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If you are not located in the United States, you'll -have to check the laws of the country where you are located before using -this ebook. - - - -Title: I viaggi di Gio. da Mandavilla, vol. 1 - -Author: John Mandeville - -Commentator: Francesco Zambrini - -Release Date: December 6, 2019 [EBook #60864] - -Language: Italian - -Character set encoding: UTF-8 - -*** START OF THIS PROJECT GUTENBERG EBOOK I VIAGGI DI GIO. DA *** - - - - -Produced by Barbara Magni and the Online Distributed -Proofreading Team at http://www.pgdp.net (This file was -produced from images made available by The Internet Archive) - - - - - - - I VIAGGI - DI - GIO. DA MANDAVILLA - - - VOLGARIZZAMENTO ANTICO TOSCANO - ORA RIDOTTO A BUONA LEZIONE - COLL'AIUTO DI DUE TESTI A PENNA - - per cura di - - FRANCESCO ZAMBRINI. - - - VOL. I. - - - - BOLOGNA. - PRESSO GAETANO ROMAGNOLI. - 1870. - - - - - Edizione di soli 206 esemplari - per ordine numerati. - - N. 188. - - IMOLA. — TIP. D'I. GALEATI E FIGLIO - - Via del Corso, 35. - - - - - AGLI ILLUSTRI LETTERATI - CAV. FRANCESCO DI MAURO DI POLVICA - E - DOTT. CAV. GIUSEPPE PITRÈ - IN OGNI MANIERA DI LETTERE - ERUDITISSIMI - A TESTIMONIANZA - DI PROFONDA STIMA - E - DI GRATO ANIMO - - FRANCESCO ZAMBRINI. - - - - -AL CORTESE LETTORE - - -Poche letture son più gradevoli, a parer mio, delle narrazioni di -viaggi; le quali, oltre al diletto che arrecano, tornerebbero eziandio -utilissime per le notizie che ci porgono de' luoghi a noi sconosciuti, -de' varii costumi delle genti e delle svariate e strane regioni del -mondo, se non vi fossero a larga mano tante favole mescolate, da -isgradarne talvolta i più fertili romanzi che ci abbiamo. Radi son -coloro, che di simili materie trattarono, che ne vadano al tutto -esenti; chè se cotesto difetto abbonda ne' primi nostri scrittori, è -pur comunissimo eziandio ne' moderni, i quali fra alcune verità ci -raccontano tante capricciose bugie, da penar molto a prestar fede -infino a quello, che pur di prima giunta ci si appresenterebbe non -inverisimile. - -Passandomi affatto de' moderni, de' quali non è qui luogo tener -ragione, toccherò brevemente de' principali fra gli antichi, che, o -scrissero in origine nel volgar nostro, o in esso traslatarono viaggi -altrui; i quali se pure largheggiarono di menzogne, se per bene non -sono aggiustati in geografia, in istoria; se errarono di nomenclature, -e così va dicendo, serbarono tuttavia quella eleganza e proprietà di -linguaggio, e quella ingenuità e semplicità di narrare, che indarno -o rado si cercherebbero negli scrittori da poi. Il primo libro di -simil fatta che noi abbiamo in volgare e de' più famosi è senza dubbio -il _Milione di Marco Polo_, il quale intraprese il suo viaggio nel -1272 o circa. Quell'opera, tradotta dal francese nel nostro idioma, -come prova il ch. sig. prof. cav. Adolfo Bartoli nella sua dotta -Prefazione anteposta alla ristampa che di quell'aureo volume fece il -Le Monnier nel 1863, riguardasi la più antica e la più importante tra -le descrizioni di viaggi nell'età di mezzo, che ci abbiamo in volgare. -A cotesta, per cronologia procedendo, tien dietro il breve _Itinerario -ai paesi Orientali di fra Riccoldo da Monte di Croce_, religioso -domenicano, che lo scrisse verso la fine del sec. XIII in lingua -latina, volgarizzato poscia nel 1350, o in quel torno da Anonimo. Il -beato Odorico da Pordenone nel Friuli vien terzo per ordine di tempi, -il quale ci descrisse un suo _Pellegrinaggio_ nel 1318. Vogliono alcuni -che egli il dettasse in lingua volgare, e ne adducono buone ragioni, -ma prove più sufficienti assai contraddicono alla prima asserzione, e -inducono a credere che l'originale suo fosse propriamente dettato in -lingua latina, e da questa tradotto da Anonimo non molto dopo. La qual -versione fu poi resa di pubblico diritto in Pesaro per Girolamo Soncino -nel 1513 col titolo di: _Odorichus de rebus incognitis_; libretto -oggi irreperibile: una parte fu da me posta fuori, secondo codd. -Riccardiani, Magliabec. e Palatini, nel 1866. Il quarto finalmente -si è Giovanni da Mandavilla, uno de' più copiosi fra gli antichi, che -imprese i suoi viaggi nel 1322. Onde, quantunque ei non sia da riporre -tra gli scrittori nazionali, tuttavia avendosi del suo libro una -buona traslazione volgare, anzi un rifacimento e una larga parafrasi -dell'originale, fatta, per mio avviso, sul finire del sec. XIV o al -più sul cominciare del susseguente XV, parmi in certo modo debbasi -considerare quasi lavoro italiano; avvenendo per poco in tali casi come -d'una pianta esotica trapiantata sul nostro suolo, la quale, quantunque -di provenienza straniera, pur col tempo, educata e allevata nel -nostro clima, diventa indigena e di natura nostrale; onde io intendo -collocarlo tra le descrizioni presso che originali che abbiamo nella -nostra letteratura; sicchè mi confido, che niuno vorrà imputarmelo a -colpa. - -Giovanni Mandavilla o da Mandavilla dunque, da s. Albano in -Inghilterra, cavaliere dello sperone d'oro, intraprese i suoi viaggi -nel 1322, insieme con altri amici, e visitò tante regioni d'Oriente, -quante forse e più non si facesse altri. Godè la protezione del Soldano -di Babillonia, che è a dire dell'imperatore del Cairo (perchè a que' -tempi il Cairo chiamavasi _Bambillonia_), secondo che egli stesso ci -narra alla pag. 101 di questo primo volume, ove apprendiamo che gli era -conceduto di potere entrare a veder tutte le cose sante di Gerusalemme -_per la virtù delle lettere del Soldano, nelle quale era speziale -comandamento a tutti e suoi sudditi_, che lo lasciassero _entrare dove_ -egli voleva. Notevoli, fra l'altre cose, sono le parole che il Soldano -gli disse, risguardanti i depravati costumi de' cristiani, che leggonsi -alla pag. 168 pur di questo primo volume, che voglio qui interamente -riportare: — - - E però io vi voglio dire quello che mi disse una volta el Soldano - al Cairo. Egli fecie votare la sua camera d'ogni maniera di - gente, di signiori e d'altri baroni, perchè voleva parlare con - meco di secreto. Domandommi: In che modo si governono e cristiani - nel vostro paese? Io risposi: Bene, per la divina grazia. E lui - mi disse, che veramente non fanno, perchè i vostri prelati non - istimono il servire a Dio: egliono doverebono dare esemplo di ben - fare a la comune gente, e doverebono andare a' templi a servire - a Dio; e egli vanno tutto dì per le taverne giucando, beendo e - mangiando, a modo di bestie. E così e cristiani si sforzono, in - ogni maniera che possono, di barattarsi e ingannarsi l'un l'altro; - e sono tanto superbi, che non si sanno vestire, nè contentarsi - mai; perchè quando vestono corto, e quando lungo; or larghi, ora - stretti; e quando ricamati, e quando intagliati, et in ogni modo - si divisano con cinture e con livrere, e con truffe e con buffe; e - egliono doverebono essere semplici e umili e mansueti e meritevoli - e caritativi, sì come fu Iesù Cristo, nel quale loro credono. Ma e' - fanno el contrario e a rovescio, e son tutti inclinati a malfare; - e tanto sono cupidi e avari, che per poco argento e' vendono e - figliuoli, le sorelle e le loro propie moglie per fare meritrice; - e sì si tolgono le moglie l'uno a l'altro, e non si mantengono - fede, anzi non osservono la lor legge, che Giesù Cristo à loro dato - per la loro propia salute. Così per li loro propii pecati ànno - perduta questa terra, che noi teniamo; e il vostro Dio sì ce l'à - data e concessa nelle nostre mane, non tanto per la nostra fede, - ma per li vostri peccati; perchè noi sapiamo di certo, che quando - voi servirete bene il vostro Dio, lui vi vorrà aiutare, e noi non - poteremo contro a voi. E ben sappiamo per profezia, che' cristiani - regnieranno in questa terra, quando egli serviranno al suo Dio più - divotamente che non fanno ora; ma mentre che eglino stanno in così - brutta vita e con tanti peccati, come e' sono al presente, noi non - abiamo punto dubbio di loro, perchè il loro Dio non gli aiuterà - punto. E allora gli adimandai qualmente sapeva così bene gli stati - d'intorno de' principi de' cristiani e il comune stato loro. E - lui mi rispose, che ciò sapeva per la gente che mandava per ogni - parte e in ogni paese, in guisa di mercatanti di pietre preziose, - di moscado e di balsamo, e altre cose per sapere el governo d'ogni - paese. Dipoi fece chiamare nella camera sua e signiori che prima - aveva cacciati fuori, e mostrommi quatro di questi che erono gran - signiori in quel paese, e quali sì mi divisarono così bene el paese - de' cristiani, come se fussino nati in detti paesi, e parlavano - franceschi nobilmente; e similmente il Soldano, di che molto mi - maravigliai. Ahi lasso! quanta vergognia e quanto danno è a tutti - e cristiani e alla nostra legge, che gente, che non ànno fede, nè - legge, ci vanno biasimando e ispregiando e riprendendo! Quegli che - per li nostri buoni esempli e nostra accettabile vita doverrebono - convertirsi a la fede di Iesù Cristo, sono per le tristizie - nostre e' nostri errori dilungati totalmente! Ma noi siamo per - li errori nostri e per le nostre trestizie estratti e dilungati - totalmente dalla vera o santa fede! Onde non è maraviglia, se - loro ci chiamono cattivi, perchè e' dicono el vero. Ma dicono, - che li saracini sono buoni e leali, però che egliono guardono - interamente il comandamento del santo libro Alcorano, che Dio li - mandò per lo santo messo e profeta Maometto; al quale dicono, che - l'angiolo Gabriello spesse volte parlava, mostrandogli la volontà - di Dio. — - -Servì quindi _al soldo_ il Gran Cane Thonth o Thioulth _per ispazio di -XV mesi contro il re di Mauthi col quale avea guerra_. E, dopo molti -anni, ritornato _allo stanco riposo per cagione delle gotti antiche, -compilò e mise in iscritto_ le sue avventure _nell'anno di grazia 1357, -nell'anno tregesimo quinto ch'egli si partì di suo paese_.[1] - -Quest'opera, secondo che da lui medesimo sappiamo, fu scritta -_totalmente in volgare, perchè molti intendono meglio in vulgare che in -latino_ (v. pag. 8). Or che cosa s'intenda proprio qui per _vulgare_ -è chiaro, da che _vulgare_ chiamavasi comunemente la lingua romanza. -Descrisse dunque il Mandavilla cotesti suoi viaggi in lingua _romanza_, -ciò è a dire in _provenzale_ o francese. In essi, tra le verità -esagerate, mescolò tante di quelle fiabe, quante uomo può imaginare; -tal che fa maraviglia come potesse crederle egli stesso e presumesse -che altri avesse a dar loro fede. Ma tra le strane, per dinotarne -alcune, stranissima sopra tutte parmi la storia della figliuola -d'Ipocras trasmutata in un dragone lungo dugento torse; ogni torsa -equivale a dieci piedi, quindi il dragone sarebbe stato lungo duemila -piedi! La novella della donna dello sparviere è pur singolare, e la -descrizione dell'Arca di Noè; le Chiocciole dell'Isola di Talanoch; -la valle de' Giudei; la Caverna dei Diavoli; le virtù degli alberi del -Sole e della Luna; la descrizione del Paradiso terrestre; l'origine del -Presto Giovanni e altre insomma sono tanto marchiane, che ripugnano, -non dirò già alla critica, ma al senno comune. Ed è sì vero, che -lo stesso Mandavilla teme non altri possa mettere in dubbio le sue -asserzioni, ed il palesa apertamente là ove dice: _Chi mi vuol credere, -mi creda, se gli piace; e chi non vuol credere, sì lasci stare_. Anzi -vieppiù incalzando per guadagnar fede, altrove soggiugne: _Sappiate che -quello che io ò scritto si è la propria verità come se fussi il santo -Evangelio, benchè saranno molti, che non lo crederanno_. Si giudichi -da queste parole la buona fede e la persuasione intima di costui sulle -cose narrate. - -Qui e qua ci andiam pure abbattendo eziandio in brevi lezioni -di fisica, di astronomia, di botanica, di geografia, di storia -ecclesiastica, del vecchio e del nuovo Testamento, e così va dicendo, -le quali ci dànno a conoscere per poco in che umil grado erano le -discipline scientifiche di que' tempi anche in Inghilterra. Con tutto -ciò è pur uopo confessare, che la lettura di questo libro eccita molta -curiosità e diletto, effetti che produr doveansi altresì nell'animo de' -nostri antichi, come il comprovano le non poche stampe che se ne fecero -e le isvariate traduzioni in tutte le lingue d'Europa. - -Quest'opera può dividersi in due parti. Nella prima tratta l'autore de' -Luoghi Santi e ci racconta quelle maraviglie stesse che ci narrarono -altri viaggiatori suoi contemporanei, cioè Simone Sigoli, Lionardo -di Niccolò Frescobaldi, Giorgio Gucci, Niccolò da Poggibonsi; e, più -innanzi, Mariano da Siena, Iacopo da Sanseverino, Niccolò da Este e -diversi altri. Nella seconda parte, che è dieci tanti più dilettevole, -introducendosi vie maggiormente nelle provincie e ne' regni orientali, -passa al Catajo, all'Indie, in Persia, e così via come dice il libro: e -ci narra assai di quelle stesse maraviglie che troviamo celebrate nel -_Milione di Marco Polo_, e più brevemente anche nel _Pellegrinaggio -del beato Odorico_. Qui pur ragionasi a lungo del Gran Cane con tanta -copia e magnificenza ed entusiasmo, che il Mandavilla non la cede punto -a Marco Polo; sicchè se il libro di Marco fu chiamato _Milione_ per -le inaudite ricchezze raccontate di quello imperatore, a buon dritto -anche _Milione_ cognominar si potrebbe questo del Mandavilla. La -quale magnificenza del Gran Cane non era certo maggiore all'altra del -Presto Giovanni, di cui afferma il nostro scrittore che alla sua corte -_ogni dì mangiano più di trentamila persone sanza quelli che vanno e -vengono_! - -Essendo pertanto questo libro così variato e pieno di meraviglie, -compilato e messo fuori in tempi ne' quali assai più leggiermente -che poscia si amava udirle e si credevano, bene non istupiremo se con -avidità era cerco e letto e se in più lingue fu traslatato e reiterate -volte in ognuna messo a stampa. Del secolo XV se ne annoverano fino -a 27 edizioni, e cioè: otto in francese, quattro in latino, sei in -tedesco, e le altre in volgare. Il _Milione di Marco Polo_ non n'ebbe -allora che sole cinque; avvegnachè, procedendo ne' tempi, se ne -conoscano a' nostri dì ben 58. In inglese pure assai ne furon prodotte -nei secoli XVI, XVII e XVIII, e fra le altre molto stimata si è quella -di Londra del 1725, e l'altra eseguita a' tempi nostri del 1839. Ciò -nondimeno quest'opera nel testo volgare è divenuta rara per modo, che -indarno oggi potrebbesi dai curiosi possedere. - -La rarità sua pertanto mi fece venir vaghezza di profferirla nuovamente -in luce, e a tale uopo consultai diverse edizioni, che tutte vidi, -qual più qual meno, sconciamente guaste e corrotte e piuttosto in -dialetto che in illustre volgare italico, all'infuori della fiorentina -edita nel 1492, nella quale un po' più che nell'altre è rispettata -la desinenza delle parole, quantunque essa pure non vada scevra da -molti difetti e lacune. Entratomi dunque allora nell'animo desiderio -più vivo di nuovamente pubblicarla, secondo investigazioni fatte, -seppi dall'egregio sig. Emilio Calvi, ufficiale nella Magliabec., da -me a tale uopo incaricato, che due codici di questo volgarizzamento -serbavansi nelle biblioteche fiorentine; uno nella Magliabechiana -suddetta (oggi Nazionale), cartaceo, di piccola lettera, senza veruna -data, ma, da quanto si può argomentare, di poco oltre la metà del -sec. XV, segn. Cl. XXXV, N. 221; l'altro nella Riccardiana, segn. -N. 1917, pur cartaceo, a due colonne, trascritto nel 1492, come il -copista medesimo dichiara in fine con queste parole: _Io Bartolomeo -di Benci da Dicomano al presente provigionato nella Rocca vecchia del -borgo Sansipolcro ho scritto questo libro, cioè finito di scrivere -questo dì XX di giugno 1492 a stanza di Raffaello di Michele di Corso -cittadino fiorentino_. In quest'ultimo mancano le rubriche che sono -nel Magliabechiano e nelle stampe, ed in varii luoghi diversi Capitoli. -Oltre a ciò sembrami di dicitura più moderna, ed apparisce chiaramente -che il trascrittore vi fece delle aggiunte, allargò la sintassi -e i concetti, e abbondò assai di glossemi. Onde per tutto questo -giudicai bene di attenermi al Magliabechiano (che feci diligentemente -trascrivere dal prefato sig. Calvi, quantunque nella ortografia men -buono) come più antico e consentaneo all'età in cui vuolsi riputare -appartenga il volgarizzamento, giovandomi tuttavia in pari tempo del -Riccardiano, di cui feci trar fuori le principali varianti, allor che -fui costretto dalla guasta lezione del testo che presi ad esemplare. -E perchè il mio lavoro riuscisse meno imperfetto che possibil fosse, -non trascurai eziandio di tener sott'occhi un'ediz. che io posseggo -del 1488 (e fu sopra la lettura di questa che mi nacque talento della -presente pubblicazione) fatta qui in Bologna per Ugo de Rugerii a -dì IIII di luglio; nè la su mentovata di Firenze per ser Lorenzo -de Morgiani et Giov. da Maganza, 1492; colle quali potei correggere -qualche parola, che pur coll'aiuto de' soli due codd. mss. non avrei -potuto. Or, conforme al mio costume, sapendo che cotesti son libri -che corrono soltanto per le mani degli eruditi e di coloro che fanno -speciale professione di lettere, conservai interamente la grafia de' -codd., avvegnachè assai disuguale e poco garbata, e con temperanza mi -adoperai in chiose filologiche e d'erudizione: mi limitai singolarmente -a notare certe varietà di lezioni, secondo che più o meno sembravami -necessario, non che gli errori manifesti non potuti correggersi nè -co' testi a penna, nè colle stampe, de' quali alcuni eziandio ho fatto -avvertito il cortese lettore con un _sic_ tra parentesi, incastrata nel -testo. - -Nullostante tutte le prefate cure e sollecitudini, niuno reputi che -io presuma di offerire un lavoro propriamente compiuto e senza mende. -Per far cotesto si conveniva correggere gli errori di storia sacra e -profana che ci sono: quelli di astronomia, di geografia: si conveniva -raddrizzare nomi proprii, di città, di Provincie, d'Isole, di Reami; -contorti, contraffatti e imbarbariti in modo alcuni, da non potersene -agevolmente venire a capo, i quali intronati negli orecchi de' cani, -come diceva il Redi, gli farebbero spiritare: si conveniva infine -cernere il vero dal falso e additarlo. Io m'era accinto da prima -eziandio a questa fatica; ma visto poi che sarei andato troppo per -le lunghe e ne avrei portato una gravissima fatica senza adeguato -compenso, me ne fuggì l'animo e ristetti, anche perchè tutto ciò -avrebbe cresciuto per modo la giunta, da oltrepassare di gran lunga la -derrata; molto più poi che non pochi di cotali difetti sono comunissimi -a tutti gli scrittori di quell'età ed alcuni anche di facilissima -emendazione, in guisa che ciascuno, leggendo, potrà correggere di -per sè stesso. Di fatto chi non saprà volgere _Tiopia_ in _Etiopia_? -_Barimattia_ in _Arimatia_, _Roboas_ in _Roboam_, _Techia_ in _Tecla_ -ed altri così fatti? - -Mio precipuo divisamento si fu dunque quello di riprodurre in luce -e a buona lezione ridotto, per ciò che concerne in singolar modo la -dicitura, un aureo testo, fatto assai raro ed anche inintelligibile -nelle antiche edizioni, per le continue barbariche voci introdottevi e -per la frequente guasta lezione; un libro, per mio avviso, scritto con -uno stile piano, lucido, scorrevole, qual proprio si addice a storica -narrazione, e dove molti vocaboli si scoprono attinenti alle scienze -che non vidi giammai altrove, con frasi elegantissime, donde assai -profitto può derivarne agli studiosi delle nostre classiche lettere. Da -così fatta persuasione mosso, non facendo gran capitale di certe mende, -che veggonsi dal più al meno in tutti gli scrittori di quell'età, -io non dubito punto non questo libro debba incontrare nel genio -della repubblica letterata. Se ciò accada, io mi chiamerò abbastanza -appagato delle mie sollecitudini e andrò lieto per aver dato novella -vita a un'opera, che già da secoli dimentica e quasi sconosciuta se ne -giaceva. - - - - -Trattato delle più maravigliose cose e più notabile che si truovino -nelle parte del mondo, ridotte e raccolte sotto brevità nel presente -compendio dallo strenuissimo cavalieri a spron d'oro, Giovanni di -Mandavilla anglico, nato nella città di Santo Albano, el qual, secondo -che presenzialmente à vicitato quasi tutte le parte abitabile del -mondo, così fedelmente à notato tutte quelle più degnie cose ch'egli -à trovato e veduto in esse parte; e chi bene discorre questo libro, -arà perfetta cognizione di tutti e Reami, Province, Nazione e populi, -gente, costumi, legge, istorie e degnie antiquitate con brevità, le -quale, parte da altri non sono trattate, e parte più confusamente -d'alcuni gran valenti uomini sono state toccate; e a magior fede il -profato autore in persona è stato nel mille CCC.XXII, in Ierusalem; -in Asia minore, chiamata Turchia; in Armenia grande e nella piccola; -in Tarteria, in Persia, in Siria o vero Suria, in Egitto alto e nello -inferiore, in Libia, nella parte grande di Etiopia, in Caldea, in -Amazonia, in India maggiore, nella mezana e nella minore, in diverse -sette di Latini, Greci, Giudei, Barbari, Cristiani e infedeli e in -molte altre province, come appare nel trattato di sotto. - - - - -TRATTATO BELLISSIMO DELLE PIÙ MARAVIGLIOSE COSE E PIÙ NOBILE CHE SI -TRUOVINO NELLE PARTE DEL MONDO, SCRITTE E RACCOLTE DALLO STRENUISSIMO -CAVALIERI A SPRON D'ORO, GIOVANNI MANDAVILLA FRANZESE[2] CHE VICITÒ -QUASI TUTTE LE PARTE DEL MONDO ABITABILI, RIDOTTO IN LINGUA TOSCANA. - - -Conciò sie cosa che la terra oltramarina, cioè la terra santa di -promissione, fra tutte l'altre terre sia la più eccellente e la più -degnia e donna sopra tutte l'altre terre, e sia benedetta e santificata -e consecrata del prezioso corpo e sangue del nostro signiore Iesù -Cristo; ivi gli piacque obumbrarse nella vergine Maria e pigliare -carne umana e nutrimento, e detta terra calcare e circundare co' suoi -benedetti piedi: qui volle fare molti miracoli, predicare e insegniare -la fede e la leggie a noi cristiani come a suoi figliuoli. E in questa -terra singularmente volle portare chaleffi[3] e strazii e soferire -per noi molti improperi. E in questa terra singularmente si volle -fare chiamare Re del cielo e della terra e dell'aere e dell'acqua, -e universalmente di tutte le cose che si contengono in quelle, e lui -medesimo si chiamò Re per ispezialitade di quella terra, dicendo: _Rex -sum iudeorum_, perchè questa terra era in quel tempo propia de' giudei. -E questa terra s'aveva lui scielta fra tutte l'altre terre per la più -degna e per la più virtuosa e per la migliore di questo mondo. Imperò -ch'ella è il cuore e il mezzo luogo di tutta la terra del mondo, sì -come dice il filosafo: le virtù delle cose stanno nel mezzo. In quella -medesima terra volle il Re celestiale usare la vita sua e essere diriso -e vituperato da' grudeli giudei, e volle sofferire passione e morte -per amor nostro e per riscuoterci e liberarci delle pene de lo 'nferno -e della orribile e perpetual morte per lo peccato del nostro primo -padre Adam e Eva nostra madre; però che verso lui non aveva meritato -male alcuno, imperò che lui mai non disse male, nè fece, nè pensò. E -ben volle il Re di gloria in questo luogo più che altrove sostenere -passione e morte, però che chi vuole publicare alcuna cosa, a ciò -che ciascuno lo sappia, egli la fa gridare e publicare in mezo della -città, a ciò che la cosa sia saputa e sparta da ogni parte. Similmente -il criatore del mondo volle sofferire per noi morte in Gierusalem, -la quale è in mezo del mondo, a ciò che la cosa fussi publicata e -saputa per tutto el mondo, el quale egli amò caramente per ricomperare -gl'uomini, i quali lui aveva fatti ad imagine e similitudine sua. E -questo fece per lo grande amore che lui aveva verso noi sanza alcuno -nostro merito; imperò che più cara cosa non poteva egli dare per noi -che il suo santo corpo e il suo santo sangue; la qual cosa offerse -tutto per nostro amore. Considerate un poco quanto fu l'amore, quando -per salvar noi si misse all'aspra e crudel morte, e mai non ebbe in sè -radice d'alcun male o peccato! e non dimeno volse per lo grandissimo -amore mettere il corpo suo alla morte per li peccatori! Pensi ognuno, -quanto amore egli ebbe inverso di noi, quando colui che era sanza -peccato e sanza colpa volse ricevere morte per le colpe nostre! E -certamente dee essere dilettevole e fruttifera quella terra che fu -rigata del prezioso sangue di Giesù Cristo! Questa è quella terra, la -quale il nostro Signiore ci promisse per eredità, e nella detta terra -volle murire per soddisfare e per lasciarla eredità a' suoi figliuoli. -E pertanto ciascun buon cristiano, il quale lo può fare, si doverebe -grandemente affaticare in conquistare la nostra sopra detta eredità, -e cavarla fuori delle mane degl'infedeli, e a noi apropiarla, perchè -noi siamo apellati cristiani da Cristo, el quale è nostro padre, e se -noi siamo suoi legittimi figliuoli, noi doverremo volere la ereditate -che lui ci à lasciata e trarla delle mani della gente strana a chi -non s'appartiene. Ma al dì d'oggi la maladetta superbia e la cupidità -e la invidia ànno totalmente e quori de' signiori terreni accesi -e infiammati, che più attendono al lasciare essa eredità ad altri, -che egli non fanno a ricuperare e acquistare la lor propia eredità e -peculio sopradetto; e la comune gente, che ànno volontade di mettere -quore e corpo e loro avere per far questo conquisto, non possono -sanza e signiori sopra loro alcuna cosa, perchè comunità sanza capo di -signiore, è come una multitudine di pecore sanza pastore, le quale si -spargono, e poi non sanno che fare si debino. Ma se piacessi al nostro -santo papa, che a Dio piacerebe bene che e principi terreni fussino in -buona concordia e con loro alcuni comuni, e volessino pigliare il detto -santo viagio d'oltramare, e io sono certo che in brieve termine sarebe -la terra di promissione racquistata e posta nelle mane de' veraci eredi -di Giesù Cristo. E perchè gli è gran tempo, che non è stato passaggio -generale oltrammare; e ancora perchè son molti che si dilettono d'udire -parlare di detta terra santa e di ciò pigliono piacere, io Giovanni -da Mandavilla, cavaliere, conciò sia cosa che io indegno sia, nato e -nutrito in Inghilterra, della città di santo Albano, il quale passai il -mare l'anno Mille CCCº. XXII, el dì di Santo Michele mi partii e andai -nelle torre d'oltrammare e stettivi grandissimo tempo et ò veduto e -circundato molto paese e molte diverse province e molte strane regione -e isole diverse, e ò passato per Turchia, per Armenia piccola e per la -grande, per la Tarteria, per Persia, per Soria, Arabia, per lo Egitto -alto e basso, per Libia e per una gran parte di Etiopia, per Caldea, -per Amazonia, per India minore, mezana e maggiore, e per multitudine -di diverse gente e diverse fede e luoghi e di diverse fazioni, di tutte -quelle terre e isole parlerò più a pieno ch'io poterò, e dimosterrò una -parte delle cose che vi sono, quando tempo sarà di parlarne, di quele -che io mi potrò ricordare, spezialmente per coloro che ànno disiderio -o intenzione di vicitare el nobile paese e città di Gierusalem e i -santi luoghi che sono quivi d'intorno; e così mosterrò el camino quale -poteranno tenere; imperò ch'io sono passato per molti e cavalcato -per la grazia di Dio con buona compagnia. E sappiate, che io arei -composto questo libro in latino per divisare più brievemente, ma perchè -molti intendono meglio in vulgare che in latino, io l'ò totalmente in -vulgare[4] composto, a ciò che ciascuno lo possa intendere, e a ciò -che gli signiori e gli altri cavalieri e gentili uomini, i quali non -sanno latino e sono stati oltramare, intendino, se io dico el vero o -no. E se io erro in discrivere, per non ricordarmi o per altra cagione, -che eglino mi possino corregere e megliorare, perchè le cose di lungo -tempo per non le vedere, spesso legiermente tornono in oblivione, e la -memoria umana non può ogni cosa apprendere e ritenere. Ora, col nome di -Dio glorioso, colui che vuole andare oltramare, vi può andare per più -vie, per mare e per terra, secondo el paese donde si parte; delle quali -vie la maggiore parte tornano tutte a un fine. E non intendete punto -che io voglia dichiarare tutti i luoghi, cioè città, castelle e ville, -per le quale si conviene passare, perchè farei troppo lungo parlare; -ma solamente d'alcuni paesi e luoghi principali, per li quali si debba -andare e passare, per la diritta via tenere. - - -QUI DISCRIVE IL PRIMO CAMINO D'ANDARE AL SANTO SEPOLCRO. - -Primamente chi si parte dalle parte occidentale, come di Inghilterra, -d'Orlandria, di Scozia o de Norverga, anco egli può andare, se vuole, -per Alamagna e per lo Reame d'Ungheria, che confina alle terre di -Polonia e alla terra di Panonia e di Flessia. Lo Re d'Ungaria è molto -possente e valente signiore: tiene molto grande terreno, imperò che -tiene Ungaria e gran parte di Schiavonia, di Comania e di Bolgaria, e -tiene del reame di Rossia, gran parte delle quale n'à fatto un ducato, -che dura infino alla Dinflania e confina con Prussia. La terra di -questo signiore si passa per la città di Cipro e per lo castello di -Ynsebuces[5] e per Mala villa, ch'è verso la fine d'Ungaria; e là si -passa per la riviera del Danubio. Questa riviera è molto grande, e -nasce nella Alamania sotto le montagnie verso Lombardia, e riceve in -lei 4 altri fiumi[6] e corre pel mezo d'Ungaria e pel mezo Tarsia; e -entra[7] in mare così fieramente verso oriente, che l'acqua mantiene el -suo colore e risurge dentro nel mare sanza mescolarsi coll'acqua marina -per XX. leghe. E da poi[8] si viene a Bella grana e si entra nella -terra di Bolgaria, e là si passa un ponto di pietra, el quale è sopra -alla riviera di Marogia; e passasi per le terre di Prontenardi, e di -là si viene in Grecia alla città di Astines e di Fina, e alla città di -Andrianopoli; e dipoi a Gostantinopoli, la qual soleva essere chiamata -Bisanzio. - - -DELLA CHIESA DI SANTA SOFFIA. - -Quivi dimora comunemente lo 'mperadore di Grecia. Là è la più bella e -nobile chiesa del mondo, la quale si chiama Santa Soffia. - - -DELLA IMMAGINE DI IUSTINIANO IMPERADORE. - -E dinanzi a questa chiesa è la immagine di Iustiniano imperadore di -rame dorato, e sta a cavallo, coronato; e soleva tenere un pomo dorato -e tondo nella mano, ma, già gran tempo, è caduto; e dicono alcuni, che -ciò significa che lo imperadore à perso gran parte della sua terra e -di sua signioria, perchè lui soleva essere imperadore de' Romani e di -Grecia e di Asia e di tutta la terra di Soria e della terra de' giudei, -ne la quale è Gierusalem, e della terra d'Egitto, di Arabia e di Persia -maggiore, Grecia e di tutta la minore Asia e di tutta la terra di -Soria e dell'India nella quale è la città di Ierusalem. Ma ora egli à -ogni cosa perduto, salvo che Grecia, che si tiene solamente. Ma furono -alcuni che gli volsono rimettere quello pomo in mano, nè mai gliene -poterono fare tenere. Quel pomo significava la Signioria, che egli -aveva in questo mondo; il quale è ritondo: e l'altra mano tiene levata -verso l'oriente[9] in segno di minacciare li mali fattori. La detta -imagine sta sopra a uno gran sasso di marmo. - - -IN GOSTANTINOPOLI È LA CROCE DEL NOSTRO SIGNIORE. - -In Costantinopoli è la croce del nostro signiore messer Iesù Cristo -colla vesta sanza cucitura e la spugnia e la canna colla quale gli fu -dato bere fiele e aceto in su la croce; e alcune gente si pensono, che -la metà di questa croce sia in Cipro in una badia di monaci. E quella -croce che è in Cipro è quella dove Dismas, ladrone buono, fu morto; ma -ogni uomo non lo sa, ed è mal fatto che, per lo utile delle offerte, -che ciò facciano, o vero diano a intendere, che quella è la croce del -nostro signiore. Ma sappiate, che la croce del nostro signiore è di -4. maniere di legnio, sì come è scritto in questo verso seguente: _In -cruce sunt palma, cipressus, cedrus, oliva_. El pezo che era dricto, -da terra infino alla cima, fu di cipresso; quello che era a traverso, -nel quale erono chiavate le mane, era di palma: el troncone, fitto -dentro nella terra, cioè nel monte Calvario, el quale era perforato -e incastrato per tenere il piede della croce, era di cedro; e la -tavoletta di sopra al capo, la quale era lunga un piede e mezo, dove -era scritto in ebreo greco e latino, era di olivo. - - -LA DESCRIZIONE DELLA CROCE. - -E feciono li giudei la croce di queste quatro maniere di legnio, perchè -egli si credovono, che 'l nostro signiore dovesse tanto pendere in -su la croce, quanto el corpo potessi durare; e però feciono il piede -di cedro, perchè il cedro non si marciscie in terra nè in acqua, -e egliono volevono che durassi lungamente. Ancora si credevano gli -perfidi giudei, che 'l corpo del nostro signiore Iesù Cristo dovessi -putrefarsi e marcire, e imperò feciono el pezo lungo della croce di -cipresso, el quale è odorifero, a ciò che 'l fetore non agravassi -quegli che passavono. El traverso sopra detto fu fatto di palma, perchè -nel vecchio testamento, quando alcuno aveva vittoria, era incoronato di -palma; e perchè e giudei si credevono avere vinto messer Giesù Cristo, -gli feciono la croce di cotal legnio. E la tavoletta sopra al capo fu -d'ulivo, la quale significa pace, sì come si dimostra nella storia di -Noè, quando la colomba portò il ramo d'ulivo, lo qual significava pace -fatta tra Dio e l'uomo. Similmente si credevono avere pacie dopo la -morte del nostro signiore, perchè dicevono, che fra loro avevono una -certa discordia. E sappiate che 'l nostro signiore, giacendo in terra, -fu posto in su la croce, e poi il dirizorono insieme colla croce; onde -così dirizandolo sostenne grandissima pena. E i greci e li cristiani, -che stanno oltrammare, dicono che l'albero della croce, el quale noi -chiamiamo cipresso, fu del pomo del quale Adam gustò il frutto. - - -DELLA OPPINIONE D'ALCUNI CRISTIANI DEL LEGNIO DELLA CROCE. - -E così ànno loro nelle loro scritture, che quando Adam si infermò, -e' disse al suo figliuolo Seth che andassi al paradiso e pregassi -l'angiolo, che guarda el paradiso, che gli piacessi di mandargli -dell'olio dell'arbore della misericordia per ugniere gli suoi membri -per ricevere sanità; el qual Seth v'andò. Allora l'angelo non lo volse -lasciare entrare, ma ben gli disse di Adamo, che ancora non può avere -dell'olio della misericordia. Ma l'angiolo gli diè tre granella del -frutto di quello medesimo legno, e dissegli, che gli mettessi in bocca -al suo padre; che quando l'albore crescierà tanto, che porterà frutto, -che in quello tempo sarà suo padre liberato. Poi che Seth fu tornato, -trovò suo padre quasi morto. Allora subitamente gli misse quelle -granella, che l'angiolo gli aveva dato, in bocca; le quali nacquono -doppo la morte d'Adamo, e crebbono e feronsi tre grandissimi albori; -e di quegli fu fatta la croce, che portò el buono frutto, cioè messer -Giesù Cristo, per lo quale frutto Adam e li discendenti da lui sono -liberati e ristorati di perpetuale morte, se per loro non manca.[10] - - -DELLA IMMAGINE DELLA CROCE E CHI LA TROVÒ. - -Questa santa croce avevono gli giudei sotterrata nel sasso del monte -Calvario, e quivi stette dugento anni e più, tanto che fu ritrovata per -santa Elena, madre di Gostantino, imperadore de' romani. Questa Elena -fu figliuola del Re di Inghilterra, la quale a quel tempo era chiamata -la gran Bertagnia; e questa donna la prese per moglie Gostantino per -sua grande bellezza, e fu quando e' fu in queste parte. - - -DELLA GRANDEZA DELLA CROCE. - -Potete sapere che la croce del nostro Signore era lunga otto cobiti, -il traverso era 3. cubiti e mezo. Una parte delle ispine, delle quali -lui fu incoronato in su la croce, e uno delli chiovi, e 'l ferro della -lancia e molte altre reliquie sono in Francia nella cappella del Re. -La corona è in un vasello di cristallo molto bene lavorato, perchè uno -Re, gran tempo fa, comprò queste reliquie da' giudei, le quali aveva lo -imperadore impegniate per bisognio d'ariento che aveva. - - -DELLA CORONA DELLE SPINE. - -Ma se alcuno dicesse, che quella corona è di spine, sappiate, che ella -è di giunchi marini bianchi, e quali pungono come sproni acutissimi; -e ciò dico, però che l'ò veduta e risguardata diligentemente per più -volte, e quella di Parigi è quella di Gostantinopoli, perchè l'una e -l'altra fu tutta una corona intortigliata e fatta di giunchi; ma questa -è separata, e partita, e fatta due parte; e l'una è a Parigi, l'altra -si è a Gostantinopoli: e io ò una di queste preziose spine, che pare -una spina bianca; e fummi donata per grande spezialtade, imperò che -ve ne sono molte di rotte nel vasello, ove sta la corona, le quale -si rompono quando el vasello si muta ed è portato a vedere a gran -signiori. E sapiate che quando el nostro Signiore fu preso la notte e -fu menato nel giardino nascosamente, e' fu esaminato diligentemente; -e ivi feciono derisione e riprensione di lui, e gli cattivi giudei gli -feciono una corona delle bianche [spine] d'uno albero molto spinoso che -crescie nel sopradetto giardino e aveva gran foglie; e gli messono le -spine inverso la testa, e tanto duramente gliele compressono, che 'l -prezioso sangue cascò da ogni parte per la faccia e per lo collo e per -le spalle. - - -DELLA VIRTÙ CHE ÀNNO LE SPINE DELLE QUALI FU FATTA LA CORONA AL NOSTRO -SIGNIORE. - -E quelle cotali spine erono bianche, imperò che la bianca spina à -più virtù, perchè chi ne porta una bianca sopra lui, non teme nè -folgore, nè saetta, nè tempesta, nè altro; e alla casa, ove è, il -cattivo spirito non ardisce aprossimare. In questo giardino lo rinnegò -san Piero tre volte. Dappoi fu menato il nostro Signiore dinanzi al -vescovo e maestro delle legge in uno altro giardino, e ivi fu di nuovo -esaminato e schernito e vituperato. E ancora fu incoronato d'un'altra -corona di spina bianca, la quale si chiamava _lerbris_, che era in -quello giardino, la quale ancora aveva molte virtù; e delle sue foglie -si fa buono colore verde. Dappoi fu menato nel giardino di Caifas, e -ivi fu coronato d'un rosaio salvatico. E poi fu menato nella camera di -Pilato, el quale era giudice, per esaminarlo. Ancora ivi era incoronato -di giunchi marini. Ivi lo posono in su nuna sedia e vestironlo d'un -mantello di purpura, e sì gli feciono una corona di questi giunchi. -E ivi si inginochiorono, sbeffandolo, schernendolo, e dicendo: Dio -ti guardi, Re de' giudei! E questa corona fu quella la cui metade è -a Parigi e l'altra metade è a Gostantinopoli insieme colla quale il -nostro Signiore fu posto in croce e morto. Per la qual cosa si dè -tenere questa corona più cara e più preziosa che niuna altra. E l'asta -della lancia à lo imperadore della Magnia, ma el ferro si è a Parigi; -e lo imperadore medesimo di Gostantinopoli dice avere el ferro della -lancia. Io l'ò veduto ed è assai più largo che quello che è a Parigi. - -In Costantinopoli giace el corpo di santa Anna. - -Item, a Gostantinopoli giace la madre di nostra Donna, la qual santa -Elena fece portare di Gierusalem. - - -DEL CORPO DI SANTO GIOVANNI GRISOSTIMO. - -Item, ivi giace il corpo di san Giovanni Grisostimo, el quale fu -arcivescovo di Costantinopoli. - - -DEL CORPO DI SANTO LUCA. - -Item, ivi giace il corpo di santo Luca Evangelista, perchè le sue ossa -furono portate di Brettagnia, ove fu sotterrato; e molte altre reliquie -vi sono. - - -D'UNO VASO CHE SI RIEMPIE PER SÈ MEDESIMO. - -Qui è un vasello di pietra chiamata quindos, el quale getta tutta via -acqua, e sempre per sè medesimo si riempie tanto, che va di sopra sanza -che alcuno vi metta alcuna cosa dentro. - - -DELLA CITTÀ DI GOSTANTINOPOLI. - -Constantinopoli è molta bella città, di molto nobile, e bene murata e -triangulata. Egli è un braccio di mare, chiamato Elesponte; e chi lo -chiama la bocca di Gostantinopoli; altri el braccio di santo Giorgio. -Questo braccio chiude le due parte della città; e più alto, verso il -capo di questo braccio di mare, fu la città di Troia sopra la ripa -dell'acqua in un molto bel luogo piano; ma la città appar poco per lo -gran tempo che fu distrutta. - - -DELLE ISOLE CHE SONO IN GRECIA. - -In Grecia sono molte isole, sì come sono Calisere, Colcos, Ortigia, -Tesbria, Mirea, Flazon, Melocopate e Lennos. Ivi sono molti altri -linguaggi e molti paesi, i quali tutti ubidiscono allo imperadore; e -gli Pizinzenati, gli Comani e molte altre gente e paesi di Tracia e -Macedonia. - - -ONDE NACQUE ARISTOTILE E DOVE GIACE. - -Una città dove naque Aristotile è assai presso della città di Tracia: è -chiamata Asenigiren. Ivi giace il corpo suo, e ivi è uno altare sopra -la tomba sua, ove ogni anno si fa solenne festa sì come fusse santo. -Ogni uno di quelle gente insieme vanno a consigliarsi sopra di questa -tomba, e pare a loro che per divina ispirazione gli venga posto innanzi -il miglior consiglio. E in questo paese sono molte alte montagnie -inverso la fine di Macedonia. - - -DEL MONTE OLIMPIO. - -È una montagnia chiamata Olimpio, la quale disparte Macedonia da -Tracia, ed è così alta che trapassa le nuvole. - - -DEL MONTE ATTALANTE DOVE È L'AERE PURO E NETTO. - -Elli è un'altra montagnia, chiamata Athlas. Questa è tanto alta, come -testimonia alcuni, che l'ombra sua si istende insino a l'Isola di -Lennos, ch'è lontana a la marina LXXVI. leghe; e nella sommità della -montagnia è l'aere così puro, che ivi non trae vento, nè altra cosa; -e imperò quivi non potrebbe stare uccegli, nè altri animali per la -grande secchitade di detta montagna. E dicono alcuni di queste parte, -che i filosafi andorono sopra questa montagnia e tenevono nelle mani -una spugnia bagnata in acqua, la quale odoravono per ricevere umidità, -perchè altrimenti non arebono potuto fiatare, anzi sarebono venuti -meno per difetto di fiato per l'aere troppo asciutto. E sopra questa -montagna scrivevono colle loro dita nella polvere; e in capo dell'anno -tornati, trovavono le figure come loro avevono iscritto, sì che per -questo appare, che la montagnia si istende infino all'aere puro. - - -DELLA BELLEZA DI COSTANTINOPOLI. - -Costantinopoli è la principale città dello imperadore; molto bella e -bene ordinata; e ivi è una bella piaza per giostrare e per giucare, ed -è fatta a scacchi e a gradi d'intorno, sì che ogniun può vedere sanza -impacciare il campagnio; e di sotto questi gradi sono le stalle[11] -dello imperadore e dentro sono tutti e pilastri di marmo. Dentro -nella chiesa di santa Soffia, faccendo, già gran tempo, lo imperadore -sotterare un suo parente, fu trovato uno altro corpo, sopra del quale -era una gran piastra d'oro, dove erano scritte lettere che sonavano: -Iesù Cristo nascierà della vergine Maria, et io credo in ello. E -contenea nella detta piastra, che quello corpo era stato quivi anni -2000, prima che Iesù Cristo nascessi; et è oggi la detta piastra nella -tesorìa della chiesa di santa Soffia[12]. - - -DEL CORPO DI ERMES. - -E dicono le gente, che questo corpo fu Hermens, el savio filosofo. -E quantunque i greci siano cristiani, egli però deviano molto dalla -nostra fede, perchè dicono, che lo Spirito Santo non procede punto dal -Figliuolo, anzi solamente dal Padre, e non ubidiscono nulla alla corte -di Roma nè al papa, e dicono che tanta possanza à el loro patriarca, -che è come el papa nostro. - - -COME EL PAPA SCRISSE A' GRECI CHE VOLESSINO ESSERE UNITI. - -E imperò Giovanni papa vigesimo sicondo gli scrisse, come la -cristianità doveva essere unita, e che egliono doverebono ubidire -al papa, il quale è diritto vicario di Giesù Cristo e di Dio, al -quale Idio dona infinita potenzia di legare e di sciogliere: onde e' -doverebono a lui ubbidire. - - -DELLA RISPOSTA CHE E' FECIONO. - -E li greci gli mandorono a dire assai diverse risposte; e, tralle altre -cose, egli dissono: _Potentiam tuam summam circa tuos subditos firmiter -credimus, superbiam tuam summam tollerare non possumus, avaritiam tuam -satiare non intendimus; dominus tecum quia nobiscum est Dominus_. E -altra risposta non potè lui avere da loro. Queste parole latine per più -intelligenzia de' vulgari così suonono: la tua potenzia, circa alli -tuoi subditi, firmamente credemo; la tua somma superbia non possiamo -levare (_sic_), la tua avarizia non intendiamo saziare: sia el signore -teco, perchè con noi è. - - -DELLO ERRORE DE' GRECI CONTRO ALLA CONSECRAZIONE DEL SACRAMENTO. - -Item, fanno el sacramento dell'altare di pane lievito, e dicono, che -noi erriamo di farlo col pane non lievito, perchè el nostro Signiore -lo fece alla cena di pane lievito; e nel giovedì santo eglino fanno -il loro pane lievito per memoria della cena, e sì lo seccano e poi lo -conservono tutto l'anno; e di questo ne dànno agl'infermi in luogo del -corpo di Cristo; e egliono non fanno punto d'unzione nel battesimo, -nè alli infermi; ma nota che ora si conformono con noi nel modo del -consecrare; e dicono che non è punto purgatorio, e che l'anime non ànno -punto d'allegreza infino al dì del giudicio. - - -UNO ALTRO ERRORE. - -E dicono, che fornicazione non è peccato mortale, imperò che quela è -cosa naturale, e che nisuno uomo nè femina se debe maritare altro che -una sola volta. - - -UN ALTRO ERRORE. - -E che sono bastardi quegli figliuoli di quegli che si maritono più -d'una volta, e sono generati in peccato; e disfanno il matrimonio per -piccola cagione. E gli loro preti si maritono; e dicono, che usura -non è punto peccato mortale; e vendono e benifici della chiesa, sì -come altrove si fa, che gli torna gran danno e vergognia; imperò che -ogni simonia è riprovata; onde che la santa chiesa è maculata; e così -mancando lei nelle buone opere, el mondo non può aver buono stato. - - -DI MOLTI ALTRI ERRORI DE' GRECI. - -E dicono e greci, che nella quadragesima non si dee cantar messa altro -che 'l sabato e la domenica; e il sabato non digiunono in niun tempo -dell'anno, se bene in tal dì fussi la vigilia di Pasqua o di Natale. -E non permettono, che li latini cantino alli loro altari altro che una -messa; e se pure la cantassino, e greci dipoi lavono l'altare d'acqua -benedetta, e dicono che non si dee cantare altro che una messa el dì in -su nuno altare; e dicono che 'l nostro Signiore non mangiava mai, anzi -fece astinenzia di mangiare. E dicono che noi pecchiamo mortalmente a -farci radere la barba, perchè la barba è segnio de l'uomo e dono del -nostro Signiore; e quegli che si fanno radere, il fanno per più piacere -al mondo e a le femine; e dicono, che noi pechiamo a mangiare delle -bestie che erano vietate nel vechio testamento, come de' porci e delle -altre bestie che non rugomeno el pasto; e dicono che noi pechiamo a -mangiare carne presa nella settimana di quadragesima; e anche perchè -noi mangiamo carne il mercoledì; e dicono che noi pechiamo a mangiare -uova e formagio il venerdì, e che è scomunicato ognuno el quale si -contiene di mangiare carne el sabato. - - -DI CIÒ CHE FA LO IMPERADORE. - -Item, lo imperadore di Costantinopoli fa el patriarca con l'arcivescovo -e vescovi e dà le degnità e li benifici, e sì gli toglie e gli -priva quando gli truova cagione. E questo è signiore del temporale e -spirituale in suo paese; e se voi volete sapere l'alfabeto de' greci -voi lo potete vedere qua di sotto.[13] - -E quantunque tale cose non appartenghino allo amaestramento del viagio, -nondimeno apartengono alla anti promessa dichiarazione, cioè di costumi -e di ragione e diferenzie d'alcuni paesi; imperò che questo è il primo -paese vario e discordante in fede e in lettere dal nostro paese di qua. -Pertanto io l'ò qui discritto, perchè molte gente pigliono diletto -d'udire cose nuove. Chi vuole andare a Costantinopoli per la terra -di Turchia, sì va verso la città di Nisa, e passasi per lo porto di -Cinento[14], il quale è bene alto di lungi da Nisia una lega e mezo. - - -DEL CORPO DI SANTO NICOLÒ. - -Chi va per mare, per lo braccio di san Giorgio, per lo mare verso -le parte dove giace il corpo di santo Niccolò verso molti altri -luoghi[15]. - - -DELL'ISOLA DI SIVO (_sic_) DOVE CRESCE EL MASTICE. - -Prima si va a l'isola di Chio. In detta isola crescie il mastice in -piccoli albucelli et escie a modo di gromma di ciriegio. - - -DELL'ISOLA DI PATHEMOS DOVE SCRISSE SANTO GIOVANNI L'APOCALISSE. - -Dappoi si va per l'isola di Pathemos. Ivi iscrisse santo Giovanni -l'Apocalisse, e potete sapere che quando el nostro Signiore sostenne -passione, santo Giovanni ora d'etade d'anni XXXII. E dopo la passione -stette in questa vita anni LXVIII, e il centesimo anno passò di questa -vita. - - -DELLA CITTADE DI EPHESON DOVE SANTO GIOVANNI PASSÒ DI QUESTA VITA[16]. - -Da Pathimos si va ad Epheson, la quale è molto bella città et è -appresso del mare e quivi passò di questa vita san Giovanni, e fu posto -in terra dietro a l'altare, e quivi è fatto una bella chiesa, perchè e -cristiani solevono tenere questo luogo; ma tuttavia nella tomba di san -Giovanni non è altro che manna, imperò che 'l suo corpo fu trasportato -in paradiso. E al presente tengono e turchi la città e la chiesa e la -magior parte di Asia minore, e però è Asia chiamata Turchia. E sappiate -che mentre che san Giovanni viveva, si fece fare la fossa, e lui -medesimo v'entrò dentro vivo; imperò dicono alcuni, che non è morto, -ma che si riposa insino al dì del giudicio. E veramente à lasciato una -grande maraviglia, perchè visibilmente vi si vede molte volte di sopra -alla sua tomba scrollare e muovere la polvere, non altrimenti che se vi -fussi sotto uno uomo vivo, el quale la movessi, sì che ogni uomo che lì -vede, si maraviglia molto. - - -DELLA CITTÀ DI MAIOLICA. - -Da Efeson si va per molte isole di mare fino alla città di Pateram, -dove nacque messer santo Nicolao; e dipoi si va alla città di Maiolica, -nella quale egli fu eletto vescovo. Quivi nascono molti buoni vini. Di -là si va all'isola di Creti, la quale donò lo imperadore, già è gran -tempo, a' Genovesi[17]. - - -DELL'ISOLA DI COLCOS E DELL'ISOLA DI CRETE DELLA QUALE FU SIGNIORE -IPOCRAS. - -Dipoi si passa per l'isola di Colcos e per l'isola di Lingo, delle -quale isole Ipocras fu signiore e principe. E dicono alcuni, che in -quell'isola di Lingo v'è ancora la figliuola di Ipocras in forma d'uno -grande dragone, il quale si mostra di lungheza dugento torse, secondo -che dicono[18]. Io non lo vidi mai e quegli dell'isola la chiamono la -donna del paese, e abita appresso d'un castello vechio, e vedesi due -volte l'anno, e non fa male ad alcuno, chi non fa già a lei noia. - - -COME LA FIGLIUOLA D'IPOCRAS FU TRASMUTATA D'UNA BELLA FANCIULLA IN UNO -ORRIBILE DRAGONE. - -E così, d'una bellissima fanciulla, fu trasmutata e cambiata in uno -orribile dragone per una Dea detta Diana. E dicono, ch'ella ritornerà -ancora in suo stato, e questo sarà quando si troverà uno cavaliere -tanto ardito, che abbia ardimento di baciarla per la bocca. Ma, poi -che sarà tornata in femina, ella non viverà lungamente. Non è ancora -lungo tempo che un cavalieri di Rodi, forte e ardito, disse, che lui -voleva andare a questo dragone; e montò sopra a uno corsiere, e andò -infino al castello, e entrò dentro nella cava; e il dragone cominciò -a levare il capo contro a lui. Quando il cavallo lo vide così brutto, -per paura, a mal grado del cavaliere, il straportò sopra a un sasso, -e di quello saltò in mare per tal modo, che fu perduto il cavaliere. -Item, un giovane, il quale nulla sapeva di questo dragone, uscì di nave -e andò all'isola infino al castello, e entrò nella cava, e andò tanto -innanzi, che trovò una camera, e vide una fanciulla, che, pettinandosi, -riguardava in uno specchio, e intorno a lei era assai tesoro. Costui si -credette che costei fussi una meritrice che là dentro stessi a servire -e compagni; e ivi stette tanto, che la fanciulla vide l'ombra di -costui nello spechio; e incontanente andò inverso lui e domandollo che -voleva; e lui rispose che voleva esser suo amico. E ella gli dimandò, -se lui era cavaliere; e lui rispose, che non. Addunque, disse ella, -voi non potete esere mio amico, ma andate da' vostri compagni e fatevi -fare cavalieri, e la mattina io uscirò di qua dentro, e verrò innanzi -a voi, e voi verrete a baciarmi per la bocca; e non abiate punto di -paura, però che io non vi farò alcun male, che quantunque vi parrò -brutta a vedermi, non dimeno non è altro che incantamento, ma io son -fatta come voi mi vedete: e se voi mi bacerete, arete questo tesoro e -sarete mio marito e signiore di questa isola. E sopracciò si partì da -lei, e andò alla nave da' suoi compagni, e fecesi fare cavalieri, e -poi tornò la mattina innanzi alla fanciulla per baciarla. E quando la -vide uscire della camera in così orribile forma, ebe tanta paura, che -subito ritornò, fugendo, verso la nave: e ella gli andava dietro. Ma -quando ella vide che costui non ritornava, ella poi cominciò abaiare e -gridare dolorosamente, e ritornossi indietro. Subito el cavalieri murì, -e da quelo dì in qua non fu cavalieri alcuno, che, vedendola, subito -non morisse. Ma quando v'anderà un cavaliere così ardito, che ardisca -baciarla, egli non morrà e ritornerà la fanciulla nella sua forma, e -sarà signiore del paese[19]. Item, dopo si va a l'isola di Rodi, la -quale tegniono e cavalieri di san Giovanni. Questa isola, la qual già -lungo tempo tolse lo imperadore[20]. Soleva quell'isola essere chiamata -Colcos, e ancora così la chiamono molti signiori: e sam Paolo scriveva -a quegli di questa isola, a' Colocenses. Questa isola si è appresso -Gostantinopoli VIII. leghe, passando per mare. - - -IN CIPRO NASCE BUON VINO EL QUALE EL PRIMO ANNO È ROSSO, E POI DIVENTA -BIANCO. - -Da questa isola si va in Cipro, dove è il vino forte e possente, el -quale el primo anno è rosso, e poi l'anno sicondo diventa bianco; e -quanto è più vechio, diventa più chiaro e di migliore odore; e passasi, -andando verso Cipro, per lo golfo di Sotalia. - - -QUI METTE LA CAGIONE PERCHÈ ABISSÒ QUESTA CITTÀ DI SOTALIA CON l'ISOLA, -E FU PER UNO ORRIBILE PECATO. - -Qui solea esere una buona isola e una buona città, che si chiamava -Sotalia; e questa isola colla città si perderono per la follia d'uno -giovinetto, il quale amando una fanciulla bella e pulita, murì di morte -subitana, e fu posta in un sepolcro di marmo; e 'l giovane, pel grande -amore, si condusse la notte ad aprire lo sipolcro, e posesi a giacere -colla fanciulla. In capo di VIIII mesi a costui venne una boce, e -disse: vattene alla tomba della fanciulla, e apri e guarda ciò che tu -ài in lei ingenerato; e guarda bene che tu non resti; che se tu non vi -vai, ti verrà male. E il giovinetto v'andò; e aperta la tomba, subito -uscì fuori una testa brutta e sfigurata a guardarla, la qual subito che -ebe riguardata la città e e' paesi, allora subissò ogni cosa infino in -abisso: e qui è molto pericoloso passaggio. E da Rodi a Cipri sono bene -v. cº. mª., o sia leghe lombarde[21]; e chi volessi, poterebe andare in -Cipri sanza andare in Rodi, lasciando Rodi da costa. - - -DELL'ISOLA DI CIPRI, NICCOSIA E FAMAGOSTA. - -Cipri è molto bella isola e molto grande, e ivi sono IIIIº. principali -città. A Niccosia è uno arcivescovo, e III vescovi nel paese. Ivi è -Famagosta, uno de' principali porti del mondo, dove arrivono cristiani, -saracini e greci e d'ogni nazione; similmente e genovesi. Ivi è una -montagna, che si chiama Egiptia, dove sono monaci neri. - - -LA CROCE DI DISMAS. - -E quivi è la croce di Dismas, com'è detto di sopra. - - -DOVE GIACE IL CORPO DI SANTO GIROLAMO E DOVE GIACE SANTO ILARIONE. - -In Cipri giace santo Ieronimo, di cui li cristiani fanno gran festa, -e nel castello d'Amore giace el corpo di santo Ilarione, el qual fa -el Re guardare degnamente. Appresso a Famagosta nacque santo Barnaba -apostolo. In Cipri si caccia con papioni, e quali s'asomigliono a' -leopardi, e seguitono molto le bestie salvatiche, e sono alquanto -magiori de' lupi, e sono più fieri che' cani: e cacciasi ancora con -cani dimestichi; ma li papioni sono più forti. Ivi è molto più caldo -che non è di qui. Di Cipri si va per mare verso Gierusalem e verso a -altri luoghi che tengono saracini; e passono al tempo buono di vento in -uno giorno naturale. - - -DEL PORTO DI TIRO. - -El porto di Tiro, el quale è al presente chiamato Sur, è l'entrata di -Suria. Ivi soleva esere una bella città de' cristiani. ma e saracini -l'ànno distrutta la magior parte, e curiosamente guardono el porto, -sì per paura de' cristiani, quanto possono per utile che ànno di -lor passaggio. Di là s'anderebe più ritto al porto, sanza entrare -in Egitto, ma più volentieri si va in Egitto per pigliare riposo e -vittuvaglie nicessarie. - - -DELLI ROLONI, GRANCHI E DELLA FONTE DI CHE PARLA LA SANTA SCRITTURA[22]. - -Ivi, insu la riva del mare, si truova molti roloni e granchi: ivi è -la fonte della quale parla la santa scrittura: _Fons ortorum, puteus -aquarum viventium_. In questa città disse la Donna al nostro Signiore: -_Beatus ille venter qui te portavit, et ubera, quae suxisti_. Ivi -perdonò il nostro Signiore alla femmina Cananea. Innanzi a Tiro soleva -essere la pietra sopra la quale stava el nostro Signiore predicando, e -sopra a questa pietra fu edificata la chiesa di Santo Salvatore verso -oriente. - - -DI SAPHON, SIDONAI, BARUTI, SIDONA E DAMMASCO. - -È da otto leghe, sopra el mare. Saphon, o vero Siriputa di soddomensi. -Ivi soleva dimorare el profeta Elia: ivi risucitò il figliuolo della -vedova. E da Saphon alla città di Sidon è VI. leghe. E da questa città -fu Dido che edificò Cartagine in Africa, e al presente si chiama -Sidoni. Nella città di Tiro regniò Ageno padre di Dido. Da Sidon a -Baruti si è X. leghe: da Barati a Sidonai è III. giornate; e da Sidonai -a Damasco V. leghe. Chi vuole andare più di lungo per mare, e più -aprossimarsi a Gierusalem, vada in Cipri al porto del Giaffo, e questo -è il più propinquo porto alla città di Gierusalem, e non è altro che -una giornata e mezo, che sono XVI. leghe. - - -DEL GIAPHO CHE EDIFICÒ IAPHET. - -Questa città è chiamata Giaffo per un figliuolo di Noè chiamato Iaphet, -el quale la edificò; ma al presente è chiamata Giaffo. E sapiate, che -questa è la più antica città del mondo, però che innanzi al diluvio fu -edificata. - - -DI ANDROMADES GIUGANTE. - -Ancora lì pare dove fu appicato le catene di ferro, delle quale in -prigione stette legato un gran gigante, detto Andromades innanzi -al diluvio, el quale aveva una ischiena lunga piedi XL. Item, chi -giugnie al sopradetto porto di Tiro, chi vuole va per terra infino -a Gierusalem, e chi vuole vae da Tiro infino alla città di Dacon in -uno dì. E soleva chiamarsi Acon Tolomanda, e già fu una città de' -cristiani, o vero di Cicilia, assai bella: al presente è molta guasta. -E viensi infino ad Acom per mare e sì vi sono VIII. leghe lombarde. E -di Calabria infino alla cittade di Acom per mare sono Mille CCCº. leghe -lombarde. E l'isola di Crete è nel mezo della via. Item, apresso alla -città di Acom, verso il mare, sono stadii CCºXX. inverso el mare dalla -destra parte: inverso el mezzo dì è el monte Cannello, ove dimorava -Elia profeta. Qui fu trovato il primo ordine de' frati Carmelliti: el -monte non è però molto grande nè alto, ma a piede di quel monte soleva -essere una buona città di cristiani, che si chiamava Caiphas; imperò -che Caiphas la edificò, ma ora è quasi tutta guasta. Dalla sinistra -parte del monte Carmello è una villa chiamata Sapha, e in quel luogo -giace il corpo di santo Iacopo e di santo Giovanni; e nel luogo dove -nacquono è una bella chiesa. - - -DEL GRANDE MONTE, CHIAMATO LA SCALA DI ICHIRI. - -E da lì infino al grande monte, chiamato la Scala di Ichiri sono -stadi Cº. Item, qui appresso corre una piccola riviera, chiamata -Belchoni. Quivi apresso è una fossa, Viemoni chiamata, e è tonda e -larga Cº. cubiti, la quale è piena di granelle bianche lucente, delle -quale si fa vetro bello e chiaro: qui viene la gente a torre di quele -granelle per mare con nave, e per terra con carri; e quando questa -fossa è vota, la mattina si truova piena come era di prima; e dentro -a questa fossa sempre è vento e romore e rimescola le dette granella -maravigliosamente; e chi mettessi alcun metalo in questa fossa fralle -granelle, quelo metalo si convertirebe in grane o vero in vetro; e chi -mettessi vetro fatto di quele granelle, si convertirebe in granelle -come era in prima. Questa si è una bella città e popolata, e alcuni -dicono che quela fossa è uno spiraglio di mare arenoso. Item, dal luogo -sopra detto si va a la città di Palestina in IIIIº. giornate. Questa -città fu di philistei, ora è chiamata Ghaza. Questa è una bella città, -ricca e apopolata: e alquanto di sopra di questa città portò il forte -Sansone le porte sopra uno alto sasso. - - -COME SANSONE AMAZÒ E FILISTEI AL PALAZO. - -E, quando fu presso a quella città, amazò sè stesso nel palazo del Re -insieme con molte migliaia di philistei, e quali avevono acciecato, e -toso e prigionato; e perchè si schernivono di lui, però fece rovinare -il palagio sopra loro. - - -DI CESARIA E DEL CASTELLO DE' PELLEGRINI, DI ASCALON, DEL GIAPHO, E -COME IN BABILLONIA DIMORA EL SOLDANO. - -E di là si va alla cità di Cesaria e poi si va al Castello di -pellegrini, e poi a Scalona, e poi al Giaffo, e poi a Ierusalem; -e chi vuole andare per terra, primamente va verso Babillonia, ove -comunemente dimora il Soldano, per impetrare grazia da lui d'andare più -sicuramente per lo paese. E per andare in monte Sinai, si vae innanzi -che si vada in Gierusalem, e poi, ritornando per Gierusalem, si va per -Ganza inverso il castello di Tiro. Dappoi s'esce di Soria e entrasi -nelli diserti, dove el Nillo è tutto sanguinente. Dura questo diserto -VII. giornate, ma tutta via truovasi abergo di giornata in giornata, -ove si truova vittovaglie opportune per l'uomo: in sua lingua chiamono -questo diserto Alilech. E uscendo fuori di questo diserto, s'entra -in Egitto, da lor chiamato Canopat[23] in suo linguagio, e altri il -chiamano Aielfini. E truovasi prima una bella città, chiamata Balcem, -e sta nella fine del reame, e di là si va a Babillonia al Cairo. In -Babillonia è una chiesa di nostra Donna, dove ella dimorò VII. anni, -quando ella fuggì della terra di Giudea por timore del Re Erode: quivi -giace il corpo di santa Barbera vergine. Quivi stette Ioseph da poi -che fu venduto da' frategli. Quivi fece mettere Nabuchodonosor nel -fuoco e III. giovinetti, in ebreo chiamati Anania, Azaria e Missael, -sì come testimonia Salamone. Ma Nabuchodonosor gli appellava Sidrach, -Misach e Abdenago, che suona: _Dio glorioso, Dio virtuoso, Dio sopra -ogni reame_: e questo fu per lo miracolo che si vidde, stando loro -nel fuoco ardente. Quivi dimora il Soldano nel suo calahelich, cioè -al Cairo, perchè quivi comunemente è la sua sedia in un bello castello -grande e forte e sta sopra a un sasso; e in quel castello stanno sempre -(standovi el Soldano, per servire lui e per guardia del castello) VI. -mila persone o più, le quali vivono tutte della corte del Soldano di -tutto quello che gli fa bisognio. Io lo debo ben sapere, perchè io fu' -gran tempo suo soldato contro alli ordini e nelle sue guerre. Egli -m'arebe altamente meritato, sì come grande principe terreno, se io -avessi voluto rinnegare el mio creatore Giesù Cristo: di ciò io non -avevo volontà per tutto quello che egli m'avessi potuto promettere -nè donare. E sapiate, che il Soldano è signiore de' suoi reami che -à acquistati e apropriati per forza, come del reame di Canopate, del -reame d'Egitto e del reame di Gierosolimitani, ove Davit e Salamone -erono Re; del reame di Allappeni, della terra di Emat e del reame -di Soria, ove è capo la città di Soria, di Damasco; e del reame di -Arabia, che fu d'uno de' tre Re, che andorono a presentare al nostro -Signiore quando nacque; e molte altre terre tiene in sua possanza. E -appresso a ciò si è Caliobe[24], che è una grande cosa. El Soldano -in suo linguaggio è sopra a IIIIº. Re, e nel paese della Soria e' -solevavi esere V. Soldani, e al presente non ve n'è se none uno, -che è in Egitto. Il primo Soldano fu Zaratone, che fu di Media, e fu -padre del Soldano il qual prese il Calife di Egitto, e uccisselo e fu -Soldano per forza: e poi fu Soldano Saladino, nel tempo del quale il -Re Ricardo d'Inghilterra, con molti altri, guardorono il passaggio di -Rocasse, che il Soldano non poteva passare. Dappoi Saladino regniò suo -figliuolo Orlandino, e poi suo nipote. E poi li Mamaluchi, e quali -erono come schiavi in Egitto, feciono la loro possanza ed elessono -uno di loro, uno Soldano, il quale si fece nominare Melchesela. Nel -tempo di costui entrò nel paese il Re di Francia, Santo Aluigio, e -con lo Soldano combattendo, fu preso e messo in prigione; e dipoi fu -morto questo Soldano da' suoi servi medesimi, e quali dapoi elesono un -altro, chiamato Turpino per farlo Soldano. Costui dappoi liberò santo -Aluigio, perchè egli si riscosse. E poi un altro sì regniò de' suoi -Mamaluchi, chiamato Cathas. Costui uccise Turpino per esere Soldano, e -fecesi nominare Melachamech: e da poi uno di questi mamaluchi, per aver -la signioria, fecesi chiamare Melchey. Nel suo tempo entrò el buono -Re Adovardo di Inghilterra in Soria, e fece grande danno a' saracini: -poi fu questo Soldano imprigionato in Damasco dal suo figliuolo, il -quale doveva regniare dipoi lui, e fecesi nominare Malech Saith; ma -un altro possente uomo, chiamato Elphiel, cacciò lui fuori del paese e -fecesi Soldano. Costui prese la città di Tripoli e distrusse di molti -cristiani dell'anno di grazia Mille dugento novanta nove. Ma poi fu -imprigionato da uno altro che voleva esere Soldano, ma costui fu subito -morto. E di poi fu il figliuolo de Eliphini Soldano, e costui si fece -nominare Meleche Aserach. Costui prese la città d'Acom, e incarcerò -tutti e cristiani, poi fu lui imprigionato. Da poi fu suo fratello -fatto Soldano, e fu nominato Ginthelboga, e fu preso, e imprigionollo -nel castello di monte reale e fecesi Soldano per forza; e fu costui -Tartaro, ma gli malmaluchi gli discacciorono del paese, e feciono un -altro Soldano del paese, chiamato Lichim. E costui si fece nominare -Melechimanser, il quale[25] giucando un giorno a scacchi, el cavaliere, -con chi lui giucava, crucciato con lui, prese la spada del Soldano che -gli era presso, e con quella spada lo uccise. Dappoi furno in grande -discordia per fare un Soldano, ma finalmente s'accordorono che fussi -fatto Melchinaser, il quale Viterga aveva posto in prigione a monte -Reale. Costui regniò gran tempo e governossi saviamente e sanamente, -sì che il primo genito dopo lui fu eletto Soldano, e fu nominato -Melechinade, il quale uccise il suo fratello secretamente per aver -la signioria e fecesi nominare Melechinam da Vuroni: e costui era -Soldano quando mi parti' del paese. Item, sappiate, che 'l Soldano può -trarre del paese d'Egitto, pure solamente di quegli che stanno a sua -providigione, più di dugento migliaia d'uomini d'arme: e di Soria e di -Turchia e di altri paesi se ne può cavare più di cinque cento migliaia, -sanza la comune gente del paese; imperò che questi stanno tutta via a -posta sua provigionati sanza gli amiragli ch'egli governa. Ma la comune -gente del paese è sanza numero, e ciascuno cavaliere à di provigione -sei mila fiorini l'anno; ma egli è di bisognio che ciascun di loro -tenga dumila cavagli e uno camello; e sono gli amiragli spersi per le -città e per le ville. Li quali amiragli governono questa gente, l'uno -quatrocento, l'altro cinque cento; chi più e chi meno: e tanto ha di -provigione uno amiraglio solamente, come tutti e soldati a lui sotto -posti; e però quando il Soldano vuole mettere suso un cavaliere o uno -altro uomo[26], egli lo fa amiraglio; ma quando viene una carestia, -e cavalieri sono poveri, e vendono e cavagli e l'arme loro. Item, lo -Soldano à IIIIº. femine, una cristiana e III. non cristiane; l'una in -Ierusalem, l'altra in Damasco e l'altre due in Ascalona; ma elle si -trasmutono all'altre terre, e 'l Soldano le va a vicitare quando gli -piace. Queste IIIIº. sono sue moglie; delle amiche n'à lui quante ne -vuole, perchè lui si fa venire innanzi delle più belle e più nobili -del paese, e quelle che gli piacciono le fa guardare onorevolmente; e -quando vuole giacere con una amica, lui se ne fa venire molte innanzi: -tutte ben guardate, manda o vero getta l'anello del suo dito a quella -che più gli piace: prestamente quegli a chi apartiene la mena a -bagniare, e poi a vestirla e adornarla molto nobilmente: e così fa ogni -volta che gli piace, e di notte la conducono a la sua camera innanzi al -Soldano. Non viene niuno forestieri imbasciadore che non sia vestito di -drappo d'oro, o vero di camozato, a modo che' saracini vestiti sono. E -conviene che così tosto, come eglino lo veggono o alle finestre o in -nessuno altro luogo, e sia chi si vuole, conviene che s'inginocchino -e bacino la terra, imperò che questa è l'usanza di tutti quegli che -gli vogliono parlare. E mentre che gl'imbasciadori parlono con lui, -la gente del Soldano stanno intorno a loro con ispade e con lance in -mano, a modo che per ferire a ogni ora, quando gli dicessino cosa che -dispiacessi al Soldano. E però niuno forestiero richiede cosa alcuna al -Soldano che non gliela conceda, pur che ella sia cosa ragionevole e che -non sia contro a la sua legge. E similmente fanno gli altri principi, -però che egli dicono, che niuno debbe venire innanzi al Soldano, se non -per migliorare. E alla partita dee esere più lieto che nella venuta -al suo cospetto. E sappiate che questa Babillonia, della quale io ò -parlato, dove dimora il Soldano, non è già la grande Babillonia, dove -fu trovato la diversità delle lingue per lo divino miracolo, quando la -grande torre di Babel fu cominciata, le mura della quale torre erono -già fatte alte LXIIIIº. stadii. La qual si è ne' grandi diserti di -Arabia, sopra il camino dove si va inverso Caldea. Ma già è gran tempo -che niuno ardisce andare nè aprossimare a questa terra, perchè ella -è diserta e abandonata; e quivi d'intorno non abita altro, che grande -multitudini di dragoni e di serpenti e altre bestie velenose, sicondo -che gli uomini dicono di quel paese. - - -DELLA GRANDE BABILLONIA, LA QUALE EDIFICÒ NEBROTH PRIMO RE. - -Questa città aveva di circuito intorno alle mura CºXL. leghe[27] sì -come si può istimare e comprendere; e quantunque si chiami la terra -Babillonia, non dimeno qui erono ordinate molte case e abitazioni -e gran palazzi: e conteneva la detta terra gran paese di circuito, -come ò detto, perchè la torre teneva per quadro dieci leghe. Questa -terra edificò Nebrotto Re; questo fue Re di quel paese; e costui fu il -primo Re del mondo, e fece fare una immagine al nome di suo padre, e -costringeva tutti e suoi subgetti ad adorarla; e similmente fece Nino, -di suo padre: così cominciorono gl'idoli. La detta torre, insieme con -la città, era ben posta e in un bel paese e piano, el quale si chiama -ancora el piano di Senziar: le mura della terra erono alte CC. cubiti -ed erono grosse L. cubiti, e sì v'era una fiumara di Eufrates pel mezo -della città, ma Dario Re di Persia gli tolse il fiume e distrusse la -città e anche la torre. - - -COME IL RE DARIO PARTÌ EL FIUME IN QUATTRO MILA SECENTO RIVOLI PICCOLI -PER LO GIURAMENTO CH'EGLI AVEVA FATTO A DISPARTIRLO. - -Questo Dario Re partì el fiume in IIIIº. m. e VI.Cº. piccoli rivoli, -però che aveva giurato ch'egli spartirebbe el fiume per forma, che -una femina lo potrebe passare sanza spogliarsi[28], imperò ch'egli -aveva perduti di molti cavalieri, i quali, volendo passare il fiume, -si affogorono. E da Babillonia, dove dimora il Soldano, per la via -diritta tra uriente e settentrione, verso di questa grande Babilonia, è -quasi XL. giornate e la magior parte del viaggio sono diserti; e questa -grande Babilonia non è punto nè in dominio nè in potenzia del Soldano. - - -LO IMPERADORE DI PERSIA TIENE LA GRANDE BABILLONIA. - -Anzi è sotto la signioria dello 'mperadore di Persia. La terra di -Persia si tiene un signiore, il quale è uno delli più alti e più nobili -che sia nella parte di là, ed è signiore dell'isola di Cathai e di -molte altre isole e d'una gran parte d'India, e confina la sua terra -colla terra del prete Giovanni. Costui tiene tanta terra, che esso non -sa e confini, ed è assai magiore e più potente sanza comparazione che -non è il Soldano, di possanza: e dello stato di questo signiore io ne -parlerò più appieno ch'io non ò parlato della terra e del paese del -Soldano. - - -DELLA CITTÀ DI MECHA, DOVE GIACE MACHOMETTO. - -Item, è la città di Mecha, la quale e pagani chiamono Iactalo, dove -giace Macometto molto onorevolmente in un tempio, el quale e saracini -chiamono Mocchia; da Babillonia minore, dove sta il Soldano, infino -alla città di Mecha, sono giornate XXXII. E sapiate che il reame di -Arabia è molto grande paese, ma troppi diserti vi sono, e in quegli -diserti non si può abitare per difetto d'acque, perchè questa terra è -tutta renosa e secha e sterile; onde non vi può esere veriditade[29] -nè dolceza d'acqua, imperò vi sono tanti serpenti e diserti; e, se vi -fusse fiume o fontana, la terra sarebe buona come in altri luoghi, e -sarebe tutta popolata e abitata come altrove. Arabia dura da e confini -del reame di Caldea infino a' confini d'Africa; e da l'altra parte -confina colla terra de Idumea verso le confini di Betron. Nel reame -d'Alida si è la degna città di Cartagine fondata per Dido, amica -d'Enea, il qual signioregiò in Italia e Mesopotamia, e si tene con -questi diserti ed è un gran reame. - - -DI AARON PADRE D'ABRAAM (_sic_) E D'EPHIEN, CHE FU GRAN TEOLOGO. - -E in questo paese si è la città d'Aaron, ove dimorò el padre d'Abraam, -e dove Abraam si partì, per comandamento de l'angelo. Di questa -città fu Ephien, el qual fu un gran dottore in teologia, e un altro -si fu chiamato Teofilo, il quale nostra Donna lo salvò dal nimico. -E Mesopotamia dura dalla riviera d'Affrica fino al fiume di Tigris -e Bereninta, però che tra questi dua fiumi è in mezo Babillonia, poi -Caldea, poi Arabia. Caldea è un gran paese; nel quale paese, in Baldach -sopradetto, soleva dimorare il Calipho, el qual soleva esere come -imperadore d'Arabia, e papa e signiore in temporale e spirituale; e era -successore di Macometto e di sua generazione. Questa città di Baldach -era chiamata Sutbib; Nabuchdonosor la edificò, e qui stette Daniel -profeta, e qui vide molte divine visioni, e qui fece la esposizione de' -sogni. Ancora sappiate che anticamente solevano essere tre Califfi. -Quello di Arabia e di Caldea dimorava in Baldach; e al Cairo, che è -allato di Babillonia, dimorava il Calife d'Egitto, in quel medesimo -castello dove dimora il Soldano. Dal Soldano in qua non sono più -Califi, imporò che da lora in qua, il Soldano à usurpato quel nome, e -fassi lui chiamare Califo per tutti gli altri. Item, sapiate, che in -Babillonia minore, dove dimora il Soldano, si è la città del Cairo, con -molte altre grandi e belle città; e sono poste l'una apresso all'altra. -Babillonia sta presso alla riva di Sion altrimenti nominata Nillo[30], -del quale scrive Lucano; el quale viene dal paradiso terrestre. - - -COME EL NILO CRESCE E DISCRESCE. - -Questa riviera del Nillo ogni volta che 'l sole entra nel segnio del -cancro, comincia a crescere e tutta via va crescendo mentre che il sole -è in cancro e in lione, e crescie alle volte tanto, che si alza XX. -cubiti o più, e allora fa gran danno alle vignie. Onde spesso viene nel -paese gran carestia per troppa umidità; e simile, quando la riviera è -troppo piccola, v'è carestia per difetto d'umido. Quando il sole entra -nel segnio della vergine, scende a poco a poco il fiume infino a tanto -che entra el sole nel segnio della libbra. Questa riviera vien correndo -dal paradiso terrestre per mezo gli diserti d'India, poi entra sotto -terra. Per lungo e gran paese corre sotto terra, e poi escie fuori -d'una montagna che si chiama Aloch, la quale è tra India e Tiopia, -dilungi dall'entrata di Etiopia trenta giornate. E quella tal montagna -circunda Etiopia e Mortagia, e va dilungo, costeggiando la terra di -Egitto, insino alla terra dello Imperadore, che è nella fine d'Egitto; -e quivi si sparge in mare. E intorno alla detta riviera vi stanno molti -uccelli chiamati ibis. - - -DEL PAESE D'EGITTO, E DE LA CAGIONE PERCHÈ QUIVI SONO UOMINI ASTRONOMI. - -Egitto è un lungo paese e stretto perchè non si può distendere per -mancamento d'acqua, sì che tutto el paese è tanto lungo dalla riviera, -quanto l'acqua può bagniare la terra e adacquarla, e tanto el paese -è largo, perchè quivi piove nulla o poco, e lì non possono avere -acqua, se non da quella riviera; e perchè in quel paese non piove, -se non rade volte, però l'aere è puro e chiaro; e però quivi sono di -buoni Astrolagi, però che non truovono nuvole che gl'impaccino. Item, -la città del Cairo è maggiore che quella di Babillonia ed è posta -alquanto di sopra alla riviera sopradetta verso e diserti. In Egitto -sono due parte, alta e bassa; l'alta verso Etiopia, e la bassa verso -Arabia. In Egitto è la terra di Ramasa e quella di Iessem. Egitto è -un forte paese per cagione dell'aspre montagnie che con gran fatica -si passono. In Egitto, inverso oriente, è il mar rosso, il quale dura -infino alla città di Cascon; e verso occidente è la terra di Libia, la -quale è terra secca e sterile perchè ella è troppo calda; et è la terra -chiamata Such, et è verso mezzo dì di Etiopia e verso Bisa e verso el -diserto, e dura fino a Siria, e così è il paese forte da ogni canto. -Egitto è di lungheza bene xv. giornate e più di largo tanto. - - -DELLE ISOLE D'EGITTO E DELLI NUBIANI CHE NASCONO NERI COME MÔRI. - -E tra Egitto e Nubia sono bene XII giornate del diserto. Sono e -nubbiani cristiani; nascono neri come môri per la grande calidità del -sole. Item, in Egitto sono V. province; l'una è chiamata Saith; l'altra -Damaser; l'altra Resit, la quale è una isola fatta per lo Nilo; l'altra -Allaprandia; l'altra, la terra di Damiata. Damiata soleva esere molta -forte città, ma perchè e cristiani la conquistorono due volte, e' -saracini la conquistorono due altre volte, la disfeciono e edificorono -un'altra città più lontana dal mare, la quale e' chiamorono Damiata -nuova; sì che ora niuno dimora nell'altra Damiata. Quivi si è uno de' -porti d'Egitto e l'altro d'Alesandria, la quale è molto forte città; ma -ella non à punto d'acqua, salvo quella del Nilo, che v'è condotta per -vie sotto terra: e ànno le loro citerne sotto l'acqua[31]. In Egitto -sono poche forteze, imperò che il paese è forte per sè stesso. Dentro e -diserti d'Egitto, già gran tempo fu uno valente romito il quale scontrò -uno gran mostro, il qual di sopra aveva forma d'uomo infino al bellico -con III gran corna nella testa, e di sotto aveva figura di capra. - - -QUI FA MENZIONE D'UNO MONSTRO, EL QUALE TROVÒ EL ROMITO NEL DISERTO. - -Questo buono remito domandò el mostro per parte di Dio chi lui era; -e 'l monstro gli rispose e disse, ch'egli era criatura mortale, e -che Dio l'aveva così criato, e che egli dimorava in quel diserto -procacciando il sostegno della sua vita. E pregò el mostro lo eremita, -che volesse pregare per lui quello Dio, el quale, per salute la umana -generazione, discese del cielo e nacque di vergine, e passione e morte -sostenne, come noi sappiamo, e perchè noi viviamo e siamo sostenuti. -Ed è ancora, questo monstro colle corna, in Alesandria per lo gran -miracolo. Quivi in Egitto è la città di Eliopoli, che si chiama la -città del Sole[32]. E in questa città è un tempio fatto a modo di quelo -di Gierusalem, ma in quanto alla divinità non è somigliante. Il prete -del detto tempio à perscritto el tempo d'uno uccello chiamato Fenice, -e mai non è stato altro che uno al mondo. E sappiate che la natura del -detto uccello si è, che in capo di 100. anni viene in sullo altare di -quello tempio a bruciarsi, e il prete, quando vede il tempo, e lui gli -apparecchia sopra all'altare spine e zolfo vivo e altre cose che presto -s'accendono. E questo uccello si viene a ardere e fassene cenere. Dipoi -el primo dì si truova nella cenere uno vermine, e lo secondo giorno si -truova l'uccello fornito, e 'l terzo giorno si vola via: e in questo -modo si rinuova ogni volta in capo di 100. anni. E sappiate che al -mondo non è altro che uno di quella ragione uccelli; e certo questo è -gran miracolo di Dio! E si può bene assomigliare questo uccello a Dio, -imperò che Dio non è altro che uno, e perchè il nostro Signore risucitò -el terzo dì. E questo uccello si vede spesse volte volare nelle parte -di Arabia e intorno a questo luogo; e non è già più grande che una -aquila, e à una cresta sopra la testa più grande che non à el pagone. - - -COME È FATTA LA FENICE. - -E à el collo giallo, di colore d'uno oro be' lucente; e à el dosso -indo, e à le alie di purpura colorite, e à la coreggia rossa pel -traverso, e il collo rosso, ed è bello da vedere al sole, però che -luce molto nobilmente. In Egitto sono giardini che rendono frutto due -volte l'anno: ivi si truova di begli smeraldi e assai, imperò che quivi -n'è gran mercato. E quando una volta piove in Egitto, tutto el paese -s'empie di ratti. Item, al Cairo si mena a vendere comunemente uomini -e femine d'altra legge, e fassi di loro come qua si fa di bestie menate -al mercato. - - -DEL CAIRO E DE LE COSE CHE VI SONO. - -Qui è una stanza comune nella città, quale è piena tutta di piccoli -pertugi e tutte le femmine della villa portono uova di galline e -d'anitre e d'oche e mettonle in detti pertusi, e gli guardiani della -casa, che sono diputati a ciò, metton le dette uova in isterco di -cavallo sanza gallina o altro uccello, e in capo di duo settimane o -d'un mese tornano le femmine, e pigliono e lor polli e gli nutricono; -di che el paese è molto abondevole: e questo fanno di verno e di -state. In detto paese, e in alcuni altri luoghi di là, si truovano per -l'Ascensione pomi lunghi, e chiamansi pomi di paradiso, e sono di buon -sapore; e chi gli taglia in due parti per traverso, sempre vi truova -dentro la figura di santa croce: ma eglino si marciscono fra sette -giorni, e imperò non se ne può portare in altro luogo: e' detti pomi -son buoni e dolci; e truovasi ben di questi pomi più di cento insu -nuna brocca[33], e ànno gran foglie lunghe un gumito e quasi un piede -larghe. E qui son pome d'Adamo che ànno un morso dallato, sì come Adamo -morse el pome. E quivi sono fichi, che non ànno foglie sopra e rami, e -sono chiamati fichi di Faraone. - - -COME SI COGLIE IL BALSAMO, E DOVE NASCE, E COME NON FRUTTIFICA SE NON -SI LAVORA PER MANO DE' CRISTIANI, E COME SI CONOSCE. - -Item, appresso il Cairo, fuori della città, è il campo dove nasce il -balsamo, e e' viene di piccoli albucegli, che non sono più alti che -alla spalla d'uno comunale uomo; e assomigliasi el legnio di questi -alberi alle vite salvatiche. E in questo campo sono due fonte, delle -quali ne fece una el nostro Signiore co' suoi piedi, sendo piccolo, -quando giucava cogli altri fanciugli. Questo campo non è così ben -serrato, che non si possa bene entrare, salvo che nel tempo che si -ricoglie el balsamo; però che allora è guardato per modo, che niuno -vi potrebbe entrare. Questo balsamo non cresce in altro luogo che in -questo, e le piante che sono trapiantate altrove crescono, e mai non -fanno frutto, e tagliasi la brocca de l'albucello con uno legnio acuto, -o vero con uno osso acuto, perchè chi gli tagliassi foglie con ferro, -ne corromperebe la virtù o natura. E le foglie di quelle non rendono -odore niuno: e saracini chiamono questo legnio Cubth blaso; e 'l frutto -che alquanto s'asomiglia alle cube, egli el chiamono Gubalze, e dicono -e saracini, che il balsamo lavorato da' cristiani fruttifica, e mai -non fruttifica se fussi lavorato per altri; e questo ànno loro più -volte esprementato. E altri dicono, che 'l balsamo cresce in India, -nel diserto dove Alesandro parlò agli alberi del sole e de la luna, -ma io non l'ò veduto perchè io non vi fu' tanto innanzi, però che vi -sono troppi pericolosi passaggi a andare. E sapiate che colui che non -si intende bene del balsamo, debe ben guardare come lo compera, perchè -di leggieri può essere ingannato, però che alcuni vendono una gomma -terbentina, con la quale mescolano alquanto del balsamo per dare odore. -Alcuni quocono il legnio, col frutto del balsamo, in olio, e dicono, -che quello è balsamo. Altri fanno distillare chiodi di gherofani e di -spigonardo e altre spezie odorifere, e chiamono quelo liquore, balsamo, -in modo che ne sono ingannati molti gran Signiori, che si credono -avere balsimo, e ànno nulla; però che e saracini el contrafanno per -ingannare e cristiani; e questo ò io veduto e provato. E ancora gli -speziali il sosfisticono[34] da capo, dove è ancora piggiore; ma acciò -che voi non siate ingannati, vi insegnierò come voi il potrete provare -e conoscere il vero balsamo. Voi dovete sapere, che il balsamo naturale -è bene chiaro e di colore citrino e à forte grande odore, e si[35] l'è -spesso o rosso o nero el è sosfisticato. Item, se voi mettete un poco -di balsamo insu la palma della vostra mano e tenetela verso il sole, -se sarà buono e fine, voi non poterete tenere nè sofferire la mano -inverso il calore del sole. Item, pigliate un poco di balsamo insu -nuna punta di coltello e toccatene el fuoco; se arde è buon segnio. -Item, mettete un poco di balsamo in una scodella, dove sia latte di -capra; se gli è buono, subito el latte si rappiglia. Item, mettete -un poco di balsamo in un piattello d'ariento o in uno piccolo bacino -pieno d'acqua chiara, e poi movete e mescolate forte l'acqua; che se -'l balsamo è vero e perfetto, l'acqua di nulla si conturberà; e se 'l -balsamo è sosfisticato, l'acqua inturbidirà; e, sendo il balsamo fine, -caderà al fondo del vaso al modo che fussi ariento vivo, perchè il -balsamo fine, due volte più pesa che il sosfisticato. Ora, da poi che -io v'ò parlato del balsamo, io vi parlerò delle cose che sono di là -da Bambellonia oltre al fiume di Nair, verso il diserto, tra Africa e -Egitto. Qui sono e granai di Ioseph, i quali lui fece fare pel governo -delle biade per supplire agli anni di carestia; e sono di pietra -molto ben murati, delli quali due sono grandi e alti a maraviglia, e -gli altri non sono così grandi nè sì alti. Ciascun granaio à una gran -porta per entrata, e sono alquanto alti da terra, perchè la terra è -guasta e cascata dappoi che i granai erono fatti. Quivi dentro stanno -molti serpenti. In questi granai, da lato di fuori, sono molte lettere -intagliate di diversi linguaggi; e alcuni dicono che queste son tombe, -che vuol dire sepulture antiche di gran signiori; ma questo non è vero, -perchè comune fama è per tutto el paese, e da presso e da lungi, che -questi sono i granai di Ioseph; e così è el parere di tutti quegli -del paese, e ànno loro croniche per altre regione[36]. E se queste -fussino sepulture, elle non sarebono vote dentro, e non arebono porte -per entrare, nè non sarebono di tanta grandeza e alteza. Per la quale -ragione non è da credere, che ciò sieno tombe. Quivi in Egitto sono -diverse lingue e diverse lettere altrimenti che non sono altrove, e sì -ve le discriverrò, come sono fatte e a che modo egli le chiamono, acciò -che voi sappiate la diferenzia tra questi[37]. - -Prima ch'i' proceda più oltre, io vi vo' dinotare el viagio dove si va -diritto a Babillonia, dove dimora il Soldano, el quale è a l'entrata -d'Egitto, imperò che molte gente vanno in prima là, e poi al monte -Sinai, e poi ritorneno per Gierusalem, come altre volte v'ò detto, -perchè egli fanno prima el più dilungi peregrinagio, poi ritornono -per lo più brieve, quantunque il più brieve sia il più degnio, cioè -Gierusalem, perchè niuno altro peregrinagio può comparare a quello. -Ma per più sicuramente e aconciamente fornire il lungo e il brieve, -si va prima al più lungo, e poi al più presto. Ma chi volessi andare a -Babillonia per altra via e più brieve che queste parti occidentali, che -io ho di sopra ricordate e così d'altre parti propinque a quelle, vassi -per la Francia e per la Borgogna e per Lombardia. Non è bisognio di -nominare le città, nè le ville di questo camino, però che il camino è -assai netto e sicuro e conosciuto da molte nazione e gente. - - -PER QUANTE VIE S'ENTRA IN MARE PER ANDARE IN GIERUSALEM. - -Molti porti sono, per li quali s'entra in mare: alcuni entrono a Genova -e alcuni a Vinegia: questi passono per mare, per lo Adriano, chiamato -il golfo di Vinegia, el qual divide da quella banda Italia da Grecia. -Altri vanno a Napoli, alcuni a Roma e da Roma a Brondusio. Per questi -luoghi s'entra in mare e per più altri luoghi, dove son porti; e vassi -in Toscana per Campagnia, per Calabria e per Cicilia, la quale è grande -isola e molto buona. In questa isola di Cicilia è un giardino verde -e fiorito da ogni stagione, sì di verno come di state: questa isola -circunda bene CCCº. L. miglia. - - -DELL'ISOLA DI CICILIA E DI CERTE MANIERE DI SERPE CHE CONOSCONO E -FIGLIUOLI LEGITTIMI DA' BASTARDI, E DEL MONTE MUNGIBELLO. - -Al contrario[38] tra Cicilia e Italia non è altro che un piccolo -braccio del mare, el qual si chiama il Farro di Messina. Cicilia si è -tra el mare Adriano e el mare di Lombardia, e da Cicilia in Calabria -non sono altre che VIII. leghe lombarde. In Cicilia è una maniera di -serpenti e qua' conoscono e figliuoli ligittimi da' bastardi, perchè -e padri loro, che vogliono vedere la pruova, lasciono andare le serpe -intorno a' detti figliuoli; e se gli mordono, sono bastardi, e se -non gli danno noia, sono ligittimi e di ligittimo matrimonio nati. E -questo fanno molti per vedere se ànno figliuoli ligittimi o no. Item, -in quella isola è il monte Ethna, el quale sempre arde, e chiamasi -Mungibello e Vulcano, ove ardono due fuochi e gettono diverse fiamme -e diversi colori; e per la mutazione di queste fiamme, sanno le gente -del paese quando sarà carestia e buona derrata, freddo e caldo, umido -e secco, e universalmente conoscono a che modo si governa il tempo di -Italia: e questo Vulgano sono XXV. miglia, e dicesi che questa bocca è -dello 'nferno. - - -DELLA VIA CHE VA PER LO PORTO DI PISA. - -Item, chi va per Pisa, come alcuni vanno, truova uno braccio di mare, -per lo qual si va agl'altri porti di que' confini, e montasi in mare, -e passasi per l'isola di Igioph, la quale è de' genovesi; e dipoi -s'arriva in Grecia, al porto della città di Miroto, e al porto di -Vallona, verso il porto di Durazo, el quale è del duca di Durazo. E da -altri porti, per questa banda, si va infino in Gostantinopoli. - - -DELLA VIA CHE VA DALL'ISOLA DI RODI A L'ISOLA DI CRETE, E DA CRETE -ALL'ISOLA DI CIPRO. - -Poi si va per acqua infino a l'isola di Rodi e a l'isola di Crete, -e dall'isola di Crete all'isola di Cipro; e così da Vinegia a -Costantinopoli si va per la via diritta per mare, et èvvi circa 1880. -miglia. E poi da Gonstantinopoli si va a Rodi per mare, et èvi 160. -leghe; e da Rodi in Cipro si fa 500. leghe. Da Cipro, andando tutta -via per lo mare, si lascia Ierusalem con tutto el paese dalla parte -sinistra, e giugniesi infino in Egitto, e arivasi al porto di Damiata, -il qual solea esere bello e forte. Dalla entrata d'Egitto da Damiata, -si va in Alessandria, ch'è di sopra il mare; e in questa città fu -dicollata santa Caterina, e quivi fu martorezato san Marco Evangelista, -e quivi fu seppellito il corpo suo, ma lo imperadore Lione fece portare -a Vinegia le sue reliquie. E quivi è ancora una chiesa bellissima di -san Marco, tutta imbiancata senza pittura; e così sono tutte l'altre -chiese che sono di cristiani imbiancate di dentro; però che e saracini -l'ànno imbiancate per guastare le immagine e le istorie de' santi -ch'erono dipinte. Questa Alesandria è lunga circa XXX. stadii, ed è -larga X. stadii, e è bella e nobile città. Quivi el Nillo entra in -mare, e in questa fiumana del Nillo si truova molte pietre preziose -e assai legnio aloe, el quale è una sorte di legnio che viene dal -paradiso terresto, e adoperasi in diverse medicine, e è assai caro. -D'Alesandria si va a Bambillonia, dove dimora el Soldano, la quale è -di sopra la diritta riviera del Nillo[39]. E questo è il più brieve -camino che si faccia per andare diritto a Bambillonia. Perseverando, io -vi mosterò la via di Bambillonia al monte Sinai, ove giace il corpo di -santa Caterina. Partendosi d'Alessandria è bisognio passare il diserto -d'Arabia, per lo quale Moisè v'andò e condusse il popolo d'Isdrael; e -passasi allato al fonte che fece Moisè per la mormorazione del popolo -non trovando acqua per bere. E poi si passa per lo fonte di Marach, di -cui l'acqua era prima amara, ma e fanciugli di Israel gittorono dentro -un legnio, e dipoi trovorono l'acqua dolce e buona per bere. Poi si va -alla valle di Elim, nella qual valle sono dodici fonti: e quivi erono -piante che portavono dattili, le quale trovò Moises e Alech e gli -fanciugli di Israel. E da questa valle al monte Sinai non è più che -una giornata, e chi vuole andare per altra via di Bambillonia, sì va -per lo mare rosso, el quale è un braccio dello mare oceano. Per questo -mare rosso passò Moisè a piedi sechi e il popolo d'Israel, quando erono -perseguitati da Faraone Re d'Egitto. Questo mare può esere largo circa -vi. leghe: qui si somerse Faraone con tutta la sua gente che si trovò -con lui. - - -PERCHÈ SI CHIAMA MARE ROSSO. - -Questo mare non è punto rosso più degli altri mari, ma in alcuna parte -v'è rena rossa, e per questo chiamasi mare rosso. Questo mare corre -infino a' confini d'Arabia e di Palestina. Per questo mare si va più -di quatro giornate; poi si va più innanzi pel diserto per infino alla -predetta valle di Chelim, e di là si va al monte Sinai. E sapiate che -per questo diserto niuno può andare a cavallo, perchè e cavagli non -possono ben bere e mangiare, e però si passa con camegli, e quali -truovono da bere e da mangiare, perchè mangiono rame d'albori e di -bosco, e sofferiscono da bere due o tre dì; e quando e' truovono da -bere, buono per tre dì: e questo non poterebono fare e cavagli. - - -DEL MONTE SINAI, OVE MOISÈ PARLÒ CON DIO. - -Da Babillonia al monte Sinai sono XII. giornate e più e meno, sicondo -el caminare; e conviene portare per questi diserti le vittuaglie -oportune; ed è chiamato el monte Sinai, perchè è rosso e ardente, -perchè Muises più volte su questo monte vide il nostro Signiore in -forma di fuoco, e così il vidde nel bosco[40] del Rubo, el qual gittava -fiamma e non ardeva. Quivi a piè del monte parlava Muises a Dio: quivi -è una badia di monaci bene edificata colle porte di ferro per timore -delle bestie salvatiche. Questo è un gran convento, e fanno li monaci -bene a' pellegrini, e sono a modo di eremiti; e non beono vino se non -ne' dì solenni, e sono molti divoti e poveri, spezialmente faccendo -penitenzia e astinenzia assai. - - -DELLA CHIESA DI SANTA CATERINA E DELLA SEPULTURA SUA. - -Qui è la chiesa di santa Caterina, ove sono molte lampane ardente: -egl'ànno assai olio d'uliva per ardere e per mangiare, e ànno per divin -miracolo; imperò che e corbi e le cornachie e gli stornegli e gl'altri -uccegli d'intorno si ragunono insieme una volta l'anno, e vanno là -come se andassino in viaggio, e ciascun di loro porta oliva, o vero -un ramo d'ulivo, a modo che volessino offerire, e quivi lo lasciono: -e di questo e monaci ne fanno olio, che è gran miracolo. E poi che -gl'uccegli, che sono universalmente sanza ragione, vanno a vicitare -el corpo di questa gloriosa vergine, certo ben si doverebon gli uomini -afaticarsi di cercarla. Item, dentro all'altare della detta chiesa è il -luogo ove vidde Moises il nostro Signiore nel Rubo ardente; e quando -e monaci entrono in questo luogo sì si scalzono, perchè il nostro -Signiore disse a Moisè: iscalzati, perchè il luogo dove tu stai è terra -santa. Questo luogo chiamono e monaci Bolzelrel, che vuol dire: ombra -di Dio. E dallato dell'altare grande sono tre gradi, sopra li quali è -la sepultura di santa Caterina; la quale è d'alabastro, dove giaciono -l'ossa del suo corpo; e 'l proposto de' monaci mostra le reliquie a' -pellegrini, e perquote l'ossa con uno istrumento d'ariento, e escene -alquanto olio a modo di sudore; el quale non si asomiglia a olio nè a -balsimo, anzi è più nero: e di questo alquanto ne donono a' pellegrini, -per che non ve n'è gran quantitade. Dappoi mostrono el capo della detta -santa col sudario, nel quale fu invilupato il suo santo corpo infino al -monte Sinai; e poi mostrono el Rubo el quale arde sanza consumarsi, e -nel quale el nostro Signiore parlava a Moisè, e molte altre reliquie. - - -COME SI ESTINGUE LA SUA LAMPEDA QUANDO EL PROPOSTO MUORE. - -Item, quando il proposto della chiesa muore, subito si estingue la sua -lampana; e quando e monaci ànno eletto un altro che sia valente e sanza -peccato, la lampana per divina grazia s'accende per lei medesima. E -ciascuno di loro à una lampana e conoscono quando alcuno di loro deba -murire, però che il lume si tramuta e fiorisce; e se non è degnio di -lume, rimane morto. E altri dicono, che colui che canta la messa de' -morti, dopo la messa, truova insu l'altare il nome di colui che debe -esere proposto. E di ciò io li domandai, e non mi vollono rispondere -alcuna cosa, infino a tanto che io dissi, che non mi dovessino -ascondere le grazie di Dio e le gran cortesie che gli faceva, ma che -doverebono publicare per fare le gente più divote. E a nascondere fanno -male, sicondo il mio parere, imperò che e miracoli, che Dio à fatti e -fa continuamente, son testimoni della sua possanza, come dice Davit nel -psalmo: _Mirabilia testimonia tua, Domine_ ec. Allora egliono dissono, -che tutto ciò aveniva spesse volte. Nè più da loro possetti avere. -E sappiate, che in questa badia non entrono mosche, nè mosconi, nè -pulce, nè altre brutture per miracolo di Dio e di nostra Donna; imperò -che tante e diverse maniere di mosche ci soleva esere, e davono tanto -fastidio, che e monaci volevono abandonare il luogo; e già erono usciti -di fuori, e montati in sul monte per partirsi del luogo. E allora la -nostra Donna li venne incontro, e disse loro, che ritornassino, che -più non vi troverebono mosche, nè altre brutture; e così ritornorono e -monaci alla badia, e mai più non vidono simile brutture. Item, innanzi -alla porta è la fonte dove Moisè percosse nel sasso e uscinne fuori -acqua. E per questa badia si ascende per molti gradi al monte di Muisè; -e quivi si truova prima una chiesa di nostra Donna, là dove incontrò e -monaci che fuggivono per le mosche[41]. - - -DELLA CAPPELLA DI ELIA PROFETA CHE SI CHIAMA OREB. - -Dal più alto di questo monte medesimo è la cappella d'Elia profeta; e -questo luogo si chiama Oreb, del quale la santa scrittura parla: _Et -ambulavit in fortitudine cibi illius usque ad montem Dei Oreb._ E quivi -dallato è la vite che piantò san Giovanni, e chiamasi Arzine Scaphis: -e alquanto di sopra è la cappella di Moises, e il sasso dove Moises -scampò la paura, quando vide il nostro Signiore a faccia a faccia: e in -quello è dipinta la forma del suo corpo; imperò che si percosse così -forte nel sasso, che tutto el corpo sì vi ficcò dentro. Quivi apresso -è il luogo dove il nostro Signiore diede a Moisè gli X. comandamenti -della legge, e ivi è la caverna ove dimorò Moisè XL. dì nel digiuno, e -murì innanzi che entrassi nella terra di promissione; ma non si sa dove -fussi soppellito. Da questo monte si passa una grande valle per andare -a un altro monte assai più alto, dove santa Caterina dagli angioli -fu soppellita. Item, in questa valle è una chiesa di XL. martori, -dove spesso si canta la messa. E di questa valle, ch'è molto fredda, -si monta la montagna di santa Caterina, la quale è molta più alta di -quella di Muisè. Ivi, ove fu santa Caterina sepulta, non è chiesa nè -cappella, ma ella vi fu già e fu distrutta, sì che ora non v'è altro -che uno monticello di pietra diritto, nel luogo ove fu posta santa -Caterina: e quello è il propio luogo, dove il nostro Signiore diè e X. -comandamenti a Moisè. - - -DEL LUOGO DOVE FU SOPPELLITA SANTA CATERINA. - -E dove la vergine fu soppellita, dicono, che tutto è un luogo; ma e' -si dee intendere, che non è un luogo, ma più luoghi, ma è in un paese, -perchè l'un monte e l'altro è chiamato Sinai; ma una grande via è tra -l'uno e l'altro e tra loro è una gran valle e profonda[42]. - - -COME SI DEBBA TORRE CONMIATO DA E MONACI. - -E poi, quando sono vicitati questi santi luoghi, si debe raccomandare -a' prieghi de' detti monaci, e torre conmiato da loro; e egli donono -a' pelegrini, i quali debono ritornare verso Gierusalem, vittuaglie per -mangiare e per passare e diserti di Soria, e quali durano tre giornate -o più. Ancora sappiate, che in quegli diserti abitano molti arabi, che -si chiamano bedoini e ascopi. Questi son gente di cattiva condizione, -e non ànno case, nè mansione[43], anzi stanno sotto tende e trabache, -che e' fanno di pelle di cammegli e d'altre bestie. E quando egl'ànno -mangiato, e' vanno cercando dove possino trovare acqua, come è sempre -nel mare rosso e altrove, perchè questo diserto è molto difettoso -d'acqua, e sì aviene che rade volte truovono acqua. E dove una volta -truovono acqua, l'altra volta non la truovono, e per questo non vi -fanno case, questa gente, murate. Egli non mangiono pane, salvo alcuni -che stanno apresso ad alcune buone ville, che alcuna volta vanno là a -mangiare: e questi tali quocono le lor carne e pesci in sulle pietre al -sole. Questi son forti battaglieri e sono sanza numero, e sì cantono -volentieri dietro alle bestie in pastura, e di nulla si curono della -lor vita; e però non temono el Soldano, nè alcuno altro principe; e -arebono ardimento di guerregiare con esso lui, se gli facessi cosa -che gli dispiacessi; e molte volte ànno fatto guerra col Soldano, e -massimamente nel tempo che io ero con lui. - - -DEL MODO COME S'ARMA QUESTA GENTE. - -Costoro portono in battaglia una gran targa, e invilupponsi la testa -e 'l collo in un grande lenzuolo bianco, e in questo modo son bene -armati; e egli son cattivi, malvagi e brutti e di perversa vita. - - -DELLA VILLA DI BERSABÈ, OVE DIMORÒ ABRAAM. - -E quando sono passati questi diserti che si viene verso Ierusalem, -allora si vede Bersabè la quale soleva esere molta buona e dilettevol -villa: e ancora quivi sono di molte chiese. In quella villa dimorò -Abraam gran tempo, lo quale fu patriarca. Questa villa edificò Bersabè, -moglie d'Uria, della quale il Re David generò Salamone, el qual dopo -David regniò XL. anni sopra e XII. tribi di Israel. Da Bersabè si -va alla città de Ebron per due buone leghe, la quale altrimenti si -chiama la valle di Mambre, e altri la chiamono la valle del pianto e -di lacrime, perchè in questa valle Adam sì pianse Cº. anni la morte -del figliuolo suo Abel, ucciso da Cain suo fratello. Ebron soleva -esere la principal città de' filistei, e ivi abitavono Giganti, e -qui fu la città sacra dotata della Tribù di Iuda. Et era così libera, -che ivi riceveva ogni mal fattore d'altrove. In Ebron Iosue e Alaphe -e li compagni vennono primamente per esplorare la terra e il modo di -guadagnare la terra di promissione. Quivi in Ebrom regniò prima David -sette anni e mezo, e in Gierusalem regniò XXXIII. anni e mezo. Quivi -sono tutte le sipulture de' patriarchi, di Adam, Abraam, Isac e Giacob -e delle loro moglie, Eva, Sarra e Rebecca. E lìe, nel descendere del -monte e sopra questo, è una bella chiesa quadrata a modo d'un bel -castello; e questa guardono e saracini molto bene, e è riputato questo -luogo di gran riverenzia pe' santi padri che vi giaciono. Quivi non -lasciono entrare cristiani, nè giudei, se non ànno di grazia speziale -dal Soldano, perchè tengono e cristiani come cani, e dicono che non -debono punto entrare in così santo luogo. Chiamasi questo luogo, ove -giacciono, doppia spelunca, perchè giaciono l'uno sopra l'altro. E -saracini chiamono questo luogo, nella loro lingua, haria fomba, che -vuol dire luogo di patriarchi; e li giudei lo chiamono Arboch. - - -DELLA CASA D'ABRAAM. - -In questo medesimo luogo era la casa d'Abraam: qui sedea insu l'uscio -quando egli vidde tre, e uno adoroe: di ciò testimonia la santa -scrittura, dicendo: _Tres vidit et unum adoravit_. Qui ricolse Abraam -gli angioli nel suo ostello. - - -IN QUESTO LUOGO ABITÒ ADAMO ET EVA, POI CHE FURONO CACCIATI DI PARADISO. - -E assai apresso di questo luogo è una cava nel sasso, ove dimorò Adamo -et Eva, poi che furono cacciati del paradiso terreste. Qui generò -figliuoli: ivi fu Adamo creato e formato, sicondo il detto d'alcuni, -perchè questo luogo si soleva chiamare el campo di Damasco, però che -era della signioria di Damasco; e di qua fu traslatato, sì come si -dice, nel paradiso delle delizie. E di poi che lui fu cacciato del -paradiso, in quel giorno che fu cacciato, in quello giorno aveva -peccato. Quivi comincia la valle di Ebron, la quale dura infino a -Gierusalem. Ivi comandò l'angiolo a Adam, che lui giacesse colla sua -donna, e sì ingenerò Seth, della cui generazione nacque il nostro -Signiore. - - -D'UNA SPEZIE DI TERRA CHE SI MANGIA IN LUOGO DI SPEZIE. - -In questa valle è un campo fuori dei quale si cava una materia di -terra, che trae al rosso, e chiamasi cambil, la qual si mangia e -portasi a vendere in luogo di spezie, e mai si può tanto cavare di -largo e di fondo, che a capo dell'anno truovasi piena la fossa per -divina grazia. E da Ebron alla sepultura di Loth, figliuolo del -fratello d'Abraam, sono due leghe. Assai apresso di Ebron è il monte -di Mambre, dal quale la valle piglia nome. Quivi è uno albero di -canna, che i saracini lo chiamono dirp, el quale era infino ad Abraam, -e chiamasi Albore di Seth; e dicesi che questo albero era infino al -cominciamento del mondo, e sempre portò foglie verde infino alla morte -del nostro Signiore in sul legnio della ✠. Allora incominciò a seccare: -il simile feciono tutti gli altri alberi che si trovorono al mondo: o -che si secorono, o vero la midolla dentro si marcì; e da poi in qua son -rimasi gli alberi secchi; onde ancora oggi molti se ne truovono. - - -DELLA PROFEZIA, CHE UN SIGNIORE D'OCCIDENTE GUADAGNIERÀ LA TERRA DI -PROMISSIONE CON LO ADIUTORIO DE' CRISTIANI. - -Questi ànno una profezia, che un signiore, principe d'uccidente, -guadagnerà la terra di promissione coll'aiutorio de' cristiani e farà -cantar la messa sotto quell'albero secco; e poi questo albero porterà -bianche foglie e frutto per divin miracolo; per lo qual miracolo molti -saracini si convertiranno e eziandio giudei alla fede cristiana. -E per questo è riputato quel legno di gran riverenzia e molto caro -è custodito; e quantunque e' sia secco e sanza rami, non dimeno è -virtuoso, però che chi ne porta un poco sopra di sè è liberato dal -morbo caduco e il suo cavallo non si può riprendere[44]; e à molte -altre virtù per le quale è tenuto prezioso. Da questa città d'Ebron -si va aconciamente in un mezzo dì a Bethlem per bella via piana e -dilettevole, che dura V. leghe. - - -DELLA CITTÀ DI BETHLEM E DEL SITO SUO E DEL CAMPO FIORITO, E PERCHÈ SI -DICE CAMPO FIORITO. - -Bethlem è buona città, piccola e stretta, fortificata intorno di buone -fosse; e soleva esere chiamata Effrata, sì come dice el Salmista: -_Ecce audivimus eum in Ephrata._ E è nel fine della città, verso -oriente, una bella chiesa e la più graziosa del mondo, e à tre torre -e uno campanile molto sottilmente fatto. Dentro alla chiesa sono -XLIIIIº. colonne di marmo, e infra questa chiesa e la città è il campo -fiorito; et è chiamato el campo fiorito, perchè essendo una damigella -incolpata a torto di fornicazione, e dovendo essere arsa in quela -piaza, e postovi spine e altre legnie, e andava la fanciulla piangendo -e pregando il nostro Signiore che come ella era innocente, così gli -piacessi d'aiutarla e farne dimostrazione presente el popolo. E acceso -il fuoco, e lei entrata, subitamente tutto il fuoco si spense, e e' -rami ch'erono accesi, tutti si convertirono in rosai rossi; e quegli -altri rami che non erono ancora accesi, si convertirono in rosai -bianchi, tutti caricati di rose, che prima non s'erono mai veduti -rosai rossi in quel paese, sì che talmente[45] fu da Dio la fanciulla -liberata: e però quela piaza, per questo, à nome Campo di fiore -fiorito. - - -DEL LUOGO OVE NACQUE CRISTO. - -Item, dallato del corpo di questa chiesa, dalla destra parte -discendendo per XII. gradi, è il luogo dove nacque il nostro Signiore, -adornato molto nobilmente di marmo, ben dipinto d'oro e d'azurro e -molti altri be' colori. - - -DEL PRESEPIO DEL NOSTRO SIGNIORE, E DOVE CASCÒ LA STELLA DE' TRE MAGI. - -Quivi apresso a tre passi è il presepio del bue e dell'asino, dove Iesù -Cristo nacque; e ivi apresso è il pozzo dove cascò la stella[46], la -qual condusse i tre magi Re, cioè Guasparre, Baldassarre e Marchionne; -e' giudei altrimenti gli chiamono in ebreo questi tre Re, Appollim, -Anome e Damasus; e' greci gli chiamono Galgalath, Malghalath e Saraphi. -Questi Re offerirono al nostro Signiore oro e incenso e mirra; e ivi -non vennono per giornate, anzi vennono per divin miracolo, però che -egliono si trovorono a una città in Giudea chiamata Cassar, la quale è -dilungi da Bethalem LIII. giornate; e egli vennono in XIII. giorni, ed -era el quarto dì che avevono veduta la stella quando e' si scontrarono -in questa città di Cassar; e così di questa città furono in Bethlem in -VIIIº. dì; e questo fu gran miracolo. Item, di sotto alla chiesa per -XVIII. gradi, dalla parte destra, è 'l carnaio degli innocenti, dove -giaciono l'ossa loro. Innanzi a luogo ove nacque el nostro Signiore -è la sepultura di santo Ieronimo, il quale fu cardinale e traslatò la -Bibbia e 'l Salterio d'ebraico in latino. Di fuori della chiesa è la -panca sopra la quale si stava quando traslatò le dette opere. E apresso -a questa chiesa, a VI. torse è una chiesa di santo Niccolò, dove nostra -Donna si riposò dopo el parto, perchè ella aveva troppo latte nelle -poppe; e quivi, sopra le pietre di marmo rosso, ancora sono le machie -bianche per lo latte sopra di quello sparto: la magiore parte delle -abitazioni di Bethlem sono cristiani. Ivi intorno a la città sono di -belle vigne de le quali e cristiani fanno abundanzia di vino, perchè e -saracini non lavorono vigne, però che non beono vino, perchè nel libro -della sua legge, chiamato Alcorano, dato a loro per Macometto, e per -altri chiamato Melhatus, e in un'altra lingua, Armeli, proibisce el -vino. In questo libro Macometto maladisse ognuno che bee vino e tutti -quegli che 'l vendono, per cagione che una volta gli fu aposto, che, -essendo lui ubriaco, uccise uno eremita el quale molto amava; e però -maladisse el vino e chi ne bee e chi ne vende. Ma questa maladizione -torna sopra di lui, sì come dice David profeta: _Et in verticem ipsius -iniquitas ejus descendet_. Item, i saracini non tengono porci, nè -mangiono carne porcina, perchè dicono, che 'l porco è fratello de -l'uomo, e che Dio el vietò nel vechio testamento; e ànno a dispetto -ogni uomo che ne mangia. El simile nella terra d'Egitto e di Palestina, -egliono non mangiono carne di porco, nè di vitella, nè di bue, salvo -se non sono così vechi, che non possino lavorare; non perchè gli sia -vietata, ma perchè e' n'ànno poca: egli nutricono e buoi solamente -per arare la terra. Di quella città di Bethlem nacque David, el quale -ebe LC. moglie, delle quale la prima fu nominata Michol; e avea CCCº. -concubine. E da Bethelem a Gierusalem non è più che due leghe. De -Bethalem, andando in Gierusalem, a meza lega è una chiesa, dove gli -angioli anunziorono a' pastori la natività del nostro Signiore. In -questa via è la sepultura di Rachel madre del patriarca Iacob, la quale -dopo il parto di subito murì; e ivi Iacob suo marito la sotterrò. E -pose Iacob XII. grande pietre sopra lei, in significazione che aveva -avuto XII. figliuoli. In questo camino, di lungi da Gierusalem meza -lega, aparve la stella ai tre Re, e quali avevono variata la via per -Erode. In questo camino son molte chiese, per le quali si va infino in -Gierusalem, città santa e ben posta fra le montagne, e non v'è riviere, -nè fonte, ma vien l'acqua per condotto verso Ebron. - - -COME FU CHIAMATA GIERUSALEM, LA QUALE PRIMA SI CHIAMAVA GIEBUL. - -Ierusalem anticamente, infino al tempo di Melchisedech, fu nominata -Gebul, e da poi, infino al tempo del Re David, fu chiamata Salem; il -quale David compose questi due nomi insieme, e chiamolla Giebusalem; da -poi venne Salamone, el quale la chiamò Gierosolim; da poi fu chiamata -Gierusalem e è nel reame di Siria, il quale regnio ha molte province -con grande richeze. Il simile è della terra de' giudei, e è chiamata -Giudea, perchè Giuda Macabeo fu signiore di quel paese; e quel di verso -oriente confina col paese di Arabia, verso el mezo dì, come la terra -d'Egitto verso occidente con el grande mare verso Bissa, col reame -di Siria, e col mare di Cipro. Item, in Gierusalem soleva esere un -patriarca, e per lo paese molti arcivescovi e vescovi. - - -DELLE CITTÀ CHE SONO INTORNO A GIERUSALEM. - -Intorno a Gierusalem sono queste città, cioè Ebron, a XII. leghe; -Bersabè, a VIIII. leghe; Gierico, a VI. leghe; Ascalon, a XVII. leghe; -Giaffo, a XVI. leghe; Ramata, a III. leghe; Bethlem, a due leghe[47]. -All'incontro di mezo dì si è la chiesa di santo Carita[48] il quale fu -abbate in quel luogo, il quale morendo fu grandemente pianto da' suoi -monaci, e ora son dipinti amodo che pianghino, che è cosa piatosa a -risguardare. Questo paese di Gierusalem è stato nelle mane di diverse -nazione, e molte volte à portato el paese penitenzia per lo popolo che -ivi abitava, perchè el paese è stato nelle mane di diverse persone e -nazione, come sono giudei, assirii, persi, medii, turchi, tartari. Idio -non sostiene lungamente il regnio de malvagia gente, nè di traditori, -nè peccatori in questa santa terra, sia qualunque si voglia; e ànno -tenuti gl'infedeli questa terra per ispazio di C.º e XXX. anni: se a -Dio piacerà egliono non la terranno lungamente. - - -DELLE CHIESE E LUOGHI CHE SONO IN GIERUSALEM. - -E dovete sapere, che quando è l'uomo in Gierusalem, fa el primo -pellegrinaggio a la chiesa del santo Sipolcro, la quale è fuori della -città inverso le parte di Bisso, o vero settentrione; ma ella è male -governata insieme colla città, ed è assai bella chiesa, ritonda e -aperta di sopra, e intorno coperta di piombo; e inverso occidente è -una bella torre, alta e fortissima, per mettere campane dentro; e in -mezo della chiesa è uno tabernacolo a modo d'una piccola casella, con -uno uscio piccolo e basso. E questo tabernacolo è lungo VIII. piedi e -largo V. piedi, e non è gran tempo, che il santo Sepolcro era tutto -iscoperto, sì che si potea tocare e baciare; ma perchè ogniuno che -v'andava voleva avere un pezo di pietra, e per questa cagione l'à fatto -il Soldano murare, sì che al presente non si può tocare e baciare. -Ma ne la sinistra parte del tabernacolo, o d'alteza d'uno uomo, è una -pietra grossa come il capo d'uno, la quale si è del santo Sepolcro; e -questa pietra baciono e pellegrini. In questo tabernacolo non è alcuna -finestra, ma vedesi con lampane. - - -D'UNA LAMPANA CHE SEMPRE ARDE INANZI AL SEPOLCRO SANTO, LA QUALE EL -VENERDÌ SANTO SI ACCENDE DA PER SÈ STESSA; E DEL MONTE CALVARIO; E DOVE -FU TROVATO EL CAPO D'ADAMO; E DI MOLTE ALTRE COSE CHE IVI SONO. - -Item, evvi una lampana che arde sempre innanzi al Sepolcro, ma el dì -del venerdì santo si spegnie, e poi per sè stessa s'acende el dì della -resurresione, a quell'ora propia che 'l nostro Signiore risucitò. -Item, dentro alla chiesa, dalla destra parte, a presso del corpo della -chiesa, si è il monte Calvario, dove fu posto il nostro Signiore in -sul legno della croce. Quello monte è un sasso bianco e in alcuno -luogo mescolato di rosso: el detto sasso è fesso, e quella fenditura -è chiamata Golgota; e quivi è dove gocciolò el prezioso sangue delle -piaghe del nostro Signiore quando egli fu posto e confitto in sulla -santa crocie: e montasi a quello Golgota per gradi. Cavando dentro a -questa fenditura fu trovato il capo d'Adamo, dopo il diluvio di Noè, in -significazione che Adam cogli altri patriarchi dovevono essere liberati -in questo luogo medesimo: e sopra questo sasso fece Adamo sacrificio -al nostro Signiore. Ivi è uno altare, inanzi al quale giace Gottifredo -di Buglione e altri Re cristiani, che ànno signioregiato Gierusalem. E -ivi apresso, dove fu crocifisso il nostro Signore, è scritto in greco -_Otheos Basileon Ysimon Perseona Oragaze Sothias Gis_; che vuol dire -in latino: _Hic Deus est rex ante sæcula noster, qui operatus est -salutem in medio terræ: amen_. Et in vulgare suona: Questo Dio è il -Re nostro, el quale ha operato nel mezo della terra. Amen[49]. Item, -sopra il sasso dove fu fatta la croce, è scritto nel sasso: _Cios inst -is basistor pisteos thois tesmosii_[50]; che vuol dire in latino: _Quod -vides est fundamentum totius fidei huius mundi_. E in vulgare suona: -Quel che tu vedi, si è fondamento di tutta la fede di questo mondo. -Quando il nostro Signiore fu morto, era d'età d'anni XXXIII. e mesi VI; -e la profezia di David dice, che doveva esere d'anni XL; dove dice: -_Quadraginta annis proximus fui generationi huic_ ec. E totalmente, -parrebbe ad alcuno, che la profezia non fusse vera; ma l'uno e l'altro -è vero, però che si faceva allora l'anno di X. mesi, de' quali Marzo -era el primo, e Dicembre l'ultimo. - - -COME IULIO CESARE ORDINÒ L'ANNO DI XII. MESI, CHE PRIMA NON ERA SE NON -DI X. - -Ma Giulio Cesere, imperadore de' Romani, vi fece agiugniere due mesi, -cioè Gennaio e Febraio, e ordinò l'anno di XII. mesi, cioè CCCºLXV. -dì sanza il bisesto, sicondo il corso del sole; e così tengono e -cristiani, sì che essendo l'anno XII. mesi, lui non arebbe se non -XXXIII. anni e tre mesi; ma dell'anno di X. mesi aveva XL. anni, come -dice el profeta. Item, appresso al monte Calvario, dalla mano destra, -è uno altare, dove è una colonna, alla quale el nostro Signiore fu -flagellato e legato. - - -DELLE COLONNE CHE PIANGONO LA MORTE DI IESÙ CRISTO. - -E ivi dallato sono IIIIº. pilastri di pietra, che sempre docciono -acqua[51]; e dicono alcuni, che elle piangono la morte del nostro -Signiore. E apresso di questo altare è uno luogo sotto terra XL. gradi -a basso, dove fu trovata la vera croce, per lo 'ntelletto di santa -Elena, là dove propio e giudei l'avevono celata. E ivi, ove fu trovata -la vera croce, e' furono trovate l'altre due croce de' ladroni: e santa -Elena la fece provare sopra un corpo morto, el quale, come ebe la croce -sopra di sè del nostro Signiore, subito risucitò. E ivi apresso è il -luogo dove e IIIIº. chiovi del nostro Signiore furono riposti, de' -quali n'ebbe due confitti nelle mane e due ne' piedi. - - -COME GOSTANTINO FECE FARE IL MORSO DEL SUO CAVALLO DEL FERRO DE' CHIOVI -SANTI, E DELLA VITTORIA CHE DI CIÒ EBBE. - -E d'uno di questi chiovi ne fece fare Gostantino imperadore un morso -per portare in battaglia; e per virtù di quel ferro lui vinse tutti e -suoi nimici, e guadagniò tutta la terra d'Asia minore, cioè de' turchi, -Arminia piccola e grande, di Suria, di Ierusalem, di Persia, di Arabia, -di Mesopotamia, del reame delle alpe d'Egitto alto e basso, e tutte -l'altre regione infino a Tiopia e India minore, che a quel tempo erono -de' cristiani quasi tutte. E in questi confini erono molti eremiti, -de' quali parla el libro della Vita de' santi padri; e ora son tutti -de' saracini e de' pagani. Ma quando a Dio piacerà, come pe' peccati -de' cristiani questo paese fu preso, così per la prudenzia loro sì -si riguadagnerà coll'aiutorio di Dio. Item, nel mezo de la terra è -un compasso, dove Ioseph di Barimattia apoggiò il corpo del nostro -Signiore, poi che l'ebe levato di croce, e gli lavò le sue piaghe: e -dicesi che questo compasso è propio nel mezo del mondo. Nella chiesa -del santo sipolcro, in verso Bissa, è il luogo dove il nostro Signiore -aparve a Maria dopo la resuresione, e ela pensava che fusse uno -ortolano dal cordone[52]. In questa chiesa del santo sepolcro solevono -esere calonaci de l'ordine di santo Augustino, e avevono un priore, ma -el patriarca è a loro signore. E di fuori della chiesa, a man destra -discendendo XVIII. gradi, disse il nostro Signiore a la sua madre: -_mulier, ecce filius tuus_; e mostrogli santo Giovanni evangiolista. -E dipoi venne a san Giovanni, e disse: _ecce mater tua_. E queste -medesime parole disse insu la croce. - - -QUI SI FA MENZIONE DI MOLTI LUOGHI SANTI E DI GRAN DIVOZIONE. - -E per questi gradi montò il nostro Signiore quando portò la croce sopra -sè; e di sotto a questi gradi è una capella, ove cantono messa preti -indiani, ma non sicondo la nostra legge, ma sicondo la loro; che ogni -volta che fanno el sacramento dell'altare, egliono lo fanno di pane, -dicendo el Pater nostro con alcune altre orazioni, e le parole del -sacramento, perchè egli non fanno alcune delle addizione fatte pel -papa; ma assai divotamente cantono. E ivi apresso è il luogo dove, -per lo portare della croce, essendo il nostro Signiore istracco, si -riposò. Inverso la chiesa del santo sepolcro è più debole la città -che non è altrove, pel gran piano che è tralla chiesa e 'l muro della -città e fra la valle di Iosaffat, la quale toca le mura a modo d'una -gran fossa. Di sopra della fossa della città si è la chiesa di santo -Stefano, ove fu lapidato; e ivi dallato è la porta dorata, la quale -non si può aprire. Per questa porta entrò el nostro Signiore el dì di -pasqua d'ulivo insu nuno asino; e, quando volle lui andare al tempio, -le porte s'aprirono verso lui; e ora appare ogni passo dell'asino in -tutti i luoghi de' gradi, che sono di pietre durissime; e innanzi alla -chiesa del santo sipolcro sono CCº. torse[53]. Inverso el mezo dì è el -grande spedale di santo Giovanni, dal quale e cavalieri di Rodi ànno -lor principio. Ivi dentro dal palagio di questo spedale sono CºLXIIII. -pilastri di pietra, e nel muro del palagio, oltre a questi, ve ne sono -LIIIIº. che sostengono la chiesa chiamata nostra Donna maggiore. E ivi, -assai d'appresso, è un'altra chiesa, chiamata nostra Donna latina. E -ivi Maria Cleofe e Maria Maddalena si scapigliorono, quando il nostro -Signiore fu posto in croce. E di là dalla chiesa del santo sipolcro, -verso oriente, è una bellissima casa ritonda, alta, coperta di piombo, -e d'intorno vi sono grandissime piaze sanza case; ed è tutta la piaza -lastricata di marmo bianco; e i saracini non vi lasciono entrare nè -cristiani nè giudei, però che e' dicono, che così brutta gente non -debono entrare nè tocare così fatto luogo. Ma io v'entrai, e altrove, -dove i' volli, per la virtù delle lettere del Soldano, ne le quali era -speziale comandamento a tutti e suoi sudditi, che loro mi lasciassino -entrare dove che io volevo, e generalmente a fare quelo che io volevo, -salvo cosa che fussi contro alla reale degnità del Soldano e della sua -legge. - - -DELL'ONORE CHE FANNO E SARACINI ALLE LETTERE DEL SOLDANO. - -Ai suoi comuni servidori, che vogliono da lui grazia, egli non gli -dona altro che un segno che porta inanzi al petto; al qual segnio e -saracini fanno gran riverenzia non altrimenti che come noi facessimo al -corpo di Cristo. Ancora sanza comparazione feciono magiore riverenzia -alle lettere che io avevo, però che gli amiragli e' signiori a chi -e' l'erono mostrate, prima che le ricevessino, sì si inginochiavono; -poi le toglievono e mettevonle sopra la lor testa; e poi le legevono -inchinati con gran riverenzia; e poi s'offerivono di fare ciò che piace -al portatore di quelle. In quello tempio solevono già esere calonaci -religiosi overo regolari con uno abate, a chi ubidivono. In questo -tempio era Carlo magnio quando l'angiolo gli portò il prepuzio del -nostro Signiore[54] el dì della circuncisione. Dipoi Carlo lo portò -alla cappella d'Eris, dilungi da lì sette leghe. E dipoi Carlo calvo lo -fece portare a Poitieros, e doppo fu portato a Chartres. Sappiate che -questo non è il tempio che fece Salamone. - - -QUI DISCRIVE QUANTO DURÒ IL TEMPIO DI SALAMONE. - -El tempio che fece Salamone non durò se non M.e C.o e due anni, -perchè Tito, figliuolo di Vespasiano imperadore di Roma, avendo tenuto -lungamente l'assedio contro a Gierusalem per distrugere e giudei, però -che avevono morto el nostro Signiore sanza licenzia dello imperadore, -preso che ebe la città, arse e distrusse il tempio e uccise undici -mila centinaia di giudei; e gl'altri prese e sì gli vendeva XXX. per -un danaio d'ariento. E, dopo alcun tempo, lo imperadore Giuliano dette -licenzia a' giudei di redificare lo tempio, perchè questo Giuliano, -el quale era cristiano e fu monaco rinnegato, aveva e cristiani in -odio. E quando ebono quasi fornito el tempio, per divina volontà, -venne un tremuoto che guastò ciò che egli avevono fatto. Dipoi Adriano -imperadore, che era di quegli di Troia, rifece la città di Gierusalem -col tempio in quella medesima forma che prima l'aveva fatto Salamone; -e non voleva che giudeo, nè altri vi dimorassi, salvo che' cristiani. -Questo imperadore fece murare e serrar la chiesa del santo sipolcro -apresso alla città, che prima era dilungi di fuori della città, e volle -mutare el nome di Gierusalem, e chiamolla Elia, ma questo durò poco. -Item, sappiate, che' saracini fanno gran riverenza a questo tempio, -e dicono che 'l luogo è molto santo, e sì v'entrono scalzi, spesso -inginochiandosi. E quando i mie' compagni e io vedemo questo, alora ci -scalzamo, pensando che più tosto a noi si conveniva, che agli infedeli: -di ciò avemo gran compassione. - - -QUI DESCRIVE LA FORMA DEL TEMPIO. - -Questo tempio è una nobile casa, tutta ritonda; ed è larga gumiti -LXIIIIº, e altrettanto lunga, e alta cubiti CCºXLVI; e è coperta -di piombo, e à intorno pilastri di marmo. In mezo del tempio è -uno staggio[55] alto XIIII gradi, e à d'intorno di buoni pilastri. -Questo luogo chiamono _Sancta Sanctorum_. Ivi non entrono alcuni, -se non prelati, che debon fare il misterio del sacramento, o vero -il sacrificio; e quando ciò fanno, istà il populo intorno, partito -in diverse stanze, sicondo la loro usanza; però che tutti venono a -fare sacrificio. Questo tempio à quattro entrate, e sono le porte di -cipresso bene intagliate; e dentro le porte d'oriente, disse el nostro -Signiore Iesu Cristo: Qui è Gierusalem. E inverso la parte d'uno orto, -dentro a le porte, è una fontana, ma non corre; de la qual parla la -santa scrittura. Onde dice: _Vidi aquam egredientem de templo._ E da -l'altra parte del tempio è uno sasso, el quale soleva esere chiamato -Monachina; poi fu chiamato Betel, dove l'arca di Dio e le reliquie de' -giudei erono riposte. Questa arca, insieme colle reliquie, Tito la fece -portare a Roma dopo la struzione de' giudei. - - -QUI SI FA MENZIONE DELLE RELIQUIE DE' GIUDEI CHE ERONO NELL'ARCA. - -In questa arca erono le tavole de' X. comandamenti e la verga di Muisè -colla quale divise el mare rosso quando il popolo passava a secco, -e con questa verga percosse il sasso, del quale uscì acqua, e della -quale acqua fece assai miracoli. E era dentro in questa arca uno -vaso d'oro pieno di manna, e di vestimenta ornata e il tabernacolo -d'Aron, e una tavola quadrata d'oro con XII. pietre preziose, e una -bossola di giaspis verde con sette figure dentro del nome del nostro -Signiore, e uno altare d'oro e IIIIº. lioni d'oro, sopra e quali erono -IIIIº. cherubini d'oro lunghi XII. spanne, e li movimenti de' segni -del cielo con un tabernacolo d'oro e trombe d'ariento, e uno pane -d'orzo, e tutte l'altre reliquie ch'erono innanzi la natività del -nostro Signiore Iesù Cristo. Sopra questo sasso di Betel dormiva Iacob -quando vide gl'angioli ascendere e discendere per una scala, e disse: -_Vere locus iste sanctus est, et ego nesciebam!_ Quivi tenne Iacob uno -angelo tanto, che l'angiolo gli mutò el nome di Iacob in Israel. In -quel medesimo luogo vide Davit uno angelo che tagliava el populo con -una spada, poi misse la spada ne la guaina, tutta sanguinosa. E sopra -questo sasso fu el nostro Signiore e predicò al populo; e di questo -tempio cacciò el nostro Signiore quegli che vendevono e compravono. -Sopra a questo sasso si nascose el nostro Signiore quando e giudei lo -vollono lapidare: il sasso sì si aperse, e in questa fenditura sì si -nascose, e qui alora discese una stella per illuminarlo. E sopra di -questo sasso imparò la nostra Donna il suo salterio; e ivi perdonò -il nostro Signiore alla femina ch'era presa in adulterio; e quivi fu -il nostro Signiore circunciso; e quivi anunziò l'angiolo a Zacheria -la concezione del suo santo figliuolo, santo Giovanni Batista; e -ivi fermamente e primamente oferse Melchisedech pane e vino, in -significazione del futuro sacramento. Sopra questo monte[56] si lasciò -cadere David, pregando il nostro Signiore e l'angiolo che aveva veduto -tagliare il popolo, che Idio avessi misericordia di lui e del popolo; e -'l nostro Signore esaudì il suo priego. Onde David volle ivi edificare -el tempio, ma il nostro Signiore gliele vietò per uno angelo, però che -aveva commesso tradimento, che, per cupidità della moglie d'Uria, e' -fece uccidere el buon cavaliere: e però David diede a Salamone tutto -quelo che aveva provveduto per fare il tempio, e così Salamone lo -edificò. Poi pregò el Signiore e salvatore, che ognuno, che in quel -luogo di buon quore pregassi il nostro Salvatore, fussi de' suoi giusti -preghi, qualunque fussino, esaudito e aiutato e consigliato: e così Dio -gli concedè. - - -DEL NOME DEL TEMPIO DI SALAMONE. - -E per questo el chiamò Salamone, il tempio di consiglio e aiuto di -Dio. E di fuori della porta del tempio è uno altare, dove e giudei -solevono offerire i lor tori[57], e ora e saracini sopra a quello -altare ànno fatto uno oriuolo per vedere l'ore del dì a una bocca che -v'è dentro l'altare. E in questo tempio fu morto Zacheria: e sopra alla -cima di questo tempio fu portato il nostro Signiore per esere tentato -dal nimico: e all'entrata del tempio, verso occidente, nella porta -spaziosa, passando san Giovanni e san Piero feciono, per la grazia -di Dio, el ratratto andare e uscire del tempio. E apresso di questo -tempio è la immagine de Absalon molto bella, in una piaza grande e -piana: in questo tempio solevono dimorare e cavalieri, che si chiamono -del tempio; e questo fu el fondamento del suo ordine, sì che in questo -tempio dimoravono; e al tempio del Signiore vi stavono gli chierici. -Da questo tempio, inverso oriente CºXX. passi, o circa, nel canto de -la città, è il bagnio del nostro Signiore; e in questo soleva entrare -l'acqua del paradiso. E ivi dallato, è il letto di nostra Donna; e ivi -apresso è la sepultura di Simeone; e fuori del chiostro del tempio, -verso Bissa, è una chiesa assai bella, di santa Anna, madre di nostra -Donna; ivi fu concetta nostra Donna: e inanzi a questa chiesa è un -grande albero, che cominciò a crescere quella notte medesima; e di -sotto a questa chiesa, discendendo per XXIII. gradi, giace Ioachino, -padre di nostra Donna, in una sepultura di pietra; e ivi di sotto -soleva giacere la sua moglie; ma santa Elena la fece portare a -Gostantinopoli. In questa chiesa è una fonte a modo d'una citerna, -chiamata Probatica pescina, la quale à V. entrate. In questa fonte -si soleva bagniare ogni infirmità: ivi liberò, il nostro Signiore, -il paraletico che era stato infermo anni XXXVIII, a cui disse: _Tolle -grabatum tuum et ambula:_ e ivi dallato era la casa di Erode. - - -DELLA CRUDELTÀ DI ERODE E DELLA VITA SUA. - -Quivi assai apresso era la casa d'Erode, che fece uccidere gli -innocenti. Questo Re Erode fu cattivissimo e crudelissimo, perchè -fece prima uccidere la moglie, la quale molto amava; e per lo grande -amore che le portava, dappoi che udì ch'ell'era morta, diventò pazzo, -e stette pazzo gran tempo; e dipoi tornò nel primo senno, e poi fece -uccidere due suoi figliuoli grandi, nati di quella sua moglie; e poi -fece uccidere un'altra sua moglie con un figliuolo nato di lei; e dipoi -fece uccidere la principale sua moglie, e sua madre propia; e simile -voleva fare del suo fratello, ma egli murì dinanzi a lui di morte -subitana. Questo Erode fece quanto male e' potè fare; essendo ammalato, -a' confini della vita sua, lui mandò per la sua sorella e per tutti gli -altri signiori del suo paese; e, quando e' furono venuti a lui, tutti -gli fece imprigionare in nuna torre, e disse a una sua sorella, che -sapeva bene, che niuno farebe pianto della sua morte, e che lui voleva, -che ella giurassi, subito che fussi morto, facessi tagliare la testa a -tutti quegli che lui aveva imprigionati, a ciò che a la sua morte tutto -el paese facessi grandissimo pianto e lamento. E così fece Erode el suo -testamento, e così murì. Ma la sorella non gli attenne cosa alcuna, -imperò che, morto Erode, lei liberò costoro e mandògli alle loro -stanze, e narrò loro l'ordine a lei dato per Erode, e non gli venne -fatto come credea. - - -QUI SI FA MENZIONE COME E' FURONO TRE ERODI. - -Ma sappiate che fra questo tempo furono tre Erodi, l'uno dopo l'altro, -e furono di gran nominanza per la loro crudeltà; quel che fece uccidere -gl'innocenti, di quello ò parlato; quello Ascalonites, che fece tagliar -la testa a santo Giovanni Batista, fu Erodo Antipater; et Erode Agrippa -fece uccidere santo Iacopo, e imprigionare santo Piero. Item, più -oltre nella città si è la chiesa di santo Salvadore: ivi è il braccio -sinistro di santo Giovanni Grisostimo, e la magior parte del corpo di -santo Stefano; e da l'altra parte de la via, verso mezo dì, andando -verso il monte di Sion, si è la chiesa di santo Iacopo, dove e' fu -dicollato: e da questa chiesa, insino al monte Sion, sono C.XXV. passi; -e ivi è una bella chiesa di nostra Donna, e quivi dimorò e quivi passò -di questa vita. In questa chiesa soleva esere una badia di calonici; e -di qui fu portata nostra Donna infino alla valle di Iosaphat. Quivi è -la pietra per la quale passò nostra Donna per andare a Bethelem. Item, -all'entrata di monte Sion, è una cappella nella quale el santo sipolcro -fu coperto quando Ioseph vi misse dentro el nostro Signiore. Questa si -è la pietra che vidono rivolgere le quatro Marie, quando loro vennono, -il dì de la resurresione, al monumento, e trovoro l'angiolo che le -disse, che 'l nostro Signiore era già risucitato da morte a vita; onde -l'angiol disse: _Surrexit, non est hic_. - - -QUI FA MENZIONE DI MOLTI LUOGHI SANTI E DIVOTI. - -Qui nel muro, a lato a la porta, è una pietra de la colonna, a la quale -il nostro Signiore fu flagellato; però che quivi fu la casa d'Anna, che -a quel tempo era vescovo de' giudei. Ivi fu Cristo battuto, flagellato, -ferito e vilmente trattato. In questo luogo medesimo il rinnegò san -Piero tre volte inanzi che 'l gallo cantassi; e quivi è una parte -della tavola sopra la quale cenò el nostro Signiore co' suoi apostoli, -quando dette loro la propia carne e il propio sangue in forma di pane -e di vino. E di sotto da questa cappella per XXXIII. gradi è il luogo -dove il nostro Signore lavò e piei a' suoi apostoli, e ora è ivi el -vaso ove era l'acqua, che quivi da lato a quel vaso fu soppellito -santo Stefano. E ivi è l'altare ove udì la nostra Donna gli angioli -cantar messa. Qui primamente, dapoi la resuresione, aparve il nostro -Signiore agl'apostoli, sendo le porte serrate, e disse loro: _Pax -vobis_; e più inanzi nel monte Sion aparve el nostro Signiore a san -Tommaso appostolo, e sì gli fece tocare le sue piaghe, l'ottavo dì dopo -la resuresione; in su que l'ora conobe el certo san Tommaso, e disse: -_Dominus meus et Deus meus!_ In quella medesima cappella, apresso de -l'altare grande, stavono gli apostoli el dì de la Pentecoste, quando lo -Spirito Santo discese in forma di fuoco. Qui celebrò el nostro Signiore -la pasqua co' suoi apostoli: qui dormì san Giovanni sopra il petto del -nostro Signiore Iesù Cristo, e, dormendo, vide molti segreti del nostro -Signiore. - - -DEL MONTE SION DOVE ERONO SOPPELLITI DAVIT ET SALAMONE E MOLTI ALTRI RE. - -El monte di Sion è dentro la città, e la città è più forte da questo -canto che altrove, però che a piè del monte è un bel castello forte, -che fece fare el Soldano. Nel monte Sion furono sepulti il Re Davit e -il Re Salamone e molti altri Re di Gierusalem; e ivi è il luogo dove e -giudei volono gittare giù il corpo di nostra Donna, quando gl'apostoli -lo portavono a soppellire nella valle di Iosaphat; e ivi è il luogo -ove pianse san Piero teneramente, da poi che gl'ebe rinnegato il nostro -Signiore. - - -QUI FA MENZIONE DI MOLTI ALTRI LUOGHI SANTI E DIVOTI. - -Dalla cappella sopradetta, a una gittata d'una pietra, è un'altra -capela dove il nostro Signiore fu giudicato a morte: e ivi, asai -presso, è la casa di Caiphas. Da questa capela, per l'andare di Cº. -e XX. passi, verso uriente, è una cava profonda, di sotto alla fossa, -che si chiama la Galilea del nostro Signore. Item, ivi si nascose san -Piero poi che rinnegò Cristo. Item, tra 'l monte di Sion e il tempio -di Salamone, è i luogo ove il nostro Signore risucitò la giovinetta -ne la casa di suo padre. Di sotto al monte di Sion, verso la valle -di Iosaphat, è una fontana chiamata Natatoria siloe: ivi presso è -el battesimo, ove fu lavato il nostro Signiore: ivi fece vedere il -nostro Signore il cieco; e ivi fu sepelito Isaia profeta. Item, dietro -a la Natatoria siloe, è una immagine di pietra anticamente lavorata, -che fece fare Assalon, e così si chiama la immagine d'Assalon, ed è -assai presso al Sambuco, dove Giuda s'impicò disperato, perchè aveva -fatto tradimento contro al nostro Signore; ma sapiate che questo non -è quell'albero propio a che s'apicò Giuda, ma è uno rinasciuto di -quelle medesime radice del primo. Anco qui dallato v'era la sinagoga, -dove lo vescovo de' giudei e gli farisei ragunavano e tenevano -il loro consiglio; e quivi fu dove Giuda gittò i trenta danari in -loro conspetto, dicendo, che egli aveva peccato a tradire el nostro -Signore. Ivi allato fu la casa degli apostoli Filippo e Iacopo Alpheo. -Da l'altra parte del monte Sion, inverso mezo dì, oltre alla valle, -al gittare d'una pietra, si è Acheldemach, che vuol dire _campo di -sangue_. Quivi furono trovati e XXX. danari, de' quali fu venduto el -nostro Signore. In questo campo sono molte sepulture de' cristiani, -però che ivi si solevono soppellire e pellegrini, e sono ivi molti -oratorii e cappelle e romitorii, ove solevono dimorare eremiti. Di là, -inverso oriente, a CCº. passi, V'è il sipolcro de lo spedale di san -Giovanni, dove si solevano metter l'ossa de' morti. Item, da Gierusalem -verso le parte d'occidente, a una lega, è una chiesa, dove nostra Donna -si scontrò e salutò Lisabeth sua cugina, madre di san Giovanni Batista, -che erono tuttadue gravide. E alora san Giovanni si mosse nel ventre -de la madre, e fece riverenzia al suo Creatore, el quale lui non aveva -ancor veduto. Di sotto l'altare di detta chiesa è il luogo dove Santo -Giovanni nacque, e da quella chiesa a una lega è el castello di Emaus. -Quivi ancora si dimostrò il nostro Signiore a duo discepoli, dopo la -resurresione. Item, della parte di Gierusalem, a CCº. torse, è una -chiesa, dove soleva esere la cava del lione. - - -DI XXII. MARTORI E QUALI RAGUNÒ EL LIONE PER VOLONTÀ DI DIO EN NUNA -NOTTE, E DEL MONTE GIOGLIA, DOVE GIACE SAMUEL PROFETA. - -E di sotto a questa chiesa, a XXX. gradi a basso, furono soppelliti -XXII. martori nel tempo del Re Cosdroe[58], i quali i lione ragunò -tutti in una notte per volontà di Dio e nascose in terra. Item, da -Gierusalem è 'l monte di Gioglia a due leghe, molto bello luogo e -dilettevole e dilicato. Ivi giace santo Samuel profeta in una bella -tomba; e chiamasi quello monte di Gioglia, perchè dona letizia al -core de' pelegrini che vanno per questo monte, perchè di qua vegono -prima la santa città di Gierusalem e il monte Oliveto e anche la valle -di Iosaphat apresso le mura della città, come io v'ò detto di sopra. -Nel mezo di quela vale è un fiume, che è una piccola riviera, che si -chiama el torrente di Cedron; e sopra questa riviera giaceva l'albero -della croce a modo di passaggio: e ivi apresso è una fossata, ove è -sotterato ora il piede della colonna ove fu primamente flagellato el -nostro Signiore, però che in più luoghi lo flagellorono e vilanamente -el trattorono. - - -DELLA CHIESA DI NOSTRA DONNA, E DEL TEMPO CHE AVEVA QUANDO MURÌ. - -Item, nel mezzo della valle di Iosaphat è la chiesa di nostra Donna, -XLIIIIº. gradi sotto terra; e aveva nostra Donna anni LXXII. quando -passò di questa vita: e da lato di nostra Donna è uno altare, dove -el nostro Signore perdonò a Piero tutti i suoi peccati. Ivi da lato, -inverso occidente, di sotto è uno altare e una fonte che viene dal -fiume del paradiso; e sapiate che questa chiesa è molto bassa sotto -terra e quasi tutta sotto terra, ma perchè Gierusalem è stata più volte -distrutta, e le mura abattute, la valle è ripiena di terra, e così -la terra è alzata, e la chiesa abbassata, e però è la chiesa bassa. E -questo è ben credibile; e alcuni m'ànno detto comunemente, che da poi -che la nostra Donna fu soppelita, la terra ivi d'intorno per sè stessa -è caduta; e ancora dicono, che sanza dubio ela crescie tutta via. E in -questa chiesa di nostra Donna solevono esere monaci neri, che avevono -uno abbate. Assai apresso di questa chiesa si è una cappella allato, -e sì è chiamata Gethsemani: ivi fu 'l nostro Signore baciato da Giuda: -ivi fu preso da' giudei: ivi lasciò il nostro Signiore i suoi discepoli -quando andò a adorare inanzi alla sua passione, e pregò, dicendo: -_Pater mi, si possibile est, transeat a me calix iste_: e quando -tornò, trovò e discepoli adormentati. E nel sasso dentro la cappella -si vegono ancora e segni del dito del nostro Signiore a che modo lui -s'apogiò colla mano al sasso, quando e giudei lo vollono pigliare. E -di là inverso a mezo dì, al gittare d'una pietra, è una capela, dove el -nostro Signiore gittò gocciole di sangue: è assai presso alla tomba del -Re Iosaffat, dal quale la valle piglia el nome. Questo Iosafat fu Re di -questo paese, e fu convertito per un romito, e fu valente uomo, e fece -di molti beni. E di là, a uno tratto d'arco, verso mezo dì, è la chiesa -ove santo Iacopo e Zacheria profeta furono sepolti. Item, al di sotto -di questa valle è il monte Oliveto, ed è così chiamato, perchè ivi sono -molti ulivi. Questo monte è più alto che non è la città di Gierusalem, -e però di questo monte si può vedere quasi tutte le contrade di -Gierusalem; e tra questo monte e la città non è altro che la valle di -Iosaphat, la quale non è molto larga. Da questa montagna salì el nostro -Signore in cielo el dì della Ascensione, e ancora si vede la forma del -suo piè sinistro nella pietra: ivi è una bella chiesa, ove soleva esere -una badia di monaci regolari. - - -QUI SI FA MENZIONE D'ALCUNI LUOGHI SANTI. - -E di qui a XXVIII. passi si è una pietra sopra la quale il nostro -Signiore soleva sedere e predicare le sette opere della misericordia, -dicendo: _Beati pauperes spiritu_: e ivi insegniò agli apostoli el -Pater Nostro, e con lo propio dito lo scrisse nella pietra. E assai -apresso è una chiesa di santa Maria Egiziaca, e ivi giace ella in una -tomba. E di là, inverso oriente a III. tratti d'arco, è Bethfage, ove -el nostro Signiore mandò san Piero e san Iacopo per trovare l'asina -el dì di pasqua fiorita. Ivi salì sopra a l'asina e scese del monte. -Inverso oriente è un castello chiamato Bethania: ivi dimorava Simone -lebroso; ivi dette albergo al nostro Signiore, e dipoi fu battezato -da gli apostoli e chiamato Giuliano; el quale dapoi fu fatto vescovo. -E questo santo Giuliano è quelo che è da molti cristiani chiamato per -buono albergo. In questo luogo perdonò el nostro Signiore a Maria -Maddalena: ella ivi gli lavò e piedi colle propie lagrime, e colli -propi capegli gli rasciugoe, e pianse e suoi peccati. Qui el nostro -Signiore risucitò Lazero quatriduano, el quale era fratello di Maria -Maddalena e di Marta. Ivi dimorava Maria Cleofe serva del nostro -Signiore[59]. Questo castello è dilungi da Gierusalem una lega. Item, -discendendo del monte oliveto è il luogo ove pianse il nostro Signore -sopra Gierusalem: dallato è il luogo ove nostra Donna aparve a santo -Tomaso dopo la sua assunzione e donògli la sacra sua cintola: e questo -luogo è assai presso la pietra dove el nostro Signore sedeva spesso -a predicare; e ivi propio, come si dice, sarà el giudicio, cioè el dì -del giudicio. Item, apresso al monte Uliveto è il mare di Galilea, dove -gli apostoli erono ragunati quando Maria Madalena li venne annunziare -la resurresione del nostro Signiore. Nel mezo la via, tra il monte -Uliveto e quel di Galilea, è una chiesa dove gli angioli nunziarono a -nostra Donna la morte propia. Item, da Bettania a Gerico si à V. leghe. -Ierico soleva esere una bella città e buona, ma ella fu distrutta, sì -che ora non è altro che una piccola villetta. Iosuè prese questa città -per divino miracolo, e per comandamento de l'angiolo maladisse chiunque -la edificherà. Di questa città fu Zacheo, quello che salse sopra a -uno albero secco moro per vedere el nostro Signore, però che per la -sua piccoleza nol potea vedere fralle altre gente. Di questa città -scampò Raab, la qual fu femmina comune solamente con quegli del suo -lingnaggio, perchè ella si aveva nascosi e scampati di morte e messaggi -di Israel; e di ciò n'ebe el merito come dice la Scrittura. _Qui -recipit prophetam in nomine meo, mercedem accipiet_. Così fece ella, -perchè ella profetezò a questi messaggi, dicendo: _Novi quod Dominus -tradiderit, vobis dabit terram hanc_. E così poi Salomon, figliuolo di -Nason, la tolse per moglie, e fu valente femina e serva di Dio. Item, -chi vuole andare da Bettania al fiume Giordano, sì va per una montagnia -diserta, ed è ivi apresso a una giornata. - - -DEL MONTE DOVE DIGIUNÒ EL NOSTRO SIGNIORE E FU TENTATO. - -E da Bettania, inverso oriente, si va alla gran montagnia, dove el -nostro Signiore digiunò XL. dì: sono VI. leghe, e sopra questa montagna -fu portato el nostro Signiore, e ivi fu tentato dal nimico, dicendo: -_Dic ut lapides isti panes fiant_. In quel luogo medesimo sopra el -monte soleva esere una bella chiesa, ma fu abattuta e abandonata, e -ora non è altro che uno eremitorio abitato da una maniera di cristiani -chiamati giorgini. E sopra questa montagnia abitò Abraam gran tempo, e -però è chiamato el giardino d'Abraam. Tra 'l giardino e la montagnia -corre un piccolo fiume d'acqua, la qual soleva esere amara, ma per -la benedizione d'Eliseo profeta l'acqua diventò dolce e buona per -bere. A piè di questa montagnia, verso el piano, è una gran fontana -che entra nel fiume Giordano. Da questa montagnia infino a Gerico, -andando inverso al fiume Giordano, non v'è altro che una lega. Item, -sopra el camino di Gerico sedeva el cieco che gridava: Giesù, figliuolo -di David, _miserere mei_; el quale incontanente ricevette la vista. -Item, dilungi da Gerico due leghe, è il fiume Giordano: apresso a -una lega è una chiesa di santo Giovanni Batista, dove e' battezò -el nostro Signiore; e ivi a lato è la chiesa di Geremia profeta. Da -Gerico infino al mare morto sono tre leghe: intorno a questo mare morto -cresce assai allume. Tra Gerico e questo mare è la terra de' Gadi. Qui -soleva crescere el balsimo, ma uno califfo fece levare gli albucegli e -portargli in Bambillonia, e là ancora si chiamono le vite de Engadi; -e da uno lato di questo mare, discendendo da Arabia, è il monte di -Anobitani, dove è una cava chiamata Carva. Sopra questo monte Balath, -figliuolo di Beor, condusse Ballaam sacerdote per maledire el popolo di -Israel. - - -DELLA NATURA DEL MARE MORTO, E DELLA LUNGHEZZA SUA. - -Questo mare morto divide la terra di Giudea da la terra di Bagata[60] -a quella d'Arabia. L'acqua di questo mare è amara molto e salsa, e la -terra che è bagnata di questa, mai più non fa frutto; e la terra che -v'è d'intorno spesso si muta di colore. Questa acqua gitta fuori de' -suoi termini pesci di spalto a modo d'uno cavallo grosso; e questo -è per ogni dì. E in ogni parte d'intorno, da questo mare infino a -Gierusalem, sono ccº. grandi istadi. Questo mare dura dilungi VII. C. -e LXXX. stadii, ed è largo C º. L. ed è chiamato Mare morto, perchè -non corre mai, perchè è uno stagnio che nè uomo nè animale può murire -in questo mare; e questo è stato più volte esprementato, perchè alcuna -volta vi sono stati vivi IIIIº e V. giorni uomini che non anno potuto -murire, però che questo mare non ritiene cosa veruna; e non si può -bere di questa acqua, e chi vi mettessi ferro, e' si starebbe a galla -di sopra; e chi vi mettessi piume, anderebono al fondo. E tutte questo -cose sono contra natura. E allato a questo mare sono di molti alberi -che portono pomi bellissimi e molto coloriti, e paiono maturi; ma -chi gli taglia e rompe pel mezo, non vi truova altro che cenere, in -significazione che per la giustizia di Dio le città e le terre arsono -di fuoco infernale. Alcuni chiamono questo mare il lago di Alfacide, -alcuni el fiume del diavolo e alcuni il fiume puzolente, perchè l'acqua -è brutta e puza. E poi in questo mare si abissorono per la giustizia -di Dio V. città, cioè Soddoma, Gomorra, Aldama, Seloim e Segor per -lo peccato soddomitico che tra loro regnava. Ma Segor, pe' prieghi -di Lotto, fu lungo tempo difesa, perchè era posta alquanto sopra una -montagnia: e quando el mare è tranquillo e 'l tempo è chiaro, si vegono -sotto l'acqua le mura della città. In questa città stette un tempo -Lotto, e ivi fu inebriato da le sue figliuole, e poi dormì con esse -e generò due figliuoli, Moab e Amon; e la cagione perchè le figliuole -inebriorono il padre loro fu a ciò che giacesse co loro, però che loro -non vedevono altro uomo che suo padre; e credendo che tutto il mondo -fussi sobissato come erano quele città, come fu nel tempo del diluvio -di Noè, vollono giacere con suo padre per ristorare e multiplicare -el mondo; ma Loth non sarebe giaciuto colle figliuole se non fussi -stato inebriato. La montagnia, ch'è sopra di Segor, era chiamata in -quel tempo Edom, e poi fu chiamata Seir, e poi Idumea. Item, dalla -parte destra di questo mare è la moglie di Loth diritta a modo d'una -pietra di sale, perchè ella si guardò a dietro quando le dette città -si profondorono. E questo Loth fu figliuolo d'Aram, fratello d'Abraam: -Sarra, moglie d'Abraam, e Melcala, la moglie di Nacor, furono sorelle -del detto Loth. Sarra aveva LXXX. anni quando Isaac fue generato in -lei, e Abraam aveva già auto un altro figliuolo chiamato Ismael di -XIIIIº. anni, ingenerato di Agar sua cameriera. E quando Isaac ebe -VIII. dì, Abraam il fece circuncidere; e così Ismael, che aveva XIIIIº. -anni; e per questa cagione e giudei che discendono d'Abraam si fanno -circuncidere l'ottavo di; e i saracini, che sono discesi da Ismael, -si fano circuncidere nel xiiiiº. anno. Item, questo mar morto entra -nel fiume Giordano: ivi si perde, perchè più oltre non corre, e ivi -entra propio di lungi una lega del fiume Giordano da la chiesa di santo -Giovanni Batista, verso occidente. Alquanto di sopra, dove comunemente -si bagnono e cristiani, e a una lega di lungi dal fiume Giordano, è la -riviera di Loth, la quale passò Iacob venendo di Mesopotania. - - -DEL FIUME GIORDANO, E DEL LUOGO OVE FU SOPPELLITO IOB, E ALTRI LUOGHI. - -El fiume Giordano non è molto grande nè molto profondo, ma mena di -buon' pesci, e viene dal monte Libano, da due fonti chiamati Gior -e dam; e da queste due fonti prese el nome del fiume Giordano: e -passa per un lago, che è chiamato Maron. Poi passa per lo mare di -Tiberia, e passa sotto le montagnie di Gelboe; e ivi, dall'una costa e -l'altra della riviera, sono molte belle valle. E durono le montagnie -di Libano di lungi infino al diserto di Pharaam. Queste montagnie -dividono il reame di Soria infino al paese di Finice. Sopra di questi -monti crescono cedri altissimi, e portono pomi grossi e lunghi, ed è -la grosseza come el capo d'un uomo. Questo fiume Giordano divide la -terra di Galilea da la terra di Idumea e la terra di Bostorum, e corre -sotto terra un gran pezo infino a un gran piano e bello, chiamato -in saracinesco Meldam, che vuol dire in nostra lingua, fiera, overo -mercato; però che 'n questo piano spesse volte si fanno fiere; e ivi -ritorna l'acqua grande e lata. Quivi in questo piano si è la tomba -del pazientissimo Iob. In questo fiume Giordiano fu Cristo battezato, -e ivi fu udita la voce del padre, dicendo: _Hic est filius meus -dilectus_. E lo Spirito Santo discese sopra lui in forma di colomba, -e così a questo battesimo fu tutta la Trinità. Pel mezo di questo -fiume pasorono e figliuoli di Israel ad piedi sciutti; e ivi missono -pietre per lo miracolo di Dio che aveva da parte ritratte e sostenute -l'acque. In questo fiume Giordano si lavò Naaman di Siria, uomo molto -ricco, ma lebroso, e fu subito guarito. Intorno al fiume Giordano son -molte chiese, ove abitavono molti cristiani. Ivi apresso è la città -di Hai, la quale fu assalita da Iosuè e presa. Item, le valle del -fiume Giordano e di Mambre sono molte belle. Item, dalla montagnia -sopradetta, dove el nostro Signiore digiunò XL. dì, a due leghe -dilungi, verso Galilea, è un bello e alto monte, sopra el quale el -nimico portò el nostro Signiore la terza volta per tentarlo, e di quivi -gli mostrò tutto il piano del paese, dicendo: Tutto ciò che tu vedi, ti -darò, se tu t'inginocchi e adorera' mi. Item, dal mare morto andando -verso oriente, fuori de' confini della terra di promissione, è un -bello castello e forte nel monte, el quale è del Soldano, e chiamasi in -saracinesco Baruth, che vuol dire in nostra lingua, ponte Reale. Questo -castello fece fare Baldelorin Re di Francia, el quale conquistò questo -paese, e dentro vi misse cristiani per guardarlo; e però fu chiamato -Monte reale. E di sotto a questo castello è una villa, chiamata -Sobeccha: ivi d'intorno dimorono molti cristiani sotto trebuto; e da -qui, infino a Nazareth in Gierusalem, sono tre giornate, e vassi per la -provincia di Galilea, per Ramata, per Sophonia, e per lo alto monte di -Effraym, dove Elena e Anna (_sic_) madre di Samuel profeta dimoravono. -Qui nacque questo profeta e fu soppellito al monte di Giorgia, come di -sopra dissi. Da poi si va a Sillo, dove da Helia profeta fu custodita -l'arca di Dio insieme colle sante reliquie; ivi faceva sacrificio il -populo di Ebron al nostro Signore: ivi gli renderono i loro doni: -ivi parlò Iddio a Samuel e rivelogli la mutazione dell'ordine del -sacrificio del sacerdozio e del misterio del sacramento. Assai apresso, -a la sinistra, è Gabbaom, e dallato è Rama e Beniami, de' quali luoghi -parla la Scrittura. E poi vassi per Sichem, altrimenti chiamata -Sichar, nella provincia de' Samaritani. Ivi è una bella valletta e -fruttuosa; e ivi è una molto bella e buona città, chiamata Neopoli; e -di qua a Gierusalem a una giornata è una fonte, dove parlò Giesù alla -sanmaritana: e ivi soleva esere una chiesa, ma è stata abandonata e -abattuta: e allato a questa fonte fece fare Roboas due vasi d'oro, e sì -gli faceva adoperare; e a un pose nome Adam e a l'altro Bethel. Item, -a una legha dalla città di Siccar è la città di Luza. In questa città -dimorò Abraam un gran tempo. Siccar è X. leghe di lungi da Gierusalem, -ed è chiamata Neopoli[61], che vuol dire città novella; e quivi è la -sepultura di Ioseph figliuolo di Iacob, il quale governò Egitto; e gli -giudei vanno in pellegrinagio in quello luogo divotamente, perchè e' -portorono d'Egitto l'ossa sua e quivi le sopelirono. In questa città -fu Reina la figliuola di Iacob, chiamata Dina, per cui e dua frategli -uccisono molte persone e assai male feciono nella città. Ivi da lato -è il monte di Garisim, ove e samaritani adoravono. Item, in su questo -monte volle Abraam sacrificare il suo figliuolo Isaach; ivi dallato -è la valle di Dotaim, e ivi è la citerna dove fu gittato Ioseph da' -frategli inanzi che lo vendessono: e questo è dilungi due leghe da -Siccar. Di là si va a Sanmaria, che ora si chiama Sabasta; e questa -è la principal città del paese, e giace tra' monti a modo che fa -Gierusalem. In questa città fu la sedia de le XII. tribù di Israel, ma -la città non è ora sì grande come soleva: ivi fu sepolto san Giovanni -Battista fra' due profeti, Eliseo e Abdam; ma egli fu dicapitato -nel castello di Macharim appresso il mare morto; e poi fu da' suoi -discepoli trasportato e sotterrato in Sanmaria. - - -COME GIULIANO APPOSTATA FECE ARDERE EL CORPO DI SANTO GIOVANNI E -GITTARE LA CENERE AL VENTO. - -Questo Giuliano Apostata fece ardere l'ossa sua, e gittare la cenere -al vento, ma rimase intero el dito, col quale mostrò il nostro Signiore -Giesù Cristo, dicendo: _Ecce Agnus Dei_; però che mai non potè ardere: -e questo dito fece santa Techia vergine mettere in questi monti, ove -ora se ne fa gran festa. - - -COME TEODOSIO IMPERADORE TROVÒ IL CAPO DI SAN GIOVANNI BATISTA. - -In questa città medesima di Sabasta solevono essere molto chiese, ma -furono abattute: ivi era el capo di santo Giovanni in uno muro serrato, -ma Teodosio imperadore il fece cavare fuori, e trovollo avilupato in un -drappo tutto insanguinato, e così il fece portare a Gostantinopoli, e -ivi è ancora. La parte di dietro della testa e quela dinanzi è ancora -nella chiesa[62] di santo Salvestro, ove sono monaci del cordone: e -ancora questa parte di testa è tutta abruciata[63] e quasi meza arsa, -perchè lo imperadore Giuliano sopradetto per la sua cattiva volontà la -fece ardere insieme coll'altre ossa, e così apare. Questo è provato -per papi e per imperadori. E la mascella di sotto e una parte delle -gengie e dell'ossa e il piattello ove fu messo il capo, quando gli fu -tagliato, sono a Genova, e li Genovesi ne fanno gran festa; e simile -festa fanno e saracini di lui. Alcuni dicono, che 'l capo di santo -Giovanni è in Amiens in Fiandra, e altri dicono che questo è il capo -di santo Giovanni vescovo. Io non so, Dio el sa, ma in qualunque terra -si fa onore al buon santo Giovanni: è ben fatto. Dalla città di Sabasta -infino a Gierusalem sono XII. leghe. - - -D'UNA FONTE CHE SI MUTA QUATTRO VOLTE DI COLORE L'ANNO. - -Nelle montagne di questo paese è una fonte che IIII. volte l'anno si -muta di colore; alcuna volta è verde, e alcuna volta è rossa; una -chiara, una altra torbida, e chiamasi la fonte di Iacob. Le gente -di questo paese si chiamono Sanmaritani, e furono dagli apostoli -convertiti e battezzati, ma eglino non ànno mantenuto la lor dottrina, -e mantengono legge per loro discordante da' cristiani, saracini e -giudei e pagani. Egliono credono bene in uno solo Dio, e dicono che -non è altro che uno solo Dio, il quale ogni cosa creò e ogni uomo -giudicherà, e tengono alla bibbia quanto alla lettera, e li V. libri di -Muisè col salterio, come fanno e giudei: e dicono, che e' sono diritti -figliuoli di Dio; e più d'altra gente amono Dio, e che e' sono eglino -e proprii eredi, a chi Dio promisse la eredità. Questi ànno diverso -abito dall'altra gente. Per disferenziarsi dagli altri, egliono si -invilupono le teste con un lenzuolo rosso, e li saracini si invilupono -lo teste con uno lenzuolo bianco; e li cristiani, che abitono in quel -paese, s'invilupono le teste con uno panno bianco; e li giudei con uno -panno giallo. In questo paese dimorano molti giudei che pagono trebuto, -come fanno e cristiani; e se volessi sapere le lettere[64] de' giudei, -che sono in quel paese e altrove, sono così fatte colli lor nomi, come -vedete qui di sotto. - - -DELLE CITTÀ CHE SONO NELLA PROVINCIA DI GALILEA, E DOVE NASCERÀ ANTI -CRISTO, E DOVE SARÀ NUTRITO, E DOVE REGNIERÀ. - -Da questo paese de' sanmaritani, del quale v'ò parlato, si va al piano -di Galilea, lasciando e monti da una parte. Ed è Galilea una delle -terre de le provincie di promissione; e in questa provincia sono queste -città; cioè, Naim, Capharnaum, Bectsaida e Corosaim. Da Bectsaida fu -san Piero e santo Andrea: a quattro leghe da Corosaim è la città di -Cedar, di cui el salterio parla: _Habitavi cum habitantibus Cedar_. -Anti Cristo nascerà, come dice el profeta: _De Babillonia coluber -exiet, qui totum mundum devorabit_. Questo Anti Cristo sarà nutrito -in Betsaida e regnierà in Chapharnum; e però dice la Scrittura: _Vae -tibi, Corosaim! vae tibi, Bethsaida! vae tibi, Capharnaum!_ E tutte -quelle città sono di Galilea, e sono IIIIº. leghe da Nazareth. Di -questa città si fu Simone Cananeo e la femina Cananea, della qual -parla el vangelio. Ivi fece il nostro Signiore il primo miracolo alla -cena dello Architriclino, quando mutò l'acqua in vino. Ne' confini di -Galilea, apresso e monti, fu presa l'arca di Dio: e dall'altra parte -è il monte Endor e Hermon, e là d'intorno va un fiume del torrente -Sion, altrimenti chiamato el torrente Radamain. Ivi da lato, Barath, -figliuolo d'Abimalech, insieme con il figliuolo di Elbora profetessa, -vinse l'oste di Idumer, quando il Re Cifaro fu morto con Gebel moglie -di Eber Ethath, oltre el fiume Giordano; per forza della ispada uccise -Zeber e Salamana. E a V. leghe da Nain è la città di Egeraol, che -altrimenti è chiamata Zaraim; della quale città fu Gezebella, malvagia -Reina, la qual per forza tolse la vignia di Naabot. Apresso a questa -città è il campo di Magredi, nel quale il Re Horia fu ucciso dal Re di -Egitto, e dipoi fu portato e soppellito nel monte Sion. A una lega da -Zezioel sono le montagnie di Gelboe, ove Saul e Gionatas, che fu così -bello, morirono. Per quella cagione David gli maladisse nel salterio, -dicendo: _Montes Gelboe, nec ros, nec pluvia_. A una lega dal monte -Gelboe, verso oriente, è la città di Sacophe, la quale è chiamata -Bethsam: sopra le mura di questa città fu appicata la testa del Re -Saul. - - -DEL LUOGO DOVE NACQUE NOSTRA DONNA, E DI QUANTO TEMPO ERA QUANDO FU -ANNUNZIATA DA L'ANGIOLO, E QUANTO TEMPO VISSE DOPO LA PASSIONE. - -Da poi si va a Nazareth per la montagnia dallato al piano di Gelboe. -Nazareth soleva essere gran città e bella, ma ora è una cattiva villa -di case sparte, in quanto ella non è murata; e siede in una piccola -valle con monti intorno. Ivi nacque nostra Donna, e però portò Cristo -il pronome di questa villa. E Ioseph tolse per moglie nostra Donna, -esendo d'anni XIIII: ivi salutolla l'angiolo Gabriello, dicendo: -_Ave, Maria gratia plena_ etc. Quivi soleva essere una chiesa, ma -fu distrutta, nella quale era uno grande altare. E ivi allato è uno -pilastro di quella chiesa; e quivi è fatto una piccola abitazione -per ricevere l'oferte de' pellegrini, e sì la guardono molto bene -e saracini per l'utile che ne tragono. Questi saracini qua sono più -cattivi e crudeli che altrove, e ànno guasto tutte le chiese. Ivi è el -fonte di Gabriel, dove si soleva bagniare il nostro Signiore quando -era piccolino. Di questa fonte lui portò ispesse volte l'acqua a sua -madre; e in questa fonte lavò asai volte la nostra Donna e panni del -suo figliuolo Giesù Cristo: e da qui infino in Gierusalem sono tre -giornate a Nazaret (_sic_), dove fu nutrito il nostro Signiore. Nazaret -si è a dire fiore di giardino, e per buona cagione è chiamata fiore, -però che in lui fu nutrito el fiore e 'l frutto di vita, cioè Giesù -Cristo. Da Nazaret, a due leghe, è la città di Sephor, sopra a la via -che va di Nazareth a Achon; ed a meza lega di là da Nazareth è lo salto -del nostro Signiore, perchè avendolo e giudei menatolo sopra uno alto -monte, e volendolo gittare per ucciderlo, Iesù Cristo passò pel mezo -loro e salì fuori, e montò sopra una alta montagnia, nella quale al -presente si vegono li passi: e per questo, quegli che ànno paura de i -nimici o di altra gente di male afare, dichino: _Iesus autem transiens, -per medium illorum ibat_; a memoria che Giesù Cristo passò per el mezo -e giudei crudeli e scampò sanamente da loro: così sicuramente possono -passare e scampare delle mani degli inimici loro. Dopo questo dicano -questi due versi del saltero: _Irruat super eos formido et pavor in -magnitudine brachii tui, Domine: fiant immobiles quasi lapis donec -pertranseat populus tuus, Domine, quem tu possedisti_. Questi versi si -dicono tre volte, e da poi si passa sicuramente; e sapiate che nostra -Donna partorì nel quinto decimo anno, e conversò col suo figliuolo -benedetto XXXIII. anni e III. mesi; e, dopo la passione del nostro -Signiore, visse XXIIII.º anni. - - -DEL MONTE TABOR, E COME EL GIUDICIO SARA EL DÌ DI PASQUA. - -Item, da Nazareth si va al monte Tabor e non v'è altro che IIII. leghe; -il quale è bel monte e alto, ove soleva esere asai chiese, ma sono -distrutte; e ancora v'è un luogo che si chiama la squola di Dio, ove -soleva amaestrare e suoi discepoli, e apriva loro e segreti di Dio. -A piè del monte Tabor, Melchisedech, che fu Re di Salem, chiamata poi -Ierusalem, al declinare del monte, iscontrò Abraam, il quale ritornava -dalla battaglia, nella quale aveva morto el Re Amalech. Item, in -questa montagna si trasfigurò il nostro Signiore dinanzi a san Piero -e santo Iacopo e santo Giovanni: qui vidono spiritualmente Moisè e -Elia profeta, e imperò disse santo Piero a Cristo: _Bonum est nos -hic esse; si vis, faciamus hic tria tabernacula_. Sì vi udirono la -voce del Padre, dicendo: _Hic est filius meus dilectus, in quo mihi -bene complacui_: e Iesù Cristo li comandò che non dicesono ad alcuno -questa visione, infino che non fussi risucitato da morte a vita. In -questo monte e in questo luogo medesimo el dì del giudicio IIII. angeli -soneranno IIII. trombe, e risuciteranno tutti e morti, che son morti -da poi che fu creato el mondo; e tutti verranno in corpo e in anima -dinanzi al cospetto di Dio al giudicio ne la vale di Iosafat; e sarà -questo giudicio el dì di pasqua, in quell'ora medesima che risucitò -il nostro Signore; e sarà cominciato questo giudicio nell'ora che 'l -nostro Signiore discese a l'inferno per ispogliarlo; però che in questa -ora spoglierà il mondo e rimunererà gl'amici suoi in grazia, e li -nimici a pena perpetua gli condannerà. E in quel tempo arà ciascuno el -merito de le sue opere, o bene o male, se la gran misericordia di Dio -non anticipa la sua giustizia. Item, a una lega dal monte Tabor è el -monte di Emon, e ivi fu la città di Naim, inanzi a la porta de la quale -el nostro Signiore e' risucitò el figliuolo della vedova. Item, a tre -leghe da Nazaret è il castello di Saffia, dove furono e figliuoli di -Zebbedeo e i figliuoli d'Alfeo; e, a V. leghe da Nazaret, è il monte -di Caim, di sotto el quale è una fonte; e quivi allato Lamech, padre -di Noè, ucciso Caim con una saetta, perchè Caim andava pe' monti a -modo d'una bestia, e vivette in quela forma più di CCº. anni, insino -al tempo di Noè. Da Saffia si va al mare di Galilea e alla città di -Tiberìa, che siede sopra questo mare; e quantunque si chiami mare, non -dimeno non è mare nè braccio di mare, anzi è uno lago d'acqua dolce, -el quale è lungo Cº. stadii e largo XL; e sonvi dentro di buon pesci; -e pel mezo vi core el fiume Giordano. La città non è tropo grande, ma -assai magnificenzie vi sono; e là dove si parte el fiume Giordano, -all'uscire del mare di Galilea, è un ponte grande, per lo quale si -passa da la terra di promissione ne la terra del Re Balsam e ne la -terra di Gierusalem, le quale sono tutte d'intorno al fiume Giordano, -infino al cominciamento del mare di Tiberìa; e di là si può andare in -Damasco in 3. giorni per la regione Traconidia, la quale regione dura -dal monte Emon infino al mare di Galilea o al mare di Genezareth, che -è tutto un mare. Questo è il lago sopradetto, ma e' muta el nome per -le cittade che vi sono sopra; e sopra a questo mare andò el nostro -Signore appiè asciutti, e ivi rilevò san Piero, quando era già mezo -annegato, quando disse:_Modicæ fidei, quare dubitasti?_ E dopo la sua -resuresione aparve un'altra volta a' suoi discepoli sopra questo mare, -e chiamandogli che pescassono, empierono le rete di gran pesci. E in -questo mare navicò Iesù molte volte, e quivi chiamò san Piero e santo -Andrea, san Iacopo e san Giovanni, figliuoli di Zebedeo. Ne la città -di Tiberìa si è la tavola sopra la quale el nostro Signiore mangiò -co' suoi discepoli dopo la resuresione, el qual non conobono, se non -al rompere del pane, come dice el vangelo: _Et cognioverunt eum in -fractione panis_. E apresso a la città di Tiberìa è il monte, ove il -nostro Signore con V. pani e due pesci saziò V. mila persone. In questa -città per ira fu gittato un tizone ardente dietro a Giesù Cristo; il -capo del tizone percosse in terra, e subito rinverdì e crebe in un -grande albero, e al presente cresce, e la scorza è ancora abruciata. - - -DOVE NACQUE SANTA ANNA. - -Item, al capo di questo monte, inverso settentrione, è uno forte -castello chiamato Saphor, et è posto apresso di Chapharnau ne la terra -di promissione; non è castello sì forte, e di sotto è una buona villa, -chiamata Saphor. In questo castello nacque santa Anna, madre di nostra -Donna; e di sotto fu la casa di Centurione; e questo luogo fu chiamato -Galilea da le gente che furono date a le tribù di Zabulon e Nefthali. E -ritornando da questo castello, a XXX. miglia, è la città di Naan, che -altrimenti è chiamata Selmas. Di questa fu Cesaro figliuolo d'Apollo, -el quale sedeva apresso del monte di Libano, dove comincia il fiume -Giordano. Ivi comincia la terra di promissione, e dura infino a Bersabè -di lungo andando, verso Bissa, infino a mezo dì, e tiene per largo Cº. -LXXX. leghe: e da Ierusalem al Giaffo sono LX. leghe lombarde, che sono -piccole: queste non sono leghe di Guascogna, nè di Provenza, nè de la -Magnia, le quale son grande. E sapiate che la terra di promissione è in -Siria, perchè il reame di Siria dura d'Arabia infino a Colizia, cioè la -grande Armenia; e questo è da mezzodì verso Bissa, e da oriente inverso -occidente, dal gran diserto d'Arabia insino al mare d'occidente. E -in questo reame di Siria sono più province, come è Palestina, Gaza, -Galilea e Giudea, e senza molte altre di questo paese. - - -DELL'USANZA DI QUESTO PAESE, E DI DIVERSE MANIERE DI CRISTIANI E DI -LOR COSTUMI, E COME E' FANNO LA LORO CONFESSIONE, E DELLE AUTORITÀ, LE -QUALE ALLEGONO PER LORO OPPINIONE. - -Egli ànno una usanza, che quando una città o un castello à intorno -l'assedio e non possono mandare fuori e messaggi, egli legono le -lettere al collo a certi loro usati colombi talmente amaestrati, e -quali portono e riportono e lor messaggi, perchè questi colombi sono -notriti che vanno da l'un luogo a l'altro, e quali luoghi sì usono -comunemente. E sapiate, che tra questi saracini, in ogni parte dimorono -molti cristiani di molte maniere e di molti nomi, tutti battezzati; e -ànno diverse lingue e diversi costumi, ma tutti credono in Dio Padre e -Figliuolo e Spirito Santo; e tutta via mancono in alcuno articolo della -fede. Alcuni si chiamono Giacobini, perchè santo Iacopo si convertì e -santo Giovanni Batista gli battezzò. Questi dicono che solo a Dio si -debe confessare e peccati, e none agl'uomini, perchè si debbe chiamare -in colpa in verso colui che si offende: e dicono, che nè Idio, nè e -profeti non ordinorono mai che niuno si confesassi da altri che da -Dio; sì come disse Moisè nella Bibbia: e per questo disse David nel -Salterio: _Confitebor tibi, Domine, in toto corde meo; e altrove: -Delictum meum cognitum tibi feci, quia Deus meus es tu et confitebor -tibi_; però che e' sanno tutta la Bibbia e el Salterio, ma non allegono -le autorità latine, anzi nel loro linguagio assai convenientemente, -sì che e' dicono, che David e gli altri profeti si concordiano co e -nostri dottori e con alcune de le loro openione, e massime con santo -Agostino, dove dice: _Qui scelera sua cogitat et conversus fuerit, -veniam inveniat_. Cum Gregorio: _Domine potius mentem quam verba -inspicies respicis_; et cum sancto Hilario: _Longorum temporum crimina -in ictu oculi pereunt si cordis nata fuerit compunctio_. E però dicono, -che solo a Dio si debono confessare e sua peccati, e a lui promettere -d'emendare. Però, quando si vogliono confessare, s'accendono fuoco -allato a loro e sì vi gettono dentro incenso e altre spezie odorifere, -e nel fummo si confessono a Dio, e dimandono misericordia. Ed è vero, -che questo confessare è naturale e primitivo, ma e santi padri e' papi -che sono venuti da poi, ànno ordinato di fare la confessione a l'uomo, -e per buona cagione; perchè egli ànno riguardato che niuna malizia -può essere sanata, e non si può dare buona medicina, se prima non si -sa la qualitade e non si conoscie la natura del male; e per lo simile -non si può dare buona penitenzia, se prima non si sa la qualitade del -peccato; però che e peccati non sono equali ne' luoghi e nei tempi, e -però si conviene sapere la qualità de' peccati, e, secondo quegli, dare -la debita penitenzia. Item, vi sono altri cristiani chiamati soriani, -e tengono el mezo de la fede tra noi e' greci: eglino portano barbe a -modo che fanno e greci, e fanno sacrificio di pane lievito; e nel loro -parlare usono lettere saracinesche, ma nel misterio della chiesa usano -lettere greche, e fanno la loro confessione a modo di iacopini di sopra -detti. Altri cristiani quivi sono, chiamati Giorgiani, e quali convertì -santo Giorgio, e lui onorono più che altro santo di paradiso, e -sempre lo chiamono in ogni suo aiuto. Questi, che vennono del reame di -Giorgia, portono cheriche rase tonde, cioè e preti; e i laici quadrata -la portono, e questi tengono la lingua greca[65]. E altri vi sono -chiamati cristiani dalla cintura. Altri sono Ariani, altri Nubiani, -altri Indiani, che sono della terra del prete Giovanni, e tutti questi -ànno alcuno articolo della fede nostra e negli altri variono; e perchè -troppo sarebe lungo el parlare di tutti, però di ciò farò fine. - - -DEL SITO DI DAMASCO, E DA CUI FU EDIFICATO, E DELLA BELLEZA E -ABUNDANZIA SUA; E COME SANTO PAULO, EL QUALE LEGGEVA FISICA IN DAMASCO, -FU CONVERTITO. - -Poi che io v'ò divisato alcuna parte delle genti che dimorano infra -quegli termini, io voglio ritornare al mio camino. Per ritornare di -qua adunque, chi vuole ritornare da la terra di Galilea, de la quale io -ò parlato, e' à a venire per Damasco, che è molta bella città e molto -nobile e piena d'ogni mercatanzia: è tre giornate dilungi dal mare, e -V. giornate dilungi da Gierusalem. Tutto le loro mercatanzie portono -sopra cammelli, cavagli, muli e drumedarii e altre bestie infino alla -città, e le mercatanzie vengono per mare, cioè d'India, di Persia, -Caldea e della grande Armenia e da altre nazione[66]. Questa città -edificò Eliseo Damasco, famiglio e spenditore d'Abraam, prima che fusse -nato Isach, perchè e' si credea rimanere erede d'Abraam, e chiamò la -città del suo propio nome, Damasco. In quela piaza dove fu edificato -Damasco, Caino uccise il suo fratello Abel; e allato di Damasco è el -monte Seir. In questa città e di fuori sono assai fontane e molti be' -giardini e assai diversi frutti: niuna città si potrebe comparare con -questa di begli giardini e di begli palagi. La città è grande, e ben -murata a doppie mura, e è ben pulita. Ivi sono molti fisici, e santo -Paulo, prima che fussi convertito, ivi era fisico per mantenere il -corpo in sanitade; ma da poi la conversione, diventò fisico dell'anime; -o santo Luca Evangelista fu suo discepolo, per imparare fisica, e molti -altri; e però che san Paolo teneva scuola di fisica, e ivi appresso -Damasco fu convertito. E dapoi tre dì a la sua conversione, nella città -stette sanza vedere, nè bere, nè mangiare; e in questi tre dì fu aperto -il cielo, ove e' vedeva di molti secreti del nostro Signiore. Assai -apresso a Damasco è un castello, chiamato Arches. - - -QUIVI DESCRIVE EL SITO DELLA CHIESA DI NOSTRA DONNA DI SARDEMACO E -DELLA INMAGINE SUA, LA QUALE È IVI DIPINTA CON DIVERSI COLORI; E POI -DESCRIVE LA VALLE DI BELIAR, LA CITTÀ DI TRIPOLI E LA CITTÀ DI BARUTI, -OVE SANTO GIORGIO UCCISE EL DRAGONE. - -Di Damasco si viene alla chiesa della vergine Maria di Sardemach, che -è V. leghe dilungi da Dammasco, e siede sopra a un sasso: e quivi è -un bello luogo simigliante a un castello, e ivi è assai belle chiese. -Quivi dimorono monaci cristiani, e di sotto a la chiesa è una bella -volta, ove dimorono cristiani, et evvi molto buono vino; e nella chiesa -di rieto al grande altare nel muro, è una bella tavola di legnio, dove -è la immagine di nostra Donna, e fu già dipinta di colori, e quali poi -si convertirono in carne per divin miracolo; e la detta tavola sempre -è unta a modo d'olio d'uliva; e di sotto è un vaso bene aconcio per -ricorre l'olio che gocciola; o di questo olio è donato a' pellegrini -che si lavano, però che questo olio viene per divino miracolo: e questo -olio sì libera el cristiano da molte malattie; e sì dicono, che chi -guarda questo olio nettamente, infine di sette anni sì si converte in -carne e in sangue. Da Sardemach si va per la valle di Beliar, la quale -è molta bella e fruttifera; e giace questa valle fra montagnie; e sono -quivi di belle riviere e di be' prati e di grandi pasture per bestiame; -e vassi per le montagnie di Libano, che durono da la grande Armenia -verso Bissa, infino a Adam, che è inverso mezo dì, al cominciamento -della terra di promissione, sì come è detto di sopra. Queste montagne -sono fruttifere: quivi sono di belle fontane, cedri e cipressi, e -molti altri alberi; quivi sono di molte belle ville e ben popolate. -Dal capo di queste montagnie, fra la città di Arca e la città di -Baphian, è una riviera chiamata Sabbataicor, però che il sabato corre -fieramente e gl'altri giorni di poco o niente. E tra queste montagnie -è un'altra riviera, la qual di notte si ghiaccia fortemente, e 'l dì -non è punto aghiacciata. E, ritornando per queste montagnie, si va -a una montagna grande e alta, chiamata la Gran Montagna, dove è una -gran città chiamata Tripoli. In questa città dimorono molti cristiani -buoni, sicondo la nostra legge. Di quivi si va a Baruth, dove san -Giorgio uccise il dragone: quivi è buona villa e buon castello forte, -come è sopra detto; ed è tre giornate di qua da Sardemach a Baruth, e -XVI. leghe dalla città di Sidona in mare. Chi vuole rivenire per di -verso Cipro, o vero vien per terra infino al porto di Siron, o vero -di Tiro; e di là si viene in Cipro in poco tempo, perchè gli è sotto; -o veramente si va dal porto di Tiro più dritto sanza andare in Cipro, -perchè si torce ad arrivare ad alcuni porti di Grecia; e doppo si viene -a quele parte che altre volte v'ò iscritte. E poi che io v'ò dette e -mostrate le vie per le quali si va primamente, per lo più lungo camino, -a Babillonia e al monte Sinai e altri luoghi, e quali v'ò di sopra -detto, e per quel camino si ritorna pelle terre di promissione; ora -vi vo' discrivere la diritta via per andare dirittamente a la santa -città di Gierusalem. Però che molti vanno a Gierusalem, che non ànno -intenzione di pasare più oltre, o perchè non ànno suficente compagnia, -o perchè non possono sostenere le fatiche, o perchè ànno dubio di -passare e diserti, o perchè ànno fretta di tornare alle moglie o a' -figliuoli, o per altre ragionevol cagione, qui brievemente dirò dove si -può andare sanza mettere troppo tempo, e sanza lungo indugio, sì come -altre volte v'ò detto. - - -DELLA VIA PIÙ BRIEVE PER ANDARE ALLA TERRA SANTA PER MARE, E DELLE COSE -CHE SI TRUOVONO PER LO CAMINO. - -Chi dalle parti occidentali si va per Francia, e per Borgogna, e per -Lombardia, al porto di Vinegia, o di Genova, o ad altro porto di que' -confini, vassi per mare a l'isola di Gieph, che è de' genovesi; e poi -s'arriva in Grecia al porto di Miroth, o di Valona, o di Durazo a uno -degl'altri porti: poi si va per terra per dirizarsi, e asai presto -si torna al mare; e vassi diritto in Cipri sanza entrare ne l'isola -di Rodi; anzi si lascia da lato, chi vuole, e arivasi al porto di -Famagosta, el quale è principale porto di Cipri; o vero al porto di -Limissa; e poi s'entra in mare, e vassi, passando el porto di Tiro; -e, sanza montare altrove, si passa per mare, costeggiando tutta via -da questa banda infino a la cità del Giapho: e questo si è il più -propinquo porto a Gierusalem. Da questo a Gierusalem non è altro che -una giornata e mezo, che sono leghe XVI, sì che, andando da Giapho, si -va per terra alla città di Rama, la quale è assai presso al Giapho; ed -è bela città e dilettevole. E di fuori di Rama, verso mezo dì, è una -chiesa di nostra Donna, dove il nostro Signiore si mostrò in tre ombre, -che significono la Trinità. Ivi apresso è un'altra città, chiamata -Diospoli, e soleva esere chiamata Sibda, ed è bene abitata; e ivi è -una chiesa di san Giorgio, dove fu lapidato. Di là si va al castello -d'Emaus, e dipoi al monte Sora, ove giace Samuel profeta; e di qui si -va a la città di Gierusalem: e apresso el camino, si è Ramata e il -monte Modon, onde fu Mathathias padre di Macabeo; e ivi sono le lor -tombe. Item, allato a Ramata è la villa di Theuch, della qual fu Amos -profeta: ivi giaciono e santi pellegrini, che muoiono in Gierusalem: -altre volte avendone parlato, al presente non vi dirò più. Io voglio -ancora ritornare a un'altra via, per la quale si va la magior parte per -terra. - - -DI MOLTE ALTRE DIVERSE VIE PER ANDARE AL DETTO LUOGO SANTO PER TERRA, -E DE' LUOGHI E QUALI SI TRUOVONO PER LA VIA, E DE' COSTUMI DI QUELLE -GENTE E DI MOLTE ALTRE COSE. - -Per quegli che non possono sostenere el movimento del mare, che, -quantunque si patisca più fatica e più pena, non di meno gli piace -andare per terra quanto più possono, come altra volta v'ò detto -si va ad alcun porto di Lombardia, e passasi in Grecia, e poi -in Gostantinopoli, e pasasi pel bracio di san Giorgio, e vassi a -Ruffinello, dove è un forte castello, e poi si va per Capadocia, ch'è -un gran paese, dove sono gran monti; e vassi per Turchia al porto di -Chinamont, e alla città di Nicha, che è apresso di questa città leghe -VII. E turchi la tolsono a lo 'mperadore de' Romani, ed è molta forte -città di mura e di torre: da l'altro lato è un lago grande e largo e -lì è una riviera chiamata Lelai. Di là si va per le alpe di Neromonte, -e per la valle di Malabruno, e per lo stretto delle montagne, e per la -villa di Dormanolch, e per le ville che sono sopra el Rodai e sopra -Francona, che sono molte buone riviere. Da poi si va ad Antiochia: -ivi intorno sono molti begli monti e boschi e grande abundanzia di -bestie salvatiche da caccia. E puossi andare per uno altro camino, -per li piani di Romania. Su per le coste è una bella torre, chiamata -Florenza; e di sopra, fra le montagnie, è la città di Torsont, e la -città di Nongimach, e Assera e Meremistra. E quando son passate le -montagnie, si va per la città di Maroste, e per Artessa, dove è un gran -ponte sopra la riviera di Ferma, la quale riviera si chiama Faiffar, -ed è gran riviera, e porta naviglio, e corre fortemente, e viene da -le fonte e da le montagnie verso la città di Damasco. Ivi è un'altra -riviera, che viene da le montagne di Libano, chiamata Albana, che corre -apresso Damasco. Al passar di questa riviera, santo Eustachio perse due -figliuoli, avendo ancora perso la moglie. Questa riviera passa per li -piani di Arcadia, e va infino al mar rosso. E poi si va a la città di -Fermina, dove sono molti bagni caldi; e poi si va alla città di Ferne. -Tra Fermina e Ferna sono di begli boschi: e poi si va in Antiochia che -v'è presso a 20. leghe. Antiochia è bella città e ben fornita di mura -e di torre ed è molta grande, e soleva essere lunga due leghe e larga -una lega e mezo. Per questa città corre la detta riviera di Farfar; e -soleva avere intorno a le mura Cº. e L. torre, e per ciascuno pilastro -del ponte era una torre. Questa è la più nobil città del Reame di -Soria, e a VIII. leghe è il porto di santo Simone. Quivi entra Farfar -in mare. Da Antiochia si va a la città di Schiavonia e poi a Gibel, e -poi a Chortexa. Ivi allato è la terra della Cammilla, dove è uno forte -castello chiamato Maumech. E da Cortexsa si va a Tripoli; e al passare -per lo stretto de' monti è la città di Gibeloch; e poi a Baruthi sopra -el mare; e poi si va a la città d'Acri. E ivi sono due vie per andare -a Gierusalem; la sinistra va a Damasco e per lo fiume Giordano, e la -destra va per la marina e per la terra di Flagania. E da lato sono le -montagne insino alla città di Caifas, ove Caifas fu Signore. Alcuni la -chiamano Castello Pelegrino. E da ivi infino a Gierusalem sì sono ben -tre giornate, e sì si va per Cesarea Filipense, per Giafo, per Rama, -per lo castello di Emaus, e poi a Gierusalem. - -Io v'ò dimostrato alcune vie per terra e per mare, per le quali si può -andare a le terre di promissione; e quantunque altre vie vi sieno, -sicondo che gl'uomini si muovono, non dimeno queste e altre tornono -a un fine. Ancora li è un'altra via, per la quale si può andare per -tera sanza mare insino a Gierusalem; e perchè questa è tropo faticosa -via, pochi vanno per essa, ma vassi per Alamania, e per Brettania fino -in Prussia; e poi per Tartaria infino in Gierusalem. Questa Tartaria -risponde al gran Cane, del quale io parlerò poi, però che infin qui -dura la sua signioria, e tutti e principi di questa Tarteria li rendono -trebuto. Questa è cattiva terra e arenosa e poco fruttifera, perchè -poche biade e poco vino vi nasce; nè frutta, nè legname, ma ivi è -multitudine di bestiame, e però non mangiono altro che carne sanza -pane e beono la broda e latte di bestie, e mangiono cani, lupi, gatte, -topi e ogni bestia, e in luogo di legnie ardono sterco di cavallo e -d'altre bestie seccato al sole; e il loro principe e altre genti non -mangiono se none una volta el dì e poco mangiono. Questa è brutta -gente e immonda e di mala natura. In questo paese la state casca spesso -tempesta e fulgori e saette e uccidono molte gente; e in un subito è -gran caldo in questo paese, e pel simile in un subito è gran freddo; -e questa mutazione è da ogni tempo; e per tanto questo si è un brutto -paese, povero e cattivo: e i principi loro che governano el paese, -el qual loro chiamono Batri, stanno a la città di Ordia. E veramente -niuno valente uomo doverebe stare, nè abitare in questo paese, imperò -che 'l paese non è pur degno che v'entrino cani. Questo paese sarebe -buono per seminare ginestre, spine e roghi, però che ad altra cosa -non vale; ma pure in alcuni luoghi è buona terra, ma è di rado. Io non -sono però stato per quella via, ma sono stato per altre terre che vi -confinano in quella costa. Io non andai mai per quella a Ierusalem; -per la qual cosa io no ve la potrei ben divisare. Ma se questa materia -piace ad alcuno valente uomo, el quale sia stato per questa via, -piacendo a lui vi può questo agiugnere, a ciò che quelli che vogliono -fare questa via per queste parte, eglino possino sapere qual camino e' -voglino tenere, però che malagevolmente si può tenere per questa via, -salvo per gran freddura: e questo è per l'acque cattive e' mari che -sono in quelle parti, che non si possono passare, se non quando sono -fortemente ghiacciate; però che, se non fussino diacciate, non è uomo -nè cavallo che vi potessi andare: e dura tre giornate questa mala via, -passando per Prussia infino a la terra abitabile de' Saracini. E li -cristiani che vanno a combattere con costoro, conviensi portare dietro -vittovaglie, però che none troverebono, e conviene che tutte si facino -caricare per lo ghiaccio con carri sanza ruote, che loro chiamono -Solens; e tanto vi dimorono, quanto basta loro le vittovaglie ch'eglino -portono con loro; però che là non se ne truova per moneta. E quando gli -esploratori di quele gente vegono venire e cristiani contra loro, e' -fugono a le ville e fortezze, gridando: Herra, herra; e subito s'armono -e sì si ragunono insieme. E sappiate, che in quelle parte è maggiore -ghiaccio che di qua, e però à ciascuno stufe, nelle quale fanno e -fatti loro, perchè sono nelle parte settentrionale presso Bissa, ove -fanno grandissimi freddi; però che 'l sole si è dilungi molto da quel -paese adietro, sotto lo polo artico. Ivi è tanto freddo che non si può -abitare; e all'opposito, a man diritta, verso mezo dì è tanto caldo, -che il paese è inabitabile; però che quando el sole è a mezo dì, gitta -e sparge e suoi razi dirittamente sopra di quelle parte. - - -DELLA LEGE DI MAOMETTO E DELLA OPPINIONE DE' SARACINI; E DELLE -OPPINIONE CHE ÀNNO DOPO LA MORTE LORO, E DOVE L'ANIMA LORO VADA, E IN -QUAL LUOGO; E DI QUEL CHE TENGONO DEL PARADISO E DELLO 'NFERNO, E DELLA -FEDE CHE ÀNNO. - -E perchè io ò parlato de' saracini e de' lor paesi, se voi volete -sapere alcuna parte della loro lege, io ve la dirò sicondo che si -truova nel loro Alcorano. Alcuni chiamono questo libro Mesaph e alcuni -chiamono Harmen, sicondo le lingue del paese: el quale libro gli dette -Maometto, nel quale io spesse volte legendo ò veduto e trovato scritto, -che e' buoni anderanno in paradiso e i cattivi allo 'nferno. E questo -credono e saracini; e chi gli domanda, che credono del paradiso, e -egliono rispondono, che 'l paradiso è un luogo dilicato, nel quale -luogo si truova d'ogni tempo di ciascuna maniera di frutti, e de' fiumi -di latte e di mele e di vino sempre corrente, e d'acque dolce; e che -quivi son case belle e nobile, sicondo el merito di ciascuno, adornate -di pietre preziose, d'oro e d'ariento; e ciascuno arà damigelle e -sempre userà co loro, e sempre le troverà più belle. Item, lor credono -e odono volentieri parlare della vergine Maria e della incarnazione di -Dio, e dicono bene che Maria fu annunziata da l'angiolo, e come santo -Gabriello le disse, ch'ell'era da Dio eletta, quando gli annunziò la -incarnazione di Iesù Cristo, e che ella concepette e partorì vergine. -E questo medesimo testimonia il loro Alcorano; e dice questo libro che, -Iesù Cristo, come nacque, che subito parlò e fu santo profeta e verace -in parole e in fatti, e vero e pietoso e diritto sanza vizio. E dice -questo libro, che quando l'angiolo anunziò la incarnazione, la vergine -Maria era giovane e aveva gran paura: però che uno, chiamato Tham, -el quale era incantatore e Sortiero, era nel paese e fecesi spesse -volte in forma d'angiolo, e andava a dormire colle fanciulle; e Maria -alora sì temee, che questo Tham non la volessi ingannare sotto spezie -d'angiolo, e scongiurò l'angiolo, che li dicessi, s'egli era colui. E -l'angiolo rispose, che di nulla dubitassi, che esso era certo messo di -Dio. Item, questo libro dice, che, quando ella ebe partorito sotto uno -albero di palma, dove era el presepio del bue e de l'asino, che ela si -vergognava aver partorito e piagneva forte, dicendo, che ella vorrebbe -essere morta. Allora el figliuolo parlò, confortandola, e disse: Madre, -non ti dubitare punto, che Dio à mostrato in te el suo segreto per la -salute del mondo. In molti altri luoghi dice il libro Alcorano, che 'l -nostro Signiore parlò, come nacque. E dice questo libro, che Giesù fu -mandato da Dio onnipotente per esere spettaculo, essemplo e spechio -a ciascheduno uomo. E per lo simile questo Alcorano dice, che il dì -del giudicio Dio verrà a giudicare ogni gente e e' buoni trarrà a sè -e' cattivi condannerà a lo 'nferno. E dice, che tra tutti e profeti, -Giesù fu il più ecelente e il più propinquo a Dio. E dice, che fece e -Vangeli, ne' quali sono di buone dottrine e sapienzia e dilettazione e -chiareza e verità e predicazione verace. E quegli che credono in Dio -dicono, che egli è vero profeta e più che profeta e sanza peccato, -e che illuminò e ciechi e liberò gl'infermi e risucitò e morti; e -che el mondo vive in lui. Quando loro vegono e Vangeli del nostro -Signiore, gli legono volentieri, e spezialmente quello dove è scritto: -_Missus est angelus Gabriel_. Il quale Evangelo, gli uomini litterati -spesse volte dicon con loro orazioni e bacionlo e tengonlo con grande -riverenzia e divozione. Item, e' digiunono un mese fra l'anno, e non -mangiono infino a notte; e tutto questo mese non usono con femine; ma -gl'infermi non sono costretti a questo digiuno. Item, il detto libro -parla de' giudei che son cattivi, e che non vogliono credere a Giesù -che fusse per parte di Dio e che egli mentono falsamente di Maria e del -suo figliuolo, dicendo che egliono avevono crocifisso Giesù figliuolo -di Maria, però che non fu mai crucifisso, come dicono, anzi il fece -Idio ascendere a sè sanza morte e sanza magagna, ma trasformò la sua -forma[67] in uno, chiamato Iudas Scarioth; e questo crucifissono -e giudei, pensando che fussi Giesù, che era salito in cielo vivo -a giudicare il mondo. E però dicono, che i cristiani ànno poco -conoscimento; che semplicemente e falsamente credono, che Giesù Cristo -fussi crucifisso; che arebe fatto contro alla sua giustizia a soferire -che Giesù Cristo, el quale era inocente, fussi sanza colpa stato messo -a morte (sic); e in questo articolo dicono che noi falliamo; però che -la grande giustizia di Dio non poterebe così fatta cosa soferire; e in -questo manca la lor fede. E sì confesson bene, che furno buone l'opere -sue, e che son verace parole li Evangeli e le sue dottrine, e veri -e suoi miracoli, e che la benedetta vergine Maria fu santa e buona e -vergine prima e poi dopo la natività di Giesù Cristo; e che quegli che -credono perfettamente in Dio, saranno salvati. E perchè e' son tanti -propinqui a la nostra legge, leggiermente si convertiscono alla fede -cristiana, quando si predica distintamente la fede e la lege di Cristo; -e se gli dichiarono le profezie, e' dicono che sanno bene per profezie, -che la lege di Macometto fallerà, come ànno fallite quele de' giudei; e -che la fede cristiana durerà infino alla fine del mondo. - - -NOTA QUI LA OPPINIONE DE' SARACINI DELLA LEGGE. - -E chi gli domanda di ciò che credono, e' rispondono: Noi crediamo in -Dio creatore del cielo e de la terra e di tutte l'altre cose, il quale -à fatto ogni cosa, e sanza lui niente è fatto: e crediamo che vero sia -quello che Dio à detto per li santi profeti. Item, Macometto comandò -nel suo libro Alcorano, che ciascuno avesse due o tre o quattro moglie, -infino a nove: delle amiche tante quante se ne potessino avere; e se -alcune delle moglie falliscono contro a' mariti, lui le può cacciare -di casa e separarla da lui e torre un'altra; ma è di bisogno che -gli dia parte della sua roba. E quando si parla lor del Padre e del -Figliuolo e dello Spirito Santo, e' dicono, che sono tre persone e -non uno Dio, perchè e loro Alcorani non parlono punto della Trinità. -Quando si dice loro che 'l Figliuolo è la parola del Padre Dio, e' -dicono bene che sanno che Dio à parola che altrimenti non sarebe vivo. -Item, quando si parla loro della incarnazione, a che modo Dio per la -parola de l'angiolo mandò la sua sapienzia, e obumbrossi nella vergine -Maria, e che per la parola di Dio saranno e morti risuscitati al dì -del giudicio; e egli dicono, che questo è vero, e che gran forza à -la parola di Dio; e così dice il loro libro Alcoram, dove dice, che -l'angelo parlò a Maria, dicendo Iddio evangelica parola di sua bocca: e -sarà il suo nome chiamato Giesù Cristo. E dicono che Abraam fu amico di -Dio; e dicono che Muisè fu imbasciadore di Dio e che Giesù Cristo fu la -parola e lo Spirito Santo di Dio, e Macometto fu diritto messo di Dio. -Ma dicono bene che di questi IIIIº, el più eccelente e il più degnio -fu Iesù Cristo; sì che egli ànno molti articoli buoni de la nostra -fede, avenga Dio che non abino perfetta lege, sicondo e cristiani. -E, come io ò detto di sopra, leggiermente si convertirebbono, perchè -egli ànno la Bibbia e li Vangeli di profeti scritti nella loro lingua, -e fanno stima assai della santa Scrittura, ma egliono non intendono -la lettera spirituale, anzi quanto alla scorza; fanno come e giudei, -che non intendono la lettera spiritualmente, ma corporalmente. Per -questo sono persecutori de' veri e savi cristiani che la intendono -spiritualmente; e però dice san Paulo: _Lictera enim occidit, spiritus -autem vivificat_. Item, e saracini dicono, che e giudei sono cattivi; -imperò ch'egl'ànno volta[68] la lege che Dio mandò per Muisè. E dicono -che' cristiani sono cattivi, perchè non oservono e comandamenti degli -Evangeli dati a loro da Giesù Cristo. - - -DELLE PAROLE CHE MI DISSE EL SOLDANO IN SECRETO, LE QUALI CI CONFONDONO. - -E però io vi voglio dire quello che mi disse una volta el Soldano al -Cairo. Egli fecie votare la sua camera d'ogni maniera di gente, di -signiori e d'altri baroni, perchè voleva parlare con meco di secreto. -Domandommi: In che modo si governono e cristiani nel vostro paese? Io -risposi: Bene, per la divina grazia. E lui mi disse, che veramente non -fanno, perchè i vostri prelati non istimono il servire a Dio: egliono -doverebono dare esemplo di ben fare a la comune gente, e doverebono -andare a' templi a servire a Dio; e egli vanno tutto dì per le taverne -giucando, beendo e mangiando, a modo di bestie. E così e cristiani si -sforzono, in ogni maniera che possono, di barattarsi e ingannarsi l'un -l'altro; e sono tanto superbi, che non si sanno vestire, nè contentarsi -mai; perchè quando vestono corto, e quando lungo; or larghi, ora -stretti; e quando ricamati, e quando intagliati, et in ogni modo -si divisano con cinture e con livrere, e con truffe e con buffe; e -egliono doverebono essere semplici e umili e mansueti e meritevoli e -caritativi, sì come fu Iesù Cristo, nel quale loro credono. Ma e' fanno -el contrario e a rovescio, e son tutti inclinati a malfare; e tanto -sono cupidi e avari, che per poco argento e' vendono e figliuoli, le -sorelle e le loro propie moglie per fare meritrice; e sì si tolgono le -moglie l'uno a l'altro, e non si mantengono fede, anzi non osservono la -lor legge, che Giesù Cristo à loro dato per la loro propia salute. Così -per li loro propii pecati ànno perduta questa terra, che noi teniamo; -e il vostro Dio sì ce l'à data e concessa nelle nostre mane, non -tanto per la nostra fede, ma per li vostri peccati: perchè noi sapiamo -di certo, che quando voi servirete bene il vostro Dio, lui vi vorrà -aiutare, e noi non poteremo contro a voi. E ben sappiamo per profezia, -che' cristiani regnieranno in questa terra, quando egli serviranno al -suo Dio più divotamente che non fanno ora; ma mentre che eglino stanno -in così brutta vita e con tanti peccati, come e' sono al presente, noi -non abiamo punto dubbio di loro, perchè il loro Dio non gli aiuterà -punto. E allora gli adimandai qualmente sapeva così bene gli stati -d'intorno de' principi de' cristiani e il comune stato loro. E lui -mi rispose, che ciò sapeva per la gente che mandava per ogni parte e -in ogni paese, in guisa di mercatanti di pietre preziose, di moscado -e di balsamo, e altre cose per sapere el governo d'ogni paese. Dipoi -fece chiamare nella camera sua e signiori che prima aveva cacciati -fuori, e mostrommi quatro di questi che erono gran signiori in quel -paese, e quali sì mi divisarono così bene el paese de' cristiani, come -se fussino nati in detti paesi, e parlavano franceschi nobilmente; e -similmente il Soldano, di che molto mi maravigliai. Ahi lasso! quanta -vergognia e quanto danno è a tutti e cristiani e alla nostra legge, che -gente, che non ànno fede, nè legge, ci vanno biasimando e ispregiando -e riprendendo! Quegli che per li nostri buoni esempli e nostra -accettabile vita doverrebono convertirsi a la fede di Iesù Cristo, -sono per le tristizie nostre e' nostri errori dilungati totalmente! -Ma noi siamo per li errori nostri e per le nostre trestizie estratti e -dilungati totalmente dalla vera e santa fede! Onde non è maraviglia, se -loro ci chiamono cattivi, perchè e' dicono el vero. Ma dicono, che li -saracini sono buoni e leali, però che egliono guardono interamente il -comandamento del santo libro Alcorano, che Dio li mandò per lo santo -messo e profeta Maometto; al quale dicono, che l'angiolo Gabriello -spesse volte parlava, mostrandogli la volontà di Dio. - - -DELLA VITA DI MAOMETTO; DOVE E' NACQUE, E QUANDO COMINCIÒ A REGNIARE, E -IN QUAL LUOGO E IN CHE TEMPO. - -Sappiate, che Maometto nacque in Arabia, e fu un povero vetturale che -andava dietro a' cammegli co' mercatanti; e tanto v'andò, che una volta -arivò co' mercatanti in Egitto, e allora era de' cristiani. Ne' diserti -d'Arabia era una cappella, dove stava un Romito; e quando Macometto -entrò in questa cappella, l'uscio, el quale era piccolo e basso, per lo -entrare di Maometto venne grande e largo a modo come una entrata d'un -gran palazo. E sapiate, che questo fu il primo miracolo che lui fece -in sua gioventù. E da poi cominciò Maometto a venire savio e ricco; e -da poi fu governatore della terra principale di Corondaria, e quela -così saviamente governò, che, morto el principale, lui tolse la sua -donna per moglie, chiamata Cadiga. E la donna, poi ch'ebe conosciuto -che Maometto cascava del male caduco, ella si dolse assai averlo tolto -per marito. E Maometto tosto si seppe riparare, e dielle a intendere -che ogni volta che cadeva, l'angiolo Gabriello gli veniva a parlare; -e che per lo grande splendore dell'angelo, il quale non potendo la -sua vista sostenere, conveniva che cadessi; e però dicono e Saracini, -che l'angelo gli veniva spesso a parlare. E questo Maometto regniò in -Arabia negli anni del nostro Signiore V. Cº. X, e fu della generazione -di Ismael, figliuolo d'Abraam e di Agar che fu sua cameriera: e però -vi sono saracini che si chiamono ismaeliti, e altri vi sono propii -saracini di Sara: altri son chiamati Moabites e altri Monites, per li -due figliuoli delle figliuole di Lotho, che furono gran signiori in -terra, cioè Moab e Amon. - - -DELLA CAGIONE PERCHÈ I SARACINI NON BEONO VINO, E DELLA FESTA CHE FANNO -QUANDO UN CRISTIANO SI FA SARACINO. - -Item, Macometto amava un valente eremita, el quale stava nel diserto, -una lega dilungi dal monte Sinai, per la via che va da Arabia inverso -Caldea e inverso Iudea, a una giornata, ove i mercatanti vanno per -montagna. E tanto stava Maometto con questo eremita, che a' suoi servi -rincresceva l'aspettare, perchè Maometto si dilettava delle parole -dello eremita; e faceva fare vigilia a' famigli; di che loro pensorono -d'uccidere questo eremita. E avenne che, essendo Macometto ubriaco una -notte e dormendo lui, i sua famigli presono una spada di Macometto e -uccisono il romita buono, e poi rimisono la spada nel suo luogo, tutta -insanguinata. E la mattina, quando fu digestito il vino, Maometto si -svegliò e trovò il buono e valente eremita ch'era morto; e volendo far -giustizia de' micidiali, gli dettono a intendere e famigli, insieme -concordati, che lui stesso l'avea morto per imbriacheza; e mostrorongli -la spada propia sanguinosa; la quale come la vide, credette che ciò -fussi vero che dicevono e famigli. E allora maladisse il vino e i -bevitori di quello; e per questo e saracini divoti mai non beono vino. -Ma molti di loro ancora vi sono, che nascosamente ne beono volentieri, -ma se si sapesse, sarebono ripresi da chi è sopra ciò; e beon bene -buone bevande dolce e nutritive, che fanno delle canelle di che si fa -il zuchero, di buon sapore, e fa buono apitito. Item, quando aviene -che alcun cristiano si fa saracino, o per semplicità, o per cattività, -o per povertà, gli archiflammi, o vero flammi che lo ricevono, dicono -la Elech: ello, ella Macometh, rosel, Alabeth[69]; ciò è a dire: non -è Dio altro che un solo e Macometto fu suo messagio. Ma poi che io v'ò -iscritto parte de la sua fede e leggie, io vi dinoterò le lor lettere e -nome delle figure, come le chiamono, le quali sono qui di sotto[70]. - -E ancora ànno quatro lettere più, per diversità del loro linguaggio, -perchè egli parlono molto nella gola, sì come noi abiamo in nostro -linguaggio di Inghilterra due lettere, che non sono nel suo linguaggio, -cioè y e z, che sono _aboch hely._ - - - FINE DEL VOLUME PRIMO. - - - - -INDICE. - - - Al cortese lettore Pag. VII - Trattato bellissimo delle più maravigliose - cose e più nobile che si truovino nelle - parte del mondo, scritte e raccolte dallo - strenuissimo Cavalieri a spron d'oro, - Giovanni Mandavilla franzese che vicitò - quasi tutte le parte del mondo abitabili, - ridotto in lingua toscana » 3 - Qui discrive il primo camino d'andare al - santo sepolcro » 9 - Della chiesa di Santa Soffia » 11 - Della Immagine di Iustiniano imperadore » ivi - In Gostantinopoli è la croce del nostro - Signiore » 12 - La descrizione della croce » 14 - Della oppinione d'alcuni cristiani del legnio - della croce » 15 - Della immagine della croce e chi la trovò » 16 - Della grandezza della croce » 17 - Della corona delle spine » ivi - Della virtù che ànno le spine delle quali - fu fatta la corona al nostro Signiore » 18 - Del corpo di Santo Giovanni Grisostimo » 20 - Del corpo di Santo Luca » ivi - D'uno vaso che si riempie per sè medesimo » ivi - Della città di Gostantinopoli » 21 - Delle isole che sono in Grecia » ivi - Onde nacque Aristotile e dove giace » ivi - Del monte Olimpio » 22 - Del monte Attalante dove è l'aere puro - e netto » ivi - Della belleza di Costantinopoli » 23 - Del corpo di Ermes » 24 - Come el Papa scrisse a' Greci che volessino - essere uniti » ivi - Della risposta che e' feciono » 25 - Dello errore de' Greci contro alla - consecrazione del Sacramento » ivi - Uno altro errore » 26 - Un altro errore » ivi - Di molti altri errori de' Greci » 27 - Di ciò che fa lo Imperadore » 28 - Del corpo di Santo Nicolò » 29 - Dell'isola di Sivo (_sic_) dove cresce - el mastice » ivi - Dell'isola di Pathemos dove scrisse Santo - Giovanni l'Apocalisse » ivi - Della cittade di Epheson dove Santo Giovanni - passò di questa vita » 30 - Della città di Maiolica » 31 - Dell'isola di Colcos e dell'isola di Crete - della quale fu Signiore Ipocras » ivi - Come la figliuola d'Ipocras fu trasmutata - d'una bella fanciulla in uno orribile - dragone » 32 - In Cipro nasce buon vino el quale el primo - anno è rosso, e poi diventa bianco » 35 - Qui mette la cagione perchè abissò questa - città di Sotalia con l'isola, e fu per - uno orribile pecato » 35 - Dell'isola di Cipri, Niccosia e Famagosta » 36 - La croce di Dismas » 37 - Dove giace il corpo di Santo Girolamo e - dove giace Santo Ilarione » ivi - Del porto di Tiro » ivi - Delli roloni, granchi e della fonte di che - parla la santa Scrittura » 38 - Di Saphon, Sidonai, Baruti, Sidona e Dammasco » 39 - Del Giapho che edificò Iaphet » ivi - Di Andromades Giugante » 40 - Del grande monte, chiamato la Scala di - Ichiri » 41 - Come Sansone amazò e Filistei al palazo » 42 - Di Cesaria e del Castello de' Pellegrini, - di Ascalon, del Giapho, e come in Babillonia - dimora el Soldano » ivi - Della grande Babillonia, la quale edificò - Nebroth primo Re » 51 - Come il Re Dario partì el fiume in quattro - mila secento rivoli piccoli per lo giuramento - ch'egli aveva fatto a dispartirlo » 52 - Lo Imperadore di Persia tiene la grande - Babillonia » ivi - Della città di Mecha, dove giace Machometto » 53 - Di Aaron padre d'Abraam (_sic_) e d'Ephien, - che fu gran teologo » 54 - Come el Nilo cresce e discresce » 56 - Del paese d'Egitto, o de la cagione perchè - quivi sono uomini Astronomi » 57 - Delle isole d'Egitto e delli Nubiani che - nascono neri come môri » 58 - Qui fa menzione d'uno mostro, el quale - trovò el romito nel diserto » 59 - Come è fatta la Fenice » 61 - Del Cairo e de le cose che vi sono » ivi - Come si coglie il balsamo, e dove nasce, - e come non fruttifica se non si lavora - per mano de' cristiani, e come si conosce » 63 - Per quante vie s'entra in mare per andare - in Gierusalem » 68 - Dell'isola di Cicilia e di certe maniere - di serpe che conoscono e figliuoli legittimi - da' bastardi, e del monte Mungibello » 69 - Della via che va per lo porto di Pisa » 70 - Della via che va dall'isola di Rodi a l'isola - di Crete, e da Crete all'isola di Cipro » ivi - Perchè si chiama mare rosso » 73 - Del monte Sinai, ove Moisè parlò con Dio » 74 - Della chiesa di santa Caterina e della - sepultura sua » ivi - Come si estingue la sua lampeda quando - el Proposto muore » 76 - Della cappella di Elia profeta che si chiama - Oreb » 78 - Del luogo dove fu soppellita santa Caterina » 79 - Come si debba torre conmiato da e monaci » 80 - Del modo come s'arma questa gente » 81 - Della villa di Bersabè, ove dimorò Abraam » ivi - Della casa d'Abraam » 83 - In questo luogo abitò Adamo et Eva, poi - che furono cacciati di Paradiso » ivi - D'una spezie di terra che si mangia in - luogo di spezie » 84 - Della profezia, che un signiore d'occidente - guadagnierà la terra di promissione con - lo adiutorio de' cristiani » 85 - Della città di Bethlem e del sito suo e del - campo fiorito, e perchè si dice campo - fiorito » 86 - Del luogo ove nacque Cristo » 87 - Del presepio del nostro Signiore, e dove - cascò la stella de' tre magi » 88 - Come fu chiamata Gierusalem, la quale - prima si chiamava Giebul » 91 - Delle città che sono intorno a Gierusalem » 92 - Delle chiese e luoghi che sono in Gierusalem » 93 - D'una lampana che sempre arde inanzi - al Sepolcro santo, la quale el venerdì - santo si accende da per sè stessa; e - del monte Calvario; e dove fu trovato - el capo d'Adamo; e di molte altre cose - che ivi sono » 94 - Come Iulio Cesare ordinò l'Anno di XII. - mesi, che prima non era se non di X. » 96 - Delle colonne che piangono la morte di - Iesù Cristo » 97 - Come Gostantino fece fare el morso del - suo cavallo del ferro de' chiovi santi, e - della vittoria che di ciò ebbe » 98 - Qui si fa menzione di molti luoghi santi - e di gran divozione » 99 - Dell'onore che fanno e Saracini alle lettere - del Soldano » 102 - Qui discrive quanto durò il tempio di Salamone » 103 - Qui descrive la forma del tempio » 104 - Qui si fa menzione delle reliquie de' Giudei - che erono nell'arca » 105 - Del nome del tempio di Salamone » 108 - Della crudeltà di Erode e della vita sua » 110 - Qui si fa menzione come e' furono tre - Erodi » 111 - Qui fa menzione di molti luoghi santi e divoti » 112 - Del monte Sion dove erono soppelliti Davit - et Salamone e molti altri Re » 114 - Qui fa menzione di molti altri luoghi santi - e divoti » ivi - Di XXII. martori e quali ragunò el - lione per volontà di Dio en nuna notte, e - del monte Gioglia, dove giace Samuel profeta » 117 - Della chiesa di nostra Donna, e del tempo - che aveva quando murì » 118 - Qui si fa menzione d'alcuni luoghi santi » 120 - Del monte dove digiunò el nostro Signiore - e fu tentato » 123 - Della natura del mare Morto, e della lunghezza - sua » 124 - Del fiume Giordano, e del luogo ove fu - soppellito Iob, e altri luoghi » 128 - Come Giuliano Appostata fece ardere el - corpo di santo Giovanni e gittare la cenere - al vento » 132 - Come Teodosio imperadore trovò il capo - di san Giovanni Batista » 133 - D'una fonte che si muta quattro volte di - colore l'anno » 134 - Delle città che sono nella provincia di - Galilea, e dove nascerà Anti Cristo, e - dove sarà nutrito, e dove regnierà » 135 - Del luogo ove nacque nostra Donna, e di - quanto tempo era quando fu annunziata - da l'angiolo, e quanto tempo visse dopo - la passione » 137 - Del monte Tabor, e come el giudicio sarà - el dì di Pasqua » 140 - Dove nacque santa Anna » 143 - Dell'usanza di questo paese, e di diverse - maniera di cristiani e di lor costumi, e - come e' fanno la loro confessione, e - delle autorità, le quale allegono per loro - oppinione » 145 - Del sito di Damasco, e da cui fu edificato, - e della belleza e abundanzia sua; e come - santo Paulo, el quale leggeva fisica - in Damasco, fu convertito » 148 - Quivi descrive el sito della chiesa di nostra - Donna di Sardemaco e della inmagine - sua, la quale è ivi dipinta con diversi - colori; e poi descrive la valle di - Beliar, la città di Tripoli e la città di - Baruti, ove santo Giorgio uccise el dragone » 150 - Della via più brieve per andare alla terra - santa per mare, e delle cose che si - truovono per lo camino » 153 - Di molte altre diverse vie per andare al - detto luogo santo per terra, e de' luoghi - e quali si truovono per la via, e de' costumi - di quelle gente e di molte altre - cose » 155 - Della lege di Maometto e della oppinione - de' Saracini, e delle oppinione che ànno - dopo la morte loro, e dove l'anima loro - vada, e in qual luogo, e di quel che - tengono del Paradiso e dello 'nferno, e - della fede che ànno » 161 - Nota qui la oppinione de' Saracini della - legge » 166 - Delle parole che mi disse el Soldano in - secreto, le quali ci confondono » 168 - Della vita di Maometto, dove e' nacque, - e quando cominciò a regniare, e in qual - luogo e in che tempo » 171 - Della cagione perchè i Saracini non beono - vino, e della festa che fanno quando un - cristiano si fa Saracino » 173 - - - - -EMENDAZIONI. - - -Pag. xix, lin. 21. _al Cairo_, correggi in _al Catajo_. - -Pag. 29, lin. 8. _le porte_, corr. in _le parte_. - -Pag. 32, lin. 18. _forte a ardito_, correggi in _forte e ardito_. - -Pag. 43, lin. 4. _sì vae innanzi_, corr. in _si vae innanzi_. - -Pag. 80, alla nota 1. _Mansione_ vale propriamente _fermata, posata, -stanza_; onde quivi male si interpreterebbe _magione_, secondo che -erroneamente dubitai. - -Pag. 98, lin. 3. _chiodi auti_, corr. in _chiodi santi_. - -Pag. 108, lin. 21-22. _molto bella. In una piaza grande e piana; in_, corr. in _molto bella, in una piaza grande e piana: in_. - -Pag. 148, lin. 22, dove legge _è à a venire per Damasco_, si corregga -in _e' à a venire per Damasco_. - -Pag. 166, lin. 25. _è la persona_, corr. in _è la parola_.[71] - - - - -NOTE: - - -[1] Oltre i _Viaggi_, lasciò eziandio il Mandavilla un copioso -_Lapidario_, nel quale si divisano i varii ordini delle pietre -orientali colle loro virtù e proprietà, non che le isole e i paesi -speciali ove ciascuna di per sè si ritrova. Tre edizz. se ne conoscono -e tutte e tre in lingua francese: la prima di Lione, senza data, ma -del sec. XV, in 8º picc., di fo. 24; la seconda senza veruna nota -tipografica, appartenente al 1535 circa, in 16, di fo. 28; e la terza -di Parigi, 1561, in 12. - -[2] È in contraddizione con ciò che dicesi più sopra. Il Mandavilla fu -veramente inglese. V. alla pag. 7. li. 20. - -[3] _Schernie, beffe, derisioni_ e simili. Nel Vocab. registransi -_Caleffare_ e _Caleffatore_, ma non _caleffo_. - -[4] Una postilla marginale di mano di A. M. Salvini dice di fronte alla -parola _vulgare_: «le romance.» - -[5] _e per la città d'Urpen e per lo castello di Neiseburges_. Cod. -Ricc. - -[6] _10 altri fiumi_: cod. Ricc. - -[7] _Ungheria e per mezzo Zeffe e per mezzo Tracia et entra_. Cod. Ricc. - -[8] _mantiene la sua dolcezza. Resurgie entro nel mare e meschiasi con -l'acqua marina. Dipoi:_ cod. Ricc. - -[9] _Occidente_: cod. Ricc. e st. - -[10] Un grazioso opuscolo fu stampato ultimamente a Vienna intorno alle -diverse opinioni sull'origine della Croce, del prof. Adolfo Mussafia: -_Vienna_, 1870. - -[11] Cod. Magl. _le scale_. - -[12] Il cod. Magl. legge costantemente _pietra_ in luogo di _piastra_. - -[13] Qui manca il sopraddetto _alfabeto_ ne' codici e nelle stampe. - -[14] _Nicha e Chineton_: cod. Ricc. - -[15] _Giorgio dove giace il corpo di santo Nicolao e verso molti altri -luoghi la vede_: Cod. Ricc. Le stampe leggono come sopra. - -[16] Questa rubrica manca ai due codd. mss.: sta però nelle stampe del -1488 e 1492. - -[17] Ho seguìto la lez. del cod. Ricc. nella maggior parte di questo -Capitolo: variano assai le lezz. delle stampe e de' mss. fra loro. - -[18] Il cod. Ricc. qui ha una lacuna. Le stampe leggono _torse_ e il -cod. Magl. _corse_. - -[19] Qui ripiglia il cod. Ricc. - -[20] _Isola già gran tempo tolsono allo 'mperadore. Soleva._ Cod. Ricc. -Le stampe leggono come sopra. - -[21] _Sono 300. leghe_: cod. Ricc. - -[22] Questa rubrica manca ai codd.: è però nelle stampe. - -[23] Qui il sussidio del cod. Ricc. vien meno per mancanza di una -carta: ci gioveremo, al bisogno, delle stampe. - -[24] Le stampe: _Califfe_, ed. del 1488: e _Caliphe_, ed. del 1492. - -[25] Qui ripiglia il cod. Riccardiano. - -[26] _E voglio che voi sappiate che quando il soldano vuole mettere in -istato un cavaliere o vero altro gentile uomo_. Cod. Ricc. - -[27] _240 leghe_: cod. Ricc. - -[28] _sanza scalzarsi_, cod. Ricc. - -[29] Così i codd.: le stampe hanno _vividitade_; forse per _verdezza, -verdura, verdità_ e simili. - -[30] _Di Gon altrimenti nominata Nilo_; Cod. Ricc. - -[31] _Vie sotterrane e va nelle loro citerne; e chi gli togliessi -quella acqua, eglino non potrebbono resistere:_ cod. Ricc. Le stampe -leggono: _et hanno le loro citerne sopra quella aqua_. - -[32] _Che vuol dire la città del Sole_: cod. Ricc. - -[33] così leggono anche le stampe. Il cod. Ricc. ha _rama: brocca_ per -_rama_ dicesi per tutta la provincia di Romagna. - -[34] In signif. di _falsificare, adulterare_ e simili. - -[35] _si_ per _se_ leggesi comunemente nelle antiche scritture. Il cod. -Ricc. ha _e s'egli è o rosso o nero_ ec. - -[36] Così il cod. Magl. e le stampe: il ms. Ricc. legge: _e così ànno -quegli del paese nelle loro croniche_. - -[37] Manca ne' codd. e nelle stampe. - -[38] Nel cod. Ricc. manca _Al contrario_. Nelle stampe leggesi _Al -contorno_. - -[39] Così il cod. Magl. e le stampe: _sopra la detta riviera del Nilo_: -cod. Ricc. - -[40] Così amendue i codd. e le stampe. - -[41] Il cod. Ricc. ha per giunta: _e più altre chiese sono sopra el -detto monte_. - -[42] Il cod. Ricc. a questo luogo legge nel modo seguente: _e dicono -le genti che tutto è un luogo medesimo et è tutto un paese, perchè -l'uno monte e l'altro si chiama Sinai, ma dall'uno all'altro è una -grandissima via, e nel mezzo tra l'uno monte e l'altro è una valle -profonda_. - -[43] Così i codd. e le stampe: forse _magione_. - -[44] Così i mss. e le stampe. - -[45] Questo avverbio posto così ass. e non seguito dal _che_, mi giugne -nuovo affatto. - -[46] Così i codd. e le stampe. - -[47] È in contraddizione con quello che l'autore disse più sopra. - -[48] Così i codd. e le stampe. - -[49] Questa versione leggesi soltanto nelle stampe. - -[50] Questi e simili scerpelloni sono scambiati a vicenda nelle stampe -e ne' codici: e non vi s'è potuto rimediare. - -[51] Nota maniera efficace, che tanto innamorò il Cesari, della quale -egli parla nel _Dialogo delle grazie_. Le stampe leggono _gocciono_, e -il cod. Ricc. _gittono_. - -[52] Così le stampe e il cod. Magl.: il cod. Ricc. legge: _quando -ella lo vide credette ch'egli fussi uno frate del cordone, che così si -chiamavono._ - -[53] Una _torsa_ vale dieci piedi. - -[54] Si poteva narrare sciocchezza maggiore? - -[55] Il cod. Ricc. ha _residenza_, e le stampe e il cod. Magl. _stagio_ -o _staggio_, che vale _stallo_, cioè _stanza, dimora_. - -[56] Così il cod. Magl. e le stampe: il Ricc. legge ancora _sasso_. - -[57] Così le stampe e il cod. Magl. Il Ricc. _offerire colombe e -tortore_. - -[58] Cod. Ricc. _Crosoroe_. - -[59] _Cleophas amata dal nostro Signore_: cod. Ricc. Le stampe: _amica -del nostro Signore._ - -[60] _d'india da quella de Arabia_: cod. Ricc. - -[61] Qui il nostro autore confonde Sichem con Neopoli: non ricorda -quel che disse poco più sopra: e di due città ne fa una sola: ma non è -nuovo. - -[62] _dinanzi per insino al mento è a Roma nella chiesa_: cod. Ricc. - -[63] Le stampe leggono: _è tutta bruscolata_. - -[64] Mancano ne' codd. e nelle stampe, come pur vedemmo altre volte. - -[65] Così il cod. Magl. e le stampe. Il cod. Ricc. ha: _e questi -tengono la legge greca_. - -[66] _altre regioni_: cod. Ricc. - -[67] Così le stampe: i due codd. leggono _la sua morte._ - -[68] Così il cod. Magl. e le antiche stampe. Il ms. Ricc. legge: -_eglino ànno violato_. - -[69] Così le stampe e il cod. Magl.: nel Ricc. manca. - -[70] Manca nelle stampe e ne' codd., come altresì vedemmo alla pag. 28. -e come altresì vedremo altre volte più innanzi. - -[71] I codd. leggon veramente <i>persona</i>, ma l'ediz. del 1488, -molto più ragionevolmente, ha <i>parola</i>. - - - -Nota del Trascrittore - -Ortografia e punteggiatura originali sono state mantenute, -correggendo senza annotazione minimi errori tipografici. Le correzioni -("Emendazioni") indicate a fine libro sono state riportate nel testo. - - - - - -End of the Project Gutenberg EBook of I viaggi di Gio. da Mandavilla, vol. 1, by -John Mandeville - -*** END OF THIS PROJECT GUTENBERG EBOOK I VIAGGI DI GIO. DA *** - -***** This file should be named 60864-0.txt or 60864-0.zip ***** -This and all associated files of various formats will be found in: - http://www.gutenberg.org/6/0/8/6/60864/ - -Produced by Barbara Magni and the Online Distributed -Proofreading Team at http://www.pgdp.net (This file was -produced from images made available by The Internet Archive) - - -Updated editions will replace the previous one--the old editions will -be renamed. - -Creating the works from print editions not protected by U.S. copyright -law means that no one owns a United States copyright in these works, -so the Foundation (and you!) can copy and distribute it in the United -States without permission and without paying copyright -royalties. 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You may copy it, give it away or re-use it under the terms -of the Project Gutenberg License included with this eBook or online at -www.gutenberg.org. If you are not located in the United States, you'll -have to check the laws of the country where you are located before using -this ebook. - - - -Title: I viaggi di Gio. da Mandavilla, vol. 1 - -Author: John Mandeville - -Commentator: Francesco Zambrini - -Release Date: December 6, 2019 [EBook #60864] - -Language: Italian - -Character set encoding: UTF-8 - -*** START OF THIS PROJECT GUTENBERG EBOOK I VIAGGI DI GIO. DA *** - - - - -Produced by Barbara Magni and the Online Distributed -Proofreading Team at http://www.pgdp.net (This file was -produced from images made available by The Internet Archive) - - - - - - -</pre> - - -<div class="booktitle"> -<h1> -I VIAGGI<br /> -DI<br /> -GIO. DA MANDAVILLA. -<span class="smaller">Volume I.</span> -</h1> -</div> - -<hr class="silver" /> - -<div class="titlepage"> -<p class="main-t"> -<span class="small g">I VIAGGI</span><br /> -<span class="x-small">DI</span><br /> -GIO. DA MANDAVILLA -</p> - -<p class="pad2 small"> -VOLGARIZZAMENTO ANTICO TOSCANO<br /> -ORA RIDOTTO A BUONA LEZIONE<br /> -COLL'AIUTO DI DUE TESTI A PENNA -</p> - -<p> -per cura di -</p> - -<p class="large"> -FRANCESCO ZAMBRINI. -</p> - -<hr class="tiny" /> -<p> -<span class="smcap">Vol. I.</span> -</p> - -<p class="pad4"> -<span class="large">BOLOGNA.</span><br /> -<span class="small">PRESSO GAETANO ROMAGNOLI.<br /> -—<br /> -1870.</span> -</p> -</div> - -<div class="verso"> -<hr class="mid" /> -<p> -Edizione di soli 206 esemplari -per ordine numerati. -</p> - -<p> -N. 188. -</p> - -<p> -IMOLA. — TIP. D'I. GALEATI E FIGLIO -</p> - -<p> -Via del Corso, 35. -</p> -<hr class="mid" /> -</div> - -<div class="somm"> -<hr /> -<p class="center x-large"><a href="#indice" id="indfront">INDICE</a></p> -<hr /> -</div> - -<div class="dedica"> -<p> -AGLI ILLUSTRI LETTERATI<br /> -<span class="large">CAV. FRANCESCO DI MAURO DI POLVICA</span><br /> -E<br /> -<span class="large">DOTT. CAV. GIUSEPPE PITRÈ</span><br /> -IN OGNI MANIERA DI LETTERE<br /> -ERUDITISSIMI<br /> -A TESTIMONIANZA<br /> -DI PROFONDA STIMA<br /> -E<br /> -DI GRATO ANIMO -</p> - -<p> -FRANCESCO ZAMBRINI. -</p> -</div> - -<div class="chapter"> -<p> -<span class="pagenum" id="Page_vii">[vii]</span> -</p> - -<h2 id="lettore"><span class="smcap">Al Cortese Lettore</span></h2> -</div> - -<p> -Poche letture son più gradevoli, -a parer mio, delle narrazioni di viaggi; -le quali, oltre al diletto che arrecano, -tornerebbero eziandio utilissime -per le notizie che ci porgono -de' luoghi a noi sconosciuti, de' varii -costumi delle genti e delle svariate -e strane regioni del mondo, se non -vi fossero a larga mano tante favole -mescolate, da isgradarne talvolta i -più fertili romanzi che ci abbiamo. -Radi son coloro, che di simili materie -trattarono, che ne vadano al tutto -<span class="pagenum" id="Page_viii">[viii]</span> -esenti; chè se cotesto difetto abbonda -ne' primi nostri scrittori, è pur comunissimo -eziandio ne' moderni, i -quali fra alcune verità ci raccontano -tante capricciose bugie, da penar -molto a prestar fede infino a quello, -che pur di prima giunta ci si appresenterebbe -non inverisimile. -</p> - -<p> -Passandomi affatto de' moderni, -de' quali non è qui luogo tener ragione, -toccherò brevemente de' principali -fra gli antichi, che, o scrissero -in origine nel volgar nostro, o in esso -traslatarono viaggi altrui; i quali se -pure largheggiarono di menzogne, -se per bene non sono aggiustati in -geografia, in istoria; se errarono di -nomenclature, e così va dicendo, -serbarono tuttavia quella eleganza e -proprietà di linguaggio, e quella ingenuità -e semplicità di narrare, che -indarno o rado si cercherebbero negli -scrittori da poi. Il primo libro di simil -<span class="pagenum" id="Page_ix">[ix]</span> -fatta che noi abbiamo in volgare -e de' più famosi è senza dubbio il <i>Milione -di Marco Polo</i>, il quale intraprese -il suo viaggio nel 1272 o circa. -Quell'opera, tradotta dal francese -nel nostro idioma, come prova il ch. -sig. prof. cav. Adolfo Bartoli nella -sua dotta Prefazione anteposta alla -ristampa che di quell'aureo volume -fece il Le Monnier nel 1863, riguardasi -la più antica e la più importante -tra le descrizioni di viaggi nell'età -di mezzo, che ci abbiamo in volgare. -A cotesta, per cronologia procedendo, -tien dietro il breve <i>Itinerario -ai paesi Orientali di fra Riccoldo -da Monte di Croce</i>, religioso domenicano, -che lo scrisse verso la fine -del sec. <span class="smcap lowercase">XIII</span> in lingua latina, volgarizzato -poscia nel 1350, o in quel torno -da Anonimo. Il beato Odorico da Pordenone -nel Friuli vien terzo per ordine -di tempi, il quale ci descrisse -<span class="pagenum" id="Page_x">[x]</span> -un suo <i>Pellegrinaggio</i> nel 1318. Vogliono -alcuni che egli il dettasse -in lingua volgare, e ne adducono -buone ragioni, ma prove più sufficienti -assai contraddicono alla prima -asserzione, e inducono a credere che -l'originale suo fosse propriamente -dettato in lingua latina, e da questa -tradotto da Anonimo non molto dopo. -La qual versione fu poi resa di pubblico -diritto in Pesaro per Girolamo -Soncino nel 1513 col titolo di: <i>Odorichus -de rebus incognitis</i>; libretto -oggi irreperibile: una parte fu da me -posta fuori, secondo codd. Riccardiani, -Magliabec. e Palatini, nel 1866. -Il quarto finalmente si è Giovanni da -Mandavilla, uno de' più copiosi fra -gli antichi, che imprese i suoi viaggi -nel 1322. Onde, quantunque ei non sia -da riporre tra gli scrittori nazionali, -tuttavia avendosi del suo libro una -buona traslazione volgare, anzi un -<span class="pagenum" id="Page_xi">[xi]</span> -rifacimento e una larga parafrasi dell'originale, -fatta, per mio avviso, sul -finire del sec. <span class="smcap lowercase">XIV</span> o al più sul cominciare -del susseguente <span class="smcap lowercase">XV</span>, parmi in -certo modo debbasi considerare quasi -lavoro italiano; avvenendo per poco -in tali casi come d'una pianta -esotica trapiantata sul nostro suolo, -la quale, quantunque di provenienza -straniera, pur col tempo, educata e -allevata nel nostro clima, diventa -indigena e di natura nostrale; onde -io intendo collocarlo tra le descrizioni -presso che originali che abbiamo -nella nostra letteratura; sicchè -mi confido, che niuno vorrà imputarmelo -a colpa. -</p> - -<p> -Giovanni Mandavilla o da Mandavilla -dunque, da s. Albano in Inghilterra, -cavaliere dello sperone d'oro, -intraprese i suoi viaggi nel 1322, insieme -con altri amici, e visitò tante -regioni d'Oriente, quante forse e più -<span class="pagenum" id="Page_xii">[xii]</span> -non si facesse altri. Godè la protezione -del Soldano di Babillonia, che -è a dire dell'imperatore del Cairo -(perchè a que' tempi il Cairo chiamavasi -<i>Bambillonia</i>), secondo che egli -stesso ci narra alla pag. 101 di questo -primo volume, ove apprendiamo -che gli era conceduto di potere entrare -a veder tutte le cose sante di Gerusalemme -<i>per la virtù delle lettere -del Soldano, nelle quale era speziale -comandamento a tutti e suoi -sudditi</i>, che lo lasciassero <i>entrare -dove</i> egli voleva. Notevoli, fra l'altre -cose, sono le parole che il Soldano -gli disse, risguardanti i depravati costumi -de' cristiani, che leggonsi alla -pag. 168 pur di questo primo volume, -che voglio qui interamente riportare: — -</p> - -<div class="blockquote"> -<p> -E però io vi voglio dire quello che mi -disse una volta el Soldano al Cairo. Egli -fecie votare la sua camera d'ogni maniera -<span class="pagenum" id="Page_xiii">[xiii]</span> -di gente, di signiori e d'altri baroni, perchè -voleva parlare con meco di secreto. -Domandommi: In che modo si governono -e cristiani nel vostro paese? Io risposi: -Bene, per la divina grazia. E lui mi disse, -che veramente non fanno, perchè i vostri -prelati non istimono il servire a Dio: egliono -doverebono dare esemplo di ben -fare a la comune gente, e doverebono andare -a' templi a servire a Dio; e egli vanno -tutto dì per le taverne giucando, beendo -e mangiando, a modo di bestie. E così e -cristiani si sforzono, in ogni maniera che -possono, di barattarsi e ingannarsi l'un -l'altro; e sono tanto superbi, che non si -sanno vestire, nè contentarsi mai; perchè -quando vestono corto, e quando lungo; or -larghi, ora stretti; e quando ricamati, e -quando intagliati, et in ogni modo si divisano -con cinture e con livrere, e con -truffe e con buffe; e egliono doverebono -essere semplici e umili e mansueti e meritevoli -e caritativi, sì come fu Iesù Cristo, -nel quale loro credono. Ma e' fanno el contrario -e a rovescio, e son tutti inclinati a -malfare; e tanto sono cupidi e avari, che -per poco argento e' vendono e figliuoli, le -sorelle e le loro propie moglie per fare -<span class="pagenum" id="Page_xiv">[xiv]</span> -meritrice; e sì si tolgono le moglie l'uno -a l'altro, e non si mantengono fede, anzi -non osservono la lor legge, che Giesù Cristo -à loro dato per la loro propia salute. -Così per li loro propii pecati ànno perduta -questa terra, che noi teniamo; e il vostro -Dio sì ce l'à data e concessa nelle -nostre mane, non tanto per la nostra fede, -ma per li vostri peccati; perchè noi sapiamo -di certo, che quando voi servirete -bene il vostro Dio, lui vi vorrà aiutare, e -noi non poteremo contro a voi. E ben sappiamo -per profezia, che' cristiani regnieranno -in questa terra, quando egli serviranno -al suo Dio più divotamente che non -fanno ora; ma mentre che eglino stanno -in così brutta vita e con tanti peccati, come -e' sono al presente, noi non abiamo -punto dubbio di loro, perchè il loro Dio -non gli aiuterà punto. E allora gli adimandai -qualmente sapeva così bene gli -stati d'intorno de' principi de' cristiani e -il comune stato loro. E lui mi rispose, che -ciò sapeva per la gente che mandava per -ogni parte e in ogni paese, in guisa di -mercatanti di pietre preziose, di moscado -e di balsamo, e altre cose per sapere el -governo d'ogni paese. Dipoi fece chiamare -<span class="pagenum" id="Page_xv">[xv]</span> -nella camera sua e signiori che prima aveva -cacciati fuori, e mostrommi quatro -di questi che erono gran signiori in quel -paese, e quali sì mi divisarono così bene -el paese de' cristiani, come se fussino nati -in detti paesi, e parlavano franceschi nobilmente; -e similmente il Soldano, di che -molto mi maravigliai. Ahi lasso! quanta -vergognia e quanto danno è a tutti e cristiani -e alla nostra legge, che gente, che -non ànno fede, nè legge, ci vanno biasimando -e ispregiando e riprendendo! Quegli -che per li nostri buoni esempli e nostra -accettabile vita doverrebono convertirsi a -la fede di Iesù Cristo, sono per le tristizie -nostre e' nostri errori dilungati totalmente! -Ma noi siamo per li errori nostri e per -le nostre trestizie estratti e dilungati totalmente -dalla vera o santa fede! Onde -non è maraviglia, se loro ci chiamono cattivi, -perchè e' dicono el vero. Ma dicono, -che li saracini sono buoni e leali, però che -egliono guardono interamente il comandamento -del santo libro Alcorano, che Dio -li mandò per lo santo messo e profeta -Maometto; al quale dicono, che l'angiolo -Gabriello spesse volte parlava, mostrandogli -la volontà di Dio. — -</p> -</div> - -<p> -<span class="pagenum" id="Page_xvi">[xvi]</span> -</p> - -<p> -Servì quindi <i>al soldo</i> il Gran Cane -Thonth o Thioulth <i>per ispazio di -<span class="smcap lowercase">XV</span> mesi contro il re di Mauthi col -quale avea guerra</i>. E, dopo molti -anni, ritornato <i>allo stanco riposo -per cagione delle gotti antiche, -compilò e mise in iscritto</i> le sue avventure -<i>nell'anno di grazia 1357, -nell'anno tregesimo quinto ch'egli -si partì di suo paese</i>.<a class="tag" id="tag1" href="#note1">[1]</a> -</p> - -<p> -Quest'opera, secondo che da lui -medesimo sappiamo, fu scritta <i>totalmente -in volgare, perchè molti -intendono meglio in vulgare che -in latino</i> (v. pag. 8). Or che cosa -s'intenda proprio qui per <i>vulgare</i> è -chiaro, da che <i>vulgare</i> chiamavasi -comunemente la lingua romanza. Descrisse -dunque il Mandavilla cotesti -suoi viaggi in lingua <i>romanza</i>, ciò è -a dire in <i>provenzale</i> o francese. In -essi, tra le verità esagerate, mescolò -tante di quelle fiabe, quante uomo -<span class="pagenum" id="Page_xvii">[xvii]</span> -può imaginare; tal che fa maraviglia -come potesse crederle egli stesso e -presumesse che altri avesse a dar -loro fede. Ma tra le strane, per dinotarne -alcune, stranissima sopra tutte -parmi la storia della figliuola d'Ipocras -trasmutata in un dragone lungo -dugento torse; ogni torsa equivale a -dieci piedi, quindi il dragone sarebbe -stato lungo duemila piedi! La novella -della donna dello sparviere è pur -singolare, e la descrizione dell'Arca -di Noè; le Chiocciole dell'Isola di -Talanoch; la valle de' Giudei; la Caverna -dei Diavoli; le virtù degli alberi -del Sole e della Luna; la descrizione -del Paradiso terrestre; l'origine -del Presto Giovanni e altre insomma -sono tanto marchiane, che ripugnano, -non dirò già alla critica, ma al -senno comune. Ed è sì vero, che lo -stesso Mandavilla teme non altri possa -mettere in dubbio le sue asserzioni, -<span class="pagenum" id="Page_xviii">[xviii]</span> -ed il palesa apertamente là ove -dice: <i>Chi mi vuol credere, mi creda, -se gli piace; e chi non vuol -credere, sì lasci stare</i>. Anzi vieppiù -incalzando per guadagnar fede, altrove -soggiugne: <i>Sappiate che quello -che io ò scritto si è la propria -verità come se fussi il santo Evangelio, -benchè saranno molti, che -non lo crederanno</i>. Si giudichi da -queste parole la buona fede e la persuasione -intima di costui sulle cose -narrate. -</p> - -<p> -Qui e qua ci andiam pure abbattendo -eziandio in brevi lezioni di fisica, -di astronomia, di botanica, di -geografia, di storia ecclesiastica, del -vecchio e del nuovo Testamento, e -così va dicendo, le quali ci dànno a -conoscere per poco in che umil grado -erano le discipline scientifiche di -que' tempi anche in Inghilterra. Con -tutto ciò è pur uopo confessare, che -<span class="pagenum" id="Page_xix">[xix]</span> -la lettura di questo libro eccita molta -curiosità e diletto, effetti che produr -doveansi altresì nell'animo de' nostri -antichi, come il comprovano le -non poche stampe che se ne fecero -e le isvariate traduzioni in tutte le -lingue d'Europa. -</p> - -<p> -Quest'opera può dividersi in due -parti. Nella prima tratta l'autore -de' Luoghi Santi e ci racconta quelle -maraviglie stesse che ci narrarono -altri viaggiatori suoi contemporanei, -cioè Simone Sigoli, Lionardo di Niccolò -Frescobaldi, Giorgio Gucci, Niccolò -da Poggibonsi; e, più innanzi, -Mariano da Siena, Iacopo da Sanseverino, -Niccolò da Este e diversi altri. -Nella seconda parte, che è dieci -tanti più dilettevole, introducendosi -vie maggiormente nelle provincie e -ne' regni orientali, passa al Catajo, all'Indie, -in Persia, e così via come dice -il libro: e ci narra assai di quelle -<span class="pagenum" id="Page_xx">[xx]</span> -stesse maraviglie che troviamo celebrate -nel <i>Milione di Marco Polo</i>, -e più brevemente anche nel <i>Pellegrinaggio -del beato Odorico</i>. Qui pur -ragionasi a lungo del Gran Cane con -tanta copia e magnificenza ed entusiasmo, -che il Mandavilla non la cede -punto a Marco Polo; sicchè se il libro -di Marco fu chiamato <i>Milione</i> -per le inaudite ricchezze raccontate -di quello imperatore, a buon dritto -anche <i>Milione</i> cognominar si potrebbe -questo del Mandavilla. La quale -magnificenza del Gran Cane non era -certo maggiore all'altra del Presto -Giovanni, di cui afferma il nostro -scrittore che alla sua corte <i>ogni dì -mangiano più di trentamila persone -sanza quelli che vanno e vengono</i>! -</p> - -<p> -Essendo pertanto questo libro così -variato e pieno di meraviglie, compilato -e messo fuori in tempi ne' quali -<span class="pagenum" id="Page_xxi">[xxi]</span> -assai più leggiermente che poscia si -amava udirle e si credevano, bene -non istupiremo se con avidità era -cerco e letto e se in più lingue fu -traslatato e reiterate volte in ognuna -messo a stampa. Del secolo <span class="smcap lowercase">XV</span> se -ne annoverano fino a 27 edizioni, e -cioè: otto in francese, quattro in latino, -sei in tedesco, e le altre in volgare. -Il <i>Milione di Marco Polo</i> non -n'ebbe allora che sole cinque; avvegnachè, -procedendo ne' tempi, se ne -conoscano a' nostri dì ben 58. In inglese -pure assai ne furon prodotte -nei secoli <span class="smcap lowercase">XVI</span>, <span class="smcap lowercase">XVII</span> e <span class="smcap lowercase">XVIII</span>, e fra -le altre molto stimata si è quella -di Londra del 1725, e l'altra eseguita -a' tempi nostri del 1839. Ciò nondimeno -quest'opera nel testo volgare -è divenuta rara per modo, che indarno -oggi potrebbesi dai curiosi -possedere. -</p> - -<p> -La rarità sua pertanto mi fece -<span class="pagenum" id="Page_xxii">[xxii]</span> -venir vaghezza di profferirla nuovamente -in luce, e a tale uopo consultai -diverse edizioni, che tutte vidi, -qual più qual meno, sconciamente -guaste e corrotte e piuttosto in dialetto -che in illustre volgare italico, -all'infuori della fiorentina edita nel -1492, nella quale un po' più che nell'altre -è rispettata la desinenza delle -parole, quantunque essa pure non -vada scevra da molti difetti e lacune. -Entratomi dunque allora nell'animo -desiderio più vivo di nuovamente -pubblicarla, secondo investigazioni -fatte, seppi dall'egregio sig. -Emilio Calvi, ufficiale nella Magliabec., -da me a tale uopo incaricato, -che due codici di questo volgarizzamento -serbavansi nelle biblioteche -fiorentine; uno nella Magliabechiana -suddetta (oggi Nazionale), cartaceo, -di piccola lettera, senza veruna data, -ma, da quanto si può argomentare, -<span class="pagenum" id="Page_xxiii">[xxiii]</span> -di poco oltre la metà del sec. <span class="smcap lowercase">XV</span>, segn. -Cl. <span class="smcap lowercase">XXXV</span>, N. 221; l'altro nella Riccardiana, -segn. N. 1917, pur cartaceo, -a due colonne, trascritto nel -1492, come il copista medesimo dichiara -in fine con queste parole: <i>Io -Bartolomeo di Benci da Dicomano -al presente provigionato nella Rocca -vecchia del borgo Sansipolcro -ho scritto questo libro, cioè finito -di scrivere questo dì <span class="smcap lowercase">XX</span> di giugno -1492 a stanza di Raffaello di Michele -di Corso cittadino fiorentino</i>. -In quest'ultimo mancano le rubriche -che sono nel Magliabechiano e nelle -stampe, ed in varii luoghi diversi Capitoli. -Oltre a ciò sembrami di dicitura -più moderna, ed apparisce chiaramente -che il trascrittore vi fece -delle aggiunte, allargò la sintassi e -i concetti, e abbondò assai di glossemi. -Onde per tutto questo giudicai -bene di attenermi al Magliabechiano -<span class="pagenum" id="Page_xxiv">[xxiv]</span> -(che feci diligentemente trascrivere -dal prefato sig. Calvi, quantunque -nella ortografia men buono) come più -antico e consentaneo all'età in cui -vuolsi riputare appartenga il volgarizzamento, -giovandomi tuttavia in -pari tempo del Riccardiano, di cui -feci trar fuori le principali varianti, -allor che fui costretto dalla guasta -lezione del testo che presi ad esemplare. -E perchè il mio lavoro riuscisse -meno imperfetto che possibil fosse, -non trascurai eziandio di tener sott'occhi -un'ediz. che io posseggo del -1488 (e fu sopra la lettura di questa -che mi nacque talento della presente -pubblicazione) fatta qui in Bologna -per Ugo de Rugerii a dì <span class="smcap lowercase">IIII</span> di luglio; -nè la su mentovata di Firenze per -ser Lorenzo de Morgiani et Giov. da -Maganza, 1492; colle quali potei -correggere qualche parola, che pur -coll'aiuto de' soli due codd. mss. non -<span class="pagenum" id="Page_xxv">[xxv]</span> -avrei potuto. Or, conforme al mio -costume, sapendo che cotesti son libri -che corrono soltanto per le mani -degli eruditi e di coloro che fanno -speciale professione di lettere, conservai -interamente la grafia de' codd., -avvegnachè assai disuguale e poco -garbata, e con temperanza mi adoperai -in chiose filologiche e d'erudizione: -mi limitai singolarmente a notare -certe varietà di lezioni, secondo che -più o meno sembravami necessario, -non che gli errori manifesti non potuti -correggersi nè co' testi a penna, -nè colle stampe, de' quali alcuni eziandio -ho fatto avvertito il cortese -lettore con un <i>sic</i> tra parentesi, incastrata -nel testo. -</p> - -<p> -Nullostante tutte le prefate cure -e sollecitudini, niuno reputi che io -presuma di offerire un lavoro propriamente -compiuto e senza mende. -Per far cotesto si conveniva correggere -<span class="pagenum" id="Page_xxvi">[xxvi]</span> -gli errori di storia sacra e profana -che ci sono: quelli di astronomia, -di geografia: si conveniva raddrizzare -nomi proprii, di città, di -Provincie, d'Isole, di Reami; contorti, -contraffatti e imbarbariti in -modo alcuni, da non potersene agevolmente -venire a capo, i quali intronati -negli orecchi de' cani, come -diceva il Redi, gli farebbero spiritare: -si conveniva infine cernere il -vero dal falso e additarlo. Io m'era -accinto da prima eziandio a questa -fatica; ma visto poi che sarei andato -troppo per le lunghe e ne avrei portato -una gravissima fatica senza adeguato -compenso, me ne fuggì l'animo -e ristetti, anche perchè tutto -ciò avrebbe cresciuto per modo la -giunta, da oltrepassare di gran lunga -la derrata; molto più poi che non -pochi di cotali difetti sono comunissimi -a tutti gli scrittori di quell'età -<span class="pagenum" id="Page_xxvii">[xxvii]</span> -ed alcuni anche di facilissima emendazione, -in guisa che ciascuno, leggendo, -potrà correggere di per sè -stesso. Di fatto chi non saprà volgere -<i>Tiopia</i> in <i>Etiopia</i>? <i>Barimattia</i> in -<i>Arimatia</i>, <i>Roboas</i> in <i>Roboam</i>, <i>Techia</i> -in <i>Tecla</i> ed altri così fatti? -</p> - -<p> -Mio precipuo divisamento si fu -dunque quello di riprodurre in luce -e a buona lezione ridotto, per ciò che -concerne in singolar modo la dicitura, -un aureo testo, fatto assai raro -ed anche inintelligibile nelle antiche -edizioni, per le continue barbariche -voci introdottevi e per la frequente -guasta lezione; un libro, per mio avviso, -scritto con uno stile piano, lucido, -scorrevole, qual proprio si addice -a storica narrazione, e dove -molti vocaboli si scoprono attinenti -alle scienze che non vidi giammai altrove, -con frasi elegantissime, donde -assai profitto può derivarne agli studiosi -<span class="pagenum" id="Page_xxviii">[xxviii]</span> -delle nostre classiche lettere. -Da così fatta persuasione mosso, non -facendo gran capitale di certe mende, -che veggonsi dal più al meno in -tutti gli scrittori di quell'età, io non -dubito punto non questo libro debba -incontrare nel genio della repubblica -letterata. Se ciò accada, io mi -chiamerò abbastanza appagato delle -mie sollecitudini e andrò lieto per -aver dato novella vita a un'opera, -che già da secoli dimentica e quasi -sconosciuta se ne giaceva. -</p> - -<hr class="silver" /> - -<div class="chapter"> -<p> -<span class="pagenum" id="Page_1">[1]</span> -</p> - -<div class="blockquote"> -<p> -<span class="smcap">Trattato</span> delle più maravigliose cose -e più notabile che si truovino nelle parte -del mondo, ridotte e raccolte sotto brevità -nel presente compendio dallo strenuissimo -cavalieri a spron d'oro, Giovanni di Mandavilla -anglico, nato nella città di Santo -Albano, el qual, secondo che presenzialmente -à vicitato quasi tutte le parte abitabile -del mondo, così fedelmente à notato -tutte quelle più degnie cose ch'egli à trovato -e veduto in esse parte; e chi bene -discorre questo libro, arà perfetta cognizione -di tutti e Reami, Province, Nazione -e populi, gente, costumi, legge, istorie e -degnie antiquitate con brevità, le quale, -parte da altri non sono trattate, e parte -più confusamente d'alcuni gran valenti -<span class="pagenum" id="Page_2">[2]</span> -uomini sono state toccate; e a magior fede -il profato autore in persona è stato nel -mille <span class="smcap lowercase">CCC.XXII</span>, in Ierusalem; in Asia -minore, chiamata Turchia; in Armenia -grande e nella piccola; in Tarteria, in -Persia, in Siria o vero Suria, in Egitto -alto e nello inferiore, in Libia, nella parte -grande di Etiopia, in Caldea, in Amazonia, -in India maggiore, nella mezana e -nella minore, in diverse sette di Latini, -Greci, Giudei, Barbari, Cristiani e infedeli -e in molte altre province, come appare -nel trattato di sotto. -</p> -</div> -</div> - -<div class="chapter"> -<p> -<span class="pagenum" id="Page_3">[3]</span> -</p> - -<h2 id="trattato" title="Trattato bellissimo delle più maravigliose cose"><span class="smcap">Trattato bellissimo delle più maravigliose -cose e più nobile che si truovino -nelle parte del mondo, scritte -e raccolte dallo strenuissimo Cavalieri -a spron d'oro, Giovanni mandavilla -franzese<a class="tagtitle" id="tag2" href="#note2">[2]</a> che vicitò quasi -tutte le parte del mondo abitabili, -ridotto in lingua toscana.</span></h2> -</div> - -<p> -Conciò sie cosa che la terra oltramarina, -cioè la terra santa di promissione, -fra tutte l'altre terre sia la più eccellente -e la più degnia e donna sopra tutte l'altre -terre, e sia benedetta e santificata e -consecrata del prezioso corpo e sangue -del nostro signiore Iesù Cristo; ivi gli -piacque obumbrarse nella vergine Maria -e pigliare carne umana e nutrimento, e -detta terra calcare e circundare co' suoi -benedetti piedi: qui volle fare molti miracoli, -predicare e insegniare la fede e la -leggie a noi cristiani come a suoi figliuoli. -<span class="pagenum" id="Page_4">[4]</span> -E in questa terra singularmente volle portare -chaleffi<a class="tag" id="tag3" href="#note3">[3]</a> e strazii e soferire per noi -molti improperi. E in questa terra singularmente -si volle fare chiamare Re del -cielo e della terra e dell'aere e dell'acqua, -e universalmente di tutte le cose che si -contengono in quelle, e lui medesimo si -chiamò Re per ispezialitade di quella terra, -dicendo: <i>Rex sum iudeorum</i>, perchè -questa terra era in quel tempo propia -de' giudei. E questa terra s'aveva lui -scielta fra tutte l'altre terre per la più -degna e per la più virtuosa e per la migliore -di questo mondo. Imperò ch'ella è -il cuore e il mezzo luogo di tutta la terra -del mondo, sì come dice il filosafo: le virtù -delle cose stanno nel mezzo. In quella -medesima terra volle il Re celestiale usare -la vita sua e essere diriso e vituperato -da' grudeli giudei, e volle sofferire passione -e morte per amor nostro e per riscuoterci -e liberarci delle pene de lo 'nferno e -della orribile e perpetual morte per lo peccato -del nostro primo padre Adam e Eva -nostra madre; però che verso lui non aveva -<span class="pagenum" id="Page_5">[5]</span> -meritato male alcuno, imperò che lui -mai non disse male, nè fece, nè pensò. E -ben volle il Re di gloria in questo luogo -più che altrove sostenere passione e morte, -però che chi vuole publicare alcuna -cosa, a ciò che ciascuno lo sappia, egli la -fa gridare e publicare in mezo della città, -a ciò che la cosa sia saputa e sparta da -ogni parte. Similmente il criatore del mondo -volle sofferire per noi morte in Gierusalem, -la quale è in mezo del mondo, a ciò -che la cosa fussi publicata e saputa per -tutto el mondo, el quale egli amò caramente -per ricomperare gl'uomini, i quali -lui aveva fatti ad imagine e similitudine -sua. E questo fece per lo grande amore -che lui aveva verso noi sanza alcuno nostro -merito; imperò che più cara cosa non -poteva egli dare per noi che il suo santo -corpo e il suo santo sangue; la qual cosa -offerse tutto per nostro amore. Considerate -un poco quanto fu l'amore, quando -per salvar noi si misse all'aspra e crudel -morte, e mai non ebbe in sè radice d'alcun -male o peccato! e non dimeno volse -per lo grandissimo amore mettere il corpo -suo alla morte per li peccatori! Pensi ognuno, -quanto amore egli ebbe inverso di -<span class="pagenum" id="Page_6">[6]</span> -noi, quando colui che era sanza peccato -e sanza colpa volse ricevere morte per le -colpe nostre! E certamente dee essere dilettevole -e fruttifera quella terra che fu -rigata del prezioso sangue di Giesù Cristo! -Questa è quella terra, la quale il nostro -Signiore ci promisse per eredità, e nella -detta terra volle murire per soddisfare e -per lasciarla eredità a' suoi figliuoli. E -pertanto ciascun buon cristiano, il quale -lo può fare, si doverebe grandemente affaticare -in conquistare la nostra sopra -detta eredità, e cavarla fuori delle mane -degl'infedeli, e a noi apropiarla, perchè -noi siamo apellati cristiani da Cristo, el -quale è nostro padre, e se noi siamo suoi -legittimi figliuoli, noi doverremo volere -la ereditate che lui ci à lasciata e trarla -delle mani della gente strana a chi non -s'appartiene. Ma al dì d'oggi la maladetta -superbia e la cupidità e la invidia ànno -totalmente e quori de' signiori terreni -accesi e infiammati, che più attendono al -lasciare essa eredità ad altri, che egli -non fanno a ricuperare e acquistare la lor -propia eredità e peculio sopradetto; e la -comune gente, che ànno volontade di -mettere quore e corpo e loro avere per far -<span class="pagenum" id="Page_7">[7]</span> -questo conquisto, non possono sanza e -signiori sopra loro alcuna cosa, perchè -comunità sanza capo di signiore, è come -una multitudine di pecore sanza pastore, -le quale si spargono, e poi non sanno che -fare si debino. Ma se piacessi al nostro -santo papa, che a Dio piacerebe bene che -e principi terreni fussino in buona concordia -e con loro alcuni comuni, e volessino -pigliare il detto santo viagio d'oltramare, -e io sono certo che in brieve termine sarebe -la terra di promissione racquistata e -posta nelle mane de' veraci eredi di Giesù -Cristo. E perchè gli è gran tempo, che non -è stato passaggio generale oltrammare; e -ancora perchè son molti che si dilettono -d'udire parlare di detta terra santa e di -ciò pigliono piacere, io Giovanni da Mandavilla, -cavaliere, conciò sia cosa che io -indegno sia, nato e nutrito in Inghilterra, -della città di santo Albano, il quale passai -il mare l'anno Mille <span class="smcap lowercase">CCCº. XXII</span>, el dì -di Santo Michele mi partii e andai nelle -torre d'oltrammare e stettivi grandissimo -tempo et ò veduto e circundato molto paese -e molte diverse province e molte strane -regione e isole diverse, e ò passato per -Turchia, per Armenia piccola e per la -<span class="pagenum" id="Page_8">[8]</span> -grande, per la Tarteria, per Persia, per -Soria, Arabia, per lo Egitto alto e basso, -per Libia e per una gran parte di Etiopia, -per Caldea, per Amazonia, per India minore, -mezana e maggiore, e per multitudine -di diverse gente e diverse fede e luoghi -e di diverse fazioni, di tutte quelle -terre e isole parlerò più a pieno ch'io poterò, -e dimosterrò una parte delle cose -che vi sono, quando tempo sarà di parlarne, -di quele che io mi potrò ricordare, -spezialmente per coloro che ànno disiderio -o intenzione di vicitare el nobile paese -e città di Gierusalem e i santi luoghi che -sono quivi d'intorno; e così mosterrò el -camino quale poteranno tenere; imperò -ch'io sono passato per molti e cavalcato -per la grazia di Dio con buona compagnia. -E sappiate, che io arei composto questo -libro in latino per divisare più brievemente, -ma perchè molti intendono meglio in -vulgare che in latino, io l'ò totalmente in -vulgare<a class="tag" id="tag4" href="#note4">[4]</a> composto, a ciò che ciascuno lo -possa intendere, e a ciò che gli signiori e -gli altri cavalieri e gentili uomini, i quali -<span class="pagenum" id="Page_9">[9]</span> -non sanno latino e sono stati oltramare, -intendino, se io dico el vero o no. E se io -erro in discrivere, per non ricordarmi o -per altra cagione, che eglino mi possino -corregere e megliorare, perchè le cose di -lungo tempo per non le vedere, spesso legiermente -tornono in oblivione, e la memoria -umana non può ogni cosa apprendere -e ritenere. Ora, col nome di Dio glorioso, -colui che vuole andare oltramare, -vi può andare per più vie, per mare e per -terra, secondo el paese donde si parte; -delle quali vie la maggiore parte tornano -tutte a un fine. E non intendete punto che -io voglia dichiarare tutti i luoghi, cioè -città, castelle e ville, per le quale si conviene -passare, perchè farei troppo lungo -parlare; ma solamente d'alcuni paesi e -luoghi principali, per li quali si debba -andare e passare, per la diritta via tenere. -</p> - -<h3 id="sepolcro">QUI DISCRIVE IL PRIMO CAMINO D'ANDARE -AL SANTO SEPOLCRO.</h3> - -<p> -Primamente chi si parte dalle parte -occidentale, come di Inghilterra, d'Orlandria, -di Scozia o de Norverga, anco -egli può andare, se vuole, per Alamagna -e per lo Reame d'Ungheria, che confina -<span class="pagenum" id="Page_10">[10]</span> -alle terre di Polonia e alla terra di Panonia -e di Flessia. Lo Re d'Ungaria è molto -possente e valente signiore: tiene molto -grande terreno, imperò che tiene Ungaria -e gran parte di Schiavonia, di Comania -e di Bolgaria, e tiene del reame di -Rossia, gran parte delle quale n'à fatto -un ducato, che dura infino alla Dinflania -e confina con Prussia. La terra di questo -signiore si passa per la città di Cipro e -per lo castello di Ynsebuces<a class="tag" id="tag5" href="#note5">[5]</a> e per Mala -villa, ch'è verso la fine d'Ungaria; e là -si passa per la riviera del Danubio. Questa -riviera è molto grande, e nasce nella -Alamania sotto le montagnie verso Lombardia, -e riceve in lei 4 altri fiumi<a class="tag" id="tag6" href="#note6">[6]</a> e -corre pel mezo d'Ungaria e pel mezo Tarsia; -e entra<a class="tag" id="tag7" href="#note7">[7]</a> in mare così fieramente -verso oriente, che l'acqua mantiene el suo -colore e risurge dentro nel mare sanza -mescolarsi coll'acqua marina per <span class="smcap lowercase">XX</span>. leghe. -<span class="pagenum" id="Page_11">[11]</span> -E da poi<a class="tag" id="tag8" href="#note8">[8]</a> si viene a Bella grana e -si entra nella terra di Bolgaria, e là si -passa un ponto di pietra, el quale è sopra -alla riviera di Marogia; e passasi per le -terre di Prontenardi, e di là si viene in -Grecia alla città di Astines e di Fina, e -alla città di Andrianopoli; e dipoi a Gostantinopoli, -la qual soleva essere chiamata -Bisanzio. -</p> - -<h3 id="soffia">DELLA CHIESA DI SANTA SOFFIA.</h3> - -<p> -Quivi dimora comunemente lo 'mperadore -di Grecia. Là è la più bella e nobile -chiesa del mondo, la quale si chiama Santa -Soffia. -</p> - -<h3 id="iustiniano">DELLA IMMAGINE DI IUSTINIANO -IMPERADORE.</h3> - -<p> -E dinanzi a questa chiesa è la immagine -di Iustiniano imperadore di rame -dorato, e sta a cavallo, coronato; e soleva -tenere un pomo dorato e tondo nella mano, -ma, già gran tempo, è caduto; e dicono -alcuni, che ciò significa che lo imperadore -à perso gran parte della sua terra -<span class="pagenum" id="Page_12">[12]</span> -e di sua signioria, perchè lui soleva essere -imperadore de' Romani e di Grecia e di -Asia e di tutta la terra di Soria e della -terra de' giudei, ne la quale è Gierusalem, -e della terra d'Egitto, di Arabia e -di Persia maggiore, Grecia e di tutta la -minore Asia e di tutta la terra di Soria e -dell'India nella quale è la città di Ierusalem. -Ma ora egli à ogni cosa perduto, -salvo che Grecia, che si tiene solamente. -Ma furono alcuni che gli volsono rimettere -quello pomo in mano, nè mai gliene poterono -fare tenere. Quel pomo significava la -Signioria, che egli aveva in questo mondo; -il quale è ritondo: e l'altra mano tiene -levata verso l'oriente<a class="tag" id="tag9" href="#note9">[9]</a> in segno di minacciare -li mali fattori. La detta imagine -sta sopra a uno gran sasso di marmo. -</p> - -<h3 id="lacroce">IN GOSTANTINOPOLI -È LA CROCE DEL NOSTRO SIGNIORE.</h3> - -<p> -In Costantinopoli è la croce del nostro -signiore messer Iesù Cristo colla vesta -sanza cucitura e la spugnia e la canna -colla quale gli fu dato bere fiele e aceto -<span class="pagenum" id="Page_13">[13]</span> -in su la croce; e alcune gente si pensono, -che la metà di questa croce sia in Cipro -in una badia di monaci. E quella croce -che è in Cipro è quella dove Dismas, ladrone -buono, fu morto; ma ogni uomo non -lo sa, ed è mal fatto che, per lo utile delle -offerte, che ciò facciano, o vero diano a -intendere, che quella è la croce del nostro -signiore. Ma sappiate, che la croce del -nostro signiore è di 4. maniere di legnio, -sì come è scritto in questo verso seguente: -<i>In cruce sunt palma, cipressus, cedrus, -oliva</i>. El pezo che era dricto, da -terra infino alla cima, fu di cipresso; quello -che era a traverso, nel quale erono chiavate -le mane, era di palma: el troncone, -fitto dentro nella terra, cioè nel monte -Calvario, el quale era perforato e incastrato -per tenere il piede della croce, era -di cedro; e la tavoletta di sopra al capo, -la quale era lunga un piede e mezo, dove -era scritto in ebreo greco e latino, era di -olivo. -</p> - -<p> -<span class="pagenum" id="Page_14">[14]</span> -</p> - -<h3 id="descroce">LA DESCRIZIONE DELLA CROCE.</h3> - -<p> -E feciono li giudei la croce di queste -quatro maniere di legnio, perchè egli si -credovono, che 'l nostro signiore dovesse -tanto pendere in su la croce, quanto el -corpo potessi durare; e però feciono il piede -di cedro, perchè il cedro non si marciscie -in terra nè in acqua, e egliono volevono -che durassi lungamente. Ancora -si credevano gli perfidi giudei, che 'l corpo -del nostro signiore Iesù Cristo dovessi -putrefarsi e marcire, e imperò feciono el -pezo lungo della croce di cipresso, el quale -è odorifero, a ciò che 'l fetore non agravassi -quegli che passavono. El traverso -sopra detto fu fatto di palma, perchè nel -vecchio testamento, quando alcuno aveva -vittoria, era incoronato di palma; e perchè -e giudei si credevono avere vinto messer -Giesù Cristo, gli feciono la croce di -cotal legnio. E la tavoletta sopra al capo -fu d'ulivo, la quale significa pace, sì come -si dimostra nella storia di Noè, quando -la colomba portò il ramo d'ulivo, lo -qual significava pace fatta tra Dio e l'uomo. -Similmente si credevono avere pacie -dopo la morte del nostro signiore, perchè -<span class="pagenum" id="Page_15">[15]</span> -dicevono, che fra loro avevono una certa -discordia. E sappiate che 'l nostro signiore, -giacendo in terra, fu posto in su la croce, -e poi il dirizorono insieme colla croce; -onde così dirizandolo sostenne grandissima -pena. E i greci e li cristiani, che stanno -oltrammare, dicono che l'albero della -croce, el quale noi chiamiamo cipresso, -fu del pomo del quale Adam gustò il frutto. -</p> - -<h3 id="legnio">DELLA OPPINIONE D'ALCUNI CRISTIANI -DEL LEGNIO DELLA CROCE.</h3> - -<p> -E così ànno loro nelle loro scritture, -che quando Adam si infermò, e' disse al -suo figliuolo Seth che andassi al paradiso -e pregassi l'angiolo, che guarda el paradiso, -che gli piacessi di mandargli dell'olio -dell'arbore della misericordia per -ugniere gli suoi membri per ricevere sanità; -el qual Seth v'andò. Allora l'angelo -non lo volse lasciare entrare, ma ben gli -disse di Adamo, che ancora non può avere -dell'olio della misericordia. Ma l'angiolo -gli diè tre granella del frutto di quello -medesimo legno, e dissegli, che gli mettessi -in bocca al suo padre; che quando -l'albore crescierà tanto, che porterà frutto, -che in quello tempo sarà suo padre liberato. -<span class="pagenum" id="Page_16">[16]</span> -Poi che Seth fu tornato, trovò suo -padre quasi morto. Allora subitamente gli -misse quelle granella, che l'angiolo gli -aveva dato, in bocca; le quali nacquono -doppo la morte d'Adamo, e crebbono e -feronsi tre grandissimi albori; e di quegli -fu fatta la croce, che portò el buono frutto, -cioè messer Giesù Cristo, per lo quale -frutto Adam e li discendenti da lui sono -liberati e ristorati di perpetuale morte, se -per loro non manca.<a class="tag" id="tag10" href="#note10">[10]</a> -</p> - -<h3 id="imcroce">DELLA IMMAGINE DELLA CROCE -E CHI LA TROVÒ.</h3> - -<p> -Questa santa croce avevono gli giudei -sotterrata nel sasso del monte Calvario, e -quivi stette dugento anni e più, tanto che -fu ritrovata per santa Elena, madre di Gostantino, -imperadore de' romani. Questa -Elena fu figliuola del Re di Inghilterra, -la quale a quel tempo era chiamata la gran -Bertagnia; e questa donna la prese per -moglie Gostantino per sua grande bellezza, -e fu quando e' fu in queste parte. -</p> - -<p> -<span class="pagenum" id="Page_17">[17]</span> -</p> - -<h3 id="grcroce">DELLA GRANDEZA DELLA CROCE.</h3> - -<p> -Potete sapere che la croce del nostro -Signore era lunga otto cobiti, il traverso -era 3. cubiti e mezo. Una parte delle ispine, -delle quali lui fu incoronato in su la -croce, e uno delli chiovi, e 'l ferro della -lancia e molte altre reliquie sono in Francia -nella cappella del Re. La corona è in -un vasello di cristallo molto bene lavorato, -perchè uno Re, gran tempo fa, comprò -queste reliquie da' giudei, le quali -aveva lo imperadore impegniate per bisognio -d'ariento che aveva. -</p> - -<h3 id="corspine">DELLA CORONA DELLE SPINE.</h3> - -<p> -Ma se alcuno dicesse, che quella corona -è di spine, sappiate, che ella è di -giunchi marini bianchi, e quali pungono -come sproni acutissimi; e ciò dico, però -che l'ò veduta e risguardata diligentemente -per più volte, e quella di Parigi è -quella di Gostantinopoli, perchè l'una e -l'altra fu tutta una corona intortigliata -e fatta di giunchi; ma questa è separata, -e partita, e fatta due parte; e l'una è a -Parigi, l'altra si è a Gostantinopoli: e io -ò una di queste preziose spine, che pare -<span class="pagenum" id="Page_18">[18]</span> -una spina bianca; e fummi donata per -grande spezialtade, imperò che ve ne sono -molte di rotte nel vasello, ove sta la corona, -le quale si rompono quando el vasello -si muta ed è portato a vedere a gran -signiori. E sapiate che quando el nostro -Signiore fu preso la notte e fu menato nel -giardino nascosamente, e' fu esaminato -diligentemente; e ivi feciono derisione e -riprensione di lui, e gli cattivi giudei -gli feciono una corona delle bianche [spine] -d'uno albero molto spinoso che crescie -nel sopradetto giardino e aveva gran -foglie; e gli messono le spine inverso la -testa, e tanto duramente gliele compressono, -che 'l prezioso sangue cascò da ogni -parte per la faccia e per lo collo e per le -spalle. -</p> - -<h3 id="virspine">DELLA VIRTÙ CHE ÀNNO LE SPINE DELLE -QUALI FU FATTA LA CORONA AL NOSTRO -SIGNIORE.</h3> - -<p> -E quelle cotali spine erono bianche, -imperò che la bianca spina à più virtù, -perchè chi ne porta una bianca sopra lui, -non teme nè folgore, nè saetta, nè tempesta, -nè altro; e alla casa, ove è, il cattivo -spirito non ardisce aprossimare. In -<span class="pagenum" id="Page_19">[19]</span> -questo giardino lo rinnegò san Piero tre -volte. Dappoi fu menato il nostro Signiore -dinanzi al vescovo e maestro delle legge -in uno altro giardino, e ivi fu di nuovo -esaminato e schernito e vituperato. E ancora -fu incoronato d'un'altra corona di -spina bianca, la quale si chiamava <i>lerbris</i>, -che era in quello giardino, la quale -ancora aveva molte virtù; e delle sue foglie -si fa buono colore verde. Dappoi fu -menato nel giardino di Caifas, e ivi fu coronato -d'un rosaio salvatico. E poi fu menato -nella camera di Pilato, el quale era -giudice, per esaminarlo. Ancora ivi era -incoronato di giunchi marini. Ivi lo posono -in su nuna sedia e vestironlo d'un -mantello di purpura, e sì gli feciono una -corona di questi giunchi. E ivi si inginochiorono, -sbeffandolo, schernendolo, e dicendo: -Dio ti guardi, Re de' giudei! E -questa corona fu quella la cui metade è a -Parigi e l'altra metade è a Gostantinopoli -insieme colla quale il nostro Signiore -fu posto in croce e morto. Per la qual cosa -si dè tenere questa corona più cara e più -preziosa che niuna altra. E l'asta della -lancia à lo imperadore della Magnia, ma -el ferro si è a Parigi; e lo imperadore -<span class="pagenum" id="Page_20">[20]</span> -medesimo di Gostantinopoli dice avere el -ferro della lancia. Io l'ò veduto ed è assai -più largo che quello che è a Parigi. -</p> - -<p> -In Costantinopoli giace el corpo di -santa Anna. -</p> - -<p> -Item, a Gostantinopoli giace la madre -di nostra Donna, la qual santa Elena fece -portare di Gierusalem. -</p> - -<h3 id="grisostimo">DEL CORPO DI SANTO GIOVANNI GRISOSTIMO.</h3> - -<p> -Item, ivi giace il corpo di san Giovanni -Grisostimo, el quale fu arcivescovo -di Costantinopoli. -</p> - -<h3 id="sluca">DEL CORPO DI SANTO LUCA.</h3> - -<p> -Item, ivi giace il corpo di santo Luca -Evangelista, perchè le sue ossa furono -portate di Brettagnia, ove fu sotterrato; -e molte altre reliquie vi sono. -</p> - -<h3 id="vasomed">D'UNO VASO CHE SI RIEMPIE PER SÈ -MEDESIMO.</h3> - -<p> -Qui è un vasello di pietra chiamata -quindos, el quale getta tutta via acqua, -e sempre per sè medesimo si riempie tanto, -che va di sopra sanza che alcuno vi -metta alcuna cosa dentro. -</p> - -<p> -<span class="pagenum" id="Page_21">[21]</span> -</p> - -<h3 id="cittagos">DELLA CITTÀ DI GOSTANTINOPOLI.</h3> - -<p> -Constantinopoli è molta bella città, di -molto nobile, e bene murata e triangulata. -Egli è un braccio di mare, chiamato Elesponte; -e chi lo chiama la bocca di Gostantinopoli; -altri el braccio di santo -Giorgio. Questo braccio chiude le due -parte della città; e più alto, verso il capo -di questo braccio di mare, fu la città di -Troia sopra la ripa dell'acqua in un molto -bel luogo piano; ma la città appar poco -per lo gran tempo che fu distrutta. -</p> - -<h3 id="isgrecia">DELLE ISOLE CHE SONO IN GRECIA.</h3> - -<p> -In Grecia sono molte isole, sì come -sono Calisere, Colcos, Ortigia, Tesbria, -Mirea, Flazon, Melocopate e Lennos. Ivi -sono molti altri linguaggi e molti paesi, -i quali tutti ubidiscono allo imperadore; e -gli Pizinzenati, gli Comani e molte altre -gente e paesi di Tracia e Macedonia. -</p> - -<h3 id="aristotile">ONDE NACQUE ARISTOTILE E DOVE GIACE.</h3> - -<p> -Una città dove naque Aristotile è assai -presso della città di Tracia: è chiamata -Asenigiren. Ivi giace il corpo suo, -e ivi è uno altare sopra la tomba sua, ove -<span class="pagenum" id="Page_22">[22]</span> -ogni anno si fa solenne festa sì come fusse -santo. Ogni uno di quelle gente insieme -vanno a consigliarsi sopra di questa -tomba, e pare a loro che per divina ispirazione -gli venga posto innanzi il miglior -consiglio. E in questo paese sono molte -alte montagnie inverso la fine di Macedonia. -</p> - -<h3 id="olimpio">DEL MONTE OLIMPIO.</h3> - -<p> -È una montagnia chiamata Olimpio, -la quale disparte Macedonia da Tracia, -ed è così alta che trapassa le nuvole. -</p> - -<h3 id="attalante">DEL MONTE ATTALANTE DOVE È L'AERE -PURO E NETTO.</h3> - -<p> -Elli è un'altra montagnia, chiamata -Athlas. Questa è tanto alta, come testimonia -alcuni, che l'ombra sua si istende -insino a l'Isola di Lennos, ch'è lontana -a la marina <span class="smcap lowercase">LXXVI</span>. leghe; e nella sommità -della montagnia è l'aere così puro, che -ivi non trae vento, nè altra cosa; e imperò -quivi non potrebbe stare uccegli, nè -altri animali per la grande secchitade di -detta montagna. E dicono alcuni di queste -parte, che i filosafi andorono sopra -questa montagnia e tenevono nelle mani -<span class="pagenum" id="Page_23">[23]</span> -una spugnia bagnata in acqua, la quale -odoravono per ricevere umidità, perchè -altrimenti non arebono potuto fiatare, -anzi sarebono venuti meno per difetto di -fiato per l'aere troppo asciutto. E sopra -questa montagna scrivevono colle loro -dita nella polvere; e in capo dell'anno -tornati, trovavono le figure come loro avevono -iscritto, sì che per questo appare, -che la montagnia si istende infino all'aere -puro. -</p> - -<h3 id="bellcos">DELLA BELLEZA DI COSTANTINOPOLI.</h3> - -<p> -Costantinopoli è la principale città dello -imperadore; molto bella e bene ordinata; -e ivi è una bella piaza per giostrare e -per giucare, ed è fatta a scacchi e a gradi -d'intorno, sì che ogniun può vedere sanza -impacciare il campagnio; e di sotto -questi gradi sono le stalle<a class="tag" id="tag11" href="#note11">[11]</a> dello imperadore -e dentro sono tutti e pilastri di -marmo. Dentro nella chiesa di santa Soffia, -faccendo, già gran tempo, lo imperadore -sotterare un suo parente, fu trovato -uno altro corpo, sopra del quale era -una gran piastra d'oro, dove erano scritte -<span class="pagenum" id="Page_24">[24]</span> -lettere che sonavano: Iesù Cristo nascierà -della vergine Maria, et io credo in -ello. E contenea nella detta piastra, che -quello corpo era stato quivi anni 2000, -prima che Iesù Cristo nascessi; et è oggi -la detta piastra nella tesorìa della chiesa -di santa Soffia<a class="tag" id="tag12" href="#note12">[12]</a>. -</p> - -<h3 id="ermes">DEL CORPO DI ERMES.</h3> - -<p> -E dicono le gente, che questo corpo -fu Hermens, el savio filosofo. E quantunque -i greci siano cristiani, egli però deviano -molto dalla nostra fede, perchè dicono, -che lo Spirito Santo non procede -punto dal Figliuolo, anzi solamente dal -Padre, e non ubidiscono nulla alla corte -di Roma nè al papa, e dicono che tanta -possanza à el loro patriarca, che è come -el papa nostro. -</p> - -<h3 id="gruniti">COME EL PAPA SCRISSE A' GRECI CHE -VOLESSINO ESSERE UNITI.</h3> - -<p> -E imperò Giovanni papa vigesimo sicondo -gli scrisse, come la cristianità doveva -essere unita, e che egliono doverebono -ubidire al papa, il quale è diritto -<span class="pagenum" id="Page_25">[25]</span> -vicario di Giesù Cristo e di Dio, al quale -Idio dona infinita potenzia di legare e di -sciogliere: onde e' doverebono a lui ubbidire. -</p> - -<h3 id="grisposta">DELLA RISPOSTA CHE E' FECIONO.</h3> - -<p> -E li greci gli mandorono a dire assai -diverse risposte; e, tralle altre cose, egli -dissono: <i>Potentiam tuam summam -circa tuos subditos firmiter credimus, -superbiam tuam summam tollerare -non possumus, avaritiam tuam satiare -non intendimus; dominus tecum -quia nobiscum est Dominus</i>. E altra risposta -non potè lui avere da loro. Queste -parole latine per più intelligenzia de' vulgari -così suonono: la tua potenzia, circa -alli tuoi subditi, firmamente credemo; la -tua somma superbia non possiamo levare -(<i>sic</i>), la tua avarizia non intendiamo saziare: -sia el signore teco, perchè con noi è. -</p> - -<h3 id="errgreci">DELLO ERRORE DE' GRECI CONTRO ALLA -CONSECRAZIONE DEL SACRAMENTO.</h3> - -<p> -Item, fanno el sacramento dell'altare -di pane lievito, e dicono, che noi erriamo -di farlo col pane non lievito, perchè el -nostro Signiore lo fece alla cena di pane -<span class="pagenum" id="Page_26">[26]</span> -lievito; e nel giovedì santo eglino fanno -il loro pane lievito per memoria della cena, -e sì lo seccano e poi lo conservono -tutto l'anno; e di questo ne dànno agl'infermi -in luogo del corpo di Cristo; e egliono -non fanno punto d'unzione nel -battesimo, nè alli infermi; ma nota che -ora si conformono con noi nel modo del -consecrare; e dicono che non è punto purgatorio, -e che l'anime non ànno punto -d'allegreza infino al dì del giudicio. -</p> - -<h3 id="altrerr">UNO ALTRO ERRORE.</h3> - -<p> -E dicono, che fornicazione non è peccato -mortale, imperò che quela è cosa naturale, -e che nisuno uomo nè femina se -debe maritare altro che una sola volta. -</p> - -<h3 id="unaltrerr">UN ALTRO ERRORE.</h3> - -<p> -E che sono bastardi quegli figliuoli di -quegli che si maritono più d'una volta, -e sono generati in peccato; e disfanno il -matrimonio per piccola cagione. E gli loro -preti si maritono; e dicono, che usura -non è punto peccato mortale; e vendono -e benifici della chiesa, sì come altrove si -fa, che gli torna gran danno e vergognia; -imperò che ogni simonia è riprovata; onde -<span class="pagenum" id="Page_27">[27]</span> -che la santa chiesa è maculata; e così -mancando lei nelle buone opere, el mondo -non può aver buono stato. -</p> - -<h3 id="maltrerr">DI MOLTI ALTRI ERRORI DE' GRECI.</h3> - -<p> -E dicono e greci, che nella quadragesima -non si dee cantar messa altro che 'l -sabato e la domenica; e il sabato non -digiunono in niun tempo dell'anno, se -bene in tal dì fussi la vigilia di Pasqua -o di Natale. E non permettono, che li latini -cantino alli loro altari altro che una -messa; e se pure la cantassino, e greci -dipoi lavono l'altare d'acqua benedetta, -e dicono che non si dee cantare altro che -una messa el dì in su nuno altare; e dicono -che 'l nostro Signiore non mangiava -mai, anzi fece astinenzia di mangiare. E -dicono che noi pecchiamo mortalmente a -farci radere la barba, perchè la barba è -segnio de l'uomo e dono del nostro Signiore; -e quegli che si fanno radere, il -fanno per più piacere al mondo e a le femine; -e dicono, che noi pechiamo a mangiare -delle bestie che erano vietate nel -vechio testamento, come de' porci e delle -altre bestie che non rugomeno el pasto; e -dicono che noi pechiamo a mangiare carne -<span class="pagenum" id="Page_28">[28]</span> -presa nella settimana di quadragesima; -e anche perchè noi mangiamo carne -il mercoledì; e dicono che noi pechiamo a -mangiare uova e formagio il venerdì, e -che è scomunicato ognuno el quale si contiene -di mangiare carne el sabato. -</p> - -<h3 id="falimp">DI CIÒ CHE FA LO IMPERADORE.</h3> - -<p> -Item, lo imperadore di Costantinopoli -fa el patriarca con l'arcivescovo e vescovi -e dà le degnità e li benifici, e sì gli toglie -e gli priva quando gli truova cagione. E -questo è signiore del temporale e spirituale -in suo paese; e se voi volete sapere -l'alfabeto de' greci voi lo potete vedere -qua di sotto.<a class="tag" id="tag13" href="#note13">[13]</a> -</p> - -<p> -E quantunque tale cose non appartenghino -allo amaestramento del viagio, -nondimeno apartengono alla anti promessa -dichiarazione, cioè di costumi e di ragione -e diferenzie d'alcuni paesi; imperò -che questo è il primo paese vario e discordante -in fede e in lettere dal nostro paese -di qua. Pertanto io l'ò qui discritto, perchè -molte gente pigliono diletto d'udire -<span class="pagenum" id="Page_29">[29]</span> -cose nuove. Chi vuole andare a Costantinopoli -per la terra di Turchia, sì va verso -la città di Nisa, e passasi per lo porto -di Cinento<a class="tag" id="tag14" href="#note14">[14]</a>, il quale è bene alto di lungi -da Nisia una lega e mezo. -</p> - -<h3 id="nicolo">DEL CORPO DI SANTO NICOLÒ.</h3> - -<p> -Chi va per mare, per lo braccio di san -Giorgio, per lo mare verso le parte dove -giace il corpo di santo Niccolò verso molti -altri luoghi<a class="tag" id="tag15" href="#note15">[15]</a>. -</p> - -<h3 id="sivo">DELL'ISOLA DI SIVO (<i>sic</i>) DOVE CRESCE -EL MASTICE.</h3> - -<p> -Prima si va a l'isola di Chio. In detta -isola crescie il mastice in piccoli albucelli -et escie a modo di gromma di ciriegio. -</p> - -<h3 id="pathemos">DELL'ISOLA DI PATHEMOS DOVE SCRISSE -SANTO GIOVANNI L'APOCALISSE.</h3> - -<p> -Dappoi si va per l'isola di Pathemos. -Ivi iscrisse santo Giovanni l'Apocalisse, -e potete sapere che quando el nostro Signiore -<span class="pagenum" id="Page_30">[30]</span> -sostenne passione, santo Giovanni -ora d'etade d'anni <span class="smcap lowercase">XXXII</span>. E dopo la passione -stette in questa vita anni <span class="smcap lowercase">LXVIII</span>, e -il centesimo anno passò di questa vita. -</p> - -<h3 id="epheson">DELLA CITTADE DI EPHESON DOVE SANTO -GIOVANNI PASSÒ DI QUESTA VITA<a class="tagtitle" id="tag16" href="#note16">[16]</a>.</h3> - -<p> -Da Pathimos si va ad Epheson, la -quale è molto bella città et è appresso -del mare e quivi passò di questa vita san -Giovanni, e fu posto in terra dietro a -l'altare, e quivi è fatto una bella chiesa, -perchè e cristiani solevono tenere questo -luogo; ma tuttavia nella tomba di san -Giovanni non è altro che manna, imperò -che 'l suo corpo fu trasportato in paradiso. -E al presente tengono e turchi la città -e la chiesa e la magior parte di Asia minore, -e però è Asia chiamata Turchia. E -sappiate che mentre che san Giovanni viveva, -si fece fare la fossa, e lui medesimo -v'entrò dentro vivo; imperò dicono alcuni, -che non è morto, ma che si riposa insino -al dì del giudicio. E veramente à lasciato -una grande maraviglia, perchè visibilmente -vi si vede molte volte di sopra -<span class="pagenum" id="Page_31">[31]</span> -alla sua tomba scrollare e muovere la polvere, -non altrimenti che se vi fussi sotto -uno uomo vivo, el quale la movessi, sì -che ogni uomo che lì vede, si maraviglia -molto. -</p> - -<h3 id="maiolica">DELLA CITTÀ DI MAIOLICA.</h3> - -<p> -Da Efeson si va per molte isole di mare -fino alla città di Pateram, dove nacque -messer santo Nicolao; e dipoi si va alla -città di Maiolica, nella quale egli fu eletto -vescovo. Quivi nascono molti buoni -vini. Di là si va all'isola di Creti, la quale -donò lo imperadore, già è gran tempo, -a' Genovesi<a class="tag" id="tag17" href="#note17">[17]</a>. -</p> - -<h3 id="colcoscrete">DELL'ISOLA DI COLCOS E DELL'ISOLA DI -CRETE DELLA QUALE FU SIGNIORE IPOCRAS.</h3> - -<p> -Dipoi si passa per l'isola di Colcos e -per l'isola di Lingo, delle quale isole Ipocras -fu signiore e principe. E dicono alcuni, -che in quell'isola di Lingo v'è ancora -la figliuola di Ipocras in forma d'uno -grande dragone, il quale si mostra di lungheza -dugento torse, secondo che -<span class="pagenum" id="Page_32">[32]</span> -dicono<a class="tag" id="tag18" href="#note18">[18]</a>. Io non lo vidi mai e quegli dell'isola -la chiamono la donna del paese, e abita -appresso d'un castello vechio, e vedesi -due volte l'anno, e non fa male ad alcuno, -chi non fa già a lei noia. -</p> - -<h3 id="dipocras">COME LA FIGLIUOLA D'IPOCRAS FU TRASMUTATA -D'UNA BELLA FANCIULLA IN -UNO ORRIBILE DRAGONE.</h3> - -<p> -E così, d'una bellissima fanciulla, fu -trasmutata e cambiata in uno orribile dragone -per una Dea detta Diana. E dicono, -ch'ella ritornerà ancora in suo stato, e -questo sarà quando si troverà uno cavaliere -tanto ardito, che abbia ardimento di -baciarla per la bocca. Ma, poi che sarà -tornata in femina, ella non viverà lungamente. -Non è ancora lungo tempo che un -cavalieri di Rodi, forte e ardito, disse, -che lui voleva andare a questo dragone; -e montò sopra a uno corsiere, e andò infino -al castello, e entrò dentro nella cava; -e il dragone cominciò a levare il capo -contro a lui. Quando il cavallo lo vide così -brutto, per paura, a mal grado del cavaliere, -il straportò sopra a un sasso, e di -<span class="pagenum" id="Page_33">[33]</span> -quello saltò in mare per tal modo, che fu -perduto il cavaliere. Item, un giovane, il -quale nulla sapeva di questo dragone, uscì -di nave e andò all'isola infino al castello, -e entrò nella cava, e andò tanto -innanzi, che trovò una camera, e vide una -fanciulla, che, pettinandosi, riguardava -in uno specchio, e intorno a lei era assai -tesoro. Costui si credette che costei fussi -una meritrice che là dentro stessi a servire -e compagni; e ivi stette tanto, che la -fanciulla vide l'ombra di costui nello spechio; -e incontanente andò inverso lui e -domandollo che voleva; e lui rispose che -voleva esser suo amico. E ella gli dimandò, -se lui era cavaliere; e lui rispose, che -non. Addunque, disse ella, voi non potete -esere mio amico, ma andate da' vostri -compagni e fatevi fare cavalieri, e la mattina -io uscirò di qua dentro, e verrò innanzi -a voi, e voi verrete a baciarmi per -la bocca; e non abiate punto di paura, -però che io non vi farò alcun male, che -quantunque vi parrò brutta a vedermi, non -dimeno non è altro che incantamento, ma -io son fatta come voi mi vedete: e se voi -mi bacerete, arete questo tesoro e sarete -mio marito e signiore di questa isola. E -<span class="pagenum" id="Page_34">[34]</span> -sopracciò si partì da lei, e andò alla nave -da' suoi compagni, e fecesi fare cavalieri, -e poi tornò la mattina innanzi alla fanciulla -per baciarla. E quando la vide uscire -della camera in così orribile forma, -ebe tanta paura, che subito ritornò, fugendo, -verso la nave: e ella gli andava -dietro. Ma quando ella vide che costui -non ritornava, ella poi cominciò abaiare -e gridare dolorosamente, e ritornossi indietro. -Subito el cavalieri murì, e da -quelo dì in qua non fu cavalieri alcuno, -che, vedendola, subito non morisse. Ma -quando v'anderà un cavaliere così ardito, -che ardisca baciarla, egli non morrà e ritornerà -la fanciulla nella sua forma, e -sarà signiore del paese<a class="tag" id="tag19" href="#note19">[19]</a>. Item, dopo si va -a l'isola di Rodi, la quale tegniono e cavalieri -di san Giovanni. Questa isola, la -qual già lungo tempo tolse lo imperadore<a class="tag" id="tag20" href="#note20">[20]</a>. -Soleva quell'isola essere chiamata Colcos, -e ancora così la chiamono molti signiori: -e sam Paolo scriveva a quegli di questa -isola, a' Colocenses. Questa isola si è appresso -<span class="pagenum" id="Page_35">[35]</span> -Gostantinopoli <span class="smcap lowercase">VIII</span>. leghe, passando -per mare. -</p> - -<h3 id="cipro">IN CIPRO NASCE BUON VINO EL QUALE EL -PRIMO ANNO È ROSSO, E POI DIVENTA -BIANCO.</h3> - -<p> -Da questa isola si va in Cipro, dove è -il vino forte e possente, el quale el primo -anno è rosso, e poi l'anno sicondo diventa -bianco; e quanto è più vechio, diventa -più chiaro e di migliore odore; e -passasi, andando verso Cipro, per lo golfo -di Sotalia. -</p> - -<h3 id="sotalia">QUI METTE LA CAGIONE PERCHÈ ABISSÒ QUESTA -CITTÀ DI SOTALIA CON l'ISOLA, E FU -PER UNO ORRIBILE PECATO.</h3> - -<p> -Qui solea esere una buona isola e una -buona città, che si chiamava Sotalia; e -questa isola colla città si perderono per -la follia d'uno giovinetto, il quale amando -una fanciulla bella e pulita, murì di -morte subitana, e fu posta in un sepolcro -di marmo; e 'l giovane, pel grande amore, -si condusse la notte ad aprire lo sipolcro, -e posesi a giacere colla fanciulla. -In capo di <span class="smcap lowercase">VIIII</span> mesi a costui venne una -boce, e disse: vattene alla tomba della -<span class="pagenum" id="Page_36">[36]</span> -fanciulla, e apri e guarda ciò che tu ài in -lei ingenerato; e guarda bene che tu non -resti; che se tu non vi vai, ti verrà male. -E il giovinetto v'andò; e aperta la tomba, -subito uscì fuori una testa brutta e -sfigurata a guardarla, la qual subito che -ebe riguardata la città e e' paesi, allora -subissò ogni cosa infino in abisso: e qui -è molto pericoloso passaggio. E da Rodi -a Cipri sono bene v. cº. mª., o sia leghe -lombarde<a class="tag" id="tag21" href="#note21">[21]</a>; e chi volessi, poterebe andare -in Cipri sanza andare in Rodi, lasciando -Rodi da costa. -</p> - -<h3 id="niccosia">DELL'ISOLA DI CIPRI, NICCOSIA -E FAMAGOSTA.</h3> - -<p> -Cipri è molto bella isola e molto grande, -e ivi sono <span class="smcap lowercase">IIII</span>º. principali città. A -Niccosia è uno arcivescovo, e <span class="smcap lowercase">III</span> vescovi -nel paese. Ivi è Famagosta, uno de' principali -porti del mondo, dove arrivono cristiani, -saracini e greci e d'ogni nazione; -similmente e genovesi. Ivi è una montagna, -che si chiama Egiptia, dove sono -monaci neri. -</p> - -<p> -<span class="pagenum" id="Page_37">[37]</span> -</p> - -<h3 id="dismas">LA CROCE DI DISMAS.</h3> - -<p> -E quivi è la croce di Dismas, com'è -detto di sopra. -</p> - -<h3 id="ilarione">DOVE GIACE IL CORPO DI SANTO GIROLAMO -E DOVE GIACE SANTO ILARIONE.</h3> - -<p> -In Cipri giace santo Ieronimo, di cui -li cristiani fanno gran festa, e nel castello -d'Amore giace el corpo di santo Ilarione, -el qual fa el Re guardare degnamente. -Appresso a Famagosta nacque -santo Barnaba apostolo. In Cipri si caccia -con papioni, e quali s'asomigliono -a' leopardi, e seguitono molto le bestie -salvatiche, e sono alquanto magiori de' lupi, -e sono più fieri che' cani: e cacciasi -ancora con cani dimestichi; ma li papioni -sono più forti. Ivi è molto più caldo che -non è di qui. Di Cipri si va per mare verso -Gierusalem e verso a altri luoghi che tengono -saracini; e passono al tempo buono -di vento in uno giorno naturale. -</p> - -<h3 id="portiro">DEL PORTO DI TIRO.</h3> - -<p> -El porto di Tiro, el quale è al presente -chiamato Sur, è l'entrata di Suria. Ivi -soleva esere una bella città de' cristiani. -<span class="pagenum" id="Page_38">[38]</span> -ma e saracini l'ànno distrutta la magior -parte, e curiosamente guardono el porto, -sì per paura de' cristiani, quanto possono -per utile che ànno di lor passaggio. Di là -s'anderebe più ritto al porto, sanza entrare -in Egitto, ma più volentieri si va -in Egitto per pigliare riposo e vittuvaglie -nicessarie. -</p> - -<h3 id="roloni">DELLI ROLONI, GRANCHI E DELLA FONTE DI -CHE PARLA LA SANTA SCRITTURA<a class="tagtitle" id="tag22" href="#note22">[22]</a>.</h3> - -<p> -Ivi, insu la riva del mare, si truova -molti roloni e granchi: ivi è la fonte della -quale parla la santa scrittura: <i>Fons -ortorum, puteus aquarum viventium</i>. -In questa città disse la Donna al nostro -Signiore: <i>Beatus ille venter qui te -portavit, et ubera, quae suxisti</i>. Ivi -perdonò il nostro Signiore alla femmina -Cananea. Innanzi a Tiro soleva essere la -pietra sopra la quale stava el nostro Signiore -predicando, e sopra a questa pietra -fu edificata la chiesa di Santo Salvatore -verso oriente. -</p> - -<p> -<span class="pagenum" id="Page_39">[39]</span> -</p> - -<h3 id="saphon">DI SAPHON, SIDONAI, BARUTI, SIDONA -E DAMMASCO.</h3> - -<p> -È da otto leghe, sopra el mare. Saphon, -o vero Siriputa di soddomensi. Ivi soleva -dimorare el profeta Elia: ivi risucitò il -figliuolo della vedova. E da Saphon alla -città di Sidon è <span class="smcap lowercase">VI</span>. leghe. E da questa -città fu Dido che edificò Cartagine in Africa, -e al presente si chiama Sidoni. Nella -città di Tiro regniò Ageno padre di -Dido. Da Sidon a Baruti si è <span class="smcap lowercase">X</span>. leghe: da -Barati a Sidonai è <span class="smcap lowercase">III</span>. giornate; e da Sidonai -a Damasco <span class="smcap lowercase">V</span>. leghe. Chi vuole andare -più di lungo per mare, e più aprossimarsi -a Gierusalem, vada in Cipri al -porto del Giaffo, e questo è il più propinquo -porto alla città di Gierusalem, e non -è altro che una giornata e mezo, che sono -<span class="smcap lowercase">XVI</span>. leghe. -</p> - -<h3 id="giapho">DEL GIAPHO CHE EDIFICÒ IAPHET.</h3> - -<p> -Questa città è chiamata Giaffo per un -figliuolo di Noè chiamato Iaphet, el quale -la edificò; ma al presente è chiamata -Giaffo. E sapiate, che questa è la più antica -città del mondo, però che innanzi al -diluvio fu edificata. -</p> - -<p> -<span class="pagenum" id="Page_40">[40]</span> -</p> - -<h3 id="andromades">DI ANDROMADES GIUGANTE.</h3> - -<p> -Ancora lì pare dove fu appicato le catene -di ferro, delle quale in prigione stette -legato un gran gigante, detto Andromades -innanzi al diluvio, el quale aveva -una ischiena lunga piedi <span class="smcap lowercase">XL</span>. Item, chi -giugnie al sopradetto porto di Tiro, chi -vuole va per terra infino a Gierusalem, e -chi vuole vae da Tiro infino alla città di -Dacon in uno dì. E soleva chiamarsi Acon -Tolomanda, e già fu una città de' cristiani, -o vero di Cicilia, assai bella: al presente -è molta guasta. E viensi infino ad -Acom per mare e sì vi sono <span class="smcap lowercase">VIII</span>. leghe -lombarde. E di Calabria infino alla cittade -di Acom per mare sono Mille <span class="smcap lowercase">CCC</span>º. leghe -lombarde. E l'isola di Crete è nel mezo -della via. Item, apresso alla città di Acom, -verso il mare, sono stadii <span class="smcap lowercase">CC</span>º<span class="smcap lowercase">XX</span>. inverso -el mare dalla destra parte: inverso el -mezzo dì è el monte Cannello, ove dimorava -Elia profeta. Qui fu trovato il primo -ordine de' frati Carmelliti: el monte non -è però molto grande nè alto, ma a piede -di quel monte soleva essere una buona -città di cristiani, che si chiamava Caiphas; -imperò che Caiphas la edificò, ma -<span class="pagenum" id="Page_41">[41]</span> -ora è quasi tutta guasta. Dalla sinistra -parte del monte Carmello è una villa chiamata -Sapha, e in quel luogo giace il corpo -di santo Iacopo e di santo Giovanni; -e nel luogo dove nacquono è una bella -chiesa. -</p> - -<h3 id="ichiri">DEL GRANDE MONTE, CHIAMATO -LA SCALA DI ICHIRI.</h3> - -<p> -E da lì infino al grande monte, chiamato -la Scala di Ichiri sono stadi <span class="smcap lowercase">C</span>º. -Item, qui appresso corre una piccola riviera, -chiamata Belchoni. Quivi apresso -è una fossa, Viemoni chiamata, e è tonda -e larga <span class="smcap lowercase">C</span>º. cubiti, la quale è piena di granelle -bianche lucente, delle quale si fa -vetro bello e chiaro: qui viene la gente a -torre di quele granelle per mare con nave, -e per terra con carri; e quando questa -fossa è vota, la mattina si truova piena -come era di prima; e dentro a questa -fossa sempre è vento e romore e rimescola -le dette granella maravigliosamente; -e chi mettessi alcun metalo in questa -fossa fralle granelle, quelo metalo si -convertirebe in grane o vero in vetro; e -chi mettessi vetro fatto di quele granelle, -si convertirebe in granelle come era in -<span class="pagenum" id="Page_42">[42]</span> -prima. Questa si è una bella città e popolata, -e alcuni dicono che quela fossa è -uno spiraglio di mare arenoso. Item, dal -luogo sopra detto si va a la città di Palestina -in <span class="smcap lowercase">IIII</span>º. giornate. Questa città fu di -philistei, ora è chiamata Ghaza. Questa -è una bella città, ricca e apopolata: e -alquanto di sopra di questa città portò -il forte Sansone le porte sopra uno alto -sasso. -</p> - -<h3 id="sansone">COME SANSONE AMAZÒ E FILISTEI -AL PALAZO.</h3> - -<p> -E, quando fu presso a quella città, -amazò sè stesso nel palazo del Re insieme -con molte migliaia di philistei, e quali -avevono acciecato, e toso e prigionato; -e perchè si schernivono di lui, però fece -rovinare il palagio sopra loro. -</p> - -<h3 id="cesaria">DI CESARIA E DEL CASTELLO DE' PELLEGRINI, -DI ASCALON, DEL GIAPHO, E COME -IN BABILLONIA DIMORA EL SOLDANO.</h3> - -<p> -E di là si va alla cità di Cesaria e poi -si va al Castello di pellegrini, e poi a -Scalona, e poi al Giaffo, e poi a Ierusalem; -e chi vuole andare per terra, primamente -va verso Babillonia, ove comunemente -<span class="pagenum" id="Page_43">[43]</span> -dimora il Soldano, per impetrare -grazia da lui d'andare più sicuramente -per lo paese. E per andare in monte Sinai, -si vae innanzi che si vada in Gierusalem, -e poi, ritornando per Gierusalem, si va -per Ganza inverso il castello di Tiro. -Dappoi s'esce di Soria e entrasi nelli -diserti, dove el Nillo è tutto sanguinente. -Dura questo diserto <span class="smcap lowercase">VII</span>. giornate, ma -tutta via truovasi abergo di giornata in -giornata, ove si truova vittovaglie opportune -per l'uomo: in sua lingua chiamono -questo diserto Alilech. E uscendo fuori di -questo diserto, s'entra in Egitto, da lor -chiamato Canopat<a class="tag" id="tag23" href="#note23">[23]</a> in suo linguagio, e -altri il chiamano Aielfini. E truovasi prima -una bella città, chiamata Balcem, e -sta nella fine del reame, e di là si va a -Babillonia al Cairo. In Babillonia è una -chiesa di nostra Donna, dove ella dimorò -<span class="smcap lowercase">VII</span>. anni, quando ella fuggì della terra di -Giudea por timore del Re Erode: quivi -giace il corpo di santa Barbera vergine. -Quivi stette Ioseph da poi che fu venduto -da' frategli. Quivi fece mettere Nabuchodonosor -<span class="pagenum" id="Page_44">[44]</span> -nel fuoco e <span class="smcap lowercase">III</span>. giovinetti, -in ebreo chiamati Anania, Azaria e Missael, -sì come testimonia Salamone. Ma -Nabuchodonosor gli appellava Sidrach, -Misach e Abdenago, che suona: <i>Dio -glorioso, Dio virtuoso, Dio sopra ogni -reame</i>: e questo fu per lo miracolo -che si vidde, stando loro nel fuoco ardente. -Quivi dimora il Soldano nel suo -calahelich, cioè al Cairo, perchè quivi -comunemente è la sua sedia in un bello -castello grande e forte e sta sopra a un -sasso; e in quel castello stanno sempre -(standovi el Soldano, per servire lui e per -guardia del castello) <span class="smcap lowercase">VI. </span> mila persone o -più, le quali vivono tutte della corte del -Soldano di tutto quello che gli fa bisognio. -Io lo debo ben sapere, perchè io fu' gran -tempo suo soldato contro alli ordini e nelle -sue guerre. Egli m'arebe altamente meritato, -sì come grande principe terreno, -se io avessi voluto rinnegare el mio creatore -Giesù Cristo: di ciò io non avevo volontà -per tutto quello che egli m'avessi -potuto promettere nè donare. E sapiate, -che il Soldano è signiore de' suoi reami -che à acquistati e apropriati per forza, -come del reame di Canopate, del reame -<span class="pagenum" id="Page_45">[45]</span> -d'Egitto e del reame di Gierosolimitani, -ove Davit e Salamone erono Re; del -reame di Allappeni, della terra di Emat -e del reame di Soria, ove è capo la città -di Soria, di Damasco; e del reame di Arabia, -che fu d'uno de' tre Re, che andorono -a presentare al nostro Signiore -quando nacque; e molte altre terre tiene -in sua possanza. E appresso a ciò si è Caliobe<a class="tag" id="tag24" href="#note24">[24]</a>, -che è una grande cosa. El Soldano -in suo linguaggio è sopra a <span class="smcap lowercase">IIII</span>º. Re, -e nel paese della Soria e' solevavi esere -<span class="smcap lowercase">V</span>. Soldani, e al presente non ve n'è se -none uno, che è in Egitto. Il primo Soldano -fu Zaratone, che fu di Media, e fu -padre del Soldano il qual prese il Calife -di Egitto, e uccisselo e fu Soldano per -forza: e poi fu Soldano Saladino, nel tempo -del quale il Re Ricardo d'Inghilterra, -con molti altri, guardorono il passaggio -di Rocasse, che il Soldano non poteva -passare. Dappoi Saladino regniò suo figliuolo -Orlandino, e poi suo nipote. E poi -li Mamaluchi, e quali erono come schiavi -in Egitto, feciono la loro possanza ed elessono -uno di loro, uno Soldano, il quale -<span class="pagenum" id="Page_46">[46]</span> -si fece nominare Melchesela. Nel tempo di -costui entrò nel paese il Re di Francia, -Santo Aluigio, e con lo Soldano combattendo, -fu preso e messo in prigione; e dipoi -fu morto questo Soldano da' suoi servi -medesimi, e quali dapoi elesono un altro, -chiamato Turpino per farlo Soldano. Costui -dappoi liberò santo Aluigio, perchè -egli si riscosse. E poi un altro sì regniò -de' suoi Mamaluchi, chiamato Cathas. Costui -uccise Turpino per esere Soldano, e -fecesi nominare Melachamech: e da poi -uno di questi mamaluchi, per aver la signioria, -fecesi chiamare Melchey. Nel suo -tempo entrò el buono Re Adovardo di Inghilterra -in Soria, e fece grande danno -a' saracini: poi fu questo Soldano imprigionato -in Damasco dal suo figliuolo, il -quale doveva regniare dipoi lui, e fecesi -nominare Malech Saith; ma un altro possente -uomo, chiamato Elphiel, cacciò lui -fuori del paese e fecesi Soldano. Costui -prese la città di Tripoli e distrusse di -molti cristiani dell'anno di grazia Mille -dugento novanta nove. Ma poi fu imprigionato -da uno altro che voleva esere Soldano, -ma costui fu subito morto. E di poi -fu il figliuolo de Eliphini Soldano, e costui -<span class="pagenum" id="Page_47">[47]</span> -si fece nominare Meleche Aserach. -Costui prese la città d'Acom, e incarcerò -tutti e cristiani, poi fu lui imprigionato. -Da poi fu suo fratello fatto Soldano, e fu -nominato Ginthelboga, e fu preso, e imprigionollo -nel castello di monte reale e -fecesi Soldano per forza; e fu costui Tartaro, -ma gli malmaluchi gli discacciorono -del paese, e feciono un altro Soldano del -paese, chiamato Lichim. E costui si fece -nominare Melechimanser, il quale<a class="tag" id="tag25" href="#note25">[25]</a> giucando -un giorno a scacchi, el cavaliere, -con chi lui giucava, crucciato con lui, -prese la spada del Soldano che gli era -presso, e con quella spada lo uccise. Dappoi -furno in grande discordia per fare un -Soldano, ma finalmente s'accordorono che -fussi fatto Melchinaser, il quale Viterga -aveva posto in prigione a monte Reale. Costui -regniò gran tempo e governossi saviamente -e sanamente, sì che il primo -genito dopo lui fu eletto Soldano, e fu nominato -Melechinade, il quale uccise il -suo fratello secretamente per aver la signioria -e fecesi nominare Melechinam da -Vuroni: e costui era Soldano quando mi -<span class="pagenum" id="Page_48">[48]</span> -parti' del paese. Item, sappiate, che 'l Soldano -può trarre del paese d'Egitto, pure -solamente di quegli che stanno a sua providigione, -più di dugento migliaia d'uomini -d'arme: e di Soria e di Turchia e -di altri paesi se ne può cavare più di cinque -cento migliaia, sanza la comune gente -del paese; imperò che questi stanno -tutta via a posta sua provigionati sanza -gli amiragli ch'egli governa. Ma la comune -gente del paese è sanza numero, e ciascuno -cavaliere à di provigione sei mila -fiorini l'anno; ma egli è di bisognio che -ciascun di loro tenga dumila cavagli e -uno camello; e sono gli amiragli spersi -per le città e per le ville. Li quali amiragli -governono questa gente, l'uno quatrocento, -l'altro cinque cento; chi più e -chi meno: e tanto ha di provigione uno -amiraglio solamente, come tutti e soldati -a lui sotto posti; e però quando il Soldano -vuole mettere suso un cavaliere o uno altro -uomo<a class="tag" id="tag26" href="#note26">[26]</a>, egli lo fa amiraglio; ma quando -viene una carestia, e cavalieri sono poveri, -e vendono e cavagli e l'arme loro. -<span class="pagenum" id="Page_49">[49]</span> -Item, lo Soldano à <span class="smcap lowercase">IIII</span>º. femine, una cristiana -e <span class="smcap lowercase">III</span>. non cristiane; l'una in Ierusalem, -l'altra in Damasco e l'altre due -in Ascalona; ma elle si trasmutono all'altre -terre, e 'l Soldano le va a vicitare -quando gli piace. Queste <span class="smcap lowercase">IIII</span>º. sono sue -moglie; delle amiche n'à lui quante ne -vuole, perchè lui si fa venire innanzi -delle più belle e più nobili del paese, e -quelle che gli piacciono le fa guardare onorevolmente; -e quando vuole giacere con -una amica, lui se ne fa venire molte innanzi: -tutte ben guardate, manda o vero -getta l'anello del suo dito a quella che -più gli piace: prestamente quegli a chi -apartiene la mena a bagniare, e poi a vestirla -e adornarla molto nobilmente: e -così fa ogni volta che gli piace, e di -notte la conducono a la sua camera innanzi -al Soldano. Non viene niuno forestieri -imbasciadore che non sia vestito di -drappo d'oro, o vero di camozato, a modo -che' saracini vestiti sono. E conviene che -così tosto, come eglino lo veggono o alle -finestre o in nessuno altro luogo, e sia -chi si vuole, conviene che s'inginocchino -e bacino la terra, imperò che questa è -l'usanza di tutti quegli che gli vogliono -<span class="pagenum" id="Page_50">[50]</span> -parlare. E mentre che gl'imbasciadori -parlono con lui, la gente del Soldano -stanno intorno a loro con ispade e con -lance in mano, a modo che per ferire a -ogni ora, quando gli dicessino cosa che -dispiacessi al Soldano. E però niuno forestiero -richiede cosa alcuna al Soldano -che non gliela conceda, pur che ella sia -cosa ragionevole e che non sia contro a -la sua legge. E similmente fanno gli altri -principi, però che egli dicono, che niuno -debbe venire innanzi al Soldano, se non -per migliorare. E alla partita dee esere -più lieto che nella venuta al suo cospetto. -E sappiate che questa Babillonia, della -quale io ò parlato, dove dimora il Soldano, -non è già la grande Babillonia, dove -fu trovato la diversità delle lingue per lo -divino miracolo, quando la grande torre -di Babel fu cominciata, le mura della -quale torre erono già fatte alte <span class="smcap lowercase">LXIIII</span>º. -stadii. La qual si è ne' grandi diserti di -Arabia, sopra il camino dove si va inverso -Caldea. Ma già è gran tempo che -niuno ardisce andare nè aprossimare a -questa terra, perchè ella è diserta e abandonata; -e quivi d'intorno non abita altro, -che grande multitudini di dragoni e -<span class="pagenum" id="Page_51">[51]</span> -di serpenti e altre bestie velenose, sicondo -che gli uomini dicono di quel paese. -</p> - -<h3 id="nebroth">DELLA GRANDE BABILLONIA, LA QUALE -EDIFICÒ NEBROTH PRIMO RE.</h3> - -<p> -Questa città aveva di circuito intorno -alle mura <span class="smcap lowercase">C</span>º<span class="smcap lowercase">XL</span>. leghe<a class="tag" id="tag27" href="#note27">[27]</a> sì come si può istimare -e comprendere; e quantunque si chiami -la terra Babillonia, non dimeno qui -erono ordinate molte case e abitazioni e -gran palazzi: e conteneva la detta terra -gran paese di circuito, come ò detto, perchè -la torre teneva per quadro dieci leghe. Questa -terra edificò Nebrotto Re; questo fue -Re di quel paese; e costui fu il primo Re -del mondo, e fece fare una immagine al -nome di suo padre, e costringeva tutti e -suoi subgetti ad adorarla; e similmente -fece Nino, di suo padre: così cominciorono -gl'idoli. La detta torre, insieme con la città, -era ben posta e in un bel paese e piano, -el quale si chiama ancora el piano di -Senziar: le mura della terra erono alte <span class="smcap lowercase">CC</span>. -cubiti ed erono grosse <span class="smcap lowercase">L</span>. cubiti, e sì v'era -una fiumara di Eufrates pel mezo della città, -ma Dario Re di Persia gli tolse il fiume -e distrusse la città e anche la torre. -</p> - -<p> -<span class="pagenum" id="Page_52">[52]</span> -</p> - -<h3 id="redario">COME IL RE DARIO PARTÌ EL FIUME IN -QUATTRO MILA SECENTO RIVOLI PICCOLI -PER LO GIURAMENTO CH'EGLI AVEVA FATTO -A DISPARTIRLO.</h3> - -<p> -Questo Dario Re partì el fiume in -<span class="smcap lowercase">IIII</span>º. m. e <span class="smcap lowercase">VI.C</span>º. piccoli rivoli, però che -aveva giurato ch'egli spartirebbe el fiume -per forma, che una femina lo potrebe -passare sanza spogliarsi<a class="tag" id="tag28" href="#note28">[28]</a>, imperò ch'egli -aveva perduti di molti cavalieri, i -quali, volendo passare il fiume, si affogorono. -E da Babillonia, dove dimora il -Soldano, per la via diritta tra uriente e -settentrione, verso di questa grande Babilonia, -è quasi <span class="smcap lowercase">XL</span>. giornate e la magior -parte del viaggio sono diserti; e questa -grande Babilonia non è punto nè in dominio -nè in potenzia del Soldano. -</p> - -<h3 id="impersia">LO IMPERADORE DI PERSIA TIENE LA -GRANDE BABILLONIA.</h3> - -<p> -Anzi è sotto la signioria dello 'mperadore -di Persia. La terra di Persia si tiene -un signiore, il quale è uno delli più alti -e più nobili che sia nella parte di là, ed -è signiore dell'isola di Cathai e di molte -<span class="pagenum" id="Page_53">[53]</span> -altre isole e d'una gran parte d'India, -e confina la sua terra colla terra del prete -Giovanni. Costui tiene tanta terra, che -esso non sa e confini, ed è assai magiore -e più potente sanza comparazione che non -è il Soldano, di possanza: e dello stato di -questo signiore io ne parlerò più appieno -ch'io non ò parlato della terra e del paese -del Soldano. -</p> - -<h3 id="mecha">DELLA CITTÀ DI MECHA, DOVE -GIACE MACHOMETTO.</h3> - -<p> -Item, è la città di Mecha, la quale e pagani -chiamono Iactalo, dove giace Macometto -molto onorevolmente in un tempio, -el quale e saracini chiamono Mocchia; -da Babillonia minore, dove sta il -Soldano, infino alla città di Mecha, sono -giornate <span class="smcap lowercase">XXXII</span>. E sapiate che il reame di -Arabia è molto grande paese, ma troppi -diserti vi sono, e in quegli diserti non si -può abitare per difetto d'acque, perchè -questa terra è tutta renosa e secha e sterile; -onde non vi può esere veriditade<a class="tag" id="tag29" href="#note29">[29]</a> -nè dolceza d'acqua, imperò vi sono tanti -serpenti e diserti; e, se vi fusse fiume o -<span class="pagenum" id="Page_54">[54]</span> -fontana, la terra sarebe buona come in altri -luoghi, e sarebe tutta popolata e abitata -come altrove. Arabia dura da e confini -del reame di Caldea infino a' confini -d'Africa; e da l'altra parte confina colla -terra de Idumea verso le confini di Betron. -Nel reame d'Alida si è la degna -città di Cartagine fondata per Dido, amica -d'Enea, il qual signioregiò in Italia -e Mesopotamia, e si tene con questi diserti -ed è un gran reame. -</p> - -<h3 id="aaron">DI AARON PADRE D'ABRAAM (<i>sic</i>) E -D'EPHIEN, CHE FU GRAN TEOLOGO.</h3> - -<p> -E in questo paese si è la città d'Aaron, -ove dimorò el padre d'Abraam, e -dove Abraam si partì, per comandamento -de l'angelo. Di questa città fu Ephien, -el qual fu un gran dottore in teologia, e -un altro si fu chiamato Teofilo, il quale -nostra Donna lo salvò dal nimico. E Mesopotamia -dura dalla riviera d'Affrica fino -al fiume di Tigris e Bereninta, però -che tra questi dua fiumi è in mezo Babillonia, -poi Caldea, poi Arabia. Caldea è -un gran paese; nel quale paese, in Baldach -sopradetto, soleva dimorare il Calipho, -el qual soleva esere come imperadore -<span class="pagenum" id="Page_55">[55]</span> -d'Arabia, e papa e signiore in temporale -e spirituale; e era successore di -Macometto e di sua generazione. Questa -città di Baldach era chiamata Sutbib; -Nabuchdonosor la edificò, e qui stette -Daniel profeta, e qui vide molte divine -visioni, e qui fece la esposizione de' sogni. -Ancora sappiate che anticamente solevano -essere tre Califfi. Quello di Arabia -e di Caldea dimorava in Baldach; e al -Cairo, che è allato di Babillonia, dimorava -il Calife d'Egitto, in quel medesimo -castello dove dimora il Soldano. Dal -Soldano in qua non sono più Califi, imporò -che da lora in qua, il Soldano à usurpato -quel nome, e fassi lui chiamare -Califo per tutti gli altri. Item, sapiate, -che in Babillonia minore, dove dimora il -Soldano, si è la città del Cairo, con molte -altre grandi e belle città; e sono poste -l'una apresso all'altra. Babillonia sta -presso alla riva di Sion altrimenti nominata -Nillo<a class="tag" id="tag30" href="#note30">[30]</a>, del quale scrive Lucano; el -quale viene dal paradiso terrestre. -</p> - -<p> -<span class="pagenum" id="Page_56">[56]</span> -</p> - -<h3 id="elnilo">COME EL NILO CRESCE E DISCRESCE.</h3> - -<p> -Questa riviera del Nillo ogni volta -che 'l sole entra nel segnio del cancro, -comincia a crescere e tutta via va crescendo -mentre che il sole è in cancro e -in lione, e crescie alle volte tanto, che si -alza <span class="smcap lowercase">XX</span>. cubiti o più, e allora fa gran -danno alle vignie. Onde spesso viene nel -paese gran carestia per troppa umidità; -e simile, quando la riviera è troppo piccola, -v'è carestia per difetto d'umido. -Quando il sole entra nel segnio della vergine, -scende a poco a poco il fiume infino -a tanto che entra el sole nel segnio della -libbra. Questa riviera vien correndo dal -paradiso terrestre per mezo gli diserti -d'India, poi entra sotto terra. Per lungo -e gran paese corre sotto terra, e poi escie -fuori d'una montagna che si chiama Aloch, -la quale è tra India e Tiopia, dilungi -dall'entrata di Etiopia trenta giornate. -E quella tal montagna circunda Etiopia -e Mortagia, e va dilungo, costeggiando -la terra di Egitto, insino alla terra dello -Imperadore, che è nella fine d'Egitto; e -quivi si sparge in mare. E intorno alla -detta riviera vi stanno molti uccelli chiamati -ibis. -</p> - -<p> -<span class="pagenum" id="Page_57">[57]</span> -</p> - -<h3 id="degitto">DEL PAESE D'EGITTO, E DE LA CAGIONE -PERCHÈ QUIVI SONO UOMINI ASTRONOMI.</h3> - -<p> -Egitto è un lungo paese e stretto perchè -non si può distendere per mancamento -d'acqua, sì che tutto el paese è tanto -lungo dalla riviera, quanto l'acqua può -bagniare la terra e adacquarla, e tanto el -paese è largo, perchè quivi piove nulla -o poco, e lì non possono avere acqua, se -non da quella riviera; e perchè in quel -paese non piove, se non rade volte, però -l'aere è puro e chiaro; e però quivi sono -di buoni Astrolagi, però che non truovono -nuvole che gl'impaccino. Item, la -città del Cairo è maggiore che quella di -Babillonia ed è posta alquanto di sopra -alla riviera sopradetta verso e diserti. In -Egitto sono due parte, alta e bassa; l'alta -verso Etiopia, e la bassa verso Arabia. -In Egitto è la terra di Ramasa e quella -di Iessem. Egitto è un forte paese per cagione -dell'aspre montagnie che con gran -fatica si passono. In Egitto, inverso oriente, -è il mar rosso, il quale dura infino -alla città di Cascon; e verso occidente -è la terra di Libia, la quale è terra secca -e sterile perchè ella è troppo calda; et è -<span class="pagenum" id="Page_58">[58]</span> -la terra chiamata Such, et è verso mezzo -dì di Etiopia e verso Bisa e verso el diserto, -e dura fino a Siria, e così è il paese -forte da ogni canto. Egitto è di lungheza -bene xv. giornate e più di largo tanto. -</p> - -<h3 id="nubiani">DELLE ISOLE D'EGITTO E DELLI NUBIANI -CHE NASCONO NERI COME MÔRI.</h3> - -<p> -E tra Egitto e Nubia sono bene <span class="smcap lowercase">XII</span> -giornate del diserto. Sono e nubbiani cristiani; -nascono neri come môri per la -grande calidità del sole. Item, in Egitto -sono <span class="smcap lowercase">V</span>. province; l'una è chiamata Saith; -l'altra Damaser; l'altra Resit, la quale -è una isola fatta per lo Nilo; l'altra Allaprandia; -l'altra, la terra di Damiata. -Damiata soleva esere molta forte città, -ma perchè e cristiani la conquistorono -due volte, e' saracini la conquistorono -due altre volte, la disfeciono e edificorono -un'altra città più lontana dal mare, -la quale e' chiamorono Damiata nuova; -sì che ora niuno dimora nell'altra Damiata. -Quivi si è uno de' porti d'Egitto e -l'altro d'Alesandria, la quale è molto -forte città; ma ella non à punto d'acqua, -salvo quella del Nilo, che v'è condotta -per vie sotto terra: e ànno le loro -<span class="pagenum" id="Page_59">[59]</span> -citerne sotto l'acqua<a class="tag" id="tag31" href="#note31">[31]</a>. In Egitto sono poche -forteze, imperò che il paese è forte -per sè stesso. Dentro e diserti d'Egitto, -già gran tempo fu uno valente romito il -quale scontrò uno gran mostro, il qual -di sopra aveva forma d'uomo infino al bellico -con <span class="smcap lowercase">III</span> gran corna nella testa, e di -sotto aveva figura di capra. -</p> - -<h3 id="monstro">QUI FA MENZIONE D'UNO MONSTRO, EL -QUALE TROVÒ EL ROMITO NEL DISERTO.</h3> - -<p> -Questo buono remito domandò el mostro -per parte di Dio chi lui era; e 'l monstro -gli rispose e disse, ch'egli era criatura -mortale, e che Dio l'aveva così criato, -e che egli dimorava in quel diserto -procacciando il sostegno della sua vita. -E pregò el mostro lo eremita, che volesse -pregare per lui quello Dio, el quale, -per salute la umana generazione, discese -del cielo e nacque di vergine, e passione -e morte sostenne, come noi sappiamo, e -perchè noi viviamo e siamo sostenuti. Ed -è ancora, questo monstro colle corna, in -<span class="pagenum" id="Page_60">[60]</span> -Alesandria per lo gran miracolo. Quivi in -Egitto è la città di Eliopoli, che si chiama -la città del Sole<a class="tag" id="tag32" href="#note32">[32]</a>. E in questa città -è un tempio fatto a modo di quelo di Gierusalem, -ma in quanto alla divinità non è -somigliante. Il prete del detto tempio à -perscritto el tempo d'uno uccello chiamato -Fenice, e mai non è stato altro che -uno al mondo. E sappiate che la natura -del detto uccello si è, che in capo di 100. -anni viene in sullo altare di quello tempio -a bruciarsi, e il prete, quando vede -il tempo, e lui gli apparecchia sopra all'altare -spine e zolfo vivo e altre cose che -presto s'accendono. E questo uccello si -viene a ardere e fassene cenere. Dipoi el -primo dì si truova nella cenere uno vermine, -e lo secondo giorno si truova l'uccello -fornito, e 'l terzo giorno si vola -via: e in questo modo si rinuova ogni -volta in capo di 100. anni. E sappiate -che al mondo non è altro che uno di -quella ragione uccelli; e certo questo è -gran miracolo di Dio! E si può bene assomigliare -questo uccello a Dio, imperò -che Dio non è altro che uno, e perchè il -<span class="pagenum" id="Page_61">[61]</span> -nostro Signore risucitò el terzo dì. E questo -uccello si vede spesse volte volare nelle -parte di Arabia e intorno a questo -luogo; e non è già più grande che una aquila, -e à una cresta sopra la testa più -grande che non à el pagone. -</p> - -<h3 id="fenice">COME È FATTA LA FENICE.</h3> - -<p> -E à el collo giallo, di colore d'uno -oro be' lucente; e à el dosso indo, e à -le alie di purpura colorite, e à la coreggia -rossa pel traverso, e il collo rosso, ed -è bello da vedere al sole, però che luce -molto nobilmente. In Egitto sono giardini -che rendono frutto due volte l'anno: -ivi si truova di begli smeraldi e assai, -imperò che quivi n'è gran mercato. E -quando una volta piove in Egitto, tutto -el paese s'empie di ratti. Item, al Cairo -si mena a vendere comunemente uomini e -femine d'altra legge, e fassi di loro come -qua si fa di bestie menate al mercato. -</p> - -<h3 id="delcairo">DEL CAIRO E DE LE COSE CHE VI SONO.</h3> - -<p> -Qui è una stanza comune nella città, -quale è piena tutta di piccoli pertugi e tutte -le femmine della villa portono uova di -galline e d'anitre e d'oche e mettonle in -<span class="pagenum" id="Page_62">[62]</span> -detti pertusi, e gli guardiani della casa, -che sono diputati a ciò, metton le dette -uova in isterco di cavallo sanza gallina o -altro uccello, e in capo di duo settimane -o d'un mese tornano le femmine, e pigliono -e lor polli e gli nutricono; di che -el paese è molto abondevole: e questo -fanno di verno e di state. In detto paese, -e in alcuni altri luoghi di là, si truovano -per l'Ascensione pomi lunghi, e chiamansi -pomi di paradiso, e sono di buon -sapore; e chi gli taglia in due parti per -traverso, sempre vi truova dentro la figura -di santa croce: ma eglino si marciscono -fra sette giorni, e imperò non se ne -può portare in altro luogo: e' detti pomi -son buoni e dolci; e truovasi ben di questi -pomi più di cento insu nuna brocca<a class="tag" id="tag33" href="#note33">[33]</a>, -e ànno gran foglie lunghe un gumito e -quasi un piede larghe. E qui son pome -d'Adamo che ànno un morso dallato, sì -come Adamo morse el pome. E quivi sono -fichi, che non ànno foglie sopra e rami, e -sono chiamati fichi di Faraone. -</p> - -<p> -<span class="pagenum" id="Page_63">[63]</span> -</p> - -<h3 id="balsamo">COME SI COGLIE IL BALSAMO, E DOVE NASCE, -E COME NON FRUTTIFICA SE NON SI LAVORA -PER MANO DE' CRISTIANI, E COME -SI CONOSCE.</h3> - -<p> -Item, appresso il Cairo, fuori della -città, è il campo dove nasce il balsamo, -e e' viene di piccoli albucegli, che non -sono più alti che alla spalla d'uno comunale -uomo; e assomigliasi el legnio di -questi alberi alle vite salvatiche. E in -questo campo sono due fonte, delle quali -ne fece una el nostro Signiore co' suoi -piedi, sendo piccolo, quando giucava cogli -altri fanciugli. Questo campo non è -così ben serrato, che non si possa bene -entrare, salvo che nel tempo che si ricoglie -el balsamo; però che allora è guardato -per modo, che niuno vi potrebbe entrare. -Questo balsamo non cresce in altro -luogo che in questo, e le piante che sono -trapiantate altrove crescono, e mai non -fanno frutto, e tagliasi la brocca de l'albucello -con uno legnio acuto, o vero con -uno osso acuto, perchè chi gli tagliassi -foglie con ferro, ne corromperebe la virtù -o natura. E le foglie di quelle non rendono -odore niuno: e saracini chiamono questo -<span class="pagenum" id="Page_64">[64]</span> -legnio Cubth blaso; e 'l frutto che -alquanto s'asomiglia alle cube, egli el -chiamono Gubalze, e dicono e saracini, -che il balsamo lavorato da' cristiani fruttifica, -e mai non fruttifica se fussi lavorato -per altri; e questo ànno loro più -volte esprementato. E altri dicono, che -'l balsamo cresce in India, nel diserto -dove Alesandro parlò agli alberi del -sole e de la luna, ma io non l'ò veduto -perchè io non vi fu' tanto innanzi, -però che vi sono troppi pericolosi passaggi -a andare. E sapiate che colui che non -si intende bene del balsamo, debe ben -guardare come lo compera, perchè di leggieri -può essere ingannato, però che alcuni -vendono una gomma terbentina, con -la quale mescolano alquanto del balsamo -per dare odore. Alcuni quocono il legnio, -col frutto del balsamo, in olio, e dicono, -che quello è balsamo. Altri fanno distillare -chiodi di gherofani e di spigonardo -e altre spezie odorifere, e chiamono quelo -liquore, balsamo, in modo che ne sono -ingannati molti gran Signiori, che si credono -avere balsimo, e ànno nulla; però -che e saracini el contrafanno per ingannare -e cristiani; e questo ò io veduto e -<span class="pagenum" id="Page_65">[65]</span> -provato. E ancora gli speziali il sosfisticono<a class="tag" id="tag34" href="#note34">[34]</a> -da capo, dove è ancora piggiore; -ma acciò che voi non siate ingannati, vi -insegnierò come voi il potrete provare -e conoscere il vero balsamo. Voi dovete -sapere, che il balsamo naturale è bene -chiaro e di colore citrino e à forte grande -odore, e si<a class="tag" id="tag35" href="#note35">[35]</a> l'è spesso o rosso o nero -el è sosfisticato. Item, se voi mettete -un poco di balsamo insu la palma della -vostra mano e tenetela verso il sole, se -sarà buono e fine, voi non poterete tenere -nè sofferire la mano inverso il calore -del sole. Item, pigliate un poco di balsamo -insu nuna punta di coltello e toccatene -el fuoco; se arde è buon segnio. -Item, mettete un poco di balsamo in una -scodella, dove sia latte di capra; se gli è -buono, subito el latte si rappiglia. Item, -mettete un poco di balsamo in un piattello -d'ariento o in uno piccolo bacino -pieno d'acqua chiara, e poi movete e mescolate -forte l'acqua; che se 'l balsamo è -<span class="pagenum" id="Page_66">[66]</span> -vero e perfetto, l'acqua di nulla si conturberà; -e se 'l balsamo è sosfisticato, -l'acqua inturbidirà; e, sendo il balsamo -fine, caderà al fondo del vaso al modo -che fussi ariento vivo, perchè il balsamo -fine, due volte più pesa che il sosfisticato. -Ora, da poi che io v'ò parlato del balsamo, -io vi parlerò delle cose che sono di -là da Bambellonia oltre al fiume di Nair, -verso il diserto, tra Africa e Egitto. Qui -sono e granai di Ioseph, i quali lui fece -fare pel governo delle biade per supplire -agli anni di carestia; e sono di pietra molto -ben murati, delli quali due sono grandi -e alti a maraviglia, e gli altri non sono -così grandi nè sì alti. Ciascun granaio à -una gran porta per entrata, e sono alquanto -alti da terra, perchè la terra è guasta e -cascata dappoi che i granai erono fatti. -Quivi dentro stanno molti serpenti. In -questi granai, da lato di fuori, sono molte -lettere intagliate di diversi linguaggi; -e alcuni dicono che queste son tombe, -che vuol dire sepulture antiche di gran -signiori; ma questo non è vero, perchè -comune fama è per tutto el paese, e da -presso e da lungi, che questi sono i granai -di Ioseph; e così è el parere di tutti -<span class="pagenum" id="Page_67">[67]</span> -quegli del paese, e ànno loro croniche per -altre regione<a class="tag" id="tag36" href="#note36">[36]</a>. E se queste fussino sepulture, -elle non sarebono vote dentro, e non -arebono porte per entrare, nè non sarebono -di tanta grandeza e alteza. Per la quale -ragione non è da credere, che ciò sieno -tombe. Quivi in Egitto sono diverse lingue -e diverse lettere altrimenti che non -sono altrove, e sì ve le discriverrò, come -sono fatte e a che modo egli le chiamono, -acciò che voi sappiate la diferenzia -tra questi<a class="tag" id="tag37" href="#note37">[37]</a>. -</p> - -<p> -Prima ch'i' proceda più oltre, io vi -vo' dinotare el viagio dove si va diritto a -Babillonia, dove dimora il Soldano, el -quale è a l'entrata d'Egitto, imperò che -molte gente vanno in prima là, e poi al -monte Sinai, e poi ritorneno per Gierusalem, -come altre volte v'ò detto, perchè -egli fanno prima el più dilungi peregrinagio, -poi ritornono per lo più brieve, -quantunque il più brieve sia il più degnio, -cioè Gierusalem, perchè niuno altro -peregrinagio può comparare a quello. -Ma per più sicuramente e aconciamente -<span class="pagenum" id="Page_68">[68]</span> -fornire il lungo e il brieve, si va prima al -più lungo, e poi al più presto. Ma chi volessi -andare a Babillonia per altra via e -più brieve che queste parti occidentali, -che io ho di sopra ricordate e così d'altre -parti propinque a quelle, vassi per la -Francia e per la Borgogna e per Lombardia. -Non è bisognio di nominare le città, -nè le ville di questo camino, però che il -camino è assai netto e sicuro e conosciuto -da molte nazione e gente. -</p> - -<h3 id="quantevie">PER QUANTE VIE S'ENTRA IN MARE -PER ANDARE IN GIERUSALEM.</h3> - -<p> -Molti porti sono, per li quali s'entra -in mare: alcuni entrono a Genova e alcuni -a Vinegia: questi passono per mare, -per lo Adriano, chiamato il golfo di Vinegia, -el qual divide da quella banda -Italia da Grecia. Altri vanno a Napoli, -alcuni a Roma e da Roma a Brondusio. -Per questi luoghi s'entra in mare e per -più altri luoghi, dove son porti; e vassi -in Toscana per Campagnia, per Calabria -e per Cicilia, la quale è grande isola e -molto buona. In questa isola di Cicilia è -un giardino verde e fiorito da ogni stagione, -sì di verno come di state: questa -isola circunda bene <span class="smcap lowercase">CCC</span>º. <span class="smcap lowercase">L</span>. miglia. -</p> - -<p> -<span class="pagenum" id="Page_69">[69]</span> -</p> - -<h3 id="cicilia">DELL'ISOLA DI CICILIA E DI CERTE MANIERE -DI SERPE CHE CONOSCONO E FIGLIUOLI -LEGITTIMI DA' BASTARDI, E DEL MONTE -MUNGIBELLO.</h3> - -<p> -Al contrario<a class="tag" id="tag38" href="#note38">[38]</a> tra Cicilia e Italia non -è altro che un piccolo braccio del mare, -el qual si chiama il Farro di Messina. Cicilia -si è tra el mare Adriano e el mare di -Lombardia, e da Cicilia in Calabria non -sono altre che <span class="smcap lowercase">VIII</span>. leghe lombarde. In Cicilia -è una maniera di serpenti e qua' conoscono -e figliuoli ligittimi da' bastardi, -perchè e padri loro, che vogliono vedere -la pruova, lasciono andare le serpe intorno -a' detti figliuoli; e se gli mordono, -sono bastardi, e se non gli danno noia, -sono ligittimi e di ligittimo matrimonio -nati. E questo fanno molti per vedere se -ànno figliuoli ligittimi o no. Item, in quella -isola è il monte Ethna, el quale sempre -arde, e chiamasi Mungibello e Vulcano, -ove ardono due fuochi e gettono diverse -fiamme e diversi colori; e per la mutazione -di queste fiamme, sanno le gente del -<span class="pagenum" id="Page_70">[70]</span> -paese quando sarà carestia e buona derrata, -freddo e caldo, umido e secco, e -universalmente conoscono a che modo si -governa il tempo di Italia: e questo Vulgano -sono <span class="smcap lowercase">XXV</span>. miglia, e dicesi che questa -bocca è dello 'nferno. -</p> - -<h3 id="portopisa">DELLA VIA CHE VA PER LO PORTO DI PISA.</h3> - -<p> -Item, chi va per Pisa, come alcuni -vanno, truova uno braccio di mare, per -lo qual si va agl'altri porti di que' confini, -e montasi in mare, e passasi per l'isola -di Igioph, la quale è de' genovesi; e -dipoi s'arriva in Grecia, al porto della -città di Miroto, e al porto di Vallona, -verso il porto di Durazo, el quale è del -duca di Durazo. E da altri porti, per questa -banda, si va infino in Gostantinopoli. -</p> - -<h3 id="rodicre">DELLA VIA CHE VA DALL'ISOLA DI RODI -A L'ISOLA DI CRETE, E DA CRETE ALL'ISOLA -DI CIPRO.</h3> - -<p> -Poi si va per acqua infino a l'isola di -Rodi e a l'isola di Crete, e dall'isola di -Crete all'isola di Cipro; e così da Vinegia -a Costantinopoli si va per la via diritta -per mare, et èvvi circa 1880. miglia. E -poi da Gonstantinopoli si va a Rodi per -<span class="pagenum" id="Page_71">[71]</span> -mare, et èvi 160. leghe; e da Rodi in Cipro -si fa 500. leghe. Da Cipro, andando -tutta via per lo mare, si lascia Ierusalem -con tutto el paese dalla parte sinistra, e -giugniesi infino in Egitto, e arivasi al -porto di Damiata, il qual solea esere bello -e forte. Dalla entrata d'Egitto da Damiata, -si va in Alessandria, ch'è di sopra il -mare; e in questa città fu dicollata santa -Caterina, e quivi fu martorezato san Marco -Evangelista, e quivi fu seppellito il -corpo suo, ma lo imperadore Lione fece -portare a Vinegia le sue reliquie. E quivi -è ancora una chiesa bellissima di san Marco, -tutta imbiancata senza pittura; e così -sono tutte l'altre chiese che sono di cristiani -imbiancate di dentro; però che e -saracini l'ànno imbiancate per guastare -le immagine e le istorie de' santi ch'erono -dipinte. Questa Alesandria è lunga circa -<span class="smcap lowercase">XXX</span>. stadii, ed è larga <span class="smcap lowercase">X</span>. stadii, e è bella -e nobile città. Quivi el Nillo entra in mare, -e in questa fiumana del Nillo si truova -molte pietre preziose e assai legnio aloe, -el quale è una sorte di legnio che -viene dal paradiso terresto, e adoperasi -in diverse medicine, e è assai caro. D'Alesandria -si va a Bambillonia, dove dimora -<span class="pagenum" id="Page_72">[72]</span> -el Soldano, la quale è di sopra la diritta -riviera del Nillo<a class="tag" id="tag39" href="#note39">[39]</a>. E questo è il più -brieve camino che si faccia per andare -diritto a Bambillonia. Perseverando, io -vi mosterò la via di Bambillonia al monte -Sinai, ove giace il corpo di santa Caterina. -Partendosi d'Alessandria è bisognio -passare il diserto d'Arabia, per lo quale -Moisè v'andò e condusse il popolo d'Isdrael; -e passasi allato al fonte che fece -Moisè per la mormorazione del popolo non -trovando acqua per bere. E poi si passa -per lo fonte di Marach, di cui l'acqua -era prima amara, ma e fanciugli di Israel -gittorono dentro un legnio, e dipoi trovorono -l'acqua dolce e buona per bere. -Poi si va alla valle di Elim, nella qual -valle sono dodici fonti: e quivi erono -piante che portavono dattili, le quale -trovò Moises e Alech e gli fanciugli di -Israel. E da questa valle al monte Sinai -non è più che una giornata, e chi vuole -andare per altra via di Bambillonia, sì va -per lo mare rosso, el quale è un braccio -dello mare oceano. Per questo mare rosso -passò Moisè a piedi sechi e il popolo d'Israel, -<span class="pagenum" id="Page_73">[73]</span> -quando erono perseguitati da Faraone -Re d'Egitto. Questo mare può esere -largo circa vi. leghe: qui si somerse Faraone -con tutta la sua gente che si trovò -con lui. -</p> - -<h3 id="marrosso">PERCHÈ SI CHIAMA MARE ROSSO.</h3> - -<p> -Questo mare non è punto rosso più degli -altri mari, ma in alcuna parte v'è -rena rossa, e per questo chiamasi mare -rosso. Questo mare corre infino a' confini -d'Arabia e di Palestina. Per questo mare -si va più di quatro giornate; poi si va più -innanzi pel diserto per infino alla predetta -valle di Chelim, e di là si va al -monte Sinai. E sapiate che per questo -diserto niuno può andare a cavallo, perchè -e cavagli non possono ben bere e mangiare, -e però si passa con camegli, e quali -truovono da bere e da mangiare, perchè -mangiono rame d'albori e di bosco, e sofferiscono -da bere due o tre dì; e quando -e' truovono da bere, buono per tre dì: e -questo non poterebono fare e cavagli. -</p> - -<p> -<span class="pagenum" id="Page_74">[74]</span> -</p> - -<h3 id="sinai">DEL MONTE SINAI, OVE MOISÈ PARLÒ -CON DIO.</h3> - -<p> -Da Babillonia al monte Sinai sono <span class="smcap lowercase">XII</span>. -giornate e più e meno, sicondo el caminare; -e conviene portare per questi diserti -le vittuaglie oportune; ed è chiamato el -monte Sinai, perchè è rosso e ardente, -perchè Muises più volte su questo monte -vide il nostro Signiore in forma di fuoco, -e così il vidde nel bosco<a class="tag" id="tag40" href="#note40">[40]</a> del Rubo, el qual -gittava fiamma e non ardeva. Quivi a piè -del monte parlava Muises a Dio: quivi è -una badia di monaci bene edificata colle -porte di ferro per timore delle bestie salvatiche. -Questo è un gran convento, e -fanno li monaci bene a' pellegrini, e sono -a modo di eremiti; e non beono vino se -non ne' dì solenni, e sono molti divoti e -poveri, spezialmente faccendo penitenzia -e astinenzia assai. -</p> - -<h3 id="santacat">DELLA CHIESA DI SANTA CATERINA -E DELLA SEPULTURA SUA.</h3> - -<p> -Qui è la chiesa di santa Caterina, ove -sono molte lampane ardente: egl'ànno assai -olio d'uliva per ardere e per mangiare, -<span class="pagenum" id="Page_75">[75]</span> -e ànno per divin miracolo; imperò -che e corbi e le cornachie e gli stornegli e -gl'altri uccegli d'intorno si ragunono insieme -una volta l'anno, e vanno là come -se andassino in viaggio, e ciascun di loro -porta oliva, o vero un ramo d'ulivo, a -modo che volessino offerire, e quivi lo lasciono: -e di questo e monaci ne fanno olio, -che è gran miracolo. E poi che gl'uccegli, -che sono universalmente sanza ragione, -vanno a vicitare el corpo di questa gloriosa -vergine, certo ben si doverebon gli -uomini afaticarsi di cercarla. Item, dentro -all'altare della detta chiesa è il luogo -ove vidde Moises il nostro Signiore -nel Rubo ardente; e quando e monaci entrono -in questo luogo sì si scalzono, perchè -il nostro Signiore disse a Moisè: iscalzati, -perchè il luogo dove tu stai è -terra santa. Questo luogo chiamono e monaci -Bolzelrel, che vuol dire: ombra di -Dio. E dallato dell'altare grande sono tre -gradi, sopra li quali è la sepultura di santa -Caterina; la quale è d'alabastro, dove -giaciono l'ossa del suo corpo; e 'l proposto -de' monaci mostra le reliquie a' pellegrini, -e perquote l'ossa con uno istrumento -d'ariento, e escene alquanto olio a -<span class="pagenum" id="Page_76">[76]</span> -modo di sudore; el quale non si asomiglia -a olio nè a balsimo, anzi è più nero: e di -questo alquanto ne donono a' pellegrini, -per che non ve n'è gran quantitade. Dappoi -mostrono el capo della detta santa col -sudario, nel quale fu invilupato il suo -santo corpo infino al monte Sinai; e poi -mostrono el Rubo el quale arde sanza consumarsi, -e nel quale el nostro Signiore -parlava a Moisè, e molte altre reliquie. -</p> - -<h3 id="lampeda">COME SI ESTINGUE LA SUA LAMPEDA -QUANDO EL PROPOSTO MUORE.</h3> - -<p> -Item, quando il proposto della chiesa -muore, subito si estingue la sua lampana; -e quando e monaci ànno eletto un altro -che sia valente e sanza peccato, la -lampana per divina grazia s'accende per -lei medesima. E ciascuno di loro à una -lampana e conoscono quando alcuno di -loro deba murire, però che il lume si -tramuta e fiorisce; e se non è degnio di -lume, rimane morto. E altri dicono, che -colui che canta la messa de' morti, dopo -la messa, truova insu l'altare il nome di -colui che debe esere proposto. E di ciò io -li domandai, e non mi vollono rispondere -alcuna cosa, infino a tanto che io dissi, -<span class="pagenum" id="Page_77">[77]</span> -che non mi dovessino ascondere le grazie -di Dio e le gran cortesie che gli faceva, -ma che doverebono publicare per fare le -gente più divote. E a nascondere fanno -male, sicondo il mio parere, imperò che -e miracoli, che Dio à fatti e fa continuamente, -son testimoni della sua possanza, -come dice Davit nel psalmo: <i>Mirabilia -testimonia tua, Domine</i> ec. Allora egliono -dissono, che tutto ciò aveniva -spesse volte. Nè più da loro possetti avere. -E sappiate, che in questa badia -non entrono mosche, nè mosconi, nè pulce, -nè altre brutture per miracolo di Dio -e di nostra Donna; imperò che tante e diverse -maniere di mosche ci soleva esere, -e davono tanto fastidio, che e monaci volevono -abandonare il luogo; e già erono -usciti di fuori, e montati in sul monte per -partirsi del luogo. E allora la nostra Donna -li venne incontro, e disse loro, che ritornassino, -che più non vi troverebono -mosche, nè altre brutture; e così ritornorono -e monaci alla badia, e mai più non -vidono simile brutture. Item, innanzi alla -porta è la fonte dove Moisè percosse nel -sasso e uscinne fuori acqua. E per questa -badia si ascende per molti gradi al monte -<span class="pagenum" id="Page_78">[78]</span> -di Muisè; e quivi si truova prima una -chiesa di nostra Donna, là dove incontrò -e monaci che fuggivono per le mosche<a class="tag" id="tag41" href="#note41">[41]</a>. -</p> - -<h3 id="eliaprof">DELLA CAPPELLA DI ELIA PROFETA -CHE SI CHIAMA OREB.</h3> - -<p> -Dal più alto di questo monte medesimo -è la cappella d'Elia profeta; e questo -luogo si chiama Oreb, del quale la santa -scrittura parla: <i>Et ambulavit in fortitudine -cibi illius usque ad montem -Dei Oreb.</i> E quivi dallato è la vite che -piantò san Giovanni, e chiamasi Arzine -Scaphis: e alquanto di sopra è la cappella -di Moises, e il sasso dove Moises scampò -la paura, quando vide il nostro Signiore -a faccia a faccia: e in quello è dipinta la -forma del suo corpo; imperò che si percosse -così forte nel sasso, che tutto el -corpo sì vi ficcò dentro. Quivi apresso è il -luogo dove il nostro Signiore diede a Moisè -gli <span class="smcap lowercase">X</span>. comandamenti della legge, e ivi -è la caverna ove dimorò Moisè <span class="smcap lowercase">XL</span>. dì nel -digiuno, e murì innanzi che entrassi nella -terra di promissione; ma non si sa dove -fussi soppellito. Da questo monte si passa -<span class="pagenum" id="Page_79">[79]</span> -una grande valle per andare a un altro -monte assai più alto, dove santa Caterina -dagli angioli fu soppellita. Item, in questa -valle è una chiesa di <span class="smcap lowercase">XL</span>. martori, dove -spesso si canta la messa. E di questa -valle, ch'è molto fredda, si monta la montagna -di santa Caterina, la quale è molta -più alta di quella di Muisè. Ivi, ove fu -santa Caterina sepulta, non è chiesa nè -cappella, ma ella vi fu già e fu distrutta, -sì che ora non v'è altro che uno monticello -di pietra diritto, nel luogo ove fu -posta santa Caterina: e quello è il propio -luogo, dove il nostro Signiore diè e <span class="smcap lowercase">X</span>. comandamenti -a Moisè. -</p> - -<h3 id="soppcat">DEL LUOGO DOVE FU SOPPELLITA -SANTA CATERINA.</h3> - -<p> -E dove la vergine fu soppellita, dicono, -che tutto è un luogo; ma e' si dee intendere, -che non è un luogo, ma più luoghi, -ma è in un paese, perchè l'un monte -e l'altro è chiamato Sinai; ma una grande -via è tra l'uno e l'altro e tra loro è -una gran valle e profonda<a class="tag" id="tag42" href="#note42">[42]</a>. -</p> - -<p> -<span class="pagenum" id="Page_80">[80]</span> -</p> - -<h3 id="torrecom">COME SI DEBBA TORRE CONMIATO -DA E MONACI.</h3> - -<p> -E poi, quando sono vicitati questi santi -luoghi, si debe raccomandare a' prieghi -de' detti monaci, e torre conmiato da loro; -e egli donono a' pelegrini, i quali debono -ritornare verso Gierusalem, vittuaglie per -mangiare e per passare e diserti di Soria, -e quali durano tre giornate o più. Ancora -sappiate, che in quegli diserti abitano -molti arabi, che si chiamano bedoini e -ascopi. Questi son gente di cattiva condizione, -e non ànno case, nè mansione<a class="tag" id="tag43" href="#note43">[43]</a>, -anzi stanno sotto tende e trabache, che -e' fanno di pelle di cammegli e d'altre bestie. -E quando egl'ànno mangiato, e' vanno -cercando dove possino trovare acqua, -come è sempre nel mare rosso e altrove, -perchè questo diserto è molto difettoso -d'acqua, e sì aviene che rade volte truovono -acqua. E dove una volta truovono -acqua, l'altra volta non la truovono, e -per questo non vi fanno case, questa -<span class="pagenum" id="Page_81">[81]</span> -gente, murate. Egli non mangiono pane, -salvo alcuni che stanno apresso ad alcune -buone ville, che alcuna volta vanno là a -mangiare: e questi tali quocono le lor carne -e pesci in sulle pietre al sole. Questi -son forti battaglieri e sono sanza numero, -e sì cantono volentieri dietro alle bestie -in pastura, e di nulla si curono della lor -vita; e però non temono el Soldano, nè -alcuno altro principe; e arebono ardimento -di guerregiare con esso lui, se gli facessi -cosa che gli dispiacessi; e molte volte -ànno fatto guerra col Soldano, e massimamente -nel tempo che io ero con lui. -</p> - -<h3 id="comesarma">DEL MODO COME S'ARMA QUESTA GENTE.</h3> - -<p> -Costoro portono in battaglia una gran -targa, e invilupponsi la testa e 'l collo in -un grande lenzuolo bianco, e in questo -modo son bene armati; e egli son cattivi, -malvagi e brutti e di perversa vita. -</p> - -<h3 id="bersabe">DELLA VILLA DI BERSABÈ, OVE DIMORÒ -ABRAAM.</h3> - -<p> -E quando sono passati questi diserti -che si viene verso Ierusalem, allora si -vede Bersabè la quale soleva esere molta -buona e dilettevol villa: e ancora quivi -<span class="pagenum" id="Page_82">[82]</span> -sono di molte chiese. In quella villa dimorò -Abraam gran tempo, lo quale fu patriarca. -Questa villa edificò Bersabè, moglie -d'Uria, della quale il Re David generò -Salamone, el qual dopo David regniò -<span class="smcap lowercase">XL</span>. anni sopra e <span class="smcap lowercase">XII</span>. tribi di Israel. Da -Bersabè si va alla città de Ebron per due -buone leghe, la quale altrimenti si chiama -la valle di Mambre, e altri la chiamono -la valle del pianto e di lacrime, perchè -in questa valle Adam sì pianse <span class="smcap lowercase">C</span>º. anni la -morte del figliuolo suo Abel, ucciso da -Cain suo fratello. Ebron soleva esere la -principal città de' filistei, e ivi abitavono -Giganti, e qui fu la città sacra dotata -della Tribù di Iuda. Et era così libera, -che ivi riceveva ogni mal fattore d'altrove. -In Ebron Iosue e Alaphe e li compagni -vennono primamente per esplorare la terra -e il modo di guadagnare la terra di -promissione. Quivi in Ebrom regniò prima -David sette anni e mezo, e in Gierusalem -regniò <span class="smcap lowercase">XXXIII</span>. anni e mezo. Quivi -sono tutte le sipulture de' patriarchi, di -Adam, Abraam, Isac e Giacob e delle -loro moglie, Eva, Sarra e Rebecca. E lìe, -nel descendere del monte e sopra questo, -è una bella chiesa quadrata a modo d'un -<span class="pagenum" id="Page_83">[83]</span> -bel castello; e questa guardono e saracini -molto bene, e è riputato questo luogo di -gran riverenzia pe' santi padri che vi giaciono. -Quivi non lasciono entrare cristiani, -nè giudei, se non ànno di grazia speziale -dal Soldano, perchè tengono e cristiani -come cani, e dicono che non debono -punto entrare in così santo luogo. Chiamasi -questo luogo, ove giacciono, doppia -spelunca, perchè giaciono l'uno sopra -l'altro. E saracini chiamono questo -luogo, nella loro lingua, haria fomba, -che vuol dire luogo di patriarchi; e li giudei -lo chiamono Arboch. -</p> - -<h3 id="cabraam">DELLA CASA D'ABRAAM.</h3> - -<p> -In questo medesimo luogo era la casa -d'Abraam: qui sedea insu l'uscio quando -egli vidde tre, e uno adoroe: di ciò testimonia -la santa scrittura, dicendo: <i>Tres -vidit et unum adoravit</i>. Qui ricolse Abraam -gli angioli nel suo ostello. -</p> - -<h3 id="adameva">IN QUESTO LUOGO ABITÒ ADAMO ET EVA, POI -CHE FURONO CACCIATI DI PARADISO.</h3> - -<p> -E assai apresso di questo luogo è una -cava nel sasso, ove dimorò Adamo et Eva, -poi che furono cacciati del paradiso terreste. -<span class="pagenum" id="Page_84">[84]</span> -Qui generò figliuoli: ivi fu Adamo -creato e formato, sicondo il detto d'alcuni, -perchè questo luogo si soleva chiamare -el campo di Damasco, però che era -della signioria di Damasco; e di qua fu -traslatato, sì come si dice, nel paradiso -delle delizie. E di poi che lui fu cacciato -del paradiso, in quel giorno che fu cacciato, -in quello giorno aveva peccato. -Quivi comincia la valle di Ebron, la quale -dura infino a Gierusalem. Ivi comandò -l'angiolo a Adam, che lui giacesse colla -sua donna, e sì ingenerò Seth, della cui -generazione nacque il nostro Signiore. -</p> - -<h3 id="spezieter">D'UNA SPEZIE DI TERRA CHE SI MANGIA -IN LUOGO DI SPEZIE.</h3> - -<p> -In questa valle è un campo fuori dei -quale si cava una materia di terra, che -trae al rosso, e chiamasi cambil, la qual -si mangia e portasi a vendere in luogo di -spezie, e mai si può tanto cavare di largo -e di fondo, che a capo dell'anno truovasi -piena la fossa per divina grazia. E da Ebron -alla sepultura di Loth, figliuolo del -fratello d'Abraam, sono due leghe. Assai -apresso di Ebron è il monte di Mambre, -dal quale la valle piglia nome. Quivi è -<span class="pagenum" id="Page_85">[85]</span> -uno albero di canna, che i saracini lo -chiamono dirp, el quale era infino ad Abraam, -e chiamasi Albore di Seth; e dicesi -che questo albero era infino al cominciamento -del mondo, e sempre portò -foglie verde infino alla morte del nostro -Signiore in sul legnio della ✠. Allora incominciò -a seccare: il simile feciono tutti -gli altri alberi che si trovorono al mondo: -o che si secorono, o vero la midolla -dentro si marcì; e da poi in qua son rimasi -gli alberi secchi; onde ancora oggi -molti se ne truovono. -</p> - -<h3 id="terraprom">DELLA PROFEZIA, CHE UN SIGNIORE D'OCCIDENTE -GUADAGNIERÀ LA TERRA DI -PROMISSIONE CON LO ADIUTORIO DE' CRISTIANI.</h3> - -<p> -Questi ànno una profezia, che un signiore, -principe d'uccidente, guadagnerà -la terra di promissione coll'aiutorio -de' cristiani e farà cantar la messa sotto -quell'albero secco; e poi questo albero -porterà bianche foglie e frutto per divin -miracolo; per lo qual miracolo molti saracini -si convertiranno e eziandio giudei -alla fede cristiana. E per questo è riputato -quel legno di gran riverenzia e molto -<span class="pagenum" id="Page_86">[86]</span> -caro è custodito; e quantunque e' sia secco -e sanza rami, non dimeno è virtuoso, -però che chi ne porta un poco sopra di sè -è liberato dal morbo caduco e il suo cavallo -non si può riprendere<a class="tag" id="tag44" href="#note44">[44]</a>; e à molte -altre virtù per le quale è tenuto prezioso. -Da questa città d'Ebron si va aconciamente -in un mezzo dì a Bethlem per bella -via piana e dilettevole, che dura <span class="smcap lowercase">V</span>. leghe. -</p> - -<h3 id="bethlem">DELLA CITTÀ DI BETHLEM E DEL SITO SUO -E DEL CAMPO FIORITO, E PERCHÈ SI DICE -CAMPO FIORITO.</h3> - -<p> -Bethlem è buona città, piccola e stretta, -fortificata intorno di buone fosse; e -soleva esere chiamata Effrata, sì come -dice el Salmista: <i>Ecce audivimus eum -in Ephrata.</i> E è nel fine della città, -verso oriente, una bella chiesa e la più -graziosa del mondo, e à tre torre e uno -campanile molto sottilmente fatto. Dentro -alla chiesa sono <span class="smcap lowercase">XLIIII</span>º. colonne di marmo, -e infra questa chiesa e la città è il -campo fiorito; et è chiamato el campo fiorito, -perchè essendo una damigella incolpata -a torto di fornicazione, e dovendo -<span class="pagenum" id="Page_87">[87]</span> -essere arsa in quela piaza, e postovi spine -e altre legnie, e andava la fanciulla -piangendo e pregando il nostro Signiore -che come ella era innocente, così gli piacessi -d'aiutarla e farne dimostrazione presente -el popolo. E acceso il fuoco, e lei entrata, -subitamente tutto il fuoco si spense, -e e' rami ch'erono accesi, tutti si convertirono -in rosai rossi; e quegli altri rami -che non erono ancora accesi, si convertirono -in rosai bianchi, tutti caricati di -rose, che prima non s'erono mai veduti -rosai rossi in quel paese, sì che talmente<a class="tag" id="tag45" href="#note45">[45]</a> -fu da Dio la fanciulla liberata: e però -quela piaza, per questo, à nome Campo di -fiore fiorito. -</p> - -<h3 id="nacquec">DEL LUOGO OVE NACQUE CRISTO.</h3> - -<p> -Item, dallato del corpo di questa chiesa, -dalla destra parte discendendo per <span class="smcap lowercase">XII</span>. -gradi, è il luogo dove nacque il nostro -Signiore, adornato molto nobilmente di -marmo, ben dipinto d'oro e d'azurro e -molti altri be' colori. -</p> - -<p> -<span class="pagenum" id="Page_88">[88]</span> -</p> - -<h3 id="presepio">DEL PRESEPIO DEL NOSTRO SIGNIORE, E -DOVE CASCÒ LA STELLA DE' TRE MAGI.</h3> - -<p> -Quivi apresso a tre passi è il presepio -del bue e dell'asino, dove Iesù Cristo -nacque; e ivi apresso è il pozzo dove -cascò la stella<a class="tag" id="tag46" href="#note46">[46]</a>, la qual condusse i tre -magi Re, cioè Guasparre, Baldassarre e -Marchionne; e' giudei altrimenti gli chiamono -in ebreo questi tre Re, Appollim, -Anome e Damasus; e' greci gli chiamono -Galgalath, Malghalath e Saraphi. Questi -Re offerirono al nostro Signiore oro e incenso -e mirra; e ivi non vennono per giornate, -anzi vennono per divin miracolo, -però che egliono si trovorono a una città -in Giudea chiamata Cassar, la quale è dilungi -da Bethalem <span class="smcap lowercase">LIII</span>. giornate; e egli -vennono in <span class="smcap lowercase">XIII</span>. giorni, ed era el quarto -dì che avevono veduta la stella quando -e' si scontrarono in questa città di Cassar; -e così di questa città furono in Bethlem -in <span class="smcap lowercase">VIII</span>º. dì; e questo fu gran miracolo. -Item, di sotto alla chiesa per <span class="smcap lowercase">XVIII</span>. -gradi, dalla parte destra, è 'l carnaio degli -innocenti, dove giaciono l'ossa loro. -<span class="pagenum" id="Page_89">[89]</span> -Innanzi a luogo ove nacque el nostro Signiore -è la sepultura di santo Ieronimo, -il quale fu cardinale e traslatò la Bibbia -e 'l Salterio d'ebraico in latino. Di fuori -della chiesa è la panca sopra la quale si -stava quando traslatò le dette opere. E -apresso a questa chiesa, a <span class="smcap lowercase">VI</span>. torse è una -chiesa di santo Niccolò, dove nostra Donna -si riposò dopo el parto, perchè ella -aveva troppo latte nelle poppe; e quivi, -sopra le pietre di marmo rosso, ancora -sono le machie bianche per lo latte sopra -di quello sparto: la magiore parte delle -abitazioni di Bethlem sono cristiani. Ivi -intorno a la città sono di belle vigne de -le quali e cristiani fanno abundanzia di -vino, perchè e saracini non lavorono vigne, -però che non beono vino, perchè nel -libro della sua legge, chiamato Alcorano, -dato a loro per Macometto, e per altri -chiamato Melhatus, e in un'altra lingua, -Armeli, proibisce el vino. In questo libro -Macometto maladisse ognuno che bee -vino e tutti quegli che 'l vendono, per cagione -che una volta gli fu aposto, che, -essendo lui ubriaco, uccise uno eremita -el quale molto amava; e però maladisse -el vino e chi ne bee e chi ne vende. Ma -<span class="pagenum" id="Page_90">[90]</span> -questa maladizione torna sopra di lui, sì -come dice David profeta: <i>Et in verticem -ipsius iniquitas ejus descendet</i>. Item, -i saracini non tengono porci, nè mangiono -carne porcina, perchè dicono, che 'l -porco è fratello de l'uomo, e che Dio el -vietò nel vechio testamento; e ànno a dispetto -ogni uomo che ne mangia. El simile -nella terra d'Egitto e di Palestina, -egliono non mangiono carne di porco, nè -di vitella, nè di bue, salvo se non sono -così vechi, che non possino lavorare; non -perchè gli sia vietata, ma perchè e' n'ànno -poca: egli nutricono e buoi solamente -per arare la terra. Di quella città di Bethlem -nacque David, el quale ebe <span class="smcap lowercase">LC</span>. moglie, -delle quale la prima fu nominata -Michol; e avea <span class="smcap lowercase">CCC</span>º. concubine. E da Bethelem -a Gierusalem non è più che due -leghe. De Bethalem, andando in Gierusalem, -a meza lega è una chiesa, dove gli -angioli anunziorono a' pastori la natività -del nostro Signiore. In questa via è la sepultura -di Rachel madre del patriarca -Iacob, la quale dopo il parto di subito -murì; e ivi Iacob suo marito la sotterrò. -E pose Iacob <span class="smcap lowercase">XII</span>. grande pietre sopra lei, -in significazione che aveva avuto <span class="smcap lowercase">XII</span>. figliuoli. -<span class="pagenum" id="Page_91">[91]</span> -In questo camino, di lungi da -Gierusalem meza lega, aparve la stella ai -tre Re, e quali avevono variata la via per -Erode. In questo camino son molte chiese, -per le quali si va infino in Gierusalem, -città santa e ben posta fra le montagne, -e non v'è riviere, nè fonte, ma -vien l'acqua per condotto verso Ebron. -</p> - -<h3 id="giebul">COME FU CHIAMATA GIERUSALEM, LA QUALE -PRIMA SI CHIAMAVA GIEBUL.</h3> - -<p> -Ierusalem anticamente, infino al tempo -di Melchisedech, fu nominata Gebul, -e da poi, infino al tempo del Re David, -fu chiamata Salem; il quale David compose -questi due nomi insieme, e chiamolla -Giebusalem; da poi venne Salamone, -el quale la chiamò Gierosolim; da poi fu -chiamata Gierusalem e è nel reame di -Siria, il quale regnio ha molte province -con grande richeze. Il simile è della terra -de' giudei, e è chiamata Giudea, perchè -Giuda Macabeo fu signiore di quel paese; -e quel di verso oriente confina col paese -di Arabia, verso el mezo dì, come la terra -d'Egitto verso occidente con el grande -mare verso Bissa, col reame di Siria, e -col mare di Cipro. Item, in Gierusalem -<span class="pagenum" id="Page_92">[92]</span> -soleva esere un patriarca, e per lo paese -molti arcivescovi e vescovi. -</p> - -<h3 id="cintorno">DELLE CITTÀ CHE SONO INTORNO -A GIERUSALEM.</h3> - -<p> -Intorno a Gierusalem sono queste città, -cioè Ebron, a <span class="smcap lowercase">XII</span>. leghe; Bersabè, a -<span class="smcap lowercase">VIIII</span>. leghe; Gierico, a <span class="smcap lowercase">VI</span>. leghe; Ascalon, -a <span class="smcap lowercase">XVII</span>. leghe; Giaffo, a <span class="smcap lowercase">XVI</span>. leghe; Ramata, -a <span class="smcap lowercase">III</span>. leghe; Bethlem, a due leghe<a class="tag" id="tag47" href="#note47">[47]</a>. -All'incontro di mezo dì si è la chiesa di -santo Carita<a class="tag" id="tag48" href="#note48">[48]</a> il quale fu abbate in quel -luogo, il quale morendo fu grandemente -pianto da' suoi monaci, e ora son dipinti -amodo che pianghino, che è cosa piatosa -a risguardare. Questo paese di Gierusalem -è stato nelle mane di diverse nazione, -e molte volte à portato el paese penitenzia -per lo popolo che ivi abitava, perchè el -paese è stato nelle mane di diverse persone -e nazione, come sono giudei, assirii, -persi, medii, turchi, tartari. Idio non sostiene -lungamente il regnio de malvagia -gente, nè di traditori, nè peccatori in -questa santa terra, sia qualunque si voglia; -<span class="pagenum" id="Page_93">[93]</span> -e ànno tenuti gl'infedeli questa terra -per ispazio di <span class="smcap lowercase">C</span>.º e <span class="smcap lowercase">XXX</span>. anni: se a Dio -piacerà egliono non la terranno lungamente. -</p> - -<h3 id="chieseluo">DELLE CHIESE E LUOGHI CHE SONO -IN GIERUSALEM.</h3> - -<p> -E dovete sapere, che quando è l'uomo -in Gierusalem, fa el primo pellegrinaggio -a la chiesa del santo Sipolcro, la quale è -fuori della città inverso le parte di Bisso, -o vero settentrione; ma ella è male governata -insieme colla città, ed è assai bella -chiesa, ritonda e aperta di sopra, e intorno -coperta di piombo; e inverso occidente -è una bella torre, alta e fortissima, -per mettere campane dentro; e in mezo -della chiesa è uno tabernacolo a modo -d'una piccola casella, con uno uscio piccolo -e basso. E questo tabernacolo è lungo -<span class="smcap lowercase">VIII</span>. piedi e largo <span class="smcap lowercase">V</span>. piedi, e non è -gran tempo, che il santo Sepolcro era tutto -iscoperto, sì che si potea tocare e baciare; -ma perchè ogniuno che v'andava -voleva avere un pezo di pietra, e per questa -cagione l'à fatto il Soldano murare, sì -che al presente non si può tocare e baciare. -Ma ne la sinistra parte del tabernacolo, -<span class="pagenum" id="Page_94">[94]</span> -o d'alteza d'uno uomo, è una pietra -grossa come il capo d'uno, la quale si è -del santo Sepolcro; e questa pietra baciono -e pellegrini. In questo tabernacolo non -è alcuna finestra, ma vedesi con lampane. -</p> - -<h3 id="lampana">D'UNA LAMPANA CHE SEMPRE ARDE INANZI -AL SEPOLCRO SANTO, LA QUALE EL VENERDÌ -SANTO SI ACCENDE DA PER SÈ -STESSA; E DEL MONTE CALVARIO; E DOVE -FU TROVATO EL CAPO D'ADAMO; E DI -MOLTE ALTRE COSE CHE IVI SONO.</h3> - -<p> -Item, evvi una lampana che arde sempre -innanzi al Sepolcro, ma el dì del venerdì -santo si spegnie, e poi per sè -stessa s'acende el dì della resurresione, -a quell'ora propia che 'l nostro Signiore -risucitò. Item, dentro alla chiesa, dalla -destra parte, a presso del corpo della chiesa, -si è il monte Calvario, dove fu posto il -nostro Signiore in sul legno della croce. -Quello monte è un sasso bianco e in alcuno -luogo mescolato di rosso: el detto -sasso è fesso, e quella fenditura è chiamata -Golgota; e quivi è dove gocciolò el prezioso -sangue delle piaghe del nostro Signiore -quando egli fu posto e confitto in -sulla santa crocie: e montasi a quello Golgota -<span class="pagenum" id="Page_95">[95]</span> -per gradi. Cavando dentro a questa -fenditura fu trovato il capo d'Adamo, dopo -il diluvio di Noè, in significazione che -Adam cogli altri patriarchi dovevono essere -liberati in questo luogo medesimo: -e sopra questo sasso fece Adamo sacrificio -al nostro Signiore. Ivi è uno altare, -inanzi al quale giace Gottifredo di Buglione -e altri Re cristiani, che ànno signioregiato -Gierusalem. E ivi apresso, -dove fu crocifisso il nostro Signore, è -scritto in greco <i>Otheos Basileon Ysimon -Perseona Oragaze Sothias Gis</i>; -che vuol dire in latino: <i>Hic Deus est -rex ante sæcula noster, qui operatus -est salutem in medio terræ: amen</i>. Et -in vulgare suona: Questo Dio è il Re nostro, -el quale ha operato nel mezo della -terra. Amen<a class="tag" id="tag49" href="#note49">[49]</a>. Item, sopra il sasso dove -fu fatta la croce, è scritto nel sasso: <i>Cios -inst is basistor pisteos thois tesmosii</i><a class="tag" id="tag50" href="#note50">[50]</a>; -che vuol dire in latino: <i>Quod vides -est fundamentum totius fidei huius -mundi</i>. E in vulgare suona: Quel -<span class="pagenum" id="Page_96">[96]</span> -che tu vedi, si è fondamento di tutta la -fede di questo mondo. Quando il nostro -Signiore fu morto, era d'età d'anni <span class="smcap lowercase">XXXIII</span>. -e mesi <span class="smcap lowercase">VI</span>; e la profezia di David dice, -che doveva esere d'anni <span class="smcap lowercase">XL</span>; dove dice: -<i>Quadraginta annis proximus fui generationi -huic</i> ec. E totalmente, parrebbe -ad alcuno, che la profezia non fusse -vera; ma l'uno e l'altro è vero, però -che si faceva allora l'anno di <span class="smcap lowercase">X</span>. mesi, -de' quali Marzo era el primo, e Dicembre -l'ultimo. -</p> - -<h3 id="iulioc">COME IULIO CESARE ORDINÒ L'ANNO DI XII. -MESI, CHE PRIMA NON ERA SE NON DI X.</h3> - -<p> -Ma Giulio Cesere, imperadore de' Romani, -vi fece agiugniere due mesi, cioè -Gennaio e Febraio, e ordinò l'anno di -<span class="smcap lowercase">XII</span>. mesi, cioè <span class="smcap lowercase">CCC</span>º<span class="smcap lowercase">LXV</span>. dì sanza il bisesto, -sicondo il corso del sole; e così tengono -e cristiani, sì che essendo l'anno -<span class="smcap lowercase">XII</span>. mesi, lui non arebbe se non <span class="smcap lowercase">XXXIII</span>. -anni e tre mesi; ma dell'anno di <span class="smcap lowercase">X</span>. mesi -aveva <span class="smcap lowercase">XL</span>. anni, come dice el profeta. Item, -appresso al monte Calvario, dalla mano -destra, è uno altare, dove è una colonna, -alla quale el nostro Signiore fu flagellato -e legato. -</p> - -<p> -<span class="pagenum" id="Page_97">[97]</span> -</p> - -<h3 id="colonne">DELLE COLONNE CHE PIANGONO LA MORTE -DI IESÙ CRISTO.</h3> - -<p> -E ivi dallato sono <span class="smcap lowercase">IIII</span>º. pilastri di pietra, -che sempre docciono acqua<a class="tag" id="tag51" href="#note51">[51]</a>; e dicono -alcuni, che elle piangono la morte del -nostro Signiore. E apresso di questo altare -è uno luogo sotto terra <span class="smcap lowercase">XL</span>. gradi a -basso, dove fu trovata la vera croce, per -lo 'ntelletto di santa Elena, là dove propio -e giudei l'avevono celata. E ivi, ove -fu trovata la vera croce, e' furono trovate -l'altre due croce de' ladroni: e santa Elena -la fece provare sopra un corpo morto, -el quale, come ebe la croce sopra di sè -del nostro Signiore, subito risucitò. E ivi -apresso è il luogo dove e <span class="smcap lowercase">IIII</span>º. chiovi del -nostro Signiore furono riposti, de' quali -n'ebbe due confitti nelle mane e due -ne' piedi. -</p> - -<p> -<span class="pagenum" id="Page_98">[98]</span> -</p> - -<h3 id="morsoc">COME GOSTANTINO FECE FARE IL MORSO -DEL SUO CAVALLO DEL FERRO DE' CHIOVI -SANTI, E DELLA VITTORIA CHE DI CIÒ -EBBE.</h3> - -<p> -E d'uno di questi chiovi ne fece fare -Gostantino imperadore un morso per portare -in battaglia; e per virtù di quel ferro -lui vinse tutti e suoi nimici, e guadagniò -tutta la terra d'Asia minore, cioè -de' turchi, Arminia piccola e grande, di -Suria, di Ierusalem, di Persia, di Arabia, -di Mesopotamia, del reame delle alpe -d'Egitto alto e basso, e tutte l'altre regione -infino a Tiopia e India minore, che -a quel tempo erono de' cristiani quasi -tutte. E in questi confini erono molti eremiti, -de' quali parla el libro della Vita -de' santi padri; e ora son tutti de' saracini -e de' pagani. Ma quando a Dio piacerà, -come pe' peccati de' cristiani questo -paese fu preso, così per la prudenzia loro -sì si riguadagnerà coll'aiutorio di Dio. -Item, nel mezo de la terra è un compasso, -dove Ioseph di Barimattia apoggiò il -corpo del nostro Signiore, poi che l'ebe -levato di croce, e gli lavò le sue piaghe: -e dicesi che questo compasso è propio nel -<span class="pagenum" id="Page_99">[99]</span> -mezo del mondo. Nella chiesa del santo -sipolcro, in verso Bissa, è il luogo dove -il nostro Signiore aparve a Maria dopo la -resuresione, e ela pensava che fusse uno -ortolano dal cordone<a class="tag" id="tag52" href="#note52">[52]</a>. In questa chiesa -del santo sepolcro solevono esere calonaci -de l'ordine di santo Augustino, e avevono -un priore, ma el patriarca è a loro signore. -E di fuori della chiesa, a man destra -discendendo <span class="smcap lowercase">XVIII</span>. gradi, disse il -nostro Signiore a la sua madre: <i>mulier, -ecce filius tuus</i>; e mostrogli santo Giovanni -evangiolista. E dipoi venne a san -Giovanni, e disse: <i>ecce mater tua</i>. E queste -medesime parole disse insu la croce. -</p> - -<h3 id="luoghisan">QUI SI FA MENZIONE DI MOLTI LUOGHI -SANTI E DI GRAN DIVOZIONE.</h3> - -<p> -E per questi gradi montò il nostro Signiore -quando portò la croce sopra sè; e -di sotto a questi gradi è una capella, ove -cantono messa preti indiani, ma non sicondo -la nostra legge, ma sicondo la loro; -che ogni volta che fanno el sacramento -dell'altare, egliono lo fanno di pane, dicendo -<span class="pagenum" id="Page_100">[100]</span> -el Pater nostro con alcune altre orazioni, -e le parole del sacramento, perchè -egli non fanno alcune delle addizione -fatte pel papa; ma assai divotamente cantono. -E ivi apresso è il luogo dove, per lo -portare della croce, essendo il nostro Signiore -istracco, si riposò. Inverso la chiesa -del santo sepolcro è più debole la città -che non è altrove, pel gran piano che è -tralla chiesa e 'l muro della città e fra la -valle di Iosaffat, la quale toca le mura -a modo d'una gran fossa. Di sopra della -fossa della città si è la chiesa di santo -Stefano, ove fu lapidato; e ivi dallato è -la porta dorata, la quale non si può aprire. -Per questa porta entrò el nostro Signiore -el dì di pasqua d'ulivo insu nuno -asino; e, quando volle lui andare al tempio, -le porte s'aprirono verso lui; e ora -appare ogni passo dell'asino in tutti i -luoghi de' gradi, che sono di pietre durissime; -e innanzi alla chiesa del santo -sipolcro sono <span class="smcap lowercase">CC</span>º. torse<a class="tag" id="tag53" href="#note53">[53]</a>. Inverso el mezo -dì è el grande spedale di santo Giovanni, -dal quale e cavalieri di Rodi ànno lor -principio. Ivi dentro dal palagio di questo -<span class="pagenum" id="Page_101">[101]</span> -spedale sono <span class="smcap lowercase">C</span>º<span class="smcap lowercase">LXIIII</span>. pilastri di pietra, -e nel muro del palagio, oltre a questi, -ve ne sono <span class="smcap lowercase">LIIII</span>º. che sostengono la -chiesa chiamata nostra Donna maggiore. -E ivi, assai d'appresso, è un'altra chiesa, -chiamata nostra Donna latina. E ivi -Maria Cleofe e Maria Maddalena si scapigliorono, -quando il nostro Signiore fu -posto in croce. E di là dalla chiesa del -santo sipolcro, verso oriente, è una bellissima -casa ritonda, alta, coperta di -piombo, e d'intorno vi sono grandissime -piaze sanza case; ed è tutta la piaza lastricata -di marmo bianco; e i saracini non -vi lasciono entrare nè cristiani nè giudei, -però che e' dicono, che così brutta gente -non debono entrare nè tocare così fatto -luogo. Ma io v'entrai, e altrove, dove -i' volli, per la virtù delle lettere del Soldano, -ne le quali era speziale comandamento -a tutti e suoi sudditi, che loro mi -lasciassino entrare dove che io volevo, e -generalmente a fare quelo che io volevo, -salvo cosa che fussi contro alla reale degnità -del Soldano e della sua legge. -</p> - -<p> -<span class="pagenum" id="Page_102">[102]</span> -</p> - -<h3 id="sarac">DELL'ONORE CHE FANNO E SARACINI -ALLE LETTERE DEL SOLDANO.</h3> - -<p> -Ai suoi comuni servidori, che vogliono -da lui grazia, egli non gli dona altro -che un segno che porta inanzi al petto; -al qual segnio e saracini fanno gran riverenzia -non altrimenti che come noi facessimo -al corpo di Cristo. Ancora sanza -comparazione feciono magiore riverenzia -alle lettere che io avevo, però che gli amiragli -e' signiori a chi e' l'erono mostrate, -prima che le ricevessino, sì si inginochiavono; -poi le toglievono e mettevonle -sopra la lor testa; e poi le legevono -inchinati con gran riverenzia; e poi s'offerivono -di fare ciò che piace al portatore -di quelle. In quello tempio solevono già -esere calonaci religiosi overo regolari con -uno abate, a chi ubidivono. In questo -tempio era Carlo magnio quando l'angiolo -gli portò il prepuzio del nostro Signiore<a class="tag" id="tag54" href="#note54">[54]</a> -el dì della circuncisione. Dipoi -Carlo lo portò alla cappella d'Eris, dilungi -da lì sette leghe. E dipoi Carlo calvo -lo fece portare a Poitieros, e doppo fu -<span class="pagenum" id="Page_103">[103]</span> -portato a Chartres. Sappiate che questo -non è il tempio che fece Salamone. -</p> - -<h3 id="salamone">QUI DISCRIVE QUANTO DURÒ IL TEMPIO -DI SALAMONE.</h3> - -<p> -El tempio che fece Salamone non durò -se non <span class="smcap lowercase">M</span><sup>e</sup>. <span class="smcap lowercase">C</span>º. e due anni, perchè Tito, figliuolo -di Vespasiano imperadore di Roma, -avendo tenuto lungamente l'assedio -contro a Gierusalem per distrugere e giudei, -però che avevono morto el nostro Signiore -sanza licenzia dello imperadore, -preso che ebe la città, arse e distrusse il -tempio e uccise undici mila centinaia di -giudei; e gl'altri prese e sì gli vendeva -<span class="smcap lowercase">XXX</span>. per un danaio d'ariento. E, dopo alcun -tempo, lo imperadore Giuliano dette -licenzia a' giudei di redificare lo tempio, -perchè questo Giuliano, el quale era cristiano -e fu monaco rinnegato, aveva e -cristiani in odio. E quando ebono quasi -fornito el tempio, per divina volontà, -venne un tremuoto che guastò ciò che -egli avevono fatto. Dipoi Adriano imperadore, -che era di quegli di Troia, rifece -la città di Gierusalem col tempio in -quella medesima forma che prima l'aveva -fatto Salamone; e non voleva che giudeo, -<span class="pagenum" id="Page_104">[104]</span> -nè altri vi dimorassi, salvo che' cristiani. -Questo imperadore fece murare e serrar la -chiesa del santo sipolcro apresso alla città, -che prima era dilungi di fuori della -città, e volle mutare el nome di Gierusalem, -e chiamolla Elia, ma questo durò -poco. Item, sappiate, che' saracini fanno -gran riverenza a questo tempio, e dicono -che 'l luogo è molto santo, e sì v'entrono -scalzi, spesso inginochiandosi. E -quando i mie' compagni e io vedemo questo, -alora ci scalzamo, pensando che più -tosto a noi si conveniva, che agli infedeli: -di ciò avemo gran compassione. -</p> - -<h3 id="tempiof">QUI DESCRIVE LA FORMA DEL TEMPIO.</h3> - -<p> -Questo tempio è una nobile casa, tutta -ritonda; ed è larga gumiti <span class="smcap">Lxiiii</span>º, e altrettanto -lunga, e alta cubiti <span class="smcap lowercase">CC</span>º<span class="smcap lowercase">XLVI</span>; e -è coperta di piombo, e à intorno pilastri -di marmo. In mezo del tempio è uno staggio<a class="tag" id="tag55" href="#note55">[55]</a> -alto <span class="smcap lowercase">XIIII</span> gradi, e à d'intorno di -buoni pilastri. Questo luogo chiamono -<i>Sancta Sanctorum</i>. Ivi non entrono alcuni, -se non prelati, che debon fare il -<span class="pagenum" id="Page_105">[105]</span> -misterio del sacramento, o vero il sacrificio; -e quando ciò fanno, istà il populo -intorno, partito in diverse stanze, sicondo -la loro usanza; però che tutti venono -a fare sacrificio. Questo tempio à quattro -entrate, e sono le porte di cipresso bene -intagliate; e dentro le porte d'oriente, -disse el nostro Signiore Iesu Cristo: Qui -è Gierusalem. E inverso la parte d'uno -orto, dentro a le porte, è una fontana, -ma non corre; de la qual parla la santa -scrittura. Onde dice: <i>Vidi aquam egredientem -de templo.</i> E da l'altra parte -del tempio è uno sasso, el quale soleva -esere chiamato Monachina; poi fu chiamato -Betel, dove l'arca di Dio e le reliquie -de' giudei erono riposte. Questa arca, -insieme colle reliquie, Tito la fece portare -a Roma dopo la struzione de' giudei. -</p> - -<h3 id="relarca">QUI SI FA MENZIONE DELLE RELIQUIE -DE' GIUDEI CHE ERONO NELL'ARCA.</h3> - -<p> -In questa arca erono le tavole de' <span class="smcap lowercase">X</span>. -comandamenti e la verga di Muisè colla -quale divise el mare rosso quando il popolo -passava a secco, e con questa verga -percosse il sasso, del quale uscì acqua, -e della quale acqua fece assai miracoli. E -<span class="pagenum" id="Page_106">[106]</span> -era dentro in questa arca uno vaso d'oro -pieno di manna, e di vestimenta ornata e il -tabernacolo d'Aron, e una tavola quadrata -d'oro con <span class="smcap lowercase">XII</span>. pietre preziose, e una bossola -di giaspis verde con sette figure dentro -del nome del nostro Signiore, e uno altare -d'oro e <span class="smcap lowercase">IIII</span>º. lioni d'oro, sopra e quali -erono <span class="smcap lowercase">IIII</span>º. cherubini d'oro lunghi <span class="smcap lowercase">XII</span>. -spanne, e li movimenti de' segni del cielo -con un tabernacolo d'oro e trombe d'ariento, -e uno pane d'orzo, e tutte l'altre reliquie -ch'erono innanzi la natività del nostro -Signiore Iesù Cristo. Sopra questo sasso -di Betel dormiva Iacob quando vide gl'angioli -ascendere e discendere per una scala, -e disse: <i>Vere locus iste sanctus est, -et ego nesciebam!</i> Quivi tenne Iacob uno -angelo tanto, che l'angiolo gli mutò el -nome di Iacob in Israel. In quel medesimo -luogo vide Davit uno angelo che tagliava -el populo con una spada, poi misse -la spada ne la guaina, tutta sanguinosa. -E sopra questo sasso fu el nostro Signiore -e predicò al populo; e di questo tempio -cacciò el nostro Signiore quegli che vendevono -e compravono. Sopra a questo sasso -si nascose el nostro Signiore quando e giudei -lo vollono lapidare: il sasso sì si aperse, -<span class="pagenum" id="Page_107">[107]</span> -e in questa fenditura sì si nascose, e qui -alora discese una stella per illuminarlo. -E sopra di questo sasso imparò la nostra -Donna il suo salterio; e ivi perdonò il nostro -Signiore alla femina ch'era presa in -adulterio; e quivi fu il nostro Signiore -circunciso; e quivi anunziò l'angiolo a -Zacheria la concezione del suo santo figliuolo, -santo Giovanni Batista; e ivi fermamente -e primamente oferse Melchisedech -pane e vino, in significazione del -futuro sacramento. Sopra questo monte<a class="tag" id="tag56" href="#note56">[56]</a> -si lasciò cadere David, pregando il nostro -Signiore e l'angiolo che aveva veduto -tagliare il popolo, che Idio avessi -misericordia di lui e del popolo; e 'l nostro -Signore esaudì il suo priego. Onde -David volle ivi edificare el tempio, ma il -nostro Signiore gliele vietò per uno angelo, -però che aveva commesso tradimento, -che, per cupidità della moglie d'Uria, -e' fece uccidere el buon cavaliere: e però -David diede a Salamone tutto quelo che -aveva provveduto per fare il tempio, e -così Salamone lo edificò. Poi pregò el Signiore -e salvatore, che ognuno, che in -<span class="pagenum" id="Page_108">[108]</span> -quel luogo di buon quore pregassi il nostro -Salvatore, fussi de' suoi giusti preghi, -qualunque fussino, esaudito e aiutato -e consigliato: e così Dio gli concedè. -</p> - -<h3 id="tempion">DEL NOME DEL TEMPIO DI SALAMONE.</h3> - -<p> -E per questo el chiamò Salamone, il tempio -di consiglio e aiuto di Dio. E di fuori -della porta del tempio è uno altare, dove e -giudei solevono offerire i lor tori<a class="tag" id="tag57" href="#note57">[57]</a>, e ora e -saracini sopra a quello altare ànno fatto -uno oriuolo per vedere l'ore del dì a una -bocca che v'è dentro l'altare. E in questo -tempio fu morto Zacheria: e sopra alla cima -di questo tempio fu portato il nostro -Signiore per esere tentato dal nimico: e -all'entrata del tempio, verso occidente, -nella porta spaziosa, passando san Giovanni -e san Piero feciono, per la grazia -di Dio, el ratratto andare e uscire del -tempio. E apresso di questo tempio è la -immagine de Absalon molto bella, in -una piaza grande e piana: in questo tempio -solevono dimorare e cavalieri, che -si chiamono del tempio; e questo fu el -fondamento del suo ordine, sì che in questo -<span class="pagenum" id="Page_109">[109]</span> -tempio dimoravono; e al tempio del -Signiore vi stavono gli chierici. Da questo -tempio, inverso oriente <span class="smcap lowercase">C</span>º<span class="smcap lowercase">XX</span>. passi, -o circa, nel canto de la città, è il bagnio -del nostro Signiore; e in questo soleva entrare -l'acqua del paradiso. E ivi dallato, -è il letto di nostra Donna; e ivi apresso -è la sepultura di Simeone; e fuori del chiostro -del tempio, verso Bissa, è una chiesa -assai bella, di santa Anna, madre di -nostra Donna; ivi fu concetta nostra Donna: -e inanzi a questa chiesa è un grande -albero, che cominciò a crescere quella -notte medesima; e di sotto a questa chiesa, -discendendo per <span class="smcap lowercase">XXIII.</span> gradi, giace -Ioachino, padre di nostra Donna, in una -sepultura di pietra; e ivi di sotto soleva -giacere la sua moglie; ma santa Elena la -fece portare a Gostantinopoli. In questa -chiesa è una fonte a modo d'una citerna, -chiamata Probatica pescina, la quale à <span class="smcap lowercase">V</span>. -entrate. In questa fonte si soleva bagniare -ogni infirmità: ivi liberò, il nostro Signiore, -il paraletico che era stato infermo -anni <span class="smcap lowercase">XXXVIII</span>, a cui disse: <i>Tolle grabatum -tuum et ambula:</i> e ivi dallato -era la casa di Erode. -</p> - -<p> -<span class="pagenum" id="Page_110">[110]</span> -</p> - -<h3 id="erode">DELLA CRUDELTÀ DI ERODE -E DELLA VITA SUA.</h3> - -<p> -Quivi assai apresso era la casa d'Erode, -che fece uccidere gli innocenti. -Questo Re Erode fu cattivissimo e crudelissimo, -perchè fece prima uccidere la -moglie, la quale molto amava; e per lo -grande amore che le portava, dappoi che -udì ch'ell'era morta, diventò pazzo, e -stette pazzo gran tempo; e dipoi tornò nel -primo senno, e poi fece uccidere due suoi -figliuoli grandi, nati di quella sua moglie; -e poi fece uccidere un'altra sua moglie -con un figliuolo nato di lei; e dipoi -fece uccidere la principale sua moglie, e -sua madre propia; e simile voleva fare -del suo fratello, ma egli murì dinanzi a -lui di morte subitana. Questo Erode fece -quanto male e' potè fare; essendo ammalato, -a' confini della vita sua, lui mandò -per la sua sorella e per tutti gli altri signiori -del suo paese; e, quando e' furono -venuti a lui, tutti gli fece imprigionare -in nuna torre, e disse a una sua sorella, -che sapeva bene, che niuno farebe pianto -della sua morte, e che lui voleva, che -ella giurassi, subito che fussi morto, facessi -<span class="pagenum" id="Page_111">[111]</span> -tagliare la testa a tutti quegli che -lui aveva imprigionati, a ciò che a la sua -morte tutto el paese facessi grandissimo -pianto e lamento. E così fece Erode el suo -testamento, e così murì. Ma la sorella non -gli attenne cosa alcuna, imperò che, morto -Erode, lei liberò costoro e mandògli -alle loro stanze, e narrò loro l'ordine a -lei dato per Erode, e non gli venne fatto -come credea. -</p> - -<h3 id="trerodi">QUI SI FA MENZIONE COME E' FURONO -TRE ERODI.</h3> - -<p> -Ma sappiate che fra questo tempo furono -tre Erodi, l'uno dopo l'altro, e furono -di gran nominanza per la loro crudeltà; -quel che fece uccidere gl'innocenti, -di quello ò parlato; quello Ascalonites, -che fece tagliar la testa a santo Giovanni -Batista, fu Erodo Antipater; et Erode -Agrippa fece uccidere santo Iacopo, e -imprigionare santo Piero. Item, più oltre -nella città si è la chiesa di santo Salvadore: -ivi è il braccio sinistro di santo Giovanni -Grisostimo, e la magior parte del -corpo di santo Stefano; e da l'altra parte -de la via, verso mezo dì, andando verso il -monte di Sion, si è la chiesa di santo Iacopo, -<span class="pagenum" id="Page_112">[112]</span> -dove e' fu dicollato: e da questa -chiesa, insino al monte Sion, sono <span class="smcap lowercase">C.XXV</span>. -passi; e ivi è una bella chiesa di nostra -Donna, e quivi dimorò e quivi passò di -questa vita. In questa chiesa soleva esere -una badia di calonici; e di qui fu portata -nostra Donna infino alla valle di Iosaphat. -Quivi è la pietra per la quale passò -nostra Donna per andare a Bethelem. Item, -all'entrata di monte Sion, è una cappella -nella quale el santo sipolcro fu coperto -quando Ioseph vi misse dentro el -nostro Signiore. Questa si è la pietra che -vidono rivolgere le quatro Marie, quando -loro vennono, il dì de la resurresione, al -monumento, e trovoro l'angiolo che le -disse, che 'l nostro Signiore era già risucitato -da morte a vita; onde l'angiol disse: -<i>Surrexit, non est hic</i>. -</p> - -<h3 id="divotil">QUI FA MENZIONE DI MOLTI LUOGHI -SANTI E DIVOTI.</h3> - -<p> -Qui nel muro, a lato a la porta, è una -pietra de la colonna, a la quale il nostro -Signiore fu flagellato; però che quivi fu -la casa d'Anna, che a quel tempo era vescovo -de' giudei. Ivi fu Cristo battuto, -flagellato, ferito e vilmente trattato. In -<span class="pagenum" id="Page_113">[113]</span> -questo luogo medesimo il rinnegò san Piero -tre volte inanzi che 'l gallo cantassi; -e quivi è una parte della tavola sopra la -quale cenò el nostro Signiore co' suoi apostoli, -quando dette loro la propia carne -e il propio sangue in forma di pane e di -vino. E di sotto da questa cappella per -<span class="smcap lowercase">XXXIII</span>. gradi è il luogo dove il nostro Signore -lavò e piei a' suoi apostoli, e ora è -ivi el vaso ove era l'acqua, che quivi da -lato a quel vaso fu soppellito santo Stefano. -E ivi è l'altare ove udì la nostra -Donna gli angioli cantar messa. Qui primamente, -dapoi la resuresione, aparve il -nostro Signiore agl'apostoli, sendo le porte -serrate, e disse loro: <i>Pax vobis</i>; e più -inanzi nel monte Sion aparve el nostro -Signiore a san Tommaso appostolo, e sì -gli fece tocare le sue piaghe, l'ottavo dì -dopo la resuresione; in su que l'ora conobe -el certo san Tommaso, e disse: <i>Dominus -meus et Deus meus!</i> In quella medesima -cappella, apresso de l'altare grande, -stavono gli apostoli el dì de la Pentecoste, -quando lo Spirito Santo discese in -forma di fuoco. Qui celebrò el nostro Signiore -la pasqua co' suoi apostoli: qui dormì -san Giovanni sopra il petto del nostro -<span class="pagenum" id="Page_114">[114]</span> -Signiore Iesù Cristo, e, dormendo, vide -molti segreti del nostro Signiore. -</p> - -<h3 id="monsion">DEL MONTE SION DOVE ERONO SOPPELLITI -DAVIT ET SALAMONE E MOLTI ALTRI RE.</h3> - -<p> -El monte di Sion è dentro la città, e la -città è più forte da questo canto che altrove, -però che a piè del monte è un bel -castello forte, che fece fare el Soldano. -Nel monte Sion furono sepulti il Re Davit -e il Re Salamone e molti altri Re di Gierusalem; -e ivi è il luogo dove e giudei volono -gittare giù il corpo di nostra Donna, -quando gl'apostoli lo portavono a soppellire -nella valle di Iosaphat; e ivi è il luogo -ove pianse san Piero teneramente, da -poi che gl'ebe rinnegato il nostro Signiore. -</p> - -<h3 id="altridiv">QUI FA MENZIONE DI MOLTI ALTRI -LUOGHI SANTI E DIVOTI.</h3> - -<p> -Dalla cappella sopradetta, a una gittata -d'una pietra, è un'altra capela dove -il nostro Signiore fu giudicato a morte: e -ivi, asai presso, è la casa di Caiphas. Da -questa capela, per l'andare di <span class="smcap lowercase">C</span>º. e <span class="smcap lowercase">XX</span>. -passi, verso uriente, è una cava profonda, -di sotto alla fossa, che si chiama la Galilea -del nostro Signore. Item, ivi si nascose -<span class="pagenum" id="Page_115">[115]</span> -san Piero poi che rinnegò Cristo. Item, -tra 'l monte di Sion e il tempio di Salamone, -è i luogo ove il nostro Signore risucitò -la giovinetta ne la casa di suo padre. -Di sotto al monte di Sion, verso la -valle di Iosaphat, è una fontana chiamata -Natatoria siloe: ivi presso è el battesimo, -ove fu lavato il nostro Signiore: ivi fece -vedere il nostro Signore il cieco; e ivi fu -sepelito Isaia profeta. Item, dietro a la -Natatoria siloe, è una immagine di pietra -anticamente lavorata, che fece fare Assalon, -e così si chiama la immagine d'Assalon, -ed è assai presso al Sambuco, dove -Giuda s'impicò disperato, perchè aveva -fatto tradimento contro al nostro Signore; -ma sapiate che questo non è quell'albero -propio a che s'apicò Giuda, ma è uno rinasciuto -di quelle medesime radice del -primo. Anco qui dallato v'era la sinagoga, -dove lo vescovo de' giudei e gli farisei -ragunavano e tenevano il loro consiglio; -e quivi fu dove Giuda gittò i trenta -danari in loro conspetto, dicendo, che -egli aveva peccato a tradire el nostro Signore. -Ivi allato fu la casa degli apostoli -Filippo e Iacopo Alpheo. Da l'altra parte -del monte Sion, inverso mezo dì, oltre alla -<span class="pagenum" id="Page_116">[116]</span> -valle, al gittare d'una pietra, si è Acheldemach, -che vuol dire <i>campo di sangue</i>. -Quivi furono trovati e <span class="smcap lowercase">XXX</span>. danari, -de' quali fu venduto el nostro Signore. In -questo campo sono molte sepulture de' cristiani, -però che ivi si solevono soppellire -e pellegrini, e sono ivi molti oratorii e -cappelle e romitorii, ove solevono dimorare -eremiti. Di là, inverso oriente, a <span class="smcap lowercase">CC</span>º. -passi, V'è il sipolcro de lo spedale di san -Giovanni, dove si solevano metter l'ossa -de' morti. Item, da Gierusalem verso le -parte d'occidente, a una lega, è una chiesa, -dove nostra Donna si scontrò e salutò -Lisabeth sua cugina, madre di san Giovanni -Batista, che erono tuttadue gravide. -E alora san Giovanni si mosse nel ventre -de la madre, e fece riverenzia al suo Creatore, -el quale lui non aveva ancor veduto. -Di sotto l'altare di detta chiesa è il luogo -dove Santo Giovanni nacque, e da quella -chiesa a una lega è el castello di Emaus. -Quivi ancora si dimostrò il nostro Signiore -a duo discepoli, dopo la resurresione. Item, -della parte di Gierusalem, a <span class="smcap lowercase">CC</span>º. torse, -è una chiesa, dove soleva esere la cava -del lione. -</p> - -<p> -<span class="pagenum" id="Page_117">[117]</span> -</p> - -<h3 id="samuel">DI XXII. MARTORI E QUALI RAGUNÒ EL LIONE -PER VOLONTÀ DI DIO EN NUNA NOTTE, E -DEL MONTE GIOGLIA, DOVE GIACE SAMUEL -PROFETA.</h3> - -<p> -E di sotto a questa chiesa, a <span class="smcap lowercase">XXX</span>. gradi -a basso, furono soppelliti <span class="smcap lowercase">XXII</span>. martori -nel tempo del Re Cosdroe<a class="tag" id="tag58" href="#note58">[58]</a>, i quali i lione -ragunò tutti in una notte per volontà -di Dio e nascose in terra. Item, da Gierusalem -è 'l monte di Gioglia a due leghe, -molto bello luogo e dilettevole e dilicato. -Ivi giace santo Samuel profeta in una bella -tomba; e chiamasi quello monte di Gioglia, -perchè dona letizia al core de' pelegrini -che vanno per questo monte, perchè -di qua vegono prima la santa città di Gierusalem -e il monte Oliveto e anche la valle -di Iosaphat apresso le mura della città, -come io v'ò detto di sopra. Nel mezo di -quela vale è un fiume, che è una piccola -riviera, che si chiama el torrente di Cedron; -e sopra questa riviera giaceva l'albero -della croce a modo di passaggio: e -ivi apresso è una fossata, ove è sotterato -ora il piede della colonna ove fu primamente -<span class="pagenum" id="Page_118">[118]</span> -flagellato el nostro Signiore, però -che in più luoghi lo flagellorono e vilanamente -el trattorono. -</p> - -<h3 id="nostrad">DELLA CHIESA DI NOSTRA DONNA, -E DEL TEMPO CHE AVEVA QUANDO MURÌ.</h3> - -<p> -Item, nel mezzo della valle di Iosaphat -è la chiesa di nostra Donna, <span class="smcap lowercase">XLIIII</span>º. -gradi sotto terra; e aveva nostra Donna -anni <span class="smcap lowercase">LXXII</span>. quando passò di questa vita: -e da lato di nostra Donna è uno altare, -dove el nostro Signore perdonò a Piero -tutti i suoi peccati. Ivi da lato, inverso -occidente, di sotto è uno altare e una fonte -che viene dal fiume del paradiso; e sapiate -che questa chiesa è molto bassa sotto terra -e quasi tutta sotto terra, ma perchè Gierusalem -è stata più volte distrutta, e le -mura abattute, la valle è ripiena di terra, -e così la terra è alzata, e la chiesa abbassata, -e però è la chiesa bassa. E questo è -ben credibile; e alcuni m'ànno detto comunemente, -che da poi che la nostra Donna -fu soppelita, la terra ivi d'intorno per -sè stessa è caduta; e ancora dicono, che -sanza dubio ela crescie tutta via. E in -questa chiesa di nostra Donna solevono -esere monaci neri, che avevono uno abbate. -<span class="pagenum" id="Page_119">[119]</span> -Assai apresso di questa chiesa si è -una cappella allato, e sì è chiamata Gethsemani: -ivi fu 'l nostro Signore baciato -da Giuda: ivi fu preso da' giudei: ivi lasciò -il nostro Signiore i suoi discepoli -quando andò a adorare inanzi alla sua passione, -e pregò, dicendo: <i>Pater mi, si -possibile est, transeat a me calix iste</i>: -e quando tornò, trovò e discepoli adormentati. -E nel sasso dentro la cappella si vegono -ancora e segni del dito del nostro -Signiore a che modo lui s'apogiò colla -mano al sasso, quando e giudei lo vollono -pigliare. E di là inverso a mezo dì, al gittare -d'una pietra, è una capela, dove el -nostro Signiore gittò gocciole di sangue: -è assai presso alla tomba del Re Iosaffat, -dal quale la valle piglia el nome. Questo -Iosafat fu Re di questo paese, e fu convertito -per un romito, e fu valente uomo, -e fece di molti beni. E di là, a uno tratto -d'arco, verso mezo dì, è la chiesa ove santo -Iacopo e Zacheria profeta furono sepolti. -Item, al di sotto di questa valle è il -monte Oliveto, ed è così chiamato, perchè -ivi sono molti ulivi. Questo monte è più -alto che non è la città di Gierusalem, e -però di questo monte si può vedere quasi -<span class="pagenum" id="Page_120">[120]</span> -tutte le contrade di Gierusalem; e tra questo -monte e la città non è altro che la valle -di Iosaphat, la quale non è molto larga. -Da questa montagna salì el nostro Signore -in cielo el dì della Ascensione, e ancora -si vede la forma del suo piè sinistro -nella pietra: ivi è una bella chiesa, ove -soleva esere una badia di monaci regolari. -</p> - -<h3 id="alcsanti">QUI SI FA MENZIONE D'ALCUNI -LUOGHI SANTI.</h3> - -<p> -E di qui a <span class="smcap lowercase">XXVIII</span>. passi si è una pietra -sopra la quale il nostro Signiore soleva -sedere e predicare le sette opere della -misericordia, dicendo: <i>Beati pauperes -spiritu</i>: e ivi insegniò agli apostoli el -Pater Nostro, e con lo propio dito lo scrisse -nella pietra. E assai apresso è una -chiesa di santa Maria Egiziaca, e ivi giace -ella in una tomba. E di là, inverso oriente -a <span class="smcap lowercase">III</span>. tratti d'arco, è Bethfage, ove el nostro -Signiore mandò san Piero e san Iacopo -per trovare l'asina el dì di pasqua -fiorita. Ivi salì sopra a l'asina e scese del -monte. Inverso oriente è un castello chiamato -Bethania: ivi dimorava Simone lebroso; -ivi dette albergo al nostro Signiore, -e dipoi fu battezato da gli apostoli e chiamato -<span class="pagenum" id="Page_121">[121]</span> -Giuliano; el quale dapoi fu fatto vescovo. -E questo santo Giuliano è quelo -che è da molti cristiani chiamato per buono -albergo. In questo luogo perdonò el nostro -Signiore a Maria Maddalena: ella ivi -gli lavò e piedi colle propie lagrime, e -colli propi capegli gli rasciugoe, e pianse -e suoi peccati. Qui el nostro Signiore risucitò -Lazero quatriduano, el quale era -fratello di Maria Maddalena e di Marta. -Ivi dimorava Maria Cleofe serva del nostro -Signiore<a class="tag" id="tag59" href="#note59">[59]</a>. Questo castello è dilungi -da Gierusalem una lega. Item, discendendo -del monte oliveto è il luogo ove pianse -il nostro Signore sopra Gierusalem: dallato -è il luogo ove nostra Donna aparve a -santo Tomaso dopo la sua assunzione e -donògli la sacra sua cintola: e questo luogo -è assai presso la pietra dove el nostro -Signore sedeva spesso a predicare; e ivi -propio, come si dice, sarà el giudicio, cioè -el dì del giudicio. Item, apresso al monte -Uliveto è il mare di Galilea, dove gli apostoli -erono ragunati quando Maria Madalena -li venne annunziare la resurresione -del nostro Signiore. Nel mezo la via, tra il -<span class="pagenum" id="Page_122">[122]</span> -monte Uliveto e quel di Galilea, è una -chiesa dove gli angioli nunziarono a nostra -Donna la morte propia. Item, da Bettania -a Gerico si à <span class="smcap lowercase">V</span>. leghe. Ierico soleva -esere una bella città e buona, ma ella fu -distrutta, sì che ora non è altro che una -piccola villetta. Iosuè prese questa città -per divino miracolo, e per comandamento -de l'angiolo maladisse chiunque la edificherà. -Di questa città fu Zacheo, quello -che salse sopra a uno albero secco moro -per vedere el nostro Signore, però che per -la sua piccoleza nol potea vedere fralle altre -gente. Di questa città scampò Raab, -la qual fu femmina comune solamente con -quegli del suo lingnaggio, perchè ella si -aveva nascosi e scampati di morte e messaggi -di Israel; e di ciò n'ebe el merito -come dice la Scrittura. <i>Qui recipit prophetam -in nomine meo, mercedem accipiet</i>. -Così fece ella, perchè ella profetezò -a questi messaggi, dicendo: <i>Novi quod -Dominus tradiderit, vobis dabit terram -hanc</i>. E così poi Salomon, figliuolo -di Nason, la tolse per moglie, e fu valente -femina e serva di Dio. Item, chi vuole andare -da Bettania al fiume Giordano, sì va -per una montagnia diserta, ed è ivi apresso -a una giornata. -</p> - -<p> -<span class="pagenum" id="Page_123">[123]</span> -</p> - -<h3 id="digiuno">DEL MONTE DOVE DIGIUNÒ EL NOSTRO -SIGNIORE E FU TENTATO.</h3> - -<p> -E da Bettania, inverso oriente, si va -alla gran montagnia, dove el nostro Signiore -digiunò <span class="smcap lowercase">XL</span>. dì: sono <span class="smcap lowercase">VI</span>. leghe, e -sopra questa montagna fu portato el nostro -Signiore, e ivi fu tentato dal nimico, -dicendo: <i>Dic ut lapides isti panes -fiant</i>. In quel luogo medesimo sopra el -monte soleva esere una bella chiesa, ma -fu abattuta e abandonata, e ora non è altro -che uno eremitorio abitato da una maniera -di cristiani chiamati giorgini. E sopra -questa montagnia abitò Abraam gran -tempo, e però è chiamato el giardino d'Abraam. -Tra 'l giardino e la montagnia corre -un piccolo fiume d'acqua, la qual soleva -esere amara, ma per la benedizione d'Eliseo -profeta l'acqua diventò dolce e buona -per bere. A piè di questa montagnia, verso -el piano, è una gran fontana che entra -nel fiume Giordano. Da questa montagnia -infino a Gerico, andando inverso al fiume -Giordano, non v'è altro che una lega. -Item, sopra el camino di Gerico sedeva el -cieco che gridava: Giesù, figliuolo di David, -<i>miserere mei</i>; el quale incontanente -<span class="pagenum" id="Page_124">[124]</span> -ricevette la vista. Item, dilungi da Gerico -due leghe, è il fiume Giordano: apresso a -una lega è una chiesa di santo Giovanni -Batista, dove e' battezò el nostro Signiore; -e ivi a lato è la chiesa di Geremia profeta. -Da Gerico infino al mare morto sono -tre leghe: intorno a questo mare morto -cresce assai allume. Tra Gerico e questo -mare è la terra de' Gadi. Qui soleva crescere -el balsimo, ma uno califfo fece levare -gli albucegli e portargli in Bambillonia, -e là ancora si chiamono le vite de Engadi; -e da uno lato di questo mare, discendendo -da Arabia, è il monte di Anobitani, -dove è una cava chiamata Carva. Sopra -questo monte Balath, figliuolo di Beor, -condusse Ballaam sacerdote per maledire -el popolo di Israel. -</p> - -<h3 id="marmorto">DELLA NATURA DEL MARE MORTO, -E DELLA LUNGHEZZA SUA.</h3> - -<p> -Questo mare morto divide la terra di -Giudea da la terra di Bagata<a class="tag" id="tag60" href="#note60">[60]</a> a quella -d'Arabia. L'acqua di questo mare è amara -molto e salsa, e la terra che è bagnata di -questa, mai più non fa frutto; e la terra -<span class="pagenum" id="Page_125">[125]</span> -che v'è d'intorno spesso si muta di colore. -Questa acqua gitta fuori de' suoi termini -pesci di spalto a modo d'uno cavallo grosso; -e questo è per ogni dì. E in ogni parte -d'intorno, da questo mare infino a Gierusalem, -sono ccº. grandi istadi. Questo mare -dura dilungi <span class="smcap lowercase">VII</span>. <span class="smcap lowercase">C</span>. e <span class="smcap lowercase">LXXX</span>. stadii, ed -è largo <span class="smcap lowercase">C</span> º. <span class="smcap lowercase">L</span>. ed è chiamato Mare morto, -perchè non corre mai, perchè è uno stagnio -che nè uomo nè animale può murire -in questo mare; e questo è stato più volte -esprementato, perchè alcuna volta vi sono -stati vivi <span class="smcap lowercase">IIII</span>º e <span class="smcap lowercase">V</span>. giorni uomini che non -anno potuto murire, però che questo mare -non ritiene cosa veruna; e non si può bere -di questa acqua, e chi vi mettessi ferro, -e' si starebbe a galla di sopra; e chi -vi mettessi piume, anderebono al fondo. -E tutte questo cose sono contra natura. E -allato a questo mare sono di molti alberi -che portono pomi bellissimi e molto coloriti, -e paiono maturi; ma chi gli taglia e -rompe pel mezo, non vi truova altro che -cenere, in significazione che per la giustizia -di Dio le città e le terre arsono di fuoco -infernale. Alcuni chiamono questo mare -il lago di Alfacide, alcuni el fiume del -diavolo e alcuni il fiume puzolente, perchè -<span class="pagenum" id="Page_126">[126]</span> -l'acqua è brutta e puza. E poi in questo -mare si abissorono per la giustizia di Dio -<span class="smcap lowercase">V</span>. città, cioè Soddoma, Gomorra, Aldama, -Seloim e Segor per lo peccato soddomitico -che tra loro regnava. Ma Segor, pe' prieghi -di Lotto, fu lungo tempo difesa, perchè -era posta alquanto sopra una montagnia: -e quando el mare è tranquillo e 'l -tempo è chiaro, si vegono sotto l'acqua le -mura della città. In questa città stette un -tempo Lotto, e ivi fu inebriato da le sue -figliuole, e poi dormì con esse e generò -due figliuoli, Moab e Amon; e la cagione -perchè le figliuole inebriorono il padre -loro fu a ciò che giacesse co loro, però -che loro non vedevono altro uomo che suo -padre; e credendo che tutto il mondo fussi -sobissato come erano quele città, come fu -nel tempo del diluvio di Noè, vollono giacere -con suo padre per ristorare e multiplicare -el mondo; ma Loth non sarebe -giaciuto colle figliuole se non fussi stato -inebriato. La montagnia, ch'è sopra di -Segor, era chiamata in quel tempo Edom, -e poi fu chiamata Seir, e poi Idumea. Item, -dalla parte destra di questo mare è la moglie -di Loth diritta a modo d'una pietra -di sale, perchè ella si guardò a dietro -<span class="pagenum" id="Page_127">[127]</span> -quando le dette città si profondorono. E -questo Loth fu figliuolo d'Aram, fratello -d'Abraam: Sarra, moglie d'Abraam, e -Melcala, la moglie di Nacor, furono sorelle -del detto Loth. Sarra aveva <span class="smcap">Lxxx</span>. -anni quando Isaac fue generato in lei, e -Abraam aveva già auto un altro figliuolo -chiamato Ismael di <span class="smcap lowercase">XIIII</span>º. anni, ingenerato -di Agar sua cameriera. E quando -Isaac ebe <span class="smcap lowercase">VIII</span>. dì, Abraam il fece circuncidere; -e così Ismael, che aveva <span class="smcap lowercase">XIIII</span>º. -anni; e per questa cagione e giudei che -discendono d'Abraam si fanno circuncidere -l'ottavo di; e i saracini, che sono discesi -da Ismael, si fano circuncidere nel -xiiiiº. anno. Item, questo mar morto entra -nel fiume Giordano: ivi si perde, perchè -più oltre non corre, e ivi entra propio di -lungi una lega del fiume Giordano da la -chiesa di santo Giovanni Batista, verso -occidente. Alquanto di sopra, dove comunemente -si bagnono e cristiani, e a una -lega di lungi dal fiume Giordano, è la riviera -di Loth, la quale passò Iacob venendo -di Mesopotania. -</p> - -<p> -<span class="pagenum" id="Page_128">[128]</span> -</p> - -<h3 id="fiumegior">DEL FIUME GIORDANO, E DEL LUOGO OVE -FU SOPPELLITO IOB, E ALTRI LUOGHI.</h3> - -<p> -El fiume Giordano non è molto grande -nè molto profondo, ma mena di buon' pesci, -e viene dal monte Libano, da due fonti -chiamati Gior e dam; e da queste due -fonti prese el nome del fiume Giordano: -e passa per un lago, che è chiamato Maron. -Poi passa per lo mare di Tiberia, -e passa sotto le montagnie di Gelboe; e -ivi, dall'una costa e l'altra della riviera, -sono molte belle valle. E durono le montagnie -di Libano di lungi infino al diserto -di Pharaam. Queste montagnie dividono -il reame di Soria infino al paese di Finice. -Sopra di questi monti crescono cedri -altissimi, e portono pomi grossi e lunghi, -ed è la grosseza come el capo d'un uomo. -Questo fiume Giordano divide la terra di -Galilea da la terra di Idumea e la terra -di Bostorum, e corre sotto terra un gran -pezo infino a un gran piano e bello, chiamato -in saracinesco Meldam, che vuol dire -in nostra lingua, fiera, overo mercato; -però che 'n questo piano spesse volte si -fanno fiere; e ivi ritorna l'acqua grande -e lata. Quivi in questo piano si è la tomba -<span class="pagenum" id="Page_129">[129]</span> -del pazientissimo Iob. In questo fiume -Giordiano fu Cristo battezato, e ivi fu udita -la voce del padre, dicendo: <i>Hic est filius -meus dilectus</i>. E lo Spirito Santo discese -sopra lui in forma di colomba, e così a -questo battesimo fu tutta la Trinità. Pel -mezo di questo fiume pasorono e figliuoli -di Israel ad piedi sciutti; e ivi missono -pietre per lo miracolo di Dio che aveva da -parte ritratte e sostenute l'acque. In questo -fiume Giordano si lavò Naaman di Siria, -uomo molto ricco, ma lebroso, e fu -subito guarito. Intorno al fiume Giordano -son molte chiese, ove abitavono molti cristiani. -Ivi apresso è la città di Hai, la -quale fu assalita da Iosuè e presa. Item, -le valle del fiume Giordano e di Mambre -sono molte belle. Item, dalla montagnia -sopradetta, dove el nostro Signiore digiunò -<span class="smcap lowercase">XL</span>. dì, a due leghe dilungi, verso -Galilea, è un bello e alto monte, sopra el -quale el nimico portò el nostro Signiore -la terza volta per tentarlo, e di quivi gli -mostrò tutto il piano del paese, dicendo: -Tutto ciò che tu vedi, ti darò, se tu t'inginocchi -e adorera' mi. Item, dal mare morto -andando verso oriente, fuori de' confini -della terra di promissione, è un bello castello -<span class="pagenum" id="Page_130">[130]</span> -e forte nel monte, el quale è del Soldano, -e chiamasi in saracinesco Baruth, -che vuol dire in nostra lingua, ponte Reale. -Questo castello fece fare Baldelorin Re -di Francia, el quale conquistò questo paese, -e dentro vi misse cristiani per guardarlo; -e però fu chiamato Monte reale. E di -sotto a questo castello è una villa, chiamata -Sobeccha: ivi d'intorno dimorono molti -cristiani sotto trebuto; e da qui, infino a -Nazareth in Gierusalem, sono tre giornate, -e vassi per la provincia di Galilea, per -Ramata, per Sophonia, e per lo alto monte -di Effraym, dove Elena e Anna (<i>sic</i>) -madre di Samuel profeta dimoravono. Qui -nacque questo profeta e fu soppellito al -monte di Giorgia, come di sopra dissi. Da -poi si va a Sillo, dove da Helia profeta fu -custodita l'arca di Dio insieme colle sante -reliquie; ivi faceva sacrificio il populo di -Ebron al nostro Signore: ivi gli renderono -i loro doni: ivi parlò Iddio a Samuel e -rivelogli la mutazione dell'ordine del sacrificio -del sacerdozio e del misterio del -sacramento. Assai apresso, a la sinistra, -è Gabbaom, e dallato è Rama e Beniami, -de' quali luoghi parla la Scrittura. E poi -vassi per Sichem, altrimenti chiamata Sichar, -<span class="pagenum" id="Page_131">[131]</span> -nella provincia de' Samaritani. Ivi è -una bella valletta e fruttuosa; e ivi è una -molto bella e buona città, chiamata Neopoli; -e di qua a Gierusalem a una giornata -è una fonte, dove parlò Giesù alla sanmaritana: -e ivi soleva esere una chiesa, -ma è stata abandonata e abattuta: e allato -a questa fonte fece fare Roboas due vasi -d'oro, e sì gli faceva adoperare; e a un -pose nome Adam e a l'altro Bethel. Item, -a una legha dalla città di Siccar è la città -di Luza. In questa città dimorò Abraam -un gran tempo. Siccar è <span class="smcap lowercase">X</span>. leghe di lungi -da Gierusalem, ed è chiamata Neopoli<a class="tag" id="tag61" href="#note61">[61]</a>, -che vuol dire città novella; e quivi è la -sepultura di Ioseph figliuolo di Iacob, il -quale governò Egitto; e gli giudei vanno -in pellegrinagio in quello luogo divotamente, -perchè e' portorono d'Egitto l'ossa -sua e quivi le sopelirono. In questa città -fu Reina la figliuola di Iacob, chiamata -Dina, per cui e dua frategli uccisono -molte persone e assai male feciono nella -città. Ivi da lato è il monte di Garisim, -<span class="pagenum" id="Page_132">[132]</span> -ove e samaritani adoravono. Item, in su -questo monte volle Abraam sacrificare il -suo figliuolo Isaach; ivi dallato è la valle -di Dotaim, e ivi è la citerna dove fu gittato -Ioseph da' frategli inanzi che lo vendessono: -e questo è dilungi due leghe da -Siccar. Di là si va a Sanmaria, che ora si -chiama Sabasta; e questa è la principal -città del paese, e giace tra' monti a modo -che fa Gierusalem. In questa città fu la -sedia de le <span class="smcap lowercase">XII</span>. tribù di Israel, ma la città -non è ora sì grande come soleva: ivi fu -sepolto san Giovanni Battista fra' due profeti, -Eliseo e Abdam; ma egli fu dicapitato -nel castello di Macharim appresso il -mare morto; e poi fu da' suoi discepoli -trasportato e sotterrato in Sanmaria. -</p> - -<h3 id="giuliano">COME GIULIANO APPOSTATA FECE ARDERE -EL CORPO DI SANTO GIOVANNI E GITTARE -LA CENERE AL VENTO.</h3> - -<p> -Questo Giuliano Apostata fece ardere -l'ossa sua, e gittare la cenere al vento, -ma rimase intero el dito, col quale mostrò -il nostro Signiore Giesù Cristo, dicendo: -<i>Ecce Agnus Dei</i>; però che mai non potè -ardere: e questo dito fece santa Techia -<span class="pagenum" id="Page_133">[133]</span> -vergine mettere in questi monti, ove ora -se ne fa gran festa. -</p> - -<h3 id="teodosio">COME TEODOSIO IMPERADORE TROVÒ -IL CAPO DI SAN GIOVANNI BATISTA.</h3> - -<p> -In questa città medesima di Sabasta -solevono essere molto chiese, ma furono -abattute: ivi era el capo di santo Giovanni -in uno muro serrato, ma Teodosio imperadore -il fece cavare fuori, e trovollo -avilupato in un drappo tutto insanguinato, -e così il fece portare a Gostantinopoli, -e ivi è ancora. La parte di dietro della -testa e quela dinanzi è ancora nella chiesa<a class="tag" id="tag62" href="#note62">[62]</a> -di santo Salvestro, ove sono monaci -del cordone: e ancora questa parte di testa -è tutta abruciata<a class="tag" id="tag63" href="#note63">[63]</a> e quasi meza arsa, -perchè lo imperadore Giuliano sopradetto -per la sua cattiva volontà la fece ardere -insieme coll'altre ossa, e così apare. Questo -è provato per papi e per imperadori. -E la mascella di sotto e una parte delle -gengie e dell'ossa e il piattello ove fu -messo il capo, quando gli fu tagliato, sono -a Genova, e li Genovesi ne fanno gran -<span class="pagenum" id="Page_134">[134]</span> -festa; e simile festa fanno e saracini di -lui. Alcuni dicono, che 'l capo di santo -Giovanni è in Amiens in Fiandra, e altri -dicono che questo è il capo di santo Giovanni -vescovo. Io non so, Dio el sa, ma -in qualunque terra si fa onore al buon -santo Giovanni: è ben fatto. Dalla città -di Sabasta infino a Gierusalem sono <span class="smcap lowercase">XII</span>. -leghe. -</p> - -<h3 id="fontemuta">D'UNA FONTE CHE SI MUTA QUATTRO -VOLTE DI COLORE L'ANNO.</h3> - -<p> -Nelle montagne di questo paese è una -fonte che <span class="smcap lowercase">IIII</span>. volte l'anno si muta di colore; -alcuna volta è verde, e alcuna volta -è rossa; una chiara, una altra torbida, e -chiamasi la fonte di Iacob. Le gente di -questo paese si chiamono Sanmaritani, e -furono dagli apostoli convertiti e battezzati, -ma eglino non ànno mantenuto la -lor dottrina, e mantengono legge per loro -discordante da' cristiani, saracini e giudei -e pagani. Egliono credono bene in uno solo -Dio, e dicono che non è altro che uno solo -Dio, il quale ogni cosa creò e ogni uomo -giudicherà, e tengono alla bibbia quanto -alla lettera, e li <span class="smcap lowercase">V</span>. libri di Muisè col salterio, -come fanno e giudei: e dicono, che -<span class="pagenum" id="Page_135">[135]</span> -e' sono diritti figliuoli di Dio; e più d'altra -gente amono Dio, e che e' sono eglino -e proprii eredi, a chi Dio promisse la eredità. -Questi ànno diverso abito dall'altra -gente. Per disferenziarsi dagli altri, egliono -si invilupono le teste con un lenzuolo -rosso, e li saracini si invilupono lo teste -con uno lenzuolo bianco; e li cristiani, che -abitono in quel paese, s'invilupono le teste -con uno panno bianco; e li giudei con -uno panno giallo. In questo paese dimorano -molti giudei che pagono trebuto, come -fanno e cristiani; e se volessi sapere -le lettere<a class="tag" id="tag64" href="#note64">[64]</a> de' giudei, che sono in quel -paese e altrove, sono così fatte colli lor -nomi, come vedete qui di sotto. -</p> - -<h3 id="galileac">DELLE CITTÀ CHE SONO NELLA PROVINCIA -DI GALILEA, E DOVE NASCERÀ ANTI CRISTO, -E DOVE SARÀ NUTRITO, E DOVE -REGNIERÀ.</h3> - -<p> -Da questo paese de' sanmaritani, del -quale v'ò parlato, si va al piano di Galilea, -lasciando e monti da una parte. Ed è -Galilea una delle terre de le provincie di -promissione; e in questa provincia sono -<span class="pagenum" id="Page_136">[136]</span> -queste città; cioè, Naim, Capharnaum, -Bectsaida e Corosaim. Da Bectsaida fu -san Piero e santo Andrea: a quattro leghe -da Corosaim è la città di Cedar, di cui -el salterio parla: <i>Habitavi cum habitantibus -Cedar</i>. Anti Cristo nascerà, -come dice el profeta: <i>De Babillonia -coluber exiet, qui totum mundum devorabit</i>. -Questo Anti Cristo sarà nutrito -in Betsaida e regnierà in Chapharnum; -e però dice la Scrittura: <i>Vae tibi, Corosaim! -vae tibi, Bethsaida! vae tibi, -Capharnaum!</i> E tutte quelle città sono -di Galilea, e sono <span class="smcap lowercase">IIII</span>º. leghe da Nazareth. -Di questa città si fu Simone Cananeo e la -femina Cananea, della qual parla el vangelio. -Ivi fece il nostro Signiore il primo -miracolo alla cena dello Architriclino, -quando mutò l'acqua in vino. Ne' confini -di Galilea, apresso e monti, fu presa l'arca -di Dio: e dall'altra parte è il monte -Endor e Hermon, e là d'intorno va un fiume -del torrente Sion, altrimenti chiamato -el torrente Radamain. Ivi da lato, Barath, -figliuolo d'Abimalech, insieme con il figliuolo -di Elbora profetessa, vinse l'oste -di Idumer, quando il Re Cifaro fu morto -con Gebel moglie di Eber Ethath, oltre -<span class="pagenum" id="Page_137">[137]</span> -el fiume Giordano; per forza della ispada -uccise Zeber e Salamana. E a <span class="smcap lowercase">V</span>. leghe da -Nain è la città di Egeraol, che altrimenti è -chiamata Zaraim; della quale città fu Gezebella, -malvagia Reina, la qual per forza -tolse la vignia di Naabot. Apresso a questa -città è il campo di Magredi, nel quale il -Re Horia fu ucciso dal Re di Egitto, e dipoi -fu portato e soppellito nel monte Sion. -A una lega da Zezioel sono le montagnie -di Gelboe, ove Saul e Gionatas, che fu -così bello, morirono. Per quella cagione -David gli maladisse nel salterio, dicendo: -<i>Montes Gelboe, nec ros, nec pluvia</i>. -A una lega dal monte Gelboe, verso oriente, -è la città di Sacophe, la quale è -chiamata Bethsam: sopra le mura di questa -città fu appicata la testa del Re Saul. -</p> - -<h3 id="luogodon">DEL LUOGO DOVE NACQUE NOSTRA DONNA, -E DI QUANTO TEMPO ERA QUANDO FU -ANNUNZIATA DA L'ANGIOLO, E QUANTO -TEMPO VISSE DOPO LA PASSIONE.</h3> - -<p> -Da poi si va a Nazareth per la montagnia -dallato al piano di Gelboe. Nazareth -soleva essere gran città e bella, ma -ora è una cattiva villa di case sparte, in -quanto ella non è murata; e siede in una -<span class="pagenum" id="Page_138">[138]</span> -piccola valle con monti intorno. Ivi nacque -nostra Donna, e però portò Cristo il -pronome di questa villa. E Ioseph tolse -per moglie nostra Donna, esendo d'anni -<span class="smcap lowercase">XIIII</span>: ivi salutolla l'angiolo Gabriello, -dicendo: <i>Ave, Maria gratia plena</i> etc. -Quivi soleva essere una chiesa, ma fu distrutta, -nella quale era uno grande altare. -E ivi allato è uno pilastro di quella chiesa; -e quivi è fatto una piccola abitazione -per ricevere l'oferte de' pellegrini, e sì la -guardono molto bene e saracini per l'utile -che ne tragono. Questi saracini qua -sono più cattivi e crudeli che altrove, e -ànno guasto tutte le chiese. Ivi è el fonte -di Gabriel, dove si soleva bagniare il nostro -Signiore quando era piccolino. Di questa -fonte lui portò ispesse volte l'acqua -a sua madre; e in questa fonte lavò asai -volte la nostra Donna e panni del suo figliuolo -Giesù Cristo: e da qui infino in Gierusalem -sono tre giornate a Nazaret (<i>sic</i>), -dove fu nutrito il nostro Signiore. Nazaret -si è a dire fiore di giardino, e per buona -cagione è chiamata fiore, però che in -lui fu nutrito el fiore e 'l frutto di vita, -cioè Giesù Cristo. Da Nazaret, a due leghe, -è la città di Sephor, sopra a la via -<span class="pagenum" id="Page_139">[139]</span> -che va di Nazareth a Achon; ed a meza -lega di là da Nazareth è lo salto del nostro -Signiore, perchè avendolo e giudei -menatolo sopra uno alto monte, e volendolo -gittare per ucciderlo, Iesù Cristo -passò pel mezo loro e salì fuori, e montò -sopra una alta montagnia, nella quale al -presente si vegono li passi: e per questo, -quegli che ànno paura de i nimici o di altra -gente di male afare, dichino: <i>Iesus -autem transiens, per medium illorum -ibat</i>; a memoria che Giesù Cristo passò -per el mezo e giudei crudeli e scampò sanamente -da loro: così sicuramente possono -passare e scampare delle mani degli inimici -loro. Dopo questo dicano questi due -versi del saltero: <i>Irruat super eos formido -et pavor in magnitudine brachii -tui, Domine: fiant immobiles quasi lapis -donec pertranseat populus tuus, -Domine, quem tu possedisti</i>. Questi -versi si dicono tre volte, e da poi si passa -sicuramente; e sapiate che nostra Donna -partorì nel quinto decimo anno, e conversò -col suo figliuolo benedetto <span class="smcap lowercase">XXXIII</span>. -anni e <span class="smcap lowercase">III</span>. mesi; e, dopo la passione del -nostro Signiore, visse <span class="smcap lowercase">XXIIII</span>.º anni. -</p> - -<p> -<span class="pagenum" id="Page_140">[140]</span> -</p> - -<h3 id="tabor">DEL MONTE TABOR, E COME EL GIUDICIO -SARA EL DÌ DI PASQUA.</h3> - -<p> -Item, da Nazareth si va al monte Tabor -e non v'è altro che <span class="smcap lowercase">IIII</span>. leghe; il quale -è bel monte e alto, ove soleva esere asai -chiese, ma sono distrutte; e ancora -v'è un luogo che si chiama la squola di -Dio, ove soleva amaestrare e suoi discepoli, -e apriva loro e segreti di Dio. A piè -del monte Tabor, Melchisedech, che fu -Re di Salem, chiamata poi Ierusalem, al -declinare del monte, iscontrò Abraam, il -quale ritornava dalla battaglia, nella quale -aveva morto el Re Amalech. Item, in -questa montagna si trasfigurò il nostro -Signiore dinanzi a san Piero e santo Iacopo -e santo Giovanni: qui vidono spiritualmente -Moisè e Elia profeta, e imperò -disse santo Piero a Cristo: <i>Bonum est -nos hic esse; si vis, faciamus hic tria -tabernacula</i>. Sì vi udirono la voce del -Padre, dicendo: <i>Hic est filius meus dilectus, -in quo mihi bene complacui</i>: -e Iesù Cristo li comandò che non dicesono -ad alcuno questa visione, infino che non -fussi risucitato da morte a vita. In questo -monte e in questo luogo medesimo el dì -<span class="pagenum" id="Page_141">[141]</span> -del giudicio <span class="smcap lowercase">IIII</span>. angeli soneranno <span class="smcap lowercase">IIII</span>. -trombe, e risuciteranno tutti e morti, che -son morti da poi che fu creato el mondo; -e tutti verranno in corpo e in anima dinanzi -al cospetto di Dio al giudicio ne la -vale di Iosafat; e sarà questo giudicio el -dì di pasqua, in quell'ora medesima che -risucitò il nostro Signore; e sarà cominciato -questo giudicio nell'ora che 'l nostro -Signiore discese a l'inferno per ispogliarlo; -però che in questa ora spoglierà -il mondo e rimunererà gl'amici suoi in -grazia, e li nimici a pena perpetua gli -condannerà. E in quel tempo arà ciascuno -el merito de le sue opere, o bene o -male, se la gran misericordia di Dio non -anticipa la sua giustizia. Item, a una lega -dal monte Tabor è el monte di Emon, -e ivi fu la città di Naim, inanzi a la porta -de la quale el nostro Signiore e' risucitò -el figliuolo della vedova. Item, a tre -leghe da Nazaret è il castello di Saffia, -dove furono e figliuoli di Zebbedeo e i figliuoli -d'Alfeo; e, a <span class="smcap lowercase">V</span>. leghe da Nazaret, -è il monte di Caim, di sotto el quale è una -fonte; e quivi allato Lamech, padre di -Noè, ucciso Caim con una saetta, perchè -Caim andava pe' monti a modo d'una bestia, -<span class="pagenum" id="Page_142">[142]</span> -e vivette in quela forma più di <span class="smcap lowercase">CC</span>º. -anni, insino al tempo di Noè. Da Saffia si -va al mare di Galilea e alla città di Tiberìa, -che siede sopra questo mare; e quantunque -si chiami mare, non dimeno non è -mare nè braccio di mare, anzi è uno lago -d'acqua dolce, el quale è lungo <span class="smcap lowercase">C</span>º. -stadii e largo <span class="smcap lowercase">XL</span>; e sonvi dentro di buon -pesci; e pel mezo vi core el fiume Giordano. -La città non è tropo grande, ma assai -magnificenzie vi sono; e là dove si -parte el fiume Giordano, all'uscire del -mare di Galilea, è un ponte grande, per -lo quale si passa da la terra di promissione -ne la terra del Re Balsam e ne la -terra di Gierusalem, le quale sono tutte -d'intorno al fiume Giordano, infino al cominciamento -del mare di Tiberìa; e di là -si può andare in Damasco in 3. giorni per -la regione Traconidia, la quale regione -dura dal monte Emon infino al mare di -Galilea o al mare di Genezareth, che è -tutto un mare. Questo è il lago sopradetto, -ma e' muta el nome per le cittade che vi -sono sopra; e sopra a questo mare andò -el nostro Signore appiè asciutti, e ivi rilevò -san Piero, quando era già mezo annegato, -quando disse:<i>Modicæ fidei, quare -<span class="pagenum" id="Page_143">[143]</span> -dubitasti?</i> E dopo la sua resuresione -aparve un'altra volta a' suoi discepoli sopra -questo mare, e chiamandogli che pescassono, -empierono le rete di gran pesci. -E in questo mare navicò Iesù molte volte, -e quivi chiamò san Piero e santo Andrea, -san Iacopo e san Giovanni, figliuoli di Zebedeo. -Ne la città di Tiberìa si è la tavola -sopra la quale el nostro Signiore mangiò -co' suoi discepoli dopo la resuresione, -el qual non conobono, se non al rompere -del pane, come dice el vangelo: -<i>Et cognioverunt eum in fractione panis</i>. -E apresso a la città di Tiberìa è il -monte, ove il nostro Signore con <span class="smcap lowercase">V</span>. pani -e due pesci saziò <span class="smcap lowercase">V</span>. mila persone. In questa -città per ira fu gittato un tizone ardente -dietro a Giesù Cristo; il capo del -tizone percosse in terra, e subito rinverdì -e crebe in un grande albero, e al presente -cresce, e la scorza è ancora abruciata. -</p> - -<h3 id="santanna">DOVE NACQUE SANTA ANNA.</h3> - -<p> -Item, al capo di questo monte, inverso -settentrione, è uno forte castello chiamato -Saphor, et è posto apresso di Chapharnau -ne la terra di promissione; non -è castello sì forte, e di sotto è una buona -<span class="pagenum" id="Page_144">[144]</span> -villa, chiamata Saphor. In questo castello -nacque santa Anna, madre di nostra -Donna; e di sotto fu la casa di Centurione; -e questo luogo fu chiamato Galilea da -le gente che furono date a le tribù di Zabulon -e Nefthali. E ritornando da questo -castello, a <span class="smcap lowercase">XXX</span>. miglia, è la città di Naan, -che altrimenti è chiamata Selmas. Di -questa fu Cesaro figliuolo d'Apollo, el -quale sedeva apresso del monte di Libano, -dove comincia il fiume Giordano. Ivi -comincia la terra di promissione, e dura -infino a Bersabè di lungo andando, verso -Bissa, infino a mezo dì, e tiene per largo -<span class="smcap lowercase">C</span>º. <span class="smcap lowercase">LXXX</span>. leghe: e da Ierusalem al Giaffo -sono <span class="smcap lowercase">LX</span>. leghe lombarde, che sono piccole: -queste non sono leghe di Guascogna, -nè di Provenza, nè de la Magnia, le quale -son grande. E sapiate che la terra di -promissione è in Siria, perchè il reame -di Siria dura d'Arabia infino a Colizia, -cioè la grande Armenia; e questo è da -mezzodì verso Bissa, e da oriente inverso -occidente, dal gran diserto d'Arabia insino -al mare d'occidente. E in questo reame -di Siria sono più province, come è Palestina, -Gaza, Galilea e Giudea, e senza -molte altre di questo paese. -</p> - -<p> -<span class="pagenum" id="Page_145">[145]</span> -</p> - -<h3 id="usanzacr">DELL'USANZA DI QUESTO PAESE, E DI DIVERSE -MANIERE DI CRISTIANI E DI LOR -COSTUMI, E COME E' FANNO LA LORO CONFESSIONE, -E DELLE AUTORITÀ, LE QUALE -ALLEGONO PER LORO OPPINIONE.</h3> - -<p> -Egli ànno una usanza, che quando una -città o un castello à intorno l'assedio e -non possono mandare fuori e messaggi, -egli legono le lettere al collo a certi loro -usati colombi talmente amaestrati, e -quali portono e riportono e lor messaggi, -perchè questi colombi sono notriti che -vanno da l'un luogo a l'altro, e quali luoghi -sì usono comunemente. E sapiate, che -tra questi saracini, in ogni parte dimorono -molti cristiani di molte maniere e di -molti nomi, tutti battezzati; e ànno diverse -lingue e diversi costumi, ma tutti -credono in Dio Padre e Figliuolo e Spirito -Santo; e tutta via mancono in alcuno -articolo della fede. Alcuni si chiamono -Giacobini, perchè santo Iacopo si convertì -e santo Giovanni Batista gli battezzò. -Questi dicono che solo a Dio si debe -confessare e peccati, e none agl'uomini, -perchè si debbe chiamare in colpa -in verso colui che si offende: e dicono, -<span class="pagenum" id="Page_146">[146]</span> -che nè Idio, nè e profeti non ordinorono -mai che niuno si confesassi da altri che -da Dio; sì come disse Moisè nella Bibbia: -e per questo disse David nel Salterio: -<i>Confitebor tibi, Domine, in toto -corde meo; e altrove: Delictum meum -cognitum tibi feci, quia Deus meus -es tu et confitebor tibi</i>; però che e' sanno -tutta la Bibbia e el Salterio, ma non -allegono le autorità latine, anzi nel loro -linguagio assai convenientemente, sì che -e' dicono, che David e gli altri profeti si -concordiano co e nostri dottori e con alcune -de le loro openione, e massime con -santo Agostino, dove dice: <i>Qui scelera -sua cogitat et conversus fuerit, veniam -inveniat</i>. Cum Gregorio: <i>Domine -potius mentem quam verba inspicies -respicis</i>; et cum sancto Hilario: <i>Longorum -temporum crimina in ictu oculi -pereunt si cordis nata fuerit compunctio</i>. -E però dicono, che solo a Dio -si debono confessare e sua peccati, e a -lui promettere d'emendare. Però, quando -si vogliono confessare, s'accendono -fuoco allato a loro e sì vi gettono dentro -incenso e altre spezie odorifere, e nel -fummo si confessono a Dio, e dimandono -<span class="pagenum" id="Page_147">[147]</span> -misericordia. Ed è vero, che questo -confessare è naturale e primitivo, ma e -santi padri e' papi che sono venuti da poi, -ànno ordinato di fare la confessione a -l'uomo, e per buona cagione; perchè egli -ànno riguardato che niuna malizia -può essere sanata, e non si può dare buona -medicina, se prima non si sa la qualitade -e non si conoscie la natura del male; -e per lo simile non si può dare buona penitenzia, -se prima non si sa la qualitade -del peccato; però che e peccati non sono -equali ne' luoghi e nei tempi, e però si -conviene sapere la qualità de' peccati, e, -secondo quegli, dare la debita penitenzia. -Item, vi sono altri cristiani chiamati soriani, -e tengono el mezo de la fede tra -noi e' greci: eglino portano barbe a modo -che fanno e greci, e fanno sacrificio -di pane lievito; e nel loro parlare usono -lettere saracinesche, ma nel misterio -della chiesa usano lettere greche, e -fanno la loro confessione a modo di iacopini -di sopra detti. Altri cristiani quivi -sono, chiamati Giorgiani, e quali convertì -santo Giorgio, e lui onorono più che -altro santo di paradiso, e sempre lo chiamono -in ogni suo aiuto. Questi, che vennono -<span class="pagenum" id="Page_148">[148]</span> -del reame di Giorgia, portono cheriche -rase tonde, cioè e preti; e i laici -quadrata la portono, e questi tengono la -lingua greca<a class="tag" id="tag65" href="#note65">[65]</a>. E altri vi sono chiamati -cristiani dalla cintura. Altri sono Ariani, -altri Nubiani, altri Indiani, che sono della -terra del prete Giovanni, e tutti questi -ànno alcuno articolo della fede nostra -e negli altri variono; e perchè troppo sarebe -lungo el parlare di tutti, però di ciò -farò fine. -</p> - -<h3 id="damasco">DEL SITO DI DAMASCO, E DA CUI FU EDIFICATO, -E DELLA BELLEZA E ABUNDANZIA -SUA; E COME SANTO PAULO, EL -QUALE LEGGEVA FISICA IN DAMASCO, FU -CONVERTITO.</h3> - -<p> -Poi che io v'ò divisato alcuna parte -delle genti che dimorano infra quegli termini, -io voglio ritornare al mio camino. -Per ritornare di qua adunque, chi vuole -ritornare da la terra di Galilea, de la quale -io ò parlato, e' à a venire per Damasco, -che è molta bella città e molto nobile e -piena d'ogni mercatanzia: è tre giornate -dilungi dal mare, e <span class="smcap lowercase">V</span>. giornate dilungi -<span class="pagenum" id="Page_149">[149]</span> -da Gierusalem. Tutto le loro mercatanzie -portono sopra cammelli, cavagli, muli e -drumedarii e altre bestie infino alla città, -e le mercatanzie vengono per mare, cioè -d'India, di Persia, Caldea e della grande -Armenia e da altre nazione<a class="tag" id="tag66" href="#note66">[66]</a>. Questa città -edificò Eliseo Damasco, famiglio e spenditore -d'Abraam, prima che fusse nato -Isach, perchè e' si credea rimanere erede -d'Abraam, e chiamò la città del suo propio -nome, Damasco. In quela piaza dove -fu edificato Damasco, Caino uccise il suo -fratello Abel; e allato di Damasco è el -monte Seir. In questa città e di fuori sono -assai fontane e molti be' giardini e assai -diversi frutti: niuna città si potrebe comparare -con questa di begli giardini e di -begli palagi. La città è grande, e ben -murata a doppie mura, e è ben pulita. Ivi -sono molti fisici, e santo Paulo, prima -che fussi convertito, ivi era fisico per -mantenere il corpo in sanitade; ma da poi -la conversione, diventò fisico dell'anime; -o santo Luca Evangelista fu suo discepolo, -per imparare fisica, e molti altri; -e però che san Paolo teneva scuola di fisica, -<span class="pagenum" id="Page_150">[150]</span> -e ivi appresso Damasco fu convertito. -E dapoi tre dì a la sua conversione, -nella città stette sanza vedere, nè bere, -nè mangiare; e in questi tre dì fu aperto -il cielo, ove e' vedeva di molti secreti del -nostro Signiore. Assai apresso a Damasco -è un castello, chiamato Arches. -</p> - -<h3 id="sardemaco">QUIVI DESCRIVE EL SITO DELLA CHIESA DI -NOSTRA DONNA DI SARDEMACO E DELLA -INMAGINE SUA, LA QUALE È IVI DIPINTA -CON DIVERSI COLORI; E POI DESCRIVE LA -VALLE DI BELIAR, LA CITTÀ DI TRIPOLI -E LA CITTÀ DI BARUTI, OVE SANTO GIORGIO -UCCISE EL DRAGONE.</h3> - -<p> -Di Damasco si viene alla chiesa della -vergine Maria di Sardemach, che è <span class="smcap lowercase">V</span>. leghe -dilungi da Dammasco, e siede sopra a -un sasso: e quivi è un bello luogo simigliante -a un castello, e ivi è assai belle -chiese. Quivi dimorono monaci cristiani, -e di sotto a la chiesa è una bella volta, -ove dimorono cristiani, et evvi molto buono -vino; e nella chiesa di rieto al grande -altare nel muro, è una bella tavola di legnio, -dove è la immagine di nostra Donna, -e fu già dipinta di colori, e quali poi -si convertirono in carne per divin miracolo; -<span class="pagenum" id="Page_151">[151]</span> -e la detta tavola sempre è unta a -modo d'olio d'uliva; e di sotto è un vaso -bene aconcio per ricorre l'olio che gocciola; -o di questo olio è donato a' pellegrini -che si lavano, però che questo olio viene -per divino miracolo: e questo olio sì libera -el cristiano da molte malattie; e sì dicono, -che chi guarda questo olio nettamente, -infine di sette anni sì si converte -in carne e in sangue. Da Sardemach si va -per la valle di Beliar, la quale è molta -bella e fruttifera; e giace questa valle fra -montagnie; e sono quivi di belle riviere e -di be' prati e di grandi pasture per bestiame; -e vassi per le montagnie di Libano, -che durono da la grande Armenia -verso Bissa, infino a Adam, che è inverso -mezo dì, al cominciamento della terra di -promissione, sì come è detto di sopra. -Queste montagne sono fruttifere: quivi -sono di belle fontane, cedri e cipressi, e -molti altri alberi; quivi sono di molte -belle ville e ben popolate. Dal capo di -queste montagnie, fra la città di Arca e -la città di Baphian, è una riviera chiamata -Sabbataicor, però che il sabato corre -fieramente e gl'altri giorni di poco o -niente. E tra queste montagnie è un'altra -<span class="pagenum" id="Page_152">[152]</span> -riviera, la qual di notte si ghiaccia -fortemente, e 'l dì non è punto aghiacciata. -E, ritornando per queste montagnie, -si va a una montagna grande e -alta, chiamata la Gran Montagna, dove -è una gran città chiamata Tripoli. In questa -città dimorono molti cristiani buoni, -sicondo la nostra legge. Di quivi si va a -Baruth, dove san Giorgio uccise il dragone: -quivi è buona villa e buon castello -forte, come è sopra detto; ed è tre giornate -di qua da Sardemach a Baruth, e -<span class="smcap lowercase">XVI</span>. leghe dalla città di Sidona in mare. -Chi vuole rivenire per di verso Cipro, o -vero vien per terra infino al porto di Siron, -o vero di Tiro; e di là si viene in Cipro -in poco tempo, perchè gli è sotto; o -veramente si va dal porto di Tiro più dritto -sanza andare in Cipro, perchè si torce -ad arrivare ad alcuni porti di Grecia; e -doppo si viene a quele parte che altre -volte v'ò iscritte. E poi che io v'ò dette -e mostrate le vie per le quali si va primamente, -per lo più lungo camino, a Babillonia -e al monte Sinai e altri luoghi, -e quali v'ò di sopra detto, e per quel camino -si ritorna pelle terre di promissione; -ora vi vo' discrivere la diritta via per -<span class="pagenum" id="Page_153">[153]</span> -andare dirittamente a la santa città di -Gierusalem. Però che molti vanno a Gierusalem, -che non ànno intenzione di pasare -più oltre, o perchè non ànno suficente -compagnia, o perchè non possono -sostenere le fatiche, o perchè ànno dubio -di passare e diserti, o perchè ànno -fretta di tornare alle moglie o a' figliuoli, -o per altre ragionevol cagione, qui brievemente -dirò dove si può andare sanza mettere -troppo tempo, e sanza lungo indugio, -sì come altre volte v'ò detto. -</p> - -<h3 id="viabrieve">DELLA VIA PIÙ BRIEVE PER ANDARE ALLA -TERRA SANTA PER MARE, E DELLE COSE -CHE SI TRUOVONO PER LO CAMINO.</h3> - -<p> -Chi dalle parti occidentali si va per -Francia, e per Borgogna, e per Lombardia, -al porto di Vinegia, o di Genova, -o ad altro porto di que' confini, vassi per -mare a l'isola di Gieph, che è de' genovesi; -e poi s'arriva in Grecia al porto di -Miroth, o di Valona, o di Durazo a uno -degl'altri porti: poi si va per terra per -dirizarsi, e asai presto si torna al mare; -e vassi diritto in Cipri sanza entrare ne -l'isola di Rodi; anzi si lascia da lato, chi -vuole, e arivasi al porto di Famagosta, el -<span class="pagenum" id="Page_154">[154]</span> -quale è principale porto di Cipri; o vero -al porto di Limissa; e poi s'entra in mare, -e vassi, passando el porto di Tiro; e, sanza -montare altrove, si passa per mare, costeggiando -tutta via da questa banda infino -a la cità del Giapho: e questo si è -il più propinquo porto a Gierusalem. Da -questo a Gierusalem non è altro che una -giornata e mezo, che sono leghe <span class="smcap lowercase">XVI</span>, sì -che, andando da Giapho, si va per terra -alla città di Rama, la quale è assai presso -al Giapho; ed è bela città e dilettevole. -E di fuori di Rama, verso mezo dì, è una -chiesa di nostra Donna, dove il nostro Signiore -si mostrò in tre ombre, che significono -la Trinità. Ivi apresso è un'altra -città, chiamata Diospoli, e soleva esere -chiamata Sibda, ed è bene abitata; e ivi -è una chiesa di san Giorgio, dove fu lapidato. -Di là si va al castello d'Emaus, e -dipoi al monte Sora, ove giace Samuel -profeta; e di qui si va a la città di Gierusalem: -e apresso el camino, si è Ramata -e il monte Modon, onde fu Mathathias -padre di Macabeo; e ivi sono le lor tombe. -Item, allato a Ramata è la villa di -Theuch, della qual fu Amos profeta: ivi -giaciono e santi pellegrini, che muoiono -<span class="pagenum" id="Page_155">[155]</span> -in Gierusalem: altre volte avendone parlato, -al presente non vi dirò più. Io voglio -ancora ritornare a un'altra via, per -la quale si va la magior parte per terra. -</p> - -<h3 id="altrevie">DI MOLTE ALTRE DIVERSE VIE PER ANDARE -AL DETTO LUOGO SANTO PER TERRA, E -DE' LUOGHI E QUALI SI TRUOVONO PER LA -VIA, E DE' COSTUMI DI QUELLE GENTE E -DI MOLTE ALTRE COSE.</h3> - -<p> -Per quegli che non possono sostenere -el movimento del mare, che, quantunque -si patisca più fatica e più pena, non di -meno gli piace andare per terra quanto -più possono, come altra volta v'ò detto -si va ad alcun porto di Lombardia, e passasi -in Grecia, e poi in Gostantinopoli, e -pasasi pel bracio di san Giorgio, e vassi -a Ruffinello, dove è un forte castello, e -poi si va per Capadocia, ch'è un gran -paese, dove sono gran monti; e vassi per -Turchia al porto di Chinamont, e alla -città di Nicha, che è apresso di questa -città leghe <span class="smcap lowercase">VII</span>. E turchi la tolsono a lo 'mperadore -de' Romani, ed è molta forte -città di mura e di torre: da l'altro lato -è un lago grande e largo e lì è una riviera -chiamata Lelai. Di là si va per le alpe -<span class="pagenum" id="Page_156">[156]</span> -di Neromonte, e per la valle di Malabruno, -e per lo stretto delle montagne, e per -la villa di Dormanolch, e per le ville che -sono sopra el Rodai e sopra Francona, -che sono molte buone riviere. Da poi si -va ad Antiochia: ivi intorno sono molti -begli monti e boschi e grande abundanzia -di bestie salvatiche da caccia. E puossi -andare per uno altro camino, per li piani -di Romania. Su per le coste è una bella -torre, chiamata Florenza; e di sopra, fra -le montagnie, è la città di Torsont, e la -città di Nongimach, e Assera e Meremistra. -E quando son passate le montagnie, -si va per la città di Maroste, e per Artessa, -dove è un gran ponte sopra la riviera -di Ferma, la quale riviera si chiama Faiffar, -ed è gran riviera, e porta naviglio, -e corre fortemente, e viene da le fonte e -da le montagnie verso la città di Damasco. -Ivi è un'altra riviera, che viene da -le montagne di Libano, chiamata Albana, -che corre apresso Damasco. Al passar -di questa riviera, santo Eustachio -perse due figliuoli, avendo ancora perso -la moglie. Questa riviera passa per li -piani di Arcadia, e va infino al mar rosso. -E poi si va a la città di Fermina, dove -<span class="pagenum" id="Page_157">[157]</span> -sono molti bagni caldi; e poi si va alla -città di Ferne. Tra Fermina e Ferna sono -di begli boschi: e poi si va in Antiochia -che v'è presso a 20. leghe. Antiochia è -bella città e ben fornita di mura e di torre -ed è molta grande, e soleva essere lunga -due leghe e larga una lega e mezo. -Per questa città corre la detta riviera di -Farfar; e soleva avere intorno a le mura -<span class="smcap lowercase">C</span>º. e <span class="smcap lowercase">L</span>. torre, e per ciascuno pilastro del -ponte era una torre. Questa è la più nobil -città del Reame di Soria, e a <span class="smcap lowercase">VIII</span>. -leghe è il porto di santo Simone. Quivi -entra Farfar in mare. Da Antiochia -si va a la città di Schiavonia e poi a -Gibel, e poi a Chortexa. Ivi allato è -la terra della Cammilla, dove è uno forte -castello chiamato Maumech. E da Cortexsa -si va a Tripoli; e al passare per lo -stretto de' monti è la città di Gibeloch; e -poi a Baruthi sopra el mare; e poi si va -a la città d'Acri. E ivi sono due vie per -andare a Gierusalem; la sinistra va a Damasco -e per lo fiume Giordano, e la destra -va per la marina e per la terra di Flagania. -E da lato sono le montagne insino -alla città di Caifas, ove Caifas fu Signore. -Alcuni la chiamano Castello Pelegrino. E -<span class="pagenum" id="Page_158">[158]</span> -da ivi infino a Gierusalem sì sono ben tre -giornate, e sì si va per Cesarea Filipense, -per Giafo, per Rama, per lo castello -di Emaus, e poi a Gierusalem. -</p> - -<p> -Io v'ò dimostrato alcune vie per terra -e per mare, per le quali si può andare -a le terre di promissione; e quantunque -altre vie vi sieno, sicondo che -gl'uomini si muovono, non dimeno queste -e altre tornono a un fine. Ancora li è -un'altra via, per la quale si può andare -per tera sanza mare insino a Gierusalem; -e perchè questa è tropo faticosa via, pochi -vanno per essa, ma vassi per Alamania, -e per Brettania fino in Prussia; e -poi per Tartaria infino in Gierusalem. -Questa Tartaria risponde al gran Cane, -del quale io parlerò poi, però che infin -qui dura la sua signioria, e tutti e principi -di questa Tarteria li rendono trebuto. -Questa è cattiva terra e arenosa e poco -fruttifera, perchè poche biade e poco -vino vi nasce; nè frutta, nè legname, ma -ivi è multitudine di bestiame, e però non -mangiono altro che carne sanza pane e -beono la broda e latte di bestie, e mangiono -cani, lupi, gatte, topi e ogni bestia, -e in luogo di legnie ardono sterco -<span class="pagenum" id="Page_159">[159]</span> -di cavallo e d'altre bestie seccato al sole; -e il loro principe e altre genti non mangiono -se none una volta el dì e poco mangiono. -Questa è brutta gente e immonda -e di mala natura. In questo paese la state -casca spesso tempesta e fulgori e saette -e uccidono molte gente; e in un subito è -gran caldo in questo paese, e pel simile -in un subito è gran freddo; e questa mutazione -è da ogni tempo; e per tanto questo -si è un brutto paese, povero e cattivo: -e i principi loro che governano el paese, -el qual loro chiamono Batri, stanno a la -città di Ordia. E veramente niuno valente -uomo doverebe stare, nè abitare in -questo paese, imperò che 'l paese non è -pur degno che v'entrino cani. Questo paese -sarebe buono per seminare ginestre, -spine e roghi, però che ad altra cosa non -vale; ma pure in alcuni luoghi è buona -terra, ma è di rado. Io non sono però -stato per quella via, ma sono stato per -altre terre che vi confinano in quella -costa. Io non andai mai per quella a Ierusalem; -per la qual cosa io no ve la potrei -ben divisare. Ma se questa materia -piace ad alcuno valente uomo, el quale -sia stato per questa via, piacendo a lui -<span class="pagenum" id="Page_160">[160]</span> -vi può questo agiugnere, a ciò che quelli -che vogliono fare questa via per queste -parte, eglino possino sapere qual camino -e' voglino tenere, però che malagevolmente -si può tenere per questa via, salvo -per gran freddura: e questo è per l'acque -cattive e' mari che sono in quelle parti, -che non si possono passare, se non quando -sono fortemente ghiacciate; però che, -se non fussino diacciate, non è uomo nè -cavallo che vi potessi andare: e dura tre -giornate questa mala via, passando per -Prussia infino a la terra abitabile de' Saracini. -E li cristiani che vanno a combattere -con costoro, conviensi portare -dietro vittovaglie, però che none troverebono, -e conviene che tutte si facino -caricare per lo ghiaccio con carri sanza -ruote, che loro chiamono Solens; e tanto -vi dimorono, quanto basta loro le vittovaglie -ch'eglino portono con loro; però che -là non se ne truova per moneta. E quando -gli esploratori di quele gente vegono -venire e cristiani contra loro, e' fugono a -le ville e fortezze, gridando: Herra, herra; -e subito s'armono e sì si ragunono insieme. -E sappiate, che in quelle parte è -maggiore ghiaccio che di qua, e però à -<span class="pagenum" id="Page_161">[161]</span> -ciascuno stufe, nelle quale fanno e fatti -loro, perchè sono nelle parte settentrionale -presso Bissa, ove fanno grandissimi -freddi; però che 'l sole si è dilungi molto -da quel paese adietro, sotto lo polo artico. -Ivi è tanto freddo che non si può abitare; -e all'opposito, a man diritta, verso -mezo dì è tanto caldo, che il paese è -inabitabile; però che quando el sole è a -mezo dì, gitta e sparge e suoi razi dirittamente -sopra di quelle parte. -</p> - -<h3 id="leggemaom">DELLA LEGE DI MAOMETTO E DELLA OPPINIONE -DE' SARACINI; E DELLE OPPINIONE -CHE ÀNNO DOPO LA MORTE LORO, E DOVE -L'ANIMA LORO VADA, E IN QUAL LUOGO; -E DI QUEL CHE TENGONO DEL PARADISO -E DELLO 'NFERNO, E DELLA FEDE CHE -ÀNNO.</h3> - -<p> -E perchè io ò parlato de' saracini e -de' lor paesi, se voi volete sapere alcuna -parte della loro lege, io ve la dirò sicondo -che si truova nel loro Alcorano. Alcuni -chiamono questo libro Mesaph e alcuni -chiamono Harmen, sicondo le lingue -del paese: el quale libro gli dette Maometto, -nel quale io spesse volte legendo -ò veduto e trovato scritto, che e' buoni -<span class="pagenum" id="Page_162">[162]</span> -anderanno in paradiso e i cattivi allo 'nferno. -E questo credono e saracini; e chi -gli domanda, che credono del paradiso, e -egliono rispondono, che 'l paradiso è un -luogo dilicato, nel quale luogo si truova -d'ogni tempo di ciascuna maniera di frutti, -e de' fiumi di latte e di mele e di vino sempre -corrente, e d'acque dolce; e che quivi -son case belle e nobile, sicondo el merito -di ciascuno, adornate di pietre preziose, -d'oro e d'ariento; e ciascuno arà damigelle -e sempre userà co loro, e sempre le -troverà più belle. Item, lor credono e odono -volentieri parlare della vergine Maria -e della incarnazione di Dio, e dicono -bene che Maria fu annunziata da l'angiolo, -e come santo Gabriello le disse, -ch'ell'era da Dio eletta, quando gli annunziò -la incarnazione di Iesù Cristo, e -che ella concepette e partorì vergine. E -questo medesimo testimonia il loro Alcorano; -e dice questo libro che, Iesù Cristo, -come nacque, che subito parlò e fu -santo profeta e verace in parole e in fatti, -e vero e pietoso e diritto sanza vizio. E -dice questo libro, che quando l'angiolo -anunziò la incarnazione, la vergine Maria -era giovane e aveva gran paura: però -<span class="pagenum" id="Page_163">[163]</span> -che uno, chiamato Tham, el quale era incantatore -e Sortiero, era nel paese e fecesi -spesse volte in forma d'angiolo, e -andava a dormire colle fanciulle; e Maria -alora sì temee, che questo Tham non la -volessi ingannare sotto spezie d'angiolo, -e scongiurò l'angiolo, che li dicessi, s'egli -era colui. E l'angiolo rispose, che di -nulla dubitassi, che esso era certo messo -di Dio. Item, questo libro dice, che, quando -ella ebe partorito sotto uno albero di -palma, dove era el presepio del bue e de -l'asino, che ela si vergognava aver partorito -e piagneva forte, dicendo, che ella -vorrebbe essere morta. Allora el figliuolo -parlò, confortandola, e disse: Madre, non -ti dubitare punto, che Dio à mostrato in -te el suo segreto per la salute del mondo. -In molti altri luoghi dice il libro Alcorano, -che 'l nostro Signiore parlò, come nacque. -E dice questo libro, che Giesù fu -mandato da Dio onnipotente per esere -spettaculo, essemplo e spechio a ciascheduno -uomo. E per lo simile questo Alcorano -dice, che il dì del giudicio Dio verrà -a giudicare ogni gente e e' buoni trarrà -a sè e' cattivi condannerà a lo 'nferno. -E dice, che tra tutti e profeti, Giesù fu -<span class="pagenum" id="Page_164">[164]</span> -il più ecelente e il più propinquo a Dio. E -dice, che fece e Vangeli, ne' quali sono di -buone dottrine e sapienzia e dilettazione -e chiareza e verità e predicazione verace. -E quegli che credono in Dio dicono, che -egli è vero profeta e più che profeta e -sanza peccato, e che illuminò e ciechi e -liberò gl'infermi e risucitò e morti; e che -el mondo vive in lui. Quando loro vegono -e Vangeli del nostro Signiore, gli legono -volentieri, e spezialmente quello dove è -scritto: <i>Missus est angelus Gabriel</i>. Il -quale Evangelo, gli uomini litterati spesse -volte dicon con loro orazioni e bacionlo e -tengonlo con grande riverenzia e divozione. -Item, e' digiunono un mese fra l'anno, -e non mangiono infino a notte; e tutto -questo mese non usono con femine; ma -gl'infermi non sono costretti a questo digiuno. -Item, il detto libro parla de' giudei -che son cattivi, e che non vogliono credere -a Giesù che fusse per parte di Dio e che -egli mentono falsamente di Maria e del -suo figliuolo, dicendo che egliono avevono -crocifisso Giesù figliuolo di Maria, -però che non fu mai crucifisso, come dicono, -anzi il fece Idio ascendere a sè sanza -morte e sanza magagna, ma trasformò -<span class="pagenum" id="Page_165">[165]</span> -la sua forma<a class="tag" id="tag67" href="#note67">[67]</a> in uno, chiamato Iudas Scarioth; -e questo crucifissono e giudei, pensando -che fussi Giesù, che era salito in -cielo vivo a giudicare il mondo. E però dicono, -che i cristiani ànno poco conoscimento; -che semplicemente e falsamente credono, -che Giesù Cristo fussi crucifisso; che -arebe fatto contro alla sua giustizia a soferire -che Giesù Cristo, el quale era inocente, -fussi sanza colpa stato messo a morte -(sic); e in questo articolo dicono che noi -falliamo; però che la grande giustizia di -Dio non poterebe così fatta cosa soferire; -e in questo manca la lor fede. E sì confesson -bene, che furno buone l'opere sue, -e che son verace parole li Evangeli e le -sue dottrine, e veri e suoi miracoli, e che -la benedetta vergine Maria fu santa e -buona e vergine prima e poi dopo la natività -di Giesù Cristo; e che quegli che -credono perfettamente in Dio, saranno -salvati. E perchè e' son tanti propinqui -a la nostra legge, leggiermente si convertiscono -alla fede cristiana, quando si predica -distintamente la fede e la lege di -Cristo; e se gli dichiarono le profezie, -<span class="pagenum" id="Page_166">[166]</span> -e' dicono che sanno bene per profezie, che -la lege di Macometto fallerà, come ànno -fallite quele de' giudei; e che la fede cristiana -durerà infino alla fine del mondo. -</p> - -<h3 id="oppinsar">NOTA QUI LA OPPINIONE DE' SARACINI -DELLA LEGGE.</h3> - -<p> -E chi gli domanda di ciò che credono, -e' rispondono: Noi crediamo in Dio creatore -del cielo e de la terra e di tutte l'altre -cose, il quale à fatto ogni cosa, e sanza -lui niente è fatto: e crediamo che vero sia -quello che Dio à detto per li santi profeti. -Item, Macometto comandò nel suo libro -Alcorano, che ciascuno avesse due o tre o -quattro moglie, infino a nove: delle amiche -tante quante se ne potessino avere; e se alcune -delle moglie falliscono contro a' mariti, -lui le può cacciare di casa e separarla -da lui e torre un'altra; ma è di bisogno -che gli dia parte della sua roba. E quando -si parla lor del Padre e del Figliuolo e dello -Spirito Santo, e' dicono, che sono tre persone -e non uno Dio, perchè e loro Alcorani -non parlono punto della Trinità. Quando -si dice loro che 'l Figliuolo è la persona -del Padre Dio, e' dicono bene che sanno -che Dio à parola che altrimenti non sarebe -<span class="pagenum" id="Page_167">[167]</span> -vivo. Item, quando si parla loro della -incarnazione, a che modo Dio per la parola -de l'angiolo mandò la sua sapienzia, -e obumbrossi nella vergine Maria, e che -per la parola di Dio saranno e morti risuscitati -al dì del giudicio; e egli dicono, -che questo è vero, e che gran forza à la -parola di Dio; e così dice il loro libro Alcoram, -dove dice, che l'angelo parlò a -Maria, dicendo Iddio evangelica parola -di sua bocca: e sarà il suo nome chiamato -Giesù Cristo. E dicono che Abraam fu amico -di Dio; e dicono che Muisè fu imbasciadore -di Dio e che Giesù Cristo fu la -parola e lo Spirito Santo di Dio, e Macometto -fu diritto messo di Dio. Ma dicono -bene che di questi <span class="smcap lowercase">IIII</span>º, el più eccelente e -il più degnio fu Iesù Cristo; sì che egli -ànno molti articoli buoni de la nostra fede, -avenga Dio che non abino perfetta -lege, sicondo e cristiani. E, come io ò -detto di sopra, leggiermente si convertirebbono, -perchè egli ànno la Bibbia e li -Vangeli di profeti scritti nella loro lingua, -e fanno stima assai della santa Scrittura, -ma egliono non intendono la lettera -spirituale, anzi quanto alla scorza; fanno -come e giudei, che non intendono la -<span class="pagenum" id="Page_168">[168]</span> -lettera spiritualmente, ma corporalmente. -Per questo sono persecutori de' veri e savi -cristiani che la intendono spiritualmente; -e però dice san Paulo: <i>Lictera enim occidit, -spiritus autem vivificat</i>. Item, -e saracini dicono, che e giudei sono cattivi; -imperò ch'egl'ànno volta<a class="tag" id="tag68" href="#note68">[68]</a> la lege -che Dio mandò per Muisè. E dicono che' -cristiani sono cattivi, perchè non oservono -e comandamenti degli Evangeli dati -a loro da Giesù Cristo. -</p> - -<h3 id="soldanosecr">DELLE PAROLE CHE MI DISSE EL SOLDANO -IN SECRETO, LE QUALI CI CONFONDONO.</h3> - -<p> -E però io vi voglio dire quello che mi -disse una volta el Soldano al Cairo. Egli -fecie votare la sua camera d'ogni maniera -di gente, di signiori e d'altri baroni, perchè -voleva parlare con meco di secreto. -Domandommi: In che modo si governono -e cristiani nel vostro paese? Io risposi: -Bene, per la divina grazia. E lui mi disse, -che veramente non fanno, perchè i vostri -prelati non istimono il servire a Dio: egliono -doverebono dare esemplo di ben -fare a la comune gente, e doverebono andare -<span class="pagenum" id="Page_169">[169]</span> -a' templi a servire a Dio; e egli vanno -tutto dì per le taverne giucando, beendo -e mangiando, a modo di bestie. E così e -cristiani si sforzono, in ogni maniera che -possono, di barattarsi e ingannarsi l'un -l'altro; e sono tanto superbi, che non si -sanno vestire, nè contentarsi mai; perchè -quando vestono corto, e quando lungo; or -larghi, ora stretti; e quando ricamati, e -quando intagliati, et in ogni modo si divisano -con cinture e con livrere, e con -truffe e con buffe; e egliono doverebono -essere semplici e umili e mansueti e meritevoli -e caritativi, sì come fu Iesù Cristo, -nel quale loro credono. Ma e' fanno el contrario -e a rovescio, e son tutti inclinati a -malfare; e tanto sono cupidi e avari, che -per poco argento e' vendono e figliuoli, le -sorelle e le loro propie moglie per fare -meritrice; e sì si tolgono le moglie l'uno -a l'altro, e non si mantengono fede, anzi -non osservono la lor legge, che Giesù Cristo -à loro dato per la loro propia salute. -Così per li loro propii pecati ànno perduta -questa terra, che noi teniamo; e il vostro -Dio sì ce l'à data e concessa nelle -nostre mane, non tanto per la nostra fede, -ma per li vostri peccati: perchè noi sapiamo -<span class="pagenum" id="Page_170">[170]</span> -di certo, che quando voi servirete -bene il vostro Dio, lui vi vorrà aiutare, e -noi non poteremo contro a voi. E ben sappiamo -per profezia, che' cristiani regnieranno -in questa terra, quando egli serviranno -al suo Dio più divotamente che non -fanno ora; ma mentre che eglino stanno -in così brutta vita e con tanti peccati, come -e' sono al presente, noi non abiamo -punto dubbio di loro, perchè il loro Dio -non gli aiuterà punto. E allora gli adimandai -qualmente sapeva così bene gli -stati d'intorno de' principi de' cristiani e -il comune stato loro. E lui mi rispose, che -ciò sapeva per la gente che mandava per -ogni parte e in ogni paese, in guisa di -mercatanti di pietre preziose, di moscado -e di balsamo, e altre cose per sapere el -governo d'ogni paese. Dipoi fece chiamare -nella camera sua e signiori che prima aveva -cacciati fuori, e mostrommi quatro -di questi che erono gran signiori in quel -paese, e quali sì mi divisarono così bene -el paese de' cristiani, come se fussino nati -in detti paesi, e parlavano franceschi nobilmente; -e similmente il Soldano, di che -molto mi maravigliai. Ahi lasso! quanta -vergognia e quanto danno è a tutti e cristiani -<span class="pagenum" id="Page_171">[171]</span> -e alla nostra legge, che gente, che -non ànno fede, nè legge, ci vanno biasimando -e ispregiando e riprendendo! Quegli -che per li nostri buoni esempli e nostra -accettabile vita doverrebono convertirsi a -la fede di Iesù Cristo, sono per le tristizie -nostre e' nostri errori dilungati totalmente! -Ma noi siamo per li errori nostri e per -le nostre trestizie estratti e dilungati totalmente -dalla vera e santa fede! Onde -non è maraviglia, se loro ci chiamono cattivi, -perchè e' dicono el vero. Ma dicono, -che li saracini sono buoni e leali, però che -egliono guardono interamente il comandamento -del santo libro Alcorano, che Dio -li mandò per lo santo messo e profeta -Maometto; al quale dicono, che l'angiolo -Gabriello spesse volte parlava, mostrandogli -la volontà di Dio. -</p> - -<h3 id="vitamaom">DELLA VITA DI MAOMETTO; DOVE E' NACQUE, -E QUANDO COMINCIÒ A REGNIARE, -E IN QUAL LUOGO E IN CHE TEMPO.</h3> - -<p> -Sappiate, che Maometto nacque in Arabia, -e fu un povero vetturale che andava -dietro a' cammegli co' mercatanti; e -tanto v'andò, che una volta arivò co' mercatanti -in Egitto, e allora era de' cristiani. -<span class="pagenum" id="Page_172">[172]</span> -Ne' diserti d'Arabia era una cappella, -dove stava un Romito; e quando Macometto -entrò in questa cappella, l'uscio, el quale -era piccolo e basso, per lo entrare di Maometto -venne grande e largo a modo come -una entrata d'un gran palazo. E sapiate, -che questo fu il primo miracolo che lui -fece in sua gioventù. E da poi cominciò -Maometto a venire savio e ricco; e da poi -fu governatore della terra principale di -Corondaria, e quela così saviamente governò, -che, morto el principale, lui tolse -la sua donna per moglie, chiamata Cadiga. -E la donna, poi ch'ebe conosciuto che -Maometto cascava del male caduco, ella -si dolse assai averlo tolto per marito. E -Maometto tosto si seppe riparare, e dielle -a intendere che ogni volta che cadeva, -l'angiolo Gabriello gli veniva a parlare; -e che per lo grande splendore dell'angelo, -il quale non potendo la sua vista sostenere, -conveniva che cadessi; e però dicono e Saracini, -che l'angelo gli veniva spesso a -parlare. E questo Maometto regniò in Arabia -negli anni del nostro Signiore <span class="smcap lowercase">V. C</span>º. <span class="smcap lowercase">X</span>, -e fu della generazione di Ismael, figliuolo -d'Abraam e di Agar che fu sua cameriera: -e però vi sono saracini che si chiamono -<span class="pagenum" id="Page_173">[173]</span> -ismaeliti, e altri vi sono propii saracini -di Sara: altri son chiamati Moabites e -altri Monites, per li due figliuoli delle figliuole -di Lotho, che furono gran signiori -in terra, cioè Moab e Amon. -</p> - -<h3 id="beonovino">DELLA CAGIONE PERCHÈ I SARACINI NON -BEONO VINO, E DELLA FESTA CHE FANNO -QUANDO UN CRISTIANO SI FA SARACINO.</h3> - -<p> -Item, Macometto amava un valente eremita, -el quale stava nel diserto, una -lega dilungi dal monte Sinai, per la via -che va da Arabia inverso Caldea e inverso -Iudea, a una giornata, ove i mercatanti -vanno per montagna. E tanto stava Maometto -con questo eremita, che a' suoi servi -rincresceva l'aspettare, perchè Maometto -si dilettava delle parole dello eremita; e -faceva fare vigilia a' famigli; di che loro -pensorono d'uccidere questo eremita. E -avenne che, essendo Macometto ubriaco -una notte e dormendo lui, i sua famigli -presono una spada di Macometto e uccisono -il romita buono, e poi rimisono la spada -nel suo luogo, tutta insanguinata. E la -mattina, quando fu digestito il vino, Maometto -si svegliò e trovò il buono e valente -<span class="pagenum" id="Page_174">[174]</span> -eremita ch'era morto; e volendo far giustizia -de' micidiali, gli dettono a intendere -e famigli, insieme concordati, che lui -stesso l'avea morto per imbriacheza; e -mostrorongli la spada propia sanguinosa; -la quale come la vide, credette che -ciò fussi vero che dicevono e famigli. E -allora maladisse il vino e i bevitori di -quello; e per questo e saracini divoti mai -non beono vino. Ma molti di loro ancora -vi sono, che nascosamente ne beono volentieri, -ma se si sapesse, sarebono ripresi -da chi è sopra ciò; e beon bene buone bevande -dolce e nutritive, che fanno delle -canelle di che si fa il zuchero, di buon -sapore, e fa buono apitito. Item, quando -aviene che alcun cristiano si fa saracino, -o per semplicità, o per cattività, o per -povertà, gli archiflammi, o vero flammi -che lo ricevono, dicono la Elech: ello, ella -Macometh, rosel, Alabeth<a class="tag" id="tag69" href="#note69">[69]</a>; ciò è a dire: -non è Dio altro che un solo e Macometto -fu suo messagio. Ma poi che io v'ò iscritto -parte de la sua fede e leggie, io vi dinoterò -le lor lettere e nome delle figure, come -le chiamono, le quali sono qui di sotto<a class="tag" id="tag70" href="#note70">[70]</a>. -</p> - -<p> -<span class="pagenum" id="Page_175">[175]</span> -</p> - -<p> -E ancora ànno quatro lettere più, per -diversità del loro linguaggio, perchè egli -parlono molto nella gola, sì come noi abiamo -in nostro linguaggio di Inghilterra -due lettere, che non sono nel suo linguaggio, -cioè y e z, che sono <i>aboch hely.</i> -</p> - -<p class="pad2 center large"> -FINE DEL VOLUME PRIMO. -</p> - -<div class="somm"> -<p> -<span class="pagenum" id="Page_177">[177]</span> -</p> - -<h2><a id="indice" href="#indfront"> -INDICE.</a></h2> - -<table class="indice" summary=""> - <tr> - <td>Al cortese lettore</td> <td class="pag"><a href="#lettore">Pag. VII</a></td> - </tr> - <tr> - <td>Trattato bellissimo delle più maravigliose cose e più nobile che si truovino nelle parte del mondo, scritte e raccolte dallo strenuissimo Cavalieri a spron d'oro, Giovanni Mandavilla franzese che vicitò quasi tutte le parte del mondo abitabili, ridotto in lingua toscana</td> <td class="pag"><a href="#trattato">3</a></td> - </tr> - <tr> - <td>Qui discrive il primo camino d'andare al santo sepolcro</td> <td class="pag"><a href="#sepolcro">9</a></td> - </tr> - <tr> - <td>Della chiesa di Santa Soffia</td> <td class="pag"><a href="#soffia">11</a></td> - </tr> - <tr> - <td>Della Immagine di Iustiniano imperadore</td> <td class="pag"><a href="#iustiniano">ivi</a></td> - </tr> - <tr> - <td>In Gostantinopoli è la croce del nostro Signiore</td> <td class="pag"><a href="#lacroce">12</a></td> - </tr> - <tr> - <td>La descrizione della croce</td> <td class="pag"><a href="#descroce">14</a></td> - </tr> - <tr> - <td>Della oppinione d'alcuni cristiani del legnio della croce</td> <td class="pag"><a href="#legnio">15</a></td> - </tr> - <tr> - <td>Della immagine della croce e chi la trovò</td> <td class="pag"><a href="#imcroce">16</a></td> - </tr> - <tr> - <td>Della grandezza della croce</td> <td class="pag"><a href="#grcroce">17</a></td> - </tr> - <tr> - <td>Della corona delle spine</td> <td class="pag"><a href="#corspine">ivi</a></td> - </tr> - <tr> - <td>Della virtù che ànno le spine delle quali fu fatta la corona al nostro Signiore</td> <td class="pag"><a href="#virspine">18</a></td> - </tr> - <tr> - <td><span class="pagenum" id="Page_178">[178]</span></td> - </tr> - <tr> - <td>Del corpo di Santo Giovanni Grisostimo</td> <td class="pag"><a href="#grisostimo">20</a></td> - </tr> - <tr> - <td>Del corpo di Santo Luca</td> <td class="pag"><a href="#sluca">ivi</a></td> - </tr> - <tr> - <td>D'uno vaso che si riempie per sè medesimo</td> <td class="pag"><a href="#vasomed">ivi</a></td> - </tr> - <tr> - <td>Della città di Gostantinopoli</td> <td class="pag"><a href="#cittagos">21</a></td> - </tr> - <tr> - <td>Delle isole che sono in Grecia</td> <td class="pag"><a href="#isgrecia">ivi</a></td> - </tr> - <tr> - <td>Onde nacque Aristotile e dove giace</td> <td class="pag"><a href="#aristotile">ivi</a></td> - </tr> - <tr> - <td>Del monte Olimpio</td> <td class="pag"><a href="#olimpio">22</a></td> - </tr> - <tr> - <td>Del monte Attalante dove è l'aere puro e netto</td> <td class="pag"><a href="#attalante">ivi</a></td> - </tr> - <tr> - <td>Della belleza di Costantinopoli</td> <td class="pag"><a href="#bellcos">23</a></td> - </tr> - <tr> - <td>Del corpo di Ermes</td> <td class="pag"><a href="#ermes">24</a></td> - </tr> - <tr> - <td>Come el Papa scrisse a' Greci che volessino essere uniti</td> <td class="pag"><a href="#gruniti">ivi</a></td> - </tr> - <tr> - <td>Della risposta che e' feciono</td> <td class="pag"><a href="#grisposta">25</a></td> - </tr> - <tr> - <td>Dello errore de' Greci contro alla consecrazione del Sacramento</td> <td class="pag"><a href="#errgreci">ivi</a></td> - </tr> - <tr> - <td>Uno altro errore</td> <td class="pag"><a href="#altrerr">26</a></td> - </tr> - <tr> - <td>Un altro errore</td> <td class="pag"><a href="#unaltrerr">ivi</a></td> - </tr> - <tr> - <td>Di molti altri errori de' Greci</td> <td class="pag"><a href="#maltrerr">27</a></td> - </tr> - <tr> - <td>Di ciò che fa lo Imperadore</td> <td class="pag"><a href="#falimp">28</a></td> - </tr> - <tr> - <td>Del corpo di Santo Nicolò</td> <td class="pag"><a href="#nicolo">29</a></td> - </tr> - <tr> - <td>Dell'isola di Sivo (<i>sic</i>) dove cresce el mastice</td> <td class="pag"><a href="#sivo">ivi</a></td> - </tr> - <tr> - <td>Dell'isola di Pathemos dove scrisse Santo Giovanni l'Apocalisse</td> <td class="pag"><a href="#pathemos">ivi</a></td> - </tr> - <tr> - <td>Della cittade di Epheson dove Santo Giovanni passò di questa vita</td> <td class="pag"><a href="#epheson">30</a></td> - </tr> - <tr> - <td>Della città di Maiolica</td> <td class="pag"><a href="#maiolica">31</a></td> - </tr> - <tr> - <td>Dell'isola di Colcos e dell'isola di Crete della quale fu Signiore Ipocras</td> <td class="pag"><a href="#colcoscrete">ivi</a></td> - </tr> - <tr> - <td>Come la figliuola d'Ipocras fu trasmutata d'una bella fanciulla in uno orribile dragone</td> <td class="pag"><a href="#dipocras">32</a></td> - </tr> - <tr> - <td>In Cipro nasce buon vino el quale el primo anno è rosso, e poi diventa bianco</td> <td class="pag"><a href="#cipro">35</a></td> - </tr> - <tr> - <td><span class="pagenum" id="Page_179">[179]</span></td> - </tr> - <tr> - <td>Qui mette la cagione perchè abissò questa città di Sotalia con l'isola, e fu per uno orribile pecato</td> <td class="pag"><a href="#sotalia">35</a></td> - </tr> - <tr> - <td>Dell'isola di Cipri, Niccosia e Famagosta</td> <td class="pag"><a href="#niccosia">36</a></td> - </tr> - <tr> - <td>La croce di Dismas</td> <td class="pag"><a href="#dismas">37</a></td> - </tr> - <tr> - <td>Dove giace il corpo di Santo Girolamo e dove giace Santo Ilarione</td> <td class="pag"><a href="#ilarione">ivi</a></td> - </tr> - <tr> - <td>Del porto di Tiro</td> <td class="pag"><a href="#portiro">ivi</a></td> - </tr> - <tr> - <td>Delli roloni, granchi e della fonte di che parla la santa Scrittura</td> <td class="pag"><a href="#roloni">38</a></td> - </tr> - <tr> - <td>Di Saphon, Sidonai, Baruti, Sidona e Dammasco</td> <td class="pag"><a href="#saphon">39</a></td> - </tr> - <tr> - <td>Del Giapho che edificò Iaphet</td> <td class="pag"><a href="#giapho">ivi</a></td> - </tr> - <tr> - <td>Di Andromades Giugante</td> <td class="pag"><a href="#andromades">40</a></td> - </tr> - <tr> - <td>Del grande monte, chiamato la Scala di Ichiri</td> <td class="pag"><a href="#ichiri">41</a></td> - </tr> - <tr> - <td>Come Sansone amazò e Filistei al palazo</td> <td class="pag"><a href="#sansone">42</a></td> - </tr> - <tr> - <td>Di Cesaria e del Castello de' Pellegrini, di Ascalon, del Giapho, e come in Babillonia dimora el Soldano</td> <td class="pag"><a href="#cesaria">ivi</a></td> - </tr> - <tr> - <td>Della grande Babillonia, la quale edificò Nebroth primo Re</td> <td class="pag"><a href="#nebroth">51</a></td> - </tr> - <tr> - <td>Come il Re Dario partì el fiume in quattro mila secento rivoli piccoli per lo giuramento ch'egli aveva fatto a dispartirlo</td> <td class="pag"><a href="#redario">52</a></td> - </tr> - <tr> - <td>Lo Imperadore di Persia tiene la grande Babillonia</td> <td class="pag"><a href="#impersia">ivi</a></td> - </tr> - <tr> - <td>Della città di Mecha, dove giace Machometto</td> <td class="pag"><a href="#mecha">53</a></td> - </tr> - <tr> - <td>Di Aaron padre d'Abraam (<i>sic</i>) e d'Ephien, che fu gran teologo</td> <td class="pag"><a href="#aaron">54</a></td> - </tr> - <tr> - <td>Come el Nilo cresce e discresce</td> <td class="pag"><a href="#elnilo">56</a></td> - </tr> - <tr> - <td>Del paese d'Egitto, o de la cagione perchè quivi sono uomini Astronomi</td> <td class="pag"><a href="#degitto">57</a></td> - </tr> - <tr> - <td><span class="pagenum" id="Page_180">[180]</span></td> - </tr> - <tr> - <td>Delle isole d'Egitto e delli Nubiani che nascono neri come môri</td> <td class="pag"><a href="#nubiani">58</a></td> - </tr> - <tr> - <td>Qui fa menzione d'uno mostro, el quale trovò el romito nel diserto</td> <td class="pag"><a href="#monstro">59</a></td> - </tr> - <tr> - <td>Come è fatta la Fenice</td> <td class="pag"><a href="#fenice">61</a></td> - </tr> - <tr> - <td>Del Cairo e de le cose che vi sono</td> <td class="pag"><a href="#delcairo">ivi</a></td> - </tr> - <tr> - <td>Come si coglie il balsamo, e dove nasce, e come non fruttifica se non si lavora per mano de' cristiani, e come si conosce</td> <td class="pag"><a href="#balsamo">63</a></td> - </tr> - <tr> - <td>Per quante vie s'entra in mare per andare in Gierusalem</td> <td class="pag"><a href="#quantevie">68</a></td> - </tr> - <tr> - <td>Dell'isola di Cicilia e di certe maniere di serpe che conoscono e figliuoli legittimi da' bastardi, e del monte Mungibello</td> <td class="pag"><a href="#cicilia">69</a></td> - </tr> - <tr> - <td>Della via che va per lo porto di Pisa</td> <td class="pag"><a href="#portopisa">70</a></td> - </tr> - <tr> - <td>Della via che va dall'isola di Rodi a l'isola di Crete, e da Crete all'isola di Cipro</td> <td class="pag"><a href="#rodicre">ivi</a></td> - </tr> - <tr> - <td>Perchè si chiama mare rosso</td> <td class="pag"><a href="#marrosso">73</a></td> - </tr> - <tr> - <td>Del monte Sinai, ove Moisè parlò con Dio</td> <td class="pag"><a href="#sinai">74</a></td> - </tr> - <tr> - <td>Della chiesa di santa Caterina e della sepultura sua</td> <td class="pag"><a href="#santacat">ivi</a></td> - </tr> - <tr> - <td>Come si estingue la sua lampeda quando el Proposto muore</td> <td class="pag"><a href="#lampeda">76</a></td> - </tr> - <tr> - <td>Della cappella di Elia profeta che si chiama Oreb</td> <td class="pag"><a href="#eliaprof">78</a></td> - </tr> - <tr> - <td>Del luogo dove fu soppellita santa Caterina</td> <td class="pag"><a href="#soppcat">79</a></td> - </tr> - <tr> - <td>Come si debba torre conmiato da e monaci</td> <td class="pag"><a href="#torrecom">80</a></td> - </tr> - <tr> - <td>Del modo come s'arma questa gente</td> <td class="pag"><a href="#comesarma">81</a></td> - </tr> - <tr> - <td>Della villa di Bersabè, ove dimorò Abraam</td> <td class="pag"><a href="#bersabe">ivi</a></td> - </tr> - <tr> - <td>Della casa d'Abraam</td> <td class="pag"><a href="#cabraam">83</a></td> - </tr> - <tr> - <td>In questo luogo abitò Adamo et Eva, poi che furono cacciati di Paradiso</td> <td class="pag"><a href="#adameva">ivi</a></td> - </tr> - <tr> - <td><span class="pagenum" id="Page_181">[181]</span></td> - </tr> - <tr> - <td>D'una spezie di terra che si mangia in luogo di spezie</td> <td class="pag"><a href="#spezieter">84</a></td> - </tr> - <tr> - <td>Della profezia, che un signiore d'occidente guadagnierà la terra di promissione con lo adiutorio de' cristiani</td> <td class="pag"><a href="#terraprom">85</a></td> - </tr> - <tr> - <td>Della città di Bethlem e del sito suo e del campo fiorito, e perchè si dice campo fiorito</td> <td class="pag"><a href="#bethlem">86</a></td> - </tr> - <tr> - <td>Del luogo ove nacque Cristo</td> <td class="pag"><a href="#nacquec">87</a></td> - </tr> - <tr> - <td>Del presepio del nostro Signiore, e dove cascò la stella de' tre magi</td> <td class="pag"><a href="#presepio">88</a></td> - </tr> - <tr> - <td>Come fu chiamata Gierusalem, la quale prima si chiamava Giebul</td> <td class="pag"><a href="#giebul">91</a></td> - </tr> - <tr> - <td>Delle città che sono intorno a Gierusalem</td> <td class="pag"><a href="#cintorno">92</a></td> - </tr> - <tr> - <td>Delle chiese e luoghi che sono in Gierusalem</td> <td class="pag"><a href="#chieseluo">93</a></td> - </tr> - <tr> - <td>D'una lampana che sempre arde inanzi al Sepolcro santo, la quale el venerdì santo si accende da per sè stessa; e del monte Calvario; e dove fu trovato el capo d'Adamo; e di molte altre cose che ivi sono</td> <td class="pag"><a href="#lampana">94</a></td> - </tr> - <tr> - <td>Come Iulio Cesare ordinò l'Anno di <span class="smcap lowercase">XII</span>. mesi, che prima non era se non di <span class="smcap lowercase">X</span>.</td> <td class="pag"><a href="#iulioc">96</a></td> - </tr> - <tr> - <td>Delle colonne che piangono la morte di Iesù Cristo</td> <td class="pag"><a href="#colonne">97</a></td> - </tr> - <tr> - <td>Come Gostantino fece fare el morso del suo cavallo del ferro de' chiovi santi, e della vittoria che di ciò ebbe</td> <td class="pag"><a href="#morsoc">98</a></td> - </tr> - <tr> - <td>Qui si fa menzione di molti luoghi santi e di gran divozione</td> <td class="pag"><a href="#luoghisan">99</a></td> - </tr> - <tr> - <td>Dell'onore che fanno e Saracini alle lettere del Soldano</td> <td class="pag"><a href="#sarac">102</a></td> - </tr> - <tr> - <td>Qui discrive quanto durò il tempio di Salamone</td> <td class="pag"><a href="#salamone">103</a></td> - </tr> - <tr> - <td><span class="pagenum" id="Page_182">[182]</span></td> - </tr> - <tr> - <td>Qui descrive la forma del tempio</td> <td class="pag"><a href="#tempiof">104</a></td> - </tr> - <tr> - <td>Qui si fa menzione delle reliquie de' Giudei che erono nell'arca</td> <td class="pag"><a href="#relarca">105</a></td> - </tr> - <tr> - <td>Del nome del tempio di Salamone</td> <td class="pag"><a href="#tempion">108</a></td> - </tr> - <tr> - <td>Della crudeltà di Erode e della vita sua</td> <td class="pag"><a href="#erode">110</a></td> - </tr> - <tr> - <td>Qui si fa menzione come e' furono tre Erodi</td> <td class="pag"><a href="#trerodi">111</a></td> - </tr> - <tr> - <td>Qui fa menzione di molti luoghi santi e divoti</td> <td class="pag"><a href="#divotil">112</a></td> - </tr> - <tr> - <td>Del monte Sion dove erono soppelliti Davit et Salamone e molti altri Re</td> <td class="pag"><a href="#monsion">114</a></td> - </tr> - <tr> - <td>Qui fa menzione di molti altri luoghi santi e divoti</td> <td class="pag"><a href="#altridiv">ivi</a></td> - </tr> - <tr> - <td>Di <span class="smcap lowercase">XXII</span>. martori e quali ragunò el lione per volontà di Dio en nuna notte, e del monte Gioglia, dove giace Samuel profeta</td> <td class="pag"><a href="#samuel">117</a></td> - </tr> - <tr> - <td>Della chiesa di nostra Donna, e del tempo che aveva quando murì</td> <td class="pag"><a href="#nostrad">118</a></td> - </tr> - <tr> - <td>Qui si fa menzione d'alcuni luoghi santi</td> <td class="pag"><a href="#alcsanti">120</a></td> - </tr> - <tr> - <td>Del monte dove digiunò el nostro Signiore e fu tentato</td> <td class="pag"><a href="#digiuno">123</a></td> - </tr> - <tr> - <td>Della natura del mare Morto, e della lunghezza sua</td> <td class="pag"><a href="#marmorto">124</a></td> - </tr> - <tr> - <td>Del fiume Giordano, e del luogo ove fu soppellito Iob, e altri luoghi</td> <td class="pag"><a href="#fiumegior">128</a></td> - </tr> - <tr> - <td>Come Giuliano Appostata fece ardere el corpo di santo Giovanni e gittare la cenere al vento</td> <td class="pag"><a href="#giuliano">132</a></td> - </tr> - <tr> - <td>Come Teodosio imperadore trovò il capo di san Giovanni Batista</td> <td class="pag"><a href="#teodosio">133</a></td> - </tr> - <tr> - <td>D'una fonte che si muta quattro volte di colore l'anno</td> <td class="pag"><a href="#fontemuta">134</a></td> - </tr> - <tr> - <td>Delle città che sono nella provincia di Galilea, e dove nascerà Anti Cristo, e dove sarà nutrito, e dove regnierà</td> <td class="pag"><a href="#galileac">135</a></td> - </tr> - <tr> - <td><span class="pagenum" id="Page_183">[183]</span></td> - </tr> - <tr> - <td>Del luogo ove nacque nostra Donna, e di quanto tempo era quando fu annunziata da l'angiolo, e quanto tempo visse dopo la passione</td> <td class="pag"><a href="#luogodon">137</a></td> - </tr> - <tr> - <td>Del monte Tabor, e come el giudicio sarà el dì di Pasqua</td> <td class="pag"><a href="#tabor">140</a></td> - </tr> - <tr> - <td>Dove nacque santa Anna</td> <td class="pag"><a href="#santanna">143</a></td> - </tr> - <tr> - <td>Dell'usanza di questo paese, e di diverse maniera di cristiani e di lor costumi, e come e' fanno la loro confessione, e delle autorità, le quale allegono per loro oppinione</td> <td class="pag"><a href="#usanzacr">145</a></td> - </tr> - <tr> - <td>Del sito di Damasco, e da cui fu edificato, e della belleza e abundanzia sua; e come santo Paulo, el quale leggeva fisica in Damasco, fu convertito</td> <td class="pag"><a href="#damasco">148</a></td> - </tr> - <tr> - <td>Quivi descrive el sito della chiesa di nostra Donna di Sardemaco e della inmagine sua, la quale è ivi dipinta con diversi colori; e poi descrive la valle di Beliar, la città di Tripoli e la città di Baruti, ove santo Giorgio uccise el dragone</td> <td class="pag"><a href="#sardemaco">150</a></td> - </tr> - <tr> - <td>Della via più brieve per andare alla terra santa per mare, e delle cose che si truovono per lo camino</td> <td class="pag"><a href="#viabrieve">153</a></td> - </tr> - <tr> - <td>Di molte altre diverse vie per andare al detto luogo santo per terra, e de' luoghi e quali si truovono per la via, e de' costumi di quelle gente e di molte altre cose</td> <td class="pag"><a href="#altrevie">155</a></td> - </tr> - <tr> - <td>Della lege di Maometto e della oppinione de' Saracini, e delle oppinione che ànno dopo la morte loro, e dove l'anima loro vada, e in qual luogo, e di quel che tengono del Paradiso e dello 'nferno, e della fede che ànno</td> <td class="pag"><a href="#leggemaom">161</a></td> - </tr> - <tr> - <td><span class="pagenum" id="Page_184">[184]</span></td> - </tr> - <tr> - <td>Nota qui la oppinione de' Saracini della legge</td> <td class="pag"><a href="#oppinsar">166</a></td> - </tr> - <tr> - <td>Delle parole che mi disse el Soldano in secreto, le quali ci confondono</td> <td class="pag"><a href="#soldanosecr">168</a></td> - </tr> - <tr> - <td>Della vita di Maometto, dove e' nacque, e quando cominciò a regniare, e in qual luogo e in che tempo</td> <td class="pag"><a href="#vitamaom">171</a></td> - </tr> - <tr> - <td>Della cagione perchè i Saracini non beono vino, e della festa che fanno quando un cristiano si fa Saracino</td> <td class="pag"><a href="#beonovino">173</a></td> - </tr> -</table> - -<hr /> - -</div> - -<div class="chapter"> - -<h2 id="emendazioni"> -EMENDAZIONI. -</h2> - -<div class="blockquote"> -<p> -Pag. xix, lin. 21. <i>al Cairo</i>, correggi in <i>al Catajo</i>. -</p> - -<p> -Pag. 29, lin. 8. <i>le porte</i>, corr. in <i>le parte</i>. -</p> - -<p> -Pag. 32, lin. 18. <i>forte a ardito</i>, correggi in <i>forte e ardito</i>. -</p> - -<p> -Pag. 43, lin. 4. <i>sì vae innanzi</i>, corr. in <i>si vae innanzi</i>. -</p> - -<p> -Pag. 80, alla nota 1. <i>Mansione</i> vale propriamente <i>fermata, posata, -stanza</i>; onde quivi male si interpreterebbe <i>magione</i>, secondo che -erroneamente dubitai. -</p> - -<p> -Pag. 98, lin. 3. <i>chiodi auti</i>, corr. in <i>chiodi santi</i>. -</p> - -<p> -Pag. 108, lin. 21-22. <i>molto bella. In una piaza grande e piana; in</i>, corr. in <i>molto bella, in una piaza grande e piana: in</i>. -</p> - -<p> -Pag. 148, lin. 22, dove legge <i>è à a venire per Damasco</i>, si corregga -in <i>e' à a venire per Damasco</i>. -</p> - -<p> -Pag. 166, lin. 25. <i>è la persona</i>, corr. in <i>è la parola</i>.<a class="tag" id="tag71" href="#note71">[71]</a> -</p> -</div> -</div> - -<div class="footnotes"> - -<h2> -NOTE: -</h2> - -<div class="footnote" id="note1"> -<p><span class="label"><a href="#tag1">1</a>. </span>Oltre i <i>Viaggi</i>, lasciò eziandio il Mandavilla -un copioso <i>Lapidario</i>, nel quale si divisano -i varii ordini delle pietre orientali colle loro -virtù e proprietà, non che le isole e i paesi speciali -ove ciascuna di per sè si ritrova. Tre edizz. -se ne conoscono e tutte e tre in lingua -francese: la prima di Lione, senza data, ma -del sec. <span class="smcap lowercase">XV</span>, in 8º picc., di fo. 24; la seconda -senza veruna nota tipografica, appartenente al -1535 circa, in 16, di fo. 28; e la terza di Parigi, -1561, in 12.</p> -</div> - -<div class="footnote" id="note2"> -<p><span class="label"><a href="#tag2">2</a>. </span>È in contraddizione con ciò che dicesi più -sopra. Il Mandavilla fu veramente inglese. V. alla -pag. 7. li. 20.</p> -</div> - -<div class="footnote" id="note3"> -<p><span class="label"><a href="#tag3">3</a>. </span><i>Schernie, beffe, derisioni</i> e simili. Nel Vocab. -registransi <i>Caleffare</i> e <i>Caleffatore</i>, ma -non <i>caleffo</i>.</p> -</div> - -<div class="footnote" id="note4"> -<p><span class="label"><a href="#tag4">4</a>. </span>Una postilla marginale di mano di A. M. -Salvini dice di fronte alla parola <i>vulgare</i>: -«le romance.»</p> -</div> - -<div class="footnote" id="note5"> -<p><span class="label"><a href="#tag5">5</a>. </span><i>e per la città d'Urpen e per lo castello di -Neiseburges</i>. Cod. Ricc.</p> -</div> - -<div class="footnote" id="note6"> -<p><span class="label"><a href="#tag6">6</a>. </span><i>10 altri fiumi</i>: cod. Ricc.</p> -</div> - -<div class="footnote" id="note7"> -<p><span class="label"><a href="#tag7">7</a>. </span><i>Ungheria e per mezzo Zeffe e per mezzo -Tracia et entra</i>. Cod. Ricc.</p> -</div> - -<div class="footnote" id="note8"> -<p><span class="label"><a href="#tag8">8</a>. </span><i>mantiene la sua dolcezza. Resurgie entro -nel mare e meschiasi con l'acqua marina. Dipoi:</i> -cod. Ricc.</p> -</div> - -<div class="footnote" id="note9"> -<p><span class="label"><a href="#tag9">9</a>. </span><i>Occidente</i>: cod. Ricc. e st.</p> -</div> - -<div class="footnote" id="note10"> -<p><span class="label"><a href="#tag10">10</a>. </span>Un grazioso opuscolo fu stampato ultimamente -a Vienna intorno alle diverse opinioni -sull'origine della Croce, del prof. Adolfo Mussafia: -<i>Vienna</i>, 1870.</p> -</div> - -<div class="footnote" id="note11"> -<p><span class="label"><a href="#tag11">11</a>. </span>Cod. Magl. <i>le scale</i>.</p> -</div> - -<div class="footnote" id="note12"> -<p><span class="label"><a href="#tag12">12</a>. </span>Il cod. Magl. legge costantemente <i>pietra</i> -in luogo di <i>piastra</i>.</p> -</div> - -<div class="footnote" id="note13"> -<p><span class="label"><a href="#tag13">13</a>. </span>Qui manca il sopraddetto <i>alfabeto</i> ne' codici -e nelle stampe.</p> -</div> - -<div class="footnote" id="note14"> -<p><span class="label"><a href="#tag14">14</a>. </span><i>Nicha e Chineton</i>: cod. Ricc.</p> -</div> - -<div class="footnote" id="note15"> -<p><span class="label"><a href="#tag15">15</a>. </span><i>Giorgio dove giace il corpo di santo Nicolao -e verso molti altri luoghi la vede</i>: Cod. Ricc. -Le stampe leggono come sopra.</p> -</div> - -<div class="footnote" id="note16"> -<p><span class="label"><a href="#tag16">16</a>. </span>Questa rubrica manca ai due codd. mss.: -sta però nelle stampe del 1488 e 1492.</p> -</div> - -<div class="footnote" id="note17"> -<p><span class="label"><a href="#tag17">17</a>. </span>Ho seguìto la lez. del cod. Ricc. nella -maggior parte di questo Capitolo: variano assai -le lezz. delle stampe e de' mss. fra loro.</p> -</div> - -<div class="footnote" id="note18"> -<p><span class="label"><a href="#tag18">18</a>. </span>Il cod. Ricc. qui ha una lacuna. Le stampe -leggono <i>torse</i> e il cod. Magl. <i>corse</i>.</p> -</div> - -<div class="footnote" id="note19"> -<p><span class="label"><a href="#tag19">19</a>. </span>Qui ripiglia il cod. Ricc.</p> -</div> - -<div class="footnote" id="note20"> -<p><span class="label"><a href="#tag20">20</a>. </span><i>Isola già gran tempo tolsono allo 'mperadore. -Soleva.</i> Cod. Ricc. Le stampe leggono come -sopra.</p> -</div> - -<div class="footnote" id="note21"> -<p><span class="label"><a href="#tag21">21</a>. </span><i>Sono 300. leghe</i>: cod. Ricc.</p> -</div> - -<div class="footnote" id="note22"> -<p><span class="label"><a href="#tag22">22</a>. </span>Questa rubrica manca ai codd.: è però -nelle stampe.</p> -</div> - -<div class="footnote" id="note23"> -<p><span class="label"><a href="#tag23">23</a>. </span>Qui il sussidio del cod. Ricc. vien meno -per mancanza di una carta: ci gioveremo, al -bisogno, delle stampe.</p> -</div> - -<div class="footnote" id="note24"> -<p><span class="label"><a href="#tag24">24</a>. </span>Le stampe: <i>Califfe</i>, ed. del 1488: e <i>Caliphe</i>, -ed. del 1492.</p> -</div> - -<div class="footnote" id="note25"> -<p><span class="label"><a href="#tag25">25</a>. </span>Qui ripiglia il cod. Riccardiano.</p> -</div> - -<div class="footnote" id="note26"> -<p><span class="label"><a href="#tag26">26</a>. </span><i>E voglio che voi sappiate che quando il soldano -vuole mettere in istato un cavaliere o vero -altro gentile uomo</i>. Cod. Ricc.</p> -</div> - -<div class="footnote" id="note27"> -<p><span class="label"><a href="#tag27">27</a>. </span><i>240 leghe</i>: cod. Ricc.</p> -</div> - -<div class="footnote" id="note28"> -<p><span class="label"><a href="#tag28">28</a>. </span><i>sanza scalzarsi</i>, cod. Ricc.</p> -</div> - -<div class="footnote" id="note29"> -<p><span class="label"><a href="#tag29">29</a>. </span>Così i codd.: le stampe hanno <i>vividitade</i>; -forse per <i>verdezza, verdura, verdità</i> e simili.</p> -</div> - -<div class="footnote" id="note30"> -<p><span class="label"><a href="#tag30">30</a>. </span><i>Di Gon altrimenti nominata Nilo</i>; Cod. -Ricc.</p> -</div> - -<div class="footnote" id="note31"> -<p><span class="label"><a href="#tag31">31</a>. </span><i>Vie sotterrane e va nelle loro citerne; e -chi gli togliessi quella acqua, eglino non potrebbono -resistere:</i> cod. Ricc. Le stampe leggono: -<i>et hanno le loro citerne sopra quella aqua</i>.</p> -</div> - -<div class="footnote" id="note32"> -<p><span class="label"><a href="#tag32">32</a>. </span><i>Che vuol dire la città del Sole</i>: cod. Ricc.</p> -</div> - -<div class="footnote" id="note33"> -<p><span class="label"><a href="#tag33">33</a>. </span>così leggono anche le stampe. Il cod. Ricc. -ha <i>rama: brocca</i> per <i>rama</i> dicesi per tutta la -provincia di Romagna.</p> -</div> - -<div class="footnote" id="note34"> -<p><span class="label"><a href="#tag34">34</a>. </span>In signif. di <i>falsificare, adulterare</i> e simili.</p> -</div> - -<div class="footnote" id="note35"> -<p><span class="label"><a href="#tag35">35</a>. </span><i>si</i> per <i>se</i> leggesi comunemente nelle antiche -scritture. Il cod. Ricc. ha <i>e s'egli è o rosso -o nero</i> ec.</p> -</div> - -<div class="footnote" id="note36"> -<p><span class="label"><a href="#tag36">36</a>. </span>Così il cod. Magl. e le stampe: il ms. Ricc. -legge: <i>e così ànno quegli del paese nelle loro -croniche</i>.</p> -</div> - -<div class="footnote" id="note37"> -<p><span class="label"><a href="#tag37">37</a>. </span>Manca ne' codd. e nelle stampe.</p> -</div> - -<div class="footnote" id="note38"> -<p><span class="label"><a href="#tag38">38</a>. </span>Nel cod. Ricc. manca <i>Al contrario</i>. Nelle -stampe leggesi <i>Al contorno</i>.</p> -</div> - -<div class="footnote" id="note39"> -<p><span class="label"><a href="#tag39">39</a>. </span>Così il cod. Magl. e le stampe: <i>sopra la -detta riviera del Nilo</i>: cod. Ricc.</p> -</div> - -<div class="footnote" id="note40"> -<p><span class="label"><a href="#tag40">40</a>. </span>Così amendue i codd. e le stampe.</p> -</div> - -<div class="footnote" id="note41"> -<p><span class="label"><a href="#tag41">41</a>. </span>Il cod. Ricc. ha per giunta: <i>e più altre -chiese sono sopra el detto monte</i>.</p> -</div> - -<div class="footnote" id="note42"> -<p><span class="label"><a href="#tag42">42</a>. </span>Il cod. Ricc. a questo luogo legge nel modo -seguente: <i>e dicono le genti che tutto è un luogo -medesimo et è tutto un paese, perchè l'uno -monte e l'altro si chiama Sinai, ma dall'uno -all'altro è una grandissima via, e nel mezzo -tra l'uno monte e l'altro è una valle profonda</i>.</p> -</div> - -<div class="footnote" id="note43"> -<p><span class="label"><a href="#tag43">43</a>. </span>Così i codd. e le stampe: forse <i>magione</i>.</p> -</div> - -<div class="footnote" id="note44"> -<p><span class="label"><a href="#tag44">44</a>. </span>Così i mss. e le stampe.</p> -</div> - -<div class="footnote" id="note45"> -<p><span class="label"><a href="#tag45">45</a>. </span>Questo avverbio posto così ass. e non seguito -dal <i>che</i>, mi giugne nuovo affatto.</p> -</div> - -<div class="footnote" id="note46"> -<p><span class="label"><a href="#tag46">46</a>. </span>Così i codd. e le stampe.</p> -</div> - -<div class="footnote" id="note47"> -<p><span class="label"><a href="#tag47">47</a>. </span>È in contraddizione con quello che l'autore -disse più sopra.</p> -</div> - -<div class="footnote" id="note48"> -<p><span class="label"><a href="#tag48">48</a>. </span>Così i codd. e le stampe.</p> -</div> - -<div class="footnote" id="note49"> -<p><span class="label"><a href="#tag49">49</a>. </span>Questa versione leggesi soltanto nelle -stampe.</p> -</div> - -<div class="footnote" id="note50"> -<p><span class="label"><a href="#tag50">50</a>. </span>Questi e simili scerpelloni sono scambiati -a vicenda nelle stampe e ne' codici: e non vi -s'è potuto rimediare.</p> -</div> - -<div class="footnote" id="note51"> -<p><span class="label"><a href="#tag51">51</a>. </span>Nota maniera efficace, che tanto innamorò -il Cesari, della quale egli parla nel <i>Dialogo -delle grazie</i>. Le stampe leggono <i>gocciono</i>, -e il cod. Ricc. <i>gittono</i>.</p> -</div> - -<div class="footnote" id="note52"> -<p><span class="label"><a href="#tag52">52</a>. </span>Così le stampe e il cod. Magl.: il cod. Ricc. -legge: <i>quando ella lo vide credette ch'egli fussi -uno frate del cordone, che così si chiamavono.</i></p> -</div> - -<div class="footnote" id="note53"> -<p><span class="label"><a href="#tag53">53</a>. </span>Una <i>torsa</i> vale dieci piedi.</p> -</div> - -<div class="footnote" id="note54"> -<p><span class="label"><a href="#tag54">54</a>. </span>Si poteva narrare sciocchezza maggiore?</p> -</div> - -<div class="footnote" id="note55"> -<p><span class="label"><a href="#tag55">55</a>. </span>Il cod. Ricc. ha <i>residenza</i>, e le stampe e -il cod. Magl. <i>stagio</i> o <i>staggio</i>, che vale <i>stallo</i>, -cioè <i>stanza, dimora</i>.</p> -</div> - -<div class="footnote" id="note56"> -<p><span class="label"><a href="#tag56">56</a>. </span>Così il cod. Magl. e le stampe: il Ricc. -legge ancora <i>sasso</i>.</p> -</div> - -<div class="footnote" id="note57"> -<p><span class="label"><a href="#tag57">57</a>. </span>Così le stampe e il cod. Magl. Il Ricc. -<i>offerire colombe e tortore</i>.</p> -</div> - -<div class="footnote" id="note58"> -<p><span class="label"><a href="#tag58">58</a>. </span>Cod. Ricc. <i>Crosoroe</i>.</p> -</div> - -<div class="footnote" id="note59"> -<p><span class="label"><a href="#tag59">59</a>. </span><i>Cleophas amata dal nostro Signore</i>: cod. -Ricc. Le stampe: <i>amica del nostro Signore.</i></p> -</div> - -<div class="footnote" id="note60"> -<p><span class="label"><a href="#tag60">60</a>. </span><i>d'india da quella de Arabia</i>: cod. Ricc.</p> -</div> - -<div class="footnote" id="note61"> -<p><span class="label"><a href="#tag61">61</a>. </span>Qui il nostro autore confonde Sichem con -Neopoli: non ricorda quel che disse poco più -sopra: e di due città ne fa una sola: ma non -è nuovo.</p> -</div> - -<div class="footnote" id="note62"> -<p><span class="label"><a href="#tag62">62</a>. </span><i>dinanzi per insino al mento è a Roma -nella chiesa</i>: cod. Ricc.</p> -</div> - -<div class="footnote" id="note63"> -<p><span class="label"><a href="#tag63">63</a>. </span>Le stampe leggono: <i>è tutta bruscolata</i>.</p> -</div> - -<div class="footnote" id="note64"> -<p><span class="label"><a href="#tag64">64</a>. </span>Mancano ne' codd. e nelle stampe, come -pur vedemmo altre volte.</p> -</div> - -<div class="footnote" id="note65"> -<p><span class="label"><a href="#tag65">65</a>. </span>Così il cod. Magl. e le stampe. Il cod. Ricc. -ha: <i>e questi tengono la legge greca</i>.</p> -</div> - -<div class="footnote" id="note66"> -<p><span class="label"><a href="#tag66">66</a>. </span><i>altre regioni</i>: cod. Ricc.</p> -</div> - -<div class="footnote" id="note67"> -<p><span class="label"><a href="#tag67">67</a>. </span>Così le stampe: i due codd. leggono <i>la -sua morte.</i></p> -</div> - -<div class="footnote" id="note68"> -<p><span class="label"><a href="#tag68">68</a>. </span>Così il cod. Magl. e le antiche stampe. -Il ms. Ricc. legge: <i>eglino ànno violato</i>.</p> -</div> - -<div class="footnote" id="note69"> -<p><span class="label"><a href="#tag69">69</a>. </span>Così le stampe e il cod. Magl.: nel Ricc. manca.</p> -</div> - -<div class="footnote" id="note70"> -<p><span class="label"><a href="#tag70">70</a>. </span>Manca nelle stampe e ne' codd., come altresì -vedemmo alla pag. 28. e come altresì vedremo -altre volte più innanzi.</p> -</div> - -<div class="footnote" id="note71"> -<p><span class="label"><a href="#tag71">71</a>. </span>I codd. leggon veramente <i>persona</i>, ma l'ediz. del 1488, -molto più ragionevolmente, ha <i>parola</i>.</p> -</div> -</div> - -<div class="tnote"> -<p class="tntitle"> -Nota del Trascrittore -</p> - -<p> -Ortografia e punteggiatura originali sono state mantenute, correggendo senza annotazione -minimi errori tipografici. Le correzioni ("<a href="#emendazioni">Emendazioni</a>") indicate a fine libro sono state riportate nel testo. -</p> - -<p class="covernote"> -Copertina creata dal trascrittore e posta nel pubblico dominio. -</p> -</div> - - - - - - - - -<pre> - - - - - -End of the Project Gutenberg EBook of I viaggi di Gio. da Mandavilla, vol. 1, by -John Mandeville - -*** END OF THIS PROJECT GUTENBERG EBOOK I VIAGGI DI GIO. DA *** - -***** This file should be named 60864-h.htm or 60864-h.zip ***** -This and all associated files of various formats will be found in: - http://www.gutenberg.org/6/0/8/6/60864/ - -Produced by Barbara Magni and the Online Distributed -Proofreading Team at http://www.pgdp.net (This file was -produced from images made available by The Internet Archive) - - -Updated editions will replace the previous one--the old editions will -be renamed. - -Creating the works from print editions not protected by U.S. copyright -law means that no one owns a United States copyright in these works, -so the Foundation (and you!) can copy and distribute it in the United -States without permission and without paying copyright -royalties. Special rules, set forth in the General Terms of Use part -of this license, apply to copying and distributing Project -Gutenberg-tm electronic works to protect the PROJECT GUTENBERG-tm -concept and trademark. 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Information about the Project Gutenberg -Literary Archive Foundation - -The Project Gutenberg Literary Archive Foundation is a non profit -501(c)(3) educational corporation organized under the laws of the -state of Mississippi and granted tax exempt status by the Internal -Revenue Service. The Foundation's EIN or federal tax identification -number is 64-6221541. Contributions to the Project Gutenberg Literary -Archive Foundation are tax deductible to the full extent permitted by -U.S. federal laws and your state's laws. - -The Foundation's principal office is in Fairbanks, Alaska, with the -mailing address: PO Box 750175, Fairbanks, AK 99775, but its -volunteers and employees are scattered throughout numerous -locations. Its business office is located at 809 North 1500 West, Salt -Lake City, UT 84116, (801) 596-1887. Email contact links and up to -date contact information can be found at the Foundation's web site and -official page at www.gutenberg.org/contact - -For additional contact information: - - Dr. Gregory B. Newby - Chief Executive and Director - gbnewby@pglaf.org - -Section 4. Information about Donations to the Project Gutenberg -Literary Archive Foundation - -Project Gutenberg-tm depends upon and cannot survive without wide -spread public support and donations to carry out its mission of -increasing the number of public domain and licensed works that can be -freely distributed in machine readable form accessible by the widest -array of equipment including outdated equipment. Many small donations -($1 to $5,000) are particularly important to maintaining tax exempt -status with the IRS. - -The Foundation is committed to complying with the laws regulating -charities and charitable donations in all 50 states of the United -States. Compliance requirements are not uniform and it takes a -considerable effort, much paperwork and many fees to meet and keep up -with these requirements. We do not solicit donations in locations -where we have not received written confirmation of compliance. To SEND -DONATIONS or determine the status of compliance for any particular -state visit www.gutenberg.org/donate - -While we cannot and do not solicit contributions from states where we -have not met the solicitation requirements, we know of no prohibition -against accepting unsolicited donations from donors in such states who -approach us with offers to donate. - -International donations are gratefully accepted, but we cannot make -any statements concerning tax treatment of donations received from -outside the United States. U.S. laws alone swamp our small staff. - -Please check the Project Gutenberg Web pages for current donation -methods and addresses. Donations are accepted in a number of other -ways including checks, online payments and credit card donations. To -donate, please visit: www.gutenberg.org/donate - -Section 5. General Information About Project Gutenberg-tm electronic works. - -Professor Michael S. Hart was the originator of the Project -Gutenberg-tm concept of a library of electronic works that could be -freely shared with anyone. For forty years, he produced and -distributed Project Gutenberg-tm eBooks with only a loose network of -volunteer support. - -Project Gutenberg-tm eBooks are often created from several printed -editions, all of which are confirmed as not protected by copyright in -the U.S. unless a copyright notice is included. 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