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-The Project Gutenberg EBook of I viaggi di Gio. da Mandavilla, vol. 1, by
-John Mandeville
-
-This eBook is for the use of anyone anywhere in the United States and
-most other parts of the world at no cost and with almost no restrictions
-whatsoever. You may copy it, give it away or re-use it under the terms
-of the Project Gutenberg License included with this eBook or online at
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-this ebook.
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-
-Title: I viaggi di Gio. da Mandavilla, vol. 1
-
-Author: John Mandeville
-
-Commentator: Francesco Zambrini
-
-Release Date: December 6, 2019 [EBook #60864]
-
-Language: Italian
-
-Character set encoding: UTF-8
-
-*** START OF THIS PROJECT GUTENBERG EBOOK I VIAGGI DI GIO. DA ***
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-
-Produced by Barbara Magni and the Online Distributed
-Proofreading Team at http://www.pgdp.net (This file was
-produced from images made available by The Internet Archive)
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- I VIAGGI
- DI
- GIO. DA MANDAVILLA
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- VOLGARIZZAMENTO ANTICO TOSCANO
- ORA RIDOTTO A BUONA LEZIONE
- COLL'AIUTO DI DUE TESTI A PENNA
-
- per cura di
-
- FRANCESCO ZAMBRINI.
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-
- VOL. I.
-
-
-
- BOLOGNA.
- PRESSO GAETANO ROMAGNOLI.
- 1870.
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-
- Edizione di soli 206 esemplari
- per ordine numerati.
-
- N. 188.
-
- IMOLA. — TIP. D'I. GALEATI E FIGLIO
-
- Via del Corso, 35.
-
-
-
-
- AGLI ILLUSTRI LETTERATI
- CAV. FRANCESCO DI MAURO DI POLVICA
- E
- DOTT. CAV. GIUSEPPE PITRÈ
- IN OGNI MANIERA DI LETTERE
- ERUDITISSIMI
- A TESTIMONIANZA
- DI PROFONDA STIMA
- E
- DI GRATO ANIMO
-
- FRANCESCO ZAMBRINI.
-
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-
-
-AL CORTESE LETTORE
-
-
-Poche letture son più gradevoli, a parer mio, delle narrazioni di
-viaggi; le quali, oltre al diletto che arrecano, tornerebbero eziandio
-utilissime per le notizie che ci porgono de' luoghi a noi sconosciuti,
-de' varii costumi delle genti e delle svariate e strane regioni del
-mondo, se non vi fossero a larga mano tante favole mescolate, da
-isgradarne talvolta i più fertili romanzi che ci abbiamo. Radi son
-coloro, che di simili materie trattarono, che ne vadano al tutto
-esenti; chè se cotesto difetto abbonda ne' primi nostri scrittori, è
-pur comunissimo eziandio ne' moderni, i quali fra alcune verità ci
-raccontano tante capricciose bugie, da penar molto a prestar fede
-infino a quello, che pur di prima giunta ci si appresenterebbe non
-inverisimile.
-
-Passandomi affatto de' moderni, de' quali non è qui luogo tener
-ragione, toccherò brevemente de' principali fra gli antichi, che, o
-scrissero in origine nel volgar nostro, o in esso traslatarono viaggi
-altrui; i quali se pure largheggiarono di menzogne, se per bene non
-sono aggiustati in geografia, in istoria; se errarono di nomenclature,
-e così va dicendo, serbarono tuttavia quella eleganza e proprietà di
-linguaggio, e quella ingenuità e semplicità di narrare, che indarno
-o rado si cercherebbero negli scrittori da poi. Il primo libro di
-simil fatta che noi abbiamo in volgare e de' più famosi è senza dubbio
-il _Milione di Marco Polo_, il quale intraprese il suo viaggio nel
-1272 o circa. Quell'opera, tradotta dal francese nel nostro idioma,
-come prova il ch. sig. prof. cav. Adolfo Bartoli nella sua dotta
-Prefazione anteposta alla ristampa che di quell'aureo volume fece il
-Le Monnier nel 1863, riguardasi la più antica e la più importante tra
-le descrizioni di viaggi nell'età di mezzo, che ci abbiamo in volgare.
-A cotesta, per cronologia procedendo, tien dietro il breve _Itinerario
-ai paesi Orientali di fra Riccoldo da Monte di Croce_, religioso
-domenicano, che lo scrisse verso la fine del sec. XIII in lingua
-latina, volgarizzato poscia nel 1350, o in quel torno da Anonimo. Il
-beato Odorico da Pordenone nel Friuli vien terzo per ordine di tempi,
-il quale ci descrisse un suo _Pellegrinaggio_ nel 1318. Vogliono alcuni
-che egli il dettasse in lingua volgare, e ne adducono buone ragioni,
-ma prove più sufficienti assai contraddicono alla prima asserzione, e
-inducono a credere che l'originale suo fosse propriamente dettato in
-lingua latina, e da questa tradotto da Anonimo non molto dopo. La qual
-versione fu poi resa di pubblico diritto in Pesaro per Girolamo Soncino
-nel 1513 col titolo di: _Odorichus de rebus incognitis_; libretto
-oggi irreperibile: una parte fu da me posta fuori, secondo codd.
-Riccardiani, Magliabec. e Palatini, nel 1866. Il quarto finalmente
-si è Giovanni da Mandavilla, uno de' più copiosi fra gli antichi, che
-imprese i suoi viaggi nel 1322. Onde, quantunque ei non sia da riporre
-tra gli scrittori nazionali, tuttavia avendosi del suo libro una
-buona traslazione volgare, anzi un rifacimento e una larga parafrasi
-dell'originale, fatta, per mio avviso, sul finire del sec. XIV o al
-più sul cominciare del susseguente XV, parmi in certo modo debbasi
-considerare quasi lavoro italiano; avvenendo per poco in tali casi come
-d'una pianta esotica trapiantata sul nostro suolo, la quale, quantunque
-di provenienza straniera, pur col tempo, educata e allevata nel
-nostro clima, diventa indigena e di natura nostrale; onde io intendo
-collocarlo tra le descrizioni presso che originali che abbiamo nella
-nostra letteratura; sicchè mi confido, che niuno vorrà imputarmelo a
-colpa.
-
-Giovanni Mandavilla o da Mandavilla dunque, da s. Albano in
-Inghilterra, cavaliere dello sperone d'oro, intraprese i suoi viaggi
-nel 1322, insieme con altri amici, e visitò tante regioni d'Oriente,
-quante forse e più non si facesse altri. Godè la protezione del Soldano
-di Babillonia, che è a dire dell'imperatore del Cairo (perchè a que'
-tempi il Cairo chiamavasi _Bambillonia_), secondo che egli stesso ci
-narra alla pag. 101 di questo primo volume, ove apprendiamo che gli era
-conceduto di potere entrare a veder tutte le cose sante di Gerusalemme
-_per la virtù delle lettere del Soldano, nelle quale era speziale
-comandamento a tutti e suoi sudditi_, che lo lasciassero _entrare dove_
-egli voleva. Notevoli, fra l'altre cose, sono le parole che il Soldano
-gli disse, risguardanti i depravati costumi de' cristiani, che leggonsi
-alla pag. 168 pur di questo primo volume, che voglio qui interamente
-riportare: —
-
- E però io vi voglio dire quello che mi disse una volta el Soldano
- al Cairo. Egli fecie votare la sua camera d'ogni maniera di
- gente, di signiori e d'altri baroni, perchè voleva parlare con
- meco di secreto. Domandommi: In che modo si governono e cristiani
- nel vostro paese? Io risposi: Bene, per la divina grazia. E lui
- mi disse, che veramente non fanno, perchè i vostri prelati non
- istimono il servire a Dio: egliono doverebono dare esemplo di ben
- fare a la comune gente, e doverebono andare a' templi a servire
- a Dio; e egli vanno tutto dì per le taverne giucando, beendo e
- mangiando, a modo di bestie. E così e cristiani si sforzono, in
- ogni maniera che possono, di barattarsi e ingannarsi l'un l'altro;
- e sono tanto superbi, che non si sanno vestire, nè contentarsi
- mai; perchè quando vestono corto, e quando lungo; or larghi, ora
- stretti; e quando ricamati, e quando intagliati, et in ogni modo
- si divisano con cinture e con livrere, e con truffe e con buffe; e
- egliono doverebono essere semplici e umili e mansueti e meritevoli
- e caritativi, sì come fu Iesù Cristo, nel quale loro credono. Ma e'
- fanno el contrario e a rovescio, e son tutti inclinati a malfare;
- e tanto sono cupidi e avari, che per poco argento e' vendono e
- figliuoli, le sorelle e le loro propie moglie per fare meritrice;
- e sì si tolgono le moglie l'uno a l'altro, e non si mantengono
- fede, anzi non osservono la lor legge, che Giesù Cristo à loro dato
- per la loro propia salute. Così per li loro propii pecati ànno
- perduta questa terra, che noi teniamo; e il vostro Dio sì ce l'à
- data e concessa nelle nostre mane, non tanto per la nostra fede,
- ma per li vostri peccati; perchè noi sapiamo di certo, che quando
- voi servirete bene il vostro Dio, lui vi vorrà aiutare, e noi non
- poteremo contro a voi. E ben sappiamo per profezia, che' cristiani
- regnieranno in questa terra, quando egli serviranno al suo Dio più
- divotamente che non fanno ora; ma mentre che eglino stanno in così
- brutta vita e con tanti peccati, come e' sono al presente, noi non
- abiamo punto dubbio di loro, perchè il loro Dio non gli aiuterà
- punto. E allora gli adimandai qualmente sapeva così bene gli stati
- d'intorno de' principi de' cristiani e il comune stato loro. E
- lui mi rispose, che ciò sapeva per la gente che mandava per ogni
- parte e in ogni paese, in guisa di mercatanti di pietre preziose,
- di moscado e di balsamo, e altre cose per sapere el governo d'ogni
- paese. Dipoi fece chiamare nella camera sua e signiori che prima
- aveva cacciati fuori, e mostrommi quatro di questi che erono gran
- signiori in quel paese, e quali sì mi divisarono così bene el paese
- de' cristiani, come se fussino nati in detti paesi, e parlavano
- franceschi nobilmente; e similmente il Soldano, di che molto mi
- maravigliai. Ahi lasso! quanta vergognia e quanto danno è a tutti
- e cristiani e alla nostra legge, che gente, che non ànno fede, nè
- legge, ci vanno biasimando e ispregiando e riprendendo! Quegli che
- per li nostri buoni esempli e nostra accettabile vita doverrebono
- convertirsi a la fede di Iesù Cristo, sono per le tristizie
- nostre e' nostri errori dilungati totalmente! Ma noi siamo per
- li errori nostri e per le nostre trestizie estratti e dilungati
- totalmente dalla vera o santa fede! Onde non è maraviglia, se
- loro ci chiamono cattivi, perchè e' dicono el vero. Ma dicono,
- che li saracini sono buoni e leali, però che egliono guardono
- interamente il comandamento del santo libro Alcorano, che Dio li
- mandò per lo santo messo e profeta Maometto; al quale dicono, che
- l'angiolo Gabriello spesse volte parlava, mostrandogli la volontà
- di Dio. —
-
-Servì quindi _al soldo_ il Gran Cane Thonth o Thioulth _per ispazio di
-XV mesi contro il re di Mauthi col quale avea guerra_. E, dopo molti
-anni, ritornato _allo stanco riposo per cagione delle gotti antiche,
-compilò e mise in iscritto_ le sue avventure _nell'anno di grazia 1357,
-nell'anno tregesimo quinto ch'egli si partì di suo paese_.[1]
-
-Quest'opera, secondo che da lui medesimo sappiamo, fu scritta
-_totalmente in volgare, perchè molti intendono meglio in vulgare che in
-latino_ (v. pag. 8). Or che cosa s'intenda proprio qui per _vulgare_
-è chiaro, da che _vulgare_ chiamavasi comunemente la lingua romanza.
-Descrisse dunque il Mandavilla cotesti suoi viaggi in lingua _romanza_,
-ciò è a dire in _provenzale_ o francese. In essi, tra le verità
-esagerate, mescolò tante di quelle fiabe, quante uomo può imaginare;
-tal che fa maraviglia come potesse crederle egli stesso e presumesse
-che altri avesse a dar loro fede. Ma tra le strane, per dinotarne
-alcune, stranissima sopra tutte parmi la storia della figliuola
-d'Ipocras trasmutata in un dragone lungo dugento torse; ogni torsa
-equivale a dieci piedi, quindi il dragone sarebbe stato lungo duemila
-piedi! La novella della donna dello sparviere è pur singolare, e la
-descrizione dell'Arca di Noè; le Chiocciole dell'Isola di Talanoch;
-la valle de' Giudei; la Caverna dei Diavoli; le virtù degli alberi del
-Sole e della Luna; la descrizione del Paradiso terrestre; l'origine del
-Presto Giovanni e altre insomma sono tanto marchiane, che ripugnano,
-non dirò già alla critica, ma al senno comune. Ed è sì vero, che
-lo stesso Mandavilla teme non altri possa mettere in dubbio le sue
-asserzioni, ed il palesa apertamente là ove dice: _Chi mi vuol credere,
-mi creda, se gli piace; e chi non vuol credere, sì lasci stare_. Anzi
-vieppiù incalzando per guadagnar fede, altrove soggiugne: _Sappiate che
-quello che io ò scritto si è la propria verità come se fussi il santo
-Evangelio, benchè saranno molti, che non lo crederanno_. Si giudichi
-da queste parole la buona fede e la persuasione intima di costui sulle
-cose narrate.
-
-Qui e qua ci andiam pure abbattendo eziandio in brevi lezioni
-di fisica, di astronomia, di botanica, di geografia, di storia
-ecclesiastica, del vecchio e del nuovo Testamento, e così va dicendo,
-le quali ci dànno a conoscere per poco in che umil grado erano le
-discipline scientifiche di que' tempi anche in Inghilterra. Con tutto
-ciò è pur uopo confessare, che la lettura di questo libro eccita molta
-curiosità e diletto, effetti che produr doveansi altresì nell'animo de'
-nostri antichi, come il comprovano le non poche stampe che se ne fecero
-e le isvariate traduzioni in tutte le lingue d'Europa.
-
-Quest'opera può dividersi in due parti. Nella prima tratta l'autore de'
-Luoghi Santi e ci racconta quelle maraviglie stesse che ci narrarono
-altri viaggiatori suoi contemporanei, cioè Simone Sigoli, Lionardo
-di Niccolò Frescobaldi, Giorgio Gucci, Niccolò da Poggibonsi; e, più
-innanzi, Mariano da Siena, Iacopo da Sanseverino, Niccolò da Este e
-diversi altri. Nella seconda parte, che è dieci tanti più dilettevole,
-introducendosi vie maggiormente nelle provincie e ne' regni orientali,
-passa al Catajo, all'Indie, in Persia, e così via come dice il libro: e
-ci narra assai di quelle stesse maraviglie che troviamo celebrate nel
-_Milione di Marco Polo_, e più brevemente anche nel _Pellegrinaggio
-del beato Odorico_. Qui pur ragionasi a lungo del Gran Cane con tanta
-copia e magnificenza ed entusiasmo, che il Mandavilla non la cede punto
-a Marco Polo; sicchè se il libro di Marco fu chiamato _Milione_ per
-le inaudite ricchezze raccontate di quello imperatore, a buon dritto
-anche _Milione_ cognominar si potrebbe questo del Mandavilla. La
-quale magnificenza del Gran Cane non era certo maggiore all'altra del
-Presto Giovanni, di cui afferma il nostro scrittore che alla sua corte
-_ogni dì mangiano più di trentamila persone sanza quelli che vanno e
-vengono_!
-
-Essendo pertanto questo libro così variato e pieno di meraviglie,
-compilato e messo fuori in tempi ne' quali assai più leggiermente
-che poscia si amava udirle e si credevano, bene non istupiremo se con
-avidità era cerco e letto e se in più lingue fu traslatato e reiterate
-volte in ognuna messo a stampa. Del secolo XV se ne annoverano fino
-a 27 edizioni, e cioè: otto in francese, quattro in latino, sei in
-tedesco, e le altre in volgare. Il _Milione di Marco Polo_ non n'ebbe
-allora che sole cinque; avvegnachè, procedendo ne' tempi, se ne
-conoscano a' nostri dì ben 58. In inglese pure assai ne furon prodotte
-nei secoli XVI, XVII e XVIII, e fra le altre molto stimata si è quella
-di Londra del 1725, e l'altra eseguita a' tempi nostri del 1839. Ciò
-nondimeno quest'opera nel testo volgare è divenuta rara per modo, che
-indarno oggi potrebbesi dai curiosi possedere.
-
-La rarità sua pertanto mi fece venir vaghezza di profferirla nuovamente
-in luce, e a tale uopo consultai diverse edizioni, che tutte vidi,
-qual più qual meno, sconciamente guaste e corrotte e piuttosto in
-dialetto che in illustre volgare italico, all'infuori della fiorentina
-edita nel 1492, nella quale un po' più che nell'altre è rispettata
-la desinenza delle parole, quantunque essa pure non vada scevra da
-molti difetti e lacune. Entratomi dunque allora nell'animo desiderio
-più vivo di nuovamente pubblicarla, secondo investigazioni fatte,
-seppi dall'egregio sig. Emilio Calvi, ufficiale nella Magliabec., da
-me a tale uopo incaricato, che due codici di questo volgarizzamento
-serbavansi nelle biblioteche fiorentine; uno nella Magliabechiana
-suddetta (oggi Nazionale), cartaceo, di piccola lettera, senza veruna
-data, ma, da quanto si può argomentare, di poco oltre la metà del
-sec. XV, segn. Cl. XXXV, N. 221; l'altro nella Riccardiana, segn.
-N. 1917, pur cartaceo, a due colonne, trascritto nel 1492, come il
-copista medesimo dichiara in fine con queste parole: _Io Bartolomeo
-di Benci da Dicomano al presente provigionato nella Rocca vecchia del
-borgo Sansipolcro ho scritto questo libro, cioè finito di scrivere
-questo dì XX di giugno 1492 a stanza di Raffaello di Michele di Corso
-cittadino fiorentino_. In quest'ultimo mancano le rubriche che sono
-nel Magliabechiano e nelle stampe, ed in varii luoghi diversi Capitoli.
-Oltre a ciò sembrami di dicitura più moderna, ed apparisce chiaramente
-che il trascrittore vi fece delle aggiunte, allargò la sintassi
-e i concetti, e abbondò assai di glossemi. Onde per tutto questo
-giudicai bene di attenermi al Magliabechiano (che feci diligentemente
-trascrivere dal prefato sig. Calvi, quantunque nella ortografia men
-buono) come più antico e consentaneo all'età in cui vuolsi riputare
-appartenga il volgarizzamento, giovandomi tuttavia in pari tempo del
-Riccardiano, di cui feci trar fuori le principali varianti, allor che
-fui costretto dalla guasta lezione del testo che presi ad esemplare.
-E perchè il mio lavoro riuscisse meno imperfetto che possibil fosse,
-non trascurai eziandio di tener sott'occhi un'ediz. che io posseggo
-del 1488 (e fu sopra la lettura di questa che mi nacque talento della
-presente pubblicazione) fatta qui in Bologna per Ugo de Rugerii a
-dì IIII di luglio; nè la su mentovata di Firenze per ser Lorenzo
-de Morgiani et Giov. da Maganza, 1492; colle quali potei correggere
-qualche parola, che pur coll'aiuto de' soli due codd. mss. non avrei
-potuto. Or, conforme al mio costume, sapendo che cotesti son libri
-che corrono soltanto per le mani degli eruditi e di coloro che fanno
-speciale professione di lettere, conservai interamente la grafia de'
-codd., avvegnachè assai disuguale e poco garbata, e con temperanza mi
-adoperai in chiose filologiche e d'erudizione: mi limitai singolarmente
-a notare certe varietà di lezioni, secondo che più o meno sembravami
-necessario, non che gli errori manifesti non potuti correggersi nè
-co' testi a penna, nè colle stampe, de' quali alcuni eziandio ho fatto
-avvertito il cortese lettore con un _sic_ tra parentesi, incastrata nel
-testo.
-
-Nullostante tutte le prefate cure e sollecitudini, niuno reputi che
-io presuma di offerire un lavoro propriamente compiuto e senza mende.
-Per far cotesto si conveniva correggere gli errori di storia sacra e
-profana che ci sono: quelli di astronomia, di geografia: si conveniva
-raddrizzare nomi proprii, di città, di Provincie, d'Isole, di Reami;
-contorti, contraffatti e imbarbariti in modo alcuni, da non potersene
-agevolmente venire a capo, i quali intronati negli orecchi de' cani,
-come diceva il Redi, gli farebbero spiritare: si conveniva infine
-cernere il vero dal falso e additarlo. Io m'era accinto da prima
-eziandio a questa fatica; ma visto poi che sarei andato troppo per
-le lunghe e ne avrei portato una gravissima fatica senza adeguato
-compenso, me ne fuggì l'animo e ristetti, anche perchè tutto ciò
-avrebbe cresciuto per modo la giunta, da oltrepassare di gran lunga la
-derrata; molto più poi che non pochi di cotali difetti sono comunissimi
-a tutti gli scrittori di quell'età ed alcuni anche di facilissima
-emendazione, in guisa che ciascuno, leggendo, potrà correggere di
-per sè stesso. Di fatto chi non saprà volgere _Tiopia_ in _Etiopia_?
-_Barimattia_ in _Arimatia_, _Roboas_ in _Roboam_, _Techia_ in _Tecla_
-ed altri così fatti?
-
-Mio precipuo divisamento si fu dunque quello di riprodurre in luce
-e a buona lezione ridotto, per ciò che concerne in singolar modo la
-dicitura, un aureo testo, fatto assai raro ed anche inintelligibile
-nelle antiche edizioni, per le continue barbariche voci introdottevi e
-per la frequente guasta lezione; un libro, per mio avviso, scritto con
-uno stile piano, lucido, scorrevole, qual proprio si addice a storica
-narrazione, e dove molti vocaboli si scoprono attinenti alle scienze
-che non vidi giammai altrove, con frasi elegantissime, donde assai
-profitto può derivarne agli studiosi delle nostre classiche lettere. Da
-così fatta persuasione mosso, non facendo gran capitale di certe mende,
-che veggonsi dal più al meno in tutti gli scrittori di quell'età,
-io non dubito punto non questo libro debba incontrare nel genio
-della repubblica letterata. Se ciò accada, io mi chiamerò abbastanza
-appagato delle mie sollecitudini e andrò lieto per aver dato novella
-vita a un'opera, che già da secoli dimentica e quasi sconosciuta se ne
-giaceva.
-
-
-
-
-Trattato delle più maravigliose cose e più notabile che si truovino
-nelle parte del mondo, ridotte e raccolte sotto brevità nel presente
-compendio dallo strenuissimo cavalieri a spron d'oro, Giovanni di
-Mandavilla anglico, nato nella città di Santo Albano, el qual, secondo
-che presenzialmente à vicitato quasi tutte le parte abitabile del
-mondo, così fedelmente à notato tutte quelle più degnie cose ch'egli
-à trovato e veduto in esse parte; e chi bene discorre questo libro,
-arà perfetta cognizione di tutti e Reami, Province, Nazione e populi,
-gente, costumi, legge, istorie e degnie antiquitate con brevità, le
-quale, parte da altri non sono trattate, e parte più confusamente
-d'alcuni gran valenti uomini sono state toccate; e a magior fede il
-profato autore in persona è stato nel mille CCC.XXII, in Ierusalem;
-in Asia minore, chiamata Turchia; in Armenia grande e nella piccola;
-in Tarteria, in Persia, in Siria o vero Suria, in Egitto alto e nello
-inferiore, in Libia, nella parte grande di Etiopia, in Caldea, in
-Amazonia, in India maggiore, nella mezana e nella minore, in diverse
-sette di Latini, Greci, Giudei, Barbari, Cristiani e infedeli e in
-molte altre province, come appare nel trattato di sotto.
-
-
-
-
-TRATTATO BELLISSIMO DELLE PIÙ MARAVIGLIOSE COSE E PIÙ NOBILE CHE SI
-TRUOVINO NELLE PARTE DEL MONDO, SCRITTE E RACCOLTE DALLO STRENUISSIMO
-CAVALIERI A SPRON D'ORO, GIOVANNI MANDAVILLA FRANZESE[2] CHE VICITÒ
-QUASI TUTTE LE PARTE DEL MONDO ABITABILI, RIDOTTO IN LINGUA TOSCANA.
-
-
-Conciò sie cosa che la terra oltramarina, cioè la terra santa di
-promissione, fra tutte l'altre terre sia la più eccellente e la più
-degnia e donna sopra tutte l'altre terre, e sia benedetta e santificata
-e consecrata del prezioso corpo e sangue del nostro signiore Iesù
-Cristo; ivi gli piacque obumbrarse nella vergine Maria e pigliare
-carne umana e nutrimento, e detta terra calcare e circundare co' suoi
-benedetti piedi: qui volle fare molti miracoli, predicare e insegniare
-la fede e la leggie a noi cristiani come a suoi figliuoli. E in questa
-terra singularmente volle portare chaleffi[3] e strazii e soferire
-per noi molti improperi. E in questa terra singularmente si volle
-fare chiamare Re del cielo e della terra e dell'aere e dell'acqua,
-e universalmente di tutte le cose che si contengono in quelle, e lui
-medesimo si chiamò Re per ispezialitade di quella terra, dicendo: _Rex
-sum iudeorum_, perchè questa terra era in quel tempo propia de' giudei.
-E questa terra s'aveva lui scielta fra tutte l'altre terre per la più
-degna e per la più virtuosa e per la migliore di questo mondo. Imperò
-ch'ella è il cuore e il mezzo luogo di tutta la terra del mondo, sì
-come dice il filosafo: le virtù delle cose stanno nel mezzo. In quella
-medesima terra volle il Re celestiale usare la vita sua e essere diriso
-e vituperato da' grudeli giudei, e volle sofferire passione e morte
-per amor nostro e per riscuoterci e liberarci delle pene de lo 'nferno
-e della orribile e perpetual morte per lo peccato del nostro primo
-padre Adam e Eva nostra madre; però che verso lui non aveva meritato
-male alcuno, imperò che lui mai non disse male, nè fece, nè pensò. E
-ben volle il Re di gloria in questo luogo più che altrove sostenere
-passione e morte, però che chi vuole publicare alcuna cosa, a ciò
-che ciascuno lo sappia, egli la fa gridare e publicare in mezo della
-città, a ciò che la cosa sia saputa e sparta da ogni parte. Similmente
-il criatore del mondo volle sofferire per noi morte in Gierusalem,
-la quale è in mezo del mondo, a ciò che la cosa fussi publicata e
-saputa per tutto el mondo, el quale egli amò caramente per ricomperare
-gl'uomini, i quali lui aveva fatti ad imagine e similitudine sua. E
-questo fece per lo grande amore che lui aveva verso noi sanza alcuno
-nostro merito; imperò che più cara cosa non poteva egli dare per noi
-che il suo santo corpo e il suo santo sangue; la qual cosa offerse
-tutto per nostro amore. Considerate un poco quanto fu l'amore, quando
-per salvar noi si misse all'aspra e crudel morte, e mai non ebbe in sè
-radice d'alcun male o peccato! e non dimeno volse per lo grandissimo
-amore mettere il corpo suo alla morte per li peccatori! Pensi ognuno,
-quanto amore egli ebbe inverso di noi, quando colui che era sanza
-peccato e sanza colpa volse ricevere morte per le colpe nostre! E
-certamente dee essere dilettevole e fruttifera quella terra che fu
-rigata del prezioso sangue di Giesù Cristo! Questa è quella terra, la
-quale il nostro Signiore ci promisse per eredità, e nella detta terra
-volle murire per soddisfare e per lasciarla eredità a' suoi figliuoli.
-E pertanto ciascun buon cristiano, il quale lo può fare, si doverebe
-grandemente affaticare in conquistare la nostra sopra detta eredità,
-e cavarla fuori delle mane degl'infedeli, e a noi apropiarla, perchè
-noi siamo apellati cristiani da Cristo, el quale è nostro padre, e se
-noi siamo suoi legittimi figliuoli, noi doverremo volere la ereditate
-che lui ci à lasciata e trarla delle mani della gente strana a chi
-non s'appartiene. Ma al dì d'oggi la maladetta superbia e la cupidità
-e la invidia ànno totalmente e quori de' signiori terreni accesi
-e infiammati, che più attendono al lasciare essa eredità ad altri,
-che egli non fanno a ricuperare e acquistare la lor propia eredità e
-peculio sopradetto; e la comune gente, che ànno volontade di mettere
-quore e corpo e loro avere per far questo conquisto, non possono
-sanza e signiori sopra loro alcuna cosa, perchè comunità sanza capo di
-signiore, è come una multitudine di pecore sanza pastore, le quale si
-spargono, e poi non sanno che fare si debino. Ma se piacessi al nostro
-santo papa, che a Dio piacerebe bene che e principi terreni fussino in
-buona concordia e con loro alcuni comuni, e volessino pigliare il detto
-santo viagio d'oltramare, e io sono certo che in brieve termine sarebe
-la terra di promissione racquistata e posta nelle mane de' veraci eredi
-di Giesù Cristo. E perchè gli è gran tempo, che non è stato passaggio
-generale oltrammare; e ancora perchè son molti che si dilettono d'udire
-parlare di detta terra santa e di ciò pigliono piacere, io Giovanni
-da Mandavilla, cavaliere, conciò sia cosa che io indegno sia, nato e
-nutrito in Inghilterra, della città di santo Albano, il quale passai il
-mare l'anno Mille CCCº. XXII, el dì di Santo Michele mi partii e andai
-nelle torre d'oltrammare e stettivi grandissimo tempo et ò veduto e
-circundato molto paese e molte diverse province e molte strane regione
-e isole diverse, e ò passato per Turchia, per Armenia piccola e per la
-grande, per la Tarteria, per Persia, per Soria, Arabia, per lo Egitto
-alto e basso, per Libia e per una gran parte di Etiopia, per Caldea,
-per Amazonia, per India minore, mezana e maggiore, e per multitudine
-di diverse gente e diverse fede e luoghi e di diverse fazioni, di tutte
-quelle terre e isole parlerò più a pieno ch'io poterò, e dimosterrò una
-parte delle cose che vi sono, quando tempo sarà di parlarne, di quele
-che io mi potrò ricordare, spezialmente per coloro che ànno disiderio
-o intenzione di vicitare el nobile paese e città di Gierusalem e i
-santi luoghi che sono quivi d'intorno; e così mosterrò el camino quale
-poteranno tenere; imperò ch'io sono passato per molti e cavalcato
-per la grazia di Dio con buona compagnia. E sappiate, che io arei
-composto questo libro in latino per divisare più brievemente, ma perchè
-molti intendono meglio in vulgare che in latino, io l'ò totalmente in
-vulgare[4] composto, a ciò che ciascuno lo possa intendere, e a ciò
-che gli signiori e gli altri cavalieri e gentili uomini, i quali non
-sanno latino e sono stati oltramare, intendino, se io dico el vero o
-no. E se io erro in discrivere, per non ricordarmi o per altra cagione,
-che eglino mi possino corregere e megliorare, perchè le cose di lungo
-tempo per non le vedere, spesso legiermente tornono in oblivione, e la
-memoria umana non può ogni cosa apprendere e ritenere. Ora, col nome di
-Dio glorioso, colui che vuole andare oltramare, vi può andare per più
-vie, per mare e per terra, secondo el paese donde si parte; delle quali
-vie la maggiore parte tornano tutte a un fine. E non intendete punto
-che io voglia dichiarare tutti i luoghi, cioè città, castelle e ville,
-per le quale si conviene passare, perchè farei troppo lungo parlare;
-ma solamente d'alcuni paesi e luoghi principali, per li quali si debba
-andare e passare, per la diritta via tenere.
-
-
-QUI DISCRIVE IL PRIMO CAMINO D'ANDARE AL SANTO SEPOLCRO.
-
-Primamente chi si parte dalle parte occidentale, come di Inghilterra,
-d'Orlandria, di Scozia o de Norverga, anco egli può andare, se vuole,
-per Alamagna e per lo Reame d'Ungheria, che confina alle terre di
-Polonia e alla terra di Panonia e di Flessia. Lo Re d'Ungaria è molto
-possente e valente signiore: tiene molto grande terreno, imperò che
-tiene Ungaria e gran parte di Schiavonia, di Comania e di Bolgaria, e
-tiene del reame di Rossia, gran parte delle quale n'à fatto un ducato,
-che dura infino alla Dinflania e confina con Prussia. La terra di
-questo signiore si passa per la città di Cipro e per lo castello di
-Ynsebuces[5] e per Mala villa, ch'è verso la fine d'Ungaria; e là si
-passa per la riviera del Danubio. Questa riviera è molto grande, e
-nasce nella Alamania sotto le montagnie verso Lombardia, e riceve in
-lei 4 altri fiumi[6] e corre pel mezo d'Ungaria e pel mezo Tarsia; e
-entra[7] in mare così fieramente verso oriente, che l'acqua mantiene el
-suo colore e risurge dentro nel mare sanza mescolarsi coll'acqua marina
-per XX. leghe. E da poi[8] si viene a Bella grana e si entra nella
-terra di Bolgaria, e là si passa un ponto di pietra, el quale è sopra
-alla riviera di Marogia; e passasi per le terre di Prontenardi, e di
-là si viene in Grecia alla città di Astines e di Fina, e alla città di
-Andrianopoli; e dipoi a Gostantinopoli, la qual soleva essere chiamata
-Bisanzio.
-
-
-DELLA CHIESA DI SANTA SOFFIA.
-
-Quivi dimora comunemente lo 'mperadore di Grecia. Là è la più bella e
-nobile chiesa del mondo, la quale si chiama Santa Soffia.
-
-
-DELLA IMMAGINE DI IUSTINIANO IMPERADORE.
-
-E dinanzi a questa chiesa è la immagine di Iustiniano imperadore di
-rame dorato, e sta a cavallo, coronato; e soleva tenere un pomo dorato
-e tondo nella mano, ma, già gran tempo, è caduto; e dicono alcuni, che
-ciò significa che lo imperadore à perso gran parte della sua terra e
-di sua signioria, perchè lui soleva essere imperadore de' Romani e di
-Grecia e di Asia e di tutta la terra di Soria e della terra de' giudei,
-ne la quale è Gierusalem, e della terra d'Egitto, di Arabia e di Persia
-maggiore, Grecia e di tutta la minore Asia e di tutta la terra di
-Soria e dell'India nella quale è la città di Ierusalem. Ma ora egli à
-ogni cosa perduto, salvo che Grecia, che si tiene solamente. Ma furono
-alcuni che gli volsono rimettere quello pomo in mano, nè mai gliene
-poterono fare tenere. Quel pomo significava la Signioria, che egli
-aveva in questo mondo; il quale è ritondo: e l'altra mano tiene levata
-verso l'oriente[9] in segno di minacciare li mali fattori. La detta
-imagine sta sopra a uno gran sasso di marmo.
-
-
-IN GOSTANTINOPOLI È LA CROCE DEL NOSTRO SIGNIORE.
-
-In Costantinopoli è la croce del nostro signiore messer Iesù Cristo
-colla vesta sanza cucitura e la spugnia e la canna colla quale gli fu
-dato bere fiele e aceto in su la croce; e alcune gente si pensono, che
-la metà di questa croce sia in Cipro in una badia di monaci. E quella
-croce che è in Cipro è quella dove Dismas, ladrone buono, fu morto; ma
-ogni uomo non lo sa, ed è mal fatto che, per lo utile delle offerte,
-che ciò facciano, o vero diano a intendere, che quella è la croce del
-nostro signiore. Ma sappiate, che la croce del nostro signiore è di
-4. maniere di legnio, sì come è scritto in questo verso seguente: _In
-cruce sunt palma, cipressus, cedrus, oliva_. El pezo che era dricto,
-da terra infino alla cima, fu di cipresso; quello che era a traverso,
-nel quale erono chiavate le mane, era di palma: el troncone, fitto
-dentro nella terra, cioè nel monte Calvario, el quale era perforato
-e incastrato per tenere il piede della croce, era di cedro; e la
-tavoletta di sopra al capo, la quale era lunga un piede e mezo, dove
-era scritto in ebreo greco e latino, era di olivo.
-
-
-LA DESCRIZIONE DELLA CROCE.
-
-E feciono li giudei la croce di queste quatro maniere di legnio, perchè
-egli si credovono, che 'l nostro signiore dovesse tanto pendere in
-su la croce, quanto el corpo potessi durare; e però feciono il piede
-di cedro, perchè il cedro non si marciscie in terra nè in acqua,
-e egliono volevono che durassi lungamente. Ancora si credevano gli
-perfidi giudei, che 'l corpo del nostro signiore Iesù Cristo dovessi
-putrefarsi e marcire, e imperò feciono el pezo lungo della croce di
-cipresso, el quale è odorifero, a ciò che 'l fetore non agravassi
-quegli che passavono. El traverso sopra detto fu fatto di palma, perchè
-nel vecchio testamento, quando alcuno aveva vittoria, era incoronato di
-palma; e perchè e giudei si credevono avere vinto messer Giesù Cristo,
-gli feciono la croce di cotal legnio. E la tavoletta sopra al capo fu
-d'ulivo, la quale significa pace, sì come si dimostra nella storia di
-Noè, quando la colomba portò il ramo d'ulivo, lo qual significava pace
-fatta tra Dio e l'uomo. Similmente si credevono avere pacie dopo la
-morte del nostro signiore, perchè dicevono, che fra loro avevono una
-certa discordia. E sappiate che 'l nostro signiore, giacendo in terra,
-fu posto in su la croce, e poi il dirizorono insieme colla croce; onde
-così dirizandolo sostenne grandissima pena. E i greci e li cristiani,
-che stanno oltrammare, dicono che l'albero della croce, el quale noi
-chiamiamo cipresso, fu del pomo del quale Adam gustò il frutto.
-
-
-DELLA OPPINIONE D'ALCUNI CRISTIANI DEL LEGNIO DELLA CROCE.
-
-E così ànno loro nelle loro scritture, che quando Adam si infermò,
-e' disse al suo figliuolo Seth che andassi al paradiso e pregassi
-l'angiolo, che guarda el paradiso, che gli piacessi di mandargli
-dell'olio dell'arbore della misericordia per ugniere gli suoi membri
-per ricevere sanità; el qual Seth v'andò. Allora l'angelo non lo volse
-lasciare entrare, ma ben gli disse di Adamo, che ancora non può avere
-dell'olio della misericordia. Ma l'angiolo gli diè tre granella del
-frutto di quello medesimo legno, e dissegli, che gli mettessi in bocca
-al suo padre; che quando l'albore crescierà tanto, che porterà frutto,
-che in quello tempo sarà suo padre liberato. Poi che Seth fu tornato,
-trovò suo padre quasi morto. Allora subitamente gli misse quelle
-granella, che l'angiolo gli aveva dato, in bocca; le quali nacquono
-doppo la morte d'Adamo, e crebbono e feronsi tre grandissimi albori;
-e di quegli fu fatta la croce, che portò el buono frutto, cioè messer
-Giesù Cristo, per lo quale frutto Adam e li discendenti da lui sono
-liberati e ristorati di perpetuale morte, se per loro non manca.[10]
-
-
-DELLA IMMAGINE DELLA CROCE E CHI LA TROVÒ.
-
-Questa santa croce avevono gli giudei sotterrata nel sasso del monte
-Calvario, e quivi stette dugento anni e più, tanto che fu ritrovata per
-santa Elena, madre di Gostantino, imperadore de' romani. Questa Elena
-fu figliuola del Re di Inghilterra, la quale a quel tempo era chiamata
-la gran Bertagnia; e questa donna la prese per moglie Gostantino per
-sua grande bellezza, e fu quando e' fu in queste parte.
-
-
-DELLA GRANDEZA DELLA CROCE.
-
-Potete sapere che la croce del nostro Signore era lunga otto cobiti,
-il traverso era 3. cubiti e mezo. Una parte delle ispine, delle quali
-lui fu incoronato in su la croce, e uno delli chiovi, e 'l ferro della
-lancia e molte altre reliquie sono in Francia nella cappella del Re.
-La corona è in un vasello di cristallo molto bene lavorato, perchè uno
-Re, gran tempo fa, comprò queste reliquie da' giudei, le quali aveva lo
-imperadore impegniate per bisognio d'ariento che aveva.
-
-
-DELLA CORONA DELLE SPINE.
-
-Ma se alcuno dicesse, che quella corona è di spine, sappiate, che ella
-è di giunchi marini bianchi, e quali pungono come sproni acutissimi;
-e ciò dico, però che l'ò veduta e risguardata diligentemente per più
-volte, e quella di Parigi è quella di Gostantinopoli, perchè l'una e
-l'altra fu tutta una corona intortigliata e fatta di giunchi; ma questa
-è separata, e partita, e fatta due parte; e l'una è a Parigi, l'altra
-si è a Gostantinopoli: e io ò una di queste preziose spine, che pare
-una spina bianca; e fummi donata per grande spezialtade, imperò che
-ve ne sono molte di rotte nel vasello, ove sta la corona, le quale
-si rompono quando el vasello si muta ed è portato a vedere a gran
-signiori. E sapiate che quando el nostro Signiore fu preso la notte e
-fu menato nel giardino nascosamente, e' fu esaminato diligentemente;
-e ivi feciono derisione e riprensione di lui, e gli cattivi giudei gli
-feciono una corona delle bianche [spine] d'uno albero molto spinoso che
-crescie nel sopradetto giardino e aveva gran foglie; e gli messono le
-spine inverso la testa, e tanto duramente gliele compressono, che 'l
-prezioso sangue cascò da ogni parte per la faccia e per lo collo e per
-le spalle.
-
-
-DELLA VIRTÙ CHE ÀNNO LE SPINE DELLE QUALI FU FATTA LA CORONA AL NOSTRO
-SIGNIORE.
-
-E quelle cotali spine erono bianche, imperò che la bianca spina à
-più virtù, perchè chi ne porta una bianca sopra lui, non teme nè
-folgore, nè saetta, nè tempesta, nè altro; e alla casa, ove è, il
-cattivo spirito non ardisce aprossimare. In questo giardino lo rinnegò
-san Piero tre volte. Dappoi fu menato il nostro Signiore dinanzi al
-vescovo e maestro delle legge in uno altro giardino, e ivi fu di nuovo
-esaminato e schernito e vituperato. E ancora fu incoronato d'un'altra
-corona di spina bianca, la quale si chiamava _lerbris_, che era in
-quello giardino, la quale ancora aveva molte virtù; e delle sue foglie
-si fa buono colore verde. Dappoi fu menato nel giardino di Caifas, e
-ivi fu coronato d'un rosaio salvatico. E poi fu menato nella camera di
-Pilato, el quale era giudice, per esaminarlo. Ancora ivi era incoronato
-di giunchi marini. Ivi lo posono in su nuna sedia e vestironlo d'un
-mantello di purpura, e sì gli feciono una corona di questi giunchi.
-E ivi si inginochiorono, sbeffandolo, schernendolo, e dicendo: Dio
-ti guardi, Re de' giudei! E questa corona fu quella la cui metade è
-a Parigi e l'altra metade è a Gostantinopoli insieme colla quale il
-nostro Signiore fu posto in croce e morto. Per la qual cosa si dè
-tenere questa corona più cara e più preziosa che niuna altra. E l'asta
-della lancia à lo imperadore della Magnia, ma el ferro si è a Parigi;
-e lo imperadore medesimo di Gostantinopoli dice avere el ferro della
-lancia. Io l'ò veduto ed è assai più largo che quello che è a Parigi.
-
-In Costantinopoli giace el corpo di santa Anna.
-
-Item, a Gostantinopoli giace la madre di nostra Donna, la qual santa
-Elena fece portare di Gierusalem.
-
-
-DEL CORPO DI SANTO GIOVANNI GRISOSTIMO.
-
-Item, ivi giace il corpo di san Giovanni Grisostimo, el quale fu
-arcivescovo di Costantinopoli.
-
-
-DEL CORPO DI SANTO LUCA.
-
-Item, ivi giace il corpo di santo Luca Evangelista, perchè le sue ossa
-furono portate di Brettagnia, ove fu sotterrato; e molte altre reliquie
-vi sono.
-
-
-D'UNO VASO CHE SI RIEMPIE PER SÈ MEDESIMO.
-
-Qui è un vasello di pietra chiamata quindos, el quale getta tutta via
-acqua, e sempre per sè medesimo si riempie tanto, che va di sopra sanza
-che alcuno vi metta alcuna cosa dentro.
-
-
-DELLA CITTÀ DI GOSTANTINOPOLI.
-
-Constantinopoli è molta bella città, di molto nobile, e bene murata e
-triangulata. Egli è un braccio di mare, chiamato Elesponte; e chi lo
-chiama la bocca di Gostantinopoli; altri el braccio di santo Giorgio.
-Questo braccio chiude le due parte della città; e più alto, verso il
-capo di questo braccio di mare, fu la città di Troia sopra la ripa
-dell'acqua in un molto bel luogo piano; ma la città appar poco per lo
-gran tempo che fu distrutta.
-
-
-DELLE ISOLE CHE SONO IN GRECIA.
-
-In Grecia sono molte isole, sì come sono Calisere, Colcos, Ortigia,
-Tesbria, Mirea, Flazon, Melocopate e Lennos. Ivi sono molti altri
-linguaggi e molti paesi, i quali tutti ubidiscono allo imperadore; e
-gli Pizinzenati, gli Comani e molte altre gente e paesi di Tracia e
-Macedonia.
-
-
-ONDE NACQUE ARISTOTILE E DOVE GIACE.
-
-Una città dove naque Aristotile è assai presso della città di Tracia: è
-chiamata Asenigiren. Ivi giace il corpo suo, e ivi è uno altare sopra
-la tomba sua, ove ogni anno si fa solenne festa sì come fusse santo.
-Ogni uno di quelle gente insieme vanno a consigliarsi sopra di questa
-tomba, e pare a loro che per divina ispirazione gli venga posto innanzi
-il miglior consiglio. E in questo paese sono molte alte montagnie
-inverso la fine di Macedonia.
-
-
-DEL MONTE OLIMPIO.
-
-È una montagnia chiamata Olimpio, la quale disparte Macedonia da
-Tracia, ed è così alta che trapassa le nuvole.
-
-
-DEL MONTE ATTALANTE DOVE È L'AERE PURO E NETTO.
-
-Elli è un'altra montagnia, chiamata Athlas. Questa è tanto alta, come
-testimonia alcuni, che l'ombra sua si istende insino a l'Isola di
-Lennos, ch'è lontana a la marina LXXVI. leghe; e nella sommità della
-montagnia è l'aere così puro, che ivi non trae vento, nè altra cosa;
-e imperò quivi non potrebbe stare uccegli, nè altri animali per la
-grande secchitade di detta montagna. E dicono alcuni di queste parte,
-che i filosafi andorono sopra questa montagnia e tenevono nelle mani
-una spugnia bagnata in acqua, la quale odoravono per ricevere umidità,
-perchè altrimenti non arebono potuto fiatare, anzi sarebono venuti
-meno per difetto di fiato per l'aere troppo asciutto. E sopra questa
-montagna scrivevono colle loro dita nella polvere; e in capo dell'anno
-tornati, trovavono le figure come loro avevono iscritto, sì che per
-questo appare, che la montagnia si istende infino all'aere puro.
-
-
-DELLA BELLEZA DI COSTANTINOPOLI.
-
-Costantinopoli è la principale città dello imperadore; molto bella e
-bene ordinata; e ivi è una bella piaza per giostrare e per giucare, ed
-è fatta a scacchi e a gradi d'intorno, sì che ogniun può vedere sanza
-impacciare il campagnio; e di sotto questi gradi sono le stalle[11]
-dello imperadore e dentro sono tutti e pilastri di marmo. Dentro
-nella chiesa di santa Soffia, faccendo, già gran tempo, lo imperadore
-sotterare un suo parente, fu trovato uno altro corpo, sopra del quale
-era una gran piastra d'oro, dove erano scritte lettere che sonavano:
-Iesù Cristo nascierà della vergine Maria, et io credo in ello. E
-contenea nella detta piastra, che quello corpo era stato quivi anni
-2000, prima che Iesù Cristo nascessi; et è oggi la detta piastra nella
-tesorìa della chiesa di santa Soffia[12].
-
-
-DEL CORPO DI ERMES.
-
-E dicono le gente, che questo corpo fu Hermens, el savio filosofo.
-E quantunque i greci siano cristiani, egli però deviano molto dalla
-nostra fede, perchè dicono, che lo Spirito Santo non procede punto dal
-Figliuolo, anzi solamente dal Padre, e non ubidiscono nulla alla corte
-di Roma nè al papa, e dicono che tanta possanza à el loro patriarca,
-che è come el papa nostro.
-
-
-COME EL PAPA SCRISSE A' GRECI CHE VOLESSINO ESSERE UNITI.
-
-E imperò Giovanni papa vigesimo sicondo gli scrisse, come la
-cristianità doveva essere unita, e che egliono doverebono ubidire
-al papa, il quale è diritto vicario di Giesù Cristo e di Dio, al
-quale Idio dona infinita potenzia di legare e di sciogliere: onde e'
-doverebono a lui ubbidire.
-
-
-DELLA RISPOSTA CHE E' FECIONO.
-
-E li greci gli mandorono a dire assai diverse risposte; e, tralle altre
-cose, egli dissono: _Potentiam tuam summam circa tuos subditos firmiter
-credimus, superbiam tuam summam tollerare non possumus, avaritiam tuam
-satiare non intendimus; dominus tecum quia nobiscum est Dominus_. E
-altra risposta non potè lui avere da loro. Queste parole latine per più
-intelligenzia de' vulgari così suonono: la tua potenzia, circa alli
-tuoi subditi, firmamente credemo; la tua somma superbia non possiamo
-levare (_sic_), la tua avarizia non intendiamo saziare: sia el signore
-teco, perchè con noi è.
-
-
-DELLO ERRORE DE' GRECI CONTRO ALLA CONSECRAZIONE DEL SACRAMENTO.
-
-Item, fanno el sacramento dell'altare di pane lievito, e dicono, che
-noi erriamo di farlo col pane non lievito, perchè el nostro Signiore
-lo fece alla cena di pane lievito; e nel giovedì santo eglino fanno
-il loro pane lievito per memoria della cena, e sì lo seccano e poi lo
-conservono tutto l'anno; e di questo ne dànno agl'infermi in luogo del
-corpo di Cristo; e egliono non fanno punto d'unzione nel battesimo,
-nè alli infermi; ma nota che ora si conformono con noi nel modo del
-consecrare; e dicono che non è punto purgatorio, e che l'anime non ànno
-punto d'allegreza infino al dì del giudicio.
-
-
-UNO ALTRO ERRORE.
-
-E dicono, che fornicazione non è peccato mortale, imperò che quela è
-cosa naturale, e che nisuno uomo nè femina se debe maritare altro che
-una sola volta.
-
-
-UN ALTRO ERRORE.
-
-E che sono bastardi quegli figliuoli di quegli che si maritono più
-d'una volta, e sono generati in peccato; e disfanno il matrimonio per
-piccola cagione. E gli loro preti si maritono; e dicono, che usura
-non è punto peccato mortale; e vendono e benifici della chiesa, sì
-come altrove si fa, che gli torna gran danno e vergognia; imperò che
-ogni simonia è riprovata; onde che la santa chiesa è maculata; e così
-mancando lei nelle buone opere, el mondo non può aver buono stato.
-
-
-DI MOLTI ALTRI ERRORI DE' GRECI.
-
-E dicono e greci, che nella quadragesima non si dee cantar messa altro
-che 'l sabato e la domenica; e il sabato non digiunono in niun tempo
-dell'anno, se bene in tal dì fussi la vigilia di Pasqua o di Natale.
-E non permettono, che li latini cantino alli loro altari altro che una
-messa; e se pure la cantassino, e greci dipoi lavono l'altare d'acqua
-benedetta, e dicono che non si dee cantare altro che una messa el dì in
-su nuno altare; e dicono che 'l nostro Signiore non mangiava mai, anzi
-fece astinenzia di mangiare. E dicono che noi pecchiamo mortalmente a
-farci radere la barba, perchè la barba è segnio de l'uomo e dono del
-nostro Signiore; e quegli che si fanno radere, il fanno per più piacere
-al mondo e a le femine; e dicono, che noi pechiamo a mangiare delle
-bestie che erano vietate nel vechio testamento, come de' porci e delle
-altre bestie che non rugomeno el pasto; e dicono che noi pechiamo a
-mangiare carne presa nella settimana di quadragesima; e anche perchè
-noi mangiamo carne il mercoledì; e dicono che noi pechiamo a mangiare
-uova e formagio il venerdì, e che è scomunicato ognuno el quale si
-contiene di mangiare carne el sabato.
-
-
-DI CIÒ CHE FA LO IMPERADORE.
-
-Item, lo imperadore di Costantinopoli fa el patriarca con l'arcivescovo
-e vescovi e dà le degnità e li benifici, e sì gli toglie e gli
-priva quando gli truova cagione. E questo è signiore del temporale e
-spirituale in suo paese; e se voi volete sapere l'alfabeto de' greci
-voi lo potete vedere qua di sotto.[13]
-
-E quantunque tale cose non appartenghino allo amaestramento del viagio,
-nondimeno apartengono alla anti promessa dichiarazione, cioè di costumi
-e di ragione e diferenzie d'alcuni paesi; imperò che questo è il primo
-paese vario e discordante in fede e in lettere dal nostro paese di qua.
-Pertanto io l'ò qui discritto, perchè molte gente pigliono diletto
-d'udire cose nuove. Chi vuole andare a Costantinopoli per la terra
-di Turchia, sì va verso la città di Nisa, e passasi per lo porto di
-Cinento[14], il quale è bene alto di lungi da Nisia una lega e mezo.
-
-
-DEL CORPO DI SANTO NICOLÒ.
-
-Chi va per mare, per lo braccio di san Giorgio, per lo mare verso
-le parte dove giace il corpo di santo Niccolò verso molti altri
-luoghi[15].
-
-
-DELL'ISOLA DI SIVO (_sic_) DOVE CRESCE EL MASTICE.
-
-Prima si va a l'isola di Chio. In detta isola crescie il mastice in
-piccoli albucelli et escie a modo di gromma di ciriegio.
-
-
-DELL'ISOLA DI PATHEMOS DOVE SCRISSE SANTO GIOVANNI L'APOCALISSE.
-
-Dappoi si va per l'isola di Pathemos. Ivi iscrisse santo Giovanni
-l'Apocalisse, e potete sapere che quando el nostro Signiore sostenne
-passione, santo Giovanni ora d'etade d'anni XXXII. E dopo la passione
-stette in questa vita anni LXVIII, e il centesimo anno passò di questa
-vita.
-
-
-DELLA CITTADE DI EPHESON DOVE SANTO GIOVANNI PASSÒ DI QUESTA VITA[16].
-
-Da Pathimos si va ad Epheson, la quale è molto bella città et è
-appresso del mare e quivi passò di questa vita san Giovanni, e fu posto
-in terra dietro a l'altare, e quivi è fatto una bella chiesa, perchè e
-cristiani solevono tenere questo luogo; ma tuttavia nella tomba di san
-Giovanni non è altro che manna, imperò che 'l suo corpo fu trasportato
-in paradiso. E al presente tengono e turchi la città e la chiesa e la
-magior parte di Asia minore, e però è Asia chiamata Turchia. E sappiate
-che mentre che san Giovanni viveva, si fece fare la fossa, e lui
-medesimo v'entrò dentro vivo; imperò dicono alcuni, che non è morto,
-ma che si riposa insino al dì del giudicio. E veramente à lasciato una
-grande maraviglia, perchè visibilmente vi si vede molte volte di sopra
-alla sua tomba scrollare e muovere la polvere, non altrimenti che se vi
-fussi sotto uno uomo vivo, el quale la movessi, sì che ogni uomo che lì
-vede, si maraviglia molto.
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-DELLA CITTÀ DI MAIOLICA.
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-Da Efeson si va per molte isole di mare fino alla città di Pateram,
-dove nacque messer santo Nicolao; e dipoi si va alla città di Maiolica,
-nella quale egli fu eletto vescovo. Quivi nascono molti buoni vini. Di
-là si va all'isola di Creti, la quale donò lo imperadore, già è gran
-tempo, a' Genovesi[17].
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-DELL'ISOLA DI COLCOS E DELL'ISOLA DI CRETE DELLA QUALE FU SIGNIORE
-IPOCRAS.
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-Dipoi si passa per l'isola di Colcos e per l'isola di Lingo, delle
-quale isole Ipocras fu signiore e principe. E dicono alcuni, che in
-quell'isola di Lingo v'è ancora la figliuola di Ipocras in forma d'uno
-grande dragone, il quale si mostra di lungheza dugento torse, secondo
-che dicono[18]. Io non lo vidi mai e quegli dell'isola la chiamono la
-donna del paese, e abita appresso d'un castello vechio, e vedesi due
-volte l'anno, e non fa male ad alcuno, chi non fa già a lei noia.
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-COME LA FIGLIUOLA D'IPOCRAS FU TRASMUTATA D'UNA BELLA FANCIULLA IN UNO
-ORRIBILE DRAGONE.
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-E così, d'una bellissima fanciulla, fu trasmutata e cambiata in uno
-orribile dragone per una Dea detta Diana. E dicono, ch'ella ritornerà
-ancora in suo stato, e questo sarà quando si troverà uno cavaliere
-tanto ardito, che abbia ardimento di baciarla per la bocca. Ma, poi
-che sarà tornata in femina, ella non viverà lungamente. Non è ancora
-lungo tempo che un cavalieri di Rodi, forte e ardito, disse, che lui
-voleva andare a questo dragone; e montò sopra a uno corsiere, e andò
-infino al castello, e entrò dentro nella cava; e il dragone cominciò
-a levare il capo contro a lui. Quando il cavallo lo vide così brutto,
-per paura, a mal grado del cavaliere, il straportò sopra a un sasso,
-e di quello saltò in mare per tal modo, che fu perduto il cavaliere.
-Item, un giovane, il quale nulla sapeva di questo dragone, uscì di nave
-e andò all'isola infino al castello, e entrò nella cava, e andò tanto
-innanzi, che trovò una camera, e vide una fanciulla, che, pettinandosi,
-riguardava in uno specchio, e intorno a lei era assai tesoro. Costui si
-credette che costei fussi una meritrice che là dentro stessi a servire
-e compagni; e ivi stette tanto, che la fanciulla vide l'ombra di
-costui nello spechio; e incontanente andò inverso lui e domandollo che
-voleva; e lui rispose che voleva esser suo amico. E ella gli dimandò,
-se lui era cavaliere; e lui rispose, che non. Addunque, disse ella,
-voi non potete esere mio amico, ma andate da' vostri compagni e fatevi
-fare cavalieri, e la mattina io uscirò di qua dentro, e verrò innanzi
-a voi, e voi verrete a baciarmi per la bocca; e non abiate punto di
-paura, però che io non vi farò alcun male, che quantunque vi parrò
-brutta a vedermi, non dimeno non è altro che incantamento, ma io son
-fatta come voi mi vedete: e se voi mi bacerete, arete questo tesoro e
-sarete mio marito e signiore di questa isola. E sopracciò si partì da
-lei, e andò alla nave da' suoi compagni, e fecesi fare cavalieri, e
-poi tornò la mattina innanzi alla fanciulla per baciarla. E quando la
-vide uscire della camera in così orribile forma, ebe tanta paura, che
-subito ritornò, fugendo, verso la nave: e ella gli andava dietro. Ma
-quando ella vide che costui non ritornava, ella poi cominciò abaiare e
-gridare dolorosamente, e ritornossi indietro. Subito el cavalieri murì,
-e da quelo dì in qua non fu cavalieri alcuno, che, vedendola, subito
-non morisse. Ma quando v'anderà un cavaliere così ardito, che ardisca
-baciarla, egli non morrà e ritornerà la fanciulla nella sua forma, e
-sarà signiore del paese[19]. Item, dopo si va a l'isola di Rodi, la
-quale tegniono e cavalieri di san Giovanni. Questa isola, la qual già
-lungo tempo tolse lo imperadore[20]. Soleva quell'isola essere chiamata
-Colcos, e ancora così la chiamono molti signiori: e sam Paolo scriveva
-a quegli di questa isola, a' Colocenses. Questa isola si è appresso
-Gostantinopoli VIII. leghe, passando per mare.
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-IN CIPRO NASCE BUON VINO EL QUALE EL PRIMO ANNO È ROSSO, E POI DIVENTA
-BIANCO.
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-Da questa isola si va in Cipro, dove è il vino forte e possente, el
-quale el primo anno è rosso, e poi l'anno sicondo diventa bianco; e
-quanto è più vechio, diventa più chiaro e di migliore odore; e passasi,
-andando verso Cipro, per lo golfo di Sotalia.
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-QUI METTE LA CAGIONE PERCHÈ ABISSÒ QUESTA CITTÀ DI SOTALIA CON l'ISOLA,
-E FU PER UNO ORRIBILE PECATO.
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-Qui solea esere una buona isola e una buona città, che si chiamava
-Sotalia; e questa isola colla città si perderono per la follia d'uno
-giovinetto, il quale amando una fanciulla bella e pulita, murì di morte
-subitana, e fu posta in un sepolcro di marmo; e 'l giovane, pel grande
-amore, si condusse la notte ad aprire lo sipolcro, e posesi a giacere
-colla fanciulla. In capo di VIIII mesi a costui venne una boce, e
-disse: vattene alla tomba della fanciulla, e apri e guarda ciò che tu
-ài in lei ingenerato; e guarda bene che tu non resti; che se tu non vi
-vai, ti verrà male. E il giovinetto v'andò; e aperta la tomba, subito
-uscì fuori una testa brutta e sfigurata a guardarla, la qual subito che
-ebe riguardata la città e e' paesi, allora subissò ogni cosa infino in
-abisso: e qui è molto pericoloso passaggio. E da Rodi a Cipri sono bene
-v. cº. mª., o sia leghe lombarde[21]; e chi volessi, poterebe andare in
-Cipri sanza andare in Rodi, lasciando Rodi da costa.
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-DELL'ISOLA DI CIPRI, NICCOSIA E FAMAGOSTA.
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-Cipri è molto bella isola e molto grande, e ivi sono IIIIº. principali
-città. A Niccosia è uno arcivescovo, e III vescovi nel paese. Ivi è
-Famagosta, uno de' principali porti del mondo, dove arrivono cristiani,
-saracini e greci e d'ogni nazione; similmente e genovesi. Ivi è una
-montagna, che si chiama Egiptia, dove sono monaci neri.
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-LA CROCE DI DISMAS.
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-E quivi è la croce di Dismas, com'è detto di sopra.
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-DOVE GIACE IL CORPO DI SANTO GIROLAMO E DOVE GIACE SANTO ILARIONE.
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-In Cipri giace santo Ieronimo, di cui li cristiani fanno gran festa,
-e nel castello d'Amore giace el corpo di santo Ilarione, el qual fa
-el Re guardare degnamente. Appresso a Famagosta nacque santo Barnaba
-apostolo. In Cipri si caccia con papioni, e quali s'asomigliono a'
-leopardi, e seguitono molto le bestie salvatiche, e sono alquanto
-magiori de' lupi, e sono più fieri che' cani: e cacciasi ancora con
-cani dimestichi; ma li papioni sono più forti. Ivi è molto più caldo
-che non è di qui. Di Cipri si va per mare verso Gierusalem e verso a
-altri luoghi che tengono saracini; e passono al tempo buono di vento in
-uno giorno naturale.
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-DEL PORTO DI TIRO.
-
-El porto di Tiro, el quale è al presente chiamato Sur, è l'entrata di
-Suria. Ivi soleva esere una bella città de' cristiani. ma e saracini
-l'ànno distrutta la magior parte, e curiosamente guardono el porto,
-sì per paura de' cristiani, quanto possono per utile che ànno di
-lor passaggio. Di là s'anderebe più ritto al porto, sanza entrare
-in Egitto, ma più volentieri si va in Egitto per pigliare riposo e
-vittuvaglie nicessarie.
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-DELLI ROLONI, GRANCHI E DELLA FONTE DI CHE PARLA LA SANTA SCRITTURA[22].
-
-Ivi, insu la riva del mare, si truova molti roloni e granchi: ivi è
-la fonte della quale parla la santa scrittura: _Fons ortorum, puteus
-aquarum viventium_. In questa città disse la Donna al nostro Signiore:
-_Beatus ille venter qui te portavit, et ubera, quae suxisti_. Ivi
-perdonò il nostro Signiore alla femmina Cananea. Innanzi a Tiro soleva
-essere la pietra sopra la quale stava el nostro Signiore predicando, e
-sopra a questa pietra fu edificata la chiesa di Santo Salvatore verso
-oriente.
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-
-DI SAPHON, SIDONAI, BARUTI, SIDONA E DAMMASCO.
-
-È da otto leghe, sopra el mare. Saphon, o vero Siriputa di soddomensi.
-Ivi soleva dimorare el profeta Elia: ivi risucitò il figliuolo della
-vedova. E da Saphon alla città di Sidon è VI. leghe. E da questa città
-fu Dido che edificò Cartagine in Africa, e al presente si chiama
-Sidoni. Nella città di Tiro regniò Ageno padre di Dido. Da Sidon a
-Baruti si è X. leghe: da Barati a Sidonai è III. giornate; e da Sidonai
-a Damasco V. leghe. Chi vuole andare più di lungo per mare, e più
-aprossimarsi a Gierusalem, vada in Cipri al porto del Giaffo, e questo
-è il più propinquo porto alla città di Gierusalem, e non è altro che
-una giornata e mezo, che sono XVI. leghe.
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-DEL GIAPHO CHE EDIFICÒ IAPHET.
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-Questa città è chiamata Giaffo per un figliuolo di Noè chiamato Iaphet,
-el quale la edificò; ma al presente è chiamata Giaffo. E sapiate, che
-questa è la più antica città del mondo, però che innanzi al diluvio fu
-edificata.
-
-
-DI ANDROMADES GIUGANTE.
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-Ancora lì pare dove fu appicato le catene di ferro, delle quale in
-prigione stette legato un gran gigante, detto Andromades innanzi
-al diluvio, el quale aveva una ischiena lunga piedi XL. Item, chi
-giugnie al sopradetto porto di Tiro, chi vuole va per terra infino
-a Gierusalem, e chi vuole vae da Tiro infino alla città di Dacon in
-uno dì. E soleva chiamarsi Acon Tolomanda, e già fu una città de'
-cristiani, o vero di Cicilia, assai bella: al presente è molta guasta.
-E viensi infino ad Acom per mare e sì vi sono VIII. leghe lombarde. E
-di Calabria infino alla cittade di Acom per mare sono Mille CCCº. leghe
-lombarde. E l'isola di Crete è nel mezo della via. Item, apresso alla
-città di Acom, verso il mare, sono stadii CCºXX. inverso el mare dalla
-destra parte: inverso el mezzo dì è el monte Cannello, ove dimorava
-Elia profeta. Qui fu trovato il primo ordine de' frati Carmelliti: el
-monte non è però molto grande nè alto, ma a piede di quel monte soleva
-essere una buona città di cristiani, che si chiamava Caiphas; imperò
-che Caiphas la edificò, ma ora è quasi tutta guasta. Dalla sinistra
-parte del monte Carmello è una villa chiamata Sapha, e in quel luogo
-giace il corpo di santo Iacopo e di santo Giovanni; e nel luogo dove
-nacquono è una bella chiesa.
-
-
-DEL GRANDE MONTE, CHIAMATO LA SCALA DI ICHIRI.
-
-E da lì infino al grande monte, chiamato la Scala di Ichiri sono
-stadi Cº. Item, qui appresso corre una piccola riviera, chiamata
-Belchoni. Quivi apresso è una fossa, Viemoni chiamata, e è tonda e
-larga Cº. cubiti, la quale è piena di granelle bianche lucente, delle
-quale si fa vetro bello e chiaro: qui viene la gente a torre di quele
-granelle per mare con nave, e per terra con carri; e quando questa
-fossa è vota, la mattina si truova piena come era di prima; e dentro
-a questa fossa sempre è vento e romore e rimescola le dette granella
-maravigliosamente; e chi mettessi alcun metalo in questa fossa fralle
-granelle, quelo metalo si convertirebe in grane o vero in vetro; e chi
-mettessi vetro fatto di quele granelle, si convertirebe in granelle
-come era in prima. Questa si è una bella città e popolata, e alcuni
-dicono che quela fossa è uno spiraglio di mare arenoso. Item, dal luogo
-sopra detto si va a la città di Palestina in IIIIº. giornate. Questa
-città fu di philistei, ora è chiamata Ghaza. Questa è una bella città,
-ricca e apopolata: e alquanto di sopra di questa città portò il forte
-Sansone le porte sopra uno alto sasso.
-
-
-COME SANSONE AMAZÒ E FILISTEI AL PALAZO.
-
-E, quando fu presso a quella città, amazò sè stesso nel palazo del Re
-insieme con molte migliaia di philistei, e quali avevono acciecato, e
-toso e prigionato; e perchè si schernivono di lui, però fece rovinare
-il palagio sopra loro.
-
-
-DI CESARIA E DEL CASTELLO DE' PELLEGRINI, DI ASCALON, DEL GIAPHO, E
-COME IN BABILLONIA DIMORA EL SOLDANO.
-
-E di là si va alla cità di Cesaria e poi si va al Castello di
-pellegrini, e poi a Scalona, e poi al Giaffo, e poi a Ierusalem;
-e chi vuole andare per terra, primamente va verso Babillonia, ove
-comunemente dimora il Soldano, per impetrare grazia da lui d'andare più
-sicuramente per lo paese. E per andare in monte Sinai, si vae innanzi
-che si vada in Gierusalem, e poi, ritornando per Gierusalem, si va per
-Ganza inverso il castello di Tiro. Dappoi s'esce di Soria e entrasi
-nelli diserti, dove el Nillo è tutto sanguinente. Dura questo diserto
-VII. giornate, ma tutta via truovasi abergo di giornata in giornata,
-ove si truova vittovaglie opportune per l'uomo: in sua lingua chiamono
-questo diserto Alilech. E uscendo fuori di questo diserto, s'entra
-in Egitto, da lor chiamato Canopat[23] in suo linguagio, e altri il
-chiamano Aielfini. E truovasi prima una bella città, chiamata Balcem,
-e sta nella fine del reame, e di là si va a Babillonia al Cairo. In
-Babillonia è una chiesa di nostra Donna, dove ella dimorò VII. anni,
-quando ella fuggì della terra di Giudea por timore del Re Erode: quivi
-giace il corpo di santa Barbera vergine. Quivi stette Ioseph da poi
-che fu venduto da' frategli. Quivi fece mettere Nabuchodonosor nel
-fuoco e III. giovinetti, in ebreo chiamati Anania, Azaria e Missael,
-sì come testimonia Salamone. Ma Nabuchodonosor gli appellava Sidrach,
-Misach e Abdenago, che suona: _Dio glorioso, Dio virtuoso, Dio sopra
-ogni reame_: e questo fu per lo miracolo che si vidde, stando loro
-nel fuoco ardente. Quivi dimora il Soldano nel suo calahelich, cioè
-al Cairo, perchè quivi comunemente è la sua sedia in un bello castello
-grande e forte e sta sopra a un sasso; e in quel castello stanno sempre
-(standovi el Soldano, per servire lui e per guardia del castello) VI.
-mila persone o più, le quali vivono tutte della corte del Soldano di
-tutto quello che gli fa bisognio. Io lo debo ben sapere, perchè io fu'
-gran tempo suo soldato contro alli ordini e nelle sue guerre. Egli
-m'arebe altamente meritato, sì come grande principe terreno, se io
-avessi voluto rinnegare el mio creatore Giesù Cristo: di ciò io non
-avevo volontà per tutto quello che egli m'avessi potuto promettere
-nè donare. E sapiate, che il Soldano è signiore de' suoi reami che
-à acquistati e apropriati per forza, come del reame di Canopate, del
-reame d'Egitto e del reame di Gierosolimitani, ove Davit e Salamone
-erono Re; del reame di Allappeni, della terra di Emat e del reame
-di Soria, ove è capo la città di Soria, di Damasco; e del reame di
-Arabia, che fu d'uno de' tre Re, che andorono a presentare al nostro
-Signiore quando nacque; e molte altre terre tiene in sua possanza. E
-appresso a ciò si è Caliobe[24], che è una grande cosa. El Soldano
-in suo linguaggio è sopra a IIIIº. Re, e nel paese della Soria e'
-solevavi esere V. Soldani, e al presente non ve n'è se none uno,
-che è in Egitto. Il primo Soldano fu Zaratone, che fu di Media, e fu
-padre del Soldano il qual prese il Calife di Egitto, e uccisselo e fu
-Soldano per forza: e poi fu Soldano Saladino, nel tempo del quale il
-Re Ricardo d'Inghilterra, con molti altri, guardorono il passaggio di
-Rocasse, che il Soldano non poteva passare. Dappoi Saladino regniò suo
-figliuolo Orlandino, e poi suo nipote. E poi li Mamaluchi, e quali
-erono come schiavi in Egitto, feciono la loro possanza ed elessono
-uno di loro, uno Soldano, il quale si fece nominare Melchesela. Nel
-tempo di costui entrò nel paese il Re di Francia, Santo Aluigio, e
-con lo Soldano combattendo, fu preso e messo in prigione; e dipoi fu
-morto questo Soldano da' suoi servi medesimi, e quali dapoi elesono un
-altro, chiamato Turpino per farlo Soldano. Costui dappoi liberò santo
-Aluigio, perchè egli si riscosse. E poi un altro sì regniò de' suoi
-Mamaluchi, chiamato Cathas. Costui uccise Turpino per esere Soldano, e
-fecesi nominare Melachamech: e da poi uno di questi mamaluchi, per aver
-la signioria, fecesi chiamare Melchey. Nel suo tempo entrò el buono
-Re Adovardo di Inghilterra in Soria, e fece grande danno a' saracini:
-poi fu questo Soldano imprigionato in Damasco dal suo figliuolo, il
-quale doveva regniare dipoi lui, e fecesi nominare Malech Saith; ma
-un altro possente uomo, chiamato Elphiel, cacciò lui fuori del paese e
-fecesi Soldano. Costui prese la città di Tripoli e distrusse di molti
-cristiani dell'anno di grazia Mille dugento novanta nove. Ma poi fu
-imprigionato da uno altro che voleva esere Soldano, ma costui fu subito
-morto. E di poi fu il figliuolo de Eliphini Soldano, e costui si fece
-nominare Meleche Aserach. Costui prese la città d'Acom, e incarcerò
-tutti e cristiani, poi fu lui imprigionato. Da poi fu suo fratello
-fatto Soldano, e fu nominato Ginthelboga, e fu preso, e imprigionollo
-nel castello di monte reale e fecesi Soldano per forza; e fu costui
-Tartaro, ma gli malmaluchi gli discacciorono del paese, e feciono un
-altro Soldano del paese, chiamato Lichim. E costui si fece nominare
-Melechimanser, il quale[25] giucando un giorno a scacchi, el cavaliere,
-con chi lui giucava, crucciato con lui, prese la spada del Soldano che
-gli era presso, e con quella spada lo uccise. Dappoi furno in grande
-discordia per fare un Soldano, ma finalmente s'accordorono che fussi
-fatto Melchinaser, il quale Viterga aveva posto in prigione a monte
-Reale. Costui regniò gran tempo e governossi saviamente e sanamente,
-sì che il primo genito dopo lui fu eletto Soldano, e fu nominato
-Melechinade, il quale uccise il suo fratello secretamente per aver
-la signioria e fecesi nominare Melechinam da Vuroni: e costui era
-Soldano quando mi parti' del paese. Item, sappiate, che 'l Soldano può
-trarre del paese d'Egitto, pure solamente di quegli che stanno a sua
-providigione, più di dugento migliaia d'uomini d'arme: e di Soria e di
-Turchia e di altri paesi se ne può cavare più di cinque cento migliaia,
-sanza la comune gente del paese; imperò che questi stanno tutta via a
-posta sua provigionati sanza gli amiragli ch'egli governa. Ma la comune
-gente del paese è sanza numero, e ciascuno cavaliere à di provigione
-sei mila fiorini l'anno; ma egli è di bisognio che ciascun di loro
-tenga dumila cavagli e uno camello; e sono gli amiragli spersi per le
-città e per le ville. Li quali amiragli governono questa gente, l'uno
-quatrocento, l'altro cinque cento; chi più e chi meno: e tanto ha di
-provigione uno amiraglio solamente, come tutti e soldati a lui sotto
-posti; e però quando il Soldano vuole mettere suso un cavaliere o uno
-altro uomo[26], egli lo fa amiraglio; ma quando viene una carestia,
-e cavalieri sono poveri, e vendono e cavagli e l'arme loro. Item, lo
-Soldano à IIIIº. femine, una cristiana e III. non cristiane; l'una in
-Ierusalem, l'altra in Damasco e l'altre due in Ascalona; ma elle si
-trasmutono all'altre terre, e 'l Soldano le va a vicitare quando gli
-piace. Queste IIIIº. sono sue moglie; delle amiche n'à lui quante ne
-vuole, perchè lui si fa venire innanzi delle più belle e più nobili
-del paese, e quelle che gli piacciono le fa guardare onorevolmente; e
-quando vuole giacere con una amica, lui se ne fa venire molte innanzi:
-tutte ben guardate, manda o vero getta l'anello del suo dito a quella
-che più gli piace: prestamente quegli a chi apartiene la mena a
-bagniare, e poi a vestirla e adornarla molto nobilmente: e così fa ogni
-volta che gli piace, e di notte la conducono a la sua camera innanzi al
-Soldano. Non viene niuno forestieri imbasciadore che non sia vestito di
-drappo d'oro, o vero di camozato, a modo che' saracini vestiti sono. E
-conviene che così tosto, come eglino lo veggono o alle finestre o in
-nessuno altro luogo, e sia chi si vuole, conviene che s'inginocchino
-e bacino la terra, imperò che questa è l'usanza di tutti quegli che
-gli vogliono parlare. E mentre che gl'imbasciadori parlono con lui,
-la gente del Soldano stanno intorno a loro con ispade e con lance in
-mano, a modo che per ferire a ogni ora, quando gli dicessino cosa che
-dispiacessi al Soldano. E però niuno forestiero richiede cosa alcuna al
-Soldano che non gliela conceda, pur che ella sia cosa ragionevole e che
-non sia contro a la sua legge. E similmente fanno gli altri principi,
-però che egli dicono, che niuno debbe venire innanzi al Soldano, se non
-per migliorare. E alla partita dee esere più lieto che nella venuta
-al suo cospetto. E sappiate che questa Babillonia, della quale io ò
-parlato, dove dimora il Soldano, non è già la grande Babillonia, dove
-fu trovato la diversità delle lingue per lo divino miracolo, quando la
-grande torre di Babel fu cominciata, le mura della quale torre erono
-già fatte alte LXIIIIº. stadii. La qual si è ne' grandi diserti di
-Arabia, sopra il camino dove si va inverso Caldea. Ma già è gran tempo
-che niuno ardisce andare nè aprossimare a questa terra, perchè ella
-è diserta e abandonata; e quivi d'intorno non abita altro, che grande
-multitudini di dragoni e di serpenti e altre bestie velenose, sicondo
-che gli uomini dicono di quel paese.
-
-
-DELLA GRANDE BABILLONIA, LA QUALE EDIFICÒ NEBROTH PRIMO RE.
-
-Questa città aveva di circuito intorno alle mura CºXL. leghe[27] sì
-come si può istimare e comprendere; e quantunque si chiami la terra
-Babillonia, non dimeno qui erono ordinate molte case e abitazioni
-e gran palazzi: e conteneva la detta terra gran paese di circuito,
-come ò detto, perchè la torre teneva per quadro dieci leghe. Questa
-terra edificò Nebrotto Re; questo fue Re di quel paese; e costui fu il
-primo Re del mondo, e fece fare una immagine al nome di suo padre, e
-costringeva tutti e suoi subgetti ad adorarla; e similmente fece Nino,
-di suo padre: così cominciorono gl'idoli. La detta torre, insieme con
-la città, era ben posta e in un bel paese e piano, el quale si chiama
-ancora el piano di Senziar: le mura della terra erono alte CC. cubiti
-ed erono grosse L. cubiti, e sì v'era una fiumara di Eufrates pel mezo
-della città, ma Dario Re di Persia gli tolse il fiume e distrusse la
-città e anche la torre.
-
-
-COME IL RE DARIO PARTÌ EL FIUME IN QUATTRO MILA SECENTO RIVOLI PICCOLI
-PER LO GIURAMENTO CH'EGLI AVEVA FATTO A DISPARTIRLO.
-
-Questo Dario Re partì el fiume in IIIIº. m. e VI.Cº. piccoli rivoli,
-però che aveva giurato ch'egli spartirebbe el fiume per forma, che
-una femina lo potrebe passare sanza spogliarsi[28], imperò ch'egli
-aveva perduti di molti cavalieri, i quali, volendo passare il fiume,
-si affogorono. E da Babillonia, dove dimora il Soldano, per la via
-diritta tra uriente e settentrione, verso di questa grande Babilonia, è
-quasi XL. giornate e la magior parte del viaggio sono diserti; e questa
-grande Babilonia non è punto nè in dominio nè in potenzia del Soldano.
-
-
-LO IMPERADORE DI PERSIA TIENE LA GRANDE BABILLONIA.
-
-Anzi è sotto la signioria dello 'mperadore di Persia. La terra di
-Persia si tiene un signiore, il quale è uno delli più alti e più nobili
-che sia nella parte di là, ed è signiore dell'isola di Cathai e di
-molte altre isole e d'una gran parte d'India, e confina la sua terra
-colla terra del prete Giovanni. Costui tiene tanta terra, che esso non
-sa e confini, ed è assai magiore e più potente sanza comparazione che
-non è il Soldano, di possanza: e dello stato di questo signiore io ne
-parlerò più appieno ch'io non ò parlato della terra e del paese del
-Soldano.
-
-
-DELLA CITTÀ DI MECHA, DOVE GIACE MACHOMETTO.
-
-Item, è la città di Mecha, la quale e pagani chiamono Iactalo, dove
-giace Macometto molto onorevolmente in un tempio, el quale e saracini
-chiamono Mocchia; da Babillonia minore, dove sta il Soldano, infino
-alla città di Mecha, sono giornate XXXII. E sapiate che il reame di
-Arabia è molto grande paese, ma troppi diserti vi sono, e in quegli
-diserti non si può abitare per difetto d'acque, perchè questa terra è
-tutta renosa e secha e sterile; onde non vi può esere veriditade[29]
-nè dolceza d'acqua, imperò vi sono tanti serpenti e diserti; e, se vi
-fusse fiume o fontana, la terra sarebe buona come in altri luoghi, e
-sarebe tutta popolata e abitata come altrove. Arabia dura da e confini
-del reame di Caldea infino a' confini d'Africa; e da l'altra parte
-confina colla terra de Idumea verso le confini di Betron. Nel reame
-d'Alida si è la degna città di Cartagine fondata per Dido, amica
-d'Enea, il qual signioregiò in Italia e Mesopotamia, e si tene con
-questi diserti ed è un gran reame.
-
-
-DI AARON PADRE D'ABRAAM (_sic_) E D'EPHIEN, CHE FU GRAN TEOLOGO.
-
-E in questo paese si è la città d'Aaron, ove dimorò el padre d'Abraam,
-e dove Abraam si partì, per comandamento de l'angelo. Di questa
-città fu Ephien, el qual fu un gran dottore in teologia, e un altro
-si fu chiamato Teofilo, il quale nostra Donna lo salvò dal nimico.
-E Mesopotamia dura dalla riviera d'Affrica fino al fiume di Tigris
-e Bereninta, però che tra questi dua fiumi è in mezo Babillonia, poi
-Caldea, poi Arabia. Caldea è un gran paese; nel quale paese, in Baldach
-sopradetto, soleva dimorare il Calipho, el qual soleva esere come
-imperadore d'Arabia, e papa e signiore in temporale e spirituale; e era
-successore di Macometto e di sua generazione. Questa città di Baldach
-era chiamata Sutbib; Nabuchdonosor la edificò, e qui stette Daniel
-profeta, e qui vide molte divine visioni, e qui fece la esposizione de'
-sogni. Ancora sappiate che anticamente solevano essere tre Califfi.
-Quello di Arabia e di Caldea dimorava in Baldach; e al Cairo, che è
-allato di Babillonia, dimorava il Calife d'Egitto, in quel medesimo
-castello dove dimora il Soldano. Dal Soldano in qua non sono più
-Califi, imporò che da lora in qua, il Soldano à usurpato quel nome, e
-fassi lui chiamare Califo per tutti gli altri. Item, sapiate, che in
-Babillonia minore, dove dimora il Soldano, si è la città del Cairo, con
-molte altre grandi e belle città; e sono poste l'una apresso all'altra.
-Babillonia sta presso alla riva di Sion altrimenti nominata Nillo[30],
-del quale scrive Lucano; el quale viene dal paradiso terrestre.
-
-
-COME EL NILO CRESCE E DISCRESCE.
-
-Questa riviera del Nillo ogni volta che 'l sole entra nel segnio del
-cancro, comincia a crescere e tutta via va crescendo mentre che il sole
-è in cancro e in lione, e crescie alle volte tanto, che si alza XX.
-cubiti o più, e allora fa gran danno alle vignie. Onde spesso viene nel
-paese gran carestia per troppa umidità; e simile, quando la riviera è
-troppo piccola, v'è carestia per difetto d'umido. Quando il sole entra
-nel segnio della vergine, scende a poco a poco il fiume infino a tanto
-che entra el sole nel segnio della libbra. Questa riviera vien correndo
-dal paradiso terrestre per mezo gli diserti d'India, poi entra sotto
-terra. Per lungo e gran paese corre sotto terra, e poi escie fuori
-d'una montagna che si chiama Aloch, la quale è tra India e Tiopia,
-dilungi dall'entrata di Etiopia trenta giornate. E quella tal montagna
-circunda Etiopia e Mortagia, e va dilungo, costeggiando la terra di
-Egitto, insino alla terra dello Imperadore, che è nella fine d'Egitto;
-e quivi si sparge in mare. E intorno alla detta riviera vi stanno molti
-uccelli chiamati ibis.
-
-
-DEL PAESE D'EGITTO, E DE LA CAGIONE PERCHÈ QUIVI SONO UOMINI ASTRONOMI.
-
-Egitto è un lungo paese e stretto perchè non si può distendere per
-mancamento d'acqua, sì che tutto el paese è tanto lungo dalla riviera,
-quanto l'acqua può bagniare la terra e adacquarla, e tanto el paese
-è largo, perchè quivi piove nulla o poco, e lì non possono avere
-acqua, se non da quella riviera; e perchè in quel paese non piove,
-se non rade volte, però l'aere è puro e chiaro; e però quivi sono di
-buoni Astrolagi, però che non truovono nuvole che gl'impaccino. Item,
-la città del Cairo è maggiore che quella di Babillonia ed è posta
-alquanto di sopra alla riviera sopradetta verso e diserti. In Egitto
-sono due parte, alta e bassa; l'alta verso Etiopia, e la bassa verso
-Arabia. In Egitto è la terra di Ramasa e quella di Iessem. Egitto è
-un forte paese per cagione dell'aspre montagnie che con gran fatica
-si passono. In Egitto, inverso oriente, è il mar rosso, il quale dura
-infino alla città di Cascon; e verso occidente è la terra di Libia, la
-quale è terra secca e sterile perchè ella è troppo calda; et è la terra
-chiamata Such, et è verso mezzo dì di Etiopia e verso Bisa e verso el
-diserto, e dura fino a Siria, e così è il paese forte da ogni canto.
-Egitto è di lungheza bene xv. giornate e più di largo tanto.
-
-
-DELLE ISOLE D'EGITTO E DELLI NUBIANI CHE NASCONO NERI COME MÔRI.
-
-E tra Egitto e Nubia sono bene XII giornate del diserto. Sono e
-nubbiani cristiani; nascono neri come môri per la grande calidità del
-sole. Item, in Egitto sono V. province; l'una è chiamata Saith; l'altra
-Damaser; l'altra Resit, la quale è una isola fatta per lo Nilo; l'altra
-Allaprandia; l'altra, la terra di Damiata. Damiata soleva esere molta
-forte città, ma perchè e cristiani la conquistorono due volte, e'
-saracini la conquistorono due altre volte, la disfeciono e edificorono
-un'altra città più lontana dal mare, la quale e' chiamorono Damiata
-nuova; sì che ora niuno dimora nell'altra Damiata. Quivi si è uno de'
-porti d'Egitto e l'altro d'Alesandria, la quale è molto forte città; ma
-ella non à punto d'acqua, salvo quella del Nilo, che v'è condotta per
-vie sotto terra: e ànno le loro citerne sotto l'acqua[31]. In Egitto
-sono poche forteze, imperò che il paese è forte per sè stesso. Dentro e
-diserti d'Egitto, già gran tempo fu uno valente romito il quale scontrò
-uno gran mostro, il qual di sopra aveva forma d'uomo infino al bellico
-con III gran corna nella testa, e di sotto aveva figura di capra.
-
-
-QUI FA MENZIONE D'UNO MONSTRO, EL QUALE TROVÒ EL ROMITO NEL DISERTO.
-
-Questo buono remito domandò el mostro per parte di Dio chi lui era;
-e 'l monstro gli rispose e disse, ch'egli era criatura mortale, e
-che Dio l'aveva così criato, e che egli dimorava in quel diserto
-procacciando il sostegno della sua vita. E pregò el mostro lo eremita,
-che volesse pregare per lui quello Dio, el quale, per salute la umana
-generazione, discese del cielo e nacque di vergine, e passione e morte
-sostenne, come noi sappiamo, e perchè noi viviamo e siamo sostenuti.
-Ed è ancora, questo monstro colle corna, in Alesandria per lo gran
-miracolo. Quivi in Egitto è la città di Eliopoli, che si chiama la
-città del Sole[32]. E in questa città è un tempio fatto a modo di quelo
-di Gierusalem, ma in quanto alla divinità non è somigliante. Il prete
-del detto tempio à perscritto el tempo d'uno uccello chiamato Fenice,
-e mai non è stato altro che uno al mondo. E sappiate che la natura del
-detto uccello si è, che in capo di 100. anni viene in sullo altare di
-quello tempio a bruciarsi, e il prete, quando vede il tempo, e lui gli
-apparecchia sopra all'altare spine e zolfo vivo e altre cose che presto
-s'accendono. E questo uccello si viene a ardere e fassene cenere. Dipoi
-el primo dì si truova nella cenere uno vermine, e lo secondo giorno si
-truova l'uccello fornito, e 'l terzo giorno si vola via: e in questo
-modo si rinuova ogni volta in capo di 100. anni. E sappiate che al
-mondo non è altro che uno di quella ragione uccelli; e certo questo è
-gran miracolo di Dio! E si può bene assomigliare questo uccello a Dio,
-imperò che Dio non è altro che uno, e perchè il nostro Signore risucitò
-el terzo dì. E questo uccello si vede spesse volte volare nelle parte
-di Arabia e intorno a questo luogo; e non è già più grande che una
-aquila, e à una cresta sopra la testa più grande che non à el pagone.
-
-
-COME È FATTA LA FENICE.
-
-E à el collo giallo, di colore d'uno oro be' lucente; e à el dosso
-indo, e à le alie di purpura colorite, e à la coreggia rossa pel
-traverso, e il collo rosso, ed è bello da vedere al sole, però che
-luce molto nobilmente. In Egitto sono giardini che rendono frutto due
-volte l'anno: ivi si truova di begli smeraldi e assai, imperò che quivi
-n'è gran mercato. E quando una volta piove in Egitto, tutto el paese
-s'empie di ratti. Item, al Cairo si mena a vendere comunemente uomini
-e femine d'altra legge, e fassi di loro come qua si fa di bestie menate
-al mercato.
-
-
-DEL CAIRO E DE LE COSE CHE VI SONO.
-
-Qui è una stanza comune nella città, quale è piena tutta di piccoli
-pertugi e tutte le femmine della villa portono uova di galline e
-d'anitre e d'oche e mettonle in detti pertusi, e gli guardiani della
-casa, che sono diputati a ciò, metton le dette uova in isterco di
-cavallo sanza gallina o altro uccello, e in capo di duo settimane o
-d'un mese tornano le femmine, e pigliono e lor polli e gli nutricono;
-di che el paese è molto abondevole: e questo fanno di verno e di
-state. In detto paese, e in alcuni altri luoghi di là, si truovano per
-l'Ascensione pomi lunghi, e chiamansi pomi di paradiso, e sono di buon
-sapore; e chi gli taglia in due parti per traverso, sempre vi truova
-dentro la figura di santa croce: ma eglino si marciscono fra sette
-giorni, e imperò non se ne può portare in altro luogo: e' detti pomi
-son buoni e dolci; e truovasi ben di questi pomi più di cento insu
-nuna brocca[33], e ànno gran foglie lunghe un gumito e quasi un piede
-larghe. E qui son pome d'Adamo che ànno un morso dallato, sì come Adamo
-morse el pome. E quivi sono fichi, che non ànno foglie sopra e rami, e
-sono chiamati fichi di Faraone.
-
-
-COME SI COGLIE IL BALSAMO, E DOVE NASCE, E COME NON FRUTTIFICA SE NON
-SI LAVORA PER MANO DE' CRISTIANI, E COME SI CONOSCE.
-
-Item, appresso il Cairo, fuori della città, è il campo dove nasce il
-balsamo, e e' viene di piccoli albucegli, che non sono più alti che
-alla spalla d'uno comunale uomo; e assomigliasi el legnio di questi
-alberi alle vite salvatiche. E in questo campo sono due fonte, delle
-quali ne fece una el nostro Signiore co' suoi piedi, sendo piccolo,
-quando giucava cogli altri fanciugli. Questo campo non è così ben
-serrato, che non si possa bene entrare, salvo che nel tempo che si
-ricoglie el balsamo; però che allora è guardato per modo, che niuno
-vi potrebbe entrare. Questo balsamo non cresce in altro luogo che in
-questo, e le piante che sono trapiantate altrove crescono, e mai non
-fanno frutto, e tagliasi la brocca de l'albucello con uno legnio acuto,
-o vero con uno osso acuto, perchè chi gli tagliassi foglie con ferro,
-ne corromperebe la virtù o natura. E le foglie di quelle non rendono
-odore niuno: e saracini chiamono questo legnio Cubth blaso; e 'l frutto
-che alquanto s'asomiglia alle cube, egli el chiamono Gubalze, e dicono
-e saracini, che il balsamo lavorato da' cristiani fruttifica, e mai
-non fruttifica se fussi lavorato per altri; e questo ànno loro più
-volte esprementato. E altri dicono, che 'l balsamo cresce in India,
-nel diserto dove Alesandro parlò agli alberi del sole e de la luna,
-ma io non l'ò veduto perchè io non vi fu' tanto innanzi, però che vi
-sono troppi pericolosi passaggi a andare. E sapiate che colui che non
-si intende bene del balsamo, debe ben guardare come lo compera, perchè
-di leggieri può essere ingannato, però che alcuni vendono una gomma
-terbentina, con la quale mescolano alquanto del balsamo per dare odore.
-Alcuni quocono il legnio, col frutto del balsamo, in olio, e dicono,
-che quello è balsamo. Altri fanno distillare chiodi di gherofani e di
-spigonardo e altre spezie odorifere, e chiamono quelo liquore, balsamo,
-in modo che ne sono ingannati molti gran Signiori, che si credono
-avere balsimo, e ànno nulla; però che e saracini el contrafanno per
-ingannare e cristiani; e questo ò io veduto e provato. E ancora gli
-speziali il sosfisticono[34] da capo, dove è ancora piggiore; ma acciò
-che voi non siate ingannati, vi insegnierò come voi il potrete provare
-e conoscere il vero balsamo. Voi dovete sapere, che il balsamo naturale
-è bene chiaro e di colore citrino e à forte grande odore, e si[35] l'è
-spesso o rosso o nero el è sosfisticato. Item, se voi mettete un poco
-di balsamo insu la palma della vostra mano e tenetela verso il sole,
-se sarà buono e fine, voi non poterete tenere nè sofferire la mano
-inverso il calore del sole. Item, pigliate un poco di balsamo insu
-nuna punta di coltello e toccatene el fuoco; se arde è buon segnio.
-Item, mettete un poco di balsamo in una scodella, dove sia latte di
-capra; se gli è buono, subito el latte si rappiglia. Item, mettete
-un poco di balsamo in un piattello d'ariento o in uno piccolo bacino
-pieno d'acqua chiara, e poi movete e mescolate forte l'acqua; che se
-'l balsamo è vero e perfetto, l'acqua di nulla si conturberà; e se 'l
-balsamo è sosfisticato, l'acqua inturbidirà; e, sendo il balsamo fine,
-caderà al fondo del vaso al modo che fussi ariento vivo, perchè il
-balsamo fine, due volte più pesa che il sosfisticato. Ora, da poi che
-io v'ò parlato del balsamo, io vi parlerò delle cose che sono di là
-da Bambellonia oltre al fiume di Nair, verso il diserto, tra Africa e
-Egitto. Qui sono e granai di Ioseph, i quali lui fece fare pel governo
-delle biade per supplire agli anni di carestia; e sono di pietra
-molto ben murati, delli quali due sono grandi e alti a maraviglia, e
-gli altri non sono così grandi nè sì alti. Ciascun granaio à una gran
-porta per entrata, e sono alquanto alti da terra, perchè la terra è
-guasta e cascata dappoi che i granai erono fatti. Quivi dentro stanno
-molti serpenti. In questi granai, da lato di fuori, sono molte lettere
-intagliate di diversi linguaggi; e alcuni dicono che queste son tombe,
-che vuol dire sepulture antiche di gran signiori; ma questo non è vero,
-perchè comune fama è per tutto el paese, e da presso e da lungi, che
-questi sono i granai di Ioseph; e così è el parere di tutti quegli
-del paese, e ànno loro croniche per altre regione[36]. E se queste
-fussino sepulture, elle non sarebono vote dentro, e non arebono porte
-per entrare, nè non sarebono di tanta grandeza e alteza. Per la quale
-ragione non è da credere, che ciò sieno tombe. Quivi in Egitto sono
-diverse lingue e diverse lettere altrimenti che non sono altrove, e sì
-ve le discriverrò, come sono fatte e a che modo egli le chiamono, acciò
-che voi sappiate la diferenzia tra questi[37].
-
-Prima ch'i' proceda più oltre, io vi vo' dinotare el viagio dove si va
-diritto a Babillonia, dove dimora il Soldano, el quale è a l'entrata
-d'Egitto, imperò che molte gente vanno in prima là, e poi al monte
-Sinai, e poi ritorneno per Gierusalem, come altre volte v'ò detto,
-perchè egli fanno prima el più dilungi peregrinagio, poi ritornono
-per lo più brieve, quantunque il più brieve sia il più degnio, cioè
-Gierusalem, perchè niuno altro peregrinagio può comparare a quello.
-Ma per più sicuramente e aconciamente fornire il lungo e il brieve,
-si va prima al più lungo, e poi al più presto. Ma chi volessi andare a
-Babillonia per altra via e più brieve che queste parti occidentali, che
-io ho di sopra ricordate e così d'altre parti propinque a quelle, vassi
-per la Francia e per la Borgogna e per Lombardia. Non è bisognio di
-nominare le città, nè le ville di questo camino, però che il camino è
-assai netto e sicuro e conosciuto da molte nazione e gente.
-
-
-PER QUANTE VIE S'ENTRA IN MARE PER ANDARE IN GIERUSALEM.
-
-Molti porti sono, per li quali s'entra in mare: alcuni entrono a Genova
-e alcuni a Vinegia: questi passono per mare, per lo Adriano, chiamato
-il golfo di Vinegia, el qual divide da quella banda Italia da Grecia.
-Altri vanno a Napoli, alcuni a Roma e da Roma a Brondusio. Per questi
-luoghi s'entra in mare e per più altri luoghi, dove son porti; e vassi
-in Toscana per Campagnia, per Calabria e per Cicilia, la quale è grande
-isola e molto buona. In questa isola di Cicilia è un giardino verde
-e fiorito da ogni stagione, sì di verno come di state: questa isola
-circunda bene CCCº. L. miglia.
-
-
-DELL'ISOLA DI CICILIA E DI CERTE MANIERE DI SERPE CHE CONOSCONO E
-FIGLIUOLI LEGITTIMI DA' BASTARDI, E DEL MONTE MUNGIBELLO.
-
-Al contrario[38] tra Cicilia e Italia non è altro che un piccolo
-braccio del mare, el qual si chiama il Farro di Messina. Cicilia si è
-tra el mare Adriano e el mare di Lombardia, e da Cicilia in Calabria
-non sono altre che VIII. leghe lombarde. In Cicilia è una maniera di
-serpenti e qua' conoscono e figliuoli ligittimi da' bastardi, perchè
-e padri loro, che vogliono vedere la pruova, lasciono andare le serpe
-intorno a' detti figliuoli; e se gli mordono, sono bastardi, e se
-non gli danno noia, sono ligittimi e di ligittimo matrimonio nati. E
-questo fanno molti per vedere se ànno figliuoli ligittimi o no. Item,
-in quella isola è il monte Ethna, el quale sempre arde, e chiamasi
-Mungibello e Vulcano, ove ardono due fuochi e gettono diverse fiamme
-e diversi colori; e per la mutazione di queste fiamme, sanno le gente
-del paese quando sarà carestia e buona derrata, freddo e caldo, umido
-e secco, e universalmente conoscono a che modo si governa il tempo di
-Italia: e questo Vulgano sono XXV. miglia, e dicesi che questa bocca è
-dello 'nferno.
-
-
-DELLA VIA CHE VA PER LO PORTO DI PISA.
-
-Item, chi va per Pisa, come alcuni vanno, truova uno braccio di mare,
-per lo qual si va agl'altri porti di que' confini, e montasi in mare,
-e passasi per l'isola di Igioph, la quale è de' genovesi; e dipoi
-s'arriva in Grecia, al porto della città di Miroto, e al porto di
-Vallona, verso il porto di Durazo, el quale è del duca di Durazo. E da
-altri porti, per questa banda, si va infino in Gostantinopoli.
-
-
-DELLA VIA CHE VA DALL'ISOLA DI RODI A L'ISOLA DI CRETE, E DA CRETE
-ALL'ISOLA DI CIPRO.
-
-Poi si va per acqua infino a l'isola di Rodi e a l'isola di Crete,
-e dall'isola di Crete all'isola di Cipro; e così da Vinegia a
-Costantinopoli si va per la via diritta per mare, et èvvi circa 1880.
-miglia. E poi da Gonstantinopoli si va a Rodi per mare, et èvi 160.
-leghe; e da Rodi in Cipro si fa 500. leghe. Da Cipro, andando tutta
-via per lo mare, si lascia Ierusalem con tutto el paese dalla parte
-sinistra, e giugniesi infino in Egitto, e arivasi al porto di Damiata,
-il qual solea esere bello e forte. Dalla entrata d'Egitto da Damiata,
-si va in Alessandria, ch'è di sopra il mare; e in questa città fu
-dicollata santa Caterina, e quivi fu martorezato san Marco Evangelista,
-e quivi fu seppellito il corpo suo, ma lo imperadore Lione fece portare
-a Vinegia le sue reliquie. E quivi è ancora una chiesa bellissima di
-san Marco, tutta imbiancata senza pittura; e così sono tutte l'altre
-chiese che sono di cristiani imbiancate di dentro; però che e saracini
-l'ànno imbiancate per guastare le immagine e le istorie de' santi
-ch'erono dipinte. Questa Alesandria è lunga circa XXX. stadii, ed è
-larga X. stadii, e è bella e nobile città. Quivi el Nillo entra in
-mare, e in questa fiumana del Nillo si truova molte pietre preziose
-e assai legnio aloe, el quale è una sorte di legnio che viene dal
-paradiso terresto, e adoperasi in diverse medicine, e è assai caro.
-D'Alesandria si va a Bambillonia, dove dimora el Soldano, la quale è
-di sopra la diritta riviera del Nillo[39]. E questo è il più brieve
-camino che si faccia per andare diritto a Bambillonia. Perseverando, io
-vi mosterò la via di Bambillonia al monte Sinai, ove giace il corpo di
-santa Caterina. Partendosi d'Alessandria è bisognio passare il diserto
-d'Arabia, per lo quale Moisè v'andò e condusse il popolo d'Isdrael; e
-passasi allato al fonte che fece Moisè per la mormorazione del popolo
-non trovando acqua per bere. E poi si passa per lo fonte di Marach, di
-cui l'acqua era prima amara, ma e fanciugli di Israel gittorono dentro
-un legnio, e dipoi trovorono l'acqua dolce e buona per bere. Poi si va
-alla valle di Elim, nella qual valle sono dodici fonti: e quivi erono
-piante che portavono dattili, le quale trovò Moises e Alech e gli
-fanciugli di Israel. E da questa valle al monte Sinai non è più che
-una giornata, e chi vuole andare per altra via di Bambillonia, sì va
-per lo mare rosso, el quale è un braccio dello mare oceano. Per questo
-mare rosso passò Moisè a piedi sechi e il popolo d'Israel, quando erono
-perseguitati da Faraone Re d'Egitto. Questo mare può esere largo circa
-vi. leghe: qui si somerse Faraone con tutta la sua gente che si trovò
-con lui.
-
-
-PERCHÈ SI CHIAMA MARE ROSSO.
-
-Questo mare non è punto rosso più degli altri mari, ma in alcuna parte
-v'è rena rossa, e per questo chiamasi mare rosso. Questo mare corre
-infino a' confini d'Arabia e di Palestina. Per questo mare si va più
-di quatro giornate; poi si va più innanzi pel diserto per infino alla
-predetta valle di Chelim, e di là si va al monte Sinai. E sapiate che
-per questo diserto niuno può andare a cavallo, perchè e cavagli non
-possono ben bere e mangiare, e però si passa con camegli, e quali
-truovono da bere e da mangiare, perchè mangiono rame d'albori e di
-bosco, e sofferiscono da bere due o tre dì; e quando e' truovono da
-bere, buono per tre dì: e questo non poterebono fare e cavagli.
-
-
-DEL MONTE SINAI, OVE MOISÈ PARLÒ CON DIO.
-
-Da Babillonia al monte Sinai sono XII. giornate e più e meno, sicondo
-el caminare; e conviene portare per questi diserti le vittuaglie
-oportune; ed è chiamato el monte Sinai, perchè è rosso e ardente,
-perchè Muises più volte su questo monte vide il nostro Signiore in
-forma di fuoco, e così il vidde nel bosco[40] del Rubo, el qual gittava
-fiamma e non ardeva. Quivi a piè del monte parlava Muises a Dio: quivi
-è una badia di monaci bene edificata colle porte di ferro per timore
-delle bestie salvatiche. Questo è un gran convento, e fanno li monaci
-bene a' pellegrini, e sono a modo di eremiti; e non beono vino se non
-ne' dì solenni, e sono molti divoti e poveri, spezialmente faccendo
-penitenzia e astinenzia assai.
-
-
-DELLA CHIESA DI SANTA CATERINA E DELLA SEPULTURA SUA.
-
-Qui è la chiesa di santa Caterina, ove sono molte lampane ardente:
-egl'ànno assai olio d'uliva per ardere e per mangiare, e ànno per divin
-miracolo; imperò che e corbi e le cornachie e gli stornegli e gl'altri
-uccegli d'intorno si ragunono insieme una volta l'anno, e vanno là
-come se andassino in viaggio, e ciascun di loro porta oliva, o vero
-un ramo d'ulivo, a modo che volessino offerire, e quivi lo lasciono:
-e di questo e monaci ne fanno olio, che è gran miracolo. E poi che
-gl'uccegli, che sono universalmente sanza ragione, vanno a vicitare
-el corpo di questa gloriosa vergine, certo ben si doverebon gli uomini
-afaticarsi di cercarla. Item, dentro all'altare della detta chiesa è il
-luogo ove vidde Moises il nostro Signiore nel Rubo ardente; e quando
-e monaci entrono in questo luogo sì si scalzono, perchè il nostro
-Signiore disse a Moisè: iscalzati, perchè il luogo dove tu stai è terra
-santa. Questo luogo chiamono e monaci Bolzelrel, che vuol dire: ombra
-di Dio. E dallato dell'altare grande sono tre gradi, sopra li quali è
-la sepultura di santa Caterina; la quale è d'alabastro, dove giaciono
-l'ossa del suo corpo; e 'l proposto de' monaci mostra le reliquie a'
-pellegrini, e perquote l'ossa con uno istrumento d'ariento, e escene
-alquanto olio a modo di sudore; el quale non si asomiglia a olio nè a
-balsimo, anzi è più nero: e di questo alquanto ne donono a' pellegrini,
-per che non ve n'è gran quantitade. Dappoi mostrono el capo della detta
-santa col sudario, nel quale fu invilupato il suo santo corpo infino al
-monte Sinai; e poi mostrono el Rubo el quale arde sanza consumarsi, e
-nel quale el nostro Signiore parlava a Moisè, e molte altre reliquie.
-
-
-COME SI ESTINGUE LA SUA LAMPEDA QUANDO EL PROPOSTO MUORE.
-
-Item, quando il proposto della chiesa muore, subito si estingue la sua
-lampana; e quando e monaci ànno eletto un altro che sia valente e sanza
-peccato, la lampana per divina grazia s'accende per lei medesima. E
-ciascuno di loro à una lampana e conoscono quando alcuno di loro deba
-murire, però che il lume si tramuta e fiorisce; e se non è degnio di
-lume, rimane morto. E altri dicono, che colui che canta la messa de'
-morti, dopo la messa, truova insu l'altare il nome di colui che debe
-esere proposto. E di ciò io li domandai, e non mi vollono rispondere
-alcuna cosa, infino a tanto che io dissi, che non mi dovessino
-ascondere le grazie di Dio e le gran cortesie che gli faceva, ma che
-doverebono publicare per fare le gente più divote. E a nascondere fanno
-male, sicondo il mio parere, imperò che e miracoli, che Dio à fatti e
-fa continuamente, son testimoni della sua possanza, come dice Davit nel
-psalmo: _Mirabilia testimonia tua, Domine_ ec. Allora egliono dissono,
-che tutto ciò aveniva spesse volte. Nè più da loro possetti avere.
-E sappiate, che in questa badia non entrono mosche, nè mosconi, nè
-pulce, nè altre brutture per miracolo di Dio e di nostra Donna; imperò
-che tante e diverse maniere di mosche ci soleva esere, e davono tanto
-fastidio, che e monaci volevono abandonare il luogo; e già erono usciti
-di fuori, e montati in sul monte per partirsi del luogo. E allora la
-nostra Donna li venne incontro, e disse loro, che ritornassino, che
-più non vi troverebono mosche, nè altre brutture; e così ritornorono e
-monaci alla badia, e mai più non vidono simile brutture. Item, innanzi
-alla porta è la fonte dove Moisè percosse nel sasso e uscinne fuori
-acqua. E per questa badia si ascende per molti gradi al monte di Muisè;
-e quivi si truova prima una chiesa di nostra Donna, là dove incontrò e
-monaci che fuggivono per le mosche[41].
-
-
-DELLA CAPPELLA DI ELIA PROFETA CHE SI CHIAMA OREB.
-
-Dal più alto di questo monte medesimo è la cappella d'Elia profeta; e
-questo luogo si chiama Oreb, del quale la santa scrittura parla: _Et
-ambulavit in fortitudine cibi illius usque ad montem Dei Oreb._ E quivi
-dallato è la vite che piantò san Giovanni, e chiamasi Arzine Scaphis:
-e alquanto di sopra è la cappella di Moises, e il sasso dove Moises
-scampò la paura, quando vide il nostro Signiore a faccia a faccia: e in
-quello è dipinta la forma del suo corpo; imperò che si percosse così
-forte nel sasso, che tutto el corpo sì vi ficcò dentro. Quivi apresso
-è il luogo dove il nostro Signiore diede a Moisè gli X. comandamenti
-della legge, e ivi è la caverna ove dimorò Moisè XL. dì nel digiuno, e
-murì innanzi che entrassi nella terra di promissione; ma non si sa dove
-fussi soppellito. Da questo monte si passa una grande valle per andare
-a un altro monte assai più alto, dove santa Caterina dagli angioli
-fu soppellita. Item, in questa valle è una chiesa di XL. martori,
-dove spesso si canta la messa. E di questa valle, ch'è molto fredda,
-si monta la montagna di santa Caterina, la quale è molta più alta di
-quella di Muisè. Ivi, ove fu santa Caterina sepulta, non è chiesa nè
-cappella, ma ella vi fu già e fu distrutta, sì che ora non v'è altro
-che uno monticello di pietra diritto, nel luogo ove fu posta santa
-Caterina: e quello è il propio luogo, dove il nostro Signiore diè e X.
-comandamenti a Moisè.
-
-
-DEL LUOGO DOVE FU SOPPELLITA SANTA CATERINA.
-
-E dove la vergine fu soppellita, dicono, che tutto è un luogo; ma e'
-si dee intendere, che non è un luogo, ma più luoghi, ma è in un paese,
-perchè l'un monte e l'altro è chiamato Sinai; ma una grande via è tra
-l'uno e l'altro e tra loro è una gran valle e profonda[42].
-
-
-COME SI DEBBA TORRE CONMIATO DA E MONACI.
-
-E poi, quando sono vicitati questi santi luoghi, si debe raccomandare
-a' prieghi de' detti monaci, e torre conmiato da loro; e egli donono
-a' pelegrini, i quali debono ritornare verso Gierusalem, vittuaglie per
-mangiare e per passare e diserti di Soria, e quali durano tre giornate
-o più. Ancora sappiate, che in quegli diserti abitano molti arabi, che
-si chiamano bedoini e ascopi. Questi son gente di cattiva condizione,
-e non ànno case, nè mansione[43], anzi stanno sotto tende e trabache,
-che e' fanno di pelle di cammegli e d'altre bestie. E quando egl'ànno
-mangiato, e' vanno cercando dove possino trovare acqua, come è sempre
-nel mare rosso e altrove, perchè questo diserto è molto difettoso
-d'acqua, e sì aviene che rade volte truovono acqua. E dove una volta
-truovono acqua, l'altra volta non la truovono, e per questo non vi
-fanno case, questa gente, murate. Egli non mangiono pane, salvo alcuni
-che stanno apresso ad alcune buone ville, che alcuna volta vanno là a
-mangiare: e questi tali quocono le lor carne e pesci in sulle pietre al
-sole. Questi son forti battaglieri e sono sanza numero, e sì cantono
-volentieri dietro alle bestie in pastura, e di nulla si curono della
-lor vita; e però non temono el Soldano, nè alcuno altro principe; e
-arebono ardimento di guerregiare con esso lui, se gli facessi cosa
-che gli dispiacessi; e molte volte ànno fatto guerra col Soldano, e
-massimamente nel tempo che io ero con lui.
-
-
-DEL MODO COME S'ARMA QUESTA GENTE.
-
-Costoro portono in battaglia una gran targa, e invilupponsi la testa
-e 'l collo in un grande lenzuolo bianco, e in questo modo son bene
-armati; e egli son cattivi, malvagi e brutti e di perversa vita.
-
-
-DELLA VILLA DI BERSABÈ, OVE DIMORÒ ABRAAM.
-
-E quando sono passati questi diserti che si viene verso Ierusalem,
-allora si vede Bersabè la quale soleva esere molta buona e dilettevol
-villa: e ancora quivi sono di molte chiese. In quella villa dimorò
-Abraam gran tempo, lo quale fu patriarca. Questa villa edificò Bersabè,
-moglie d'Uria, della quale il Re David generò Salamone, el qual dopo
-David regniò XL. anni sopra e XII. tribi di Israel. Da Bersabè si
-va alla città de Ebron per due buone leghe, la quale altrimenti si
-chiama la valle di Mambre, e altri la chiamono la valle del pianto e
-di lacrime, perchè in questa valle Adam sì pianse Cº. anni la morte
-del figliuolo suo Abel, ucciso da Cain suo fratello. Ebron soleva
-esere la principal città de' filistei, e ivi abitavono Giganti, e
-qui fu la città sacra dotata della Tribù di Iuda. Et era così libera,
-che ivi riceveva ogni mal fattore d'altrove. In Ebron Iosue e Alaphe
-e li compagni vennono primamente per esplorare la terra e il modo di
-guadagnare la terra di promissione. Quivi in Ebrom regniò prima David
-sette anni e mezo, e in Gierusalem regniò XXXIII. anni e mezo. Quivi
-sono tutte le sipulture de' patriarchi, di Adam, Abraam, Isac e Giacob
-e delle loro moglie, Eva, Sarra e Rebecca. E lìe, nel descendere del
-monte e sopra questo, è una bella chiesa quadrata a modo d'un bel
-castello; e questa guardono e saracini molto bene, e è riputato questo
-luogo di gran riverenzia pe' santi padri che vi giaciono. Quivi non
-lasciono entrare cristiani, nè giudei, se non ànno di grazia speziale
-dal Soldano, perchè tengono e cristiani come cani, e dicono che non
-debono punto entrare in così santo luogo. Chiamasi questo luogo, ove
-giacciono, doppia spelunca, perchè giaciono l'uno sopra l'altro. E
-saracini chiamono questo luogo, nella loro lingua, haria fomba, che
-vuol dire luogo di patriarchi; e li giudei lo chiamono Arboch.
-
-
-DELLA CASA D'ABRAAM.
-
-In questo medesimo luogo era la casa d'Abraam: qui sedea insu l'uscio
-quando egli vidde tre, e uno adoroe: di ciò testimonia la santa
-scrittura, dicendo: _Tres vidit et unum adoravit_. Qui ricolse Abraam
-gli angioli nel suo ostello.
-
-
-IN QUESTO LUOGO ABITÒ ADAMO ET EVA, POI CHE FURONO CACCIATI DI PARADISO.
-
-E assai apresso di questo luogo è una cava nel sasso, ove dimorò Adamo
-et Eva, poi che furono cacciati del paradiso terreste. Qui generò
-figliuoli: ivi fu Adamo creato e formato, sicondo il detto d'alcuni,
-perchè questo luogo si soleva chiamare el campo di Damasco, però che
-era della signioria di Damasco; e di qua fu traslatato, sì come si
-dice, nel paradiso delle delizie. E di poi che lui fu cacciato del
-paradiso, in quel giorno che fu cacciato, in quello giorno aveva
-peccato. Quivi comincia la valle di Ebron, la quale dura infino a
-Gierusalem. Ivi comandò l'angiolo a Adam, che lui giacesse colla sua
-donna, e sì ingenerò Seth, della cui generazione nacque il nostro
-Signiore.
-
-
-D'UNA SPEZIE DI TERRA CHE SI MANGIA IN LUOGO DI SPEZIE.
-
-In questa valle è un campo fuori dei quale si cava una materia di
-terra, che trae al rosso, e chiamasi cambil, la qual si mangia e
-portasi a vendere in luogo di spezie, e mai si può tanto cavare di
-largo e di fondo, che a capo dell'anno truovasi piena la fossa per
-divina grazia. E da Ebron alla sepultura di Loth, figliuolo del
-fratello d'Abraam, sono due leghe. Assai apresso di Ebron è il monte
-di Mambre, dal quale la valle piglia nome. Quivi è uno albero di
-canna, che i saracini lo chiamono dirp, el quale era infino ad Abraam,
-e chiamasi Albore di Seth; e dicesi che questo albero era infino al
-cominciamento del mondo, e sempre portò foglie verde infino alla morte
-del nostro Signiore in sul legnio della ✠. Allora incominciò a seccare:
-il simile feciono tutti gli altri alberi che si trovorono al mondo: o
-che si secorono, o vero la midolla dentro si marcì; e da poi in qua son
-rimasi gli alberi secchi; onde ancora oggi molti se ne truovono.
-
-
-DELLA PROFEZIA, CHE UN SIGNIORE D'OCCIDENTE GUADAGNIERÀ LA TERRA DI
-PROMISSIONE CON LO ADIUTORIO DE' CRISTIANI.
-
-Questi ànno una profezia, che un signiore, principe d'uccidente,
-guadagnerà la terra di promissione coll'aiutorio de' cristiani e farà
-cantar la messa sotto quell'albero secco; e poi questo albero porterà
-bianche foglie e frutto per divin miracolo; per lo qual miracolo molti
-saracini si convertiranno e eziandio giudei alla fede cristiana.
-E per questo è riputato quel legno di gran riverenzia e molto caro
-è custodito; e quantunque e' sia secco e sanza rami, non dimeno è
-virtuoso, però che chi ne porta un poco sopra di sè è liberato dal
-morbo caduco e il suo cavallo non si può riprendere[44]; e à molte
-altre virtù per le quale è tenuto prezioso. Da questa città d'Ebron
-si va aconciamente in un mezzo dì a Bethlem per bella via piana e
-dilettevole, che dura V. leghe.
-
-
-DELLA CITTÀ DI BETHLEM E DEL SITO SUO E DEL CAMPO FIORITO, E PERCHÈ SI
-DICE CAMPO FIORITO.
-
-Bethlem è buona città, piccola e stretta, fortificata intorno di buone
-fosse; e soleva esere chiamata Effrata, sì come dice el Salmista:
-_Ecce audivimus eum in Ephrata._ E è nel fine della città, verso
-oriente, una bella chiesa e la più graziosa del mondo, e à tre torre
-e uno campanile molto sottilmente fatto. Dentro alla chiesa sono
-XLIIIIº. colonne di marmo, e infra questa chiesa e la città è il campo
-fiorito; et è chiamato el campo fiorito, perchè essendo una damigella
-incolpata a torto di fornicazione, e dovendo essere arsa in quela
-piaza, e postovi spine e altre legnie, e andava la fanciulla piangendo
-e pregando il nostro Signiore che come ella era innocente, così gli
-piacessi d'aiutarla e farne dimostrazione presente el popolo. E acceso
-il fuoco, e lei entrata, subitamente tutto il fuoco si spense, e e'
-rami ch'erono accesi, tutti si convertirono in rosai rossi; e quegli
-altri rami che non erono ancora accesi, si convertirono in rosai
-bianchi, tutti caricati di rose, che prima non s'erono mai veduti
-rosai rossi in quel paese, sì che talmente[45] fu da Dio la fanciulla
-liberata: e però quela piaza, per questo, à nome Campo di fiore
-fiorito.
-
-
-DEL LUOGO OVE NACQUE CRISTO.
-
-Item, dallato del corpo di questa chiesa, dalla destra parte
-discendendo per XII. gradi, è il luogo dove nacque il nostro Signiore,
-adornato molto nobilmente di marmo, ben dipinto d'oro e d'azurro e
-molti altri be' colori.
-
-
-DEL PRESEPIO DEL NOSTRO SIGNIORE, E DOVE CASCÒ LA STELLA DE' TRE MAGI.
-
-Quivi apresso a tre passi è il presepio del bue e dell'asino, dove Iesù
-Cristo nacque; e ivi apresso è il pozzo dove cascò la stella[46], la
-qual condusse i tre magi Re, cioè Guasparre, Baldassarre e Marchionne;
-e' giudei altrimenti gli chiamono in ebreo questi tre Re, Appollim,
-Anome e Damasus; e' greci gli chiamono Galgalath, Malghalath e Saraphi.
-Questi Re offerirono al nostro Signiore oro e incenso e mirra; e ivi
-non vennono per giornate, anzi vennono per divin miracolo, però che
-egliono si trovorono a una città in Giudea chiamata Cassar, la quale è
-dilungi da Bethalem LIII. giornate; e egli vennono in XIII. giorni, ed
-era el quarto dì che avevono veduta la stella quando e' si scontrarono
-in questa città di Cassar; e così di questa città furono in Bethlem in
-VIIIº. dì; e questo fu gran miracolo. Item, di sotto alla chiesa per
-XVIII. gradi, dalla parte destra, è 'l carnaio degli innocenti, dove
-giaciono l'ossa loro. Innanzi a luogo ove nacque el nostro Signiore
-è la sepultura di santo Ieronimo, il quale fu cardinale e traslatò la
-Bibbia e 'l Salterio d'ebraico in latino. Di fuori della chiesa è la
-panca sopra la quale si stava quando traslatò le dette opere. E apresso
-a questa chiesa, a VI. torse è una chiesa di santo Niccolò, dove nostra
-Donna si riposò dopo el parto, perchè ella aveva troppo latte nelle
-poppe; e quivi, sopra le pietre di marmo rosso, ancora sono le machie
-bianche per lo latte sopra di quello sparto: la magiore parte delle
-abitazioni di Bethlem sono cristiani. Ivi intorno a la città sono di
-belle vigne de le quali e cristiani fanno abundanzia di vino, perchè e
-saracini non lavorono vigne, però che non beono vino, perchè nel libro
-della sua legge, chiamato Alcorano, dato a loro per Macometto, e per
-altri chiamato Melhatus, e in un'altra lingua, Armeli, proibisce el
-vino. In questo libro Macometto maladisse ognuno che bee vino e tutti
-quegli che 'l vendono, per cagione che una volta gli fu aposto, che,
-essendo lui ubriaco, uccise uno eremita el quale molto amava; e però
-maladisse el vino e chi ne bee e chi ne vende. Ma questa maladizione
-torna sopra di lui, sì come dice David profeta: _Et in verticem ipsius
-iniquitas ejus descendet_. Item, i saracini non tengono porci, nè
-mangiono carne porcina, perchè dicono, che 'l porco è fratello de
-l'uomo, e che Dio el vietò nel vechio testamento; e ànno a dispetto
-ogni uomo che ne mangia. El simile nella terra d'Egitto e di Palestina,
-egliono non mangiono carne di porco, nè di vitella, nè di bue, salvo
-se non sono così vechi, che non possino lavorare; non perchè gli sia
-vietata, ma perchè e' n'ànno poca: egli nutricono e buoi solamente
-per arare la terra. Di quella città di Bethlem nacque David, el quale
-ebe LC. moglie, delle quale la prima fu nominata Michol; e avea CCCº.
-concubine. E da Bethelem a Gierusalem non è più che due leghe. De
-Bethalem, andando in Gierusalem, a meza lega è una chiesa, dove gli
-angioli anunziorono a' pastori la natività del nostro Signiore. In
-questa via è la sepultura di Rachel madre del patriarca Iacob, la quale
-dopo il parto di subito murì; e ivi Iacob suo marito la sotterrò. E
-pose Iacob XII. grande pietre sopra lei, in significazione che aveva
-avuto XII. figliuoli. In questo camino, di lungi da Gierusalem meza
-lega, aparve la stella ai tre Re, e quali avevono variata la via per
-Erode. In questo camino son molte chiese, per le quali si va infino in
-Gierusalem, città santa e ben posta fra le montagne, e non v'è riviere,
-nè fonte, ma vien l'acqua per condotto verso Ebron.
-
-
-COME FU CHIAMATA GIERUSALEM, LA QUALE PRIMA SI CHIAMAVA GIEBUL.
-
-Ierusalem anticamente, infino al tempo di Melchisedech, fu nominata
-Gebul, e da poi, infino al tempo del Re David, fu chiamata Salem; il
-quale David compose questi due nomi insieme, e chiamolla Giebusalem; da
-poi venne Salamone, el quale la chiamò Gierosolim; da poi fu chiamata
-Gierusalem e è nel reame di Siria, il quale regnio ha molte province
-con grande richeze. Il simile è della terra de' giudei, e è chiamata
-Giudea, perchè Giuda Macabeo fu signiore di quel paese; e quel di verso
-oriente confina col paese di Arabia, verso el mezo dì, come la terra
-d'Egitto verso occidente con el grande mare verso Bissa, col reame
-di Siria, e col mare di Cipro. Item, in Gierusalem soleva esere un
-patriarca, e per lo paese molti arcivescovi e vescovi.
-
-
-DELLE CITTÀ CHE SONO INTORNO A GIERUSALEM.
-
-Intorno a Gierusalem sono queste città, cioè Ebron, a XII. leghe;
-Bersabè, a VIIII. leghe; Gierico, a VI. leghe; Ascalon, a XVII. leghe;
-Giaffo, a XVI. leghe; Ramata, a III. leghe; Bethlem, a due leghe[47].
-All'incontro di mezo dì si è la chiesa di santo Carita[48] il quale fu
-abbate in quel luogo, il quale morendo fu grandemente pianto da' suoi
-monaci, e ora son dipinti amodo che pianghino, che è cosa piatosa a
-risguardare. Questo paese di Gierusalem è stato nelle mane di diverse
-nazione, e molte volte à portato el paese penitenzia per lo popolo che
-ivi abitava, perchè el paese è stato nelle mane di diverse persone e
-nazione, come sono giudei, assirii, persi, medii, turchi, tartari. Idio
-non sostiene lungamente il regnio de malvagia gente, nè di traditori,
-nè peccatori in questa santa terra, sia qualunque si voglia; e ànno
-tenuti gl'infedeli questa terra per ispazio di C.º e XXX. anni: se a
-Dio piacerà egliono non la terranno lungamente.
-
-
-DELLE CHIESE E LUOGHI CHE SONO IN GIERUSALEM.
-
-E dovete sapere, che quando è l'uomo in Gierusalem, fa el primo
-pellegrinaggio a la chiesa del santo Sipolcro, la quale è fuori della
-città inverso le parte di Bisso, o vero settentrione; ma ella è male
-governata insieme colla città, ed è assai bella chiesa, ritonda e
-aperta di sopra, e intorno coperta di piombo; e inverso occidente è
-una bella torre, alta e fortissima, per mettere campane dentro; e in
-mezo della chiesa è uno tabernacolo a modo d'una piccola casella, con
-uno uscio piccolo e basso. E questo tabernacolo è lungo VIII. piedi e
-largo V. piedi, e non è gran tempo, che il santo Sepolcro era tutto
-iscoperto, sì che si potea tocare e baciare; ma perchè ogniuno che
-v'andava voleva avere un pezo di pietra, e per questa cagione l'à fatto
-il Soldano murare, sì che al presente non si può tocare e baciare.
-Ma ne la sinistra parte del tabernacolo, o d'alteza d'uno uomo, è una
-pietra grossa come il capo d'uno, la quale si è del santo Sepolcro; e
-questa pietra baciono e pellegrini. In questo tabernacolo non è alcuna
-finestra, ma vedesi con lampane.
-
-
-D'UNA LAMPANA CHE SEMPRE ARDE INANZI AL SEPOLCRO SANTO, LA QUALE EL
-VENERDÌ SANTO SI ACCENDE DA PER SÈ STESSA; E DEL MONTE CALVARIO; E DOVE
-FU TROVATO EL CAPO D'ADAMO; E DI MOLTE ALTRE COSE CHE IVI SONO.
-
-Item, evvi una lampana che arde sempre innanzi al Sepolcro, ma el dì
-del venerdì santo si spegnie, e poi per sè stessa s'acende el dì della
-resurresione, a quell'ora propia che 'l nostro Signiore risucitò.
-Item, dentro alla chiesa, dalla destra parte, a presso del corpo della
-chiesa, si è il monte Calvario, dove fu posto il nostro Signiore in
-sul legno della croce. Quello monte è un sasso bianco e in alcuno
-luogo mescolato di rosso: el detto sasso è fesso, e quella fenditura
-è chiamata Golgota; e quivi è dove gocciolò el prezioso sangue delle
-piaghe del nostro Signiore quando egli fu posto e confitto in sulla
-santa crocie: e montasi a quello Golgota per gradi. Cavando dentro a
-questa fenditura fu trovato il capo d'Adamo, dopo il diluvio di Noè, in
-significazione che Adam cogli altri patriarchi dovevono essere liberati
-in questo luogo medesimo: e sopra questo sasso fece Adamo sacrificio
-al nostro Signiore. Ivi è uno altare, inanzi al quale giace Gottifredo
-di Buglione e altri Re cristiani, che ànno signioregiato Gierusalem. E
-ivi apresso, dove fu crocifisso il nostro Signore, è scritto in greco
-_Otheos Basileon Ysimon Perseona Oragaze Sothias Gis_; che vuol dire
-in latino: _Hic Deus est rex ante sæcula noster, qui operatus est
-salutem in medio terræ: amen_. Et in vulgare suona: Questo Dio è il
-Re nostro, el quale ha operato nel mezo della terra. Amen[49]. Item,
-sopra il sasso dove fu fatta la croce, è scritto nel sasso: _Cios inst
-is basistor pisteos thois tesmosii_[50]; che vuol dire in latino: _Quod
-vides est fundamentum totius fidei huius mundi_. E in vulgare suona:
-Quel che tu vedi, si è fondamento di tutta la fede di questo mondo.
-Quando il nostro Signiore fu morto, era d'età d'anni XXXIII. e mesi VI;
-e la profezia di David dice, che doveva esere d'anni XL; dove dice:
-_Quadraginta annis proximus fui generationi huic_ ec. E totalmente,
-parrebbe ad alcuno, che la profezia non fusse vera; ma l'uno e l'altro
-è vero, però che si faceva allora l'anno di X. mesi, de' quali Marzo
-era el primo, e Dicembre l'ultimo.
-
-
-COME IULIO CESARE ORDINÒ L'ANNO DI XII. MESI, CHE PRIMA NON ERA SE NON
-DI X.
-
-Ma Giulio Cesere, imperadore de' Romani, vi fece agiugniere due mesi,
-cioè Gennaio e Febraio, e ordinò l'anno di XII. mesi, cioè CCCºLXV.
-dì sanza il bisesto, sicondo il corso del sole; e così tengono e
-cristiani, sì che essendo l'anno XII. mesi, lui non arebbe se non
-XXXIII. anni e tre mesi; ma dell'anno di X. mesi aveva XL. anni, come
-dice el profeta. Item, appresso al monte Calvario, dalla mano destra,
-è uno altare, dove è una colonna, alla quale el nostro Signiore fu
-flagellato e legato.
-
-
-DELLE COLONNE CHE PIANGONO LA MORTE DI IESÙ CRISTO.
-
-E ivi dallato sono IIIIº. pilastri di pietra, che sempre docciono
-acqua[51]; e dicono alcuni, che elle piangono la morte del nostro
-Signiore. E apresso di questo altare è uno luogo sotto terra XL. gradi
-a basso, dove fu trovata la vera croce, per lo 'ntelletto di santa
-Elena, là dove propio e giudei l'avevono celata. E ivi, ove fu trovata
-la vera croce, e' furono trovate l'altre due croce de' ladroni: e santa
-Elena la fece provare sopra un corpo morto, el quale, come ebe la croce
-sopra di sè del nostro Signiore, subito risucitò. E ivi apresso è il
-luogo dove e IIIIº. chiovi del nostro Signiore furono riposti, de'
-quali n'ebbe due confitti nelle mane e due ne' piedi.
-
-
-COME GOSTANTINO FECE FARE IL MORSO DEL SUO CAVALLO DEL FERRO DE' CHIOVI
-SANTI, E DELLA VITTORIA CHE DI CIÒ EBBE.
-
-E d'uno di questi chiovi ne fece fare Gostantino imperadore un morso
-per portare in battaglia; e per virtù di quel ferro lui vinse tutti e
-suoi nimici, e guadagniò tutta la terra d'Asia minore, cioè de' turchi,
-Arminia piccola e grande, di Suria, di Ierusalem, di Persia, di Arabia,
-di Mesopotamia, del reame delle alpe d'Egitto alto e basso, e tutte
-l'altre regione infino a Tiopia e India minore, che a quel tempo erono
-de' cristiani quasi tutte. E in questi confini erono molti eremiti,
-de' quali parla el libro della Vita de' santi padri; e ora son tutti
-de' saracini e de' pagani. Ma quando a Dio piacerà, come pe' peccati
-de' cristiani questo paese fu preso, così per la prudenzia loro sì
-si riguadagnerà coll'aiutorio di Dio. Item, nel mezo de la terra è
-un compasso, dove Ioseph di Barimattia apoggiò il corpo del nostro
-Signiore, poi che l'ebe levato di croce, e gli lavò le sue piaghe: e
-dicesi che questo compasso è propio nel mezo del mondo. Nella chiesa
-del santo sipolcro, in verso Bissa, è il luogo dove il nostro Signiore
-aparve a Maria dopo la resuresione, e ela pensava che fusse uno
-ortolano dal cordone[52]. In questa chiesa del santo sepolcro solevono
-esere calonaci de l'ordine di santo Augustino, e avevono un priore, ma
-el patriarca è a loro signore. E di fuori della chiesa, a man destra
-discendendo XVIII. gradi, disse il nostro Signiore a la sua madre:
-_mulier, ecce filius tuus_; e mostrogli santo Giovanni evangiolista.
-E dipoi venne a san Giovanni, e disse: _ecce mater tua_. E queste
-medesime parole disse insu la croce.
-
-
-QUI SI FA MENZIONE DI MOLTI LUOGHI SANTI E DI GRAN DIVOZIONE.
-
-E per questi gradi montò il nostro Signiore quando portò la croce sopra
-sè; e di sotto a questi gradi è una capella, ove cantono messa preti
-indiani, ma non sicondo la nostra legge, ma sicondo la loro; che ogni
-volta che fanno el sacramento dell'altare, egliono lo fanno di pane,
-dicendo el Pater nostro con alcune altre orazioni, e le parole del
-sacramento, perchè egli non fanno alcune delle addizione fatte pel
-papa; ma assai divotamente cantono. E ivi apresso è il luogo dove,
-per lo portare della croce, essendo il nostro Signiore istracco, si
-riposò. Inverso la chiesa del santo sepolcro è più debole la città
-che non è altrove, pel gran piano che è tralla chiesa e 'l muro della
-città e fra la valle di Iosaffat, la quale toca le mura a modo d'una
-gran fossa. Di sopra della fossa della città si è la chiesa di santo
-Stefano, ove fu lapidato; e ivi dallato è la porta dorata, la quale
-non si può aprire. Per questa porta entrò el nostro Signiore el dì di
-pasqua d'ulivo insu nuno asino; e, quando volle lui andare al tempio,
-le porte s'aprirono verso lui; e ora appare ogni passo dell'asino in
-tutti i luoghi de' gradi, che sono di pietre durissime; e innanzi alla
-chiesa del santo sipolcro sono CCº. torse[53]. Inverso el mezo dì è el
-grande spedale di santo Giovanni, dal quale e cavalieri di Rodi ànno
-lor principio. Ivi dentro dal palagio di questo spedale sono CºLXIIII.
-pilastri di pietra, e nel muro del palagio, oltre a questi, ve ne sono
-LIIIIº. che sostengono la chiesa chiamata nostra Donna maggiore. E ivi,
-assai d'appresso, è un'altra chiesa, chiamata nostra Donna latina. E
-ivi Maria Cleofe e Maria Maddalena si scapigliorono, quando il nostro
-Signiore fu posto in croce. E di là dalla chiesa del santo sipolcro,
-verso oriente, è una bellissima casa ritonda, alta, coperta di piombo,
-e d'intorno vi sono grandissime piaze sanza case; ed è tutta la piaza
-lastricata di marmo bianco; e i saracini non vi lasciono entrare nè
-cristiani nè giudei, però che e' dicono, che così brutta gente non
-debono entrare nè tocare così fatto luogo. Ma io v'entrai, e altrove,
-dove i' volli, per la virtù delle lettere del Soldano, ne le quali era
-speziale comandamento a tutti e suoi sudditi, che loro mi lasciassino
-entrare dove che io volevo, e generalmente a fare quelo che io volevo,
-salvo cosa che fussi contro alla reale degnità del Soldano e della sua
-legge.
-
-
-DELL'ONORE CHE FANNO E SARACINI ALLE LETTERE DEL SOLDANO.
-
-Ai suoi comuni servidori, che vogliono da lui grazia, egli non gli
-dona altro che un segno che porta inanzi al petto; al qual segnio e
-saracini fanno gran riverenzia non altrimenti che come noi facessimo al
-corpo di Cristo. Ancora sanza comparazione feciono magiore riverenzia
-alle lettere che io avevo, però che gli amiragli e' signiori a chi
-e' l'erono mostrate, prima che le ricevessino, sì si inginochiavono;
-poi le toglievono e mettevonle sopra la lor testa; e poi le legevono
-inchinati con gran riverenzia; e poi s'offerivono di fare ciò che piace
-al portatore di quelle. In quello tempio solevono già esere calonaci
-religiosi overo regolari con uno abate, a chi ubidivono. In questo
-tempio era Carlo magnio quando l'angiolo gli portò il prepuzio del
-nostro Signiore[54] el dì della circuncisione. Dipoi Carlo lo portò
-alla cappella d'Eris, dilungi da lì sette leghe. E dipoi Carlo calvo lo
-fece portare a Poitieros, e doppo fu portato a Chartres. Sappiate che
-questo non è il tempio che fece Salamone.
-
-
-QUI DISCRIVE QUANTO DURÒ IL TEMPIO DI SALAMONE.
-
-El tempio che fece Salamone non durò se non M.e C.o e due anni,
-perchè Tito, figliuolo di Vespasiano imperadore di Roma, avendo tenuto
-lungamente l'assedio contro a Gierusalem per distrugere e giudei, però
-che avevono morto el nostro Signiore sanza licenzia dello imperadore,
-preso che ebe la città, arse e distrusse il tempio e uccise undici
-mila centinaia di giudei; e gl'altri prese e sì gli vendeva XXX. per
-un danaio d'ariento. E, dopo alcun tempo, lo imperadore Giuliano dette
-licenzia a' giudei di redificare lo tempio, perchè questo Giuliano,
-el quale era cristiano e fu monaco rinnegato, aveva e cristiani in
-odio. E quando ebono quasi fornito el tempio, per divina volontà,
-venne un tremuoto che guastò ciò che egli avevono fatto. Dipoi Adriano
-imperadore, che era di quegli di Troia, rifece la città di Gierusalem
-col tempio in quella medesima forma che prima l'aveva fatto Salamone;
-e non voleva che giudeo, nè altri vi dimorassi, salvo che' cristiani.
-Questo imperadore fece murare e serrar la chiesa del santo sipolcro
-apresso alla città, che prima era dilungi di fuori della città, e volle
-mutare el nome di Gierusalem, e chiamolla Elia, ma questo durò poco.
-Item, sappiate, che' saracini fanno gran riverenza a questo tempio,
-e dicono che 'l luogo è molto santo, e sì v'entrono scalzi, spesso
-inginochiandosi. E quando i mie' compagni e io vedemo questo, alora ci
-scalzamo, pensando che più tosto a noi si conveniva, che agli infedeli:
-di ciò avemo gran compassione.
-
-
-QUI DESCRIVE LA FORMA DEL TEMPIO.
-
-Questo tempio è una nobile casa, tutta ritonda; ed è larga gumiti
-LXIIIIº, e altrettanto lunga, e alta cubiti CCºXLVI; e è coperta
-di piombo, e à intorno pilastri di marmo. In mezo del tempio è
-uno staggio[55] alto XIIII gradi, e à d'intorno di buoni pilastri.
-Questo luogo chiamono _Sancta Sanctorum_. Ivi non entrono alcuni,
-se non prelati, che debon fare il misterio del sacramento, o vero
-il sacrificio; e quando ciò fanno, istà il populo intorno, partito
-in diverse stanze, sicondo la loro usanza; però che tutti venono a
-fare sacrificio. Questo tempio à quattro entrate, e sono le porte di
-cipresso bene intagliate; e dentro le porte d'oriente, disse el nostro
-Signiore Iesu Cristo: Qui è Gierusalem. E inverso la parte d'uno orto,
-dentro a le porte, è una fontana, ma non corre; de la qual parla la
-santa scrittura. Onde dice: _Vidi aquam egredientem de templo._ E da
-l'altra parte del tempio è uno sasso, el quale soleva esere chiamato
-Monachina; poi fu chiamato Betel, dove l'arca di Dio e le reliquie de'
-giudei erono riposte. Questa arca, insieme colle reliquie, Tito la fece
-portare a Roma dopo la struzione de' giudei.
-
-
-QUI SI FA MENZIONE DELLE RELIQUIE DE' GIUDEI CHE ERONO NELL'ARCA.
-
-In questa arca erono le tavole de' X. comandamenti e la verga di Muisè
-colla quale divise el mare rosso quando il popolo passava a secco,
-e con questa verga percosse il sasso, del quale uscì acqua, e della
-quale acqua fece assai miracoli. E era dentro in questa arca uno
-vaso d'oro pieno di manna, e di vestimenta ornata e il tabernacolo
-d'Aron, e una tavola quadrata d'oro con XII. pietre preziose, e una
-bossola di giaspis verde con sette figure dentro del nome del nostro
-Signiore, e uno altare d'oro e IIIIº. lioni d'oro, sopra e quali erono
-IIIIº. cherubini d'oro lunghi XII. spanne, e li movimenti de' segni
-del cielo con un tabernacolo d'oro e trombe d'ariento, e uno pane
-d'orzo, e tutte l'altre reliquie ch'erono innanzi la natività del
-nostro Signiore Iesù Cristo. Sopra questo sasso di Betel dormiva Iacob
-quando vide gl'angioli ascendere e discendere per una scala, e disse:
-_Vere locus iste sanctus est, et ego nesciebam!_ Quivi tenne Iacob uno
-angelo tanto, che l'angiolo gli mutò el nome di Iacob in Israel. In
-quel medesimo luogo vide Davit uno angelo che tagliava el populo con
-una spada, poi misse la spada ne la guaina, tutta sanguinosa. E sopra
-questo sasso fu el nostro Signiore e predicò al populo; e di questo
-tempio cacciò el nostro Signiore quegli che vendevono e compravono.
-Sopra a questo sasso si nascose el nostro Signiore quando e giudei lo
-vollono lapidare: il sasso sì si aperse, e in questa fenditura sì si
-nascose, e qui alora discese una stella per illuminarlo. E sopra di
-questo sasso imparò la nostra Donna il suo salterio; e ivi perdonò
-il nostro Signiore alla femina ch'era presa in adulterio; e quivi fu
-il nostro Signiore circunciso; e quivi anunziò l'angiolo a Zacheria
-la concezione del suo santo figliuolo, santo Giovanni Batista; e
-ivi fermamente e primamente oferse Melchisedech pane e vino, in
-significazione del futuro sacramento. Sopra questo monte[56] si lasciò
-cadere David, pregando il nostro Signiore e l'angiolo che aveva veduto
-tagliare il popolo, che Idio avessi misericordia di lui e del popolo; e
-'l nostro Signore esaudì il suo priego. Onde David volle ivi edificare
-el tempio, ma il nostro Signiore gliele vietò per uno angelo, però che
-aveva commesso tradimento, che, per cupidità della moglie d'Uria, e'
-fece uccidere el buon cavaliere: e però David diede a Salamone tutto
-quelo che aveva provveduto per fare il tempio, e così Salamone lo
-edificò. Poi pregò el Signiore e salvatore, che ognuno, che in quel
-luogo di buon quore pregassi il nostro Salvatore, fussi de' suoi giusti
-preghi, qualunque fussino, esaudito e aiutato e consigliato: e così Dio
-gli concedè.
-
-
-DEL NOME DEL TEMPIO DI SALAMONE.
-
-E per questo el chiamò Salamone, il tempio di consiglio e aiuto di
-Dio. E di fuori della porta del tempio è uno altare, dove e giudei
-solevono offerire i lor tori[57], e ora e saracini sopra a quello
-altare ànno fatto uno oriuolo per vedere l'ore del dì a una bocca che
-v'è dentro l'altare. E in questo tempio fu morto Zacheria: e sopra alla
-cima di questo tempio fu portato il nostro Signiore per esere tentato
-dal nimico: e all'entrata del tempio, verso occidente, nella porta
-spaziosa, passando san Giovanni e san Piero feciono, per la grazia
-di Dio, el ratratto andare e uscire del tempio. E apresso di questo
-tempio è la immagine de Absalon molto bella, in una piaza grande e
-piana: in questo tempio solevono dimorare e cavalieri, che si chiamono
-del tempio; e questo fu el fondamento del suo ordine, sì che in questo
-tempio dimoravono; e al tempio del Signiore vi stavono gli chierici.
-Da questo tempio, inverso oriente CºXX. passi, o circa, nel canto de
-la città, è il bagnio del nostro Signiore; e in questo soleva entrare
-l'acqua del paradiso. E ivi dallato, è il letto di nostra Donna; e ivi
-apresso è la sepultura di Simeone; e fuori del chiostro del tempio,
-verso Bissa, è una chiesa assai bella, di santa Anna, madre di nostra
-Donna; ivi fu concetta nostra Donna: e inanzi a questa chiesa è un
-grande albero, che cominciò a crescere quella notte medesima; e di
-sotto a questa chiesa, discendendo per XXIII. gradi, giace Ioachino,
-padre di nostra Donna, in una sepultura di pietra; e ivi di sotto
-soleva giacere la sua moglie; ma santa Elena la fece portare a
-Gostantinopoli. In questa chiesa è una fonte a modo d'una citerna,
-chiamata Probatica pescina, la quale à V. entrate. In questa fonte
-si soleva bagniare ogni infirmità: ivi liberò, il nostro Signiore,
-il paraletico che era stato infermo anni XXXVIII, a cui disse: _Tolle
-grabatum tuum et ambula:_ e ivi dallato era la casa di Erode.
-
-
-DELLA CRUDELTÀ DI ERODE E DELLA VITA SUA.
-
-Quivi assai apresso era la casa d'Erode, che fece uccidere gli
-innocenti. Questo Re Erode fu cattivissimo e crudelissimo, perchè
-fece prima uccidere la moglie, la quale molto amava; e per lo grande
-amore che le portava, dappoi che udì ch'ell'era morta, diventò pazzo,
-e stette pazzo gran tempo; e dipoi tornò nel primo senno, e poi fece
-uccidere due suoi figliuoli grandi, nati di quella sua moglie; e poi
-fece uccidere un'altra sua moglie con un figliuolo nato di lei; e dipoi
-fece uccidere la principale sua moglie, e sua madre propia; e simile
-voleva fare del suo fratello, ma egli murì dinanzi a lui di morte
-subitana. Questo Erode fece quanto male e' potè fare; essendo ammalato,
-a' confini della vita sua, lui mandò per la sua sorella e per tutti gli
-altri signiori del suo paese; e, quando e' furono venuti a lui, tutti
-gli fece imprigionare in nuna torre, e disse a una sua sorella, che
-sapeva bene, che niuno farebe pianto della sua morte, e che lui voleva,
-che ella giurassi, subito che fussi morto, facessi tagliare la testa a
-tutti quegli che lui aveva imprigionati, a ciò che a la sua morte tutto
-el paese facessi grandissimo pianto e lamento. E così fece Erode el suo
-testamento, e così murì. Ma la sorella non gli attenne cosa alcuna,
-imperò che, morto Erode, lei liberò costoro e mandògli alle loro
-stanze, e narrò loro l'ordine a lei dato per Erode, e non gli venne
-fatto come credea.
-
-
-QUI SI FA MENZIONE COME E' FURONO TRE ERODI.
-
-Ma sappiate che fra questo tempo furono tre Erodi, l'uno dopo l'altro,
-e furono di gran nominanza per la loro crudeltà; quel che fece uccidere
-gl'innocenti, di quello ò parlato; quello Ascalonites, che fece tagliar
-la testa a santo Giovanni Batista, fu Erodo Antipater; et Erode Agrippa
-fece uccidere santo Iacopo, e imprigionare santo Piero. Item, più
-oltre nella città si è la chiesa di santo Salvadore: ivi è il braccio
-sinistro di santo Giovanni Grisostimo, e la magior parte del corpo di
-santo Stefano; e da l'altra parte de la via, verso mezo dì, andando
-verso il monte di Sion, si è la chiesa di santo Iacopo, dove e' fu
-dicollato: e da questa chiesa, insino al monte Sion, sono C.XXV. passi;
-e ivi è una bella chiesa di nostra Donna, e quivi dimorò e quivi passò
-di questa vita. In questa chiesa soleva esere una badia di calonici; e
-di qui fu portata nostra Donna infino alla valle di Iosaphat. Quivi è
-la pietra per la quale passò nostra Donna per andare a Bethelem. Item,
-all'entrata di monte Sion, è una cappella nella quale el santo sipolcro
-fu coperto quando Ioseph vi misse dentro el nostro Signiore. Questa si
-è la pietra che vidono rivolgere le quatro Marie, quando loro vennono,
-il dì de la resurresione, al monumento, e trovoro l'angiolo che le
-disse, che 'l nostro Signiore era già risucitato da morte a vita; onde
-l'angiol disse: _Surrexit, non est hic_.
-
-
-QUI FA MENZIONE DI MOLTI LUOGHI SANTI E DIVOTI.
-
-Qui nel muro, a lato a la porta, è una pietra de la colonna, a la quale
-il nostro Signiore fu flagellato; però che quivi fu la casa d'Anna, che
-a quel tempo era vescovo de' giudei. Ivi fu Cristo battuto, flagellato,
-ferito e vilmente trattato. In questo luogo medesimo il rinnegò san
-Piero tre volte inanzi che 'l gallo cantassi; e quivi è una parte
-della tavola sopra la quale cenò el nostro Signiore co' suoi apostoli,
-quando dette loro la propia carne e il propio sangue in forma di pane
-e di vino. E di sotto da questa cappella per XXXIII. gradi è il luogo
-dove il nostro Signore lavò e piei a' suoi apostoli, e ora è ivi el
-vaso ove era l'acqua, che quivi da lato a quel vaso fu soppellito
-santo Stefano. E ivi è l'altare ove udì la nostra Donna gli angioli
-cantar messa. Qui primamente, dapoi la resuresione, aparve il nostro
-Signiore agl'apostoli, sendo le porte serrate, e disse loro: _Pax
-vobis_; e più inanzi nel monte Sion aparve el nostro Signiore a san
-Tommaso appostolo, e sì gli fece tocare le sue piaghe, l'ottavo dì dopo
-la resuresione; in su que l'ora conobe el certo san Tommaso, e disse:
-_Dominus meus et Deus meus!_ In quella medesima cappella, apresso de
-l'altare grande, stavono gli apostoli el dì de la Pentecoste, quando lo
-Spirito Santo discese in forma di fuoco. Qui celebrò el nostro Signiore
-la pasqua co' suoi apostoli: qui dormì san Giovanni sopra il petto del
-nostro Signiore Iesù Cristo, e, dormendo, vide molti segreti del nostro
-Signiore.
-
-
-DEL MONTE SION DOVE ERONO SOPPELLITI DAVIT ET SALAMONE E MOLTI ALTRI RE.
-
-El monte di Sion è dentro la città, e la città è più forte da questo
-canto che altrove, però che a piè del monte è un bel castello forte,
-che fece fare el Soldano. Nel monte Sion furono sepulti il Re Davit e
-il Re Salamone e molti altri Re di Gierusalem; e ivi è il luogo dove e
-giudei volono gittare giù il corpo di nostra Donna, quando gl'apostoli
-lo portavono a soppellire nella valle di Iosaphat; e ivi è il luogo
-ove pianse san Piero teneramente, da poi che gl'ebe rinnegato il nostro
-Signiore.
-
-
-QUI FA MENZIONE DI MOLTI ALTRI LUOGHI SANTI E DIVOTI.
-
-Dalla cappella sopradetta, a una gittata d'una pietra, è un'altra
-capela dove il nostro Signiore fu giudicato a morte: e ivi, asai
-presso, è la casa di Caiphas. Da questa capela, per l'andare di Cº.
-e XX. passi, verso uriente, è una cava profonda, di sotto alla fossa,
-che si chiama la Galilea del nostro Signore. Item, ivi si nascose san
-Piero poi che rinnegò Cristo. Item, tra 'l monte di Sion e il tempio
-di Salamone, è i luogo ove il nostro Signore risucitò la giovinetta
-ne la casa di suo padre. Di sotto al monte di Sion, verso la valle
-di Iosaphat, è una fontana chiamata Natatoria siloe: ivi presso è
-el battesimo, ove fu lavato il nostro Signiore: ivi fece vedere il
-nostro Signore il cieco; e ivi fu sepelito Isaia profeta. Item, dietro
-a la Natatoria siloe, è una immagine di pietra anticamente lavorata,
-che fece fare Assalon, e così si chiama la immagine d'Assalon, ed è
-assai presso al Sambuco, dove Giuda s'impicò disperato, perchè aveva
-fatto tradimento contro al nostro Signore; ma sapiate che questo non
-è quell'albero propio a che s'apicò Giuda, ma è uno rinasciuto di
-quelle medesime radice del primo. Anco qui dallato v'era la sinagoga,
-dove lo vescovo de' giudei e gli farisei ragunavano e tenevano
-il loro consiglio; e quivi fu dove Giuda gittò i trenta danari in
-loro conspetto, dicendo, che egli aveva peccato a tradire el nostro
-Signore. Ivi allato fu la casa degli apostoli Filippo e Iacopo Alpheo.
-Da l'altra parte del monte Sion, inverso mezo dì, oltre alla valle,
-al gittare d'una pietra, si è Acheldemach, che vuol dire _campo di
-sangue_. Quivi furono trovati e XXX. danari, de' quali fu venduto el
-nostro Signore. In questo campo sono molte sepulture de' cristiani,
-però che ivi si solevono soppellire e pellegrini, e sono ivi molti
-oratorii e cappelle e romitorii, ove solevono dimorare eremiti. Di là,
-inverso oriente, a CCº. passi, V'è il sipolcro de lo spedale di san
-Giovanni, dove si solevano metter l'ossa de' morti. Item, da Gierusalem
-verso le parte d'occidente, a una lega, è una chiesa, dove nostra Donna
-si scontrò e salutò Lisabeth sua cugina, madre di san Giovanni Batista,
-che erono tuttadue gravide. E alora san Giovanni si mosse nel ventre
-de la madre, e fece riverenzia al suo Creatore, el quale lui non aveva
-ancor veduto. Di sotto l'altare di detta chiesa è il luogo dove Santo
-Giovanni nacque, e da quella chiesa a una lega è el castello di Emaus.
-Quivi ancora si dimostrò il nostro Signiore a duo discepoli, dopo la
-resurresione. Item, della parte di Gierusalem, a CCº. torse, è una
-chiesa, dove soleva esere la cava del lione.
-
-
-DI XXII. MARTORI E QUALI RAGUNÒ EL LIONE PER VOLONTÀ DI DIO EN NUNA
-NOTTE, E DEL MONTE GIOGLIA, DOVE GIACE SAMUEL PROFETA.
-
-E di sotto a questa chiesa, a XXX. gradi a basso, furono soppelliti
-XXII. martori nel tempo del Re Cosdroe[58], i quali i lione ragunò
-tutti in una notte per volontà di Dio e nascose in terra. Item, da
-Gierusalem è 'l monte di Gioglia a due leghe, molto bello luogo e
-dilettevole e dilicato. Ivi giace santo Samuel profeta in una bella
-tomba; e chiamasi quello monte di Gioglia, perchè dona letizia al
-core de' pelegrini che vanno per questo monte, perchè di qua vegono
-prima la santa città di Gierusalem e il monte Oliveto e anche la valle
-di Iosaphat apresso le mura della città, come io v'ò detto di sopra.
-Nel mezo di quela vale è un fiume, che è una piccola riviera, che si
-chiama el torrente di Cedron; e sopra questa riviera giaceva l'albero
-della croce a modo di passaggio: e ivi apresso è una fossata, ove è
-sotterato ora il piede della colonna ove fu primamente flagellato el
-nostro Signiore, però che in più luoghi lo flagellorono e vilanamente
-el trattorono.
-
-
-DELLA CHIESA DI NOSTRA DONNA, E DEL TEMPO CHE AVEVA QUANDO MURÌ.
-
-Item, nel mezzo della valle di Iosaphat è la chiesa di nostra Donna,
-XLIIIIº. gradi sotto terra; e aveva nostra Donna anni LXXII. quando
-passò di questa vita: e da lato di nostra Donna è uno altare, dove
-el nostro Signore perdonò a Piero tutti i suoi peccati. Ivi da lato,
-inverso occidente, di sotto è uno altare e una fonte che viene dal
-fiume del paradiso; e sapiate che questa chiesa è molto bassa sotto
-terra e quasi tutta sotto terra, ma perchè Gierusalem è stata più volte
-distrutta, e le mura abattute, la valle è ripiena di terra, e così
-la terra è alzata, e la chiesa abbassata, e però è la chiesa bassa. E
-questo è ben credibile; e alcuni m'ànno detto comunemente, che da poi
-che la nostra Donna fu soppelita, la terra ivi d'intorno per sè stessa
-è caduta; e ancora dicono, che sanza dubio ela crescie tutta via. E in
-questa chiesa di nostra Donna solevono esere monaci neri, che avevono
-uno abbate. Assai apresso di questa chiesa si è una cappella allato,
-e sì è chiamata Gethsemani: ivi fu 'l nostro Signore baciato da Giuda:
-ivi fu preso da' giudei: ivi lasciò il nostro Signiore i suoi discepoli
-quando andò a adorare inanzi alla sua passione, e pregò, dicendo:
-_Pater mi, si possibile est, transeat a me calix iste_: e quando
-tornò, trovò e discepoli adormentati. E nel sasso dentro la cappella
-si vegono ancora e segni del dito del nostro Signiore a che modo lui
-s'apogiò colla mano al sasso, quando e giudei lo vollono pigliare. E
-di là inverso a mezo dì, al gittare d'una pietra, è una capela, dove el
-nostro Signiore gittò gocciole di sangue: è assai presso alla tomba del
-Re Iosaffat, dal quale la valle piglia el nome. Questo Iosafat fu Re di
-questo paese, e fu convertito per un romito, e fu valente uomo, e fece
-di molti beni. E di là, a uno tratto d'arco, verso mezo dì, è la chiesa
-ove santo Iacopo e Zacheria profeta furono sepolti. Item, al di sotto
-di questa valle è il monte Oliveto, ed è così chiamato, perchè ivi sono
-molti ulivi. Questo monte è più alto che non è la città di Gierusalem,
-e però di questo monte si può vedere quasi tutte le contrade di
-Gierusalem; e tra questo monte e la città non è altro che la valle di
-Iosaphat, la quale non è molto larga. Da questa montagna salì el nostro
-Signore in cielo el dì della Ascensione, e ancora si vede la forma del
-suo piè sinistro nella pietra: ivi è una bella chiesa, ove soleva esere
-una badia di monaci regolari.
-
-
-QUI SI FA MENZIONE D'ALCUNI LUOGHI SANTI.
-
-E di qui a XXVIII. passi si è una pietra sopra la quale il nostro
-Signiore soleva sedere e predicare le sette opere della misericordia,
-dicendo: _Beati pauperes spiritu_: e ivi insegniò agli apostoli el
-Pater Nostro, e con lo propio dito lo scrisse nella pietra. E assai
-apresso è una chiesa di santa Maria Egiziaca, e ivi giace ella in una
-tomba. E di là, inverso oriente a III. tratti d'arco, è Bethfage, ove
-el nostro Signiore mandò san Piero e san Iacopo per trovare l'asina
-el dì di pasqua fiorita. Ivi salì sopra a l'asina e scese del monte.
-Inverso oriente è un castello chiamato Bethania: ivi dimorava Simone
-lebroso; ivi dette albergo al nostro Signiore, e dipoi fu battezato
-da gli apostoli e chiamato Giuliano; el quale dapoi fu fatto vescovo.
-E questo santo Giuliano è quelo che è da molti cristiani chiamato per
-buono albergo. In questo luogo perdonò el nostro Signiore a Maria
-Maddalena: ella ivi gli lavò e piedi colle propie lagrime, e colli
-propi capegli gli rasciugoe, e pianse e suoi peccati. Qui el nostro
-Signiore risucitò Lazero quatriduano, el quale era fratello di Maria
-Maddalena e di Marta. Ivi dimorava Maria Cleofe serva del nostro
-Signiore[59]. Questo castello è dilungi da Gierusalem una lega. Item,
-discendendo del monte oliveto è il luogo ove pianse il nostro Signore
-sopra Gierusalem: dallato è il luogo ove nostra Donna aparve a santo
-Tomaso dopo la sua assunzione e donògli la sacra sua cintola: e questo
-luogo è assai presso la pietra dove el nostro Signore sedeva spesso
-a predicare; e ivi propio, come si dice, sarà el giudicio, cioè el dì
-del giudicio. Item, apresso al monte Uliveto è il mare di Galilea, dove
-gli apostoli erono ragunati quando Maria Madalena li venne annunziare
-la resurresione del nostro Signiore. Nel mezo la via, tra il monte
-Uliveto e quel di Galilea, è una chiesa dove gli angioli nunziarono a
-nostra Donna la morte propia. Item, da Bettania a Gerico si à V. leghe.
-Ierico soleva esere una bella città e buona, ma ella fu distrutta, sì
-che ora non è altro che una piccola villetta. Iosuè prese questa città
-per divino miracolo, e per comandamento de l'angiolo maladisse chiunque
-la edificherà. Di questa città fu Zacheo, quello che salse sopra a
-uno albero secco moro per vedere el nostro Signore, però che per la
-sua piccoleza nol potea vedere fralle altre gente. Di questa città
-scampò Raab, la qual fu femmina comune solamente con quegli del suo
-lingnaggio, perchè ella si aveva nascosi e scampati di morte e messaggi
-di Israel; e di ciò n'ebe el merito come dice la Scrittura. _Qui
-recipit prophetam in nomine meo, mercedem accipiet_. Così fece ella,
-perchè ella profetezò a questi messaggi, dicendo: _Novi quod Dominus
-tradiderit, vobis dabit terram hanc_. E così poi Salomon, figliuolo di
-Nason, la tolse per moglie, e fu valente femina e serva di Dio. Item,
-chi vuole andare da Bettania al fiume Giordano, sì va per una montagnia
-diserta, ed è ivi apresso a una giornata.
-
-
-DEL MONTE DOVE DIGIUNÒ EL NOSTRO SIGNIORE E FU TENTATO.
-
-E da Bettania, inverso oriente, si va alla gran montagnia, dove el
-nostro Signiore digiunò XL. dì: sono VI. leghe, e sopra questa montagna
-fu portato el nostro Signiore, e ivi fu tentato dal nimico, dicendo:
-_Dic ut lapides isti panes fiant_. In quel luogo medesimo sopra el
-monte soleva esere una bella chiesa, ma fu abattuta e abandonata, e
-ora non è altro che uno eremitorio abitato da una maniera di cristiani
-chiamati giorgini. E sopra questa montagnia abitò Abraam gran tempo, e
-però è chiamato el giardino d'Abraam. Tra 'l giardino e la montagnia
-corre un piccolo fiume d'acqua, la qual soleva esere amara, ma per
-la benedizione d'Eliseo profeta l'acqua diventò dolce e buona per
-bere. A piè di questa montagnia, verso el piano, è una gran fontana
-che entra nel fiume Giordano. Da questa montagnia infino a Gerico,
-andando inverso al fiume Giordano, non v'è altro che una lega. Item,
-sopra el camino di Gerico sedeva el cieco che gridava: Giesù, figliuolo
-di David, _miserere mei_; el quale incontanente ricevette la vista.
-Item, dilungi da Gerico due leghe, è il fiume Giordano: apresso a
-una lega è una chiesa di santo Giovanni Batista, dove e' battezò
-el nostro Signiore; e ivi a lato è la chiesa di Geremia profeta. Da
-Gerico infino al mare morto sono tre leghe: intorno a questo mare morto
-cresce assai allume. Tra Gerico e questo mare è la terra de' Gadi. Qui
-soleva crescere el balsimo, ma uno califfo fece levare gli albucegli e
-portargli in Bambillonia, e là ancora si chiamono le vite de Engadi;
-e da uno lato di questo mare, discendendo da Arabia, è il monte di
-Anobitani, dove è una cava chiamata Carva. Sopra questo monte Balath,
-figliuolo di Beor, condusse Ballaam sacerdote per maledire el popolo di
-Israel.
-
-
-DELLA NATURA DEL MARE MORTO, E DELLA LUNGHEZZA SUA.
-
-Questo mare morto divide la terra di Giudea da la terra di Bagata[60]
-a quella d'Arabia. L'acqua di questo mare è amara molto e salsa, e la
-terra che è bagnata di questa, mai più non fa frutto; e la terra che
-v'è d'intorno spesso si muta di colore. Questa acqua gitta fuori de'
-suoi termini pesci di spalto a modo d'uno cavallo grosso; e questo
-è per ogni dì. E in ogni parte d'intorno, da questo mare infino a
-Gierusalem, sono ccº. grandi istadi. Questo mare dura dilungi VII. C.
-e LXXX. stadii, ed è largo C º. L. ed è chiamato Mare morto, perchè
-non corre mai, perchè è uno stagnio che nè uomo nè animale può murire
-in questo mare; e questo è stato più volte esprementato, perchè alcuna
-volta vi sono stati vivi IIIIº e V. giorni uomini che non anno potuto
-murire, però che questo mare non ritiene cosa veruna; e non si può
-bere di questa acqua, e chi vi mettessi ferro, e' si starebbe a galla
-di sopra; e chi vi mettessi piume, anderebono al fondo. E tutte questo
-cose sono contra natura. E allato a questo mare sono di molti alberi
-che portono pomi bellissimi e molto coloriti, e paiono maturi; ma
-chi gli taglia e rompe pel mezo, non vi truova altro che cenere, in
-significazione che per la giustizia di Dio le città e le terre arsono
-di fuoco infernale. Alcuni chiamono questo mare il lago di Alfacide,
-alcuni el fiume del diavolo e alcuni il fiume puzolente, perchè l'acqua
-è brutta e puza. E poi in questo mare si abissorono per la giustizia
-di Dio V. città, cioè Soddoma, Gomorra, Aldama, Seloim e Segor per
-lo peccato soddomitico che tra loro regnava. Ma Segor, pe' prieghi
-di Lotto, fu lungo tempo difesa, perchè era posta alquanto sopra una
-montagnia: e quando el mare è tranquillo e 'l tempo è chiaro, si vegono
-sotto l'acqua le mura della città. In questa città stette un tempo
-Lotto, e ivi fu inebriato da le sue figliuole, e poi dormì con esse
-e generò due figliuoli, Moab e Amon; e la cagione perchè le figliuole
-inebriorono il padre loro fu a ciò che giacesse co loro, però che loro
-non vedevono altro uomo che suo padre; e credendo che tutto il mondo
-fussi sobissato come erano quele città, come fu nel tempo del diluvio
-di Noè, vollono giacere con suo padre per ristorare e multiplicare
-el mondo; ma Loth non sarebe giaciuto colle figliuole se non fussi
-stato inebriato. La montagnia, ch'è sopra di Segor, era chiamata in
-quel tempo Edom, e poi fu chiamata Seir, e poi Idumea. Item, dalla
-parte destra di questo mare è la moglie di Loth diritta a modo d'una
-pietra di sale, perchè ella si guardò a dietro quando le dette città
-si profondorono. E questo Loth fu figliuolo d'Aram, fratello d'Abraam:
-Sarra, moglie d'Abraam, e Melcala, la moglie di Nacor, furono sorelle
-del detto Loth. Sarra aveva LXXX. anni quando Isaac fue generato in
-lei, e Abraam aveva già auto un altro figliuolo chiamato Ismael di
-XIIIIº. anni, ingenerato di Agar sua cameriera. E quando Isaac ebe
-VIII. dì, Abraam il fece circuncidere; e così Ismael, che aveva XIIIIº.
-anni; e per questa cagione e giudei che discendono d'Abraam si fanno
-circuncidere l'ottavo di; e i saracini, che sono discesi da Ismael,
-si fano circuncidere nel xiiiiº. anno. Item, questo mar morto entra
-nel fiume Giordano: ivi si perde, perchè più oltre non corre, e ivi
-entra propio di lungi una lega del fiume Giordano da la chiesa di santo
-Giovanni Batista, verso occidente. Alquanto di sopra, dove comunemente
-si bagnono e cristiani, e a una lega di lungi dal fiume Giordano, è la
-riviera di Loth, la quale passò Iacob venendo di Mesopotania.
-
-
-DEL FIUME GIORDANO, E DEL LUOGO OVE FU SOPPELLITO IOB, E ALTRI LUOGHI.
-
-El fiume Giordano non è molto grande nè molto profondo, ma mena di
-buon' pesci, e viene dal monte Libano, da due fonti chiamati Gior
-e dam; e da queste due fonti prese el nome del fiume Giordano: e
-passa per un lago, che è chiamato Maron. Poi passa per lo mare di
-Tiberia, e passa sotto le montagnie di Gelboe; e ivi, dall'una costa e
-l'altra della riviera, sono molte belle valle. E durono le montagnie
-di Libano di lungi infino al diserto di Pharaam. Queste montagnie
-dividono il reame di Soria infino al paese di Finice. Sopra di questi
-monti crescono cedri altissimi, e portono pomi grossi e lunghi, ed è
-la grosseza come el capo d'un uomo. Questo fiume Giordano divide la
-terra di Galilea da la terra di Idumea e la terra di Bostorum, e corre
-sotto terra un gran pezo infino a un gran piano e bello, chiamato
-in saracinesco Meldam, che vuol dire in nostra lingua, fiera, overo
-mercato; però che 'n questo piano spesse volte si fanno fiere; e ivi
-ritorna l'acqua grande e lata. Quivi in questo piano si è la tomba
-del pazientissimo Iob. In questo fiume Giordiano fu Cristo battezato,
-e ivi fu udita la voce del padre, dicendo: _Hic est filius meus
-dilectus_. E lo Spirito Santo discese sopra lui in forma di colomba,
-e così a questo battesimo fu tutta la Trinità. Pel mezo di questo
-fiume pasorono e figliuoli di Israel ad piedi sciutti; e ivi missono
-pietre per lo miracolo di Dio che aveva da parte ritratte e sostenute
-l'acque. In questo fiume Giordano si lavò Naaman di Siria, uomo molto
-ricco, ma lebroso, e fu subito guarito. Intorno al fiume Giordano son
-molte chiese, ove abitavono molti cristiani. Ivi apresso è la città
-di Hai, la quale fu assalita da Iosuè e presa. Item, le valle del
-fiume Giordano e di Mambre sono molte belle. Item, dalla montagnia
-sopradetta, dove el nostro Signiore digiunò XL. dì, a due leghe
-dilungi, verso Galilea, è un bello e alto monte, sopra el quale el
-nimico portò el nostro Signiore la terza volta per tentarlo, e di quivi
-gli mostrò tutto il piano del paese, dicendo: Tutto ciò che tu vedi, ti
-darò, se tu t'inginocchi e adorera' mi. Item, dal mare morto andando
-verso oriente, fuori de' confini della terra di promissione, è un
-bello castello e forte nel monte, el quale è del Soldano, e chiamasi in
-saracinesco Baruth, che vuol dire in nostra lingua, ponte Reale. Questo
-castello fece fare Baldelorin Re di Francia, el quale conquistò questo
-paese, e dentro vi misse cristiani per guardarlo; e però fu chiamato
-Monte reale. E di sotto a questo castello è una villa, chiamata
-Sobeccha: ivi d'intorno dimorono molti cristiani sotto trebuto; e da
-qui, infino a Nazareth in Gierusalem, sono tre giornate, e vassi per la
-provincia di Galilea, per Ramata, per Sophonia, e per lo alto monte di
-Effraym, dove Elena e Anna (_sic_) madre di Samuel profeta dimoravono.
-Qui nacque questo profeta e fu soppellito al monte di Giorgia, come di
-sopra dissi. Da poi si va a Sillo, dove da Helia profeta fu custodita
-l'arca di Dio insieme colle sante reliquie; ivi faceva sacrificio il
-populo di Ebron al nostro Signore: ivi gli renderono i loro doni:
-ivi parlò Iddio a Samuel e rivelogli la mutazione dell'ordine del
-sacrificio del sacerdozio e del misterio del sacramento. Assai apresso,
-a la sinistra, è Gabbaom, e dallato è Rama e Beniami, de' quali luoghi
-parla la Scrittura. E poi vassi per Sichem, altrimenti chiamata
-Sichar, nella provincia de' Samaritani. Ivi è una bella valletta e
-fruttuosa; e ivi è una molto bella e buona città, chiamata Neopoli; e
-di qua a Gierusalem a una giornata è una fonte, dove parlò Giesù alla
-sanmaritana: e ivi soleva esere una chiesa, ma è stata abandonata e
-abattuta: e allato a questa fonte fece fare Roboas due vasi d'oro, e sì
-gli faceva adoperare; e a un pose nome Adam e a l'altro Bethel. Item,
-a una legha dalla città di Siccar è la città di Luza. In questa città
-dimorò Abraam un gran tempo. Siccar è X. leghe di lungi da Gierusalem,
-ed è chiamata Neopoli[61], che vuol dire città novella; e quivi è la
-sepultura di Ioseph figliuolo di Iacob, il quale governò Egitto; e gli
-giudei vanno in pellegrinagio in quello luogo divotamente, perchè e'
-portorono d'Egitto l'ossa sua e quivi le sopelirono. In questa città
-fu Reina la figliuola di Iacob, chiamata Dina, per cui e dua frategli
-uccisono molte persone e assai male feciono nella città. Ivi da lato
-è il monte di Garisim, ove e samaritani adoravono. Item, in su questo
-monte volle Abraam sacrificare il suo figliuolo Isaach; ivi dallato
-è la valle di Dotaim, e ivi è la citerna dove fu gittato Ioseph da'
-frategli inanzi che lo vendessono: e questo è dilungi due leghe da
-Siccar. Di là si va a Sanmaria, che ora si chiama Sabasta; e questa
-è la principal città del paese, e giace tra' monti a modo che fa
-Gierusalem. In questa città fu la sedia de le XII. tribù di Israel, ma
-la città non è ora sì grande come soleva: ivi fu sepolto san Giovanni
-Battista fra' due profeti, Eliseo e Abdam; ma egli fu dicapitato
-nel castello di Macharim appresso il mare morto; e poi fu da' suoi
-discepoli trasportato e sotterrato in Sanmaria.
-
-
-COME GIULIANO APPOSTATA FECE ARDERE EL CORPO DI SANTO GIOVANNI E
-GITTARE LA CENERE AL VENTO.
-
-Questo Giuliano Apostata fece ardere l'ossa sua, e gittare la cenere
-al vento, ma rimase intero el dito, col quale mostrò il nostro Signiore
-Giesù Cristo, dicendo: _Ecce Agnus Dei_; però che mai non potè ardere:
-e questo dito fece santa Techia vergine mettere in questi monti, ove
-ora se ne fa gran festa.
-
-
-COME TEODOSIO IMPERADORE TROVÒ IL CAPO DI SAN GIOVANNI BATISTA.
-
-In questa città medesima di Sabasta solevono essere molto chiese, ma
-furono abattute: ivi era el capo di santo Giovanni in uno muro serrato,
-ma Teodosio imperadore il fece cavare fuori, e trovollo avilupato in un
-drappo tutto insanguinato, e così il fece portare a Gostantinopoli, e
-ivi è ancora. La parte di dietro della testa e quela dinanzi è ancora
-nella chiesa[62] di santo Salvestro, ove sono monaci del cordone: e
-ancora questa parte di testa è tutta abruciata[63] e quasi meza arsa,
-perchè lo imperadore Giuliano sopradetto per la sua cattiva volontà la
-fece ardere insieme coll'altre ossa, e così apare. Questo è provato
-per papi e per imperadori. E la mascella di sotto e una parte delle
-gengie e dell'ossa e il piattello ove fu messo il capo, quando gli fu
-tagliato, sono a Genova, e li Genovesi ne fanno gran festa; e simile
-festa fanno e saracini di lui. Alcuni dicono, che 'l capo di santo
-Giovanni è in Amiens in Fiandra, e altri dicono che questo è il capo
-di santo Giovanni vescovo. Io non so, Dio el sa, ma in qualunque terra
-si fa onore al buon santo Giovanni: è ben fatto. Dalla città di Sabasta
-infino a Gierusalem sono XII. leghe.
-
-
-D'UNA FONTE CHE SI MUTA QUATTRO VOLTE DI COLORE L'ANNO.
-
-Nelle montagne di questo paese è una fonte che IIII. volte l'anno si
-muta di colore; alcuna volta è verde, e alcuna volta è rossa; una
-chiara, una altra torbida, e chiamasi la fonte di Iacob. Le gente
-di questo paese si chiamono Sanmaritani, e furono dagli apostoli
-convertiti e battezzati, ma eglino non ànno mantenuto la lor dottrina,
-e mantengono legge per loro discordante da' cristiani, saracini e
-giudei e pagani. Egliono credono bene in uno solo Dio, e dicono che
-non è altro che uno solo Dio, il quale ogni cosa creò e ogni uomo
-giudicherà, e tengono alla bibbia quanto alla lettera, e li V. libri di
-Muisè col salterio, come fanno e giudei: e dicono, che e' sono diritti
-figliuoli di Dio; e più d'altra gente amono Dio, e che e' sono eglino
-e proprii eredi, a chi Dio promisse la eredità. Questi ànno diverso
-abito dall'altra gente. Per disferenziarsi dagli altri, egliono si
-invilupono le teste con un lenzuolo rosso, e li saracini si invilupono
-lo teste con uno lenzuolo bianco; e li cristiani, che abitono in quel
-paese, s'invilupono le teste con uno panno bianco; e li giudei con uno
-panno giallo. In questo paese dimorano molti giudei che pagono trebuto,
-come fanno e cristiani; e se volessi sapere le lettere[64] de' giudei,
-che sono in quel paese e altrove, sono così fatte colli lor nomi, come
-vedete qui di sotto.
-
-
-DELLE CITTÀ CHE SONO NELLA PROVINCIA DI GALILEA, E DOVE NASCERÀ ANTI
-CRISTO, E DOVE SARÀ NUTRITO, E DOVE REGNIERÀ.
-
-Da questo paese de' sanmaritani, del quale v'ò parlato, si va al piano
-di Galilea, lasciando e monti da una parte. Ed è Galilea una delle
-terre de le provincie di promissione; e in questa provincia sono queste
-città; cioè, Naim, Capharnaum, Bectsaida e Corosaim. Da Bectsaida fu
-san Piero e santo Andrea: a quattro leghe da Corosaim è la città di
-Cedar, di cui el salterio parla: _Habitavi cum habitantibus Cedar_.
-Anti Cristo nascerà, come dice el profeta: _De Babillonia coluber
-exiet, qui totum mundum devorabit_. Questo Anti Cristo sarà nutrito
-in Betsaida e regnierà in Chapharnum; e però dice la Scrittura: _Vae
-tibi, Corosaim! vae tibi, Bethsaida! vae tibi, Capharnaum!_ E tutte
-quelle città sono di Galilea, e sono IIIIº. leghe da Nazareth. Di
-questa città si fu Simone Cananeo e la femina Cananea, della qual
-parla el vangelio. Ivi fece il nostro Signiore il primo miracolo alla
-cena dello Architriclino, quando mutò l'acqua in vino. Ne' confini di
-Galilea, apresso e monti, fu presa l'arca di Dio: e dall'altra parte
-è il monte Endor e Hermon, e là d'intorno va un fiume del torrente
-Sion, altrimenti chiamato el torrente Radamain. Ivi da lato, Barath,
-figliuolo d'Abimalech, insieme con il figliuolo di Elbora profetessa,
-vinse l'oste di Idumer, quando il Re Cifaro fu morto con Gebel moglie
-di Eber Ethath, oltre el fiume Giordano; per forza della ispada uccise
-Zeber e Salamana. E a V. leghe da Nain è la città di Egeraol, che
-altrimenti è chiamata Zaraim; della quale città fu Gezebella, malvagia
-Reina, la qual per forza tolse la vignia di Naabot. Apresso a questa
-città è il campo di Magredi, nel quale il Re Horia fu ucciso dal Re di
-Egitto, e dipoi fu portato e soppellito nel monte Sion. A una lega da
-Zezioel sono le montagnie di Gelboe, ove Saul e Gionatas, che fu così
-bello, morirono. Per quella cagione David gli maladisse nel salterio,
-dicendo: _Montes Gelboe, nec ros, nec pluvia_. A una lega dal monte
-Gelboe, verso oriente, è la città di Sacophe, la quale è chiamata
-Bethsam: sopra le mura di questa città fu appicata la testa del Re
-Saul.
-
-
-DEL LUOGO DOVE NACQUE NOSTRA DONNA, E DI QUANTO TEMPO ERA QUANDO FU
-ANNUNZIATA DA L'ANGIOLO, E QUANTO TEMPO VISSE DOPO LA PASSIONE.
-
-Da poi si va a Nazareth per la montagnia dallato al piano di Gelboe.
-Nazareth soleva essere gran città e bella, ma ora è una cattiva villa
-di case sparte, in quanto ella non è murata; e siede in una piccola
-valle con monti intorno. Ivi nacque nostra Donna, e però portò Cristo
-il pronome di questa villa. E Ioseph tolse per moglie nostra Donna,
-esendo d'anni XIIII: ivi salutolla l'angiolo Gabriello, dicendo:
-_Ave, Maria gratia plena_ etc. Quivi soleva essere una chiesa, ma
-fu distrutta, nella quale era uno grande altare. E ivi allato è uno
-pilastro di quella chiesa; e quivi è fatto una piccola abitazione
-per ricevere l'oferte de' pellegrini, e sì la guardono molto bene
-e saracini per l'utile che ne tragono. Questi saracini qua sono più
-cattivi e crudeli che altrove, e ànno guasto tutte le chiese. Ivi è el
-fonte di Gabriel, dove si soleva bagniare il nostro Signiore quando
-era piccolino. Di questa fonte lui portò ispesse volte l'acqua a sua
-madre; e in questa fonte lavò asai volte la nostra Donna e panni del
-suo figliuolo Giesù Cristo: e da qui infino in Gierusalem sono tre
-giornate a Nazaret (_sic_), dove fu nutrito il nostro Signiore. Nazaret
-si è a dire fiore di giardino, e per buona cagione è chiamata fiore,
-però che in lui fu nutrito el fiore e 'l frutto di vita, cioè Giesù
-Cristo. Da Nazaret, a due leghe, è la città di Sephor, sopra a la via
-che va di Nazareth a Achon; ed a meza lega di là da Nazareth è lo salto
-del nostro Signiore, perchè avendolo e giudei menatolo sopra uno alto
-monte, e volendolo gittare per ucciderlo, Iesù Cristo passò pel mezo
-loro e salì fuori, e montò sopra una alta montagnia, nella quale al
-presente si vegono li passi: e per questo, quegli che ànno paura de i
-nimici o di altra gente di male afare, dichino: _Iesus autem transiens,
-per medium illorum ibat_; a memoria che Giesù Cristo passò per el mezo
-e giudei crudeli e scampò sanamente da loro: così sicuramente possono
-passare e scampare delle mani degli inimici loro. Dopo questo dicano
-questi due versi del saltero: _Irruat super eos formido et pavor in
-magnitudine brachii tui, Domine: fiant immobiles quasi lapis donec
-pertranseat populus tuus, Domine, quem tu possedisti_. Questi versi si
-dicono tre volte, e da poi si passa sicuramente; e sapiate che nostra
-Donna partorì nel quinto decimo anno, e conversò col suo figliuolo
-benedetto XXXIII. anni e III. mesi; e, dopo la passione del nostro
-Signiore, visse XXIIII.º anni.
-
-
-DEL MONTE TABOR, E COME EL GIUDICIO SARA EL DÌ DI PASQUA.
-
-Item, da Nazareth si va al monte Tabor e non v'è altro che IIII. leghe;
-il quale è bel monte e alto, ove soleva esere asai chiese, ma sono
-distrutte; e ancora v'è un luogo che si chiama la squola di Dio, ove
-soleva amaestrare e suoi discepoli, e apriva loro e segreti di Dio.
-A piè del monte Tabor, Melchisedech, che fu Re di Salem, chiamata poi
-Ierusalem, al declinare del monte, iscontrò Abraam, il quale ritornava
-dalla battaglia, nella quale aveva morto el Re Amalech. Item, in
-questa montagna si trasfigurò il nostro Signiore dinanzi a san Piero
-e santo Iacopo e santo Giovanni: qui vidono spiritualmente Moisè e
-Elia profeta, e imperò disse santo Piero a Cristo: _Bonum est nos
-hic esse; si vis, faciamus hic tria tabernacula_. Sì vi udirono la
-voce del Padre, dicendo: _Hic est filius meus dilectus, in quo mihi
-bene complacui_: e Iesù Cristo li comandò che non dicesono ad alcuno
-questa visione, infino che non fussi risucitato da morte a vita. In
-questo monte e in questo luogo medesimo el dì del giudicio IIII. angeli
-soneranno IIII. trombe, e risuciteranno tutti e morti, che son morti
-da poi che fu creato el mondo; e tutti verranno in corpo e in anima
-dinanzi al cospetto di Dio al giudicio ne la vale di Iosafat; e sarà
-questo giudicio el dì di pasqua, in quell'ora medesima che risucitò
-il nostro Signore; e sarà cominciato questo giudicio nell'ora che 'l
-nostro Signiore discese a l'inferno per ispogliarlo; però che in questa
-ora spoglierà il mondo e rimunererà gl'amici suoi in grazia, e li
-nimici a pena perpetua gli condannerà. E in quel tempo arà ciascuno el
-merito de le sue opere, o bene o male, se la gran misericordia di Dio
-non anticipa la sua giustizia. Item, a una lega dal monte Tabor è el
-monte di Emon, e ivi fu la città di Naim, inanzi a la porta de la quale
-el nostro Signiore e' risucitò el figliuolo della vedova. Item, a tre
-leghe da Nazaret è il castello di Saffia, dove furono e figliuoli di
-Zebbedeo e i figliuoli d'Alfeo; e, a V. leghe da Nazaret, è il monte
-di Caim, di sotto el quale è una fonte; e quivi allato Lamech, padre
-di Noè, ucciso Caim con una saetta, perchè Caim andava pe' monti a
-modo d'una bestia, e vivette in quela forma più di CCº. anni, insino
-al tempo di Noè. Da Saffia si va al mare di Galilea e alla città di
-Tiberìa, che siede sopra questo mare; e quantunque si chiami mare, non
-dimeno non è mare nè braccio di mare, anzi è uno lago d'acqua dolce,
-el quale è lungo Cº. stadii e largo XL; e sonvi dentro di buon pesci;
-e pel mezo vi core el fiume Giordano. La città non è tropo grande, ma
-assai magnificenzie vi sono; e là dove si parte el fiume Giordano,
-all'uscire del mare di Galilea, è un ponte grande, per lo quale si
-passa da la terra di promissione ne la terra del Re Balsam e ne la
-terra di Gierusalem, le quale sono tutte d'intorno al fiume Giordano,
-infino al cominciamento del mare di Tiberìa; e di là si può andare in
-Damasco in 3. giorni per la regione Traconidia, la quale regione dura
-dal monte Emon infino al mare di Galilea o al mare di Genezareth, che
-è tutto un mare. Questo è il lago sopradetto, ma e' muta el nome per
-le cittade che vi sono sopra; e sopra a questo mare andò el nostro
-Signore appiè asciutti, e ivi rilevò san Piero, quando era già mezo
-annegato, quando disse:_Modicæ fidei, quare dubitasti?_ E dopo la sua
-resuresione aparve un'altra volta a' suoi discepoli sopra questo mare,
-e chiamandogli che pescassono, empierono le rete di gran pesci. E in
-questo mare navicò Iesù molte volte, e quivi chiamò san Piero e santo
-Andrea, san Iacopo e san Giovanni, figliuoli di Zebedeo. Ne la città
-di Tiberìa si è la tavola sopra la quale el nostro Signiore mangiò
-co' suoi discepoli dopo la resuresione, el qual non conobono, se non
-al rompere del pane, come dice el vangelo: _Et cognioverunt eum in
-fractione panis_. E apresso a la città di Tiberìa è il monte, ove il
-nostro Signore con V. pani e due pesci saziò V. mila persone. In questa
-città per ira fu gittato un tizone ardente dietro a Giesù Cristo; il
-capo del tizone percosse in terra, e subito rinverdì e crebe in un
-grande albero, e al presente cresce, e la scorza è ancora abruciata.
-
-
-DOVE NACQUE SANTA ANNA.
-
-Item, al capo di questo monte, inverso settentrione, è uno forte
-castello chiamato Saphor, et è posto apresso di Chapharnau ne la terra
-di promissione; non è castello sì forte, e di sotto è una buona villa,
-chiamata Saphor. In questo castello nacque santa Anna, madre di nostra
-Donna; e di sotto fu la casa di Centurione; e questo luogo fu chiamato
-Galilea da le gente che furono date a le tribù di Zabulon e Nefthali. E
-ritornando da questo castello, a XXX. miglia, è la città di Naan, che
-altrimenti è chiamata Selmas. Di questa fu Cesaro figliuolo d'Apollo,
-el quale sedeva apresso del monte di Libano, dove comincia il fiume
-Giordano. Ivi comincia la terra di promissione, e dura infino a Bersabè
-di lungo andando, verso Bissa, infino a mezo dì, e tiene per largo Cº.
-LXXX. leghe: e da Ierusalem al Giaffo sono LX. leghe lombarde, che sono
-piccole: queste non sono leghe di Guascogna, nè di Provenza, nè de la
-Magnia, le quale son grande. E sapiate che la terra di promissione è in
-Siria, perchè il reame di Siria dura d'Arabia infino a Colizia, cioè la
-grande Armenia; e questo è da mezzodì verso Bissa, e da oriente inverso
-occidente, dal gran diserto d'Arabia insino al mare d'occidente. E
-in questo reame di Siria sono più province, come è Palestina, Gaza,
-Galilea e Giudea, e senza molte altre di questo paese.
-
-
-DELL'USANZA DI QUESTO PAESE, E DI DIVERSE MANIERE DI CRISTIANI E DI
-LOR COSTUMI, E COME E' FANNO LA LORO CONFESSIONE, E DELLE AUTORITÀ, LE
-QUALE ALLEGONO PER LORO OPPINIONE.
-
-Egli ànno una usanza, che quando una città o un castello à intorno
-l'assedio e non possono mandare fuori e messaggi, egli legono le
-lettere al collo a certi loro usati colombi talmente amaestrati, e
-quali portono e riportono e lor messaggi, perchè questi colombi sono
-notriti che vanno da l'un luogo a l'altro, e quali luoghi sì usono
-comunemente. E sapiate, che tra questi saracini, in ogni parte dimorono
-molti cristiani di molte maniere e di molti nomi, tutti battezzati; e
-ànno diverse lingue e diversi costumi, ma tutti credono in Dio Padre e
-Figliuolo e Spirito Santo; e tutta via mancono in alcuno articolo della
-fede. Alcuni si chiamono Giacobini, perchè santo Iacopo si convertì e
-santo Giovanni Batista gli battezzò. Questi dicono che solo a Dio si
-debe confessare e peccati, e none agl'uomini, perchè si debbe chiamare
-in colpa in verso colui che si offende: e dicono, che nè Idio, nè e
-profeti non ordinorono mai che niuno si confesassi da altri che da
-Dio; sì come disse Moisè nella Bibbia: e per questo disse David nel
-Salterio: _Confitebor tibi, Domine, in toto corde meo; e altrove:
-Delictum meum cognitum tibi feci, quia Deus meus es tu et confitebor
-tibi_; però che e' sanno tutta la Bibbia e el Salterio, ma non allegono
-le autorità latine, anzi nel loro linguagio assai convenientemente,
-sì che e' dicono, che David e gli altri profeti si concordiano co e
-nostri dottori e con alcune de le loro openione, e massime con santo
-Agostino, dove dice: _Qui scelera sua cogitat et conversus fuerit,
-veniam inveniat_. Cum Gregorio: _Domine potius mentem quam verba
-inspicies respicis_; et cum sancto Hilario: _Longorum temporum crimina
-in ictu oculi pereunt si cordis nata fuerit compunctio_. E però dicono,
-che solo a Dio si debono confessare e sua peccati, e a lui promettere
-d'emendare. Però, quando si vogliono confessare, s'accendono fuoco
-allato a loro e sì vi gettono dentro incenso e altre spezie odorifere,
-e nel fummo si confessono a Dio, e dimandono misericordia. Ed è vero,
-che questo confessare è naturale e primitivo, ma e santi padri e' papi
-che sono venuti da poi, ànno ordinato di fare la confessione a l'uomo,
-e per buona cagione; perchè egli ànno riguardato che niuna malizia
-può essere sanata, e non si può dare buona medicina, se prima non si
-sa la qualitade e non si conoscie la natura del male; e per lo simile
-non si può dare buona penitenzia, se prima non si sa la qualitade del
-peccato; però che e peccati non sono equali ne' luoghi e nei tempi, e
-però si conviene sapere la qualità de' peccati, e, secondo quegli, dare
-la debita penitenzia. Item, vi sono altri cristiani chiamati soriani,
-e tengono el mezo de la fede tra noi e' greci: eglino portano barbe a
-modo che fanno e greci, e fanno sacrificio di pane lievito; e nel loro
-parlare usono lettere saracinesche, ma nel misterio della chiesa usano
-lettere greche, e fanno la loro confessione a modo di iacopini di sopra
-detti. Altri cristiani quivi sono, chiamati Giorgiani, e quali convertì
-santo Giorgio, e lui onorono più che altro santo di paradiso, e
-sempre lo chiamono in ogni suo aiuto. Questi, che vennono del reame di
-Giorgia, portono cheriche rase tonde, cioè e preti; e i laici quadrata
-la portono, e questi tengono la lingua greca[65]. E altri vi sono
-chiamati cristiani dalla cintura. Altri sono Ariani, altri Nubiani,
-altri Indiani, che sono della terra del prete Giovanni, e tutti questi
-ànno alcuno articolo della fede nostra e negli altri variono; e perchè
-troppo sarebe lungo el parlare di tutti, però di ciò farò fine.
-
-
-DEL SITO DI DAMASCO, E DA CUI FU EDIFICATO, E DELLA BELLEZA E
-ABUNDANZIA SUA; E COME SANTO PAULO, EL QUALE LEGGEVA FISICA IN DAMASCO,
-FU CONVERTITO.
-
-Poi che io v'ò divisato alcuna parte delle genti che dimorano infra
-quegli termini, io voglio ritornare al mio camino. Per ritornare di
-qua adunque, chi vuole ritornare da la terra di Galilea, de la quale io
-ò parlato, e' à a venire per Damasco, che è molta bella città e molto
-nobile e piena d'ogni mercatanzia: è tre giornate dilungi dal mare, e
-V. giornate dilungi da Gierusalem. Tutto le loro mercatanzie portono
-sopra cammelli, cavagli, muli e drumedarii e altre bestie infino alla
-città, e le mercatanzie vengono per mare, cioè d'India, di Persia,
-Caldea e della grande Armenia e da altre nazione[66]. Questa città
-edificò Eliseo Damasco, famiglio e spenditore d'Abraam, prima che fusse
-nato Isach, perchè e' si credea rimanere erede d'Abraam, e chiamò la
-città del suo propio nome, Damasco. In quela piaza dove fu edificato
-Damasco, Caino uccise il suo fratello Abel; e allato di Damasco è el
-monte Seir. In questa città e di fuori sono assai fontane e molti be'
-giardini e assai diversi frutti: niuna città si potrebe comparare con
-questa di begli giardini e di begli palagi. La città è grande, e ben
-murata a doppie mura, e è ben pulita. Ivi sono molti fisici, e santo
-Paulo, prima che fussi convertito, ivi era fisico per mantenere il
-corpo in sanitade; ma da poi la conversione, diventò fisico dell'anime;
-o santo Luca Evangelista fu suo discepolo, per imparare fisica, e molti
-altri; e però che san Paolo teneva scuola di fisica, e ivi appresso
-Damasco fu convertito. E dapoi tre dì a la sua conversione, nella città
-stette sanza vedere, nè bere, nè mangiare; e in questi tre dì fu aperto
-il cielo, ove e' vedeva di molti secreti del nostro Signiore. Assai
-apresso a Damasco è un castello, chiamato Arches.
-
-
-QUIVI DESCRIVE EL SITO DELLA CHIESA DI NOSTRA DONNA DI SARDEMACO E
-DELLA INMAGINE SUA, LA QUALE È IVI DIPINTA CON DIVERSI COLORI; E POI
-DESCRIVE LA VALLE DI BELIAR, LA CITTÀ DI TRIPOLI E LA CITTÀ DI BARUTI,
-OVE SANTO GIORGIO UCCISE EL DRAGONE.
-
-Di Damasco si viene alla chiesa della vergine Maria di Sardemach, che
-è V. leghe dilungi da Dammasco, e siede sopra a un sasso: e quivi è
-un bello luogo simigliante a un castello, e ivi è assai belle chiese.
-Quivi dimorono monaci cristiani, e di sotto a la chiesa è una bella
-volta, ove dimorono cristiani, et evvi molto buono vino; e nella chiesa
-di rieto al grande altare nel muro, è una bella tavola di legnio, dove
-è la immagine di nostra Donna, e fu già dipinta di colori, e quali poi
-si convertirono in carne per divin miracolo; e la detta tavola sempre
-è unta a modo d'olio d'uliva; e di sotto è un vaso bene aconcio per
-ricorre l'olio che gocciola; o di questo olio è donato a' pellegrini
-che si lavano, però che questo olio viene per divino miracolo: e questo
-olio sì libera el cristiano da molte malattie; e sì dicono, che chi
-guarda questo olio nettamente, infine di sette anni sì si converte in
-carne e in sangue. Da Sardemach si va per la valle di Beliar, la quale
-è molta bella e fruttifera; e giace questa valle fra montagnie; e sono
-quivi di belle riviere e di be' prati e di grandi pasture per bestiame;
-e vassi per le montagnie di Libano, che durono da la grande Armenia
-verso Bissa, infino a Adam, che è inverso mezo dì, al cominciamento
-della terra di promissione, sì come è detto di sopra. Queste montagne
-sono fruttifere: quivi sono di belle fontane, cedri e cipressi, e
-molti altri alberi; quivi sono di molte belle ville e ben popolate.
-Dal capo di queste montagnie, fra la città di Arca e la città di
-Baphian, è una riviera chiamata Sabbataicor, però che il sabato corre
-fieramente e gl'altri giorni di poco o niente. E tra queste montagnie
-è un'altra riviera, la qual di notte si ghiaccia fortemente, e 'l dì
-non è punto aghiacciata. E, ritornando per queste montagnie, si va
-a una montagna grande e alta, chiamata la Gran Montagna, dove è una
-gran città chiamata Tripoli. In questa città dimorono molti cristiani
-buoni, sicondo la nostra legge. Di quivi si va a Baruth, dove san
-Giorgio uccise il dragone: quivi è buona villa e buon castello forte,
-come è sopra detto; ed è tre giornate di qua da Sardemach a Baruth, e
-XVI. leghe dalla città di Sidona in mare. Chi vuole rivenire per di
-verso Cipro, o vero vien per terra infino al porto di Siron, o vero
-di Tiro; e di là si viene in Cipro in poco tempo, perchè gli è sotto;
-o veramente si va dal porto di Tiro più dritto sanza andare in Cipro,
-perchè si torce ad arrivare ad alcuni porti di Grecia; e doppo si viene
-a quele parte che altre volte v'ò iscritte. E poi che io v'ò dette e
-mostrate le vie per le quali si va primamente, per lo più lungo camino,
-a Babillonia e al monte Sinai e altri luoghi, e quali v'ò di sopra
-detto, e per quel camino si ritorna pelle terre di promissione; ora
-vi vo' discrivere la diritta via per andare dirittamente a la santa
-città di Gierusalem. Però che molti vanno a Gierusalem, che non ànno
-intenzione di pasare più oltre, o perchè non ànno suficente compagnia,
-o perchè non possono sostenere le fatiche, o perchè ànno dubio di
-passare e diserti, o perchè ànno fretta di tornare alle moglie o a'
-figliuoli, o per altre ragionevol cagione, qui brievemente dirò dove si
-può andare sanza mettere troppo tempo, e sanza lungo indugio, sì come
-altre volte v'ò detto.
-
-
-DELLA VIA PIÙ BRIEVE PER ANDARE ALLA TERRA SANTA PER MARE, E DELLE COSE
-CHE SI TRUOVONO PER LO CAMINO.
-
-Chi dalle parti occidentali si va per Francia, e per Borgogna, e per
-Lombardia, al porto di Vinegia, o di Genova, o ad altro porto di que'
-confini, vassi per mare a l'isola di Gieph, che è de' genovesi; e poi
-s'arriva in Grecia al porto di Miroth, o di Valona, o di Durazo a uno
-degl'altri porti: poi si va per terra per dirizarsi, e asai presto
-si torna al mare; e vassi diritto in Cipri sanza entrare ne l'isola
-di Rodi; anzi si lascia da lato, chi vuole, e arivasi al porto di
-Famagosta, el quale è principale porto di Cipri; o vero al porto di
-Limissa; e poi s'entra in mare, e vassi, passando el porto di Tiro;
-e, sanza montare altrove, si passa per mare, costeggiando tutta via
-da questa banda infino a la cità del Giapho: e questo si è il più
-propinquo porto a Gierusalem. Da questo a Gierusalem non è altro che
-una giornata e mezo, che sono leghe XVI, sì che, andando da Giapho, si
-va per terra alla città di Rama, la quale è assai presso al Giapho; ed
-è bela città e dilettevole. E di fuori di Rama, verso mezo dì, è una
-chiesa di nostra Donna, dove il nostro Signiore si mostrò in tre ombre,
-che significono la Trinità. Ivi apresso è un'altra città, chiamata
-Diospoli, e soleva esere chiamata Sibda, ed è bene abitata; e ivi è
-una chiesa di san Giorgio, dove fu lapidato. Di là si va al castello
-d'Emaus, e dipoi al monte Sora, ove giace Samuel profeta; e di qui si
-va a la città di Gierusalem: e apresso el camino, si è Ramata e il
-monte Modon, onde fu Mathathias padre di Macabeo; e ivi sono le lor
-tombe. Item, allato a Ramata è la villa di Theuch, della qual fu Amos
-profeta: ivi giaciono e santi pellegrini, che muoiono in Gierusalem:
-altre volte avendone parlato, al presente non vi dirò più. Io voglio
-ancora ritornare a un'altra via, per la quale si va la magior parte per
-terra.
-
-
-DI MOLTE ALTRE DIVERSE VIE PER ANDARE AL DETTO LUOGO SANTO PER TERRA,
-E DE' LUOGHI E QUALI SI TRUOVONO PER LA VIA, E DE' COSTUMI DI QUELLE
-GENTE E DI MOLTE ALTRE COSE.
-
-Per quegli che non possono sostenere el movimento del mare, che,
-quantunque si patisca più fatica e più pena, non di meno gli piace
-andare per terra quanto più possono, come altra volta v'ò detto
-si va ad alcun porto di Lombardia, e passasi in Grecia, e poi
-in Gostantinopoli, e pasasi pel bracio di san Giorgio, e vassi a
-Ruffinello, dove è un forte castello, e poi si va per Capadocia, ch'è
-un gran paese, dove sono gran monti; e vassi per Turchia al porto di
-Chinamont, e alla città di Nicha, che è apresso di questa città leghe
-VII. E turchi la tolsono a lo 'mperadore de' Romani, ed è molta forte
-città di mura e di torre: da l'altro lato è un lago grande e largo e
-lì è una riviera chiamata Lelai. Di là si va per le alpe di Neromonte,
-e per la valle di Malabruno, e per lo stretto delle montagne, e per la
-villa di Dormanolch, e per le ville che sono sopra el Rodai e sopra
-Francona, che sono molte buone riviere. Da poi si va ad Antiochia:
-ivi intorno sono molti begli monti e boschi e grande abundanzia di
-bestie salvatiche da caccia. E puossi andare per uno altro camino,
-per li piani di Romania. Su per le coste è una bella torre, chiamata
-Florenza; e di sopra, fra le montagnie, è la città di Torsont, e la
-città di Nongimach, e Assera e Meremistra. E quando son passate le
-montagnie, si va per la città di Maroste, e per Artessa, dove è un gran
-ponte sopra la riviera di Ferma, la quale riviera si chiama Faiffar,
-ed è gran riviera, e porta naviglio, e corre fortemente, e viene da
-le fonte e da le montagnie verso la città di Damasco. Ivi è un'altra
-riviera, che viene da le montagne di Libano, chiamata Albana, che corre
-apresso Damasco. Al passar di questa riviera, santo Eustachio perse due
-figliuoli, avendo ancora perso la moglie. Questa riviera passa per li
-piani di Arcadia, e va infino al mar rosso. E poi si va a la città di
-Fermina, dove sono molti bagni caldi; e poi si va alla città di Ferne.
-Tra Fermina e Ferna sono di begli boschi: e poi si va in Antiochia che
-v'è presso a 20. leghe. Antiochia è bella città e ben fornita di mura
-e di torre ed è molta grande, e soleva essere lunga due leghe e larga
-una lega e mezo. Per questa città corre la detta riviera di Farfar; e
-soleva avere intorno a le mura Cº. e L. torre, e per ciascuno pilastro
-del ponte era una torre. Questa è la più nobil città del Reame di
-Soria, e a VIII. leghe è il porto di santo Simone. Quivi entra Farfar
-in mare. Da Antiochia si va a la città di Schiavonia e poi a Gibel, e
-poi a Chortexa. Ivi allato è la terra della Cammilla, dove è uno forte
-castello chiamato Maumech. E da Cortexsa si va a Tripoli; e al passare
-per lo stretto de' monti è la città di Gibeloch; e poi a Baruthi sopra
-el mare; e poi si va a la città d'Acri. E ivi sono due vie per andare
-a Gierusalem; la sinistra va a Damasco e per lo fiume Giordano, e la
-destra va per la marina e per la terra di Flagania. E da lato sono le
-montagne insino alla città di Caifas, ove Caifas fu Signore. Alcuni la
-chiamano Castello Pelegrino. E da ivi infino a Gierusalem sì sono ben
-tre giornate, e sì si va per Cesarea Filipense, per Giafo, per Rama,
-per lo castello di Emaus, e poi a Gierusalem.
-
-Io v'ò dimostrato alcune vie per terra e per mare, per le quali si può
-andare a le terre di promissione; e quantunque altre vie vi sieno,
-sicondo che gl'uomini si muovono, non dimeno queste e altre tornono
-a un fine. Ancora li è un'altra via, per la quale si può andare per
-tera sanza mare insino a Gierusalem; e perchè questa è tropo faticosa
-via, pochi vanno per essa, ma vassi per Alamania, e per Brettania fino
-in Prussia; e poi per Tartaria infino in Gierusalem. Questa Tartaria
-risponde al gran Cane, del quale io parlerò poi, però che infin qui
-dura la sua signioria, e tutti e principi di questa Tarteria li rendono
-trebuto. Questa è cattiva terra e arenosa e poco fruttifera, perchè
-poche biade e poco vino vi nasce; nè frutta, nè legname, ma ivi è
-multitudine di bestiame, e però non mangiono altro che carne sanza
-pane e beono la broda e latte di bestie, e mangiono cani, lupi, gatte,
-topi e ogni bestia, e in luogo di legnie ardono sterco di cavallo e
-d'altre bestie seccato al sole; e il loro principe e altre genti non
-mangiono se none una volta el dì e poco mangiono. Questa è brutta
-gente e immonda e di mala natura. In questo paese la state casca spesso
-tempesta e fulgori e saette e uccidono molte gente; e in un subito è
-gran caldo in questo paese, e pel simile in un subito è gran freddo;
-e questa mutazione è da ogni tempo; e per tanto questo si è un brutto
-paese, povero e cattivo: e i principi loro che governano el paese,
-el qual loro chiamono Batri, stanno a la città di Ordia. E veramente
-niuno valente uomo doverebe stare, nè abitare in questo paese, imperò
-che 'l paese non è pur degno che v'entrino cani. Questo paese sarebe
-buono per seminare ginestre, spine e roghi, però che ad altra cosa
-non vale; ma pure in alcuni luoghi è buona terra, ma è di rado. Io non
-sono però stato per quella via, ma sono stato per altre terre che vi
-confinano in quella costa. Io non andai mai per quella a Ierusalem;
-per la qual cosa io no ve la potrei ben divisare. Ma se questa materia
-piace ad alcuno valente uomo, el quale sia stato per questa via,
-piacendo a lui vi può questo agiugnere, a ciò che quelli che vogliono
-fare questa via per queste parte, eglino possino sapere qual camino e'
-voglino tenere, però che malagevolmente si può tenere per questa via,
-salvo per gran freddura: e questo è per l'acque cattive e' mari che
-sono in quelle parti, che non si possono passare, se non quando sono
-fortemente ghiacciate; però che, se non fussino diacciate, non è uomo
-nè cavallo che vi potessi andare: e dura tre giornate questa mala via,
-passando per Prussia infino a la terra abitabile de' Saracini. E li
-cristiani che vanno a combattere con costoro, conviensi portare dietro
-vittovaglie, però che none troverebono, e conviene che tutte si facino
-caricare per lo ghiaccio con carri sanza ruote, che loro chiamono
-Solens; e tanto vi dimorono, quanto basta loro le vittovaglie ch'eglino
-portono con loro; però che là non se ne truova per moneta. E quando gli
-esploratori di quele gente vegono venire e cristiani contra loro, e'
-fugono a le ville e fortezze, gridando: Herra, herra; e subito s'armono
-e sì si ragunono insieme. E sappiate, che in quelle parte è maggiore
-ghiaccio che di qua, e però à ciascuno stufe, nelle quale fanno e
-fatti loro, perchè sono nelle parte settentrionale presso Bissa, ove
-fanno grandissimi freddi; però che 'l sole si è dilungi molto da quel
-paese adietro, sotto lo polo artico. Ivi è tanto freddo che non si può
-abitare; e all'opposito, a man diritta, verso mezo dì è tanto caldo,
-che il paese è inabitabile; però che quando el sole è a mezo dì, gitta
-e sparge e suoi razi dirittamente sopra di quelle parte.
-
-
-DELLA LEGE DI MAOMETTO E DELLA OPPINIONE DE' SARACINI; E DELLE
-OPPINIONE CHE ÀNNO DOPO LA MORTE LORO, E DOVE L'ANIMA LORO VADA, E IN
-QUAL LUOGO; E DI QUEL CHE TENGONO DEL PARADISO E DELLO 'NFERNO, E DELLA
-FEDE CHE ÀNNO.
-
-E perchè io ò parlato de' saracini e de' lor paesi, se voi volete
-sapere alcuna parte della loro lege, io ve la dirò sicondo che si
-truova nel loro Alcorano. Alcuni chiamono questo libro Mesaph e alcuni
-chiamono Harmen, sicondo le lingue del paese: el quale libro gli dette
-Maometto, nel quale io spesse volte legendo ò veduto e trovato scritto,
-che e' buoni anderanno in paradiso e i cattivi allo 'nferno. E questo
-credono e saracini; e chi gli domanda, che credono del paradiso, e
-egliono rispondono, che 'l paradiso è un luogo dilicato, nel quale
-luogo si truova d'ogni tempo di ciascuna maniera di frutti, e de' fiumi
-di latte e di mele e di vino sempre corrente, e d'acque dolce; e che
-quivi son case belle e nobile, sicondo el merito di ciascuno, adornate
-di pietre preziose, d'oro e d'ariento; e ciascuno arà damigelle e
-sempre userà co loro, e sempre le troverà più belle. Item, lor credono
-e odono volentieri parlare della vergine Maria e della incarnazione di
-Dio, e dicono bene che Maria fu annunziata da l'angiolo, e come santo
-Gabriello le disse, ch'ell'era da Dio eletta, quando gli annunziò la
-incarnazione di Iesù Cristo, e che ella concepette e partorì vergine.
-E questo medesimo testimonia il loro Alcorano; e dice questo libro che,
-Iesù Cristo, come nacque, che subito parlò e fu santo profeta e verace
-in parole e in fatti, e vero e pietoso e diritto sanza vizio. E dice
-questo libro, che quando l'angiolo anunziò la incarnazione, la vergine
-Maria era giovane e aveva gran paura: però che uno, chiamato Tham,
-el quale era incantatore e Sortiero, era nel paese e fecesi spesse
-volte in forma d'angiolo, e andava a dormire colle fanciulle; e Maria
-alora sì temee, che questo Tham non la volessi ingannare sotto spezie
-d'angiolo, e scongiurò l'angiolo, che li dicessi, s'egli era colui. E
-l'angiolo rispose, che di nulla dubitassi, che esso era certo messo di
-Dio. Item, questo libro dice, che, quando ella ebe partorito sotto uno
-albero di palma, dove era el presepio del bue e de l'asino, che ela si
-vergognava aver partorito e piagneva forte, dicendo, che ella vorrebbe
-essere morta. Allora el figliuolo parlò, confortandola, e disse: Madre,
-non ti dubitare punto, che Dio à mostrato in te el suo segreto per la
-salute del mondo. In molti altri luoghi dice il libro Alcorano, che 'l
-nostro Signiore parlò, come nacque. E dice questo libro, che Giesù fu
-mandato da Dio onnipotente per esere spettaculo, essemplo e spechio
-a ciascheduno uomo. E per lo simile questo Alcorano dice, che il dì
-del giudicio Dio verrà a giudicare ogni gente e e' buoni trarrà a sè
-e' cattivi condannerà a lo 'nferno. E dice, che tra tutti e profeti,
-Giesù fu il più ecelente e il più propinquo a Dio. E dice, che fece e
-Vangeli, ne' quali sono di buone dottrine e sapienzia e dilettazione e
-chiareza e verità e predicazione verace. E quegli che credono in Dio
-dicono, che egli è vero profeta e più che profeta e sanza peccato,
-e che illuminò e ciechi e liberò gl'infermi e risucitò e morti; e
-che el mondo vive in lui. Quando loro vegono e Vangeli del nostro
-Signiore, gli legono volentieri, e spezialmente quello dove è scritto:
-_Missus est angelus Gabriel_. Il quale Evangelo, gli uomini litterati
-spesse volte dicon con loro orazioni e bacionlo e tengonlo con grande
-riverenzia e divozione. Item, e' digiunono un mese fra l'anno, e non
-mangiono infino a notte; e tutto questo mese non usono con femine; ma
-gl'infermi non sono costretti a questo digiuno. Item, il detto libro
-parla de' giudei che son cattivi, e che non vogliono credere a Giesù
-che fusse per parte di Dio e che egli mentono falsamente di Maria e del
-suo figliuolo, dicendo che egliono avevono crocifisso Giesù figliuolo
-di Maria, però che non fu mai crucifisso, come dicono, anzi il fece
-Idio ascendere a sè sanza morte e sanza magagna, ma trasformò la sua
-forma[67] in uno, chiamato Iudas Scarioth; e questo crucifissono
-e giudei, pensando che fussi Giesù, che era salito in cielo vivo
-a giudicare il mondo. E però dicono, che i cristiani ànno poco
-conoscimento; che semplicemente e falsamente credono, che Giesù Cristo
-fussi crucifisso; che arebe fatto contro alla sua giustizia a soferire
-che Giesù Cristo, el quale era inocente, fussi sanza colpa stato messo
-a morte (sic); e in questo articolo dicono che noi falliamo; però che
-la grande giustizia di Dio non poterebe così fatta cosa soferire; e in
-questo manca la lor fede. E sì confesson bene, che furno buone l'opere
-sue, e che son verace parole li Evangeli e le sue dottrine, e veri
-e suoi miracoli, e che la benedetta vergine Maria fu santa e buona e
-vergine prima e poi dopo la natività di Giesù Cristo; e che quegli che
-credono perfettamente in Dio, saranno salvati. E perchè e' son tanti
-propinqui a la nostra legge, leggiermente si convertiscono alla fede
-cristiana, quando si predica distintamente la fede e la lege di Cristo;
-e se gli dichiarono le profezie, e' dicono che sanno bene per profezie,
-che la lege di Macometto fallerà, come ànno fallite quele de' giudei; e
-che la fede cristiana durerà infino alla fine del mondo.
-
-
-NOTA QUI LA OPPINIONE DE' SARACINI DELLA LEGGE.
-
-E chi gli domanda di ciò che credono, e' rispondono: Noi crediamo in
-Dio creatore del cielo e de la terra e di tutte l'altre cose, il quale
-à fatto ogni cosa, e sanza lui niente è fatto: e crediamo che vero sia
-quello che Dio à detto per li santi profeti. Item, Macometto comandò
-nel suo libro Alcorano, che ciascuno avesse due o tre o quattro moglie,
-infino a nove: delle amiche tante quante se ne potessino avere; e se
-alcune delle moglie falliscono contro a' mariti, lui le può cacciare
-di casa e separarla da lui e torre un'altra; ma è di bisogno che
-gli dia parte della sua roba. E quando si parla lor del Padre e del
-Figliuolo e dello Spirito Santo, e' dicono, che sono tre persone e
-non uno Dio, perchè e loro Alcorani non parlono punto della Trinità.
-Quando si dice loro che 'l Figliuolo è la parola del Padre Dio, e'
-dicono bene che sanno che Dio à parola che altrimenti non sarebe vivo.
-Item, quando si parla loro della incarnazione, a che modo Dio per la
-parola de l'angiolo mandò la sua sapienzia, e obumbrossi nella vergine
-Maria, e che per la parola di Dio saranno e morti risuscitati al dì
-del giudicio; e egli dicono, che questo è vero, e che gran forza à
-la parola di Dio; e così dice il loro libro Alcoram, dove dice, che
-l'angelo parlò a Maria, dicendo Iddio evangelica parola di sua bocca: e
-sarà il suo nome chiamato Giesù Cristo. E dicono che Abraam fu amico di
-Dio; e dicono che Muisè fu imbasciadore di Dio e che Giesù Cristo fu la
-parola e lo Spirito Santo di Dio, e Macometto fu diritto messo di Dio.
-Ma dicono bene che di questi IIIIº, el più eccelente e il più degnio
-fu Iesù Cristo; sì che egli ànno molti articoli buoni de la nostra
-fede, avenga Dio che non abino perfetta lege, sicondo e cristiani.
-E, come io ò detto di sopra, leggiermente si convertirebbono, perchè
-egli ànno la Bibbia e li Vangeli di profeti scritti nella loro lingua,
-e fanno stima assai della santa Scrittura, ma egliono non intendono
-la lettera spirituale, anzi quanto alla scorza; fanno come e giudei,
-che non intendono la lettera spiritualmente, ma corporalmente. Per
-questo sono persecutori de' veri e savi cristiani che la intendono
-spiritualmente; e però dice san Paulo: _Lictera enim occidit, spiritus
-autem vivificat_. Item, e saracini dicono, che e giudei sono cattivi;
-imperò ch'egl'ànno volta[68] la lege che Dio mandò per Muisè. E dicono
-che' cristiani sono cattivi, perchè non oservono e comandamenti degli
-Evangeli dati a loro da Giesù Cristo.
-
-
-DELLE PAROLE CHE MI DISSE EL SOLDANO IN SECRETO, LE QUALI CI CONFONDONO.
-
-E però io vi voglio dire quello che mi disse una volta el Soldano al
-Cairo. Egli fecie votare la sua camera d'ogni maniera di gente, di
-signiori e d'altri baroni, perchè voleva parlare con meco di secreto.
-Domandommi: In che modo si governono e cristiani nel vostro paese? Io
-risposi: Bene, per la divina grazia. E lui mi disse, che veramente non
-fanno, perchè i vostri prelati non istimono il servire a Dio: egliono
-doverebono dare esemplo di ben fare a la comune gente, e doverebono
-andare a' templi a servire a Dio; e egli vanno tutto dì per le taverne
-giucando, beendo e mangiando, a modo di bestie. E così e cristiani si
-sforzono, in ogni maniera che possono, di barattarsi e ingannarsi l'un
-l'altro; e sono tanto superbi, che non si sanno vestire, nè contentarsi
-mai; perchè quando vestono corto, e quando lungo; or larghi, ora
-stretti; e quando ricamati, e quando intagliati, et in ogni modo
-si divisano con cinture e con livrere, e con truffe e con buffe; e
-egliono doverebono essere semplici e umili e mansueti e meritevoli e
-caritativi, sì come fu Iesù Cristo, nel quale loro credono. Ma e' fanno
-el contrario e a rovescio, e son tutti inclinati a malfare; e tanto
-sono cupidi e avari, che per poco argento e' vendono e figliuoli, le
-sorelle e le loro propie moglie per fare meritrice; e sì si tolgono le
-moglie l'uno a l'altro, e non si mantengono fede, anzi non osservono la
-lor legge, che Giesù Cristo à loro dato per la loro propia salute. Così
-per li loro propii pecati ànno perduta questa terra, che noi teniamo;
-e il vostro Dio sì ce l'à data e concessa nelle nostre mane, non
-tanto per la nostra fede, ma per li vostri peccati: perchè noi sapiamo
-di certo, che quando voi servirete bene il vostro Dio, lui vi vorrà
-aiutare, e noi non poteremo contro a voi. E ben sappiamo per profezia,
-che' cristiani regnieranno in questa terra, quando egli serviranno al
-suo Dio più divotamente che non fanno ora; ma mentre che eglino stanno
-in così brutta vita e con tanti peccati, come e' sono al presente, noi
-non abiamo punto dubbio di loro, perchè il loro Dio non gli aiuterà
-punto. E allora gli adimandai qualmente sapeva così bene gli stati
-d'intorno de' principi de' cristiani e il comune stato loro. E lui
-mi rispose, che ciò sapeva per la gente che mandava per ogni parte e
-in ogni paese, in guisa di mercatanti di pietre preziose, di moscado
-e di balsamo, e altre cose per sapere el governo d'ogni paese. Dipoi
-fece chiamare nella camera sua e signiori che prima aveva cacciati
-fuori, e mostrommi quatro di questi che erono gran signiori in quel
-paese, e quali sì mi divisarono così bene el paese de' cristiani, come
-se fussino nati in detti paesi, e parlavano franceschi nobilmente; e
-similmente il Soldano, di che molto mi maravigliai. Ahi lasso! quanta
-vergognia e quanto danno è a tutti e cristiani e alla nostra legge, che
-gente, che non ànno fede, nè legge, ci vanno biasimando e ispregiando
-e riprendendo! Quegli che per li nostri buoni esempli e nostra
-accettabile vita doverrebono convertirsi a la fede di Iesù Cristo,
-sono per le tristizie nostre e' nostri errori dilungati totalmente!
-Ma noi siamo per li errori nostri e per le nostre trestizie estratti e
-dilungati totalmente dalla vera e santa fede! Onde non è maraviglia, se
-loro ci chiamono cattivi, perchè e' dicono el vero. Ma dicono, che li
-saracini sono buoni e leali, però che egliono guardono interamente il
-comandamento del santo libro Alcorano, che Dio li mandò per lo santo
-messo e profeta Maometto; al quale dicono, che l'angiolo Gabriello
-spesse volte parlava, mostrandogli la volontà di Dio.
-
-
-DELLA VITA DI MAOMETTO; DOVE E' NACQUE, E QUANDO COMINCIÒ A REGNIARE, E
-IN QUAL LUOGO E IN CHE TEMPO.
-
-Sappiate, che Maometto nacque in Arabia, e fu un povero vetturale che
-andava dietro a' cammegli co' mercatanti; e tanto v'andò, che una volta
-arivò co' mercatanti in Egitto, e allora era de' cristiani. Ne' diserti
-d'Arabia era una cappella, dove stava un Romito; e quando Macometto
-entrò in questa cappella, l'uscio, el quale era piccolo e basso, per lo
-entrare di Maometto venne grande e largo a modo come una entrata d'un
-gran palazo. E sapiate, che questo fu il primo miracolo che lui fece
-in sua gioventù. E da poi cominciò Maometto a venire savio e ricco; e
-da poi fu governatore della terra principale di Corondaria, e quela
-così saviamente governò, che, morto el principale, lui tolse la sua
-donna per moglie, chiamata Cadiga. E la donna, poi ch'ebe conosciuto
-che Maometto cascava del male caduco, ella si dolse assai averlo tolto
-per marito. E Maometto tosto si seppe riparare, e dielle a intendere
-che ogni volta che cadeva, l'angiolo Gabriello gli veniva a parlare;
-e che per lo grande splendore dell'angelo, il quale non potendo la
-sua vista sostenere, conveniva che cadessi; e però dicono e Saracini,
-che l'angelo gli veniva spesso a parlare. E questo Maometto regniò in
-Arabia negli anni del nostro Signiore V. Cº. X, e fu della generazione
-di Ismael, figliuolo d'Abraam e di Agar che fu sua cameriera: e però
-vi sono saracini che si chiamono ismaeliti, e altri vi sono propii
-saracini di Sara: altri son chiamati Moabites e altri Monites, per li
-due figliuoli delle figliuole di Lotho, che furono gran signiori in
-terra, cioè Moab e Amon.
-
-
-DELLA CAGIONE PERCHÈ I SARACINI NON BEONO VINO, E DELLA FESTA CHE FANNO
-QUANDO UN CRISTIANO SI FA SARACINO.
-
-Item, Macometto amava un valente eremita, el quale stava nel diserto,
-una lega dilungi dal monte Sinai, per la via che va da Arabia inverso
-Caldea e inverso Iudea, a una giornata, ove i mercatanti vanno per
-montagna. E tanto stava Maometto con questo eremita, che a' suoi servi
-rincresceva l'aspettare, perchè Maometto si dilettava delle parole
-dello eremita; e faceva fare vigilia a' famigli; di che loro pensorono
-d'uccidere questo eremita. E avenne che, essendo Macometto ubriaco una
-notte e dormendo lui, i sua famigli presono una spada di Macometto e
-uccisono il romita buono, e poi rimisono la spada nel suo luogo, tutta
-insanguinata. E la mattina, quando fu digestito il vino, Maometto si
-svegliò e trovò il buono e valente eremita ch'era morto; e volendo far
-giustizia de' micidiali, gli dettono a intendere e famigli, insieme
-concordati, che lui stesso l'avea morto per imbriacheza; e mostrorongli
-la spada propia sanguinosa; la quale come la vide, credette che ciò
-fussi vero che dicevono e famigli. E allora maladisse il vino e i
-bevitori di quello; e per questo e saracini divoti mai non beono vino.
-Ma molti di loro ancora vi sono, che nascosamente ne beono volentieri,
-ma se si sapesse, sarebono ripresi da chi è sopra ciò; e beon bene
-buone bevande dolce e nutritive, che fanno delle canelle di che si fa
-il zuchero, di buon sapore, e fa buono apitito. Item, quando aviene
-che alcun cristiano si fa saracino, o per semplicità, o per cattività,
-o per povertà, gli archiflammi, o vero flammi che lo ricevono, dicono
-la Elech: ello, ella Macometh, rosel, Alabeth[69]; ciò è a dire: non
-è Dio altro che un solo e Macometto fu suo messagio. Ma poi che io v'ò
-iscritto parte de la sua fede e leggie, io vi dinoterò le lor lettere e
-nome delle figure, come le chiamono, le quali sono qui di sotto[70].
-
-E ancora ànno quatro lettere più, per diversità del loro linguaggio,
-perchè egli parlono molto nella gola, sì come noi abiamo in nostro
-linguaggio di Inghilterra due lettere, che non sono nel suo linguaggio,
-cioè y e z, che sono _aboch hely._
-
-
- FINE DEL VOLUME PRIMO.
-
-
-
-
-INDICE.
-
-
- Al cortese lettore Pag. VII
- Trattato bellissimo delle più maravigliose
- cose e più nobile che si truovino nelle
- parte del mondo, scritte e raccolte dallo
- strenuissimo Cavalieri a spron d'oro,
- Giovanni Mandavilla franzese che vicitò
- quasi tutte le parte del mondo abitabili,
- ridotto in lingua toscana » 3
- Qui discrive il primo camino d'andare al
- santo sepolcro » 9
- Della chiesa di Santa Soffia » 11
- Della Immagine di Iustiniano imperadore » ivi
- In Gostantinopoli è la croce del nostro
- Signiore » 12
- La descrizione della croce » 14
- Della oppinione d'alcuni cristiani del legnio
- della croce » 15
- Della immagine della croce e chi la trovò » 16
- Della grandezza della croce » 17
- Della corona delle spine » ivi
- Della virtù che ànno le spine delle quali
- fu fatta la corona al nostro Signiore » 18
- Del corpo di Santo Giovanni Grisostimo » 20
- Del corpo di Santo Luca » ivi
- D'uno vaso che si riempie per sè medesimo » ivi
- Della città di Gostantinopoli » 21
- Delle isole che sono in Grecia » ivi
- Onde nacque Aristotile e dove giace » ivi
- Del monte Olimpio » 22
- Del monte Attalante dove è l'aere puro
- e netto » ivi
- Della belleza di Costantinopoli » 23
- Del corpo di Ermes » 24
- Come el Papa scrisse a' Greci che volessino
- essere uniti » ivi
- Della risposta che e' feciono » 25
- Dello errore de' Greci contro alla
- consecrazione del Sacramento » ivi
- Uno altro errore » 26
- Un altro errore » ivi
- Di molti altri errori de' Greci » 27
- Di ciò che fa lo Imperadore » 28
- Del corpo di Santo Nicolò » 29
- Dell'isola di Sivo (_sic_) dove cresce
- el mastice » ivi
- Dell'isola di Pathemos dove scrisse Santo
- Giovanni l'Apocalisse » ivi
- Della cittade di Epheson dove Santo Giovanni
- passò di questa vita » 30
- Della città di Maiolica » 31
- Dell'isola di Colcos e dell'isola di Crete
- della quale fu Signiore Ipocras » ivi
- Come la figliuola d'Ipocras fu trasmutata
- d'una bella fanciulla in uno orribile
- dragone » 32
- In Cipro nasce buon vino el quale el primo
- anno è rosso, e poi diventa bianco » 35
- Qui mette la cagione perchè abissò questa
- città di Sotalia con l'isola, e fu per
- uno orribile pecato » 35
- Dell'isola di Cipri, Niccosia e Famagosta » 36
- La croce di Dismas » 37
- Dove giace il corpo di Santo Girolamo e
- dove giace Santo Ilarione » ivi
- Del porto di Tiro » ivi
- Delli roloni, granchi e della fonte di che
- parla la santa Scrittura » 38
- Di Saphon, Sidonai, Baruti, Sidona e Dammasco » 39
- Del Giapho che edificò Iaphet » ivi
- Di Andromades Giugante » 40
- Del grande monte, chiamato la Scala di
- Ichiri » 41
- Come Sansone amazò e Filistei al palazo » 42
- Di Cesaria e del Castello de' Pellegrini,
- di Ascalon, del Giapho, e come in Babillonia
- dimora el Soldano » ivi
- Della grande Babillonia, la quale edificò
- Nebroth primo Re » 51
- Come il Re Dario partì el fiume in quattro
- mila secento rivoli piccoli per lo giuramento
- ch'egli aveva fatto a dispartirlo » 52
- Lo Imperadore di Persia tiene la grande
- Babillonia » ivi
- Della città di Mecha, dove giace Machometto » 53
- Di Aaron padre d'Abraam (_sic_) e d'Ephien,
- che fu gran teologo » 54
- Come el Nilo cresce e discresce » 56
- Del paese d'Egitto, o de la cagione perchè
- quivi sono uomini Astronomi » 57
- Delle isole d'Egitto e delli Nubiani che
- nascono neri come môri » 58
- Qui fa menzione d'uno mostro, el quale
- trovò el romito nel diserto » 59
- Come è fatta la Fenice » 61
- Del Cairo e de le cose che vi sono » ivi
- Come si coglie il balsamo, e dove nasce,
- e come non fruttifica se non si lavora
- per mano de' cristiani, e come si conosce » 63
- Per quante vie s'entra in mare per andare
- in Gierusalem » 68
- Dell'isola di Cicilia e di certe maniere
- di serpe che conoscono e figliuoli legittimi
- da' bastardi, e del monte Mungibello » 69
- Della via che va per lo porto di Pisa » 70
- Della via che va dall'isola di Rodi a l'isola
- di Crete, e da Crete all'isola di Cipro » ivi
- Perchè si chiama mare rosso » 73
- Del monte Sinai, ove Moisè parlò con Dio » 74
- Della chiesa di santa Caterina e della
- sepultura sua » ivi
- Come si estingue la sua lampeda quando
- el Proposto muore » 76
- Della cappella di Elia profeta che si chiama
- Oreb » 78
- Del luogo dove fu soppellita santa Caterina » 79
- Come si debba torre conmiato da e monaci » 80
- Del modo come s'arma questa gente » 81
- Della villa di Bersabè, ove dimorò Abraam » ivi
- Della casa d'Abraam » 83
- In questo luogo abitò Adamo et Eva, poi
- che furono cacciati di Paradiso » ivi
- D'una spezie di terra che si mangia in
- luogo di spezie » 84
- Della profezia, che un signiore d'occidente
- guadagnierà la terra di promissione con
- lo adiutorio de' cristiani » 85
- Della città di Bethlem e del sito suo e del
- campo fiorito, e perchè si dice campo
- fiorito » 86
- Del luogo ove nacque Cristo » 87
- Del presepio del nostro Signiore, e dove
- cascò la stella de' tre magi » 88
- Come fu chiamata Gierusalem, la quale
- prima si chiamava Giebul » 91
- Delle città che sono intorno a Gierusalem » 92
- Delle chiese e luoghi che sono in Gierusalem » 93
- D'una lampana che sempre arde inanzi
- al Sepolcro santo, la quale el venerdì
- santo si accende da per sè stessa; e
- del monte Calvario; e dove fu trovato
- el capo d'Adamo; e di molte altre cose
- che ivi sono » 94
- Come Iulio Cesare ordinò l'Anno di XII.
- mesi, che prima non era se non di X. » 96
- Delle colonne che piangono la morte di
- Iesù Cristo » 97
- Come Gostantino fece fare el morso del
- suo cavallo del ferro de' chiovi santi, e
- della vittoria che di ciò ebbe » 98
- Qui si fa menzione di molti luoghi santi
- e di gran divozione » 99
- Dell'onore che fanno e Saracini alle lettere
- del Soldano » 102
- Qui discrive quanto durò il tempio di Salamone » 103
- Qui descrive la forma del tempio » 104
- Qui si fa menzione delle reliquie de' Giudei
- che erono nell'arca » 105
- Del nome del tempio di Salamone » 108
- Della crudeltà di Erode e della vita sua » 110
- Qui si fa menzione come e' furono tre
- Erodi » 111
- Qui fa menzione di molti luoghi santi e divoti » 112
- Del monte Sion dove erono soppelliti Davit
- et Salamone e molti altri Re » 114
- Qui fa menzione di molti altri luoghi santi
- e divoti » ivi
- Di XXII. martori e quali ragunò el
- lione per volontà di Dio en nuna notte, e
- del monte Gioglia, dove giace Samuel profeta » 117
- Della chiesa di nostra Donna, e del tempo
- che aveva quando murì » 118
- Qui si fa menzione d'alcuni luoghi santi » 120
- Del monte dove digiunò el nostro Signiore
- e fu tentato » 123
- Della natura del mare Morto, e della lunghezza
- sua » 124
- Del fiume Giordano, e del luogo ove fu
- soppellito Iob, e altri luoghi » 128
- Come Giuliano Appostata fece ardere el
- corpo di santo Giovanni e gittare la cenere
- al vento » 132
- Come Teodosio imperadore trovò il capo
- di san Giovanni Batista » 133
- D'una fonte che si muta quattro volte di
- colore l'anno » 134
- Delle città che sono nella provincia di
- Galilea, e dove nascerà Anti Cristo, e
- dove sarà nutrito, e dove regnierà » 135
- Del luogo ove nacque nostra Donna, e di
- quanto tempo era quando fu annunziata
- da l'angiolo, e quanto tempo visse dopo
- la passione » 137
- Del monte Tabor, e come el giudicio sarà
- el dì di Pasqua » 140
- Dove nacque santa Anna » 143
- Dell'usanza di questo paese, e di diverse
- maniera di cristiani e di lor costumi, e
- come e' fanno la loro confessione, e
- delle autorità, le quale allegono per loro
- oppinione » 145
- Del sito di Damasco, e da cui fu edificato,
- e della belleza e abundanzia sua; e come
- santo Paulo, el quale leggeva fisica
- in Damasco, fu convertito » 148
- Quivi descrive el sito della chiesa di nostra
- Donna di Sardemaco e della inmagine
- sua, la quale è ivi dipinta con diversi
- colori; e poi descrive la valle di
- Beliar, la città di Tripoli e la città di
- Baruti, ove santo Giorgio uccise el dragone » 150
- Della via più brieve per andare alla terra
- santa per mare, e delle cose che si
- truovono per lo camino » 153
- Di molte altre diverse vie per andare al
- detto luogo santo per terra, e de' luoghi
- e quali si truovono per la via, e de' costumi
- di quelle gente e di molte altre
- cose » 155
- Della lege di Maometto e della oppinione
- de' Saracini, e delle oppinione che ànno
- dopo la morte loro, e dove l'anima loro
- vada, e in qual luogo, e di quel che
- tengono del Paradiso e dello 'nferno, e
- della fede che ànno » 161
- Nota qui la oppinione de' Saracini della
- legge » 166
- Delle parole che mi disse el Soldano in
- secreto, le quali ci confondono » 168
- Della vita di Maometto, dove e' nacque,
- e quando cominciò a regniare, e in qual
- luogo e in che tempo » 171
- Della cagione perchè i Saracini non beono
- vino, e della festa che fanno quando un
- cristiano si fa Saracino » 173
-
-
-
-
-EMENDAZIONI.
-
-
-Pag. xix, lin. 21. _al Cairo_, correggi in _al Catajo_.
-
-Pag. 29, lin. 8. _le porte_, corr. in _le parte_.
-
-Pag. 32, lin. 18. _forte a ardito_, correggi in _forte e ardito_.
-
-Pag. 43, lin. 4. _sì vae innanzi_, corr. in _si vae innanzi_.
-
-Pag. 80, alla nota 1. _Mansione_ vale propriamente _fermata, posata,
-stanza_; onde quivi male si interpreterebbe _magione_, secondo che
-erroneamente dubitai.
-
-Pag. 98, lin. 3. _chiodi auti_, corr. in _chiodi santi_.
-
-Pag. 108, lin. 21-22. _molto bella. In una piaza grande e piana; in_, corr. in _molto bella, in una piaza grande e piana: in_.
-
-Pag. 148, lin. 22, dove legge _è à a venire per Damasco_, si corregga
-in _e' à a venire per Damasco_.
-
-Pag. 166, lin. 25. _è la persona_, corr. in _è la parola_.[71]
-
-
-
-
-NOTE:
-
-
-[1] Oltre i _Viaggi_, lasciò eziandio il Mandavilla un copioso
-_Lapidario_, nel quale si divisano i varii ordini delle pietre
-orientali colle loro virtù e proprietà, non che le isole e i paesi
-speciali ove ciascuna di per sè si ritrova. Tre edizz. se ne conoscono
-e tutte e tre in lingua francese: la prima di Lione, senza data, ma
-del sec. XV, in 8º picc., di fo. 24; la seconda senza veruna nota
-tipografica, appartenente al 1535 circa, in 16, di fo. 28; e la terza
-di Parigi, 1561, in 12.
-
-[2] È in contraddizione con ciò che dicesi più sopra. Il Mandavilla fu
-veramente inglese. V. alla pag. 7. li. 20.
-
-[3] _Schernie, beffe, derisioni_ e simili. Nel Vocab. registransi
-_Caleffare_ e _Caleffatore_, ma non _caleffo_.
-
-[4] Una postilla marginale di mano di A. M. Salvini dice di fronte alla
-parola _vulgare_: «le romance.»
-
-[5] _e per la città d'Urpen e per lo castello di Neiseburges_. Cod.
-Ricc.
-
-[6] _10 altri fiumi_: cod. Ricc.
-
-[7] _Ungheria e per mezzo Zeffe e per mezzo Tracia et entra_. Cod. Ricc.
-
-[8] _mantiene la sua dolcezza. Resurgie entro nel mare e meschiasi con
-l'acqua marina. Dipoi:_ cod. Ricc.
-
-[9] _Occidente_: cod. Ricc. e st.
-
-[10] Un grazioso opuscolo fu stampato ultimamente a Vienna intorno alle
-diverse opinioni sull'origine della Croce, del prof. Adolfo Mussafia:
-_Vienna_, 1870.
-
-[11] Cod. Magl. _le scale_.
-
-[12] Il cod. Magl. legge costantemente _pietra_ in luogo di _piastra_.
-
-[13] Qui manca il sopraddetto _alfabeto_ ne' codici e nelle stampe.
-
-[14] _Nicha e Chineton_: cod. Ricc.
-
-[15] _Giorgio dove giace il corpo di santo Nicolao e verso molti altri
-luoghi la vede_: Cod. Ricc. Le stampe leggono come sopra.
-
-[16] Questa rubrica manca ai due codd. mss.: sta però nelle stampe del
-1488 e 1492.
-
-[17] Ho seguìto la lez. del cod. Ricc. nella maggior parte di questo
-Capitolo: variano assai le lezz. delle stampe e de' mss. fra loro.
-
-[18] Il cod. Ricc. qui ha una lacuna. Le stampe leggono _torse_ e il
-cod. Magl. _corse_.
-
-[19] Qui ripiglia il cod. Ricc.
-
-[20] _Isola già gran tempo tolsono allo 'mperadore. Soleva._ Cod. Ricc.
-Le stampe leggono come sopra.
-
-[21] _Sono 300. leghe_: cod. Ricc.
-
-[22] Questa rubrica manca ai codd.: è però nelle stampe.
-
-[23] Qui il sussidio del cod. Ricc. vien meno per mancanza di una
-carta: ci gioveremo, al bisogno, delle stampe.
-
-[24] Le stampe: _Califfe_, ed. del 1488: e _Caliphe_, ed. del 1492.
-
-[25] Qui ripiglia il cod. Riccardiano.
-
-[26] _E voglio che voi sappiate che quando il soldano vuole mettere in
-istato un cavaliere o vero altro gentile uomo_. Cod. Ricc.
-
-[27] _240 leghe_: cod. Ricc.
-
-[28] _sanza scalzarsi_, cod. Ricc.
-
-[29] Così i codd.: le stampe hanno _vividitade_; forse per _verdezza,
-verdura, verdità_ e simili.
-
-[30] _Di Gon altrimenti nominata Nilo_; Cod. Ricc.
-
-[31] _Vie sotterrane e va nelle loro citerne; e chi gli togliessi
-quella acqua, eglino non potrebbono resistere:_ cod. Ricc. Le stampe
-leggono: _et hanno le loro citerne sopra quella aqua_.
-
-[32] _Che vuol dire la città del Sole_: cod. Ricc.
-
-[33] così leggono anche le stampe. Il cod. Ricc. ha _rama: brocca_ per
-_rama_ dicesi per tutta la provincia di Romagna.
-
-[34] In signif. di _falsificare, adulterare_ e simili.
-
-[35] _si_ per _se_ leggesi comunemente nelle antiche scritture. Il cod.
-Ricc. ha _e s'egli è o rosso o nero_ ec.
-
-[36] Così il cod. Magl. e le stampe: il ms. Ricc. legge: _e così ànno
-quegli del paese nelle loro croniche_.
-
-[37] Manca ne' codd. e nelle stampe.
-
-[38] Nel cod. Ricc. manca _Al contrario_. Nelle stampe leggesi _Al
-contorno_.
-
-[39] Così il cod. Magl. e le stampe: _sopra la detta riviera del Nilo_:
-cod. Ricc.
-
-[40] Così amendue i codd. e le stampe.
-
-[41] Il cod. Ricc. ha per giunta: _e più altre chiese sono sopra el
-detto monte_.
-
-[42] Il cod. Ricc. a questo luogo legge nel modo seguente: _e dicono
-le genti che tutto è un luogo medesimo et è tutto un paese, perchè
-l'uno monte e l'altro si chiama Sinai, ma dall'uno all'altro è una
-grandissima via, e nel mezzo tra l'uno monte e l'altro è una valle
-profonda_.
-
-[43] Così i codd. e le stampe: forse _magione_.
-
-[44] Così i mss. e le stampe.
-
-[45] Questo avverbio posto così ass. e non seguito dal _che_, mi giugne
-nuovo affatto.
-
-[46] Così i codd. e le stampe.
-
-[47] È in contraddizione con quello che l'autore disse più sopra.
-
-[48] Così i codd. e le stampe.
-
-[49] Questa versione leggesi soltanto nelle stampe.
-
-[50] Questi e simili scerpelloni sono scambiati a vicenda nelle stampe
-e ne' codici: e non vi s'è potuto rimediare.
-
-[51] Nota maniera efficace, che tanto innamorò il Cesari, della quale
-egli parla nel _Dialogo delle grazie_. Le stampe leggono _gocciono_, e
-il cod. Ricc. _gittono_.
-
-[52] Così le stampe e il cod. Magl.: il cod. Ricc. legge: _quando
-ella lo vide credette ch'egli fussi uno frate del cordone, che così si
-chiamavono._
-
-[53] Una _torsa_ vale dieci piedi.
-
-[54] Si poteva narrare sciocchezza maggiore?
-
-[55] Il cod. Ricc. ha _residenza_, e le stampe e il cod. Magl. _stagio_
-o _staggio_, che vale _stallo_, cioè _stanza, dimora_.
-
-[56] Così il cod. Magl. e le stampe: il Ricc. legge ancora _sasso_.
-
-[57] Così le stampe e il cod. Magl. Il Ricc. _offerire colombe e
-tortore_.
-
-[58] Cod. Ricc. _Crosoroe_.
-
-[59] _Cleophas amata dal nostro Signore_: cod. Ricc. Le stampe: _amica
-del nostro Signore._
-
-[60] _d'india da quella de Arabia_: cod. Ricc.
-
-[61] Qui il nostro autore confonde Sichem con Neopoli: non ricorda
-quel che disse poco più sopra: e di due città ne fa una sola: ma non è
-nuovo.
-
-[62] _dinanzi per insino al mento è a Roma nella chiesa_: cod. Ricc.
-
-[63] Le stampe leggono: _è tutta bruscolata_.
-
-[64] Mancano ne' codd. e nelle stampe, come pur vedemmo altre volte.
-
-[65] Così il cod. Magl. e le stampe. Il cod. Ricc. ha: _e questi
-tengono la legge greca_.
-
-[66] _altre regioni_: cod. Ricc.
-
-[67] Così le stampe: i due codd. leggono _la sua morte._
-
-[68] Così il cod. Magl. e le antiche stampe. Il ms. Ricc. legge:
-_eglino ànno violato_.
-
-[69] Così le stampe e il cod. Magl.: nel Ricc. manca.
-
-[70] Manca nelle stampe e ne' codd., come altresì vedemmo alla pag. 28.
-e come altresì vedremo altre volte più innanzi.
-
-[71] I codd. leggon veramente <i>persona</i>, ma l'ediz. del 1488,
-molto più ragionevolmente, ha <i>parola</i>.
-
-
-
-Nota del Trascrittore
-
-Ortografia e punteggiatura originali sono state mantenute,
-correggendo senza annotazione minimi errori tipografici. Le correzioni
-("Emendazioni") indicate a fine libro sono state riportate nel testo.
-
-
-
-
-
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-
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-www.gutenberg.org Section 3. Information about the Project Gutenberg
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- I viaggi di Giovanni da Mandavilla, vol. 1, di John Mandeville
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-
-The Project Gutenberg EBook of I viaggi di Gio. da Mandavilla, vol. 1, by
-John Mandeville
-
-This eBook is for the use of anyone anywhere in the United States and
-most other parts of the world at no cost and with almost no restrictions
-whatsoever. You may copy it, give it away or re-use it under the terms
-of the Project Gutenberg License included with this eBook or online at
-www.gutenberg.org. If you are not located in the United States, you'll
-have to check the laws of the country where you are located before using
-this ebook.
-
-
-
-Title: I viaggi di Gio. da Mandavilla, vol. 1
-
-Author: John Mandeville
-
-Commentator: Francesco Zambrini
-
-Release Date: December 6, 2019 [EBook #60864]
-
-Language: Italian
-
-Character set encoding: UTF-8
-
-*** START OF THIS PROJECT GUTENBERG EBOOK I VIAGGI DI GIO. DA ***
-
-
-
-
-Produced by Barbara Magni and the Online Distributed
-Proofreading Team at http://www.pgdp.net (This file was
-produced from images made available by The Internet Archive)
-
-
-
-
-
-
-</pre>
-
-
-<div class="booktitle">
-<h1>
-I VIAGGI<br />
-DI<br />
-GIO. DA MANDAVILLA.
-<span class="smaller">Volume I.</span>
-</h1>
-</div>
-
-<hr class="silver" />
-
-<div class="titlepage">
-<p class="main-t">
-<span class="small g">I VIAGGI</span><br />
-<span class="x-small">DI</span><br />
-GIO. DA MANDAVILLA
-</p>
-
-<p class="pad2 small">
-VOLGARIZZAMENTO ANTICO TOSCANO<br />
-ORA RIDOTTO A BUONA LEZIONE<br />
-COLL'AIUTO DI DUE TESTI A PENNA
-</p>
-
-<p>
-per cura di
-</p>
-
-<p class="large">
-FRANCESCO ZAMBRINI.
-</p>
-
-<hr class="tiny" />
-<p>
-<span class="smcap">Vol. I.</span>
-</p>
-
-<p class="pad4">
-<span class="large">BOLOGNA.</span><br />
-<span class="small">PRESSO GAETANO ROMAGNOLI.<br />
-—<br />
-1870.</span>
-</p>
-</div>
-
-<div class="verso">
-<hr class="mid" />
-<p>
-Edizione di soli 206 esemplari
-per ordine numerati.
-</p>
-
-<p>
-N. 188.
-</p>
-
-<p>
-IMOLA. — TIP. D'I. GALEATI E FIGLIO
-</p>
-
-<p>
-Via del Corso, 35.
-</p>
-<hr class="mid" />
-</div>
-
-<div class="somm">
-<hr />
-<p class="center x-large"><a href="#indice" id="indfront">INDICE</a></p>
-<hr />
-</div>
-
-<div class="dedica">
-<p>
-AGLI ILLUSTRI LETTERATI<br />
-<span class="large">CAV. FRANCESCO DI MAURO DI POLVICA</span><br />
-E<br />
-<span class="large">DOTT. CAV. GIUSEPPE PITRÈ</span><br />
-IN OGNI MANIERA DI LETTERE<br />
-ERUDITISSIMI<br />
-A TESTIMONIANZA<br />
-DI PROFONDA STIMA<br />
-E<br />
-DI GRATO ANIMO
-</p>
-
-<p>
-FRANCESCO ZAMBRINI.
-</p>
-</div>
-
-<div class="chapter">
-<p>
-<span class="pagenum" id="Page_vii">[vii]</span>
-</p>
-
-<h2 id="lettore"><span class="smcap">Al Cortese Lettore</span></h2>
-</div>
-
-<p>
-Poche letture son più gradevoli,
-a parer mio, delle narrazioni di viaggi;
-le quali, oltre al diletto che arrecano,
-tornerebbero eziandio utilissime
-per le notizie che ci porgono
-de' luoghi a noi sconosciuti, de' varii
-costumi delle genti e delle svariate
-e strane regioni del mondo, se non
-vi fossero a larga mano tante favole
-mescolate, da isgradarne talvolta i
-più fertili romanzi che ci abbiamo.
-Radi son coloro, che di simili materie
-trattarono, che ne vadano al tutto
-<span class="pagenum" id="Page_viii">[viii]</span>
-esenti; chè se cotesto difetto abbonda
-ne' primi nostri scrittori, è pur comunissimo
-eziandio ne' moderni, i
-quali fra alcune verità ci raccontano
-tante capricciose bugie, da penar
-molto a prestar fede infino a quello,
-che pur di prima giunta ci si appresenterebbe
-non inverisimile.
-</p>
-
-<p>
-Passandomi affatto de' moderni,
-de' quali non è qui luogo tener ragione,
-toccherò brevemente de' principali
-fra gli antichi, che, o scrissero
-in origine nel volgar nostro, o in esso
-traslatarono viaggi altrui; i quali se
-pure largheggiarono di menzogne,
-se per bene non sono aggiustati in
-geografia, in istoria; se errarono di
-nomenclature, e così va dicendo,
-serbarono tuttavia quella eleganza e
-proprietà di linguaggio, e quella ingenuità
-e semplicità di narrare, che
-indarno o rado si cercherebbero negli
-scrittori da poi. Il primo libro di simil
-<span class="pagenum" id="Page_ix">[ix]</span>
-fatta che noi abbiamo in volgare
-e de' più famosi è senza dubbio il <i>Milione
-di Marco Polo</i>, il quale intraprese
-il suo viaggio nel 1272 o circa.
-Quell'opera, tradotta dal francese
-nel nostro idioma, come prova il ch.
-sig. prof. cav. Adolfo Bartoli nella
-sua dotta Prefazione anteposta alla
-ristampa che di quell'aureo volume
-fece il Le Monnier nel 1863, riguardasi
-la più antica e la più importante
-tra le descrizioni di viaggi nell'età
-di mezzo, che ci abbiamo in volgare.
-A cotesta, per cronologia procedendo,
-tien dietro il breve <i>Itinerario
-ai paesi Orientali di fra Riccoldo
-da Monte di Croce</i>, religioso domenicano,
-che lo scrisse verso la fine
-del sec. <span class="smcap lowercase">XIII</span> in lingua latina, volgarizzato
-poscia nel 1350, o in quel torno
-da Anonimo. Il beato Odorico da Pordenone
-nel Friuli vien terzo per ordine
-di tempi, il quale ci descrisse
-<span class="pagenum" id="Page_x">[x]</span>
-un suo <i>Pellegrinaggio</i> nel 1318. Vogliono
-alcuni che egli il dettasse
-in lingua volgare, e ne adducono
-buone ragioni, ma prove più sufficienti
-assai contraddicono alla prima
-asserzione, e inducono a credere che
-l'originale suo fosse propriamente
-dettato in lingua latina, e da questa
-tradotto da Anonimo non molto dopo.
-La qual versione fu poi resa di pubblico
-diritto in Pesaro per Girolamo
-Soncino nel 1513 col titolo di: <i>Odorichus
-de rebus incognitis</i>; libretto
-oggi irreperibile: una parte fu da me
-posta fuori, secondo codd. Riccardiani,
-Magliabec. e Palatini, nel 1866.
-Il quarto finalmente si è Giovanni da
-Mandavilla, uno de' più copiosi fra
-gli antichi, che imprese i suoi viaggi
-nel 1322. Onde, quantunque ei non sia
-da riporre tra gli scrittori nazionali,
-tuttavia avendosi del suo libro una
-buona traslazione volgare, anzi un
-<span class="pagenum" id="Page_xi">[xi]</span>
-rifacimento e una larga parafrasi dell'originale,
-fatta, per mio avviso, sul
-finire del sec. <span class="smcap lowercase">XIV</span> o al più sul cominciare
-del susseguente <span class="smcap lowercase">XV</span>, parmi in
-certo modo debbasi considerare quasi
-lavoro italiano; avvenendo per poco
-in tali casi come d'una pianta
-esotica trapiantata sul nostro suolo,
-la quale, quantunque di provenienza
-straniera, pur col tempo, educata e
-allevata nel nostro clima, diventa
-indigena e di natura nostrale; onde
-io intendo collocarlo tra le descrizioni
-presso che originali che abbiamo
-nella nostra letteratura; sicchè
-mi confido, che niuno vorrà imputarmelo
-a colpa.
-</p>
-
-<p>
-Giovanni Mandavilla o da Mandavilla
-dunque, da s. Albano in Inghilterra,
-cavaliere dello sperone d'oro,
-intraprese i suoi viaggi nel 1322, insieme
-con altri amici, e visitò tante
-regioni d'Oriente, quante forse e più
-<span class="pagenum" id="Page_xii">[xii]</span>
-non si facesse altri. Godè la protezione
-del Soldano di Babillonia, che
-è a dire dell'imperatore del Cairo
-(perchè a que' tempi il Cairo chiamavasi
-<i>Bambillonia</i>), secondo che egli
-stesso ci narra alla pag. 101 di questo
-primo volume, ove apprendiamo
-che gli era conceduto di potere entrare
-a veder tutte le cose sante di Gerusalemme
-<i>per la virtù delle lettere
-del Soldano, nelle quale era speziale
-comandamento a tutti e suoi
-sudditi</i>, che lo lasciassero <i>entrare
-dove</i> egli voleva. Notevoli, fra l'altre
-cose, sono le parole che il Soldano
-gli disse, risguardanti i depravati costumi
-de' cristiani, che leggonsi alla
-pag. 168 pur di questo primo volume,
-che voglio qui interamente riportare:&nbsp;—
-</p>
-
-<div class="blockquote">
-<p>
-E però io vi voglio dire quello che mi
-disse una volta el Soldano al Cairo. Egli
-fecie votare la sua camera d'ogni maniera
-<span class="pagenum" id="Page_xiii">[xiii]</span>
-di gente, di signiori e d'altri baroni, perchè
-voleva parlare con meco di secreto.
-Domandommi: In che modo si governono
-e cristiani nel vostro paese? Io risposi:
-Bene, per la divina grazia. E lui mi disse,
-che veramente non fanno, perchè i vostri
-prelati non istimono il servire a Dio: egliono
-doverebono dare esemplo di ben
-fare a la comune gente, e doverebono andare
-a' templi a servire a Dio; e egli vanno
-tutto dì per le taverne giucando, beendo
-e mangiando, a modo di bestie. E così e
-cristiani si sforzono, in ogni maniera che
-possono, di barattarsi e ingannarsi l'un
-l'altro; e sono tanto superbi, che non si
-sanno vestire, nè contentarsi mai; perchè
-quando vestono corto, e quando lungo; or
-larghi, ora stretti; e quando ricamati, e
-quando intagliati, et in ogni modo si divisano
-con cinture e con livrere, e con
-truffe e con buffe; e egliono doverebono
-essere semplici e umili e mansueti e meritevoli
-e caritativi, sì come fu Iesù Cristo,
-nel quale loro credono. Ma e' fanno el contrario
-e a rovescio, e son tutti inclinati a
-malfare; e tanto sono cupidi e avari, che
-per poco argento e' vendono e figliuoli, le
-sorelle e le loro propie moglie per fare
-<span class="pagenum" id="Page_xiv">[xiv]</span>
-meritrice; e sì si tolgono le moglie l'uno
-a l'altro, e non si mantengono fede, anzi
-non osservono la lor legge, che Giesù Cristo
-à loro dato per la loro propia salute.
-Così per li loro propii pecati ànno perduta
-questa terra, che noi teniamo; e il vostro
-Dio sì ce l'à data e concessa nelle
-nostre mane, non tanto per la nostra fede,
-ma per li vostri peccati; perchè noi sapiamo
-di certo, che quando voi servirete
-bene il vostro Dio, lui vi vorrà aiutare, e
-noi non poteremo contro a voi. E ben sappiamo
-per profezia, che' cristiani regnieranno
-in questa terra, quando egli serviranno
-al suo Dio più divotamente che non
-fanno ora; ma mentre che eglino stanno
-in così brutta vita e con tanti peccati, come
-e' sono al presente, noi non abiamo
-punto dubbio di loro, perchè il loro Dio
-non gli aiuterà punto. E allora gli adimandai
-qualmente sapeva così bene gli
-stati d'intorno de' principi de' cristiani e
-il comune stato loro. E lui mi rispose, che
-ciò sapeva per la gente che mandava per
-ogni parte e in ogni paese, in guisa di
-mercatanti di pietre preziose, di moscado
-e di balsamo, e altre cose per sapere el
-governo d'ogni paese. Dipoi fece chiamare
-<span class="pagenum" id="Page_xv">[xv]</span>
-nella camera sua e signiori che prima aveva
-cacciati fuori, e mostrommi quatro
-di questi che erono gran signiori in quel
-paese, e quali sì mi divisarono così bene
-el paese de' cristiani, come se fussino nati
-in detti paesi, e parlavano franceschi nobilmente;
-e similmente il Soldano, di che
-molto mi maravigliai. Ahi lasso! quanta
-vergognia e quanto danno è a tutti e cristiani
-e alla nostra legge, che gente, che
-non ànno fede, nè legge, ci vanno biasimando
-e ispregiando e riprendendo! Quegli
-che per li nostri buoni esempli e nostra
-accettabile vita doverrebono convertirsi a
-la fede di Iesù Cristo, sono per le tristizie
-nostre e' nostri errori dilungati totalmente!
-Ma noi siamo per li errori nostri e per
-le nostre trestizie estratti e dilungati totalmente
-dalla vera o santa fede! Onde
-non è maraviglia, se loro ci chiamono cattivi,
-perchè e' dicono el vero. Ma dicono,
-che li saracini sono buoni e leali, però che
-egliono guardono interamente il comandamento
-del santo libro Alcorano, che Dio
-li mandò per lo santo messo e profeta
-Maometto; al quale dicono, che l'angiolo
-Gabriello spesse volte parlava, mostrandogli
-la volontà di Dio.&nbsp;—
-</p>
-</div>
-
-<p>
-<span class="pagenum" id="Page_xvi">[xvi]</span>
-</p>
-
-<p>
-Servì quindi <i>al soldo</i> il Gran Cane
-Thonth o Thioulth <i>per ispazio di
-<span class="smcap lowercase">XV</span> mesi contro il re di Mauthi col
-quale avea guerra</i>. E, dopo molti
-anni, ritornato <i>allo stanco riposo
-per cagione delle gotti antiche,
-compilò e mise in iscritto</i> le sue avventure
-<i>nell'anno di grazia 1357,
-nell'anno tregesimo quinto ch'egli
-si partì di suo paese</i>.<a class="tag" id="tag1" href="#note1">[1]</a>
-</p>
-
-<p>
-Quest'opera, secondo che da lui
-medesimo sappiamo, fu scritta <i>totalmente
-in volgare, perchè molti
-intendono meglio in vulgare che
-in latino</i> (v. pag. 8). Or che cosa
-s'intenda proprio qui per <i>vulgare</i> è
-chiaro, da che <i>vulgare</i> chiamavasi
-comunemente la lingua romanza. Descrisse
-dunque il Mandavilla cotesti
-suoi viaggi in lingua <i>romanza</i>, ciò è
-a dire in <i>provenzale</i> o francese. In
-essi, tra le verità esagerate, mescolò
-tante di quelle fiabe, quante uomo
-<span class="pagenum" id="Page_xvii">[xvii]</span>
-può imaginare; tal che fa maraviglia
-come potesse crederle egli stesso e
-presumesse che altri avesse a dar
-loro fede. Ma tra le strane, per dinotarne
-alcune, stranissima sopra tutte
-parmi la storia della figliuola d'Ipocras
-trasmutata in un dragone lungo
-dugento torse; ogni torsa equivale a
-dieci piedi, quindi il dragone sarebbe
-stato lungo duemila piedi! La novella
-della donna dello sparviere è pur
-singolare, e la descrizione dell'Arca
-di Noè; le Chiocciole dell'Isola di
-Talanoch; la valle de' Giudei; la Caverna
-dei Diavoli; le virtù degli alberi
-del Sole e della Luna; la descrizione
-del Paradiso terrestre; l'origine
-del Presto Giovanni e altre insomma
-sono tanto marchiane, che ripugnano,
-non dirò già alla critica, ma al
-senno comune. Ed è sì vero, che lo
-stesso Mandavilla teme non altri possa
-mettere in dubbio le sue asserzioni,
-<span class="pagenum" id="Page_xviii">[xviii]</span>
-ed il palesa apertamente là ove
-dice: <i>Chi mi vuol credere, mi creda,
-se gli piace; e chi non vuol
-credere, sì lasci stare</i>. Anzi vieppiù
-incalzando per guadagnar fede, altrove
-soggiugne: <i>Sappiate che quello
-che io ò scritto si è la propria
-verità come se fussi il santo Evangelio,
-benchè saranno molti, che
-non lo crederanno</i>. Si giudichi da
-queste parole la buona fede e la persuasione
-intima di costui sulle cose
-narrate.
-</p>
-
-<p>
-Qui e qua ci andiam pure abbattendo
-eziandio in brevi lezioni di fisica,
-di astronomia, di botanica, di
-geografia, di storia ecclesiastica, del
-vecchio e del nuovo Testamento, e
-così va dicendo, le quali ci dànno a
-conoscere per poco in che umil grado
-erano le discipline scientifiche di
-que' tempi anche in Inghilterra. Con
-tutto ciò è pur uopo confessare, che
-<span class="pagenum" id="Page_xix">[xix]</span>
-la lettura di questo libro eccita molta
-curiosità e diletto, effetti che produr
-doveansi altresì nell'animo de' nostri
-antichi, come il comprovano le
-non poche stampe che se ne fecero
-e le isvariate traduzioni in tutte le
-lingue d'Europa.
-</p>
-
-<p>
-Quest'opera può dividersi in due
-parti. Nella prima tratta l'autore
-de' Luoghi Santi e ci racconta quelle
-maraviglie stesse che ci narrarono
-altri viaggiatori suoi contemporanei,
-cioè Simone Sigoli, Lionardo di Niccolò
-Frescobaldi, Giorgio Gucci, Niccolò
-da Poggibonsi; e, più innanzi,
-Mariano da Siena, Iacopo da Sanseverino,
-Niccolò da Este e diversi altri.
-Nella seconda parte, che è dieci
-tanti più dilettevole, introducendosi
-vie maggiormente nelle provincie e
-ne' regni orientali, passa al Catajo, all'Indie,
-in Persia, e così via come dice
-il libro: e ci narra assai di quelle
-<span class="pagenum" id="Page_xx">[xx]</span>
-stesse maraviglie che troviamo celebrate
-nel <i>Milione di Marco Polo</i>,
-e più brevemente anche nel <i>Pellegrinaggio
-del beato Odorico</i>. Qui pur
-ragionasi a lungo del Gran Cane con
-tanta copia e magnificenza ed entusiasmo,
-che il Mandavilla non la cede
-punto a Marco Polo; sicchè se il libro
-di Marco fu chiamato <i>Milione</i>
-per le inaudite ricchezze raccontate
-di quello imperatore, a buon dritto
-anche <i>Milione</i> cognominar si potrebbe
-questo del Mandavilla. La quale
-magnificenza del Gran Cane non era
-certo maggiore all'altra del Presto
-Giovanni, di cui afferma il nostro
-scrittore che alla sua corte <i>ogni dì
-mangiano più di trentamila persone
-sanza quelli che vanno e vengono</i>!
-</p>
-
-<p>
-Essendo pertanto questo libro così
-variato e pieno di meraviglie, compilato
-e messo fuori in tempi ne' quali
-<span class="pagenum" id="Page_xxi">[xxi]</span>
-assai più leggiermente che poscia si
-amava udirle e si credevano, bene
-non istupiremo se con avidità era
-cerco e letto e se in più lingue fu
-traslatato e reiterate volte in ognuna
-messo a stampa. Del secolo <span class="smcap lowercase">XV</span> se
-ne annoverano fino a 27 edizioni, e
-cioè: otto in francese, quattro in latino,
-sei in tedesco, e le altre in volgare.
-Il <i>Milione di Marco Polo</i> non
-n'ebbe allora che sole cinque; avvegnachè,
-procedendo ne' tempi, se ne
-conoscano a' nostri dì ben 58. In inglese
-pure assai ne furon prodotte
-nei secoli <span class="smcap lowercase">XVI</span>, <span class="smcap lowercase">XVII</span> e <span class="smcap lowercase">XVIII</span>, e fra
-le altre molto stimata si è quella
-di Londra del 1725, e l'altra eseguita
-a' tempi nostri del 1839. Ciò nondimeno
-quest'opera nel testo volgare
-è divenuta rara per modo, che indarno
-oggi potrebbesi dai curiosi
-possedere.
-</p>
-
-<p>
-La rarità sua pertanto mi fece
-<span class="pagenum" id="Page_xxii">[xxii]</span>
-venir vaghezza di profferirla nuovamente
-in luce, e a tale uopo consultai
-diverse edizioni, che tutte vidi,
-qual più qual meno, sconciamente
-guaste e corrotte e piuttosto in dialetto
-che in illustre volgare italico,
-all'infuori della fiorentina edita nel
-1492, nella quale un po' più che nell'altre
-è rispettata la desinenza delle
-parole, quantunque essa pure non
-vada scevra da molti difetti e lacune.
-Entratomi dunque allora nell'animo
-desiderio più vivo di nuovamente
-pubblicarla, secondo investigazioni
-fatte, seppi dall'egregio sig.
-Emilio Calvi, ufficiale nella Magliabec.,
-da me a tale uopo incaricato,
-che due codici di questo volgarizzamento
-serbavansi nelle biblioteche
-fiorentine; uno nella Magliabechiana
-suddetta (oggi Nazionale), cartaceo,
-di piccola lettera, senza veruna data,
-ma, da quanto si può argomentare,
-<span class="pagenum" id="Page_xxiii">[xxiii]</span>
-di poco oltre la metà del sec. <span class="smcap lowercase">XV</span>, segn.
-Cl. <span class="smcap lowercase">XXXV</span>, N. 221; l'altro nella Riccardiana,
-segn. N. 1917, pur cartaceo,
-a due colonne, trascritto nel
-1492, come il copista medesimo dichiara
-in fine con queste parole: <i>Io
-Bartolomeo di Benci da Dicomano
-al presente provigionato nella Rocca
-vecchia del borgo Sansipolcro
-ho scritto questo libro, cioè finito
-di scrivere questo dì <span class="smcap lowercase">XX</span> di giugno
-1492 a stanza di Raffaello di Michele
-di Corso cittadino fiorentino</i>.
-In quest'ultimo mancano le rubriche
-che sono nel Magliabechiano e nelle
-stampe, ed in varii luoghi diversi Capitoli.
-Oltre a ciò sembrami di dicitura
-più moderna, ed apparisce chiaramente
-che il trascrittore vi fece
-delle aggiunte, allargò la sintassi e
-i concetti, e abbondò assai di glossemi.
-Onde per tutto questo giudicai
-bene di attenermi al Magliabechiano
-<span class="pagenum" id="Page_xxiv">[xxiv]</span>
-(che feci diligentemente trascrivere
-dal prefato sig. Calvi, quantunque
-nella ortografia men buono) come più
-antico e consentaneo all'età in cui
-vuolsi riputare appartenga il volgarizzamento,
-giovandomi tuttavia in
-pari tempo del Riccardiano, di cui
-feci trar fuori le principali varianti,
-allor che fui costretto dalla guasta
-lezione del testo che presi ad esemplare.
-E perchè il mio lavoro riuscisse
-meno imperfetto che possibil fosse,
-non trascurai eziandio di tener sott'occhi
-un'ediz. che io posseggo del
-1488 (e fu sopra la lettura di questa
-che mi nacque talento della presente
-pubblicazione) fatta qui in Bologna
-per Ugo de Rugerii a dì <span class="smcap lowercase">IIII</span> di luglio;
-nè la su mentovata di Firenze per
-ser Lorenzo de Morgiani et Giov. da
-Maganza, 1492; colle quali potei
-correggere qualche parola, che pur
-coll'aiuto de' soli due codd. mss. non
-<span class="pagenum" id="Page_xxv">[xxv]</span>
-avrei potuto. Or, conforme al mio
-costume, sapendo che cotesti son libri
-che corrono soltanto per le mani
-degli eruditi e di coloro che fanno
-speciale professione di lettere, conservai
-interamente la grafia de' codd.,
-avvegnachè assai disuguale e poco
-garbata, e con temperanza mi adoperai
-in chiose filologiche e d'erudizione:
-mi limitai singolarmente a notare
-certe varietà di lezioni, secondo che
-più o meno sembravami necessario,
-non che gli errori manifesti non potuti
-correggersi nè co' testi a penna,
-nè colle stampe, de' quali alcuni eziandio
-ho fatto avvertito il cortese
-lettore con un <i>sic</i> tra parentesi, incastrata
-nel testo.
-</p>
-
-<p>
-Nullostante tutte le prefate cure
-e sollecitudini, niuno reputi che io
-presuma di offerire un lavoro propriamente
-compiuto e senza mende.
-Per far cotesto si conveniva correggere
-<span class="pagenum" id="Page_xxvi">[xxvi]</span>
-gli errori di storia sacra e profana
-che ci sono: quelli di astronomia,
-di geografia: si conveniva raddrizzare
-nomi proprii, di città, di
-Provincie, d'Isole, di Reami; contorti,
-contraffatti e imbarbariti in
-modo alcuni, da non potersene agevolmente
-venire a capo, i quali intronati
-negli orecchi de' cani, come
-diceva il Redi, gli farebbero spiritare:
-si conveniva infine cernere il
-vero dal falso e additarlo. Io m'era
-accinto da prima eziandio a questa
-fatica; ma visto poi che sarei andato
-troppo per le lunghe e ne avrei portato
-una gravissima fatica senza adeguato
-compenso, me ne fuggì l'animo
-e ristetti, anche perchè tutto
-ciò avrebbe cresciuto per modo la
-giunta, da oltrepassare di gran lunga
-la derrata; molto più poi che non
-pochi di cotali difetti sono comunissimi
-a tutti gli scrittori di quell'età
-<span class="pagenum" id="Page_xxvii">[xxvii]</span>
-ed alcuni anche di facilissima emendazione,
-in guisa che ciascuno, leggendo,
-potrà correggere di per sè
-stesso. Di fatto chi non saprà volgere
-<i>Tiopia</i> in <i>Etiopia</i>? <i>Barimattia</i> in
-<i>Arimatia</i>, <i>Roboas</i> in <i>Roboam</i>, <i>Techia</i>
-in <i>Tecla</i> ed altri così fatti?
-</p>
-
-<p>
-Mio precipuo divisamento si fu
-dunque quello di riprodurre in luce
-e a buona lezione ridotto, per ciò che
-concerne in singolar modo la dicitura,
-un aureo testo, fatto assai raro
-ed anche inintelligibile nelle antiche
-edizioni, per le continue barbariche
-voci introdottevi e per la frequente
-guasta lezione; un libro, per mio avviso,
-scritto con uno stile piano, lucido,
-scorrevole, qual proprio si addice
-a storica narrazione, e dove
-molti vocaboli si scoprono attinenti
-alle scienze che non vidi giammai altrove,
-con frasi elegantissime, donde
-assai profitto può derivarne agli studiosi
-<span class="pagenum" id="Page_xxviii">[xxviii]</span>
-delle nostre classiche lettere.
-Da così fatta persuasione mosso, non
-facendo gran capitale di certe mende,
-che veggonsi dal più al meno in
-tutti gli scrittori di quell'età, io non
-dubito punto non questo libro debba
-incontrare nel genio della repubblica
-letterata. Se ciò accada, io mi
-chiamerò abbastanza appagato delle
-mie sollecitudini e andrò lieto per
-aver dato novella vita a un'opera,
-che già da secoli dimentica e quasi
-sconosciuta se ne giaceva.
-</p>
-
-<hr class="silver" />
-
-<div class="chapter">
-<p>
-<span class="pagenum" id="Page_1">[1]</span>
-</p>
-
-<div class="blockquote">
-<p>
-<span class="smcap">Trattato</span> delle più maravigliose cose
-e più notabile che si truovino nelle parte
-del mondo, ridotte e raccolte sotto brevità
-nel presente compendio dallo strenuissimo
-cavalieri a spron d'oro, Giovanni di Mandavilla
-anglico, nato nella città di Santo
-Albano, el qual, secondo che presenzialmente
-à vicitato quasi tutte le parte abitabile
-del mondo, così fedelmente à notato
-tutte quelle più degnie cose ch'egli à trovato
-e veduto in esse parte; e chi bene
-discorre questo libro, arà perfetta cognizione
-di tutti e Reami, Province, Nazione
-e populi, gente, costumi, legge, istorie e
-degnie antiquitate con brevità, le quale,
-parte da altri non sono trattate, e parte
-più confusamente d'alcuni gran valenti
-<span class="pagenum" id="Page_2">[2]</span>
-uomini sono state toccate; e a magior fede
-il profato autore in persona è stato nel
-mille <span class="smcap lowercase">CCC.XXII</span>, in Ierusalem; in Asia
-minore, chiamata Turchia; in Armenia
-grande e nella piccola; in Tarteria, in
-Persia, in Siria o vero Suria, in Egitto
-alto e nello inferiore, in Libia, nella parte
-grande di Etiopia, in Caldea, in Amazonia,
-in India maggiore, nella mezana e
-nella minore, in diverse sette di Latini,
-Greci, Giudei, Barbari, Cristiani e infedeli
-e in molte altre province, come appare
-nel trattato di sotto.
-</p>
-</div>
-</div>
-
-<div class="chapter">
-<p>
-<span class="pagenum" id="Page_3">[3]</span>
-</p>
-
-<h2 id="trattato" title="Trattato bellissimo delle più maravigliose cose"><span class="smcap">Trattato bellissimo delle più maravigliose
-cose e più nobile che si truovino
-nelle parte del mondo, scritte
-e raccolte dallo strenuissimo Cavalieri
-a spron d'oro, Giovanni mandavilla
-franzese<a class="tagtitle" id="tag2" href="#note2">[2]</a> che vicitò quasi
-tutte le parte del mondo abitabili,
-ridotto in lingua toscana.</span></h2>
-</div>
-
-<p>
-Conciò sie cosa che la terra oltramarina,
-cioè la terra santa di promissione,
-fra tutte l'altre terre sia la più eccellente
-e la più degnia e donna sopra tutte l'altre
-terre, e sia benedetta e santificata e
-consecrata del prezioso corpo e sangue
-del nostro signiore Iesù Cristo; ivi gli
-piacque obumbrarse nella vergine Maria
-e pigliare carne umana e nutrimento, e
-detta terra calcare e circundare co' suoi
-benedetti piedi: qui volle fare molti miracoli,
-predicare e insegniare la fede e la
-leggie a noi cristiani come a suoi figliuoli.
-<span class="pagenum" id="Page_4">[4]</span>
-E in questa terra singularmente volle portare
-chaleffi<a class="tag" id="tag3" href="#note3">[3]</a> e strazii e soferire per noi
-molti improperi. E in questa terra singularmente
-si volle fare chiamare Re del
-cielo e della terra e dell'aere e dell'acqua,
-e universalmente di tutte le cose che si
-contengono in quelle, e lui medesimo si
-chiamò Re per ispezialitade di quella terra,
-dicendo: <i>Rex sum iudeorum</i>, perchè
-questa terra era in quel tempo propia
-de' giudei. E questa terra s'aveva lui
-scielta fra tutte l'altre terre per la più
-degna e per la più virtuosa e per la migliore
-di questo mondo. Imperò ch'ella è
-il cuore e il mezzo luogo di tutta la terra
-del mondo, sì come dice il filosafo: le virtù
-delle cose stanno nel mezzo. In quella
-medesima terra volle il Re celestiale usare
-la vita sua e essere diriso e vituperato
-da' grudeli giudei, e volle sofferire passione
-e morte per amor nostro e per riscuoterci
-e liberarci delle pene de lo 'nferno e
-della orribile e perpetual morte per lo peccato
-del nostro primo padre Adam e Eva
-nostra madre; però che verso lui non aveva
-<span class="pagenum" id="Page_5">[5]</span>
-meritato male alcuno, imperò che lui
-mai non disse male, nè fece, nè pensò. E
-ben volle il Re di gloria in questo luogo
-più che altrove sostenere passione e morte,
-però che chi vuole publicare alcuna
-cosa, a ciò che ciascuno lo sappia, egli la
-fa gridare e publicare in mezo della città,
-a ciò che la cosa sia saputa e sparta da
-ogni parte. Similmente il criatore del mondo
-volle sofferire per noi morte in Gierusalem,
-la quale è in mezo del mondo, a ciò
-che la cosa fussi publicata e saputa per
-tutto el mondo, el quale egli amò caramente
-per ricomperare gl'uomini, i quali
-lui aveva fatti ad imagine e similitudine
-sua. E questo fece per lo grande amore
-che lui aveva verso noi sanza alcuno nostro
-merito; imperò che più cara cosa non
-poteva egli dare per noi che il suo santo
-corpo e il suo santo sangue; la qual cosa
-offerse tutto per nostro amore. Considerate
-un poco quanto fu l'amore, quando
-per salvar noi si misse all'aspra e crudel
-morte, e mai non ebbe in sè radice d'alcun
-male o peccato! e non dimeno volse
-per lo grandissimo amore mettere il corpo
-suo alla morte per li peccatori! Pensi ognuno,
-quanto amore egli ebbe inverso di
-<span class="pagenum" id="Page_6">[6]</span>
-noi, quando colui che era sanza peccato
-e sanza colpa volse ricevere morte per le
-colpe nostre! E certamente dee essere dilettevole
-e fruttifera quella terra che fu
-rigata del prezioso sangue di Giesù Cristo!
-Questa è quella terra, la quale il nostro
-Signiore ci promisse per eredità, e nella
-detta terra volle murire per soddisfare e
-per lasciarla eredità a' suoi figliuoli. E
-pertanto ciascun buon cristiano, il quale
-lo può fare, si doverebe grandemente affaticare
-in conquistare la nostra sopra
-detta eredità, e cavarla fuori delle mane
-degl'infedeli, e a noi apropiarla, perchè
-noi siamo apellati cristiani da Cristo, el
-quale è nostro padre, e se noi siamo suoi
-legittimi figliuoli, noi doverremo volere
-la ereditate che lui ci à lasciata e trarla
-delle mani della gente strana a chi non
-s'appartiene. Ma al dì d'oggi la maladetta
-superbia e la cupidità e la invidia ànno
-totalmente e quori de' signiori terreni
-accesi e infiammati, che più attendono al
-lasciare essa eredità ad altri, che egli
-non fanno a ricuperare e acquistare la lor
-propia eredità e peculio sopradetto; e la
-comune gente, che ànno volontade di
-mettere quore e corpo e loro avere per far
-<span class="pagenum" id="Page_7">[7]</span>
-questo conquisto, non possono sanza e
-signiori sopra loro alcuna cosa, perchè
-comunità sanza capo di signiore, è come
-una multitudine di pecore sanza pastore,
-le quale si spargono, e poi non sanno che
-fare si debino. Ma se piacessi al nostro
-santo papa, che a Dio piacerebe bene che
-e principi terreni fussino in buona concordia
-e con loro alcuni comuni, e volessino
-pigliare il detto santo viagio d'oltramare,
-e io sono certo che in brieve termine sarebe
-la terra di promissione racquistata e
-posta nelle mane de' veraci eredi di Giesù
-Cristo. E perchè gli è gran tempo, che non
-è stato passaggio generale oltrammare; e
-ancora perchè son molti che si dilettono
-d'udire parlare di detta terra santa e di
-ciò pigliono piacere, io Giovanni da Mandavilla,
-cavaliere, conciò sia cosa che io
-indegno sia, nato e nutrito in Inghilterra,
-della città di santo Albano, il quale passai
-il mare l'anno Mille <span class="smcap lowercase">CCCº. XXII</span>, el dì
-di Santo Michele mi partii e andai nelle
-torre d'oltrammare e stettivi grandissimo
-tempo et ò veduto e circundato molto paese
-e molte diverse province e molte strane
-regione e isole diverse, e ò passato per
-Turchia, per Armenia piccola e per la
-<span class="pagenum" id="Page_8">[8]</span>
-grande, per la Tarteria, per Persia, per
-Soria, Arabia, per lo Egitto alto e basso,
-per Libia e per una gran parte di Etiopia,
-per Caldea, per Amazonia, per India minore,
-mezana e maggiore, e per multitudine
-di diverse gente e diverse fede e luoghi
-e di diverse fazioni, di tutte quelle
-terre e isole parlerò più a pieno ch'io poterò,
-e dimosterrò una parte delle cose
-che vi sono, quando tempo sarà di parlarne,
-di quele che io mi potrò ricordare,
-spezialmente per coloro che ànno disiderio
-o intenzione di vicitare el nobile paese
-e città di Gierusalem e i santi luoghi che
-sono quivi d'intorno; e così mosterrò el
-camino quale poteranno tenere; imperò
-ch'io sono passato per molti e cavalcato
-per la grazia di Dio con buona compagnia.
-E sappiate, che io arei composto questo
-libro in latino per divisare più brievemente,
-ma perchè molti intendono meglio in
-vulgare che in latino, io l'ò totalmente in
-vulgare<a class="tag" id="tag4" href="#note4">[4]</a> composto, a ciò che ciascuno lo
-possa intendere, e a ciò che gli signiori e
-gli altri cavalieri e gentili uomini, i quali
-<span class="pagenum" id="Page_9">[9]</span>
-non sanno latino e sono stati oltramare,
-intendino, se io dico el vero o no. E se io
-erro in discrivere, per non ricordarmi o
-per altra cagione, che eglino mi possino
-corregere e megliorare, perchè le cose di
-lungo tempo per non le vedere, spesso legiermente
-tornono in oblivione, e la memoria
-umana non può ogni cosa apprendere
-e ritenere. Ora, col nome di Dio glorioso,
-colui che vuole andare oltramare,
-vi può andare per più vie, per mare e per
-terra, secondo el paese donde si parte;
-delle quali vie la maggiore parte tornano
-tutte a un fine. E non intendete punto che
-io voglia dichiarare tutti i luoghi, cioè
-città, castelle e ville, per le quale si conviene
-passare, perchè farei troppo lungo
-parlare; ma solamente d'alcuni paesi e
-luoghi principali, per li quali si debba
-andare e passare, per la diritta via tenere.
-</p>
-
-<h3 id="sepolcro">QUI DISCRIVE IL PRIMO CAMINO D'ANDARE
-AL SANTO SEPOLCRO.</h3>
-
-<p>
-Primamente chi si parte dalle parte
-occidentale, come di Inghilterra, d'Orlandria,
-di Scozia o de Norverga, anco
-egli può andare, se vuole, per Alamagna
-e per lo Reame d'Ungheria, che confina
-<span class="pagenum" id="Page_10">[10]</span>
-alle terre di Polonia e alla terra di Panonia
-e di Flessia. Lo Re d'Ungaria è molto
-possente e valente signiore: tiene molto
-grande terreno, imperò che tiene Ungaria
-e gran parte di Schiavonia, di Comania
-e di Bolgaria, e tiene del reame di
-Rossia, gran parte delle quale n'à fatto
-un ducato, che dura infino alla Dinflania
-e confina con Prussia. La terra di questo
-signiore si passa per la città di Cipro e
-per lo castello di Ynsebuces<a class="tag" id="tag5" href="#note5">[5]</a> e per Mala
-villa, ch'è verso la fine d'Ungaria; e là
-si passa per la riviera del Danubio. Questa
-riviera è molto grande, e nasce nella
-Alamania sotto le montagnie verso Lombardia,
-e riceve in lei 4 altri fiumi<a class="tag" id="tag6" href="#note6">[6]</a> e
-corre pel mezo d'Ungaria e pel mezo Tarsia;
-e entra<a class="tag" id="tag7" href="#note7">[7]</a> in mare così fieramente
-verso oriente, che l'acqua mantiene el suo
-colore e risurge dentro nel mare sanza
-mescolarsi coll'acqua marina per <span class="smcap lowercase">XX</span>. leghe.
-<span class="pagenum" id="Page_11">[11]</span>
-E da poi<a class="tag" id="tag8" href="#note8">[8]</a> si viene a Bella grana e
-si entra nella terra di Bolgaria, e là si
-passa un ponto di pietra, el quale è sopra
-alla riviera di Marogia; e passasi per le
-terre di Prontenardi, e di là si viene in
-Grecia alla città di Astines e di Fina, e
-alla città di Andrianopoli; e dipoi a Gostantinopoli,
-la qual soleva essere chiamata
-Bisanzio.
-</p>
-
-<h3 id="soffia">DELLA CHIESA DI SANTA SOFFIA.</h3>
-
-<p>
-Quivi dimora comunemente lo 'mperadore
-di Grecia. Là è la più bella e nobile
-chiesa del mondo, la quale si chiama Santa
-Soffia.
-</p>
-
-<h3 id="iustiniano">DELLA IMMAGINE DI IUSTINIANO
-IMPERADORE.</h3>
-
-<p>
-E dinanzi a questa chiesa è la immagine
-di Iustiniano imperadore di rame
-dorato, e sta a cavallo, coronato; e soleva
-tenere un pomo dorato e tondo nella mano,
-ma, già gran tempo, è caduto; e dicono
-alcuni, che ciò significa che lo imperadore
-à perso gran parte della sua terra
-<span class="pagenum" id="Page_12">[12]</span>
-e di sua signioria, perchè lui soleva essere
-imperadore de' Romani e di Grecia e di
-Asia e di tutta la terra di Soria e della
-terra de' giudei, ne la quale è Gierusalem,
-e della terra d'Egitto, di Arabia e
-di Persia maggiore, Grecia e di tutta la
-minore Asia e di tutta la terra di Soria e
-dell'India nella quale è la città di Ierusalem.
-Ma ora egli à ogni cosa perduto,
-salvo che Grecia, che si tiene solamente.
-Ma furono alcuni che gli volsono rimettere
-quello pomo in mano, nè mai gliene poterono
-fare tenere. Quel pomo significava la
-Signioria, che egli aveva in questo mondo;
-il quale è ritondo: e l'altra mano tiene
-levata verso l'oriente<a class="tag" id="tag9" href="#note9">[9]</a> in segno di minacciare
-li mali fattori. La detta imagine
-sta sopra a uno gran sasso di marmo.
-</p>
-
-<h3 id="lacroce">IN GOSTANTINOPOLI
-È LA CROCE DEL NOSTRO SIGNIORE.</h3>
-
-<p>
-In Costantinopoli è la croce del nostro
-signiore messer Iesù Cristo colla vesta
-sanza cucitura e la spugnia e la canna
-colla quale gli fu dato bere fiele e aceto
-<span class="pagenum" id="Page_13">[13]</span>
-in su la croce; e alcune gente si pensono,
-che la metà di questa croce sia in Cipro
-in una badia di monaci. E quella croce
-che è in Cipro è quella dove Dismas, ladrone
-buono, fu morto; ma ogni uomo non
-lo sa, ed è mal fatto che, per lo utile delle
-offerte, che ciò facciano, o vero diano a
-intendere, che quella è la croce del nostro
-signiore. Ma sappiate, che la croce del
-nostro signiore è di 4. maniere di legnio,
-sì come è scritto in questo verso seguente:
-<i>In cruce sunt palma, cipressus, cedrus,
-oliva</i>. El pezo che era dricto, da
-terra infino alla cima, fu di cipresso; quello
-che era a traverso, nel quale erono chiavate
-le mane, era di palma: el troncone,
-fitto dentro nella terra, cioè nel monte
-Calvario, el quale era perforato e incastrato
-per tenere il piede della croce, era
-di cedro; e la tavoletta di sopra al capo,
-la quale era lunga un piede e mezo, dove
-era scritto in ebreo greco e latino, era di
-olivo.
-</p>
-
-<p>
-<span class="pagenum" id="Page_14">[14]</span>
-</p>
-
-<h3 id="descroce">LA DESCRIZIONE DELLA CROCE.</h3>
-
-<p>
-E feciono li giudei la croce di queste
-quatro maniere di legnio, perchè egli si
-credovono, che 'l nostro signiore dovesse
-tanto pendere in su la croce, quanto el
-corpo potessi durare; e però feciono il piede
-di cedro, perchè il cedro non si marciscie
-in terra nè in acqua, e egliono volevono
-che durassi lungamente. Ancora
-si credevano gli perfidi giudei, che 'l corpo
-del nostro signiore Iesù Cristo dovessi
-putrefarsi e marcire, e imperò feciono el
-pezo lungo della croce di cipresso, el quale
-è odorifero, a ciò che 'l fetore non agravassi
-quegli che passavono. El traverso
-sopra detto fu fatto di palma, perchè nel
-vecchio testamento, quando alcuno aveva
-vittoria, era incoronato di palma; e perchè
-e giudei si credevono avere vinto messer
-Giesù Cristo, gli feciono la croce di
-cotal legnio. E la tavoletta sopra al capo
-fu d'ulivo, la quale significa pace, sì come
-si dimostra nella storia di Noè, quando
-la colomba portò il ramo d'ulivo, lo
-qual significava pace fatta tra Dio e l'uomo.
-Similmente si credevono avere pacie
-dopo la morte del nostro signiore, perchè
-<span class="pagenum" id="Page_15">[15]</span>
-dicevono, che fra loro avevono una certa
-discordia. E sappiate che 'l nostro signiore,
-giacendo in terra, fu posto in su la croce,
-e poi il dirizorono insieme colla croce;
-onde così dirizandolo sostenne grandissima
-pena. E i greci e li cristiani, che stanno
-oltrammare, dicono che l'albero della
-croce, el quale noi chiamiamo cipresso,
-fu del pomo del quale Adam gustò il frutto.
-</p>
-
-<h3 id="legnio">DELLA OPPINIONE D'ALCUNI CRISTIANI
-DEL LEGNIO DELLA CROCE.</h3>
-
-<p>
-E così ànno loro nelle loro scritture,
-che quando Adam si infermò, e' disse al
-suo figliuolo Seth che andassi al paradiso
-e pregassi l'angiolo, che guarda el paradiso,
-che gli piacessi di mandargli dell'olio
-dell'arbore della misericordia per
-ugniere gli suoi membri per ricevere sanità;
-el qual Seth v'andò. Allora l'angelo
-non lo volse lasciare entrare, ma ben gli
-disse di Adamo, che ancora non può avere
-dell'olio della misericordia. Ma l'angiolo
-gli diè tre granella del frutto di quello
-medesimo legno, e dissegli, che gli mettessi
-in bocca al suo padre; che quando
-l'albore crescierà tanto, che porterà frutto,
-che in quello tempo sarà suo padre liberato.
-<span class="pagenum" id="Page_16">[16]</span>
-Poi che Seth fu tornato, trovò suo
-padre quasi morto. Allora subitamente gli
-misse quelle granella, che l'angiolo gli
-aveva dato, in bocca; le quali nacquono
-doppo la morte d'Adamo, e crebbono e
-feronsi tre grandissimi albori; e di quegli
-fu fatta la croce, che portò el buono frutto,
-cioè messer Giesù Cristo, per lo quale
-frutto Adam e li discendenti da lui sono
-liberati e ristorati di perpetuale morte, se
-per loro non manca.<a class="tag" id="tag10" href="#note10">[10]</a>
-</p>
-
-<h3 id="imcroce">DELLA IMMAGINE DELLA CROCE
-E CHI LA TROVÒ.</h3>
-
-<p>
-Questa santa croce avevono gli giudei
-sotterrata nel sasso del monte Calvario, e
-quivi stette dugento anni e più, tanto che
-fu ritrovata per santa Elena, madre di Gostantino,
-imperadore de' romani. Questa
-Elena fu figliuola del Re di Inghilterra,
-la quale a quel tempo era chiamata la gran
-Bertagnia; e questa donna la prese per
-moglie Gostantino per sua grande bellezza,
-e fu quando e' fu in queste parte.
-</p>
-
-<p>
-<span class="pagenum" id="Page_17">[17]</span>
-</p>
-
-<h3 id="grcroce">DELLA GRANDEZA DELLA CROCE.</h3>
-
-<p>
-Potete sapere che la croce del nostro
-Signore era lunga otto cobiti, il traverso
-era 3. cubiti e mezo. Una parte delle ispine,
-delle quali lui fu incoronato in su la
-croce, e uno delli chiovi, e 'l ferro della
-lancia e molte altre reliquie sono in Francia
-nella cappella del Re. La corona è in
-un vasello di cristallo molto bene lavorato,
-perchè uno Re, gran tempo fa, comprò
-queste reliquie da' giudei, le quali
-aveva lo imperadore impegniate per bisognio
-d'ariento che aveva.
-</p>
-
-<h3 id="corspine">DELLA CORONA DELLE SPINE.</h3>
-
-<p>
-Ma se alcuno dicesse, che quella corona
-è di spine, sappiate, che ella è di
-giunchi marini bianchi, e quali pungono
-come sproni acutissimi; e ciò dico, però
-che l'ò veduta e risguardata diligentemente
-per più volte, e quella di Parigi è
-quella di Gostantinopoli, perchè l'una e
-l'altra fu tutta una corona intortigliata
-e fatta di giunchi; ma questa è separata,
-e partita, e fatta due parte; e l'una è a
-Parigi, l'altra si è a Gostantinopoli: e io
-ò una di queste preziose spine, che pare
-<span class="pagenum" id="Page_18">[18]</span>
-una spina bianca; e fummi donata per
-grande spezialtade, imperò che ve ne sono
-molte di rotte nel vasello, ove sta la corona,
-le quale si rompono quando el vasello
-si muta ed è portato a vedere a gran
-signiori. E sapiate che quando el nostro
-Signiore fu preso la notte e fu menato nel
-giardino nascosamente, e' fu esaminato
-diligentemente; e ivi feciono derisione e
-riprensione di lui, e gli cattivi giudei
-gli feciono una corona delle bianche [spine]
-d'uno albero molto spinoso che crescie
-nel sopradetto giardino e aveva gran
-foglie; e gli messono le spine inverso la
-testa, e tanto duramente gliele compressono,
-che 'l prezioso sangue cascò da ogni
-parte per la faccia e per lo collo e per le
-spalle.
-</p>
-
-<h3 id="virspine">DELLA VIRTÙ CHE ÀNNO LE SPINE DELLE
-QUALI FU FATTA LA CORONA AL NOSTRO
-SIGNIORE.</h3>
-
-<p>
-E quelle cotali spine erono bianche,
-imperò che la bianca spina à più virtù,
-perchè chi ne porta una bianca sopra lui,
-non teme nè folgore, nè saetta, nè tempesta,
-nè altro; e alla casa, ove è, il cattivo
-spirito non ardisce aprossimare. In
-<span class="pagenum" id="Page_19">[19]</span>
-questo giardino lo rinnegò san Piero tre
-volte. Dappoi fu menato il nostro Signiore
-dinanzi al vescovo e maestro delle legge
-in uno altro giardino, e ivi fu di nuovo
-esaminato e schernito e vituperato. E ancora
-fu incoronato d'un'altra corona di
-spina bianca, la quale si chiamava <i>lerbris</i>,
-che era in quello giardino, la quale
-ancora aveva molte virtù; e delle sue foglie
-si fa buono colore verde. Dappoi fu
-menato nel giardino di Caifas, e ivi fu coronato
-d'un rosaio salvatico. E poi fu menato
-nella camera di Pilato, el quale era
-giudice, per esaminarlo. Ancora ivi era
-incoronato di giunchi marini. Ivi lo posono
-in su nuna sedia e vestironlo d'un
-mantello di purpura, e sì gli feciono una
-corona di questi giunchi. E ivi si inginochiorono,
-sbeffandolo, schernendolo, e dicendo:
-Dio ti guardi, Re de' giudei! E
-questa corona fu quella la cui metade è a
-Parigi e l'altra metade è a Gostantinopoli
-insieme colla quale il nostro Signiore
-fu posto in croce e morto. Per la qual cosa
-si dè tenere questa corona più cara e più
-preziosa che niuna altra. E l'asta della
-lancia à lo imperadore della Magnia, ma
-el ferro si è a Parigi; e lo imperadore
-<span class="pagenum" id="Page_20">[20]</span>
-medesimo di Gostantinopoli dice avere el
-ferro della lancia. Io l'ò veduto ed è assai
-più largo che quello che è a Parigi.
-</p>
-
-<p>
-In Costantinopoli giace el corpo di
-santa Anna.
-</p>
-
-<p>
-Item, a Gostantinopoli giace la madre
-di nostra Donna, la qual santa Elena fece
-portare di Gierusalem.
-</p>
-
-<h3 id="grisostimo">DEL CORPO DI SANTO GIOVANNI GRISOSTIMO.</h3>
-
-<p>
-Item, ivi giace il corpo di san Giovanni
-Grisostimo, el quale fu arcivescovo
-di Costantinopoli.
-</p>
-
-<h3 id="sluca">DEL CORPO DI SANTO LUCA.</h3>
-
-<p>
-Item, ivi giace il corpo di santo Luca
-Evangelista, perchè le sue ossa furono
-portate di Brettagnia, ove fu sotterrato;
-e molte altre reliquie vi sono.
-</p>
-
-<h3 id="vasomed">D'UNO VASO CHE SI RIEMPIE PER SÈ
-MEDESIMO.</h3>
-
-<p>
-Qui è un vasello di pietra chiamata
-quindos, el quale getta tutta via acqua,
-e sempre per sè medesimo si riempie tanto,
-che va di sopra sanza che alcuno vi
-metta alcuna cosa dentro.
-</p>
-
-<p>
-<span class="pagenum" id="Page_21">[21]</span>
-</p>
-
-<h3 id="cittagos">DELLA CITTÀ DI GOSTANTINOPOLI.</h3>
-
-<p>
-Constantinopoli è molta bella città, di
-molto nobile, e bene murata e triangulata.
-Egli è un braccio di mare, chiamato Elesponte;
-e chi lo chiama la bocca di Gostantinopoli;
-altri el braccio di santo
-Giorgio. Questo braccio chiude le due
-parte della città; e più alto, verso il capo
-di questo braccio di mare, fu la città di
-Troia sopra la ripa dell'acqua in un molto
-bel luogo piano; ma la città appar poco
-per lo gran tempo che fu distrutta.
-</p>
-
-<h3 id="isgrecia">DELLE ISOLE CHE SONO IN GRECIA.</h3>
-
-<p>
-In Grecia sono molte isole, sì come
-sono Calisere, Colcos, Ortigia, Tesbria,
-Mirea, Flazon, Melocopate e Lennos. Ivi
-sono molti altri linguaggi e molti paesi,
-i quali tutti ubidiscono allo imperadore; e
-gli Pizinzenati, gli Comani e molte altre
-gente e paesi di Tracia e Macedonia.
-</p>
-
-<h3 id="aristotile">ONDE NACQUE ARISTOTILE E DOVE GIACE.</h3>
-
-<p>
-Una città dove naque Aristotile è assai
-presso della città di Tracia: è chiamata
-Asenigiren. Ivi giace il corpo suo,
-e ivi è uno altare sopra la tomba sua, ove
-<span class="pagenum" id="Page_22">[22]</span>
-ogni anno si fa solenne festa sì come fusse
-santo. Ogni uno di quelle gente insieme
-vanno a consigliarsi sopra di questa
-tomba, e pare a loro che per divina ispirazione
-gli venga posto innanzi il miglior
-consiglio. E in questo paese sono molte
-alte montagnie inverso la fine di Macedonia.
-</p>
-
-<h3 id="olimpio">DEL MONTE OLIMPIO.</h3>
-
-<p>
-È una montagnia chiamata Olimpio,
-la quale disparte Macedonia da Tracia,
-ed è così alta che trapassa le nuvole.
-</p>
-
-<h3 id="attalante">DEL MONTE ATTALANTE DOVE È L'AERE
-PURO E NETTO.</h3>
-
-<p>
-Elli è un'altra montagnia, chiamata
-Athlas. Questa è tanto alta, come testimonia
-alcuni, che l'ombra sua si istende
-insino a l'Isola di Lennos, ch'è lontana
-a la marina <span class="smcap lowercase">LXXVI</span>. leghe; e nella sommità
-della montagnia è l'aere così puro, che
-ivi non trae vento, nè altra cosa; e imperò
-quivi non potrebbe stare uccegli, nè
-altri animali per la grande secchitade di
-detta montagna. E dicono alcuni di queste
-parte, che i filosafi andorono sopra
-questa montagnia e tenevono nelle mani
-<span class="pagenum" id="Page_23">[23]</span>
-una spugnia bagnata in acqua, la quale
-odoravono per ricevere umidità, perchè
-altrimenti non arebono potuto fiatare,
-anzi sarebono venuti meno per difetto di
-fiato per l'aere troppo asciutto. E sopra
-questa montagna scrivevono colle loro
-dita nella polvere; e in capo dell'anno
-tornati, trovavono le figure come loro avevono
-iscritto, sì che per questo appare,
-che la montagnia si istende infino all'aere
-puro.
-</p>
-
-<h3 id="bellcos">DELLA BELLEZA DI COSTANTINOPOLI.</h3>
-
-<p>
-Costantinopoli è la principale città dello
-imperadore; molto bella e bene ordinata;
-e ivi è una bella piaza per giostrare e
-per giucare, ed è fatta a scacchi e a gradi
-d'intorno, sì che ogniun può vedere sanza
-impacciare il campagnio; e di sotto
-questi gradi sono le stalle<a class="tag" id="tag11" href="#note11">[11]</a> dello imperadore
-e dentro sono tutti e pilastri di
-marmo. Dentro nella chiesa di santa Soffia,
-faccendo, già gran tempo, lo imperadore
-sotterare un suo parente, fu trovato
-uno altro corpo, sopra del quale era
-una gran piastra d'oro, dove erano scritte
-<span class="pagenum" id="Page_24">[24]</span>
-lettere che sonavano: Iesù Cristo nascierà
-della vergine Maria, et io credo in
-ello. E contenea nella detta piastra, che
-quello corpo era stato quivi anni 2000,
-prima che Iesù Cristo nascessi; et è oggi
-la detta piastra nella tesorìa della chiesa
-di santa Soffia<a class="tag" id="tag12" href="#note12">[12]</a>.
-</p>
-
-<h3 id="ermes">DEL CORPO DI ERMES.</h3>
-
-<p>
-E dicono le gente, che questo corpo
-fu Hermens, el savio filosofo. E quantunque
-i greci siano cristiani, egli però deviano
-molto dalla nostra fede, perchè dicono,
-che lo Spirito Santo non procede
-punto dal Figliuolo, anzi solamente dal
-Padre, e non ubidiscono nulla alla corte
-di Roma nè al papa, e dicono che tanta
-possanza à el loro patriarca, che è come
-el papa nostro.
-</p>
-
-<h3 id="gruniti">COME EL PAPA SCRISSE A' GRECI CHE
-VOLESSINO ESSERE UNITI.</h3>
-
-<p>
-E imperò Giovanni papa vigesimo sicondo
-gli scrisse, come la cristianità doveva
-essere unita, e che egliono doverebono
-ubidire al papa, il quale è diritto
-<span class="pagenum" id="Page_25">[25]</span>
-vicario di Giesù Cristo e di Dio, al quale
-Idio dona infinita potenzia di legare e di
-sciogliere: onde e' doverebono a lui ubbidire.
-</p>
-
-<h3 id="grisposta">DELLA RISPOSTA CHE E' FECIONO.</h3>
-
-<p>
-E li greci gli mandorono a dire assai
-diverse risposte; e, tralle altre cose, egli
-dissono: <i>Potentiam tuam summam
-circa tuos subditos firmiter credimus,
-superbiam tuam summam tollerare
-non possumus, avaritiam tuam satiare
-non intendimus; dominus tecum
-quia nobiscum est Dominus</i>. E altra risposta
-non potè lui avere da loro. Queste
-parole latine per più intelligenzia de' vulgari
-così suonono: la tua potenzia, circa
-alli tuoi subditi, firmamente credemo; la
-tua somma superbia non possiamo levare
-(<i>sic</i>), la tua avarizia non intendiamo saziare:
-sia el signore teco, perchè con noi è.
-</p>
-
-<h3 id="errgreci">DELLO ERRORE DE' GRECI CONTRO ALLA
-CONSECRAZIONE DEL SACRAMENTO.</h3>
-
-<p>
-Item, fanno el sacramento dell'altare
-di pane lievito, e dicono, che noi erriamo
-di farlo col pane non lievito, perchè el
-nostro Signiore lo fece alla cena di pane
-<span class="pagenum" id="Page_26">[26]</span>
-lievito; e nel giovedì santo eglino fanno
-il loro pane lievito per memoria della cena,
-e sì lo seccano e poi lo conservono
-tutto l'anno; e di questo ne dànno agl'infermi
-in luogo del corpo di Cristo; e egliono
-non fanno punto d'unzione nel
-battesimo, nè alli infermi; ma nota che
-ora si conformono con noi nel modo del
-consecrare; e dicono che non è punto purgatorio,
-e che l'anime non ànno punto
-d'allegreza infino al dì del giudicio.
-</p>
-
-<h3 id="altrerr">UNO ALTRO ERRORE.</h3>
-
-<p>
-E dicono, che fornicazione non è peccato
-mortale, imperò che quela è cosa naturale,
-e che nisuno uomo nè femina se
-debe maritare altro che una sola volta.
-</p>
-
-<h3 id="unaltrerr">UN ALTRO ERRORE.</h3>
-
-<p>
-E che sono bastardi quegli figliuoli di
-quegli che si maritono più d'una volta,
-e sono generati in peccato; e disfanno il
-matrimonio per piccola cagione. E gli loro
-preti si maritono; e dicono, che usura
-non è punto peccato mortale; e vendono
-e benifici della chiesa, sì come altrove si
-fa, che gli torna gran danno e vergognia;
-imperò che ogni simonia è riprovata; onde
-<span class="pagenum" id="Page_27">[27]</span>
-che la santa chiesa è maculata; e così
-mancando lei nelle buone opere, el mondo
-non può aver buono stato.
-</p>
-
-<h3 id="maltrerr">DI MOLTI ALTRI ERRORI DE' GRECI.</h3>
-
-<p>
-E dicono e greci, che nella quadragesima
-non si dee cantar messa altro che 'l
-sabato e la domenica; e il sabato non
-digiunono in niun tempo dell'anno, se
-bene in tal dì fussi la vigilia di Pasqua
-o di Natale. E non permettono, che li latini
-cantino alli loro altari altro che una
-messa; e se pure la cantassino, e greci
-dipoi lavono l'altare d'acqua benedetta,
-e dicono che non si dee cantare altro che
-una messa el dì in su nuno altare; e dicono
-che 'l nostro Signiore non mangiava
-mai, anzi fece astinenzia di mangiare. E
-dicono che noi pecchiamo mortalmente a
-farci radere la barba, perchè la barba è
-segnio de l'uomo e dono del nostro Signiore;
-e quegli che si fanno radere, il
-fanno per più piacere al mondo e a le femine;
-e dicono, che noi pechiamo a mangiare
-delle bestie che erano vietate nel
-vechio testamento, come de' porci e delle
-altre bestie che non rugomeno el pasto; e
-dicono che noi pechiamo a mangiare carne
-<span class="pagenum" id="Page_28">[28]</span>
-presa nella settimana di quadragesima;
-e anche perchè noi mangiamo carne
-il mercoledì; e dicono che noi pechiamo a
-mangiare uova e formagio il venerdì, e
-che è scomunicato ognuno el quale si contiene
-di mangiare carne el sabato.
-</p>
-
-<h3 id="falimp">DI CIÒ CHE FA LO IMPERADORE.</h3>
-
-<p>
-Item, lo imperadore di Costantinopoli
-fa el patriarca con l'arcivescovo e vescovi
-e dà le degnità e li benifici, e sì gli toglie
-e gli priva quando gli truova cagione. E
-questo è signiore del temporale e spirituale
-in suo paese; e se voi volete sapere
-l'alfabeto de' greci voi lo potete vedere
-qua di sotto.<a class="tag" id="tag13" href="#note13">[13]</a>
-</p>
-
-<p>
-E quantunque tale cose non appartenghino
-allo amaestramento del viagio,
-nondimeno apartengono alla anti promessa
-dichiarazione, cioè di costumi e di ragione
-e diferenzie d'alcuni paesi; imperò
-che questo è il primo paese vario e discordante
-in fede e in lettere dal nostro paese
-di qua. Pertanto io l'ò qui discritto, perchè
-molte gente pigliono diletto d'udire
-<span class="pagenum" id="Page_29">[29]</span>
-cose nuove. Chi vuole andare a Costantinopoli
-per la terra di Turchia, sì va verso
-la città di Nisa, e passasi per lo porto
-di Cinento<a class="tag" id="tag14" href="#note14">[14]</a>, il quale è bene alto di lungi
-da Nisia una lega e mezo.
-</p>
-
-<h3 id="nicolo">DEL CORPO DI SANTO NICOLÒ.</h3>
-
-<p>
-Chi va per mare, per lo braccio di san
-Giorgio, per lo mare verso le parte dove
-giace il corpo di santo Niccolò verso molti
-altri luoghi<a class="tag" id="tag15" href="#note15">[15]</a>.
-</p>
-
-<h3 id="sivo">DELL'ISOLA DI SIVO (<i>sic</i>) DOVE CRESCE
-EL MASTICE.</h3>
-
-<p>
-Prima si va a l'isola di Chio. In detta
-isola crescie il mastice in piccoli albucelli
-et escie a modo di gromma di ciriegio.
-</p>
-
-<h3 id="pathemos">DELL'ISOLA DI PATHEMOS DOVE SCRISSE
-SANTO GIOVANNI L'APOCALISSE.</h3>
-
-<p>
-Dappoi si va per l'isola di Pathemos.
-Ivi iscrisse santo Giovanni l'Apocalisse,
-e potete sapere che quando el nostro Signiore
-<span class="pagenum" id="Page_30">[30]</span>
-sostenne passione, santo Giovanni
-ora d'etade d'anni <span class="smcap lowercase">XXXII</span>. E dopo la passione
-stette in questa vita anni <span class="smcap lowercase">LXVIII</span>, e
-il centesimo anno passò di questa vita.
-</p>
-
-<h3 id="epheson">DELLA CITTADE DI EPHESON DOVE SANTO
-GIOVANNI PASSÒ DI QUESTA VITA<a class="tagtitle" id="tag16" href="#note16">[16]</a>.</h3>
-
-<p>
-Da Pathimos si va ad Epheson, la
-quale è molto bella città et è appresso
-del mare e quivi passò di questa vita san
-Giovanni, e fu posto in terra dietro a
-l'altare, e quivi è fatto una bella chiesa,
-perchè e cristiani solevono tenere questo
-luogo; ma tuttavia nella tomba di san
-Giovanni non è altro che manna, imperò
-che 'l suo corpo fu trasportato in paradiso.
-E al presente tengono e turchi la città
-e la chiesa e la magior parte di Asia minore,
-e però è Asia chiamata Turchia. E
-sappiate che mentre che san Giovanni viveva,
-si fece fare la fossa, e lui medesimo
-v'entrò dentro vivo; imperò dicono alcuni,
-che non è morto, ma che si riposa insino
-al dì del giudicio. E veramente à lasciato
-una grande maraviglia, perchè visibilmente
-vi si vede molte volte di sopra
-<span class="pagenum" id="Page_31">[31]</span>
-alla sua tomba scrollare e muovere la polvere,
-non altrimenti che se vi fussi sotto
-uno uomo vivo, el quale la movessi, sì
-che ogni uomo che lì vede, si maraviglia
-molto.
-</p>
-
-<h3 id="maiolica">DELLA CITTÀ DI MAIOLICA.</h3>
-
-<p>
-Da Efeson si va per molte isole di mare
-fino alla città di Pateram, dove nacque
-messer santo Nicolao; e dipoi si va alla
-città di Maiolica, nella quale egli fu eletto
-vescovo. Quivi nascono molti buoni
-vini. Di là si va all'isola di Creti, la quale
-donò lo imperadore, già è gran tempo,
-a' Genovesi<a class="tag" id="tag17" href="#note17">[17]</a>.
-</p>
-
-<h3 id="colcoscrete">DELL'ISOLA DI COLCOS E DELL'ISOLA DI
-CRETE DELLA QUALE FU SIGNIORE IPOCRAS.</h3>
-
-<p>
-Dipoi si passa per l'isola di Colcos e
-per l'isola di Lingo, delle quale isole Ipocras
-fu signiore e principe. E dicono alcuni,
-che in quell'isola di Lingo v'è ancora
-la figliuola di Ipocras in forma d'uno
-grande dragone, il quale si mostra di lungheza
-dugento torse, secondo che
-<span class="pagenum" id="Page_32">[32]</span>
-dicono<a class="tag" id="tag18" href="#note18">[18]</a>. Io non lo vidi mai e quegli dell'isola
-la chiamono la donna del paese, e abita
-appresso d'un castello vechio, e vedesi
-due volte l'anno, e non fa male ad alcuno,
-chi non fa già a lei noia.
-</p>
-
-<h3 id="dipocras">COME LA FIGLIUOLA D'IPOCRAS FU TRASMUTATA
-D'UNA BELLA FANCIULLA IN
-UNO ORRIBILE DRAGONE.</h3>
-
-<p>
-E così, d'una bellissima fanciulla, fu
-trasmutata e cambiata in uno orribile dragone
-per una Dea detta Diana. E dicono,
-ch'ella ritornerà ancora in suo stato, e
-questo sarà quando si troverà uno cavaliere
-tanto ardito, che abbia ardimento di
-baciarla per la bocca. Ma, poi che sarà
-tornata in femina, ella non viverà lungamente.
-Non è ancora lungo tempo che un
-cavalieri di Rodi, forte e ardito, disse,
-che lui voleva andare a questo dragone;
-e montò sopra a uno corsiere, e andò infino
-al castello, e entrò dentro nella cava;
-e il dragone cominciò a levare il capo
-contro a lui. Quando il cavallo lo vide così
-brutto, per paura, a mal grado del cavaliere,
-il straportò sopra a un sasso, e di
-<span class="pagenum" id="Page_33">[33]</span>
-quello saltò in mare per tal modo, che fu
-perduto il cavaliere. Item, un giovane, il
-quale nulla sapeva di questo dragone, uscì
-di nave e andò all'isola infino al castello,
-e entrò nella cava, e andò tanto
-innanzi, che trovò una camera, e vide una
-fanciulla, che, pettinandosi, riguardava
-in uno specchio, e intorno a lei era assai
-tesoro. Costui si credette che costei fussi
-una meritrice che là dentro stessi a servire
-e compagni; e ivi stette tanto, che la
-fanciulla vide l'ombra di costui nello spechio;
-e incontanente andò inverso lui e
-domandollo che voleva; e lui rispose che
-voleva esser suo amico. E ella gli dimandò,
-se lui era cavaliere; e lui rispose, che
-non. Addunque, disse ella, voi non potete
-esere mio amico, ma andate da' vostri
-compagni e fatevi fare cavalieri, e la mattina
-io uscirò di qua dentro, e verrò innanzi
-a voi, e voi verrete a baciarmi per
-la bocca; e non abiate punto di paura,
-però che io non vi farò alcun male, che
-quantunque vi parrò brutta a vedermi, non
-dimeno non è altro che incantamento, ma
-io son fatta come voi mi vedete: e se voi
-mi bacerete, arete questo tesoro e sarete
-mio marito e signiore di questa isola. E
-<span class="pagenum" id="Page_34">[34]</span>
-sopracciò si partì da lei, e andò alla nave
-da' suoi compagni, e fecesi fare cavalieri,
-e poi tornò la mattina innanzi alla fanciulla
-per baciarla. E quando la vide uscire
-della camera in così orribile forma,
-ebe tanta paura, che subito ritornò, fugendo,
-verso la nave: e ella gli andava
-dietro. Ma quando ella vide che costui
-non ritornava, ella poi cominciò abaiare
-e gridare dolorosamente, e ritornossi indietro.
-Subito el cavalieri murì, e da
-quelo dì in qua non fu cavalieri alcuno,
-che, vedendola, subito non morisse. Ma
-quando v'anderà un cavaliere così ardito,
-che ardisca baciarla, egli non morrà e ritornerà
-la fanciulla nella sua forma, e
-sarà signiore del paese<a class="tag" id="tag19" href="#note19">[19]</a>. Item, dopo si va
-a l'isola di Rodi, la quale tegniono e cavalieri
-di san Giovanni. Questa isola, la
-qual già lungo tempo tolse lo imperadore<a class="tag" id="tag20" href="#note20">[20]</a>.
-Soleva quell'isola essere chiamata Colcos,
-e ancora così la chiamono molti signiori:
-e sam Paolo scriveva a quegli di questa
-isola, a' Colocenses. Questa isola si è appresso
-<span class="pagenum" id="Page_35">[35]</span>
-Gostantinopoli <span class="smcap lowercase">VIII</span>. leghe, passando
-per mare.
-</p>
-
-<h3 id="cipro">IN CIPRO NASCE BUON VINO EL QUALE EL
-PRIMO ANNO È ROSSO, E POI DIVENTA
-BIANCO.</h3>
-
-<p>
-Da questa isola si va in Cipro, dove è
-il vino forte e possente, el quale el primo
-anno è rosso, e poi l'anno sicondo diventa
-bianco; e quanto è più vechio, diventa
-più chiaro e di migliore odore; e
-passasi, andando verso Cipro, per lo golfo
-di Sotalia.
-</p>
-
-<h3 id="sotalia">QUI METTE LA CAGIONE PERCHÈ ABISSÒ QUESTA
-CITTÀ DI SOTALIA CON l'ISOLA, E FU
-PER UNO ORRIBILE PECATO.</h3>
-
-<p>
-Qui solea esere una buona isola e una
-buona città, che si chiamava Sotalia; e
-questa isola colla città si perderono per
-la follia d'uno giovinetto, il quale amando
-una fanciulla bella e pulita, murì di
-morte subitana, e fu posta in un sepolcro
-di marmo; e 'l giovane, pel grande amore,
-si condusse la notte ad aprire lo sipolcro,
-e posesi a giacere colla fanciulla.
-In capo di <span class="smcap lowercase">VIIII</span> mesi a costui venne una
-boce, e disse: vattene alla tomba della
-<span class="pagenum" id="Page_36">[36]</span>
-fanciulla, e apri e guarda ciò che tu ài in
-lei ingenerato; e guarda bene che tu non
-resti; che se tu non vi vai, ti verrà male.
-E il giovinetto v'andò; e aperta la tomba,
-subito uscì fuori una testa brutta e
-sfigurata a guardarla, la qual subito che
-ebe riguardata la città e e' paesi, allora
-subissò ogni cosa infino in abisso: e qui
-è molto pericoloso passaggio. E da Rodi
-a Cipri sono bene v. cº. mª., o sia leghe
-lombarde<a class="tag" id="tag21" href="#note21">[21]</a>; e chi volessi, poterebe andare
-in Cipri sanza andare in Rodi, lasciando
-Rodi da costa.
-</p>
-
-<h3 id="niccosia">DELL'ISOLA DI CIPRI, NICCOSIA
-E FAMAGOSTA.</h3>
-
-<p>
-Cipri è molto bella isola e molto grande,
-e ivi sono <span class="smcap lowercase">IIII</span>º. principali città. A
-Niccosia è uno arcivescovo, e <span class="smcap lowercase">III</span> vescovi
-nel paese. Ivi è Famagosta, uno de' principali
-porti del mondo, dove arrivono cristiani,
-saracini e greci e d'ogni nazione;
-similmente e genovesi. Ivi è una montagna,
-che si chiama Egiptia, dove sono
-monaci neri.
-</p>
-
-<p>
-<span class="pagenum" id="Page_37">[37]</span>
-</p>
-
-<h3 id="dismas">LA CROCE DI DISMAS.</h3>
-
-<p>
-E quivi è la croce di Dismas, com'è
-detto di sopra.
-</p>
-
-<h3 id="ilarione">DOVE GIACE IL CORPO DI SANTO GIROLAMO
-E DOVE GIACE SANTO ILARIONE.</h3>
-
-<p>
-In Cipri giace santo Ieronimo, di cui
-li cristiani fanno gran festa, e nel castello
-d'Amore giace el corpo di santo Ilarione,
-el qual fa el Re guardare degnamente.
-Appresso a Famagosta nacque
-santo Barnaba apostolo. In Cipri si caccia
-con papioni, e quali s'asomigliono
-a' leopardi, e seguitono molto le bestie
-salvatiche, e sono alquanto magiori de' lupi,
-e sono più fieri che' cani: e cacciasi
-ancora con cani dimestichi; ma li papioni
-sono più forti. Ivi è molto più caldo che
-non è di qui. Di Cipri si va per mare verso
-Gierusalem e verso a altri luoghi che tengono
-saracini; e passono al tempo buono
-di vento in uno giorno naturale.
-</p>
-
-<h3 id="portiro">DEL PORTO DI TIRO.</h3>
-
-<p>
-El porto di Tiro, el quale è al presente
-chiamato Sur, è l'entrata di Suria. Ivi
-soleva esere una bella città de' cristiani.
-<span class="pagenum" id="Page_38">[38]</span>
-ma e saracini l'ànno distrutta la magior
-parte, e curiosamente guardono el porto,
-sì per paura de' cristiani, quanto possono
-per utile che ànno di lor passaggio. Di là
-s'anderebe più ritto al porto, sanza entrare
-in Egitto, ma più volentieri si va
-in Egitto per pigliare riposo e vittuvaglie
-nicessarie.
-</p>
-
-<h3 id="roloni">DELLI ROLONI, GRANCHI E DELLA FONTE DI
-CHE PARLA LA SANTA SCRITTURA<a class="tagtitle" id="tag22" href="#note22">[22]</a>.</h3>
-
-<p>
-Ivi, insu la riva del mare, si truova
-molti roloni e granchi: ivi è la fonte della
-quale parla la santa scrittura: <i>Fons
-ortorum, puteus aquarum viventium</i>.
-In questa città disse la Donna al nostro
-Signiore: <i>Beatus ille venter qui te
-portavit, et ubera, quae suxisti</i>. Ivi
-perdonò il nostro Signiore alla femmina
-Cananea. Innanzi a Tiro soleva essere la
-pietra sopra la quale stava el nostro Signiore
-predicando, e sopra a questa pietra
-fu edificata la chiesa di Santo Salvatore
-verso oriente.
-</p>
-
-<p>
-<span class="pagenum" id="Page_39">[39]</span>
-</p>
-
-<h3 id="saphon">DI SAPHON, SIDONAI, BARUTI, SIDONA
-E DAMMASCO.</h3>
-
-<p>
-È da otto leghe, sopra el mare. Saphon,
-o vero Siriputa di soddomensi. Ivi soleva
-dimorare el profeta Elia: ivi risucitò il
-figliuolo della vedova. E da Saphon alla
-città di Sidon è <span class="smcap lowercase">VI</span>. leghe. E da questa
-città fu Dido che edificò Cartagine in Africa,
-e al presente si chiama Sidoni. Nella
-città di Tiro regniò Ageno padre di
-Dido. Da Sidon a Baruti si è <span class="smcap lowercase">X</span>. leghe: da
-Barati a Sidonai è <span class="smcap lowercase">III</span>. giornate; e da Sidonai
-a Damasco <span class="smcap lowercase">V</span>. leghe. Chi vuole andare
-più di lungo per mare, e più aprossimarsi
-a Gierusalem, vada in Cipri al
-porto del Giaffo, e questo è il più propinquo
-porto alla città di Gierusalem, e non
-è altro che una giornata e mezo, che sono
-<span class="smcap lowercase">XVI</span>. leghe.
-</p>
-
-<h3 id="giapho">DEL GIAPHO CHE EDIFICÒ IAPHET.</h3>
-
-<p>
-Questa città è chiamata Giaffo per un
-figliuolo di Noè chiamato Iaphet, el quale
-la edificò; ma al presente è chiamata
-Giaffo. E sapiate, che questa è la più antica
-città del mondo, però che innanzi al
-diluvio fu edificata.
-</p>
-
-<p>
-<span class="pagenum" id="Page_40">[40]</span>
-</p>
-
-<h3 id="andromades">DI ANDROMADES GIUGANTE.</h3>
-
-<p>
-Ancora lì pare dove fu appicato le catene
-di ferro, delle quale in prigione stette
-legato un gran gigante, detto Andromades
-innanzi al diluvio, el quale aveva
-una ischiena lunga piedi <span class="smcap lowercase">XL</span>. Item, chi
-giugnie al sopradetto porto di Tiro, chi
-vuole va per terra infino a Gierusalem, e
-chi vuole vae da Tiro infino alla città di
-Dacon in uno dì. E soleva chiamarsi Acon
-Tolomanda, e già fu una città de' cristiani,
-o vero di Cicilia, assai bella: al presente
-è molta guasta. E viensi infino ad
-Acom per mare e sì vi sono <span class="smcap lowercase">VIII</span>. leghe
-lombarde. E di Calabria infino alla cittade
-di Acom per mare sono Mille <span class="smcap lowercase">CCC</span>º. leghe
-lombarde. E l'isola di Crete è nel mezo
-della via. Item, apresso alla città di Acom,
-verso il mare, sono stadii <span class="smcap lowercase">CC</span>º<span class="smcap lowercase">XX</span>. inverso
-el mare dalla destra parte: inverso el
-mezzo dì è el monte Cannello, ove dimorava
-Elia profeta. Qui fu trovato il primo
-ordine de' frati Carmelliti: el monte non
-è però molto grande nè alto, ma a piede
-di quel monte soleva essere una buona
-città di cristiani, che si chiamava Caiphas;
-imperò che Caiphas la edificò, ma
-<span class="pagenum" id="Page_41">[41]</span>
-ora è quasi tutta guasta. Dalla sinistra
-parte del monte Carmello è una villa chiamata
-Sapha, e in quel luogo giace il corpo
-di santo Iacopo e di santo Giovanni;
-e nel luogo dove nacquono è una bella
-chiesa.
-</p>
-
-<h3 id="ichiri">DEL GRANDE MONTE, CHIAMATO
-LA SCALA DI ICHIRI.</h3>
-
-<p>
-E da lì infino al grande monte, chiamato
-la Scala di Ichiri sono stadi <span class="smcap lowercase">C</span>º.
-Item, qui appresso corre una piccola riviera,
-chiamata Belchoni. Quivi apresso
-è una fossa, Viemoni chiamata, e è tonda
-e larga <span class="smcap lowercase">C</span>º. cubiti, la quale è piena di granelle
-bianche lucente, delle quale si fa
-vetro bello e chiaro: qui viene la gente a
-torre di quele granelle per mare con nave,
-e per terra con carri; e quando questa
-fossa è vota, la mattina si truova piena
-come era di prima; e dentro a questa
-fossa sempre è vento e romore e rimescola
-le dette granella maravigliosamente;
-e chi mettessi alcun metalo in questa
-fossa fralle granelle, quelo metalo si
-convertirebe in grane o vero in vetro; e
-chi mettessi vetro fatto di quele granelle,
-si convertirebe in granelle come era in
-<span class="pagenum" id="Page_42">[42]</span>
-prima. Questa si è una bella città e popolata,
-e alcuni dicono che quela fossa è
-uno spiraglio di mare arenoso. Item, dal
-luogo sopra detto si va a la città di Palestina
-in <span class="smcap lowercase">IIII</span>º. giornate. Questa città fu di
-philistei, ora è chiamata Ghaza. Questa
-è una bella città, ricca e apopolata: e
-alquanto di sopra di questa città portò
-il forte Sansone le porte sopra uno alto
-sasso.
-</p>
-
-<h3 id="sansone">COME SANSONE AMAZÒ E FILISTEI
-AL PALAZO.</h3>
-
-<p>
-E, quando fu presso a quella città,
-amazò sè stesso nel palazo del Re insieme
-con molte migliaia di philistei, e quali
-avevono acciecato, e toso e prigionato;
-e perchè si schernivono di lui, però fece
-rovinare il palagio sopra loro.
-</p>
-
-<h3 id="cesaria">DI CESARIA E DEL CASTELLO DE' PELLEGRINI,
-DI ASCALON, DEL GIAPHO, E COME
-IN BABILLONIA DIMORA EL SOLDANO.</h3>
-
-<p>
-E di là si va alla cità di Cesaria e poi
-si va al Castello di pellegrini, e poi a
-Scalona, e poi al Giaffo, e poi a Ierusalem;
-e chi vuole andare per terra, primamente
-va verso Babillonia, ove comunemente
-<span class="pagenum" id="Page_43">[43]</span>
-dimora il Soldano, per impetrare
-grazia da lui d'andare più sicuramente
-per lo paese. E per andare in monte Sinai,
-si vae innanzi che si vada in Gierusalem,
-e poi, ritornando per Gierusalem, si va
-per Ganza inverso il castello di Tiro.
-Dappoi s'esce di Soria e entrasi nelli
-diserti, dove el Nillo è tutto sanguinente.
-Dura questo diserto <span class="smcap lowercase">VII</span>. giornate, ma
-tutta via truovasi abergo di giornata in
-giornata, ove si truova vittovaglie opportune
-per l'uomo: in sua lingua chiamono
-questo diserto Alilech. E uscendo fuori di
-questo diserto, s'entra in Egitto, da lor
-chiamato Canopat<a class="tag" id="tag23" href="#note23">[23]</a> in suo linguagio, e
-altri il chiamano Aielfini. E truovasi prima
-una bella città, chiamata Balcem, e
-sta nella fine del reame, e di là si va a
-Babillonia al Cairo. In Babillonia è una
-chiesa di nostra Donna, dove ella dimorò
-<span class="smcap lowercase">VII</span>. anni, quando ella fuggì della terra di
-Giudea por timore del Re Erode: quivi
-giace il corpo di santa Barbera vergine.
-Quivi stette Ioseph da poi che fu venduto
-da' frategli. Quivi fece mettere Nabuchodonosor
-<span class="pagenum" id="Page_44">[44]</span>
-nel fuoco e <span class="smcap lowercase">III</span>. giovinetti,
-in ebreo chiamati Anania, Azaria e Missael,
-sì come testimonia Salamone. Ma
-Nabuchodonosor gli appellava Sidrach,
-Misach e Abdenago, che suona: <i>Dio
-glorioso, Dio virtuoso, Dio sopra ogni
-reame</i>: e questo fu per lo miracolo
-che si vidde, stando loro nel fuoco ardente.
-Quivi dimora il Soldano nel suo
-calahelich, cioè al Cairo, perchè quivi
-comunemente è la sua sedia in un bello
-castello grande e forte e sta sopra a un
-sasso; e in quel castello stanno sempre
-(standovi el Soldano, per servire lui e per
-guardia del castello) <span class="smcap lowercase">VI. </span> mila persone o
-più, le quali vivono tutte della corte del
-Soldano di tutto quello che gli fa bisognio.
-Io lo debo ben sapere, perchè io fu' gran
-tempo suo soldato contro alli ordini e nelle
-sue guerre. Egli m'arebe altamente meritato,
-sì come grande principe terreno,
-se io avessi voluto rinnegare el mio creatore
-Giesù Cristo: di ciò io non avevo volontà
-per tutto quello che egli m'avessi
-potuto promettere nè donare. E sapiate,
-che il Soldano è signiore de' suoi reami
-che à acquistati e apropriati per forza,
-come del reame di Canopate, del reame
-<span class="pagenum" id="Page_45">[45]</span>
-d'Egitto e del reame di Gierosolimitani,
-ove Davit e Salamone erono Re; del
-reame di Allappeni, della terra di Emat
-e del reame di Soria, ove è capo la città
-di Soria, di Damasco; e del reame di Arabia,
-che fu d'uno de' tre Re, che andorono
-a presentare al nostro Signiore
-quando nacque; e molte altre terre tiene
-in sua possanza. E appresso a ciò si è Caliobe<a class="tag" id="tag24" href="#note24">[24]</a>,
-che è una grande cosa. El Soldano
-in suo linguaggio è sopra a <span class="smcap lowercase">IIII</span>º. Re,
-e nel paese della Soria e' solevavi esere
-<span class="smcap lowercase">V</span>. Soldani, e al presente non ve n'è se
-none uno, che è in Egitto. Il primo Soldano
-fu Zaratone, che fu di Media, e fu
-padre del Soldano il qual prese il Calife
-di Egitto, e uccisselo e fu Soldano per
-forza: e poi fu Soldano Saladino, nel tempo
-del quale il Re Ricardo d'Inghilterra,
-con molti altri, guardorono il passaggio
-di Rocasse, che il Soldano non poteva
-passare. Dappoi Saladino regniò suo figliuolo
-Orlandino, e poi suo nipote. E poi
-li Mamaluchi, e quali erono come schiavi
-in Egitto, feciono la loro possanza ed elessono
-uno di loro, uno Soldano, il quale
-<span class="pagenum" id="Page_46">[46]</span>
-si fece nominare Melchesela. Nel tempo di
-costui entrò nel paese il Re di Francia,
-Santo Aluigio, e con lo Soldano combattendo,
-fu preso e messo in prigione; e dipoi
-fu morto questo Soldano da' suoi servi
-medesimi, e quali dapoi elesono un altro,
-chiamato Turpino per farlo Soldano. Costui
-dappoi liberò santo Aluigio, perchè
-egli si riscosse. E poi un altro sì regniò
-de' suoi Mamaluchi, chiamato Cathas. Costui
-uccise Turpino per esere Soldano, e
-fecesi nominare Melachamech: e da poi
-uno di questi mamaluchi, per aver la signioria,
-fecesi chiamare Melchey. Nel suo
-tempo entrò el buono Re Adovardo di Inghilterra
-in Soria, e fece grande danno
-a' saracini: poi fu questo Soldano imprigionato
-in Damasco dal suo figliuolo, il
-quale doveva regniare dipoi lui, e fecesi
-nominare Malech Saith; ma un altro possente
-uomo, chiamato Elphiel, cacciò lui
-fuori del paese e fecesi Soldano. Costui
-prese la città di Tripoli e distrusse di
-molti cristiani dell'anno di grazia Mille
-dugento novanta nove. Ma poi fu imprigionato
-da uno altro che voleva esere Soldano,
-ma costui fu subito morto. E di poi
-fu il figliuolo de Eliphini Soldano, e costui
-<span class="pagenum" id="Page_47">[47]</span>
-si fece nominare Meleche Aserach.
-Costui prese la città d'Acom, e incarcerò
-tutti e cristiani, poi fu lui imprigionato.
-Da poi fu suo fratello fatto Soldano, e fu
-nominato Ginthelboga, e fu preso, e imprigionollo
-nel castello di monte reale e
-fecesi Soldano per forza; e fu costui Tartaro,
-ma gli malmaluchi gli discacciorono
-del paese, e feciono un altro Soldano del
-paese, chiamato Lichim. E costui si fece
-nominare Melechimanser, il quale<a class="tag" id="tag25" href="#note25">[25]</a> giucando
-un giorno a scacchi, el cavaliere,
-con chi lui giucava, crucciato con lui,
-prese la spada del Soldano che gli era
-presso, e con quella spada lo uccise. Dappoi
-furno in grande discordia per fare un
-Soldano, ma finalmente s'accordorono che
-fussi fatto Melchinaser, il quale Viterga
-aveva posto in prigione a monte Reale. Costui
-regniò gran tempo e governossi saviamente
-e sanamente, sì che il primo
-genito dopo lui fu eletto Soldano, e fu nominato
-Melechinade, il quale uccise il
-suo fratello secretamente per aver la signioria
-e fecesi nominare Melechinam da
-Vuroni: e costui era Soldano quando mi
-<span class="pagenum" id="Page_48">[48]</span>
-parti' del paese. Item, sappiate, che 'l Soldano
-può trarre del paese d'Egitto, pure
-solamente di quegli che stanno a sua providigione,
-più di dugento migliaia d'uomini
-d'arme: e di Soria e di Turchia e
-di altri paesi se ne può cavare più di cinque
-cento migliaia, sanza la comune gente
-del paese; imperò che questi stanno
-tutta via a posta sua provigionati sanza
-gli amiragli ch'egli governa. Ma la comune
-gente del paese è sanza numero, e ciascuno
-cavaliere à di provigione sei mila
-fiorini l'anno; ma egli è di bisognio che
-ciascun di loro tenga dumila cavagli e
-uno camello; e sono gli amiragli spersi
-per le città e per le ville. Li quali amiragli
-governono questa gente, l'uno quatrocento,
-l'altro cinque cento; chi più e
-chi meno: e tanto ha di provigione uno
-amiraglio solamente, come tutti e soldati
-a lui sotto posti; e però quando il Soldano
-vuole mettere suso un cavaliere o uno altro
-uomo<a class="tag" id="tag26" href="#note26">[26]</a>, egli lo fa amiraglio; ma quando
-viene una carestia, e cavalieri sono poveri,
-e vendono e cavagli e l'arme loro.
-<span class="pagenum" id="Page_49">[49]</span>
-Item, lo Soldano à <span class="smcap lowercase">IIII</span>º. femine, una cristiana
-e <span class="smcap lowercase">III</span>. non cristiane; l'una in Ierusalem,
-l'altra in Damasco e l'altre due
-in Ascalona; ma elle si trasmutono all'altre
-terre, e 'l Soldano le va a vicitare
-quando gli piace. Queste <span class="smcap lowercase">IIII</span>º. sono sue
-moglie; delle amiche n'à lui quante ne
-vuole, perchè lui si fa venire innanzi
-delle più belle e più nobili del paese, e
-quelle che gli piacciono le fa guardare onorevolmente;
-e quando vuole giacere con
-una amica, lui se ne fa venire molte innanzi:
-tutte ben guardate, manda o vero
-getta l'anello del suo dito a quella che
-più gli piace: prestamente quegli a chi
-apartiene la mena a bagniare, e poi a vestirla
-e adornarla molto nobilmente: e
-così fa ogni volta che gli piace, e di
-notte la conducono a la sua camera innanzi
-al Soldano. Non viene niuno forestieri
-imbasciadore che non sia vestito di
-drappo d'oro, o vero di camozato, a modo
-che' saracini vestiti sono. E conviene che
-così tosto, come eglino lo veggono o alle
-finestre o in nessuno altro luogo, e sia
-chi si vuole, conviene che s'inginocchino
-e bacino la terra, imperò che questa è
-l'usanza di tutti quegli che gli vogliono
-<span class="pagenum" id="Page_50">[50]</span>
-parlare. E mentre che gl'imbasciadori
-parlono con lui, la gente del Soldano
-stanno intorno a loro con ispade e con
-lance in mano, a modo che per ferire a
-ogni ora, quando gli dicessino cosa che
-dispiacessi al Soldano. E però niuno forestiero
-richiede cosa alcuna al Soldano
-che non gliela conceda, pur che ella sia
-cosa ragionevole e che non sia contro a
-la sua legge. E similmente fanno gli altri
-principi, però che egli dicono, che niuno
-debbe venire innanzi al Soldano, se non
-per migliorare. E alla partita dee esere
-più lieto che nella venuta al suo cospetto.
-E sappiate che questa Babillonia, della
-quale io ò parlato, dove dimora il Soldano,
-non è già la grande Babillonia, dove
-fu trovato la diversità delle lingue per lo
-divino miracolo, quando la grande torre
-di Babel fu cominciata, le mura della
-quale torre erono già fatte alte <span class="smcap lowercase">LXIIII</span>º.
-stadii. La qual si è ne' grandi diserti di
-Arabia, sopra il camino dove si va inverso
-Caldea. Ma già è gran tempo che
-niuno ardisce andare nè aprossimare a
-questa terra, perchè ella è diserta e abandonata;
-e quivi d'intorno non abita altro,
-che grande multitudini di dragoni e
-<span class="pagenum" id="Page_51">[51]</span>
-di serpenti e altre bestie velenose, sicondo
-che gli uomini dicono di quel paese.
-</p>
-
-<h3 id="nebroth">DELLA GRANDE BABILLONIA, LA QUALE
-EDIFICÒ NEBROTH PRIMO RE.</h3>
-
-<p>
-Questa città aveva di circuito intorno
-alle mura <span class="smcap lowercase">C</span>º<span class="smcap lowercase">XL</span>. leghe<a class="tag" id="tag27" href="#note27">[27]</a> sì come si può istimare
-e comprendere; e quantunque si chiami
-la terra Babillonia, non dimeno qui
-erono ordinate molte case e abitazioni e
-gran palazzi: e conteneva la detta terra
-gran paese di circuito, come ò detto, perchè
-la torre teneva per quadro dieci leghe. Questa
-terra edificò Nebrotto Re; questo fue
-Re di quel paese; e costui fu il primo Re
-del mondo, e fece fare una immagine al
-nome di suo padre, e costringeva tutti e
-suoi subgetti ad adorarla; e similmente
-fece Nino, di suo padre: così cominciorono
-gl'idoli. La detta torre, insieme con la città,
-era ben posta e in un bel paese e piano,
-el quale si chiama ancora el piano di
-Senziar: le mura della terra erono alte <span class="smcap lowercase">CC</span>.
-cubiti ed erono grosse <span class="smcap lowercase">L</span>. cubiti, e sì v'era
-una fiumara di Eufrates pel mezo della città,
-ma Dario Re di Persia gli tolse il fiume
-e distrusse la città e anche la torre.
-</p>
-
-<p>
-<span class="pagenum" id="Page_52">[52]</span>
-</p>
-
-<h3 id="redario">COME IL RE DARIO PARTÌ EL FIUME IN
-QUATTRO MILA SECENTO RIVOLI PICCOLI
-PER LO GIURAMENTO CH'EGLI AVEVA FATTO
-A DISPARTIRLO.</h3>
-
-<p>
-Questo Dario Re partì el fiume in
-<span class="smcap lowercase">IIII</span>º. m. e <span class="smcap lowercase">VI.C</span>º. piccoli rivoli, però che
-aveva giurato ch'egli spartirebbe el fiume
-per forma, che una femina lo potrebe
-passare sanza spogliarsi<a class="tag" id="tag28" href="#note28">[28]</a>, imperò ch'egli
-aveva perduti di molti cavalieri, i
-quali, volendo passare il fiume, si affogorono.
-E da Babillonia, dove dimora il
-Soldano, per la via diritta tra uriente e
-settentrione, verso di questa grande Babilonia,
-è quasi <span class="smcap lowercase">XL</span>. giornate e la magior
-parte del viaggio sono diserti; e questa
-grande Babilonia non è punto nè in dominio
-nè in potenzia del Soldano.
-</p>
-
-<h3 id="impersia">LO IMPERADORE DI PERSIA TIENE LA
-GRANDE BABILLONIA.</h3>
-
-<p>
-Anzi è sotto la signioria dello 'mperadore
-di Persia. La terra di Persia si tiene
-un signiore, il quale è uno delli più alti
-e più nobili che sia nella parte di là, ed
-è signiore dell'isola di Cathai e di molte
-<span class="pagenum" id="Page_53">[53]</span>
-altre isole e d'una gran parte d'India,
-e confina la sua terra colla terra del prete
-Giovanni. Costui tiene tanta terra, che
-esso non sa e confini, ed è assai magiore
-e più potente sanza comparazione che non
-è il Soldano, di possanza: e dello stato di
-questo signiore io ne parlerò più appieno
-ch'io non ò parlato della terra e del paese
-del Soldano.
-</p>
-
-<h3 id="mecha">DELLA CITTÀ DI MECHA, DOVE
-GIACE MACHOMETTO.</h3>
-
-<p>
-Item, è la città di Mecha, la quale e pagani
-chiamono Iactalo, dove giace Macometto
-molto onorevolmente in un tempio,
-el quale e saracini chiamono Mocchia;
-da Babillonia minore, dove sta il
-Soldano, infino alla città di Mecha, sono
-giornate <span class="smcap lowercase">XXXII</span>. E sapiate che il reame di
-Arabia è molto grande paese, ma troppi
-diserti vi sono, e in quegli diserti non si
-può abitare per difetto d'acque, perchè
-questa terra è tutta renosa e secha e sterile;
-onde non vi può esere veriditade<a class="tag" id="tag29" href="#note29">[29]</a>
-nè dolceza d'acqua, imperò vi sono tanti
-serpenti e diserti; e, se vi fusse fiume o
-<span class="pagenum" id="Page_54">[54]</span>
-fontana, la terra sarebe buona come in altri
-luoghi, e sarebe tutta popolata e abitata
-come altrove. Arabia dura da e confini
-del reame di Caldea infino a' confini
-d'Africa; e da l'altra parte confina colla
-terra de Idumea verso le confini di Betron.
-Nel reame d'Alida si è la degna
-città di Cartagine fondata per Dido, amica
-d'Enea, il qual signioregiò in Italia
-e Mesopotamia, e si tene con questi diserti
-ed è un gran reame.
-</p>
-
-<h3 id="aaron">DI AARON PADRE D'ABRAAM (<i>sic</i>) E
-D'EPHIEN, CHE FU GRAN TEOLOGO.</h3>
-
-<p>
-E in questo paese si è la città d'Aaron,
-ove dimorò el padre d'Abraam, e
-dove Abraam si partì, per comandamento
-de l'angelo. Di questa città fu Ephien,
-el qual fu un gran dottore in teologia, e
-un altro si fu chiamato Teofilo, il quale
-nostra Donna lo salvò dal nimico. E Mesopotamia
-dura dalla riviera d'Affrica fino
-al fiume di Tigris e Bereninta, però
-che tra questi dua fiumi è in mezo Babillonia,
-poi Caldea, poi Arabia. Caldea è
-un gran paese; nel quale paese, in Baldach
-sopradetto, soleva dimorare il Calipho,
-el qual soleva esere come imperadore
-<span class="pagenum" id="Page_55">[55]</span>
-d'Arabia, e papa e signiore in temporale
-e spirituale; e era successore di
-Macometto e di sua generazione. Questa
-città di Baldach era chiamata Sutbib;
-Nabuchdonosor la edificò, e qui stette
-Daniel profeta, e qui vide molte divine
-visioni, e qui fece la esposizione de' sogni.
-Ancora sappiate che anticamente solevano
-essere tre Califfi. Quello di Arabia
-e di Caldea dimorava in Baldach; e al
-Cairo, che è allato di Babillonia, dimorava
-il Calife d'Egitto, in quel medesimo
-castello dove dimora il Soldano. Dal
-Soldano in qua non sono più Califi, imporò
-che da lora in qua, il Soldano à usurpato
-quel nome, e fassi lui chiamare
-Califo per tutti gli altri. Item, sapiate,
-che in Babillonia minore, dove dimora il
-Soldano, si è la città del Cairo, con molte
-altre grandi e belle città; e sono poste
-l'una apresso all'altra. Babillonia sta
-presso alla riva di Sion altrimenti nominata
-Nillo<a class="tag" id="tag30" href="#note30">[30]</a>, del quale scrive Lucano; el
-quale viene dal paradiso terrestre.
-</p>
-
-<p>
-<span class="pagenum" id="Page_56">[56]</span>
-</p>
-
-<h3 id="elnilo">COME EL NILO CRESCE E DISCRESCE.</h3>
-
-<p>
-Questa riviera del Nillo ogni volta
-che 'l sole entra nel segnio del cancro,
-comincia a crescere e tutta via va crescendo
-mentre che il sole è in cancro e
-in lione, e crescie alle volte tanto, che si
-alza <span class="smcap lowercase">XX</span>. cubiti o più, e allora fa gran
-danno alle vignie. Onde spesso viene nel
-paese gran carestia per troppa umidità;
-e simile, quando la riviera è troppo piccola,
-v'è carestia per difetto d'umido.
-Quando il sole entra nel segnio della vergine,
-scende a poco a poco il fiume infino
-a tanto che entra el sole nel segnio della
-libbra. Questa riviera vien correndo dal
-paradiso terrestre per mezo gli diserti
-d'India, poi entra sotto terra. Per lungo
-e gran paese corre sotto terra, e poi escie
-fuori d'una montagna che si chiama Aloch,
-la quale è tra India e Tiopia, dilungi
-dall'entrata di Etiopia trenta giornate.
-E quella tal montagna circunda Etiopia
-e Mortagia, e va dilungo, costeggiando
-la terra di Egitto, insino alla terra dello
-Imperadore, che è nella fine d'Egitto; e
-quivi si sparge in mare. E intorno alla
-detta riviera vi stanno molti uccelli chiamati
-ibis.
-</p>
-
-<p>
-<span class="pagenum" id="Page_57">[57]</span>
-</p>
-
-<h3 id="degitto">DEL PAESE D'EGITTO, E DE LA CAGIONE
-PERCHÈ QUIVI SONO UOMINI ASTRONOMI.</h3>
-
-<p>
-Egitto è un lungo paese e stretto perchè
-non si può distendere per mancamento
-d'acqua, sì che tutto el paese è tanto
-lungo dalla riviera, quanto l'acqua può
-bagniare la terra e adacquarla, e tanto el
-paese è largo, perchè quivi piove nulla
-o poco, e lì non possono avere acqua, se
-non da quella riviera; e perchè in quel
-paese non piove, se non rade volte, però
-l'aere è puro e chiaro; e però quivi sono
-di buoni Astrolagi, però che non truovono
-nuvole che gl'impaccino. Item, la
-città del Cairo è maggiore che quella di
-Babillonia ed è posta alquanto di sopra
-alla riviera sopradetta verso e diserti. In
-Egitto sono due parte, alta e bassa; l'alta
-verso Etiopia, e la bassa verso Arabia.
-In Egitto è la terra di Ramasa e quella
-di Iessem. Egitto è un forte paese per cagione
-dell'aspre montagnie che con gran
-fatica si passono. In Egitto, inverso oriente,
-è il mar rosso, il quale dura infino
-alla città di Cascon; e verso occidente
-è la terra di Libia, la quale è terra secca
-e sterile perchè ella è troppo calda; et è
-<span class="pagenum" id="Page_58">[58]</span>
-la terra chiamata Such, et è verso mezzo
-dì di Etiopia e verso Bisa e verso el diserto,
-e dura fino a Siria, e così è il paese
-forte da ogni canto. Egitto è di lungheza
-bene xv. giornate e più di largo tanto.
-</p>
-
-<h3 id="nubiani">DELLE ISOLE D'EGITTO E DELLI NUBIANI
-CHE NASCONO NERI COME MÔRI.</h3>
-
-<p>
-E tra Egitto e Nubia sono bene <span class="smcap lowercase">XII</span>
-giornate del diserto. Sono e nubbiani cristiani;
-nascono neri come môri per la
-grande calidità del sole. Item, in Egitto
-sono <span class="smcap lowercase">V</span>. province; l'una è chiamata Saith;
-l'altra Damaser; l'altra Resit, la quale
-è una isola fatta per lo Nilo; l'altra Allaprandia;
-l'altra, la terra di Damiata.
-Damiata soleva esere molta forte città,
-ma perchè e cristiani la conquistorono
-due volte, e' saracini la conquistorono
-due altre volte, la disfeciono e edificorono
-un'altra città più lontana dal mare,
-la quale e' chiamorono Damiata nuova;
-sì che ora niuno dimora nell'altra Damiata.
-Quivi si è uno de' porti d'Egitto e
-l'altro d'Alesandria, la quale è molto
-forte città; ma ella non à punto d'acqua,
-salvo quella del Nilo, che v'è condotta
-per vie sotto terra: e ànno le loro
-<span class="pagenum" id="Page_59">[59]</span>
-citerne sotto l'acqua<a class="tag" id="tag31" href="#note31">[31]</a>. In Egitto sono poche
-forteze, imperò che il paese è forte
-per sè stesso. Dentro e diserti d'Egitto,
-già gran tempo fu uno valente romito il
-quale scontrò uno gran mostro, il qual
-di sopra aveva forma d'uomo infino al bellico
-con <span class="smcap lowercase">III</span> gran corna nella testa, e di
-sotto aveva figura di capra.
-</p>
-
-<h3 id="monstro">QUI FA MENZIONE D'UNO MONSTRO, EL
-QUALE TROVÒ EL ROMITO NEL DISERTO.</h3>
-
-<p>
-Questo buono remito domandò el mostro
-per parte di Dio chi lui era; e 'l monstro
-gli rispose e disse, ch'egli era criatura
-mortale, e che Dio l'aveva così criato,
-e che egli dimorava in quel diserto
-procacciando il sostegno della sua vita.
-E pregò el mostro lo eremita, che volesse
-pregare per lui quello Dio, el quale,
-per salute la umana generazione, discese
-del cielo e nacque di vergine, e passione
-e morte sostenne, come noi sappiamo, e
-perchè noi viviamo e siamo sostenuti. Ed
-è ancora, questo monstro colle corna, in
-<span class="pagenum" id="Page_60">[60]</span>
-Alesandria per lo gran miracolo. Quivi in
-Egitto è la città di Eliopoli, che si chiama
-la città del Sole<a class="tag" id="tag32" href="#note32">[32]</a>. E in questa città
-è un tempio fatto a modo di quelo di Gierusalem,
-ma in quanto alla divinità non è
-somigliante. Il prete del detto tempio à
-perscritto el tempo d'uno uccello chiamato
-Fenice, e mai non è stato altro che
-uno al mondo. E sappiate che la natura
-del detto uccello si è, che in capo di 100.
-anni viene in sullo altare di quello tempio
-a bruciarsi, e il prete, quando vede
-il tempo, e lui gli apparecchia sopra all'altare
-spine e zolfo vivo e altre cose che
-presto s'accendono. E questo uccello si
-viene a ardere e fassene cenere. Dipoi el
-primo dì si truova nella cenere uno vermine,
-e lo secondo giorno si truova l'uccello
-fornito, e 'l terzo giorno si vola
-via: e in questo modo si rinuova ogni
-volta in capo di 100. anni. E sappiate
-che al mondo non è altro che uno di
-quella ragione uccelli; e certo questo è
-gran miracolo di Dio! E si può bene assomigliare
-questo uccello a Dio, imperò
-che Dio non è altro che uno, e perchè il
-<span class="pagenum" id="Page_61">[61]</span>
-nostro Signore risucitò el terzo dì. E questo
-uccello si vede spesse volte volare nelle
-parte di Arabia e intorno a questo
-luogo; e non è già più grande che una aquila,
-e à una cresta sopra la testa più
-grande che non à el pagone.
-</p>
-
-<h3 id="fenice">COME È FATTA LA FENICE.</h3>
-
-<p>
-E à el collo giallo, di colore d'uno
-oro be' lucente; e à el dosso indo, e à
-le alie di purpura colorite, e à la coreggia
-rossa pel traverso, e il collo rosso, ed
-è bello da vedere al sole, però che luce
-molto nobilmente. In Egitto sono giardini
-che rendono frutto due volte l'anno:
-ivi si truova di begli smeraldi e assai,
-imperò che quivi n'è gran mercato. E
-quando una volta piove in Egitto, tutto
-el paese s'empie di ratti. Item, al Cairo
-si mena a vendere comunemente uomini e
-femine d'altra legge, e fassi di loro come
-qua si fa di bestie menate al mercato.
-</p>
-
-<h3 id="delcairo">DEL CAIRO E DE LE COSE CHE VI SONO.</h3>
-
-<p>
-Qui è una stanza comune nella città,
-quale è piena tutta di piccoli pertugi e tutte
-le femmine della villa portono uova di
-galline e d'anitre e d'oche e mettonle in
-<span class="pagenum" id="Page_62">[62]</span>
-detti pertusi, e gli guardiani della casa,
-che sono diputati a ciò, metton le dette
-uova in isterco di cavallo sanza gallina o
-altro uccello, e in capo di duo settimane
-o d'un mese tornano le femmine, e pigliono
-e lor polli e gli nutricono; di che
-el paese è molto abondevole: e questo
-fanno di verno e di state. In detto paese,
-e in alcuni altri luoghi di là, si truovano
-per l'Ascensione pomi lunghi, e chiamansi
-pomi di paradiso, e sono di buon
-sapore; e chi gli taglia in due parti per
-traverso, sempre vi truova dentro la figura
-di santa croce: ma eglino si marciscono
-fra sette giorni, e imperò non se ne
-può portare in altro luogo: e' detti pomi
-son buoni e dolci; e truovasi ben di questi
-pomi più di cento insu nuna brocca<a class="tag" id="tag33" href="#note33">[33]</a>,
-e ànno gran foglie lunghe un gumito e
-quasi un piede larghe. E qui son pome
-d'Adamo che ànno un morso dallato, sì
-come Adamo morse el pome. E quivi sono
-fichi, che non ànno foglie sopra e rami, e
-sono chiamati fichi di Faraone.
-</p>
-
-<p>
-<span class="pagenum" id="Page_63">[63]</span>
-</p>
-
-<h3 id="balsamo">COME SI COGLIE IL BALSAMO, E DOVE NASCE,
-E COME NON FRUTTIFICA SE NON SI LAVORA
-PER MANO DE' CRISTIANI, E COME
-SI CONOSCE.</h3>
-
-<p>
-Item, appresso il Cairo, fuori della
-città, è il campo dove nasce il balsamo,
-e e' viene di piccoli albucegli, che non
-sono più alti che alla spalla d'uno comunale
-uomo; e assomigliasi el legnio di
-questi alberi alle vite salvatiche. E in
-questo campo sono due fonte, delle quali
-ne fece una el nostro Signiore co' suoi
-piedi, sendo piccolo, quando giucava cogli
-altri fanciugli. Questo campo non è
-così ben serrato, che non si possa bene
-entrare, salvo che nel tempo che si ricoglie
-el balsamo; però che allora è guardato
-per modo, che niuno vi potrebbe entrare.
-Questo balsamo non cresce in altro
-luogo che in questo, e le piante che sono
-trapiantate altrove crescono, e mai non
-fanno frutto, e tagliasi la brocca de l'albucello
-con uno legnio acuto, o vero con
-uno osso acuto, perchè chi gli tagliassi
-foglie con ferro, ne corromperebe la virtù
-o natura. E le foglie di quelle non rendono
-odore niuno: e saracini chiamono questo
-<span class="pagenum" id="Page_64">[64]</span>
-legnio Cubth blaso; e 'l frutto che
-alquanto s'asomiglia alle cube, egli el
-chiamono Gubalze, e dicono e saracini,
-che il balsamo lavorato da' cristiani fruttifica,
-e mai non fruttifica se fussi lavorato
-per altri; e questo ànno loro più
-volte esprementato. E altri dicono, che
-'l balsamo cresce in India, nel diserto
-dove Alesandro parlò agli alberi del
-sole e de la luna, ma io non l'ò veduto
-perchè io non vi fu' tanto innanzi,
-però che vi sono troppi pericolosi passaggi
-a andare. E sapiate che colui che non
-si intende bene del balsamo, debe ben
-guardare come lo compera, perchè di leggieri
-può essere ingannato, però che alcuni
-vendono una gomma terbentina, con
-la quale mescolano alquanto del balsamo
-per dare odore. Alcuni quocono il legnio,
-col frutto del balsamo, in olio, e dicono,
-che quello è balsamo. Altri fanno distillare
-chiodi di gherofani e di spigonardo
-e altre spezie odorifere, e chiamono quelo
-liquore, balsamo, in modo che ne sono
-ingannati molti gran Signiori, che si credono
-avere balsimo, e ànno nulla; però
-che e saracini el contrafanno per ingannare
-e cristiani; e questo ò io veduto e
-<span class="pagenum" id="Page_65">[65]</span>
-provato. E ancora gli speziali il sosfisticono<a class="tag" id="tag34" href="#note34">[34]</a>
-da capo, dove è ancora piggiore;
-ma acciò che voi non siate ingannati, vi
-insegnierò come voi il potrete provare
-e conoscere il vero balsamo. Voi dovete
-sapere, che il balsamo naturale è bene
-chiaro e di colore citrino e à forte grande
-odore, e si<a class="tag" id="tag35" href="#note35">[35]</a> l'è spesso o rosso o nero
-el è sosfisticato. Item, se voi mettete
-un poco di balsamo insu la palma della
-vostra mano e tenetela verso il sole, se
-sarà buono e fine, voi non poterete tenere
-nè sofferire la mano inverso il calore
-del sole. Item, pigliate un poco di balsamo
-insu nuna punta di coltello e toccatene
-el fuoco; se arde è buon segnio.
-Item, mettete un poco di balsamo in una
-scodella, dove sia latte di capra; se gli è
-buono, subito el latte si rappiglia. Item,
-mettete un poco di balsamo in un piattello
-d'ariento o in uno piccolo bacino
-pieno d'acqua chiara, e poi movete e mescolate
-forte l'acqua; che se 'l balsamo è
-<span class="pagenum" id="Page_66">[66]</span>
-vero e perfetto, l'acqua di nulla si conturberà;
-e se 'l balsamo è sosfisticato,
-l'acqua inturbidirà; e, sendo il balsamo
-fine, caderà al fondo del vaso al modo
-che fussi ariento vivo, perchè il balsamo
-fine, due volte più pesa che il sosfisticato.
-Ora, da poi che io v'ò parlato del balsamo,
-io vi parlerò delle cose che sono di
-là da Bambellonia oltre al fiume di Nair,
-verso il diserto, tra Africa e Egitto. Qui
-sono e granai di Ioseph, i quali lui fece
-fare pel governo delle biade per supplire
-agli anni di carestia; e sono di pietra molto
-ben murati, delli quali due sono grandi
-e alti a maraviglia, e gli altri non sono
-così grandi nè sì alti. Ciascun granaio à
-una gran porta per entrata, e sono alquanto
-alti da terra, perchè la terra è guasta e
-cascata dappoi che i granai erono fatti.
-Quivi dentro stanno molti serpenti. In
-questi granai, da lato di fuori, sono molte
-lettere intagliate di diversi linguaggi;
-e alcuni dicono che queste son tombe,
-che vuol dire sepulture antiche di gran
-signiori; ma questo non è vero, perchè
-comune fama è per tutto el paese, e da
-presso e da lungi, che questi sono i granai
-di Ioseph; e così è el parere di tutti
-<span class="pagenum" id="Page_67">[67]</span>
-quegli del paese, e ànno loro croniche per
-altre regione<a class="tag" id="tag36" href="#note36">[36]</a>. E se queste fussino sepulture,
-elle non sarebono vote dentro, e non
-arebono porte per entrare, nè non sarebono
-di tanta grandeza e alteza. Per la quale
-ragione non è da credere, che ciò sieno
-tombe. Quivi in Egitto sono diverse lingue
-e diverse lettere altrimenti che non
-sono altrove, e sì ve le discriverrò, come
-sono fatte e a che modo egli le chiamono,
-acciò che voi sappiate la diferenzia
-tra questi<a class="tag" id="tag37" href="#note37">[37]</a>.
-</p>
-
-<p>
-Prima ch'i' proceda più oltre, io vi
-vo' dinotare el viagio dove si va diritto a
-Babillonia, dove dimora il Soldano, el
-quale è a l'entrata d'Egitto, imperò che
-molte gente vanno in prima là, e poi al
-monte Sinai, e poi ritorneno per Gierusalem,
-come altre volte v'ò detto, perchè
-egli fanno prima el più dilungi peregrinagio,
-poi ritornono per lo più brieve,
-quantunque il più brieve sia il più degnio,
-cioè Gierusalem, perchè niuno altro
-peregrinagio può comparare a quello.
-Ma per più sicuramente e aconciamente
-<span class="pagenum" id="Page_68">[68]</span>
-fornire il lungo e il brieve, si va prima al
-più lungo, e poi al più presto. Ma chi volessi
-andare a Babillonia per altra via e
-più brieve che queste parti occidentali,
-che io ho di sopra ricordate e così d'altre
-parti propinque a quelle, vassi per la
-Francia e per la Borgogna e per Lombardia.
-Non è bisognio di nominare le città,
-nè le ville di questo camino, però che il
-camino è assai netto e sicuro e conosciuto
-da molte nazione e gente.
-</p>
-
-<h3 id="quantevie">PER QUANTE VIE S'ENTRA IN MARE
-PER ANDARE IN GIERUSALEM.</h3>
-
-<p>
-Molti porti sono, per li quali s'entra
-in mare: alcuni entrono a Genova e alcuni
-a Vinegia: questi passono per mare,
-per lo Adriano, chiamato il golfo di Vinegia,
-el qual divide da quella banda
-Italia da Grecia. Altri vanno a Napoli,
-alcuni a Roma e da Roma a Brondusio.
-Per questi luoghi s'entra in mare e per
-più altri luoghi, dove son porti; e vassi
-in Toscana per Campagnia, per Calabria
-e per Cicilia, la quale è grande isola e
-molto buona. In questa isola di Cicilia è
-un giardino verde e fiorito da ogni stagione,
-sì di verno come di state: questa
-isola circunda bene <span class="smcap lowercase">CCC</span>º. <span class="smcap lowercase">L</span>. miglia.
-</p>
-
-<p>
-<span class="pagenum" id="Page_69">[69]</span>
-</p>
-
-<h3 id="cicilia">DELL'ISOLA DI CICILIA E DI CERTE MANIERE
-DI SERPE CHE CONOSCONO E FIGLIUOLI
-LEGITTIMI DA' BASTARDI, E DEL MONTE
-MUNGIBELLO.</h3>
-
-<p>
-Al contrario<a class="tag" id="tag38" href="#note38">[38]</a> tra Cicilia e Italia non
-è altro che un piccolo braccio del mare,
-el qual si chiama il Farro di Messina. Cicilia
-si è tra el mare Adriano e el mare di
-Lombardia, e da Cicilia in Calabria non
-sono altre che <span class="smcap lowercase">VIII</span>. leghe lombarde. In Cicilia
-è una maniera di serpenti e qua' conoscono
-e figliuoli ligittimi da' bastardi,
-perchè e padri loro, che vogliono vedere
-la pruova, lasciono andare le serpe intorno
-a' detti figliuoli; e se gli mordono,
-sono bastardi, e se non gli danno noia,
-sono ligittimi e di ligittimo matrimonio
-nati. E questo fanno molti per vedere se
-ànno figliuoli ligittimi o no. Item, in quella
-isola è il monte Ethna, el quale sempre
-arde, e chiamasi Mungibello e Vulcano,
-ove ardono due fuochi e gettono diverse
-fiamme e diversi colori; e per la mutazione
-di queste fiamme, sanno le gente del
-<span class="pagenum" id="Page_70">[70]</span>
-paese quando sarà carestia e buona derrata,
-freddo e caldo, umido e secco, e
-universalmente conoscono a che modo si
-governa il tempo di Italia: e questo Vulgano
-sono <span class="smcap lowercase">XXV</span>. miglia, e dicesi che questa
-bocca è dello 'nferno.
-</p>
-
-<h3 id="portopisa">DELLA VIA CHE VA PER LO PORTO DI PISA.</h3>
-
-<p>
-Item, chi va per Pisa, come alcuni
-vanno, truova uno braccio di mare, per
-lo qual si va agl'altri porti di que' confini,
-e montasi in mare, e passasi per l'isola
-di Igioph, la quale è de' genovesi; e
-dipoi s'arriva in Grecia, al porto della
-città di Miroto, e al porto di Vallona,
-verso il porto di Durazo, el quale è del
-duca di Durazo. E da altri porti, per questa
-banda, si va infino in Gostantinopoli.
-</p>
-
-<h3 id="rodicre">DELLA VIA CHE VA DALL'ISOLA DI RODI
-A L'ISOLA DI CRETE, E DA CRETE ALL'ISOLA
-DI CIPRO.</h3>
-
-<p>
-Poi si va per acqua infino a l'isola di
-Rodi e a l'isola di Crete, e dall'isola di
-Crete all'isola di Cipro; e così da Vinegia
-a Costantinopoli si va per la via diritta
-per mare, et èvvi circa 1880. miglia. E
-poi da Gonstantinopoli si va a Rodi per
-<span class="pagenum" id="Page_71">[71]</span>
-mare, et èvi 160. leghe; e da Rodi in Cipro
-si fa 500. leghe. Da Cipro, andando
-tutta via per lo mare, si lascia Ierusalem
-con tutto el paese dalla parte sinistra, e
-giugniesi infino in Egitto, e arivasi al
-porto di Damiata, il qual solea esere bello
-e forte. Dalla entrata d'Egitto da Damiata,
-si va in Alessandria, ch'è di sopra il
-mare; e in questa città fu dicollata santa
-Caterina, e quivi fu martorezato san Marco
-Evangelista, e quivi fu seppellito il
-corpo suo, ma lo imperadore Lione fece
-portare a Vinegia le sue reliquie. E quivi
-è ancora una chiesa bellissima di san Marco,
-tutta imbiancata senza pittura; e così
-sono tutte l'altre chiese che sono di cristiani
-imbiancate di dentro; però che e
-saracini l'ànno imbiancate per guastare
-le immagine e le istorie de' santi ch'erono
-dipinte. Questa Alesandria è lunga circa
-<span class="smcap lowercase">XXX</span>. stadii, ed è larga <span class="smcap lowercase">X</span>. stadii, e è bella
-e nobile città. Quivi el Nillo entra in mare,
-e in questa fiumana del Nillo si truova
-molte pietre preziose e assai legnio aloe,
-el quale è una sorte di legnio che
-viene dal paradiso terresto, e adoperasi
-in diverse medicine, e è assai caro. D'Alesandria
-si va a Bambillonia, dove dimora
-<span class="pagenum" id="Page_72">[72]</span>
-el Soldano, la quale è di sopra la diritta
-riviera del Nillo<a class="tag" id="tag39" href="#note39">[39]</a>. E questo è il più
-brieve camino che si faccia per andare
-diritto a Bambillonia. Perseverando, io
-vi mosterò la via di Bambillonia al monte
-Sinai, ove giace il corpo di santa Caterina.
-Partendosi d'Alessandria è bisognio
-passare il diserto d'Arabia, per lo quale
-Moisè v'andò e condusse il popolo d'Isdrael;
-e passasi allato al fonte che fece
-Moisè per la mormorazione del popolo non
-trovando acqua per bere. E poi si passa
-per lo fonte di Marach, di cui l'acqua
-era prima amara, ma e fanciugli di Israel
-gittorono dentro un legnio, e dipoi trovorono
-l'acqua dolce e buona per bere.
-Poi si va alla valle di Elim, nella qual
-valle sono dodici fonti: e quivi erono
-piante che portavono dattili, le quale
-trovò Moises e Alech e gli fanciugli di
-Israel. E da questa valle al monte Sinai
-non è più che una giornata, e chi vuole
-andare per altra via di Bambillonia, sì va
-per lo mare rosso, el quale è un braccio
-dello mare oceano. Per questo mare rosso
-passò Moisè a piedi sechi e il popolo d'Israel,
-<span class="pagenum" id="Page_73">[73]</span>
-quando erono perseguitati da Faraone
-Re d'Egitto. Questo mare può esere
-largo circa vi. leghe: qui si somerse Faraone
-con tutta la sua gente che si trovò
-con lui.
-</p>
-
-<h3 id="marrosso">PERCHÈ SI CHIAMA MARE ROSSO.</h3>
-
-<p>
-Questo mare non è punto rosso più degli
-altri mari, ma in alcuna parte v'è
-rena rossa, e per questo chiamasi mare
-rosso. Questo mare corre infino a' confini
-d'Arabia e di Palestina. Per questo mare
-si va più di quatro giornate; poi si va più
-innanzi pel diserto per infino alla predetta
-valle di Chelim, e di là si va al
-monte Sinai. E sapiate che per questo
-diserto niuno può andare a cavallo, perchè
-e cavagli non possono ben bere e mangiare,
-e però si passa con camegli, e quali
-truovono da bere e da mangiare, perchè
-mangiono rame d'albori e di bosco, e sofferiscono
-da bere due o tre dì; e quando
-e' truovono da bere, buono per tre dì: e
-questo non poterebono fare e cavagli.
-</p>
-
-<p>
-<span class="pagenum" id="Page_74">[74]</span>
-</p>
-
-<h3 id="sinai">DEL MONTE SINAI, OVE MOISÈ PARLÒ
-CON DIO.</h3>
-
-<p>
-Da Babillonia al monte Sinai sono <span class="smcap lowercase">XII</span>.
-giornate e più e meno, sicondo el caminare;
-e conviene portare per questi diserti
-le vittuaglie oportune; ed è chiamato el
-monte Sinai, perchè è rosso e ardente,
-perchè Muises più volte su questo monte
-vide il nostro Signiore in forma di fuoco,
-e così il vidde nel bosco<a class="tag" id="tag40" href="#note40">[40]</a> del Rubo, el qual
-gittava fiamma e non ardeva. Quivi a piè
-del monte parlava Muises a Dio: quivi è
-una badia di monaci bene edificata colle
-porte di ferro per timore delle bestie salvatiche.
-Questo è un gran convento, e
-fanno li monaci bene a' pellegrini, e sono
-a modo di eremiti; e non beono vino se
-non ne' dì solenni, e sono molti divoti e
-poveri, spezialmente faccendo penitenzia
-e astinenzia assai.
-</p>
-
-<h3 id="santacat">DELLA CHIESA DI SANTA CATERINA
-E DELLA SEPULTURA SUA.</h3>
-
-<p>
-Qui è la chiesa di santa Caterina, ove
-sono molte lampane ardente: egl'ànno assai
-olio d'uliva per ardere e per mangiare,
-<span class="pagenum" id="Page_75">[75]</span>
-e ànno per divin miracolo; imperò
-che e corbi e le cornachie e gli stornegli e
-gl'altri uccegli d'intorno si ragunono insieme
-una volta l'anno, e vanno là come
-se andassino in viaggio, e ciascun di loro
-porta oliva, o vero un ramo d'ulivo, a
-modo che volessino offerire, e quivi lo lasciono:
-e di questo e monaci ne fanno olio,
-che è gran miracolo. E poi che gl'uccegli,
-che sono universalmente sanza ragione,
-vanno a vicitare el corpo di questa gloriosa
-vergine, certo ben si doverebon gli
-uomini afaticarsi di cercarla. Item, dentro
-all'altare della detta chiesa è il luogo
-ove vidde Moises il nostro Signiore
-nel Rubo ardente; e quando e monaci entrono
-in questo luogo sì si scalzono, perchè
-il nostro Signiore disse a Moisè: iscalzati,
-perchè il luogo dove tu stai è
-terra santa. Questo luogo chiamono e monaci
-Bolzelrel, che vuol dire: ombra di
-Dio. E dallato dell'altare grande sono tre
-gradi, sopra li quali è la sepultura di santa
-Caterina; la quale è d'alabastro, dove
-giaciono l'ossa del suo corpo; e 'l proposto
-de' monaci mostra le reliquie a' pellegrini,
-e perquote l'ossa con uno istrumento
-d'ariento, e escene alquanto olio a
-<span class="pagenum" id="Page_76">[76]</span>
-modo di sudore; el quale non si asomiglia
-a olio nè a balsimo, anzi è più nero: e di
-questo alquanto ne donono a' pellegrini,
-per che non ve n'è gran quantitade. Dappoi
-mostrono el capo della detta santa col
-sudario, nel quale fu invilupato il suo
-santo corpo infino al monte Sinai; e poi
-mostrono el Rubo el quale arde sanza consumarsi,
-e nel quale el nostro Signiore
-parlava a Moisè, e molte altre reliquie.
-</p>
-
-<h3 id="lampeda">COME SI ESTINGUE LA SUA LAMPEDA
-QUANDO EL PROPOSTO MUORE.</h3>
-
-<p>
-Item, quando il proposto della chiesa
-muore, subito si estingue la sua lampana;
-e quando e monaci ànno eletto un altro
-che sia valente e sanza peccato, la
-lampana per divina grazia s'accende per
-lei medesima. E ciascuno di loro à una
-lampana e conoscono quando alcuno di
-loro deba murire, però che il lume si
-tramuta e fiorisce; e se non è degnio di
-lume, rimane morto. E altri dicono, che
-colui che canta la messa de' morti, dopo
-la messa, truova insu l'altare il nome di
-colui che debe esere proposto. E di ciò io
-li domandai, e non mi vollono rispondere
-alcuna cosa, infino a tanto che io dissi,
-<span class="pagenum" id="Page_77">[77]</span>
-che non mi dovessino ascondere le grazie
-di Dio e le gran cortesie che gli faceva,
-ma che doverebono publicare per fare le
-gente più divote. E a nascondere fanno
-male, sicondo il mio parere, imperò che
-e miracoli, che Dio à fatti e fa continuamente,
-son testimoni della sua possanza,
-come dice Davit nel psalmo: <i>Mirabilia
-testimonia tua, Domine</i> ec. Allora egliono
-dissono, che tutto ciò aveniva
-spesse volte. Nè più da loro possetti avere.
-E sappiate, che in questa badia
-non entrono mosche, nè mosconi, nè pulce,
-nè altre brutture per miracolo di Dio
-e di nostra Donna; imperò che tante e diverse
-maniere di mosche ci soleva esere,
-e davono tanto fastidio, che e monaci volevono
-abandonare il luogo; e già erono
-usciti di fuori, e montati in sul monte per
-partirsi del luogo. E allora la nostra Donna
-li venne incontro, e disse loro, che ritornassino,
-che più non vi troverebono
-mosche, nè altre brutture; e così ritornorono
-e monaci alla badia, e mai più non
-vidono simile brutture. Item, innanzi alla
-porta è la fonte dove Moisè percosse nel
-sasso e uscinne fuori acqua. E per questa
-badia si ascende per molti gradi al monte
-<span class="pagenum" id="Page_78">[78]</span>
-di Muisè; e quivi si truova prima una
-chiesa di nostra Donna, là dove incontrò
-e monaci che fuggivono per le mosche<a class="tag" id="tag41" href="#note41">[41]</a>.
-</p>
-
-<h3 id="eliaprof">DELLA CAPPELLA DI ELIA PROFETA
-CHE SI CHIAMA OREB.</h3>
-
-<p>
-Dal più alto di questo monte medesimo
-è la cappella d'Elia profeta; e questo
-luogo si chiama Oreb, del quale la santa
-scrittura parla: <i>Et ambulavit in fortitudine
-cibi illius usque ad montem
-Dei Oreb.</i> E quivi dallato è la vite che
-piantò san Giovanni, e chiamasi Arzine
-Scaphis: e alquanto di sopra è la cappella
-di Moises, e il sasso dove Moises scampò
-la paura, quando vide il nostro Signiore
-a faccia a faccia: e in quello è dipinta la
-forma del suo corpo; imperò che si percosse
-così forte nel sasso, che tutto el
-corpo sì vi ficcò dentro. Quivi apresso è il
-luogo dove il nostro Signiore diede a Moisè
-gli <span class="smcap lowercase">X</span>. comandamenti della legge, e ivi
-è la caverna ove dimorò Moisè <span class="smcap lowercase">XL</span>. dì nel
-digiuno, e murì innanzi che entrassi nella
-terra di promissione; ma non si sa dove
-fussi soppellito. Da questo monte si passa
-<span class="pagenum" id="Page_79">[79]</span>
-una grande valle per andare a un altro
-monte assai più alto, dove santa Caterina
-dagli angioli fu soppellita. Item, in questa
-valle è una chiesa di <span class="smcap lowercase">XL</span>. martori, dove
-spesso si canta la messa. E di questa
-valle, ch'è molto fredda, si monta la montagna
-di santa Caterina, la quale è molta
-più alta di quella di Muisè. Ivi, ove fu
-santa Caterina sepulta, non è chiesa nè
-cappella, ma ella vi fu già e fu distrutta,
-sì che ora non v'è altro che uno monticello
-di pietra diritto, nel luogo ove fu
-posta santa Caterina: e quello è il propio
-luogo, dove il nostro Signiore diè e <span class="smcap lowercase">X</span>. comandamenti
-a Moisè.
-</p>
-
-<h3 id="soppcat">DEL LUOGO DOVE FU SOPPELLITA
-SANTA CATERINA.</h3>
-
-<p>
-E dove la vergine fu soppellita, dicono,
-che tutto è un luogo; ma e' si dee intendere,
-che non è un luogo, ma più luoghi,
-ma è in un paese, perchè l'un monte
-e l'altro è chiamato Sinai; ma una grande
-via è tra l'uno e l'altro e tra loro è
-una gran valle e profonda<a class="tag" id="tag42" href="#note42">[42]</a>.
-</p>
-
-<p>
-<span class="pagenum" id="Page_80">[80]</span>
-</p>
-
-<h3 id="torrecom">COME SI DEBBA TORRE CONMIATO
-DA E MONACI.</h3>
-
-<p>
-E poi, quando sono vicitati questi santi
-luoghi, si debe raccomandare a' prieghi
-de' detti monaci, e torre conmiato da loro;
-e egli donono a' pelegrini, i quali debono
-ritornare verso Gierusalem, vittuaglie per
-mangiare e per passare e diserti di Soria,
-e quali durano tre giornate o più. Ancora
-sappiate, che in quegli diserti abitano
-molti arabi, che si chiamano bedoini e
-ascopi. Questi son gente di cattiva condizione,
-e non ànno case, nè mansione<a class="tag" id="tag43" href="#note43">[43]</a>,
-anzi stanno sotto tende e trabache, che
-e' fanno di pelle di cammegli e d'altre bestie.
-E quando egl'ànno mangiato, e' vanno
-cercando dove possino trovare acqua,
-come è sempre nel mare rosso e altrove,
-perchè questo diserto è molto difettoso
-d'acqua, e sì aviene che rade volte truovono
-acqua. E dove una volta truovono
-acqua, l'altra volta non la truovono, e
-per questo non vi fanno case, questa
-<span class="pagenum" id="Page_81">[81]</span>
-gente, murate. Egli non mangiono pane,
-salvo alcuni che stanno apresso ad alcune
-buone ville, che alcuna volta vanno là a
-mangiare: e questi tali quocono le lor carne
-e pesci in sulle pietre al sole. Questi
-son forti battaglieri e sono sanza numero,
-e sì cantono volentieri dietro alle bestie
-in pastura, e di nulla si curono della lor
-vita; e però non temono el Soldano, nè
-alcuno altro principe; e arebono ardimento
-di guerregiare con esso lui, se gli facessi
-cosa che gli dispiacessi; e molte volte
-ànno fatto guerra col Soldano, e massimamente
-nel tempo che io ero con lui.
-</p>
-
-<h3 id="comesarma">DEL MODO COME S'ARMA QUESTA GENTE.</h3>
-
-<p>
-Costoro portono in battaglia una gran
-targa, e invilupponsi la testa e 'l collo in
-un grande lenzuolo bianco, e in questo
-modo son bene armati; e egli son cattivi,
-malvagi e brutti e di perversa vita.
-</p>
-
-<h3 id="bersabe">DELLA VILLA DI BERSABÈ, OVE DIMORÒ
-ABRAAM.</h3>
-
-<p>
-E quando sono passati questi diserti
-che si viene verso Ierusalem, allora si
-vede Bersabè la quale soleva esere molta
-buona e dilettevol villa: e ancora quivi
-<span class="pagenum" id="Page_82">[82]</span>
-sono di molte chiese. In quella villa dimorò
-Abraam gran tempo, lo quale fu patriarca.
-Questa villa edificò Bersabè, moglie
-d'Uria, della quale il Re David generò
-Salamone, el qual dopo David regniò
-<span class="smcap lowercase">XL</span>. anni sopra e <span class="smcap lowercase">XII</span>. tribi di Israel. Da
-Bersabè si va alla città de Ebron per due
-buone leghe, la quale altrimenti si chiama
-la valle di Mambre, e altri la chiamono
-la valle del pianto e di lacrime, perchè
-in questa valle Adam sì pianse <span class="smcap lowercase">C</span>º. anni la
-morte del figliuolo suo Abel, ucciso da
-Cain suo fratello. Ebron soleva esere la
-principal città de' filistei, e ivi abitavono
-Giganti, e qui fu la città sacra dotata
-della Tribù di Iuda. Et era così libera,
-che ivi riceveva ogni mal fattore d'altrove.
-In Ebron Iosue e Alaphe e li compagni
-vennono primamente per esplorare la terra
-e il modo di guadagnare la terra di
-promissione. Quivi in Ebrom regniò prima
-David sette anni e mezo, e in Gierusalem
-regniò <span class="smcap lowercase">XXXIII</span>. anni e mezo. Quivi
-sono tutte le sipulture de' patriarchi, di
-Adam, Abraam, Isac e Giacob e delle
-loro moglie, Eva, Sarra e Rebecca. E lìe,
-nel descendere del monte e sopra questo,
-è una bella chiesa quadrata a modo d'un
-<span class="pagenum" id="Page_83">[83]</span>
-bel castello; e questa guardono e saracini
-molto bene, e è riputato questo luogo di
-gran riverenzia pe' santi padri che vi giaciono.
-Quivi non lasciono entrare cristiani,
-nè giudei, se non ànno di grazia speziale
-dal Soldano, perchè tengono e cristiani
-come cani, e dicono che non debono
-punto entrare in così santo luogo. Chiamasi
-questo luogo, ove giacciono, doppia
-spelunca, perchè giaciono l'uno sopra
-l'altro. E saracini chiamono questo
-luogo, nella loro lingua, haria fomba,
-che vuol dire luogo di patriarchi; e li giudei
-lo chiamono Arboch.
-</p>
-
-<h3 id="cabraam">DELLA CASA D'ABRAAM.</h3>
-
-<p>
-In questo medesimo luogo era la casa
-d'Abraam: qui sedea insu l'uscio quando
-egli vidde tre, e uno adoroe: di ciò testimonia
-la santa scrittura, dicendo: <i>Tres
-vidit et unum adoravit</i>. Qui ricolse Abraam
-gli angioli nel suo ostello.
-</p>
-
-<h3 id="adameva">IN QUESTO LUOGO ABITÒ ADAMO ET EVA, POI
-CHE FURONO CACCIATI DI PARADISO.</h3>
-
-<p>
-E assai apresso di questo luogo è una
-cava nel sasso, ove dimorò Adamo et Eva,
-poi che furono cacciati del paradiso terreste.
-<span class="pagenum" id="Page_84">[84]</span>
-Qui generò figliuoli: ivi fu Adamo
-creato e formato, sicondo il detto d'alcuni,
-perchè questo luogo si soleva chiamare
-el campo di Damasco, però che era
-della signioria di Damasco; e di qua fu
-traslatato, sì come si dice, nel paradiso
-delle delizie. E di poi che lui fu cacciato
-del paradiso, in quel giorno che fu cacciato,
-in quello giorno aveva peccato.
-Quivi comincia la valle di Ebron, la quale
-dura infino a Gierusalem. Ivi comandò
-l'angiolo a Adam, che lui giacesse colla
-sua donna, e sì ingenerò Seth, della cui
-generazione nacque il nostro Signiore.
-</p>
-
-<h3 id="spezieter">D'UNA SPEZIE DI TERRA CHE SI MANGIA
-IN LUOGO DI SPEZIE.</h3>
-
-<p>
-In questa valle è un campo fuori dei
-quale si cava una materia di terra, che
-trae al rosso, e chiamasi cambil, la qual
-si mangia e portasi a vendere in luogo di
-spezie, e mai si può tanto cavare di largo
-e di fondo, che a capo dell'anno truovasi
-piena la fossa per divina grazia. E da Ebron
-alla sepultura di Loth, figliuolo del
-fratello d'Abraam, sono due leghe. Assai
-apresso di Ebron è il monte di Mambre,
-dal quale la valle piglia nome. Quivi è
-<span class="pagenum" id="Page_85">[85]</span>
-uno albero di canna, che i saracini lo
-chiamono dirp, el quale era infino ad Abraam,
-e chiamasi Albore di Seth; e dicesi
-che questo albero era infino al cominciamento
-del mondo, e sempre portò
-foglie verde infino alla morte del nostro
-Signiore in sul legnio della ✠. Allora incominciò
-a seccare: il simile feciono tutti
-gli altri alberi che si trovorono al mondo:
-o che si secorono, o vero la midolla
-dentro si marcì; e da poi in qua son rimasi
-gli alberi secchi; onde ancora oggi
-molti se ne truovono.
-</p>
-
-<h3 id="terraprom">DELLA PROFEZIA, CHE UN SIGNIORE D'OCCIDENTE
-GUADAGNIERÀ LA TERRA DI
-PROMISSIONE CON LO ADIUTORIO DE' CRISTIANI.</h3>
-
-<p>
-Questi ànno una profezia, che un signiore,
-principe d'uccidente, guadagnerà
-la terra di promissione coll'aiutorio
-de' cristiani e farà cantar la messa sotto
-quell'albero secco; e poi questo albero
-porterà bianche foglie e frutto per divin
-miracolo; per lo qual miracolo molti saracini
-si convertiranno e eziandio giudei
-alla fede cristiana. E per questo è riputato
-quel legno di gran riverenzia e molto
-<span class="pagenum" id="Page_86">[86]</span>
-caro è custodito; e quantunque e' sia secco
-e sanza rami, non dimeno è virtuoso,
-però che chi ne porta un poco sopra di sè
-è liberato dal morbo caduco e il suo cavallo
-non si può riprendere<a class="tag" id="tag44" href="#note44">[44]</a>; e à molte
-altre virtù per le quale è tenuto prezioso.
-Da questa città d'Ebron si va aconciamente
-in un mezzo dì a Bethlem per bella
-via piana e dilettevole, che dura <span class="smcap lowercase">V</span>. leghe.
-</p>
-
-<h3 id="bethlem">DELLA CITTÀ DI BETHLEM E DEL SITO SUO
-E DEL CAMPO FIORITO, E PERCHÈ SI DICE
-CAMPO FIORITO.</h3>
-
-<p>
-Bethlem è buona città, piccola e stretta,
-fortificata intorno di buone fosse; e
-soleva esere chiamata Effrata, sì come
-dice el Salmista: <i>Ecce audivimus eum
-in Ephrata.</i> E è nel fine della città,
-verso oriente, una bella chiesa e la più
-graziosa del mondo, e à tre torre e uno
-campanile molto sottilmente fatto. Dentro
-alla chiesa sono <span class="smcap lowercase">XLIIII</span>º. colonne di marmo,
-e infra questa chiesa e la città è il
-campo fiorito; et è chiamato el campo fiorito,
-perchè essendo una damigella incolpata
-a torto di fornicazione, e dovendo
-<span class="pagenum" id="Page_87">[87]</span>
-essere arsa in quela piaza, e postovi spine
-e altre legnie, e andava la fanciulla
-piangendo e pregando il nostro Signiore
-che come ella era innocente, così gli piacessi
-d'aiutarla e farne dimostrazione presente
-el popolo. E acceso il fuoco, e lei entrata,
-subitamente tutto il fuoco si spense,
-e e' rami ch'erono accesi, tutti si convertirono
-in rosai rossi; e quegli altri rami
-che non erono ancora accesi, si convertirono
-in rosai bianchi, tutti caricati di
-rose, che prima non s'erono mai veduti
-rosai rossi in quel paese, sì che talmente<a class="tag" id="tag45" href="#note45">[45]</a>
-fu da Dio la fanciulla liberata: e però
-quela piaza, per questo, à nome Campo di
-fiore fiorito.
-</p>
-
-<h3 id="nacquec">DEL LUOGO OVE NACQUE CRISTO.</h3>
-
-<p>
-Item, dallato del corpo di questa chiesa,
-dalla destra parte discendendo per <span class="smcap lowercase">XII</span>.
-gradi, è il luogo dove nacque il nostro
-Signiore, adornato molto nobilmente di
-marmo, ben dipinto d'oro e d'azurro e
-molti altri be' colori.
-</p>
-
-<p>
-<span class="pagenum" id="Page_88">[88]</span>
-</p>
-
-<h3 id="presepio">DEL PRESEPIO DEL NOSTRO SIGNIORE, E
-DOVE CASCÒ LA STELLA DE' TRE MAGI.</h3>
-
-<p>
-Quivi apresso a tre passi è il presepio
-del bue e dell'asino, dove Iesù Cristo
-nacque; e ivi apresso è il pozzo dove
-cascò la stella<a class="tag" id="tag46" href="#note46">[46]</a>, la qual condusse i tre
-magi Re, cioè Guasparre, Baldassarre e
-Marchionne; e' giudei altrimenti gli chiamono
-in ebreo questi tre Re, Appollim,
-Anome e Damasus; e' greci gli chiamono
-Galgalath, Malghalath e Saraphi. Questi
-Re offerirono al nostro Signiore oro e incenso
-e mirra; e ivi non vennono per giornate,
-anzi vennono per divin miracolo,
-però che egliono si trovorono a una città
-in Giudea chiamata Cassar, la quale è dilungi
-da Bethalem <span class="smcap lowercase">LIII</span>. giornate; e egli
-vennono in <span class="smcap lowercase">XIII</span>. giorni, ed era el quarto
-dì che avevono veduta la stella quando
-e' si scontrarono in questa città di Cassar;
-e così di questa città furono in Bethlem
-in <span class="smcap lowercase">VIII</span>º. dì; e questo fu gran miracolo.
-Item, di sotto alla chiesa per <span class="smcap lowercase">XVIII</span>.
-gradi, dalla parte destra, è 'l carnaio degli
-innocenti, dove giaciono l'ossa loro.
-<span class="pagenum" id="Page_89">[89]</span>
-Innanzi a luogo ove nacque el nostro Signiore
-è la sepultura di santo Ieronimo,
-il quale fu cardinale e traslatò la Bibbia
-e 'l Salterio d'ebraico in latino. Di fuori
-della chiesa è la panca sopra la quale si
-stava quando traslatò le dette opere. E
-apresso a questa chiesa, a <span class="smcap lowercase">VI</span>. torse è una
-chiesa di santo Niccolò, dove nostra Donna
-si riposò dopo el parto, perchè ella
-aveva troppo latte nelle poppe; e quivi,
-sopra le pietre di marmo rosso, ancora
-sono le machie bianche per lo latte sopra
-di quello sparto: la magiore parte delle
-abitazioni di Bethlem sono cristiani. Ivi
-intorno a la città sono di belle vigne de
-le quali e cristiani fanno abundanzia di
-vino, perchè e saracini non lavorono vigne,
-però che non beono vino, perchè nel
-libro della sua legge, chiamato Alcorano,
-dato a loro per Macometto, e per altri
-chiamato Melhatus, e in un'altra lingua,
-Armeli, proibisce el vino. In questo libro
-Macometto maladisse ognuno che bee
-vino e tutti quegli che 'l vendono, per cagione
-che una volta gli fu aposto, che,
-essendo lui ubriaco, uccise uno eremita
-el quale molto amava; e però maladisse
-el vino e chi ne bee e chi ne vende. Ma
-<span class="pagenum" id="Page_90">[90]</span>
-questa maladizione torna sopra di lui, sì
-come dice David profeta: <i>Et in verticem
-ipsius iniquitas ejus descendet</i>. Item,
-i saracini non tengono porci, nè mangiono
-carne porcina, perchè dicono, che 'l
-porco è fratello de l'uomo, e che Dio el
-vietò nel vechio testamento; e ànno a dispetto
-ogni uomo che ne mangia. El simile
-nella terra d'Egitto e di Palestina,
-egliono non mangiono carne di porco, nè
-di vitella, nè di bue, salvo se non sono
-così vechi, che non possino lavorare; non
-perchè gli sia vietata, ma perchè e' n'ànno
-poca: egli nutricono e buoi solamente
-per arare la terra. Di quella città di Bethlem
-nacque David, el quale ebe <span class="smcap lowercase">LC</span>. moglie,
-delle quale la prima fu nominata
-Michol; e avea <span class="smcap lowercase">CCC</span>º. concubine. E da Bethelem
-a Gierusalem non è più che due
-leghe. De Bethalem, andando in Gierusalem,
-a meza lega è una chiesa, dove gli
-angioli anunziorono a' pastori la natività
-del nostro Signiore. In questa via è la sepultura
-di Rachel madre del patriarca
-Iacob, la quale dopo il parto di subito
-murì; e ivi Iacob suo marito la sotterrò.
-E pose Iacob <span class="smcap lowercase">XII</span>. grande pietre sopra lei,
-in significazione che aveva avuto <span class="smcap lowercase">XII</span>. figliuoli.
-<span class="pagenum" id="Page_91">[91]</span>
-In questo camino, di lungi da
-Gierusalem meza lega, aparve la stella ai
-tre Re, e quali avevono variata la via per
-Erode. In questo camino son molte chiese,
-per le quali si va infino in Gierusalem,
-città santa e ben posta fra le montagne,
-e non v'è riviere, nè fonte, ma
-vien l'acqua per condotto verso Ebron.
-</p>
-
-<h3 id="giebul">COME FU CHIAMATA GIERUSALEM, LA QUALE
-PRIMA SI CHIAMAVA GIEBUL.</h3>
-
-<p>
-Ierusalem anticamente, infino al tempo
-di Melchisedech, fu nominata Gebul,
-e da poi, infino al tempo del Re David,
-fu chiamata Salem; il quale David compose
-questi due nomi insieme, e chiamolla
-Giebusalem; da poi venne Salamone,
-el quale la chiamò Gierosolim; da poi fu
-chiamata Gierusalem e è nel reame di
-Siria, il quale regnio ha molte province
-con grande richeze. Il simile è della terra
-de' giudei, e è chiamata Giudea, perchè
-Giuda Macabeo fu signiore di quel paese;
-e quel di verso oriente confina col paese
-di Arabia, verso el mezo dì, come la terra
-d'Egitto verso occidente con el grande
-mare verso Bissa, col reame di Siria, e
-col mare di Cipro. Item, in Gierusalem
-<span class="pagenum" id="Page_92">[92]</span>
-soleva esere un patriarca, e per lo paese
-molti arcivescovi e vescovi.
-</p>
-
-<h3 id="cintorno">DELLE CITTÀ CHE SONO INTORNO
-A GIERUSALEM.</h3>
-
-<p>
-Intorno a Gierusalem sono queste città,
-cioè Ebron, a <span class="smcap lowercase">XII</span>. leghe; Bersabè, a
-<span class="smcap lowercase">VIIII</span>. leghe; Gierico, a <span class="smcap lowercase">VI</span>. leghe; Ascalon,
-a <span class="smcap lowercase">XVII</span>. leghe; Giaffo, a <span class="smcap lowercase">XVI</span>. leghe; Ramata,
-a <span class="smcap lowercase">III</span>. leghe; Bethlem, a due leghe<a class="tag" id="tag47" href="#note47">[47]</a>.
-All'incontro di mezo dì si è la chiesa di
-santo Carita<a class="tag" id="tag48" href="#note48">[48]</a> il quale fu abbate in quel
-luogo, il quale morendo fu grandemente
-pianto da' suoi monaci, e ora son dipinti
-amodo che pianghino, che è cosa piatosa
-a risguardare. Questo paese di Gierusalem
-è stato nelle mane di diverse nazione,
-e molte volte à portato el paese penitenzia
-per lo popolo che ivi abitava, perchè el
-paese è stato nelle mane di diverse persone
-e nazione, come sono giudei, assirii,
-persi, medii, turchi, tartari. Idio non sostiene
-lungamente il regnio de malvagia
-gente, nè di traditori, nè peccatori in
-questa santa terra, sia qualunque si voglia;
-<span class="pagenum" id="Page_93">[93]</span>
-e ànno tenuti gl'infedeli questa terra
-per ispazio di <span class="smcap lowercase">C</span>.º e <span class="smcap lowercase">XXX</span>. anni: se a Dio
-piacerà egliono non la terranno lungamente.
-</p>
-
-<h3 id="chieseluo">DELLE CHIESE E LUOGHI CHE SONO
-IN GIERUSALEM.</h3>
-
-<p>
-E dovete sapere, che quando è l'uomo
-in Gierusalem, fa el primo pellegrinaggio
-a la chiesa del santo Sipolcro, la quale è
-fuori della città inverso le parte di Bisso,
-o vero settentrione; ma ella è male governata
-insieme colla città, ed è assai bella
-chiesa, ritonda e aperta di sopra, e intorno
-coperta di piombo; e inverso occidente
-è una bella torre, alta e fortissima,
-per mettere campane dentro; e in mezo
-della chiesa è uno tabernacolo a modo
-d'una piccola casella, con uno uscio piccolo
-e basso. E questo tabernacolo è lungo
-<span class="smcap lowercase">VIII</span>. piedi e largo <span class="smcap lowercase">V</span>. piedi, e non è
-gran tempo, che il santo Sepolcro era tutto
-iscoperto, sì che si potea tocare e baciare;
-ma perchè ogniuno che v'andava
-voleva avere un pezo di pietra, e per questa
-cagione l'à fatto il Soldano murare, sì
-che al presente non si può tocare e baciare.
-Ma ne la sinistra parte del tabernacolo,
-<span class="pagenum" id="Page_94">[94]</span>
-o d'alteza d'uno uomo, è una pietra
-grossa come il capo d'uno, la quale si è
-del santo Sepolcro; e questa pietra baciono
-e pellegrini. In questo tabernacolo non
-è alcuna finestra, ma vedesi con lampane.
-</p>
-
-<h3 id="lampana">D'UNA LAMPANA CHE SEMPRE ARDE INANZI
-AL SEPOLCRO SANTO, LA QUALE EL VENERDÌ
-SANTO SI ACCENDE DA PER SÈ
-STESSA; E DEL MONTE CALVARIO; E DOVE
-FU TROVATO EL CAPO D'ADAMO; E DI
-MOLTE ALTRE COSE CHE IVI SONO.</h3>
-
-<p>
-Item, evvi una lampana che arde sempre
-innanzi al Sepolcro, ma el dì del venerdì
-santo si spegnie, e poi per sè
-stessa s'acende el dì della resurresione,
-a quell'ora propia che 'l nostro Signiore
-risucitò. Item, dentro alla chiesa, dalla
-destra parte, a presso del corpo della chiesa,
-si è il monte Calvario, dove fu posto il
-nostro Signiore in sul legno della croce.
-Quello monte è un sasso bianco e in alcuno
-luogo mescolato di rosso: el detto
-sasso è fesso, e quella fenditura è chiamata
-Golgota; e quivi è dove gocciolò el prezioso
-sangue delle piaghe del nostro Signiore
-quando egli fu posto e confitto in
-sulla santa crocie: e montasi a quello Golgota
-<span class="pagenum" id="Page_95">[95]</span>
-per gradi. Cavando dentro a questa
-fenditura fu trovato il capo d'Adamo, dopo
-il diluvio di Noè, in significazione che
-Adam cogli altri patriarchi dovevono essere
-liberati in questo luogo medesimo:
-e sopra questo sasso fece Adamo sacrificio
-al nostro Signiore. Ivi è uno altare,
-inanzi al quale giace Gottifredo di Buglione
-e altri Re cristiani, che ànno signioregiato
-Gierusalem. E ivi apresso,
-dove fu crocifisso il nostro Signore, è
-scritto in greco <i>Otheos Basileon Ysimon
-Perseona Oragaze Sothias Gis</i>;
-che vuol dire in latino: <i>Hic Deus est
-rex ante sæcula noster, qui operatus
-est salutem in medio terræ: amen</i>. Et
-in vulgare suona: Questo Dio è il Re nostro,
-el quale ha operato nel mezo della
-terra. Amen<a class="tag" id="tag49" href="#note49">[49]</a>. Item, sopra il sasso dove
-fu fatta la croce, è scritto nel sasso: <i>Cios
-inst is basistor pisteos thois tesmosii</i><a class="tag" id="tag50" href="#note50">[50]</a>;
-che vuol dire in latino: <i>Quod vides
-est fundamentum totius fidei huius
-mundi</i>. E in vulgare suona: Quel
-<span class="pagenum" id="Page_96">[96]</span>
-che tu vedi, si è fondamento di tutta la
-fede di questo mondo. Quando il nostro
-Signiore fu morto, era d'età d'anni <span class="smcap lowercase">XXXIII</span>.
-e mesi <span class="smcap lowercase">VI</span>; e la profezia di David dice,
-che doveva esere d'anni <span class="smcap lowercase">XL</span>; dove dice:
-<i>Quadraginta annis proximus fui generationi
-huic</i> ec. E totalmente, parrebbe
-ad alcuno, che la profezia non fusse
-vera; ma l'uno e l'altro è vero, però
-che si faceva allora l'anno di <span class="smcap lowercase">X</span>. mesi,
-de' quali Marzo era el primo, e Dicembre
-l'ultimo.
-</p>
-
-<h3 id="iulioc">COME IULIO CESARE ORDINÒ L'ANNO DI XII.
-MESI, CHE PRIMA NON ERA SE NON DI X.</h3>
-
-<p>
-Ma Giulio Cesere, imperadore de' Romani,
-vi fece agiugniere due mesi, cioè
-Gennaio e Febraio, e ordinò l'anno di
-<span class="smcap lowercase">XII</span>. mesi, cioè <span class="smcap lowercase">CCC</span>º<span class="smcap lowercase">LXV</span>. dì sanza il bisesto,
-sicondo il corso del sole; e così tengono
-e cristiani, sì che essendo l'anno
-<span class="smcap lowercase">XII</span>. mesi, lui non arebbe se non <span class="smcap lowercase">XXXIII</span>.
-anni e tre mesi; ma dell'anno di <span class="smcap lowercase">X</span>. mesi
-aveva <span class="smcap lowercase">XL</span>. anni, come dice el profeta. Item,
-appresso al monte Calvario, dalla mano
-destra, è uno altare, dove è una colonna,
-alla quale el nostro Signiore fu flagellato
-e legato.
-</p>
-
-<p>
-<span class="pagenum" id="Page_97">[97]</span>
-</p>
-
-<h3 id="colonne">DELLE COLONNE CHE PIANGONO LA MORTE
-DI IESÙ CRISTO.</h3>
-
-<p>
-E ivi dallato sono <span class="smcap lowercase">IIII</span>º. pilastri di pietra,
-che sempre docciono acqua<a class="tag" id="tag51" href="#note51">[51]</a>; e dicono
-alcuni, che elle piangono la morte del
-nostro Signiore. E apresso di questo altare
-è uno luogo sotto terra <span class="smcap lowercase">XL</span>. gradi a
-basso, dove fu trovata la vera croce, per
-lo 'ntelletto di santa Elena, là dove propio
-e giudei l'avevono celata. E ivi, ove
-fu trovata la vera croce, e' furono trovate
-l'altre due croce de' ladroni: e santa Elena
-la fece provare sopra un corpo morto,
-el quale, come ebe la croce sopra di sè
-del nostro Signiore, subito risucitò. E ivi
-apresso è il luogo dove e <span class="smcap lowercase">IIII</span>º. chiovi del
-nostro Signiore furono riposti, de' quali
-n'ebbe due confitti nelle mane e due
-ne' piedi.
-</p>
-
-<p>
-<span class="pagenum" id="Page_98">[98]</span>
-</p>
-
-<h3 id="morsoc">COME GOSTANTINO FECE FARE IL MORSO
-DEL SUO CAVALLO DEL FERRO DE' CHIOVI
-SANTI, E DELLA VITTORIA CHE DI CIÒ
-EBBE.</h3>
-
-<p>
-E d'uno di questi chiovi ne fece fare
-Gostantino imperadore un morso per portare
-in battaglia; e per virtù di quel ferro
-lui vinse tutti e suoi nimici, e guadagniò
-tutta la terra d'Asia minore, cioè
-de' turchi, Arminia piccola e grande, di
-Suria, di Ierusalem, di Persia, di Arabia,
-di Mesopotamia, del reame delle alpe
-d'Egitto alto e basso, e tutte l'altre regione
-infino a Tiopia e India minore, che
-a quel tempo erono de' cristiani quasi
-tutte. E in questi confini erono molti eremiti,
-de' quali parla el libro della Vita
-de' santi padri; e ora son tutti de' saracini
-e de' pagani. Ma quando a Dio piacerà,
-come pe' peccati de' cristiani questo
-paese fu preso, così per la prudenzia loro
-sì si riguadagnerà coll'aiutorio di Dio.
-Item, nel mezo de la terra è un compasso,
-dove Ioseph di Barimattia apoggiò il
-corpo del nostro Signiore, poi che l'ebe
-levato di croce, e gli lavò le sue piaghe:
-e dicesi che questo compasso è propio nel
-<span class="pagenum" id="Page_99">[99]</span>
-mezo del mondo. Nella chiesa del santo
-sipolcro, in verso Bissa, è il luogo dove
-il nostro Signiore aparve a Maria dopo la
-resuresione, e ela pensava che fusse uno
-ortolano dal cordone<a class="tag" id="tag52" href="#note52">[52]</a>. In questa chiesa
-del santo sepolcro solevono esere calonaci
-de l'ordine di santo Augustino, e avevono
-un priore, ma el patriarca è a loro signore.
-E di fuori della chiesa, a man destra
-discendendo <span class="smcap lowercase">XVIII</span>. gradi, disse il
-nostro Signiore a la sua madre: <i>mulier,
-ecce filius tuus</i>; e mostrogli santo Giovanni
-evangiolista. E dipoi venne a san
-Giovanni, e disse: <i>ecce mater tua</i>. E queste
-medesime parole disse insu la croce.
-</p>
-
-<h3 id="luoghisan">QUI SI FA MENZIONE DI MOLTI LUOGHI
-SANTI E DI GRAN DIVOZIONE.</h3>
-
-<p>
-E per questi gradi montò il nostro Signiore
-quando portò la croce sopra sè; e
-di sotto a questi gradi è una capella, ove
-cantono messa preti indiani, ma non sicondo
-la nostra legge, ma sicondo la loro;
-che ogni volta che fanno el sacramento
-dell'altare, egliono lo fanno di pane, dicendo
-<span class="pagenum" id="Page_100">[100]</span>
-el Pater nostro con alcune altre orazioni,
-e le parole del sacramento, perchè
-egli non fanno alcune delle addizione
-fatte pel papa; ma assai divotamente cantono.
-E ivi apresso è il luogo dove, per lo
-portare della croce, essendo il nostro Signiore
-istracco, si riposò. Inverso la chiesa
-del santo sepolcro è più debole la città
-che non è altrove, pel gran piano che è
-tralla chiesa e 'l muro della città e fra la
-valle di Iosaffat, la quale toca le mura
-a modo d'una gran fossa. Di sopra della
-fossa della città si è la chiesa di santo
-Stefano, ove fu lapidato; e ivi dallato è
-la porta dorata, la quale non si può aprire.
-Per questa porta entrò el nostro Signiore
-el dì di pasqua d'ulivo insu nuno
-asino; e, quando volle lui andare al tempio,
-le porte s'aprirono verso lui; e ora
-appare ogni passo dell'asino in tutti i
-luoghi de' gradi, che sono di pietre durissime;
-e innanzi alla chiesa del santo
-sipolcro sono <span class="smcap lowercase">CC</span>º. torse<a class="tag" id="tag53" href="#note53">[53]</a>. Inverso el mezo
-dì è el grande spedale di santo Giovanni,
-dal quale e cavalieri di Rodi ànno lor
-principio. Ivi dentro dal palagio di questo
-<span class="pagenum" id="Page_101">[101]</span>
-spedale sono <span class="smcap lowercase">C</span>º<span class="smcap lowercase">LXIIII</span>. pilastri di pietra,
-e nel muro del palagio, oltre a questi,
-ve ne sono <span class="smcap lowercase">LIIII</span>º. che sostengono la
-chiesa chiamata nostra Donna maggiore.
-E ivi, assai d'appresso, è un'altra chiesa,
-chiamata nostra Donna latina. E ivi
-Maria Cleofe e Maria Maddalena si scapigliorono,
-quando il nostro Signiore fu
-posto in croce. E di là dalla chiesa del
-santo sipolcro, verso oriente, è una bellissima
-casa ritonda, alta, coperta di
-piombo, e d'intorno vi sono grandissime
-piaze sanza case; ed è tutta la piaza lastricata
-di marmo bianco; e i saracini non
-vi lasciono entrare nè cristiani nè giudei,
-però che e' dicono, che così brutta gente
-non debono entrare nè tocare così fatto
-luogo. Ma io v'entrai, e altrove, dove
-i' volli, per la virtù delle lettere del Soldano,
-ne le quali era speziale comandamento
-a tutti e suoi sudditi, che loro mi
-lasciassino entrare dove che io volevo, e
-generalmente a fare quelo che io volevo,
-salvo cosa che fussi contro alla reale degnità
-del Soldano e della sua legge.
-</p>
-
-<p>
-<span class="pagenum" id="Page_102">[102]</span>
-</p>
-
-<h3 id="sarac">DELL'ONORE CHE FANNO E SARACINI
-ALLE LETTERE DEL SOLDANO.</h3>
-
-<p>
-Ai suoi comuni servidori, che vogliono
-da lui grazia, egli non gli dona altro
-che un segno che porta inanzi al petto;
-al qual segnio e saracini fanno gran riverenzia
-non altrimenti che come noi facessimo
-al corpo di Cristo. Ancora sanza
-comparazione feciono magiore riverenzia
-alle lettere che io avevo, però che gli amiragli
-e' signiori a chi e' l'erono mostrate,
-prima che le ricevessino, sì si inginochiavono;
-poi le toglievono e mettevonle
-sopra la lor testa; e poi le legevono
-inchinati con gran riverenzia; e poi s'offerivono
-di fare ciò che piace al portatore
-di quelle. In quello tempio solevono già
-esere calonaci religiosi overo regolari con
-uno abate, a chi ubidivono. In questo
-tempio era Carlo magnio quando l'angiolo
-gli portò il prepuzio del nostro Signiore<a class="tag" id="tag54" href="#note54">[54]</a>
-el dì della circuncisione. Dipoi
-Carlo lo portò alla cappella d'Eris, dilungi
-da lì sette leghe. E dipoi Carlo calvo
-lo fece portare a Poitieros, e doppo fu
-<span class="pagenum" id="Page_103">[103]</span>
-portato a Chartres. Sappiate che questo
-non è il tempio che fece Salamone.
-</p>
-
-<h3 id="salamone">QUI DISCRIVE QUANTO DURÒ IL TEMPIO
-DI SALAMONE.</h3>
-
-<p>
-El tempio che fece Salamone non durò
-se non <span class="smcap lowercase">M</span><sup>e</sup>. <span class="smcap lowercase">C</span>º. e due anni, perchè Tito, figliuolo
-di Vespasiano imperadore di Roma,
-avendo tenuto lungamente l'assedio
-contro a Gierusalem per distrugere e giudei,
-però che avevono morto el nostro Signiore
-sanza licenzia dello imperadore,
-preso che ebe la città, arse e distrusse il
-tempio e uccise undici mila centinaia di
-giudei; e gl'altri prese e sì gli vendeva
-<span class="smcap lowercase">XXX</span>. per un danaio d'ariento. E, dopo alcun
-tempo, lo imperadore Giuliano dette
-licenzia a' giudei di redificare lo tempio,
-perchè questo Giuliano, el quale era cristiano
-e fu monaco rinnegato, aveva e
-cristiani in odio. E quando ebono quasi
-fornito el tempio, per divina volontà,
-venne un tremuoto che guastò ciò che
-egli avevono fatto. Dipoi Adriano imperadore,
-che era di quegli di Troia, rifece
-la città di Gierusalem col tempio in
-quella medesima forma che prima l'aveva
-fatto Salamone; e non voleva che giudeo,
-<span class="pagenum" id="Page_104">[104]</span>
-nè altri vi dimorassi, salvo che' cristiani.
-Questo imperadore fece murare e serrar la
-chiesa del santo sipolcro apresso alla città,
-che prima era dilungi di fuori della
-città, e volle mutare el nome di Gierusalem,
-e chiamolla Elia, ma questo durò
-poco. Item, sappiate, che' saracini fanno
-gran riverenza a questo tempio, e dicono
-che 'l luogo è molto santo, e sì v'entrono
-scalzi, spesso inginochiandosi. E
-quando i mie' compagni e io vedemo questo,
-alora ci scalzamo, pensando che più
-tosto a noi si conveniva, che agli infedeli:
-di ciò avemo gran compassione.
-</p>
-
-<h3 id="tempiof">QUI DESCRIVE LA FORMA DEL TEMPIO.</h3>
-
-<p>
-Questo tempio è una nobile casa, tutta
-ritonda; ed è larga gumiti <span class="smcap">Lxiiii</span>º, e altrettanto
-lunga, e alta cubiti <span class="smcap lowercase">CC</span>º<span class="smcap lowercase">XLVI</span>; e
-è coperta di piombo, e à intorno pilastri
-di marmo. In mezo del tempio è uno staggio<a class="tag" id="tag55" href="#note55">[55]</a>
-alto <span class="smcap lowercase">XIIII</span> gradi, e à d'intorno di
-buoni pilastri. Questo luogo chiamono
-<i>Sancta Sanctorum</i>. Ivi non entrono alcuni,
-se non prelati, che debon fare il
-<span class="pagenum" id="Page_105">[105]</span>
-misterio del sacramento, o vero il sacrificio;
-e quando ciò fanno, istà il populo
-intorno, partito in diverse stanze, sicondo
-la loro usanza; però che tutti venono
-a fare sacrificio. Questo tempio à quattro
-entrate, e sono le porte di cipresso bene
-intagliate; e dentro le porte d'oriente,
-disse el nostro Signiore Iesu Cristo: Qui
-è Gierusalem. E inverso la parte d'uno
-orto, dentro a le porte, è una fontana,
-ma non corre; de la qual parla la santa
-scrittura. Onde dice: <i>Vidi aquam egredientem
-de templo.</i> E da l'altra parte
-del tempio è uno sasso, el quale soleva
-esere chiamato Monachina; poi fu chiamato
-Betel, dove l'arca di Dio e le reliquie
-de' giudei erono riposte. Questa arca,
-insieme colle reliquie, Tito la fece portare
-a Roma dopo la struzione de' giudei.
-</p>
-
-<h3 id="relarca">QUI SI FA MENZIONE DELLE RELIQUIE
-DE' GIUDEI CHE ERONO NELL'ARCA.</h3>
-
-<p>
-In questa arca erono le tavole de' <span class="smcap lowercase">X</span>.
-comandamenti e la verga di Muisè colla
-quale divise el mare rosso quando il popolo
-passava a secco, e con questa verga
-percosse il sasso, del quale uscì acqua,
-e della quale acqua fece assai miracoli. E
-<span class="pagenum" id="Page_106">[106]</span>
-era dentro in questa arca uno vaso d'oro
-pieno di manna, e di vestimenta ornata e il
-tabernacolo d'Aron, e una tavola quadrata
-d'oro con <span class="smcap lowercase">XII</span>. pietre preziose, e una bossola
-di giaspis verde con sette figure dentro
-del nome del nostro Signiore, e uno altare
-d'oro e <span class="smcap lowercase">IIII</span>º. lioni d'oro, sopra e quali
-erono <span class="smcap lowercase">IIII</span>º. cherubini d'oro lunghi <span class="smcap lowercase">XII</span>.
-spanne, e li movimenti de' segni del cielo
-con un tabernacolo d'oro e trombe d'ariento,
-e uno pane d'orzo, e tutte l'altre reliquie
-ch'erono innanzi la natività del nostro
-Signiore Iesù Cristo. Sopra questo sasso
-di Betel dormiva Iacob quando vide gl'angioli
-ascendere e discendere per una scala,
-e disse: <i>Vere locus iste sanctus est,
-et ego nesciebam!</i> Quivi tenne Iacob uno
-angelo tanto, che l'angiolo gli mutò el
-nome di Iacob in Israel. In quel medesimo
-luogo vide Davit uno angelo che tagliava
-el populo con una spada, poi misse
-la spada ne la guaina, tutta sanguinosa.
-E sopra questo sasso fu el nostro Signiore
-e predicò al populo; e di questo tempio
-cacciò el nostro Signiore quegli che vendevono
-e compravono. Sopra a questo sasso
-si nascose el nostro Signiore quando e giudei
-lo vollono lapidare: il sasso sì si aperse,
-<span class="pagenum" id="Page_107">[107]</span>
-e in questa fenditura sì si nascose, e qui
-alora discese una stella per illuminarlo.
-E sopra di questo sasso imparò la nostra
-Donna il suo salterio; e ivi perdonò il nostro
-Signiore alla femina ch'era presa in
-adulterio; e quivi fu il nostro Signiore
-circunciso; e quivi anunziò l'angiolo a
-Zacheria la concezione del suo santo figliuolo,
-santo Giovanni Batista; e ivi fermamente
-e primamente oferse Melchisedech
-pane e vino, in significazione del
-futuro sacramento. Sopra questo monte<a class="tag" id="tag56" href="#note56">[56]</a>
-si lasciò cadere David, pregando il nostro
-Signiore e l'angiolo che aveva veduto
-tagliare il popolo, che Idio avessi
-misericordia di lui e del popolo; e 'l nostro
-Signore esaudì il suo priego. Onde
-David volle ivi edificare el tempio, ma il
-nostro Signiore gliele vietò per uno angelo,
-però che aveva commesso tradimento,
-che, per cupidità della moglie d'Uria,
-e' fece uccidere el buon cavaliere: e però
-David diede a Salamone tutto quelo che
-aveva provveduto per fare il tempio, e
-così Salamone lo edificò. Poi pregò el Signiore
-e salvatore, che ognuno, che in
-<span class="pagenum" id="Page_108">[108]</span>
-quel luogo di buon quore pregassi il nostro
-Salvatore, fussi de' suoi giusti preghi,
-qualunque fussino, esaudito e aiutato
-e consigliato: e così Dio gli concedè.
-</p>
-
-<h3 id="tempion">DEL NOME DEL TEMPIO DI SALAMONE.</h3>
-
-<p>
-E per questo el chiamò Salamone, il tempio
-di consiglio e aiuto di Dio. E di fuori
-della porta del tempio è uno altare, dove e
-giudei solevono offerire i lor tori<a class="tag" id="tag57" href="#note57">[57]</a>, e ora e
-saracini sopra a quello altare ànno fatto
-uno oriuolo per vedere l'ore del dì a una
-bocca che v'è dentro l'altare. E in questo
-tempio fu morto Zacheria: e sopra alla cima
-di questo tempio fu portato il nostro
-Signiore per esere tentato dal nimico: e
-all'entrata del tempio, verso occidente,
-nella porta spaziosa, passando san Giovanni
-e san Piero feciono, per la grazia
-di Dio, el ratratto andare e uscire del
-tempio. E apresso di questo tempio è la
-immagine de Absalon molto bella, in
-una piaza grande e piana: in questo tempio
-solevono dimorare e cavalieri, che
-si chiamono del tempio; e questo fu el
-fondamento del suo ordine, sì che in questo
-<span class="pagenum" id="Page_109">[109]</span>
-tempio dimoravono; e al tempio del
-Signiore vi stavono gli chierici. Da questo
-tempio, inverso oriente <span class="smcap lowercase">C</span>º<span class="smcap lowercase">XX</span>. passi,
-o circa, nel canto de la città, è il bagnio
-del nostro Signiore; e in questo soleva entrare
-l'acqua del paradiso. E ivi dallato,
-è il letto di nostra Donna; e ivi apresso
-è la sepultura di Simeone; e fuori del chiostro
-del tempio, verso Bissa, è una chiesa
-assai bella, di santa Anna, madre di
-nostra Donna; ivi fu concetta nostra Donna:
-e inanzi a questa chiesa è un grande
-albero, che cominciò a crescere quella
-notte medesima; e di sotto a questa chiesa,
-discendendo per <span class="smcap lowercase">XXIII.</span> gradi, giace
-Ioachino, padre di nostra Donna, in una
-sepultura di pietra; e ivi di sotto soleva
-giacere la sua moglie; ma santa Elena la
-fece portare a Gostantinopoli. In questa
-chiesa è una fonte a modo d'una citerna,
-chiamata Probatica pescina, la quale à <span class="smcap lowercase">V</span>.
-entrate. In questa fonte si soleva bagniare
-ogni infirmità: ivi liberò, il nostro Signiore,
-il paraletico che era stato infermo
-anni <span class="smcap lowercase">XXXVIII</span>, a cui disse: <i>Tolle grabatum
-tuum et ambula:</i> e ivi dallato
-era la casa di Erode.
-</p>
-
-<p>
-<span class="pagenum" id="Page_110">[110]</span>
-</p>
-
-<h3 id="erode">DELLA CRUDELTÀ DI ERODE
-E DELLA VITA SUA.</h3>
-
-<p>
-Quivi assai apresso era la casa d'Erode,
-che fece uccidere gli innocenti.
-Questo Re Erode fu cattivissimo e crudelissimo,
-perchè fece prima uccidere la
-moglie, la quale molto amava; e per lo
-grande amore che le portava, dappoi che
-udì ch'ell'era morta, diventò pazzo, e
-stette pazzo gran tempo; e dipoi tornò nel
-primo senno, e poi fece uccidere due suoi
-figliuoli grandi, nati di quella sua moglie;
-e poi fece uccidere un'altra sua moglie
-con un figliuolo nato di lei; e dipoi
-fece uccidere la principale sua moglie, e
-sua madre propia; e simile voleva fare
-del suo fratello, ma egli murì dinanzi a
-lui di morte subitana. Questo Erode fece
-quanto male e' potè fare; essendo ammalato,
-a' confini della vita sua, lui mandò
-per la sua sorella e per tutti gli altri signiori
-del suo paese; e, quando e' furono
-venuti a lui, tutti gli fece imprigionare
-in nuna torre, e disse a una sua sorella,
-che sapeva bene, che niuno farebe pianto
-della sua morte, e che lui voleva, che
-ella giurassi, subito che fussi morto, facessi
-<span class="pagenum" id="Page_111">[111]</span>
-tagliare la testa a tutti quegli che
-lui aveva imprigionati, a ciò che a la sua
-morte tutto el paese facessi grandissimo
-pianto e lamento. E così fece Erode el suo
-testamento, e così murì. Ma la sorella non
-gli attenne cosa alcuna, imperò che, morto
-Erode, lei liberò costoro e mandògli
-alle loro stanze, e narrò loro l'ordine a
-lei dato per Erode, e non gli venne fatto
-come credea.
-</p>
-
-<h3 id="trerodi">QUI SI FA MENZIONE COME E' FURONO
-TRE ERODI.</h3>
-
-<p>
-Ma sappiate che fra questo tempo furono
-tre Erodi, l'uno dopo l'altro, e furono
-di gran nominanza per la loro crudeltà;
-quel che fece uccidere gl'innocenti,
-di quello ò parlato; quello Ascalonites,
-che fece tagliar la testa a santo Giovanni
-Batista, fu Erodo Antipater; et Erode
-Agrippa fece uccidere santo Iacopo, e
-imprigionare santo Piero. Item, più oltre
-nella città si è la chiesa di santo Salvadore:
-ivi è il braccio sinistro di santo Giovanni
-Grisostimo, e la magior parte del
-corpo di santo Stefano; e da l'altra parte
-de la via, verso mezo dì, andando verso il
-monte di Sion, si è la chiesa di santo Iacopo,
-<span class="pagenum" id="Page_112">[112]</span>
-dove e' fu dicollato: e da questa
-chiesa, insino al monte Sion, sono <span class="smcap lowercase">C.XXV</span>.
-passi; e ivi è una bella chiesa di nostra
-Donna, e quivi dimorò e quivi passò di
-questa vita. In questa chiesa soleva esere
-una badia di calonici; e di qui fu portata
-nostra Donna infino alla valle di Iosaphat.
-Quivi è la pietra per la quale passò
-nostra Donna per andare a Bethelem. Item,
-all'entrata di monte Sion, è una cappella
-nella quale el santo sipolcro fu coperto
-quando Ioseph vi misse dentro el
-nostro Signiore. Questa si è la pietra che
-vidono rivolgere le quatro Marie, quando
-loro vennono, il dì de la resurresione, al
-monumento, e trovoro l'angiolo che le
-disse, che 'l nostro Signiore era già risucitato
-da morte a vita; onde l'angiol disse:
-<i>Surrexit, non est hic</i>.
-</p>
-
-<h3 id="divotil">QUI FA MENZIONE DI MOLTI LUOGHI
-SANTI E DIVOTI.</h3>
-
-<p>
-Qui nel muro, a lato a la porta, è una
-pietra de la colonna, a la quale il nostro
-Signiore fu flagellato; però che quivi fu
-la casa d'Anna, che a quel tempo era vescovo
-de' giudei. Ivi fu Cristo battuto,
-flagellato, ferito e vilmente trattato. In
-<span class="pagenum" id="Page_113">[113]</span>
-questo luogo medesimo il rinnegò san Piero
-tre volte inanzi che 'l gallo cantassi;
-e quivi è una parte della tavola sopra la
-quale cenò el nostro Signiore co' suoi apostoli,
-quando dette loro la propia carne
-e il propio sangue in forma di pane e di
-vino. E di sotto da questa cappella per
-<span class="smcap lowercase">XXXIII</span>. gradi è il luogo dove il nostro Signore
-lavò e piei a' suoi apostoli, e ora è
-ivi el vaso ove era l'acqua, che quivi da
-lato a quel vaso fu soppellito santo Stefano.
-E ivi è l'altare ove udì la nostra
-Donna gli angioli cantar messa. Qui primamente,
-dapoi la resuresione, aparve il
-nostro Signiore agl'apostoli, sendo le porte
-serrate, e disse loro: <i>Pax vobis</i>; e più
-inanzi nel monte Sion aparve el nostro
-Signiore a san Tommaso appostolo, e sì
-gli fece tocare le sue piaghe, l'ottavo dì
-dopo la resuresione; in su que l'ora conobe
-el certo san Tommaso, e disse: <i>Dominus
-meus et Deus meus!</i> In quella medesima
-cappella, apresso de l'altare grande,
-stavono gli apostoli el dì de la Pentecoste,
-quando lo Spirito Santo discese in
-forma di fuoco. Qui celebrò el nostro Signiore
-la pasqua co' suoi apostoli: qui dormì
-san Giovanni sopra il petto del nostro
-<span class="pagenum" id="Page_114">[114]</span>
-Signiore Iesù Cristo, e, dormendo, vide
-molti segreti del nostro Signiore.
-</p>
-
-<h3 id="monsion">DEL MONTE SION DOVE ERONO SOPPELLITI
-DAVIT ET SALAMONE E MOLTI ALTRI RE.</h3>
-
-<p>
-El monte di Sion è dentro la città, e la
-città è più forte da questo canto che altrove,
-però che a piè del monte è un bel
-castello forte, che fece fare el Soldano.
-Nel monte Sion furono sepulti il Re Davit
-e il Re Salamone e molti altri Re di Gierusalem;
-e ivi è il luogo dove e giudei volono
-gittare giù il corpo di nostra Donna,
-quando gl'apostoli lo portavono a soppellire
-nella valle di Iosaphat; e ivi è il luogo
-ove pianse san Piero teneramente, da
-poi che gl'ebe rinnegato il nostro Signiore.
-</p>
-
-<h3 id="altridiv">QUI FA MENZIONE DI MOLTI ALTRI
-LUOGHI SANTI E DIVOTI.</h3>
-
-<p>
-Dalla cappella sopradetta, a una gittata
-d'una pietra, è un'altra capela dove
-il nostro Signiore fu giudicato a morte: e
-ivi, asai presso, è la casa di Caiphas. Da
-questa capela, per l'andare di <span class="smcap lowercase">C</span>º. e <span class="smcap lowercase">XX</span>.
-passi, verso uriente, è una cava profonda,
-di sotto alla fossa, che si chiama la Galilea
-del nostro Signore. Item, ivi si nascose
-<span class="pagenum" id="Page_115">[115]</span>
-san Piero poi che rinnegò Cristo. Item,
-tra 'l monte di Sion e il tempio di Salamone,
-è i luogo ove il nostro Signore risucitò
-la giovinetta ne la casa di suo padre.
-Di sotto al monte di Sion, verso la
-valle di Iosaphat, è una fontana chiamata
-Natatoria siloe: ivi presso è el battesimo,
-ove fu lavato il nostro Signiore: ivi fece
-vedere il nostro Signore il cieco; e ivi fu
-sepelito Isaia profeta. Item, dietro a la
-Natatoria siloe, è una immagine di pietra
-anticamente lavorata, che fece fare Assalon,
-e così si chiama la immagine d'Assalon,
-ed è assai presso al Sambuco, dove
-Giuda s'impicò disperato, perchè aveva
-fatto tradimento contro al nostro Signore;
-ma sapiate che questo non è quell'albero
-propio a che s'apicò Giuda, ma è uno rinasciuto
-di quelle medesime radice del
-primo. Anco qui dallato v'era la sinagoga,
-dove lo vescovo de' giudei e gli farisei
-ragunavano e tenevano il loro consiglio;
-e quivi fu dove Giuda gittò i trenta
-danari in loro conspetto, dicendo, che
-egli aveva peccato a tradire el nostro Signore.
-Ivi allato fu la casa degli apostoli
-Filippo e Iacopo Alpheo. Da l'altra parte
-del monte Sion, inverso mezo dì, oltre alla
-<span class="pagenum" id="Page_116">[116]</span>
-valle, al gittare d'una pietra, si è Acheldemach,
-che vuol dire <i>campo di sangue</i>.
-Quivi furono trovati e <span class="smcap lowercase">XXX</span>. danari,
-de' quali fu venduto el nostro Signore. In
-questo campo sono molte sepulture de' cristiani,
-però che ivi si solevono soppellire
-e pellegrini, e sono ivi molti oratorii e
-cappelle e romitorii, ove solevono dimorare
-eremiti. Di là, inverso oriente, a <span class="smcap lowercase">CC</span>º.
-passi, V'è il sipolcro de lo spedale di san
-Giovanni, dove si solevano metter l'ossa
-de' morti. Item, da Gierusalem verso le
-parte d'occidente, a una lega, è una chiesa,
-dove nostra Donna si scontrò e salutò
-Lisabeth sua cugina, madre di san Giovanni
-Batista, che erono tuttadue gravide.
-E alora san Giovanni si mosse nel ventre
-de la madre, e fece riverenzia al suo Creatore,
-el quale lui non aveva ancor veduto.
-Di sotto l'altare di detta chiesa è il luogo
-dove Santo Giovanni nacque, e da quella
-chiesa a una lega è el castello di Emaus.
-Quivi ancora si dimostrò il nostro Signiore
-a duo discepoli, dopo la resurresione. Item,
-della parte di Gierusalem, a <span class="smcap lowercase">CC</span>º. torse,
-è una chiesa, dove soleva esere la cava
-del lione.
-</p>
-
-<p>
-<span class="pagenum" id="Page_117">[117]</span>
-</p>
-
-<h3 id="samuel">DI XXII. MARTORI E QUALI RAGUNÒ EL LIONE
-PER VOLONTÀ DI DIO EN NUNA NOTTE, E
-DEL MONTE GIOGLIA, DOVE GIACE SAMUEL
-PROFETA.</h3>
-
-<p>
-E di sotto a questa chiesa, a <span class="smcap lowercase">XXX</span>. gradi
-a basso, furono soppelliti <span class="smcap lowercase">XXII</span>. martori
-nel tempo del Re Cosdroe<a class="tag" id="tag58" href="#note58">[58]</a>, i quali i lione
-ragunò tutti in una notte per volontà
-di Dio e nascose in terra. Item, da Gierusalem
-è 'l monte di Gioglia a due leghe,
-molto bello luogo e dilettevole e dilicato.
-Ivi giace santo Samuel profeta in una bella
-tomba; e chiamasi quello monte di Gioglia,
-perchè dona letizia al core de' pelegrini
-che vanno per questo monte, perchè
-di qua vegono prima la santa città di Gierusalem
-e il monte Oliveto e anche la valle
-di Iosaphat apresso le mura della città,
-come io v'ò detto di sopra. Nel mezo di
-quela vale è un fiume, che è una piccola
-riviera, che si chiama el torrente di Cedron;
-e sopra questa riviera giaceva l'albero
-della croce a modo di passaggio: e
-ivi apresso è una fossata, ove è sotterato
-ora il piede della colonna ove fu primamente
-<span class="pagenum" id="Page_118">[118]</span>
-flagellato el nostro Signiore, però
-che in più luoghi lo flagellorono e vilanamente
-el trattorono.
-</p>
-
-<h3 id="nostrad">DELLA CHIESA DI NOSTRA DONNA,
-E DEL TEMPO CHE AVEVA QUANDO MURÌ.</h3>
-
-<p>
-Item, nel mezzo della valle di Iosaphat
-è la chiesa di nostra Donna, <span class="smcap lowercase">XLIIII</span>º.
-gradi sotto terra; e aveva nostra Donna
-anni <span class="smcap lowercase">LXXII</span>. quando passò di questa vita:
-e da lato di nostra Donna è uno altare,
-dove el nostro Signore perdonò a Piero
-tutti i suoi peccati. Ivi da lato, inverso
-occidente, di sotto è uno altare e una fonte
-che viene dal fiume del paradiso; e sapiate
-che questa chiesa è molto bassa sotto terra
-e quasi tutta sotto terra, ma perchè Gierusalem
-è stata più volte distrutta, e le
-mura abattute, la valle è ripiena di terra,
-e così la terra è alzata, e la chiesa abbassata,
-e però è la chiesa bassa. E questo è
-ben credibile; e alcuni m'ànno detto comunemente,
-che da poi che la nostra Donna
-fu soppelita, la terra ivi d'intorno per
-sè stessa è caduta; e ancora dicono, che
-sanza dubio ela crescie tutta via. E in
-questa chiesa di nostra Donna solevono
-esere monaci neri, che avevono uno abbate.
-<span class="pagenum" id="Page_119">[119]</span>
-Assai apresso di questa chiesa si è
-una cappella allato, e sì è chiamata Gethsemani:
-ivi fu 'l nostro Signore baciato
-da Giuda: ivi fu preso da' giudei: ivi lasciò
-il nostro Signiore i suoi discepoli
-quando andò a adorare inanzi alla sua passione,
-e pregò, dicendo: <i>Pater mi, si
-possibile est, transeat a me calix iste</i>:
-e quando tornò, trovò e discepoli adormentati.
-E nel sasso dentro la cappella si vegono
-ancora e segni del dito del nostro
-Signiore a che modo lui s'apogiò colla
-mano al sasso, quando e giudei lo vollono
-pigliare. E di là inverso a mezo dì, al gittare
-d'una pietra, è una capela, dove el
-nostro Signiore gittò gocciole di sangue:
-è assai presso alla tomba del Re Iosaffat,
-dal quale la valle piglia el nome. Questo
-Iosafat fu Re di questo paese, e fu convertito
-per un romito, e fu valente uomo,
-e fece di molti beni. E di là, a uno tratto
-d'arco, verso mezo dì, è la chiesa ove santo
-Iacopo e Zacheria profeta furono sepolti.
-Item, al di sotto di questa valle è il
-monte Oliveto, ed è così chiamato, perchè
-ivi sono molti ulivi. Questo monte è più
-alto che non è la città di Gierusalem, e
-però di questo monte si può vedere quasi
-<span class="pagenum" id="Page_120">[120]</span>
-tutte le contrade di Gierusalem; e tra questo
-monte e la città non è altro che la valle
-di Iosaphat, la quale non è molto larga.
-Da questa montagna salì el nostro Signore
-in cielo el dì della Ascensione, e ancora
-si vede la forma del suo piè sinistro
-nella pietra: ivi è una bella chiesa, ove
-soleva esere una badia di monaci regolari.
-</p>
-
-<h3 id="alcsanti">QUI SI FA MENZIONE D'ALCUNI
-LUOGHI SANTI.</h3>
-
-<p>
-E di qui a <span class="smcap lowercase">XXVIII</span>. passi si è una pietra
-sopra la quale il nostro Signiore soleva
-sedere e predicare le sette opere della
-misericordia, dicendo: <i>Beati pauperes
-spiritu</i>: e ivi insegniò agli apostoli el
-Pater Nostro, e con lo propio dito lo scrisse
-nella pietra. E assai apresso è una
-chiesa di santa Maria Egiziaca, e ivi giace
-ella in una tomba. E di là, inverso oriente
-a <span class="smcap lowercase">III</span>. tratti d'arco, è Bethfage, ove el nostro
-Signiore mandò san Piero e san Iacopo
-per trovare l'asina el dì di pasqua
-fiorita. Ivi salì sopra a l'asina e scese del
-monte. Inverso oriente è un castello chiamato
-Bethania: ivi dimorava Simone lebroso;
-ivi dette albergo al nostro Signiore,
-e dipoi fu battezato da gli apostoli e chiamato
-<span class="pagenum" id="Page_121">[121]</span>
-Giuliano; el quale dapoi fu fatto vescovo.
-E questo santo Giuliano è quelo
-che è da molti cristiani chiamato per buono
-albergo. In questo luogo perdonò el nostro
-Signiore a Maria Maddalena: ella ivi
-gli lavò e piedi colle propie lagrime, e
-colli propi capegli gli rasciugoe, e pianse
-e suoi peccati. Qui el nostro Signiore risucitò
-Lazero quatriduano, el quale era
-fratello di Maria Maddalena e di Marta.
-Ivi dimorava Maria Cleofe serva del nostro
-Signiore<a class="tag" id="tag59" href="#note59">[59]</a>. Questo castello è dilungi
-da Gierusalem una lega. Item, discendendo
-del monte oliveto è il luogo ove pianse
-il nostro Signore sopra Gierusalem: dallato
-è il luogo ove nostra Donna aparve a
-santo Tomaso dopo la sua assunzione e
-donògli la sacra sua cintola: e questo luogo
-è assai presso la pietra dove el nostro
-Signore sedeva spesso a predicare; e ivi
-propio, come si dice, sarà el giudicio, cioè
-el dì del giudicio. Item, apresso al monte
-Uliveto è il mare di Galilea, dove gli apostoli
-erono ragunati quando Maria Madalena
-li venne annunziare la resurresione
-del nostro Signiore. Nel mezo la via, tra il
-<span class="pagenum" id="Page_122">[122]</span>
-monte Uliveto e quel di Galilea, è una
-chiesa dove gli angioli nunziarono a nostra
-Donna la morte propia. Item, da Bettania
-a Gerico si à <span class="smcap lowercase">V</span>. leghe. Ierico soleva
-esere una bella città e buona, ma ella fu
-distrutta, sì che ora non è altro che una
-piccola villetta. Iosuè prese questa città
-per divino miracolo, e per comandamento
-de l'angiolo maladisse chiunque la edificherà.
-Di questa città fu Zacheo, quello
-che salse sopra a uno albero secco moro
-per vedere el nostro Signore, però che per
-la sua piccoleza nol potea vedere fralle altre
-gente. Di questa città scampò Raab,
-la qual fu femmina comune solamente con
-quegli del suo lingnaggio, perchè ella si
-aveva nascosi e scampati di morte e messaggi
-di Israel; e di ciò n'ebe el merito
-come dice la Scrittura. <i>Qui recipit prophetam
-in nomine meo, mercedem accipiet</i>.
-Così fece ella, perchè ella profetezò
-a questi messaggi, dicendo: <i>Novi quod
-Dominus tradiderit, vobis dabit terram
-hanc</i>. E così poi Salomon, figliuolo
-di Nason, la tolse per moglie, e fu valente
-femina e serva di Dio. Item, chi vuole andare
-da Bettania al fiume Giordano, sì va
-per una montagnia diserta, ed è ivi apresso
-a una giornata.
-</p>
-
-<p>
-<span class="pagenum" id="Page_123">[123]</span>
-</p>
-
-<h3 id="digiuno">DEL MONTE DOVE DIGIUNÒ EL NOSTRO
-SIGNIORE E FU TENTATO.</h3>
-
-<p>
-E da Bettania, inverso oriente, si va
-alla gran montagnia, dove el nostro Signiore
-digiunò <span class="smcap lowercase">XL</span>. dì: sono <span class="smcap lowercase">VI</span>. leghe, e
-sopra questa montagna fu portato el nostro
-Signiore, e ivi fu tentato dal nimico,
-dicendo: <i>Dic ut lapides isti panes
-fiant</i>. In quel luogo medesimo sopra el
-monte soleva esere una bella chiesa, ma
-fu abattuta e abandonata, e ora non è altro
-che uno eremitorio abitato da una maniera
-di cristiani chiamati giorgini. E sopra
-questa montagnia abitò Abraam gran
-tempo, e però è chiamato el giardino d'Abraam.
-Tra 'l giardino e la montagnia corre
-un piccolo fiume d'acqua, la qual soleva
-esere amara, ma per la benedizione d'Eliseo
-profeta l'acqua diventò dolce e buona
-per bere. A piè di questa montagnia, verso
-el piano, è una gran fontana che entra
-nel fiume Giordano. Da questa montagnia
-infino a Gerico, andando inverso al fiume
-Giordano, non v'è altro che una lega.
-Item, sopra el camino di Gerico sedeva el
-cieco che gridava: Giesù, figliuolo di David,
-<i>miserere mei</i>; el quale incontanente
-<span class="pagenum" id="Page_124">[124]</span>
-ricevette la vista. Item, dilungi da Gerico
-due leghe, è il fiume Giordano: apresso a
-una lega è una chiesa di santo Giovanni
-Batista, dove e' battezò el nostro Signiore;
-e ivi a lato è la chiesa di Geremia profeta.
-Da Gerico infino al mare morto sono
-tre leghe: intorno a questo mare morto
-cresce assai allume. Tra Gerico e questo
-mare è la terra de' Gadi. Qui soleva crescere
-el balsimo, ma uno califfo fece levare
-gli albucegli e portargli in Bambillonia,
-e là ancora si chiamono le vite de Engadi;
-e da uno lato di questo mare, discendendo
-da Arabia, è il monte di Anobitani,
-dove è una cava chiamata Carva. Sopra
-questo monte Balath, figliuolo di Beor,
-condusse Ballaam sacerdote per maledire
-el popolo di Israel.
-</p>
-
-<h3 id="marmorto">DELLA NATURA DEL MARE MORTO,
-E DELLA LUNGHEZZA SUA.</h3>
-
-<p>
-Questo mare morto divide la terra di
-Giudea da la terra di Bagata<a class="tag" id="tag60" href="#note60">[60]</a> a quella
-d'Arabia. L'acqua di questo mare è amara
-molto e salsa, e la terra che è bagnata di
-questa, mai più non fa frutto; e la terra
-<span class="pagenum" id="Page_125">[125]</span>
-che v'è d'intorno spesso si muta di colore.
-Questa acqua gitta fuori de' suoi termini
-pesci di spalto a modo d'uno cavallo grosso;
-e questo è per ogni dì. E in ogni parte
-d'intorno, da questo mare infino a Gierusalem,
-sono ccº. grandi istadi. Questo mare
-dura dilungi <span class="smcap lowercase">VII</span>. <span class="smcap lowercase">C</span>. e <span class="smcap lowercase">LXXX</span>. stadii, ed
-è largo <span class="smcap lowercase">C</span> º. <span class="smcap lowercase">L</span>. ed è chiamato Mare morto,
-perchè non corre mai, perchè è uno stagnio
-che nè uomo nè animale può murire
-in questo mare; e questo è stato più volte
-esprementato, perchè alcuna volta vi sono
-stati vivi <span class="smcap lowercase">IIII</span>º e <span class="smcap lowercase">V</span>. giorni uomini che non
-anno potuto murire, però che questo mare
-non ritiene cosa veruna; e non si può bere
-di questa acqua, e chi vi mettessi ferro,
-e' si starebbe a galla di sopra; e chi
-vi mettessi piume, anderebono al fondo.
-E tutte questo cose sono contra natura. E
-allato a questo mare sono di molti alberi
-che portono pomi bellissimi e molto coloriti,
-e paiono maturi; ma chi gli taglia e
-rompe pel mezo, non vi truova altro che
-cenere, in significazione che per la giustizia
-di Dio le città e le terre arsono di fuoco
-infernale. Alcuni chiamono questo mare
-il lago di Alfacide, alcuni el fiume del
-diavolo e alcuni il fiume puzolente, perchè
-<span class="pagenum" id="Page_126">[126]</span>
-l'acqua è brutta e puza. E poi in questo
-mare si abissorono per la giustizia di Dio
-<span class="smcap lowercase">V</span>. città, cioè Soddoma, Gomorra, Aldama,
-Seloim e Segor per lo peccato soddomitico
-che tra loro regnava. Ma Segor, pe' prieghi
-di Lotto, fu lungo tempo difesa, perchè
-era posta alquanto sopra una montagnia:
-e quando el mare è tranquillo e 'l
-tempo è chiaro, si vegono sotto l'acqua le
-mura della città. In questa città stette un
-tempo Lotto, e ivi fu inebriato da le sue
-figliuole, e poi dormì con esse e generò
-due figliuoli, Moab e Amon; e la cagione
-perchè le figliuole inebriorono il padre
-loro fu a ciò che giacesse co loro, però
-che loro non vedevono altro uomo che suo
-padre; e credendo che tutto il mondo fussi
-sobissato come erano quele città, come fu
-nel tempo del diluvio di Noè, vollono giacere
-con suo padre per ristorare e multiplicare
-el mondo; ma Loth non sarebe
-giaciuto colle figliuole se non fussi stato
-inebriato. La montagnia, ch'è sopra di
-Segor, era chiamata in quel tempo Edom,
-e poi fu chiamata Seir, e poi Idumea. Item,
-dalla parte destra di questo mare è la moglie
-di Loth diritta a modo d'una pietra
-di sale, perchè ella si guardò a dietro
-<span class="pagenum" id="Page_127">[127]</span>
-quando le dette città si profondorono. E
-questo Loth fu figliuolo d'Aram, fratello
-d'Abraam: Sarra, moglie d'Abraam, e
-Melcala, la moglie di Nacor, furono sorelle
-del detto Loth. Sarra aveva <span class="smcap">Lxxx</span>.
-anni quando Isaac fue generato in lei, e
-Abraam aveva già auto un altro figliuolo
-chiamato Ismael di <span class="smcap lowercase">XIIII</span>º. anni, ingenerato
-di Agar sua cameriera. E quando
-Isaac ebe <span class="smcap lowercase">VIII</span>. dì, Abraam il fece circuncidere;
-e così Ismael, che aveva <span class="smcap lowercase">XIIII</span>º.
-anni; e per questa cagione e giudei che
-discendono d'Abraam si fanno circuncidere
-l'ottavo di; e i saracini, che sono discesi
-da Ismael, si fano circuncidere nel
-xiiiiº. anno. Item, questo mar morto entra
-nel fiume Giordano: ivi si perde, perchè
-più oltre non corre, e ivi entra propio di
-lungi una lega del fiume Giordano da la
-chiesa di santo Giovanni Batista, verso
-occidente. Alquanto di sopra, dove comunemente
-si bagnono e cristiani, e a una
-lega di lungi dal fiume Giordano, è la riviera
-di Loth, la quale passò Iacob venendo
-di Mesopotania.
-</p>
-
-<p>
-<span class="pagenum" id="Page_128">[128]</span>
-</p>
-
-<h3 id="fiumegior">DEL FIUME GIORDANO, E DEL LUOGO OVE
-FU SOPPELLITO IOB, E ALTRI LUOGHI.</h3>
-
-<p>
-El fiume Giordano non è molto grande
-nè molto profondo, ma mena di buon' pesci,
-e viene dal monte Libano, da due fonti
-chiamati Gior e dam; e da queste due
-fonti prese el nome del fiume Giordano:
-e passa per un lago, che è chiamato Maron.
-Poi passa per lo mare di Tiberia,
-e passa sotto le montagnie di Gelboe; e
-ivi, dall'una costa e l'altra della riviera,
-sono molte belle valle. E durono le montagnie
-di Libano di lungi infino al diserto
-di Pharaam. Queste montagnie dividono
-il reame di Soria infino al paese di Finice.
-Sopra di questi monti crescono cedri
-altissimi, e portono pomi grossi e lunghi,
-ed è la grosseza come el capo d'un uomo.
-Questo fiume Giordano divide la terra di
-Galilea da la terra di Idumea e la terra
-di Bostorum, e corre sotto terra un gran
-pezo infino a un gran piano e bello, chiamato
-in saracinesco Meldam, che vuol dire
-in nostra lingua, fiera, overo mercato;
-però che 'n questo piano spesse volte si
-fanno fiere; e ivi ritorna l'acqua grande
-e lata. Quivi in questo piano si è la tomba
-<span class="pagenum" id="Page_129">[129]</span>
-del pazientissimo Iob. In questo fiume
-Giordiano fu Cristo battezato, e ivi fu udita
-la voce del padre, dicendo: <i>Hic est filius
-meus dilectus</i>. E lo Spirito Santo discese
-sopra lui in forma di colomba, e così a
-questo battesimo fu tutta la Trinità. Pel
-mezo di questo fiume pasorono e figliuoli
-di Israel ad piedi sciutti; e ivi missono
-pietre per lo miracolo di Dio che aveva da
-parte ritratte e sostenute l'acque. In questo
-fiume Giordano si lavò Naaman di Siria,
-uomo molto ricco, ma lebroso, e fu
-subito guarito. Intorno al fiume Giordano
-son molte chiese, ove abitavono molti cristiani.
-Ivi apresso è la città di Hai, la
-quale fu assalita da Iosuè e presa. Item,
-le valle del fiume Giordano e di Mambre
-sono molte belle. Item, dalla montagnia
-sopradetta, dove el nostro Signiore digiunò
-<span class="smcap lowercase">XL</span>. dì, a due leghe dilungi, verso
-Galilea, è un bello e alto monte, sopra el
-quale el nimico portò el nostro Signiore
-la terza volta per tentarlo, e di quivi gli
-mostrò tutto il piano del paese, dicendo:
-Tutto ciò che tu vedi, ti darò, se tu t'inginocchi
-e adorera' mi. Item, dal mare morto
-andando verso oriente, fuori de' confini
-della terra di promissione, è un bello castello
-<span class="pagenum" id="Page_130">[130]</span>
-e forte nel monte, el quale è del Soldano,
-e chiamasi in saracinesco Baruth,
-che vuol dire in nostra lingua, ponte Reale.
-Questo castello fece fare Baldelorin Re
-di Francia, el quale conquistò questo paese,
-e dentro vi misse cristiani per guardarlo;
-e però fu chiamato Monte reale. E di
-sotto a questo castello è una villa, chiamata
-Sobeccha: ivi d'intorno dimorono molti
-cristiani sotto trebuto; e da qui, infino a
-Nazareth in Gierusalem, sono tre giornate,
-e vassi per la provincia di Galilea, per
-Ramata, per Sophonia, e per lo alto monte
-di Effraym, dove Elena e Anna (<i>sic</i>)
-madre di Samuel profeta dimoravono. Qui
-nacque questo profeta e fu soppellito al
-monte di Giorgia, come di sopra dissi. Da
-poi si va a Sillo, dove da Helia profeta fu
-custodita l'arca di Dio insieme colle sante
-reliquie; ivi faceva sacrificio il populo di
-Ebron al nostro Signore: ivi gli renderono
-i loro doni: ivi parlò Iddio a Samuel e
-rivelogli la mutazione dell'ordine del sacrificio
-del sacerdozio e del misterio del
-sacramento. Assai apresso, a la sinistra,
-è Gabbaom, e dallato è Rama e Beniami,
-de' quali luoghi parla la Scrittura. E poi
-vassi per Sichem, altrimenti chiamata Sichar,
-<span class="pagenum" id="Page_131">[131]</span>
-nella provincia de' Samaritani. Ivi è
-una bella valletta e fruttuosa; e ivi è una
-molto bella e buona città, chiamata Neopoli;
-e di qua a Gierusalem a una giornata
-è una fonte, dove parlò Giesù alla sanmaritana:
-e ivi soleva esere una chiesa,
-ma è stata abandonata e abattuta: e allato
-a questa fonte fece fare Roboas due vasi
-d'oro, e sì gli faceva adoperare; e a un
-pose nome Adam e a l'altro Bethel. Item,
-a una legha dalla città di Siccar è la città
-di Luza. In questa città dimorò Abraam
-un gran tempo. Siccar è <span class="smcap lowercase">X</span>. leghe di lungi
-da Gierusalem, ed è chiamata Neopoli<a class="tag" id="tag61" href="#note61">[61]</a>,
-che vuol dire città novella; e quivi è la
-sepultura di Ioseph figliuolo di Iacob, il
-quale governò Egitto; e gli giudei vanno
-in pellegrinagio in quello luogo divotamente,
-perchè e' portorono d'Egitto l'ossa
-sua e quivi le sopelirono. In questa città
-fu Reina la figliuola di Iacob, chiamata
-Dina, per cui e dua frategli uccisono
-molte persone e assai male feciono nella
-città. Ivi da lato è il monte di Garisim,
-<span class="pagenum" id="Page_132">[132]</span>
-ove e samaritani adoravono. Item, in su
-questo monte volle Abraam sacrificare il
-suo figliuolo Isaach; ivi dallato è la valle
-di Dotaim, e ivi è la citerna dove fu gittato
-Ioseph da' frategli inanzi che lo vendessono:
-e questo è dilungi due leghe da
-Siccar. Di là si va a Sanmaria, che ora si
-chiama Sabasta; e questa è la principal
-città del paese, e giace tra' monti a modo
-che fa Gierusalem. In questa città fu la
-sedia de le <span class="smcap lowercase">XII</span>. tribù di Israel, ma la città
-non è ora sì grande come soleva: ivi fu
-sepolto san Giovanni Battista fra' due profeti,
-Eliseo e Abdam; ma egli fu dicapitato
-nel castello di Macharim appresso il
-mare morto; e poi fu da' suoi discepoli
-trasportato e sotterrato in Sanmaria.
-</p>
-
-<h3 id="giuliano">COME GIULIANO APPOSTATA FECE ARDERE
-EL CORPO DI SANTO GIOVANNI E GITTARE
-LA CENERE AL VENTO.</h3>
-
-<p>
-Questo Giuliano Apostata fece ardere
-l'ossa sua, e gittare la cenere al vento,
-ma rimase intero el dito, col quale mostrò
-il nostro Signiore Giesù Cristo, dicendo:
-<i>Ecce Agnus Dei</i>; però che mai non potè
-ardere: e questo dito fece santa Techia
-<span class="pagenum" id="Page_133">[133]</span>
-vergine mettere in questi monti, ove ora
-se ne fa gran festa.
-</p>
-
-<h3 id="teodosio">COME TEODOSIO IMPERADORE TROVÒ
-IL CAPO DI SAN GIOVANNI BATISTA.</h3>
-
-<p>
-In questa città medesima di Sabasta
-solevono essere molto chiese, ma furono
-abattute: ivi era el capo di santo Giovanni
-in uno muro serrato, ma Teodosio imperadore
-il fece cavare fuori, e trovollo
-avilupato in un drappo tutto insanguinato,
-e così il fece portare a Gostantinopoli,
-e ivi è ancora. La parte di dietro della
-testa e quela dinanzi è ancora nella chiesa<a class="tag" id="tag62" href="#note62">[62]</a>
-di santo Salvestro, ove sono monaci
-del cordone: e ancora questa parte di testa
-è tutta abruciata<a class="tag" id="tag63" href="#note63">[63]</a> e quasi meza arsa,
-perchè lo imperadore Giuliano sopradetto
-per la sua cattiva volontà la fece ardere
-insieme coll'altre ossa, e così apare. Questo
-è provato per papi e per imperadori.
-E la mascella di sotto e una parte delle
-gengie e dell'ossa e il piattello ove fu
-messo il capo, quando gli fu tagliato, sono
-a Genova, e li Genovesi ne fanno gran
-<span class="pagenum" id="Page_134">[134]</span>
-festa; e simile festa fanno e saracini di
-lui. Alcuni dicono, che 'l capo di santo
-Giovanni è in Amiens in Fiandra, e altri
-dicono che questo è il capo di santo Giovanni
-vescovo. Io non so, Dio el sa, ma
-in qualunque terra si fa onore al buon
-santo Giovanni: è ben fatto. Dalla città
-di Sabasta infino a Gierusalem sono <span class="smcap lowercase">XII</span>.
-leghe.
-</p>
-
-<h3 id="fontemuta">D'UNA FONTE CHE SI MUTA QUATTRO
-VOLTE DI COLORE L'ANNO.</h3>
-
-<p>
-Nelle montagne di questo paese è una
-fonte che <span class="smcap lowercase">IIII</span>. volte l'anno si muta di colore;
-alcuna volta è verde, e alcuna volta
-è rossa; una chiara, una altra torbida, e
-chiamasi la fonte di Iacob. Le gente di
-questo paese si chiamono Sanmaritani, e
-furono dagli apostoli convertiti e battezzati,
-ma eglino non ànno mantenuto la
-lor dottrina, e mantengono legge per loro
-discordante da' cristiani, saracini e giudei
-e pagani. Egliono credono bene in uno solo
-Dio, e dicono che non è altro che uno solo
-Dio, il quale ogni cosa creò e ogni uomo
-giudicherà, e tengono alla bibbia quanto
-alla lettera, e li <span class="smcap lowercase">V</span>. libri di Muisè col salterio,
-come fanno e giudei: e dicono, che
-<span class="pagenum" id="Page_135">[135]</span>
-e' sono diritti figliuoli di Dio; e più d'altra
-gente amono Dio, e che e' sono eglino
-e proprii eredi, a chi Dio promisse la eredità.
-Questi ànno diverso abito dall'altra
-gente. Per disferenziarsi dagli altri, egliono
-si invilupono le teste con un lenzuolo
-rosso, e li saracini si invilupono lo teste
-con uno lenzuolo bianco; e li cristiani, che
-abitono in quel paese, s'invilupono le teste
-con uno panno bianco; e li giudei con
-uno panno giallo. In questo paese dimorano
-molti giudei che pagono trebuto, come
-fanno e cristiani; e se volessi sapere
-le lettere<a class="tag" id="tag64" href="#note64">[64]</a> de' giudei, che sono in quel
-paese e altrove, sono così fatte colli lor
-nomi, come vedete qui di sotto.
-</p>
-
-<h3 id="galileac">DELLE CITTÀ CHE SONO NELLA PROVINCIA
-DI GALILEA, E DOVE NASCERÀ ANTI CRISTO,
-E DOVE SARÀ NUTRITO, E DOVE
-REGNIERÀ.</h3>
-
-<p>
-Da questo paese de' sanmaritani, del
-quale v'ò parlato, si va al piano di Galilea,
-lasciando e monti da una parte. Ed è
-Galilea una delle terre de le provincie di
-promissione; e in questa provincia sono
-<span class="pagenum" id="Page_136">[136]</span>
-queste città; cioè, Naim, Capharnaum,
-Bectsaida e Corosaim. Da Bectsaida fu
-san Piero e santo Andrea: a quattro leghe
-da Corosaim è la città di Cedar, di cui
-el salterio parla: <i>Habitavi cum habitantibus
-Cedar</i>. Anti Cristo nascerà,
-come dice el profeta: <i>De Babillonia
-coluber exiet, qui totum mundum devorabit</i>.
-Questo Anti Cristo sarà nutrito
-in Betsaida e regnierà in Chapharnum;
-e però dice la Scrittura: <i>Vae tibi, Corosaim!
-vae tibi, Bethsaida! vae tibi,
-Capharnaum!</i> E tutte quelle città sono
-di Galilea, e sono <span class="smcap lowercase">IIII</span>º. leghe da Nazareth.
-Di questa città si fu Simone Cananeo e la
-femina Cananea, della qual parla el vangelio.
-Ivi fece il nostro Signiore il primo
-miracolo alla cena dello Architriclino,
-quando mutò l'acqua in vino. Ne' confini
-di Galilea, apresso e monti, fu presa l'arca
-di Dio: e dall'altra parte è il monte
-Endor e Hermon, e là d'intorno va un fiume
-del torrente Sion, altrimenti chiamato
-el torrente Radamain. Ivi da lato, Barath,
-figliuolo d'Abimalech, insieme con il figliuolo
-di Elbora profetessa, vinse l'oste
-di Idumer, quando il Re Cifaro fu morto
-con Gebel moglie di Eber Ethath, oltre
-<span class="pagenum" id="Page_137">[137]</span>
-el fiume Giordano; per forza della ispada
-uccise Zeber e Salamana. E a <span class="smcap lowercase">V</span>. leghe da
-Nain è la città di Egeraol, che altrimenti è
-chiamata Zaraim; della quale città fu Gezebella,
-malvagia Reina, la qual per forza
-tolse la vignia di Naabot. Apresso a questa
-città è il campo di Magredi, nel quale il
-Re Horia fu ucciso dal Re di Egitto, e dipoi
-fu portato e soppellito nel monte Sion.
-A una lega da Zezioel sono le montagnie
-di Gelboe, ove Saul e Gionatas, che fu
-così bello, morirono. Per quella cagione
-David gli maladisse nel salterio, dicendo:
-<i>Montes Gelboe, nec ros, nec pluvia</i>.
-A una lega dal monte Gelboe, verso oriente,
-è la città di Sacophe, la quale è
-chiamata Bethsam: sopra le mura di questa
-città fu appicata la testa del Re Saul.
-</p>
-
-<h3 id="luogodon">DEL LUOGO DOVE NACQUE NOSTRA DONNA,
-E DI QUANTO TEMPO ERA QUANDO FU
-ANNUNZIATA DA L'ANGIOLO, E QUANTO
-TEMPO VISSE DOPO LA PASSIONE.</h3>
-
-<p>
-Da poi si va a Nazareth per la montagnia
-dallato al piano di Gelboe. Nazareth
-soleva essere gran città e bella, ma
-ora è una cattiva villa di case sparte, in
-quanto ella non è murata; e siede in una
-<span class="pagenum" id="Page_138">[138]</span>
-piccola valle con monti intorno. Ivi nacque
-nostra Donna, e però portò Cristo il
-pronome di questa villa. E Ioseph tolse
-per moglie nostra Donna, esendo d'anni
-<span class="smcap lowercase">XIIII</span>: ivi salutolla l'angiolo Gabriello,
-dicendo: <i>Ave, Maria gratia plena</i> etc.
-Quivi soleva essere una chiesa, ma fu distrutta,
-nella quale era uno grande altare.
-E ivi allato è uno pilastro di quella chiesa;
-e quivi è fatto una piccola abitazione
-per ricevere l'oferte de' pellegrini, e sì la
-guardono molto bene e saracini per l'utile
-che ne tragono. Questi saracini qua
-sono più cattivi e crudeli che altrove, e
-ànno guasto tutte le chiese. Ivi è el fonte
-di Gabriel, dove si soleva bagniare il nostro
-Signiore quando era piccolino. Di questa
-fonte lui portò ispesse volte l'acqua
-a sua madre; e in questa fonte lavò asai
-volte la nostra Donna e panni del suo figliuolo
-Giesù Cristo: e da qui infino in Gierusalem
-sono tre giornate a Nazaret (<i>sic</i>),
-dove fu nutrito il nostro Signiore. Nazaret
-si è a dire fiore di giardino, e per buona
-cagione è chiamata fiore, però che in
-lui fu nutrito el fiore e 'l frutto di vita,
-cioè Giesù Cristo. Da Nazaret, a due leghe,
-è la città di Sephor, sopra a la via
-<span class="pagenum" id="Page_139">[139]</span>
-che va di Nazareth a Achon; ed a meza
-lega di là da Nazareth è lo salto del nostro
-Signiore, perchè avendolo e giudei
-menatolo sopra uno alto monte, e volendolo
-gittare per ucciderlo, Iesù Cristo
-passò pel mezo loro e salì fuori, e montò
-sopra una alta montagnia, nella quale al
-presente si vegono li passi: e per questo,
-quegli che ànno paura de i nimici o di altra
-gente di male afare, dichino: <i>Iesus
-autem transiens, per medium illorum
-ibat</i>; a memoria che Giesù Cristo passò
-per el mezo e giudei crudeli e scampò sanamente
-da loro: così sicuramente possono
-passare e scampare delle mani degli inimici
-loro. Dopo questo dicano questi due
-versi del saltero: <i>Irruat super eos formido
-et pavor in magnitudine brachii
-tui, Domine: fiant immobiles quasi lapis
-donec pertranseat populus tuus,
-Domine, quem tu possedisti</i>. Questi
-versi si dicono tre volte, e da poi si passa
-sicuramente; e sapiate che nostra Donna
-partorì nel quinto decimo anno, e conversò
-col suo figliuolo benedetto <span class="smcap lowercase">XXXIII</span>.
-anni e <span class="smcap lowercase">III</span>. mesi; e, dopo la passione del
-nostro Signiore, visse <span class="smcap lowercase">XXIIII</span>.º anni.
-</p>
-
-<p>
-<span class="pagenum" id="Page_140">[140]</span>
-</p>
-
-<h3 id="tabor">DEL MONTE TABOR, E COME EL GIUDICIO
-SARA EL DÌ DI PASQUA.</h3>
-
-<p>
-Item, da Nazareth si va al monte Tabor
-e non v'è altro che <span class="smcap lowercase">IIII</span>. leghe; il quale
-è bel monte e alto, ove soleva esere asai
-chiese, ma sono distrutte; e ancora
-v'è un luogo che si chiama la squola di
-Dio, ove soleva amaestrare e suoi discepoli,
-e apriva loro e segreti di Dio. A piè
-del monte Tabor, Melchisedech, che fu
-Re di Salem, chiamata poi Ierusalem, al
-declinare del monte, iscontrò Abraam, il
-quale ritornava dalla battaglia, nella quale
-aveva morto el Re Amalech. Item, in
-questa montagna si trasfigurò il nostro
-Signiore dinanzi a san Piero e santo Iacopo
-e santo Giovanni: qui vidono spiritualmente
-Moisè e Elia profeta, e imperò
-disse santo Piero a Cristo: <i>Bonum est
-nos hic esse; si vis, faciamus hic tria
-tabernacula</i>. Sì vi udirono la voce del
-Padre, dicendo: <i>Hic est filius meus dilectus,
-in quo mihi bene complacui</i>:
-e Iesù Cristo li comandò che non dicesono
-ad alcuno questa visione, infino che non
-fussi risucitato da morte a vita. In questo
-monte e in questo luogo medesimo el dì
-<span class="pagenum" id="Page_141">[141]</span>
-del giudicio <span class="smcap lowercase">IIII</span>. angeli soneranno <span class="smcap lowercase">IIII</span>.
-trombe, e risuciteranno tutti e morti, che
-son morti da poi che fu creato el mondo;
-e tutti verranno in corpo e in anima dinanzi
-al cospetto di Dio al giudicio ne la
-vale di Iosafat; e sarà questo giudicio el
-dì di pasqua, in quell'ora medesima che
-risucitò il nostro Signore; e sarà cominciato
-questo giudicio nell'ora che 'l nostro
-Signiore discese a l'inferno per ispogliarlo;
-però che in questa ora spoglierà
-il mondo e rimunererà gl'amici suoi in
-grazia, e li nimici a pena perpetua gli
-condannerà. E in quel tempo arà ciascuno
-el merito de le sue opere, o bene o
-male, se la gran misericordia di Dio non
-anticipa la sua giustizia. Item, a una lega
-dal monte Tabor è el monte di Emon,
-e ivi fu la città di Naim, inanzi a la porta
-de la quale el nostro Signiore e' risucitò
-el figliuolo della vedova. Item, a tre
-leghe da Nazaret è il castello di Saffia,
-dove furono e figliuoli di Zebbedeo e i figliuoli
-d'Alfeo; e, a <span class="smcap lowercase">V</span>. leghe da Nazaret,
-è il monte di Caim, di sotto el quale è una
-fonte; e quivi allato Lamech, padre di
-Noè, ucciso Caim con una saetta, perchè
-Caim andava pe' monti a modo d'una bestia,
-<span class="pagenum" id="Page_142">[142]</span>
-e vivette in quela forma più di <span class="smcap lowercase">CC</span>º.
-anni, insino al tempo di Noè. Da Saffia si
-va al mare di Galilea e alla città di Tiberìa,
-che siede sopra questo mare; e quantunque
-si chiami mare, non dimeno non è
-mare nè braccio di mare, anzi è uno lago
-d'acqua dolce, el quale è lungo <span class="smcap lowercase">C</span>º.
-stadii e largo <span class="smcap lowercase">XL</span>; e sonvi dentro di buon
-pesci; e pel mezo vi core el fiume Giordano.
-La città non è tropo grande, ma assai
-magnificenzie vi sono; e là dove si
-parte el fiume Giordano, all'uscire del
-mare di Galilea, è un ponte grande, per
-lo quale si passa da la terra di promissione
-ne la terra del Re Balsam e ne la
-terra di Gierusalem, le quale sono tutte
-d'intorno al fiume Giordano, infino al cominciamento
-del mare di Tiberìa; e di là
-si può andare in Damasco in 3. giorni per
-la regione Traconidia, la quale regione
-dura dal monte Emon infino al mare di
-Galilea o al mare di Genezareth, che è
-tutto un mare. Questo è il lago sopradetto,
-ma e' muta el nome per le cittade che vi
-sono sopra; e sopra a questo mare andò
-el nostro Signore appiè asciutti, e ivi rilevò
-san Piero, quando era già mezo annegato,
-quando disse:<i>Modicæ fidei, quare
-<span class="pagenum" id="Page_143">[143]</span>
-dubitasti?</i> E dopo la sua resuresione
-aparve un'altra volta a' suoi discepoli sopra
-questo mare, e chiamandogli che pescassono,
-empierono le rete di gran pesci.
-E in questo mare navicò Iesù molte volte,
-e quivi chiamò san Piero e santo Andrea,
-san Iacopo e san Giovanni, figliuoli di Zebedeo.
-Ne la città di Tiberìa si è la tavola
-sopra la quale el nostro Signiore mangiò
-co' suoi discepoli dopo la resuresione,
-el qual non conobono, se non al rompere
-del pane, come dice el vangelo:
-<i>Et cognioverunt eum in fractione panis</i>.
-E apresso a la città di Tiberìa è il
-monte, ove il nostro Signore con <span class="smcap lowercase">V</span>. pani
-e due pesci saziò <span class="smcap lowercase">V</span>. mila persone. In questa
-città per ira fu gittato un tizone ardente
-dietro a Giesù Cristo; il capo del
-tizone percosse in terra, e subito rinverdì
-e crebe in un grande albero, e al presente
-cresce, e la scorza è ancora abruciata.
-</p>
-
-<h3 id="santanna">DOVE NACQUE SANTA ANNA.</h3>
-
-<p>
-Item, al capo di questo monte, inverso
-settentrione, è uno forte castello chiamato
-Saphor, et è posto apresso di Chapharnau
-ne la terra di promissione; non
-è castello sì forte, e di sotto è una buona
-<span class="pagenum" id="Page_144">[144]</span>
-villa, chiamata Saphor. In questo castello
-nacque santa Anna, madre di nostra
-Donna; e di sotto fu la casa di Centurione;
-e questo luogo fu chiamato Galilea da
-le gente che furono date a le tribù di Zabulon
-e Nefthali. E ritornando da questo
-castello, a <span class="smcap lowercase">XXX</span>. miglia, è la città di Naan,
-che altrimenti è chiamata Selmas. Di
-questa fu Cesaro figliuolo d'Apollo, el
-quale sedeva apresso del monte di Libano,
-dove comincia il fiume Giordano. Ivi
-comincia la terra di promissione, e dura
-infino a Bersabè di lungo andando, verso
-Bissa, infino a mezo dì, e tiene per largo
-<span class="smcap lowercase">C</span>º. <span class="smcap lowercase">LXXX</span>. leghe: e da Ierusalem al Giaffo
-sono <span class="smcap lowercase">LX</span>. leghe lombarde, che sono piccole:
-queste non sono leghe di Guascogna,
-nè di Provenza, nè de la Magnia, le quale
-son grande. E sapiate che la terra di
-promissione è in Siria, perchè il reame
-di Siria dura d'Arabia infino a Colizia,
-cioè la grande Armenia; e questo è da
-mezzodì verso Bissa, e da oriente inverso
-occidente, dal gran diserto d'Arabia insino
-al mare d'occidente. E in questo reame
-di Siria sono più province, come è Palestina,
-Gaza, Galilea e Giudea, e senza
-molte altre di questo paese.
-</p>
-
-<p>
-<span class="pagenum" id="Page_145">[145]</span>
-</p>
-
-<h3 id="usanzacr">DELL'USANZA DI QUESTO PAESE, E DI DIVERSE
-MANIERE DI CRISTIANI E DI LOR
-COSTUMI, E COME E' FANNO LA LORO CONFESSIONE,
-E DELLE AUTORITÀ, LE QUALE
-ALLEGONO PER LORO OPPINIONE.</h3>
-
-<p>
-Egli ànno una usanza, che quando una
-città o un castello à intorno l'assedio e
-non possono mandare fuori e messaggi,
-egli legono le lettere al collo a certi loro
-usati colombi talmente amaestrati, e
-quali portono e riportono e lor messaggi,
-perchè questi colombi sono notriti che
-vanno da l'un luogo a l'altro, e quali luoghi
-sì usono comunemente. E sapiate, che
-tra questi saracini, in ogni parte dimorono
-molti cristiani di molte maniere e di
-molti nomi, tutti battezzati; e ànno diverse
-lingue e diversi costumi, ma tutti
-credono in Dio Padre e Figliuolo e Spirito
-Santo; e tutta via mancono in alcuno
-articolo della fede. Alcuni si chiamono
-Giacobini, perchè santo Iacopo si convertì
-e santo Giovanni Batista gli battezzò.
-Questi dicono che solo a Dio si debe
-confessare e peccati, e none agl'uomini,
-perchè si debbe chiamare in colpa
-in verso colui che si offende: e dicono,
-<span class="pagenum" id="Page_146">[146]</span>
-che nè Idio, nè e profeti non ordinorono
-mai che niuno si confesassi da altri che
-da Dio; sì come disse Moisè nella Bibbia:
-e per questo disse David nel Salterio:
-<i>Confitebor tibi, Domine, in toto
-corde meo; e altrove: Delictum meum
-cognitum tibi feci, quia Deus meus
-es tu et confitebor tibi</i>; però che e' sanno
-tutta la Bibbia e el Salterio, ma non
-allegono le autorità latine, anzi nel loro
-linguagio assai convenientemente, sì che
-e' dicono, che David e gli altri profeti si
-concordiano co e nostri dottori e con alcune
-de le loro openione, e massime con
-santo Agostino, dove dice: <i>Qui scelera
-sua cogitat et conversus fuerit, veniam
-inveniat</i>. Cum Gregorio: <i>Domine
-potius mentem quam verba inspicies
-respicis</i>; et cum sancto Hilario: <i>Longorum
-temporum crimina in ictu oculi
-pereunt si cordis nata fuerit compunctio</i>.
-E però dicono, che solo a Dio
-si debono confessare e sua peccati, e a
-lui promettere d'emendare. Però, quando
-si vogliono confessare, s'accendono
-fuoco allato a loro e sì vi gettono dentro
-incenso e altre spezie odorifere, e nel
-fummo si confessono a Dio, e dimandono
-<span class="pagenum" id="Page_147">[147]</span>
-misericordia. Ed è vero, che questo
-confessare è naturale e primitivo, ma e
-santi padri e' papi che sono venuti da poi,
-ànno ordinato di fare la confessione a
-l'uomo, e per buona cagione; perchè egli
-ànno riguardato che niuna malizia
-può essere sanata, e non si può dare buona
-medicina, se prima non si sa la qualitade
-e non si conoscie la natura del male;
-e per lo simile non si può dare buona penitenzia,
-se prima non si sa la qualitade
-del peccato; però che e peccati non sono
-equali ne' luoghi e nei tempi, e però si
-conviene sapere la qualità de' peccati, e,
-secondo quegli, dare la debita penitenzia.
-Item, vi sono altri cristiani chiamati soriani,
-e tengono el mezo de la fede tra
-noi e' greci: eglino portano barbe a modo
-che fanno e greci, e fanno sacrificio
-di pane lievito; e nel loro parlare usono
-lettere saracinesche, ma nel misterio
-della chiesa usano lettere greche, e
-fanno la loro confessione a modo di iacopini
-di sopra detti. Altri cristiani quivi
-sono, chiamati Giorgiani, e quali convertì
-santo Giorgio, e lui onorono più che
-altro santo di paradiso, e sempre lo chiamono
-in ogni suo aiuto. Questi, che vennono
-<span class="pagenum" id="Page_148">[148]</span>
-del reame di Giorgia, portono cheriche
-rase tonde, cioè e preti; e i laici
-quadrata la portono, e questi tengono la
-lingua greca<a class="tag" id="tag65" href="#note65">[65]</a>. E altri vi sono chiamati
-cristiani dalla cintura. Altri sono Ariani,
-altri Nubiani, altri Indiani, che sono della
-terra del prete Giovanni, e tutti questi
-ànno alcuno articolo della fede nostra
-e negli altri variono; e perchè troppo sarebe
-lungo el parlare di tutti, però di ciò
-farò fine.
-</p>
-
-<h3 id="damasco">DEL SITO DI DAMASCO, E DA CUI FU EDIFICATO,
-E DELLA BELLEZA E ABUNDANZIA
-SUA; E COME SANTO PAULO, EL
-QUALE LEGGEVA FISICA IN DAMASCO, FU
-CONVERTITO.</h3>
-
-<p>
-Poi che io v'ò divisato alcuna parte
-delle genti che dimorano infra quegli termini,
-io voglio ritornare al mio camino.
-Per ritornare di qua adunque, chi vuole
-ritornare da la terra di Galilea, de la quale
-io ò parlato, e' à a venire per Damasco,
-che è molta bella città e molto nobile e
-piena d'ogni mercatanzia: è tre giornate
-dilungi dal mare, e <span class="smcap lowercase">V</span>. giornate dilungi
-<span class="pagenum" id="Page_149">[149]</span>
-da Gierusalem. Tutto le loro mercatanzie
-portono sopra cammelli, cavagli, muli e
-drumedarii e altre bestie infino alla città,
-e le mercatanzie vengono per mare, cioè
-d'India, di Persia, Caldea e della grande
-Armenia e da altre nazione<a class="tag" id="tag66" href="#note66">[66]</a>. Questa città
-edificò Eliseo Damasco, famiglio e spenditore
-d'Abraam, prima che fusse nato
-Isach, perchè e' si credea rimanere erede
-d'Abraam, e chiamò la città del suo propio
-nome, Damasco. In quela piaza dove
-fu edificato Damasco, Caino uccise il suo
-fratello Abel; e allato di Damasco è el
-monte Seir. In questa città e di fuori sono
-assai fontane e molti be' giardini e assai
-diversi frutti: niuna città si potrebe comparare
-con questa di begli giardini e di
-begli palagi. La città è grande, e ben
-murata a doppie mura, e è ben pulita. Ivi
-sono molti fisici, e santo Paulo, prima
-che fussi convertito, ivi era fisico per
-mantenere il corpo in sanitade; ma da poi
-la conversione, diventò fisico dell'anime;
-o santo Luca Evangelista fu suo discepolo,
-per imparare fisica, e molti altri;
-e però che san Paolo teneva scuola di fisica,
-<span class="pagenum" id="Page_150">[150]</span>
-e ivi appresso Damasco fu convertito.
-E dapoi tre dì a la sua conversione,
-nella città stette sanza vedere, nè bere,
-nè mangiare; e in questi tre dì fu aperto
-il cielo, ove e' vedeva di molti secreti del
-nostro Signiore. Assai apresso a Damasco
-è un castello, chiamato Arches.
-</p>
-
-<h3 id="sardemaco">QUIVI DESCRIVE EL SITO DELLA CHIESA DI
-NOSTRA DONNA DI SARDEMACO E DELLA
-INMAGINE SUA, LA QUALE È IVI DIPINTA
-CON DIVERSI COLORI; E POI DESCRIVE LA
-VALLE DI BELIAR, LA CITTÀ DI TRIPOLI
-E LA CITTÀ DI BARUTI, OVE SANTO GIORGIO
-UCCISE EL DRAGONE.</h3>
-
-<p>
-Di Damasco si viene alla chiesa della
-vergine Maria di Sardemach, che è <span class="smcap lowercase">V</span>. leghe
-dilungi da Dammasco, e siede sopra a
-un sasso: e quivi è un bello luogo simigliante
-a un castello, e ivi è assai belle
-chiese. Quivi dimorono monaci cristiani,
-e di sotto a la chiesa è una bella volta,
-ove dimorono cristiani, et evvi molto buono
-vino; e nella chiesa di rieto al grande
-altare nel muro, è una bella tavola di legnio,
-dove è la immagine di nostra Donna,
-e fu già dipinta di colori, e quali poi
-si convertirono in carne per divin miracolo;
-<span class="pagenum" id="Page_151">[151]</span>
-e la detta tavola sempre è unta a
-modo d'olio d'uliva; e di sotto è un vaso
-bene aconcio per ricorre l'olio che gocciola;
-o di questo olio è donato a' pellegrini
-che si lavano, però che questo olio viene
-per divino miracolo: e questo olio sì libera
-el cristiano da molte malattie; e sì dicono,
-che chi guarda questo olio nettamente,
-infine di sette anni sì si converte
-in carne e in sangue. Da Sardemach si va
-per la valle di Beliar, la quale è molta
-bella e fruttifera; e giace questa valle fra
-montagnie; e sono quivi di belle riviere e
-di be' prati e di grandi pasture per bestiame;
-e vassi per le montagnie di Libano,
-che durono da la grande Armenia
-verso Bissa, infino a Adam, che è inverso
-mezo dì, al cominciamento della terra di
-promissione, sì come è detto di sopra.
-Queste montagne sono fruttifere: quivi
-sono di belle fontane, cedri e cipressi, e
-molti altri alberi; quivi sono di molte
-belle ville e ben popolate. Dal capo di
-queste montagnie, fra la città di Arca e
-la città di Baphian, è una riviera chiamata
-Sabbataicor, però che il sabato corre
-fieramente e gl'altri giorni di poco o
-niente. E tra queste montagnie è un'altra
-<span class="pagenum" id="Page_152">[152]</span>
-riviera, la qual di notte si ghiaccia
-fortemente, e 'l dì non è punto aghiacciata.
-E, ritornando per queste montagnie,
-si va a una montagna grande e
-alta, chiamata la Gran Montagna, dove
-è una gran città chiamata Tripoli. In questa
-città dimorono molti cristiani buoni,
-sicondo la nostra legge. Di quivi si va a
-Baruth, dove san Giorgio uccise il dragone:
-quivi è buona villa e buon castello
-forte, come è sopra detto; ed è tre giornate
-di qua da Sardemach a Baruth, e
-<span class="smcap lowercase">XVI</span>. leghe dalla città di Sidona in mare.
-Chi vuole rivenire per di verso Cipro, o
-vero vien per terra infino al porto di Siron,
-o vero di Tiro; e di là si viene in Cipro
-in poco tempo, perchè gli è sotto; o
-veramente si va dal porto di Tiro più dritto
-sanza andare in Cipro, perchè si torce
-ad arrivare ad alcuni porti di Grecia; e
-doppo si viene a quele parte che altre
-volte v'ò iscritte. E poi che io v'ò dette
-e mostrate le vie per le quali si va primamente,
-per lo più lungo camino, a Babillonia
-e al monte Sinai e altri luoghi,
-e quali v'ò di sopra detto, e per quel camino
-si ritorna pelle terre di promissione;
-ora vi vo' discrivere la diritta via per
-<span class="pagenum" id="Page_153">[153]</span>
-andare dirittamente a la santa città di
-Gierusalem. Però che molti vanno a Gierusalem,
-che non ànno intenzione di pasare
-più oltre, o perchè non ànno suficente
-compagnia, o perchè non possono
-sostenere le fatiche, o perchè ànno dubio
-di passare e diserti, o perchè ànno
-fretta di tornare alle moglie o a' figliuoli,
-o per altre ragionevol cagione, qui brievemente
-dirò dove si può andare sanza mettere
-troppo tempo, e sanza lungo indugio,
-sì come altre volte v'ò detto.
-</p>
-
-<h3 id="viabrieve">DELLA VIA PIÙ BRIEVE PER ANDARE ALLA
-TERRA SANTA PER MARE, E DELLE COSE
-CHE SI TRUOVONO PER LO CAMINO.</h3>
-
-<p>
-Chi dalle parti occidentali si va per
-Francia, e per Borgogna, e per Lombardia,
-al porto di Vinegia, o di Genova,
-o ad altro porto di que' confini, vassi per
-mare a l'isola di Gieph, che è de' genovesi;
-e poi s'arriva in Grecia al porto di
-Miroth, o di Valona, o di Durazo a uno
-degl'altri porti: poi si va per terra per
-dirizarsi, e asai presto si torna al mare;
-e vassi diritto in Cipri sanza entrare ne
-l'isola di Rodi; anzi si lascia da lato, chi
-vuole, e arivasi al porto di Famagosta, el
-<span class="pagenum" id="Page_154">[154]</span>
-quale è principale porto di Cipri; o vero
-al porto di Limissa; e poi s'entra in mare,
-e vassi, passando el porto di Tiro; e, sanza
-montare altrove, si passa per mare, costeggiando
-tutta via da questa banda infino
-a la cità del Giapho: e questo si è
-il più propinquo porto a Gierusalem. Da
-questo a Gierusalem non è altro che una
-giornata e mezo, che sono leghe <span class="smcap lowercase">XVI</span>, sì
-che, andando da Giapho, si va per terra
-alla città di Rama, la quale è assai presso
-al Giapho; ed è bela città e dilettevole.
-E di fuori di Rama, verso mezo dì, è una
-chiesa di nostra Donna, dove il nostro Signiore
-si mostrò in tre ombre, che significono
-la Trinità. Ivi apresso è un'altra
-città, chiamata Diospoli, e soleva esere
-chiamata Sibda, ed è bene abitata; e ivi
-è una chiesa di san Giorgio, dove fu lapidato.
-Di là si va al castello d'Emaus, e
-dipoi al monte Sora, ove giace Samuel
-profeta; e di qui si va a la città di Gierusalem:
-e apresso el camino, si è Ramata
-e il monte Modon, onde fu Mathathias
-padre di Macabeo; e ivi sono le lor tombe.
-Item, allato a Ramata è la villa di
-Theuch, della qual fu Amos profeta: ivi
-giaciono e santi pellegrini, che muoiono
-<span class="pagenum" id="Page_155">[155]</span>
-in Gierusalem: altre volte avendone parlato,
-al presente non vi dirò più. Io voglio
-ancora ritornare a un'altra via, per
-la quale si va la magior parte per terra.
-</p>
-
-<h3 id="altrevie">DI MOLTE ALTRE DIVERSE VIE PER ANDARE
-AL DETTO LUOGO SANTO PER TERRA, E
-DE' LUOGHI E QUALI SI TRUOVONO PER LA
-VIA, E DE' COSTUMI DI QUELLE GENTE E
-DI MOLTE ALTRE COSE.</h3>
-
-<p>
-Per quegli che non possono sostenere
-el movimento del mare, che, quantunque
-si patisca più fatica e più pena, non di
-meno gli piace andare per terra quanto
-più possono, come altra volta v'ò detto
-si va ad alcun porto di Lombardia, e passasi
-in Grecia, e poi in Gostantinopoli, e
-pasasi pel bracio di san Giorgio, e vassi
-a Ruffinello, dove è un forte castello, e
-poi si va per Capadocia, ch'è un gran
-paese, dove sono gran monti; e vassi per
-Turchia al porto di Chinamont, e alla
-città di Nicha, che è apresso di questa
-città leghe <span class="smcap lowercase">VII</span>. E turchi la tolsono a lo 'mperadore
-de' Romani, ed è molta forte
-città di mura e di torre: da l'altro lato
-è un lago grande e largo e lì è una riviera
-chiamata Lelai. Di là si va per le alpe
-<span class="pagenum" id="Page_156">[156]</span>
-di Neromonte, e per la valle di Malabruno,
-e per lo stretto delle montagne, e per
-la villa di Dormanolch, e per le ville che
-sono sopra el Rodai e sopra Francona,
-che sono molte buone riviere. Da poi si
-va ad Antiochia: ivi intorno sono molti
-begli monti e boschi e grande abundanzia
-di bestie salvatiche da caccia. E puossi
-andare per uno altro camino, per li piani
-di Romania. Su per le coste è una bella
-torre, chiamata Florenza; e di sopra, fra
-le montagnie, è la città di Torsont, e la
-città di Nongimach, e Assera e Meremistra.
-E quando son passate le montagnie,
-si va per la città di Maroste, e per Artessa,
-dove è un gran ponte sopra la riviera
-di Ferma, la quale riviera si chiama Faiffar,
-ed è gran riviera, e porta naviglio,
-e corre fortemente, e viene da le fonte e
-da le montagnie verso la città di Damasco.
-Ivi è un'altra riviera, che viene da
-le montagne di Libano, chiamata Albana,
-che corre apresso Damasco. Al passar
-di questa riviera, santo Eustachio
-perse due figliuoli, avendo ancora perso
-la moglie. Questa riviera passa per li
-piani di Arcadia, e va infino al mar rosso.
-E poi si va a la città di Fermina, dove
-<span class="pagenum" id="Page_157">[157]</span>
-sono molti bagni caldi; e poi si va alla
-città di Ferne. Tra Fermina e Ferna sono
-di begli boschi: e poi si va in Antiochia
-che v'è presso a 20. leghe. Antiochia è
-bella città e ben fornita di mura e di torre
-ed è molta grande, e soleva essere lunga
-due leghe e larga una lega e mezo.
-Per questa città corre la detta riviera di
-Farfar; e soleva avere intorno a le mura
-<span class="smcap lowercase">C</span>º. e <span class="smcap lowercase">L</span>. torre, e per ciascuno pilastro del
-ponte era una torre. Questa è la più nobil
-città del Reame di Soria, e a <span class="smcap lowercase">VIII</span>.
-leghe è il porto di santo Simone. Quivi
-entra Farfar in mare. Da Antiochia
-si va a la città di Schiavonia e poi a
-Gibel, e poi a Chortexa. Ivi allato è
-la terra della Cammilla, dove è uno forte
-castello chiamato Maumech. E da Cortexsa
-si va a Tripoli; e al passare per lo
-stretto de' monti è la città di Gibeloch; e
-poi a Baruthi sopra el mare; e poi si va
-a la città d'Acri. E ivi sono due vie per
-andare a Gierusalem; la sinistra va a Damasco
-e per lo fiume Giordano, e la destra
-va per la marina e per la terra di Flagania.
-E da lato sono le montagne insino
-alla città di Caifas, ove Caifas fu Signore.
-Alcuni la chiamano Castello Pelegrino. E
-<span class="pagenum" id="Page_158">[158]</span>
-da ivi infino a Gierusalem sì sono ben tre
-giornate, e sì si va per Cesarea Filipense,
-per Giafo, per Rama, per lo castello
-di Emaus, e poi a Gierusalem.
-</p>
-
-<p>
-Io v'ò dimostrato alcune vie per terra
-e per mare, per le quali si può andare
-a le terre di promissione; e quantunque
-altre vie vi sieno, sicondo che
-gl'uomini si muovono, non dimeno queste
-e altre tornono a un fine. Ancora li è
-un'altra via, per la quale si può andare
-per tera sanza mare insino a Gierusalem;
-e perchè questa è tropo faticosa via, pochi
-vanno per essa, ma vassi per Alamania,
-e per Brettania fino in Prussia; e
-poi per Tartaria infino in Gierusalem.
-Questa Tartaria risponde al gran Cane,
-del quale io parlerò poi, però che infin
-qui dura la sua signioria, e tutti e principi
-di questa Tarteria li rendono trebuto.
-Questa è cattiva terra e arenosa e poco
-fruttifera, perchè poche biade e poco
-vino vi nasce; nè frutta, nè legname, ma
-ivi è multitudine di bestiame, e però non
-mangiono altro che carne sanza pane e
-beono la broda e latte di bestie, e mangiono
-cani, lupi, gatte, topi e ogni bestia,
-e in luogo di legnie ardono sterco
-<span class="pagenum" id="Page_159">[159]</span>
-di cavallo e d'altre bestie seccato al sole;
-e il loro principe e altre genti non mangiono
-se none una volta el dì e poco mangiono.
-Questa è brutta gente e immonda
-e di mala natura. In questo paese la state
-casca spesso tempesta e fulgori e saette
-e uccidono molte gente; e in un subito è
-gran caldo in questo paese, e pel simile
-in un subito è gran freddo; e questa mutazione
-è da ogni tempo; e per tanto questo
-si è un brutto paese, povero e cattivo:
-e i principi loro che governano el paese,
-el qual loro chiamono Batri, stanno a la
-città di Ordia. E veramente niuno valente
-uomo doverebe stare, nè abitare in
-questo paese, imperò che 'l paese non è
-pur degno che v'entrino cani. Questo paese
-sarebe buono per seminare ginestre,
-spine e roghi, però che ad altra cosa non
-vale; ma pure in alcuni luoghi è buona
-terra, ma è di rado. Io non sono però
-stato per quella via, ma sono stato per
-altre terre che vi confinano in quella
-costa. Io non andai mai per quella a Ierusalem;
-per la qual cosa io no ve la potrei
-ben divisare. Ma se questa materia
-piace ad alcuno valente uomo, el quale
-sia stato per questa via, piacendo a lui
-<span class="pagenum" id="Page_160">[160]</span>
-vi può questo agiugnere, a ciò che quelli
-che vogliono fare questa via per queste
-parte, eglino possino sapere qual camino
-e' voglino tenere, però che malagevolmente
-si può tenere per questa via, salvo
-per gran freddura: e questo è per l'acque
-cattive e' mari che sono in quelle parti,
-che non si possono passare, se non quando
-sono fortemente ghiacciate; però che,
-se non fussino diacciate, non è uomo nè
-cavallo che vi potessi andare: e dura tre
-giornate questa mala via, passando per
-Prussia infino a la terra abitabile de' Saracini.
-E li cristiani che vanno a combattere
-con costoro, conviensi portare
-dietro vittovaglie, però che none troverebono,
-e conviene che tutte si facino
-caricare per lo ghiaccio con carri sanza
-ruote, che loro chiamono Solens; e tanto
-vi dimorono, quanto basta loro le vittovaglie
-ch'eglino portono con loro; però che
-là non se ne truova per moneta. E quando
-gli esploratori di quele gente vegono
-venire e cristiani contra loro, e' fugono a
-le ville e fortezze, gridando: Herra, herra;
-e subito s'armono e sì si ragunono insieme.
-E sappiate, che in quelle parte è
-maggiore ghiaccio che di qua, e però à
-<span class="pagenum" id="Page_161">[161]</span>
-ciascuno stufe, nelle quale fanno e fatti
-loro, perchè sono nelle parte settentrionale
-presso Bissa, ove fanno grandissimi
-freddi; però che 'l sole si è dilungi molto
-da quel paese adietro, sotto lo polo artico.
-Ivi è tanto freddo che non si può abitare;
-e all'opposito, a man diritta, verso
-mezo dì è tanto caldo, che il paese è
-inabitabile; però che quando el sole è a
-mezo dì, gitta e sparge e suoi razi dirittamente
-sopra di quelle parte.
-</p>
-
-<h3 id="leggemaom">DELLA LEGE DI MAOMETTO E DELLA OPPINIONE
-DE' SARACINI; E DELLE OPPINIONE
-CHE ÀNNO DOPO LA MORTE LORO, E DOVE
-L'ANIMA LORO VADA, E IN QUAL LUOGO;
-E DI QUEL CHE TENGONO DEL PARADISO
-E DELLO 'NFERNO, E DELLA FEDE CHE
-ÀNNO.</h3>
-
-<p>
-E perchè io ò parlato de' saracini e
-de' lor paesi, se voi volete sapere alcuna
-parte della loro lege, io ve la dirò sicondo
-che si truova nel loro Alcorano. Alcuni
-chiamono questo libro Mesaph e alcuni
-chiamono Harmen, sicondo le lingue
-del paese: el quale libro gli dette Maometto,
-nel quale io spesse volte legendo
-ò veduto e trovato scritto, che e' buoni
-<span class="pagenum" id="Page_162">[162]</span>
-anderanno in paradiso e i cattivi allo 'nferno.
-E questo credono e saracini; e chi
-gli domanda, che credono del paradiso, e
-egliono rispondono, che 'l paradiso è un
-luogo dilicato, nel quale luogo si truova
-d'ogni tempo di ciascuna maniera di frutti,
-e de' fiumi di latte e di mele e di vino sempre
-corrente, e d'acque dolce; e che quivi
-son case belle e nobile, sicondo el merito
-di ciascuno, adornate di pietre preziose,
-d'oro e d'ariento; e ciascuno arà damigelle
-e sempre userà co loro, e sempre le
-troverà più belle. Item, lor credono e odono
-volentieri parlare della vergine Maria
-e della incarnazione di Dio, e dicono
-bene che Maria fu annunziata da l'angiolo,
-e come santo Gabriello le disse,
-ch'ell'era da Dio eletta, quando gli annunziò
-la incarnazione di Iesù Cristo, e
-che ella concepette e partorì vergine. E
-questo medesimo testimonia il loro Alcorano;
-e dice questo libro che, Iesù Cristo,
-come nacque, che subito parlò e fu
-santo profeta e verace in parole e in fatti,
-e vero e pietoso e diritto sanza vizio. E
-dice questo libro, che quando l'angiolo
-anunziò la incarnazione, la vergine Maria
-era giovane e aveva gran paura: però
-<span class="pagenum" id="Page_163">[163]</span>
-che uno, chiamato Tham, el quale era incantatore
-e Sortiero, era nel paese e fecesi
-spesse volte in forma d'angiolo, e
-andava a dormire colle fanciulle; e Maria
-alora sì temee, che questo Tham non la
-volessi ingannare sotto spezie d'angiolo,
-e scongiurò l'angiolo, che li dicessi, s'egli
-era colui. E l'angiolo rispose, che di
-nulla dubitassi, che esso era certo messo
-di Dio. Item, questo libro dice, che, quando
-ella ebe partorito sotto uno albero di
-palma, dove era el presepio del bue e de
-l'asino, che ela si vergognava aver partorito
-e piagneva forte, dicendo, che ella
-vorrebbe essere morta. Allora el figliuolo
-parlò, confortandola, e disse: Madre, non
-ti dubitare punto, che Dio à mostrato in
-te el suo segreto per la salute del mondo.
-In molti altri luoghi dice il libro Alcorano,
-che 'l nostro Signiore parlò, come nacque.
-E dice questo libro, che Giesù fu
-mandato da Dio onnipotente per esere
-spettaculo, essemplo e spechio a ciascheduno
-uomo. E per lo simile questo Alcorano
-dice, che il dì del giudicio Dio verrà
-a giudicare ogni gente e e' buoni trarrà
-a sè e' cattivi condannerà a lo 'nferno.
-E dice, che tra tutti e profeti, Giesù fu
-<span class="pagenum" id="Page_164">[164]</span>
-il più ecelente e il più propinquo a Dio. E
-dice, che fece e Vangeli, ne' quali sono di
-buone dottrine e sapienzia e dilettazione
-e chiareza e verità e predicazione verace.
-E quegli che credono in Dio dicono, che
-egli è vero profeta e più che profeta e
-sanza peccato, e che illuminò e ciechi e
-liberò gl'infermi e risucitò e morti; e che
-el mondo vive in lui. Quando loro vegono
-e Vangeli del nostro Signiore, gli legono
-volentieri, e spezialmente quello dove è
-scritto: <i>Missus est angelus Gabriel</i>. Il
-quale Evangelo, gli uomini litterati spesse
-volte dicon con loro orazioni e bacionlo e
-tengonlo con grande riverenzia e divozione.
-Item, e' digiunono un mese fra l'anno,
-e non mangiono infino a notte; e tutto
-questo mese non usono con femine; ma
-gl'infermi non sono costretti a questo digiuno.
-Item, il detto libro parla de' giudei
-che son cattivi, e che non vogliono credere
-a Giesù che fusse per parte di Dio e che
-egli mentono falsamente di Maria e del
-suo figliuolo, dicendo che egliono avevono
-crocifisso Giesù figliuolo di Maria,
-però che non fu mai crucifisso, come dicono,
-anzi il fece Idio ascendere a sè sanza
-morte e sanza magagna, ma trasformò
-<span class="pagenum" id="Page_165">[165]</span>
-la sua forma<a class="tag" id="tag67" href="#note67">[67]</a> in uno, chiamato Iudas Scarioth;
-e questo crucifissono e giudei, pensando
-che fussi Giesù, che era salito in
-cielo vivo a giudicare il mondo. E però dicono,
-che i cristiani ànno poco conoscimento;
-che semplicemente e falsamente credono,
-che Giesù Cristo fussi crucifisso; che
-arebe fatto contro alla sua giustizia a soferire
-che Giesù Cristo, el quale era inocente,
-fussi sanza colpa stato messo a morte
-(sic); e in questo articolo dicono che noi
-falliamo; però che la grande giustizia di
-Dio non poterebe così fatta cosa soferire;
-e in questo manca la lor fede. E sì confesson
-bene, che furno buone l'opere sue,
-e che son verace parole li Evangeli e le
-sue dottrine, e veri e suoi miracoli, e che
-la benedetta vergine Maria fu santa e
-buona e vergine prima e poi dopo la natività
-di Giesù Cristo; e che quegli che
-credono perfettamente in Dio, saranno
-salvati. E perchè e' son tanti propinqui
-a la nostra legge, leggiermente si convertiscono
-alla fede cristiana, quando si predica
-distintamente la fede e la lege di
-Cristo; e se gli dichiarono le profezie,
-<span class="pagenum" id="Page_166">[166]</span>
-e' dicono che sanno bene per profezie, che
-la lege di Macometto fallerà, come ànno
-fallite quele de' giudei; e che la fede cristiana
-durerà infino alla fine del mondo.
-</p>
-
-<h3 id="oppinsar">NOTA QUI LA OPPINIONE DE' SARACINI
-DELLA LEGGE.</h3>
-
-<p>
-E chi gli domanda di ciò che credono,
-e' rispondono: Noi crediamo in Dio creatore
-del cielo e de la terra e di tutte l'altre
-cose, il quale à fatto ogni cosa, e sanza
-lui niente è fatto: e crediamo che vero sia
-quello che Dio à detto per li santi profeti.
-Item, Macometto comandò nel suo libro
-Alcorano, che ciascuno avesse due o tre o
-quattro moglie, infino a nove: delle amiche
-tante quante se ne potessino avere; e se alcune
-delle moglie falliscono contro a' mariti,
-lui le può cacciare di casa e separarla
-da lui e torre un'altra; ma è di bisogno
-che gli dia parte della sua roba. E quando
-si parla lor del Padre e del Figliuolo e dello
-Spirito Santo, e' dicono, che sono tre persone
-e non uno Dio, perchè e loro Alcorani
-non parlono punto della Trinità. Quando
-si dice loro che 'l Figliuolo è la persona
-del Padre Dio, e' dicono bene che sanno
-che Dio à parola che altrimenti non sarebe
-<span class="pagenum" id="Page_167">[167]</span>
-vivo. Item, quando si parla loro della
-incarnazione, a che modo Dio per la parola
-de l'angiolo mandò la sua sapienzia,
-e obumbrossi nella vergine Maria, e che
-per la parola di Dio saranno e morti risuscitati
-al dì del giudicio; e egli dicono,
-che questo è vero, e che gran forza à la
-parola di Dio; e così dice il loro libro Alcoram,
-dove dice, che l'angelo parlò a
-Maria, dicendo Iddio evangelica parola
-di sua bocca: e sarà il suo nome chiamato
-Giesù Cristo. E dicono che Abraam fu amico
-di Dio; e dicono che Muisè fu imbasciadore
-di Dio e che Giesù Cristo fu la
-parola e lo Spirito Santo di Dio, e Macometto
-fu diritto messo di Dio. Ma dicono
-bene che di questi <span class="smcap lowercase">IIII</span>º, el più eccelente e
-il più degnio fu Iesù Cristo; sì che egli
-ànno molti articoli buoni de la nostra fede,
-avenga Dio che non abino perfetta
-lege, sicondo e cristiani. E, come io ò
-detto di sopra, leggiermente si convertirebbono,
-perchè egli ànno la Bibbia e li
-Vangeli di profeti scritti nella loro lingua,
-e fanno stima assai della santa Scrittura,
-ma egliono non intendono la lettera
-spirituale, anzi quanto alla scorza; fanno
-come e giudei, che non intendono la
-<span class="pagenum" id="Page_168">[168]</span>
-lettera spiritualmente, ma corporalmente.
-Per questo sono persecutori de' veri e savi
-cristiani che la intendono spiritualmente;
-e però dice san Paulo: <i>Lictera enim occidit,
-spiritus autem vivificat</i>. Item,
-e saracini dicono, che e giudei sono cattivi;
-imperò ch'egl'ànno volta<a class="tag" id="tag68" href="#note68">[68]</a> la lege
-che Dio mandò per Muisè. E dicono che'
-cristiani sono cattivi, perchè non oservono
-e comandamenti degli Evangeli dati
-a loro da Giesù Cristo.
-</p>
-
-<h3 id="soldanosecr">DELLE PAROLE CHE MI DISSE EL SOLDANO
-IN SECRETO, LE QUALI CI CONFONDONO.</h3>
-
-<p>
-E però io vi voglio dire quello che mi
-disse una volta el Soldano al Cairo. Egli
-fecie votare la sua camera d'ogni maniera
-di gente, di signiori e d'altri baroni, perchè
-voleva parlare con meco di secreto.
-Domandommi: In che modo si governono
-e cristiani nel vostro paese? Io risposi:
-Bene, per la divina grazia. E lui mi disse,
-che veramente non fanno, perchè i vostri
-prelati non istimono il servire a Dio: egliono
-doverebono dare esemplo di ben
-fare a la comune gente, e doverebono andare
-<span class="pagenum" id="Page_169">[169]</span>
-a' templi a servire a Dio; e egli vanno
-tutto dì per le taverne giucando, beendo
-e mangiando, a modo di bestie. E così e
-cristiani si sforzono, in ogni maniera che
-possono, di barattarsi e ingannarsi l'un
-l'altro; e sono tanto superbi, che non si
-sanno vestire, nè contentarsi mai; perchè
-quando vestono corto, e quando lungo; or
-larghi, ora stretti; e quando ricamati, e
-quando intagliati, et in ogni modo si divisano
-con cinture e con livrere, e con
-truffe e con buffe; e egliono doverebono
-essere semplici e umili e mansueti e meritevoli
-e caritativi, sì come fu Iesù Cristo,
-nel quale loro credono. Ma e' fanno el contrario
-e a rovescio, e son tutti inclinati a
-malfare; e tanto sono cupidi e avari, che
-per poco argento e' vendono e figliuoli, le
-sorelle e le loro propie moglie per fare
-meritrice; e sì si tolgono le moglie l'uno
-a l'altro, e non si mantengono fede, anzi
-non osservono la lor legge, che Giesù Cristo
-à loro dato per la loro propia salute.
-Così per li loro propii pecati ànno perduta
-questa terra, che noi teniamo; e il vostro
-Dio sì ce l'à data e concessa nelle
-nostre mane, non tanto per la nostra fede,
-ma per li vostri peccati: perchè noi sapiamo
-<span class="pagenum" id="Page_170">[170]</span>
-di certo, che quando voi servirete
-bene il vostro Dio, lui vi vorrà aiutare, e
-noi non poteremo contro a voi. E ben sappiamo
-per profezia, che' cristiani regnieranno
-in questa terra, quando egli serviranno
-al suo Dio più divotamente che non
-fanno ora; ma mentre che eglino stanno
-in così brutta vita e con tanti peccati, come
-e' sono al presente, noi non abiamo
-punto dubbio di loro, perchè il loro Dio
-non gli aiuterà punto. E allora gli adimandai
-qualmente sapeva così bene gli
-stati d'intorno de' principi de' cristiani e
-il comune stato loro. E lui mi rispose, che
-ciò sapeva per la gente che mandava per
-ogni parte e in ogni paese, in guisa di
-mercatanti di pietre preziose, di moscado
-e di balsamo, e altre cose per sapere el
-governo d'ogni paese. Dipoi fece chiamare
-nella camera sua e signiori che prima aveva
-cacciati fuori, e mostrommi quatro
-di questi che erono gran signiori in quel
-paese, e quali sì mi divisarono così bene
-el paese de' cristiani, come se fussino nati
-in detti paesi, e parlavano franceschi nobilmente;
-e similmente il Soldano, di che
-molto mi maravigliai. Ahi lasso! quanta
-vergognia e quanto danno è a tutti e cristiani
-<span class="pagenum" id="Page_171">[171]</span>
-e alla nostra legge, che gente, che
-non ànno fede, nè legge, ci vanno biasimando
-e ispregiando e riprendendo! Quegli
-che per li nostri buoni esempli e nostra
-accettabile vita doverrebono convertirsi a
-la fede di Iesù Cristo, sono per le tristizie
-nostre e' nostri errori dilungati totalmente!
-Ma noi siamo per li errori nostri e per
-le nostre trestizie estratti e dilungati totalmente
-dalla vera e santa fede! Onde
-non è maraviglia, se loro ci chiamono cattivi,
-perchè e' dicono el vero. Ma dicono,
-che li saracini sono buoni e leali, però che
-egliono guardono interamente il comandamento
-del santo libro Alcorano, che Dio
-li mandò per lo santo messo e profeta
-Maometto; al quale dicono, che l'angiolo
-Gabriello spesse volte parlava, mostrandogli
-la volontà di Dio.
-</p>
-
-<h3 id="vitamaom">DELLA VITA DI MAOMETTO; DOVE E' NACQUE,
-E QUANDO COMINCIÒ A REGNIARE,
-E IN QUAL LUOGO E IN CHE TEMPO.</h3>
-
-<p>
-Sappiate, che Maometto nacque in Arabia,
-e fu un povero vetturale che andava
-dietro a' cammegli co' mercatanti; e
-tanto v'andò, che una volta arivò co' mercatanti
-in Egitto, e allora era de' cristiani.
-<span class="pagenum" id="Page_172">[172]</span>
-Ne' diserti d'Arabia era una cappella,
-dove stava un Romito; e quando Macometto
-entrò in questa cappella, l'uscio, el quale
-era piccolo e basso, per lo entrare di Maometto
-venne grande e largo a modo come
-una entrata d'un gran palazo. E sapiate,
-che questo fu il primo miracolo che lui
-fece in sua gioventù. E da poi cominciò
-Maometto a venire savio e ricco; e da poi
-fu governatore della terra principale di
-Corondaria, e quela così saviamente governò,
-che, morto el principale, lui tolse
-la sua donna per moglie, chiamata Cadiga.
-E la donna, poi ch'ebe conosciuto che
-Maometto cascava del male caduco, ella
-si dolse assai averlo tolto per marito. E
-Maometto tosto si seppe riparare, e dielle
-a intendere che ogni volta che cadeva,
-l'angiolo Gabriello gli veniva a parlare;
-e che per lo grande splendore dell'angelo,
-il quale non potendo la sua vista sostenere,
-conveniva che cadessi; e però dicono e Saracini,
-che l'angelo gli veniva spesso a
-parlare. E questo Maometto regniò in Arabia
-negli anni del nostro Signiore <span class="smcap lowercase">V. C</span>º. <span class="smcap lowercase">X</span>,
-e fu della generazione di Ismael, figliuolo
-d'Abraam e di Agar che fu sua cameriera:
-e però vi sono saracini che si chiamono
-<span class="pagenum" id="Page_173">[173]</span>
-ismaeliti, e altri vi sono propii saracini
-di Sara: altri son chiamati Moabites e
-altri Monites, per li due figliuoli delle figliuole
-di Lotho, che furono gran signiori
-in terra, cioè Moab e Amon.
-</p>
-
-<h3 id="beonovino">DELLA CAGIONE PERCHÈ I SARACINI NON
-BEONO VINO, E DELLA FESTA CHE FANNO
-QUANDO UN CRISTIANO SI FA SARACINO.</h3>
-
-<p>
-Item, Macometto amava un valente eremita,
-el quale stava nel diserto, una
-lega dilungi dal monte Sinai, per la via
-che va da Arabia inverso Caldea e inverso
-Iudea, a una giornata, ove i mercatanti
-vanno per montagna. E tanto stava Maometto
-con questo eremita, che a' suoi servi
-rincresceva l'aspettare, perchè Maometto
-si dilettava delle parole dello eremita; e
-faceva fare vigilia a' famigli; di che loro
-pensorono d'uccidere questo eremita. E
-avenne che, essendo Macometto ubriaco
-una notte e dormendo lui, i sua famigli
-presono una spada di Macometto e uccisono
-il romita buono, e poi rimisono la spada
-nel suo luogo, tutta insanguinata. E la
-mattina, quando fu digestito il vino, Maometto
-si svegliò e trovò il buono e valente
-<span class="pagenum" id="Page_174">[174]</span>
-eremita ch'era morto; e volendo far giustizia
-de' micidiali, gli dettono a intendere
-e famigli, insieme concordati, che lui
-stesso l'avea morto per imbriacheza; e
-mostrorongli la spada propia sanguinosa;
-la quale come la vide, credette che
-ciò fussi vero che dicevono e famigli. E
-allora maladisse il vino e i bevitori di
-quello; e per questo e saracini divoti mai
-non beono vino. Ma molti di loro ancora
-vi sono, che nascosamente ne beono volentieri,
-ma se si sapesse, sarebono ripresi
-da chi è sopra ciò; e beon bene buone bevande
-dolce e nutritive, che fanno delle
-canelle di che si fa il zuchero, di buon
-sapore, e fa buono apitito. Item, quando
-aviene che alcun cristiano si fa saracino,
-o per semplicità, o per cattività, o per
-povertà, gli archiflammi, o vero flammi
-che lo ricevono, dicono la Elech: ello, ella
-Macometh, rosel, Alabeth<a class="tag" id="tag69" href="#note69">[69]</a>; ciò è a dire:
-non è Dio altro che un solo e Macometto
-fu suo messagio. Ma poi che io v'ò iscritto
-parte de la sua fede e leggie, io vi dinoterò
-le lor lettere e nome delle figure, come
-le chiamono, le quali sono qui di sotto<a class="tag" id="tag70" href="#note70">[70]</a>.
-</p>
-
-<p>
-<span class="pagenum" id="Page_175">[175]</span>
-</p>
-
-<p>
-E ancora ànno quatro lettere più, per
-diversità del loro linguaggio, perchè egli
-parlono molto nella gola, sì come noi abiamo
-in nostro linguaggio di Inghilterra
-due lettere, che non sono nel suo linguaggio,
-cioè y e z, che sono <i>aboch hely.</i>
-</p>
-
-<p class="pad2 center large">
-FINE DEL VOLUME PRIMO.
-</p>
-
-<div class="somm">
-<p>
-<span class="pagenum" id="Page_177">[177]</span>
-</p>
-
-<h2><a id="indice" href="#indfront">
-INDICE.</a></h2>
-
-<table class="indice" summary="">
- <tr>
- <td>Al cortese lettore</td> <td class="pag"><a href="#lettore">Pag. VII</a></td>
- </tr>
- <tr>
- <td>Trattato bellissimo delle più maravigliose cose e più nobile che si truovino nelle parte del mondo, scritte e raccolte dallo strenuissimo Cavalieri a spron d'oro, Giovanni Mandavilla franzese che vicitò quasi tutte le parte del mondo abitabili, ridotto in lingua toscana</td> <td class="pag"><a href="#trattato">3</a></td>
- </tr>
- <tr>
- <td>Qui discrive il primo camino d'andare al santo sepolcro</td> <td class="pag"><a href="#sepolcro">9</a></td>
- </tr>
- <tr>
- <td>Della chiesa di Santa Soffia</td> <td class="pag"><a href="#soffia">11</a></td>
- </tr>
- <tr>
- <td>Della Immagine di Iustiniano imperadore</td> <td class="pag"><a href="#iustiniano">ivi</a></td>
- </tr>
- <tr>
- <td>In Gostantinopoli è la croce del nostro Signiore</td> <td class="pag"><a href="#lacroce">12</a></td>
- </tr>
- <tr>
- <td>La descrizione della croce</td> <td class="pag"><a href="#descroce">14</a></td>
- </tr>
- <tr>
- <td>Della oppinione d'alcuni cristiani del legnio della croce</td> <td class="pag"><a href="#legnio">15</a></td>
- </tr>
- <tr>
- <td>Della immagine della croce e chi la trovò</td> <td class="pag"><a href="#imcroce">16</a></td>
- </tr>
- <tr>
- <td>Della grandezza della croce</td> <td class="pag"><a href="#grcroce">17</a></td>
- </tr>
- <tr>
- <td>Della corona delle spine</td> <td class="pag"><a href="#corspine">ivi</a></td>
- </tr>
- <tr>
- <td>Della virtù che ànno le spine delle quali fu fatta la corona al nostro Signiore</td> <td class="pag"><a href="#virspine">18</a></td>
- </tr>
- <tr>
- <td><span class="pagenum" id="Page_178">[178]</span></td>
- </tr>
- <tr>
- <td>Del corpo di Santo Giovanni Grisostimo</td> <td class="pag"><a href="#grisostimo">20</a></td>
- </tr>
- <tr>
- <td>Del corpo di Santo Luca</td> <td class="pag"><a href="#sluca">ivi</a></td>
- </tr>
- <tr>
- <td>D'uno vaso che si riempie per sè medesimo</td> <td class="pag"><a href="#vasomed">ivi</a></td>
- </tr>
- <tr>
- <td>Della città di Gostantinopoli</td> <td class="pag"><a href="#cittagos">21</a></td>
- </tr>
- <tr>
- <td>Delle isole che sono in Grecia</td> <td class="pag"><a href="#isgrecia">ivi</a></td>
- </tr>
- <tr>
- <td>Onde nacque Aristotile e dove giace</td> <td class="pag"><a href="#aristotile">ivi</a></td>
- </tr>
- <tr>
- <td>Del monte Olimpio</td> <td class="pag"><a href="#olimpio">22</a></td>
- </tr>
- <tr>
- <td>Del monte Attalante dove è l'aere puro e netto</td> <td class="pag"><a href="#attalante">ivi</a></td>
- </tr>
- <tr>
- <td>Della belleza di Costantinopoli</td> <td class="pag"><a href="#bellcos">23</a></td>
- </tr>
- <tr>
- <td>Del corpo di Ermes</td> <td class="pag"><a href="#ermes">24</a></td>
- </tr>
- <tr>
- <td>Come el Papa scrisse a' Greci che volessino essere uniti</td> <td class="pag"><a href="#gruniti">ivi</a></td>
- </tr>
- <tr>
- <td>Della risposta che e' feciono</td> <td class="pag"><a href="#grisposta">25</a></td>
- </tr>
- <tr>
- <td>Dello errore de' Greci contro alla consecrazione del Sacramento</td> <td class="pag"><a href="#errgreci">ivi</a></td>
- </tr>
- <tr>
- <td>Uno altro errore</td> <td class="pag"><a href="#altrerr">26</a></td>
- </tr>
- <tr>
- <td>Un altro errore</td> <td class="pag"><a href="#unaltrerr">ivi</a></td>
- </tr>
- <tr>
- <td>Di molti altri errori de' Greci</td> <td class="pag"><a href="#maltrerr">27</a></td>
- </tr>
- <tr>
- <td>Di ciò che fa lo Imperadore</td> <td class="pag"><a href="#falimp">28</a></td>
- </tr>
- <tr>
- <td>Del corpo di Santo Nicolò</td> <td class="pag"><a href="#nicolo">29</a></td>
- </tr>
- <tr>
- <td>Dell'isola di Sivo (<i>sic</i>) dove cresce el mastice</td> <td class="pag"><a href="#sivo">ivi</a></td>
- </tr>
- <tr>
- <td>Dell'isola di Pathemos dove scrisse Santo Giovanni l'Apocalisse</td> <td class="pag"><a href="#pathemos">ivi</a></td>
- </tr>
- <tr>
- <td>Della cittade di Epheson dove Santo Giovanni passò di questa vita</td> <td class="pag"><a href="#epheson">30</a></td>
- </tr>
- <tr>
- <td>Della città di Maiolica</td> <td class="pag"><a href="#maiolica">31</a></td>
- </tr>
- <tr>
- <td>Dell'isola di Colcos e dell'isola di Crete della quale fu Signiore Ipocras</td> <td class="pag"><a href="#colcoscrete">ivi</a></td>
- </tr>
- <tr>
- <td>Come la figliuola d'Ipocras fu trasmutata d'una bella fanciulla in uno orribile dragone</td> <td class="pag"><a href="#dipocras">32</a></td>
- </tr>
- <tr>
- <td>In Cipro nasce buon vino el quale el primo anno è rosso, e poi diventa bianco</td> <td class="pag"><a href="#cipro">35</a></td>
- </tr>
- <tr>
- <td><span class="pagenum" id="Page_179">[179]</span></td>
- </tr>
- <tr>
- <td>Qui mette la cagione perchè abissò questa città di Sotalia con l'isola, e fu per uno orribile pecato</td> <td class="pag"><a href="#sotalia">35</a></td>
- </tr>
- <tr>
- <td>Dell'isola di Cipri, Niccosia e Famagosta</td> <td class="pag"><a href="#niccosia">36</a></td>
- </tr>
- <tr>
- <td>La croce di Dismas</td> <td class="pag"><a href="#dismas">37</a></td>
- </tr>
- <tr>
- <td>Dove giace il corpo di Santo Girolamo e dove giace Santo Ilarione</td> <td class="pag"><a href="#ilarione">ivi</a></td>
- </tr>
- <tr>
- <td>Del porto di Tiro</td> <td class="pag"><a href="#portiro">ivi</a></td>
- </tr>
- <tr>
- <td>Delli roloni, granchi e della fonte di che parla la santa Scrittura</td> <td class="pag"><a href="#roloni">38</a></td>
- </tr>
- <tr>
- <td>Di Saphon, Sidonai, Baruti, Sidona e Dammasco</td> <td class="pag"><a href="#saphon">39</a></td>
- </tr>
- <tr>
- <td>Del Giapho che edificò Iaphet</td> <td class="pag"><a href="#giapho">ivi</a></td>
- </tr>
- <tr>
- <td>Di Andromades Giugante</td> <td class="pag"><a href="#andromades">40</a></td>
- </tr>
- <tr>
- <td>Del grande monte, chiamato la Scala di Ichiri</td> <td class="pag"><a href="#ichiri">41</a></td>
- </tr>
- <tr>
- <td>Come Sansone amazò e Filistei al palazo</td> <td class="pag"><a href="#sansone">42</a></td>
- </tr>
- <tr>
- <td>Di Cesaria e del Castello de' Pellegrini, di Ascalon, del Giapho, e come in Babillonia dimora el Soldano</td> <td class="pag"><a href="#cesaria">ivi</a></td>
- </tr>
- <tr>
- <td>Della grande Babillonia, la quale edificò Nebroth primo Re</td> <td class="pag"><a href="#nebroth">51</a></td>
- </tr>
- <tr>
- <td>Come il Re Dario partì el fiume in quattro mila secento rivoli piccoli per lo giuramento ch'egli aveva fatto a dispartirlo</td> <td class="pag"><a href="#redario">52</a></td>
- </tr>
- <tr>
- <td>Lo Imperadore di Persia tiene la grande Babillonia</td> <td class="pag"><a href="#impersia">ivi</a></td>
- </tr>
- <tr>
- <td>Della città di Mecha, dove giace Machometto</td> <td class="pag"><a href="#mecha">53</a></td>
- </tr>
- <tr>
- <td>Di Aaron padre d'Abraam (<i>sic</i>) e d'Ephien, che fu gran teologo</td> <td class="pag"><a href="#aaron">54</a></td>
- </tr>
- <tr>
- <td>Come el Nilo cresce e discresce</td> <td class="pag"><a href="#elnilo">56</a></td>
- </tr>
- <tr>
- <td>Del paese d'Egitto, o de la cagione perchè quivi sono uomini Astronomi</td> <td class="pag"><a href="#degitto">57</a></td>
- </tr>
- <tr>
- <td><span class="pagenum" id="Page_180">[180]</span></td>
- </tr>
- <tr>
- <td>Delle isole d'Egitto e delli Nubiani che nascono neri come môri</td> <td class="pag"><a href="#nubiani">58</a></td>
- </tr>
- <tr>
- <td>Qui fa menzione d'uno mostro, el quale trovò el romito nel diserto</td> <td class="pag"><a href="#monstro">59</a></td>
- </tr>
- <tr>
- <td>Come è fatta la Fenice</td> <td class="pag"><a href="#fenice">61</a></td>
- </tr>
- <tr>
- <td>Del Cairo e de le cose che vi sono</td> <td class="pag"><a href="#delcairo">ivi</a></td>
- </tr>
- <tr>
- <td>Come si coglie il balsamo, e dove nasce, e come non fruttifica se non si lavora per mano de' cristiani, e come si conosce</td> <td class="pag"><a href="#balsamo">63</a></td>
- </tr>
- <tr>
- <td>Per quante vie s'entra in mare per andare in Gierusalem</td> <td class="pag"><a href="#quantevie">68</a></td>
- </tr>
- <tr>
- <td>Dell'isola di Cicilia e di certe maniere di serpe che conoscono e figliuoli legittimi da' bastardi, e del monte Mungibello</td> <td class="pag"><a href="#cicilia">69</a></td>
- </tr>
- <tr>
- <td>Della via che va per lo porto di Pisa</td> <td class="pag"><a href="#portopisa">70</a></td>
- </tr>
- <tr>
- <td>Della via che va dall'isola di Rodi a l'isola di Crete, e da Crete all'isola di Cipro</td> <td class="pag"><a href="#rodicre">ivi</a></td>
- </tr>
- <tr>
- <td>Perchè si chiama mare rosso</td> <td class="pag"><a href="#marrosso">73</a></td>
- </tr>
- <tr>
- <td>Del monte Sinai, ove Moisè parlò con Dio</td> <td class="pag"><a href="#sinai">74</a></td>
- </tr>
- <tr>
- <td>Della chiesa di santa Caterina e della sepultura sua</td> <td class="pag"><a href="#santacat">ivi</a></td>
- </tr>
- <tr>
- <td>Come si estingue la sua lampeda quando el Proposto muore</td> <td class="pag"><a href="#lampeda">76</a></td>
- </tr>
- <tr>
- <td>Della cappella di Elia profeta che si chiama Oreb</td> <td class="pag"><a href="#eliaprof">78</a></td>
- </tr>
- <tr>
- <td>Del luogo dove fu soppellita santa Caterina</td> <td class="pag"><a href="#soppcat">79</a></td>
- </tr>
- <tr>
- <td>Come si debba torre conmiato da e monaci</td> <td class="pag"><a href="#torrecom">80</a></td>
- </tr>
- <tr>
- <td>Del modo come s'arma questa gente</td> <td class="pag"><a href="#comesarma">81</a></td>
- </tr>
- <tr>
- <td>Della villa di Bersabè, ove dimorò Abraam</td> <td class="pag"><a href="#bersabe">ivi</a></td>
- </tr>
- <tr>
- <td>Della casa d'Abraam</td> <td class="pag"><a href="#cabraam">83</a></td>
- </tr>
- <tr>
- <td>In questo luogo abitò Adamo et Eva, poi che furono cacciati di Paradiso</td> <td class="pag"><a href="#adameva">ivi</a></td>
- </tr>
- <tr>
- <td><span class="pagenum" id="Page_181">[181]</span></td>
- </tr>
- <tr>
- <td>D'una spezie di terra che si mangia in luogo di spezie</td> <td class="pag"><a href="#spezieter">84</a></td>
- </tr>
- <tr>
- <td>Della profezia, che un signiore d'occidente guadagnierà la terra di promissione con lo adiutorio de' cristiani</td> <td class="pag"><a href="#terraprom">85</a></td>
- </tr>
- <tr>
- <td>Della città di Bethlem e del sito suo e del campo fiorito, e perchè si dice campo fiorito</td> <td class="pag"><a href="#bethlem">86</a></td>
- </tr>
- <tr>
- <td>Del luogo ove nacque Cristo</td> <td class="pag"><a href="#nacquec">87</a></td>
- </tr>
- <tr>
- <td>Del presepio del nostro Signiore, e dove cascò la stella de' tre magi</td> <td class="pag"><a href="#presepio">88</a></td>
- </tr>
- <tr>
- <td>Come fu chiamata Gierusalem, la quale prima si chiamava Giebul</td> <td class="pag"><a href="#giebul">91</a></td>
- </tr>
- <tr>
- <td>Delle città che sono intorno a Gierusalem</td> <td class="pag"><a href="#cintorno">92</a></td>
- </tr>
- <tr>
- <td>Delle chiese e luoghi che sono in Gierusalem</td> <td class="pag"><a href="#chieseluo">93</a></td>
- </tr>
- <tr>
- <td>D'una lampana che sempre arde inanzi al Sepolcro santo, la quale el venerdì santo si accende da per sè stessa; e del monte Calvario; e dove fu trovato el capo d'Adamo; e di molte altre cose che ivi sono</td> <td class="pag"><a href="#lampana">94</a></td>
- </tr>
- <tr>
- <td>Come Iulio Cesare ordinò l'Anno di <span class="smcap lowercase">XII</span>. mesi, che prima non era se non di <span class="smcap lowercase">X</span>.</td> <td class="pag"><a href="#iulioc">96</a></td>
- </tr>
- <tr>
- <td>Delle colonne che piangono la morte di Iesù Cristo</td> <td class="pag"><a href="#colonne">97</a></td>
- </tr>
- <tr>
- <td>Come Gostantino fece fare el morso del suo cavallo del ferro de' chiovi santi, e della vittoria che di ciò ebbe</td> <td class="pag"><a href="#morsoc">98</a></td>
- </tr>
- <tr>
- <td>Qui si fa menzione di molti luoghi santi e di gran divozione</td> <td class="pag"><a href="#luoghisan">99</a></td>
- </tr>
- <tr>
- <td>Dell'onore che fanno e Saracini alle lettere del Soldano</td> <td class="pag"><a href="#sarac">102</a></td>
- </tr>
- <tr>
- <td>Qui discrive quanto durò il tempio di Salamone</td> <td class="pag"><a href="#salamone">103</a></td>
- </tr>
- <tr>
- <td><span class="pagenum" id="Page_182">[182]</span></td>
- </tr>
- <tr>
- <td>Qui descrive la forma del tempio</td> <td class="pag"><a href="#tempiof">104</a></td>
- </tr>
- <tr>
- <td>Qui si fa menzione delle reliquie de' Giudei che erono nell'arca</td> <td class="pag"><a href="#relarca">105</a></td>
- </tr>
- <tr>
- <td>Del nome del tempio di Salamone</td> <td class="pag"><a href="#tempion">108</a></td>
- </tr>
- <tr>
- <td>Della crudeltà di Erode e della vita sua</td> <td class="pag"><a href="#erode">110</a></td>
- </tr>
- <tr>
- <td>Qui si fa menzione come e' furono tre Erodi</td> <td class="pag"><a href="#trerodi">111</a></td>
- </tr>
- <tr>
- <td>Qui fa menzione di molti luoghi santi e divoti</td> <td class="pag"><a href="#divotil">112</a></td>
- </tr>
- <tr>
- <td>Del monte Sion dove erono soppelliti Davit et Salamone e molti altri Re</td> <td class="pag"><a href="#monsion">114</a></td>
- </tr>
- <tr>
- <td>Qui fa menzione di molti altri luoghi santi e divoti</td> <td class="pag"><a href="#altridiv">ivi</a></td>
- </tr>
- <tr>
- <td>Di <span class="smcap lowercase">XXII</span>. martori e quali ragunò el lione per volontà di Dio en nuna notte, e del monte Gioglia, dove giace Samuel profeta</td> <td class="pag"><a href="#samuel">117</a></td>
- </tr>
- <tr>
- <td>Della chiesa di nostra Donna, e del tempo che aveva quando murì</td> <td class="pag"><a href="#nostrad">118</a></td>
- </tr>
- <tr>
- <td>Qui si fa menzione d'alcuni luoghi santi</td> <td class="pag"><a href="#alcsanti">120</a></td>
- </tr>
- <tr>
- <td>Del monte dove digiunò el nostro Signiore e fu tentato</td> <td class="pag"><a href="#digiuno">123</a></td>
- </tr>
- <tr>
- <td>Della natura del mare Morto, e della lunghezza sua</td> <td class="pag"><a href="#marmorto">124</a></td>
- </tr>
- <tr>
- <td>Del fiume Giordano, e del luogo ove fu soppellito Iob, e altri luoghi</td> <td class="pag"><a href="#fiumegior">128</a></td>
- </tr>
- <tr>
- <td>Come Giuliano Appostata fece ardere el corpo di santo Giovanni e gittare la cenere al vento</td> <td class="pag"><a href="#giuliano">132</a></td>
- </tr>
- <tr>
- <td>Come Teodosio imperadore trovò il capo di san Giovanni Batista</td> <td class="pag"><a href="#teodosio">133</a></td>
- </tr>
- <tr>
- <td>D'una fonte che si muta quattro volte di colore l'anno</td> <td class="pag"><a href="#fontemuta">134</a></td>
- </tr>
- <tr>
- <td>Delle città che sono nella provincia di Galilea, e dove nascerà Anti Cristo, e dove sarà nutrito, e dove regnierà</td> <td class="pag"><a href="#galileac">135</a></td>
- </tr>
- <tr>
- <td><span class="pagenum" id="Page_183">[183]</span></td>
- </tr>
- <tr>
- <td>Del luogo ove nacque nostra Donna, e di quanto tempo era quando fu annunziata da l'angiolo, e quanto tempo visse dopo la passione</td> <td class="pag"><a href="#luogodon">137</a></td>
- </tr>
- <tr>
- <td>Del monte Tabor, e come el giudicio sarà el dì di Pasqua</td> <td class="pag"><a href="#tabor">140</a></td>
- </tr>
- <tr>
- <td>Dove nacque santa Anna</td> <td class="pag"><a href="#santanna">143</a></td>
- </tr>
- <tr>
- <td>Dell'usanza di questo paese, e di diverse maniera di cristiani e di lor costumi, e come e' fanno la loro confessione, e delle autorità, le quale allegono per loro oppinione</td> <td class="pag"><a href="#usanzacr">145</a></td>
- </tr>
- <tr>
- <td>Del sito di Damasco, e da cui fu edificato, e della belleza e abundanzia sua; e come santo Paulo, el quale leggeva fisica in Damasco, fu convertito</td> <td class="pag"><a href="#damasco">148</a></td>
- </tr>
- <tr>
- <td>Quivi descrive el sito della chiesa di nostra Donna di Sardemaco e della inmagine sua, la quale è ivi dipinta con diversi colori; e poi descrive la valle di Beliar, la città di Tripoli e la città di Baruti, ove santo Giorgio uccise el dragone</td> <td class="pag"><a href="#sardemaco">150</a></td>
- </tr>
- <tr>
- <td>Della via più brieve per andare alla terra santa per mare, e delle cose che si truovono per lo camino</td> <td class="pag"><a href="#viabrieve">153</a></td>
- </tr>
- <tr>
- <td>Di molte altre diverse vie per andare al detto luogo santo per terra, e de' luoghi e quali si truovono per la via, e de' costumi di quelle gente e di molte altre cose</td> <td class="pag"><a href="#altrevie">155</a></td>
- </tr>
- <tr>
- <td>Della lege di Maometto e della oppinione de' Saracini, e delle oppinione che ànno dopo la morte loro, e dove l'anima loro vada, e in qual luogo, e di quel che tengono del Paradiso e dello 'nferno, e della fede che ànno</td> <td class="pag"><a href="#leggemaom">161</a></td>
- </tr>
- <tr>
- <td><span class="pagenum" id="Page_184">[184]</span></td>
- </tr>
- <tr>
- <td>Nota qui la oppinione de' Saracini della legge</td> <td class="pag"><a href="#oppinsar">166</a></td>
- </tr>
- <tr>
- <td>Delle parole che mi disse el Soldano in secreto, le quali ci confondono</td> <td class="pag"><a href="#soldanosecr">168</a></td>
- </tr>
- <tr>
- <td>Della vita di Maometto, dove e' nacque, e quando cominciò a regniare, e in qual luogo e in che tempo</td> <td class="pag"><a href="#vitamaom">171</a></td>
- </tr>
- <tr>
- <td>Della cagione perchè i Saracini non beono vino, e della festa che fanno quando un cristiano si fa Saracino</td> <td class="pag"><a href="#beonovino">173</a></td>
- </tr>
-</table>
-
-<hr />
-
-</div>
-
-<div class="chapter">
-
-<h2 id="emendazioni">
-EMENDAZIONI.
-</h2>
-
-<div class="blockquote">
-<p>
-Pag. xix, lin. 21. <i>al Cairo</i>, correggi in <i>al Catajo</i>.
-</p>
-
-<p>
-Pag. 29, lin. 8. <i>le porte</i>, corr. in <i>le parte</i>.
-</p>
-
-<p>
-Pag. 32, lin. 18. <i>forte a ardito</i>, correggi in <i>forte e ardito</i>.
-</p>
-
-<p>
-Pag. 43, lin. 4. <i>sì vae innanzi</i>, corr. in <i>si vae innanzi</i>.
-</p>
-
-<p>
-Pag. 80, alla nota 1. <i>Mansione</i> vale propriamente <i>fermata, posata,
-stanza</i>; onde quivi male si interpreterebbe <i>magione</i>, secondo che
-erroneamente dubitai.
-</p>
-
-<p>
-Pag. 98, lin. 3. <i>chiodi auti</i>, corr. in <i>chiodi santi</i>.
-</p>
-
-<p>
-Pag. 108, lin. 21-22. <i>molto bella. In una piaza grande e piana; in</i>, corr. in <i>molto bella, in una piaza grande e piana: in</i>.
-</p>
-
-<p>
-Pag. 148, lin. 22, dove legge <i>è à a venire per Damasco</i>, si corregga
-in <i>e' à a venire per Damasco</i>.
-</p>
-
-<p>
-Pag. 166, lin. 25. <i>è la persona</i>, corr. in <i>è la parola</i>.<a class="tag" id="tag71" href="#note71">[71]</a>
-</p>
-</div>
-</div>
-
-<div class="footnotes">
-
-<h2>
-NOTE:
-</h2>
-
-<div class="footnote" id="note1">
-<p><span class="label"><a href="#tag1">1</a>.&nbsp;&nbsp;</span>Oltre i <i>Viaggi</i>, lasciò eziandio il Mandavilla
-un copioso <i>Lapidario</i>, nel quale si divisano
-i varii ordini delle pietre orientali colle loro
-virtù e proprietà, non che le isole e i paesi speciali
-ove ciascuna di per sè si ritrova. Tre edizz.
-se ne conoscono e tutte e tre in lingua
-francese: la prima di Lione, senza data, ma
-del sec. <span class="smcap lowercase">XV</span>, in 8º picc., di fo. 24; la seconda
-senza veruna nota tipografica, appartenente al
-1535 circa, in 16, di fo. 28; e la terza di Parigi,
-1561, in 12.</p>
-</div>
-
-<div class="footnote" id="note2">
-<p><span class="label"><a href="#tag2">2</a>.&nbsp;&nbsp;</span>È in contraddizione con ciò che dicesi più
-sopra. Il Mandavilla fu veramente inglese. V. alla
-pag. 7. li. 20.</p>
-</div>
-
-<div class="footnote" id="note3">
-<p><span class="label"><a href="#tag3">3</a>.&nbsp;&nbsp;</span><i>Schernie, beffe, derisioni</i> e simili. Nel Vocab.
-registransi <i>Caleffare</i> e <i>Caleffatore</i>, ma
-non <i>caleffo</i>.</p>
-</div>
-
-<div class="footnote" id="note4">
-<p><span class="label"><a href="#tag4">4</a>.&nbsp;&nbsp;</span>Una postilla marginale di mano di A. M.
-Salvini dice di fronte alla parola <i>vulgare</i>:
-«le romance.»</p>
-</div>
-
-<div class="footnote" id="note5">
-<p><span class="label"><a href="#tag5">5</a>.&nbsp;&nbsp;</span><i>e per la città d'Urpen e per lo castello di
-Neiseburges</i>. Cod. Ricc.</p>
-</div>
-
-<div class="footnote" id="note6">
-<p><span class="label"><a href="#tag6">6</a>.&nbsp;&nbsp;</span><i>10 altri fiumi</i>: cod. Ricc.</p>
-</div>
-
-<div class="footnote" id="note7">
-<p><span class="label"><a href="#tag7">7</a>.&nbsp;&nbsp;</span><i>Ungheria e per mezzo Zeffe e per mezzo
-Tracia et entra</i>. Cod. Ricc.</p>
-</div>
-
-<div class="footnote" id="note8">
-<p><span class="label"><a href="#tag8">8</a>.&nbsp;&nbsp;</span><i>mantiene la sua dolcezza. Resurgie entro
-nel mare e meschiasi con l'acqua marina. Dipoi:</i>
-cod. Ricc.</p>
-</div>
-
-<div class="footnote" id="note9">
-<p><span class="label"><a href="#tag9">9</a>.&nbsp;&nbsp;</span><i>Occidente</i>: cod. Ricc. e st.</p>
-</div>
-
-<div class="footnote" id="note10">
-<p><span class="label"><a href="#tag10">10</a>.&nbsp;&nbsp;</span>Un grazioso opuscolo fu stampato ultimamente
-a Vienna intorno alle diverse opinioni
-sull'origine della Croce, del prof. Adolfo Mussafia:
-<i>Vienna</i>, 1870.</p>
-</div>
-
-<div class="footnote" id="note11">
-<p><span class="label"><a href="#tag11">11</a>.&nbsp;&nbsp;</span>Cod. Magl. <i>le scale</i>.</p>
-</div>
-
-<div class="footnote" id="note12">
-<p><span class="label"><a href="#tag12">12</a>.&nbsp;&nbsp;</span>Il cod. Magl. legge costantemente <i>pietra</i>
-in luogo di <i>piastra</i>.</p>
-</div>
-
-<div class="footnote" id="note13">
-<p><span class="label"><a href="#tag13">13</a>.&nbsp;&nbsp;</span>Qui manca il sopraddetto <i>alfabeto</i> ne' codici
-e nelle stampe.</p>
-</div>
-
-<div class="footnote" id="note14">
-<p><span class="label"><a href="#tag14">14</a>.&nbsp;&nbsp;</span><i>Nicha e Chineton</i>: cod. Ricc.</p>
-</div>
-
-<div class="footnote" id="note15">
-<p><span class="label"><a href="#tag15">15</a>.&nbsp;&nbsp;</span><i>Giorgio dove giace il corpo di santo Nicolao
-e verso molti altri luoghi la vede</i>: Cod. Ricc.
-Le stampe leggono come sopra.</p>
-</div>
-
-<div class="footnote" id="note16">
-<p><span class="label"><a href="#tag16">16</a>.&nbsp;&nbsp;</span>Questa rubrica manca ai due codd. mss.:
-sta però nelle stampe del 1488 e 1492.</p>
-</div>
-
-<div class="footnote" id="note17">
-<p><span class="label"><a href="#tag17">17</a>.&nbsp;&nbsp;</span>Ho seguìto la lez. del cod. Ricc. nella
-maggior parte di questo Capitolo: variano assai
-le lezz. delle stampe e de' mss. fra loro.</p>
-</div>
-
-<div class="footnote" id="note18">
-<p><span class="label"><a href="#tag18">18</a>.&nbsp;&nbsp;</span>Il cod. Ricc. qui ha una lacuna. Le stampe
-leggono <i>torse</i> e il cod. Magl. <i>corse</i>.</p>
-</div>
-
-<div class="footnote" id="note19">
-<p><span class="label"><a href="#tag19">19</a>.&nbsp;&nbsp;</span>Qui ripiglia il cod. Ricc.</p>
-</div>
-
-<div class="footnote" id="note20">
-<p><span class="label"><a href="#tag20">20</a>.&nbsp;&nbsp;</span><i>Isola già gran tempo tolsono allo 'mperadore.
-Soleva.</i> Cod. Ricc. Le stampe leggono come
-sopra.</p>
-</div>
-
-<div class="footnote" id="note21">
-<p><span class="label"><a href="#tag21">21</a>.&nbsp;&nbsp;</span><i>Sono 300. leghe</i>: cod. Ricc.</p>
-</div>
-
-<div class="footnote" id="note22">
-<p><span class="label"><a href="#tag22">22</a>.&nbsp;&nbsp;</span>Questa rubrica manca ai codd.: è però
-nelle stampe.</p>
-</div>
-
-<div class="footnote" id="note23">
-<p><span class="label"><a href="#tag23">23</a>.&nbsp;&nbsp;</span>Qui il sussidio del cod. Ricc. vien meno
-per mancanza di una carta: ci gioveremo, al
-bisogno, delle stampe.</p>
-</div>
-
-<div class="footnote" id="note24">
-<p><span class="label"><a href="#tag24">24</a>.&nbsp;&nbsp;</span>Le stampe: <i>Califfe</i>, ed. del 1488: e <i>Caliphe</i>,
-ed. del 1492.</p>
-</div>
-
-<div class="footnote" id="note25">
-<p><span class="label"><a href="#tag25">25</a>.&nbsp;&nbsp;</span>Qui ripiglia il cod. Riccardiano.</p>
-</div>
-
-<div class="footnote" id="note26">
-<p><span class="label"><a href="#tag26">26</a>.&nbsp;&nbsp;</span><i>E voglio che voi sappiate che quando il soldano
-vuole mettere in istato un cavaliere o vero
-altro gentile uomo</i>. Cod. Ricc.</p>
-</div>
-
-<div class="footnote" id="note27">
-<p><span class="label"><a href="#tag27">27</a>.&nbsp;&nbsp;</span><i>240 leghe</i>: cod. Ricc.</p>
-</div>
-
-<div class="footnote" id="note28">
-<p><span class="label"><a href="#tag28">28</a>.&nbsp;&nbsp;</span><i>sanza scalzarsi</i>, cod. Ricc.</p>
-</div>
-
-<div class="footnote" id="note29">
-<p><span class="label"><a href="#tag29">29</a>.&nbsp;&nbsp;</span>Così i codd.: le stampe hanno <i>vividitade</i>;
-forse per <i>verdezza, verdura, verdità</i> e simili.</p>
-</div>
-
-<div class="footnote" id="note30">
-<p><span class="label"><a href="#tag30">30</a>.&nbsp;&nbsp;</span><i>Di Gon altrimenti nominata Nilo</i>; Cod.
-Ricc.</p>
-</div>
-
-<div class="footnote" id="note31">
-<p><span class="label"><a href="#tag31">31</a>.&nbsp;&nbsp;</span><i>Vie sotterrane e va nelle loro citerne; e
-chi gli togliessi quella acqua, eglino non potrebbono
-resistere:</i> cod. Ricc. Le stampe leggono:
-<i>et hanno le loro citerne sopra quella aqua</i>.</p>
-</div>
-
-<div class="footnote" id="note32">
-<p><span class="label"><a href="#tag32">32</a>.&nbsp;&nbsp;</span><i>Che vuol dire la città del Sole</i>: cod. Ricc.</p>
-</div>
-
-<div class="footnote" id="note33">
-<p><span class="label"><a href="#tag33">33</a>.&nbsp;&nbsp;</span>così leggono anche le stampe. Il cod. Ricc.
-ha <i>rama: brocca</i> per <i>rama</i> dicesi per tutta la
-provincia di Romagna.</p>
-</div>
-
-<div class="footnote" id="note34">
-<p><span class="label"><a href="#tag34">34</a>.&nbsp;&nbsp;</span>In signif. di <i>falsificare, adulterare</i> e simili.</p>
-</div>
-
-<div class="footnote" id="note35">
-<p><span class="label"><a href="#tag35">35</a>.&nbsp;&nbsp;</span><i>si</i> per <i>se</i> leggesi comunemente nelle antiche
-scritture. Il cod. Ricc. ha <i>e s'egli è o rosso
-o nero</i> ec.</p>
-</div>
-
-<div class="footnote" id="note36">
-<p><span class="label"><a href="#tag36">36</a>.&nbsp;&nbsp;</span>Così il cod. Magl. e le stampe: il ms. Ricc.
-legge: <i>e così ànno quegli del paese nelle loro
-croniche</i>.</p>
-</div>
-
-<div class="footnote" id="note37">
-<p><span class="label"><a href="#tag37">37</a>.&nbsp;&nbsp;</span>Manca ne' codd. e nelle stampe.</p>
-</div>
-
-<div class="footnote" id="note38">
-<p><span class="label"><a href="#tag38">38</a>.&nbsp;&nbsp;</span>Nel cod. Ricc. manca <i>Al contrario</i>. Nelle
-stampe leggesi <i>Al contorno</i>.</p>
-</div>
-
-<div class="footnote" id="note39">
-<p><span class="label"><a href="#tag39">39</a>.&nbsp;&nbsp;</span>Così il cod. Magl. e le stampe: <i>sopra la
-detta riviera del Nilo</i>: cod. Ricc.</p>
-</div>
-
-<div class="footnote" id="note40">
-<p><span class="label"><a href="#tag40">40</a>.&nbsp;&nbsp;</span>Così amendue i codd. e le stampe.</p>
-</div>
-
-<div class="footnote" id="note41">
-<p><span class="label"><a href="#tag41">41</a>.&nbsp;&nbsp;</span>Il cod. Ricc. ha per giunta: <i>e più altre
-chiese sono sopra el detto monte</i>.</p>
-</div>
-
-<div class="footnote" id="note42">
-<p><span class="label"><a href="#tag42">42</a>.&nbsp;&nbsp;</span>Il cod. Ricc. a questo luogo legge nel modo
-seguente: <i>e dicono le genti che tutto è un luogo
-medesimo et è tutto un paese, perchè l'uno
-monte e l'altro si chiama Sinai, ma dall'uno
-all'altro è una grandissima via, e nel mezzo
-tra l'uno monte e l'altro è una valle profonda</i>.</p>
-</div>
-
-<div class="footnote" id="note43">
-<p><span class="label"><a href="#tag43">43</a>.&nbsp;&nbsp;</span>Così i codd. e le stampe: forse <i>magione</i>.</p>
-</div>
-
-<div class="footnote" id="note44">
-<p><span class="label"><a href="#tag44">44</a>.&nbsp;&nbsp;</span>Così i mss. e le stampe.</p>
-</div>
-
-<div class="footnote" id="note45">
-<p><span class="label"><a href="#tag45">45</a>.&nbsp;&nbsp;</span>Questo avverbio posto così ass. e non seguito
-dal <i>che</i>, mi giugne nuovo affatto.</p>
-</div>
-
-<div class="footnote" id="note46">
-<p><span class="label"><a href="#tag46">46</a>.&nbsp;&nbsp;</span>Così i codd. e le stampe.</p>
-</div>
-
-<div class="footnote" id="note47">
-<p><span class="label"><a href="#tag47">47</a>.&nbsp;&nbsp;</span>È in contraddizione con quello che l'autore
-disse più sopra.</p>
-</div>
-
-<div class="footnote" id="note48">
-<p><span class="label"><a href="#tag48">48</a>.&nbsp;&nbsp;</span>Così i codd. e le stampe.</p>
-</div>
-
-<div class="footnote" id="note49">
-<p><span class="label"><a href="#tag49">49</a>.&nbsp;&nbsp;</span>Questa versione leggesi soltanto nelle
-stampe.</p>
-</div>
-
-<div class="footnote" id="note50">
-<p><span class="label"><a href="#tag50">50</a>.&nbsp;&nbsp;</span>Questi e simili scerpelloni sono scambiati
-a vicenda nelle stampe e ne' codici: e non vi
-s'è potuto rimediare.</p>
-</div>
-
-<div class="footnote" id="note51">
-<p><span class="label"><a href="#tag51">51</a>.&nbsp;&nbsp;</span>Nota maniera efficace, che tanto innamorò
-il Cesari, della quale egli parla nel <i>Dialogo
-delle grazie</i>. Le stampe leggono <i>gocciono</i>,
-e il cod. Ricc. <i>gittono</i>.</p>
-</div>
-
-<div class="footnote" id="note52">
-<p><span class="label"><a href="#tag52">52</a>.&nbsp;&nbsp;</span>Così le stampe e il cod. Magl.: il cod. Ricc.
-legge: <i>quando ella lo vide credette ch'egli fussi
-uno frate del cordone, che così si chiamavono.</i></p>
-</div>
-
-<div class="footnote" id="note53">
-<p><span class="label"><a href="#tag53">53</a>.&nbsp;&nbsp;</span>Una <i>torsa</i> vale dieci piedi.</p>
-</div>
-
-<div class="footnote" id="note54">
-<p><span class="label"><a href="#tag54">54</a>.&nbsp;&nbsp;</span>Si poteva narrare sciocchezza maggiore?</p>
-</div>
-
-<div class="footnote" id="note55">
-<p><span class="label"><a href="#tag55">55</a>.&nbsp;&nbsp;</span>Il cod. Ricc. ha <i>residenza</i>, e le stampe e
-il cod. Magl. <i>stagio</i> o <i>staggio</i>, che vale <i>stallo</i>,
-cioè <i>stanza, dimora</i>.</p>
-</div>
-
-<div class="footnote" id="note56">
-<p><span class="label"><a href="#tag56">56</a>.&nbsp;&nbsp;</span>Così il cod. Magl. e le stampe: il Ricc.
-legge ancora <i>sasso</i>.</p>
-</div>
-
-<div class="footnote" id="note57">
-<p><span class="label"><a href="#tag57">57</a>.&nbsp;&nbsp;</span>Così le stampe e il cod. Magl. Il Ricc.
-<i>offerire colombe e tortore</i>.</p>
-</div>
-
-<div class="footnote" id="note58">
-<p><span class="label"><a href="#tag58">58</a>.&nbsp;&nbsp;</span>Cod. Ricc. <i>Crosoroe</i>.</p>
-</div>
-
-<div class="footnote" id="note59">
-<p><span class="label"><a href="#tag59">59</a>.&nbsp;&nbsp;</span><i>Cleophas amata dal nostro Signore</i>: cod.
-Ricc. Le stampe: <i>amica del nostro Signore.</i></p>
-</div>
-
-<div class="footnote" id="note60">
-<p><span class="label"><a href="#tag60">60</a>.&nbsp;&nbsp;</span><i>d'india da quella de Arabia</i>: cod. Ricc.</p>
-</div>
-
-<div class="footnote" id="note61">
-<p><span class="label"><a href="#tag61">61</a>.&nbsp;&nbsp;</span>Qui il nostro autore confonde Sichem con
-Neopoli: non ricorda quel che disse poco più
-sopra: e di due città ne fa una sola: ma non
-è nuovo.</p>
-</div>
-
-<div class="footnote" id="note62">
-<p><span class="label"><a href="#tag62">62</a>.&nbsp;&nbsp;</span><i>dinanzi per insino al mento è a Roma
-nella chiesa</i>: cod. Ricc.</p>
-</div>
-
-<div class="footnote" id="note63">
-<p><span class="label"><a href="#tag63">63</a>.&nbsp;&nbsp;</span>Le stampe leggono: <i>è tutta bruscolata</i>.</p>
-</div>
-
-<div class="footnote" id="note64">
-<p><span class="label"><a href="#tag64">64</a>.&nbsp;&nbsp;</span>Mancano ne' codd. e nelle stampe, come
-pur vedemmo altre volte.</p>
-</div>
-
-<div class="footnote" id="note65">
-<p><span class="label"><a href="#tag65">65</a>.&nbsp;&nbsp;</span>Così il cod. Magl. e le stampe. Il cod. Ricc.
-ha: <i>e questi tengono la legge greca</i>.</p>
-</div>
-
-<div class="footnote" id="note66">
-<p><span class="label"><a href="#tag66">66</a>.&nbsp;&nbsp;</span><i>altre regioni</i>: cod. Ricc.</p>
-</div>
-
-<div class="footnote" id="note67">
-<p><span class="label"><a href="#tag67">67</a>.&nbsp;&nbsp;</span>Così le stampe: i due codd. leggono <i>la
-sua morte.</i></p>
-</div>
-
-<div class="footnote" id="note68">
-<p><span class="label"><a href="#tag68">68</a>.&nbsp;&nbsp;</span>Così il cod. Magl. e le antiche stampe.
-Il ms. Ricc. legge: <i>eglino ànno violato</i>.</p>
-</div>
-
-<div class="footnote" id="note69">
-<p><span class="label"><a href="#tag69">69</a>.&nbsp;&nbsp;</span>Così le stampe e il cod. Magl.: nel Ricc. manca.</p>
-</div>
-
-<div class="footnote" id="note70">
-<p><span class="label"><a href="#tag70">70</a>.&nbsp;&nbsp;</span>Manca nelle stampe e ne' codd., come altresì
-vedemmo alla pag. 28. e come altresì vedremo
-altre volte più innanzi.</p>
-</div>
-
-<div class="footnote" id="note71">
-<p><span class="label"><a href="#tag71">71</a>.&nbsp;&nbsp;</span>I codd. leggon veramente <i>persona</i>, ma l'ediz. del 1488,
-molto più ragionevolmente, ha <i>parola</i>.</p>
-</div>
-</div>
-
-<div class="tnote">
-<p class="tntitle">
-Nota del Trascrittore
-</p>
-
-<p>
-Ortografia e punteggiatura originali sono state mantenute, correggendo senza annotazione
-minimi errori tipografici. Le correzioni ("<a href="#emendazioni">Emendazioni</a>") indicate a fine libro sono state riportate nel testo.
-</p>
-
-<p class="covernote">
-Copertina creata dal trascrittore e posta nel pubblico dominio.
-</p>
-</div>
-
-
-
-
-
-
-
-
-<pre>
-
-
-
-
-
-End of the Project Gutenberg EBook of I viaggi di Gio. da Mandavilla, vol. 1, by
-John Mandeville
-
-*** END OF THIS PROJECT GUTENBERG EBOOK I VIAGGI DI GIO. DA ***
-
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