queste vostre brutte conversationi, et togliete prattica -c'habbia più dell'honorevole. volete forse che si dica -per la città vostra, che siate una fascinatrice, una maga -& una incantatrice? Deh vi venga la contrittione -sono questi studi à donna Christiana convenevoli? liquali -furno possenti à rendere infami Zoroastre, Democrito, -Pitagora, Hermippo, Dardano, Empedocle, Apollonio, -Tiridate & Apuleio? Vi prego adunque & con -le mani in croce ve ne prego: à lasciar tal compagnia, -& abbracciare le persone virtuose & non infami, si come -è costei, & con laquale, à tutte l'hore vi ritrovate: -state sana. di Modona alli .XX. d'Aprile. -</p> - -<h2 id="contessa63r">LA CONTESSA DI MONTE L'ABBATE -À SUOR. A. B.</h2> - -<p> -La professione della vita monastica qual faceste già -molti anni sono, richiederebbe che voi menaste altra -vita di quella che menate; imperoche si come nella faccia -piu offendono i Nevi & le Verrucole; che nelle altre -parti del corpo le gran macchie & le horribili cicatrici: -cosi piccioli peccati paiono sempre più grandi -nelle persone religiose; la vita de quali fu già proposta -<span class="pagenum" id="Page_63-v">[63-v]</span> -à noi altri per un chiaro essempio & norma di -ben vivere. Considerate (vi prego) che vogliano dir que -veli che portate in capo: certo non altro solevano significare -che castigo et mortificatione delle membra. considerate -quella parte delle vostre vestimenta che volgarmente -si chiama la patientia; & vedrete quel ch'ella vuole dimostrare -si come ad Ercole cavatosi di dosso la pelle -del leone, non si conveniva punto quella veste milesia, -con laquale serviva ad Omphale: cosi mal si conviene à -voi di haver lasciato la vita monacale & vivere hora -in tante delitie che non ne gustò mai la metà la delitiosa -Messalina. non dico già che sempre io approvi il monastico -rigore: ma ben vi dico che si come l'arco troppo -tirato si rompe, cosi l'animo troppo rimesso & ocioso si -spezza & perde ogni suo vigore. Deh ritornate al monistero, -dove ad un tratto meno offenderete Iddio, & -l'honor della casa vostra & qual reputatione credete -voi che recar vi possi l'assidua prattica de dissoluti -scolari qual voi havete? mutate, mutate vita, & non aspettate -che la divina sferza ve la faccia mutare. Iddio -da mal vi guardi. Di Vinegia. -</p> - -<h2 id="lucrezia63v">LUCRETIA DI ALICROTTA ALLA -S. D. CORNELIA PICCOL'HUOMINI -CONTESSA DI ALIFFE S.</h2> - -<p> -Non hò ne lingua, ne parole atte ad isprimere (valorosa -donna) il dolore, che hò sentito nella morte del -vostro honoratissimo consorte; la cui vita era à molti -vita, & la cui salute ad infiniti porgeva salute: & -<span class="pagenum" id="Page_64-r">[64-r]</span> -chi è colui si di rigido diaspro composto che non pianga -et non si doglia veggendo colui dal mondo partirsi che -di humanità & di religione tutti gli altri pari suoi avanzava: -et haveva sempre le ricchezze sue esposte alli -servigi de suoi amici & cari benvoglienti? Quanto -havrebbe meritamente da pianger non sol voi, che li foste -cara consorte, ma tutto'l regno di Napoli veggendosi -privato di si honorato cavagliere: concedo liberamente -che tal perdita sia stata troppo grande, nondimeno, -tolerar si deve, percioche cosi suol avvenir alla debolezza -nostra; cosi accade alla conditione della vita comune, -& di questi frutti dacci spesso la iniquità della -fortuna. Confortative però signora poi che fragile, -caduca, & mortale è l'humana generatione: & con -tal patto & legge nasciamo, che morir ci bisogna ogni -& qualunque volta che à Iddio piaccia: scrisse Pindaro -che altro non eravamo che un'ombra & un sogno, -& non meno elegantemente di lui il medesimo ci -espresse Theocrito, di due pastori favellando. Dalli fati -siamo noi guidati & inevitabili sono li fati: la morte -non perdona à veruno, tocca i fenili, batte i tuguri, et percuote -l'alte Torri de Potenti Rè: se muoiano le città, -quanto piu facilmente pò morir l'huomo di cui scrisse -Omero non potersi cosa piu fragile ritrovare. veggiamo -estinta Babilonia superba di grossa muraglia, di bellissimo -tempio, & de sospesi orti; Veggiamo estinti Tiro -per l'ostro & per la porpora altiero; veggiamo estinto -Corinto dalla finezza del metallo nobilissimo reputato: -et pareracci strano che un'huomo muoia? Certamente -Signora mia tutte quelle cose che secondo la natura -<span class="pagenum" id="Page_64-v">[64-v]</span> -ci accadeno, sono da reputar buone, & qual cosa pò -esser piu naturale che chi è mortale una volta, muoia? -temperate adunque le lagrime, perdonate al dolore, et -per darvi un'utile consiglio (benche forse vi parerà alquanto -acerbo) preparatevi anchora voi al morire, con -ferma speranza di rivederlo in cielo, & in eternamente -goderlo, senza temere, che piu rubato, ò dalla -podagra danneggiato vi sia: ne piu oltre mi stendo, perche -so che savia siete, & saviamente in cotal caso vi portarete; -Iddio padre delle consolationi sia quel che vi consoli -(quando le mie lettere per se bastevoli non sieno). -Di Cremona alli VII. d'Aprile. -</p> - -<h2 id="pilestrina64v">PILESTRINA DA CASTELLO A -M. CATHERINA ET A M. TARSIA -DA CASTELLO S.</h2> - -<p> -Non mi direte già piu care sorelle che io non sia amica -di Christo poi che m'ho dimostrata amica della -pace qual hoggi hò fatto con la mia adversaria et nel vero, -ne sono molto contenta d'haverla fatta, perche mi -stava piena di amaritudine, tutta via pensando alla vendetta, -et al risentirmene non feminilmente, ma con valore -maschile & martiale hora conosco esser vero ciò -che M. Tullio ne scrisse che non sol essa era dolce, ma -che anchora piacevole, soave, & amichevole era il suo -nome; & che per lei si conservavano in buono stato non -sol le cose publiche, ma ancho le private, hora potrò dir -di buon cuore & non simulatamente, <span class="smcap">DIMITTE -NOBIS DEBITA NOSTRA, SICUT ET NOS -<span class="pagenum" id="Page_65-r">[65-r]</span> -DIMITTIMUS DEBITORIBUS NOSTRIS</span>: -questo vi ho voluto far intender con questa mia polizza; -acciò vi rallegriate, & facciate il medesimo. Di casa -nostra. -</p> - -<h2 id="isabella65r">ISABELLA VILLAMARINI PRINCIPESSA -DI SALERNO ALLE NOBILISSIME -SIGNORE RIGHETTA VIOLANTE, -ET PORTIA SANSEVERINE S.</h2> - -<p> -Domani nell'aurora, vi aspetto, perche n'andiamo insieme -a communicarci; cioè a ricevere quel santissimo -sacramento instituito dal Salvatore nostro volendo -egli abbandonare questo mondo et salir al cielo, & questo -fece perche fusse segno perpetuo et perpetua ricordanza -dell'amaro supplicio per noi miseri peccatori in -croce sostenuto, resta hora che ci andiamo con pura fede, -& crediamo che per noi indubitatamente sia morto -Giesù, & ch'egli ci habbi con la morte sua aperto il Paradiso, -chiuso l'Inferno, rotto la fronte a Sathan & -vinto la rapace morte: bisognerà di più conservare per -l'avenire i suoi santi precetti, quai egli dette pria che -questa santissima cena instituisse: state (vi prego) tutta -notte in oratione, pregando l'eterno padre ci mandi lo -spirito suo ne cuori nostri, perche abbruggi col suo fuoco -tutte le immunditie et tutte le lordure de comessi peccati: -io vi ricordo che si come li ottimi rimedi sogliono -recar morte se con debito modo non si riceveno, cosi li sacramenti -di Giesu Christo sogliono essere salutevoli alli -<span class="pagenum" id="Page_65-v">[65-v]</span> -degni & mortali a chi indegnamente li riceve: scordative -ogni vanità; scacciate da voi ogni altro pensiero, -ogni altro amore, fuor che di unirvi per fede con -Giesu Christo, & mai da lui per alcuno momento di tempo -non separarvi: voglio signore facciamo per l'avenire -una nova vita: voglio che abbandoniamo questo cieco -mondo, cioè le sue concupiscentie & gli suoi inganni, -& che doventiamo christiane de fatti & non di nome -solo. Voglio, che i nostri ragionamenti sieno sempre -dell'honor d'Iddio, della gloria de beati, & delli eterni -supplitij che sono a reprobi apparecchiati: & questi -faremo sempre quando saremo tra noi: ma quando ci -accaderà però essere in conversatione di qualche signora, -a cui più piaccia l'honor del mondo, che quello d'Iddio, -parlaremo di Lucretia (quel raro lume della Romana -castità) di Sophronia similmente Romana, di Sabina -imperatrice, di Monima, di Milesia, & di Veronica -Chia, ambedue sagge & mogli del gran Mitridate: -parleremo di Theoxena, di Neera Salentina, di Evadne, -di Iocasta, di Erigone, & di altre molte che valorose -furono, non ci faremo a cotesto modo, tener chiettine -& pur di cose honorate saranno i ragionamenti nostri: -non altro. Di casa nostra alli X. d'Aprile. -</p> - -<h2 id="leonora65v">LEONORA VERTEMA A F. N.</h2> - -<p> -Mi rallegro che senza niuno amichevol consilio habbiate -preso marito (mi rallegro dico) perche vi vederò -far la penitentia della vostra prosuntione; poi che vi -pare di saperne piu della Sibilla Cumana & ne sapete -<span class="pagenum" id="Page_66-r">[66-r]</span> -meno di qualunque rozza contadinuccia: hor su vi faccio -sapere che voi havete preso per marito huomo si loquace, -che per una parola che voi li direte, ve ne responderà -sempre dieci. per il che molti lo rassimigliano a -qual Portico ch'era già in Olimpia, il quale rendeva sette -voci per una. L'è anchora goloso più di quel Aristoxeno -che desiderava che dato li fusse dalli dei il collo di -Grue. sarà veramente pericolo grande, che un giorno -egli non vi mangi come fece Camble Re de Lidi, il qual -per istrema voracità mangiò una notte la moglie (sel -vero però ci narra Musonio auttor Greco nel libro ch'egli -scrisse della Poliphigia & della Poliposia). L'è -oltre questo, mettidore de malvagi dadi. giocherebbesi -il generò; si che poveretta & mal consigliata come -vi siete voi stranamente affogata? & poi volete esser -tenuta savia al par di Solomone? hor godetevelo -nella buon'hora; & imparate a vivere nell'altre cose -più consigliatamente che non havete fatto in questa. Iddio -vel perdoni, voi ci havete posto con questo vostro temerario -ardire in tanto travaglio, che se campaste mille -anni, non ce ne trarreste mai. state sana. Di Piuri: -alli XX. di Settembre. -</p> - -<h2 id="caterina66r">CATHERINA VISCONTE CONTESSA -DI COMPIANO ALLA S.</h2> - -<p> -Vi si da, quasi da tutti, gran colpa che tanto affatichiate -le vostre damigelle nel lavorare che divengono -oppilate, & visibilmente si veggono infracidire. Dovereste -pur sapere che si come le piante mediocremente -<span class="pagenum" id="Page_66-v">[66-v]</span> -inaffiate, crescono, & se sopra modo sono adaquate si -suffuocano: cosi gli animi & i corpi nostri per moderate -fatiche aiutarsi & per le smoderate del tutto opprimersi. -Se la vigilia è sostentata dal sonno, la tempesta -s'indolcisse dalla sopravegnente serenità, le tenebre -sono confortate dalla diurna luce, cosi doverebbonsi anchora -sollevare le fatiche per i temperati giuochi, & -per i dolci canti. Se si rallentano a posta fatta le corde -del liuto, & della lira perche al bisogno rimanghino -poi ben tese, perche non si deve similmente ricrear l'animo -di qualche honesto trastullo per farlo poi piu robusto -alle importanti fatiche? certo, certo voi l'intendete -male, & pessimamente sapete come governare si -debbano le tenere fanciulle: havete sinhora fatto di maniera -che non ne trovareste piu alcuna a vostri servigi -se lor deste in dote quanto havete, & se non mel credete, -fatene l'isperienza, et vedrete chiaramente come la -cosa vi riuscirà: voi mi potreste per aventura dire, io -le faccio travagliare, perche le mi paiono ben sane, & -io vi dico che non ci basta per tolerar l'assidue fatiche, -l'haver i corpi sani, che fa anchora bisogno che sieno -di buona habitudine & ben robusti: si come anchora -non basta l'haver la ragione pura, & da vitij sequestrata, -s'ella non sia forte & gagliarda in far resistenza -alle cose esterne, ne altro dico à -questo appartenente. state sana. -Di Piacenza alli X. -d'Aprile. -<span class="pagenum" id="Page_67-r">[67-r]</span> -</p> - -<h2 id="caterina67r">CATHERINA SPADA BONVISI -A M. N. F.</h2> - -<p> -Mi scrivete nelle prime, & nelle seconde vostre, che -io debba essortar Cirillo vostro nipote, a voler attendere -ad altro che a lettere, parendovi troppo brutta -cosa che un'huomo di si chiara fama come egli nel vero -è, non sia buono salvo che ad una cosa sola. Io li ho piu -volte detto che ciò non meno dispiaceva a me, che a voi -dispiaccia; ma però rimuoverlo non posso: si che sforzata -sono di portarlo in pace, & confortarmi col vedere -che anche quella terra che genera il sale, non genera -mai altra cosa, & cosi credere che il medesimo avenga -a quelli ingegni che nelle dottrine sono fecondi, poiche -di rado si veggono buoni nelle altre civili attioni. -Questa tal sorte d'huomini, mio padre li soleva già rasimigliare -ad un fonte posto non so in qual luogo, dove -il nitro solo & non altra cosa vi ci nasce quanto poi a -quel che mi scrivete che richiamar lo debba da alcuni -vitij, ne quali naturalmente è inchinato. Certo non ne -perdo mai alcuna occasione quando ella mi si offerisce, ma -dovete sapere che si come è cosa facile al pesce, l'entrar -nella nassa & difficil poi uscirne, cosi agevol cosa -essere il scorrere ne vitij, ma molto malagevole il sapersene -ritrarre, benche in lui non mi paia d'haverci scorto -mai altro difetto che di darsi troppo in preda ad una -sfortunata meretrice, & sonomi lungamente maravigliata -come si felice ingegno si lasciasse ritardare del -salire alle grandezze del mondo per si vil oggetto (sono -mi dico) di cio molto piu maravigliata che di vedere -<span class="pagenum" id="Page_67-v">[67-v]</span> -che un picciol pesce, sia bastante a ritenere una gran -nave: (quantunque sospinta sia da impetuosi venti) Io -non so però che altro fargli, salvo che pregar Iddio che -lo converti a se, & faccialo tosto ritornare nella buona -strada. Di S. Quirici alli X. d'Agosto. -</p> - -<h2 id="maddalena67v">LA CONTESSA MADDALENA -AFFAITÀ BIA ALLA REVEREN. -ET ILLUS. SUOR DIANA -DE CONTRARI.</h2> - -<p> -Hò inteso per piu d'un messo che vi siete fatta monaca -& che havete incominciato a vivere una vita -angelica, anzi che humana, di che, hò ricevuto tanta -allegrezza che di più non ne poteva esser capace; -perseverate vi prego come incominciato havete, & -se al primo tratto non potete conseguir quella perfettione -che voi vorreste, non per ciò vi diffiderete delle vostre -forze (aiutandole Iddio) ma persevererete, con -stabil perseveranza per ferma cosa tenendo, che si come -la Pittura cominciò prima dalle ombre & dalle linee, -dopoi trappassò al Monocroma, d'indi, si venne al lume -& all'ombra, insieme con la varietà di colori, fin -che ella pervenne finalmente alla somma ammiratione -del stupendo artificio, cosi in noi non nasce la virtù -perfetta, ma a poco a poco con cottidiani atti virtuosi -ella si conduce alla desiderata sommità. Voi (per la Iddio -gratia) ridotta vi siete in un monistero dove havrete -ottimi essempij: hor qui vi essorto io a fare come già -fece Zeusi, il quale dovendo pingere alli Agrigentini -<span class="pagenum" id="Page_68-r">[68-r]</span> -l'imagine di Giunone, veduto ch'egli hebbe tutte le vergini -della città, cinque poi ne elesse per imitar in quelle, -ciò che havessero di bello & di perfetto; cosi voi di -molte savie donne che in questo monistero di S. Antonio -sono, eleggerete le piu savie, & quel che in esse ottimo -giudicherete, lo pigliarete per una gloriosa imitatione. -Intraviene a chiunque fa professione di essere -virtuoso come a Pittori accade. Si come non ogni pittore -vale in qualunque parte dell'arte, ma altri in tirar -linee, altri in isprimer volti, altri nella proportione -& altri nella mescolanza de colori eccellentia dimostra: -cosi nell'abbracciar la virtù, alcuni si veggono piu -constanti, alcuni piu giusti, & alcuni di maggior temperanza -ornati: queste poche parole v'hò scritte per -l'amor grande che vi porto, attendete a conservarvi sana -di mente & di corpo. -</p> - -<h2 id="olinda68r">OLINDA SCOTTA ALLA S. -AURELIA CONTESSA ET MADRE -HONORANDA.</h2> - -<p> -Gran dispiacere è il mio S. madre che per si lungo tempo -stiate da noi absente, & ispetialmente per piatire -alla civile, et che è peggio, in luogo dove l'ingordigia -delli avocati è incredibile: certa cosa è che si come la bilancia -piega hor in questa parte, hor in quella secondo -il peso ch'ella riceve, che cosi fanno anchora gli avocati -de nostri miseri tempi; piegansi & favoriscono sempre -quelli che piu largamente lor porgono, & a dietro lasciano -quelli la causa de quali è spesse volte di gran lunga -<span class="pagenum" id="Page_68-v">[68-v]</span> -migliore: voi vi siete poveretta voi, condotta in una -città dove fa mestieri de danari in maggior copia che -non hebbe Cleopatra, la somma de quali facilmente -comprender si puote dalle sue mura poste fra i sette -miracoli del mondo, dalla sua coppa il cui peso era di -quindici talenti, dal convito col quale ricevette M. Antonio, -& da quelle bellissime perle & altre spese quai -fece ne suoi tempi: farebbevi anchora mestieri d'una -grandissima prosuntione, la onde voi siete la istessa modestia. -farebbevi di mestieri d'una patientia che avanzasse -quella di Socrate: Io veramente (parlo per la -parte mia) anzi che sofferire che stiate da noi si lungamente -absente, patirei piu volentieri di perdere quanto -posso possedere al mondo, & rimanermi in camiscia -& scalza. tornate adunque tosto cara S. Madre, fate -ogni sforzo che almeno alle feste di Natale siate a casa. -oh che maninconiche feste sarebbono le nostre se si -facessero senza l'amata vostra presentia. Di casa alli -XIII. di Novembre. -</p> - -<h2 id="righetta68v">RIGHETTA SANSEVERINA ALLA -S. LEONORA CALANDRINA.</h2> - -<p> -Piacemi infinitamente d'haver inteso che tutta data vi -siete alla virtù: pregovi per tanto a perseverare ricordandovi -che si come i grandi obelischi con molta fatica -si rizzano per il grave peso che in se contengono, ma -collocati che sono in determinato luogo, durano poi per -infiniti secoli: cosi difficil cosa esser l'acquistar fama di -savia & di virtuosa donna, ma acquistata, non morir -<span class="pagenum" id="Page_69-r">[69-r]</span> -mai: benche a me paia che gia lungo tempo fa intrata -voi siate nella via della virtù, ne mai hò in voi ripreso -cosa veruna, anzi v'hò sempre sommamente lodata: -& detto che siete la piu liberale & cortese Signora -ch'io m'habbi veduta al mio vivente, cosa che non posso -già dire di quella vostra amica, la quale con si amaro -viso riceve chiunque l'entra in casa, che sono stata -sforzata piu volte di rassimigliarla a quella faccia di -Diana che nell'Isola di Scio già si vedeva in elevato luogo -posta, la quale trista & lagrimosa si dimostrava a -chiunque entrava, dolce & lieta a chi n'usciva. non farete -già voi cosi, anzi desiderando vera & eterna fama -apparechiate con la cortesia altri fermi & stabili fondamenti: -guardative a non esser simile a quella gemma -detta Iris, la quale non rende i colori dell'arco celeste, -salvo che in luogo opaco & al Sole li perde affatto, ne -quelli rende perche in se stessa li habbi: ma li rappresenta -sol nelle pareti, fanno veramente a cotesto modo molti -liquali mostrano molti simulacri di virtù, ma all'oscuro -li dimostrano. ne altro vi dico, state in Christo. -Di Napoli alli XIII. del presente. -</p> - -<h2 id="demetria69r">DEMETRIA GALLERITTA A M. -BRUNELLA SOTIRA.</h2> - -<p> -Mi havete fatto singular piacere, a non dar a nostro -figliuolo per moglie, la figliuola di M. Sestilia: a -me nel vero non piacquero mai quei suoi capelli crespi -& corti: quelle mamelle grandi, ne quella voce si sottile -& alta, per esser gli espressi di donna incontinente -<span class="pagenum" id="Page_69-v">[69-v]</span> -et lussuriosa: ne vi paia maraviglia che tal giudicio faccia -dalla forma & dall'habitudine del corpo suo poi -che Socrate approvò tal cognitione in Zopiro, & Hippocrate, -in Philomene Phisionomista molto eccellente: -non dico già per ciò che la potentia loro, sia si grande, -che tiranneggiar ci possa, & di questo sia per hora detto -a bastanza, ragionerò hora famigliarmente con esso -voi per lettere poi che con la presentia non posso d'alcune -altre cose che sono doppo la partenza vostra repentinamente -occorse, ringratiovi della lettera consolatoria -scritta a M. Philippo nostro: dogliomi delli suoi dispiaceri -& meno me ne doglio, perche la radice del suo male, -è nata dalla sua ambitione, non volendosi contentare -dell'humile stato nel quale Iddio lo pose. Quelli che -habitano nelle spelonche non sono mai percossi dalla saetta, -cosi mai sono da Prencipi & gran Signori oltraggiati -quelli che dell'humile & bassa fortuna si contentano, -non li sarebbe avenuta questa sciagura se havessimo piu -savi & pietosi magistrati di quel che noi habbiamo: certa -cosa è che si come quella medicina merita piu loda che -sana con la dieta le parti vitiose, che non fa quella che -li risana col fuoco: cosi miglior magistrato giudico io -quel che corregge i delinquenti che quello che dal mondo -li lieva: ma ben mi doglio che insieme con li altri danni -ci sia stato quel delle facultà vostre, & rincrescemi -che siate stata sforzata di perder i vostri piu cari ornamenti -che presso di voi havessi, conviene però haver -patientia d'ogni cosa & ricordarsi che quelle donne -furono sempre da savi giudicate esser meglio ornate -che sprezzatrici furono delli ornamenti: si come anchora -<span class="pagenum" id="Page_70-r">[70-r]</span> -di piu soave odore son giudicate quelle, dalle quali -niuno odore spira: fidatevi pur che saranno molto ben -sofficienti gli ornamenti dell'animo vostro, a farvi riverire -& amare dal mondo: anchora che ignuda rimaneste. -state sana. Di Trahona alli X. d'Aprile. -</p> - -<h2 id="lucrezia70r">LUCRETIA DA ESTE S. DI -CORREGGIO ALLA S. L. R.</h2> - -<p> -Se vostro figliuolo è da voi fuggito, datene la colpa alla -vostra rigidezza, & a quelle acerbe riprensioni -che siete solita di fare a chi fallisce, non dovereste al -mio giudicio riprender gli altrui falli cosi aspramente -come fate, ma dovreste imitare i Medici, li quali sogliono -mescolar non so che di dolce alle medicine amare: -si come il carrattiero non tiene sempre la briglia a se -ritirata, ma spesse volte con dolcezza la rilassa, cosi anchora -si deveria verso de figliuoli esser alle volte indulgente, -& non sempre star su quel vostro rigore, qual -appena comportar potrebbe tutta la scuola Stoica: quei -che non sanno sofferire le fragilità per imperfettioni -puerili fanno veramente, come quelli che offesi dalle -lambrusche lasciano altrui godere l'uve mature; anzi -per darvi una similitudine forse piu accommodata dirò -che fanno come quelli, che traffitti dalle Api lasciano -alli altri il dolce mele: imparate imparate hormai -ad esser piu piacente che non siete. Se la potentia irascibile -troppo tosto si accende in voi, fate che anchora -tosto si spegna; altrimenti io temo, che doppo che saranno -fuggiti i maschi, non fuggeno anchora le femine, ilche a -<span class="pagenum" id="Page_70-v">[70-v]</span> -gran dishonore vi risultarebbe: ne so se gli poteste poi -riparare con le vostre furie & istreme bizzarie. Io -procacciarò per amore vostro per tutte le vie, che mi -saranno possibili, ch'egli ritorni. & se aviene (come spero -avenir debba) ch'egli ritorni, pregovi a mutar stile, -& tenere miglior modo in governarlo, di quel che tenuto -havete fin'hora. Di Correggio alli XX. -d'Aprile. -</p> - -<h2 id="angela70v">ANGELA CASTRUCCI -A .M.</h2> - -<p> -Mi sono spesse volte maravigliata come comporti l'Episcopo -vostro, che quel romito vestito di bigio publicamente -predichi la parola d'Iddio essendo pieno d'impietà, -tutto avaro, tutto hippocrita, & seduttore. Certamente -si come Alessandro il Magno vietò per publico -editto, che niuno havesse ardire di pinger la sua imagine -fuor che Appelle, rappresentarlo in metallo, fuor che -Lisippo, et intagliarlo in gemma eccetto che Pirgotele: -cosi al mio giudicio si doverebbe vietare, che niuno predicasse -Giesù Christo, eccetto quelli che con buoni fatti, -lo isprimeno, intendo però ch'egli è stato molte volte -essortato & ammonito ad abbracciar la vera pietà & -lasciar la sua mala vita, ma tutte le ammonitioni sono -state vane. credo io ch'ei sia simile a quella gemma detta -Calazia, la quale anchora che si getti nel fuoco, ritiene -però sempre la sua natia freddezza, ma non mi maraviglio -già io ch'egli habbi tanto favore, quanto hà dal -vostro parente, perche si come l'ambra tira à se la paglia, -<span class="pagenum" id="Page_71-r">[71-r]</span> -la Calamita il ferro, la Chrisocolla l'oro; cosi tiriamo -a noi, & di buon cuore quei soliti siamo di favorire -che sono di simiglianti costumi a noi: v'ho fatto volentieri -questo discorso, accioche vi guardiate dalla sua pestifera -dottrina, & dalla maculata vita; ne vi lasciate -contaminare la candida vostra mente (si come fatto -hanno molte sciocche) & qui fo fine al scriver mio, -pregandovi non mi teniate perciò di mala lingua, ma -piu tosto di amorevole natura. Da Lucca alli XX. -d'Agosto. -</p> - -<h2 id="barbara71r">BARBARA TRIVULZA A M.</h2> - -<p> -Vi dolete meco per lettere, che i vostri figliuoli sieno -ritornati a casa senza dottrina et senza alcuno bel costume, -di che anch'io per l'amor che vi porto, assai, & -non poco me ne doglio: l'è vero che non me ne maraviglio -imperoche non vidi mai (al mio vivente) alcuno -albero che facilmente non divenisse sterile, & si facesse -tortuoso, mancandogli la debita cultura, non v'è alcuno -si felice, & si sollevato ingegno che facile non sia -al degenerare; mancandovi la buona & santa educatione. -Niuno generoso cavallo obedisce volentieri al -cavalcatore, s'egli prima non è con perfetta arte domato, -noi habbiamo tutti naturalmente l'ingegno assai -feroce se con saggi precetti & con virtuosa creanza -non sia adomestichito & fatto mansueto: quanto la terra -è di sua natura migliore, tanto più agevolmente si -corrompe & guastasi, se nel coltivarla vi si usi alcuna -negligentia; i buoni & felici ingegni se non sono ben -<span class="pagenum" id="Page_71-v">[71-v]</span> -disciplinati, scorrono ne vitij con maggior prestezza -che non fanno gli altri. & che volevate voi ch'essi apprendessero -di buono, ò di bello, stando alla villa del continuo -sotto l'imperio del lor zio, di cui non nacque, ne -nascerà mai il piu rozzo, piu ignorante, & il piu -inhospital villano, sono i fanciulli come anche sono le -materie molli, dove tosto s'imprime il sigillo. se qualche -buona dottrina, & se qualche bel costume lor fusse -stato insegnato, l'havrebbono appresso, ma non essendogli -mostrato salvo che cattivi essempij come potevate -voi sperar che riuscissero altri di quel che riusciti sono. -Di Prolezza alli XIII. d'Aprile. -</p> - -<h2 id="lucrezia71v">LUCRETIA MARTINENGA CONTESSA -BECCARIA ALLA S.</h2> - -<p> -Quando intesi che la virtuosissima vostra figlia era -da questa vita alla celeste trappassata, subito pensai -che tal partenza in cosi giovenil età vi fusse stata -cagione d'insoportabil noia, & ad un medesimo tempo -conobbi ch'era mio debito il consolarvi di si gran perdita, -senza haver altro risguardo alla singolar vostra -prudentia. ma non fece cosi subitamente, quel che dovea -fare, perche piacquemi d'imitar i medici, li quali -non porgono i lor rimedij quando l'infermità incrudisce -& è in aumento, ma sol quando l'incomincia a declinare. -io non volli porgervi alcuna consolatione a quelli -primi movimenti pieni d'ira & di dolore, ma ho voluto -aspettare che si fussero alquanto rimessi: hor finalmente -pregovi dolcissima .S. à temperar il duolo, che -<span class="pagenum" id="Page_72-r">[72-r]</span> -tanto vi cuoce, & si v'afflige: anzi a prepararvi di gir -dove ella dimora contemplando a tutte l'hore la faccia -del nostro padre eterno: ella è veramente nel Paradiso, -& voi piangete? ella giubila con gli Agnoli & festeggia -insieme con le sante anime: & voi per lei vi tribolate? -quasi che vi rincresca che lasciato qua giù il corporal -velame, salita se ne sia à superni chiostri? quasi -che vi dispiaccia, ch'ella si sia vestita di immortalità? -Deh consolative signora, & non vogliate sminuire con -le vostre amare lagrime, la sua eterna gioia: ma pregatela -piu tosto che preghi per le nostre miserie, & -supplichi il grande Iddio, che ne faccia hoggimai cittadini -della celeste Gierusalemme. Di Pavia -alli XV. d'Aprile. -</p> - -<h2 id="sestilia72r">SESTILIA A PERONELLA.</h2> - -<p> -Non viene alcuno de vostri vicini in queste nostre parti -che non vi dia colpa di crudele, poi che vi è si poco -grato l'amore che M. Pamphilo vi porta: & perche lo -ricusate voi per amante? non hà egli sempre servito a -voi sola con somma fede conoscendo esser l'amore cosa -indivisibile; non hà egli lungamente perseverato? non -sprezza egli ogni cosa per voi? Il poverino, calamitoso -sopra tutti li huomini si reputa quando accade che ò dal -caso, ò dalla fortuna egli sia costretto di pensar ad altro -che a voi. Quante volte m'hà sopra della sua fede -giurato sol allhora felicissimo reputarsi quando lieta -vi vede ò che almeno l'estreme parti delle vesti vi tocca -brama d'havere tutte quelle cose che a voi appartengono, -<span class="pagenum" id="Page_72-v">[72-v]</span> -desidera l'honor vostro, non pò sofferir con pace -di sentire parola alcuna che ad infamia resultar vi -possa: sempre vi loda, & hà il suo volere al vostro conforme. -Hor se questi espressi & evidenti segni non vi -moveno a credere che di perfetto cuore vi ami; movavi -almeno il vederlo per soverchio amore nel letto miserabilmente -languire: ma mi potreste forse dire se egli è amalato -n'è colpa l'intemperanza del mangiare ò le molte -fatiche ch'egli sostiene nel cacciare, ò nell'uccellare: & -io del certo vi affermo, che sol amore n'è potissima cagione, -poi che tutta la scuola de medici Arabeschi confessa -che chiunque per troppo amare inferma, ha gli occhi -secchi & profondi, move frequentemente le palpebre -& hà l'anelito interrotto: havete pur veduto tutti questi -segni nella passata & nella presente infirmità, et anchora -non lo credete? Ah crudel fera & per quanto -tempo credete che amore potrà comportare questa vostra -tanta arroganza? certo non passerà guari che vi -pentirete, resterete un giorno dolente di questa vostra -crudel natura, & farà che voi amarete quando altri vi -haverà in odio, accenderansi in voi tutte le volte che lo -vedrete, fiamme maggiori che non uscirno mai ne di -Etna, ne di Mongibello: la faccia vostra diverrà rubiconda, -terrete in lui gli occhi fissi, ne pareravi di veder -faccia humana, ma divina: arderete per lui d'amore, -abbruggiarete d'un calore che non fa strepito: & -da gli occhi parerà che vi esca il fuoco. o come mi riderò -io di voi, quando per amore vi sentirò trapassare -tutte le notti & tutti i giorni che vi restano in acerbe -querele: non poter patir voi medesima, ne prender alcun -<span class="pagenum" id="Page_73-r">[73-r]</span> -pensiero della vostra salute. oh come mi smascellarò -io per le risa quando vedro che per amare non sia -in voi piu alcun vigore, non esservi piu quel color di -sangue che vi tingeva la bella faccia: que begli occhi che -si rassimigliavano al Sole, non esser piu si chiari come solevano, -& vederò bagnarvi del continuo le guancie non -altrimenti che quando la neve si distrugge: l'ardore che -si sentì al cuore Medea per Iasone ò Dido per Enea, fu -nulla rispetto a quello che per lui sentirete (se lo spirito -profetico d'Amor confortato in me non vaneggia) -cosi sono trattate dall'Amore le ingrate & arroganti -come voi siete, & di questo siavi detto a bastanza. considerate -voi quel che vi si convenga fare, per non sentir -d'Amore si crudeli stratij che v'hò dipinti. Fra tanto -state sana, & me, che sempre vi fui fedelissima consigliera, -& piu che me stessa v'hò amata, se potete riamatime. -Di Palermo alli XXV. d'Aprile. -</p> - -<h2 id="lucrezia73r">LUCRETIA GIGLI A M. F. R.</h2> - -<p> -Letto che io hebbi le vostre dolcissime lettere, incontanente -chiamai ambidui li nipoti vostri, & si lor dissi -quanto faceva di mestieri, per dargli miglior creanza -& per rimuoverli da quelli brutti studi, ne quali del -continuo occupati si stanno: ma certamente a quel che io -mi aveggo, hò gittato tutta l'opra come quelli far sogliono, -che predicano al deserto: m'è venuto per tanto voglia -di rassimigliarli a quella gemma detta Antrace, della -stirpe de carbonchi, a cui è cosa peculiare l'estinguersi -nel fuoco & ardere nell'acqua. Oh quanti ne veggio -<span class="pagenum" id="Page_73-v">[73-v]</span> -di tal natura che se li essorto divengono languidi et nell'opra -rimessi, se da qualche cosa li sconforto tutti si accendono: -se lor faccio grato servigio mi doventano nemici -& se li tratto male, molto piu mi apprezzano & -fannomi vezzi. Ricordomi d'haver letto in Plutarco -ritrovarsi alcuni ingegni, simili a quella Pietra che si -chiama Draconite; la quale polir non si pò, ne artificio -alcuno suole mai admettere: a questa pietra rassimiglio -io alcuni ingegni e ispetialmente quelli de vostri nipoti, -poscia che ridur non si possono ad alcun civil costume -& honorato esercitio. Io vorrei (si come piu fiate -lor hò detto) imitassero quelli che seco portano alcune -gemme, altri contro l'imbriachezza & altri contra la -celeste saetta: cosi anch'essi havessero sempre con esso -loro alcuni precetti della christiana philosophia: per -rimediare con prestissimo antidoto alle infirmità dell'animo. -ne altro intorno a questo vi dico. Iddio li aiuti. -Di Lucca alli X. di Febraio. -</p> - -<h2 id="camilla73v">CAMILLA N. A M. SEPTINIA ALBIZI.</h2> - -<p> -Havendomi per vostre lettere significato il desiderio -che havereste, di maritare vostra figliuola in -qualche honorato gentilhuomo della citta di Brescia, dove -mi ritrovo havere de molti amici & benivoglienti, -vi faccio sapere ch'io n'hò uno alle mani, nel quale, appariscono -tutte le virtù a quella sembianza che non veggiamo -apparire nella gemma detta Oppalo tutte le doti -dell'altre pretiose gemme: egli è per la prima cosa, -un'armario di civile & de canonici statuti, l'è un largo -<span class="pagenum" id="Page_74-r">[74-r]</span> -fonte di cortesia, l'è un essempio di fedeltà. L'è finalmente -l'Idea della giustitia & della modestia: & se -per aventura non mi havessi quella fede che merita l'amore -qual io vi porto, dirovi & il nome & il cognome, -acciò che pienamente da altri informare ve ne possiate: -chiamasi M. Lodovico Barbisono, la cui eccellentia è -tale che non si pò conoscere da chi non se gli avicina a -quella foggia a punto che dell'altezza de monti intraviene: -non prattica veruno con esso lui, che miglior -& piu discreto non doventi, anchora che con tal pensiero -non ci si pratticasse: aviene a punto come avenir -suole a quelli che nelle profumerie entrano, che seco -poi ne traggono l'odore anchora che per tal rispetto non -vi entrassero ò vero come quelli che dal Sole son fatti -coloriti pensando per aventura a qualunque altra qualità -solare: avisatemi d'ogni vostro pensiero che intorno -a ciò farete, perche sappia come governar mi debba. -Di Brescia alli XII. d'Aprile. -</p> - -<h2 id="cornelia74r">D. CORNELIA PICCOL'HUOMINI -CONTESSA DI ALIFFE ALLA -S. ISABELLA SFORZA.</h2> - -<p> -Delle male fortune che occorse vi sono, ne hò sentito -tanto dolore che al mio vivente non hò mai sentito il -maggiore: & credo fermamente ch'egli mi havrebbe -del tutto sbattuta, se confidata non mi fussi nell'alta prudentia -della .S.V. della quale hò sempre sperato che in -qualunque fortuna vi ritrovassi, mostrareste che piegare -non si pò per alcuno maligno soffiare d'impetuoso -<span class="pagenum" id="Page_74-v">[74-v]</span> -vento la grandezza dell'animo vostro. il nano anchora -che sopra di altissimo monte posto sia, egli non rimane -perciò di esser nano, et cosi sel si pone un colosso nel pozzo -non resta per questo di scuoprire quanto egli sia -grande: cosi anche la donna savia è sempre grande, ben -che da colpi di fortuna trafitta sia et la pazzarella è -sempre picciola, anchor che in somma & splendida fortuna -si ritrovi essere; sopportate .S. mia quanto vi accade -di sinistro con viril animo, ne vi lasciate in modo alcuno -sbigottire dall'altrui malitia, la quale è a peggior -conditione condotta che non sono i serpenti, poi che quelli -senza veruno suo danno in se contengono la qualità velenosa, -& la malitia per se stessa se la bee & ingiottisce. -vi conforto di piu a perdonare a chi vi ingiuria & -a torto travaglia, ne permettere che la lor detestabil -ingratitudine vi ritardi mai ò vi rimova dal far di novo -beneficio, si come non restate di seminare doppo la mala -ricolta, ne restate di navigare, benche piu volte habbiate -fatto naufragio. cosi facendo ne riportarete somma -loda, & viverete quando sarete sotto terra. state sana -& confortative in Christo. Di Napoli alli X. di -Settembre. -</p> - -<h2 id="isabella74v">ISABELLA SFORZA A M. -FLAVIA LAMPUGNANA.</h2> - -<p> -Nelle vostre lettere mi richiedete che io vi mandi almeno -venti belle sententie Latine per farle scrivere -nella sala che novamente havete fatto dipignere, nella -qual cosa mi sono adoperata quanto piu hò potuto diligentemente -<span class="pagenum" id="Page_75-r">[75-r]</span> -& hò fatto la scelta di queste c'hora vi -mando: perche le facciate non sol dipignere, ma perche -ve le scolpiate nel cuore. -</p> - -<div class="poem"><div class="stanza"> -<p class="i01">Crebra ira animum exulcerat:</p> -<p class="i02"> Iracundiam iracundia ne pellas,</p> -<p class="i02"> Ratione firmandus est animus:</p> -<p class="i02"> Linguæ durities, maximorum malorum est causa.</p> -<p class="i02"> Iracundia sibi sæpe nocet, dum alijs nocere studet.</p> -<p class="i02"> Nihil tam cito prætervolat, quàm iuventa:</p> -<p class="i02"> Virtutis fama nec marcescit, nec senescit.</p> -<p class="i02"> Salutaria magis, quam blanda sunt expetenda,</p> -<p class="i02"> Quod stultis in pernitiem vertitur, sapiens in suum convertit commodum:</p> -<p class="i02"> Nihil pollicitans benefacito:</p> -<p class="i02"> Incommoda assuetos parum ledunt.</p> -<p class="i02"> Explorandus Amicus, antequam arcanum illi commitas.</p> -<p class="i02"> Plura loquuntur iuvenes, sed utiliora senes.</p> -<p class="i02"> Optima sæpe sunt, quæ fugacissima videntur.</p> -<p class="i02"> Fortuna præter morem blanda imminens, exitium sæpe significat:</p> -<p class="i02"> Auri pulvis, mortalium oculos maxime excæcat:</p> -<p class="i02"> Adulatio fugit severa, & captat mollia.</p> -<p class="i02"> Fortuna prospera, dum blanditur, strangulat, ac perdit.</p> -<p class="i02"> Nulla res est tam nihili, quæ non aliquando prosit (si recte utaris).</p> -<p class="i02"> Nocet Fortuna, si vel secunda nimis, vel sit maligna nimis.</p> -</div></div> - -<p> -Queste sono le sententie che per amor vostro hò estratto -da Seneca, da Plutarco, & da altri savij scrittori: -<span class="pagenum" id="Page_75-v">[75-v]</span> -Se per voi posso altro, comandatime senza havermi -alcuno risparmio. Di Firenzuola alli XX. -d'Agosto. -</p> - -<h2 id="emilia75v">EMILIA DA ARCO ALLA S. -CONSTANTIA BORELLA.</h2> - -<p> -L'altro giorno vi pregai che mi volessi mandar la solutione -delli infrascritti dubbi, cioè per qual causa gli -Romani, salutavano li Dei col capo scoperto & li huomini -col capo coperto; & cosi qual cosa li moveva à sacrificare -à Saturno & all'Honore, senza havere alcuna -cosa in capo: vi pregai anchora che per lettere mi -significaste da qual ragione mossi i figliuoli portavano il -padre alla sepoltura col capo velato, & le figliuole con -il capo ignudo: aspetto di questi dubbi vostra dichiaratione, -ne mi mancate di questo per quanto amore v'hò -sempre portato. oltre di questo, poi che mi sono posta -à scrivervi, (cosa che di rado faccio) voglio pregarvi -che vogliate perdonare di buon cuore tutte le ingiurie -che fatte vi hà (immeritamente) vostra cognata, & à -fatto à fatto scordarvele come se mai niuna cosa ci fusse -intravenuta: imitate (vi prego) dolcissima .S. in questo -la mansuetudine d'Iddio, ne vogliate si repentinamente -scorrere alla vendetta certa rendendovi ch'egli solo -& non altri, sappi con giusta misura punire le sceleratezze -nostre. Tarde non furono mai le sue celesti gratie, -tarde non son ben sempre le punitioni ch'egli ci fa; et se stesso -à noi s'è constituito per verace essempio di clementia: -ne per altro rispetto sospende egli la vendetta che per -<span class="pagenum" id="Page_76-r">[76-r]</span> -aspettare che da noi stessi ci emendiamo non adoperando -mai volentieri la sferza. Se abondevolmente nota -non mi fusse la vostra natural dolcezza, consumerei piu -parole che non faccio di ciò pregandovi. ma come mi -posso io persuadere che havendovi natura dato si gentile -& si gratioso spirito vogliate comportare ch'odio si -lungamente nel petto v'habiti, et soggiorni? Deh quanto -male vi si disdice il star adirata con chi hà peccato verso -di voi, più tosto per fragilità che per malitia. e qual -maggior altezza d'animo potete voi mostrare che perdonando -le ingiurie che vi sono fatte? non è questo un'imitare -Iddio? non è egli un farsi simile à lui & di humana -doventar divina? fatemi questo piacere, perdonategli, -non ne fate piu parola, rimettete questa colpa -à me, (che ve ne prego quanto piu caldamente posso) -& ve ne scongiuro per quelle tante & tante doti, -delle quali Iddio v'ha ornata: non posso io con voi favellando -usurparmi quel gentil verseto à Giunone detto, -<span class="smcap lowercase">TANTAE NE ANIMIS COELESTIBUS IRAE</span>? -gli animi celesti vogliono esser piacevoli, affabili, pieni -di dolcezza & di verace clementia, & non si fattamente -sdegnosi che paiano alberghi d'ira & di vendetta: -ma piu non mi stenderò gia io in pregarvi che vogliate -fare, astretta dalle mie humili preghiere, quel che dovereste -spontaneamente proccaciare. state sana & amatime, -perche nel vero io amo et adoro voi, come cosa che -paruta mi sia dal primo di che io la conobbi piu celeste -che terrena. Dalla Cavriana. -<span class="pagenum" id="Page_76-v">[76-v]</span> -</p> - -<h2 id="giulia76v">GIULIA FEDERICI GA. A M. -LIVIA CARAFFA.</h2> - -<p> -Io vi hò sempre tenuta per donna di giudicio, & hora -più che mai vi ci tengo: poi che havete ricusato di ripigliar -marito: & questo per amore di castità. veramente -giudico io ottima esser quella sententia <span class="smcap lowercase">NON EST -CASTA MATRONA, QUA BIS NUPSIT</span>. & -tanto piu savia vi reputo, havendo per marito rifiutato -quell'huomaccio che si importunamente vi voleva -per moglie. Deh come havete voi fatto bene: à me non -piacque mai quella sua phisionomia: quei Cigli molto -inarcati me'l fecero sempre reputar superbo & vanaglorioso: -quei occhi grossi & molto aperti mi dettero -sempre gran sospetto ch'egli non fusse invidioso & piu -del dover tenace. Il suo naso lungo & alquanto sottile, -me l'hà sempre fatto giudicare per huomo troppo credulo -& iracondo: Si che a tutte l'hore ve ne lodo, & -con qualunque persona che io parli, dico senza temere -alcuna riprensione, che nell'esser prudente & giudiciosa -havete poche che vi pareggino. Vi essorto & conforto -a rimaner vedova & menar vita conveniente all'ordine -& stato vedovile fuggendo balli, comedie, & altri -vani spettacoli & resecando da voi ogni soverchio -lusso, fatta sempre ricordevole del savio detto dell'Apostolo. -<span class="smcap lowercase">VIDUA IN DELITIIS VIVENS, MORTUA -EST</span>. schivate quanto piu potete la prattica de -frati; perche l'è di gran sospetto, & la maggior parte -hoggidi s'ha persuaso che i frati habbino giurato la -croce addosso alle vedove: & che ad altro bersaglio non -<span class="pagenum" id="Page_77-r">[77-r]</span> -habbino posto la mira che ad inescarci & farci lor tributarie: -guardative con non minor avertenza che l'andar -molto in volta non sia cagione di acquistarvi mala -fama. molte n'ho io conosciuto, le quali savie & honeste -erano, & sol per esser vagabonde si posero un brutto -cappello in capo. l'è veramente maggior difficultà ad -una vedova il sapersi ben reggere senza dar di se sospetto, -che non è a una fanciulla da marito. Vi hò -scritto queste poche parole: perche vi amo, et desiderarei -che tutte le persone lequali amo fussero del mio parere. -state lieta et sana. Di Brescia alli XX. d'Agosto. -Mia madre & mio figliuolo vi salutano & vi desiderano -ogni bene. -</p> - -<h2 id="isabella77r">ISABELLA SFORZA A M. -CASSANDRA FERRERA.</h2> - -<p> -Mi dispiace d'haver inteso che habbiate determinato -nell'animo vostro di spender quanto havete in -comprar annella, ne vi potete ratemperare che come ne -vedete alcun ben pretioso che non lo vogliate havere -non avertendo non potersi far al mondo piu inutil & -sciocca spesa variandosi di tempo in tempo la lor reputatione, -& consistendo il pregio di quelli nella bugia de -fraudolenti mercatanti. Li antichi nostri furono piu -savij di noi, & non ne fecero mai tanta stima come noi -facciamo. Giove fece a Prometteo un'annello di ferro, et -la gemma era di un pezzo di pietra tolta dal scoglio al -quale era legato & fu presente d'un Giove la dove se -hora non si donano diamanti di molti carratti par che -<span class="pagenum" id="Page_77-v">[77-v]</span> -non si doni nulla: che li anelli fussero di ferro (se forsi -vi paresse favola) ve ne pò chiarire Appiano nella terza -guerra Punica: ne memoria alcuna di anelli si trova -presso di Homero huomo nel scrivere si curioso & si diligente. -Ricordomi d'haver letto ne VII de Saturnali -che sol si adoperavano le anella per sigillar le lettere -& non per alcuno altro ornamento: non vi ponete adunque -tanta cura quanta vi ponete, perche l'è una mera -pazzia, l'è una espressa sciochezza a chiudere in si picciola -cosa, un'ampio patrimonio: lasciate adunque questa -vanità & fate a mio modo, perche vi consiglio fedelissimamente, -& in altri studi ponete il pensier vostro. -</p> - -<h2 id="antonia77v">ANTONIA BORELLA A M. -SILVIA BAGLIONA.</h2> - -<p> -Vorreste (per quanto dal vostro messo hò compreso) -che io vi provedessi di una donzella, che fusse verso -di voi amorevole, fusse amica d'honore, & sapesse ottimamente -lavorare. Io mi ci sono affaticata quanto hò potuto, -vi prometto la mia fe, che non mi abatto salvo che -a certe pastrocelle che non hanno il capo fitto ad altro che -a far l'amor, ma non è però da maravigliarsene molto; -imperoche delle cose vili fu sempre maggior la copia -che delle rare & perfette: & questo senza piu philosopharci -sopra lo veggiamo per isperienza. Le Asine -partoriscono per tutto'l tempo della vita loro parto si -sprezzato & abietto, la dove le donne si per tempo cessano -di partorire: non resterò per questo di affaticarmi, -& far affaticar altri, acciò siate compiacciuta di -quanto desiderate, ne mi fidarò di particolare relatione, -<span class="pagenum" id="Page_78-r">[78-r]</span> -ma vorrò prima che io ve la mandi havere un commune -consentimento di tutta la vicinanza ch'ella sia tale, quale -la ricercate: state pur sicura nelle mie promesse, & -vi faccio sapere, che io sono da chi famigliarmente meco -conversa rassimigliata al fico, ilquale fa frutti & non -fa fiori cosi a punto io faccio fatti, et non parole. Tutte le -volte, che vi occorra prevalervi dell'opra mia, tal quale -ella sarà, bastivi l'accennarmi & lasciate fare a me. -Di Bergomo alli X. d'Aprile. -</p> - -<h2 id="marchesa78r">LA MARCHESA DI MEREGNANO -ALLA S. OLIMPIA -SANSEVERINI.</h2> - -<p> -L'è vero che vostro marito morendo di subita & sproveduta -morte vi è cagione di farvi piangere piu dirottamente -di quello che per aventura fareste se in altro -modo havesse restituito lo spirito al cielo & io vi dico -che niuna sorte di morte si doverebbe da noi con piu ardente -affetto desiderare, essa almeno non ci fa marcire -ne letti, non vota le spiciarie, ne ci fa divenire odiosi a -parenti et amici. Fu da molti invidiata la morte di Trophonio -& di Agamede, di Andragora, di Nicanore -& di G. Carbone per esser avenute all'improviso. Io -non vi niego già che la morte repentina non sia un certissimo -argomento dell'humana fragilità & che seco -non rechi infinito stupore a chi non è bene instrutto della -miseria humana: dico però all'incontro, che tutte le -volte che n'habbiamo buona opinione della salute del -defunto ch'ella si dovrebbe piu di qualunque altra morte -<span class="pagenum" id="Page_78-v">[78-v]</span> -da noi bramare. Sarebbe indubitatamente da pensar -male di chi vivendo pieno di sceleratezze & tutto colmo -di iniquità & repentinamente morisse. Il vostro -consorte ha sempre vissuto da vero, et da perfetto Christiano, -non è da dubitare che questo non li sia stato conceduto -da Iddio per un singolar privilegio: sarebbe in -vero stato cosa pur troppo pietosa il veder per molti -& molti giorni affannatamente languire si virtuosa et -santa anima, qual fu la sua. Deh consolative adunque -di una solida & ferma consolatione: siate pur certa, che -s'egli fu tale nell'intrinseco, qual estrinsecamente sempre -si dimostrò ch'egli sia nel cielo empireo, & in perpetuo -goda quelle celestiali bellezze quai sempre desiderò -mentre qua giu con esso noi angelicamente portandosi -conversò: & qui faccio al mio scrivere fine. state lieta -& piacciavi per l'avenire se vi pare di sapere mal -sofferire simili accidenti, pigliare Christo per vostro marito, -ilquale non muore mai, anzi da vita perpetua alle -cose caduche transitorie & mortali. Dalle tre Pievi, -alli XX. d'Aprile. -</p> - -<h2 id="fregosa78v">FREGOSA MAGGI -A M. N. F.</h2> - -<p> -Non ho mai potuto risaper c'habbi mosso M. Antonio -Ruffino a rifiutar sua moglie parendo essa a ciascuno -donna di gran valore, et di gran bontà ornata, anzi dimandandonegli -io famigliarmente e sol per farvi piacere, -mi disse, che si come niuno sapeva mai da qual parte -la scarpa li strignesse il piede, eccetto colui che se la -<span class="pagenum" id="Page_79-r">[79-r]</span> -calzava cosi niuno saper meglio i difetti della moglie -che il marito. Certamente in questo parmi ch'el habbi -ragione da vendere: molte cose nel vero occorrono fra -marito & moglie che altri che essi non le ponno sapere. -sarebbe per tanto da sospendere i nostri precipitosi giudicij, -& similmente sarebbe d'avertire & di pigliar cura -sin delle minime cose, perche le hanno possanza di perturbar -spesse volte le matrimonial dolcezze. Soleva -dir Chrisippo antichissimo Philosopho: che si come erano -piu da temere quelle febri, che nascevano a poco a poco, -& da cause occulte, che non erano quelle che si generano -da manifeste & gravi cagioni, cosi le celate & -cottidiane offese, quantunque picciole essere piu atte -a separare & a disunire la benivoglienza de maritati. -Tocca veramente a noi (per divino volere) ad esser soggette -a mariti, & cosi facendo maggior loda ne meritiamo, -che non facciamo sforzandoci di signoreggiar -loro con inganni & con sottili & diabolici artificij: la -piu sicura via che ritrovar si possi per impatronirsi & -delli animi, & delle facultà, si è la vita pudica, & gli -honesti costumi. parlo dell'impatronirsi di quelli che -veramente sono huomini, & non bestie: perche alcuni -se ne trovano di tanta arroganza & di tanta bestialità -che trattano le mogli come se lor fussero uscite dalle -scarpette, non degnandosi ne di mangiare, ne di scherzare, -ne di dormir con esse. & che altro fanno hora -questi tali salvo, che insegnarli a proveder d'altronde -di quel che fa lor bisogno? & di questo piu non favello. -state sana. Di Brescia alli XII. di Gennaio. -<span class="pagenum" id="Page_79-v">[79-v]</span> -</p> - -<h2 id="contessa79v">LA CONTESSA AVOGADRA -A M. F. N.</h2> - -<p> -Molte cose ho io sovente volte in voi biasmato circa il -ministerio della casa vostra, ma niuna però mi pare -di maggior odio degna che di sempre, per ogni minima -spesa che vi occorra da fare, togliere ad usura con -ingordo interesse. Vieta Platone che non si dimandi acqua -da vicini, fin che non s'habbi scavato tanto in casa, -che non ci sia piu speranza di potere ritrovare alcuna -vena: cosi dovereste voi fare, essaminar prima diligentemente -se con la parsimonia ò con altra honesta via potete -soccorrere & riparare a vostri bisogni, prima -che ricorriate all'usurai, laquale è simile al fuoco, che -una cosa doppo l'altra consuma & distrugge. Se il -Tempio di Diana Ephesia haveva auttorità di salvare -senza veruna lesione, quelli ch'erano de debiti aggravati, -molto maggiore credo l'habbi la frugalità & la -moderanza del ben vivere. Paionmi veramente li usurai -simiglianti alla lepre, laquale quasi in un medesimo -tempo partorisce, nodrisce & soprafeta, che è di novo -partorire: cosi fanno li usurai danno, & subitamente -chieggono, & ponendo togliono, dando tuttavia ad -usura quel che per l'usura ricevettero. Considerate (vi -prego) meglio i casi vostri, acciò non si dica che voi habbiate -rovinato questi poveri figliuoli, quai vi lasciò vostro -marito, partendosi da voi, per andare al cielo, & -ve li lasciò con fidanza grande, che li havessi a governare -insieme con le lasciate facultà con quella prudentia -& discrettione; che a tanto vostro ingegno si conviene -<span class="pagenum" id="Page_80-r">[80-r]</span> -ne altro di questo vi ragiono. nostro .S. vi consoli et sempre -vi consigli nelle vostre attioni. Da Brescia. -</p> - -<h2 id="lucrezia80r">LUCRETIA AGNELLA -A M. F. N.</h2> - -<p> -Per quanto m'è rifferito, voi vi siete turbata con esso -meco, & di me n'andate dicendo tutto il male, che -voi potete, perche l'altro giorno de vostri falli vi ripresi: -di tutto questo, non mi sono punto commossa, ne -ve n'hò portato pur un tantino d'odio ò di malevoglienza -sperando che le mie salutevoli ammonitioni dovessero -far un giorno verso di voi, come far sogliono i rimedi -medicinali liquali, da principio, mordeno, & poi -finalmente conferiscono & salute, & piacere grande: -se tutte le amiche vostre facessero a cotesto modo, voi -siete incorsa in molti dishonori che non ci sareste incorsa, -ma vostro sia il danno poi che vi fidate di ogn'uno, -& senza giudicio alcuno, vi pigliate qualunque si voglia, -per amica & per segretaria: ei non si fa cosi, -ma si fa prima isperienza se l'amica è di buona & di -leal natura; se l'è fedele, se l'è di buona fama & di -buoni costumi. Si come fassi prova hor con le bilancie, -hor con la pietra se il danaio è buono prima ch'egli si -riceva, perche non facciamo noi similmente l'isperienza -se l'amico è degno della nostra amistà prima ch'ei si -ricevi nell'amicitia? ma a voi non piaceno (per quel -che mi aveggo) quei che vi dicono la verità sul viso -ma piaccionvi solamente li Adulatori & le adulatrici -li quali, vi vezzeggiaranno sin che haverete da donargli, -<span class="pagenum" id="Page_80-v">[80-v]</span> -come vi haveranno spogliata & fatta rimaner ignuda -non vi conosceranno più ne per amica, ne per parente, -fanno li adulatori a punto come fanno i pedocchi, li -quali abbandonano i corpi de defunti non essendovi piu -sangue del quale si solevano nodrire: ma di questo sia -detto a bastanza; spero che mi conoscerete un giorno -meglio che hora non fate; & per ottima amica mi terrete. -Di Vinegia. -</p> - -<h2 id="lucia80v">LUCIA GUINIGI À -M. LELIA SO.</h2> - -<p> -Il vostro andare alla predica, mi pare di molto poco profitto, -poi che non ci andate salvo che per giudicare il -predicatore s'egli favella Thoscanamente ò non, se l'ha buona -voce, & se l'ha gesti commodi & belli da vedere. -Vorrei piu tosto faceste come faccio io quando beo, mi -traggo prima la sete, & poi a bell'agio contemplo l'intaglio -della copa, ò il lavoro del bicchiero. considerate anchora -voi prima quanto sia giovevole ciò ch'egli vi dice, -& poi considerate (se'l vi pare) l'elegantia del dire -& la proprietà della lingua. Quelli che sol ricercano -gli ornamenti dell'oratione, paionmi simili a quelli -che non vogliono ber l'antidoto se il vaso dove l'hanno -a bere non è recato da famoso luogo; & cosi la vernata -non si vogliono por in dosso veste alcuna, se tutta la lana -della quale è tessuta, non viene d'Athene. intendo di piu -che non fate mai altro in chiesa che cicalare hor con questa -& hor con quella vicina. non fanno già cosi quelli che -hanno voglia di far profitto nella via d'Iddio, ma odono -tacitamente, & con riverentia. & come volete voi -<span class="pagenum" id="Page_81-r">[81-r]</span> -far frutto se non ci attendete? voi vi fate tenere una -cicala & altro non ci guadagnate: bisogna star attentamente -dal principio a fin al fine si come far si suole -nell'udir le Tragedie; altrimenti non se ne po trar alcuna -utilità: di questo v'hò voluto avisare, acciò che ve -ne asteniate per l'avenire: pigliate vi prego in buona -parte quanto v'ho detto: l'ho fatto per l'amore che vi -porto, & non per altro rispetto. state sana. Da Saltocchio. -Di Lucca alli XIII. di Marzo. -</p> - -<h2 id="cornelia81r">D. CORNELIA PICCOL'HUOMINI -CONTESSA DI ALIFFE ALLA S. -CLARA PESTA.</h2> - -<p> -Le querele che voi fate dell'humil vostro stato, mi danno -sospittione che voi non habbiate quel fior d'intelletto -che m'ho sempre creduto da che prima vi conobbi, -ma perche vi querelate voi della bassa conditione nella -qual siete, essendo piu sicura di qualunque alto grado? -Si come li edificij posti in luogo palustre, ne temono esser -da Voragine assorbiti, ne a terremoto, alcuno soggiacciono; -cosi l'humil fortuna non è sottoposta ad alcun -male. Ricordomi altre fiate havervi detto di simili -ragioni: ma voi troppo sorda a miei santi ricordi, oprate -tutto'l contrario di quel che dovereste, & quanto piu -vi essorto, & a mio potere vi accendo il cuore a dispregiar -lo splendore della fortuna (essendo questo reputato -cosa virtuosissima) tanto piu vi raffreddate nelle -virtuose attioni a quelle poi disponendovi se con pessimo -essempio disviare alcuno vi volesse mi fate veramente -<span class="pagenum" id="Page_81-v">[81-v]</span> -sovenire di quella pietra detta Gagate laquale, per l'acqua -si accende, & con l'oglio si spegne si di contraria -natura paretemi composta, & tanto renitente vi veggo -a quello che di spontanea volonta dovereste procacciare. -L'è veramente mostruosa cosa l'inconstantia de nostri -cervelli l'è in effetto degna di maggior stupore -che non è veggendo noi che la pietra detta per proprio -nome Siniphio, di sua natura molle, con l'olio caldo, non -si mollifichi & inteneriscasi: ma tempo per hora congruo -non giudico io di disputar con esso voi, a me basta d'ammonirvi -con quella dolcezza che a voi & a me si conviene, -se l'accetterete con quell'animo che le mie ammonittioni -vi porgo, ne voi riporterete danno, ne io perdero -il frutto delle mie fatiche. Vivete lieta quanto piu -potete, & amatime. -</p> - -<h2 id="caterina81v">CATHERINA VIGERA A M. -VERONICA PULCI.</h2> - -<p> -Non viene alcuno de vostri compatrioti in queste nostre -parti, che non ci racconti cose maravigliose della -gentilezza del spirito, et della singolar bellezza del -corpo vostro, affermandoci che traete a voi qualunque -vi vede, ò pur una sola volta vi parla, con quella prestezza -che fa la calamita il ferro, ma non con occulta -virtù come quella far suole, ma con chiara & aperta -poi che a tutte l'hore la bontà vostra, vi riluce & nel -sereno de gli occhi, & nell'ampio & giusto spacio -della bella fronte: vorrei pur una volta da voi imparare -che artificio usate per far che le persone tanto vi -<span class="pagenum" id="Page_82-r">[82-r]</span> -amino, che di lor stessi si dimentichino: ho io da questo, -con molti divisato & da loro inteso esser di ciò cagione -l'affabilità incredibile che in voi a tutte l'hore si -gusta: ma certa sono però io che non sol questa virtù alberga -nel vostro nobil animo, ma insieme con questa molte -altre vi ci albergano imperoche delle virtù & morali -& Theologali avienne a punto come suol ancho avenir -de metalli: rade volte accade ritrovar alcuna vena -d'oro ò d'ariento che un'altra vicina non ve ne sia, dal -che n'hebbero da Greci il nome: niuna virtù si puo trovar -soletaria, ma l'una tira sempre a se l'altra: sia come -si voglia io vi faccio sapere che vi amo di perfetto -cuore. Di Montalbotto alli XII. d'Aprile. -</p> - -<h2 id="maria82r">MARIA PERULA ALLA S. -PORTIA FIESCA.</h2> - -<p> -Non attenderò piu con quella diligentia che già soleva -per sterpare dall'animo vostro quell'abhbominevol vitio -qual in voi ogn'uno biasma & vitupera: & pur niuno -lo sa correggere & emendare, conosco veramente -che sì come alle percosse dell'aspide, non ci è altro -rimedio che di resecar le parti, che dall'aspro morso -tocche furono: cosi esserci alcuni vitij liquali sol con la -morte risanare & toglier si possono: ne credo io d'altronde -contratto habbiate questo vostro insanabil morbo -che dall'assidua conversatione di vostro cognato, alla -cui malvagità se vi si accompagnasse forza d'ingegno, -ò peso di qualche auttorità operarebbe tanto male che -le furie infernali si crederebbono essere men dannose: -sarebbe l'aspide un inevitabil male se la natura non gli -<span class="pagenum" id="Page_82-v">[82-v]</span> -havesse dato gli occhi deboli & infermi: cosi sarebbe vostro -cognato piu di qualunque fera nocivo & pestilente -se le forze unite fussero al scelerato animo in molti -homicidij & maleficij esercitato. & di questo altro -non dico: sol prego Iddio vi converta a se & facciavi -partecipe di quella infinita bontà per la quale tutte le -cose rie doventano buone. Vengo hora a rispondere a -quanto m'ha detto da parte vostra M. Lucillo, ilquale -alli di passati pregomi mi volessi consigliare se giudicava -ben fatto che ponessi vostro figliuolo alli servigi di -qualche gran Prencipe. non vi ho risposto piu per tempo -per non haver havuto commodità di fedel messo: hora -vi rispondo, & dicovi che si come è pericoloso l'invocar -i Demoni, percioche in tal cosa se punto si abbaglia -l'è con gran pericolo dell'invocatore, si come avenne -a Tullo Hostilio che fu dalla saetta percosso per haver -errato dall'ordine scritto ne libri di Numa nell'invocar -Giove: cosi vi dico esser cosa piena di pericolo l'haver -comercio con i Prencipi co' quali conversando difficilmente -schivar si puote che in qualche cosa non si erri. -ecco il mio consiglio. beato lui se lo saperà porre in -essecutione. state sana & lieta. Da Urbino alli XXV. -di Marzo. -</p> - -<h2 id="laura82v">LAURA MELIA PICCINARDA -ALLA S. SILVIA LOTERINGA.</h2> - -<p> -L'è pur grande il dispiacere ch'io sento d'intendere -che viviate in tanta maninconia & habbiate cambiato -quel vostro benigno Giove nel maligno Saturno: non ridendo -<span class="pagenum" id="Page_83-r">[83-r]</span> -mai, non mai pigliando alcun solazzo ne divisando -con gli amici delle cose che cottidianamente accascano, -ma se pur vi piace d'imitar Pithagora nel serbar del -silentio, perche non vi piace similmente di serbar quel -suo divin precetto <span class="smcap lowercase">COR NE EDITO</span>. Ilche altro dir -non voleva salvo che macerar non si dovevamo, ne affligerci -cotanto il spirito, dalla cui afflittione ne nasce -la consuntione delle ossa, si come la sacra scrittura canta: -desiderarei pur da voi sapere, qual profitto trar -possiate dal starvene si dolente come a tutte l'hore fate. -non sogliono gia star cosi quelle anime che sperano -nell'immortalità, quelle anime (dico c'hanno Christo con -esso loro) lequali anchora che col corpo sieno in terra, -l'animo però loro sempre alberga et stassi in cielo d'onde -ancho ne trasse l'origine sua: state, state, lieta, & lasciateci -godere della vostra dolce conversatione, la quale -apre il Paradiso a chi n'è fatto da voi degno. Di -Cremona alli XX. d'Aprile. -</p> - -<h2 id="paola83r">PAULA CASTIGLIONA A M. -LEONORA FORTEGUERRA.</h2> - -<p> -Se vostro marito vi da alle volte delle busse, non è che -voi non lo meritate, poscia che non havete alcuna consideratione -di provocarlo a sdegno, & di conturbarli -l'animo. Vorrei vi fusse nel cuor scolpito, quel simbolo -di Pitagora. <span class="smcap lowercase">IGNEM GLADIO NE FODIAS</span>. -ch'altro non è che di non provocare li provocati -a nova ira, & a novo sdegno, & alterar li animi -già alterati. Se non havete rispetto a vostro marito -<span class="pagenum" id="Page_83-v">[83-v]</span> -capo & signor vostro, al quale, per la divina sententia -siete fatta soggetta a chi l'havrete voi? sono stata piu -volte per avvertirvi di ciò con mie lettere, ma il timore, -di non dispiacervi, me n'ha fatto rimanere: mutate -mutate hormai stile, che tempo n'è: voi non siete piu -una fanciulla: hormai siete madre di due figliuole da -marito, & volete tuttavia fanciullescamente operare? -quale essempio piglieranno esse da voi? che odore darete -del vostro governo alle vicine che con esso voi pratticano? -So ben'io quel che odo dir de vostri mali portamenti, -& quanta infamia vi si da della disubidienza -che usate al vostro consorte: ma dove sono io entrata in -questo pelago? non era gia di mia intentione di farvi -hora questa riprensione, ben sapeva io che ascoltar -non volete alcun mio consiglio per buono, fedele, & -amorevole ch'egli si sia: questo ho io piu di una fiata con -mia gran molestia isperimentato, & haveva giurato su -l'agnus dei, di non farvene mai piu motto; ma l'ardente -affettione che v'ho sempre portato; mi fa spergiurare -& imprudentemente trapassare tutti que' termini -che dall'ira persuasa circunscritti m'havea: consigliatamente -fareste, se alle volte dessi udienza alle mie parole -piene d'amore & di caldo zelo, hor qui faccio fine, -& mi vi raccomando senza fine. Da Milano -alli XX. d'Agosto. -</p> - -<h2 id="maria83v">MARIA PERGOLA ALLA S. -LUCRETIA RAMBERTA.</h2> - -<p> -Madonna Agnola mi venne l'altro giorno a visitare -& infinite cose di voi mi disse, & fra molte, che io -<span class="pagenum" id="Page_84-r">[84-r]</span> -ne notai, & quasi che nell'animo scrissi & stampai: era -d'haver voi mutato vita & essere alla sproveduta fatta -chietina (come hoggidi s'usa di dire) & che v'erano -cascate dall'animo incontanente tutte quelle rare attilature -delle quali già tanto vi delettavate. Io non -biasmo certamente la mutatione, migliorando voi conditione -di vita, ma la biasmo solamente quando l'è si repentina -che muova ogn'uno a maravigliarsene. Vorrei si -facesse a quella guisa che fanno li Alberi l'Autunno liquali -per la maggior parte a poco a poco si lasciano cadere -le frondi, ne se ne spogliano ad un tratto & non -come fa il sorbo che subitamente tutte le lascia andare a -terra: ma poi che questa mutatione è fatta & vi siete -posta in animo di voler imitar la Contessa di Guastalla -prego Iddio ve la faccia imitare felicemente, come sarebbe -imitando piu tosto le sue tante operationi, anzi -che le faconde parole, che dalla sua santa bocca a tutte -l'hore le escono, schivate quanto piu potete di non esser -simile al Camaleonte, ilquale di sua natura ha grandissimo -pulmone ne dentro v'è cosa veruna: molti ne trovo -io, che a moderni tempi sono venuti sotto pretesto di -religione, in grandissima reputatione, & pur in se altro -non hanno, che una mera ostentatione, giattantia & -vana fiducia di sue frivole opere di carità mal informate, -& peggio animate: Di questa scuola non vorrei già -io che voi foste per alcun modo essendo ciò congiunto con -poca consolatione, & con istremo pericolo dell'anima -vostra, fate pur vostro pensiero che la dottrina Christiana -sia una certa santissima et purissima cosa nemica -di ogni ostentatione & amicissima della simplicità & -<span class="pagenum" id="Page_84-v">[84-v]</span> -della schiettezza, & chiunque non si veste di queste rarissime -qualità, dir si puo liberamente, ch'egli non sia -Christiano, ma un scelerato hippocrito & un abhominevole -Phariseo. & di questo sia detto a bastanza. Di -Milano alli X. d'Aprile. -</p> - -<h2 id="minerva84v">MINERVA CONTESSA BRAMBATA -ALLA S. FELICE DA PRATO.</h2> - -<p> -Hò inteso che senza niuna giusta cagione vi siete molto -ristretta nello spendere & havete posto da canto -quella vostra splendida liberalità; la qual sola ne separa -et ne distingue dalli plebei & populari huomini: ne altro -ci è veramente che meglio faccia conoscere l'animo -gentile & nobile della vera liberalità: dico della vera -per rispetto di alcune persone le quali non donerebbono -un paio de cintolini se non ci fusse mescolato ò ambitione -ò speranza di riccogliere piu che non seminò. Deh ritornate -per mio consiglio alla liberalità: & rendetevi -certa che si come la fava et il lupino non smagrisse mai -il terreno dove l'è seminata ma piu tosto l'ingrassa, cosi -l'huomo grato & del beneficio riconoscente, render sempre -migliore la fortuna di colui da cui riceve: ma voi -per aventura mi potreste dir esser gran difficultà l'abattersi -alle persone de ricevuti beneficij ricordevoli. confesso -che l'è difficulta alle persone sciocche et stordite, -ma non a quelli che sono di perfetto giudicio si come intendo -che voi siete. ma che dico io intendo? non l'hò forse -piu di una fiata isperimentato? & chi vi conosce meglio -di me? niuno certamente ne anche chi vi partori: -<span class="pagenum" id="Page_85-r">[85-r]</span> -schivate schivate questa infamia, fuggite cotal macchia -perche troppo la si disdice a donna di si alto legnaggio -nata come voi siete. Io vi hò scritto forse troppo -prosuntuosamente. se cosi giudicate per mia sorte date la -colpa al sviscerato amore che io v'hò sempre portato et -porterò sin che vivo. Da Bergomo alli XX. -di Agosto. -</p> - -<h2 id="leonora85r">LEONORA GAMBERA DA GALERA -ALLA S. FAUSTINA CALDORA.</h2> - -<p> -Mi scrivete alli giorni passati che voi desideravate di -accrescer famiglia et caldamente mi pregavate che -io volessi fare ogni mio sforzo perche haver potessi -quanto v'era in animo di havere: io in questo per confessarvelo -liberamente non mi ci sono affaticata come -forse espettavate, accorgendomi che il vostro peggio -procuravi & non ve ne avedevate. non havete voi mai -letto quell'antico detto, <span class="smcap lowercase">QUOT SERVI, TOT HOSTES</span>, -quanti servidori ci sono tanti nemici habbiamo? -M. Francesco Petrarca che fu uno delli piu perfetti giudicij, -& delli piu purgati intelletti c'havesse mai quell'età, -era Solito di chiamare i servidori, Cani: & nel -vero altro non sono che cani; poi che sempre ci rodono, -& ci consumano. questi sono veramente quelli che rivelano -fuor di casa i segreti nostri: questi son quelli per -opra de quali, sono spesse volte i padroni avelenati: questi -sono quelli, che contaminano l'honore & la fama delle -nostre damigelle: questi sono quelli che rubandoci di -continuo, a povertà molte fiate ne riducono; & voi -<span class="pagenum" id="Page_85-v">[85-v]</span> -tutta via andate cercando di empirvene la casa, & stanca -non vi dimostrate mai se a tutte l'hore de novi servidori -nelle vostre case non intromettete: fate .S. a -mio modo, adoperatene quanto men potete: servitevi -piu tosto con le vostre braccia anzi che soverchiamente -aumentare il numero de perfidi & disleali servidori: -direte forsi haver letto infiniti essempij dell'amor grande -et della singular fedeltà ne servidori molte volte ritrovata: -il che non vi niego, poi che anch'io hò letto de -molti che si elessero di spontaneamente morire per conservare -la vita de lor signori, ma hò anche piu d'una -volta letto bruttissimi maleficij da servidori commessi: se -alcun buono & leale si ritrova lo potete notare per cosa -prodigiosa. Se l'età antica n'hebbe fu piu tosto per -benignità de cieli che per lor buona natura: certa cosa -è che a nostri tempi paionmi piu rari che i Corbi bianchi -& di questo piu non vi scrivo attendete a conservarvi -sana accio habbiate men bisogno dell'altrui servigio et -il mio consiglio per utile & per buono approviate. -Di Cremona alli XII. di Marzo. -</p> - -<h2 id="contessa85v">LA CONTESSA MADDALENA AFFAITA -BIA ALLA S. FAUSTINA N.</h2> - -<p> -In tutte le cose dolcissima signora che v'hò a miei giorni -veduto fare hò sempre compreso in voi perfettissimo -giudicio & incredibile prudentia & hora piu che mai -saggia et prudente vi reputo poi che volendo rimaritarvi -havete ricusato di ciò fare il mese di Maggio osservatione -antica (per quanto leggo ne problemi di Plutarco) -<span class="pagenum" id="Page_86-r">[86-r]</span> -resta hora che voi operiate anchora come operar -solevano le donne antiche, poi che vi è piaciuto -d'imitarle fuggendo quel mese alli antichi tanto abbominevole, -& l'operare all'anticha reputo io l'ubidire -al marito in qualunque cosa che per voi possibile vi sia, -preferendo i parenti di quello, a quei che vi sono di sangue -congiunti, non provocandolo mai ad ira, mostrandovi -sempre lieta nel suo cospetto, non havendo particolari -amici, ma col marito communi, tacendo di più -mentre egli parla & parlando mentre egli tace acciò -si ragioisca (se per aventura fusse da maninconico humore -oppresso) altro non essendo i dolci ragionamenti -dell'amata consorte, che veri medici dell'animo perturbato: -questo non dubito già io che voi non facciate sapendo -la virtù del vostro gentilissimo spirito, qual tutti -ammirano & lodano, & della natura si stupiscono, havendoci -dato si rara & si leggiadra donna come voi siete: -ne attorno a questo, altro vi dico, perseverate a far -che tosto veggiamo i frutti di questo vostro felice congiungimento: -& qui fo fine al scriver mio, ma non al -raccomandarmi alla vostra buona gratia. Da Milano -alli XXX. d'Aprile. -</p> - -<h2 id="contessa86r">LA CONTESSA MADDALENA AFFAITA -BIA A M. LUCIANA CARAFFA.</h2> - -<p> -Quando a voi dolcissima sorella piacesse di pigliare -marito si come desiderano tutti quelli che vi amano -datecene aviso perche vi si provederà di consorte in cui -saranno tutte le piu rare virtù che desiderar si possono -<span class="pagenum" id="Page_86-v">[86-v]</span> -vedretici il generoso spirito di Ciro, la temperanza del -frugalissimo Agesilao, l'industria & diligentia di Temistocle, -l'isperientia di Philippo Macedone, la saggia -confidenza di Brasida & l'eloquentia di Pericle: ne in -vero huomo d'altra conditione, à voi spirito gentil si -richiede, poi che hormai havete conseguito in ogni luogo -grido & fama della piu virtuosa fanciulla che a nostri -giorni si conosca. Datime adunque di ciò aviso, & -questo quanto piu tosto per voi si possa: non desidero -io cosa alcuna con maggior vehementia che di havervi -habitatrice di questa nostra città di Milano; se non per -altro, almeno acciò che siate a noi un'essempio di vera et -singular creanza, a questi tempi ispetialmente che tanta -carestia ce n'è che di niuna cosa più. Deh risolvetive -tostamente, & nella forma che io piu vorrei se desiderate -fare, & me, che cordialissimamente vi amo, & -altri, che con bramoso affetto vi desiderano, beati, & sopra -tutti i mortali felicissimi reputarsi. Dalla Gerola -alli XX. di Maggio. -</p> - -<h2 id="claritia86v">CLARITIA BONELLA A M. -CLITIA FORNARA.</h2> - -<p> -Della maledicentia di Clara, vostra vicina, poco hormai -me ne curo sapendo ch'ella si pasce di mal dire -a quella maniera che si pascono le coturnici di seme velenoso: -ne per lei sono io rimasta di venire ad alloggiare -dove soleva, sendo mia usanza d'imitare le Cicogne -le quali (quantunque in luoghi remoti vadino) ritornano -però sempre alli medesimi nidi: & perche io le -<span class="pagenum" id="Page_87-r">[87-r]</span> -sia alcuna fiata stata absente, non crediate per ciò, che -io molto bene non la conoscessi. sempre hebbi io sospetta -l'amicitia sua, ne mai di lei mi fidai. non vi soviene forse -d'havervi io piu volte detto che la rassimigliava alli -Serpenti della Siria li quali, sol alli forestieri sono dannosi -& a paesani benigni: ma sia come si voglia. questo -vi dirò ben'io, ne lo tacerei se credessi di scoppiare che -di voi molto mi maraviglio che li diate si attenta udienza -tutte le volte ch'essa hà voglia di lacerare l'altrui -fama con la sua pestilentissima lingua non siamo quelli -che nutriamo i maledici col prestar loro si grata udienza. -à Dio siate. Di Vicenza. -</p> - -<h2 id="lodovica87r">LODOVICA ZILIOLA A M. -LUCIA PERGOLANA.</h2> - -<p> -Brutta fama (se nol sapete) si sparge per ogni luogo -de vostri figliuoli, ma che state voi a fare con la vostra -lingua piena di rara facondia che non li instigate alla -virtù & alla immortalità proponendoli quelli che -per ben operare meritarno le statue? narrategli cotai -volte, quando siete da soli à soli, della virtù di Sesostre -Re dell'Egitto, del magnanimo ardire di Armidio & -di Aristogitone, di Tito Corruncano, di Conone Atheniese -& di Horatio Coclite: raccontategli quanto si legge -della dottrina di quelli le quali meritarno d'havere -statua del publico, à cotesto modo forse li risvegliarete -da si profondo sonno, & se la debol lor complessione -non comporta che si dieno alli esercitij militari, diensi -almeno alle lettere pel mezo delle quali, tanti sono divenuti -<span class="pagenum" id="Page_87-v">[87-v]</span> -famosi & in gran pregio tenuti; riducetegli à -memoria quanto stimasser già li huomini litterati Gordiano -Imperadore, Alessandro Magno, Adriano, Tacito -Imperadore, Augusto, Giulio Cesare, Vespasiano, -Alessandro, Severo, Antonino pio, Sigismondo, Carlo -septimo Re de Galli, Nicolao pontefice V. & il Re -Ferdinando. Non mancate del debito vostro per quanto -potete acciò non intravenga a voi come intravenne -ad Herode Attico, il quale essendo huomo nelle lettere -& nel giudicio senza paragone, hebbe poi un figliuolo -si stupido & alli studi inetto, che mai per opra di alcun -perfetto maestro non puote apprender pur l'Alphabetto: -Iddio vi consoli. Di Ferrara alli III. -di Gennaio. -</p> - -<h2 id="caterina87v">CATHERINA CONTESSA NUGAROLA -A M. ANTONIA N.</h2> - -<p> -Non hebbi mai a mei di la maggior allegrezza che -di haver inteso che per vostro mezo si sia fatta la -pace tra vostro marito & li nemici suoi: ogn'uno per -questo ammira il vostro gran valore, & degna vi reputa -di qualunque corona: Plinio ne annovera ventidue -che solite erano di darsi da nostri antichi, per ricompensa -della virtù & per scacciar dal petto nostro la pigritia. -voi veramente ne meritereste due volte tanto: à me certo -parerà sempre fin che il lume dell'intelletto non mi venga -abbarbagliato, che voi per questo generoso fatto siate -piu degna di triumpho che non fu Attilio, Calatino; -Gn. Domitio: Livio Salinatore, Paulo Emilio & Marco -<span class="pagenum" id="Page_88-r">[88-r]</span> -Aquilio, li quali triumpharno delli Sardi, delli Arvergnacchi, -delli Illirij, delli liguri, & di Aristonico -Re: l'è stata veramente una impresa molto gloriosa & -altri che voi, non la poteva fare perche paragone non -havete di giudicio, di destrezza & di prudentia: Iddio -da mal vi guardi & vi prosperi in tutti li successi vostri. -Da Verona. -</p> - -<h2 id="flavia88r">FLAVIA LAMPUGNANA A M. -DOROTHEA APPIANA.</h2> - -<p> -La bellezza di vostra figlia & non altro, è stata cagione -della nimistà novellamente nata fra M. Piero & -M. Andrea vostri vicini, a quella guisa veramente che -Lavinia con i suoi dorati crini, et con le rosate guancie, -suscitò la gran rissa che nacque fra Turno & Enea: & -credo fermamente ch'ella ne susciterà delle altre, se celata -non la terrete da gli occhi de lascivi risguardatori -al che vi esorto, & quanto posso vi conforto: hò voluto -avisarvi di questo, acciò vi guardiate da scandali & -da dishonori: state sana che Dio sempre vi feliciti & -in lunga prosperità vi mantenga. Da Casal pusterlengo -alli XX. d'Aprile. -</p> - -<h2 id="onorata88r">HONORATA PECCHI A M. -GIULIA MANFREDI.</h2> - -<p> -Io hò procacciato per vostra figlia un marito di tanta -bellezza quanta fu già Ganimede scudier di Giove et credo -che s'egli fusse stato in que tempi, quando la Luna -<span class="pagenum" id="Page_88-v">[88-v]</span> -si innamorò del pastore Endimione molto piu spesso -ch'ella non faceva, havrebbe abbandonato il cielo per descendere -nel monte Lathmio à bacciarli le colorite labra: -egli è vero che non è molto ricco, ma questo non so -io se molto vi importerà poi che si dice per comune proverbio -chi nacque bello, non nacque mai povero. avisatemi -se volete che la prattica vada avanti. Di Roma -alli VI. d'Aprile. -</p> - -<h2 id="ippolita88v">HIPPOLITA BORROMEA A M. -VERONICA BIANCARDA.</h2> - -<p> -Mi par strano, che tutto'l di non facciate altro che disordinar -la vita vostra, & poi vi maravigliate se -hor v'infesta la stranguria, hor la pneumonia, & vi -maravigliate se piena siete di furunculi, di lepra & -di chiragra. duro vi pare se la tossa sempre vi annoia -se il calcolo vi crucia, se la cephalea vi tiene oppressa -& se la lienteria vi ha per assediata; credetelo a me, -che l'intemperanza è stata sempre cagione che ne corpi -nostri si sieno suscitati tanti et tanti diversi et monstruosi -morbi, quale è vi prego quella parte del corpo nostro -per minuta ch'ella sia; che da qualche infirmità occupata -non si vegga? non patono gli occhi la lippitudine -la lagophtalmia & le leucomate? non pate la faccia, le -lichene, non pate il naso il polipo? non sono infestate -le palpebre dalla psorotalmia? & tutto questo ne aviene -pur per l'ingordigia del mangiare & per non haver -alcuna continenza: non senza causa scrisse Seneca. -<span class="smcap lowercase">PLURES INTERFICIT GULA, QUAM GLADIUS</span>. -<span class="pagenum" id="Page_89-r">[89-r]</span> -Quanti n'ho io conosciuti liquali erano Apoplettici, -Auriginosi, Asmatici, Alsiosi, Letargici, Tetanici, -Verternosi, Verrucosi, Ptisici, Idrocephali, Opistonici, -Icterici, Frenetichi, Epiphoretichi, & Ischiadici, -liquali sol per la temperanza del vivere, si -sono talmente risanati come se mai non havessero havuto -ver'un male. Siavi adunque questa la via, non sol -di risanarvi, ma anchora di preservarvi: lasciate star -gli appetiti, anzi soggiogateli alla ragione: non mangiate -salvo che cibi generativi di buon sangue, & di ottimo -succo. Lasciate tanti frutti, tanti intingoli & -tante salse; lequali vi creano nel corpo mille oppilationi. -io vi prometto che se farete a mio senno, non ve ne pentirete -mai. Iddio da mal vi guardi. Di Piacenza alli -III. d'Aprile. -</p> - -<h2 id="contessa89r">LA CONTESSA DI GUASTALLA -A M. CHIARA ET A M. LAURA -MASIPPE.</h2> - -<p> -Dolcissime figliuole, hora si che io conosco esser vero -che per fama innamorar si possa; poi che la modestia -vostra congiunta con infinita pudicitia fanno che di voi -per tutto si sparga un soavissimo odore; & che ogn'uno -vi ami, & di voi parli honoratamente, & faccia giudicio -che le anime vostre sieno veramente del picciol numero -delli eletti di Dio sendo quelle ornate di tanta religione -& di tanta pietà quanta esser odo. Non viene -mai alcuno di Vinegia, in queste nostre parti, a cui non -dimandi incontanente che fanno le fanciulle Masippe? -<span class="pagenum" id="Page_89-v">[89-v]</span> -egli vero che sieno si affabili & si pudiche? si belle & -si honeste? si giovanette & si colme di senil prudentia? -egli vero che sieno si ben create, & piene di gratissime -maniere con una dolcissima favella? & ogn'uno mi -afferma esser molto piu di quel che la fama risuona et -di quel che il grido per ogni contrada con vostra eterna -gloria se ne porta. Allhora io benedico il celeste padre -che de suoi doni v'habbi si grandimenti arrichite, & lodo -voi, del non haver fatto resistenza a lo spirito santo, -d'haver aperto i seni vostri a ricevere le divine gratie, -lodo etiandio la virtuosissima vostra madre, che v'habbi -nodrite & allevate in tanta purità di cuore senza escluderne -punto la leggiadria & la vaghezza che in voi a -tutte l'hore riluce & fa di santa invidia avampare tutte -le fanciulle della città vostra. O ben aventurate anime, -per la molta intelligentia che Dio vi dette & risguardevoli -corpi, per la molta proportione; misura, -& ordine che in essi (per quanto intendo) chiaramente -si vede, ma quanto sareste voi però piu felici se nella -santa compagnia nostra a Dio vi piacesse voler servire -& a lui del tutto dedicarvi. oh come vi si accenderebbe -il cuore del divino zelo: oh quanto fervore vi nascerebbe -nel gentil animo veggendo la mortificatione -delle vostre membra, & l'innocentia de vostri casti petti: -ma perche penso in brieve di vedervi col corpo, si -come a tutte l'hore col spirito vi veggo, non dirò piu -oltre. Iddio da peccati vi guardi insieme con la S. V. -madre. Di Milano. -<span class="pagenum" id="Page_90-r">[90-r]</span> -</p> - -<h2 id="lucrezia90r">LUCRETIA MASIPPA ALLA S. -CAMILLA PALAVICINA S. DI -CORTE MAGGIORE.</h2> - -<p> -L'e' si grande S. la consolatione c'ho sentito nel vedere -Piacenza, Cremona & altre terre, che lungo l'altiero -vostro & famoso Re de fiumi giacciono; che m'è -venuto voglia di gir sempre vedendo il mondo; & -certo lo farei se l'amore che porto alle mie figliuole, -& il timore di non esser tenuta instabile, & vagabonda, -non me ne spaventasse. & chi sa che la peregrinatione -non facesse forse in me, quell'effetto, che gia -fece in Ulisse? cioè non mi facesse divenir assai piu prudente -di quel che sono veggendo tanti vari costumi de -popoli: hora si che io vorrei esser huomo & non femina, -per potere ispeditamente gir ovunque mi piacesse. -molte per certo anzi infinite sono le cose, lequali desidero -vedere pur che lecito mi fusse senza riceverne biasmo -alcuno. Vorrei primieramente vedere la bellezza -delle donne Inglese, & udir la dottrina delle dotte figliuole -del gran Thomaso Moro. Vorrei vedere la politezza -delle femine di Olandia, & intendere per lor -bocca, come faccino per haver si belle tele come hanno. -Vorrei imparare que sottili lavori delle Fiamenghe. -Vorrei vedere se le Alemanne sono anchora si -ardite come già erano quando fecero con vergogna -de lor huomini resistenza alle nemiche squadre. Vorrei -vedere se elle sono dell'honore si amiche, come già -furono quando doppo la vettoria di Mario, per non ricevere -dishonore, s'impicarono per la gola. bramo vedere -<span class="pagenum" id="Page_90-v">[90-v]</span> -il grato trattenimento delle donne Francese & di far -riverenza a quella virtuosa & cortese Reina di Navara, -che m'ha si fattamente il cuore innamorato che -ad altro piu non penso che ad imitare le sue sante pedate. -Se lecito mi fusse di gir dove la voglia mi sforza -& mi sperona, farei concorrenza al padre Libero, che -peragrò gia tutto'l mondo. Vorrei vedere se l'è vero -che presso di Sijene si adori per Iddio il pesce, & in -Ambraccia una Leonessa per havergli già ammazzato il -Tiranno, & restituito lor, l'amata libertà. Vorrei -sapere se vero fusse, che li Delphini adorassero un Lupo, -& se presso li Lacedemonij sieno rizzati nobilissimi -Tempij al timore, al riso, et alla morte. Vorrei saper -se l'è vero che li Trogloditi adorino le Testugini, & -molte altre cose, vorrei vedere quai desidero sovra modo -& di questo desiderio ne siete voi stata la potissima -cagione, poi che sviatami l'anno passato di Vinegia, -con quelle vostre dolcissime parole & belli modi, foste -cagione che io vedessi tanti ameni luoghi & tanti -ben culti giardini a mio grande agio contemplassi. Vi -hò voluto notificare per lettere questo mio novo desiderio, -accio che voi col vostro sollevato ingegno, & grave -giudicio, m'insegnaste la via, & il modo, di sodisfare -a quanto desidero, senza dar macchia ò fregio alla -donnesca reputatione, laquale sempre mi fu et essermi -deve cara piu che la luce de gl'occhi miei, & quando -pur per voi sporto non mi sia quello consiglio che si -avidamente ne aspetto, hò deliberato nell'animo mio, -provedermi d'un Tolomeo, d'un Strabone, di un Po: -d'un Mella, d'un Solino, d'un Dionisio, d'un Plinio, & di -<span class="pagenum" id="Page_91-r">[91-r]</span> -quel Stephano che gia si dottamente scrisse del sito -della Grecia & chiudermi con le mie figliuole nel mio -studio, & quivi dolcemente trastullarmi: & chi sa che -forse non mi venga fatto di poter un giorno in tal materia -recar qualche luce a studiosi; come già è avenuto -a quella gentil Signora Sforzesca, laquale per leggere -studiosamente quanto della quiete dell'animo, fu da Plutarco -& da Seneca scritto, ne ha poi dato quel bel libro -della vera tranquillità c'hoggi non senza gran profitto -& contentezza si legge da ogn'uno. & qui fo termine -al ragionar mio, pregandovi a scrivermi con quella -humanità, che solita siete di fare. Certamente quando -veggo le vostre lettere piene di spirito, di maestà & -di singolar elegantia, parmi leggere il libro della vita, -ove descritti sono tutti i nomi delli eletti a gloria eterna. -State sana che Dio vi consoli, & sempre essalti -la vostra molto illustre persona. Di Vinegia alli -XXIII. di Settembre. -</p> - -<p> -Le mie obedientissime figliuole, con la dovuta riverentia, -vi salutano & come Idolo beato insieme con esso -meco vi adorano. -</p> - -<h2 id="duchessa91r">LA DUCHESSA D'AMALPHI -A M. CLARITIA B.</h2> - -<p> -Infinito piacere ho ricevuto intendendo che vi siete data -alli studi, di che lungo tempo ho dubitato non faceste mai, -per esser voi delle lettere assai piu nemica di Licinio -Imperadore, di Philonida Melitense, di Eraclide Licio, -<span class="pagenum" id="Page_91-v">[91-v]</span> -& di Britanione: ma lodato Iddio poi che raveduta -vi siete del vostro fallo. Oh qual dolcezza sentirete volgendo -sossopra per l'avenir hor questo hor quell'altro -bell'auttore; nella qual cosa imitarete le Api lequali, da -varij fiori varij succhi raccogliono et col loro spirito gli -mutano & digeriscono, altrimenti non farebbono il -mele: trasformarete anchora voi in vostro uso ciò che -presso di quelli leggerete, & talmente imitarete i buoni -auttori che doventiate simili a quelli non come imagine -dipinta, ma a quella guisa, che noi veggiamo i figliuoli -rassimigliarsi a padri, sappiate che si come di diverse -voci consiste il choro, cosi dalla mescolanza di varie -discipline, consiste la vera eruditione: ma non vi si -scordi già per alcun tempo se ben dotta pensate di voler -doventare, che si come il cibo che nuota nel stomaco, -non è cibo, ma un grave peso, tramutato poi trapassa -in sangue & ne porge vigore, cosi accadere a -punto nelle Dottrine. bisognar ben quelle masticar, ben -digerirle, & non lasciarle cosi solide nella fantasia: ma -pazza sono ben'io a volervi di ciò piu diffusamente ammonire -conoscendovi tutta ingegnosa, & tutta piena di -spirito: taccio poi della felice compagnia nella qual siete, -atta a disciplinare et far erudita la rozza Batavia -con l'inculta Beotia. state sana & lieta & attendete a -l'incominciata impresa, nella quale (se lo spirito prophetico, -in me non vaneggia) havete da riuscire maggiore -assai di Damisella Trivulza, di Cassandra Fedele -& di Isotta Nugarola: d'Amalphi alli XIII. -di Agosto. -<span class="pagenum" id="Page_92-r">[92-r]</span> -</p> - -<h2 id="lucrezia92r">LUCRETIA RELOGGIA A M. -ANDROMACA.</h2> - -<p> -Mando a V. S. il presente lattore per intendere se -l'è vero che il cielo alli di passati apparito sia sanguinolento -si come apparve già quando il Re Filippo -assalì la Grecia. Se l'è vero che sieno appariti tre Soli -si come apparvero essendo Consoli Sp. Posthumio & -Q. Minutio: s'è detto di piu qua da noi, che si sono -uditi sensibilmente alcuni strepiti di arme a quella -guisa che si udirno nella guerra Cimbrica: avisatime -(vi prego) di quanto vi richieggo sapere, perche ne sto -molto ansiosa & temo che qualche gran calamità non -venga a la sproveduta sopra de capi nostri. temo (per -dirvi il vero) che li peccati nostri non habbino passato -il segno di remissione, & che Iddio de vostri falli (come -meritiamo) non ci punisca: preghiamo Iddio che habbia -pietà de nostri errori, & con esso noi usi la sua clementia -& lasci da canto la giustitia. Fate che il messo mio -non ci ritorni senza vostre lettere, le quali pienamente -del tutto me informino. Di Padova alli XXV. -d'Aprile. -</p> - -<h2 id="aluigia92r">ALVIGIA ASINELLA A M. -LEONORA BOLLA.</h2> - -<p> -Io non so quel che mi debba dir del vostro cervello, il -quale regger non puo ne alla buona, ne alla rea fortuna. -paretemi veramente simile a un corpo infermo, ilquale -non puo tolerar ne caldo ne gelo. doverreste pur -<span class="pagenum" id="Page_92-v">[92-v]</span> -sapere che si come l'Api dell'amarissimo Timo, raccogliono -soavissimo mele, così le persone savie sogliono dalli -affanni, & dalle tribulationi sempre trar qualche utilità: -è da pigliar sempre in buona parte ciò che fuor -dell'aspettatione ne aviene. ma voi fate appunto come -fanno i fanciulli, liquali se di un minimo solazzo privi -sono subitamente risolti in amare lagrime sprezzano -ogni altro piacere & commodo. Voi certamente -per un poco di dispendio vi convertite in dispiacere quanti -bei commodi v'habbi & natura & fortuna dati. Deh -ratemperative hormai & mostrare il valor del cuore, -poi che v'è ne data si bella occasione; non ammirate tanto -l'altrui fortuna c'habbiate in odio la vostra: non fate -come fanno gli adulteri, liquali invaghiti delle altrui -mogli sprezzano le loro; contentative della vostra sorte. -Di Piacenza alli X. di Gennaio. -</p> - -<h2 id="leonora92v">LEONORA FIASCA A M.</h2> - -<p> -Molti lodano la bontà vostra, & molti all'incontro -biasmano l'ostentatione che voi usate, perche si creda -da tutti che buona & virtuosa siate: questo non è -ben fatto, perche la vera virtu fu sempre di se stessa contenta, -ne premio veruno ricerca: ella non dimanda loda, -non chiede premio: ne vuol alcuna ricompensa: bastali -sol di virtuosamente operare, senza che l'habbi testimonio -che predichi i suoi gloriosi fatti. si come la terra -dove si cela alcuna vena d'acqua, suol mandar sempre -fuori avanti il nascimento del Sole, alcune esalationi -in forma di nuvole, cosi quelli che sono veramente -<span class="pagenum" id="Page_93-r">[93-r]</span> -buoni sempre soliti sono di dar alcuni indicij di lor -stessi; per iquali chiunque ha punto di discorso, puo chiaramente -comprendere che in te sia la lor bontà: astenetevi -adunque da queste brutte affettationi, lequali possenti -sono a scemarvi la reputatione, anzi che di accrescerla -pur tantino: Io ve n'ho piu volte ammonita, -ma per quel che mi aveggo, gitto via il tempo & l'opra -insieme poscia che voi non ci attendete. Paretemi -voi fatta simile al terreno di Narni, ilquale per la -pioggia si fa arido, & per il caldo s'inhumidisce, la dove -M. Tullio si puose a giuocarci sopra & dire, <span class="smcap lowercase">EX -IMBRE PULVEREM, EX SICCITATE -FIERI LUTUM</span>. Cosi credo io facciano le ammonitioni -mie verso di voi, se vi predico l'humiltà, insuperbite -fuor di modo, & se all'ambitione per aventura -vi conforto, vi abbassate piu di qualunque vilissima -creatura. Hor su fate pur a vostro modo & vedrete -quel che ci guadagnerete: non altro intorno a questo -fatto vi ragiono. Scrivetime spesso, perche farò il medesimo -verso di voi. Di Mantova alli IIII. di Novembre. -</p> - -<h2 id="giulia93r">GIULIA GELMINI A M. -CAMILLA P.</h2> - -<p> -Hò favellato con quella buona femina che m'havete -inviato per i miei servigi: certamente non vi siete -punto ingannata dell'ingegno & della prudentia sua: -di che aveduta me ne sono in una sol risposta ch'ella mi -<span class="pagenum" id="Page_93-v">[93-v]</span> -dette. Protogene Pittore conobbe l'eccellentia di Apelle -per una sola linea non havendo mai piu veduto la -faccia sua, & io scopersi subitamente l'altezza del suo -ingegno per una accorta parola ch'ella mi disse. Ve ne -ringratio quanto so & posso, ne per me mancherò di -trattarla amorevolmente, come se sorella mi fusse & -non serva. hormai ho imparato con mio danno a governare -altrui. So che ad alcuni si richieggono dolci ammonitioni, -& ad alcune acerbe riprensioni, a quella guisa -appunto che veggiamo alcune gemme non risplendere -se non sono macerate nell'aceto & altre bollite col -mele farsi piu belle & piu lucenti: ho similmente avertito -che si come piu facilmente s'insculpisce nelle gemme -ciò che l'huomo vuole se l'instrumento è caldo & fervente -che se freddo fusse, cosi puo efficacemente comandare -qualunque padrona ama ciò che loda, & di cuore -odia quel che essa con la lingua vitupera. Io fui sempre -di questo pensiero & animo, di far piu tosto con arte -& con ragione che per viva forza, ma per non mi -diffondere nel scriver piu di quello che fa di bisogno, vi -conchiudo che me n'havete fatto singolar piacere. Domani -manderò per essa et darolli quella impresa, che m'hò -disegnato nell'animo di volergli dare, & di quello che -ho promesso alla S. V. di donargli per sua mercede -non mancherò per quanto cara mi è la vita, & l'honore. -Di Napoli alli X. d'Aprile. -<span class="pagenum" id="Page_94-r">[94-r]</span> -</p> - -<h2 id="lucrezia94r">LUCRETIA MASIPPA A M. -CANGENUA F. N.</h2> - -<p> -Io mi trovai l'altro giorno in un drappello di savie donne, -dove molto si ragionò della schiettezza et della lealtà -che alle persone d'honore come voi siete si conviene, -& anche ragionossi della duplicità de cuori, & biasmossi -con acerbissime parole quella simulatione & hippocrisia -(per dirla con voce Greca) che in molte femine -dell'età nostra non senza gran giattura a tutte l'hore si -scorge & di voi diffusamente si parlò & gran colpa di -ciò vi si dette da ciascuna. Iddio sa quanto mi dispiacque -che si leggiadra donna qual sempre foste, si credesse macchiata -di si lorda & di si brutta pece: ma perche vi siete -voi cara sorella cosi lasciata ammorbare & avelenare? -non vi pare assai che nel corpo celato si stia l'animo, -senza che nell'animo si celi anchora & coprasi la verità? -ò quanto è lodato Pomponio Attico del non haver -mai (al suo vivente) favellato simulatamente, quanto dall'altro -canto è biasmato presso di Aristophane quel Phrimonda -per esser stato sempre natural nemico di quella -schietezza laquale io come qualità veramente divina et -celeste amo & adoro: & per qual altra cosa biasmasi -presso di Homero Sisipho salvo che per non esser stato -leale, & nella sua lingua verace? Io per me, non so -come conversar si possa mai con tal sorte di persone, che -altro ha nel cuore & altro nella bocca gli risuona sono -pur questi tali dalla santa scrittura giustamente condennati: -sono pur divinamente rassimigliati alli astuti -Draconi. O Dio perche non ve la scacciate voi tosto dall'animo? -<span class="pagenum" id="Page_94-v">[94-v]</span> -non vi accorgete forse quanto ella si disdica alle -altre vostre buone & illustri qualità? sufficiente giudico -io questo difetto per mandarvi in bocca di Lucifero -(se la divina misericordia non vi aiuta & non vi -difende) l'è sufficiente questa mala parte a farvi odiosa -& abhominevole alla miglior parte del mondo, imperoche -qualunque non è schietto è di necessità ch'egli sia -nella vita sua tutto vario & inequale, hor bugiardo, -hor verace, hor aspero & hor dolce & piacevole; -la onde non senza giusta causa Plutarco li rassimiglia -a quel lago che si trova presso delli Trogloditi c'hora è -salso, hor è dolce, & sovente volte si trova amaro, ma sapete -voi madonna mia quel che ci inganna & l'intelletto -nostro abbarbaglia? ingannaci il credere che questa sia -una vera & lodevole virtu & quelli mali difficilmente -sempre si schivano, liquali sotto protesto di bene familiarmente -ci lusingano; quante n'ho io vedute che per -saper ben simulare, & alloro arbitrio dissimulare, et rade -volte dir il vero, uccellando & schernendo quelle -persone, lequali forsi erano tenute di cuore amare, & riverire, -credevano d'esser ben ingegnose & di alto intelletto, -grossolane tenendo quelle che portano il cuor -in bocca, & quelle medesime voci li risonano nel cuore -che nella voce si sentono. Voi vi potreste forsi dolere -& con esso meco iscusare, con dir che se siete simulatrice, -ciò vi aviene per esser sin da fanciulla avezza con -persone di tal professione instrutte: accetto io in ogni modo -questa vostra poco probabil scusa; perche ottimamente -conosco di qual pelo sieno state per il passato sempre -le conversationi vostre: ma quanto però maggior loda -<span class="pagenum" id="Page_95-r">[95-r]</span> -ne riportereste voi facendo come fa il pesce che nasce -in mare & pur non ritiene pur una dramma del sale -marino: di quanto maggior pregio sareste voi tenuta, -se faceste come hò veduto far molti & nati & nodriti -fra Barbari che pur da ogni Barbarie remotissimi -sono. & qui faccio al mio scriver fine. Di Vinegia -alli X. d'Agosto. -</p> - -<h2 id="contessa95r">LA CONTESSA CATHERINA VISCONTE -LANDESSA ALLA S. CINTHIA -PICCOL'HUOMINI.</h2> - -<p> -Alli di passati io hebbi quel Dialogo che voi per cosa -nova mi mandaste composto da un certo lava ceci ch'esser -non pò già altrimenti, poi che vi si biasmano per dentro -le donne come cosa di poco ingegno, di niuna prudentia, -di niuno giudicio & di minor intentione (salvo -che all'oprar male). Io haveva fra me stessa pensato di -volerlo confutare con vive ragioni, & con fortissimi -essempij: ma sopragiungendomi diverse occupationi; -sono rimasta à mezo corso dell'incominciata impresa. et -perche l'auttore del Dialogo, molto si ferma in raccogliere -l'utilità grande che recato hanno al mondo gli huomini -con l'inventione di molte cose: cosi io all'incontro -con assai diffuso sermone, dimostrava nella mia confutatione -come Minerva ritrovasse l'olivo, Cerere le biade -& la coltura della terra: Phemone il verso Esametro: -Anagallida il giuoco della Palla: Glicera le corone: -Carmenta madre di Evandro le lettere: Semirami la -nave longa; Città Luchese l'oro nella pelle tessuto: Sapho -<span class="pagenum" id="Page_95-v">[95-v]</span> -il verso Saphico: Combe figliuola di Asopo l'armatura -di Enea: Pantasilea la scure: Clio le historie: Melpomene -le Tragedie: Thalia le comedie: Euterpe le -Tibie o Flauti che li vogliamo dire. Erato la Geometria, -Terpsicora il Salterio; instrumento presso li antichi molto -usitato: Urania l'Astrologia: Polimmia la Rhetorica: -Calliope le lettere greche: Thimele il Saltar Scenico: -Gulphila le lettere Getiche: Nicostrata i Caratteri latini: -& cosi di mano in mano scorreva io sempre di lungo, -aggiungendo sempre alle inventrici i testimoni delli antichi -& Greci & Latini: ma per dirvi il vero, m'è paruto -poi di far meglio collocando il tempo in speculatione -di maggior momento. questi nel vero sono pur i bei -Capricci che vengono in capo ad alcune bestie, poi che -per parere galanti & ingeniosi cavaglieri si pongono a -dire & scriver male delle donne, quasi che dalle donne -& nati & nodriti non sieno: sciocchi nel vero ch'essi -sono, & degni di esser con l'Eleboro purgati, sel accaderà -che noi ci vediamo prima che me ne vada al Sen: vi -farò copia di quanto mi ritrovo havere in tal materia -scritto. fra tanto, state sana & per difendere le donne -se non bastano le parole, poneteci & l'unghie & i denti. -Di Piacenza alli XIII. di Gennaio. -</p> - -<h2 id="lucrezia95v">LUCRETIA M. CONTESSA BECCARIA -ALLA S. R. N.</h2> - -<p> -Non ci puo illustre S. mia esser il peggior segno delle -nostre future rovine, che di vedere i tristi & disleali -hoggidi triomphare & governare per il lor arbitrio -<span class="pagenum" id="Page_96-r">[96-r]</span> -il mondo; l'è questo segno molto piu certo che non è di -ventura tempesta, il vedere con gran lascivia scherzare i -Delphini sendo il mar tranquillo & bonacciato. Questo -vi dico io acciò stiate ben avertita & proveggiate a casi -vostri. Si come spesse volte aviene, che sendo il cielo -ben sereno, alla sproveduta crudel tempesta si lievi: -cosi anchora sendo le cose prospere & liete, n'accade -spesso di vedere con nostra mala contentezza grandisimi -bisbigli & atrocissime perturbationi. che sarebbe -adunque da fare? io vi consigliarei sorella honoranda a -levarvi quindi dove al presente vi ritrovate con si mala -compagnia. non siate per Dio si mal accorta che non prevediate -la tempesta che vi sta sopra del capo, avanti -ch'ella faccia il suo colpo: imitando la buona disciplina -de diligenti Agricoltori. & questo bastivi, quanto al caso -occorso (dico dell'insolentia de vostri nemici) & di -quanto potete ragionevolmente temere. Verrò hora -pian piano, a toccare dell'altre corde per vostro beneficio -non meno necessarie. Parerebbemi .S. ottimamente -fatto che voi riponeste que danari che tratti havete per -conto della dote vostra in piu sicuro luogo & meno esposto -alle insidie de rubbatori. Natura puose l'anima della -Murena nella coda & non nel capo, per insegnarci a riporre -le cose che carissime havemo ne luoghi che soggetti -non sieno alli pericoli dell'altrui rapacità. cosi facendo -non havrete forsi cagione di star sempre su le nimicitie, -& sul far del continuo liti: non dico già che voi -diate licentia per hora al fattore vostro, sperando per -questo di rimediare a vostri affanni: perche nel vero io -temo che questo non sia sofficiente rimedio al morbo, che -<span class="pagenum" id="Page_96-v">[96-v]</span> -penetrato veggo nelle viscere delle facultà vostre: temo -che non fusse il rimedio che si procurasse simile à punto -al rimedio che ne porge l'Erba detta Climenos; laquale -talmente giova, ch'ella spesso induce sterilità et alle donne -& a gli huomini: & qual giovamento sarebbe questo -scacciare un male, per admetterne un peggiore? ponete -adunque mente a fatti vostri, se non ci volete rammaricare -come sin qui havete fatto. Io me n'anderò fra -pochi giorni in Villa, dove intendo che tutto il mio studio -sia nell'Agricoltura; hò di già incominciato a fare -un giardino non inferiore a quello di Cirro, dove penso -disporre tutti gli alberi nella figura quincunce: se vi -verrà voglia di villeggiar con esso noi, fatecelo sapere -che per voi verrò battendo l'ali. Fra tanto state sana -& il piu che potete lieta: il mio consorte vi si raccomanda -& li figliuoli miei vi basciano riverentemente -le belle mani. Di Pavia alli XX. d'Aprile. -</p> - -<h2 id="claudia96v">CLAUDIA GLIZERIA A -TULLIA CASTRICCIA.</h2> - -<p> -Io intendo sfacciata meretrice, che tu hai ardimento di -violar con la tua maledica & fracida lingua, l'honore -che m'ho acquistato, stando tanto tempo rinchiusa fra -i termini d'una picciola cameretta; menando vita dura -& parca, con l'ago & col fuso provedendo a miei bisogni, -& non dandomi in preda mai ad alcun vano amadore -come tu sempre facesti, da che uscisti dalle fascie. -Era Messalina moglie di Claudio men di te impudica. -Fu men sfacciata di te Galvia Crispilina, & hai ardire -<span class="pagenum" id="Page_97-r">[97-r]</span> -di morder l'honestà mia. Credimi pur che se per l'avenire -non te ne astieni ti farò un mal scherzo, di pur -di te, & lascia star gli altri. Di Milano. -</p> - -<h2 id="contessa97r">LA CONTESSA TASSONA PETRATTA -ALLA S. ISABELLA TASSONA -BELTRAMA.</h2> - -<p> -Il dolore che sentito havete & del continuo sentite per -la morte del S. Giannoto vostro amorevolissimo Padre, -& mio honorato parente, mi fa star si mal contenta -che ne di giorno, ne di notte, posso pel gran cordoglio -liberamente respirare; & fra me stessa sovente dico -quanto mal si puo dir della morte, la maledico, la biastemmio, -& me la imagino per la piu horrida cosa che -imaginar si possa: hor mentre in questo contrasto sono, -& fra me stesso con i miei duri pensieri combatto: ecco -che io sento una celeste voce che al cuor mi parla con -tacita favella, & si mi dice, che piangi? che ti duole? -di qual cosa t'attristi tu? forsi perche il S. Giannotto -hà cambiato vita mortale per haverne una immortale? -hà mutato un'albergo terreno, per possederne un celeste? -Ah sciocca che sei & invidiosa delle sue perpetue -consolationi: non ti avedi che con queste lagrime & con -questi vani lamenti perturbi le dolcezze ch'egli nel cielo -gusta? con questo pensiero presi io la penna in mano, -& deliberai di volervi con mie lettere supplicare a -darvi anchora voi pace, a rasciugarvi il delicato viso, et -al tutto consolarvi, & cosi ve ne prego quanto piu pregar -ve ne posso: mala cosa potrete voi reputar signora -<span class="pagenum" id="Page_97-v">[97-v]</span> -Isabella la morte sendo dalli antichi nostri detta esser -ministra di giustitia, porta di salir al Cielo, scala di doventar -immortale, & unico riposo delle nostre miserie? -non dice l'Apostolo che beati sono i morti? & rendendo -di ciò la ragione, dice perche riposano dalle fatiche -loro: il S. Giannotto. adunque riposa & voi vi inquietate -i spiriti, & voi di si mala maniera vi tribolate? Deh -non piangete più. à che proposito versar tante lagrime -& mandar fuori del petto tanti dolorosi sospiri: se vostro -Padre il quale prima di voi nacque, prima di voi -è anchora morto: s'è servato in questo la legge della natura: -volevate forsi morir prima di lui. havendo Iddio -nella sua imperscrutabil mente determinato di trarlo a -se prima che trahesse voi? quando egli vi fu da Iddio dato -per padre, vi fu dato con tal conditione, ch'egli era -mortale & che padre non vi sarebbe salvo che per tanto -spatio di tempo, quanto egli v'è stato: solo Iddio ci -è padre perpetuo & eterno: i padri carnali ci sono dati -a tempo. se insin'hora hà fatto verso di voi ufficio di -padre pensate che hora essendosi partito da questo mondo -avanti a voi, come anchora era cosa lecita, & honesta -farà ufficio di foriere, & vi apparecchiarà nelle celesti -stanze commodo & honorato albergo & come credete -voi ch'egli morisse contento, ramentandosi d'haver -sempre vissuto honoratamente & da huomo che Iddio -ami, tema, & di perfetto cuore riverisca: con quanta -consolatione credete voi che trapassato sia, ricordandosi -d'haver voi prima, (qual amò sempre tenerissimamente) -a si nobilissimo cavagliere collocata. Sono anchora -piu che certa che di gran contentezza gli è stato, il morire -<span class="pagenum" id="Page_98-r">[98-r]</span> -fuor della patria per non veder le lagrime de suoi -cari parenti, & per non udir i singhiozzi de suoi fedelissimi -vasalli, i quali amava & consigliava non da padrone, -ma da vero padre, non da Tiranno, ma da vero -& legittimo possessore. Forse che a voi rincresce perche -l'è morto in Ancona, & non a lo stato suo ò vero nella -delitiosa Napoli: & io vi dico ch'egli non poteva morire -in piu accommodato luogo, accioche facilmente in -ogni luogo si risapesse il suo felice trappasso: qui voglio -far fine al mio scrivere acciò non paia che io mi diffida -della vostra prudentia, ne voglio piu piangere, accio -non si creda che io dubiti di non vederlo al novissimo -giorno risuscitato. Di Ferrara nelle nostre case -alli XXV. di Ottobre. -</p> - -<h2 id="giulia98r">GIULIA GONZAGA -CONTESSA D'ARCO.</h2> - -<p> -State fanciulla mia quanto piu potete dalli huomini nascosta: -celatevi a tutte l'hore dalli occhi de belli et impudichi -amanti, li quali, à guisa de Basilischi & Catoblepi -sol con l'aspetto uccidono le semplici & mal accorte -fanciulle: non vi curate che si spargi fama della -vostra corporal bellezza; curatevi sol che di voi si dica -che savia & pudica siate, & che proposito vi habbiate -l'honestà davanti alli occhi per unico segno di tutte le -vostre attioni. Io non vi saprei mai darvi il miglior rimedio, -ne porgervi la piu singolar cautela, che di star -lontana dal fuoco non volendo abbrucciare: attenetevi -a questo medicamento, che fedelmente vi dimostro poi -<span class="pagenum" id="Page_98-v">[98-v]</span> -che d'altro migliore non vi so provedere, colpa veramente -della miseria humana c'ha si scarsi i rimedij a suoi mali: -i Cervi col mangiar del Dittamo si fanno uscire le -saette dal corpo, & se dal Phalangio son percossi si medicano -mangiando de Gambari, le lucertole offese da serpenti, -ricorrono ad una certa herba lor molto amica, -et tosto rimediano alle ricevute offese: le Rondinelle soccorrono -alla cecità de lor pulcini con la Chelidonia: le -testugini col mangiar della Cunila fortificano le forze -contro de Serpenti: le mustelle con la ruta si confortano, -pria che dieno la caccia a topi: le cicogne pigliano -vigore dall'origano: li porci selvatici dall'ellera: i serpenti -dal succo del fenocchio: i dragoni dalla latuca selvaggia: -le Pantere si aiutano con le feci humane; l'Elephanto -con l'herba detta camaleonte: li orsi lecando le -formiche: la palumbe, i Merli le perdici, & le cornacchie -con le frondi dell'alloro si medicinano: & noi soli -nel riparare alli danni che n'arrecano le facelle d'amore, -siamo prive di ogni consiglio & di ogni argomento -contro qualunque vitio si puo virilmente a viso aperto -contrastare: ma con la lussuria non con altre arme, conviensi -combattere, che con prestissima fuga: qui bisogna -volgere le spalle se vincer si vuole: ne crediate già che -dishonorevole sia cotal fuga. se aviene carissima figliuola -che pungere vi sentiate il cuore da stimoli amorosi, -recatevi subitamente per la memoria quelle pungenti -spine che trafissero il cervello al Redentor del mondo: -recative per la memoria quei acuti chiodi co' quali fu -confitto sul legno della Croce il fattor del cielo, & della -terra: forse che con simili contemplationi raffreddarete -<span class="pagenum" id="Page_99-r">[99-r]</span> -i riscaldamenti della carne: miglior consiglio -non vi saprei io dare (se del mio corpo uscita foste) accettatelo -adunque con quello affetto che io vel porgo; -& ponetelo in essecutione senza farvi sopra alcuno indugio, -& me amate. Di Piacenza alli XX. -di Agosto. -</p> - -<h2 id="francesca99r">FRANCESCA VIDASCA ALLA -ILL. S. POTENTIANA CONTESSA -D'ARCO.</h2> - -<p> -Io mi sono infinitamente rallegrata, udendo che partorito -habbiate un bello & dolce figlio: raguagliata poi -che io fui dell'hora ch'egli nacque incontanente mandai -per dui miei famigliari, nelle Astrologiche divinationi -piu periti & instrutti di Apollonio Tianeo & di quel -Conone da Virgilio ne suoi versi pastorali mentovato -& feci lor fare la natività del ben nato fanciullo: & -senza alcuna controversia ritrovorno ch'egli sarebbe -& piu bello & piu casto di quel Cesto, la cui bellezza -& castità descrisse già Martiale dicendo <span class="smcap lowercase">QUANTA -TUA EST PROBITAS, QUANTA EST PRAESTANTIA -FORMAE CESTE PUER, PUERO -CASTIOR HIPPOLYTO</span>? ritrovarno di più che -egli non sarebbe men bellicoso & martiale di Pirro ò di -Leonida: non hò io adunque ragione di rallegrarmene? -Attendete pur voi S. Contessa a far il debito vostro, -procurandoli balia honesta che non s'imbriachi, & -che non sia nella lingua dissoluta & licentiosa: quando -sarà poi tempo ch'egli si ponga sotto la disciplina et de -<span class="pagenum" id="Page_99-v">[99-v]</span> -litterati precettori & alli essercitij cavallereschi tutto -si applichi; non dubito che l'Illustre C. Sigismondo non -faccia quanto se li converrà di fare perche sostenga l'honor -della casa d'Arco: ne altro dico. Iddio vi conservi -tutti in lieta sanità & faccia sempre si felicemente prosperar -i casi vostri, come io di perfetto cuore il bramo, -& a tutte l'hore il desidero. Di Trento alli XX. -del presente. -</p> - -<h2 id="caterina99v">CATHERINA LANDESA TRIVULZA -ALLA S. PAULA SCOTTA -CONFALONIERA.</h2> - -<p> -Alla venuta del Prencipe di Spagna (se altro non occorre -che ci impedisca) farassi recitare una bellissima -Comedia, nella quale (se il mio giudicio non m'inganna) -vi saranno Istrioni & recitatori non men faceti -& piacevoli di quel Stephanio chiamato da Svetonio togatario, -percioche fu il primo che recitasse Comedie -con la toga: ma che dico io di Stephanio? vi saranno recitatori -da far vergognare Rubrio, Cilisco, Theocrine -& quel Castore di cui favella Horatio nelle sue Pistole -dicendo <span class="smcap lowercase">AMBIGITUR QUID ENIM CASTOR -SCIAT AN DOCILIS PLUS</span>. Il soggetto della -comedia è bellissimo, pieno di varia instruttione, à tal -che io giudico che non s'ingannasse punto colui che disse -che la comedia era maestra della vita nostra, anzi -uno specchio, nel quale rappresentavansi non sol le astutie -& furti servili, ma dipingevansi anchora li inganni -delle meretrici, i brutti vantamenti de soldati, la -<span class="pagenum" id="Page_100-r">[100-r]</span> -falsa religione de mali preti, & mille altre cose, atte all'humana -instruttione piu di qualunque altra sorte di -Philosophia: di che disponetevi di venirci a trovare, che -niuna piu grata cosa ci potreste al presente fare. state -lieta. Da S. Fiorano alli XII. di Novembre. -</p> - -<h2 id="genevra100r">GENEVRA VILLA FUORA A M. -PETRONIA VERERA.</h2> - -<p> -Vostra Cia parlò alli di passati con esso meco lungamente -di voi, & fra molte cose ch'ella mi disse, si -fu che eravate tutta oppilata: habbiate (vi prego) miglior -cura de fatti vostri di quel che havete havuto fin'hora -& schivate di mangiar cibi generativi di ostruttioni, -come sarebbe cacio, pesce & vini carchi di colore -ispetialmente dolci, delli quali siete sovra modo vaga: -non mi dispiacerebbe che quando vi levate la mattina -per tempo & vi sentite d'haver ben digesto il cibo, vi -faceste far pianamente le fregagioni. loderei anchora -che voi faceste piu esercitio di quel che fate, non dico già -che n'andiate alla caccia, ne in su la guerra come Diana -& come Arpalice era solita di fare: ma vi dirò bene -che non biasmerei giamai che alle volte anzi, che ogni -giorno giuocaste alla palla: qui forse voi vi riderete di -me essortandovi io ad uno essercitio usitato da gli huomini -& non dalle donne: & io dimanderei volentieri a -voi perche non si appartiene egli cosi alle donne come -alli huomini essendo la palla inventione di Anagalli fanciulla -di gran valore? nel quale giuoco tanta utilità consiste -che non mi par punto maraviglia se Galeno ne scrisse -<span class="pagenum" id="Page_100-v">[100-v]</span> -si gentil trattatello come egli ne scrisse. l'è vero che -alle volte piu mi piacerebbono quelli esercitij, nelli quali -sono egualmente esercitati lo spirito col corpo, che sarebbe -il passeggiare per le colline pian piano, ragionando -dell'infinito valore c'hebber le donne antiche, et cosi formar -l'animo alla imitatione di quelle: ne altro per hora -vi dico. state lieta & amatemi. Di Napoli alli -XXX. del presente. -</p> - -<h2 id="sulpizia100v">SULPITIA BIRAGA ALLA S. -ZENOBIA VISCONTE.</h2> - -<p> -Hò presentito che vorreste pigliar marito & desiderareste -haver il capitano Nicolò Franciotto: mi maraviglio -del giudicio vostro che tal persona desiderate, -non dico ch'egli non sia nella sua patria nobile, non niego -ch'egli non sia nell'arme valoroso, & tanto amico -d'honore quant'altro sia a servigi del Christianissimo -Re: ma ben vi affermo che se lo togliete, non saprete il -piu delle volte se voi siete pesce ò carne. quando pensarete -d'haverlo presso di voi, eccoti che ito sarà in Constantinopoli -ò che si apparecchiarà per gir alla corte: -quando pensarete d'essergli fitta nel cuore, li sarete caduta -dalla cintola. credendo poi ch'egli n'habbi a noia, vi -terrà sopra del capo ne si vedrà satollo di vezzeggiarvi, -si che a voi lascio considerare se questo è un cervello -da sceglier per marito. non gli darebbono nel capo quanti -arcieri ha l'Isola d'Inghilterra. misera voi se li capitate -alle mani: io vi consiglierei piu tosto di gire alla -Contessa di Guastalla & supplicarla ch'ella vi ricevesse -<span class="pagenum" id="Page_101-r">[101-r]</span> -nella sua santa compagnia et ivi esercitaste lo spirito -nelle devote meditationi, & il corpo con le atroce discipline -castigaste: vi parerà d'esser in paradiso, tanti angelici -spiriti in questa devotissima casa ritrovarete. oh -come sarebbe questa molto meglior elettione che di farvi -moglie d'un soldato, pensate voi forse ch'altro sia il -soldato che una vitima la quale d'hora in hora stia per sacrificarsi -al Dio Marte? niuna conditione d'huomini è -di natura piu iraconda et rapace del soldato, et voi cercate -di porvegli nelle mani non vi confidate nella vostra -bellezza per cioche egli non mirò mai ne mai fu d'altra -bellezza contemplatore che di quella de lo spirito non vi -confidate nella nobiltà del sangue Viscontesco, perche -vi so io dire che sol quella la nobiltà è da lui stimata che -ha per suo fondamento la virtù: ma di questo siami per -hora detto a bastanza. io vi hò voluto dir il parer mio: -perche cosi ricerca l'amore che v'ho lungamente portato, -cosi ricerca la fede che in me dimostraste sempre d'havere: -se'l mio consiglio non vi parrà buono, lasciatelo -da canto, ma non vi sia molesto di comunicarlo prima -con la Signora vostra Cia donna di pellegrino ingegno -& di acuto giudicio dotata, & qui facendo fine alla vostra -buona gratia di continuo mi offero, & di perfettissimo -cuore mi raccomando. Da Milano alli -XX. d'Aprile. -<span class="pagenum" id="Page_101-v">[101-v]</span> -</p> - -<h2 id="giovanna101v">GIOANNA PAVERA A M. -LUCIA NUGAROLA.</h2> - -<p> -Io non vorrei che si tosto vi fuste posta a comporre & -lasciar si facilmente veder da ogn'uno i componimenti -vostri: ma vorrei che pensato haveste che nell'imparar -lettere diversamente avienne di quel che avenir suole -nel giuocar alla palla, dove in un medesimo tempo -s'impara & ricevere & mandare: ma nelli studi ricercasi -di ricevere prima avanti che altrui si mandi non senza -misterio voleva Pithagora che i suoi discepoli per spatio -di cinque anni tacessero: ne senza ottima ragione -volle Horatio che per nove anni celati si tenessero li scritti -nostri: Non vi lasciate guidar dall'Ambitione: ma habbiate -& ne lo scrivere & in tutte le altre vostre attioni -la modestia avanti alli occhi. Di Piacenza -alli XIIII. di Maggio. -</p> - -<h2 id="elena101v">HELENA BENTIVOGLIA RANGONA -A M. ISABETTA OLDRA.</h2> - -<p> -Sono stata pregata di essortarvi alla virtu tutte le volte -che mi occorra d'haver fidato messo che a voi se ne -venga, io lo farei volentieri se ciò facesse di mestieri non -sol per obedire chi mel commanda: ma per far cosa che -alla professione di donna amica, & honesta non si disdica: -ma certa sono io che si come il cavallo di buona -razza & di generoso spirito non hà bisogno de sproni -perche facilmente corre, cosi anche chiunque arde dell'amore -della virtù non ha bisogno di chi l'avisi & instighi. -<span class="pagenum" id="Page_102-r">[102-r]</span> -io vi hò sempre conosciuta non sol amar la virtù: -ma tutta ardere di santa emulatione tutte le volte che -v'è accaduto d'udire raccontar le valorose opere di qualche -gentil madonna: non mi accade adunque essortarvi -ne speronarvi alla virtù essendoci di vostra spontanea volontà -tanto inclinata che piu esser non si puote: ma sol -attenderò a pregarvi che vogliate perseverare come -incominciato havete. state sana & lieta. Di Ferrara -alli XX. d'Aprile. -</p> - -<h2 id="leonora102r">D. LEONORA GONZAGA DUCHESSA -D'URBINO ALLA S. VIOLANTE -CARLONA.</h2> - -<p> -Io veggo chiaramente si grande essere in voi l'amore della -verità che di niuna altra cosa hormai piu vi curate, et -per questo havete lasciato gli studi de la vana Poesia & -data vi siete alle piu sante & piu segrete dottrine: felice -voi di si bella & di si santa elettione. ma perche -non acconsente il S. Iddio che piu vicina vi sia di quel -che sono: accioche trastullar mi potessi alcuna fiata in -quel vago giardino della scrittura santa & imparar a -formare & riformare la vita mia con la contemplatione -della obedienza di Sarra, con l'assiduo orare della bella -Iudit, & con la castità di Susanna. aventurata voi -se saprete perseverare come incominciato havete: guardative -S. dalle insidie di Sathanasso, il quale a guisa di -Leone va circondando per divorarci; si come ne campi -da diligente capitano governati mai si tralasciano, ne si -ralentano le guardie: ne le sentinelle si scordano: cosi -<span class="pagenum" id="Page_102-v">[102-v]</span> -mai dormir deve chiunque una volta entra nella militia -christiana: ma deve sempre star attento & vigilante -sapendo d'haver a fare con nemici piu di lui possenti, -più di lui astuti & frodolenti: Iddio sia quello che vi -consoli et porgavi consiglio in tutte le vostre attioni. non -cessarò io mai di pregar per voi: cosi vi prego a far per -me non meno bisognosa di quel che voi siete. state lieta -in Giesù Christo unico nostro conservatore. Da Fossambrone -alli XX. d'Aprile. -</p> - -<h2 id="lucrezia102v">LUCRETIA DA ESTE ALLA -S. EMILIA MORTELLA.</h2> - -<p> -Della mala compagnia che vostro marito vi fa, n'hò -sentito tanto dolore quanto sentir si possa: hò poi da -l'altro canto sentito non mediocre piacere intendendo -che delle sue minaccie, & sciocche bravate hormai vi -sbigottite poco; & havete incominciato à farne quella -poca stima che meritevolmente far se ne deve: & pare -che ottimamente l'intendiate, imperoche molti mariti -si ritrovano simili alli Cocodrilli, seguaci verso chi li -fugge, & fugaci verso chi li segue: cosi a punto sono -alcuni se si mostra haver di lor timore insuperbiscono -& ferocissimi divengono; ma se virilmente li sprezzi -& lor fai resistenza si mollifica incontanente la lor ferocità. -fate pur a cotesto modo, ne vi sgomentate, perseverate -in esser animosa & ardita; perche ve ne risulterà -piu commodo che incommodo. Dal nostro Casino -di Correggio. -<span class="pagenum" id="Page_103-r">[103-r]</span> -</p> - -<h2 id="serpentina103r">SERPENTINA POLLITA A CHRISTINA -FORUZZA.</h2> - -<p> -Io vi ho sempre sconfortata dal far l'amore & vi ho -piu volte narrato li gravi incommodi che dall'amor nascono: -ne mai m'havete voluto prestar grata udienza, -di che ne sono lungamente vissuta in grandissima malinconia -& m'era nell'animo mio rissoluta di non farvene -piu motto: ma intendendo hieri da persona di somma -fede in quanto pericolo & di vita & di honore -eravate per cadere. ho voluto dar luogo alla pertinacia -mia & di novo vi rescrivo che lasciate la pratica che -si strettamente vi havete con quel tristo & scelerato -presa: non sapete almeno che l'è si carico di mal francioso -ch'egli a gran fatica si puo porre le mani in capo -egli s'ha giuocato hormai infin'alle brache, & non -ha di che regger & sostentarsi. Ò infelice voi se mai -voglia vi viene di prendere per marito questo bricone, -questo furfantaccio inutil peso della terra: Deh se -sapeste quel che ad ogni lato sento per le case buccinare -di questa vostra novella pratica vi nascondereste per -vergogna; ma a quel che mi aveggo l'havete perduta et -havete fatto una fronte di pietra & un viso di vetro -tante volte v'ho sgridato, ne mai vi siete rimossa da questa -infame pratica. posso ben dir di voi quel che disse -il propheta <span class="smcap lowercase">FRONS MERETRICIS FACTA -EST TIBI, NESCIVISTI ERVBESCERE</span>. Scriverei -piu oltre ma lo sdegno & la collera m'indebolisce -la mano. Di Roma alli XX. d'Agosto. -<span class="pagenum" id="Page_103-v">[103-v]</span> -</p> - -<h2 id="cavriola103v">NOSTRA CONTESSA CAVRIOLA -A MADAMA DI TAMPE S.</h2> - -<p> -Intendo Madama, che doppo la morte del Christianissimo -Re Francesco, vi si è di mala maniera mutata la -sorte: & dove prima la fortuna vi mostrava un viso si -lieto, & si giocondo, mostravel hora tutto torbido & -dispettoso; & havervi da si alto luogo, posta, quasi al -fondo dell'abisso: me ne è duolto & incresciuto assai, ma -che s'ha però da fare? conviene sofferire in pace, ciò -che vuol la fortuna, la quale signoreggia in ogni cosa; -ne senza causa disse quel gentil Poeta. <span class="smcap lowercase">TE FACIMUS -FORTUNA DEAM COELOQUE LOCAMUS</span>. Consolative -Madama con l'essempio di Dionigi Tiranno, il -quale fu costretto andar in bando, & insegnar l'Alfabetto -a fanciulli nella città di Corintho. consolative con -l'essempio di Valeriano Imperadore; & di Pazaite Re -de Turchi, li quali furono astretti far ufficio de scabelli, -l'uno quando Sapore Re de Persiani, & l'altro -quando il Tamberlano voleva montar a cavallo. Indolcisca -questa vostra tanta amaritudine la calamità di -Suadocupo Re di Moravia & de Bohemi, il quale con -una veste tolta in prestanza, s'invecchiò fuggitivo fra -le selve, & le spelonche. Conforti i vostri duri casi, -l'acerba fortuna di Leggittimo, figliuol di Perseo Re -di Macedonia, il quale per sostentarsi, & per non morir -di fame, fu costretto doventar fabro: non vi disperate -punto, ma sperate di ritornare tosto alla prima -fortuna: sel fu cosa facile ad Helena madre di Costantino -di humilissima gente nata doventar moglie di Costanzo -<span class="pagenum" id="Page_104-r">[104-r]</span> -imperadore, perche non sarà piu facile a voi, -di ritornar nel primo grado? fu facile a Rodope vilissima -meretrice doventar Reina dell'Egitto et non sarà -facile a voi, il ritornare, dove prima eravate? Deh state -di buona voglia, et di cuor rallegratevi, che tosto tosto -vedremo la fortuna raserenata. Da Pudiano alli XX. d'Agosto. -</p> - -<h2 id="violante104r">VIOLANTE MAURITIA CONTESSA -DI GAMBARA A -M. GIULIA ROSA.</h2> - -<p> -Quella povera vedova carica de figliuoli, qual raccomandai -l'altro giorno alla cortesia vostra, m'ha -rifferito con mirabil gratitudine di animo, quanto siete -stata verso di lei amorevole, & liberale. Io ve ne -ringratio non sol da parte sua, ma anchora da parte -dell'ordine donnesco, poi che non sol per questo effetto -novamente fatto, ma anche per molti altri lungo tempo -usati, voi certamente fate le donne per liberalità al -mondo riguardevoli. Hebbe l'età passata Lucina Romana. -Paula Busa, Theolinda Reina, Pudentiana & -Praxeda, che nell'esser liberali fronteggiavano con gli -huomini, et l'età nostra si puo a ragione gloriar d'haver -M. Giulia Rosa piena di bontà & di virtù. Perseverate -sorella in questi buoni ufficij, se volete eternamente vivere, -ne giamai esser alla morte sottoposta. Per la virtù -della liberalità Cipriano acquistò il cielo dando ciò che -haveva à poveri di Christo. Abdia nudrì cento propheti -nascosti nelle spelonche, dal furore di Iezabel: Othone -<span class="pagenum" id="Page_104-v">[104-v]</span> -terzo Imperador adornò l'Alemagna d'infiniti monasteri: -per la liberalità famosi al mondo son divenuti, -Theodorico, Titto Vespasiano, Traiano Imperadore, -M. Scauro, M. Aurelio, et altri molti. Si che ritenete -questa virtù acciò che l'altre Madonne Bresciane, pigliando -da voi l'essempio, imparino ad esser liberali, & facciasi -cessare & andare in domenticanza quel bugiardo -detto, che si sovente contra di noi usurpano le maligne -lingue de gli huomini. <span class="smcap lowercase">AVARUM MULIEBRE -GENUS</span>. ne altro per hora vi scrivo, piacciavi salutar -in nome mio, & del conte Giovan Francesco mio consorte -la nostra Contessa Avogadra, qual non veggendo -parmi esser divenuta del tutto cieca. Di Prato Alboino -alli X. d'Aprile. -</p> - -<h2 id="maddalena104v">MADDALENA CALZAVELA -ALLA S. CONTESSA AVOGADRA.</h2> - -<p> -Mi è paruto amorevole ufficio & a ben affettionata -appartenente il pregarvi che vogliate pacientemente -sofferire la deliberatione che ha fatto vostro figlio di -andar in Levante: certamente non sol la non si deve riprendere, -ma dico di piu che ella merita loda oltre -che l'è senza pericolo alcuno, imperoche governati -sono da un nocchiero piu del navigare esperto & delle -stelle instrutto, che non fu mai quel Telone di Marsiglia, -di cui favellando Lucano cosi scrisse. Dirigit huc -Puppim miseri, quoque dextra Telonis, Qua nullam -melius pelago turbante Carine Audivere manum, nec -lux est notior ulli crastina, seu Phoebum videat, seu cornua -<span class="pagenum" id="Page_105-r">[105-r]</span> -Lunæ: semper venturis componere garbasa ventis, -il nocchiero adunque è si esperto come voi udite, la nave è -forte & si ben compacta quanto fusse mai quella nave -Atheniese chiamata paralo destinata a condurre i Peregrini -in Delpheo, & voi non vi assicurarete che debbano -andar sicuri dovunque vogliono, et sani et salvi donde -si partirno ritornare? Volesse Iddio che fusse venuto tal -desiderio a Traiano mio figliuolo, che ne sarei ben lieta -& ben contenta. Quanta contentezza credete voi -Signora ch'egli sentirà veggendo Damasco dove fu creato -il primo huomo? vedrà sottilissimi artificij, & i piu -bei giardini, che mai natura producesse ò diligente -giardiniero coltivasse. Contemplarà dove l'Apostolo -fece la prestissima fuga, quando a petitione de Giudei -pensò il governatore di Damasco d'incarcerarlo; vedrà -la casa dove da fratelli sostentato, celatamente stavasi -insegnando il Vangelo; scorrerà gran parte della Grecia, -saliranno il monte Libano, dove l'aria è si benigna, -che quando gli huomini ci muoiono di cent'anni, si dice -che sieno morti giovani. Vedrà parte di Giudea, di Siria -& di Phenicia: vedrà il Sepolcro del Redentore -del mondo, & adorerà dove stettero i piedi suoi, tutto -di santa dolcezza s'intenerirà contemplando que santi -misteri di Gierusalemme: & quando mai altro non ne -riportasse, non è assai quel che scrive S. Girolamo che -meglio de gli altri intenderanno Demostene quelli -che havranno peragrato la Grecia? & meglio intenderanno -le scritture sante quelli, che havranno veduto -la Giudea? qual utilità non speraremo adunque da -questa sua peregrinatione l'una & l'altra parte veggendo? -<span class="pagenum" id="Page_105-v">[105-v]</span> -state sopra di me, ch'egli ritornerà molto piu -devoto che non vi andò, & gran solazzo sentirete -udendolo raccontar quelle stupende memorie ch'egli -vedrà: parerà un nuovo Ulisse, che dipinga il sito di -Troia & l'accampato essercito de Greci. piu oltre non -mi stendo ma qui fo il fine: Iddio da mal vi guardi, & -lungamente in sanità vi conservi: di casa nostra alli -XIIII. d'Agosto. havrei fatto piu volentieri questo -poco ufficio a bocca, se impedita non mi havessero alcuni -novi accidenti. -</p> - -<h2 id="camilla105v">CAMILLA SUARDA MARTINENGA -A M. DOROTHEA CAP. -AVEROLDA.</h2> - -<p> -Hò risaputo da piu persone, molto attristarvi & -esser maninconica sopra modo per esser rimasta dalla -infirmità che l'altro anno vi sopragiunse, alquanto -zoppa: certamente io non vi veggo cagione alcuna perche -ne rimagnate si dolente. De molti leggo che zoppi -furono, ne perciò sono di fama men chiara & honorata. -Fu zoppo l'Epiteto philosopho Gieropolitano, ne -perciò rimase d'esser gratissimo a gli huomini & alli -Dei. Cocle & Philippo Re de Macedoni, non sol -non si dolsero dell'esser fatti zoppi, ma sell'arrecarono -a gloria. Zoppa fu Lambda di Corinto & pur eternamente -vive nelle dotte carte di Erodoto si che consolatevi -& datevi pace, Iddio ringratiando che non vi ha fatto -ne ballarina, ne corriera, ne lottatrice dove l'esser zoppo -disconviene: state lieta, & amatemi, perche io -<span class="pagenum" id="Page_106-r">[106-r]</span> -amo singolarmente voi. Da Farfengo alli XII. -d'Agosto. -</p> - -<h2 id="aurelia106r">LA CONTESSA AURELIA VERDELLA -ALLA S. SULPITIA -BIRAGA.</h2> - -<p> -Non vi turbate piu che il fattor vostro, si sia partito -da voi, che per questo il cielo non vi caderà su le -spalle. L'è pur gran cosa la pusilanimità delle donne -moderne; perche non possiamo far nulla, senza l'aiuto -de gli huomini, & pur si puo far senza essi in molte -cose; cosi si potesse senza la lor opra mantener l'humana -schiatta; io per me ne sarei molto ben contenta -tanto m'hò recato in odio questo sesso diabolico, prodotto -da Dio per nostra eterna peste, per nostro continuo -danno & per nostra perpetua rovina. Io m'hò -deliberato di far mia vita con esso voi; quanto piu tosto -havrò maritato le mie figliuole, con patto però, che -mai salvo quanto la necessità ci astringerà ci lasciamo -pratticar huomini per casa. Vi prometto la mia -nuda fe, che vorrei piu tosto veder la faccia di Sathanasso -che veder un'huomo. Siano benedette le Amazoni, -sian benedetti Ceneo, Iphi, & Tiresia, che mutar -il sesso mascolino in feminino, & gran bestia credo fusse -quella Arestusa che di femina in maschio si rivolse, -et questo fece quello istesso giorno che sposa haveva da -essere. Non dubitate punto che se faremo la vita nostra -insieme, che poco di mestieri non ci habbi da esser l'opra -de gli huomini: governaremo noi i nostri poderi, & -<span class="pagenum" id="Page_106-v">[106-v]</span> -con maggior diligentia ch'essi non farebbono: lasciate -pur andare me su per i mercati, & su per le fiere a -far la fattoressa, che non hò paura che alcun m'inganni, -sel fusse ben piu astuto di quel Pirrandro di cui -fa Aristophane memoria; non ho paura che alcuno mi -uccelli sel fusse ben piu versuto di Eucrate, di Cantharo -Atheniese, di Phrinonda, di Hiperbolo, & di qualunque -altro per astutia famoso. non temo che alcuno contra -mia voglia mi ci faccia stare s'egli mutasse ben piu -forme di Metra figliuola di Erisitone, piu di Acheloo, -& piu di Periclimeno: sel ci sarà bisogno comprar de -boi per arare le pianure nostre, non saperò io forse che -debbano esser di membra pilosi, d'occhi negri & grandi, -di corna similmente negri, d'orecchie compresse, di -fronte larga, di narigi aperte, di grossa cervice & dal -collo remota: di corpo grande & ben costolato, di larghe -spalle & di buone natiche. non so io forse come s'habbino -da governare le vacche? che i luoghi freddi le fanno -smagrire, che bisogni pascerle mentre gravide sono, -in luoghi verzuti & acquosi, due volte abbeverarle -l'estate, & una sol volta l'inverno. far di mistieri -per esser buone c'habbino i ventri grandi, le orecchie -pilose, le guancie compresse, poca gamba, poca unghia, -molta coda, & gli occhi ben aperti; se farà bisogno -comprar de porci, non so io chel non bisogna che sieno -ne lunghi, ne brievi, ma quadrati con l'orecchie longhe, -& con le gambette curte. non so io che l'andar col -capo obliquo è segno d'infirmità, & il mangiare ingordamente -esser ottimo inditio? non so io che di sei mesi -<span class="pagenum" id="Page_107-r">[107-r]</span> -sono possenti a generare? Sel farà mestieri di comprar -delle pecore, io le comprarò di lana molle et spessa, -di corpo grande, & di humil gamba: non saperò -io raffrenar la ferocità de montoni col perforargli le -corna vicine a gli orecchi? sel bisognerà comprar delle -capre, & governarle; si che non so forse i precetti di -Columella, si che non so quel, che Varrone ne dica, & di -qual forma esser debbano. Lasciate pur far a me, disponetevi -voi di non ripigliar marito, & di sgombrar la -casa d'huomini: lasciate Monsignor vostro figlio nella -sua badia, & del resto non vi curate. Io farò venir -dodici femine di Schiavonia grandi & grosse, che pareranno -a vederle dodici Colossi, araranno, zapperanno, -cucinaranno, vi prometto, che una di loro, & la piu -debole, farà fattione per quattro huomini, m'havete -inteso pensate a quanto v'ho scritto; & datemi risposta -(il piu tosto) che possibil vi sia. Artemisia & Olinda -mie obedientissime figliuole vi salutano. Di Rivoltela -alli VII. di Luglio. -</p> - -<h2 id="isabetta107r">ISABETTA GONFALIERA ALLA -S. CONTESSA COGNATA -CARISSIMA.</h2> - -<p> -Vostro marito, mio fratello (per quanto intendo) è -ito a Roma per dar hormai qualche termine alla già -incominciata lite; & voi di cuor troppo tenerella, non -ve ne potete dar pace, & ve ne state sempre temendo, -che gli uccelli dell'aria non vel rubbino come già pel passato -ne rubbarno Ganimede. temete del continuo non vi -<span class="pagenum" id="Page_107-v">[107-v]</span> -sia inghiottito, ne mai per un momento d'hora, havete -l'animo di timor voto & casso & che sarebbe poi quando -piu non ci ritornasse et che li convenisse lasciar l'ossa -fuor di Piacenza? sarebbe si gran cosa? non è forsi -mai piu accaduto che uno naschi in un luogho & muoia -nell'altro? Pithagora nacque in Samo, & morì in Metaponto. -Marco Tullio nacque in Arpino, crebbe in -Roma & spirò nel seno Gaietano. Sulmona generò -Ovidio & Ponto il suffocò. Carthagine partorì Terentio, -Roma l'instrusse, & Arcadia l'ha sepellito. -Nacque Cirro in Persia & è poi morto in Scythia. A -Catone dette Roma il principio, & Uttica il fine. Roma -generò gli Scipioni & Spagna gli estinse. Havendo -noi tutti a morire, non è meglio di morire ne piu famosi -luoghi et dove maggior conto si tenga delle anime -de trappassati? Io per me sel fusse in mia elettione non -vorrei morir altrove che in Roma. Crederei incontanente -per la santità de Romani Prelati et per l'innocentia -& purità del sangue Romanesco di volarmene ratto, -ratto in Paradiso. Crederei anchora di far piu gloriosa -morte, morendo dove sepolti giacciono tanti virtuosi -poeti. Quivi (se nol sapete) giaccion sepolti Horatio Pugliese, -Ennio Calavrese: Statio di Narbona: Ausonio di -Burdegallo. Duo Senechi con un Lucano Cordubesi. Qui -giaccion l'ossa di Plauto d'Arpino, di Lucillo, di Arunco, -di Pacuvio Brundusino, di Giuvenale d'Aquino, di -Propertio d'Umbria, di Valerio d'Antio, di Catullo -da Verona, di Varo di Cremona, di Gallo da Forli, di -Actio da Pesaro, di Cassio da Parma, di Claudio da Firenze -& di Persio da Volterra. Hor fra tante nobilissime -<span class="pagenum" id="Page_108-r">[108-r]</span> -ossa, non vi potrebbono anchora star l'ossa del -Conte Oldrico, se cosi a Dio piacesse? deh state lieta, consolatevi: -perche cosi facendo, consolarete me & siate -certa che tosto tosto, con la vettoria in mano fara ritorno. -Da Gazino. -</p> - -<h2 id="armelina108r">ARMELINA PAVERA A M. -LIVIA COCAIA.</h2> - -<p> -Mi credo che voi vogliate che i figliuoli vostri imparino -senza haver mai precettore: & dove vedeste -voi per alcun tempo farsi mai tal cosa? Protagora huomo -di si veloce ingegno hebbe per suo precettore Evablo. -Seneca si docile fu discepolo di Socione M. Tullio -di Molone. Talete fu discepolo di Anasimandro. Anasimene -di Anasagora, Socrate di Antistene: & voi volete -che i vostri figliuoli imparino senza haver chi lor -insegni le buone lettere? Voi siete solita di dire, che i -vostri figliuoli sono troppo belli, & che temete che da -qualche mala conversatione corrotti non sieno. Certamente -belli son essi: pur non credo che le vostre figlie avanzino -ne Licori, ne Lesbia, ne Lavinia. similmente non -credo che i vostri figli superino ne Leandro, la cui bellezza -celebra Museo, ne Hippolito, ne Marato da -Tibullo tanto lodato: hor questi pur indifferentemente -con ogn'uno conversarono, ne mai biasmo alcuno -ne riportarono: si che S. mia, uscite di questo sospetto -& lasciate andare i maschi alle publiche scuole, & alle -femmine procacciate di dotto & honesto precettore, -non li lasciate consumare il tempo in otio, perche l'è troppo -<span class="pagenum" id="Page_108-v">[108-v]</span> -mal nemico de buoni ingegni: state sana. Di Piacenza -alli XX. d'Aprile. -</p> - -<h2 id="laura108v">LAURA B. AVEROLDA ALLA S. -DIANA BELASA NIPOTE -CARISSIMA.</h2> - -<p> -Io vi invio una fante, sufficiente in acconciarvi il capo più -di Cipasi, fante di Corinna; della quale Ovidio in una -sua Elegia cosi scrive. <span class="smcap lowercase">COMENDIS IN MILLE MODIS PERFECTA -CAPILLIS COMERE, SED SOLAS DIGNA CYPASSI DEAS</span>. Io ve -la do per molto piu amorevole che non furono mai Carmione -et Neera donzelle di Cleopatra. L'è piu sufficiente -di Cibale fante di quel Similo lacui povertà descrive -Virgilio nel Moreto. trattatela (vi prego) bene al vostro -solito, & non facendo per voi, rimandatemela: perche ho -mia sorella che me ne fa instanza grande per haverla: -non altro, ve le bacio et me offero a vostri servigi prestissima -come un baleno. Di casa alli VII. d'Aprile. -</p> - -<h2 id="violante108v">VIOLANTE CALASSINA -À M. E. F.</h2> - -<p> -Intendo che giorno & notte vi lagnate, & fate gran -querele contra di Amore, perche l'amante vostro, v'ha si -repente abbandonata & ha collocato l'amor suo in piu -nobil luogo di voi: sopportate patientemente questa maschile -inconstantia, non fu mai che gli huomini non fussero -pieni d'instabilità & di leggierezza, ma che fareste -voi se lasciandovi, si havesse preso qualche rognosa -<span class="pagenum" id="Page_109-r">[109-r]</span> -furfantella, al che fare non fu forse molto lontano? -egli s'ha preso una giovinetta per amante; la quale, -non vide mai camiscia d'huomo, l'è piena di modestia, -ha un'animo regale, una persona svelta, non credo che -Diana l'havesse piu disciolta: l'è di sangue illustre, si -che datevene pace, & consolate il cuor vostro, con l'essempio -della simplice Ariadna, dell'infelice Dido, & -della mal'aventurata Philide, & perche figliuola mia -siete anchora tanto giovane, che facilmente potreste -un'altra fiata incaparci, guardatevi da questi giovinacci -spensierati, io vi so dir che la ci frulla: non dico -piu per non esacerbare il dolor vostro. chi vi fece il duro -colpo quel anchora vi risani. -</p> - -<p> -Dalla Mirandola alli XXV. d'Aprile. -</p> - -<h2 id="caterina109r">CATHERINA SUSIA A M. -GENEVRA SORANA.</h2> - -<p> -Mi è sommamente ricresciuto del travaglio di M. -Lelia; ma suo sia il danno, non le dissi io sempre, che -quella sua creata le farebbe poco honore? duolmi del -caso occorso, & della infamia, nella quale è publicamente -caduta. ma cosi se le potesse rimediare all'honore come -facilmente si rimedierà che non perda la dote. L'è -vero che le leggi ordinarono che qualunque donna sia -convinta d'haver dato ad alcun huomo, che marito non le -dia pur un bacio non che altro, perda la dote: ma l'è similmente -vero, che sel si puo provare, che'l marito sia stato -consentiente per alcun tempo alle dishoneste voglie -della moglie, non la puo in modo alcuno perdere. hor -<span class="pagenum" id="Page_109-v">[109-v]</span> -questo proverassi agevolmente, si che consolate M. -Lelia da parte mia, & a voi mi raccomando. Dalla -Mirandola alli X. d'Agosto. -</p> - -<h2 id="margherita109v">MARGHERITA DELLI UBERTI -STANGA A M. B. R.</h2> - -<p> -Non mi piacque mai che lungamente habitaste in -queste contrade, dove tante meretrici sogliono, non -senza contagione delle honeste femine habitare, se l'uva -frauda guasta l'uva sana, che le sta al dirimpetto; -quanto peggio averrà a quella giovinetta che vedrà a -tutte l'hore gli dishonesti & lascivi abbracciamenti delle -vicine? se una pecorella rognosa, è atta a contaminar -tutto 'l gregge, che speraremo noi di si morbosa -conversatione? & forse che a queste vostre vicine, -basta tener la vita da triste, & lussuriose, se anche -ne nomi le antiche triste non imitano, rebattezandosi -& in luogo di Maria, Francesca, Orsola, Helena, -& Antonia. Chiamarsi Glicerio, Phrine, Taida, -Flora, Lida, Philena, & Callidena. per mio consiglio -adunque levatevi di cotesta vicinanza, imperoche -non mancano a nostri tempi, chi sappia far l'ufficio -di Dipsa: che fuggiva da Ovidio per i suoi ruffianesimi -nelle sue Elegie flagellata; non ci mancano delle -Hilarie, de Crobili, de Cinnari, & de Siloni, nel -ruffianeggiare sommamente esperti et dotti, si che levatevene -quanto piu tosto potete, schivate i pericoli che -vi soprastanno, se non volete essere sprovedutamente -<span class="pagenum" id="Page_110-r">[110-r]</span> -pressa state sana che Iddio da mal vi guardi. Da Cremona -alli X. d'Agosto. -</p> - -<h2 id="madama110r">MADAMA LA GRANDE A M. -GALERANA DA FAENZA.</h2> - -<p> -Per le vostre lettere ho inteso quanto mi scrivete della -vostra indispositione: dogliomi che nell'arte della -medicina non habbia fatto maggior profitto: che tutto -lo dispensarei in beneficio vostro: pur io vi darò quel -consiglio che meglio saperò darvi, volesse Iddio che haveste -fatto a mio modo, quando vi gridava che non voleste -starvi pigliando il fresco scoperta a tutte l'hore come -voi facevate: che non vi pigliaste tanto piacere di seder su -le pietre, che vi guardaste da bagni d'acqua fredda, & -non mi deste mai udienza. hora sia vostro il danno, -& mia la fatica di soccorrervi: sappiate che d'altra -cagione non procede questa relassatione di matrice, che -dalla molta abondanza d'humori freddi, & da nervi -mollificati: dicovi pero che se l'è solamente scesa al -basso, ne fuori esce, potersegli agevolmente rimediare -con l'odorare ambra, balsamo, muschio, spico storace, -& altri simili cose; & per di sotto profumarsi con cose -fetenti, come sarebbe con panni lini riarsi: fomentarvi -il belico con lana di vino et d'oglio bagnata, ma se per -mala sorte l'esce fuori, distemprinsi le sopradette cose -arromatiche con succo di assenzo & con una penna -s'unga il ventre, & dopoi piglisi questa bevanda R. -rutæ, castorei, Artemisiæ, partes æqualeis; decoquantur -in vino usque ad consumptionem duarum partium -<span class="pagenum" id="Page_110-v">[110-v]</span> -ponete poi un sacchetto di formento cotto hor sopra il -ventre, & hor sopra il belico, & con dolce mano pongasi -dentro la matrice, poi fatevi far un bagno dove -habbino bollito balaustie, rose, cortecchie di mel granato, -galle, sumach, mirtilli, follie & cortecchie di quercia, -giande, noci, cipresso, & lenticola. Usatevi a mangiar -cotogni, nespole, sorbe, poma agre, et simili frutti. -Il vostro vino sia temperato & habbi in se alquanto del -stitico: quando cotesto non vi giovasse serbatevi quest'altra -ricetta R. pulveris de corde cervi folliorum lauri, -anna, dracmam .i. mirrhæ scrupulum .i. distemperentur -trita cum vino, & perpotanda exhibeantur. Se sentirete -la matrice poi che sarà al suo debito luogo riposta -esser troppo calda: pigliarete oppij scrupulum .i. adipis -anseris, Scr .i. Ceræ, melis, anna, Scrup .iiii. olei unciam -i. Albumina duorum ovorum, & lac mulieris: commisceantur, -& per pessarium inijciantur. Se vi nascesse -qualche infiatura, ò vero apostema piglierete la ricetta -qual vi mandai l'estate passata, essendo in zena: se altro -occorre in che vi possa far beneficio fate ricorso a me, -che per la carità Christiana non vi verrò mai meno, & -se le forze del mio sapere intorno a tal professione, non -saranno bastevoli per soccorrervi, non ci mancheranno -delle donne che ne sapranno al par di Galeno, di Aetio, -di Sorano Ephesio, di Theophilo, d'Antonio Musa, & -dell'eloquente Celso. Vi farò toccar con mano esser -nella mia picciola giuridittione contadinelle da star al -paragone con i piu dotti Phisici c'hoggidi sieno in Padova, -ò nella dotta Bologna. Di Zena in Parmegiana -alli X. d'Aprile. -<span class="pagenum" id="Page_111-r">[111-r]</span> -</p> - -<h2 id="clara111r">CLARA DE NOBILI A M. -ALESSANDRA NOSSONA.</h2> - -<p> -Per vostre lettere, mi richiedete che voglia scriver il -parer mio circa la Fecondità & sterilità vostra: non so -se vi date ad intender che per esser io moglie di medico, -dotta sia nelle cose a medici appartenenti. Siete veramente -errata, se ciò vi pensate: non voglio però negare -di non haver letto la parte mia, & di non essermi -alcuna volta sforzata di far parer al mondo, che noi -femine siamo si capaci di dottrina, quanto sieno gli huomini -pur che ci vogliamo attendere si che non mi voglio -ritrar di non manifestarvi liberamente quanto mi soviene -già d'haver presso de scrittori & Greci, & Latini, -piu d'una fiata diligentemente osservato. Dico adunque -trovarsi alcune femine, le quali sono al concepir -inette ò per esser troppo magre, ò troppo grasse: ne so -in qual grado vi debba per anchora riporre non havendovi -già molto, veduta. sonoci anchora alcune donne, le -quali hanno la mattrice tanto lubrica, che ritenere non -vi si puo il seme ricevuto, la qual cosa potrebbe però accadere -per difetto di vostro marito, il cui seme, fusse -tanto liquido, che fuori, subitamente come dentro è entrato -ne sdrucciolasse, o vero potrebbe ciò avenire, perche -havesse vostro marito i testicoli grandimente freddi, -ò secchi, non ve ne tribolate adunque poi che l'esser -sterile, puo cosi accadere per mancamento de gli huomini, -come per mancamento delle donne: scrivetemi voi tutti -gli accidenti che vi avengono, acciò possa comprendere -se sterile siete per la molta calidità che abbruggia il -<span class="pagenum" id="Page_111-v">[111-v]</span> -seme, ò per la humidità soverchia, che lo suffochi: se -dal canto vostro procederà vi soccorrerò con pochissima -fatica, & quando dal marito vostro procedesse, io -vi darò un'unguento generativo de molti spiriti & con -cibi producitori di seme, cioè con cipolle, pastinache domestici, -& simili cose lo farò divenir fecondo piu che -Priamo: ma se verrete a bagni di Villa col vostro consorte, -provederò che sappiate da cui di voi dua proceda: -se mi accorgerò che in niuno di voi sia il difetto, -desiderando d'haver un figlio maschio, pigliarò la mattrice, -& la natura della lepre qual farò seccare, & -spolverizata la bereta, con un poco di vino & senza -dubbio gravida rimarrete; non altro per hora vi scrivo; -amatemi, & di me, servitevi, perche vi servirò -viè piu che volentieri: prego che Iddio vi consoli, & faciavi -tosto divenir madre della piu bella figliuolanza -c'habbi la città vostra. -</p> - -<p> -Di Lucca alli XX. di Settembre. -</p> - -<h2 id="riminalda111v">MAMMA RIMINALDA A M. -FLAMINIA VISCONTE.</h2> - -<p> -Non mi poteva dolcissima sorella venir la piu grata -nova che d'intendere che siate gravida, per laqual -cosa, io vi prego, & vi scongiuro, a volervi di sorte -governare, che il desiderato parto senza alcuna offesa -venga a luce fatevi spesso de bagni & ungetive il -ventre con oglio di oliva, ò vero di viole, mangiate cibi -leggieri & digestibili. Se i piedi (per aventura) vi -enfiassero, ungeteli con oglio rosato & aceto: & perche -<span class="pagenum" id="Page_112-r">[112-r]</span> -siete solita di abortire, faretevi far dal vostro speciale, -la presente polvere Seme d'apio, ameos, menta: -parte uguali dracme .iij. mastiche, garophili, cardomomo, -radici di rubea maggiori parti uguali dracme -.iij. Castorio Zedoaria, ireos parte uguali dracme .ij. zuccaro -dracme .y. pigliarete questa polvere col mele, & -nel vino ne infunderete tre scruopoli per volta & -sarete sicura non sol di non sconciarvi mai: ma ne scacciarete -di più ogni ventosità che nel corpo vi habbiate: -ponete cura (vi supplico) a casi vostri, se desiderate che -viviamo per voi contente. Se potrò, non mancherò di ritrovarmi -presente quando partorirete gioveravi molto -per partorir senza difficultà, il portar corallo sospeso -al collo, & avanti l'hora del parto, ber un poco di -rasura d'avorio: fra tanto vivete lieta & non vi date -maninconia di cosa che vi accaggia. Di Ferrara alli -XV. d'Aprile. -</p> - -<h2 id="nicola112r">NICOLA TROTTA A M. -LUVIGIA BIRAGA.</h2> - -<p> -Per l'ultime vostre mi avisate vi faccia haver una balia -per nodrire un vostro nipotino, a cui è mancata -la balia: hò usato ogni diligentia per ritrovarne che -fusse à vostro proposito: & doppo lungo cercare una finalmente -me n'è venuta alle mani la quale è giovinetta, -di un colore che par temprato di rose, & de ligustri: -non è ne molto, ne poco ch'ella hà partorito: non è pettiginosa -& hà le mamelle ne troppo grosse, ne troppo -piccine: il petto ha largo, & è mediocremente grassa -<span class="pagenum" id="Page_112-v">[112-v]</span> -di sua natura nemica di mangiar cose acute, salse, -acetose & stitiche; ha l'aglio, il pepe, & la ruccola a -schifo, l'è di natura lieta & gioiosa, il latte suo si ritiene -su l'unghia. il che suol esser buon segno: ha de -l'altre buone conditioni che non scrivo per non esservi -prolissa nel mio scrivere: avisatemi se volete che ve la -mandi che non indugiarò, & in qualunque cosa servir -vi possa commandatemi senza alcun risparmio. Di Ferrara -alli XIII. di Dicembre. -</p> - -<h2 id="virginia112v">VIRGINIA TROTTA A M. -MELIBEA DA PESARO.</h2> - -<p> -Hò inteso che pensate di maritar vostra figliuola a -M. Alphonso Toderino, & perche intendo che l'è -giovane molto attilato & di leggiadria non inferiore a -qualunque Napolitano cavagliero, hò pensato che sarebbe -ottimamente fatto di provedere ad alcuni suoi difetti -(al mio giudicio) insopportabili; ispetialmente a quel -puzzolente sudore che dal corpo le n'esce, al fetore della -bocca, a quella rognazza che sempre le tiene le mani -assediate & al mal puzzar che da piedi le eshala. hò similmente -fra me stessa pensato se con qualche bella ricetta -si potesse far alquanto piu bianca, la miro alcuna -fiata et parmi ch'io vegga una saracina. hor per la prima -provederete al fetore del corpo con il lavarla alcuna -fiata con un drappo molle nel vino, in cui siano bollite -le frondi di mortella; & per togliere il fetor del fiato, -daretegli le sommità della sopradetta mortella, faretele -tritare & cuocerle tanto nel vino, che la metà -<span class="pagenum" id="Page_113-r">[113-r]</span> -sia consunta, et con lo stomaco ben mondato daretegli tal -vino a bere: non sarà ne anche fuor di proposito se -spesse volte bevesse un cucchiaro di aceto scilino: per -il fetor de piedi, voglio pigliate del litargirio spolverizato -& ne li spropicciate i piedi poscia che li havrete -diligentemente lavati. Sanarete la rogna con far un -unguento composto di lapatio acuto, di fumoterre, con -sungia di porco & botiro che sia fatto il mese di Maggio. -Hor per rabellirgli la faccia fatele far l'infrascritto -unguento R. di cerussa ottima uncie .ij. tritisi, poi si -crivelli per un panno, quel che nel panno rimarrà gittisi -via, & acqua piovana vi si mescoli, et cuocasi fin che -si consumi l'acqua, raffreddasi poi, & aggiungavisi dell'acqua -rosa, & un'altra fiata ribolli, sin che duro si faccia. -formatene poscia delle pillole, quai disolverete con -acqua pura & l'ungerete la faccia. Vi hò scritto la -presente ricetta: perche so che la farete, & ne vedrete -bellissima prova, ne altro per hora di questo vi -dirò: state lieta, & pregate Iddio le tenga la mano in -capo, acciò si prosperi, ne suoi successi. Di Ferrara -alli X. d'Agosto. -</p> - -<h2 id="rangona113r">ARGENTINA CONTESSA RANGONA -A M. LUCRETIA N.</h2> - -<p> -Io voglio ricompensare il segreto, che alli di passati mi -mandaste, con un'altro, di non minor virtù per conservare -i corpi humani da molte infirmità: siavi caro, stimatelo -assai, fatene conto, & isperimentatelo, che lo troverete -<span class="pagenum" id="Page_113-v">[113-v]</span> -maraviglioso. Voglio pigliate quattro lire di -acqua di vita. del miglior vino destillata, che trovar si -possa: due lire Sale abbruggiato: due di Zolpho morto: -quattro oncie di Tartaro bianco: quattro oncie di Carboni -di legno di Avellane: quattro oncie di salpietra; -& le prefate cose tritinsi, crivelinsi, mescolinsi insieme, -& sopramettetili della sudetta acqua di vita: & pongasi -tutta questa massa à distillare: la prima distillatione -tira a se la virtù de tutti i spiriti, ne alcun velenoso -animale vi si potra avicinare. Conservansi dentro le -carni, & i pesci, come in un balsamo: lieva tutte le macchie -& le lentigini dalla faccia, & rendela chiara: toglie -la rogna, risana i lagrimosi occhi: la seconda distillatione, -sana gli Apostemi, & rimove l'enfiagioni -del Fegato: la terza medica la lepra, & provede che -la lena non ci puti: & taglia il phlegma del stomaco: -la quarta distillatione manda fuori il sangue preso nel -corpo: la quinta risana il mal caduco: la sesta è buona -per chi teme non li caschi la goccia: la settima sana la -podagra: l'ottava fa gli effetti che suol far il balsamo -& di gran lunga lo avanza: la nona è tutta appropriata -al Fegato: La decima fa questo maraviglioso effetto: -se ne porrete una goccia in un bicchier di vino, & chel -bicchiero sia indorato, vi si vedrà una schiuma che di -sopravia anderà nuotando; & sarà detta schiuma puro -oro, & ciò che voi con quella tingerete, doventerà bellissimo -oro: parvi che questo segreto possi star al paragon -del vostro? vi prego a non lo communicare altrui, -grand'amore, & gran gratitudine m'ha spinta a communicarvelo: -vi prometto a fe di gentildonna, che non lo -<span class="pagenum" id="Page_114-r">[114-r]</span> -havrei dato a mio figliuolo. State sana & amatime: da -Longiano nostra giuridittione alli IX. di Luglio. -</p> - -<h2 id="isabella114r">ISABELLA SFORZA A M. -FLAVIA LAMPUGNANA.</h2> - -<p> -Piu volte havete riso di me, perche faccia tutto 'l giorno -distillare acque da mastro Christophoro: io hò parimente -riso della simplicità vostra et del vostro consorte -che non sappiate quanta virtù spesso ci si trovi: ecco che -io vi mando per la mancia di questo Natale, la piu miracolosa -acqua che mai ne da huomo, ne da donna sia -stata fatta: sana i leprosi, toglie ogni et qualunque macchia, -rende la vista chiara, & ci conserva in perpetova -& eterna gioventu, & accioche non ve ne manchi -mai per vostro uso, vi mando insieme la ricetta. Pigliate -limatura d'argento, ferro, ramo, piombo, acciaio, -oro, schiuma d'argento & schiuma d'oro & di storace. -Porrete dette cose per il primo giorno nell'urina -d'un fanciullo vergine: il secondo giorno in vino bianco -caldo: il terzo nel succhio di fenocchio, il quarto -giorno nel bianco dell'uova, il quinto giorno nel latte -di femina che allati un fanciullo: il sesto giorno nel vin -rosso: il settimo in sette albumi d'uova, & tutto poi -pongasi nella capella del Lambicco a lento fuoco, & -quel che n'uscirà conservatelo in un vaso d'oro: overo -d'ariento, & quando n'havrete chiaramente veduto l'isperienza, -imparate a credere a chi sa & per età -& per isperienza piu di voi, & far riverentia a fornelli, -& a lambicchi, & a mastro Christophoro per -<span class="pagenum" id="Page_114-v">[114-v]</span> -il cui mezo si veggono apertamente i gran segreti della -piu segreta parte di Philosophia. state sana. & raccomandatime -alla S. Isabella & alla S. Hippolita vostre -cognate: habbiate cura d'Isabella vostra figlia & -di Clementia, ne mancate di sollicitar Sforza che attendi -alle lettere. Da Pesaro, in casa Giordani alli X. -d'Agosto. Vostra madre vi saluta & tosto sarà di ritorno -con esso meco, se a Dio piace. -</p> - -<h2 id="lucrezia114v">SUOR LUCRETIA BORGIA A -M. LUCRETIA AMANIO.</h2> - -<p> -Due vostre lettere mi sono capitate alle mani, nelle -le quali con instantia mi pregate a farvi havere la -ricetta di quella polvere tanto alla luce giovevole; -et io, che sono sempre stata desiderosa di servire doppo -Christo, le persone d'honore, come voi siete, per una -che mi richiedete due ve ne mando, acciò che se l'una -fusse men efficace, supplischi l'altra: la prima si è questa -betonica, ruta, chelidonia, sassifragia, levistico, polezzuolo, -aniso, cinamomo, euphrasia, parte uguali manipolo -.i. Cordamomo, zenzaro, fenocchio, petrosello, -hisopo, origano, sillero montano, parti uguali, dracma .i. -galanga, oncia .i. zucchero oncia .i. facciasene polvere -per porre sopra delle vivande & indubitatamente ricuperarete -& conservarete la vista lungo tempo: quando -non vi fusse commodo di fare la sopradetta descrittione: -fate quest'altra qual troverete forse di miglior -effetto: di Tutia preparata dracma .i. di mastiche, drac. -V. scrip. V. di camphora: scupolo .i. di carabe: dui scrupoli -<span class="pagenum" id="Page_115-r">[115-r]</span> -di vitriuolo bianco: facciasene polvere molto sottile -& pongasi nella quarta parte di acqua rosa ben distillata -al Sole: riponetela poi in un vaso di vetro ben turato, -& ponetene ogni mattina una giocciola ò due ne -canti de gli occhi. Sono tutte due queste ricette di gran -momento tolte dalli piu antichi medici che mai cotal arte -essercitassero. prego Iddio le accresca & aumenti la -virtù per vostro beneficio. Da S. Bernardino di Ferrara -alli XVIII. di Luglio. -</p> - -<h2 id="lucrezia115r">LUCRETIA CUOCA A M. FULVIA -BELINCINA.</h2> - -<p> -Voi mi scrivete d'haver inteso che io hò un'unguento -buono per le rappe che vengono alle vecchie, io non -adoperai mai al mio vivente cotal cose, non tanto per -non haverne havuto bisogno, quanto che sempre mi -spiacquero le cose sophistiche & apparenti. sappiate -pur M. mia che per levar le rappe non si levano gli anni -se le ci sono, non si doverebbono ne anche togliere, acciò -ne fussero un salutevole ricordo d'haver tosto a mutar -albergo. Siamo pur nel vero insatiabili, non vogliamo -morir giovani, & non vogliamo doventar vecchie. vedete -che bestialità è la nostra: sapete quel che mi credo -di queste madonne, che vorrebbono al dispetto del -tempo parer fanciulle? credo io (& perdonatemi se vi -offendo) credo che habbino voglia di vivere da giovanette -& scapestratamente. Cosi dico d'alcuni galant'huomini -che si tingono le barbe, pensate pur da voi stessa -che se non sono fedeli nel pelo, cosa di si poco momento, -<span class="pagenum" id="Page_115-v">[115-v]</span> -quel che saranno nel resto, & quanto sia da fidarsi -di loro? ma non voglio per hora predicar ne a voi, ne -ad altri, io non sono la Contessa di Guastalla, ne la stigmatica -Camilla, ma pur poi che tanto importunamente chiedete -v'insegnarò quel ch'io hò ritrovato scritto ne libri -di un eccellente Phisico. Pigliarete adunque quell'herba -detta gladiolo, overo spada, & ne trarete succo, col quale -ungeretevi la sera il viso: trovarete la mattina la cote -elevata & alquanto rumpersi: hor questa rottura curarete -voi con l'infrascritto unguento Dragontea munda, -radice iari; parti uguali, tritatile nel mortaio, con -la songia: distemperatele con acqua calda, & colatele -per un panno, & cosi stia per ispatio d'una notte; rimovete -poi quell'acqua la mattina, & ponetive l'acqua de -fiori di Caprifollio: facendo questo che vi dico io, parerete -una fanciulla di sedici anni, ne saracci alcuno che -creda che habbiate passati li sessantasei: se altro per voi -posso comandatime che pronta all'honore & servitio -vostro mi troverete. Di Ferrara alli XIII. -</p> - -<h2 id="leonarda115v">LEONARDA DA -ESTE A M. N. D.</h2> - -<p> -Vi mando honorata madonna, la ricetta del far la faccia -rubicunda, tante volte con instantia da voi richiesta; -ma prima che ve la descrivi, io vi ricordo che non -ci è il piu bel colore di quel che la vergogna nel volto -d'honesta donna imprimere suole: & di tal colore dissero -alcuni savi esser la virtù. Se di questo, le donne di nostra -età, si tingessero alcuna volta la faccia, parerebbono -<span class="pagenum" id="Page_116-r">[116-r]</span> -assai piu belle che non paiono, tingendosela con la pezzuola -di levante, con le bambagine di Ferrara, ò con i -scodelini di Spagna: ma di questo soverchio mi pare in -ragionarne diffusamente con esso voi, sendo come siete -amica d'honore, & di virtù: alla ricetta dunque me -ne vengo. Pigliate radice di viticella scorticatela diligentemente, -& tagliatela minuto minuto, & desicatela, -spolverizatela poi, & distemperatela con acqua rosa, -& col bambagio, overo con un panno lino, bagnatevi -la faccia & parerete un Cherubino del paradiso state -sana: & accadendovi veder alcune della nostra santa -compagnia, mentre sto in villa, bacciateli la fronte da -parte mia (ispetialmente) alla bella Mamma Riminaldi. -Da Stuffione alli XX. d'Agosto. La Signora Lena -vi saluta con tutto'l cuore: & io col cuore, con l'anima, -& con tutti i sensi vi bascio la serena fronte. -</p> - -<h2 id="ginevra116r">GENEVRA MALATESTA A -M. GIULIA MONTINA.</h2> - -<p> -Hò fatto chiamare in casa mia, quanti medici sono -in Ferrara (parlo de dotti) & non de certi che ne -sanno meno delle lor mule: & ho favellato dell'indispositione -di vostra sorella, ispetialmente del largo flusso -delle purgagioni, & sonosi risoluti tutti di non potergli -dar il piu prestante rimedio dell'infrascritto. Piglierete -sole di scarpe ò di pianelle vecchie, & spolverizatele, -pigliate poi delle frondi di alloro, & cotte che -le sieno, fatene una suffumigatione per le parti di sotto -fatto che haverete questo: pigliarete seme di ortica, & -<span class="pagenum" id="Page_116-v">[116-v]</span> -corno di cervo ridotto in polvere & daretegliene bere: -il mangiar suo sia di galline cotte, mangi del pane -d'orgio, peschi freschi & cotti nell'aceto: beva de la -ptisana fatta con perfetto orgio, nella quale, sia primieramente -cotta radice di piantagine: fareteli porle -ventose fra le mamelle: dategli ber del suco del semprevivo -col vino; questi sono i rimedij d'importanza, et -vi faccio saper che Ferrara non ha d'haver invidia a que -dotti tempi che videro Ascelpiade, Nicomaco, Erasistrato, -Oribasio, Nicerote, Podalirio, Themisone, Theombrotto, -& il Massiliense Crina. ci habbiamo dui Antonij, -l'un pare, anzi superiore, a quell'antico Antonio -Musa: & l'altro dalla luce, che alli oscuri & duri -morbi recar suole Luceio fu da Lusitani prima detto: -se il primo Antonio fu medico di Augusto, questo moderno, -di cui favello, è medico di Hercole, & è tanto -maggior dell'antico in espugnar le crude infirmità, quanto -fu piu forte Hercole di Augusto: ne altro di questo -vi scrivo, attendete a conservarvi in sanità & procaciare -che altri pel vostro mezo si risani. Di Ferrara -alli XX. di Luglio. -</p> - -<h2 id="caterina116v">CATHERINA G. FORESTA A -M. CLAUDIA LANDRINI.</h2> - -<p> -Intendo che vi havete scacciato di casa vostra nipote, -per haverla voi ritrovata carnalmente congiunta con -un suo fratel cugino: l'error in vero è grande & abbominevole: -non è pero nuovo & inusitato molti se ne sono -ritrovati, & huomini & donne, che d'Incesto colpevoli -<span class="pagenum" id="Page_117-r">[117-r]</span> -furono, a quali, perciò si perdonò, ne fu riputato -il peccato loro indelebile, si come voi volete sia questo. -Achemolo figliuolo di Rheto, giacque con la matregna. -Menephrone con la madre: Mirrha usò col padre, Machareo -con la sorella Canace, Cleopatra col fratello, ne -perciò furono tenuti si colpevoli che di loro sia stata -esclusa ogni speranza di perdono. siate (vi prego) alquanto -piu mansueta, et piu al perdonar inchinata di quel -che siete stata fin'hora. rammentatevi che per la clementia -verso de rei usata, divennero immortali Promochere -Re de Geti, Ladislao Re de Pannoni: Cesare, Probo -Imperadore, Antonino Pio: Fl. Vespasiano: Giuliano Imperadore -& altri molti: ne altro intorno a ciò vi dico -state lieta & perdonate a chi v'ha offeso. Di Brescia, -alli X. di Gennaio. -</p> - -<h2 id="lionella117r">SUOR LIONELLA MARTINENGA -A M. BARBARA ET A M. CLAUDIA -BARBISONE: PACE -IN CHRISTO GIESU.</h2> - -<p> -Non è mai giorno carissime figliuole, che per voi non -preghi Iddio perche v'infonda ne cuori lo spirito santo, -& facciavi divenire sprezzatrici del mondo, come -già divenne Placidia figliuola di Valentiniano Imperadore; -la quale, lasciatosi tutti gli honori a dietro, sol -attese alla salute dell'anima. così fece Agnesa moglie -di Henrico terzo Imperadore, così fece Batilda moglie -del Re Clodoveo: sprezzò gli honori di questo fallacissimo -mondo, & si rinchiuse in un monisterio, simile -<span class="pagenum" id="Page_117-v">[117-v]</span> -essempio imitarno Eugenia & Eburga figliuola -di Eduardo Re d'Inghilterra, imitate anchora voi queste -sante persone, quai v'ho preposte, & al monister di -S. Marcelino venite, venite dico, a lodar con esso meco -Iddio, & a favellar co gli Agnoli: beate voi se farete -come vi consiglio, felici voi, se v'innamorarete di colui -di cui favellando la divina scrittura, disse. Spetiosus -forma pre filijs hominum. Faro opera che i vostri fratelli -se ne contentaranno, & da vostra madre ne haverete -la beneditione. State liete. Da S. Marcelino. -Di Brescia alli X. d'Agosto. -</p> - -<h2 id="francesca117v">FRANCESCA CARRETTONA A -M. GIULIA BELTRADA.</h2> - -<p> -Parmi che siate molto mal consigliata, andando con si -poca compagnia pel contado come fate, ispetialmente -havendo due fanciulle con esso voi, da marito, & di si -maravigliosa bellezza qual elle sono: a gran rischio certo -vi ponete: vi doverebbe, pur da cio spaventare, la rapina -che fece Plutone di Proserpina figliuola di Cerere, -& che gia fece Telamone di Esione, vi dovereste -sbigottire dell'andar si mal accompagnata leggendo -alle volte, come Eurito habbi rapito Hippodama, Theseo -Ariadna. Apollo Marpissa, & Nesso Dianira. -Non erano si belle, si leggiadre come sono le vostre -Perhibbia, Europa, Auga, & Lanassa, & pur rubate -furono da Axo, da Giove, da Hercole, & da Pirro, si -che ponete cura a casi vostri: habbiate mente che un -giorno non ne ricevete scorno, & quella dolcezza qual -<span class="pagenum" id="Page_118-r">[118-r]</span> -sentite hora in vedervi andar davanti que dui soli non -si converta in amaritudine, & ne rimagnate poi & -confusa & in dense tenebre avolta: ve n'ho voluto avisare, -per far ufficio di buona & di fedel amica; lasciarò -il rimanente sopra delle vostre spalle a cui piu -tocca tal peso, & facendo fine al scrivere, senza fine, -mi vi raccomando. Dal Palazzo di Riva di Trento -alli XX. di Febraio. -</p> - -<h2 id="caterina118r">CATHERINA BARBISONA A M. -LORENZINA FERRERA.</h2> - -<p> -Mi è stato rifferito da molte persone degne di fede, -che vostra figliuola è intrata su una mala strada: et -stassi tutto'l giorno alla finestra, lisciata, & spettorata, -piena de modi lascivi, & di maniere libidinose, & fa -professione d'haver maggior numero d'amanti di Agarista -figliuola di Tisandro, di Hippodamia, & di Atalanta: -se farete per il mio consiglio, la levarete di mano -a vostra sorella, & ve la rimenarete a casa, altrimenti -temo di qualche scorno: vi ricordo che l'havete generata -di carne, & non di metallo, per il che, non so -come potra resister alli riscaldamenti della carne, non -essendovi alcuna vigilante guardia, & importunandola -gli amanti tutto'l giorno con ornate lettere, con ricchi -doni, & gratiose imbasciate: ve ne voglio haver -avisata, per non ricever colpa di persona poco amorevole. -Di Offiaga alli III. di Febraio. -<span class="pagenum" id="Page_118-v">[118-v]</span> -</p> - -<h2 id="paola118v">PAULA TRECCA A M. LIVIA -PORTIA.</h2> - -<p> -Con mio grandissimo piacere, ho inteso che tutta vi -siete data alli studi delle buone lettere, & che tanto -profitto fin'hora havete fatto, che niuno vi giudicherebbe -inferiore a Lastemia Mantina overo ad Axiothea -Phliasia; lequali spinte da istremo ardore d'imparare, -vestironsi lungo tempo d'habito maschile, per udir philosophar -il divino Platone. Sia lodato Iddio, che mostreremo -pur noi donne a gli huomini d'haver tanta capacità -di lettere, quanta essi habbino. Deh perche non viene -a tutte le donne dell'età nostra la voglia di studiare -che n'è hora venuta a voi, acciò non fussino si da loro -suppeditate come siamo: perseverate (vi supplico) come -havete incominciato perche si comprenda un giorno non -esser le donne men atte all'honorate imprese de gli huomini. -Di Cremona alli V. d'Agosto. -</p> - -<h2 id="camilla118v">CAMILLA CAP. STANGA A M. -LEONELLA MUSCOLA.</h2> - -<p> -Tutto'l mondo loda & ammira la virtu vostra nel cucire, -& nel ricamare, & pensasi che sia si cosa impossibile -lo potervi in tal arte superare, come impossibil -stimossi già toglier le saette di mano a Giove, la mazza -di mano ad Hercole, & il versificar dall'ingegno di -Homero: hor per questo, tanto vi desidero io haver presso -di me, che di piu non si puo cosa veruna desiderare -offerendomi trattarvi da sorella: trovare in casa nostra -<span class="pagenum" id="Page_119-r">[119-r]</span> -una famiglia ben accostumata: vi parerà che non -habbiamo d'haver invidia ne a Socrate del servo Phedone, -ne à Theophrasto del suo Pompilio, ne ad Ulisse, -perche havesse Melanthio per suo servidore, ne finalmente -ad alcuno, a cui fortuna habbi mai conceduto -servo fedele, & amorevole. Troverete maritti & mogli, -si ben d'accordo, quanto fusser mai, Artemisia & -Mausolo, Ersilia & Romulo. Vedretici figliuoli obedienti -& cari a lor padri quanto si fusser mai Cassandra, -Andromeda & Hipsiphile: quivi parerà di vederci -habitar le nove Muse con tutte tre le Gratie: & -considerato che havrete la prudentia & profunda sapientia -di mia cognata, crederete che in essa sia lo spirito -delle dieci Sibille. Habitarete un palazzo (almeno -di vista) non inferiore a qual si voglia famosa casa; direte -che architteti ne furono Democrate, Philone & -Meleagene: habbiamo un'horto che non cederebbe all'horto -di Alcinoo, di Adonide, & di Mecenate. Si che -risolvetevi: perche certo sono, che non ne rimarrete pentita. -Di Soresina alli X. d'Agosto. -</p> - -<h2 id="lucrezia119r">LUCRETIA DA ESTE S. DI CORGIO -A M. PAULA MARCELLINA.</h2> - -<p> -Mia figliuola è per partorire di giorno in giorno, pregovi -a farmi havere una comare, che lievi la creatura -dal parto, ma guardatevi, ch'ella non sia una qualche -imbriaca, et indegna di comettergli una tal primaruola -(per favellare alla nostrana) se possibil è, vorrei -che mi faceste haver quella Marietta che stava già nel -<span class="pagenum" id="Page_119-v">[119-v]</span> -vostro vicinato, qual intendo non esser men esperta di Sotira -& di Salpe: che furono in tal esercitio si eccellenti -che Plinio non sol fa di loro, nella sua natural storia, degna -memoria, ma i lor decreti piu di una fiata cita, -ne rimedij de molti morbi. affaticatevene (per amor -mio) che di si grato beneficio, non vi saro mai ingrata -& sconoscente. Da Favrego alli XI. d'Agosto. -</p> - -<h2 id="veronica119v">VERONICA CORADELLA CONTESSA -DELLE GABIZZE A M. -ALESSANDRA DALLA -ROVERE.</h2> - -<p> -Non mi essendo mai stato grata alcuna consolatione, -senza voi, caro il mio bene, pensate che ne anche goder -possa (che me ne faccia prò) le delitie della villa dove -mi ritrovo se da voi, giorno & notte non sono accompagnata. -venite adunque a ritrovarmi acciò che il piacer -mio sia tutto intiero & dalla amara vostra absentia -non venga in parte alcuna scemato. Vedrete presso -di noi, di ogni sorte alberi, addutti di Persia, di Soria, -di Giudea di Phenicia, d'Africa, & d'Asia, sonvi Pobbie -dedicate a Hercole: gli Mirti consagrati a Venere -qua ci è l'Alloro di Apollo, la Quercia di Giove: -l'Olivo di Minerva, il Pino di Cibele, & il Cipresso -di Plutone. Qua vedrete selve piu fronzute dell'Hercinia, -piu fresche della Nemea: piu verdegianti di Ida: -piu folte di Caledonia, d'onde i Britani ne trassero il -lor nome: piu amabili di Dodona: piu grandi dell'Hircania, -men ventose di Marathonia: piu religiose di Tegea -<span class="pagenum" id="Page_120-r">[120-r]</span> -selva d'Arcadia. Habbiamo in questi nostri contorni -infinite sorti de legumi & de formenti: fiori, Viole, -& mille odorati frutici: tante famose & salutevoli -herbe, quante annoverar si possono: sonci in questi nostri -paesi; luoghi, non inferiori, di bellezza & di fecundità, -di chiarezza, & di profundità, all'averno, al Benaco, -al Fucino, al Cocanico, all'Acronio, & al Thrasimeno. -Habbiamo non molto lontano da noi monti di -grandezza, d'habitari, & di amenità, non inferior -ad Abila, ad Acantio, all'Acatone di Etolia, all'Actio -dell'Epiro, al Dardamo di Puglia, al Caucaso di Scithia, -al Caphareo dell'Euboia, & al Phalerno della campania. -Gran trastullo prenderete (se ci venite) dal veder -fiumi, che che non cederebbono di magnifico splendore -a qual si voglia nobil fiume s'egli fusse ben Acis, Albis, -Anieno, Anauro, Apidano, Arexe, Athesi, Aufido, -Caico de fiumi. Certamente non habbiamo d'havervi invidia -al Tago, all'Hermo, al Pactolo, al Hidaspo dell'India, -ò all'Arimaspo della Scythia. Se volete venire, -fatemelo sapere almeno di tre giorni avanti, perche vi -mandero di quante sorti de carri havere ò desiderar si -possino per farvi portare agiatamente. Vi manderò -gli Essedi de Britani, le Rhede Francese di due Rote & -le Tribule contadinesche. Vi manderò l'Octofaro di -Caligola, vi manderò Curdoni: Staticoli, Pilenti, Combe, -Conuini, Bighe, Trighe, Quadrighe, Basterne & -de molti Biroti. Volete voi altro salvo che vi faccia goder -meglio di quanto mai godeste da che nata siete? non -voglio far piu offerte se volete venir venite, se non, statevene. -Dalle Gabizze alli VIII. d'Agosto. -<span class="pagenum" id="Page_120-v">[120-v]</span> -</p> - -<h2 id="orsola120v">ORSOLA MAGGI A M. LUCILLA -BENZONA.</h2> - -<p> -Mi dispiace d'haver inteso che vostro marito sia stato -accusato di lutranismo, et per dieci anni fuor dell'amata -& cara patria confinato: et molto piu mi dispiacerebbe -se con ragione ciò gli fusse avenuto, ma poi che -n'è stato cagione sol l'ignoranza de Giudici troppo creduli -alle false relationi, me la sopporterò alquanto piu -patientemente che io non faccio. cosi essorto voi a fare. -Non fu mai per alcun secolo, che gli huomini ingegnosi -et d'alto spirito non patissero de simili calumnie. -Specchiatevi in Demonace philosopho a tempi di Adriano, -come fu egli mal trattato per esser stato accusato -sprezzatore delli misteri Eleusini? specchiatevi in Anasagora -Clazomenio che similmente fu posto in prigione -dalli Atheniesi per esser accusato falsamente d'haver -detto che il Sole contra l'opinione loro non fusse il vero -Iddio, ma fusse una pietra infocata: vi potrei addur -de gli altri essempij in si fatto proposito, ma so che -li sapete meglio di me, et chi vi si puo di molta et di varia -lettione a questi nostri tempi agguagliare? niuno -certamente, se egli fusse ben Varrone che fu detto per -il molto & per l'assiduo studio Porco di lettere: quivi -adunque farò fine ricordandovi esser la pacienza rimedio -molto efficace a tutti i mali. Di Cignano alli XX. -di Settembre. -<span class="pagenum" id="Page_121-r">[121-r]</span> -</p> - -<h2 id="camilla121r">CAMILLA CARACCIOLA VILLA -A M. ADRIANA RASPONA.</h2> - -<p> -Che è quel ch'io odo M. Adriana che havete figliuoli -di si malamente, & di si mal'animo dotati? ne quali -niuna maggior vaghezza si vede, che disprezzar Iddio -contaminar i sacri tempij, prophanar le sante cerimonie -& conculcare le venerande reliquie, & tutto questo -fassi alla presentia vostra: le vostre orecchie odono -le biastemme, & i vostri occhi veggono i stratij, & -li comportate, & non li riprendete, & non ardete -tutti di santo furore? non havete voi letto che avenne -a Glauco per disprezzare i sacrifici di Venere? che avvenne -ad Aiace per violar Cassandra nel Tempio di -Minerva leggete come fu mal trattato Licurgo Re de -Thraci, per far poca stima dell'Iddio Bacco. ne meglio -avvenne a Penteo figliuolo di Echione: le cose sante si -vogliono riverire di perfetto cuore, & chi altrimenti -fa, gli ne sopraviene male, come leggiamo esser accaduto -a Capaneo da Giove fulminato, ad Atalanta, ad -Hippomene & alle figliuole di Preto, le quali furono -tramutate in vacche per poco rispetto portato alla -Dea Giunone. Quando i Poeti antichi narrano i strani -accidenti a quelli avvenuti c'hebben poco rispetto alli -Dei, non ad altro pensorno che ad insegnarci il vero -culto & a sbigottirci dalle malvagie opere. Il poco rispetto -c'hebbe Licaone Re di Arcadia a Giove fu cagione -di farlo convertir in lupo; il poco rispetto c'hebbe Erisictone -a Cerere lo fece ridur a tanta fame che se stesso -mangiò per brama di pane. La poca riverentia -<span class="pagenum" id="Page_121-v">[121-v]</span> -c'hebbe Phlegia Re de Lapiti & padre d'Ixione al tempio -di Apollo fu cagione della sua strema miseria; vorrei -che li figliuoli vostri spesso ripetessero nell'animo -loro ciò che ne scrisse Virg. <span class="smcap lowercase">PHLEGIASQUE</span> miserrimus -omnes admonet, & magna testatur voce per umbras discite -iustitiam moniti, & non temnere divos. La poca riverentia -c'hebbe Salmoneo figliuolo di Eolo, li fu cagione -di perpetua rovina: il poco riguardo di Theopolemo, -di Ciampo, & di Therone, che non partorì -lor di affanno & di Angoscia? Deh provedete Madonna -mia a tanta impietà, accio non ne siate anchora voi -insieme con esso loro duramente punita: se nelle sacre -lettere leggiamo esser stato punito il sacerdote Heli per -non haver castigato la malvagità de figliuoli che n'averrà -a voi che si lungamente sofferti li havete et non li -castigaste, mentre potevate, & sopra di loro havevi -maggior imperio? non eravate voi da Salomone sofficientemente -avvisata di non perdonar alla sferza, d'incurvare -i giovani nella loro adolescentia, di erudirli -nel timor d'Iddio, & nella via dell'honor mondano? perche -non l'havete fatto? Ah quanto mi doglio del giuditio, -che veggo sovrastar al capo vostro, avisateli almeno, -ammoniteli, scongiurateli per il latte, che lor deste -et per l'albergo del ventre che lor faceste ad astenersi -da tanta impietà & a non imitare il sprezzator d'Iddio -Mezentio: ne altro per hora dico. di Ferrara alli -III. di Luglio. -<span class="pagenum" id="Page_122-r">[122-r]</span> -</p> - -<h2 id="livia122r">LIVIA D'ARCO, CONTESSA A M. -LAURA PESTALOSSA.</h2> - -<p> -Non so, se sia vero, io ne dubito molto, (quantunque -detto mi sia da persona che non sa mentire) che voi -vi dolete stranamente d'esser nata femina & non piu -tosto maschio; ò poveretta voi, è possibile che vi sia scappata -tal parola di bocca? non sapete che l'è di maggior -eccellentia l'huomo della donna? non l'hanno confessato -gli huomini istessi dalla verità astretti? non provarno -questo ne lor dotti scritti Bernardo Spina, Galeazzo -Capra, Cornelio Agrippa, & Ortensio Lando? & quale -è quella eccellente professione, dove le donne non sieno -eguali a gli huomini? forse che di dottrina alcun'huomo -avanzò mai Eudossa, Polla, Mirte, Cornelia, Aspasia, -Telesilla, Hiparchia, Manto, Nicostrata, Amalthea, -Delbora, Damophila, Claudia, Aglache, Myto, -Axiothea, Musca, Istrina, & altre che non racconto. -Forse che alcun bellicoso huomo fu mai ò della Tavola -vecchia ò della nova che nel mestier dell'arme superasse -Pantesilea, Camilla, Elerna, Candace, Hippolita, Semirami, -Zenobia, Hisicratea, Valasca, Artemisia, Thomiri, -Asbita, Tiburna; Teuca, Lesbia, Amalasunta & -altre che non dico? in esse è anchora piu fede, piu speranza, -piu carità & maggior religione. Leggete il Cathalogo -delli heretici, certamente ne troverete un migliaio -& una sol donna chiamata Barbara moglie di Sigismondo -Imperadore: non hanno havuto le donne cosi -come gli huomini spirito prophetico. non ci è Cassandra, -Athirtia, Carmenta, Manto, Labissa, Phemonoa, -Sofipatra, Amalthea, Simmacchia & Marta, di cui Plutarco -<span class="pagenum" id="Page_122-v">[122-v]</span> -fa mentione nella vita di Mario. Sono ancho state -le Donne inventrici di belle & utili cose, & voi vi pentirete -d'esser nata donna? chi fu mai piu forte & costante -nelle fortune avverse di Simphorosa, di Sophia, -di Felicita, & di Agata? Chi fu piu tolerante ne tormenti -di Liga, della quale fa si honorata memoria Cor. -Tacito? qual huomo diremmo noi nelli affanni piu coraggioso -di Emilia moglie di Scipione, di Femella amatriciana, -& di Lucia Siracosana? Chi vidde mai le lagrime -di Cornelia et di Rutilia? Ho letto anch'io la mia -parte delli Istorici, non vidi magnanimità simile a -quella di Clelia, di Tomiri, & di Thelesi? non vidi mai -tanto amore de matrimoni, ne tanta fede, quanta leggo -esser stata in Alceste, in Penelope, in Evadne, in Tisbe, -in Portia, in Hipsicratea, in Gunilmonda, in Giulia, in -Artemisia & in Panthea, in qual corpo d'huomo fu -mai tanta bellezza, tanta proportione, tanta disinvoltura, -tanta vivacità d'occhio, si gentil'aria & si gran politezza, -quanta fu gia in Rhossana, in Laodomia, in Helena, -in Cenis, in Baryna, in Egina, in Deiopeia & in -Dianira? di maniera che infiammarno sin'alli Dei del -lor amore, si come leggiamo di Tyro, di Diana, di Siringa, -di Clori, & di molte altre. Qual huomo ritroverete -voi piu di castità amico che gia si fusser Sulpitia, -Marcia, Eugenia, Sophronia, Etelfrida, Drias, -Rodoguna, Daphne, Biblia, Zenobia, & Beltracca, la -quale quantunque ignobile & stremamente povera fusse, -ricuso, di far di se stessa copia a Othone Imperadore -anchor che monti d'oro promettesse: non mi diffunderò -per hora piu di quel c'ho fatto; considerate (vi -<span class="pagenum" id="Page_123-r">[123-r]</span> -prego) quanto vi ho scritto, ne vi lasciate mai piu uscir -di bocca si folle voce, o dal cuor vostro si stran concetto -persuadetevi per cosa certa, & per una di quelle massime -de Aristotele, che negar non si possono, esser le -donne di maggior dignità che gli huomini: ne vi inganni -il valore del S. Bartholomeo vostro honorato consorte, -si come io non mi muto d'opinione per quanta eccellentia -trovo nel Conte Fortunato mio Signore. Di -Rocca Franca alli X. d'Aprile. -</p> - -<h2 id="iustina123r">IUSTINA ORS. MARTINENGA -A M. LAURETTA MINELLA.</h2> - -<p> -Madonna Fiore fu l'altro giorno da me, & si mi disse, -come eravate divenuta la piu gelosa femina, che -mai nascesse da che è formato il mondo, Deh (vi prego) -scacciatevi dal petto questa vana passione, che si fortemente -v'ha ingombrato l'animo: imperoche fu gia cagione -(se forsi nol sapete) questo morbo di gelosia, di far che -Circe infettasse di mortifero veleno le acque dove si -lavava Scilla da Glauco Dio marino focosamente amata, -fu cagione che Prochis ammazzasse Cephalo suo marito: -fece il medesimo la moglie di Cianippo, et di Emilio -giovinetto (se il vero ci narra Plutarco nelle sue Paralelle) -per gelosia, fu legata anchora Antiopala alle -corna d'un Thoro da Dirce: per gelosia fu sospesa Helena -ad un'albergo dalla moglie di Thepolemo. Per gelosia -molte strane cose ne di passati avvennero. scacciatevela -adunque dal petto quanto piu tosto potete, perche -non vi conduca a qualche atroce fine, et lacrimoso caso; ne -<span class="pagenum" id="Page_123-v">[123-v]</span> -altro di questo non vi ragiono per hora: Iddio da mal vi -guardi, & da gelosia vi risani. Da Cobià alli X. -d'Aprile. -</p> - -<h2 id="leonora123v">LEONORA FORESTA CONTESSA -A M. HIPPOLITA LANDUCCIA.</h2> - -<p> -Se piu accade honoranda madonna, che udiate dir che -le donne nelle cose amorose habbino peggior giudicio -& facciano sempre piu cattiva elettione de gli huomini, -& piu vanamente s'innamorino, ditegli, che vaneggiano, -& di gran lunga s'ingannano. fate che vi mostrino -un poco se mai alcuna donna fu di si gran follia, -che amasse un'Asino, come fece Aristone Ephesio, che -vi dicano di piu, se alcuna donna si lasciò guidar dalla -cecità d'amore, a rimescolarsi con una capra come fece -Cratis pastor Sibaritano, overo con una cerva come fece -Ciparisso. Se vorranno gli huomini con diritto occhio -giudicare, troveranno ch'essi furono sempre infettati -di sporca & abbominevol lussuria, la dove le donne -amarono sempre cose lecite et con ragione amabili: chiudeteli -adunque a questi tali la bocca, non sol con li proposti -essempij. ma anchora con molti altri, come sarebbe -che Ermia amasse & fusse amato da un Delphino, -Argis Oleto amasse un'occha, il medesimo facesse Lacida -philosopho, altri habbi amato un Cane, altri un -Granchio, altri un gallo, & altri vari simolacri & diverse -statove; ne piu altro ci dico. Iddio vi guardi da -male opinioni. Da Rocca Franca alli XX. di -Maggio. -<span class="pagenum" id="Page_124-r">[124-r]</span> -</p> - -<h2 id="colaltina124r">COLALTINA TRECCA A M. -CLEOPATRA COTTA.</h2> - -<p> -Parmi intendere che vogliate accompagnar vostro figliuolo -di ligittimo matrimonio, con la figliuola di M. -Alessandra Torella: mi maraviglio certamente della -vostra sapienza & che voi facciate tal congiuntione; -non è ella un'espresso mostro di natura? non è -ella la piu sozza figura che mai formasse natura? non -la veggio io mai, che non mi paia di vedere quella Philena -di Martiale, che d'un'occhio era guercia, et dell'altro -lippa; non la veggio io mai, che non mi paia di vedere -quella Vetustina dal medesimo autor descritta, di haver -tre, denti, tre capelli, un petto di Cicala, una gamba -di formica, la bocca di Cocodrillo: la fronte simile a -gli arati solchi; un canto & una voce di Rana ò di zenzara: -la vista di civetta, il fetore di becco & le poppe -simili alle tele di ragna. & parerà a voi (donna di -giudicio) che con si laida figura unir si debba un figlio -bello piu che la istessa beltà: ditegli apertamente, che -si procaccino d'altro sposo, che piu si confaccia alle sue -belle fatezze, provegansi d'un Zoilo di capel rosso, -di negra faccia, di corto piede, & di occhio stranamente -offeso; provegansi d'un Socrate, che habbi il naso -schiacciato, la fronte calva & le spalle pelose, fategli -saper senza alcun rispetto, che vostro figliuolo non è -a proposito per lei, & che se le vogliono dar marito, -vadano cercando un Poliphemo, un Vulcano, un Coriteo, -un Tersite, un Damone, un Esopo di Phrigia, un -Galba, un Ermippo Poeta, overo uno Colomano Re de -<span class="pagenum" id="Page_124-v">[124-v]</span> -Pannoni successore di Ladislao, ilquale era zoppo, era -gobbo, era losco, era scilinguato, & haveva la bocca -storta. per lei farebbe piu tosto un huomo, simile a Broteo -figliuolo di Vulcano & di Minerva, ilquale per -gran dolore della sua bruttezza si gittò nelle fiamme -ardenti: a lei si converrebbe godere un huomo di bellezza -tale, quale fu quella di Hipponatto, ma non mi -voglio tanto distendere in biasimar l'altrui bruttezza -acciò che maldicente non mi tegnate, pigliate in buona -parte quanto v'ho sin qui detto, ne mi date colpa di mala -lingua; state sana & amatime. -</p> - -<h2 id="margherita124v">MARGHERITA UBERTA STANGA -A M. BIANCA FELISSIMA.</h2> - -<p> -Sonosi partiti da casa nostra per gir alla guerra alcuni, -servidori, & ne siamo rimasti quasi che senza, pregovi -per tanto se costi alcun ce ne fusse a nostro proposito, -ce lo facciate sapere. non lo vorrei men amorevole -che gia si fusse Erote servo di Antonio; ne men fedele -& casto nelle feminili conversationi, che si fusse Carello -servidor di Gondibarga Reina de Longobardi: -promettegli honesto salario et grasse spese, non si sentirà -rimprocchi, ne in iscambio del salario haverà da -mio marito ò da miei cognati pugnalate, ò mazzate, si -come in alcune case si usa di fare. sarei ben contenta -fusse tali che havesse a dire quell'usitato proverbio -Quot servi tot hostes, non vorrei sopra ogni cosa fusser -brigaiuoli, ne che riportassero hor fuori, hor dentro -ciancie da suscitar brighe: affaticative in questo -<span class="pagenum" id="Page_125-r">[125-r]</span> -(per amor mio) che ve ne prego caldamente. Il S. Christophoro -mio amantissimo consorte assai anch'esso ve ne -prega di Cremona: alli .IIII. d'Aprile. -</p> - -<h2 id="isabetta125r">ISABETTA CASTIGLIONA GONFALONIERA -ALLA S. ISABELLA -SFORZA.</h2> - -<p> -Quando sara mai vita mia cara et dolce anima mia, -quando sarà dico, che ritorniate a Piacenza, laqual -senza voi si poco mi piace, che niente meno. Quando -fu mai che lasciaste quel Pesaro dificato per mio danno -& a noi, che piu ardentemente vi desideriamo, che -non fa il cieco la perduta luce facciate subito ritorno? -Siami lecito di usar le sante parole della divina scrittura -favellando con persona piena di santità, & dirvi -<span class="smcap lowercase">REVERTERE</span>, revertere sunamitis ut intueantur -te. Deh che paiono le vicine vostre, non vi veggendo -paiono smarrite, et stanosi maninconiche, non potendo piu -contemplare il vostro reale aspetto, non potendo piu vedere -le gentili maniere, ne udir quei soavi accenti, ò -quelle sante parole che vi escono di bocca, atte ad infiammar -un cuor di ghiaccio: non altro. Di Piacenza alli -III. d'Aprile. -</p> - -<h2 id="aurelia125r">AURELIA MAGIA A M. LAURA -CERUTA.</h2> - -<p> -Mi dimandaste l'altro giorno, che ci ritrovamo in casa -di M. Giulia mia carissima cognata; che vuol dire, -<span class="pagenum" id="Page_125-v">[125-v]</span> -che essendo moglie disi gentil litterato, qual è il -S. Onofrio non vi dessi alle lettere come fanno alla età -nostra tante nobili Madonne; & tante illustre Signore -non vi potei all'hora rispondere, per la venuta di quelle -Signore, che sprovedutamente ne sopragiunsero, hor -che mi ritrovo nel mio studiolo tutta sola & sfacendata, -vi rispondo, si non in tutto come vorrei, & voi per -aventura desiderate, almeno come dalla debolezza del -mio intelletto m'è conceduto, & vi dico che non sò da -qual parte mi rivolga per studiare; se mi do alla Theologia -temo non cader in qualche mala sospitione et che di -me, si dica, che io sia Pelagiana, ò Manichea, ò Anabatista -ò Arriana. Se mi volto a Grammatici, essi poverelli -non sanno ne ragionare, ne giudicar d'altro che -de nomi & de verbi, di sillabe & di accenti, debbo volgermi -alli spinosi Loici, alli Severi Philosophi, alli odiosi -Sophisti, a litigosi legisti, ò a lascivi poeti? ne a questi -credo mi consiglierete già voi? L'è adunque meglio -che io li lasci star in pace, & che mi trattenga nelli esercitij -dalle donne sin'hora usitati; io non voglio doventar -poetessa perche veggo che quelle che si danno alle lettere -non si sanno (fuor di que) rassettar un paio di calze -ò lavarsi un moccichino. Io non so la piu bella via -di farmi stimare & honorare al mondo, che con l'esser -casta, modesta, taciturna, & humile, senza tante lettere -& senza tante philosophie: vi ho detto quanto -m'è occorso per hora, intorno a tal fatto. Se ci vedremo -con la corporal presentia, forse vi renderò dell'altre ragioni -che vi pareranno assai piu probabili. Di casa -nostra. -<span class="pagenum" id="Page_126-r">[126-r]</span> -</p> - -<h2 id="leonora126r">LA CONTESSA LEONORA TODESCA -A M. SILVIA FENARUOLA.</h2> - -<p> -Intendo che vi siete maritata a M. Antonio Aliprando: -piacemi, per esser egli persona di valore, & spiacemi -dall'altro canto, che in si giovenil età habbiate da esser -Matregna di tanti figliuoli. Ricordomi d'haver letto -esserci ritrovati ne tempi antichi alcune matregne indiavolate, -seminatrici d'ire, d'odij, & di mille discordie: -& altre anchora che trattarno i lor figliastri come -se del lor corpo usciti fussero: guardaretevi adunque -di non esser mala matregna, ne tale qual fu Phedra verso -Hippolito ò Martina verso Costantio Eraclio, da cui -fu velenato. non siate matregna tale, qual fu Nuceria -che uccise fermo il Figliastro (se'l vero narra Plutarco -nelle sue paralelle) Poi che la fortuna vostra v'ha condotto -ad esser Matregna, sofferitelo patientemente ramentandovi -che à tal stato fu similmente condotta Hippodomia: -Ino, Casperia, Stratonica; Giulia, Gidica, Giunone, -Opea, Eribea, & Alfrida: attendete voi a portarvi -bene, & fate pensiero di esser vera madre, essendo -voi per virtu del matrimonio, fatta una medesima carne, -con vostro marito che li generò: & a Dio siate. il Conte -Daniello mio consorte vi saluta & si congratula: Di -Piacenza alli .X. d'Ottobre. -</p> - -<h2 id="barbara126r">SUOR BARBARA DA CORREGIO -A S. CAMILLA N.</h2> - -<p> -Fu l'altro giorno a visitarci un padre dell'ordine vostro, -& mi disse ch'eravate si mal contenta d'esservi fatta -monaca, che pensavate uscirne, & pigliar marito -<span class="pagenum" id="Page_126-v">[126-v]</span> -desiderosa d'haver figliuoli. deh non voglia Iddio che -senta mai si strana nova che la mia Camillina pentita -di esser sposa di Christo si sia fatta soggetta a un'huomo -fragile, caduco, & mortale, et a quel render (come -schiava) ragione d'ogni sua attione: è possibile che si nobil -animo & si generoso spirito si voglia far vasallo, delle -maschili intemperanze. sorda piu tosto possa io divenire, -anzi che mai intender cotai novelle: ma che desiderio -è questo d'haver figliuoli? havete voi paura, che'l -mondo venga meno? anchora non havete provato gli affanni -che vi si sentono. Oime quando veggo venir qualche -donna gravida a visitarci, mi viene pur gran pietà di loro -veggendole andar si stentatamente, sempre ansiando, con -que volti stampati di color di morte, con quelle labra si -pallide, & senza sangue, con quelle perpetue nausee, -con que strani appetiti ch'odo che le hanno di mangiar -carboni, terra, gesso, & simili cose. Ma quando leggo -nella sacra scrittura quella comparatione, sentirai dolori, -da donna di parto, & quella gran maledittione data -nel Genesi <span class="smcap lowercase">PARIES IN DOLORE FILIOS</span>: -tutta in lor servigio mi racapricio, & benedico quella -santa intentione che venne al S. mio padre; percioche -monaca facendomi ho campato quella terribil sententia. -d'Iddio; fate a mio modo dolcissima sorella, pensateci bene, -non correte a furia, consigliatevi con la ragione & -non con l'appetito. Frenate i sensi con l'assidua cogitatione -della triomphante croce di Giesu Christo, alquale -vi raccomando di continuo con le mie fredde orationi. -Il Spirito Santo le riscaldi col suo virtuosissimo fuoco. -Da S. Antonio alli III. d'Aprile. -<span class="pagenum" id="Page_127-r">[127-r]</span> -</p> - -<h2 id="lavinia127r">LAVINIA SFORZA CONTESSA -DI BORGO NOVO A M. LAURA -DA MELARA.</h2> - -<p> -Il nostro fattore, parlerà con il Conte sforza mio cognato, -ne dubito per esser egli di nobilissimo animo ch'ei -non faccia in vostro beneficio quanto voi desiderate: quanto -poi a quel che mi scrivete circa le dishoneste prattiche -di quelle Suore non me ne maraviglio punto, ne mi -par d'udire cosa nova, havendo gia letto, che Oppia vergine -Vestale, fusse per stupro commesso sepelita viva. -Fu dannata Martia d'incesto, cosi Sextilia, cosi Tutia (se'l -vero ci narra Livio) ne aliena fu da carnali congiungimenti -Floronia Vestale, laquale per paura di piu grave -supplicio, se stessa uccise: fu di piu accusata di stupro -Posthumia: benche poi da Pontefici absoluta fusse: si che -nova cosa non mi pare, che le monache de nostri tempi, -facciano anch'esse l'amore, & diansi furtivamente nelle -braccia de lor amatori poi che le antiche per gravissimi -supplicij non se ne potevano rimovere. Non vi scandalizate -adunque di cotai cose, se non volete esser tenuta una -sciocca anzi ricordatevi che elle non sono piu di bronzo, -ne di macigno che siamo noi altre. Troppo nel vero -gran forza havrebbe il velo s'egli potesse rafreddare, -& spegnere i riscaldamenti della carne: ne altro intorno -a questo fatto vi dico, salvo che vi invito a borgo -novo; a godere di quella gentilissima Signora Bresciana -qual s'ha novamente per sua sposa eletto il Conte Alessandro -mio suocero. Credo veramente ch'egli si habbi -eletto il fiore di quella città, et se io credessi che sol due -<span class="pagenum" id="Page_127-v">[127-v]</span> -paia come fussero simili a lei rimasti non vorrei far -mia vita altrove. Di Borgo novo, alli X. d'Aprile. -</p> - -<h2 id="lucrezia127v">LUCRETIA PICCA RANGONA -A M. VIOLANTE GALASSIMA.</h2> - -<p> -Ho letto non senza gran sdegno et ira, quella littera -si prolissa, che mi mandaste l'altro giorno, nellaquale -si ramemoravano infiniti mali dalle donne usciti: certamente -io non conosco l'autore d'essa, ma ben vi dico, che -se fusse richiesta a far giudicio di lui: io direi ch'egli -fusse un perdi giornata, un barbagianni, & finalmente, -un qualche bestionaccio: s'egli havesse letto le storie piu -attentamente, & senza alcuna passione egli havrebbe -ritrovato esser state le donne cagione d'infiniti beni: haverebbe -trovato che Dominica moglie di Valente Imperadore, -pacificasse già i Gotti che se n'andavano a briglia -sciolta per distruggere sin da fondamenti Costantinopoli. -Havrebbe letto che Placidia moglie di Attaulpho -Gotto, & sorella di Honorio fu potissima cagione -non si ispugnasse & non si saccheggiasse Roma, qual havea -deliberato si chiamasse poi Gottia & non piu Roma. -Havrebbe letto qualmente Iugulta fu cagione di convertir -a Christo Hermogillo figliuolo; di Lemildo Re -de Gotti. Havrebbe letto le santissime opere di Clodoveo: -s'egli cosi havesse atteso alla verità, come s'è lasciato -traportar dall'odio che alle donne iniquamente porta, -havrebbe chiaramente compreso nella lettione di sesto -Aurelio, di quanti beni fusse già cagione Pompeia Plautina -moglie di Giuliano Imperadore operando ch'egli si -<span class="pagenum" id="Page_128-r">[128-r]</span> -astenersi dalle populari estorsioni: egli dovea pur ricordarsi -di Elena madre di Costantino, di Monica madre -di Agostino, et di molte altre valorose donne, che ad altro -non attesero, & sin' al presente attendono che a giovare -il prossimo, & quando mai altro essempio non mi occorresse -perciò confermare & stabilire crederei, mi -dovesse bastar l'essempio di M. Maria Bracala, di M. -Francesca, & di Suor Osanna; & qui faccio fine al mio -scrivere. Fulvio & Claudia Olimpia vi salutano. Da -Modona alli III. d'Aprile. -</p> - -<h2 id="maria128r">MARIA BRACHALE ALLA S. POLISENNA -RANGONA CONTESSA -DI CARPENEDOLE.</h2> - -<p> -Qua è capitato dalle montagne di Pistoia, una donna -la quale cerca d'haver qualche buon recapito, & -perche so che vi dilettate di donne sofficienti et valorose -ve n'ho voluto avisare, et vi faccio sapere, che di tessere, -et di filar non cederebbe a quella Pholoe di Creta della -quale parlando Virg. cosi nel suo divino poema disse. -<span class="smcap">Olli serva datur operam haud -ignara minervae cressa genus pholoe, -geminique sub ubere nati</span>: -non cederebbe a Pamphila, non a Minerva, non ad -Aracne, non a Clostro inventor del fuso; non a Penelope -figliuola di Icaro, che fu ne suoi tempi ottima -tessitrice: si che avvisatemi se la volete, che la porrò -nel cochio della S. vostra zia, & manderolla honestamente -accompagnata: M. Cechino gridando & biastemiando -<span class="pagenum" id="Page_128-v">[128-v]</span> -per le gotte che lo tormentano, anzi lo crucificano -vi saluta & di cuore vi si raccomanda. Di -Modona alli III. di Maggio. -</p> - -<h2 id="lucrezia128v">LUCRETIA DA LANDO CONTESSA -A M. CLARA CIMISELLA.</h2> - -<p> -Mi rallegro con esso meco, & mi congratulo con esso -voi, che habbiate un figliuolo, si amico d'honore, -che condur non si possa a far cosa dishonorata, se dato -gli fusse piu territoro che non hebbe Sicheo, il quale da -Virgilio è chiamato <span class="smcap lowercase">DITISSIMUS AGRI</span>, & conceduto -li fusse la gratia c'hebbe Mida da Bacco di poter -convertir in oro ciò ch'ei toccasse: certamente ne potete -ben voi star consolata che tal fama di lui per tutto -si sparga, piu che se lui vedesse portar corona in capo -del piu florido regno che habbi Europa: i Regni veramente -si perdono, & per l'ingiustitia di chi li possiede -sovente volte si trasferiscono di gente in gente per usar -l'istessa locutione della sacra scrittura; ma la buona fama, -pretiosa piu di qualunque pretioso unguento, dura -sempre et in perpetuo si mantiene mantenetelo adunque -con le vostre saggie persuasioni in questo sano consiglio, -se bramate che tutta via si aumenti & a vuoi, -et a noi l'allegrezza che n'habbiamo sin'hora -per lui nodrito nel cuore, & a -Dio siate: Da Caselle nostra -giuriditione alli -III. di -Maggio. -<span class="pagenum" id="Page_129-r">[129-r]</span> -</p> - -<h2 id="camilla129r">CAMILLA MARTINENGA AVEROLDA -A M. LUCINA CALANDRINA.</h2> - -<p> -Mala fama si sparge di voi per bocca et de vicini -& de servidori liquali di casa vi escono si mal contenti: -molti difetti si vi attribuiscono, molte macchie -vi si dano, ma sopra'l tutto siete accusata di strema crudeltà; -a tal che dicono che se haveste la possanza che -haveva Cisenna, figliuola di Diogirida Re di Thracia, -segareste anchor voi gli huomini vivi per mezzo, & -dareste li figliuoli a mangiare a padri loro: & se volete -maggior chiarezza della mala opinione, che si ha -della vostra crudel natura; pigliatela da questo segno -ch'altri vi chiama Athalia, altri Irene, altri Fulvia, altri -Tomyri, altri Dirce Thebana, & altri Progne figliuola -di Pandione Re di Athene; lequali femine avanzarono -di crudeltà Medea. ne altro vi dico, ravedetevi -di si mal essempio. Da El. alli III. di questo. -</p> - -<h2 id="creusa129r">CREUSA FLORIDA CONTESSA -DI PRATA ALLA MAGNIFICA M. -CORNELIA CONTARINI.</h2> - -<p> -Hebbi alli di passati una vostra che mi fu per infiniti -rispetti molto grata; hor in questa parevami di -esser molto ripresa per non dir biasimata per istare -troppo in solitudine, attribuendo voi il mio star solitaria -a soverchia avidità di studiare: io non niego già -che li studi delle buone lettere non mi piaccino, & sienomi -sempre piacciuti: dico però alla Magnificentia vostra, -<span class="pagenum" id="Page_129-v">[129-v]</span> -che anchora che le lettere non mi fussero si grate -(come elle sono) nondimeno, volentieri solitaria diverrei -tanta è la dolcezza che di quella al presente ne sento: -tanto è il frutto che di quella à tutte l'hore traggo -oltre che non mi mancano molti essempij di valorosissime -persone, dalli quali tutta via mi ci confermo in -amarla in seguirla, & in essortar ogn'uno ad abracciarla; -so che sapete qualmente. Simon Benlocai, che -fu compagno di Geremia Propheta col star vent'anni -solitario in una stretta spelonca fu cagione ch'egli ci desse -quel celeste libro, detto nella hebraica lingua Zoar, -& nella nostra luminar maggiore. Mentre il padre -Adamo visse nel Paradiso solo, fu colmo di qualunque -felicità: come egli fu accompagnato; cadde repentinamente -nel fondo delle miserie: & mentre Abraamo -stette in solitaria vita, fu degno di favellar con Iddio. -Ma ditemi per cortesia, Magnifica Madonna; credete -voi che se nel star solo, non ci fusse infinita gioia & -molta contentezza? Che Silvia, figlia di Ruffino prefetto -di Alessandria, ci havesse Sessant'anni senza mai -pentirsene perseverato? Steteci M. Maddalena trenta -anni: Basolo quel venerabil padre quaranta: Beniamin -ottanta: Amata, donna santissima quaranta: Natanael -trentasette: Capitone ottanta: Ugone Ciartosino, Cinquanta, -& Pione Abbate trenta. Se vi volessi hora -recitare il Catalogo de gli huomini & delle donne che -furono piu di me amici della solitudine, non ne verrei -a capo in tre giorni. Se vi volessi narrare quanti bei -spiriti pel mezzo della santa solitudine. si unirono già -con Iddio, & mai non se ne disciolsero deverrebbe questa -<span class="pagenum" id="Page_130-r">[130-r]</span> -mia risposta alta piu che non sono le Decadi di -Livio. Ditemi S. mia (che ve ne supplico) per quell'alto -cuore, & per quello chiaro intelletto, che Iddio vi -ha dato potete voi hoggidi star in alcuna conversatione, -& non udire mormorare, mentire, spergiurare, -giudicar, mordere, tassare, straparlare, & in mille modi -offendere il prossimo? qual animo pio, forte & costante, -se ne può hoggidi astenere? tanto è posto in uso, -questa mala creanza: mi sono alle volte sentita scoppiare -di dolore, trovandomi per mala sorte in simili -conversationi; havrei certamente piu tosto voluto esser -confinata nella piu aspra solitudine c'habbi la Capadocia -ò l'Egitto: imperoche tutte non hanno i modi vostri, -ne la modestia, di che Dio vi dotò, tutte non possono, -ne sanno essere simili a voi, (a voi dico) rara -Phenice di virtu & di bontà. Io non leggo mai quell'oracolo -della santa scrittura. <span class="smcap lowercase">SEDEBIT SOLITARIUS -ET TACEBIT, ET ELEVABIT SE -SUPRA SE</span>; che tutta non m'infiammi d'amore di -vita solitaria, & non mi venga voglia di abbandonare -sin'a me stessa, & andarne ne deserti della Siria a ritrovare -il picciolo Tugurio di Ilarione; o vero presso -il Torrente di Carith, ove solito era di riposarsi il -Zelote Elia. Solevamo già (come sò che meglio di me -sapete) pur che ramentar ve ne vogliate solevamo dico, -habitare non unitamente, come hora facciamo, ma -chi quà, chi là: ci unimo poi (non sò chi ne fusse -l'auttore) sperando di riportarne maggior consolatione, -& forse che cio avvenutoci sarebbe; se Sathanasso -nemico di ogni pace, & di ogni santa concordia -<span class="pagenum" id="Page_130-v">[130-v]</span> -non fusse venuto a turbar le dolcezze nostre, soffiandone -nel cuore, il veleno dell'ambitione, della malevoglienza, -& della maladicentia. Ma se qui non raffreno -il scrivere mio & non pongo giu la penna sento abbondarmi -di tanta copia in lode della solitudine, & in -biasimo delle moderne conversationi, che io non so quando -mi saperò uscir da si profondo Pelago rimanetevi -adunque in pace, & amatemi da Prata alli VI. di Settembre. -</p> - -<h2 id="lucia130v">LUCIA QUADRIA A M. GIULIA -DE FEDERICI PARENTE CARISSIMA.</h2> - -<p> -Per mie lettere vi ho piu volte invitate a venire a goder -il giardino, qual nuovamente ha fatto il mio amatissimo -consorte, nel quale molte cose ha piantato non -senza gran misterio vi ha per la prima posto di molta -enola perche l'antica Giulia volentieri ogni dì ne mangiava; -de fichi assai per amore di Platone che ne era -si vago, che ne fu detto da molti philosica. de pomi pheaci -& falischi per rispetto di Philippo, & di Alessandro, -che furono chiamati Philomeli, dal molto amore -che portaronno a cotai frutti: delli porri di Aritia per -Nerone che tanti ne mangiava, del sisare si caro à Cesare, -che ogni anno ne faceva venire di Germania buona -somma. Delli Lupini per amor di Protogene, delle pere -amerine per li Argei: delle pera salvatiche per li -Tirinthij (se per aventura alcuno ce ne capitasse a casa) -delle Palme, per memoria delli Carmani: del miglio -per i Meotici, & per li Sauromati: ci ha posto del -<span class="pagenum" id="Page_131-r">[131-r]</span> -Cardamo per i Persiani: delle Pruna damascene per li -popoli di Damasco; ci havemo delle noci pontiche: delle -Latuche di Circello, de Navoni per li Amiterni: Noci -avellane per li Tarentini: Meloni d'Ostia: Olivi di Venafro: -Castagne Petragorice. Peponi di Capua, Rape -di Norsia, Raphani di Alemagna, & Giande di Arcadia, -ci è del ditamo per il cuore dell'Eupatorio per il fegato: -del Scolopendrio per la milza, del Petrosello per -l'orificio del ventre: dell'Hisopo per il pulmone, & -per il septotransverso: del Seseli per la vesica, dell'Elenio -per le reni, della Ruta per il dolore colico, alquale -molti in casa nostra sono suggetti: della Gentiana per il -capo: delli altri utili semplici quai potrete vedere, se -ci verrete: non altro. Da Tirano alli XXV. -d'Agosto. -</p> - -<h2 id="isabella131r">ISABELLA SFORZA À M. ZENOBIA -FOSSA.</h2> - -<p> -Sempre, da che il mondo è mondo, gli huomini litterati -o furono superbi, arroganti, & ambitiosi, et per -mostrarvelo incomincio da quel dotto Menecrete medico, -il quale voleva della sua opera sol questa mercede, -che li risanati per lui, si confessassero suoi servi, & lo -chiamassero Giove: Nestorio heretico et fonte di varia -dottrina, quell'istesso giorno, ch'egli fu creato Vescovo -di Costantinopoli, promise liberamente a ciascuno il -cielo: Nevio Poeta Comico: lasciò che si scrivesse nel -suo sepolcro questo Pitaphio. Immortales, mortales -si foret fas flere, flerent divæ Camœnæ, nevium Poetam. -<span class="pagenum" id="Page_131-v">[131-v]</span> -Itaque postquam orci traditus est thesauro, obliti -sunt Romæ latina loquier lingua. Palemone Grammatico, -si gloriava che seco nate fussero le buone lettere, -& che seco havessero anchora da morire. Mostruosa -anchora fu l'arroganza di Paulo Samosateno; ma piu -assai quella di Tamira poeta di Thracia, ilquale hebbe -ardire di contrastar con le Muse, & per la smoderata -sua arroganza, li trassero gli occhi dal capo. Timeo -historico Siciliano si gloriò piu d'una fiata di superare -Tuccide & Philisto, liquai furono nobilissimi storici. -Accio Poeta hebbe ardire di por la statua sua nel tempio -delle Camene, & ve la puose grandissima, essendo -egli di picciolissima statura. Suffeno poeta inettissimo, -fu sopra tutti si glorioso che n'ha fatto luogo al -proverbio presso di Catullo: Manes (quel grande & -dottissimo heretico) vendicavasi gl'honori della divinità -& diceva che l'era nato di Vergine. Empedocle Poeta -di Agrigento si gittò in Ethna, per dar ad intendere al -volgo ch'egli fosse volato ne celesti chiostri per la sua -eccellentia. Arrogantissimo fu Calliphane Poeta: non fu -anche assai ambitioso Virgilio dicendo. Primus idumæas -referam tibi Mantua palmas? non fu ambitioso Ovidio -scrivendo Peligne gentis gloria dicar ego? & quell'altro -ò furtunatam natam me Consule Romam. Non debbo -dirvi di Appione grammatico Alessandrino, che fu -di tanta arroganza che prometteva immortalità a cui le -sue opere dedicasse: benche di questi arrogantacci non -ce ne manchino hoggidi promettitori del cielo, essendo -essi riposti nell'abisso delle miserie. paiommi cotestoro -simili alli Alchimisti, li quali privi d'ogni bene essendo -<span class="pagenum" id="Page_132-r">[132-r]</span> -promettono monti d'oro a chi pazzamente lor crede, -ma spero in Dio che se noi perseveraremo nelli studi come -incominciato habbiamo, non haveremo bisogno delle -loro trombe, ma ad essi piu tosto farà mestieri delle -nostre. Io vi ho voluto far questo longo discorso per haver -inteso che un certo disgratiataccio, ilquale è in odio -da che nacque, alli huomini & alli Dei vi minaccia di -farvi morire con i suo fecciosi & stomacosi scritti, se -piacevole liberale, et affabile non ve li dimostrate. Credetelo -a me, che queste furfantesche bravate, sono di -peculiar vitio d'alcuni affamati scrittori, che vorrebbono -vivere alle spese nostre: se habbiamo pur da far vezzi -a scrittori, facciamone a quelli che ne suoi scritti ci -insegnano, & dolcemente ci dilettano, & non a questi -bestioni. Un'altra cosa vi dirò di piu: attendiamo a caminare -di virtu & in virtu che cosi li tagliaremo la -via del mal dire; & saranno sforzati a cantar di noi (malgrado -loro). Soviemmi una fiata che un moderno istorico, -disse alla presenza del gran Marchese di Pescara -ch'egli voleva scrivere non so qual valorosa impresa -che alli di passati fatta s'era & il Marchese arditamente -rispose, adunque volendo dir il vero, di necessità -scriverete di me: cosi dico in proposito; se noi diverremmo -caste, forti, modeste, giuste, magnanime, discrete, -prudenti, grate, dotte, bellicose, liberali, -come faranno di meno a non far memoria di noi, volendo -di cotal materia favellare? salvo se non vorranno -empir le carte loro de sogni, & de fittioni; attendiamo -pur ad esser buone, di perfetta & di vera bontà, -& non temeremo le penne loro, attendiamo alli studi -<span class="pagenum" id="Page_132-v">[132-v]</span> -dell'eloquentia, congiunta però con la sapientia; & -scriviamo anchora noi in biasimo & vituperio de gli -huomini, si come essi longo tempo hanno fatto contra -di noi, & tuttavia fanno a nostri giorni: facciamoli -vedere per chiari essempij tolti dal centro delle piu veraci -historie, che fussero sempre gli huomini da che fu -creato Adamo, temerarij, litigosi, fraudolenti, protervi -ingrati, loquaci, importuni, perfidi, pergiuri, -traditori, ingiusti, vani, bugiardi, volubili, incostanti, -paurosi nelle honeste imprese & audaci nelle ingiuste -attioni: facciamoli vedere che furono sempre ladri -crudeli insidiatori, crapulosi, bevitori, lussuriosi, biastemmiatori, -sprezzatori d'Iddio, incestuosi, sacrilegi, inhumani -impij, tiranni & scelerati: facciamoli vedere che -furono sempre deboli & mal sofferenti delle aversità, -violatori dell'altrui reputatione, usurpatori dell'altrui, -ambitiosi, fastosi, negligenti, & a maggiori disubidienti: -facciamoli vedere quanti maleficij sono da essi -nati, quante rovine hanno causate et de quanti danni sono -stati cagione al mondo. oh Dio perche non sono tutte -le femine del mio animo: direi piu oltre di quel che -io dico, cosi il sdegno non me indebolisse la mano: farò -adunque per hora fine al scriver mio, pregandovi -ad esser d'animo forte, & costante, -& a ricuperare la feminil libertà -gia molti anni fa perduta. -dalla Sforzesca alli -XII. d'Aprile. -<span class="pagenum" id="Page_133-r">[133-r]</span> -</p> - -<h2 id="isabella133r">ISABELLA SFORZA À M. -FULVIA VISCONTE.</h2> - -<p> -Oh quanto m'è dispiacciuto d'haver inteso che siate -tanto indulgente & tanto tenera de figliuoli, che li -lasciate far ciò che lor piace, senza risguardare se honesto -o dishonesto sia, giusto, o ingiusto: Sempre .S. mia -lo smoderato amore a padri & a figli egualmente nocque, -& danno fece: & di questo chiarir ve ne potrà -la Candida Niobe, laquale per troppo piangere i figliuoli -suoi da Apollo uccisi, divenne un duro scoglio: -Che non fece di male Hecuba a Polimestore Re di Thracia -per cagione del figlio Polidoro? Leggete un poco -l'historico Diodoro & vedrete quanti travagli sostenne -Tomiri Reina de Scithi, per voler vendicare -l'amato figliuolo contro di Ciro. Antistia anchora vegendo -la figliuola sua da Pompeio rifiutata per sposar -Emilia, si ammazzò da se stessa. Non si deve adunque -amar con tanta tenerezza persona veruna, ma sempre -con la debita misura: oh se legeste alcuna volta (quando -tempo vi avanza) le storie antiche, ispetialmente -quelle che trattano delle donne Spartane, direste che -meglio di voi l'intendevano. Se i Spartani havessero -havuti le madri loro simili a voi, non so se fussero divenuti -si valorosi come divennero: elle non stavano tutto'l -giorno leccandoli con dirgli che vorreste anima mia? -che desideri cuor mio faccia? angelicata, chi t'ha negato -cosa che tu chiedevi? maffesi, haverebbono fatto de ben -valent'huomini: esse, li armavano di propria mano, & -quando lor porgevano il scudo, li diceano fa tu che ritorni -<span class="pagenum" id="Page_133-v">[133-v]</span> -con questo, ò morto in questo, & non te lo lasciar togliere -dalli nemici. Se si lamentavano che la spada fusse -corta, li dicevano fa un passo piu avanti, accostati piu -vicino allo nemico, & sofficientemente la slongherai: non -li volevano ricevere, ne riconoscere per figliuoli, se ricusavano -di morire in servigio, & in honore della patria: -ne morendo gli altri nella battaglia, volentieri li -vedevano sopra vivere; non li losengavano, non li vezzeggiavano, -li nodrivano de grossi cibi, li vestivano di -vesti, che havevano piu tosto del militare, ò del pastorale, -anzi che del cittadinesco: non crediate già che loro -fasciassero le reni di veluto, ò di raso, non li allevavano -in su le delicatezze, anzi mai altro non li intestavano -che di fuggire con ogni studio le morbidezze: proponevangli -come persone infami per esser stati troppo delitiosi -Stratone Sidonio, Artemone, Ambrone, Clistene -Lisicrate, Argirio, Battalo & Andramito Re de Lidi: -proponevangli quel Philostrato da Aristophane -per la molta delicatura beffato, schernito, & proverbiato: -proponevangli Aristagora Milesio, Agatone musico, -Diadumeno, & Mirace; & a questo modo nutrendogli, -doventarno i piu virtuosi & tremendi popoli di -Grecia, la dove temo grandemente in vostro servigio, che -alleviate i vostri alla poltroneria, & che per altro non -sieno buoni che per far numero, per consumar le vettovaglie, -& per esser inutil peso della terra: io vi ho predicato -a bastanza & forse piu di quello che la tenerezza -vostra pol sostenere se ho ecceduto la giusta misura -dell'ammonitione, datene la colpa parte all'amore grande -che vi porto, & parte all'odio che io hebbi sempre -<span class="pagenum" id="Page_134-r">[134-r]</span> -a gli huomini poltroni. state sana che Iddio da mal -vi guardi. Da Viruola alli VIII. di Genaio. -</p> - -<h2 id="lucrezia134r">SUOR LUCRETIA MALASPINA A -M. LELIA CIURLANA.</h2> - -<p> -Io vi vorrei consolare (se pur tanto potessi) del dolore, -che vi odo prendere, dell'esser voi sterile, ma temo che -questo non sia uno riaprir la piaga, che forsi è già ò ristretta -ò saldata: non rimarò però di dirvi quel che gia -disse il salvator nostro <span class="smcap lowercase">BEATE</span> steriles quæ non pepererunt. -Havete adunque la beatitudine, & non ve -n'accorgete: forse che temerete sendo sterile di morir -di parto come gia mori Athena madre di S. Cataldo -Episcopo, & prima di lei quella gentil Tullietta figliuola -dilettissima di M. Tullio; non havrete da nodrir -figliuoli, non da farli ammaestrare, non da procacciarli -il vitto. Quanti n'ho io conosciuti liberali & Magnifici, -che divenendo poi madri, divennero avarissime. Ricordatevi -di quel saggio versetto che si spesso soleva -dir quel grande Imperadore. <span class="smcap lowercase">CONIUGE</span> non ducta, -utinam liberis caruissem. Ricordomi haver letto esser -solito S. Bernardo di dire che il non haver figliuoli fusse -un bene non conosciuto: si che confortative quanto -piu potete. Oh se sapesti quante & quante ne rimangono -dolenti, chi per vedere i figliuoli ò nascere storpiati, -ò per strano accidente guastarsi & chi per vederli -consumar malamente il patrimonio: altri si veggono -con istremo dolore uccidere da manigoldi, & da micidiali -sgherri. Oh che affanno, oh che passione è questa: -<span class="pagenum" id="Page_134-v">[134-v]</span> -& da tutti i sopradetti mali con l'esser voi sterile, -libera ne siete, & ve ne turbate, & ve ne state si mal -contenta? sciocca che voi siete, dovreste ringratiarne -Iddio a tutte l'hore: se non havete figliuoli carnali, -fatene di spirituali che saranno tanto de carnali migliori -quanto lo spirito è della carne piu eccellente: temete -voi forse che vi manchino heredi? non ve ne mancheranno -nò, & quando ogn'uno vi mancasse, non vi mancherà -qualche povero spedale: ma ben veggo io poi che -non ve ne potete dar pace, quel che vorreste: vorreste -udir di quelle belle nove che si sogliono udire dalle -fecunde madri, che vostro figliuolo havesse fatto qualche -homicidio, ch'egli fusse prigione, ch'egli giacesse -ferito, ch'egli havesse da gir in galea, ò che fusse condennato -alle forche: vorreste forse udire per il vicinato, -che alcuna vostra figlia havesse fatto un bastardo, -che la facesse l'amore, ch'ella fusse pregna, o che la se -ne sia fuggita dietro al carnale amadore; ò che il marito -le da tutto'l di delle busse, ò che l'è in divortio: queste -sono delle nove, che sovente s'odono dalle fecunde, et non -mai dalle sterili donne, come voi siete: et pur vi rincresce -di essere. Deh fate a mio senno, che consilio da -fedel amica, acquetate l'animo vostro, & contentatevi -di quel che vuole Iddio: che certo non potete far il meglio. -Prego Iddio a cui servo in spirito, & in verità -che vi consoli. Di S. Antonio da Ferrara alli III. -d'Aprile. -<span class="pagenum" id="Page_135-r">[135-r]</span> -</p> - -<h2 id="barbara135r">BARBARA CALI. ALBERISI A M. -FULGENTIA CARCASSONA.</h2> - -<p> -Non mi piace che di voi lasciate uscir fama di Donna -altiera & superba si come fate, & che sprezziate -ogn'uno come s'egli fosse fango delle vostre pianelle: stimate -(vi prego) ogni persona di qual conditione si voglia -et anchora ch'egli giunto fusse ad estrema povertà -imperò che non sempre sta la fortuna in un medesimo -volere, ma spesso si muta: & quelli c'hoggi veggiamo -in miseria posti, domani li veggiamo fatti Re & gran -Satrapi: il gran Tamburlano (se forse nol sapete) era gia -Bifolco, & trovò la fortuna si favorevole ch'egli divenne -Imperadore de Scithi: Primislao, di guardiano -d'armenti fu fatto Re de Boemi: Gige similmente di -pastore doventò Re de Lidi. Sophi, che fu poi fatto Re -de Turchi era gia un pecoraio, si che voi intendete come -le cose passano, & come gira la fortuna. State adunque -raccolta in voi, ne beffate altrui per poveri & mendichi -ch'essi sieno, accio che veggendoli poi essaltati non ne -habbiate ad arrossire & di lor temere. altro non vi dico -state sana; & amatime di Brescia alli III. di Febraio. -</p> - -<h2 id="costanza135r">COSTANZA CONTESSA DI -NUVOLARA A M. FILIPPA -BALBANI.</h2> - -<p> -Io vi richiesi l'altro giorno che per i miei danari, mi -facessi havere dui cavalli castrati per il mio cocchio & -mi havete mandato dui cavalli piu fieri & piu sfrenati -<span class="pagenum" id="Page_135-v">[135-v]</span> -di Pasace cavallo di Cirro, della cui sfrenataggine fa -memoria Plutarco scrivendo di Artaserse: io le voleva -corridori al par di Partenia & Eripha che furono cavalle -di Marmace (l'innamorato di Athalanta) & non -si moveno piu che si farebbono due vacche vecchie & -pregne: & poi ardite di scrivermi che avanzano nel -correre la cavalla di Ecratide, laquale vittoriosa fu, -ne giuochi Olimpici; anchor che vicina fusse molto al -partorire: non meritava già io d'esser si mal servita -da vostro figliuolo amandovi al par di me stessa, & havendo -voi, tanta commodità di farmi bene accommodare. -state sana. Di Nuvolara alli .X. d'Aprile. -</p> - -<h2 id="taddea135v">TADEA MALASPINA ALLA S. L. R.</h2> - -<p> -Deh non vi affligete tanto quanto fate d'haver perduto -la luce de gl'occhi, poi che per questo l'intelletto -non si perde, & la memoria non si smarrisce, anzi si aumenta -& cresce & che ciò sia vero ch'io vi dico, specchiatevi -in Appio Claudio, ilquale, non mancò mai -per esser cieco di ritrovarsi & alle private, & alle publiche -facende della Republica Romana: cieco fu Druso, -et pur la casa sua era sempre piena di chi domandava -consiglio per le particolari bisogne. Non rimasero di -darsi alla Dialettica, & alla Philosophia per la cecità -Asclepiade Philosopho, Diodoro Stoico, Democrito, -G. Aufidio, Omero Stesicoro Poeta, & altri molti che -non dico, ma perche dir mi potreste di non sentirvi (per -esser femina) il petto si forte, & si gagliardo, che sofferir -possiate si gran tribulationi, quant'è l'esser privata -<span class="pagenum" id="Page_136-r">[136-r]</span> -dalla luce; dirovvi d'haver anchora letto di molte -Donne, lequali & nacquero cieche, & anche per strano -accidente si accecarono, & furono perciò piene di -alto valore, & hebbero di tal caso infinita pacientia, -ricordatevi di quella Hipsea della quale, fa Horatio -memoria ne suoi sermoni, ricordatevi di Lucilla -figliuola di Nemesio Tribuno, che patì l'ultimo supplicio -sotto Valeriano nemico della Christiana persuasione, -ricordatevi di Salaberga Nionesa, & di Fara vergine -illustre, che gia fiorì ne tempi di Heraclio Imperadore: -& con quella grandezza d'animo, ch'esse -gia la cecità sofferirno, sofferitela anchora voi: piu -non mi stendo in essortarvi a questa nobil toleranza, -perche mi confido nella sapienza vostra, laquale sempre -maravigliosa da che la conobbi mi parve. State lieta -& consolatevi: di Ferrara alli III. d'Agosto. -</p> - -<h2 id="beatrice136r">BEATRICE PIA A M. LUCIA MANFREDI.</h2> - -<p> -Non so quando mai ci risvegliaremo da si profondo -sonno; non sò veramente quando mai ricuperaremo -l'antico nostro valore: per certo che altro, non ci -riputiamo nate, che a servire, & ad ubidire gli huomini: -habbiamo pur l'essempio di molte grandi et valorose -femine, lequai regnarono et signoreggiarono altri, -piu che virilmente. Deh perche non ci commove -l'animo, l'essempio della Reina Candace dominatrice -delli Etiopi: perche non ci infiamma lo spirito Elerna -figliuola di Iano? perche non ci accende il cuore Semiramis? -perche non facciamo noi come gia fecero Hippolita, -<span class="pagenum" id="Page_136-v">[136-v]</span> -Zenobia, Valasca & Cleopatra. Non vorrei -che marcisseno stando sempre tra il Fuso & l'ago, vorrei -imitassimo alle volte (ispetialmente quando siamo) in -villa quella famosa Athlanta Arcadia cacciatrice: à cotesto -modo potremo noi sperare di pervenire un giorno à -tal grado, che potremo far delle facende, che gia fecero -Tomiri Reina di Scithi: Delbora signora delli Israeliti, -& Teuca domatrice delli Illirici: se noi essercitassimo -i corpi nostri non sarebbono si flecmatici, & -per conseguente non cosi gravi & tardi, perche crediamo -noi che le Donne Spartane pervenissero a tanta possanza? -non per altro veramente, salvo perche si esercitavano -ne Gimnasii facendo alla lotta fra di loro, & -dando la caccia alle bestie piu selvagie, spesso anchora -armeggiando virilmente: Lodansi da scrittori, le Donne -Gaditane, perche subitamente doppo'l parto, si lievano -dal letto, & fanno gl'uffici loro domestici & non -fa mestieri giacersi trenta & quaranta giorni nel letto -come noi facciamo, votando le spitiarie delli piu pretiosi -confetti che vi sieno, distruggendo i Pollai, & -mangiando un tinaccio di ciambaglione. Di qui nasce -poi che non sappiamo far di quelle belle prove che gia -fecero le Donne Tedesche, quando restituirno in ordinanza -l'essercito gia rivolto in fuga: di qui (& non -d'altronde) nasce che non sappiamo fare delle prove -che gia fecero le donne Bellovace, lequali col proprio -valore si gloriosa vittoria riportarno da Carolo Duca -di Borgogna. Ho piu di una fiata letto molte belle cose -operate da Maria Pozzolana, lequali m'hanno fatto -tutto istupire, ma quando ho poi letto ch'ella non beveva -<span class="pagenum" id="Page_137-r">[137-r]</span> -vino, & che sin dalla prima fanciulezza si avezzò -alle fatiche vigilando spesse volte tutte le notti intiere, -di poco cibo contenta, cessò di gran parte la maraviglia, -ch'io n'havea. Hor questa sarebbe la via di ricuperar -i primi nostri honori, & di divenir famose al par -di Herpalice, di Antianira, di Lampedo, di Martesia, -di Euriale, di Amalasunta, & d'altre che hanno -conseguito per il valoroso operare l'immortalità; & -qui fo fine pregandovi ad amarmi con tutto'l cuore et -hormai destarvi. Dal Catai alli X. d'Aprile. -</p> - -<h2 id="caterina137r">CATHERINA DATI, ALLA S. APOLONIA -ROVELLA.</h2> - -<p> -Io mi ho riso molto di cio, che mi scrivete, ispetialmemte -della strana & falsa opinione, che vi è nata, -veggendo che il vostro cagnuolo tanto vi ami, che a -tutti fuor che voi digrigni i denti, ne dal vostro lato -mai si diparta. Se voi havesti atteso alli studi piu di -quel che atteso havete, non vi lasciareste entrar nel -capo opinione, che li spiriti humani entrino ne cani, ne -gran maraviglia vi parerebbe, che un cane vi amasse, -essendo per altri tempi ciò avvenuto. Il ragazzo di -Xenophonte fu come voi, & forse piu di voi amato -da un cane. Un Pavone amò similmente con estremo -ardore una Verginella in Leucadia. Ho letto nelle -storie di Sassone Grammatico, che un Orso per istremo -amore rubò già una fanciulla mentre ne campi con -le compagne scherzava, si che non ve ne date maraviglia, -ne vi lasciate entrare nel capo si strane fantasie, -& si capricciosi ghiribizzi: & attendete a star -<span class="pagenum" id="Page_137-v">[137-v]</span> -sana & scriverci alcuna fiata. Di Lucca alli XII. -d'Agosto. -</p> - -<h2 id="francesca137v">FRANCESCA DA COREGGIO MAINOLDA -ALLA S. CHIARA DA COREGGIO -SORELLA HONORANDA.</h2> - -<p> -Voi mi pregaste l'altro giorno che io vi volessi scrivere -una essortatione alla castità, perche n'eravate stata -pregata d'alcune monache vostre care amiche, nella quale -essortatione ramemorassi buona parte di quelli che -la castità cordialmente abbracciarono. Io vi mandai (non -so se l'havete ricevuto) un brieve Cathalogo d'huomini -casti raccolto con gran fatica, accioche voi stessa ve la -formassi, & non ne deste briga a me, che sono pur assai -occupata: & acciò che meglio vi riesca l'impresa, & -piu copiosa & efficace sia, vi faccio sapere che non sarà -fuor di proposito il mescolarci Penelope (benche pagana -fusse) anchora che vi sieno alcuni che per casta -non la tengano. io sono del parere di Ovidio, ilquale, -nel terzo de le sue Elegie in cotal modo ne scrisse. -<span class="smcap lowercase">PENELOPE MANSIT</span>, quamvis custode careret, inter -tam multos intemerata procos: mescolateci Daphne figliuola -di Peneo; Biblia moglie di Duvillo Romano, ricordative -di Sophronia Romana, di Zenobia Reina de -Palmirei: di Etelphrida Reina d'Anglia, di Baldraca, di -Dula, di Edeltruda, di Sulpitia figliuola di Patercolo: -di Rodogune figliuola di Dario: di Siritha figliuola -di Sinaldo: di Vria, della greca Hippo, di Timoclia: -di Ciane Vergine Siracusana: di Medullina, di Marcia -<span class="pagenum" id="Page_138-r">[138-r]</span> -figliuola di Varrone, & di Eugenia figliuola di Philippo -proconsole Alessandrino; la quale, temendo che Commodo -Imperadore non la violasse, vestitasi d'habito monastico -menti lungamente & sesso, & nome: a questo -modo voi la farete copiosa & Florida & me haverete -da molta molestia liberata; State sana & amatime. -Di Mantova alli XX. di Marzo. -</p> - -<h2 id="beatrice138r">BEATRICE PIA A M. GIULIA -FERETTA.</h2> - -<p> -Hò letto i versi che mandati m'havete: possa io morire, -se creder posso che de migliori ne facesse mai, -ne Erinna, ne Corrina, ne Sapho, ne Polla moglie di -Lucano. perseverate (vi prego) come incominciato havete, -accioche per il vostro mezzo intenda il mondo che -ne anchora nella poesia siamo noi donne, alli huomini -inferiori. Di Padova alli III. d'Aprile. -</p> - -<h2 id="camilla138r">CAMILLA MARTI. AVEROLDA A -LA S. THIRINTIA SANSEVERINI.</h2> - -<p> -Essortovi quanto so & posso a dar vostra figliuola per -moglie al S. Aquilio, acciò che niuna cosa piu vi manchi -alla mondana felicità. Se questo facendo, aviene che -di lui naschino figliuoli dell'ampia heredità successori, -sarà la famiglia vostra tenuta assai piu felice di quella -de Curioni, & di quella de Fabij, & voi superarete di -buona fortuna et Berenice, et la Spartana Lampedo: non -indugiate adunque piu a far da prieghi astretta, quel -<span class="pagenum" id="Page_138-v">[138-v]</span> -che spontaneamente dovereste fare: rumpete ogni tardanza, -togliete via ogni impedimento, perche de simili -partiti non se ne trovano in ogni luogo: Iddio vi prosperi. -Da El. alli XII. d'Aprile. -</p> - -<h2 id="maddalena138v">MADALENA G. BREMBATA A M. -GENEVRA CARITHEA.</h2> - -<p> -Non mi pare a proposito, che essendo morto il vostro -consorte facciate piu quella honorata hospitalità -che vi si soleva fare; ispetialmente, giuvinetta essendo: -sianvi per illustre essempio, Ariadna hospita di -Theseo, Phillida di Demophonte, Ipsiphile; & Medea: -sbigotiscavi dell'esser hospitale in questa giovenil -età. Calipso s'innamorò poi dell'hospite suo. Non vi essorto -gia ad esser qual fu Busiride, Polimestore, & l'inhospital -Diomede: ma vorrei si tenesse una certa mediocrità, -per laquale infamia alcuna non ve ne risultasse, -& pur humana & hospitale al mondo vi dimostraste: -qui vi prego ad adoperar l'ingegno vostro, & far di -modo che di voi non si buccini per la contrada, come alli -di passati si fece di quella Baldonzosa (so che m'intendete) -senza che piu ve la spiani. State lieta: che Iddio -sia la guardia vostra. Da Bergamo: alli X. d'Aprile. -</p> - -<h2 id="violante138v">VIOLANTE DA GAMBARA A M. -OTTAVIA GARIBOLDA.</h2> - -<p> -Per vostre lettere mi richiedete instantemente, che vi -debba consigliare se sarà bene che Clara vostra sorella -<span class="pagenum" id="Page_139-r">[139-r]</span> -di matrimonio si congiunga con il S. N. Certamente -io ci ho fatto sopra consideratione quanto piu matura -m'habbi potuto fare, ne posso fra di loro ritrovare alcuna -conformità, per la quale vivere possino giamai -concordevolmente. tacerò molte cose, che stremamente -mi dispiacciono in quel cavagliere, & dirovvi -solamente della sua severità; come sarà possibile che -si lieta anima possa sofferire quella inessorabil natura? -Leggo che M. Crasso fu di tanto rigore di animo, che -una sol volta rise, ma costui non credo che ridesse mai: -Zaleuco Legislatore de Locri, non era a suoi tempi si -aspro come è costui: Lucio Bruto, non fu si crudo come -egli è. Aulo Fulvio non fu mai di si dura conversatione; -a me par certo quando lo veggo, o che li favello -di vedere, o di favellare con Eaco, con Minos & con -il rigido Radamanto: si che per il giudicio mio, non gli -la darete; altrimenti facendo, voi la sepelite viva. viva -voi la ponete in croce, & le sarete cagione d'insupportabil -noia, ne di questo altro vi dico. Iddio vi consigli, -& v'inspiri a far cosa di che non vi habbiate poscia a -pentire. Da Napoli alli X. d'Ottobre. -</p> - -<h2 id="benedetta139r">BENEDETTA CONTESSA MALASPINA -A M. TERENTIA TUCCA.</h2> - -<p> -Non viene alcuno de vostri, a vederci, che non ci narri -cose maravigliose della collera vostra; dalla quale -vi lasciate togliere & l'uso & la possanza della ragione. -è possibile che trovar non si possi rimedio a rinconciliarvi -con vostra sorella, & far che sempre non siate -<span class="pagenum" id="Page_139-v">[139-v]</span> -in gara voi mi riducete in memoria l'odio di Etheocle, -& di Polinice, liquali, morti essendo per molte ferite, -che si havevano date al dispetto della madre Iocasta, et -dovendosi secondo il vecchio costume, ardersi i corpi loro, -non si potero toccare, ma l'uno in quà, & l'altro in là, -visibilmente saltò d'il che fa Ovidio fede dicendo. Scinditur -in partes atra favilla duas. Deh riunitivi (se -volete) perche non siate favola del volgo. Non dico già -che vostra sorella non ci habbi molta colpa, dirò però che -l'ira vostra ce n'hà molto maggiore, & temo ch'ella non -vi conduchi a quel termine ch'ella condusse già Hercole, -Septimio, Severo, Marcio Sabino, Vedio Pollione, Cherephone -Atheniese: Stephano Sesto Pontefice, & Sergio -terzo, che per ira gittò il corpo di Papa Formoso -nel Tevere: guardative adunque da queste vostre furie, -altrimenti capitarete male & ne starete perpetuamente -dolente: state sana & rattemperative ne desideri -vostri. Di Cremona alli XVI. d'Agosto. -</p> - -<h2 id="isabella139v">ISABELLA SFORZA ALLA S. -DUCHESSA DI CASTRO.</h2> - -<p> -Del duro caso occorso nella vita del vostro Signore, -Volentieri vi consolarei se io mi sentissi d'haver parole -atte a poterlo fare in cosi gran cordoglio: essortero -voi adunque solamente a patientia al meglio che saperò -& consolerovi con il proporvi davanti alla memoria -l'essempio di chi hà tolerato maggior stratio -ch'egli non fece. Heliogabalo fu si mal trattato dal populo -Romano, che ne fu gittato, stratiato per molte -<span class="pagenum" id="Page_140-r">[140-r]</span> -ferite in una puzzolente Cloaca; d'indi poi tratto fu -gittato insieme con Scenida sua madre nel profondo Tevere. -A Michele Paleologo Imperadore, negò il populo -Romano la debita sepoltura: furono anchora pessimamente -trattate le reliquie di G. Mario da Cornelio -Sylla, le quai cose furono da lor congiunti sopportate -con grandissima patientia, ne si vendicarono mai: -sofferite con altezza d'animo S. mia le ingiurie che hanno -fatto alcuni pochi huomini al vostro S. rendendovi -certa, che cosi stata sia la volontà d'Iddio, alla quale, non -ci si pò forza humana opporre. Iddio col suo Santo -Spirito vi consoli, (se io bastevole non sono.) Di Piacenza -alli XX. del presente. -</p> - -<h2 id="francesca140r">FRANCESCA VIDASCA A M. -GOTTIFREDA DOLINDA.</h2> - -<p> -Ho inteso de mali portamenti ch'usa tutto'l giorno vostro -cognato con esso voi, & delle straniezze che -egli vi fa: pregovi a sofferirlo patientemente, & imitare -Aristide, alquale essendo sputato nel viso, non si -adirò punto, ma bastolli d'ammonirlo, che piu tal cosa -non facesse: vi conforto a proporvi per essempio di -vera sofferenza Adriano, ilquale non sol non si vendicò -di un servo, che armato l'assali, ma dettelo nelle -mani de medici, perche di si furioso humore tosto si -risanasse. Imitate anchora Licurgo, ilquale, essendogli -stato da un imbriaco tratto un'occhio, non sol non -hebbe ricorso alla giustitia, perche fusse secondo la -colpa sua castigato, ma con sua astutia dalla possanza -<span class="pagenum" id="Page_140-v">[140-v]</span> -di quella lo salvò; sofferitelo (vi supplico) patientemente, -& sperate pur ch'egli si debba un giorno ammendare: -cessarà tosto questo giovenil furore, & ve lo troverete -finalmente un perfetto amico et un gratioso parente: -state sana che Dio da mal vi guardi. Di Trento, alli -XX. d'Aprile. -</p> - -<h2 id="dorotea140v">DOROTHEA CAVRIOLA AVEROLDA -A M. SOTHERA N. D.</h2> - -<p> -Vorrei mi fusse lecito di potervi esser piu vicina che -non sono, che forsi, forsi, troverei al dolor vostro -qualche util medicina: certamente vostro figliuolo non -poteva far piu gloriosa morte che morire in servigio -della sua honorata patria: per questo, Cleomene vive -felicissimamente nella memoria de generosi spiriti, per -questo è fatto immortale Mida Re de Phrigij, & reputato -è divino Ericteo. Consolative anima mia & ringratiate -il S. di si bella occasione, & non lo piangete -piu; lo dovereste ben piangere s'egli fusse morto in -qualche Taverna ò vero in dishonesto luogo: egli, sul -fiore de gli anni suoi è morto sotto le mura della sua cara -patria combattendo in tal sembianza che fin da nemici -era giudicato un'Annibale rendetevi certa, che vostro -figliuolo non è morto, ma egli vive perpetuamente -in cielo, dove si dette sempre honorato luogo a buoni -& fedeli amici della patria: ne piu oltre mi stendo, state -sana & confortatevi in Giesu Christo. Da El alli -XX. di Maggio. -<span class="pagenum" id="Page_141-r">[141-r]</span> -</p> - -<h2 id="lucia141r">LUCIA DAL FORNO A M. LELIA -DI VENAFRO.</h2> - -<p> -Mi è stato rifferito che vostro figliuolo è fatto si amico -di M. Priamo che non fu mai tanta amistà fra -Diamanta et Oppleo Ercole et Theseo, Mario et Caspro -Iddio lo feliciti, et lo faccia sempre imitare li costui santi -studi. Veramente è senza paragone & nelle lettere -& nelle arme: & Iddio volesse che la città vostra n'havesse -di molte paia che lor rassimigliassero so che ella -diverebbe in breve tempo piu gloriosa di Roma, d'Athene, -di Sparta, di Carthagine, di Capoa, di Corintho, & -della forte Numantia, se savia sarete (come sempre v'ho -giudicato) disviarete da tutte l'altre prattiche, et operarete -che sol a questa con tutto'l cuore attenda, donde -gli ne pò risultare et honor et consolatione infinita. Iddio -vi conservi da male: Da Balbana alli X d'Ottobre. -</p> - -<h2 id="maddalena141r">LA CONTESSA MADDALENA AFFAITA -BIIA A M. IDEA DAL BORGO.</h2> - -<p> -Ho letto le vostre lettere date alli XV. d'Aprile, le -quali non erano meno ornate, che prolisse: & n'ho -sentito leggendole un'istremo piacere: veramente non -mi potevate fare piu grata cosa che di consolar M. Lucia -nella morte di sua figliuola. bisogna a tutti i modi -haver pacientia di quello, che Iddio vuole. Se suo marito -l'ha ammazzata, & senza demerito alcuno, fu anche -gia tempo che le mogli ammazzarono di molti mariti, -& n'habbiamo di questo piu di mille storie, senza -<span class="pagenum" id="Page_141-v">[141-v]</span> -che si adduchi in mezo Clitennestra, Albina, Rosimonda, -Lucilla, Circe ò Semirami, & per dir il vero, soviemi -d'haver osservato piu di venti donne amazzatrici -de loro mariti oltre le figliuole di Danao, dette per sopra -nome le Belide, le quali furono cinquanta & tutte -ecceto Ipermestra amazarono i mariti loro, la dove ritrovo -niuno huomo (quantunque fiero & selvaggio) haver -amazzato la moglie, eccetto, Ceffalo, Nerone, Chilperico, -Constantino, Mithridate, Egnatio, M. Cecilio, Periandro, -et il Brutto Deciano. Se noi cercassimo con ogni -studio & con ogni diligentia di ricuperare l'antico nostro -valore che n'habbiamo perduto, forse non sarebbe lor si -agevol cosa l'ucciderci tutte le volte che la colera lor -monta, ò vero che habbino il capo pieno di vino. State -sana & pregate Iddio che sempre ci conservi nella -sua gratia. Da Seronno alli VII. d'Aprile. -</p> - -<h2 id="virginia141v">VIRGINIA DA GAMBERA A M. -GIULIA FERRERA.</h2> - -<p> -Intesi l'altro giorno del gran pericolo, nel qual cadeste, -per voler montare sopra di quel sfrenatissimo cavallo, -che alli di passati vostro fratello vi donò, & subitamente -mi triemò il cuor nel petto. Veramente -non leggo mai quel verso d'Ovidio. Quique ab equo -præceps alienis decidit arvis, che l'animo non mi caschi -(come dice Homero) nelle Ginocchia. Non leggo mai -di Nipheo, di Leucago, di Ligeri, di Clonio, di Thymete, -di Agenore, di Bellorophonte, & di Seleuco, che -tutta non mi sbigotisca per esser morti cadendo da cavallo. -<span class="pagenum" id="Page_142-r">[142-r]</span> -Fate a mio modo sorella carissima, non vi montate -piu, andate piu tosto a piedi, anzi boccone, & se mi -amate, overo credete che io ami punto voi, oprate di sorte -che non si sentano piu di voi cotai novelle: state sana. -Da Roma alli IIII. d'Ottobre. -</p> - -<h2 id="emilia142r">EMILIA CONTESSA DA GAMBERA -A M. CLARA BURLA.</h2> - -<p> -Alli passati di venne nova che andando un gentil'huomo -Lombardo alla caccia, un porco l'haveva morto. -subitamente mi ricordai di vostro figliuolo, che n'è -tanto vago, & incominciai a temere molto in suo servigio. -Deh fate (vi prego) che di lui se possibile è non si -senta tal nova: bastici d'un Adone, d'un Idmone, d'un -Bruthe, & d'un'Anceo, da Porci stratiati et morti: scongiuratelo -per il ventre, & per il latte materno, che rivolga -l'animo suo a piu honesti studi, dove l'ingegno insieme -col corpo si eserciti & lasci altrui si laborioso et -pericoloso esercitio. Di Viruola alli III. di Febraio. -</p> - -<h2 id="margherita142r">MARGHERITA POBBIA A M. MARGHERITA -GORA COMADRE CARISSIMA.</h2> - -<p> -Mai piu (se io campassi piu di Mattusalemme) mi lascio -condure in simili luoghi dove alli di passati vostra -sorella mi condusse senza far provisione di vettovaglie, -non già se credessi di doventar Reina di Francia. -Credei veramente morir di fame & di sete si come -leggo esser morti Pausania, Sisigambi, Cleante, Gabino, -<span class="pagenum" id="Page_142-v">[142-v]</span> -Silino, Neocle, & Euristene: questo v'ho io voluto scrivere, -acciò non vi lasciate imbarcare senza biscotto; so -ch'ella non ha altro in pensiero che di condurvici: guardatevene, -ne dite poi, che non ve n'habbi avisata; ma non -li dite giache io ve l'habbi disuaso, non lo fate per quanto -amore mi portate: essa vi è sorella, & per conseguente -so che la conoscete, l'è tanto iracunda che non si puo -esser piu. Di Como alli VIIII. d'Aprile. -</p> - -<h2 id="margherita142v">MARGHERITA ZAFFARDA ALLA -S. LEONORA VERTEMA.</h2> - -<p> -Quanto mi doglio che essendo si mal disposta, vi siate -condotta ad habitare in luogo poco sano, dove non -vi possiate prevalere ne di medico, esperto, ne di alcuna -giovevole medicina: hor qui penso io per l'amor che -vi porto di soccorrervi con utilissimi ricordi; & per la -prima cosa di che vi avvertisco si è che pogniate cura -che li meati del corpo vostro non sieno ne molto aperti, -ne molto chiusi: ne frutti, ne herbe vi sieno in molto -uso, ma molto piu parcamente mangiarete & latte -& pesce & quando pur vi occorrera mangiarne non vi -si scordi mangiarli col mele: condirete i cibi humidi & -grassi con le cose acre & aromatiche. Non vi curate -punto di mangiar ogni giorno carne, acciò che non vi si -generi nel corpo una prestissima putrefattione pensate -pur che non senza causa Porphirio, mosso dalla Reverenda -autorità de Pithagorici, & d'altri Antichi philosophanti, -detestò il mangiare de gli animali certa cosa -è che gli huomini avanti al Diluvio, non ne solevano -<span class="pagenum" id="Page_143-r">[143-r]</span> -mangiare: godete con grande moderanza li cibi di complessione -molto secchi, & piaccianvi quelle vivande che -sono mezane tra le secche & le humide; benche Avicenna -per schivar la canutezza preferisca i cibi di natura -secchi alli molli: schivate i cibi eccessivamente freddi -& eccessivamente caldi, & abbracciate quelli che sono -caldi & insieme humidi, non schiferete di mangiar carne -ò sangue di porco come gia solevate fare, ma confortata -dall'autorità di Galeno et anche per una certa natural -similitudine qual essa suol haver con la nostra carne -la lasciarete venir sulla vostra reale & splendida tavola -ne vi scorderete che alla vita longa giovi il mangiar -di piu vivaci animali (pur che giovanetti sieno). Fugite -il sonno di mezzo giorno (se astretta non siete da gran -necessità) ricordative del detto Plautino, Heu tu non est -bonus homini somnus de prandio. Non voglio dimenticare -di avvertirvi che facciate nodrire quei animali -che mangiarete de cibi eletti, raccolti in luoghi dove -i venti temperati raserenano et dove i raggi del Sole -danno dolce fomento. quanta differenza è di luogho -a luogo ve lo dimostra il persico ilquale in Persia è veleno, -& in Egitto è molto amico al cuore: ve lo puo dimostrar -l'Eleboro, che si riceve in Anticira senza nocumento, -& altrove è si mortale: procurate che l'habitatione -vostra sia riposta in luogo alto & che risguardi -mezzo dì et l'oriente, sotto un'aria sottile, ne humida, ne -fredda: bastevi quanto v'ho scritto per hora: occorrendo -d'haver fidati messi, non mancherò di darvi de gli -altri ricordi, non men'utili, delli predetti. State lieta. -Di Mantoa alli X. d'Aprile. -<span class="pagenum" id="Page_143-v">[143-v]</span> -</p> - -<h2 id="lavinia143v">LAVINIA SFORZA CONTESSA DI -BORGO NOVO A M. ISABETTA -MOSCARDA.</h2> - -<p> -Acerbissima m'è paruto la trista nova che alli di passati -ci venne, che vostro fratello si fusse cosi infelicemente -annegato, & sel non fusse stato, che alli di passati -avida piu del solito di studiare, mi chiusi nella mia -libraria & ritrovai leggendo tanti & tanti dalle acque -con gran dolore di suoi congiunti assorbiti; mi sarei -a fatto a fatto per amor vostro disperata. Lessi in Propertio, -in Giovinale, & in Ausonio qualmente Hila figliuolo -di Theodamante, andando per attingere acqua, -si annegò con tanto dolore di Hercole che il maggiore -non si potrebbe imaginare. Lessi in Virgilio come Oronte, -rovinata che fu Troia, venendo in Italia con Enea si -annegò insieme con Leucaspi. Lessi in Martiale, che andando -Cerelia a Baia, si sommerse per ria fortuna. Lessi -in Statio, essersi annegata Sapho: lessi in Ovidio, che -Tiberino Re, si affogò nel Tevere & dalla morte sua -li dette il nome, chiamandosi prima Albula: lessi in una -Tragedia di Seneca, che Icaro cade nelle acque & ivi -terminò con grande angoscia del Padre Dedalo i giorni -suoi. Lessi in Valerio Flacco che Inno con Melicerta -s'erano sommersi. Lessi in Livio, come di Naufragio morisse -già C. Marcello, essendo mandato à Masinissa in -Africa. Lessi in Sex. Aurelio di simil morte esser -mancato Decio Imperadore, essendo prima vinto da -Gotti. Lessi in Plutarco di Rosana concubina di Alessandro. -Lessi finalmente che il mare Egeo non per altra -<span class="pagenum" id="Page_144-r">[144-r]</span> -causa fusse cosi chiamato, che per esservi morto dentro -Egeo, et cosi fusse detto il mare Eritreo dal Re Eritra, -l'Elesponto da Elle sorella di Phriso: il mare Icareo -da Icaro: & il Mirtoo da Mirtilo carrettiero di -Enomao: il mar Tirreno da Tireno Re de Lidi, l'Esperio -dalle fanciulle Esperide, l'Anieno da Anio Re de -Thoschi. Queste cose mi consolarno maravigliosamente, -& ferommi rasciugar le lagrime, acquetaronsi i sospiri, -& i singhiozzi che duramente m'havevano suffocato -il cuore: cosi prego Iddio avenga a voi, & quella -pace n'abbiate tosto che merita la rara vostra bontà, -alla quale & giorno & notte mi raccomando. Di Piacenza -alli III. di Febraio. -</p> - -<h2 id="cavaliera144r">LA CAVAGLIERA LUZAGA VEDOVA -ALLA S. CAPRANIA ROSELLA.</h2> - -<p> -Son astretta di ammonirvi d'un diffetto che'l mondo vi -accusa, che è dell'esser sopra tutte le femine della contrada -vostra invidiosa: Deh vi prego carissima sorella -non macchiate tante buone parti, quante voi havete, -con questo pestifero morbo d'invidia: sovengavi che -Aiace Thelamonio havendo invidia che le arme di -Achille fussero date in premio a Ulisse, fatto perciò furioso -se stesso amazzò: infami divenero al mondo per -l'invidia, Dedalo amazzatore di Telen Suo caro discepolo, -Drance per haver invidia alla gloria di Turno, -Hiarbita Mauro, Bauto & Mevio: non è veramente -l'invidia qualita degna del vostro gentilissimo petto: -non so gia io come l'ardisca di stare fra il coro di tante -<span class="pagenum" id="Page_144-v">[144-v]</span> -& tante virtu che sono in voi. scacciatenela adunque -ne ve la lasciate piu entrar nell'animo: non vi ho voluto -diffusamente trattare delli incommodi nati dalla invidia; -per conoscervi lungo tempo nelle storie dotta -& esperta: vi supplico bene per quell'ardente amore -qual v'ho sempre portato, à far di modo che piu non si -odano di voi cotai rumori. se le vostre vicine hanno de beni -di fortuna piu copiosamente di voi, non ve ne affannate -punto, ma piu tosto considerate quanti bei ornamenti -v'habbi dati Iddio senza esserne voi pur un tantino -meritevole. Iddio vi guardi da male, da Isè alli -XII. d'Aprile. -</p> - -<h2 id="taddea144v">TADEA CENTANA.</h2> - -<p> -Ho letto piu di una fiata la vostra artificiosa & facetissima -Comedia. & mi credei certamente morir, -delle risa, si come legesi esser morti Chilone Lacedemonio -& Diagora, quando io giunsi a quelle astutie servili -da Pandaro servo. fatte: hora (vi prego) che io veggia -la Tragedia qual havete incominciato, perche spero torrete -la palma di mano al dotto Sperone, et al consumato -Trissino: non mancate di mandarmela quanto piu tosto -vi sie possibile (se mi amate, ò vero se punto vi persuadete -esser da me amata) Domani me ne vado alla villa -& ne meno con esso meco il choro de le Muse, se vi piacerà -di venirci, fatemelo sapere, che vi manderò compagnia -tanto faceta che confesserete esser vero il Mimo -di Publiano <span class="smcap lowercase">COMES FACUNDUS IN VIA -EST PRO VEICULO</span>; appresso vi mando il commento -<span class="pagenum" id="Page_145-r">[145-r]</span> -che alli di passati mi fu di Francia mandato: credo -ch'egli vi debba sommamente aggradire: godetelo -fin che ritorno & sel vi verrà voglia di villeggiar con -noi, portatelo con esso voi; di Vinegia alli VI. d'Aprile. -</p> - -<h2 id="cecilia145r">CECILIA AGNELLA ALDEGATA -A M. LAURA R.</h2> - -<p> -Io v'hò piu volte avisata che schivar volessi la prattica -di alcune male persone le quali dal lato vostro mai ò di -rado non si partono; ne senza ragione ve n'avisava havendoli -conosciuti di tal qualita che a guisa dell'Aconito -sol col tatto avellenare & uccider possono: non vi lasciate -rimovere dal mio Consiglio per la faceta lor natura -ma ricordatevi esser piu tosto da ricercare & da ritenere -le cose utili anzi che le gioconde et delettevoli il che -ne fu dato ad intendere per la vecchia usanza di quelli -che con le quadrige combattevano in campidoglio nelle -Ferie latine, dove il vincitore haveva una Coppa piena -di absintio: veramente in niun'altra cosa doveremo noi -esser piu diligenti che in imparare il modo del viver -humano, & come reggere ci dovemo per non inciampare. -& per non entrare in qualche inestricabil laberinto -quanta difficulta credete voi che sia in saper discernere -li veri, dalli falsi amici? oh se noi lasciassimo alcuna volta -da canto quelle occupationi che tanto intricate ci tengono -et legessimo il dotto libro della natura, troveremo -esserci quella una ottima maestra et perche credete voi -ch'ella habbi fatto che quelle Sorbe che piu belle sono -sieno a qualita velenosa piu soggette di quelle che men -<span class="pagenum" id="Page_145-v">[145-v]</span> -belle appaiono? non l'hà fatto per altro che per insegnarci -esser piu dannosi i lusinghevoli amici che li asperi -non sono: ma di questo parmi hormai d'havervene -detto piu che à bastanza: Attendete a conservarvi in -Sanita et quanto piu potete amatemi perche io amo voi -al parangone delli occhi miei: il mio carissimo consorte -vi saluta riverentemente & paratissimo all'honore et -servitio vostro si offerisce. Di Mantova. -</p> - -<h2 id="isabella145v">ISABELLA SFORZA ALLA S. -ANGELA PICCOL'HUOMINI.</h2> - -<p> -Vi hò molte volte scritto, che volendovi applicar alli -studi, facciate elettione di quella sorte di lettere, che -rendendo la mente piu sobria & l'animo fanno tuttavia -doventar migliore. Se vietano i medici che non s'usi l'halicacabo, -ilquale, quantunque giovevole & opportuno -sia per fermar i denti, fa però impazzire chiunque -lo adopra. perche non debbo anch'io cosi vietarvi a non -applicarvi a quelli studi, che la lingua poliscono, & i -buoni costumi infettano? non vi sbigottite, perche i precetti -della Philosophia austeri & scabrosi vi paiano, ma -pensate fra voi stessa, che si come l'aceto è al gusto mordace, -giovevole però contra li serpentini morsi: cosi i decreti -della Santa Philosophia parerci alle volte poco delettevoli, -ma giovar molto, & opportunissimo rimedio -recare contro le pestilenti passioni dell'animo: molte altre -cose a questo fatto appartenenti vi direi, se non havessi -certa fidanza di tosto tosto vedervi, & teneramente -come sempre soglio abbracciarvi. -<span class="pagenum" id="Page_146-r">[146-r]</span> -</p> - -<h2 id="lucrezia146r">LUCRETIA MASIPPA A M. LA -DUCHESSA DI VALENTINOYS -GRAN SINISCALCA.</h2> - -<p> -Ritornò (Valorosa Signora) alli di passati dalla corte -del Christianissimo Enrico M. Francesco Beltramo, -ilquale, divenuto novo Trombetta della virtù & singolar -bontà di V. Eccel. hà talmente acceso il cuore di ciascuna -donna, che insino allhora presente altro per tutta -Lombardia non si desidera, che di servirvi, di amarvi -(& se far si potesse senza nota d'impietà) di adorarvi. -ma che dico io di ciascuna donna? anzi di ciascun valoroso -Cavagliere. à tale che chiunque si sente haver nel -petto lealtà di fidel servidore, ò valor di forte guerriero, -desidera porsi nel servigio del potentissimo Re di -Francia: & questo desiderio, non tanto nasce loro dalla -liberalità & gratitudine Regale, quanto dalla amorevole -protettione quale (per quanto s'intende) hà preso la -bonta vostra della natione Italiana: Felice quel gran Re -à cui per celeste sorte, è toccato d'haver presso di se donna -che li faccia tal servigio che appena fare lo saprebbe -un Coleggio de i piu perfetti Senatori c'havesse mai -ò Roma ò la dotta Athene: ne men felici saremo noi donne -se sapessimo imitar la destrezza del vostro divino -ingegno, la perfettione del giudicio, l'integrità dell'animo, -la sincerita della vita, la generosita del cuore, & la -purità della conscientia laquale, (per quanto m'è riferito -& dal sopradetto M. Francesco & da molti altri di -non minor fede degni) fu sempre schiva di falsità, di simulationi, -& di qualunque cosa indegna di donna che -<span class="pagenum" id="Page_146-v">[146-v]</span> -Iddio ami & i suoi santi giudicij tema. Hò posta S. Duchessa -la penna su questa Carta et vi hò piu familiarmente -scritto che non si convenia farsi all'altezza del grado -vostro, date la colpa all'intesa et smisurata allegrezza -nel cuor mio novellamente conceputa; qual non ho potuto -mai raffrenare & sono stata sforzata (mio mal grado) -di communicarla alla penna mia, accioche per il mezo -suo pervenesse a gli orecchi di V. Ecc. & fra voi stessa -tacitamente vi rallegraste; Iddio sempre ringratiando -c'habbi piovuto sopra del capo vostro, tante, & tante -Illustri gratie che se ne potrebbe arrichire tutto il Regno -di Francia. non mi voglio dilattar piu del dovere: -So che io scrivo a una grande et occupatissima Duchessa -& a donna finalmente degna d'essere Imperatrice di -tutta Europa: farò adunque fine al scriver mio, pregandovi -ad havermi con le mie figliuole per humilissima -vassalla & obedientissima serva. Iddio nostro S. sia sempre -la guardia vostra & vi essalti sopra il choro delli -Agnoli insieme col Felicissimo Enrico. Di Vinegia -alli XXVI. di Decembre nel M.D.XLVIII. -</p> - -<h2 id="francesca146v">FRANCESCA RUVISSA ALLA -S. D. ISABELLA BRESEGNA.</h2> - -<p> -Quanto piu vi verrano a noia le cose temporali: tanto -piu vi si accendera il cuore dell'amore eterno: attendette -pur tuttavia come incominciato havete a darvi in -preda alla sacra philosophia, dellaquale, se vi sentirete -ritrar dalla corporal cura, sentirete anchora per il -suo mezo accrescervi il vigor del'animo: la soglio -<span class="pagenum" id="Page_147-r">[147-r]</span> -io per tanto alcuna volta rassimigliar al nasturtio, ilquale, -(per il parere de curiosi phisici) aguzza l'ingegno, -et rende il corpo al generare inetto & indisposto: -questa è: Figliuola mia la vera scala di salir al cielo: insegnaravi -questa evangelica philosophia alla quale si -di buon cuore vi essorto quel che non potrebbe ne la -scuola Socratica, ne la Pithagorica: qui, qui & non altrove, -imparerete à sprezzar voi stessa, & ciò che di -buono in voi havrete, rifferirlo a Dio auttore & donatore -de tutti i beni: se con humiltà trattarete la sacra -scrittura, & non ambitiosamente (come hoggidi -molti fanno) havrete per vostro maestro lo spirito -Santo: non vi pentite dolcissima figliuola d'esser per -cotal mezzo intrata nella via d'Iddio: anzi tenete per -cosa certa che non ve ne fusse alcuna altra migliore ne -piu sicura: affrettative pur di caminar à quella celeste -Gierusalemme, per che i giorni son brievi. non vi fermate -punto, ma animosamente armata di fede, & di -speranza caminate: Soleva dir il beatissimo S. Bernardo -che la via d'Iddio era tale; che chi non caminava sempre -avanti, ritornava a dietro: ne altro dico: Nostro -S. ci aiuti tutti & ne conduchi à vita eterna. Di Vinegia -alli XX. di Marzo. -</p> - -<h2 id="giulia147r">GIULIA TRIVULZA MARCHESANA -DI VIGEVANO A M. LUCIANA -MALATESTA.</h2> - -<p> -Per questa mia, vi faccio sapere che Alessandro vostro -è risanato, & per quanto mi dicono & li medici & li -<span class="pagenum" id="Page_147-v">[147-v]</span> -servidori insieme, gli è sopravenuta questa infirmità -per soverchio mangiare & per ismoderato bere & (se -l'è vero quel che m'è rifferito) credo io che la voracita -di Archesilao Pritaneo, di Domitio Aphro, di Septimio -severo, et di Valentiniano fusse nulla anzi una somma -parcità rispetto a quella di costui, che mai non si vede -satollo: pare habbia un Lupo nel stomaco, pare habbi -una spongia in gola: & che si credono costoro di fare? -pensano forsi d'esser nati al mondo sol per consumarci -le vettovaglie? avvertitelo adunque amorevolmente à -tener vita piu regolata ch'egli non tiene, essortatelo con -le vostre savie lettere all'esser piu temperante & moderato -ch'egli non è: io dal mio canto non manchero di -essortarcelo fin che egli stara in questi vicini luoghi: ben -che alle volte, per scuotere il giogo che ci hanno posto -gli huomini tirannescamente al collo, vorrei che tutti fussero -di cotal natura: ne so piu espediente via à riparare -alla servitu nostra. state sana et amatime: da Mallè -alli VIII. d'Ottobre. -</p> - -<h2 id="lucrezia147v">LUCRETIA MASIPPA ALLA -S. TADEA CENTANA.</h2> - -<p> -Hieri venne a me M. Hortensio et dissemi ch'egli credea -che foste un capo senza lingua, imperoche essendo -nelle vostre case venuto, mai vi udi favellare, & pur -havea gran voglia di udir uscir da si bella bocca parole -corrispondenti: Io vi ricordo S. Tadea anchora che il silentio -sia l'ornamento delle donne, disdirsi pero l'esser -totalmente mutola: si deve favellare alla presenza de -<span class="pagenum" id="Page_148-r">[148-r]</span> -valent'huomini ma con modestia pensando & essaminando -prima le parole, avanti che vi eschino di bocca: Fa -di mestieri havere la bocca nel cuore, & non il cuore, -nella bocca: escanvi le parole vostre con donnesca piacevolezza -& non imitate quella buona creatura, laquale -quando vol dir mezza parola, tutta si commove, et par -che habbi da partorire un Elephanto. v'hò voluto di questo -avisare perche mi hà detto ch'egli voleva visitare -M. Francesca, non gli date occasione di mormorare per -che l'hà una lingua diabolica, porrebbe fuoco nel pozzo; -non potreste credere quanto l'è sdegnoso et come tosto -si adira, se del continuo non è vezzeggiato à guisa -d'un Bambino. state sana. -</p> - -<h2 id="lucrezia148r">LUCRETIA MASIPPA ALLA -S. MARTA VANNUCCI.</h2> - -<p> -Se siete come mi scrivete risanata da quei colpi che amor -vi dette togliendo per istrumento i rilucenti occhi di -M. Girolamo .P. attendete a conservarvi in sanità, & -ramentative di quel che disse Seneca che niuna Ferita -piu facilmente torna a rinverdirsi di quella d'amore. -Havete hormai con vostro gran danno provato -pur troppo a bastanza quanto sia grande la sua forza -& come legati ci tenga con invisibil catena (benche non -insensibile) havete veduto come duramente tratti chiunque -se li fa vassallo facendolo divenir inconstante, maninconico, -iracondo, cieco, pieno di querele, & al creder -facile. Non deverieno le persone savie come vi tenete -voi, amare si smisuramente le cose che non si veggono, -<span class="pagenum" id="Page_148-v">[148-v]</span> -ma quelle sol che non appaiono, imperoche il vero amore -si è amar Iddio: hor mentre siete stata amante d'huomo -carnale & caduco, evi paruto amore altro che un celato fuoco, -una grata ferita, una dolce amaritudine, un -delettevole veleno, un piacevol morbo, un giocondo supplitio, -& una lusinghevol morte? Credetelo à me che -amore non procede ne dalla natura, ne dal fatto, ma dalla -vostra leggierezza & dal vostro debol giudicio: fuggitelo -adunque per l'avenire meglio, che non havete per -il passato, mutate luogo (se bisogno vi sia) schivate di -vedere il volto del male amato giovane: & occupate -la mente, & i sensi vostri in facenda di maggior importanza: -pensate alcuna volta al fine, & quanto sia -egli brutta cosa: pensate similmente che non senza buona -ragione. Commandasse Archiloco Lacedemonio che li -libri che d'amor trattavano fussero publicamente arsi: -ne piu mi dilato in tal cosa, sovenendomi di quel latino -proverbio <span class="smcap lowercase">ICTUS SAPIT</span> state lieta, amandomi di -cuore. Di Vinegia alli XX. d'Agosto. -</p> - -<h2 id="taddea148v">TADEA CENTANA ALLA S. -LIVIA CARAFFA.</h2> - -<p> -Hò inteso che sendo ito il vostro maggior fratello alla -caccia, era alli di passati con gran dolore & dispiacere -di chi lo conosceva stato da uno Orso ucciso: non vi saprei -giamai ridire quanto affanno n'hebbi et per amor -suo, & per vostro sentito: hor mentre di ciò mi lagno -& mi querelo, vennemi chi porse refrigerio al mio dolore, -& questo fu il ricordarmi de molti cavaglieri & -<span class="pagenum" id="Page_149-r">[149-r]</span> -per sangue & per virtù Illustri, liquali da diversi animali -uccisi, dolenti per essi lasciati ci havevano: Sovennemi -d'haver letto presso di Pausania che Millone -fusse da lupi mangiato: Basilio Macedonico Imperadore -fusse amazzato da un Cervo mentre li dava la caccia: -Ho letto nelle greche storie qualmente Cratis sibaritano -fu da un becco per gelosia mentre dormiva presso -de la mal amata Capra con le corna svenato: Scrive Antipatro -di Tarso che Gatis Reina della Siria la quale, -fu poi chiamata Atergate fu data da manicare a pesci: -Ho parimenti letto che Hattone Arcivescovo di Maganza -fu nel Reno mangiato da Topi non senza gran -sospitione di vendetta divina poi che finse di voler dar -la limosina ad una gran moltitudine de poveri & poi -rinchiusi in un granaio tutti senza haverne alcuna pietà -gli fece miserabilmente ardere Euphemia vergine -Illustre & figliuola di Philophrone Senatore fu mangiata -dalli leoni Revocato & Felicita incliti di Christo -martiri furono amazzati da leopardi. La memoria di -questi essempij m'hà consolata & cosi piacerebbemi che -da voi stessa con simile ricordanza vi consolassi: dovereste -pur esser piu che certa che qua giù non si fa cosa -veruna senza la volunta di colui che il tutto fece, & -che il tutto regge & sempiternamente governa: dative -pace hormai dolce signora, poi che per le vostre lagrime -et per li vostri cordogli a vita rivocar non si puo -& qui faccio di scriver fine, à voi del continuo raccomandandomi -& a darvi di ciò che di sinistro vi accade -patientia, essortandovi. Di Vinegia alli XX. di -Marzo. -<span class="pagenum" id="Page_149-v">[149-v]</span> -</p> - -<h2 id="marta149v">MARTA STELLA BARBISONA -ALLA S. CONTESSA THEODORA -B. MARTINENGA.</h2> - -<p> -Hora per isperienza veggo esser vero: niuna cosa potersi -ritrovare piu acuta della calunnia, poi che una -signora si savia si prudente & che si ottimamente in -ogni luogo, in ogni tempo, & in ogni fortuna si è portata -s'ha lasciato dare ad intendere & non so da cui -che M. Hortensio habbi di lei parlato men che honorevolmente: -come vi havete voi lasciato ciò persuadere havendo -il testimonio della sua scrittura in contrario nella -quale al mondo vi publicò già per un singolar ornamento -dell'ordine vedovile? ne si contentò di lodar la vostra -molto illustre persona, ch'egli parimenti lodò con la sua -dotta penna la vostra villa di Conceso, & in verso Heroico -l'haveva incominciata a descrivere: Non mostraste -gia voi la solita vostra prudentia (& perdonatime) -poi che tanto a noia vel recaste essendovi prima paruto -di si dolce conversatione, & de si amabili costumi ne sol -dimostrasti di odiarlo piu che non odia la grue il falcone: -ma li mancasti anchora d'una picciola promessa che -li havevate fatta: hor perche non mostraste voi qua la -vostra singolar prudentia & quel maturo giudicio tanto -da lui lodato? perche vi provocaste voi contra si facondo -Poeta? non vi soveniva forsi haver scritto Horatio -<span class="smcap lowercase">VATUM IRRITABILE GENUS</span>? non vi soveniva -forsi haver lasciato Platone per unico precetto, che -non ci facessimo nemici gli poeti? se per niuno altro rispetto, -lo volevate tener nel numero de vostri piu cari -<span class="pagenum" id="Page_150-r">[150-r]</span> -benvoglienti ce lo dovevate almeno tener per esser -egli tanto amico della poesia. Non sapete voi che la -poetica è da Plutarco tenuta per il vero fonte di qualunque -buona disciplina & chiamolla già in piu d'un -luogho per la sua rara vaghezza Pittura parlante: fu -pur grande errore il vostro, a farvelo nemico, senza -niuna sua colpa & senza niuno suo demerito: foste pur -troppo facile a credere a chi mosso d'invidia vi riportò -di lui male, & esso mi parve pur troppo humano et -troppo cortese, a non isfogar mai ne con satire, ne con -iambici l'ira sua, & a non mandar fuori il sdegno contro -di voi meritamente conceputo. Voi l'offendete stranamente -riportando di lui male alla S. D. Leonora, -laquale gli lo fece intendere pel mezzo della S. Violante -Mauritia & pur benignamente vi comportò sempre -& di tutta questa virtuosa sofferenza ne fu cagione -sol l'amore, & la riverenza che al vostro venerabil -volto portava: ne furono anchora in buona parte cagione -le grate accoglienze che voi gli faceste quando venne -a Conceso in compagnia del gentilissimo spirito M. -Marco buona: soviemmi che il di seguente mi venne a -visitare, ne si vedeva satollo di predicar l'humanità vostra -& di essaltar le dolci maniere con lequali il trateneste: -questo v'ho io voluto scrivere acciò vi guardiate -di commettere cotai errori liquali nel vero troppo -si disdicono alle vostre divine qualità. Da Manerbio -alli XX. d'Agosto. -<span class="pagenum" id="Page_150-v">[150-v]</span> -</p> - -<h2 id="nicola150v">NICOLAA TROTTA A CLARITIA -QUANTO SORELLA.</h2> - -<p> -Mi chiedete con molta instanza che io vi dia qualche -util consiglio poi che al tutto siete disposta di volervi -innamorare: per mio consiglio adunque eleggerete -l'amante vostro virtuoso & modesto, ilqual non sia ne -vecchio ne giovanetto molto, imperoche gli vecchi sono -del tutto inetti alli amorosi spassi, & li giovani sono -quasi tutti mal patienti, troppo frezzolosi, sospettosi, -sdegnosi, vantadori: & certamente considerando io tante -male qualità giudicherei meglio d'amar il vecchio -anzi che il giovane, nelquale, piu tosto si spenge amore -che non si accende. Non vi impacciate di huomo ricco -imperoche sogliono gli huomini facultosi comprar l'amore, -& non corrispondono mai ò di rado nell'amare -& potendosi con molte trarsi le voglie, di rado anchora -avienne che osservino altrui fede. Oltre che sempre -hanno per viva forza del lor segreto amore mille domestici -testimoni: schivate gli huomini ociosi, & senza -alcuna industria, perche questi sogliono pigliar l'amore, -per uno essercitio & per un'arte: non vi sottoporete -ne anche a contadini, per esser cosa troppo indegna. -Di Ferrara. -</p> - -<h2 id="sibilla150v">SIBILLA SEVA TOLOMEI -A M. L. R.</h2> - -<p> -Oh quanto havete voi ben fatto a non ritrovarvi alli -di passati nella città nostra poi che fu da cavalli per -<span class="pagenum" id="Page_151-r">[151-r]</span> -commandamento del Re stratiato un sfortunato gentil'huomo -nato Conte di Monte Cuccolo nelle montagne -di Modona & nelle nobili conversationi nodrito: n'hebbi -per certo gran dolore, & sovvennemi allhora del -bello Hippolito, dell'infelice Glauco figliuol di Sisipho. -Vennemi allhora in memoria quanto per adietro letto -haveva presso di Livio di Metio suffetio: & disse fra -me stessa che destino fu mai quello di Diomede Re di -Tracia ilquale fu da Hercole dato a sbranare alli istessi -cavalli da lui di humana carne si lungamente pasciuti? -corsemi alla memoria in quella istessa hora che lo vidi -porre nelle mani del Manigoldo, d'haver letto nella vita -di Temistocle da Plutarco diligentemente scritta, come -Neocle di Temistocle figliuolo morì d'un morso che -un cavallo li dette. Ricordami di Comminio falsamente -da Gidica matregna di Stupro accusato, & da cavalli -crudelmente lacerato: cosi anchora mi ricordai di -Limone Farasuella, & di Abdero & di Pirecme Re -di Euboia: hò sempre da quell'hora havuto in odio tutti -quelli che vanno a vedere si crudeli spettacoli dove altro -non s'impara che ad incrudelire: pregate Dio ci guardi -da pericoli & del continuo ci tenga la mano in -capo sono pur imperscrutabili li giudicij divini: -ma non voglio per hora intrar in -questo pelago, perche non ne saprei -a mia posta uscire: -state sana. Di casa -nostra. -<span class="pagenum" id="Page_151-v">[151-v]</span> -</p> - -<h2 id="marzia151v">MARTIA PIACENZA BENVENUTI -ALLA S. MARGHERITA TRIVULZA.</h2> - -<p> -Non vi doveria già accadere alcuna consolatione per -esser stati biasmati gli vostri scritti da chi forse non -li intendeva. questo non vi deve dar noia imperoche voi -non gli scriveste per guadagnarvi il pane che n'havete -(la Iddio mercè) da darne ad altri: non scriveste per acquistarne -loda sendo la virtù di se stessa contenta, senza premio -cercar di gloria, scriveste sol per fugir l'otio nemico -capitale della donnesca pudicitia & scriveste per essercitar -l'intelletto accioche ruginoso non divenisse come -veggiamo divenir il ferro quando non è dal fabro -posto in esercitio. se hora altri si muove à biasimare gli -vostri belli componimenti, che ce ne potete voi fare? come -li potete voi rimediare? puote forsi riparare Platone -che biasmato non fusse di esser nell'ordine poco distinto? -puote riparare Aristotele di non esser per la -smoderata sua oscurità chiamato Sepia? puotero oviare -Empedocle, Anasagora, Democrito, Leucippo & altri -tanti che dall'arogante Aristotele tassati non fussero? -Puote Virgilio rattenere altri che non lo notassero -di poco ingegno & non lo chiamassero apertamente -usurpatore dell'altrui fatiche? non pare a M. Tullio -che spesso dorma Homero? non rimane M. Tullio alcuna -fiata poco sodisfatto di Demostene? non è accusato Tullio -dell'essere troppo ridondante, lento nelli principij, ocioso -nelle digressioni, tardo nel commoversi & rade volte -riscaldarsi? fu reputato Senophonte troppo slombato. -ha forsi potuto Livio con la sua candida eloquentia far -<span class="pagenum" id="Page_152-r">[152-r]</span> -dimeno che le sue divine concioni non sieno state da Trogo -Pompeio dannate? che ne puo far il povero Plauto -se ad Horatio non piace & a Lucillo pare incomposto? -Se l'è stato morduto Plinio (che fu al scriver molto accorto) -di non haver ben digerito cio che scrisse, & è rassimigliato -ad un torbido fiume, potete ben sofferire con -patientia se anchora voi siete stata tassata di soverchia -abondantia è condennato Ovidio quel chiaro lume di -Sulmona, non puote Salustio tener la lingua ad Asinio -Pollione che troppo affettato non lo chiamasse. non puote -Terentio con istrema fatica frenar la lingua a suoi maledici -ch'egli fu costretto pervertire l'ordine de suoi prologhi: -non puote tener la lingua Seneca a molti, liquali -dicevano che li suoi componimenti erano come l'arena -senza calzina. & voi crederete di andarvene senza acqua -calda a questi tempi ispetialmente dove sono tanti -giudiciosi? Non si puote contenere S. Gieronimo di non -lacerar Ambrogio (è quel irrefragabil dottore) & di -chiamare i commentari ch'egli scrisse sopra San Luca -pure, ciancie in diversi luoghi dandogli nome hor di -Corbo, & hor di Cornacchia. Il medesimo non si rattemperò -di affermare haver letto nelle pistole di S. Agostino -alcune cose heretiche. Se adunque l'invidia non -perdonò a queste si chiare & illustri persone, come perdonera -ella a voi che siete di minor fama, & di minor -riputatione? Fu infinita l'invidia ch'era tra Platone et -Senophonte, & videsi chiaramente poi che scrivendo -di simili cose, hanno sempre Socrate in bocca & una sol -volta l'un dell'altro fa tepida mentione. Le parole -di Eschine dette a Socrate Platone per odio a Critone -<span class="pagenum" id="Page_152-v">[152-v]</span> -le attribuisce. Considerarete anchora meglio quanto regnasse -già per altri tempi (quai migliori riputiamo) l'invidia, -poiche M. Tullio facendo memoria d'infiniti oratori -sol d'uno ò di dui, al piu, fece mentione: considerate -se questo morbo d'invidia puote in Quintiliano; poi che -sotto silentio trapassa quasi tutti i scrittori dell'età sua -& di uno tace il nome, affermando ch'egli fusse la gloria -di quel secolo: ne altro dico per consolarvi: se pur tuttavia -vi attristate che i scritti vostri non sieno aggraditi -a ciascuno, poi che ciascuno non ha il vero gusto delle -perfette cose & l'invidia suole accecare la maggior -parte de mortali, quelli ispetialmente che di piu alto -spirito & di piu generoso cuore al mondo appaiono. -State sana & non vi tribolate. Da Crema alli XV. -di Marzo. -</p> - -<h2 id="diana152v">DIANA DE CONTRARI ALLA S. -VERONICA DELLI ARMELINI.</h2> - -<p> -Ho risaputo da piu d'un messo che essendo vostro marito -ito alla sua villa & volendo per suo trastullo -salire un pero, della scala era caduto & incontanente -morto d'il che fuor di ogni misura vi dolete: per il che -mossa da carità christiana & da particolar affettione -causatami dalla vostra rara virtu & singolar piacevolezza -mi sono posta a consolarvi per lettere, quando -presentialmente non m'è lecito di farlo. Pregovi adunque -a sofferire patientemente questa sciagura poi che -vostro marito non è il primo che per tal accidente -habbia terminato i giorni suoi: Elpenore compagno di -<span class="pagenum" id="Page_153-r">[153-r]</span> -Ulisse sendo fatto ebro de laqual cosa Martiale fede -facendo, scrisse. Pene imitatus obit sævis Elpenora fatis, -præceps per longos dum ruit usque gradus. Philostrato -ancora sendo ito alli bagni di Sessa, cadde da una -longa scala & finì i suoi giorni. Scrive Plinio nel VII. -della sua naturale historia che Asclepiade medico Prusiense -sendo molto vecchio in cotal modo finì la vita -sua: habbiate (vi priego) pacientia cosi ha voluto Iddio -et alla sua volontà niuno per robusto ch'egli sia pò resistere. -Io non mancherò di pregare & di far pregare -altri il magno Iddio c'habbi di lui pietà & li doni la -sempiterna requie: fra tanto vivete lieta & pensate di -rivederlo quando nell'ultimo giorno, saremo dall'angelica -tromba risvegliati. Di Mantova nel nostro monistero -alli XIIII. di Maggio. -</p> - -<h2 id="violante153r">VIOLANTE DA CASTELLO A -M. LIONELLA ROSSA.</h2> - -<p> -Non vi dovete dolere, ma ralegrarvi piu tosto che vostro -fratello qual unicamente amavate, sia morto -dalla saetta, ch'altro nel vero non è, che un morire per -la mano di Iddio: cosi morirno Encelado, Tipheo, Phaetonte. -Capaneo, Salmoneo, Tullo Ostilio, Esculapio, -Adimanto, & Zoroaste: mostrate hora la fortezza -del petto vostro, voi, che foste sempre da tutti chiamata -non donna, ma virago, per haver sopra ogni fede et -valore et ardir virile; chi è colei che non sappia far del -bravo quando niuna occasione da dimostrar fortezza -ci è proposta? dovereste ringratiar Iddio che sporta vi -<span class="pagenum" id="Page_153-v">[153-v]</span> -sia si nobil materia di farvi conoscere per donna di forte -animo et di robusto spirito: a che preposito versar -tante amare lagrime? mandar fuori tanti sospiri, & inghiottir -tanti singhiozzi? questa non è cosa che a voi si -convenga armata essendo de tanti precetti & philosophici, -& evangelici: a qualche debole feminuccia si conviene -che ad altro non sia avezza che a tessere, et a filare: -state lieta et amatici. Di Ferrara alli X. d'Aprile. -</p> - -<h2 id="teodora153v">THEODORA FISOGNA CALINI A -M. LVCRETIA P.</h2> - -<p> -Se vostro marito è stato avelenato in tempo che voi pensavate -di goderlo con maggior dolcezza, bisogna che -vel sopportiate pacientemente, peggio certo farebbe che -egli fusse stato per mano di crudel manigoldo impicato, -almeno per questo (se non per altro) doletive ne meno -ch'egli ha sendo huomo di privata conditione scorso fortuna -tale, qual scorsero gia molti di suprema dignità -dal mondo ornati. Fu avelenato Diocletiano doppo'l -Ventesimo anno del suo imperio: Claudio Imperadore -Lothario Re de Galli: Lodovico quinto & Antiocho furono -avelenati dalle proprie mogli. L'è stato trattato -da grande, poi che tutti i grandi, ò almeno la maggior -parte, di veleno muore: non voglio dire de moderni per -non provocarmi contra l'odio de molti, che gia dettero -sospitione di essere ottimi maestri di compor veleni dirò -sol delli antichi che per veleno morirno, cominciarò -da Clemente terzo, morto per opera di Enrico terzo -Imp. poi da Carlo ottavo Re de Galli et dirò di Corrado -Imperadore per il mezo de suoi medici corrotti et subbornati -<span class="pagenum" id="Page_154-r">[154-r]</span> -da Manfredo ilquale all'imperio succedette, -Mori di veleno Papa Vittore. Costantino Imperadore: -Enrico di Luzzemborgo (quel che successe all'Imperio -doppo Alberto) Philopomene: Ladislao re della Puglia -Antheri Re de Longobardi: Arato Duca de Sicioni: -Alessandro Macedonico: Themistocle: Baudicea Reina -de Britani, Cleopatra et altri tanti che non vi dico, per -non parere che vi voglia dimostrare la diligentia c'hò -usato in volger sossopra de molti historici: consolative -con li addutti essempij et non piangete piu si dolorosamente -come fate: dimostrate cosi in questo caso, come -fate nelli altri, la fortezza del petto vostro: & amatime. -Da Brescia alli XX. di Maggio. -</p> - -<h2 id="isabella154r">ISABELLA DI LUNA AFFAITA -ALLA ILLUST. S. LA S. D. M.</h2> - -<p> -Ho ricevuto l'humanissime vostre lettere scritte con si -dotta mano che mi parevano tante belle perle orientali: -& a quelle rispondendo vi dico, che amandomi come -sempre mi amaste, havete ragione di congratularvi -con esso meco, et di rallegrarvi fra voi stessa, imperoche -abbattuta mi sono in si gentile et gratioso consorte, -quanto potesse chieder lingua o desiderar humano -cuore: egli spira da ogni lato dolcezza, ne pate che io -desideri cosa veruna che incontanente non l'habbia, anzi -spesse volte perviene sollicitamente i desideri miei: -Sentomi giunta a tal termine che non ho invidia alla -piu fortunata donna che mai per alcun secolo fusse & -questo, perche oltre il mio consorte, ilquale in ogni -<span class="pagenum" id="Page_154-v">[154-v]</span> -suo gesto amabilissimo mi si dimostra: ho due cognate -la S. Cassandra & la S. Laura di tal qualità & di tal -conditione ornate che potreste facilmente credere veggendole -& udendole favellare che fussero dui Agnoletti -di carne humana vestiti per mia unica consolatione -& per farmi sentire in terra essendo qualche parte delle -consolationi che nel paradiso da beati spiriti sentir si -suole: ne altro in risposta delle vostre, vi dico, prego nostro -signor Dio, vi faccia ogni giorno piu lieta & piu -gioconda divenire, si come alla rara vostra bonta si converrebbe. -Di Cremona alli XX. di Marzo. -</p> - -<h2 id="filena154v">PHILENA AUGUSTA A M. -TADEA LOSCA.</h2> - -<p> -Certamente voglio dir per l'avvenire, come soleva -gia di Socrate che la natura habbi errato a non farci -le finestre nel petto: se questa finestra hora ci havesi, -voi non sospettereste di me, come sospettate: ma tutto -questo disturbo mi nasce dalla nequitia de miei nemici, -li quali hanno congiurato nella mia destruttione: & doppo -molti mali che m'hanno fatto, non cessano tuttavia -di minacciarmi: ma io ho speranza nel S. Iddio giusto -giudice delle cose de mortali, che le lor minaccie haverranno -in se piu terrore, che nocumento, & saranno simili -a quei tuoni che vengono senza folgorare: fanno -questi miei avversari verso di me, come fanno quelli li -quali veggendo che li alberi tagliati germogliano et repululano, -si risolveno di tagliarli le radici: vorrebbono -pormi nella disgratia nostra, accio che a fatto a fatto -<span class="pagenum" id="Page_155-r">[155-r]</span> -io rimanessi estinta, et non mandassi piu fuori, ne ramo, -ne fronda: pacientia, di tutto quello che Iddio vuole -che io sofferisca. Di Roma alli XX. d'Aprile. -</p> - -<h2 id="isabetta155r">ISABETTA AGNELLA A M. -CORNELIA R.</h2> - -<p> -Io mi sono affaticata molto pel passato in dissuadervi -amore, ne so veramente in qual cosa ponessi io mai tanto -studio, ne tanta solicitudine usassi & cosi torno di nuovo -a replicarvi che d'amor vi guardiate percioche egli -ci fa sprezzar & le leggi et li giusti decreti: egli indusse -gia a strema crudeltà Medea, Attreo, Progne, Clitemnestra -& Silla: Divenne Theseo traditor & mancò -della sua parola: per amore si puose Ercole (quel forte -domator de Mostri) in servitù di Iole: Achille per amore -che portava a Briseida ricusò di gir alla guerra: -Philli si amazzò. Leandro affogossi in mare: fu dalle -gloriose fatiche ritardato Ulisse, & effeminossi Aniballe -per amore: Fu l'amore di Tarquino cagione che li -Re fussero di Roma scacciati: Morissi Claudio in prigione. -Rovinossi M. Antonio & non picciol danno ne -sentisse Cesare: per amor Phineo accecò li propri figliuoli -et molti savi tenuti, doventarno inconstanti & scelerati: -& questa lettione per hora vi basti; studiate -questo, & poi procederemo piu oltre se di amare isbigotita -& al tutto spaventata non vi vedrò. Di Mantova -alli XX. di Luglio. -<span class="pagenum" id="Page_155-v">[155-v]</span> -</p> - -<h2 id="angela155v">ANGELA B. ALLA SIGNORA -DOROTHEA TIENE L.</h2> - -<p> -Perche mi dissuadete voi tanto che non m'innamori, che -fugga amore, et che mi guardi d'amore? et chi è colui -si fuor dell'intelletto che non confessi eccitarci l'amore -alle gloriose imprese, farci civili, faceti, & ben parlanti? -Pindaro non fece mai un mezzo verso sin che innamorato -non fu: l'amore che portò Anacreonte a Batillo -lo fece repentinamente doventar poeta: Non havrebbe -ne anche Virgilio poetando poggiato si alto, se l'amor -di Galathea non li traffigeva il cuore: non me ne -sconfortate adunque tanto, anzi se saggia siete (come -vi tengo) innamorative anchora voi, ne altro vi dico state -sana. Di casa alli X d'Aprile. -</p> - -<h2 id="dorotea155v">DOROTHEA TIENE L. A -M. ANGELA B.</h2> - -<p> -Se v'hò sconfortata da seguir amore l'ho fatto con ottimo -consiglio et di novo ve ne sconforto: hor guardate -se possibil vi pare che mi persuadiate ad innamorarmi: -La Figura istessa nella quale si dipinge amore, me ne -spaventa & dell'amare con violenza mi ritira & perche -pensate voi ch'egli si pinga fanciullo? non per altro, -certamente che per dimostrarci non saper gli amanti -quel che lor si convenga & di cose frivole dilettarsi: -cieco poi, perche non ha in se ne consiglio, ne discorso, -ne raggione: La benda che gli occhi li lega, ostinato -appetito ci dimostra; fannogli l'ali per l'instabilità qual -<span class="pagenum" id="Page_156-r">[156-r]</span> -sempre seco hanno del continuo li infelici innamorati -l'arco mi dimostra insidie. Il suo arco ci da ad intendere -la perpetua concupiscenza: i quattro cavalli che lo -tirano, ci rappresentano dolor, letitia, libidine, & timore: -hor queste cose considerando io spesse volte fra me -stessa (se nella mia cameretta sola mi ritrovo) viemmi -voglia di fuggir amore lontano piu di mille miglia: ricordomi -d'haver parlato gli anni passati con una innamorata, -laquale, dove pensò di sentir gioia et di gustar -infinita consolatione ha sempre sentito affanni, angoscie, -et stremi dolori: cercò di cacciarlo con altro nuovo amore -ma ingannata sempre si ritrovò, imperoche il vitio -non si scaccia col vitio, ma con la virtu: state sana et amatime -alli XIIII. d'Aprile. -</p> - -<h2 id="isabella156r">ISABELLA SFORZA ALLA -S. TADEA CENTANI.</h2> - -<p> -Molte volte m'havete ripreso perch'io presti troppo -fede alle Astronomiche scientie et io contener non -mi posso che similmente non riprenda la durezza vostra -poi che niuna credenza prestar li potete havendo -di ciò tanti chiari essempi et nelle greche et nelle latine -storie: Quando nel principio della guerra Peloponesiaca -Pericle fu per far vela con l'armata ben'all'ordine, -apparve si grande eclipse che mai la maggiore non -si vide: allaqual cosa non volendo risguardare, ne farne -stima, ma piu tosto schernire le celesti apparitioni fu -cagione ne seguise alla patria prima & poi a tutta -la Grecia l'ultimo suo sterminio. Non vi fu mai secolo -<span class="pagenum" id="Page_156-v">[156-v]</span> -alcuno, dove veduto non si sia che le buone fortune et -le Rovine de Regni dalli diffetti de celesti lumi non ci -sieno state manifestate. certamente l'è cosa di troppo pertinace -animo il ridersi delle dimostrationi nella natura -divinamente ordinate: dovete pur sapere che due sono -le parti della dottrina al cielo appartenente, dallequali -l'una dimostra le certissime leggi dei celesti corsi: l'altra -è la divinatrice, laquale, ne fa ottimamente conoscere -li miraculosi effetti delle stelle: la prima parte da veruno -(che io mi sappia) non si niega, anzi utilissima da -tutti si crede poi che in quella si contengono le diterminate -misure delli anni, li Equinotij & i solstitij: Noi -habbiamo in ciò il testimonio delle sacre scritture dove -si legge <span class="smcap lowercase">ET ERUNT LUMINA IN SIGNA, -TEMPORA, DIES, ET ANNOS</span> ecco Signora -mia che per questo divino oracolo: ci è comandato -& l'osservare & il risguardare i movimenti de celesti -pianeti: non penso si sia mai veduto alcun Ciclope, o d'altro -fero barbaro, che notato non habbia li intervalli de -li anni, & i spacij de i Mesi: non abbraccia la dottrina -de celesti moti molte altre belle arti & ispetialmente -la Geographia? Descendo hora alla divinatoria, da -molti felici ingegni accerbamente perseguitata: ne mi -moveno punto la Cavillationi che sotto il nome del gran -Pico, vanno per le mani de studiosi calunniatori delle -astrologiche divinationi: ma confermami nell'opinione -mia il perfetto giudicio di Galeno ilquale dice esser -cosa Sophistica il resistere alla manifesta isperienza -& afferma vedersi molti effetti dalle stelle procedenti -nelli elementi, ne corpi misti, nelle piante, & nelli -<span class="pagenum" id="Page_157-r">[157-r]</span> -animali: si come certi siamo esser caldo il fuoco & humida -l'acqua, cosi parimenti sappiamo esser riscaldati i -corpi dal Sole, & inhumiditi dalla Luna et sappiamo -la cognitione di Saturno & di Marte in leone, causar -& siccita & calidità. Io non comprendo come di questo -ragionevolmente dubitar si possi (salvo se voi non volessi -meco Sophisticamente procedere come faceva Anasagora -volendo provare che la neve era negra) non voglio -hora tanto philosophare che vi venga a noia: non -mi sconfortate adunque piu per l'avenire da cotai studi -perche perderete il tempo et state sana spero fra pochi -giorni vedervi et farvi toccar con mano quel che per -hora impedita da grave occupatione meglio esprimer -non vi posso: dalla Sforcesca alli XX d'Aprile. -</p> - -<h2 id="rovata157r">LA CAVAGLIERA ROVATA ALLA -ILLUST. S. LA S. N. R. R.</h2> - -<p> -Ho favellato a di lungo con la Contessa nostra Cavriola, -et l'ho scongiurata per quella bontà che Iddio le -dette fin nelle fascie et per quella virtu di modestia per -laquale a tutte l'hore risplende, mi volesse dir veracemente -le qualità del conte Giulio suo cognato, accio io -potesti ben conoscere se l'era partito degno di vostra figliuola; -laquale, doppo molti scongiuri m'ha detto non -potersi ritrovare ne il piu leale, ne il piu cortese gentil'huomo -& che beata si potrà tenere quella che per -legittimo matrimonio sarà degna riputata de suoi congiungimenti: -& cosi in vero pare anchora a me ch'egli -sia: non mancate adunque di conchiudere perche -<span class="pagenum" id="Page_157-v">[157-v]</span> -non penso mai che seguir ve ne possa penitentia alcuna -goderà oltre il consorte, la gentilissima conversatione -d'una cognata rara al mondo, et in cui (senza punto mentire) -dir si pò che le virtù morali, sieno naturali, tanto -sono in lei ottimamente habituate: haverà un cognato -pieno di tutte le buone qualità & pareralli d'haver in -casa un'oracolo, si savie & accorte sono le sue risposte, -si dolci & acute sono le proposte ne altro di questo vi -raggiono, perche penso in brieve parlarvi a bocca & -di questo, & d'altra cosa: non meno importante: state -contenta, che Dio vi consoli. Da Rocca franca alli -XX d'Aprile. -</p> - -<h2 id="margherita157v">MARGHERITA CONTESSA CAVRIOLA -ALLA S. NOSTRA.</h2> - -<p> -Voi mi riprendete molto acerbamente perche data mi -sia all'agricoltura et io di tal riprensione non poco mi -maraviglio conciosia che niuna cosa ne vedere, ne imaginare -si possa dell'agricoltura piu utile, piu delettevole, -& al spirito nobile piu appartenente & se ne a me, -ne all'istessa isperienza creder volete, credete almeno -a Columella ilquale, nel suo primo libro preferisce la -vita contadina alla cittadinesca, dalla quale n'escono fortissimi -soldati: stavano li antichi Senatori a lavorar ne -campi et arava Cincinnato quando dall'aratro tratto fu alla -suprema dittatura Zappava Curio, inestavano li alberi -molti de migliori Senatori che la Republica havesse -et quel ch'era detto esser buon contadino, era ampiamente -lodato: ne crediate S. mia che questo studio fusse -<span class="pagenum" id="Page_158-r">[158-r]</span> -solamente presso de Romani imperoche egli trappassò -ad altre nationi, et fu essercitato con non minor sollicitudine -et industria che da Romani si fusse. Non se ne sdegnarono -Gerone: Philometro: Attalo: et Archelao: & -quando mai non ci fusse nell'essercitarlo la delettatione, -che vi è & non se ne trahesse l'utilità che se ne trahe. -piacerebbemi ella però, per esser stata ritrovata da Cerere -che donna fu come anch'io sono: & se non mel credete, -legete cio che dice Virgilio nel primo della Georgica: -<span class="smcap lowercase">PRIMA CERES FERRO MORTALES -VERTERE TERRAM INSTITUIT</span> & se non a -me, ne a Virgilio credete, date almen fede a Ovidio il -quale nel V. delle sue trasformationi scrisse <span class="smcap lowercase">PRIMA -CERES UNCO GLEBAM DIMOVIT ARATRO -PRIMA DEDIT FRUGES ALIMENTA QUE -MITIA TERRIS</span> ma quanto credete voi che migliorareste -la vita vostra, et piu sana doventereste se in cotale -esercitio vi ponessi: considerate un poco la mutatione -c'hò fatto io poi che lasciate da canto le Delitie -cittadinesche, alla coltura d'amenissimi giardini data -mi sono: soleva havere un viso che pareva stampato di -color di morte et hora paio un cherubino venuto novamente -dal Paradiso: Soleva sputacchiare, tossire, et esser -piena di catarro, hora mi sono talmente consumate tutte -le superfluità che a fatica sputo & mangio con un appetito -da invogliare qualunque svogliato stomaco, caminerei -giorno & notte senza mai possarmi & senza -stanchezza sentire: simil guadagno fareste anchora -voi, sel vi piacesse d'imitare i miei vestigi: state sana & -amatime: alli XX d'Agosto. -<span class="pagenum" id="Page_158-v">[158-v]</span> -</p> - -<h2 id="camilla158v">CAMILLA PALAVICINA -A M. LUCIA R.</h2> - -<p> -Ho inteso che mi biasimate molto ovunque vi ritrovate, -per essermi posta a far la vita Ciartosina & al -tutto rifiutare di mangiar carne & a voi pare che senza -tal vivanda mantener in vita non mi possa. Io ritrovo -S. che nell'età dell'oro al tempo di Saturno non si -mangiava da veruno carne, & pur viveasi longamente -& con maggior sanità: narra Cheremone stoico scrivendo -la vita delli piu antichi sacerdoti dell'Egitto: che -quanto piu tosto si dedicavano al culto divino, che mai -piu dramma di carne non gustavano, anzi tanto l'abhorrivano -et haveano a schifo che rifiutavano parimente -di mangiar et latte, et uova, l'uno carne liquida credendo -& l'altro sangue di color mutato. Non mangiavano -carne li Bragmani dell'india (se 'l vero afferma Eusebio -nel VI. dell'evangelica preparatione) Lodò Giosepho -nelle Antichità Giudaiche sommamente li Essei -perche non ne mangiavano anchessi et voi biasimate me -perche ricusi di volerne per l'avvenir mangiare? Narra -Euripide che nella Candia li propheti di Giove, non -sol s'astenevano dal mangiar carne, ma anchora da qualunque -cibo cotto. Ho letto in Erodoto che li Babiloni -si pascevano solamente di pesce e la carne schifavano: -non scrive Musonio che il mangiar carne è piu tosto cosa -ferina che humana et ch'ella impedisse le operationi -dell'animo? non mi biasimate adunque perche tal instituto -abbracci et contro de calunniatori lo difenda: benche -ottimamente fareste a far il medesimo, se non per altro, -<span class="pagenum" id="Page_159-r">[159-r]</span> -almeno per imitar i savi Padri che se ne guardavano -come da cosa (se non dannosa) almeno poco giovevole. -Di Ferrara alli XX. d'Aprile. -</p> - -<h2 id="geronima159r">GIERONIMA LUZAGA ALLA -S. SEMPRONIA ROMANA.</h2> - -<p> -Non perdete Signora tempo a far hormai diligentemente -ammaestrare i vostri figliuoli, li quali gia grandicelli -sono & poscia che la natura li ha fatti si ben atti -alle lettere, non si resti per vostra negligentia di farli -con la educatione tuttavia piu perfetti: gioverà lor veramente -molto l'esser nati dove essi nacquero imperoche -se la stella di Giove ottima dalli astrologi si giudica, -per esser posta nel mezzo della frigidità di Saturno, -et della calidità di Marte, cosi utilissimo giudico io d'esser -nati sotto'l Cielo ch'essi nacquero: mostra Galeno -evidentemente che et l'animo, et il corpo di quelli c'habitano -ne paesi piu temperati, sono anchora & ne fatti -& nelle parole piu savi & piu prudenti et nel vero, vedesi -da ciascuno apertamente, che dove il Sole fa mediocremente -sentir il suo Caldo, conserva sempre egualmente -li humori & dove eccessivamente riscalda li consuma -& li distruge: queste poche parole v'hò io voluto -dire S. mia cara accio siate certa che tutta la speranza -del lor profitto da voi sola depende, cioe dalla disciplina -& creanza vostra: qual sarà la educatione scrisse -Plato (come so che meglio di me lo sapete) tal sarà la -futura vita: ne altro di questo dico. Hora vi scrivo come -alli di passati detto mi fu che niuno hormai vi poteva -<span class="pagenum" id="Page_159-v">[159-v]</span> -piu tolerare tanta era la superbia & tanta era -l'alterezza che in ogni vostro atto & in ogni vostra parola -dimostravate: ma perche fate voi cosi? non è gia questo -di vostra usanza & che vi reca la superbia salvo -che odio & malevoglienza? non havete voi piu fiate -letto che l'humanità si e la vera radice dallaquale, germoglia -l'universal benivoglienza? ne per l'humanità intendo -io quella litteratura degna di qualunque huomo -libero, ma intendo li costumi amabili, la superbia campana -fu cagione di fargli odiosi a tutti & qui faccio fine, -perche temo di non intrar in troppo cupo pelago et -eccedere la misura del mio solito stile: state sana & -amatime. Da Manerbio alli X. di Maggio. -</p> - -<h2 id="paola159v">PAULA ROVATA CAVRIUOLA -ALLA S. L. R.</h2> - -<p> -La modestia di M. Andrea palazzo congiunta con molte -altre virtu mi fanno apertamente confessare chegli -possa esser degno marito di qualunque nobile et virtuosa -donna: l'e veramente una gran carestia di veder giovani -nella città nostra li quali non appetiscano, non dicano -et non faccino, se non cosa degna della lor conditione: -non mancherete adunque di proporlo a quella S. -perche credo indubitamente che ne havreste honore se -lo proponessi alla piu gran Principessa c'habbi tutta -Europa: & se desiderate di conoscere l'interna sua bontà -fatene congiettura dal suo parlare qual troverete -esser vera imagine della sua vita: non si potrebbe gia -dir di lui quel che disse Diogene d'un vezzoso giovinetto -<span class="pagenum" id="Page_160-r">[160-r]</span> -che soleva dishonestamente parlare: che di fodero -d'oro traheva spada di piombo: sono i ragionamenti -suoi o di casto amore, o di cortesia, odesi anchora spesse -volte con gran fervore raggionare di batter mura, -di far bastioni, di caminar in ordinanza et tall'hora di -riformar statuti et di por legge a baldanzosi popoli: -mai fu udito darsi a se stesso vanto di cosa veruna che -per alcun tempo virtuosamente operasse et questo non -d'altro nasce che per conoscere quanto piena di splendore -sia la virtu della modestia poi che ella puote indure -i Salomini a rizzarli la statoua: ne piu oltre trapassa. -Di Brescia. -</p> - -<h2 id="lucrezia160r">LUCRETIA GAMBERA VISCONTE -ALLA S. MELIBEA DALLA -ROVERE.</h2> - -<p> -Tutte le volte che voi mi scrivete, sempre con caldo affetto -mi essortate ch'io ritorni alli tralasciati studi -il che ho piu volte pensato di voler fare, ma a dirvi il -vero, natura m'ha dato il gusto si dilicato che non trovo -scrittore alcuno o in la greca ò in Latina lingua che -pienamente sodisfar mi possa: sempre ritrovo ò che le -lor opre sono del tutto vote, come già mi soviene haver -detto Socrate d'una certa opera di Anasagora che -ne suoi tempi venne in luce: alcuni ve ne sono troppo -affettati: altri poi troppo arridi et troppo digiuni: ne -vego anchora molti scrivere senza alcuna arte, & senza -alcuno giudicio & quanti ne trovo etiandio indegni -di esser chiamati scrittori, ma piu tosto ladri, havendo -<span class="pagenum" id="Page_160-v">[160-v]</span> -da vari luoghi ripiene le lor carte de furti: ne trovo infiniti -slombati, senza nervo, & senza sangue, pieni di -brutte cicatrici per non voler usare alcuna diligentia -nelli lor componimenti di emendare, di mutare o di -trasporre o di aggiugnere: basta lor usare de molte iperboli -senza mostrar di saper punto, quel che alla poetica -dignità si convenga: ho rivolto sossopra l'anno passato -mille vollumi, & in veruno non vego alcuna magnificentia -di spirito, non vi scorgo severità di sententie ò -proprietà de vocaboli non ci trovo finalmente industria -alcuna: se l'è Poeta io non ci so vedere alcuna numerosa -struttura: se l'è prosatore, non sento che le sue prose -sieno da alcuni piedi per farci sentir maggior diletto -legate, & dolcemente strete (come gia volle far Isocrate) -si che non me ne date piu noia, ne piu mi essortate -a studiare; ma lasciatemi piu tosto attender all'aco, -alla qual cosa sentomi dalla natura piu inchinata & piu -disposta di Milano alli XX di Luglio. -</p> - -<h2 id="isabella160v">ISABELLA SFORZA ALLA S. FLAVIA -LAMPUGNANA.</h2> - -<p> -Havete longo tempo desiderato d'haver figliuoli, & -hora che li havete vorrei pensaste di allevarli come -si deve, & perche non habbiate iscusa veruna di non dar -loro quella perfetta creanza che si conviene: intendo -io darvi alcuni savi precetti quali forse havete piu -d'una fiata da molti uditi, ma non li havete peraventura -veduti mai d'alcuna femina essequire. Vorrei -prima che la lor tenerella animetta bevesse per voi -<span class="pagenum" id="Page_161-r">[161-r]</span> -quei primi semi della pietà christiana & l'instruiste -poi nell'arti liberali, fatto questo piacerebbemi si essercitasse -nelli Urbani offici, & alla civiltà de costumi non -poco attendesse, ma perche questa parte è hoggidi in -maggior consideratione delle arti ispetialmente in questa -lor si giovinil età, mi ci voglio alquanto piu diffondere -di quel che soglio, quando familiarmente a miei -amici scrivo, non vorrei mi apparissero mai li vostri figliuoli -davanti alli occhi con i mociconi ne permetteste -che col farsetto si nettassero il naso, ma col fazzoletto -destramente celandosi dal cospetto delli astanti: -non acconsentite ch'essi stieno avanti persone honorate, -con la bocca aperta (si come leggesi presso di Aristophane -del pazzo Mamacuto) insegnategli a fuggire -quel dissoluto ridere, pel quale tutto il corpo si scuote: -tenere il capo polito, & netto, di sorte che esclusa sempre -però ne sia quella diligentia smoderata che le fanciulle -per apparir belle usar sogliono: se vorranno sedere -alla presentia di alcuno honorato cavalliere tenghino -le gambe raccolte: il caminar loro non sia ne rotto, ne -precipitoso, imperoche l'uno a molli & dilicati, & l'altro -a furiosi & mentecatti s'appartiene: nel vestirli -sovvengavi che quanto saranno di maggior fortuna, -tanto piu sempre amabile & grata sarà la modestia di -quelli: insegnate loro accadendo si ritrovino a conviti di -esser ne troppo lieti, ne troppo tristi, non esser i primi -che ponghino le mani nel piatto, ne leccarsi le dita, -ne alle vesti nettarsele, & perche alle tavole come siamo -dal vino & dalle vivande riscaldati, siamo spesse -volte soliti di ragionar d'altrui & violar la fama del -<span class="pagenum" id="Page_161-v">[161-v]</span> -nostro prossimo, il che è molto biasmevol cosa: ramentate -loro di non vituperar cio che loro è posto davanti, -ma del tutto mostrar gratitudine: ma in questi precetti -che fin'hora v'hò detto, non intendo di fermarmi, ma -descendere ad altri consigli non men utili & ispedienti, -ammoniteli a dar luogo alli piu vecchi, ispetialmente -a quelli che della pieta christiana maestri ci sono. -Quelli che honorano o li suoi pari o li inferiori non si -dimostrano percio men nobili, ma piu civili, d'altri piu -minuti precetti vi parlerò a bocca, fra tanto vivete -lieta & di me prevaletive in tutti i bisogni vostri. -Dalla Sforcesca. -</p> - -<h2 id="pestalozzi">BARTOLOMEUS -PESTALOSSA RHETUS -LECTORI.</h2> - -<p> -En habes studiose lector Epistolas complures hetrusca -lingua conscriptas, gravissimis sententijs, Illustribusque -exemplis egregie refertas, quas ex varijs Italiæ locis, -multo sudore, multa que impensa Hortensius Lando -collegit: suadenteque Octaviano Raverta in volumen -redegit (illo inquàm Octaviano) qui ob insignem animi -pietatem Terracinæ Pontifex designatus est: ac paulo -post acclamantibus his, qui fœminini sexus præ ceteris -studiosi esse videntur, in apertum protulit. Vale lector -fœmineamque dignitatem (ut par est) amato, colito, suspicito, -& tandem adorato. -<span class="pagenum" id="Page_162-r">[162-r]</span> -</p> - -<h3 id="lodovico">DI M. LODOVICO DOLCE ALLE STUDIOSE -ET CHIARE DONNE.</h3> - -<div class="poem"><div class="stanza"> -<p class="i01">Donne, per c'habbia voi cortese il cielo</p> -<p class="i02"> Prodotte in questo fosco empio soggiorno,</p> -<p class="i02"> Per far d'alte bellezze il mondo adorno,</p> -<p class="i02"> E l'alme accese d'honorato zelo:</p> -<p class="i01">Perche sotto a gentil leggiadro velo</p> -<p class="i02"> Virtù, s'accolga: che puo far d'intorno,</p> -<p class="i02"> Quand'è turbato piu, sereno il giorno,</p> -<p class="i02"> E fiorir Maggio nel piu freddo gelo:</p> -<p class="i01">A lui, per cui si ricche al mondo sete</p> -<p class="i02"> Di beltà, di valor, d'ingegno, & d'arte,</p> -<p class="i02"> Non tanto & cosi vivo obligo havete:</p> -<p class="i01">Quanto al buon <span class="smcap lowercase">LANDO</span>; ch'ogni rara parte</p> -<p class="i02"> Di voi consacra (onde chiare vivrete)</p> -<p class="i02"> Nel vago stil de le sue dotte carte.</p> -</div></div> - -<h3 id="girolamo">DI M. GIROLAMO PARABOSCO.</h3> - -<div class="poem"><div class="stanza"> -<p class="i01">Ecco chi mi torrà donne gentili</p> -<p class="i02"> Quel biasmo, che vi dan le false lingue</p> -<p class="i02"> Del vulgo sciocco, che mai non destingue:</p> -<p class="i02"> Ma ugualmente vi fa imperfette & vili.</p> -<p class="i01">Lo stile, e i bei concetti alti, e virili</p> -<p class="i02"> Onde ogni servo a voi si nutre, e impingue,</p> -<p class="i02"> E d'ogni vostro honor la sete estingue;</p> -<p class="i02"> Vi faranno a i piu saggi esser simili.</p> -<p class="i01">Onde il mondo vedrà, ch'attorto ogn'hora</p> -<p class="i02"> Vi biasma questo stuol, d'insania pieno</p> -<p class="i02"> Impotente a mirar vostro splendore.</p> -<p class="i01">Et vedrà chiar, donne felici ancora,</p> -<p class="i02"> Ch'Apollo a voi non è cortese meno</p> -<p class="i02"> De duoni suoi, che sia Venere, e Amore.</p> -</div></div> -<p> -<span class="pagenum" id="Page_162-v">[162-v]</span> -</p> - -<h3 id="aretino">DI M. PIETRO ARETINO.</h3> - -<div class="poem"><div class="stanza"> -<p class="i01">Donne in le squille de la fama ascritte</p> -<p class="i02"> Con gratie, & note reverende, & sole</p> -<p class="i02"> Hortensio lampa a le piu dotte scole,</p> -<p class="i02"> Et chiaro Heroe de le scienze invitte.</p> -<p class="i01">Le carte illustri l'una a l'altra scritte,</p> -<p class="i02"> Ha posto in luce del lor proprio sole;</p> -<p class="i02"> A ciò i gran sensi, & le gravi parole</p> -<p class="i02"> Sieno al scrivere altrui norme deritte.</p> -<p class="i01">Ma perche voi non sareste immortali</p> -<p class="i02"> Se la nobil di lui pietosa cura</p> -<p class="i02"> Non raccoglieva de i vostri spiriti i sali;</p> -<p class="i01">In dishonor de la sua stella dura,</p> -<p class="i02"> Dateli loda a quel sapere equali:</p> -<p class="i02"> Con cui hor alza l'arte, hor la natura.</p> -</div></div> - -<h3 id="sansovino">DI M. FRANCESCO SANSOVINO ALLO HONORATO -M. ORTENSIO.</h3> - -<div class="poem"><div class="stanza"> -<p class="i01">Lando io non so, se piu vi deve Amore</p> -<p class="i02"> O le donne che volser da voi tanto,</p> -<p class="i02"> Quei che si pasce di dolor, di pianto</p> -<p class="i02"> Accenderà per quest'a mille il core:</p> -<p class="i01">Quell'altre havran per voi perpetuo honore,</p> -<p class="i02"> Come cagion di si leggiadro e santo</p> -<p class="i02"> Pegno de la virtù, che hor mostra quanto</p> -<p class="i02"> Et quale è il feminil alto valore.</p> -<p class="i01">So ben io questo, che benigna e cara</p> -<p class="i02"> Mano, apparecchia la honorata fronde</p> -<p class="i02"> Per far al degno crin vostro corona;</p> -<p class="i01">E tra le dive a le castalide onde</p> -<p class="i02"> La vostra fama alteramente sona</p> -<p class="i02"> L'opra gentil, ove ogni ben s'impara.</p> -</div></div> -<p> -<span class="pagenum" id="Page_163-r">[163-r]</span> -</p> - -<h3 id="alberti">DEL S. NICOLO DELLI ALBERTI -DA BORMO.</h3> - -<div class="poem"><div class="stanza"> -<p class="i01">Quanto i begliocchi prima</p> -<p class="i02"> Di voi donne, infiammar potean il core,</p> -<p class="i02"> Et renderlo soggetto al vostro amore,</p> -<p class="i02"> Tant'hor gli alti concetti</p> -<p class="i02"> De vostri animi eterni in queste carte,</p> -<p class="i02"> Mille amorosi affetti</p> -<p class="i02"> Destano in si leggiadra, & nobil arte,</p> -<p class="i02"> Ch'in voi ciascuno apprezza</p> -<p class="i02"> L'interna piu che la mortal bellezza.</p> -</div></div> - -<div class="somm"> -<p> -<span class="pagenum" id="Page_163-v">[163-v]</span> -</p> - -<h2><a id="indice" href="#indfront"> -TAVOLA</a> <span class="smaller">DEL -PRIMO LIBRO DELLE LETTERE -DELLE DONNE.</span></h2> - -<table class="indice" summary=""> - <tr> - <td colspan="2" class="center large">A</td> - </tr> - <tr> - <td> </td> - </tr> - <tr> - <td>Artemisia Scota, alla</td> - </tr> - <tr> - <td class="indent">Contessa Aurelia.</td> <td class="pag"><a href="#artemisia7v">c. 7</a>.</td> - </tr> - <tr> - <td>Apollonia Rovella, a</td> - </tr> - <tr> - <td class="indent">Isabella Sforza.</td> <td class="pag"><a href="#apollonia25v">25</a></td> - </tr> - <tr> - <td class="indent">Leonora da Vertema.</td> <td class="pag"><a href="#apollonia37v">37</a></td> - </tr> - <tr> - <td class="indent">M.N.N.F.</td> <td class="pag"><a href="#apollonia61v">61</a></td> - </tr> - <tr> - <td>Aloisia Carolea, a</td> - </tr> - <tr> - <td class="indent">Livia Bencia.</td> <td class="pag"><a href="#aloisia30v">30</a></td> - </tr> - <tr> - <td>Agnesa di Besta, a</td> - </tr> - <tr> - <td class="indent">Flavia Rovega.</td> <td class="pag"><a href="#agnesa46v">46</a></td> - </tr> - <tr> - <td>Alessandra Rosetta, a</td> - </tr> - <tr> - <td class="indent">Gismonda Portia.</td> <td class="pag"><a href="#alessandra58v">58</a></td> - </tr> - <tr> - <td>Antonia Pala. Rangona, a</td> - </tr> - <tr> - <td class="indent">M.N.N.</td> <td class="pag"><a href="#antonia62v">62</a></td> - </tr> - <tr> - <td>Angela Castrucci, a</td> - </tr> - <tr> - <td class="indent">M.</td> <td class="pag"><a href="#angela70v">70</a></td> - </tr> - <tr> - <td>Antonia Borella, a</td> - </tr> - <tr> - <td class="indent">M. Silvia Bagliona.</td> <td class="pag"><a href="#antonia77v">77</a></td> - </tr> - <tr> - <td>Aluigia Asinella, a</td> - </tr> - <tr> - <td class="indent">Leonora Bolla.</td> <td class="pag"><a href="#aluigia92r">92</a></td> - </tr> - <tr> - <td>Aurelia Verdella, a</td> - </tr> - <tr> - <td class="indent">Sulpitia Biraga.</td> <td class="pag"><a href="#aurelia106r">106</a></td> - </tr> - <tr> - <td>Armellina Pavera, a</td> - </tr> - <tr> - <td class="indent">Livia Coccaia.</td> <td class="pag"><a href="#armelina108r">108</a></td> - </tr> - <tr> - <td>Argentina Rangona, a</td> - </tr> - <tr> - <td class="indent">Lucretia N.</td> <td class="pag"><a href="#rangona113r">113</a></td> - </tr> - <tr> - <td>Aurelia Magia, a</td> - </tr> - <tr> - <td class="indent">Laura Ceruta.</td> <td class="pag"><a href="#aurelia125r">125</a></td> - </tr> - <tr> - <td>Angela. B., a</td> - </tr> - <tr> - <td class="indent">Dorothea Tiene.</td> <td class="pag"><a href="#angela155v">155</a></td> - </tr> - <tr> - <td> </td> - </tr> - <tr> - <td colspan="2" class="center large">B</td> - </tr> - <tr> - <td> </td> - </tr> - <tr> - <td>Barbara da Coreggio, a</td> - </tr> - <tr> - <td class="indent">Lodovica Mandella.</td> <td class="pag"><a href="#barbara55v">55</a></td> - </tr> - <tr> - <td class="indent">Camilla. N.</td> <td class="pag"><a href="#barbara126r">126</a></td> - </tr> - <tr> - <td>Barbara Valentini, a</td> - </tr> - <tr> - <td class="indent">Lucia Terreria.</td> <td class="pag"><a href="#barbara60r">60</a></td> - </tr> - <tr> - <td>Barbara Trivulza, a</td> - </tr> - <tr> - <td class="indent">M.</td> <td class="pag"><a href="#barbara71r">71</a></td> - </tr> - <tr> - <td>Barbara Cali, a</td> - </tr> - <tr> - <td class="indent">Fulgentia Carcassona.</td> <td class="pag"><a href="#barbara135r">135</a></td> - </tr> - <tr> - <td>Beatrice Pia, a</td> - </tr> - <tr> - <td class="indent">Lucia Manfredi.</td> <td class="pag"><a href="#beatrice136r">136</a></td> - </tr> - <tr> - <td class="indent">Giulia Ferretta.</td> <td class="pag"><a href="#beatrice138r">138</a></td> - </tr> - <tr> - <td>Benedetta Malaspina, a</td> - </tr> - <tr> - <td class="indent">Terentia Tucca.</td> <td class="pag"><a href="#benedetta139r">139</a></td> - </tr> - <tr> - <td> </td> - </tr> - <tr> - <td colspan="2" class="center large">C</td> - </tr> - <tr> - <td> </td> - </tr> - <tr> - <td>Cecilia Valeria, a</td> - </tr> - <tr> - <td class="indent">Orsola Stella.</td> <td class="pag"><a href="#cecilia8r">8</a></td> - </tr> - <tr> - <td>Cecilia da Pesaro, a</td> - </tr> - <tr> - <td class="indent">Margherita Pobbia.</td> <td class="pag"><a href="#cecilia10v">10</a></td> - </tr> - <tr> - <td>Caterina Ang., a</td> - </tr> - <tr> - <td class="indent">Livia Franca</td> <td class="pag"><a href="#caterina15v">15</a></td> - </tr> - <tr> - <td class="indent">Livia Mortella.</td> <td class="pag"><a href="#caterina16v">16</a></td> - </tr> - <tr> - <td>Chiara Federici, a</td> - </tr> - <tr> - <td class="indent">Lelia Canossa.</td> <td class="pag"><a href="#chiara21r">21</a></td> - </tr> - <tr> - <td>Camilla Susia, a</td> - </tr> - <tr> - <td class="indent">Barbara Mosta.</td> <td class="pag"><a href="#camilla23r">23</a></td> - </tr> - <tr> - <td><span class="pagenum" id="Page_164-r">[164-r]</span></td> - </tr> - <tr> - <td>Cironina Cavall. a</td> - </tr> - <tr> - <td class="indent">M.</td> <td class="pag"><a href="#girolama25r">25</a></td> - </tr> - <tr> - <td>Celestina Seregna, a</td> - </tr> - <tr> - <td class="indent">Giulia del Borgo.</td> <td class="pag"><a href="#celestina27r">27</a></td> - </tr> - <tr> - <td>Cornelia Piccolomini, a</td> - </tr> - <tr> - <td class="indent">Lelia Scarampa.</td> <td class="pag"><a href="#cornelia28v">28</a></td> - </tr> - <tr> - <td>Catherina de gl'Oldra, a</td> - </tr> - <tr> - <td class="indent">Clorida N.</td> <td class="pag"><a href="#caterina33r">32</a></td> - </tr> - <tr> - <td>Catherina Buonvisi, a</td> - </tr> - <tr> - <td class="indent">Lucia da Cassandra.</td> <td class="pag"><a href="#caterina36r">36</a></td> - </tr> - <tr> - <td>Catherina Visconte, a</td> - </tr> - <tr> - <td class="indent">Lampridia Beltaia.</td> <td class="pag"><a href="#caterina39v">39</a></td> - </tr> - <tr> - <td class="indent">S.</td> <td class="pag"><a href="#caterina66r">66</a></td> - </tr> - <tr> - <td class="indent">Cinthia Piccol'Huomini.</td> <td class="pag"><a href="#contessa95r">95</a></td> - </tr> - <tr> - <td>Catherina Malacria, a</td> - </tr> - <tr> - <td class="indent">Margherita Marliana.</td> <td class="pag"><a href="#caterina48v">48</a></td> - </tr> - <tr> - <td>Camilla Testa, a</td> - </tr> - <tr> - <td class="indent">Ottavia Baiarda.</td> <td class="pag"><a href="#camilla50r">49</a></td> - </tr> - <tr> - <td>Catherina Vigera, a</td> - </tr> - <tr> - <td class="indent">Lucietta Selvaggia.</td> <td class="pag"><a href="#caterina56r">56</a></td> - </tr> - <tr> - <td class="indent">Veronica Pulci.</td> <td class="pag"><a href="#caterina81v">81</a></td> - </tr> - <tr> - <td>Catherina Fregosa, a</td> - </tr> - <tr> - <td class="indent">Lucia Spinella.</td> <td class="pag"><a href="#caterina57r">57</a></td> - </tr> - <tr> - <td>Catherina Panzarasa, a</td> - </tr> - <tr> - <td class="indent">Rossa Riccia.</td> <td class="pag"><a href="#caterina59v">59</a></td> - </tr> - <tr> - <td>Costanza de gl'Obizi, a</td> - </tr> - <tr> - <td class="indent">M.F.R.</td> <td class="pag"><a href="#costanza62r">62</a></td> - </tr> - <tr> - <td>Catherina Spada, a</td> - </tr> - <tr> - <td class="indent">M.N.F.</td> <td class="pag"><a href="#caterina67r">67</a></td> - </tr> - <tr> - <td>Camilla N., a</td> - </tr> - <tr> - <td class="indent">Septinia Albizi.</td> <td class="pag"><a href="#camilla73v">73</a></td> - </tr> - <tr> - <td>Cornelia Piccolomini, a</td> - </tr> - <tr> - <td class="indent">Isabella Sforza.</td> <td class="pag"><a href="#cornelia74r">74</a></td> - </tr> - <tr> - <td class="indent">Clara Pesta.</td> <td class="pag"><a href="#cornelia81r">81</a></td> - </tr> - <tr> - <td>Claritia Bonella, a</td> - </tr> - <tr> - <td class="indent">Clitia Tornera.</td> <td class="pag"><a href="#claritia86v">86</a></td> - </tr> - <tr> - <td>Catherina Nugarola, a</td> - </tr> - <tr> - <td class="indent">M. Antonia M.</td> <td class="pag"><a href="#caterina87v">87</a></td> - </tr> - <tr> - <td>Claudia Glizeria, a</td> - </tr> - <tr> - <td class="indent">Tullia Castriccia.</td> <td class="pag"><a href="#claudia96v">96</a></td> - </tr> - <tr> - <td>Catherina Landesa Trivulzia, a</td> - </tr> - <tr> - <td class="indent">Paula Scotta Confaloniera.</td> <td class="pag"><a href="#caterina99v">99</a></td> - </tr> - <tr> - <td>Camilla Suarda Martinenga a</td> - </tr> - <tr> - <td class="indent">Dorothea Averolda.</td> <td class="pag"><a href="#camilla105v">105</a></td> - </tr> - <tr> - <td>Catherina Susia, a</td> - </tr> - <tr> - <td class="indent">Genevra Sorana.</td> <td class="pag"><a href="#caterina109r">109</a></td> - </tr> - <tr> - <td>Clara de Nobili, a</td> - </tr> - <tr> - <td class="indent">Alessandra Nassona.</td> <td class="pag"><a href="#clara111r">111</a></td> - </tr> - <tr> - <td>Catherina Foresta, a</td> - </tr> - <tr> - <td class="indent">Claudia Landrini.</td> <td class="pag"><a href="#caterina116v">116</a></td> - </tr> - <tr> - <td>Catherina Barbisona, a</td> - </tr> - <tr> - <td class="indent">Lorenzina Ferrera.</td> <td class="pag"><a href="#caterina118r">118</a></td> - </tr> - <tr> - <td>Camilla Stanga, a</td> - </tr> - <tr> - <td class="indent">Leonella Muscola.</td> <td class="pag"><a href="#camilla118v">118</a></td> - </tr> - <tr> - <td>Camilla Caracciola, a</td> - </tr> - <tr> - <td class="indent">Adriana Raspona.</td> <td class="pag"><a href="#camilla121r">121</a></td> - </tr> - <tr> - <td>Collaltina Trecca, a</td> - </tr> - <tr> - <td class="indent">Cleopatra Cotta.</td> <td class="pag"><a href="#colaltina124r">124</a></td> - </tr> - <tr> - <td>Camilla Martinenga, a</td> - </tr> - <tr> - <td class="indent">Lucina Calandrina.</td> <td class="pag"><a href="#camilla129r">129</a></td> - </tr> - <tr> - <td>Creusa Florida, a</td> - </tr> - <tr> - <td class="indent">Cornelia Contarini.</td> <td class="pag"><a href="#creusa129r">129</a></td> - </tr> - <tr> - <td>Costanza Nuvolara, a</td> - </tr> - <tr> - <td class="indent">Filippa Balbani.</td> <td class="pag"><a href="#costanza135r">135</a></td> - </tr> - <tr> - <td>Catherina Dati, a</td> - </tr> - <tr> - <td class="indent">Apollonia Rovella.</td> <td class="pag"><a href="#caterina137r">137</a></td> - </tr> - <tr> - <td>Camilla Marti. Averolda, a</td> - </tr> - <tr> - <td class="indent">Thirintia Sanseverini.</td> <td class="pag"><a href="#camilla138r">138</a></td> - </tr> - <tr> - <td>Cecilia Agnella, a</td> - </tr> - <tr> - <td class="indent">Laura R.</td> <td class="pag"><a href="#cecilia145r">145</a></td> - </tr> - <tr> - <td>Camilla Palavicina, a</td> - </tr> - <tr> - <td class="indent">Lucia. R.</td> <td class="pag"><a href="#camilla158v">158</a></td> - </tr> - <tr> - <td> </td> - </tr> - <tr> - <td colspan="2" class="center large">D</td> - </tr> - <tr> - <td> </td> - </tr> - <tr> - <td>Dina d'Arco, a</td> - </tr> - <tr> - <td class="indent">Clara Valeriana.</td> <td class="pag"><a href="#dina40v">40</a></td> - </tr> - <tr> - <td><span class="pagenum" id="Page_164-v">[164-v]</span></td> - </tr> - <tr> - <td>Demetria Galleritta, a</td> - </tr> - <tr> - <td class="indent">Brunella Satira.</td> <td class="pag"><a href="#demetria69r">69</a></td> - </tr> - <tr> - <td>Dorothea Cavriola, a</td> - </tr> - <tr> - <td class="indent">Sotera N. D.</td> <td class="pag"><a href="#dorotea140v">140</a></td> - </tr> - <tr> - <td>Diana de Contrarij, a</td> - </tr> - <tr> - <td class="indent">Veronica degl'Armelini.</td> <td class="pag"><a href="#diana152v">152</a></td> - </tr> - <tr> - <td>Dorothea Tiene, a</td> - </tr> - <tr> - <td class="indent">Angela B.</td> <td class="pag"><a href="#dorotea155v">155</a></td> - </tr> - <tr> - <td> </td> - </tr> - <tr> - <td colspan="2" class="center large">E</td> - </tr> - <tr> - <td> </td> - </tr> - <tr> - <td>Emilia Rangona, a</td> - </tr> - <tr> - <td class="indent">Hippolita Borromea.</td> <td class="pag"><a href="#emilia38v">38</a></td> - </tr> - <tr> - <td>Emilia Brembata, a</td> - </tr> - <tr> - <td class="indent">Fulvia Rossa.</td> <td class="pag"><a href="#emilia52r">52</a></td> - </tr> - <tr> - <td>Emilia d'Arco, a</td> - </tr> - <tr> - <td class="indent">Costantia Borella.</td> <td class="pag"><a href="#emilia75v">75</a></td> - </tr> - <tr> - <td>Emilia Gambara, a</td> - </tr> - <tr> - <td class="indent">Clara Burla.</td> <td class="pag"><a href="#emilia142r">142</a></td> - </tr> - <tr> - <td> </td> - </tr> - <tr> - <td colspan="2" class="center large">F</td> - </tr> - <tr> - <td> </td> - </tr> - <tr> - <td>Franceschina da Dressino, a</td> - </tr> - <tr> - <td class="indent">Olimpia Tamisona.</td> <td class="pag"><a href="#franceschina8v">8</a></td> - </tr> - <tr> - <td>Francesca Trivultia, a</td> - </tr> - <tr> - <td class="indent">M.</td> <td class="pag"><a href="#francesca22r">22</a></td> - </tr> - <tr> - <td>F. N., a</td> - </tr> - <tr> - <td class="indent">Barbara da Correggio.</td> <td class="pag"><a href="#fen57v">57</a></td> - </tr> - <tr> - <td>Fregosa Maggi, a</td> - </tr> - <tr> - <td class="indent">M. N. F.</td> <td class="pag"><a href="#fregosa78v">78</a></td> - </tr> - <tr> - <td>Flavia Lampugnana, a</td> - </tr> - <tr> - <td class="indent">Dorothea Appiana.</td> <td class="pag"><a href="#flavia88r">88</a></td> - </tr> - <tr> - <td>Francesca Vidasca, a</td> - </tr> - <tr> - <td class="indent">Potentiana D'Arco.</td> <td class="pag"><a href="#francesca99r">99</a></td> - </tr> - <tr> - <td class="indent">Gottifreda Olinda.</td> <td class="pag"><a href="#francesca140r">140</a></td> - </tr> - <tr> - <td>Francesca Carrettona, a</td> - </tr> - <tr> - <td class="indent">Giulia Beltrada.</td> <td class="pag"><a href="#francesca117v">117</a></td> - </tr> - <tr> - <td>Francesca da Correggio, a</td> - </tr> - <tr> - <td class="indent">Chiara da Correggio.</td> <td class="pag"><a href="#francesca137v">137</a></td> - </tr> - <tr> - <td>Francesca Ruvissa, a</td> - </tr> - <tr> - <td class="indent">Isabella Bresegna.</td> <td class="pag"><a href="#francesca146v">146</a></td> - </tr> - <tr> - <td> </td> - </tr> - <tr> - <td colspan="2" class="center large">G</td> - </tr> - <tr> - <td> </td> - </tr> - <tr> - <td>Giulia Rosa, a</td> - </tr> - <tr> - <td class="indent">N. F.</td> <td class="pag"><a href="#giulia8v">8</a></td> - </tr> - <tr> - <td>Giovanna Cavaliera, a</td> - </tr> - <tr> - <td class="indent">Clara Gualanda.</td> <td class="pag"><a href="#giovanna18v">18</a></td> - </tr> - <tr> - <td>Girolama Cavalliera, a</td> - </tr> - <tr> - <td class="indent">Diana Scarampa.</td> <td class="pag"><a href="#girolama27v">27</a></td> - </tr> - <tr> - <td>Giulia Luzzaga, a</td> - </tr> - <tr> - <td class="indent">Paola Luzzaga.</td> <td class="pag"><a href="#giulia35v">35</a></td> - </tr> - <tr> - <td>Giulia Terretta, a</td> - </tr> - <tr> - <td class="indent">Flaminia Zobola.</td> <td class="pag"><a href="#giulia39r">39</a></td> - </tr> - <tr> - <td>Giulia Gonzaga, a</td> - </tr> - <tr> - <td class="indent">Livia Negra.</td> <td class="pag"><a href="#giulia54r">54</a></td> - </tr> - <tr> - <td>Giulia Federici, a</td> - </tr> - <tr> - <td class="indent">Livia Caraffa.</td> <td class="pag"><a href="#giulia76v">76</a></td> - </tr> - <tr> - <td>Giulia Gelmini, a</td> - </tr> - <tr> - <td class="indent">Camilla. P.</td> <td class="pag"><a href="#giulia93r">93</a></td> - </tr> - <tr> - <td>Giulia Gonzaga Contessa d'Arco</td> <td class="pag"><a href="#giulia98r">98</a></td> - </tr> - <tr> - <td>Ginevra Villa Fuora, a</td> - </tr> - <tr> - <td class="indent">Petronia Verera.</td> <td class="pag"><a href="#genevra100r">100</a></td> - </tr> - <tr> - <td><span class="pagenum" id="Page_165-r">[165-r]</span></td> - </tr> - <tr> - <td>Giovanna Pavera, a</td> - </tr> - <tr> - <td class="indent">Lucia Nugarola.</td> <td class="pag"><a href="#giovanna101v">101</a></td> - </tr> - <tr> - <td>Ginevra Malatesta, a</td> - </tr> - <tr> - <td class="indent">Giulia Montina.</td> <td class="pag"><a href="#ginevra116r">116</a></td> - </tr> - <tr> - <td>Giulia Trivulza, a</td> - </tr> - <tr> - <td class="indent">Lucia Malatesta.</td> <td class="pag"><a href="#giulia147r">147</a></td> - </tr> - <tr> - <td>Gieronima Luzaga, a</td> - </tr> - <tr> - <td class="indent">Sempronia Romana.</td> <td class="pag"><a href="#geronima159r">159</a></td> - </tr> - <tr> - <td> </td> - </tr> - <tr> - <td colspan="2" class="center large">H</td> - </tr> - <tr> - <td> </td> - </tr> - <tr> - <td>Hipolita Crema, a</td> - </tr> - <tr> - <td class="indent">Fulvia Rulla.</td> <td class="pag"><a href="#ippolita17r">17</a></td> - </tr> - <tr> - <td>Hipolita Calcaterra, a</td> - </tr> - <tr> - <td class="indent">M. Perla.</td> <td class="pag"><a href="#ippolita17v">17</a></td> - </tr> - <tr> - <td>Hipolita Lampognana, a</td> - </tr> - <tr> - <td class="indent">M. Philippa Sagrata.</td> <td class="pag"><a href="#ippolita22v">22</a></td> - </tr> - <tr> - <td>Hipolita Sanseverina, a</td> - </tr> - <tr> - <td class="indent">Calandra Gariboldi.</td> <td class="pag"><a href="#ippolita45r">45</a></td> - </tr> - <tr> - <td>Hipolita Catta, a</td> - </tr> - <tr> - <td class="indent">Clara Bressilia.</td> <td class="pag"><a href="#ippolita59r">59</a></td> - </tr> - <tr> - <td>Honorata Pecchi, a</td> - </tr> - <tr> - <td class="indent">M. Giulia Manfredi.</td> <td class="pag"><a href="#onorata88r">88</a></td> - </tr> - <tr> - <td>Hippolita Borromea, a</td> - </tr> - <tr> - <td class="indent">Veronica Biancarda.</td> <td class="pag"><a href="#ippolita88v">88</a></td> - </tr> - <tr> - <td>Helena Bentivoglia, a</td> - </tr> - <tr> - <td class="indent">Isabella Oldra.</td> <td class="pag"><a href="#elena101v">101</a></td> - </tr> - <tr> - <td> </td> - </tr> - <tr> - <td colspan="2" class="center large">I</td> - </tr> - <tr> - <td> </td> - </tr> - <tr> - <td>Isabella Sforza, a</td> - </tr> - <tr> - <td class="indent">Buona Sforza.</td> <td class="pag"><a href="#isabella3r">3</a></td> - </tr> - <tr> - <td class="indent">Margherita Pobbia.</td> <td class="pag"><a href="#isabella11v">11</a></td> - </tr> - <tr> - <td class="indent">Fulvia Colonna.</td> <td class="pag"><a href="#isabella26v">26</a></td> - </tr> - <tr> - <td class="indent">Isabetta Castiglione.</td> <td class="pag"><a href="#isabella35r">35</a></td> - </tr> - <tr> - <td class="indent">Flavia Lampognana.</td> <td class="pag"><a href="#isabella74v">74.</a> <a href="#isabella114r">114.</a> <a href="#isabella160v">160</a></td> - </tr> - <tr> - <td class="indent">Cassandra Ferrera.</td> <td class="pag"><a href="#isabella77r">77</a></td> - </tr> - <tr> - <td class="indent">Zenobia Fossa.</td> <td class="pag"><a href="#isabella131r">131</a></td> - </tr> - <tr> - <td class="indent">Fulvia Visconte.</td> <td class="pag"><a href="#isabella133r">133</a></td> - </tr> - <tr> - <td class="indent">Duchessa di Castro.</td> <td class="pag"><a href="#isabella139v">139</a></td> - </tr> - <tr> - <td class="indent">Angela Piccolomini.</td> <td class="pag"><a href="#isabella145v">145</a></td> - </tr> - <tr> - <td class="indent">Taddea Centani.</td> <td class="pag"><a href="#isabella156r">156</a></td> - </tr> - <tr> - <td>Isabella Gonzaga, a</td> - </tr> - <tr> - <td class="indent">Pacienza Pontremola.</td> <td class="pag"><a href="#isabella4r">4</a></td> - </tr> - <tr> - <td class="indent">Luciana. N.</td> <td class="pag"><a href="#isabella9r">9</a></td> - </tr> - <tr> - <td class="indent">M.</td> <td class="pag"><a href="#isabella14r">14</a></td> - </tr> - <tr> - <td class="indent">Lucretia Gonzaga.</td> <td class="pag"><a href="#isabella14v">14</a></td> - </tr> - <tr> - <td class="indent">Clara Caraffa.</td> <td class="pag"><a href="#isab14v">14</a></td> - </tr> - <tr> - <td>Isabella Cavaliera Gualenga, a</td> - </tr> - <tr> - <td class="indent">Zenobia Falconi.</td> <td class="pag"><a href="#isabella10r">10</a></td> - </tr> - <tr> - <td>Isabella Borromea, a</td> - </tr> - <tr> - <td class="indent">M. F. N.</td> <td class="pag"><a href="#isabella22r">22</a></td> - </tr> - <tr> - <td>Isabella Lionardi, a</td> - </tr> - <tr> - <td class="indent">Madalena Peverella.</td> <td class="pag"><a href="#isabella24r">24</a></td> - </tr> - <tr> - <td>Isabella de Luna, a</td> - </tr> - <tr> - <td class="indent">Clara Vismara.</td> <td class="pag"><a href="#isabella26r">26</a></td> - </tr> - <tr> - <td>Isabella Federici, a</td> - </tr> - <tr> - <td class="indent">Chiara L.</td> <td class="pag"><a href="#isabella60v">60</a></td> - </tr> - <tr> - <td>Isabella Villamarini, a</td> - </tr> - <tr> - <td class="indent">Righetta Violante & Portia.</td> <td class="pag"><a href="#isabella65r">65</a></td> - </tr> - <tr> - <td><span class="pagenum" id="Page_165-v">[165-v]</span></td> - </tr> - <tr> - <td>Isabetta Gonfalioniera, a</td> - </tr> - <tr> - <td class="indent">Sua Congnata.</td> <td class="pag"><a href="#isabetta107r">107</a></td> - </tr> - <tr> - <td>Iustina Ors., a</td> - </tr> - <tr> - <td class="indent">Lauretta Minella.</td> <td class="pag"><a href="#iustina123r">123</a></td> - </tr> - <tr> - <td>Isabetta Castigliona, a</td> - </tr> - <tr> - <td class="indent">Isabella Sforza.</td> <td class="pag"><a href="#isabetta125r">125</a></td> - </tr> - <tr> - <td>Isabella di Luna, a</td> - </tr> - <tr> - <td class="indent">S.D.M.</td> <td class="pag"><a href="#isabella154r">154</a></td> - </tr> - <tr> - <td>Isabetta Agnella, a</td> - </tr> - <tr> - <td class="indent">Cornelia. R.</td> <td class="pag"><a href="#isabetta155r">155</a></td> - </tr> - <tr> - <td> </td> - </tr> - <tr> - <td colspan="2" class="center large">L</td> - </tr> - <tr> - <td> </td> - </tr> - <tr> - <td>Lodovica Guarda, a</td> - </tr> - <tr> - <td class="indent">M.N.N.</td> <td class="pag"><a href="#lodovica8r">8</a></td> - </tr> - <tr> - <td>Lucretia Masippa, a</td> - </tr> - <tr> - <td class="indent">Camilla Pallavici.</td> <td class="pag"><a href="#lucrezia20v">20.</a> <a href="#lucrezia90r">90</a></td> - </tr> - <tr> - <td class="indent">Camilla Cangenua.</td> <td class="pag"><a href="#lucrezia94r">94</a></td> - </tr> - <tr> - <td class="indent">Valentenoys Siniscal.</td> <td class="pag"><a href="#lucrezia146r">146</a></td> - </tr> - <tr> - <td class="indent">Taddea Centana.</td> <td class="pag"><a href="#lucrezia147v">147</a></td> - </tr> - <tr> - <td class="indent">Marta Vannucci.</td> <td class="pag"><a href="#lucrezia148r">148</a></td> - </tr> - <tr> - <td>Lucretia Agnella, a</td> - </tr> - <tr> - <td class="indent">Catherina Oldrada.</td> <td class="pag"><a href="#lucrezia23v">23</a></td> - </tr> - <tr> - <td class="indent">M.F.N.</td> <td class="pag"><a href="#lucrezia80r">80</a></td> - </tr> - <tr> - <td>Laura Falconiera, a</td> - </tr> - <tr> - <td class="indent">Giulia Rozzona.</td> <td class="pag"><a href="#laura28r">28</a></td> - </tr> - <tr> - <td>Lucietta Soranza, a</td> - </tr> - <tr> - <td class="indent">Lucretia Masippa.</td> <td class="pag"><a href="#lucietta31r">31</a></td> - </tr> - <tr> - <td>Lucretia Gonzaga, a</td> - </tr> - <tr> - <td class="indent">Livia Posetta.</td> <td class="pag"><a href="#lucrezia33v">33</a></td> - </tr> - <tr> - <td>Lucretia Martinenga, a</td> - </tr> - <tr> - <td class="indent">Laura Gonzaga.</td> <td class="pag"><a href="#lucrezia42r">43</a></td> - </tr> - <tr> - <td class="indent">Luci stella dal Porco.</td> <td class="pag"><a href="#lucrezia44v">44</a></td> - </tr> - <tr> - <td class="indent">S.</td> <td class="pag"><a href="#lucrezia71v">71</a></td> - </tr> - <tr> - <td>Lucretia Picinarda, a</td> - </tr> - <tr> - <td class="indent">Cinthia Vannini.</td> <td class="pag"><a href="#lucrezia46r">46</a></td> - </tr> - <tr> - <td>Lucretia Corsa, a</td> - </tr> - <tr> - <td class="indent">Lauretta et Leonora.</td> <td class="pag"><a href="#lucrezia50v">50</a></td> - </tr> - <tr> - <td>Leonora Gonzaga, a</td> - </tr> - <tr> - <td class="indent">Francesca Negra.</td> <td class="pag"><a href="#leonora53v">53</a></td> - </tr> - <tr> - <td class="indent">Violante Carlona.</td> <td class="pag"><a href="#leonora102r">102</a></td> - </tr> - <tr> - <td>Livia Beltrama, a</td> - </tr> - <tr> - <td class="indent">Adria della Rovere.</td> <td class="pag"><a href="#livia58r">58</a></td> - </tr> - <tr> - <td>Lucretia d'Alicrotta, a</td> - </tr> - <tr> - <td class="indent">Cornelia Piccolhuomini.</td> <td class="pag"><a href="#lucrezia63v">63</a></td> - </tr> - <tr> - <td>Leonora Vertema, a</td> - </tr> - <tr> - <td class="indent">F.N.</td> <td class="pag"><a href="#leonora65v">65</a></td> - </tr> - <tr> - <td>Lucretia da Este, a</td> - </tr> - <tr> - <td class="indent">S.L.R.</td> <td class="pag"><a href="#lucrezia70r">70</a></td> - </tr> - <tr> - <td>Lucretia Gigli, a</td> - </tr> - <tr> - <td class="indent">M.F.R.</td> <td class="pag"><a href="#lucrezia73r">73</a></td> - </tr> - <tr> - <td>Lucia Guinigi, a</td> - </tr> - <tr> - <td class="indent">Lella. So.</td> <td class="pag"><a href="#lucia80v">80</a></td> - </tr> - <tr> - <td>Laura Melia Piccinarda, a</td> - </tr> - <tr> - <td class="indent">Silvia Loteringa.</td> <td class="pag"><a href="#laura82v">82</a></td> - </tr> - <tr> - <td>Leonora Gambara, a</td> - </tr> - <tr> - <td class="indent">Faustina Caldora.</td> <td class="pag"><a href="#leonora85r">85</a></td> - </tr> - <tr> - <td>Lodovica Ziliola, a</td> - </tr> - <tr> - <td class="indent">Lucia Pergolana.</td> <td class="pag"><a href="#lodovica87r">87</a></td> - </tr> - <tr> - <td>Lucretia Reloggia, a</td> - </tr> - <tr> - <td class="indent">Andromaca.</td> <td class="pag"><a href="#lucrezia92r">92</a></td> - </tr> - <tr> - <td>Leonora Fiasca, a</td> - </tr> - <tr> - <td class="indent">M.</td> <td class="pag"><a href="#leonora92v">92</a></td> - </tr> - <tr> - <td>Lucretia Beccaria, a</td> - </tr> - <tr> - <td class="indent">S.R.N.</td> <td class="pag"><a href="#lucrezia95v">95</a></td> - </tr> - <tr> - <td>Lucretia da Heste, a</td> - </tr> - <tr> - <td class="indent">Emilia Mortella.</td> <td class="pag"><a href="#lucrezia102v">102</a></td> - </tr> - <tr> - <td class="indent">Paula Marcellina.</td> <td class="pag"><a href="#lucrezia119r">119</a></td> - </tr> - <tr> - <td>Laura Averolda, a</td> - </tr> - <tr> - <td class="indent">Diana Belasa.</td> <td class="pag"><a href="#laura108v">108</a></td> - </tr> - <tr> - <td>Lucretia Borgia, a</td> - </tr> - <tr> - <td class="indent">Lucretia Amanio.</td> <td class="pag"><a href="#lucrezia114v">114</a></td> - </tr> - <tr> - <td>Lucretia Cuoca, a</td> - </tr> - <tr> - <td class="indent">Fulvia Belincina.</td> <td class="pag"><a href="#lucrezia115r">115</a></td> - </tr> - <tr> - <td>Leonarda da Este, a</td> - </tr> - <tr> - <td class="indent">M.N.D.</td> <td class="pag"><a href="#leonarda115v">115</a></td> - </tr> - <tr> - <td>Lionella Martinenga, a</td> - </tr> - <tr> - <td class="indent">Barbara e Claudia Barbisone.</td> <td class="pag"><a href="#lionella117r">117</a></td> - </tr> - <tr> - <td>Lucia Quadria, a</td> - </tr> - <tr> - <td class="indent">Giulia de Federici.</td> <td class="pag"><a href="#lucia130v">130</a></td> - </tr> - <tr> - <td><span class="pagenum" id="Page_166-r">[166-r]</span></td> - </tr> - <tr> - <td>Livia d'Arco, a</td> - </tr> - <tr> - <td class="indent">Laura Pestalossa.</td> <td class="pag"><a href="#livia122r">122</a></td> - </tr> - <tr> - <td>Leonora Foresta, a</td> - </tr> - <tr> - <td class="indent">Hippolita Landuccia.</td> <td class="pag"><a href="#leonora123v">123</a></td> - </tr> - <tr> - <td>Leonora Todesca, a</td> - </tr> - <tr> - <td class="indent">Silvia Fenaruola.</td> <td class="pag"><a href="#leonora126r">126</a></td> - </tr> - <tr> - <td>Lavinia Sforza, a</td> - </tr> - <tr> - <td class="indent">Laura da Melara.</td> <td class="pag"><a href="#lavinia127r">127</a></td> - </tr> - <tr> - <td class="indent">Isabetta Moscarda.</td> <td class="pag"><a href="#lavinia143v">143</a></td> - </tr> - <tr> - <td>Lucretia Picca, a</td> - </tr> - <tr> - <td class="indent">Violante Galassona.</td> <td class="pag"><a href="#lucrezia127v">127</a></td> - </tr> - <tr> - <td>Lucretia da Lando, a</td> - </tr> - <tr> - <td class="indent">Clara Cimisella.</td> <td class="pag"><a href="#lucrezia128v">128</a></td> - </tr> - <tr> - <td>Lucretia Malaspina, a</td> - </tr> - <tr> - <td class="indent">Lelia Ciurlana.</td> <td class="pag"><a href="#lucrezia134r">134</a></td> - </tr> - <tr> - <td>Lucia dal Forno, a</td> - </tr> - <tr> - <td class="indent">Lelia di Venafro.</td> <td class="pag"><a href="#lucia141r">141</a></td> - </tr> - <tr> - <td>Lucretia Gambara, a</td> - </tr> - <tr> - <td class="indent">Melibea Rovere.</td> <td class="pag"><a href="#lucrezia160r">160</a></td> - </tr> - <tr> - <td> </td> - </tr> - <tr> - <td colspan="2" class="center large">M</td> - </tr> - <tr> - <td> </td> - </tr> - <tr> - <td>Margherita Maria, a</td> - </tr> - <tr> - <td class="indent">Lucia Trivultia.</td> <td class="pag"><a href="#margherita7v">7</a></td> - </tr> - <tr> - <td>Maddalena Barattiera, a</td> - </tr> - <tr> - <td class="indent">Lodovica Cornarisa.</td> <td class="pag"><a href="#maddalena21v">21</a></td> - </tr> - <tr> - <td>Marta Vidasca, a</td> - </tr> - <tr> - <td class="indent">Agata Ferrera.</td> <td class="pag"><a href="#marta29v">29</a></td> - </tr> - <tr> - <td>Margherita Pellegrini, a</td> - </tr> - <tr> - <td class="indent">Camena Landriana.</td> <td class="pag"><a href="#margherita47r">47</a></td> - </tr> - <tr> - <td>Maddalena de gl'Alberi, a</td> - </tr> - <tr> - <td class="indent">Cassandra Lanfreducci.</td> <td class="pag"><a href="#maddalena48r">48</a></td> - </tr> - <tr> - <td>Martia Benzona, a</td> - </tr> - <tr> - <td class="indent">Artemisia Scotta.</td> <td class="pag"><a href="#marzia51v">51</a></td> - </tr> - <tr> - <td>Maria de Benedetti, a</td> - </tr> - <tr> - <td class="indent">M.N.R.</td> <td class="pag"><a href="#maria53r">53</a></td> - </tr> - <tr> - <td>Maria Cardona, a</td> - </tr> - <tr> - <td class="indent">M.N.</td> <td class="pag"><a href="#maria55r">55</a></td> - </tr> - <tr> - <td>Margherita Bernardini, a</td> - </tr> - <tr> - <td class="indent">Cassandra.</td> <td class="pag"><a href="#margherita61r">61</a></td> - </tr> - <tr> - <td>Maddalena Affaita Bia, a</td> - </tr> - <tr> - <td class="indent">Diana de Contrari.</td> <td class="pag"><a href="#maddalena67v">67</a></td> - </tr> - <tr> - <td class="indent">Idea dal Borgo.</td> <td class="pag"><a href="#maddalena141r">141</a></td> - </tr> - <tr> - <td>Maria Perula, a</td> - </tr> - <tr> - <td class="indent">Portia Fiesca.</td> <td class="pag"><a href="#maria82r">82</a></td> - </tr> - <tr> - <td>Maria Pergola, a</td> - </tr> - <tr> - <td class="indent">Lucretia Ramberta.</td> <td class="pag"><a href="#maria83v">83</a></td> - </tr> - <tr> - <td>Minerva Brambata, a</td> - </tr> - <tr> - <td class="indent">Felice da Prato.</td> <td class="pag"><a href="#minerva84v">84</a></td> - </tr> - <tr> - <td>Maddalena Calzavela, alla</td> - </tr> - <tr> - <td class="indent">Contessa Avogadra.</td> <td class="pag"><a href="#maddalena104v">104</a></td> - </tr> - <tr> - <td>Margherita de gl'Uberti Stanga, a</td> - </tr> - <tr> - <td class="indent">B.R.</td> <td class="pag"><a href="#margherita109v">110</a></td> - </tr> - <tr> - <td class="indent">Bianca Felissima.</td> <td class="pag"><a href="#margherita124v">124</a></td> - </tr> - <tr> - <td>Maria Bracale, a</td> - </tr> - <tr> - <td class="indent">Polisena Rangona.</td> <td class="pag"><a href="#maria128r">128</a></td> - </tr> - <tr> - <td>Maddalena Brembata, a</td> - </tr> - <tr> - <td class="indent">Ginevra Caritea.</td> <td class="pag"><a href="#maddalena138v">138</a></td> - </tr> - <tr> - <td>Margherita Pobbia, a</td> - </tr> - <tr> - <td class="indent">Margherita Gora.</td> <td class="pag"><a href="#margherita142r">142</a></td> - </tr> - <tr> - <td>Margherita Zaffarda, a</td> - </tr> - <tr> - <td class="indent">Leonora Vertema.</td> <td class="pag"><a href="#margherita142v">142</a></td> - </tr> - <tr> - <td>Marta Stella, a</td> - </tr> - <tr> - <td class="indent">Theodora. B.</td> <td class="pag"><a href="#marta149v">149</a></td> - </tr> - <tr> - <td>Martia Piacenza, a</td> - </tr> - <tr> - <td class="indent">Margherita Trivulza.</td> <td class="pag"><a href="#marzia151v">151</a></td> - </tr> - <tr> - <td>Margherita Cavriola, a</td> - </tr> - <tr> - <td class="indent">S.</td> <td class="pag"><a href="#margherita157v">157</a></td> - </tr> - <tr> - <td> </td> - </tr> - <tr> - <td colspan="2" class="center large">N</td> - </tr> - <tr> - <td> </td> - </tr> - <tr> - <td>Niccola Trotta, a</td> - </tr> - <tr> - <td class="indent">Luigia Biraga.</td> <td class="pag"><a href="#nicola112r">112</a></td> - </tr> - <tr> - <td class="indent">Claritia.</td> <td class="pag"><a href="#nicola150v">150</a></td> - </tr> - <tr> - <td><span class="pagenum" id="Page_166-v">[166-v]</span></td> - </tr> - <tr> - <td> </td> - </tr> - <tr> - <td colspan="2" class="center large">O</td> - </tr> - <tr> - <td> </td> - </tr> - <tr> - <td>Ottavia Baiarda, a</td> - </tr> - <tr> - <td class="indent">Camilla Testa.</td> <td class="pag"><a href="#ottavia49r">49</a></td> - </tr> - <tr> - <td>Olinda Scotta, a</td> - </tr> - <tr> - <td class="indent">Aurelia.</td> <td class="pag"><a href="#olinda68r">68</a></td> - </tr> - <tr> - <td>Orsola Maggi, a</td> - </tr> - <tr> - <td class="indent">Lucilla Benzona.</td> <td class="pag"><a href="#orsola120v">120</a></td> - </tr> - <tr> - <td> </td> - </tr> - <tr> - <td colspan="2" class="center large">P</td> - </tr> - <tr> - <td> </td> - </tr> - <tr> - <td>Pacienza Pontremola, a</td> - </tr> - <tr> - <td class="indent">Isabella Gonzaga.</td> <td class="pag"><a href="#pacientia5v">5</a></td> - </tr> - <tr> - <td>Pantasilea Lunarda, a</td> - </tr> - <tr> - <td class="indent">Philena Visconta.</td> <td class="pag"><a href="#pantasilea6r">6</a></td> - </tr> - <tr> - <td class="indent">Alla Illustr. N.N.</td> <td class="pag"><a href="#pantasilea6v">6</a></td> - </tr> - <tr> - <td class="indent">Faustina Benozza.</td> <td class="pag"><a href="#pantasilea7r">7</a></td> - </tr> - <tr> - <td>Polisena Rangona, a</td> - </tr> - <tr> - <td class="indent">Lelia Vismara.</td> <td class="pag"><a href="#polissena34v">34</a></td> - </tr> - <tr> - <td>Portia Melita, a</td> - </tr> - <tr> - <td class="indent">Ginevra Zia.</td> <td class="pag"><a href="#porzia37r">37</a></td> - </tr> - <tr> - <td>Pace Tassa, a</td> - </tr> - <tr> - <td class="indent">Antonia Pellizzona.</td> <td class="pag"><a href="#pace51v">51</a></td> - </tr> - <tr> - <td>Petronia Franca, a</td> - </tr> - <tr> - <td class="indent">Sulpitia da Venosa.</td> <td class="pag"><a href="#petronia52v">52</a></td> - </tr> - <tr> - <td>Pilestrina da Castello, a</td> - </tr> - <tr> - <td class="indent">Tarsia.</td> <td class="pag"><a href="#pilestrina64v">64</a></td> - </tr> - <tr> - <td>Paola Castigliona, a</td> - </tr> - <tr> - <td class="indent">Leonora Forte.</td> <td class="pag"><a href="#paola83r">83</a></td> - </tr> - <tr> - <td>Paola Trecca, a</td> - </tr> - <tr> - <td class="indent">Livia Partia.</td> <td class="pag"><a href="#paola118v">118</a></td> - </tr> - <tr> - <td>Philena Augusta, a</td> - </tr> - <tr> - <td class="indent">Taddea Losca.</td> <td class="pag"><a href="#filena154v">154</a></td> - </tr> - <tr> - <td>Paola Rovata, a</td> - </tr> - <tr> - <td class="indent">L. R.</td> <td class="pag"><a href="#paola159v">159</a></td> - </tr> - <tr> - <td> </td> - </tr> - <tr> - <td colspan="2" class="center large">R</td> - </tr> - <tr> - <td> </td> - </tr> - <tr> - <td>Righetta Sanseverina, a</td> - </tr> - <tr> - <td class="indent">Leonora Calandrina.</td> <td class="pag"><a href="#righetta68v">68</a></td> - </tr> - <tr> - <td>Riminalda, a</td> - </tr> - <tr> - <td class="indent">Flaminia Visconte.</td> <td class="pag"><a href="#riminalda111v">111</a></td> - </tr> - <tr> - <td> </td> - </tr> - <tr> - <td colspan="2" class="center large">S</td> - </tr> - <tr> - <td> </td> - </tr> - <tr> - <td>Susanna Valente,</td> <td class="pag"><a href="#susanna15r">15</a></td> - </tr> - <tr> - <td class="indent">a .M.N.D.</td> <td class="pag"><a href="#susanna16v">16</a></td> - </tr> - <tr> - <td>Sestilia, a</td> - </tr> - <tr> - <td class="indent">Peronella.</td> <td class="pag"><a href="#sestilia72r">72</a></td> - </tr> - <tr> - <td>Sulpitia Biraga, a</td> - </tr> - <tr> - <td class="indent">Zenobia Visconte.</td> <td class="pag"><a href="#sulpizia100v">100</a></td> - </tr> - <tr> - <td>Serpentina Polita, a</td> - </tr> - <tr> - <td class="indent">Cristina Foruzza.</td> <td class="pag"><a href="#serpentina103r">103</a></td> - </tr> - <tr> - <td>Sibilla Seva. T., a</td> - </tr> - <tr> - <td class="indent">M.L.R.</td> <td class="pag"><a href="#sibilla150v">150</a></td> - </tr> - <tr> - <td> </td> - </tr> - <tr> - <td colspan="2" class="center large">T</td> - </tr> - <tr> - <td> </td> - </tr> - <tr> - <td>Taddea Malaspina, a</td> - </tr> - <tr> - <td class="indent">S.L.R.</td> <td class="pag"><a href="#taddea135v">135</a></td> - </tr> - <tr> - <td>Taddea Centana,</td> <td class="pag"><a href="#taddea144v">144</a></td> - </tr> - <tr> - <td class="indent">a Livia Caraffa.</td> <td class="pag"><a href="#taddea148v">148</a></td> - </tr> - <tr> - <td>Theodora Fisogna, a</td> - </tr> - <tr> - <td class="indent">Lucretia P.</td> <td class="pag"><a href="#teodora153v">153</a></td> - </tr> - <tr> - <td><span class="pagenum" id="Page_167-r">[167-r]</span></td> - </tr> - <tr> - <td> </td> - </tr> - <tr> - <td colspan="2" class="center large">V</td> - </tr> - <tr> - <td> </td> - </tr> - <tr> - <td>Violante Mauritia, a</td> - </tr> - <tr> - <td class="indent">Giulia Rosa.</td> <td class="pag"><a href="#violante104r">104</a></td> - </tr> - <tr> - <td>Violante Calassina, a</td> - </tr> - <tr> - <td class="indent">M.E.F.</td> <td class="pag"><a href="#violante108v">108</a></td> - </tr> - <tr> - <td>Virginia Trotta, a</td> - </tr> - <tr> - <td class="indent">Milibea.</td> <td class="pag"><a href="#virginia112v">112</a></td> - </tr> - <tr> - <td>Veronica Coradella, a</td> - </tr> - <tr> - <td class="indent">Alessandra Dalla Rovere.</td> <td class="pag"><a href="#veronica119v">119</a></td> - </tr> - <tr> - <td>Violante da Gambara, a</td> - </tr> - <tr> - <td class="indent">Ottavia Garibolda.</td> <td class="pag"><a href="#violante138v">138</a></td> - </tr> - <tr> - <td>Virginia Gambara, a</td> - </tr> - <tr> - <td class="indent">Giulia Ferrera.</td> <td class="pag"><a href="#virginia141v">141</a></td> - </tr> - <tr> - <td>Violante da Castello, a</td> - </tr> - <tr> - <td class="indent">Lionella Rossa.</td> <td class="pag"><a href="#violante153r">153</a></td> - </tr> - <tr> - <td> </td> - </tr> - <tr> - <td>La Marchesa Malaspina</td> <td class="pag"><a href="#malaspina30r">30</a></td> - </tr> - <tr> - <td>La Contessa di Nola</td> <td class="pag"><a href="#nola32r">32</a></td> - </tr> - <tr> - <td>La Contessa di Scandiano</td> <td class="pag"><a href="#scandiano34r">34</a></td> - </tr> - <tr> - <td>La Contessa di Monte l'Abbate</td> <td class="pag"><a href="#contessa63r">63</a></td> - </tr> - <tr> - <td>La Marchesa di Meregnano</td> <td class="pag"><a href="#marchesa78r">78</a></td> - </tr> - <tr> - <td>La Contessa Avogadra</td> <td class="pag"><a href="#contessa79v">80</a></td> - </tr> - <tr> - <td>La Contessa Maddalena</td> <td class="pag"><a href="#contessa85v">85.</a> <a href="#contessa86r">86</a></td> - </tr> - <tr> - <td>La Contessa Guastalla</td> <td class="pag"><a href="#contessa89r">89</a></td> - </tr> - <tr> - <td>La duchessa di Malphi</td> <td class="pag"><a href="#duchessa91r">91</a></td> - </tr> - <tr> - <td>La Contessa Tassona</td> <td class="pag"><a href="#contessa97r">97</a></td> - </tr> - <tr> - <td>La Contessa Cavriola</td> <td class="pag"><a href="#cavriola103v">103</a></td> - </tr> - <tr> - <td>Madonna la Grande</td> <td class="pag"><a href="#madama110r">110</a></td> - </tr> - <tr> - <td>La Cavaliera Luzaga</td> <td class="pag"><a href="#cavaliera144r">144</a></td> - </tr> - <tr> - <td>La Cavaliera Rovata</td> <td class="pag"><a href="#rovata157r">157</a></td> - </tr> -</table> - -<p class="pad2 center large"> -IL FINE DELLA TAVOLA. -</p> -<hr /> -</div> - -<div class="chapter"> -<p class="center"> -REGISTRO. -</p> - -<p class="center"> -ABCDEFGHIKLMNOPQRSTVX. -</p> - -<p class="center"> -Tutti sono quaderni. -</p> - -<p class="center"> -IN VINEGIA APPRESSO GABRIEL<br /> -GIOLITO DE FERRARI. -</p> - -<p class="center"> -MDXLIX. -</p> -</div> - -<div class="tnote"> -<p class="tntitle"> -Nota del Trascrittore -</p> - -<p> -Ortografia e punteggiatura originali sono state mantenute, correggendo senza annotazione -minimi errori tipografici. -</p> - -<p class="covernote"> -Copertina elaborata dal trascrittore e posta nel pubblico dominio. -</p> -</div> - -<div style='display:block; margin-top:4em'>*** END OF THE PROJECT GUTENBERG EBOOK LETTERE DI MOLTE VALOROSE DONNE ***</div> -<div style='display:block; margin:1em 0'> -Updated editions will replace the previous one—the old editions will -be renamed. -</div> - -<div style='display:block; margin:1em 0'> -Creating the works from print editions not protected by U.S. copyright -law means that no one owns a United States copyright in these works, -so the Foundation (and you!) can copy and distribute it in the United -States without permission and without paying copyright -royalties. Special rules, set forth in the General Terms of Use part -of this license, apply to copying and distributing Project -Gutenberg™ electronic works to protect the PROJECT GUTENBERG™ -concept and trademark. Project Gutenberg is a registered trademark, -and may not be used if you charge for an eBook, except by following -the terms of the trademark license, including paying royalties for use -of the Project Gutenberg trademark. If you do not charge anything for -copies of this eBook, complying with the trademark license is very -easy. You may use this eBook for nearly any purpose such as creation -of derivative works, reports, performances and research. Project -Gutenberg eBooks may be modified and printed and given away--you may -do practically ANYTHING in the United States with eBooks not protected -by U.S. copyright law. Redistribution is subject to the trademark -license, especially commercial redistribution. -</div> - -<div style='margin:0.83em 0; font-size:1.1em; text-align:center'>START: FULL LICENSE<br /> -<span style='font-size:smaller'>THE FULL PROJECT GUTENBERG LICENSE<br /> -PLEASE READ THIS BEFORE YOU DISTRIBUTE OR USE THIS WORK</span> -</div> - -<div style='display:block; margin:1em 0'> -To protect the Project Gutenberg™ mission of promoting the free -distribution of electronic works, by using or distributing this work -(or any other work associated in any way with the phrase “Project -Gutenberg”), you agree to comply with all the terms of the Full -Project Gutenberg™ License available with this file or online at -www.gutenberg.org/license. -</div> - -<div style='display:block; font-size:1.1em; margin:1em 0; font-weight:bold'> -Section 1. General Terms of Use and Redistributing Project Gutenberg™ electronic works -</div> - -<div style='display:block; margin:1em 0'> -1.A. By reading or using any part of this Project Gutenberg™ -electronic work, you indicate that you have read, understand, agree to -and accept all the terms of this license and intellectual property -(trademark/copyright) agreement. If you do not agree to abide by all -the terms of this agreement, you must cease using and return or -destroy all copies of Project Gutenberg™ electronic works in your -possession. If you paid a fee for obtaining a copy of or access to a -Project Gutenberg™ electronic work and you do not agree to be bound -by the terms of this agreement, you may obtain a refund from the person -or entity to whom you paid the fee as set forth in paragraph 1.E.8. -</div> - -<div style='display:block; margin:1em 0'> -1.B. “Project Gutenberg” is a registered trademark. It may only be -used on or associated in any way with an electronic work by people who -agree to be bound by the terms of this agreement. There are a few -things that you can do with most Project Gutenberg™ electronic works -even without complying with the full terms of this agreement. See -paragraph 1.C below. There are a lot of things you can do with Project -Gutenberg™ electronic works if you follow the terms of this -agreement and help preserve free future access to Project Gutenberg™ -electronic works. See paragraph 1.E below. -</div> - -<div style='display:block; margin:1em 0'> -1.C. The Project Gutenberg Literary Archive Foundation (“the -Foundation” or PGLAF), owns a compilation copyright in the collection -of Project Gutenberg™ electronic works. Nearly all the individual -works in the collection are in the public domain in the United -States. 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The following sentence, with active links to, or other -immediate access to, the full Project Gutenberg™ License must appear -prominently whenever any copy of a Project Gutenberg™ work (any work -on which the phrase “Project Gutenberg” appears, or with which the -phrase “Project Gutenberg” is associated) is accessed, displayed, -performed, viewed, copied or distributed: -</div> - -<blockquote> - <div style='display:block; margin:1em 0'> - This eBook is for the use of anyone anywhere in the United States and most - other parts of the world at no cost and with almost no restrictions - whatsoever. You may copy it, give it away or re-use it under the terms - of the Project Gutenberg License included with this eBook or online - at <a href="https://www.gutenberg.org">www.gutenberg.org</a>. 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Information about the Mission of Project Gutenberg™ -</div> - -<div style='display:block; margin:1em 0'> -Project Gutenberg™ is synonymous with the free distribution of -electronic works in formats readable by the widest variety of -computers including obsolete, old, middle-aged and new computers. It -exists because of the efforts of hundreds of volunteers and donations -from people in all walks of life. -</div> - -<div style='display:block; margin:1em 0'> -Volunteers and financial support to provide volunteers with the -assistance they need are critical to reaching Project Gutenberg™’s -goals and ensuring that the Project Gutenberg™ collection will -remain freely available for generations to come. In 2001, the Project -Gutenberg Literary Archive Foundation was created to provide a secure -and permanent future for Project Gutenberg™ and future -generations. To learn more about the Project Gutenberg Literary -Archive Foundation and how your efforts and donations can help, see -Sections 3 and 4 and the Foundation information page at www.gutenberg.org. -</div> - -<div style='display:block; font-size:1.1em; margin:1em 0; font-weight:bold'> -Section 3. Information about the Project Gutenberg Literary Archive Foundation -</div> - -<div style='display:block; margin:1em 0'> -The Project Gutenberg Literary Archive Foundation is a non-profit -501(c)(3) educational corporation organized under the laws of the -state of Mississippi and granted tax exempt status by the Internal -Revenue Service. The Foundation’s EIN or federal tax identification -number is 64-6221541. Contributions to the Project Gutenberg Literary -Archive Foundation are tax deductible to the full extent permitted by -U.S. federal laws and your state’s laws. -</div> - -<div style='display:block; margin:1em 0'> -The Foundation’s business office is located at 809 North 1500 West, -Salt Lake City, UT 84116, (801) 596-1887. Email contact links and up -to date contact information can be found at the Foundation’s website -and official page at www.gutenberg.org/contact -</div> - -<div style='display:block; font-size:1.1em; margin:1em 0; font-weight:bold'> -Section 4. Information about Donations to the Project Gutenberg Literary Archive Foundation -</div> - -<div style='display:block; margin:1em 0'> -Project Gutenberg™ depends upon and cannot survive without widespread -public support and donations to carry out its mission of -increasing the number of public domain and licensed works that can be -freely distributed in machine-readable form accessible by the widest -array of equipment including outdated equipment. Many small donations -($1 to $5,000) are particularly important to maintaining tax exempt -status with the IRS. -</div> - -<div style='display:block; margin:1em 0'> -The Foundation is committed to complying with the laws regulating -charities and charitable donations in all 50 states of the United -States. Compliance requirements are not uniform and it takes a -considerable effort, much paperwork and many fees to meet and keep up -with these requirements. 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Thus, we do not -necessarily keep eBooks in compliance with any particular paper -edition. -</div> - -<div style='display:block; margin:1em 0'> -Most people start at our website which has the main PG search -facility: <a href="https://www.gutenberg.org">www.gutenberg.org</a>. -</div> - -<div style='display:block; margin:1em 0'> -This website includes information about Project Gutenberg™, -including how to make donations to the Project Gutenberg Literary -Archive Foundation, how to help produce our new eBooks, and how to -subscribe to our email newsletter to hear about new eBooks. -</div> - -</body> -</html> diff --git a/old/64393-h/images/cover.jpg b/old/64393-h/images/cover.jpg Binary files differdeleted file mode 100644 index f409f68..0000000 --- a/old/64393-h/images/cover.jpg +++ /dev/null |
